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toARTICOLI DEL 13-novembre 2008 #TOP
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Articoli
Scuola (265)
Gelmini, quel poco da salvare ( da "EUROPA ON-LINE" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, quel poco da salvare GILIBERTO
CAPANO Le linee-guida che il ministro Gelmini presenta oggi ai rettori sono un
canovaccio in cerca di grandi interpreti. Un canovaccio in cui sono elencati
tutti i problemi, oramai da troppo tempo noti, del sistema universitario e
abbozzate, in modo spesso generico,
Non è colpa della Carfagna ma di chi la strumentalizza ( da "EUROPA ON-LINE" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: aiuto della Gelmini e di altre/i di destra e
di sinistra, il mito giovanilistico di moda. La seconda: la vera responsabilità
politica nell?episodio Lula e in mille altri casi, sta a palazzo Chigi. Milioni
di allucinati credono alle virtù taumaturgiche del premier, anche in mancanza
di Obama nostrani.
Quelle maestre già dimenticate ( da "EUROPA ON-LINE" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: effetto continuerà a ricadere sulle madri
meridionali che, tanto, per il 62 per cento sono fuori del mercato del lavoro».
Così Mario Pirani su Repubblica (10 novembre) in una pagina che racconta «la
verità sulla riforma Gelmini». Ma, tranne queste e poche altre eccezioni, sui
giornali si parla solo di università. Le maestre? Già dimenticate.
Provincia di Catanzaro: i lavori del Consiglio ( da "Giornale di Calabria, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, a nomea suo
e del presidente del consiglio provinciale, Peppino Ruberto, con la quale
chiede ?una applicazione? della riforma, ?meno impersonale e che tenga in conto
le peculiarità del territorio?. ?Onorevole Ministro, questa - scrive la Ferro -
non è la prima, né l?
I giovani Cisl spiegano quali risposte si aspettano ora
dalla Gelmini ( da "Foglio, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: quali risposte si aspettano ora dalla
Gelmini Il sindacato di Bonanni e la spaccatura con la Cgil Università/ La Cisl
disdice partecipazione a sciopero venerdì Il dietro-front dopo l'incontro di
ieri con il ministro Gelmini Roma, 12 nov. (Apcom) - La Federazione Cisl
Università non parteciperà più allo sciopero generale del settore università e
ricerca previsto per venerdì prossimo.
13 novembre 2008 ( da "Foglio, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a Grillo era arrivata dagli studenti
bolognesi che lo hanno espulso (e poi preso a male parole) da uno dei cortei
anti Gelmini: “Buffone, non vogliamo primedonne”. Assistiamo al declino del
tribuno? “A me pare declinante tutta la satira manettara”, dice Peppino
Caldarola, che sul Riformista semisatireggia la politica italiana “ma con
rispetto”
Tagli, fronte docenti-studenti ( da "Denaro, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assemblea pubblica ha aperto il dibattito sul
decreto Gelmini Un governo che decide di investire in ricerca candida il paese
ad essere competitivo a all'avanguardia. Il monito emerge nel corso
dell'assemblea pubblica convocata presso la Facoltà di scienze economiche ed
aziendali dell'Università degli studi del Sannio per discutere dei tagli
previsti dal decreto Gelmini.
Epifani contro tutti La Cisl:... ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini la Cisl Università
ha deciso di compiere il dietro-front. Dal tavolo si èa alzata prima del tempo
la Cgil, mentre sia Cisl sia Uil hanno firmato il documento presentato da
Brunetta, Gelmini e Tremonti © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
sindacati ai ferri corti, è rottura cgil: 12 dicembre
sciopero generale - luisa grion ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Domani nella protesta contro la riforma
Gelmini sull´Università avrà al suo fianco («al momento» specifica il
segretario generale del comparto Alberto Civica) la Uil. Su quel fronte,
infatti, la Csil - assieme alla Ugl di Renata Polverini e allo Snals - si è
tirata indietro. La manifestazione era stata lanciata dal palco, allora
unitario, del mega-corteo di Piazza del Popolo dove -
Concerto per orchestra e coro contro i nuovi tagli alla
cultura ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro le forbici della Gelmini» e ieri sera
un quintetto del Regio itinerante è andato in soccorso degli universitari a
Palazzo Nuovo esibendosi in brani degli Anni 40 e 50. Specialisti della
protesta? «Fuori orario, stiamo cercando di contribuire alla comprensione del
grave problema - dice Giulio Arpinati, sindacalista dell'orchestra -.
"mi hanno visto da berlusconi? si sbagliano, ero a
porta a porta" ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Perché, si è tirato indietro sullo sciopero per
l´Università confermato da Cgil e Uil ? «Perché le condizioni sono cambiate, la
Gelmini ha aperto al dialogo, ha fatto capire che la riforma si farà, ma che
sarà una riforma condivisa e che si potrà ridiscutere sui fondi». (l.gr)
"ero pronto a fare il passo indietro ma tonino mi ha
chiesto di restare" - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Di Pietro mi aveva detto di intervenire in
tv sul referendum anti-Gelmini, ad esempio. Ho detto di lasciar perdere. Meglio
mantenere un profilo defilato». Però ha fatto quell´intervista in cui ha
paragonato il governo italiano al regime argentino. Non è proprio una cosa
rassicurante per Berlusconi, ammetterà.
I luoghi, ora e allora. Cancellata la scritta, non lavate
questo sangue ( da "Unita, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: nel cortile della Facoltà di Lettere e ha la
faccia della ministra Gelmini. Se la pioggia che ci martella da ore farà la
grazia di fermarsi, la "pupazza" verrà bruciata. «Diamo fuoco
all'ignoranza, quella che sette anni fa ha fatto da sfondo alla brutalità delle
giornate del G8». Ci parla Marco, studente poco piu' che ventenne.
contro l'università truccata verifiche reali sulla
ricerca - pier giorgio pinna ( da "Nuova Sardegna, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Mostra però di non considerare soddisfacenti
neanche alcuni recenti provvedimenti governativi, soprattutto quelli basati
unicamente sui tagli. Dopo aver operato per dieci anni alla Columbia University
di New York, dove ha ottenuto la cattedra a vita, oggi questo docente diventato
celebre nel giro di breve tempo per un saggio sugli scandali del malcostume
accademico insegna
Tre pullman per la capitale ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: alla manifestazione nazionale a Roma contro
la legge Gelmini sull'Università (adesioni si raccolgono ai numeri 334 8694211
e 347 5245710). Intanto alle
Il Conservatorio "Anche per noi rischio
chiusura" ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della Gelmini [FIRMA]ALICE PEDRAZZI
ALESSANDRIA Tutti fuori. La nuova strategia di contestazione «anti decreto
Gelmini», con le lezioni all'aperto per respirare aria di libertà e mettere in
piazza i problemi, coinvolge anche il Conservatorio. Per la prima volta,
abbandonati i toni suadenti della musica, il Vivaldi alza il registro e accende
gli altoparlanti:
se prevale l'ideologia - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a quella dell´Onda studentesca che domani
torna in piazza contro la riforma Gelmini e i tagli alle università (dalla
quale, per riflesso pavloviano uguale e contrario, si è ora dissociata la
Cisl). Da questo scenario di conflittualità endemica l´opinione pubblica può
ricavare solo un´inquietante sensazione di inadeguatezza.
L'AMMINISTRAZIONE comunale di Castelnuovo ha deciso di
convocare per domani ... ( da "Nazione, La (Lucca)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la cosiddetta Legge Gelmini. «Con la
partecipazione allo sciopero nazionale del 30 ottobre ? si legge nella nota
inviata alla stampa dal sindaco Sauro Bonaldi a nome dell?Amministrazione
comunale ? si sono praticamente concluse le agitazioni studentesche che, pur
sotto varie forme, hanno coinvolto gli Istituti superiori di Castelnuovo.
"Come la riforma Gelmini muta il futuro dei vostri
figli" ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: INCONTRO PER SPIEGARE ALLE FAMIGLIE LE
NOVITA' "Come la riforma Gelmini muta il futuro dei vostri figli" Le
conseguenze sociali ed educative illustrate stasera da un pedagogista
[FIRMA]RODOLFO CASTELLARO VALENZA Anche a Valenza levata di scudi contro la riforma
Gelmini. Se ne parla in un incontro dal titolo «La scuola è solo un costo in
più?
"No" all'autogestione dai liceali del Pascal ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: CONTRO LA GELMINI "No" all'autogestione
dai liceali del Pascal Gli studenti delle superiori di Ovada hanno bocciato
l'autogestione. La protesta contro la riforma del ministro Gelmini è saltata
perché non c'erano sufficienti adesioni. La scorsa settimana i ragazzi del
liceo Pascal, coordinati dal rappresentante di istituto,
"Noi, i dimenticati dell'istituto Agrario" ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini. «La riforma prevede
tagli pesanti per la nostra scuola - spiega una delle insegnanti, Roberta
Cantatore - Oltre alla perdita di autonomia, ci sarà una riduzione nel monte
ore, da
E i giovani di An vanno a difendere il ministero ( da "Unita, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E che domani pomeriggio ha convocato davanti
al ministero di viale Trastevere una contro-manifestazione in difesa della
Gelmini. Slogan: «Saliamo in cattedra» e «Liberiamo la scuola dalla dittatura
del '68». O anche: «Sosteniamo il cambiamento contro la reazione progressista».
Oggi la rivoluzione - spiega l'ex testa rasata Castellino - passa per l'azione
di governo.
Tagli, l'Università in piazza Ma la Cisl fa la fronda ( da "Unita, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: i sindacati di Università e Ricerca per
Pantaleo conferma che «il verbale fatto ieri all'incontro con Gelmini è pura
finzione: si confermano le nostre ragioni dello sciopero». Idem dalla Uil: sul
merito dalla Gelmini «nessuna garanzia sufficiente»». E mentre a stoppare
arrivano anche Ugl, Confsal Snals Università Cisapuni e Snlas-Confsal Ricerca,
il movimento intanto si prepara.
Piano Confindustria mani (e interessi) sugli istituti
tecnici Presentato alla Gelmini nei giorni scorsi durante un incontro da cui
sono stati allontanati i giornalisti: nelle scuol ( da "Unita, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sugli istituti tecnici Presentato alla
Gelmini nei giorni scorsi durante un incontro da cui sono stati allontanati i
giornalisti: nelle scuole un Cda che abbia strada libera nelle nomine dei
docenti Le mani di Confindustria su un pezzo della scuola pubblica: gli
istituti tecnici. Gli industriali vogliono «comandare» sui percorsi
d'istruzione per il settore tecnologico (
porte aperte da stamattina verdi e puccini sono gratis -
vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: entusiasmo degli studenti che, scesi in
piazza contro il ministro Gelmini, avevano ascoltato il concerto gratuito dei
musicisti del teatro - durerà dalle 10 alle 22.30 e avrà il suo momento più
solenne alle 21, con un concerto diretto da Gianandrea Noseda, in programma
Verdi e Puccini e un trascinante Va´ pensiero finale.
treno speciale per i ragazzi dell'onda - ottavia
giustetti ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo ha annunciato ieri Trenitalia dopo che un
gruppo dell´assemblea No Gelmini era andata in corteo martedì a Porta Nuova a
chiedere condizioni speciali per raggiungere la capitale in occasione della
manifestazione di domani. Il convoglio parte questa sera con undici carrozze e
sarà disponibile anche per il ritorno a 45 euro a testa.
Legge Gelmini: corteo e sit-in domani in Comune ( da "Giorno, Il (Lodi)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 7 Legge Gelmini: corteo e sit-in domani in
Comune CODOGNO ? CODOGNO ? CORTEO per il centro storico e sit in davanti al municipio.
Si terrà nel tardo pomeriggio di domani la manifestazione contro la legge
Gelmini sulla scuola promossa dal Comitato difesa scuola pubblica.
e sul web trionfa anna nuova eroina della protesta -
laura mari ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La paladina delle lotte anti-Gelmini non
esiste nella realtà, ma solo sul web, in particolare nel blog
annaadamolo.noblogs.org, ideato dai collettivi studenteschi in lotta da ormai
un mese contro i decreti Gelmini e Tremonti. SEGUE A P
SARÀ IL PRESIDENTE della Provincia, Giorgio Kutufà, ad
aprire la seduta... ( da "Nazione, La (Livorno)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istituzioni livornesi parleranno della
riforma Gelmini e delle sue ricadute sul territorio labronico. Le forze di
centrodestra hanno invitato a parlare l?onorevole Fustagni, vicepresidente
della commissione regionale sulla scuola. DOPO il saluto del presidente Kutufà,
la seduta sarà sospesa, così come vuole il regolamento del consiglio comunale,
per consentire gli interventi degli esterni:
l'onda spinge in piazza 100mila studenti - laura mari ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Onda e per approvare il documento della
"controriforma Gelmini". E oggi gli studenti dell´Onda tenteranno un
attacco hacker al sito del ministero dell´Istruzione (www.miur.it): alle ore 14
migliaia di cybernauti si collegheranno al portale del ministro Gelmini e
cercheranno di intasarlo per impedirne la funzionalità e l´accesso.
è polemica sulle "classi-ghetto"
"l'assessore marsilio si scusi" - anna maria liguori ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: martedì sera durante il dibattito con gli
studenti alla domanda sul rischio di discriminazione contenuto nella proposta
Gelmini di istituire classi differenziate, ha parlato della sua esperienza di
studentessa e di come la didattica risultasse compromessa dalla massiccia
presenza di extracomunitari, «fino all´80 per cento», in aule romane, definite
«classi-ghetto».
Una serata eclettica fra Cesare Pavese e turbogas ( da "Cittadino, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non mancheranno accenni al decreto Gelmini e
a tutte quelle tematiche, come la centrale a turbogas di Bertonico - afferma
l'ex sindaco Emilio Casali -, che in questo momento rivestono grande importanza
nel nostro territorio». Pavese parla spesso di arte intesa come
"mestiere" e la tecnica gli serve come autodisciplina per sfuggire
alle tentazioni del romanticismo,
sul web anna e la protesta - laura mari ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: raccontano la loro storia e fanno proposte
su come migliorare la scuola italiana. E l´invito a diventare tutti Anna
Adamolo passa anche attraverso il social network Facebook: dal blog è possibile
infatti scaricare il kit completo di foto, adesivi, timbro e occhiali simili a
quelli indossati dal ministro Gelmini.
I confederali si spaccano Cgil resta sola ( da "Giornale di Brescia" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro con il ministro Gelmini Raffaele
Bonanni e Luigi Angeletti hanno partecipato ad un incontro informale a Palazzo
Grazioli senza Guglielmo Epifani. Si profila una frattura nella Triplice ROMAI
sindacati si dividono sulla protesta sull'università e il ministro Gelmini
ottiene un primo importante risultato nel confronto con i sindacati.
"porgiamo l'altra guancia in attesa delle leggi
all'ars" - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: attribuzione delle accise sugli oli minerali
alla Regione, contro la riforma Gelmini, contro lo svuotamento dei fondi Fas.
Un semestre di governo che a Palermo, dopo la sbornia elettorale, ha visto Mpa
e Pdl litigare in continuazione proprio sui due capisaldi dell´azione
amministrativa indicati da Leanza: le nuove norme sulla sanità e sulla
burocrazia.
domani l'onda ritorna in piazza nuovi cortei di liceali e
universitari - claudia brunetto ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: università previsti dalla riforma Gelmini.
Andranno a Roma trecento persone con il viaggio spesato grazie al ricavato
delle iniziative di autofinanziamento che in questi giorni si sono svolte in
tutte le facoltà: concerti, feste e cene sociali. è fallito, infatti, il
tentativo di ottenere un accordo con Trenitalia per un´agevolazione sui costi
del biglietto.
E' DI QUESTI giorni la notizia che molti esercizi
commerciali della nostra p... ( da "Nazione, La (Pisa)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: avrebbero dovuto fare come i Cobas e
scioperare il 17 ottobre quando la Gelmini era ancora in discussione al
Parlamento. Non lesinano critiche al Governo. LA VOLONTA? del governo (malgrado
la propaganda sulle sue false ?aperture?, tese a portare confusione nel
movimento di lotta) è di tenere ferma la sostanza delle sue decisioni: taglio
dei fondi destinati all?
Università, niente stop ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: o vogliono crearsi una loro credibilità
prendendo le distanze dal Ministro Gelmini? La presenza di attività
universitaria nella nostra città data ormai da oltre un decennio, dato che la
prima Convenzione tra l?Università di Padova e il Cur è stata firmata
nell?estate del 1996. Allora furono istituiti i Diplomi Universitari, ma con la
riforma dell?
E' IN PROGRAMMA per oggi alle ore 17, presso la scuola
media Don Milani di v... ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: cosa comporta per la scuola massese la
cosiddetta riforma Gelmini. Interverranno il professor Adriano Godano
(dirigente scolastico), la prof.ssa Daniela Bernasconi, uno studente e un
genitore del ?Coordinamento studenti, genitori e insegnanti di Massa Carrara?.
Gli organizzatori dell?assemblea rilevano che la mobilitazione prosegue dopo le
molte iniziative in tutta la provincia:
Blitz degli studenti anti Gelmini alla Fiera di Genova ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini alla Fiera di Genova [FIRMA]MIRIANA
REBAUDO GENOVA Slogan anti ministro, alternati a «Se non cambierà, lotta dura
sarà». E, ancora, la scritta con spray rosso «No 133» sullo stand del ministero
dell'Istruzione. È iniziato nel segno della protesta «Abcd», il Salone italiano
dell'Educazione, la tre giorni sul mondo della scuola a 360 gradi organizzato
dalla Fiera di Genova.
le scuole hanno rischiato di chiudere ulivieri: non si è
fatto allarmismo ( da "Tirreno, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: proposito del decreto Gelmini.
"Spariranno almeno 4 scuole dall'Amiata Grossetana", era stato,
infatti, il leit motiv dei vari interventi che nei giorni caldi delle proteste
studentesche si era ripetuto anche da parte dei politici di centrosinistra. Un
allarme rosso, tanto che una conferenza permanente era stata creata proprio in
Comunità Montana con la partecipazione e il supporto dell'
la parentopoli delle riforme - nino blando ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ipotizzati dal ministro Gelmini? Dove i
problemi autentici, come sempre capita, si sono mescolati all´arte della
citazione di un copione che, esattamente da un quarantennio, celebra i suoi tic
sempre uguali a se stessi, ma svolgendo nello stesso tempo la funzione
importantissima di rito di passaggio nella soggettività delle nuove generazioni
alla loro fase adulta e di cittadinanza.
Un pezzo di Campus a Roma ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: protestare contro i tagli e altri
provvedimenti della riforma Gelmini gli studenti si stanno coordinando con
alcuni rappresentanti dell'Università di Genova e con i sindacati, per avere
informazioni dettagliate su treni speciali e pullman in partenza per la
capitale. Prendere parte al grande corteo nazionale è la forma di protesta che
gli universitari savonesi considerano più efficace,
"Fermiamo la riduzione delle scuole in attesa della
nuova legge Gelmini" ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fermiamo la riduzione delle scuole in attesa
della nuova legge Gelmini" Il piano di dimensionamento scolastico 2009-2012,
approvato martedì in Regione prevede la soppressione dell'Istituto secondario
di primo grado «Fabrizio De Andrè» e della Direzione scolastica che ha sede nel
polo della Massa di Albisola Superiore, che ingloba le due Albisole e Stella.
APPROVATO all'unanimità dal consiglio comunale di
Monterotondo Marittim... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riunitosi in seduta straordinaria per
discutere assieme ai cittadini la situazione della scuola pubblica a seguito
della legge Gelmini, un documento in cui «esprime la propria volontà di
adoperarsi per il mantenimento delle scuole, richiedendo che vengano introdotte
norme a salvaguardia delle aree montane e dei piccoli comuni nel rispetto della
costituzione che sancisce il diritto all?
Spaccare il sindacato accelera la riforme? ( da "Riformista, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: avendo sottoscritto un documento di intenti
con il ministro Gelmini che invece la Cgil non ha firmato. Se si aggiunge che
la Cgil rifiuta l'accordo sul nuovo contratto con Confindustria che Cisl e Uil
sono pronti a firmare, si capisce che ieri è andata definitivamente in frantumi
anche quella parvenza di unità sindacale che era sopravvissuta all'avvento del
centrodestra al governo.
Quel referendum è senza speranza ( da "Riformista, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: approvazione del decreto Gelmini al Senato, il
referendum proposto dal Pd s'è subito ritrovato avvolto in una coltre di
freddezza o di critiche, a cominciare da quella uscita dal congresso radicale.
Il partito dei referendum contro un nuovo referendum: perché? Innanzitutto
perché i radicali sanno che una consultazione come questa è impossibile,
Addio Triplice Guerra totale tra Cgil e Cisl ( da "Riformista, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bonanni si sfila pure dalla mobilitazione anti-Gelmini
di domani. Polverini (Ugl): «Momento drammatico per il sindacato italiano». di
Tonia Mastrobuoni Persino Lula ha fatto appello all'unità sindacale italiana.
Martedì, ospite dell'assemblea della Cisl, il presidente brasiliano,
tradizionalmente in ottimi rapporti con il il sindacato di Raffaele Bonanni,
La "133" non piace agli studenti, tantomeno a
quelli di Ascoli. Lezione in piazza del Pop... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Annunziata per protestare contro la riforma
del ministro Gelmini piazzando banchi, lavagne e computer portatili nel salotto
cittadino. A favorirli ci si è messo anche il bel tempo con una temperatura
piuttosto mite in osservanza della cosiddetta "estate di san
Martino". I ragazzi hanno appeso anche eloquenti manifesti di protesta
sulla facciata di palazzo dei Capitani: "No alla legge 133"
Quanto costa il caos al Cav. e a Veltroni ( da "Riformista, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Se Walter non ha bruciato in piazza la
strega Gelmini è soltanto perché i roghi inquinano l'ambiente. Passando a
questioni minori, tutto congiura contro il ritorno a casa degli elettori che
hanno lasciato il centrosinistra. Ne incontro di continuo: gente che, senza
batter ciglio, ha mollato il bordello dell'Unione per votare la Casa delle
libertà.
di Fabrizio d'Esposito Da Craxi a Berlusconi passando per
la sacra unzione dell'attalismo ( da "Riformista, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a meritarsi le sue lodi sono stati Brunetta
per la lotta ai fannulloni e la Gelmini per la riforma della scuola. Senza
contare che il leghista Calderoli lo aveva già incluso nel pensatoio bipartisan
per la semplificazione legislativa «perché tagliare le leggi non è una
questione di destra o sinistra». Bassanini dialoga sempre, anche sotto le
bombe.
Il vanity book di Ascheri mette in piazza i potenti ( da "Riformista, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che la storia si insegna con le date, che la
Gelmini fa benissimo a riportare i voti nelle pagelle e il grembiule è ottimo,
«rende i bambini tutti uguali e aiuta le famiglie più povere». Ascheri dice che
non vorrebbe più vedere il «potere incontrollato e arrogante del Pd opprimere
questa cittadella».
studenti, docenti e genitori in assemblea ( da "Tirreno, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. E l'incontro sarà un'importante
occasione per informare sulle leggi "Gelmini - Tremonti" e sulle
ricadute che queste avranno su tutti gli ordini di scuola, dalla materna
all'università, passando per elementari, medie e superiori; per aprire il dibattito
confrontando le posizioni e le esperienze vissute in queste settimane di
mobilitazione e per socializzare le iniziative
CON TANTI SALUTI AI LAVORATORI ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sul decreto Gelmini delle scorse settimane.
Vi è poi infine la questione più importante, quella legata al nuovo modello
contrattuale. Le parti sociali si erano impegnate a dare al Paese un nuovo
modello contrattuale entro fine settembre. L'obiettivo, da tutti condiviso, era
quello di rafforzare il legame tra salario e produttività e aumentare il peso
della contrattazione aziendale.
Sindacati spaccati, Cgil va sola ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il 12 dicembre sciopero generale senza le
altre due sigle. E domani la Cisl diserta il corteo contro la Gelmini Sindacati
spaccati, Cgil va sola Parla Epifani: il governo vuole isolarci, Bonanni e
Angeletti lo aiutano
le pene severe - raffaele bifulco ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Perché non chiedere al ministro Gelmini di
inserire una previsione che impedisca ai parenti dei professori già incardinati
in un ateneo di poter prendere parte ai concorsi da questo banditi, nonché di
non poter entrare in servizio nello stesso ateneo. è poco, ma da qualche parte
bisogna pure iniziare).
netstrike sulla rete della gelmini - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina XI - Napoli Netstrike sulla rete
della Gelmini Dopo la notte bianca fra concerti e spettacoli, gli studenti si
preparano alla manifestazione di domani a Roma ingolfando il sito del ministero
su Internet BIANCA DE FAZIO Hanno fatto le ore piccole con la "Notte
bianca in difesa della scuola e dell´università pubblica".
la protesta viaggia sul web con migliaia di slogan e foto
- lucilla fuiano ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contatti unici al giorno e una newsletter
inviata a oltre 500 indirizzi LUCILLA FUIANO La protesta anti-Gelmini viaggia
in rete. Numerosi sono infatti gli slogan creativi e le foto amatoriali che si diffondono
via web generando un circuito virtuoso che da Internet procede verso la
"real life", la vita reale. "Noi la crisi non la paghiamo"
cantano i ragazzi in un video su Youtube.
lezione all'aperto per gli studenti del tecnico othoca ( da "Nuova Sardegna, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della scuola targata Gelmini Berlusconi
prosegue con un ciclo di lezioni all'aperto che vedono impegnati a turno gli
istituti superiori cittadini. Ieri è toccato a una classe del Tecnico
industriale Othoca, che si è trasferita al gran completo (studenti, professori,
lavagne, bidelli e lavagne) all'ombra dei palazzi finanziari di vie Pietri per
una interessante lezione di storia.
Addio a gite scolastiche, progetti extra-didattici,
attività teatrali o musicali. Il liceo scie... ( da "Messaggero, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: offerta formativa per protesta contro la
riforma Gelmini. «La decisione, votata a maggioranza dal collegio dei docenti -
si legge nel comunicato della scuola - è stata presa come forma di protesta
contro gli ultimi provvedimenti normativi in materia scolastica». Quest'anno,
studenti e docenti rinunceranno a tutti i progetti che ampliano il Pof, all'adozione
di nuovi libri di testo,
Si <sveglia> il Suor Orsola, prima assemblea ( da "Corriere del Mezzogiorno" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università si è svolta la prima assemblea studentesca
per discutere l'approvazione del decreto Gelmini. «La nostra non è una forma di
polemica — chiarisce il rappresentante della facoltà di Scienze della
formazione Paolo Mercadante — ma un modo per informare gli studenti sulle
specificità della legge approvata in Parlamento ».
fratelli contro allo scientifico ( da "Nuova Sardegna, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: studentessa che è entrata allo Scientifico
durante la settimana di contestazione alla Gelmini. Lui allo Scientifico è
entrato, ma solo per dormirci durante l'occupazione, e della protesta era uno
degli organizzatori. Sono fratello e sorella, figli di una coppia giovane: lui
bancario e lei casalinga. E in famiglia parlano di tutto e rispettano una
regola: ognuno porta avanti le sue idee,
l'autonomia scolastica va salvaguardata - angelo
fontanesi ( da "Nuova Sardegna, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: interessato gli effetti che il decreto Gelmini
(ora legge) procurerà a Galtellì e in tanti altri piccoli paesi dell'Isola. Una
norma impone infatti la soppressione degli istituti comprensivi con meno di 500
studenti. E' il caso di Galtellì (298 studenti tra scuola dell'infanzia,
elementari e medie) e della vicina Irgoli (306) che a questo punto dovrebbero
accorparsi con la perdita,
Gli studenti: assedieremo la Centrale se non ribassano i
biglietti per Roma ( da "Corriere della Sera" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 6 categoria: REDAZIONALE Protesta Domani il
corteo anti-Gelmini. Oggi presidio in Prefettura Gli studenti: assedieremo la
Centrale se non ribassano i biglietti per Roma «Vogliamo solo andare a Roma ».
Gli universitari di Milano e la manifestazione di domani, nella capitale. «Da
raggiungere in treno, possibilmente a 15 euro ».
Legge 133/2008 assemblea aperta a Medicina ( da "Giornale di Brescia" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: All'appuntamento, che si terrà nell'aula A
della facoltà di Medicina dell'Università degli Studi, parteciperà anche il
preside di facoltà, il professor Alessio. L'obiettivo è quello di continuare
nell'attività di informazione e confronto sulla legge di riforma universitaria
del ministro Gelmini.
<TEMPO PIENO, OCCASIONE DI CRESCITA> AUMENTANO GLI
APPELLI ALLA GELMINI ( da "Corriere della Sera" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: AUMENTANO GLI APPELLI ALLA GELMINI non sono
utilizzate per giocare o per fare i compiti. Temo che con la riforma proposta
dal governo si ritornerà al «parcheggio». Per questo condivido l'appello
lanciato da questa rubrica. Stefano Giulini Agosteo Grazie dell'opportunità
offerta a noi mamme lavoratrici di dare voce alla protesta.
Si è conclusa ieri la prima fase delle lotte degli
studenti contro la Gelmini. Un fronte compat... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: degli studenti contro la Gelmini. Un fronte
compatto mai visto prima e che ha visto in campo tutti gli istituti superiori.
A cominciare dal Masci che ieri ha interrotto l'occupazione. «Al di là di ciò
che riusciremo ad ottenere con la protesta ha detto Marta Giuliani, docente di
italiano e latino - l'occupazione è stata un'esperienza positiva sia dal punto
di vista organizzativo,
Formazione, la Marcegaglia premia la Lovato Electric di
Gorle ( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ricerca e Università Mariastella Gelmini. La
Lovato a inizio
Genitori in piazza contro la preside ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: provvedimento non confermato dalla ministra
Mariastella Gelmini, malgrado l'esito di una ispezione a carico della stessa
Conserva. Il 3 novembre i genitori non hanno inviato i bambini a scuola per protesta,
azione poi rientrata il giorno successivo dopo un incontro con il provveditore
Giovanni Capobianco, che aveva invitato tutti ad attendere nuove determinazioni
ministeriali.
il comune non paga le bollette e acque spa interrompe le
forniture ( da "Tirreno, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIFORMA GELMINI Incontro a Uzzano PESCIA.
Dibattito sulla riforma Gelmini e sugli effetti che la legge sarebbe destinata
ad avere sulle scuole. è quello organizzato per questo pomeriggio dall'unione
comunale del Pd di Uzzano. Alle
Sindacati, il giorno della rottura Epifani accusa gli
altri due leader ( da "Corriere della Sera" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dopo l'incontro con il ministro
del-l'Istruzione, Mariastella Gelmini, hanno revocato lo sciopero e la
manifestazione nazionale di domani del personale dell'Università e della
ricerca, perché il governo si sarebbe impegnato a reperire nuove risorse per i
contratti. La Cgil e la Uil hanno invece confermato la protesta.
e i ragazzi di balbi fanno lezioni ai bambini ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E´ da un mese che Onda e i comitati
anti-Gelmini di "Sos scuola" lavorano insieme, condividono le
manifestazioni, sabato scorso a Balbiquattro occupata hanno organizzato anche
una "merenda" per i piccoli, con genitori e docenti della scuola
primaria. (m. b.)
l'onda all'assalto della fiera ma la gelmini non si fa
vedere ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assalto della Fiera ma la Gelmini non si fa
vedere L´Onda in corteo improvvisato, ieri mattina, per le principali vie del
centro di Genova, che, complice la pioggia, è stata strozzata dal traffico.
Sono partiti in oltre duemila, dalla Fiera di Genova, dove si è aperto ieri "Abcd,
il salone italiano della Formazione": dalle 10.
Sciopero dello spritz anti-Gelmini ( da "Corriere del Veneto" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: REDAZIONALE Gli studenti padovani Sciopero
dello spritz anti-Gelmini PADOVA — Sessantamila studenti chiudono i rubinetti
dello spritz. La movida universitaria ha disertato tutte le piazze della città
del Santo nella giornata clou dell'aperitivo serale. Il mercoledì universitario
ieri è rimasto a secco di clienti.
Catullo, autogestione per 600 studenti ( da "Corriere delle Alpi" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: autogestione a rotazione organizzata per protestare
contro la riforma Gelmini. Formula, quella della rotazione, che consente di
«mantenere sempre alta l'attenzione su un tema attuale e scottante», come
confermano gli organizzatori. Da ieri dunque niente lezioni per i ragazzi del
Catullo, che hanno partecipato in massa all'iniziativa.
Un bavaglio antiprotesta a prof e presidi ( da "Corriere delle Alpi" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: liberamente i contenuti della Riforma
Gelmini, già diventata legge. Niente più striscioni davanti agli istituti della
regione, dove docenti e non docenti potevano scrivere anche «Gelmini Somara».
Bavaglio anche ai presidi che sino a oggi hanno potuto partecipare anche alle
manifestazioni contro il ministro dell'Istruzione o avevano la possibilità di
rilasciare interviste ai mass media,
Un incontro sulla riforma Gelmini ( da "Corriere delle Alpi" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: SALCE Un incontro sulla riforma Gelmini
BELLUNO. Questa sera, alle 20,30, nella scuola materna di Salce, il Circolo di
Belluno-Mussoi del Partito Democratico propone un incontro su un tema molto
sentito, come quello della scuola e intitolato: "Scuola di ieri, scuola di
domani.
Apre i battenti la fiera Orienta dedicata al futuro degli
studenti ( da "Corriere delle Alpi" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre sabato (alle 10) spazio alla tavola
rotonda su: "Formazione, lavoro, università: come fare una scelta?
Rigidità dei sistemi attuali e prospettive future", alla quale è stato
invitato anche il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini. Tra gli altri
appuntamenti, domani alle 8.45 e alle 10.30 verrà proposto OrientaTeatro.
Studenti, la strana protesta <Via dai bar, spritz in
aula> ( da "Corriere del Veneto" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: estate 133 Gelmini. «Se il Bo colerà a picco
- spiegano gli studenti di Lettere il commercio ci seguirà nel fondo». Un
segnale lanciato dall'assemblea di facoltà di Lettere e Filosofia per portare
fuori dagli androni accademici la protesta e contaminare con la mobilitazione
anche gli affari degli esercenti padovani che tra apertivi,
Scuola, pronto il piano accorpati 34 istituti ( da "Corriere del Veneto" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Slitta invece al
A Roma con i soldi dei sindaci ( da "Corriere del Veneto" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini-Tremonti. Quasi in mille, tra
studenti, professori e ricercatori, saliranno stanotte sul treno speciale in
partenza da Venezia. Ieri, grazie ad una colletta improvvisata (tra gli altri,
il deputato Alessandro Naccarato e il capogruppo del Pd in Regione Giovanni
Gallo), sono stati raccolti in favore dell'Onda quasi 3 mila euro per pagare ai
manifestanti una parte del biglietto
piano regionale per la scuola ( da "Nuova Sardegna, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le contestazioni sollevate dai provvedimenti
contenuti nel decreto Gelmini, ora legge 133, riguardante la modifica e
trasformazione dell'attuale assetto scolastico, ha stimolato il giusto
intervento, oltre che degli operatori, anche delle amministrazioni comunali.
Sul problema, nel consiglio comunale di lunedì, l'assessore ai servizi sociali,
pubblica istruzione e cultura,
La Gelmini incontra i rettori <Ora il clima è
migliorato> ( da "Corriere della Sera" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: si segue lo spirito di Napolitano La Gelmini
incontra i rettori «Ora il clima è migliorato» Domani a Roma manifestazione
nazionale di Cgil e studenti Il ministero parla di un vertice «andato bene» La
mediazione a tre fra il ministro, Gianni Letta e Renato Brunetta ROMA — «Un
buon clima, e anche a rischio di apparire troppo ottimista,
ROMA - La Gelmini ha spuntato una lancia: quella della
Cisl che, con Ugl e Snals, ha deciso di revocare lo sciopero proclamato per
domani ( da "Adige, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ROMA - La Gelmini ha spuntato una lancia:
quella della Cisl che, con Ugl e Snals, ha deciso di revocare lo sciopero
proclamato per domani ROMA - La Gelmini ha spuntato una lancia: quella della
Cisl che, con Ugl e Snals, ha deciso di revocare lo sciopero proclamato per
domani.
Concorsi bendati ( da "Sole 24 Ore, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ora il decreto Gelmini ne cambia in parte il
meccanismo. Verrà eletto il triplo dei commissari, tra i quali saranno tirati a
sorte i membri della commissione. è un miglioramento, ancorché modesto. Il
tarlo resta, ed è la mancanza d'incentivi e punizioni adeguati e carriere
determinate dall'anzianità e non dal merito.
lezione del prof. ciliberto sotto le logge dei banchi ( da "Tirreno, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: I filosofi della Scuola Normale da stamani
fanno lezione sotto le Logge dei Banchi per protestare contro la legge Gelmini.
«In questi ultimi mesi si tende a far passare la linea - dice Michele
Ciliberto, docente di Storia della filosofia alla Normale - che tutti i mali
dell'università siano da imputarsi in qualche modo alle colpe dei baroni o dei
docenti».
Università e ricerca, i sindacati preparano lo sciopero ( da "Tempo, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il decreto Gelmini, la norma che in queste
settimane ha portato nelle piazze migliaia di cittadini, studenti, insegnanti e
genitori insieme, è diventata legge per queste ragioni è confermata la
mobilitazione di domani. La FLC Cgil del Molise ha organizzato due autobus che
porteranno a Roma la protesta degli studenti dell'Università,
Cari professori, bene il merito ma serve autocritica
sull'etica ( da "Sole 24 Ore, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini è scesa a più
miti consigli ed ha presentato un decreto legge sull'università assai diverso dal
preannunciato decreto taglia-tutto. Rimangono vari problemi irrisolti o mal
congegnati, come la falla che consente di continuare a facilitare le carriere
interne più che la creazione di nuovi posti (si veda Il Sole 24 Ore dell'
Sull'università la Cisl non sciopera Sindacati divisi ( da "Sole 24 Ore, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Rottura dopo le aperture di Gelmini: Cgil
avanti, Uil incerta Sull'università la Cisl non sciopera Sindacati divisi Anche
Ugl si sfila Oggi Brunetta vede i ricercatori sul tema precari Eugenio Bruno
ROMA E alla fine rottura è stata. La Cisl ha sciolto ieri la riserva: non
parteciperà allo sciopero generale di domani a Roma su università e ricerca
così come l'
La Cisl cede, la Uil vacilla ( da "Tempo, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Mariastella Gelmini. Il ministro
dell'istruzione martedì sera ha infatti incontrato — insieme a Berlusconi e
alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia — i leader di Cisl e Uil
sulla riforma dell'università. E ieri pomeriggio, dopo aver valutato le
proposte della Gelmini, Raffaele Bonanni ha deciso di revocare lo sciopero
generale di domani.
università riforma baroni e baronetti - franco carinci ( da "Repubblica, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pensavo che fossero state esaurite tutte le
possibili varianti ma sottovalutavo la provvida fantasia di una bella
ragazzotta, dal cognome vellutato ? Gelmini - la quale ha stoppato le votazioni
in programma per la tornata concorsuale prevista dalla legge e ha dato vita ad
una soluzione ibrida fra due formule entrambe sperimentate e condannate. SEGUE
A P
il ministro ci sta abbandonando ( da "Tirreno, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: LAVORATORI Il ministro ci sta abbandonando
Con preoccupazione leggo l'articolo in cui la Ministra Gelmini vuole ridurre i
fuoricorso (eliminarli? e come?) poi mi sollevo: non parla degli
studenti-lavoratori! Poi mi preoccupo di nuovo: trasversalmente molti docenti
concordano anche se non integralmente nelle modalità (ancora ignote). Io sono
uno studente lavoratore.
Epifani (Cgil) a Stampa: governo vuole isolarci ( da "Reuters Italia" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: si sottraggono sulla base di impegni con (il
ministro Maria Stella) Gelmini totalmente campati per aria. "E' una
bruttissima pagina, una cosa da basso impero...", ha detto Epifani in un
intervista al quotidiano "La Stampa". "... un governo
democratico ha il dovere istituzionale di confrontarsi con tutti, e di
rispettare tutti.
università in piazza, ma senza la cisl ( da "Messaggero Veneto, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini incontra la sigla di Bonanni che si
ritira dalla protesta di domani Ministeriali, raggiunto l'accordo sul contratto
per 190 mila: il no di Epifani ROMA. L'incontro "ad eslcudendum" tra
governo-Cisl-Uil-Confindustria senza la Cgil scatena un putiferio nel sindacato
e accorcia i tempi per la proclamazione dello sciopero generale da parte della
confederazione diretta da Guglielmo
vivere la scuola in famiglia: un progetto originale a
palau ( da "Nuova Sardegna, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: le modifiche legate alla riforma Gelmini. Il
laboratorio è articolato in incontri settimanali e si concluderà a metà
dicembre. Ma il tecnico "Falcone e Borsellino" ha avviato anche un
altro interessante progetto, destinato agli studenti del biennio. La
professoressa Daniela Satta guida gli alunni alla scoperta dei processi di
estrazione degli oli essenziali dalle erbe officinali.
L'unica cura possibile è la libertà di educare e di
essere educati ( da "Giorno, Il (Milano)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: come sta rischiando Mariastella Gelmini, e
non certo perchè fa un decreto di razionalizzazione, ma perchè non ha ancora
capito che la strada per guarire dalle malattie indicate da Giovanni Sartori è
l?autonomia e la parità, ossia detto in termini semplici, la libertà! Del resto
le malattie diagnosticate da Sartori hanno una causa unica,
<Riaprite la nostra scuola media> ( da "Giorno, Il (Milano)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: facendo da cassa di risonanza alle richieste
del quartiere al Ministero della Gelmini. «Riteniamo che un quartiere popoloso
come il nostro - aggiunge Vasori - necessiti di una struttura che permetta a
tutti i ragazzi tra i 10 e i 14 anni di frequentare la media nella zona di
residenza, senza dover sottostare a inutili spostamenti».
PRIMO pomeriggio, ha smesso di piovere, così decido di
fare una girata in bicicletta, f... ( da "Nazione, La (Firenze)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dei componenti di ciascuna squadra, compresi
quindi allenatore, riserve e accompagnatori, parla bestemmiando. Se quelli sono
i maestri di vita dei nostri ragazzi, se quello è il nostro linguaggio, se
quelli sono i nostri giochi, se quelle sono le nostre regole, ben venga la signora
Gelmini a mettere ordine. R.E. Granchi
Scuole a rischio, un'assemblea ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per discutere e contestare il decreto varato
dal ministro Mariastella Gelmini. Allievi, genitori, insegnanti e personale non
docente degli istituti di istruzione superiore Luigi Fantini di Vergato,
Montessori-Da Vinci di Porretta e Caduti della Direttissima Castiglione dei
Pepoli tengono oggi pomeriggio, alle 17,30, una prima assemblea nella sala
consiliare del municipio vergatese,
ROMA PERDE PEZZI la manifestazione nazionale per
l'universi... ( da "Nazione, La (Firenze)" del
13-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro con il ministro Gelmini alcune
delle sigle sindacali si sono «sfilate». La Cisl, Ugl e lo Snals hanno deciso
di revocare la partecipazione all?agitazione confidando nelle aperture del
ministro. La Uil mantiene in piedi l?adesione, anche se condizionata a risposte
dell?
Disordini nei cortei studenteschi Inchiesta affidata al
pm Orsi ( da "Giorno, Il (Milano)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: stato affidato al pm Luigi Orsi il fascicolo
sui disordini verificatisi durante le ultime manifestazioni studentesche contro
la riforma Gelmini. Il fascicolo nasce dalle denunce, contenute in una
relazione della Digos, in cui sono ipotizzati, tra gli altri, i reati di
manifestazione non autorizzata e occupazione di suolo pubblico in relazione
all?occupazione di alcuni istituti.
Statali, salta l'aumento diversificato ( da "Italia Oggi" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: quello che ha mobilitato le piazze in questi
giorni contro la riforma Gelmini. Si tratta del mondo dell'università e la
ricerca, che domani incrocerà le braccia, con una manifestazione nazionale a
Roma. Uno sciopero inizialmente unitario, che vedeva insieme Cgil, Cisl e Uil.
Ma dopo l'incontro di martedì dei segretari di settore con il ministro
dell'istruzione università,
tribunale e scuola, in consiglio si discute dei guai
della città ( da "Tirreno, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'altro grande tema è la scuola: all'interno
del consiglio è previsto un incontro tra gli amministratori e i consiglieri
comunali con i rappresentanti degli studenti e dei genitori delle scuole di
Pontedera. Con loro si discuterà dei problemi che sono conseguenti alla riforma
voluta dal ministro Gelmini.
Per il servizio "Seguimi" ( da "Alto Adige" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: decreto Gelmini) di tagliare dove invece non
si dovrebbe risparmiare, di favorire i benestanti a discapito dei meno abbienti
(vedasi investimenti a scuole e istituti privati). Non ultimo è da tener conto
che gli studenti di terza superiore che hanno ricevuto quest'anno i libri in
comodato (tanti dei quali valgono anche per i successivi due anni)
Gelmini, ritorna la protesta studentesca ( da "Alto Adige" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Luca Sgambelluri Gelmini, ritorna la
protesta studentesca Domani corteo da piazza Matteotti Stasera c'è un dibattito
al Torricelli I ragazzi in coro: non vogliamo abbassare la guardia BOLZANO.
Decreto Gelmini, torna la protesta. Domani gli studenti delle superiori saranno
ancora in piazza, con un corteo che da piazza Matteotti,
fiaccolata in difesa della scuola pubblica ( da "Tirreno, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in occasione dello sciopero dell'università,
Flc-Cgil, Cisl scuola, Gilda, hanno organizzato una fiaccolatain difea della scuola
pubblica e per dire no alla riforma Gelmini. Partenza da piazza delle Carcere e
conclusione in piazza Duomo dove parleranno un genitore, uno studente ed un
insegnante. A seguire musica.
Riuniti nelle facoltà occupate, impegnati giorno e notte
in gruppi di lavoro sulla legg... ( da "Messaggero, Il (Latina)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: impegnati giorno e notte in gruppi di lavoro
sulla legge 133 e la riforma Gelmini, assorbiti in assemblee e riunioni
infuocate, l'Onda anomala degli studenti prepara la grande mareggiata. Domani
circa 100 mila universitari e studenti delle superiori arrivati da tutta Italia
sfileranno per le vie della Capitale fin sotto il Senato.
Scuola, studenti delle superiori in lotta ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giovedì 13 Novembre 2008 Chiudi Ieri il
corteo al quale hanno aderito gran parte degli istituti reatini, per contestare
la Gelmini e le carenze degli edifici Scuola, studenti delle superiori in lotta
Seconda giornata di presidio allo "Jucci": «Andremo avanti ad
oltranza»
Non è solo una questione di termosifoni. O perlomeno non più.
Nata come protesta per il ma... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: si è abbattuta ben presto contro i tentativi
di riforma del ministro Gelmini, trascinandosi dietro anche tutte le quotidiane
magagne che investono principalmente l'edilizia scolastica: dall'Ipc senza
allacci per i termosifoni e senza palestra fino all'Alberghiero spezzettato su
quattro sedi didattiche. La cronaca della seconda giornata di mobilitazione
studentesca inizia presto,
scienze rende pubblica la ricerca lettere invita i
politici a palazzo ( da "Messaggero Veneto, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ultimo decreto Gelmini anche se «la
situazione - ha aggiunto - resta paradossale: quando si tagliano le risorse non
si può chiedere agli atenei atteggiamenti virtuosi». Studenti e docenti,
infatti, si sono detti preoccupati soprattutto per la chiusura delle Scuole di
specializzazione per la formazione degli insegnanti (Siss) e la prospettiva
dell'
I tagli alla ricerca fanno paura a tutti e il Consorzio
universitario ternano è già corso ... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la facoltà nomina un docente interno e tutti
i docenti della materia a livello nazionale votano per scegliere gli altri
quattro commissari. La Gelmini introdurrà invece il sorteggio. Verranno cioè
eletti in numero doppio i commissari e poi, tra questi, si procederà
all'estrazione. L'obiettivo è quello di evitare "cordate" a favore di
alcuni candidati. C.Pr.
Anche a Cassino il sindacato si divide sulla riforma
dell'università. Ieri mattina l'... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per aver firmato insieme alla Uil un
documento per le richieste del settore presentato alla Gelmini. La Uil, invece,
attraverso il segretario generale Civica, presente nell'Aula Pacis, ha
confermato l'agitazione "perché le garanzie del Ministro non sono
sufficienti. Al momento - ha sottolineato - non ci sono ragioni per revocare lo
sciopero che si prevede con adesioni molto forti".
Lezione sul decreto Gelmini durante l'occupazione del
Liceo Classico... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giovedì 13 Novembre 2008 Chiudi Lezione sul
decreto Gelmini durante l'occupazione del Liceo Classico
Convegno sulla scuola con l'ex ministro Fioroni Il Pd scende
i... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Confindustria, incontro su lavoro e
sicurezza Parteciperà anche Raffaele Guariniello, procuratore della Repubblica aggiunto
di Torino, al seminario dedicato alla sicurezza nei luoghi di lavoro
organizzato da Confindustria Perugia e Federmanager, l'Associazione nazionale
dei dirigenti d'azienda per domani nella sede di Confindustria a partire dalle
15.
In un colpo solo è riuscito a far trovare un fronte
comune fra studenti, genitori e molti dei d... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: effettivamente il decreto del ministro dell'Istruzione
Gelmini. E l'amarezza per come questa decisione è stata imposta attraversa
tutti. Anche perchè la "punizione" appare comunque diseducativa. «Se
è vero che le gite fanno parte del programma didattico, perchè ci viene tolta
la possibilità di apprendere in maniera diversa rispetto allo studio sui libri?
FANO - Volantini e messaggi elettronici passano di mano
in mano, di computer in computer, per chiama... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Jurassic School - Benvenuti nella scuola del
passato" e poi la sfilza di motivi contro la riforma Gelmini. In serata,
sempre dopodomani, concerto rock nella sala "Il Cubo", a San Lazzaro,
organizzato dal circolo "Allende". Suonano i gruppi: "Nudi sotto
la pioggia", "Not so expensive", "The loffers" e
"The Barbacans". O.S.
Ci sarà anche l'onorevole Giuseppe Fioroni, ex ministro
della pubblica istruzione, nell'incontr... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ci saranno le novità introdotte dalla
Riforma Gelmini, che anche a Spoleto ha determinato la protesta di studenti e
insegnanti. La scuola spoletina in generale vive lo stesso stato di malessere
di altri istituti italiani. Docenti e discenti si trovano tutti nello stesso
calderone di una didattica che deve fare i conti con il "risparmio".
A Roma con i soldi dei sindaci Lezioni in piazza sotto i
tendoni ( da "Corriere del Veneto" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini-Tremonti. Quasi in mille, tra
studenti, professori e ricercatori, saliranno stanotte sul treno speciale in
partenza da Venezia. Ieri, grazie ad una colletta improvvisata (tra gli altri,
il deputato Alessandro Naccarato e il capogruppo del Pd in Regione Giovanni
Gallo), sono stati raccolti in favore dell'Onda quasi 3 mila euro per pagare ai
manifestanti una parte del biglietto
Riforma Gelmini: un'assemblea ( da "Libertà" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riforma Gelmini: un'assemblea GOSSOLENGO -
Domani, venerdì, alle 21 nella biblioteca comunale di Gossolengo si parla della
Riforma Gelmini. All'incontro, promosso da Sinistra Unita per Gossolengo,
interverrano vari rappresentanti del mondo scolastico: Raffaella Morsia,
sindacalista di Cgil Scuola, gli insegnanti Andrea Vantadori e Antonella
Codazzi e la studentessa Jessica Valisa.
<Occupazione al termine> ( da "Adige, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: l'assenza di risorse per il rinnovo dei
contratti di lavoro. In Trentino il «Comitato No Gelmini» aveva mobilitato
duemila studenti nel corteo del 28 ottobre. Poi sono state promosse varie
iniziative, fra cui l'occupazione di Sociologia e la didattica alternativa.
13/11/2008
a proposito di brunetta e gelmini ( da "Messaggero Veneto, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
scuola FI: <Gazebo a Piangipane contro le bugie sulla
riforma Gelmini> ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gazebo a Piangipane contro le bugie sulla
riforma Gelmini» UN GAZEBO di Forza Italia - Popolo della Libertà sarà presente
oggi, giovedì 13 novembre, presso il mercato di Piangipane «Per illustrare ai
cittadini ? scrive il coordinatore comunale Alberto Ancarani ? la riforma della
Scuola e per smascherare le bugie della sinistra».
L'ombra dello sciopero sulla prima sciata Scuola e fisco,
Tonella lancia l'offensiva ( da "Corriere del Veneto" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: data: 2008-11-13 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE A Treviso Irpef e riforma Gelmini nel mirino del centrosinistra in
provincia Il 7 dicembre Gli operatori delle funivie vogliono l'aumento. Le
imprese: «Siamo in passivo» L'ombra dello sciopero sulla prima sciata Scuola e
fisco, Tonella lancia l'offensiva BELLUNO —
La protesta viaggia in Retee invade la Fiera del mare ( da "Secolo XIX, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Doveva essere solo un presidio (simbolico,
considerato che il ministro Gelmini non si è visto), poi però spontaneo è nato
il corteo, che ha marciato chiassoso e colorato lungo via Brigate Partigiane,
via Venti Settembre, piazza De Ferrari, piazza Fontane Marose e via Garibaldi,
piazza della Nunziata fino in via Balbi.
<eliminiamo le gite scolastichecosì colpiremo
l'indotto degli istituti> ( da "Secolo XIX, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Abrogare la legge 137, meglio nota come legge
Gelmini, e abrogare l'articolo 64 della legge Finanziaria che, "ai fini di
una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena
valorizzazione professionale del personale docente" riduce il numero di
insegnanti e personale Ata. 13/11/2008
L'unità degli studenti, il fronte sindacale diviso ( da "Secolo XIX, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro di due sere fa tra i sindacati e il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Cisl e Uil hanno firmato un
documento che contiene le loro principali richieste, la Cgil ha abbandonato il
tavolo. «Aspettiamo di vedere cosa accadrà nelle prossime ore - dice Marco
Striseo, coordinatore ligure della Uil-Università e Ricerca -.
protesta, luci accese nelle aule ( da "Centro, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: diritto allo studio assemblee di genitori e
docenti Nasce il comitato per la scuola E mail ai candidati alla Regione per
dire no alla legge Gelmini CHIETI. Scuole con le luci accese, per significare
una presenza ineludibile. Lunedì pomeriggio, in occasione della giornata
mondiale del diritto allo studio, sono previste assemblee dei genitori nei
diversi edifici scolastici della città.
università, i sindacati si dividono ( da "Messaggero Veneto, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: senza precedenti Sacconi replica: ormai sono
isolati Università, i sindacati si dividono La Gelmini incontra Bonanni e la Cisl
si sfila dalla protesta di domani. Cgil e Uil invece manifesteranno La Cgil
esclusa dal vertice con il governo: sciopero generale il 12 dicembre ROMA.
Sciopero generale il 12 dicembre. Lo proclama la sola Cgil;
Riforma della scuola: la protesta arriva a Codogno ( da "Libertà" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Comitato difesa scuola pubblica" che si
oppongono al decreto Gelmini da poco diventato legge. Dopo l'iniziativa di
Casale, nell'ottobre scorso, e a Lodi l'8 novembre, ora è la volta di Codogno:
il ritrovo dei partecipanti è alle ore
<Diamo la pagella alla Margonara> ( da "Secolo XIX, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per protestare contro la legge 133 del
ministro Gelmini. A fianco degli incontri sulla Margonara - a cui hanno
partecipato anche l'assessore comunale all'Ambiente Jorg Costantino, Livio
Giraudo del PD e Patrizia Turchi di "A sinistra per Savona"? e Maersk
- ci sono stati l'approfondimento sulla Costituzione tenuto dalla professoressa
Rosanna Lavagna,
scuola, firme per la riforma ( da "Centro, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: «La riforma Gelmini è al centro, già da
diversi giorni del dibattito politico che riguarda soprattutto gli studenti che
si trovano in posizione contrapposta circa la bontà o meno del tanto discusso
provvedimento» commenta in una nota il coordinamento dei giovani
"azzurri".
gigi zoppello L'ennesima <riforma> della scuola, i
giovani d'oggi, la nostalgia di un passato più disciplinato e formativo ( da "Adige, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: penso ad esempio alla storia ed alla
geografia: ci aspettavamo molto dai Soloni di Roma, ma non ho mai visto
codificare un modo intelligente di insegnarle». Come giudica la scuola di oggi,
con i «debiti formativi» ad esempio... «L'idea in sé non sarebbe neanche male,
se il recupero fosse fatto davvero, non con una spruzzatina veloce in due
settimane.
lunedì il consiglio-tandem sulla scuola ( da "Tirreno, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: tandem Comune e Provincia sulla situazione
della scuola nell'era Gelmini è stato trovato. Sarà una seduta aperta, cioè con
la partecipazione attiva delle «parti civili e sociali interessate» e si terrà
lunedì prossimo, 17 novembre, a partire dalle 10 presso il salone-teatro del
chiostro della Madonna in via delle Galere.
studenti: noi ci saremo ( da "Tirreno, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dicono i promotori della contestazione studentesca
anti-Gelmini, che spiegano di essersi «sempre proclamati, e lo facciamo
tuttora, apartitici ma non apolitici». E aggiungono: «Abbiamo una nostra idea
ben precisa di come vogliamo la scuola pubblica e non potrebbe essere
altrimenti, visto che il nostro futuro dipende da essa.
Scuole, nessuna chiusura Verona la più virtuosa ( da "Arena, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Novembre 2008 PROVINCIA Pagina 31 IL DECRETO
GELMINI. L'assessore è soddisfatta dopo il vertice in Regione: c'è un'ipotesi
solo per gli istituti comprensivi Scuole, nessuna chiusura «Verona la più
virtuosa» Possibile l'accorpamento Badia-Tregnago Tezza: «Non è un obbligo,
ascolterò i sindaci e valuteremo insieme cosa sia meglio fare» MARIA LUISA
TEZZA È tornata dal vertice in Regione,
Convoglio a prezzo speciale "Gli studenti pagheranno
45 euro" ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: No Gelmini» un convoglio per raggiungere la
manifestazione nazionale in calendario domani a Roma. Dopo le richieste a
raffica e un'assemblea svoltasi l'altro ieri nell'atrio della stazione di Porta
Nuova, i ragazzi dell'Università di Torino hanno ottenuto un treno
straordinario di 11 carrozze, disponibile per andata e ritorno,
Anche politici in cattedra al liceo Grassi ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: protesta responsabile contro la riforma Gelmini»,
andrà avanti sino a sabato. Domani, in aula magna, è in programma anche un
interessante faccia a faccia tra i senatori Franco Orsi (FI) e Roberta Pinotti
(Pd) sul piano dei tagli a scuola e università. Il primo giorno di cogestione
si è svolto nella massima tranquillità, senza il minimo incidente e nel
rispetto della sicurezza:
Lezioni all'aperto e pullman per Roma ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. A Scienze Mfn gli studenti hanno
rilevato che i ritocchi alla legge, non riducono i tagli del 10 per cento ai
finanziamenti, «che - ribadisce anche il preside Aldo Viarengo - bloccherebbero
di fatto l'attività degli atenei». Intanto per la giornata di sciopero e
protesta organizzata a livello nazionale a Roma gli studenti hanno organizzato
pullman con ritrovo in piazza Garibaldi
Tre scuole si "auto accorpano" ( da "Stampa, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tricerro e Costanzana giocano d'anticipo sul
decreto Gelmini Giocano d'anticipo i sindaci di Ronsecco, Tricerro e Costanzana
sul decreto Gelmini. Prima che qualcuno decida a casa loro, Gilardino, Borgogna
e Guasco hanno preparato un progetto di riorganizzazione delle scuole che
permette di raggiungere gli standard minimi richiesti.
allo slataper occupazione finita ma è cominciata al
d'annunzio ( da "Messaggero Veneto, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La protesta contro la riforma Gelmini. Al
liceo psico-pedagogico confronto tra gli studenti e la preside Allo Slataper
occupazione finita Ma è cominciata al D'Annunzio Continua lo stato di
agitazione della scuola goriziana nell'ambito della protesta anti-Gelmini. Da
ieri mattina anche l'Istituto tecnico per le attività sociali
"D'Annunzio" è - seppur parzialmente -
<ScongiuRataun'altra "gelmini"> ( da "Secolo XIX, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: gelmini"» vincenzi n «L'INCONTRO è
stato positivo, almeno si è evitata una Gelmini due». Il sindaco di Genova
Marta Vincenzi ha appena lasciato il ministero dei Beni culturali dove si è
svolto l'incontro con il ministro Sandro Bondi in cui sono stati discussi i
problemi della lirica italiana e dichiara un ottimismo assai moderato.
Il Salone degli studentiè già sulla cresta dell'Onda ( da "Secolo XIX, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Aspettando il ministro Gelmini, che non si è
presentata, Abcd e Orienta-menti, salone dell'educazione e della formazione dai
3 ai 25 anni, dalle materne all'Università, si è aperto ieri in Fiera con una
scritta con bomboletta rossa in campo blu: "No 133". Discretamente
campeggia sulle pareti dello stand del ministero dell'Istruzione,
Ci mancava pure lo Stato bidello ( da "Opinione, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: cultura potrebbe far funzionare il sistema
Ci mancava pure lo Stato bidello La Gelmini ha fatto una legge che finisce per
rafforzare il centralismo in materia di istruzione, e quindi contro il
federalismo di Gilberto Oneto Da tempo Pagliarini ripete sornione che
Berlusconi è comunista, certo non nel senso del pugno chiuso o del terzo buco
nel naso, ma in quello di statalista oggettivo.
Le sigle si spaccano sull'università ( da "Opinione, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Vogliamo proseguire il confronto che si è
aperto con il ministro Gelmini per arrivare ad una riforma condivisa? spiega
Antonio Marsilia, segretario generale del settore università della Cisl. Nel
corso dell?incontro, infatti, il Ministro Gelmini ?ha dimostrato ampia
disponibilità ad affrontare positivamente le richieste sindacali e a trovare
soluzioni concrete in tempi certi?
Minimo sindacale ( da "Opinione, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E qualcosa sta già cambiando, visto che la
Cisl ha deciso di revocare lo sciopero di domani sull?Università dopo un
incontro con il Ministro Gelmini. Paura di rimanere in un angolo, mera
opportunità politica o nuova strategia? Sarà il tempo a dirlo, di certo però ?
almeno questo ? non è un suicidio.
di Giorgio Ursicino Divisi allo sciopero. La riforma
della scu... ( da "Leggo" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro con ministro Gelmini e le novità
contenute nel decreto firmato dal Presidente della Repubblica. La Uil sta
ancora riflettendo sul da farsi, mentre la Cgil resta irremovibile. La
confederazione guidata da Epifani non solo ha confermato lo sciopero e la
manifestazione di domani, ma ha indetto una giornata di sciopero generale il 12
dicembre.
Il "No-Gelmini Day" ha fatto flop ( da "Opinione, L'" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: No-Gelmini Day? ha fatto flop di Gennaro
Esposito Mentre a Roma Guglielmo Epifani inneggiava alla democrazia parlando con
soddisfazione alla gente radunata in Piazza del Popolo, a Rimini andava in
scena il fallimento della manifestazione contro il decreto Gelmini.
Palazzo Nuovo per una notte tempio della musica classica:
ieri sera nell'atrio di via Sant’... ( da "Leggo" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini" torinesi si uniranno alla
grande manifestazione del mondo della scuola. E stasera gli studenti torinesi
sbarcano sulla tv pubblica: le telecamere di Annozero saranno alle ex-Ogr, ora
sede del Politecnico, dove, per la puntata dal titolo "La crisi e i
fannulloni", il giornalista Sandro Ruotolo intervisterà in diretta
studenti e operai che da un mese protestano insieme contro
Sindacati spaccatila Cgil va in piazza ( da "Secolo XIX, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sindacati spaccatila Cgil va in piazza Cisl
e Uil a cena da Berlusconi, Epifani rompe l'unità: fatto grave ' 13/11/2008
bonanni mollasulla scuolaLa Cisl non sciopera venerdì: vogliamo proseguire il
dialogo avviato con la Gelmini raffaele bonannisegretario Cisl 13/11/2008
Cgil di fronte a un bivio:o si spacca o resta isolata ( da "Secolo XIX, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Illustre ministro Gelmini - ha ammonito
quest'ultimo - non si renda complice di una truffa», le elezioni, infatti, sono
«pilotate dai gruppi di potere accademico» e i «vincitori già stabiliti prima
ancora delle nomine delle commissioni». «Concorsi truccati», denuncia
l'impavido professore che non si è risparmiato il coup de théâtre: «A riprova
di ciò,
IL MONDO sindacale è diviso sul fronte della protesta per
la riforma dell ... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini rispetto a questi comparti e non è
casuale che l?approfondimento ?tecnico? che si terrà giovedì (oggi, ndr) col
ministro Brunetta, dovrà affrontare i temi legati alla stabilizzazione dei
precari e ai rinnovi contrattuali. La Flc Cgil ha apprezzato le dichiarazioni
di buona volontà del ministro Gelmini di affrontare le criticità relative al
problema del precariato e dei contratti
Il nuovo piano al ministero. Chiesti i fondi che mancano ( da "Nazione, La (Siena)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: non con il titolare del dicastero
Mariastella Gelmini (cui è stata recapitata un?informativa della prefettura) ma
con le direzioni generali. Il motivo? Portare al governo centrale il piano di
risanamento condiviso con le istituzioni locali. UNA PROMESSA di aggiornamento
«in progress» già fatta al momento in cui il ministro Gelmini annunciò l?
di DAVIDE MISERENDINO DALL'ELEZIONE all'insediamento ne
sono cambiat... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chiedono chiarimenti sulla riforma Gelmini, è
difficile prendere fiato». L?ultimo confronto risale a pochi giorni fa, alla
facoltà di medicina? «Sì, c?è stato un incontro per chiarire alcuni punti della
legge sull?università. Gli studenti sono molto preoccupati per il loro futuro,
ed è innegabile che si troveranno davanti una situazione difficile nei prossimi
anni»
VERRA' o non verrà? La partecipazione di Silvio
Berlusconi al meeting... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: del ministro Mariastella Gelmini ha
consigliato le forze dell?ordine a blindare l?area dell?evento per evitare o
contenere possibili manifestazioni di protesta. Dall?ultimo programma reso noto
sono anche state cancellate le due serate alle Panteraie, appuntamenti invece
fissi delle edizioni 2006 e 2007.
È NATO il coordinamento dei comitati cittadini che in
questi due mesi si son... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: coordinamento dei comitati cittadini che in
questi due mesi si sono costituiti per contrastare il pacchetto di leggi
Tremonti-Gelmini e ? si legge in una nota ? «la diffusione di una idea di
scuola classista, che schiaccia i bambini e ragazzi svantaggiati e li esclude progressivamente
dal percorso formativo». Il coordinamento comprende docenti di Cesena,
Gambettola, Cesenatico e Cervia.
STASERA alle 21.30 all'elementare Giovanni Dei di
Lamporecchio è in pro... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: approvazione della legge Gelmini: quale
scuola, quale futuro per i nostri figli». Interverranno gli assessori alla pubblica
istruzione provinciale, Giovanna Roccella, e comunaleCarla Bollettini, il
professore Carlo Dami, in rappresentanza dei Cobas scuola e il dirigente
scolastico Ivo Torrigiani.
Sì al sostegno ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: se ne infischiano delle norme dettate dal
ministro Gelmini. L?esempio lampante è quanto è stato stipulato con la
cooperativa sociale ?Il mondo?. Garantirà, anche per l?anno scolastico 2008 /
2009, il sostegno linguistico nelle scuole dell?obbligo. L?insegnamento della
lingua italiana, riservato agli alunni stranieri, per consentire loro di
seguire meglio le attività didattiche,
Campus universitario, domani la nuova protesta
anti-Gelmini ( da "Gazzetta di Modena,La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: domani la nuova protesta anti-Gelmini
Continuano le proteste a Modena contro i provvedimenti del governo Berlusconi
sull'istruzione. Domani Casa dei giovani della sinistra e Sinistra studentesca
si riuniranno alle ore 10 e 30 presso il Cus di via Campi per poi spostarsi
sino al cuore del Campus universitario.
Domani corteo per le vie della cittàcontro la Gelmini ( da "Sicilia, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università Domani corteo per le vie della
città contro la Gelmini Alla vigilia della manifestazione nazionale contro i
tagli a scuola e università, prevista per domani a Roma, si mobilita anche l'onda
palermitana. La maggior parte degli studenti rimarrà in città, «a causa ?
dicono i rappresentanti del movimento studentesco ?
IERI mattina nell'unico istituto superiore faentino
occupato dagli studenti,... ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dalla bocca di alcuni sindacalisti ed
esperti del settore quali potranno essere gli effetti della riforma della
scuola varata dal ministro Gelmini, una riforma che comporterà un significativo
taglio di posti di lavoro e minori risorse per il settore scolastico. Così,
mentre poche decine di studenti seguivano le lezioni regolari nelle aule
lasciate libere dagli studenti ?occupanti?
L'OCCUPAZIONE dell'Oriani non è andata giù ad alcuni
studenti che han... ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non condividiamo il decreto Gelmini, ma
crediamo in forme di protesta costruttive, non finalizzate solo alla perdita di
tempo. Qualsiasi iniziativa dovrebbe proporsi un intento formativo, grazie al
contributo di esperti in grado di offrire la loro testimonianza su questioni
attuali.
<No alla riforma Gelmini> Gli studenti di Architettura
a lezione in Piazza ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: No alla riforma Gelmini» Gli studenti di
Architettura a lezione in Piazza LA PROTESTA DUE GIORNI di lezione davvero
particolari per gli studenti della facoltà di Architettura di Ascoli. Il
collettivo studentesco dell?università ha infatti organizzato una
manifestazione di protesta contro la riforma Gelmini e, nelle giornate di ieri
e oggi,
LA RIFORMA scolastica messa in atto dal ministro
Mariastella Gelmini sarà al... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 18 LA RIFORMA scolastica messa in atto dal
ministro Mariastella Gelmini sarà al... LA RIFORMA scolastica messa in atto dal
ministro Mariastella Gelmini sarà al centro di un dibattito che questa sera
(ore 18) il Partito Democratico di Uzzano organizza nella sala consiliare del
comune in Piazza Unità d?Italia,
notte al maldura no allo spritz del centro casale,
concerto in aula ( da "Mattino di Padova, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sostenuto dai docenti per ribadire il
dissenso del Bo al decreto Gelmini. Ma in un modo equilibrato e pacifico. Aule,
corridoi, cortili gremiti di gente: a migliaia fra studenti e ricercatori,
precari e docenti hanno seguito dalle 17 alla mezzanotte dibattiti, mostre,
proiezioni, spettacoli. Alle 23, quando ha avuto inizio la performance del
cantante-attore Giulio Casale sul Sessantotto,
Ateneo, la mobilitazione non si ferma ( da "Nuova Ferrara, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro di ieri col ministro Gelmini) la partecipazione
si preannuncia «altissima - spiega Fausto Chiarioni (Flc-Cgil) - ed è
importante che partecipino tutte le componenti dell'università, come sta
accadendo qui a Ferrara. E la manifestazione di martedì in città ha dato
chiaramente la percezione che tutta la scuola e l'università sono impegnate per
la salvaguardia dell'
gelmini imbavaglia i presidi ( da "Mattino di Padova, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: disposizioni della dirigente scolastica regionale
proibiscono a dirigenti e docenti di concedere spazi fuori orario Gelmini
imbavaglia i presidi Diktat della Palumbo: stop a sit-in, striscioni e
interviste VENEZIA. Stop alle proteste dell'Onda in tutte le scuole del Veneto,
vietato criticare la riforma Gelmini sia con le «notti bianche» sia con più
normali dichiarazioni ai giornalisti.
Non è un paese per giovani ( da "Gazzetta di Mantova, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: da quando siamo stati informati del decreto
Gelmini e Tremonti, ho escluso ogni investimento di formazione. Il futuro che
mi stavo costruendo si è congelato di colpo: la nuova scuola non mi vuole più.
Sarà una scuola solo per gli insegnanti anziani che, già affaticati da una
lunga carriera lavorativa, vedono il traguardo della pensione e del riposo solo
col binocolo!
Presidi, basta criticare la Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: orario consentito: l'Onda nel mirino
«Presidi, basta criticare la Gelmini» Il diktat della Palumbo: stop a sit-in,
striscioni e interviste anti-ministro TREVISO. Stop alle proteste dell'Onda in
tutte le scuole del Veneto, vietato criticare la riforma Gelmini sia con le
«notti bianche» sia con più normali dichiarazioni ai giornalisti.
La testimonianza di un maestro unico ( da "Nuova Ferrara, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini dovrebbe sapere che
nell'Italia degli anni '70 e '80 si affermò il tempo pieno; sperimentale,
all'inizio, in alcune zone del paese; ma - con la legge di riforma n.148 del
1990 - la scuola a tempo pieno ebbe un effetto di traino, e su quell'onda si
estesero i moduli didattici (tre docenti ogni due classi).
UNIVERSITA', LINEE GUIDA OK ( da "Tribuna di Treviso, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il suggerimento al ministro Gelmini, vista l'elevata
diffidenza del mondo universitario nei confronti suoi e di un governo che ama
il decisionismo e detesta i confronti, è quindi di autolimitarsi nella
discrezionalità e usare il più possibile i dati dei Comitati: dati da
migliorare rapidamente, s'intende, ma non da sostituire con insindacabili
giudizi soggettivi.
universita', linee guida ok ( da "Nuova Venezia, La" del
13-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Il suggerimento al ministro Gelmini, vista
l'elevata diffidenza del mondo universitario nei confronti suoi e di un governo
che ama il decisionismo e detesta i confronti, è quindi di autolimitarsi nella
discrezionalità e usare il più possibile i dati dei Comitati: dati da
migliorare rapidamente, s'intende, ma non da sostituire con insindacabili
giudizi soggettivi.
di Giancarlo Leone Anche quest'anno Lando Fiorini dal suo
mitico Puff, ne... ( da "Leggo" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si parlerà della Gelmini, così giovane da
dover entrare al ministero accompagnata dai genitori. Poi passerò dalla legge
sulle prostitute al caro benzina, con una parodia su Dracula che diventa
Drankula di origine rumena, che assumerà gli italiani a lavorare nel suo castello».
In corteo portando la crocecontro Tremonti e Gelmini ( da "Sicilia, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: studenti di architettura In corteo portando la
croce contro Tremonti e Gelmini Chiesa gremita, ieri mattina, per l'ultimo
saluto a Agatino Pellizzeri, il trentasettenne ucciso domenica mattina durante
un diverbio con i componenti di una famiglia vicina di casa. I funerali sono
stati officiati nella chiesa di Santa Maria della Roccia, la parrocchia fra
contrada Isola e Plemmirio,
Dopo la richiesta del quartiereecco subito i lavori
comunali ( da "Sicilia, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini per la trasformazione delle
università in fondazioni. Pronta anche un'azione di volantinaggio per rendere
partecipe chiunque passi dal centro storico. Nessuna autorizzazione è stata
richiesta per portare avanti lo sciopero a Siracusa, quindi il condizionale è d'obbligo,
ma le croci saranno comunque utilizzate anche domani durante la manifestazione
generale che si svolgerà
Santoro-Violanti: quando la satira non fa comodo ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la puntata in cui il suo sosia radiofonico
ha catturato al telefono la Gelmini invitandola negli studi di «Annozero ». Ed
allora, come si sarebbe dovuta comportare la candidata repubblicana alla
vicepresidenza Usa, Sarah Palin, con il falso Sarkozy (un noto umorista
canadese) che l'ha chiamata alla vigilia del voto presidenziale per dirle che
l'aspettava quanto prima all'Eliseo?
ELENA ROMANAZZI ROMA. LA CISL SI SFILA VIA DALLO SCIOPERO
DELL'UNIVERSITà. E A RUOTA SEGUONO... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, dopo giorni e giorni
passati sulla graticola inizia a vedere uno spiraglio nella difficile
trattativa intrapresa con i sindacati di categoria. E tenta il tutto per tutto
(incontrando in gran segreto il ministro della Funzione Pubblica, Renato
Brunetta) per convincere anche la Uil a tornare sui propri passi.
Valmozzola difende la propria scuola ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è scivolato su precise posizioni tecniche in
merito ai contenuti della legge Gelmini: rassicuranti e tese ad un
potenziamento dei servizi scolastici in montagna per Pedroni, Conti e Marchini,
prudenti e preoccupanti al tempo stesso per gli scenari che si prospettano a
partire già dal prossimo anno scolastico, come hanno espresso Ferrari, Setti e
Cantoni.
Il dietro-front dopo l'incontro con il ministro
dell'Istruzione. Ma Cgil e Uil vanno avanti ( da "Sicilia, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: blogger anti-Gelmini Per i precari c'è San
Precario, per studenti, docenti e genitori in lotta contro la legge 133 è
arrivata Anna Adamolo, eroina virtuale nata sulla rete e passata ai cortei e
alle lezioni autogestite, nome collettivo che altro non è se non l'anagramma
dell'onda anomala che in queste settimane attraversa le città.
<Le scuole di montagna non le salva la sinistra> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: era già assolutamente garantito dai decreti
del Ministro Gelmini e del Governo. Le scuole di montagna erano già salve».
Anche Beppe Conti, dopo aver ricordato alcuni passaggi dello schema
programmatico del Decreto Gelmini, ha spiegato i motivi di questa loro
puntualizzazione: «Ci è sembrato giusto intervenire, in quanto, da oltre un
mese, abbiamo assistito ad allarmismi,
non è così la lotta ( da "Nuova Venezia, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini evidentemente non si ricorda di aver
frequentato le scuole pubbliche. Con l'istruzione fa tornare indietro di
ottant'anni l'istruzione dei bambini e dei giovani che saranno gli adulti di
domani, quindi avere una cultura scolastica per poi essere avviati al lavoro
sarà cosa per pochi, che avendo una famiglia agiata economicamente si potranno
permettere di far frequentare le
Università, la Cisl revoca lo sciopero ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha modificato la manovra»
II La Gelmini ha spuntato una lancia: quella della Cisl che, con Ugl e Snals,
ha deciso di revocare lo sciopero proclamato per domani. Ma gli altri Cgil, Uil
e, soprattutto, gli studenti scenderanno in piazza per protestare contro la
legge 133 e anche perché poco convinti delle novità introdotte con il decreto
legge «
La guerra fredda e solitaria di Epifani ( da "Foglio, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La crisi economica dovrebbe consigliare, al contrario,
una difesa articolata e unitaria degli interessi dei lavoratori, ma la Cgil ha
scelto la via solitaria. Allora non si lamenti se viene lasciata sola. Leggi I
giovani Cisl spiegano quali risposte si aspettano ora dalla Gelmini
tre cittadelle scolastiche sotto assalto ( da "Nuova Venezia, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Actv e le previsioni del Piano urbano del
traffico di Gelmini Sono tre i poli scolastici su cui ruota la maggior parte
degli studenti pendolari che per i viaggi utilizzano i mezzi Actv: Mestre Nord
(Stefanini, Gritti, Massari), Gazzera (liceo Morin, Istituto Salesiano San
Marco, Gramsci-Luzzati), Mirano (il liceo classico-scientifico-linguistico
Majorana-Corner,
ASSEMBLEE, SABOTAGGI VIA WEB E SPETTACOLI DI
AUTOFINANZIAMENTO. QUESTE LE PROVE GENERALI DELL'O... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: attesissimo corteo nazionale anti Gelmini, di
domani. Il fiato rimane in sospeso per la risposta del prefetto Pansa in merito
alla predisposizione di treni speciali da destinare agli studenti per la
trasferta romana. La richiesta, avanzata ufficialmente per «motivi di ordine
pubblico», da una delegazione del movimento studentesco napoletano,
LOREDANA GUIDA ANCHE I PROFESSORI DI VETERINARIA
PARTECIPANO AL PRESIDIO PERMANENTE MESSO IN ATTO... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per discutere e divulgare le attività messe
in atto giorno per giorno contro il decreto Gelmini. Tra le proposte, una lunga
serie di assemblee, con la massiccia presenza dei professori della facoltà, e
soprattutto la creazione di un blog (http:// disinformazioneveterinarianapoli.blogspot.com/),
giornalmente aggiornato con comunicati, news e commenti.
Si rompe il fronte sindacale Banche, altolà di Tremonti ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università e apre al confronto con la
Gelmini, mentre la Uil prende tempo. Secondo il ministro Sacconi «i veti della
Cgil sono sempre più strumentali e la posizione di Epifani è isolata» Intanto
il ministro Tremonti avverte il mondo della finanza: «se gli istituti di
credito falliscono, banchieri a casa o.
I No Dal Molin con gli anti Gelmini ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Movimenti insieme I No Dal Molin con gli
anti Gelmini Il movimento No Tav della Val di Susa e No Dal Molin di
Vicenza sono solidali con i No Gelmini. «Le nostre onde seguono la stessa rotta
- si legge in una nota inviata dal Presidio permanente No Dal Molin di Ponte
del Marchese - quella che ha come meta la difesa dei beni comuni, della
partecipazione e della democrazia»
Unità sindacale addio: ... ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini la Cisl
Università ha deciso di compiere il dietro-front. Dal tavolo si èa alzata prima
del tempo la Cgil, mentre sia Cisl sia Uil hanno firmato il documento
presentato da Brunetta, Gelmini e Tremonti © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G.
Alle elementari tema in classe contro... ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 1) ci hanno fatto fare uno striscione con
scritto «Gelmini vattene»; 2) ci fanno scrivere sulla lavagna «Gelmini
vattene»; 3) oggi gli insegnanti avevano una maglietta con la scritta «Gelmini
vattene». Con mio figlio cerco sempre di non parlare di politica, ma a questo
punto, mi sono preoccupato di spiegargli tante cose.
Redazione ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: elementari tema in classe contro la Gelmini
13-11-2008 - Ecco i piani per dare soldi alle famiglie 13-11-2008 - ALL?INTERNO
13-11-2008 - Quando la Svizzera voleva invadere l'Italia settentrionale
13-11-2008 - Camera di commercio: la Bracco nel cda Soge 13-11-2008 - Sentenza
Moglie risarcita per il marito impotente 13-11-2008 - Immunità La Cassazione:
per il caso Broglia non vale 13-
Guglielmo furioso crea solo tensione ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Prima ha rotto il dialogo con Mariastella
Gelmini, che aveva messo sul piatto alcuni provvedimenti per i ricercatori,
qualche rientro dei tagli all?università e la disponibilità a discutere. Cisl e
Uil, sindacati che ritengono di essere pagati dagli iscritti per trattare non
per crociate politiche, hanno accettato di incontrarsi e di riflettere sull?
NON MALTRATTATE LA LINGUA ITALIANA RENATO LIVIO - NAPOLI
SI DIFFONDE PERICOLOSAMENTE, A... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ultima insulsaggine televisiva) vengono
proiettati bambini a cui vengono rubate contemporaneamente fantasia e realtà.
Bambini asserviti totalmente alla televisione e alla pubblicità,anche se
indosseranno il famoso grembiulino voluto dalla Gelmini come panacea di tutti i
guasti che li circondano. Basta con la tv immondizia.
Palazzo Marino: <Gli studenti non occupino i treni per
Roma> ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: collettivi universitari in protesta contro il
decreto Gelmini si sono dati appuntamento alle 15 di oggi davanti al piazzale
dello scalo. La loro intenzione, in assenza di un accordo con Trenitalia sul
prezzo del biglietto, è di occupare treni e binari. La società ha già fatto
sapere di non aver avviato trattative e che il costo del tagliando è stabilito
dai regolamenti del Gruppo.
Scuola Il Municipio sponsor dei contestatori ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a chiunque lotti contro la legge Gelmini I
consiglieri di opposizione non parteciperanno più alle riunioni: «Non abbiamo
neppure diritto di parola» Chi vuole contestare le leggi dello stato trova uno
sponsor nel Municipio Bassa Valbisagno. Chi vuole protestare può chiedere i mezzi
necessari al Municipio Bassa Valbisagno.
Il Municipio patrocina chi si ribella alla legge ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini, «perché bisogna mettere
in moto nella società e nel territorio un movimento che porti a una sostanziale
modifica delle politiche annunciate e praticate». Ora, siccome con il mezzo
democratico per eccellenza, cioè il voto, i cittadini hanno detto al Pd e al
centrosinistra di volere queste «politiche annunciate e praticate»
Gli studenti anti-Gelmini terrorizzano i bambini ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 13 pagina 4 Gli studenti anti-Gelmini terrorizzano
i bambini di Redazione Alcune classi di piccoli che volevano visitare il Salone
sono state portate via dalle insegnanti Un corteo di studenti non autorizzato
ha fatto da sfondo ieri all'inaugurazione, alla Fiera di genova, di «Abcd», il
Salone nazionale dell'educazione.
Stefano Zecchi ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: MINISTRO GELMINI FERMI I CONCORSI (IO SO GIà
CHI VINCE) 25-10-2008 - Al Cnr si spreca meno, ma i sindacati «pesano»
23-10-2008 - E io accuso i rettori: sono i veri colpevoli dello sfascio
22-10-2008 - Giorgio Amendola il ribelle Un comunista eretico che la sinistra
ha rimosso 11-10-2008 - Vivere da secondi ma non da sconfitti 05-
Governo e Berlusconi in calo di fiducia - Ipr per
Repubblica ( da "Reuters Italia" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre il ministro della Funzione pubblica
Renato Brunetta, reso popolare dalla sua campagna anti-fannulloni nella pubblica
amministrazione, perde 3 punti percentuali, come dice oggi Repubblica.it.
Peggio va per la titolare dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, al centro
delle contestazioni nel mondo della scuola, che perde cinque punti.
Cgil contro tutti, sempre più sola ( da "Tempo, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro con il Ministro Gelmini. Questa
linea però non è stata seguita dalla Uil che ha confermato lo sciopero di
venerdì. Ma la giornata ieri si è aperta con la polemica del segretario della
Cgil Epifani sull'esclusione dall'incontro a Palazzo Grazioli. «è un fatto
gravissimo, una cosa senza precedenti» ha arringato Epifani aprendo il
direttivo del sindacato.
Università, la Cisl si sfila: revocato lo sciopero ( da "Gazzettino, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro di martedì con Maria Stella
Gelmini, boccia come «del tutto insufficienti» le proposte del governo, la Cisl
revoca lo sciopero di venerdì dopo aver firmato insieme alla Uil (che invece
conferma l'agitazione) un documento con le richieste per il settore che la
Gelmini sottoporrà al vaglio dei colleghi Tremonti e Brunetta.
Il rito dello spritz si sposta dai bar alle facoltà
<Così vedete il peso economico degli studenti a Padova> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: del ministro Gelmini finirebbero per ricadere
anche sull'economia padovana.«Abbiamo creato due poli d'attrazione e di
aggregazione per bere lo spritz: uno all'interno della facoltà di Scienze
Politiche, l'altro alla Facoltà di Psicologia ha detto Chiara Melloni,
dottorando al primo anno di Lettere e Filosofia Il nostro obiettivo è stato
quello di dimostrare ai baristi del centro,
Firmate il referendum sulla scuola La mia ... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: valida a queste domande si deduce che la
scelta del maestro unico è frutto di una ignoranza del ministro Gelmini. Se
qualcuno pensasse che le discipline insegnate sono troppe, si potrebbe sempre
procedere ad un taglio numerico ma il taglio della Gelmini non elimina materie
di studio ma insegnanti, personale che non può essere sostituito, com'è
avvenuto nella banche, da computer.
Dal blocco di gite e progetti di integrazione per
stranieri ... ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma non mancheranno gli affondi alla riforma
Gelmini, il vero motivo dell'evento a cielo aperto, con la distribuzione di
materiale informativo. Perché l'obiettivo è «informare la gente, visto che
molti ancora non conoscono gli effetti del decreto Gelmini e dei tagli previsti
dal prossimo anno», spiega la studentessa Nicole Ziliotto del Coordinamento
studentesco,
Scuola, controffensive al decreto ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le norme volute dal ministro Gelmini mettono
a rischio l?autonomia delle medie "Centro Studi" e Lozer Scuola,
controffensive al decreto Il Comune studia un piano per limitare i problemi. Si
parte dal recupero del tempo pieno Non sarà facile, ma il Comune sta cercando
di mettere insieme un piano per limitare i problemi che nel capoluogo
potrebbero emergere in seguito all'
Tre giorni di visite e manifestazioni, forze dell'ordine in
allarme ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Motivo della protesta: la riforma Gelmini.
Chiudono i giochi i tre appuntamenti di sabato pomeriggio: il corteo dei
dissidenti che partirà dalla stazione e si unirà al reading organizzato alla
Loggia dei Cavalieri da Comunisti e associazioni gay. Il tutto, durante la
partita di calcio allo stadio Tenni.
Scuola, via all'accorpamento A Chioggia fusione difficile ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Andrea Ferrazzi, all'inizio la
Gelmini voleva chiudere le scuole sotto i 50 alunni - la decisione adesso è
slittata al prossimo anno - e accorpare di brutto tutte le altre, senza limiti
massimi. Adesso invece per quest'anno si accorpano solo le Elementari, le Medie
e le Superiori che hanno meno di 500 studenti.
Al Politecnico di Como lezioni soltanto in lingua inglese ( da "Corriere Di Como, Il" del 13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ultimo decreto Gelmini approvato giovedì
scorso. «Il governo ha finalmente imboccato la giusta direzione: salvaguardare
e premiare le università virtuose, pur nelle ristrettezze di bilancio». Secondo
il prorettore, la politica vuole che le spese universitarie siano «sostenibili
e giustificate», e aggiunge di non aver timori per il Politecnico di Como.
Sciopero festoso, gli studenti scendono in strada ( da "Corriere Adriatico" del 13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: tante parole contro la riforma Gelmini e il
taglio dei fondi alla scuola pubblica. Tutti i ragazzi degli istituti superiori
di Fano (Apolloni, Battisti, Carducci, Don Orione - Don Gentili, Nolfi,
Olivetti, Torelli, Volta) si danno appuntamento sabato alle 8 al Pincio per un
grande sciopero, al termine della settimana di mobilitazione nazionale della
rete degli studenti medi.
L'istituto Alighieri rischia l'autonomia ( da "Corriere Adriatico" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è forte preoccupazione a San Lorenzo in
Campo e nella vicina Fratte Rosa per la riforma Gelmini. Entrambe le
Amministrazioni legate sotto lo stesso Istituto comprensivo "D.
Alighieri" negli ultimi giorni hanno convocato consigli comunali
d'urgenza, molto partecipati da cittadini ed insegnanti, per approvare ordini
del giorno contro le nuove norme sulla scuola.
c'e' anche l'autofinanziamento ( da "Corriere Adriatico" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Legge Gelmini", e ad oggi sono già più
di 250 le prenotazioni per il viaggio in pullman organizzato dall'Assemblea
permanente No 133 dell'UniMc, con il contributo di Cgil e Cisl. La partenza è
prevista per le 2.30 di questa notte presso lo Stadio Helvia Recina in via dei
Velini, da dove muoveranno i pullman alla volta di Roma.
Due mondi contrapposti sotto il tetto dell'ateneo ( da "Corriere Adriatico" del 13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: quando molti giovani andranno a Roma per la
manifestazione nazionale contro la legge Gelmini Gli studenti continuano
l'occupazione dell'Aula 8 di Scienze della comunicazione, ma c'è chi storce il
naso Due mondi contrapposti sotto il tetto dell'ateneo MACERATA Una giornata di
ordinaria occupazione, tra assemblee da intavolare, blog da aggiornare e spazi
da riordinare.
Il consiglio comunale si schiera contro i tagli ( da "Corriere Adriatico" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Legge Gelmini". Con questo voto, si
legge nella nota, "il consiglio comunale esprime la propria solidarietà
impegnando il Comune a rappresentare nelle sedi istituzionali locali e nazionali
la propria preoccupazione per interventi legislativi che minacciano il loro
ruolo pubblico dell'università, tagliando risorse in maniera
indifferenziata"
Natali: "Assecondate le richieste degli Ersu" ( da "Corriere Adriatico" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il provvedimento del ministro Gelmini è
particolarmente apprezzabile se si tiene conto che la Finanziaria 2009
prevedeva il taglio di oltre 40 milioni piuttosto che un incremento di 135
milioni. A tale conclusione si è giunti anche grazie alle manifestazioni del
movimento studentesco e alla capacità di ascolto del ministro.
Gian Maria De Francesco ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: elementari tema in classe contro la Gelmini
13-11-2008 - Ecco i piani per dare soldi alle famiglie 13-11-2008 - ALL?INTERNO
13-11-2008 - Quando la Svizzera voleva invadere l'Italia settentrionale
13-11-2008 - Camera di commercio: la Bracco nel cda Soge 13-11-2008 - Sentenza
Moglie risarcita per il marito impotente 13-11-2008 - Immunità La Cassazione:
per il caso Broglia non vale 13-
Università, Bonanni ci ripensa ( da "Corriere Adriatico" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini ha spuntato una lancia: quella
della Cisl che, con Ugl e Snals, ha deciso di revocare lo sciopero proclamato
per domani. Ma gli altri - Cgil, Uil e, soprattutto, gli studenti - scenderanno
in piazza per protestare contro la legge 133 e anche perchè poco convinti delle
novità introdotte con il decreto legge "tecnico"
TRE NETWORK UNIVERSITARI TANTO PER RAZIONALIZZARE ( da "Corriere Adriatico" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha sottolineato che il meccanismo
concorsuale stile Gelmini fu già da noi sperimentato in passato e sostituito
con l'ignominia di essere un metodo fatto su misura per il potere baronale.
Insomma, tra ministero, docenti, sindacato e studenti non circolano nuove idee
per quel cambiamento dell'organizzazione universitaria di cui si sente il
bisogno.
RICERCA: GARACI (ISS), SODDISFAZIONE PER INCONTRO CON ( da "Virgilio Notizie" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini''. Nell'incontro, si legge in una
nota, ''sono stati affrontati proficuamente diversi punti. Nel corso della
riunione e' stato innanzitutto espresso da parte dei Presidenti l'apprezzamento
per l'intervento realizzato dal ministro Gelmini circa l'esclusione degli Enti
di Ricerca dal taglio del 10% della pianta organica che ha rappresentato una
prima importante risposta positiva
Alitalia, blocchi selvaggi: "Responsabili
risarciscano i danni ai viaggiatori" ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Domani arriveranno a Roma universitari da
tutta Italia per sfilare contro il ministro Gelmini. «Ferma restando la libertà
al dissenso, chi sta organizzando una protesta al giorno sappia che quel giorno
toglie un numero consistente di forze di polizia da compiti forse più propri
come la prevenzione del crimine: quel giorno crea le condizioni perché in
Italia si commettano più reati.
Scuola, Cisl e autonomi revocano lo sciopero Epifani è
rimasto solo ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bonanni e Luigi Angeletti sono state le
aperture del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini sulla riforma
dell'Università, accolte con favore più o meno da tutti, fatta eccezione per
Corso d'Italia. Ma la frattura è ormai a 360 gradi e investe tutti i settori.
La fase più acuta sarà il 12 dicembre, data che ieri è stata scelta per lo
sciopero generale che la Cgil farà da sola.
<La Gelmini ci è venuta incontro Il muro contro muro
ormai è inutile> ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini ci è venuta incontro Il muro
contro muro ormai è inutile» di Francesca Angeli Roma«In questo momento e soprattutto
dopo la disponibilità dimostrata dal governo lo sciopero è diventato inutile».
Antonio Marsilia, segretario generale della Federazione Cisl università, è
stato il primo, in accordo con Francesco Scrima responsabile del settore scuola
Cisl,
<Inutile cercare lo scontro Ora dobbiamo solo
trattare> ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ha ancora senso la manifestazione
anti-Gelmini di domani dopo l'apertura del decreto 180? «Siamo di fronte a una
trattativa. E in effetti quando da una delle parti arriva qualche concessione,
si dovrebbe entrare in una fase di riflessione. Alla prima mossa positiva di
una parte dovrebbe seguire una mossa positiva dell'altra.
<Pronti a fermare tutto il nord Italia> ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per partecipare alla manifestazione contro
la riforma Gelmini. I secondi hanno risposto che l'unico sconto ipotizzabile è
quello standard per le comitive: 60 euro a testa andata e ritorno. Gli
universitari hanno rifiutato e sottolineato che «il rischio che venga bloccato
il principale scalo del nord Italia è concreto se non ci lasceranno partire.
Aspettando la riforma dell'università ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini si sono intrecciati col riaprirsi
dell'annosa vicenda Alitalia sulla quale anche l'accorto Letta sembra impantanarsi.
Si tratta ovviamente di vicende diverse - quella dell'Alitalia ormai
insostenibile perché l'obiettivo di alcune di quelle sigle sindacali sembra
essere solo quello di far fallire l'azienda - ma la cui evoluzione ha messo in
luce come il decisionismo governativo
Università/ Bologna raccoglie 17mila euro per andare
domani... ( da "Virgilio Notizie" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: parteciperanno a Roma alla manifestazione
degli universitari contro la riforma Gelmini. Per saldare il conto richiesto da
Trenitalia per il treno speciale che partirà questa notte mancano ancora
seimila euro. Per questo motivo oggi pomeriggio una delegazione del movimento
"no-Gelimini" di Bologna incontrerà i rappresentanti di Fs per
trattare ancora una volta sul prezzo del biglietto.
Scuola/ Roma, Udu: Da AS occupazione neo-fascista ( da "Virgilio Notizie" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini ha dimostrato in ogni iniziativa
l'unità tra studenti e lavoratori". "Non solo esprimiamo la nostra
solidarietà alla Cgil, in un momento cui si cerca di isolare l'unica vera forza
di contrasto alla distruzione della scuola, ma intendiamo rilanciare con forza
un appello alla partecipazione degli studenti allo sciopero di domani.
PIETRADEFUSI COSTITUENTE DI CENTRO DOMANI L'INCONTRO CON
DE MITA VERSO L'ASS... ( da "Mattino, Il (Avellino)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sul decreto scuola della Gelmini, ha
previsto per domani un confronto ad Avellino tra dirigenti scolastici,
studenti, genitori, amministratori locali, esperti ed esponenti politici.
«Quale futuro per la scuola irpina» è, infatti, la tematica che sarà affrontata
al meeting promosso dal dipartimento cultura che si terrà domani alle 16,
Più scuola, più famiglia: così ci salveremo ( da "Tribuna di Treviso, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il secondo ciclo di lezioni Attenti alla
riforma Gelmini: il tempo pieno è fondamentale. Perchè i ragazzi devono stare
con altri ragazzi, non soli con internet CASTELFRANCO. «Il tempo pieno è
fondamentale, perché la scuola deve essere un luogo educativo». A gettare un
sasso nelle acque già agitate del mondo della scuola è Paolo Crepet,
psicoterapeuta,
Gli studenti facinorosi ( da "Tribuna di Treviso, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: devoti» della Gelmini o fustigatori dei prof
sobillatori. Per contro, l'ultimo Espresso e la Repubblica risultano censurati.
Sul primo, si confutavano le tesi del governo sulla scuola. Sul secondo, una
testimone diretta sosteneva che i servizi dei tg avevano raccontato un'altra
verità, travisando i fatti di Piazza Navona.
ANNUNCIATO PER OGGI POMERIGGIO, L'ATTACCO INFORMATICO AL
SITO DEL MINISTERO DELL'ISTRUZION... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Annunciato per oggi pomeriggio, l'attacco
informatico al sito del ministero dell'istruzione dovrebbe bloccare le pagine
web del dicastero della Gelmini «intasandolo» di contatti. Le istruzioni sono
on line
DIAMANTE MAROTTA È L'ULTIMA POSSIBILITà PER AVERE UNA
NOMINA ANNUALE. IN PALIO UNA... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. In questi giorni, infatti, sta
circolando nelle scuole casertane l'ultima iniziativa proposta dai precari. Una
petizione con raccolta di firme da inviare proprio al ministro Gelmini con la
richiesta di riapertura, in tempi brevi, delle graduatorie provinciali ad
esaurimento ai fini dell'aggiornamento e dell'istituzione di una graduatoria
nazionale dalla quale attingere in
università ritirare i tagli - gilberto muraro ( da "Mattino di Padova, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: università appena diffuse dal ministro
Gelmini sono davvero apprezzabili. Tutti i principali nodi sono toccati, lo
stile è chiaro, le ricette sono sufficientemente indicative, i punti residui da
esplorare sono segnalati con trasparenza, l'intero disegno si muove su una
prospettiva riformista che appare incisiva ma non velleitaria.
linee guida ok ritirare i tagli - gilberto muraro ( da "Nuova Venezia, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: università appena diffuse dal ministro Gelmini
sono davvero apprezzabili. Tutti i principali nodi sono toccati, lo stile è
chiaro, le ricette sono sufficientemente indicative, i punti residui da
esplorare sono segnalati con trasparenza, l'intero disegno si muove su una
prospettiva riformista che appare incisiva ma non velleitaria.
Disposizioni urgenti in materia di università ( da "AltaLex" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dato a Roma, addi' 10 novembre 2008
NAPOLITANO Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Gelmini, Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca Tremonti, Ministro
dell'economia e delle finanze Visto, il Guardasigilli: Alfano Elenco 1
...omissis...
Polanski: che brutto film vedete in Italia... ( da "Repubblica.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: perché con la Gelmini rischiamo di giocarci
le eccellenze Viaggio nella facoltà di Fisica della Sapienza, a Roma, uno dei
dipartimenti che finirà per subire i tagli del governo. Nonostante l'alto
livello della ricerca di Paolo Casicci Obama prima di Obama Come i media
raccontavano il futuro presidente degli Stati Uniti prima della sua elezione di
Riccardo Staglianò (
Quanti ministri senza portafoglio ( da "Milano Finanza" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università del ministro Mariastella Gelmini.
Seppure Tremonti non fosse presente perché impegnato con l'Ecofin, il suo nome
è risuonato più volte. In quell'occasione il premier per la prima volta ha
dovuto prendere atto che l'insofferenza nei confronti del ministro per i tagli
di bilancio è ormai arrivata a livelli di guardia.
È guerra tra i sindacati ( da "Arena, L'" del 13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: persuasa dalle aperture del ministro
Gelmini, la Cisl si sfila dallo sciopero già proclamato per domani contro i
provvedimenti governativi in materia di istruzione. Gli studenti, però, non
cedono, e a Roma manifesteranno domani in centomila, dicono. Ed è stato firmato
nel pomeriggio da Cisl, Uil e Confsal il contratto nazionale di lavoro dei
ministeriali,
Bonanni si sfila dalla protesta universitaria ( da "Arena, L'" del 13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: universitaria ROMA La Gelmini ha spuntato
una lancia: quella della Cisl che, con Ugl e Snals, ha revocato lo sciopero
proclamato per domani. Ma gli altri - Cgil, Uil e, soprattutto, gli studenti - scenderanno
in piazza per protestare contro la legge 133 e anche perché poco convinti delle
novità introdotte con il decreto legge «tecnico» (su concorsi e alleggerimento
del blocco del turn over)
Milano: studenti in stazione per protesta, momenti di
tensione ( da "Reuters Italia" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, sono stati
bloccati dalle forze dell'ordine. Ci sono stati momenti di tensione e alcuni
contatti tra i manifestanti e agenti, hanno riferito le stesse forze
dell'ordine, ma non ci sono stati veri scontri nè cariche. Attualmente sono in
corso trattative in stazione e come riferito da un portavoce degli studenti,
Scuola/ Formigoni: Andare avanti verso una riforma
completa ( da "Virgilio Notizie" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini vada avanti con una riforma completa
del sistema dell'istruzione nazionale. A margine dell'incontro con i 12 rettori
delle università lombarde, Formigoni ha detto: "Sosteniamo le ultime
decisioni del ministro Gelmini e quindi il decreto del Governo firmato la
scorsa settimana, ma suggeriamo di andare avanti verso una riforma completa del
sistema che tenga conto di merito
Università/ Decleva: Mi auguro gestione prudente ordine ( da "Virgilio Notizie" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: manifestando in Stazione Centrale a Milano
per ottenere il prezzo politico del biglietto per Roma in vista della manifestazione
di domani contro i tagli previsti dal ministro Gelmini. "Finora le
esperienze di gestione dell'ordine pubblico sono state molto prudenti da parte
delle Autorità milanesi - ha detto Decleva -, mi auguro che questa linea
continui ad essere dominante e centrale".
Denuncia dei precari Ispra: Il Governo preferisce
spendere per lo Stretto ( da "Villaggio Globale.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: articolo 1 comma 9 del decreto Gelmini, che
invece non contiene l'annunciata possibilità, per gli enti di ricerca, di
tenere in servizio fino al 2011 i precari con diritto alla stabilizzazione
secondo le Finanziarie 2007 e 2008. E pensare che perfino il presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, nel rispondere a un gruppo di precari Ispra che
gli hanno indirizzato una lettera,
Uncem: la montagna chiede interventi immediati ( da "gomarche.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, nel caso non trovassero copertura
finanziaria da parte dello Stato o della Regione Marche, porteranno le Comunità
Montane a non poter approvare il bilancio 2009 e dover dichiarare il dissesto
finanziario. Di fronte a questa grave situazione, più di 50 sindaci da tutto
l'entroterra e i presidenti delle comunità montane si sono riuniti oggi nella
sede della Regione per lanciare
Cerignola, riordino scolastico, la Giunta accoglie i
rilievi di genitori e docenti ( da "Grecale, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Gelmini?. La decisione è stata
assunta all?esito del confronto con i genitori degli alunni che frequentano le
medie Don Bosco e Paolillo e delle scuole interessate allo scorporo delle aule
che avrebbero garantito il raggiungimento del numero minimo necessario di
alunni (500).
Milano, studenti assediano la stazione Roma, blitz dei
giovani di An alla Cgil ( da "Giornale.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Studenti di sinistra attaccano la stazione
di Milano Al grido di "Questo viaggio lo paga la Gelmini" prosegue
l?attesa - davanti ai varchi che conducono ai binari della stazione Centrale,
presidiati da un ingente schieramento delle forze dell?Ordine - degli studenti
milanesi decisi a partecipare, domani, alla manifestazione contro la riforma
dell?
Foggia, convocato il Consiglio provinciale monotematico
sul riordino scolastico ( da "Grecale, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Gelmini? e per “concertare le
proposte da portare all?attenzione nel corso dell?Assise”. “Il quadro è critico
– commenta Antonio Prencipe, capogruppo Pd – perché il taglio dei posti di
lavoro sarà consistente in tutti i settori della scuola”
Forlì: i Giovani Democratici in piazza per parlare di
scuola ( da "RomagnaOggi.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: fuori dalla Biblioteca Ruffilli e sottolineiamo
che i ministri Gelmini e Tremonti, non hanno seguito l'onda lunga del libro
bianco del 2007, nel quale era richiesta un'assoluta concertazione prima della
riforma, un ringiovanimento del personale scolastico e non certo una
diminuzione dei docenti". "Vorrei specificare - continua Gessica
Allegni, rappresentante dei Gd - come noi non c'
Governo, si spaccano i sindacati. Cgil proclama lo
sciopero generale ( da "RomagnaOggi.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro di ieri con il Ministro Mariastella
Gelmini e, di conseguenza, revocano l'adesione allo sciopero di venerdi'.
L'inconro e' stato un "passo in avanti che potrebbe aprire una nuova fase
nel confronto con il Governo. Abbiamo deciso la revoca dello sciopero indetto
per il 14 novembre - afferma Antonio Marsilia, Segretario Generale della
Federazione Cisl Universita'
Governo in calo di popolarità, finita la luna di miele ( da "RomagnaOggi.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che mostra un crollo di popolarità
dell'Esecutivo, trascinato nel baratro dal calo di consenso di alcuni ministri,
in particolare quello della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha
perso un significativo 5%. L'opposizione cerca di approfittarne, ma non riesce
a colmare quel vuoto di popolarità lasciato dal governo.
La riforma Casati ( da "Voce d'Italia, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, è l?accusa di riportare il sistema
scolastico italiano indietro di parecchi decenni, ignorando le reali necessità
della scuola, quale principio fondamentale del progresso tecnico-scientifico e
culturale dell?uomo. E? invece storicamente accettato come positivo, l?
Tremonti, fallimento banche: 'Banchieri in galera' ( da "Voce d'Italia, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Economia Articoli correlati: *Tremonti: sostegno
a famiglie e imprese, ma i conti non cambieranno *Scuola, Veltroni scrive a
Tremonti e Gelmini: stop al decreto e tavolo di confronto *Tremonti:
"Entro Natale l'Ue avra' piani anticrisi" Guarda tutti i correlati
La scuola del popolo ( da "Napoli.com" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La critica al Decrreto di Legge Gelmini non
riguarda la ripresa della disciplina, ché , anzi, in una condizione in cui la scuola
è il primo agente per la rifondazione di una società civile, il danno provocato
dall?alunno che diserta la scuola, anche se non immediatamente valutabile in
moneta, è decisamente superiore a quello provocato dalla crisi della finanza
creativa.
La lezione si fa in stazione. O in metrò ( da "Vivimilano.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro il decreto Gelmini sbarca anche nella
metropolitana di Milano: dopo le lezioni in Piazza Duomo e in stazione, da
giovedì 13 arrivano anche le lezioni alle fermate della metropolitana.
L'iniziativa è una delle azioni messe in campo dai «Diversamentestrutturati»,
un coordinamento di assegnisti, borsisti, professori a contratto e altri
precari della ricerca degli atenei milanesi (
Università, lezioni in metropolitana ( da "Vivimilano.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: universitaria contro il decreto Gelmini
sbarca anche nella metropolitana di Milano: dopo le lezioni in Piazza Duomo,
ora arrivano infatti anche le lezioni nei vagoni. L'iniziativa, annunciata per
giovedì, è una delle azioni messe in campo dai «diversamentestrutturati», un
coordinamento di assegnisti, borsisti, professori a contratto e altri precari
della ricerca degli atenei milanesi (
Scuola, 15 mila stranieri in più ( da "Vivimilano.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: vedrete che il ministro non lo toccherà, Mariastella
Gelmini apprezza molto il modello lombardo». Quanto alle classi ponte, «meglio
qualche ora in più di italiano». Un sistema già ben collaudato al Bertarelli,
il 75 per cento di stranieri al serale. «In realtà - spiega la preside, Teresa
Capra - noi abbiamo una "classe di transito"».
IL MINISTRO GELMINI INCONTRA LA CRUI ( da "WindPress.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2008 Il ministro Gelmini ha oggi incontrato
la CRUI. Il ministro ha esposto le linee guida approvate dal Consiglio dei
Ministri che saranno alla base del confronto per riformare l?università. La
CRUI ha ribadito il proprio apprezzamento sul Decreto Legge appena firmato dal
Presidente della Repubblica che contiene provvedimenti a favore delle
università più virtuose e dell?
La riscossa del Pdl arriva col panettone: "Milioni
ai gazebo" ( da "Stampaweb, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Italia doveva essere tappezzata di manifesti
pro-Gelmini (erano stati prenotati gli spazi) con un migliaio di comizi in
difesa della ministra. All?ultimo istante, il Cavaliere ha intimato lo stop.
«Evitiamo, altrimenti si getta benzina sul fuoco, meglio lasciarli sfogare in
pace». Un fair-play che non ti saresti aspettato.
"Ormai siamo al basso impero" ( da "Stampaweb, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: A un certo punto, la Gelmini ha fatto proprio
lo schema di Brunetta: facciamo un accordo, ci ha detto, e così con quello
forse da Tremonti otteniamo qualcosa. Ma i rapporti tra Gelmini, Tremonti e
Berlusconi sono affar loro. Io non faccio un accordo per mettere un ministro
contro un altro».
Sindacati spaccati sull'Università La Cisl si sfila:
"Sciopero revocato" ( da "Stampaweb, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per la Cisl, quindi, è bastata la «ampia
disponibilità» di Gelmini «ad affrontare positivamente le richieste sindacali e
a trovare soluzioni concrete in tempi certi». Anche la decisione di Snasl
Confsal è giunta dopo «gli impegni assunti dal ministro Gelmini nell?incontro
di ieri sulle tematiche relative all?
aqmazz ha detto: Santoro ha ragione,perchè non hanno
fatto satira su di lui,ma si sono spacciati per lui nel dire cazzate alla troia
Gelmini,e fino li andava bene per la troietta,m ( da "KataWeb News" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Blitz dei giovani di An contro la Cgil Epifani:
"Basta coi metodi squadristi" ( da "Stampaweb, La" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini ha dimostrato in ogni iniziativa l?unità
tra studenti e lavoratori. Non solo esprimiamo la nostra solidarietà alla Cgil,
in un momento cui si cerca di isolare l?unica vera forza di contrasto alla
distruzione della scuola, ma intendiamo rilanciare con forza un appello alla
partecipazione degli studenti allo sciopero di domani.
L'Onda dei 100.000 si prepara alla mareggiata ( da "Articolo21.com" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della Ministra Gelmini, non si ferma di
fronte alle minacce di denuncia, né tanto meno di fronte ai deliri di un ex
presidente della Repubblica, senatore a vita, che invoca addirittura il
morto... La direzione è ormai definita e non si cambia. E' quella che è stata
discussa e messa nero su bianco dopo interminabili assemblee,
Università, Cisl: "Sciopero revocato: adesso il
Governo cambi rotta" ( da "Sestopotere.com" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Un "passo in avanti" che
potrebbe aprire una nuova fase nel confronto con il Governo. "Abbiamo
deciso la revoca dello sciopero indetto per il 14 novembre - afferma Antonio
Marsilia, Segretario Generale della Federazione CISL Università - perché il
Ministro con il documento sottoscritto ieri si è impegnato a modificare alcuni
passaggi importanti della manovra governativa
Lavoro: anche sindacati base verso sciopero generale
12/12 ( da "Trend-online" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La piattaforma dell'agitazione e' diversa da
quella della Cgil: Cub, Cobas e Sdl chiedono l'abolizione del precariato,
l'adeguamento dei salari all'aumento dei prezzi, retribuzioni europee con un
aumento immediato di salari e pensioni di almeno 3.000 euro, l'abolizione della
riforma Gelmini e dei provvedimenti dell'ex ministro Fioroni.
Unions divided over university, CISL calls strike off ( da "Velino.it, Il" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: and UIL presented their own proposals to Education
Minister Maria Stella Gelmini and she said that she would forward them to
Economy Minister Giulio Tremonti and Public Function Minister Renato Brunetta.
This was considered a good step ahead by the two unions, but CGIL did not, and
once again representatives of the other two distanced themselves from the left
oriented third one.
13/11/2008 21:54 UNIVERSITA': DOMANI SIT-IN IN PIAZZA
DUOMO A MILANO ( da "ITnews.it" del
13-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: In concomitanza con la manifestazione
nazionale di Roma il mondo dell'universita' milanese organizza per domani un
presidio in piazza Duomo. Dalle 10 alle 14 i lavoratori dell'Universita', i
ricercatori e gli studenti parteciperanno al sit-in organizzato da Cgil e Uil
per dire no alla riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
( da "EUROPA ON-LINE" del 13-11-2008)
Argomenti:
Scuola
Gelmini, quel poco da salvare GILIBERTO
CAPANO Le linee-guida che il ministro Gelmini
presenta oggi ai rettori sono un canovaccio in cerca di grandi interpreti. Un
canovaccio in cui sono elencati tutti i problemi, oramai da troppo tempo noti,
del sistema universitario e abbozzate, in modo spesso generico, alcune soluzioni.
Per arrivare ad un sistema basato su «autonomia, responsabilità e merito» il
documento ministeriale elenca cinquanta obiettivi-azioni da perseguire sui
quali il ministro intende aprire il dibattito pubblico e politico. Nulla da
dire sul metodo. Dopo le forzature e i conflitti suscitati dagli interventi
sulla scuola e quelli, finanziari, sull?università, questo nuovo modo di
procedere deve essere valutato in modo estremamente positivo. Per quanto
riguarda il contenuto del documento, come sempre in questi casi, vi sono luci
ed ombre. Non vi è dubbio che l?intento profondo che muove le linee guida sia
quello di modernizzare, finalmente, il nostro sistema universitario, attraverso
azioni di razionalizzazione organizzativa e procedurale al fine di renderlo più
efficiente ed efficace. Vi è però una asimmetria tra le parti in cui si
elencano solo obiettivi da raggiungere e quelle in cui si abbozzano le
soluzioni. Un esempio per tutti del primo caso: la prima sezione, dedicata
all?offerta formativa, individua con chiarezza ?che cosa? fare, ma non ?come?.
Meno corsi di laurea, meno dispersione, più insegnamenti in lingua straniera,
ecc. Assolutamente condivisibile. Ma nessuna proposta sugli strumenti e le
strategie con le quali perseguire questi obiettivi. Per contro, vi sono alcune
tematiche per le quali non solo vengono enunciati gli obiettivi, ma vengono
anche avanzati principi costitutivi per le strategie di intervento. È il caso,
ad esempio, della questione del reclutamento e carriera dei docenti e della
governance. E qui stanno le proposte che suscitano perplessità e qualche
preoccupazione. Sulla questione dei docenti, pur distinguendo finalmente le
procedure di promozione degli interni da quelle di reclutamento dall?esterno,
vengono enunciati principi generalissimi, come aumenti stipendiali legati al
merito scientifico e all?impegno didattico, che fanno intravedere il rischio di
una ingessatura, a fin di bene, del sistema. Su questo punto bisognerebbe avere
il coraggio di superare una visione ottocentesca della professione docente e
lasciare agli atenei la possibilità di gestire realmente il proprio personale
docente. Che siano le università a decidere, all?interno di alcune regole
precise sull?uso delle risorse, come e chi promuovere e come e chi reclutare
dall?esterno. Ecco, qui forse le linee-guida dovrebbero essere più coraggiose e
guardare non dico all?Inghilterra, ma all?Olanda, alla Svezia, ad alcuni Länder
tedeschi (invece che continuare a guardare alla Francia e alla Spagna). Sulla
governance la necessità di «autonomia, democrazia e bilanciamento dei poteri,
responsabilità chiare, valutazione dei risultati ed efficacia gestionale» viene
declinata proponendo alla discussione principi deboli oppure discutibili. È debole,
ad esempio, il principio che si debbano distinguere le competenze del senato
accademico da quelle del consiglio di amministrazione perché esse sono già
distinte in tutti gli statuti. Il problema, nella realtà, sono le prassi
consociative che caratterizzano gli atenei e che dipendono, fra l?altro, dalla
composizione autoreferenziale e corporativa degli organi collegiali. Qui forse
si doveva, e si dovrebbe, andare oltre l?esistente e proporre una composizione
innovativa del cda (non più elettivo ma di nomina per esempio, con componenti
scelti sulla base del criterio della competenza e non della rappresentanza). È
discutibile, invece, la proposta di «ridefinire il ruolo del rettore, creando
le condizioni affinché questi possa realmente assumere la piena responsabilità
delle sue decisioni (chiaramente delineate nel programma elettorale)». Siamo
ancora a questo punto, ancora all?elezione diretta del rettore. Eppure tutti
sanno che l?elezione diretta della massima carica di governo degli atenei sta
alla base dei meccanismi distributivi che caratterizzano il governo degli
atenei. Difficilmente un rettore può essere eletto sulla base di un programma
elettorale serio; di solito l?elezione si basa su un programma generico che
deve accontentare i più. E non può essere che così. Tra i principali paesi del
mondo occidentale solo in Spagna e in Germania (dove però in alcuni Länder le
cose stanno cambiando) il rettore è eletto direttamente. In Olanda, Svezia,
Inghilterra, Danimarca, Austria, Australia, Canada, Giappone, Francia, per non
parlare poi degli Stati Uniti, il rettore è selezionato o sulla base di una
elezione indiretta o, nella maggior parte dei casi, mediante un processo di
nomina. Vorrà pur dire qualcosa se gli altri, quasi tutti gli altri, procedono
in un altro modo? Le linee guida, insomma, sono un dignitoso punto di partenza
di una discussione. Se, però, si vuole davvero fare qualcosa di serio per
cambiare la nostra università si deve avere la lungimiranza di andare oltre il
nostro passato. Possiamo solo sperare che gli attori coinvolti ? ministri,
parlamentari, esperti, giornalisti rettori, studenti ? siano capaci di
interpretare in modo responsabile e coraggioso questo canovaccio. Speriamo che
siano interpreti da Oscar.
( da "EUROPA ON-LINE" del 13-11-2008)
Argomenti:
Scuola
Non è
colpa della Carfagna ma di chi la strumentalizza FEDERICO ORLANDO Cara Europa,
nei giorni scorsi all?aeroporto di Fiumicino è capitato di peggio e di più
(forse superato da Ciampino, dove aerei più grossi della pista rischiano un po?
spesso di uscire fuori strada). Ma non è sfuggito a una parte dei politici e
dei giornali l?episodio della ministra Carfagna, come sempre bella ed elegante,
che ha accolto a nome del governo italiano il presidente del Brasile, lo stato
più grande del sud America, Luiz Inácio Lula, in visita di stato al presidente
della repubblica italiana. Confesso d?aver fatto caso anch?io alla siderale
disparità dei ruoli, che in diplomazia conta tanto. A ricevere un capo di stato
c?è almeno il ministro degli esteri dello stato che accoglie. Il nostro
Frattini era in Italia ma non a Fiumicino. È una gaffe, una provocazione, una
strafottenza? ERNESTO DE VINCENTI, ROMA Non saprei, caro De Vincenti, forse
tutto questo e qualche altra cosa, forse la voglia di Berlusconi di dimostrare
a tutti, compresi i suoi ministri, che la prediletta ragazza, prossima
portavoce (si dice) del governo, è sotto la sua ala protettrice e tutti gli
altri debbono abbozzare: si chiamino Frattini o Tremonti, Bossi o Fini. La
questione, sollevata dal deputato Gozi del Pd e dall?agenzia di stampa
dalemiana Velina Rossa, è stata risolta infatti dalla senatrice Bonfrisco, di
Forza Italia, con le storiche parole: «Berlusconi ha individuato in Mara
Carfagna un?ottima padrona di casa». Se ci sia anche del sarcasmo in
quest?affermazione non saprei, perché l?Italia non è la casa di Berlusconi, e
quindi non escluderei che la senatrice, sottilmente, abbia voluto sottolineare
una confusione di ruoli fra pubblico e privato, che del resto è la natura
stessa del berlusconismo. E magari si limitasse alla padrona di casa. Peraltro
è stato improprio anche il linguaggio di Lula, che s?è rivolto al nostro capo
dello stato con un «caro compañero Giorgio Napolitano», dimenticando che nelle
democrazie adulte i capi dello stato non hanno colore politico. Ma sul caso
Carfagna vorrei aggiungere due cose. La prima: ci sono troppi richiami, non so
se maschilisti o semplicemente ipocriti, a calendari di foto nude e altri casi
personali della signorina Mara quando era una velina nel paese delle veline. Se
oggi dimostra insufficienze nel ruolo di ministra non è perché sia stata velina
più o meno denuda, ma perché l?età giovane non fa migliore, da sola, il
politico, l?imprenditore, il ricercatore, il docente, ecc. Dovremmo esser grati
alla Carfagna almeno per aver fatto cadere, anche con l?aiuto della Gelmini e di altre/i di destra e di sinistra, il mito
giovanilistico di moda. La seconda: la vera responsabilità politica
nell?episodio Lula e in mille altri casi, sta a palazzo Chigi. Milioni di
allucinati credono alle virtù taumaturgiche del premier, anche in mancanza di
Obama nostrani. In Trentino, Bossi ha spiegato la disfatta Lega-Pdl con
l?assenza di Berlusconi nella campagna elettorale: i manifesti col nome scritto
grosso non bastano. Se le cose stanno così, e cioè che la destra non riesce a
far niente senza Berlusconi, allora è giusto che il premier scelga «la più
bella ministra» per ricevere Lula e poi la nomini portavoce del governo. Perché
no, se gli italiani da lui accettano tutto? Per vent?anni gli italiani
accettarono le gesta del Duce, per secoli i francesi quelle dei Re Sole e delle
loro Pompadour. Viviamo in un regime non di eletti ma di nominati. E anche le
nominate, come le favorite del Re Sole, fanno politica, diciamo. È la
differenza fra una monarchia (o repubblica) assoluta e una democrazia. Forse un
giorno ci piacerà scoprire la democrazia.
( da "EUROPA ON-LINE" del 13-11-2008)
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Scuola
SHE Quelle
maestre già dimenticate FRANCA FOSSATI «I bambini di adesso sono più ?grandi?
di quanto fossimo noi alla loro età: in quinta sono già adolescenti, per i
gusti musicali, per l?abbigliamento, per il modo di stare insieme». E i
?piccolini?, quelli di prima e seconda? «Sono più infantilizzati, come se non
ci fosse separazione con la scuola materna». E quelli stranieri? «Sono molto
più autonomi, a 10 anni si fanno da mangiare, attraversano la città con
l?autobus, vanno a casa da soli». A parlare è Anna Lona, maestra elementare di
Verona, 53 anni. È intervistata su Una Città, mensile di interviste e foto,
indipendente, autofinanziato, che si riceve solo per abbonamento (ma è
consultabile on line: unacittà.it). Anna spiega, finalmente, la differenza tra
il tempo pieno e il modulo; spiega che nessun maestro unico può reggere una
classe con un disabile e magari 7 o 8 ragazzi stranieri e che bisognerebbe
dirlo chiaro che la scuola a cui si pensa è quella dove non ci sono disabili né
immigrati. Ma aggiunge che neanche il modulo va tanto bene, che servirebbe,
soprattutto nei primi due anni, una figura di riferimento, che risponda ai
genitori, che tratti con la circoscrizione, che garantisca l?unitarietà del
percorso educativo. Anna parla degli errori del sindacato (di cui è stata
attivista), di come si costruisce la disciplina anche senza i voti, di come si
inventano soluzioni per insegnare ai bambini di adesso «che sanno un sacco di
cose in più». E dice della delusione della politica di sinistra che sa dire
solo no e non sa fare proposte. Un bel racconto, senza slogan. Anche Maria
Cristina Mecenero è maestra, a Milano, da 25 anni. Così descrive su il
manifesto (1 novembre) il suo lavoro: «Tutti i giorni ascolto, ricompongo
conflitti, metto in ordine l?aula, assegno i compiti, preparo avvisi, invento
proposte, le sperimento, capisco che qualcosa non va e allora aggiusto il tiro,
a volte non lo capisco e faccio dei disastri non gravi, ma gravi per me che mi
sento così responsabile». Sono donne al 96 per cento a insegnare nelle
elementari. Sono donne, soprattutto del Sud (dove il tempo pieno non raggiunge
il 9 per cento delle scuole), quelle che patiranno la nuova legge. È là che i
bambini usciranno da scuola alle 12,30 già dall?anno prossimo «e l?effetto continuerà a ricadere sulle madri meridionali che, tanto,
per il 62 per cento sono fuori del mercato del lavoro». Così Mario Pirani su
Repubblica (10 novembre) in una pagina che racconta «la verità sulla riforma Gelmini». Ma, tranne queste e poche
altre eccezioni, sui giornali si parla solo di università. Le maestre? Già
dimenticate.
( da "Giornale di
Calabria, Il"
del 13-11-2008)
Argomenti:
Scuola
Provincia
di Catanzaro: i lavori del Consiglio CATANZARO. Sono stati tutti approvati gli
argomenti posti all?ordine del giorno dei lavori del consiglio provinciale di
Catanzaro. Come primo atto dei lavori l?assemblea provinciale, dopo l?approvazione
del verbale della seduta precedente, ha esaminato e discusso un documento che è
stato approvato ad unanimità in relazione agli intimidatori nei confronti del
consigliere provinciale Franco Talarico. Documento che è stato predisposto dal
presidente del consiglio Peppino Ruberto, e fatto proprio dalla conferenza dei
capi gruppo consiliari. Il Consiglio esprime la più totale solidarietà al
consigliere Franco Talarico ed alla sua famiglia ed inoltre condanna ?con
fermezza e determinazione gli attacchi gravi ed inaccettabili che offendono non
solo un uomo delle istituzioni come 1?Onorevole Talarico e la sua famiglia, ma
anche la libertà e l?intera democrazia. Questi vili attentati - si legge nel
documento - devono essere contrastati con durezza da tutti gli organi
Istituzionali e non, ognuno con i propri ruoli e le proprie competenze?. Il
consiglio provinciale invita ?Talarico ad andare avanti con coraggio con il suo
impegno politico e civile per l?interesse della sua città, della Provincia e
dell?intera Regione?. Anche perché sottolinea il consiglio provinciale ?tali
episodi non devono essere sottovalutati: è necessario - si legge ancora nel
documento - che tutte le Istituzioni promuovano una riflessione per individuare
risposte forti sul piano culturale e sociale per dire no ad ogni forma di
intimidazione. Piena fiducia è rivolta all?attività delle Autorità competenti
affinchè si individuino al più presto i responsabili dell?accaduto?. Alla
seduta del consiglio non era presente Talarico, perché come ha fatto sapere con
una lettera inviata al presidente del consiglio impegnato a Roma per
?concomitanti impegni istituzionali non rinviabili?. Talarico comunque ha
inteso ?ringraziare tutti per la vicinanza e la solidarietà espressa, in questi
momenti difficili, a me e alla mia famiglia?. Sull?argomento sono interventi i
consiglieri provinciali, Pasqualino Ruberto, che ha invocato sostegno anche per
i vari imprenditori presi di mira dalla criminalità, Enzo Bruno, che
sottolineato la necessità di una maggiore attenzione su Lamezia Terme, il
presidente della Provincia, Wanda Ferro che ha rinnovato la solidarietà a
Talarico, Pietro Putame, il quale ha esortato tutti a non fermarsi alle sole
parole, ed il consigliere Emilio Verrengia. Subito dopo il presidente Ferro ha
dato lettura di una lettera inviata al ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini, a nomea suo e del presidente del consiglio
provinciale, Peppino Ruberto, con la quale chiede ?una applicazione? della
riforma, ?meno impersonale e che tenga in conto le peculiarità del territorio?.
?Onorevole Ministro, questa - scrive la Ferro - non è la prima, né l?ultima,
lettera che le perviene in merito alla Riforma da lei avviata, ma pure ritengo
dovuto, nella mia veste di Amministratore, farmi portavoce delle problematiche
della scuola e degli insegnanti, anche connesse alle particolari difficoltà del
nostro territorio ed alle conseguenze negative che una rigida applicazione
della riforma potrebbe produrre. Le evidenzio, innanzitutto - prosegue la Ferro
- che, anche per via della peculiare conformazione morfologica del territorio,
la Calabria è tra le regioni italiane con il maggior numero di comuni
caratterizzati da disagio abitativo e, conseguentemente, con plessi, per le
scuole di ogni ordine e grado, in prevalenza inferiori a cinquanta, cento
alunni?. Alla luce di tale situazione di disagio, ?è evidente - scrive la Ferro
al Ministro - che i tagli di personale, ma soprattutto l?accorpamento delle
scuole e dei plessi sottodimensionati, non farebbero che aggravare il già
complesso contesto sociale, sia in termini di dispersione scolastica che di
disagio per le famiglie?. ?Particolare difficoltà, per come rivelatomi dai
cittadini, scaturirà - sottolinea al Ministro la Ferro - anche dalla prevista
contrazione degli insegnanti di sostegno, che potrebbe rendere vani gli sforzi,
sin qui prodotti, per perseguire un inserimento sociale di tanti disabili?. Il
presidente della Provincia di Catanzaro fa rilevare al ministro che ?a tali
conseguenze connesse all?istruzione, si vanno ad aggiungere le ripercussioni
sul lavoro precario di tanti insegnanti che, ormai, lavorano da parecchi anni
in tale condizione e che, su tali presupposti, hanno comunque avuto il coraggio
di crearsi una famiglia?. La Ferro ricorda al Ministro che ?il Consiglio
provinciale dell?Ente da me amministrato, ha espresso nella seduta del 5
settembre scorso la propria solidarietà a questi insegnanti, pur esprimendo
apprezzamenti per gli sforzi operati dall?Ufficio scolastico regionale che sta
cercando di venire incontro alle esigenze dei docenti?. Quindi la Ferro chiede
al Ministro della Istruzione ?un riesame di quanto determinato, nell?ambito
della nostra Regione, prevedendo una applicazione meno impersonale e che tenga
in conto le peculiarità del territorio?. La lettera è stata condivida
dall?intera assemblea provinciale che ha approvato, poi, ad unanimità un ordine
del giorno presentato dal Ferro in relazione al fondo aree sottoutilizzate. Un
ordine del giorno con il quale il consiglio provinciale di Catanzaro chiede al
Governo centrale che ?nella ripartizione dei fondi Aree sottosviluppate di
complessive euro 63 miliardi di cui 12 miliardi di euro sul programma 2007/2013
ed euro 2.4 miliardi, in via assolutamente prioritaria, 1?85 % venga impegnato
per interventi infrastrutturali del Mezzogiorno, come previsto dalla legge
istitutiva del fondo medesimo?. Inoltre chiede al governo che ?all?interno di
questo programma vengano reintegrati i fondi per gli interventi di
ammodernamento e potenziamento della viabilità secondaria nelle Regioni Sicilia
e Calabria - Legge 27/12/2006 n. 296, art. 1 comma 1152 (finanziaria 2007) e
Legge 24/12/2007, n.244 art. 2 comma 538 (finanziaria 2008)?. Ordine del giorno
che è stato deciso di inviarlo ?ai Parlamentari Nazionali Calabresi, per
attivarsi ed adoperarsi con proposte ed iniziative del caso per attuare e
realizzare gli obiettivi di cui alle richiamate premesse?. Il consiglio inoltre
chiede ?al Presidente della Regione Calabria, di sostenere le suesposte
richieste al Governo, nell?ambito dei rapporti Stato-Regioni?. A maggioranza,
poi, con il voto contrario del centrosinistra il consiglio ha approvato le
variazioni di bilancio. Mentre ad unanimità con l?astensione dei consiglieri di
minoranza il consiglio ha approvato nove debiti fuori bilancio. Ad unanimità
l?assemblea provinciale ha approvato il piano provinciale di riparto
finanziario per il diritto alla studio, il regolamento della commissione
provinciale pari opportunità tra uomo e donna, le norme per la costituzione ed il
funzionamento della stessa commissione. E sempre ad unanimità il consiglio ha
approvato i criteri generali per l?affidamento di incarichi esterni. Al centro
della discussione anche due ordini del giorno quello presentato dal consigliere
dell?Mpa, Pasqualino Ruberto, in merito alla realizzazione dell?aeroporto di
Sibari e dal consigliere Emilio Verrengia, in relazione alla problematiche
relative all?Istituto Superiore di Polizia Penitenziaria. (12-11-08)
( da "Foglio, Il" del 13-11-2008)
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12
novembre 2008 I giovani Cisl spiegano quali risposte si
aspettano ora dalla Gelmini
Il sindacato di Bonanni e la spaccatura con la Cgil Università/ La Cisl disdice
partecipazione a sciopero venerdì Il dietro-front dopo l'incontro di ieri con
il ministro Gelmini Roma,
12 nov. (Apcom) - La Federazione Cisl Università non parteciperà più allo
sciopero generale del settore università e ricerca previsto per venerdì
prossimo. Lo si apprende da fonti sindacali. Lo sciopero era stato
inizialmente indetto dai sindacati confederali contro i provvedimenti del
governo in materia, ma dopo l'incontro di ieri con il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini la Cisl Università ha deciso di
compiere il dietro-front. Così il 2 novembre il presidente nazionale dei
giovani Cisl parlava al Foglio della riforma Gelmini:
Dopo la trattativa Alitalia i sindacati non erano certo in cima classifica alle
classifiche dei più amati del paese, ma il successo dello sciopero di giovedì,
oltre ad avere aiutato la resurrezione di Veltroni, sembra aver ridato slancio
anche alle tre sigle sindacali, tutte in piazza a braccetto per protestare
contro il decreto sulla scuola voluto dal ministro Gelmini.
A giorni il ministro dell?Istruzione renderà note le linee guida che daranno un
quadro più completo dell?idea che in viale Trastevere si ha sul futuro degli
atenei italiani. Di questo, delle proteste in piazza, dei blocchi della
didattica e di quello che occorre fare per riformare il mondo universitario,
parla al Foglio Mattia Pirulli, presidente nazionale dell?Associazione giovani
della Cisl (che si occupa, tra l?altro, di accompagnare giovani che hanno
terminato gli studi nella ricerca del lavoro). Ventiseienne laureando in
Economia alla Sapienza di Roma e studente lavoratore da tre anni, Pirulli dice
che “il punto di partenza per giudicare le manifestazioni di questi giorni sono
le parole del presidente Napolitano, che ha invitato al dialogo le parti per
trovare una soluzione”. Lo sciopero però non sembrava un invito al dialogo.
“Non è vero – prosegue Pirulli – lo sciopero è un modo per richiamare alla
contrattazione, ha come obiettivo proprio il dialogo”. Secondo Pirulli serve
che ci si sieda attorno a un tavolo e si rivedano i punti critici dei tagli
all?università: “Sono stati fatti tagli generalizzati a cui siamo assolutamente
contrari”. Che soluzione ci sarebbe? “Intanto quella di andare a vedere quali
sono gli atenei più virtuosi e premiarli, non togliere loro la stessa quantità
di fondi che si tolgono a chi ha una gestione di bilancio dissennata”. C?è
anche la previsione della trasformazione in fondazioni private da parte di
alcune università. “Il problema non è se un università è pubblica o privata, ma
se offre un servizio buono ed è accessibile a tutti. Non sono contrario a
questa trasformazione, anche se diversi punti non sono chiari e non si capisce
la ricaduta che avrà ad esempio sulla ricerca di base”. Alzare di molto le
tasse a chi se lo può permettere e creare più borse di studio per i capaci e
meritevoli non sarebbe una soluzione? “Certo, potrebbe essere una soluzione, a
patto che l?accesso sia davvero garantito a tutti e la qualità sia alta”,
risponde Pirulli. Così come molti rettori “virtuosi” in tutta Italia, anche il
presidente dei giovani della Cisl aspetta le linee guida della Gelmini con grande attenzione. Perché finora i tagli previsti
in Finanziaria non lo convincono. Anche se, non per questo, è d?accordo con
certe forme di protesta e con il blocco della didattica attuato in alcuni
atenei della penisola, spesso per volontà di professori e rettori: “E? assurdo
che si arrivi alla sospensione delle lezioni – dice Pirulli, e parla
soprattutto da universitario – Questo non è uno strumento che va a vantaggio
degli studenti, soprattutto quando è imposto, come nei giorni scorsi. La
libertà di scelta deve essere lasciata sempre: chi vuole aderire a una protesta
lo faccia, ma per questo non penalizzi chi a lezione ci vuole andare”. Continua
Pirulli: “Che molte università italiane siano in crisi è sotto gli occhi di
tutti, e non solo dal punto di vista dei bilanci. Un cambiamento serve, ma è
ovvio che se imposto dall?alto sarà difficilmente digerito; per questo dico che
serve il dialogo, altrimenti non se ne esce”. La Gelmini
avrà ben parlato con qualcuno delle linee guida, no? “Che io sappia non ha
parlato con nessuno, questo è il problema”. Secondo Pirulli “è ottuso pensare
che non serva una riforma, ma lo è altrettanto farla in modo unilaterale”. E?
vero, conclude Pirulli, “che la situazione attuale è anche eredità delle
vecchie riforme, ma a maggior ragione bisogna parlare del ruolo che l?università
oggi deve avere. Per questo dico: calma tutti, capiamo insieme come deve
cambiare, avendo la preoccupazione che il livello della didattica sia elevato e
l?università sia sempre accessibile a tutti”. E se bisogna fare dei tagli? “Si
facciano pure, purché sensati e non generalizzati”. di Piero Vietti
( da "Foglio, Il" del 13-11-2008)
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13
novembre 2008 La Cassazione ha respinto le sue firme (pochine) raccolte per
abrogare via referendum l?Ordine dei giornalisti e il finanziamento pubblico ai
quotidiani. Così Libero, il giornale di Vittorio Feltri, annota con garbo:
“Grillo si becca un altro vaffa”. Un altro. Perché la prima pernacchia sonora,
come ha raccontato il Foglio qualche giorno fa, a Grillo
era arrivata dagli studenti bolognesi che lo hanno espulso (e poi preso a male
parole) da uno dei cortei anti Gelmini: “Buffone, non vogliamo primedonne”. Assistiamo al declino del tribuno?
“A me pare declinante tutta la satira manettara”, dice Peppino Caldarola, che
sul Riformista semisatireggia la politica italiana “ma con rispetto”.
Caldarola sostiene che la gente “ne ha le palle piene di questa comicità
maniacale che prende di mira sempre le stesse figure finendo per consumare sia
l?oggetto dell?invettiva sia sé stessa”. “Non si può mandare tutto e tutti a
quel paese per sempre – commenta un utente sul blog di Grillo – Dopo un po? non
fa più effetto”.
( da "Denaro, Il" del 13-11-2008)
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News
università Tagli, fronte docenti-studenti Filippo Panza Un'assemblea
pubblica ha aperto il dibattito sul decreto Gelmini Un governo che decide di investire in ricerca candida il paese
ad essere competitivo a all'avanguardia. Il monito emerge nel corso
dell'assemblea pubblica convocata presso la Facoltà di scienze economiche ed
aziendali dell'Università degli studi del Sannio per discutere dei tagli
previsti dal decreto Gelmini. Studenti e docenti si interrogano sul futuro dell'ateneo
annita che, nonostante il bilancio più esiguo d'Italia, punta sulle novità
delle discipline proposte e la qualità degli insegnamenti. La giornata di
mobilitazione vede la partecipazione del rettore dell'ateneo sannita, Filippo
Bencardino e del direttore del Dipartimento di Analisi dei sistemi economici e
sociali, Riccardo Realfonzo.= del 12-11-2008 num.
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 271
del 2008-11-12 pagina 0 Epifani contro tutti La Cisl: niente sciopero
sull'università di Redazione Il segretario della Cgil furioso per il vertice di
ieri sera a Palazzo Grazioli tra il premier, la presidente di Confindustria
Marcegaglia e gli altri due leader della Triplice. Sacconi: "E' lui che si
è isolato". Rottura anche sull'università: la Cisl disdice il blocco
previsto per venerdì. Ed Epifani annuncia lo sciopero generale per il 12
dicembre Roma - Proclama scioperi generali in solitudine. Poi si infuria se gli
altri partecipano ai vertici. Guglielmo Epifani è fuori di sé al direttivo
della Cgil. La notizia dell'incontro di ieri sera a palazzo Grazioli, fra il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alcuni ministri, la presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia e i segretari di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e
Luigi Angeletti, lo ha sconvolto. "Quello che è accaduto ieri sera, se
confermato, è gravissimo, una cosa senza precedenti". Il segretario
generale della Cgil chiede "un immediato incontro con il governo" e
annuncia anche una lettera ai leader di Cisl e Uil e al presidente di
Confindustria con la quale chiederà conferma dell?incontro di ieri sera, che,
"apre un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni
sindacali e con la Confindustria". E dopo la frattura sancita con le altre
organizzazioni confederali il leader della Cgil lancia (in solitaria) lo
sciopero generale per il 12 dicembre. Lo ha deciso il direttivo
dell?organizzazione sindacale che ha votato un dispositivo finale. Contro tutti
"Il presidente Berlusconi dimostra così - si legge in una nota di Epifani
- di non avere alcun rispetto nei confronti dei suoi interlocutori, quando
esprimono opinioni diverse dalle sue". Sul tema della crisi "il
governo non prevede momenti formali di confronto con tutte le parti sociali,
mentre quelli riservati li tiene solo con alcuni soggetti, escludendo la Cgil,
l?Ugl e tutte le altre rappresentanze di impresa" prosegue il leader Cgil.
"Nei confronti della Cgil è un comportamento particolarmente grave perché
abbiamo inviato al governo e alle altre parti sociali una piattaforma con le
proprie proposte per affrontare la crisi - ha aggiunto Epifani -. Con questo
atteggiamento il governo esprime, così, la volontà di non aprire un confronto
con la Cgil". Sacconi: "E' lui che si è isolato" "C?è un
problema sostanziale, altro che incontri informali. Il problema è che la Cgil
si è isolata dalla altre organizzazioni, non ha sottoscritto il primo documento
sulla modifica del modello contrattuale, che invece è stato condiviso da Cisl,
Uil e Confindustria". Questa la replica del ministro del Welfare, Maurizio
Sacconi, intervenendo a Radio 24, a proposito dell?incontro che c?è stato tra
governo, Confindustria, Cisl e Uil, senza la Cgil. La Cgil, secondo Sacconi,
"si è sottratta alla responsabilità di firmare l?accordo quadro per
l?impiego pubblico come si è sottratta all?accordo sul commercio, come
purtroppo sta facendo in molte circostanze. Spero che intervenga una
riflessione all?interno di quella organizzazione - sostiene il ministro -
perché il fatto di isolarsi da tutti gli altri attori sociali non può non
generare riflessioni sulla linea seguita fin qui. Rifletta la Cgil sul fatto di
mettere veti su tutto. Gli incontri informali - conclude - avvengono continuamente,
sono nella prassi delle relazioni industriali". La Finocchiaro: "Atto
grave" "In un momento di crisi economica e di difficoltà del Paese un
governo responsabile dovrebbe lavorare per unire e costruire percorsi condivisi
e, ove ve ne fossero, per ricomporre tensioni e divisioni, esattamente il
contrario di quanto sta facendo il governo Berlusconi" questo il commento
di Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama. "Ci
sarebbe invece bisogno - continua Anna Finocchiaro - di un confronto con tutte
le realtà sindacali mentre il governo Berlusconi gioca sulle divisioni e le
alimenta. Ciò che è avvenuto ieri sera è un fatto gravissimo e sicuramente -
conclude - non è la strada giusta per risolvere i gravi problemi che affliggono
il Paese". Rottura sull'università La federazione Cisl università non
parteciperà più allo sciopero generale del settore università e ricerca
previsto per venerdì prossimo. Lo si apprende da fonti sindacali. Lo sciopero
era stato inizialmente indetto dai sindacati confederali contro i provvedimenti
del governo in materia, ma dopo l?incontro di ieri con il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini la Cisl Università ha deciso di compiere il dietro-front. Dal
tavolo si èa alzata prima del tempo la Cgil, mentre sia Cisl sia Uil hanno
firmato il documento presentato da Brunetta, Gelmini e Tremonti © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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Pagina
2 - Economia Sindacati ai ferri corti, è rottura Cgil: 12 dicembre sciopero generale
Vertice senza Epifani. Università, la Cisl revoca la protesta Martedì sera
Berlusconi aveva convocato i due confederali e Confindustria LUISA GRION ROMA -
Una cena al vertice dalla quale la Cgil è stata esclusa, un ennesimo colpo di
grazia all´unità sindacale. Più grave che mai, questa volta, visto che il
sindacato guidato da Guglielmo Epifani si avvia da solo, il 12 dicembre, verso
lo sciopero generale contro la politica economica del governo. Teatro della
questione palazzo Grazioli, abitazione privata del premier, dove l´altra sera
Berlusconi e alcuni ministri hanno ricevuto la visita di Emma Marcegaglia e dei
due leader sindacali Luigi Angeletti (Uil) e Raffaele Bonanni: entrambi
smentiscono sia la chiamata che la cena. Ma Epifani non ci crede: «Quello che è
accaduto, se confermato, è gravissimo, senza precedenti e apre un problema
formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la
Confindustria». Parole che aprono il fuoco di fila delle polemiche, determinano
la presa d´atto di un´unità ormai lontana e spingono la Cgil ad anticipare la
data dello sciopero generale già annunciato: si farà il 12 dicembre. Da soli,
chiaramente, senza Cisl e Uil. Fatto non raro di questi tempi: ieri il
sindacato di Epifani non ha firmato l´intesa sul rinnovo del contratto dei
ministeriali siglato invece dalle altre due confederazioni. «E´ un accordo che
non si può condividere nemmeno da destra - dice Carlo Podda della Funzione
Pubblica Cgil - non introduce alcun rigore e novità sulla produttività e distribuisce
aumenti a pioggia, tutti sul tabellare, come non mai negli ultimi dieci anni».
Sabato il sindacato di Epifani sarà in piazza da solo contro il rinnovo del
contratto del commercio approvato da Cisl e Uil. Domani
nella protesta contro la riforma Gelmini sull´Università avrà al suo fianco («al momento» specifica il
segretario generale del comparto Alberto Civica) la Uil. Su quel fronte,
infatti, la Csil - assieme alla Ugl di Renata Polverini e allo Snals - si è
tirata indietro. La manifestazione era stata lanciata dal palco, allora
unitario, del mega-corteo di Piazza del Popolo dove - solo poche
settimane fa - le tre sigle (assieme a tutte le altre del settore) avevano
protestato contro la riforma prevista per la scuola elementare. Ora la Cisl,
sugli atenei non ci sta più: «Abbiamo deciso la revoca dello sciopero- afferma
Antonio Marsilia, segretario generale per il settore - perché il ministro Gelmini si è impegnato a modificare passaggi importanti e a
rispondere alle richieste contenute nella piattaforma». Certo è che nel
sindacato ormai la guerra è totale: la Uil, che «per il momento» conferma la
protesta per l´Università, smentisce a sua volta il vertice «ad esclusione» in
casa Berlusconi. «Non c´è stato - precisa il leader Luigi Angeletti - se c´è,
da molti mesi a questa parte, un piano preordinato di divisione del sindacato,
è quello posto in essere dalla sola Cgil». Anche alla Polverini quella cena è
rimasta sullo stomaco: «L´assenza di sedi istituzionali di confronto incrina
l´autorevolezza degli interlocutori e la credibilità delle decisioni prese» ha
detto. A tagliare la testa al toro e ai dubbi ci pensa il ministro del Welfare
Maurizio Sacconi che così commenta il vertice dell´altra sera: «Gli incontri
informali ci sono e ci saranno sempre, ciò che conta è il dato politico».
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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Porte
aperte al Regio Concerto per orchestra e coro contro i nuovi tagli alla cultura
Il Regio, oggi, è di tutti: apre i saloni in velluto rosso dalle ore 10 alle
22,30, e mette in mostra il lavoro di ogni giorno, al mattino le prove degli
allestimenti scenici, quelle dell'orchestra, al pomeriggio le intonazioni del
coro, alla sera il concerto. Tutto gratis. Protestano così i dipendenti del
teatro contro i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo. Il Regio avrà 24
milioni di euro in meno nel triennio 2009-2011. E complessivamente con questa
impostazione del governo, spiega Pietro Gabriele, segretario provinciale
dell'Slc-Cgil, Torino rischia di perdere metà dei diecimila occupati nel
settore della produzione culturale. C'è particolare sensibilità tra i cento
professori d'orchestra: il 30 ottobre hanno suonato in piazza Castello durante
la manifestazione studentesca «contro le forbici della Gelmini» e ieri sera un quintetto del
Regio itinerante è andato in soccorso degli universitari a Palazzo Nuovo
esibendosi in brani degli Anni 40 e 50. Specialisti della protesta? «Fuori
orario, stiamo cercando di contribuire alla comprensione del grave problema -
dice Giulio Arpinati, sindacalista dell'orchestra -. Ma non siamo
specialisti, diciamo che cerchiamo di rendere musicalmente accettabile una
protesta che non vorremmo ci fosse motivo di fare». In orario di lavoro
(regolarmente retribuito), mettono in scena quello che avviene dietro le
quinte. Come i musicisti, altrettanto fanno gli ottanta coristi, e tutti i
dipendenti del teatro. Oggi si può assistere al montaggio di allestimenti, alle
preparazioni tecniche. Tutti i sindacati sono d'accordo: «La musica, in
particolare - dicono -, viene considerata dal governo un bene superfluo,
dimenticando quanto l'opera sia elemento fondante della cultura italiana oltre
che un valore produttivo di prestigio. Se l'italiano non è una lingua morta al
di fuori dei confini nazionali è perché in tutti i teatri del mondo rimane la
lingua imprescindibile e principale, se le istituzioni musicali italiane vengono
acclamate nelle tournée all'estero è perché la nostra cifra artistica rimane un
punto di riferimento riconosciuto da tutti, mentre chi dovrebbe difendere e
diffondere il made in Italy sembra disprezzarlo, riducendolo a un capriccio per
pochi. Dalle 19 alle 20.30 gruppi da camera accoglieranno i visitatori facendo
ascoltare alcuni brani musicali. La manifestazione culminerà con il concerto,
alle 21, diretto dal maestro Gianandrea Noseda. In programma: Stabat Mater, la
sinfonia del Nabucco di Giuseppe Verdi, di Manon Lescaut di Giacomo Puccini,
gran finale con Va' Pensiero.\
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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Pagina
3 - Economia Bonanni nega il summit con Berlusconi e Angeletti "Mi hanno
visto da Berlusconi? Si sbagliano, ero a Porta a Porta" ROMA - Al vertice
di Palazzo Grazioli lui non c´era, anzi «quell´incontro è un´invenzione bella e
buona creata da Epifani per preparare il terreno allo sciopero generale della
Cgil». La versione di Raffale Bonanni sul dibattuto vertice è questa. Nega di
aver partecipato alla cena con Berlusconi, la Confindustria e la Uil? «Per
quanto mi riguarda non c´è stata nessuna cena, se c´è stata non mi hanno
chiamato, se mi avessero chiamato ci sarei andato». Alcuni cronisti l´hanno
vista lasciare Palazzo Grazioli da un´uscita secondaria. «Si saranno sbagliati,
non ero io, a quell´ora ero a Porta a Porta». Secondo lei perché Epifani si
sarebbe inventato un vertice dal quale la Cgil era esculsa? «Perché aveva
bisogno di giustificare un evento così deflagrante come lo sciopero generale.
La Cgil ha voluto costruire un fatto che non c´è per spiegare una posizione
radicale, presa da sola senza alcun consulto. D´altra parte sono tre mesi che
ci troviamo davanti alle sue iniziative unilaterali e tre mesi che, comunque
vada, Epifani si arrabbia». Anche la Cisl ha preso posizioni unilaterali: il
giorno dello sciopero unitario sulla scuola, sempre con Angeletti, non è andato
a cena con Tremonti, anche se Epifani non era stato invitato? «Quell´incontro
mi è servito per chiedere al governo più soldi per la cassa integrazione». Cosa
ne pensa di uno sciopero generale della sola Cgil? «Penso che sia un clamoroso
errore: non riconosce il lavoro fatto fino ad oggi per trovare vie d´uscita
alla grave crisi economica che stiamo attraversando. Non è questo il modo di
procedere, non s´inseguono piste illusorie, non si chiudono tutti i tavoli.
Tutto volge al velleitarismo quando invece ci sarebbe bisogno di una coesione
che eviti il peggio». Perché, si è tirato indietro sullo
sciopero per l´Università confermato da Cgil e Uil ? «Perché le condizioni sono
cambiate, la Gelmini ha
aperto al dialogo, ha fatto capire che la riforma si farà, ma che sarà una
riforma condivisa e che si potrà ridiscutere sui fondi». (l.gr)
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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14 - Interni Testimonial di un principio Orlando: "Resto il candidato,
fino a quando le opposizioni non mi sciolgono da questo mandato" "Ero
pronto a fare il passo indietro ma Tonino mi ha chiesto di restare" Sono
il testimonial di un principio di democrazia. Sono un uomo dell´opposizione, se
non lo fossi non avrei titolo per presiedere la Vigilanza GIOVANNA CASADIO ROMA
- Amarezza? «Mah, per fortuna ci sono altre soddisfazioni». Leoluca Orlando ha
appena parlato con il vicesegretario del Pd Dario Franceschini. C´era anche
Antonio Di Pietro nel capannello, in un corridoio di Montecitorio. E subito
dopo, Orlando si sfoga: «Sono e resto il candidato dell´opposizione, di tutta
l´opposizione, alla presidenza della commissione di Vigilanza Rai. Fino a prova
contraria. Solo le opposizioni possono sciogliermi da questo mandato». Non
pensa di fare un passo indietro, onorevole Orlando? «L´ho detto a Di Pietro:
"Antonio, guarda, mi tiro fuori dalla partita...". Mi ha risposto:
"No, tu devi restare". Sono il testimonial di un principio di
democrazia, il simbolo di una cosa che non è più mia. Mi hanno fatto
prigioniero di una battaglia. Varrebbe come precedente se facessi un passo
indietro, un bruttissimo precedente. Sono diventato un candidato
"scolorito", mi guardi, sono l´espressione di un principio». La vedo
così determinato da avere annunciato le dimissioni da portavoce di Italia dei
valori: un modo per convincere il centrodestra che svolgerebbe un ruolo di
garanzia e non di parte? «Ritengo inopportuno da parte di chi ha un ruolo di
garanzia avere incarichi di partito. Devo dire che sono mesi ormai, da quando è
cominciata questa storia della Vigilanza, che non faccio più il portavoce. Per
evitare polemiche, pretesti. Di Pietro mi aveva detto di
intervenire in tv sul referendum anti-Gelmini, ad esempio. Ho detto di lasciar perdere. Meglio mantenere un
profilo defilato». Però ha fatto quell´intervista in cui ha paragonato il
governo italiano al regime argentino. Non è proprio una cosa rassicurante per
Berlusconi, ammetterà. «Manuale di diritto internazionale alla mano, in
Argentina c´è la ricerca di un rapporto diretto con le masse, una deriva carismatica,
si è indebolito il ruolo del Parlamento. E che questo stia accadendo anche in
Italia, l´hanno sostenuto non solo Walter Veltroni ma pure esponenti della
maggioranza». Non teme di entrare papa e uscire cardinale dalla prossima
riunione della Vigilanza? Il veto nei suoi confronti da parte del Pdl sembra
senza spiragli. «Non penso che in questo vicenda ci sia qualcosa di personale.
Quando il centrodestra ha riparlato della mia intervista sull´Argentina, Di
Pietro ha fatto osservare che si trattava di un pretesto. Di interviste ne ho
fatte altre, ho detto che vorrei modificare la Gasparri ma finché quella legge
sulle tv c´è, va rispettata, Dopodiché, vedremo quel che accadrà in Vigilanza.
Non ho timori personali». Certamente lei non è tenero con Berlusconi. «Io sono
un uomo dell´opposizione, se non lo fossi non avrei titolo a presiedere la
Vigilanza. Come non l´avrebbero avuto Francesco Storace o Mario Landolfi, che
la maggioranza di centrosinistra a suo tempo votò, perché questo è il patto, il
galateo istituzionale. Non sono certo un black bloc, ho relazioni
internazionali. Elettra Marconi mi ha chiesto di farle da mediatore con il
presidente Lula per la cerimonia in Brasile nel centenario del Nobel per la
Fisica al padre, l´anno prossimo. In Germania gioco in casa, ho ricevuto il
premio Adenauer, del mio passato si sa cosa ho fatto come sindaco di Palermo,
nella lotta alla mafia...». Appunto. Perché resistere agli schiaffi di
Berlusconi? «Non può passare la violazione di una regola di democrazia. Sono il
candidato delle opposizioni, finché le opposizioni non mi sciolgono da questo
mandato».
( da "Unita, L'" del 13-11-2008)
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I
luoghi, ora e allora. Cancellata la scritta, «non lavate questo sangue» E
adesso che forse si saprà la verità su quelle terribili giornate di sette anni
fa, Genova come reagisce? Come la città medaglia d'oro della Resistenza, la
Genova del luglio Sessanta che cacciò i fascisti dalle sue strade, si prepara
alla fase finale del processo sul massacro della Diaz? Sono passati 2555
giorni, i ricordi sbiadiscono, l'indignazione si attenua e lascia spazio alla riflessione.
Siamo alla ricerca di un filo rosso che ricongiunga l'oggi al passato. Lo
ritroviamo davanti a una "pupazza". Una gigantesca, grassa statua di
quattro metri monumento all'ignoranza. Lo hanno creato la scultrice Lu e il
fabbro Erica. E' nel cortile della Facoltà di Lettere e ha
la faccia della ministra Gelmini. Se la pioggia che ci martella da ore farà la grazia di
fermarsi, la "pupazza" verrà bruciata. «Diamo fuoco all'ignoranza,
quella che sette anni fa ha fatto da sfondo alla brutalità delle giornate del
G8». Ci parla Marco, studente poco piu' che ventenne. «Nel luglio 2001
ero sequestrato in casa a causa dei miei tredici anni. Ma quelle immagini le ho
viste mille volte in tv. Mi rimane impressa la ferita inferta a Genova e la
violenza animalesca su quelle persone che in migliaia erano venute a
manifestare per l'idea semplice che un altro mondo è possibile». No, a
dimenticare Marco non ci pensa affatto. Lunedì sera in facoltà hanno avuto un
incontro con gli avvocati delle parti civili. Titolo «Processo alla polizia».
«Ma non spaventi il titolo», ci tiene a chiarire Luisa, un'altra studentessa.
«Abbiamo voluto capire attraverso gli atti del processo, leggendo delle
omissioni, delle prove truccate, ascoltando le violenze subite da chi quella
notte era nella Diaz, come sia stata possibile tanta brutalità. E ora vogliamo
giustizia, quella scritta nelle leggi e nella Costituzione della Repubblica
italiana». Il movimento del 2008 è così. Semplicemente responsabile. La facoltà
è occupata. «Ma si fanno gli esami regolarmente». Giustizia, verità. I
sentimenti che l'anarchico della musica Fabrizio De André ha coltivato nelle
sue poesie che chiamavano canzoni. Faber è morto, ma vive nel negozio di musica
di via Del Campo che l'amico Gianni Tassio volle dedicargli. Nella vetrina c'è
la sua "Esteve", più che una chitarra un mito, e sul bancone una
enorme damigiana piena di sigarette. «I clienti le offrono a Fabrizio», dice
sorridendo Daniela, «la compagna del Tassio che ci ha lasciati un anno fa». Il
sottofondo musicale rimanda le parole dolci ma forti de «La canzone del
maggio». «Ricordo la città blindata. Che umiliazione per Genova! C'è una foto
di Gianni che passa i soldi ad un poliziotto attraverso una grata per farsi
comprare le sigarette». Nel negozio c'è il professor Lorenzo Coveri, insegna
alla facoltà di lingue, è intento a preparare la grande mostra che da dicembre
a maggio ricorderà De André. «Ricordo i ragazzi sanguinanti che uscivano dalla
Diaz: in quei giorni la democrazia venne ferita a morte. Speriamo che il
processo farà almeno un po' di giustizia». Chi sette anni fa c'era a dare anima
e corpo al movimento è don Andrea Gallo, animatore della Comunità di San
Bendetto al Porto. «Genova è indifferente, a luglio, in piazza Alimonda,
eravamo in pochi a ricordare Carlo Giuliani. I sindacati non si muovono, il Pd
è assente, siamo rimasti noi chiamati estremisti a difendere i pm. Quei giudici
sono stati coraggiosi, attaccati da tutti. Ero tra i garanti del processo, dopo
le prime udienze ho mollato. Mi infastidivano i non ricordo, i mi avvalgo della
facoltà di non rispondere detti anche da alti funzionari di polizia». Don
Gallo, ultraottantenne compiaciuto, ha la forza di mille ventenni. «Con i
manganelli soffocarono il grido di dolore dei giovani, ma è stato inutile.
Perché oggi li vedi questi ragazzi, è un'altra generazione, ma chiede le stesse
cose». Indifferenza? Walter Fabiocchi è segretario della Cgil. «Certo non è
come nei primi anni, l'attenzione si è affievolita. Ma c'è voglia di giustizia.
Chi ha sbagliato paghi». Piove sulla città, oggi Palazzo di giustizia sarà
blindato. Difficile capire Genova. Perché la città, scrive Maurizio Maggiani,
«non è mai una cosa sola, ma sempre due cose assieme, o tre, o quattro. Sempre,
in ogni suo luogo, circostanza e anima».
( da "Nuova Sardegna,
La" del
13-11-2008)
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Pagina
7 - Sardegna Contro l'università truccata verifiche reali sulla ricerca Il
colossale problema resta la mancanza di incentivi e disincentivi Nessuno viene
premiato quando ha successo o paga se opera male PIER GIORGIO PINNA SASSARI.
«Sicuro: l'università italiana è truccata. Ma ci sono almeno due rimedi. Primo:
valutare i risultati delle indagini scientifiche dando più soldi a chi fa buona
ricerca e meno soldi a chi la fa cattiva. Secondo: garantire agli studenti la
possibilità di cambiare sede, con contributi per vitto e alloggio altrove, nel
caso il loro ateneo non si riveli adeguato». Roberto Perotti non crede molto
alle proteste anti-Gelmini. Mostra
però di non considerare soddisfacenti neanche alcuni recenti provvedimenti
governativi, soprattutto quelli basati unicamente sui tagli. Dopo aver operato
per dieci anni alla Columbia University di New York, dove ha ottenuto la
cattedra a vita, oggi questo docente diventato celebre nel giro di breve tempo
per un saggio sugli scandali del malcostume accademico insegna macroeconomia
alla Bocconi di Milano. - Il suo libro «Università truccata», edito da Einaudi,
è già un best seller: riscuote interesse perché centra l'obiettivo di
denunciare la corruzione e propone contromisure per risanare l'accademia
italiana malata? «Non spetta a me dirlo. Credo sia un giudizio che compete ai
lettori. Ma in ogni caso ritengo che sia proprio così: penso che ad attirare
l'attenzione contribuiscano questi due elementi combinati fra di loro». - Un
intero capitolo è riservato alla parentopoli di Bari: com'è stato possibile che
il sistema abbia consentito tanti intrecci nell'attribuzione delle cattedre?
«In realtà le vicende di Bari sono sì sviscerate a fondo, ma in Italia non sono
le uniche a pesare in negativo. Il malcostume è diffuso. Mi riferisco, fra
l'altro, a recenti inchieste giornalistiche che hanno riguardato gli atenei di
Messina e Palermo. Ma si potrebbero citare numerosi fatti analoghi». -
«Taroccamenti» a go go. «Sicuramente. Il guaio è che i concorsi si presentano
tutti regolari sotto il profilo formale. Per un figlio o per un altro familiare
presentarsi a sostenere una prova per diventare docente o ricercatore
nell'ateneo dove insegna il padre o un parente non è illegale. Le stranezze
cominciano quando gli altri, più o meno con le buone, vengono convinti a
ritirarsi». - Come si potrebbero combattere questi processi nell'accademia
nostrana. «è semplice. Oggi il merito all'università non è riconosciuto. Così
come il demerito. Quel padre o quello zio che ha fatto andare in cattedra il figlio
o il nipote oggi non risponde di alcunché. La sua carriera continuerà
indisturbata persino se il docente in questione si rivelerà un incapace
assoluto. Se al contrario dall'aver fatto un passo del genere derivassero gravi
conseguenze a chi si è reso protagonista dell'episodio di nepotismo, allora ci
sarebbe un deterrente: molti ci penserebbero su prima di avallare certe
situazioni». - Durante la sua indagine le è capitato di ricevere segnalazioni
su casi di malcostume dello stesso segno nelle due università sarde? «No, ma
non ho potuto approfondire. Sa... gli atenei sono talmente tanti». - Da una
elaborazione del «Sole 24 ore» l'università di Sassari è in testa nella
fabbrica delle cattedre: per quale motivo si è creato un fenomeno del genere?
«Non conosco la situazione sassarese e quindi non sono in grado di fare
commenti. Posso fare un ragionamento di tipo complessivo». - Quale? «In questi
ultimi tempi, con i concorsi nazionali banditi ogni biennio, parecchi pensavano
alla fine di essere tagliati fuori dagli avanzamenti di carriera. C'è stata
così un aumento territoriale dei concorsi che hanno creato tanti professori
ordinari e associati». - Un discorso a sé riguarda le sedi gemmate: lei nel
libro cita un corso di laurea che a Tempio nell'anno accademico 2007-2008 aveva
5 iscritti. A che si deve la proliferazione di corsi così scarsamente
frequentati? «Le ragioni sono tante. La principale è che le sedi staccate degli
atenei sono considerati piccoli centri di potere, spesso favoriti da clientele
locali. Un altro motivo che ha influito su questa proliferazione eccessiva è
rappresentato dall'erronea convinzione da parte di numerosi ragazzi di
frequentare un'università sotto casa. Invece la mobilità è fondamentale». -
Quali sono i falsi miti dell'accademia a cui lei fa riferimento nel suo saggio?
«Li posso elencare in breve? Sì? Eccoli. All'università mancano le risorse.
Siamo poveri ma bravi. Il clientelismo è circoscritto. L'alta formazione
gratuita è egualitaria». - Ma non è forse vero che mancano fondi certi e che
con gli ultimi provvedimenti governativi i soldi diminuiranno ancora?
«Quest'aspetto è stato tra i più dibattuti del mio libro. Ho ricevuto parecchie
critiche per aver sostenuto questa posizione. Eppure, i dati risultano dalle
comparazioni internazionali. Un caso per tutti. La Gran Bretagna: ha
un'università pubblica come da noi ed è un paragone calzante. Ebbene, le spese
per studente a tempo pieno britannico e italiano sono equivalenti». - «Poveri
ma bravi», si continua a dire: l'università nostrana sarebbe all'avanguardia
«nonostante tutto»? «Se si guardano le citazioni e le pubblicazioni sulle
riviste internazionali dei professori italiani, si scopre che siamo nella media
europea. Più o meno come la Spagna. Certo: esistono punte di eccellenza e parecchi
ricercatori bravissimi. Ma numerose classifiche internazionali indicano che il
nostro Paese non è all'avanguardia. E del resto perché tanto stupore?». - Già,
perché? «Qualora fosse vera la convinzione che siamo effettivamente
"poveri ma belli", da questa realtà sarebbero derivati alcuni
effetti. Il primo è che in tutto il mondo gli altri si sarebbero affannati a
copiare il nostro modello. Il fatto che ciò non avvenga dovrebbe invitarci a
maggiore prudenza». - E il clientelismo come «fenomeno circoscritto?». «A lungo
molti hanno coperto occhi e orecchie. Ma qualsiasi docente conosce centinaia di
episodi di malcostume. La verità, al di là delle apparenze, è diversa». -
Ovvero? «Tutti noi sappiamo quali sono i sistemi per truccare i concorsi. Per
le prime dieci maggiori facoltà di medicina (non ci sono le due sarde, ndr) nel
mio libro quantifico la frequenza dei casi di omonimia tra professori: c'è una
media tra l'11 e il 33% d'individui in qualche modo collegati dallo stesso
cognome». - Lei sfata un'altra certezza diffusa: e cioè la non correttezza
dell'equivalenza università-gratuita = università-egualitaria. «Gli atenei sono
pagati con i soldi di tutti. A frequentarla sono in prevalenza i più abbienti.
In questo modo le tasse dei poveri finiscono per pagare gli studi dei ricchi».
- Per voltare pagina rispetto al passato e al presente, lei, professor Perotti,
fa alcune proposte. Può illustrarle, in estrema sintesi? «Le ricette sono di
due tipi. Dare più risorse agli atenei migliori. E aumentare la mobilità degli
studenti». - Dalle nostre parti invece si parla d'altro... «è straordinario
come il dibattito in Italia si perda nei mille rivoli delle minuzie normative,
degli inutili appelli al civismo e alla magistratura, mentre si ostina
pervicacemente a negare il colossale problema di fondo: la mancanza di
incentivi e disincentivi appropriati. Da noi nessuno viene premiato quando ha
successo nella ricerca e nell'insegnamento, e nessuno paga se opera male». -
Lei scrive di soluzioni nuove a problemi vecchi: quali sono esattamente?
«Faccio un solo esempio. Applicando il ragionamento che seguivo poc'anzi, le
risorse affluiscono esclusivamente a chi fa bene la ricerca e produce risultati
apprezzabili. A questo punto chi finanzierebbe più sedi staccate che non siano
in grado di ottenere questi livelli di successo?». - Che cosa pensa dell'Onda e
delle proteste contro il governo? «Ritengo che gli studenti siano in gran parte
male informati o vittime di slogan fini a loro stessi. In questo modo rischiano
di fare il gioco dei baroni e comunque dei docenti più corrotti. Più che alla
politica di contrazione delle spese dovrebbero ribellarsi all'assenza della
possibilità di valutare correttamente l'operato dei dipartimenti. E,
naturalmente, opporsi al malcostume». - E qual è invece la sua opinione sulle
riforme appena varate e sulle proposte in divenire elaborate dal ministro Gelmini? «I primi provvedimenti mi hanno trovato contrario.
L'ipotesi di trasformazione delle università in fondazioni è destinata a non
funzionare: in questo modo gli atenei rischiano di diventare ancora di più
centri di potere controllati da poche élites. I tagli indiscrimati, da soli,
sono discutibili». - Adesso ha invece cambiato opinione? «Dalle linee guida
presentate l'altro ieri e dall'ultima misura normativa che le ha precedute
emergono buone intenzioni teoriche. Trovo positivo che il 5-7% delle risorse
sia legato al giudizio sulla ricerca nei dipartimenti e che questo rapporto sia
estensibile in futuro sino al 30. Ma il nodo sarà come applicare queste
riforme». - In che senso? «Non vorrei che le valutazioni fossero fatte sulla
base dei soliti criteri fumosi. Occorre una cesura netta rispetto ai metodi del
passato. In definitiva, lo dico in maniera estremamente chiara: l'unico
parametro di riferimento sicuro è la qualità della ricerca».
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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Università
Tre pullman per la capitale Oggi alle 23,30 in piazza Garibaldi (con partenza a
mezzanotte) ci saranno tre pullman organizzati dagli studenti per partecipare alla manifestazione nazionale a Roma contro la legge Gelmini sull'Università (adesioni si
raccolgono ai numeri 334 8694211 e 347 5245710). Intanto alle 17 in piazzetta
della Lega ad Alessandria la ricercatrice Cinzia Di Novi, di Scienze politiche,
terrà una lezione «aperta». A Scienze politiche e Scienze Mfn, pur non
bloccando le lezioni, continuano le riunioni tra gli studenti. Da lunedì
questi incontri diventeranno settimanali per approfondire i contenuti della
legge Gelmini.
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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SCUOLE.
CONTINUA IL MALCONTENTO Il Conservatorio "Anche per noi rischio
chiusura" Domani lezione ai giardini per protesta contro i paventati
"tagli" della Gelmini [FIRMA]ALICE PEDRAZZI ALESSANDRIA Tutti fuori. La nuova
strategia di contestazione «anti decreto Gelmini», con le lezioni all'aperto per respirare aria di libertà e
mettere in piazza i problemi, coinvolge anche il Conservatorio. Per la prima
volta, abbandonati i toni suadenti della musica, il Vivaldi alza il registro e
accende gli altoparlanti: domani, dalle 10 alle 12, allievi e docenti
faranno lezione ai giardini, davanti alla stazione. Sulle strade si
riverseranno le classi di violino, flauto, tromba e trombone e tra le vie
cittadine salirà alto l'eco della protesta: «Per suonare, far lezione, farci
sentire» dicono i ragazzi del Conservatorio. Solo una situazione sentita come
allarmante poteva creare subbuglio anche in un'istituzione tradizionalmente
luogo di studio e cultura, votata al sobrio e intimo rapimento della musica. La
preoccupazione, in effetti, corre sui fili dell'alta tensione. A generarla le
dichiarazioni del ministro dell'Istruzione: «Settanta conservatori in Italia
sono troppi - sostiene Mariastella Gelmini -. Dobbiamo
selezionarne solo alcuni». Degli altri, semmai, si occuperanno gli enti locali.
E il Vivaldi trema: «La preoccupazione è forte - ammette Fausto Galli, docente
di trombone che, con i colleghi, ha sottoscritto un appello -: è in corso un
durissimo attacco al sistema di istruzione pubblico. Con scuola e università,
anche i conservatori sono vittime della riforma Gelmini».
Dall'assemblea dei docenti si è così levato un grido di dolore. Preoccupa non solo
il rischio di scomparire, ma anche e concretamente la riduzione del 45% dei
finanziamenti previsti per l'anno in corso, oltre all'annullamento dei fondi
per il prossimo biennio e il mancato rinnovo del contratto, scaduto 34 mesi fa.
«Tutti provvedimenti - conclude Galli - che dimostrano come il mondo dei
conservatori sia uno dei più colpiti dalla recente riforma del governo, che si
accanisce contro il sapere e la cultura perché non sa immaginare il futuro».
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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Pagina
35 - Commenti SE PREVALE L´IDEOLOGIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Di fronte alla
tempesta perfetta dei mercati finanziari e dell´economia reale, una classe
dirigente degna di questo nome, in una democrazia seria e responsabile, si
darebbe un´unica missione: unire gli sforzi collettivi in una sorta di
«comitato di salute pubblica» e concordare, nei limiti del possibile e nel
rispetto dei rispettivi ruoli, le misure necessarie a fronteggiare la crisi. Ma
in questa Italia arrabbiata e irresponsabile succede l´esatto contrario. Tutto
va in frantumi. La maggioranza rompe con l´opposizione, la Cgil rompe con il
governo, i sindacati confederali rompono tra di loro, gli irriducibili rompono
con gli autonomi. In questo quadro in rapida decomposizione l´unica cosa che
resiste sono gli scioperi, che sono un costo per gli imprenditori, un
sacrificio per i lavoratori e un danno per i consumatori. Stiamo assistendo a
una stupefacente moltiplicazione di errori tattici, di rigurgiti ideologici, di
riflessi condizionati. Il primo errore lo commette Berlusconi, che in un
momento di forte tensione sociale non trova di meglio da fare che tagliar fuori
la Cgil da un vertice segreto a Palazzo Grazioli in cui riunisce ministri
economici, Confindustria, Cisl e Uil. Il secondo errore lo commettono la
Marcegaglia, Bonanni e Angeletti, che non avvertono l´urgenza morale e l´esigenza
politica di chiedere l´allargamento del tavolo o di rifiutare l´invito del
premier. Sono errori dettati non da dilettantismo, ma da un ideologismo: questo
governo di destra sempre più marcata, soprattutto attraverso la filiera dei
ministri ex-socialisti memori delle feroci battaglie sulla scala mobile, non
rinuncia all´obiettivo di regolare una volta per tutte i conti con la Cgil:
l´ultimo avamposto del dissenso sociale contro un esecutivo che, ormai, tollera
solo il consenso universale. A questo ideologismo (che trova una sponda
gregaria nei segretari di Cisl e Uil, colpevolmente disposti a riesumare il
fantasma degli accordi separati e lo spettro dei Patti della lavanderia)
Epifani risponde con un riflesso pavloviano. Un altro sciopero il 12 dicembre, stavolta
solitario, che si somma all´impressionante sequenza «cilena» delle agitazioni
in corso: da quella dei cobas Alitalia che da tre giorni tengono sotto ricatto
il Paese (dalla quale si sono dissociate le sigle del cosiddetto Fronte del no)
a quella dell´Onda studentesca che domani torna in piazza
contro la riforma Gelmini e
i tagli alle università (dalla quale, per riflesso pavloviano uguale e
contrario, si è ora dissociata la Cisl). Da questo scenario di conflittualità
endemica l´opinione pubblica può ricavare solo un´inquietante sensazione di
inadeguatezza. è inadeguato il governo, cui sta palesemente sfuggendo il
controllo della situazione. Siamo in pieno ciclo recessivo, e non si vede
ancora una «exit strategy». Si rincorrono voci, si alternano ipotesi, ma per
ora si sa solo che «anche il Tesoro ha problemi di liquidità», come avverte
Tremonti. In questo clima, il premier dovrebbe avere tutto l´interesse a
svelenire il clima: costruire un pacchetto anti-crisi, coinvolgere
l´opposizione sindacale in un confronto leale e trasparente di fronte al Paese,
chiamare l´opposizione politica a un dibattito serrato ma rispettoso di fronte
al Parlamento. Sta facendo l´opposto. Delegittima il centrosinistra e insulta
il Pd. Spacca la Triplice e attacca la Cgil. è una scelta insensata e
potenzialmente suicida. Un vero uomo di Stato come Nicolas Sarkozy non la
compirebbe mai. Ma è inadeguato anche il sindacato. La drammaticità del momento
richiederebbe quello che un tempo si sarebbe definito un «equilibrio più avanzato».
Uno sforzo unitario, piuttosto che la ricerca di una distinzione. Il terreno è
infido, ma ci sarebbe. La crisi morde più duramente i ceti meno abbienti, che
vanno difesi con tutti gli strumenti possibili. Ma è ormai chiaro che molti
(tra gli ultimi, i penultimi e comunque i più deboli) sono fuori e lontani dal
perimetro della rappresentanza confederale. E dunque le piattaforme
rivendicative e le «azioni di lotta» di Cgil, Cisl e Uil, tanto più se
frammentate e contraddittorie tra loro, finiscono per assumere una fisionomia
fatalmente corporativa, che spesso tutela chi è già tutelato e magari lascia
scoperto chi non gode di alcuna protezione sociale. E per quanto possano essere
legittime le proteste e le agitazioni messe in campo dai confederali in questi
e nei prossimi giorni (al contrario di quelle realizzate da Aquila Selvaggia,
in palese violazione delle norme di legge) non si può non tenere conto del
devastante effetto-domino che producono nei cittadini, sempre più esasperati
dai disservizi pubblici e dai disagi privati. Sono scelte scontate e
probabilmente autolesioniste. Un grande leader sindacale come Luciano Lama non
le avrebbe mai compiute. m.gianninirepubblica.it
( da "Nazione, La
(Lucca)"
del 13-11-2008)
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MEDIAVALLE
GARFAGNANA pag. 14 L?AMMINISTRAZIONE comunale di Castelnuovo ha deciso di
convocare per domani ... L?AMMINISTRAZIONE comunale di Castelnuovo ha deciso di
convocare per domani venerdì 14 novembre un consiglio straordinario per
discutere ed affrontare le tematiche relative alla riforma scolastica, la
cosiddetta Legge Gelmini. «Con la partecipazione allo
sciopero nazionale del 30 ottobre ? si legge nella nota inviata alla stampa dal
sindaco Sauro Bonaldi a nome dell?Amministrazione comunale ? si sono
praticamente concluse le agitazioni studentesche che, pur sotto varie forme,
hanno coinvolto gli Istituti superiori di Castelnuovo. Mercoledì 29 ottobre si
è tenuta presso i locali del Liceo Scientifico Galilei un?assemblea indetta
dagli studenti dell? Isi Simoni, a cui gli stessi avevano invitato anche
rappresentazioni delle istituzioni. All?incontro con i giovani erano presenti,
infatti, l?assessore del comune Gianluigi Pierotti e l?assessore Gabriella
Pedreschi per l?amministrazione provinciale.
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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VALENZA.INCONTRO PER SPIEGARE ALLE FAMIGLIE LE NOVITA' "Come la
riforma Gelmini muta il
futuro dei vostri figli" Le conseguenze sociali ed educative illustrate
stasera da un pedagogista [FIRMA]RODOLFO CASTELLARO VALENZA Anche a Valenza
levata di scudi contro la riforma Gelmini. Se ne parla in un incontro dal titolo «La scuola è solo un
costo in più?», organizzato dal Comune, per questa sera alle 21,15 al
Centro comunale di cultura. «L'Italia, tra le prime nazioni al mondo, costruì
negli anni '70 e '80, grazie a una sapiente collaborazione fra politica e
pedagogia, un quadro invidiabile e avanzato di servizi scolastici - spiega il
vice sindaco Maria Maddalena Griva - Mario Lodi, Gianni Rodari, Don Milani,
Loris Malaguzzi e tanti altri nomi restano scolpiti per sempre in questa
avventura che appartiene a insegnanti, genitori, allievi, amministratori,
tecnici e cittadini, consapevoli di aver contribuito a tenere vivo il valore e
i contenuti di una scuola pubblica viva e protagonista delle trasformazioni del
nostro Paese. Ora riteniamo di dover prendere posizione sul rischio che queste
realizzazioni positive e innovative vengano disperse ed annullate per scelte
assai poco condivisibili». L'iniziativa di stasera rientra in questo contesto e
si propone come un'analisi di carattere socio-pedagogica sui recenti
provvedimenti in materia scolastica. A parlarne sarà Daniele Novara,
pedagogista e direttore del Centro psico-pedagogico per la Pace e la gestione
dei conflitti di Piacenza, l'Associazione con cui il Comune di Valenza
collabora da sette anni sui temi del supporto alle famiglie e sulle attività
rivolte alla infanzia, in particolare il progetto sullo sviluppo della
Creatività infantile. «Appare pertanto fondata la preoccupazione di tanti
genitori, insegnanti e studenti che si interrogano sulla riforma e chiedono che
non vengano tagliate risorse - prosegue Griva -. Daniele Novara chiarirà le
ricadute e i problemi da un punto di vista prettamente "educativo" e
"pedagogico", per offrire una chiave d'interpretazione utile alle
famiglie. Non intendiamo dare vita ad un confronto politico - assicura Griva -,
ma consentire a tutti di usufruire di una occasione di informazione e confronto
con un esperto sugli aspetti di carattere sociale e pedagogico di una serie di
provvedimenti che toccano da vicino la vita e il futuro dei cittadini».
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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SCUOLA.CONTRO LA GELMINI "No" all'autogestione dai liceali del
Pascal Gli studenti delle superiori di Ovada hanno bocciato l'autogestione. La protesta
contro la riforma del ministro Gelmini è saltata perché non c'erano sufficienti adesioni. La scorsa
settimana i ragazzi del liceo Pascal, coordinati dal rappresentante di
istituto, Luca Mazzarello, avevano organizzato una raccolta firme per verificare
quanti erano davvero convinti che l'autogestione fosse la forma corretta per
esprimere il dissenso: «Se riusciremo a superare il quorum dell'80% di adesioni
potremmo concretizzarla, altrimenti nulla di fatto». Il primo giorno di
raccolta sembrava ci fosse un ampio consenso: solo a Ragioneria in meno di 12
ore erano state raccolte 80 firme (su 175 studenti) e in pochi giorni il quorum
è stato raggiunto, così come all'Itis Barletti (dove gli studenti sono 220). Al
liceo Pascal (345 studenti) invece le firme sono state poche: da qui la
decisione di cambiare strumento di protesta. Le lezioni, dunque, si
continueranno a svolgere regolarmente, nel frattempo i ragazzi si incontreranno
per organizzare un'assemblea pubblica, in programma sabato, come gesto di
sostegno e appoggio ai compagni dell'Università.
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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ASTI.LEZIONE
IN PIAZZA ALFIERI FRA LIBRI E PROVETTE Altre proteste "Noi, i dimenticati
dell'istituto Agrario" Il Pellati di Nizza in assemblea Preoccupazione
all'istituto d'Arte "La riforma penalizza la scuola più legata al
territorio" «Abbiamo i camici, ma non i laboratori». Con questo messaggio,
scritto su un cartellone, un gruppo di docenti e studenti dell'istituto Agrario
«Penna» ieri ha cercato di attirare l'attenzione dei passanti sotto i portici
di piazza Alfieri, nell'orario di punta del mercoledì di mercato. Molti i
soppraccigli alzati e gli sguardi perplessi, ma non è mancato chi ha chiesto
spiegazione o ha solidarizzato con ragazzi e insegnanti. Un piccolo laboratorio
con strumenti di calcolo, provette e alambicchi è stato infatti allestito per
la «lezione in piazza», insolita iniziativa che si inserisce nei tanti cori che
da settimane si levano in tutti gli ordini di scuole, contro
la riforma Gelmini. «La
riforma prevede tagli pesanti per la nostra scuola - spiega una delle
insegnanti, Roberta Cantatore - Oltre alla perdita di autonomia, ci sarà una
riduzione nel monte ore, da 39 a 32, che toccherà soprattutto sulle attività
pratiche e di laboratorio, essenziali nella formazione dei nostri ragazzi».
Il messaggio lanciato da studenti e insegnanti del «Penna» punta anche a
risvegliare l'attenzione degli astigiani sull'importanza dell'indirizzo
agrario, in una provincia a forte vocazione agricola, come l'Astigiano.
«Colpisce che questa scuola sia così poco conosciuta - sottolinea Cristina
Piccarolo, insegnante di Chimica - Si parla tanto di corsi legati al
territorio, ma poi ci si dimentica che l'Agrario è l'indirizzo più adatto per
chi dovrà occuparsi di produzioni agricole e vitivinicole». La protesta contro
tagli e riforme è condivisa da studenti e docenti, uniti sotto gli stessi
slogan. «Molta gente non si rende conto delle conseguenze di questa riforma -
commenta Riccardo Adurno - Siamo venuti in piazza sperando che qualcuno si
chieda cosa sta succedendo nelle nostre scuole». \I tagli previsti dalla
riforma Gelmini colpiranno soprattutto l'istituto
Agrario «Penna» e l'Artistico «Benedetto Alfieri», che dovrebbero perdere
l'autonomia (presidenza e segreteria) e subiranno una pesante riduzione nel
monte ore. Nelle scorse settimane 300 studenti dell'Artistico hanno protestato
occupando la scuola. Oggi la protesta si sposta a Nizza: alle 15, assemblea
degli studenti all'Istituto Pellati. Il «Penna» tornerà in piazza mercoledì
prossimo, sempre durante l'ora di punta del mercato. Venerdì, intanto, un
incontro al Centro Culturale San Secondo, aperto a tutte le scuole e alla
cittadinanza, cercherà di approfondire aspetti e conseguenze della riforma in
atto. \
( da "Unita, L'" del 13-11-2008)
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E i
giovani di An vanno a difendere il ministero «L'altra gioventù», la chiama il
leader Giuliano Castellino, alter ego di Gianluca Iannone. Un pezzo dell'ultradestra
romana che si è staccato da Casa Pound per confluire in An. E che domani pomeriggio ha convocato davanti al ministero di
viale Trastevere una contro-manifestazione in difesa della Gelmini. Slogan: «Saliamo in cattedra» e
«Liberiamo la scuola dalla dittatura del '68». O anche: «Sosteniamo il
cambiamento contro la reazione progressista». Oggi la rivoluzione - spiega l'ex
testa rasata Castellino - passa per l'azione di governo. Look e stile
dell'«altra gioventù» sono quelli di Casa Pound, saranno uguali anche i mezzi?
MA.GE.
( da "Unita, L'" del 13-11-2008)
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Tagli,
l'Università in piazza Ma la Cisl fa la fronda La sigla di Bonanni in meno di
un giorno fa la piroetta e si dice «convinta» dalla Gelmini.
A Roma la manifestazione nazionale, una costola di studenti pronta a sganciarsi
dal corteo per «assediare» Montecitorio. 24 ore per cambiare idea e per
«strappare» con Cgil e Uil. Tanto c'ha messo la Cisl per sfilarsi dallo
sciopero di domani contro i tagli all'istruzione. Una conversione a «U» dopo
che martedì alla fine del vertice fiume dell'Eur tra sindacati e Gelmini le tre sigle erano uscite con la conferma della
mobilitazione. «Il ministro si è impegnato a modificare alcuni passaggi
importanti della manovra sull'università e a dare risposte concrete alle
richieste contenute nella piattaforma per lo sciopero» spiegava ieri Antonio
Marsilia, segretario generale della Federazione Università della sigla di
Bonanni. «Non comprendiamo la ragione della Cisl: noi siamo coerenti e fedeli
alla piattaforma unitaria, così funziona un sindacato. Non bastano
dichiarazioni di buona volontà» la risposta di Mimmo Pantaleo della Cgil. Ed il
fatto che il Ministero della Funzione Pubblica ieri abbia fatto sapere che non
intende incontrare i sindacati di Università e Ricerca per
Pantaleo conferma che «il verbale fatto ieri all'incontro con Gelmini è pura finzione: si confermano
le nostre ragioni dello sciopero». Idem dalla Uil: sul merito dalla Gelmini «nessuna garanzia sufficiente»».
E mentre a stoppare arrivano anche Ugl, Confsal Snals Università Cisapuni e
Snlas-Confsal Ricerca, il movimento intanto si prepara. A Roma
concentramento a piazzale Aldo Moro, di fronte alla Sapienza, alle 8,30: gli
studenti arriveranno da tutta Italia con pullman e treni. A Padova Trenitalia
ha fissato a 15 euro il prezzo del biglietto per la Capitale, da Torino invece
sono stati messi a disposizione del comitato torinese «No Gelmini»
un convoglio per raggiungere la manifestazione nazionale, disponibile per
andata e ritorno, a 45 euro a testa. Rischia di trasformarsi invece in un non
facile problema di ordine pubblico il concentramento indetto per le 15.30 di
oggi in Stazione Centrale a Milano dagli universitari che intendono recarsi a
Roma domani: Trenitalia infatti non avrebbe previsto treni speciali o in
affitto per gli studenti, che tra l'altro avevano rischiesto tariffe calmierate.
Nella Capitale altri due cortei prenderanno il via da Piramide (universitari di
Roma Tre) e da piazza della Repubblica (studenti medi). Il corteo dei sindacati
partirà invece dalla Bocca della Verità per dirigersi a P.zza Navona, alle
spalle del Senato, passando per via delle Botteghe oscure e corso Vittorio
Emanuele II. Una «costola» di studenti però si staccherà per dirigersi e
cingere d'«assedio» Montecitorio. Ma la protesta continuerà anche sabato e
domenica con le assemblee generali che si terranno all'interno delle diverse
facoltà occupate: scienze politiche, lettere, fisica e chimica. GIUSEPPE
VITTORI ROMA politica@unita.it
( da "Unita, L'" del 13-11-2008)
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Piano
Confindustria mani (e interessi) sugli istituti tecnici
Presentato alla Gelmini nei
giorni scorsi durante un incontro da cui sono stati allontanati i giornalisti:
nelle scuole un Cda che abbia strada libera nelle nomine dei docenti Le mani di
Confindustria su un pezzo della scuola pubblica: gli istituti tecnici. Gli
industriali vogliono «comandare» sui percorsi d'istruzione per il settore
tecnologico (meccanica, trasporti, elettronica ed elettrotecnica,
informatica, comunicazione, chimica, tessile, agricoltura, costruzioni). E
dettano la loro «action plain» alla Gelmini.
Probabilmente di questo hanno parlato a Sanremo, l'8 novembre scorso, nel
seminario a porte chiuse dei direttori di Confindustria dove la ministra ospite
ha preteso che venisse allontanato dalla sala anche il giornalista del Sole 24
Ore. Ed eccolo il piano «segreto» di Confindustria: istituire «solo» negli
istituti tecnici un Cda «in cui vi sia una presenza significativa di soggetti
esterni dalla scuola: espressione del mondo della produzione e/o servizi, in
relazione agli indirizzi di studio». Un Cda con poteri effettivi di governance
con i presidi, per avere mano libera sulla nomina dei docenti tecnici di loro
fiducia. Come si evince nel capitolo "risorse umane": «Gli istituti
tecnici devo poter scegliere in autonomia gli insegnanti di materie tecniche,
tecnici di laboratorio, ufficio tecnico. Questo personale deve essere
svincolato dalle classi di concorso e dall'assegnazione centralizzata». Vale a
dire, le graduatorie ministeriali. Confindustria vuole avere voce in capitolo
anche sui diplomati, quindi propone una presenza delle realtà economiche nelle
commissioni d'esame. Scarta invece come «non realistico» l'insegnamento di una
seconda lingua straniera per gli istituti tecnologici. Ecco l'idea di scuola
degli industriali che fanno capo alla Marcegaglia. Un'istruzione pubblica in
cui lo Stato mette le risorse ma sono gli industriali che scelgono una parte
degli insegnanti e organizzano il lavoro. Non è un caso che l'opzione delle
Fondazioni degli istituti tecnologici - che richiederebbe anche un contributo
finanziario - nell'action plain elaborato da Confindustria viene indicata come
ultima chance. Scienze integrate È la nuova materia proposta dagli industriali
nel primo biennio e riunisce tutti gli insegnanti a carattere scientifico:
chimica, fisica, biologia e scienze della terra. Il Cda Tale organo affiancherà
il dirigente e deve avere «la responsabilità» complessiva per l'indirizzo
generale, il piano di sviluppo pluriennale della scuola, il programma annuale
ed i «rapporti con le imprese e le aziende che costituiscono i naturali
interlocutori di ciascun istituto». Gli attuali Consigli d'istututo avranno un
ruolo solo consultivo. «La partecipazione democratica - si legge nel documento
- deve essere tenuta distinta dalla gestione, dall'indirizzo tecnico e dal
governo. Se il termine Cda "distrurba" - si sottolinea - se ne può
trovare un altro. Ma non si può prescindere da uno specifico modello di governo
degli istituti tecnici, data la loro precisa missione: formare i quadri intermedi
che devono contribuire allo sviluppo delle aziende di produzione e servizi».
Docenti e laboratori Materie di studio ridotte di numero e orario a 32 ore
settimanale. «Va eliminato il doppione costituito dall'insegnante
tecnico-pratico, che è quasi sempre un generico diplomato privo di esperienze
concrete». Esperti esterni Individuati da un comitato tecnico-scientifico. «Non
possono essere in numero minoritario. I docenti interni non possono essere nè
in maggioranza numerica nè designati dal collegio docenti. La scelta va
affidata al dirigente su criteri indicati dal Cda».
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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IX - Torino Open day al teatro: dopo le prove il concerto diretto da Noseda
Porte aperte da stamattina Verdi e Puccini sono gratis La protesta VERA
SCHIAVAZZI (dalla prima di cronaca) Il professor Marco Tempesta ha 45 anni, un
figlio di 5, una moglie pianista e disoccupata. Il suo lavoro/passione è
suonare il trombone nell´orchestra del Teatro Regio e oggi, da mattina a sera,
lo farà gratis per tutti i torinesi che vorranno attraversare il cancello sulla
piazza e mettere il naso dove forse non sono mai entrati, conoscere quel
piccolo mondo antico e sempre nuovo, fervido e creativo che consente a un´opera
lirica di andare in scena, emozionare e ricevere applausi. L´open day - nato
sulla spinta dell´entusiasmo degli studenti che, scesi in
piazza contro il ministro Gelmini, avevano ascoltato il concerto gratuito dei musicisti del teatro
- durerà dalle 10 alle 22.30 e avrà il suo momento più solenne alle 21, con un
concerto diretto da Gianandrea Noseda, in programma Verdi e Puccini e un
trascinante Va´ pensiero finale. Ma chi sono, perché si lamentano e
quanto guadagnano i «lavoratori del Regio»? E qual è il senso, per una città in
piena crisi, di conservare un teatro d´opera che per molti rischia di apparire
lontano, anacronistico, un lusso riservato a pochi e non più sostenibile?
Trecentocinquantasette uomini e donne lavorano ogni giorno in teatro, 163 di
loro sono artisti - dai musicisti al coro ai direttori - il resto si divide tra
tecnici e amministrativi. Ieri in piazza Castello il clima era quello della
vigilia di una nuova opera: prove, riunioni improvvisate per organizzare
l´accoglienza al pubblico, impiegati, funzionari e tecnici impegnati fino a
tarda sera per quella che - a tutti gli effetti - è un´operazione di
comunicazione ai torinesi, ragazzi e pensionati in prima fila, attesi durante
il giorno, che normalmente non si siedono sulle poltroncine rosse del teatro.
«Ho studiato sei anni al Conservatorio, poi come privatista a Ginevra, altri
diplomi, il servizio militare che mi è servito a prendere la patente C perché
se non andava bene con la musica potevo almeno guidare un camion? sono entrato
qui 22 anni fa, guadagno 2000 euro al mese ma i colleghi arrivati da poco non
superano i 1500. Che cosa faccio? Studio, per essere pronto quando proveremo
col direttore: in questo lavoro bisogna dare il meglio, e noi ci proviamo, un
po´ come fa un atleta», racconta Tempesta. Che aggiunge: «In passato ho votato
per Berlusconi, questa volta no perché sapevo che il suo governo ci avrebbe
danneggiati. E sono contento di non averlo fatto». Mauro Barra, 49 anni,
artista di coro, è al Regio dal 1983: «Ho studiato privatamente perché nei
Conservatori ti insegnano a fare il solista, una cosa diversa da quella che
serve a noi. Il mio strumento è la voce, se la perdo sono guai, me ne devo
ricordare anche quando vorrei sgridare i figli? Credo che se un paese pensa di
tagliare i suoi teatri è il primo passo verso l´imbarbarimento. Si può stare
senza? Certo, si possono cancellare anche i musei e le scuole. E dopo?».
Interviene Mauro Ponzio, 35 anni, che del coro è l´ispettore (ancora precario):
«Controllo presenze e assenze, gestisco le trasferte, mi occupo che si siano
tutti quelli che servono - spiega - Sono entrato qui dentro come comparsa, ho
fatto un po´ di tutto, compreso il macchinista, e questa è la mia casa, la mia
città, un posto speciale. Torino ama questo teatro in un modo straordinario, è
una follia pensare di tagliarlo». Franco Inz, 57 anni, viceresponsabile
tecnico, è l´uomo che fa funzionare la macchina: «Quando la gente torna a casa
dopo teatro dice ?belle luci, bei costumi, bravi i cantanti´, ma non pensa che
le scene non si muovono da sole? Credono che qui sia un´isola felice, noi
invece sappiamo che se i tagli saranno davvero quelli annunciati forse non
avremo la prossima stagione. Per questo domani sera sarò qui, fuori dal turno:
mi sono offerto volontario per salvare il mio teatro».
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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XI - Torino Treno speciale per i ragazzi dell´Onda Domani in piazza anche gli
studenti delle scuole superiori I soldi per i biglietti raccolti con un
concerto dell´orchestra del Regio OTTAVIA GIUSTETTI Il treno speciale per gli
studenti ci sarà. Lo ha annunciato ieri Trenitalia dopo che
un gruppo dell´assemblea No Gelmini era andata in corteo martedì a Porta Nuova a chiedere condizioni
speciali per raggiungere la capitale in occasione della manifestazione di
domani. Il convoglio parte questa sera con undici carrozze e sarà disponibile
anche per il ritorno a 45 euro a testa. Ma saranno molti anche quelli
che partiranno con i pullman, in diretta video con la trasmissione "Anno
Zero" che questa sera sarà in collegamento con Torino, con le officine
grandi riparazioni, dove saranno riuniti studenti del Politecnico,
dell´Università e delle scuole medie superiori e operai di diversi stabilimenti
cittadini per parlare di come il movimento di protesta dei ragazzi stia
dialogando con la componente operaia in questa città molto più che altrove.
Anche gli studenti delle scuole superiori saranno in piazza domani a Roma per
protestare contro i tagli dell´università. Come lo scorso 30 ottobre per lo
sciopero della scuola si erano uniti al corteo anche ragazzi e professori
dell´università. «Si avvicina il prossimo grande appuntamento di mobilitazione
nazionale contro la strategia dei tagli del governo su scuola e università -
scrive in un comunicato la Rete degli studenti medi - venerdì la manifestazione
nazionale indetta dai sindacati della scuola sarà grande e partecipata, con uno
corteo studentesco al quale arriveranno studenti da tutte le città italiane.
Gli studenti delle scuole superiori saranno presenti al corteo con uno
spezzone. L´appuntamento è in piazza della Repubblica alle 9.30». Intanto ieri
sera l´Assemblea No Gelmini di Palazzo Nuovo per
autofinanziare la trasferta ha organizzato un concerto nell´atrio della sede
delle facoltà umanistiche. Nonostante l´esibizione in strada del 30 ottobre
avesse scatenato accese polemiche politiche (Alleanza Nazionale chiedeva la
decurtazione di un giorno di stipendio ai musicisti), l´orchestra del Teatro
Regio torna a esibirsi a sostegno della protesta degli studenti proprio
nell´ambito di questo concerto, seguirà l´esibizione del cantante reggae Zuli e
una dj set per tutta la notte. Sempre nell´ambito della mobilitazione contro la
riforma, inoltre, alle 19.30 c´è stato un incontro con i lavoratori e le
lavoratrici delle biblioteche dell´Università di Torino che occuperanno
simbolicamente la biblioteca «Gioele Solari». Alla diretta radio a reti
unificate organizzata dalle emittenti universitarie italiane per il corteo di
Roma parteciperà anche la radio dell´Università di Torino, Centodieciweradio.
L´iniziativa è promossa da «Raduni», associazione degli operatori radiofonici e
televisivi universitari di tutta Italia. Durante la diretta, che dalle 9.30 si
protrarrà sino alle 12.30, sarà lanciato il concorso «Un Assegno per la
ricerca», che premierà con 500 euro il miglior video dedicato allo stato
attuale della ricerca negli atenei italiani, tema caldissimo. Tra i nomi illustri
che commenteranno la manifestazione e discuteranno l´evoluzione della protesta
e dei provvedimenti governativi, ci saranno Daniele Luttazzi, Paola Cortellesi,
Marco Travaglio, Massimo Gramellini, Alessandro Bergonzoni, Margherita Oggero,
Davide Ferrario. Per ascoltare la diretta basterà collegarsi al sito
www.110.unito.it.
( da "Giorno, Il
(Lodi)"
del 13-11-2008)
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LODIGIANO
pag. 7 Legge Gelmini: corteo e sit-in domani in Comune
CODOGNO ? CODOGNO ? CORTEO per il centro storico e sit in davanti al municipio.
Si terrà nel tardo pomeriggio di domani la manifestazione contro la legge Gelmini sulla scuola promossa dal Comitato difesa scuola
pubblica. Dopo l?iniziativa a Casale, il 30 ottobre scorso, e a Lodi l?8
novembre, ora tocca a Codogno: alle 17,30 di domani chi vorrà aderire alla
protesta potrà farsi trovare in piazza Cairoli da dove partirà il serpentone
che attraverso via Roma raggiungerà il municipio di via Vittorio Emanuele. Qui
i manifestanti sono intenzionati a presentare un proprio documento al sindaco
Emanuele Dossena. POI SONO previsti anche momenti di festa e di aggregazione in
piazza per sensibilizzare la popolazione sui contenuti della legge che, secondo
gli attivisti del comitato, mette a rischio chiusura almeno quindici materne e
sei tra elementari e medie del Lodigiano. La riduzione dell?orario scolastico a
24 ore settimanali, il ritorno al maestro unico, il taglio dei posti di lavoro,
fine del tempo pieno sono i principali nodi che il fronte della protesta mette
in luce. M.B.
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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V - Roma La storia E sul Web trionfa Anna nuova eroina della protesta LAURA
MARI L´Onda ha la sua eroina virtuale. Si chiama "Anna Adamolo" e il suo
nome è stato creato anagrammando le lettere di "Onda anomala". La paladina delle lotte anti-Gelmini non esiste nella realtà, ma solo sul web, in particolare nel
blog annaadamolo.noblogs.org, ideato dai collettivi studenteschi in lotta da
ormai un mese contro i decreti Gelmini e Tremonti. SEGUE A PAGINA XII
( da "Nazione, La
(Livorno)"
del 13-11-2008)
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CRONACA
LIVORNO pag. 4 SARÀ IL PRESIDENTE della Provincia, Giorgio Kutufà, ad aprire la
seduta... SARÀ IL PRESIDENTE della Provincia, Giorgio Kutufà, ad aprire la
seduta congiunta dei consigli comunale e provinciale sulla scuola. Il 17
novembre nella sala convegni del Chiostro della Madonna le istituzioni
livornesi parleranno della riforma Gelmini e delle sue
ricadute sul territorio labronico. Le forze di centrodestra hanno invitato a
parlare l?onorevole Fustagni, vicepresidente della commissione regionale sulla
scuola. DOPO il saluto del presidente Kutufà, la seduta sarà sospesa, così come
vuole il regolamento del consiglio comunale, per consentire gli interventi
degli esterni: sindacalisti, studenti e rappresentati del mondo scolastico
livornese. Dopo l?intervento dell?onorevole Fustagni e dell?assessore regionale
Gianfranco Simoncini, si aprirà il dibattito politico. CINQUE minuti a
disposizione per ogni rappresentante dei gruppi consiliari mentre le
conclusioni sono affidate al sindaco Alessandro Cosimi. «Non si può parlare di
scuola solo durante le proteste degli studenti ? dice il presidente del
consiglio provinciale, Mario Giannullo che, insieme ad Enrico Bianchi
presidente del consiglio comunale, condurrà la seduta congiunta ?. Questa è
l?occasione di aprire un confronto per un rapporto diverso con il mondo
scolastico». ANCHE le opposizioni di centrodestra e di sinistra hanno condiviso
l?impostazione della seduta: «L?importante ? dice Maristella Bottino
vicepresidente ? è dare dignità istituzionale al consiglio, evitando le
strumentalizzazioni». SODDISFATTO il vicepresidente del consiglio provinciale
Luciano Giannoni e comunale Marco Cannito: «Era una richiesta pervenuta dalla
base, quella di una seduta consiliare aperta sulla riforma Gelmini.
E? un modo per dare la parola a chi vuol parlare di scuola, evitando, però,
inutili passerelle». m.b.
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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XI - Roma L´Onda spinge in piazza 100mila studenti Domani tre cortei.
"Mani alzate e volto scoperto: assedieremo Montecitorio" I
manifestanti dormiranno nelle facoltà occupate della Sapienza LAURA MARI
L´esercito dell´Onda si prepara alla lunga marcia. «Sarà un evento storico»
annunciano da giorni i leader della protesta. Mentre infatti i sindacati si
spaccano sulla manifestazione di domani (Cisl, Ugl e Snals hanno ritirato la
loro adesione allo sciopero generale dell´università e al corteo dei sindacati
che sfilerà dalla Bocca della Verità a piazza Navona), il movimento studentesco
si dimostra sempre più compatto e la città universitaria della Sapienza già da
stasera sarà pronta ad ospitare, nelle facoltà occupate, gli studenti italiani
in arrivo con pullman e treni speciali. «Attendiamo l´arrivo di almeno 100mila
studenti - annuncia Francesca Brancaccio, della facoltà di Scienze Politiche -
la nostra sarà una protesta pacifica, a mani alzate e volto scoperto, ma alla
Questura chiediamo di autorizzare l´arrivo del corteo fino a Montecitorio».
Oltre al corteo che partirà alle 9.30 da piazzale Aldo Moro (dopo aver
sigillato con lucchetti e catene il cancello d´ingresso della Sapienza), un altro
corteo alla stessa ora sfilerà da piazzale dei Partigiani e sarà composto dagli
studenti medi e di Roma Tre. «All´altezza di piazza dei Cinquecento si uniranno
alla manifestazione anche gli studenti degli altri atenei italiani - fa sapere
Giorgio Sestili della Sapienza - e a piazza Venezia i cortei si
ricongiungeranno per dirigersi a Montecitorio». Proseguono, intanto, gli
happening creativi. A Roma Tre oggi si terrà la "contro-inaugurazione
dell´anno accademico", organizzata dagli studenti dopo che il rettore
Guido Fabiani ha deciso di annullare, in segno di protesta contro i tagli del
decreto 133, l´inaugurazione ufficiale. «Stasera nella facoltà occupata di
Lettere ci sarà la festa dell´Onda» annunciano gli studenti di Roma Tre. E alle
15, sempre a Lettere, ci sarà un incontro con Marco Travaglio. Sabato e
domenica, invece, la protesta tornerà nel quartier generale della Sapienza
(completamente occupata nel weekend) dove circa 4mila rappresentanti degli
atenei in mobilitazione si raduneranno per l´assemblea nazionale dell´Onda e per approvare il documento della "controriforma Gelmini". E oggi gli studenti
dell´Onda tenteranno un attacco hacker al sito del ministero dell´Istruzione
(www.miur.it): alle ore 14 migliaia di cybernauti si collegheranno al portale
del ministro Gelmini e
cercheranno di intasarlo per impedirne la funzionalità e l´accesso.
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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XI - Roma Contestata dagli studenti durante il viaggio della Memoria: ieri è
scoppiata la querelle è polemica sulle "classi-ghetto"
"L´assessore Marsilio si scusi" ANNA MARIA LIGUORI è bufera
sull´assessore capitolino alle Politiche educative Laura Marsilio dopo le
affermazioni fatte ad Auchwitz, durante il viaggio della Memoria organizzato
dal Comune e fatto con 250 studenti: martedì sera durante il
dibattito con gli studenti alla domanda sul rischio di discriminazione
contenuto nella proposta Gelmini di istituire classi differenziate, ha parlato della sua
esperienza di studentessa e di come la didattica risultasse compromessa dalla
massiccia presenza di extracomunitari, «fino all´80 per cento», in aule romane,
definite «classi-ghetto». Anche se la Marsilio ha poi dichiarato che «il
confronto con gli studenti a Cracovia è stato sollecitato dai ragazzi, è
avvenuto in un contesto informale, dunque a celebrazioni ultimate, è stato
animato ma civile», non si placano le polemiche suscitate dalle sue
dichiarazioni. Il vicecapogruppo capitolino del Pd Mario Mei ha sottolineato
come «per la responsabile delle Politiche educative del comune di Roma in visita
ad Auschwitz la didattica scolastica è a rischio perché compromessa dalla
massiccia presenza di extracomunitari nelle classi elementari romane, da lei
definite classi ghetto per la presenza fino all?80% dei bambini immigrati.
Evidentemente preferisce leggi specifiche di educazione scolastica e basate
sulla razza». Mentre il consigliere capitolino del Pd Gianfranco Zambelli
ribadisce che «non era necessario il viaggio ad Auschwitz per ricordare ai
cittadini romani le vere idee dell´assessore alla scuola. Sostenere che le
classi con preponderanza di alunni immigrati sono dei ghetti, vuol dire avere
un concetto di integrazione e di dialogo multiculturale del tutto anomalo. Ci
consola che l´Assessore Marsilio ha finalmente gettato la maschera e ha
mostrato il suo autentico volto politico alla città. Una città che, per sua
vocazione e quale centro della cristianità, è stata sempre aperta». E ancora.
«Parlare di classi ghetto ad Auschwitz - dichiara Paolo Masini consigliere
comunale Pd, vicepresidente commissione scuola - significa non capire dove si è
e che ruolo si ricopre. Già nel passato l´assessore Marsilio aveva proposto per
le classi percentuali di bambini stranieri più vicine alle leggi razziali del
?38 che ad un mondo che vede, negli Stati Uniti, per la prima volta eletto un
presidente afroamericano». Intanto il Pdl fa quadrato. Il vicepresidente della
commissione Scuola del Campidoglio, Ludovico Todini non ha dubbi: «A sinistra
si coltivano sistematicamente retropensieri, strumentalizzazioni e una scarsa serenità
d´animo. In un momento caldo per la scuola, come quello attuale, il confronto
con gli studenti, ad Auschwitz come luogo della memoria come in qualsiasi altro
posto in Italia, non può non cadere sulla riforma Gelmini.
Nessuna voglia di segregazione, nessun atteggiamento di esclusione si ravvisano
nelle parole e nelle analisi dell´assessore Marsilio, ma semmai la descrizione
dell´oggettiva difficoltà didattica dalla quale invece si deve partire per
mettere effettivamente tutti gli studenti nelle migliori condizioni di
apprendimento».
( da "Cittadino, Il" del 13-11-2008)
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Una
serata eclettica fra Cesare Pavese e turbogas n Sabato 15 novembre la sala
parrocchiale di Turano ospiterà "Una serata dedicata a Cesare Pavese"
nel centenario dalla sua nascita. L'incontro, fissato alle 21 ed organizzato
dal parroco don Luigi Gatti - in collaborazione con l'associazione culturale
turanese "La locomotiva" - prevede letture e brani musicali a cura
del gruppo lodigiano Fabularia e discussioni a livello locale su tematiche
quali la scuola e l'ambiente. Per "La locomotiva" questo sarà
l'ultimo appuntamento dell'anno in attesa degli incontri previsti nel 2009.
Dopo le feste natalizie si ricomincerà infatti con il cineforum e con
iniziative a tema: «Non mancheranno accenni al decreto Gelmini e a tutte quelle tematiche, come
la centrale a turbogas di Bertonico - afferma l'ex sindaco Emilio Casali -, che
in questo momento rivestono grande importanza nel nostro territorio». Pavese
parla spesso di arte intesa come "mestiere" e la tecnica gli serve
come autodisciplina per sfuggire alle tentazioni del romanticismo, con
una scelta che non intende solamente rispondere a canoni estetici ma
soprattutto a quelli etici: «Questo autore evita nelle sue opere tutte le forme
romanzesche che si basano su costruzioni tradizionali e costruisce storie con
trama narrativa quasi inesistente ma capaci di evidenziare profondi valori
esistenziali e religiosi», prosegue Casali. E parlando della giornata di sabato
anticipa: «Analizzando i suoi testi vogliamo tentare di rispondere con l'aiuto
della cittadinanza ad una precisa domanda: è possibile nel nostro paese
ripetere l'esperienza del 1998 quando sfruttando le forze di tutti in un
momento di crisi è stato possibile salvare le scuole elementari ad un passo
dalla chiusura?». Non mancheranno approfondimenti sulla centrale a turbogas che
Sorgenia ha iniziato a costruire nell'area ex Gulf, sul territorio dei comuni
di Turano e Bertonico: «I benefit promessi non risolveranno i problemi in
arrivo - conclude l'interessato. Ci dicono che ora bisogna guardare avanti ma
non aggiungono come riuscirci. Conoscere fin da ora la qualità dell'aria penso
sia un diritto di tutti i cittadini e un dovere per tutti gli addetti ai
lavori».
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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XVII - Roma SUL WEB ANNA E LA PROTESTA LAURA MARI (segue dalla prima di
cronaca) «Ho partecipato sin dall´inizio a tutte le mobilitazioni contro la 133
che taglia i fondi alle università pubbliche- si legge sul blog dell´eroina
dell´Onda- una parte di me è in ogni studente, in ogni precario, in ogni
ricercatore, in ogni stagista, bambino e genitore in lotta contro la riforma
dell´istruzione». Sul blog di Anna Adamolo da giorni si danno appuntamento
liceali, universitari e insegnanti che, attraverso la voce dell´eroina
virtuale, raccontano la loro storia e fanno proposte su
come migliorare la scuola italiana. E l´invito a diventare tutti Anna Adamolo
passa anche attraverso il social network Facebook: dal blog è possibile infatti
scaricare il kit completo di foto, adesivi, timbro e occhiali simili a quelli
indossati dal ministro Gelmini.
( da "Giornale di
Brescia"
del 13-11-2008)
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Edizione:
13/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Sindacati
Triplice in rotta I confederali si spaccano Cgil resta sola Università, la Cisl
si sfila dalla mobilitazione dopo l'incontro con il
ministro Gelmini Raffaele
Bonanni e Luigi Angeletti hanno partecipato ad un incontro informale a Palazzo
Grazioli senza Guglielmo Epifani. Si profila una frattura nella Triplice ROMAI
sindacati si dividono sulla protesta sull'università e il ministro Gelmini ottiene un primo importante
risultato nel confronto con i sindacati. La Cisl, con Ugl e Snals, ha
deciso di revocare lo sciopero proclamato per domani. Ma gli altri - Cgil, Uil
e, soprattutto, gli studenti - scenderanno in piazza per protestare contro la
legge 133 e anche perché poco convinti delle novità introdotte con il decreto
legge «tecnico» su concorsi e alleggerimento del blocco del turn over. Ma la
frattura tra i sindacati è resa più profonda dall'esclusione della Cgil, da
parte dell'Esecutivo, all'incontro di Palazzo Grazioli di martedì sera tra il
premier, il ministro Sacconi, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia,
il leader della Cisl Raffaele Bonanni e il segretario della Uil Luigi
Angeletti. Così mentre la Cisl usciva di scena dalla mobilitazione di domani,
la Cgil ha annunciato uno sciopero generale per nuove misure anti-crisi per il
12 dicembre. Si spezza il fronte sull'università Il ministro Gelmini
martedì ha avuto una riunione-fiume con i sindacati e ieri ha incontrato la
Conferenza dei rettori la quale ha ribadito il proprio apprezzamento sul
decreto legge appena firmato dal presidente della Repubblica, che contiene
provvedimenti a favore delle università più virtuose e prevede, tra l'altro,
l'assunzione di nuovi ricercatori. Ai rettori il ministro ha anche esposto le
linee guida per l'università sottolineando la necessità di ridurre i corsi di
laurea non indispensabili e le sedi distaccate. Oltre che dalla rappresentanza
istituzionale dei rettori, un'apertura di credito al Governo è arrivata dunque
anche dalla Cisl. «Abbiamo deciso la revoca dello sciopero - ha spiegato
Antonio Marsilia, segretario generale Cisl Università - perché il ministro con il
documento sottoscritto ieri si è impegnato a modificare alcuni passaggi
importanti della manovra governativa sull'università e a dare risposte concrete
alle richieste contenute nella piattaforma per lo sciopero del 14 novembre». Ma
la Cgil («complessivamente - aveva detto il segretario generale della Flc,
Mimmo Pantaleo - vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e
l'impianto del decreto Brunetta») e la Uil («al momento - ha spiegato Alberto
Civica, segretario generale della Uil università - non ci sono ragioni per una
revoca») non si sono fatte convincere dalle rassicurazioni del ministro. E
neanche gli studenti. Domani saranno in piazza massicciamente: centomila ne
sono attesi nella capitale, dal Nord e dal Sud del Paese, e tra questi, circa 4.000
dormiranno nelle facoltà occupate de «La Sapienza», in vista dell'assemblea
nazionale degli Atenei che si terrà sabato e domenica nella città
universitaria. L'incontro di Palazzo Grazioli L'incontro «ad eslcudendum» di
martedì sera a Palazzo Grazioli tra governo-Cisl-Uil-Confindustria senza la
Cgil ha scatenato un putiferio nel sindacato e ha accorciato i tempi per la
proclamazione dello sciopero generale da parte della confederazione diretta da
Guglielmo Epifani. Il direttivo dell'organizzazione sindacale ha infatti dato
mandato alla segreteria di proclamare la mobilitazione nazionale a sostegno
della piattaforma «anti-crisi» indicando già ieri la data: il 12 dicembre,
giornata in cui si sarebbe dovuto svolgere lo sciopero dei metalmeccanici della
Fiom. Lunedì la segreteria deciderà i dettagli della protesta, che sarà di
almeno 4 ore. L'indicazione è quella di organizzare la mobilitazione a livello
provinciale o regionale. È quindi escluso che ci sia una manifestazione
nazionale a Roma. Restano intanto confermate le altre iniziative di lotta, a
partire da quella «unitaria» di domani l'università e quella di sabato 15
novembre dei lavoratori del commercio, settore in cui Cisl e Uil sono andati
alla firma «separata» sul contratto. La proclamazione dello sciopero del 12
dicembre pone l'accento sulla spaccatura tra Cgil da un lato e Cisl e Uil
dall'altro, aggravata dall'incontro che martedì si è tenuto a Palazzo Grazioli
tra esponenti del Governo, i segretari di Cisl e Uil e Confindustria.
L'incontro «segreto» a Palazzo Grazioli, che la Uil continua a negare, ha
suscitato però anche l'irritazione dell'Ugl, il sindacato più vicino
politicamente alla maggioranza di Governo. «Pensavamo che la stagione degli
incontri riservati fosse terminata con la scorsa legislatura. Nel rapporto tra
Governo e parti sociali c'è ormai un problema di metodo che, se possibile,
viene prima ancora di quello di merito», ha detto il segretario, Renata
Polverini.
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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III - Palermo Il vertice "Porgiamo l´altra guancia in attesa delle leggi
all´Ars" Il presidente della regione convoca una riunione dei partiti che
lo sostengono EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) Quagliarello è
intervenuto in aula per sottolineare la necessità di «un chiarimento
all´interno della maggioranza» dopo il licenziamento in tronco dei due
assessori dell´Mpa da parte del sindaco Cammarata. In quel preciso momento è
sembrata tremare come non mai la litigiosa alleanza che sostiene il governo
nazionale, quello siciliano e qualche centinaia di giunte locali in giro per il
Mezzogiorno. I lavori di Palazzo Madama sono stati interrotti dal presidente
Renato Schifani, che ha convocato una conferenza dei capigruppo. Anche perché,
la questione posta da Quagliariello, senatore campano, andava risolta
immediatamente. Nel giro di qualche ora, infatti, la maggioranza al Senato
avrebbe dovuto votare per due segretari d´aula e fra i nomi indicati c´era
quello di Carmelo Oliva. Un esponente, appunto, dell´Mpa. Giovanni Pistorio,
braccio destro di Lombardo e presidente del gruppo misto, si è dovuto
affrettare a chiarire che «il problema di Palermo è solo locale e che l´Mpa è
parte della maggioranza». Salvando, così, l´incarico in arrivo per il collega,
eletto in serata. Ma non diradando le nubi all´orizzonte di questo centrodestra
allargato agli autonomisti siciliani. Che da ieri si sono fatte più scure.
Cammarata asserisce di aver preso la sua decisione senza essersi consultato con
i big che hanno dimora fissa a Roma (Schifani, Alfano) e Lombardo, dal canto
suo, non ha reagito violentemente. Non una ripicca nei confronti degli alleati,
non una minaccia di usare la stessa arma nella giunta da lui presieduta. Anzi,
un distinguo stilistico l´ha fatto Nicola Vernuccio, commissario palermitano
dell´Mpa: «Non mi sembra che il governatore abbia licenziato i due assessori
regionali dell´Udc, quando non votarono la riforma della sanità». E allora, per
dirla con il segretario regionale Lino Leanza, la strategia per ora è quella
«di porgere l´altra guancia». Fino a quando? Almeno fino a quando il governo
regionale non incasserà le due leggi che ritiene fondamentali per il prosieguo
della sua azione: la riforma della sanità, appunto, e il riordino di
assessorati e dipartimenti. «Sono due passaggi epocali, dobbiamo assumerci la
responsabilità di tenere il quadro politico complessivo compatto», afferma
ancora Leanza assicurando che il caso Palermo «non avrà ripercussioni sul
governo regionale e sulle giunte locali». Ma l´Mpa ora si sente vittima. E il
pericolo avvertito sta tutto in una parola pronunciata sia da Leanza che da
Vernuccio: pretesto. I dirigenti della Colomba temono che le motivazioni
addotte da Cammarata nel determinare la frattura a Palermo possano essere solo
il pretesto del Pdl per scatenare un´offensiva a tutto campo. Dietro la mossa
del sindaco potrebbero esserci ragioni locali: «Abbiamo chiesto chiarimenti
sulle municipalizzate che non abbiamo mai ricevuto: e ora siamo fuori
dall´amministrazione», dice Vernuccio. Ma c´è chi intravede una strategia più
ampia dei berlusconiani: fare pressing su Lombardo e sull´assessore Russo per
modificare la legge che ridisegna la mappa di Ausl e ospedali. A questo
proposito, Lombardo ha già convocato un vertice di maggioranza che dovrebbe
svolgersi in questi giorni. Forse proprio oggi. «All´ordine del giorno ci sono
i problemi della sanità ma a questo punto si discuterà anche della tenuta
dell´alleanza», diceva ieri un autorevole esponente forzista. E l´obiettivo non
sarà, per l´Mpa, riconquistare le poltrone perdute a Palermo. Ma ottenere
rassicurazioni più convincenti, al termine di sei mesi da capogiro che a Roma
hanno visto gli autonomisti urlare, nell´ordine, contro lo scippo dei fondi per
le infrastrutture in Sicilia, contro il no all´attribuzione
delle accise sugli oli minerali alla Regione, contro la riforma Gelmini, contro lo svuotamento dei fondi
Fas. Un semestre di governo che a Palermo, dopo la sbornia elettorale, ha visto
Mpa e Pdl litigare in continuazione proprio sui due capisaldi dell´azione
amministrativa indicati da Leanza: le nuove norme sulla sanità e sulla
burocrazia. Il momento è delicato, malgrado i tentativi di ridurre il
caso Palermo a un fatto locale. Lombardo e parte del Pdl (per non parlare
dell´Udc che ieri è tornata a sparare ad alzo zero su Russo) sono separati in
casa. A confortare il governatore, fra i berlusconiani, sono rimasti Gianfranco
Micciché e i suoi uomini in giunta, da Bufardeci e Cimino. Specie dopo il
passaggio di Musotto all´Mpa che ha raffreddato i rapporti con Schifani e
Alfano. Lombardo va avanti sorretto da questa coalizione sfilacciata, con una
data già cerchiata sul calendario: dal 12 al 14 dicembre ci sarà il congresso
nazionale dell´Mpa. «Il clima nazionale nei confronti del Sud è cambiato, è più
ostile - dice Leanza - Ma noi al congresso riaffermeremo con forza la nostra
identità di partito del Mezzogiorno. E, sia chiaro, non siamo più disponibili
ai compromessi. Sbaglia di grosso chi pensa che l´Mpa possa fare da stampella a
maggioranze in cui non si riconosce».
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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V - Palermo In contemporanea la manifestazione nazionale a Roma. Da Palermo
partono in trecento Domani l´Onda ritorna in piazza nuovi cortei di liceali e
universitari CLAUDIA BRUNETTO Una delegazione partirà oggi pomeriggio per Roma
con il treno delle 18,40. E chi è rimasto in città, domani mattina sfilerà in corteo
per le strade del centro. Così gli studenti universitari e quelli delle scuole
superiori si preparano alla manifestazione nazionale di domani contro i tagli
nella scuola e nell´università previsti dalla riforma Gelmini. Andranno a Roma trecento persone
con il viaggio spesato grazie al ricavato delle iniziative di autofinanziamento
che in questi giorni si sono svolte in tutte le facoltà: concerti, feste e cene
sociali. è fallito, infatti, il tentativo di ottenere un accordo con Trenitalia
per un´agevolazione sui costi del biglietto. «Come assemblea "No Gelmini" - dice Giorgio Martinico di Lettere - l´altro
ieri abbiamo organizzato un presidio alla stazione, ma non siamo riusciti nel
nostro intento. Siamo comunque pronti a partire per Roma. è un appuntamento
importante a cui non possiamo mancare». La decisione di organizzare un corteo
parallelo a quello della capitale, è stata presa durante l´assemblea di ateneo
che si è svolta ieri mattina nell´aula magna della facoltà di Ingegneria. Gli
universitari si muoveranno alle 9,30 da viale delle Scienze fino a piazza
Bologni e quelli medi alle 9 partiranno da piazza Croci per la stessa
destinazione. In piazza, poi, si svolgerà un´assemblea cittadina. «Abbiamo già
iniziato il volantinaggio - dice Sofia Sabatino del liceo classico Meli - E
come giorno 7 tutte le scuole superiori scenderanno in piazza. Siamo pronti per
la mobilitazione di domani. La protesta della rete degli studenti medi continua
ancora anche se con forme diverse. Speriamo di essere in tanti». Il tavolo di
coordinamento di ateneo sta ancora mettendo a punto il documento da presentare
sabato all´assemblea nazionale organizzata a La Sapienza di Roma. «Abbiamo
discusso a lungo in assemblea di ateneo su questo documento - dice Pasquale Di
Pollina, rappresentante dell´Unione degli universitari - stiamo cercando di
buttare giù delle proposte utili per l´università che noi studenti vorremmo.
Sarà importante anche pianificare dopo la manifestazione di domani le altre
iniziative di protesta. Il movimento degli studenti deve rimanere unito».
Un´assemblea poco partecipata quella di ieri mattina - circa cento persone -
che ha rinvigorito le posizioni di Azione universitaria: «è ormai evidente -
dice Giammaria Saitta, presidente provinciale di Azione universitaria - che
l´onda della protesta anti-Gelmini si è infranta. La
folla oceanica della prima assemblea è ormai un ricordo sbiadito per gli
organizzatori». E sulla mobilitazione di domani interviene anche Carolina
Varchi di Azione universitaria e rappresentante del consiglio degli studenti:
«Dopo la scarsa partecipazione dell´assemblea di ateneo - dice la ragazza - non
ha senso una ulteriore sospensione delle attività didattiche. Fermo restando il
legittimo diritto di sciopero dei docenti da non confondere con l´arbitraria
sospensione delle lezioni». E in attesa della manifestazione di domani, oggi
continuano le lezioni en plein air partecipate da professori e studenti. Dalle
12 alle 18 la facoltà di Lettere e filosofia organizza in piazza Indipendenza
tre incontri curriculari con Francesco La Mantia, Marco Carapezza e Francesca
Barone. Il coordinamento "Giurisprudenza in protesta", invece, alle
11 nel Giardino dei Giusti in via Alloro, propone la lezione di Vincenzo
Militello, ordinario di diritto penale sul tema delle leggi razziali con gli
interventi di Giorgia Spinnato e Chiara Mancuso. Intanto, continua la protesta
dei professori precari davanti a Palazzo d´Orleans. Ai manifestanti è arrivata
la solidarietà di un gruppo di parlamentari argentini in visita in Sicilia. Gli
uomini politici hanno deciso di pranzare assieme ai prof accampati in piazza
Indipendenza.
( da "Nazione, La
(Pisa)"
del 13-11-2008)
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AGENDA
PISA pag. 10 E? DI QUESTI giorni la notizia che molti esercizi commerciali
della nostra p... E? DI QUESTI giorni la notizia che molti esercizi commerciali
della nostra provincia hanno chiuso a dimostrazione che la crisi economica non
si combatte riducendo il potere di acquisto dei salari o sottoscrivendo
contratti nazionali al ribasso come hanno fatto Cisl e Uil nel commercio.
L?ultimo contratto del commercio ha avuto aumenti lordi per due anni di 74 euro
rateizzati e ?un suo arbitrario del lavoro festivo? con l?obbligo di lavorare
13 domeniche all?anno in cambio di una indennità di pochi euro. NEL commercio
ci sono tanti negozi nei quali esercitare il diritto di sciopero è praticamente
impossibile, ma sono proprio questi ambienti di lavoro dove i diritti
individuali e collettivi vengono calpestati. Per questo i Cobas mettono a
disposizione dei commessi il loro sportello legale\vertenze (per informazioni recarsi
alla sede provinciale di via San Lorenzo 38 ogni mattina o telefonare allo 050
8312172). Per la manifestazione del 14 novembre a Roma (sciopero nazionale
dell?università) saranno centinaia gli studenti che partiranno da Pisa. A loro
si uniranno i lavoratori dei Cobas università. I Cobas ritengono troppo debole
la linea della Cgil e di Uil e Cisl (avrebbero dovuto fare come i Cobas e
scioperare il 17 ottobre quando la Gelmini era ancora
in discussione al Parlamento. Non lesinano critiche al Governo. LA VOLONTA? del
governo (malgrado la propaganda sulle sue false ?aperture?, tese a portare
confusione nel movimento di lotta) è di tenere ferma la sostanza delle sue
decisioni: taglio dei fondi destinati all?università, alla ricerca e al lavoro
nel settore pubblico (cancellazione di posti, cacciata di precari, negazione di
ogni loro stabilizzazione, attacco al salario e ai diritti), privatizzazione
sfrenata del sapere. E TUTTO questo, che rappresenta un impoverimento sociale e
culturale di dimensioni disastrose, viene spacciato per risanamento economico
il che vuol dire: fare ?risparmi? sui settori sociali a reddito basso e
medio-basso, per regalare a quelli con reddito alto e medio-alto, in
particolare alle imprese, prime fra tutte le banche. Cobas Confederazione Pisa
( da "Resto del
Carlino, Il (Rovigo)" del 13-11-2008)
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ROVIGO
AGENDA pag. 22 Università, niente stop I socialisti: «Non costa nulla, inutile
chiuderla» «CHE L?UNIVERSITÀ a Rovigo debba chiudere appare la cosa più
paradossale. Con la scusa di mettere mano agli sprechi, si eliminerebbe una
cosa che davvero funziona e che al bilancio dello Stato non costa nemmeno un euro.
Questo Governo non potrebbe dare alla nostra provincia una prova più eloquente
della sua contraddittorietà tra il dire e il fare. Avezzù e Bellotti si stanno
sganciando dai loro compagni di viaggio, o vogliono crearsi una loro
credibilità prendendo le distanze dal Ministro Gelmini?
La presenza di attività universitaria nella nostra città data ormai da oltre un
decennio, dato che la prima Convenzione tra l?Università di Padova e il Cur è
stata firmata nell?estate del 1996. Allora furono istituiti i Diplomi
Universitari, ma con la riforma dell?ordinamento delle Lauree nel 2002 fu
firmata una nuova Convenzione, e a questa si aggiunse quella con l?Università
di Ferrara. Entrambe le Convenzioni si reggono sul principio che gli oneri
finanziari sono garantiti dal territorio polesano. Le Lauree che si tengono a
Rovigo e la Ricerca Scientifica che viene svolta a Rovigo non costano nulla
allo Stato, ma sono finanziate dal Cur (cioè i suoi soci: Provincia, Comune e
Camera di Commercio) e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo,
la quale successivamente ha assunto su di sé tutte le spese per l?attività
accademica (docenti e ricercatori) con Convenzioni con ciascuna delle due
Università. Rovigo svolge una funzione di formazione primaria per conto di tutta
l?area veneta, e non solo, come dimostrano gli studenti che provengono da tutte
le province del Veneto e da molte altre, poiché i nostri corsi sono esclusivi e
non sono presenti in altri Atenei. Anche la Ricerca Scientifica è esclusiva,
come si evince dal Centro Interdipartimentale di Studi Etico-giuridici, che
affianca il Centro di Certificazione delle Nanotecnologie, che è un settore del
Consorzio Veneto per le Nanotecnologie, emanazione fifty-fifty nazionale e
regionale. Se chiude Rovigo, viene detto in ambiente universitario, dovrebbe
chiudere anche Vicenza, che è sede decentrata di Padova per Ingegneria
Gestionale. Assurdo. L?Ateneo patavino ha attrezzato il centro di Rovigo con
apparecchiature tecnologiche le più avanzate, giusto perché vede in Rovigo non
tanto una sede remota, ma una dilatazione funzionale della sua attività sul
territorio. Per quanto riguarda l?autonomia del nostro polo, come dichiarano
Avezzù e Bellotti, il discorso sembra peregrino perché creare una nuova
Università ? che non potrebbe che essere privata, visto che si intende chiudere
una parte delle pubbliche ? significherebbe triplicare almeno il budget
attuale, e avventurarsi in uno sforzo annuo di qualche decina di milioni di
euro». Riccardo Mantovani Federazione Giovanile Socialista - Rovigo
( da "Nazione, La
(Massa - Carrara)"
del 13-11-2008)
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CRONACA
MASSA pag. 5 E? IN PROGRAMMA per oggi alle ore 17, presso la scuola media Don
Milani di v... E? IN PROGRAMMA per oggi alle ore 17, presso la scuola media Don
Milani di via Pisa a Marina, un?assemblea cittadina per conoscere cosa comporta
per la scuola massese la cosiddetta riforma Gelmini.
Interverranno il professor Adriano Godano (dirigente scolastico), la prof.ssa
Daniela Bernasconi, uno studente e un genitore del ?Coordinamento studenti,
genitori e insegnanti di Massa Carrara?. Gli organizzatori dell?assemblea
rilevano che la mobilitazione prosegue dopo le molte iniziative in tutta la
provincia: «Salviamo l?istruzione pubblica, patrimonio di tutti».
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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«ABCD»LA
PROTESTA ARRIVA AL SALONE DELL'EDUCAZIONE Blitz degli studenti anti Gelmini alla Fiera di Genova
[FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA Slogan anti ministro, alternati a «Se non
cambierà, lotta dura sarà». E, ancora, la scritta con spray rosso «No 133»
sullo stand del ministero dell'Istruzione. È iniziato nel segno della protesta
«Abcd», il Salone italiano dell'Educazione, la tre giorni sul mondo della scuola
a 360 gradi organizzato dalla Fiera di Genova. I manifestanti,
universitari dell'Onda, studenti medi e anche qualche esponente dei centri
sociali, si sono radunati davanti al padiglione B, che ospita la
manifestazione, già intorno alle 9 quindi hanno compiuto un rapido blitz tra
gli stand e poi, una volta tornati sul piazzale, hanno dato vita ad un corteo
non autorizzato e, incolonnatisi dietro allo striscione «Gelmini
dove sei?» hanno raggiunto piazza De Ferrari (causando non pochi disagi al
traffico, già «impazzito» a causa della pioggia) dove gli studenti si sono
fermati, mentre i ragazzi dell'Onda hanno proseguito per via Balbi. L'Onda ha
trovato casa anche ad «Abcd» grazie agli allievi del liceo artistico
Klee-Barabino che hanno dipinto una grande onda con vari toni di azzurro e blu.
Protesta studentesca a parte, la giornata inaugurale del Salone ha visto già
grande affluenza, comprese alcune scolaresche delle materne. Ad intrattenere i
più piccini le insegnanti di tecniche espressive del Gruppo Scienza. «La scuola
è un tema strategico e l'effervescenza che si vede conferma che si tratta di un
argomento caldissimo» ha commentato subito dopo l'inaugurazione il presidente
della Fiera Paolo Lombardi ricordando che questa è ormai «la manifestazione di
riferimento per tutt'Italia: gli Stati generali della scuola si fanno a
Genova».
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
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13 - Grosseto Le scuole hanno rischiato di chiudere Ulivieri: «Non si è fatto
allarmismo» CASTEL DEL PIANO. «Non abbiamo strumentalizzato un bel niente». Franco
Ulivieri, sindaco di Casteldelpiano e presidente della Conferenza dei sindaci,
risponde per le rime a Luciano Giglioni, di Fi che aveva attaccato
l'atteggiamento dei politici di centro-sinistra e della Comunità Montana, di
fare del terrorismo politico a proposito del decreto Gelmini. "Spariranno almeno 4
scuole dall'Amiata Grossetana", era stato, infatti, il leit motiv dei vari
interventi che nei giorni caldi delle proteste studentesche si era ripetuto
anche da parte dei politici di centrosinistra. Un allarme rosso, tanto che una
conferenza permanente era stata creata proprio in Comunità Montana con la
partecipazione e il supporto dell'assessore all'istruzione Alessandra
Marini. Poi l'intervento dello stesso presidente Giovanni Alessandri che
paventava la chiusura di 4 scuole e la presenza all'assemblea generale
studentesca di alcuni sindaci del comprensorio che avevano condiviso con gli
studenti l'aria della protesta. Ma Giglioni non ci era stato e aveva sostenuto
da subito che si dimenticava un passaggio e che quelle scuole che non
raggiungevano i numeri imposti dal decreto si potevano salvare semplicemente
chiedendo una deroga, prevista per le zone montane. Così sembrava al
consigliere azzurro che vi fosse stata e vi fosse strumentalizzazione del caso
scuola da parte del centro-sinistra. Adesso Ulivieri replica al consigliere di
Forza italia, dicendo che strumentalizzazione non vi è stata: «E ben lo sa
Giglioni - afferma Ulivieri - dato che fu proprio lui stesso a contattarmi per
affrontare il problema scuola, confezionando una bozza di documento in cui si
faceva presente che il problema c'era e come. Per ciò che riguarda, poi,
l'invito di Giglioni, di chiedere la deroga prevista per le zone montane, lo
informo che noi l'abbiamo già chiesta senza aspettare i suoi suggerimenti,
conoscendo bene le possibilità aperte dalla legge a cui Giglioni fa
riferimento. Non abbiamo avuto alcuna difficoltà a fare la domanda di deroga e
siamo ben contenti se, come sembra, è stato ritirato l'art. 6 che penalizzava i
plessi sotto le 50 unità». F.B.
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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XV - Palermo LA PARENTOPOLI DELLE RIFORME NINO BLANDO osa rimane, nella
sostanza, del sommovimento che ha investito - e per la verità tuttora investe -
il mondo dell´istruzione e della scuola anche siciliano, dopo i provvedimenti
presi, annunciati e ipotizzati dal ministro Gelmini? Dove i problemi autentici, come
sempre capita, si sono mescolati all´arte della citazione di un copione che,
esattamente da un quarantennio, celebra i suoi tic sempre uguali a se stessi,
ma svolgendo nello stesso tempo la funzione importantissima di rito di passaggio
nella soggettività delle nuove generazioni alla loro fase adulta e di
cittadinanza. Così che al modernariato del corteo, dell´assemblea, del
leaderino innamorato del microfono e un tempo intento a immaginare il mondo
«nella misura in cui» mentre oggi nemmeno se stesso data l´avarizia di futuro,
sempre coesiste comunque l´unica dimensione oggi possibile, in tempo di pace,
di esperienza collettiva pregna di un qualche senso. Discoteca esclusa. Sono
state settimane in cui il tema pedagogico, all´improvviso, è diventato oggetto
di conversazione nelle famiglie, tra gli amici al bar, alla fermata
dell´autobus. Insomma, tutti professori e bidello neanche uno. L´altro giorno i
maestri precari hanno protestato di fronte alla sede della Regione. Persone che
fino all´anno scorso erano comunque riuscite a spuntare una cattedra, ma che da
settembre al suono della campanella sono rimaste a casa. In mancanza peraltro
di alternative credibili offerte dall´economia siciliana. E le esigenze della
lesina sistemica di Tremonti e gli stipendi reali che non entrano più nelle
tasche di migliaia di famiglie come succederà sempre più nei prossimi anni, non
fanno esattamente un gioco a somma zero. Mentre nel profluvio di interventi,
molti sprechi da tagliare sono stati individuati nella organizzazione del
sistema scolastico, prima che nella esorbitanza del personale. Resta il fatto
che il tema sia stato sviscerato in tutte le sue molteplici pieghe. E tuttavia
come sottrarsi all´impressione e al rischio che una sorta di sindrome come
quella relativa alle riforme costituzionali da fare nel nostro Paese, alla fine
non possa interessare anche le riforme scolastiche? Ricordate? Da oltre un
trentennio, anche con apposite commissioni e bicamerali, si discute a ondate
successive che bisogna cambiare la seconda parte della nostra Costituzione,
quella in cui si assegnano i poteri al governo, al parlamento e alla
magistratura. Bene. Con il risultato concreto però di vagonate di parole e zero
fatti. Tanto che possiamo onestamente dire, pure a sinistra, che l´unica
riforma costituzionale di fatto si chiama purtroppo Silvio Berlusconi. Che una
maledizione del genere incomba ora anche sulla scuola, ecco io non lo
escluderei. è perfettamente possibile che il punto di contatto tra una
operazione squisitamente contabile come quella del governo, e le innegabili
resistenze conservatrici del nostro mondo scolastico non sia, oltre le
apparenze, una contraddizione ma una saldatura che chiuderà definitivamente la
stagione delle riforme davvero necessarie. La parentopoli nell´Università di
Palermo non scomparirà per il solo fatto che se ne sia parlato tanto in questi
giorni. Purtroppo. Esiste un più generale problema di ingessatura della nostra
società che nessun codice etico potrà modificare senza prima un mutamento
radicale nei comportamenti e nel costume. L´Università potrà migliorare solo se
accanto alla sua dimensione pubblica nascerà un sistema privato che, solo, può
infonderle le necessarie virtù, diminuendo i suoi tanti vizi attuali. La
concorrenza, anche nell´ambito formativo, aguzza l´ingegno, mentre il regime di
monopolio lo ammoscia. Dunque non l´autonomia né tanto meno la disseminazione
di facoltà e corsi, o peggio ancora di intere università, per ciascuna
provincia, può essere mai la soluzione, ma bensì un sistema misto pubblico -
privato. Le corporazioni parentali e la riproduzione delle professioni si
possono tentare di rompere semplicemente in questa maniera e non con l´etica
delle buone intenzioni. Quella che mantiene i privilegi e alla fine non muta un
bel nulla. La verità è che in questo modo la scuola e l´Università non
cambieranno mai. Se si incontrano - altro che scontro! - la brutalità
ragionieristica del governo con le tante ipocrisie e i non detti conservatori
di chi in fondo, al di là delle apparenze, vuole che le cose restino così come
sono.
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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UNIVERSITA'
DAL PRESIDENTE DELLA SPES GARANZIE SUL FUTURO DILEGINO Un pezzo di Campus a
Roma [FIRMA]CRISTINA BENENATI SAVONA Anche il Campus universitario di Legino si
sta organizzando per partecipare allo sciopero nazionale degli atenei indetto
per domani a Roma dai sindacati. Per protestare contro i
tagli e altri provvedimenti della riforma Gelmini gli studenti si stanno coordinando con alcuni rappresentanti
dell'Università di Genova e con i sindacati, per avere informazioni dettagliate
su treni speciali e pullman in partenza per la capitale. Prendere parte al
grande corteo nazionale è la forma di protesta che gli universitari savonesi
considerano più efficace, sia per «fare numero» che per segnalare la
presenza di una sede universitaria attiva e impegnata. Qualora non si arrivasse
a concordare una tariffa agevolata con Trenitalia e non si trovassero posti nei
pullman noleggiati dai sindacati locali, per gli universitari savonesi si
presenterebbe la scelta tra un viaggio «fai da te» verso Roma e la
partecipazione alla manifestazione di Genova. Nelle prossime ore la situazione
dovrebbe essere più chiara anche per i rappresentanti degli studenti e per i
docenti, alle prese con un giro di telefonate al fine di individuare il numero
esatto di partecipanti alla protesta. Non si esclude la presenza di alcuni
studenti delle scuole superiori, che con tutta probabilità si uniranno a un
gruppo di liceali genovesi. Per domani si prevede un Campus silenzioso. A
Legino intanto, martedì si è svolto un importante incontro sui possibili tagli
e il futuro della sede di via via Magliotto. Gli studenti di Scienze della
comunicazione hanno cercato e in parte ottenuto rassicurazioni da Alessandro
Schiesaro, presidente della Spes e capo dell'Ufficio tecnico per l'università e
la ricerca al ministero dell'Istruzione. A quanto pare, Savona conta su risorse
finanziarie e su una funzione didattica che la renderebbe «intoccabile», per lo
meno rispetto alle numerose sedi universitarie italiane con pochi locali,
numeri esigui di iscritti e dove esistono solo «doppioni» di corsi presenti
nelle sedi principali. Ma prevedere il futuro, come ha aggiunto Schiesaro, è
tutt'altro che facile. Resta una grande preoccupazione per i cinquanta studenti
del corso di Scienze della comunicazione che in queste settimane hanno
presenziato allo sciopero, alle lezioni in piazza e al «funerale della scuola»:
se il Campus continuerà ad esistere, come incideranno i tagli? In poche parole,
che Campus sarà rispetto alle prospettive di espansione spesso ribadite tanto
dagli amministratori locali quanto dai vertici dei docenti? Un interrogativo
che al momento rimane senza risposta, visto che i risultati dei tagli nelle
università si vedranno concretamente solo nel 2010. Per il popolo del «No Gelmini» del polo savonese, per ora, non resta che aspettare
e continuare a organizzare iniziative di protesta. Oltre allo sciopero
nazionale, per studenti e docenti della facoltà di Scienze della comunicazione
(che intendono coinvolgere le altre facoltà presenti a Savona, finora poco
presenti alle manifestazioni di piazza) prosegue un fitto calendario, che
prevede una seconda giornata di «didattica all'aperto» e la probabile
partecipazione allo giornata di «mobilitazione internazionale degli studenti»
di lunedì 17 novembre.
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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ALBISSOLA
M.IL SINDACO PARODI SCRIVE ALLA REGIONE "Fermiamo la
riduzione delle scuole in attesa della nuova legge Gelmini" Il piano di dimensionamento scolastico 2009-2012,
approvato martedì in Regione prevede la soppressione dell'Istituto secondario
di primo grado «Fabrizio De Andrè» e della Direzione scolastica che ha sede nel
polo della Massa di Albisola Superiore, che ingloba le due Albisole e Stella.
«In effetti, mentre si cerca di unificare le due Albisole, il nuovo dispositivo
tende a separarle, indebolendole», spiegano dalla Direzione didattica. Oggi gli
iscritti alla scuola media a Superiore sono 210, a Marina 170, a Stella 50.
Alle materne ed elementari ci sono 600 bambini a Superiore e 250 a Marina.
Sommando queste cifre, se la soglia minima che evita i tagli si assesta sulle
500 unità, Superiore è a quota 810, mentre Marina arriva a 430 elementi.
Insomma, un sottodimensionamento che preoccupa il direttivo, i docenti e i
genitori degli alunni delle due Albisole. Stefano Parodi, sindaco di Albissola
Marina, ha scritto una lettera al presidente Burlando e al suo vice con delega
all'Istruzione Massimiliano Costa, e all'assessore della Provincia Carla Siri
«affinché sia mantenuta l'attuale situazione nell'attesa dei regolamenti
conseguenti alla legge Gelmini e per non interrompere
l'esperienza positiva di questi anni evitando prevedibili disagi che un
cambiamento comporterebbe nelle attività formative in corso. Il nuovo edificio
scolastico che sarà realizzato nei prossimi anni, consentirà di avere una
struttura efficiente, atta eventualmente ad accogliere l'Istituto comprensivo
di Albissola». \
( da "Nazione, La
(Grosseto)"
del 13-11-2008)
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Scuola
AMIATA
/ COLLINE pag. 10 APPROVATO all?unanimità dal consiglio comunale di
Monterotondo Marittim... APPROVATO all?unanimità dal consiglio comunale di
Monterotondo Marittimo, riunitosi in seduta straordinaria per discutere assieme
ai cittadini la situazione della scuola pubblica a seguito della legge Gelmini, un documento in cui «esprime la propria volontà di
adoperarsi per il mantenimento delle scuole, richiedendo che vengano introdotte
norme a salvaguardia delle aree montane e dei piccoli comuni nel rispetto della
costituzione che sancisce il diritto all?istruzione». A dare maggior forza al
documento, la frase con cui si «da atto che in questo momento è necessaria la
mobilitazione di tutti coloro che ritengono che l?istruzione debba occupare un
posto di rilievo». NEL CORSO della seduta aperta sono stati altresì illustrati
i vari passaggi della legge Gelmini, rilevando che la
chiusura di numerosi plessi scolastici numericamente al di sotto dei parametri
ministeriali avrà ricadute pesantissime per quei comuni, quale appunto
Monterotondo, che già vivono insormontabili problemi legati alla sopravvivenza
di servizi di primaria importanza come quello della scuola. Dal canto suo il
sindaco di Monterotondo Giorgio Frequenti, a nome di tutta l?amministrazione,
ha ricordato l?impegno anche finanziario profuso per tanti anni allo scopo di
sostenere il diritto all?istruzione nel proprio territorio.
( da "Riformista, Il" del 13-11-2008)
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Spaccare
il sindacato accelera la riforme? Sembra un destino ineluttabile, quello dei
rapporti tra governo e sindacati. Quando il governo è di centrosinistra, non
riesce a fare le riforme per tenersi buoni i sindacati (vedi assenteismo nella
pubblica amministrazione). Quando il governo è di centrodestra, non riesce a
fare le riforme perché spacca i sindacati. Accadde nella precedente legislatura
berlusconiana quando, dopo aver firmato con Cisl e Uil il Patto per l'Italia,
il centrodestra non tenne gli impegni assunti e rese dunque vana, oltre che
traumatica, la spaccatura sindacale e l'isolamento della Cgil. Sta accadendo di
nuovo in queste ore. La Cgil ha dunque indetto lo sciopero generale, che covava
da tempo ma che è stato annunciato al colmo di una furiosa arrabbiatura di
Epifani per essere stato escluso dall'ennesima cena tra governo, Bonanni e
Angeletti (è stata esclusa anche l'Ugl della Polverini, altrettanto infuriata).
Dal canto loro Cisl e Uil hanno invece revocato lo sciopero sull'università,
previsto per venerdì, avendo sottoscritto un documento di
intenti con il ministro Gelmini che invece la Cgil non ha firmato. Se si aggiunge che la Cgil
rifiuta l'accordo sul nuovo contratto con Confindustria che Cisl e Uil sono
pronti a firmare, si capisce che ieri è andata definitivamente in frantumi
anche quella parvenza di unità sindacale che era sopravvissuta all'avvento del
centrodestra al governo. Nel merito, la Cgil ha i suoi torti. Sia sulla
contrattazione, sia sull'università, sia sul pubblico impiego, il più grande
sindacato italiano resta su posizioni più conservatrici e arretrate degli altri
due partner. Né si può pretendere che Cisl e Uil accettino costantemente la
logica del veto Cgil. Ma nel metodo il governo ha i suoi torti. Le cene
separate sono schiaffi inutili e dannosi alla dignità di quello che resta pur
sempre il più grande sindacato italiano. La rottura dell'unità di azione
sindacale non necessariamente accelera le riforme. Nel quinquennio
berlusconiano tra il 2001 e il 2006 certamente non le accelerò. E se non le
accelera, è inutile. Abbiamo l'impressione che si stia commettendo lo stesso
errore anche in questa legislatura. 13/11/2008
( da "Riformista, Il" del 13-11-2008)
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Quel
referendum è senza speranza di Anna Chimenti Annunciato solennemente il giorno
dell'approvazione del decreto Gelmini al Senato, il referendum proposto dal Pd s'è subito ritrovato
avvolto in una coltre di freddezza o di critiche, a cominciare da quella uscita
dal congresso radicale. Il partito dei referendum contro un nuovo referendum:
perché? Innanzitutto perché i radicali sanno che una consultazione come questa
è impossibile, non verrebbe ammessa dalla Corte costituzionale. È la
Costituzione a escludere le materie tributarie e di bilancio dal referendum. E
la Consulta, con una serie di importanti sentenze pronunciate nel '78, '94,
'95, ?97 e 2000, ha ribadito ed esteso questo limite anche alla legge
finanziaria, sulla cui compatibilità il ministro dell'istruzione ha formulato i
tagli contenuti nel decreto che porta il suo nome. I radicali, inoltre, proprio
sulla materia del numero dei maestri avevano già promosso, nel 1996, un
referendum con obiettivi opposti a quello del Pd (ridurre a uno il numero degli
insegnanti, che era stato aumentato a tre dal governo): l'esito era stato
negativo, la Corte lo aveva dichiarato inammissibile. In realtà la crisi dei
referendum si trascina da più di dieci anni e ha riguardato purtroppo anche le
consultazioni che sono riuscite ad arrivare al voto. Dal 1997 a oggi, per ben
21 volte l'astensionismo elettorale ha impedito che fosse raggiunta la soglia
del cinquanta più uno per cento degli elettori, prevista per far sì che un
referendum possa ritenersi valido. E poco importa che gli elettori che si sono
recati ai seggi abbiano sempre manifestato una chiara volontà politica (il caso
più clamoroso, nel 1999, fu quello del grande consenso all'abolizione della
quota proporzionale e all'introduzione di un maggioritario puro, rimasto
inefficace per mancato raggiungimento del quorum): la grande stagione dei
referendum sembra essersi fermata così all'inizio degli anni 90. In qualche
modo, infatti, è stato il passaggio dall'era del proporzionale e della
partitocrazia, a quella del maggioritario e del bipolarismo, a determinare la
fine delle maggioranze trasversali che era tipica dell'epoca precedente. Gli
elettori si dividono in due schieramenti già ad ogni elezione, scegliendo il
centrodestra o il centrosinistra; non sentono quindi la necessità di farlo in
altre occasioni, come quelle referendarie. 13/11/2008
( da "Riformista, Il" del 13-11-2008)
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Sindacato
diviso Addio Triplice Guerra totale tra Cgil e Cisl DIVISIONI. Epifani tuona
contro l'incontro riservato a palazzo Grazioli tra Berlusconi, Marcegaglia e le
altre due sigle confederali: «Fatto gravissimo, senza precedenti». Poi annuncia
lo sciopero generale per il 12 dicembre e coi suoi commenta: «Una spaccatura
storica, peggio del Patto per l'Italia». Bonanni si sfila
pure dalla mobilitazione anti-Gelmini di domani. Polverini (Ugl): «Momento drammatico per il sindacato
italiano». di Tonia Mastrobuoni Persino Lula ha fatto appello all'unità
sindacale italiana. Martedì, ospite dell'assemblea della Cisl, il presidente
brasiliano, tradizionalmente in ottimi rapporti con il il sindacato di Raffaele
Bonanni, ha fatto un commento preoccupato sulle divisioni della
Triplice. Ignaro che Bonanni sarebbe stato invitato la sera stessa da Silvio
Berlusconi a casa propria, a Palazzo Grazioli, assieme ad alcuni ministri, alla
Uil e a Confindustria, senza la Cgil, ma neanche l'Ugl. Per affrontare dossier
importanti come il presunto pacchetto per le famiglie o la riforma dei
contratti. Alle undici e un quarto, il premier deve essersi accorto di qualche
assenza di troppo, così ha telefonato alla leader dell'Ugl, Renata Polverini,
un'esclusa meno giustificata vista la vicinanza del sindacato ad An, un partito
al governo, come dire, alleato di Berlusconi. Per placare l'irritazione di
Polverini, il premier avrebbe fornito una bizzarra spiegazione: c'era
l'esigenza di parlare prima con Bonanni e Angeletti, perché loro dovevano poi
andare in tivvù, rispettivamente e Porta a Porta e Ballarò. Il che, a rigor di
logica, non giustifica un bel niente. Ma almeno alla leader Ugl una telefonata
del Cavaliere è arrivata. Interpellata sull'incidente diplomatico di martedì
sera, ma già nel mezzo della bufera di ieri, delle divisioni a geometrie
variabili tra i confederali che si sono consumate nel pomeriggio, Polverini
allarga il campo. «E' un momento drammatico per il sindacalismo italiano», dice
al Riformista. «Io non trovo così tragico l'episodio di ieri. Trovo
preoccupante invece che mentre infuria ancora il caos Alitalia, che è un caos
sindacale, e mentre siamo nel mezzo di una crisi paurosa, i sindacati vadano in
ordine sparso. Rischiamo di perdere ogni credibilità». Intanto, nella
mattinata, non appena Guglielmo Epifani ha appreso dai giornali dell'incontro
riservato (per quanto può essere riservato un incontro nella residenza romana
del presidente del Consiglio, presidiato notte e giorno dai cronisti), è
esploso. «Quello che è accaduto ieri sera», ha tuonato nel corso del direttivo
della sua organizzazione, «se confermato, è gravissimo, una cosa senza
precedenti». Il numero uno della Cgil ha poi chiesto un incontro con il governo
ed ha annunciato una lettera ai numeri uno di Cisl, Uil e Confindustria per
avere conferma della riunione, perché aprirebbe «un problema formale» nei
rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria.
Immediato il commento di Umberto Bossi: «Io sono dalla parte di Rosi Mauro. Sai
quante volte il Sindacato padano è rimasto fuori?». Per il leader lumbard a
stretto rigore gli esclusi erano tre ma non c'è nulla di strano. Nessun
problema neanche per uno dei presenti alle cena semi-segreta, il ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi: «Incontri informali ci sono e ci saranno sempre.
Quello che conta sono i dati politici». E secondo il ministro, è ormai palese
che il sindacato di Epifani si è isolato dalle altre organizzazioni, a partire
dalla deriva sulla riforma dei contratti. Nel pomeriggio, le divisioni tra i
quattro sindacati confederali sono esplose poi quasi in contemporanea. D'un
lato, il direttivo della Cgil si è concluso con la notizia della data dello
sciopero generale in solitaria, il 12 dicembre, contro la politica economica
del governo. La decisione è stata votata all'unanimità e prevede quattro ore di
sciopero con possibilità di otto ore con manifestazioni territoriali e una
nazionale a Roma. La data coincide con lo sciopero generale della Fiom. Durante
la riunione, Epifani ha bollato l'attuale spaccatura con Cisl e Uil come
peggiore di quella che si consumò sul Patto per l'Italia, nel 2002, durante il
precedente governo Berlusconi. Ai suoi più stretti collaboratori il leader
della Cgil ha espresso anche profonda irritazione per la presenza a Palazzo
Grazioli di Emma Marcegaglia. Comprensibile che il capo degli industriali si
rechi ad un incontro con il governo, se lo chiede Berlusconi, è stato il
ragionamento di Epifani. Molto meno comprensibile è che non abbia interrogato
Berlusconi sull'assenza del maggiore sindacato italiano a una riunione a quei
livelli. E che il giorno dopo non abbia sentito l'esigenza di alzare il
telefono per chiarirsi con il leader di quel sindacato. Negli stessi minuti in
cui il direttivo della Cgil decideva la data dello sciopero, la Cisl annunciava
la revoca dello sciopero sulla scuola e sull'università, sin qui unitario,
previsto per venerdì 14. Anche qui, una corsa solitaria: il sindacato di
Bonanni si è detto soddisfatto dell'incontro avuto martedì con il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. «Ho rispetto
delle decisioni prese dalla Cisl, ma francamente non le comprendo», ha
commentato Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil. Affiancato, su
questa vertenza, dalla Uil. Alberto Cirica, segretario generale Uil-università,
ha spiegato che «per noi lo sciopero resta confermato, perchè gli scioperi si
fanno sulle questioni di merito, e non pro o contro il governo di turno».
Cirica ha poi sbottato «mi sembra che tutti cerchino di buttarla in politica,
ma è solo un modo per coprire i veri problemi». Che a questo punto rischiano
davvero di finire in fondo alla lista. 13/11/2008
( da "Messaggero, Il
(Marche)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi La "133" non piace agli studenti, tantomeno a
quelli di Ascoli. Lezione in piazza del Popolo ieri ed oggi per i ragazzi della
Facoltà di Architettura. Gli studenti e i docenti sono scesi dal colle dell'Annunziata per protestare contro la riforma del ministro Gelmini piazzando banchi, lavagne e
computer portatili nel salotto cittadino. A favorirli ci si è messo anche il
bel tempo con una temperatura piuttosto mite in osservanza della cosiddetta
"estate di san Martino". I ragazzi hanno appeso anche eloquenti
manifesti di protesta sulla facciata di palazzo dei Capitani: "No alla
legge 133", "Non pagheremo la vostra crisi". Inoltre sono
state raccolte le adesioni per la manifestazione nazionale di Roma dei prossimi
giorni a cui prenderanno parte anche gli universitari ascolani. Con gli
studenti si sono schierati anche i professori che hanno tenuto la loro lezione
"en plein air" sotto la loggia del palazzo dei Capitani a fianco
della biglietteria del teatro. Ad esempio, alle 12,30 di ieri mattina era in
pieno svolgimento la lezione di storia dell'architettura. Oggi si replica per
dare seguito alla protesta iniziata ieri. Massiccia anche la presenza dei
ragazzi che hanno assistito all'insolita lezione. Ieri ne erano presenti oltre
un centinaio. Nei giorni scorsi, inoltre, era stato esposto uno striscione di
protesta davanti ad una sede universitaria ascolana. Puntuale anche
l'organizzazione: in piazza del Popolo erano stati portati alcuni banchi, una
telecamera per riprendere, un paio di computer portatili, mentre i ragazzi
hanno seguito il docente seduti per terra sopra a dei cartoni bianchi.
( da "Riformista, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Italia
bloccata Quanto costa il caos al Cav. e a Veltroni (segue dalla prima pagina) A
questo punto, la domanda è: che cosa stanno facendo Veltroni & C. per
riconquistare i voti fluttuanti? La mia risposta è: niente. Prendiamo in esame
qualche caso. Nella crisi dell'Alitalia, hanno fatto il viso dell'armi alla
nuova Cai soltanto perché era nata sotto la spinta di Berlusconi. Il loro
scomodo alleato, Tonino Di Pietro, è sempre stato dalla parte dei rivoltosi,
giungendo ad arringarli a Fiumicino. Sull'"Unità" di ieri, il caos
Alitalia compariva appena a pagina 26. E il sommario iniziava con uno
scioglilingua: «La protesta presa a pretesto dal governo per proporre una
stretta sul diritto di sciopero». Nel pieno della crisi finanziaria, Veltroni
ha rimproverato Berlusconi e Tremonti di aver pensato ad aiutare le banche.
Quasi che la sicurezza dei maledetti banchieri non fosse la premessa per
salvare i depositi anche di quanti possiedono poco. Durante la bufera dell'Onda
studentesca, il Pd è sempre stato con chi occupava le scuole. E mai dalla parte
di chi vedeva stracciato il proprio diritto di studiare. Se
Walter non ha bruciato in piazza la strega Gelmini è soltanto perché i roghi inquinano l'ambiente. Passando a
questioni minori, tutto congiura contro il ritorno a casa degli elettori che
hanno lasciato il centrosinistra. Ne incontro di continuo: gente che, senza
batter ciglio, ha mollato il bordello dell'Unione per votare la Casa delle
libertà. I fluttuanti non vedono motivi per rimangiarsi il voto. Quando
accendono la tivù e capitano sulla Rete Tre, pensano di essere tornati a prima
della caduta dell'Unione Sovietica. Assistono al braccio di ferro nella
Vigilanza Rai a favore di Leoluca Orlando, vale a dire del ringhioso Di Pietro,
e si domandano perché il Pd abbia ingaggiato questo match suicida. Poi
constatano gli sprechi dei comuni, in primis quelli rossi. Guardano i muri
imbrattati delle loro case e si chiedono perché il Pd difenda i writers.
Assistono allibiti alle scarcerazioni facili. Vedono i pirati della strada
uscire subito dopo aver accoppato dei cristiani. Hanno sotto gli occhi il
dilagare degli spacciatori di droga. Di riflesso maledicono l'inefficienza
della magistratura. Possibile che il cancro si annidi nel lodo Alfano? E non
nelle centomila denunce ferme alla Procura di Milano? Ancora: i fannulloni nel
pubblico impiego esistono o no? Perché il ministro Brunetta deve essere
considerato «un energumeno tascabile» e non un coraggioso al servizio dei
cittadini? Ma il fluttuante è esigente. Ecco una verità che Berlusconi deve
tenere presente. Molti fluttuanti cominciano a pensare che abbia ragione la
prima pagina che Vittorio Feltri ha preparato per "Libero" di ieri.
Diceva: «Spadroneggiano gli scioperanti. Il governo ha paura. Dopo un avvio
brillante l'esecutivo ha ceduto alle proteste di insegnanti e studenti. Ora il
personale Alitalia blocca gli aeroporti. Chi commette reati non viene punito».
Sono posizioni che pesano. Ben più di quelle espresse da giornali dimezzati a
favore del Pd che sparano a palle incatenate soltanto su Berlusconi. Con
l'unico risultato di perdere copie, come Veltroni ha perso voti. Per ora questi
voti stanno nella cassaforte del Cavaliere. Però anche lui non deve illudersi.
Conquistare elettori è difficile. Ma conservarli lo è molto di più. Non basta
consolarsi pensando che si andrà a votare soltanto nel 2013. Esistono sempre le
elezioni anticipate. Immagino che a Palazzo Chigi se ne rammentino. E abbiano
già cominciato a fare un po' di conti. di Giampaolo Pansa 13/11/2008
( da "Riformista, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
di
Fabrizio d'Esposito Da Craxi a Berlusconi passando per la sacra unzione dell'attalismo
SUPERNOMINE. Alla CDP da ieri c'è un amministratore delegato. Mentre alla
presidenza arriva un uomo considerato il punto di mediazione tra Giulio
Tremonti, Giuseppe Guzzetti, il capo delle fondazioni bancarie, e Giovanni
Bazoli, storica guida di banca Intesa Sanpaolo. di Fabrizio d'Esposito Da Craxi
a Berlusconi passando per la sacra unzione dell'attalismo. L'antico cerchio di
matrice socialista ieri si è stretto intorno a Franco Bassanini con la pesante
nomina a presidente della Cassa depositi e prestiti. A dire il vero, l'ex
indipendente di sinistra un tempo eletto nel Pci poi ministro ulivista era già
nel consiglio di amministrazione della Cdp con la casacca di vice del
dimissionario Alfonso Iozzo, seppure in rappresentanza degli azionisti di
minoranza. Ieri, invece, il grande balzo con la benedizione di un ex compagno
d'armi del Psi, l'attuale ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che controlla
il 70 per cento della Cdp (il restante 30 è delle fondazioni bancarie).
Tremonti e Bassanini, dunque. Ma anche Brunetta e Bassanini e finanche
Cicchitto e Bassanini. Dice un ex compagno socialista oggi parlamentare del
Pdl, dietro la garanzia dell'anonimato: «Oggi nel Pd c'è una grande confusione
dopo una serie di guerre feroci che hanno fatto un bel po' di vittime. Fra
quest'ultime c'è anche Franco (Bassanini, of course, ndr) che però non si è
acconciato a subire e ha fatto valere i suoi contatti a tutto campo. Lui vuole
rendersi utile per fare cose riformiste. E siccome i riformisti oggi stanno solo
da questa parte, la nostra, Franco vuole continuare a dialogare. Perché, sia
chiaro, lui non passa col centrodestra anche se ha ottimi rapporti con Brunetta
e buoni con Tremonti. Cicchitto, invece, è stato l'unico oratore del Pdl a un
convegno di Astrid sulle riforme istituzionali». Astrid è la fondazione di
Bassanini e in questi anni di alti e bassi nel centrosinistra ha rappresentato
un po' la tenda nel deserto di un nomade bipartisan con fama di tecnico. Una
tenda dove farsi trovare al momento e al posto giusti. È stato infatti attorno
ad Astrid che l'asse Bassanini-Tremonti ha costruito la nuova presidenza della
Cdp. Una decisione che sa tanto di garanzia perché stavolta il ministro
dell'Economia non vuole affatto scornarsi con le fondazioni, come fece invece
nella penultima legislatura, quella del 2001. Anzi, in una fase di crisi
profonda come questa, in cui le risorse scarseggiano, Tremonti ha tutto
l'interesse di coccolarsi le fondazioni. Di qui la scelta di puntare su
Bassanini, lungo un binario che porta a Giuseppe Guzzetti, dominus della
Cariplo, e al banchiere Giovanni Bazoli. Messa così, non sarebbe Bassanini a
muoversi verso il centrodestra. Ma l'esatto contrario, con la montagna Tremonti
che fa il percorso inverso. La sensazione generale, però, è che sia tutto un
movimento. Del resto, la biografia politica di Bassanini è sempre in costante
evoluzione. Socialista lombardiano di sinistra, accettò comunque di lavorare
con Craxi quando il leader del Psi ebbe nel 1979 da Pertini il mandato poi fallito
di formare il governo. Su questo, Bassanini proprio nell'agosto scorso ha
duramente litigato con un altro socialista di rango, Rino Formica, il quale
chiosò: «Perché non ha detto prima che scrisse il programma per Craxi nel
1979?». Espulso dal Psi nel 1981, sedette in Parlamento come indipendente del
Pci. Ancora: autorevole costituzionalista è stato al governo in quota ds con
Prodi, Amato e D'Alema nel quinquennio 1996-2001. Da ministro della Funzione
pubblica ha legato il suo nome alla riforma del sistema amministrativo. Con il
Prodi unionista, però, nell'esecutivo è entrata la moglie Linda Lanzillotta, in
quota Rutelli, non lui. Nell'estate dei furbetti, poi, Bassanini si schierò
sotto le insegne senesi di Mps contro la scalata di Unipol a Bnl e questo forse
deve essergli costato un po', come malignano dalle parti del centrodestra.
Esiliato in patria, si è preso una soddisfazione enorme quando il presidente
francese Sarkozy lo ha chiamato, insieme con Monti, nella commissione Attali.
In fondo, Bassanini ha l'ossessione bipartisan. Nel maggio scorso elogiò
Tremonti per «il vivace dibattito suscitato» dal suo libro sulla paura e la
speranza. Un mese fa, invece, a meritarsi le sue lodi sono
stati Brunetta per la lotta ai fannulloni e la Gelmini per la riforma della scuola. Senza contare che il leghista
Calderoli lo aveva già incluso nel pensatoio bipartisan per la semplificazione
legislativa «perché tagliare le leggi non è una questione di destra o
sinistra». Bassanini dialoga sempre, anche sotto le bombe. 13/11/2008
( da "Riformista, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Il
vanity book di Ascheri mette in piazza i potenti APS. Cioè, autore a proprie
spese. Un professore di scuola media, figlio di un gran notabile della città ha
scritto un libro semiclandestino. Dice Giovanni Buccianti, docente di storia
delle relazioni internazionali all'università di Siena, membro della
deputazione del Monte dei Paschi e vicepresidente della controllata Banca
Toscana che è una città malata di potere e che «l'aspetto più evidente della
malattia è il gioco dell'oca tra dipendenti di Mps e cariche pubbliche, il
cumulo delle cariche elettive, l'affermarsi nel Pd dello stesso blocco
dirigente dei Ds e della Margherita, la costituzione di un partito di oligarchi
in una città oligarchica». Risultato: una diarchia che vede sindaco, presidente
della provincia e segretario comunale e provinciale del partito in dote agli ex
ds e i vice agli ex dl. Le critiche al sistema senese non vengono tanto dagli
oppositori naturali del potere democratico, cioè il Pdl, ma dall'area, sparuta
e battagliera, che viene detta anche a Siena «società civile»: spezzoni del
mondo accademico, giovani, qualche orfano della sinistra radicale, ulivisti doc
insoddisfatti del corso veltroniano del Pd. Mettendo per ora tra parentesi la
vicenda di Pierluigi Piccini e della lista civica "la Mongolfiera"
che nel 2006 per poco non costrinse il centrosinistra ufficiale al
ballottaggio, riducendo però il centrodestra a percentuali minime, uno scossone
alla vita politica cittadina è giunto lo scorso anno da un professore di scuola
media, Raffaele Ascheri, che ha pubblicato a sue spese, dopo aver inutilmente
cercato un editore, un libretto che nelle sue intenzioni prende a schiaffi la
classe dirigente senese. Titolo: La casta di Siena. Ignorato dalla stampa e
dalle tv locali, il libro, un po' come i Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia,
è girato tra case e uffici fotocopiato e passato di mano, fino alle successive
ristampe, accolte con freddezza dalle istituzioni senesi. Abbigliamento
sportivo, negligente ma non alternativo, Ascheri è diventato l'idolo dei
blogger e dei fan di Beppe Grillo, che più volte lo hanno ospitato nei meetup
locali e hanno contribuito alla diffusione del libro oltre la cinta senese, per
spiegare la sua storia e l'emarginazione civile del suo libro come paradigma di
egemonia culturale subita. Perché, la polemica di Ascheri è tutta interna alla
sinistra. Considerando se stesso un novello Ernesto Rossi, al quale
«immodestamente» (come da lui stesso precisato) ha dedicato La casta di Siena,
Ascheri cerca di sferzare la sinistra senese. Spiega che la sua unica tessera
fu quella del Pds nel 1992, infiammato da Achille Occhetto e da Mani Pulite.
Secondo i critici, cerca di instillare in salsa moderna il giacobinismo nel
pragmatismo della sinistra senese, così come cercò di fare suo padre, il
celebre medievista Mario, sempre critico con il Pd, ma assessore comunista
all'epoca degli indipendenti di sinistra e tuttora a capo in Comune di una
lista civica, "Libera Siena", che ha affiancato Piccini nel 2006.
Dicono che Ascheri padre scuota il capo dinanzi alla birichinata del figlio,
che deve aver appreso bene l'insegnamento di colui al quale è intitolata la
scuola media in cui lavora, il Cecco Angiolieri di «s'i' fosse foco, arderei ?l
mondo». Lui s'è accontentato di usare il suo libro come una tanica di benzina,
per ardere la Siena del Pd: si leggono come in un romanzo a chiave le biografie
dei potenti, a partire da quella di Giuseppe Mussari, il capo del Monte.
Camminando lungo Banchi di sopra tra sciami di turisti e qualche commerciante
che lo saluta, spiega che ogni anno porta i suoi ragazzi in visita alla piccola
sinagoga per conoscere la sparuta comunità ebraica senese, che
la storia si insegna con le date, che la Gelmini fa benissimo a riportare i voti nelle pagelle e il grembiule è
ottimo, «rende i bambini tutti uguali e aiuta le famiglie più povere». Ascheri
dice che non vorrebbe più vedere il «potere incontrollato e arrogante del Pd
opprimere questa cittadella». Nel libro vengono radiografati tutti i
momenti di frizione tra cittadinanza e classe politica degli ultimi anni,
dall'allargamento dell'aeroporto di Ampugnano alla costruzione delle villette
di Monticchiello che suscitò la reazione di Alberto Asor Rosa, alle operazioni
finanziarie del Monte. Ma sono soprattutto i rapporti tra i capi del Pd e del
Monte a finire sotto la lente di Ascheri, con un'approfondita galleria di
ritratti dei leader della sinistra e degli amministratori di banca e
fondazione. E poi nel libro incombe, con toni anche violenti, il processo al
cerimoniere della curia, monsignor Giuseppe Acampa, rinviato a giudizio per
incendio doloso dell'archivio vescovile, per truffa e calunnia. Per le pagine
dedicate alla Curia Ascheri ha ricevuto da Acampa e dal vescovo Buoncristiani
una richiesta di risarcimento danni per circa 600mila euro. Il processo del
secolo, per il tranquillo tribunale senese, suscita chiacchiere e pettegolezzi,
e molti commenti tra le persone che si affollano per parlare di vita cittadina
all'Angolo dell'Unto, una cantonata che si trova sul corso principale della
città, di fronte alla redazione del Corriere di Siena e accanto allo storico
bar Nannini, quello di proprietà della famiglia della cantante Gianna.
(2.Continua) 13/11/2008
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Incontro
alla Pia Casa, alla protesta si unisce il Boccherini che ha perso 120mila euro
Studenti, docenti e genitori in assemblea LUCCA. Attesa per l'assemblea pubblica
sulla scuola di stasera (ore 21, alla Pia Casa) organizzata e promossa dal
Coordinamento scuole lucchesi per la difesa della scuola pubblica, nato con
l'obiettivo di creare una realtà apartitica formata principalmente da studenti,
genitori e insegnanti e aperta a tutti quelli che protestano contro la riforma Gelmini. E l'incontro sarà un'importante
occasione per informare sulle leggi "Gelmini - Tremonti" e sulle ricadute che queste avranno su tutti
gli ordini di scuola, dalla materna all'università, passando per elementari,
medie e superiori; per aprire il dibattito confrontando le posizioni e le
esperienze vissute in queste settimane di mobilitazione e per socializzare le
iniziative in atto nelle scuole e promuoverne altre. Alla protesta degli
studenti si unisce anche il personale dell'Istituto Boccherini, che quest'anno
perderà 120mila euro di contributi dallo Stato. Domani alle 18,30 gli studenti
terrano un concerto in appoggio all'iniziativa dei docenti. N.D.
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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Pietro
Garibaldi CON TANTI SALUTI AI LAVORATORI La crisi economica e la recessione in
arrivo colpiranno inevitabilmente i lavoratori italiani. La recessione dovrebbe
essere un momento in cui chi rappresenta milioni e milioni di lavoratori mette
da parte le proprie divisioni e cerca in ogni modo di rimanere unito. Non è
esattamente quello che sta succedendo nel movimento sindacale italiano, che
appare invece in questi giorni totalmente diviso, con tanto di accuse
reciproche e attacchi frontali. Parlare di rottura appare quasi un eufemismo.
Ieri la Cisl ha ufficialmente dichiarato di non aderire allo sciopero generale
della scuola previsto per venerdì prossimo. Quasi per rilanciare, quasi fosse
una vera e propria partita a scacchi, la Cgil ha annunciato uno sciopero
generale unilaterale, senza accordo con gli altri sindacati confederali. Un
fatto davvero inconsueto. Infine, sempre la Cgil e sempre ieri ha dichiarato
grande irritazione nei confronti del governo per aver convocato una riunione
informale con Cisl, Uil e Confindustria, escludendo così la Cgil stessa. Anche
questo è indubbiamente un fatto inconsueto. Ma che origine hanno tensioni e
divisioni così profonde? Innanzitutto vi sono le tensioni legate al rapporto
tra sindacati e governo. Da un lato Cisl e Uil vorrebbero che la concertazione
con il governo andasse avanti anche con la Cgil, ma con la chiara possibilità e
libertà di firmare accordi separati. Da un altro lato vi è una Cgil che non può
permettersi di stare fuori dalla concertazione e dalle grandi decisioni in
materia di Welfare, ma che al tempo stesso non vuole essere percepita come
troppo vicino a un governo che, inevitabilmente, non trova l'appoggio della sua
base. L'equilibrio tra queste due forze opposte è quasi impossibile. Vi sono
poi le tensioni legate al rapporto dei sindacati con l'opposizione. Queste
tensioni sono quasi tutte interne alla Cgil, di gran lunga il più grande e
rappresentativo dei sindacati confederali, ma anche il più lacerato al suo
interno. L'ala riformista della Cgil guarda con responsabilità a ogni proposta
che arriva dal governo, mentre l'ala più radicale sarebbe pronta anche a cavalcare
le onde più estreme del sindacalismo italiano, non lontane dagli inaccettabili
episodi di questi giorni a Fiumicino. Il governo, dal canto suo, non aiuta
certamente l'unità sindacale. Un invito limitato ad alcuni dei sindacati, come
quello effettuato l'altra sera, non può che alimentare le stesse divisioni.
Tuttavia, lo stesso governo ha il terrore di una dura e forte opposizione
sindacale, come dimostrano le tensioni dopo la manifestazioni sul decreto Gelmini delle scorse settimane. Vi è poi infine la questione più
importante, quella legata al nuovo modello contrattuale. Le parti sociali si
erano impegnate a dare al Paese un nuovo modello contrattuale entro fine
settembre. L'obiettivo, da tutti condiviso, era quello di rafforzare il legame
tra salario e produttività e aumentare il peso della contrattazione aziendale.
Siamo ormai verso metà novembre e non è affatto chiaro se e quando un nuovo
modello contrattuale verrà firmato. Le responsabilità di questo ritardo, che
speriamo non si trasformi in un vero e proprio fallimento, non sono solo dei
sindacati, ma anche dei rappresentanti dei datori di lavoro. Mentre su singoli
temi non vi è nulla di strano se il governo conclude accordi con una parte sola
dei sindacati, quando si deve cambiare il modello contrattuale un accordo
separato è impensabile e sbagliato. Nonostante le tensioni siano davvero molte,
di fondo rimane lo spettacolo poco edificante di una classe dirigente sindacale
totalmente disunita nel mezzo di una profonda crisi economica. Invece di fughe
in avanti, incontri separati, e annunci di sciopero unilaterali, ai lavoratori
italiani interesserebbe semplicemente sapere come i sindacati intenderanno
difenderli, sia in sede di concertazione con il governo che in sede di
negoziazione salariale.
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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Il 12 dicembre sciopero generale senza le altre due sigle. E domani
la Cisl diserta il corteo contro la Gelmini
Sindacati spaccati, Cgil va sola Parla Epifani: il governo vuole isolarci,
Bonanni e Angeletti lo aiutano
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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X - Napoli LE PENE SEVERE RAFFAELE BIFULCO N ei mesi appena trascorsi quel
breve percorso è risultato ancor più doloroso al pensiero dell´inazione delle
istituzioni territoriali rispetto alla catastrofe ambientale che dovranno
sopportare gli abitanti della Campania di oggi e soprattutto di domani. Perché,
senza catastrofismi, è di questo che si tratta. In Campania più che altrove, la
politica, avvinta nei propri giochi di potere, ha dimenticato i cittadini di
oggi, ma soprattutto ha bruciato le possibilità di una vita dignitosa per le
generazioni future. Di fronte a questo stato di cose le polemiche intorno al
decreto legge che prevede una pena differenziata, fino a tre anni e sei mesi,
per chi abbandona, scarica, deposita sul suolo o immette nelle acque rifiuti
pericolosi, speciali o ingombranti appaiono francamente astratte, slegate dalla
realtà. Anzi, a dirla tutta, mi paiono controproducenti, perché contribuiscono
a sdrammatizzare una questione che tocca la pelle di ciascuno di noi. So bene
che con il diritto penale non si governa e non si educa. So anche che il senso
di marcia non si inverte con provvedimenti normativi così puntuali. E tuttavia
chiudere gli occhi di fronte alla catastrofe che ci circonda, provocata anche
dalle scarse politiche di sensibilizzazione dirette alla cittadinanza sui temi
ambientali e quindi dalla poca sensibilità per l´ambiente, appare suicida. La
gravità e l´emergenza della situazione campana giustificano quindi non solo il
ricorso allo strumento del decreto legge, ma anche la differenziazione
territoriale nella previsione della pena. L´ordinamento giuridico italiano ha
conosciuto e conosce altre ipotesi simili, come nel caso del reato d´abigeato,
e i supremi giudici della legittimità (Corte di cassazione e Corte
costituzionale) non hanno esitato a rigettare le questioni di legittimità a suo
tempo sollevate in relazione al principio di eguaglianza. Quanto al principio
di proporzionalità, insisto con il sostenere che quella che vivono i campani è
una situazione non di degrado, ma di catastrofe ambientale, che permette di
giustificare l´aggravamento della pena. Tra l´altro, da tempo gli studiosi del
diritto dell´ambiente (internazionale e interno) avvertono forte l´esigenza di
proteggere determinati beni, indispensabili per assicurare una vita degna di
questo nome, non solo attraverso gli strumenti del diritto amministrativo ma
anche attraverso una più incisiva tutela penale. (Esistono beni comuni sui
quali è interesse di tutti che i partiti trovino punti incontro. Tra questi
l´ambiente, appunto; e l´università. Perché non chiedere al
ministro Gelmini di
inserire una previsione che impedisca ai parenti dei professori già incardinati
in un ateneo di poter prendere parte ai concorsi da questo banditi, nonché di
non poter entrare in servizio nello stesso ateneo. è poco, ma da qualche parte
bisogna pure iniziare).
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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Pagina XI - Napoli Netstrike sulla rete della Gelmini
Dopo la notte bianca fra concerti e spettacoli, gli studenti si preparano alla manifestazione
di domani a Roma ingolfando il sito del ministero su Internet BIANCA DE FAZIO
Hanno fatto le ore piccole con la "Notte bianca in difesa della scuola e
dell´università pubblica". E stamattina potranno svegliarsi con
comodo, visto che il prossimo appuntamento della protesta anti Gelmini è in programma per le 14. Gli studenti si sono
passati la voce: «Blocchiamo il sito del Ministero dell´università». E l´invito
all´attacco informatico è stato girato anche, ovviamente, on line. «Loro
fermano il nostro futuro? Noi fermiamo i loro siti». Ecco allora il
"netstrike" di oggi. è, in pratica, la versione on line di un
pacifico sit in: un attacco informatico che consiste nel moltiplicare le
connessioni contemporanee ad un sito (tra l´altro si ripete in maniera coatta
il refresh della pagina in questione), in modo da rallentarne o impedirne il
funzionamento. Ci sono almeno tre livelli di partecipazione al netstrike,
calibrate in base alle difficoltà tecniche ed al tempo richiesto. Gli studenti
dell´Onda sanno come fare ed alle 14 di oggi chiunque fra loro ha un accesso ad
Internet sarà su www.miur.it. Intanto l´intera giornata di ieri, con Rosalia
Porcaro a Porta di Massa nel pomeriggio, Valeria Parrella e Maurizio Braucci a
piazza San Domenico in serata, il gruppo ?E Zezi a palazzo Gravina dopo
mezzanotte, è servita non solo a portare ancora una volta la protesta in
piazza, ma a raccogliere sottoscrizioni per la trasferta di domani a Roma, per
la manifestazione nazionale contro la 133. Da Napoli partiranno migliaia di
studenti. E di professori. E se questi ultimi viaggeranno soprattutto in
pullman o con mezzi propri, i primi puntano ai treni. Ieri rappresentanze degli
studenti sono state anche in Prefettura per chiedere che vengano loro messi a
disposizione i treni necessari, ed a prezzi ragionevoli. Che per le tasche dei
ragazzi significa 5 euro, mentre Trenitalia ha messo sul tavolo solo uno sconto
del 30 per cento sul biglietto intercity. «Vorrebbero che partissimo in mille,
su tre treni diversi. Ma noi saremo almeno 3 mila - affermano i ragazzi
dell´Orientale occupata - E se non riusciremo a partire bloccheremo la città».
Tanto "cchiu black ra midnight nun pò venì" recitava ieri lo slogan
della Notte bianca. Una lunga serie di eventi, iniziata nel primissimo
pomeriggio, a largo San Marcellino, con un pranzo sociale. Ed incrociatasi
anche con la manifestazione organizzata in piazza San Domenico dal
coordinamento ricercatori precari, dalla Cgil e dalla Uil: «Una iniziativa -
hanno spiegato i precari - per portare l´attenzione dell´opinione pubblica
sulla qualità della ricerca nel nostro territorio, sul fatto che molta parte
della ricerca nei nostri enti viene svolta con la partecipazione essenziale di
lavoratori precari (tempo determinato e atipici) e che le politiche del governo
in questo settore puntano alla demolizione del sistema di ricerca pubblica». Ed
ecco, allora, una serie di gigantografie di ricercatori al lavoro, stese a
terra a formare un grande gioco dell´oca. Nel quale si torna indietro ogni volta
che si incappa in un rappresentante del governo. Gigantografie da calpestare,
«per simboleggiare il trattamento riservato alla ricerca nel nostro Paese».
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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XI - Napoli Video, blog e forum contro la riforma invadono Youtube e facebook
La protesta viaggia sul web con migliaia di slogan e foto Duemila contatti unici al giorno e una newsletter inviata a oltre 500
indirizzi LUCILLA FUIANO La protesta anti-Gelmini viaggia in rete. Numerosi sono infatti gli slogan creativi e le
foto amatoriali che si diffondono via web generando un circuito virtuoso che da
Internet procede verso la "real life", la vita reale. "Noi la
crisi non la paghiamo" cantano i ragazzi in un video su Youtube.
"Se la riforma non sarà ritirata questa scuola sarà una barricata"
fanno eco gli studenti del Vico in un video amatoriale. "La scuola non si
tocca" si legge nelle schermate di "simoromano" sempre su
youtube, cui si accompagnano le urla concitate. In altri video festosi ci sono
giovani che ballano e fanno il trenino in una piazza Plebiscito gremita, con le
canzoni di Rino Gaetano di sottofondo. Ma è sui blog e su facebook che la
protesta si organizza con fotografie e parole. è il caso ad esempio del portale
"on naples" (www.on-naples.com/) che ha dedicato un´intera pagina
alla manifestazione del 7 novembre, immortalandone alcuni momenti. Un
foto-racconto ne esalta i personaggi estrosi, i carri carnevaleschi e gli
aspetti fantasiosi. Si va dal "Berlusgatto" al
"Bianconiglio", in questa "Italia delle meraviglie" e
"de-generazionale". Senza escludere un Cossiga di cartone e alcuni
slogan come "Siamo il presente siamo il futuro se ci tocchi la scuola vi
rompiamo?". Un altro blog, Politicaonline (www.politicaonline.it) recita:
"La Federico II è in vendita su ebay. Fate offerte magari copriamo i tagli
del governo". Ma se si clicca sulla inserzione essa appare rimossa, dopo
aver raggiunto quote non male da come suggeriscono i partecipanti al dibattito
nei commenti all´articolo. Più complessa la situazione su facebook. Sono
infatti numerosissimi i gruppi che affrontano e discutono della legge. Il
"Gruppo a favore dell´istruzione e della ricerca" si prefigge come
obiettivi quelli di garantire un´università pubblica e libertà di espressione e
conta 169.416 membri, tra cui molti napoletani. Più legati alla città il Gruppo
"La Federico II contro la legge 133 e la legge Gelmini"
che conta 1873 membri e il gruppo "Rete dottorandi contro la legge
133" (234 membri). Queste due reti sono entrambe coordinate da Tommaso
Ederoclite e divengono punti di riferimento fondamentali non solo per la
discussione, ma anche per l´organizzazione logistica delle manifestazioni e dei
cortei. Dopo queste agorà pubbliche si termina con spazi personali dedicati
alla protesta. è il caso dell´antropologa visuale Flaviana Frascogna,
napoletana, che ha immortalato alcuni momenti chiave delle manifestazioni di
ottobre e novembre e di Ilaria Poerio che ci offre uno sguardo sui cortei
romani. Si va dall´esilarante slogan "Gelmini.
Nuoce gravemente all´istruzione" disegnato su un pacchetto di sigarette ad
alcuni cartelli gialli "Attenzione generatore di crisi". Senza
escludere numerosi cartelli "vendesi", "ho fame" al collo
degli studenti e "rianimiamo l´istruzione" con alcuni artisti di
strada che si dilettano in movimentate acrobazie immortalate da rapidissime
istantanee.
( da "Nuova Sardegna,
La" del
13-11-2008)
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3 - Oristano Lezione all'aperto per gli studenti del Tecnico «Othoca» Lezione
all'aperto per gli studenti del Tecnico «Othoca» Dopo le occupazioni dell'altra
settimana, la protesta degli studenti oristanesi contro la "riforma"della scuola targata Gelmini Berlusconi prosegue con un ciclo di lezioni all'aperto che
vedono impegnati a turno gli istituti superiori cittadini. Ieri è toccato a una
classe del Tecnico industriale Othoca, che si è trasferita al gran completo
(studenti, professori, lavagne, bidelli e lavagne) all'ombra dei palazzi
finanziari di vie Pietri per una interessante lezione di storia.
( da "Messaggero, Il" del 13-11-2008)
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Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi Addio a gite scolastiche, progetti extra-didattici,
attività teatrali o musicali. Il liceo scientifico Keplero ha sospeso per
quest'anno tutte le attività che ampliano e potenziano il piano dell'offerta formativa per protesta contro la riforma Gelmini. «La decisione, votata a
maggioranza dal collegio dei docenti - si legge nel comunicato della scuola - è
stata presa come forma di protesta contro gli ultimi provvedimenti normativi in
materia scolastica». Quest'anno, studenti e docenti rinunceranno a tutti i
progetti che ampliano il Pof, all'adozione di nuovi libri di testo, ma
anche alle uscite didattiche in orario scolastico, come visite culturali e
spettacoli teatrali. «Questa proposta (che ha visto quattro sole astensioni) -
spiegano i docenti - nasce dal disagio degli insegnanti del Keplero, da sempre
sensibili al ruolo educativo e civile della scuola, di trovarsi di fronte
all'attacco che si sta perpetrando alla scuola pubblica italiana e allo spirito
stesso della Costituzione. La riforma del sistema educativo dovrebbe essere il
frutto di un complesso e approfondito lavoro condotto da esperti, docenti e
famiglie e non un semplice diktat imposto dall'alto». Oltre alla sospensione
delle attività extra-curriculari, il collegio docenti del Keplero ha proposto
la costituzione di un «comitato unitario di docenti, Ata, genitori e studenti
con il compito di organizzare iniziative di informazione e coordinamento con le
altre scuole». Ve.Cur.
( da "Corriere del
Mezzogiorno"
del 13-11-2008)
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Corriere
del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-11-13 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Università Domani tremila studenti al corteo di Roma.
Ieri gioco dell'oca in piazza del Gesù Si «sveglia» il Suor Orsola, prima assemblea
NAPOLI - «Oggi è una giornata storica per il Suor Orsola»: è questa la
definizione che molti studenti dell'ateneo del rettore De Sanctis hanno
attribuito alla mattinata di ieri. Dalle 10,30 alle 13 nell'aula A dell'Università si è svolta la prima assemblea studentesca per
discutere l'approvazione del decreto Gelmini. «La nostra non è una forma di polemica — chiarisce il
rappresentante della facoltà di Scienze della formazione Paolo Mercadante — ma
un modo per informare gli studenti sulle specificità della legge approvata in
Parlamento ». Finora il Suor Orsola Benincasa è rimasto estraneo alla
protesta studentesca. Ma ieri c'è stata la svolta. Ad offrire un completo
panorama sulla spesa pubblica riservata alla Scuola e alle Università italiane,
è stato il professor Alfredo Carannante docente presso la facoltà di Lettere e
Beni Culturali del Suor Orsola Benincasa. «Emerge — commenta — che l'istruzione
italiana avrebbe bisogno di finanziamenti e non di tagli». Alla fine
dell'inconttro è stato sottolineato che a breve sarà organizzata un'assemblea
d'ateneo alla quale aderiranno anche i ragazzi delle altre facoltà del Suor
Orsola, con la finalità di creare un vero «movimento studentesco». Nel
frattempo però l'obiettivo è quello di fornire ai ragazzi nozioni importanti
sulla riforma tanto dibattuta. Infatti presso le singole facoltà saranno attivi
dei punti informativi sulla «pacifica protesta» contro la legge Gelmini e a prendere parte alla manifestazione che si terrà
a Roma domani. Manifestazione alla quale dovrebbero partecipare circa tremila
studenti napoletani che hanno chiesto un treno speciale al prefetto di Napoli.
Ieri, intanto, nuova protesta in piazza: stavolta studenti e ricercatori hanno
inscenato un gioco dell'oca in piazza del Gesù. Fiorella Di Napoli
( da "Nuova Sardegna,
La" del
13-11-2008)
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4 - Nuoro Fratelli contro allo Scientifico «Entro perché decido da sola»,
«Sciopero per crescere» Daniela, 16 anni Tifa Daniela Santanchè e guarda Porta
a Porta NUORO. Daniela ha 16 anni, tifa Santanchè, guarda Porta a Porta, vuole
laurearsi, fuggire da Nuoro il prima possibile e fare la parlamentare.
Francesco di anni ne ha 19, ascolta Ligabue e tifa Ferrari, non è sicuro di
fare l'università, vuole trovare un lavoro e rimanere a Nuoro, dove tutto
sommato non si sta per niente male. Lei è stata l'unica studentessa
che è entrata allo Scientifico durante la settimana di contestazione alla Gelmini. Lui allo Scientifico è entrato,
ma solo per dormirci durante l'occupazione, e della protesta era uno degli
organizzatori. Sono fratello e sorella, figli di una coppia giovane: lui
bancario e lei casalinga. E in famiglia parlano di tutto e rispettano una
regola: ognuno porta avanti le sue idee, senza nessuna costrizione. -
Come ti chiami? «Daniela» - Quanti anni hai? «16» - Classe? «Terza liceo Scientifico»
- Trasmissione preferita? «Quelle di approfondimento politico. Porta a porta,
Anno Zero. Per il resto non mi piace molto guardare la Tv» - Ultimo libro
letto? «Il banditismo in Sardegna». - Musica? «Quello che passa la radio». -
Cosa hai fatto durante la settimana di proteste contro la Gelmini?
«Sono entrata a scuola per tutta la settimana. L'unica, penso, in tutto
l'istituto». - Perchè? «Perchè penso che pochi di quelli che sono rimasti fuori
sapessero davvero perchè stavano protestando». - Cosa pensi di chi ha
scioperato? «Che si sono fatti strumentalizzare da una certa parte politica
senza nemmeno saperlo». - Ti piace la scuola? «Sarebbe meglio se ci fossero più
attività serali. E più attività di formazione. Ma non è certo evitando di andarci
che si migliorano le cose». - Sei brava? «Sì, soprattutto nelle materie
umanistiche». - Segui la politica? «Soprattutto tramite internet. Comunque sì,
la seguo molto e mi appassiona». - Ne parlate a casa? «Soprattutto quando
succede qualcosa di importante». - Mamma e papà la pensano allo stesso modo?
«Nessuno di noi la pensa allo stesso modo in famiglia». - Cosa ti hanno detto
quando sei entrata a scuola? «Che se ne ero convinta avevo fatto bene». - Il
politico preferito? «Daniela Santanchè». - Hai paura del futuro? «No, ma sono
sicura che non sarà facile». - Andrai all'università? «Sì, sicuramente. A
studiare giurisprudenza». - Cosa vuoi fare quando sarai grande? «La
parlamentare» - Pensi che in Italia vadano avanti solo i raccomandati? «Nel
sistema italiano è difficile che un ragazzo bravo venga premiato. E conta molto
ancora di chi sei figlio più che quanto vali». - Ti piace Nuoro? «No. Penso che
non offra niente, sia nella formazione che nel divertimento». - Esci la sera?
«Non è che sia tanto da fare qui in città». - Te ne andrai? «Il prima
possibile». - Ti sposerai»? «Sì, e avrò dei figli». - Hai qualcosa da dire a
tuo fratello? «Di informarsi di più prima di fare le cose». (g.bua)
( da "Nuova Sardegna,
La" del
13-11-2008)
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12 - Nuoro «L'autonomia scolastica va salvaguardata» Consiglio comunale contro
l'accorpamento dell'istituto a Irgoli ANGELO FONTANESI GALTELLì. Sono stati
aperti dalla relazione sui danni procurati dal nubifragio del 4 novembre scorso
i lavori del consiglio comunale svoltosi avantieri sera. In agenda anche
l'approvazione del progetto integrato del bando Biddas e le determinazioni
sugli effetti che l'entrata in vigore della nuova legge sul riassetto
scolastico potrebbe provocare a Galtellì. Le conseguenze più gravi causate
dalle piogge sono state la distruzione di alcune strade di penetrazione
agraria, l'allagamento di qualche cantina nella parte bassa di via Nazionale e
una pericolosa frana a ridosso della via grazia Deledda nei pressi del rio
Taddore. Quest'ultima in particolare crea un certo allarme tanto che
precauzionalmente la strada è stata parzialmente chiusa al traffico. Hanno
retto bene invece tutti gli interventi di messa in sicurezza dell'abitato
adottati dopo l'alluvione del 2004. Approvato all'unanimità il bando regionale
Biddas che a Galtellì consentirà a 14 privati di accedere ad un contributo di
10 mila euro per il rifacimento delle facciate delle loro abitazioni e al
comune di ripristinare l'acciottolato in altre due vie del centro storico.
Decisamente più dibattuto, anche politicamente, il punto che ha interessato gli effetti che il decreto Gelmini (ora legge) procurerà a Galtellì e in tanti altri piccoli paesi
dell'Isola. Una norma impone infatti la soppressione degli istituti comprensivi
con meno di 500 studenti. E' il caso di Galtellì (298 studenti tra scuola
dell'infanzia, elementari e medie) e della vicina Irgoli (306) che a questo
punto dovrebbero accorparsi con la perdita, per uno dei due paesi, degli
uffici di dirigenza e di segreteria. «Non vogliamo innescare una antipatica
guerra di campanile sulla scuola con un paese amico e vicino - ha detto il
sindaco - è un problema di autonomia scolastica che deve essere salvaguardata
per entrambi». La maggioranza ha dunque proposto di chiedere alla Regione di
farsi tramite con il Governo affinchè le deroghe previste in alcuni casi siano
allargate anche a paesi come Galtellì e Irgoli. Una mozione che alla fine è
stata approvata anche dalla minoranza di centro destra che ha però voluto
sottolineare come il riassetto scolastico sia, comunque, un passaggio
obbligatorio nel contesto nazionale e regionale auspicando che sul caso
specifico non si inneschino, a prescindere, inutili e dannose campagne
politiche.
( da "Corriere della
Sera" del
13-11-2008)
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Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-13 num: - pag:
6 categoria: REDAZIONALE Protesta Domani il corteo anti-Gelmini. Oggi presidio in Prefettura Gli
studenti: assedieremo la Centrale se non ribassano i biglietti per Roma
«Vogliamo solo andare a Roma ». Gli universitari di Milano e la manifestazione
di domani, nella capitale. «Da raggiungere in treno, possibilmente a 15 euro ».
Lo hanno ribadito anche ieri, quando in cinquanta, poco dopo le 17.30, sono
entrati nella biglietteria della stazione Centrale. E oggi si replica. Con un
presidio in Prefettura, l'«assedio » in stazione dalle 15 e una certezza:
«Arriveremo a Roma in qualunque modo». Mobilitazione in mezzo ai passeggeri.
Ieri pomeriggio, con i megafoni per spiegare che se oggi «ci saranno disagi per
i viaggiatori, frutto di possibili blocchi, saranno esclusiva responsabilità di
Trenitalia ». Qualche momento di subbuglio fino all'arrivo di un responsabile
di Fs, cui i manifestanti hanno letto le loro richieste: biglietto a 15 euro o,
in caso contrario, una «controproposta ragionevole» e la possibilità di
raggiungere Roma «dignitosamente ». La trattativa per lo sconto sul biglietto
«resterà aperta fino all'ultimo» assicurano i ragazzi, che (a fronte di una
controproposta di 57 euro da parte di Trenitalia) non escludono l'eventualità
di «bloccare» oggi la stazione Centrale. Commento del vicesindaco, Riccardo De
Corato: «Ci auguriamo di non dover assistere a occupazioni di treni e binari.
Siamo sicuri che il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, avrà già dato
precise disposizioni a prefetto e questore su come fronteggiare la situazione
ed evitare caos e disagi per cittadini e viaggiatori, costretti da un mese a un
vero calvario». Sarà una giornata di tensione. E di mobilitazioni, di nuove
iniziative di piazza. Si parte alle 10.30 con un presidio davanti alla
Prefettura. «Vogliamo spiegare — dicono i manifestanti — che la proposta di
Trenitalia presentata a noi non è di 20 euro, come alcune voci continuano a
ripetere». Anche i ricercatori (ieri in piazza Insubria, per tre incontri da
«offrire alla cittadinanza») preparano nuove forme di protesta. Con lezioni «in
pillole» sui treni della metropolitana: ogni due fermate si terranno micro-
corsi di lettere, filosofia, psicologia con tanto di attestato di frequenza.
«Libera università », il movimento non si ferma. Anche ieri a Scienze Politiche
dalle 17 alle 24 sono proseguite lezioni aperte, mostre, musica e spettacoli
teatrali. Alla Bicocca, dopo i corsi in stazione Garibaldi, «notte bianca»
contro la legge 133. Poi c'è l'appuntamento di oggi in stazione Centrale e la
lezione, alle 16 in piazza Duca d'Aosta, di Moni Ovadia. E ancora, per chi
resta domani a Milano, i presidi davanti a tutte le università milanesi,
l'appuntamento alle 10.30 in piazza Duomo. Studenti in rivolta contro i tagli
(il fascicolo relativo ai disordini delle ultime manifestazioni è stato
affidato al pm Luigi Orsi). Ma anche le mamme. Questa mattina protesta delle
mamme di via Bezzecca: «Alla materna è stata chiusa una classe senza
preavviso». Oggi pomeriggio, invece, riunione al Bertarelli di insegnanti e
tecnici «contro i licenziamenti previsti nella scuola pubblica ». Annachiara
Sacchi
( da "Giornale di
Brescia"
del 13-11-2008)
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Edizione:
13/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Legge 133/2008
assemblea aperta a Medicina Il comitato «Universitaglia: 133 passi indietro
nessuno avanti» ha organizzato per oggi pomeriggio alle 17.30 un'assemblea
aperta a docenti, ricercatori, personale e studenti. Tema dell'incontro sarà la
Legge 133/2008. All'appuntamento, che si terrà nell'aula A
della facoltà di Medicina dell'Università degli Studi, parteciperà anche il
preside di facoltà, il professor Alessio. L'obiettivo è quello di continuare
nell'attività di informazione e confronto sulla legge di riforma universitaria
del ministro Gelmini.
( da "Corriere della
Sera" del
13-11-2008)
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Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-13 num: - pag:
9 categoria: BREVI «TEMPO PIENO, OCCASIONE DI CRESCITA» AUMENTANO
GLI APPELLI ALLA GELMINI non sono utilizzate per giocare o per fare i compiti. Temo
che con la riforma proposta dal governo si ritornerà al «parcheggio». Per
questo condivido l'appello lanciato da questa rubrica. Stefano Giulini Agosteo
Grazie dell'opportunità offerta a noi mamme lavoratrici di dare voce alla
protesta. Sottoscrivo l'appello al ministro Gelmini
per salvare il tempo pieno, non per le mie figlie che fortunatamente ne hanno
beneficiato, ma per tutti i bambini. Anna Lorenzetti Vorrei aderire all'appello
«salviamo il tempo pieno» perché i bambini sono il futuro della società.
Ridisegnare la scuola primaria per motivi esclusivamente economici è offensivo
per educatori, genitori e bambini ma soprattutto togliere risorse nella
formazione dei giovani non è e non può essere un processo «di sviluppo». Viene
da chiedersi: ignoranza o dolo? Licia Casaretto Salviamo il tempo pieno. Mi
unisco all'appello. Marina Verbeni Il tempo pieno non è un privilegio dei
genitori, ma un diritto dei nostri bambini. Salviamolo. Daniela Rezza Aderisco
con convinzione all'appello per la difesa del tempo pieno. Stefano Simonetta
Sottoscrivo l'appello per il tempo pieno. Cristina Del Curto Ho letto la bella
lettera della signora Cinzia Micoli e, in quanto nonna di Leonardo e Margherita
che frequentano il tempo pieno, desidero sottoscrivere interamente l'appello.
Renata Milano Grazie dell'appello per salvare l'attuale offerta formativa della
scuola primaria sia nella sua forma del tempo pieno sia in quella del modulo di
30 ore. Alessandra Luksch I bambini sono il futuro. Difendiamo il tempo pieno
Maria Cristina Cavecchi Desidero unirmi all'appello della signora Miccoli.
Cristiana Zuanazzi I bambini sono il futuro: chiedo al ministro Gelmini che protegga il tempo pieno, un'offerta di altissima
qualità. I tagli delle spese inutili vanno fatti dove servono, non a tappeto e
tanto meno sulla scuola pubblica. Sottoscrivo l'appello. Stefano Clerici Ci
siamo riconosciuti in tanti nella lettera di Cinzia Micoli che riassume il
pensiero di tante mamme milanesi: anche noi crediamo nella necessità di un
investimento sul futuro dei bambini e mettere in crisi il tempo pieno ci sembra
un grosso errore. Se qualcosa si può ancora fare oggi dipende dai genitori,
dalla passione e dalla sensibilità di chi crede in un modello educativo che
funziona e va difeso. Noi continueremo a raccogliere le mail, sul Corriere e
nel forum di Vivimilano online (www.corriere.it/milano). gschiavi@rcs.it
( da "Messaggero, Il
(Abruzzo)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi di ANGELA MALANDRA Si è conclusa ieri la prima fase
delle lotte degli studenti contro la Gelmini. Un fronte compatto mai visto
prima e che ha visto in campo tutti gli istituti superiori. A cominciare dal
Masci che ieri ha interrotto l'occupazione. «Al di là di ciò che riusciremo ad
ottenere con la protesta ha detto Marta Giuliani, docente di italiano e latino
- l'occupazione è stata un'esperienza positiva sia dal punto di vista
organizzativo, sia per le numerose attività svolte». I ragazzi dello
scientifico, infatti, hanno organizzato corsi di teatro, fumetto, educazione
sessuale, educazione alimentare, disegno, ricamo e creatività. Molto apprezzati
i "giochi psicologici". Luca D'Alessandro, rappresentante d'istituto:
«E' andato tutto bene. Dopo quest'esperienza pubblicheremo un giornalino su ciò
che è avvenuto, pubblicazione che sarà in parte finanziata da noi e in parte
dalla scuola stessa». Andrea, studente del primo anno commenta: «C'è chi pensa
che occupare una scuola sia solo un pretesto per non studiare, invece nel
nostro caso tutto è stato ben pianificato ed abbiamo avuto la possibilità
concreta di scegliere tra più di venti attività». Anche al liceo classico la
protesta ha dato i suoi frutti: entro un mese sarà diffuso un giornalino, il
"G.B.Voice", con articoli e commenti sulla legge Gelmini.
Il collettivo studentesco del Vico, durante l'occupazione, ha attivato un sito
internet, continuamente visitato da studenti e professori. Francesco Di Prinzio
e Serena Stoico, rappresentanti degli studenti del classico, hanno
sottolineato: «Nella nostra protesta non siamo stati soli, ma si è creato uno
splendido rapporto di collaborazione con i professori». Gianni Scarsi,
professore di filosofia, ha dichiarato: «In questa scuola c'è stato un
movimento studentesco esemplare, ricco di contenuti emotivazioni». Ma non tutti
gli istituti sono stati occupati. Andrea Sansonetti del Galiani ricorda le due
ore di occupazione naufragate per l'intervento della digos. Anche alle
industriali i ragazzi sono stati "ostacolati" dalla digos che ha
preso i nomi e i numeri dei cellulari dei rappresentanti. Assemblea e alcune
ore di autogestione, invece, all'istituto magistrale pedagogico: «E' una scuola
abbastanza passiva - dice un ragazzo - la nostra protesta ha avuto un tono
minore». Al linguistico, dopo quattro giorni di autogestione, gli studenti
hanno ripreso a seguire regolarmente le lezioni. Per tutti. ora, l'appuntamento
è il 17 novembre, giornata mondiale del diritto allo studio, in cui fuori dei
vari istituti appariranno striscioni con la scritta"Scuola
pre-okkupata" e si darà vita ad una sorta di occupazione simbolica sincronizzata
dalle 17 alle 19.
( da "Eco di Bergamo,
L'" del
13-11-2008)
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Scuola
Formazione,
la Marcegaglia premia la Lovato Electric di Gorle È stato assegnato alla Lovato
Electric di Gorle il premio nazionale «Orientagiovani 2008» che la
Confindustria attribuisce alle imprese che hanno investito maggiormente nel
formare i giovani e i propri dipendenti. Alla Lovato la Confindustria ha
riconosciuto l'importante investimento rivolto a progetti finalizzati alla
crescita formativa, culturale e tecnica di studenti e giovani. In effetti, la
Lovato Electric - azienda elettromeccanica con 260 dipendenti guidata dal
presidente Pietro Cacciavillani - ha intrapreso nel 2008 diverse iniziative a
favore di studenti: ha ospitato ragazzi per periodi di stage, ha realizzato
progetti di alternanza scuola-lavoro e ha collaborato attivamente con
l'Istituto «C. Pesenti» di Bergamo nel progetto «Impresa in Azione». La
premiazione si terrà a conclusione del convegno «Il vento della scienza:
giovani, scienza e tecnologia» che si terrà a Genova domani. Il riconoscimento,
rappresentato da una targa, verrà consegnato dalla presidente di Confindustria
Emma Marcegaglia, alla presenza del ministro per l'Istruzione, Ricerca e Università Mariastella Gelmini. La Lovato a inizio 2008 ha deciso di accettare l'invito di
Junior Achievement Italia a supportare l'Istituto Pesenti di Bergamo nel
progetto «Impresa in Azione», che ha visto anche il contributo dei Maestri del
lavoro di Bergamo. Lovato Electric ha di fatto contribuito allo sviluppo
dell'iniziativa di integrazione «Impresa-Scuola», già molto diffusa nel
Nord Europa (60% di scuole coinvolte) ma ancora poco presente in Italia. Gli
studenti sviluppano un'idea imprenditoriale e creano una vera e propria
impresa, realizzano e vendono un prodotto o servizio, approfondiscono e
sperimentano in prima persona i contenuti di alcuni profili manageriali
presenti nelle imprese moderne. È proprio in questo contesto che Lovato
Electric riconoscendo i valori formativi di «Impresa in Azione», ha collaborato
con i ragazzi dell'Istituto «C. Pesenti» mettendo a disposizione competenze e
risorse.
( da "Corriere del
Mezzogiorno"
del 13-11-2008)
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Scuola
Corriere
del Mezzogiorno - LECCE - sezione: BRINDISI - data: 2008-11-13 num: - pag: 14
categoria: REDAZIONALE Villa Castelli Genitori in piazza contro la preside
Riprenderà da oggi la protesta dei genitori della scuola primaria «Don Milani»
di Villa Castelli, in lotta contro la dirigente scolastica Maria Conserva. Le famiglie
della maggioranza degli alunni ritengono che i propri figli siano danneggiati
dalla conflittualità esistente tra la responsabile del circolo didattico e il
corpo docenti, avviata nel settembre del 2007 con la mancata corresponsione di
riconoscimenti economici legati alle attività integrative svolte. Una
situazione poi sfociata anche in esposti ai carabinieri ed alla sospensione
della dirigente da parte dell'Ufficio scolastico regionale, provvedimento non confermato dalla ministra Mariastella Gelmini, malgrado l'esito di una
ispezione a carico della stessa Conserva. Il 3 novembre i genitori non hanno
inviato i bambini a scuola per protesta, azione poi rientrata il giorno
successivo dopo un incontro con il provveditore Giovanni Capobianco, che aveva
invitato tutti ad attendere nuove determinazioni ministeriali. Che non
sono però ancora arrivate. Intanto, l'assessore comunale (all'Ambiente) Nino
Giovane afferma di non avere nulla a che fare con la vicenda e con eventuali
retroscena politici della stessa. (m.o.)
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Pagina
5 - Montecatini Il Comune non paga le bollette e Acque Spa interrompe le
forniture Dopo il braccio di ferro sui consumi effettivi è ripresa l'erogazione
PESCIA. Bollette non pagate e rubinetti chiusi. è successo martedì pomeriggio a
Pescia, e protagonista della vicenda non è stato un cittadino moroso alle prese
con il caro vita, ma lo stesso Comune. All'origine dell'interruzione (che
avrebbe interessato tutti o gran parte degli edifici comunali, dalle scuole al
municipio, dal cimitero agli impianti sportivi) un braccio di ferro sulla
lettura dei contatori tra la stessa amministrazione comunale e la società Acque
Spa (che gestisce il servizio idrico a Pescia) con il Comune che si è rifiutato
di pagare le bollette. A segnalare la chiusura dei rifornimenti il capogruppo
di Forza Italia Oliviero Franceschi: «Cosa pensate che succeda in una famiglia
se, per anni, le bollette dell'acqua vengono messe in un angolo senza essere
pagate? Viene un incaricato che sigilla il contatore. Questo è quello che è
successo in alcuni uffici del nostro Comune che, ormai moroso da anni, si è
visto sigillare i contatori di alcune utenze. Poco male se in alcuni uffici
comunali non è possibile lavarsi le mani, o che nei cimiteri o negli stadi
manchi l'acqua potabile. Sarebbe gravissimo se questo fosse successo anche
nelle scuole e negli asili. Non sono perfettamente a conoscenza del fatto se
anche a questi edifici è toccata la stessa sorte del municipio, ma nel lungo
elenco dei contatori morosi vi potrebbero essere anche i plessi scolastici.
Quando io o i miei colleghi tentiamo di denunciare le poche gravi mancanze di
cui riusciamo a venire a conoscenza i nostri solerti amministratori ci tacciano
di disfattismo. E no cari miei, disfattisti sono coloro che devono garantire
una macchina comunale efficiente ed economica, e che hanno promesso questo ai
cittadini di Pescia che li hanno votati. E qui, caro sindaco, hai
"toppato". La cosa finirà sicuramente in burletta e la colpa morirà
fanciulla, le bollette verranno pagate e tutto continuerà ad andare come
sempre, cioè male». Fin qui la denuncia dell'opposizione, che trova un
riscontro nella realtà: effettivamente Acque Spa avrebbe interrotto il
servizio. Lo conferma anche il sindaco, che spiega però come il problema si sia
risolto in brevissimo tempo. L'interruzione del servizio, sostiene
l'amministrazione, si sarebbe verificata martedì pomeriggio e non ieri mattina,
come denunciato dall'opposizione (ma questo poco cambia). La causa sarebbero
state, in effetti, delle bollette non pagate ma, aggiunge il primo cittadino,
non si sarebbe trattato di una dimenticanza, bensì di una precisa scelta
dell'amministrazione. All'origine una querelle che va avanti da anni, e che è
arrivata (martedì o ieri mattina) al punto di rottura: «Da tempo - sostiene il sindaco
Antonio Abenante - chiediamo ad Acque Spa di fare la lettura dei contatori, in
modo da conteggiare e far pagare al Comune i consumi reali, e non quelli
presunti. Invece le fatture sono continuate ad arrivare con calcoli fatti sulla
base dei consumi presunti (che erano maggiori di quelli effettivi). Le nostre
richieste di una lettura dei contatori sono rimaste sempre inevase, ma non c'è
stato niente da fare, ci veniva risposto che non c'era personale a
sufficienza». Così, dal Comune, è scattato l'aut aut: «Abbiamo avvertito Acque
Spa - prosegue Abenante - che se non ci veniva fatta la fattura con i consumi
reali noi non avremmo pagato. La differenza non era grande, ma abbiamo deciso
di applicare il principio del "buon padre di famiglia", e ci siamo rifiutati
di pagare». Così, come avviene effettivamente nelle famiglie che non pagano, la
fornitura idrica è stata interrotta: «Ma è durato tutto pochissimi momenti,
adesso è tutto riaperto - sostiene il sindaco Abenante - quando c'è stata
l'interruzione ho subito chiamato la società, minacciando una denuncia per
interruzione di pubblico servizio. Alla fine tutto è stato risolto, e anche la
nostra richiesta (quella della lettura dei consumi reali ndr) è stata
soddisfatta». Luigi Spinosi MINORE ARRESTATO Tenta furto in auto BUGGIANO. Un
albanese di 16 anni, E.F., è stato arrestato dai carabinieri dopo aver rotto il
vetro del finestrino di un'auto tentando di asportare alcuni oggetti contenuti
all'interno dell'abitacolo. L'arrestato è stato poi affidato ai genitori con
l'obbligo di rimanere in casa. RIFORMA GELMINI Incontro a
Uzzano PESCIA. Dibattito sulla riforma Gelmini e sugli effetti che la legge sarebbe destinata ad avere sulle
scuole. è quello organizzato per questo pomeriggio dall'unione comunale del Pd
di Uzzano. Alle 18, in sala consiliare a Santa Lucia, ci sarà l'incontro aperto
a tutti gli interessati (studenti, insegnanti, genitori) al quale
prenderanno parte Giorgio Ercolini, nella doppia veste di insegnante e di
vicesindaco di Uzzano, e il senatore Andrea Marcucci. ALL'AGRARIO Funghi in
mostra PESCIA. Si inaugurerà sabato alle 16,30, all'istituto agrario Anzilotti,
la decima mostra dei funghi. La mostra resterà aperta anche domenica 16, dalle
9 alle 19,30, e - su prenotazione - anche lunedì 17 per le visite delle altre
scuole del territorio. IN PIAZZA DEL GRANO Festa delle castagne PESCIA.
Appuntamento con i sapori dell'autunno in piazza del Grano. Domenica 16
novembre, infatti, ritorna la rassegna organizzata dal Rione San Michele: dalle
15,30 alle 19,30 sarà possibile gustare le gustose frugiate e anche i necci.
Buon appetito. CONFCOMMERCIO Al via un corso PESCIA. La Confcommercio di Pescia
organizza per il mese di novembre il corso di prima formazione obbligatoria per
addetto ad attività alimentari complesse, che si svolgerà nei giorni 24, 26 e
27 novembre. Il corso si svolgerà negli uffici di Confcommercio, in piazza
Gramsci. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a Sonia Santini (0572 478594,
pescia@confcommercio.pistoia.it).
( da "Corriere della
Sera" del
13-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-13 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Sindacati, il giorno della rottura Epifani accusa gli
altri due leader «Vertice con il premier e Confindustria? Grave. Sciopero
generale il 12 dicembre» Università, la Cisl revoca la mobilitazione. Ministeriali,
firmato accordo separato La Cgil: il governo vuole dividerci. Il ministro
Sacconi: gli incontri non collegiali ci sono sempre stati ROMA — Guglielmo
Epifani è andato su tutte le furie. A indispettire il segretario generale della
Cgil non è stata tanto la notizia del vertice riservato, martedì sera, tra il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, un po' di ministri, il presidente
della Confindustria, Emma Marcegaglia, e i leader di Cisl e Uil, Raffaele
Bonanni e Luigi Angeletti. Ma ancora di più i tentativi degli stessi Bonanni e
Angeletti di smentire l'incontro e il silenzio di Marcegaglia. Dopo averne
parlato in direttivo, il parlamentino della Cgil riunito ieri per proclamare lo
sciopero generale, Epifani ha quindi annunciato che manderà una lettera a Cisl,
Uil e Confindustria, per chiedere loro se il vertice c'è stato. «Se confermato
— conclude il leader della Cgil — si aprirebbe un problema formale nei rapporti
con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria». Ma, formalità a
parte, il problema c'è già ed è grosso. La prima conferma è arrivata ieri sera
con il primo contratto del pubblico impiego rinnovato, senza la firma della
Cgil. Si tratta dell'accordo per i circa 190 mila dipendenti dei ministeri, che
arriva in seguito all'intesa quadro raggiunta di recente tra il governo e i
principali sindacati, tranne la Cgil. I lavoratori riceveranno un aumento medio
di 70 euro lordi per il biennio 2008-2009. Il ministro della Pubblica
ammini-strazione, Renato Brunetta, parla di «evento importante». Il segretario
nazionale della Funzione pubblica-Cgil, Alfredo Garzi, replica: «Poco più di 40
euro netti non garantiranno il potere d'acquisto delle retribuzioni ». E il
leader Carlo Podda aggiunge: «è la prima volta che non c'è niente per la
produttività, ma va tutto sui minimi. E meno male che il governo non voleva
dare soldi a pioggia!». Sempre ieri è caduto un altro fronte dell'unità
sindacale che sembrava destinato a resistere. La Cisl e l'Ugl, dopo l'incontro con il ministro del-l'Istruzione, Mariastella Gelmini, hanno revocato lo sciopero e la
manifestazione nazionale di domani del personale dell'Università e della
ricerca, perché il governo si sarebbe impegnato a reperire nuove risorse per i
contratti. La Cgil e la Uil hanno invece confermato la protesta. Il
direttivo della Cgil ha intanto approvato ieri all'unanimità la proclamazione
dello sciopero generale per venerdì 12 dicembre. Lunedì la segreteria stabilirà
le modalità. Le principali categorie, metalmeccanici e pubblico impiego, dovrebbero
astenersi dal lavoro per 8 ore. Si svolgeranno manifestazioni territoriali.
Sabato intanto si svolgerà lo sciopero generale del commercio, proclamato anche
qui dalla sola Cgil, che non ha firmato il rinnovo del contratto. Il tono della
polemica sale. Epifani dice che quello che è accaduto con il vertice segreto di
Palazzo Grazioli, martedì sera, «è un fatto gravissimo, senza precedenti:
Berlusconi dimostra di non avere alcun rispetto nei confronti dei suoi
interlocutori quando esprimono opinioni diverse dalla sue». La Cgil, aggiunge
il segretario generale, «chiede dunque un immediato incontro con il governo».
Irritata anche Renata Polverini, leader dell'Ugl, anche lei esclusa dal vertice
nel quale il premier e i ministri economici hanno discusso degli interventi in
cantiere a sostegno di imprese e famiglie: «Pensavo che la stagione degli
incontri riservati fosse terminata ». Polverini, che però ha avuto almeno un
colloquio telefonico con Berlusconi, critica il governo perché «fino a ora non
ha aperto un confronto trasparente con le parti sociali». Il ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi, replica che «incontri informali ci sono e ci saranno
sempre, quel che contano sono i dati politici». E secondo Sacconi la Cgil,
decidendo lo sciopero generale da sola, è mossa appunto da motivazioni più
politiche che sindacali». Sulla stessa linea Angeletti: «Dentro la Cgil è
prevalsa la linea antagonista». Sembra ormai rassegnato allo scontro anche
Bonanni: «Oramai sono tre mesi che siamo in questa situazione. Epifani,
comunque vada, si arrabbia sempre». Ma da ieri il fatto nuovo è lo stato di
forte tensione tra il leader della Cgil e il presidente della Confindustria.
Epifani ha interpretato il coinvolgimento di Emma Marcegaglia nel vertice di
Palazzo Grazioli con Bonanni e Angeletti come il chiaro segnale della «volontà
del governo di dividere le organizzazioni sindacali e di premere in direzione
di un accordo separato » sulla riforma del modello contrattuale. Un passo che
Epifani ha sempre sperato la Confindustria non compia. Enrico Marro
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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IV - Genova L´iniziativa E i ragazzi di Balbi fanno lezioni ai bambini «Da fine
mese, le attività alle elementari le faremo noi»: gli universitari dell´Onda
diventeranno protagonisti nelle scuole primarie della città, «per garantire
quelle opportunità che i bimbi hanno già perso, perché le insegnanti non
vengono pagate», spiegano i ragazzi. Quelli di Lettere schierano gli storici
dell´arte. «Accompagneremo i bimbi in visite guidate in via Garibaldi, ad
esempio, e nei suoi musei - spiegano - oppure nelle chiese più belle della
città. Non costerà nulla e i piccoli non saranno privati delle opportunità di
cui hanno bisogno». Così gli studenti di Medicina, che hanno già organizzato le
loro lezioni. «Andremo nelle scuole, nelle classi, oppure faremo lezioni in piazza:
ci occuperemo di una serie di favole che insegnino la corretta alimentazione».
Anche Scienze politiche sta lavorando al proprio progetto nelle scuole.
Ovviamente tutte le iniziative sono concordate e discusse, prima, con gli
insegnanti. E´ da un mese che Onda e i comitati anti-Gelmini di "Sos scuola"
lavorano insieme, condividono le manifestazioni, sabato scorso a Balbiquattro
occupata hanno organizzato anche una "merenda" per i piccoli, con
genitori e docenti della scuola primaria. (m. b.)
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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V - Genova Nuovo corteo in occasione dell´inaugurazione di Abcd. Con pentole,
coperchi e mestoli L´Onda all´assalto della Fiera ma la Gelmini non si fa vedere L´Onda in
corteo improvvisato, ieri mattina, per le principali vie del centro di Genova,
che, complice la pioggia, è stata strozzata dal traffico. Sono partiti in oltre
duemila, dalla Fiera di Genova, dove si è aperto ieri "Abcd, il salone
italiano della Formazione": dalle 10.30 e per un´ora hanno invaso
viale Brigate Partigiane, piazza Verdi, via Venti Settembre, piazza De Ferrari,
via XXV aprile, via Garibaldi, fino alla Facoltà di Lettere, occupata, in via
Balbi. Temevano un blitz dell´ultimo minuto di Mariastella Gelmini,
gli universitari e gli studenti medi, e così, nonostante le notizie ufficiali
dell´assenza del ministro, si sono presentati alle nove davanti al padiglione B
della Fiera, all´inaugurazione di "Abcd, il salone italiano della
Formazione". Con pentole, coperchi, schiumarole, mestoli e cucchiai.
"Mariastella dove sei?" hanno scandito in un centinaio tra gli stand
della manifestazione. L´Onda ha occupato lo spazio del ministero della Pubblica
istruzione, qualcuno ha scritto "no 133" con lo spray sul fondale -
ovviamente, azzurro - del padiglione. Sono comparse due pecore di peluche: «Non
vogliamo diventare come loro», sulle spalle di due studenti. E gli universitari
hanno letto il loro volantino, al megafono: «Attenti. Chi orienta, devia:
venite al salone per scegliere il vostro percorso formativo e invece state
comprando un biglietto di sola andata per la precarietà. Questo è il salone dell´ipocrisia,
la vera informazione è la nostra: i tagli e la legge 133», invocando
l´"autoriforma" che tutta l´Onda, a livello nazionale, sta
preparando. Ricomincia il carosello tra gli stand, il clangore di coperchi
sfila sotto il naso di Massimiliano Costa, vicepresidente della Regione («La
libertà di dimostrare non deve soverchiare quella altrui di lavorare») e il
presidente della Provincia, Alessandro Repetto. Poi, universitari e studenti
medi si sono riversati in piazzale Kennedy: un fiume, ancora una volta, di
duemila anime. Apre il corteo lo striscione "Mariastella, dove sei?",
con gli universitari e i ragazzi di Fermi, Pertini, Giorgi, Barabino, Klee,
Firpo, Buonarroti, Cassini, Vittorio Emanuele, Leonardo da Vinci, Majorana.
Alle 11 e 40 imboccano via Venti, bloccando la carreggiata in salita. E questa
sera, l´Onda partirà a mezzanotte, con quattro pullman, per la manifestazione
nazionale di domani, a Roma. Oltre duecento ragazzi. Una parte di essi si
fermerà tre giorni, per partecipare agli stati generali del movimento, alla
Sapienza, sabato e domenica. Due pullman invece hanno organizzato Cgil e Uil,
per partecipare all´appuntamento, con ricercatori e precari. Mentre la Cisl è
uscita dalla mobilitazione. Domani, invece l´Unione degli studenti medi ha
annunciato un corteo che partirà da Caricamento alle 9. (m. b.)
( da "Corriere del
Veneto"
del 13-11-2008)
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Scuola
Corriere
del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-11-13 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Gli studenti padovani Sciopero dello
spritz anti-Gelmini PADOVA
— Sessantamila studenti chiudono i rubinetti dello spritz. La movida
universitaria ha disertato tutte le piazze della città del Santo nella giornata
clou dell'aperitivo serale. Il mercoledì universitario ieri è rimasto a secco
di clienti. Tutti i bar hanno incassato solo pochi spiccioli per la
decisione dell'onda studentesca di astenersi dai consumi per 24ore come
contromossa ai tagli della Gelmini. A PAGINA 2
Galliolo
( da "Corriere delle
Alpi" del
13-11-2008)
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Scuola
di
Alessia Forzin Catullo, autogestione per 600 studenti Domani tocca al Galilei,
la prossima settimana al Tiziano e al Calvi Laboratori di musica giocoleria,
informatica e dibattito sulla riforma BELLUNO. Autogestione secondo round. E' stato
l'istituto professionale Catullo a raccogliere il testimone lasciato dagli
studenti del Renier, e proseguire l'autogestione a
rotazione organizzata per protestare contro la riforma Gelmini. Formula, quella della
rotazione, che consente di «mantenere sempre alta l'attenzione su un tema
attuale e scottante», come confermano gli organizzatori. Da ieri dunque niente
lezioni per i ragazzi del Catullo, che hanno partecipato in massa
all'iniziativa. Uno degli organizzatori, Patrick Bravo, stima che
«almeno 600 persone, su un totale di 750 alunni, abbia aderito alla protesta».
Nel corso della giornata i ragazzi hanno frequentato laboratori di giocoleria,
musica, dove hanno imparato a suonare i bonghi, arte, lettura, psicologia,
informatica e teatro, e hanno potuto partecipare a un dibattito sulla riforma
con l'ex maestro di scuola elementare Dall'Agnol. Nel frattempo in palestra si
svolgevano i tornei di pallavolo e calcetto, oltre ad alcune lezioni di ballo.
Immancabile anche il cineforum. Bravo sottolinea che «è stato garantito a tutti
quelli che non volevano aderire all'autogestione il diritto a frequentare il
normale corso delle lezioni», e che sono state organizzate anche due squadre di
studenti per mantenere l'ordine e la pulizia nei locali della scuola. L'autogestione
terminerà oggi, ma la protesta non ha nessuna intenzione di fermarsi e passerà
al liceo scientifico Galilei e, la prossima settimana, al Tiziano e al Calvi.
Domani tocca al Galilei. L'autogestione proseguirà toccando le aule e i
corridoi del liceo scientifico, dove i ragazzi hanno organizzato cineforum, un
laboratorio di giornalismo e molti incontri con apporti di personale esterno al
mondo della scuola. I dibattiti saranno di due tipi: alcuni vedranno
protagonisti solo i ragazzi, impegnati a discutere sull'importanza del
volontariato, il mondo della fotografia, sulla partecipazione dei cittadini ai
processi decisionali (laboratorio "Cittadinanza attiva") e sulla
riforma della scuola. Altri saranno invece tenuti da esterni: sono previsti
interventi dei rappresentanti di Samarcanda, per parlare di commercio equo e
solidale, di alcuni esponenti dei gruppi "Insieme si può", per
affrontare un discorso sul volontariato, e di uno studente universitario della
facoltà di economia, che analizzerà criticamente la difficile situazione
mondiale dopo i recenti fatti di attualità. Ci saranno inoltre delle lezioni di
approfondimento di storia e arte contemporanea, e lezioni alternative (sulla
musica russa e la cosmologia ad esempio) tenute dagli stessi insegnanti
dell'istituto. Anche qui la partecipazione sarà buona, ma Lucio Santin,
responsabile organizzativo, confessa che «molti non parteciperanno perché hanno
paura che gli venga abbassato il voto in condotta. Cosa che non accadrà». I
ragazzi comunque garantiranno a quanti lo desiderano di frequentare il normale
corso delle lezioni. La prossima settimana si continua al Tiziano e al Calvi.
Il liceo classico inizierà l'autogestione lunedì, la ragioneria mercoledì o
giovedì, «a seconda del giorno libero degli insegnanti», spiega lo studente
Luca Trivellato. «Vogliamo coinvolgere anche loro nei dibattiti sui temi di
attualità, come la guerra, la mafia e la crisi economica. La nostra
autogestione vedrà molti incontri su tematiche importanti, e a parlare della
riforma Gelmini verrà un ex sindacalista e ora
professore, per dimostrare come la protesta sia assolutamente apolitica». Anche
al Calvi ci sarà spazio per il cineforum e il laboratorio di musica, e
Trivellato stima una partecipazione sul 70% del numero complessivo degli
studenti.
( da "Corriere delle
Alpi" del
13-11-2008)
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Scuola
Un bavaglio
antiprotesta a prof e presidi Il divieto della dirigente dell'Ufficio
scolastico regionale Carmela Palumbo BELLUNO. Addio alle riunioni all'interno
delle singole scuole del Veneto, dove sia i docenti che i genitori possono
criticare liberamente i contenuti della Riforma Gelmini, già diventata legge. Niente più
striscioni davanti agli istituti della regione, dove docenti e non docenti
potevano scrivere anche «Gelmini Somara». Bavaglio anche ai presidi che sino a oggi hanno potuto
partecipare anche alle manifestazioni contro il ministro dell'Istruzione o
avevano la possibilità di rilasciare interviste ai mass media, spesso al
peperoncino, contro il ritorno alla «maestra unica». Su disposizione del
ministero di viale Trastevere, la circolare emanata, il 6 novembre, dalla
responsabile dell'Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo, ha cambiato le
carte in tavola perché ricorda ai presidi tutte le norme alle quali si devono
attenere i dirigenti in qualità di pubblici dipendenti. Non a caso la circolare,
scaricabile da Internet, s'intitola «Ruolo e competenze degli organi
collegiali. Utilizzo delle sedi delle istituzioni scolastiche». I passi più
significativi del documento, firmato dalla dottoressa Palumbo, sono quelli in
cui, in base all'articolo 98 della Costituzione, si dice «i pubblici impiegati
sono al servizio esclusivo della Nazione» oppure «i dipendenti devono
rispettare le prescrizioni di legge ai fini della cura dell'interesse pubblico
loro rimesso». E la circolare diventa ancora più esplicita nella seconda
pagina, nel momento in cui fa notare «il dipendente s'impegna ad evitare
situazioni e comportamenti che possano nuocere agli interessi o all'immagine
della pubblica amministrazione». E la botta finale della circolare è del tutto
lampante, quando si afferma «il dipendente tiene informato il dirigente
dell'ufficio dei propri rapporti con la stampa». Immediata la reazione sia dei
sindacati confederali che di quelli di base. «Sul piano formale la circolare
della Palumbo è ineccepibile», sottolinea il segretario regionale della
Cgil-scuola, Salvatore Totò Mazza. «Il messaggio politico, però, che invia al
mondo della scuola è ambiguo e criticabile sotto tutti i punti di vista. Come
mai, infatti, la circolare, imposta dal ministro, è stata emanata in queste
settimane, periodo in cui la protesta contro la Gelmini
ha raggiunto livelli molto popolari, coinvolgendo anche numerosi presidi?».
( da "Corriere delle
Alpi" del
13-11-2008)
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Scuola
SALCE Un incontro sulla riforma Gelmini
BELLUNO. Questa sera, alle 20,30, nella scuola materna di Salce, il Circolo di
Belluno-Mussoi del Partito Democratico propone un incontro su un tema molto
sentito, come quello della scuola e intitolato: "Scuola di ieri, scuola di
domani. Considerazioni sul decreto legge Gelmini".
Una serata di approfondimento per meglio capire i contenuti.
( da "Corriere delle
Alpi" del
13-11-2008)
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LONGARONE
Apre i battenti la fiera Orienta dedicata al futuro degli studenti LONGARONE.
Si apre oggi a Longarone Fiere la sesta edizione di Orient@, il Salone
dell'orientamento scolastico e professionale, che proseguirà sino a domenica
con orario d'apertura, ad ingresso libero, dalle 8.30 alle 13 e domenica dalle
10 alle 17.30. La manifestazione si rivolge sia ai ragazzi che terminano il
primo ciclo di istruzione secondaria, sia ai ragazzi che concludono il secondo
e si approcciano al mondo universitario o del lavoro. Quest'anno la
manifestazione sarà aperta anche la domenica, ampliando l'orario non solo al
pomeriggio, ma anche al mattino, in modo da permettere, soprattutto a genitori
e figli, di visitare insieme la fiera. Sarà dunque la giornata dedicata alle
famiglie, che potranno partecipare (alle 14.45), in particolare, all'incontro
sul tema: "Né sopra né sotto, ma accanto. Come stare vicini ai propri
figli nel momento della scelta dopo la terza media", al quale interverrà
Katia Provantini, psicologa esperta di orientamento e apprendimento dell'equipe
del professor Gustavo Pietropolli Charmet. Ma sono molti gli appuntamenti in
programma alla rassegna. Oggi, dalle 10, la sala A ospiterà l squadra di
soccorso alpino dei carabinieri e la sala B i sommozzatori della polizia di
Stato. Dopo la cerimonia inaugurale alle 11, la Provincia presenta il servizio
informativo e bibliotecario mobile «Vieni "a bordo" con noi». Domani
dalle 9.45, nell'ambito della 15ª giornata nazionale Orientagiovani, si terrà
l'incontro sul tema: "Giovani, scienza, tecnologia", promosso dai
giovani imprenditori di Assindustria, mentre sabato (alle
10) spazio alla tavola rotonda su: "Formazione, lavoro, università: come
fare una scelta? Rigidità dei sistemi attuali e prospettive future", alla
quale è stato invitato anche il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini. Tra gli altri appuntamenti,
domani alle 8.45 e alle 10.30 verrà proposto OrientaTeatro.
( da "Corriere del
Veneto"
del 13-11-2008)
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del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-13 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE A Padova piazza vuota Studenti, la strana protesta «Via
dai bar, spritz in aula» PADOVA — Sessantamila studenti chiudono i rubinetti
dello spritz. La movida universitaria ha disertato tutte le piazze della città
del Santo nella giornata clou dell'aperitivo serale. Il mercoledì universitario
ieri è rimasto a secco di clienti. Tutti i bar più in voga da piazza delle Erbe
a piazza dei Signori, hanno incassato solo pochi spiccioli per la decisione
dell'onda studentesca di astenersi dai consumi per 24ore come contromossa ai
tagli della manovra d'estate 133 Gelmini. «Se il Bo colerà a picco - spiegano gli studenti di Lettere il
commercio ci seguirà nel fondo». Un segnale lanciato dall'assemblea di facoltà
di Lettere e Filosofia per portare fuori dagli androni accademici la protesta e
contaminare con la mobilitazione anche gli affari degli esercenti padovani che
tra apertivi, tramezzini e brioche fanno quadrare non poco i bilanci a
fine mese. Ma non è finita qui. L'aperitivo diventa «Psyco-spritz». Un lounge
bar organizzato dagli studenti di Psicologia nell'atrio di facoltà ieri dalle
17, per dirottare gli irriducibili del campari-aperol e vino bianco verso
l'autofinanziamento del treno fino a Roma e per informarli sulle iniziative di
protesta. Un modo inedito per sottrarre clienti agli esercenti, far pesare
l'astensione e raccogliere i fondi per raggiungere la capitale. Stessa formula
per la notte bianca di ieri alla facoltà di Scienze politiche, la seconda del
Bo, per far clienti al bar di facoltà e rimpinzare le casse del movimento a
caccia di fondi per i ticket. Ma allo sciopero di ieri non erano invitati solo
gli studenti, ma pure tutto il personale universitario. Anche il papà
dell'algoritmo che fa funzionare Google Massimo Marchiori ha fatto lo sciopero
del panino per la ricerca, e oggi terrà una conferenza sulla storia di internet
proprio per la mobilitazione contro la 133. C'è da dire che chi era a pranzo
ieri dopo lezione non ha evitato lo spuntino ma alla sera le piazze erano
svuotate complici, oltre la pioggia, i due eventi di Psicologia e Scienze
politiche e la voglia di andare a Roma e lasciare a secco i commercianti.
Martino Galliolo Svuotata Piazza delle Erbe vuota ieri sera per l'astensione
dall'aperitivo, indetta dagli universitari
( da "Corriere del
Veneto"
del 13-11-2008)
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del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-13 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Scuola, pronto il piano accorpati 34 istituti La Regione
decide i «tagli»: salva la montagna e le città eccetto Mestre. I risparmi nei
plessi di provincia VENEZIA — Per ora sono 34 scuole: dovranno diventare 17. La
Regione ha presentato ieri un primo piano per accorpare istituti comprensivi e
scuole superiori sparsi per la regione per poter «tagliare » almeno un posto da
dirigente scolastico per istituto e un paio di rappresentanti del personale
tecnico- amministrativo. L'assessore Donazzan e la dirigente dell'ufficio
scolastico regionale, Carmela Palumbo, hanno illustrato i primi passi della
«razionalizzazione» agli assessori all'istruzione delle sette province, che ora
dovranno discuterli sul territorio. Ma i tempi sono stretti, perché entro il 31
dicembre la Giunta regionale dovrà approvare (e quindi licenziare) il piano
definitivo. Slitta invece al 2010 l'altra novità del
decreto Gelmini: la
chiusura dei plessi scolastici con meno di 50 alunni. Quelle di ieri sono
ipotesi di accorpamento (gli enti locali, ciascuno per la propria competenza,
avranno modo di apportare modifiche), ma le indicazioni non potranno essere
stravolte o disattese. Ciascuna provincia, quindi, dovrà fare i propri
conti e cominciare a lavorare al piano già dalla prossima settimana per poi
approvarlo in sede di Consiglio (l'Ente provinciale per quanto riguarda gli
istituti superiori, quello comunale per le scuole di primo e secondo grado).
«In Veneto le scuole sottodimensionate sono appena l'8% del totale — spiega
Elena Donazzan — ma questo non deve sottrarci al senso di responsabilità che ci
vede in prima linea e più virtuosi di altre regioni; ho già chiesto agli
assessori provinciali che si inizi subito a lavorare anche al piano che
riguarderà la chiusura dei plessi sotto i 50 alunni. Ho inoltre intenzione di
chiedere che tutti i tagli apportati vengano restituiti alle scuole sottoforma
di investimenti, perché è giusto che chi è stato virtuoso venga premiato». Il
piano, intanto, parte già con la prima deroga, quella cioè relativa alle aree
di montagna che per la loro particolare conformazione non verranno toccate
dalla nuova norma; nella deroga rientra quindi l'intera Provincia di Belluno e
alcune zone di qualche altra provincia, ma in misura minore. Cancellata la
sanzione del commissariamento degli enti locali che non riusciranno a
consegnare il piano entro i tempi stabiliti, c'è dunque un mese e mezzo di
tempo a disposizione di tutti per mettere mano alla novità: «Non era possibile
— spiega l'assessore all'Istruzione della Provincia di Venezia Andrea Ferrazzi
— che il governo costringesse Regioni, Province e Comuni a tagliare
indiscriminatamente i plessi passando sopra la testa delle comunità e mettendo
in estrema difficoltà le famiglie. Ora, nella logica della condivisione delle scelte
per il bene del nostro territorio è mia intenzione convocare presidi e sindaci
che saranno chiamati a decidere. Il piano di dimensionamento votato dalla
Conferenza dei sindaci è un piano che ha retto molto bene i cambiamenti degli
anni successivi. Alcune proposte di quelle di oggi sono dettate dal buonsenso e
le offriamo alla discussione dei sindaci e delle comunità locali». Fra le
province meno toccate dal provvedimento ministeriale c'è Verona (dove è
previsto l'accorpamento di due istituti comprensivi in area montana, con buone
possibilità di usufruire della deroga) che si dice infatti soddisfatta del
piano presentato ieri. «Abbiamo lavorato molto in questi anni — spiega
l'assessore provinciale all'Istruzione Maria Luisa Tezza — e oggi siamo una
delle situazioni più virtuose». Soddisfazione esprime anche l'assessore
all'Istruzione della Provincia di Treviso Carla Puppinato che giudica fattibile
il piano pur precisando però che «Belluno, che gode della deroga per la zone di
montagna, non è poi così diversa da Vittorio Veneto». Paola Vescovi
( da "Corriere del
Veneto"
del 13-11-2008)
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del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-13 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Lo sciopero A Roma con i soldi dei sindaci PADOVA –
Studenti a Roma. Grazie anche ai soldi del sindaco di Padova Flavio Zanonato e
di quello di Venezia Massimo Cacciari. Ieri mattina i due sindaci hanno
devoluto alcune centinaia di euro alla causa degli studenti che stanotte
partiranno per Roma per la grande manifestazione contro la riforma Gelmini-Tremonti. Quasi in mille, tra
studenti, professori e ricercatori, saliranno stanotte sul treno speciale in
partenza da Venezia. Ieri, grazie ad una colletta improvvisata (tra gli altri,
il deputato Alessandro Naccarato e il capogruppo del Pd in Regione Giovanni
Gallo), sono stati raccolti in favore dell'Onda quasi 3 mila euro per pagare ai
manifestanti una parte del biglietto del treno. Soldi anche dal
consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin, dal rettore di Ca' Foscari
Pier Francesco Ghetti, da molti docenti universitari e dalla Cgil del Veneto.
Davide D'Attino
( da "Nuova Sardegna,
La" del
13-11-2008)
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L'assessore
Pinna di Pozzomaggiore «Piano regionale per la scuola» POZZOMAGGIORE. Le contestazioni sollevate dai provvedimenti contenuti nel
decreto Gelmini, ora legge
133, riguardante la modifica e trasformazione dell'attuale assetto scolastico,
ha stimolato il giusto intervento, oltre che degli operatori, anche delle
amministrazioni comunali. Sul problema, nel consiglio comunale di lunedì,
l'assessore ai servizi sociali, pubblica istruzione e cultura, Giorgia
Pinna, ha presentato un documento. "La scuola, l'istruzione e la
formazione dei ragazzi sono sempre stati al centro dell'attenzione
dell'amministrazione, ha scritto l'assessore, ed i progetti realizzati sono
stati concordati con la scuola stessa, tenendo conto degli studenti e con
l'obiettivo di mantenere, stimolare e far nascere interventi volti a promuovere
il capitale intellettuale e, nel contempo, evitare l'abbandono e la dispersione
scolastica». Al fine di garantire momenti creativi e ricreativi per gli alunni,
oltre che per prevenire situazioni di emarginazione e solitudine, si è cercato
di rispondere ai loro bisogni con una serie d'interventi, come per esempio
l'attivazione del progetto del Servizio Civile a favore dei ragazzi in
difficoltà, la promozione di progetti di Educazione Ambientale come
"Adotta un albero", di progetti di assistenza educativa, etc. Tutto questo
perché, per l'amministrazione comunale - precisa l'assessore -, la scuola
rappresenta una primaria agenzia formativa e culturale. "Una comunità
senza scuola è, infatti, un'entità astratta, poiché non risponde alla richiesta
sociale di creare nuovi cittadini, e poco vitale, perché destinata a spegnersi
con il conseguente spopolamento". La legge 133/2008 contiene una serie di
provvedimenti che intendono modificare l'attuale assetto scolastico e, nel caso
specifico della Sardegna, "lo stesso sarebbe indebolito notevolmente,
poiché non si tiene conto della realtà particolare dei nostri piccoli comuni,
difficilmente raggiungibili tra loro". In queste realtà la
razionalizzazione attraverso l'accorpamento d'intere classi e la riconversione
di edifici scolastici viene giustificata con il fenomeno della denatalità.
"Guardare al calo demografico senza interrogarsi sulle motivazioni
profonde che lo determinano, non solo significa assumerlo come processo
ineluttabile, ma usarlo come fattore emarginante per vaste aree territoriali.
E' necessario predisporre, con una legge regionale - si legge nel documento
dell'assessore -, un piano per l'intero sistema formativo dell'isola che tenga
conto dei nuovi processi in atto e di un diffuso ed effettivo diritto allo
studio, di un rapporto allievo-insegnante più efficace a livello
psico-pedagogico e più aderente alle specificità socio-ereditarie-ambientali
dei comuni sardi". L'istruzione è un bene di tutti, perciò è compito di
tutti, a partire dalle amministrazioni comunali, affrontarli con impegno, per
qualificarli ed investire di più. Emidio Muroni
( da "Corriere della
Sera" del
13-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-13 num: - pag: 17
categoria: REDAZIONALE Università e riforme I vertici degli atenei: passi
avanti, si segue lo spirito di Napolitano La Gelmini incontra i rettori «Ora il clima
è migliorato» Domani a Roma manifestazione nazionale di Cgil e studenti Il
ministero parla di un vertice «andato bene» La mediazione a tre fra il
ministro, Gianni Letta e Renato Brunetta ROMA — «Un buon clima, e anche a
rischio di apparire troppo ottimista, devo dire che da qualche settimana
la situazione è davvero migliorata, abbiamo fatto dei passi avanti, secondo lo
spirito che aveva indicato il presidente della Repubblica, Napolitano ». Questo
il commento del Rettore della Statale di Milano, Enrico Decleva, presidente
della Conferenza di tutti i rettori italiani delle Università statali e non
statali. Decleva è appena uscito da due ore di incontro con il ministro
Mariastella Gelmini, che ha illustrato all'intera giunta
della Crui il decreto legge sull'Università. Un provvedimento che permetterà
tra l'altro l'assunzione di quattromila ricercatori e che destina fondi pari a
500 milioni di euro agli atenei migliori nella didattica e virtuosi nei conti
(ieri si è dimesso il direttore ammini-strativo dell'Università più indebitata
d'Italia, quella di Siena). Presenti a viale Trastevere tra gli altri il
segretario della Crui Mancini (rettore dell'Università di Viterbo), i due
vicepresidenti Pasquino(Salerno) e Puglisi (Libera università comunicazione),
Pasquali (Pisa), Petrocelli (Bari) Stella (Pavia), Martineo (Verona) e, unica
donna, Stefania Giannini, rettore dell'Università per stranieri di Perugia. Di
un incontro «andato bene » parla anche il Ministero. Con i suoi collaboratori
la Gelmini non ha mancato di sottolineare che il
successo con i vertici delle Università è arrivato nel pomeriggio di una
giornata che ha visto decisamente assottigliarsi il fronte dello sciopero di
domani, dopo la defezione del potente sindacato Cisl-scuola (il cui segretario
generale Francesco Scrima all'inizio della protesta aveva usato delle parole
molto dure), dell'Ugl e dello Snals. La Gelmini,
insomma, ieri ha raccolto i frutti di una importante opera di mediazione,
giocata a tre punte, con il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, e con
il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, dopo settimane passate
sugli scudi. Tra «i quattro o cinque punti positivi» del decreto, Decleva
rimarca in particolare, «quanto previsto per il diritto allo studio e quanto
riguarda il blocco del turn-over» e la complessiva «coerenza di questo
passaggio» che dovrà trovare futuri interventi maggiormente sistematici
soprattutto in vista del fatidico appuntamento con il 2010 «che a nostro avviso
resta un problema ». Giovedì della settimana prossima quanto scaturito dal
confronto con la Gelmini sarà sottoposto alla
valutazione dell'assemblea di tutti i rettori. Nel frattempo però la Cgil e gli
studenti hanno confermato che saranno in piazza per la manifestazione nazionale
che si svolgerà domani nella Capitale. A Torino gli studenti hanno ottenuto da
Trenitalia un convoglio speciale di undici vagoni al «prezzo politico» di 45
euro andata e ritorno. Richiesta che è stata avanzata alle Ferrovie in altre città:
Milano, Palermo e Napoli. Oggi alle 15,30 gli studenti minacciano il blocco
della stazione Centrale del capoluogo lombardo. M. Antonietta Calabrò
( da "Adige, L'" del 13-11-2008)
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ROMA - La Gelmini
ha spuntato una lancia: quella della Cisl che, con Ugl e Snals, ha deciso di
revocare lo sciopero proclamato per domani ROMA - La Gelmini
ha spuntato una lancia: quella della Cisl che, con Ugl e Snals, ha deciso di
revocare lo sciopero proclamato per domani. Ma gli altri - Cgil,
Uil e, soprattutto, gli studenti - scenderanno in piazza per protestare contro
la legge 133 e anche perchè poco convinti delle novità introdotte con il
decreto legge «tecnico» varato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri e
pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale (quello su concorsi e alleggerimento
del blocco del turn over). Il ministro, che martedì aveva avuto una
riunione-fiume con i sindacati, ieri ha incontrato la Conferenza dei rettori la
quale ha ribadito il proprio apprezzamento sul decreto legge appena firmato dal
Presidente della Repubblica, che contiene provvedimenti a favore delle
università più virtuose e prevede, tra l'altro, l'assunzione di nuovi
ricercatori. Ai rettori il ministro ha anche esposto le linee guida per
l'università sottolineando la necessità di ridurre i corsi di laurea non
indispensabili e le sedi distaccate. Oltre che dalla rappresentanza
istituzionale dei rettori, un'apertura di credito al Governo è arrivata,
dunque, anche dalla Cisl. «Abbiamo deciso la revoca dello sciopero - ha
spiegato Antonio Marsilia, segretario generale Cisl Università - perchè il
ministro con il documento sottoscritto martedì si è impegnato a modificare
alcuni passaggi importanti della manovra governativa sull'università e a dare
risposte concrete alle richieste contenute nella piattaforma per lo sciopero
del 14 novembre». Risposte che sono bastate anche all'Ugl e allo Snals Confsal:
entrambe le sigle hanno fatto retromarcia sullo sciopero revocandolo. Oggi è in
calendario anche un incontro del ministro della Pubblica Amministrazione,
Renato Brunetta, con i presidenti degli enti di ricerca. Insomma, Mariastella Gelmini si è data da fare, in questi ultimi giorni, per
scongiurare un «bis» del 30 ottobre (sciopero e manifestazione della scuola
dimostratisi, a guardare le adesioni, un successo). Ma Cgil e Uil rispondono
picche. «Complessivamente - ha detto il segretario generale della Flc, Mimmo
Pantaleo al termine dell'incontro con il ministro - vengono riconfermati i
tagli previsti dalla legge 133 e l'impianto del decreto Brunetta». Alberto
Civica, segretario generale della Uil università, a sua volta, ha spiegato che
«al momento non ci sono ragioni per una revoca». Non si sono fatti convincere
dalle rassicurazioni del ministro nemmeno gli studenti. Vanno avanti con le
loro iniziative di protesta: anche ieri sera la facoltà di agraria di Firenze
ha organizzato lezioni alla Loggia del Porcellino; alcune centinaia di studenti
della superiori e delle università hanno «invaso» pacificamente stamani il
Salone Italiano dell'Educazione a Genova intonando canti, cori e slogan contro
il ministro Gelmini; e ancora domani lezioni in piazza
a Pisa con docenti della Normale e Notte bianca della ricerca a Roma. Domani
saranno in piazza massicciamente: centomila ne sono attesi nella Capitale, dal
Nord e dal Sud del Paese, e tra questi, circa 4 mila dormiranno nelle facoltà
occupate de «La Sapienza», in vista dell'assemblea nazionale degli atenei che
si terrà sabato e domenica nella città universitaria. Oltre a diversi treni
speciali, domani a Roma è previsto anche l'arrivo di circa quaranta autobus
privati. In corteo anche i ragazzi delle scuole superiori. Non ci sono grandi
preoccupazioni in materia di ordine pubblico, ma si teme che nei cortei possano
infiltrarsi esponenti dei centri sociali o del movimento antagonista e, per
questo, nei giorni scorsi sono state inviate alle questure direttive affinchè
si monitorino partenze e stazioni. 13/11/2008
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-11-2008)
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Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-11-13 - pag: 16 autore:
Concorsi bendati Non capisco perché il Governo non abbia proposto il
"sorteggio integrale" (come si vociferava in un primo momento) per
tutti i membri delle commissioni d'esame dei concorsi per professore
universitario, atteso che si tratta di un sistema che, molto probabilmente,
ridurrebbe il potere delle clientele e dei baronati. Penso che non si vada
fuori campo ricordando che, quando questo criterio venne utilizzato con
riferimento alle designazioni degli arbitri di serie A, lo scudetto (correva il
campionato 1984-85) andò inaspettatamente al Verona. Alessandro Spanu e-mail I
l male che rode l'università italiana è che non c'è premio per chi insegna bene
e non c'è punizione per chi lo fa male. Nella zona grigia che ne deriva si
trova il brodo di coltura per clientele, raccomandazioni, favori. I concorsi
sono l'anima di questo commercio. Ora il decreto Gelmini ne cambia in parte il
meccanismo. Verrà eletto il triplo dei commissari, tra i quali saranno tirati a
sorte i membri della commissione. è un miglioramento, ancorché modesto. Il
tarlo resta, ed è la mancanza d'incentivi e punizioni adeguati e carriere
determinate dall'anzianità e non dal merito. Perciò dubito che il caso
sia la cura. Un commissario in più o meno penso cambi poco. Del resto, il modo
dei concorsi è molto trafficato, sono pochi i Governi che non ci abbiano messo
le mani. I risultati restano scadenti. A volte, scandalosi. Roberto Perotti ne
ha fatto un inventario – esilarante, se non fosse che il retrogusto rattrista –
nel libro L'università truccata appena pubblicato da Einaudi. è un libro bello
e coraggioso. Se le interessano queste cose, glielo consiglio.Davvero. •
L'esempio Usa Mi hanno colpito queste parole di Obama: «Abbiamo davanti scelte
difficili, non sarà né veloce né facile, ma l'America è una forte nazione e ce
la farà». Ne sono fermamente convinto perché in queste parole è racchiusa la
coesione di tutto il popolo americano, ricchi e poveri, vincenti e perdenti ma
soprattutto e principalmente il patriottismo e la democrazia (quella vera)
degli Stati Uniti d'America che rappresenta il vero cemento. Le difficoltà di
saltare il "fosso" non sono solo americane, ma anche italiane e di
tutti gli altri popoli del pianeta colpiti dalla crisi della recessione. Ma
mentre Obama ha chiamato a raccolta anche gli uomini del partito perdente per
formare una squadra di esperti e consiglieri per studiare le "terapie"
per superare la crisi, noi in Italia ci perdiamo in liti e pettegolezzi fra il
partito di Veltroni e quello del Cavaliere, con la conclusione che la nostra
crisi non vede una via di uscita. Bruno Moltedo Milano Punizioni territoriali
Da cittadino mi sento particolarmente offeso per la strana delimitazione
territoriale del provvedimento che punisce con l'arresto chi abbandona rifiuti
ingombranti. Al di là di ogni questione costituzionale, perché dare uno
strumento così privilegiato a un solo ambito territoriale? Sono veneto. Al
Governo pensano forse che materassi o frigoriferi non esistano a margine dei
nostri cassonetti, o nei canali d'irrigazione delle nostre campagne?
Sicuramente da noi il problema ha dimensioni di gran lunga inferiore, ma vista
l'occasione si poteva forse usare un metodo meno discriminatorio. Pietro
Fortuna Villafranca di Verona
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
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NORMALE Lezione del prof. Ciliberto sotto le Logge dei Banchi PISA. E' caccia
aperta al "barone". I filosofi della Scuola
Normale da stamani fanno lezione sotto le Logge dei Banchi per protestare
contro la legge Gelmini.
«In questi ultimi mesi si tende a far passare la linea - dice Michele
Ciliberto, docente di Storia della filosofia alla Normale - che tutti i mali
dell'università siano da imputarsi in qualche modo alle colpe dei baroni o dei
docenti». Ciliberto è solo uno dei tre professori che da stamani
terranno i corsi. Assieme a lui ci saranno il professore di Giuseppe Cambiano
che insegna Filosofia Antica e Glenn Most, ordinario di Filologia Greca. Il
prof. Ciliberto e gli altri filosofi della Normale hanno accolto un esplicito
invito formulato loro dagli studenti che seguono i corsi di filosofia della
Normale. «Ho accettato molto volentieri - spiega Ciliberto - questa loro
iniziativa per due motivi. Il primo - è che l'Università è il centro della
città e dunque in "centro" deve tornare per aprirsi e comunicare lo
stato di crisi in cui versa. E smettiamola per favore di additare come
demagogia questo fare lezione in piazza perché non è così». La dura critica a
quanto sta succedendo in questi mesi e quindi, verso il ministero, Ciliberto la
dà subito dopo. «Creare un cuneo divisorio tra docenti e studenti mi pare
alquanto demagogico e populista, ecco dove sta la vera democrazia demagogica».
Il secondo punto che ha fatto sposare l'iniziativa proposta dagli studenti ce
la spiega sempre il filosofo quando dice: «Si deve creare un fronte comune tra
studenti e docenti perché la battaglia è la stessa. Se si vuole parlare
seriamente di riforma dell'università o di una sua riqualificazione si parta
dal merito e non dai tagli». Si parla spesso della possibilità poi delle
università di diventare fondazioni private, cosa questa che ha messo in allarme
l'intero sistema universitario e forse proprio a questo si riferisce il
filosofo quando sostiene un'altra questione. «L'università è uguaglianza dei
cittadini, è democrazia», come dire che pari opportunità per la propria
formazione devono essere garantite a tutti. Il calendario delle lezioni sotto
le Logge de Banchi è il seguente anche se ci possono essere ovviamente delle
variazioni. 9-11: Glenn Most. 10-12: Michele Ciliberto. 14-16: Giuseppe
Cambiano. Carlo Venturini
( da "Tempo, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
stampa
Università e ricerca, i sindacati preparano lo sciopero CAMPOBASSO Università,
Ricerca e Conservatorio, i sindacati confermano le ragioni dello sciopero e si
preparano dal Molise a partecipare allo sciopero nazionale di domani a Roma. La
FLC Cgil ritiene del tutto insufficienti le proposte del Ministro rispetto ai
comparti dell'Università, della Ricerca e dell'Afam. Pur apprezzando alcune
dichiarazioni di buona volontà del Ministro ad affrontare alcune criticità relative
al problema del precariato e dei contratti, complessivamente vengono
riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l'impianto del decreto Brunetta
«Siamo disponibili a proseguire il confronto partendo da un radicale
cambiamento delle scelte fatte finora dal Governo - ha sottolineato il
segretario regionale della Cgil scuola Sergio Sorella - Il
decreto Gelmini, la norma
che in queste settimane ha portato nelle piazze migliaia di cittadini,
studenti, insegnanti e genitori insieme, è diventata legge per queste ragioni è
confermata la mobilitazione di domani. La FLC Cgil del Molise ha organizzato
due autobus che porteranno a Roma la protesta degli studenti dell'Università,
dei docenti e del personale tecnico - amministrativo». Il Partito Comunista dei
Lavoratori del Molise rivolge un appello a tutti i lavoratori pubblici
molisani, all'unità di tutte le forze sociali e politiche molisane che ne
rappresentano le esigenze, per sostenere lo sciopero del 14 novembre dei
lavoratori pubblici molisani. Al.Cia.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-13 - pag: 19 autore:
ANALISI Cari professori, bene il merito ma serve autocritica sull'etica di
Piero Ignazi D opo settimane di bellicosi propositi e di stizzite dichiarazioni
il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini è scesa a più miti consigli ed
ha presentato un decreto legge sull'università assai diverso dal preannunciato
decreto taglia-tutto. Rimangono vari problemi irrisolti o mal congegnati, come
la falla che consente di continuare a facilitare le carriere interne più che la
creazione di nuovi posti (si veda Il Sole 24 Ore dell'11 novembre), ma
va salutato con soddisfazione il cambio di tono modulato ora sul dialogo e
l'ascolto delle parti coinvolte nel mondo dell'istruzione e della ricerca.
Soprattutto benvenuta è l'inversione di tendenza rispetto al decreto Tremonti
con il rifinanziamento di alcuni aspetti fin qui negletti quali l'edilizia
residenziale per gli studenti e le borse di studio. La "riduzione del
danno" della finanziaria si accompagna poi ad una distinzione tra
università parsimoniose e università spendaccione per i reclutamenti
penalizzando queste ultime, e tra università di punta e università meno attive
sul piano didattico e della ricerca nell'attribuzione di una (benché piccola)
quota di fondi. Buoni segnali, quindi, dal ministero. Ora spetta al corpo
docente dare prova di "intelligenza", vale a dire di aver capito che
spetta anche a loro - a noi, perché chi scrive è professore universitario -
cambiare atteggiamenti e comportamenti. E, prima ancora, toglierci dalla testa
alcune illusioni pericolose. Quando si parla dell'università tutti noi docenti
ci trasformiamo in commissari tecnici della nazionale che sapevano benissimo
quale formazione e quale tattica avrebbe fatto vincere a mani basse la nostra
squadra. E il più delle volte invochiamo il modello americano, corrispettivo
del mitico Brasile calcistico. Bene, per questa strada non si arriva a nulla
perché l'università americana non è trasportabile laddove mancano le condizioni
di contesto in cui essa vive: rispetto reverenziale per la cultura (umanistica
e scientifica) e per chi vi opera da parte di tutti i settori della società;
disponibilità al sostegno anche finanziario da parte del sistema delle imprese
e della società civile; deontologia professionale rigidissima e
sorvegliatissima; valorizzazione morale ed economica del merito e dell'impegno
e, al contrario, discredito per l'incapacità o l'indolenza. Tutto ciò non è
esportabile sic et simpliciter in quanto l'università americana riflette quella
società e quel sistema di valori. Che in Italia sono molto diversi e non
riformabili a colpi di decreto. In particolare la società italiana è lontana
psicologicamente ed affettivamente dall'università tant'è che i finanziamenti
che essa riceve dall'esterno sono quasi irrilevanti. Inoltre, il nostro è
tuttora un paese di familismo amorale e i casi di nepotismo e favoritismo
nell'accademia riflettono, in piccolo, un costume nazionale ben più diffuso. Da
noi, servono le conoscenze, non la conoscenza, per far carriera. In fondo dove
sono gli esempi virtuosi nella società italiana a cui potrebbe far riferimento
l'università per riformarsi? Invece di sognare lo zio d'America che viene a
salvarci una volta di più, i docenti dovrebbero incominciare a far piazza
pulita di comportamenti endogamici e di padrinato. Anche il passaggio al
sorteggio per la composizione delle commissioni per i concorsi non cambierà di
molto la qualità della selezione, come ricordava recentemente Guido Martinotti,
se non cambierà contestualmente l'"ethos" degli accademici. Certo,
con il sorteggio almeno non si riceveranno più dai grandi burattinai della
disciplina le telefonate e i bigliettini con la lista di chi votare per ogni
concorso (e c'è chi vuol tornare al voto di preferenza...); però le pressioni
sui sorteggiati non diminuiranno certo di intensità. Del resto, se uno si
candidava ad una commissione dicendo che non avrebbe guardato in faccia a
nessuno veniva subito tagliato fuori. E chi voleva proporre un concorso senza
indicazione del vincitore era considerato uno stravagante acchiappanuvole.
Allora, più di ogni altro aspetto, è l'ethos professionale dei docenti
universitari che rende impraticabile un sistema di reclutamento (abbastanza)
imparziale come quello americano. L'università riflette il contesto all'interno
del quale si trova, ivi compresi i suoi difetti. Ma una classe intellettuale
che abbia l'orgoglio di essere tale deve superare questo condizionamento
"culturale" e imporre pratiche virtuose di selezione per merito e non
per nascita o fedeltà. Dopo il gesto propositivo del ministro spetta ai
professori rispondere: perché non pensare ad una dichiarazione solenne in cui
ci impegniamo a valutare soltanto sul merito? CLIENTELE Anche il sorteggio per
le commissioni non porterà risultati se non si abbandoneranno le pratiche di
padrinato
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-11-2008)
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Il Sole-24
Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-13 - pag: 19 autore: Atenei. Rottura dopo le aperture di Gelmini: Cgil avanti, Uil incerta Sull'università la Cisl non sciopera
Sindacati divisi Anche Ugl si sfila Oggi Brunetta vede i ricercatori sul tema
precari Eugenio Bruno ROMA E alla fine rottura è stata. La Cisl ha sciolto ieri
la riserva: non parteciperà allo sciopero generale di domani a Roma su
università e ricerca così come l'Ugl e lo Snals. Laddove la Cgil ha
ribadito che in piazza ci sarà. A metà del guado la Uil ma è presumibile che,
salvo un'apertura a 360 gradi del Governo su precari e rinnovi contrattuali,
anche l'organizzazione di Luigi Angeletti confermerà l'intenzione di
manifestare. Il sentore di uno strappo era nell'aria già da martedì sera.Da
quando la Cgil aveva scelto di abbandonare il vertice convocato dal ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini per avviare il
dialogo sui provvedimenti passati, presenti e futuri riguardanti l'università,
la ricerca e l'alta formazione artistica e musicale. In quella sede Cisl e Uil
si erano dette possibiliste a recedere dal proposito di scioperare. Fino a ieri
pomeriggio, quando un comunicato congiunto delle segreterie di Cisl università
e Fir Cisl ha annunciato la «revoca dello sciopero» visto «il passo avanti del
ministro che attenua il muro contro muro che aveva portato alla mobilitazione
aprendo così una fase nuova di confronto». Una scelta che il responsabile
università, Antonio Marsilia, ha motivato così al Sole-24Ore: «Il nostro primario
interesse è partecipare ai tavoli tecnici che il ministro dell'Istruzione ha
scelto di aprire per migliorare il decreto legge e partecipare alla stesura del
disegno di legge che disegnerà il futuro dell'università e della ricerca». Sul
Dl 180, che ha iniziato il suo iter al Senato e che il ministro Gelmini ha illustrato ieri alla Conferenza dei rettori
italiani (Crui) insieme alle proprie linee guida, Marsilia ha già avanzato le
prime richieste di modifica: rendere più flessibile la soglia del 90% oltre la
quale scatta il blocco del reclutamento computando solo in minima parte (magari
per 1/3 anziché 2/3) il personale delle facoltà di medicina; specificare, così
come si è fatto per i ricercatori e gli ordinari (rispettivamente 60% e 10%),
in che quota le nuove assunzioni riguarderanno gli associati e il personale
tecnico-amministrativo. Con qualche ora di ritardo è giunto anche il passo
indietro dell'Ugl, motivato così dal segretario nazionale università, Clara
Valli: «Abbiamo riscontrato segnali di apertura, tra i quali l'impegno per il
reperimento delle risorse per i rinnovi contrattuali 2008- 2009 e il recupero
delle risorse derivanti dai tagli ai fondi per il trattamento accessorio del
personale dei comparti». Poco dopo anche lo Snals è tornato sui propri passi.
Ancora indecisa la Uil. Alberto Civica, responsabile università per il
sindacato di Luigi Angeletti, ha fatto sapere che «al momento non ci sono
ragioni per una revoca dello sciopero» poiché si attende una risposta «sul
merito». E cioè, ha spiegato Civica: «Un atto con cui i ministri Gelmini, Brunetta, o chi per loro prendano l'impegno a
trovare le risorse per i contratti e fornisca le adeguate garanzie sulla
stabilizzazione dei precari». Anche perché, ha aggiunto, allo stato attuale i
rettori sono «impossibilitati a fare l'atto di indirizzo per dire che ci sono i
soldi e senza atto di indirizzo non ci sonoi contratti». Ma è difficile che una
risposta così ampia possa giungere già oggi dal ministro per la Pubblica
amministrazione Renato Brunetta che vedrà a Palazzo Vidoni i presidenti degli
enti di ricerca (ma non i sindacati, ndr). è probabile dunque che la Uil domani
sfilerà per il centro della capitale insieme alla Cgil. A spiegare il punto di
vista dell'organizzazione guidata da Guglielmo Epifani è stato di nuovo Mimmo
Pantaleo (FlcCgil): «è grave – ha detto – che la Cisl abbia revocato lo
sciopero di venerdì nelle università sulla base della sola disponibilità del
governo a trattare». Tanto più, ha fatto notare lo stesso Pantaleo, che «nella
storia del sindacato non si sarebbe mai fatto uno sciopero basandosi sulle
promesse, spesso finte, fatte il giorno prima dalla controparte ». Insieme ai
confederali in piazza ci saranno anche studenti medi e universitari. Circa
centomila stando alle ultime previsioni.
( da "Tempo, Il" del 13-11-2008)
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stampa
La Cisl cede, la Uil vacilla Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it
Forse è il primo successo «politico» di Mariastella Gelmini. Il ministro dell'istruzione
martedì sera ha infatti incontrato — insieme a Berlusconi e alla presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia — i leader di Cisl e Uil sulla riforma
dell'università. E ieri pomeriggio, dopo aver valutato le proposte della Gelmini, Raffaele Bonanni ha deciso di
revocare lo sciopero generale di domani. Seguito anche da Confsal Snals
e Ugl. Insomma esiste una parte del sindacato che, dopo essersi confrontato con
il governo, è disposto ad usare l'arma della ragionevolezza. Al contrario della
Cgil che invece vuole andare allo scontro a qualunque costo. E non è finita.
Anche la Uil potrebbe cedere. Certo, dal sindacato di Luigi Angeletti per ora
si risponde ancora sulla linea della fermezza, si fa sapere che non ci sono
novità, lo sciopero resta. «non siamo stati ancora convocati e non ci sono
state date risposte a nessuna delle nostre richieste». Ma da viale Trastevere
arrivano segnali di pace: «Pronti a convocarli al più presto e a dare tutte le
risposte che chiedono». Insomma, il fronte sindacale si va frantumando. Pezzo
dopo pezzo e via via che si avvicina la manifestazione di domani. Ad aprire il
fronte è stata la Cisl Università e la Fir Cisl che hanno spiegato come l'incontro
di martedì sera è stato un «passo in avanti che potrebbe aprire una nuova fase
nel confronto con il governo». «Abbiamo deciso la revoca dello sciopero indetto
per il 14 novembre — afferma Antonio Marsilia, segretario Generale della
federazione Cisl Università — perché il ministro con il documento sottoscritto
si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della Manovra
governativa sull'università e a dare risposte concrete alle richieste contenute
nella piattaforma per lo sciopero del 14 novembre». Nel corso dell'incontro,
infatti, la Gelmini «ha dimostrato ampia disponibilità
ad affrontare positivamente le richieste sindacali e a trovare soluzioni
concrete in tempi certi». Così è stato firmato un documento di impegni circa
l'individuazione delle risorse contrattuali per il biennio economico 2008/2009
(per tutti i settori); la restituzione dei tagli al fondo per il trattamento
accessorio (Università/Ricerca); la stabilizzazione dei precari, l'utilizzo del
turn over e l'ampliamento delle dotazioni organiche (Ricerca); il reperimento
di risorse aggiuntive per il contratto Afam 2006/2009 e la stabilizzazione per
docenti e tecnici amministrativi precari del comparto; infine l'apertura
immediata di specifici tavoli di confronto per università Afam e ricerca per
definire le linee di riforma dei comparti. è la svolta. Ma è solo l'inizio.
Almeno ne sono convinti nell'entourage della Gelmini.
( da "Repubblica, La" del 13-11-2008)
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III - Bologna L´intervento Università riforma baroni e baronetti FRANCO CARINCI
UN COPIONE quello in scena già rappresentato più di una volta. Il Governo
Berlusconi predispone un piano di tagli indifferenziati, senza alcuna idea di
riforma o razionalizzazione; e, a qualche mese di distanza, sull´onda della
protesta sul "maestro unico", il mondo universitario entra in
agitazione, contestando quei tagli, che investono un´Università già depauperata
e collassata. Sembrerebbe il momento di discutere seriamente di quel che non
va. Ma per far questo ci vorrebbe tempo; e tempo non ce n´è, con questo vento
impetuoso che cresce sempre più. Perché allora non ricorrere al solito
intervento emblematico che colpisca gli "untori", gli stessi di
sempre, accusati da destra e sinistra, infamati e scherniti dai mass media,
messi sul banco degli imputati dagli studenti contestatori, afflitti da
complessi di colpa che portano alcuni di loro ad auto-flaggellarsi sulle
pubbliche piazze? Morte ai baroni, peccato che nessuno si sia accorto che i
baroni, quelli autentici, hanno cominciato a morire dopo il ´68; e che quelli che
la fanno da co-protagonisti, oggi, sono i "baronetti", ex studenti
proprio di quel ´68, di cui non pochi sono stati partecipi, e i "nuovi
nobili", titolati in base alla riforma del ?98, a firma Prodi e
Berlinguer. Come sempre l´esecuzione della condanna a morte dei baroni è stata
affidata ad una modifica delle regole dei concorsi: elezione pura, estrazione
pura, elezione che precede l´estrazione, estrazione che precede l´elezione. Pensavo che fossero state esaurite tutte le possibili varianti ma
sottovalutavo la provvida fantasia di una bella ragazzotta, dal cognome
vellutato ? Gelmini - la
quale ha stoppato le votazioni in programma per la tornata concorsuale prevista
dalla legge e ha dato vita ad una soluzione ibrida fra due formule entrambe
sperimentate e condannate. SEGUE A PAGINA IV
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
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STUDENTI-LAVORATORI Il ministro ci sta abbandonando Con preoccupazione
leggo l'articolo in cui la Ministra Gelmini vuole ridurre i fuoricorso (eliminarli? e come?) poi mi sollevo:
non parla degli studenti-lavoratori! Poi mi preoccupo di nuovo: trasversalmente
molti docenti concordano anche se non integralmente nelle modalità (ancora
ignote). Io sono uno studente lavoratore. Iscritto tardi, a 25 anni,
quando la maggior parte dei miei colleghi (studenti) europei ha già termianto
il proprio ciclo formativo, ma appunto per questo mi sono iscritto, per avere
una formazione, ed innorridisco sia per la proposta che per le motivazioni (ed
il conseguente, parziale, plauso dei professori) e cioè non si deve trasformare
l'università in un parcheggio, non si devono ingombrare le strutture ed
affaticare i docenti. Io penso che questi signori sappiano, ma in caso
contrario è bene ricordare loro, che la maggior parte dei lavoratori termina il
proprio orario di lavoro alle 17 mentre le lezioni si svolgono la mattina. Non
parlo a titolo personale visto che sono turnista e personalmente ingombro l'
edificio della facoltà in occasione degli appelli! Quanto ad affaticare i
docenti, beh, lo riconosco: io e molti miei colleghi (lavoratorie non)
ingombriamo le loro ore di ricevimento ma a volte i professori non ci sono
neppure quindi la mattina passa a cambiare tagliando al parcheggio e pensare
alle prossime ore di permesso da prendere. E' bene ricordare che la maggior
parte degli introiti vengono proprio dalle tasse versate da noi lavoratori, per
i quali non c'è esenzione nè di merito nè di titolo, ma forse in questo caso va
bene ingombrare. Ci avviciniamo, a mio avviso, ad una mentalità
pericolosamente, ed ottusamente, aggiungo, bottegaia, nella gestione di ciò che
dovrebbe essere la fucina della classe dirigente del paese: "Entra, paga e
vai a consumare a casa tua". Ed è prorpio a casa che molti studenti fuori
corso o lavoratori come me ingombrano il tavolo, perchè lì avviene la maggior
parte della nostra università. Giorgio Malacarne
( da "Reuters Italia" del 13-11-2008)
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ROMA
(Reuters) - Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani ha detto, in
un'intervista a un quotidiano pubblicata oggi, che il mancato invito della Cgil
a un vertice riservato tra il premier, Confindustria, Cisl e Uil è una vicenda
"da basso impero" e che il governo si comporta "come i ladri di
polli". E sulla mancata partecipazione della Cisl allo sciopero di domani
sull'Università, il numero uno del più grande sindacato italiano dice che
"si sottraggono sulla base di impegni con (il ministro
Maria Stella) Gelmini
totalmente campati per aria. "E' una bruttissima pagina, una cosa da basso
impero...", ha detto Epifani in un intervista al quotidiano "La
Stampa". "... un governo democratico ha il dovere istituzionale di
confrontarsi con tutti, e di rispettare tutti. Stavolta, hanno escluso
anche l'Ugl". Per spiegare il mancato invito al sindacato guidata da
Renata Spolverini, il leader della Cgil dice avere "un sospetto: c'entra
qualcosa l'asse D'Alema-Fini sul federalismo?". Il riferimento è a un
convegno organizzato dalle fondazioni che fanno riferimento all'ex ministro
degli Esteri e all'attuale presidente della Camera, che si trovano d'accordo
sulla necessità di una bicamerale che "sorvegli" l'attuazione del
federalismo fiscale. Epifani accusa anche il governo di non aver invitato al
vertice "i rappresentanti delle piccole imprese, degli artigiani, che (il
premier Silvio) Berlusconi mette sempre in cima ai suoi pensieri".
"...Sono legittimato a pensare che con quell'incontro si volesse spingere
Confindustria (sui contratti, ndr) a fare l'accordo senza la Cgil". Il
segretario del sindacato più vicino al Pd difende lo sciopero generale
proclamato per il 12 dicembre, dicendo che le scelte del governo per affrontare
la crisi "non sono adeguate". E a chi sostiene che lo sciopero sia
uno strumento inadeguato, risponde: "Faccio presente che non è la modalità
furba e inammissibile dello sciopero bianco, quello di una parte del personale
di volo, che danneggia le aziende e i cittadini".
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 13-11-2008)
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2 - Attualità Università in piazza, ma senza la Cisl La Cgil assente al vertice
governo-Confidustria: sciopero generale il 12 dicembre IL SINDACATO DIVISO La Gelmini incontra la sigla di Bonanni che
si ritira dalla protesta di domani Ministeriali, raggiunto l'accordo sul
contratto per 190 mila: il no di Epifani ROMA. L'incontro "ad
eslcudendum" tra governo-Cisl-Uil-Confindustria senza la Cgil scatena un
putiferio nel sindacato e accorcia i tempi per la proclamazione dello sciopero
generale da parte della confederazione diretta da Guglielmo Epifani. Il
direttivo dell'organizzazione sindacale ha infatti dato mandato alla segreteria
di proclamare la mobilitazione nazionale a sostegno della piattaforma
"anti-crisi" indicando già la data: il 12 dicembre, giornata in cui
si sarebbe dovuto svolgere lo sciopero dei metalmeccanici della Fiom. Restano
invece confermate le altre iniziative di lotta, a partire da quella «unitaria»
di domani per l'università, da cui si è tuttavia sfilata la Cisl - dopo un
incontro del sindacato di Bonanni con il ministro Gelmini
-, e quella di sabato dei lavoratori del commercio, settore in cui Cisl e Uil
sono andati alla firma «separata» sul contratto. Una divisione quella del
sindacato che si è vista anche nell'accordo raggiunto per il rinnovo del
contratto dei quasi 190 mila lavoratori dei ministeri. A firmare infatti Cisl,
Uil, Confsal, ma non la Cgil, le Rdb e la Flp-Cse. L'accordo prevede un aumento
di 70 euro per intero sullo stipendio tabellare più 8 euro che rappresentano
una "coda" del precedente contratto. La proclamazione dello sciopero
generale ha messo, dunque, l'accento sulla spaccatura tra Cgil da un lato e
Cisl e Uil dall'altro, aggravata dall'incontro che martedì si è tenuto a
palazzo Grazioli tra esponenti del governo, i segretari di Cisl e Uil e
Confindustria. «Quello che è accaduto ieri sera, se confermato, è gravissimo,
una cosa senza precedenti», dice avviando in mattinata i lavori del direttivo
Cgil il segretario Guglielmo Epifani, convinto che ciò apra «un problema
formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la
Confindustria». Di più, sostiene l'organizzazione nel documento finale del
direttivo, «questo fatto, insieme, racchiude l'esistenza di una conseguente
relazione tra lo stato del confronto sulla riforma del modello contrattuale e
la volontà del governo di dividere le organizzazioni sindacali e premere in
direzione di un accordo separato». Un accordo senza la Cgil che arriverebbe
quindi dopo quello sugli statali e dopo quello sul commercio di questa estate,
mentre proprio ieri la Cisl e l'Ugl si sono sfilate dallo sciopero indetto per
l'università a cui, per il momento, continua ad aderire invece la Uil.
L'incontro "segreto" a palazzo Grazioli, che la Uil continua a
negare, ha suscitato però anche l'irritazione dell'Ugl, il sindacato più vicino
politicamente alla maggioranza di governo. «Pensavamo che la stagione degli
incontri riservati fosse terminata con la scorsa legislatura. Nel rapporto tra
governo e parti sociali c'è ormai un problema di metodo che, se possibile,
viene prima ancora di quello di merito», afferma il segretario, Renata
Polverini, che ieri mattina ha convocato d'urgenza la segreteria. Si difende
invece il segretario della Uil, Luigi Angeletti: «se c'è, da molti mesi a
questa parte, un piano preordinato di divisione del Sindacato, questo è quello
posto in essere dalla sola Cgil», dice, definendo «sconsiderata» l'affermazione
di Gianni Pagliarini, responsabile lavoro del Pdci, secondo il quale il mancato
invito, ieri, della Cgil è «in linea col programma della P2». Il ministro del
Lavoro, Sacconi, tenta in un primo momento di smorzare i toni: «Incontri
informali ci sono e ci saranno sempre, quel che contano sono i dati politici»,
dice inizialmente ma poi, a fine giornata, attacca sullo sciopero. «Rispetto le
libere decisioni della Cgil, tuttavia le considero mosse da valutazioni più
politiche che sindacali». La Gelmini ha, dunque, spuntato
una lancia: quella della Cisl che, con Ugl e Snals, ha deciso di revocare lo
sciopero proclamato per domani. Ma gli altri - Cgil, Uil e, soprattutto, gli
studenti - scenderanno in piazza per protestare contro la legge 133 e anche
perchè poco convinti delle novità introdotte con il decreto legge «tecnico»
numero 1.180 varato la scorsa settimana dal consiglio dei ministri e pubblicato
ieri in Gazzetta ufficiale (quello su concorsi e alleggerimento del blocco del
"turn over"). Oltre che dalla rappresentanza istituzionale dei
rettori, un'apertura di credito al governo è arrivata dunque anche dalla Cisl.
«Abbiamo deciso la revoca dello sciopero - ha spiegato Antonio Marsilia,
segretario generale Cisl Università - perchè il ministro con il documento
sottoscritto ieri si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della
manovra governativa sull'università e a dare risposte concrete alle richieste
contenute nella piattaforma per lo sciopero del 14 novembre». Infine, accordo
separato sul rinnovo del contratto dei circa 190 mila lavoratori dei ministeri.
A firmare la Cisl, la Uil, la Confsal, mentre hanno ribadito il loro «no» la
Cgil di Guglielmo Epifani, le RdB-Cub e la Flp-Cse, che non avevano
sottoscritto nei giorni scorsi neanche il protocollo-quadro a Palazzo Chigi.
L'intesa prevede un aumento medio a regime di 70 euro, che andrà ad
incrementare per intero lo stipendio tabellare, e in più otto euro sul salario
accessorio, che rappresenta una coda del precedente contratto. È previsto anche
il recupero, entro giugno 2009, dei tagli che erano stati stabiliti nella
manovra economica ai fondi unici di amministrazione (circa 200 milioni).
( da "Nuova Sardegna,
La" del
13-11-2008)
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16 - Gallura Vivere la scuola in famiglia: un progetto originale a Palau PALAU.
Genitori e figli insieme dietro i banchi di scuola. L'istituto tecnico "Falcone
e Borsellino" ha creato il progetto "Vivere la scuola...in
famiglia", destinato a genitori e alunni delle prime classi. L'obiettivo è
ridurre il tasso di abbandono scolastico e di insuccesso. Dal momento che tra
le cause di questo fenomeno c'è la scarsa partecipazione di mamma e papà alla
vita scolastica dei figli è nato il laboratorio di formazione guidato da Lina
Crobu, esperta di interventi contro la dispersione scolastica. Durante gli
incontri la docente illustra funzioni e ruoli degli organi della scuola, il
piano dell'offerta formativa, i criteri di valutazione, i regolamenti
scolastici e le modifiche legate alla riforma Gelmini. Il laboratorio è articolato in
incontri settimanali e si concluderà a metà dicembre. Ma il tecnico
"Falcone e Borsellino" ha avviato anche un altro interessante
progetto, destinato agli studenti del biennio. La professoressa Daniela Satta
guida gli alunni alla scoperta dei processi di estrazione degli oli essenziali
dalle erbe officinali. Le classi coinvolte visiteranno anche i
laboratori di scienza farmaceutiche dell'università di Tempio. (se.lu.)
( da "Giorno, Il (Milano)" del 13-11-2008)
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LETTERE
& COMMENTI pag. 19 L?unica cura possibile è la libertà di educare e di
essere educati SCUOLA UNA LUCIDA e intelligente analisi quella che Giovanni Sartori
ha fatto delle ?malattie della scuola?, la condivido totalmente, la scuola
italiana si è impantanata a causa del sessantottismo, del progressismo
pedagogico, dell?ugualitarismo che vuole tutti diplomati e laureati, come se
ciò rendesse l?uomo felice. Siamo oggi al disastro perchè di fatto la scuola
non è più scuola, ma uno spazio di assistenza sociale, tra l?altro anche questo
di basso livello, perchè incapace di dare protezione a chi lo frequenta. Un
ministro che pensi di cambiare la scuola, non tenendo conto di questi fattori,
è destinato a fallire, e pesantemente, come sta rischiando Mariastella Gelmini, e non certo perchè fa un decreto di
razionalizzazione, ma perchè non ha ancora capito che la strada per guarire
dalle malattie indicate da Giovanni Sartori è l?autonomia e la parità, ossia
detto in termini semplici, la libertà! Del resto le malattie diagnosticate da
Sartori hanno una causa unica, l?ideologia, che guaio se il ministro Gelmini le volesse curare con un?altra ideologia! L?unica
cura è la libertà, quella di educare e di essere educati! Gianni Mereghetti
( da "Giorno, Il
(Milano)"
del 13-11-2008)
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SAN
DONATO SEGRATE CASSANO pag. 25 «Riaprite la nostra scuola media» Alla raccolta
di firme hanno già aderito duecento persone SAN DONATO, L?APPELLO DELLE MAMME I
ragazzi protestano contro la chiusura della loro scuola (Newpress) di PATRIZIA
TOSSI ? SAN DONATO ? DUECENTO FIRME per portare la scuola media nel quartiere,
rendendo la vita più semplice a centinaia di bambini. Per raggiungere
l?istituto più vicino, gli studenti del quartiere Di Vittorio e Parri sono
infatti costretti a lunghi tragitti a piedi, attraversando ogni giorno strade
pericolose e trafficate come la via Emilia, oltre ad impegnare sottopassi
fatiscenti per uscire dal quartiere. Così le mamme si sono mobilitate,
organizzando una raccolta di firme tra le famiglie per chiedere la riapertura della
vecchia scuola media, chiusa ormai da cinque anni. SONO PIÙ DI 200 i cittadini
che hanno aderito all?appello delle mamme di via Di Vittorio ma il numero delle
firme è destinato a crescere ogni giorno. «Sappiamo che non sarà facile
ottenere la riapertura della scuola, ma da mamme ci proviamo», dice Antonella
Vasori, una delle organizzatrici della raccolta. «Sono almeno un?ottantina i
bambini che ogni anno escono dalle elementari - continua Vasori- e non avendo
una scuola nel quartiere, sono costretti a rivolgersi altrove». Due le medie
locali, una, la più vicina, in via Gramsci e l?altra in via Agadir, dall?altra
parte della città. «I bambini che non possono essere accompagnati in auto dai
genitori vanno a scuola a piedi - dice Antonella Vasori- anche perché l?autobus
di linea è disagevole e sempre pieno. Per uscire dal quartiere, i bambini
devono percorrere il famigerato sottopasso pedonale, sulla cui messa in
sicurezza ci battiamo da anni. È pericoloso, per un bambino di appena undici
anni, attraversare la via Emilia a piedi, dove al mattino il traffico è molto
intenso». LE MAMME DEL quartiere hanno già incontrato l?assessore comunale alla
Pubblica istruzione Rosa Carriero, che si è detta disponibile a trovare una
soluzione, facendo da cassa di risonanza alle richieste del
quartiere al Ministero della Gelmini. «Riteniamo che un quartiere popoloso come il nostro - aggiunge
Vasori - necessiti di una struttura che permetta a tutti i ragazzi tra i 10 e i
14 anni di frequentare la media nella zona di residenza, senza dover sottostare
a inutili spostamenti». Ma non solo. «La nuova scuola potrebbe risultare
più comoda anche per gli studenti di Poasco, che oggi devono scegliere tra le
scuole milanesi e gli istituti che si trovano nel centro di San Donato». Entro
una decina di giorni il comitato delle mamme chiuderà la raccolta firme, poi
invierà una lettera al Comune per chiedere al sindaco di farsi portavoce del
problema presso le autorità competenti, così da verificare la fattibilità della
riapertura della scuola all?interno del quartiere.
( da "Nazione, La
(Firenze)"
del 13-11-2008)
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LA
PAGINA DEI LETTORI pag. 35 PRIMO pomeriggio, ha smesso di piovere, così decido
di fare una girata in bicicletta, f... PRIMO pomeriggio, ha smesso di piovere,
così decido di fare una girata in bicicletta, fiancheggiando il capo sportivo.
Mi soffermo vicino alla rete per dare un?occhiata: circa il 90% dei componenti di ciascuna squadra, compresi quindi allenatore,
riserve e accompagnatori, parla bestemmiando. Se quelli sono i maestri di vita
dei nostri ragazzi, se quello è il nostro linguaggio, se quelli sono i nostri
giochi, se quelle sono le nostre regole, ben venga la signora Gelmini a mettere ordine. R.E. Granchi
( da "Resto del
Carlino, Il (Bologna)" del 13-11-2008)
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MONTAGNA
pag. 22 Scuole a rischio, un?assemblea VERGATO ? VERGATO ? SI COALIZZANO le
scuole a vario livello del Medio ed Alto Reno, insieme a quelle della vallata
del Setta, per discutere e contestare il decreto varato dal
ministro Mariastella Gelmini. Allievi, genitori, insegnanti e personale non docente degli
istituti di istruzione superiore Luigi Fantini di Vergato, Montessori-Da Vinci
di Porretta e Caduti della Direttissima Castiglione dei Pepoli tengono oggi
pomeriggio, alle 17,30, una prima assemblea nella sala consiliare del municipio
vergatese, in piazza dei Capitani della Montagna. Saranno presenti anche
rappresentanti di tutte le medie inferiori e delle elementari. Nei giorni
successivi sarà la volta degli altri due capoluoghi. NEL MIRINO I TAGLI che
dovrebbe subire il mondo della scuola, le difficoltà nel formare le classi
secondo i nuovi parametri ed i rischi di accorpamento dei vari istituti. Su
tali prospettive si pronuncia Paolo Marcheselli, dirigente del personale
dell?ufficio scolastico dell?Emilia Romagna. Dalle sue parole, sostanzialmente,
traspare un messaggio di tranquillità. «SULLA BASE di una deroga del decreto Gelmini ? spiega ? non si accorpano e non si sopprimono più
i plessi delle piccole scuole sotto i cinquanta alunni, a meno che non siano
gli enti locali ad accordarsi per le chiusure». Marcheselli prosegue poi
prendendo in esame gli istituti di altro tipo. «Per quanto riguarda la
formazione delle classi in questo secondo ambito ? precisa ? pur tenendo
presente le normative in vigore prevalentemente riferite alla città, le
tematiche verranno affrontate come sempre con quella tolleranza e flessibilità
che le zone di montagna richiedono». g. cal.
( da "Nazione, La
(Firenze)"
del 13-11-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Bologna))
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PRIMO
PIANO pag. 7 ? ROMA ? PERDE PEZZI la manifestazione nazionale per l?universi...
? ROMA ? PERDE PEZZI la manifestazione nazionale per l?università prevista per
domani, mentre si ufficializza lo strappo della Cgil anche sul fronte degli
statali con la sigla ufficiale dell?accordo da parte di Cisl e Uil. Dopo
l?incontro con il ministro Gelmini alcune delle sigle
sindacali si sono «sfilate». La Cisl, Ugl e lo Snals hanno deciso di revocare
la partecipazione all?agitazione confidando nelle aperture del ministro. La Uil
mantiene in piedi l?adesione, anche se condizionata a risposte dell?ultimo
minuto che potrebbero giungere questa mattina entro le 12, termine ultimo
fissato per un cambio di rotta. Questioni di sindacato che sembrano non toccare
l?Onda anomala degli studenti che si sta mobilitando per portare nella capitale
centomila giovani. Ci saranno gli universitari (ben decisi a scegliere anche
gli itinerari per giungere a Montecitorio) e gli studenti medi che hanno già
annunciato il loro appoggio. I cortei saranno tre. Trattative con Trenitalia
per ottenere convogli e prezzi di favore. Oggi questi confronti potrebbero
determinare disagi in alcuni nodi ferroviari. Annunciato un attacco informatico
al ministero per bloccarne il sito. Alla manifestazione mancheranno, dunque, le
insegne di alcune sigle sindacali che hanno deciso di dare fiducia al governo.
Si lavora su un elenco di priorità firmato l?altra sera con la Gelmini e sul quale non ha apposto alcuna sigla il
rappresentante della Cgil. «Ho sempre rispetto delle posizioni degli altri ? ha
commentato Domenico Pantaleo, segretario Flc-Cgil ? ma non capisco la Cisl.
Siamo stati insieme all?incontro con il ministro e in quella sede non sono
arrivate risposte sufficienti per giustificare la revoca». Molto cauta la Uil
con il segretario Alberto Civica: «Per noi lo sciopero resta. Abbiamo chiesto
alcune precise garanzie che rappresentano la condizione minima per cambiare
idea sull?agitazione». Per certo si sa che la Gelmini
si è molto adoperata, in queste ore, per recuperare consensi da parte sindacale
e ridurre l?impatto dell?appuntamento del 14. In particolare il ministro
avrebbe qualche carta in mano da giocare sul fronte stabilizzazione dei
precari. Proprio ieri Cisl, Uil e Confsal (ma non la Cgil) hanno siglato
all?Aran l?accordo per il rinnovo del contratto dei circa 190 mila lavoratori
dei ministeri. L?intesa prevede un aumento medio di 78 euro, di cui 70 sul
tabellare e altri 8 sul fondo di produttività. s. m.
( da "Giorno, Il
(Milano)"
del 13-11-2008)
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MILANO
ATTUALITA' pag. 5 Disordini nei cortei studenteschi Inchiesta affidata al pm
Orsi E? stato affidato al pm Luigi Orsi il fascicolo sui disordini verificatisi
durante le ultime manifestazioni studentesche contro la riforma Gelmini. Il fascicolo nasce dalle denunce, contenute in una
relazione della Digos, in cui sono ipotizzati, tra gli altri, i reati di
manifestazione non autorizzata e occupazione di suolo pubblico in relazione
all?occupazione di alcuni istituti. Nei giorni scorsi, tra le altre cose, gli
studenti, durante una manifestazione, avevano srotolato uno striscione di
solidarieta? con i compagni denunciati Image: 20081113/foto/457.jpg
( da "Italia Oggi" del 13-11-2008)
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ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 270, pag. 5 del
13/11/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF
Sindacati nello scompiglio, la Cgil non firma sui travet. E
sull'università la Uil rompe con la Cisl Statali, salta l'aumento diversificato
Rinnovato il contratto, i 70 euro in più al mese vanno a tutti Sono 70 euro di
aumento mensile. E sono per tutti. L'aumento di salario del 3,2%, a copertura
dell'inflazione 2008/2009, non sconterà il pedaggio a favore della produttività
-come invece il governo aveva preventivato nel protocollo d'intesa firmato il
30 ottobre scorso con Cisl, Uil, Confsal e Ugl-che prevedeva 60 euro sul
tabellare e 10 euro solo per i più bravi, da valutare in ogni ufficio. Il
merito sarà spostato tutto sul salario accessorio, quello che sarà ripristinato
nelle singole amministrazioni con la riattivazione dei fondi integrativi. Una
riattivazione che costerà alle case dello stato circa 750 milioni di euro,
secondo stime ufficiose, quelli che la manovra estiva, targata Giulio Tremonti,
aveva tagliato. E che «specifiche disposizione di legge», precisa il contratto,
dovranno ridare. A decorrere da gennaio 2009. Sono le novità più importanti del
contratto dei dipendenti statali, il primo del pubblico impiego rinnovato dal
governo Berlusconi IV. L'intesa ora inizia la trafila dei controlli, a partire
da quello della Corte dei conti che dovrà certificarne la copertura
finanziaria. «Mi auguro che entro dicembre si chiudano le restanti trattative»,
ha commentato il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, «e che si
possa lavorare proficuamente con le parti sociali per avviare nel 2010 il nuovo
modello contrattuale». A firmare Cisl, Uil, Confsal e Ugl. Non ha sottoscritto
l'intesa la Cgil e neanche Rdb, che ha abbandonato la trattativa. La Cgil di
Gugliemo Epifani dopo aver partecipato in queste settimane ai tavoli dell'Aran,
l'agenzia governativa per la contrattazione guidata da Massimo Ducci Teri, ieri
ha annunciato che non ci sono le condizioni per dire sì al contratto: pochi i
70 euro medi di aumento al mese, poco anche la promessa del governo di
rimettere sul piatto della bilancia i soldi degli integrativi nelle singole
amministrazioni. Ma questa spaccatura del fronte sindacale era tutto sommato nell'aria,
visto che la Cgil non aveva firmato neanche il protocollo d'intesa di Palazzo
Chigi. E invece ieri, a sorpresa, si è registrata un nuova rottura, che fa
saltare gli schemi che in queste settimana, a partire dal caso Alitalia, erano
stati costruiti. La Uil di Luigi Angeletti ha interrotto infatti il sodalizio
con la Cisl Raffaele Bonanni. E lo ha fatto su un terreno scottante, quello che ha mobilitato le piazze in questi giorni contro la
riforma Gelmini. Si tratta
del mondo dell'università e la ricerca, che domani incrocerà le braccia, con
una manifestazione nazionale a Roma. Uno sciopero inizialmente unitario, che
vedeva insieme Cgil, Cisl e Uil. Ma dopo l'incontro di martedì dei segretari di
settore con il ministro dell'istruzione università, Mariastella Gelmini, e gli impegni ratificati nel verbale dell'incontro
(che la Cgil non aveva sottoscritto), la Cisl ieri si è sfilata, revocando lo
sciopero. La Uil, invece, lo ha confermato. A spiegarne le ragioni, Alberto
Civica, segretario della Uil università. «Nel verbale la Gelmini
si è impegnata a darci una serie di risposte, dal rispristino dei fondi delle
università alla garanzia che tutti i 2 mila precari della ricerca, che hanno i
requisiti per essere stabilizzati, lo saranno. Servono risposte concrete,
altrimenti la protesta resta», dice Civica, che repinge le accuse di portare
avanti uno sciopero politico, antigovernativo:«Per motivi analoghi abbiamo
scioperato contro il governo presieduto da Romano Prodi».
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
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Martedì
pomeriggio l'incontro a Palazzo Stefanelli Tribunale e scuola, in consiglio si
discute dei guai della città PONTEDERA. Un consiglio comunale per parlare dei
problemi della città, quelli più impellenti. Una seduta aperta, nella quale
dibattere, per cercare una soluzione, certi disagi che gravano sulle spalle dei
pontederesi. Il tribunale, prima di tutto: c'è poco personale, mancano i
giudici, non ci sono strumenti e strutture adeguate. Il risultato più evidente
è che le sentenze slittano: quelle civili, di recente, sono state spostate in
avanti nel tempo, addirittura di due anni e mezzo. Ma, non solo: c'è il
problema che manca un giudice; questo ritarda le cause; che non si possono fare
alcuni processi (come le direttissime), in città; che non ci sono neppure gli
armadi per poter archiviare le centinaia di pratiche, ricoverare sui pavimenti
delle stanze della cancelleria. Al consiglio comunale che il sindaco Paolo
Marconcini ha convocato per martedì pomeriggio prossimo, sono invitati gli
operatori di giustizia: i rappresentanti degli avvocati della città; i giudici;
gli impiegati della struttura. E non sarà l'unico argomento messo in
discussione. L'altro grande tema è la scuola: all'interno
del consiglio è previsto un incontro tra gli amministratori e i consiglieri
comunali con i rappresentanti degli studenti e dei genitori delle scuole di
Pontedera. Con loro si discuterà dei problemi che sono conseguenti alla riforma
voluta dal ministro Gelmini.
( da "Alto Adige" del 13-11-2008)
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Per il
servizio "Seguimi" Per il servizio "Seguimi" Poste pronte a
risarcire Rispondo alla lettera nella quale il signor Marco Puccinelli di
Bolzano segnala il mancato funzionamento del servizio "Seguimi"
("Le poste, bella trovata il servizio Seguimi", 29 ottobre, pag. 22).
Desidero scusarmi con il lettore per gli inconvenienti del "Seguimi",
che consente l'inoltro della corrispondenza ad un nuovo indirizzo. A causa di
un errore, il servizio non ha potuto essere svolto. Invito il signor Puccinelli
a presentare reclamo in ufficio postale. Nel caso di disservizi per cause
imputabili direttamente a Poste Italiane, il Cliente ha diritto ad un
risarcimento fino a cinque volte il prezzo pagato. In alternativa al
risarcimento, il Cliente ha la facoltà di rinnovare, gratuitamente, il
servizio. Agostino Mazzurco Ufficio Comunicazione di Poste Italiane spa
"Buoni-libri" contro il carovita o spreco? Sicuramente in molti si
ricorderanno degli interventi studiati la scorsa estate dalla nostra Giunta
provinciale per far fronte al caro vita. In un batter d'occhio e con pochi
dubbi sono state realizzate una serie di misure: come l'aumento di una serie di
prestazioni sociali, il trasporto pubblico gratuito per studenti e anziani
(completamente gratis indipendentemente da reddito e patrimonio) ecc... Non
ultimo vi era anche il regalo a tutti gli studenti e le studentesse altoatesine
di un buono per l'acquisto di libri, ammontante ad Euro 150,00 per gli studenti
del triennio delle superiori. Quasi tutte le famiglie - tranne naturalmente
quelle che a causa del loro basso reddito usufruivano dello storico istituto
dei libri in comodato gratuito, acquistati dalla scuola e prestati agli
studenti meno abbienti - riceveranno quest'anno scolastico il suddetto buono
previa la sola promessa forse sottoscritta di acquistare con detta cifra
"libri"... A molti sarà invece scappata - perché passata più o meno
in sordina - la decisione di 10 giorni fa della Giunta Provinciale (decisione
di lunedì 3 novembre) con cui si rende noto che dal prossimo anno scolastico
2009/2010 nessuno/a studente/essa avrà più diritto ai libri in comodato
"dato che tutti/e riceveranno il buono libri". A parte il fatto che
con detta cifra credo si possano acquistare 3 o 4 libri di testo al massimo, mi
piacerebbe conoscere l'importo complessivo investito dalle scuole provinciali
per l'acquisto dei libri dati in prestito gratuito, come anche l'ammontare
esatto del totale dei buoni libri che quest'anno graverà sul bilancio
provinciale. Tanto per paragonare queste due cifre e poter capire se la nostra
Giunta con questa ultima decisione sta almeno risparmiando rispetto al sistema
precedente... L'eliminazione dell'istituto dei libri in comodato che in Alto
Adige vige da almeno 30/40 anni, oltre che aggravare sugli esigui redditi di
certe famiglie, mi fa tanto pensare alla tendenza nazionale (leggasi: decreto Gelmini) di tagliare dove invece non si dovrebbe risparmiare, di
favorire i benestanti a discapito dei meno abbienti (vedasi investimenti a
scuole e istituti privati). Non ultimo è da tener conto che gli studenti di
terza superiore che hanno ricevuto quest'anno i libri in comodato (tanti dei
quali valgono anche per i successivi due anni) dovranno restituire a
fine anno scolastico i libri alla scuola, la quale non potendoli in futuro più
dare in prestito gratuito si vedrà costretta a gettarli al macero o a lasciarli
depositati in qualche scantinato inutilizzati... Ringrazio quindi l'esecutivo
per questa misura, nata per combattere il caro vita, ma che strada facendo si
sta rivelando un ulteriore carico a danno o beffa delle famiglie a basso
reddito, se non addirittura un inutile spreco di denaro e di beni. Sonia
Simonitto BOLZANO Fate il Polo bibliotecario e non ci dite dove finiremo A
quanto pare s'intende partire quanto prima con i lavori per il nuovo polo
bibliotecario di cui si sta terminando la progettazione preliminare. Vorrei
però sapere se qualcuno in Provincia e, soprattutto, in Comune si è mai posto
il problema di dove sistemare le associazioni che si trovano nel seminterrato
della scuola. Come presidente dell'Orchestra Mandolinistica
"Euterpe", che ha sede proprio sotto la scalinata del
"Pascoli" da più di trent'anni, ho più volte chiesto spiegazioni con
alcune lettere che, però, non hanno mai avuto risposta né scritta, né verbale,
salvo qualche rassicurazione del tipo "tanto i lavori inizieranno fra 4/5
anni, state tranquilli". Ma tranquilli non lo siamo più, e da tempo.
Paradossalmente dovrei firmare il rinnovo della concessione riguardante la sala
per i prossimi sei anni, ma a questo punto chiedo pubblicamente di avere
informazioni in merito, perché abbiamo impegni programmati per il 2009 e stiamo
già pensando anche ad alcune attività nel 2010. S'intende prevedere nel
megaprogetto che potremo avere in futuro una sede sempre lì o dovremo
definitivamente sloggiare? Nel secondo caso dove, visto che nel quartiere di
Gries e in generale in città non c'è uno spazio libero considerato poi che è
praticamente impossibile rivolgersi al mercato privato. Se la risposta fosse
negativa, posso fin da ora affermare a chiare lettere che l'unica orchestra a
plettro della città e della regione, attiva ininterrottamente dal 1947, è
destinata giocoforza a chiudere i battenti con l'apertura del cantiere per il
nuovo polo bibliotecario. E' questo che si vuole? Almeno si abbia il coraggio
di dircelo chiaramente. E' gradita una risposta che, a questo punto delle cose,
dovrebbe essere assai sollecita. Michele De Luca presidente Orchestra
mandolinistica Euterpe La "tonnara" mattutina: in piscina non c'è
spazio Spettabile direttore, pur apprezzando la scelta del sindaco Spagnolli di
prolungare finalmente al pubblico l'orario mattutino della piscina coperta di
viale Trieste, ci sentiamo comunque costretti a lamentare l'esiguo spazio
messoci a disposizione. Costringere infatti tutti i nuotatori (paganti) a
nuotare in una sola corsia è una forzatura. A noi risulta infatti impossibile
muoverci in uno spazio così ristretto visto che ognuno di noi ha capacità e
velocità diverse. Chiediamo quindi, come avviene normalmente in altri impianti
dell'Alto Adige, di poter usufruire di almeno tre corsie e lasciare comunque
2/3 della vasca libera per le altre associazioni. Seguono 41 firme Pdl, che ne
é della promessa del taglio delle tasse? Caro signor Lillo, un anno fa lei
aveva scritto una lettera sull'Alto Adige in cui criticava aspramente il fatto
che il governo Prodi aveva introdotto tante tasse che comprendevano fra l'altro
la falcidia della tredicesima dei pensionati. Io ho votato per il Pdl sperando
che alle parole seguissero i fatti, ma finora niente lascia presagire né che le
tasse di lavoratori dipendenti e pensionati calino né che le tredicesime
vengano detassate. Quindi bisogna dedurre che non era vero che Prodi aveva messo
tante tasse, altrimenti un governo serio le avrebbe alleggerite. Pertanto devo
concludere che avete imbrogliato per prender voti e quindi io non vi voterò
più. Renzo Bissaro BOLZANO
( da "Alto Adige" del 13-11-2008)
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di Luca Sgambelluri Gelmini,
ritorna la protesta studentesca Domani corteo da piazza Matteotti Stasera c'è
un dibattito al Torricelli I ragazzi in coro: non vogliamo abbassare la guardia
BOLZANO. Decreto Gelmini, torna la protesta.
Domani gli studenti delle superiori saranno ancora in piazza, con un corteo che
da piazza Matteotti, ore 9.30, si concluderà in piazza Domenicani. Intanto
il gruppo "Studenti consapevoli", in rappresentanza degli studenti
superiori, organizza un dibattito che avrà luogo questa sera alle ore 20.30
presso l'aula magna del Liceo scientifico "Torricelli". Il tema
dell'incontro riguarda proprio la riforma dell'istruzione pubblica.
"Abbiamo fortemente voluto questo incontro con la cittadinanza" -
spiega Marco Concer del Torricelli - per rendere chiare, una volta di più, le
nostre ragioni in merito al provvedimento che questo governo ha assunto nelle
scorse settimane". "Il desiderio è quello di aprire un confronto coi
cittadini - gli fa eco Martina, anche lei studentessa dello scientifico - con
l'obiettivo di diffondere i contenuti del decreto legge anche a coloro che non
si sentono direttamente chiamati in causa e poter aprire, in questo modo, un
confronto pubblico". I rappresentanti degli studenti e gli esponenti del
gruppo saranno affiancati da insegnanti e professori che spiegheranno anche il
loro punto di vista sulla riforma. "E' un'ulteriore conferma di come il provvedimento
non riguardi solamente noi studenti, ma l'universo-scuola in generale",
sottolinea Jacopo Schiesaro del liceo classico, che aggiunge: "Anche
coloro che non hanno a che fare direttamente con la scuola non possono ignorare
il fatto che l'istruzione sia uno degli aspetti più qualificanti della società.
Che incide direttamente sulla formazione dei giovani e che questi rappresentano
il futuro di una collettività". Nella giornata di ieri è ripreso il
volantinaggio. Quello che chiedono a gran voce è soprattutto un'attenzione nei
confronti delle loro rivendicazioni. I ragazzi hanno raccolto consenso in
queste ultime settimane tanto da ottenere la vicinanza e il sostegno di
importanti associazioni culturali giovanili. La serata farà da apripista alla
manifestazione di domani che, partendo da piazza Matteotti, raggiungerà piazza
Domenicani. Il corteo aderisce totalmente alla piattaforma stilata dagli
organizzatori della manifestazione nazionale. "Non abbiamo nessuna
intenzione di abbassare la guardia - dice Elena Beccaro, studentessa del
classico - e non possiamo accettare generiche promesse di rinvio o di
confronto. Assomiglia molto ad un tentativo di calmare le acque riponendo
momentaneamente il provvedimento in un cassetto. Per poi ritirarlo fuori tale e
quale una volta che l'attenzione dell'opinione pubblica sarà rivolta
altrove". Gli "Studenti consapevoli" hanno cercato di
coinvolgere in questi giorni anche altri soggetti interessati. Da una parte c'è
da registrare l'adesione di alcuni istituti superiori tedeschi, delle scuole di
Bressanone, Merano e Vadena; dall'altra la posizione dell'università bolzanina
lontana dalla protesta. Almeno in veste ufficiale. "Tuttavia non
molliamo", conclude Marco: «Qualche singolo studente universitario
parteciperà già alla manifestazione di domani e ci auguriamo che altri si
aggiungano in futuro».
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
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Pagina
2 - Prato Fiaccolata in difesa della scuola pubblica PRATO. Continuano le
proteste contro i tagli all'università. Ieri mattina si è tenuta una lezione
sotto le logge in piazza del Comune per un gruppo di studenti della facoltà di
Lettere e filosofia. Domani sera, in occasione dello
sciopero dell'università, Flc-Cgil, Cisl scuola, Gilda, hanno organizzato una
fiaccolatain difea della scuola pubblica e per dire no alla riforma Gelmini. Partenza da piazza delle
Carcere e conclusione in piazza Duomo dove parleranno un genitore, uno studente
ed un insegnante. A seguire musica.
( da "Messaggero, Il
(Latina)"
del 13-11-2008)
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Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi di VERONICA CURSI Riuniti nelle facoltà occupate, impegnati giorno e notte in gruppi di lavoro sulla legge 133 e la
riforma Gelmini, assorbiti
in assemblee e riunioni infuocate, l'Onda anomala degli studenti prepara la
grande mareggiata. Domani circa 100 mila universitari e studenti delle
superiori arrivati da tutta Italia sfileranno per le vie della Capitale fin
sotto il Senato. Poi, la notte, 4 mila delegati dagli Atenei del Paese,
dormiranno nella aule occupate della Sapienza per prendere parte all´assemblea
plenaria di sabato e domenica dove per la prima volta verrà redatto il
"Manifesto per l'autoriforma dell'università". L'Onda prepara la
mareggiata. Da Tor Vergata alla Sapienza, a Roma Tre, gli studenti di tutti gli
Atenei capitolini sono in gran fermento in vista dello sciopero generale
dell'università e della ricerca di domani. Tavole rotonde, cene sociali,
assemblee e lezioni all'aperto riempiono in queste ore le facoltà occupate.
Oggi saranno gli universitari di Roma Tre a organizzare una grande giornata di
mobilitazione. In quasi tutte le facoltà ci saranno iniziative che si
concluderanno con una grande festa alla facoltà di Lettere e Filosofia. Anche a
Tor Vergata si passerà la notte nella facoltà di Lettere e dopo un'assemblea a
Medicina, partirà un corteo interno. Il "Manifesto per
l'autoriforma". Tra gruppi di studio e assemblee i più impegnati in questi
giorni sono però gli studenti della Sapienza (dove ieri le otto liste candidate
al rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi accademici, tra cui
l'apartitica "Vento di Cambiamento", hanno chiesto e ottenuto il
rinvio delle elezioni al 25 e 26). Fervono i preparativi per lo sciopero di domani,
ma soprattutto per l'assemblea che sabato e domenica porterà nell'Ateneo più
grande d'Europa circa 4 mila studenti che con tende e sacchi a pelo dormiranno
nella facoltà occupate (Lettere, Scienze Politiche, Fisica e Chimica). Dopo due
giorni di dibattito gli universitari approveranno «un progetto sistematico in
cui verrà definita una proposta di riforma per l'università». Una bozza di
programma è definita nell'appello della Sapienza occupata, dove si chiede
«l'abrogazione delle leggi 133 e 137». Tre i punti in discussione: didattica,
welfare e diritto allo studio, formazione e lavoro. «Prima questione, la
didattica: va ripensato quel modello del 3+2 clamorosamente fallito - spiega
Giorgio Sestili, rappresentante dei collettivi - E' necessario avviare un
ragionamento che riguardi l'accorpamento degli esami, l'abolizione del sistema
di credito, della frequenza obbligatoria e dei numeri chiusi». Ma il progetto
dell'autoriforma mette al centro anche la connessione tra welfare e diritto
allo studio: «Vogliamo usufruire di servizi fondamentali come la casa, le borse
di studio, le mense, l'accesso alla cultura e ai trasporti». Terzo punto:
«l'abolizione delle classi di docenza per favorire, anche tramite concorso
nazionale, differenti sistemi di reclutamento e finanziamento per dottorandi e
ricercatori. E inoltre è necessario ripensare i meccanismi di funzionamente del
mercato del lavoro che ruota attorno agli Atenei, con un'analisi critica del
modello di università-impresa proposto attualmente dal governo» «E se
proveranno a fermarci saranno travolti». Intanto ci si prepara per domani. Alle
9.30 da piazzale Aldo Moro partirà il primo spezzone della Sapienza, mentre
altri due cortei prenderanno il via da Piramide (dove sfileranno gli studenti
di Roma Tre) e da piazza della Repubblica (dove si raduneranno gli studenti
medi). I tre cortei, a cui a piazza dei Cinquecento si uniranno anche i ragazzi
di Tor Vergata, sfileranno fino a piazza Navona. Attacco informatico. Ma la
protesta degli studenti si muoverà anche su Internet. In rete si annuncia per
oggi, alle 14, un netstrike contro il sito del Ministero dell'università e
della ricerca: un attacco informatico che consiste nel moltiplicare talmente
tanto i contatti alle pagine del Miur da mandarlo in tilt. La Notte Bianca
della ricerca. Dalle 19 alle due del mattino, oggi anche i ricercatori faranno
sentire la loro voce. Con una Notte Bianca nell'aula Pocchiari dell'Istituto
superiori di Sanità. In programma dibattiti sul precariato e contro i decreti
che colpiscono la ricerca.
( da "Messaggero, Il
(Rieti)"
del 13-11-2008)
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Giovedì 13 Novembre 2008 Chiudi Ieri il corteo al quale hanno
aderito gran parte degli istituti reatini, per contestare la Gelmini
e le carenze degli edifici Scuola, studenti delle superiori in lotta Seconda
giornata di presidio allo "Jucci": «Andremo avanti ad oltranza»
( da "Messaggero, Il
(Rieti)"
del 13-11-2008)
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Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi di ILARIA STRINATI Non è solo una questione di
termosifoni. O perlomeno non più. Nata come protesta per il mancato
funzionamento degli impianti di riscaldamento nelle scuole superiori di Rieti,
l'Onda partita dal liceo scientifico "Jucci" - da martedì in presidio
autogestito - si è abbattuta ben presto contro i tentativi
di riforma del ministro Gelmini, trascinandosi dietro anche tutte le quotidiane magagne che
investono principalmente l'edilizia scolastica: dall'Ipc senza allacci per i
termosifoni e senza palestra fino all'Alberghiero spezzettato su quattro sedi
didattiche. La cronaca della seconda giornata di mobilitazione studentesca
inizia presto, quando all'apertura dei cancelli gran parte degli
studenti delle superiori, anziché imboccare il portone d'ingresso degli
istituti, si riunisce in corteo paralizzando la città. Un serpentone di ragazze
e ragazzi che confluisce nella palestra dello scientifico dove si discute dei
decreti Gelmini su scuola e università. «Molti
studenti non conoscono neanche i contenuti della legge - dice Anna Colarieti
(rappresentante "Jucci")- ecco perché crediamo che uno dei primi
passi debba essere quello di informare». Dibattiti, cinematografo, attività
didattiche e non, avanti così ad oltranza. «In questo momento - spiega Raffaele
Pitoni, anche lui rappresentante dello "Jucci" - siamo convinti che
il nostro liceo rappresenti un simbolo della protesta di tutti gli studenti,
uniti e senza distinzioni politiche, e continueremo finché non partirà
l'autogestione anche negli altri istituti». Protesta aperta, da allargare anche
alla provincia e semmai alle organizzazioni giovanili del territorio e che vede
al primo punto la contestazione di una politica scolastica che taglia fondi a
scuole ed università ed ipotizza, tra l'altro, la trasformazione degli istituti
superiori in fondazioni private. Ma dal confronto che ieri pomeriggio ha visto
riunirsi il comitato di rappresentanti degli istituti superiori di Rieti, è
emerso un più profondo e generale malcontento che investe le nuove generazioni.
Una sensazione di abbandono mista alla voglia di riscatto e di far sentire la
propria voce. Così, alla fine, alle carenze croniche degli edifici, finisce per
sommarsi la delusione nei confronti di un'università locale che stenta a
decollare in un territorio che non promette futuro: «Vogliamo far capire che
noi giovani ci siamo - sottolinea Pietro Santicchi (presidente della consulta
studentesca) - e meritiamo attenzione». Gli fa eco Andrea Palmieri (Itc): «Siamo
qui per combattere per un obiettivo comune, che è innanzi tutto quello di avere
una scuola migliore». Uniti, appunto. Evitando che strumentalizzazioni di sorta
possano rovinare quel che oggi è la migliore risposta dei giovani al torpore di
un territorio.
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 13-11-2008)
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Pagina
8 - Udine Scienze rende pubblica la ricerca Lettere invita i politici a palazzo
Se i sindacati sullo sciopero si sono spaccati, la comunità accademica resta
compatta e continua a protestare contro i tagli del governo al sistema
universitario nazionale. La facoltà di Scienze dell'ateneo friulano lo farà
illustrando, in un incontro pubblico, a palazzo Antonini, le posizioni di
eccellenza conseguite nella ricerca. Il consiglio di facoltà di Lettere,
invece, discuterà la proposta avanzata, ieri, in assemblea, dal professor Paolo
Coppola, secondo il quale sugli effetti dei tagli vanno sensibilizzati i
parlamentari friulani. Come? Invitandoli a palazzo Florio. Entrambe le
assemblee, ieri, sono state molto affollate. Ai Rizzi, il preside di Scienze,
Carlo Tasso, dopo aver ricordato che secondo il Comitato di indirizzo per la
valutazione della ricerca (Civr) la facoltà di Scienze di Udine è al secondo
posto in Italia, ha tranquillizzato gli studenti sul futuro della laurea
magistrale in Fisica computazionale e su quella in Biotecnologie. «Stiamo
lavorando con l'università di Trieste e la Sissa per trasformare il corso di
Fisica in un corso interateneo, mentre la laurea in biotecnologie resterà un
corso interfacoltà gestito da Scienze, Medicina, Veterinaria e Agraria» ha
puntualizzato il preside, nell'annunciare che i risultati della ricerca a breve
saranno illustrati, in un incontro pubblico al quale potranno partecipare anche
i genitori degli studenti, molto probabilmente a palazzo Antonini. L'iniziativa
sostituirà le lezioni in piazza che per le materie scientifiche risultano meno
comprensibili al grande pubblico. Altrettanto animata l'assemblea della facoltà
di Lettere. Qui il preside, Andrea Tabarroni, si è soffermato sugli elementi di
apertura introdotti dall'ultimo decreto Gelmini anche se «la situazione - ha
aggiunto - resta paradossale: quando si tagliano le risorse non si può chiedere
agli atenei atteggiamenti virtuosi». Studenti e docenti, infatti, si sono detti
preoccupati soprattutto per la chiusura delle Scuole di specializzazione per la
formazione degli insegnanti (Siss) e la prospettiva dell'ingresso dei
privati. «La cultura umanistica e scientifica di base - ha sottolineato
Tabarroni - hanno bisogno di tutela prima di essere affidate ai privati». Nel
condividere la protesta degli studenti, diversi docenti di Lettere si sono resi
disponibile a fare lezione in piazza. Tra questi anche il preside. L'insolita
protesta attuata ormai in tutta Italia è prevista per martedì e giovedì
prossimi davanti a palazzo D'Aronco. E per analizzare i problemi
dell'università non è esclusa l'organizzazione di gruppi di lavoro tra tutte le
facoltà. (g.p.)
( da "Messaggero, Il
(Umbria)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi I tagli alla ricerca fanno paura a tutti e il Consorzio
universitario ternano è già corso ai ripari. I primi effetti del nuovo decreto
si sono registrati durante l'ultima riunione del consiglio di amministrazione.
Ieri l'assemblea che riunisce i soci ha infatti deciso di ridurre da 24 a 18 il
numero dei ricercatori da selezionare per alcuni progetti di ricerca. I 150
mila euro risparmiati verranno spostati in un fondo di riserva dal quale
attingere in caso di necessità. «Inoltre - spiega Raffaelli - si è deciso di
procedere al consolidamento del corso di laurea per traduttori ed interpreti
con una base di 30 mila euro». Buone notizie arrivano invece dai dati sulle
immatricolazioni: «Siamo arrivati ormai ai mille iscritti. C'è stato un
incremento del 7 per cento delle immatricolazioni, a fronte di una riduzione
del 5 per cento nei corsi perugini». All'ordine del giorno c'era anche un punto
relativo alle nuove modalità di nomina delle commissioni concorsuali. Dai
membri del cda è stata condivisa la preoccupazione per una «burocratizzazione
eccessiva del meccanismo di nomina, che finirebbe per bloccare per mesi le
procedure di assegnazione dell'incarico». Oggi, se un ateneo bandisce un
concorso a cattedra, la facoltà nomina un docente interno e
tutti i docenti della materia a livello nazionale votano per scegliere gli
altri quattro commissari. La Gelmini introdurrà invece il sorteggio. Verranno cioè eletti in numero
doppio i commissari e poi, tra questi, si procederà all'estrazione. L'obiettivo
è quello di evitare "cordate" a favore di alcuni candidati. C.Pr.
( da "Messaggero, Il
(Frosinone)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi di ELENA PITTIGLIO Anche a Cassino il sindacato si
divide sulla riforma dell'università. Ieri mattina l' assemblea del personale
tecnico-amministrativo di Ateneo, convocata da Cgil, Cisl e Uil all'interno
dell'Aula Pacis, avrebbe dovuto concordare le linee di partecipazione alla
mobilitazione generale in programma domani a Roma. Un incontro di preparazione
e di dibattito sulla Legge 133 del 6 agosto 2008, al quale hanno partecipato il
segretario regionale della Flc Cgil Eugenio Ghignoni e il segretario nazionale
della Uil-PA Alberto Civica. Unico assente il segretario nazionale della Fed.
Cisl-Università Domenico di Simone. Al termine dell'assemblea, da Roma è stata
comunicata la notizia che la Cisl aveva revocato lo sciopero di venerdì, per aver firmato insieme alla Uil un documento per le richieste
del settore presentato alla Gelmini. La Uil, invece, attraverso il segretario generale Civica,
presente nell'Aula Pacis, ha confermato l'agitazione "perché le garanzie
del Ministro non sono sufficienti. Al momento - ha sottolineato - non ci sono
ragioni per revocare lo sciopero che si prevede con adesioni molto forti".
"Se gli Atenei si trasformassero in Fondazioni sparirebbe il sistema
universitario pubblico" - ha continuato Civita. E, intanto, nel pomeriggio
di ieri a Lettere l'ex ministro alla Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer ha
parlato ai partecipanti al master "La professionalità del docente e
dirigente scolastico". "Si deve puntare alla ricerca che deve fare il
docente - ha detto Berlinguer - e non il ministro. Il problema centrale della
scuola è una grande riforma dei metodi».
( da "Messaggero, Il
(Umbria)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Giovedì 13 Novembre 2008 Chiudi Lezione sul decreto Gelmini
durante l'occupazione del Liceo Classico
( da "Messaggero, Il
(Umbria)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi Convegno sulla scuola con l'ex ministro Fioroni Il Pd scende
in campo per dire la sua sulla questione scuola. Stasera, alle 18,30, convegno
con l'ex ministro del Governo Prodi, Giuseppe Fioroni, e l'onorevole Gianpiero
Bocci, all'Hotel Plaza. Sono previsti anche interventi di esperti dei problemi
della scuola sulle proteste di questi giorni e sulle ultime decisioni prese
dall'attuale ministro di centrodestra, Gelmini. Confindustria, incontro su lavoro e sicurezza Parteciperà anche
Raffaele Guariniello, procuratore della Repubblica aggiunto di Torino, al
seminario dedicato alla sicurezza nei luoghi di lavoro organizzato da
Confindustria Perugia e Federmanager, l'Associazione nazionale dei dirigenti
d'azienda per domani nella sede di Confindustria a partire dalle 15.
( da "Messaggero, Il
(Umbria)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi In un colpo solo è riuscito a far trovare un fronte
comune fra studenti, genitori e molti dei docenti. Il preside del liceo
Classico "Mariotti" Filippo Vincenzo Maiolo ha deciso
unilaterlamente, senza nemmeno confrontarsi con i docenti: «Avete occupato,
niente gite scolastiche». Un diktat imposto che non piaciuto agli oltre mille
studenti del liceo ma nemmeno alle famiglie. E molto malumore si è registrato
anche fra i docenti. Perchè non c'è stato confronto, perchè «non è questo
l'esempio che si deve dare ai ragazzi», perchè «l'occupazione è stata fatta in
maniera più che democratica, da una minoranza di studenti che ha comunque
permesso a chi voleva andare a scuola di seguire le lezioni». In effetti il
liceo Classico di Perugia è stata una di quelle scuola nelle quali durante le
lezioni i duecenti studenti che occupavano "studiavano" effettivamente il decreto del ministro dell'Istruzione Gelmini. E l'amarezza per come questa
decisione è stata imposta attraversa tutti. Anche perchè la
"punizione" appare comunque diseducativa. «Se è vero che le gite
fanno parte del programma didattico, perchè ci viene tolta la possibilità di
apprendere in maniera diversa rispetto allo studio sui libri? E' come se
per "punirci" ci venissero tolte delle ore di lezione. E poi, perchè
fare questa prova di forza? La scuola non dovrebbe servire a un confronto, a
una crescita di noi ragazzi?», sostengono gli studenti all'uscita da scuola.
Fra l'altro la decisione di sospendere le gite scolastiche riguarda anche gli
scambi con i ragazzi di altre scuole all'estero, con un danno ancora maggiore,
dato che lo scambio, in questo modo, è stato unilaterale. La speranza, per
tutti, è che ci sia ancora un margine per discutere e trovare una soluzione
condivisa. In maniera educativa e senza prove di forza. Pa. Ri.
( da "Messaggero, Il
(Pesaro)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi FANO - Volantini e messaggi elettronici passano di mano
in mano, di computer in computer, per chiamare a raccolta i giovani fanesi
contro la riforma scolastica. Confermato lo sciopero di dopodomani, la Rete
degli studenti medi ha completato il programma della giornata, definendo le
iniziative collaterali. Prima, però, una raccomandazione degli organizzatori:
«La nostra mobilitazione ha un forte contenuto anti-razzista, criticando con
forza il ghetto educativo delle classi separate, quindi non è gradita la
presenza dell'estrema destra». Raduno alle 8 al Pincio, dove si susseguiranno
spettacoli teatrali, trampolieri, artisti di strada, letture di poesia, lezioni
all'aperto di storia e filosofia. Sindacalisti e insegnanti apriranno il
dibattito, poi il microfono rimarrà aperto per tutta la durata della
manifestazione: chiunque potrà prendere la parola ed esprimere la propria
opinione. «Si tratta di un'iniziativa pacifica, preceduta proprio in queste ore
dalle ultime assemblee negli istituti superiori fanesi», afferma Jacopo Cesari,
portavoce locale della Rete studenti medi. Sul volantino dello sciopero le
scritte "Jurassic School - Benvenuti nella scuola del
passato" e poi la sfilza di motivi contro la riforma Gelmini. In serata, sempre dopodomani,
concerto rock nella sala "Il Cubo", a San Lazzaro, organizzato dal
circolo "Allende". Suonano i gruppi: "Nudi sotto la
pioggia", "Not so expensive", "The loffers" e
"The Barbacans". O.S.
( da "Messaggero, Il
(Umbria)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Giovedì
13 Novembre 2008 Chiudi Ci sarà anche l'onorevole Giuseppe Fioroni, ex ministro
della pubblica istruzione, nell'incontro che si svolgerà oggi a Villa Redenta
(Sala Monterosso, ore 16), su iniziativa del partito democratico. Al centro del
dibattito, denominato "Salva la scuola", ci
saranno le novità introdotte dalla Riforma Gelmini, che anche a Spoleto ha determinato la protesta di studenti e
insegnanti. La scuola spoletina in generale vive lo stesso stato di malessere
di altri istituti italiani. Docenti e discenti si trovano tutti nello stesso
calderone di una didattica che deve fare i conti con il "risparmio".
Soprattutto per quanto concerne la categoria degli insegnanti. Con buona pace
dei cosiddetti precari, che nello spoletino sono tanti, a cominciare dalle
elementari per arrivare alle superiori. A coordinare gli interventi sarà il
parlamentare umbro Giampiero Bocci: all'incontro pubblico parteciperanno anche
l'onorevole Rosa Di Pasquale, il professor Fabrizio Bracco, il sindaco Massimo
Brunini e l'esponente del Pd Margherita Lezi. Si parlerà anche dei riflessi che
la riforma avrà sul territorio di Spoleto e Valnerina e delle ripercussioni
sull'università pubblica.
( da "Corriere del
Veneto"
del 13-11-2008)
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Scuola
Corriere
del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-13 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE A Verona Lo sciopero A Roma con i soldi dei sindaci Lezioni
in piazza sotto i tendoni PADOVA – Studenti a Roma. Grazie anche ai soldi del
sindaco di Padova Flavio Zanonato e di quello di Venezia Massimo Cacciari. Ieri
mattina i due sindaci hanno devoluto alcune centinaia di euro alla causa degli
studenti che stanotte partiranno per Roma per la grande manifestazione contro
la riforma Gelmini-Tremonti. Quasi
in mille, tra studenti, professori e ricercatori, saliranno stanotte sul treno
speciale in partenza da Venezia. Ieri, grazie ad una colletta improvvisata (tra
gli altri, il deputato Alessandro Naccarato e il capogruppo del Pd in Regione
Giovanni Gallo), sono stati raccolti in favore dell'Onda quasi 3 mila euro per
pagare ai manifestanti una parte del biglietto del treno. Soldi anche
dal consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin, dal rettore di Ca'
Foscari Pier Francesco Ghetti, da molti docenti universitari e dalla Cgil del
Veneto. VERONA - A dispetto del freddo e della pioggia le lezioni in piazza
sono continuate anche questa settimana. Ieri il turno della facoltà di Scienze
della Formazione i cui professori, oltre a spiegare hanno anche tenuto il
ricevimento. Location, come la settimana scorsa, piazza dei Signori, e quando
la pioggerellina nel primo pomeriggio ha cominciato a infastidire gli studenti
si sono riparati sotto gli ombrelloni messi a disposizione da un bar della
piazza. Oltre agli studenti di Formazione, le lezioni all'aperto hanno
coinvolto anche il dottorato di ricerca in Filosofia. Davide D'Attino D.O. Sui
libri Piazza dei Signori
( da "Libertà" del 13-11-2008)
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Scuola
Riforma Gelmini:
un'assemblea GOSSOLENGO - Domani, venerdì, alle 21 nella biblioteca comunale di
Gossolengo si parla della Riforma Gelmini.
All'incontro, promosso da Sinistra Unita per Gossolengo, interverrano vari
rappresentanti del mondo scolastico: Raffaella Morsia, sindacalista di Cgil
Scuola, gli insegnanti Andrea Vantadori e Antonella Codazzi e la studentessa
Jessica Valisa. Coordinerà l'incontro Fabrizio Samuelli. 13/11/2008
( da "Adige, L'" del 13-11-2008)
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Scuola
Sociologia
Studenti in piazza: «Inizia la seconda fase» «Occupazione al termine» Dopo due
settimane di lezioni alternative, di serate dedicate a seminari e dibattiti,
gli studenti universitari si preparano ad una seconda fase delle protesta
contro i provvedimenti del Governo su istruzione, università e ricerca. Domani
in molti parteciperanno alla manifestazione nazionale. E dal giorno dopo
potrebbe chiudersi l'esperienza dell'occupazione soft: morbida, nel senso che
non sono state ostacolate le lezioni e non sono stati bloccati gli esami. Ieri
se ne è discusso in Consiglio di facoltà. In accordo con il corpo docente, i
rappresentanti degli studenti si dicono orientati a fermare, almeno
temporaneamente, l'autogestione. Finora si è protestato contro: il taglio dei
fondi per università, enti di ricerca; il blocco del reclutamento; il taglio
delle retribuzioni del personale; le misure indiscriminate sulle assenze per
malattia; il silenzio sui concorsi straordinari per i ricercatori; lo stop ai
processi di stabilizzazione dei precari; la possibilità di trasformare gli
atenei in fondazioni private; l'assenza di risorse per il
rinnovo dei contratti di lavoro. In Trentino il «Comitato No Gelmini» aveva mobilitato duemila
studenti nel corteo del 28 ottobre. Poi sono state promosse varie iniziative,
fra cui l'occupazione di Sociologia e la didattica alternativa. 13/11/2008
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 13-11-2008)
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Scuola
SCUOLA/2 A proposito di Brunetta e Gelmini Con la presente vorrei rispondere al signor Luca Zaninotti e
alla sua lettera pubblicata sul giornale sabato 8 novembre dove elogiava
l'operato dei signori ministri Brunetta e Gelmini e invitava gli studenti (solo loro,visto che i docenti non
vengono menzionati) a passare più tempo sui libri che a manifestare.
Vorrei ricordare al signor Luca che concordo con lui e con il ministro Brunetta
sul punire gli assenteisti(ingiustificati)nel pubblico impiego, ma gli porgo un
quesito: perché non punire prima gli assenteisti più costosi di Italia,
deputati e senatori, che riempiono le rispettive aule esclusivamente solo
quando si tratta di aumentarsi l'indennizzo? Che vada in conflitto di interessi
anche il signor ministro? Per quanto riguarda la signora Gelmini,
mi sa spiegare il signor Luca come mai più di metà della riforma interessa le
riforme fatte da un ex ministro della Pubblica istruzione che portava il nome
di Letizia Moratti che mi pare ricordare della stessa corrente politica
dell'attuale ministro? Paolo Santo
( da "Resto del
Carlino, Il (Ravenna)" del 13-11-2008)
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Scuola
RAVENNA
CRONACA pag. 8 scuola FI: «Gazebo a Piangipane contro le bugie sulla riforma Gelmini» UN GAZEBO di Forza Italia - Popolo della Libertà
sarà presente oggi, giovedì 13 novembre, presso il mercato di Piangipane «Per
illustrare ai cittadini ? scrive il coordinatore comunale Alberto Ancarani ? la
riforma della Scuola e per smascherare le bugie della sinistra». Durante il
gazebo verrà tra l?altro promosso l?incontro pubblico che FI-Pdl terrà giovedì
20 novembre alle 20.30 presso la sala Forum della Seconda circoscrizione
proprio sul tema ?Operazione verità? che prosegue nei mercati del comune.
( da "Corriere del
Veneto"
del 13-11-2008)
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Scuola
Corriere
del Veneto - TREVISO - sezione: PRIMOPIANO - data:
2008-11-13 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE A Treviso Irpef e riforma Gelmini nel mirino del centrosinistra in
provincia Il 7 dicembre Gli operatori delle funivie vogliono l'aumento. Le
imprese: «Siamo in passivo» L'ombra dello sciopero sulla prima sciata Scuola e
fisco, Tonella lancia l'offensiva BELLUNO — La prima sciata della
stagione, prevista per il 7 dicembre, è a rischio: gli operatori delle funivie
minacciano lo sciopero nazionale. Se il 20 novembre sindacati e rappresentanti
delle imprese di settore non troveranno un accordo sull'adeguamento degli stipendi,
il 7 dicembre scatterà la chiusura di piste e impianti. «L'Anef (Associazione
nazionale esercenti funiviari) non vuole recepire le nostre richieste — dice
Mauro Dal Prà della Cgil di Belluno —. Se scioperiamo è perché siamo costretti
dall'atteggiamento di chiusura delle aziende». Ferma la replica di Giovanni
Valle, presidente di Anef Veneto: «Le imprese sono in rosso da anni, anche
pochi spicci contano». La questione non riguarda il contratto nazionale di
categoria, rinnovato recentemente, ma l'aggiornamento del «salario». TREVISO —
Il Pd lancia la campagna invernale. Due i temi chiave: il federalismo, con la
richiesta che il 20% dell'Irpef sia destinato ai comuni, e la lotta alla
riforma della scuola pensata dal ministro Gelmini. La
linea politica è dettata da Giovanni Tonella, portavoce del coordinamento
provinciale Pd di Treviso, dal canale Youtube del Partito, tramite una
video-dichiarazione. Si è attivata anche Maristella Caldato, consigliere
comunale del Pd a Treviso, che vuole informare i cittadini sulla possibilità di
ottenere delle agevolazioni economiche per mutuo prima casa e ristrutturazioni.
L'assalto del centrosinistra al governo cittadino in questa fase pre-natalizia
si muoverà su due assi che stanno trovando un grande consenso popolare. La
strategia è quella di proporre in tutti i consigli comunali della provincia «I
sindacati — dichiara Dal Prà — chiedono un aumento mensile di 160 euro, la
controparte ne offre 60. Noi abbiamo già abbandonato il tavolo di lavoro una
volta e siamo pronti a rifarlo il 20 novembre. Quella del 7 dicembre sarà la
prima di una serie di azioni di lotta. Negli ultimi anni è raddoppiato l'uso di
funivie e impianti di risalita, comportando notevoli guadagni per gli
esercenti, ma i lavoratori non hanno visto un euro in più. Anzi, il costo di
alcune protezioni, come gli scarponi termici, è generalmente a loro carico». Le
imprese, invece, piangono miseria. «Non è una questione di 10 euro in più —
dichiara Valle — è che i soldi sono finiti per tutti. Si tende a risparmiare
anche sulle piccole spese, perché siamo in passivo, altro che "ingenti
introiti". La Regione non ci considera, eppure, considerato degli ordini
del giorno sull'Irpef ai comuni e sull'opposizione alla riforma Gelmini. Incaricati dell'operazione tutti i membri del Pd di
Marca, che si troveranno poi a distribuire locandine e volantini. «è necessario
che gli enti abbiamo le risorse per dare servizi ai cittadini », dice Tonella.
«E dobbiamo bloccare una riforma che danneggia anche gli istituti tecnici e professionali».
Il Pd sabato scorso ha portato a Treviso il ministro ombra all'istruzione.
Domani a Montebelluna relazionerà invece l'ex viceministro Mariangela Bastico.
E mentre a livello provinciale il Pd mette in campo questa duplice azione
informativa, a Treviso la consigliere comunale Caldato dona ai cittadini il
proprio numero di telefonino. «I cittadini mi chiamino al 340-3704079», dice.
«è il numero che mi ha dato il Comune, sono pari a 100 il fatturato complessivo
della montagna, senza di noi si ridurrebbe a 29. Spero che questa vicenda possa
accendere i riflettori sui nostri problemi». D'accordo Enrico Ghezze,
presidente della società di impianti di risalita «Faloria Spa» di Cortina:
«Alla fine si arriverà ad un accordo, ogni due anni la questione ritorna. Il
problema è che le imprese del settore spendono il 20% del fatturato per
l'innevamento e il 35% in stipendi e oneri sociali. Se le cose vanno bene si
può raggiungere il pareggio di bilancio. Ma è chiaro che siamo al limite, non
c'è più margine. Mi è stato riferito che sarebbe stato proposto agli operatori
di settore un aumento di 100 euro mensili: non sono certo basti a scongiurare
lo sciopero, ma è quanto possiamo offrire». al loro servizio per spiegare le
opportunità della Regione in merito al pagamento del mutuo prima casa, oppure
per la costruzione, acquisto o recupero dell'abitazione principale». I
contributi sono stati stanziati a fine del mese di ottobre dalla Regione, a
favore di coloro che non riescono a pagare il mutuo contratto per l'acquisto
della casa di abitazione, a causa della crisi economica imperante. Ogni venerdì
pomeriggio, presso la stanza del Pd nella sede del Comune, dalle ore 15 alle
ore 18 Caldato riceverà i trevigiani interessati fornendo anche copia dei bandi
di concorso e stampati di domanda. Il termine ultimo per la presentazione delle
domande di contributo alla Regione Veneto è stato fissato per il giorno sabato
20 dicembre 2008. Marco de' Francesco Ma. Pi. In protesta I sindacati chiedono
160 euro in più Pd Il portavoce trevigiano Giovanni Tonella
( da "Secolo XIX, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
La protesta
viaggia in Retee invade la Fiera del mare scuola Doveva essere solo un presidio
ad Abcd, ne è nato un corteo per Balbi DIVERSE CENTINAIA di universitari e
liceali (tremila secondo l'Unione degli studenti, trecento secondo la polizia)
in piazza, presidio e corteo: viabilità in tilt, cori e slogan a scandire
l'ennesima mattinata di lotta di licei e atenei contro la riforma della scuola.
Il tam tam di Internet ha portato alla Fiera del mare, davanti al salone
dell'orientamento "Abcd", i ragazzi degli istituti superiori e
dell'università. Appuntamento lanciato appena la sera prima: le e-mail
raggiungono chi in queste settimane occupa o autogestisce gli spazi, le aule
dei licei, quelle delle facoltà di lettere e giurisprudenza, di architettura,
del polo scientifico. Alle 9 e mezzo alla Foce c'è già una folla. Doveva essere solo un presidio (simbolico, considerato che il
ministro Gelmini non si è
visto), poi però spontaneo è nato il corteo, che ha marciato chiassoso e
colorato lungo via Brigate Partigiane, via Venti Settembre, piazza De Ferrari,
piazza Fontane Marose e via Garibaldi, piazza della Nunziata fino in via Balbi.
«Manifestazione estemporanea, organizzata dall'oggi al domani: sinceramente non
ci saremmo mai aspettati una partecipazione del genere» spiega Matteo
Fioravanti, studente di Lettere, impegnato per larga parte della mattinata
nella gestione dell'occupazione in facoltà. «Abbiamo dimostrato grande capacità
di mobilitazione - fa eco il collega Luca Daminelli -. La Gelmini?
Le voci si sono rincorse per giorni: viene o non viene? Doveva esserci il 12,
poi il 14. La veritàè che la faccia, su questa riforma, non ce la vuole
mettere». Protesta a oltranza? «Finché la 133 non verrà ritirata - chiude
Daminelli -. Non si può intavolare nessun genere di trattativa sulla base dei
tagli alla cultura e all'istruzione». «Probabilmente l'idea del ministro era di
venire il 14, in occasione della manifestazione nazionale: approfittando magari
del fatto che un'alta percentuale di noi sarebbe stata impegnata nei cortei di
Roma - dice Irene Bardi di Scienze politiche -. Purtroppo per lei, dovesse
venire troverebbe un caldo benvenuto». «Contestiamo il fatto che sia stata
invitata - chiude la giovane - perché non la riconosciamo come nostro ministro
dell'Istruzione». «Non ci rappresenta - si accoda Fioravanti -. Continueremo a
manifestare, a far sentire sempre più forte la nostra voce». Tra le università
anche i licei: al corteo di ieri hanno preso parte, fra gli altri, il Gastaldi,
Buonarroti e Firpo, Klee Barabino, Giorgi, Pertini e Cassini. «Stiamo facendo
autogestione - spiega Pietro Ruggiero del Gastaldi - con cineforum e dibattiti,
lezioni alternative e attività organizzative.La partecipazione di oggi era
doverosa: fosse venuto in ministro, in strada sarebbero scese altro che 2 mila
persone. Sarebbe stato il blocco completo della città». I ragazzi del Cassini
progettano cortei col lutto al braccio «per simboleggiare la morte della
cultura», quelli del Klee, alla terza settimana di autogestione, stanno
costruendo una bara, cucendo tonache e cappucci. C'è anche la proposta, da
valutare istituto per istituto, di organizzare una giornata di occupazione che
coinvolga tutte le scuole della città. Intanto domani sera, alle otto, un nuovo
corteo studentesco, organizzato dal D'Oria, si muoverà da piazza della Vittoria
fino a piazza De Ferrari. «Una fiaccolata tranquilla - dice Giorgio Righetti,
rappresentante d'istituto al D'Oria - con i licei ma anche gli studenti
dell'Università. Abbiamo comprato centinaia di candele, ci aspettiamo una
partecipazione numerosa».Federico Amodeo 13/11/2008 [+] www.ilsecoloxix.it
13/11/2008 Guarda le altre foto delle manifestazioni di ieri cliccando sul sito
del Secolo XIX 13/11/2008
( da "Secolo XIX, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
«eliminiamo
le gite scolastichecosì colpiremo l'indotto degli istituti» i licei ELIMINARE,
in segno di protesta, le gite scolastiche. Ne stanno parlando, in questi
giorni, alcuni licei cittadini come il classico Colombo, che ne discuterà la
settimana prossima. «Sarà uno degli argomenti di discussione del prossimo
collegio dei docenti - conferma Nunzio Cotena, preside del liceo - ma non
abbiamo ancora preso una decisione». «Sappiamo - spiegano alcuni insegnanti di
D'Oria, Cassini, Pertini e altri licei - che intorno alla scuola girano
interessi miliardari. Forse è giunto il momento di colpire questi interessi».
Un'altra proposta, frutto della stessa assemblea, è quella di bloccare le nuove
adozioni dei libri di testo. Nate alcune settimane fa da un'assemblea di
insegnanti e personale Ata - cioè segretari e bidelli - le proposte hanno un
chiaro obiettivo. Abrogare la legge 137, meglio nota come
legge Gelmini, e abrogare
l'articolo 64 della legge Finanziaria che, "ai fini di una migliore
qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione
professionale del personale docente" riduce il numero di insegnanti e
personale Ata. 13/11/2008
( da "Secolo XIX, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
L'unità
degli studenti, il fronte sindacale diviso verso lo sciopero generale Saranno
alcune centinaia gli universitari genovesi alla manifestazione di domani. Non
ci sarà invece la Cisl. La Uil deciderà oggi 13/11/2008 È PARTITO il conto alla
rovescia per la manifestazione romana di domani, giorno di sciopero generale di
università, ricerca e alta formazione musicale e artistica. Tra gli entusiasmi
del giorno prima e qualche nervosismo. Matteo, iscritto a Giurisprudenza, parla
a nome di tutti gli studenti dell'Università di Genova: «Ho prenotato quattro
pullman e nelle prossime ore forse ne prenoterò degli altri. Tra pullman, auto,
e treni saremo alcune centinaia». Anche i sindacati di categoria hanno
organizzato una piccola flotta di pullman, per duecento posti circa, che
all'alba di domani partirà per la capitale. Ma il fronte sindacale si è
spaccato. La Cisl ha detto ieri che non parteciperà allo sciopero, la Uil
deciderà oggi. Il motivo è l'incontro di due sere fa tra i
sindacati e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Cisl e Uil hanno firmato un documento che contiene le loro
principali richieste, la Cgil ha abbandonato il tavolo. «Aspettiamo di vedere
cosa accadrà nelle prossime ore - dice Marco Striseo, coordinatore ligure della
Uil-Università e Ricerca -. Se il governo accoglierà i punti di quel
documento, impegnandosi a realizzarli in tempi brevi, ritireremo la nostra
partecipazione allo sciopero». Gli studenti confermano invece la loro
partecipazione. «Per i fatti nostri, però. A Roma - dice Matteo, iscritto a
Lettere - i cortei saranno due: quello sindacale e il nostro». «I motivi di
questa divisione non sono drammatici - assicura Stefano, uno dei leader del
"movimento studentesco" -. Semplicemente, vorremmo rimanere il più
possibile distanti dai partiti e dai sindacati». Sullo sfondo c'è il nuovo
decreto "tecnico", in vigore da due giorni, con cui il governo ha
dato una parziale risposta alle richieste degli atenei. I tagli ai
finanziamenti per le università, il blocco al turnover, la possibilità di
privatizzare gli atenei restano. Rispetto alla legge finanziaria, però, il
decreto introduce qualche correttivo. Distingue nei tagli di bilancio le
università virtuose da quelle in rosso, accresce i fondi per il diritto allo
studio, allenta il freno alle assunzioni. Per il rettore dell'Università di
Genova, Giacomo Deferrari, «è un buon segnale». Per gli studenti, e per una
parte del sindacato, no. Stefano, iscritto a Giurisprudenza: «a che serve
stanziare 135 milioni per il diritto allo studio se poi la Finanziaria ci
toglie un miliardo e mezzo di finanziamenti?». Giuliana Parodi, Flc-Cgil: «La
Finanziaria resta quella di prima: uno strangolamento».F. Mar. 13/11/2008
( da "Centro, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Pagina
36 - Cronaca Protesta, luci accese nelle aule Giornata del diritto
allo studio assemblee di genitori e docenti Nasce il comitato per la scuola E
mail ai candidati alla Regione per dire no alla legge Gelmini CHIETI. Scuole con le luci accese, per significare una presenza
ineludibile. Lunedì pomeriggio, in occasione della giornata mondiale del diritto
allo studio, sono previste assemblee dei genitori nei diversi edifici
scolastici della città. Riunioni per discutere sulla legge Gelmini e gli altri provvedimenti legislativi, che
preannunciano un futuro più povero per la scuola italiana. Progetti che
allarmano le famiglie. L'altra sera nel mercato coperto di via Ortona un
centinaio, tra insegnanti, genitori, studenti e personale Ata, si sono
incontrati per dar vita a un comitato per la scuola. Tra le iniziative decise
c'è «luci accese nella scuola pre-okkupata». Nasce anche un blog, diario di
bordo su Internet, consultabile all'indirizzo «http://ioscuola.wordpress.com»,
con articoli sulle declinazioni locali dell'onda lunga di protesta contro le
ultime leggi sulla scuola e forum. Presto, poi, partiranno e-mail ai candidati
alle elezioni regionali, perché si facciano portavoce del dissenso. Un
"no" trasversale, che accomuna professori e alunni, genitori e
bidelli, al di là dei credo politici. Verrà scritta, anche, una lettera aperta
alle coalizioni, sempre in lizza per le regionali, affinché assumano un impegno
formale a contrastare con ogni mezzo la riforma Gelmini
e a destinare una quota non inferiore al 10% del budget regionale, per un fondo
di sostegno alle attività educative. Spaventa l'orario ridotto alle elementari.
L'uscita alle 12.30 mette in ginocchio tante mamme lavoratrici. Già girano
volantini di associazioni private che, a pagamento, organizzeranno post-scuola
per i piccoli. «Guadagno meno di 500 euro al mese», dice una mamma, «pochi ma indispensabili.
Quest'altra spesa sarà difficile da sostenere. Mi sà che devo lasciare il
lavoro». «Questo vogliono, far fuori le donne dal mercato occupazionale»,
aggiunge un'altra mamma, che ascolta i diversi interventi dell'assemblea con la
bambina in braccio. «Parteciperemo con striscioni di protesta a comizi
elettorali tenuti da uomini di governo», afferma Carmela Caiani, insegnante di
lungo corso e esponente del neonato "Comitato teatino per la scuola".
In via Ortona hanno partecipato tante famiglie dello scalo. Qui il timore più
grande è la scure sulle scuole a tempo pieno, le prime a saltare con la manovra
in atto. «Nelle famiglie c'è allarme», conferma Roberta Elia, presidente
dell'associazione di genitori "Da Grande Voglio Crescere", «per
questo abbiamo organizzato un'assemblea e intendiamo seguire il dibattito dei
prossimi giorni. E' giusto che ognuno abbia tutte le informazioni sul futuro
della scuola, che investe anche l'organizzazione familiare». All'assemblea
hanno parlato, tra gli altri, Mariella D'Orsogna, Cgil-scuola, e il professor
Rossetti del classico Vico. Che ha ricordato come ci saranno quasi 132mila
posti di lavoro in meno nei prossimi tre anni e meno risorse per quasi 8
miliardi di euro. Sipo Beverelli
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 13-11-2008)
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Scuola
Organizzazioni
dei lavoratori sempre più spaccate. Gli studenti non cedono e preparano i cortei:
siamo pronti a sfilare anche senza sigle Epifani infuriato con Berlusconi:
fatto gravissimo, senza precedenti Sacconi replica: ormai
sono isolati Università, i sindacati si dividono La Gelmini incontra Bonanni e la Cisl si sfila dalla protesta di domani.
Cgil e Uil invece manifesteranno La Cgil esclusa dal vertice con il governo:
sciopero generale il 12 dicembre ROMA. Sciopero generale il 12 dicembre. Lo
proclama la sola Cgil; Cisl e Uil contestano la scelta. La Cisl si sfila
dallo sciopero di domani nell'università; la Uil, invece, per ora resta.
L'unità sindacale sembra un pallido ricordo, colpa del vertice convocato da
Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli martedì sera. Attorno al tavolo c'erano la
Confindustria, i ministri Tremonti, Sacconi e Scajola, la Cisl e la Uil. «Non
c'è stato nessun incontro - prova a smentire Raffaele Bonanni, segretario della
Cisl -, sono tre mesi che siamo in tensione con la Cgil e comunque vada Epifani
si arrabbia sempre». «Invece di fantasticare su inviti che non ci sono stati -
dice Luigi Angeletti, segretario della Uil -, perché Epifani non si interroga
sul comportamento che la Cgil ha messo in atto già da molto tempo? Di tanto in
tanto diserta i tavoli anche con le controparti naturali. Ha rotto con Cisl e
Uil in occasione di tutti gli accordi». I SERVIZI A PAGINA 2
( da "Libertà" del 13-11-2008)
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Scuola
Riforma
della scuola: la protesta arriva a Codogno Domani corteo e musica nel centro
storico Codogno - Corteo nel centro storico con fermata davanti al municipio.
Domani scenderanno in strada gli attivisti del "Comitato
difesa scuola pubblica" che si oppongono al decreto Gelmini da poco diventato legge. Dopo
l'iniziativa di Casale, nell'ottobre scorso, e a Lodi l'8 novembre, ora è la
volta di Codogno: il ritrovo dei partecipanti è alle ore 17 in piazza Cairoli,
dove partirà il corteo che attraverso via Roma raggiungerà il municipio.
I manifestanti consegneranno al sindaco Emanuele Dossena un documento in cui si
ribadiscono le ragioni della protesta. Previsti poi momenti di festa e di
musica in piazza «per sensibilizzare la popolazione» sui contenuti della legge
che, secondo il comitato, mette a rischio di chiusura almeno 15 materne e 6 tra
elementari e medie del Lodigiano. La riduzione dell'orario scolastico a 24 ore
settimanali, il ritorno al maestro unico, «il taglio dei posti di lavoro e la
fine del tempo pieno» sono le questioni principali che i detrattori della
riforma Gelmini mettono in evidenza. Domenica mattina
il centrosinistra distribuirà un volantino «per sensibilizzare sui problemi
della scuola a livello locale». 13/11/2008
( da "Secolo XIX, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
«Diamo
la pagella alla Margonara» il secolo xix al grassi nel primo giorno di
cogestione Assemblea allo Scientifico con ospiti assessore e Comitato,
chiarimenti e qualche scintilla savona. Alla fine nella prima giornata di
cogestione del liceo scientifico "Grassi" l'unica scintilla si è
avuta nel corso del dibattito sulla Margonara. L'assessore all'Urbanistica del
Comune Livio Di Tullio ha avuto uno scambio di battute accese con i
rappresentanti del comitato di "Margonara Viva". Per il resto la
giornata è scorsa via nel migliore dei modi. «Quella tra Di Tullio e il
Comitato non è stata però una vera e propria polemica ma uno scambio di battute
leggermente più acceso - racconta Gabriele Lugaro, studente - anzi, bisogna
dire che è stato un momento di discussione davvero proficuo. Siamo stati
informati sugli effetti che avrà un simile intervento urbanistico sul nostro
territorio. E' stato bello l'intervento dei rappresentanti di Margonara Viva.
Chiaro, preciso e lontano dal linguaggio oscuro dei politici. Peccato soltanto
che al dibattito sulla piattaforma Maersk non si siano presentati i
rappresentanti di chi è favorevole alla piattaforma ma soltanto la signora
Guelfi di "Vado Viva». I ragazzi si aspettavano il sindaco Carlo Giacobbe
che, interpellato, ha detto di non essere stato invitato. «E' stato solo uno
scambio di battute - stempera i toni Livio Di Tullio - un confronto di due
posizioni diverse. Nessun battibecco». E' stata comunque fitta la giornata
inaugurale dell'iniziativa indetta dagli studenti del "Grassi" per protestare contro la legge 133 del ministro Gelmini. A fianco degli incontri sulla
Margonara - a cui hanno partecipato anche l'assessore comunale all'Ambiente
Jorg Costantino, Livio Giraudo del PD e Patrizia Turchi di "A sinistra per
Savona"? e Maersk - ci sono stati l'approfondimento sulla Costituzione
tenuto dalla professoressa Rosanna Lavagna, proiezioni di film, lezioni
di fisica, musica e cultura inglese e una lezione sulle dipendenze da droghe,
alcool e fumo tenuto da un funzionario della Asl. «A noi interessa contestare
una riforma che non è tale ma è costituita solo da tagli indiscriminati alla
scuola - conferma Dennis Mantovani, uno dei rappresentanti di istituto -
Vogliamo studiare e farlo nelle condizioni migliori. Non abbiamo connotazioni
politiche. Abbiamo anche organizzato la sicurezza e smistato circa 1000
studenti pur di permettere il regolare svolgimento delle lezioni ». «L'adesione
alla cogestione è stata grande - si compiace del risultato Davide Ferrini,
altro rappresentante del "Grassi" - ci sono ragazzi di tutte le
classi, dalla prima alla quinta. Per evitare che si perdano troppe ore di
lezione molti di noi faranno del doposcuola a chi ne ha bisogno per permettere
di recuperare le ore perse». Un atteggiamento di responsabilità confermato
anche dai pareri espressi dagli altri compagni di istituto. "C'è chi è a
lezione regolarmente e chi discute - commenta Roberto Russo - a noi interessano
i problemi della scuola. Non vogliamo essere tacciati per quelli che vogliono
perdere delle giornate di scuola. Anzi recupereremo tutte le ore perse». Un
punto di vista condiviso anche da Annalisa Privitera. «Vogliamo tenere viva
l'attenzione sul mondo della scuola - conclude ogni discorso sulla prima
giornata di cogestione la studentessa - la protesta non si è esaurita soltanto
con le manifestazione di piazza dei giorni scorsi . C'è in ballo il nostro
futuro». Il calendario della cogestione vedrà alternarsi fino a sabato
proiezioni di film e documentari, lezioni di storia contemporanea, poesia,
laboratori teatrali, approfondimenti di fisica, dibattiti sulle problematiche
giovanili, su mafia e infiltrazioni mafiose nel nostro territorio, legalità,
immigrazione, e sulle recenti elezioni americane. raffaele di noia 13/11/2008
( da "Centro, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
I
GIOVANI DI FI Scuola, firme per la riforma L'AQUILA. La riforma della scuola.
Questo l'argomento dibattutto nell'assemblea convocata dal coordinamento
provinciale giovani per la libertà- Forza Italia. «La riforma
Gelmini è al centro, già da
diversi giorni del dibattito politico che riguarda soprattutto gli studenti che
si trovano in posizione contrapposta circa la bontà o meno del tanto discusso
provvedimento» commenta in una nota il coordinamento dei giovani
"azzurri". «Il nostro gruppo, con senso critico, disapprova
l'ingiusta strumentalizzazione che non consente una più corretta soluzione del
problema. Nel convincimento che ci sia una forte condivisione sulla riforma da
parte di una grande frangia di giovani e della società civile, auspichiamo che
il problema venga dibattuto con estremo senso di responsabilità da parte di
tutti. E soprattutto da parte degli studenti che hanno necessità di una
corretta soluzione al problema». Ragioni per le quali i giovani della
libertà-Fi hanno promosso «una raccolta firme a sostegno del progetto di
razionalizzazione del sistema scolastico, anche in relazione alle oggettive
risorse delle strutture».
( da "Adige, L'" del 13-11-2008)
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Scuola
gigi
zoppello L'ennesima «riforma» della scuola, i giovani d'oggi, la nostalgia di
un passato più disciplinato e formativo gigi zoppello
L'ennesima «riforma» della scuola, i giovani d'oggi, la nostalgia di un passato
più disciplinato e formativo. Gustavo Tait, storico
professore di Lettere roveretano, si tiene aggiornato ed è sempre una miniera
di riflessioni. Con lui parliamo della scuola di oggi, delle mode, della
passione dell'insegnamento. Professor Tait, ancor oggi i genitori degli alunni
che hanno problemi con il latino si rivolgono a lei. Come mai? «Credo perché hanno
bisogno di competenza. Ai miei tempi studiai dai Salesiani ed in Seminario,
devo moltissimo all'insegnamento di queste due scuole che hanno fatto la
"gettata di cemento armato" della mia preparazione con impegno,
costanza e diligenza. Allora c'era un rigore assoluto, e devo dire che si vede
che ha funzionato». E adesso, invece? «Il ritorno al passato è inconcepibile,
ma certi valori vanno recuperati cum grano salis . Sono però diverse le
condizioni: noi allora venivamo dai paesi, oggi i ragazzi sono diversi. Però
allora c'era un maggior rispetto della scuola, oggi forse gli studenti sono
distolti da tante altre attività, dallo sport alla musica. Per carità, tutte
cose valide, ma forse bisognerebbe concentrarsi di più sullo studio. Io dico
sempre: prima il diploma, o la laurea. Poi, se si può, tutto il resto.
Altrimenti, tagliare». Lei si definirebbe «tradizionalista»? «Sono sempre stato legato alla tradizione, anche se nella mia carriera di
insegnante sono stato aperto alle novità. Ad esempio
provai per un certo periodo il "lavoro di gruppo" che allora andava
di moda. Ma come professore ho sempre conservato le mie abitudini. Come quella
di avere uno schedario, con un foglietto per ogni alunno: annotavo la
provenienza, quanti erano in famiglia, cosa facevano i genitori: così sapevo
già a priori quali sarebbero state le difficoltà, da superare con pazienza e
con un lavoro di recupero». Quindi il docente dovrebbe conoscere la storia
personale dell'alunno? «Conoscere l'ambiente e la storia dell'alunno è essenziale.
Io usavo i temi d'italiano come esplorazione: si dava un compitino sulla pianta
della propria casa, e in breve si capiva quali erano i rapporti in famiglia, o
con il resto del paese, così sapevo tutto e subito». Verrebbe spontaneo di dire
che i ragazzi benestanti erano quelli con meno problemi... «Non è così. Non c'è
una regola fissa. Io osservavo molto i ragazzi nei banchi: un tic nervoso,
un'irrequietezza, dicono molto di più di tanti discorsi. A udienza, poi,
iniziavo a parlare in dialetto per mettere le mamme a loro agio. Se c'è
qualcosa che non va in un ragazzo lo vedi subito. Anche se non tutti i
professori se ne preoccupano». E la materia? «L'italiano va insegnato,
cominciando dalla composizione e dalla grammatica. Il dettato va fatto,
sempre... scegliendo un brano adatto che abbia caratteristiche di difficoltà,
gli accenti, l'apostrofo... e poi bisogna che i ragazzi arricchiscano il loro
lessico, componendo. Io li portavo al mercato e poi, tornati in classe, facevo
descrivere in un tema una bancarella: costringendoli ad usare termini che
magari non si usavano spesso nel parlato». E il latino, la «bestia nera» di
tanti? «La prima parte della mia esperienza fu molto tradizionale, partendo
dalle declinazioni e avanti, senza troppe corse. Ma le medie di una volta
facevano molto bene le cose che oggi si fanno al liceo. Così alle superiori noi
si partiva dalle letture, e con la metrica: Tibullo, Catullo... imparando il
pentametro, il suono della lingua, il respiro. Mi ricordo le lezioni del
professor Moggio allo Scientifico, straordinarie, delle vere drammatizzazioni
di quello che si leggeva. Magari i miei studenti non capivano il greco, ma io
facevo prima di tutto sentire il suono di quella lingua, con tutta la
tensione». Venne però una ventata di modernità. «Sul piano didattico, sì. Ad
esempio con il libro di Umberto Tomazzoni "In medias res", che
partiva dal testo per spiegare la regola. Bello, ma un conto è dirlo e un conto
è applicarlo in classe. Quando si iniziò ero alle Orsi, ed era una cosa
simpatica: le mamme venivano contente e dicevano che il figlio a casa parlava
in latino! Ma io sono tornato presto all'antico, alle regole». In che modo?
«Con le traduzioni, e le prove. Al Liceo facevo fare dodici temi a
quadrimestre, non tre o quattro come adesso. Le famiglie dovevano vedere il
risultato del lavoro dei figli, e quindi facevo anche le annotazioni sul
diario, anche in positivo. Scrivevo: vostro figlio ha preso 9 nel tema». Non
mancavano però i problemi. «C'era anche chi non studiava, ma i fattori sono
sempre tanti: tot capita, tot sententia , devo dire. Spesso dietro al
rendimento c'erano problemi familiari: separazioni dei genitori o attriti in
famiglia. I ragazzi ci soffrivano e io lo vedevo nei temi». Sempre colpa delle
famiglie? «No, non solo. Anche per colpa della scuola: penso
ad esempio alla storia ed alla geografia: ci aspettavamo molto dai Soloni di
Roma, ma non ho mai visto codificare un modo intelligente di insegnarle». Come
giudica la scuola di oggi, con i «debiti formativi» ad esempio... «L'idea in sé
non sarebbe neanche male, se il recupero fosse fatto davvero, non con una
spruzzatina veloce in due settimane... il programma di un anno non si
può rifare in poche ore. E poi l'esame di riparazione
ha anche un valore psicologico: se l'alunno sa che tanto passa comunque, non si
impegna». Eppure in Trentino sosteniamo ancora i debiti... «Qui sono tutti
sostenitori dei debiti formativi. Ma ho letto gli interessanti ed appassionati
interventi sull'Adige di Molinari, Zanotti, Colangelo e Ricci Garotti che ci
danno un quadro preciso di cosa sia la scuola trentina oggi: le cose non vanno
come dovrebbero. Possibile che il 70 o 80 per cento degli studenti che arrivano
all'università abbiano problemi con l'italiano? Allora sono preparati male».
Colpa di internet? Del progresso? Si dice che i giovani non siano più abituati
a scrivere in forma estesa. «Sì, usano le abbreviazioni degli sms nei temi.
Questo è un altro aspetto, ma bisogna anche saper operare uno sdoppiamento.
Oggi il lessico è terra-terra, le strutture più elementari sono stravolte.
Ripeto: se tanti giovani si iscrivono all'università e lasciano dopo il primo
anno, e se tantissimi non arrivano alla laurea, c'è un problema alla base».
Cosa ne pensa di questi adolescenti con i pantaloni calati, o l'ombelico in
mostra a scuola? «C'è un'esasperata tendenza a mettere in mostra il corpo, non
resistono al fascino dell'ombelico scoperto, o del piercing in faccia. È
sintomo di un desiderio di apparire e di una necessità di appartenenza al
branco, non so se sia solo una questione di insicurezza. I ragazzi, mi pare,
sono sbruffoni ma nello stesso tempo fragili. Non so fin dove i ragazzi di oggi
siano disponibili a dare una mano in famiglia: io l'ho sempre detto, anche
negli anni dell'impegno sociale. Dicevo loro: va bene uscire per andare alle
riunioni, alle assemblee, ma prima fermatevi a dare una mano alla mamma a
lavare i piatti. E sapevo che non lo facevano». Cosa mi dice degli insegnanti?
«Io ho avuto la fortuna di avere insegnanti stupendi. Su tutti, al Liceo
Carducci di Bolzano, mi ricordo Nunzio Carmeni che ci preparò poi anche ai
corsi per l'esame di Stato. Persona squisita e
preparatissima!» Lo sa che la Lega Nord chiede che i docenti al «Nord» siano
settentrionali, assunti con graduatorie territoriali? «Nunzio Carmeni era di
Catania e insegnava a Bolzano, poi a Trento. Ed era meraviglioso, un docente
che ha formato le migliori personalità trentine degli ultimi trent'anni. Avere
un insegnante così è costruttivo. Anzi, essenziale. Da dove venga o dove sia
nato, poi...» La ministro Gelmini ha deciso che alle
elementari ci sarà il maestro unico, come ai suoi tempi: è contento? «Mi sono
sempre chiesto: se la maestra deve fare musica, computer, e magari tre o
quattro materie... non può essere una maestra prevalente. Come può farcela a
dare un insegnamento completo ai ragazzi di oggi una sola maestra per classe?».
13/11/2008
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Pagina
8 - Livorno Lunedì il consiglio-tandem sulla scuola Comune e Provincia in
seduta aperta al Chiostro della Madonna LIVORNO. Dopo i faticosi round nelle
conferenze dei capigruppo di Palazzo Civico e Granducale e un paio di affondi a
mezzo stampa da parte di qualche esponente del Pdl, alla fine l'accordo per un
consiglio-tandem Comune e Provincia sulla situazione della
scuola nell'era Gelmini è
stato trovato. Sarà una seduta aperta, cioè con la partecipazione attiva delle
«parti civili e sociali interessate» e si terrà lunedì prossimo, 17 novembre, a
partire dalle 10 presso il salone-teatro del chiostro della Madonna in via
delle Galere. Per dire l'eccezionalità dell'evento basta notare che
l'ultimo consiglio di questo tipo fu convocato subito dopo l'attentato alle
Twin Towers, l'11 settembre 2001. Se data e luogo erano già nell'aria da tempo,
gli interrogativi erano tutti aperti sulle modalità dei lavori del
bi-consiglio. Ieri i presidenti dei consigli delle due massime istituzioni
locali Enrico Bianchi (Comune) e Mario Giannullo (Provincia), affiancati dai
rispettivi vicepresidenti (Marco Cannito e Maristella Bottino per il Comune) e
Luciano Giannoni (Provincia) hanno spiegato nel dettaglio i passaggi della
mattinata del maxi-consiglio. «Ci tengo a dire - ha precisato Giannullo - che
l'iniziativa è condivisa da tutte le parti politiche». «E non saranno solo
tanti bla bla, - ha aggiunto Cannito - sarà anche un momento di informazione
per comprendere le ricadute locali degli interventi legislativi». A dare il via
alla seduta sarà l'intervento del presidente della Provincia Giorgio Kutufà.
Poi la seduta-tandem sarà formalmente sospesa per dare spazio alle parti civili
e sociali interessate («non possiamo fare altrimenti - spiega Bianchi - perché
il regolamento del consiglio comunale non prevede la possibilità di interventi
da parte degli ospiti»). Al microfono si alterneranno gli esponenti delle
categorie sociali: a partire dai rappresentanti delle sigle sindacali di
settore, per proseguire con quelli della Consulta degli studenti e del
Coordinamento studentesco. Alla seduta, assicura Bianchi, «parteciperanno
diversi ragazzi delle superiori: alcune classi delle scientifico hanno già
chiesto al dirigente scolastico di poter partecipare». A parlare saranno poi
l'assessore regionale all'istruzione Gianfranco Simoncini e l'ex-deputata
Stefania Fuscagni (Forza Italia), vicepresidente della commissione istruzione
in Regione. «Garantiremo così - ha sottolineato la forzista Bottino -
l'equilibrio tra le varie espressioni presenti. In questo le presidenze di
Comune e Provincia sono riuscite a dare a tutti le necessarie garanzie di
partecipazione, evitando i rischi di strumentalizzazioni». Dopo il filotto di
interventi il consiglio sarà riaperto e verrà avviata la procedura per la
discussione e la messa ai voti di un documento congiunto preparato in tandem
dalle commissioni scuola di Comune e Provincia. Sul documento per ogni gruppo
politico interverrà un consigliere unico in rappresentanza sia dei consiglieri
comunali che provinciali. «Cercheremo - specifica Bianchi - di far contenere
gli interventi nell'ordine dei 5-7 minuti». I lavori dovrebbero così
concludersi entro l'ora di pranzo con l'intervento del sindaco Alessandro Cosimi.
Gianluca della Maggiore
( da "Tirreno, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Il
Coordinamento invita ragazzi e prof a essere presenti Studenti: noi ci saremo
Ma avevano chiesto di farlo nel pomeriggio «Sappiamo che per le istituzioni è
un evento eccezionale: faremo di tutto per partecipare» LIVORNO. Il consiglio
congiunto di Comune e Provincia in agenda lunedì è «la risposta istituzionale
alla lotta che gli studenti livornesi, da quasi un mese, portano avanti per
contrastare l'attacco alla scuola pubblica». A dirlo è il Coordinamento
studentesco parlando dell'«impegno che le istituzioni locali stanno mettendo
per organizzare un consiglio congiunto sulla scuola»: lo fanno mostrando la
consapevolezza dell'importanza che viene attribuito alla questione scuola.
«Sappiamo benissimo che è un evento piuttosto raro, è solo la terza volta che
si verifica a Livorno», dicono i promotori della contestazione
studentesca anti-Gelmini,
che spiegano di essersi «sempre proclamati, e lo facciamo tuttora, apartitici
ma non apolitici». E aggiungono: «Abbiamo una nostra idea ben precisa di come
vogliamo la scuola pubblica e non potrebbe essere altrimenti, visto che il
nostro futuro dipende da essa. Se non abbiamo voluto essere
strumentalizzati da qualche partito è perché, la fiducia che alcuni di noi vi
hanno talvolta riposto, troppo spesso è stata tradita dai suoi rappresentanti».
Il Coordinamento rivendica la propria maturità politica: «L'abbiamo dimostrata
proprio in questi giorni di mobilitazione, in cui abbiamo dato la possibilità a
tutti di poter svolgere l'attività scolastica regolarmente pur mantenendo un
alto livello di protesta ed un comportamento deciso e coerente con le proprie
idee». Insomma, dopo un mese «è necessario riprendere la regolare attività
didattica, continuando la protesta in altre forme, non meno decise». E' proprio
per questo che viene messo nero su bianco un rilievo al consiglio congiunto:
«Avevamo chiesto che si svolgesse nel pomeriggio, proprio per permettere a
tutti di andare a lezione la mattina». Quest'invito non è stato seguito («e non
sappiamo per quali "importanti" motivi»). Non è un motivo però per
snobbare la seduta: «Nonostante ciò, cercheremo in tutti i modi di essere
presenti», dice il Coordinamento invitando «tutti gli studenti e i docenti a
venire lunedì mattina, 17 novembre alle 9.30 al Chiostro della Madonna e a
partecipare attivamente al consiglio». E aggiungono: è stato «fatto per noi e
non avrebbe senso senza la nostra presenza».
( da "Arena, L'" del 13-11-2008)
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Scuola
Giovedì
13 Novembre 2008 PROVINCIA Pagina 31 IL DECRETO GELMINI.
L'assessore è soddisfatta dopo il vertice in Regione: c'è un'ipotesi solo per
gli istituti comprensivi Scuole, nessuna chiusura «Verona la più virtuosa»
Possibile l'accorpamento Badia-Tregnago Tezza: «Non è un obbligo, ascolterò i
sindaci e valuteremo insieme cosa sia meglio fare» MARIA LUISA TEZZA È tornata
dal vertice in Regione, convocato dall'assessore Elena Donazzan,
orgogliosa della situazione delle scuole nel Veronese e con la promessa che non
si interverrà con i catenacci su nessuna delle scuole oggi aperte, l'assessore
provinciale all'Istruzione Maria Luisa Tezza. «I dati che ci sono stati forniti
per il Veneto e per Verona in particolare», precisa Tezza, «sono confortanti e
dimostrano che siamo tra le regioni più virtuose in merito al risparmio in
materia scolastica e nel Veneto la provincia di eccellenza». In Veneto sono
infatti pochissimi gli istituti comprensivi al di sotto dei 500 alunni e solo
l'8,5 per cento delle scuole (75 in valore assoluto) potrebbero essere
interessate dalle restrizioni imposte dal decreto 154/08 del ministro
Mariastella Gelmini. «Meglio di noi fanno solo la
Lombardia (4,5 per cento), l'Emilia Romagna e le Marche (entrambe con il 5 per
cento), mentre tutte le altre regioni viaggiano su percentuali dal 15 al 36 per
cento», rende noto l'assessore veronese. «Quindi non ci sarà nessuna chiusura
di scuola, ma solo una proposta di accorpamento tra vertici di istituti
comprensivi che ridurrà gli incarichi dirigenziali e le spese di segreteria, ma
non comporterà né chiusure né spostamenti di alunni da una scuola all'altra»,
promette l'assessore Tezza. La proposta riguarda gli istituti comprensivi di
Tregnago, attualmente con 547 alunni, e di Badia Calavena con 350 alunni, ma
che ha diritto alla deroga per le scuole di montagna che abbassa il limite a
300 alunni, ed è quindi in linea con le previsioni di legge. «La proposta è
fatta solo sui numeri ed è una possibilità, non un obbligo», precisa
l'assessore, «che potrebbe dar vita a un unico istituto di 897 alunni, sul
quale devono comunque prima pronunciarsi i sindaci dei Comuni interessati».
Oltre a Badia Calavena e Tregnago saranno da sentire ovviamente anche i sindaci
di San Mauro di Saline e Selva di Progno, i cui studenti frequentano le scuole
primarie collegate all'istituto comprensivo di Badia. «Sentirò i sindaci nei
prossimi giorni, faremo la lettura dei dati e valuteremo assieme che cosa sia
meglio fare, ma è chiaro che la decisione spetta a loro, che hanno competenza
sulle scuole primarie. Come Provincia mi metto a disposizione per accompagnarli
nella scelta e farmi portavoce delle loro esigenze in Regione, ente che per
legge sarà chiamato entro il 31 dicembre a indicare i risparmi che si possono
conseguire nel 2009 con i pensionamenti anticipati e la mancata sostituzione
del personale», aggiunge Maria Luisa Tezza. «Comunque la situazione in questo
momento delle scuole venete e veronesi in particolare non preoccupa affatto,
anche perché queste riflessioni che si stanno facendo sono in funzione del
prossimo anno scolastico. Senza dimenticare», aggiunge l'assessore, «che sarà
da valutare l'impatto del dimensionamento nelle altre regioni obbligate a
interventi ben più consistenti». Anche in ragione di questo riferisce che
l'assessore Donazzan è intenzionata a chiedere al Governo un riconoscimento al
Veneto per la capacità di dimensionamento operata nel corso degli anni e che
potrebbe tradursi in un maggior finanziamento per il settore istruzione della
nostra regione. Di questo è di altro parlerà Elena Donazzan le prossime
settimane in Fiera a Verona per Job & Orienta, manifestazione dedicata
all'orientamento scolastico e lavorativo.
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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Scuola
Treno
straordinario per Roma Convoglio a prezzo speciale "Gli studenti
pagheranno 45 euro" La protesta corre sui binari. Trenitalia ha messo a
disposizione degli studenti del comitato torinese «No Gelmini» un convoglio per raggiungere la
manifestazione nazionale in calendario domani a Roma. Dopo le richieste a
raffica e un'assemblea svoltasi l'altro ieri nell'atrio della stazione di Porta
Nuova, i ragazzi dell'Università di Torino hanno ottenuto un treno
straordinario di 11 carrozze, disponibile per andata e ritorno, per la
modica cifra di 45 euro a testa. Per raccogliere i fondi ieri sera, a Palazzo
Nuovo sede dell'Università occupata, si è esibita l'orchestra sinfonica del
Teatro Regio. A seguire il cantante Zuli e poi una dj-set fino all'alba.
«Nottata di autofinanziamenti in nome dei nostri diritti», raccontano i giovani
mobilitati. Se la somma racimolata non sarà sufficiente gli studenti, rincuorati
dalla collaborazione mostrata da alcuni docenti, intendono battere cassa
all'Università e ai professori. Domani una diretta di tre ore, sostenuta da 20
radio universitarie a reti unificate, seguirà il corteo nazionale nella
capitale per protestare contro la riforma più detestata degli ultimi anni.
L'iniziativa è promossa da «Raduni», associazione degli operatori radiofonici e
televisivi universitari di tutta Italia. A proposito: durante la diretta, che
si protrarrà dalle 9,30 sino alle 12.30, sarà lanciato il concorso «Un Assegno
per la ricerca»: premierà con 500 euro il miglior video dedicato allo stato
attuale della ricerca negli atenei italiani, tema caldissimo. Tra i nomi
illustri che commenteranno la manifestazione e discuteranno dell'evoluzione
della protesta e dei provvedimenti governativi compaiono Daniele Luttazzi,
Paola Cortellesi, Marco Travaglio, Massimo Gramellini, Alessandro Bergonzoni,
Margherita Oggero, Davide Ferrario. «Da 25 anni a questa parte, da quando cioè
decisi di disinteressarmi del mondo della ricerca, la situazione non ha fatto
che peggiorare - racconta Luttazzi -. I colleghi che hanno proseguito su quella
strada mi dicono "ti sei salvato"». Per ascoltare la diretta basterà
collegarsi al blog www.raduni.wordpress.com, in alternativa ai siti
www.fuoriaulanetwork.it o www.110.unito.it. \
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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Scuola
Anche
politici in cattedra al liceo Grassi Da ieri mattina cogestione allo
scientifico Dibattito in palestra sul caso Margonara [FIRMA]MAURIZIO FICO
SAVONA Anche gli assessori comunali Livio Di Tullio e Jorg Costantino, il
capogruppo Pd Livio Giraudo, rappresentanti dell'associazione «Margonara viva»
(il dibattito in palestra sul progetto Fuksas ha avuto anche momenti molto
accesi) e due dottoresse del Sert (problema delle dipendenze da droga, alcol e
fumo) hanno partecipato ieri mattina - su invito dei ragazzi - alla prima
giornata di cogestione del liceo scientifico Grassi, a cui ha aderito circa il
50 per cento dei 1011 iscritti. L'iniziativa, che gli studenti definiscono una
«protesta responsabile contro la riforma Gelmini», andrà avanti sino a sabato.
Domani, in aula magna, è in programma anche un interessante faccia a faccia tra
i senatori Franco Orsi (FI) e Roberta Pinotti (Pd) sul piano dei tagli a scuola
e università. Il primo giorno di cogestione si è svolto nella massima
tranquillità, senza il minimo incidente e nel rispetto della sicurezza:
la dirigente d'Istituto, Gabriella Viganego, pur non condividendo l'iniziativa,
definita «illegale», ha messo a disposizone palestre, aula magna, biblioteca e
altri spazi affinchè fossero sempre rispettati i parametri della sicurezza.
Annunciati, per chi ha aderito all'iniziativa, «inevitabili provvedimenti
disciplinari», che saranno decisi dal prossimo Collegio dei docenti. «Ne siamo
consapevoli, ma andremo comunque avanti, pronti a prenderci le nostre
responsabilità», hanno detto ieri Davide Ferrini, Roberto Russo, Giacomo
Molinari, Dennis Mantovani, Christian Perugino, Davide Malagamba e Giraudo
Matteo, delle classi quarta e quinta, rappresentanti di Istituto, della
Consulta e semplici portavoci della protesta. Assieme ad altri compagni di
liceo hanno organizzato il programma delle quattro giornate di cogestione e
svolto una sorta di «servizio d'ordine», girando fra i lunghi corridoi, le
palestre e gli altri spazi dell'Istituto. «Si temeva un'adesione minore, invece
è andata bene e siamo riusciti a dare un segnale forte anche all'esterno»,
aggiungono gli studenti. Tra gli argomenti in programma anche la Costituzione,
il G8, la piattaforma Maersk di Vado, una lezione di primo soccorso a cura
della Croce Rossa, il trionfo di Obama alle elezioni americane, l'attività di
Emergency e un dibattito sulle problematiche giovanili. «Non c'è alcuna
costrizione e per ogni argomento politico è assicurato il contradditorio fra le
varie posizioni», concludono gli studenti. La dirigente d'Istituto,
professoresa Gabriella Viganego, ha precisato la propria contrarietà anche in
una lettera inviata alle famiglie, definendo illegali le proposte degli
studenti «in quanto le attività alternative si svolgono in contemporanea al
normale orario delle lezioni». E aggiunge: «Come controproposta avevo suggerito
di far lezione normalmente al mattino, spostando la cogestione al pomeriggio,
ma i ragazzi - dopo l'assemblea di martedì - hanno scelto un'altra strada. Ci
tengo comunque a precisare che nessuno ha visti violati i propri diritti: chi
vuole può seguire normalmente le lezioni e i docenti possono svolgere le loro
attività. Naturalmente i programmi scolastici vanno avanti e chi ha scelto la
cogestione dovrà inevitabilmente mettersi al passo con gli altri compagni».
Intanto ieri mattina si è svolta l'assemblea del liceo classico Chiabrera, ma
non sono state prese decisioni su eventuali proteste. Al pomeriggio continuano
i gruppi di studio dei ragazzi di quinta per approfondire i contenuti della riforma
Gelmini, anche in riferimento all'università a cui
presto in molti si iscriveranno. Prossimamente potrebbe anche ripetersi
l'esperienza di autogestione: approfondimenti di materie alternative ma fuori
dall'orario delle lezioni.
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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Scuola
LA
PROTESTA.NUOVE INIZIATIVE Lezioni all'aperto e pullman per Roma BARBARA
COTTAVOZ FRANCA NEBBIA ALESSANDRIA Lezioni, dibattiti e tanti pullman per la
manifestazione di domani a Roma. La protesta non infiamma le sedi piemontesi ma
c'è: a cominciare da Alessandria dove prosegue l'occupazione. Proprio qui oggi
alle 17, in piazzetta della Lega, si svolge la lezione all'aperto della
ricercatrice di Scienze politiche Cinzia Di Novi. L'iniziativa fa parte delle
manifestazioni organizzate dagli studenti di Scienze politiche e di Matematica
e Fisica che proseguono le occupazioni garantendo però le lezioni. Hanno
preparato materiale e studiato le «correzioni» proposte dal governo alla legge Gelmini. A Scienze Mfn gli studenti
hanno rilevato che i ritocchi alla legge, non riducono i tagli del 10 per cento
ai finanziamenti, «che - ribadisce anche il preside Aldo Viarengo -
bloccherebbero di fatto l'attività degli atenei». Intanto per la giornata di
sciopero e protesta organizzata a livello nazionale a Roma gli studenti hanno
organizzato pullman con ritrovo in piazza Garibaldi alle 23,30 di questa
sera. Anche da Novara è in partenza un pullman organizzato dai sindacati che
porterà nella Capitale studenti, prof e anche genitori. Per chi resta a Novara,
nel giorno dello sciopero, il professor Guido Valente, docente di Medicina,
terrà un dibattito pubblico sulla riforma: l'appuntamento è alle 12 al primo
piano dell'ex caserma Perrone. Al pomeriggio, poi, alle 16,30 Economia ha
organizzato una tavola rotonda sull'università italiana. Mercoledì prossimo
alle 14,30, poi, un altro incontro sulla legge 133 e le sue conseguenze
sull'Università del Piemonte Orientale. Organizzano i ragazzi di Medicina,
partecipano il rettore e i presidi.
( da "Stampa, La" del 13-11-2008)
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Scuola
ISTRUZIONE.
PROPOSTA IN PROVINCIA Tre scuole si "auto accorpano" Ronsecco, Tricerro e Costanzana giocano d'anticipo sul decreto Gelmini Giocano d'anticipo i sindaci di
Ronsecco, Tricerro e Costanzana sul decreto Gelmini. Prima che qualcuno decida a casa loro, Gilardino, Borgogna e
Guasco hanno preparato un progetto di riorganizzazione delle scuole che
permette di raggiungere gli standard minimi richiesti. Il nuovo sistema
dei tre paesi (poco più di 2 mila abitanti in totale) prevede l'accorpamento in
un unico plesso degli asili nido a Costanzana, delle scuole materne a Tricerro
e delle elementari a Ronsecco: in questo modo si raggiunge la fatidica soglia
minima di 50 iscritti. «Per fare un esempio - spiega il sindaco di Ronsecco
Davide Gilardino - oggi le elementari di Ronsecco, che ospitano anche i bimbi
di Tricerro, hanno 42 iscritti, quella di Costanzana 28. Unendole si
rispetterebbero i criteri del decreto Gelmini. E da
una proiezione fatta sui prossimi anni, fino all'anno scolastico 2015-2016 si
avrebbero dai 68 ai 75 bambini iscritti». Particolare non secondario: oltre a
salvare i plessi. «importanti per la crescita e lo sviluppo delle nostre
comunità», si eviterebbe di abbandonare edifici ristrutturati e messi a norma di
recente. La proposta «Ron-Tri-Co» è già stata presentata alla Provincia
(competente sul dimensionamento scolastico) e alla Regione: i tre sindaci la
illustreranno alle famiglie il 17 a Ronsecco (ore 18,30, scuole elementari), il
18 a Ronsecco e il 19 a Costanzana (sempre alle ore 18,30, nei rispettivi
municipi).
( da "Messaggero
Veneto, Il"
del 13-11-2008)
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La protesta contro la riforma Gelmini.
Al liceo psico-pedagogico confronto tra gli studenti e la preside Allo Slataper
occupazione finita Ma è cominciata al D'Annunzio Continua lo stato di agitazione
della scuola goriziana nell'ambito della protesta anti-Gelmini.
Da ieri mattina anche l'Istituto tecnico per le attività sociali
"D'Annunzio" è - seppur parzialmente - occupato. Circa 120,
secondo i ragazzi, gli studenti che hanno partecipato all'occupazione nel corso
della mattinata, partecipazione che è poi andata riducendosi numericamente
durante il pomeriggio. In serata erano una ventina circa gli studenti che si
apprestavano a passare la notte nella scuola. È invece terminata l'occupazione
dell'istituto magistrale "Slataper" cui aveva perso parte una
sessantina circa di studenti che si erano sistemati al secondo e al terzo piano
dello stabile che ospita le attività scolastiche in via Diaz. Nel corso della
mattinata i ragazzi hanno ritenuto di poter sospendere l'iniziativa anche in
seguito a un confronto, dai toni peraltro assolutamente distesi, con la preside
Laura Fasiolo. «Abbiamo fatto un discorso molto franco con gli studenti - ha
sottolineato a tale proposito la stessa preside - e credo abbiano recepito il
messaggio. I ragazzi hanno capito che ci sono altre forme di protesta legittime
e legali, dal comitato studentesco alle assemblee per approfondire le tematiche
che stanno loro a cuore. Soprattutto - ha aggiunto la preside - si sono resi conto
che è necessario rispettare il pensiero di tutti. Tanto più che coloro che
hanno preso parte all'occupazione erano una cinquantina a fronte di una
popolazione studentesca di 400 ragazzi. In mattinata, dunque, l'iniziativa è
rientrata». Così l'unico istituto occupato in questo momento è l'Itas
"D'Annunzio". Nel corso della mattinata di ieri all'occupazione hanno
partecipato 120 studenti (gli iscritti al "D'Annunzio" sono in tutto
oltre 600), occupazione che ha interessato in particolare le palazzine B e C
del complesso scolastico di via Brass. Nel pomeriggio, come detto, ne era
rimasta all'interno dell'istituto una quarantina e in serata sono stati
complessivamente venti i ragazzi che si sono sistemati con i sacchi a pelo per
dormire nella loro scuola. Oggi verrà presentato il programma dell'occupazione
con workshop e iniziative di dibattito e confronto: «Una volta presentato il
programma ci aspettiamo una partecipazione numericamente superiore. Parleremo
di argomenti che toccano da vicino noi studenti - è la precisazione di uno dei
portavoce dell'occupazione al D'Annunzio -, dai rischi connessi all'assunzione
delle droghe leggere a questioni come l'aborto. Poi si proietteranno film o
spettacoli teatrali e di satira. Stiamo pensando per esempio a Raiot, agli
spettacoli di Sabina e Corrado Guzzanti o di Luttazzi». Inoltre, una decina di
studenti del D'Annunzio si prepara a partecipare alla manifestazione di
protesta che si svolgerà domani a Roma. Piero Tallandini
( da "Secolo XIX, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
«ScongiuRataun'altra
"gelmini"» vincenzi n «L'INCONTRO è stato
positivo, almeno si è evitata una Gelmini due». Il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha appena lasciato il
ministero dei Beni culturali dove si è svolto l'incontro con il ministro Sandro
Bondi in cui sono stati discussi i problemi della lirica italiana e dichiara un
ottimismo assai moderato. «Mi pare che?â??tutti i partecipanti alla
riunione avessero la consapevolezza della drammaticità della situazione che il
settore della lirica sta vivendo» dice «e la conseguente coscienza che sia
necessario assumere provvedimenti rapidi ma allo stesso tempo condivisi, evitando
di cadere nell'errore che il governo ha commesso con il decreto Gelmini». «Il ministro Bondi» prosegue «ci ha comunicato che
rispetto ai tagli del Fus ha recuperato 18 milioni da riservare agli enti
lirici, che non credo però siano una soluzione ma solo un palliativo». «È utile
che il ministro abbia fatto sua la nostra proposta di defiscalizzazione degli
sponsor» prosegue il sindaco di Genova «ma è politicamente molto importante che
abbia rinunciato all'idea iniziale del decreto per scegliere la via del disegno
di legge che permette una più attenta riflessione». In un primo tempo, infatti,
il ministro aveva intenzione di inserire anche il provvedimento sulle
"gabbie salariali". «Gli abbiamo fatto notare che si trattava di due
temi del tutto diversi e che su quello contrattuale avrebbe prima dovuto
confrontarsi con i sindacati». Vincenzi non è contraria all'ipotesi di
regionalizzazione delle fondazioni - «Si tratta di vedere come viene
realizzata» e neppure a una separazione del Teatro alla Scala dagli altri enti
lirici. «La Scala fa indubbiamente storia a sé» spiega «e che tutti i teatri
tendano a considerarsi al livello della Scala è molto rischioso». «Genova»
conclude «ha capito prima di altri che la situazione della lirica era diventata
insostenibile e ha cercato di correre ai ripari. Purtroppo però anche nella
riunione romana, che si è svolta ai massimi livelli di partecipazione e di
competenze, ho riscontrato una disamina de problemi molto precisa e
circostanziata, ma nessuna idea veramente nuova per risolvere la crisi».G. G.
13/11/2008
( da "Secolo XIX, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Il Salone
degli studentiè già sulla cresta dell'Onda le rassegne abcd e orienta-menti
alla fiera del mare di genova I ragazzi del Barabino-Klee hanno disegnato il
simbolo della protesta Genova. Aspettando il ministro Gelmini, che non si è presentata, Abcd e
Orienta-menti, salone dell'educazione e della formazione dai 3 ai 25 anni,
dalle materne all'Università, si è aperto ieri in Fiera con una scritta con
bomboletta rossa in campo blu: "No 133". Discretamente campeggia
sulle pareti dello stand del ministero dell'Istruzione, della Ricerca e
dell'Università ed è comparsa ieri dopo che un folto gruppo di studenti delle
superiori e dell'Università, chi dice tremila chi cinquecento è la solita
guerra di cifre, ha invaso il padiglione B intonando canti cori e slogan contro
il ministro e appunto la legge 133. "Occupazione simbolica", come lo
stesso Collettivo Caos Unione degli Studenti di Genova l'ha definita, molto
rumore ma nessuna azione violenta. C'erano già le autorità, in zona, pronte per
l'inaugurazione di quello che è un evento molto partecipato, con migliaia di
studenti accreditati e 170 manifestazioni fra laboratori, whorkshop, seminari,
incontri. Alessandro Repetto, presidente della Provincia, ha commentato «Gli
studenti hanno voluto rimarcare la loro protesta, cosa che può apparire fuori
luogo ma per come si è svolta ed è terminata ci sta anche questo». Ha aggiunto
il vicepresidente della Regione Massimiliano Costa «Protestare in modo
democratico è legittimo, ma questa libertà non deve soverchiare quella altrui.
Ho visto alcuni insegnanti con i bambini piccoli andare via preoccupati.
Speriamo che tornino...». Alle 10,30 i contestatori erano già confluiti in un
corteo (non autorizzato) che si è indirizzato verso il centro città e la
kermesse ha preso il via. Migliaia di bambini e ragazzi hanno affollato gli
stand di Abcd, organizzato dalla Fiera con la presenza del Comune di Genova, e
l'eccezionale patner della Fondazione Collodi puntando soprattutto verso i
laboratori artistici, i farfallari. Le lavagne magnetiche, i robot costruiti
dalle bambine. Ma innalzando anche un muro che gli alunni hanno subito
trasformato in un murales dei loro desideri: molti chiedono a Genova, alle loro
città, di essere più pulite, più sicure. Di avere più palestre e più giardini.
Alcuni, meglio alcune, vorrebbero "ragazzi più carini per le strade".
C'è anche uno che chiede "più birra" e non si sa se sorridere. Gli
studenti delle medie inferiori e superiori hanno affollato gli stand di
Orienta-menti (organizzata dalla Regione) dove di fatto li si accompagnava nel
loro futuro. Di sfondo la suggestiva Onda (cosìè stato battezzato il movimento
studentesco anti Gelmini) disegnata in azzurro e blu
da studenti e professori del liceo Barabino Klee, sullo pareti di uno spazio
libero dove i ragazzi hanno riunito i rappresentanti delle varie Consulte
provinciali, ma si sono anche esibiti in performance di hip-hop, e si sono
(abbondantemente) rifocillati con la focaccia dell'Associazione Panificatori.
Ma nello stand a fianco la Asl 3 era pronta a provocarli chiedendo a tutti di
provare l'etilometro con gli esperti del Sert e del Consultorio pronti ad
accoglierli. C'era la fila. Per invogliarli a chiedere informazioni (le
iscrizioni alle superiori sono alle porte ma anche il neo-rettore Giacomo Deferrari
ha ribadito, parlando di Orienta-menti, che «migliore consapevolezza nella
scelta della facoltà e motivazioni più forti comportano la diminuzione degli
abbandoni, della dispersione» ) gli studenti di ogni scuola, di ogni facoltà
hanno messo in campo tutta la fantasia: dalla mappa astronomica personale che
confeziona il liceo Cassini, alla prova pratica di parrucchiere di un corso
professionale, all'esposizione di disegni e pensieri degli studenti
dell'Accademia Liguistica di Belle Arti. Seminari in ogni angolo. Dall'incontro
affollato dei docenti di educazione fisica al convegno sull'Unione Europea
vista e discussa dai ragazzi. Si chiude domani. Ultimo appuntamento di
Orienta-menti sabato mattina quando verranno accolte le famiglie per parlare di
dispersione (dei propri figli) anche con esperti dei consultori. Donata
Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 13/11/2008
( da "Opinione, L'" del 13-11-2008)
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Scuola
Oggi è
Gio, 13 Nov 2008 Edizione 244 del 13-11-2008 Scuola e riforme Una virtuosa
sussidarietà della cultura potrebbe far funzionare il
sistema Ci mancava pure lo Stato bidello La Gelmini ha fatto una legge che finisce per rafforzare il centralismo in
materia di istruzione, e quindi contro il federalismo di Gilberto Oneto Da
tempo Pagliarini ripete sornione che Berlusconi è comunista, certo non nel
senso del pugno chiuso o del terzo buco nel naso, ma in quello di statalista
oggettivo. Il Cavaliere si è presentato sulla scena politica con
l?etichetta di imprenditore e perciò di uomo di mercato, ma sta sfornando leggi
che più centraliste non si può. Ed è in buona compagnia in questa strana deriva
socialista: Tremonti sta scoprendo il fascino dello statalismo e la Gelmini ha fatto una legge, che contiene tante cose buone e
di buon senso, ma che finisce per rafforzare il riconoscimento allo Stato
dell?assoluta potestà sull?istruzione. Eppure l?educazione dei figli è la più
importante delle funzioni di genitori, famiglie, tribù e clan, e poi delle
comunità locali: è una funzione essenziale che va affidata a organismi
istituzionali più grandi solo quando l?impegno risulta eccessivo per le ridotte
capacità e dimensioni delle comunità minori, in applicazione di una sorta di
virtuosa sussidiarietà della cultura. Così se la primissima educazione viene
data in famiglia, quella elementare dalla comunità locale, quella superiore può
essere affidata a comunità più ampie, fino a quella universitaria che può
essere affrontata per la sua complessità e per l?impegno che richiede da un
ente come la Regione o la Macroregione. Il tutto naturalmente va demandato al
livello più basso in grado di risolverlo. Così in una società libera, civile,
democratica e federalista. Nelle altre è invece lo Stato, e cioè l?ente
assoluto e semidivino, che se ne occupa in via esclusiva e se qualche forma di
devoluzione potrà essere accettata, non sarà verso il basso ma verso l?alto: un
giorno forse saranno la Comunità Europea o le Nazioni Unite ad occuparsi di
insegnare a leggere, scrivere e a far di conto. E già oggi sono in tanti cui
l?idea piace e che fanno di tutto per arrivarci. La costruzione della scuola
statale (patriottica e fascista) italiana è stata a suo tempo intrapresa da
Giovanni Gentile, che salmodiava sicuro il motto mussoliniano ?tutto nello
Stato, niente contro lo Stato, nulla al di fuori dallo Stato? e la sua
struttura è ancora quella che regge l?intero sistema, nonostante gli
aggiustamenti nel tempo. Almeno la sua creatura era organica, completa e
coerente e ? dal suo punto di vista di statolatra ? estremamente efficace. Ha
egregiamente funzionato per un sacco di tempo forgiando generazioni di
patrioti, statalisti e ? ahinoi! ? statali e parastatali. Oggi che si vuole di
nuovo mettere mano al pastrocchio post-Gentiliano e post-post-Gentiliano ci si
trova di fronte a due sole strade possibili: o si restaura l?architettura
originale riportandola agli splendori del tempo (con giovani che cantano
disciplinati l?Inno di Mameli e saltano nel cerchio di fuoco), oppure si cambia
radicalmente prospettiva. La sola alternativa è quella dell?autonomia vera, del
riconsegnare ai naturali depositari il diritto e il dovere di educare e
istruire i giovani, lasciando a Comuni, Province e Regioni ogni relativa
incombenza e le risorse economiche necessarie da reperire sul territorio.
Invece, ancora una volta, tutto nasce dal centro, e continua a essere deciso
dal centro: programmi, stipendi, carriere, bidelli, calorie delle merendine. Ci
si trova di fronte alle solite vecchie difficoltà legate alla gestione
centralistica e alla presenza ingombrante e oppressiva della più grossa
corporazione d?Europa, i dipendenti della pubblica istruzione. Un corpo di
stipendiati altrettanto numeroso iscritto a un solo libro paga (più di
1.500.000 persone) lo si trova solo in Cina o giù di lì, dove però non sono
altrettanto radicalmente politicizzati e sindacalizzati. Ergo: qui non si può
cambiare nulla. Se della cosa si occupassero però gli enti locali e perciò i
cittadini stessi che tirano fuori una tassa specifica sulla scuola, forse le
cose andrebbero diversamente: gli insegnanti sarebbero conosciuti uno a uno,
apprezzati come singoli per il loro vero valore e l?intera comunità potrebbe valutare
come vengono spesi i suoi soldi. Il sistema scolastico diventerebbe una sorta
di pmi con tutti i vantaggi del caso. Ogni ente locale si potrebbe occupare di
edifici, programmi aggiuntivi (a quelli di base stabiliti dallo Stato per la
scuola dell?obbligo), personale, stipendi, rapporti con il privato, bidelli e
infine anche del colore dei grembiulini. Le scuole funzionerebbero, altrimenti
cadrebbero giunte e salterebbero finanziamenti e posti. Invece, di fronte al
gigantesco problema del pessimo funzionamento del sistema scolastico nel suo
complesso, i rappresentanti che il popolo ha eletto sulla base di un chiaro
programma liberale, liberista, autonomista e federalista ricominciano con le
solite vecchie musiche stataliste, ripropongono lo Stato bidello, lo Stato
stipendificio, l?istruzione di Stato, i grembiulini di Stato e l?insopportabile
pervasività dello Stato. Almeno fascisti e comunisti sono statolatri coerenti,
questi lo sono di sfrodo: negano di esserlo ma lo sono, si vergognano di farlo
ma lo fanno. La Gelmini è una signora gentile ma non è
Gentile.
( da "Opinione, L'" del 13-11-2008)
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Scuola
Oggi è
Gio, 13 Nov 2008 Edizione 244 del 13-11-2008 Dopo un incontro con la Gelmini, la Cisl domani non scenderà in piazza Le sigle si
spaccano sull?università Ognuno va per la sua strada. I sindacati sono divisi
anche sulla riforma dell?istruzione, con la Cisl che ha revocato lo sciopero
dell?università previsto per domani e la Cgil che considera del tutto
?insufficienti? le proposte arrivate dal vertice con il ministro
dell?Istruzione Mariastella Gelmini. Cisl e Uil hanno
invece firmato un documento con le richieste del settore e il titolare
dell?Istruzione si è impegnata a sottoporlo al vaglio dei ministri
dell?Economia e della Funzione pubblica, Giulio Tremonti e Renato Brunetta.
?Vogliamo proseguire il confronto che si è aperto con il ministro Gelmini per arrivare ad una riforma condivisa? spiega
Antonio Marsilia, segretario generale del settore università della Cisl. Nel
corso dell?incontro, infatti, il Ministro Gelmini ?ha
dimostrato ampia disponibilità ad affrontare positivamente le richieste
sindacali e a trovare soluzioni concrete in tempi certi?.Anche la Uil pensa
all?ipotesi di una revoca, anche se per ora prende tempo affrettandosi a
precisare che la protesta resta confermata ?perché gli scioperi si fanno sulle
questioni di merito, e non pro o contro il governo di turno. E nel merito non
c?è ancora nessuna risposta alle nostre richieste? dice il leader della
Uil-università, Alberto Cirica che comunque prende le distanze dalla Cgil che
?è dell?idea che lo sciopero vada fatto a tutti i costi e per questo non ha
nemmeno firmato il documento. A noi, invece, interessa discutere del merito dei
problemi?. Quindi ricorda: all?incontro con la Gelmini
è stata fissata una scadenza, alle 12 di giovedì, per ?ottenere dai ministeri
competenti delle risposte esaustive alle richiesta che abbiamo fatto?. Se non
ci sarà alcun segnale entro quella data, ?lo sciopero si farà?. La Cgil,
esclusa ieri da un incontro a Palazzo Grazioli con il premier Berlusconi,
alcuni ministri, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i segretari
di Cisl e Uil Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, tira dritto sulla strada
delle mobilitazioni. Non solo conferma quelle del 14 e 15 novembre
(rispettivamente per università e per i lavoratori del commercio), ma indica
anche una data per lo sciopero generale contro la politica economica e sociale
del governo Berlusconi: il 12 dicembre, in concomitanza con la mobilitazione
proclamata dai metalmeccanici della Fiom. ?Ho rispetto delle decisioni prese
dalla Cisl, ma francamente non le comprendo? dice il segretario della Flc-Cgil,
Mimmo Pantaleo che apprezza inoltre ?alcune aperture del ministro Gelmini? e ?alcune dichiarazioni di buona volontà? ma,
aggiunge, ?bisogna sgomberare il campo da alcune scelte del governo e revocare
i tagli previsti dalla 133?, ossia la manovra estiva a firma del ministro
dell?Economia Giulio Tremonti. ?Il decreto non è una risposta e anche il
disegno di legge annunciato dal ministro, se rispetterà i tagli della 133, avrà
un destino segnato? spiega citando un primo provvedimento approvato giovedì
scorso dal Consiglio dei ministri e il futuro ddl sull?università indicato
dalla Gelmini come una ?riforma di legislatura?. Ma
che cosa chiedono i sindacati? Nel documento siglato ieri figurano
l?individuazione delle risorse contrattuali per il biennio economico 2008/2009,
la stabilizzazione dei ricercatori, l?alleggerimento dei tagli al turn-over e
alle risorse finanziarie degli atenei, la stabilizzazione per docenti e tecnici
amministrativi precari dell?Afam (Alta formazione artistica e musicale). Si
chiede inoltre l?immediata apertura di tavoli di confronto per concordare le
linee di riforma. Al di là della specifica vicenda, appare sempre più chiaro
che il giocatollo sindacale italiano si è mai rotto. Il caso lampante è
Alitalia, con la Cgil prima messa solitaria in un angolo e con i sindacati di
base che adesso fanno il bello e cattivo tempo.
( da "Opinione, L'" del 13-11-2008)
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Oggi è
Gio, 13 Nov 2008 Edizione 244 del 13-11-2008 Alessandro Amadori ?Anche se la
colpa è di pochi ammutinati l?opinione pubblica tende a generalizzare? Minimo
sindacale di Francesco Blasilli Il sindacato italiano è ormai spalle al muro,
sul ciglio del burrone. E si sta lanciando da solo, da molto in alto e senza
paracadute, nonostante gli aerei Alitalia non volino. La bocciatura è ormai
unanime e va dalla carta stampata (vedi Emanuele Macaluso su La Stampa) fino
alla classe politica con D?Alema che parla di suicidio. Fatto sta che mollati
anche dagli ?amici? del centrosinistra, i sindacati italiani stanno per
chiudere una storia lunga sessant?anni. La condanna più forte, infatti, arriva
dall?opinione pubblica, dalla gente comune, ed è un tipo di condanna che passa
in giudicato senza bisogno di aspettare eventuali appelli. Il sindacato
italiano si è messo il cappio al collo da solo. E poco vale il fatto che i
confederati hanno firmato l?accordo con Cai ed è la base a ribellarsi: significa
comunque che la situazione gli è sfuggita di mano e anche questo è un
fallimento. ?Siamo di fronte ad una prova di forza? spiega a L?Opinione
Alessandro Amadori, direttore di Coesis Ricerche, con la parte dei sindacati
che si ?comporta da kamikaze, da ?o la va o la spacca?. I sindacati di base che
bloccano Alitalia ?hanno accettato un sfida molto pericolosa? visto che
l?opinione pubblica ?non può appoggiare questo atteggiamento, una sorta di
lancio nel burrone con l?elastico?. E pur sempre vero che nella vicenda in
questione i confederali non hanno responsabilità, ?ma questo piccolo gruppo
produce una ferita enorme al sindacato, soprattutto un danno di fiducia da
parte di chi è esterno, perché l?uomo generalizza?.Generalizzazione resa più
semplice anche dal fatto che c?è chi sciopera, ma anche gli autonomi che fanno
quello ?bianco?, di sciopero, applicando alla norma il regolamento e lasciando
parecchi aerei a terra. Secondo Amadori, ?questo è il primo vero scontro
cruento che avviene in Italia da dieci anni a questa parte, certo non c?è nulla
di nuovo perché è uno scontro tra il vecchio e il vecchissimo, ma avviene fuori
dalle regole, un po? come avviene in Francia?. In quest?ottica appare evidente
che il sindacato, o almeno parte di esso, ?si gioca il tutto per tutto: o
ferisce il governo Berlusconi o perde clamorosamente?. Dando uno sguardo alla
situazione, sembra impossibile per l?esecutivo uscire sconfitti dal braccio di
ferro e quelle dei sindacati sembrano nient?altro che tendenze suicide. Ma di
certo questo è il momento migliore per tentare una prova di forza, ?visto che
il governo si è un po? indebolito, con la fiducia calata di una ventina di
punti?. Bisogna però dimensionare bene il calo, perché venti punti percentuali
sembrano una enormità, ma ?non è nulla di catastrofico?, anche se il dato è
?significativo. Bisogna però ricordare ? sottolinea Amadori ? che Prodi con la
sua prima Finanziaria prese una mazzata subendo un caldo di 30 punti;
Berlusconi, ora, è tornato ad avere una valore di fiducia medio-altro, intorno
al 40%, mentre prima era sembrato semplicemente di un altro pianeta?. E poi c?è
anche un altro dato che, in un certo senso, potrebbe giustificare almeno solo
parzialmente i sindacati. ?La vicenda Alitalia, sembra comunque un po? pasticciata:
con tutta la simpatia anche per l?italianità, da parte di osservatore benevolo
come me, nessuno ha capito veramente quanto è solida l?ipotesi Cai e si inizia
a sentire un po? di nostalgia di Air France?. Insomma, siamo di fronte ad una
sfida epocale. Se vincono i sindacati (cosa molto difficile, proprio ieri l?Ue
ha dato il via libera all?operazione Cai, mentre il commissario straordinario
di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha comunicato ?che a seguito delle note vicende
negli aeroporti di Roma Fiumicino e di Milano Linate, essendosi verificati
danneggiamenti e turbamenti dell?ordinaria attività di volo, nonchè danni agli
utenti, ha dato mandato ai legali di Alitalia di procedere contro ignoti presso
le sedi competenti?) - ?Berlusconi potrebbe avere un calo equivalente a quello
avuto da Prodi con la Finanziaria? in caso contrario deve iniziare ?un processo
di modernizzazione sul tema dei rapporti sindacali?. Perché ?mantengono
comunque un contatto con la realtà, ma la filiera di comando si è sfilacciata e
ci sono degli ammutinanti, un gruppo di integralisti che fanno ciò che
ritengono più giusto e vanno per la loro strada?. Il futuro, allora, forse
addirittura la sopravvivenza stessa del sindacato, passa per una rivoluzione
copernicana. Il sociologo Baumann sostiene che viviamo ?una fase di liquidità,
molto più sfuggente e morbida. Per questo motivo ? conclude Amadori ? un
sistema saggio cerca un consenso collaborativo con un modello meno formale e
più sostanziale. Basta guardare questo sciopero, dove per far saltare dei voli
non si è fatto altro che applicare alla alla lettera il regolamento. Il futuro,
invece, dovrà essere tutto sulla sostanza, sulla duttilità dell?accordo
sindacale. In pratica bisogna indebolire il moloch del grande accordo centrale
e puntare sugli accordi locali che sono più adattabili?. E qualcosa sta già
cambiando, visto che la Cisl ha deciso di revocare lo sciopero di domani
sull?Università dopo un incontro con il Ministro Gelmini.
Paura di rimanere in un angolo, mera opportunità politica o nuova strategia?
Sarà il tempo a dirlo, di certo però ? almeno questo ? non è un suicidio.
( da "Leggo" del 13-11-2008)
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Scuola
di
Giorgio Ursicino Divisi allo sciopero. La riforma della scuola si infila come
un cuneo fra le sigle sindacali aumentando la frattura già aperta. Le
organizzazioni hanno posizioni diverse, ma soprattutto la Cgil sembra staccarsi
dal resto del gruppo. Domani è in programma lo sciopero dell'Università, una
protesta che però coinvolgerà solo una parte del settore. La Cisl, infatti,
insieme a Ugl e Snals, ha revocato la protesta ritenendo sufficienti le
aperture avute nell'incontro con ministro Gelmini e le novità contenute nel
decreto firmato dal Presidente della Repubblica. La Uil sta ancora riflettendo
sul da farsi, mentre la Cgil resta irremovibile. La confederazione guidata da
Epifani non solo ha confermato lo sciopero e la manifestazione di domani, ma ha
indetto una giornata di sciopero generale il 12 dicembre. L'atmosfera si
è infiammata a causa dell'incontro di Palazzo Grazioli fra i rappresentanti di
Governo, Cisl, Uil e Confindustria. Un tavolo non ufficiale al quale non sono
state invitate Ugl e Cgil. «Quello che è accaduto martedì, se confermato, è
gravissimo: una cosa senza precedenti», ha dichiarato Epifani. A confermare la
spaccatura, il commento di Angeletti (Uil): «Se da mesi c'è un piano per
dividere il sindacato, questo è della Cgil». Le sigle si erano trovate in
disaccordo già su statali e contratto del commercio. Ieri la prima non ha
firmato il rinnovo dei ministeriali accettato dalle altre due. Domani, intanto,
manifestazioni in tutta Italia: a Roma sono attese oltre centomila persone.
( da "Opinione, L'" del 13-11-2008)
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Scuola
Oggi è
Gio, 13 Nov 2008 Edizione 244 del 13-11-2008 RIMINI - I sindacati non hanno
reso noti i dati delle adesioni. Guarda caso Il ?No-Gelmini
Day? ha fatto flop di Gennaro Esposito Mentre a Roma Guglielmo Epifani
inneggiava alla democrazia parlando con soddisfazione alla gente radunata in
Piazza del Popolo, a Rimini andava in scena il fallimento della manifestazione
contro il decreto Gelmini. Nella capitale del turismo,
infatti, solo la metà dei protagonisti della scuola è andato in ?vacanza? con
le lezioni che sono proseguite quasi in tutti gli istituti. Come dire, un vero
e proprio flop di quella che si preannunciava come un?enorme manifestazione
anche sul territorio riminese. Non è un caso che le sigle sindacali locali non
abbiano reso noti i dati delle adesioni, come sono soliti fare nelle giornate
di sciopero. Ma l?Ufficio Scolastico Provinciale i dati ce li ha e li ha resi
noti ai media. E? stato specificato che si tratta di ?dati parziali e non
definitivi?, ma sono sufficienti a far capire l?entità del fallimento dello
sciopero. Nei 42 istituti presenti sul territorio provinciale erano ?tenuti al
servizio? 4.327 dipendenti tra insegnanti, bidelli e personale amministrativo.
Di questi, 1.800 non hanno scioperato (in sostanza il 41,6%). Lo sciopero,
dunque, a differenza di quanto preannunciato, non ha messo in ginocchio la
normale attività didattica. Significativo è il dato emerso da uno studio fatto
dal quotidiano ?La Voce di Romagna? secondo cui, analizzando un campione di
cinque grandi istituti superiori, il 52% del personale non-docente ed il 40% di
quello docente non ha partecipato alla protesta proseguendo la propria normale
attività. Vi sono poi i casi limite: in un plesso del Valmigli i bidelli sono
andati tutti al lavoro, mentre una scuola elementare del centro città è rimasta
aperta ?grazie? ad una sola insegnante nonostante gli improperi ricevuti dai
colleghi. Altro caso particolare quello della scuola media Dante Alighieri dove
moltissimi genitori hanno accompagnato i figli, alcuni dei quali sono stati
costretti a fare ritorno alle proprie abitazioni.Diversa la situazione nelle
scuole superiori dove l?adesione degli studenti ha sfiorato, in alcuni casi,
l?80%. Ma come tutti sappiamo spesso i giovani colgono l?occasione solo per
evitare una giornata di scuola senza realmente sapere per cosa si stia
manifestando. A conferma di ciò, in una lettera indirizzata ad alcuni
quotidiani uno studente lamenta la scarsa informazione dei suoi colleghi. Il
giovane attacca i suoi colleghi affermando che ?fino a qualche settimana fa
quelli che oggi processano la Gelmini, se ne erano
lavati ampiamente le mani. Poi alle parole magiche sciopero, autogestione e
occupazione si sono svegliati ed hanno acceso dei dibattiti al limite della
civiltà umana senza però avere una sostanziale cognizione di causa?. Il giovane
in questione, a soli 16 anni, è già giunto ad una conclusione molto forte ma
che ha effettivamente fondatezza: ?Si sta innescando una sorta di passaggio del
testimone tra la generazione del ?68 e quella del 2008. I personaggi ormai
impossibilitati a fare proteste di piazza mandano a manifestare la nuova
generazione per il ?grande ideale? che spinge la sinistra italiana:
l?anti-berlusconismo?.
( da "Leggo" del 13-11-2008)
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Scuola
Palazzo
Nuovo per una notte tempio della musica classica: ieri sera nell'atrio di via
Sant'Ottavio si è esibita l'orchestra sinfonica del teatro Regio, che già a
fine ottobre aveva suonato in piazza Castello per solidarizzare con il
movimento studentesco contro tagli e riforma della scuola: i proventi del
concerto, seguito da un dj set durato fino all'alba, saranno utilizzati dagli
studenti per pagarsi il biglietto del viaggio fino a Roma sul convoglio
straordinario di 11 carrozze messo a disposizione da Trenitalia: domani nella
Capitale i "no Gelmini"
torinesi si uniranno alla grande manifestazione del mondo della scuola. E
stasera gli studenti torinesi sbarcano sulla tv pubblica: le telecamere di
Annozero saranno alle ex-Ogr, ora sede del Politecnico, dove, per la puntata
dal titolo "La crisi e i fannulloni", il giornalista Sandro Ruotolo
intervisterà in diretta studenti e operai che da un mese protestano insieme
contro la crisi e i tagli a scuola e università. (I.Soa./ass)
( da "Secolo XIX, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Sindacati spaccatila Cgil va in piazza Cisl e Uil a cena da
Berlusconi, Epifani rompe l'unità: fatto grave ' 13/11/2008 bonanni mollasulla scuolaLa
Cisl non sciopera venerdì: vogliamo proseguire il dialogo avviato con la Gelmini
raffaele bonannisegretario Cisl 13/11/2008
( da "Secolo XIX, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
Cgil
di fronte a un bivio:o si spacca o resta isolata massimo baldini Gli ultimi
mesi ci hanno presentato un continuo crescendo di tensioni nei rapporti tra i
principali sindacati, e tra alcuni di essi ed il governo. Ieri siamo giunti
alla proclamazione da parte di un solo sindacato, il maggiore, di uno sciopero
generale per il prossimo 12 dicembre, e la Cisl ha ritirato la propria adesione
allo sciopero di domani sull'Università. Due sere fa, inoltre, il governo ha
ricevuto i leader di Confindustria, Cisl e Uil per discutere di eventuali
iniziative per fronteggiare la crisi economica, escludendo la Cgil. Da un punto
di vista dei problemi contingenti, i dissensi tra Cgil da un lato, Cisl e Uil
dall'altro hanno già avuto ampio modo di manifestarsi. La Cgil non ha firmato
alcuni dei più importanti e recenti contratti di categoria (pubblico impiego,
commercio), sostenendo l'inadeguatezza degli incrementi salariali concessi. È
vero che i salari cresceranno meno dell'inflazione registrata nel corso del
2008, ma occorre tenere presente che una parte significativa dell'inflazione
attuale ha origine nell'aumento eccezionale del costo delle materie prime e dei
prodotti alimentari. Questa inflazione importata equivale ad un trasferimento
secco di risorse dall'Italia e dagli altri Paesi europei verso gli esportatori
di questi beni. Di fronte ad una perdita di reddito per l'economia nazionale,
non è ragionevole pensare di potere evitare che le conseguenze negative
ricadano anche sui lavoratori italiani: se abbiamo perso risorse perché abbiamo
dovuto pagare di più petrolio, gas e grano, allora anche i lavoratori devono
sopportare in parte questa perdita di reddito. Incrementi contrattuali molto
elevati non farebbero poi altro che innescare una spirale prezzi-salari di
origine, questa sì, tutta interna al paese, sottraendo di nuovo potere
d'acquisto alle famiglie. Se però la Cgil sbaglia nel richiedere la copertura
contro l'inflazione importata, ha invece ragione nel rivendicare la
restituzione del fiscal drag, cioè l'aumento reale della tassazione Irpef
provocata da incrementi solo nominali dei salari. Qui non ci sono motivazioni
plausibili per una redistribuzione di reddito a danno dei contribuenti e a
vantaggio dello Stato. È curioso quindi che gli altri sindacati non sembrino
condividere con altrettanta forza questo obiettivo. Anche sulla gestione della
crisi economica le posizioni tra i sindacati sono lontane. La Cgil sembra più vicina
alle proposte del partito democratico, in particolare sulla necessità di
estendere gli ammortizzatori sociali, per fornire una rete di protezione alle
tante persone che molto probabilmente perderanno il lavoro nei prossimi mesi, a
causa della recessione. Sia questo sindacato che il principale partito di
opposizione concordano su come trovare parte dei fondi necessari per finanziare
i maggiori sussidi per i disoccupati: abolire la detassazione degli
straordinari, che dà risorse a chi già se la passa bene e che ha ridotto la
propensione delle imprese ad effettuare nuove assunzioni. Cisl e Uil, da parte
loro, sono disposte a concordare con il governo una piattaforma comune per
affrontare la recessione, senza mettere in discussione le scelte già prese dall'esecutivo.
L'altro grande punto di divergenza tra i principali sindacati riguarda la
riforma del modello di contrattazione, con la spaccatura tra chi vuole
mantenere un ruolo di primo piano per il contratto nazionale e chi è invece più
disposto ad una maggiore devoluzione a livello locale ed aziendale. Fin qui,
non si è arrivati ad una intesa tra imprese e sindacati. In profondità,
riemergono antichi elementi di divisione. Durante il secondo governo di Prodi,
fu facile per i sindacati trovare un terreno comune fatto di richieste sempre
più pressanti per politiche redistributive di varia intensità, senza riforme
strutturali né del pubblico impiego né dei modelli contrattuali. Con il ritorno
al potere del centrodestra, sono riaffiorate le stesse pulsioni dell'inizio del
decennio, quando solo Cisl e Uil firmarono il "Patto per l'Italia",
accettando di fatto le scelte di fondo di politica economica del governo. La
tendenza filo-governativa di questi due sindacati, quindi, non è nuova, ed è
dettata proprio da una diversa visione del ruolo del sindacato, molto meno
conflittuale di quella che ispira la Cgil. Nessuno, in Cisl e Uil, pensa di
modificare le quote distributive. L'obiettivo è quello di ottenere per i propri
iscritti le migliori condizioni, all'interno di vincoli esogeni piuttosto
rigidi. Dentro alla Cgil invece sopravvive un'ala intransigente che rifiuta
questa logica, con la quale Epifani deve fare i conti. L'impressione è che la
Cgil sia di fronte ad un bivio: o si spacca, oppure sarà la fine dell'unità di
azione dei sindacati. L'obiettivo del governo è infatti chiaro: isolare la Cgil
e trattare solo con gli altri sindacati, proprio come nel 2001. La tentazione
per Bonanni ed Angeletti, come allora per Pezzotta, è davvero ghiotta: poter
sedere al tavolo dei bottoni dove si decidono le mosse di politica economica,
scavalcando il sindacato più grande.In attesa di superarlo anche sui luoghi di
lavoro, in nome del senso di responsabilità. E possibilmente mettendo un freno
alle ansie di riforma radicale del settore pubblico che a volte affiorano da
più parti. La crisi economica spinge d'altra parte la Cgil verso posizioni
rigide, ma molto rischiose perché dagli esiti incerti. Intanto la crisi avanza,
e le divisioni sindacali, che si assommano alla debolezza dell'opposizione,
aiutano decisamente il governo, che da parte sua non sembra avere grandi idee
su come affrontare la recessione. 13/11/2008 la prospettiva La crisi economica
spinge la Cgil verso posizioni rigide, ma rischiose perché dagli esiti incerti.
E le divisioni aiutano il governo 13/11/2008 Dino Cofrancesco Il grande storico
e "intellettuale militante", Gaetano Salvemini, in tutta la sua lunga
e operosa esistenza, non cessò mai dal mettere in guardia contro quelli che
chiamava i «falsi moralisti». È una merce di cui il nostro Paese non rimarrà
mai sprovvisto. Se si trattasse di petrolio invece che di tartufi, avremmo
giacimenti così vasti da poter competere con Russia, Emirati arabi, Paesi del
Golfo Persico e Venezuela messi insieme. L'arma preferita del falso moralista è
lo scandalismo: si portano a conoscenza dell'opinione pubblica "fatti
sconcertanti", guardandosi bene dal contestualizzarli, dallo spiegare
perché, in altre parole, sono ricorrenti all'interno del settore preso di mira.
Un esempio vale più di mille discorsi teorici. In occasione dei concorsi
universitari, si sono visti cattedratici, resi noti dai mass media, denunciare
gli accordi con i quali i professori si sarebbero già divisi «i posti a
concorso prima ancora che si svolgessero le elezioni per la scelta dei
commissari». Lo hanno fatto Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera e
Stefano Zecchi sul Giornale. «Illustre ministro Gelmini - ha ammonito quest'ultimo - non
si renda complice di una truffa», le elezioni, infatti, sono «pilotate dai
gruppi di potere accademico» e i «vincitori già stabiliti prima ancora delle
nomine delle commissioni». «Concorsi truccati», denuncia l'impavido professore
che non si è risparmiato il coup de théâtre: «A riprova di ciò, con
questo articolo consegno al direttore del Giornale una lettera in busta chiusa
in cui indico, già oggi, i nomi dei futuri vincitori del concorso di Estetica».
Prima che la rabbia e l'indignazione morale annebbino i cervelli, però, vale la
pena ricordare che quella di cui stiamo parlando è un'istituzione sui generis
incomparabile con gli altri gradi di istruzione e meno che mai con le altre
amministrazioni dello Stato. In una Università che si rispetti, in ciascun
campo disciplinare, si dovrebbe poter contare su un'opinione pubblica seria e
competente, in grado di assicurare - attraverso convegni, riviste, master -
stima e visibilità agli studiosi che, nei quattro angoli della penisola,
abbiano svolto ricerche intelligenti e originali. Un'istituzione responsabile e
selettiva, però, dovrebbe garantire proprio dai risultati inaspettati dei
concorsi: se si sa chi sono i bravi, la consegna al notaio della busta con i
loro nomi non ha senso. Con queste considerazioni non voglio infoltire la
schiera delle anime belle che anch'io, come Giavazzi, trovo repellenti. So bene
che nei nostri Atenei se ne vedono di cotte e di crude, che le logiche
clientelari, specialmente in facoltà come Giurisprudenza e Medicina, portano
all'assunzione di mogli, amanti, figli e portaborse. Il problema è come
rimediare a tutto questo. Se, nella peggiore delle ipotesi, la nostra
Universitàè caduta talmente in basso che in ogni disciplina gli avventurieri e
i miracolati della cattedra sono l'80%, vogliamo reclutare gli esaminatori col
sistema del sorteggio che darà a tale maggioranza impresentabile l'80% di
probabilità in più di risultare decisiva? Rispetto all'accordo
"mafioso" perché la lotteria concorsuale dovrebbe garantire una
maggiore imparzialità? La scienza non è democratica, è verticistica: c'è chi ha
più prestigio e sta più in alto e chi ne ha meno e sta più in basso. Se le
élite accademiche non sono, moralmente e intellettualmente, degne del compito
loro affidato, perché le truppe dei loro ex allievi , premiati con
incattedramenti che «era follia sperar», dovrebbero risultare migliori? Gli
studenti triestini chiedono che siano controllate le pubblicazioni dei docenti
sui siti Internet, tipo Google Scholar, Giavazzi propone di rendere noto «un
elenco dei professori eleggibili e della loro produttività scientifica»: si
passa dalla demagogia alla pura astrattezza. In certe materie - quelle
scientifiche, quelle economiche e statistiche etc... - è possibile elaborare
indici attendibili, in altre le logiche e le verifiche del valore di un
ricercatore sono molto più labili e problematiche. Nel mio campo - la storia
del pensiero politico - non mancano figuri tanto intraprendenti quanto modesti
che scrivono su importanti riviste straniere e pubblicano i loro testi nelle
collane universitarie di storici editori italiani e anglo-americani: per gli
studenti triestini e per Giavazzi valgono molto di più del giovane autore di un
eccellente libro su Benjamin Constant, che solo un oscuro editore calabrese ha
acconsentito a pubblicare? I critici coerenti della Gelmini,
scrive ancora Giavazzi, «dicano che sono pronti a cancellare il valore legale
del titolo di studio». È l'unico punto su cui sono totalmente d'accordo: temo,
però, che questa misura "liberista" non trovi consensi né a destra né
a sinistra. Anche se il «liberismo è di sinistra», come ha avuto la bontà di
informarci il docente della Bocconi. Dino Cofrancesco è docente di Storia del
pensiero politico all'Università di Genova. 13/11/2008
( da "Resto del
Carlino, Il (Pesaro)" del 13-11-2008)
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Scuola
URBINO
pag. 19 IL MONDO sindacale è diviso sul fronte della protesta per la riforma
dell ... IL MONDO sindacale è diviso sul fronte della protesta per la riforma
dell?università. In una nota di ieri la Flc - Cgil, a firma di Lilli
Gargamelli, conferma «lo sciopero e la manifestazione di domani a Roma
sull?università, ricerca e Afam (alta formazione) mentre Cisl e Uil che avevano
proclamato unitariamente lo sciopero ?subordinano? il mantenimento dello stesso
all?incontro programmato per giovedì», ovvero oggi, col ministro della funzione
pubblica, Renato Brunetta. Domani mattina, ricorda la Cgil, da Pesaro e Urbino
partiranno comunque «sette pullman con studenti e lavoratori che non vogliono
essere invisibili ma manifestare il loro disagio. Allo sciopero aderisce anche
l?Accademia di Belle Arti di Urbino e, presumibilmente, non ci saranno lezioni.
La Flc Cgil ? prosegue la nota ? conferma lo sciopero proclamato unitariamente
perché considera, del tutto insufficienti le proposte delineate nell?incontro
che si è tenuto martedì sera con il ministro Gelmini
rispetto a questi comparti e non è casuale che l?approfondimento ?tecnico? che
si terrà giovedì (oggi, ndr) col ministro Brunetta, dovrà affrontare i temi
legati alla stabilizzazione dei precari e ai rinnovi contrattuali. La Flc Cgil
ha apprezzato le dichiarazioni di buona volontà del ministro Gelmini
di affrontare le criticità relative al problema del precariato e dei contratti
(quello dell? alta formazione è scaduto da tre anni), ma deve constatare che la
volontà espressa non è accompagnata da una modifica della Legge 133, che
prevede invece tagli al fondo ordinario per il funzionamento di questi settori
strategici per lo sviluppo delle conoscenze, riconfermati per il 2010. L?unica
modifica è la selettività del taglio, (gli atenei virtuosi non verranno
penalizzati) mentre le Università come quella di Urbino che sforeranno la spesa
del 90% non potranno procedere all?indizione di procedure concorsuali per le
assunzioni di personale né beneficiare della ripartizione dei fondi relativi
agli anni 2008 - ?09».
( da "Nazione, La
(Siena)"
del 13-11-2008)
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Scuola
PRIMO
PIANO pag. 2 Il nuovo piano al ministero. Chiesti i fondi che mancano IL
VIAGGIO ROMANO ALTALENA DI VOCI SULL?ARRIVO DI UN COMMISSARIO. MA IN TARDA
SERATA L?IPOTESI PERDE CONSISTENZA MISSION IMPOSSIBLE? Di certo non piace al
rettore Silvano Focardi il titolo del film con Tom Cruise. Lui la missione,
quella del risanamento dei conti dell?Università, vuole condurla in porto.
Sebbene appaia, appunto, quasi impossibile. Anche per questo ieri si è recato a
Roma al Ministero dove ha avuto diversi incontri, non con il titolare del
dicastero Mariastella Gelmini (cui è stata recapitata
un?informativa della prefettura) ma con le direzioni generali. Il motivo?
Portare al governo centrale il piano di risanamento condiviso con le
istituzioni locali. UNA PROMESSA di aggiornamento «in progress» già fatta al
momento in cui il ministro Gelmini annunciò l?ispezione
per i conti in rosso. Che ammontano ? finalmente ieri si è chiarita la
divergenza di cifre date dal sindaco Maurizio Cenni e dal rettore stesso ? a
171 milioni per il solo 2008. Il fabbisogno di cassa per le spese di gestione
corrente per novembre e dicembre è di circa 26 milioni, 145 l?ammontare del
debito accertato. E 20 milioni di euro sono stati calcolati per eventuali
residui passivi che dovessero evidenziarsi. Di qui al 2012 di milioni ne
servono invece fra 230 e 250. Queste le cifre portate al ministero dove, c?è da
scommettere, Silvano Focardi ha anche fatto pressioni affinché venga liquidata
la fetta del Fondo di finanziamento ordinario concesso a tutte le Università
che ancora manca all?appello. Un passo indietro: stando alla prima ricognizione
della commissione Barretta sembra che il Miur nel luglio scorso abbia
comunicato che a Siena andavano oltre 115 milioni per il 2008. Circa 11
sarebbero stati erogati per cui l?ultima tranche ammonta a poco meno di 5 e
potrebbe arrivare a dicembre. Appare fondamentale per il pagamento «in
autonomia» degli ultimi stipendi dell?anno cui l?Ateneo deve fare fronte. IL
TOUR ROMANO DI FOCARDI continua anche oggi. Il rettore ieri sera non è infatti
rientrato in sede. Ha fatto però arrivare però la sua voce attraverso una
lettera-e mail in cui riassume gli ultimi passaggi e fa appello ancora una
volta al senso di responsabilità di tutti. Se il suo compito è quello di
traghettare l?università verso il risanamento, quello dei dipendenti è a suo
avviso di porre in essere tale risanamento. E? possibile con il contributo
delle istituzioni e del territorio. Sempreché non arrivi il commissario.
Nell?altalena di voci di questi giorni c?è da registrare in tarda serata un
calo delle quotazioni di tale opzione a favore di altre vie di uscita
condivise. Eppure l?idea di una figura ex novo che fa da apripista ad una sorta
di fondazione toscana per gli atenei, non più modello Gelmini
ma di impronta prettamente regionale, tiene banco. E piace. In attesa di
conoscere gli sviluppi romani, è assai probabile che il cda straordinario di
domani in cui era già posto all?ordine del giorno il piano di risanamento
2009-2012 possa confluire con tranquillità in quello di lunedì, peraltro già
fissato. E che consentirebbe di effettuare con la calma imposta da una fase
cruciale gli opportuni passaggi. La.Valde.
( da "Resto del
Carlino, Il (Modena)" del 13-11-2008)
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MODENA
pag. 6 di DAVIDE MISERENDINO DALL?ELEZIONE all?insediamento ne sono cambiat...
di DAVIDE MISERENDINO DALL?ELEZIONE all?insediamento ne sono cambiate di cose. Il
nuovo rettore dell?università di Modena e Reggio Emilia Aldo Tomasi ha preso
solo da qualche giorno il posto di Gian Carlo Pellacani, ma si è già dovuto
confrontare con studenti inferociti, decreti poco chiari e modifiche in corso
d?opera. Tomasi, non c?è un attimo di tregua? «E? vero, tra il bilancio da
preparare e gli studenti che ? in modo del tutto legittimo ? chiedono
chiarimenti sulla riforma Gelmini, è difficile
prendere fiato». L?ultimo confronto risale a pochi giorni fa, alla facoltà di
medicina? «Sì, c?è stato un incontro per chiarire alcuni punti della legge
sull?università. Gli studenti sono molto preoccupati per il loro futuro, ed è
innegabile che si troveranno davanti una situazione difficile nei prossimi
anni». Tutta colpa della riforma? «Beh, no, anche perché con l?ultimo decreto
ministeriale sono state fatte alcune modifiche importanti, che nel complesso
valuto positivamente. Certo bisognerà capire quale dei due testi del ministero
avrà la meglio sull?altro». In che senso? «Nell?ultimo decreto ci sono delle
modifiche alla legge 133 che sembrano contraddirla. Un esempio, il blocco del
turn over nella legge è sia numerico che economico. Anche il numero delle
persone ? si dice ? deve essere ridotto. Nell?ultimo decreto, invece, è solo
economico, perché viene data alle università la possibilità di assumere anche
due giovani ricercatori per un professore ordinario che va in pensione». Così
si favorirebbero i giovani, giusto? «Sì, ed è proprio quello di cui c?è bisogno
in tutte le università italiane, Modena compresa. Ci sono troppi professori
ordinari». Torno per un attimo agli studenti. Si stanno formando alcuni
collettivi di protesta nelle facoltà. Che rapporto c?è? «Mah, il rapporto è
positivo, però preferisco di gran lunga dialogare con i rappresentanti degli
studenti, che sono stati eletti proprio per portare all?esterno la voce dei
loro colleghi. Insomma, non mi sembra del tutto sensato confrontarmi con un
collettivo di venti - trenta persone, che vengono in rappresentanza solo di
loro stessi». Prima dell?elezione c?erano un sacco di belle proposte sul
tavolo. Il patto con le famiglie, ad esempio, una garanzia per chi iscriveva un
figlio all?università contro gli aumenti delle tasse «Certo adesso è difficile
fare promesse, perché la politica di tagli ha cambiato tutto. Posso però
affermare che, salvo ulteriori drammi, la retta per l?anno accademico 2009/2010
non aumenterà». Sta dicendo che la legge 133, prima dell?ultimo decreto, era un
?dramma?? «Beh, i tagli erano davvero preoccupanti, per fortuna che si è un po?
aggiustato il tiro». Altro punto cruciale della sua campagna elettorale:
l?edilizia universitaria. A Lettere fanno ancora lezione al cinema? «Qui va
tutto secondo i programmi: la sede di Giurisprudenza sarà pronta a gennaio,
mentre il complesso di via Sant?Eufemia, che ospita la facoltà di Lettere e
Filosofia, verrà restaurato a partire dai primi mesi del 2009. Abbiamo già 3
milioni di euro pronti, e il sostegno della Fondazione cassa di risparmio e
della Soprintendenza regionale».
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 13-11-2008)
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MONTECATINI
pag. 13 VERRA? o non verrà? La partecipazione di Silvio Berlusconi al
meeting... VERRA? o non verrà? La partecipazione di Silvio Berlusconi al
meeting del Circolo del Buongoverno, da venerdì al Palacongressi e al Grand
Hotel & La Pace, non è prevista nel programma ufficiale, ma è tutt?altro
che esclusa. Il presidente del Consiglio non è nuovo a entrare in scena a
sorpresa e all?ultimo momento potrebbe far tappa a Montecatini. La possibilità
di vederlo in città per il terzo novembre di fila è resa più concreta dal fatto
che gli organizzatori pare abbiano opzionato il Teatro Verdi per la mattina
della domenica, nel caso di arrivo del premier. Qui sarebbe montato un
maxi-schermo su cui proiettare le immagini inviate dalla Sala Elio del
Palacongressi, la più grande a disposizione del meeting. Per la struttura della
famiglia Pancioli sarebbe infatti impossibile contenere tutte le persone
richiamate dall?eventuale discorso di chiusura di Berlusconi. IN GENERALE,
l?aver preferito non utilizzare il Palaterme fa pensare a una previsione di
partecipazione di pubblico inferiore alle precedenti edizioni. E questo
nonostante la forte presenza di ministri, quasi tutti quelli di Forza Italia,
che sabato per l?intera giornata e la domenica mattina parleranno nelle due
diverse sedi. In particolare il discorso, previsto sabato mattina, del ministro
Mariastella Gelmini ha consigliato le forze
dell?ordine a blindare l?area dell?evento per evitare o contenere possibili
manifestazioni di protesta. Dall?ultimo programma reso noto sono anche state
cancellate le due serate alle Panteraie, appuntamenti invece fissi delle
edizioni 2006 e 2007. Marco A. Innocenti
( da "Resto del
Carlino, Il (Cesena)" del 13-11-2008)
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Scuola
CESENA
pag. 5 È NATO il coordinamento dei comitati cittadini che in questi due mesi si
son... È NATO il coordinamento dei comitati cittadini che in questi due mesi si
sono costituiti per contrastare il pacchetto di leggi Tremonti-Gelmini e ? si legge in una nota ? «la diffusione di una
idea di scuola classista, che schiaccia i bambini e ragazzi svantaggiati e li
esclude progressivamente dal percorso formativo». Il coordinamento comprende
docenti di Cesena, Gambettola, Cesenatico e Cervia. Rappresentanti del
coordinamento hanno partecipato martedì sera all?assemblea tentuasi in Comune
in cui sono intervenuti fra gli altri il sindaco Giordano Conti e l?assessore
alla cultura Daniele Gualdi, entrambi del Pd, i quali hanno duramente criticato
il decreto Gelmini (è mancato però in contraddittorio
perché come relatori non erano stati invitati esponenti del centrodestra). Il
coordinamento ha già già incontrato i partiti Comunisti italiani, Rifondazione
comunista, Verdi, Pd, Italia Dei Valori e Sinistra Democratica. Lunedì alle
20.30 nella sede del quartiere Fiorenzuola si tiene un incontro del
coordinamento che intende promuovere alcune iniziative e anche assemblee sui
nuovi disegni di legge. Per altre informazioni gli interessati possono
telefonare al 333-2411005.
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 13-11-2008)
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Scuola
MONSUMMANO
/ VALDINIEVOLE pag. 17 STASERA alle 21.30 all?elementare Giovanni Dei di
Lamporecchio è in pro... STASERA alle 21.30 all?elementare Giovanni Dei di Lamporecchio
è in programma un incontro, organizzato dal gruppo genitori scuola, sul tema:
«Dopo l?approvazione della legge Gelmini: quale scuola, quale futuro per i nostri figli». Interverranno
gli assessori alla pubblica istruzione provinciale, Giovanna Roccella, e
comunaleCarla Bollettini, il professore Carlo Dami, in rappresentanza dei Cobas
scuola e il dirigente scolastico Ivo Torrigiani.
( da "Resto del
Carlino, Il (Ascoli)" del 13-11-2008)
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Scuola
SAN
BENEDETTO pag. 9 Sì al sostegno ALUNNI STRANIERI L?ASSESSORE alle Politiche
Sociali, Loredana Emili e la collega alla Pubblica Istruzione, Margherita
Sorge, se ne infischiano delle norme dettate dal ministro Gelmini.
L?esempio lampante è quanto è stato stipulato con la cooperativa sociale ?Il
mondo?. Garantirà, anche per l?anno scolastico 2008 / 2009, il sostegno
linguistico nelle scuole dell?obbligo. L?insegnamento della lingua italiana, riservato
agli alunni stranieri, per consentire loro di seguire meglio le attività
didattiche, è assicurato da 20 insegnanti. Nell?anno scolastico 2007 / 2008
hanno beneficiato dell?importante servizio, 120 alunni provenienti da 10 Paesi
del mondo.
( da "Gazzetta di
Modena,La"
del 13-11-2008)
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Scuola
Campus
universitario, domani la nuova protesta anti-Gelmini Continuano le proteste a Modena
contro i provvedimenti del governo Berlusconi sull'istruzione. Domani Casa dei
giovani della sinistra e Sinistra studentesca si riuniranno alle ore 10 e 30
presso il Cus di via Campi per poi spostarsi sino al cuore del Campus
universitario. Per Casa dei giovani di sinistra e Sinistra studentesca,
"pensiamo che oggi si corra un reale rischio di vedere morire il settore
istruzione del nostro Paese: la paura è di subire una sua severa riduzione in
termini di capacità formativa nei riguardi delle più prossime
generazioni". Per questo "le scelte politiche del governo vanno
contestate e per questi motivi, uniti dietro la medesima barricata, vi devono
essere studenti e docenti. E mentre Berlusconi minaccia di far intervenire la
polizia, le scuole e le università si organizzano nei modi più svariati. Noi
scegliamo di utilizzare uno strumento della democrazia: la piazza".
( da "Sicilia, La" del 13-11-2008)
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Scuola
Università
Domani corteo per le vie della città contro la Gelmini
Alla vigilia della manifestazione nazionale contro i tagli a scuola e università,
prevista per domani a Roma, si mobilita anche l'onda palermitana. La maggior
parte degli studenti rimarrà in città, «a causa ? dicono i rappresentanti del
movimento studentesco ? dell'elevato costo dei biglietti ferroviari». Si farà,
in contemporanea alla protesta romana, un corteo per le vie cittadine. È stato
deciso ieri durante l'assemblea di Ateneo nell'aula magna della facoltà di
Ingegneria. Gli studenti hanno approvato all'unanimità un documento politico da
portare all'assemblea nazionale del movimento studentesco che si terrà questo
weekend nella Capitale. «Siamo un movimento di massa propositivo ? ha detto
Francesco Citarda, del coordinamento di Lettere ? e la sintesi sta in questo
documento che contiene sia le nostre controproposte, sia un'analisi critica al
sistema universitario attuale». Tra i partecipanti anche una delegazione di
Alleanza Etica, che ha presentato una petizione da inviare al presidente della
Repubblica e al presidente della Regione. Si chiede un intervento affinché gli atenei
meridionali non siano penalizzati con tagli generalizzati ma che, piuttosto, si
riducano gli sprechi con l'eliminazione delle sedi distaccate, la riduzione
degli stanziamenti agli atenei in rosso e l'introduzione di misure
anti-nepotismo: già 400 le firme raccolte. «Nessuno ? ha sottolineato Riccardo
Catania, coordinatore provinciale di Ae ? dice che dal punto di vista
finanziario Palermo e molti altri atenei meridionali sono tra i più virtuosi
d'Italia». L'assemblea di ieri si è trascinata anche una querelle. Secondo il
coordinamento studentesco vi hanno partecipato circa un migliaio di persone,
mentre Azione Universitaria parla di «poco più di 150 persone». Carolina
Varchi, rappresentante di Au in Consiglio degli studenti, ha rilanciato le
accuse contro i «Baroni» e si è schierata contro «un'ulteriore sospensione
delle attività didattiche» per domani. Continuano le lezioni in piazza. Daniele
Ditta
( da "Resto del
Carlino, Il (Imola)"
del 13-11-2008)
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Scuola
FAENZA
pag. 13 IERI mattina nell?unico istituto superiore faentino occupato dagli
studenti,... IERI mattina nell?unico istituto superiore faentino occupato dagli
studenti, l?Oriani di via Manzoni, si è svolta un?affollata assemblea nell?aula
magna. Alcune centinaia di giovani si sono pacificamente riuniti nella grande
sala per ascoltare dalla bocca di alcuni sindacalisti ed esperti del settore
quali potranno essere gli effetti della riforma della scuola varata dal
ministro Gelmini, una riforma che comporterà un
significativo taglio di posti di lavoro e minori risorse per il settore scolastico.
Così, mentre poche decine di studenti seguivano le lezioni regolari nelle aule
lasciate libere dagli studenti ?occupanti?, nell?aula magna si è fatto il punto
sulla riforma. «Ho trovato molto interesse sull?argomento ? spiega Luigi
Miserocchi, responsabile della Cisl faentina ? C?era silenzio, un silenzio
attento, e sono state fatte molte domande. Naturale che io abbia esposto la
nostra posizione, contraria alla riforma, ma d?altra parte il 30 ottobre è
stato fatto uno sciopero al quale hanno aderito tutti, e non era mai
successo... Comunque, i ragazzi sono molto più attenti a quanto succede di
quanto noi in genere pensiamo. Personalmente ne ho tratto un?impressione molto
positiva. Seduti, in silenzio, ascoltavano. Credo insomma che questi giovani
abbiano un bel valore aggiunto. Abbiamo fornito le informazioni che ritenevano
giusto dare, poi i ragazzi hanno posto la domanda da un miliardo di dollari: ?E
adesso cosa bisogna fare??. Non c?è risposta a questo. Un referendum? Poca
partecipazione popolare. Una legge di iniziativa popolare? Mah.. Però porre
quella domanda significa che i ragazzi hanno capito. Ho trovato giovani
motivati, che hanno posto domande molto pertinenti, dimostrando passione, tanto
che se finiscono per perdere qualche giorno di lezione lo recupereranno senza
alcun problema». «Abbiamo incontrato ragazzi competenti, informati, in grado di
porre domande non raccogliticce ? aggiunge Angela Zagonara, componente del
Tavolo provinciale per la difesa della scuola pubblica ? Oltre ad approfondire
gli aspetti della riforma Gelmini, abbiamo spiegato
loro che è possibile varare altre iniziative per la scuola, per esempio lezioni
su argomenti che di solito non si trattano in classe. Ma quello che è emerso
chiaramente è che i ragazzi vogliono fare queste lezioni in più per dimostrare
che stanno dimostrando, sì, ma che non vogliono perdere la scuola». Oltre due
ore di assemblea, dalle 9 e 30 fin verso mezzogiorno. Poi l?occupazione è
continuata. Ma si tratta di un?occupazione sui generis, in primis perchè
approvata da poco più di trecento dei 900 iscritti all?istituto. Poi perchè,
come accennato, gli ?occupanti? cercano di tutelare al massimo i diritti di
quanti non sono d?accordo con l?iniziativa, lasciando libero accesso alle aule
e alle lezioni. I giovani che occupano intendono ?tenere duro? fino a sabato:
«Prima di quella scadenza faremo un?altra assemblea per decidere cosa fare ??
spiegano ? ma soprattutto vedremo quale sarà la partecipazione all?occupazione.
L?impressione è che stia diminuendo». m. m.
( da "Resto del
Carlino, Il (Imola)"
del 13-11-2008)
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FAENZA
pag. 13 L?OCCUPAZIONE dell?Oriani non è andata giù ad alcuni studenti che
han... L?OCCUPAZIONE dell?Oriani non è andata giù ad alcuni studenti che hanno
preso carta e penna per dire la propria. «Non siamo reazionarie schierate
pregiudizialmente ? scrivono ? Non condividiamo il decreto Gelmini, ma crediamo in forme di
protesta costruttive, non finalizzate solo alla perdita di tempo. Qualsiasi
iniziativa dovrebbe proporsi un intento formativo, grazie al contributo di
esperti in grado di offrire la loro testimonianza su questioni attuali.
Ciò che fa la forza di una scuola è l?unione degli studenti nel perseguire
certi obiettivi ? sottolineano ? e cercare un accordo comune che possa a grandi
linee rappresentare la volontà generale. Quanti hanno tentato pacificamente di
opporsi all?occupazione si sono trovati davanti a studenti che provocavano e
insultavano, rendendo il dialogo impossibile».
( da "Resto del
Carlino, Il (Ascoli)" del 13-11-2008)
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AGENDA
E LETTERE pag. 12 «No alla riforma Gelmini» Gli
studenti di Architettura a lezione in Piazza LA PROTESTA DUE GIORNI di lezione davvero
particolari per gli studenti della facoltà di Architettura di Ascoli. Il
collettivo studentesco dell?università ha infatti organizzato una
manifestazione di protesta contro la riforma Gelmini
e, nelle giornate di ieri e oggi, una parte degli studenti di architettura si
sono ritrovati a fare lezione in piazza del Popolo. Con loro, diversi docenti
che hanno aderito all?iniziativa. E così, ieri mattina, a partire dalle 11 e
fino a tardo pomeriggio i ragazzi hanno seguito i corsi curricolari all?aperto,
complice il bel tempo e la voglia di protestare contro una legge (la 133, ndr)
che rischia di incrementare il triste fenomeno della ?fuga dei cervelli? dal
mondo della ricerca italiano. n.t.
( da "Nazione, La
(Pistoia)"
del 13-11-2008)
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PESCIA
/ VALDINIEVOLE pag. 18 LA RIFORMA scolastica messa in atto dal ministro Mariastella
Gelmini sarà al... LA RIFORMA scolastica messa in atto
dal ministro Mariastella Gelmini sarà al centro di un
dibattito che questa sera (ore 18) il Partito Democratico di Uzzano organizza
nella sala consiliare del comune in Piazza Unità d?Italia, 1 a Santa Lucia. Il
tema della serata sarà ?La Scuola che verrà - il PD riflette sulla Riforma Gelmini? che verrà introdotto e moderato dal professor
Giorgio Ercolini, insegnante di scuola secondaria di II grado e vedrà la
partecipazione del senatore Andrea Marcucci, segretario della 7° Commissione
Istruzione Pubblica e Cultura del Senato e già sottosegretario ai Beni
Culturali nel Governo Prodi. L?invito è rivolto a studenti, insegnanti,
genitori del comune e dell?intera Valdinievole e durante la serata si cercherà
di analizzareà una ?riforma? che secondo il Pd suscita profonda preoccupazione
tra tutti i personaggi coinvolti.
( da "Mattino di
Padova, Il"
del 13-11-2008)
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Scuola
di
Morena Trolese NOTTE AL MALDURA No allo spritz del centro Casale, concerto in
aula PADOVA. Chiamatela pure come volete. Notte bianca o università aperta. Non
importa: resta il fatto che quello dell'altra sera, a Palazzo Maldura, è stato
un vero e proprio evento. Proposto dagli studenti e sostenuto
dai docenti per ribadire il dissenso del Bo al decreto Gelmini. Ma in un modo equilibrato e pacifico.
Aule, corridoi, cortili gremiti di gente: a migliaia fra studenti e
ricercatori, precari e docenti hanno seguito dalle 17 alla mezzanotte
dibattiti, mostre, proiezioni, spettacoli. Alle 23, quando ha avuto inizio la
performance del cantante-attore Giulio Casale sul Sessantotto, ad
ascoltarlo rapiti c'erano mille persone: due aule piene, di cui una collegata
in video conferenza. IL PRESIDE. Paolo Bettiolo, preside di Lettere, è stato da
subito dalla parte dei suoi studenti. Ha inviato un'accorata lettera ai
colleghi docenti per invitarli a presenziare, si è addossato ogni
responsabilità organizzativa e ora non ha intenzione di mollare l'osso. L'altra
sera, ovviamente, c'era. «Una prova di grande disciplina, un episodio -
commenta - da ripetere. Il prossimo passo è coinvolgere anche il mondo
dell'industria. Dobbiamo tener duro». Lo dice con tono pacato ma incisivo. I
PROF. «Non siamo dei baroni che manovrano gli studenti come burattini.
Finalmente sta riemergendo la vera anima storica dell'università: quello
spirito di comunità d'intenti a sostegno e in difesa del sapere». Michele
Cortelazzo, docente di Linguistica, sa bene quello che dice. E aggiunge: «Chi
crede che chi manifesti lo faccia per evitare di lavorare o studiare, si
sbaglia: professori e alunni stanno in ateneo più di quello che dovrebbero.
Anzi: propongo si faccia come in Germania: tenere aperte le università almeno
fino alle 22». Gli spazi certo non mancano, «contenuti seri, coerenti e
costruttivi di cui discutere» neppure. NO SPRITZ. No spritz. Né altre
consumazioni ai banconi dei bar e ai tavoli dei ristoranti. L'appello lanciato
dal gruppo Logos di Lettere all'intera popolazione di 65 mila studenti
universitari della Città del Santo per boicottare i locali del centro e far
sentire così il peso economico della clientela del cosiddetto popolo dello
spritz, ha avuto ieri un notevole successo. All'ora di pranzo, maxi code
ingorgavano l'ingresso delle mense universitarie; una per tutte: quella del Pio
X di via Bonporti. Pochi gli aperitivi color rosso-arancio ordinati nelle
piazze: alle 18, i ragazzi si sono dati appuntamento a "PsicoFiat",
in via Tommaseo, dove lo spritz era «fai da te» e venduto a prezzo competitivo.
Alle 21, tutti a Scienze politiche e fino a sera inoltrata: anche qui, l'incasso
delle bibite è stato messo nel salvadanaio destinato ai fondi per la
mobilitazione nazionale di dopodomani, a Roma. All'Alexander, locale di via San
Francesco, i gestori sono stati però più furbi di tutti: l'idea è stata quella
di accalappiare gli studenti con la «scusa» di devolvere il 25% del guadagno al
treno diretto nella capitale. SCIOPERO. A muoversi da Padova direzione La
Sapienza per ribadire il «no Gelmini» previsto per
domattina saranno in tanti. Il treno da 450 posti è già tutto prenotato. Il
ritrovo alle 23 di stasera in stazione; il rientro da Roma, sabato mattina
all'alba. Facoltà per facoltà, bar per bar, gli studenti stanno raccogliendo
quote e adesioni. Contributi sono arrivati in forma anonima anche da alcuni
docenti. Lunedì, alle 17, nell'auletta studio «Vetrina» di piazza Capitaniato,
i reduci dalla trasferta incontreranno per raccontarsi agli studenti rimasti in
città.
( da "Nuova Ferrara,
La" del
13-11-2008)
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Scuola
Sabato
in centro banchetti informativi contro la riforma e la legge 133 Ateneo, la
mobilitazione non si ferma Da Ferrara partono stanotte i pullman per la
manifestazione di Roma Ha fatto centro la grande giornata di mobilitazione
dell'università e della scuola che si è tenuta martedì in città. Ma è stata
solo una tappa della mobilitazione ferrarese. E già oggi personale tecnico
amministrativo, studenti, ricercatori, precari e docenti dell'ateneo estense
sono pronti a partire alla volta di Roma per partecipare domani alla
manifestazione in difesa dell'università pubblica. Alla Cgil, che ha svolto il
ruolo di coordinamento a Ferrara per la manifestazione nella capitale, sono già
stati formati tre pullman - ma le adesioni sono ancora aperte (per informazioni
e-mail fiorenza.masarati@mail.cgilfe.it oppure telefonare al numero
0532/783155) -; la partenza è prevista a mezzanotte di oggi, dal parcheggio
dell'ex Mof. E nonostante la revoca dello sciopero da parte della Cisl (dopo l'incontro di ieri col ministro Gelmini) la partecipazione si preannuncia «altissima - spiega Fausto
Chiarioni (Flc-Cgil) - ed è importante che partecipino tutte le componenti
dell'università, come sta accadendo qui a Ferrara. E la manifestazione di
martedì in città ha dato chiaramente la percezione che tutta la scuola e
l'università sono impegnate per la salvaguardia dell'istruzione pubblica
e il futuro dei nostri giovani». Intanto ieri sera in un'assemblea fra i
diversi comitati di facoltà - che si è tenuta dalle 18 alla facoltà di
Giurisprudenza - gli studenti hanno stabilito le linee guida per le prossime
tappe: per cominciare, nell'ottica di una base di consenso sempre più ampia,
con la partecipazione da sabato - e per cinque sabati - ai banchetti
informativi allestiti dal Coordinamento scuole ferraresi di fronte al duomo a
partire dalle 14 e fino alle 18. Centrale appare poi ro la partecipazione dei
vari attori del movimento ferrarese alla manifestazione nazionale che si terrà
domani a Roma: «Ci saremo tutti - hanno spiegato ieri sera i rappresentanti
degli studenti - per cercare un momento di confronto con le altre realtà
universitarie e per partecipare attivamente all'apertura di un dialogo fra le
parti in causa». I rappresentanti degli studenti universitari sono concordi nel
dichiarare che la giornata di mobilitazione che si è tenuta martedì in città è
servita a stabilire un punto di partenza, mentre ora appare necessario fare in
modo che il dialogo che è stato costruito con il corpo docente, i ricercatori e
il personale amministrativo dell'ateneo e con le altre componenti della scuola
ferrarese non si perda, «ma possa costituire una base solida su cui pianificare
una proposta plausibile e veramente alternativa a questa "finta
riforma" voluta dal governo». E diversi sono stati gli spunti interessanti
per la stesura di questa proposta che sono scaturiti anche nel corso
dell'assemblea che si è tenuta martedì sera a conclusione dell'intensa giornata
di iniziative. Questo anche se l'idea cardine di tutte le possibili riflessione
è la difesa del carattere pubblico della università italiana, «confutando i
dati proposti dal governo secondo i quali questa università - spiegano i
coordinamenti -, così organizzata e gestita, è una immane fonte di spesa per il
Paese mentre il suo stesso ministero dell'Istruzione e dell'Università ci
informa che in Italia si spende assai mano di quanto non accada all'estero».
(i.v.)
( da "Mattino di
Padova, Il"
del 13-11-2008)
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Scuola
Le disposizioni della dirigente scolastica regionale proibiscono a dirigenti
e docenti di concedere spazi fuori orario Gelmini imbavaglia i presidi Diktat della Palumbo: stop a sit-in,
striscioni e interviste VENEZIA. Stop alle proteste dell'Onda in tutte le
scuole del Veneto, vietato criticare la riforma Gelmini sia con le «notti bianche» sia con più normali dichiarazioni ai
giornalisti. Niente più striscioni davanti agli istituti della regione,
dove docenti e studenti potevano scrivere anche «Gelmini
Somara». è il contenuto di una circolare della dirigente scolastica regionale
Carmela Palumbo, rivolta ai presidi e agli insegnanti in quanto dipendenti
pubblici. Bavaglio anche ai presidi che sino ad oggi hanno potuto partecipare
alle manifestazioni contro il ministro dell'Istruzione o avevano la possibilità
di rilasciare interviste. Interviste ai mass media, spesso al peperoncino,
contro il ritorno al maestro unico. Su disposizione del ministero di viale
Trastevere, la circolare emanata il 6 novembre dalla responsabile dell'Ufficio
scolastico Regionale, Carmela Palumbo, ha cambiato le carte in tavola perché
ricorda ai presidi e agli insegnanti tutte le norme alle quali si devono
attenere in qualità di pubblici dipendenti. Non a caso la circolare,
scaricabile da Internet, s'intitola «Ruolo e Competenze degli Organi Collegiali.
Utilizzo delle sedi delle istituzioni scolastiche». I passi più significativi
del documento, firmato dalla Palumbo, sono quelli in cui, in base all'articolo
98 della Costituzione, si dice che «i pubblici impiegati sono al servizio
esclusivo della Nazione» oppure che «i dipendenti devono rispettare le
prescrizioni di legge ai fini della cura dell'interesse pubblico loro rimesso».
La circolare diventa più esplicita nel momento in cui fa notare che «il
dipendente s'impegna ad evitare situazioni e comportamenti che possano nuocere
agli interessi o all'immagine della pubblica amministrazione». E la botta
finale è del tutto lampante, quando si afferma «il dipendente tiene informato
il dirigente dell'ufficio dei propri rapporti con la stampa». Stop alle
manifestazioni fuori dell'orario scolastico, lecite le assemblee di genitori e
studenti purché autorizzate e purché rispettose della legge e autorizzate.
Immediata la reazione sia dei sindacati confederali che di quelli di base. «Sul
piano formale la circolare della Palumbo è ineccepibile - sottolinea il
segretario regionale della Cgil scuola, Salvatore Totò Mazza -. Il messaggio
politico, però, che invia al mondo della scuola è ambiguo e criticabile. Come
mai, infatti, la circolare, imposta dal ministro, è stata emanata in queste
settimane, periodo in cui la protesta contro la Gelmini
ha raggiunto livelli molto popolari, coinvolgendo anche numerosi presidi?». Più
duro il commento di uno dei coordinatori regionali dei Cobas. «Siamo al regime
- dice il docente padovano dell'Istituto Tecnico Scalcerle, Bepi Zambon -
Evidentemente gli organi massimi dirigenziali vogliono tenere lontana la
protesta dalle sedi scolastiche. Questo testimonia che il governo Berlusconi ha
realmente tanta paura di come la rivolta si stia radicando in quasi tutte le
scuole italiane». Ma non tutti i presidi sono contro la circolare della
Palumbo. «La responsabile regionale ha ragione - osserva Marisa De Danieli,
preside del Secondo Istituto Comprensivo di Padova-. Sia i dirigenti che i
docenti, come pubblici dipendenti, hanno non solo dei precisi diritti, ma anche
anchedei doveri». Felice Paduano
( da "Gazzetta di
Mantova, La"
del 13-11-2008)
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Scuola
Non è
un paese per giovani Giovedì 30 ottobre sono scesa in piazza per manifestare
contro la legge 133. Sono molto preoccupata e soprattutto molto delusa. Sono
preoccupata per la sorte del mio futuro lavorativo: insegno nella scuola
primaria da tre anni, con incarichi annuali, cioè retribuita nei mesi di scuola
e disoccupata durante le vacanze estive. Nonostante sia precaria mi ritengo
fortunata perché faccio un lavoro che mi piace, il lavoro che ho scelto e per
il quale ho studiato cinque anni all'università. Fino a settembre speravo di
entrare di ruolo tra qualche anno e pensavo di iscrivermi ancora all'università
per conseguire l'abilitazione ad insegnare la lingua inglese. Ora, da quando siamo stati informati del decreto Gelmini e Tremonti, ho escluso ogni
investimento di formazione. Il futuro che mi stavo costruendo si è congelato di
colpo: la nuova scuola non mi vuole più. Sarà una scuola solo per gli
insegnanti anziani che, già affaticati da una lunga carriera lavorativa, vedono
il traguardo della pensione e del riposo solo col binocolo! Soprattutto
sono delusa perché la scuola che verrà non parlerà più di didattica
individualizzata, di computer, di progetti di integrazione, di giornalini
scolastici, di letture animate, di teatro, di educazione musicale e di tutte
quelle attività che fanno la qualità della scuola italiana. Un semplice
esempio: mi dite come farà il rassicurante e buon maestro unico a portare una
classe di circa trenta bambini al laboratorio di informatica dotato di una
decina di computer funzionanti (se va bene) per fare una semplice ricerca di
scienze? E come farà, ad esempio, ad organizzare una lezione di italiano che
tenga conto delle esigenze specifiche dei bambini immigrati, dei bambini con
difficoltà specifiche dell'apprendimento, dei bambini cosiddetti caratteriali,
dei bambini intellettualmente più dotati e allo stesso tempo di quelli più
semplici, che vivono in un contesto familiare modesto? Se la risposta sta nelle
«classi ponte» significa che ritorneremo alle classi differenziali, senza tener
il benché minimo conto di tutte le ricerche internazionali che hanno dimostrato
il fallimento di questo modello educativo, negli Stati Uniti in primis. La
scuola che sto vivendo e in cui credo si impegna con le proprie risorse ad
offrire un sapere che sia al passo con la società complessa che viviamo e cerca
di offrire a tutti i bambini l'opportunità di imparare, di esprimersi, di
scoprire passioni e desideri. Sono assolutamente d'accordo che ci sia bisogno
di una seria riforma del sistema scolastico, ormai invecchiato dopo numerosi
tentativi di riforme falliti e legiferato da un meccanismo intricato di
graduatorie e punteggi, ma la risposta del governo a questa esigenza di
rinnovamento (o dovrei forse dire a questa esigenza di soldi) è ottusa e bieca:
è una scelta che non guarda in prospettiva, che non guarda al futuro della
cittadinanza italiana. Beatrice Furgieri
( da "Tribuna di
Treviso, La"
del 13-11-2008)
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Scuola
Le
disposizioni della dirigente scolastica regionale proibiscono a dirigenti e
docenti di concedere spazi fuori dell'orario consentito: l'Onda
nel mirino «Presidi, basta criticare la Gelmini» Il diktat della Palumbo: stop a sit-in, striscioni e interviste
anti-ministro TREVISO. Stop alle proteste dell'Onda in tutte le scuole del
Veneto, vietato criticare la riforma Gelmini sia con le «notti bianche» sia con più normali dichiarazioni ai
giornalisti. Niente più striscioni davanti agli istituti della regione,
dove docenti e studenti potevano scrivere anche «Gelmini
Somara». è il contenuto di una circolare della dirigente scolastica regionale Carmela
Palumbo, rivolta ai presidi e agli insegnanti in quanto dipendenti pubblici.
Bavaglio anche ai presidi che sino ad oggi hanno potuto partecipare alle
manifestazioni contro il ministro dell'Istruzione o avevano la possibilità di
rilasciare interviste ai mass media, spesso al peperoncino, contro il ritorno
al maestro unico. Su disposizione del ministero di viale Trastevere, la
circolare emanata il 6 novembre dalla responsabile dell'Ufficio scolastico
Regionale, Carmela Palumbo, ha cambiato le carte in tavola perché ricorda ai
presidi e agli insegnanti tutte le norme alle quali si devono attenere in
qualità di pubblici dipendenti. Non a caso la circolare, scaricabile da
Internet, s'intitola "Ruolo e Competenze degli Organi Collegiali. Utilizzo
delle sedi delle istituzioni scolastiche". I passi più significativi del
documento, firmato dalla Palumbo, sono quelli in cui, in base all'articolo 98
della Costituzione, si dice che «i pubblici impiegati sono al servizio
esclusivo della Nazione» oppure che «i dipendenti devono rispettare le
prescrizioni di legge ai fini della cura dell'interesse pubblico loro rimesso».
La circolare diventa più esplicita nel momento in cui fa notare che «il
dipendente s'impegna ad evitare situazioni e comportamenti che possano nuocere
agli interessi o all'immagine della pubblica amministrazione». E la botta
finale è del tutto lampante, quando si afferma «il dipendente tiene informato
il dirigente dell'ufficio dei propri rapporti con la stampa». Stop alle
manifestazioni fuori dell'orario scolastico, lecite le assemblee di genitori e
studenti purché autorizzate e purché rispettose della legge e autorizzate.
Immediata la reazione sia dei sindacati confederali che di quelli di base. «Sul
piano formale la circolare della Palumbo è ineccepibile - sottolinea il
segretario regionale della Cgil scuola, Salvatore Totò Mazza -. Il messaggio
politico, però, che invia al mondo della scuola è ambiguo e criticabile. Come
mai, infatti, la circolare, imposta dal ministro, è stata emanata in queste settimane,
periodo in cui la protesta contro la Gelmini ha
raggiunto livelli molto popolari, coinvolgendo anche numerosi presidi?». Più
duro il commento di uno dei coordinatori regionali dei Cobas. «Siamo al regime
- dice il docente padovano dell'Istituto Tecnico Scalcerle, Bepi Zambon -. Il
governo Berlusconi ha tanta paura di come la rivolta si stia radicando in quasi
tutte le scuole italiane».
( da "Nuova Ferrara,
La" del
13-11-2008)
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Scuola
SCUOLA
IERI E OGGI La testimonianza di un maestro unico Nel giorno d'emissione del
Decreto legge n. 137 del 01/09/08 (Art. 4.Insegnante unico nella scuola
primaria....), il sottoscritto veniva collocato a riposo per cessazione del
servizio. In quel momento, ho detto: «Ma guarda, che strana coincidenza, a
distanza di quasi 40 anni...». Mi è tornato in mente l'anno, 1971 (37 anni fa),
d'inizio della mia carriera di insegnante elementare, come maestro unico, in
una cittadina della Brianza. Insegnavo solo al mattino e al pomeriggio; e per
coprire l'affitto, che era il 50% dello stipendio, avevo avuto l'incarico di un
doposcuola, pagato dal Patronato Scolastico. Allora vigeva la scuola basata sul
maestro unico, tutto fare, dispensatore del sapere e autorità indiscussa nella
classe. Allora necessitano alcune considerazioni su quanto sta avvenendo, oggi,
nella scuola italiana. Molti pensano che le ragioni di questa scelta siano
economiche: un solo insegnante per classe costa meno di tre docenti ogni due
classi (vale a dire uno e mezzo, in media, per classe); ma occorrerà anche
ridurre il tempo scuola, per far coprire al maestro, unico, l'orario
scolastico, 24 ore settimanali, del mattino. C'è da dire, che l'obbiettivo di
questo governo è rendere la scuola pubblica (statale, per la precisione) più
leggera, quanto a costi, organici, ecc. Ora provate a mettervi nei panni di chi
è precario da molti anni e fa il proprio lavoro con passione. Il ministro Gelmini dovrebbe sapere che nell'Italia degli anni '70 e '80 si affermò
il tempo pieno; sperimentale, all'inizio, in alcune zone del paese; ma - con la
legge di riforma n.148 del 1990 - la scuola a tempo pieno ebbe un effetto di
traino, e su quell'onda si estesero i moduli didattici (tre docenti ogni due
classi). In quegli anni ci fu una reazione; una battaglia in difesa del
cosiddetto «tempo normale», la scuola del mattino, con un solo insegnante, da
parte dei settori conservatori. Si disse che si trattava di una scelta per
l'aumento degli organici docenti della scuola elementare. Si disse allora, e
continuano a dirlo oggi, dopo più di 20 anni, che in questo modo, con l'aumento
del tempo scuola, si portava via tempo alla famiglia ed al suo ruolo educativo.
Si sostenne, come oggi, che tre insegnanti che lavorano nella stessa classe
sono fonte di confusione per i bambini. Ora mi chiedo cosa significa, per la
didattica, restaurare il maestro unico nella scuola italiana? Non sarà
possibile la divisone, tra i docenti, delle materie disciplinari; l'insegnate
unico insegnerà, per i 5 anni, e dovrà aggiornarsi su tutto. Ogni insegnante
tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia
degli alunni; non saranno possibili uscite didattiche nel territorio, nei
musei, aule didattiche decentrate e manifestazioni sportive; per motivi di
sicurezza il singolo insegnate non potrà uscire, dalla scuola, da solo, visto
il rapporto di 1 insegnate ogni 15 alunni. Fino ad oggi, la didattica aperta al
territorio era possibile per la presenza di più insegnanti e delle compresenze;
i genitori non potranno rapportarsi ad un gruppo di insegnanti. Il riferimento
sarà unico, senza confronto a più voci. Non sarà possibile una didattica di
recupero e di arricchimento dell'offerta formativa per la scomparsa delle
compresenze, e la possibilità di organizzare percorsi per alunni in difficoltà,
per fare progetti e lavorare con tantissimi bambini extracomunitari. Siamo nel
2008 e la nostra società è cambiata tanto; i mass media, internet e i linguaggi
multimediali hanno modificato la vita dei bambini. Il maestro unico poteva
permettersi, per mesi, far fare aste; in cinque anni si imparavano le tabelline
e a scrivere qualche pensierino; oggi metà classe in prima sa già scrivere, e
si impara a suonare il flauto, mentre in quarta Power Point. E' questo quello
di cui necessita la scuola italiana? La scuola italiana necessità di modifiche,
ma quella dei tagli non può migliorarla. Il maestro unico creerà i grossi
disagi a famiglie, alunni e docenti. No alla scuola del passato. Mi viene in
mente un vecchio canto popolare siciliano, dopo l'Unità d'Italia, sulla scuola:
la scuola è fatta pi duchi e baruni, lu puvureddu sciecco avi a ristari ca; si
nun ci sunnu li dinari avi voglia d'imparari. Giuseppe Vita Voghiera
( da "Tribuna di
Treviso, La"
del 13-11-2008)
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Scuola
UNIVERSITA',
LINEE GUIDA OK SEGUE DALLA PRIMA Va quindi eliminata, ritirando i tagli, quella
atmosfera di ostilità che oggi domina negli Atenei, che si sentono offesi da un
governo che prima colpisce e poi discute. In attesa del confronto sulle linee
guida, occorre considerare le novità recate dal decreto 180 del 10 novembre
2008. Esso innova sui concorsi, sul diritto allo studio e sulla ripartizione
delle risorse tra Atenei. Il tema dei concorsi richiede un'analisi estesa, che
converrà esporre a parte. Sul tema del diritto allo studio il governo merita un
applauso sincero. Mettere a disposizione 200 milioni di euro, di cui 65 per
residenze studentesche e 135 per borse di studio, significa avere ben recepito
una richiesta unanime del mondo universitario, oltre che un punto qualificante
del «patto per l'università» del governo Prodi. In quel patto, a dire il vero,
c'era una innovazione che merita di essere ribadita: non solo più risorse per
le borse di studio, ma altresì la creazione di un fondo «nazionale» per borse
di studio maggiorate rispetto a quelle erogate dagli Atenei, per consentire ai
vincitori la permanenza fuori casa e quindi la scelta effettiva della sede
preferita. In tal modo si sarebbe resa giustizia agli studenti meritevoli in
ogni parte del Paese e si sarebbe attivata una positiva concorrenza tra Atenei,
tutti alla caccia degli studenti migliori.Si spera che la mancata adozione di
tale schema derivi solo dalla urgenza di erogare i fondi già dall'anno 2009 e
rappresenti quindi un rinvio e non una bocciatura dell'idea. Circa la
ripartizione delle risorse tra le sedi, il decreto riprende e addirittura
rafforza la proposta del «patto per l'università» del governo Prodi, stabilendo
che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario sia ripartito fra gli Atenei,
considerandone la qualità: qualità dell'offerta formativa e risultati dei
processi formativi; qualità della ricerca scientifica nonché qualità, efficacia
ed efficienza delle sedi didattiche. Le modalità precise di ripartizione
saranno definite con decreto dal ministro, sentiti il Comitato di indirizzo per
la valutazione della ricerca e il Comitato nazionale per la valutazione del
sistema universitario. Nel «patto» la quota del Fondo di finanziamento
ordinario era solo del 5%, e la differenza va quindi a merito dell'attuale
governo; ma esso prevedeva, in attesa dell'Agenzia per la valutazione delle
università, una ripartizione basata esclusivamente sui dati del modello del
Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, al cui interno
sarebbero stati recepiti quelli del Comitato di indirizzo per la valutazione
della ricerca sulla ricerca. Qui invece la base di riferimento è allargata a
questo inesplorato concetto di «qualità, efficacia ed efficienza delle sedi
didattiche», mentre i due Comitati sono solo «sentiti» dal ministro. C'è
insomma una larga discrezionalità attribuita al ministro, e come sempre essa
può essere usata per il meglio e per il peggio. Il
suggerimento al ministro Gelmini, vista l'elevata diffidenza del mondo universitario nei confronti
suoi e di un governo che ama il decisionismo e detesta i confronti, è quindi di
autolimitarsi nella discrezionalità e usare il più possibile i dati dei
Comitati: dati da migliorare rapidamente, s'intende, ma non da sostituire con
insindacabili giudizi soggettivi. Gilberto Muraro
( da "Nuova Venezia,
La" del
13-11-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)
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Scuola
Pagina
10 - Regione UNIVERSITA', LINEE GUIDA OK SEGUE DALLA PRIMA Va quindi eliminata,
ritirando i tagli, quella atmosfera di ostilità che oggi domina negli Atenei,
che si sentono offesi da un governo che prima colpisce e poi discute. In attesa
del confronto sulle linee guida, occorre considerare le novità recate dal
decreto 180 del 10 novembre 2008. Esso innova sui concorsi, sul diritto allo
studio e sulla ripartizione delle risorse tra Atenei. Il tema dei concorsi
richiede un'analisi estesa, che converrà esporre a parte. Sul tema del diritto
allo studio il governo merita un applauso sincero. Mettere a disposizione 200
milioni di euro, di cui 65 per residenze studentesche e 135 per borse di
studio, significa avere ben recepito una richiesta unanime del mondo universitario,
oltre che un punto qualificante del «patto per l'università» del governo Prodi.
In quel patto, a dire il vero, c'era una innovazione che merita di essere
ribadita: non solo più risorse per le borse di studio, ma altresì la creazione
di un fondo «nazionale» per borse di studio maggiorate rispetto a quelle
erogate dagli Atenei, per consentire ai vincitori la permanenza fuori casa e
quindi la scelta effettiva della sede preferita. In tal modo si sarebbe resa
giustizia agli studenti meritevoli in ogni parte del Paese e si sarebbe
attivata una positiva concorrenza tra Atenei, tutti alla caccia degli studenti
migliori.Si spera che la mancata adozione di tale schema derivi solo dalla
urgenza di erogare i fondi già dall'anno 2009 e rappresenti quindi un rinvio e
non una bocciatura dell'idea. Circa la ripartizione delle risorse tra le sedi,
il decreto riprende e addirittura rafforza la proposta del «patto per
l'università» del governo Prodi, stabilendo che il 7% del Fondo di
finanziamento ordinario sia ripartito fra gli Atenei, considerandone la
qualità: qualità dell'offerta formativa e risultati dei processi formativi;
qualità della ricerca scientifica nonché qualità, efficacia ed efficienza delle
sedi didattiche. Le modalità precise di ripartizione saranno definite con
decreto dal ministro, sentiti il Comitato di indirizzo per la valutazione della
ricerca e il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario.
Nel «patto» la quota del Fondo di finanziamento ordinario era solo del 5%, e la
differenza va quindi a merito dell'attuale governo; ma esso prevedeva, in
attesa dell'Agenzia per la valutazione delle università, una ripartizione
basata esclusivamente sui dati del modello del Comitato nazionale per la
valutazione del sistema universitario, al cui interno sarebbero stati recepiti
quelli del Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca sulla
ricerca. Qui invece la base di riferimento è allargata a questo inesplorato
concetto di «qualità, efficacia ed efficienza delle sedi didattiche», mentre i
due Comitati sono solo «sentiti» dal ministro. C'è insomma una larga
discrezionalità attribuita al ministro, e come sempre essa può essere usata per
il meglio e per il peggio. Il suggerimento al ministro Gelmini, vista l'elevata diffidenza del
mondo universitario nei confronti suoi e di un governo che ama il decisionismo
e detesta i confronti, è quindi di autolimitarsi nella discrezionalità e usare
il più possibile i dati dei Comitati: dati da migliorare rapidamente,
s'intende, ma non da sostituire con insindacabili giudizi soggettivi.
Gilberto Muraro
( da "Leggo" del 13-11-2008)
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Scuola
di
Giancarlo Leone Anche quest'anno Lando Fiorini dal suo mitico Puff, nel cuore
di Trastevere, non poteva non essere in scena con il suo nuovo spettacolo dove
l'attualità è presa di mira con ironia, disincanto, con quell'umorismo tipico
romano che solo il cantattore sa regalarci. Siamo tutti riciclati, questo il
titolo dello spettacolo in scena fino al 31 maggio 2009. Scritto dallo stesso
Fiorini, anche regista, con Natili e Delle Donne, vedrà protagonisti con lui
Camillo Toscano, Loretta Rossi Stuart e Costanza Noci. «Quest'anno ricomincio
da quaranta, dopo il successo de La risata fa 40, in cui l'anno scorso
celebravo l'anniversario del Puff - racconta Fiorini - Lo spettacolo inizia con
tre bidoni della spazzatura da cui escono i tre attori per parlare dei problemi
dei rifiuti, ma anche per dire che i più riciclati sono i politici». Cambiano i
simboli ma loro sono sempre gli stessi: «Io rappresento, invece, l'italiano
medio ed entro in scena in camicia bianca. Sono l'uomo della strada, quello che
non arriva alla terza settimana del mese e se la prende con il governo. Tanti
gli argomenti che toccheremo. Si parlerà della Gelmini, così giovane da dover entrare
al ministero accompagnata dai genitori. Poi passerò dalla legge sulle
prostitute al caro benzina, con una parodia su Dracula che diventa Drankula di
origine rumena, che assumerà gli italiani a lavorare nel suo castello».
«Giocherò poi con i fanatici dei concerti intellettualoidi. Non mancherò di
parlare della tivù trash, mettendo in ridicolo tanti programmi». Nel raccontare
lo spettacolo Lando Fiorini è un fiume in piena. «Ci sarà un momento molto
divertente dedicato alla Robin Tax, dove sarò un Robin Hood nella foresta di
Nottingham, da me ribattezzata Fottingham, che dovrebbe rubare ai ricchi per
dare ai poveri. Non mancheranno le canzoni, Lella, Casetta di Trastevere, Cento
campane».
( da "Sicilia, La" del 13-11-2008)
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oggi
protesta degli studenti di architettura In corteo portando
la croce contro Tremonti e Gelmini Chiesa gremita, ieri mattina, per l'ultimo saluto a Agatino
Pellizzeri, il trentasettenne ucciso domenica mattina durante un diverbio con i
componenti di una famiglia vicina di casa. I funerali sono stati officiati
nella chiesa di Santa Maria della Roccia, la parrocchia fra contrada Isola e
Plemmirio, a cui la famiglia Pellizzeri faceva riferimento. Il rito
funebre è stato celebrato da padre Aurelio Russo, il quale nella sua omelia ha
parlato della necessità del rispetto verso il prossimo, dell'osservanza della
legge di Dio, e di abbandonare ogni desiderio di vendetta. Padre Russo, rivolto
alla famiglia stretta attorno al feretro, ha voluto con la sua preghiera
dissipare «le nubi del rancore che possono affollare la mente e il cuore». Un
chiaro riferimento alle modalità che hanno portato all'uccisione della vittima.
Il parroco ha riferito anche di non aver conosciuto in vita Agatino, ma di aver
saputo di lui da uno dei chierichetti della chiesa, cugino della vittima. Al
termine della messa, concelebrata da padre Giuseppe Arnone (che conosce
personalmente la famiglia Pellizzeri), il feretro è stato portato a spalla dagli
amici più stretti. Il suo percorso è stato accompagnato da un lungo applauso,
sin dall'uscita dalla chiesa. In corteo, poi, parenti e amici hanno seguito
Agatino fino alla sua ultima dimora. m. t. g.
( da "Sicilia, La" del 13-11-2008)
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strisce
pedonali in viale santa panagia Dopo la richiesta del quartiere ecco subito i lavori
comunali Studenti tutti pronti alla processione. Per stamattina dalle 9:30 in
piazza Duomo sarebbe prevista una singolare protesta appositamente
«architettata?» dagli studenti della facoltà di Architettura: croci, di
cartone, per simboleggiare il funerale dell'università italiana e poi, tutti in
corteo, contro la finanziaria voluta dal ministro Tremonti che prevede tagli
alla ricerca e contro il ministro Gelmini per la trasformazione delle università in fondazioni. Pronta
anche un'azione di volantinaggio per rendere partecipe chiunque passi dal
centro storico. Nessuna autorizzazione è stata richiesta per portare avanti lo
sciopero a Siracusa, quindi il condizionale è d'obbligo, ma le croci saranno
comunque utilizzate anche domani durante la manifestazione generale che si
svolgerà a Catania. Intanto già a livello nazionale si intravedono
spiragli di un dialogo tra Governo e sindacati, tanto che l'Ugl ha revocato lo
sciopero romano di domani del comparto università ed enti di ricerca, dopo aver
riscontrato segnali di apertura, tra i quali l'impegno per il reperimento delle
risorse per i rinnovi contrattuali 2008-2009. Ma la posizione del rettore
dell'università di Catania, Antonio Recca, è chiara, ribadendo come l'ateneo
abbia i conti a posto e assicurando il regolare procedere delle lezione, ha
assicurato la sua presenza allo sciopero di domani. E il comitato studentesco
della facoltà aretusea invita tutti, docenti compresi, a seguire il corteo
etneo all'interno del gruppo di architettura. Lu.sig
( da "Gazzetta di
Parma (abbonati)"
del 13-11-2008)
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CRONACA
13-11-2008 VistodaParma: di Pino Agnetti Santoro-Violanti: quando la satira non
fa comodo M ichele un censore? Ma per carità, lui adora essere preso in giro!».
Parola di Marco Travaglio che, come suo ospite fisso, dovrebbe conoscere molto
bene il conduttore di «Annozero». Uno, conferma con lo slancio premuroso di una
crocerossina il vignettista Vauro (altra presenza storica della trasmissione),
che non ha mai avuto un carattere permaloso. Sarà. Ma allora da dove viene la
lettera di formale diffida con cui quel gran spiritosone di Michele Santoro ha
chiesto la cessazione «con decorrenza immediata » della sua imitazione
radiofonica per bocca dello showman fidentino Sergio (in arte Joe) Violanti?
Quest'ultimo, ormai lo sanno tutti, firma ogni mattina su
«RadioDimensioneSuono» un programma («Tutti pazzi per Rds») nel corso del
quale, spacciandosi per un personaggio famoso, telefona a un altro volto noto
della politica o dello spettacolo intrattenendolo finché l'ignaro interlocutore
non scopre lo scherzo. Salvo venirne informato a fine programma qualora non si
sia reso conto dell'inganno tanto bonario quanto innocuo. Insomma, un giochino
che più innocente di così non si può. Anche perché il buon Joe non l'ha mai
usato per svillaneggiare i personaggi da lui «clonati» (nella sua galleria sono
finiti, fra gli altri, il povero Funari, don Mazzi e Briatore). Ma con Michele,
no. Con Michele non si può! Questo, almeno, a giudicare dalla reazione del
Santoro furioso. Furioso al punto tale da scatenare una battaglia a colpi di
carta bollata per contestare «l'abusivo utilizzo» della propria identità e
minacciare addirittura di chiedere i relativi danni nel caso quello sfrontato
di Joe non desista dal suo «illecito comportamento». Scusate un momento. Ma
«Annozero » non è quel tal programma del servizio pubblico (pagato quindi con i
soldi di tutti noi) che ospita abitualmente le imitazioni di Sabina Guzzanti? E
il suo conduttore non è lì a intrattenerci ogni settimana con l'aria
dell'ultimo paladino della libertà d'informazione e di satira in lotta perenne
contro i biechi «editti bulgari» passati, presenti e futuri? Pare che a indurlo
a sfoderare la fiera durlindana sia stata la puntata in cui
il suo sosia radiofonico ha catturato al telefono la Gelmini invitandola negli studi di «Annozero ». Ed allora, come si
sarebbe dovuta comportare la candidata repubblicana alla vicepresidenza Usa,
Sarah Palin, con il falso Sarkozy (un noto umorista canadese) che l'ha chiamata
alla vigilia del voto presidenziale per dirle che l'aspettava quanto prima
all'Eliseo? Chiederne la condanna immediata alla sedia elettrica? Per
fortuna, il grande Joe Violanti non se l'è presa più di tanto. E, incassata la
solidarietà anche di Fiorello, continua a deliziarci con le sue telefonate
mattutine da finto Santoro. Pure Veltroni ne ha ricevuto una, e pare si sia
divertito un sacco. Il commento finale lo lasciamo a un altro personaggio che
sulla satira ci campa da una vita. Quel Christian De Sica che, elettore
dichiarato di sinistra qual è, ha sentenziato lapidario: «Spesso la sinistra è
antipatica. Ha il complesso del padreterno, della Depositaria Unica della
Cultura. Che palle».
( da "Mattino, Il
(Nazionale)"
del 13-11-2008)
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ELENA
ROMANAZZI Roma. La Cisl si sfila via dallo sciopero dell'Università. E a ruota
seguono l'Ugl e lo Snals Confals. Mentre il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, dopo giorni e giorni passati sulla graticola inizia a vedere
uno spiraglio nella difficile trattativa intrapresa con i sindacati di
categoria. E tenta il tutto per tutto (incontrando in gran segreto il ministro
della Funzione Pubblica, Renato Brunetta) per convincere anche la Uil a tornare
sui propri passi. Oggi il ministero darà una risposta definita alle
richieste avanzate dalla Uil e condivise in pieno dalla Cisl. Ma fino a ieri
sera non era arrivata alcuna convocazione nè dalla Gelmini
nè da Brunetta che incontrerà i rappresentanti degli Enti di ricerca. Due i
nodi principali: la stabilizzazione dei precari, sono circa 2000, e le risorse
per il rinnovo contrattuale. «Non ci bastano le promesse - spiega Alberto
Civica - vogliamo i fatti. Solo allora si potrà iniziare a ragionare. Noi per
il momento domani scendiamo in piazza». La Cgil, con molta probabilità, non
resterà da sola. Mimmo Pantaleo, segretario della Flc Cgil parla chiaro come
aveva già fatto davanti al ministro: «Il governo vuole spaccare i sindacati, ma
noi andiamo avanti lo stesso. Non comprendiamo le ragioni della Cisl, noi
restiamo fedeli e coerenti alla piattaforma unitaria, così funziona un
sindacato». E, comunque, se anche ci fossero delle possibilità di mettere sul
piatto le risorse necessarie chieste dalla Uil, la Cgil avrà al suo fianco gli
studenti universitari e medi. In piazza i ragazzi ci saranno. Oggi intanto si
riunisce il Pd per affrontare il nodo della riforma universitaria. La mossa
della Cisl era nell'aria. Il segretario di categoria, Antonio Marsilia motiva
così la decisione: «Riteniamo che ci sia stato un passo in avanti che potrebbe
aprire una nuova fase nel confronto. Il ministro si è impegnato a modificare
alcuni passaggi importanti della manovra e a dare risposte concrete, dunque
vogliamo proseguire il confronto per arrivare ad una riforma condivisa». In
realtà, l'impegno assunto dal ministro, spiegano gli altri segretari non era
definitivo anche perché fa notare Civica occorre il placet di diversi
dicasteri, primo fra tutti quello di Tremonti. Il ministro dopo aver incassato
l'appoggio della Cisl, ieri ha incontrato la Conferenza dei rettori, la quale
ha ribadito il proprio apprezzamento sul decreto che contiene diversi
provvedimenti a favore delle università più virtuose, tra i quali lo sblocco
del turn over per chi non ha superato la soglia del 90% di spese per il
personale. Tra le proteste e le preoccupazione nel mondo degli atenei continua
intanto il confronto sulle linee guida della riforma Gelmini
e si inizia a fare una seria ricognizione dei corsi di studio, quelli più
strani e privi di sbocchi professionali, destinati da qui a poco a chiudere.
Stessa sorte attendono le sedi distaccate considerate inutili che hanno dei
costi elevatissimi. Tra i sindacati, il governo e i rettori, ci sono i ragazzi.
Gli studenti non mollano la presa. Non difendono l'esistente, ma ai tagli
indiscriminati all'università e alla scuola non ci stanno. Per questo scendono
in piazza e popolano il web. Nella rete l'Onda cambia nome. L'eroina del movimento,
l'anti-Gelmini della rete, si chiama Anna Adamolo che
altro non è che l'anagramma dell'«onda anomala». La prima protesta virtuale
scatterà oggi alle 14 in punto quando gli studenti tenteranno di mandare in
tilt, collegandosi tutti contemporaneamente il sito del ministero
dell'Istruzione. Un «netstrike» lanciato dal collettivo «Informatica e
movimento» al grido virtuale «loro fermano il nostro futuro...noi fermiamo i
loro siti». Il resto del movimento sarà in piazza a Roma. Sono circa 100mila
gli studenti che dovrebbero arrivare da tutta Italia. Un onda che da giorni
invade diverse città, Milano, Torino, Firenze, Perugia, Roma, Napoli. La
protesta è arrivata fino a Parigi, dove un gruppo di studenti dell'Erasmus
scenderà in piazza nella capitale francese per manifestare. Il ministro sembra
soddisfatto. Ma se sull'Università ha ottenuto una rivincita, sulla scuola la
partita è ancora tutta aperta. Dopo lo sciopero generale i sindacati,
sottolinea Massimo Di Menna della Uil, non sono stati convocati. E i regolamenti
tardano ad arrivare: «Sarebbe opportuno - sottolinea Di Menna - uno slittamento
delle pre-iscrizioni».
( da "Gazzetta di
Parma (abbonati)"
del 13-11-2008)
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PROVINCIA
13-11-2008 MONTAGNA AMMINISTRATORI E GENITORI Valmozzola difende la propria
scuola VALMOZZOLA II Insegnante prevalente o insegnante unico? Tagli, potenziamenti
o mantenimento dei servizi nelle scuole di montagna? Sono questi alcuni dei
quesiti posti in chiave tecnica nella riunione di Valmozzola, convocata dai
genitori degli alunni e coordinata da Rossana Iomini, con la partecipazione del
sindaco Gabriella Olari, dell'assessore provinciale Gabriele Ferrari, dei
consiglieri provinciali Manfredo Pedroni e Beppe Conti, dell'assessore della
Comunità Montana Ovest Giampaolo Cantoni, del dirigente scolastico Claudio
Setti, dell'insegnante e consiglietutto, re del Comune di Borgotaro Rodolfo
Marchini. Il confronto, svolto l'altra sera nella sala civica di Mormorola, è scivolato su precise posizioni tecniche in merito ai contenuti
della legge Gelmini:
rassicuranti e tese ad un potenziamento dei servizi scolastici in montagna per
Pedroni, Conti e Marchini, prudenti e preoccupanti al tempo stesso per gli
scenari che si prospettano a partire già dal prossimo anno scolastico, come
hanno espresso Ferrari, Setti e Cantoni. Il dibattito, che ha visto la
partecipazione attiva del pubblico, ha messo in evidenza le variegate sfumature
della legge e, soprat- l'attuale fase interlocutoria fra istituzioni
scolastiche e le amministrazioni. L'imperativo rimane, per tutti, la
sopravvivenza delle scuole in montagna sul fronte dei servizi, della qualità
erogata e perché costituiscono un elemento di coesione sociale e un argine per
le famiglie all'esodo verso la città, ha ribadito Ferrari. Grazie ad una
razionalizzazione scolastica già attuata dalla Regione Emilia Romagna, la montagna
parmense non subirà significativi contraccolpi all'avvio del prossimo anno
scolastico, mentre gli interrogativi rimangono aperti a partire dal 2010 e
2011. La scuola di Valmozzola, che ha visto incrementare da 6 a 18 alunni, con
l'erogazione di importanti servizi come i rientri pomeridiani, la mensa e il
trasporto scolastico, da «sempre» è abituata a lottare per la sua sopravvivenza
e nella prossima seduta consigliare, ha anticipato il sindaco Olari, sarà
proposto un ordine del giorno in difesa del servizio scolastico di Valmozzola.
V.S.
( da "Sicilia, La" del 13-11-2008)
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Scuola
Il
dietro-front dopo l'incontro con il ministro dell'Istruzione. Ma Cgil e Uil
vanno avanti EROINA VIRTUALE «Anna Adamolo» blogger anti-Gelmini Per i precari c'è San Precario, per
studenti, docenti e genitori in lotta contro la legge 133 è arrivata Anna
Adamolo, eroina virtuale nata sulla rete e passata ai cortei e alle lezioni
autogestite, nome collettivo che altro non è se non l'anagramma dell'onda
anomala che in queste settimane attraversa le città. Attraverso il blog
intitolato alla neoeletta paladina della rivolta contro la riforma Gelmini, liceali, universitari, insegnanti, genitori e
lavoratori sono invitati a raccontare, attraverso la voce di Anna, la loro
storia, a fare proposte di lotta e miglioramento della scuola e
dell'università, a creare contatti e nuove esperienze, o a esprimere il loro
dissenso. L'invito a diventare tutti Anna Adamolo passa anche attraverso il
social network Facebook: chi diventa amico di Anna abbandona la propria
identità a favore di quella dell'eroina del web. Per facilitare l'impresa, sul
blog http://annaadamolo.noblogs.org/ è possibile scaricare un kit completo di
foto, sticker, firma, timbro e occhiali, molto simili a quelli del ministro dell'Istruzione.
Sul suo blog, Anna Adamolo si presenta così: «Ho partecipato sin dall'inizio a
tutte le mobilitazioni contro la legge 133, perchè una parte di me è in ogni
studente, in ogni precario, in ogni ricercatore e assegnista, in ogni stagista,
in ogni bambino, in ogni genitore, in ogni migrante; e ognuno di loro è una
parte di me». Per questo, aggiunge la blogger anti Gelmini,
«sono intenzionata ad andare a Roma, domani, per manifestare contro la legge
133 e contro la riforma dell'università, contro le classi ponte e contro le
politiche della falsa sicurezza, contro le chiusure razziste e contro le finte
riforme che salvano il potere delle elite baronali delle università e delle
burocrazie della scuola».
( da "Gazzetta di
Parma (abbonati)"
del 13-11-2008)
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PROVINCIA
13-11-2008 FORZA ITALIA «Le scuole di montagna non le salva la sinistra» BORGOTARO
II Sul tema della scuola e sulla legge Gelmini, si è
tenuto a Borgotaro, un incontro organizzato dal gruppo di centrodestra. Sono
intervenuti Rodolfo Marchini (coordinatore di Forza Italia- Pdl), Manfredo
Pedroni e Beppe Conti (consiglieri provinciale di FI). Secondo i relatori, la
contestazione politica, portata avanti su questo comparto, sarebbe stata basata
sulla «tecnica del falso allarmismo». «Sia a livello provinciale che locale -
ha detto Marchini - sta passando un messaggio secondo cui la sinistra avrebbe
salvato le scuole di montagna. C'è stato un tam tam, che è partito dalla
Provincia, in particolare dall'asses - sessore Gabriele Ferrari ed è arrivato a
tutti i sindaci di centrosinistra della montagna ed al presidente della
Comunità Montana, che si sono appunto vantati di aver ottenuto un risultato
che, di fatto, era già assolutamente garantito dai decreti
del Ministro Gelmini e del
Governo. Le scuole di montagna erano già salve». Anche Beppe Conti, dopo aver
ricordato alcuni passaggi dello schema programmatico del Decreto Gelmini, ha spiegato i motivi di questa
loro puntualizzazione: «Ci è sembrato giusto intervenire, in quanto, da oltre
un mese, abbiamo assistito ad allarmismi, che stanno spaventando la
gente ed ultimamente si sentono dei proclami, da "salvatori della
Patria", secondo cui, grazie a loro, tutto sarebbe stato risolto». Anche
Manfredo Pedroni ha ribadito l'infondatezza di questi ingiustificati
allarmismi: «Noi abbiamo sempre sostenuto che le scuole di montagna non
avrebbero chiuso. E così sarà».
( da "Nuova Venezia,
La" del
13-11-2008)
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15 - Altre Non è così la lotta Non è così la lotta al carovita Sabato 8
novembre, anche la Nuova pubblica la notizia dell'accordo tra la Regione
Veneto, la Confcommercio, la Confesercenti e le Associazioni dei Consumatori
definito «Lotta al carovita». Premetto che non sono un esperto di economia ma,
se ho ben capito, i prossimi sei mesi saranno duri mesi di recessione e,
conseguentemente, con una riduzione della capacità di spesa da parte delle
famiglie. Conseguentemente i prezzi al consumo sono destinati a diminuire a
causa della minore domanda. Quali vantaggi quindi produrrà l'accordo? Devo
ritenere che un commerciante che sottoscrive l'accordo è autorizzato a tenere
fermi i prezzi anche quando potrebbe abbassarli? Ritengo questo accordo
inefficace nel migliore dei casi. Marino Chiozzotto Lido di Venezia False ricchezze
e stranieri ingannati La notizia è di appena qualche giorno addietro ed è stata
ripresa da un po' tutti i mezzi d'informazione locale. Secondo una classifica
delle città italiane più indebitate stilata dalla Cgia, nei primi trenta posti
tra le 103 città prese in considerazione, figurano soprattutto le principali
città del Veneto, fra cui la nostra. In cui l'indebitamento delle famiglie con
le banche sarebbe da collegarsi anzitutto alla cattiva abitudine, ogni giorno
più diffusa, di vivere al di sopra delle proprie possibilità. Nonostante ciò,
secondo dati forniti recentemente dalla Caritas, il Veneto è la regione al
secondo posto in Italia per presenza di stranieri dopo la Lombardia. Viene da
chiedersi se i numerosi stranieri che scelgono di venire nella nostra regione
siano consapevoli di tutto ciò, e decidano di venirvi comunque. Ovvero se non
siano, alle volte, vittime di un abbaglio: in altre parole, se non prediligano
la nostra regione suggestionati, a torto, dall'ostentazione di un benessere che,
di fatto, è solo apparente e fasullo. Conta poco infatti che il Veneto sia
ancora considerato la locomotiva d'Italia e che l'esposizione bancaria delle
famiglie venete sia, a rigore, una sorta di privilegio concesso in ossequio a
tale fatto: sempre di debiti si tratta. Enzo Pedrocco Venezia La multa la pago
ma ho qualcosa da dire I fatti: una multa per divieto di sosta emessa dai
vigili urbani del comune di Mirano questa mattina (per chi scrive), lunedì 10
novembre 2008 nel parcheggio adiacente l'ospedale. Per chi non lo sapesse di
lunedì il centro di Mirano è chiuso per il mercato settimanale e tutti i
parcheggi si riempiono all'inverosimile fin dalle prime ore del mattino. Se
aggiungiamo il fatto che oggi c'era anche lo sciopero dei mezzi di trasporto pubblici
il risultato è che vi erano auto parcheggiate in ogni dove, in tutti i
parcheggi e soprattutto fuori. Si tenga presente che il parcheggio
dell'ospedale e della vicina casa di riposo viene utilizzato prevalentemente da
persone che devono andare all'interno degli stessi complessi, di sicuro, non
per divertimento. Il sottoscritto, dipendente dell'Ulss, ha vagato all'interno
del parcheggio per più di 15 minuti nella speranza che un posto si liberasse,
ma la confusione era così tanta (visto l'eccezionalità del giorno) che gli
stessi parcheggiatori abusivi di colore, che come al solito facevano il loro
lavoro indisturbati, non riuscivano a parcheggiare le auto. un certo punto,
stanco di girare, visto che doveva rientrare al lavoro dopo una trasferta, visto
che all'interno dell'ospedale non vi era fisicamente spazio per parcheggiare,
visto che non c'era un posto libero, visto che nemmeno nelle strisce blu a
pagamento vi era spazio, non volendo lasciare l'auto in mezzo alla strada, come
molti hanno fatto davanti allo stabile dei padri Giuseppini, decido di lasciare
l'auto in mezzo al parcheggio, stando ben attento di lasciare lo spazio per chi
doveva passare o uscire; di fatto non intralciava i movimenti di nessuno.
Naturalmente in tutta questa confusione non ho notato nessun esponente della
forza pubblica, che aiutasse i poveri malcapitati a uscire da quell'inferno
dantesco. Evidentemente sono passati più tardi quando oramai la situazione si
era risolta da sola, e quindi mi sono trovato, e penso come me altri, una bella
multa. Con la stessa vado al comando di polizia municipale nel pomeriggio ma
non mi vengono aperte le porte perché per queste spiegazioni bisogna andare
dalle 9 alle 12 del mattino, e quindi in teoria prendendosi dei permessi dal
lavoro. Non mi tolgo dalla testa che si sia andati a colpo sicuro a fare le
multe, ben sapendo che di sicuro si troveranno delle situazioni non regolari
ogni giorno, come la mia, non pensando a cosa serve quel parcheggio, a che
giorno era, a quale era la situazione. Il giorno precedente, giorno del Giro
dell'oca in piazza, ho visto auto parcheggiate in giro per Mirano nei posti più
incredibili, sopra marciapiedi e che intralciavano il passaggio, ma non ho
visto multe. Non mi si venga a dire di utilizzare il nuovo parcheggio posto a
Nord dell'ospedale perché anche quello è già sempre pieno tanto che molte volte
la gente parcheggia lungo la strada stessa che porta all'entrata. La multa la
pago cara amministrazione comunale, non si preoccupi; ma vorrei allora tanto
vedere ogni santo giorno dalle 7.30 in poi la polizia municipale dirimere il
traffico e il parcheggio in quel luogo abbastanza pericoloso tra passaggi
pedonali, Tir che passano, abusivi che fanno i parcheggiatori, sensi unici
obbligatori, fermate di autobus, e avere la possibilità anche al pomeriggio di
poter accedere a un ufficio pubblico come quello della polizia municipale. E
non solo mettere multe come ultimamente vedo troppo spesso. Luigi Dal Zio
Mirano La retromarcia della scuola Devo dire che la signora Gelmini evidentemente non si ricorda di aver frequentato le scuole
pubbliche. Con l'istruzione fa tornare indietro di ottant'anni l'istruzione dei
bambini e dei giovani che saranno gli adulti di domani, quindi avere una
cultura scolastica per poi essere avviati al lavoro sarà cosa per pochi, che
avendo una famiglia agiata economicamente si potranno permettere di far
frequentare le scuole ai figli. Che futuro incerto avranno i figli delle
famiglie con reddito medio basso. Torneranno alla lavagnetta con il gessetto.
Antonella Cian Spinea AI LETTORI Siate brevi: la concisione garantisce una
pubblicazione tempestiva delle lettere.
( da "Gazzetta di
Parma (abbonati)"
del 13-11-2008)
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POLITICA
13-11-2008 ISTRUZIONE IL FRONTE SINDACALE SI SPACCA. GLI STUDENTI SCENDERANNO
COMUNQUE IN PIAZZA Università, la Cisl revoca lo sciopero ROMA Bonanni si sfila
dalla protesta: «Il ministro Gelmini ha modificato la manovra» II La Gelmini ha spuntato una lancia: quella della Cisl che, con Ugl e Snals,
ha deciso di revocare lo sciopero proclamato per domani. Ma gli altri Cgil, Uil
e, soprattutto, gli studenti scenderanno in piazza per protestare contro la
legge 133 e anche perché poco convinti delle novità introdotte con il decreto
legge «tecnico» n.1 180 varato la scorsa settimana dal consiglio dei
ministri e pubblicato l'altro ieri in Gazzetta ufficiale (quello su concorsi e
alleggerimento del blocco del turn over). Il ministro, che martedì aveva avuto
una riunione fiume con i sindacati, ieri ha incontrato la Conferenza dei
rettori la quale ha ribadito il proprio apprezzamento sul decreto legge appena
firmato dal presidente della Repubblica, che contiene provvedimenti a favore
delle università più virtuose e prevede, tra l'altro, l'assunzione di nuovi
ricercatori. Ai rettori il ministro ha anche esposto le linee guida per
l'università sottolineando la necessità di ridurre i corsi di laurea non
indispensabili e le sedi distaccate. Oltre che dalla rappresentanza
istituzionale dei rettori, un'apertura di credito al governo è arrivata dunque
anche dalla Cisl. «Abbiamo deciso la revoca dello sciopero ha spiegato Antonio
Marsilia, segretario generale Cisl Università perché il ministro con il
documento sottoscritto si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti
della manovra governativa sull'università e a dare risposte concrete alle
richieste contenute nella piattaforma per lo sciopero del 14 novembre».
Risposte che sono bastate anche all'Ugl e allo Snals Confsal. Oggi è in
calendario anche un incontro del ministro della Pubblica amministrazione,
Renato Brunetta, con i presidenti degli enti di ricerca. Insomma, Mariastella Gelmini si è data da fare per scongiurare un «bis» del 30
ottobre (sciopero e manifestazione ». Ma la Cgil già l'altro ieri
(«complessivamente aveva detto il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo
al termine dell'incontro con il ministro vengono riconfermati i tagli previsti
dalla legge 133 e l'impianto del decreto Brunetta») e la Uil ieri («al momento
ha spiegato Alberto Civica, segretario generale della Uil università non ci
sono ragioni per una revoca») non si sono fatte convincere. E neanche gli
studenti. Vanno avanti con le loro iniziative di protesta: anche ieri sera la
facoltà di agraria di Firenze ha organizzato lezioni alla loggia del
Porcellino; alcune centinaia di studenti della superiori e delle università
hanno invaso pacificamente il Salone Italiano dell'Educazione a Genova
intonando canti, cori e slogan contro il ministro Gelmini;
e ancora oggi lezioni in piazza a Pisa con docenti della Normale e notte bianca
della ricerca a Roma. Domani saranno in piazza massicciamente: centomila ne
sono attesi nella Capitale, dal Nord e dal Sud del Paese, e tra questi, circa
4.000 dormiranno nelle facoltà occupate della «Sapienza », in vista
dell'assemblea nazionale degli atenei che si terrà sabato e domenica nella
città universitaria. Oltre a diversi treni speciali, domani a Roma è previsto
anche l'arrivo di circa quaranta autobus privati. In corteo anche i ragazzi
delle scuole superiori. Non ci sono grandi preoccupazioni in materia di ordine
pubblico, ma si teme che nei cortei possano infiltrarsi esponenti dei centri sociali
o del movimento antagonista. Protesta Un gruppo di studenti della Sapienza di
Roma. FOTO ANSA
( da "Foglio, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
13
novembre 2008 La guerra fredda e solitaria di Epifani Se ha deciso di vivere
nel '48, non se la prenda col Cav. o con Cisl e Uil Il segretario della Cgil,
Guglielmo Epifani, urla e strepita per l?offesa che avrebbe ricevuto dal
presidente del Consiglio che ha ricevuto i segretari delle altre confederazioni
senza convocarlo. Usa anche questo argomento per giustificare lo sciopero
politico che ha proclamato per protestare contro la legge finanziaria, la
riforma della scuola, l?intesa di Cisl e Uil con Confindustria sul nuovo
sistema contrattuale, insomma contro tutto e contro tutti. La pretesa della
Cgil è in realtà piuttosto singolare: dopo la fallimentare linea del “governo
amico” che aveva adottato con l?esecutivo di Romano Prodi, ora la ribalta in
quella del “governo nemico”, determinando in questo modo l?inevitabile rottura
con le altre confederazioni, che naturalmente intendono valutare le misure
economiche e sociali nel merito e senza pregiudiziali politiche su chi le propone.
E? ovvio che la conseguenza di questa impostazione, che ha portato ad accordi
separati nel commercio, sul protocollo per i dipendenti statali e sulla riforma
del sistema contrattuale nell?industria, sia un?iniziativa autonoma delle altre
confederazioni e delle controparti, che non accettano il dogma proclamato da
Epifani secondo il quale “senza la Cgil non si fa nulla”. Ormai anche gli
ultimi spezzoni di unità sindacale si stanno dileguando, come dimostra per
esempio la decisione della Cisl di disdire lo sciopero dei dipendenti delle
università. La ricerca di intese sulla manovra economica che seguirà
all?approvazione della Finanziaria viene condotta dal premier con chi non ha un
atteggiamento di scontro frontale con l?esecutivo “a prescindere”. E? comprensibile
che Silvio Berlusconi non abbia intenzione di replicare la sceneggiata che si è
vista al tavolo con Confindustria, dove la Cgil, dopo aver dichiarato fallito
il negoziato, è rimasta per sabotare e ritardare le intese separate che non
poteva più impedire. Scegliere la via dell?isolamento caparbio e poi pretendere
che gli altri soggetti sociali non cerchino di concertarne un?altra è piuttosto
ridicolo. Epifani aveva detto, dopo le elezioni, che il nuovo quadro politico
rappresentava una svolta simile a quella del 1948. Ora si comporta come se
l?Italia fosse quella di allora, divisa dalle frontiere della guerra fredda. La crisi economica dovrebbe consigliare, al contrario, una difesa
articolata e unitaria degli interessi dei lavoratori, ma la Cgil ha scelto la
via solitaria. Allora non si lamenti se viene lasciata sola. Leggi I giovani
Cisl spiegano quali risposte si aspettano ora dalla Gelmini
( da "Nuova Venezia,
La" del
13-11-2008)
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Pagina
25 - Cronaca Tre cittadelle scolastiche sotto assalto I dati dell'Actv e le previsioni del Piano urbano del traffico di Gelmini Sono tre i poli scolastici su
cui ruota la maggior parte degli studenti pendolari che per i viaggi utilizzano
i mezzi Actv: Mestre Nord (Stefanini, Gritti, Massari), Gazzera (liceo Morin,
Istituto Salesiano San Marco, Gramsci-Luzzati), Mirano (il liceo
classico-scientifico-linguistico Majorana-Corner, l'istituto per
ragionieri e geometri 8 Marzo, l'Itis Levi); di minore incidenza dal punto di
vista statistico, secondo i dati Actv 2008-2009, è Dolo. Naturalmente i dati
sono complessi e incrociano più direttrici: chi si muove nella rete urbana di
Mestre, chi proviene o è diretto nei Comuni vicini. A Mestre Nord arrivano in
autobus 4.405 studenti su 26 corse extraurbane e 6 urbane, 2.960 i posti
stimati; 22 urbane e 5 extraurbane le corse di ritorno per 2.455 posti stimati.
Alla Gazzera, 1.856 studenti, per l'inizio delle lezioni arrivano 15 corse
urbane per 1.350 posti stimati; 21 quelle del ritorno, 1.890 posti. A Mirano,
1.977 gli studenti che utilizzano le linee Actv, 19 le corse extraurbane (1.140
posti), 22 le corse al ritorno per 1.320 posti. Secondo altri dati di 11 anni
fa (1997) - ma gli uffici assicurano che le cifre grosso modo oggi sono
invariate - è stato calcolato che a piazzale Roma a Venezia in un giorno di
maggio, mese scelto per il test, con i bus di linea sbarcano la bellezza di
37.559 persone, superano i 53 mila (53.104) gli arrivi calcolando anche le
autovetture. Ogni mezzo pubblico o privato su gomma che arriva a Venezia
ovviamente transita sulle direttrici di Mestre. I dati sono stati aggiornati
con il Piano urbano del traffico (Pum) stilato dal Comune con il Centro studi
sul traffico di Pietro Gelmini. Il Pum ha scadenza
ventennale (2027, con tappa intermedia nel 2017) ed è studiato su un bacino che
non comprende solo il Comune di Venezia ma anche Dolo, Marcon, Martellago,
Mira, Mogliano, Quarto d'Altino, Spinea. «Obiettivo del piano», spiega Gelmini, «è attuare il protocollo di Kyoto: riduzione del
gas serra del 20% entro il 2020», attraverso il potenziamento del trasporto
pubblico: Sfmr (metropolitana di superficie) con parcheggi d'interscambio
modale, tram con nuove linee, oltre a quelle in cantiere, sino all'ospedale
dell'Angelo a Zelarino, via Torino, via Bissuola, via Castellana, via Miranese.
Confluisce sempre nel Pum il progetto di interramento della tangenziale, che
dovrebbe essere declassata a strada urbana. La decongestione del centro di
Mestre sarà inoltre favorita dalle nuove opere di attraversamento urbano ed
extraurbano: Vallenari-bis, bypass di Campalto, raddoppio del cavalcavia di San
Giuliano, realizzazione della strada dei Bivi, oltre al già realizzato ponte di
via Torino. Il Pum dovrebbe ridurre il traffico nel centro di Mestre del 40%,
permettendo di risparmiare 47 mila tonnellate di carburante e di ridurre
l'ossido di carbonio, ogni anno, di 150 mila tonnellate. (r.l.)
( da "Mattino, Il
(Nazionale)"
del 13-11-2008)
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Assemblee,
sabotaggi via web e spettacoli di autofinanziamento. Queste le prove generali
dell'ondata studentesca napoletana che si prepara alla manifestazione di Roma,
l'attesissimo corteo nazionale anti Gelmini, di domani. Il fiato rimane in
sospeso per la risposta del prefetto Pansa in merito alla predisposizione di
treni speciali da destinare agli studenti per la trasferta romana. La
richiesta, avanzata ufficialmente per «motivi di ordine pubblico», da una
delegazione del movimento studentesco napoletano, ricevuta ieri in
prefettura, non è stata seguita da un vero e proprio accordo. Dai comitati,
però, gli studenti confermano che «l'approccio della prefettura è positivo,
specie in considerazione di un evento speciale che prevede lo spostamento di
circa 4mila persone». Così impazzano i preparativi per organizzare e coordinare
la partecipazione di università ed istituti superiori di tutta la regione.
Ieri, tra pranzi sociali ed assemblee informative distribuite in tutti gli
Atenei napoletani, il cortile di via Porta di Massa (ovvero la facoltà di
Lettere, ancora occupata) ha ospitato Rosalia Porcaro. L'attrice ha
improvvisato gag e scenette nei panni della pensionata signora Carmela e di sua
figlia Veronica, precaria a vita, personaggi ben conosciuti dalla platea
studentesca che ha partecipato attenta ma con un sorriso sulle labbra, alla
satira sul mondo del precariato e del lavoro sommerso. Mentre la partecipazione
cittadina alla proteste si allarga, come confermato dall'assemblea di ieri a
palazzo Giusso che ha coinvolto genitori, insegnanti e personale ata, anche il
mondo di internet si mobilita per il boicottaggio studentesco in rete. Attacchi
virtuali per dire no alla Gelmini. L'appuntamento al
grido di «loro bloccano il nostro futuro, noi blocchiamo i loro siti» è per
oggi alle 14, sul sito miur.it per intasarlo e mettere a segno un attacco
informatico. L'appello lo lancia netsrike.it dichiarandolo come «una forma di
protesta collettiva». È così che l'attacco studentesco prosegue su tutti i
fronti. Domani alle 17 partirà la tavola rotonda sulla crisi presso palazzo
Giusso, un incontro al quale parteciperanno Luciano Vasapollo professore a «La
Sapienza», Antonio Carlo, professore presso l'università di Salerno e Massimo
De Angelis dell'university of East London, per discutere e definire gli ultimi
dettagli sulla mobilitazione romana. A Corigliano dalle 21 in poi mostre
fotografiche e presentazioni di libri. me.ch.
( da "Mattino, Il
(Nazionale)"
del 13-11-2008)
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LOREDANA
GUIDA Anche i professori di Veterinaria partecipano al presidio permanente
messo in atto nella facoltà di via Foria. Un picchettaggio attivo dal mese
ottobre nel chiostro della facoltà, coordinato e gestito dagli studenti, per discutere e divulgare le attività messe in atto giorno per
giorno contro il decreto Gelmini. Tra le proposte, una lunga serie di assemblee, con la massiccia
presenza dei professori della facoltà, e soprattutto la creazione di un blog
(http:// disinformazioneveterinarianapoli.blogspot.com/), giornalmente
aggiornato con comunicati, news e commenti. La facoltà ha organizzato
diversi gruppi di coordinamento che quotidianamente offrono un fattivo
contributo di informazione e trasparenza. Tanti i documenti prodotti dopo ogni
assemblea, che servono a mostrare ai cittadini e a chiunque sia interessato
alla problematica cosa nelle università si produce e cosa rischia di sparire a
seguito dei tagli indiscriminati. I documenti vengono di volta in volta
stampati e affissi sulla bacheca della facoltà. Tra le iniziative più importanti
la facoltà ha sospeso l'ordinaria attività didattica, partecipando qualche
giorno fa alla manifestazione «La Cultura in Piazza», una manifestazione
interfacoltà che ha previsto alcune lezioni in piazza Plebiscito. Alcuni
docenti di Veterinaria, i professori Pasolini, Menna e Genovese hanno tenuto
alcune lezioni nei gazebo organizzati per l'occasione. Gli studenti, in più
occasioni per sollecitare un incontro con il rettore nel corso dei Consigli di
facoltà hanno dato vita ad una protesta interrompendo le letture magistrali di
due docenti andati in pensione. Il pieno sostegno da parte del personale si è
esplicitato con la decisione, presa dal preside Luigi Zicarelli, di far
svolgere, in segno di protesta, le ultime sessioni di laurea senza toghe per
professori e laureandi.
( da "Giornale di
Vicenza.it, Il"
del 13-11-2008)
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Giovedì
13 Novembre 2008 POLITICA. La Cisl si defila dalle proteste, la Cgil proclama
lo sciopero generale Si rompe il fronte sindacale Banche, altolà di Tremonti
Ancora il caos Alitalia, altri voli cancellati. Da Bruxelles: «Sì al
salvataggio» La ricerca dell?Istat Economicamente insoddisfatti più della metà
degli italiani Dopo l?incontro riservato tra Berlusconi, la presidente
di Confindustria, Emma Marcegaglia e i segretari di Cisl e Uil, Bonanni e
Angelletti il fronte sindacale va in pezzi. Epifani, segretario della Cgil attacca
il premier e la politica del governo e non solo conferma gli scioperi del 14 e
15 novembre dei lavoratori del commercio, ma proclama uno sciopero generale per
il 12 dicembre. La Cisl intanto si defila dallo sciopero sull?Università e apre al confronto con la Gelmini, mentre la Uil prende tempo. Secondo il ministro Sacconi «i veti
della Cgil sono sempre più strumentali e la posizione di Epifani è isolata»
Intanto il ministro Tremonti avverte il mondo della finanza: «se gli istituti di
credito falliscono, banchieri a casa o... in galera». E poi lo stesso
Tremonti precisa che «gli interventi a sostegno della banche non sono
finanziamenti per le banche, ma misure a tutela dei risparmiatori». 2 e 3
( da "Giornale di
Vicenza.it, Il"
del 13-11-2008)
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Giovedì
13 Novembre 2008 A DIFESA DELLA SCUOLA. Movimenti insieme I
No Dal Molin con gli anti Gelmini Il movimento No Tav della Val di Susa e No Dal Molin di
Vicenza sono solidali con i No Gelmini. «Le nostre onde seguono la stessa rotta - si legge in una nota
inviata dal Presidio permanente No Dal Molin di Ponte del Marchese - quella che
ha come meta la difesa dei beni comuni, della partecipazione e della
democrazia»: così chiude una lettera indirizzata a studenti, precari,
genitori, docenti impegnati nella difesa della scuola e dell?università. «Vi
abbiamo visto nelle strade e nelle piazze, abbiamo incrociato i vostri sguardi
e abbiamo ritrovato la nostra determinazione per difendere l?oggi di se stesso
e il domani di tanti altri... Difendere l?accesso ai saperi e all?istruzione -
è il contenuto della lettera al mondo scolastico - significa difendere la
possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante
imposizioni quotidiane», perchè scrivono insieme dalla Val di Susa e da Vicenza
«nella nostra mobilitazione abbiamo conosciuto l?uso distorto delle
informazioni e delle conoscenze. Ci vorrebbero disinformati e ignoranti per
imporci scelte devastanti a nostra insaputa».
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 0 Unità sindacale addio: rottura sull'università Epifani
attacca tutti di Redazione Il segretario della Cgil furioso per un vertice a
Palazzo Grazioli tra il premier, Confindustria e gli altri due leader della Triplice.
La Cisl disdice lo sciopero sull'università di domani. Epifani annuncia lo
sciopero generale per il 12 dicembre Roma - Proclama scioperi generali in
solitudine. Poi si infuria se gli altri partecipano ai vertici. Guglielmo
Epifani è fuori di sé al direttivo della Cgil. La notizia dell'incontro di ieri
sera a palazzo Grazioli, fra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,
alcuni ministri, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i segretari
di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, lo ha sconvolto.
"Quello che è accaduto ieri sera, se confermato, è gravissimo, una cosa
senza precedenti". Il segretario generale della Cgil chiede "un
immediato incontro con il governo" e annuncia anche una lettera ai leader di
Cisl e Uil e al presidente di Confindustria con la quale chiederà conferma
dell?incontro di ieri sera, che, "apre un problema formale nei rapporti
con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria". E dopo la
frattura sancita con le altre organizzazioni confederali il leader della Cgil
lancia (in solitaria) lo sciopero generale per il 12 dicembre. Lo ha deciso il
direttivo dell?organizzazione sindacale che ha votato un dispositivo finale.
Contro tutti "Il presidente Berlusconi dimostra così - si legge in una
nota di Epifani - di non avere alcun rispetto nei confronti dei suoi
interlocutori, quando esprimono opinioni diverse dalle sue". Sul tema
della crisi "il governo non prevede momenti formali di confronto con tutte
le parti sociali, mentre quelli riservati li tiene solo con alcuni soggetti,
escludendo la Cgil, l?Ugl e tutte le altre rappresentanze di impresa"
prosegue il leader Cgil. "Nei confronti della Cgil è un comportamento
particolarmente grave perché abbiamo inviato al governo e alle altre parti sociali
una piattaforma con le proprie proposte per affrontare la crisi - ha aggiunto
Epifani -. Con questo atteggiamento il governo esprime, così, la volontà di non
aprire un confronto con la Cgil". Sacconi: "E' lui che si è
isolato" "C?è un problema sostanziale, altro che incontri informali.
Il problema è che la Cgil si è isolata dalla altre organizzazioni, non ha
sottoscritto il primo documento sulla modifica del modello contrattuale, che
invece è stato condiviso da Cisl, Uil e Confindustria". Questa la replica
del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervenendo a Radio 24, a
proposito dell?incontro che c?è stato tra governo, Confindustria, Cisl e Uil,
senza la Cgil. La Cgil, secondo Sacconi, "si è sottratta alla
responsabilità di firmare l?accordo quadro per l?impiego pubblico come si è
sottratta all?accordo sul commercio, come purtroppo sta facendo in molte
circostanze. Spero che intervenga una riflessione all?interno di quella
organizzazione - sostiene il ministro - perché il fatto di isolarsi da tutti
gli altri attori sociali non può non generare riflessioni sulla linea seguita
fin qui. Rifletta la Cgil sul fatto di mettere veti su tutto. Gli incontri
informali - conclude - avvengono continuamente, sono nella prassi delle
relazioni industriali". La Finocchiaro: "Atto grave" "In un
momento di crisi economica e di difficoltà del Paese un governo responsabile
dovrebbe lavorare per unire e costruire percorsi condivisi e, ove ve ne
fossero, per ricomporre tensioni e divisioni, esattamente il contrario di
quanto sta facendo il governo Berlusconi" questo il commento di Anna
Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama. "Ci sarebbe invece
bisogno - continua Anna Finocchiaro - di un confronto con tutte le realtà
sindacali mentre il governo Berlusconi gioca sulle divisioni e le alimenta. Ciò
che è avvenuto ieri sera è un fatto gravissimo e sicuramente - conclude - non è
la strada giusta per risolvere i gravi problemi che affliggono il Paese".
Rottura sull'università La federazione Cisl università non parteciperà più allo
sciopero generale del settore università e ricerca previsto per venerdì
prossimo. Lo si apprende da fonti sindacali. Lo sciopero era stato inizialmente
indetto dai sindacati confederali contro i provvedimenti del governo in
materia, ma dopo l?incontro di ieri con il ministro dell?Istruzione
Mariastella Gelmini la Cisl
Università ha deciso di compiere il dietro-front. Dal tavolo si èa alzata prima
del tempo la Cgil, mentre sia Cisl sia Uil hanno firmato il documento
presentato da Brunetta, Gelmini e Tremonti © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 1 Alle elementari tema in classe contro la Gelmini di Redazione Caro direttore, Sono un genitore
milanese di 37 anni, mio figlio frequenta la quarta elementare. Da circa un
mese, quando gli chiedo che cosa ha imparato a scuola, le risposte sono: 1) ci hanno fatto fare uno striscione con scritto «Gelmini vattene»; 2) ci fanno scrivere
sulla lavagna «Gelmini
vattene»; 3) oggi gli insegnanti avevano una maglietta con la scritta «Gelmini vattene». Con mio figlio cerco
sempre di non parlare di politica, ma a questo punto, mi sono preoccupato di
spiegargli tante cose. Oggi, però, sono decisamente nervoso perché a
scuola gli hanno dato un tema: «Cosa pensi della Gelmini?».
Cosa fare? Scrivere quello che gli hanno spiegato mamma e papà? Sì, ma se dopo
tutti i suoi ottimo e distinto spariscono? Scrivere che la Gelmini
è una deficiente? Sapendo che è falso? Gli ho detto di fare il tema evitando di
esprimere il suo pensiero ma mi rendo conto che per un bimbo non è
semplicissimo. Alessio Monti - Milano Se non avessi visto le foto dei cortei,
se non avessi visto quei bambini con scritte al collo e gli occhi bassi portati
in processione come ostaggi della protesta, se non avessi visto la vergogna
delle cartelle sostituite dai cartelli con quegli insulti assurdi e
ventriloqui, ebbene, stenterei a crederle, caro Alessio. E invece ho paura sia
tutto vero. E quindi ho paura che in queste ore, a Milano, ci siano davvero
scolaretti di quarta elementare intenti a cimentarsi con l?ineffabile tema:
«Cosa pensi della Gelmini?». Ed è già tanto che la
traccia non sia più estesa perché, altrimenti, che cosa sarebbe? Già me
l?immagino: «Cosa pensi della Gelmini, considerando
che è fessa?». Oppure: «Che cosa pensi della Gelmini, tenuto
conto che, come dice lo scrittore Camilleri, “non appartiene al genere
umano”?». Verrebbe voglia di chiamare Telefono Azzurro, se non fosse che
Telefono Azzurro, purtroppo, sull?argomento tende a diventare rosso e a non
fare nulla. Ma insomma: che cosa volete che pensino della Gelmini
i bambini di dieci anni? Risposta ovvia: non dovrebbero pensarne nulla. Al
massimo dovrebbero confondere quel nome con l?ultimo dei cornetti Algida. Ma
che cosa ne possono pensare, invece, se è stato loro ripetuto per giorni che la
Gelmini è l?orco delle fiabe, il Barbablù di
Trastevere, la strega che trasforma le scuole in catapecchie e le maestre in
mocho vileda? Capisco il suo dilemma, caro Alessio. Se suo figlio scrive, come
tutti gli altri, che la Gelmini mangia i bambini
prende un bel voto, ma tradisce lei e la verità. Se non lo scrive, rischia come
minimo un castigo esemplare. Che ne so? «Imbratta i muri della scuola con
scritte anti-Gelmini». Oppure: «Vai alla lavagna e fai
un?espressione: di matematica? No, di disgusto». Come uscirne, allora? Non so
se è un buon consiglio, però io gli suggerirei di lasciare il foglio in bianco.
Per una volta non sarà un compito meraviglioso, ma almeno evita la gogna. E,
comunque, a conti fatti, ci sono più contenuti in quel foglio bianco che nel
cervello di certi pseudomaestri. MG © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
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( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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13-11-2008
- Parma, ghanese picchiato Spostata ex capo dei vigili 13-11-2008 - G8, attesa
per la sentenza sulla Diaz 13-11-2008 - Immigrati, Napolitano: "Una
risorsa" Fini: "Nuova legge sulla cittadinanza" 13-11-2008 -
Urbino, moldavo cacciato massacra l'ex principale 13-11-2008 - Scudo
antimissile, Usa replicano a Mosca: "Inutili provocazioni" 13-11-2008
- Europa nel panico: mercati in profondo rosso Germania in recessione. Bce:
"Economia ferma" 13-11-2008 - Ora le curve si possono "prevedere"
13-11-2008 - Vigilanza Rai, ultimatum del Pdl: no a Orlando Pd e Udc cedono ma
Di Pietro non vuole mollare 13-11-2008 - Maltempo, piogge torrenziali e
allagamenti 13-11-2008 - L'Enac multa Alitalia Garante: "Illecito lo
sciopero bianco" 13-11-2008 - Drogba lancia la moneta: ora rischia la
squalifica 13-11-2008 - Sanità, per i consumatori Italia al 16° posto nell'Ue
13-11-2008 - Unità sindacale addio: rottura sull'università Epifani attacca
tutti 13-11-2008 - Parma: "Confessa scimmia", 10 vigili indagati
13-11-2008 - Immigrati, la Lega: "Frontiere chiuse due anni"
13-11-2008 - Alle elementari tema in classe contro la Gelmini
13-11-2008 - Ecco i piani per dare soldi alle famiglie 13-11-2008 - ALL?INTERNO
13-11-2008 - Quando la Svizzera voleva invadere l'Italia settentrionale
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per il caso Broglia non vale 13-11-2008 - Maltempo Oggi allerta 2 A Camogli
cede un muro 13-11-2008 - «Medaglia d'oro ai caduti in Irak» 13-11-2008 - QUI
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( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 0 Guglielmo furioso crea solo tensione di Lodovico Festa
Sono le giornate di Guglielmo il furioso. Si scrive del segretario della Cgil,
Epifani, che pur avendo tratti e carattere da ragionier Fantozzi ormai è
partito per la guerra lancia in resta. Prima ha rotto il dialogo con
Mariastella Gelmini, che aveva messo sul piatto alcuni
provvedimenti per i ricercatori, qualche rientro dei tagli all?università e la disponibilità
a discutere. Cisl e Uil, sindacati che ritengono di essere pagati dagli
iscritti per trattare non per crociate politiche, hanno accettato di
incontrarsi e di riflettere sull?interruzione dello sciopero di venerdì 14
novembre negli atenei. Guglielmo il furioso ha detto «non sia mai, non
s?interrompe così una lotta». Ancora più rabbiosa la sua reazione dopo che si è
diffusa l?indiscrezione che i segretari della Cisl e della Uil, e poi il
presidente di Confindustria, si sarebbero incontrati con il presidente del
Consiglio. «Un terribile vulnus» ha detto. Il nostro ne ha fatte di tutti i
colori: si è incontrato a più riprese con Walter Veltroni per pasticciare sulla
vicenda Alitalia (il segretario del Pd guarda con affetto al segretario della
Cgil perché sulla scena oggi è l?unico più sbandato di lui) ed è finito a
proclamare (con uno slogan sessantottino: unifichiamo le lotte) uno sciopero
generale della sua sola organizzazione (lui voleva rimandarlo a febbraio, ma
metalmeccanici, funzione pubblica e pensionati gli hanno imposto il 12
dicembre). Uno sciopero dalla piattaforma scombiccherata che chiede addirittura
al governo di togliere qualcosa ai lavoratori (gli sgravi fiscali sugli
straordinari) per ridarglieli come esenzioni sulla tredicesima. Uno sciopero
mirato anche contro la riforma della contrattazione presentata da Confindustria
e considerata ottima base d?intesa da Cisl e Uil. Sulla riforma della
contrattazione la limpida posizione di Epifani è: non sono d?accordo ma non mi
alzo dal tavolo della trattativa. Ora questa brillante impostazione è
completata dalla mossa sindacalmente assurda di piazzarci su anche uno sciopero
generale. Il tutto mentre gli uomini della Cgil, guidati dal lungimirante
stratega, non firmano più un contratto: né quello del commercio (accordo
separato con Cisl e Uil) né quello del pubblico impiego (intesa tra Renato
Brunetta e i sindacati riformisti). Su quest?ultimo accordo il capo della
funzione pubblica Cgil Carlo Podda ha ammesso che lo sforzo dell?esecutivo di
cacciare ben 6 miliardi di euro per chiudere il contratto in questa fase di
difficile crisi, era consistente ma ha chiesto che venissero assunti tutti i
57mila lavoratori legati da contratti non a tempo indeterminato alla pubblica
amministrazione. Una pietra tombale su qualsiasi flessibilità e selezione
qualificata. La crisi crea preoccupazione, lo sbandamento della Cgil alimenta
tensioni e anche disgregazione come nel caso degli scioperi folli dei 130 di
Fiumicino (nella vicenda Alitalia per fortuna il peso di un leader riformista,
Fabrizio Solari segretario della Filt, ha limitato i danni di Epifani che però
è tornato a invocare impossibili mediazioni con gli «impazziti»). Il governo
mantiene un?iniziativa positiva. Anche grazie alla saggezza di Cisl e Uil. E di
Confindustria. Il rapporto con il riformismo sindacale è prezioso. E i diritti
di chi lavora sono inviolabili. Nei servizi di fondamentale utilità generale,
come i trasporti, si tratta però oggi di riflettere su forme di esercizio del
sacrosanto diritto di sciopero che tutelino anche la comunità nazionale. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Mattino, Il
(Nazionale)"
del 13-11-2008)
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Non
maltrattate la lingua italiana Renato Livio - NAPOLI Si diffonde
pericolosamente, anche fra le persone più insospettabili, l'uso del «da sempre»
e del «da subito». Oltre che la già segnalata «informativa» in luogo di
«informazione», recentemente ho letto, con raccapriccio, «numerosità» in luogo
di «quantità» e «all'universo dei contribuenti» anzichè «a tutti i
contribuenti». Usiamo il congiuntivo ogni qual volta sia necessario ed evitiamo
la congiunzione «e» nella lettura di numeri: ad esempio «duemiladiciotto» e non
«duemilaediciotto». Infine ricordiamoci di rispondere più appropriatamente,
oltre che più dolcemente, a chi ci augura qualcosa, rispondendo «anche a lei» e
non soltanto «a lei» (che fa presupporre un «e non a me»). E ancora, la maggior
parte dei radio o telecronisti di partite di calcio usa l'espressione «è una
partita divertente» e mai «interessante» come in effetti lo è il più delle
volte. Corso Garibaldi anarchia assoluta Luigi Aniello - NAPOLI Vorrei chiedere
al comandante dei vigili urbani di Napoli se ha intenzione di mettere ordine al
Corso Garibaldi (da Piazza Carlo III a Piazza Principe Umberto) dove regna
l'anarchia più assoluta: auto in sosta permamente in prima, seconda e terza
fila, autobus e filobus costretti a tortuose manovre in quanto spesso sulle
fermate sostano le auto, strisce pedonali perennemente occupate da auto in
sosta, schiamazzi notturni fino alle tre, quattro del mattino nei paraggi del
bar Brasil all'altezza del civico n° 165. A questo proposito sono state fatte
varie segnalazioni per iscritto e con telefonate quasi quotidiane sia a Polizia
che Carabinieri senza conseguire alcun risultato. Marciapiedi invasi da
bancarelle, stendini (anche dei commercianti regolari con tanto di negozio),
motorini parcheggiati più sui marciapiedi che in strada. È una situazione che
ormai dura da un decennio e che di giorno in giorno peggiora dato che non si è
messo mai rimedio. È una zona di Napoli, questa, abbandonata a se stessa,
ignorata completamente dalle istituzioni. Divieti alle auto cambiamo gli orari
Antonio Liguori - NAPOLI Voglio esprimere il mio malcontento o forse angoscia
per la «gestione» dei divieti delle auto, relativi ai superamenti dei valori
delle polveri sottili e volevo chiedere ai responsabili della questione se il
problema si può risolvere in altro modo. Ad esempio, come suggerito dal
Presidente dell'A.C.I. di Napoli, lavando le strade, o come chiedo umilmente
io, alternando le fasce orarie dei divieti. Quindi non sempre e soltanto 15-20,
ma ad esempio vietando la fascia oraria 8,30-13,30, o ancora limitando le zone
del centro e non le periferie della città, dove sicuramente non c'è un valore
come quello che si registra a Capodimonte, o al Policlinico o a Piazza
Garibaldi. Eppoi gli autotreni non inquinano? Concludendo io chiedo un po' più
di equità nel prendere decisioni restrittive sempre e solo nei confronti degli
automobilisti, già tartassati da tasse, bolli e assicurazioni. Disservizi il
record Anm Mario De Luca - NAPOLI La palina luminosa dell'Anm posta in via
Bernini - piazza Vanvitelli segna l'orario di arrivo di tutte le linee che vi
transitano, ma non quella della V1, per cui i viaggiatori non sanno se e quando
arriverà l'autobus. Specialmente intorno alle 12,30 e 19,30 le corse vengon
diradate per cui si attende alla fermata fino a 50 minuti per prendere un
autobus, assistendo passivamente al transito di autobus con la scritta
Deposito. Ma il massimo del disservizio si verifica in occasione della pioggia.
In tale circostanza si è in pieno arbitrio dei conducenti, che a loro
piacimento dispongono se transitare o meno per viale Michelangelo. Da alcuni
anni quando piove o minaccia di piovere, infatti, i mezzi della Linea V1 non
transitano per tale strada perchè, dicono, «il mezzo slitta». Questo fatto
costituisce una vera leggenda metropolitana, giacchè nessun automezzo, Tir,
pullman, camion, auto, ecc., è mai slittato. E tale prova sta nel fatto che per
oltre due anni gli autobus delle linee R1, C33, C34, C44 e V1 sono transitati
per viale Michelangelo - in salita e in discesa - non potendo transitare per
via Suarez - piazza Imaccolata e via Menzinger per lavori alle fogne e al fondo
stradale. E mai alcun autobus della Anm è slittato... Se, come viene affermato,
la pavimentazione stradale in viale Michelangelo causa slittamenti (il che, non
è vero), l'Anm deve imporre al Comune di Napoli di eseguire gli opportuni
lavori atti ad eliminare l'inconveniente e non scaricare sui cittadini
l'incresciosa situazione. Sul comportamento dei conducenti, niente affatto
rispettoso, e molte volte arbitrario, verso gli utenti è preferibile stendere
un velo pietoso. La V di velina la M di miss Elvira Pierri - NAPOLI V come
veline, M come Miss Italia, H come Hogan (scarpe griffate): così hanno risposto
in una scuola elementare i bambini svezzati a vagonate di programmi televisivi
insulsi e a pubblicità ossessive. La V un tempo iniziale ad esempio della
parola vaso oggi è la V di veline che gli vengono propinate prima e dopo i
pasti. Nel mondo di veline, tronisti e di debuttanti chic o pop, (l'ultima insulsaggine televisiva) vengono proiettati bambini a cui
vengono rubate contemporaneamente fantasia e realtà. Bambini asserviti
totalmente alla televisione e alla pubblicità,anche se indosseranno il famoso
grembiulino voluto dalla Gelmini come panacea di tutti i guasti che li circondano. Basta con la
tv immondizia.
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 4 Palazzo Marino: «Gli studenti non occupino i treni per
Roma» di Daniela Uva «O partiamo per Roma con 15 euro o blocchiamo la
Centrale». Con questo slogan i collettivi universitari in
protesta contro il decreto Gelmini si sono dati appuntamento alle 15 di oggi davanti al piazzale dello
scalo. La loro intenzione, in assenza di un accordo con Trenitalia sul prezzo
del biglietto, è di occupare treni e binari. La società ha già fatto sapere di
non aver avviato trattative e che il costo del tagliando è stabilito dai
regolamenti del Gruppo. «Ci auguriamo di non dover assistere
all'occupazione di treni, binari o vagoni ferroviari - afferma il vicesindaco
con delega alla Sicurezza, Riccardo De Corato -. Siamo sicuri che il ministro
degli Interni Roberto Maroni avrà già dato precise disposizioni a prefetto e
questore su come fronteggiare la situazione ed evitare caos e disagi». Intanto,
in attesa dell'Onda anomala, ieri la mobilitazione ha lasciato le piazze del
centro per spostarsi in periferia. I precari della Statale, riuniti sotto la sigla
«Diversamentestrutturati», hanno deciso di portare le loro lezioni a
Calvairate, in piazza Insubria. Complice la pioggia, si sono trasferiti nella
vicina biblioteca dove, accompagnati da genitori, ragazzi, dirigenti scolastici
e studenti universitari, hanno parlato di fallimento dei mutui, caro affitti e
storia dell'emigrazione italiana. «Abbiamo deciso di portare la cultura nelle
zone più difficili della città - spiega Eleonor, ricercatrice precaria -, nei
prossimi giorni andremo al Gratosoglio e poi al parco Trotter dove spiegheremo
la chimica ai bambini». Oggi sarà il turno dei passeggeri della metropolitana
che, durante il viaggio, potranno prendere parte a «corsi in pillole» che si
concluderanno con la consegna di un diploma simbolico. L'iniziativa è stata
decisa in accordo col comitato inquilini Molise-Calvairate e con l'associazione
Ponti. «Nel quartiere - afferma Davide Caselli, operatore del comitato -
sentiamo molto il problema dell'istruzione perché c'è una percentuale alta di
dispersione scolastica. Con queste lezioni cerchiamo di coniugare le conoscenze
dei docenti coi problemi che toccano più da vicino la nostra comunità». ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 1 Scuola Il Municipio sponsor dei contestatori di Diego
Pistacchi La Bassa Valbisagno «mette a disposizione spazi e strumenti
necessari» a chiunque lotti contro la legge Gelmini I consiglieri di opposizione non
parteciperanno più alle riunioni: «Non abbiamo neppure diritto di parola» Chi
vuole contestare le leggi dello stato trova uno sponsor nel Municipio Bassa
Valbisagno. Chi vuole protestare può chiedere i mezzi necessari al Municipio
Bassa Valbisagno. Che per decisione del Pd (...) © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 4 Il Municipio patrocina chi si ribella alla legge di Diego
Pistacchi Passa l'ordine del giorno del Pd: «Bisogna mettere in moto nella
società un movimento contro queste politiche» E la Bassa Valbisagno offre spazi
e strumenti a chi manifesta. Il centrodestra non parteciperà più ai consigli
(...) si è trasformato in mecenate dei novelli sessantottini e sostenitore di
«ogni iniziativa che venga attuata» contro la riforma Gelmini, «perché bisogna mettere in moto
nella società e nel territorio un movimento che porti a una sostanziale
modifica delle politiche annunciate e praticate». Ora, siccome con il mezzo
democratico per eccellenza, cioè il voto, i cittadini hanno detto al Pd e al
centrosinistra di volere queste «politiche annunciate e praticate», il
Municipio Bassa Valbisagno ha deciso di cambiare le proprie finalità per
trasformarsi in agit-prop del territorio. Una metamorfosi cui i consiglieri
rappresentanti del centrodestra hanno deciso di non rendersi corresponsabili.
Tanto che quello di martedì sera è stato l'ultimo consiglio di Municipio cui
hanno partecipato. «I gruppi di Forza Italia, Lega Nord, Lista Biasotti e
Alleanza Nazionale non parteciperanno più alle riunioni - hanno fatto sapere
ieri i consiglieri - Tale decisione estrema, comunicata al termine della seduta
di martedì, deriva dalla assoluta mancanza di considerazione e rispetto verso
il ruolo del consiglio». Una scelta clamorosa, arrivata al termine
dell'ennesima prova di forza della maggioranza, con l'approvazione della
mozione che «impegna l'amministrazione municipale a mettere a disposizione dei
promotori delle iniziative sopra richiamate (quelle anti Gelmini,
ndr) gli spazi, gli strumenti e le presenze politiche che saranno necessarie».
Impossibile provare a far ragionare i consiglieri di centrosinistra. «In
passato abbiamo sempre fatto opposizione costruttiva - spiega Carla Boccazzi,
capogruppo di Forza Italia - Proprio perché abbiamo rispetto per l'istituzione,
non abbiamo mai neppure fatto mancare il numero legale. Le nostre proposte però
sono sempre state scartate a priori. Questa nostra decisione li ha colti di
sorpresa, non se l'aspettavano evidentemente, ma hanno davvero passato il
segno». Fin dalla prossima seduta i banchi della minoranza resteranno vuoti.
Fino a quando? Ora la prossima mossa tocca alla maggioranza. «Sì, è un fatto
grave - conferma Bruno Ferraccioli, vice presidente del consiglio di Municipio
- Ma è grave anche quello che hanno fatto loro, mettendo a disposizione dei
contestatori i mezzi e gli strumenti, addirittura le risorse dell'ente a quanti
vogliono manifestare contro una legge dello Stato. Non solo. Ultimamente non si
sono fatti scrupoli a distribuire i soliti fondi a pioggia, L'ultima delibera
stanzia 40mila euro al circolo Arci di Quezzi prelevandoli dal fondo per la sicurezza».
E questo senza che l'opposizione possa dire nulla. «Dopo due ore e mezza di
interventi della giunta - spiega Ferraccioli - lunedì sera ci hanno dato pochi
minuti per parlare perché a mezzanotte si deve chiudere l'assemblea. E ci
sentiamo ripetere frasi tipo "l'opposizione non ha diritto a esporre i
propri ordini del giorno". È inutile persino essere presenti». Infatti la
minoranza non ci sarà più. Certo non per dare sostegno a chi vuole fare
contestazione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 4 Gli studenti anti-Gelmini terrorizzano i bambini di
Redazione Alcune classi di piccoli che volevano visitare il Salone sono state
portate via dalle insegnanti Un corteo di studenti non autorizzato ha fatto da
sfondo ieri all'inaugurazione, alla Fiera di genova, di «Abcd», il Salone
nazionale dell'educazione. E a causa di urla e slogan durati oltre
un'ora alcune maestre, insieme con i loro piccoli alunni, sono andate via. I
giovani sono entrati e intonando canti e cori contro il ministro Gelmini e la sua riforma scolastica si sono diretti verso lo
stand del ministero dell'Istruzione sul quale hanno scritto «No 133» con lo
spray rosso. Alle proteste era presente il presidente della Provincia di Genova
Alessandro Repetto che giustifica l'azione: «È un Salone molto bello c'è molto
entusiasmo per questa manifestazione. Gli studenti hanno voluto rimarcare la
loro protesta. Cosa che può apparire anche fuori luogo, ma per come si è svolta
ed è terminata ci sta anche questo». I giovani hanno lasciato il salone intorno
alle 10.30 avviandosi in un corteo non autorizzato verso la stazione
ferroviaria di Genova Brignole. «L'onda», il movimento di protesta studentesco,
ha trovato la propria rappresentazione artistica nello spazio riservato al
liceo artistico statale Klee-Barabino al Salone. Più equilibrato il
vicepresidente della Regione Liguria Massimiliano Costa che ha tagliato il
nastro del Salone: «Protestare in modo democratico è legittimo, ma questa
libertà non deve soverchiare quella altrui di operare. Stamani ho visto alcuni
insegnanti con i bambini più piccoli andarsene preoccupati. Speriamo che
tornino». Il Salone vede un'imponente organizzazione con 170 eventi tra
laboratori, seminari e workshop. Una manifestazione in espansione, che
quest'anno per la prima volta, in collaborazione con la Fondazione Collodi, si
apre anche ai più piccoli della fascia di età da zero a 6 anni. Dai laboratori
proposti dalle fattorie didattiche della Regione su erbe aromatiche e
commestibili a quelli sulla raccolta differenziata della Fondazione Collodi che
per l' occasione nel suo spazio ha allestito un piccolo palcoscenico per
piccole rappresentazioni teatrali ed una casa delle Farfalle, sono numerosi gli
spunti dedicati ai più piccoli. Tra i vari eventi in programma anche uno
dedicato alla robotica in rosa. Le bambine di una scuola elementare di Pavia,
costruendo e facendo funzionare alcuni piccoli robot, dimostreranno infatti che
il gap tecnologico al femminile non esiste. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
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( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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13-11-2008
- Caro assessore, non c?è cultura solo a sinistra 13-11-2008 - SEGUE DA PAGINA 45
07-11-2008 - Università, stop a concorsopoli e più soldi agli atenei virtuosi
07-11-2008 - Ha vinto il buon senso. Basta concorsi truffa e via alla
meritocrazia 02-11-2008 - MINISTRO GELMINI FERMI I CONCORSI
(IO SO GIà CHI VINCE) 25-10-2008 - Al Cnr si spreca meno, ma i sindacati
«pesano» 23-10-2008 - E io accuso i rettori: sono i veri colpevoli dello
sfascio 22-10-2008 - Giorgio Amendola il ribelle Un comunista eretico che la
sinistra ha rimosso 11-10-2008 - Vivere da secondi ma non da sconfitti 05-10-2008
- E dopo le elementari 22-09-2008 - L?élite dei cieli impari dalle colf
06-09-2008 - Dio non gioca con i matematici 31-08-2008 - Notti folli per
scordare una vita da zombie 21-08-2008 - L'università? Provate a sceglierla
così 03-08-2008 - Quei 24 figli di rettori seduti in cattedra 29-07-2008 -
Prima italiana dopata Bastianelli addio Pechino 21-07-2008 - Cambia la mente,
ma non in peggio 03-07-2008 - A me invece piace, ma la scuola ha bisogno di
altro 30-06-2008 - Videoarte in piazza 19-06-2008 - Il Partito comunista e il
gramscismo nazional-popolare 16-06-2008 - Che bello, quest'anno ci sono tanti
bocciati 07-06-2008 - Si alza il volume per fuggire dal proprio «io» 29-05-2008
- Tre idee-chiave per rilanciare la nostra cultura 19-05-2008 - Troppi giovani
sono vecchi dentro 13-05-2008 - Matrix, il ritorno dell'eterno bulletto
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Unità sindacale addio: ... di Redazione L'ultima sparata di Prodi:... di Luca
Telese Alle elementari tema in classe contro... di Redazione Bonus ai
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scimmia",... di Redazione Unità sindacale addio: ... di Redazione L'ultima
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( da "Reuters Italia" del 13-11-2008)
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ROMA
(Reuters) - Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il suo governo
hanno subìto un "significativo calo di fiducia". Lo dice un sondaggio
realizzato da Ipr Marketing per Repubblica.it. Sia Berlusconi che l'esecutivo
perdono quattro punti percentuali, così come il Pdl, che pure rimane il partito
di maggiore fiducia degli italiani. Tra i ministri, il titolare dell'Economia,
Giulio Tremonti, cede quattro punti, mentre il ministro
della Funzione pubblica Renato Brunetta, reso popolare dalla sua campagna
anti-fannulloni nella pubblica amministrazione, perde 3 punti percentuali, come
dice oggi Repubblica.it. Peggio va per la titolare dell'Istruzione, Maria
Stella Gelmini, al centro
delle contestazioni nel mondo della scuola, che perde cinque punti.
( da "Tempo, Il" del 13-11-2008)
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Scuola
stampa
epifani proclama lo sciopero generale per il 12 dicembre Cgil contro tutti,
sempre più sola Conferme, smentite, mezze verità e chi rilancia, «ma uno a casa
propria può invitare chiunque e la Cgil non può mettere veti anche
sull'incontro in una abitazione privata». Il vertice dell'altra sera a Palazzo
Grazioli, residenza romana di Berlusconi, (attorno al tavolo i ministri
Scajola, Sacconi, Tremonti, Cisl e Uil e Confindustria; esclusa illustre la
Cgil) ha scatenato l'ennesima polemica. In uno scenario economico drammatico
con la Borsa che inanella un rosso dietro l'altro e tutti gli indicatori
congiunturali, dalla crescita alla produzione industriale, dall'occupazione ai
consumi, in pericolosa flessione, ecco, in questa cornice si consuma l'ennesimo
colpo di coda della Cgil e la frattura del fronte sindacale. Da una parte Cisl,
Uil e Ugl che hanno scelto la strada del dialogo con il governo e la
Confindustria; dall'altra la Cgil che vuole porsi alla guida dell'opposizione
sociale del Paese e appropriarsi della piazza colmando lo spazio lasciato da
Rifondazione e Comunisti sfrattati dal Parlamento. C'è chi sostiene all'interno
del Pd che questa strategia in un certo senso è funzionale pure al partito di
Veltroni perchè gli consente di porre un argine al dilagare dell'Italia dei
Valori, anch'essa sempre pronta a cavalcare la piazza. Questa distonia di
azione tra i tre sindacati ha portato all'incontro a Palazzo Grazioli dal quale
la Cgil è rimasta esclusa. E ha portato anche alle divergenti posizioni di ieri
con la Cgil che ha inserito nel caledario degli scioperi anche una
mobilitazione generale per il 12 dicembre mentre la Cisl si è dissociata. Ieri
il direttivo della Cgil ha votato all'unanimità lo sciopero generale per il 12
dicembre. Le modalità saranno definite dalla riunione della segreteria di
lunedì. Saranno quattro ore di sciopero con possibilità di otto ore. Previste
anche manifestazioni territoriali e una nazionale a Roma. La data coincide con
lo sciopero generale della Fiom. Confermate le mobilitazioni già proclamate,
quindi quella dell'università del 14 novembre e lo sciopero dei lavoratori del
commercio del 15 novembre. Confluirà invece nello sciopero generale
l'annunciata mobilitazione Cgil di tutte le categorie del pubblico impiego
previsto per dicembre. Non è la prima volta che la Cgil va avanti da sola. Nel
2002, sempre durante il governo Berlusconi, in polemica contro il patto per
l'Italia, siglato dagli altri sindacati, la Cgil indisse uno sciopero generale.
Ora la storia si ripete. Proprio nelle stesse ore in cui le agenzie di stampa
battevano la comunicazione della Cgil sullo sciopero generale e l'attacco
stizzito al governo sull'incontro a Palazzo Grazioli, la Cisl revocava la
partecipazione alla mobilitazione di venerdì dell'università. Spiegazione:
consideriamo positivamente - dicono alla Cisl di categoria - l'incontro con il Ministro Gelmini. Questa linea però non è stata seguita dalla Uil che ha
confermato lo sciopero di venerdì. Ma la giornata ieri si è aperta con la
polemica del segretario della Cgil Epifani sull'esclusione dall'incontro a
Palazzo Grazioli. «è un fatto gravissimo, una cosa senza precedenti» ha
arringato Epifani aprendo il direttivo del sindacato. Poi ha annunciato
l'invio di una lettera ai segretari di Cisl e Uil e al presidente di
Confindustria con la quale chiederà conferma dell'incontro che, se confermato,
«apre un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e
con la confindustria». Quindi l'attacco a Berlusconi che «dimostra così di non
avere alcun rispetto nei confronti dei suoi interlocutori, quando esprimono
opinioni diverse dalle sue».
( da "Gazzettino, Il" del 13-11-2008)
Argomenti:
Scuola
La
protesta degli atenei aggrava la frattura tra i confederali. Dopo l?incontro
con la Gelmini la sigla di Bonanni ritira l?adesione
Università, la Cisl si sfila: revocato lo sciopero Domani manifestazione con
quattro cortei a Roma. In piazza con la Cgil anche la Uil, non ci saranno Ugl e
Snals RomaNOSTRA REDAZIONEClamorosa rottura tra i sindacati, sulla riforma
dell'Università ma in generale - com'è evidente - sull'atteggiamento verso
l'esecutivo. Mentre la Cgil, dopo l'incontro di martedì con
Maria Stella Gelmini,
boccia come «del tutto insufficienti» le proposte del governo, la Cisl revoca
lo sciopero di venerdì dopo aver firmato insieme alla Uil (che invece conferma
l'agitazione) un documento con le richieste per il settore che la Gelmini sottoporrà al vaglio dei
colleghi Tremonti e Brunetta. Anche l'Ugl e lo Snals hanno deciso di
revocare lo sciopero. La frattura si concretizza all'indomani dell'incontro
«riservato» a palazzo Grazioli senza la Cgil, che ieri ha acagliato contro
l'esecutivo l'arma dello sciopero generale.Da tempo era evidente lo stato
pietoso di quella che una volta si chiamava «l'unità sindacale». L'ultimo
episodio eclatante è stato l'accordo sulla riforma del sistema contrattuale
raggiunto tra il governo, la Cisl e la Uil. La Cgil non solo ha confermato la
sua contrarietà su quella decisiva materia ma è stata l'anima di tutte le
proteste e gli scioperi contro la politica del governo. Ed è stata esclusa
anche dall'incontro «riservato» di martedì notte a palazzo Grazioli, cui hanno
partecipato la presidente della Confindustria Emma Marcegaglia e i segretari
della Cils Raffaele Bonanni e dell'Uil Luigi Angeletti. Non è dunque un caso se
al primo banco di prova, la trattativa sull'Università, il fronte sindacale
torna a spezzarsiAl tavolo di martedì la Gelmini ha
ipotizzato la stabilizzazione del precariato del personale
tecnico-amministrativo, dei ricercatori e dei docenti dell'Afam (Alta
formazione artistica e musicale), l'alleggerimento dei tagli al turn-over e
alle risorse finanziarie, l'apertura di un tavolo di confronto per concordare
le linee del ddl di riforma dell'Università e migliorare il decreto pubblicato
sulla «Gazzetta Ufficiale». Ieri il ministro ha completato il giro incontrando
la Conferenza dei Rettori che conferma il proprio apprezzamento per il decreto
legge, che contiene provvedimenti a favore delle Università più virtuose e
prevede, tra l'altro, l'assunzione di nuovi ricercatori. Ai Rettori il ministro
ha anche esposto le linee guida per l'Università sottolineando la necessità di
ridurre i corsi di laurea non indispensabili e le sedi distaccate.A fronte
delle aperture ministeriali Cisl-Università e Cisl-ricerca scelgono di revocare
l'astensione dal lavoro. La Cisl non parteciperà alla manifestazione in
programma domani a Roma. «Vogliamo proseguire il confronto per arrivare a una
riforma condivisa - spiega Antonio Marsilia, segretario generale del settore -
il ministro si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della
manovra e a dare risposte concrete alle richieste contenute nella piattaforma
per lo sciopero». Diversa la posizione della Uil che «prende atto» dello sforzo
compiuto dal ministro ma al momento «non vede ragioni» per revocare
l'agitazione. Mimmo Pantaleo, della Flc-Cgil, trova addirittura incomprensibile
la scelta della Cisl, che «si è accontentata» della «buona volontà» del
ministro. La Cgil si appella dunque agli studenti «affinché siano molti venerdì
in piazza» ed attacca a fondo l'esecutivo: «Il governo - sottolinea Pantaleo -
sta lavorando per dividere i sindacati, come dimostra la cena a cui sono stati
invitati Bonanni e Angeletti e non Epifani. Ma se i sindacati si lasciano
dividere, rischiano di indebolirsi e di perdere la loro autonomia».Domani sarà
un'altra giornata di passione per il traffico romano, con quattro cortei
annunciati. Gli universitari della Sapienza partiranno alle 9.30 in piazzale
Aldo Moro, gli studenti di Roma Tre si concentreranno alla Piramide e gli
studenti medi in piazza della Repubblica. I manifestanti proseguiranno per
piazza Venezia per unirsi al corteo della Cgil che parte alle 9.30 da piazza
della Bocca della Verità per dirigersi poi a piazza Navona.R.R.
( da "Gazzettino, Il
(Padova)"
del 13-11-2008)
Argomenti:
Scuola
UNIVERSITA?
E SCIOPERO DEL CONSUMO Il rito dello spritz si sposta dai bar alle facoltà
«Così vedete il peso economico degli studenti a Padova» Dalle piazze alle
facoltà. Ieri sera lo spritz, il rito per eccellenza degli universitari
padovani, si è trasferito all'interno dell'ateneo. Ed è stata una delle
iniziative che hanno caratterizzato la giornata dello sciopero del consumo
indetta dagli studenti per far capire alla città che la conseguenza dei tagli
prospettati dal provvedimento del ministro Gelmini finirebbero per ricadere anche
sull'economia padovana.«Abbiamo creato due poli d'attrazione e di aggregazione
per bere lo spritz: uno all'interno della facoltà di Scienze Politiche, l'altro
alla Facoltà di Psicologia ha detto Chiara Melloni, dottorando al primo anno di
Lettere e Filosofia Il nostro obiettivo è stato quello di dimostrare ai baristi
del centro, ma più in generale a tutta la città, che senza noi studenti
ci sarebbero grosse ripercussioni anche sul tessuto economico di Padova. Se il
governo non rivede certe misure, l'università sarà un'istituzione che potrà
essere frequentata solo da pochi». Ma sulla giornata anti-consumo voluta dagli
universitari ha pesato molto il fattore-pioggia. Tanti locali delle piazze
infatti hanno registrato un calo fisiologico di presenze soprattutto per le
cattive condizioni-meteo. mense invece piene. «Sarà forse stato a causa della
pioggia hanno sottolineato alcuni universitari , ma noi non le avevamo mai
viste così affollate».Intanto gli studenti stanno predisponendo gli ultimi preparativi
in vista dello sciopero della scuola e della manifestazione che si terrà domani
a Roma. Dalla stazione, questa sera alle 23, partirà un treno con circa 500
posti riservati agli universitari. E ci sono alcuni baristi, come il titolare
del bar Alexander di via san Francesco, che riserverà una parte degli incassi
di questi giorni per sostenere la trasferta romana degli studenti. Ma le forme
di protesta si intensificheranno in vista di lunedì prossimo quando è stata
fissata la giornata di Mobilitazione internazionale degli studenti. Per sei
giorni si alterneranno manifestazioni, convegni, seminari, lezioni in piazza, e
dibattiti per discutere della riforma-Gelmini.M.B.
( da "Gazzettino, Il
(Pordenone)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Firmate
il referendum sulla scuola La mia ... Firmateil referendumsulla scuolaLa mia
contrarietà al decreto Gelmini scaturisce da motivazioni
di ordine pedagogico-didattiche che elenco qui di seguito:Maestro unico:1. Il
ritorno al maestro unico è una perdita di risorse a favore degli alunni. Un
solo insegnante sarà difficile che possa seguire con attenzione un'intera
classe di bambini dai sei ai dieci anni. L'attenzione dei bambini, sempre più
scarsa in queste ultime generazioni, condiziona l'apprendimento e sempre di più
gli alunni hanno la necessità di essere seguiti singolarmente dagli insegnanti
della classe. Come sarà possibile senza compresenze garantire questo
fondamentale diritto?2. La teoria "dell'insegnante unico" come punto
di riferimento necessario per una corretta crescita psicologica e morale
dell'alunno è una teoria ormai obsoleta e negata dalla più recente manualistica
di psicologia dell'età evolutiva. I manuali, infatti, non parlano più come
negli anni Settanta di socializzazione, ma di sviluppo sociale, ciò sta a
significare che il bambino fin dalla sua nascita entra in relazione con varie
figure: genitori, nonni, amici ecc e quindi non è isolato dal contesto sociale
e totalmente estraneo ai rapporti con altri soggetti. All'età di circa sei anni
il bambino ha già abbandonato il rapporto privilegiato con la madre e si avvia
sempre di più a confrontarsi con una realtà complessa e varia. La figura di due
insegnati, per esperienza personale, arricchisce il panorama affettivo ed
educativo dell'alunno.3. La possibilità di avere alcune compresenze è garanzia
di qualità dell'offerta formativa garantita a tutti gli alunni: a quelli più dotati
e a quelli che incontrano difficoltà di vario genere, oggi sempre più presenti.
I casi di bambini con disturbi del linguaggio, disturbi affettivi, d'attenzione
sono sempre più frequenti, ma rimangono nell'anonimato, ciò determina
difficoltà d'apprendimento che con l'insegnate unico verranno totalmente
dimenticate a causa della necessità del docente di dover portare avanti tutta
la classe.4. Con il maestro unico, i docenti della scuola primaria italiana
dovranno diventare esperti nelle seguenti discipline: italiano, matematica,
storia, geografia, scienze, arte e immagine, corpo movimento e sport, musica,
tecnologia e dal 2011/20012 anche della lingua inglese. A questa affermazione
si potrebbe controbattere che prima del 1990 l'insegnante della scuola elementare
era "unico": il numero delle discipline che venivano insegnate era lo
stesso? La modalità didattica dell'insegnamento era la stessa o meno complicata
e più mnemonica? La scuola affrontava adeguatamente il problema della
dispersione scolastica per i bambini con difficoltà di vario genere? I bambini
delle passate generazioni erano gli stessi di oggi? Dando una risposta seria e
professionalmente valida a queste domande si deduce che la
scelta del maestro unico è frutto di una ignoranza del ministro Gelmini. Se qualcuno pensasse che le
discipline insegnate sono troppe, si potrebbe sempre procedere ad un taglio
numerico ma il taglio della Gelmini non elimina materie di studio ma insegnanti, personale che non
può essere sostituito, com'è avvenuto nella banche, da computer.Insegnante
di lingua inglese:1. Nelle conferenze stampa tenuta dal ministro e dal
presidente Berlusconi è stato affermato che accanto al "maestro
unico" rimarranno il maestro d'inglese e quello di tecnologia. Questa
affermazione è scorretta in quanto il decreto approvato in parlamento prevede
che soltanto fino all'anno scolastico 2010/2011 le classi potranno fruire
dell'insegnate specialista di lingua inglese, ma dall'anno successivo in virtù
del periodo di formazione da avviare dal prossimo anno scolastico, 150/200 ore,
tutti gli insegnati dovranno insegnare nella propria classe, oltre le proprie
discipline, anche la lingua inglese. Il presidente Berlusconi ha anche
affermato che rimarrà l'insegnante di tecnologia. Questa dichiarazione è totalmente
priva di fondamento: la tecnologia e l'informatica sono state sempre insegnate
da uno dei due insegnanti della classe: quello di italiano o quello di
matematica. L'insegnante specifico per la tecnologia non è mai esistito nella
scuola primaria.I tagli del personale1. È stato affermato che non ci saranno
tagli e che non sarà licenziato nemmeno un insegnante. Questa affermazione è
vera per gli insegnanti di ruolo nella scuola, cioè con contratto a tempo
indeterminato. Molti insegnanti precari, che da anni insegnano con contratto
annuale nella scuola, rischiano dall'anno prossimo di non vedersi rinnovare il
contratto.2. In questo periodo i precari sono stati identificati come un peso
per le casse della scuola pubblica e sono stati considerati non adeguati per
l'insegnamento. A questo replico affermando che la maggior parte dei docenti
presenti nelle graduatorie a esaurimento hanno superato un concorso ordinario
per titoli ed esami e tanti vantano anni di esperienza d'insegnamento reale
nelle classi della scuola pubblica italiana. Inoltre, mi preme ricordare al
Ministro che il numero dei docenti presenti nelle graduatorie è aumentato in
conseguenza del corso abilitante bandito dal precedente governo Berlusconi, che
ha permesso, a chi non era in possesso dell'abilitazione, di abilitarsi senza
alcun concorso o laurea in scienze della formazione primaria ed entrare nelle
su citate graduatorie ad esaurimento a cui si attinge per conferire gli
incarichi annuali nelle classi e per le assumere a tempo indeterminato.Tempo
pieno:1. Il tempo pieno, straordinaria risorsa per gli alunni e le famiglie
italiane, in conseguenza di questo decreto rischia di sparire definitivamente.
Il tempo pieno, secondo il progetto del Ministro dovrebbe essere garantito
dalla conferma dell'attuale organico per il prossimo anno scolastico e
potenziato nei prossimi anni utilizzando insegnanti risultanti in esubero. Il
ministro non ha però considerato che questi insegnanti con il passare degli
anni andranno in pensione e se il Suo ministero non procederà a rimpiazzarli
con neoassunti la promessa del potenziamento del tempo pieno non potrà essere
mantenuta.2. È necessario affermare che il tempo pieno non è un semplice
servizio di assistenza ai bambini le cui madri sono lavoratrici ma è a tutti
gli effetti un tempo scuola ricco di attività didattiche e ludiche. In alcuni
contesti sociali, inoltre, il tempo pieno è un baluardo a difesa dell'infanzia
che altrimenti, vivendo in ambienti dalla scarsa valenza morale, sarebbe
condotta verso altre strade. Per le problematiche evidenziate, chiedo agli
italiani di appoggiare il referendum per l'abrogazione del dl Gelmini ormai divenuto legge.Sergio Catalanoinsegnante -
Pordenone
( da "Gazzettino, Il
(Vicenza)"
del 13-11-2008)
Argomenti:
Scuola
Dal blocco
di gite e progetti di integrazione per stranieri ... Dal blocco di gite e
progetti di integrazione per stranieri e disabili fino alle lezioni all'aperto.
Proseguono in tutta la provincia di Vicenza le iniziative contro i tagli e i
provvedimenti di riforma scolastica. Tra chi prende atto del cambiamento e
ragiona sul modo di applicare le non poche novità e chi invece non molla
nell'opera di contrasto alle politiche dell'Istruzione del governo, il mondo
della scuola vicentina vive momenti di grande fermento.Gli insegnanti, gli
studenti e i genitori riuniti nella "Assemblea per la difesa della scuola
pubblica", per esempio, intendono organizzare per sabato pomeriggio una
lezione all'aperto, rivolta non solo agli studenti ma a tutta la cittadinanza.
La lezione, se confermata, dovrebbe tenersi a partire dalle 15.30 in Piazza
Matteotti. Argomento? Il Palladio e la storia dell'arte, secondo quanto fanno
sapere gli organizzatori. Ma non mancheranno gli affondi
alla riforma Gelmini, il
vero motivo dell'evento a cielo aperto, con la distribuzione di materiale
informativo. Perché l'obiettivo è «informare la gente, visto che molti ancora
non conoscono gli effetti del decreto Gelmini e dei tagli previsti dal prossimo anno», spiega la studentessa
Nicole Ziliotto del Coordinamento studentesco, la quale rivela che
«dalla prossima settimana in alcuni istituti potrebbero tenersi altre lezioni
all'aperto in orario scolastico».Intanto non si smette di convocare assemblee
pubbliche nelle scuole, l'ultima era in programma ieri sera a Polegge, e si
parla di organizzare nei prossimi giorni delle "serate bianche" negli
istituti comprensivi. Poi, in ordine sparso, si susseguono le prese di
posizione da parte di alcuni collegi docenti, come quello dell'istituto
comprensivo Galilei di Isola Vicentina che nei giorni scorsi per protesta ha
detto stop alle gite di istruzione e ad alcuni progetti del Piano dell'Offerta
Formativa riguardanti alunni stranieri e disabili.Laura Pilastro
( da "Gazzettino, Il
(Pordenone)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Le
norme volute dal ministro Gelmini mettono a rischio
l?autonomia delle medie "Centro Studi" e Lozer Scuola, controffensive
al decreto Il Comune studia un piano per limitare i problemi. Si parte dal
recupero del tempo pieno Non sarà facile, ma il Comune sta cercando di mettere
insieme un piano per limitare i problemi che nel capoluogo potrebbero emergere
in seguito all'introduzione del decreto sulla scuola voluto dal ministro Maria
Stella Gelmini. «Per la verità - spiega subito
l'assessore all'Istruzione, Gianantonio Collaoni - allo stato non c'è ancora un
quadro sufficientemente chiaro per poter predisporre delle iniziative anche
perchè i regolamenti non sono stati presentanti. In ogni caso - va avanti -
stiamo lavorando su due fronti: cercare di garantire l'autonomia amministrativa
a due scuole medie che nel capoluogo sono sotto i 500 studenti e soprattutto
limitare i problemi alle famiglie nel caso in cui alle elementari dovesse
saltare in alcuni istituti il tempo pieno». Iniziamo dall'autonomia scolastica.
Allo stato attuale sia la scuola media Centro Storico, seppur di poco, che
quella di Torre, la Giuseppe Lozer, sono sotto i numeri indicati dal decreto
per mantenere l'autonomia. Dal prossimo anno, insomma, potrebbero
essereaccorpate a qualche altro istituto (pur mantenendo la sede) e perdere la
presidenza oltre che l'intera filiera amministrativa. Torre ha circa 470
studenti, ma è garantita allo stato dalla presenza dei corsi per adulti. «Dal
prossimo anno, però - spiega ancora Collaoni - dovrebbe essere istituito
l'unico centro che si occupa dell'istruzione per gli adulti. Torre, insomma,
pur mantenendo la sede perderebbe il numero che attualmente gli garantisce
l'autonomia. L'ipotesi è quella di unire alla scuola media anche l'istituto
delle elementari che ora fa parte del primo Circolo. In questo modo dovremmo
riuscire a mantenere a Torre la presidenza. Discorso diverso per la Centro
Studi che quest'anno è scesa sotto i 500 studenti. Se - come si legge nel
decreto - si terrà conto anche dei dati storici, l'istituto non corre rischi,
in caso contrario la situazione potrebbe modificarsi: lasede non è in
discussione, ma la Centro Storico non disporrebbe più della sua autonomia
amministrativa».Molto più complesso, invece, trovare soluzioni nel caso in cui
le elementari dovessero perdere il tempo pieno. «Sarebbe un serio problema per
le famiglie - conclude Gianantonio Collaoni - sul quale il Comune ha ben poca
possibilità di incidere. Noi ci stiamo attrezzando, qualche piccolo
accorgimento forse riusciremo anche a trovarlo, ma garantire in toto il tempo
pieno solo con l'intervento comunale sarà impossibile. Per ora abbiamo
confermato la collaborazione con le due associazioni Scarabeo e Piccoli Amici
per il pre e post scuola, ma dubito che - anche con tutta la buona volontà - i
due sodalizi siano attrezzati per sostituire l'eventuale tempo pieno scolastico
che si potrebbe perdere per gli effetti del decreto».Loris Del Frate
( da "Gazzettino, Il
(Treviso)"
del 13-11-2008)
Argomenti:
Scuola
Tre
giorni di visite e manifestazioni, forze dell'ordine in allarme Settimana
"calda" per la sicurezza in centro città: una serie di eventi e
manifestazioni da oggi fino a sabato, mobilitano le forze dell'ordine,
schierate per le strade cittadine al fine di garantire il mantenimento
dell'ordine pubblico. Circolazione, traffico, confusione: il centro rischia il
blocco. Si inizia proprio oggi, con l'arrivo del ministro dell'Interno Roberto
Maroni, in occasione dell'inaugurazione della nuova sala operativa dei vigili
del fuoco. E si passa ad un evento agli antipodi venerdì, con il sit-in dei
ragazzi del Duca degli Abruzzi al Bastione San Marco. Motivo
della protesta: la riforma Gelmini. Chiudono i giochi i tre appuntamenti di sabato pomeriggio: il
corteo dei dissidenti che partirà dalla stazione e si unirà al reading
organizzato alla Loggia dei Cavalieri da Comunisti e associazioni gay. Il
tutto, durante la partita di calcio allo stadio Tenni.
( da "Gazzettino, Il
(Venezia)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Scuola,
via all'accorpamento A Chioggia fusione difficile La riforma prevede la
riunione delle attività amministrative per gli istituti con meno di 500
studenti. Ca? Corner convoca i sindaci E' Chioggia quella messa peggio. Non che
Portogruaro, San Michele al Tagliamento o Noale stiano benissimo, ma nessuno è
nei guai come il Comune di Chioggia. Che deve decidere come accorpare le tre
scuole medie e i tre circoli didattici delle elementari. Adesso in tutto sono 6
e la Regione vuole scendere a 4, massimo 5. Parliamo dei tagli alla scuola che
passano sotto la dizione "nuovo piano di dimensionamento". Ebbene, i
tagli impongono alle scuole sotto i 500 alunni di accorparsi con altre scuole -
il Liceo classico Franchetti si è salvato all'ultimo momento raggiungendo i 502
iscritti. Non vuol dire che vanno tutti nello stesso edificio, ma che due
scuole vengono rette da una sola segreteria e da un solo preside. Dunque, ogni
due scuole accorpate si dimezza il personale amministrativo, nella sostanza.In
realtà - spiega l'assessore provinciale all'Istruzione
Andrea Ferrazzi, all'inizio la Gelmini voleva chiudere le scuole sotto i 50 alunni - la decisione
adesso è slittata al prossimo anno - e accorpare di brutto tutte le altre, senza
limiti massimi. Adesso invece per quest'anno si accorpano solo le Elementari,
le Medie e le Superiori che hanno meno di 500 studenti. E bisogna fare
in fretta perchè il nuovo piano deve essere approvato dalla Regione entro la
fine dell'anno. Ecco perchè Ferrazzi convoca lunedì i presidi e giovedì tutti i
sindaci interessati. Ci sono una ventina di giorni al massimo a disposizione
per vedere come fare buon viso a cattivo gioco. E, come vedete nella tabella
pubblicata qui sopra, il problema di Chioggia è che per le medie
Galilei-Pascoli, Silvio Pellico e De Conti, ma anche per le elementari dei
circoli didattici Chioggia I, Chioggia II e Chioggia III, bisogna andare
all'accorpamento. L'idea della Regione sarebbe quella di fare un accorpamento
in verticale mettendo cioè insieme una media con una elementare. Ma Chioggia ha
anche due Scuole medie superiori che devono andare insieme e cioè la Cestari e
la Righi. E questo nonostante la Cestari sia oltre i 500 alunni e la Righi sia
molto vicina ai 500 con i suoi 445. Anche San Michele al Tagliamento deve
accorpare la Beltrame e la Tito Livio. Insieme formeranno un blocco con due
istituti gestiti da un solo preside e da una sola segreteria che avrà a che
fare con 841 alunni. Noale comunque batte tutti perchè mettendo insieme la
scuola media Rossi e il circolo didattico Vittorino Da Feltre raggiungerà i
1.356 alunni. Portogruaro deve accorpare il Mons. D'Alessi con il Leonardo da
Vinci e raggiungerà quota 946 alunni.Per quanto riguarda Venezia, il Franchetti
si salva con qualche iscritto in più. Resta da accorpare invece il Foscari
Massari di via Pertini, che ha 473 iscritti, e non si sa con chi. Mentre non ci
sono problemi per mettere insieme Mozzoni ed Edison che insieme faranno 716
alunni. Adesso la parola passa ai Comuni perchè sono loro che devono approvare
gli accorpamenti. E in fretta perchè la Regione, se non vuole essere
commissariata - assieme ai Comuni e alla Provincia - deve approvato il Piano
entro il 31 dicembre.
( da "Corriere Di
Como, Il"
del 13-11-2008)
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Scuola
Al
Politecnico di Como lezioni soltanto in lingua inglese Università Si sperimenta
un modo per differenziare la sede lariana dalla casa madre di Milano. Le
prossime strategie verranno discusse con Univercomo Sparisce per un anno il
corso di laurea in Design dell'arredo, studenti dirottati alla
"Bovisa" Novità in vista per la facoltà di Design dell'arredo a Como.
Sul sito del Politecnico, a fianco della triennale e della specialistica,
appare una dicitura poco rassicurante: «corso in disattivazione». Per inciso, è
la stessa frase che si legge accanto alla triennale in Ingegneria Gestionale, corso
che da quest'anno sparirà dalle aule comasche. Anche Design dell'arredo sta
quindi per essere smantellata' «No», assicura il prorettore del Politecnico di
Como Roberto Negrini. Eppure, qualche novità è prevista, altrimenti non si
spiegherebbe l'annuncio di «corso in disattivazione». La triennale cambierà
nome, diventando "Design del prodotto industriale". Sulla
specialistica, invece, il Politecnico ha deciso di preparare un corso di laurea
in inglese: dalla disattivazione della vecchia triennale all'avvio del nuovo
corso in inglese potrebbe passare un anno, quindi si dovrebbe creare un buco di
dodici mesi (dal prossimo anno accademico) proprio sulla triennale di Design
dell'arredo. Una sorta di periodo di transizione, durante il quale i comaschi
potranno comunque iscriversi a Milano Bovisa. Una mossa, questa, che lascia
intendere la strategia del Politecnico per la sede di Como:
internazionalizzare. Sempre più corsi parleranno inglese. Un modo per
differenziare il Politecnico lariano dalla casa madre di Milano. Roberto
Negrini, prorettore del polo di Como, dice chiaramente che «si sta
riprogettando la presenza del Politecnico sul Lario. Perciò, le prossime
strategie verranno discusse con Univercomo e tutti gli enti che rappresentano
il territorio. Abbiamo il compito di rendere più forte e significativa la sede
comasca del Politecnico». In che modo' «Insistendo sull'internazionalizzazione
dei nostri corsi e sul trasferimento tecnologico». Si cerca di evitare a ogni
costo che la sede di Como diventi una copia in piccolo del Politecnico di
Milano, «altrimenti - riconosce Negrini - con la sede di Milano a 35 minuti di
treno, il polo comasco non avrebbe senso». L'imperativo è quindi
internazionalizzare: formulare corsi che attirino studenti stranieri, proponendo
anche insegnamenti in inglese. Negrini chiude con un cenno all'ultimo decreto Gelmini approvato giovedì scorso. «Il governo ha finalmente imboccato la
giusta direzione: salvaguardare e premiare le università virtuose, pur nelle
ristrettezze di bilancio». Secondo il prorettore, la politica vuole che le
spese universitarie siano «sostenibili e giustificate», e aggiunge di non aver
timori per il Politecnico di Como. Andrea Bambace Nella foto: La
strategia del Politecnico per la sede di Como è ormai chiara: internazionalizzare.
Sempre più corsi parleranno inglese Home Centrosinistra all'attacco sul caso di
via Magni Presentato ieri un esposto in Procura sul cantiere Iva evasa per 52
milioni di euro Raffica di patteggiamenti Auto si incendia in galleria Intervengono
i vigili del fuoco «Parametri più elastici per la carta sconto» Crisi
economica, in flessione commercio e artigianato Lunedì udienza di fuoco: Olindo
chiederà la parola ComoDepur, vicino il momento dello "sfratto" «Per
la ferrovia Chiasso-Monza non c'è un euro» Premio Caldarini in S.Abbondio
( da "Corriere
Adriatico"
del 13-11-2008)
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Scuola
Sabato
la manifestazione al Pincio di tutti gli istituti superiori della città e degli
universitari Sciopero festoso, gli studenti scendono in strada FANO - Sarà una
manifestazione colorata, pacifica e antirazzista, con musica, spettacoli e
soprattutto parole, tante parole contro la riforma Gelmini e il taglio dei fondi alla
scuola pubblica. Tutti i ragazzi degli istituti superiori di Fano (Apolloni,
Battisti, Carducci, Don Orione - Don Gentili, Nolfi, Olivetti, Torelli, Volta) si
danno appuntamento sabato alle 8 al Pincio per un grande sciopero, al termine
della settimana di mobilitazione nazionale della rete degli studenti medi.
"Protestiamo contro una visione abbruttita della scuola - afferma uno
degli organizzatori, Jacopo Cesari, dell'istituto Nolfi - che il governo
vorrebbe gestire come un'azienda, tagliando i servizi dell'istruzione pubblica
e rimodellandoli con i soldi rimasti. Gli otto milioni tolti dal ministro Gelmini finiranno per favorire le scuole private e contribuiranno
ad aggravare i bilanci familiari". Sul palco del Pincio - in un happening
rallegrato dai trampolieri di Urbania, dalla compagnia teatrale di Pesaro e
dagli artisti di strada - si alterneranno studenti medi, studenti universitari
di Urbino e Fano, insegnanti e sindacalisti. Saranno presenti la presidente
della Consulta provinciale degli studenti Elisabetta Zuccatti e Teresa Mattioli
in rappresentanza degli universitari di Roma. Per la protesta contro le classi
riservate agli immigrati, gli organizzatori mettono le mani avanti e precisano
di non volere alla manifestazione gruppi giovanili di estrema destra. Infine,
alle 21 al Cubo di San Lazzaro la mobilitazione si concluderà con il concerto
dei gruppi rock studenteschi organizzato dal circolo Allende.
( da "Corriere
Adriatico"
del 13-11-2008)
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Scuola
A San
Lorenzo e Fratte Rosa votato all'unanimità un ordine del giorno sulla scuola
L'istituto Alighieri rischia l'autonomia SAN LORENZO IN CAMPO C'è forte preoccupazione a San Lorenzo in Campo e nella vicina
Fratte Rosa per la riforma Gelmini. Entrambe le Amministrazioni legate sotto lo stesso Istituto
comprensivo "D. Alighieri" negli ultimi giorni hanno convocato
consigli comunali d'urgenza, molto partecipati da cittadini ed insegnanti, per
approvare ordini del giorno contro le nuove norme sulla scuola. In prima
linea i due Sindaci, Antonio Di Francesco e Maria Adele Berti, che nei loro
mandati hanno investito tantissimo nel settore dell'istruzione. Nei documenti
approvati all'unanimità si esprime la netta contrarietà alla possibile perdita
d'autonomia e della Presidenza dell'Istituto comprensivo che conta meno di 500 alunni.
L'Istituto con i suoi 410 studenti, potrebbe essere accorpato a Orciano,
Pergola o addirittura a Fossombrone. I due primi cittadini negli ultimi
incontri in Provincia hanno avanzato una soluzione per cercare di supplire alla
carenza di alunni, ossia di accorpare nell'Istituto comprensivo anche la sede
distaccata dell'Istituto professionale Volta. Ma le possibilità sembrano
scarsissime. A Fratte Rosa il sindaco è infuriato anche per la chiusura della
scuola primaria e della secondaria di primo grado che contano entrambe meno di
50 iscritti. Una chiusura che appare scongiurata per il prossimo anno
scolastico ma non con ogni probabilità per il 2010-11 e che non cancella
l'amarezza considerati i tagli che i due piccoli centri dell'entroterra hanno
subito nell'ultimo periodo. MA.SPA.,
( da "Corriere
Adriatico"
del 13-11-2008)
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Scuola
c'e' anche
l'autofinanziamento MACERATA Dopo il successo della serata di autofinanziamento
tenutasi martedì scorso 11 novembre, con la festa di San Martino presso l'Aula
8 occupata di via Don Minzoni, l'Onda Anomala maceratese prepara la grande
mareggiata. E' stata ribattezzata così la manifestazione nazionale di domani 14
novembre a Roma contro la "Legge Gelmini", e ad oggi sono già più di
250 le prenotazioni per il viaggio in pullman organizzato dall'Assemblea
permanente No 133 dell'UniMc, con il contributo di Cgil e Cisl. La partenza è
prevista per le 2.30 di questa notte presso lo Stadio Helvia Recina in via dei
Velini, da dove muoveranno i pullman alla volta di Roma. Qui gli
studenti si ritroveranno all'Università "La Sapienza" per la partenza
del corteo studentesco. La quota di partecipazione per il viaggio (andata e
ritorno) è di 5 euro. Per prenotare, contattare il numero 338.1847304.
( da "Corriere
Adriatico"
del 13-11-2008)
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Scuola
Tutto
è semprein movimentoda queste parti fino alla "grande mareggiata"di
domani, quando molti giovani andranno a Roma per la
manifestazione nazionale contro la legge Gelmini Gli studenti continuano l'occupazione dell'Aula 8 di Scienze
della comunicazione, ma c'è chi storce il naso Due mondi contrapposti sotto il
tetto dell'ateneo MACERATA Una giornata di ordinaria occupazione, tra assemblee
da intavolare, blog da aggiornare e spazi da riordinare. Nell'ormai
leggendaria Aula 8 della facoltà di Scienze della comunicazione, spazio
autogestito dagli studenti del "Movimento no 133 Unimc", tutto è in
fermento ormai da settimane, così come in molti altri atenei italiani, mentre
fuori da qui tutto prosegue nella normale amministrazione. Qualche studente
storce il naso vedendo i sacchi a pelo fuori dall'aula, e pur partecipando alle
iniziative "ricreative" del movimento, mostra indifferenza per le
ragioni della protesta, il che è forse peggio che l'ostilità degli oppositori.
Ma tant'è, intanto raccogliamo qualche considerazione anche tra il personale
amministrativo, che pur comprendendo le ragioni dei ragazzi, annota come
"gli spazi erano comunque garantiti e non era necessario occupare l'aula
giorno e notte". Ma gli "occupanti" rivendicano la necessità di
questo spazio, "di un punto di riferimento fisico dal quale partono le
iniziative spontanee dei ragazzi e da dove vengono pianificate le giornate, tra
assemblee, cortei e lezioni all'aperto". Tutto infatti è sempre in
movimento da queste parti, almeno fino alla "grande mareggiata" di
domani, quando molti studenti andranno a Roma per la grande manifestazione
nazionale contro la legge Gelmini. Nessuno sa se
resterà questo fermento anche nei giorni successivi, ma intanto l'assemblea
permanente sta lavorando per dare solidità formativa al movimento, rispondendo
implicitamente a chi vuole etichettare questi ragazzi come pessime controfigure
dei sessantottini. Così, già oggi a partire dalle 15 nell'Aula 8 occupata ci
sarà il primo incontro di autoformazione sulla relazione tra la crisi
dell'Università e la crisi globale dal titolo, Poteri e saperi della crisi, con
Romano Martini, ricercatore precario, già professore a contratto in Logica
giuridica e Teoria generale del governo. "Sarà l'occasione per iniziare a
discutere di come la legge 133 si inserisce in un quadro più ampio di erosione
delle sicurezze e dei diritti da parte dei governi e di chi pensa di far pagare
la crisi ai precari, alla ricerca ed alla formazione". Ma si discuterà
anche del sistema formativo delle università, "diventati degli
esamifici", dove gli studenti sono protagonisti della parodia del film di
Woody Allen "prendi i crediti e scappa". E mentre il movimento cerca
di documentare tutta l'attività di questi giorni con registrazioni disponibili
sul sito http://no133macerata.blogspot.com, fuori tutto scorre normalmente,
quasi che questi due mondi non facciano parte dello stesso universo. ALESSIO
RUTA,
( da "Corriere
Adriatico"
del 13-11-2008)
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Scuola
Approvato
per due voti un ordine del giorno Il consiglio comunale si schiera contro i tagli
MACERATA Dodici voti a favore e dieci contrari, con l'astensione di Maurizio
Mosca. Questo l'esito della votazione a cui è stato sottoposto l'ordine del
giorno presentato dai gruppi di maggioranza, sulla mobilitazione contro la
"Legge Gelmini". Con questo voto, si legge nella nota, "il consiglio
comunale esprime la propria solidarietà impegnando il Comune a rappresentare
nelle sedi istituzionali locali e nazionali la propria preoccupazione per
interventi legislativi che minacciano il loro ruolo pubblico dell'università,
tagliando risorse in maniera indifferenziata". Mentre
sull'argomento è stata proposta una seduta aperta del Consiglio comunale, il
primo firmatario dell'odg, Reinhard Sauer (Rifondazione comunista), sottolinea
il "rischio di chiusura degli atenei italiani a causa dei tagli", con
riferimento all'allarmante situazione dell'Università maceratese illustrata nei
giorni scorsi dal rettore Sani. Per Narciso Ricotta (Pd), "il
provvedimento non è altro che un'operazione di bilancio", aggiungendo l'auspicio
alla "apertura del confronto tra governo e realtà universitarie".
Mentre la minoranza, con Pierfrancesco Castiglioni (An), si schiera in difesa
della legge, "che ha l'obiettivo di razionalizzare le spese, togliendo
linfa ai tanti sprechi che vengono perpetrati in questo ambito, con il
proliferare dei corsi di ogni genere che disorientano lo studente e non ne
favoriscono certo l'occupazione". A.RU.,
( da "Corriere
Adriatico"
del 13-11-2008)
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Natali:
"Assecondate le richieste degli Ersu" MACERATA - "Occorre dare
atto che il dl 180 pubblicato sulla G.U. risponde pienamente alla
sollecitazione degli Enti per il diritto allo studio universitario per il
tramite della Associazione Nazionale Andisu. Infatti, almeno per il 2009, il
Fondo di cui all'articolo 16 della Legge 390/1991 è incrementato di 135 milioni
di Euro, di modo che la dotazione complessiva del Fondo arriverà a quota 246,9
milioni di Euro". Lo afferma Maurizio Natali, commissario straordinario
dell'Ersu di Macerata che aggiunge: "Tale provvedimento posiziona l'Italia
al primo posto in Europa per percentuale di borse di studio erogate rispetto al
numero dei beneficiari. Anche se la Regione vanta il primato in Italia per la
percentuale più alta del numero di borse erogate, il
provvedimento del ministro Gelmini è particolarmente apprezzabile se si tiene conto che la
Finanziaria 2009 prevedeva il taglio di oltre 40 milioni piuttosto che un
incremento di 135 milioni. A tale conclusione si è giunti anche grazie alle
manifestazioni del movimento studentesco e alla capacità di ascolto del
ministro. Si deve infine dare atto che il dl 180 prevede altresì una
integrazione del Fondo della Legge 388/2000 (realizzazione di strutture
residenziali) di ulteriori 65 milioni. Questa permette verosimilmente il
finanziamento della gran parte dei progetti presentati tra i quali quello di
Unimc relativo a Villa Lauri. A questo punto ci si augura che venga data
attuazione alla Costituzione superando la Legge 390/91 non più attuale e in
linea con l'ordinamento universitario".
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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13-11-2008
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( da "Corriere
Adriatico"
del 13-11-2008)
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Scuola
Con
Ugl e Snals revoca lo sciopero proclamato per domani Università, Bonanni ci
ripensa ROMA - La Gelmini ha spuntato una lancia: quella della Cisl che, con Ugl e Snals,
ha deciso di revocare lo sciopero proclamato per domani. Ma gli altri - Cgil,
Uil e, soprattutto, gli studenti - scenderanno in piazza per protestare contro
la legge 133 e anche perchè poco convinti delle novità introdotte con il
decreto legge "tecnico" n. 1180 varato la scorsa settimana dal
consiglio dei ministri e pubblicato l'altro ieri in Gazzetta ufficiale (quello
su concorsi e alleggerimento del blocco del turn over). Il ministro, che
l'altro ieri aveva avuto una riunione-fiume con i sindacati, ieri ha incontrato
la Conferenza dei rettori la quale ha ribadito il proprio apprezzamento sul
decreto legge appena firmato dal Presidente della Repubblica, che contiene
provvedimenti a favore delle università più virtuose e prevede, tra l'altro,
l'assunzione di nuovi ricercatori. Ai rettori il ministro ha anche esposto le
linee guida per l'università sottolineando la necessità di ridurre i corsi di
laurea non indispensabili e le sedi distaccate. Oltre che dalla rappresentanza
istituzionale dei rettori, un'apertura di credito al Governo è arrivata dunque
anche dalla Cisl. "Abbiamo deciso la revoca dello sciopero - ha spiegato
Antonio Marsilia, segretario generale Cisl Università, in accordo con il
segretario nazionale Raffaele Bonanni - perchè il ministro con il documento
sottoscritto si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della
manovra governativa sull'università e a dare risposte concrete alle richieste
contenute nella piattaforma per lo sciopero del 14 novembre". Risposte che
sono bastate anche all'Ugl e allo Snals Confsal: entrambe le sigle hanno fatto
retromarcia sullo sciopero revocandolo.
( da "Corriere
Adriatico"
del 13-11-2008)
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Scuola
TRE
NETWORK UNIVERSITARI TANTO PER RAZIONALIZZARE IN questi giorni si è tornato a
parlare molto di università, soprattutto in termini di tagli di risorse e di alcuni
"rami secchi". Si è scritto anche molto attorno ai concorsi, tema che
acceca la mente dei baroni; ma giustamente Martinotti, sul Corriere della Sera
di sabato, ha sottolineato che il meccanismo concorsuale
stile Gelmini fu già da noi
sperimentato in passato e sostituito con l'ignominia di essere un metodo fatto
su misura per il potere baronale. Insomma, tra ministero, docenti, sindacato e
studenti non circolano nuove idee per quel cambiamento dell'organizzazione
universitaria di cui si sente il bisogno. In una prospettiva
federalista, sarebbe forse più saggio e concreto porsi questo problema a
livello regionale, nel cui ambito abbiamo quattro atenei come Roma, che ha il
doppio dei nostri abitanti, e 25 facoltà, più delle 18 de "La
Sapienza" che però ha quasi il triplo del totale degli studenti iscritti
nei quattro atenei marchigiani. Quanto alle sovrapposizioni di facoltà, in
regione ve ne sono tre triplicate (Giurisprudenza, Economia, Scienze) e cinque
raddoppiate (Farmacia, Lettere, Scienze della Formazione, Scienze della
Comunicazione, Scienze Politiche). In termini di bilanci, a parte la buona
prova dell'Università Politecnica, Urbino ha sulle spalle ancora un ingente
debito, anche se in via di rientro, ma anche Macerata e Camerino presentano
qualche sofferenza più del dovuto. Tutte hanno perso studenti negli ultimi 10
anni, tranne l'ateneo dorico che li ha aumentati. Se, inoltre, considerassimo i
corsi di laurea (solo Camerino ne ha 26 fra triennali e magistralis) o le
famose "sedi distaccate", ci troveremmo di fronte ad un'architettura
universitaria regionale cresciuta nel tempo "alla larga" dalla
programmazione. Se ci fosse una sola istituzione universitaria regionale
(utopia), probabilmente ci risparmieremmo 11 Facoltà doppie o triple e decine
di corsi di laurea. Ovviamente, non potremmo non tener conto di alcune distanze
geografiche regionali e probabilmente non si diminuirebbero facoltà e corsi di
laurea secondo le aspettative. E' per questo che, tra i docenti, di tanto in
tanto si è sentito parlare di un più realistico quanto fantomatico progetto
politico per l'unificazione dei due atenei al Sud (Camerino e Macerata) e dei
due al Nord (Urbino e l'Università Politecnica). Anche in questo caso, le
sovrapposizioni scenderebbero, i risparmi sarebbero significativi ed essi
potrebbero essere impiegati per risanare bilanci e per investimenti in sinergie
e in eccellenze disciplinari. Non sarebbero più necessarie tante sedi-fantasma
distaccate per catturare sotto casa nuovi iscritti, strappandoli agli altri
atenei marchigiani. Sarebbe, infatti, rafforzata la proiezione nazionale o
quanto meno, macroregionale, quanto a bacino d'utenza. Infine, si otterrebbero
due atenei uno medio piccolo, ma con buone prospettive e incentivi di
espansione a sud; l'altro medio (equivalente - ma solo per iscritti - a quello
di Pescara-Chieti). Si sentirebbe per lo meno spirare un venticello di
competizione "alta" su scenari e mercati più ampi dell'educazione e
della ricerca, piuttosto che il piatto grigiore di quattro atenei schiacciati
sull'aleatoria competizione localistica, come è stato complessivamente sino ad
ora. Molti sarebbero dunque i vantaggi, soprattutto se le autorità competenti
(Regione e atenei), si concentrassero meno sul bacino regionale, meno sulle
sedi distaccate (i reticoli periferici) e più sulla geografia delle eccellenze
di ricerca da promuovere e sulla strategia di internazionalizzazione dei
docenti e degli studenti. A dire il vero, questo tipo di strategie è portato
avanti a livello internazionale da atenei di media forza che riescono a
guadagnarsi la visibilità con precise eccellenze disciplinari. Per questo nel
precedente articolo, successivamente ripreso su questo giornale, parlavo della
soluzione di tre network universitari uno politecnico, uno umanistico, uno
medico-scientifico. Mi chiedo se non sia il caso che il Presidente Spacca e i
quattro Rettori esaminino la possibilità di una razionalizzazione e un
potenziamento della nostra rete regionale universitaria, più concretamente di
quanto io abbia fatto in poche righe. La Regione è stata sempre attenta alle
tematiche e agli interessi universitari; in tempi di cambiamento, questi ora
hanno bisogno non di essere assecondati, ma guidati e coordinati, seguendo un
percorso condiviso, chiaro, razionale. Credo che anche le forze politiche e di
rappresentanza dovrebbero fare la loro parte su un tema che viene sempre
affrontato troppo genericamente nei loro programmi. Del resto, non è forse vero
che l'università da secoli costituisce uno spazio importante della vita
pubblica marchigiana? Allora, per favore, alziamo la testa e diamoci da fare.
( da "Virgilio
Notizie"
del 13-11-2008)
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Scuola
RICERCA:
GARACI (ISS), SODDISFAZIONE PER INCONTRO CON GELMINI E BRUNETTA postato fa da
ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 13 nov - ''Grande soddisfazione'' e'
stata espressa dal presidente dell'Istituto Superiore di Sanita' a capo della
Conferenza dei presidenti degli Enti di Ricerca, Enrico Garaci, congiuntamente
agli altri presidenti, ''per l'incontro che si e' svolto stamattina a Palazzo
Vidoni con il ministro Brunetta e i rappresentanti del ministro Gelmini''. Nell'incontro, si legge in
una nota, ''sono stati affrontati proficuamente diversi punti. Nel corso della
riunione e' stato innanzitutto espresso da parte dei Presidenti l'apprezzamento
per l'intervento realizzato dal ministro Gelmini circa l'esclusione degli Enti di Ricerca dal taglio del 10%
della pianta organica che ha rappresentato una prima importante risposta
positiva riguardo la considerazione del valore della ricerca da parte
del Governo''. I presidenti ''hanno particolarmente apprezzato l'impegno da
parte del Ministro Brunetta e del Ministro Gelmini, a
sostenere nel corso dei prossimi interventi normativi per gli Enti di Ricerca
il budget economico pieno circa il turnover fino al 2012. Cio' permettera',
infatti, di risolvere il problema delle stabilizzazioni del personale e ancor
piu' di poter assumere nuovi ricercatori e assicurare cosi' un ricambio
vitale''. Un altro segnale di apertura importante accolto con soddisfazione, si
legge nella nota di Garaci, ''e' stato inoltre quello dell'impegno da parte del
Governo di aprire un tavolo tecnico con i ministri competenti per una
valutazione delle problematiche degli enti sia nella loro globalita' sia per
l'analisi delle loro specificita'. I presidenti, dal canto loro, si sono
impegnati ad emanare in tempi rapidi l'atto di indirizzo per il biennio
economico 2008-2009 per il rinnovo contrattuale del comparto degli enti di
ricerca. Date queste premesse ci si augura - conclude Garaci - scaturisca ora
un confronto sereno e una collaborazione piena da parte di tutti per affrontare
le problematiche future''.
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 5 Alitalia, blocchi selvaggi: "Responsabili
risarciscano i danni ai viaggiatori" di Emanuela Fontana Il
sottosegretario all?Interno Mantovano: "La magistratura intervenga contro
le violazioni". E sulla riforma del diritto allo sciopero: "Servono
regole chiare anti sabotaggio" Roma - Sottosegretario Alfredo Mantovano,
più di 300 piloti Alitalia sono stati segnalati all?autorità giudiziaria perché
hanno scioperato a sorpresa. Sono tutti indagati per interruzione di pubblico
servizio? «C?è questa ipotesi di reato per tutti e potrebbe ipotizzarsi anche
la violenza privata. Confidiamo nell?opera dell?autorità giudiziaria alla luce
delle gravi violazioni che sono avvenute negli aeroporti. Sappiamo che esistono
due fascicoli aperti alla Procura di Civitavecchia e di Roma. Attendiamo gli
esiti di questi procedimenti penali che mi auguro facciano completa chiarezza
sulle responsabilità e che tengano anche conto degli esposti dei viaggiatori».
Avete notizia di denunce in procura di cittadini contro i piloti dell?Alitalia?
«Ci sono molti esposti. I responsabili di quanto è avvenuto nel trasporto aereo
spero si rendano conto delle regole che hanno violato e mi auguro che per loro
non ci siano solo responsabilità penali ma anche conseguenze civili in termini
di danno che hanno provocato. Sarebbe una svolta: confidiamo nell?autorità
giudiziaria perché chi ha violato le regole paghi mettendo mano al portafoglio.
Tutto il sistema ha subito danni gravissimi». E chi l?ha determinato deve
pagare salato. Ma il reato d?interruzione di pubblico servizio in Italia non è
mai stato punito con severità. «Non vogliamo sostituirci all?autorità
giudiziaria, ma mi auguro che di fronte alla gravità di quanto successo e agli
elementi che stanno fornendo le forze di polizia e i singoli viaggiatori,
avvenga una svolta giuridica ma anche culturale in questa occasione, con una
risposta celere proporzionata alla gravità dei disagi creati». Quale può essere
il ruolo del Viminale nella gestione di scioperi selvaggi? «Quando la polizia
ha avuto chiaro il quadro della situazione è intervenuta. Ma non è solo un
problema di picchetti. Tra le cause dei disservizi c?è lo sciopero bianco, il
rispetto pedissequo e lento delle procedure che ha determinato il collasso del
sistema». La riforma del diritto di sciopero è in corso, ma cosa si può fare
per evitare lo sciopero bianco nei trasporti? «In un sistema in cui le regole
fondamentali vengono applicate, diventa meno complicato esigere lealtà, e
quindi si potrebbe prevedere più chiarezza per evitare il sabotaggio: se vuoi
scioperare fallo in modo chiaro, se non lo vuoi fare non bloccare il
trasporto». Perché secondo lei in Alitalia succede che addirittura le sigle
autonome siano scavalcate nella protesta da un comitato di lotta? «Vedo un
legame oggettivo tra questa situazione, l?annuncio di uno sciopero generale
della Cgil sulla crisi dei mutui in un momento che esigerebbe responsabilità da
parte di tutti e la protesta degli studenti universitari contro la riforma della
scuola elementare. C?è un filo comune di opposizione dura a prescindere, che ha
come obiettivo quello di mettere in difficoltà il governo. C?è un legame
oggettivo che spiega l?irrazionalità, la mancanza di logica, di queste
proteste». Domani arriveranno a Roma universitari da tutta
Italia per sfilare contro il ministro Gelmini. «Ferma restando la libertà al dissenso, chi sta organizzando
una protesta al giorno sappia che quel giorno toglie un numero consistente di
forze di polizia da compiti forse più propri come la prevenzione del crimine:
quel giorno crea le condizioni perché in Italia si commettano più reati.
La presenza della polizia ai cortei è necessaria per tutelare i manifestanti
stessi e i cittadini. Non dico ai manifestanti non manifestate, ma passatevi
una mano sulla coscienza». Quante manifestazioni avete contato? «L?avvio non
confortante mi fa pensare che alla scadenza dei cinque anni supereremo il
record delle 7mila manifestazioni del precedente governo Berlusconi». C?è il
timore che gruppi estremisti, che non hanno più rappresentanza istituzionale,
cerchino ancora visibilità? «Sicuramente c?è un gioco allo sfascio da parte di
frange estremiste per trovare visibilità. Sarebbe opportuno che il sindacato
autonomo tradizionale prendesse le distanze in modo serio, invece vedo che c?è
il timore di essere scavalcati da chi alza più la voce e trova più consensi, e
la presa di distanza non è così netta». A piazza Navona la polizia è stata
criticata per la gestione troppo blanda degli scontri. Come sarà condotta la
piazza domani? «La gestione dell?ordine pubblico è per forza elastica. Possono
essere necessari margini di tolleranza che forse in certi casi sono giudicati
eccessivi, ma un conto è la valutazione a posteriori un conto decidere sul
momento. L?ordine pubblico è come la formazione della Nazionale: è facile dire
gioca Del Piero o Totti, poi ci vuole qualcuno che gestisca la partita». ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 2 Scuola, Cisl e autonomi revocano lo sciopero Epifani è
rimasto solo di Antonio Signorini Anche Snals e Ugl ritirano l'adesione alla
protesta E l'esclusione dalla cena col premier irrita la Cgil RomaLo schema è
ormai un classico, una certezza quando al governo c'è il centrodestra, la Cgil
da una parte, gli altri sindacati dall'altra. La confederazione di Gugliemo
Epifani sulle barricate, Cisl, Uil e le altre organizzazioni disposte a
trattare. Questa volta a dividere la confederazione di Guglielmo Epifani da
quelle di Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono state le
aperture del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini sulla riforma dell'Università, accolte con favore più o meno da
tutti, fatta eccezione per Corso d'Italia. Ma la frattura è ormai a 360 gradi e
investe tutti i settori. La fase più acuta sarà il 12 dicembre, data che ieri è
stata scelta per lo sciopero generale che la Cgil farà da sola. Prima
della grande prova di forza di Epifani, ci sarà lo sciopero sull'università e
la relativa manifestazione di domani a Roma. Era l'ultima mobilitazione
unitaria delle tre confederazioni sindacali, ma anche questa si colorerà quasi
solo delle bandiere Cgil. Il ministro Gelmini, che
aveva già ammorbidito il provvedimento sulla scuola e sulle università,
prevedendo premi agli atenei virtuosi, martedì sera ha dato ulteriori
assicurazioni alle organizzazioni dei lavoratori garantendo la stabilizzazione
dei precari e risorse per il rinnovo del contratto oltre a 135 milioni di euro
in più per gli studenti meritevoli. Disponibilità che Cisl e Uil hanno accolto
con favore. La Federazione Cisl-università e la Fir-Cisl (Ricerca) hanno così
rotto gli indugi, revocando lo sciopero. Stessa decisione da Ugl università e
Snals Confsal, principale sigla autonoma della scuola. La Uil per il momento ha
confermato la protesta, in attesa di risposte più puntuali per quanto riguarda
i ricercatori. Nodi che potrebbero essere sciolti oggi, anche con l'intervento
del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che ieri ha chiuso
un'altra partita importante, quella del contratto dei ministeriali, siglato in
serata. Manco a dirlo da Cisl, Uil, Ugl e Confsal, ma non dalla Cgil. Una «fase
storica» l'ha definita Renata Polverini, leader Ugl. E in questo clima di
rapporti tesissimi, è montata anche la polemica su un incontro tra Bonanni,
Angeletti e il premier Silvio Berlusconi che si è tenuto martedì sera a Palazzo
Grazioli. Epifani ha dedicato l'apertura del direttivo Cgil alla vicenda,
sostenendo che si è trattato di un fatto «gravissimo e senza precedenti» che
«apre un problema formale» non solo con le altre organizzazioni sindacali. Ma
anche, «con Confindustria». Sia Bonanni, sia Angeletti hanno smentito la
notizia. Ma «incontri informali» prima delle trattative «ci sono sempre stati e
sempre ci saranno», ha osservato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
«Palazzo Grazioli è una casa privata e immagino che incontri privati tra
Epifani e precedenti premier ce ne siano stati molti», ha aggiunto Giuliano
Cazzola, ex sindacalista Cgil e senatore Pdl. Epifani ha fatto intendere che l'esclusione
della Cgil ha accelerato i tempi dello sciopero generale. Difficile dire se
l'agenda della protesta Cgil fosse diversa, ma lo sciopero generale era già
stato deciso giorni fa, sulla spinta delle mobilitazioni proclamate dai duri
della Fiom e dal pubblico impiego della Cgil. Segno che gli equilibri dentro
Corso d'Italia sono cambiati, secondo Angeletti: «È prevalsa la linea
antagonista». La politica non poteva restare immune. In particolare il
centrosinistra. Le reazioni vanno dall'«è stato realizzato il piano della P2»
dell'esponente Pdci Gianni Pagliarini alle critiche del Pd Beppe Fioroni che
accusa la Cgil di massimalismo: «Devono capire che la storia e il mondo sono
cambiati». In generale il Pd è impegnato in un pressing per portare la Cisl sulle
posizioni della Cgil. In prima linea su questa missione, Franco Marini,
esponente Pd ed ex leader del sindacato cattolico. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 2 «La Gelmini ci è venuta incontro Il muro contro muro ormai è inutile» di
Francesca Angeli Roma«In questo momento e soprattutto dopo la disponibilità
dimostrata dal governo lo sciopero è diventato inutile». Antonio Marsilia,
segretario generale della Federazione Cisl università, è stato il primo, in
accordo con Francesco Scrima responsabile del settore scuola Cisl, a
revocare lo sciopero indetto per venerdì. Marsilia, quando avete deciso di
invertire la rotta? «Quando il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha mostrato una concreta apertura nei nostri
confronti. Ci ha chiesto di sederci con lei a un tavolo di confronto per
lavorare insieme allo scopo di arrivare a una riforma di ampio respiro per il
sistema universitario e che sia il più possibile condivisa. Un'offerta che non
andava respinta». Revocare uno sciopero quando manca una manciata di ore allo
stop non è una scelta facile soprattutto se si divide il fronte sindacale...
«L'incontro con il ministro è davvero servito ad abbattere quel muro contro
muro che oramai andava avanti da settimane e non ci avrebbe portato da nessuna
parte. La Gelmini ha mostrato una vera disponibilità
al dialogo ed era nostro interesse coglierla». Ha contribuito anche il decreto
sul reclutamento e il diritto allo studio che sblocca in parte il turn-over?
«Certo in quel provvedimento ci sono elementi positivi ma va comunque
migliorato e corretto». Dove? «Noi condividiamo con il ministro la necessità
che finalmente si premi il merito e dunque che vengano sostenuti gli atenei
virtuosi. Però dobbiamo tutti partire allo stesso punto. Andrebbe rivisto il
meccanismo sullo sforamento del tetto del 90 per cento per le spese destinate
al personale che automaticamente esclude molte università dallo sblocco. Direi
che bisogna trovare una formula per alleggerire questo punto e mettere in corsa
tutti gli Atenei». Ma condividete l'allarme del governo sulla moltiplicazione
delle cattedre e dei corsi di laurea? «Abbiamo tutte le criticità
dell'Università davanti ai nostri occhi e siamo stati noi per primi a
segnalarli più volte ai vari governi che si sono succeduti. Chiediamo sia una
riforma dello stato giuridico del personale docente sia una riforma del
reclutamento. I concorsi vanno divisi tra associati e ordinari. Bisogna poi
dare ai ricercatori la possibilità di avere una carriera interna». In questo
momento la Cgil appare isolata. Anche se non riguarda direttamente la revoca
dello sciopero nel settore universitario Epifani accusa gli altri sindacati di
mostrarsi troppo accondiscendenti con il governo. «Ovviamente rispetto
l'autonomia e le decisioni di ogni singola organizzazione. Posso dire però che
noi vogliamo entrare nel merito. In questo momento è necessario un confronto
costruttivo, serio, sulle questioni concrete». Inutile scioperare? «Non è inutile
in senso assoluto. Lo è però in questo momento davanti all'apertura della Gelmini». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 3 «Inutile cercare lo scontro Ora dobbiamo solo trattare»
di Gaia Cesare Giacomo De Ferrari, rettore dell'Università di Genova. Ha ancora senso la manifestazione anti-Gelmini di domani dopo l'apertura del decreto 180? «Siamo di fronte a
una trattativa. E in effetti quando da una delle parti arriva qualche
concessione, si dovrebbe entrare in una fase di riflessione. Alla prima mossa
positiva di una parte dovrebbe seguire una mossa positiva dell'altra. Io
invece che manifestare, cercherei di discutere sul modo di migliorare la nostra
università. Altrimenti il fronte del no è fine a se stesso». Lei come giudica
il decreto 180? «È un provvedimento a cui do credito, un fatto positivo. Non
sarà un toccasana, ma mi sembra un bel passo avanti per cominciare a ragionare
in funzione della virtuosità degli atenei e della razionalizzazione dei corsi
di laurea con pochi studenti». Lei si è insediato solo a novembre eppure la sua
proposta di inserire nello statuto la possibilità di sfiduciare i rettori è già
stata definita una svolta «epocale». Cosa ha in mente? «Be', penso che si sia
parlato poco in questi mesi del sistema di gestione degli atenei. Io credo in
una gestione presidenziale. Che vuol dire: permettetemi di governare, ma se non
funziono mandatemi pure a casa». Lei dice: più poteri, più controllo. «Proprio
così. È la mia idea di gestione degli atenei. Voglio ricordare che ci sono rettori
che hanno governato per vent'anni...». Il barone contro i baroni. Addirittura
contro se stesso. «Ma le mie proposte non finiscono qui. Anche i senati
accademici dovrebbero essere meno numerosi. E poi i consigli di
amministrazione. Dovrebbero essere composti prevalentemente da esterni. Come fa
a valutare e giudicare un'amministrazione chi poi di fatto la amministra?». Una
vecchia storia: chi custodirà i custodi? «Eh sì. Ne farei anche una questione
di etichetta. Non mi sembra molto elegante». Quali sono i veri mali
dell'università? «La questione del merito è cruciale. Per questo accolgo
favorevolmente le aperture del ministro. Gli strumenti per applicare la
meritocrazia ci sarebbero già». Quali? «Per esempio, a due anni dalla chiamata
dei docenti, è necessaria la conferma. Questo passaggio è diventato una
questione burocratica. Ma basterebbe - come ha fatto la facoltà di medicina di
cui ero preside - valutare davvero la qualità del candidato. Se non è
all'altezza si potrebbe anche farlo retrocedere». E gli stipendi. Ha visto che
Harvard, l'università più ricca del mondo, ha deciso di diminuirli a causa
della crisi? «Sì, ma i nostri sono i più bassi d'Europa. Il merito è la chiave
del progresso dell'università». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 3 «Pronti a fermare tutto il nord Italia» di Redazione Da
una parte i collettivi studenteschi. Dall'altra Trenitalia. I primi hanno
chiesto un treno speciale e un «biglietto politico» di 15 euro per raggiungere
Roma, venerdì prossimo, per partecipare alla manifestazione
contro la riforma Gelmini.
I secondi hanno risposto che l'unico sconto ipotizzabile è quello standard per
le comitive: 60 euro a testa andata e ritorno. Gli universitari hanno rifiutato
e sottolineato che «il rischio che venga bloccato il principale scalo del nord
Italia è concreto se non ci lasceranno partire. La responsabilità degli
eventuali disagi non sarà nostra, ma di Trenitalia che ci nega il diritto
costituzionale a manifestare». In attesa che la situazione si sblocchi - ma il
vicesindaco De Corato ha già sollecitato l'attenzione del ministro dell'Interno
Maroni - del sit in di ieri (foto) potrebbe restare il ricordo dell'ultima
manifestazione pacifica all'interno di una stazione ferroviaria di Milano. Ieri
pomeriggio un'ottantina di studenti della Bicocca hanno occupato per un paio
d'ore l'atrio principale della stazione Garibaldi. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Unione Sarda,
L' (Nazionale)"
del 13-11-2008)
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Prima
Pagina Pagina 2 Il governo non decide Aspettando la riforma dell'università Il
governo non decide di Raimondo Cubeddu --> di Raimondo Cubeddu Alle elezioni
Berlusconi aveva presentato la propria coalizione come coesa, determinata e
preparata ad affrontare i gravi problemi del Paese. È stato creduto e ha
mantenuto le promesse. Le critiche (in particolare sulla giustizia) non sono
mancate, ma la salda volontà di cambiare è andata di pari passo con un mandato
parlamentare ampio e con un'opposizione frastornata che per mesi ha solo
balbettato e minacciato referendum. In questo modo, a iniziare dalla spazzatura
campana, sono stati avviati a soluzione non pochi e importanti problemi. La
fase positiva è però durata fino all'autunno. E l'interruzione non è avvenuta
per il federalismo di Bossi e di Calderoli o per una pausa di riflessione
consapevole motivata dalla grande complessità istituzionale della questione,
come riconosciuto da quella parte dell'opposizione che aveva dato il proprio
contributo all'elaborazione del progetto. In autunno, come era purtroppo
prevedibile, è esplosa con virulenza la questione dell'università e della scuola.
E ha trovato il governo in "ritardo di preparazione". Per un certo
periodo, a indice dell'importanza che ormai aveva assunto il problema
dell'educazione, è sembrato che l'opinione pubblica fosse più interessata a
discutere della reintroduzione del grembiulino e a informarsi degli atti di
nepotismo tra i 'baroni' che alla sorte dei propri risparmi e del proprio posto
di lavoro per effetto del crollo dei mercati. Non avendo altro a cui
appigliarsi, come se la situazione di malessere della scuola fosse frutto
esclusivo dei tagli di un Tremonti che si era trovato di fronte una situazione
insostenibile, la sinistra ha scaricato il finimondo su provvedimenti che erano
per loro natura provvisori. I media hanno prontamente ripreso e amplificato,
perché per la sinistra non era il caso di sprecare una simile occasione.
Purtroppo, vuoi per difetto di comunicazione o per altro, il buon senso che
ispirava la strategia di fermare tutto per arrestare il disastro e di prendere
tempo per una riforma meditata dell'intero sistema educativo, non ha
funzionato. E le proteste contro quelli che ormai erano diventati
"progetti di restaurazione" della Gelmini si sono intrecciati col riaprirsi dell'annosa vicenda Alitalia
sulla quale anche l'accorto Letta sembra impantanarsi. Si tratta ovviamente di
vicende diverse - quella dell'Alitalia ormai insostenibile perché l'obiettivo
di alcune di quelle sigle sindacali sembra essere solo quello di far fallire
l'azienda - ma la cui evoluzione ha messo in luce come il decisionismo governativo
della prima ora si stesse attenuando. In pratica, aprendo il varco a trattative
inconcludenti e comunque paralizzanti, si è fatto il gioco di chi non voleva
risolvere i problemi ma lasciarli aperti per mostrare la tesi
dell'inadeguatezza del governo. Da parte governativa si è quindi fatto l'errore
di non tener conto che poiché in Italia, ormai, qualsiasi progetto di riforma
suscita scomposte reazioni di rigetto, tanto vale pensare e fare riforme
radicali. Tanto l'intensità delle proteste è uguale.
( da "Virgilio
Notizie"
del 13-11-2008)
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Scuola
Università/
Bologna raccoglie 17mila euro per andare domani a Roma Questo pomeriggio
studenti trattano con Fs: in piazza in 3.000 postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Bologna, 13 nov. (Apcom) - Hanno dato un contributo fondamentale i
partiti dell'estrema sinistra (Prc, Verdi, Sinistra democratica), ma anche il
Pd e la Cgil: in poco più di una settimana sono stati raccolti oltre 17mila
euro per pagare il viaggio in treno a circa 3.000 studenti che domani parteciperanno a Roma alla manifestazione degli universitari contro
la riforma Gelmini. Per
saldare il conto richiesto da Trenitalia per il treno speciale che partirà
questa notte mancano ancora seimila euro. Per questo motivo oggi pomeriggio una
delegazione del movimento "no-Gelimini" di Bologna incontrerà i
rappresentanti di Fs per trattare ancora una volta sul prezzo del biglietto.
Sotto le Due Torri sono già stati staccati 800 tagliandi rossi (del valore
simbolico di dieci euro l'uno) che serviranno come biglietto del treno per il
viaggio di stanotte. Nelle prossime ore si conta di raccogliere altre adesioni:
"Crediamo di riuscire a partire in almeno tremila studenti - conferma
Lisa, che ha aperto con il suo nome il conto corrente postale sul quale sono
arrivati i contributi nei giorni scoris -. Partiremo nella notte, ma l'orario
preciso non è ancora stato deciso. Il concentramento comunque è stasera alle
unidici, in piazza Verdi". "Siamo molto contenti per l'adesione che è
arrivata in questi giorni - continua - e anche per i contributi che sono
arrivati dai partiti e dalla Cgil". Pochi sono stati invece i singoli
'benefattori'. C'è emozione per l'appuntamento di domani, ma soprattutto
consapevolezza di andare a gridare contro le riforme proposte dall'esecutivo.
"La questione dell'apertura dei tavoli della Gelmini
non ci ha mai interessato - spiega Lisa -. La legge deve essere ritirata 'in
toto', non può essere modificata. Siamo sempre stati molto chiari: indietro non
si torna. Siamo tutti d'accordo che nell'università italiana occorre una
riforma, ma deve essere fatta a partire dai laboratori e dai percorsi di
autogestione sperimentati in queste settimane. Deve essere una autoriforma
dell'università".
( da "Virgilio
Notizie"
del 13-11-2008)
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Scuola
Scuola/
Roma, Udu: Da AS occupazione neo-fascista Dimostra l'incapacità della destra di
rispettare democrazia postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 13 nov.
(Apcom) - L'Unione degli Universitari (Udu) "condanna fortemente"
l'occupazione questa mattina a Roma della sede di Cgil Scuola da parte di un
gruppo di giovani di Azione Studentesca, associazione di destra vicina ad
Alleanza Nazionale, definendolo "un atto di stampo neo-fascista".
"L'occupazione di Azione Studentesca - scrive l'Udu in una nota - dimostra
l'incapacità della destra al governo del Paese di rispettare dentro e fuori dal
Parlamento il valore della democrazia espresso della nostra Costituzione.
Azione Studentesca afferma che la Flc Cgil è il sindacato simbolo dello
strapotere dei professori: ricordiamo che questo movimento anti-Gelmini ha dimostrato in ogni iniziativa
l'unità tra studenti e lavoratori". "Non solo esprimiamo la nostra
solidarietà alla Cgil, in un momento cui si cerca di isolare l'unica vera forza
di contrasto alla distruzione della scuola, ma intendiamo rilanciare con forza
un appello alla partecipazione degli studenti allo sciopero di domani.
Azione studentesca non sarà in quella piazza perché - conclude l'Udu - in
realtà nessuno vuole manifestare con chi, con le sue azioni, calpesta ogni
giorno la nostra democrazia".
( da "Mattino, Il
(Avellino)"
del 13-11-2008)
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Scuola
PIETRADEFUSI
Costituente di centro domani l'incontro con De Mita «Verso l'assemblea
nazionale» è il tema dell'incontro organizzato per domani dai Popolari per la
Costituente e dall'Udc, che si ritroveranno presso il park hotel «L'Incanto» di
Pietradefusi per discutere intorno alla situazione politica attuale ed alle
prospettive provinciali e regionali. Interverranno Angelo D'Amelio e Crescenzo
Pratola, rispettivamente segretario e presidente provinciali dell'Udc, gli
amministratori locali dell'Ufita, della Baronia, dell'Arianese, dell'Alta
Irpinia e del Vallo Lauro-Baianese, il capogruppo consiliare al Comune di
Avellino, Celestino Basagni ed i consiglieri Enza Ambrosone e Pino Freda, l'ex
assessore provinciale Gaetano Sicuranza, il presidente dell'Asi, Pietro Foglia,
i presidenti delle Comunità Montane Nicola Di Iorio, Giuseppe Solimine e
Palerio Abate, i presidenti degli enti di gestione ed i dirigenti del partito,
tra i quali Giuseppe De Mita e Mario Bruno. L'incontro sarà concluso
dall'onorevole Ciriaco De Mita. CITTÀ «Quale futuro per la scuola irpina» le
riflessioni del Partito Democratico Il Pd, sul decreto
scuola della Gelmini, ha
previsto per domani un confronto ad Avellino tra dirigenti scolastici,
studenti, genitori, amministratori locali, esperti ed esponenti politici.
«Quale futuro per la scuola irpina» è, infatti, la tematica che sarà affrontata
al meeting promosso dal dipartimento cultura che si terrà domani alle 16,30
presso il Viva Hotel. Interverranno: la Dirigente dell'Ufficio Scolastico
Provinciale, Rosa Grano, il segretario provinciale del partito democratico
Franco Vittoria, Francesco Barra, i Dirigenti Scolastici Tullio Faia e Giovanni
Sasso, i rappresentanti provinciali dei sindacati Cisl, Cgil; Uil, Cipriano, De
Vincentis, D'Oria, alcuni studenti dei comitati d'istituto, la responsabile
nazionale del PD Marida Bolognese, l'on. Gino Anzalone, il senatore Enzo De
Luca. Modererà gli interventi la preside Dora Garofalo. ALLEANZA NAZIONALE
Rifiuti, la Cosenza accusa «Assurdo perdere i fondi per l'isola ecologica» Il
Presidente Provinciale di Alleanza Nazionale, Giulia Cosenza, esprime la
propria piena soddisfazione per il recente provvedimento del Governo che
prevede l'arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti per strada. «È il
segnale forte e puntuale - afferma - della ritrovata presenza dello Stato sul
territorio campano. Ma purtroppo non corrisponde un'adeguata risposta di alcuni
enti locali governati dal centrosinistra». La vicenda della revoca dei fondi
Por per l'isola ecologica al Comune di Avellino è esemplare».
( da "Tribuna di
Treviso, La"
del 13-11-2008)
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Scuola
Il
Credito Trevigiano ripropone l'iniziativa, dopo il successo dell'anno scorso
con 350 partecipanti. Otto seminari per capire davvero e aiutare i nostri
ragazzi «Più scuola, più famiglia: così ci salveremo» Paolo Crepet apre stasera
a Castelfranco (Hotel San Fior, ore 21) il secondo ciclo di
lezioni Attenti alla riforma Gelmini: il tempo pieno è fondamentale. Perchè i ragazzi devono stare
con altri ragazzi, non soli con internet CASTELFRANCO. «Il tempo pieno è
fondamentale, perché la scuola deve essere un luogo educativo». A gettare un
sasso nelle acque già agitate del mondo della scuola è Paolo Crepet,
psicoterapeuta, che questa sera a Castelfranco aprirà i lavori del secondo
anno della Scuola Genitori di cui è direttore scientifico, con un «Viaggio
nella famiglia italiana». Crepet, vogliamo parlare della scuola o della
famiglia italiana? Scuola e famiglia sono tutt'uno. Una delle critiche che si
fanno alla riforma Gelmini è l'abolizione del tempo
pieno. Che è un problema delle famiglie. Lei è favorevole o contrario al tempo
pieno? Per me il tempo pieno è fondamentale. Pensa che stare da soli alle due
del pomeriggio davanti alla televisione sia educativo? Ma la scuola, oggi, è un
ambiente educativo? Se non lo è, lo dobbiamo far diventare tale. Don Milani,
scusi, cosa ha fatto? Non viveva mica in tempi facili. Non aveva ragazzi
facili, però l'ha fatto. E non aveva una scuoletta che alle 12.30 chiudeva. Non
cito don Milani a caso: è stato forse il più coerente e convinto assertore del
tempo pieno. Quindi volendo si fa, se si ha l'idea di farlo. Don Milani era don
Milani. E la Montessori? Il suo metodo non prevedeva 3 o 4 ore di scuola e poi
tutti a casa. Il metodo Montessori prevedeva ben altre cose, con un tempo
«educante», non «istruttivo», che va spalmato durante tutta la giornata. Il
sabato la scuola chiude e si sta a casa. Cosa vuol dire «tempo educante»? Vuol
dire che stai in un luogo che è educante, per tante ragioni, anche se non fai
niente. Perché i ragazzi devono stare insieme agli altri ragazzi, non da soli
in cameretta con internet. Stare insieme è educante di per sé, si chiama peer
education, educazione tra pari. Anche una mensa scolastica è educante. Anche
poter parlare con un professore dei fatti tuoi, della tua vita. Quanto è
importante il tempo nell'educazione? Si dice che conta la qualità, non a
quantità. Queste sono sciocchezze che ci siamo inventati perché abbiamo la coda
di paglia. Per l'ascolto di un adolescente in crisi non bastano 5 minuti d'oro.
Ci vuole tempo. Il tempo è fondamentale, e bisogna darlo ai figli. Si fa tanta
retorica sulla famiglia. Dopo di che si fa di tutto per rendere la famiglia un
ectoplasma. Vale a dire: il tempo pieno è irrinunciabile, ma non si deve
delegare tutto alla scuola... Abbiamo la scuola che funziona anche il sabato.
Sta passando la proposta di allungare il tempo pensionabile, quindi lavoreremo
4-5-6 anni in più e non potremo fare più nemmeno i nonni. Vengono detassati gli
straordinari, quindi lavoreremo di più. Dobbiamo decidere: vogliamo lavorare,
lavorare, lavorare? Se lavoriamo e basta è chiaro che la famiglia diventa una
cornicetta vuota. Qui ormai si lavora anche di sabato. E più di 8 ore al
giorno. Appunto. Quand'è, allora, che una madre vede i figli? La sera. Dopo
aver fatto i ripassini. Se il lavoro deve durare 12-14 ore al giorno come
all'inizio dell'Ottocento, riapriamo gli orfanatrofi e rimettiamo i figli
dentro perché non ce ne possiamo occupare. Non è mica obbligatorio avere figli.
E non è colpa loro venire al mondo con della gente che fa altre cose invece che
gli educatori, giusto? Giusto. Soluzioni? Basta guardare cosa succede in
Europa. Lei vada in Inghilterra o in Svezia e mi dica se c'è una scuola aperta
il sabato. Non c'è. La gente finisce di lavorare il venerdì pomeriggio e ha 2
giorni e mezzo per la famiglia, per i figli». In tempi di crisi economica lei
invita a lavorare di meno? Se la sentono i nostri governanti... Guardi, Gordon
Brown, qualche giorno fa, intervenendo sulla crisi economica ha detto che c'è
una sola strada per uscirne: investire nell'educazione e nelle nuove
tecnologie. Se i Paesi europei metteranno le migliori risorse umane ed
economiche al servizio di un progetto educante, ci salveremo da questa e dalle
prossime crisi economiche. E ritorniamo alla scuola. Esatto. La strada è
qualificare la scuola, di ogni ordine e grado, qualificare il corpo insegnanti,
qualificare l'università. E quindi combattere gli sprechi certo, ma poi
fondamentalmente investire nel sistema educativo. Le nuove tecnologie sono
strumenti utili solo se c'è cultura». Francesca Nicastro
( da "Tribuna di
Treviso, La"
del 13-11-2008)
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Scuola
Gli
studenti facinorosi Gli studenti facinorosi tra Cossiga e Woody Allen Se gli
studenti sono troppi e troppo pacifici, occorre provvedere. Dapprima, mandando loro
contro un manipolo di provocatori e di mazzieri. Poi, spostando le
responsabilità da destra a sinistra. Infine, zittendoli con le sirene delle
ambulanze e dei cellulari della polizia. Cossiga docet. Se l'informazione non
mistifica la realtà, non esalta il governo ed i suoi componenti ma si limita a
riferire fatti concreti, meglio adottare il modello Berlusconi. Basta
etichettarla come disinformazione e propaganda della sinistra. Anzi no. Meglio
oscurarla o censurla. Così, la quotidiana rassegna stampa del Ministero
dell'istruzione è di colpo «dimagrita»: da 20-30 pagine a 10 ed anche meno. Il
sito trascura i giornali indipendenti e privilegia quelli dipendenti dalla
destra o dalla famiglia. Nella rubrica delle lettere sgrana un rosario di
improbabili missive di «devoti» della Gelmini o fustigatori dei prof
sobillatori. Per contro, l'ultimo Espresso e la Repubblica risultano censurati.
Sul primo, si confutavano le tesi del governo sulla scuola. Sul secondo, una
testimone diretta sosteneva che i servizi dei tg avevano raccontato un'altra
verità, travisando i fatti di Piazza Navona. Provate, infine, a navigare
nei cosiddetti siti specializzati: compariranno i sondaggi sul gradimento della
riforma Gelmini. Le opzioni? Favorevole o contrario,
of course. Ma se digitare contrario, vedrete il vostro voto - miracolo,
miracolo - sommarsi a quelli favorevoli. Se siete favorevole, invece, il
problema non si pone proprio. Chissà se sono questi i rilevamenti cui fa
riferimento il governo per misurare il suo «miracoloso» consenso. Il secolo
breve si è chiuso ma la nostra storia sembra ripetersi. Parafrasando Woody
Allen verrebbe da dire: Benito è morto, Stalin pure e neanche la democrazia si
sente tanto bene... Elisa Di Guida E-mail
( da "Mattino, Il
(Circondario Nord)"
del 13-11-2008)
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Scuola
Annunciato per oggi pomeriggio, l'attacco informatico al sito
del ministero dell'istruzione dovrebbe bloccare le pagine web del dicastero
della Gelmini «intasandolo» di
contatti. Le istruzioni sono on line
( da "Mattino, Il
(Caserta)"
del 13-11-2008)
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Scuola
DIAMANTE
MAROTTA È l'ultima possibilità per avere una nomina annuale. In palio una
manciata di posti che saranno assegnati dalla scuola polo Isis «Manzoni» di
Caserta il prossimo 17 novembre, a partire dalle 9.30. Il calendario di
convocazione prevede il conferimento di uno spezzone di 7 ore per la classe di
concorso A050, italiano scuole superiori, disponibile all'Ipsar di Piedimonte
Matese (convocati gli aspiranti supplenti in graduatoria provinciale dal posto
121 al 135) e di 10 ore, per la scuola materna, al primo circolo didattico di
San Nicola La Strada (convocati dal posto 56 al 70). Agli spezzoni si
aggiungono sette nomine per la scuola primaria, di cui uno per la lingua
inglese (convocati dal posto 161 al 175) e sei sul sostegno (convocati dal
posto 56 al posto 100). A tal riguardo l'Ufficio scolastico provinciale ha reso
note anche le disponibilità delle sedi scolastiche dove saranno assegnati gli
aspiranti docenti. Posti comuni: istituto comprensivo di Cancello Arnone
(lingua inglese). Posti di sostegno: direzione didattica Castel Volturno 1°,
direzione didattica Recale, direzione didattica S.Maria C.V. 2°, direzione
didattica Carinaro (12 ore), direzione didattica S. Arpino. Intanto, sempre sul
versante scuola, i precari casertani continuano la loro mobilitazione con
petizioni e dibattiti contro i tagli alle risorse e la riforma varata dal
ministro Mariastella Gelmini. In
questi giorni, infatti, sta circolando nelle scuole casertane l'ultima
iniziativa proposta dai precari. Una petizione con raccolta di firme da inviare
proprio al ministro Gelmini
con la richiesta di riapertura, in tempi brevi, delle graduatorie provinciali
ad esaurimento ai fini dell'aggiornamento e dell'istituzione di una graduatoria
nazionale dalla quale attingere in quelle province dove risultino
esaurite le graduatorie per il conferimento di incarichi a tempo determinato.
Ciò nasce dalla constatazione che in varie province del Nord, per alcune classi
di concorso le graduatorie risultano esaurite e per questo le opportunità di
lavoro (per quei docenti disposti a trasferirsi) potrebbero aumentare.
«Considerato che l'amministrazione ha operato notevoli tagli agli organici nel
corrente anno scolastico producendo un grande numero di disoccupati - conclude
il documento dei precari - si chiede l'inserimento nelle graduatorie d'istituto
di una seconda provincia al personale precario che nell'anno scolastico
2007/2008 era stato destinatario di incarico annuale e nel presente anno è
rimasto senza incarico».
( da "Mattino di
Padova, Il"
del 13-11-2008)
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Pagina
1 - Prima Pagina UNIVERSITà RITIRARE I TAGLI GILBERTO MURARO Le linee guida per
l'università appena diffuse dal ministro Gelmini sono davvero apprezzabili. Tutti
i principali nodi sono toccati, lo stile è chiaro, le ricette sono
sufficientemente indicative, i punti residui da esplorare sono segnalati con
trasparenza, l'intero disegno si muove su una prospettiva riformista che appare
incisiva ma non velleitaria. Rimane però da esplorare il rapporto tra i
buoni propositi enunciati dal governo in questo documento e i tagli operati
dalla legge 133/2008. Tutta l'università italiana - dai rettori agli studenti -
chiede di bloccare i tagli e di discutere sulla riforma; e la richiesta appare
avvalorata e non attenuata dalla bontà delle linee guida. Proprio perché esse
identificano un proficuo terreno di confronto, con esiti positivi raggiungibili
nell'arco di mesi e non di anni, è opportuno evitare l'imposizione di tagli che
mettono in crisi la gestione ordinaria e obbligano le università a concentrarsi
sulla sopravvivenza anziché collaborare alla riforma. Senza contare, poi, che
un proficuo confronto politico e culturale richiede un clima di reciproco
rispetto. SEGUE A PAGINA 10
( da "Nuova Venezia,
La" del
13-11-2008)
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UNIVERSITA'
LINEE GUIDA OK RITIRARE I TAGLI GILBERTO MURARO Le linee guida per l'università appena diffuse dal ministro Gelmini sono davvero apprezzabili. Tutti i principali nodi sono toccati,
lo stile è chiaro, le ricette sono sufficientemente indicative, i punti residui
da esplorare sono segnalati con trasparenza, l'intero disegno si muove su una
prospettiva riformista che appare incisiva ma non velleitaria. Rimane
però da esplorare il rapporto tra i buoni propositi enunciati dal governo in
questo documento e i tagli operati dalla legge 133/2008. Tutta l'università
italiana - dai rettori agli studenti - chiede di bloccare i tagli e di
discutere sulla riforma; e la richiesta appare avvalorata e non attenuata dalla
bontà delle linee guida. Proprio perché esse identificano un proficuo terreno
di confronto, con esiti positivi raggiungibili nell'arco di mesi e non di anni,
è opportuno evitare l'imposizione di tagli che mettono in crisi la gestione
ordinaria e obbligano le università a concentrarsi sulla sopravvivenza anziché
collaborare alla riforma. Senza contare, poi, che un proficuo confronto
politico e culturale richiede un clima di reciproco rispetto. SEGUE A PAGINA 10
( da "AltaLex" del 13-11-2008)
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Disposizioni
urgenti in materia di università Decreto Legge 10.11.2008 n° 180 , G.U.
10.11.2008 Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Il fondo di intervento
integrativo per la concessione agli studenti capaci e meritevoli di borse di
studio è incrementato per l'anno 2009 di un importo pari a 135 milioni di euro.
E' questa una delle novità previste dal Decreto Legge 10 novembre 2008, n. 180
(pubblicato in Gazzetta Ufficiale 10 novembre 2008, n. 263) che contiene nuove
disposizioni urgenti in materia di diritto allo studio, valorizzazione del
merito e qualità del sistema universitario e della ricerca. In particolare, il
provvedimento: stabilisce nuove norme per il reclutamento nelle università
statali e negli enti di ricerca; integra con 65 milioni di euro per l'anno 2009
il fondo per il finanziamento dei progetti volti alla realizzazione di alloggi
e residenze per studenti; istituisce nuove norme per promuovere e sostenere l'incremento
qualitativo delle attività delle università statali e per migliorare
l'efficacia e l'efficienza nell'utilizzo delle risorse. (Altalex, 12 novembre
2008) DECRETO-LEGGE 10 novembre 2008, n. 180 Disposizioni urgenti per il
diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualita' del sistema
universitario e della ricerca. (GU n. 263 del 10-11-2008) IL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la
necessita' ed urgenza di dettare norme che dispongono una distribuzione delle
risorse stanziate per l'anno 2008 per la qualita' del sistema universitario,
tenendo conto dei risultati dei processi formativi e delle attivita' di ricerca
scientifica, nonche' della efficacia ed efficienza delle sedi didattiche; Ritenuta
la necessita' ed urgenza di disciplinare, in attesa del riordino organico dei
criteri di reclutamento dei professori universitari, le procedure relative ai
concorsi di imminente espletamento, secondo criteri di trasparenza,
imparzialita' e di valorizzazione del merito; Ritenuta la necessita' ed urgenza
di assicurare immediate risorse aggiuntive per garantire l'esercizio del
diritto allo studio, in attuazione dell'articolo 34 della Costituzione; Vista
la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6
novembre 2008; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze; Emana il seguente decreto-legge: Art.
1. Disposizioni per il reclutamento nelle universita' e per gli enti di ricerca
1. Le universita' statali che, alla data del 31 dicembre di ciascuno anno,
hanno superato il limite di cui all'articolo 51, comma 4, della legge 27
dicembre 1997, n. 449, fermo restando quanto previsto dall'articolo 12, comma
1, del decreto-legge 21 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, non possono procedere all'indizione di
procedure concorsuali e di valutazione comparativa, ne' all'assunzione di
personale. 2. Le universita' di cui al comma 1, sono escluse dalla ripartizione
dei fondi relativi agli anni 2008 - 2009, di cui all'articolo 1, comma 650,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 3. Il primo periodo del comma 13, dell'articolo
66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' sostituito dai seguenti: «Per il triennio
2009-2011, le universita' statali, fermi restando i limiti di cui all'articolo
1, comma 105, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, possono procedere, per
ciascun anno, ad assunzioni di personale nel limite di un contingente
corrispondente ad una spesa pari al cinquanta per cento di quella relativa al
personale a tempo indeterminato complessivamente cessato dal servizio nell'anno
precedente. Ciascuna universita' destina tale somma per una quota non inferiore
al 60 per cento all'assunzione di ricercatori a tempo determinato e
indeterminato e per una quota non superiore al 10 per cento all'assunzione di
professori ordinari. Sono fatte salve le assunzioni dei ricercatori per i
concorsi di cui all'articolo 1, comma 648, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, nei limiti delle risorse residue previste dal predetto articolo 1, comma
650.». Conseguentemente, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5,
comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo
per il finanziamento ordinario delle universita', e' integrata di euro 24
milioni per l'anno 2009, di euro 71 milioni per l'anno 2010, di euro 118
milioni per l'anno 2011 ed euro 141 milioni a decorrere dall'anno 2012. 4. Per
le procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei professori
universitari di I e II fascia della prima e della seconda sessione 2008, le
commissioni giudicatrici sono composte da un professore ordinario nominato
dalla facolta' che ha richiesto il bando e da quattro professori ordinari
sorteggiati in una lista di commissari eletti tra i professori ordinari
appartenenti al settore scientifico-disciplinare oggetto del bando, in numero
triplo rispetto al numero dei commissari complessivamente necessari nella
sessione. L'elettorato attivo e' costituito dai professori ordinari e
straordinari appartenenti al settore oggetto del bando. Sono esclusi dal
sorteggio relativo a ciascuna commissione i professori che appartengono
all'universita' che ha richiesto il bando. Ove il settore sia costituito da un
numero di professori ordinari pari o inferiore al necessario, la lista e'
costituita da tutti gli appartenenti al settore ed e' eventualmente integrata
mediante elezione, fino a concorrenza del numero necessario, da appartenenti a
settori affini. Il sorteggio e' effettuato in modo da assicurare, ove
possibile, che almeno due dei commissari sorteggiati appartengano al settore
disciplinare oggetto del bando. Ciascun commissario puo', ove possibile,
partecipare, per ogni fascia e settore, ad una sola commissione per ciascuna
sessione. 5. In attesa del riordino delle procedure di reclutamento dei
ricercatori universitari e comunque fino al 31 dicembre 2009, le commissioni
per la valutazione comparativa dei candidati di cui all'articolo 2 della legge
3 luglio 1998, n. 210, e all'articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005,
n. 230, sono composte da un professore ordinario o da un professore associato
nominato dalla facolta' che ha richiesto il bando e da due professori ordinari
sorteggiati in una lista di commissari eletti tra i professori ordinari
appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando, in numero triplo
rispetto al numero dei commissari complessivamente necessari nella sessione.
L'elettorato attivo e' costituito dai professori ordinari e straordinari
appartenenti al settore oggetto del bando. Sono esclusi dal sorteggio relativo
a ciascuna commissione i professori che appartengono all'universita' che ha
richiesto il bando. Il sorteggio e' effettuato in modo da assicurare ove
possibile che almeno uno dei commissari sorteggiati appartenga al settore
disciplinare oggetto del bando. Si applicano in quanto compatibili le
disposizioni di cui al comma 4. 6. In relazione a quanto disposto dai commi 4 e
5, le modalita' di svolgimento delle elezioni, ivi comprese ove necessario le
suppletive, e del sorteggio sono stabilite con apposito decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca avente natura non
regolamentare da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto. Si applicano in quanto compatibili con il presente decreto le
disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2000,
n. 117. 7. Nelle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei
ricercatori bandite successivamente alla data di entrata in vigore del presente
decreto, la valutazione comparativa e' effettuata sulla base dei titoli e delle
pubblicazioni dei candidati, ivi compresa la tesi di dottorato, utilizzando
parametri, riconosciuti anche in ambito internazionale, individuati con
apposito decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
avente natura non regolamentare, da adottare entro 30 giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, sentito il Consiglio universitario
nazionale. 8. Le disposizioni di cui al comma 5, si applicano, altresi', alle
procedure di valutazione comparativa indette prima della data di entrata in
vigore del presente decreto, per le quali non si sono ancora svolte, alla
medesima data, le votazioni per la costituzione delle commissioni. Fermo
restando quanto disposto al primo periodo, le eventuali disposizioni dei bandi
gia' emanati, incompatibili con il presente decreto, si intendono prive di
effetto. Sono, altresi', privi di effetto le procedure gia' avviate per la
costituzione delle commissioni di cui ai commi 4 e 5 e gli atti adottati non conformi
alle disposizioni del presente decreto. 9. All'articolo 74, comma 1, lettera
c), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo le parole: «personale non dirigenziale»
sono inserite le seguenti: «, ad esclusione di quelle degli enti di ricerca,».
Art. 2. Misure per la qualita' del sistema universitario 1. A decorrere
dall'anno 2009, al fine di promuovere e sostenere l'incremento qualitativo
delle attivita' delle universita' statali e di migliorare l'efficacia e
l'efficienza nell'utilizzo delle risorse, una quota non inferiore al 7 per
cento del fondo di finanziamento ordinario di cui all'articolo 5 della legge 24
dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, e del fondo straordinario di
cui all'articolo 2, comma 428, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con
progressivi incrementi negli anni successivi, e' ripartita prendendo in
considerazione: a) la qualita' dell'offerta formativa e i risultati dei
processi formativi; b) la qualita' della ricerca scientifica; c) la qualita',
l'efficacia e l'efficienza delle sedi didattiche. 2. Le modalita' di
ripartizione delle risorse di cui al comma 1 sono definite con decreto del
Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, avente natura non
regolamentare, da adottarsi, in prima attuazione, entro il 31 dicembre 2008,
sentiti il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca e il Comitato
nazionale per la valutazione del sistema universitario. Art. 3. Disposizioni
per il diritto allo studio universitario dei capaci e dei meritevoli 1. Al fine
di favorire la mobilita' degli studenti garantendo l'esercizio del diritto allo
studio, il fondo per il finanziamento dei progetti volti alla realizzazione
degli alloggi e residenze di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 338, e'
integrato di 65 milioni di euro per l'anno 2009. 2. Al fine di garantire la
concessione agli studenti capaci e meritevoli delle borse di studio, il fondo
di intervento integrativo di cui all'articolo 16 della legge 2 dicembre 1991,
n. 390, e' incrementato per l'anno 2009 di un importo di 135 milioni di euro.
3. Agli interventi di cui ai commi 1 e 2 si fa fronte con le risorse del fondo
per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre
2002, n. 289, relative alla programmazione per il periodo 2007-2013, che, a
tale scopo, sono prioritariamente assegnate dal CIPE al Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca nell'ambito del programma di
competenza dello stesso Ministero. Art. 4. Norma di copertura finanziaria 1.
Agli oneri derivanti dall'articolo 1, comma 3, pari a 24 milioni di euro per
l'anno 2009, a 71 milioni di euro per l'anno 2010, e a 141 milioni di euro a
decorrere dall'anno 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione lineare
delle dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero per
gli importi indicati nell'elenco 1 allegato al presente decreto. Dalle predette
riduzioni sono escluse le spese indicate nell'articolo 60, comma 2, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, nonche' quelle connesse all'istruzione ed
all'universita'. Art. 5. Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in
vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella
Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi' 10 novembre 2008 NAPOLITANO Berlusconi,
Presidente del Consiglio dei Ministri Gelmini, Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca Tremonti,
Ministro dell'economia e delle finanze Visto, il Guardasigilli: Alfano Elenco 1
...omissis...
( da "Repubblica.it" del 13-11-2008)
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PARIGI
- Al minuto 27 della chiacchierata, iniziando a parlare di cinema italiano,
Roman Polanski si alza dal divano di pelle nera del suo studio e va a prendere
sulla scrivania una foto ritagliata da un giornale inglese. È un'immagine di
Berlusconi colto mentre sale in auto sorridente e saluta a mano aperta:
"Guardi che espressione. Mi fa molto ridere questa foto ed è emblematica:
ha un sorriso da clown, pare una maschera, e saluta come Hitler. E guardi il
contrasto tra il suo sguardo da giullare e quello truce e solenne delle sue
guardie del corpo. Dice così tanto questa foto...". "Onestamente io
l'Italia non la capisco" prosegue il regista premio Oscar nel 2002 con Il
Pianista. "Per me è del tutto impossibile prevedere dove state andando.
Berlusconi sfida ogni norma, ogni regola alla base del funzionamento del Paese.
È sorprendente. Una cosa che mi ha sempre preoccupato, sin da quando abitavo a
Roma trent'anni fa, è che il vostro eroe nazionale, dalla letteratura al cinema
- soprattutto al cinema - è sempre una specie di imbroglione. Piccoli
truffatori, furbastri disonesti. Gli italiani amano questi furfanti: si danno
di gomito e dicono "ah ah, guarda quello come li ha fregati tutti"
(in italiano, ndr). Non so se è un'eredità dell'impero romano, ma è pericolosa.
In ogni cultura c'è il personaggio un po' mascalzone e canaglia, ma mai al
livello italiano. E ora avete eletto il re degli imbroglioni: uno come
Totò"... Altri servizi Università: perché con la Gelmini rischiamo di giocarci le
eccellenze Viaggio nella facoltà di Fisica della Sapienza, a Roma, uno dei
dipartimenti che finirà per subire i tagli del governo. Nonostante l'alto
livello della ricerca di Paolo Casicci Obama prima di Obama Come i media
raccontavano il futuro presidente degli Stati Uniti prima della sua elezione di
Riccardo Staglianò (13 novembre 2008
( da "Milano Finanza" del 13-11-2008)
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Milano
Finanza Numero 223 pag. 22 del 8/11/2008 | Indietro Quanti
ministri senza portafoglio Di Andrea Bassi e Carmine Sarno conti pubblici
Tremonti ha programmato tagli per 33 mld e blindato la Finanziaria. Tutto il
governo deve stringere la cinghia. Ma cresce il malumore verso Via XX Settembre
Nove minuti e trenta secondi. Per Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti è stato
un vanto. Per approvare la Finanziaria un tempo occorrevano intere nottate di
lavoro, litigi, urla, colletti slacciati e a volte pure qualche malore.
Stavolta invece non solo la manovra è stata anticipata a giugno, ma per dire sì
alla proposta di Tremonti sono bastati meno di dieci minuti. Senza nemmeno una
discussione. «Magari avessero discusso un po' allora, adesso non staremmo qui a
leccarci le ferite». La battuta è quella che va per la maggiore in
Transatlantico a Montecitorio tra i deputati del Pdl, dove il governo è dovuto
salire sulle barricate per difendere dagli assalti dei suoi stessi onorevoli la
legge di bilancio, presentata in soli tre articoli dopo la vera manovra
approvata prima delle ferie estive. Se finora il malumore aveva covato sotto la
cenere, adesso le fiamme sono esplose. A segnare il punto di svolta nei
rapporti, finora quasi idilliaci, tra le varie componenti del governo, è stata
la sortita di Gianfranco Fini. Per Tremonti blindare la Finanziaria e riuscire
a non far approvare nemmeno un emendamento in Parlamento è un valore aggiunto.
Fini invece ha giudicato quello stesso comportamento addirittura «deprecabile».
Una cosa, ha spiegato il presidente della Camera, è evitare l'assalto alla
diligenza, un'altra è impedire la discussione parlamentare. Le prime scintille
nella maggioranza in realtà c'erano già state in un vertice a Palazzo Grazioli
il 4 novembre scorso, quando i maggiorenti del Popolo delle libertà e della
Lega Nord erano stati convocati da Berlusconi e Gianni Letta per discutere
della riforma della scuola e dell'Università del ministro
Mariastella Gelmini. Seppure
Tremonti non fosse presente perché impegnato con l'Ecofin, il suo nome è
risuonato più volte. In quell'occasione il premier per la prima volta ha dovuto
prendere atto che l'insofferenza nei confronti del ministro per i tagli di
bilancio è ormai arrivata a livelli di guardia. Qualcuno ha addirittura
rievocato una famosa cena del 2004, sempre a Palazzo Grazioli, quando Tremonti
presentò un piano di tagli di 5 miliardi alla spesa pubblica e Fini diede il
suo aut aut: o via il ministro, o via lui con tutta Alleanza Nazionale dal
governo. Andò via Tremonti. Allora si parlava di 5 ipotetici miliardi, oggi di
tagli in gioco ce ne sono per 33 miliardi di euro e 30,6 di questi sono già
stati approvati. Come già detto, a giugno e senza discussione. La prima a dover
fare i conti con la forbice del ministro è stata proprio la Gelmini.
La manovra estiva di Tremonti ha praticamente falcidiato le risorse del suo
ministero. I fondi per la scuola, tra quelli nel bilancio dell'Istruzione e
quelli in carico all'Economia, sono stati ridotti di 456 milioni nel 2009, di
1,65 miliardi nel 2010, di 2,538 miliardi nel 2011 e di 3,188 miliardi a
partire dal 2012. Alla Gelmini non è rimasto che
imbastire una riforma in grado di rispettare il diktat sui tagli. Risultato:
piante organiche ridotte per 87.400 cattedre per gli insegnanti, 44.500 posti
in meno per il personale ausiliario, tecnico e amministrativo, col corollario
delle città bloccate dalle manifestazioni di studenti, insegnanti e genitori.
E, come se non bastasse, per la prima volta da maggio, gradimento del governo
in discesa. Quello della scuola tuttavia rischia di essere solo il primo di una
serie di fronti caldi per il governo che potrebbero aprirsi di qui alla fine
dell'anno. Se gli insegnanti sono pubblicamente insorti scendendo insieme agli
alunni in strada, il comportamento delle Forze armate è stato, per ora, più
pacato. Del resto per Esercito, Marina e Aeronautica la disciplina è tutto. Ma
ciò non significa che i vertici militari non abbiano fatto sentire la loro
voce. Come per l'istruzione, la forbice di Tremonti è stata falcidiante anche
per il ministero guidato da Ignazio La Russa. Solo per il 2009 il taglio
supererà gli 800 milioni di euro. Nel 2010 la sforbiciata sulle risorse per la
professionalizzazione delle Forze Armate sarà addirittura del 40% dei fondi.
Con questi soldi a disposizione, hanno spiegato i vertici dello Stato Maggiore,
bisognerà lasciare a casa 45 mila soldati. Non solo. Il paradosso sarà pure che
nel 2012 rischiamo di avere un esercito composto da più ufficiali e
sottoufficiali che soldati, visto che i volontari sono la categoria più
facilmente tagliabile in caso di ristrettezze di bilancio. A rischio ci sono
poi tutte le missioni internazionali. Il Capo di Stato maggiore dell'esercito,
il generale Fabrizio Castagnetti, ha fatto notare che con i soldi a
disposizione è quasi impossibile rispettare gli standard di addestramento della
Nato. Insomma, potremo restare forse in Kosovo, Libano e Afghanistan, ma tutti
gli altri contingenti in giro per il mondo dovranno rientrare. Persino gli 007
non si sono salvati dalla scure. I fondi per i servizi segreti sono stati
ridotti di 210 milioni rispetto allo stanziamento per il 2008. Chiara Moroni,
relatrice della Finanziaria in commissione Bilancio, aveva provato a
rimpinguare le casse delle barbe finte. Ma è stata bloccata dal solito niet di
Via XX settembre. La patata più bollente, tuttavia, rischia di essere quella
dei fondi per il Sud. Appena insediato, Tremonti aveva prosciugato i soldi un
tempo destinati al Ponte sullo Stretto per pagare lo scontrino elettorale
dell'abolizione dell'Ici. Poi non si è più fermato. C'è da chiudere il buco nei
conti di Roma? Paga il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas). C'è da coprire
un altro pezzetto di Ici? Paga sempre il Fas. Il ministro, secondo alcune
ricostruzioni, avrebbe addirittura paventato la possibilità di usare i fondi
del Sud per finanziare i decreti salva-banche. Secondo il deputato del Pd,
Francesco Boccia, da quando Tremonti è arrivato in Via XX settembre ad oggi la
dotazione del Fas sarebbe scesa da 64 a 52 miliardi. Se An comincia a
manifestare qualche dissenso su questi temi, chi ormai è praticamente fuori
dalla maggioranza di governo è l'Mpa di Raffaele Lombardo, il potente
governatore siciliano. Ha votato con l'opposizione contro il decreto Gelmini e non si è presentato per il voto sul provvedimento
sulla giustizia che tanto sta a cuore al Cavaliere. Numericamente l'Mpa conta
poco, ma politicamente in Sicilia, uno dei baluardi del consenso berlusconiano,
Lombardo è un peso da 90. I tagli di Tremonti lasceranno il segno anche sul
ministero della Giustizia. La manovra triennale prevede riduzioni complessive
per 935 milioni: 219 milioni nel 2009, 262 nel 2010 fino ai 454 del 2011. A
pagare le sforbiciate più consistenti sarà il dipartimento dell'amministrazione
penitenziaria, che in sostanza garantisce l'esecuzione delle misure cautelari e
gestisce il sistema carcerario. Alfano dovrà poi fare i conti con 226 milioni
di risorse in meno per i settori della giustizia civile e penale. Non è tutto.
Tralasciando gli oltre 23 milioni che verranno sottratti al dipartimento per la
giustizia minorile, nel triennio l'edilizia carceraria subirà tagli per oltre
187 milioni, di cui oltre la metà nel solo 2011. Si cambia dicastero ma la
musica è sempre la stessa. Per gli Esteri la manovra triennale prevede tagli di
815 milioni, che rendono «particolarmente difficoltosa, per non dire
impossibile, persino l'attività ordinaria della Farnesina», come si legge nella
relazione di minoranza presentata in commissione alla Camera. Con i fondi
stanziati da questa manovra e previsti nelle prossime annualità, lamenta il
centrosinistra, non solo sarà molto arduo garantire il funzionamento della rete
diplomatico-consolare e il livello dei servizi forniti a cittadini e imprese
italiane all'estero, ma addirittura c'è il dubbio che non sarà possibile
adempiere alle obbligazioni degli accordi internazionali. Per esempio, il
dimezzamento dei fondi per la cooperazione allo sviluppo determinerà un gap tra
gli impegni internazionali, confermati nella recente sessione inaugurale
dell'Assemblea generale dell'Onu, e le risorse destinate. In particolare
l'aiuto pubblico allo sviluppo italiano dovrebbe decrescere dall'attuale 0,22%
del pil a un probabile 0,15%, non proprio un bel biglietto da visita per
l'Italia, visto che organizzerà il prossimo vertice G8 in cui i temi della
povertà globale e del rispetto degli obiettivi del Millennio rimangono
centrali. Ma, si sa, Tremonti ha fatto del pareggio di bilancio il suo mantra e
stavolta, con la crisi peggiore del secolo in corso, è convinto che le cose non
andranno come nel 2004. O almeno ci spera. (riproduzione riservata)
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( da "Arena, L'" del 13-11-2008)
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Giovedì
13 Novembre 2008 PRIMAPAGINA Pagina 1 IL CASO. Accuse a Cisl e Uil dopo la
notizia di un incontro segreto con Berlusconi È guerra tra i sindacati Epifani:
sciopero generale La Cgil: stop il 12 dicembre. Ma Angeletti e Bonanni dicono
«no» L'incontro segreto dell'altra sera fra Berlusconi, Marcegaglia, Bonanni e
Angeletti fa infuriare Epifani, la cui sigla sidndacale è stata esclusa dalla
riunione: «È un fatto gravissimo», commenta, «e senza precedenti». Il direttivo
Cgil proclama uno sciopero generale contro la crisi economica per il 12
dicembre. Frattanto, però, persuasa dalle aperture del
ministro Gelmini, la Cisl
si sfila dallo sciopero già proclamato per domani contro i provvedimenti
governativi in materia di istruzione. Gli studenti, però, non cedono, e a Roma
manifesteranno domani in centomila, dicono. Ed è stato firmato nel pomeriggio
da Cisl, Uil e Confsal il contratto nazionale di lavoro dei ministeriali,
in esecuzione del protocollo che già la Cgil non accettò di sottoscrivere nei
giorni scorsi. Intanto, è atteso per oggi il voto finale alla Finanziaria, che
ieri ha ammorbidito i parametri di riferimento del patto di stabilità per gli
enti locali. Niente da fare, invece, per due emendamenti dell'Idv: e così anche
chi è nel governo continuerà a percepire l'indennità da parlamentare.3
( da "Arena, L'" del 13-11-2008)
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Giovedì
13 Novembre 2008 NAZIONALE Pagina 3 L'ALTRO FRONTE. Ma gli studenti non
arretrano: domani attesi centomila in piazza a Roma Bonanni si sfila dalla
protesta universitaria ROMA La Gelmini ha spuntato una lancia: quella della Cisl che, con Ugl e Snals,
ha revocato lo sciopero proclamato per domani. Ma gli altri - Cgil, Uil e,
soprattutto, gli studenti - scenderanno in piazza per protestare contro la
legge 133 e anche perché poco convinti delle novità introdotte con il decreto
legge «tecnico» (su concorsi e alleggerimento del blocco del turn over)
varato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri e pubblicato martedì in
Gazzetta ufficiale. Il ministro, che martedì aveva avuto una riunione-fiume con
i sindacati, ha ieri incontrato la Conferenza dei rettori, che ha ribadito il
suo apprezzamento sul decreto legge appena firmato dal presidente della
Repubblica. Ai rettori il ministro ha esposto le linee guida per l'università
sostenendo la necessità di ridurre i corsi di laurea non indispensabili e le
sedi staccate. Un'apertura di credito al governo, però, è arrivata anche dalla
Cisl: «Abbiamo deciso la revoca dello sciopero», dice Antonio Marsilia,
segretario generale Cisl-università, «perché il ministro con il documento
sottoscritto ieri si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della
manovra governativa e a dare risposte alle richieste contenute nella
piattaforma per lo sciopero del 14». Le risposte sono bastate anche all'Ugl e
allo Snals Confsal. Gli studenti vanno avanti con la protesta, e domani saranno
in piazza: centomila ne sono attesi a Roma, e tra questi circa 4.000 dormiranno
alla Sapienza nelle facoltà occupate, in vista dell'assemblea nazionale degli
atenei che si terrà sabato e domenica.
( da "Reuters Italia" del 13-11-2008)
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MILANO
(Reuters) - Momenti di tensione questo pomeriggio alla Stazione Centrale di
Milano, dove centinaia di studenti decisi a prendere il treno "a prezzo
politico" per Roma, per partecipare alla manifestazione di domani contro
la riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, sono stati bloccati dalle forze
dell'ordine. Ci sono stati momenti di tensione e alcuni contatti tra i
manifestanti e agenti, hanno riferito le stesse forze dell'ordine, ma non ci
sono stati veri scontri nè cariche. Attualmente sono in corso trattative in
stazione e come riferito da un portavoce degli studenti, i manifestanti,
che avevano preannunciato ieri la loro protesta, hanno detto di ritenere di
avere buone possibilità di accordarsi con Trenitalia per ottenere un
"prezzo politico", con biglietti a 15 euro, per andare a Roma per la
manifestazione di domani.
( da "Virgilio
Notizie"
del 13-11-2008)
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Scuola
Scuola/
Formigoni: Andare avanti verso una riforma completa "Premiare merito e
qualità è necessità per l'Italia" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA
Altri Milano, 13 nov. (Apcom) - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni, chiede che il ministro Gelmini vada avanti con una riforma completa del sistema dell'istruzione
nazionale. A margine dell'incontro con i 12 rettori delle università lombarde,
Formigoni ha detto: "Sosteniamo le ultime decisioni del ministro Gelmini e quindi il decreto del Governo
firmato la scorsa settimana, ma suggeriamo di andare avanti verso una riforma
completa del sistema che tenga conto di merito e qualità che sono una
necessità assoluta per la Lombardia e per l'Italia". Per Formigoni
"si possono limitare i fondi ma non penalizzare quelle università che
danno qualità e competitività internazionale al sistema". "Noi oggi
diciamo no ai tagli indiscriminati - ha sottolineato - o ad una limitazione
della qualità dell'università. Siamo invece disponibili ad una distribuzione
dei fondi in base al merito e questa è una novità sostanziale".
( da "Virgilio
Notizie"
del 13-11-2008)
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Università/
Decleva: Mi auguro gestione prudente ordine pubblico A Milano si segua la linea
delle passate esperienze postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Milano, 13
nov. (Apcom) - Il rettore dell'università Statale di Milano, Enrico Decleva,
auspica che le Forze dell'ordine tengano un comportamento prudente nei
confronti degli studenti che in queste ore stanno manifestando
in Stazione Centrale a Milano per ottenere il prezzo politico del biglietto per
Roma in vista della manifestazione di domani contro i tagli previsti dal
ministro Gelmini.
"Finora le esperienze di gestione dell'ordine pubblico sono state molto
prudenti da parte delle Autorità milanesi - ha detto Decleva -, mi auguro che
questa linea continui ad essere dominante e centrale".
( da "Villaggio
Globale.it"
del 13-11-2008)
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Notizie La protesta all'ex Apat Denuncia dei precari Ispra: Il Governo
preferisce spendere per lo Stretto Il Governo spende 16 miliardi in
infrastrutture e non trova 16 milioni per i ricercatori Continua la
mobilitazione dei lavoratori dell'Ispra contro l'azione di un Governo che trova
16 miliardi di euro per le «grandi infrastrutture», su tutte il ponte sullo
Stretto di Messina, ma non i 16 milioni per tenere in servizio 700 precari che
vigilano sull'ambiente. I ricercatori dell'Istituto parteciperanno anzitutto
alla Notte Bianca indetta dai sindacati confederali domani sera presso la sede
dell'Istituto superiore di sanità, in viale Regina Margherita, per protestare
contro i provvedimenti governativi che penalizzano fortemente gli Enti pubblici
di ricerca. Appuntamento che serve da preludio allo Sciopero della Ricerca e
dell'Università del 14 novembre, che nel caso del personale Ispra sarà
anzitutto un modo per chiedere chiarezza all'amministrazione dell'ente e al
ministero dell'Ambiente. In occasione del recente presidio al ministero delle
Finanze, una delegazione di lavoratori ha incontrato due funzionari del
dicastero, i quali hanno espresso la disponibilità del Mef ad accogliere le
istanze dei precari qualora il Ministero vigilante ne avanzi formalmente richiesta,
proprio mentre una rappresentanza nazionale dei sindacati confederali
incontrava il ministro Prestigiacomo, che secondo i resoconti delle
organizzazioni avrebbe ribadito le posizioni già espresse in occasione
dell'audizione alla Camera dei Deputati, secondo cui l'unico strumento
disponibile per assumere a tempo indeterminato anche chi è presente nelle
graduatorie di stabilizzazione sarebbero i concorsi. Concorsi sui quali
permangono molti dubbi, ad esempio riguardo la possibilità di indirli con la
riserva del 70% ventilata dall'amministrazione, sul fatto che ledono i diritti
acquisiti da chi già è stabilizzabile e comportano una spesa ulteriore di soldi
pubblici di cui non si sentiva davvero il bisogno, visto che la maggioranza dei
precari Ispra ha già vinto un concorso. Soluzioni che in ogni caso non possono
certo soddisfare i lavoratori precari, visto che non prevedono garanzie per il
mantenimento in servizio nel 2009 di oltre 400 tra co co co e tempi determinati
non presenti nelle graduatorie di stabilizzazione, anzi sembrano confermare,
come già annunciato dal Ministro a Montecitorio, che 275 tra collaboratori e
assegnisti di ricerca dovrebbero rassegnarsi a cambiare lavoro perché non
saranno mai stabilizzati. Questo vale in particolare per i 73 co co co
diplomati presenti, spesso con funzioni istituzionali, all'interno
dell'Istituto, per i quali secondo l'amministrazione non sarebbe possibile
indire concorsi e nemmeno (allo stato attuale) prorogare i contratti in
scadenza. L'unica novità positiva è che si eviterà il taglio del 10% alla
pianta organica previsto dalla Legge 133, grazie all'articolo
1 comma 9 del decreto Gelmini, che invece non contiene l'annunciata possibilità, per gli enti
di ricerca, di tenere in servizio fino al 2011 i precari con diritto alla
stabilizzazione secondo le Finanziarie 2007 e 2008. E pensare che perfino il
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel rispondere a un gruppo di
precari Ispra che gli hanno indirizzato una lettera, ha voluto citare un
suo recente discorso tenuto a Padova, nel quale ricordava come siano
«investimenti giusti» tutti quelli realizzati nel campo della ricerca e
dell'innovazione. Ma i ministri Brunetta, Prestigiacomo e Gelmini
probabilmente considerano i precari una sorta di alieni, esattamente come quei
clochard che il loro Governo ha deciso di schedare con apposito registro,
preparandosi forse a un futuro in cui saranno molto più numerosi per il
probabile spostarsi sulla strada di tanti ricercatori con le loro famiglie.
Forse cancellare i ricercatori che si occupano d'ambiente fa comodo nel momento
in cui parte il ponte sullo Stretto, visto che proprio oggi, durante un Forum a
Messina per il centenario del terremoto del 1908, è stato presentato uno studio
Ispra da cui emerge che un evento come quello di un secolo fa avrebbe oggi
conseguenze ancora più gravi, e c'è la sicurezza scientifica che in futuro si
verificheranno altri sismi di quella gravità. (12 Novembre 2008)
( da "gomarche.it" del 13-11-2008)
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Home > Politica > Uncem: la montagna chiede interventi immediati Nella
foto: Maria Assunta Paci Mercoledì 12 Novembre 2008 17:14 Uncem: la montagna
chiede interventi immediati In seguito ai pesanti tagli operati dal Governo, le
Comunità Montane rischiano il dissesto finanziario. Di fronte a questa
situazione, più di 50 sindaci dall'entroterra e i presidenti delle comunità montane
si sono riuniti oggi nella sede della Regione Marche per lanciare un appello
alla Giunta: interventi immediati per la montagna. ANCONA - Le pesanti
riduzioni effettuate dal Governo con la Finanziaria 2008 e poi con il
D.L.112/08 e la riduzione degli istituti scolastici con menod i 50 alunni
previsti dal decreto Gelmini, nel
caso non trovassero copertura finanziaria da parte dello Stato o della Regione
Marche, porteranno le Comunità Montane a non poter approvare il bilancio 2009 e
dover dichiarare il dissesto finanziario. Di fronte a questa grave situazione,
più di 50 sindaci da tutto l'entroterra e i presidenti delle comunità montane
si sono riuniti oggi nella sede della Regione per lanciare un appello
alla Giunta: interventi immediati per la montagna. I sindaci chiedono anche
un'adeguata ridistribuzione dei fondi FAS, che invece di andare alle aree più
in difficoltà sono stati assorbiti dalle fasce costiere. . This text will be
replaced Chiara Coletti
( da "Grecale, Il" del 13-11-2008)
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giovedì
13 novembre 2008 16:51 Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4
Valentino: “La Provincia ha commesso una grave scorrettezza istituzionale”
Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Cerignola - La giunta
comunale di Cerignola proporrà all?Amministrazione provinciale di salvaguardare
l?autonomia di tutti gli istituti scolastici – 2 medie e 2 superiori -
sottodimensionati e la cui autonomia didattica e gestionale è messa in
discussione dalla ?riforma Gelmini?. La decisione è
stata assunta all?esito del confronto con i genitori degli alunni che
frequentano le medie Don Bosco e Paolillo e delle scuole interessate allo
scorporo delle aule che avrebbero garantito il raggiungimento del numero minimo
necessario di alunni (500). “La discussione ha indotto l?Amministrazione
comunale a rivedere il piano di riordino che sarà sottoposto all?esame del
Consiglio nella riunione di oggi – afferma il sindaco, Matteo Valentino –
Abbiamo, così, dimostrato il massimo rispetto per le istanze dei genitori,
senza rinunciare ad esercitare fino in fondo la responsabilità di chi è
chiamato a governare la comunità. A questo proposito, è mio dovere sottolineare
la grave scorrettezza istituzionale dell?Amministrazione provinciale e, nello
specifico, del vice presidente – continua Valentino – per avere modificato
unilateralmente gli esiti della concertazione istituzionale relativa al
riordino delle scuole superiori. Noi per primi abbiamo chiesto all?assessore
Consiglio di difendere l?agrario e l?istituto d?arte, ma ci era stato detto che
la logica dei numeri sarebbe stata applicata con rigore ferreo. Oggi, invece,
scopriamo che la Provincia ha archiviato gli esiti del confronto e chiede di
tutelare l?autonomia dei due istituti sottodimensionati. Con un esito paradossale
– conclude il sindaco – chi ha contestato la riforma Gelmini
rischia di passare per chi vuole applicarla, mentre chi l?ha condivisa e votata
non intende darle seguito”.
( da "Giornale.it, Il" del 13-11-2008)
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n. 272
del 2008-11-13 pagina 0 Milano, studenti assediano la stazione Roma, blitz dei
giovani di An alla Cgil di Redazione Circa 150 studenti cercano di
"estorcere" alle Fs biglietti a prezzo politico per partecipare alla
manifestazione a Roma. Nella Capitale blitz alla Cgil scuola: "Riportiamo
l'attenzione sui problemi seri" Milano - La polizia sta caricando circa 40
studenti che stanno cercando di sfondare le transenne poste davanti all?accesso
ai binari per raggiungere i treni alla stazione Centrale di Milano. I ragazzi
si sono radunati nel pomeriggio in stazione chiedendo di partire per Roma
pagando un prezzo politico. I momenti di tensione sono avvenuti davanti alle
due delle tre porte di accesso ai convogli. Gli studenti, che adesso urlano
"trattativa", hanno tentato di spostare le transenne per raggiungere
l?obiettivo annunciato nei giorni scorsi di bloccare i binari. Studenti di
sinistra attaccano la stazione di Milano Al grido di "Questo viaggio lo
paga la Gelmini" prosegue l?attesa - davanti ai
varchi che conducono ai binari della stazione Centrale, presidiati da un
ingente schieramento delle forze dell?Ordine - degli studenti milanesi decisi a
partecipare, domani, alla manifestazione contro la riforma dell?università in
programma a Roma. Gli studenti, poco più di un centinaio, hanno iniziato a
raccogliere il denaro per pagare la trasferta nella capitale. I giovani puntano
a spendere 15 euro a testa per andata e ritorno: Trenitalia, invece, chiede 44
euro a testa. "Stiamo trattando per cercare una soluzione - ha osservato
Luca, una delle guide degli studenti - i manifestanti vorrebbero spendere 15 euro
a testa ma non è esclusa che ci possa essere una disponibilità a
integrare" la cifra, salendo, magari, intorno ai 20 euro. La presenza
degli studenti, che ha spinto le forze dell?ordine a transennare i varchi di
ingresso ai binari, viene guardata da alcuni passeggeri con un sorriso benevolo
ma, da molti altri, con una certa insofferenza, a causa delle difficoltà di
raggiungere i binari dai quali partono i treni diretti in varie città italiane.
L'occupazione lampo della Cgil è durata pochi minuti e terminata con l?arrivo
della polizia l?occupazione della sede romana della Flc-Cgil da parte di una
ventina di giovani di Azione Studentesca. Un?occupazione
"preoccupante", ha detto, Maurizio Lembo, segretario organizzativo
del sindacato scuola della Cgil, perché "si tratta della seconda volta in
pochi giorni a Roma, senza contare che un episodio analogo è avvenuto anche a
Torino". Nella sede della zona di Trastevere, sono stati gettati
"volantini offensivi, da parte dei ragazzi, guidati da persone adulte, che
portavano uno striscione e alcune bandiere". "Abbiamo cercato di non
rispondere alle provocazioni - ha aggiunto Lembo - anche perché i nostri
compagni sono scesi dagli uffici per fronteggiare l?occupazione. Siamo
preoccupati per il ripetersi dei questi atti di intimidazione e anche per una
certa sottovalutazione dei fatti" da parte delle forze dell?ordine.
"Un?occupazione lampo pacifica e simbolica, durata pochi minuti, il tempo
necessario per riportare l?attenzione sui veri problemi della scuola italiana",
ha spiegato Azione studentesca. "Lo striscione srotolato - aggiunge Azione
studentesca - recitava Basta prof incompetenti, più potere agli studenti, il
volantino chiedeva di collegare le carriere dei professori ai risultati
educativi conseguiti, di aumentare la rappresentanza studentesca negli organi
collegiali, stabilire rigidi criteri entro i quali permettere la bocciatura per
motivi di condotta, istituire un comitato di valutazione dei docenti su base
provinciale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Grecale, Il" del 13-11-2008)
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martedì
11 novembre 2008 15:20 Il capogruppo sipontino Antonio Prencipe: “Il taglio di
posti di lavoro sarà distribuito in tutti i settori” Foggia - Il presidente del
consiglio provinciale, Enrico Santaniello, ha accolto la richiesta avanzata dai
gruppi di minoranza ed ha convocato, per venerdì 14 novembre, il Consiglio
provinciale per “una discussione monotematica dedicata al riordino della rete
scolastica”. In preparazione dell?incontro, i rappresentanti di Pd, Idv, Prc e
Ps hanno incontrato i rappresentanti dei sindacati confederali “per
approfondire la conoscenza delle conseguenze” della ?riforma Gelmini?
e per “concertare le proposte da portare all?attenzione nel corso dell?Assise”.
“Il quadro è critico – commenta Antonio Prencipe, capogruppo Pd – perché il taglio
dei posti di lavoro sarà consistente in tutti i settori della scuola”. Per le
attività amministrative e di sorveglianza la manovra finanziaria estiva avrebbe
causato la perdita di circa 120 unità in conseguenza della riduzione del numero
delle classi. “Si è così aggravata una situazione già deficitaria – continua
Prencipe – perché, al contrario di quanto sostenuto dalla Gelmini
e dal centrodestra, in molti istituti della Capitanata già lo scorso anno si
era scesi al di sotto della soglia minima di personale necessario alla
sorveglianza”. Ancora più gravi, sotto il profilo numerico, le conseguenze per
gli insegnanti di sostegno: oltre 300 i posti che si perderanno in Capitanata.
Vale a dire: oltre 300 precari che non rientreranno a scuola o non saranno assunti
il prossimo anno scolastico. “Chi il posto lo ha già perso – sottolinea
Prencipe - è quel centinaio di docenti che fino allo scorso anno è stato
impiegato nei corsi serali per lavoratori e stranieri, attività ad elevato
contenuto sociale, che non sono stati attivati per il taglio dei fondi già
effettuato in estate”. “Il Consiglio provinciale avrà, finalmente, la
possibilità di discutere su un tema così complesso e che afferisce
esplicitamente alle sue prerogative istituzionali. Ancora una volta – conclude
Prencipe – prendiamo atto che solo i gruppi di minoranza avvertono la
responsabilità, istituzionale e politica, si sollecitare dibattiti di tale
portata”. (IlGrecale/Mf01)
( da "RomagnaOggi.it" del 13-11-2008)
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13
novembre 2008 - 15.42 (Ultima Modifica: 13 novembre 2008) I Giovani Democratici
di Forlì scendono in piazza sul tema università e scuola, in un
incontro-intervista pubblico con Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in
Commissione cultura, scienza ed istruzione alla Camera. "Saranno date le
risposte del partito - spiega Dario Gaspari, dei Giovani Democratici - che ha
esplicitato proposte in 10 punti, per una riforma complessiva
dell'università". Inoltre i giovani del Pd rispondono anche agli attacchi
dei loro coetanei di Pdl e Ag. "Siamo stati tacciati di essere
raccontaballe, facinorosi, opportunisti, sia durante la conferenza stampa
tenuta dai giovani di Pdl e di Ag, sia attraverso i blog, che nell'assemblea
d'istituto di lunedì, svoltasi all'Iti - sottolinea Gaspari - abbiamo
partecipato alle proteste, alle quali, tra l?altro, erano presenti anche
studenti dichiaratamente di destra, solo a titolo personale. Inoltre ci
discostiamo dalle scritte trovate fuori dalla Biblioteca
Ruffilli e sottolineiamo che i ministri Gelmini e Tremonti, non hanno seguito l'onda lunga del libro bianco del
2007, nel quale era richiesta un'assoluta concertazione prima della riforma, un
ringiovanimento del personale scolastico e non certo una diminuzione dei
docenti". "Vorrei specificare - continua Gessica Allegni,
rappresentante dei Gd - come noi non c'entriamo nulla con i partiti
Marxista-leninista e Comunisti lavoratori. La nostra non è una contestazione
ideologica e vorremmo confrontarci con i giovani del Pdl e di Ag".
"Cosa contestare, come cambiare?", l'appuntamento in piazza Saffi è
per sabato 15 novembre, alle 16, in caso di maltempo nella Saletta della Banca
di Forlì, in via Bruni, 2. Per info: giovanidemocratici.fo@gmail.com Chiara
Fabbri
( da "RomagnaOggi.it" del 13-11-2008)
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13
novembre 2008 - 9.43 (Ultima Modifica: 13 novembre 2008) Si sgretola l'unità
sindacale tra Cgil, Cisl e Uil. Il sindacato guidato da Guglielmo Epifani ha proclamato
lo sciopero generale per il 12 dicembre. E' la decisione assunta all'unanimita'
dal direttivo della Cgil, conclusosi mercoledì. La protesta e' contro la
manovra finanziaria del governo, la mancanza di interventi a supporto di salari
e pensioni per fronteggiare la crisi e a sostegno delle richieste della
confederazione di Corso Italia. Passo indietro di Cisl e Uil. A spingere la
Cgil verso la decisione di indirre lo sciopero generale, anche la decisione del
premier Berlusconi di convocare per un vertice tra le parti sociali a Palazzo
Grazioli solo Cisl, Uil e Confindustria, ?dimenticando' di convocare anche la
Cgil. Bonanni (Cisl): Epifani cerca clamore. "Non ci sono state trattative
con il governo. Capisco che Epifani ha bisogno di clamore, oggi, per coprire un
errore che sta combinando: quello di fare uno sciopero generale velleitario da
solo. Ma lo preparava da tempo". Cosi' il leader della Cisl, Raffaele
Bonanni, risponde al Tg2 alle accuse rivoltegli dal leader della Cgil,
Guglielmo Epifani, circa l'incontro di ieri con il premier Silvio Berlusconi.
Angeletti (Uil): nella Cgil prevale l'antagonismo. "Dopo due anni di
scioperi e trattative siamo arrivati ad un ragionevole compromesso, poi ad un
certo punto la Cgil ha manifestato il bisogno di fare una consultazione,
secondo me la Cgil ha deciso di non credere che ci siano le condizioni per
svolgere una normale dialettica sindacale, dentro la Cgil si e' modificato
l'equilibrio, e' prevalsa la linea per la quale l'unico ruolo che si puo' avere
e' quello dell'antagonista", il leader della Uil, Luigi Angeletti, ospite
di "Titoli" su Red ha commentato cosi' la decisione della Cgil di
indire lo sciopero generale. Cisl revoca sciopero sull'Università. La Cisl
Universita' e la Fir Cisl (Ricerca) giudicano positivamente l'incontro di ieri con il Ministro Mariastella Gelmini e, di conseguenza, revocano
l'adesione allo sciopero di venerdi'. L'inconro e' stato un "passo in
avanti che potrebbe aprire una nuova fase nel confronto con il Governo. Abbiamo
deciso la revoca dello sciopero indetto per il 14 novembre - afferma Antonio
Marsilia, Segretario Generale della Federazione Cisl Universita' -
perche' il Ministro con il documento sottoscritto ieri si e' impegnato a
modificare alcuni passaggi importanti della manovra governativa
sull'universita' e a dare risposte concrete alle richieste contenute nella
piattaforma per lo sciopero del 14 novembre". Sacconi: Cgil fa politica.
"Rispetto cio' che la Cgil decide tuttavia mi pare che le scelte che ha
assunto siano piu' di natura politica che sindacale". Cosi' il ministro
del Welfare Maurizio Sacconi commenta la decisione del principale sindacato
italiano di indire uno sciopero generale per il prossimo 12 dicembre.
( da "RomagnaOggi.it" del 13-11-2008)
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13
novembre 2008 - 9.15 (Ultima Modifica: 13 novembre 2008) E' finita la luna di
miele tra il Governo e gli italiani. Lo rivela un sondaggio pubblicato da
Repubblica.it e svolto da Ipr Marketing, che mostra un
crollo di popolarità dell'Esecutivo, trascinato nel baratro dal calo di
consenso di alcuni ministri, in particolare quello della Pubblica Istruzione,
Mariastella Gelmini, che ha
perso un significativo 5%. L'opposizione cerca di approfittarne, ma non riesce
a colmare quel vuoto di popolarità lasciato dal governo.
( da "Voce d'Italia,
La" del
13-11-2008)
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Cultura
La scuola di ieri e quella di oggi La riforma Casati La prima scuola statale
italiana Una delle maggiori critiche fatte alla cosiddetta “riforma” Gelmini, è l?accusa di riportare il sistema scolastico
italiano indietro di parecchi decenni, ignorando le reali necessità della
scuola, quale principio fondamentale del progresso tecnico-scientifico e
culturale dell?uomo. E? invece storicamente accettato come positivo, l?effetto
della riforma della scuola promossa dal ministro della Pubblica Istruzione
Casati quasi 150 anni fa, durante il Regno di Sardegna. La riforma, diventata
legge con il Decreto Regio il 13 novembre del 1859, poi estesa a tutta la
penisola dopo l?unificazione, fu alla basa del sistema scolastico e
universitario italiano, e durò fino alla riforma Gentile del 1922. La sua
importanza, oltre al fatto di essere stata la prima legge in materia, nasce dal
fatto di aver combattuto l?analfabetismo e di aver dato allo Stato il diritto
dovere di aver voce in capitolo nel ruolo dell?istruzione, fino ad allora
esclusivamente appannaggio della Chiesa Cattolica. Ma al di là di voler dare un
volto laico all?istruzione, il principio cardine che promosse la riforma fu la
volontà di dare al neonato popolo italiano una coscienza storico nazionale. La
legge comprendeva 380 articoli e si fondava su due assi portanti: l?obbligo
scolastico nelle scuole primarie e la libertà dell?insegnamento.
L?obbligatorietà era limitata ai due anni del corso elementare inferiore (su 4
totali), e solo i comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti erano
tenuti a istituire corsi elementari superiori. L'istruzione secondaria classica
invece, l'unica che consentiva l'accesso all'università, era articolata nel
ginnasio, di cinque anni, a carico dei comuni, seguito dal liceo, di tre anni,
a carico dello Stato, presenti in ogni capoluogo di provincia. L'istruzione
secondaria tecnica (di assai minor prestigio) era invece articolata nella
scuola tecnica, di tre anni, gratuita ed a carico dei comuni, seguita
dall'istituto tecnico, di tre anni e diviso in sezioni, a carico dello Stato.
Quanto all'università, alle tre facoltà di origine medioevale - teologia,
giurisprudenza, medicina - se ne aggiunsero due nuove: lettere e filosofia e
scienze fisiche, matematiche e naturali; Tutto il settore dell?istruzione
primaria, e quindi il peso di allargare l?alfabetizzazione, fu assegnato ai
comuni, che dovevano provvedervi in proporzione alle loro facoltà e secondo i
bisogni degli abitanti. Questo fu forse il punto più critico della legge,
perché metteva in connessione l?istruzione con i bilanci finanziari dei comuni,
spesso poverissimi di risorse strutturali ed economiche, consentendo così
facili evasioni: ne fu una prova il fatto che, dopo la sua emanazione,
l?analfabetismo rimase molto più diffuso nei comuni privi di entrate e con
situazioni finanziarie pessime. Il problema era più rilevante nelle province
meridionali, dove i comuni dovevano affrontare contemporaneamente questioni più
pressanti come l?arretratezza dei mezzi di produzione, la mancanza di lavoro,
le scarse condizioni igieniche e così via. La legge quindi incontrò enormi
difficoltà per la sua attuazione, soprattutto per la trascuratezza che trovò
nella maggior parte delle province italiane e perché dovette adeguarsi alle
particolari condizioni economico-sociali dei diversi stati unificati. Tuttavia
la riforma, nonostante tutti i sui limiti, paradossi e costi, ebbe il merito di
ridurre l?analfabetismo e di portare l?Italia fra i paesi più sviluppati in
Europa. La percentuale degli analfabeti in Italia cominciò a diminuire infatti,
e dal 75% del 1861 scese al 62% del 1881, fino ad arrivare al 40% del 1911. Una
riforma concepita per la scuola che portò reali risultati a lungo termine per
tutto lo stato. Andrea Puddu andrea.puddu@voceditalia.it
( da "Voce d'Italia,
La" del
13-11-2008)
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Economia Articoli correlati: *Tremonti: sostegno a famiglie e
imprese, ma i conti non cambieranno *Scuola, Veltroni scrive a Tremonti e Gelmini:
stop al decreto e tavolo di confronto *Tremonti: "Entro Natale l'Ue avra'
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( da "Napoli.com" del 13-11-2008)
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13/11/2008
La scuola del popolo di Vincenzo Cicala E? una scuola che tocca i problemi
concreti: orientare i giovani a vivere e modificare in bene questa società,
raggiungendo la piena autonomia, aggiornare i genitori e risolvere i problemi
di incomprensione e di incompatibilità verso il progetto educativo che i figli
vanno realizzando. La critica al Decrreto di Legge Gelmini
non riguarda la ripresa della disciplina, ché , anzi, in una condizione in cui
la scuola è il primo agente per la rifondazione di una società civile, il danno
provocato dall?alunno che diserta la scuola, anche se non immediatamente
valutabile in moneta, è decisamente superiore a quello provocato dalla crisi
della finanza creativa. A questa si rimedierà, prima o poi, e speriamo che ne
esca una società meno oligarchica, la mancata educazione del cittadino porta,
invece,ferite alla società non rimediabili. La critica al Decreto è nella
diminuzione dei fondi con le conseguenti aggregazioni di scuole, disagi per le
realtà periferiche, montane ed isolate, revisione della qualità e quantità di
assistenza agli invalidi ecc? L?errore dei governanti è stato di fondo ,la
spesa andava qualificata, controllata, valutata ma incrementata. E? come una
persona che, dovendo rieducarsi, getta via educatori e mezzi didattici. Assurdo
ed indice di una mentalità mercantilistica e poco propensa ad una opportuna
meditazione sugli atroci fatti della cronaca sociale quotidiana. Peraltro le
scuole cattoliche hanno recuperato, con un emendamento alla finanziaria ? ma
Berlusconi non diceva che l?assalto alla diligenza era terminato?- il
trattamento economico del 2007. E? veramente -questo metodo dei due pesi e
delle due misure- una corrotta demagogia per la raccolta di voti. Ma non è un
favore ai cattolici da parte di un governo che ricava la sua origine da Gelli e
dal tramonto dei partiti, ùvoluto da un giustizialismo di ispirazione sinistra
e massimalista. E? un trattamento differente che mette in difficoltà me
cattolico.Poiché la maggioranza del popolo italiano è cattolico, sostengo che
l?insegnamento deve rispettare le convinzioni religiose degli italiani, la loro
innegabile matrice cattolica. Il trattamento differente, giustifica una
separazione illlogica ed innaturale della scuola italiana in due parti
contrapposte: la scuola cattolica e la scuola statale non cattolica. La scuola
di tutti i livelli, dalla materna alle elementari alle medie all?università, è
offesa dai germi della corruzione della società. Essa non ha obblighi diversi
da quelli educativi. Su essa non devono più scaricarsi problemi e tensioni
sociali che governo e classe dirigente non riescono a risolvere. La
dequalificazione della scuola italiana è in larga parte dovuta alle molte,
strane ed eterogeneee funzioni, che ad essa si sono attribuite e ad essa si
sono addossate nel tempo. Il decreto di legge Gelmini
su questa restituzione della scuola ai suoi compiti istituzionali, su questa
liberazione da sovraccarichi ingombranti, non dice niente ? cosa molto grave
per una giovane ministra acculturata e di vocazione restauratrice di
funzionalità e produttività. Nessuna delle due parti dialetticamente
contrapposte hanno toccato punti fondamentali come : 1) l?apertura della scuola
ai genitori 2) il reclutamento del personale I genitori ? è opportuno ricordare
che il 54% delle coppie sono divorziate ? non vivono e non comprendono la vita
scolastica dei figli. Un alunno frequentante vive in due mondi che hanno valori
di riferimento diversi ed orientamento diverso rispetto alle mete da
raggiungere. Esercitano una lettura differente delle cose che accadono nel
mondo. Il riferimento non è solo alle famiglie immesse in circuiti torbidi, ma
anche a quelle dei gradini alti della società, nei quali i genitori vivono la
propria vita tra impegni di lavoro e di rappresentanza, ma senza entrare nel
merito del dialogo educativo, senza tendere le orecchie alla voce del figlio.
Quando ?per esempio in una scuola di Napoli- alunno e genitori hanno firmato,
ad inizio di anno, il patto educativo assumendo impegni precisi e stabilendo
verifiche periodiche, si è , in quelle classi azzerata la dispersione
scolastica. Per esempio in una scuola di Aversa dove si è fatto cosa simile, le
lezioni non hanno subito interruzione. Si è discusso e si è manifestato ma
senza interrompere la continuità delle lezioni. La scuola, peraltro, deve
svolgere attività di informazione e di formazione dei genitori. Questa maniera
integrata, non dissociata, di fare lezione traspare da mille decreti e
circolari applicative, non chiare, non perentorie. Il ministro può accogliere
questa necessità di una sinergia tra scuola e famiglie e codificare in maniera
trasparente ? Il reclutamento. Il concorso davanti ad una commissione ha esito
positivo se il candidato conosce i diversi argomenti di un programma. Quello
bravo e studioso supera la prova. Nulla sa del lavoro che va a svolgere e dei
mezzi che deve adoperare. Quando in classe sei osservato ?momento per momento-
da cinquanta occhi che ti scrutano, devi, in primo luogo, essere capace di far
rispettare la disciplina, che è il corretto uso dei mezzi didattici- ,
coinvolgere la classe in un dialogo educativo e stimolare le domande, perché
l?alunno apprende se ha un problema da risolvere razionalmente. L?attitudine
all?insegnamento non è presa in considerazione né può essere valutata in un?ora
di colloquio. Occorre un insegnamento ed un tirocinio. Per esempio il corso per
dirigenti scolastici è durato trecento ore e si trattava di personale già in
carica da anni. Ha dato frutti buoni. Il percorso per divenire docente è più
impegnativo. Ma avere buoni docenti significa il decollo dell?Italia verso la
speranza di un avvenire migliore. Non deve esserci un tirocinio generico ma la
piena immersione in una classe per selezionare docenti che non compariranno mai
in macchiette su Internet. Pagare simili docenti il doppio di oggi è un
grandissimo risparmio per la nazione. La scuola riguarda tutte le famiglie,
tutti noi. Personalmente , con la invalidità che mi ritrovo da bambino, senza
di essa non so quale posto mi sarebbe stato destinato nel mondo. L?ho
conosciuta da discente , da docente e da dirigente e tuttora rivolgo un grazie
a docenti, alunni, colleghi ed amministrativi. Spero che la ministra Gelmini, rivedendo più da vicino le occorrenze, modifichi la
durata e la scansione dell?anno scolastico, perché in tre mesi di vacanze
l?alunno disperde i frutti di un anno e perché la divisione in trimestri è
molto più vantaggiosa per una rivisitazione a mezzo termine dell?azione
didattica e per un recupero di lacune e ritardi di preparazione. E rivisiti i
programmi secondo le raccomandazioni UE di privilegiare i linguaggi, quello
linguistico e quello matematico e di mettere con immediatezza l?allievo in
rapporto sperimentale con la materia oggetto di studio , preparandolo al lavoro
ed alla imprenditoria. Sarà un gran giorno quello dell?intima connessione tra
scuola mondo del lavoro ed ordini professionali. Se si riforma, si deve
riformare tutta la mappa che interagisce con la scuola, materna elementare
media ed universitaria.Sarà la fine della scuola clientelare.
( da "Vivimilano.it" del 13-11-2008)
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Scuola
Lezione
in stazione Garibaldi (Corradini) MILANO - «Che facciamo, andiamo?». «No,
restiamo ancora venti minuti perchè è interessante»: questo dialogo tra due
signore si è ripetuto più volte tra i passanti che oggi nell'atrio della
stazione ferroviaria di Porta Garibaldi a Milano, si sono imbattuti nelle lezioni
aperte organizzate dagli studenti dell'università Bicocca. Infatti, oltre a un
centinaio di ragazzi sono numerosi i comuni cittadini che si sono fermati
mercoledì mattina alle 9.30 ad assistere ai corsi. Tra le lezioni, quelle del
professor Raffaele Mantegazza, dal titolo «Ponti verso il nulla? Le classi
ponte e la (dis)integrazione scolastica». Prima di lui si sono susseguite le
lezioni su «L'educazione non è finita» del professor Duccio Demetrio,
«Insegnare la meraviglia» del professor Paolo Mottana, «La conoscenza come bene
comune» del professor Paolo Ferri. L'iniziativa, organizzata dalla facoltà di
Scienze dell'Educazione dell'ateneo nella zona nord di Milano e chiamata
«Binario formazione», si è conclusa alle 16.30 al termine del corso del
professor Sergio Tramm su «I luoghi e i tempi dell'educazione nella
contemporaneità». Ma l'Onda della protesta universitaria contro
il decreto Gelmini sbarca
anche nella metropolitana di Milano: dopo le lezioni in Piazza Duomo e in
stazione, da giovedì 13 arrivano anche le lezioni alle fermate della
metropolitana. L'iniziativa è una delle azioni messe in campo dai
«Diversamentestrutturati», un coordinamento di assegnisti, borsisti, professori
a contratto e altri precari della ricerca degli atenei milanesi (Statale,
Bicocca e Politecnico), «una terza costola del mondo universitario - spiega
Alessandro Buono, che ha conseguito da poco un dottorato in Storia - accanto a
quella di studenti e professori». In mattinata piccoli gruppi di due-tre
«docenti» si distribuiranno in varie fermate della metropolitana e terranno
mini-lezioni di storia, letteratura e filosofia rivolte ai passeggeri, per
sensibilizzare verso le ragioni del dissenso. Mercoledì pomeriggio i
«Diversamentestrutturati» si sono ritrovati in piazza Insubria, vicino
all'Ortomercato, per tre lezioni da «offrire alla cittadinanza», rispondendo
così all'invito del comitato inquilini Molise-Calvairate-Ponti. Davanti a un
pubblico di oltre sessantina di persone, tra cui genitori e maestre di Rete
Scuole e studenti delle Scuole primari e superiori della zona, i ricercatori
hanno tenuto corsi su «I movimenti sociali», «L'emigrazione italiana» e
«L'amianto e la salute nei luoghi di lavoro». «Vogliamo prestare maggiore
attenzione alle periferie della città - spiegano gli organizzatori - che vedono
l'università come qualcosa di assolutamente lontano e sottolineare non solo il
tema del diritto allo studio, ma anche quello del diritto alla casa». Il
coordinamento ha anche un blog, http://diversamentestrutturati.noblogs.org). Giovedì
pomeriggio, invece, lezione di Moni Ovadia alla Statale. 12 novembre 2008
( da "Vivimilano.it" del 13-11-2008)
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Scuola
MILANO
- L'Onda della protesta universitaria contro il decreto Gelmini sbarca anche nella metropolitana
di Milano: dopo le lezioni in Piazza Duomo, ora arrivano infatti anche le lezioni
nei vagoni. L'iniziativa, annunciata per giovedì, è una delle azioni messe in
campo dai «diversamentestrutturati», un coordinamento di assegnisti, borsisti,
professori a contratto e altri precari della ricerca degli atenei milanesi (Statale,
Bicocca e Politecnico), «una terza costola del mondo universitario - spiega
Alessandro Buono, che ha conseguito da poco un dottorato in Storia - accanto a
quella di studenti e professori». In mattinata piccoli gruppi di due-tre
«docenti» si distribuiranno in varie fermate della metropolitana e terranno
mini-lezioni di storia, letteratura e filosofia rivolte ai passeggeri, per
sensibilizzare verso le ragioni del dissenso. Tra le altre iniziative del
coordinamento (che ha anche un blog, http://diversamentestrutturati.noblogs.org),
ci sarà mercoledì pomeriggio una «lezione in periferia»: alle 16,30 in Piazza
Insubria (o in caso di pioggia alla biblioteca Calvairate) su invito del
Comitato inquilini Molise-Calvairate-Ponti. Si parlerà di temi come movimenti
sociali, immigrazione italiana, salute sul lavoro e amianto. Giovedì
pomeriggio, invece, è in programma una lezione di Moni Ovadia alla Statale 12
novembre 2008
( da "Vivimilano.it" del 13-11-2008)
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Scuola
Aumentano
gli studenti stranieri (Newpress) MILANO - La scuola e un altro anno difficile.
Più studenti stranieri (in Lombardia sono 15 mila in più rispetto al 2007),
meno facilitatori linguistici (a Milano sono 98, erano 600 una decina di anni
fa), sezioni «ghetto» in aumento. «Ma le classi ponte - sostiene il direttore
scolastico regionale, Annamaria Dominici - non sono la soluzione: la vera
integrazione si fa stando insieme, uno accanto all'altro». La responsabile
della scuola lombarda e il suo no alle «sezioni di inserimento» per i piccoli
immigrati. Lo dice senza timore, «perché il modello lombardo è un altro». E lo
fa al Bertarelli, l'istituto superiore con oltre il 50 per cento di iscritti
extracomunitari scelto dalla Provincia per inaugurare il suo progetto «Non uno
di meno»: 4 milioni di euro per insegnare ai «nuovi arrivati» (delle superiori
e di terza media) la lingua italiana. Un aiuto all'integrazione. Sono in arrivo
500 facilitatori, corsi di formazione per i docenti, lezioni aggiuntive di
italiano «Lingua 2», iniziative di orientamento in collaborazione con il
«centro Come» e l'Università Bicocca. «Vogliamo dare un segnale incisivo - dice
l'assessore provinciale Giansandro Barzaghi - rispetto a politiche che spesso
vanno in direzioni opposte». Nuovi fondi per gli stranieri. Ma sul futuro della
scuola ci sono ancora molti dubbi. A partire dall'anno prossimo: «Stiamo
aspettando - dice il direttore Dominici - la circolare sulle iscrizioni».
Anticipazione: «Potrebbe esserci qualche novità sulla distribuzione degli
extracomunitari nelle classi». Ma la dirigente è ancora una volta scettica:
«Non credo alle quote. In fondo non è difficile risolvere certi problemi».
Esempio di via Paravia, l'elementare con 9 stranieri su 10: «Basterebbe
sistemarli negli altri plessi dell'istituto dove le percentuali sono
inferiori». Anche sul «tempo scuola» si attendono le novità dell'anno prossimo:
«Ma Milano è la capitale del tempo pieno, vedrete che il
ministro non lo toccherà, Mariastella Gelmini apprezza molto il modello lombardo». Quanto alle classi ponte,
«meglio qualche ora in più di italiano». Un sistema già ben collaudato al
Bertarelli, il 75 per cento di stranieri al serale. «In realtà - spiega la
preside, Teresa Capra - noi abbiamo una "classe di transito"».
Funziona così: «Chi arriva da noi e non parla la nostra lingua, viene mandato a
seguire solo lezioni di italiano. Si resta nel gruppo solo per il periodo che
serve. E non c'è nessun intento discriminatorio ». Motto del Bertarelli: «Siamo
l'istituto più internazionale di Milano». Conferma Susanna Mantovani,
prorettore della Bicocca: «Negli atenei si punta all'internazionalizzazione.
Nelle scuole, invece, non c'è ancora la percezione di questa grande risorsa».
Annachiara Sacchi 12 novembre 2008
( da "WindPress.it" del 13-11-2008)
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Scuola
12-11-2008
Il ministro Gelmini ha oggi incontrato la CRUI. Il
ministro ha esposto le linee guida approvate dal Consiglio dei Ministri che
saranno alla base del confronto per riformare l?università. La CRUI ha ribadito
il proprio apprezzamento sul Decreto Legge appena firmato dal Presidente della
Repubblica che contiene provvedimenti a favore delle università più virtuose e
dell?assunzione di nuovi ricercatori. Al centro dell?incontro anche la
riduzione dei corsi di laurea non indispensabili, delle sedi distaccate ed i
fondi per l?università nel 2010.
( da "Stampaweb, La" del 13-11-2008)
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Scuola
ROMA
Mai snobbare Berlusconi. Chi lo sogna al tappeto, dopo appena sei mesi, non sa
cosa sta preparando. Ha un piano per riprendersi la piazza e provare a
tenersela fin sotto le elezioni europee, che conta di fissare il 7 giugno 2009
insieme alle amministrative. Il contrattacco scatterà tra un mese, quando la
gente sciamerà tra i negozi addobbati per le feste. Sarà più facile imbattersi
nel Cavaliere che in un Babbo Natale. Diecimila gazebo con l'effigie del Nostro
presidieranno ogni angolo strategico per due weekend consecutivi, il 13-14
dicembre e il 20-21. Grande stress organizzativo: probabile che si ripeta dopo
la Befana. Servirà a lanciare il Popolo della libertà, ma soprattutto a dargli
un?anima. Perché oggi è, al massimo, un cartello elettorale tra Forza Italia e An.
Incassata la vittoria del 13 aprile, il Pdl è riuscito a far perdere le tracce.
Mai più cartelloni pubblicitari per strada, niente manifestazioni
filo-governative, pessime prestazioni dove si è rivotato (vedi Trento). Un caso
da manuale per «Chi l?ha visto?». Secondo alcuni, è colpa di Berlusconi.
Sfiancato dal governo, ha trascurato la sua creatura. Col risultato che la Lega
ne sta profittando a man bassa. Denis Verdini, braccio e mente di Forza Italia,
racconta tutt?altra storia. E qualche dettaglio inedito. Per esempio la mancata
contro-manifestazione del 25 ottobre. Lo stesso giorno in cui Veltroni
sfoggiava i muscoli al Circo Massimo, l?Italia doveva essere tappezzata di
manifesti pro-Gelmini (erano stati prenotati gli
spazi) con un migliaio di comizi in difesa della ministra. All?ultimo istante,
il Cavaliere ha intimato lo stop. «Evitiamo, altrimenti si getta benzina sul
fuoco, meglio lasciarli sfogare in pace». Un fair-play che non ti saresti
aspettato. Unito, come sempre, a un calcolo. «Risponderemo al momento giusto».
Quel momento è in arrivo col panettone. Chiosa Verdini: «Veltroni ha sparato
troppo presto la sua cartuccia. Fatta la parata, nemmeno troppo trionfale, ora
è senza colpi in canna. Noi, invece...». L?idea è di mobilitare le masse con la
scusa delle primarie. Non per scegliere il leader, si capisce, ma i delegati
per il congresso fondativo del Pdl previsto tra il 15 e il 22 marzo, forse a
Roma forse a Milano. Chi si fermerà ai gazebo troverà liste di candidati
diverse da città a città. A compilarle saranno i vertici locali, e già si
prevede una gara (sponsorizzata dall?alto) per abbellire gli elenchi di vip,
calciatori, soubrette, personaggi sulla bocca del grande pubblico. Vale la pena
di addentrarsi nella faccenda, poiché se ne ricava l?identikit del nascente
partito, che da gennaio in poi ci sommergerà con una ricca gadgettistica. Un
po? come avvenne nel ?94 con Forza Italia. I delegati per il congresso
fondativo del Pdl saranno globalmente 6 mila, ripartiti secondo la regola
notarile del 70-30. In pratica, 1800 posti toccheranno ad Alleanza nazionale,
4200 a Forza Italia. E? la fotografia esatta dei rapporti di forze. Su queste
basi Verdini e La Russa (i due coordinatori) vanno d?amore e d?accordo. Della
sua parte di deleghe, An ne riserverà 1500 ai propri organismi cittadini,
provinciali, regionali; le rimanenti 300 verranno consegnate ai gazebo. Forza
Italia invece riserverà 700 deleghe agli alleati minori, 500 a deputati,
senatori, governatori, sindaci, insomma alla florida nomenklatura azzurra.
Tutto il resto (che fa 3 mila rappresentanti al congresso fondativo del Pdl)
verrà messo in palio nei gazebo. Ricapitolando: i 3 mila di Forza Italia, più i
300 di An, fanno 3300 delegati scelti dal basso. Verdini si sbilancia e
teorizza già il «partito degli elettori». Esagera? Probabile. Occhio però alla
sorpresa. Non saranno liste completamente bloccate ma, per così dire,
«flessibili». Chi sosterà ai gazebo potrà cancellare fino a tre dei nomi per
sostituirli con altri tre. Chiamiamole preferenze, ma in dosi omeopatiche. Un
minimo di competizione volto a cancellare l?idea di votazioni «bulgare», e per
portare più gente ai gazebo. Verdini, che fa una stima «prudente», se ne
aspetta 4 milioni. Berlusconi, sempre grandioso, perlomeno il doppio.
( da "Stampaweb, La" del 13-11-2008)
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Scuola
ROMA
E? una bruttissima pagina, una cosa da basso impero. Angeletti e Bonanni da
Berlusconi a Palazzo Grazioli senza di noi... E con la Confindustria. Emma
Marcegaglia avrebbe dovuto sollevare il problema della mancata presenza della
Cgil. Non riesco a capirla, forse è una fase di debolezza». E? il giorno in cui
la Cgil decreta lo sciopero generale per il 12 dicembre, ma è anche il giorno
dopo l?ennesima, violenta, rottura sindacale. Guglielmo Epifani è tra
l?infuriato e il divertito. Infuriato, «perché questo è un copione già visto,
con il ?patto della lavanderia? del 2001, eppure ripercorrono gli stessi
errori». Divertito, «perché a Palazzo Grazioli è stato visto anche Luigi
Angeletti, che aveva smentito di essere presente». E a traccheggiare era stato
anche Bonanni. Ma qui, lo sguardo cambia di nuovo: «Abbiano almeno il coraggio
di dire che c?erano, invece di collezionare brutte figure». Non era la prima
volta, c?era già stata la cena di Tremonti con i capi di Cisl e Uil. Ma a lei
non l?invitano mai? E soprattutto, basta questo per isolare la Cgil? «E? per
questo che parlo di basso impero: un governo democratico ha il dovere
istituzionale di confrontarsi con tutti, e di rispettare tutti. Stavolta, hanno
escluso anche l?Ugl». Perché, secondo lei? «Non lo so. Ma ho un sospetto:
c?entra qualcosa l?asse D?Alema-Fini sul federalismo? E perché Confindustria
sì, e non i rappresentanti dei commercianti, delle piccole imprese, degli
artigiani, che Berlusconi mette sempre in cima ai propri pensieri? E un governo
che si comporta così, come i ladri di polli, è un governo convinto della forza
delle proprie proposizioni? E poi sono legittimato a pensare che con
quell?incontro si volesse spingere Confindustria a fare l?accordo senza la
Cgil. Ma se è così, dov?è l?autonomia dal governo di Confindustria, rivendicata
da Marcegaglia sin dal primo minuto?» Teme che Confindustria faccia l?accordo
senza di voi? «Non lo temo per me, lo temo per loro: non è nell?interesse delle
imprese. Perché in questo modo Confindustria avrà lo sfascio, avrà due
piattaforme in ogni settore e in ogni impresa. Sarebbe davvero improvvido,
l?esperienza mi dice che se una categoria di Cgil propone 1 euro d?aumento,
Cisl e Uil ne proporranno 3. Secondo lei, a Confindustria conviene?». Cgil ha
indetto lo sciopero generale. E? per questo che la Cisl ha cancellato la
partecipazione alla manifestazione sulla scuola? «No. Noi facciamo lo sciopero
generale perché in una condizione di calo della domanda e degli investimenti,
con una crisi così dura, le scelte del governo non sono adeguate. Si dovrebbero
sostenere i redditi e le famiglie, e fare anche per le imprese quel che si fa
per le banche. A questo serve, in una situazione di crisi gravissima, la
finanza pubblica: a fare politica industriale. Sarkozy e Merkel hanno deciso
quali sono i dieci settori fondamentali che bisogna preservare dalla
contendibilità. Berlusconi e il colbertista Tremonti ce l?hanno un?idea, o
scambiano il fine con il mezzo?». E per combattere una situazione di questo
tipo lo sciopero non è uno strumento inadeguato? C?è chi, come il ministro
Sacconi, vorrebbe rivedere le regole. «Lo sciopero è uno strumento. E faccio
presente che non è la modalità furba e inammissibile dello sciopero bianco,
quello di una parte del personale di volo, che danneggia le aziende e i
cittadini. Il punto è se il governo vuole cambiare la sua politica di bilancio,
se per esempio vuol dare sostegno alle famiglie usando le tredicesime, come
abbiamo proposto noi. Quanto alle regole, non tutto il governo la pensa come
Sacconi. Sanno che se si mettono in discussione i diritti, non si va da nessuna
parte». Chi non la pensa come Sacconi? «Altri». E la Cisl, che non scende in
piazza con voi venerdì? «Si sottraggono sulla base di impegni della Gelmini totalmente campati in aria. Noi non vogliamo
difendere i baroni, né la proliferazione degli atenei e delle cattedre, ma non
siamo così babbei da pensare che una semplice politica di tagli sia una
riforma. Per ritirare lo sciopero, bisognava rimettere in discussione le scelte
della Finanziaria. Tremonti non vuol farlo. A un certo
punto, la Gelmini ha fatto
proprio lo schema di Brunetta: facciamo un accordo, ci ha detto, e così con
quello forse da Tremonti otteniamo qualcosa. Ma i rapporti tra Gelmini, Tremonti e Berlusconi sono
affar loro. Io non faccio un accordo per mettere un ministro contro un altro».
Epifani, le diranno che lei è il portabandiera della sinistra. La Cgil, pur con
i suoi 5milioni e 700 mila iscritti, rischia l?isolamento politico. Anche sulla
scuola. «Non è la Cgil ad essere isolata. E? Berlusconi che, in calo di
consensi non per nostro merito ma perché le scelte del governo hanno messo in
moto un movimento, prova a estromettere la Cgil. Facciamo così, vediamo venerdì
come va lo sciopero...». E qui sul volto di Epifani si apre un largo sorriso.
( da "Stampaweb, La" del 13-11-2008)
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Scuola
ROMA
Si rompe il fronte sindacale dell?università e della ricerca contro i
provvedimenti varati dal governo negli ultimi mesi: a meno di 48 ore dallo
sciopero generale fissato da settimane per venerdì mattina, e dopo l?incontro
di ieri pomeriggio con il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini, la Federazione Cisl Università, Confsal Snals
Università Cisapuni e Snlas-Confsal Ricerca hanno deciso di sfilarsi dalla
protesta, annunciando la revoca della serrata. La presa di posizione era già
nell?aria, ma solo oggi pomeriggio il segretario Antonio Marsilia ha ufficializzato
la posizione: «Abbiamo deciso la revoca dello sciopero perchè il ministro
Mariastella Gelmini, con il documento sottoscritto
ieri (dopo l?incontro con i sindacati, ndr.) si è impegnato a modificare alcuni
passaggi importanti della manovra governativa sull'università e a dare risposte
concrete alle richieste contenute nella piattaforma per lo sciopero». Per la
Cisl, quindi, è bastata la «ampia disponibilità» di Gelmini
«ad affrontare positivamente le richieste sindacali e a trovare soluzioni
concrete in tempi certi». Anche la decisione di Snasl Confsal è giunta dopo
«gli impegni assunti dal ministro Gelmini
nell?incontro di ieri sulle tematiche relative all?Università e alla Ricerca
che sono stati valutati positivamente» dalle sigle sindacali. Gli impegni,
spiegano in una nota, oltre a ricalcare quelli assunti per il pubblico impiego
«prevedono anche significative aperture sulle problematiche oggetto della
proclamazione dello sciopero. Di particolare rilevanza sono i passaggi relativi
alla stabilizzazione del personale precario degli Enti di Ricerca e alla
possibile modifica, in termini migliorativi, della manovra governativa
sull?Università». «Non comprendiamo la ragione della Cisl: noi siamo coerenti e
fedeli alla piattaforma unitaria, non bastano dichiarazioni di buona volontà,
noi andiamo avanti lo stesso con lo sciopero», fa sapere la Flc-Cgil: «Ho
sempre rispetto delle opinioni altri - precisa il segretario Mimmo Pantaleo -
ma con la Cisl avevamo definito una piattaforma: ieri siamo stati all?incontro
con il ministro Gelmini, ne abbiamo apprezzato la
disponibilità al confronto, ma non ci sono state date risposte sufficenti per
revocare lo sciopero». Forse, ipotizza Pantaleo, ha influito l?incontro che ci
sarebbe stato ieri sera tra il premier Silvio Berlusconi ed i segretari
generali di Cisl e Uil, perchè «quella cena aveva naturalmente il significato
di stimolare spaccatura dei sindacati». Anche la Uil Università e Ricerca
(Afam) conferma la presenza in piazza, «a meno che da parte del Ministero ci siano
novità interessanti», anticipa il segretario Alberto Civica: «Teoricamente per
disdire la serrata Gelmini ha ancora la notte per
cambiare idea, ma non credo succederà e non credo che l?incontro di domani al
Ministero della Funzione Pubblica possa essere fondamentale». Oggi Gelmini ha incontrato anche la Conferenza dei rettori delle
università italiane (Crui), che «ha ribadito il proprio apprezzamento sul
decreto legge appena firmato che contiene provvedimenti a favore delle
università più virtuose e dell`assunzione di nuovi ricercatori»: al centro
dell'incontro anche la riduzione dei corsi di laurea non indispensabili, delle
sedi distaccate ed i fondi per l'università nel 2010. Lo sciopero di venerdì,
quindi, si farà in ogni caso e l?organizzazione per il grande corteo previsto a
Roma è pronta: i sindacati sfileranno da piazza Bocca della Verità
(appuntamento alle 9.30) a piazza Navona, alle spalle del Senato, passando per
via delle Botteghe oscure e corso Vittorio Emanuele II. Ad essi si uniranno,
numerosissimi, gli studenti universitari e quelli liceali di Roma e di tutta
Italia: Trenitalia non ha messo ha disposizione convogli speciali, ma l?Onda
anomala si sta organizzando da giorni per partecipare in massa alla
manifestazione. Per la viabilità ed il trasporto pubblico della capitale sarà
un altro giorno di caos: oltre a quello delle organizzazioni sindacali, altri
cortei sfileranno per la città. Gli universitari de La Sapienza partiranno
verso le 10 dalla città universitaria e ?raccoglierannò per la strada gli
studenti degli altri atenei d?Italia davanti la stazione Termini, in piazza dei
Cinquecento. Altri due cortei prenderanno il via da Piramide (universitari di
Roma Tre) e da piazza della Repubblica (studenti medi). Non si escludono
improvvise deviazioni delle manifestazioni: come già avvenuto durante le
proteste delle scorse settimane, gli studenti potrebbero raggiungere il
Ministero dell?Istruzione o compiere ?blitz? per la città per creare disagi.
( da "KataWeb News" del 13-11-2008)
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Scuola
Da
Santoro a Fazio, gli eroi della satira (sugli altri) 12 novembre 2008 alle
22:19 — Autore: marziafilippi — 18 commenti Più o meno come la pubblicità dei
sofficini negli anni '80: croccanti fuori e permalosi dentro. Tanto libertari
sugli affari altrui, quanto bacchettoni sui propri. Da loro la satira è sempre
di casa, sì: a patto che bussi al portone degli altri. Fateci caso: non è la
prima volta che a sinistra vanno in cortocircuito sullo sfottò. Certo, Joe
Violanti contro Michele Santoro ricorda tanto Davide contro Golia. Fa specie
vedere l'anchorman campano che alla sera glorifica Vauro e la Guzzanti, e la
mattina dopo minaccia querela contro un povero imitatore radiofonico: reo, al
massimo, di riecheggiare troppo bene la calata meridionale. Eppure a Santoro
tanto è bastato per tirar su la cornetta - come fanno i tanto vituperati
censori della politica - e rimbrottare i datori di lavoro dell'ignobile guitto.
Ma se questa è la logica, allora alla Guzzanti che le facciamo? Processo
sommario? Inquisizione spagnola? Cento nerbate sulla schiena? Appesa a testa in
giù a viale Mazzini? La verità è che bisognerebbe studiarlo all'università,
questo sdoppiamento di personalità dei santoni del libero pensiero, i recordman
di citazioni dell'articolo 21 della Costituzione. Ventuno: come i secondi che
impiegano a sguinzagliare gli avvocati, se ti azzardi a spernacchiarli. Anche
Adriano Celentano, il guru del diritto allo sbeffeggio, ha querelato
Chiambretti per un'imitazionuccia da quattro soldi. Ricordate? Il comico
torinese si era permesso di ospitare in tv un sosia del molleggiato. Solita
caricatura: ginocchia che piroettano e sopracciglio impazzito. Sketch innocuo
per tutti, insomma, tranne che per Celentano, che trascinò in tribunale
Chiambretti con insulti allegati: «Sei stupido e scorretto, inganni la gente,
prendi uno che imita la mia voce e gli fai dire stronzate». Mica male, per il
baluardo della libertà di parola (e anche di parolaccia). Mica male per uno che
sulla tv pubblica si piccò d'insegnare il diritto di satira al Vaticano, al
grido di «Anche Gesù era un comico». Alla fine per riportarlo all'ordine c'è
voluta la condanna del giudice, il quale ha precisato l'ovvio: e cioè che
«l'imitazione di Chiambretti, con il cognome errato e l'incoerenza
grammaticale» si configurava chiaramente come «satirica». Traduciamo: «Caro
Adriano, si vedeva lontano un miglio che era solo un'imitazione: altro che
rock, il più lento sei tu». Ma il più delle volte gira così. Appena rompi le
scatole a casa loro, è come se scambiassero il dentifricio col peperoncino di
Soverato: gli brucia da matti. Quando Luttazzi lo accusò d'aver saltato la
naja, il superbuonista Fabio Fazio si mise a ringhiare come una tigre del
Bengala. E a Valerio Staffelli armato di solo Tapiro d'oro, digrignò i denti:
«Non vi autorizzo! È un'aggressione penosa!». E pensare che per anni, a
sinistra, si sono vantati d'essere campioni d'autoironia. Una volta, forse:
adesso appena li tocchi mordono. C'è gente che ancora ride per i tre miliardi
chiesti nel '99 da D'Alema a Forattini a causa d'una vignetta. Quella che
raffigurava il lìder Massimo seduto alla scrivania mentre sbianchetta il
dossier Mitrokhin, ricordate? La storia si è chiusa con il seguente,
tristissimo, scambio di battute. D'Alema: «Se Forattini mi garantisce l'intento
satirico, ritiro la querela». E Forattini: «Te lo garantisco». Satira
garantita, querela ritirata: Forattini divorzia da Repubblica, D'Alema divorzia
dal buon senso. Ma insomma: c'è davvero bisogno di garantire che una vignetta è
una vignetta? Che una burla è una burla? Macché: da quell'orecchio non ci
sentono. Prodi incluso. Tre anni fa mandò una denuncia a mezzo raccomandata
contro un sito internet che lo dileggiava a colpi di caricature. Per esempio, c'è
Bush che abbraccia Romano e gli dice: «Non dimentico mai una faccia, ma nel tuo
caso farò un'eccezione». Prendiamo anche Veltroni: adesso ride e scherza con il
sosia-Crozza e il «ma-anchismo», ma all'inizio era stato un trauma. Su internet
si può vedere la reazione televisiva di Veltroni al primo impatto con la sua
imitazione: aveva la fronte imperlata di sudore, gli occhi dell'incredibile
Hulk, insomma ancora un secondo e scoppia. E infatti reagisce stizzito: «Se mi
riconosco nell'imitazione? Ma manco per idea, ma lascia stare». Orpo, che
carattere. E che dire del manifesto, il foglio più libertario di tutti? Anni fa
il direttore Valentino Parlato s'era imbufalito con Vauro per colpa d'un
disegno contro la testata comparso sull'inserto satirico, Boxer, tanto da
dichiarare: «L'inserto? Buttatelo via». Nel '97 Vauro arrivano addirittura a
censurarlo per una vignetta contro Cofferati. E anche in questo caso, come in
tutti gli altri, si tratta sempre della stessa roba: un fumetto, un'imitazione,
un pernacchione, insomma una boutade. Ma vaglielo a spiegare: quando ci si
mettono d'impegno, oltre alle elezioni, perdono anche il senso dell'umorismo.
( da "Stampaweb, La" del 13-11-2008)
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Scuola
ROMA I
giovani di Azione studentesca hanno occupato per un?ora la sede nazionale della
Flc-Cgil esponendo striscioni, lanciando slogan e volantini «senza che la
polizia fosse in grado di intervenire». È quanto avvenuto questa mattina a
Trastevere, nel pieno centro della capitale, nella ricostruzione del
responsabile organizzativo Maurizio Lembo. «Quella di oggi - racconta il
sindacalista - è la seconda azione dimostrativa di Azione studentesca contro la
Flc-Cgil in quindici giorni. Due settimane fa siamo riusciti a chiudere i
portoni prima che entrassero, questa volta una trentina di persone hanno
oltrepassato le porte d?ingresso ma sono rimaste confinate nell?androne perchè
siamo riusciti a bloccare gli accessi agli uffici». I giovani di destra, con
bandiere issate «su robuste aste», hanno lanciato insulti contro il sindacato,
il personale della scuola, gli insegnanti fannulloni. Slogan preferito «potere
agli studenti, lotta dura sarà». Appena iniziata l?occupazione, il personale
della Cgil ha chiamato la polizia. «È arrivata - dice Lembo - una pattuglia
venti minuti dopo l?inizio della protesta. I due agenti hanno chiesto rinforzi
che però sono arrivati - sottolinea - solo a occupazione conclusa». «Ad un
giorno dalla grande manifestazione di studenti e sindacati per difendere
l?Università pubblica, per la quale è prevista una straordinaria partecipazione
studentesca, Azione studentesca, associazione di riferimento di Alleanza
Nazionale, occupa la sede della Flc-Cgil a Roma. L?Unione degli Universitari
condanna fortemente l?atto di stampo neofascista. L?occupazione di Azione
Studentesca dimostra l?incapacità della destra al governo del Paese di
rispettare dentro e fuori dal Parlamento il valore della democrazia espresso
della nostra Costituzione». Lo afferma, in una nota, l?Unione degli
Universitari (Udu) «Azione Studentesca afferma che la Flc è il sindacato
simbolo dello strapotere dei professori. Ricordiamo che questo movimento anti-Gelmini ha dimostrato in ogni iniziativa l?unità tra
studenti e lavoratori. Non solo esprimiamo la nostra solidarietà alla Cgil, in
un momento cui si cerca di isolare l?unica vera forza di contrasto alla
distruzione della scuola, ma intendiamo rilanciare con forza un appello alla
partecipazione degli studenti allo sciopero di domani. Azione studentesca
-conclude l?Udu- non sarà in quella piazza perchè in realtà nessuno vuole
manifestare con chi, con le sue azioni, calpesta ogni giorno la nostra
democrazia». «Basta con i metodi squadristi». Il segretario generale della
Cgil, Guglielmo Epifani, critica l?irruzione da parte degli esponenti della
destra nella sede della Slc per creare danni alla struttura sindacale.
Intervenendo al 60° anniversario dello Spi Cgil il leader del sindacato ricorda
che «era già successo. Non tolleriamo il ritorno a provocazioni di questo
segno» e prosegue Epifani «diciamo che non consentiremo che forme di violenza
dirette o indirette possano vincere sulla forza delle idee della ragione e
della giustizia. Non è solo una questione di rispetto», conclude Epifani.
( da "Articolo21.com" del 13-11-2008)
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L'Onda
dei 100.000 si prepara alla mareggiata di Bruna Iacopino L'onda prepara la
grande mareggiata! E' con queste parole che gli studenti universitari e medi si
preparano alla manifestazione nazionale di domani, venerdì 14 novembre. Lo
avevano promesso, e come dimostrato in occasioni recenti, hanno nuovamente
mantenuto la promessa: la mobilitazione non si ferma. Non si ferma davanti alle
false aperture del Governo, non si ferma di fronte alla “pausa di riflessione” della Ministra Gelmini, non si ferma di fronte alle minacce di denuncia, né tanto meno
di fronte ai deliri di un ex presidente della Repubblica, senatore a vita, che
invoca addirittura il morto... La direzione è ormai definita e non si cambia. E'
quella che è stata discussa e messa nero su bianco dopo interminabili
assemblee, riunioni fiume, occupazioni, quella che ha solcato le città
con cortei, presidi, perfomances, che ha mostrato, all'Italia tutta,
l'esistenza di energie nuove. Energie che non vogliono più rimanere confinate e
silenti all'interno di aule scolastiche e universitarie, né tanto meno
parcheggiate dentro qualche call center, sopra la testa la spada di Damocle di
una “precarietà” che è ormai dato “permanente”. I cortei in piazza, iniziati il
17 ottobre con la manifestazione nazionale indetta dai Cobas, hanno visto
un'altra scadenza significativa la settimana scorsa, venerdì 7 novembre, con
mobilitazioni decentrate all'interno delle singole realtà regionali. Domani la
prova del fuoco. “In 100.000 assedieremo Montecitorio” dichiarano gli studenti
dell'onda, infatti sono previsti ben 7 treni speciali provenienti da tutta
Italia, più un numero ancora imprecisato di pullman. Gli studenti avevano anche
cercato di ottenere sconti particolari da parte di Trenitalia, ma l'azienda ha
oggi comunicato ufficialmente che gli unici sconti consentiti saranno gli
sconti comitiva. Quindi il treno va pagato. La richiesta disattesa da
Trenitalia era stata anche alla base dell'occupazione dei binari alla Stazione
Ostiense di Roma, il 7 novembre, cosa che aveva causato la violenta reazione
delle forze dell'ordine e il ferimento di due studenti insieme ad una cronista
di Repubblica. “ Dopo essere passati davanti al Ministero dell'Istruzione ci
siamo diretti verso la stazione Ostiense cercando di bloccare i binari con
l'obiettivo fondamentale di aprire una vertenza con Trenitalia, per garantire
la mobilità tramite treni speciali per la grande manifestazione nazionale del
14 novembre a Roma, giorno dello sciopero dell'Università e per consentire la
partecipazione all'assemblea nazionale di movimento del 15 e 16 novembre alla
Sapienza.” Si leggeva il giorno dopo su una nota. Difatti nei giorni del 15 e
16 novembre è prevista presso la Sapieza una grande assemblea nazionale che
chiama a raccolta i delegati dei vari atenei italiani al fine di stabilire le
linee guida per quella che è stata definita “l'autoriforma dell'università”.
Due giorni intensi durante i quali gli studenti universitari proporranno la
propria idea di università e di sapere libero, contro il palese tentativo di
privatizzazione degli atenei come ben espresso all'interno del disegno di legge
n.133, Cap. V, art. 16: “Facoltà di trasformazione in fondazioni delle
università”, ma anche diverso dal modello attuale “... Criticare il
definanziamento e il progetto di dismissione del sistema formativo significa
infatti non attestarsi alla conservazione dell?università esistente, come
l?abbiamo vissuta fino ad adesso, perché quell?università è il luogo di moltiplicazione
della precarietà, di dequalificazione dei saperi, della subordinazione al
potere baronale. La sfida, ben più radicale, è di individuare le tracce
progettuali attraverso cui trasformare l?università, non in un più o meno
lontano futuro ma nel presente.” Si legge nel testo dell'appello della Sapienza
occupata. Le linee guida per la riforma dell'Università approvate in CdM, il 6
novembre, non ricevono il plauso degli studenti che vi vedono la continuità con
quanto precedentemente proposto, nonché il tentativo, anche questo esplicito,
di frenare l'onda della protesta che ormai spaventa. Spaventa nella misura in
cui ha avuto la capacità di fare rete e trascinare, realmente come un'onda,
altre realtà di lotta e di difesa dei propri diritti. Era all'assemblea
nazionale dei delegati della FIOM, ... “non si vince se non si costruisce
un'alleanza con il mondo del lavoro.” ; stava davanti alle fabbriche a
volantinare, ha ricevuto il sostegno e la solidarietà da parte dei No Tav e No
Dal Molin, e l'appello da parte del Forum Acqua bene comune, che non può, non
riconoscersi in un'onda... E loro, gli studenti, lo hanno capito perfettamente.
Hanno capito che difendere l'istruzione, come bene pubblico, significa
difendere non solo un principio democratico, sancito dalla Costituzione
italiana, ma significa soprattutto porre dei freni alla deriva di una res
pubblica che si avvia a diventare sempre più res privata, in cui il cittadino
viene depauperato dei propri diritti, della propria capacià decisionale e
critica. E a dimostrazione di come l'onda stia letteralmente mettendo alla
prova tutti i soggetti coinvolti, è di ieri la decisione da parte di CISL e UGL
di revocare lo sciopero. "Vogliamo proseguire il confronto aperto ieri con
Gelmini per arrivare a una riforma condivisa - spiega
Antonio Marsilia, segretario Generale della Federazione CISL Università- il
ministro si è impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della manovra e
a dare risposte concrete alle richieste contenute nella piattaforma per lo sciopero".
Decisione contestata dalla Cgil che in seguito all'incontro con la Ministra Gelmini non ha però trovato motivi validi per fermare la
mobilitazione: "Come sindacati confederali - spiega Mimmo Pantaleo-
abbiamo scritto insieme la piattaforma della protesta e siamo stati insieme
ieri all'incontro con il ministro, incontro del tutto interlocutorio e che
riguardava solo una parte di quella piattaforma". Dal governo "sono
emerse solo ipotesi di approfondimento di alcuni aspetti delle nostre richieste,
per questo - continua - non capisco la ragione di revocare lo sciopero. La Cisl
si è accontentata della buona volontà a discutere l'offerta
dall'esecutivo". La rottura però si era venuta a configurare in maniera
ancora più grave in seguito all'incontro, da cui la Cgil era stata esclusa, tra
Berlusconi, Sacconi, il presidente di Confindustria e i leader di Cisl e Uil
avvenuto a Palazzo Grazioli nella serata dell'11 novembre, e che aveva
suscitato l'ira di Epifani: "Il presidente Berlusconi dimostra così - si
legge in una nota - di non avere alcun rispetto nei confronti dei suoi
interlocutori, quando esprimono opinioni diverse dalle sue". Per
l'occasione aveva preso le distanze anche l'Ugl, altra esclusa dall'incontro
“segreto”. La strategia del “divide et impera” prosegue, dunque, nella
direzione prestabilita, ma non frena l'azione di mobilitazione nazionale
confermata dalla CGIL per domani e per il 12 dicembre, quando a incrociare le
braccia saranno i lavoratori con un blocco di 4 ore, contemporaneamente alla
manifestazione nazionale indetta a Roma dalla FIOM. E l'onda domani si
allargherà anche all'Europa... sono annunciate mobilitazioni degli studenti
Erasmus in varie città: Lisbona, Parigi, Barcellona, Siviglia, Madrid, Lione,
Anversa, Berlino, Londra, Copenaghen, Valencia. Già in queste ore nella
capitale c'è un gran fermento, la Sapienza si prepara ad accogliere i colleghi
degli altri atenei, ben 4.000 persone. Domattina a partire dalle 9.00 quattro
cortei diversi, da Piazzale dei Partigiani, Piazza della Repubblica, Piazzale
Aldo Moro e Piazza Bocca della Verità confluiranno in un unico corteo per
dirigersi verso Piazza Navona, da lì, confermano i arppresentanti dell'Onda, si
proseguirà verso Montecitorio per un “assedio pacifico”. La mobilitazione
continuerà giorno 17 in occasione della Giornata internazionale degli studenti:
una settimana, la prossima, che si preannuncia bollente. E se il Ministro
Maroni annuncia l'uso della forza per cosnsentire il normale svolgimento delle
lezioni, l'associazione Giuristi democratici è pronta a intervenire per fornire
assistenza legale gratuita a studenti e lavoratori. Del resto lo avevano detto:
"Io non ho pauta...le vostre denunce non fermeranno l?onda.”
( da "Sestopotere.com" del 13-11-2008)
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Università,
Cisl: "Sciopero revocato: adesso il Governo cambi rotta" (12/11/2008
14:43) | (Sesto Potere) - Roma - 12 novembre 2008 -La Federazione CISL
Università e la FIR CISL (Ricerca) considerano positivamente l'incontro di ieri
con il Ministro Gelmini. Un
"passo in avanti" che potrebbe aprire una nuova fase nel confronto
con il Governo. "Abbiamo deciso la revoca dello sciopero indetto per il 14
novembre - afferma Antonio Marsilia, Segretario Generale della Federazione CISL
Università - perché il Ministro con il documento sottoscritto ieri si è
impegnato a modificare alcuni passaggi importanti della manovra governativa
sull'università e a dare risposte concrete alle richieste contenute nella
piattaforma per lo sciopero del 14 novembre" Nel corso dell'incontro di
ieri, infatti, il Ministro Gelmini ha dimostrato ampia
disponibilità ad affrontare positivamente le richieste sindacali e a trovare
soluzioni concrete in tempi certi. In tal senso è stato firmato, con esclusione
della FLC CGIL, un documento di impegni circa l'individuazione delle risorse
contrattuali per il biennio economico 2008/2009 (per tutti i settori); la
restituzione dei tagli al fondo per il trattamento accessorio
(Università/Ricerca); la stabilizzazione precari, utilizzo del turn over e
ampliamento dotazioni organiche (Ricerca); il reperimento risorse aggiuntive
per il contratto AFAM 2006/2009 e stabilizzazione per docenti e tecnici
amministrativi precari del comparto; l'apertura immediata di specifici tavoli
di confronto per università AFAM e ricerca per definire le linee di riforma dei
comparti. "Il Ministro ci ha assicurato - spiega Marsilia - che gli
impegni assunti saranno ratificati dal Governo. Mi sembra un buon punto di
partenza per dare vita ad una condivisa e moderna politica riformatrice delle
istituzioni più importanti per il progresso civile ed economico del Paese e ci
aspettiamo segnali precisi a partire dalla conversione in Legge del Decreto 180
il cui iter si è avviato ieri al Senato".
( da "Trend-online" del 13-11-2008)
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Lavoro:
anche sindacati base verso sciopero generale 12/12 ANSA NEWS, clicca qui per
leggere la rassegna di Ansa , 13.11.2008 12:57 Scopri le migliori azioni per fare
trading questa settimana!! (ANSA) - MILANO, 13 NOV - Anche il mondo del
sindacalismo di base - Cub, Cobas e Sdl - va verso uno sciopero generale per il
12 dicembre, gia' annunciato la Cgil. La piattaforma
dell'agitazione e' diversa da quella della Cgil: Cub, Cobas e Sdl chiedono
l'abolizione del precariato, l'adeguamento dei salari all'aumento dei prezzi,
retribuzioni europee con un aumento immediato di salari e pensioni di almeno
3.000 euro, l'abolizione della riforma Gelmini e dei provvedimenti dell'ex ministro Fioroni.
( da "Velino.it, Il" del 13-11-2008)
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Il
Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono
inserite. ECO - Unions divided over university,
CISL calls strike off
( da "ITnews.it" del 13-11-2008)
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Milano,
13 nov. - (Adnkronos) - In concomitanza con la
manifestazione nazionale di Roma il mondo dell'universita' milanese organizza
per domani un presidio in piazza Duomo. Dalle 10 alle 14 i lavoratori
dell'Universita', i ricercatori e gli studenti parteciperanno al sit-in
organizzato da Cgil e Uil per dire no alla riforma del ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini.