HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “SCUOLA” |
|
toARTICOLI DEL 12-31 dicembre
2008 #TOP
·
Articoli
Scuola (98)
scuola, cambia il maestro unico
( da "Repubblica,
La" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
intesa tra il
ministro Gelmini e i sindacati Scuola, cambia il maestro unico Sarà
facoltativo. Bossi frena Berlusconi sulla riforma costituzionale ROMA - Il
maestro unico alle elementari sarà facoltativo. Cambia uno dei pilastri della
riforma della scuola del ministro Mariastella Gelmini, che ieri sull´argomento
ha siglato un accordo con i sindacati.
federico
ii, in 96 mila alle urne - bianca de fazio
( da "Repubblica,
La" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
riconoscono
nel movimento anti Gelmini. «La partecipazione non va imbrigliata nelle solite
liste e nella consultazione elettorale», sostengono quanti sono contro le elezioni.
Intanto le organizzazioni studentesche più tradizionalmente forti alla Federico
II (la Confederazione degli studenti, innanzitutto) e quelle legate alla destra
(da Comunione e liberazione ad Azione universitaria)
scuola,
effetto domino su docenti e studenti - franco buccino
( da "Repubblica,
La" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
che hanno
spinto al rinvio delle iscrizioni il ministro Gelmini e i suoi collaboratori.
Il motivo ufficiale è l´attesa dei regolamenti attuativi della legge 40 dello
scorso anno e delle leggi 133 e 169 di quest´anno. Da essi dovrebbero derivare
"nuove opportunità educative e formative": il tempo in più servirebbe
alle scuole e a genitori e studenti per conoscerle e approfondirle.
sciopero,
la città va in piazza anche l'onda con i lavoratori - ilaria carra
( da "Repubblica,
La" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
già in
agitazione da mesi contro la riforma Gelmini. Sostegno all´occupazione e
detassazione di stipendi e pensioni, nonché nuovi ammortizzatori sociali, sono
alcune delle richieste avanzate al governo dalla Cgil. Che non risparmia dure
critiche a Palazzo Marino: «Se Regione e Provincia qualcosa stanno facendo -
denuncia Onorio Rosati, segretario generale milanese Cgil -
"noi
la crisi non la paghiamo" l'onda sfila e punta al motor show - ilaria
venturi ( da "Repubblica, La"
del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Se non
chiuderanno per sciopero le chiuderemo noi», annunciano i No Gelmini. Poi il
corteo da piazza Verdi (concentramento alle 9), lungo i viali e Strada Maggiore
per incrociare uno dei cortei del sindacato e arrivare in piazza Maggiore, dove
gli studenti e i ricercatori precari interverranno, in una delegazione, sul
palco.
cgil
sfida il governo da piazza maggiore - luca sancini
( da "Repubblica,
La" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la sfilata degli
studenti No-Gelmini e quella dei Cobas della scuola. Poi il Motor Show, che
attira nel fine settimana centinaia di migliaia di visitatori, e sempre in
fiera il congresso dei giovani delle Acli. Senza contare i disagi per chi
viaggia. Dai treni che subiscono ancora contraccolpi per il maltempo che sta
attraversando tutta Italia,
<Maestro
unico facoltativo> ( da "Corriere della Sera"
del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
modifiche al
piano Gelmini. Il ministro: non è una marcia indietro «Maestro unico
facoltativo» Scuola, la riforma delle superiori slitta al 2010 ROMA — La nuova
scuola elementare partirà dal prossimo anno scolastico, ma il maestro unico,
previsto dal progetto di riforma Gelmini, sarà facoltativo e verrà introdotto
solo su richiesta delle famiglie che potranno scegliere tra 24,
Un
chiaro segnale al partito del dialogo
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Di qui il compromesso
annunciato ieri dalla Gelmini, additata per settimane come simbolo
dell'arroganza governativa da studenti, professori e sindacati. Il commento
soddisfatto del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, certifica l'importanza
che si attribuiva alla mediazione. è un modo per difendere la trattativa col
governo anche di fronte alla Cgil,
Le
proteste in piazza ( da "Corriere della Sera"
del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Corriere della
Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-12 num: - pag: 3
categoria: BREVI Le proteste in piazza Bambini in corteo durante una delle
manifestazioni che negli ultimi mesi hanno contestato la riforma del ministro
Gelmini. In alto, un'immagine d'archivio di una classe con il maestro unico
Slitta
la riforma delle superiori <Il maestro unico facoltativo>
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
e al ministro
Mariastella Gelmini manda a dire: «Ora tutte le prediche che ci avevano fatto,
le lezioncine rivolte a noi e a quanti osavano criticare che fine hanno
fatto?». Ancora più dura la risposta di Mariangela Bastico, ministro ombra del
Pd per gli Affari regionali: «Siamo di fronte ad un'altra gigantesca marcia
indietro del governo sulla scuola.
<Evitiamo
tensioni>. Passa la linea morbida
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
non rischiare
nemmeno di incappare in un referendum per l'abolizione della riforma Gelmini,
minacciato dal Pd. Sta in molte ragioni quella che dall'opposizione definiscono
«una marcia indietro clamorosa» del governo sulla riforma della scuola, e che
l'esecutivo e lo stesso ministro Gelmini considerano nient'altro che una logica
messa a punto di un progetto.
E
Silvio fa i conti <La Lega mi ha stufato>
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
aveva garantito
alla Gelmini il via libera per chiudere l'intesa con i sindacati sulla scuola,
alla vigilia dello sciopero generale della Cgil. Non è la giustizia, è la crisi
economica che lo assilla, con i danni che rischia di produrre al Paese e in
prospettiva anche alla stabilità del governo.
<Bugie
dei sindacati Nessun passo indietro>
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Eliminate
compresenze e modello del modulo» «Bugie dei sindacati Nessun passo indietro»
Gelmini: docente unico e prevalente restano Il ministro respinge la tesi della
retromarcia: «La prossima settimana approveremo tutti i regolamenti» ROMA —
Nessuna marcia indietro. Il ministro Gelmini ha letto i commenti sull'incontro
governo sindacati sulla scuola.
Italia
e meritocrazia per Letta e Gelmini
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Spettacoli TV
- data: 2008-12-12 num: - pag: 68 categoria: BREVI Italia e meritocrazia per
Letta e Gelmini Quanto vale il merito nel nostro Paese? Nel lavoro, a scuola,
in economia, pesano di più i legami familiari, politici o lobbistici? Da David
Sassoli, Maria Stella Gelmini e Enrico Letta (foto). Tv7 Raiuno, ore 23.40
LE
RIFORME FACOLTATIVE ( da "Corriere della Sera"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
rallentamento
delle riforme scolastiche del ministro Gelmini, senz'altro apprezzate dalla
maggioranza del Paese, dando vita all'inedita figura della «riforma facoltativa
». Insomma tiene conto dell'opposizione quando non dovrebbe, e ne rifiuta
l'apporto quando invece dovrebbe: mentre An e la Lega tendono ogni volta a
smarcarsi, la prima per alimentare le ambizioni successorie del suo capo,
Brunetta
su Facebook con oltre 14 mila amici
( da "Corriere
della Sera" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Dopo la
Gelmini, anche il ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione si è
presentato sul web con un video-messaggio. In 44 secondi Renato Brunetta,
camicia, sciarpa al collo e viso in camera ha annunciato: «Amici di Facebook
buongiorno.
<Sciopero
Cgil, un successo> Epifani attacca il governo
( da "Corriere
della Sera" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
come conferma
anche il dietrofront della Gelmini sulla scuola. Mi dispiace solo che Cisl e
Uil non siano qui». Numeri grassi, a sentire la Cgil: «Le adesioni hanno
superato il milione e mezzo, in molti casi sono state più del doppio rispetto
al numero degli iscritti: 80 mila a Milano, 50 mila a Roma, 100 mila in
Toscana, più del 55% dei dipendenti alla Fiat Mirafiori»
<Sciopero
delle gite contro la Gelmini> ( da "Corriere della Sera"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini o non
Gelmini, spiegare ai giovani cosa sia la mafia per la preside è doveroso.
Caterina Belloni A casa I 1.300 studenti del «Volta» di Lodi rischiano di dover
rinunciare alle gite scolastiche per la protesta dei loro professori La preside
\\ Sto dalla parte dei genitori.
IL
TEMPO RITROVATO A SCUOLA E LA VITTORIA DEL BUON SENSO
( da "Corriere
della Sera" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Se il
ministro Gelmini si fosse consultata con lui, avremmo perso meno tempo e tutto
sarebbe stato più chiaro. Perché le riforme importanti si devono fare «per»,
non «contro». Cancellare il tempo pieno era soltanto un inutile voler andare contro,
anche al buon senso.
scuola,
lite sulle correzioni "dietrofront". "no, buon senso"
( da "Repubblica,
La" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini, ha
dato più tempo alla fase di transizione ROMA - Dietrofront sul maestro unico,
sì o no? Sul punto divergono le interpretazioni tra maggioranza e opposizione.
Di fronte alla soddisfazione espressa da sindacati e centro-sinistra per quello
che hanno definito una marcia indietro del Governo, il ministro Gelmini ha
ribadito che nulla è cambiato rispetto ai piani del Governo:
"per
natale adotta un filosofo ti impacchetterà i regali" - raffaella paisio
( da "Repubblica,
La" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
contro la
Gelmini e la sua legge: "133 the number of the beast": è il Galfer.
In via Roma una maestra vende cartoline natalizie. Indirizzo prestampato:
"Palazzo Chigi. Roma": contro un crollo di qualità della scuola. In
piazza San Carlo trovo casa, tra gli studenti di Filosofia: sfottono fantasiosi
la propria precarietà esistenziale.
sciopero,
studenti e operai in piazza "la nostra protesta non si ferma" -
valeria forgnone tea maisto ( da "Repubblica, La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il maestro
prevalente di cui parla il ministro Gelmini è sempre il maestro tuttologo»,
spiega la maestra Paola Arduini. Una marcia allegra scandita da musica e canti alternati
a momenti di riflessione. Simbolico lo striscione dei ragazzi di Roma Tre
srotolato di fronte alla Biblioteca Nazionale di Castro Pretorio "Lavoro e
università: stessa rabbia,
gli
studenti occupano il consolato greco
( da "Repubblica,
La" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
assemblea «No
Gelmini» si sono staccati dal corteo e hanno fatto incursione nel consolato per
esprimere solidarietà al movimento studentesco greco che in questi giorni -
come scrivono i ragazzi - «sta rispondendo all´arbitraria violenza poliziesca
attaccando i simboli del potere politico e della crisi economica globale».
il
precario, il bidello, l'universitario padri e figli dietro lo stesso striscione
- claudia brunetto ( da "Repubblica, La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
occasione per
lanciare le prossime iniziative di protesta: «Già da ieri - dice Rube
Monterosso che fa parte anche dell´assemblea No Gelmini - abbiamo avviato una
serie di seminari, dibattiti e presentazioni di libri sui temi di questi giorni
e mercoledì prossimo ci sarà anche un incontro con Paolo Rossi. Resistiamo per
sostenere l´università pubblica».
statale,
scontri a pugni e calci in aula magna anche scalzone
( da "Repubblica,
La" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
di piazza
Fontana e per il No Gelmini Day ha deciso di andare a occupare l´università. La
porta è stata scardinata, l´assemblea si è fatta, hanno vinto i duri, che in
aula magna hanno disquisito della necessità di alzare il livello dello
scontro». Ha partecipato anche Oreste Scalzone, leader di Potere operaio negli
anni Settanta, che ha spiegato così le ragioni della sua presenza:
frenata
sulla riforma gelmini il sindaco vincenzi rilancia: "genova capitale
dell'autonomia" ( da "Repubblica, La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Genova La
scuola Frenata sulla riforma Gelmini il sindaco Vincenzi rilancia: "Genova
capitale dell´autonomia" GENOVA capofila di una proposta di riforma della
scuola che unirà i comuni italiani, dopo il colpo di freno alla riforma
Gelmini: tra gennaio e febbraio, annuncia una soddisfatta Marta Vincenzi,
organizzeremo in città un´assemblea propositiva di tutti i comuni italiani,
la
crisi porta diecimila in piazza - nadia campini
( da "Repubblica,
La" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
diffondono le
note di Ligabue e si agitano le grandi sagome di cartapesta che raffigurano le
"facce da crisi", Berlusconi e Gelmini in testa. Nonostante le
minacce del tempo, nonostante le divisioni con Cisl e Uil, la protesta della
Cgil è riuscita a portare in piazza migliaia di lavoratori spaventati per la
crisi e arrabbiati con la politica del governo, secondo la Cgil sono 20.
sotto
la pioggia, contro il governo scorre il fiume rosso della cgil - ilaria ciuti
( da "Repubblica,
La" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La Gelmini
sta rivedendo le sue posizioni, gli scioperi servono. Dobbiamo rovesciare il
modello senza regole che ci ha infilato in questa crisi», dice Fuso chiudendo
il comizio dopo gli interventi di operai in cassa integrazione o mobilità,
precari, studenti universitari, ricercatori, lavoratrici dell´Esselunga.
epifani
riempie piazza maggiore - luciano nigro
( da "Repubblica,
La" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la grande manifestazione
sulla scuola del 30 ottobre non avremmo avuto oggi la retromarcia della
Gelmini». Sono i metalmeccanici i più numerosi, più dei pensionati. In via San
Felice sfilano le tute blu delle fabbriche di Reggio, Modena e Bologna,
pettorina rossa della Fiom. Qui dentro ci sono i più arrabbiati. Gridano
"vaffanculo" riecheggiando e il Vaffa Day di Grillo a Bologna.
sciopero,
in piazza il popolo cgil "un milione e mezzo in 100 città" - luisa
grion ( da "Repubblica, La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
senza cortei
la Gelmini non avrebbe fatto marcia indietro" LUISA GRION ROMA - Sotto la
pioggia e a malapena riparati dagli impermeabili di plastica rossa forniti
dall´organizzazione, fra cori di «Bella ciao» e cortei d´appoggio organizzati
dagli studenti dell´Onda ieri la Cgil ha portato in piazza il «suo» sciopero
generale contro la politica economica del governo.
Battisti,
Dylan, prosecco e cous-cous Veltroni con i suoi amici di Facebook
( da "Repubblica.it"
del 14-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini,
circa 18mila, e la new entry Renato Brunetta, che sfoggia già oltre 16mila fan,
Fabio risponde: "La politica su Facebook non deve essere una gara a chi ha
più contatti ma una maniera nuova di veicolare contenuti". Proprio
sull'argomento interviene anche Walter Veltroni che commenta così la notizia
del boom di contatti ricevuti dai suoi colleghi del centrodestra Gelmini
Statale,
sgomberata l'aula magna Denunciati 19 giovani occupanti
( da "Corriere
della Sera" del 14-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ala più dura
degli studenti anti-Gelmini, è stata sgomberata ieri mattina, intorno alle 7,
dalla polizia. Al momento del blitz, «avvenuto - specifica la Questura di
Milano - su richiesta delle autorità accademiche», nella sede di via Festa del
Perdono erano presenti 19 persone «che sono state identificate e denunciate per
occupazione ».
Giustizia,
Bossi insiste sul dialogo "Napolitano è un uomo saggio"
( da "Repubblica.it"
del 14-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ritiene che
anche la nuova versione della riforma Gelmini, basata su un intesa tra il
ministro e i sindacati, possa aiutare a ricostruire un clima di confronto?
"È una questione di principio: quando si riesce a trovare un accordo, va
sempre bene". Però anche sul federalismo, che per voi rappresenta la madre
di tutte le battaglie, qualche problema c'è.
il
primato degli annunci del cavaliere - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 14-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Sulla
seconda, la Gelmini ha concordato con Cisl e Uil il rinvio di un anno delle
riforme previste per la scuola superiore e ha rimesso alla libera scelta delle
famiglie l´orario delle lezioni nelle scuole dell´infanzia nonché la scelta del
maestro unico o quella di un «team» di insegnanti.
"napolitano
è un uomo saggio proporrò io una mediazione al pd" - rodolfo sala
( da "Repubblica,
La" del 14-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ritiene che
anche la nuova versione della riforma Gelmini, basata su un intesa tra il ministro
e i sindacati, possa aiutare a ricostruire un clima di confronto? «è una
questione di principio: quando si riesce a trovare un accordo, va sempre bene».
Però anche sul federalismo, che per voi rappresenta la madre di tutte le
battaglie, qualche problema c´è.
il
ministro decisionista e l'attacco all'università - vittorio pesce delfino
( da "Repubblica,
La" del 14-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Poiché la dottoressa
Gelmini non era ancora nata quando alla Facoltà di Sociologia di Trento menti
deviate inventarono il "18 politico", devo pensare che non possa
appartenere alla sua esperienza diretta; quindi il Ministro Gelmini basa le sue
argomentazioni su mere fole.
Così
il Pd può <aiutare> la Gelmini
( da "Corriere
della Sera" del 15-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la Gelmini C
aro Direttore, a partire da oggi inizia alla Camera l'esame del cosiddetto
«decreto Gelmini» sull'Università, già approvato al Senato. Con le vacanze alle
porte e un cumulo di decreti in scadenza, esistono pochi margini, che tuttavia
andrebbero sfruttati con grande senso di responsabilità da parte di maggioranza
e opposizione,
"economia
ferma, più disoccupati subito riforme contro la crisi" - alberto d'argenio
( da "Repubblica,
La" del 15-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Un chiaro
riferimento alle riforme del ministro Gelmini. Sul banco degli imputati, altro
classico, c´è anche la scarsa produttività dell´intero sistema nazionale. «Le
politiche chiave per aumentarla - scrive Bruxelles - sono quelle delle riforme
strutturali: più concorrenza, meno costi burocratici, miglior funzionamento del
mercato del lavoro, più ricerca e sviluppo».
auto,
anche il pd chiede un piano di aiuti - rodolfo sala
( da "Repubblica,
La" del 15-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E c´è la promessa
di non fare sconti alla Gelmini: «Ci hanno detto che serviva il maestro unico e
adesso è sparito: restano i tagli di otto miliardi contro i quali continueremo
a batterci». Ma l´affondo più duro è ovviamente per Berlusconi, il premier che
a Pescara ha comprato collane invitando gli italiani a spendere.
"siamo
noi i paladini della cosa pubblica" - raffaella paisio
( da "Repubblica,
La" del 16-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
scetticismo e
impegno: tra gli occupanti dell´ateneo non solo opposizione alla riforma
Gelmini, ma idee e progetti per la vita e il mondo che verrà "Ci tolgono
ciò che è di tutti: luce, acqua, università, sanità, treni. E la tv ci
rimbambisce" "Oggi ci fregano, ma noi impariamo a pensare e domani
saremo ovunque nella società...
maestro
unico, ancora proteste il no-gelmini e no-aprea day
( da "Repubblica,
La" del 16-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Roma Oggi al
Morgagni lo "sconcerto" con Cristicchi Maestro unico, ancora proteste
il no-Gelmini e no-Aprea day Non si ferma la protesta delle scuole romane e
oggi va in scena "Il no Gelmini e no Aprea day". Alle 17 al liceo
Morgagni si darà vita allo "sconcerto" con i cori delle scuole e tra
gli artisti Simone Cristicchi e Tetes de bois.
dai
cortei alla festa dopotutto è natale
( da "Repubblica,
La" del 17-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
niente
discussioni sulla legge 133 e la legge Gelmini, questa sera l´Onda Anomala
Party sarà una festa a base di cena, concerto e dj set: «Live band e musica
revival - trash anni ?60, ?70 e ?80 al night long!». La serata cade alla
vigilia dell´ultima assemblea interfacoltà, domani alle 16 all´Accademia di
Brera.
La
Gelmini: vengo da una famiglia allargata
( da "Corriere
della Sera" del 17-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il divorzio
fece scalpore La Gelmini: vengo da una famiglia allargata MILANO — Minigonna mai.
Consapevole che «i sex symbol sono un'altra cosa», la signora vota con slancio
a favore della longuette: «Mi sta meglio». Un po' miope e altrettanto
astigmatica nonostante l'intervento correttivo, continua «per comodità» a
inforcare occhiali colorati (
Sorridere
al tempo della crisi ( da "Corriere della Sera"
del 18-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ecco la
Carfagna in tailleur pantalone e la Gelmini a fare da maestra al governo e
all'opposizione, tutti in grembiule nero e fiocco. Oltre, naturalmente, al
premier Berlusconi nelle vesti di mago (è lui il Mago Merlino) con Obama
(Michelle compresa), Putin (Orso della vecchia Urss compreso) e Sarkozy (Carlà
compresa).
i
passi indietro della riforma gelmini - tito boeri
( da "Repubblica,
La" del 18-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Pagina 29 -
Commenti I PASSI INDIETRO DELLA RIFORMA GELMINI TITO BOERI Un passo indietro e
due avanti. Al contrario di Lenin, il Ministro Gelmini nelle ultime due
settimane ha preso atto dei limiti delle riforme imposte dall´alto, quelle che
servono unicamente a fare cassa negli scenari della Ragioneria Generale dello
Stato.
i
negramaro domani al palaisozaki "noi, colonna sonora degli studenti"
- guido andruetto ( da "Repubblica, La"
del 18-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
nella
stagione di contestazione al governo e al ministro Gelmini sul tema delle riforme
scolastiche, hanno voluto esprimere con la loro mobilitazione il desiderio di
una scuola e di una prospettiva di vita nuove, anche attraverso le canzoni del
gruppo pop leccese che sono state la colonna sonora di numerose manifestazioni
torinesi e in generale dell´Onda.
Fiducia:
fermi premier e governo Partiti: il Pd crolla sotto quota 30
( da "Repubblica.it"
del 18-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
appena
sopravvanzato dalla Gelmini (37%). Calderoli perde un punto (da
studenti
al voto, vince la confederazione ( da "Repubblica, La"
del 19-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
le
associazioni rappresentate nelle liste contro i collettivi studenteschi ed il
movimento anti-Gelmini. Contestano, collettivi e movimento, la vera
rappresentatività di questi organismi. Polemiche finite in zuffe ed anche in
denunce: per i seggi messi a soqquadro l´altro pomeriggio, per una stella a
cinque punte comparsa a Lettere, per le minacce che sono volate tra gli
studenti.
biglietti
sull'albero al volta "scrivi ciò che vorresti" - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
mancano le prevedibili
accuse al ministro Gelmini e abbondano invece le richieste frivole.
«L´iniziativa è divertente ma non seria - taglia corto Cristina, rappresentante
degli studenti - la politica si fa in manifestazione». Ancora più duro Fabio,
iscritto in terza: «Questa è una trovata da filmetto sui giovani, il mio
dissenso lo scrivo sui muri»,
asili,
doposcuola e palestre la vita impossibile delle donne - nadia campini
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il più
ricercato, è oggi messo in discussione dalla riforma Gelmini. La scuola occupa
comunque solo una parte, seppure importante, della giornata dei figli. Poi ci
sono le attività sportive o culturali, Genova offre decine di palestre e corsi
per tutti i gusti, più complicata è la questione del nuoto.
elementari,
arriva il maestro di riferimento - salvo intravaia
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E l´ora torna
di 60 minuti Il ministro Gelmini: riordino organico. La Cgil: le famiglie
dovranno fare i conti con i tagli Nel 2009 ai docenti aumenti di 79 euro SALVO
INTRAVAIA ROMA - Anticipo alla materna, "maestro di riferimento"
all´elementare e inglese per 5 anni alle superiori.
Scuola,
parte la riforma E l'ora durerà 60 minuti
( da "Corriere
della Sera" del 19-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro
Gelmini ha annunciato la fine di una «consuetudine» piuttosto diffusa e ha
anche detto che vigilerà per contrastare eventuali autoriduzioni. Risultato:
una manciata di minuti che in un giorno diventa quasi un'ora di insegnamento,
in una settimana 5 ore e
edilizia
e accorpamenti scuole dell'isola in tilt - rosario ognibene
( da "Repubblica,
La" del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Forse ha
ragione il padre di Vito Scafidi, alunno morto a Rivoli per il crollo del tetto
dell´aula, quando rivolgendosi al ministro Gelmini dice: «Meglio un figlio
ignorante che morto. Se avete anche il solo sospetto che una scuola possa
cadere, la dovete chiudere».
tettamanzi:
la scuola non deve dividere - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Tettamanzi
parla anche della riforma Gelmini. Non entra nei dettagli tecnici, ma dice: «La
riforma necessaria è quella che mette al centro la persona, non la struttura, i
piani, i programmi, i progetti». Anche perché, prosegue, «ogni progetto deve
essere il mezzo, la risorsa, per la crescita degli insegnanti, della famiglia,
dei dirigenti scolastici e degli studenti»
"alla
feltrinelli i libri scontati del 70 per cento" ma era uno scherzo
( da "Repubblica,
La" del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini.
Nelle facoltà dell´Ateneo, nei bar e nelle strade di tutta la cittadella
universitaria, hanno distribuito finti coupon di sconto (di colore rosso con
logo della Feltrinelli e del Ministero dell´Istruzione), che annunciavano
appunto una riduzione di prezzo del 70% per chiunque si fosse recato alla
Feltrinelli in quelle due ore.
alle
aldini non arrivano i fondi corsi di recupero ad orario ridotto
( da "Repubblica,
La" del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Intanto si
solleva la protesta del movimento delle scuole di base contro i decreti Gelmini
presentati ieri che annullano le compresenze degli insegnanti nel tempo pieno (in
tutte le classi, non solo le nuove prime) delle scuole elementari. La
mobilitazione di genitori e maestri si farà sentire a gennaio con le
iscrizioni. (il.
la
carfagna regala ai ministri le statuette-copia del governo
( da "Repubblica,
La" del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ignazio La
Russa, Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini e la stessa Carfagna. In testa a
tutti per perfezione sta, ovviamente, una singolare versione di Silvio
Berlusconi che l´artigiano ha strategicamente "elevato" in altezza su
tutti gli altri, assieme ad alcuni pastori-ministro che difettano un po´ in
statura.
Tettamanzi,
appello ai presidi <No alla scuola divisa per etnie>
( da "Corriere
della Sera" del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
contenuti
tecnici» della riforma Gelmini — perché «non sono un tecnico», ha precisato
appunto — ma il pensiero che ha espresso ieri incontrando al Conservatorio i
dirigenti scolastici della provincia di Milano è chiaro quanto basta per suonar
da monito a chi vuol capire: «Più che di riforma della scuola —
Quei
rettori che assediano i fratelli Pizza
( da "Corriere
della Sera" del 21-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini,
paracadutata al ministero di viale Trastevere per investitura monarchica di
Silvio Berlusconi, appare a molti frequentatori delle anticamere capitoline più
o meno come una marziana con le antenne e la pelle verde squamata. Ma ecco che,
provvidenziali come certi angioletti, hanno cominciato ad apparire ai
responsabili di diverse università del Mezzogiorno alcuni misteriosi
SCUOLE
ELEMENTARI ( da "Corriere della Sera"
del 21-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Associazione
internazionale per la valutazione del livello educazionale) che riporta i dati
relativi ad alunni di 59 Paesi di 5 continenti, mostra che i bimbi italiani si
collocano all'ottavo posto in matematica e al quarto posto in Scienze. Quale
sarà la classifica dei nostri bambini dopo la riforma Gelmini? Elio Smedile
esmedile@alice.it
crisi
economica sfida per l'onda - alessandro rosina
( da "Repubblica,
La" del 22-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
e non solo
per i tagli annunciati dal ministro Gelmini. Non è infatti a rischio solo la
qualità del sistema universitario, c´è in gioco molto di più. La difesa del
proprio futuro come generazione richiede all´Onda il passaggio ad una nuova
fase, che adotti una prospettiva più ampia. è forse il momento giusto per
farlo, ma sono ancor più i tempi duri che si avvicinano ad imporlo.
Durnwalder
e il pasticcio di Bolzano ( da "Corriere della Sera"
del 22-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Proprio ieri
il ministro Gelmini ha notificato alla Provincia di Bolzano di voler congelare
la nomina del nuovo sovrintendente. Eppure sembrava cosa fatta. Sarà un caso?
Francesco Alberti Il voto Mauro Minniti, di An, ottiene la vicepresidenza del
consiglio provinciale di Bolzano votando insieme alla maggioranza Svp-Pd Le
reazioni Il ministro leghista Calderoli grida al tradimento.
"niente
risarcimenti per vito" - meo p0nte
( da "Repubblica,
La" del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il dolore dei
genitori un mese dopo: "Vogliamo solo aule sicure" Nei giorni scorsi
l´incontro con il ministro Gelmini Dalla Reale Mutua una borsa di studio MEO
P0NTE «Giorno per giorno. Viviamo così ora che Vito non c´è più. Leggendo i
suoi quaderni, i suoi diari. Cercando anche il più lontano dei ricordi, la più
flebile traccia della sua esistenza..
la
digos denuncia quaranta "antagonisti"
( da "Repubblica,
La" del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Un corteo di
protesta anti-Gelmini passando per piazza Verdi contestò la presenza del
banchetto e poi ci furono brevi tafferugli con la polizia. I denunciati sono
anarco-insurrezionalisti, attivisti del movimento studentesco (Cua o Spazio
Sociale) e membri di Crash. C´è anche chi ha colpito con un pugno in un occhio
il vicedirigente della Digos,
con
la reggiani e casanova satira e dintorni - rodolfo di giammarco
( da "Repubblica,
La" del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La Gelmini,
la Loren che si compiace per come è scomparsa a Napoli l´immondizia, o tra
l´altro la Ferilli che facendo gli auguri interviene pesantemente sui fenomeni
del nostro paese. Camuffamenti di soldi, di personalità. E il Mago Casanova sta
al passo riproducendo lo stesso effetto con artifici delle mani o delle sue
macchine di scena»
furti
con carrello e doni ai passanti in città torna l'esproprio proletario -
maurizio crosetti ( da "Repubblica, La"
del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Assemblea No
Gelmini che chiedono e ottengono di entrare gratis nel cinema Greenwich Village
(ma perché?) e poi vanno da Feltrinelli, dove si fanno consegnare quattro scatoloni
di libri fuori catalogo: titoli, senza offesa, che nessuno si sognerebbe mai di
rubare, ma che ottenuti in dono vanno benissimo: così devono aver pensato i
passanti di piazza Castello,
Università,
appello a Napolitano <Basta tagli, serve il confronto>
( da "Corriere
della Sera" del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Nessuno
sconto al ministro Gelmini: «Intendiamo ribadire che tutte le proposte e le
critiche che siamo riusciti a elaborare restano pesantemente condizionate dai
tagli indiscriminati che questo governo non ha ancora ritirato e alla cui
presunta inevitabilità la comunità universitaria non intende arrendersi».
Furti
con carrello e doni ai passanti In città torna l'esproprio proletario
( da "Repubblica.it"
del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Assemblea No
Gelmini che chiedono e ottengono di entrare gratis nel cinema Greenwich Village
(ma perché?) e poi vanno da Feltrinelli, dove si fanno consegnare quattro
scatoloni di libri fuori catalogo: titoli, senza offesa, che nessuno si
sognerebbe mai di rubare, ma che ottenuti in dono vanno benissimo: così devono
aver pensato i passanti di piazza Castello,
il
futuro della ricerca - ignazio marino
( da "Repubblica,
La" del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
magari
ripensando alla generosa offerta di un ateneo americano, rifiutata con la
speranza di un futuro in Italia. La speranza, ecco un´altra parola necessaria
per pensare al domani. Con chi vorranno brindare i Ministri Sacconi e Gelmini?
(L´autore è presidente della Commissione Parlamentare d´inchiesta sul SSN del
Senato della Repubblica)
la
chiesa non insegua le bugie del governo - vittorio coletti
( da "Repubblica,
La" del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Che il
riaffermato finanziamento alle scuole cattoliche sia sufficiente a indurre
Bagnasco a sorvolare sull´irreligiosità di massa invocata dal Primo ministro?
Proviamo a verificare l´ipotesi prendendo l´altra parola del Cardinale, quella
usata nell´incontro con la stampa, quando ha auspicato un "Natale più
solidale".
tra
i pastori spunta la moschea i cattolici si dividono sul presepe - (segue dalla
prima pagina) roberto bianchin ( da "Repubblica, La"
del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
A Venezia
invece la moschea è sorta nel presepe di una scuola cattolica, l´istituto
professionale del Centro italiano femminile, per iniziativa di una bidella
bosniaca, Suada Kechman, condivisa dalla direttrice del centro, Valentina
Pontini: «Il 40 per cento degli alunni è straniero, è un´utile apertura
culturale».
tutti
i comici dalla a alla zeta ( da "Repubblica, La"
del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la doppia
caricatura del ministro Gelmini ad opere di due diverse attrici (Caterina
Guzzanti e Paola Cortellesi) sostengono la nazionale predisposizione alla
comicità. E a conferma di ciò è uscito un apposito Dizionario dei comici e del
cabaret (Garzanti, pagg. 620, euro 25,50), scritto da Giangilberto Monti, uomo
di spettacolo, autore anche di un Dizionario dei cantautori.
I
prof e il privilegio delle ore <scontate>
( da "Corriere
della Sera" del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E così,
appena Mariastella Gelmini ha previsto di recuperare quelle ore di lavoro pagate
in più (tante, spiega Tuttoscuola: «Di fatto 34 e anche 36 ore di lezione si
riducono a circa 30 ore effettive» per un totale di «6-7 milioni di ore
"scontate" l'anno»), è scoppiato un mezzo finimondo.
La
moschea dentro il presepe insorge la Lega, cattolici divisi
( da "Repubblica.it"
del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
A Venezia
invece la moschea è sorta nel presepe di una scuola cattolica, l'istituto
professionale del Centro italiano femminile, per iniziativa di una bidella
bosniaca, Suada Kechman, condivisa dalla direttrice del centro, Valentina
Pontini: "Il 40 per cento degli alunni è straniero, è un'utile apertura
culturale".
Berlusconi:
"Nel primo Cdm del 2009 riforme su intercettazioni e giustizia"
( da "Repubblica.it"
del 26-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lo ha detto
il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando al telefono con don
Pierino Gelmini durante le celebrazioni della Comunità Incontro, alle quali
prende parte anche il presidente dei senatori del Pdl. "Stasera cercherò
Maurizio Gasparri - ha detto il premier -, perché dobbiamo trovare l'accordo
sul candidato da proporre ai sardi".
Il
Cavaliere <rilancia> l'amico Pierino Al prete inquisito l'unica chiamata
natalizia ( da "Corriere della Sera"
del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Pierino
Gelmini è stato rinviato a giudizio. Ma è dal marzo scorso, ormai, che l'udienza
preliminare si trascina tra rinvii e dilazioni. E Pierino Gelmini sembra aver
messo tutto già alle spalle. Se lo scorso Santo Stefano fu un brutto Santo
Stefano per il Don che aveva ancora la tonaca (poi lasciata per non abbandonare
la guida della comunità)
Il
ministro va in radio e fa la dj ( da "Corriere della Sera"
del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
REDAZIONALE
Istruzione Il ministro va in radio e fa la dj Mariastella Gelmini lancia i
Killers e si scopre dj. è con il brano Humans del gruppo di Las Vegas che il
ministro all'Istruzione si è improvvisata conduttrice radiofonica, ospite di
Giorgia Meloni e Pierluigi Diaco a Radio Gioventù, la web radio del ministero
della Gioventù.
Grandi
manovre ( da "Corriere della Sera"
del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-27 num: - pag: 8
categoria: BREVI Grandi manovre Pierino Gelmini amplia anche la comunità di
Amelia: ha acquistato
E
Tonino ora assolve il figlio <Non è accusato di nulla>
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
«è solo una
scandalosa montatura — conclude il sindaco D'Ascenzo —. L'ho detto anche a lui:
vedrai che presto si sgonfierà». Fabrizio Caccia Sostegno Il premier Silvio
Berlusconi non ha mai fatto mancare il suo appoggio a Pierino Gelmini «Vittima»
Cristiano Di Pietro
Amicizie
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-27 num: - pag: 8 categoria:
BREVI Amicizie Tra gli ospiti fissi di Gelmini ci sono Carlo Giovanardi e
Maurizio Gasparri, che lo hanno sempre difeso dalle accuse
Le
vicende giudiziarie ( da "Corriere della Sera"
del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
BREVI Le
vicende giudiziarie La procura di Terni indaga L'ipotesi è di abusi sessuali 1
Nell'agosto del 2007 si apprende che Pierino Gelmini, fondatore della comunità
Incontro, è indagato per abusi sessuali sugli ospiti del centro recupero. La
prima denuncia viene da alcuni ex ospitati, allontanati dalla comunità dopo un
furto.
<Cambiare
la giustizia è la mia priorità>
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Berlusconi chiama
la comunità di Don Gelmini: il 2009? Per me sarà un anno terribile Il capo del
governo: arriveremo alle riforme, i nostri gruppi a Camera e Senato ci
garantiscono la vittoria ROMA — «Riforma della giustizia e legge sulle
intercettazioni ». Sono queste le priorità assolute del governo per il prossimo
anno, il 2009,
L'attività
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
attività La donazione
Grazie a un cospicuo contributo del premier (nel 2005 donò 5 milioni di euro)
Pierino Gelmini ha realizzato a Lamsai in Thailandia una scuola professionale
intitolata a «Silvio Berlusconi» (nella foto la targa è cerchiata in rosso).
Ora sarà ampliata la «Casa delle bambine» Gli inizi La prima Comunità Incontro
nasce il 13 febbraio del 1963.
"ripartiamo
da intercettazioni e giustizia" - gianluca luzi
( da "Repubblica,
La" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
In una
telefonata da Milano a don Gelmini, Berlusconi «sereno e ottimista» conferma la
priorità del governo a partire dal primo consiglio dei ministri del nuovo anno.
Incassato il via libera della Lega sulla Giustizia e sicuro che «con i due
gruppi parlamentari che abbiamo vinceremo qualsiasi battaglia», Berlusconi -
che si abbassa sempre di più l´età biologica:
googlemania:
la hit parade delle parole chiave più cliccate in toscana - montanari a pagina
xi ( da "Repubblica, La"
del 28-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Pagina I -
Firenze Da Facebook alla Gelmini l´altalena degli argomenti Googlemania: la hit
parade delle parole chiave più cliccate in Toscana MONTANARI A PAGINA XI SEGUE
A PAGINA XI
dimmi
cosa clicchi e ti dirò chi sei - laura montanari
( da "Repubblica,
La" del 28-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
nel corso del
mercato estivo quando l´attaccante viola pareva in bilico tra la Roma e la
Fiorentina, «Gelmini» e «riforma della scuola» nell´autunno-inverno quando è
scoppiata nei licei e nelle università la protesta contro le proposte del
ministro dell´Istruzione. Nello stesso periodo anche: legge finanziaria 2008,
legge 133, decreto Gelmini.
ma
l'ateneo rimette in sesto i conti bari esce dalla lista nera del ministro -
paolo russo ( da "Repubblica, La"
del 28-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
università di
Bari schiva la mannaia della Gelmini: nel 2009 non ci sarà il blocco delle
assunzioni. Domani mattina il consiglio d´amministrazione dell´Ateneo approverà
un bilancio a prova di tagli ministeriali. Grazie ad una forte dieta dimagrante
dei costi e ad una spietata caccia agli sprechi, il prossimo anno l´università
resterà fuori dalla lista nera del ministero dell´
come
chiamare l'anno che verrà - michele smargiassi
( da "Repubblica,
La" del 28-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
onda degli
studenti anti-Gelmini. Parole virtuose come bellezza hanno invece raccolto solo
spiccioli di gradimento. Ma è ovvio: le "parole ministeriali", con
l´accesso che hanno all´amplificatore mediatico, partono sempre favorite nella
corsa, anche quando nascono da una battuta senza intenzione, ricordiamoci i
bamboccioni di Padoa Schioppa.
morales
boccia trenitalia - gaia rau ( da "Repubblica, La"
del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Firenze Morales
boccia Trenitalia Le pagelle del difensore civico: male anche acqua e telefonia
GAIA RAU Acqua, male. Trasporti, malissimo. Elettricità, bene. E´ tempo di
bilanci per il difensore civico regionale Giorgio Morales, che ieri ha
assegnato ai servizi pubblici in Toscana le tradizionali pagelle di fine anno.
"nefandezze
e creatività proprio come nel ?77" - fulvio paloscia
( da "Repubblica,
La" del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sempre trattato
di avanguardie che hanno tentato contestazioni a volte legittime (vedi
l´attuale contro la riforma Gelmini) a volte tirate per i capelli, ma sempre
senza la stessa forza e la stessa partecipazione del 77. Piccoli incendi,
fuochi fatui». Deve essere difficile, per chi ha vissuto nella Bologna di 30
anni fa, resistere in quella attuale. Freak Antoni: «Difficilissimo.
con
la musica contro la gelmini ( da "Repubblica, La"
del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Firenze Il
concerto Con la musica contro la Gelmini La protesta della scuola non va in
vacanza, oggi alle ore 15,30 alla scuola Carducci (Circolo 14, viale Bassi
lingue
straniere tagliate, ricorso al tar
( da "Repubblica,
La" del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ma non
inserita nelle riforme Moratti e Gelmini, con cui l´ufficio scolastico
provinciale secondo i ricorrenti "priva le seconde e terze classi della
continuità didattica, ne condiziona i programmi intrapresi nel primo anno, gli
esami di licenza media e l´uso dei libri di testo", oltre a non tenere
conto del ruolo delle lingue straniere e a danneggiare la formazione degli
alunni.
temi
e protagonisti sulla piazza virtuale - roberto zarriello
( da "Repubblica,
La" del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Alla scuola e
alle varie discussioni sulle decisione del ministro Gelmini è dedicato il blog
di Pasquale Arbore che racconta "la scuola che vivo e vedo ogni giorno. Quella
vista con gli occhi dei colleghi docenti ma anche degli alunni". Per gli
appassionati di movida barese c´è anche il blog sulle discoteche e sulla Bari
by night.
E
Bossi: Tonino? Penso alla sua sofferenza
( da "Corriere
della Sera" del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E Mariastella
Gelmini? Lei era stato abbastanza secco nei suoi confronti. «Sì, ma devo dire
che si è molto raddrizzata. è stata brava, ha fatto cose importanti:
soprattutto ha fatto capire che si può cambiare anche quel che sembrava
intoccabile. Dare questa sensazione, è un segno politico fondamentale».
Gelmini
( da "Corriere
della Sera" del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-30 num: - pag: 5
categoria: BREVI Gelmini \\ è stata brava, si è molto raddrizzata. Ha
dimostrato che si può cambiare anche l'intoccabile
SULLA
FAMIGLIA ( da "Corriere della Sera"
del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Essi vengono
spesso portati ad esempio da uomini di chiesa (vedi don Gelmini, Baget Bozzo
ecc.) e quando i loro figli si sposano pur, con prole già grande, hanno il
sacerdote che celebra il sacramento, ricevono la benedizione papale, e magari
viene loro consentito di fare da padrini o testimoni in celebrazioni religiose.
l'università
al verde taglia le spese ( da "Repubblica, La"
del 31-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Anno di crisi
sfociato nelle proteste, con le manifestazioni anti-Gelmini e le lezioni in
piazza. Un documento finanziario da quasi 500 milioni di euro, ingessato dalla
spesa crescente per il personale tutta a carico dell´Università, la voce
maggiore, con gli aumenti dell´Istat da calcolare negli stipendi dei 2.
scuola,
allarme sindacati "in 425 rischiano il posto"
( da "Repubblica,
La" del 31-12-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
introduzione
della riforma Gelmini nel 2009-2010 Scuola, allarme sindacati "In 425
rischiano il posto" Oltre 425 posti di lavoro a rischio nelle scuole
fiorentine da settembre 2009. E´ la stima diffusa dai sindacati Flc Cgil, Cisl
Scuola, Uil Scuola e Gilda sulla base dell´esame dei decreti attuativi della
riforma Gelmini approvati dal governo lo scorso 18 dicembre.
( da "Repubblica,
La"
del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Prima Pagina
Slitta di un anno la nuova disciplina sulle superiori, raggiunta l´intesa tra il ministro Gelmini e i sindacati Scuola, cambia il maestro unico Sarà facoltativo.
Bossi frena Berlusconi sulla riforma costituzionale ROMA - Il maestro unico
alle elementari sarà facoltativo. Cambia uno dei pilastri della riforma della
scuola del ministro Mariastella Gelmini, che ieri sull´argomento ha siglato un accordo con i sindacati.
Chi opterà per il tempo pieno avrà due maestri, mentre la nuova disciplina per
le superiori slitterà di un anno: sarà applicata a partire dall´anno scolastico
2010-2011. Intanto Bossi frena Berlusconi sulla riforma della giustizia: «Dopo
le frasi del premier il federalismo è più difficile, deve abbassare i toni».
SERVIZI ALLE PAGINE 6, 7, 9, 10 E 11
( da "Repubblica,
La"
del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Napoli
Federico II, in 96 mila alle urne Si vota il 16 e il 17 per i rappresentanti
degli studenti BIANCA DE FAZIO Sono chiamati alle urne in 96 mila e più. Gli
studenti dell´ateneo Federico II devono eleggere i loro rappresentanti in seno
ai Consigli di corso di laurea, di facoltà, degli studenti di ateneo e al
Comitato per lo sport universitario. Dopo le frequenti richieste di rinviare la
consultazione elettorale per non sovrapporla all´Onda, dopo lo slittamento
dovuto all´occupazione di uno dei seggi elettorali (la facoltà di Sociologia),
dopo le contestazioni dei candidati che hanno chiesto al rettore Trombetti di
stabilire nuove date per l´appuntamento elettorale, gli universitari vanno alle
urne il 16 ed il 17 dicembre. Elezioni contestate dai collettivi e da quanti si
riconoscono nel movimento anti Gelmini. «La partecipazione non va imbrigliata nelle solite liste e
nella consultazione elettorale», sostengono quanti sono contro le elezioni.
Intanto le organizzazioni studentesche più tradizionalmente forti alla Federico
II (la Confederazione degli studenti, innanzitutto) e quelle legate alla destra
(da Comunione e liberazione ad Azione universitaria) hanno avviato la
macchina elettorale presentando liste e candidature in tutte le facoltà e per
tutti gli organismi e portando avanti una campagna elettorale combattuta, a
volte, anche con il portafogli. «Un candidato spende non meno di 50 euro, ma si
può arrivare anche a 400 euro, a volte più» racconta Ruggero Savarese, uno dei
rappresentanti degli studenti al Senato Accademico. Un rappresentante della
destra, di quella destra che si prepara a raccogliere non pochi consensi. La
sinistra universitaria non è presente ovunque, non essendo riuscita a superare
le divisioni interne e a convogliare le energie su questo fronte. L´Unione
degli universitari ha piuttosto preferito non scendere affatto in pista e
impegnarsi nell´Onda, e persino la Confederazione non è giunta compatta
all´appuntamento elettorale. La Confederazione, che nel marzo del 2007 fece il
pienone di rappresentanti sa che nelle settimane della mobilitazione
studentesca una parte dei suoi consensi si è spostata sulle organizzazioni
della destra. Ci sono facoltà, come Lettere ad esempio, dove la sinistra
stavolta è praticamente sparita. Di qui il favore con cui larga parte delle
organizzazioni di sinistra avevano accolto lo slittamento delle elezioni. Anche
nella speranza che uno slittamento facesse riaprire i giochi per la
presentazione delle liste. Per scongiurare nuove occupazioni dei seggi e
tentativi di bloccare le elezioni, i vertici dell´ateneo hanno deciso stavolta,
che i seggi nelle facoltà più "calde" non ci saranno affatto: gli
studenti di Sociologia, protagonisti dell´occupazione che ha fatto già slittare
l´appuntamento, non voteranno nella sede della loro facoltà, ma invia
Mezzocannone, mentre i ragazzi di Lettere voteranno nell´edificio centrale
dell´università, al corso Umberto.
( da "Repubblica,
La"
del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XVI - Napoli
SCUOLA, EFFETTO DOMINO SU DOCENTI E STUDENTI FRANCO BUCCINO o spostamento delle
iscrizioni nelle scuole da fine gennaio a fine febbraio è una brutta notizia.
Intanto, il ritardo delle iscrizioni produce un effetto domino, che si
ripercuote fino all´inizio del prossimo anno scolastico e oltre. Saputi gli
iscritti, si procede a una prima composizione numerica delle future classi, e
su tale base si definiscono gli organici. Poi si passa ai trasferimenti del
personale. Dopo gli aggiustamenti dell´organico, che derivano da varie novità
come alunni bocciati o variazione degli iscritti, si procede ad assegnazioni
provvisorie e utilizzazioni di docenti e Ata, e infine alle nomine in ruolo, se
mai se ne faranno ancora, e alle supplenze ai precari. Questo percorso, senza
interruzioni, di norma comincia a febbraio e si conclude per la metà di
settembre con la gran parte dei supplenti nominati. Nel prossimo anno
scolastico il percorso si concluderà, nella migliore delle ipotesi, per la metà
di ottobre, a lezioni abbondantemente iniziate. Ci saranno motivi molto
importanti che hanno spinto al rinvio delle iscrizioni il
ministro Gelmini e i suoi
collaboratori. Il motivo ufficiale è l´attesa dei regolamenti attuativi della
legge 40 dello scorso anno e delle leggi 133 e 169 di quest´anno. Da essi
dovrebbero derivare "nuove opportunità educative e formative": il
tempo in più servirebbe alle scuole e a genitori e studenti per conoscerle e
approfondirle. Altro che nuove opportunità. Con i regolamenti gli orari
dei corsi di studio, per pochi rimarranno uguali, per tutti gli altri saranno
ridotti; le materie e gli orari delle singole materie saranno decise senza
alcun criterio, le classi di concorso allargate secondo le circostanze: a
gennaio e a febbraio ci informeranno - come recita la circolare - ma non ci
lasceranno entrare nel merito. Le classi saranno formate con più alunni. Si
ridurrà il numero degli insegnanti e del personale Ata. Non saranno licenziati
gli insegnanti, come ricorda Berlusconi, ma non sappiamo quanti dei circa
duecentomila precari continueranno a lavorare. E la chiusura delle scuole
improduttive è stata solo rinviata. Non ci vuole un mese in più per informare i
genitori che i figli faranno 24 ore settimanali o 30, o che diminuiranno le ore
di latino e aumenteranno quelle di inglese, o che si farà un´ora di ginnastica
come per religione. Non ci vuole un mese per informare i docenti sui nuovi
quadri orari dei corsi di studio o sulle nuove classi di concorso. Ci vuole un
mese per aspettare i regolamenti. I regolamenti sono indispensabili per
cominciare da subito i risparmi e il salasso della scuola pubblica. Con un mese
in più faranno classi più numerose, ridurranno l´orario settimanale delle
lezioni, si inventeranno dopo il maestro unico l´insegnante unico dell´area
disciplinare, taglieranno supplenze di docenti e Ata. Quest´obiettivo val bene
il consegnare la scuola all´incertezza e al caos. Avvilisce la spregiudicatezza
di quelli che ci governano.
( da "Repubblica,
La"
del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Milano
Cortei in centro fra mattina e pomeriggio. Poi la commemorazione in piazza
Fontana Sciopero, la città va in piazza anche l´Onda con i lavoratori
Deviazioni per 19 linee dell´Atm Regolari i treni delle Ferrovie Nord ILARIA
CARRA Giornata di mobilitazione oggi in città per lo sciopero generale indetto
dalla Cgil con alcuni sindacati di base. A dare manforte c´è anche l´Onda
studentesca, già in agitazione da mesi contro la riforma Gelmini. Sostegno all´occupazione e
detassazione di stipendi e pensioni, nonché nuovi ammortizzatori sociali, sono
alcune delle richieste avanzate al governo dalla Cgil. Che non risparmia dure
critiche a Palazzo Marino: «Se Regione e Provincia qualcosa stanno facendo -
denuncia Onorio Rosati, segretario generale milanese Cgil - il Comune
non sta mettendo in atto nulla come piano anticrisi per le famiglie». In piazza
sono attesi in migliaia tra studenti e lavoratori. Se il maltempo esonera dallo
sciopero gli addetti alla circolazione ferroviaria, l´Atm garantisce il normale
funzionamento di metrò, bus e tram e linee gestite da Net dal mattino fino alle
18 e dalle
( da "Repubblica,
La"
del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bologna
Partenza prevista stamattina alle
( da "Repubblica,
La"
del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bologna
Cgil sfida il governo da piazza Maggiore Centro invaso dai cortei per Epifani,
i Cobas scioperano al Marconi LUCA SANCINI La manifestazione dei tre cortei
Cgil con il leader nazionale Guglielmo Epifani in centro, la
sfilata degli studenti No-Gelmini e quella dei Cobas della scuola. Poi il Motor Show, che attira
nel fine settimana centinaia di migliaia di visitatori, e sempre in fiera il
congresso dei giovani delle Acli. Senza contare i disagi per chi viaggia. Dai
treni che subiscono ancora contraccolpi per il maltempo che sta attraversando
tutta Italia, agli aerei per via dello sciopero indetto al Marconi dalle
10 alle 18 dalle sigle sindacali Cub, Confederazione Cobas e Sdl
intercategoriale. Un venerdì di passione per le vie della città e non solo.
L´Atc annuncia sospensioni del servizio e deviazioni per aggirare i
manifestanti del sindacato rosso attesi numerosi per ascoltare Epifani in
piazza Maggiore. Tre pupazzi giganti in stile carnevale di Viareggio
raffiguranti Berlusconi, Gelmini e Tremonti apriranno
oggi il corteo della Cgil da piazza XX settembre. Il sindacato scende in piazza
per protestare contro le politiche del Governo. Lo sforzo organizzativo di
questa sfida in solitario, cioè senza Cisl e Uil, sta nei numeri messi in campo
per i tre cortei che attraverseranno oggi la città: settemila assemblee
preparatorie nei luoghi di lavoro, 600 pullman da tutta la regione, due treni
speciali da Piacenza e Reggio Emilia. E dalle Camere del Lavoro di tutta la
regione fanno sapere che le adesioni aumentano anche in queste ultime ore. Con
ogni probabilità in tanti raggiungeranno Bologna anche con mezzi propri. Tre i
concentramenti previsti dalle 9: a Porta San Felice si ritroveranno i
lavoratori del nord della regione e il corteo sarà aperto dalla Fiom bolognese
insieme ad una delegazione dell´Ig-Metall, le tute blu tedesche anche loro alle
prese con la crisi del gruppo Volkswagen; in piazza Carducci quelli provenienti
dalla Romagna e le operaie della «La Perla» che sfileranno lungo via Santo
Stefano e via Farini. Epifani sfilerà con il corteo che parte da piazza XX
settembre dove si concentreranno i lavoratori di Bologna e Ferrara.
L´appuntamento finale è in Piazza Maggiore dove parleranno delegati del settore
pubblico, un precario e uno studente del movimento «No Gelmini»,
infine alle 12,30, lo stesso Epifani. Annunciati anche il presidente della
Regione Vasco Errani e l´esponente del Pd, Pierluigi Bersani, ministro ombra
all´Economia. Tre megaschermi in Piazza Maggiore trasmetteranno le immagini dei
cortei in arrivo mentre si potrà seguire la mattinata pure da casa
sintonizzandosi sulla web radio della Cgil nazionale (www.radioarticolo.1.com).
Sul fronte degli inevitabili disagi l´azienda Ausl fa sapere in una nota che a
causa dello sciopero del personale infermieristico, tecnico e amministrativo
che saranno garantite le urgenze, solo parte delle attività programmate e i
livelli minimi in base agli accordi sindacali. Gli autobus circoleranno
regolarmente per poi fermarsi a causa dello sciopero dalle 19,30 sino alle
23,30. Dovrebbero chiudere anche molti negozi, nonostante l´appello dell´altro ieri
del presidente di Ascom, Enrico Postacchini fatto agli addetti per disertare la
protesta. Non sciopereranno gli aderenti alla Cgil di aeroporto e Fs, che hanno
accettato la richiesta della Commissione di garanzia per non aumentare i disagi
dovuti al maltempo. Ma sul fronte trasporti sarà comunque una giornata
difficile.
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-12-12 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Elementari, modifiche al piano Gelmini. Il
ministro: non è una marcia indietro «Maestro unico facoltativo» Scuola, la
riforma delle superiori slitta al 2010 ROMA — La nuova scuola elementare
partirà dal prossimo anno scolastico, ma il maestro unico, previsto dal
progetto di riforma Gelmini, sarà facoltativo e verrà
introdotto solo su richiesta delle famiglie che potranno scegliere tra 24, 27,
30 e 40 ore. E' la principale modifica apportata dal governo al decreto, alla
vigilia dello sciopero generale indetto dalla Cgil. Altra novità: la riforma
delle superiori slitta di un anno. L'opposizione: il governo ha fatto una
completa marcia indietro. Ma il ministro Gelmini
insiste: «Svolta storica, l'impianto è stato confermato ». ALLE PAGINE 2 E 3
Benedetti, Di Caro, Iossa
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-12 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE L'analisi Un chiaro segnale al partito del dialogo SEGUE DALLA
PRIMA Forse, a spiegare la marcia indietro vistosa possono servire più le
trattative riservate delle ultime settimane che le parole ufficiali. è la
voglia di non continuare uno scontro che paralizzerebbe scuola e università; e
che corrode la popolarità del premier. Probabilmente pesa anche l'esigenza di
offrire una sponda alla Cisl, e di evitare un referendum accarezzato dal
vertice del Pd. Il risultato è che il maestro unico nelle elementari,
norma-simbolo della protesta, diventa un «optional» legato alla richiesta delle
famiglie. E la riforma delle superiori slitta al 2010. Per Walter Veltroni è la
conferma che «avevamo ragioni noi», e cioè l'opposizione. Senza dubbio, la
correzione di rotta rimette in discussione l'approccio muscolare scelto
all'inizio. E ridà fiato ai settori del Pd e del Pdl che vogliono un accordo e
non il muro contro muro. è quanto accadrebbe in caso di referendum. Il governo
ha sempre pensato che fosse una minaccia quasi d'ufficio. Ma poi si è dovuto
rendere conto che il partito di Veltroni si preparava a mobilitarsi fin da
gennaio. Si è imposta l'esigenza di cedere qualcosa per evitare che il
celodurismo del Pdl alimentasse anche quello avversario. Di
qui il compromesso annunciato ieri dalla Gelmini, additata per settimane come simbolo dell'arroganza governativa
da studenti, professori e sindacati. Il commento soddisfatto del segretario
della Cisl, Raffaele Bonanni, certifica l'importanza che si attribuiva alla
mediazione. è un modo per difendere la trattativa col governo anche di fronte
alla Cgil, lontana da Cisl e Uil proprio per l'atteggiamento da tenere
con Berlusconi. Emerge un intreccio politico-sindacale che presto potrebbe
riflettersi su riforme come federalismo fiscale e giustizia, sulle quali si
confrontano approcci e manovre agli antipodi nei due schieramenti. Rimane una
domanda, per ora senza risposta. Riguarda la capacità del centrodestra di dare
seguito ai suoi annunci palingenetici; e soprattutto di riuscirci con le
proprie forze, prescindendo dalle trattative con l'opposizione, prima liquidate
come secondarie, e poi imposte dai rapporti di forza. A ben vedere, si tratta
di un'incognita che si allunga anche sui nuovi fronti aperti da Palazzo Chigi.
Sono potenziali conflitti che rafforzano gli estremisti dei due schieramenti,
senza tuttavia produrre risultati duraturi. Eppure, il muro contro muro è un
lusso pericoloso, di questi tempi: soprattutto con un'economia che non ha
ancora dato il peggio di sé; e che spaventa tutti, Berlusconi compreso. Massimo
Franco
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-12 num: - pag: 3
categoria: BREVI Le proteste in piazza Bambini in corteo durante una delle
manifestazioni che negli ultimi mesi hanno contestato la riforma del ministro Gelmini. In alto,
un'immagine d'archivio di una classe con il maestro unico
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-12 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Slitta la riforma delle superiori «Il maestro unico facoltativo»
Alle elementari le famiglie potranno scegliere tra 24, 27, 30 e 40 ore
Veltroni: «Una retromarcia». Il governo: «Impianto confermato» I sindacati, in
particolare Cisl e Uil, si sono detti soddisfatti. La Cgil invece ha confermato
lo sciopero di oggi ROMA — Le elementari cambieranno dal 2009 ma assai meno
drasticamente di quanto il governo ha annunciato fino a ieri, mentre per le
superiori si ferma tutto: la riforma slitta al 2010. Sono grosse le novità
nelle linee guida del pacchetto scuola presentate ieri dal governo ai
sindacati. Talmente grosse da far credere ad un ampio ripensamento della
riforma voluta con la legge 133. Ecco che cosa il governo si è impegnato a garantire:
tempo pieno prioritario nella scuola dell'infanzia (40 ore), maestro unico alle
elementari su richiesta delle famiglie e comunque possibilità di scegliere tra
24 ore settimanali (solo per le prime classi del 2009-2010), 27, 30 e 40 ore,
garanzia di due docenti per classe per chi sceglie il tempo pieno, anche alle
medie sarà mantenuto un orario obbligatorio minimo di 29-30 ore e uno
prolungato da
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-12 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Dietro le quinte della riunione «Evitiamo tensioni». Passa la linea
morbida ROMA — Primo: restituire qualcosa di spendibile a sindacati, come la Cisl
e la Uil, che isolando la Cgil nel suo sciopero generale hanno concesso
parecchio al governo. Secondo: evitare che in un momento «di crisi economica e
sociale così pesante» si mantenga un clima di scontro con il mondo della
scuola. Terzo: frenare nuove ondate di proteste degli studenti che, basta
guardare ai drammatici fatti di Atene, nessuno può escludere che possano
«finire molto male». Quarto: far procedere spedita la riforma dell'Università.
Quinto: non rischiare nemmeno di incappare in un referendum
per l'abolizione della riforma Gelmini, minacciato dal Pd. Sta in molte ragioni quella che
dall'opposizione definiscono «una marcia indietro clamorosa» del governo sulla
riforma della scuola, e che l'esecutivo e lo stesso ministro Gelmini considerano nient'altro che una
logica messa a punto di un progetto. Certo, parlare di stravolgimento
totale dei princìpi della riforma è troppo, ma la correzione di rotta è
evidente, tanto da far ironizzare un membro del governo: «Okay, il maestro
unico diventa una libera scelta: d'altronde noi non siamo il Partito delle
Libertà?». Battute a parte, nessuno nel centrodestra nega che si è venuti
incontro alle richieste di docenti, genitori, studenti, dello stesso
Parlamento, ma soprattutto di sindacati che, dopo il successo dello sciopero
del 30 ottobre, stavolta hanno preferito lasciare solo Epifani nella protesta
di oggi e dialogare con quel Gianni Letta che, ancora una volta, ha favorito
una mediazione che fa parlare Bonanni di «un risultato ampiamente positivo»
visto che, come aggiunge il segretario confederale Cisl Giorgio Santini «ogni
ora in più alla primaria per noi si traduce in 7000 posti di lavoro in più...».
Ma per arrivare a tanto, oltre alla volontà di Berlusconi di «non esasperare
gli animi in un momento di crisi economica », c'è voluta una lunga riunione
mercoledì al Plebiscito tra il premier, la Gelmini,
Giulio Tremonti e la presidente della commissione Cultura Valentina Aprea,
nella quale nonostante l'opposizione del superministro dell'Economia, la
collega dell'Istruzione ha insistito sulla necessità di frenare una corsa che
rischiava di mandare il governo a sbattere: non solo servono aperture sul tempo
pieno garantito, ma serve anche lo stop alla riforma della scuola superiore, ha
spiegato dopo che dai suoi uffici e dai provveditorati era partita una
richiesta chiarissima in questo senso, perché «non ci sono i tempi sufficienti
per cambiare » senza scatenare ondate di proteste. Con tutti i rischi, appunto,
di scontri di piazza che avevano portato più d'uno in viale Trastevere ad
evocare «l'incubo Grecia». Il confronto Al tavolo Berlusconi, Tremonti, la Gelmini e la Aprea, presidente della commissione cultura:
non esasperiamo gli animi Paola Di Caro
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-12 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE
E Silvio fa i conti «La Lega mi ha stufato» «L'addio alle Province è nei patti,
quei soldi servono» SEGUE DALLA PRIMA Ecco il motivo per cui Berlusconi ha
brandito il tema della magistratura come un'arma. E non c'è dubbio che intenda
riformarla, ma non è questa oggi la priorità: in cima ai suoi pensieri c'era e
c'è la crisi. La giustizia è stata usata come un diversivo. Perché il Cavaliere
è consapevole che la partita della legislatura si gioca sull'economia, ruota
attorno a quella che Confalonieri ha definito la «sana dialettica » con
Tremonti, e riguarda la linea da adottare per affrontare l'emergenza.
Sostenendo che «non si può dialogare con l'opposizione », il premier ha voluto
spostare l'attenzione dei media dalla crisi, e soprattutto mettere sull'avviso
Bossi. Quando l'ha fatto, nel pomeriggio di mercoledì, si era già assicurato
tre obiettivi: aveva appena sbloccato — dopo un braccio di ferro durato oltre
un mese — i primi 16 mi-liardi da investire nelle infrastrutture; aveva
ottenuto l'aumento «fino a un miliardo almeno» dei fondi per i lavoratori che
dovranno ricorrere alla cassa integrazione; e — cosa importante — aveva garantito alla Gelmini il via libera per chiudere l'intesa con i sindacati sulla
scuola, alla vigilia dello sciopero generale della Cgil. Non è la giustizia, è
la crisi economica che lo assilla, con i danni che rischia di produrre al Paese
e in prospettiva anche alla stabilità del governo. Una stabilità che
Berlusconi misura quotidianamente attraverso il termometro del consenso. E non
è un caso se due giorni fa — annunciando una ripresa negli indici di gradimento
— aveva spiegato il precedente calo nei sondaggi: «Colpa delle polemiche
sull'Iva a Sky, e delle vicende legate alla scuola». La scuola prometteva di
rimanere una minaccia, perciò ha impegnato Gianni Letta per arrivare al patto
con i sindacati, mettendo nel conto che l'opposizione l'avrebbe criticato e si
sarebbe attribuita il successo della vertenza. Ma il sentiero andava bonificato
da quella mina. E l'intesa porta la sua firma. Come raccontava ieri il leader
della Cisl Bonanni, «fino all'ultimo il Tesoro ha resistito, prima che
Berlusconi si imponesse». Si era imposto la mattina precedente, durante un
incontro a tratti molto teso con Tremonti e il titolare dell'Istruzione. A
quell'incontro era seguito un vertice che il premier ha rivelato durante la
presentazione del libro di Vespa: «Ci siamo appena visti con Tremonti, Scajola
e Fitto...». Non ha detto in pubblico quel che ha spiegato ai suoi
collaboratori, e cioè che «la riunione è stata accesa ma indispensabile ». è
stato dopo quel vertice che è andato allo scontro sulla giustizia con il Pd.
Berlusconi ha parlato a Veltroni perché Bossi intendesse. Lo spiega senza mezzi
termini il fedelissimo Valducci: «è tutta una partita interna. Sembrerà un
paradosso ma c'è un motivo se Berlusconi cita i sondaggi, perché con quelli è
costretto a governare. Nel senso che, appena ha avuto un momento di flessione,
hanno cercato di metterlo in difficoltà. Sulla scuola è stata la Lega, sull'Iva
per Sky è stata An. Così, appena si è rilanciato nel rapporto con l'opinione
pubblica, ha voluto farsi sentire». A Bossi che ieri gli rammentava l'accordo
sul federalismo, il premier ha ribattuto ricordandogli che «l'abolizione delle
province è parte del mio programma». Da tempo preme perché si intraprenda il
percorso, «con i soldi risparmiati potremmo fare molte cose, invece... ».
Invece la Lega ha sempre risposto picche, «e io mi sono stufato ». Si è stufato
di sentirsi dire che non ci sono fondi: ha dovuto ingoiare il rospo della
mancata detassazione delle tredicesime e ha ottenuto in cambio solo la social
card, che non lo entusiasma. è a caccia di soldi Berlusconi, in vista di un
2009 che si preannuncia economicamente duro e politicamente importante, perché
incrocerà il test delle Amministrative e il voto per Strasburgo. Certo,
l'economia italiana non è minacciata dai mutui che negli Usa hanno avuto
l'effetto di un ordigno sul sistema, ma può esser minata dal credito al
consumo, che agisce come un cecchino sui singoli cittadini e rischia di
spezzare il meccanismo. Il vertice di mercoledì con Tremonti, Scajola e Fitto è
servito al premier per vederci chiaro: sul piatto ci sono infatti 110 miliardi,
tra fondi europei e fondi per le aree sottoutilizzate. Come verrà spesa questa
montagna di soldi? Ecco la partita della legislatura, non la giustizia.
Francesco Verderami
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-12 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il ministro «Eliminate compresenze e modello del modulo» «Bugie dei
sindacati Nessun passo indietro» Gelmini: docente
unico e prevalente restano Il ministro respinge la tesi della retromarcia: «La
prossima settimana approveremo tutti i regolamenti» ROMA — Nessuna marcia
indietro. Il ministro Gelmini ha letto i commenti sull'incontro
governo sindacati sulla scuola. E non ci sta. Sul maestro unico sindacati e
opposizione affermano di averla costretta a fare marcia indietro. «I sindacati
devono raccontare delle balle — dice il ministro —, oltre a quelle che hanno
già detto sul tempo pieno, per vendersi il fatto che non faranno sciopero. Sono
sorpresa». La grande vittoria, secondo l'opposizione, consiste nel-l'aver
depotenziato il progetto del maestro unico, rendendolo opzionale. «La
responsabilità del percorso formativo e didattico antimeridiano d'ora in poi
farà capo ad un unico docente, e potrà essere declinato in 24 o 27 ore —
ribatte il ministro Gelmini —. Nel primo caso avremo,
di fatto, un maestro unico. Nel secondo un maestro prevalente. Come era già
stato scritto nel piano programmatico sulla scuola. In questo modo si eliminano
le compresenze e si supera il modello del modulo. Dunque nessun passo
indietro». Sul rinvio della riforma della secondaria, però, un passo indietro,
almeno nei tempi, c'è stato. «La prossima settimana porterò in Consiglio dei
ministri tutti i regolamenti — dichiara il ministro —. Approveremo quelli del
primo ciclo (maestro unico) e del dimensionamento della rete scolastica
(accorpamento delle sedi troppo piccole) e avvieremo la discussione su quelli
sulla secondaria: licei e istituti tecnici ». Resta difficile spiegare come mai
pochi giorni fa il ministero dell'Istruzione abbia emanato una circolare per il
rinvio delle iscrizioni in vista della riforma delle superiori. «La circolare
resta — è la spiegazione della Gelmini —. E' uno
strumento importante per informare le famiglie sulle novità». Cosa può essere
accaduto, tra la circolare e il rinvio dell'attuazione. E' prevalsa la
preoccupazione per un'altra ondata di proteste? «Ho deciso di rinviare solo di
un anno l'attuazione — chiarisce la Gelmini — perché
non voglio che le famiglie siano disinformate come è già successo sul tempo
pieno o il maestro unico. Si tratta di una riforma importante e le famiglie
devono essere informate. Rispetto i cortei e le manifestazioni ma queste non
cambiano i miei programmi. Inoltre se fosse partita nel 2009 sarebbe diventata
una grida manzoniana. Alcuni dirigenti regionali mi hanno segnalato le
difficoltà oggettive che avrebbero incontrato le scuole». Un'osservazione banale.
Se c'erano dei dubbi, perche è stata emanata la circolare sulle iscrizioni?
«Stavamo facendo delle valutazioni. Non potevamo però non inviare alle scuole
la circolare», è la risposta. Un dato statistico. E' la 36ª volta che salta la
riforma delle superiori. «Non salta nulla. La procedura di riforma delle
superiori partirà nel Consiglio dei ministri di venerdì», risponde il ministro.
L'attuazione però slitta e forse Tremonti è preoccupato per i risparmi? «La
copertura — taglia corto il ministro — è stata trovata». Giulio Benedetti
( da "Corriere
della Sera" del 12-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-12-12 num:
- pag: 68 categoria: BREVI Italia e meritocrazia per Letta e Gelmini Quanto vale il merito nel nostro
Paese? Nel lavoro, a scuola, in economia, pesano di più i legami familiari, politici
o lobbistici? Da David Sassoli, Maria Stella Gelmini e Enrico Letta (foto). Tv7 Raiuno, ore 23.40
( da "Corriere
della Sera" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-12-13 num: - pag: 1 autore: di
ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA categoria: REDAZIONALE L'AGENDA DEL GOVERNO LE
RIFORME FACOLTATIVE U no spettro si aggira per le sale di Palazzo Chigi, anche
se forse Berlusconi non se n'è ancora accorto: lo spettro dell'articolo 18.
Cioè di quel tentativo di modificare lo Statuto dei lavoratori (l'art. 18
appunto) che occupò tutta la prima fase del governo di centrodestra dopo la
vittoria elettorale del 2001 e che tra polemiche violentissime e manifestazioni
oceaniche contrarie si concluse nel più totale nulla di fatto erodendo però la
credibilità del premier per tutto il resto della legislatura. Ciò che sta
accadendo oggi ricorda quella circostanza. Dopo alcuni primi successi
d'immagine (ma non solo: dietro l'immagine c'è sempre una sostanza) da qualche
settimana, infatti, Berlusconi sta consumando la sua attività di governo in una
molteplicità di battaglie programmatiche a proposito di ognuna delle quali non
solo non riesce (o non vuole) arrivare fino in fondo, ma manifesta intenzioni
politiche tra loro incoerenti. Anche perché pure lui (ed è tutto dire) sembra
non poter contare su alcuna effettiva compattezza della coalizione che guida. I
non facili rapporti con Bossi e con Fini s'intrecciano di continuo alle vicende
programmatiche del governo ostacolandole e modificandone percorsi e obiettivi.
Il capitolo più contraddittorio è quello dei rapporti con l'opposizione. Il
presidente del Consiglio non vuol capire che in un Paese normale alcune riforme
costituzionalmente rilevanti come quella della giustizia si devono fare
cercando finché possibile l'accordo con essa. Lui invece no. Sfidando ogni
senso comune mostra di considerare il Pd come una massa di pericolosi
sovversivi («marxisti leninisti») e, pur di non averci nulla a che fare,
minaccia addirittura di procedere a modificare da solo la Costituzione. Poi
però, si fa così spaventare dai quattro ragazzacci dell'Onda e dall'eventualità
che i suddetti perfidi marxisti-leninisti gli mandino in piazza un po' di
genitori e di insegnanti nostalgici del '68, da imporre il rallentamento
delle riforme scolastiche del ministro Gelmini, senz'altro apprezzate dalla maggioranza del Paese, dando vita
all'inedita figura della «riforma facoltativa ». Insomma tiene conto
dell'opposizione quando non dovrebbe, e ne rifiuta l'apporto quando invece
dovrebbe: mentre An e la Lega tendono ogni volta a smarcarsi, la prima per
alimentare le ambizioni successorie del suo capo, la seconda per portare
finalmente a casa il tanto sospirato federalismo fiscale foss'anche con l'aiuto
del Pd. Nel complesso l'azione della maggioranza minaccia di perdersi in una
ridda di annunci, di battute, di segnali incrociati di amicizia o di ostilità
lanciati e subito contraddetti, di avances e retromarce, di progetti messi sul
tappeto e immediatamente ritirati. Il rischio è che vengano a mancare un ordine
chiaro e definito delle priorità, e una guida sicura. O che cresca rapidamente
un clima di incertezza su quella che è l'agenda del Paese, sulla sua rotta
nella tempesta economica in atto e in quella sociale che può cominciare da un
momento all'altro. Berlusconi, tempra di grandissimo combattente elettorale
baciato ripetutamente dal successo, però finirebbe per confermarsi un leader
troppo attento alla popo-larità immediata e troppo incostante nei propositi,
per essere realmente all' altezza delle sue vittorie.
( da "Corriere
della Sera" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-12-13 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE
Discorso online Brunetta su Facebook con oltre 14 mila amici MILANO — Dopo la Gelmini, anche il ministro per la Pubblica amministrazione e
l'Innovazione si è presentato sul web con un video-messaggio. In 44 secondi
Renato Brunetta, camicia, sciarpa al collo e viso in camera ha annunciato:
«Amici di Facebook buongiorno. So che siete in tanti. Questa è la prima
volta che mi rivolgo a voi. Grazie, intanto, di esserci. Da adesso, se vorrete,
potremo parlare un po' insieme. Vi racconterò le cose che faccio. E magari, se
voi mi date qualche suggerimento, qualche reazione, lavorerò anche meglio.
Tutto qua. Grazie ancora, vediamo se funziona». Sulla sua pagina di Fb Brunetta
raccoglie oltre 14.300 supporter e si piazza già ai primi posti nella classifica
dei politici italiani con più fan. Con un «post» vergato di suo pugno, alle
21.16, tre giorni fa Silvio Berlusconi annunciava ai suoi fan di aver «superato
anche Umberto Bossi» e piazzandosi, dunque, al primo posto con oltre 18 mila
contatti (arrivati ieri a 18.805). Tra le star della politica italiana,
seguono, poi, il ministro Mariastella Gelmini, che ha
raggiunto i 18.213 contatti e insidia lo stesso al premier, il ministro Umberto
Bossi (15.830) e il segretario del Pd Walter Veltroni (13.032). Il video Il
ministro Renato Brunetta nel discorso in video su Facebook
( da "Corriere
della Sera" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-12-13 num: - pag: 14 categoria:
REDAZIONALE L'iniziativa Il sindacato: ha partecipato un milione e mezzo di
lavoratori «Sciopero Cgil, un successo» Epifani attacca il governo L'esecutivo
e Confindustria contestano i dati: poche adesioni Il segretario: il peggio deve
ancora venire ma hanno il braccino corto. La Cisl: tanto rumore per nulla,
bilancio modesto DAL NOSTRO INVIATO BOLOGNA — Sindacalmente solo e
meteorologicamente bagnato, Guglielmo Epifani parla per mezz'ora alle decine di
migliaia di ombrelli rossi che ondeggiano in piazza Maggiore, strapazzati da
vento e pioggia. «Duecentomila persone» secondo le fonti della Cgil. Abbastanza
per scaldare il cuore del segretario, che disegna un futuro a tinte fosche per
l'azienda Italia («Il peggio deve ancora venire »), boccia il piano anti-crisi
del governo («Manca un progetto, non fanno nulla, hanno il braccino corto»),
strattona Confindustria («Anche agli imprenditori interessa un'azione che aiuti
gli investimenti»), facendo carta straccia delle promesse berlusconiane («Non
si comporta così un buon padre di famiglia»). Bologna risponde con treni
speciali, 600 pullman da tutta la regione e una folla di pensionati, precari,
giovani e cassintegrati allo sciopero solitario della Cgil. Ma Epifani,
consapevole di dover fronteggiare anche l'inevitabile guerra di cifre
sull'adesione alla mobilitazione, mette le mani avanti prima di infilarsi
nell'ufficio di Sergio Cofferati, suo predecessore, ora sindaco sotto le Due
Torri, vicino «con il cuore» alla crociata del sindacato rosso. «Avete visto
che piazza straordinaria? — dice il segretario —. Le ragioni dello sciopero
sono sacrosante, come conferma anche il dietrofront della Gelmini sulla scuola. Mi dispiace solo
che Cisl e Uil non siano qui». Numeri grassi, a sentire la Cgil: «Le adesioni
hanno superato il milione e mezzo, in molti casi sono state più del doppio
rispetto al numero degli iscritti: 80 mila a Milano, 50 mila a Roma, 100 mila in
Toscana, più del 55% dei dipendenti alla Fiat Mirafiori». Lettura
opposta dalle parti del centrodestra. Berlusconi, da Bruxelles, stronca alla
radice lo sciopero: «è il contrario di quello che si doveva fare». I ministri
Sacconi e Meloni parlano di «rito inutile». E il senatore Mario Ferrara,
bollata la manifestazione come «un flop», arriva a chiedere le dimissioni di
Epifani. Dai ministeri del Lavoro e della Scuola vengono puntigliosamente
diramati comunicati zeppi di percentuali, che registrano un'affluenza «del 7%
nel pubblico impiego» e «dell' 8% tra i docenti». Pure la Cisl prende le
distanze: «Tanto rumore per nulla: il bilancio dello sciopero è modesto e a
macchia di leopardo». E la Confindustria parla di «adesione contenuta». Animi
sospesi nel Pd, dove ci si è mossi in ordine sparso. Pierluigi Bersani e Anna
Finocchiaro sono stati segnalati in piazza (il primo a Bologna, la seconda a
Roma), mentre Veltroni, da Parigi, ha fatto proprie le ragioni della
mobilitazione, rilanciando però la necessità «dell'unità sindacale». La
protesta della Cgil si è saldata, a tratti, con quella studentesca contro la
riforma Gelmini. A Roma e a Bologna ci sono stati
attimi di elettricità tra giovani e forze dell'ordine: lanci di uova e cori in
ricordo del giovane ucciso in Grecia. A Torino, bruciati pneumatici di fronte
alla sede degli Industriali, al grido: «Questa è la puzza della crisi».
Francesco Alberti GUARDA le immagini delle manifestazioni su www.corriere.it
( da "Corriere
della Sera" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-12-13 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE
Lodi La protesta è stata decisa dall'assemblea dei professori dell'Istituto
Volta che conta 1.300 studenti «Sciopero delle gite contro la Gelmini» Ma i genitori insorgono: per i nostri figli sono
spunti di formazione Decisivo l'appuntamento della prossima settimana, quando
le famiglie incontreranno gli insegnanti LODI — Sospendere le gite scolastiche
per protestare contro la riforma Gelmini. La proposta
arriva dagli insegnanti dell'istituto Volta di Lodi, che hanno deciso a larga maggioranza
di attuare lo sciopero dei viaggi di istruzione per contestare una legge che
secondo loro rischia di danneggiare professori e studenti. Una posizione che
sta scatenando una guerra. Ai genitori della scuola, che è una delle più grandi
della provincia con i suoi 1300 allievi suddivisi tra indirizzi tecnici e liceo
biologico e tecnologico, l'idea di cancellare tutte le gite proprio non piace.
«La proposta è scaturita in assemblea sindacale — racconta Angelo Metta,
professore che coordina il laboratorio di elettronica del Volta — Cercavamo un
modo per dare un segno del nostro dissenso rispetto alla riforma, che andasse
al di là delle manifestazioni di protesta, che durano solo un giorno. Vogliamo
arrivare anche ai genitori e agli studenti, perché capiscano a quali
cambiamenti negativi stiamo andando incontro. Così ci è venuto in mente di
sospendere i viaggi di istruzione, che sono importanti per gli studenti, ma
rappresentano per gli insegnanti un'attività in più svolta in modo gratuito. In
questo modo, poi, si vanno ad intaccare interessi economici forti come quelli
delle agenzie viaggio». E il messaggio è arrivato a destinazione. Quando la
notizia della sospensione delle gite è arrivata a mamme e papà, il comitato
genitori, che da anni collabora con gli insegnanti, ha storto il naso.
«Condividiamo l'obiettivo finale dei professori — precisa Fernando Launi,
coordinatore dei genitori — ma siamo perplessi sulla modalità. Per i nostri
ragazzi le gite sono un'occasione di formazione molto importante, fanno parte
del programma e devono essere mantenute. Abbiamo chiesto un incontro con i
professori per avere dei chiarimenti». Il confronto era fissato per merco-ledì,
poi la nevicata ha complicato tutto e i giorni decisivi saranno i primi della
prossima settimana. Martedì in consiglio d'istituto si valuterà il piano
annuale dei viaggi d'istruzione, mercoledì ci sarà un nuovo incontro tra
genitori e insegnanti. «Sappiamo delle perplessità delle famiglie — incalza
Metta — ma crediamo che anche gli allievi debbano capire che la riforma
potrebbe determinare problemi non da poco per il loro futuro. Certo ci
preoccupa l'idea che i ragazzi interpretino la nostra decisione come una
punizione nei loro confronti, ma siamo convinti che capiranno che l'obiettivo è
un altro». I genitori, però, non la pensano allo stesso modo e sperano di
riuscire a trovare una mediazione: mantenere le gite, ma far sentire che la
riforma non piace nemmeno alle famiglie. «In realtà a scendere in piazza contro
la Gelmini fino ad ora sono stati i genitori delle
elementari per la questione del tempo pieno — dice la preside Luciana Tonarelli
— anche perché le modalità della riforma alle superiori non sono state ancora
messe a fuoco. Personalmente, comunque, sto dalla parte dei genitori. Lo
sciopero delle gite non mi convince come sistema e voglio lavorare perché venga
confermato almeno uno dei viaggi di istruzione progettato». Si tratta della
gita in Sicilia per approfondire il tema della legalità. Gelmini o non Gelmini, spiegare ai giovani cosa sia la mafia per la preside è
doveroso. Caterina Belloni A casa I 1.300 studenti del «Volta» di Lodi
rischiano di dover rinunciare alle gite scolastiche per la protesta dei loro
professori La preside \\ Sto dalla parte dei genitori. Lo sciopero delle
gite come sistema non mi convince
( da "Corriere
della Sera" del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-12-13 num: - pag: 9
categoria: BREVI IL TEMPO RITROVATO A SCUOLA E LA VITTORIA DEL BUON SENSO Caro
Pignatelli, non ho ancora capito se questa è una ritirata, un compromesso, un
contrordine, una vittoria dei sindacati o una concessione del premier
Berlusconi: mi basta sapere che è salvo il modello di tempo pieno che abbiamo
difeso su questa pagina con centinaia di lettere di insegnanti e genitori. Da
quando Cinzia Miccoli, una mamma indignata, ha lanciato sul Corriere un appello
diventato poi un blog (ibambinisonoilfuturo@hotmail.it) ci siamo identificati
con un mondo che ci è sembrato straordinario per la carica di positività e di
affetto per i bambini, un mondo ricco di passione civile ben lontano dai famigerati
fannulloni di Brunetta, che non difendeva gli sprechi nella scuola (ce ne sono,
e tanti), ma un modello che a Milano e in provincia funziona benissimo. Il
tempo pieno che resta, senza i falsi distinguo sull'insegnante del mattino
(prevalente) e quello del pomeriggio (come lo chiamiamo, di serie B?), non è un
regalo, ma un atto dovuto. Perché sarebbe stato un suicidio didattico la sua
abolizione per legge. Tempo pieno, ripetiamo, che non è, come qualcuno pensa,
un regalo sindacale: quello è il modulo, il cosiddetto tre per due, tre
insegnanti su due classi. Altra cosa, che scomparirà (e questo è bene) con la
riforma. Lo aveva auspicato il maestro Carlo Ghezzi: vanno date alle famiglie
due opzioni di scelta, tempo pieno o tempo parziale. E va abolito il modulo,
spiegava due mesi fa. Se il ministro Gelmini si fosse consultata con lui,
avremmo perso meno tempo e tutto sarebbe stato più chiaro. Perché le riforme
importanti si devono fare «per», non «contro». Cancellare il tempo pieno era
soltanto un inutile voler andare contro, anche al buon senso.
gschiavi@rcs.it
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 12 - Interni
Berlusconi: forse abbiamo commesso qualche errore di comunicazione Scuola, lite
sulle correzioni "Dietrofront". "No, buon senso" La Meloni:
intelligente la Gelmini, ha dato
più tempo alla fase di transizione ROMA - Dietrofront sul maestro unico, sì o
no? Sul punto divergono le interpretazioni tra maggioranza e opposizione. Di
fronte alla soddisfazione espressa da sindacati e centro-sinistra per quello
che hanno definito una marcia indietro del Governo, il ministro Gelmini ha ribadito che nulla è cambiato
rispetto ai piani del Governo: «Non c´è nessuna retromarcia. è tutto
confermato». Ieri lo ha ripetuto ancora una volta: «Un unico maestro sarà il
punto di riferimento educativo del bambino e viene abolito il modello a più
maestri degli anni ?90». E ha anche aggiunto che «chiunque affermi in queste
ore che è cambiato qualcosa sta semplicemente dicendo una falsità e cerca in
maniera strumentale di mettere in discussione la linea del governo, che non è
mai cambiata e che non cambia». In un´intervista al Tg1 il ministro ha
affermato che le famiglie potranno scegliere tra il maestro unico o prevalente
e il tempo pieno con due insegnanti, ma in quest´ultimo caso «per ogni ora di
lezione sarà pagato un solo insegnante». Condivide la scelta della Gelmini, il ministro Giorgia Meloni: «Ha fatto una cosa a
mio avviso molto intelligente, senza tornare minimamente indietro rispetto alla
ratio delle iniziative che fin qui ha portato avanti». Da Bruxelles è
intervenuto anche il premier Silvio Berlusconi a darle man forte: «Se una
classe richiede che ci sia un doposcuola dopo l´orario normale, allora ci
saranno i due maestri, uno la mattina e uno il pomeriggio. Se i genitori, per
esempio, non riterranno opportuni ulteriori prolungamenti di orario, allora non
ci sarà il doposcuola. Ma questo non vuol dire assolutamente che il secondo
maestro sarà licenziato». E accusa i media di «disinformazione»: probabilmente
il governo ha fatto qualche errore di comunicazione sulla riforma della scuola,
«ma è così tanta la disinformazione, che alla fine...». Per l´opposizione però
le dichiarazioni della Gelmini suonano come una mezza
vittoria: «Per mesi il governo ha cercato di spiegare la sua riforma della
scuola e di dire che tutti, insegnanti, genitori, studenti, opposizione,
avevano torto e che erano su posizioni conservatrici. Poi, alla fine, il
governo ha praticamente ritirato il provvedimento. Chi aveva ragione?», ha
detto Walter Veltroni da Parigi. «Un primo stop ai provvedimenti sulla scuola
maggiormente contestati in questi mesi», ha osservato Pina Picierno, ministro
ombra delle Politiche giovanili, sottolineando come il maestro unico sia una
soluzione a scelta delle famiglie. Dario Franceschini, vicesegretario del Pd,
ha commentato: le proteste degli studenti e la minaccia di referendum del Pd
«hanno fatto fare marcia indietro al governo» sul maestro unico. Voce fuori da
coro sul fronte dell´opposizione, Mariapia Garavaglia, ministro ombra
dell´Istruzione: «L´insegnante unico per ora è l´unica certezza che dà la
legge». Perché? «Il Piano Programmatico e i regolamenti - ha spiegato - sono
atti amministrativi, mentre ciò che vige è la legge 133, che recita che le
classi hanno un insegnante unico con orario settimanale di 24 ore».
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Torino
"Per Natale adotta un filosofo ti impacchetterà i regali" RAFFAELLA
PAISIO Liceo Botta, Ivrea: ore 8. I ragazzi sono meno del solito, molte classi
entrano tardi, causa sciopero. Le mie, ad esempio. Sulla carta i prof
scioperanti qui saran 7, su 90. Vedremo. Chiudo la porta di casa, a Torino: al
corteo. Alle
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Roma Il
caso Sciopero, studenti e operai in piazza "La nostra protesta non si
ferma" Gli autorganizzati hanno occupato uno stabile vuoto in via Induno
"per ricavarne uno spazio sociale". Sgomberati dalla polizia,
identificate 30 persone VALERIA FORGNONE TEA MAISTO Un´Onda che non si ferma ma
cresce sempre di più. Lavoratori e studenti uniti sotto la pioggia hanno
marciato per chilometri "per legare le forze e combattere contro la crisi".
La manifestazione nazionale dei sindacati, ieri, ha visto scendere in piazza a
Roma migliaia di persone divise in tre cortei: gli universitari a piazzale Aldo
Moro, i Cobas a piazza della Repubblica, mentre a piazza Santa Croce in
Gerusalemme si sono ritrovati i lavoratori della Cgil. Tre punti diversi della
città per una manifestazione unica. Inevitabili le ripercussioni sul traffico,
già particolarmente aggravato dalla critica situazione di maltempo. Malgrado la
pioggia e lo stato d´allerta del Tevere, nulla ha fermato la protesta.
"Contro tagli, precarietà e privatizzazione, l´Onda generalizza lo
sciopero". Questo lo striscione con cui, a piazzale Aldo Moro, gli
universitari hanno aperto il loro corteo, insieme agli insegnanti e ai genitori
della Iqbal Masih, la scuola capofila della protesta delle elementari di Roma.
«Abbiamo creato uno spot contro il maestro unico che mostreremo durante la
festa di fine anno. Il maestro prevalente di cui parla il
ministro Gelmini è sempre
il maestro tuttologo», spiega la maestra Paola Arduini. Una marcia allegra
scandita da musica e canti alternati a momenti di riflessione. Simbolico lo
striscione dei ragazzi di Roma Tre srotolato di fronte alla Biblioteca
Nazionale di Castro Pretorio "Lavoro e università: stessa rabbia,
stessa precarietà. Con Alexis nel cuore", il pensiero è per il giovane
15enne greco ucciso nei giorni scorsi dalla polizia durante una manifestazione.
L´Onda cresce ancora: a Termini gli universitari si legano al corteo dei Cobas
e a quello dei liceali che poco tempo prima avevano portato la loro solidarietà
al presidio dei lavoratori di Telecom in corso Italia. Insieme percorrono via
Cavour. «Siamo vicini ai lavoratori nella lotta - urla Roberto Iovino,
coordinatore nazionale Unione degli Studenti - Non ci fermiamo neppure davanti
all´apparente dietro-front del ministro Gelmini sulla
riforma della scuola». A via dei Fori Imperiali, il lunghissimo serpentone si
divide. I Cobas raggiungono piazza Venezia. Mentre l´Onda circonda il Colosseo,
arriva al Circo Massimo e sul lungotevere. Arrivati a Trastevere davanti al
ministero dell´Istruzione, gli studenti trovano anche gli insegnanti precari
Cobas. «Siamo uniti più che mai contro il governo, continueremo con le nostre
mobilitazioni. Abbiamo raggiunto un grande successo. L´Italia è stata
attraversata dall´Onda», aggiunge Stefano Zarlenga, uno dei portavoce
dell´Onda. L´unica nota dolente è quando vengono lanciate uova contro i
poliziotti che presidiano il ministero. Intanto gli studenti autorganizzati,
partiti in 400 da Piramide, occupano un locale in via Induno. «Se non ci
concedono spazi nelle scuole, ce li prendiamo noi», fanno sapere. Ma nel
pomeriggio le forze dell´ordine li sgomberano dopo aver identificato 30
studenti e portato in questura 3 minorenni. Oggi la protesta non si ferma e
continua con la Notte Bianca al liceo Visconti.
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Palermo
La protesta Gli studenti occupano il consolato greco In cento ieri mattina
hanno occupato simbolicamente la sede del consolato greco in via Noto. Gli
studenti dell´assemblea «No Gelmini» si sono staccati dal corteo e hanno fatto incursione nel
consolato per esprimere solidarietà al movimento studentesco greco che in
questi giorni - come scrivono i ragazzi - «sta rispondendo all´arbitraria
violenza poliziesca attaccando i simboli del potere politico e della crisi
economica globale». E soprattutto per ricordare la morte di Alexander
Andreas Grigoropoulos, il quindicenne ucciso sabato scorso dalla polizia
durante una manifestazione. «Ci riconosciamo - dice Giorgio Martinico
dell´assemblea "No Gelmini" - nelle parole
d´ordine con le quali il movimento greco sta scendendo in piazza. Stiamo
cercando di continuare la nostra protesta anche sul fronte della solidarietà
con i nostri compagni della Grecia». Una volta all´interno dell´edificio hanno
esposto al balcone lo striscione: «Alexis vive! Solidarietà con la Grecia che
resiste». Stamattina l´assemblea si riunirà nell´aula autogestita della facoltà
di Lettere e filosofia per esporre altre iniziative a sostegno degli studenti
greci. c. b.
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Palermo
Le voci di chi ha sfilato. In corteo anche persone che non hanno mai avuto in
tasca la tessera del sindacato Il precario, il bidello, l´universitario padri e
figli dietro lo stesso striscione CLAUDIA BRUNETTO (segue dalla prima di
cronaca) vAlentina cucinella Ieri mattina tutti insieme sono scesi in piazza
per aderire allo sciopero generale proclamato dalla Cgil per chiedere al
governo Berlusconi «una diversa politica economica e sociale». E lungo il
percorso del corteo da piazza Croci a piazza Verdi, dietro semplici slogan,
hanno avuto l´occasione di dare voce alle loro storie personali. Quelle di
uomini e donne che cercano quotidianamente di affrontare la crisi economica con
espedienti e sacrifici. Luigi D´Antona ha trentasei anni ed è un lavoratore
socialmente utile. Alle spalle ha già dieci anni di vita precaria: «Vivo con
700 euro al mese compresa l´integrazione - dice - senza integrazione, arrivo a
guadagnare 450 euro. La mia vita è fatta di rinunce e sacrifici, ma sei mesi fa
ho deciso di sposare la donna che amo. Pago 400 euro di affitto e mia moglie mi
aiuta con un lavoro part-time. Sono stanco di essere preso in giro e di non
poter credere in un futuro. Ormai ho quasi quarant´anni e ho il diritto di
vivere una vita normale e dignitosa. Qualcuno mi ha detto che sono stato incosciente
a sposarmi nelle mie condizioni. Io credo, invece, che sia da incoscienti
accettare questa situazione di crisi e di precarietà continua. Sono qui perché
spero che le cose possano davvero cambiare». Dietro la protesta comune, c´è il
desiderio di incontrarsi e di sostenersi vicendevolmente: «A motivarmi - dice
Davide 29 anni - è la rabbia per quello che sta succedendo, ma anche il bisogno
di incontrare la gente che come me vive male e subisce una crisi economica e
finanziaria pagando un prezzo altissimo. Io lavoro in una cooperativa dal mese
di maggio e ancora non sono stato pagato. A febbraio mi scade il contratto e
non so che futuro mi aspetta. Non è vero che non c´è il lavoro. Il lavoro c´è,
ma non veniamo pagati. Sono costretto a vivere ancora con i miei genitori e
sono sempre i miei genitori che mi sostentano. Questa è un´offesa alla
dignità». Per molti la precarietà è diventata uno status a cui aspirare: «Sono
un ex Pip - dice Fabio Lipani di trentasei anni - e adesso lavoro come bidello.
Sono in piazza perché voglio credere in un cambiamento. Quello che chiediamo è
essere riconosciuti come precari». Accanto a lui, c´è Giuseppe di Martino:
«Anche io lavoro come bidello - dice - e guadagno 600 euro al mese. Ho un
figlio disoccupato che vive ancora in casa con me e non so come portare avanti
la famiglia. Come posso dare coraggio e speranza a lui se io a quasi
cinquant´anni non ho ancora nessuna certezza per il mio futuro?». A manifestare
contro il governo e la crisi economica ieri mattina c´erano anche molti
pensionati. Domenico Conigliaro a settantaquattro anni non riesce ad arrivare
alla fine del mese e a godersi la vecchiaia. «Ho una pensione che non mi
permette di fare nulla - dice - ma se sono qui è anche per mio figlio. Lui ha
35 anni e fino a qualche settimana fa aveva un lavoro. Poi, da un giorno
all´altro, è stato licenziato. Non ha la possibilità di costruirsi un futuro. E
io non posso aiutarlo». Molti anche gli stranieri che sono scesi in piazza. Fra
tutti Jerusa Barros, originaria di Capo Verde e fin da quando era molto piccola
trapiantata a Palermo. «Per noi immigrati - dice - la situazione è ancora più
difficile. Siamo vittime della crisi e il male di vivere lo avvertiamo anche
noi, ma soprattutto siamo vittime di un governo che ha attuato una vera e
propria rottura nei nostri confronti, alimentando diffidenza, paura e ponendoci
in una condizione di debolezza. Io lavoro come educatrice in una scuola materna
dalle otto del mattino fino all´una e mi pagano 500 euro al mese. Mi ritengo
fortunata, anche se non posso permettermi molte cose. Ma c´è chi sta peggio e
non guadagna nulla». Dopo due mesi di protesta a sostegno dell´istruzione
pubblica, anche gli studenti medi e gli universitari si sono uniti ai
lavoratori nella giornata del tanto atteso sciopero generale. Anche se
diminuiti nel numero, hanno sfidato la pioggia per far sentire che la protesta
nonostante tutto continua. «Noi la vostra crisi non la paghiamo» e «Vogliamo
una scuola che garantisce il futuro» sono alcuni degli striscioni che campeggiavano
sulla cancellata del teatro Massimo al momento del comizio che ha chiuso la
manifestazione della Cgil. «La crisi coinvolge tutta la società - dice Marco
Sucameli della facoltà di Economia - La nostra università resta in pericolo
nelle mani di questo governo e noi abbiamo il dovere di ribellarci anche per le
generazioni future». Con lui anche alcuni studenti della facoltà di Scienze
Politiche che ha sperimentato l´occupazione nei giorni più caldi della
protesta: «La pioggia ha rischiato di disperdere le persone - dice Anna Erika
Russo di Scienze politiche - Ma dobbiamo andare avanti. Il vivere quotidiano
sta diventando impossibile per gli studenti e per i lavoratori. La laurea oggi
non assicura un futuro». Forte la presenza degli studenti dell´Accademia di
Belle Arti che hanno preso la parola durante il comizio per difendere il loro
corso di studi dai tagli della riforma. «Ci vogliono cancellare - dicono i
rappresentanti al microfono - In questo Paese l´arte e la cultura sono
all´ultimo posto. Non siamo sostenuti e i nostri docenti vivono nella
precarietà». E gli studenti medi tornati quasi regolarmente alle attività
didattiche hanno aderito con entusiasmo alla manifestazione: «Ci tenevamo a
essere presenti - dicono i ragazzi del liceo scientifico Cannizzaro - A scuola
continuiamo con le nostre assemblee e speriamo di fare altre iniziative prima
delle feste natalizie. Certo siamo un po´ meno delle prime manifestazioni, ma
la giornata non è stata facile. La crisi economica e il futuro dei giovani ci
toccano da vicino». Fra gli studenti di Lettere e filosofia qualcuno ha colto
l´occasione per lanciare le prossime iniziative di
protesta: «Già da ieri - dice Rube Monterosso che fa parte anche dell´assemblea
No Gelmini - abbiamo
avviato una serie di seminari, dibattiti e presentazioni di libri sui temi di
questi giorni e mercoledì prossimo ci sarà anche un incontro con Paolo Rossi.
Resistiamo per sostenere l´università pubblica».
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Milano
Faccia a faccia tra l´Onda e l´ala più dura che sfonda Statale, scontri a pugni
e calci in aula magna anche Scalzone L´ex leader di Potere operaio "Sono
qui perché partecipo alle manifestazioni da quando avevo tredici anni"
Schiaffi, calci, pugni, cinghiate. Dieci minuti di rissa all´università Statale
per decidere se scardinare o meno la porta dell´aula magna e tenere poi
un´assemblea. Ai tafferugli hanno preso parte studenti, autonomi dei centri
sociali, anarchici milanesi e non, estremisti dei sindacati di base. è successo
ieri all´ora di pranzo in via Festa del Perdono, quando un gruppo di alcune
centinaia di persone al termine della manifestazione studentesca per la strage di piazza Fontana e per il No Gelmini Day ha deciso di andare a occupare l´università. La porta è
stata scardinata, l´assemblea si è fatta, hanno vinto i duri, che in aula magna
hanno disquisito della necessità di alzare il livello dello scontro». Ha
partecipato anche Oreste Scalzone, leader di Potere operaio negli anni
Settanta, che ha spiegato così le ragioni della sua presenza: «Non
voglio mettere il cappello sul movimento, ma alle manifestazioni vado da quando
avevo 13 anni». Finita l´assemblea, a metà pomeriggio, anche gli ultimi hanno
abbandonato l´università. Gli studenti della Statale, che si opponevano
all´idea di sfondare, si sono ritrovati in un´altra aula per discutere del
futuro della protesta. Sulla facciata sono rimasti striscioni contro il
ministro Gelmini, contro il governo e inneggianti
all´occupazione. Pochi minuti prima del blitz, dal corteo diretto verso
l´università erano stati anche lanciati petardi e fiale di vetro piene di
vernice rossa contro le forze dell´ordine schierate a difesa dell´Assolombarda
in via Pantano. La breve occupazione dell´aula magna in Statale è stata
l´epilogo di una manifestazione studentesca, parallela a quella di Cgil, che
fino a quel momento si era svolta senza incidenti. Un corteo aperto da uno
striscione in ricordo di Alexis, il ragazzo di 15 anni ucciso da un poliziotto
ad Atene durante una manifestazione. Cinquemila studenti avevano sfilato
assieme ai ricercatori precari dietro a camion che diffondevano musica: da
Cairoli a piazza Fontana; da lì in Duomo, dove si sono uniti al corteo dei
sindacati di base, e di nuovo in piazza Fontana. Ed è stato lì che un
gruppettto, con bandiere anarchiche e qualche sciarpa alzata a coprire il
volto, ha deciso di partire per via Festa del Perdono allo slogan «occupa
subito, occupa tutto». Gli studenti che da mesi protestano contro i tagli
prendono le distanze dagli autonomi. In un comunicato firmato Ondanomala Milano
precisano che «il corteo si è concluso in piazza Fontana. Quando si sono
sciolti gli spezzoni delle facoltà, là è finita un´altra giornata dell´Onda».
(f.v.)
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Genova La scuola Frenata sulla riforma Gelmini il sindaco Vincenzi rilancia: "Genova capitale
dell´autonomia" GENOVA capofila di una proposta di riforma della scuola
che unirà i comuni italiani, dopo il colpo di freno alla riforma Gelmini: tra gennaio e febbraio,
annuncia una soddisfatta Marta Vincenzi, organizzeremo in città un´assemblea
propositiva di tutti i comuni italiani, aperta a Province e Regioni, con
l´obiettivo di rilanciare e valorizzare l´autonomia scolastica e il ruolo dei
territori nel definire l´offerta formativa. «Il passo indietro fatto dal
ministro Gelmini è una vittoria - hanno sottolineato
il sindaco e l´assessore alla Cultura Andrea Ranieri - tuttavia la scuola ha
bisogno di un cambiamento e per non perdere tempo aspettando ciò che accadrà
nel 2010 abbiamo deciso di coinvolgere tutti i comuni in un´iniziativa
nazionale di proposta di riforma». L´idea è quella di dare vita ad un
«decentramento» della gestione delle scuole, valorizzando l´autonomia
scolastica e delegando agli enti locali, che conoscono il territorio, il
compito di definire la reale esigenza formativa. «è previsto anche un efficentamento
della scuola stessa con la possibilità di risparmiare - ha aggiunto l´assessore
alla Città educativa Paolo Veardo - a patto che il denaro risparmiato venga
reinvestito nel miglioramento del servizio».
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Genova
La crisi porta diecimila in piazza La protesta della Cgil scalda il cuore di
operai e studenti fra slogan e vin brulè "Con la pensione non si arriva
più nemmeno alla terza settimana del mese" NADIA CAMPINI A Dinegro i
ragazzini del coordinamento studenti intonano Bandiera rossa, mentre in via
Gramsci dal camion che guida il corteo si diffondono le
note di Ligabue e si agitano le grandi sagome di cartapesta che raffigurano le
"facce da crisi", Berlusconi e Gelmini in testa. Nonostante le minacce del tempo, nonostante le
divisioni con Cisl e Uil, la protesta della Cgil è riuscita a portare in piazza
migliaia di lavoratori spaventati per la crisi e arrabbiati con la politica del
governo, secondo la Cgil sono 20.000, secondo la questura 5-6.000
probabilmente come sempre la verità sta nel mezzo, ma il dato che più salta
agli occhi è il fatto che il corteo che arriva dalle fabbriche del Ponente è
corposo come sempre, mentre i primi arrivano alla Stazione Marittima, gli
ultimi devono ancora sfilare davanti al Matitone. E qualcuno in corteo mormora,
a metà fra il soddisfatto e il preoccupato: «Se non fosse per le bandiere, non
si nota alcuna differenza rispetto a quando le manifestazioni sono unitarie».
L´altra differenza fondamentale è invece che questa volta la manifestazione
finisce in piazza Caricamento, con il palco allestito davanti a palazzo San
Giorgio, a De Ferrari è andato il corteo dei Cub e dei Cobas, e a Caricamento
oltre al comizio ci sono caldarroste, vin brulè, tè caldo ad accogliere i
manifestanti. «La crisi è arrivata, eccome - racconta dal palco Federico
Pezzolo, il lavoratore dell´Ilva che ha il compito di aprire il comizio -
all´Ilva metà dei dipendenti sono in cassa integrazione tra ordinaria e
straordinaria». «Le zincature sono ferme - spiega Franco Barbi, della Rsu - a
dire il vero hanno iniziato a richiamare qualcuno dalla cassa perché un po´ di
lavoro c´è, ma la situazione è quella che è dappertutto e la gente è
preoccupata, oggi con lo sciopero si sono fermati tutti gli impianti, da noi
hanno scioperato anche lavoratori che non sono iscritti all Cgil». Ma non ci
sono solo i grandi numeri, quelli delle fabbriche del Ponente, come Ansaldo,
Fincantieri, Elsag, Esaote, tutti con i loro striscioni in corteo. Ci sono
anche le realtà piccole, quelle di cui non parla nessuno, ma che alla fine
rappresentano anche i casi più disperati, perché spesso non hanno neanche gli
ammortizzatori sociali. «Io seguo anche il tessile - racconta Giorgio Rodinò,
sindacalista della Flai - ci sono alcune piccole sartorie industriali da
venti-trenta persone che sono già entrate in difficoltà, la Vancini ad esempio,
che fa divise, chiude il reparto di taglio e ci sono cinque lavoratrici in
bilico. E non è l´unica». E poi ci sono i pensionati, con i loro striscioni, e
con la loro rabbia contro un governo che offre l´elemosina della "social
card", ma non affronta i problemi veri. «Qui a Genova abbiamo tanti
pensionati che non prendono 500 euro al mese - spiega Sergio Parola - con
queste cifre non è che non si arrivi alla quarta settimana, non si arriva
nemmeno più alla terza». «Lo sciopero è riuscito, siamo 20 mila - tuona dal
palco nel comizio conclusivo il segretario generale della Camera del Lavoro
Walter Fabiocchi - lottiamo per chiedere occupazione, redditi e investimenti».
La segretaria nazionale della Cgil Nicoletta Rocchi evidenzia invece «la
risposta molto forte al governo arrivata anche da Genova». Manifestazioni si
sono svolte anche nelle altre città della Liguria; secondo la Cgil 2000 circa
hanno sfilato a Sestri Levante,
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Firenze
Sotto la pioggia, contro il governo scorre il fiume rosso della Cgil Sciopero
generale, solita guerra di cifre Bandiere e berretti tutti del colore del
sindacato: "Non accettiamo l´immobilismo" ILARIA CIUTI CENTOMILA in
marcia per le strade bagnate della Toscana, più di
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Bologna Epifani
riempie piazza Maggiore Ma è guerra di cifre con Ascom e Unindustria LUCIANO
NIGRO Piazza Maggiore e piazza Nettuno coperte di ombrelli. E sotto, decine di
migliaia di operai, pensionati, studenti, infreddoliti e inzuppati dopo due ore
di marcia sotto la pioggia al freddo. «Siamo due-cen-to-mi-la, 200.000», grida
con enfasi un sindacalista dal palco, mentre l´ultimo imponente corteo sfila in
via Ugo Bassi. «Marcegaglia di Forlì 65%, Astra di Piacenza 70%, Goldoni di
Carpi 90%...» elenca lo speaker prima di dare la parola a Epifani, anticipando
così l´immancabile guerra delle cifre con gli industriali (per Unindustria in
provincia di Bologna hanno scioperato 32 lavoratori su cento, il 44% tra gli
operai, il 21 tra gli impiegati). «Non è vero che questo sciopero non serve -
scandisce il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani - se non avessimo
fatto la grande manifestazione sulla scuola del 30 ottobre
non avremmo avuto oggi la retromarcia della Gelmini». Sono i metalmeccanici i più numerosi, più dei pensionati. In
via San Felice sfilano le tute blu delle fabbriche di Reggio, Modena e Bologna,
pettorina rossa della Fiom. Qui dentro ci sono i più arrabbiati. Gridano
"vaffanculo" riecheggiando e il Vaffa Day di Grillo a Bologna.
Tanti stranieri, ragazzi col piercing. Sotto un grande parapioggia blu, vicino
al Nettuno, Pierluigi Bersani il ministro ombra del Pd, con il sigaro in bocca.
«Non possiamo lasciare in solitudine tanta gente che rischia di perdere anche
il posto di lavoro - ribatte a chi ha storto il naso per la sua adesione - i
liberali non considerano questo piccolo particolare che qualcuno si occupi di
loro è importante». Piazza strapiena, ma Cgil sola. Non fa polemica Epifani («a
Cisl e Uil non ho niente da dire: mi rammarico che non siamo insieme perché le
ragioni di questo sciopero sono sacrosante»), però sembra che lancette della
storia siano tornate al 2002-2003 quando era Sergio Cofferati a portare in
piazza la classe operaia ed era l´unica opposizione al governo Berlusconi. «Sì,
ci sono molte assonanze - concede Epifani - anche oggi, come allora, bisogna
evitare che dalla crisi si esca con un arretramento delle condizioni di vita
dei lavoratori, dei precari, dei pensionati. Una crisi gravissima e il peggio
deve ancora arrivare senza che il governo prenda provvedimenti adeguati.
Berlusconi non si sta comportando con un buon padre di famiglia». Cofferati,
però, questa volta non c´è. «Col cuore sta qui - sorride Epifani - e comunque
lo vedrò dopo». Il sindaco, mentre parla il segretario-successore è a pochi
metri dal palco, ma al coperto, nel suo ufficio di Palazzo d´Accursio. Si
salutano più tardi, in Comune, e il Cinese approva: è stata «una bella
manifestazione, partecipata e con lo spirito giusto». E in effetti l´unico
momento di tensione avviene alle 13, quando i pullman sono ormai ripartiti e i
centri sociali egli studenti anti-Gelmini lanciano
uova, petardi e qualche bottiglia contro il consolato della Grecia in via
Indipendenza. Da segnalare, infine, la stoccata di Epifani al presidente
dell´Ascom Enrico Postacchini che aveva invitato i dipendenti a non scioperare.
«Mi colpisce - ha detto il segretario della Cgil - visto che anche
Confcommercio, come noi, chiedeva di detassare le tredicesime. Lo capiscono i
commercianti che se non hanno i soldi i lavoratori non comprano?». Ma l´Ascom
replica che «nel terziario hanno scioperato due dipendenti su cento, segno che
non era questo il momento».
( da "Repubblica,
La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 6 - Economia
Sciopero, in piazza il popolo Cgil "Un milione e mezzo in 100 città"
Epifani: la crisi peggiorerà, il governo ci ascolti "La protesta serve, senza cortei la Gelmini non avrebbe fatto marcia indietro" LUISA GRION ROMA - Sotto
la pioggia e a malapena riparati dagli impermeabili di plastica rossa forniti dall´organizzazione,
fra cori di «Bella ciao» e cortei d´appoggio organizzati dagli studenti
dell´Onda ieri la Cgil ha portato in piazza il «suo» sciopero generale contro
la politica economica del governo. Solo suo, perché al fianco non aveva
la Cisl e la Uil. In un´altra ventina di centri, semmai, ma con «piattaforme
completamente diverse» incrociavano le braccia Cobas e sindacati autonomi. Una
prova del fuoco resa più complicata dal maltempo e sulla quale si è scatenata
la solita guerra delle cifre: la Cgil parla di un milione mezzo di lavoratori
in protesta (cifra cui arriva mettendo assieme le presenze nelle centonove
città coinvolte nelle manifestazioni), il governo - con i dati del ministro
Brunetta in testa - di un pressochè totale fallimento dell´iniziativa (secondo
il titolare della Funzione Pubblica nei settori di sua competenza l´adesione
non ha superato il 9 per cento). Nel mezzo, a complicare il quadro, i commenti
dei sindacati che non c´erano: dalla Cisl di Bonanni («lo sciopero è un
errore») alla Ugl della Polverini («manifestazione miope e anacronistica»).
Detto questo, ieri centinaia di cortei hanno attraversato il paese da Milano a
Napoli, da Bari a Firenze a Torino. Il cuore della manifestazione, con 200 mila
presenze in piazza, è stata Bologna dal cui palco ha parlato Guglielmo Epifani.
L´Onda degli studenti è intervenuta soprattutto a Milano, Roma e Bologna da
dove è partito qualche fumogeno, qualche petardo e qualche uovo (a Roma contro
la polizia). Una partecipazione, sottolinea il sindacato, omogenea, quasi
tripla rispetto a quella che si sarebbe potuta prevedere basandosi sulle
iscrizioni al sindacato, che ha toccato i suoi massimi nelle zone industriali.
La Cgil parla di adesioni al 50 per cento alla Fiat (il 16 per l´azienda)
dell´85 per cento nel gruppo Marcegaglia (il 30 per il gruppo della leader di
Confindustria) di successo generalizzato in Piemonte, Emilia, Lombardia e
Veneto, laddove la crisi industriale ha picchiato e la cassa integrazione si è
impennata. Opposte le valutazioni del governo e delle imprese: per il ministro
del Welfare Maurizio Sacconi tutto la manifestazione va ricondotta ai soliti,
vecchi «riti» condotti con una «adesione bassissima». La Confindustria parla di
partecipazione «contenuta». Commenti che la Cgil definisce «reazioni scomposte,
tese a negare l´evidente riuscita delle nostre manifestazioni e dello sciopero
generale. In alcuni casi si è fatto ricorso ad argomentazioni che offendono
profondamente la nostra organizzazione e i milioni di persone che sono scese in
piazza per rivendicare condizioni di vita migliori». Epifani dal palco di
Bologna ha sottolineato l´evidenza di un risultato che non si potrà far finta
di non vedere. «Con questo sciopero - ha detto - la Cgil vuol dire al governo
una cosa semplice e chiara: occupati del paese». Perché «se la crisi non sarà
affrontata seriamente attraverserà le condizioni delle famiglie in modo
devastante». Invitando l´esecutivo a discutere delle misure con il sindacato e
rispondendo anche alle polemiche dei "colleghi" Epifani ha anche
ricordato che: «lo sciopero serve, se non avessimo fatto la manifestazione del
30 ottobre la Gelmini non avrebbe fatto retromarcia».
( da "Repubblica.it" del
14-12-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - Lui ha scelto
la musica, il cibo e il locale ma a portare i circa cinquecento amici alla
festa ci ha pensato Facebook, il popolare social network che negli ultimi mesi
sta facendo sempre più breccia nel cuore dei politici italiani. Walter Veltroni
è stato tra i primi ad accorgersi delle potenzialità del web e proprio questa
sera ha incontrato dal vivo gli amici iscritti alla sua pagina personale e di
passare con loro una serata speciale condita con la musica di Lucio Battisti e
Bob Dylan, prosecco, cous cous e chiacchiere. LE IMMAGINI Tenuta informale -
giacca, camicia aperta senza cravatta e pantaloni verdi - il segretario del Pd
si è unito agli amici, che già da un paio di ore avevano iniziato a popolare il
45 Giri, locale romano che si trova nel quartiere Ostiense, intorno alle ore
21. Per quasi tutti i presenti un sorriso, uno scambio di battute e una stretta
di mano. Per molti anche una foto da scattare insieme. Il segretario sottolinea
l'atmosfera di questa serata: "E' una manifestazione assolutamente non
politica che chiama a raccolta alcuni delle migliaia di contatti, tra iscritti,
sostenitori e amici. Facebook è un'importante occasione di confronto e scambio
di idee, dove c'è tanta voglia di raccontarsi e, soprattutto, di essere
ascoltati. E' una grande piazza virtuale". Ci sono Antonio e la moglie,
pensionati di 57 anni che seguono Veltroni dalla sua prima candidatura al Comune
di Roma e spiegano: "Siamo tra gli amici di Veltroni iscritti su Facebook
e abbiamo ricevuto l'invito per questa serata. Per noi è un'occasione unica per
incontrarlo e stringergli la mano". Poco più in là, seduto sul divano con
altri amici iscritti al Partito Democratico c'è anche Fabio, neolaureato di 24
anni: "Io sono uno degli oltre 13mila fan di Veltroni e sono qui questa
sera perché credo che Facebook sia uno strumento efficace per raggiungere un
nuovo target composto soprattutto da lavoratori e giovani che non hanno tempo
per seguire attivamente la politica". E a chi gli fa notare che nella
lista dei politici più amati su Facebook oggi domina Silvio Berlusconi, con
20mila fan, seguito da Maria Stella Gelmini, circa 18mila, e la new entry Renato Brunetta, che sfoggia già
oltre 16mila fan, Fabio risponde: "La politica su Facebook non deve essere
una gara a chi ha più contatti ma una maniera nuova di veicolare
contenuti". Proprio sull'argomento interviene anche Walter Veltroni che
commenta così la notizia del boom di contatti ricevuti dai suoi colleghi del
centrodestra Gelmini e Brunetta: "Basta
che lascino libera la rete". Poi aggiunge, in riferimento all'ipotesi di
nuove regole per il controllo del web proposte pochi giorni fa di Silvio
Berlusconi: "C'è qualcuno che pensa di mettere anche la rete sotto
controllo. Non va bene, c'è già troppo controllo nelle tv, la rete lasciatela
libera". Dopo i discorsi, i flash e le interviste Veltroni si gode la
festa, primo esempio in Italia nel suo genere che verrà replicata presto anche
a Milano. Tra tutti gli amici intervenuti spunta anche Astrid, l'archeologa di
Taranto che proprio questa sera compie 29 anni. Per lei Veltroni fa arrivare
una torta con le candeline. A lei il segretario del Pd promette di affrontare
il problema del lavoro precario giovanile. Continuando poi nella sua lunga
passeggiata tra i sostenitori di Facebook, che finalmente questa sera possono
abbracciare il loro leader, Veltroni incontra anche Sandro Verzilli, l'ex
compagno di scuola che già dai tempi delle superiori condivideva con lui la
passione per la politica: "Walter è sempre stato studioso e amava fare
molti scherzi. Spesso però entravamo in conflitto: lui è sempre stato un
moderato, io no". Infine il segretario del Pd torna sull'importanza di
Facebook come mezzo per conoscere la società: "Tra i messaggi che sono
stati scritti nella mia bacheca quello che mi ha colpito di più è l'appello di
una donna che ha lavorato per anni come artigiana ma che è stata costretta a
chiudere il suo laboratorio e a iniziare un lavoro da centralinista per poter
dare da mangiare a suo figlio. Facebook per me è soprattutto questo: uno
strumento per incontrare gli italiani, anche quelli che hanno opinioni
politiche diverse dalle mie". (13 dicembre 2008
( da "Corriere
della Sera" del 14-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-12-14 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Protesta Il blitz della polizia richiesto dalle autorità
accademiche Statale, sgomberata l'aula magna Denunciati 19 giovani occupanti
Fuori tutti. L'aula magna dell'università Statale, occupata venerdì dall'ala più dura degli studenti anti-Gelmini, è stata sgomberata ieri mattina, intorno alle 7, dalla polizia.
Al momento del blitz, «avvenuto - specifica la Questura di Milano - su
richiesta delle autorità accademiche», nella sede di via Festa del Perdono
erano presenti 19 persone «che sono state identificate e denunciate per
occupazione ». Al momento non si sa se fossero tutti studenti o, come
avevano accusato alcuni degli universitari coinvolti negli scontri di venerdì,
anche persone esterne all'ateneo. Il gruppetto è stato comunque invitato ad
uscire dalle forze dell'ordine (intervenute in parte in borghese) e non ha
opposto alcuna resistenza. Nulla a che vedere, dunque, con quello che era
successo il pomeriggio precedente, quando tra «falchi» e «colombe » degli
studenti erano volati pugni, schiaffi e ombrellate. I primi, che alla fine
avevano prevalso, erano riusciti a far saltare i lucchetti di un cancello pur
di entrare nell'aula magna. Era seguita un'assemblea alla quale aveva preso
parte anche Oreste Scalzone, fondatore di Potere Operaio. L'ala più moderata
dell'Onda aveva invece deciso di riunirsi, in contemporanea, nell'aula 211.
Dalla quale era uscita la decisione di sospendere tutte le iniziative in programma.
All'ingresso dell'università era però rimasto uno striscione»: «Statale
okkupata. Cospirare, sovvertire, condividere ». Nonostante lo sgombero e i
contrasti all'interno del movimento, le iniziative degli studenti contro la
legge di riforma di scuola e università riprenderanno in settimana. Lezioni in
piazza comprese. Ala dura L'aula magna della Statale era stata occupata venerdì
dall'ala dura degli studenti, dopo uno scontro con le «colombe»
( da "Repubblica.it" del
14-12-2008)
Argomenti: Scuola
CESANO MADERNO -
"Napolitano è un saggio". Umberto Bossi, sempre più in versione di
uomo del dialogo, condivide il richiamo del Capo dello Stato in difesa della
Costituzione. E annuncia una "iniziativa politica della Lega" sul
tema caldissimo della giustizia: "La riforma non può essere fatta a colpi
di maggioranza, dobbiamo coinvolgere anche l'opposizione". Come farete,
ministro Bossi: dopo le uscite del presidente del Consiglio, a cui è seguita la
secca replica di Napolitano, il clima è quello che è... "Inutile girarci
intorno, bisogna sedersi tutti quanti attorno a un tavolo, altrimenti non si va
avanti. Tutti, le forze di governo e quelle dell'opposizione". Intendete
riproporre lo schema che vi ha già visti protagonisti sul tema del federalismo
fiscale? La Lega che dialoga con il Pd e cerca arrivare a un testo condiviso?
"Il mio ruolo è quello del mediatore. Ma lo sono sempre stato: fin
dall'inizio, quando non mi credeva nessuno. Ora più che mai bisogna cucire e
ricucire". Ma con il presidente della Repubblica è d'accordo anche quando
dice che i fondamenti della Costituzione non si toccano? "Napolitano ha
ragione, della sua saggezza non ho mai dubitato". Ritiene
che anche la nuova versione della riforma Gelmini, basata su un intesa tra il ministro e i sindacati, possa
aiutare a ricostruire un clima di confronto? "È una questione di
principio: quando si riesce a trovare un accordo, va sempre bene". Però
anche sul federalismo, che per voi rappresenta la madre di tutte le battaglie,
qualche problema c'è. "Bisogna prenderne atto: in questo momento il
federalismo è fermo. Si è fermato in commissione al Senato, dove comunque noi
contiamo di concludere i lavori entro la metà di gennaio per poi passare
all'aula, perché Berlusconi ha sparato sulla sinistra". E voi vi sete
messi le mani nei capelli... "Le nostre preoccupazioni sono giuste. Io non
dimentico che a causa del regolamento del Senato, l'opposizione ha un potere
enorme". Nel senso che potrebbe rallentare l'iter del provvedimento?
"Sì. In un momento così sarebbe stato molto meglio stare un po'
cauti". E infatti lei ha subito invitato il premier ad abbassare i toni.
"Diciamo la verità: noi avevamo ricucito con la sinistra, cercando con
grande tenacia il dialogo. Poi Berlusconi ha annunciato che non avrebbe mai più
parlato con l'opposizione, e loro, quelli del Pd, hanno preso la palla al balzo".
Cioè? "Hanno fatto capire che dopo queste uscite del presidente del
Consiglio si sarebbero attenuti strettamente al regolamento del Senato. E
siccome ogni emendamento può essere illustrato, siccome ogni singolo
parlamentare può parlare per tanto tempo, è chiaro che se si va avanti così la
discussione sul federalismo si ferma almeno per qualche mese". Quindi?
"Noi non ci schiodiamo: continueremo a cucire e ricucire. Del resto io
sono convinto che Berlusconi quelle cose le abbia dette un po' così". Un
po' così come? "Non ci crede neppure lui che il dialogo con l'opposizione
vada interrotto. È che a volte quando ti sparano addosso, quando ti attaccano
pesantemente sul piano personale, come ha fatto l'opposizione, i nervi possono
saltarti". Dunque secondo lei si può riprendere il filo del dialogo: sul
federalismo e addirittura sulla riforma della giustizia? "È quello che
faremo. Un passo alla volta, e vedrete che dopo la pausa delle feste di Natale
il testo sul federalismo arriverà in aula. E sarà un testo condiviso". Lei
qui a Cesano ha incontrato il presidente dell'Assemblea del Canton Ticino
Norman Gobbi: la Svizzera resta un modello? "Loro al federalismo ci sono
arrivati in modo militare; noi democraticamente, attraverso un accordo
politico. Con tutti i limiti degli accordi politici". Che cosa pensa della
campagna per l'abolizione delle Province? "È sbagliata. Tra l'altro le
Province controllano i piani regolatori dei Comuni, e se sparissero avrebbero
mano libera quelli che vogliono la cementificazione del territorio". (14
dicembre 2008
( da "Repubblica,
La"
del 14-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 23 - Commenti
IL PRIMATO DEGLI ANNUNCI DEL CAVALIERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Il documento
antirecessione prevede la mobilitazione di un punto e mezzo del Pil europeo
pari a 200 miliardi di euro, ma si affretta a chiarire che si tratta di una
previsione e lascia liberi i governi dei Paesi membri di agire ciascuno secondo
le proprie strategie e le proprie disponibilità. Il documento sul clima si
muove sulla stessa linea: l´Europa abbasserà le emissioni di gas inquinanti del
20 per cento entro il 2020, ma i Paesi membri ottengono importanti flessibilità
nella vendita dei diritti di emissione nonché sostegno europeo per le imprese
manifatturiere in difficoltà congiunturale. L´Europa a sua volta sosterrà
questi oneri aggiuntivi utilizzando risorse stanziate per altri obiettivi che
perdono in tal modo priorità. Si sveste un altare per vestirne un altro.
L´importante è che Sarkozy, Barroso e l´intera compagnia convitata per
l´occasione possano annunciare che i due storici documenti sono stati approvati
dai 27 governi i quali a loro volta rivendicano d´aver ottenuto importanti
concessioni senza le quali molti di loro avrebbero posto il veto paralizzando
sia la lotta all´inquinamento sia quella alla recessione. Per quanto riguarda
il clima se ne riparlerà tra dodici anni, ma una tappa intermedia è prevista
nel 2010 e farà il punto della situazione. Se le imprese stenteranno a
procedere verranno chieste nuove concessioni e nuovi aiuti all´Europa. Per
quanto riguarda invece la recessione, sarà l´andamento dell´economia a dirci fino
a che punto i singoli governi avranno operato per arginare la catastrofe oppure
avranno giocato con le parole anziché realizzare i fatti necessari. Nel qual
caso saremo al collasso con conseguenze imprevedibili. * * * Ho già detto che
nella strategia degli annunci l´Italia berlusconiana detiene un primato di cui
il suo inventore va giustamente fiero. Ha annunciato un programma economico
anti-recessione di 4 miliardi e mezzo di euro, poi l´hanno aumentato a 6
miliardi; adesso stanno giostrando per trovare ancora qualche spicciolo in più,
magari prelevandone una parte dagli stanziamenti per infrastrutture. Si tratta
di cifre evidentemente insufficienti; tutte le stime attendibili sostengono la
necessità di un intervento non inferiore ad un punto e mezzo di Pil e cioè
qualche cosa come 25 miliardi da mobilitare e spendere entro il 2009.
Interventi di quest´ordine di grandezza produrrebbero un aumento del debito
pubblico e del deficit, visto che il governo sperperò fin dal suo insediamento
sei mesi fa ben 7 miliardi di euro tra Ici e Alitalia e ne perse poi un´altra
dozzina a causa d´una preoccupante flessione del gettito tributario. In queste
condizioni Tremonti non ha spazio per operare se non sfondando le colonne
d´Ercole dei parametri di Maastricht sia per quanto riguarda il deficit e sia
per il debito pubblico. Oppure spostando risorse da altri usi come del resto
sta già facendo. Sottrarrà altri fondi alle aree sottosviluppate e chiederà
all´Ue di autorizzarlo ad usare le risorse europee destinate a infrastrutture
per rafforzare gli ammortizzatori sociali destinati a fronteggiare l´onda dei
licenziamenti in arrivo tra febbraio e marzo. Anche qui si sveste un altare per
vestirne un altro. Così fece il nostro ministro dell´Economia con la finanza
creativa, gli swap, i condoni, le cartolarizzazioni, nella legislatura
2001-2005. Lasciò i conti pubblici nel baratro ed ora ripete la stessa manovra
con segno invertito. Ne vedremo i risultati al più tardi tra due mesi. Nessuno
più di noi spera di essere smentito dai fatti, ma certo non si combatte questa
durissima battaglia invitando i consumatori a largheggiare nei regali natalizi
e i risparmiatori a investire i propri denari comprando titoli del Tesoro e
azioni Enel e Eni. Questi non sono neppure annunci, ma buffonate. * * * Altri
annunci roboanti che faranno «flop» e che in buona parte lo hanno già fatto
riguardano la riforma delle pensioni e quella delle scuole elementari e
secondarie. Sulla prima, il ministro Brunetta si avventura in un´altra crociata
inutile, chiedendo un innalzamento a 65 anni dell´età pensionabile delle donne
sul quale dissente palesemente mezzo governo. Sulla
seconda, la Gelmini ha
concordato con Cisl e Uil il rinvio di un anno delle riforme previste per la
scuola superiore e ha rimesso alla libera scelta delle famiglie l´orario delle
lezioni nelle scuole dell´infanzia nonché la scelta del maestro unico o quella
di un «team» di insegnanti. Con tali modifiche la cosiddetta riforma Gelmini si riduce al minimo. Personalmente credo sia un
bene. Si trattava infatti, e ancora si tratta per la parte residuale rimasta in
piedi, di provvedimenti destinati più alla funzione di spot televisivi e
mediatici che a riformare strutturalmente gli istituti scolastici. Secondo me
la Gelmini va lodata per essersi resa conto che il suo
approccio era praticamente insostenibile. Ha dimostrato saggezza anche se ora
si ostina a sostenere che nulla è cambiato. Allora i sindacati hanno firmato
una pagina bianca? Una delle due parti mente. Nei prossimi giorni sapremo
quale, ma intanto i rinvii al 2010 sono già stati effettuati e il ministro si è
impegnato ad aprire subito un tavolo di concertazione con i lavoratori precari
della scuola. Non sono cambiamenti importanti? Che c´è di male, signora ministro,
a riconoscere d´avere sbagliato? * * * Il federalismo fiscale è nato come
annuncio e tale resterà per un bel pezzo. Per ora è stata approvata una
legge-quadro dove ricorre molte volte la parola federalismo ma non è indicata
alcuna cifra, alcuna procedura, alcuna organizzazione concreta delle future
istituzioni. La Lega vorrebbe che la legge-delega fosse approvata entro
dicembre costi quel che costi. Forse si contenterebbe di gennaio ma non un mese
di più altrimenti minaccia sfracelli. Sta di fatto che il Parlamento è intasato
e il presidente Fini non sembra nel «mood» di strozzarne i dibattiti. Bisogna
approvare i decreti sulle banche e quello in arrivo anti-recessione, poi il
decreto Alfano sulla giustizia, altre decretazioni del ministero dell´Interno e
di quello della Difesa, le leggi sulla scuola, la legge elettorale per le
elezioni europee. Sicché il federalismo, per essere infilato in mezzo a questa
super- produzione legislativa, dovrà limitarsi ad un´altra genericità rinviando
la sostanza ai regolamenti attuativi dove però entra in gioco la conferenza
Stato-Regioni con poteri rilevanti. In sostanza: la politica degli annunci sta
facendo «flop». Se continuerà così diventerà assai poco credibile. Lo pensa
anche Galli Della Loggia. * * * Si dice: la Cgil ha fatto uno sciopero inutile.
In una fase che richiede compattezza ha mandato in scena un vetusto rituale
antagonista, perciò zero in condotta ad Epifani e ai lavoratori che l´hanno
seguito rimettendoci anche una giornata di salario. Va detto che quei lavoratori
erano parecchi. Hanno fatto uno sciopero politico senza alcun obiettivo
pratico: così affermano i loro critici. Secondo me questo modo di ragionare è
sbagliato per le seguenti ragioni. 1. Lo sciopero generale è politico per
definizione. Non ha come obiettivo la firma di un contratto di lavoro ma il
rovesciamento di una politica economica che sfavorisce (secondo l´opinione del
sindacato) i lavoratori. 2. Nel caso specifico la Cgil si schiera contro una
politica che a suo avviso non tutela i lavoratori dagli effetti devastanti
della crisi economica. 3. Lo sciopero generale ha un duplice obiettivo: premere
sul governo e dare voce ad una protesta sociale che va al di là dei lavoratori
rappresentati dal quel sindacato. Se la Cisl e la Uil sono riuscite a
realizzare alcuni risultati importanti per quanto riguarda la scuola ciò è in
parte dovuto alla spinta del movimento degli studenti, alla protesta sociale
mobilitata dalla Cgil e alla costante pressione dell´opposizione politica e
parlamentare. Sta insomma prendendo forma una controffensiva molto articolata
dove convergono con modalità e intenti diversi tutti i settori penalizzati,
feriti, delusi e offesi della società sotto la spinta d´una tempesta economica
che ha già sradicato gli equilibri esistenti fino a pochi mesi fa. A questa
convergenza partecipano anche i sindacati «trattativisti» che riescono dal
canto loro a tradurre in aggiustamenti parziali ma significativi gli effetti
della protesta generale. La massima «marciare separati e colpire uniti» sembrerebbe
esser stata fatta propria in questi ultimi giorni dai tre sindacati
confederali. * * * L´annuncio al quale invece seguiranno i fatti è quello sulla
riforma costituzionale della giustizia. Alcuni osservatori sostengono che
anch´esso alla fine si rivelerà uno spot tra i tanti e finirà dimenticato in un
cassetto, come accadde alla Lega per la sua campagna di tolleranza zero contro
i «rom» e contro l´immigrazione clandestina, cadute entrambe nel dimenticatoio
dopo i rilievi e le censure formulate dalla Ue. La riforma costituzionale della
giustizia non è dunque uno dei tanti spot dei quali è lastricato il percorso
berlusconiano allo scopo di tenere alti i sondaggi con i fuochi d´artificio
degli annunci che si susseguono uno all´altro. Berlusconi vuole costruire una
Costituzione della maggioranza. In Parlamento i numeri li ha, nella società
spera di averli. La Costituzione della maggioranza infatti ha bisogno di un
referendum confermativo che Berlusconi non teme ed anzi desidera pensando di
trasformarlo in un referendum su se stesso, sul suo decisionismo, sul suo
carisma, sul suo costante appello ai fantasmi d´una destra e regoli una volta
per tutte i conti con la sinistra «comunista», con la giustizia «corporativa»,
con il Parlamento «parolaio» e con la «casta» identificata con i partiti di
opposizione. Questo è il suo progetto e questo il suo futuro. Di fronte ci sono
tutte le forze che non vogliono il cesarismo plebiscitario, la monarchia che
coopta i successori, la fine dello Stato di diritto, il Capo illuminato e
populista cui delegare i poteri con una cambiale firmata una volta per tutte.
La contesa è aperta, la prognosi è riservata. Ma al centro del campo c´è il
Presidente della Repubblica, l´elemento di massima garanzia che si batterà fino
all´ultimo per impedire che possa esistere una Costituzione di maggioranza che
abrogherebbe di fatto la Costituzione democratica, lo Stato di diritto, la
politica dell´inclusione e non quella dell´esclusione e della prevaricazione.
Si batterà fino all´ultimo, di questo possiamo esser certi, non per spirito di
parte ma per preservare i principi fondamentali della Carta costituzionale dai
quali discendono quei diritti e doveri di cittadinanza che sono il tessuto
civile dell´Europa e del mondo intero.
( da "Repubblica,
La"
del 14-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Interni
La giustizia Il federalismo "Napolitano è un uomo saggio proporrò io una
mediazione al Pd" Bossi insiste sul dialogo: a Berlusconi sono saltati i
nervi La riforma della giustizia non può essere fatta a colpi di maggioranza,
va coinvolta anche l´opposizione Il federalismo si è fermato al Senato perché
il premier ha sparato sulla sinistra Le province? Abolirle sarebbe sbagliato
RODOLFO SALA DAL NOSTRO INVIATO CESANO MADERNO - «Napolitano è un saggio».
Umberto Bossi, sempre più in versione di uomo del dialogo, condivide il
richiamo del Capo dello Stato in difesa della Costituzione. E annuncia una
«iniziativa politica della Lega» sul tema caldissimo della giustizia: «La
riforma non può essere fatta a colpi di maggioranza, dobbiamo coinvolgere anche
l´opposizione». Come farete, ministro Bossi: dopo le uscite del presidente del
Consiglio, a cui è seguita la secca replica di Napolitano, il clima è quello
che è... «Inutile girarci intorno, bisogna sedersi tutti quanti attorno a un
tavolo, altrimenti non si va avanti. Tutti, le forze di governo e quelle
dell´opposizione». Intendete riproporre lo schema che vi ha già visti
protagonisti sul tema del federalismo fiscale? La Lega che dialoga con il Pd e
cerca arrivare a un testo condiviso? «Il mio ruolo è quello del mediatore. Ma
lo sono sempre stato: fin dall´inizio, quando non mi credeva nessuno. Ora più
che mai bisogna cucire e ricucire». Ma con il presidente della Repubblica è
d´accordo anche quando dice che i fondamenti della Costituzione non si toccano?
«Napolitano ha ragione, della sua saggezza non ho mai dubitato». Ritiene che anche la nuova versione della riforma Gelmini, basata su un intesa tra il
ministro e i sindacati, possa aiutare a ricostruire un clima di confronto? «è
una questione di principio: quando si riesce a trovare un accordo, va sempre
bene». Però anche sul federalismo, che per voi rappresenta la madre di tutte le
battaglie, qualche problema c´è. «Bisogna prenderne atto: in questo
momento il federalismo è fermo. Si è fermato in commissione al Senato, dove
comunque noi contiamo di concludere i lavori entro la metà di gennaio per poi
passare all´aula, perché Berlusconi ha sparato sulla sinistra». E voi vi sete
messi le mani nei capelli... «Le nostre preoccupazioni sono giuste. Io non
dimentico che a causa del regolamento del Senato, l´opposizione ha un potere
enorme». Nel senso che potrebbe rallentare l´iter del provvedimento? «Sì. In un
momento così sarebbe stato molto meglio stare un po´ cauti». E infatti lei ha
subito invitato il premier ad abbassare i toni. «Diciamo la verità: noi avevamo
ricucito con la sinistra, cercando con grande tenacia il dialogo. Poi
Berlusconi ha annunciato che non avrebbe mai più parlato con l´opposizione, e
loro, quelli del Pd, hanno preso la palla al balzo». Cioè? «Hanno fatto capire
che dopo queste uscite del presidente del Consiglio si sarebbero attenuti
strettamente al regolamento del Senato. E siccome ogni emendamento può essere
illustrato, siccome ogni singolo parlamentare può parlare per tanto tempo, è
chiaro che se si va avanti così la discussione sul federalismo si ferma almeno
per qualche mese». Quindi? «Noi non ci schiodiamo: continueremo a cucire e
ricucire. Del resto io sono convinto che Berlusconi quelle cose le abbia dette
un po´ così». Un po´ così come? «Non ci crede neppure lui che il dialogo con
l´opposizione vada interrotto. è che a volte quando ti sparano addosso, quando
ti attaccano pesantemente sul piano personale, come ha fatto l´opposizione, i
nervi possono saltarti». Dunque secondo lei si può riprendere il filo del
dialogo: sul federalismo e addirittura sulla riforma della giustizia? «è quello
che faremo. Un passo alla volta, e vedrete che dopo la pausa delle feste di
Natale il testo sul federalismo arriverà in aula. E sarà un testo condiviso».
Lei qui a Cesano ha incontrato il presidente dell´Assemblea del Canton Ticino
Norman Gobbi: la Svizzera resta un modello? «Loro al federalismo ci sono
arrivati in modo militare; noi democraticamente, attraverso un accordo
politico. Con tutti i limiti degli accordi politici». Che cosa pensa della
campagna per l´abolizione delle Province? «è sbagliata. Tra l´altro le Province
controllano i piani regolatori dei Comuni, e se sparissero avrebbero mano
libera quelli che vogliono la cementificazione del territorio».
( da "Repubblica,
La"
del 14-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina X - Bari IL MINISTRO
DECISIONISTA E L´ATTACCO ALL´UNIVERSITà Una buona idea però l´ha avuta:
l´abolizione del valore legale del titolo di studio VITTORIO PESCE DELFINO Un
ministro davvero incredibile. La dottoressa Maria Stella Gelmini
mi appare decisamente così e non certo per i suoi trascorsi universalmente noti
di globe trotter per superare l´esame di stato ma per affermazioni degli ultimi
giorni. La prima "difendo con orgoglio la mia «riforma»" assieme alla
seconda "farò scomparire il 18 politico dalle Università". Poiché la dottoressa Gelmini non era ancora nata quando alla Facoltà di Sociologia di Trento
menti deviate inventarono il "18 politico", devo pensare che non
possa appartenere alla sua esperienza diretta; quindi il Ministro Gelmini basa le sue argomentazioni su
mere fole. Personalmente non ho mai dato alcun 18 politico ma, cosa ben
più importante, non conosco altri docenti che l´abbiano fatto e cosa più
importante di tutte non conosco alcuno studente che ne abbia fruito né
all´Università di Bari né in altre sedi. A Bari e, ahimè in tante altre sedi,
esistono certamente i "18 facile", peraltro non diversamente dai
"20, "25, 27, 30 facili" ma le motivazioni, non certamente
politiche, possono essere così enumerate in ordine di volgarità decrescente:
bustarelle contenenti somme con funzione di trasferimento quasi - lineare tra
gli euro contenuti e il voto riconosciuto; raccomandazioni più o meno pressanti
da parte di personaggi più o meno influenti; in questo caso il rapporto è ancor
meno tendente al lineare e risente fortemente di perturbazioni emotive tra le
quali, ad esempio, l´orario non particolarmente adatto per fare la telefonata
di raccomandazione; convinzione da parte dei docenti che maggiore è il numero
di studenti che supera l´esame, maggiore risulti la considerazione della
propria disciplina (anche nelle graduatorie ministeriali); questo talvolta
funziona per le graduatorie ministeriali ma in genere gli studenti ringraziano
sì ma sghignazzando. Dopo le situazioni indicate i voti tendono a crescere per motivi
completamente diversi; per esempio docenti che insegnano bene e studenti che
studiano bene. In tutto questo, come si vede, le affermazioni del Ministro,
appunto incredibile, non c´entrano niente. Il ministro non ci dà alcun
suggerimento per eliminare quanto riportato. Meglio! Una buona idea l´ha avuta
e l´ha anche esposta: con le mie orecchie ho sentito in una trasmissione
televisiva l´onorevole Gelmini affermare:
"Personalmente sono d´accordo con l´abolizione del valore legale del
titolo di studio?" ma che vuol dire in bocca a un ministro
"personalmente ?". Sorge il dubbio che su una tale eventuale
iniziativa il ministro decisionista, orgoglioso difensore delle proprie
decisioni, prenda le distanze, se non addirittura da se stesso, almeno dal
governo di cui fa parte. Un fatto politico, dunque. Eppure un provvedimento del
genere sarebbe proprio quello efficace e giusto. Poi c´è il ministro
incredibile per quanto c´è scritto nel decreto legge n.
( da "Corriere
della Sera" del 15-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-12-15 num: - pag: 28 autore: di
SALVATORE VASSALLO categoria: REDAZIONALE RIFORMA UNIVERSITARIA E CIRCUITO
TRASVERSALE Così il Pd può «aiutare» la Gelmini C aro Direttore, a partire da
oggi inizia alla Camera l'esame del cosiddetto «decreto Gelmini» sull'Università, già approvato
al Senato. Con le vacanze alle porte e un cumulo di decreti in scadenza,
esistono pochi margini, che tuttavia andrebbero sfruttati con grande senso di
responsabilità da parte di maggioranza e opposizione, per migliorarne i
contenuti e avviare una seria discussione bipartisan sulla riforma del sistema
universitario. In questo caso le liturgie barocche del bicameralismo perfetto
potrebbero tornare utili. Che il decreto abbia bisogno di miglioramenti lo ha
rilevato anche l'ufficio studi della Camera e lo hanno detto, la scorsa
settimana in Commissione cultura, componenti autorevoli dei gruppi Lega Nord e
Pdl, i quali hanno segnalato la necessità di sanare quanto meno alcune
ambiguità interpretative del testo riguardo ai concorsi, a costo di rinviarlo
in terza lettura al Senato. Se questo accadesse, e se i passi indietro sulla
politica dei tagli a prescindere fossero un po' meno aleatori, anche il Pd
sarebbe indotto a ripensare l'atteggiamento tenuto in prima lettura, dato che
il decreto presenta aspetti apprezzabili. Come era stato chiesto
dall'opposizione, vengono accresciuti, ma incomprensibilmente per un solo anno,
il fondo per il sostegno alla mobilità degli studenti e quello per le residenze
universitarie. Si consente la chiamata diretta, incentivata da sgravi fiscali
contenuti in un altro provvedimento, per attrarre ricercatori stranieri o
ricercatori italiani che lavorano all' estero. Si introduce il principio per
cui una parte dei fondi statali siano assegnati sulla base di indicatori
dell'offerta didattica e della produzione scientifica. Il decreto non toglie il
macigno che pesa sui bilanci universitari per il
( da "Repubblica,
La"
del 15-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Economia
"Economia ferma, più disoccupati subito riforme contro la crisi"
Allarme Italia della Ue: meno tasse sui redditi bassi Le indicazioni contenute
nelle "pagelle" della Commissione sul- la agenda-Lisbona Da Bruxelles
sì al federalismo, ma "in linea con il miglioramento dei conti pubblici"
ALBERTO D´ARGENIO BRUXELLES - L´Italia è reduce da un anno di stagnazione ed
entra in un 2009 ancora peggiore, segnato da licenziamenti e fasce di
popolazione a rischio. Per questo l´Europa chiede interventi immediati, riforme
e un miglioramento della spesa pubblica. In particolare Bruxelles esorta il
governo a fare attenzione al federalismo fiscale, una riforma comunque vista di
buon occhio: «Che aiuti la riduzione e l´efficienza della spesa pubblica». Sono
queste le indicazioni che la Commissione Ue darà domani con la pubblicazione
delle "pagelle" sull´attuazione della strategia di Lisbona, l´agenda
nata a inizio secolo per migliorare la competitività del Vecchio Continente. La
scheda Italia si apre con un quadro della situazione attuale: «Nel 2008
l´economia è stata stagnante. Sono diminuiti i consumi privati, sono calati gli
investimenti e le esportazioni». Un quadro sconfortante al quale segue
l´allarme occupazione. «Nel 2009 non saranno creati nuovi posti di lavoro e il
tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare, come avvenuto nel 2008 per la prima
volta da 10 anni». I gruppi sociali più a rischio saranno quelli con stipendi
bassi, minor specializzazione professionale e contratti atipici. Da qui
l´esigenza di reagire subito. Da un lato serviranno misure a lungo termine che
- in linea con la nuova strategia europea sul clima - aiutino «la transizione
nell´economia verde», politica che aumenterebbe il potenziale di crescita del
Paese (la scommessa Ue è proprio quella usare la terza rivoluzione industriale,
quella verde, per spingere l´economia). Nell´immediato, invece, alla crisi
l´Italia deve rispondere «aumentando la competitività» nel commercio al
dettaglio (leggi liberalizzazioni) e tagliando i costi burocratici. E sarebbe
utile anche un aiuto fiscale alle fasce a rischio. Insomma, in linea con il
piano anti-crisi appena varato dall´Ue, in questo frangente si possono usare
soldi pubblici per rispondere alla recessione, anche se appena le condizioni
economiche miglioreranno l´Italia sarà chiamata «a invertire la sua espansione
di bilancio». Quindi nella ricetta compaiono alcune richieste su cui la Ue
batte da anni: necessità di aggiustare il debito pubblico («pesa molto sulla
sostenibilità dei conti») e di aumentare la competitività. A tal proposito la
Commissione europea mette le mani avanti, riservandosi di valutare più avanti
«l´impatto delle nuove misure nel campo dell´educazione e della ricerca». Un chiaro riferimento alle riforme del ministro Gelmini. Sul banco degli imputati, altro
classico, c´è anche la scarsa produttività dell´intero sistema nazionale. «Le
politiche chiave per aumentarla - scrive Bruxelles - sono quelle delle riforme
strutturali: più concorrenza, meno costi burocratici, miglior funzionamento del
mercato del lavoro, più ricerca e sviluppo». Maggiore attenzione deve
essere data anche al potenziale della forza lavoro inutilizzata,
«particolarmente nel Sud». La scheda Italia si chiude con quattro
raccomandazioni che tirano le somme: si parte dalla necessità di migliorare i
conti pubblici diminuendo la spesa e migliorandone l´efficienza. In questo
contesto la Ue chiede di «assicurare che il futuro federalismo fiscale sia
pienamente in linea con questi obiettivi». Il governo dovrebbe poi rinforzare
la concorrenza nei mercati dei beni e dei servizi: in particolare nel commercio
al dettaglio e della benzina, nei servizi finanziari e professionali, nel gas,
nel trasporto aereo e in quello locale. Le ultime due richieste sono di
lavorare sulla produttività - «migliorando efficienza e risultati del sistema scolastico
anche monitorando gli standard di qualità e facendo attenzione alle questioni
di equità» - e riducendo le disparità tra Regioni, in particolare continuando
la lotta al lavoro nero.
( da "Repubblica,
La"
del 15-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Economia
Auto, anche il Pd chiede un piano di aiuti Veltroni: "Bisogna intervenire,
altri lo fanno, Berlusconi non sa gestire la crisi" "Il paese vive un
pesante inverno e il premier riceve le gemelle dell´Isola dei famosi"
RODOLFO SALA MILANO - Lui sta bene, a dispetto delle voci che lo vorrebbero
affetto da grave malattia. è la prima cosa che Walter Veltroni dice ai milanesi
del Pd dal palco del teatro Strehler, dove il presidente della Provincia
Filippo Penati apre con la benedizione del segretario la sua campagna
elettorale. Chi se la passa maluccio sono piuttosto Berlusconi («il suo impero
si sta sgretolando») e il governo, «del tutto inadeguato ad affrontare una
crisi economica che nei prossimi mesi diventerà drammatica». Un´inadeguatezza
che il leader del Pd cerca di fotografare con un´immagine: «è cominciato un
inverno pesante per il Paese, e il premier riceve le gemelle dell´Isola dei
famosi come se fosse un appuntamento istituzionale inderogabile». Ci sarebbe
ben altro da fare. Per esempio, incalza Veltroni, pensare a un piano serio per
aiutare un settore vitale come quello dell´auto, colpito da una «gigantesca
riduzione delle vendite». Gli altri Paesi si stanno già attrezzando «e se
dovessero intervenire con incentivi, l´Italia dovrebbe muoversi sulla stessa
scia, altrimenti si altererebbe la concorrenza e noi saremmo costretti a pagare
di più». Ma purtroppo «il governo si occupa d´altro», preso com´è da
«frivolezze e narcisismo». Insomma: il dramma della crisi «non è nelle sue
corde». Crisi mondiale, le colpe non sono di Berlusconi. Però l´esecutivo «ha
sbagliato tutte le previsioni». E ha fatto «cose grottesche», come stanziare
gli incentivi per gli straordinari: «Ma quali straordinari se le imprese
chiudono e hanno giacenze di magazzino e ferie forzate?». Senza contare i
ministri che «si prendono in giro tra di loro»: questa è per il fuoco amico che
ha accolto l´ultima uscita di Brunetta sull´innalzamento dell´età pensionabile
per le donne, con quel «Brunetto-scherzetto» sibilato dal leghista Calderoli.
Ma c´è anche il caso Alitalia: «è tempo di crisi e il governo ha regalato miliardi
alla cordata italiana dopo aver sprecato denaro pubblico con l´abolizione
dell´Ici». E c´è la promessa di non fare sconti alla Gelmini: «Ci hanno detto che serviva il
maestro unico e adesso è sparito: restano i tagli di otto miliardi contro i
quali continueremo a batterci». Ma l´affondo più duro è ovviamente per
Berlusconi, il premier che a Pescara ha comprato collane invitando gli italiani
a spendere. «Inadeguato», appunto. E molto filone: «Fa finta di venire
da Marte, ma ha governato il Paese per anni; se l´Italia è quella che è, lui ha
le sue responsabilità». Però «la gente si sta ricredendo, si sta accorgendo
della differenza tra promesse e fatti». A patto però - e qui Veltroni scatena
l´ovazione della platea - che cessino gli aiutini da parte di qualche
oppositore: «Dopo la manifestazione del Circo Massimo abbiamo avuto settimane
difficili anche per colpa nostra, e se oggi i sondaggi sono più positivi
dobbiamo smetterla di farci del male da soli». Il male, va da sé, sono «le
correnti, le correntine, le associazioni» interne al Pd: i vari leader «la
smettano di occuparsi di se stessi e della vita interna, si occupino dei
problemi concreti dei cittadini». Altrimenti si torna a perdere.
( da "Repubblica,
La"
del 16-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XV - Torino
In piazza "Siamo noi i paladini della cosa pubblica" I ragazzi
dell´Onda/2. Speranze e rabbia, scetticismo e impegno: tra
gli occupanti dell´ateneo non solo opposizione alla riforma Gelmini, ma idee e progetti per la vita
e il mondo che verrà "Ci tolgono ciò che è di tutti: luce, acqua,
università, sanità, treni. E la tv ci rimbambisce" "Oggi ci fregano,
ma noi impariamo a pensare e domani saremo ovunque nella società..."
RAFFAELLA PAISIO Torino, Palazzo Nuovo occupato, uno dei cuori dell´Onda
universitaria. Bivacco di surfisti. Come Dario, 23 anni: Filosofia, indirizzo
Storia delle Idee, laurea triennale in tasca, Erasmus ad Heildelberg,
specializzazione in corso: «Veloce che questa sera c´è assemblea interfacoltà e
adesso dovrei già essere a studiare». Urca! Filosofia quale, scusa? «Studio
l´etica: l´agire del singolo e della comunità». In pratica? «Filosofia politica
o bioetica». Adesso è chiaro. Per fare? «Un lavoro in questa direzione, come
counceling filosofico». Ma si campa? «Oggi, queste, sono riflessioni
essenziali, il cuore di molte professioni. Poi si studia filo non per diventare
ricchi ma per necessità di andare a fondo». Ah, se è per andare a fondo... Ma
serve l´Università? «L´Università serve eccome, approfondisci. E non è
secondario il fatto che sia un percorso, al termine del quale vi è un
riconoscimento legale: questo permette a tutti di partire da condizioni di
parità, che prescindono dal fatto di essere ricchi di famiglia o ammanicati. E
se sei bravo emergi». La riforma? «Ah, che sconforto il discorso sulla
privatizzazione del sapere: a me sembra che più fondazioni uguale disparità di
condizioni. E comunque sui finanziamenti privati agli atenei servono regole
ferree, trasparenti: voglio sapere in anticipo con chi, per cosa, in che modo
mi metto in gioco». Ora vai a studiare? «Adesso sì. Ma la mia vita non finisce
qui: suono il basso in un gruppo, mischiamo generi musicali: patchanka. La vita
è esperienza. Agire mette in moto il pensiero, lo chiama in causa, pone nuovi
interrogativi, fornisce spunti, sfronda la teoria, la rende viva e meno
rigida». E quando non fai niente? «Ascolto musica reggae, Vinicio Capossela,
Indie rock e gruppi torinesi, anche vecchiotti: Fratelli di Soledad, Mau Mau,
Subsonica». Vecchiotti? «Beh, a tutti prima o poi tocca rinnovare». Cosa pensi
oggi del movimento? «Gli studenti danno spesso un´impressione di autoreferenzialità:
si ridimensiona ciò che fanno e dicono, quasi credendo che saranno studenti per
sempre. Ma quando uno è giovane impara a riflettere. Se il pensiero diventa
parte della sua personalità, è più sano: nella vita occorre non smarrirsi nel
reale». Dopo due mesi di occupazione sarete stanchi. «Sai che c´è? Possono
cercare di fotterci oggi, ma noi intanto lavoriamo sulle nostre teste: tanto
domani saremo nella società. E saremo ovunque». Tra le onde anche surfiste: dal
Dams, Silvia Cammarata, 20 anni. Occhiali, pane e storia dell´arte. «Procedo
spedita: secondo anno con 10 esami alle spalle e l´occupazione». Buono. Cosa ti
attrae? «La fotografia sperimentale, alla Man Ray, per capirci...». Sembra
bello. «...E la gestione museale dell´arte». Sembra noiosissimo. «Scusa? Perché
tu pensi a come sono, ancora oggi, molti musei. Io sogno di lavorare per
renderli vivaci, divertenti, aperti». Creatività. «E senso pratico: gestione
trasparente dei soldi. E diversificazione degli investimenti». Cioè? «Ad esempio,
non va bene che per la Venaria Reale, una residenza sabauda periferica, si
siano trovate un sacco di risorse, mentre, quel gioiello del museo di
antichità, abbandonato al buio e alle infiltrazioni di umidità, nessuno se lo
fila di pezza! L´Orangerie, l´aranceto, fa pietà». Che quadro postatomico.
«Mica vero: il Castello di Rivoli è un sogno». Dove ti vedi domani? «Magari
proprio a Rivoli, altrimenti Parigi, Madrid. è importante che non passi l´idea
che la cultura è business o niente. Mica è Disneyland». Sotto un cespuglio di
capelli neri, Valerio Manghi, 20 anni, neuropsicologia. Genitori informatici.
Secondo anno: 8 esami e una rabbia tranquilla: «Ancora poca gente ha capito che
stanno per toglierci la cosa pubblica: università, sanità, luce, acqua, treni.
La tv in 20 anni ci ha rincoglionito. Siamo soli come cani ma la sera, a casa
col telecomando, crediamo di essere in mezzo agli altri. Una socialità fasulla.
Quando le cose non vanno che fai? Ti abbracci lo schermo?». Che futuro
vorresti? «Mi piacerebbe fare ricerca e insegnare: due cose che con la riforma
sto perdendo». Quindi? «Andrò all´estero e ciao». All´Onda socialità, quindi
ragazze? Ride: «Mah, tutti meno me, mi sa. Ferite aperte». Tra i maestri chi
metti? «De Andrè». Solo? «E i suoi personaggi». Perché? Cos´è oggi l´Italia?
«Tv». Obama? «Una bella speranza». Nell´ultima spiaggia Anna Matilde Sali, 24
anni: Dams e testa nel teatro. Per fare? «Vorrei poter scrivere, perciò
assorbo, imparo». L´università funziona? «Mah, manca il dialogo, un vero rapporto
con molti docenti: spesso ci si limita a studiare la lezioncina, come al liceo,
e finisce lì». Attenta a come parli: il liceo non è un monolito. «Nemmeno
l´università, ma dipende ancora troppo dall´estro dei singoli». Musica? «Tanta:
lavoro in una radio libera: Radio Blackout: autogestita, autofinanziata, fa
quello che dovrebbe fare un vero media: non filtra». Ci si campa? «No, nessuno
becca una lira». Ah, mi pareva. Genitori che foraggiano allora. «Madre
impiegata, padre in fabbrica, contratto a termine. Io risparmio. Giro a piedi o
in bici. Uso l´auto solo se devo trasportare qualcosa». Sigarette? «Le più
economiche». Ottimista o pessimista? «Realista». Sigla. «Mai, quest´onda mai ci
affonderà: gli squali non ci avranno mai. Sha la la la la». (2.fine)
( da "Repubblica,
La"
del 16-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Roma Oggi al Morgagni lo "sconcerto" con Cristicchi
Maestro unico, ancora proteste il no-Gelmini e no-Aprea day Non si ferma la protesta delle scuole romane e
oggi va in scena "Il no Gelmini e no Aprea day". Alle 17 al liceo Morgagni si darà vita
allo "sconcerto" con i cori delle scuole e tra gli artisti Simone
Cristicchi e Tetes de bois. Alle 17.30 il comitato Non rubateci il
futuro ha organizzato nel municipio VI un dibattito con la senatrice Bastico e
l´assessore regionale all´Istruzione Silvia Costa. Mentre le scuole di Roma
Nord organizzano un banchetto nel mercatino di piazza Mazzini con informazioni
aggiornate sulla riforma e per raccogliere giocattoli e indumenti per i bambini
poveri. (t.m.)
( da "Repubblica,
La"
del 17-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XVIII -
Milano Onda party Dai cortei alla festa dopotutto è Natale Dopo mesi di
assemblee, cortei e lezioni all´aperto, i ragazzi dell´Onda si concedono una pausa
dalla mobilitazione e organizzano una festa di Natale. Per una volta, niente discussioni sulla legge 133 e la legge Gelmini, questa sera l´Onda Anomala
Party sarà una festa a base di cena, concerto e dj set: «Live band e musica
revival - trash anni ?60, ?70 e ?80 al night long!». La serata cade alla
vigilia dell´ultima assemblea interfacoltà, domani alle 16 all´Accademia di
Brera. L´appuntamento mondano è per le 19 al Centro Sociale Cantiere di
via Monte Rosa 84.
( da "Corriere
della Sera" del 17-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-17 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Su «Vanity Fair» Il ministro: mio padre, sindaco dc, lasciò la
prima moglie. Il divorzio fece scalpore La Gelmini:
vengo da una famiglia allargata MILANO — Minigonna mai. Consapevole che «i sex
symbol sono un'altra cosa», la signora vota con slancio a favore della
longuette: «Mi sta meglio». Un po' miope e altrettanto astigmatica nonostante
l'intervento correttivo, continua «per comodità» a inforcare occhiali colorati
(adesso è nel suo periodo viola). Tirando le somme, in definitiva, «non mi
ritengo una bellezza, ma nel complesso gradevole». Per mesi Mariastella Gelmini ha schivato con bresciana fermezza studenti in
piazza, giornalisti di corridoio e poltrone nei salotti tv. Se infrange la
naturale ritrosia è solo per comunicare cosa e quando vuole lei su YouTube, in
maniera assolutamente istituzionale e lasciando ogni libera interpretazione a
270 mila contatti e 10 mila commenti registrati in 10 giorni. Paparazzate estive
a parte — e trascurando Panorama che a settembre l'ha voluta diva e adagiata
sulle scale del dicastero in copertina ma a pagina 40 si è attenuto a domande
su maestro unico, precari e grembiuli — lo strappo alla ferrea regola della
riservatezza arriva questo Natale insieme alla tradizionale sconfitta dei buoni
propositi: il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha
appena scelto Vanity Fair per raccontare alla giornalista Sara Faillaci e al
resto del mondo chi è davvero Marystar (copyright Luciana Littizzetto).
Carriera, ricordi e vita sentimentale. Nel 2005, all'incontro ad Arcore con il
Cavaliere — che lì stringe la mano alla prima degli eletti di Brescia e qualche
mese dopo la nomina coordinatore regionale di Forza Italia a soli 32 anni («Una
delle decisioni più controcorrente che Berlusconi abbia mai preso») — era
arrivata emozionata ma non troppo, senza sforzarsi di fare colpo e preparata:
«La vita di partito non è tenera. Mio padre mi ha insegnato a non curarmi delle
critiche, ad andare avanti per la mia strada, a lasciar parlare i risultati».
Figlia di una maestra elementare e di un agricoltore cattolico eletto sindaco
di Milzano con la Dc, la ragazza che si aspettava di diventare ministro cresce
in una cascina della campagna lombarda e in una famiglia allargata: «Mio padre
ha avuto 4 figli: tre da un primo matrimonio, me dal secondo. Il suo divorzio
fece scalpore, ma con la prima moglie avevano caratteri troppo diversi. E con
mia madre, più giovane di 15 anni, era nato un grande amore ». L'armonia non è
mai mancata, a dispetto di momenti molto dolorosi: «Siamo sempre stati uniti,
anche se, essendo i miei fratelli molto più grandi, giocavamo poco insieme. I
due maschi vivevano a casa con noi, mentre mia sorella Cinzia studiava a Brescia.
Nel '90, purtroppo, il più giovane dei miei fratelli è morto a 32 anni in un
incidente stradale. Per mia madre è stato come perdere un figlio. Ma la mia
famiglia ha saputo reagire e questa cosa ci ha reso ancora più uniti. Ci siamo
come riscoperti». Pensando alla sua adolescenza le vengono in mente il ginnasio
nella scuola pubblica e il liceo in un istituto privato e cattolico («Non ero
la prima della classe, ma non ho mai avuto problemi»), il coprifuoco in casa e
il divieto di uscire la sera fino ai tempi dell'Università («Mia madre era
severa, rigida sugli orari» anche se a volte «capitava di andare in discoteca:
mi è sempre piaciuto ballare») e infine l'immancabile primo bacio «a 14 o 15
anni» con Stefano, compagno di classe. Su Pacs, fecondazione assistita e legge
194 preferisce non pronunciarsi «ma ho un'impostazione cattolica e le mie
posizioni non possono essere che conseguenziali ». Però il suo fidanzato
imprenditore — già colpo di fulmine che ora la prende in giro quando mandano in
onda una sua imitazione — per adesso non lo sposa: «Queste non sono cose che
uno può decidere a tavolino. Se accadrà, ne sarò felice». Elsa Muschella
( da "Corriere
della Sera" del 18-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-12-18 num: - pag: 51
categoria: REDAZIONALE Satira Le vignette di Emilio Giannelli per il «Corriere»
Sorridere al tempo della crisi D a diciassette anni Emilio Giannelli (o meglio
solo Giannelli) firma ogni giorno la vignetta che, direttamente dalla «prima
pagina», fa da biglietto da visita al «Corriere della Sera». Ma forse, viene
subito da pensare, non è soltanto una vignetta, piuttosto una sorta di
«editoriale disegnato ». Visto che il prode Giannelli può ormai contare
(accanto ai quasi scontati «Bordighera » per l'umorismo e «Forte dei Marmi» per
la satira politica) anche il più «serio» Premio Casalegno (oltre all' «Ischia»
e al premio per il giornalismo culturale). Tutta colpa del suo stile, come si
dice, «inconfondibile»: mai un doppio senso, mai una volgarità, sempre,
comunque un arguzia assai senese più che toscana, visto il legame strettissimo
che Giannelli (classe 1936, Contrada del Drago) mantiene con la sua città
(Palio compreso). Il meglio e il peggio dell'anno scorso (il 2007) era finito
dentro La cesta, quest'anno (per raccontare tutto il meglio, il peggio, il più
ridicolo del 2008) tocca invece a Il mago Merlino (Marsilio, pp. 224, e12).
Come in precedenza c'erano già stati Bushetto, Il re sola e Giocondo. Le
maschere sono, ancora una volta, sempre le stesse, quelle che i lettori
riconoscono immediatamente: il Viscobolo, Mastella il bamboccione, Pippo Baudo
martire, Bossi a quattro zampe mentre tra le «novità» ecco
la Carfagna in tailleur pantalone e la Gelmini a fare da maestra al governo e all'opposizione, tutti in
grembiule nero e fiocco. Oltre, naturalmente, al premier Berlusconi nelle vesti
di mago (è lui il Mago Merlino) con Obama (Michelle compresa), Putin (Orso
della vecchia Urss compreso) e Sarkozy (Carlà compresa). I soliti noti,
insomma. Ma non solo. Perché al centro delle «microscenette» di Giannelli c'è
soprattutto la «very common people», la gente comune che quei potenti li vede
solo attraverso la tv o per gli effetti di leggi, leggine, dibattiti politici,
risultati elettorali. Uomini e donne che, spesso in mutande (non solo
metaforicamente) davanti allo schermo, commentano sconsolati il nuovo record
del prezzo del pane. O che sotto l'ombrellone, magari c'è persino il gatto,
pontificano sulla sconfitta di Veltroni o (questa volta con il cane) la nascita
del partito delle libertà. Anche se stavolta (davanti al Pil che ristagna o alla
crisi Alitalia o «Alitaglia» come recita una vignetta dello scorso agosto) la
risata di Giannelli sembra essersi fatta, in fondo come tante altre cose,
davvero molto più amara. Stefano Bucci
( da "Repubblica,
La"
del 18-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
29 - Commenti I PASSI INDIETRO DELLA RIFORMA GELMINI TITO BOERI Un passo
indietro e due avanti. Al contrario di Lenin, il Ministro Gelmini nelle ultime
due settimane ha preso atto dei limiti delle riforme imposte dall´alto, quelle
che servono unicamente a fare cassa negli scenari della Ragioneria Generale
dello Stato. Ha
così modificato le sue proposte di riforma offrendo maggiori possibilità di
scelta alle famiglie e superando la logica dei tagli indifferenziati. Ernesto
Galli Della Loggia ritiene che sia stato un passo indietro perché, a suo
giudizio, le "riforme facoltative" sono delle non-riforme. Ma le riforme
che garantiscono una certa libertà di scelta sono le uniche riforme possibili
in una società sempre più eterogenea come la nostra. Le regole rigide imposte
dall´alto servono solo a dare fiato ai difensori dello status quo e a creare
delle eccezioni. Ed è meglio avere regole flessibili applicate a tutti che
regole rigide violate dai più. Non è tuttavia facile ottenere comportamenti
virtuosi ? quelli che ci fanno risparmiare risorse migliorando la qualità dei
servizi offerti ai cittadini ? nell´ambito di regole flessibili. Per farlo è
necessario allineare gli incentivi di chi decide a livello decentrato
(famiglie, dirigenti scolastici e organi di autogoverno dell´università) a
quelli della maggioranza dei cittadini, senza imporli dall´altro. Maristella Gelmini ha solo mosso due primi significativi passi in
questa direzione. Vediamo quali sono stati e quali altri passi sono necessari
nelle prossime settimane per non tornare indietro. Il primo passo in avanti
riguarda la "riforma della riforma" del primo ciclo (materne,
elementari e medie inferiori). Permettendo alle famiglie di scegliere tra 24
ore (con maestro unico), 27 ore oppure 40 ore (il tempo pieno con due maestri),
il Ministro ha finalmente voluto tenere conto del fatto che la domanda di
istruzione è sempre più differenziata in Italia. Il massiccio flusso di
immigrati ha reso meno omogenee le classi. I bambini con disabilità, una volta
lasciati a casa, adesso vanno ? giustamente ? a scuola. La maggiore
partecipazione femminile al mercato del lavoro nei centri urbani soprattutto al
Nord ha fatto fiorire il tempo pieno, riducendo il coinvolgimento delle
famiglie nel processo di apprendimento degli studenti. Imporre a tutti orari
ridotti e maestro unico avrebbe creato disagi alle famiglie e frustrato
l´operato degli stessi insegnanti. La libertà di scelta ora concessa non
impedirà di conseguire risparmi, ma solo a condizione di definire bilanci per
scuola e provincia. Così si potrà permettere ai singoli dirigenti scolastici e
ai comuni che riducono i costi nella formazione delle classi e
nell´accorpamento degli istituti di utilizzare parte di questi risparmi per
interventi sull´edilizia scolastica e per potenziare il materiale didattico.
Oggi le amministrazioni decentrate non hanno alcun incentivo a risparmiare perché
non sono soldi loro. Nei prossimi 5 anni andrà in pensione un quinto dei
docenti: questo ricambio naturale può essere utilizzato per ottenere riduzioni
di costi del personale e miglioramenti nella qualità dell´istruzione. Per
questo gli incentivi a risparmiare vanno introdotti subito. Non c´è tempo da
perdere. Il secondo passo in avanti riguarda l´università. L´ultima versione
del decreto Gelmini e le linee guida sull´università appena
pubblicate dal Ministero hanno abbandonato la logica dei tagli uniformi.
Prevedono ora che fino a un terzo dei fondi del finanziamento ordinario
dell´università vengano assegnati sulla base "della qualità dell´offerta
formativa, dei risultati dei processi formativi e della qualità della ricerca
scientifica". è un principio giusto perché impegna le diverse sedi a
utilizzare l´autonomia che già oggi viene loro concessa per migliorare
l´offerta formativa e la ricerca. Se applicato fino in fondo, questo principio
può rivoluzionare l´università italiana. Come documentato su www. lavoce. info,
oggi il 40 per cento dei docenti ordinari di economia in Italia non ha più di
due pubblicazioni con almeno due citazioni su Google Scholar, una banca dati
che comprende anche molte riviste non di lingua inglese, working papers e atti
di convegni. Secondo Maria Cristina Marcuzzo e Giulia Zacchia (Rivista Italiana
degli Economisti, agosto 2007) il 35 per cento dei ricercatori non ha alcuna
pubblicazione su Econlit, una banca dati dedicata alla ricerca economica. Entro
il 31 marzo il Ministro dovrà varare i decreti attuativi stabilendo come
misurerà la ricerca degli atenei e come ripartirà questa quota crescente di
finanziamenti alle università. è opportuno che i criteri di valutazione e gli
specifici indicatori siano definiti a livello internazionale, quindi non siano
manipolabili da chi deve poi essere valutato. Ovviamente oggi chi difende lo
status quo nell´università si oppone a qualsiasi criterio di valutazione definito
a priori, sostenendo, come in una popolare canzone degli anni ´60 che
"nessuno li può giudicare". è anche fondamentale che il premio agli
atenei che svolgono ricerca non sia marginale, ad esempio che solo gli atenei
che superano una certa soglia accedano a questa quota dei finanziamenti. Il
Ministro ha dato in questi mesi ripetute prove di coraggio, anche se spesso per
cause sbagliate. Ha oggi l´opportunità di dare un contributo importante alla
riforma dell´università italiana. Se vuole dare un primo importante segnale di
discontinuità rispetto ai suoi predecessori, quelli che hanno tutti
gioiosamente concorso ad affossare l´università italiana, proceda subito ad
aggiornare l´unica seria valutazione della qualità della ricerca accademica
svolta sin qui in Italia (si veda www. civr. it). Tornerà utile nel distribuire
i fondi per la ricerca.
( da "Repubblica,
La"
del 18-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XXII - Torino
La mostra Il teatro I Negramaro domani al PalaIsozaki "Noi, colonna sonora
degli studenti" Il rabbino Disegni narra la storia di una comunità Tornano
le storiche "Sedie" l´assurdo sul palco dell´Erba L´intervista
"Fa riflettere essere il gruppo del movimento e del povero Scafidi E sul
Po ritroviamo l´appeal della cultura" GUIDO ANDRUETTO Si chiude domani con
l´ultima tappa a Torino al PalaIsozaki (corso Sebastopoli 123, ore 21,
organizza l´agenzia Metropolis), il lungo tour nei palazzetti italiani dei
Negramaro, la band guidata da Giuliano Sangiorgi che si ripresenta in città per
un evento particolarmente atteso dai fan e nelle specifico dagli ascoltatori
più giovani. Una fascia di pubblico alla quale appartengono, naturalmente, gli
studenti medi e universitari che, nella stagione di
contestazione al governo e al ministro Gelmini sul tema delle riforme scolastiche, hanno voluto esprimere con
la loro mobilitazione il desiderio di una scuola e di una prospettiva di vita
nuove, anche attraverso le canzoni del gruppo pop leccese che sono state la
colonna sonora di numerose manifestazioni torinesi e in generale dell´Onda.
Per questo, alla vigilia del concerto che chiude la tournée italiana, il
bassista Ermanno Carlà traccia un primo bilancio dell´anno che si chiude
partendo proprio dal legame che unisce i Negramaro al movimento studentesco e
in particolare a quello torinese. Carlà, nell´andamento positivo del vostro
tour quanto ha influito il fatto di essere la colonna sonora delle
mobilitazioni di piazza degli studenti? «Ha avuto oggettivamente un peso
importante, nel senso che ha rafforzato quella vicinanza che esiste fra noi e i
ragazzi e le ragazze ai quali abbiamo scelto di rivolgerci, in realtà, fin dal
principio della nostra storia artistica. Però resta una strana sensazione,
quella di essere in qualche modo la colonna sonora e forse anche il motore di
un movimento di protesta. E in particolare mi colpisce la nostra "presenza"
nelle piazze torinesi, dove mi dicono che le nostre canzoni hanno goduto di una
risonanza ancora maggiore rispetto ad altri cortei in altre piazze italiane».
Anche i compagni e i familiari di Vito Scafidi dicono che fosse molto attaccato
alle vostre canzoni. Che effetto vi ha fatto scoprire di essere in qualche modo
coinvolti nella sfera intima di questo ragazzo la cui tragica morte, nel crollo
al liceo Darwin di Rivoli, ha suscitato una grandissima indignazione? «è stato
abbastanza scioccante perché ci siamo resi conto di come la musica possa
entrare per davvero nella vita e nei sogni di una persona. Certo resta la
ferita aperta di questa morte, che personalmente mi ha fatto capire quanto sia
fondamentale nel nostro lavoro di musicisti non perdere mai il contatto con la
realtà, che è fatta anche di lati scuri e di storie molto dure». E Torino per i
Negramaro che cosa rappresenta oggi? «Una città di cultura alla quale guardiamo
da sempre con grande attenzione. Quando eravamo ragazzini, già per noi Torino rappresentava
l´epicentro di una scena musicale underground estremamente vivace, la nostra
Torino era l´Hiroshima Mon Amour perché lì giravano le cose più interessanti in
ambito musicale. Oggi direi che la città è molto più connotata per la sua
adesione al territorio cinematografico, c´è il Museo del Cinema, c´è il Torino
Film Festival e ci sono attori e attrici di talento che sono molto quotati
anche nel panorama internazionale». Si riferisce a Valeria Solarino? «Anche a
lei, certamente. L´abbiamo incontrata grazie al regista Alessandro D´Alatri,
che ci aveva scelto per la colonna sonora del suo film La febbre in cui
recitava la Solarino. Da quell´incontro è nata anche un´amicizia e poi
l´abbiamo voluta più tardi nel videoclip di Soli tre minuti, dove l´espressività
e la lucentezza del suo volto, che sono davvero speciali a mio parere, emergono
in modo molto forte. è stata una collaborazione che ci ha dato grandi
soddisfazioni e per questo dobbiamo ringraziare soprattutto Valeria per la sua
presenza».
( da "Repubblica.it" del
18-12-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - Resta fermo (a
livelli alti) il tasso di fiducia degli italiani nel premier Silvio Berlusconi
e (ma un po' meno) nel suo governo; crolla, tra i partiti, il Pd che scende per
la prima volta sotto quota 30. Il sondaggio Ipr Marketing per Repubblica.it di
dicembre rilevato tra il 13 e il 15 prima, cioé, dei risultati elettorali
dell'Abruzzo ha dato, per il governo, esattamente lo stesso risultato del mese
precedente: Berlusconi è al 58% (58 su 100 hanno molta o abbastanza fiducia in
lui) e l'esecutivo rimane al 50%. Tra i ministri resta al comando Maroni (62%)
seguito da Sacconi (che perde qualcosa). Salgono Matteoli (trasporti e
infrastrutture) di 4 punti, Zaia (agricoltura) di 3 e Alfano (giustizia) di 2.
Brunetta resta in alto (terzo posto) ma perde 4 punti e una posizione. GUARDA
LE TABELLE Il trend dei partiti sembra corrispondere a quello uscito dalle urne
abruzzesi: il Pdl mantiene lo stesso tasso di fiducia (50%), l'Idv perde
qualcosa (-2%) ma resta secondo al 44%, mentre il Pd crolla al 29% con una
perdita di 4 punti su novembre: 29 persone su 100 hanno molta o abbastanza
fiducia nel partito di Veltroni, 71 ne hanno poca o nessuna. Il Pd viene
superato dalla Lega Nord (31% con la perdita di un punto), mentre l'Udc sale
dal 25% al 27%. Governo. Letto su base annua, il sondaggio restituisce un primo
consuntivo del governo Berlusconi da maggio a oggi. Il premier, partito dal 53%
e volato al 62% di ottobre, si è stabilizzato al 58%. Al di là di tutto e vista
la situazione economica e sociale non facile, il suo è un risultato molto
lusinghiero. Il governo, invece, risente poco del trascinamento berlusconiano e
rimane a quota 50% (era partito dal 49%). A ottobre ha raggiunto il suo picco
(54%) ma continua a marcare una voragine di otto punti di consenso rispetto al
suo leader. Un distacco che, in fondo, corrisponde alla filosofia politica di
base del centrodestra italiano basata, in fondo, sul concetto di "un uomo
solo al comando". Lo stesso Cavaliere, anche quando elogia i suoi
ministri, lo fa con toni abbastanza paternalistici (l'unica eccezione, forse, è
per Tremonti) e marcando sempre il distacco di carisma tra sé e loro. Come
dire: sembra che il sondaggio rispecchi quello che Berlusconi vuole dagli
italiani. Ministri. Valutando su base annua, Maroni (fermo al 62%) è il ministro
che raccoglie decisamente il maggior consenso. A dirla tutto, è l'unico che
resta sempre sopra quota 60 e, in questo, è addirittura superiore al Cavaliere.
Il dato di Maroni, che in questi mesi non ha quasi mai avuto eccessi di
esposizione mediatica, va considerato come segno di forte solidità. Sopra il
60% anche Sacconi che, però, ha avuto oscillazioni più importanti (dal 53 al
64, che è il dato più alto raggiunto da un ministro) dovute al fatto che si è
occupato di questioni come lavoro e Alitalia decisamente nell'occhio del
ciclone. Tra gli altri, sempre solidi Frattini (58%) e Tremonti (57%), mentre
Brunetta (un altro con la tendenza a sovraesporsi) è passato dal 45% al 61% nei
primi due mesi, poi ha tenuto (57% di novembre) e, questo mese ha mostrato
segnali di cedimento (53%). In fondo alla classifica non si segnalano
cambiamenti importanti. L'ultimo (34%) resta Elio Vito (rapporti con il
Parlamento), appena sopravvanzato dalla Gelmini (37%). Calderoli perde un punto
(da
( da "Repubblica,
La"
del 19-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Napoli Studenti
al voto, vince la Confederazione Gli aventi diritto al voto erano oltre 96
mila. Ma alle urne - martedì e mercoledì - ci sono andati in meno di 13 mila.
Neppure la settima parte degli studenti della Federico II chiamati ad eleggere
i loro rappresentanti nei consigli dei corsi di laurea, nei consigli di
facoltà, nel comitato per lo sport universitario e nel consiglio degli
studenti. Un appuntamento elettorale mai tanto contestato. Anche adesso che i
risultati sono praticamente ufficiali: la Confederazione degli studenti ha
conquistato 24 dei 35 seggi a disposizione per il consiglio di ateneo ed
entrambi i seggi del Cus. Ai rappresentanti delle liste di destra vanno 6
seggi, mentre solo 4 se li aggiudica la sinistra e 1 va ad un indipendente. E
restano in sospeso le elezioni a Scienze e a Sociologia, le facoltà travolte
dalle contestazioni anti-elezioni. Contestazioni che dopo aver prodotto il
primo slittamento dell´appuntamento elettorale (con l´occupazione di
Sociologia), dopo aver tentato un ulteriore boicottaggio con l´occupazione
della sede di Mezzocannone 16, hanno messo le associazioni
rappresentate nelle liste contro i collettivi studenteschi ed il movimento
anti-Gelmini. Contestano,
collettivi e movimento, la vera rappresentatività di questi organismi.
Polemiche finite in zuffe ed anche in denunce: per i seggi messi a soqquadro
l´altro pomeriggio, per una stella a cinque punte comparsa a Lettere, per le
minacce che sono volate tra gli studenti. «Nonostante questo siamo
riusciti a votare e abbiamo ottenuto un risultato storico» afferma Luigi
Napolitano, presidente del Consiglio degli studenti uscente e rappresentante
della Confederazione. Polemiche destinate a continuare. Ieri pomeriggio, ad
esempio, si sono riuniti in assemblea gli studenti di Architettura, che già
hanno denunciato irregolarità come la mancanza dei sigilli ai seggi elettorali,
o l´approssimativa raccolta di schede già votate e "travasate" in
nuove urne dopo che alcuni studenti avevano invaso i seggi e disperso le schede
nei locali. (b. d. f.)
( da "Repubblica,
La"
del 19-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XV - Milano
Biglietti sull´albero al Volta "Scrivi ciò che vorresti" Tra i sogni
natalizi dei liceali poca politica, molto privato: armadietti, più ecologia,
"un ragazzo figo" FRANCO VANNI Dal sogno di avere un animale
domestico in ogni classe, fino alla speranza di trovare un ragazzo più carino.
Le lettere a Babbo Natale scritte dagli studenti e dalle studentesse del liceo
scientifico Volta sono tutte sul muro dell´atrio. Bigliettini appiccicati a un
albero tracciato con il nastro adesivo sulla parete. L´idea l´ha lanciata la
scuola, che in una circolare invita ad «aggiungere proposte per migliorare il
liceo», avvertendo comunque che «abolire la scuola o trasformarla in Gardaland
non è possibile». Le richieste, dopo una scrematura, saranno discusse in
consiglio d´istituto. L´albero è al suo posto da martedì, gli studenti si danno
da fare per decorarlo. Marta e Nadia chiedono «raccolta differenziata a
scuola». Nicolò di prima A vuole «la pace nel mondo». Un anonimo, o forse
un´anonima, per Natale si accontenterebbe di «una casa gigante con la piscina
in camera». E se Raffa aspetta «armadietti con la chiave in classe», la coppia
Goso-Brambilla di prima H polemizza per la misera fattura dell´albero/bacheca:
«Sarebbe meglio un vero albero di Natale!», scrivono. Mettendo in fila i
bigliettini, si ottiene uno spaccato dei sogni under 18 da libro di Federico
Moccia: tanto amore e poco impegno. Nell´anno dell´Onda studentesca, mancano le prevedibili accuse al ministro Gelmini e abbondano invece le richieste
frivole. «L´iniziativa è divertente ma non seria - taglia corto Cristina,
rappresentante degli studenti - la politica si fa in manifestazione». Ancora
più duro Fabio, iscritto in terza: «Questa è una trovata da filmetto sui
giovani, il mio dissenso lo scrivo sui muri», dice. La circolare che
istituisce l´albero dei desideri prevede che le proposte natalizie siano
discusse a gennaio. Spetta al preside Roberto Silvani fare una selezione fra le
idee realizzabili e quelle che non lo sono. «Fra i sogni destinati a rimanere
tali temo che dovremo mettere anche gli armadietti chiusi a chiave - sospira il
preside - li chiediamo da anni ma la Provincia non ci dà i soldi». E se la
scuola potrà fare poco per chi chiede «un ragazzo figo», si può valutare l´idea
di creare un´aula relax «con poltrone e caffè, per chiacchierare con gli
amici». Tanto più che a firmare la letterina è la professoressa Chiara Allegra,
insegnante di italiano e ideatrice del progetto. è lei, ogni mattina, a fare
sparire i biglietti inadatti al clima natalizio. Scartabellando fra i messaggi
censurati, c´è chi chiede il trasferimento di alcuni docenti in Madagascar e
chi scrive frasi sconnesse, chi si lascia andare alla goliardia pesante e chi
mette per iscritto una risata: "ah ah ah". è sfuggito invece al
vaglio preliminare di correttezza un biglietto di dubbio contenuto didattico e
zoppicante nel lessico, ma che come augurio suona sincero: «Vorrei che la legge
italiana consentisse il bigamismo solo per le donne». SEGUE A PAGINA V
( da "Repubblica,
La"
del 19-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Genova
Asili, doposcuola e palestre la vita impossibile delle donne Il problema
principale è quello degli orari rigidi delle strutture pubbliche, che spesso
chiudono senza deroghe alle quattro e mezza del pomeriggio NADIA CAMPINI A
GENOVA vivono 63.595 bambini tra zero e tredici anni e almeno 30-40.000 mamme
ogni giorno si affannano in una disperata corsa contro il tempo, per far
quadrare tutti gli impegni in una città dove il numero di ricoveri per anziani
supera ormai quello degli asili. Sono le cifre a remare contro le mamme
genovesi: secondo gli ultimi dati statistici del Comune, al 31 dicembre 2007
gli ultrasessantacinquenni erano 164.453, più del doppio dei bambini fino a
tredici anni, l´età critica dopo la quale almeno dal punto di vista della
gestione pratica dei figli, le mamme iniziano a tirare il fiato. Prima i guai
iniziano al mattino presto, perché se la mamma deve entrare in fabbrica, in
ufficio o in negozio dopo i cinque mesi di astensione obbligatoria del lavoro e
i sei facoltativi, sempre che sia dipendente e lavori in un posto dove può
permetterselo, allora deve piazzare il figlio. Si fa presto a parlare di asili
nido. A Genova i Comunali sono 32, ma riuscire ad entrarci è un terno al lotto,
si va alla lotteria del reddito e comunque l´orario va dalle 7.15 alle 16.30
con possibilità di orario prolungato fino alle 18.15. Ci sono asili nido
splendidi, come quello aperto da pochi anni al Mandraccio, il "Porto
antico", ma i fortunati che riescono ad entrarci sono pochi. Poi ci sono i
privati, con orari più elastici, ma costi elevati, si va da 500 ai 700 euro al
mese. E comunque, se entrambi i genitori lavorano in un negozio ed escono alle
19.30? Non resta che sperare nei nonni, quando ci sono, o nelle baby-sitter,
per trovarle vale il passaparola, le più brave sono ricercatissime, di solito
si concordano cifre forfettarie, spesso in nero, e i prezzi sono alti, a
seconda degli orari di impegno si va dai 400-500 euro ai 900-1000 euro al mese,
uno stipendio. Arrivati all´età della scuola materna le cose vanno un po´
meglio, i posti disponibili a Genova coprono più o meno il numero delle
domande, resta il problema degli orari. Per questo spesso le Comunali sono più
ricercate, perché garantiscono l´apertura oltre alle 18.00, mentre le statali
in genere finiscono alle 16.30. Poi si arriva all´età della scuola. La Montessori,
al mattino, se la possono permettere solo le mamme che non lavorano, i moduli,
con due o tre rientri settimanali, impongono comunque uno slalom fra lavoro o
scuola, il tempo pieno, il più ricercato, è oggi messo in
discussione dalla riforma Gelmini. La scuola occupa comunque solo una parte, seppure importante,
della giornata dei figli. Poi ci sono le attività sportive o culturali, Genova
offre decine di palestre e corsi per tutti i gusti, più complicata è la
questione del nuoto. Sebbene siamo in una città di mare le piscine non
abbondano, i corsi all´Andrea Doria, allo Champagnat, alla Crociera, alla
Sciorba sono sempre affollatissimi e per gli orari più richiesti occorre
scattare il primo giorno delle iscrizioni, altrimenti si rischia di finire inseriti
dalle sette alle otto, quando il piccolo dovrebbe già cenare per poi andare a
letto. Nel dopo-scuola le mamme genovesi si trasformano in tassste a cottimo,
per fortuna spesso funzionano la collaborazione e i turni, meglio che in
fabbrica, oggi li porto io a calcio, domani li vai a prendere tu in piscina. E
quando non c´è altro, si va ai giardini, Genova abbonda di parchi e giochi per
bambini, ma spesso la manutenzione e la pulizia lasciano a desiderare, e
comunque quasi ovunque mancano i prati, abbondano solo nei parchi di Nervi, più
spesso ci si deve accontentare dell´asfalto di villa Scassi o villa Piaggio,
dove le cadute con i pattini sono sbucciature assicurate. In mezzo bisogna
infilarci le malattie, le visite dal pediatra, dal dentista, dall´oculista, e
sono sempre ore di permesso che bisogna prendere, perché le visite sono spesso
al mattino. E la spesa, la salvezza arriva dai supermercati a orario continuato
che tengono aperto anche la domenica mattina, l´Ipercoop, la Pam e qualche Di
per Dì anche la domenica pomeriggio. Poi alla fine si crolla a letto esauste,
per ricominciare la mattina dopo, fino a quando arrivano le vacanze, agognate
vacanze. Ma agognate da chi? Non sempre dalle mamme che lavorano, perché quando
le scuole finiscono bisogna piazzare il figlio. D´estate funzionano i
laboratori estivi territoriali, il Comune di Genova offre un servizio molto
ampio, l´anno scorso le proposte erano ben 58, dai semplici giochi in giardino
alle lezioni di equitazione e con prezzi altrettanto variabili da un minimo di
60-70 euro la settimana, pranzo al sacco escluso, in su, ma il problema grosso
sono le altre vacanze, Pasqua, Natale, e magari anche i giorni di sciopero,
quando non coincidono con le ferie dal lavoro, perché per questi buchi non c´è
niente da fare, bisogna arrangiarsi.
( da "Repubblica,
La"
del 19-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 19 - Cronaca
Elementari, arriva il maestro di riferimento Riforma scolastica, ok del
governo. Superiori: indirizzi da
( da "Corriere
della Sera" del 19-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-12-19 num: - pag: 20 categoria:
REDAZIONALE Istruzione Via ai regolamenti con i nuovi tempi: oggi la lezione è
di 50 minuti Scuola, parte la riforma E l'ora durerà 60 minuti Sulle superiori
taglio degli indirizzi: da
( da "Repubblica,
La"
del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XVII -
Palermo EDILIZIA E ACCORPAMENTI SCUOLE DELL´ISOLA IN TILT ROSARIO OGNIBENE a
crisi finanziaria è al primo posto nell´agenda politica, pochi parlano delle
condizioni in cui versa la scuola. C´è un´emergenza educativa e c´è
un´emergenza sicurezza delle strutture edilizie scolastiche. In America Obama
mette al terzo posto delle sue priorità un radicale sforzo per modernizzare gli
edifici scolastici. Da noi ci si lascia convincere dalle affermazioni del
nostro governo, che minimizza la crisi. Per quanto riguarda la scuola in fondo
basterà tagliare qualche maestro inutile e qualche professore fannullone perché
tutto torni a funzionare. Su queste convinzioni ormai di dominio pubblico sta
per giungere alla fase finale il piano di dimensionamento delle scuole
siciliane per l´anno scolastico 2009-2010: entro il 31dicembre dovrà essere
pronto. Il piano regionale si propone di realizzare diversi accorpamenti di
istituzioni scolastiche che non raggiungono il limite minimo di 500 alunni, ma
non prevede contestualmente alcuna operazione di suddivisione laddove il limite
è superiore a 900 alunni, limite anch´esso stabilito dalla norma. Probabilmente
perché sdoppiando le scuole bisognerebbe assicurare lo stesso numero di
laboratori e di uffici, con conseguenti assunzioni di dirigenti, direttori
amministrativi e tecnici di laboratorio in ambedue le scuole. Questo
richiederebbe proprio quella spesa che invece Obama si propone di fare per
migliorare l´istruzione e nel contempo creare lavoro, ridistribuendo la ricchezza
in tutti i ceti sociali per aumentare i consumi in funzione della risoluzione
della grave crisi finanziaria. In Sicilia, ma in tutta l´Italia, invece si va
controcorrente. La conseguenza disastrosa di un tale piano regionale di
dimensionamento sarebbe il risultato finale di un´offerta formativa squilibrata
e inefficace che andrebbe ad accrescere l´emergenza educativa. Non solo, ma
significherebbe anche il fallimento di una politica di edilizia scolastica che
in nome del solito risparmio farebbe sopravvivere istituti di grandi dimensioni
che, progettati per un numero di alunni decisamente inferiore, sarebbero privi
dei requisiti minimi per il mantenimento della sicurezza dei nostri figli. Nel
frattempo si viene a sapere che il Comune di Palermo ha devoluto un milione e
995 mila euro, recuperati dai mutui, alla copertura dei debiti fuori bilancio,
a fronte di una pressante richiesta dell´Ufficio dell´edilizia scolastica per
interventi di ristrutturazione urgente delle scuole. L´assessore non nega
quanto accaduto e non nega neanche l´emergenza, ma afferma quasi a
giustificazione che «senza l´aiuto dello Stato, il Comune non può farcela».
Come se fosse politicamente più corretto coprire i debiti del Comune, lasciando
allo sbaraglio la scuola. Intanto, alle continue richieste di manutenzione e di
ristrutturazione, l´Edilizia scolastica del Comune continua a rispondere di non
avere fondi. Forse ha ragione il padre di Vito Scafidi,
alunno morto a Rivoli per il crollo del tetto dell´aula, quando rivolgendosi al
ministro Gelmini dice:
«Meglio un figlio ignorante che morto. Se avete anche il solo sospetto che una
scuola possa cadere, la dovete chiudere».
( da "Repubblica,
La"
del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Milano
Tettamanzi: la scuola non deve dividere Cardinale contro le classi ponte. Ai
docenti: insegnare è una vocazione "Etnia e condizioni sociali" non
siano un ostacolo. I giovani? "Si impegnano se gli adulti hanno cura di
loro" FRANCO VANNI «La scuola non deve dividere gli studenti per etnia e
condizioni sociali». A dirlo è il cardinale Dionigi Tettamanzi, che davanti a
una platea di presidi e professori è tornato a criticare, pur senza citarlo, il
progetto delle classi ponte per immigrati proposto dalla Lega. «La scuola - ha
osservato Tettamanzi, applauditissimo - deve avviare un dialogo fruttuoso con
tutti, anche con gli stranieri». La posizione del cardinale trova d´accordo il
direttore scolastico Annamaria Dominici, che dichiara «piena identità di vedute
con le parole di Tettamanzi» e il provveditore Antonio Lupacchino, che parla di
«parole straordinarie, che corrispondono a quella che è la vera missione della
scuola. è stata una lezione sul mondo dell´istruzione». Nella sala del
Conservatorio, scelta per il suo incontro con il mondo della scuola, Tettamanzi parla anche della riforma Gelmini. Non entra nei dettagli tecnici, ma dice: «La riforma necessaria
è quella che mette al centro la persona, non la struttura, i piani, i
programmi, i progetti». Anche perché, prosegue, «ogni progetto deve essere il
mezzo, la risorsa, per la crescita degli insegnanti, della famiglia, dei
dirigenti scolastici e degli studenti». Il cardinale, dalla scuola,
passa a parlare dei giovani: «Spesso si parla delle nuove generazioni in
termini problematici - dice - e le si considera refrattarie alla via educativa.
Ma questo giudizio non corrisponde a verità. è una lettura parziale, poiché i
giovani sanno ascoltare e appassionarsi se hanno davanti un adulto che si
prende cura di loro non solo dal punto di vista professionale». E quindi, in
risposta all´intervento di un professore che lamenta «l´abbandono
dell´insegnante da parte della società», si rivolge ai docenti: «Insegnare -
dice - non è un lavoro tra i tanti ma una vera e propria vocazione». Un ruolo
che ha comunque bisogno dell´appoggio delle istituzioni: «Il compito educativo
- conclude Tettamanzi - non può essere vissuto in solitudine non è un percorso
personale ma ci deve essere un´alleanza tra scuola, famiglie, oratorio,
parrocchia e agenzie educative».
( da "Repubblica,
La"
del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna
Il caso "Alla Feltrinelli i libri scontati del 70 per cento" Ma era
uno scherzo «Due ore di cultura contro la crisi». Forti di questo slogan, ieri
pomeriggio dalle 17 alle
( da "Repubblica,
La"
del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII -
Bologna Il caso Alle Aldini non arrivano i fondi corsi di recupero ad orario
ridotto SCUOLE senza soldi per i corsi di recupero. Almeno quelli per la
prossima estate sono a rischio. Ma alle Aldini, gli istituti passati allo Stato
da quest´anno, l´emergenza è già ora. «A parte il fatto che non sappiamo nulla
su come dovranno essere fatti, i soldi li dovremo ritagliare dal fondo di
istituto perché sino ad ora non abbiamo ricevuto nulla - denuncia Marco
Soverini, neo preside alle Aldini-Valeriani-Sirani - l´anno scorso per i corsi
di recupero sono stati spesi 130mila euro, quest´anno non abbiamo ricevuto
ancora nulla, sto cercando di accantonare dal nostro fondo almeno 50mila euro.
Ma i corsi dovranno partire, se la situazione non cambierà, ad orario ridotto.
Dovremo inoltre trovare altri modi di sostegno per i nostri ragazzi». Nelle
scuole superiori per ora a rischio sono i corsi estivi. Intanto
si solleva la protesta del movimento delle scuole di base contro i decreti Gelmini presentati ieri che annullano le
compresenze degli insegnanti nel tempo pieno (in tutte le classi, non solo le
nuove prime) delle scuole elementari. La mobilitazione di genitori e maestri si
farà sentire a gennaio con le iscrizioni. (il.ve.)
( da "Repubblica,
La"
del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XXI - Napoli
San Gregorio Armeno La Carfagna regala ai ministri le statuette-copia del
governo Che i ministri di governo finissero tra i pastori di San Gregorio
Armeno è cosa nota, ultimo Renato Brunetta riprodotto con tanto di vessillo
"antifannulloni". Ma che nella bottega di un artigiano napoletano si
materializzasse l´esecutivo al completo è cosa davvero insolita. è il caso di
Jenny Di Virgilio, che ha realizzato le statue in terracotta di tutti i
ministri dell´attuale governo, premier incluso. Un lavoro fatto su commissione
di Mara Carfagna, che quest´anno ha deciso di regalare ad ogni collega di
governo una "copia" artigianale made in Napoli. Trenta statuette
plasmate con maestrìa dal giovane Di Virgilio, che ha riprodotto le sembianze
dei nostri governanti in alcuni casi con una precisione sconcertante. Tra quelli
più riusciti Roberto Maroni, Gianni Letta, Paolo Bonaiuti, Ignazio
La Russa, Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini e la stessa Carfagna. In testa a tutti per perfezione sta,
ovviamente, una singolare versione di Silvio Berlusconi che l´artigiano ha
strategicamente "elevato" in altezza su tutti gli altri, assieme ad
alcuni pastori-ministro che difettano un po´ in statura. San Gregorio
Armeno accresce così il suo "parterre" di pastori vip, che
interpretano i personaggi dell´attualità italiana e internazionale e che quest´anno
ha già visto moltiplicarsi illustri coppie di "replicanti" di
successo in terracotta come Barack e Michelle Obama, Sarkozy e Carla Bruni.
(tiziana cozzi)
( da "Corriere
della Sera" del 20-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-12-20 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE Incontro con il cardinale Tettamanzi, appello ai presidi
«No alla scuola divisa per etnie» No a una scuola che «divida e classifichi per
etnia o classi sociali», sì a una scuola «laboratorio di dialogo con tutti,
anche con gli stranieri». Il cardinale Dionigi Tettamanzi non cita
esplicitamente né classi-ponte né altri «contenuti tecnici» della riforma Gelmini — perché «non sono un tecnico», ha precisato appunto
— ma il pensiero che ha espresso ieri incontrando al Conservatorio i dirigenti
scolastici della provincia di Milano è chiaro quanto basta per suonar da monito
a chi vuol capire: «Più che di riforma della scuola — ha detto — bisognerebbe
parlare di riforma dei suoi protagonisti. Perché la vera riforma necessaria è
quella che mette al centro la persona, non la struttura, i piani, i programmi,
i progetti». E mettere al centro «la persona» significa anche, per l'appunto,
non dividere ma dialogare «con tutti». Il cardinale precisa che «naturalmente»
anche piani e programmi eccetera «sono necessari: ma tutti nella consapevolezza
che ogni progetto» non deve essere un fine in se stesso bensì «il il mezzo, la
risorsa, per la crescita degli studenti, degli insegnanti, della famiglia, dei
dirigenti scolastici». Ruolo oggi più che mai difficile, quello della scuola,
più sotto il profilo educativo che formativo: come ha sottolineato di fronte al
cardinale un preside di Monza nel dire che «di fronte a un mondo i cui modelli
dilaganti sono il successo facile, soldi da vincere, seni e sederi al vento,
proporre ai giovani studio e fatica fa sentire a volte noi insegnanti come una
specie in via d'estinzione...». Ma è proprio e anche per questo, ha insistito
Tettamanzi nell'incoraggiarli, che il dialogo è così importante: «Per non
vivere il compito educativo in solitudine. La scuola è laboratorio privilegiato
di dialogo non solo al proprio interno ma tra le famiglie, gli studenti, i
professori, il territorio». Per questo — ha ripetuto in conclusione — la scuola
«non separi, non divida, non classifichi per etnia e condizione sociale ma
avvii un dialogo fruttuoso con tutti, anche con gli stranieri». Paolo Foschini
( da "Corriere
della Sera" del 21-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-12-21 num: - pag: 20 categoria:
REDAZIONALE Scuola e politica La caccia ai favori. «State tranquilli, ne parlo
io con Pino al ministero, è lui a decidere» Quei rettori che assediano i
fratelli Pizza Giuseppe è all'Istruzione, Massimo incontra i capi delle
università del Sud SEGUE DALLA PRIMA Conoscere «qualcuno» a Roma, si sa, è
determinante. E Mariastella Gelmini, paracadutata al ministero di viale Trastevere per investitura
monarchica di Silvio Berlusconi, appare a molti frequentatori delle anticamere
capitoline più o meno come una marziana con le antenne e la pelle verde
squamata. Ma ecco che, provvidenziali come certi angioletti, hanno cominciato
ad apparire ai responsabili di diverse università del Mezzogiorno alcuni
misteriosi emissari. Che dopo essersi premurosamente informati sulle
difficoltà nei rapporti col dicastero mai tanto avaro di finanziamenti («Che
tempi, professore! Che tempi!»), spiegano che in realtà la Gelmini
«si occupa soprattutto di grembiulini» ma per fortuna al ministero, grondante
di responsabilità come un albero di cachi a novembre, c'è Sua Eccellenza il
Sottosegretario on. Giuseppe Pizza. Informata della faccenda, a dirla tutta, la
ministra fa sapere in giro di essere piuttosto seccata e sottolinea che a
Pizza, come risulta anche dalla scheda personale sul sito del governo, non ha
dato neppure una delega. Del resto, perché glielo hanno messo al fianco? Perché
il Cavaliere doveva ricompensare il nostro della sofferta decisione di
rinunciare a presentare la «sua» Dc alle elezioni dello scorso aprile. Certo,
il microscopico partitino, che «Pino» si è ritrovato in tasca grazie a una
sentenza della controversa magistratura dopo anni di battaglie giudiziarie
sulle spoglie della Balena Bianca, non avrebbe sicuramente rosicchiato granché
al Pdl. Più che una balena, è oggi una Sardina Bianca. Ma c'era il rischio che
il voto potesse essere rinviato. E Berlusconi era stufo di aspettare la
vittoria annunciata. Fatto sta che «Pino», per dirla in aziendalese, fa parte
dell'organico. Va a presenziare all'ambasciata di Parigi al premio «Giuseppe
Colombo». Interviene al convegno «Eurospazio: strategie per il futuro ».
Rappresenta il governo al simposio su «L'Italia al Polo Nord — Una nuova
prospettiva di ricerca in Artico». Invia messaggi di scuse per l'assenza alla
«S. Messa in suffragio del compianto amico prof. Diomede Ivone, di cui serbiamo
preziose testimonianze dei suoi studi sul cattolicesimo politico e sindacale».
Cose così... «E da noi non ci viene nessuno?». «Se volete, Pizza». Tra quanti
lo sottovalutano però, come dicevamo, non c'è il fratello. Che non perde
occasione per spiegare a tutti che «è Pino quello che decide ». E dove dà
appuntamento ai suoi interlocutori? Nel cuore della Roma politica, accanto alla
vecchia sede socialista di via del Corso. Alla pizzeria «La Capricciosa» di
largo dei Lombardi. Dove giovedì scorso, all'ora di pranzo, dominava una tavola
imbandita attorno alla quale erano seduti il presidente e il rettore
dell'Università «Kore» di Enna, Cataldo Salerno, e Salvo Andò (l'ex ministro
della Difesa ai tempi di Craxi), e il rettore dell'Università di Messina
Francesco Tomasello, appena sospeso dall'incarico per decisione del giudice
delle indagini preliminari che indaga su un concorso per medicina del Lavoro al
Policlinico vinto da Umberto Bonanno, ex presidente forzista del Consiglio
comunale messinese, arrestato nel procedimento «Gioco d'azzardo » riguardante
presunte tangenti sulla realizzazione di un complesso edilizio. Tema della
chiacchierata: la nascita del Politecnico del Mediterraneo, qualche precario da
stabilizzare, fondi da sbloccare... Lui, il fratello di Pino, raccoglieva i
foglietti di carta con gli appunti e rassicurava tutti: «Adesso chiamo Pino». E
chi è il protagonista di questa storia irresistibile di pizzini per Pizza in
pizzeria alla «Capricciosa»? Lasciamo rispondere a un dispaccio dell'Ansa del
10 maggio 2006. Dove si parlava di «Massimo Pizza, nome in codice Polifemo» arrestato
dal Pm Henry John Woodcock nell'ambito dell'inchiesta su una serie di truffe a
imprenditori. In dieci ore di interrogatori, raccontava l'agenzia, l'uomo ne
aveva raccontate di tutti i colori. Che Ilaria Alpi era stata «vittima della
sua superficialità al 100 per cento» ed era stata ammazzata dai somali perché
«aveva scoperto il passaggio strategico di materiale importantissimo, piccolo
ed occultabile», cioè uranio partito forse dalla Basilicata. Che «il Dc9 Itavia
l'hanno abbattuto gli italiani» in una sera di guerra fra aerei libici,
americani e italiani. Che sulla scomparsa di Emanuela Orlandi «non c'è mai
stata nessuna attività di indagine seria». E poi ore e ore di «rivelazioni »
sulla massoneria, i servizi segreti, i signori della guerra somali... La parte
più succosa, però, è la chiusura della notizia d'agenzia: «Nei due
interrogatori, Pizza si definisce rappresentante del governo somalo,
"agente provocatore", consulente storico, consulente, bibliografo,
"scambiatore di notizie", analista, venditore di informazioni e anche
"truffatore ma non musulmano", quando ricorda che è stato
vicepresidente dell'Associazione musulmana italiana». Oddio: anche un risvolto
islamico? Misteri. Basti dire che al «nostro» questa personalità all'Arsenio
Lupin dai mille volti piace tanto che sui giornali è apparsa soltanto una
fotografia, pubblicata da Panorama, con la didascalia che diceva: «Massimo
Pizza nelle vesti di ammiraglio, una delle sue identità». E il bello è che non
è neppure detto che l'uomo in quella foto, elegantemente vestito con una divisa
della marina militare, fosse proprio lui. Gian Antonio Stella In pizzeria Il
pranzo con l'ex ministro Andò per discutere della nascita del Politecnico del
Mediterraneo Democrazia cristiana Giuseppe Pizza è sottosegretario
all'Istruzione, università e ricerca. è stato nominato segretario della
Democrazia cristiana nel 2006
( da "Corriere
della Sera" del 21-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-12-21 num: - pag: 31
categoria: BREVI SCUOLE ELEMENTARI I livelli di preparazione Qualche mese or
sono la riforma della scuola elementare era presentata come la risposta alla
emergenza prodotta dall'abbassamento del livello di preparazione degli scolari.
Ora il Rapporto Timss 2007 (progressi negli studi di matematica e scienze)
prodotto dall'Iea (Associazione internazionale per la
valutazione del livello educazionale) che riporta i dati relativi ad alunni di
59 Paesi di 5 continenti, mostra che i bimbi italiani si collocano all'ottavo
posto in matematica e al quarto posto in Scienze. Quale sarà la classifica dei
nostri bambini dopo la riforma Gelmini? Elio Smedile esmedile@alice.it
( da "Repubblica,
La"
del 22-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Milano Le
idee Crisi economica sfida per l´Onda ALESSANDRO ROSINA "La vostra crisi
non la paghiamo noi", è stato uno degli slogan principali dell´Onda
studentesca. Purtroppo è invece quello che accadrà. Non tanto e non solo per i tagli annunciati dal ministro Gelmini. Non è infatti a rischio solo la
qualità del sistema universitario, c´è in gioco molto di più. La difesa del
proprio futuro come generazione richiede all´Onda il passaggio ad una nuova
fase, che adotti una prospettiva più ampia. è forse il momento giusto per
farlo, ma sono ancor più i tempi duri che si avvicinano ad imporlo. La
crisi economica in atto, destinata a diventare particolarmente pesante
nell´anno che stiamo per iniziare, rischia infatti di colpire soprattutto chi
entra ora nella vita adulta. Chi ha la sfortuna di avere vent´anni oggi si
trova ad uscire dall´università in un paese con tassi di occupazione tra i più
bassi in Europa e con un sistema di protezione e promozione sociale tra i più
inadeguati. Lo riconosce lo stesso Libro Verde sul Welfare del ministro
Sacconi. Queste fragilità di fondo, non risolte negli anni passati, si faranno
sentire in modo molto più grave in questa fase di crisi economica. SEGUE A
PAGINA II
( da "Corriere
della Sera" del 22-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-12-22 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE
Il caso Ottiene i voti per un soffio. E provoca lo scontro tra Gasparri e
Frattini Durnwalder e il pasticcio di Bolzano Il duello per la poltrona del
vicepresidente della Provincia è tramontata la candidatura della pasionaria
leghista Elena Artioli. Calderoli: siamo stati traditi DAL NOSTRO INVIATO
BOLZANO — Se ci fossero ambasciatori (e non sarebbe male), qualcuno li avrebbe
già ritirati. Diplomazie bollenti tra la granitica SÜdtiroler Volkspartei e la
Roma berlusconiana. Volano stracci e paroloni. Il ministro Frattini, potente a
Roma non meno che a Bolzano, arriva al punto di ringhiare addosso a Luis
Durnwalder, padre- padrone della Svp, frasi del tipo «con voi è inimmaginabile
qualsiasi trattativa, abbiamo chiuso», facendo ventilare lo spauracchio di
pesanti ritorsioni: «E ricordatevi che c'è ancora in ballo la partita del
federalismo fiscale...». Appunto: l'uomo del federalismo fiscale, il leghista
Roberto Calderoli, pure lui ministro, è ancora più furioso con la Stella
Alpina: «Siamo stati traditi, quelli perdono il pelo ma non il vizio ». Ma
l'esercito di Durnwalder non sembra particolarmente spaventato: «Frattini?
Reazione esagerata e inopportuna, Roma è da sempre comunque contro di noi».
Pasticcio in salsa bolzanina. Con Durnwalder accusato di aver accettato i voti
di An, nemico storico della «tedesca» Svp, pur di rafforzarsi e spaccare le
opposizioni. Tutto è avvenuto tra le mura della Provincia, ombelico del potere
altoatesino. Era stabilito, come da consuetudine, che la maggioranza (Svp-Pd)
avrebbe messo a disposizione delle opposizioni (Pdl e Lega) la vicepresidenza
del consiglio provinciale. La designata era Elena Artioli, 35 anni, 3 figli, ex
della Svp (prima italiana ad essere ammessa), ora leghista con piglio da
pasionaria e vocazione, come dice lei stessa, «alla Giovanna d'Arco della
politica». «Era tutto pronto — spiega — ma all'improvviso scopro che il prezzo
per ottenere la vicepresidenza era quello di votare a favore della giunta
Svp-Pd: e naturalmente non ci sto». A quel punto, salta fuori l'altro
protagonista della vicenda: Mauro Minniti, 45 anni, 2 figli, una militanza nel
Msi e in An, fedelissimo di Gasparri. Che fa Minniti, in teoria alleato con
l'Artioli? Tramontata la candidatura della collega, si fa avanti, incassa i
voti della Svp e si pappa la vicepresidenza. La Lega esplode: «è uno squallido
baratto, Minniti ha addirittura votato a favore della giunta e degli assessori
Pd». Lui nega: «Tutte balle». Ma il problema, per lui, è che anche una parte di
An (e nemmeno tanto piccola) si mette di traverso, letteralmente terrorizzata
all'idea di essere scesa a patti con la giunta Svp-Pd. «Appoggiare la sinistra
in questa maniera è cosa intollerabile— tuona il presidente altoatesino di
Alleanza nazionale, Alessandro Urzì —: Minniti è moralmente fuori dal Pdl,
verificheremo se vi sono le condizioni per espellerlo». Ma l'interessato non
molla e cala il poker d'assi: «Ho la coscienza pulita: ho avuto il via libera
di Roma ». Di Roma? Da chi? Da Maurizio Gasparri, of course. Che in effetti
difende il suo pupillo: «è stato giusto prendere quel posto — conferma il
capogruppo del Pdl in Senato —. Calderoli ci accusa? E di cosa? Lui non è
riuscito ad avere la vicepresidenza per i suoi, noi invece sì». Chi se la gode,
almeno per ora, è quel volpone di Durnwalder. Che ha centrato tre bersagli in
un colpo solo. Ha visto la sua giunta ottenere la maggioranza al primo turno,
nonostante alle elezioni dello scorso 27 ottobre la Svp avesse accusato una
flessione, pagando dazio alla destra tedesca. Ha spaccato l'opposizione di
centrodestra. E ha dato una sonora lezione ai tre «ribelli» della Svp, Noggler,
Brantsch e Schuler, che al grido «più democrazia interna» minacciavano la sua
marcia. Il rischio, però, è che si tratti di una vittoria di Pirro. I primi
segnali da Roma non sono affatto incoraggianti. Proprio
ieri il ministro Gelmini ha
notificato alla Provincia di Bolzano di voler congelare la nomina del nuovo
sovrintendente. Eppure sembrava cosa fatta. Sarà un caso? Francesco Alberti Il
voto Mauro Minniti, di An, ottiene la vicepresidenza del consiglio provinciale
di Bolzano votando insieme alla maggioranza Svp-Pd Le reazioni Il ministro
leghista Calderoli grida al tradimento. Ma Gasparri, di An, replica:
«Non capisco: noi siamo riusciti dove lui ha fallito» ( nella foto, il
presidente della Provincia di Bolzano Durnwalder)
( da "Repubblica,
La"
del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Torino
La rabbia Nessuna famiglia deve piangere un congiunto perché la classe è
crollata per l´incuria di qualcuno Adesso lui è diventato il figlio di tutti:
viviamo nel suo ricordo "Niente risarcimenti per Vito" Il dolore dei genitori un mese dopo: "Vogliamo solo aule
sicure" Nei giorni scorsi l´incontro con il ministro Gelmini Dalla Reale Mutua una borsa di
studio MEO P0NTE «Giorno per giorno. Viviamo così ora che Vito non c´è più.
Leggendo i suoi quaderni, i suoi diari. Cercando anche il più lontano dei
ricordi, la più flebile traccia della sua esistenza...» dice Fortunato
Scafidi con un filo di voce. E ieri, ad un mese esatto dalla maledetta mattina
in cui Vito è stato ucciso dal crollo della controsoffittatura della sua aula,
il ricordo di quel ragazzo uscito di casa sorridendo per andare a scuola e
ritrovato poi sotto un cumulo di macerie senza vita è ancora più doloroso. «Io,
mia moglie Cinzia e Paola, la figlia che ci è rimasta ci aggrappiamo al ricordo
più piccolo di Vito, lo cerchiamo ancora nelle sue cose - continua Fortunato
Scafidi - l´altro giorno ho trovato una frase che aveva scritto in un quaderno
delle medie. Aveva appena quattordici anni ma ne aveva già compreso la
profondità. Avevo scritto su quel diario: "Se ti fai una brutta frattura
puoi guarire ma ogni cosa lasciata a se stessa, fatta in modo approssimativo
finirà sempre male". E´ venuto a trovarci un suo compagno di classe,
piangeva mentre ricordava che aveva conosciuto Vito sette anni fa. "L´ho
sempre visto allegro, contento di vivere e pieno di speranze per il suo
futuro". L´ho ascoltato e ho capito che avevo un gran figlio. Eravamo una
famiglia felice, prima io non chiedevo di più al destino. Ora mi rendo conto di
quanto eravamo fortunati. Non posso però accettare che la morte di Vito sia
definita "una tragica fatalità". Tragica fatalità è qualcosa che
capita per caso, è quando passi sotto un albero e ti cade un ramo in testa, o
un fulmine che ti colpisce mentre torni a casa. Vito è morto nella classe di un
liceo dove andare per imparare e diventare uomo. Non è stato un caso. Lì
avrebbe dovuto essere al sicuro, come avrebbe dovuto esserlo i suoi compagni e
tutti gli studenti d´Italia. Invece ancora pochi giorni fa a Biella è crollato
il soffitto di un´altra scuola. Ho letto che è successo per colpa delle
vibrazioni di un trapano. Ma che succede allora nel caso di un terremoto?
Quante vittime dobbiamo contare? A me non importa il risarcimento, quello che
voglio e lo voglio in nome di Vito è che siano garantite scuole più sicure, che
nessuno debba più affrontare quello che stiamo affrontando io e mia moglie:
cercare un figlio perduto tra le pagine dei suoi diari». Giovedì scorso la
famiglia Scafidi è stata a Roma per presenziare alla cerimonia con cui la sala
multimediale della scuola Virginio di Lavino d´Anzio è stata dedicata a Vito.
Nel pomeriggio Fortunato e Cinzia hanno incontrato il ministro dell´Istruzione
Maria Stella Gelmini. «Un incontro commovente»
sottolineano gli avvocati Ambrosio e Giuliano che assistono la famiglia. Ai
primi di dicembre invece la Reale Mutua ha deliberato di assegnare una borsa di
studio intitolata a Vito Scafidi per gli studi universitari di uno studente del
liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli. «Ciò che importa però è non
dimenticare quanto è successo appena un mese fa - spiega Fortunato Scafidi -
quel giorno un ragazzo è uscito di casa per andare a scuola e non è più
tornato. Non deve più succedere. Nessuna famiglia deve più piangere un figlio
ucciso perché la sua scuola è crollata per colpa dell´incuria. Mai più, queste
sono le parole che dico in nome di Vito. Lui ora è diventato il figlio di
tutti, me ne sono reso conto sabato alla fiaccolata. C´era tanta gente, erano
lì perché sapevano che quello che è accaduto a noi riguarda tutti».
( da "Repubblica,
La"
del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bologna Anarchici
e Crash per il consolato greco, Asinelli e piazza Verdi La Digos denuncia
quaranta "antagonisti" Per l´occupazione della torre sotto inchiesta
anche chi protestava in strada quaranta denunce per tre «azioni di lotta»
dell´estrema sinistra, compresi momenti di tensione con le forze dell´ordine:
la contestazione al banchetto di Azione Universitaria in piazza Verdi, la
manifestazione davanti al consolato della Grecia in via Indipendenza e
l´occupazione della Torre degli Asinelli da parte degli anarchici che si sono
barricati dentro per tre ore. La Digos ha presentato una relazione dettagliata
in Procura al pm Morena Plazzi, anche se mancano alcuni ritocchi nell´analisi
di foto e filmati. I denunciati sono anarchici, attivisti di centri sociali e
studenti dei collettivi universitari, i reati vanno dalla manifestazione non
autorizzata, come quella contestata ad aderenti al collettivo autonomo Crash in
via Indipendenza, alle lesioni, resistenza a pubblico ufficiale,
danneggiamento, porto abusivo di armi improprie, come le mazze impugnate dagli
anarchici davanti al consolato, usate anche per scontrarsi con gli agenti. Alla
fine quaranta denunce, anche se in alcuni casi gli stessi nomi ritornano in più
episodi. Per la contestazione al banchetto di Azione Giovani del 27 novembre,
le denunce sono 14. Un corteo di protesta anti-Gelmini passando per piazza Verdi
contestò la presenza del banchetto e poi ci furono brevi tafferugli con la
polizia. I denunciati sono anarco-insurrezionalisti, attivisti del movimento studentesco
(Cua o Spazio Sociale) e membri di Crash. C´è anche chi ha colpito con un pugno
in un occhio il vicedirigente della Digos, un giovane che è tra i
denunciati, ma che deve essere ancora identificato. Per la manifestazione
davanti al consolato greco del 10 dicembre, le denunce sono 17, divise tra
anarco-insurrezionalisti (otto) e Crash. Quel pomeriggio i due gruppi misero in
scena due iniziative distinte ma contestuali. Gli anarchici, accusati di una
sfilza di reati, hanno tra i 20 e 34 anni e sono vecchie conoscenze degli
inquirenti. Per l´occupazione degli Asinelli, infine (12 dicembre), le denunce
riguardano nove anarchici: due ragazzi che si sono chiusi nella torre (uno è
romeno) e alcune le persone (tra loro due donne) che hanno animato un presidio
di solidarietà. Per la Procura, vanno tenute distinte le azioni di protesta in
piazza degli anarchici, pure con azioni di scontro con le forze dell´ordine,
dalle azioni terroristiche degli ultimi tempi, come le bombe alle agenzie
Unicredit, nonostante l´ambiente di riferimento sia ritenuto lo stesso.
Comunque, è nell´ambito dell´anarco-insurrezionalismo che si cerca di dare un
volto e un nome agli autori contro la banca. (l.s.)
( da "Repubblica,
La"
del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XX - Roma Con
la Reggiani e Casanova satira e dintorni Ambra Jovinelli Per l´attrice e
l´illusionista "Questioni di prestigio". Su temi anche sociali, come
le Pari opportunità RODOLFO DI GIAMMARCO Satira & illusionismo si daranno
la mano, da stasera al teatro Ambra Jovinelli, in Questioni di prestigio,
protagonisti Francesca Reggiani e Antonio Casanova anche co-autori dell´impresa
assieme ad Alessandro Corallo (in forza, come Casanova, a Striscia la notizia),
Gianluca Giugliarelli e al regista-ideatore Valter Lupo. Francesca Reggiani, è
uno show "per le feste" o uno spettacolo per gli italiani
"conciati per le feste"? «Una contingenza attuale c´entra. Il
rivolgimento politico a Roma è stato talmente rapido, che quando mettevamo a
fuoco il progetto il regista Valter Lupo ha detto che per capirci qualcosa ci
sarebbe voluto un mago. La frase è diventata il marchio del progetto. L´epoca
attuale è fatta di tagli, di sparizioni, di manipolazioni. Abbiamo pensato a
unire i miei monologhi di costume a situazioni visive, a occultismi, a
diavolerie d´un mago. E il lui più adatto è parso Casanova». Che rapporto si
crea tra parodia sociale e trucco incantatorio? «Io ho tirato fuori varie
risorse, testi umoristici a soggetto, e poi abbiamo lavorato
decontestualizzando gli argomenti, amplificando le sparizioni. Il diradarsi
degli uomini, ad esempio: già ce ne sono pochi, ed è l´annosa lamentela delle
single tra 40 e 50 anni». Naturalmente c´è anche l´eclisse, lo svanire di beni
sociali... «Come no. La prestidigitazione è una faccenda adesso molto di moda:
Ici che va e che viene, Ilor su e giù, mondezza che s´accumula e poi si
dissolve, tassazione dei Bot a suo tempo minacciata e poi rientrata... E i
maghi della finanza? Consulenti globali, figure mitologiche che ti prendevano
tutti i risparmi e come il gatto e la volpe te li inserivano in investimenti oculati,
salvo a farti sapere, a cose fatte, che eri stato vittima d´una bolla
speculativa da infarto». Anche lei assume identità truccate, coi suoi
monologhi? «Io faccio me stessa e una mezza dozzina di personaggi. La Gelmini,
la Loren che si compiace per come è scomparsa a Napoli l´immondizia, o tra
l´altro la Ferilli che facendo gli auguri interviene pesantemente sui fenomeni
del nostro paese. Camuffamenti di soldi, di personalità. E il Mago Casanova sta
al passo riproducendo lo stesso effetto con artifici delle mani o delle sue
macchine di scena». Parlando di carenze e di perdite c´è rischio che si
rida di meno? «La cosa si può fare seria quando c´è il tema dell´immigrazione,
della xenofobia. O diventa grottesca quando il ministro Maroni chiede ai sindaci
di essere creativi e allora ad Assisi esce un´ordinanza che proibisce di
chiedere soldi davanti alle chiese: proprio nella patria di San Francesco».
( da "Repubblica,
La"
del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 22 - Cronaca
Furti con carrello e doni ai passanti in città torna l´esproprio proletario Da Bologna
a Torino l´illegalità "solidale" degli anni ´70 L´ultimo blitz dei
centri sociali nel supermercato travestiti da Babbo Natale Anche nel 2004 erano
stati organizzati raid nelle librerie della capitale MAURIZIO CROSETTI TORINO -
Non se ne sentiva la mancanza, ma forse torna il vecchio esproprio proletario.
Merito o colpa di quindici Babbi Natale, in arrivo non dalla Lapponia bensì da
un centro sociale: sabato pomeriggio sono entrati nel supermercato Pam della
popolarissima Barriera di Milano, si sono gentilmente serviti senza pagare e
poi hanno donato la refurtiva agli sbigottiti - ma non restii - passanti. Lo
hanno chiamato "esproprio solidale". Così quei quattro borsoni pieni
di generi alimentari hanno spalancato all´improvviso una porta cigolante, vecchia
più di trent´anni, a strapiombo sulla stagione dell´esproprio non solidale ma,
appunto, proletario: oggetto, o forse soggetto più adatto al modernariato della
nostalgia di certe trasmissioni tivù, senza però nulla da rimpiangere. Invece
all´Esselunga di Casalecchio di Reno, Bologna, una ventina di casse sono
rimaste bloccate con i carrelli della spesa pieni, in attesa di uno sconto del
25 per cento. Autori, ancora una cinquantina di ragazzi dei centri sociali,
stavolta senza successo. E immediata scatta la domanda: non starà mica tornando
il tempo della mitica "autoriduzione"? Qualche avvisaglia non era
mancata negli anni ?80 e soprattutto nel
( da "Corriere
della Sera" del 23-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-12-23 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE La lettera «Più attenzione alla qualità e sostegno al
diritto allo studio» Università, appello a Napolitano «Basta tagli, serve il
confronto» Prof e studenti al capo dello Stato: richiami istituzioni e partiti
La risposta del mondo accademico milanese all'invito del Quirinale per dare un
contributo al rilancio degli atenei Lo avevano promesso. «Risponderemo
all'invito del Quirinale, daremo il nostro contributo al rilancio degli
atenei», avevano detto i ragazzi della Statale dopo l'incontro del 31 ottobre
con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Faremo del nostro
meglio ». Lo hanno fatto. Ieri. Con una lettera inviata al capo dello Stato per
chiedere «un'università migliore». Proposte e riflessioni. Maturate in un mese
e mezzo di lavoro, cinquanta persone intorno a un tavolo. E non solo studenti.
Anche ricercatori, assegnisti e professori. Di Statale, Bicocca, Politecnico,
Bocconi. Lettera al presidente. Tra riconoscenza «per quello che ha fatto» e
voglia di partecipare. Con un appello: «Le chiediamo di richiamare istituzioni,
partiti e organi di informazione a una maggior correttezza per favorire un
approfondimento qualitativo del dibattito nell'interesse del Paese». Più
attenzione al mondo accademico. Da parte di tutti. Anche se, dopo l'autunno
caldo della scuola, qualche segnale è arrivato: «Sebbene ancora preoccupati per
i rapporti tra Governo, Parlamento e società civile, abbiamo accolto con
soddisfazione i passi indietro compiuti dall'esecutivo». Nessuno
sconto al ministro Gelmini:
«Intendiamo ribadire che tutte le proposte e le critiche che siamo riusciti a
elaborare restano pesantemente condizionate dai tagli indiscriminati che questo
governo non ha ancora ritirato e alla cui presunta inevitabilità la comunità
universitaria non intende arrendersi». Parole studiate, limate, discusse
per ore. E che arrivano dopo un doppio invito di Napolitano «a partecipare»: quello
a voce di ottobre, cui è seguita una lettera del 10 novembre. Detto, fatto.
«Abbiamo voluto mettere insieme — spiega Filippo Barberis, senatore accademico
(per Sinistra universitaria) alla Statale — tutte le forze riformiste degli
atenei milanesi». Un'occasione di dialogo «al di là delle correnti politiche»,
anche se l'anima del gruppo sta in quella «Sinistra universitari » che non
sempre ha sostenuto l'ala più dura dell'Onda. «Ma siamo aperti al confronto ».
Dunque le richieste: irrobustimento del diritto allo studio con borse «per
tutti gli aventi diritto» e per i dottorandi; «un maggiore impegno dello Stato
nell'edilizia universitaria»; potenziamento dei prestiti d'onore; miglioramento
dell'offerta formativa basata su «un efficace sistema di valutazione che
consideri le capacità didattiche dei singoli docenti»; un'agenzia di
valutazione «esterna e indipendente dal ministero»; più poteri «di indirizzo e
nella scelta dei componenti» ai rettori. Merito, qualità, diritti. Tanti spunti
elaborati e discussi anche dai docenti. Come Franco Donzelli, cattedra di
Economia Politica in via Conservatorio: «Mi sembrava doveroso dare un
contributo. Questi giovani hanno lavorato con serietà e competenza. Era giusto
partecipare ». # Annachiara Sacchi
( da "Repubblica.it" del
23-12-2008)
Argomenti: Scuola
TORINO - Non se ne sentiva
la mancanza, ma forse torna il vecchio esproprio proletario. Merito o colpa di
quindici Babbi Natale, in arrivo non dalla Lapponia bensì da un centro sociale:
sabato pomeriggio sono entrati nel supermercato Pam della popolarissima
Barriera di Milano, si sono gentilmente serviti senza pagare e poi hanno donato
la refurtiva agli sbigottiti - ma non restii - passanti. Lo hanno chiamato
"esproprio solidale". Così quei quattro borsoni pieni di generi
alimentari hanno spalancato all'improvviso una porta cigolante, vecchia più di
trent'anni, a strapiombo sulla stagione dell'esproprio non solidale ma,
appunto, proletario: oggetto, o forse soggetto più adatto al modernariato della
nostalgia di certe trasmissioni tivù, senza però nulla da rimpiangere. Invece all'Esselunga
di Casalecchio di Reno, Bologna, una ventina di casse sono rimaste bloccate con
i carrelli della spesa pieni, in attesa di uno sconto del 25 per cento. Autori,
ancora una cinquantina di ragazzi dei centri sociali, stavolta senza successo.
E immediata scatta la domanda: non starà mica tornando il tempo della mitica
"autoriduzione"? Qualche avvisaglia non era mancata negli anni ?80 e
soprattutto nel
( da "Repubblica,
La"
del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 27 - Commenti
Il futuro della ricerca IGNAZIO MARINO Caro direttore,in questi giorni le
ricette per far fronte alla crisi economica fioriscono quasi quotidianamente
sulle prime pagine dei giornali italiani. Leggo, attento, le riflessioni di
tanti politici ed analisti, ma raramente mi imbatto in soluzioni che
considerino la ricerca scientifica ed insieme la trasparenza, il merito e la
competenza, chiavi di volta del futuro del nostro Paese. « è il solito
visionario ? penseranno alcuni ? per uscire da questa crisi bisogna far
riprendere i consumi, mettendo i soldi in tasca al ceto medio». Sarà, ma la
visione appare corta, lo sguardo miope. Basta guardarsi intorno: nel pieno
della crisi economica globale, la Francia ha deciso di investire in ricerca circa
il 2% del Pil, la Svezia è oltre il 4% e noi, dove siamo? La nostra
Finanziaria, dal precedente, già vergognoso 1,1%, ci trascina allo 0,9%:
nell´Europa a 15, peggio di noi fanno solo Portogallo e Grecia. Il futuro
dell´Italia è nelle mani di giovani donne e giovani uomini competenti, creativi
e pronti a mettersi alla prova, ma troppo spesso oppressi dai tagli alla
ricerca e da opachi criteri nell´assegnazione delle cattedre universitarie,
largamente in mano ai baroni e agli amici degli amici. è vero che ripensare
l´intero sistema è cosa lunga e complessa, è anche vero però che l´attesa di
tempi migliori va colmata con piccoli, decisi segnali nella giusta direzione.
La rivoluzione ? diceva Bruno Munari ? va fatta senza che nessuno se ne
accorga. Un primo passo lo abbiamo mosso assegnando, con gli emendamenti alla
Finanziaria 2007, 15 milioni di euro ai progetti di 26 giovani ricercatori,
scelti tra oltre 1700, da un gruppo di scienziati under 40, per metà stranieri,
secondo il criterio della peer review (la valutazione tra pari). Il secondo
passo stavamo per compierlo e questa volta, con l´articolo che riuscii ad
inserire nella Finanziaria 2008, i finanziamenti disponibili ammontavano a ben
81 milioni di euro. Un altro gradino, sul quale però l´attuale Governo si è
voluto fermare: quegli 81 milioni di euro sono già stanziati, pronti per essere
assegnati, ma andranno perduti se il Ministero della Salute e quello
dell´Università e della Ricerca non pubblicheranno, entro il 31 dicembre 2008,
il bando di concorso. Il Ministro Sacconi il 7 novembre scorso, alla presenza
del Capo dello Stato, al Quirinale, aveva solennemente garantito che avrebbe
fatto quanto di sua competenza, per consentire ai nostri giovani migliori di
avere, anche quest´anno, un bando dedicato a loro. Dopo tutto gli stanziamenti
ci sono, messi a disposizione dalla Finanziaria del Governo Prodi. Questo mero
passaggio formale, in cui ? voglio ribadirlo ? non c´è da investire nuovi
denari, permetterebbe, tra l´altro, al Governo Berlusconi una straordinaria
operazione di marketing politico. Ma allora perché ci vuole tanto a mettere una
firma? Ormai, al 31 dicembre, mancano pochi giorni. Un assurdo conto alla
rovescia che forse vedrà i corrotti, padri e figli delle clientele accademiche,
festeggiare il Capodanno due volte e i nostri migliori cervelli, caparbiamente
al lavoro negli scantinati delle Facoltà per due lire, due volte sentirsi
sconfitti, magari ripensando alla generosa offerta di un
ateneo americano, rifiutata con la speranza di un futuro in Italia. La
speranza, ecco un´altra parola necessaria per pensare al domani. Con chi
vorranno brindare i Ministri Sacconi e Gelmini? (L´autore è presidente della Commissione Parlamentare
d´inchiesta sul SSN del Senato della Repubblica)
( da "Repubblica,
La"
del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIV - Genova
La chiesa non insegua le bugie del governo VITTORIO COLETTI N on c´è pulpito da
cui non si annunci e auspichi in questi giorni la gioia del Natale. Come fa
allora la Chiesa ad andare tanto d´accordo con Silvio Berlusconi, che ha
invitato gli italiani alla più sciocca, cupa e distruttiva delle allegrie, quella
di chi (si) consuma ed esaurisce nel consumo tutte le proprie attese di
felicità? Che il riaffermato finanziamento alle scuole
cattoliche sia sufficiente a indurre Bagnasco a sorvolare sull´irreligiosità di
massa invocata dal Primo ministro? Proviamo a verificare l´ipotesi prendendo
l´altra parola del Cardinale, quella usata nell´incontro con la stampa, quando
ha auspicato un "Natale più solidale". Questo significato di
"solidale" (cioè partecipe e premuroso) nasce dall´economia, dove
indica il rapporto "in solido" tra debitori, in cui uno risponde per
tutti. "Solidarietà", che ne deriva, nei suoi valori ideali è parola
laica, utilizzata anche in campo cattolico. Qui il "solidarismo" ha
offerto un modello di rapporti sociali e politici che, andando oltre la
misurata carità al bisognoso, tendono non solo al sostegno occasionale di chi è
in difficoltà, ma anche a ridurre preliminarmente e definitivamente le
differenze economiche e sociali tra i membri di una collettività. Per Bagnasco,
insomma, la solidarietà dovrebbe essere una variante aggiornata, laica e
istituzionale della compassione cristiana, e prevedere più la somiglianza che
la disparità di condizioni tra chi dà e chi riceve, con un sapore più moderno e
democratico, più orizzontale, di quello, molto verticale e aristocratico,
tipico dell´antica pietà pubblica. Tanto per capirci,
qualcosa di assai diverso dalla "social card", variante anglofila e
statalistica della vecchia elemosina, che non solo non attenua, ma sottolinea
le distanze tra ricchi e poveri. Glielo dirà Bagnasco all´ilare Berlusconi che
l´elemosina è un bel gesto a livello privato e individuale, ma vergognoso a
livello sociale e pubblico, per chi la fa e per chi la riceve, perché lo stato
non dovrebbe fare l´elemosina, ma mettere la gente in condizione di non doverla
chiedere? Oppure, avendo ottenuto la solidarietà che conta, quella tra potenti,
all´arcivescovo va bene anche la mortificante elemosina della social card, un
obolo appena sufficiente per un salto al supermercato, che esaurisce tutta la
politica sociale del governo, senza che nemmeno siano accennate misure perché
la povera gente non debba più essere costretta a burocratiche e umilianti code
per tendere la mano? Per concludere con le parole natalizie: il Natale
promette, com´è noto, pace in terra agli uomini di buona volontà (quindi non
agli altri). A scanso di equivoci, perché Qualcuno non si lamenti di essere
"senza pace", sarà il caso di ricordare che la "buona
volontà" non è la qualità di "chi ce la mette tutta", ma quella
di chi indirizza il proprio operato verso i l bene di tutti...
( da "Repubblica,
La"
del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 17 - Cronaca
Tra i pastori spunta la moschea i cattolici si dividono sul presepe I casi di
Venezia e Genova La Lega insorge I musulmani: un segno di pace (SEGUE DALLA
PRIMA PAGINA) ROBERTO BIANCHIN «è un´assurdità, una cosa che non ha senso»,
tuona Don Gianni Baget Bozzo. «Nessun problema e nessuna contrarietà, per me va
bene», replica Abdel Hamid Shari, presidente dell´istituto culturale islamico
della moschea milanese di viale Jenner. Più cauto il Patriarca di Venezia
Angelo Scola: «Nella realizzazione del presepe non ci dovrebbe essere spazio
per il sincretismo, ma non ci sono regole rigide per la sua costruzione». Sono
in una parrocchia di Genova e in una scuola di Venezia
i casi che fanno gridare allo scandalo. Nella prima, la parrocchia di Nostra
Signora della Provvidenza, è stato il parroco, Don Prospero Bonzani, ad avere
l´idea, dopo un pellegrinaggio in Palestina in cui ha visto «come stanno
veramente le cose», spiega, che cioè «i palestinesi sono stati confinati dagli
israeliani in tante prigioni larghe quanto un paese». Di qui l´iniziativa di
inserire nel presepe una moschea e un minareto «per indicare l´intenzione di
intraprendere il difficile dialogo con il mondo islamico». Durissime le
proteste della Lega. «Un gesto di pura imbecillità e di ossequio vile e
strisciante all´invasione islamica», lo definisce l´eurodeputato Mario
Borghezio. «Manca solo il kamikaze che cerca di far saltare la capanna col
tritolo», incalza il segretario del Carroccio genovese Edoardo Rixi. A Venezia invece la moschea è sorta nel presepe di una scuola cattolica, l´istituto
professionale del Centro italiano femminile, per iniziativa di una bidella
bosniaca, Suada Kechman, condivisa dalla direttrice del centro, Valentina
Pontini: «Il 40 per cento degli alunni è straniero, è un´utile apertura
culturale». Il direttore della Caritas, Monsignor Dino Pistolato,
condivide: «è una novità che non mi disturba. Anzi, trovo che sia un bel segno.
Cristo viene in terra per tutti, indistintamente». Apprezza anche Padre Alberto
Ambrosio, della comunità dei domenicani di Istanbul: «Un´iniziativa molto
bella». Inorridisce invece Padre Konrad Friedrich Ferdinand, cappellano della
chiesa di san Simeon Piccolo, dove celebra la messa in latino: «è profondamente
sbagliato, un intervento che stona. I musulmani non hanno lo stesso concetto di
Gesù. Per noi è Dio, per loro no». «Un´esterofilia insulsa», attacca il
leghista Alberto Mazzonetto. Anche Don Gianni Baget Bozzo è più che perplesso
sull´iniziativa della moschea nel presepe. E non solo per motivi storici, dal
momento che quando Gesù è venuto al mondo, l´Islam non c´era ancora. Ma
soprattutto perché, spiega, «è profondamente sbagliato accogliere tutti, e a
tutti i costi, nel nome della carità. A volte la carità può diventare violenta
- aggiunge - Infatti credo che la cosa non possa far piacere neanche ai
musulmani, perché vedersi inseriti nel nostro presepe può significare venire
assorbiti da un´altra religione. E siccome la moschea è il simbolo della loro
religione, metterla nel presepe potrebbe essere vista come una dissacrazione».
Non sembra turbato invece l´Imam di Milano Hamid Shari: «Ognuno interpreta le
cose sacre come vuole. Certo, è vero che la moschea arriva un po´ più in là
della nascita di Gesù, che anche per noi è una figura sacra, ma se il senso
dell´iniziativa è quello di offrire un elemento di convivenza, di pace e di
riflessione, allora mi sta bene». «No, non credo che sia un motivo di
confusione tra le fedi - aggiunge - ognuno conosce bene la propria, ed è giusto
che abbia il massimo rispetto per quella degli altri. Quindi ogni polemica mi
sembra fuori luogo. Chi le fa cerca solo di distinguersi e magari spera in
questo modo di guadagnare qualche voto».
( da "Repubblica,
La"
del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 38 - Cultura Umoristi
in un dizionario Tutti i comici dalla A alla Zeta Che il nostro sia un paese
per comici è ampiamente dimostrato dalle pagine dei giornali. Le battute del
presidente del Consiglio, la doppia caricatura del ministro
Gelmini ad opere di due
diverse attrici (Caterina Guzzanti e Paola Cortellesi) sostengono la nazionale
predisposizione alla comicità. E a conferma di ciò è uscito un apposito
Dizionario dei comici e del cabaret (Garzanti, pagg. 620, euro 25,50), scritto
da Giangilberto Monti, uomo di spettacolo, autore anche di un Dizionario dei
cantautori. Una carrellata di personaggi, oltre 500, un esercito di
funzionari dell´umorismo che dal café-chantan, al tabarin fino ai palcoscenici
televisivi hanno raccontato a modo loro le piccole storie d´Italia. Dalla A di
Abatantuomo Diego, il "terrunciello" milanese al "ciento per
ciento" alla Z di Zaffa Henry, inventore di piccoli show di arte varia nei
teatrini della periferia di Milano. In principio era il circo poi c´è stato il
cinema e anche Roberto Benigni è rubricato nella guida, dopo Katia Beni e prima
di Alessandro Benvenuti. Al premio Oscar nato a Misericordia sono riservate
quattro colonne e mezza di testo, meno che a Eduardo de Filippo (6) che però è
surclassato dal fratello Peppino che ne ha dieci. Forse sarà curioso sapere che
oltre ai Fichi d´India esistono i Cachi d´Aspa, che ci sono cinque comici con
il cognome Conti. Un ampio spazio è riservato alle prove comiche di Fabio
Fazio, specializzato nella parodia di Gianni Minà (l´autore gli riserva tre
colonne e mezza, la Littizzetto ne ha una di meno). Tante sono le signore della
comicità. E l´elenco è lungo soprattutto per quei nomi che la Commedia
dell´Arte l´hanno nobilizzata: Fanfulla, Petrolini, Dapporto, Macario, Totò,
Walter Chiari, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Franca Valeri... Alessandra Rota
( da "Corriere
della Sera" del 24-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-12-24 num: - pag: 40 categoria:
REDAZIONALE Tuttifrutti di Gian Antonio Stella I prof e il privilegio delle ore
«scontate» P iù di sei miliardi di euro. Cioè 12mila miliardi di lire. E' impressionante
il calcolo fatto da Tuttoscuola, la rivista diretta da Giovanni Vinciguerra,
sui soldi che lo Stato in 30 anni ha pagato in più ai professori italiani
abbonando loro cinque o dieci minuti per ogni «ora» scolastica. Quale sia il
punto lo sanno tutti: indifferenti ai problemi dei cittadini e interessati solo
a quelli della propria organizzazione interna e ai rapporti con i sindacati, le
aziende di trasporto pubbliche se ne sono troppo spesso infischiate di regolare
i loro orari su misura degli studenti. Risultato: in ogni classe, da sempre,
c'è qualche alunno che vive fuori città o in qualche estrema periferia urbana e
non ha alternative. O esce prima di quando dovrebbe suonare la campanella o
perde l'autobus o il treno. Finendo per dover aspettare il mezzo successivo che
a volte parte nel pomeriggio. Con problemi enormi, anche economici, per lo
studente e la famiglia. Va da sé che una situazione simile esige soluzioni di
buon senso. E questo cercò di fare una circolare del 1979, ordinando ai provveditori
di prendere «al più presto contatti con i responsabili delle aziende di
trasporto pubblico urbano ed extra urbano» per concordare gli orari. E mettendo
dei paletti. Esempio: «Nei giorni della settimana nei quali l'orario delle
lezioni è contenuto in quattro ore, è tassativamente vietata qualsiasi
riduzione della durata oraria, che dunque resta determinata in sessanta
minuti». C'era però, in quella circolare emanata in anni in cui era fortissimo
il rapporto perverso tra lo Stato e i professori (io ti pago poco ma ti chiedo
poco) una riga che si sarebbe rivelata micidiale: «Non è configurabile alcun
obbligo per i docenti di recuperare le frazioni orarie oggetto di riduzione ».
Una concessione impensabile, in un'azienda privata. Concessa provvisoriamente per
cause di forza maggiore, ma impensabile sul lungo periodo. Eppure via via
consolidata fino a diventare un diritto acquisito sacro come il Sacro Capello
della Vergine Maria di Palmi. E così, appena Mariastella Gelmini ha previsto di recuperare quelle
ore di lavoro pagate in più (tante, spiega Tuttoscuola: «Di fatto 34 e anche 36
ore di lezione si riducono a circa 30 ore effettive» per un totale di «6-7
milioni di ore "scontate" l'anno»), è scoppiato un mezzo finimondo.
Basti leggere un comunicato dei Cobas di Cesena. Dove si accusano i dirigenti
scolastici, colpevoli di chiedere ai docenti di fare al pomeriggio le ore
«abbonate», di volere «spremere agli insegnanti centinaia e centinaia di ore di
attività straordinarie non pagate» e si incitano i docenti a «esigere la non
applicazione dell'obbligo di restituzione». Insomma: chi ha dato ha dato, chi
ha avuto ha avuto. Ma è davvero questo il modo giusto per difendere la
professionalità e il riconoscimento anche economico degli insegnanti? La stessa
rivista di Vinciguerra, che certo ostile ai docenti non è, se lo chiede.
Ricordando che certo, lo stipendio medio dei «prof.» è «scandalosamente basso»,
ma in tempi di gravi difficoltà economiche come questo, trincee come quella
delle ore tacitamente pagate «a gratis » sono indifendibili. Tanto più che
questa specie di diritto acquisito «sarebbe meglio chiamarlo privilegio,
peraltro riservato ai soli docenti della secondaria superiore». \\ I 5-10
minuti rosicchiati alle lezioni sono costati 6 miliardi in 30 anni
( da "Repubblica.it" del
24-12-2008)
Argomenti: Scuola
MILANO - Se nel
presepe spunta la moschea, come succede a Genova e a Venezia, le città si
dividono, si spacca il mondo cattolico, e insorge la Lega che apre una nuova
crociata al grido di "Via la moschea dal presepe!". "È
un'assurdità, una cosa che non ha senso", tuona Don Gianni Baget Bozzo.
"Nessun problema e nessuna contrarietà, per me va bene", replica
Abdel Hamid Shari, presidente dell'istituto culturale islamico della moschea
milanese di viale Jenner. Più cauto il Patriarca di Venezia Angelo Scola:
"Nella realizzazione del presepe non ci dovrebbe essere spazio per il
sincretismo, ma non ci sono regole rigide per la sua costruzione". Sono in
una parrocchia di Genova e in una scuola di Venezia i
casi che fanno gridare allo scandalo. Nella prima, la parrocchia di Nostra
Signora della Provvidenza, è stato il parroco, Don Prospero Bonzani, ad avere
l'idea, dopo un pellegrinaggio in Palestina in cui ha visto "come stanno
veramente le cose", spiega, che cioè "i palestinesi sono stati
confinati dagli israeliani in tante prigioni larghe quanto un paese". Di
qui l'iniziativa di inserire nel presepe una moschea e un minareto "per
indicare l'intenzione di intraprendere il difficile dialogo con il mondo
islamico". Durissime le proteste della Lega. "Un gesto di pura
imbecillità e di ossequio vile e strisciante all'invasione islamica", lo
definisce l'eurodeputato Mario Borghezio. "Manca solo il kamikaze che
cerca di far saltare la capanna col tritolo", incalza il segretario del
Carroccio genovese Edoardo Rixi. A Venezia invece la
moschea è sorta nel presepe di una scuola cattolica, l'istituto professionale del Centro italiano femminile, per
iniziativa di una bidella bosniaca, Suada Kechman, condivisa dalla direttrice
del centro, Valentina Pontini: "Il 40 per cento degli alunni è straniero,
è un'utile apertura culturale". Il direttore della Caritas,
Monsignor Dino Pistolato, condivide: "È una novità che non mi disturba.
Anzi, trovo che sia un bel segno. Cristo viene in terra per tutti,
indistintamente". Apprezza anche Padre Alberto Ambrosio, della comunità
dei domenicani di Istanbul: "Un'iniziativa molto bella". Inorridisce
invece Padre Konrad Friedrich Ferdinand, cappellano della chiesa di san Simeon
Piccolo, dove celebra la messa in latino: "È profondamente sbagliato, un
intervento che stona. I musulmani non hanno lo stesso concetto di Gesù. Per noi
è Dio, per loro no". "Un'esterofilia insulsa", attacca il
leghista Alberto Mazzonetto. Anche Don Gianni Baget Bozzo è più che perplesso
sull'iniziativa della moschea nel presepe. E non solo per motivi storici, dal
momento che quando Gesù è venuto al mondo, l'Islam non c'era ancora. Ma
soprattutto perché, spiega, "è profondamente sbagliato accogliere tutti, e
a tutti i costi, nel nome della carità. A volte la carità può diventare
violenta - aggiunge - Infatti credo che la cosa non possa far piacere neanche
ai musulmani, perché vedersi inseriti nel nostro presepe può significare venire
assorbiti da un'altra religione. E siccome la moschea è il simbolo della loro
religione, metterla nel presepe potrebbe essere vista come una dissacrazione".
Non sembra turbato invece l'Imam di Milano Hamid Shari: "Ognuno interpreta
le cose sacre come vuole. Certo, è vero che la moschea arriva un po' più in là
della nascita di Gesù, che anche per noi è una figura sacra, ma se il senso
dell'iniziativa è quello di offrire un elemento di convivenza, di pace e di
riflessione, allora mi sta bene". "No, non credo che sia un motivo di
confusione tra le fedi - aggiunge - ognuno conosce bene la propria, ed è giusto
che abbia il massimo rispetto per quella degli altri. Quindi ogni polemica mi
sembra fuori luogo. Chi le fa cerca solo di distinguersi e magari spera in
questo modo di guadagnare qualche voto". (24 dicembre 2008
( da "Repubblica.it" del
26-12-2008)
Argomenti: Scuola
AMELIA (Terni) -
"Per quanto mi riguarda è un anno terribile quello che ho davanti per il
governo del Paese: dovremo fare le riforme a cominciare da quelle delle
intercettazioni e della giustizia che ci occuperanno molto". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,
parlando al telefono con don Pierino Gelmini durante le celebrazioni della Comunità Incontro, alle quali
prende parte anche il presidente dei senatori del Pdl. "Stasera cercherò
Maurizio Gasparri - ha detto il premier -, perché dobbiamo trovare l'accordo
sul candidato da proporre ai sardi". Berlusconi ha citato anche le
elezioni tra gli impegni del prossimo anno. "Ci sarà da fare - ha detto
Berlusconi - la campagna elettorale per le amministrative, molto importanti, di
giugno, insieme alle importantissime elezioni europee". La riforma della
giustizia, secondo quanto anticipato dal premier durante il bilancio tracciato
a fine anno, verrà presentata nel primo Consiglio dei ministri dell'anno. E
nonostante lo stop della Lega, in particolare sul progetto di una riforma in
senso presidenziale, Berlusconi ha detto di essere "sereno" e
"ottimista", in quanto il Pdl dispone di "due gruppi, alla
Camera e al Senato, che ci garantiscono la vittoria". "Sarà un
disegno di legge che presenteremo - aveva detto il premier a villa Madama sotto
gli occhi del Guardasigilli, Angelino Alfano - al primo Cdm di gennaio".
Una riforma che il governo spera sia condivisa ("Il ddl sulla riforma
della giustizia andrà in Parlamento e lì ascolteremo le suggestioni di chi,
anche dell'opposizione, vorrà darci suggerimenti"), ma che se non verrà
apprezzata dal centrosinistra verrà comunque portata avanti con i voti della
sola maggioranza. Nel merito delle intercettazioni, un argomento tornato di
stringente attualità nelle ultime settimane, Berlusconi è stato netto:
"Vanno consentite solo per indagini sui reati più gravi". "Oltre
a tutto questo - ha affermato ancora Berlusconi al telefono con don Gelmini - mi trovo poi, per la terza volta, ed è un record
assoluto perchè Kohl e Mitterand furono presidenti per due volte, ad essere
presidente del G8 e del G14. Pensa che viaggi dovrò fare", ha aggiunto il
premier citando "Cina, India, Giappone, Sud Africa, Egitto, Messico,
Brasile, Canada, Stati Uniti" e i "Paesi europei". (26 dicembre
2008
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-27 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE
Il caso Il premier ha donato fondi per una comunità in Thailandia al religioso
accusato di molestie Il Cavaliere «rilancia» l'amico Pierino Al prete inquisito
l'unica chiamata natalizia ROMA — Ieri, certo, gli mancava il "Don"
davanti al nome, almeno in via ufficiale. E durante la tradizionale messa di
Santo Stefano nel suo Molino Silla, ad Amelia, è dovuto rimanere in un angolo,
stretto nella sua tonaca da chierichetto, non più da prete. Ma poi basta. Anzi,
molto di più. Pierino Gelmini è tornato in pista, con
la sua verve rinvigorita e le parolacce che gli scappano fra i sorrisi per dar
colore alle sue prediche, laiche, per carità, ma ancora più sferzanti che pria.
Prima delle accuse. Prima che, un giorno d'estate dello scorso anno, la procura
di Terni tirasse fuori dai faldoni una raffica di capi d'accusa contro Don
Pierino Gelmini, oggi 84 anni, da oltre 45 anni a capo
delle sue Comunità Incontro, roba di assistenza a tossicodipendenti e
disperati. Accuse pesanti: molestie sessuali ai ragazzi della sua comunità.
Uno, due, sette, dieci. Cinquanta accusatori. Il processo è ancora in piedi, Pierino Gelmini è stato rinviato a giudizio. Ma è dal marzo scorso, ormai, che
l'udienza preliminare si trascina tra rinvii e dilazioni. E Pierino Gelmini sembra aver messo tutto già alle
spalle. Se lo scorso Santo Stefano fu un brutto Santo Stefano per il Don che
aveva ancora la tonaca (poi lasciata per non abbandonare la guida della
comunità), quest'anno la festa per le dimissioni annuali dei ragazzi di
Amelia non ha avuto soltanto l'enfasi e la ribalta dell'unica telefonata
natalizia pubblica del presidente del Consiglio. Nuovi terreni per Pierino Gelmini:
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-27 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Istruzione Il ministro va in radio e fa la dj
Mariastella Gelmini lancia
i Killers e si scopre dj. è con il brano Humans del gruppo di Las Vegas che il
ministro all'Istruzione si è improvvisata conduttrice radiofonica, ospite di
Giorgia Meloni e Pierluigi Diaco a Radio Gioventù, la web radio del ministero
della Gioventù. Gelmini ha augurato agli
ascoltatori di «avere certezze» visto che il loro futuro è «più difficile
rispetto ai loro padri».
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-27 num: - pag: 8
categoria: BREVI Grandi manovre Pierino Gelmini amplia anche
la comunità di Amelia: ha acquistato
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-27 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il leader Idv «Le intercettazioni servono a chiarire chi sbaglia e
chi no» E Tonino ora assolve il figlio «Non è accusato di nulla» Cristiano si
«barrica» a Montenero: mi ha travolto una valanga L'ex ministro assicura che andrà
al paese per testimoniare la sua vicinanza e smentire una sopravvenuta
freddezza DAL NOSTRO INVIATO MONTENERO DI BISACCIA (Campobasso) — «Mi sono dato
tanto da fare per questo paese, per questa regione. Ed ecco invece che cosa mi
hanno fatto... è chiaro che mi sento una vittima, una valanga mi ha travolto.
Ora voglio solo starmene qui in pace, a Montenero, recuperare la serenità in
famiglia, con mia moglie e i miei tre bambini ». Cristiano Di Pietro, 35 anni,
il figlio primogenito del leader dell'Italia dei Valori, ha poca voglia di
uscire di casa. Quest'anno non s'è visto nemmeno al presepe vivente, giù alle
grotte arenarie, per Montenero una tradizione. I giorni di festa li ha passati
giocando a tressette e a stoppa con gli amici fidati: il cognato Pasqualino,
Massimo il carabiniere e Gianni il vigile urbano. Capitone alla brace e
scrippelle a cena, la sera della vigilia. Brodo di cardi e agnello a Natale.
L'altro giorno nell'attico di via Argentieri è passato a trovarlo per gli
auguri il sindaco di Montenero, Giuseppe D'Ascenzo, medico da nove anni a capo
di una giunta di centrosinistra, che ne ha raccolto lo sfogo citato all'inizio.
Finito nel calderone Romeo a causa di alcune intercettazioni telefoniche, Di
Pietro jr — che è consigliere Idv al comune di Montenero e alla Provincia di
Campobasso — non ci sta per niente ad essere accomunato ai vari sindaci e
assessori travolti dall'inchiesta napoletana. Ieri, anche suo padre Tonino—
assente nel paese natìo solo perché impegnato a risolvere la crisi in Sardegna
— è voluto scendere in campo al suo fianco: «Mio figlio non è accusato di
niente, non ha fatto niente di cui vergognarsi sia sul piano penale che
amministrativo. Cristiano ha semplicemente insistito presso il provveditore
alle Opere pubbliche (Mario Mautone, ndr) perché sette caserme dei carabinieri
in Molise si facessero il più presto possibile. Perciò ha fatto proprio quello
che il suo dovere di amministratore gli imponeva di fare». Un tono, insomma,
assai diverso da quello di secco rimprovero («Comportamento inopportuno e
scorretto») usato a caldo qualche giorno fa dall'ex ministro. Anche sulle
presunte segnalazioni fatte da Di Pietro jr all'ex provveditore Mautone,
Antonio Di Pietro stavolta è perentorio: «Cristiano ha trasmesso alcuni
curricula di professionisti qualificati del Molise affinché venissero presi in
esame insieme a tutti gli altri». Insomma, nessun favoritismo di sorta. Anzi:
«Le intercettazioni servono a chiarire chi sbaglia e chi no, come nel caso di
mio figlio Cristiano. Il problema è l'effetto dannoso causato dal taglio che
certi organi d'informazione vogliono dare quando le pubblicano. Ma non siamo
tutti uguali, ci sono quelli che fanno il loro dovere e quelli che invece non
lo fanno». L'ex ministro assicura che nei prossimi giorni verrà qui a Montenero
per testimoniare a suo figlio e alla moglie Lara la sua vicinanza, smentendo
dunque qualunque ipotesi di sopravvenuta freddezza. In realtà, è tutto il paese
che ora è stretto intorno ai suoi concittadini più illustri. Da don Nino, parroco
di San Paolo dove i Di Pietro vanno la domenica a messa. Fino a Nicola
D'Ascanio, presidente Ds della provincia di Campobasso, che abita a un portone
di distanza da Cristiano ed è salito anche lui l'altro giorno a portare gli
auguri. «è solo una scandalosa montatura — conclude il sindaco D'Ascenzo —.
L'ho detto anche a lui: vedrai che presto si sgonfierà». Fabrizio Caccia
Sostegno Il premier Silvio Berlusconi non ha mai fatto mancare il suo appoggio
a Pierino Gelmini «Vittima» Cristiano Di Pietro
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-27 num: - pag: 8 categoria:
BREVI Amicizie Tra gli ospiti fissi di Gelmini ci sono Carlo
Giovanardi e Maurizio Gasparri, che lo hanno sempre difeso dalle accuse
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-27 num: - pag: 8 categoria: BREVI Le vicende giudiziarie La procura di Terni indaga L'ipotesi
è di abusi sessuali 1 Nell'agosto del 2007 si apprende che Pierino Gelmini, fondatore della comunità
Incontro, è indagato per abusi sessuali sugli ospiti del centro recupero. La
prima denuncia viene da alcuni ex ospitati, allontanati dalla comunità dopo un
furto.
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-27 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE «Cambiare la giustizia è la mia priorità» Berlusconi chiama la
comunità di Don Gelmini: il 2009? Per me sarà un anno
terribile Il capo del governo: arriveremo alle riforme, i nostri gruppi a
Camera e Senato ci garantiscono la vittoria ROMA — «Riforma della giustizia e
legge sulle intercettazioni ». Sono queste le priorità assolute del governo per
il prossimo anno, il 2009, che «per quanto mi riguarda sarà terribile». Lo dice
Silvio Berlusconi, impegnato a spazzar via qualsiasi eventuale dubbio sui suoi
propositi e rivolto sia all'opposizione che alla sua maggioranza non sempre
così granitica quando si tratta di affrontare il nodo giustizia. Sì perché,
oltre ad annunciare che appunto il tema è il primo dell'agenda di governo, il
premier fa una sorta di appello- memorandum al centrodestra: «Sono sereno e
ottimista sulla possibilità di arrivare alle riforme, che ci occuperanno molto,
perché il Pdl dispone di due gruppi, alla Camera e al Senato, che ci garantiscono
la vittoria ». E' insomma un messaggio niente affatto di circostanza quello di
Berlusconi, che sceglie di parlare in collegamento diretto con la comunità di
quel Don Gelmini accusato (e rinviato a giudizio) per
reati a sfondo sessuale. All'amico, al quale promette sostegno economico e
appoggio, il premier fa l'unica pubblica telefonata del suo Natale (passato in
famiglia, ad Arcore), e dopo essersi scusato per non aver potuto visitare la
comunità di recupero di persona («Mi sono capitate delle cose a Milano e devo
stare qui per un impegno importante »), entra subito nel vivo dell'attualità
politica. Parla appunto del «momento terribile» che dovrà affrontare il
governo, Silvio Berlusconi, e si capisce che il riferimento è alla crisi
economica e alle misure ulteriori che potrebbero dover essere prese per
fronteggiarla. Ma parla anche delle riforme necessarie, e le uniche che enuncia
sono appunto quelle che riguardano la giustizia. La volontà assicurata nei
giorni scorsi agli alleati è di ricercare «il consenso dell'opposizione », ma
ieri il premier ha dato l'impressione di contare soprattutto sulle proprie
forze per portare a casa il risultato, pur sapendo come in An i dubbi su una
stretta severa sulle intercettazioni sono tanti, e nella Lega la priorità è
un'altra: il federalismo fiscale. E però, stavolta gli uomini del Carroccio non
fanno polemiche: «Le parole di Berlusconi sulla giustizia vanno benissimo:
andrà a segno come sta andando a segno il federalismo con cui siamo già
partiti...», dice il ministro Roberto Calderoli, ricordando che appunto il
federalismo è già incardinato in Parlamento, mentre il capogruppo della Lega
Roberto Cota assicura: «E' già a buon punto nelle commissioni del Senato, e la
tempistica elencata dal premier è quella prevista, tutto come programmato, non
siamo preoccupati». Quello che invece preoccupa, o comunque occupa i pensieri
del premier che dice a Don Gelmini di sentirsi «come
un ragazzo di 18 anni», sono le prossime scadenze elettorali: amministrative di
primavera «insieme alle importantissime Europee di giugno», e prima ancora il
voto in Sardegna: «Dovremo trovare presto un candidato». Ci sono poi gli
impegni internazionali, visto che «mi trovo per la terza volta, ed è un record
assoluto, a essere presidente del G8 e del G14». Infine, c'è posto per un
messaggio di fiducia ai giovani di Don Gelmini:
«Dovete avere fiducia nel futuro, dovete avere speranza e volontà». E se ci
sarà bisogno di un aiuto, basterà una telefonata: «Gasparri, Giovanardi e io
siamo sempre a disposizione per dare una mano al momento giusto». Paola Di Caro
( da "Corriere
della Sera" del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-27 num: - pag: 8 categoria:
BREVI L'attività La donazione Grazie a un cospicuo
contributo del premier (nel 2005 donò 5 milioni di euro) Pierino Gelmini ha realizzato a Lamsai in
Thailandia una scuola professionale intitolata a «Silvio Berlusconi» (nella
foto la targa è cerchiata in rosso). Ora sarà ampliata la «Casa delle bambine»
Gli inizi La prima Comunità Incontro nasce il 13 febbraio del 1963.
Attualmente ce ne sono 260 nel mondo e in Italia sono
( da "Repubblica,
La"
del 27-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Interni
"Ripartiamo da intercettazioni e giustizia" Berlusconi annuncia le
riforme del 2009 e assicura: "Mi sento un diciottenne" La Bongiorno
insiste: non si vieti l´uso degli ascolti per i reati contro la pubblica
amministrazione GIANLUCA LUZI ROMA - «Per quanto mi riguarda è un anno
terribile quello che ho davanti per il governo del Paese: dovremo fare le
riforme a cominciare da quelle delle intercettazioni e della giustizia che ci
occuperanno molto». In una telefonata da Milano a don Gelmini, Berlusconi «sereno e ottimista»
conferma la priorità del governo a partire dal primo consiglio dei ministri del
nuovo anno. Incassato il via libera della Lega sulla Giustizia e sicuro che
«con i due gruppi parlamentari che abbiamo vinceremo qualsiasi battaglia»,
Berlusconi - che si abbassa sempre di più l´età biologica: «Sto
benissimo, come un ragazzo di diciotto anni» - deve però affrontare le
perplessità che affiorano per l´intenzione di vietare le intercettazioni sui
reati nella Pubblica amministrazione. L´avvocato Giulia Bongiorno, presidente
della commissione Giustizia della Camera, sostiene che è «importante trovare
dei paletti per limitare il ricorso alle intercettazioni» che però «devono
restare possibili per i reati gravi e i reati contro la pubblica
amministrazione». E un possibile interlocutore, anche se dell´opposizione come
l´Udc, mette in guardia con Vietti da «annunci estemporanei e forzature
parlamentari». Mentre il Pd sfida il premier: «Perchè non partiamo dalle
proposte concrete avanzate dal Pd? - dice il portavoce Orlando - Sono proposte
fatte nell´interesse di tutti i cittadini, senza violare la privacy e solo
all´interno delle esigenze processuali». Dalla Lega nessuna obiezione al
presidente del consiglio che evidentemente ha rassicurato i lumbard sul
federalismo ed ha accantonato il progetto di presidenzialismo lanciato nella
conferenza stampa della settimana scorsa: «Le parole di Berlusconi sulla
giustizia - afferma infatti il ministro Calderoli - vanno benissimo: andrà a
segno come sta andando a segno il federalismo con cui siamo già partiti». Nella
telefonata Berlusconi ha parlato anche delle elezioni della prossima primavera.
«Ci sarà da fare la campagna elettorale per le amministrative, molto
importanti, di giugno. Insieme alle importantissime elezioni europee». E per la
Sardegna il Cavaliere ha annunciato che «stasera cercherò Maurizio Gasparri,
perchè dobbiamo trovare l´accordo sul candidato da proporre ai sardi». Ma
l´incarico di cui Berlusconi è più orgoglioso è quello di presidente di turno
del G8. «Mi trovo per la terza volta ad essere presidente del G8 e del G14, -
si vanta il premier - ed è un record assoluto perchè Kohl e Mitterand furono
presidenti per due volte. Pensa che viaggi dovrò fare», ha aggiunto il premier
rivolto a don Gelmini: «Cina, India, Giappone, Sud
Africa, Egitto, Messico, Brasile, Canada, Stati Uniti» e i «paesi europei». Per
concludere il tradizionale messaggio di ottimismo ai ragazzi della Comunità
Incontro: «Dovete avere fiducia nel futuro, dovete avere speranza e volontà.
Con l´impegno e la capacità di fissarsi un traguardo, facendo i sacrifici
necessari, non si può sbagliare».
( da "Repubblica,
La"
del 28-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
I - Firenze Da Facebook alla Gelmini l´altalena degli
argomenti Googlemania: la hit parade delle parole chiave più cliccate in
Toscana MONTANARI A PAGINA XI SEGUE A PAGINA XI
( da "Repubblica,
La"
del 28-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Firenze
Dimmi cosa clicchi e ti dirò chi sei Da Facebook a Mutu, la hit parade delle
parole chiave più gettonate Internet e la Toscana A Siena va forte l´economia:
Antonveneta registra una crescita del 130% LAURA MONTANARI OutleT, Facebook,
Youtube, tramvia, Uffizi, auguri, Jovanotti, I Cesaroni, oroscopo,
superenalotto. Le parole sono indizi, tracce, strade che svelano pensieri,
desideri, paure. Le parole dentro un motore di ricerca non sono mai per caso.
Sono come le briciole di Pollicino, la mollica che riporta a una qualche casa,
un indirizzo, una via: basta scalarle a ritroso per trovare i fili che le
legano insieme e che raccontano il tempo che attraversiamo e come lo attraversiamo.
Acciaccati dalla crisi, affamati di amicizie virtuali, solitari viaggiatori
negli azzardi della fortuna o nell´interpellare mappe e stelle. Lo specchio si
chiama Google («insight»), il viaggio a caccia di come i toscani interpellano
la rete è a bordo del più usato motore di ricerca al mondo. Gli scricchiolii
dell´economia, i venti della crisi dei consumi si intercettano facilmente nelle
parole che i fiorentini hanno cercato con più frequenza sotto Natale. Nel
settore dello shopping ricorrono per esempio: e-bay (sito di aste online),
Ipercoop, Mediaworld, outlet, Gigli. Centri commerciali e posti affollati di
offerte e sconti. Fa eccezione Gucci che figura al settimo posto, unica griffe
del lusso nei primi dieci. Curioso invece che nel segmento di ricerca
«business» sia in testa alla hit, la Camera di Commercio e al secondo il
periodico di piccoli annunci «La Pulce». Nelle communities record di crescita
(+2.550%) per Facebook che sbaraglia ogni concorrenza confermandosi il social
network del momento, seguono a distanza Netlog e Myspace. Nella classifica
generale delle parole più cliccate del 2008 però, dopo «Firenze», si trova
Youtube, il sito che raccoglie immagini e filmati sui temi più disparati dalla
musica alla politica, dalla storia alle lezioni universitarie. Al quinto posto
il meteo, al settimo le pagine bianche (l´elenco telefonico online). Se si
restringe la ricerca all´ultimo mese salgono in vetta gli auguri e il Natale,
ma anche la montagna più vicina a Firenze, l´Abetone e le autostrade. Qualcuno
deve aver pensato di fare le valigie e concedersi una vacanza. E´ interessante
anche cercare le singole parole e vedere quando sono state cliccate dai
fiorentini: «tramvia» in occasione del referendum, «Mutu» nel
corso del mercato estivo quando l´attaccante viola pareva in bilico tra la Roma
e la Fiorentina, «Gelmini»
e «riforma della scuola» nell´autunno-inverno quando è scoppiata nei licei e
nelle università la protesta contro le proposte del ministro dell´Istruzione.
Nello stesso periodo anche: legge finanziaria 2008, legge 133, decreto Gelmini. Ricorrente la
consultazione dell´oroscopo: quando è difficile guardarsi intorno, ci si
rifugia più spesso al cielo. Nella sezione internet, a parte libero, Yahoo, msn,
Virgilio e mail, è curioso notare come al sesto posto della classifica figuri
«emule», il programma per scaricare musica e film gratis dagli altri naviganti.
Dentro il capitolo «society», a Firenze ai primi posti anche università
(unifi), Ataf, Inps, test, agenzia delle entrate, regione Toscana e istruzione.
Allargando i confini alle altre città della Toscana, almeno a quelle con un
traffico di rete elevato che Google stima e classifica, si trova per esempio
che a Siena molti dei naviganti sul motore di ricerca si orientano verso temi
di economia: Antonveneta (acquistata dal Monte dei Paschi) scala la hit con una
crescita del 130 per cento, altre parole ricorrenti sono: Banca Toscana
(inglobata da Mps) +110%, finanza (+70%), borsa (+50%). A Pisa i termini che
crescono di più nella ricerca in Google sono le community, Facebook (+2.700%),
Netlog, Myspace, Youtube, ma anche superenalotto e Lamma, il sito regionale
delle previsioni meteo. Il meteo in generale è quasi un´ossessione, è
cliccatissimo anche in altre città toscane a partire da Arezzo dove figura al
secondo posto in classifica. Il meteo è al terzo posto nelle scelte anche dei
livornesi (al primo c´è Livorno, al secondo Pagine bianche).
( da "Repubblica,
La"
del 28-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bari
L´annuncio Funziona la manovra di assestamento che consentirà al capoluogo
pugliese di non perdere i fondi Ma l´Ateneo rimette in sesto i conti Bari esce
dalla lista nera del ministro Gli stipendi dei docenti assorbiranno meno del
novanta per cento PAOLO RUSSO L´università di Bari schiva
la mannaia della Gelmini:
nel 2009 non ci sarà il blocco delle assunzioni. Domani mattina il consiglio
d´amministrazione dell´Ateneo approverà un bilancio a prova di tagli
ministeriali. Grazie ad una forte dieta dimagrante dei costi e ad una spietata
caccia agli sprechi, il prossimo anno l´università resterà fuori dalla lista
nera del ministero dell´Università. Nel 2009, infatti, gli stipendi dei
professori assorbiranno meno del novanta per cento del fondo statale destinato
all´ateneo. Condizione indispensabile per non subire il blocco totale delle
assunzioni, minacciato dal Governo. Dopo un lungo e attento lavoro per la
riduzione delle spese fisse, i vertici dell´Ateneo sono riusciti in extremis a
far quadrare i conti. "Ma non è stato affatto un lavoro semplice", ha
commentato il prorettore Augusto Garuccio. Già lo scorso anno, dopo una pesante
dieta dimagrante, gli stipendi del personale avevano raggiunto la pericolosa
soglia del 90 per cento. Nel 2008, poi, il costo del lavoro in Italia è
lievitato ad una velocità quasi doppia rispetto al passato. E l´ateneo di Bari,
dopo una sentenza del Tar, proprio la scorsa settimana aveva dovuto recepire
una norma del contratto che adegua all´insù gli stipendi dei professori di
Medicina. "E´ chiaro - si era lasciato sfuggire il prorettore nei giorni
scorsi - che per contenere i costi chiederemo un sacrificio a tutti.
L´università deve riuscire a spendere meno senza sacrificare la ricerca e
l´attività didattica". E così sarà. Quello che il consiglio
d´amministrazione voterà domani sarà un bilancio di lacrime e sangue per
l´università. Ma il rettore Corrado Petrocelli per quest´anno riuscirà a
mantenere la promessa di non far ricadere il prezzo della crisi sui fondi
destinati alla ricerca e alla didattica. Lo scorso anno l´ateneo riuscì
addirittura ad implementare di circa il 10 per cento i finanziamenti per le due
voci. Per questo esercizio non sarà possibile. Ma, con ogni probabilità, non ci
sarà alcun taglio su questo capitolo di spesa. Un buon risultato. Ma domani
mattina i vertici dell´università non potranno certo festeggiare. Far quadrare
i conti di questo bilancio era una missione possibile. Per riuscirci anche in
futuro, alla luce del taglio del finanziamento statale, servirebbe un vero
miracolo. La riforma dell´università targata Gelmini
dovrebbe costare all´università di Bari 118 milioni in cinque anni. Il prossimo
anno il taglio non supererà i due milioni di euro. Ma nel 2010 è prevista una
ulteriore decurtazione di quasi altri 6 milioni rispetto al 2009. L´università,
il prossimo dicembre potrebbe non essere più in grado di rispettare i parametri
imposti dal Governo. L´unica alternativa potrà essere quella di tagliare la
ricerca o chiedere uno sforzo agli studenti che, attraverso un aumento delle
tasse, potrebbero essere chiamati a salvare le casse dell´università. Entrambe
le ipotesi, per il momento, non rientrano nei piani del rettore Petrocelli.
( da "Repubblica,
La"
del 28-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 24 - Cronaca
Come chiamare l´anno che verrà la copertina Alcune parole ormai ci sono
familiari e continueremo a usarle, altre le useremo a sproposito, altre ancora
nasceranno a sorpresa e vivranno di vita propria Alle soglie del 2009 abbiamo
chiesto a esperti e studiosi come descriveremo il mondo prossimo venturo Tra
significati perduti, ritrovati, ambigui e l´eterno scontro tra la libertà del
linguaggio e il potere Ci sono due generi: quelli che finiscono in
"one" e quelli che finiscono in "à" I primi sono la paura:
recessione. I secondi la controffensiva: solidarietà MICHELE SMARGIASSI (segue
dalla copertina) Senza dirci nulla di utile. Come un gas venefico che satura
l´atmosfera, la crisi (la parola e l´idea) è ovunque e in nessun luogo preciso.
Appartiene a quel numero di parole che, per risuonare troppo, finiscono per non
significare più nulla, se non l´eco parodistico di loro medesime. Prevediamo il
revival dell´immortale strofetta di Roberto De Angelis: «Ma cos´è questa crisi,
paraparapappappappapà». Era l´hit del ?33, quando il crollo di Wall Street
sbarcò nella vecchia Europa. Ma se parliamo per capire, per risolvere i
problemi, allora «crisi non ci serve», è la sentenza di un grande amico delle
parole, il linguista Tullio De Mauro, «non ha una sua personalità, in sé può
anche non essere una parola negativa: ci sono anche le crisi di crescita». Ma
quando le cose vanno male diventa una parola parassita, che rovina i concetti a
cui s´abbarbica. «Siamo in uno di questi periodi pessimisti. Lo si vede dal
mutamento di significato di una parola derivata da crisi: criticità. Dovrebbe
voler dire: capacità di usare senso critico. Invece è utilizzata ormai solo
come sinonimo di punto debole. Una forza è diventata una fragilità». Il gelido
vento della paura fa diventare le parole fragili come la superficie ghiacciata
di uno stagno. Abbiamo provato a domandare quali parole useremo, quali
sostantivi ci servirà avere a portata di mano l´anno prossimo, a un piccolo
panel di osservatori della società. Nel vocabolarietto che abbiamo raccolto
prevalgono due generi di parole: quelle che finiscono in - one, e quelle che
finiscono in - à. Le prime sono le parole della paura: recessione, deflazione,
stagnazione. Le seconde sono le parole della controffensiva: sobrietà,
solidarietà, creatività. Parole viziose contro parole virtuose. La guerra
civile del dizionario. Per abitudine professionale, la psicologa Anna Oliverio
Ferraris preferisce le parole reattive a quelle passive, infatti per l´anno
prossimo le piacerebbe veder trionfare resilienza, che però riposa ormai nelle
soffitte dei dizionari, quindi accetta il sinonimo più comprensibile di forza
d´animo: «Avremo bisogno tutti di un Io più forte, e non lo otterremo descrivendo
la crisi con le parole della crisi: chi parla solo il linguaggio della crisi
resta fermo al "qui è tutto uno schifo"». Però aggiunge che «non è un
buon segno quando sono più importanti le parole dei fatti. Nella mia città,
Biella, se vuoi criticare qualcuno dici "è uno che parla"». Il suo
ottimismo della volontà lessicale include molti lemmi accentati: flessibilità,
creatività, «parole che producono cose, anticorpi sociali». Sconsigliate,
vietatissime tutte le parole della politica, il regno di "quelli che
parlano": «Smetterei di usare anche casta: descrive una realtà ma non crea
un futuro». Chissà qual è il futuro di casta, sul dizionario: a giudicare dalle
cronache, forse è un passato: tangentopoli, mani pulite. «No, non credo che
torneranno le stesse parole di allora», risponde l´economista Michele Salvati,
addolorato per la tempesta che scuote il Partito democratico in cui crede: «Non
è lo stesso scenario, non c´è lo stesso clima. Forse proprio su questo nascerà
una di quelle parole che ora sono imprevedibili». Visto che i nomi propri non
sono esclusi dal gioco, il sociologo Domenico De Masi prova a buttare lì,
illuministicamente, Montesquieu: come sinonimo di separazione dei tre poteri,
«ma oggi la terna è cambiata, oggi si chiamano: economico, mediatico,
politico», e si capisce chi ha in mente. Un nome proprio, perché quelli comuni
gli sembrano sdruciti. «Prenda etica: potrei anche dire che sarà una parola
chiave del 2009, ma perché si usa tanto nell´Italia di oggi? Perché prevale il
suo contrario. Usiamo parole che sono l´opposto di quel che pensiamo, siamo un
popolo di trasgressori che adora parlare di santità». Se è per questo, alcune
parole della politica, di quelle cioè che rimbalzano come un tormentone nei
titoli dei tigì di prima sera, dovrebbero essere squalificate per doping. Un
uomo di fede come Enzo Bianchi, priore del monastero di Bose, e un politologo
anti-ideologico come il direttore del Mulino Piero Ignazi, separatamente
convergenti, denunciano la più dopata degli ultimi tempi, dialogo, quasi con le
stesse parole: «Finta, da abolire, si pronuncia la parola per negare la cosa»
(il primo); «Banale e ipocrita, si usa in realtà per ottenere il contrario» (il
secondo). Anche padre Bianchi è a favore delle parole volonterose, e come
potrebbe non esserlo nei suoi abiti: «Mi dispiacerebbe veder prevalere parole
che nutrono la dittatura delle emozioni. Parole come impoverimento, ad esempio,
sembrano fatte apposta per paralizzare ogni reazione positiva attraverso la
paura». Dovendo scegliere in positivo, il priore voterebbe anche lui qualche
parola in - à, ma si rende conto di quanto siano deboli; allora dopo un minuto
di meditazione ne sceglie una insolita: «Orizzonte: la linea che divide quel
che vediamo da quel che possiamo solo immaginare». Un auspicio, questo, non un
pronostico. Può anche darsi che si parli di orizzonti (cupi) sui giornali
prossimi venturi, ma per Ignazi «bisogna essere concreti: temo proprio che tra
le parole più usate ci saranno, ahinoi, licenziamenti e debiti». «Ammortizzatori,
pensioni», completa l´elenco Salvati. In positivo? Ignazi ne ripesca una da un
vecchio vocabolario politico: alternativa. L´esperienza però insegna che alle
parole, paurose o speranzose che siano, non si comanda. I lettori di
Repubblica.it hanno da poco votato quelle che secondo loro meglio descrivono il
2008: in cima alla classifica non ce n´è nessuna che fosse anche solo di
striscio prevedibile nel dicembre dell´anno scorso, quando magari avremmo
scommesso su olimpiadi o sicurezza. Ai primissimi posti si sono piazzate due
parole imposte dall´alto, due parole di potere: l´impertinente complimento
abbronzato di Berlusconi a Obama; e l´insolente epiteto fannulloni, lanciata
sul mercato delle parole da un serio studioso, Pietro Ichino, ma diventata
best-seller solo quando è stata brandita dal ministro Brunetta come un
lanciafiamme contro gli impiegati statali. Sconfitte però entrambe sul filo di
lana, questo è consolante, da una contro-parola creata dal basso: l´onda degli studenti anti-Gelmini. Parole virtuose come bellezza hanno invece raccolto solo
spiccioli di gradimento. Ma è ovvio: le "parole ministeriali", con
l´accesso che hanno all´amplificatore mediatico, partono sempre favorite nella
corsa, anche quando nascono da una battuta senza intenzione, ricordiamoci i
bamboccioni di Padoa Schioppa. «La politica ha sempre proposto parole
nuove», spiega De Mauro, «ora sono sprezzanti, ma in altri tempi potevano
essere feconde. Purtroppo l´austerità di Berlinguer fu infelicemente scelta:
sarebbe stata più bella ed efficace sobrietà». Tradotta nel suo "falso
amico" anglofono austerity, degradò a marchio banale delle domeniche
senz´auto. Da escludere un suo revival: potrebbe persino sembrare troppo
morbida di fronte alle rinunce che ci vengono prospettate. Ma se è una crisi
solida, di cose, di beni, vogliamo provare a dare nomi di cose alla crisi?
Automobile, propone Giampaolo Fabris, studioso dei consumi. Ossia l´oggetto
concreto che sta all´incrocio fra due parole più astratte: «Spendere,
l´imperativo che ci verrà proposto con insistenza come grande rimedio alla
recessione; e energia, la materia prima di cui sentiremo sempre più il bisogno
e la scarsità». Comprare automobili e risparmiare carburanti, qualcosa non
torna. Ma automobile è candidata anche da Roberto Vacca, scienziato,
divulgatore, futurologo. Una parola che vide giorni migliori quando era
associata al benessere. «Ne riparleremo tantissimo, perché è adesso che l´auto
si gioca tutto: o cambia o muore, proprio come il sistema produttivo di cui è
stato il prodotto-simbolo». Nel suo pronostico lessicale, Vacca mette altre
parole della crisi: ad esempio Pil, «il termine economico-politico più citato e
meno compreso». Poi la tempra del futurologo apocalittico di Medioevo prossimo
venturo, profetico romanzo fantapolitico datato 1971, la spunta: «Spero proprio
che la parola che sentiremo di più nel 2009 non sia guerra». Probabilità? «Ho
solo una speranza: il mio "medioevo" esplodeva da una condizione di
eccessiva complessità, ma la complessità è figlia della ricchezza e dello
sviluppo, la crisi invece è una grande semplificatrice». Forse ha ragione:
l´orizzonte che piace a Enzo Bianchi sembra restringersi come i budget delle
multinazionali. Per trovare un osservatore che peschi le sue parole nel
vocabolario della globalizzazione bisogna arrivare a uno che parla quella
lingua per mestiere, Lucio Caracciolo direttore di Limes. «Voterei Obama: la
novità è lui, il mondo s´attende molto da lui, quindi il suo nome risuonerà
sempre sulla scena mondiale». C´è solo da sperare, aggiunge, che non se la
giochi con un altro nome proprio, di paese: Iran, perché vorrebbe dire che i
timori di Vacca hanno trovato un catalizzatore. Vogliamo andare fino in fondo e
sfidare il tabù? «Penso proprio che una delle parole che torneranno sulle prime
pagine sarà atomica». Più come bomba che come energia. Iran, India-Pakistan.
Tensioni, corsa alle risorse scarse. «Gas sorpasserà petrolio», scommette
Caracciolo. Il cerchio, insomma è stretto. Crisi è la madre di tutte le parole
paurose, e si prevede un anno molto prolifico. Per scansarla serve una specie
di ammutinamento morale: l´ultima provocatoria parola che ci offre Enzo Bianchi
è silenzio. Oppure un atto di ottimistica disinvoltura: «Se vuoi vincere alle
corse, gioca sui cavalli meno favoriti», propone De Mauro, che è un
appassionato lessicografo esploratore. A lui piacerebbe che esplodessero parole
ora completamente outsider come connettoma, la mappa del pensiero umano in fase
finale di tracciatura, o extimità, l´inverso di intimità, o energicoltore, il
contadino eco-compatibile. Ma le parole non decidono da sole il proprio destino
né il proprio senso: la gestione del nostro vocabolario non dipende «da quanti
significati possiamo dare alle parole», come pensa l´ingenua Alice di Lewis
Carrol, ma, come le rivela l´odioso Humpty Dumpty, «dipende da chi comanda».
( da "Repubblica,
La"
del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Firenze Morales boccia Trenitalia Le pagelle del difensore
civico: male anche acqua e telefonia GAIA RAU Acqua, male. Trasporti,
malissimo. Elettricità, bene. E´ tempo di bilanci per il difensore civico
regionale Giorgio Morales, che ieri ha assegnato ai servizi pubblici in Toscana
le tradizionali pagelle di fine anno. Netta insufficienza al settore
idrico con 195 pratiche aperte (103 nel 2007) e tante problematiche registrate
specialmente per quanto riguarda l´Ato 1 che serve le province settentrionali:
Massa Carrara, Lucca e Pistoia. Qui le difficoltà riguardano soprattutto i
rapporti con la società di gestione Gaia, alla quale Morales assegna un 5 per
il servizio e addirittura un 2 per i rapporti con l´utenza e col difensore
civico. Malino la telefonia fissa, con 148 pratiche aperte nel 2008 di cui 114
riguardanti la sola Telecom. Il giudizio finale è insufficiente (5) ma con una
sorpresa: un 10 ad personam attribuito a una dipendente che è stata di grande
aiuto all´ufficio del difensore civico. Più che negativo il voto
assegnato al settore dei trasporti ferroviari, e in particolare a Trenitalia,
il solo soggetto sprovvisto di qualche forma di conciliazione, che si è
guadagnata un 4 per il servizio e un 5 per i rapporti con l´utenza. Unico campo,
tra l´altro, in cui le pratiche finite nelle mani del difensore civico sono
diminuite anziché aumentate rispetto al 2007, segno - ha commentato Morales -
di «una certa rassegnazione da parte degli utenti, che sanno di non ottenere
risultati né miglioramenti rispetto al passato». Giudizi positivi sono invece
andati al settore dell´energia elettrica, con Enel al primo posto (premiata con
un 7 nel servizio e nei rapporti con l´utenza,
( da "Repubblica,
La"
del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XII - Firenze
"Nefandezze e creatività proprio come nel ?77" Macché anni di piombo,
il movimento era creativo e pacifista. La violenza stava fuori Parla il leader
degli Skiantos che domani sera in piazza Sant´Ambrogio sarà protagonista di uno
dei principali eventi del Capodanno fiorentino FULVIO PALOSCIA Premiata ditta
Skiantos. Dal 1977. La band bolognese entrerà nel trentaduesimo anno «di
sublimi nefandezze» a Firenze, nella notte che porterà al 2009. E al nuovo
album, il cui titolo è tutto un programma: Dio ci deve delle spiegazioni di cui
si assaggerà qualche anteprima nel concerto al mercato di Sant´Ambrogio. «Sarà
un ritorno nel segno di una maggiore riflessione - dicono Roberto Freak Antoni,
eroico leader nonché poeta della band, e Fabio Testoni alias Dandy Bestia,
chitarrista - anche se non mancano episodi di ilarità. C´è poco da ridere sul
momento storico che stiamo attraversando, uno dei più cupi che ricordiamo della
nostra vita». Ma anche il 1977, l´anno che vi ha visti nascere all´interno del
movimento studentesco bolognese, e successivi, sono passati alla storia come
anni poco divertenti. Freak Antoni: «Non furono anni di piombo, ma di pongo. La
prima definizione, che rifiutiamo con decisione, è il frutto di un´operazione
di revisionismo storico scorretta e impropria. Il movimento studentesco
bolognese era per la maggior parte costituito da volonterosi utopisti che
sognavano una rivoluzione pacifista, lavorando non sulle armi ma sul
linguaggio, sulla comunicazione: vedi la nascita di Radio Alice, la prima radio
libera italiana, vedi il grande investimento che fu fatto sulla musica, sul
fumetto, sulla creatività in genere. La violenza armata di quegli anni mi è
sempre parsa qualcosa di manovrato, pilotato dall´esterno, molto sospetto».
Dandy Bestia: «Gli ideali sono morti e da una parte è giusto così, perché
quando li hai e sei giovane tendi a estremizzare tutto in modo anche sbagliato,
dall´altro non c´è più niente che ci aiuta ad andare avanti dal punto di vista
sia politico che sociale». Ogni volta che spunta un movimento studentesco, si
tende a paragonarlo al Sessantotto o al Settantasette. Freak Antoni: «L´unico
movimento che è stato influenzato dal Sessantotto è stato proprio il
Settantasette. Tutto ciò che è venuto dopo è episodico: si è sempre trattato di avanguardie che hanno tentato contestazioni a
volte legittime (vedi l´attuale contro la riforma Gelmini) a volte tirate per i capelli, ma sempre senza la stessa forza e
la stessa partecipazione del 77. Piccoli incendi, fuochi fatui». Deve essere
difficile, per chi ha vissuto nella Bologna di 30 anni fa, resistere in quella
attuale. Freak Antoni: «Difficilissimo. Oggi è una città media italiana,
produttiva, piccolo borghese, un po´ razzista, però con una salda base di
anticorpi democratici. Si è adeguata alle tante pseudometropoli dell´italietta
classica». Dandy Bestia: «Colpisce come una città di studenti universitari stia
da tempo mettendo in pratica una politica repressiva nei confronti dei giovani,
chiudendo ad esempio locali e centri sociali, non combattendo gli affitti al
nero per chi è fuori sede. Il centrosinistra non solo punta sugli stessi
obiettivi del centrodestra, ma lo fa seguendo le stesse strade». Cofferati era
il sindaco che Bologna meritava? Freak Antoni: «No. E´ stato un altro clamoroso
errore di una sinistra confusa e mal gestita, poco coraggiosa, che trema e
piega il capo di fronte all´arroganza della controparte, che cerca il
compromesso, il quieto vivere. O forse non sa cosa cerca. Cofferati amministra
la città in modo troppo rigido, poco dialettico ed è distante dalla gente». Due
bolognesi che, come voi, hanno fatto il Settantasette: Andrea Pazienza e
Giovanni Lindo Ferretti. Freak Antoni: «Paz era un menestrello. Ha raccontato i
giovani bolognesi di quegli anni con fumetti che sono autentici tranche de vie:
ha saputo ritrarre episodi di vita, ad esempio studentesca, così veri nel loro
essere demenziali e surreali. Giovanni lo conosco meno ma la sua ricerca
spirituale è la logica conseguenza di un uomo che si è fatto sempre molte
domande. Anche il titolo del nostro album, a ben vedere, è un implicita
dichiarazione dell´esistenza di Dio, rivendica il diritto di parlare con un
supposto padre da parte di esseri umani che non nascono con il libretto delle
istruzioni e non sanno costruirsi una direzione se non per tentativi. Mi
sembra, però, che Ferretti sia caduto in un errore frequente nel nostro paese:
fraintendere la suddetta ricerca spirituale nell´aderenza alla Chiesa
cattolica». Come è cambiato il rock demenziale dal 1977 ad oggi? Dandy Bestia:
«All´inizio il demenziale fu un movimento con radici culturali che dal punk si
spingevano al dadaismo e al surrealismo. C´era un segno trasgressivo molto più
marcato, persino certe prime canzoni di Vasco risentono degli Skiantos. Oggi ci
sono gruppi che hanno raccolto il nostro messaggio adeguandoli ai nuovi tempi e
adattandolo a nuovi suoni: penso a Elio e le storie Tese, con cui non c´è
nessuna rivalità». Freak Antoni: «Per noi il demenziale ha sempre significato
dire cose importanti, forti, provocando con sfrontatezza e gusto del paradosso.
Oggi ci permettiamo qualcosa di più: Dio ci deve delle spiegazioni parte da una
nostra autoanalisi, concentrandosi su problemi esistenziali o sociali, come la
non accettazione dell´altro (Il razzista che è in me) o il lavoro (Una vita
spesa a schivar la fresa). Ma crediamo sempre nel concetto di comicità come
forma di resistenza che ci è stato insegnato da Woody Allen ma anche da Totò.
Che diceva: non si è veri comici se non si è fatta la guerra con la vita».
( da "Repubblica,
La"
del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Firenze Il concerto Con la musica contro la Gelmini La protesta della scuola non va
in vacanza, oggi alle ore 15,30 alla scuola Carducci (Circolo 14, viale Bassi
( da "Repubblica,
La"
del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bari
Scendono da tre a due le ore settimanali di tedesco, francese e spagnolo. Esposto
di cento insegnanti Lingue straniere tagliate, ricorso al Tar Un ricorso al Tar
contro l´abolizione del bilinguismo disposta dall´Ufficio scolastico
provinciale. Dalla scuola media Dante Alighieri di Mola di Bari Anna Ferrara,
insegnante di francese, fa partire la battaglia per la difesa dell´insegnamento
di due lingue straniere: una sperimentazione che dal 1990 riguarda un centinaio
di cattedre in provincia di Bari. Presentato lo scorso 24 dicembre, il ricorso
è firmato da dieci docenti e ha in allegato una petizione che raccoglie un
centinaio di firme. L´illecito contestato è il taglio di ore per gli
insegnamenti di francese, tedesco e spagnolo: dalle 3 ore settimanali si passa
a 2, perdendo la parità con la lingua inglese. Una riduzione decisa sulla base
di una circolare ministeriale, ma non inserita nelle
riforme Moratti e Gelmini,
con cui l´ufficio scolastico provinciale secondo i ricorrenti "priva le
seconde e terze classi della continuità didattica, ne condiziona i programmi
intrapresi nel primo anno, gli esami di licenza media e l´uso dei libri di
testo", oltre a non tenere conto del ruolo delle lingue straniere e a
danneggiare la formazione degli alunni. Un provvedimento simile era
stato adottato in Sicilia, ma il Tar di Catania con un´ordinanza del 4 agosto
( da "Repubblica,
La"
del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Bari
Temi e protagonisti sulla piazza virtuale Bilancio dei primi due mesi del
nostro social network: 16 blog in tre sezioni "Nei forum una Puglia
lontana da quella delle cartoline e degli itinerari turistici" "Si
tratta di scrivere e condividere idee con altri appassionati" ROBERTO
ZARRIELLO "Ci sentiamo davvero protagonisti. Gestire i blog di Città 2.0
ci consente di scrivere di argomenti che ci appassionano e soprattutto ci
permette di entrare in relazione con chi legge e posta commenti. E poi scrivere
su un blog ospitato dal sito di Repubblica Bari è davvero stimolante". La
community di Città 2.0 cresce di giorno in giorno. Archiviati i primi due mesi,
la fine del 2008 rappresenta il momento migliore per tracciare un primo bilancio.
I numeri parlano chiaro: il sito bari.repubblica.it sia ad ottobre che a
novembre ha sfiorato il milione di pagine viste. Una maggiore interazione con i
lettori e i continui aggiornamenti della sezione news gli elementi che hanno
decretato la crescita. Oltre ovviamente a Città 2.0 che assume sempre di più le
caratteristiche di un vero e proprio social network in cui la parola d´ordine è
condividere. Sedici blog divisi in tre sezioni: quartieri, passioni e società.
Centinaia di post e decine e decine di commenti che alimentano i vari forum.
"L´altro giorno ho notato con grande soddisfazione che su Facebook era
stato linkato un post su Umberto Giordano inserito sul mio blog con i vari
commenti degli utenti" racconta Valeria Nanni, storica dell´arte che cura
il blog "Arte e artisti". I forum possono anche raccontare "una
Puglia inedita, lontanissima da quella conosciuta dei documentari, delle
cartoline e degli itinerari turistici ufficiali, inflazionati e banalizzati dai
media" come scrive Paola Borracci nella recensione del libro "Puglia
fuori strada". Il suo blog dedicato ai libri: "Parole e
dintorni" comincia a riscuotere successo anche tra i blogger. "Dietro
ogni mio post c´è un lavoro di ricerca e di attenta valutazione - commenta
Borracci che opera nel settore della formazione -. Cerco di capire cosa possa
essere più interessante da raccontare e mi impegno a seguire una strada diversa
da quella dei media tradizionali". Tra i blog più attivi e completi,
merita una particolare citazione Elvira Conte, esperta di formazione, autrice
del blog "Andata e ritorno" che tratta di vari argomenti: viaggi,
turismo, enogastronomia, cinema e divertimenti. Anche il blog curato da Piero
Boccadoro sull´Università, il cui nome è tutto un programma: "18 e
lode", riesce a suscitare una discreta partecipazione. Un caso su tutti:
ben 53 i commenti per il post sui presunti brogli che si sarebbero verificati
nella sede di Taranto della II facoltà di Giurisprudenza durante le operazioni
di voto per il rinnovo della rappresentanza studentesca. Alla
scuola e alle varie discussioni sulle decisione del ministro Gelmini è dedicato il blog di Pasquale
Arbore che racconta "la scuola che vivo e vedo ogni giorno. Quella vista
con gli occhi dei colleghi docenti ma anche degli alunni". Per gli
appassionati di movida barese c´è anche il blog sulle discoteche e sulla Bari
by night. Di viaggi, vacanze e turismo pugliese tratta, invece, il blog
di Giuseppe Demartino, 23enne di Barletta esperto di web. Arte, cultura,
turismo e viaggi. Su Città 2.0 c´è spazio per ogni argomento e passione. Anche
se una delle sezione più gettonate resta quella dedicata ai quartieri. Dai
problemi di traffico a Poggiofranco, compresa la querelle tra residenti e
dipendenti Telecom, a quelli di vivibilità e sicurezza a Bari vecchia. Ogni
lettore posta i propri commenti perché "in questo modo facciamo sentire la
nostra voce". Come accaduto sul blog dedicato a Poggiofranco dove i
lettori hanno sollevato varie problematiche relative al traffico e il presidente
della circoscrizione Polemio è poi intervenuto per fornire risposte precise.
Anche il sindaco Emiliano e il suo staff tengono sotto occhio i vari blog. In
effetti il sindaco lo aveva promesso: "Da blogger parteciperò al
dibattito. Le critiche e i commenti degli utenti di Città 2.0 possono
contribuire a migliorare Bari".
( da "Corriere
della Sera" del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-30 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE E Bossi: Tonino? Penso alla sua sofferenza Il capo leghista: Di
Pietro si muove bene. Certe volte esagera ma è preparato e conosce la
magistratura «Berlusconi mi ha convinto sulle intercettazioni? Non so. Però
bisogna dire basta all'uso politico» DAL NOSTRO INVIATO PONTE DI LEGNO
(Brescia) — «La prima cosa che mi è venuta in mente è la grande sofferenza che
deve aver provato quell'uomo lì». Umberto Bossi contempla le fiamme del gran
camino che riscalda la sala dell'Aquila a Castelpoggio, il castello di Bruno
Caparini immerso nella neve dell'alta Val Camonica. Di sottofondo, si sente lo
scrosciare dell'Oglio appena nato. «Quell'uomo lì» è Antonio Di Pietro, il
leader dell'Italia dei valori, il cui figlio Cristiano è coinvolto
nell'inchiesta napoletana su Alfredo Romeo. Ha davvero pensato al dolore di Di
Pietro? «Ma sì. Uno passa la vita a costruirsi una faccia. E poi... mai, io
credo, si sarebbe aspettato che il casino gli sarebbe scoppiato in casa, per un
figlio ». Cristiano Di Pietro ha dato le dimissioni dal partito paterno. «Beh,
erano quasi inevitabili... ». Qualcuno a volte la paragona a Di Pietro.
Linguaggio diretto, distanza dalla «casta», il rivolgersi agli elettori senza
troppi giri di parole... «Io ho un altro progetto». Delle volte, sembra
comunque che lei abbia una certa stima per il leader Idv. «Di Pietro si muove
bene, un piccolo partito solo facendosi vedere cresce in forza e in voti. Certo,
dato che è costretto ad attaccare sempre, delle volte Di Pietro esagera. Però,
è anche preparato: conosce la magistratura, sa quel che è necessario dire e sa
quali tasti toccare per farsi capire». Fin troppo, secondo qualcuno. C'è chi
immagina sia il regista della raffica di inchieste che stanno tormentando il
Pd. «Io non credo. Se lei mi chiede come mai venga fuori tutto questo adesso,
non so rispondere. Certo, la sinistra prima poteva fare tutto, ora sembra che
le vada tutto storto». Altri sostengono che le inchieste siano un altolà al Pd
contro possibili accordi con la maggioranza sulla Giustizia. «Ma che mi vuol
far dire?». Berlusconi ha detto di averla convinta sulla necessità di vietare
le intercettazioni anche per i reati contro la pubblica amministrazione.
«Convinto... non so. Però Berlusconi non ha tutti i torti, dice cose che fanno
riflettere. Non possiamo più avere magistrati che, attraverso le
intercettazioni, buttano la rete per procacciarsi il processo. Devono prima
ricevere la segnalazione di un reato dalla polizia giudiziaria. Altrimenti,
anche fatti che non hanno nulla di penale, vengono utilizzati a fini politici
». In che senso? «Prenda le amanti, i comportamenti privati. Vengon fuori, ed è
fango su una persona. Questo è un obiettivo politico, non un'altra cosa. E poi,
la gente non vuole le intercettazioni, pensa che quel che deve pagare in
termini di privacy sia troppo rispetto all'obiettivo». Negli ultimi mesi, si è
avuta la sensazione che ci fosse qualche incomprensione tra lei e Tremonti.
«Giulio Tremonti è un amico. Certo, forse è più facile essergli amico quando
non è ministro. Ma è una persona di una saggezza straordinaria. E vede molto
più lontano di tutti gli altri. è una fortuna che lui abbia tenuto ben chiusi i
cordoni della borsa, altrimenti oggi non avremmo potuto pagare le casse
integrazioni e i provvedimenti straordinari per l'economia». E Mariastella Gelmini? Lei era stato abbastanza secco nei suoi confronti. «Sì, ma devo
dire che si è molto raddrizzata. è stata brava, ha fatto cose importanti:
soprattutto ha fatto capire che si può cambiare anche quel che sembrava
intoccabile. Dare questa sensazione, è un segno politico fondamentale».
Chi è Umberto Bossi è leader della Lega e ministro delle Riforme Marco
Cremonesi
( da "Corriere
della Sera" del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-12-30 num: - pag: 5
categoria: BREVI Gelmini \\ è stata brava, si è molto
raddrizzata. Ha dimostrato che si può cambiare anche l'intoccabile
( da "Corriere
della Sera" del 30-12-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-12-30 num: - pag: 55
categoria: BREVI SULLA FAMIGLIA Posizione della Chiesa Domenica 28 dicembre, mi
sono recato a messa. Il sacerdote, nelle sua omelia in memoria della Sacra
Famiglia, ha riproposto i temi sulla sacralità della famiglia che sentiamo
enunciati da Vescovi, Cardinali e Papa in varie circostanze. Tornato a casa ho
appreso che Barbara Berlusconi è gravida per la seconda volta del suo abituale
compagno (non è sposata). Mi è allora venuto in mente che molti dei principali
nostri politici (Berlusconi, Bossi, Fini, Casini, ecc.) sono divorziati,
risposati e hanno figli da più mogli. Essi vengono spesso
portati ad esempio da uomini di chiesa (vedi don Gelmini, Baget Bozzo ecc.) e quando i loro figli si sposano pur, con
prole già grande, hanno il sacerdote che celebra il sacramento, ricevono la
benedizione papale, e magari viene loro consentito di fare da padrini o
testimoni in celebrazioni religiose. E allora, sono passati secoli, ma
per la Chiesa non è cambiato nulla: per i poveracci solo reprimende, per i
potenti sempre onori e accondiscendenza indipendentemente dai loro
comportamenti. Tullio Craincevich Asola (Mn) Come ogni istituzione terrena la
Chiesa vive nel secolo e deve fare scelte difficili fra un male maggiore e un
male minore. Accoglie volentieri il ritorno del figliol prodigo e lascia
socchiusa, per la pecora smarrita, la porta dell'ovile. Ciò che a lei sembra
opportunismo e ipocrisia è probabilmente la ragione della sua lunga durata.
( da "Repubblica,
La"
del 31-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Palermo
L´Università al verde taglia le spese Sacrifici su consulenze e ricerca.
"Salvi i servizi per gli studenti" Approvato il bilancio l´83 per
cento va in stipendi. L´Ateneo è tra quelli "virtuosi" garantito il
turnover garantiti i servizi per gli studenti, taglio netto alle spese di
rappresentanza, alle consulenze e ai contratti esterni per i docenti. è l´anno
dell´economia anche per l´Università di Palermo, che con il taglio dei
finanziamenti da parte dello Stato mantiene solo le somme previste per gli studenti
(passano da quasi
( da "Repubblica,
La"
del 31-12-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Firenze
Con l´introduzione della riforma Gelmini nel 2009-2010 Scuola, allarme sindacati "In 425 rischiano
il posto" Oltre 425 posti di lavoro a rischio nelle scuole fiorentine da
settembre 2009. E´ la stima diffusa dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil
Scuola e Gilda sulla base dell´esame dei decreti attuativi della riforma Gelmini approvati dal governo lo scorso
18 dicembre. «Sono interessati - ha spiegato Alessandro Rapezzi,
segretario provinciale Flc Cgil - i lavoratori con contratto a tempo
determinato. L´effetto più devastante è quello sulla scuola primaria: il
prossimo anno saranno 155 i posti di lavoro a rischio suddivisi tra