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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Pdl, la cultura
del capobranco ( da "EUROPA ON-LINE" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini (Gentile col grembiule), Sacconi (lo Stato dopo Bettino), Roccella (la radicale alla zuava), Quagliariello (la filosofia nel boudoir dell?aula), Alemanno (il Nathan degli ex picchiatori), succede che questa serie di caricature rischia di portarci davvero a una repubblica talebana moderata dall?
Scuola, da
Livinallongo verso la val Badia
( da "Alto Adige" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sono i primi effetti dell'attuazione del decreto Gelmini. Ma il sindaco Pezzei avverte: «Questa prospettiva spingerà i genitori a portare i loro figli nelle scuole della val Badia. è a rischio l'identità sociale della nostra comunità». E la sua protesta è già partita alla volta della Regione.
A rischio il tempo
pieno alle elementari ( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tempo più lungo di quello che il ministro Gelmini promette (24 o 27). E' anche vero che il ministro ha detto che saranno rispettate le richieste delle famiglie», sottolinea Anna Orsini, segretaria della Cisl scuola di Belluno. «Le famiglie sono abituate a un tempo di scuola maggiore, ne riconoscono la validità e apprezzano che il tempo lungo si armonizzi con il loro tempo di lavoro.
Rischiamo la fuga
di scolari in Val Badia ( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sono i primi effetti dell'attuazione del decreto Gelmini. Ma il sindaco Pezzei avverte: «Questa prospettiva spingerà i genitori a portare i loro figli nelle scuole della Val Badia. è a rischio l'identità sociale della nostra comunità». E la sua protesta è già partita alla volta della Regione.
Il ministro
Mariastella Gelmini ha ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma
"Foro ... ( da "Leggo" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini ha ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma "Foro Italico" Paolo Parisi e il Prorettore Vicario, Fabio Pigozzi. Al centro dell'incontro «il comune interesse per un'intesa su obiettivi che stanno particolarmente a cuore all'attuale governo, a partire dallo sviluppo dell'ateneo e dalla tutela dei laureati in scienze motorie»
ROMA - Il ministro
apre ai sindacati della scuola e riduce i tagli sui precari, ma per gli
stranieri... ( da "Leggo" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cambiamenti in vista per gli studenti stranieri per i quali sarebbe in arrivo un tetto massimo di iscrizioni per classe: «Ci stiamo confrontando con i dirigenti regionali - ha annunciato al Gelmini a Famiglia Cristiana, ribadendo anche l'esigenza delle classi di "inserimento" - bisogna tener conto delle differenze territoriali». (L.Loi/ass)
Cambiamenti in
vista per gli studenti stranieri per i quali sarebbe in arrivo un tetto
massi... ( da "Leggo" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo ha deciso la Gelmini. Il ministro ha anche ridotto i tagli sui precari: saranno 5 mila in meno nell'organico di diritto, il ministero ha fatto richiesta di 20 mila assunzioni in ruolo per 13 mila docenti, settemila insegnanti di sostegno e settemila e cinquecento di personale Ata.
Risalgono le
iscrizioni alle medie "don Milani" Mini "boom" nei licei
tecnologici del territorio
( da "Cittadino, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le famiglie scelgono gli indirizzi sperimentali che il ministro Maria
Stella Gelmini voleva tagliare. L'istituto di via Salvemini, da qualche anno in
sofferenza, ha risalito la china. «Abbiamo 108 iscritti a Lodi - spiega il
preside della don Milani Renzo De Vecchi - e
Montaner: la
scuola elementare non chiuderà
( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Evitata la scure della riforma Gelmini: per il prossimo anno alla prima classe sono iscritti 16 bambini Montaner: la scuola elementare non chiuderà E' stata raggiunta la quota sufficiente per garantire le lezioni SARMEDE. Con 16 bambini iscritti alla prima elementare di Montaner, per l'anno scolastico 2009-2010, la scuola a rischio chiusura a causa della riforma Gelmini,
BRENO Incontro
dell'A.Ge sul mondo della scuola Domani sera, a partire dalle 20.30, negli...
( da "Giornale di Brescia" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dalla riforma Gelmini le novità per studenti e famiglie». Tra i relatori che interverranno alla serata dedicata al mondo della scuola ci saranno Gianni Nicoli, presidente provinciale e responsabile nazionale dell'ufficio scuola dell'Associazione genitori e Mario Martini (dirigente scolastico brenese, responsabile del Ccst).
Medicina, bandi in
aprile ( da "Giornale di Brescia" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pubblicazione dei bandi entro la prima decade di aprile 2009 e ha confermato l'impegno del ministro Gelmini a perfezionare questo adempimento nella Conferenza Stato-Regioni del 19 marzo. Sul processo di riordino delle scuole di specializzazione, il Ministero ha poi confermato l'impegno a procedere alla razionalizzazione salvaguardando le eccellenze e considerando le esigenze territoriali.
Mardegan alla
Gelmini: salviamo Castagnole
( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mardegan alla Gelmini: salviamo Castagnole Il sindaco chiede l'istituzione di due sezioni della materna PAESE. Due nuove sezioni per la scuola materna pubblica di Castagnole. E' una delle richieste avanzate dalla giunta Mardegan con una delibera della scorsa settimana.
neanche a bitonci
va giù la gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Provincia Neanche a Bitonci va giù la Gelmini L'amministrazione comunale di Cittadella difende il tempo lungo a scuola Il sindaco-parlamentare del Carroccio chiede alla Regione di difendere le 350 famiglie che per i loro figli hanno scelto le 35 ore CITTADELLA. Bocciatura pesante per il ministro Mariastella Gelmini: anche il comune di Cittadella,
il consiglio
chiede una moratoria sull'applicazione della legge gelmini
( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: applicazione della legge Gelmini MONSELICE. Una moratoria di un anno sull'applicazione del decreto Gelmini. La chiede il consiglio comunale di Monselice, che invita gli altri comuni del Veneto a fare altrettanto. C'è un nuovo passo avanti sul fronte comune degli amministratori veneti contro i tagli alla scuola primaria.
la cgil: colpite
80 scuole sarde - pier giorgio pinna
( da "Nuova Sardegna, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La strategia promossa dal ministro Gelmini e dal premier Berlusconi in Sardegna si tramuta in una manovra esiziale, mortale. Ma da parte nostra non tollereremo altri attacchi al diritto all'istruzione e alla conoscenza che la Costituzione garantisce ai nostri figli».
famiglie
preoccupate, a rischio il tempo pieno
( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: succederà in seguito al varo della cosiddetta riforma Gelmini ma intanto le famiglie hanno compilato il modulo d'iscrizione, scegliendo in ambo i casi di istruzione, la possibilità di ricevere come servizio il tempo pieno per i propri figli. Ma fin quando non arriveranno le risposte dall'ufficio regionale non si avranno indicazioni o certezze su cosa potrà essere garantito o meno.
le famiglie
preferiscono il tempo pieno
( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maestro unico che secondo quanto dichiarato dal ministro Gelmini dovrà esserci solo per chi non chiede il tempo pieno, dunque per le classi nelle quali si lavora con i moduli di 24, 27 e 30 ore settimanali. Maestro unico che secondo l'assessore all'istruzione Daniela Pampaloni «formalmente non ce la farà ad esistere.
I centri sociali
di Milano <Finalmente c'è la crisi>
( da "Riformista, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: È dalle proteste di novembre contro il decreto Gelmini che qualcosa ha iniziato smuoversi nel capoluogo lombardo. «Ogni giorno, noi o il governo siamo oggetto di insulti o di parole di odio - confessa il vice sindaco Riccardo De Corato - Come in passato, Milano si sta dimostrando antesignana nelle rivolte, soprattutto per il suo tessuto economico-sociale.
Scuola, nelle aule
serve la riscoperta di una disciplina "tonificante"
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni e Gelmini, reintroducendo la piena validità del voto di comportamento degli studenti, e in questa direzione vanno muovendosi i regolamenti degli istituti scolastici, con l'adozione di griglie di comportamento che fissano il rispetto delle norme che regolano la vita dell'istituto, sicché l'assiduità della frequenza,
i tagli della riforma
gelmini in campania 1788 bidelli in meno
( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina IX - Napoli Il caso I tagli della riforma Gelmini in Campania 1788 bidelli in meno Pesano anche sui bidelli e sul personale delle segreterie i tagli imposti dal ministro Gelmini al mondo della scuola. Dal prossimo settembre in Campania ci saranno, infatti, 1.788 tra bidelli e personale Ata in meno.
I genitori di
Soave chiedono una deroga ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
proiezioni e
dibattiti contro la scuola-azienda
( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non si placa la protesta del liceo scientifico Majorana contro la riforma Gelmini. Dall'esperienza della cogestione, alla rinuncia delle gite d'istruzione, fino all'ultima proposta: una serie di proiezioni e dibattiti, in programma fino a sabato 21 marzo, per gridare "no" alla scuola-azienda. Proprio sabato 21 si terrà l'evento clou: un incontro dibattito con Franco Gesualdi,
Indipendentisti
sardi puntano al G8 ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ottobre scorso durante una manifestazione studentesca contro il decreto Gelmini. CRESCONO SBARCHI CLANDESTINI Infine, l'immigrazione clandestina: nel 2008 le organizzazioni criminali hanno impresso una forte accelerazione agli sbarchi. La strategia dei trafficanti punta a pianificare arrivi in massa per congestionare i centri di accoglienza.
la scure dei tagli
sulla scuola della marmilla
( da "Nuova Sardegna, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini" (che trova i precedenti in Berlinguer passando per la Moratti fino ad arrivare a Fioroni), nella quale già dal prossimo anno si prevede un forte ridimensionamento della scuola nel territorio. Ridimensionamento che si farà ancora più pesante nell'anno scolastico 2010-2011 quando partiranno i nuovi parametri di determinazione del numero degli alunni per classe e per Istituto,
Tagli, tocca anche
ai bidelli ( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Una misura del piano Gelmini-Tremonti, che a livello nazionale taglia 45mila posti di lavoro per i prossimi tre anni. Anche a partire da questo dato la Cgil-Scuola ha proclamato lo sciopero generale, per il 18 marzo, nell'ambito scuola, università e ricerca. Quelle sul personale sono proiezioni, che a livello nazionale, sono state elaborate dalla Cgil Flc,
Ecco il boom di
iscritti alle private ( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Spunta l'effetto Gelmini. Richieste respinte in alcune strutture cittadine, aumenti anche del 40% Ecco il boom di iscritti alle private Soprattutto alle materne. Ad attirare sono le classi «primavera» Alla Maria Ausiliatrice sono restati fuori quasi in venti PAVIA.
Vigevano boccia la
Gelmini ( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Vigevano boccia la Gelmini» Il comitato per la scuola pubblica sulle scelte dei genitori VIGEVANO. «A Vigevano, per quanto riguarda la scuola elementare, la riforma Gelmini non è passata». Lo sostengono i rappresentanti del «Comitato in difesa della scuola pubblica», che ieri hanno indetto una conferenza stampa, per commentare gli esiti delle iscrizioni,
le famiglie
scelgono il tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anno scorso usufruiva del tempo pieno visto che i genitori si erano mossi autonomamente prima del decreto Gelmini. Facendo parlare i numeri, e naturalmente non confrontabili con i dati della Provincia di Pistoia, tutte le dodici iscrizioni avvenuta al primo anno nella scuola Anna Frank di Maresca hanno richiesto il tempo pieno. Leggera differenza alla Rodari di S.
Pieve e Capreno
riesconoa salvare elementare e media
( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: parlando a nome del comprensorio - la legge prevede la possibilità che i Comuni si possano consorziare, diventando di fatto un unico ente dal punto di vista scolastico». Con la finestra offerta dalla riforma Gelmini, che prevede espressamente la possibilità di consorzi tra comuni, il risultato sembra essere stato raggiunto. E. M. 11/03/2009
al liceo niente
sospensioni "lavori utili come punizione" - diego longhin
( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: meglio che un brutto voto in condotta DIEGO LONGHIN TORINO - Lavori forzati? «No, utili». Al posto della sospensione meglio dare allo studente indisciplinato di turno una scopa in mano per pulire il cortile della scuola oppure obbligarlo a passare un pomeriggio nella biblioteca dell´istituto a rimettere in ordine i libri.
il g8 della
scienza a casa del premier e l'università della libertà beffa lucca - carmelo
lopapa ( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: grandissimo orgoglio la scelta del ministro Gelmini di portare il prossimo G8 della Scienza in questa città». E invece? Invece la milanesissima ministra Mariastella Gelmini ha pensato bene che forse il vertice sarebbe stato meglio giocarselo in casa (metaforica, in questo senso). E sulla scelta sembra abbia influito anche il sindaco sindaca Letizia Moratti,
Schiarite e
tempeste, è caccia all'anti-Felissari
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'unico ad essere citato per esteso è Giuseppe Romele, il gelminiano forzista, che è in pole position per Brescia. Così Forza Italia incasserebbe anche questa piazza oltre a Milano (i due bocconi principali), mentre la Lega, che sulla Leonessa contava e conta tuttora di trovare spazio, resterebbe con Bergamo e Sondrio.
Riforma Gelmini,
se ne parla in un convegno
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 6 Riforma Gelmini, se ne parla in un convegno ALLA CGIL NEL MIRINO I TAGLI DEGLI INSEGNANTI E DEL TEMPO PIENO LODI I TAGLI DEL PERSONALE IN ATTUAZIONE della Riforma Gelmini rappresentano il principale argomento all'ordine del giorno dell'assemblea sindacale provinciale di sabato prossimo, 14 marzo, che si svolgerà dalle ore 8.
Nell'anno
scolastico in corso, il Ministero dell'Istruzione ha avviato un monitoraggio
degli... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: assegnata a studenti maschi sia nella scuola statale che in quella non statale: il 65,55% in quella statale, il 92,86% in quella paritaria. Relativamente alla tipologia di scuola superiore frequentata, la suddivisione delle insufficienze nel voto di condotta rispetto alla tipologia di scuola presenta alcune differenze: ai Licei vanno solo il 4% del totale delle insufficienze in condotta,
POLEMICHETTA da
parte di Stefano Azzarà che in un comunicato a firma di Rifondazione comunista
... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alcuni suoi membri, tra l'altro, sono stati coinvolti nell'aggressione avvenuta a Roma alcuni mesi fa, quando a piazza Navona gli studenti medi che manifestavano contro la riforma Gelmini furono colpiti con manici di piccone e pestati a sangue». Anche il «Centro Donna Urbino» ha protestato contro l'iniziativa.
Allarme a
Odontoiatria Mancano sale e attrezzature Niente tirocinio pratico'
( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, dalla Fondazione San Raffaele di Milano e dall'Associazione degli Odontoiatri Cattolici Italiani. Qui le attività sono garantite da convenzioni con "La Sapienza" di Roma, "Tor Vergata" e l'Università di Perugia. «Il Centro è aperto non solo agli ospiti di don Gelmini, ma anche al pubblico conclude Urbani per questo può essere una preziosa fonte di esperienza nella cura delle
ROMA - Il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha ricevuto ieri il Rettore
dell'Universit&... ( da "Messaggero, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ha ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma «Foro Italico», Paolo Parisi (foto), e il Prorettore Vicario, Fabio Pigozzi. Al centro dell'incontro - spiega una nota dell'ateneo - «il comune interesse per un'intesa su obiettivi che stanno particolarmente a cuore all'attuale governo, a partire dallo sviluppo dell'
"Una
passerella di ministri"
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: DOPO «GOVERNINCONTRA» "Una passerella di ministri" Consensi per Gelmini se parla di rigore e voti Cala il gelo appena cita il maestro unico [FIRMA]MARIA PAOLA ARBEIA NOVARA «Governincontra», con l'arrivo lunedì a Novara di ministri e sottosegretari, un merito sicuro lo può vantare: è stato un check-up del territorio.
ROMA - Fissare un
tetto al numero degli alunni stranieri che siedono tra i banchi di ogni classe:
&#... ( da "Messaggero, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Mariastella Gelmini alla domanda "pensa di fissare dei limiti al numero di stranieri per classe?" ha risposto: «Credo di sì. Ci stiamo confrontando con i dirigenti regionali, perché bisogna tener conto delle differenze territoriali». Poi il ministro ha parlato delle "classi ponte": «Diventeranno - ha detto - delle classi a tempo.
Materne ed
elementari "Rischiamo il collasso"
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: SCUOLE IN ANSIA ASPETTANDO IL DECRETO GELMINI Allarme tra i genitori A Ivrea raccolta firme per tenere il docente di compresenza Materne ed elementari "Rischiamo il collasso" Liste d'attesa più lunghe: "L'anno prossimo sarà caos" [FIRMA]GIAMPIERO MAGGIO Cresce il numero di iscritti nelle scuole materne ed elementari del Canavese e si allungano le liste d'attesa.
Scuola, verso il
taglio dei docenti ( da "Nuova Ferrara, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: indicazioni del Ministro Gelmini, la richiesta dello scorso anno verrà salvaguardata - prosegue Chiarioni - ma mi chiedo: e le tre classi prime che ci sono in più quest'anno, non hanno diritto al tempo pieno?». Ed ancora il Ministro Gelmini mantiene il tempo pieno ma elimina la compresenza degli insegnanti: ciò significa che ad esempio le attività di recupero degli studenti in difficoltà,
Il distretto
tecnologico bloccato dalla burocrazia
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini è pronta comunque a scommettere tutto sui poli della ricerca (tra cui anche quello di Terni sui materiali speciali) e ha messo in cantiere l'avvio del primo programma nazionale sui distretti tecnologici con fondi per 200-300 milioni. «Il giudizio sullo distretto è positivo –
Elementari, tutti
vogliono il ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riduzione delle ore voluta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non convince le famiglie dei nostri bimbi che nelle scuole elementari della città e della provincia richiedono sempre più le 40 ore del tempo pieno, al massimo le 30 del vecchio modulo, lasciando a un misero 3% l'opzione del ridotto a 24 ore.
<Piena fiducia,
aiutiamo i teatri> ( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e non a caso il ministro Gelmini sta lavorando su una riforma per ridurre il numero dei corsi. Ci auguriamo che cambi la situazione, e che De Poli possa mantenere l'esistente. Anche noi, come Provincia, dobbiamo decidere il da farsi sull'Università che abbiamo al Cerletti perchè sono costi importanti e ci scade il contratto nel 2010.
<Nievo,
tagliate lingue e laboratori>
( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: effetti della riforma Gelmini. Nelle medie di Sedico e Sospirolo vince il tempo prolungato, ad Agordo il tempo ordinario di 30 ore. Ma, oltre al nodo orario, i dirigenti sono preoccupati per i tagli su ore d'insegnamento e professori. «Nei nostri istituti - dice Emilio Guerra, dirigente delle Nievo di Cavarzano e Castion, a Belluno - non ci sono differenze sostanziali negli iscritti»
<Università e
sport, binomio vincente>
( da "Corriere della Sera" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ieri il rettore Paolo Parisi ha incontrato il ministro del-l'Istruzione, Mariastella Gelmini. Cosa avete chiesto al ministro? «Abbiamo innanzitutto ripercorso la storia dell'università, da quando fu fondata nel 1928 come Accademia di Educazione Fisica, fino ad oggi che è riuscita a conquistarsi un importante posto a fianco delle altre università della capitale.
Statale,
tafferugli fra studenti ( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Maroni non possono abbandonarci alla violenza dell'estrema sinistra. Chiediamo un provvedimento urgente in cui chi viene identificato in situazioni di violenza politica non possa frequentare le sedi universitarie, anche se iscritto, nei giorni delle elezioni universitarie e quando si tengono iniziative culturali e politiche.
Berlusconi e Formigoni
al raduno di Rete Italia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fitto e Gelmini, il sindaco di Roma Alemanno, il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, il vicepresidente del Parlamento Europeo, Mario Mauro, l'onorevole Giancarlo Abelli e i presidenti dei gruppi parlamentari del Pdl, Cicchitto e Gasparri. Rete Italia, nata nel 2006 da un'iniziativa di Roberto Formigoni,
<Meno stranieri
in aula Ecco il mio piano-quote>
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-03-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Meno stranieri in aula Ecco il mio piano-quote» Gelmini: «Classi a tempo per imparare l'italiano» ROMA POTREBBE essere fissato un limite alla presenza di alunni stranieri nelle singole classi. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha ammesso che allo studio c'è un progetto che presuppone il confronto con le dirigenze regionali.
Terroristi
solitari e nuove Brsono i rischi che corre l'Italia
( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: decreto Gelmini". La crisi economica. Nuove minacce alla sicurezza derivano inoltre dalla crisi economica, con il rischio di tensioni strumentalizzabili in chiave oltranzista e quello dell'accentuata invasività delle organizzazioni criminali. C'è poi il delicato tema dei Fondi sovrani, speciali fondi posseduti da Stati per detenere attività in valuta estera.
sciopero della
scuola: la cgil mobilita il fronte anti-gelmini
( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Cgil mobilita il fronte anti-Gelmini Per mercoledì 18 marzo, la Flc-Cgil ha indetto uno sciopero nazionale in tutte le scuole. Padova avrà un ruolo di primo piano nella mobilitazione generale degli insegnanti e del personale Ata perché in città si svolgerà un corteo, che partirà da piazza Garibaldi e terminerà in piazzale Pontecorvo,
notte brava in
gita a strasburgo un voto in meno in condotta
( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che rischiano di trovarsi con un credito più basso per l'esame di Stato,
in giugno. E' questo il problema. Il voto di condotta basso fa media e può
deprimere il credito: è matematico. Il fatto fa, dunque, discutere. Le pagelle
del primo quadrimestre, in 15 superiori del Pordenonese, non hanno comminato
"La scuola di
Rocchetta rischia di chiudere Mandateci i vostri figli"
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: rischia di cadere sotto la mannaia del decreto Gelmini - dice lo stesso sindaco -. E non si tratta solo di venire incontro alle esigenze dei genitori e dei residenti della frazione, ma anche di ragionare in prospettiva. Rocchetta è l'area dove è previsto il maggior sviluppo residenziale nei prossimi anni.
"Meno
stranieri in aula col piano-quote Classi a tempo per imparare l'italiano"
( da "Quotidiano.net" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ha ammesso che allo studio c?è un progetto che presuppone il confronto con le dirigenze regionali. «Bisogna tener conto delle differenze territoriali», ha detto la Gelmini a Famiglia cristiana. Allo stesso modo, secondo la responsabile di Viale Trastevere, il disegno di classi destinate ai soli bambini stranieri,
Il G8 della
scienza a casa del premier e l'Università della Libertà beffa Lucca
( da "Repubblica.it" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: grandissimo orgoglio la scelta del ministro Gelmini di portare il prossimo G8 della Scienza in questa città". E invece? Invece la milanesissima ministra Mariastella Gelmini ha pensato bene che forse il vertice sarebbe stato meglio giocarselo in casa (metaforica, in questo senso). E sulla scelta sembra abbia influito anche il sindaco sindaca Letizia Moratti,
Scuola primaria
<Che ne sarà dei maestri?>
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: previsti dalla riforma Gelmini sull'organizzazione della nuova scuola elementare di Montecchio Precalcino? A chiederselo, e con una certa preoccupazione, è Gabriele Dal Zotto, consigliere di minoranza della lista "Vivere Montecchio". Proprio per paura che i tagli previsti dalla riforma Gelmini rendano vani gli sforzi e gli investimenti fatti per realizzare la nuova scuola del paese,
Gelmini: il
maestro unico? Scelta culturale e pedagogica
( da "Avvenire" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2009 Gelmini: il maestro unico? Scelta culturale e pedagogica DA MILANO « Q uella del maestro unico è una scelta culturale e pedagogica del ministero che vale per tutti. Noi abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore ma, qualunque sia la scelta, il maestro di riferimento è sempre unico»
Ecoistema Scuola
2009: Venerdì 13 marzo 2009, ore 12.00
( da "Legambiente" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo L'ufficio stampa Legambiente: 06 86268353-79-99-76 Torna all'elenco delle notizie
<Grazie
sindaco, per i lavoriin cassa 12 euro al giorno>
( da "Sicilia, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: al disegno di legge Aprea e ai provvedimenti della Gelmini che determineranno in tempi rapidi la distruzione della funzione di rappresentanza del sindacato per lasciare il posto al potere unilaterale del Governo su reclutamento, carriere, salario, provvedimenti disciplinari». Nelle previsioni di Alosi c'è «un taglio di 87.
PORTICI PEPPE
DIANA, IL RICORDO DEGLI SCOUT ALLE CARMELITANE NELLA CHIESA DELLE CAR...
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Camminando in una vita nuova». TORRE DEL GRECO/2 Voto in condotta e fannulloni venerdì convegno alla Leopardi Voto in condotta, spese più contenute per i libri di testo e norme anti-fannulloni. A Torre del Greco, la scuola si interroga sulle ultime novità normative nel convegno «La scuola che verrà», organizzato dalla Pearson Paravia presso la scuola media Giacomo Leopardi.
Flc-Cgil: Le
famiglie vicentine hanno bocciato il maestro unico e il relativo modello orario
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: era Gelmini. «Si tratta di una riduzione spaventosa - avverte Campisi - che per Vicenza solo l'anno prossimo riguarderà circa 200 Ata, cioè il 6 per cento dell'organico, che diventeranno 600-700 nei prossimi tre anni». Sulle cattedre in meno, invece, ancora non vi sono dati certi: «Manca ancora il decreto sugli organici.
Sindaco in attesa
di incontrare la Gelmini ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: attende indicazioni in merito all'appuntamento con il ministro alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Una settimana fa il ministro ha dato buca alla delegazione di sindaci che l'aspettava ad Abano per sottoporle la questione dell'orario prolungato. Barison si è quindi attivato per strappare un incontro "de visu" con la Gelmini a Roma.
Tempo pieno e
niente tagli degli insegnanti, Mardegan scrive al ministro le sue richieste
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In cima alla lista delle preoccupazioni della giunta Mardegan ci sono gli effetti della riforma Gelmini che entrerà concretamente in vigore a settembre, con le prime elementari. I timori maggiori arrivano dalla rivoluzione del tempo scuola. L'amministrazione avanza le sue richieste e chiede agli altri sindaci di fare altrettanto per formare un fronte comune.
E' l'Istituto
professionale Brustolon a registrare il risultato migliore: in un solo anno la
scuola ... ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma il vero problema sarà l'applicazione del decreto Gelmini, che
prevede l'innalzamento da
La riforma Gelmini
finisce anche in teatro ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini finisce anche in teatro Mercoledì 11 Marzo 2009, Asolo Stasera alle 20,30, presso il Teatro Duse di Asolo, il Teatro Liquido, Teatro dell'Oppresso metterà in scena "Incerti futuri" spettacolo a ingresso libero. Le problematiche trattate saranno quelle legate alla riforma Gemini.
Monselice (O.M.)
Una moratoria di un anno per ridiscutere la legge di riforma scolastica del
min... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini. E' questo l'elemento caratterizzante della delibera adottata l'altra sera dal consiglio comunale di Monselice, dopo un'accesa discussione sulla norma che dovrebbe modificare l'orario scolastico della scuola elementare e media. Davanti ad una sala stracolma di genitori ed insegnanti il sindaco di Monselice,
Il Comune scende
in campo per salvare il tempo pieno nelle scuole primarie
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: grazie alla pesantissima riforma Gelmini che lascerà ai Comuni anche i costi del mancato tempo pieno. Il testo di legge infatti prevede il tempo pieno a 30 ore solo se ci saranno insegnanti sufficienti. Ma non essendoci i numeri, per mantenere lo standard qualitativo delle scuole e garantire il tempo pieno toccherà ai Comuni coprire le ore pomeridiane.
Settimana corta,
mensa e doposcuola: l'elementare di Montaner supera i 50 alunni ed è salva
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sebbene un emendamento al decreto Gelmini avesse fatto slittare di un anno la chiusura dei plessi con meno di 50 bambini, noi già da quest'anno riusciamo a superare il limite minimo". L'Istituzione scolastica in accordo con il Comune si sta organizzando per poter offrire un tempo scuola su cinque giorni, dal lunedì al venerdì, con 29 ore settimanali di lezione,
San Giovanni, gli
alunni iscritti in altre scuole
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: altro che applicare le disposizioni decise dai ministri Gelmini e Tremonti. Ciò che ci fa più specie è che queste leggi sono state votate anche dal Pdl, dunque il deputato Gottardo non può pretendere che non se ne dia corso. Quello di San Giovanni di Livenza non è un caso isolato: in queste ore anche a Cimpello di Fiume Veneto si sta vivendo la stessa situazione: con soli 7 iscritti,
Stefania Benatti
scrive alla Gelmini ( da "Quotidiano.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stefania Benatti scrive alla Gelmini Ancona | Benatti: ?Colpire ulteriormente la scuola aggraverà una situazione già preoccupante, con ricadute negative sull?indice di abbandono scolastico. Invito al Ministro ad un confronto approfondito nelle Marche". Mariastella Gelmini L'assessore regionale all'Istruzione, Stefania Benatti ha indirizzato al Ministro della Pubblica Istruzione,
Tagli scuola,
Benatti: 'Caro ministro, ci ripensi'
( da "gomarche.it" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stefania Benatti invita il Ministro Gelmini ad un confronto approfondito nelle Marche e scrive: "Colpire ulteriormente la scuola aggraverà una situazione già preoccupante, con ricadute negative sull'indice di abbandono scolastico." ANCONA - L'assessore regionale all'Istruzione, Stefania Benatti ha indirizzato al Ministro della Pubblica Istruzione,
Scuola, batti
cinque per la condotta ! ( da "Napoli.com" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini fa bene a tirare dritto sulla riforma della scuola. Fa bene a perseguire un progetto di ristrutturazione dell?istituzione scolastica che tenga conto dei tempi, del diverso contesto sociale in cui gli alunni sono inseriti, dei fenomeni perniciosi e odiosi di bullismo che sempre più si registrano nelle aule del nostro Paese?
Ecoistema Scuola
2009: Venerdì Legambiente presenta i dati del rapporto annuale su qualità
edifici scolastici ( da "Sestopotere.com" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Intervengono: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo
Se il cemento è di
sinistra ( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Valanga travolge studenti: 4 morti sulle Alpi francesiSomalia, Birmania, Congo Ecco le crisi dimenticateWilliamson, scrive il Papa: "Un caso imprevedibile"Pd:
Ecosistema Scuola
2009: Venerdì Legambiente presenta i dati del rapporto annuale su qualità
edifici scolastici ( da "Sestopotere.com" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Intervengono: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo
Ricerca/ Gelmini
visita il Cern di Ginevra ( da "Virgilio Notizie" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ha visitato questa mattina il Cern di Ginevra, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Il ministro ha visitato il laboratorio, salutando gli scienziati italiani che hanno contribuito alla costruzione degli acceleratori e alla realizzazione dei principali esperimenti.
Scuola e tagli, la
Gelmini propone un mini-sconto dopo il flop maestro unico
( da "Unita, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Scuola e tagli, la Gelmini propone un mini-sconto dopo il flop maestro unico MARISTELLA IERVASI Per non perdere la faccia con le famiglie - che hanno bocciato il «suo» maestro unico - ora Maristella Gelmini cerca di uscirne con un piccolo trucco: lo sconticino mascherato sugli organici.
RICERCA: GELMINI
VISITA IL CERN ( da "WindPress.it" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2009 Il ministro Mariastella Gelmini ha visitato questa mattina il CERN di Ginevra, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. L?Italia svolge al CERN un ruolo fondamentale, ne è stata uno dei principali partners sin dalla fondazione, in termini di risorse finanziarie e per il numero ed il livello degli scienziati presenti.
( da "EUROPA
ON-LINE" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pdl, la cultura del capobranco FEDERICO ORLANDO Il 23
marzo, novantesimo della fondazione a Milano del primo Fascio di Combattimento,
doveva nascere il Pdl da ?fusione per incorporazione?, come si dice in diritto
commerciale. Poi l?hanno spostato a fine mese. Anche il concepimento del Pdl è
avvenuto a Milano, non nel Covo ?primigenio? di piazza San Sepolcro ma sullo
svelto predellino di un?automobile a piazza San Babila. Le similitudini non si
fermano qui, ben altre parentele, scolorite dai decenni, spiccano tra la
creatura di Mussolini e quella di Berlusconi, entrambe della famiglia che i
politologi, e prima di loro uno che se ne intendeva, Togliatti, hanno
classificato come «partiti autoritari con consenso di massa». Gli altri
caratteri comuni sono, appunto, l?atteggiamento plebiscitario in cui gli
italiani in crisi d?identità trasformano il consenso, il leader carismatico che
ha sempre ragione, l?odio per il parlamento e i capi democratici (Cagoia, alias
Giolitti), il disprezzo per la cultura («Qui non si fanno discorsi di
strategia, qui si lavora»), l?identificazione di se stessi con la nazione e la
demonizzazione degli oppositori come nemici della nazione. Tutto questo sta
nelle premesse ma soprattutto nella quotidianità del Pdl. La premessa unica è
il potere: mascherato, ma solo per i minus habens, dall?anticomunismo. Dei due
partiti, l?incorporatore e l?incorporato, Forza Italia era già in idea, partito
del potere: forse per questo nessun politologo, caso unico, ha dedicato un
saggio di approfondimento sulla sua natura. Il potere era stato la calamita nel
1994 e poi il collante di tutte le macerie confluite con Berlusconi e da lui riutilizzate:
gli assatanati di governo Dc e Psi, i paggetti liberali repubblicani e
socialdemocratici, i missini salandrini (la Destra Nazionale era nata anni
prima dal Msi per aiutare la Dc in parlamento), i radicali dell?ultraliberismo
e del capezzonismo ante litteram, i valligiani leghisti gelosi di Bossi.
Guardiamo un momento gli alleati. Bossi non ha mai voluto confondere la sua
protesta ? indipendentista, antieuropeista, federalista, infine autonomista
(purché le tasse restino dove si pagano) ? col partito del padrone carismatico;
e così Casini, con la sua ambizione terzopolista, che nel ?94 era stata
l?ambizione di Martinazzoli-Bindi-Segni, delusa per la legge elettorale,
nonostante una ricchezza intellettuale che l?Udc, aspirante partito della
Chiesa e non solo dei Cuffaro e dei Caltagirone, si sogna. Fini invece ha
dovuto arrendersi, salvando personalmente l?onore delle armi, dopo esser
rimasto capo di un esercito passato al soldo dell?alleato: come avevano fatto
nel ?43 i repubblichini coi nazisti. Del resto, se è vero quel che scrive
Daniele Protti su L?Europeo, Almirante gli aveva profetizzato trent?anni fa la
morte del Msi, destinato a esaurirsi con l?esaurimento della generazione
repubblichina. Lui stesso non avrebbe voluto «morire fascista come un nostalgico
rincoglionito ». Perciò aveva scelto per la successione un giovane nato dopo la
fine della guerra. Solo che il giovane, fedele alle aspettative del suo
Pigmalione, era circondato da una masnada di affamati neogovernativi. Gli
stessi referenti storici, non diciamo ?precursori?, richiamati a Fiuggi per la
trasformazione del Msi in An, a cominciare dai filosofi che avevano sempre
stabilito l?incompatibilità tra denaro e democrazia, erano sommersi dopo
l?avvento del berlusconismo dai feticci di un pantheon postimperiale: dove agli
dei civili di Roma e Atene erano stati aggiunti e sovrapposti gli idoli, a
cominciare da Mammona, che le legioni portavano dalle più barbare province.
Alla fine, tanti ex partiti in Forza Italia, tanti feticci in An: senza che una
cultura politica nuova potesse nascerne e venire identificata. L?unica
pulcinellata (ma non troppo, e purtroppo, tentata per dare una cultura leggera
al nuovo partito ?leggero? postideologico, è stata quella dei teocon: che si
riassume nel comandamento peresco «perché dobbiamo essere cristiani». Dove il
dogmatico «dobbiamo essere » prende il posto del liberale «non possiamo non
dirci». Sta in queste due frasette la distanza di millenni di civiltà. Ma la
cultura peresca si aggancia, sia pure solo nelle apparenze, che qui sono molta
parte della sostanza, a un padre nobile, perché anche Gentile era un teocon:
che non piegava le ginocchia a sogli e porporati, ma riconosceva, lui che aveva
scritto pagine monumentali sul Risorgimento, i titoli che andavano riconosciuti
alla cultura cattolica: non quella dei sondini per la nutrizione e
l?idratazione, che appartiene alle sottospecie, ma quella di due millenni di
filosofia e di ricerca etica fuori del dogma. Purtroppo, messo Gentile in mano
a Berlusconi (il materialista concordatario), Carfagna (?Dio patria famiglia?),
Gelmini (Gentile col grembiule), Sacconi (lo Stato
dopo Bettino), Roccella (la radicale alla zuava), Quagliariello (la filosofia
nel boudoir dell?aula), Alemanno (il Nathan degli ex picchiatori), succede che
questa serie di caricature rischia di portarci davvero a una repubblica
talebana moderata dall?indifferentismo di massa. Quanto basta però a soffocare
l?opposizione, responsabile della propria sfrontata debolezza. Sappiamo di
vivere in un?età postideologica e non ci aspettavamo per la nascita del Pdl un
Concilio di Trento che ne sancisse i contenuti ?profondi?, né l?avremmo
desiderato. Però, è davvero troppo poco limitarsi a continuare una storia che
sta nell?aver raccolto l?ondata antipolitica e averla trasformata in movimento
politico pragmatico carismatico. Significa vincolare l?Italia, che non ha la
radicalità laica della Francia, né quella liberaldemocratica dell?Inghilterra,
né quella di ?potenza? della Germania (vedi messa a punto Merkel-Ratzinger), a
una cultura del leader che esclude qualsiasi altra cultura che confligga con
essa. Di questo passo, si finisce al Cottolengo dei popoli vecchi. In attesa
che il centrosinistra risolva il suo problema altrettanto grave di una cultura
comune, puntando a occupare il vuoto che Berlusconi lascia intero, quello dei
principi realizzati nello Stato e nelle leggi (diritti e doveri), non resta che
la machiavelliana ?battaglia soda? delle questioni pratiche: che le persone e
le famiglie sentono come primarie, si tratti dell?assegno a chi perde il
lavoro, dei mezzi per la sicurezza, della guerra a chi strangola i concittadini
non pagando le tasse e centuplicando i prezzi al consumo. E senza cavarci gli
occhi fra noi, visto che, di questo passo, per tornare al ?potere? c?è ancora
un po? di tempo.
( da "Alto
Adige" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, da Livinallongo verso la val Badia Il rischio di
una pluriclasse alle medie preoccupa i genitori di Lorenzo Soratroi
LIVINALLONGO. «Rischio» pluriclasse per il prossimo anno alla scuola media di
Livinallongo. Sono i primi effetti dell'attuazione del
decreto Gelmini. Ma il sindaco Pezzei avverte: «Questa prospettiva spingerà i
genitori a portare i loro figli nelle scuole della val Badia. è a rischio
l'identità sociale della nostra comunità». E la sua protesta è già partita alla
volta della Regione. Per l'anno scolastico 2009-2010 è prevista
l'iscrizione di soli sette alunni alla prima media di Livinallongo, quindi
sotto al tetto dei 10 minimi e non derogabili previsti dal decreto Gelmini per formare una classe. Si prospetta quindi la
necessità di formare una pluriclasse insieme agli alunni di seconda.
Un'eventualità che ha già messo in allarme i genitori. Nei giorni scorsi si è
tenuta una riunione con i dirigenti dell'Istituto Comprensivo di Alleghe (del
quale fa parte il plesso di Livinallongo) i quali hanno assicurato di aver già
«attivato i canali politici per trovare una soluzione». Pezzei ha scritto
all'assessore alle Politiche dell'istruzione della Regione, Elena Donazzan.
«Nella nostra realtà - scrive - il fenomeno della razionalizzazione scolastica
che comporta la soppressione di classi con meno di 10 alunni difficilmente
porterà alla creazione di pluriclassi, poichè gli alunni andranno a frequentare
nei paesi vicini, in particolare in val Badia, dove le scuole sono maggiormente
sostenute economicamente e quindi anche le classi esigue hanno facoltà di
sussistere. Ovvia e motivata è pertanto la nostra preoccupazione per quanto può
significare questo esodo scolastico. Ovvero la disgregazione di un ambiente
socio-culturale, dove la scuola è fondamento ineluttabile su cui costruire le
basi della società futura». La pluriclasse potrebbe però essere evitata, almeno
per il prossimo anno, per la presenza nella futura classe seconda di un
portatore di handicap. Conglobando le due classi si andrebbe a superare il
numero massimo di alunni, che è di 15, previsti per questi casi. Il problema
quindi, in teoria, si trascinerebbe all'anno successivo. Ma la situazione di
carenza di alunni a Livinallongo potrebbe migliorare perché nei prossimi 10
anni è prevista un'inversione di tendenza demografica che prevede un lieve
aumento della popolazione scolastica.
( da "Corriere
delle Alpi" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Paola Dall'Anese A rischio il tempo pieno alle
elementari I sindacati: «Le famiglie chiedono le 30 ore ma finora il governo
non le garantisce» Soltanto nel primo circolo i genitori hanno scelto l'orario
più breve delle lezioni BELLUNO. Le famiglie bellunesi chiedono il tempo pieno.
E' quanto emerso dalle iscrizioni alle scuole elementari, il cui termine di
presentazione scadeva il 28 febbraio. L'80% delle famiglie ha chiesto le 30
ore, una piccola parte le 27 ore, soltanto un 2% le 24. Un dato atteso e quasi
scontato, ma che crea dei problemi: saranno in grado le scuole di rispettare le
scelte delle famiglie? Lo deciderà soltanto il ministero della Pubblica
istruzione, che nei prossimi giorni dovrà dare indicazioni sull'organico
previsto per il prossimo anno scolastico. A rischio non soltanto alcune scuole
che avevano attivato i tempi lunghi con alcuni rientri pomeridiani, ma anche le
mense che negli anni erano state realizzate dalle amministrazioni comunali per
venire incontro alle esigenze delle famiglie. In questo modo, infatti, non
verrebbero più utilizzate. Attualmente nel comune di Belluno il tempo pieno
viene praticato a Bolzano Bellunese e a Fiammoi. «I genitori sono interessati a
un tempo più lungo di quello che il ministro Gelmini promette (24 o 27). E' anche vero che il ministro ha detto che
saranno rispettate le richieste delle famiglie», sottolinea Anna Orsini,
segretaria della Cisl scuola di Belluno. «Le famiglie sono abituate a un tempo
di scuola maggiore, ne riconoscono la validità e apprezzano che il tempo lungo
si armonizzi con il loro tempo di lavoro. Ora, però, le indicazioni che
derivano dai bellunesi contrastano con l'opzione ministeriale: non so, in
questa fase, come questi problemi protrebbero essere risolti». «Stiamo
attendendo», prosegue Orsini, «la definizione degli organici. Solo questo ci
darà l'idea se sarà rispettata o meno la scelta delle famiglie. In caso
contrario, oltre a mettere in crisi i genitori, che non sapranno dove lasciare
i loro figli, ci saranno difficoltà anche per gli enti locali, chiamati a
organizzare nuovi servizi». D'altra parte, però, è chiara la volontà registrata
nei regolamenti del decreto Gelmini di tagliare i
tempi della scuola: «Ora il compito dei sindacati sarà quello di far capire che
le determinazioni del regolamento non sono sostenibili nè per la scuola nè per
le famiglie». La questione si complica in una realtà frammentata come quella
bellunese. «Nella nostra provincia ci sono stati enormi investimenti per
realizzare le mense e offrire supporto logistico al tempo scuola pomeridiano,
opportunità che non si potranno sfruttare dal prossimo anno. Resteranno fermi
tutti quei servizi, che fino a quest'anno mettevano in moto opportunità di
lavoro anche per altre persone. Tutto verrà quindi bloccato e centinaia di
migliaia di euro andranno perduti», dice Orsini. «La maggioranza delle famiglie
ha scelto le 30 ore alle elementari, adesso tocca al governo dire alle famiglie
se le loro richieste saranno esaudite o meno», dice Francesco Corigliano della
Flc Cgil. «Sarà interessante capire come farà il ministero, al momento di
compilare gli organici, a non procedere ai tagli che sono previsti dalla
finanziaria di Tremonti». Quello che i sindacati stanno da tempo cercando di
far capire al governo, infatti, è che non basta tagliare i costi e quindi il
personale, se non si ha ben presente quale sarà la ricaduta sulle famiglie e su
chi utilizza quel servizio. Ed è quello che succederà per la scuola, alle prese
con una mannaia che colpirà indistintamente, secondo le previsioni della
Finanziaria di Tremonti, sia i docenti sia il personale Ata. Partendo da
questo, Corigliano passa a fare un esempio di cosa significa tagliare a scuola:
«Per quanto riguarda il personale Ata, circa 40 bidelli salteranno in provincia
di Belluno, causando non pochi problemi per quelle scuole, magari piccole o
comprensive, per cui avere un bidello significa aprire le porte della scuola
prima delle 8, dando l'opportunità ai genitori di lasciare i figli prima di
andare al lavoro. Sono problemi che fanno la differenza, soprattutto per la
qualità della vita delle famiglie».
( da "Corriere
delle Alpi" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Rischiamo la fuga di scolari in Val Badia» Pezzei scrive
alla Regione: in vista c'è la pluriclasse ma ai genitori non piace di Lorenzo
Soratroi LIVINALLONGO. "Rischio" pluriclasse per il prossimo anno
alla scuola media di Livinallongo. Sono i primi effetti
dell'attuazione del decreto Gelmini. Ma il sindaco Pezzei
avverte: «Questa prospettiva spingerà i genitori a portare i loro figli nelle
scuole della Val Badia. è a rischio l'identità sociale della nostra comunità».
E la sua protesta è già partita alla volta della Regione. I numeri
parlano chiaro. Per l'anno scolastico 2009-2010 è prevista l'iscrizione di soli
sette alunni alla prima media di Livinallongo, quindi sotto al tetto dei 10
minimi e non derogabili previsti dal decreto Gelmini per
formare una classe. Si prospetta quindi la necessità di formare una pluriclasse
insieme agli alunni di seconda. Un'eventualità che ha già messo in allarme i
genitori. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione con i dirigenti
dell'Istituto Comprensivo di Alleghe (del quale fa parte il plesso di
Livinallongo) i quali hanno assicurato di aver già «attivato i canali politici
per trovare una soluzione». Preoccupato per i possibili effetti di questo
"taglio" (sarebbe la prima volta che succede alle medie) Pezzei ha
scritto all'assessore alle Politiche dell'istruzione della Regione, Elena
Donazzan. «Nella nostra realtà», scrive Pezzei, «il fenomeno della
razionalizzazione scolastica che comporta la soppressione di classi con meno di
10 alunni difficilmente porterà alla creazione di pluriclassi, poichè gli
alunni andranno a frequentare nei paesi vicini, in particolare in Val Badia,
dove le scuole sono maggiormente sostenute economicamente e quindi anche le
classi esigue hanno facoltà di sussistere. Ovvia e motivata è pertanto la
nostra preoccupazione per quanto può significare questo esodo scolastico.
Ovvero la disgregazione di un ambiente socio-culturale, dove la scuola è
fondamento ineluttabile su cui costruire le basi della società futura». «La
nostra comunità», continua Pezzei, «ha inoltre tutte le ragioni di
salvaguardare il suo status di minoranza ladina, previsto dalla legge 482/99.
L'esodo scolastico a cui si rischia di andare incontro non va certo a vantaggio
di questa tutela. Il timore è quello di perdere la propria specificità ed
unicità. La soppressione della classe costituirebbe quindi un evento negativo
ed ingiusto per l'intera popolazione, che viene a perdere un punto di
riferimento sociale, culturale e di aggregazione». La pluriclasse potrebbe però
essere evitata, almeno per il prossimo anno, per la presenza nella futura
classe seconda di un portatore di handicap. Conglobando le due classi si
andrebbe a superare il numero massimo di alunni, che è di 15, previsti per
questi casi. Il problema quindi, in teoria, si trascinerebbe all'anno
successivo. Ma la situazione di carenza di alunni a Livinallongo è solamente
contingente, perché nei prossimi 10 anni è prevista un'inversione di tendenza
demografica che prevede un aumento, seppure minimo, della popolazione
scolastica pari al 1,03%. I nati nel 1999 sono infatti 12 (+0,71) e salgono a
17 nel 2000 (+1,43%), 16 nel 2001 (+1,28), 12 nel 2002 (+0,71), 16 nel 2003
(+1,28), 12 nel 2004 (+ 0,71), 13 nel 2005 (+0,86), 12 nel 2006 (+ 0,71) e 16
nel 2007 e 2008 (+ 1,28). «Le proposte di razionalizzazione», conclude Pezzei,
«devono tenere conto della curva demografica degli anni futuri. Quello attuale
è quindi un caso limite che non si ripresenterà nel prossimo decennio».
( da "Leggo"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il ministro Mariastella Gelmini ha ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma
"Foro Italico" Paolo Parisi e il Prorettore Vicario, Fabio Pigozzi.
Al centro dell'incontro «il comune interesse per un'intesa su obiettivi che
stanno particolarmente a cuore all'attuale governo, a partire dallo sviluppo
dell'ateneo e dalla tutela dei laureati in scienze motorie». «La nostra è un'università di recente istituzione - ha spiegato
Parisi - ma che ha radici antiche che risalgono all'Accademia del Foro Italico,
costituita nel 1928 quale fulcro di quella Città Universitaria dello Sport, un
complesso unico al mondo, modello per i suoi aspetti urbanistici e
architettonici, e per la sua concezione tecnica, accademica e culturale».
( da "Leggo"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA - Il ministro apre ai sindacati della scuola e riduce
i tagli sui precari, ma per gli stranieri in classe arrivano i paletti.
«Abbiamo riscontrato un'apertura del confronto sugli organici - ha commentato
Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola - ci saranno 5 mila
tagli in meno nell'organico di diritto, il ministero ha fatto richiesta di 20
mila assunzioni in ruolo per 13 mila docenti, 7 mila insegnanti di sostegno e
7.500 di personale Ata». Cambiamenti in vista per gli
studenti stranieri per i quali sarebbe in arrivo un tetto massimo di iscrizioni
per classe: «Ci stiamo confrontando con i dirigenti regionali - ha annunciato
al Gelmini a Famiglia Cristiana, ribadendo anche l'esigenza delle classi di
"inserimento" - bisogna tener conto delle differenze territoriali».
(L.Loi/ass)
( da "Leggo"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cambiamenti in vista per gli studenti stranieri per i
quali sarebbe in arrivo un tetto massimo di iscrizioni per classe. Lo ha deciso la Gelmini. Il ministro ha anche
ridotto i tagli sui precari: saranno 5 mila in meno nell'organico di diritto,
il ministero ha fatto richiesta di 20 mila assunzioni in ruolo per 13 mila
docenti, settemila insegnanti di sostegno e settemila e cinquecento di
personale Ata.
( da "Cittadino,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Risalgono le iscrizioni alle medie "don Milani"
Mini "boom" nei licei tecnologici del territorio n Risalgono le iscrizioni
alla scuola media don Milani. Per quanto riguarda le superiori, invece, le famiglie scelgono gli indirizzi sperimentali che il ministro
Maria Stella Gelmini voleva tagliare. L'istituto di via Salvemini, da qualche anno in
sofferenza, ha risalito la china. «Abbiamo 108 iscritti a Lodi - spiega il
preside della don Milani Renzo De Vecchi - e
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Evitata la scure della riforma Gelmini: per il prossimo anno alla prima classe sono
iscritti 16 bambini Montaner: la scuola elementare non chiuderà E' stata
raggiunta la quota sufficiente per garantire le lezioni SARMEDE. Con 16 bambini
iscritti alla prima elementare di Montaner, per l'anno scolastico 2009-2010, la
scuola a rischio chiusura a causa della riforma Gelmini, è salva. Lunedì
in municipio si è riunita la commissione comunale per le riforme della scuola,
presieduta dal vicesindaco Sergio Gallo. La commissione, insieme al preside
dell'Istituto Comprensivo, insegnanti e genitori, ha preso atto che alla
scadenza del 28 febbraio gli studenti iscritti alla prima elementare per la
scuola della frazione sono dunque sedici. «Per fortuna i genitori hanno
continuato a scegliere il plesso di Montaner - spiega il vicesindaco Gallo -
garantendo così una buona presenza e soprattutto i numeri per scongiurare
un'eventuale chiusura. La prima classe è quindi garantita. La seconda avrà 13
bimbi, la terza 12, la quarta 7 e la quinta 5. Sommando gli alunni si arriva a
53 studenti, numero che ci fa stare tranquilli per un'eventuale soppressione, anche
se a livello governativo la scelta di chiudere le scuole con meno di 50 bambini
è slittata al 2010». Nella riunione di lunedì sono anche stati concordati orari
e servizi per gli studenti. «La maggior parte dei genitori ha scelto le 29 ore
settimanali - continua il vicesindaco - spalmate dal lunedì al venerdì dalle 8
alle 12. Da decidere ancora se i rientri saranno tre con orario 13-16. Inoltre
in compartecipazione tra Comune e genitori, sotto il profilo delle spese, è
stato deciso da attuare il dopo scuola nei pomeriggi nei quali i bambini non
hanno i rientri. Per questo servizio verrà dato incarico ad una cooperativa.
Infine anche il trasporto scolastico andrà incontro alle esigenze dei genitori
e dei piccoli alunni in quanto i costi del servizio per il prossimo anno
scolastico rimarranno invariati rispetto al 2009». La scuola di Montaner nei
mesi scorsi ha rischiato di venire chiusa a causa della scarsità di bambini
iscritti. L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Eddi Canzian, si è
sempre detta contraria a questa evenienza, tanto che la giunta aveva
sollecitato anche organi sovracomunali. «Il rischio maggiore era rappresentato
dall'anno scolastico 2009-2010 - conclude Gallo - per la scarsità di bimbi e
dunque di iscrizioni. Il trend per il 2010-2011 ci dice invece che per
quell'anno i bambini saranno di più, quindi la scuola rimarrà ancora a servizio
della comunità. E' un plesso che garantisce un ottimo aiuto alle famiglie del
nostro Comune e per questo l'abbiamo salvaguardata». (s.r.)
( da "Giornale
di Brescia" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 11/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:valcamonica BRENO Incontro dell'A.Ge sul mondo della scuola Domani
sera, a partire dalle 20.30, negli spazi del Centro San Siro di Breno
l'Associazione genitori (A.Ge) di Valle Camonica organizza un incontro dal
titolo «Il riordino del mondo della scuola. Dalla riforma Gelmini le novità per studenti e famiglie». Tra i relatori che
interverranno alla serata dedicata al mondo della scuola ci saranno Gianni
Nicoli, presidente provinciale e responsabile nazionale dell'ufficio scuola
dell'Associazione genitori e Mario Martini (dirigente scolastico brenese,
responsabile del Ccst). Coordinerà i lavori Alessandra Giorgi,
dell'Associazione genitori. BIENNO Serate di celluloide «Ricordando Volontè»
«Ricordando Volontè» è la rassegna cinematografica dedicata al famoso attore,
che l'associazione culturale «LiberaMente Camuni» e la Biblioteca civica di
Bienno hanno programmato per i prossimi quattro giovedì. Il primo appuntamento
è in calendario per domani, 12 marzo, con la proiezione di «Indagine su un
cittadino al di sopra di ogni sospetto» di Elio Petri; seguiranno quindi le
pellicole «Sacco e Vanzetti» di Giuliano Montaldo (in programma il 19 marzo),
«Sbatti il mostro in prima pagina» di Marco Bellocchio (24 marzo) e «Todo Modo»
di Elio Petri (2 aprile). Tutte le serate prenderanno il via a partire dalle
21.30 e si terranno nella Biblioteca a Bienno. L'ingresso è gratuito.
( da "Giornale
di Brescia" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 11/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:gdb università Medicina, bandi in aprile Pubblicazione entro la prima
decade per le Scuole di area sanitaria Una ricercatrice all'interno di un
laboratorio I bandi di concorso per gli specializzandi in Medicina saranno
pubblicati entro il 10 aprile. Lo hanno assicurato i rappresentanti del
Ministero dell'istruzione che hanno ricevuto nei giorni scorsi le associazioni
dei futuri specializzandi delle facoltà di Medicina, Federspecializzandi e
Sims, che chiedevano, appunto, garanzie sulle procedure dei concorsi per
l'accesso alle scuole di area sanitaria e sugli accorpamenti delle stesse. Il
Ministero - informa una nota del dicastero - ha rassicurato gli studenti sulla pubblicazione dei bandi entro la prima decade di aprile 2009 e ha
confermato l'impegno del ministro Gelmini a
perfezionare questo adempimento nella Conferenza Stato-Regioni del 19 marzo.
Sul processo di riordino delle scuole di specializzazione, il Ministero ha poi
confermato l'impegno a procedere alla razionalizzazione salvaguardando le
eccellenze e considerando le esigenze territoriali. Il Decreto
ministeriale sull'assegnazione dei contratti sarà dunque «tempestivamente»
firmato dal ministro Gelmini dopo l'acquisizione del
decreto sui contingenti nazionali delle scuole da parte del Ministero della
salute. «Perché le legittime aspettative dei medici in formazione vengano
garantite pienamente - hanno spiegato i rappresentanti del Ministero - occorre
ora che la Conferenza Stato-Regioni e i presidi delle facoltà di medicina
adempiano alle loro funzioni».
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mardegan alla Gelmini: salviamo Castagnole Il sindaco chiede
l'istituzione di due sezioni della materna PAESE. Due nuove sezioni per la
scuola materna pubblica di Castagnole. E' una delle richieste avanzate dalla
giunta Mardegan con una delibera della scorsa settimana. Il testo è stato inviato alla direzione didattica all'ufficio
scolastico provinciale e regionale e al ministero dell'istruzione. Le sezioni aggiuntive
a Castagnole sono praticamente vitali, infatti senza di esse si rischierebbe di
lasciare a casa una cinquantina di bambini. Ma nella delibera si parla anche
dell'istituto di Treforni (in foto). «Abbiamo chiesto che venga accolta la
richiesta di istituzione del tempo pieno nel plesso di Treforni, inoltrata a
più riprese dal dirigente scolastico del circolo didattico di Paese e sostenuta
anche da una medesima richiesta da parte del coordinamento comunale dei
Comitati Genitori di Paese», recita la delibera. Non mancano poi riferimenti
alla riforma Gelmini. «Abbiamo anche chiesto che
vengano accolte tutte le richieste di tempo-scuola inoltrate dalle famiglie per
i propri figli, alla luce della possibilità di scelta prevista dalle
indicazioni ministeriali, su 24, 27, 30 o 40 ore settimanali, che non vengano
tolte le compresenze in classe del personale docente e che per le classi
successive alla prima vengano interamente confermati tutti i contenuti del
Piano dell'offerta formativa che i genitori hanno accettato nel momento
dell'iscrizione dei figli al primo anno scolastico». (fe. cip.)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 27 - Provincia Neanche a
Bitonci va giù la Gelmini L'amministrazione comunale di Cittadella difende il tempo lungo
a scuola Il sindaco-parlamentare del Carroccio chiede alla Regione di difendere
le 350 famiglie che per i loro figli hanno scelto le 35 ore CITTADELLA.
Bocciatura pesante per il ministro Mariastella Gelmini: anche il
comune di Cittadella, guidato dal parlamentare Massimo Bitonci alfiere
di quel Carroccio che fa parte del governo, dice no alla riforma e lotta per il
tempo lungo. Sono 19 le classi e 350 le famiglie che a Cittadella hanno optato
per il tempo lungo di 35 ore. La giunta comunale, in una delibera, ha espresso
«la più viva preoccupazione per le gravi ed ingiustificate ricadute sociali che
conseguirebbero al mancato mantenimento degli attuali servizi scolastici
erogati dalle scuole di Cittadella». L'insistenza è giustificata dal fatto che
«il maggior numero delle famiglie che hanno i propri figli nella scuola
primaria locale è rappresentato da nuclei in cui entrambi i genitori lavorano»;
a questo aspetto, vanno collegati i «rilevanti investimenti compiuti in questi
anni dall'Amministrazione Comunale in termini di scuole, mense, palestre,
laboratori». Tutto inutile? Cittadella non ci sta, e quindi «interpella la
Regione Veneto affinché si faccia portavoce presso il Ministero della Pubblica
Istruzione e le altre sedi istituzionali competenti del malessere che
inevitabilmente andrebbe a diffondersi nella popolazione in caso di una diversa
organizzazione dei tempi scolastici». Una situazione di squilibrio
nell'assegnazione del personale docente che altre regioni, «come la Lombardia e
l'Emilia Romagna», non vivono. Per questo, alla Gelmini
si chiede «di assicurare alla Regione Veneto un numero adeguato di docenti in
maniera tale da attivare, per quanto riguarda il nostro territorio, il tempo
pieno nei plessi del Circolo di Cittadella ancora funzionanti con
un'organizzazione a tempo lungo o in subordine che venga garantito un numero di
insegnanti sufficiente per l'assistenza alle mense scolastiche per 5 giorni la
settimana garantendo così il tempo lungo per 35 ore settimanali». Bitonci si è
impegnato «ad assumere tutte le iniziative necessarie presso le sedi competenti
per tutelare i servizi erogati dalla scuola primaria di Cittadella ed a
convocare urgentemente un incontro fra i sindaci della provincia di Padova e la
Regione Veneto per assumere le misure che si riterranno più opportune al fine
di tutelare i servizi scolastici in essere». (s.b.)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 30 - Provincia Il Consiglio chiede una moratoria
sull'applicazione della legge Gelmini MONSELICE.
Una moratoria di un anno sull'applicazione del decreto Gelmini. La chiede il consiglio comunale di Monselice, che invita gli
altri comuni del Veneto a fare altrettanto. C'è un nuovo passo avanti sul
fronte comune degli amministratori veneti contro i tagli alla scuola primaria.
Lunedì sera il consiglio comunale si è espresso sulla mozione che chiede
un'assegnazione di organici sufficiente a garantire il modello del tempo prolungato.
«La Conferenza Stato-Regioni che doveva decidere l'assegnazione degli organici
è stata rinviata», spiega l'assessore all'Istruzione Giovanni Belluco. Dal
Ministro, per tramite dell'assessore regionale Elena Donazzan, sono giunte
rassicurazioni: ma l'allarme rimane. «Vi chiediamo di salvaguardare la qualità
della nostra scuola - interviene la portavoce dei genitori, Monica Buson - una
scuola con insegnanti in compresenza, la mensa come tempo educativo, senza
maestro unico e senza riduzioni dell'orario». Il sindaco Fabio Conte non
risparmia un accenno polemico alla Gelmini: «Ad Abano
doveva presentarsi, non può sfuggire il confronto con la gente». «Il problema
non è solo avere una fettina di organico in più - afferma invece il consigliere
Francesco Miazzi -. L'innalzamento del numero di alunni per classe fino a 30
pone problemi di sicurezza, le nostre scuole non sono adeguate». Dopo qualche
mediazione, la mozione è approvata. Con un'importante novità: la richiesta
della moratoria di un anno sull'applicazione in Veneto del decreto Gelmini, e l'inserimento della questione nella discussione
sul federalismo. «E' una richiesta mai fatta dai Comuni sino ad ora» evidenzia
il capogruppo di Forza Italia, Francesco Lunghi, artefice della proposta. Nel
testo si sottolinea che l'innalzamento del numero di alunni per classe può
portare a situazioni non compatibili con le normative di sicurezza e
antincendio. Non è compreso invece l'impegno del Comune a garantire i rientri
esistenti: «Impegno morale», assicura il sindaco. (f.se.)
( da "Nuova
Sardegna, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Autonomie a rischio in molti istituti dell'isola, chiesto
l'intervento di Cappellacci e dell'assessore Baire per salvare didattica e
organici La Cgil: «Colpite 80 scuole sarde» Contro i continui tagli mercoledì
sciopero e manifestazione a Cagliari Dal segretario della Flc Peppino Loddo
dure critiche al governo PIER GIORGIO PINNA SASSARI. La tregua è durata poche
settimane: nella scuola sarda che traballa sotto i provvedimenti del governo
ricomincia la mobilitazione. Mercoledì sciopero regionale della Flc-Cgil e
manifestazione a Cagliari. Il sindacato svela altri tagli. Denuncia il
depauperamento delle autonomie degli istituti nell'isola. Lancia l'allarme. E
chiede alla nuova giunta regionale d'intervenire. Il perché delle azioni di
lotta e delle tensioni appare chiaro scorrendo le tabelle a fianco.
Smantellamenti, cancellazioni, flessioni negli organici riguardano un po' tutta
l'isola. «Ogni misura che il governo mette in campo ha il chiaro segno di
spazzare via l'istruzione pubblica e di favorire quella privata - spiega
Peppino Loddo, segretario regionale della Flc-Cgil - Riducono gli organici.
Massacrano il tempo-scuola. Rendono la gestione della didattica più complicata.
Annullano fisicamente decine di sedi». Il sindacato, nella sua analisi, parte
dall'esame del «Regolamento per la riorganizzazione nazionale della rete
scolastica» e dai documenti di accompagnamento al testo. In proposito la Cgil
ricorda innanzitutto come gli istituti con meno di 300 alunni perderanno
l'autonomia nel corso del triennio 2009-
( da "Tirreno,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Empoli Famiglie preoccupate, a rischio il tempo
pieno Calcolata la richiesta delle ore nella settimana, in pochi per l'opzione
più corta CERTALDO. Apprensione fra i genitori degli studenti delle scuole elementari
e medie per l'anno scolastico 2009-
( da "Tirreno,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Empoli Le famiglie preferiscono il tempo pieno
Richiestissime le 40 ore: c'è aumento rispetto a un anno fa L'incognita, ora, è
l'organico. Se non ci saranno tagli, i dirigenti potranno mantenere più di un
maestro per classe PONTEDERA. Le famiglie preferiscono il tempo pieno. Concluse
da poco le iscrizioni alle scuole elementari, da un primo bilancio nei tre
istituti cittadini, emerge che le mamme e i papà hanno scelto per i propri
bambini, nonché prossimi piccoli alunni, soprattutto le 40 e le 30 ore
settimanali. Insomma, le richieste del tempo pieno sembrano aumentate rispetto
allo scorso anno. Anche se mancano ancora i dati organici relativi alla
formazione delle classi e al numero del personale docente impiegato, le
richieste dei genitori confermano una tendenza già registrata a livello
nazionale. Una tendenza che suona come una bocciatura del ritorno al maestro
unico, chiamato "prevalente" perchè affiancato anche dai maestri di
religione e di inglese. Maestro unico che secondo quanto
dichiarato dal ministro Gelmini dovrà esserci solo per chi non chiede il tempo pieno, dunque per
le classi nelle quali si lavora con i moduli di 24, 27 e 30 ore settimanali.
Maestro unico che secondo l'assessore all'istruzione Daniela Pampaloni
«formalmente non ce la farà ad esistere. L'organizzazione - continua
l'assessore - dipende dall'autonomia didattica e organizzativa dei singoli
istituti che potranno, nei limiti delle loro possibilità, distribuire i
docenti». In realtà la circolare ministeriale abolisce le compresenze e in
teoria, «nella stessa classe non dovrebbero operare due insegnanti
contemporaneamente - spiega il dirigente scolastico Daniela Travi - ma se mi
mantenessero l'organico dovrei essere in grado di alternare due maestri in
gruppi di studenti diversi». E nel suo istituto, il Gandhi, che racchiude tre
scuole elementari, hanno registrato 77 iscritti, fra i quali in 30 hanno scelto
le 40 ore a Romito, in 21 all'Oltrera e in 18, sempre alla Maltagliata le 30
ore. Nessuno ha optato dunque per le 24 ore. All'istituto comprensivo
"Pacinotti" invece, su 87 domande, solamente in 30 hanno preferito il
tempo pieno. Il resto dei bambini ha chiesto le 27 e le 30 ore. «Una preferenza
che conferma - dice il dirigente Liliana Canovai - le cifre degli scorsi anni.
La Dante è la scuola dove si preferisce il tempo lungo mentre alla De Amicis
gli alunni frequentano tutte le mattine, compreso il sabato ed hanno un solo
rientro pomeridiano. Qui il modello educativo prevedeva già il maestro
prevalente, una figura che svolgeva più ore di lezione rispetto agli altri».
All'istituto comprensivo "Curtatone e Montanara", a cui fanno capo le
elementari a La Rotta, a La Madonna dei Braccini e la Saffi, le famiglie si
sono concentrate sulle 30 ore. In 40 infatti hanno richiesto questo orario e in
16 hanno fatto domanda per il tempo lungo attuato alla scuola de La Rotta.
Anche in questo caso dalle segreterie affermano che si tratta di un trend
consolidato negli anni. E i pratica su 56 nuovi studenti non ci sono richieste
per il tempo corto, le cosiddette 24 concentrate solamente nelle mattine. Paola
Silvi
( da "Riformista,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
I centri sociali di Milano «Finalmente c'è la crisi»
tensioni/2. «È esplosa la profezia marxista sul capitalismo, prevista dal
comunismo rivoluzionario». di Alessandro Da Rold Milano. Giornate di
discussioni accese. Si parla di crisi economica durante le riunioni dei
collettivi dei tanti centri sociali italiani. Soprattutto a Milano. La
Lombardia sta pagando più di altre regioni la recessione economica di questi
primi due mesi del 2009. Una realtà colpita proprio nella sua spina dorsale economica:
quella composta per la maggior parte da piccole e medie imprese, costrette a
chiudere, mandando in cassa integrazione migliaia di lavoratori. La Cgil
meneghina lancia dati allarmanti: rispetto allo stesso periodo del 2008 la
richiesta di cassa integrazione in deroga è aumentata di oltre il 1.000 per
cento. Ma negli spazi autogestiti milanesi e lombardi ci si racconta anche di
quello che sta accadendo in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. «Dell'estate di
sommosse», di cui parlava il quotidiano inglese The Guardian alcune settimane
fa. Di come all'estero «molti compagni» hanno incominciato a riorganizzarsi.
Spinti dalla comune preoccupazione di chi quotidianamente perde il posto di
lavoro. Sull'onda del fatto «che la profezia marxista di crisi generale del
capitalismo, prevista e attesa dal comunismo rivoluzionario, è finalmente
esplosa». La sinistra antagonista non resta a guardare. Decide di rimboccarsi
le maniche. Non si spiegherebbe sennò, la chiamata a raccolta del Centro
Sociale Vittoria per domani sera. La parola d'ordine dell'incontro in cartello
è una: avviare una discussione «su come rilanciare il conflitto capitale-lavoro
nella fase di crisi attuale e per decidere insieme i prossimi passi per un
coordinamento delle lotte e dell'autorganizzazione». È
dalle proteste di novembre contro il decreto Gelmini che
qualcosa ha iniziato smuoversi nel capoluogo lombardo. «Ogni giorno, noi o il
governo siamo oggetto di insulti o di parole di odio - confessa il vice sindaco
Riccardo De Corato - Come in passato, Milano si sta dimostrando antesignana
nelle rivolte, soprattutto per il suo tessuto economico-sociale. La
situazione però si è fatta pesante. Alcuni centri sociali, citati dal pm Ilda
Bocassini durante la sua requisitoria al processo sulle nuove Brigate Rosse,
continuano a rimanere aperti». Il riferimento è alla Panetteria Occupata, una
delle varie realtà milanesi, frequentata a suo tempo da alcuni imputati al
processo in corso in questi giorni a palazzo di Giustizia. Lasciando per un
attimo da parte il Partito Comunista Combattente, c'è da ricordare che a
Milano, ogni fine settimana, le varie realtà antagoniste organizzano cortei in
difesa degli spazi pubblici occupati, contro le forze dell'ordine o contro
l'amministrazione comunale. Sabato 28 febbraio in centinaia hanno marciato per
più di sette chilometri, paralizzando il traffico cittadino e lanciando petardi
conto la polizia. Domenica, durante una manifestazione a favore dell'otto
marzo, hanno assediato un banchetto di destra in piazza San Babila. Nell'Università
Statale da circa una settimana un gruppo di Azione Giovani viene affrontato
quotidianamente da giovani simpatizzanti dei centri sociali: la polizia è
dovuta intervenire più di una volta. «Aspetta e vedrai», ha risposto un
imputato alla Bocassini che durante la requisitoria ricordava «che nessuna
persona dotata di intelligenza può pensare di tornare al clima terribile degli
anni di piombo». E sul sito indymedia. Org, piattaforma indipendente di
sinistra, qualcuno il giorno dopo ha commentato: «Bocassini boia». 11/03/2009
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, nelle aule serve la riscoperta di una disciplina
"tonificante" di Angelo Luminoso Mercoledì 11 Marzo 2009, Cambiano le
generazioni, cambiano i comportamenti. È avvenuto anche nella scuola. La
riforma scolastica degli anni '20 del ministro Giovanni Gentile, così organica
e puntuale, nella gabbia della ideologia fascista, da reggere sino a qualche
decennio fa, legiferava nei confronti di studenti complessivamente
disciplinati, e le loro marachelle trovavano precise risposte nel capo III del
regio decreto 4 maggio 1925 n. 603, «Delle punizioni disciplinari» che
escludeva ogni pur minima garanzia di difesa degli inquisiti. Come il Minosse,
orribile e ringhioso, dell'inferno dantesco, quella scuola giudicava le colpe e
assegnava le pene. Senz'appello. Molto è stato fatto per rinnovarne alcune
importanti strutture in modo da renderla coerente con le esigenze della
democrazia: la riforma del 1973 i «decreti delegati» della vulgata e lo statuto
degli studenti del 1998 che demandava agli istituti le norme sanzionatorie dei
loro comportamenti. Se non fosse che, nel decennio successivo, è avvenuta una
precipitosa deriva: il dilagare di un fenomeno di caduta progressiva della
cultura dell'osservanza delle regole e della consapevolezza che la libertà
personale si realizza nel rispetto degli altrui diritti e nell'adempimento dei
propri doveri: dalla trasgressione delle comuni regole di convivenza sociale ai
gravi episodi di vandalismo, di violenza e di bullismo, per cui il Ministero è
dovuto intervenire con atti normativi intesi a modificare e integrare lo
statuto degli studenti. C'era la necessità di riaffermare la cultura dei
diritti e dei doveri e di confermare il principio secondo cui la scuola è il
luogo dove si acquisiscono competenze, ma anche valori da trasmettere, per
formare cittadini che abbiano senso di identità, di appartenenza e
responsabilità, luogo di crescita civile e culturale della persona. Decreti,
direttive e regolamenti prevedono ora sanzioni più rigide e più adeguate a
rispondere a fatti di gravità eccezionali, senza, però, trascurare, nel corso
sanzionatorio, il coinvolgimento delle famiglie e degli studenti nel loro iter
di crescita. È da ricordare che, in ogni caso, sono previste forme di ampia
garanzia, a livello d'istituto e di organi regionali, che consentono una giusta
difesa degl'incolpati. Era ora che si superasse la vischiosità di una pedagogia
temperante, di dare un senso alle cose e capire quanto sia assolutamente
indispensabile ridare a masse di adolescenti fragili, e a volte spavaldi, la
sensazione dell'esistenza di limiti comportamentali e di regole che,
nell'ambito di una comunità di studio e di formazione, fissino gli spazi della
loro libertà e del rispetto individuale e collettivo. Purtroppo, norme e
valori, dimenticati negli ultimi decenni da una visione facile della vita, che
la crisi della famiglia e della scuola avevano favorita, o tollerata, hanno
fatto trionfare un permissivismo delegittimante ogni forma di autorità, in
primis quella degli insegnanti, determinando il degrado della scuola stessa. Di
questo hanno preso coscienza i due ultimi ministri dell'istruzione, Fioroni e Gelmini, reintroducendo la piena validità del voto di comportamento
degli studenti, e in questa direzione vanno muovendosi i regolamenti degli
istituti scolastici, con l'adozione di griglie di comportamento che fissano il
rispetto delle norme che regolano la vita dell'istituto, sicché l'assiduità
della frequenza, le entrate e uscite fuori orario, l'uso del telefonino
e via elencando concorrono alla attribuzione del voto di comportamento. Tornare
alla scuola del merito, delle regole e del rispetto tra docenti e discenti non
dovrebbe essere impossibile.
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Napoli Il caso I tagli
della riforma Gelmini in Campania 1788 bidelli in meno Pesano anche sui bidelli
e sul personale delle segreterie i tagli imposti dal ministro Gelmini al mondo della scuola. Dal prossimo settembre in
Campania ci saranno, infatti, 1.788 tra bidelli e personale Ata in meno. La provincia più penalizzata sarà quella di Napoli, che pagherà il
prezzo più alto: 900 lavoratori in meno, 585 dei quali sono collaboratori
scolastici, gli altri sono addetti delle segreterie. I tagli sono stati
approvati dal Consiglio dei ministri sulla base del piano Gelmini
ed è stata la Cgil a quantificare poi i tagli regione per regione, provincia
per provincia. Tagli che «non permetteranno di garantire i servizi essenziali,
in particolare nelle scuole del primo ciclo (le scuole materne e le elementari)
e con tante sedi. è bene ricordare - aggiunge il sindacato - che questa
ulteriore riduzione si inserisce in un trend drammatico di tagli che dura da
ben sette anni, provocando licenziamenti e aumenti drammatici dei carichi di
lavoro». (bianca de fazio)
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
I genitori di Soave chiedono una deroga 'Fate partire la
1ª elementare anche con 12 alunni' Proposta: tempo pieno per attirare più
utenza In sala il candidato sindaco Salvarani Assente il Comune PORTO (Soave).
Partecipazione record all'assemblea dei genitori per salvare la prima classe
alle elementari di Soave. Oltre 200 persone hanno preso parte all'incontro di
lunedì sera, tenutosi alle scuole. Presenti il dirigente Eugenio Merli della
direzione didattica con la vice Stefania Forini, la presidente del consiglio di
Circolo Lorna Campari, il coordinatore Fiorenzo Barbieri e diverse insegnanti
preoccupate per la sopravvivenza del plesso. Attualmente sono 12 i bambini
iscritti in prima a Soave,
( da "Tirreno,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Lucca Proiezioni e dibattiti contro la scuola-azienda
CAPANNORI Mobilitazione al liceo Majorana CAPANNORI. Non si
placa la protesta del liceo scientifico Majorana contro la riforma Gelmini. Dall'esperienza della cogestione, alla rinuncia delle gite
d'istruzione, fino all'ultima proposta: una serie di proiezioni e dibattiti, in
programma fino a sabato 21 marzo, per gridare "no" alla
scuola-azienda. Proprio sabato 21 si terrà l'evento clou: un incontro dibattito
con Franco Gesualdi, ex allievo di don Milani e responsabile del centro
Nuovo modello di sviluppo di Vecchiano, sulla scuola come bene comune. Se le
autogestioni e le occupazioni sono state ignorate dal ministero della pubblica
istruzione, il liceo capannorese prova la strada delle iniziative culturali e
dei dibattiti, per cercare di opporsi all'introduzione di cambiamenti che non
tengono di conto del progetto didattico già iniziato, delle necessità dei
genitori e di quelle formative degli alunni. «La preoccupazione più cocente -
sottolinea Cesare Lazzari, vicepreside dell'istituto - è per lo stato
d'incertezza in cui si trova tutto il sistema scolastico. Le famiglie chiedono
informazioni sul sistema per saldare i debiti formativi e sull'esame di Stato,
e noi non possiamo dare risposte sicure, perché le direttive dall'alto sono
poco chiare. Ad aggravare il quadro, la novità dell'anno, ovvero lo stato
d'insicurezza legato all'organico dei docenti. C'è da formare le classi per il
prossimo anno e non sappiamo su quanti professori possiamo contare». Stando
alla commissione didattica del Majorana, nata a seguito della cogestione
avvenuta lo scorso ottobre e composta da sei insegnanti e da sei studenti del
liceo, il tempo passa e all'orizzonte non c'è luce. Soprattutto, la commissione
vuole evidenziare come gli annunci sulla formazione scolastica siano proclami
ben lontani dalla realtà. «Non si possono azzerare percorsi, programmi e
contenuti, come succederà alle scuole medie - continua il vicepreside -. Non è
possibile farlo, se davvero si vuole praticare un insegnamento serio. La nostra
commissione sta cercando di tenere alta l'attenzione sulla salvaguardia della
didattica, che non può essere modificata dall'oggi al domani, prescindendo
dalle esigenze di chi la scuola la vive ogni giorno». Oggi, dalle 8,20 alle
10,10, e dalle 10,25 alle 12,10, il liceo proietterà l'inchiesta del
giornalista Riccardo Iacona, intitolato "La scuola tagliata", per
informare sulle condizioni della scuola pubblica in Italia e all'estero. Lo
stesso video documentario sarà proiettato anche giovedì 12. Martedì 17 si terrà
un incontro fra gli alunni del "Majorana" e Giovanna Guastini,
responsabile della Cgil-scuola, per proseguire la riflessione sulla situazione
scolastica italiana, e capire a che punto sia la riforma Gelmini.
Sabato 21 il liceo ospiterà Franco Gesualdi, ex allievo di Don Milani, per
promuovere la scuola come bene comune, perché non sembra più un presupposto
della società.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca Italiana Pagina 107 Nella relazione annuale dei
servizi segreti consegnata al Parlamento si parla anche di terrorismo: l'Italia
tra gli obiettivi della jihad Indipendentisti sardi puntano al G8 Nella
relazione annuale dei servizi segreti consegnata al Parlamento si parla anche
di terrorismo: l'Italia tra gli obiettivi della jihad --> ROMA
Indipendentisti sardi pronti a ?usare? il prossimo G8. Il terrorismo islamico
che resta «una minaccia di prima grandezza» per l'Italia. Sempre delicate, poi,
le missioni militari, specie in Afghanistan. Sul fronte interno non sono da
sottovalutare le Br, mentre nuovi rischi possono arrivare dalla crisi
economica. Complessivamente sono state 216 le minacce terroristiche esaminate
nel 2008 dal Casa (il Comitato di analisi strategica antiterrorismo). È quanto
emerge dalla Relazione 2008 dei servizi segreti consegnata dal Dis
(Dipartimento informazioni per la sicurezza) al Parlamento. INDIPENDENTISTI
SARDI E G8 Gli indipendentisti sardi sono intenzionati a sfruttare la grande
visibilità mediatica del vertice G8 in programma alla Maddalena. I Servizi
sottolineano come «l'impegno antagonista contro il vertice di luglio, da tempo
oggetto di discussione anche da parte del circuito europeo, è parso ancora
circoscritto e dominato, a livello progettuale, dai gruppi dell'indipendentismo
sardo». Ciò non toglie che, «in prospettiva, altri fronti di lotta attualmente
in fase di regressione potrebbero riprendere vigore in occasione di specifiche
contingenze che, anche a livello prettamente localistico, dovessero riaccendere
le proteste». GRUPPI JIHADISTI Al Qaida, rileva l'intelligence, è determinata a
colpire «i Paesi occidentali ed i loro alleati». Per questo l'Europa «nel suo insieme
può essere inclusa tra gli obiettivi del jihadismo globale con un grado di
rischio medio-alto». E l'Italia, si sottolinea, «si inserisce in questo
contesto di criticità, sebbene non siano emersi riscontri sul concreto sviluppo
di pianificazioni offensive da consumarsi sul nostro territorio». Anche la
relazione annuale dell'intelligence americana ha indicato oggi che al Qaida sta
«continuando a pianificare attacchi in Europa e in Occidente» e continua a
vedere l'Europa come una «piattaforma di lancio per attacchi contro gli Stati
Uniti». INTEGRALISTI RECLUTANO IN CARCERE Il panorama integralista italiano è
caratterizzato dalla presenza di «ristretti circuiti estremisti spesso raccolti
attorno a referenti carismatici in grado di radicalizzare giovani conquistati
alla causa». Il fenomeno è in crescita negli ambienti carcerari, dove è stata
rilevata «un'insidiosa opera di indottrinamento e reclutamento svolta da
'veteranì, condannati per appartenenza a reti terroristiche, nei confronti di
connazionali detenuto per spaccio di droga o reati minori». RISCHIO JIHADISTI
FAI DA TE L'azione dell'intelligence in Italia, spiegano i servizi, è chiamata
a misurarsi anche con le «incognite legate alla possibile, improvvisa
attivazione operativa nei cosiddetti lone terrorist (terroristi solitari),
soggetti che, al di fuori di qualsiasi vincolo associativo, si autopromuovono
al Jihad». RISCHI PER MILITARI ALL'ESTERO «Profili di rischio», indica poi la
Relazione, sono presenti per «i nostri contingenti militari in aree di crisi
che, in ragione della loro stessa missione, restano potenziali obiettivi di
disegni terroristici/destabilizzanti». In particolare, in Afghanistan
«consistenti aliquote di Taleban» stanno «migrando verso il settore
occidentale, area di responsabilità italiana». NON SOTTOVALUTARE BR Sul fronte
interno, l'area brigatista è, secondo gli 007, «una minaccia da non
sottovalutare», anche alla luce della «perdurante presenza di un'area di
consenso verso programmi rivoluzionari che non escludono il ricorso alla lotta
armata». Si segnala inoltre un aumento della conflittualità tra estremisti di
destra e sinistra, culminata negli scontri di Piazza Navona dell'ottobre scorso durante una manifestazione studentesca contro il
decreto Gelmini. CRESCONO SBARCHI CLANDESTINI Infine, l'immigrazione
clandestina: nel 2008 le organizzazioni criminali hanno impresso una forte
accelerazione agli sbarchi. La strategia dei trafficanti punta a pianificare
arrivi in massa per congestionare i centri di accoglienza. I servizi
segnalano anche il rischio, per ora senza evidenze, «di un utilizzo dei canali
dell'immigrazione clandestina per il trasferimento di terroristi».
( da "Nuova
Sardegna, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
GONNOSCODINA La scure dei tagli sulla scuola della
Marmilla Il vicesindaco sollecita un fronte unico per evitare il tracollo
GONNOSCODINA. «Investire nella scuola per costruire il futuro». Questa
l'esortazione che arriva dal piccolo centro della'Alta Marmilla, dove il
vicesindaco Palmiro Pilloni esorta i tanti piccoli centri della sub regione a
far quadrato giusto per preservare il vasto territorio da quella che potrebbe
essere definita "la morte annunciata dell'istruzione pubblica". Un
allarme che a giudizio di Pilloni trova ragione d'essere in quella che ormai è
conosciuta come la "Riforma Gelmini" (che trova i
precedenti in Berlinguer passando per la Moratti fino ad arrivare a Fioroni),
nella quale già dal prossimo anno si prevede un forte ridimensionamento della
scuola nel territorio. Ridimensionamento che si farà ancora più pesante
nell'anno scolastico 2010-2011 quando partiranno i nuovi parametri di determinazione
del numero degli alunni per classe e per Istituto, con il risultato che
la quasi totalità dei plessi dei Comuni dell'Alta Marmilla, causa la scarsità
di alunni, saranno costretti a chiudere i battenti. «Di fronte ad una riforma
che principalmente pone alla base il contenimento della spesa pubblica, gli
sforzi delle amministrazioni locali risultano insufficienti o del tutto inutili
a mantenere la presenza delle scuole nel territorio. Tutto ciò altera il
rapporto di cui si continua a non tener conto: il nostro territorio è fatto di
piccoli paesi che necessitano, comunque, di servizi scolastici efficienti.»,
tuona Palmiro Pilloni, che focalizza poi l'attenzione su come l'istruzione sia
un diritto inalienabile, sancito dalla Costituzione, e che quindi, come tale,
non può essere messo in discussione da chicchessia, neppure dal ministro di
turno. Da qui la necessità di far quadrato sul fronte scuola perché oggi più
che mai diventa necessario rafforzare le reti di solidarietà sociale,
utilizzare gli strumenti pubblici di tutela e rilanciare, soprattutto, gli
investimenti dello Stato nel bene durevole più prezioso e fruttuoso, cioè la
conoscenza. Conoscenza che, per Pilloni, una scuola così
"destrutturata" porterebbe ai livelli minimi, demolendo, nei fatti,
il diritto del cittadino all'istruzione e ripristinando, nei fatti, le
disuguaglianze fra le persone. Come dire distruggere la scuola
"inclusiva" per sostituirla con quella classista di vecchia data.
Tigellio Sebis
( da "Provincia
Pavese, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Tagli, tocca anche ai bidelli Ata, le stime della Cgil
pronta allo sciopero di venerdì 18 Torre: «Con i docenti in Lombardia 3.500
posti in meno» MARIANNA BRUSCHI PAVIA. Da settembre 2009 ci saranno almeno 110
posti in meno per quanto riguarda il personale tecnico-amministrativo nelle
scuole di tutta la provincia. Una misura del piano Gelmini-Tremonti, che a livello nazionale taglia 45mila posti di lavoro
per i prossimi tre anni. Anche a partire da questo dato la Cgil-Scuola ha
proclamato lo sciopero generale, per il 18 marzo, nell'ambito scuola,
università e ricerca. Quelle sul personale sono proiezioni, che a livello nazionale,
sono state elaborate dalla Cgil Flc, la Federazione lavoratori della
conoscenza. Le stime per i docenti sono più difficili da fare, perché si è in
attesa del decreto ministeriale sugli organici. Per la Regione Lombardia
dovrebbe parlarsi di 3500 posti di lavoro in meno, di cui circa la metà nella
primaria e circa 900 nelle scuole medie. Lo sciopero di mercoledì 18 marzo
servirà a ribadire i «no» a questa situazione. Per la Lombardia la
manifestazione si concentrerà su Milano (partenza alle 9.30 dai Bastioni di
Porta Venezia e arrivo alle
( da "Provincia
Pavese, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Spunta l'effetto Gelmini. Richieste respinte in alcune strutture cittadine, aumenti
anche del 40% Ecco il boom di iscritti alle private Soprattutto alle materne.
Ad attirare sono le classi «primavera» Alla Maria Ausiliatrice sono restati
fuori quasi in venti PAVIA. Aumentano le iscrizioni alle
scuole private. Anche questo rientra, in parte, tra gli «effetti Gelmini». Le famiglie nell'incertezza sul prossimo anno
scolastico si sono avvicinate alle scuole private. Soprattutto per le scuole
d'infanzia che hanno predisposto le classi «primavera», per i bambini di due
anni e mezzo. Le due sperimentazioni del Comune, alla Vaccari e alla Santa
Teresa, per l'anno prossimo saranno interrotte per problemi di tagli e blocco
del turn over. Anche questi «effetti Gelmini».
All'istituto Maria Ausiliatrice, in via Ludovico il Moro, sono al completo.
«Alle elementari - spiegano - abbiamo dovuto respingere 15-20 richieste. Alla
materna quest'anno abbiamo 110 bambini, l'anno prossimo dobbiamo chiudere una
sezione per problemi di spazio e abbiamo detto di no a circa 30 persone». Anche
per la prima media l'anno prossimo l'istituto avrà una ventina di alunni in
più. «La nostra scuola è molto richiesta in questo momento - spiegano - Ci
spiace non poter accogliere tutte le richieste, abbiamo preiscrizioni fino al
2012». Dalle Canossiane in corso Garibaldi «c'è senz'altro qualche unità in più
- spiegano - può darsi che tra i motivi ci sia anche la paura della riforma».
Preoccupazione legata al tempo scuola, a come si potrà garantire un tempo pieno
di qualità senza le compresenze. «Nella scuola d'infanzia abbiamo un aumento
del 41% - spiegano dall'istituto San Giorgio, in via Bernardino da Feltre - C'è
stato il boom della sezione primavera. Per la primaria la situazione è rimasta
invariata e per le medie abbiamo un aumento del 7%. Molti bambini si fermano
qui, abbiamo una quinta numerosa quindi c'è una base già buona». Una spinta per
paura della riforma? «La nostra scuola è molto conosciuta - spiegano dal San
Giorgio - è il trend che abbiamo tutti gli anni». Franco Frabboni, pedagogista
dell'università di Bologna, ospite del convegno del Comitato genitori e
insegnanti per la scuola, aveva anticipato questo effetto: «C'è un disegno
preciso di gambizzare la scuola pubblica a favore di quella privata». In via
Santa Maria Caravaggio, anche l'istituto Padre Pianzola ha un aumento di
iscrizioni per i bimbi di due anni e mezzo. «Abbiamo 25 nuovi iscritti -
spiegano - c'è stata comunicazione tra le famiglie. Però ci sono scuole che
hanno raggiunto un certo numero di iscrizioni e tengono gli altri in lista
d'attesa, dovrebbe invece esserci più collaborazione». Anche la Domus Pacis, in
via San Lanfranco, c'è un aumento. «Abbiamo qualche iscritto in più - spiegano
- questo è un asilo parrocchiale, si dà spazio ai genitori della parrocchia che
hanno la possibilità di un pre e di un post scuola e poi è un ambiente che
conoscono bene». (ma.br.)
( da "Provincia
Pavese, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Vigevano boccia la Gelmini» Il comitato per la scuola pubblica sulle scelte dei genitori
VIGEVANO. «A Vigevano, per quanto riguarda la scuola elementare, la riforma Gelmini non è passata». Lo sostengono i rappresentanti del «Comitato in
difesa della scuola pubblica», che ieri hanno indetto una conferenza stampa,
per commentare gli esiti delle iscrizioni, concluse da pochi giorni,
alle scuole elementari, e per illustrare i prossimi obiettivi del Comitato, che
si muoverà a sostegno di un piano di manutenzione organico nel settore
dell'edilizia e della sicurezza scolastica. «In tutti e tre i circoli didattici
cittadini - dice Massimo Colognese, uno dei portavoce - la stragrande
maggioranza dei genitori ha scelto per i propri figli il tempo pieno. Fin da
subito noi abbiamo preso posizione a sostegno del tempo pieno». Un tempo pieno
che cambierà connotazione a partire dal nuovo anno scolastico: da 38 ore
passerà a 40, distribuite dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.30, opzione
promossa e votata da tutti e tre i circoli. «Quella del tempo pieno - sostiene
Fiorella Valvo, membro del Comitato - è una tradizione storica della città, che
ha scelto ancora questo modello pedagogico invece delle 24 ore». Bisognerà
vedere come i circoli didattici sistemeranno definitivamente gli organici, per
rispondere alle esigenze espresse dai genitori, da un lato, e ai cambiamenti e
tagli prospettati dalla riforma, dall'altro. Ma il Comitato non si interessa
soltanto del futuro della scuola elementare, e lo ha dimostrato con l'iniziativa
di sabato 21 febbraio, quando si è parlato della futura connotazione delle
scuole medie, delle superiori, dell'università. «La nostra battaglia -
continuano gli esponenti del comitato - prosegue anche sull'edilizia
scolastica, per cui riteniamo serva maggiore attenzione, e su una politica di
riqualificazione complessiva degli edifici, sia da parte dell'amministrazione
cittadina che provinciale». (ila.cav.)
( da "Tirreno,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Carlo Bardini Le famiglie scelgono il tempo pieno A
scuola tutto il giorno nelle prime elementari della Montagna Orari più conformi
alle esigenze dei genitori che lavorano Chiesti nuovi docenti al Provveditorato
S.MARCELLO. Richieste del tempo pieno piovono anche all'Istituto comprensivo di
S.Marcello dove i genitori non ci hanno pensato due volte a chiedere le
quaranta ore sia alla primaria di Maresca che a quella di S.Marcello. Un
fenomeno che accomuna la montagna pistoiese con i risultati di Pistoia e della
Piana. In questo modo i genitori hanno chiesto la possibilità che i propri
figli restino a scuola fino alle 16,30 del pomeriggio per i cinque giorni
settimanali di scuola. La richiesta delle famiglie è naturalmente relativa ai
bambini che si sono iscritti, nei due plessi, alla prima elementare, secondo la
vecchia nomenclatura. Per le altre classi tutto rimane come gli anni passati.
Si aggiungono così due nuovi plessi alla collaudata esperienza di quello di
Campo Tizzoro che già l'anno scorso usufruiva del tempo
pieno visto che i genitori si erano mossi autonomamente prima del decreto Gelmini. Facendo parlare i numeri, e naturalmente non confrontabili con
i dati della Provincia di Pistoia, tutte le dodici iscrizioni avvenuta al primo
anno nella scuola Anna Frank di Maresca hanno richiesto il tempo pieno. Leggera
differenza alla Rodari di S.Marcello dove il totale delle iscrizioni
sono state diciassette, di cui dodici hanno richiesto la quaranta ore per i
propri figli. Praticamente la stragrande maggioranza, poiché solo cinque
famiglie hanno optato per l'orario ridotto. Ma come mai tutta questa richiesta
del tempo pieno in confronto alla tendenza del passato, quando le famiglie dei
piccoli studenti non pensavano lontanamente al tempo pieno? «Probabilmente
prima vigeva la consuetudine - a spiega il dirigente scolastico Maria Lucia
Querques - e i genitori erano abituati a sapere che l'orario della scuola era
quello punto e basta. Adesso grazie a tutta la discussione nata con il decreto Gelmini la gente ha capito che poteva avanzare delle
richieste sull'orario da far fare al proprio figlio e l'hanno fatto». «D'altra
parte è vero - aggiunge Querques - che il tempo pieno, per i genitori che
lavorano, è una grande opportunità perché permette di ridurre al minimo il
tempo in cui il bambino deve stare con i nonni e con le baby-sitter». A questo
punto nasce il problema. Saranno accontentate le richieste di queste famiglie?
Ci saranno gli insegnanti necessari per coprire il tempo pieno? «Come istituto
- ha concluso la dirigente scolastica - abbiamo già comunicato questi dati al
provveditorato affinché si renda conto dell'organico necessario e faccia i suoi
calcoli. Credo che non ci dovrebbero essere grosse difficoltà ma prima di
gridare alla vittoria bisognerà pazientare un po'». Il tempo pieno, invece, non
è stato richiesto nei plessi di Pian degli Ontani, Cutigliano e Abetone. In
queste realtà ci sono anche delle pluriclassi anche se un dato confortevole
sono gli 8 iscritti alla prima elementare di Pian degli Ontani, definito un
"record" dalla stessa dirigente scolastica.
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pieve e Capreno riesconoa salvare elementare e media a
levante Le amministrazioni hanno trovato un accordo con il Provveditorato.
Soltanto Sori perderà una sezione 11/03/2009 NON CHIUDERANNO le scuole medie di
Pieve Ligure e di Uscio; si salverà quella elementare di Capreno (frazione di
Sori), mentre scenderanno da due a una, le sezioni delle scuole secondarie
sorese. Sono le notizie che emergono dagli ultimi incontri tra le
amministrazioni del golfo Paradiso e la direzione scolastica provinciale sui
tagli. Qualche settimana fa i comuni del comprensorio avevano firmato un
protocollo d'intesa sul tema della scuola, mettendo da parte storiche rivalità
e l'autonomia didattica, sperando così di riuscire ad aggirare la scure della
riforma. Una scelta che, evidentemente, ha già pagato. È stata la stessa
direttrice provinciale del Provveditorato, Sara Pagano, a confermare che le due
medie a rischio di chiusura, cioè quella di Pieve Ligure e quella di Uscio,
resteranno aperta anche l'anno prossimo: «Siamo in una fase ancora molto
delicata, ma possiamo stare tranquilli in vista dell'anno prossimo - conferma
Adolfo Olcese, sindaco di Pieve -è chiaro che dobbiamo restare con gli occhi
aperti, ma il pericolo è rientrato». Anche per le elementari della frazione
sorese di Capreno, che rappresenta una delle ultime scuole organizzate con il
sistema della "policlasse", i rischi sono stati allontanati almeno di
un anno: «Non ci saranno problemi - dice il sindaco Luigi Castagnola - perché
l'organizzazione della direzione didattica premette il mantenimento del plesso
collinare. Da noi si ridurrà da due sezioni a una sola la scuola media, ma
solamente perché per il primo anno di corso del 2009/2010 gli studenti sono
previsti in calo». «Abbiamo deciso di trovare una soluzione legale e logica per
evitare la chiusura - dice Dario Capurro, assessore alla pubblica istruzione di
Recco, parlando a nome del comprensorio - la legge prevede
la possibilità che i Comuni si possano consorziare, diventando di fatto un
unico ente dal punto di vista scolastico». Con la finestra offerta dalla
riforma Gelmini, che prevede espressamente la possibilità di consorzi tra
comuni, il risultato sembra essere stato raggiunto. E. M. 11/03/2009
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 17 - Cronaca Torino, al classico D´Azeglio
introdotte misure alternative Al liceo niente sospensioni "Lavori utili
come punizione" Pulizia del cortile o letture forzate Gli studenti: meglio che un brutto voto in condotta
DIEGO LONGHIN TORINO - Lavori forzati? «No, utili». Al posto della sospensione
meglio dare allo studente indisciplinato di turno una scopa in mano per pulire
il cortile della scuola oppure obbligarlo a passare un pomeriggio nella
biblioteca dell´istituto a rimettere in ordine i libri. Strada imboccata
dal liceo classico Massimo D´Azeglio di Torino, storico istituto torinese dove
sono passati Primo Levi, Giulio Einaudi, Norberto Bobbio, Cesare Pavese e
Gianni Agnelli. Le pene alternative alla sospensione, per fatti non gravi, sono
state inserite nel regolamento di disciplina e vengono concordate tra il
preside, Salvatore Juvara, il ragazzo e la famiglia. Si tratta di punizioni
decise per fatti non gravi. «Sanzioni - spiega la vicepreside, Cristina
Forchino - soprattutto per i ritardi nell´ingresso scolastico, per la
falsificazione della firma dei genitori o per l´uso dei cellulari a scuola. è
più utile trasformare l´eventuale sospensione in lavori utili». E non sempre le
attività sono di tipo manuale. «In alcuni casi abbiamo optato per un provvedimento
intellettuale: ad esempio - racconta Forchino - una ragazza che ha usato un
linguaggio irriguardoso verso una compagna ha dovuto leggere dei testi
letterari a scuola, il pomeriggio, e fare poi una relazione». Scelta condivisa
dal direttore generale dell´ufficio scolastico del Piemonte, Francesco De
Sanctis, dai genitori del liceo D´Azeglio e dagli studenti che l´anno scorso
hanno ridipinto, spontaneamente, le facciate dell´istituto. «Meglio spazzare il
cortile che beccarsi una sospensione - dice Lorenzo Alberti, che frequenta la
terza liceo - anche perché peserebbe sul voto in condotta».
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Interni Teatro del vertice un Comune della
Brianza. E il Pdl della città toscana insorge: l´avevano promesso a noi Il G8
della scienza a casa del premier e l´Università della Libertà beffa Lucca La
proprietà di Lesmo acquistata dalla Fininvest CARMELO LOPAPA ROMA - Il G8 a
casa sua. A metà strada tra la residenza di famiglia di Villa Belvedere a
Macherio e l´alloggio-ufficio di Villa San Martino ad Arcore. A Lesmo, per
l´esattezza, paesino da settemila anime nel cuore della Brianza, provincia di
Milano (Monza da giugno), che in pochi conoscono ma presto familiare a tanti.
Perché lì sorge quella villa Gernetto che proprio Silvio Berlusconi, pardon, la
società Fininvest ha acquistato da Unicredit per 35 milioni di euro, l´anno
scorso. Per farne cosa? L´Università del pensiero liberale, l´ateneo in cui il
Cavaliere sogna di aprire a settembre per portarvi a insegnare da Bush ad
Aznar, da Gorbaciov a Clinton. Come spot, un G8 non è male. Ecco, Palazzo Chigi
ha deciso - e fatto sapere attraverso il suo sito e quello ufficiale del summit
- che si terrà lì, dal 25 al 28 giugno, il vertice della Scienza e della
tecnologia, uno dei dieci in programma in Italia (quattro a Roma) collaterali
al principale tra i premier alla Maddalena in luglio. Dunque, la riunione dei
ministri dell´Università e della ricerca dei paesi più industrializzati si farà
in uno degli immobili di lusso di Berlusconi. E un pezzo di G8 in una villa
privata del capo di governo ospitante sarà un altro dei primati che il nostro
potrà a quel punto vantare. In Toscana non l´hanno presa per niente bene.
Protestano gli amministratori di Lucca, unico avamposto Pdl nella rossa
Toscana. Beffa doppia. Il 31 luglio dell´anno scorso nella città che è anche di
Marcello Pera il sottosegretario all´Università Giuseppe Pizza aveva annunciato
con «grandissimo orgoglio la scelta del ministro Gelmini di portare il prossimo G8 della Scienza in questa città». E
invece? Invece la milanesissima ministra Mariastella Gelmini ha pensato
bene che forse il vertice sarebbe stato meglio giocarselo in casa (metaforica,
in questo senso). E sulla scelta sembra abbia influito anche il sindaco sindaca
Letizia Moratti, intenzionata a fare dell´evento uno dei trampolini per
la pur lontanissma Expo 2015. Poi, si sa, sulle location, come sempre, l´ultima
parola è del premier. E allora addio Palazzo Ducale di Lucca. «Siamo
amareggiati, ci puntavamo. Tutti pronti, noi, la prefettura, la questura, la
Provincia - racconta il sindaco di centrodestra, Mauro Favilla - Poi, poco
tempo fa, un collaboratore della Gelmini ci ha fatto
sapere che non se ne faceva più niente. Che c´era un problema di budget, ma noi
ci eravamo impegnati anche a fare un sacrificio finanziario. La settimana
scorsa la lettera di scuse del sottosegretario Pizza. Vanno a Lesmo, sembra che
i fondi lì siano privati. Ho chiesto un incontro alla Gelmini,
spero mi riceva a giorni». Comunque sia, ormai è fatta. Si va tutti a villa
"Il Gernetto" (ex Somaglia), in Brianza shire: dimora settecentesca,
cento stanze già predisposte per i futuri studenti, aula magna, 35 aule
informatizzate e un parco di
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 Schiarite e tempeste, è caccia
all'anti-Felissari LA LUNGA PARTITA NEL CENTRODESTRA LODI LE DECISIONI sono
prese, anzi no. L'accordo non c'è ancora. Le ultime ore, nel centrodestra
lombardo, sono state di affanno e contraddizione. Tutto per le candidature alle
elezioni provinciali, dove la scelta per Lodi, affidata in prevalenza ai
vertici regionali, sembra essere l'ultima preoccupazione. E non è un mistero
che la decisione per il Lodigiano - tradizionalmente - venga presa soltanto
negli ultimi quindici minuti della riunione finale, quando tutti sono sulla
porta e qualcuno dice: «Ah, e a Lodi?». Lunedì era stato lo stesso Berlusconi a
far intravedere uno spiraglio di luce: a Vimercate in visita, il premier ha
detto che non ci sarebbe stato nessun incontro con Bossi, «perché abbiamo fatto
tutto, abbiamo scelto i candidati». Tutti? Non proprio. L'unico
ad essere citato per esteso è Giuseppe Romele, il gelminiano forzista, che è in
pole position per Brescia. Così Forza Italia incasserebbe anche questa piazza
oltre a Milano (i due bocconi principali), mentre la Lega, che sulla Leonessa
contava e conta tuttora di trovare spazio, resterebbe con Bergamo e Sondrio.
Più qualche altra proposta, a titolo di compensazione, forse la nuova provincia
di Monza (dove però il sindaco è già leghista) e dove An scalpita.
EVENTUALMENTE Lodi, dove ormai l'unico nome non «bruciato» da questo strano
anticipo di campagna elettorale resta quello di Pietro Foroni, sindaco di
Maleo. Salvo un'improbabile investitura Pdl. Fra i risarcimenti pronti per la
Lega la presidenza della Fiera di Milano, che va verso il rinnovo e vale quasi
di più di una piccola provincia. A confermarlo indirettamente è il
plenipotenziario azzurro Guido Podestà: «Ho la convinzione che troveremo
concordia e che vi saranno eventualmente altre compensazioni in altri ambiti ha
detto che magari non riguardano le candidature per le elezioni, ma altri
aspetti». Ma il Carroccio non dice né sì né no. Attende Bossi, come afferma
Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega Lombarda: «La trattativa, come ha
ribadito Bossi, la chiuderà lui e lo farà sapere ai segretari regionali: a quel
punto eseguiremo il suo mandato». E Lodi? Attende sempre la discussione degli
ultimi quindici minuti di riunione. Guido Bandera
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
LODIGIANO pag. 6 Riforma Gelmini, se ne parla in un convegno ALLA CGIL NEL MIRINO I TAGLI DEGLI
INSEGNANTI E DEL TEMPO PIENO LODI I TAGLI DEL PERSONALE IN ATTUAZIONE della
Riforma Gelmini rappresentano il principale argomento all'ordine del giorno
dell'assemblea sindacale provinciale di sabato prossimo, 14 marzo, che si
svolgerà dalle ore 8.30 alle 11.30 presso la sede della Cgil in via
Lodivecchio. Invitati a partecipare in modo particolare tutti i lavoratori del
mondo della Scuola del Lodigiano, che sperano di riuscire a capire qualcosa in
più di quello che sarà l'assetto per il prossimo anno scolastico soprattutto
per quanto riguarda le questioni del tempo pieno, delle compresenze, della
destinazione dei docenti in ruolo che potrebbero risultare in sovrannumero.
Questa sarà una occasione importante per fare chiarezza su alcuni punti
principali e capire con quali problemi inizierà il nuovo anno scolastico.
Nell'occasione si discuterà anche dello sciopero generale del mondo della
Scuola, che è statao messo in programma per mercoledì prossimo, 18 marzo. G.E.
( da "Messaggero,
Il (Frosinone)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 11 Marzo 2009 Chiudi di MASSIMO CECI Nell'anno
scolastico in corso, il Ministero dell'Istruzione ha avviato un monitoraggio
degli scrutini intermedi, in cui vengono rilevati i voti di condotta
insufficienti. L'ufficio scolastico di Frosinone ha ultimato una prima analisi
delle schede statistiche relative agli scrutini intermedi, relativamente alla
totalità delle scuole di primo e secondo grado della Ciociaria. Il dato più
eclatante è che nei Licei le alunne sono più indisciplinate degli alunni,
mentre il numero complessivo maggiore di "5" è toccato ai
Professionali, che superano la somma dei Licei e dei Tecnici. Nella scuola
secondaria di primo grado statale sono state assegnate 112 insufficienze in
comportamento, pari allo 0.78 % degli iscritti. Nella scuola non statale,
invece, sono stati solo 4 i voti di condotta
insufficienti, pari all'1.41 % degli iscritti. In percentuale, il doppio della
statale. Il dato che colpisce di più è che nella scuola statale di primo grado,
le insufficienze attribuite alle alunne di sesso femminile sono il 16,07%,
mentre in quella non statale nessuna. I voti in condotta
peggiorano mentre si innalza il grado di istruzione. Nella scuola secondaria di
secondo grado statale, sono state 389 le insufficienze, pari all'1.5% degli
iscritti. Nella scuola non statale paritaria sono 14: l'1.94% degli iscritti.
La maggior parte delle insufficienze è stata assegnata a
studenti maschi sia nella scuola statale che in quella non statale: il 65,55%
in quella statale, il 92,86% in quella paritaria. Relativamente alla tipologia
di scuola superiore frequentata, la suddivisione delle insufficienze nel voto di condotta rispetto alla tipologia di scuola presenta alcune differenze: ai
Licei vanno solo il 4% del totale delle insufficienze in condotta, ai Tecnici il 42% e ai Professionali il 54%. Facendo una
ulteriore suddivisione per tipologia di scuola e per sesso, calcolando le
percentuali maschili e femminili di insufficienza in condotta
rispetto al totale degli iscritti in quella tipologia di scuola, si ottengono
dati a volte sorprendenti. Nei Licei, ad esempio, la percentuale di
insufficienze femminili supera quella maschile: 0,11% contro 0,02%. Donne più
indisciplinate degli uomini? A guardare i Tecnici proprio no: se l'1,40% degli
iscritti maschi hanno riportato l'insufficienza in condotta,
la percentuale femminile si abbassa allo 0,40%. Le alunne recuperano però nei
Professionali: l'1,54% sono state "rimandate" in condotta,
contro il 2,26% dei maschi.
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
URBINO pag. 15 POLEMICHETTA da parte di Stefano Azzarà che
in un comunicato a firma di Rifondazione comunista ... POLEMICHETTA da parte di
Stefano Azzarà che in un comunicato a firma di Rifondazione comunista e Partito
dei comunisti italiani se la prende col Comune per aver concesso a un gruppo di
studenti a manifestare in piazza. «Sei anni fa Forza Nuova aveva cercato di
tenere una conferenza al Collegio Raffaello si legge nello scritto , ma i
cittadini e gli studenti si erano immediatamente mobilitati, indignati da un
evento che ledeva la memoria antifascista di questa città. Il sindaco di Urbino
in quel momento era al loro fianco. Sabato 7 marzo, invece, il vicesindaco Lino
Mechelli ha autorizzato il Blocco Studentesco a montare un gazebo e a tenere un
presidio in piazza della Repubblica. Invitato a ritirare l'autorizzazione, si è
richiamato alla necessità di garantire a tutti "libertà di
espressione". Forse Lino Mechelli non sa che il Blocco Studentesco è un'organizzazione
che si richiama ad una simbologia chiaramente neofascista. Alcuni
suoi membri, tra l'altro, sono stati coinvolti nell'aggressione avvenuta a Roma
alcuni mesi fa, quando a piazza Navona gli studenti medi che manifestavano
contro la riforma Gelmini furono colpiti con manici di piccone e pestati a sangue». Anche
il «Centro Donna Urbino» ha protestato contro l'iniziativa.
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACHE pag. 14 Allarme a Odontoiatria Mancano sale e
attrezzature Niente tirocinio pratico' IL CASO SCATTA LA PROTESTA
ALL'UNIVERSITA' di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA TIROCINIO CLINICO «a ostacoli»
per gli studenti del corso di laurea specialistica in Odontoiatria e protesi
dentaria, che, non potendo esercitare la parte pratica prevista dal piano di
studi, di fatto hanno visto saltare la sessione d'esame di febbraio. Il
problema della mancanza delle necessarie strutture risale al 2007 ed è stato
segnalato dagli studenti al Rettore Francesco Bistoni con tre lettere ufficiali
(due tra ottobre e novembre 2008), accompagnate da un'ottantina di firma di
iscritti, che chiedevano di essere messi nella condizione di esercitare il
tirocinio clinico, soprattutto alla luce delle tasse universitarie regolarmente
pagate. Il problema è non solo la mancanza di «riuniti», cioè delle poltrone
odontoiatriche su cui esercitare la parte pratica della formazione, ma anche
l'attuale carenza di spazi da adibire a laboratori per l'assistenza nella sede
della clinica odontoiatrica a Sant'Andrea delle Fratte. Eppure sia il
regolamento comunitario sia quello d'ateneo, prevedono necessariamente il
tirocinio clinico, indispensabile anche per affrontare in sede di concorso la
concorrenza degli studenti provenienti da altre Università italiane e
straniere. A regolare la parte pratica della preparazione dei futuri
odontoiatri umbri, un protocollo d'intesa tra ateneo, Regione e Azienda
Ospedaliera per il convenzionamento di tale attività. Il direttore generale
dell'Azienda perugina Walter Orlandi ammette: «In effetti c'è stata una carenza
da parte della Regione, ma abbiamo iniziato le procedure per mettere in pratica
la convenzione. Ci sono già due poltrone odontoiatriche disponibili, ora, dopo
il trasferimento di Monteluce, stiamo attivando le aree didattiche e i
laboratori, per aumentare i servizi assistenziali. I tempi? Saranno abbastanza
rapidi, perché, se tutto va bene, i lavori dovrebbero terminare in un mese e
mezzo». Da parte sua, il presidente del corso di laurea Giacomo Urbani
annuncia: «Entro 15 giorni i ragazzi potranno recuperare le ore di tirocinio,
così l'esame saltato lo scorso 21 febbraio per l'assenza di alcuni crediti
formativi, di fatto slitterà solo di un mese. Certo, l'Università è carente di
poltrone odontoiatriche, sicché io stesso ho provveduto ad acquistarne quattro
con i fondi d'ateneo. Mi sto muovendo inoltre affinché entrino nella
convenzione con l'Azienda ospedaliera tutti i medici che operano nelle
strutture ospedaliere». Non si esclude poi che oggi, durante la riunione del
consiglio del corso di laurea, venga lanciata l'idea di far sostenere il
tirocinio clinico agli studenti dentro il Centro odontoiatrico «Victoria Regia»
di Amelia, costituito nel 2005 dalla Comunità "Incontro" di don
Pierino Gelmini, dalla Fondazione San Raffaele di Milano e dall'Associazione
degli Odontoiatri Cattolici Italiani. Qui le attività sono garantite da
convenzioni con "La Sapienza" di Roma, "Tor Vergata" e
l'Università di Perugia. «Il Centro è aperto non solo agli ospiti di don Gelmini, ma anche al pubblico conclude Urbani per questo può essere una
preziosa fonte di esperienza nella cura delle patologie e nel settore
della ricerca».
( da "Messaggero,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 11 Marzo 2009 Chiudi ROMA - Il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha
ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma «Foro Italico», Paolo Parisi
(foto), e il Prorettore Vicario, Fabio Pigozzi. Al centro dell'incontro -
spiega una nota dell'ateneo - «il comune interesse per un'intesa su obiettivi
che stanno particolarmente a cuore all'attuale governo, a partire dallo
sviluppo dell'ateneo e dalla tutela dei laureati in scienze motorie».
( da "Stampa,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
REAZIONI.DOPO «GOVERNINCONTRA»
"Una passerella di ministri" Consensi per Gelmini se parla
di rigore e voti Cala il gelo appena cita il maestro unico [FIRMA]MARIA PAOLA
ARBEIA NOVARA «Governincontra», con l'arrivo lunedì a Novara di ministri e
sottosegretari, un merito sicuro lo può vantare: è stato un check-up del
territorio. Quello che c'è, quello che manca. «Telegrammi» per Roma dal
Novarese mai così in affanno negli ultimi 40 anni. Intanto ieri le stroncature
in serie da Pd e gruppi consigliari di centrosinistra: «Spot pagato dai
cittadini. Altro che riunione di lavoro. Per Novara nessuna buona notizia dal
Governo. Il sindaco Giordano lo ammetta». Tempestività Alla presidente di
AssoIndustriali, Mariella Enoc, il premio per la franchezza: «Urge una scossa.
Subito. Anche piccoli cantieri. Lavori da avviare oggi. Tra 15 giorni può
essere tardi. La preoccupazione monta. Dobbiamo far passare l'ondata». «Uniti.
Solo così ce la faremo» dice il presidente della Provincia, Vedovato. Il
ministro Gelmini promuove il sindaco Giordano per
l'approccio: «Ci ha detto "grazie della visita" ma per la mia città
che cosa c'è?». Giordano al microfono: «Le promesse vanno onorate». La prima a
esprimere un commento, in serata, è la parlamentare Betty Rampi del Pd, sindaco
a Borgolavezzaro: «Non è stata comunicazione istituzionale ma mera propaganda
con la Lega dominatrice. Io e la collega Biondelli, invece, abbiamo incontrato
chi manifestava per i diritti al lavoro e allo studio. Questi ministri che
vivono nei palazzi romani non sanno che quando si va a fare la spesa,
l'ottimismo non basta». Tanti i sindaci che ascoltano per 4 ore Maroni, Zaia,
Alfano, Gelmini, Rotondi più alcuni sottosegretari. E
Bossi: colorite le battute sui begli occhi della figlioletta di Roberto Cota e
sui prefetti che «ai tavoli con le imprese semmai portano l'acqua minerale». Il
prefetto Amelio ascolta, imperturbabile. Bossi finisce di parlare e la platea
si dimezza. Cota fa prevenzione: «Non è stata passerella. Novara ha un suo
ruolo. Siamo la voce del Nord, padroni a casa nostra». Ha voglia, qui, il
ministro Rotondi da Avellino (Democrazia Cristiana) a rivendicare come sua
l'iniziativa «Governincontra». La vicepresidente della Provincia, Turchelli,
esprime «delusione e amarezza. Il governo che avrebbe dovuto incontrare Novara
e il territorio è di tutti i cittadini e non di una parte. Spero che i novaresi
ne traggano un giudizio chiaro». Turchelli, ex insegnante, bacchetta i ministri
«per la mancanza di buona educazione, l'andirivieni, la sedia di Gelmini desolatamente vuota quando il rettore Garbarino
esprime preoccupazione per i fondi ridotti su ricerca e Atenei». L'assessore
regionale Manica: «Paradosso e gaffe grossolana non invitare la Regione. Ci si
dimentica, forse, che una volta eletto il governo ha il dovere di rappresentare
tutta la popolazione». Il candidato del centrodestra a Palazzo Natta, Diego
Sozzani: «E' stata una dimostrazione di umiltà e vicinanza ai cittadini. Vorrei
anche una Provincia così, itinerante, tra la gente». Applausometro Premio al
buon senso per Davide Settoni, dell'Istituto Omar, vicepresidente della
Consulta studentesca: «Perché in tivù i programmi su cultura e università sono
in orari impossibili?». A proposito di istruzione: l'applausometro schizza
quando Gelmini scandisce «crocifisso nelle aule»,
«disciplina», «i genitori non siano i sindacalisti dei figli». Tiepido consenso
per «i voti secchi, non giudizi fumosi». Isolatissimo quel battimani di
spettatore unico «sul valore del maestro unico».
( da "Messaggero,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 11 Marzo 2009 Chiudi ROMA - Fissare un tetto al
numero degli alunni stranieri che siedono tra i banchi di ogni classe: è
l'ipotesi a cui sta pensando il ministero dell'Istruzione. In una intervista a
Famiglia Cristiana, il ministro Mariastella Gelmini alla domanda "pensa di fissare dei limiti al numero di
stranieri per classe?" ha risposto: «Credo di sì. Ci stiamo confrontando
con i dirigenti regionali, perché bisogna tener conto delle differenze
territoriali». Poi il ministro ha parlato delle "classi ponte":
«Diventeranno - ha detto - delle classi a tempo. Ancora una volta è una
questione didattica, non politica o ideologica. Non vogliamo chiamarle classi
ponte? Chiamiamole "classi d'inserimento", perché la classe ponte può
essere fraintesa ed evocare una separazione che non ci deve essere. Si tratta
di "classi a tempo" per l'apprendimento della lingua italiana per
l'inserimento nella classe di appartenenza».
( da "Stampa,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
CANAVESEBOOM DI ISCRIZIONI, SCUOLE IN
ANSIA ASPETTANDO IL DECRETO GELMINI Allarme tra i genitori A Ivrea raccolta
firme per tenere il docente di compresenza Materne ed elementari
"Rischiamo il collasso" Liste d'attesa più lunghe: "L'anno
prossimo sarà caos" [FIRMA]GIAMPIERO MAGGIO Cresce il numero di iscritti
nelle scuole materne ed elementari del Canavese e si allungano le liste
d'attesa. Alle preoccupazioni dei genitori, si aggiungono quelle dei
direttori dei circoli didattici. Vale solo per la scuola primaria: in attesa
delle decisioni ministeriali sul numero di insegnanti da destinare ai vari
plessi scolastici, resta l'incognita se per il 2009/10 sarà possibile garantire
il normale svolgimento del tempo pieno oppure no. «Il nostro timore - dicono i
direttori - è non avere personale sufficiente per coprire lo svolgimento delle
lezioni». A Ivrea, nel frattempo, un gruppo di genitori ha già dato il via ad
una raccolta firme: hanno paura che venga soppressa la figura del docente di
compresenza, utile per il sostegno di alunni in difficoltà e per i bambini
stranieri, oltre che per lo svolgimento dei laboratori. «Paure immotivate»,
ribattono alcuni direttori. Ma anche questo è un termometro che misura il livello
di ansia in attesa di capire cosa accadrà con il decreto Gelmini.
Da Ivrea a Cuorgnè, passando per Rivarolo, Castellamonte e Caluso: sul piatto
della bilancia i temi sono molti. Alcuni dati. Le materne registrano un
incremento medio di 200 alunni in tutto il Canavese, mentre le liste d'attesa
riguarderanno circa 150 famiglie. Un esempio: a Rivarolo coinvolgeranno 3
plessi su 4 per un totale di una ventina di bambini. «Ma alla fine troveremo
una soluzione per tutti» giura, ottimista, Maria Assunta Gruosso, direttrice
didattica. A Caluso si è passati da 94 alunni dello scorso anno ai 133 previsti
per il 2009/10. Sostiene Valeria Miotti, direttrice del circolo didattico
calusiese: «Non mancheranno i problemi, prima di tutto per una questione
logistica». Semmai, i disagi maggiori per tutti riguarderanno le elementari.
Quasi il 100 per cento dei genitori, nel Canavese, ha scelto per i propri figli
il tempo pieno. Ed è un problema. Con la spada di Damocle del decreto Gelmini, l'ansia per i direttori è in rapida ascesa: «Dire
oggi quanti insegnanti ci servono per il prossimo anno è impossibile -
puntualizza Elsa Angela Rei Rosa, direttrice del terzo circolo di Ivrea che
comprende tutte le scuole del capoluogo - almeno fino a quando non arriveranno
direttive chiare dal governo». Le fa eco Palermo, che precisa: «Il rischio è
che a livello regionale si assumano decisioni diverse per sopperire ad altre
esigenze. Noi chiediamo il mantenimento dei due insegnanti». La verità, poi, è
anche un'altra. Come spiega Ombretta Bogatto, responsabile primo circolo a
Ivrea: «L'utenza è smarrita di fronte alle riforme. E poi, per soddisfare le
richieste, sarebbero necessarie anche più strutture».
( da "Nuova
Ferrara, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
La preoccupazione dei sindacati: i problemi maggiori si
avranno per elementari e medie Scuola, verso il taglio dei docenti Dopo le
preiscrizioni si fanno i calcoli sul personale Avrà ripercussioni l'incremento
della popolazione scolastica sulla determinazione degli organici? Sì secondo i
primi dati approssimativi forniti dalla Flc Cgil. I problemi maggiori saranno
alle scuole elemetari e medie, le più colpite dalla riforma Gelmini.
ELEMENTARI. «Secondo i nostri conteggi - spiega Fausto Chiarioni Flc Cgil - il
prossimo anno scolastico avremo 39 classi prime elementari che hanno chiesto le
40 ore quindi il tempo pieno ed una sessantina che hanno optato per il tempo
scuola a 24, 27 e 30 ore. Calcolando il fabbisogno di insegnanti per le classi
che hanno chiesto le 24, 27 e 30 ore, arriviamo a 73 posti. Lo scorso anno
invece, poichè si applicava il modulo, quindi due insegnanti a rotazione su tre
classi, il fabbisogno era di 90 posti. Da questo calcolo, solo per le prime ci
saranno 17 posti in meno». TEMPO PIENO. Altro problema si pone con il tempo
pieno. Lo scorso anno le classi prime che avevano chiesto il tempo pieno erano
36, quest'anno sono 39. «Secondo le indicazioni del
Ministro Gelmini, la richiesta dello scorso anno verrà salvaguardata - prosegue
Chiarioni - ma mi chiedo: e le tre classi prime che ci sono in più quest'anno,
non hanno diritto al tempo pieno?». Ed ancora il Ministro Gelmini mantiene il tempo pieno ma elimina la compresenza degli
insegnanti: ciò significa che ad esempio le attività di recupero degli studenti
in difficoltà, o quelle di laboratorio non potranno più essere
garantite. «In termini occupazionali - prosegue Chiarioni - significa un altro 10%
in meno di docenti». MEDIE. Anche le scuole medie non se la passano bene: se
fino all'anno scorso i docenti di italiano gestivano una sola classe, ora si
troveranno a gestirne due, come quelli di tecnologia e di seconda lingua
comunitaria. La Flc Cgil ha indetto uno sciopero nazionale per il 18 marzo di
tutti i settori della conoscenza (scuola, univeristà, ricerca, formazione
professionale). A Ferrara è previsto un presidio davanti alla prefettura alle
ore 11. PRECARI. «Siamo molto preoccupati - afferma Filippo Burgio della
segreteria Uil Scuola - perchè mancano norme di riferimento certe. Con ogni
probabilità, visti i tagli previsti dalla legge (43.000 docenti e 15.000
personale Ata a livello nazionale), ci saranno ripercussioni anche qui. A
rischiare di più ovviamente, il personale precario che potrà non avere più
incarichi. Altro fatto è il dimensionamento della rete scolastica provinciale:
potrebbe accadere che il personale di ruolo si trovi ad essere trasferito in
altra sede. Come organizzazione sindacale ci impegneremo per la tutela del
diritto al lavoro dei precari, per il mantenimento della sede di lavoro per il
personale di ruolo». L'aumento del numero degli alunni non consentirà un
incremento di occupazione. «Questo dato - commenta Maria Cristina Vendra
segretaria provinciale Cisl Scuola - è aggravato dall'applicazione della legge Gelmini che aumenta progressivamente il numero di alunni per
classi; inoltre per entrare nel merito degli eventuali aumenti di organici
occorrerebbe valutare i numeri scuola per scuola poiché in alcune realtà
l'aumento di poche unità può significare aumento nei numeri di personale
assegnato. Per dare spazio ai precari c'è una ricetta molto semplice: non fare
tagli agli organici, o almeno farne meno. Anche per le graduatorie dei precari,
esiste una soluzione efficace: procedere alle assunzioni in ruolo sulle
disponibilità che, nonostante tutto, anche oggi ci sono. Nel frattempo,
chiediamo al Ministro di mantenere il dovuto rispetto per quanti, lavorando
precariamente, da anni assicurano il regolare funzionamento delle nostre
scuole». Queste le richieste della Cisl Scuola: ridurre per il prossimo anno
scolastico l'entità degli interventi sugli organici previsti dalla legge
133/08; riconoscere piena autonomia alle scuole nella gestione delle risorse di
organico; assumere a tempo indeterminato i precari sui posti disponibili;
prevedere adeguati ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro. Silvia Siano
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Centro-Nord sezione: ECO-IMP Umbria data: 2009-03-11 -
pag: 6 autore: Ricerca. L'assessore Giovannetti: «Troppi 18 mesi per chiudere
l'iter dei fondi statali» Il distretto tecnologico bloccato dalla burocrazia La
Giunta ha già erogato la sua quota di 25 milioni Beatrice Vergari PERUGIA Il
distretto tecnologico dell'Umbria procede a rilento, almeno nella parte
statale. Come riferisce la Regione, verranno erogati in questi giorni 8 milioni
di euro, quota di finanziamento statale della legge 297/99, destinati ai primi
sette progetti d'impresa nel campo delle tecnologie d'avanguardia del distretto
tecnologico dell'Umbria, nato all'inizio del 2006. Il bando fu approvato dalla
Giunta alla fine del 2006, ma fu pubblicato nel febbraio 2007 dopo
l'approvazione del ministero dell'Università e della ricerca (Miur) con il
quale la Regione Umbria aveva sottoscritto l'accordo per la realizzazione di un
Distretto tecnologico di aziende che operano nei settori della metallurgia
speciale, meccatronica, della meccanica avanzata e delle nano e
microtecnologie. Il distretto aveva a disposizione 50 milioni di euro, da
attivare entro il 2008: 25 milioni di parte statale e 25 milioni provenienti
dal bilancio regionale. Gli otto milioni di euro, per i quali si stanno
perfezionando le convenzioni tra imprese e Miur necessarie all'avvio dei
programmi di ricerca, rappresentano la prima quota di finanziamento sui 25
milioni messi a disposizione dallo stesso Miur. Il ministro Mariastella Gelmini è pronta comunque a scommettere tutto sui poli della
ricerca (tra cui anche quello di Terni sui materiali speciali) e ha messo in
cantiere l'avvio del primo programma nazionale sui distretti tecnologici con
fondi per 200-300 milioni. «Il giudizio sullo distretto è positivo – afferma
Mario Giovannetti, assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria –, le
imprese si sono dimostrate molto interessate e hanno partecipato in massa.
L'esperienza umbra si è rivelata migliore di altre realtà nazionali, ma sono
oggettivamente troppo lunghi i tempi che passano dalla presentazione delle
domande all'erogazione dei finanziamenti, in media un anno e mezzo». La
procedura prevede, infatti, la valutazione dei contenuti e l'apertura di
un'istruttoria da parte del Ministero. «Abbiamo sollecitato la commissione
ministeriale affinché si velocizzino i tempi di istruttoria per le pratiche
future. Si tratta di ingenti risorse – ha detto l'assessore regionale – che
consentiranno di valorizzare settori di punta dell'economia umbra».
L'istruttoria definitiva per gli altri 11 progetti approvati verrà conclusa
«presumibilmente – sostiene Giovannetti – entro maggio 2009». «Dei 32 progetti
presentati per il primo bando - spiega Sabrina Paolini, responsabile Servizi
innovativi della Regione Umbria – ne sono stati valutati positivamente 18, con
contributi totali pari a 20 milioni di euro». Tra le aziende destinatarie di
fondi per progetti di ricerca industriale ci sono le ternane Novamont, Thyssen
Krupp, ma anche le perugine Angelantoni e Meccanotecnica Umbra. Le azioni
finanziate direttamente dalla Regione dell'Umbria, invece, con 25 milioni,
hanno riguardato aiuti alle Pmi per progetti di ricerca e sviluppo
precompetitivo (legge 598/94), la realizzazione di infrastrutture per la
ricerca, supporto di imprese spin-off e start up tecnologici, assegni per la
realizzazione di progetti di ricerca. «I 25 milioni di euro regionali sono
stati immediatamente messi a disposizione» prosegue Paolini. «E risultano
completate le procedure di assegnazione dei fondi». Per ciò che riguarda gli
assegni di ricerca, nel primo bando vennero finanziati tutti i 70 progetti
presentati per il Dtu. «All'inizio non ci furono risposte forti – spiegano
dalla sezione Politiche per la ricerca della Regione – mentre oggi l'attenzione
per questi strumenti è cresciuta».
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA PISTOIA pag. 2 Elementari, tutti vogliono il I
NUMERI SONO GLI STESSI DEL 2008-2009. SOLO IL 3% SCEGLIE IL «TAGLIO» CHE SI
TRATTI di riforma o taglio, poco importa. La riduzione
delle ore voluta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non convince le famiglie dei nostri bimbi che nelle scuole
elementari della città e della provincia richiedono sempre più le 40 ore del
tempo pieno, al massimo le 30 del vecchio modulo, lasciando a un misero 3%
l'opzione del ridotto a 24 ore. Pressocché invariato il numero totale
delle richieste di iscrizioni alle scuole elementari del nostro territorio per
il prossimo anno, che passano dalle 2.296 nuove iscrizioni del 2008-2009 alle
2.306 del prossimo anno. Nel dettaglio, i nuovi arrivi saranno così
distribuiti: per quanto riguarda il 3° circolo, ci saranno 69 nuovi ingressi
alla «Collodi» (tutte richieste di tempo pieno, di cui 20 rischiano di non
essere soddisfatte); 37 alla «Frosini» e 33 alla «Civinini Arrighi»; per il 4°
circolo, vengono riconfermate le prime alle elementari di Gora (26), alla
«Carradaori» (40) e alla «Croce», mentre alla «Bertocci», dove va per la
maggiore il vecchio modulo di 30 ore, le richieste superano il limite di
accoglienza di appena 5 unità. Sul 5° circolo, sono ben 115 le domande
presentate per il tempo pieno alla scuola Belvedere di Scornio; 20 quelle per i
plessi S. Felice - Piteccio. Passando agli istituti comprensivi, al «Cino da
Pistoia» si registra un incremento del 20% sul totale delle domande: sono
comprese le elementari di Cireglio, Pavana, Treppio, Pavana e Capostrada.
Stesso trend all'istituto comprensivo «Leonardo da Vinci»: nella elementare
«Rodari», delle 56 richieste pervenute per il tempo pieno, solo 25 saranno
soddisfatte. Alle Fornaci le richieste di tempo pieno sono state per l'intera
ed unica classe, in numero di 18, così come al «Marino Marini» (28), mentre al
Fucini si contano 19 richieste per le 30 ore del vecchio modulo. All'istituto
comprensivo «Raffaello» si confermano le classi prime alle elementari «Roccon
Rosso» (40 domande), mentre alla scuola del «Nespolo» tutte le 23 domande sono
state indirizzate per il vecchio modulo a 30 ore e alle elementari di Ramini
sono arrivate 20 domande per il tempo pieno. Infine, all'istituto comprensivo
«L. King» nessuna domanda è pervenuta per le 24 ore: quattro le classi
riconfermate (
( da "Corriere
del Veneto" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data:
2009-03-11 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE La Provincia Muraro con Ca'
Spineda «Piena fiducia, aiutiamo i teatri» TREVISO — «Massima fiducia in Dino De
Poli». A spazzare via ogni timore sulla precaria situazione di bilancio di
Fondazione Cassamarca è il presidente della Provincia, Leonardo Muraro.
Presidente, è preoccupato per la situazione in cui versano le casse di Ca'
Spineda? «Sono sereno. La finanza ha bruciato un sacco di soldi e Fondazione
deve fare economia come tutti gli enti. Sono sicuro che De Poli manterrà i
propri impegni, come ha fatto quando, nonostante le cassandre che quattro mesi
fa dicevano che non c'erano più i soldi per la questura e la sede polizia
stradale, ha onorato fino all'ultimo euro quanto aveva sottoscritto. Se fa dei
tagli, questo è normale, li ho fatti anch'io, mantenendo le priorità, che sono
le stesse di De Poli». Quali sono queste priorità? «Il progetto di Villa Franchetti.
De Poli ha confermato la volontà di portarlo avanti. Ne ero certo, perchè
abbiamo sempre avuto un'ottima collaborazione e De Poli è un uomo di parola.
Non a caso andremo a sottoscrivere con i Comuni di Casier, Preganziol e
Fondazione Cassamarca un accordo di programma per realizzare uno studio per
migliorare il collegamento stradale fra Villa Franchetti e il Terraglio Est».
Treviso però rischia di perdere l'Università, o almeno un pezzo di
Università... «Sull'Università ci sono tante linee di pensiero, e non a caso il ministro Gelmini sta
lavorando su una riforma per ridurre il numero dei corsi. Ci auguriamo che
cambi la situazione, e che De Poli possa mantenere l'esistente. Anche noi, come
Provincia, dobbiamo decidere il da farsi sull'Università che abbiamo al
Cerletti perchè sono costi importanti e ci scade il contratto nel 2010.
Se la situazione economica sarà quella di oggi, dovremo fare anche noi delle
economie». Il Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie viticole ed enologiche
potrebbe chiudere? «Fare economia non significa chiudere, ma trovare partner
che possano darci una mano nel sostenere i costi. è una linea di istruzione per
i vini, il prosecco fa business, quindi credo che il mondo imprenditoriale
debba sostenere questi percorsi». Il fatto che la crisi di una banca possa
minare a livello locale un equilibrio come il risiko immobiliare trevigiano non
la preoccupa? «Coi numeri che ci sono, può cadere anche lo Stato: siamo il
terzo Paese per debito pubblico a livello mondiale». A rischio è anche il
circuito dei teatri. La Provincia può intervenire? «Vediamo se riusciamo con la
nostra capacità di spesa a inserire all'interno di RetEventi alcuni
appuntamenti. Cercare di dare una risposta là dove Fondazione non può arrivare,
è una priorità sotto l'aspetto culturale, ma anche per gli ottimi rapporti con
Fondazione». Fe.Ba. Nel mirino Dino De Poli, patron di Fondazione Cassamarca, è
finito nel mirino del prosindaco Giancarlo Gentilini dopo il rischio di nuovi
tagli ai teatri
( da "Corriere
del Veneto" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data:
2009-03-11 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Scuola I dirigenti delle
medie, dopo le iscrizioni, fanno i conti con le conseguenze della riforma
«Nievo, tagliate lingue e laboratori» BELLUNO — Scuola media, dopo le
iscrizioni i dirigenti scolastici fanno i conti con gli effetti
della riforma Gelmini. Nelle medie di Sedico e Sospirolo vince il tempo prolungato, ad
Agordo il tempo ordinario di 30 ore. Ma, oltre al nodo orario, i dirigenti sono
preoccupati per i tagli su ore d'insegnamento e professori. «Nei nostri
istituti - dice Emilio Guerra, dirigente delle Nievo di Cavarzano e Castion, a
Belluno - non ci sono differenze sostanziali negli iscritti»: nel 2008
169, quest'anno 166. «Ma - spiega Guerra la riforma ha altre conseguenze
negative». Il tempo ordinario settimanale passa da
( da "Corriere
della Sera" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma -
data: 2009-03-11 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'intervista Nei prossimi
giorni partiranno i lavori per le nuove strutture sul greto del Tevere
«Università e sport, binomio vincente» Il rettore Parisi: «Iscritti in
crescita, abbiamo bisogno di spazi» «Abbiamo la disponibilità del “Palazzo H” e
parzialmente dello Stadio dei Marmi. Troppi vincoli ci impediscono di crescere»
Le altre università perdono iscrizioni, loro segnano un aumento del 13%. I
cervelli scappano all'estero? All'Università del Foro Italico (già Isef, poi
Iusm), su 2500 studenti 150 sono stranieri, la maggior parte extraeuropei.
Crollano le Borse e si taglia nel terziario, e alla quarta università statale
di Roma nascono nuove professionalità: manager dello sport, professionisti del
wellness, specialisti in alimentazione sportiva. Servono campi per gli
allenamenti? L'Università del Foro Italico, su concessione del Comune, darà il
via nei prossimi giorni ai lavori di bonifica sugli argini del Tevere vicino a
piazza Maresciallo Giardino (via Capoprati): una struttura aperta anche al
territorio. L'unico ateneo italiano, e uno dei pochissimi in Europa (gli altri
sono a Oslo e Colonia), a essere interamente dedicato allo sport e alle attività
motorie, scoppia di salute ed è in cerca di nuovi spazi. Per far fronte al
continuo aumento delle domande, ieri il rettore Paolo
Parisi ha incontrato il ministro del-l'Istruzione, Mariastella Gelmini. Cosa avete chiesto al ministro? «Abbiamo innanzitutto
ripercorso la storia dell'università, da quando fu fondata nel 1928 come
Accademia di Educazione Fisica, fino ad oggi che è riuscita a conquistarsi un
importante posto a fianco delle altre università della capitale. Abbiamo
consegnato al ministro anche un disegno di legge elaborato dalla Conferenza dei
presidi di Scienze motorie per la tutela dei nostri laureati, costretti a
competere sul mercato con persone meno competenti. Un'iniziativa mirata a
proteggere anche l'utente da tecnici improvvisati, ad esempio nelle palestre o
nei centri di riabilitazione. In più, abbiamo ribadito che in tema di
formazione e aggiornamento degli insegnanti vogliamo essere un punto di
riferimento privilegiato. Ma abbiamo parlato soprattutto dei vincoli che ci
impediscono di crescere ». da una sentenza della Corte d'appello passata in
giudicato nel 2000, ma su richiesta del demanio e per volontà politica sono
gestiti dal Coni. Noi abbiamo disponibilità del "Palazzo H" e
parzialmente dello Stadio dei Marmi. Abbiamo ceduto al demanio anche
l'Accademia femminile di Orvieto, un prestigioso complesso con cinque ettari di
terra, e in cambio ci è stato dato l'ex Collegio di musica, un piccolo spazio
sempre all'interno del Foro Italico. Ci era stato Quali in particolare? «In
pratica tutti gli edifici del Foro italico fanno parte del nostro ateneo, una
realtà ribadita promesso qualcos'altro ma non si è mai arrivati a nulla. Per
quanto riguarda lo Stadio dei Marmi, infine, il Coni ne ricava anche un reddito
e con la fame di fondi che hanno oggi le università è un valore non
trascurabile ». Quali sono allora le strategie di espansione? «Stiamo agendo su
tre fronti: la realizzazione di una struttura di
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA MILANO pag. 9 Statale, tafferugli fra studenti Gli
autonomi assaltano un banchetto dei giovani di destra VIA CELORIA TENSIONE
ALL'UNIVERSITÀ La polizia in università dopo i tafferugli fra studenti MILANO
VIOLENTI tafferugli ieri alla sede della Statale di via Celoria 22 tra un
gruppo di giovani di Azione universitaria, che aveva messo un banchetto per la
raccolta delle firme per l'accesso controllato in università, e una cinquantina
di autonomi. L'intervento della polizia, che si è frapposta tra i due gruppi,
ha, però subito sedato gli animi e riportato la calma all'interno dell'ateneo.
I MOMENTI DI TENSIONE in via Celoria sono cominciati alle 13 circa, quando gli
autonomi hanno iniziato a presidiare il banchetto allestito da Azione
universitaria. I giovani di destra stavano raccogliendo le firme, come già nei
giorni scorsi nella sede di via Festa del Perdono e via Conservatorio. Secondo
i giovani di Azione universitaria, gli autonomi li hanno minacciati verbalmente
fino alle 14, impedendo loro di smontare il gazebo al termine del permesso. I
manifestanti si sono poi ritirati sulle scale davanti al banchetto per
permettere ad Azione universitaria di andarsene, ma quando un rappresentante di
destra ha incominciato a urlare al megafono quanto accaduto, i giovani dei
collettivi si sono mossi contro il banchetto. Di qui è nato il tafferuglio in
cui diversi giovani si sono presi a calci e pugni. Qualcuno agitava anche
caschi da moto. L'intervento della polizia è stato immediato e un cordone di
agenti ha separato i giovani, che hanno proseguito a lanciarsi insulti. Naturalmente
l'episodio non ha mancato di scatenare le accese proteste dei giovani di
destra. «Ancora una volta i collettivi hanno dimostrato tutta la loro arroganza
e antidemocraticità - ha detto Carlo Armeni, rappresentante degli studenti di
Azione Universitaria -.E' l'ennesima volta che i nostri militanti e le nostre
iniziative vengono prese di mira da questi individui. Questa volta sono
arrivati all'aggressione fisica. E' tempo che il Rettore smetta di far finta di
nulla e intervenga su una situazione che rischia di degenerare». GIOVANNI
DONZELLI, presidente nazionale di Azione universitaria, chiede invece al
governo il Daspo per le università così come per gli stadi. «Berlusconi, Gelmini e Maroni non possono abbandonarci alla violenza dell'estrema
sinistra. Chiediamo un provvedimento urgente in cui chi viene identificato in
situazioni di violenza politica non possa frequentare le sedi universitarie,
anche se iscritto, nei giorni delle elezioni universitarie e quando si tengono
iniziative culturali e politiche. Così come con il Daspo per gli stadi,
chiediamo una misura similare per le università». Image: 20090311/foto/4287.jpg
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
24 ORE MILANO pag. 14 Berlusconi e Formigoni al raduno di
Rete Italia MILANO SABATO FORMIGONI, domenica Berlusconi. Sono gli appuntamenti
chiave del secondo raduno nazionale di Rete Italia, in programma da venerdì a
domenica a Riva del Garda, con una serie di incontri, riflessioni e interventi
su «riforme, cammino verso il Popolo della Libertà, ruolo di cattolici e laici
negli schieramenti politici italiani». I lavori saranno preceduti - venerdì -
dalla lectio magistralis "Chiesa e politica oggi: spunti per un
giudizio", tenuta dal patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola. Nella
tarda mattinata di sabato è previsto l'intervento di Roberto Formigoni,
governatore della Lombardia e vicepresidente nazionale di Forza Italia. Per
domenica è in programma l'intervento del presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi. Interverranno anche i ministri Sacconi, Frattini, Alfano, Fitto e Gelmini, il sindaco di Roma Alemanno, il vicepresidente della Camera,
Maurizio Lupi, il vicepresidente del Parlamento Europeo, Mario Mauro,
l'onorevole Giancarlo Abelli e i presidenti dei gruppi parlamentari del Pdl,
Cicchitto e Gasparri. Rete Italia, nata nel 2006 da un'iniziativa di Roberto
Formigoni, Mario Mauro, Maurizio Lupi e Giancarlo Abelli, «è presente
oggi in molte regioni dove promuove momenti di confronto tra amministratori e
territorio, favorendo lo scambio di esperienze e la diffusione della
sussidiarietà come motore dell'iniziativa politica». Image: 20090311/foto/4892.jpg
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 11-03-2009)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Firenze))
Argomenti: Scuola
CRONACHE pag. 13 «Meno stranieri in
aula Ecco il mio piano-quote» Gelmini: «Classi a tempo per
imparare l'italiano» ROMA POTREBBE essere fissato un limite alla presenza di
alunni stranieri nelle singole classi. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha ammesso che allo studio c'è un progetto che presuppone il
confronto con le dirigenze regionali. «Bisogna tener conto delle
differenze territoriali», ha detto la Gelmini a
Famiglia cristiana. Allo stesso modo, secondo la responsabile di Viale
Trastevere, il disegno di classi destinate ai soli bambini stranieri, perché
imparino la lingua italiana, non è tramontato. «E' una questione didattica, non
politica o ideologica. Non vogliamo chiamarle classi-ponte? Chiamiamole classi
di inserimento perché la classe ponte può essere fraintesa ed evocare una
divisione che non ci deve essere. Si tratta di classi a tempo per
l'apprendimento della lingua italiana, che preparano all'inserimento nella
classe di appartenenza». I propositi del ministro potrebbero provocare nuove
polemiche, ma la Gelmini è ben decisa ad andare
avanti, come sul maestro unico sul quale è tornata. «E' una scelta culturale e
pedagogica che vale per tutti. Abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie
con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore, ma qualunque sia la scelta, il
maestro di riferimento è sempre unico. Il massimo di ore che può fare un
maestro elementare è di 22 più 2 di programmazione, quindi ci sarà un maestro
di riferimento affiancato da colleghi, d'inglese, di religione, che copriranno
le ore rimanenti. Identificare il maestro unico con le 24 ore è un errore di
contenuto che sta disorientando le famiglie». ALTRO tema delicatissimo e che è
al centro di un confronto della conferenza Stato-Regioni, è il dimensionamento
degli istituti. L'accordo trovato è che su 6mila scuole la chiusura riguarderà
3mila istituti che saranno vagliati caso per caso. «Dove l'accorpamento può
essere compensato da un buon servizio di trasporto si procederà. Dove si tratta
di paesi estremamente sperduti è chiaro che resteranno le scuole così come
sono, sempre che si tratti di edifici sicuri». IERI la Gelmini
ha incontrato i rappresentanti dei sindacati. E' stato annunciato che i tagli,
rispetto all'organico di diritto, saranno ridotti di 5mila unità. Inoltre il
ministero ha avanzato richieste per 20mila assunzioni e ha ribadito l'impegno
per la verifica di soluzioni sui precari. Le decisioni sono state accolte
positivamente da Uil e Cisl, mentre la Cgil ha attaccato duramente la politica
del governo. Per Mimmo Pantaleo sotto accusa è la volontà dell'esecutivo nella
politica scolastica, pertanto resta confermato lo sciopero già indetto per il
18 marzo. Per Massimo Di Menna della Uil «occorre garantire alle scuole un
organico adeguato in base alle esigenze di funzionalità e, in questa direzione,
spostare i 5mila tagli, rappresenta un contributo ragionevole». Silvia
Mastrantonio
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Terroristi solitari e nuove Brsono i rischi che corre
l'Italia la relazione degli 007 al parlamento I servizi segreti rilevano come
anche la crisi economica possa rivelarsi terreno fertile per la criminalità
organizzata 11/03/2009 ROMA. Il terrorismo islamico resta «una minaccia di
prima grandezza» per l'Italia. Sempre delicate, poi, le missioni militari,
specie in Afghanistan. Sul fronte interno non sono da sottovalutare le Br,
mentre nuovi rischi possono arrivare dalla crisi economica. Complessivamente
sono state 216 le minacce terroristiche esaminate nel 2008 dal Casa (il
Comitato di analisi strategica antiterrorismo). È quanto emerge dalla Relazione
2008 dei servizi segreti consegnata al Parlamento. Fondamentalismo islamico. Al
Qaida, rileva l'intelligence, è determinata a colpire «i Paesi occidentali ed i
loro alleati». Per questo l'Europa «nel suo insieme può essere inclusa tra gli
obiettivi». E l'Italia «si inserisce in questo contesto di criticità, sebbene
non siano emersi riscontri sul concreto sviluppo di pianificazioni offensive da
consumarsi sul nostro territorio». Anche la relazione annuale dell'intelligence
americana ha indicato che al Qaida sta «continuando a pianificare attacchi in
Europa e in Occidente». Integralisti italiani. Il panorama integralista
italiano è caratterizzato dalla presenza di «ristretti circuiti estremisti
spesso raccolti attorno a referenti carismatici in grado di radicalizzare giovani
conquistati alla"causa"». Il fenomeno è in crescita negli ambienti
carcerari, dove è stata rilevata «un'insidiosa opera di indottrinamento e
reclutamento svolta da "veterani", condannati per appartenenza a reti
terroristiche, nei confronti di connazionali detenuto per spaccio di droga o
reati minori». Jihadisti "fai-da-te". E l'azione dell'intelligence in
Italia, spiegano i servizi, è chiamata a misurarsi anche con le «incognite
legate alla possibile, improvvisa attivazione operativa nei cosiddetti
"lone terrorist" (terroristi solitari), soggetti che, al di fuori di
qualsiasi vincolo associativo, si autopromuovono». Missioni all'estero.
«Profili di rischio», indica poi la relazione, sono presenti per «i nostri
contingenti militari in aree di crisi che, in ragione della loro stessa
missione, restano potenziali obiettivi di disegni
terroristici/destabilizzanti». In particolare, in Afghanistan «consistenti
aliquote di Taleban» stanno «migrando verso il settore occidentale, area di
responsabilità italiana». Le Brigate Rosse. Sul fronte interno, l'area
brigatista è, secondo gli 007, «una minaccia da non sottovalutare», anche alla
luce della «perdurante presenza di un'area di consenso verso programmi
rivoluzionari che non escludono il ricorso alla lotta armata». Si segnala
inoltre un aumento della conflittualità tra estremisti di destra e sinistra,
culminata negli scontri di Piazza Navona dell'ottobre scorso durante una
manifestazione studentesca contro il "decreto Gelmini". La crisi economica. Nuove minacce alla sicurezza derivano
inoltre dalla crisi economica, con il rischio di tensioni strumentalizzabili in
chiave oltranzista e quello dell'accentuata invasività delle organizzazioni
criminali. C'è poi il delicato tema dei Fondi sovrani, speciali fondi posseduti
da Stati per detenere attività in valuta estera. Il rischio, avvertono i
servizi, è che «i piani di investimento di un Fondo sovrano possano nascondere
progetti di controllo». Gli sbarchi dei clandestini. Infine, l'immigrazione
clandestina: nel 2008 le organizzazioni criminali hanno impresso una forte
accelerazione agli sbarchi. La strategia dei trafficanti punta a pianificare
arrivi in massa per congestionare i centri di accoglienza. I servizi segnalano
anche il rischio, per ora senza evidenze, «di un utilizzo dei canali
dell'immigrazione clandestina per il trasferimento di terroristi». Massimo
Nesticò (Ansa) 11/03/2009
( da "Mattino
di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
MERCOLEDI' PROSSIMO CON CORTEO Sciopero della scuola: la Cgil mobilita il fronte anti-Gelmini Per
mercoledì 18 marzo, la Flc-Cgil ha indetto uno sciopero nazionale in tutte le
scuole. Padova avrà un ruolo di primo piano nella mobilitazione generale degli
insegnanti e del personale Ata perché in città si svolgerà un corteo, che
partirà da piazza Garibaldi e terminerà in piazzale Pontecorvo, sotto le
finestre dell'Ufficio Scolastico Provinciale guidato da Franco Venturella. Allo
sciopero non hanno dato l'adesione né la Cisl e né la Uil, ma a fianco dei
docenti della Cgil, che in città saranno guidati dai sindacalisti Salvatore
«Totò» Mazza e Teresa De Sanctis, ci saranno anche i colleghi della Gilda, un
parte dei Cobas, il Coordinamento Precari, gli studenti della Rete degli
istituti superiori, i vari comitati dei genitori anti-Gelmini
ed anche qualche sindaco che sta protestando a fianco dei genitori. Tra gli
organizzatori del corteo c'è anche Angelo Zuppato, esponente della segreteria
provinciale della Cgil-Scuola e docente dell'Itc Sandro Pertini a
Camposampiero. «Scendiamo in piazza perché in questo periodo la scuola pubblica
sta attraversando uno dei periodi più neri della sua storia - sottolinea il
professore Zuppato - Se il Decreto Gelmini non sarà
modificato, l'anno prossimo perderanno il posto di lavoro minimo 600 docenti
nel solo Veneto e la qualità del Pof (piano dell'offerta formativa) si
abbasserà notevolmente. Salvo miracoli dell'ultima ora, le classi in tutti i
tipi di scuola saranno superaffollate. In tante classi degli istituti superiori
dovremo fare lezione anche a trenta studenti. Il governo Berlusconi-Tremonti
darà sempre più spazio alla scuola privata. Tant'è che la Gelmini
ha già cancellato la parola pubblica dal palazzo di viale Trastevere: ogni
volta che arrivano le circolari da Roma si legge solo Ministero
dell'Istruzione». Intanto continuano le assemblee indette dalla Cgil per i i
docenti e non docenti, mentre, al pomeriggio, fuori e dentro le scuole, stanno
andando avanti le riunioni dei genitori, mobilitati a tutti i livelli per
mantenere il tempo lungo nelle scuole elementari. Solo in città sono a rischio
circa 3.000 bambini e, di conseguenza, rischiano di essere smantellate le mense
e tutte le attività collaterali del Comune. (Felice Paduano)
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
La valutazione sul comportamento quest'anno fa media e può
abbassare i crediti in vista della maturità Notte brava in gita a Strasburgo
«Un voto in meno in condotta»
Liceali Costa caro il viaggio d'istruzione
( da "Stampa,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'APPELLO DELLE MAMME DELLA FRAZIONE "La scuola di
Rocchetta rischia di chiudere Mandateci i vostri figli" Un appello delle mamme
di Rocchetta: «Aiutateci a salvare la nostra scuola». L'invito è rivolto ai
genitori dei bambini di Cairo che devono iscriversi alle scuole materne ed
elementari affinché decidano, appunto, di far frequentare ai loro figli le
scuole della frazione. Un invito supportato anche dall'amministrazione comunale
del sindaco Fulvio Briano che, dopo un incontro con i genitori rocchettesi, ha
deciso di mettere a disposizione, per il prossimo anno, uno scuolabus che farà
la spola dal capoluogo alla frazione: «La sicurezza di poter contare su un
comodo sistema di trasporto degli studenti può essere incentivo per le
iscrizioni alla scuola di Rocchetta che, più delle altre, rischia
di cadere sotto la mannaia del decreto Gelmini - dice lo
stesso sindaco -. E non si tratta solo di venire incontro alle esigenze dei
genitori e dei residenti della frazione, ma anche di ragionare in prospettiva.
Rocchetta è l'area dove è previsto il maggior sviluppo residenziale nei
prossimi anni. Di fronte a tale prospettiva rischiare di dover chiudere
la scuola è un'eventualità inaccettabile. Chiuderemmo oggi quello che
sicuramente domani servirà ma, una volta chiuso, non sappiamo se saremo in
grado poi di garantire. Questa amministrazione farà quanto è in suo potere per
mantenere in attività quel plesso». Ed è questo che chiedono i genitori di
Rocchetta che già nei mesi scorsi avevano partecipato all'assemblea pubblica
organizzata nel Palazzo di Città, alla presenza del vice presidente della
Regione, Massimiliano Costa. «Innanzitutto - spiegano - vorremmo sottolineare
che tutti i bambini in età scolare di Rocchetta sono iscritti qui e non ci sono
state fughe verso Dego o altre scuole, come ha insinuato qualcuno. Anzi, il
nostro invito, o forse è meglio dire appello, rivolto ai genitori di Cairo ma
non solo, è proprio quello di valutare la possibilità di iscrivere i loro figli
in questa scuola. Non abbiamo ancora dati certi, ma è innegabile che, con
l'attuale numero di iscritti siamo più vulnerabili rispetto ad altre realtà,
mentre, in un immediato futuro, le domande di iscrizione aumenteranno
notevolmente ma il rischio sarà appunto di non avere più la scuola. Mantenere
la scuola significa mantenere l'identità, significa sentirsi una piccola
comunità e, in prospettiva, mantenere inalterato un servizio di qualità».
( da "Quotidiano.net"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
parla del suo nuovo progetto: "Bisogna tener conto delle differenze
territoriali". Le classi speciali preparano all’inserimento nella classe
di appartenenza
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Dieta SCUOLA & INTEGRAZIONE "Meno stranieri in aula col piano-quote
Classi a tempo per imparare l'italiano" Il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini parla del suo nuovo progetto:
"Bisogna tener conto delle differenze territoriali". Le classi
speciali preparano all?inserimento nella classe di appartenenza ROMA, 11 MARZO
2009 - POTREBBE essere fissato un limite alla presenza di alunni stranieri
nelle singole classi. Il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini ha ammesso che allo studio c?è un progetto che
presuppone il confronto con le dirigenze regionali. «Bisogna tener conto delle
differenze territoriali», ha detto la Gelmini a
Famiglia cristiana. Allo stesso modo, secondo la responsabile di Viale
Trastevere, il disegno di classi destinate ai soli bambini stranieri, perché
imparino la lingua italiana, non è tramontato. «E? una questione didattica, non
politica o ideologica. Non vogliamo chiamarle classi-ponte? Chiamiamole classi
di inserimento perché la classe ponte può essere fraintesa ed evocare una
divisione che non ci deve essere. Si tratta di classi a tempo per
l?apprendimento della lingua italiana, che preparano all?inserimento nella
classe di appartenenza». I propositi del ministro potrebbero provocare nuove
polemiche, ma la Gelmini è ben decisa ad andare
avanti, come sul maestro unico sul quale è tornata. «E? una scelta culturale e
pedagogica che vale per tutti. Abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie
con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore, ma qualunque sia la scelta, il
maestro di riferimento è sempre unico. Il massimo di ore che può fare un
maestro elementare è di 22 più 2 di programmazione, quindi ci sarà un maestro
di riferimento affiancato da colleghi, d?inglese, di religione, che copriranno
le ore rimanenti. Identificare il maestro unico con le 24 ore è un errore di
contenuto che sta disorientando le famiglie». ALTRO tema delicatissimo e che è
al centro di un confronto della conferenza Stato-Regioni, è il dimensionamento
degli istituti. L?accordo trovato è che su 6mila scuole la chiusura riguarderà
3mila istituti che saranno vagliati caso per caso. «Dove l?accorpamento può
essere compensato da un buon servizio di trasporto si procederà. Dove si tratta
di paesi estremamente sperduti è chiaro che resteranno le scuole così come
sono, sempre che si tratti di edifici sicuri». IERI la Gelmini
ha incontrato i rappresentanti dei sindacati. E? stato annunciato che i tagli,
rispetto all?organico di diritto, saranno ridotti di 5mila unità. Inoltre il
ministero ha avanzato richieste per 20mila assunzioni e ha ribadito l?impegno
per la verifica di soluzioni sui precari. Le decisioni sono state accolte
positivamente da Uil e Cisl, mentre la Cgil ha attaccato duramente la politica
del governo. Per Mimmo Pantaleo sotto accusa è la volontà dell?esecutivo nella
politica scolastica, pertanto resta confermato lo sciopero già indetto per il
18 marzo. Per Massimo Di Menna della Uil «occorre garantire alle scuole un
organico adeguato in base alle esigenze di funzionalità e, in questa direzione,
spostare i 5mila tagli, rappresenta un contributo ragionevole». di Silvia
Mastrantonio Classi separate per stranieri, sei d'accordo? - Tetto del 30% di
stranieri in aula, che ne pensi? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome
amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di
posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse
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cugini e[...] Seppi smentisce Binaghi10:20:22 - @Andrej R. 78: Carissimo
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[...] Nadal spazza via Djokovic10:09:39 - beh certo che il certificato di Seppi
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vero volto Gli esperti dello Shakespeare Birthplace Trust sono convinti che
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( da "Repubblica.it"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA - Il G8 a casa sua. A metà strada tra la residenza di
famiglia di Villa Belvedere a Macherio e l'alloggio-ufficio di Villa San
Martino ad Arcore. A Lesmo, per l'esattezza, paesino da settemila anime nel
cuore della Brianza, provincia di Milano (Monza da giugno), che in pochi
conoscono ma presto familiare a tanti. Perché lì sorge quella villa Gernetto
che proprio Silvio Berlusconi, pardon, la società Fininvest ha acquistato da
Unicredit per 35 milioni di euro, l'anno scorso. Per farne cosa? L'Università
del pensiero liberale, l'ateneo in cui il Cavaliere sogna di aprire a settembre
per portarvi a insegnare da Bush ad Aznar, da Gorbaciov a Clinton. Come spot,
un G8 non è male. Ecco, Palazzo Chigi ha deciso - e fatto sapere attraverso il
suo sito e quello ufficiale del summit - che si terrà lì, dal 25 al 28 giugno,
il vertice della Scienza e della tecnologia, uno dei dieci in programma in
Italia (quattro a Roma) collaterali al principale tra i premier alla Maddalena
in luglio. Dunque, la riunione dei ministri dell'Università e della ricerca dei
paesi più industrializzati si farà in uno degli immobili di lusso di
Berlusconi. E un pezzo di G8 in una villa privata del capo di governo ospitante
sarà un altro dei primati che il nostro potrà a quel punto vantare. In Toscana
non l'hanno presa per niente bene. Protestano gli amministratori di Lucca,
unico avamposto Pdl nella rossa Toscana. Beffa doppia. Il 31 luglio dell'anno
scorso nella città che è anche di Marcello Pera il sottosegretario
all'Università Giuseppe Pizza aveva annunciato con "grandissimo
orgoglio la scelta del ministro Gelmini di portare
il prossimo G8 della Scienza in questa città". E invece? Invece la
milanesissima ministra Mariastella Gelmini ha pensato
bene che forse il vertice sarebbe stato meglio giocarselo in casa (metaforica,
in questo senso). E sulla scelta sembra abbia influito anche il sindaco sindaca
Letizia Moratti, intenzionata a fare dell'evento uno dei trampolini per
la pur lontanissma Expo 2015. Poi, si sa, sulle location, come sempre, l'ultima
parola è del premier. E allora addio Palazzo Ducale di Lucca.
OAS_RICH('Middle'); "Siamo amareggiati, ci puntavamo. Tutti pronti, noi,
la prefettura, la questura, la Provincia - racconta il sindaco di centrodestra,
Mauro Favilla - Poi, poco tempo fa, un collaboratore della Gelmini
ci ha fatto sapere che non se ne faceva più niente. Che c'era un problema di
budget, ma noi ci eravamo impegnati anche a fare un sacrificio finanziario. La
settimana scorsa la lettera di scuse del sottosegretario Pizza. Vanno a Lesmo,
sembra che i fondi lì siano privati. Ho chiesto un incontro alla Gelmini, spero mi riceva a giorni". Comunque sia, ormai
è fatta. Si va tutti a villa "Il Gernetto" (ex Somaglia), in Brianza
shire: dimora settecentesca, cento stanze già predisposte per i futuri
studenti, aula magna, 35 aule informatizzate e un parco di
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
MONTECCHIO PR. Dubbi della lista "Vivere"
11/03/2009 rss e-mail print La scuola elementare. STELLA Che conseguenze
avranno i tagli al personale docente previsti dalla riforma
Gelmini sull'organizzazione della nuova scuola elementare di Montecchio
Precalcino? A chiederselo, e con una certa preoccupazione, è Gabriele Dal
Zotto, consigliere di minoranza della lista "Vivere Montecchio".
Proprio per paura che i tagli previsti dalla riforma Gelmini rendano
vani gli sforzi e gli investimenti fatti per realizzare la nuova scuola del
paese, costata oltre tre milioni di euro, Dal Zotto ha inviato
un'interpellanza con carattere d'urgenza al sindaco Imerio Borriero e
all'assessore alla cultura Irma Peruzzo. «Questa legge - spiega Dal Zotto - sta
creando molti problemi di applicazione e numerose incertezze organizzative. Per
tutte le classi verranno eliminate le compresenze degli insegnanti, ci saranno
difficoltà nel gestire bene alcune fasi della didattica, mentre regna
l'incertezza sugli orari della scuola e sui tempi mensa». A spingere il
consigliere Dal Zotto a farsi avanti, è soprattutto la particolare situazione
di Montecchio. «Il nostro comune - continua - si trova ad affrontare questo
stravolgimento proprio mentre deve concentrarsi sull'organizzazione del nuovo
plesso scolastico unico per le elementari. La nuova scuola sarà presto
inaugurata, ma con i tagli rischiamo di non poter sfruttare appieno
l'investimento». Ora che ha segnalato i dubbi all'amministrazione comunale, Dal
Zotto si attende delle risposte. «Ci chiediamo quali iniziative abbia messo in
atto l'amministrazione comunale con gli assessori all'istruzione di provincia e
regione in modo da limitare i danni in termini di riduzione del personale per
l'istituto comprensivo di Villaverla-Montecchio e soprattutto per la nuova
scuola del paese. Tale azione dovrebbe concertarsi con quella di altre
amministrazioni che si trovano nella stessa condizione per far sentire in modo
unitario la voce di protesta. Vorremmo anche sapere quali soluzioni alternative
ha in programma la maggioranza, nel caso le iniziative non portino ad alcun
risultato. Ricordo che esiste una fascia di popolazione che ha bisogni
formativi maggiori rispetto all'offerta minima della riforma». Il nostro gruppo
ha chiesto al comune stanziamenti per servizi comunali integrativi».
( da "Avvenire"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 11-03-2009 Gelmini: il maestro unico? Scelta culturale e pedagogica DA MILANO « Q
uella del maestro unico è una scelta culturale e pedagogica del ministero che
vale per tutti. Noi abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie con
opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore ma, qualunque sia la scelta, il maestro
di riferimento è sempre unico». Il ministro della Pubblica Istruzione
Mariastella Gelmini torna a parlare del maestro unico
in un'intervista concessa a «Famiglia Cristiana». E punta a precisare che
«identificare il maestro unico con le 24 ore è un errore di contenuto che sta
disorientando le famiglie». Altro tema scottante il possibile tetto per la
presenza di alunni stranieri in ogni classe. «Ci stiamo confrontando con i
dirigenti regionali, perché bisogna tener conto delle differenze territoriali
». Anche sulle «classi ponte», che «possiamo chiamare classi d'inserimento. Si
tratta di 'classi a tempo' per l'apprendimento della lingua italiana, che
preparano l'inserimento nella classe di appartenenza ». Non mancano riferimenti
al presunto taglio degli orari nei licei («Non avverrà») e al ridimensionamento
della rete scolastica («C'è l'accordo con le Regioni»). E sull'invito del
Presidente Napolitano a rivedere i tagli ai finanziamenti all'università
previsti per il 2010, il ministro conclude: «I messaggi del presidente sono
molto saggi e coerenti. Non mi si chieda, però, di far finta di non vedere gli
sprechi».
( da "Legambiente"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Comunicati stampa 11/03/2009 13:06 Ecoistema Scuola 2009:
Venerdì 13 marzo 2009, ore 12.00 Legambiente presenta i dati del rapporto
annuale sulla qualità degli edifici scolastici Con il focus sull?efficienza
energetica realizzato in collaborazione con Edison Sarà premiata la scuola
vincitrice del concorso Kyoto anch?io 2008 Qual è lo stato dell?edilizia
scolastica in Italia? Legambiente con il suo IX rapporto Ecosistema scuola
presenta la fotografia degli istituti scolastici nel nostro Paese sulla base
dei dati ufficiali forniti dai 103 Comuni capoluogo di provincia, un dossier
che rappresenta uno degli strumenti di conoscenza più completi rispetto alla
sicurezza, sostenibilità e vivibilità delle scuole italiane. Nel 2008 la
ricerca è stata ampliata realizzando, in collaborazione con Edison, prima
indagine nazionale volta a definire i criteri di gestione energetica delle scuole.
Nel corso della conferenza stampa si terrà anche la premiazione della scuola
vincitrice del concorso Kyoto anch?io 2008 promosso da Legambiente e Edison,
che assegnerà un pannello fotovoltaico al miglior progetto di riqualificazione
ambientale ed energetica realizzato. Intervengono: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della
Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto
Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente
scuola e formazione. Segue aperitivo L'ufficio stampa Legambiente: 06
86268353-79-99-76 Torna all'elenco delle notizie
( da "Sicilia,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
protesta in viale cadorna «Grazie sindaco, per i lavori in
cassa 12 euro al giorno» Ieri mattina nel salone della Cgil Roberto Alosi,
segretario generale della Flc, ha illustrato in conferenza stampa i risultati
del referendum sul rinnovo del contratto della scuola, firmato da Cisl e Uil,
ma non dalla Flc-Cgil. «Il referendum - ha sottolineato Alosi - è stato
un'occasione per discutere del contratto e delle politiche devastanti del Governo
sulla scuola e sull'intero mondo del lavoro». Nella nostra provincia hanno
votato 4637 lavoratori della scuola, il 61,2% degli aventi diritto e si sono
espressi per il «no» alla sottoscrizione del contratto il 98.5% dei votanti,
per il «sì» l'1%, con scheda bianca o nulla lo 0.5%. «Si tratta di un no forte
- ha commentato il sindacalista - a un contratto che riduce gli stipendi e al
disegno di legge delega Brunetta, al disegno di legge Aprea
e ai provvedimenti della Gelmini che determineranno in tempi rapidi la distruzione della funzione
di rappresentanza del sindacato per lasciare il posto al potere unilaterale del
Governo su reclutamento, carriere, salario, provvedimenti disciplinari». Nelle
previsioni di Alosi c'è «un taglio di 87.000 posti di lavoro di docenti
e 44.500 di Ata nel prossimo triennio. In provincia si perderanno, dal
2009-2010, 300 posti di insegnanti elementari, 100 cattedre di lettere e 30 di
educazione tecnica nella scuola media (per la riduzione delle ore settimanali
di lezione ) e 128 unità di Ata. Alosi ha annunciato lo sciopero generale della
scuola il 18 marzo e la partecipazione alla manifestazione in programma a
Palermo. Annalisa Stancanelli
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud1)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
PORTICI Peppe Diana, il ricordo degli scout alle
Carmelitane Nella chiesa delle Carmelitane in piazzale Divina Provvidenza ieri
pomeriggio gli scout hanno ricordato la vita e il sacrificio di don Peppe
Diana, il parroco di Casal di Principe assassinato dalla camorra quindici anni
fa. L'iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l'associazione
Libera di don Luigi Ciotti in vista della giornata della memoria e dell'impegno
contro le mafie prevista a Napoli per il 21 marzo. «Libera la parola» è il tema
dell'incontro, al quale hanno partecipato il padre e la sorella di don Peppe
Diana, don Tonino Palmese (in rappresentanza di Libera) e Giannangelo Marciano
(in rappresentanza degli scout dell'Agesci). SAN GIORGIO/1 Materiale scolastico
buoni per la School Card È stata approvata la graduatoria per la distribuzione delle
School Card, i buoni per l'acquisto di materiale scolastico che
l'amministrazione comunale ha messo a disposizione delle famiglie con basso
reddito e con due figli nell'età della scuola dell'obbligo. Sono giunte al
Comune oltre 700 domande: c'è stata quindi, una grande risposta al primo
provvedimento scaturito dall'Anagrafe Sociale realizzato dal Comune negli
scorsi mesi. La School Card sarà consegnata a 300 famiglie. «Siamo andati
incontro alle esigenze delle famiglie assegnando buoni acquisto del valore di
100 euro per l'acquisto del necessario scolastico perché è proprio nella scuola
che avvengono le prime discriminazioni sociali - dice l'assessore alle
Politiche Sociali Luciana Cautela - Grazie a un'apposita convenzione con i
commercianti sangiorgesi selezionati tramite avviso pubblico, abbiamo stabilito
che gli utenti riceveranno il 10% di sconto sui prodotti acquistati». Per il
sindaco Mimmo Giorgiano «provvedimenti importanti come questi servono per
andare incontro al disagio socio-economico e per dare maggiore potere
d'acquisto alle famiglie sangiorgesi». SAN GIORGIO A CREMANO /2 Contributi per
il fitto cambiano i parametri Sono cambiati alcuni dei parametri per assegnare
i fondi relativi alla 431, ovvero ai contributi per il fitto. «Abbiamo abbassato
- spiega l'assessore alle Politiche Sociali Luciana Cautela - il massimo che
una famiglia può recepire attualmente. Per esempio, chi è nella fascia
contributiva che va da
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Flc-Cgil: «Le famiglie vicentine hanno bocciato il maestro
unico e il relativo modello orario» Mercoledì 11 Marzo 2009, «Le famiglie
vicentine hanno bocciato il maestro unico e il relativo modello orario, visto
che solo il 2 per cento di queste ha scelto l'opzione delle 24 ore
settimanali». A dirlo è la Flc Cgil di Vicenza, per bocca del suo segretario
Sebastiano Campisi. Il sindacato della scuola ieri nell'aula magna
dell'Istituto Lampertico ha promosso un'assemblea sindacale con il personale
docente e Ata. Nel corso dell'incontro, al quale ha partecipato anche il
segretario generale nazionale Domenico Pantaleo, si è discusso dei tagli agli
organici previsti nell'era Gelmini. «Si tratta
di una riduzione spaventosa - avverte Campisi - che per Vicenza solo l'anno
prossimo riguarderà circa 200 Ata, cioè il 6 per cento dell'organico, che
diventeranno 600-700 nei prossimi tre anni». Sulle cattedre in meno, invece,
ancora non vi sono dati certi: «Manca ancora il decreto sugli organici.
Ma si calcola che sarà altissimo il numero dei posti che salteranno.
Specialmente nella scuola primaria, dove a livello nazionale si parla di un
taglio dagli 11 mila ai 16 mila docenti, ben al di sopra di quanto era stato
dichiarato nello schema di piano programmatico che ne prevedeva 10 mila. Anche
a Vicenza, accadrà che moltissimi insegnanti perderanno la titolarità della
cattedra e saranno chiamati a tappare i buchi». Il problema è più evidente
nella scuola elementare perché qui l'organico «si calcola su classi a 27 ore. E
le famiglie che hanno chiesto il tempo lungo da 30 ore, come faranno a veder
garantita la loro scelta?». La scuola pubblica, prosegue Campisi «Con meno
risorse di orario e di personale sarà sempre più dequalificata. Questo per gli
studenti significa minori possibilità di emancipazione culturale». Per dire no
a tutto questo, una delegazione della Flc Cgil di Vicenza sarà presente alla
manifestazione regionale del sindacato prevista per il 18 marzo a Padova.L.P.
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sindaco in attesa di incontrare la Gelmini
Mercoledì 11 Marzo 2009, Albignasego (Fr.Ca.) La Conferenza Stato-Regioni di
sabato scorso non ha assegnato i docenti al Veneto. L'ordine del giorno è stato
rinviato a data da destinarsi; di fatto il tempo lungo nelle elementari di
tutta la Regione rimane ancora in ballo. Intanto il sindaco Massimiliano
Barison, capofila del movimento spontaneo dei primi cittadini pro tempo lungo, attende indicazioni in merito all'appuntamento con il ministro
alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Una
settimana fa il ministro ha dato buca alla delegazione di sindaci che
l'aspettava ad Abano per sottoporle la questione dell'orario prolungato.
Barison si è quindi attivato per strappare un incontro "de visu" con
la Gelmini a Roma. A tutt'oggi però non ha ancora avuto nessuna
risposta da parte del dicastero. "Il ministro si è dimostrato disponibile
per un incontro - commenta il sindaco -; ora aspetto che mi sia comunicata la
data. Probabilmente verrò ricevuto entro i prossimi quindici giorni". 105
i comuni che fino a questo momento hanno aderito al movimento. "Tutti ci
hanno fatto pervenire la scheda degli investimenti effettuati negli ultimi
cinque anni a favore delle strutture scolastiche - prosegue Barison -; abbiamo
ottenuto risultati di rilievo in soli venti giorni, un motivo in più per non
abbassare la guardia". Ma il tempo lungo non è ancora ufficialmente salvo.
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Tempo pieno e niente tagli degli insegnanti, Mardegan
scrive al ministro le sue richieste Mercoledì 11 Marzo 2009, PAESE - Terminate le
iscrizioni alle scuole elementari, il Comune prende carta e penna e scrive al
Ministero, alla Regione e ai dirigenti scolastici. In cima
alla lista delle preoccupazioni della giunta Mardegan ci sono gli effetti della
riforma Gelmini che entrerà concretamente in vigore a settembre, con le prime
elementari. I timori maggiori arrivano dalla rivoluzione del tempo scuola.
L'amministrazione avanza le sue richieste e chiede agli altri sindaci di fare
altrettanto per formare un fronte comune. E il rischio è quello che per
sopperire alle mancanze, come sottolinea l'assessore alle Politiche sociali,
Franco Pozzebon, si guardi ancora una volta alle casse piene, ma congelate, del
municipio. Per prima cosa si chiede che venga accolta la richiesta di istituire
il "tempo pieno", come reclamato anche dai genitori, nella scuola
primaria "Treforni". Si chiede poi di non tagliare gli insegnati, e
di confermare le compresenze, almeno per l'anno scolastico alle porte. Ma
soprattutto il documento preme perché non vengano modificati i Piani
dell'offerta formativa già sottoscritti dai genitori al momento dell'iscrizione
del proprio figlio al primo anno di scuola. In municipio non si vuol sentir
parlare di variazioni retroattive dei tempi scuola scelti. Infine, un
riferimento agli asili. In particolare alla richiesta di avviare, a partire dal
prossimo anno, una scuola dell'infanzia statale nell'edificio realizzato
nell'area ex Simmel di Castagnole, per rispondere alle iscrizioni già
effettuate e per avere un "servizio pubblico indispensabile alla luce del
notevole incremento demografico". Nella delibera la giunta Mardegan si
scaglia contro l'abolizione delle compresenze, cioè la possibilità che due
insegnanti siano presenti contemporaneamente nella stessa classe. Una decisione
che, di fatto, da settembre introdurrà il maestro unico in tutte le classi
delle elementari. «Le conseguenze negative ricadranno in modo considerevole sui
Comuni - spiega Mardegan - chiamati a svolgere servizi che non sono di loro
competenza, senza disporre di adeguate risorse finanziarie». E sullo stesso
fronte si è mosso anche il Coordinamento dei comitati dei genitori. «Ogni
genitore potrà compilare un modulo per chiedere la conferma dell'attuale
modello didattico e delle compresenze - spiega il presidente Teodori - e tutti
i moduli raccolti verranno consegnati all'Ufficio scolastico provinciale e
regionale». Mauro Favaro
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 11 Marzo 2009, E' l'Istituto professionale
Brustolon a registrare il risultato migliore: in un solo anno la scuola ha
avuto un aumento di ben 26 unità nelle iscrizioni alle classi prime, che
segnano un incremento percentuale del 59%: erano 44, oggi sono 70, cifra
maggiore addirittura di due anni or sono (60). Soddisfatto il dirigente
scolastico Paolo Fratte: «Siamo ovviamente contenti. Il merito va ai docenti
per il grande e costante lavoro sulla qualità nel rapporto con i ragazzi e
sullo specifico della professione docente». E' un risultato che apre nuove
prospettive per la scuola che raddoppia il numero di classi prime (da
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
La riforma Gelmini finisce anche in teatro Mercoledì 11 Marzo 2009,
Asolo Stasera alle 20,30, presso il Teatro Duse di Asolo, il Teatro Liquido,
Teatro dell'Oppresso metterà in scena "Incerti futuri" spettacolo a
ingresso libero. Le problematiche trattate saranno quelle legate alla riforma
Gemini. Una madre preoccupata deve
iscrivere la figlia alla classe prima della scuola primaria, una madre
immigrata che non parla bene italiano vuole dare un futuro ai suoi due figli.
Questi e altri ancora saranno i personaggi che si potranno incontrare in questo
teatro forum con i quali creare un dialogo e confronto. Lo spettacolo è stato
organizzato dal Comitato dell'asolano e della pedemontana per la difesa della
scuola pubblica e dal Comitato studenti e insegnanti delle scuole di
Montebelluna e Valdobbiadene.
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 11 Marzo 2009, Monselice (O.M.) Una moratoria di
un anno per ridiscutere la legge di riforma scolastica del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. E' questo
l'elemento caratterizzante della delibera adottata l'altra sera dal consiglio
comunale di Monselice, dopo un'accesa discussione sulla norma che dovrebbe
modificare l'orario scolastico della scuola elementare e media. Davanti ad una
sala stracolma di genitori ed insegnanti il sindaco di Monselice, Fabio
Conte ha sottolineato che la riforma come tutte le leggi che hanno tentato di
dare un nuovo assetto alla scuola deve essere vagliata attentamente. Il
rappresentante del cento sinistra il Verde Francesco Miazzi, nella sua qualità
d'insegnante ha sottolineato l'importanza che gioca la scuola in questo momento
storico e così com'è strutturata. «Il tempo pieno e quello prolungato non sono
un modo per i genitori di parcheggiare figli - ha commentato - ma è un processo
educativo che porta alla valorizzazione della didattica finalizzata a progresso
culturale degli alunni. Inoltre ha la funzione di consentire l'alfabetizzazione
degli stranieri e del loro inserimento sociale». Il capogruppo di Forza Italia,
Francesco Lunghi ha proposto ed ottenuto che il provvedimento sia inoltrato
alla Giunta regionale ed al ministero dell'Istruzione. «La Regione deve farsi
garante nei confronti del ministro perché conservi il "modello"
Veneto in materia di tempo da riservare all'attività scolastica». Si è astenuto
in segno di protesta il consigliere della Lega Nord, Santino Bozza. A suo
avviso i punti contenuti nel provvedimento sono già in discussione in
Parlamento, su proposta della Lega. I genitori hanno partecipato in massa al
dibattito, chiedendo che sia mantenuta l'attuale organizzazione scolastica.
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Comune scende in campo per salvare il tempo pieno nelle
scuole primarie Mercoledì 11 Marzo 2009, Montebelluna (L.Bon) Comune in campo
per salvare il tempo pieno. Anche il Comune di Montebelluna ha aderito
all'appello lanciato da Albignasego in provincia di Padova per il tempo pieno e
tempo lungo nelle scuole primarie. A tal fine l'amministrazione comunale ha
emesso una deliberazione di Giunta per sensibilizzare gli organi competenti ad
una serie di azioni concrete. "Nella già precaria condizione che stanno
vivendo negli ultimi anni i Comuni del Nord -commenta il sindaco di
Montebelluna, Laura Puppato- e che quest'anno rischia di diventare ancora più
gravosa, si sta aprendo anche il versante della scuola, grazie
alla pesantissima riforma Gelmini che lascerà ai Comuni anche
i costi del mancato tempo pieno. Il testo di legge infatti prevede il tempo
pieno a 30 ore solo se ci saranno insegnanti sufficienti. Ma non essendoci i
numeri, per mantenere lo standard qualitativo delle scuole e garantire il tempo
pieno toccherà ai Comuni coprire le ore pomeridiane. Questo è un
problema che sta emergendo con forza. Il tempo pieno è uno strumento per
sostenere le famiglie, soprattutto quelle dove i genitori lavorano entrambi.
Questi provvedimenti rischiano di compromettere la qualità del nostro sistema
scolastico e la serenità di molte famiglie. Per questo motivo riteniamo di
sollecitare il Governo affinché il Veneto non venga lasciato solo".
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Settimana corta, mensa e doposcuola: l'elementare di
Montaner supera i 50 alunni ed è salva Mercoledì 11 Marzo 2009, SARMEDE - La
scuola elementare di Montaner di Sarmede è definitivamente salva. Per l'anno
scolastico 2009-2010 sono 53 gli alunni iscritti alle cinque classi. Inoltre la
prospettiva di variare il servizio attuando, unico plesso scolastico nel
comune, la settimana corta sta portando positivi apprezzamenti da parte delle
famiglie. Il risultato ottenuto è frutto dell'impegno e del lavoro della
Commissione appositamente costituitasi alcuni mesi fa e presieduta dal
vicesindaco Sergio Gallo. "Gli iscritti alla futura classe prima - spiega
Gallo - sono 16 i quali, aggiunti ai frequentanti le altre quattro classi,
permettono di raggiungere il numero complessivo di 53 alunni. Sebbene un emendamento al decreto Gelmini avesse
fatto slittare di un anno la chiusura dei plessi con meno di 50 bambini, noi
già da quest'anno riusciamo a superare il limite minimo". L'Istituzione
scolastica in accordo con il Comune si sta organizzando per poter offrire un
tempo scuola su cinque giorni, dal lunedì al venerdì, con 29 ore settimanali di
lezione, tre di mensa e tre rientri pomeridiani. "Per chi lo
desidera - continua il vicesindaco - si sarà l'opportunità di aderire al
doposcuola facoltativo che avrà luogo nei due pomeriggi in cui non ci sarà
lezione. Inoltre come Amministrazione garantiamo il trasporto sull'intero
territorio comunale senza variazioni di costo. Scodellamento e sorveglianza
mensa saranno organizzate attraverso una convenzione con il personale della
scuola nell'ambito delle funzioni miste". E' quindi questo il nuovo
modello che si profila all'orizzonte e che è stato scelto dalla maggior parte
delle famiglie di Montaner sia per quanto concerne i futuri remigini che per
chi già frequenta il plesso della frazione. "Nove bambini - afferma Sergio
Gallo - hanno manifestato la loro intenzione a partecipare al dopo scuola. In
questo caso la spesa sarà a carico della famiglia ma ci sarà anche una
compartecipazione dell'amministrazione. Siamo soddisfatti del risultato
ottenuto dalla Commissione che ha visto lavorare in sinergia i rappresentanti
di tutte le componenti della scuola, della famiglia e dell'ente locale".
Gerda De Nardi
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
San Giovanni, gli alunni iscritti in altre scuole
Mercoledì 11 Marzo 2009, Sacile «Non si può avere la botte piena e la moglie
ubriaca, votando una legge e poi protestando per la sua regolare applicazione».
Secca replica della Flc Cgil al deputato Isidoro Gottardo (Pdl) e consigliere
comunale di Sacile (FI) che ha preso posizione contro la mancata attivazione di
una prima classe di scuola elementare, a San Giovanni di Livenza, che sarebbe
composta soltanto da 9 unità, nonostante i limiti di legge. «Non è con il
dirigente scolastico Paolo Bottega che se la devono prendere - puntualizzano
Carla Franca e Gianfranco Dall'Agnese della Flc Cgil provinciale - perché non
ha fatto altro che applicare le disposizioni decise dai
ministri Gelmini e Tremonti. Ciò che ci fa più specie è che queste leggi sono
state votate anche dal Pdl, dunque il deputato Gottardo non può pretendere che
non se ne dia corso. Quello di San Giovanni di Livenza non è un caso isolato:
in queste ore anche a Cimpello di Fiume Veneto si sta vivendo la stessa
situazione: con soli 7 iscritti, c'è il rischio che questa scuola venga
chiusa». A San Giovanni di Livenza il quadro è altrettanto critico, perché su
20 potenziali alunni, che garantirebbero il minimo di 15 unità per poter
attivare una classe nella scuola primaria "Dante Alighieri", una
decina di genitori, per esigenze legate a motivi di lavoro o di necessità di
tempo pieno, hanno iscritto i propri pargoli altrove, determinando
involontariamente la crisi. «Noi siamo d'accordo con Gottardo, sostenuto
peraltro dalla posizione unanime dell'intero Consiglio comunale. Saremo al suo
fianco se vorrà intraprendere un'azione per riuscire a cambiare quella legge,
anche a nostro parere ingiusta - specificano i due cigiellini - innalzando il
limite minimo del numero di iscritti per poter comporre una classe». Alessandra
Betto
( da "Quotidiano.it,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Stefania Benatti scrive alla Gelmini
Ancona | Benatti: ?Colpire ulteriormente la scuola aggraverà una situazione già
preoccupante, con ricadute negative sull?indice di abbandono scolastico. Invito
al Ministro ad un confronto approfondito nelle Marche". Mariastella Gelmini L'assessore regionale all'Istruzione, Stefania
Benatti ha indirizzato al Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, una lettera per esprimere una forte preoccupazione per
l'avvio del prossimo anno scolastico in relazione ai tagli che potranno essere
apportati agli organici della scuola. La lettera contiene la richiesta al
Ministro di "valutare con attenzione tutte le questioni"
socio-economiche della comunità marchigiana e "la riconduzione dei tagli a
livelli accettabili secondo la capacità di assorbimento e di sostenibilità del
sistema regionale, comunque in misura tale da assicurare livelli minimi di
servizio e di qualità dello studio per la popolazione studentesca marchigiana,
tenuto conto anche dell'incremento, pari a 2000 unità." "C'è già
preoccupazione - si legge nella lettera - da parte di tutta la comunità
marchigiana, dagli amministratori locali, ai sindacati, alle famiglie, vissuta
con senso di disorientamento e manifestata con diverse iniziative, contro la
riduzione degli organici nelle nostre scuole, ma i timori più forti esistono
per i tagli in previsione. Si organizzano mobilitazioni e manifestazioni di
vario genere finalizzate a mantenere livelli accettabili e rispondenti ai
bisogni dei territori." La lettera descrive dettagliatamente la situazione
della scuola marchigiana e affronta alcune questioni nodali, legate sia al
dimensionamento scolastico, sia all'inserimento sociale di alunni stranieri e
di alunni disabili, in costante aumento annuo, sottolineando tra l'altro le
peculiarità geo-morfologiche del territorio marchigiano, caratterizzato da una
forte differenza tra la costa e la zona collinare-montuosa. "Una realtà
particolarmente critica per i difficili collegamenti, la bassa densità di
popolazione e un elevato rischio di abbandono scolastico." L'assessore,
ricordando che i tagli peserebbero molto di più su queste zone, sottolinea
anche che tali territori sono già stati penalizzati dai pesanti eventi sismici
che hanno distrutto interi paesi. " Nel tempo sono state ricostruite case
e scuole che oggi rappresentano un motivo di orgoglio per l'intera regione.
Piccole scuole ubicate in piccoli paesi, ma dall'enorme valore dal punto di
vista della coesione sociale: un presidio contro lo spopolamento e il degrado,
un'opportunità imperdibile di cultura e istruzione indispensabile." Al
Ministro, che è stato invitato a visitare le Marche per approfondire le
caratteristiche del sistema scolastico regionale e confrontarsi su alcune
questioni strategiche, Stefania Benatti fa presente che - oltre ad aver già
provveduto alla riduzione di 5 autonomie scolastiche e aver istituito 5 centri
di educazione per gli adulti senza oneri a carico dello Stato- si verifica
anche una mobilità scolastica molto marcata verso la nostra regione, pari circa
a 3000 studenti nell'anno scolastico 2007/2008 nelle scuole di II grado, dati
riscontrabili grazie all'anagrafe regionale degli studenti. Nella lettera viene
anche affrontato il problema della recessione e della chiusura di numerose
piccole e medie imprese "nerbo dell'economia regionale", che hanno
portato a livelli preoccupanti l'indice di impoverimento delle famiglie
marchigiane. " Colpire ulteriormente il mondo scolastico - si afferma nella
lettera- aggraverà una già pesante situazione con una grave ricaduta negativa
sull'effettivo esercizio del diritto allo studio." 11/03/2009
( da "gomarche.it"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
navigazione: Home > Attualità > Tagli scuola,
Benatti: 'Caro ministro, ci ripensi' Nella foto: Immagine da: http://www.flickr.com/photos/narciss/817706132/
Mercoledì 11 Marzo 2009 14:23 Tagli scuola, Benatti: 'Caro ministro, ci
ripensi' Stefania Benatti invita il Ministro Gelmini ad un confronto approfondito nelle Marche e scrive:
"Colpire ulteriormente la scuola aggraverà una situazione già
preoccupante, con ricadute negative sull'indice di abbandono scolastico."
ANCONA - L'assessore regionale all'Istruzione, Stefania Benatti ha indirizzato
al Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini,
una lettera per esprimere una forte preoccupazione per l'avvio del prossimo
anno scolastico in relazione ai tagli che potranno essere apportati agli
organici della scuola. La lettera contiene la richiesta al Ministro di
"valutare con attenzione tutte le questioni socio-economiche della
comunità marchigiana e la riconduzione dei tagli a livelli accettabili e
rispondenti ai bisogni dei territori." La lettera descrive
dettagliatamente la situazione della scuola marchigiana e affronta alcune
questioni nodali, legate sia al dimensionamento scolastico, sia all'inserimento
sociale di alunni stranieri e di alunni disabili, in costante aumento annuo,
sottolineando tra l'altro le peculiarità geo-morfologiche del territorio
marchigiano, caratterizzato da una forte differenza tra la costa e la zona
collinare-montuosa. "Una realtà particolarmente critica per i difficili
collegamenti, la bassa densità di popolazione e un elevato rischio di abbandono
scolastico." Al Ministro, che è stato invitato a visitare le Marche per approfondire
le caratteristiche del sistema scolastico regionale, Stefania Benatti fa
presente che - oltre ad aver già provveduto alla riduzione di 5 autonomie
scolastiche e aver istituito 5 centri di educazione per gli adulti senza oneri
a carico dello Stato- si verifica anche una mobilità scolastica molto marcata
verso la nostra regione, pari circa a 3000 studenti nell'anno scolastico
2007/2008 nelle scuole di II grado, dati riscontrabili grazie all'anagrafe
regionale degli studenti. Nella lettera viene anche affrontato il problema
della recessione e della chiusura di numerose piccole e medie imprese
"nerbo dell'economia regionale", che hanno portato a livelli
preoccupanti l'indice di impoverimento delle famiglie marchigiane.
"Colpire ulteriormente il mondo scolastico - si afferma nella lettera-
aggraverà una già pesante situazione con una grave ricaduta negativa
sull'effettivo esercizio del diritto allo studio."
( da "Napoli.com"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
11/3/2009 Scuola, batti cinque per la condotta ! ?Il
ministro Gelmini fa bene a tirare dritto sulla riforma
della scuola. Fa bene a perseguire un progetto di ristrutturazione dell?istituzione
scolastica che tenga conto dei tempi, del diverso contesto sociale in cui gli
alunni sono inseriti, dei fenomeni perniciosi e odiosi di bullismo che sempre
più si registrano nelle aule del nostro Paese?. A dichiararlo è Ermanno
Russo, consigliere regionale del Pdl e presidente della Commissione speciale di
controllo sulle Politiche giovanili, disagio sociale ed occupazione. Sul
suo sito internet, www.ermannorusso.it, si legge che la valanga di cinque in
condotta che ha sommerso l?Italia in occasione degli scrutini intermedi, con
un?incidenza spaventosa al Sud, risulta essere la spia di un allarme più volte
denunciato all?interno della scuola ma mai seriamente affrontato.
Bisogna interrogarsi sull?opportunità di mettere in campo uno strumento di
contrasto, un deterrente, contro il fenomeno ? purtroppo in voga ? del
bullismo. Interi istituti sono ostaggio di una sparuta ma virulenta minoranza
di studenti che intimoriscono, aggredendo anche fisicamente, i loro coetanei.
Sono sempre di più i ragazzi, gli adolescenti che vengono ogni giorno gettati
in uno stato di sconforto, di precarietà emotiva, talvolta patologica ed
estrema. ?Si avvertiva da tempo ? scrive ancora Ermanno Russo ? la
necessità di porre un freno a comportamenti indisciplinati esopra le righe. Era
forte l?esigenza di un?azione di governo ferma e, allo stesso tempo,
equilibrata, che rispondesse agli appelli delle famiglie, dei docenti e degli
alunni stessi; ormai stufi di essere il bersaglio dell?insubordinazione
altrui?. E il fatto stesso che il voto condotta sia stato utilizzato dai
docenti per ristabilire in classe il rispetto dei ruoli è, di fatto, la
dimostrazione che uno strumento di questo tipo serviva al sistema d?istruzione
italiano.
( da "Sestopotere.com"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Ecoistema Scuola 2009: Venerdì Legambiente presenta i dati
del rapporto annuale su qualità edifici scolastici (11/3/2009 18:17) | (Sesto
Potere) - Roma - 11 marzo 2009 - Con il focus sull?efficienza energetica
realizzato in collaborazione con Edison Sarà premiata la scuola vincitrice del
concorso Kyoto anch?io 2008. Qual è lo stato dell?edilizia scolastica in
Italia? Legambiente con il suo IX rapporto Ecosistema scuola presenta la
fotografia degli istituti scolastici nel nostro Paese sulla base dei dati
ufficiali forniti dai 103 Comuni capoluogo di provincia, un dossier che
rappresenta uno degli strumenti di conoscenza più completi rispetto alla
sicurezza, sostenibilità e vivibilità delle scuole italiane. Nel 2008 la
ricerca è stata ampliata realizzando, in collaborazione con Edison, prima
indagine nazionale volta a definire i criteri di gestione energetica delle
scuole. Nel corso della conferenza stampa si terrà anche la premiazione della
scuola vincitrice del concorso Kyoto anch?io 2008 promosso da Legambiente e
Edison, che assegnerà un pannello fotovoltaico al miglior progetto di
riqualificazione ambientale ed energetica presentato. Intervengono: Mariastella
Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e
della Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto
Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile
Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo
( da "Giornale.it,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il governo prepara il piano casa e subito il segretario
del Pd Dario Franceschini pronuncia il più ovvio dei no. Come dire: dove sta la
notizia? Già, avesse detto sì, invece. Nulla di nuovo sul fronte dell'opposizione,
parafrando Remarque. Eppure il rilancio dell'edilizia (privata e pubblica) è
uno dei più classici volani dell'economia perché muove, tra l'altro, un indotto
enorme: dall'industria all'artigianato al terziario ai servizi. Ma quello che
mi ha colpito nella politica esplosa attorno al piano casa è il grido di dolore
(politicamente iprocrita) che si è levato dagli pseudo-neo ambientalisti dela
centro sinistra: così il governo cementifica l'Italia, è in arrivo un nuovo
sacco del territorio, sarà speculazione selvaggia. Se non fosse vero non ci
crederei. E bene fa Vittorio Sgarbi a denunciare gli architetti-Attila che
hanno cementificato il Belpaese e ora protestano (leggi l'articolo). E bene fa
chi ricorda il partito del cemento delle regioni rosse (qualcuno deve pur
ricordarlo a Franceschini). La polemica sul cemento assomiglia a quella sugli
euromissili ai tempi di Craxi e Berlinguer. Ricordate? Per la sinistra i
missili dell'Urss erano "buoni", quelli degli americani
"cattivi". Per il cemento è lo stesso: quello "rosso" è
buono, buonissimo e fa bene all'ambiente e al paesaggio. Vallo a spiegare ad
Alberto Asor Rosa parlando di vicende edilizie nella rossa Toscana, recenti e
passate. Certo, l'ombra della speculazioni è sempre in agguato, per non parlare
dell'abusivismo dei singoli. Piccolo aneddoto personale: "Signor x -
chiedo a un residente di un comune amministrato dalla sinistra (ma poteva anche
essere la destra) - ma perché ha rialzato abusivamente la casa nel centro
storico, proprio a due passi dal comune?" Risposta: "Tanto siamo in
campagna elettorale, nessuno interverrà.". Alle successive amministrative
il signor x ha poi fatto qualche altro "lavoretto". Insomma, non ci
sono solo gli eco-mostri, la materia è complicatissima e se ne sono viste di
tutti i colori in giro per l'Italia. Ma pensare di snellire le pratiche
burocratiche infinite, costose, defatiganti per aprire i cantiere, poter
ampliare la casa d'abitazione, riqualificare periferie e zone industriali
inasprendo le pene per gl iabusi e senza deroghe ai vincoli ambientali e
paesaggisti non significa automaticamente voler cementificare il Belpaese. E le
nuove tasse pure. Stavolta mi sembra che Francheschini e chi lo segue abbiano
fatto un autogol. Del resto anche Dario, checchè ne dica D'Alema, veltroneggia
guardando a Obama e riparte con le tasse, proprio così, tasse: una bella una
tantum da prelevare dalle tasche dei "ricchi" per darla ai poveri,
altro che capitalismo compassionevole, era l'idea di Rifondazione quando era al
governo assieme a Prodi. Come se le tasse in Italia non fossero già alte anzi,
altissime, soprattutto per chi ha la busta paga (anche da 120mila e più euro
lordi all'anno). Bossi dice che se ne può discutere. Mah. Prodi ha perso una
campagna elettorale proprio sul punto, Berlusconi l'ha vinta. Qualcosa vorrà
pur dire. LEGGI: Piano casa del governo: ecco cosa prevede Scritto in Varie
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03Mar 09 Balena rossa la trionferà? Il giorno dell'investitura bulgara di Dario
Franceschini alla guida del Pd, dopo la ritirata pre-elettorale di Veltroni,
sul sito avevo titolato "Un ex Dc alla guida degli ex Pci", oggi, sul
"Giornale" Vittorio Macioce scrive un interessante articolo sulla
svolta cattocomunista degli esponenti del nuovo Pd. E l'articolo mi fa tornare
alla mente la Balena bianca che non c'è più, alla diaspora degli ex Dc ma
soprattutto a quei cattolici democratici (i Dc di sinistra) che dopo aver
affossato la Democrazia cristiana (ricordate Martinazzoli e la Bindi? la
nascita del Ppi, partito puro e duro post tangentopoli?) si sono aggrappati
come alla zattera della Medusa al Partito democratico del fu Veltroni. Fanno pensare
alla trasformazione della specie: dalla Balena bianca alla Balena rossa. In
fondo i cattocomunisti (come spesso vengono definiti) sognano proprio questo,
sotto sotto ritengono di avere una idea della politica e della cultura politica
del dialogo (soprattutto con gli ex Pci), superiore a quella degli alleati e
tale comunque da poterli alla fine, condizionare e "guidare"
all'approdo verso una sorta di catto-socialdemocrazia, in un partito e con un
programma che possa includere pezzi della sinistra ora divenuta
extraparlamentare, depotenziati e sconfitti, in cerca anche loro di un approdo
sicuro. Balena rossa che potrebbe, con l'inclusione dell'Udc, tornare a
navigare più sicura nell'oceano della Seconda Repubblica affiancata dal
neo-collateralismo della Cgil (peccato alla guida della Cisl non ci sia più
Pezzotta.). Pensiero in libertà, il mio, anche perché gli ex Pci-Pds-Ds a
cominciare da Massimo D'Alema non saranno certo disposti a farsi ingoiare come
Giona. Anche Franceschini del resto cerca di non farsi ingabbiare e ha
annunciato: "Non mi ricandiderò al congresso di ottobre". Il mio è un
"mandato a termine e di garanzia": cioè con due obbiettivi, quello di
evitare l'ennesima catastrofe elettorale alle europee (ma anche alle amministrative)
e quello di preparare il congresso. Nel frattempo Dario si tiene le mani
libere, "non ho il problema di candidarmi.". Le grandi manovre sono
due iniziate ufficialmente, nel centrosinistra, dove c'è (come fece Fanfani
all'inizio degli anni Settanta) a contare amici e nemici. Dopo il voto
"liberi tutti". Balena rossa la trionferà, dunque? Voi cosa ne dite?
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questo post a un amico 24Feb 09 Il "vizietto" di Dario Anche Dario
Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a
Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la
Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre:
Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a
sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di
Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a
Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.",
avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella
continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di
"giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso
che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande
all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del
"Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni
Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a
parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere
insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed
ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in
cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla
ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come
la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni
europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena
dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero
l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché
poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della
Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle
primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito
"vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a
risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il
collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di
maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex
dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto
a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente,
occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme
condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi
chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non
disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri.
Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare
che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. E
intanto non resta che tentare di rispolverare l'Unione e magari il sepolcro
imbiancato del silente Prodi. COSA NE PENSATE? Ma D'Alema cosa sta tramando? di
Peppino Caldarola Non basterà il "ragazzo alibi" a fermare la
scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti Povero Pd non gli resta che Pecoraro
Scanio/di Massimo de' Manzoni Scritto in Varie Commenti ( 100 ) » (25 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un
perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in
Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in
Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter
Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a
ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il
perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di
sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti
che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti
direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo
in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso,
scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle
porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione
sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue
divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla
segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata
avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del
blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come
l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai
quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è
"amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un
centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli
e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora
causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe
tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una
diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia
dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico
nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a
volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di
facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla
quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa
malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con
"baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna
ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del
Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco
dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il
"colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.",
"Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci
addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari.
Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per
far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I
sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel
voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto
democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo
progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo
in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli.
L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle
primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo
Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che
sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua
poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima
delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile
a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di
amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi
avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E
per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto
del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più
adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc:
sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite
la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie
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Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante
di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle
infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà:
( da "Sestopotere.com"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Ecosistema Scuola 2009: Venerdì Legambiente presenta i
dati del rapporto annuale su qualità edifici scolastici (11/3/2009 18:17) |
(Sesto Potere) - Roma - 11 marzo 2009 - Con il focus sull?efficienza energetica
realizzato in collaborazione con Edison Sarà premiata la scuola vincitrice del
concorso Kyoto anch?io 2008. Qual è lo stato dell?edilizia scolastica in
Italia? Legambiente con il suo IX rapporto Ecosistema scuola presenta la
fotografia degli istituti scolastici nel nostro Paese sulla base dei dati
ufficiali forniti dai 103 Comuni capoluogo di provincia, un dossier che
rappresenta uno degli strumenti di conoscenza più completi rispetto alla
sicurezza, sostenibilità e vivibilità delle scuole italiane. Nel 2008 la
ricerca è stata ampliata realizzando, in collaborazione con Edison, prima
indagine nazionale volta a definire i criteri di gestione energetica delle
scuole. Nel corso della conferenza stampa si terrà anche la premiazione della
scuola vincitrice del concorso Kyoto anch?io 2008 promosso da Legambiente e
Edison, che assegnerà un pannello fotovoltaico al miglior progetto di riqualificazione
ambientale ed energetica presentato. Intervengono: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della
Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto
Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile
Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo
( da "Virgilio
Notizie" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 11 mar. (Apcom) - Il ministro dell'Istruzione,
dell'universita e della ricerca, Mariastella Gelmini, ha visitato questa mattina il Cern di Ginevra, il più grande laboratorio
al mondo di fisica delle particelle. Il ministro ha visitato il laboratorio,
salutando gli scienziati italiani che hanno contribuito alla costruzione degli
acceleratori e alla realizzazione dei principali esperimenti.
"L'Italia è molto impegnata al Cern - ha ricordato Gelmini
- nel campo scientifico, tecnologico e industriale. Sono molto lieta - ha
aggiunto - che attualmente gli scienziati italiani siano i più numerosi nelle
realizzazioni di esperimenti". L'Italia svolge al Cern un ruolo fondamentale,
ne è stata uno dei principali partners sin dalla fondazione, in termini di
risorse finanziarie e per il numero ed il livello degli scienziati presenti. Il
minitero è il quarto contribuente europeo del centro, con l'11,5 % dei
finanziamenti. I nostri ricercatori provengono quasi tutti dall'Istituto
nazionale di fisica nucleare e dalle industrie nazionali di alta tecnologia.
( da "Unita,
L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola e tagli, la Gelmini propone un mini-sconto dopo il flop maestro unico
MARISTELLA IERVASI Per non perdere la faccia con le famiglie - che hanno
bocciato il «suo» maestro unico - ora Maristella Gelmini cerca di uscirne con un piccolo trucco: lo
sconticino mascherato sugli organici. Il ministro dell'Istruzione ha infatti chiesto a Tremonti di salvare
5mila cattedre dalla pesante mannaia che incombe sulla scuola elementare e
media. La riduzione dei tagli sui docenti di diritto saranno spostati sui
supplenti annuali. E per addolcire «il parto» ai sindacati (Flc-Cgil, Gilda,
Uil e Cisl scuola) ha risnocciolato l'intenzione di fare 20mila nuove
assunzioni, tra docenti e personale Ata (collaboratori scolastici e
ammnistrativi). Un fatto che s'impone per via dell'esodo dalla scuola dovuto
anche alla sua controriforma. Ma la mossa della Gelmini
maestra unica è stata subito smascherata: «L'ingegneria amministrativa non ci
basta» ha subito risposto Mimmo Pantaleo segretario generale della Flc-Cgil.
Che continuerà la battaglia per la difesa della scuola pubblica a partire dallo
sciopero di mercoledì 18 marzo, al quale prenderà parte anche il Gilda degli
insegnanti. La proposta di Viale Trastevere, infatti, non allontana per nulla
l'«espulsione» dalla scuola di 42.100 posti docenti previsti per il prossimo
anno scolastico. «Il 90% dei tagli verrà fatto subito - sottolinea Pantaleo -
il resto tra quattro mesi». Sulla stessa lunghezza d'onda, Mariangela Bastico,
responsabile scuola del Pd: «Lo slittamento del taglio di 5000 unità
dall'organico di diritto a quello di fatto è solo un effetto ottico - commenta
-. La proposta poi di nuove assunzioni è assolutamente inadeguata rispetto alle
esigenze: 13mila docenti proposti contro gli almeno 70mila posti vacanti,
derivanti anche dagli oltre 40mila pensionamenti di docenti». Più del doppio
dello scorso anno. Più concilianti gli altri sindacati. «Abbiamo preso atto che
ci saranno 5 mila tagli in meno nell'organico di diritto del personale della
scuola - ha detto Massimo Di Menna della Uil -. È un contributo ragionevole».
Niente decreto sugli organici ai sindacati. La Gelmini,
spaventata dalla furia delle famiglie che non hanno scelto il maestro unico,
cerca di correre ai ripari. E propone lo sconticino mascherato di 5mila posti
docente.
( da "WindPress.it"
del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola
11-03-2009 Il ministro Mariastella Gelmini
ha visitato questa mattina il CERN di Ginevra, il più grande laboratorio al
mondo di fisica delle particelle. L?Italia svolge al CERN un ruolo
fondamentale, ne è stata uno dei principali partners sin dalla fondazione, in
termini di risorse finanziarie e per il numero ed il livello degli scienziati
presenti. Il Ministero dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca è il
quarto contribuente europeo del Centro, con l?11,5 % dei finanziamenti. Il
ministro Gelmini ha visitato il laboratorio dove ha
salutato gli scienziati italiani che hanno contribuito alla costruzione degli
acceleratori di particelle e alla realizzazione dei principali esperimenti. I
nostri ricercatori provengono quasi tutti dall?Istituto Nazionale di Fisica
Nucleare e dalle industrie nazionali di alta tecnologia. ?L?Italia è molto
impegnata al CERN nel campo scientifico, tecnologico e industriale?, ha
affermato il ministro Gelmini. ?Sono molto lieta che
attualmente gli scienziati italiani siano i più numerosi nelle realizzazioni di
esperimenti. Noto con piacere la presenza di molte donne italiane, tra cui
Fabiola Gianotti, prima donna della storia a guidare un progetto delle
dimensioni di ATLAS?. [ATLAS: esperimento di fisica delle particelle che ha
come obiettivo l?esplorazione della natura intrinseca della materia e delle
forze di base che hanno dato vita al nostro universo].