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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   11-3-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Pdl, la cultura del capobranco ( da "EUROPA ON-LINE" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini (Gentile col grembiule), Sacconi (lo Stato dopo Bettino), Roccella (la radicale alla zuava), Quagliariello (la filosofia nel boudoir dell?aula), Alemanno (il Nathan degli ex picchiatori), succede che questa serie di caricature rischia di portarci davvero a una repubblica talebana moderata dall?

Scuola, da Livinallongo verso la val Badia ( da "Alto Adige" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono i primi effetti dell'attuazione del decreto Gelmini. Ma il sindaco Pezzei avverte: «Questa prospettiva spingerà i genitori a portare i loro figli nelle scuole della val Badia. è a rischio l'identità sociale della nostra comunità». E la sua protesta è già partita alla volta della Regione.

A rischio il tempo pieno alle elementari ( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tempo più lungo di quello che il ministro Gelmini promette (24 o 27). E' anche vero che il ministro ha detto che saranno rispettate le richieste delle famiglie», sottolinea Anna Orsini, segretaria della Cisl scuola di Belluno. «Le famiglie sono abituate a un tempo di scuola maggiore, ne riconoscono la validità e apprezzano che il tempo lungo si armonizzi con il loro tempo di lavoro.

Rischiamo la fuga di scolari in Val Badia ( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono i primi effetti dell'attuazione del decreto Gelmini. Ma il sindaco Pezzei avverte: «Questa prospettiva spingerà i genitori a portare i loro figli nelle scuole della Val Badia. è a rischio l'identità sociale della nostra comunità». E la sua protesta è già partita alla volta della Regione.

Il ministro Mariastella Gelmini ha ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma "Foro ... ( da "Leggo" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini ha ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma "Foro Italico" Paolo Parisi e il Prorettore Vicario, Fabio Pigozzi. Al centro dell'incontro «il comune interesse per un'intesa su obiettivi che stanno particolarmente a cuore all'attuale governo, a partire dallo sviluppo dell'ateneo e dalla tutela dei laureati in scienze motorie»

ROMA - Il ministro apre ai sindacati della scuola e riduce i tagli sui precari, ma per gli stranieri... ( da "Leggo" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cambiamenti in vista per gli studenti stranieri per i quali sarebbe in arrivo un tetto massimo di iscrizioni per classe: «Ci stiamo confrontando con i dirigenti regionali - ha annunciato al Gelmini a Famiglia Cristiana, ribadendo anche l'esigenza delle classi di "inserimento" - bisogna tener conto delle differenze territoriali». (L.Loi/ass)

Cambiamenti in vista per gli studenti stranieri per i quali sarebbe in arrivo un tetto massi... ( da "Leggo" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo ha deciso la Gelmini. Il ministro ha anche ridotto i tagli sui precari: saranno 5 mila in meno nell'organico di diritto, il ministero ha fatto richiesta di 20 mila assunzioni in ruolo per 13 mila docenti, settemila insegnanti di sostegno e settemila e cinquecento di personale Ata.

Risalgono le iscrizioni alle medie "don Milani" Mini "boom" nei licei tecnologici del territorio ( da "Cittadino, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le famiglie scelgono gli indirizzi sperimentali che il ministro Maria Stella Gelmini voleva tagliare. L'istituto di via Salvemini, da qualche anno in sofferenza, ha risalito la china. «Abbiamo 108 iscritti a Lodi - spiega il preside della don Milani Renzo De Vecchi - e 42 a San Martino. L'anno scorso, invece, erano rispettivamente 89 e 29.

Montaner: la scuola elementare non chiuderà ( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Evitata la scure della riforma Gelmini: per il prossimo anno alla prima classe sono iscritti 16 bambini Montaner: la scuola elementare non chiuderà E' stata raggiunta la quota sufficiente per garantire le lezioni SARMEDE. Con 16 bambini iscritti alla prima elementare di Montaner, per l'anno scolastico 2009-2010, la scuola a rischio chiusura a causa della riforma Gelmini,

BRENO Incontro dell'A.Ge sul mondo della scuola Domani sera, a partire dalle 20.30, negli... ( da "Giornale di Brescia" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dalla riforma Gelmini le novità per studenti e famiglie». Tra i relatori che interverranno alla serata dedicata al mondo della scuola ci saranno Gianni Nicoli, presidente provinciale e responsabile nazionale dell'ufficio scuola dell'Associazione genitori e Mario Martini (dirigente scolastico brenese, responsabile del Ccst).

Medicina, bandi in aprile ( da "Giornale di Brescia" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pubblicazione dei bandi entro la prima decade di aprile 2009 e ha confermato l'impegno del ministro Gelmini a perfezionare questo adempimento nella Conferenza Stato-Regioni del 19 marzo. Sul processo di riordino delle scuole di specializzazione, il Ministero ha poi confermato l'impegno a procedere alla razionalizzazione salvaguardando le eccellenze e considerando le esigenze territoriali.

Mardegan alla Gelmini: salviamo Castagnole ( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mardegan alla Gelmini: salviamo Castagnole Il sindaco chiede l'istituzione di due sezioni della materna PAESE. Due nuove sezioni per la scuola materna pubblica di Castagnole. E' una delle richieste avanzate dalla giunta Mardegan con una delibera della scorsa settimana.

neanche a bitonci va giù la gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Provincia Neanche a Bitonci va giù la Gelmini L'amministrazione comunale di Cittadella difende il tempo lungo a scuola Il sindaco-parlamentare del Carroccio chiede alla Regione di difendere le 350 famiglie che per i loro figli hanno scelto le 35 ore CITTADELLA. Bocciatura pesante per il ministro Mariastella Gelmini: anche il comune di Cittadella,

il consiglio chiede una moratoria sull'applicazione della legge gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: applicazione della legge Gelmini MONSELICE. Una moratoria di un anno sull'applicazione del decreto Gelmini. La chiede il consiglio comunale di Monselice, che invita gli altri comuni del Veneto a fare altrettanto. C'è un nuovo passo avanti sul fronte comune degli amministratori veneti contro i tagli alla scuola primaria.

la cgil: colpite 80 scuole sarde - pier giorgio pinna ( da "Nuova Sardegna, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La strategia promossa dal ministro Gelmini e dal premier Berlusconi in Sardegna si tramuta in una manovra esiziale, mortale. Ma da parte nostra non tollereremo altri attacchi al diritto all'istruzione e alla conoscenza che la Costituzione garantisce ai nostri figli».

famiglie preoccupate, a rischio il tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: succederà in seguito al varo della cosiddetta riforma Gelmini ma intanto le famiglie hanno compilato il modulo d'iscrizione, scegliendo in ambo i casi di istruzione, la possibilità di ricevere come servizio il tempo pieno per i propri figli. Ma fin quando non arriveranno le risposte dall'ufficio regionale non si avranno indicazioni o certezze su cosa potrà essere garantito o meno.

le famiglie preferiscono il tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maestro unico che secondo quanto dichiarato dal ministro Gelmini dovrà esserci solo per chi non chiede il tempo pieno, dunque per le classi nelle quali si lavora con i moduli di 24, 27 e 30 ore settimanali. Maestro unico che secondo l'assessore all'istruzione Daniela Pampaloni «formalmente non ce la farà ad esistere.

I centri sociali di Milano <Finalmente c'è la crisi> ( da "Riformista, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È dalle proteste di novembre contro il decreto Gelmini che qualcosa ha iniziato smuoversi nel capoluogo lombardo. «Ogni giorno, noi o il governo siamo oggetto di insulti o di parole di odio - confessa il vice sindaco Riccardo De Corato - Come in passato, Milano si sta dimostrando antesignana nelle rivolte, soprattutto per il suo tessuto economico-sociale.

Scuola, nelle aule serve la riscoperta di una disciplina "tonificante" ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni e Gelmini, reintroducendo la piena validità del voto di comportamento degli studenti, e in questa direzione vanno muovendosi i regolamenti degli istituti scolastici, con l'adozione di griglie di comportamento che fissano il rispetto delle norme che regolano la vita dell'istituto, sicché l'assiduità della frequenza,

i tagli della riforma gelmini in campania 1788 bidelli in meno ( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina IX - Napoli Il caso I tagli della riforma Gelmini in Campania 1788 bidelli in meno Pesano anche sui bidelli e sul personale delle segreterie i tagli imposti dal ministro Gelmini al mondo della scuola. Dal prossimo settembre in Campania ci saranno, infatti, 1.788 tra bidelli e personale Ata in meno.

I genitori di Soave chiedono una deroga ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 3 in meno del numero minimo previsto dalla Riforma Gelmini. E' stato spiegato che il calo delle iscrizioni avrà natura transitoria. Per ovviare al problema, i genitori hanno deciso di inviare al provveditore agli studi di Mantova, una richiesta di deroga, per riuscire a formare la classe anche con 12 bimbi.

proiezioni e dibattiti contro la scuola-azienda ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non si placa la protesta del liceo scientifico Majorana contro la riforma Gelmini. Dall'esperienza della cogestione, alla rinuncia delle gite d'istruzione, fino all'ultima proposta: una serie di proiezioni e dibattiti, in programma fino a sabato 21 marzo, per gridare "no" alla scuola-azienda. Proprio sabato 21 si terrà l'evento clou: un incontro dibattito con Franco Gesualdi,

Indipendentisti sardi puntano al G8 ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ottobre scorso durante una manifestazione studentesca contro il decreto Gelmini. CRESCONO SBARCHI CLANDESTINI Infine, l'immigrazione clandestina: nel 2008 le organizzazioni criminali hanno impresso una forte accelerazione agli sbarchi. La strategia dei trafficanti punta a pianificare arrivi in massa per congestionare i centri di accoglienza.

la scure dei tagli sulla scuola della marmilla ( da "Nuova Sardegna, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini" (che trova i precedenti in Berlinguer passando per la Moratti fino ad arrivare a Fioroni), nella quale già dal prossimo anno si prevede un forte ridimensionamento della scuola nel territorio. Ridimensionamento che si farà ancora più pesante nell'anno scolastico 2010-2011 quando partiranno i nuovi parametri di determinazione del numero degli alunni per classe e per Istituto,

Tagli, tocca anche ai bidelli ( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una misura del piano Gelmini-Tremonti, che a livello nazionale taglia 45mila posti di lavoro per i prossimi tre anni. Anche a partire da questo dato la Cgil-Scuola ha proclamato lo sciopero generale, per il 18 marzo, nell'ambito scuola, università e ricerca. Quelle sul personale sono proiezioni, che a livello nazionale, sono state elaborate dalla Cgil Flc,

Ecco il boom di iscritti alle private ( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Spunta l'effetto Gelmini. Richieste respinte in alcune strutture cittadine, aumenti anche del 40% Ecco il boom di iscritti alle private Soprattutto alle materne. Ad attirare sono le classi «primavera» Alla Maria Ausiliatrice sono restati fuori quasi in venti PAVIA.

Vigevano boccia la Gelmini ( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Vigevano boccia la Gelmini» Il comitato per la scuola pubblica sulle scelte dei genitori VIGEVANO. «A Vigevano, per quanto riguarda la scuola elementare, la riforma Gelmini non è passata». Lo sostengono i rappresentanti del «Comitato in difesa della scuola pubblica», che ieri hanno indetto una conferenza stampa, per commentare gli esiti delle iscrizioni,

le famiglie scelgono il tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anno scorso usufruiva del tempo pieno visto che i genitori si erano mossi autonomamente prima del decreto Gelmini. Facendo parlare i numeri, e naturalmente non confrontabili con i dati della Provincia di Pistoia, tutte le dodici iscrizioni avvenuta al primo anno nella scuola Anna Frank di Maresca hanno richiesto il tempo pieno. Leggera differenza alla Rodari di S.

Pieve e Capreno riesconoa salvare elementare e media ( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: parlando a nome del comprensorio - la legge prevede la possibilità che i Comuni si possano consorziare, diventando di fatto un unico ente dal punto di vista scolastico». Con la finestra offerta dalla riforma Gelmini, che prevede espressamente la possibilità di consorzi tra comuni, il risultato sembra essere stato raggiunto. E. M. 11/03/2009

al liceo niente sospensioni "lavori utili come punizione" - diego longhin ( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: meglio che un brutto voto in condotta DIEGO LONGHIN TORINO - Lavori forzati? «No, utili». Al posto della sospensione meglio dare allo studente indisciplinato di turno una scopa in mano per pulire il cortile della scuola oppure obbligarlo a passare un pomeriggio nella biblioteca dell´istituto a rimettere in ordine i libri.

il g8 della scienza a casa del premier e l'università della libertà beffa lucca - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: grandissimo orgoglio la scelta del ministro Gelmini di portare il prossimo G8 della Scienza in questa città». E invece? Invece la milanesissima ministra Mariastella Gelmini ha pensato bene che forse il vertice sarebbe stato meglio giocarselo in casa (metaforica, in questo senso). E sulla scelta sembra abbia influito anche il sindaco sindaca Letizia Moratti,

Schiarite e tempeste, è caccia all'anti-Felissari ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'unico ad essere citato per esteso è Giuseppe Romele, il gelminiano forzista, che è in pole position per Brescia. Così Forza Italia incasserebbe anche questa piazza oltre a Milano (i due bocconi principali), mentre la Lega, che sulla Leonessa contava e conta tuttora di trovare spazio, resterebbe con Bergamo e Sondrio.

Riforma Gelmini, se ne parla in un convegno ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 6 Riforma Gelmini, se ne parla in un convegno ALLA CGIL NEL MIRINO I TAGLI DEGLI INSEGNANTI E DEL TEMPO PIENO LODI I TAGLI DEL PERSONALE IN ATTUAZIONE della Riforma Gelmini rappresentano il principale argomento all'ordine del giorno dell'assemblea sindacale provinciale di sabato prossimo, 14 marzo, che si svolgerà dalle ore 8.

Nell'anno scolastico in corso, il Ministero dell'Istruzione ha avviato un monitoraggio degli... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: assegnata a studenti maschi sia nella scuola statale che in quella non statale: il 65,55% in quella statale, il 92,86% in quella paritaria. Relativamente alla tipologia di scuola superiore frequentata, la suddivisione delle insufficienze nel voto di condotta rispetto alla tipologia di scuola presenta alcune differenze: ai Licei vanno solo il 4% del totale delle insufficienze in condotta,

POLEMICHETTA da parte di Stefano Azzarà che in un comunicato a firma di Rifondazione comunista ... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alcuni suoi membri, tra l'altro, sono stati coinvolti nell'aggressione avvenuta a Roma alcuni mesi fa, quando a piazza Navona gli studenti medi che manifestavano contro la riforma Gelmini furono colpiti con manici di piccone e pestati a sangue». Anche il «Centro Donna Urbino» ha protestato contro l'iniziativa.

Allarme a Odontoiatria Mancano sale e attrezzature Niente tirocinio pratico' ( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, dalla Fondazione San Raffaele di Milano e dall'Associazione degli Odontoiatri Cattolici Italiani. Qui le attività sono garantite da convenzioni con "La Sapienza" di Roma, "Tor Vergata" e l'Università di Perugia. «Il Centro è aperto non solo agli ospiti di don Gelmini, ma anche al pubblico conclude Urbani per questo può essere una preziosa fonte di esperienza nella cura delle

ROMA - Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha ricevuto ieri il Rettore dell'Universit&... ( da "Messaggero, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma «Foro Italico», Paolo Parisi (foto), e il Prorettore Vicario, Fabio Pigozzi. Al centro dell'incontro - spiega una nota dell'ateneo - «il comune interesse per un'intesa su obiettivi che stanno particolarmente a cuore all'attuale governo, a partire dallo sviluppo dell'

"Una passerella di ministri" ( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: DOPO «GOVERNINCONTRA» "Una passerella di ministri" Consensi per Gelmini se parla di rigore e voti Cala il gelo appena cita il maestro unico [FIRMA]MARIA PAOLA ARBEIA NOVARA «Governincontra», con l'arrivo lunedì a Novara di ministri e sottosegretari, un merito sicuro lo può vantare: è stato un check-up del territorio.

ROMA - Fissare un tetto al numero degli alunni stranieri che siedono tra i banchi di ogni classe: &#... ( da "Messaggero, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Mariastella Gelmini alla domanda "pensa di fissare dei limiti al numero di stranieri per classe?" ha risposto: «Credo di sì. Ci stiamo confrontando con i dirigenti regionali, perché bisogna tener conto delle differenze territoriali». Poi il ministro ha parlato delle "classi ponte": «Diventeranno - ha detto - delle classi a tempo.

Materne ed elementari "Rischiamo il collasso" ( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLE IN ANSIA ASPETTANDO IL DECRETO GELMINI Allarme tra i genitori A Ivrea raccolta firme per tenere il docente di compresenza Materne ed elementari "Rischiamo il collasso" Liste d'attesa più lunghe: "L'anno prossimo sarà caos" [FIRMA]GIAMPIERO MAGGIO Cresce il numero di iscritti nelle scuole materne ed elementari del Canavese e si allungano le liste d'attesa.

Scuola, verso il taglio dei docenti ( da "Nuova Ferrara, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: indicazioni del Ministro Gelmini, la richiesta dello scorso anno verrà salvaguardata - prosegue Chiarioni - ma mi chiedo: e le tre classi prime che ci sono in più quest'anno, non hanno diritto al tempo pieno?». Ed ancora il Ministro Gelmini mantiene il tempo pieno ma elimina la compresenza degli insegnanti: ciò significa che ad esempio le attività di recupero degli studenti in difficoltà,

Il distretto tecnologico bloccato dalla burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini è pronta comunque a scommettere tutto sui poli della ricerca (tra cui anche quello di Terni sui materiali speciali) e ha messo in cantiere l'avvio del primo programma nazionale sui distretti tecnologici con fondi per 200-300 milioni. «Il giudizio sullo distretto è positivo –

Elementari, tutti vogliono il ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riduzione delle ore voluta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non convince le famiglie dei nostri bimbi che nelle scuole elementari della città e della provincia richiedono sempre più le 40 ore del tempo pieno, al massimo le 30 del vecchio modulo, lasciando a un misero 3% l'opzione del ridotto a 24 ore.

<Piena fiducia, aiutiamo i teatri> ( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e non a caso il ministro Gelmini sta lavorando su una riforma per ridurre il numero dei corsi. Ci auguriamo che cambi la situazione, e che De Poli possa mantenere l'esistente. Anche noi, come Provincia, dobbiamo decidere il da farsi sull'Università che abbiamo al Cerletti perchè sono costi importanti e ci scade il contratto nel 2010.

<Nievo, tagliate lingue e laboratori> ( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: effetti della riforma Gelmini. Nelle medie di Sedico e Sospirolo vince il tempo prolungato, ad Agordo il tempo ordinario di 30 ore. Ma, oltre al nodo orario, i dirigenti sono preoccupati per i tagli su ore d'insegnamento e professori. «Nei nostri istituti - dice Emilio Guerra, dirigente delle Nievo di Cavarzano e Castion, a Belluno - non ci sono differenze sostanziali negli iscritti»

<Università e sport, binomio vincente> ( da "Corriere della Sera" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ieri il rettore Paolo Parisi ha incontrato il ministro del-l'Istruzione, Mariastella Gelmini. Cosa avete chiesto al ministro? «Abbiamo innanzitutto ripercorso la storia dell'università, da quando fu fondata nel 1928 come Accademia di Educazione Fisica, fino ad oggi che è riuscita a conquistarsi un importante posto a fianco delle altre università della capitale.

Statale, tafferugli fra studenti ( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Maroni non possono abbandonarci alla violenza dell'estrema sinistra. Chiediamo un provvedimento urgente in cui chi viene identificato in situazioni di violenza politica non possa frequentare le sedi universitarie, anche se iscritto, nei giorni delle elezioni universitarie e quando si tengono iniziative culturali e politiche.

Berlusconi e Formigoni al raduno di Rete Italia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fitto e Gelmini, il sindaco di Roma Alemanno, il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, il vicepresidente del Parlamento Europeo, Mario Mauro, l'onorevole Giancarlo Abelli e i presidenti dei gruppi parlamentari del Pdl, Cicchitto e Gasparri. Rete Italia, nata nel 2006 da un'iniziativa di Roberto Formigoni,

<Meno stranieri in aula Ecco il mio piano-quote> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Meno stranieri in aula Ecco il mio piano-quote» Gelmini: «Classi a tempo per imparare l'italiano» ROMA POTREBBE essere fissato un limite alla presenza di alunni stranieri nelle singole classi. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha ammesso che allo studio c'è un progetto che presuppone il confronto con le dirigenze regionali.

Terroristi solitari e nuove Brsono i rischi che corre l'Italia ( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: decreto Gelmini". La crisi economica. Nuove minacce alla sicurezza derivano inoltre dalla crisi economica, con il rischio di tensioni strumentalizzabili in chiave oltranzista e quello dell'accentuata invasività delle organizzazioni criminali. C'è poi il delicato tema dei Fondi sovrani, speciali fondi posseduti da Stati per detenere attività in valuta estera.

sciopero della scuola: la cgil mobilita il fronte anti-gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Cgil mobilita il fronte anti-Gelmini Per mercoledì 18 marzo, la Flc-Cgil ha indetto uno sciopero nazionale in tutte le scuole. Padova avrà un ruolo di primo piano nella mobilitazione generale degli insegnanti e del personale Ata perché in città si svolgerà un corteo, che partirà da piazza Garibaldi e terminerà in piazzale Pontecorvo,

notte brava in gita a strasburgo un voto in meno in condotta ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che rischiano di trovarsi con un credito più basso per l'esame di Stato, in giugno. E' questo il problema. Il voto di condotta basso fa media e può deprimere il credito: è matematico. Il fatto fa, dunque, discutere. Le pagelle del primo quadrimestre, in 15 superiori del Pordenonese, non hanno comminato 5 in comportamento.

"La scuola di Rocchetta rischia di chiudere Mandateci i vostri figli" ( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rischia di cadere sotto la mannaia del decreto Gelmini - dice lo stesso sindaco -. E non si tratta solo di venire incontro alle esigenze dei genitori e dei residenti della frazione, ma anche di ragionare in prospettiva. Rocchetta è l'area dove è previsto il maggior sviluppo residenziale nei prossimi anni.

"Meno stranieri in aula col piano-quote Classi a tempo per imparare l'italiano" ( da "Quotidiano.net" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ha ammesso che allo studio c?è un progetto che presuppone il confronto con le dirigenze regionali. «Bisogna tener conto delle differenze territoriali», ha detto la Gelmini a Famiglia cristiana. Allo stesso modo, secondo la responsabile di Viale Trastevere, il disegno di classi destinate ai soli bambini stranieri,

Il G8 della scienza a casa del premier e l'Università della Libertà beffa Lucca ( da "Repubblica.it" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: grandissimo orgoglio la scelta del ministro Gelmini di portare il prossimo G8 della Scienza in questa città". E invece? Invece la milanesissima ministra Mariastella Gelmini ha pensato bene che forse il vertice sarebbe stato meglio giocarselo in casa (metaforica, in questo senso). E sulla scelta sembra abbia influito anche il sindaco sindaca Letizia Moratti,

Scuola primaria <Che ne sarà dei maestri?> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: previsti dalla riforma Gelmini sull'organizzazione della nuova scuola elementare di Montecchio Precalcino? A chiederselo, e con una certa preoccupazione, è Gabriele Dal Zotto, consigliere di minoranza della lista "Vivere Montecchio". Proprio per paura che i tagli previsti dalla riforma Gelmini rendano vani gli sforzi e gli investimenti fatti per realizzare la nuova scuola del paese,

Gelmini: il maestro unico? Scelta culturale e pedagogica ( da "Avvenire" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2009 Gelmini: il maestro unico? Scelta culturale e pedagogica DA MILANO « Q uella del maestro unico è una scelta culturale e pedagogica del ministero che vale per tutti. Noi abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore ma, qualunque sia la scelta, il maestro di riferimento è sempre unico»

Ecoistema Scuola 2009: Venerdì 13 marzo 2009, ore 12.00 ( da "Legambiente" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo L'ufficio stampa Legambiente: 06 86268353-79-99-76 Torna all'elenco delle notizie

<Grazie sindaco, per i lavoriin cassa 12 euro al giorno> ( da "Sicilia, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al disegno di legge Aprea e ai provvedimenti della Gelmini che determineranno in tempi rapidi la distruzione della funzione di rappresentanza del sindacato per lasciare il posto al potere unilaterale del Governo su reclutamento, carriere, salario, provvedimenti disciplinari». Nelle previsioni di Alosi c'è «un taglio di 87.

PORTICI PEPPE DIANA, IL RICORDO DEGLI SCOUT ALLE CARMELITANE NELLA CHIESA DELLE CAR... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Camminando in una vita nuova». TORRE DEL GRECO/2 Voto in condotta e fannulloni venerdì convegno alla Leopardi Voto in condotta, spese più contenute per i libri di testo e norme anti-fannulloni. A Torre del Greco, la scuola si interroga sulle ultime novità normative nel convegno «La scuola che verrà», organizzato dalla Pearson Paravia presso la scuola media Giacomo Leopardi.

Flc-Cgil: Le famiglie vicentine hanno bocciato il maestro unico e il relativo modello orario ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: era Gelmini. «Si tratta di una riduzione spaventosa - avverte Campisi - che per Vicenza solo l'anno prossimo riguarderà circa 200 Ata, cioè il 6 per cento dell'organico, che diventeranno 600-700 nei prossimi tre anni». Sulle cattedre in meno, invece, ancora non vi sono dati certi: «Manca ancora il decreto sugli organici.

Sindaco in attesa di incontrare la Gelmini ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: attende indicazioni in merito all'appuntamento con il ministro alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Una settimana fa il ministro ha dato buca alla delegazione di sindaci che l'aspettava ad Abano per sottoporle la questione dell'orario prolungato. Barison si è quindi attivato per strappare un incontro "de visu" con la Gelmini a Roma.

Tempo pieno e niente tagli degli insegnanti, Mardegan scrive al ministro le sue richieste ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)
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Abstract: In cima alla lista delle preoccupazioni della giunta Mardegan ci sono gli effetti della riforma Gelmini che entrerà concretamente in vigore a settembre, con le prime elementari. I timori maggiori arrivano dalla rivoluzione del tempo scuola. L'amministrazione avanza le sue richieste e chiede agli altri sindaci di fare altrettanto per formare un fronte comune.

E' l'Istituto professionale Brustolon a registrare il risultato migliore: in un solo anno la scuola ... ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-03-2009)
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Abstract: ma il vero problema sarà l'applicazione del decreto Gelmini, che prevede l'innalzamento da 25 a 27 del numero minimo di alunni per classe. Così all'Iti le classi scenderanno da sette a sei». Se il Calvi cresce da due anni a questa parte, a seguire la strada opposta è il professionale Catullo: 152 due anni fa, 120 nel 2008, 112 quest'anno.

La riforma Gelmini finisce anche in teatro ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini finisce anche in teatro Mercoledì 11 Marzo 2009, Asolo Stasera alle 20,30, presso il Teatro Duse di Asolo, il Teatro Liquido, Teatro dell'Oppresso metterà in scena "Incerti futuri" spettacolo a ingresso libero. Le problematiche trattate saranno quelle legate alla riforma Gemini.

Monselice (O.M.) Una moratoria di un anno per ridiscutere la legge di riforma scolastica del min... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-03-2009)
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Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini. E' questo l'elemento caratterizzante della delibera adottata l'altra sera dal consiglio comunale di Monselice, dopo un'accesa discussione sulla norma che dovrebbe modificare l'orario scolastico della scuola elementare e media. Davanti ad una sala stracolma di genitori ed insegnanti il sindaco di Monselice,

Il Comune scende in campo per salvare il tempo pieno nelle scuole primarie ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: grazie alla pesantissima riforma Gelmini che lascerà ai Comuni anche i costi del mancato tempo pieno. Il testo di legge infatti prevede il tempo pieno a 30 ore solo se ci saranno insegnanti sufficienti. Ma non essendoci i numeri, per mantenere lo standard qualitativo delle scuole e garantire il tempo pieno toccherà ai Comuni coprire le ore pomeridiane.

Settimana corta, mensa e doposcuola: l'elementare di Montaner supera i 50 alunni ed è salva ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sebbene un emendamento al decreto Gelmini avesse fatto slittare di un anno la chiusura dei plessi con meno di 50 bambini, noi già da quest'anno riusciamo a superare il limite minimo". L'Istituzione scolastica in accordo con il Comune si sta organizzando per poter offrire un tempo scuola su cinque giorni, dal lunedì al venerdì, con 29 ore settimanali di lezione,

San Giovanni, gli alunni iscritti in altre scuole ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: altro che applicare le disposizioni decise dai ministri Gelmini e Tremonti. Ciò che ci fa più specie è che queste leggi sono state votate anche dal Pdl, dunque il deputato Gottardo non può pretendere che non se ne dia corso. Quello di San Giovanni di Livenza non è un caso isolato: in queste ore anche a Cimpello di Fiume Veneto si sta vivendo la stessa situazione: con soli 7 iscritti,

Stefania Benatti scrive alla Gelmini ( da "Quotidiano.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stefania Benatti scrive alla Gelmini Ancona | Benatti: ?Colpire ulteriormente la scuola aggraverà una situazione già preoccupante, con ricadute negative sull?indice di abbandono scolastico. Invito al Ministro ad un confronto approfondito nelle Marche". Mariastella Gelmini L'assessore regionale all'Istruzione, Stefania Benatti ha indirizzato al Ministro della Pubblica Istruzione,

Tagli scuola, Benatti: 'Caro ministro, ci ripensi' ( da "gomarche.it" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stefania Benatti invita il Ministro Gelmini ad un confronto approfondito nelle Marche e scrive: "Colpire ulteriormente la scuola aggraverà una situazione già preoccupante, con ricadute negative sull'indice di abbandono scolastico." ANCONA - L'assessore regionale all'Istruzione, Stefania Benatti ha indirizzato al Ministro della Pubblica Istruzione,

Scuola, batti cinque per la condotta ! ( da "Napoli.com" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini fa bene a tirare dritto sulla riforma della scuola. Fa bene a perseguire un progetto di ristrutturazione dell?istituzione scolastica che tenga conto dei tempi, del diverso contesto sociale in cui gli alunni sono inseriti, dei fenomeni perniciosi e odiosi di bullismo che sempre più si registrano nelle aule del nostro Paese?

Ecoistema Scuola 2009: Venerdì Legambiente presenta i dati del rapporto annuale su qualità edifici scolastici ( da "Sestopotere.com" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intervengono: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo

Se il cemento è di sinistra ( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
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Abstract: 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Valanga travolge studenti: 4 morti sulle Alpi francesiSomalia, Birmania, Congo Ecco le crisi dimenticateWilliamson, scrive il Papa: "Un caso imprevedibile"Pd:

Ecosistema Scuola 2009: Venerdì Legambiente presenta i dati del rapporto annuale su qualità edifici scolastici ( da "Sestopotere.com" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intervengono: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo

Ricerca/ Gelmini visita il Cern di Ginevra ( da "Virgilio Notizie" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha visitato questa mattina il Cern di Ginevra, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Il ministro ha visitato il laboratorio, salutando gli scienziati italiani che hanno contribuito alla costruzione degli acceleratori e alla realizzazione dei principali esperimenti.

Scuola e tagli, la Gelmini propone un mini-sconto dopo il flop maestro unico ( da "Unita, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scuola e tagli, la Gelmini propone un mini-sconto dopo il flop maestro unico MARISTELLA IERVASI Per non perdere la faccia con le famiglie - che hanno bocciato il «suo» maestro unico - ora Maristella Gelmini cerca di uscirne con un piccolo trucco: lo sconticino mascherato sugli organici.

RICERCA: GELMINI VISITA IL CERN ( da "WindPress.it" del 11-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2009 Il ministro Mariastella Gelmini ha visitato questa mattina il CERN di Ginevra, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. L?Italia svolge al CERN un ruolo fondamentale, ne è stata uno dei principali partners sin dalla fondazione, in termini di risorse finanziarie e per il numero ed il livello degli scienziati presenti.


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Pdl, la cultura del capobranco (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 11-03-2009)

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Pdl, la cultura del capobranco FEDERICO ORLANDO Il 23 marzo, novantesimo della fondazione a Milano del primo Fascio di Combattimento, doveva nascere il Pdl da ?fusione per incorporazione?, come si dice in diritto commerciale. Poi l?hanno spostato a fine mese. Anche il concepimento del Pdl è avvenuto a Milano, non nel Covo ?primigenio? di piazza San Sepolcro ma sullo svelto predellino di un?automobile a piazza San Babila. Le similitudini non si fermano qui, ben altre parentele, scolorite dai decenni, spiccano tra la creatura di Mussolini e quella di Berlusconi, entrambe della famiglia che i politologi, e prima di loro uno che se ne intendeva, Togliatti, hanno classificato come «partiti autoritari con consenso di massa». Gli altri caratteri comuni sono, appunto, l?atteggiamento plebiscitario in cui gli italiani in crisi d?identità trasformano il consenso, il leader carismatico che ha sempre ragione, l?odio per il parlamento e i capi democratici (Cagoia, alias Giolitti), il disprezzo per la cultura («Qui non si fanno discorsi di strategia, qui si lavora»), l?identificazione di se stessi con la nazione e la demonizzazione degli oppositori come nemici della nazione. Tutto questo sta nelle premesse ma soprattutto nella quotidianità del Pdl. La premessa unica è il potere: mascherato, ma solo per i minus habens, dall?anticomunismo. Dei due partiti, l?incorporatore e l?incorporato, Forza Italia era già in idea, partito del potere: forse per questo nessun politologo, caso unico, ha dedicato un saggio di approfondimento sulla sua natura. Il potere era stato la calamita nel 1994 e poi il collante di tutte le macerie confluite con Berlusconi e da lui riutilizzate: gli assatanati di governo Dc e Psi, i paggetti liberali repubblicani e socialdemocratici, i missini salandrini (la Destra Nazionale era nata anni prima dal Msi per aiutare la Dc in parlamento), i radicali dell?ultraliberismo e del capezzonismo ante litteram, i valligiani leghisti gelosi di Bossi. Guardiamo un momento gli alleati. Bossi non ha mai voluto confondere la sua protesta ? indipendentista, antieuropeista, federalista, infine autonomista (purché le tasse restino dove si pagano) ? col partito del padrone carismatico; e così Casini, con la sua ambizione terzopolista, che nel ?94 era stata l?ambizione di Martinazzoli-Bindi-Segni, delusa per la legge elettorale, nonostante una ricchezza intellettuale che l?Udc, aspirante partito della Chiesa e non solo dei Cuffaro e dei Caltagirone, si sogna. Fini invece ha dovuto arrendersi, salvando personalmente l?onore delle armi, dopo esser rimasto capo di un esercito passato al soldo dell?alleato: come avevano fatto nel ?43 i repubblichini coi nazisti. Del resto, se è vero quel che scrive Daniele Protti su L?Europeo, Almirante gli aveva profetizzato trent?anni fa la morte del Msi, destinato a esaurirsi con l?esaurimento della generazione repubblichina. Lui stesso non avrebbe voluto «morire fascista come un nostalgico rincoglionito ». Perciò aveva scelto per la successione un giovane nato dopo la fine della guerra. Solo che il giovane, fedele alle aspettative del suo Pigmalione, era circondato da una masnada di affamati neogovernativi. Gli stessi referenti storici, non diciamo ?precursori?, richiamati a Fiuggi per la trasformazione del Msi in An, a cominciare dai filosofi che avevano sempre stabilito l?incompatibilità tra denaro e democrazia, erano sommersi dopo l?avvento del berlusconismo dai feticci di un pantheon postimperiale: dove agli dei civili di Roma e Atene erano stati aggiunti e sovrapposti gli idoli, a cominciare da Mammona, che le legioni portavano dalle più barbare province. Alla fine, tanti ex partiti in Forza Italia, tanti feticci in An: senza che una cultura politica nuova potesse nascerne e venire identificata. L?unica pulcinellata (ma non troppo, e purtroppo, tentata per dare una cultura leggera al nuovo partito ?leggero? postideologico, è stata quella dei teocon: che si riassume nel comandamento peresco «perché dobbiamo essere cristiani». Dove il dogmatico «dobbiamo essere » prende il posto del liberale «non possiamo non dirci». Sta in queste due frasette la distanza di millenni di civiltà. Ma la cultura peresca si aggancia, sia pure solo nelle apparenze, che qui sono molta parte della sostanza, a un padre nobile, perché anche Gentile era un teocon: che non piegava le ginocchia a sogli e porporati, ma riconosceva, lui che aveva scritto pagine monumentali sul Risorgimento, i titoli che andavano riconosciuti alla cultura cattolica: non quella dei sondini per la nutrizione e l?idratazione, che appartiene alle sottospecie, ma quella di due millenni di filosofia e di ricerca etica fuori del dogma. Purtroppo, messo Gentile in mano a Berlusconi (il materialista concordatario), Carfagna (?Dio patria famiglia?), Gelmini (Gentile col grembiule), Sacconi (lo Stato dopo Bettino), Roccella (la radicale alla zuava), Quagliariello (la filosofia nel boudoir dell?aula), Alemanno (il Nathan degli ex picchiatori), succede che questa serie di caricature rischia di portarci davvero a una repubblica talebana moderata dall?indifferentismo di massa. Quanto basta però a soffocare l?opposizione, responsabile della propria sfrontata debolezza. Sappiamo di vivere in un?età postideologica e non ci aspettavamo per la nascita del Pdl un Concilio di Trento che ne sancisse i contenuti ?profondi?, né l?avremmo desiderato. Però, è davvero troppo poco limitarsi a continuare una storia che sta nell?aver raccolto l?ondata antipolitica e averla trasformata in movimento politico pragmatico carismatico. Significa vincolare l?Italia, che non ha la radicalità laica della Francia, né quella liberaldemocratica dell?Inghilterra, né quella di ?potenza? della Germania (vedi messa a punto Merkel-Ratzinger), a una cultura del leader che esclude qualsiasi altra cultura che confligga con essa. Di questo passo, si finisce al Cottolengo dei popoli vecchi. In attesa che il centrosinistra risolva il suo problema altrettanto grave di una cultura comune, puntando a occupare il vuoto che Berlusconi lascia intero, quello dei principi realizzati nello Stato e nelle leggi (diritti e doveri), non resta che la machiavelliana ?battaglia soda? delle questioni pratiche: che le persone e le famiglie sentono come primarie, si tratti dell?assegno a chi perde il lavoro, dei mezzi per la sicurezza, della guerra a chi strangola i concittadini non pagando le tasse e centuplicando i prezzi al consumo. E senza cavarci gli occhi fra noi, visto che, di questo passo, per tornare al ?potere? c?è ancora un po? di tempo.

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Scuola, da Livinallongo verso la val Badia (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, da Livinallongo verso la val Badia Il rischio di una pluriclasse alle medie preoccupa i genitori di Lorenzo Soratroi LIVINALLONGO. «Rischio» pluriclasse per il prossimo anno alla scuola media di Livinallongo. Sono i primi effetti dell'attuazione del decreto Gelmini. Ma il sindaco Pezzei avverte: «Questa prospettiva spingerà i genitori a portare i loro figli nelle scuole della val Badia. è a rischio l'identità sociale della nostra comunità». E la sua protesta è già partita alla volta della Regione. Per l'anno scolastico 2009-2010 è prevista l'iscrizione di soli sette alunni alla prima media di Livinallongo, quindi sotto al tetto dei 10 minimi e non derogabili previsti dal decreto Gelmini per formare una classe. Si prospetta quindi la necessità di formare una pluriclasse insieme agli alunni di seconda. Un'eventualità che ha già messo in allarme i genitori. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione con i dirigenti dell'Istituto Comprensivo di Alleghe (del quale fa parte il plesso di Livinallongo) i quali hanno assicurato di aver già «attivato i canali politici per trovare una soluzione». Pezzei ha scritto all'assessore alle Politiche dell'istruzione della Regione, Elena Donazzan. «Nella nostra realtà - scrive - il fenomeno della razionalizzazione scolastica che comporta la soppressione di classi con meno di 10 alunni difficilmente porterà alla creazione di pluriclassi, poichè gli alunni andranno a frequentare nei paesi vicini, in particolare in val Badia, dove le scuole sono maggiormente sostenute economicamente e quindi anche le classi esigue hanno facoltà di sussistere. Ovvia e motivata è pertanto la nostra preoccupazione per quanto può significare questo esodo scolastico. Ovvero la disgregazione di un ambiente socio-culturale, dove la scuola è fondamento ineluttabile su cui costruire le basi della società futura». La pluriclasse potrebbe però essere evitata, almeno per il prossimo anno, per la presenza nella futura classe seconda di un portatore di handicap. Conglobando le due classi si andrebbe a superare il numero massimo di alunni, che è di 15, previsti per questi casi. Il problema quindi, in teoria, si trascinerebbe all'anno successivo. Ma la situazione di carenza di alunni a Livinallongo potrebbe migliorare perché nei prossimi 10 anni è prevista un'inversione di tendenza demografica che prevede un lieve aumento della popolazione scolastica.

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A rischio il tempo pieno alle elementari (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Paola Dall'Anese A rischio il tempo pieno alle elementari I sindacati: «Le famiglie chiedono le 30 ore ma finora il governo non le garantisce» Soltanto nel primo circolo i genitori hanno scelto l'orario più breve delle lezioni BELLUNO. Le famiglie bellunesi chiedono il tempo pieno. E' quanto emerso dalle iscrizioni alle scuole elementari, il cui termine di presentazione scadeva il 28 febbraio. L'80% delle famiglie ha chiesto le 30 ore, una piccola parte le 27 ore, soltanto un 2% le 24. Un dato atteso e quasi scontato, ma che crea dei problemi: saranno in grado le scuole di rispettare le scelte delle famiglie? Lo deciderà soltanto il ministero della Pubblica istruzione, che nei prossimi giorni dovrà dare indicazioni sull'organico previsto per il prossimo anno scolastico. A rischio non soltanto alcune scuole che avevano attivato i tempi lunghi con alcuni rientri pomeridiani, ma anche le mense che negli anni erano state realizzate dalle amministrazioni comunali per venire incontro alle esigenze delle famiglie. In questo modo, infatti, non verrebbero più utilizzate. Attualmente nel comune di Belluno il tempo pieno viene praticato a Bolzano Bellunese e a Fiammoi. «I genitori sono interessati a un tempo più lungo di quello che il ministro Gelmini promette (24 o 27). E' anche vero che il ministro ha detto che saranno rispettate le richieste delle famiglie», sottolinea Anna Orsini, segretaria della Cisl scuola di Belluno. «Le famiglie sono abituate a un tempo di scuola maggiore, ne riconoscono la validità e apprezzano che il tempo lungo si armonizzi con il loro tempo di lavoro. Ora, però, le indicazioni che derivano dai bellunesi contrastano con l'opzione ministeriale: non so, in questa fase, come questi problemi protrebbero essere risolti». «Stiamo attendendo», prosegue Orsini, «la definizione degli organici. Solo questo ci darà l'idea se sarà rispettata o meno la scelta delle famiglie. In caso contrario, oltre a mettere in crisi i genitori, che non sapranno dove lasciare i loro figli, ci saranno difficoltà anche per gli enti locali, chiamati a organizzare nuovi servizi». D'altra parte, però, è chiara la volontà registrata nei regolamenti del decreto Gelmini di tagliare i tempi della scuola: «Ora il compito dei sindacati sarà quello di far capire che le determinazioni del regolamento non sono sostenibili nè per la scuola nè per le famiglie». La questione si complica in una realtà frammentata come quella bellunese. «Nella nostra provincia ci sono stati enormi investimenti per realizzare le mense e offrire supporto logistico al tempo scuola pomeridiano, opportunità che non si potranno sfruttare dal prossimo anno. Resteranno fermi tutti quei servizi, che fino a quest'anno mettevano in moto opportunità di lavoro anche per altre persone. Tutto verrà quindi bloccato e centinaia di migliaia di euro andranno perduti», dice Orsini. «La maggioranza delle famiglie ha scelto le 30 ore alle elementari, adesso tocca al governo dire alle famiglie se le loro richieste saranno esaudite o meno», dice Francesco Corigliano della Flc Cgil. «Sarà interessante capire come farà il ministero, al momento di compilare gli organici, a non procedere ai tagli che sono previsti dalla finanziaria di Tremonti». Quello che i sindacati stanno da tempo cercando di far capire al governo, infatti, è che non basta tagliare i costi e quindi il personale, se non si ha ben presente quale sarà la ricaduta sulle famiglie e su chi utilizza quel servizio. Ed è quello che succederà per la scuola, alle prese con una mannaia che colpirà indistintamente, secondo le previsioni della Finanziaria di Tremonti, sia i docenti sia il personale Ata. Partendo da questo, Corigliano passa a fare un esempio di cosa significa tagliare a scuola: «Per quanto riguarda il personale Ata, circa 40 bidelli salteranno in provincia di Belluno, causando non pochi problemi per quelle scuole, magari piccole o comprensive, per cui avere un bidello significa aprire le porte della scuola prima delle 8, dando l'opportunità ai genitori di lasciare i figli prima di andare al lavoro. Sono problemi che fanno la differenza, soprattutto per la qualità della vita delle famiglie».

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Rischiamo la fuga di scolari in Val Badia (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Rischiamo la fuga di scolari in Val Badia» Pezzei scrive alla Regione: in vista c'è la pluriclasse ma ai genitori non piace di Lorenzo Soratroi LIVINALLONGO. "Rischio" pluriclasse per il prossimo anno alla scuola media di Livinallongo. Sono i primi effetti dell'attuazione del decreto Gelmini. Ma il sindaco Pezzei avverte: «Questa prospettiva spingerà i genitori a portare i loro figli nelle scuole della Val Badia. è a rischio l'identità sociale della nostra comunità». E la sua protesta è già partita alla volta della Regione. I numeri parlano chiaro. Per l'anno scolastico 2009-2010 è prevista l'iscrizione di soli sette alunni alla prima media di Livinallongo, quindi sotto al tetto dei 10 minimi e non derogabili previsti dal decreto Gelmini per formare una classe. Si prospetta quindi la necessità di formare una pluriclasse insieme agli alunni di seconda. Un'eventualità che ha già messo in allarme i genitori. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione con i dirigenti dell'Istituto Comprensivo di Alleghe (del quale fa parte il plesso di Livinallongo) i quali hanno assicurato di aver già «attivato i canali politici per trovare una soluzione». Preoccupato per i possibili effetti di questo "taglio" (sarebbe la prima volta che succede alle medie) Pezzei ha scritto all'assessore alle Politiche dell'istruzione della Regione, Elena Donazzan. «Nella nostra realtà», scrive Pezzei, «il fenomeno della razionalizzazione scolastica che comporta la soppressione di classi con meno di 10 alunni difficilmente porterà alla creazione di pluriclassi, poichè gli alunni andranno a frequentare nei paesi vicini, in particolare in Val Badia, dove le scuole sono maggiormente sostenute economicamente e quindi anche le classi esigue hanno facoltà di sussistere. Ovvia e motivata è pertanto la nostra preoccupazione per quanto può significare questo esodo scolastico. Ovvero la disgregazione di un ambiente socio-culturale, dove la scuola è fondamento ineluttabile su cui costruire le basi della società futura». «La nostra comunità», continua Pezzei, «ha inoltre tutte le ragioni di salvaguardare il suo status di minoranza ladina, previsto dalla legge 482/99. L'esodo scolastico a cui si rischia di andare incontro non va certo a vantaggio di questa tutela. Il timore è quello di perdere la propria specificità ed unicità. La soppressione della classe costituirebbe quindi un evento negativo ed ingiusto per l'intera popolazione, che viene a perdere un punto di riferimento sociale, culturale e di aggregazione». La pluriclasse potrebbe però essere evitata, almeno per il prossimo anno, per la presenza nella futura classe seconda di un portatore di handicap. Conglobando le due classi si andrebbe a superare il numero massimo di alunni, che è di 15, previsti per questi casi. Il problema quindi, in teoria, si trascinerebbe all'anno successivo. Ma la situazione di carenza di alunni a Livinallongo è solamente contingente, perché nei prossimi 10 anni è prevista un'inversione di tendenza demografica che prevede un aumento, seppure minimo, della popolazione scolastica pari al 1,03%. I nati nel 1999 sono infatti 12 (+0,71) e salgono a 17 nel 2000 (+1,43%), 16 nel 2001 (+1,28), 12 nel 2002 (+0,71), 16 nel 2003 (+1,28), 12 nel 2004 (+ 0,71), 13 nel 2005 (+0,86), 12 nel 2006 (+ 0,71) e 16 nel 2007 e 2008 (+ 1,28). «Le proposte di razionalizzazione», conclude Pezzei, «devono tenere conto della curva demografica degli anni futuri. Quello attuale è quindi un caso limite che non si ripresenterà nel prossimo decennio».

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Il ministro Mariastella Gelmini ha ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma "Foro ... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il ministro Mariastella Gelmini ha ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma "Foro Italico" Paolo Parisi e il Prorettore Vicario, Fabio Pigozzi. Al centro dell'incontro «il comune interesse per un'intesa su obiettivi che stanno particolarmente a cuore all'attuale governo, a partire dallo sviluppo dell'ateneo e dalla tutela dei laureati in scienze motorie». «La nostra è un'università di recente istituzione - ha spiegato Parisi - ma che ha radici antiche che risalgono all'Accademia del Foro Italico, costituita nel 1928 quale fulcro di quella Città Universitaria dello Sport, un complesso unico al mondo, modello per i suoi aspetti urbanistici e architettonici, e per la sua concezione tecnica, accademica e culturale».

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ROMA - Il ministro apre ai sindacati della scuola e riduce i tagli sui precari, ma per gli stranieri... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Il ministro apre ai sindacati della scuola e riduce i tagli sui precari, ma per gli stranieri in classe arrivano i paletti. «Abbiamo riscontrato un'apertura del confronto sugli organici - ha commentato Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola - ci saranno 5 mila tagli in meno nell'organico di diritto, il ministero ha fatto richiesta di 20 mila assunzioni in ruolo per 13 mila docenti, 7 mila insegnanti di sostegno e 7.500 di personale Ata». Cambiamenti in vista per gli studenti stranieri per i quali sarebbe in arrivo un tetto massimo di iscrizioni per classe: «Ci stiamo confrontando con i dirigenti regionali - ha annunciato al Gelmini a Famiglia Cristiana, ribadendo anche l'esigenza delle classi di "inserimento" - bisogna tener conto delle differenze territoriali». (L.Loi/ass)

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Cambiamenti in vista per gli studenti stranieri per i quali sarebbe in arrivo un tetto massi... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cambiamenti in vista per gli studenti stranieri per i quali sarebbe in arrivo un tetto massimo di iscrizioni per classe. Lo ha deciso la Gelmini. Il ministro ha anche ridotto i tagli sui precari: saranno 5 mila in meno nell'organico di diritto, il ministero ha fatto richiesta di 20 mila assunzioni in ruolo per 13 mila docenti, settemila insegnanti di sostegno e settemila e cinquecento di personale Ata.

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Risalgono le iscrizioni alle medie "don Milani" Mini "boom" nei licei tecnologici del territorio (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Risalgono le iscrizioni alle medie "don Milani" Mini "boom" nei licei tecnologici del territorio n Risalgono le iscrizioni alla scuola media don Milani. Per quanto riguarda le superiori, invece, le famiglie scelgono gli indirizzi sperimentali che il ministro Maria Stella Gelmini voleva tagliare. L'istituto di via Salvemini, da qualche anno in sofferenza, ha risalito la china. «Abbiamo 108 iscritti a Lodi - spiega il preside della don Milani Renzo De Vecchi - e 42 a San Martino. L'anno scorso, invece, erano rispettivamente 89 e 29. Con questi numeri potremo fare 5 prime in città e due fuori, ma vista la presenza dei disabili, forse nel capoluogo si può arrivare anche a 6». Situazione confermata, invece, per quanto riguarda la media Ada Negri. «Su Lodi abbiamo chiesto le stesse classi dello scorso anno - spiega la dirigente Luisa Durì -, mentre su Basiasco faremo una classe invece di 2. Siamo contenti perché vuol dire che il lavoro di confronto con gli insegnanti della scuola primaria e di sensibilizzazione dei genitori è stato positivo. Nelle prime abbiamo iscritto 290 alunni a Lodi e 19 a Basiasco. Tenendo conto dei ragazzi disabili dovremmo fare 12 classi a Lodi, suddivise tra la sede centrale e il ponte, e una a Basiasco. L'anno scorso, invece, era stato un anno eccezionale, oltre lo standard della nostra classe: avevamo realizzato comunque 12 classi a Lodi, ma con 304 alunni e 2 prime con 38 ragazzi a Basiasco». Leggero aumento, ma numero delle classi confermato anche per la media Cazzulani: «Nel 2008 avevamo avuto 184 iscritti - spiega la preside Giusy Moroni - ora, invece, ne abbiamo 191. Strada facendo arriveremo più o meno a 200. Siamo completamente saturi. Faremo 8 classi che è il massimo delle sezioni che ci è consentito dagli spazi. Alle elementari di Massalengo, invece, abbiamo avuto 42 iscritti, quindi faremo 2 sezioni». Per quanto riguarda le superiori, a fare incetta di alunni è stato il Maffeo Vegio con 261 iscritti alle classi prime (contro i 255 dello scorso anno), 65 alle scienze sociali, 123 alle scienze della formazione e 73 al linguistico. «È andata aldilà di qualsiasi più rosea previsione - spiega il dirigente Salvatore Pignanelli -. Pensiamo di fare 3 prime alle scienze sociali, 3 al linguistico e 5 alle scienze della formazione. Parecchi studenti provengono da fuori provincia. Anche quest'anno chiederemo a palazzo San Cristoforo e al comune di portare 4 classi alla don Milani. Speriamo di ottenere la disponibilità di sempre». Stessi numeri dello scorso anno anche all'Einaudi, l'istituto diretto da Eugenia Vitale, dove gli iscritti, al momento sono 120 e si faranno 6 prime. Stesso trend anche al Bassi. «Abbiamo quasi 300 neo iscritti - spiega il preside Corrado Sancilio -. Faremo 14 prime. Si rafforzano il corso Erica, cioè il linguistico e il Mercurio dei ragionieri programmatori. Il Bassi insomma, implementa le sue potenzialità di istituto che risponde alle esigenze del territorio». Confermati anche i numeri del Gandini: quest'anno però sono saliti gli studenti del classico. «L'anno scorso il Verri aveva avuto 69 primini - spiega il preside Abele Bianchi -, ora siamo già a 74. Allo scientifico, invece, abbiamo 180 iscritti. Sapremo cosa fare quando ci sarà la circolare sugli organici. L'anno scorso si potevano fare anche classi di 23 alunni, mentre quest'anno non si può scendere sotto i 29». All'Itis Volta le famiglie, nonostante le indicazioni del ministro Gelmini che voleva tagliare gli indirizzi sperimentali, hanno scelto a larga maggioranza proprio il liceo tecnologico e biologico. «Sono contenta di questa scelta - spiega la preside Luciana Tonarelli -. In totale abbiamo avuto 240 iscritti. Io, i presidi del Maffeo, di Sant'Angelo e Casale oggi andiamo a Roma. Chiederemo al sottosegretario che la specificità dei nostri licei non venga appiattita in un unico calderone».Cri. Ver.

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Montaner: la scuola elementare non chiuderà (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Evitata la scure della riforma Gelmini: per il prossimo anno alla prima classe sono iscritti 16 bambini Montaner: la scuola elementare non chiuderà E' stata raggiunta la quota sufficiente per garantire le lezioni SARMEDE. Con 16 bambini iscritti alla prima elementare di Montaner, per l'anno scolastico 2009-2010, la scuola a rischio chiusura a causa della riforma Gelmini, è salva. Lunedì in municipio si è riunita la commissione comunale per le riforme della scuola, presieduta dal vicesindaco Sergio Gallo. La commissione, insieme al preside dell'Istituto Comprensivo, insegnanti e genitori, ha preso atto che alla scadenza del 28 febbraio gli studenti iscritti alla prima elementare per la scuola della frazione sono dunque sedici. «Per fortuna i genitori hanno continuato a scegliere il plesso di Montaner - spiega il vicesindaco Gallo - garantendo così una buona presenza e soprattutto i numeri per scongiurare un'eventuale chiusura. La prima classe è quindi garantita. La seconda avrà 13 bimbi, la terza 12, la quarta 7 e la quinta 5. Sommando gli alunni si arriva a 53 studenti, numero che ci fa stare tranquilli per un'eventuale soppressione, anche se a livello governativo la scelta di chiudere le scuole con meno di 50 bambini è slittata al 2010». Nella riunione di lunedì sono anche stati concordati orari e servizi per gli studenti. «La maggior parte dei genitori ha scelto le 29 ore settimanali - continua il vicesindaco - spalmate dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12. Da decidere ancora se i rientri saranno tre con orario 13-16. Inoltre in compartecipazione tra Comune e genitori, sotto il profilo delle spese, è stato deciso da attuare il dopo scuola nei pomeriggi nei quali i bambini non hanno i rientri. Per questo servizio verrà dato incarico ad una cooperativa. Infine anche il trasporto scolastico andrà incontro alle esigenze dei genitori e dei piccoli alunni in quanto i costi del servizio per il prossimo anno scolastico rimarranno invariati rispetto al 2009». La scuola di Montaner nei mesi scorsi ha rischiato di venire chiusa a causa della scarsità di bambini iscritti. L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Eddi Canzian, si è sempre detta contraria a questa evenienza, tanto che la giunta aveva sollecitato anche organi sovracomunali. «Il rischio maggiore era rappresentato dall'anno scolastico 2009-2010 - conclude Gallo - per la scarsità di bimbi e dunque di iscrizioni. Il trend per il 2010-2011 ci dice invece che per quell'anno i bambini saranno di più, quindi la scuola rimarrà ancora a servizio della comunità. E' un plesso che garantisce un ottimo aiuto alle famiglie del nostro Comune e per questo l'abbiamo salvaguardata». (s.r.)

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BRENO Incontro dell'A.Ge sul mondo della scuola Domani sera, a partire dalle 20.30, negli... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 11/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:valcamonica BRENO Incontro dell'A.Ge sul mondo della scuola Domani sera, a partire dalle 20.30, negli spazi del Centro San Siro di Breno l'Associazione genitori (A.Ge) di Valle Camonica organizza un incontro dal titolo «Il riordino del mondo della scuola. Dalla riforma Gelmini le novità per studenti e famiglie». Tra i relatori che interverranno alla serata dedicata al mondo della scuola ci saranno Gianni Nicoli, presidente provinciale e responsabile nazionale dell'ufficio scuola dell'Associazione genitori e Mario Martini (dirigente scolastico brenese, responsabile del Ccst). Coordinerà i lavori Alessandra Giorgi, dell'Associazione genitori. BIENNO Serate di celluloide «Ricordando Volontè» «Ricordando Volontè» è la rassegna cinematografica dedicata al famoso attore, che l'associazione culturale «LiberaMente Camuni» e la Biblioteca civica di Bienno hanno programmato per i prossimi quattro giovedì. Il primo appuntamento è in calendario per domani, 12 marzo, con la proiezione di «Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto» di Elio Petri; seguiranno quindi le pellicole «Sacco e Vanzetti» di Giuliano Montaldo (in programma il 19 marzo), «Sbatti il mostro in prima pagina» di Marco Bellocchio (24 marzo) e «Todo Modo» di Elio Petri (2 aprile). Tutte le serate prenderanno il via a partire dalle 21.30 e si terranno nella Biblioteca a Bienno. L'ingresso è gratuito.

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Medicina, bandi in aprile (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 11/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:gdb università Medicina, bandi in aprile Pubblicazione entro la prima decade per le Scuole di area sanitaria Una ricercatrice all'interno di un laboratorio I bandi di concorso per gli specializzandi in Medicina saranno pubblicati entro il 10 aprile. Lo hanno assicurato i rappresentanti del Ministero dell'istruzione che hanno ricevuto nei giorni scorsi le associazioni dei futuri specializzandi delle facoltà di Medicina, Federspecializzandi e Sims, che chiedevano, appunto, garanzie sulle procedure dei concorsi per l'accesso alle scuole di area sanitaria e sugli accorpamenti delle stesse. Il Ministero - informa una nota del dicastero - ha rassicurato gli studenti sulla pubblicazione dei bandi entro la prima decade di aprile 2009 e ha confermato l'impegno del ministro Gelmini a perfezionare questo adempimento nella Conferenza Stato-Regioni del 19 marzo. Sul processo di riordino delle scuole di specializzazione, il Ministero ha poi confermato l'impegno a procedere alla razionalizzazione salvaguardando le eccellenze e considerando le esigenze territoriali. Il Decreto ministeriale sull'assegnazione dei contratti sarà dunque «tempestivamente» firmato dal ministro Gelmini dopo l'acquisizione del decreto sui contingenti nazionali delle scuole da parte del Ministero della salute. «Perché le legittime aspettative dei medici in formazione vengano garantite pienamente - hanno spiegato i rappresentanti del Ministero - occorre ora che la Conferenza Stato-Regioni e i presidi delle facoltà di medicina adempiano alle loro funzioni».

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Mardegan alla Gelmini: salviamo Castagnole (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mardegan alla Gelmini: salviamo Castagnole Il sindaco chiede l'istituzione di due sezioni della materna PAESE. Due nuove sezioni per la scuola materna pubblica di Castagnole. E' una delle richieste avanzate dalla giunta Mardegan con una delibera della scorsa settimana. Il testo è stato inviato alla direzione didattica all'ufficio scolastico provinciale e regionale e al ministero dell'istruzione. Le sezioni aggiuntive a Castagnole sono praticamente vitali, infatti senza di esse si rischierebbe di lasciare a casa una cinquantina di bambini. Ma nella delibera si parla anche dell'istituto di Treforni (in foto). «Abbiamo chiesto che venga accolta la richiesta di istituzione del tempo pieno nel plesso di Treforni, inoltrata a più riprese dal dirigente scolastico del circolo didattico di Paese e sostenuta anche da una medesima richiesta da parte del coordinamento comunale dei Comitati Genitori di Paese», recita la delibera. Non mancano poi riferimenti alla riforma Gelmini. «Abbiamo anche chiesto che vengano accolte tutte le richieste di tempo-scuola inoltrate dalle famiglie per i propri figli, alla luce della possibilità di scelta prevista dalle indicazioni ministeriali, su 24, 27, 30 o 40 ore settimanali, che non vengano tolte le compresenze in classe del personale docente e che per le classi successive alla prima vengano interamente confermati tutti i contenuti del Piano dell'offerta formativa che i genitori hanno accettato nel momento dell'iscrizione dei figli al primo anno scolastico». (fe. cip.)

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neanche a bitonci va giù la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 27 - Provincia Neanche a Bitonci va giù la Gelmini L'amministrazione comunale di Cittadella difende il tempo lungo a scuola Il sindaco-parlamentare del Carroccio chiede alla Regione di difendere le 350 famiglie che per i loro figli hanno scelto le 35 ore CITTADELLA. Bocciatura pesante per il ministro Mariastella Gelmini: anche il comune di Cittadella, guidato dal parlamentare Massimo Bitonci alfiere di quel Carroccio che fa parte del governo, dice no alla riforma e lotta per il tempo lungo. Sono 19 le classi e 350 le famiglie che a Cittadella hanno optato per il tempo lungo di 35 ore. La giunta comunale, in una delibera, ha espresso «la più viva preoccupazione per le gravi ed ingiustificate ricadute sociali che conseguirebbero al mancato mantenimento degli attuali servizi scolastici erogati dalle scuole di Cittadella». L'insistenza è giustificata dal fatto che «il maggior numero delle famiglie che hanno i propri figli nella scuola primaria locale è rappresentato da nuclei in cui entrambi i genitori lavorano»; a questo aspetto, vanno collegati i «rilevanti investimenti compiuti in questi anni dall'Amministrazione Comunale in termini di scuole, mense, palestre, laboratori». Tutto inutile? Cittadella non ci sta, e quindi «interpella la Regione Veneto affinché si faccia portavoce presso il Ministero della Pubblica Istruzione e le altre sedi istituzionali competenti del malessere che inevitabilmente andrebbe a diffondersi nella popolazione in caso di una diversa organizzazione dei tempi scolastici». Una situazione di squilibrio nell'assegnazione del personale docente che altre regioni, «come la Lombardia e l'Emilia Romagna», non vivono. Per questo, alla Gelmini si chiede «di assicurare alla Regione Veneto un numero adeguato di docenti in maniera tale da attivare, per quanto riguarda il nostro territorio, il tempo pieno nei plessi del Circolo di Cittadella ancora funzionanti con un'organizzazione a tempo lungo o in subordine che venga garantito un numero di insegnanti sufficiente per l'assistenza alle mense scolastiche per 5 giorni la settimana garantendo così il tempo lungo per 35 ore settimanali». Bitonci si è impegnato «ad assumere tutte le iniziative necessarie presso le sedi competenti per tutelare i servizi erogati dalla scuola primaria di Cittadella ed a convocare urgentemente un incontro fra i sindaci della provincia di Padova e la Regione Veneto per assumere le misure che si riterranno più opportune al fine di tutelare i servizi scolastici in essere». (s.b.)

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il consiglio chiede una moratoria sull'applicazione della legge gelmini (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 30 - Provincia Il Consiglio chiede una moratoria sull'applicazione della legge Gelmini MONSELICE. Una moratoria di un anno sull'applicazione del decreto Gelmini. La chiede il consiglio comunale di Monselice, che invita gli altri comuni del Veneto a fare altrettanto. C'è un nuovo passo avanti sul fronte comune degli amministratori veneti contro i tagli alla scuola primaria. Lunedì sera il consiglio comunale si è espresso sulla mozione che chiede un'assegnazione di organici sufficiente a garantire il modello del tempo prolungato. «La Conferenza Stato-Regioni che doveva decidere l'assegnazione degli organici è stata rinviata», spiega l'assessore all'Istruzione Giovanni Belluco. Dal Ministro, per tramite dell'assessore regionale Elena Donazzan, sono giunte rassicurazioni: ma l'allarme rimane. «Vi chiediamo di salvaguardare la qualità della nostra scuola - interviene la portavoce dei genitori, Monica Buson - una scuola con insegnanti in compresenza, la mensa come tempo educativo, senza maestro unico e senza riduzioni dell'orario». Il sindaco Fabio Conte non risparmia un accenno polemico alla Gelmini: «Ad Abano doveva presentarsi, non può sfuggire il confronto con la gente». «Il problema non è solo avere una fettina di organico in più - afferma invece il consigliere Francesco Miazzi -. L'innalzamento del numero di alunni per classe fino a 30 pone problemi di sicurezza, le nostre scuole non sono adeguate». Dopo qualche mediazione, la mozione è approvata. Con un'importante novità: la richiesta della moratoria di un anno sull'applicazione in Veneto del decreto Gelmini, e l'inserimento della questione nella discussione sul federalismo. «E' una richiesta mai fatta dai Comuni sino ad ora» evidenzia il capogruppo di Forza Italia, Francesco Lunghi, artefice della proposta. Nel testo si sottolinea che l'innalzamento del numero di alunni per classe può portare a situazioni non compatibili con le normative di sicurezza e antincendio. Non è compreso invece l'impegno del Comune a garantire i rientri esistenti: «Impegno morale», assicura il sindaco. (f.se.)

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la cgil: colpite 80 scuole sarde - pier giorgio pinna (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Autonomie a rischio in molti istituti dell'isola, chiesto l'intervento di Cappellacci e dell'assessore Baire per salvare didattica e organici La Cgil: «Colpite 80 scuole sarde» Contro i continui tagli mercoledì sciopero e manifestazione a Cagliari Dal segretario della Flc Peppino Loddo dure critiche al governo PIER GIORGIO PINNA SASSARI. La tregua è durata poche settimane: nella scuola sarda che traballa sotto i provvedimenti del governo ricomincia la mobilitazione. Mercoledì sciopero regionale della Flc-Cgil e manifestazione a Cagliari. Il sindacato svela altri tagli. Denuncia il depauperamento delle autonomie degli istituti nell'isola. Lancia l'allarme. E chiede alla nuova giunta regionale d'intervenire. Il perché delle azioni di lotta e delle tensioni appare chiaro scorrendo le tabelle a fianco. Smantellamenti, cancellazioni, flessioni negli organici riguardano un po' tutta l'isola. «Ogni misura che il governo mette in campo ha il chiaro segno di spazzare via l'istruzione pubblica e di favorire quella privata - spiega Peppino Loddo, segretario regionale della Flc-Cgil - Riducono gli organici. Massacrano il tempo-scuola. Rendono la gestione della didattica più complicata. Annullano fisicamente decine di sedi». Il sindacato, nella sua analisi, parte dall'esame del «Regolamento per la riorganizzazione nazionale della rete scolastica» e dai documenti di accompagnamento al testo. In proposito la Cgil ricorda innanzitutto come gli istituti con meno di 300 alunni perderanno l'autonomia nel corso del triennio 2009- 2112. In questo quadro negativo la Sardegna si colloca al 3º posto in assoluto tra le regioni italiane. «Nonostante - sottolinea il sindacato - la popolazione sia di molto inferiore a molte delle aree considerate». Un primato negativo davvero da guinness. «La nostra regione contribuirà infatti per l'11,5% del totale delle 700 autonomie a rischio, scendendo dalle attuali 427 a 347 scuole - calcolano alla Cgil - Già 37 autonomie saranno eliminate a partire dal prossimo anno. Sul versante dei posti di lavoro ciò significherà 80 dirigenti d'istituto in meno». Analogamente calerà il numero dei segretari, dei collaboratori come i bidelli, degli assistenti amministrativi. Ma il sacrificio rischia di essere decisamente più pesante considerando che la legge prevede come quota standard almeno 500 alunni per far vivere in maniera indipendente un'istituzione scolastica. «Ebbene - prosegue la dirigenza della Flc - in Sardegna risultano 225 autonomie scolastiche al di sotto di questa cifra. E l'altro elemento di pesante ridimensionamento riguarda i "punti di erogazione del servizio": vale a dire i fabbricati che materialmente ospitano i nostri ragazzi e che potrebbero chiudere con l'acuirsi del pendolarismo e della "fatica" dello studio in queste condizioni di estremo disagio». Nell'isola ci sono attualmente 1631 edifici destinati alla didattica: 520 per le materne, 566 per le elementari, 339 medie, 206 superiori. In tutti gli studenti sono oltre 220mila, i docenti più di 20mila. Ma, secondo le elaborazioni dell'Ufficio scolastico sardo citate dallo stesso sindacato, le sedi fuori norma rispetto ai criteri stabiliti dalla normativa nazionale sarebbero all'incirca 300, quasi il 20%. «Queste ragioni c'inducono a denunciare un ulteriore serio pericolo e a chiedere l'intervento della Regione, specie nella persona del nuovo assessore alla Pubblica istruzione, Lucia Baire», annunciano così i dirigenti della Cgil. «Nel frattempo - aggiungono - dobbiamo tenere alta la mobilitazione. Perciò abbiamo indetto per il 18 marzo lo sciopero sardo della scuola: una la manifestazione regionale a Cagliari porrà all'attenzione della pubblica opinione un nuovo elemento di preoccupazione. Un fattore che va ad aggiungersi a quelli denunciati negli scorsi giorni sulla enorme riduzione dell'offerta formativa per il taglio del personale annunciato a causa della riduzione delle lezioni e di alcune forme organizzative dell'insegnamento». Anche da qui la conclusione di Loddo: «Il futuro della scuola pubblica nell'isola è davvero in pericolo: vogliamo sapere se la Regione intende difenderla dalla rapina attuata sistematicamente dal governo oppure no. La strategia promossa dal ministro Gelmini e dal premier Berlusconi in Sardegna si tramuta in una manovra esiziale, mortale. Ma da parte nostra non tollereremo altri attacchi al diritto all'istruzione e alla conoscenza che la Costituzione garantisce ai nostri figli».

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famiglie preoccupate, a rischio il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Empoli Famiglie preoccupate, a rischio il tempo pieno Calcolata la richiesta delle ore nella settimana, in pochi per l'opzione più corta CERTALDO. Apprensione fra i genitori degli studenti delle scuole elementari e medie per l'anno scolastico 2009-2010 in merito al tempo pieno. Ancora mancano indicazioni su quel che succederà in seguito al varo della cosiddetta riforma Gelmini ma intanto le famiglie hanno compilato il modulo d'iscrizione, scegliendo in ambo i casi di istruzione, la possibilità di ricevere come servizio il tempo pieno per i propri figli. Ma fin quando non arriveranno le risposte dall'ufficio regionale non si avranno indicazioni o certezze su cosa potrà essere garantito o meno. «In base alle risposte e alle richieste che riceveremo potremo poi fare i nostri calcoli e capire se potrà essere rispettata la volontà delle famiglie» ha dichiarato l'assessore alle politiche giovanili e al sociale Cristina Gabbrielli. Le scuole infatti hanno raccolto sino al 28 febbraio le domande di iscrizione al prossimo anno scolastico. Il governo ha già varato il regolamento attuativo della riforma, ma prima che venga pubblicato sulla gazzetta ufficiale dovrà passare ancora al vaglio del consiglio di Stato». Sta di fatto che le scuole sono ancora in attesa di disposizioni più precise, ma già devono rispondere alla richiesta di informazione delle famiglie. Genitori che intanto nella scelta delle ore per tempi pieni e prolungati sono venuti a conoscenza che "verranno forniti compatibilmente con l'organico", così recita il modulo d'iscrizione del ministero. Per l'anno scolastico 2008-2009 la scelta dei genitori è stata prevalentemente sulle 33 ore per quanto riguarda la scuola media. Con la riforma Gelmini le famiglie hanno prevalentemente scelto per i propri figli la possibilità di avere un servizio di 30-36 ore. Per quanto concerne invece la scuola elementare la scelta aveva maggiori possibilità di ore: 24,27,30 e 40 ore. La tendenza delle famiglie è ricaduta fra le 30 e le 40 ore. Quindi in entrambi i casi di livello di istruzione la scelta è ricaduta sul tempo pieno e prolungato. Sabato 7 marzo sono stati mandati all'ufficio regionale tutti i dati sulle iscrizioni avvenute e "solo dopo aver avuto risposte e ricevuto delle richieste potremo capire quale scenario si profilerà per le nostre scuole a settembre" ha spiegato Gabbrielli. Gli studenti iscritti per l'anno scolastico 2008-2009 si contano in 679 studenti per quanto riguarda le scuole elementari e 479 invece quelli delle medie. Fra le varie novità introdotte dalla riforma Gelmini verrà introdotto anche l'I-Book ossia il libro su internet. Ma i dati forniti dalla biblioteca comunale "B.Ciari" mette in chiara evidenza come i libri e i documenti cartacei hanno ancora la meglio sul materiale multimediale, con un 92% dei prestiti complessivi effettuati dai certaldesi. E per quanto riguarda l'introduzione del voto in condotta l'assessore Gabbrielli ha le idee chiare: «Se viene pensato come metodo per ridurre i fenomeni di disagio probabilmente si produrrà l'effetto contrario». La linea tracciata a Certaldo è un'altra: «Tramite il piano integrato di area con psicologi, l'integrazione con gli stranieri e tante altre iniziative già in atto si può ridurre il fenomeno del bullismo e del disagio giovanile». Giacomo Bertelli

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le famiglie preferiscono il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Empoli Le famiglie preferiscono il tempo pieno Richiestissime le 40 ore: c'è aumento rispetto a un anno fa L'incognita, ora, è l'organico. Se non ci saranno tagli, i dirigenti potranno mantenere più di un maestro per classe PONTEDERA. Le famiglie preferiscono il tempo pieno. Concluse da poco le iscrizioni alle scuole elementari, da un primo bilancio nei tre istituti cittadini, emerge che le mamme e i papà hanno scelto per i propri bambini, nonché prossimi piccoli alunni, soprattutto le 40 e le 30 ore settimanali. Insomma, le richieste del tempo pieno sembrano aumentate rispetto allo scorso anno. Anche se mancano ancora i dati organici relativi alla formazione delle classi e al numero del personale docente impiegato, le richieste dei genitori confermano una tendenza già registrata a livello nazionale. Una tendenza che suona come una bocciatura del ritorno al maestro unico, chiamato "prevalente" perchè affiancato anche dai maestri di religione e di inglese. Maestro unico che secondo quanto dichiarato dal ministro Gelmini dovrà esserci solo per chi non chiede il tempo pieno, dunque per le classi nelle quali si lavora con i moduli di 24, 27 e 30 ore settimanali. Maestro unico che secondo l'assessore all'istruzione Daniela Pampaloni «formalmente non ce la farà ad esistere. L'organizzazione - continua l'assessore - dipende dall'autonomia didattica e organizzativa dei singoli istituti che potranno, nei limiti delle loro possibilità, distribuire i docenti». In realtà la circolare ministeriale abolisce le compresenze e in teoria, «nella stessa classe non dovrebbero operare due insegnanti contemporaneamente - spiega il dirigente scolastico Daniela Travi - ma se mi mantenessero l'organico dovrei essere in grado di alternare due maestri in gruppi di studenti diversi». E nel suo istituto, il Gandhi, che racchiude tre scuole elementari, hanno registrato 77 iscritti, fra i quali in 30 hanno scelto le 40 ore a Romito, in 21 all'Oltrera e in 18, sempre alla Maltagliata le 30 ore. Nessuno ha optato dunque per le 24 ore. All'istituto comprensivo "Pacinotti" invece, su 87 domande, solamente in 30 hanno preferito il tempo pieno. Il resto dei bambini ha chiesto le 27 e le 30 ore. «Una preferenza che conferma - dice il dirigente Liliana Canovai - le cifre degli scorsi anni. La Dante è la scuola dove si preferisce il tempo lungo mentre alla De Amicis gli alunni frequentano tutte le mattine, compreso il sabato ed hanno un solo rientro pomeridiano. Qui il modello educativo prevedeva già il maestro prevalente, una figura che svolgeva più ore di lezione rispetto agli altri». All'istituto comprensivo "Curtatone e Montanara", a cui fanno capo le elementari a La Rotta, a La Madonna dei Braccini e la Saffi, le famiglie si sono concentrate sulle 30 ore. In 40 infatti hanno richiesto questo orario e in 16 hanno fatto domanda per il tempo lungo attuato alla scuola de La Rotta. Anche in questo caso dalle segreterie affermano che si tratta di un trend consolidato negli anni. E i pratica su 56 nuovi studenti non ci sono richieste per il tempo corto, le cosiddette 24 concentrate solamente nelle mattine. Paola Silvi

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I centri sociali di Milano <Finalmente c'è la crisi> (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

I centri sociali di Milano «Finalmente c'è la crisi» tensioni/2. «È esplosa la profezia marxista sul capitalismo, prevista dal comunismo rivoluzionario». di Alessandro Da Rold Milano. Giornate di discussioni accese. Si parla di crisi economica durante le riunioni dei collettivi dei tanti centri sociali italiani. Soprattutto a Milano. La Lombardia sta pagando più di altre regioni la recessione economica di questi primi due mesi del 2009. Una realtà colpita proprio nella sua spina dorsale economica: quella composta per la maggior parte da piccole e medie imprese, costrette a chiudere, mandando in cassa integrazione migliaia di lavoratori. La Cgil meneghina lancia dati allarmanti: rispetto allo stesso periodo del 2008 la richiesta di cassa integrazione in deroga è aumentata di oltre il 1.000 per cento. Ma negli spazi autogestiti milanesi e lombardi ci si racconta anche di quello che sta accadendo in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. «Dell'estate di sommosse», di cui parlava il quotidiano inglese The Guardian alcune settimane fa. Di come all'estero «molti compagni» hanno incominciato a riorganizzarsi. Spinti dalla comune preoccupazione di chi quotidianamente perde il posto di lavoro. Sull'onda del fatto «che la profezia marxista di crisi generale del capitalismo, prevista e attesa dal comunismo rivoluzionario, è finalmente esplosa». La sinistra antagonista non resta a guardare. Decide di rimboccarsi le maniche. Non si spiegherebbe sennò, la chiamata a raccolta del Centro Sociale Vittoria per domani sera. La parola d'ordine dell'incontro in cartello è una: avviare una discussione «su come rilanciare il conflitto capitale-lavoro nella fase di crisi attuale e per decidere insieme i prossimi passi per un coordinamento delle lotte e dell'autorganizzazione». È dalle proteste di novembre contro il decreto Gelmini che qualcosa ha iniziato smuoversi nel capoluogo lombardo. «Ogni giorno, noi o il governo siamo oggetto di insulti o di parole di odio - confessa il vice sindaco Riccardo De Corato - Come in passato, Milano si sta dimostrando antesignana nelle rivolte, soprattutto per il suo tessuto economico-sociale. La situazione però si è fatta pesante. Alcuni centri sociali, citati dal pm Ilda Bocassini durante la sua requisitoria al processo sulle nuove Brigate Rosse, continuano a rimanere aperti». Il riferimento è alla Panetteria Occupata, una delle varie realtà milanesi, frequentata a suo tempo da alcuni imputati al processo in corso in questi giorni a palazzo di Giustizia. Lasciando per un attimo da parte il Partito Comunista Combattente, c'è da ricordare che a Milano, ogni fine settimana, le varie realtà antagoniste organizzano cortei in difesa degli spazi pubblici occupati, contro le forze dell'ordine o contro l'amministrazione comunale. Sabato 28 febbraio in centinaia hanno marciato per più di sette chilometri, paralizzando il traffico cittadino e lanciando petardi conto la polizia. Domenica, durante una manifestazione a favore dell'otto marzo, hanno assediato un banchetto di destra in piazza San Babila. Nell'Università Statale da circa una settimana un gruppo di Azione Giovani viene affrontato quotidianamente da giovani simpatizzanti dei centri sociali: la polizia è dovuta intervenire più di una volta. «Aspetta e vedrai», ha risposto un imputato alla Bocassini che durante la requisitoria ricordava «che nessuna persona dotata di intelligenza può pensare di tornare al clima terribile degli anni di piombo». E sul sito indymedia. Org, piattaforma indipendente di sinistra, qualcuno il giorno dopo ha commentato: «Bocassini boia». 11/03/2009

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Scuola, nelle aule serve la riscoperta di una disciplina "tonificante" (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, nelle aule serve la riscoperta di una disciplina "tonificante" di Angelo Luminoso Mercoledì 11 Marzo 2009, Cambiano le generazioni, cambiano i comportamenti. È avvenuto anche nella scuola. La riforma scolastica degli anni '20 del ministro Giovanni Gentile, così organica e puntuale, nella gabbia della ideologia fascista, da reggere sino a qualche decennio fa, legiferava nei confronti di studenti complessivamente disciplinati, e le loro marachelle trovavano precise risposte nel capo III del regio decreto 4 maggio 1925 n. 603, «Delle punizioni disciplinari» che escludeva ogni pur minima garanzia di difesa degli inquisiti. Come il Minosse, orribile e ringhioso, dell'inferno dantesco, quella scuola giudicava le colpe e assegnava le pene. Senz'appello. Molto è stato fatto per rinnovarne alcune importanti strutture in modo da renderla coerente con le esigenze della democrazia: la riforma del 1973 i «decreti delegati» della vulgata e lo statuto degli studenti del 1998 che demandava agli istituti le norme sanzionatorie dei loro comportamenti. Se non fosse che, nel decennio successivo, è avvenuta una precipitosa deriva: il dilagare di un fenomeno di caduta progressiva della cultura dell'osservanza delle regole e della consapevolezza che la libertà personale si realizza nel rispetto degli altrui diritti e nell'adempimento dei propri doveri: dalla trasgressione delle comuni regole di convivenza sociale ai gravi episodi di vandalismo, di violenza e di bullismo, per cui il Ministero è dovuto intervenire con atti normativi intesi a modificare e integrare lo statuto degli studenti. C'era la necessità di riaffermare la cultura dei diritti e dei doveri e di confermare il principio secondo cui la scuola è il luogo dove si acquisiscono competenze, ma anche valori da trasmettere, per formare cittadini che abbiano senso di identità, di appartenenza e responsabilità, luogo di crescita civile e culturale della persona. Decreti, direttive e regolamenti prevedono ora sanzioni più rigide e più adeguate a rispondere a fatti di gravità eccezionali, senza, però, trascurare, nel corso sanzionatorio, il coinvolgimento delle famiglie e degli studenti nel loro iter di crescita. È da ricordare che, in ogni caso, sono previste forme di ampia garanzia, a livello d'istituto e di organi regionali, che consentono una giusta difesa degl'incolpati. Era ora che si superasse la vischiosità di una pedagogia temperante, di dare un senso alle cose e capire quanto sia assolutamente indispensabile ridare a masse di adolescenti fragili, e a volte spavaldi, la sensazione dell'esistenza di limiti comportamentali e di regole che, nell'ambito di una comunità di studio e di formazione, fissino gli spazi della loro libertà e del rispetto individuale e collettivo. Purtroppo, norme e valori, dimenticati negli ultimi decenni da una visione facile della vita, che la crisi della famiglia e della scuola avevano favorita, o tollerata, hanno fatto trionfare un permissivismo delegittimante ogni forma di autorità, in primis quella degli insegnanti, determinando il degrado della scuola stessa. Di questo hanno preso coscienza i due ultimi ministri dell'istruzione, Fioroni e Gelmini, reintroducendo la piena validità del voto di comportamento degli studenti, e in questa direzione vanno muovendosi i regolamenti degli istituti scolastici, con l'adozione di griglie di comportamento che fissano il rispetto delle norme che regolano la vita dell'istituto, sicché l'assiduità della frequenza, le entrate e uscite fuori orario, l'uso del telefonino e via elencando concorrono alla attribuzione del voto di comportamento. Tornare alla scuola del merito, delle regole e del rispetto tra docenti e discenti non dovrebbe essere impossibile.

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i tagli della riforma gelmini in campania 1788 bidelli in meno (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Napoli Il caso I tagli della riforma Gelmini in Campania 1788 bidelli in meno Pesano anche sui bidelli e sul personale delle segreterie i tagli imposti dal ministro Gelmini al mondo della scuola. Dal prossimo settembre in Campania ci saranno, infatti, 1.788 tra bidelli e personale Ata in meno. La provincia più penalizzata sarà quella di Napoli, che pagherà il prezzo più alto: 900 lavoratori in meno, 585 dei quali sono collaboratori scolastici, gli altri sono addetti delle segreterie. I tagli sono stati approvati dal Consiglio dei ministri sulla base del piano Gelmini ed è stata la Cgil a quantificare poi i tagli regione per regione, provincia per provincia. Tagli che «non permetteranno di garantire i servizi essenziali, in particolare nelle scuole del primo ciclo (le scuole materne e le elementari) e con tante sedi. è bene ricordare - aggiunge il sindacato - che questa ulteriore riduzione si inserisce in un trend drammatico di tagli che dura da ben sette anni, provocando licenziamenti e aumenti drammatici dei carichi di lavoro». (bianca de fazio)

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I genitori di Soave chiedono una deroga (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

I genitori di Soave chiedono una deroga 'Fate partire la 1ª elementare anche con 12 alunni' Proposta: tempo pieno per attirare più utenza In sala il candidato sindaco Salvarani Assente il Comune PORTO (Soave). Partecipazione record all'assemblea dei genitori per salvare la prima classe alle elementari di Soave. Oltre 200 persone hanno preso parte all'incontro di lunedì sera, tenutosi alle scuole. Presenti il dirigente Eugenio Merli della direzione didattica con la vice Stefania Forini, la presidente del consiglio di Circolo Lorna Campari, il coordinatore Fiorenzo Barbieri e diverse insegnanti preoccupate per la sopravvivenza del plesso. Attualmente sono 12 i bambini iscritti in prima a Soave, 3 in meno del numero minimo previsto dalla Riforma Gelmini. E' stato spiegato che il calo delle iscrizioni avrà natura transitoria. Per ovviare al problema, i genitori hanno deciso di inviare al provveditore agli studi di Mantova, una richiesta di deroga, per riuscire a formare la classe anche con 12 bimbi. «Stiamo correndo un forte rischio - ha dichiarato Barbieri -. Mi auguro che quello che decideremo verrà successivamente condiviso dal Comune». Complessivamente gli alunni che frequentano l'Istituto di Soave sono 77 e superano abbondantemente la soglia per mantenere aperto lo stabile, fissata in 50 unità. «A Sant'Antonio fanno ginnastica a turni, hanno una mensa piccola, noi invece siamo attrezzati - ha ribadito Barbieri -. Se la scuola chiude, anche il paese ne risente». Merli ha proposto l'istituzione di una pluriclasse, bocciata con forza dai genitori, ma anche dalle stesse maestre. «Occorrerebbero 3 bambini volontari da Sant'Antonio o Montata - ha osservato il dirigente -. Abbiamo chiesto al Provveditore di fare la prima con 12 bambini». Per garantire serenità alle elementari, l'assemblea ha proposto di attivare il tempo pieno (già in vigore a Montata Carra e Sant'Antonio con 35 richieste). Il consiglio di Circolo ieri pomeriggio ha deliberato con 10 voti a favore e 2 astenuti, di richiederlo in forma sperimentale per un anno anche a Soave, venendo incontro alle domande dei genitori. L'opportunità, se accolta dal provveditore, consentirebbe di dare corso al tempo pieno all'interno di tutte le scuole elementari del territorio ed a Soave inoltre, di attrarre utenza dalla vicina Marmirolo. All'indirizzo degli amministratori non sono mancate critiche per non essere intervenuti alla riunione. Qualcuno ha lamentato che la frazione soavese «è sempre stata penalizzata dalla vecchia ed attuale amministrazione». Tra la folla c'era anche il candidato sindaco di Porto Insieme, Maurizio Salvarani. «Mi meraviglia che non sia presente almeno l'assessore - ha osservato -. Sarebbe opportuno fare un pacchetto di eccellenza per attirare più bambini». Campari ha affermato di avere chiesto un incontro al sindaco Ghizzi e all'assessore Dal Bosco, «ma non mi hanno neppure risposto». Graziella Scavazza

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proiezioni e dibattiti contro la scuola-azienda (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Lucca Proiezioni e dibattiti contro la scuola-azienda CAPANNORI Mobilitazione al liceo Majorana CAPANNORI. Non si placa la protesta del liceo scientifico Majorana contro la riforma Gelmini. Dall'esperienza della cogestione, alla rinuncia delle gite d'istruzione, fino all'ultima proposta: una serie di proiezioni e dibattiti, in programma fino a sabato 21 marzo, per gridare "no" alla scuola-azienda. Proprio sabato 21 si terrà l'evento clou: un incontro dibattito con Franco Gesualdi, ex allievo di don Milani e responsabile del centro Nuovo modello di sviluppo di Vecchiano, sulla scuola come bene comune. Se le autogestioni e le occupazioni sono state ignorate dal ministero della pubblica istruzione, il liceo capannorese prova la strada delle iniziative culturali e dei dibattiti, per cercare di opporsi all'introduzione di cambiamenti che non tengono di conto del progetto didattico già iniziato, delle necessità dei genitori e di quelle formative degli alunni. «La preoccupazione più cocente - sottolinea Cesare Lazzari, vicepreside dell'istituto - è per lo stato d'incertezza in cui si trova tutto il sistema scolastico. Le famiglie chiedono informazioni sul sistema per saldare i debiti formativi e sull'esame di Stato, e noi non possiamo dare risposte sicure, perché le direttive dall'alto sono poco chiare. Ad aggravare il quadro, la novità dell'anno, ovvero lo stato d'insicurezza legato all'organico dei docenti. C'è da formare le classi per il prossimo anno e non sappiamo su quanti professori possiamo contare». Stando alla commissione didattica del Majorana, nata a seguito della cogestione avvenuta lo scorso ottobre e composta da sei insegnanti e da sei studenti del liceo, il tempo passa e all'orizzonte non c'è luce. Soprattutto, la commissione vuole evidenziare come gli annunci sulla formazione scolastica siano proclami ben lontani dalla realtà. «Non si possono azzerare percorsi, programmi e contenuti, come succederà alle scuole medie - continua il vicepreside -. Non è possibile farlo, se davvero si vuole praticare un insegnamento serio. La nostra commissione sta cercando di tenere alta l'attenzione sulla salvaguardia della didattica, che non può essere modificata dall'oggi al domani, prescindendo dalle esigenze di chi la scuola la vive ogni giorno». Oggi, dalle 8,20 alle 10,10, e dalle 10,25 alle 12,10, il liceo proietterà l'inchiesta del giornalista Riccardo Iacona, intitolato "La scuola tagliata", per informare sulle condizioni della scuola pubblica in Italia e all'estero. Lo stesso video documentario sarà proiettato anche giovedì 12. Martedì 17 si terrà un incontro fra gli alunni del "Majorana" e Giovanna Guastini, responsabile della Cgil-scuola, per proseguire la riflessione sulla situazione scolastica italiana, e capire a che punto sia la riforma Gelmini. Sabato 21 il liceo ospiterà Franco Gesualdi, ex allievo di Don Milani, per promuovere la scuola come bene comune, perché non sembra più un presupposto della società.

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Indipendentisti sardi puntano al G8 (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 107 Nella relazione annuale dei servizi segreti consegnata al Parlamento si parla anche di terrorismo: l'Italia tra gli obiettivi della jihad Indipendentisti sardi puntano al G8 Nella relazione annuale dei servizi segreti consegnata al Parlamento si parla anche di terrorismo: l'Italia tra gli obiettivi della jihad --> ROMA Indipendentisti sardi pronti a ?usare? il prossimo G8. Il terrorismo islamico che resta «una minaccia di prima grandezza» per l'Italia. Sempre delicate, poi, le missioni militari, specie in Afghanistan. Sul fronte interno non sono da sottovalutare le Br, mentre nuovi rischi possono arrivare dalla crisi economica. Complessivamente sono state 216 le minacce terroristiche esaminate nel 2008 dal Casa (il Comitato di analisi strategica antiterrorismo). È quanto emerge dalla Relazione 2008 dei servizi segreti consegnata dal Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza) al Parlamento. INDIPENDENTISTI SARDI E G8 Gli indipendentisti sardi sono intenzionati a sfruttare la grande visibilità mediatica del vertice G8 in programma alla Maddalena. I Servizi sottolineano come «l'impegno antagonista contro il vertice di luglio, da tempo oggetto di discussione anche da parte del circuito europeo, è parso ancora circoscritto e dominato, a livello progettuale, dai gruppi dell'indipendentismo sardo». Ciò non toglie che, «in prospettiva, altri fronti di lotta attualmente in fase di regressione potrebbero riprendere vigore in occasione di specifiche contingenze che, anche a livello prettamente localistico, dovessero riaccendere le proteste». GRUPPI JIHADISTI Al Qaida, rileva l'intelligence, è determinata a colpire «i Paesi occidentali ed i loro alleati». Per questo l'Europa «nel suo insieme può essere inclusa tra gli obiettivi del jihadismo globale con un grado di rischio medio-alto». E l'Italia, si sottolinea, «si inserisce in questo contesto di criticità, sebbene non siano emersi riscontri sul concreto sviluppo di pianificazioni offensive da consumarsi sul nostro territorio». Anche la relazione annuale dell'intelligence americana ha indicato oggi che al Qaida sta «continuando a pianificare attacchi in Europa e in Occidente» e continua a vedere l'Europa come una «piattaforma di lancio per attacchi contro gli Stati Uniti». INTEGRALISTI RECLUTANO IN CARCERE Il panorama integralista italiano è caratterizzato dalla presenza di «ristretti circuiti estremisti spesso raccolti attorno a referenti carismatici in grado di radicalizzare giovani conquistati alla causa». Il fenomeno è in crescita negli ambienti carcerari, dove è stata rilevata «un'insidiosa opera di indottrinamento e reclutamento svolta da 'veteranì, condannati per appartenenza a reti terroristiche, nei confronti di connazionali detenuto per spaccio di droga o reati minori». RISCHIO JIHADISTI FAI DA TE L'azione dell'intelligence in Italia, spiegano i servizi, è chiamata a misurarsi anche con le «incognite legate alla possibile, improvvisa attivazione operativa nei cosiddetti lone terrorist (terroristi solitari), soggetti che, al di fuori di qualsiasi vincolo associativo, si autopromuovono al Jihad». RISCHI PER MILITARI ALL'ESTERO «Profili di rischio», indica poi la Relazione, sono presenti per «i nostri contingenti militari in aree di crisi che, in ragione della loro stessa missione, restano potenziali obiettivi di disegni terroristici/destabilizzanti». In particolare, in Afghanistan «consistenti aliquote di Taleban» stanno «migrando verso il settore occidentale, area di responsabilità italiana». NON SOTTOVALUTARE BR Sul fronte interno, l'area brigatista è, secondo gli 007, «una minaccia da non sottovalutare», anche alla luce della «perdurante presenza di un'area di consenso verso programmi rivoluzionari che non escludono il ricorso alla lotta armata». Si segnala inoltre un aumento della conflittualità tra estremisti di destra e sinistra, culminata negli scontri di Piazza Navona dell'ottobre scorso durante una manifestazione studentesca contro il decreto Gelmini. CRESCONO SBARCHI CLANDESTINI Infine, l'immigrazione clandestina: nel 2008 le organizzazioni criminali hanno impresso una forte accelerazione agli sbarchi. La strategia dei trafficanti punta a pianificare arrivi in massa per congestionare i centri di accoglienza. I servizi segnalano anche il rischio, per ora senza evidenze, «di un utilizzo dei canali dell'immigrazione clandestina per il trasferimento di terroristi».

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la scure dei tagli sulla scuola della marmilla (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

GONNOSCODINA La scure dei tagli sulla scuola della Marmilla Il vicesindaco sollecita un fronte unico per evitare il tracollo GONNOSCODINA. «Investire nella scuola per costruire il futuro». Questa l'esortazione che arriva dal piccolo centro della'Alta Marmilla, dove il vicesindaco Palmiro Pilloni esorta i tanti piccoli centri della sub regione a far quadrato giusto per preservare il vasto territorio da quella che potrebbe essere definita "la morte annunciata dell'istruzione pubblica". Un allarme che a giudizio di Pilloni trova ragione d'essere in quella che ormai è conosciuta come la "Riforma Gelmini" (che trova i precedenti in Berlinguer passando per la Moratti fino ad arrivare a Fioroni), nella quale già dal prossimo anno si prevede un forte ridimensionamento della scuola nel territorio. Ridimensionamento che si farà ancora più pesante nell'anno scolastico 2010-2011 quando partiranno i nuovi parametri di determinazione del numero degli alunni per classe e per Istituto, con il risultato che la quasi totalità dei plessi dei Comuni dell'Alta Marmilla, causa la scarsità di alunni, saranno costretti a chiudere i battenti. «Di fronte ad una riforma che principalmente pone alla base il contenimento della spesa pubblica, gli sforzi delle amministrazioni locali risultano insufficienti o del tutto inutili a mantenere la presenza delle scuole nel territorio. Tutto ciò altera il rapporto di cui si continua a non tener conto: il nostro territorio è fatto di piccoli paesi che necessitano, comunque, di servizi scolastici efficienti.», tuona Palmiro Pilloni, che focalizza poi l'attenzione su come l'istruzione sia un diritto inalienabile, sancito dalla Costituzione, e che quindi, come tale, non può essere messo in discussione da chicchessia, neppure dal ministro di turno. Da qui la necessità di far quadrato sul fronte scuola perché oggi più che mai diventa necessario rafforzare le reti di solidarietà sociale, utilizzare gli strumenti pubblici di tutela e rilanciare, soprattutto, gli investimenti dello Stato nel bene durevole più prezioso e fruttuoso, cioè la conoscenza. Conoscenza che, per Pilloni, una scuola così "destrutturata" porterebbe ai livelli minimi, demolendo, nei fatti, il diritto del cittadino all'istruzione e ripristinando, nei fatti, le disuguaglianze fra le persone. Come dire distruggere la scuola "inclusiva" per sostituirla con quella classista di vecchia data. Tigellio Sebis

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Tagli, tocca anche ai bidelli (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tagli, tocca anche ai bidelli Ata, le stime della Cgil pronta allo sciopero di venerdì 18 Torre: «Con i docenti in Lombardia 3.500 posti in meno» MARIANNA BRUSCHI PAVIA. Da settembre 2009 ci saranno almeno 110 posti in meno per quanto riguarda il personale tecnico-amministrativo nelle scuole di tutta la provincia. Una misura del piano Gelmini-Tremonti, che a livello nazionale taglia 45mila posti di lavoro per i prossimi tre anni. Anche a partire da questo dato la Cgil-Scuola ha proclamato lo sciopero generale, per il 18 marzo, nell'ambito scuola, università e ricerca. Quelle sul personale sono proiezioni, che a livello nazionale, sono state elaborate dalla Cgil Flc, la Federazione lavoratori della conoscenza. Le stime per i docenti sono più difficili da fare, perché si è in attesa del decreto ministeriale sugli organici. Per la Regione Lombardia dovrebbe parlarsi di 3500 posti di lavoro in meno, di cui circa la metà nella primaria e circa 900 nelle scuole medie. Lo sciopero di mercoledì 18 marzo servirà a ribadire i «no» a questa situazione. Per la Lombardia la manifestazione si concentrerà su Milano (partenza alle 9.30 dai Bastioni di Porta Venezia e arrivo alle 11 in piazza Duomo). Uno sciopero per «ribadire la resistenza alla riforma Gelmini e alla sua politica dei tagli - spiega Silvio Torre, Cgil - I dati sulle iscrizioni dicono che i genitori hanno bocciato il maestro unico». Ancora non si può quantificare definitivamente quanti docenti in meno ci saranno a settembre: senza il decreto sugli organici si possono fare solo stime a partire dal piano per i prossimi tre anni del ministro. «Ma ci saranno sicuramente i tagli sul personale Ata - aggiunge Torre - questo è preoccupante, perché mette in difficoltà le scuole, anche sul piano della sicurezza. Si andrà verso un'esternalizzazione dei servizi». Non ci sono solo le riflessioni sul futuro della scuola primaria. «C'è la grossa incognita dei tagli alle medie - spiega Torre - per la Lombardia saranno 917 posti in meno, solo per le medie». A questo si aggiunge il disegno di legge Aprea, sulla riforma del reclutamento del personale docente. «Prevede sostanzialmente la chiamata diretta del personale dalle scuole - spiegano dalla Cgil - e introduce la differenza tra insegnanti all'inizio della carriera ed esperti». Niente più graduatore. Ma lo sciopero mette insieme tutti i livelli dell'istruzione. Quindi anche l'università. E la riduzione dei fondi. «C'è una penalizzazione dei giovani senza il turn over - spiegano dall Cgil - Oltre ad una riduzione del Fondo di finanziamento ordinario». Altra preoccupazione: la riforma delle superiori. Rimandata di un anno dal ministro Gelmini. «Siamo in attesa e siamo preoccupati», dice Silvio Torre. Perché non si intravedono misure migliorative rispetto al piano presentato nei mesi scorsi.

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Ecco il boom di iscritti alle private (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Spunta l'effetto Gelmini. Richieste respinte in alcune strutture cittadine, aumenti anche del 40% Ecco il boom di iscritti alle private Soprattutto alle materne. Ad attirare sono le classi «primavera» Alla Maria Ausiliatrice sono restati fuori quasi in venti PAVIA. Aumentano le iscrizioni alle scuole private. Anche questo rientra, in parte, tra gli «effetti Gelmini». Le famiglie nell'incertezza sul prossimo anno scolastico si sono avvicinate alle scuole private. Soprattutto per le scuole d'infanzia che hanno predisposto le classi «primavera», per i bambini di due anni e mezzo. Le due sperimentazioni del Comune, alla Vaccari e alla Santa Teresa, per l'anno prossimo saranno interrotte per problemi di tagli e blocco del turn over. Anche questi «effetti Gelmini». All'istituto Maria Ausiliatrice, in via Ludovico il Moro, sono al completo. «Alle elementari - spiegano - abbiamo dovuto respingere 15-20 richieste. Alla materna quest'anno abbiamo 110 bambini, l'anno prossimo dobbiamo chiudere una sezione per problemi di spazio e abbiamo detto di no a circa 30 persone». Anche per la prima media l'anno prossimo l'istituto avrà una ventina di alunni in più. «La nostra scuola è molto richiesta in questo momento - spiegano - Ci spiace non poter accogliere tutte le richieste, abbiamo preiscrizioni fino al 2012». Dalle Canossiane in corso Garibaldi «c'è senz'altro qualche unità in più - spiegano - può darsi che tra i motivi ci sia anche la paura della riforma». Preoccupazione legata al tempo scuola, a come si potrà garantire un tempo pieno di qualità senza le compresenze. «Nella scuola d'infanzia abbiamo un aumento del 41% - spiegano dall'istituto San Giorgio, in via Bernardino da Feltre - C'è stato il boom della sezione primavera. Per la primaria la situazione è rimasta invariata e per le medie abbiamo un aumento del 7%. Molti bambini si fermano qui, abbiamo una quinta numerosa quindi c'è una base già buona». Una spinta per paura della riforma? «La nostra scuola è molto conosciuta - spiegano dal San Giorgio - è il trend che abbiamo tutti gli anni». Franco Frabboni, pedagogista dell'università di Bologna, ospite del convegno del Comitato genitori e insegnanti per la scuola, aveva anticipato questo effetto: «C'è un disegno preciso di gambizzare la scuola pubblica a favore di quella privata». In via Santa Maria Caravaggio, anche l'istituto Padre Pianzola ha un aumento di iscrizioni per i bimbi di due anni e mezzo. «Abbiamo 25 nuovi iscritti - spiegano - c'è stata comunicazione tra le famiglie. Però ci sono scuole che hanno raggiunto un certo numero di iscrizioni e tengono gli altri in lista d'attesa, dovrebbe invece esserci più collaborazione». Anche la Domus Pacis, in via San Lanfranco, c'è un aumento. «Abbiamo qualche iscritto in più - spiegano - questo è un asilo parrocchiale, si dà spazio ai genitori della parrocchia che hanno la possibilità di un pre e di un post scuola e poi è un ambiente che conoscono bene». (ma.br.)

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Vigevano boccia la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Vigevano boccia la Gelmini» Il comitato per la scuola pubblica sulle scelte dei genitori VIGEVANO. «A Vigevano, per quanto riguarda la scuola elementare, la riforma Gelmini non è passata». Lo sostengono i rappresentanti del «Comitato in difesa della scuola pubblica», che ieri hanno indetto una conferenza stampa, per commentare gli esiti delle iscrizioni, concluse da pochi giorni, alle scuole elementari, e per illustrare i prossimi obiettivi del Comitato, che si muoverà a sostegno di un piano di manutenzione organico nel settore dell'edilizia e della sicurezza scolastica. «In tutti e tre i circoli didattici cittadini - dice Massimo Colognese, uno dei portavoce - la stragrande maggioranza dei genitori ha scelto per i propri figli il tempo pieno. Fin da subito noi abbiamo preso posizione a sostegno del tempo pieno». Un tempo pieno che cambierà connotazione a partire dal nuovo anno scolastico: da 38 ore passerà a 40, distribuite dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.30, opzione promossa e votata da tutti e tre i circoli. «Quella del tempo pieno - sostiene Fiorella Valvo, membro del Comitato - è una tradizione storica della città, che ha scelto ancora questo modello pedagogico invece delle 24 ore». Bisognerà vedere come i circoli didattici sistemeranno definitivamente gli organici, per rispondere alle esigenze espresse dai genitori, da un lato, e ai cambiamenti e tagli prospettati dalla riforma, dall'altro. Ma il Comitato non si interessa soltanto del futuro della scuola elementare, e lo ha dimostrato con l'iniziativa di sabato 21 febbraio, quando si è parlato della futura connotazione delle scuole medie, delle superiori, dell'università. «La nostra battaglia - continuano gli esponenti del comitato - prosegue anche sull'edilizia scolastica, per cui riteniamo serva maggiore attenzione, e su una politica di riqualificazione complessiva degli edifici, sia da parte dell'amministrazione cittadina che provinciale». (ila.cav.)

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le famiglie scelgono il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Carlo Bardini Le famiglie scelgono il tempo pieno A scuola tutto il giorno nelle prime elementari della Montagna Orari più conformi alle esigenze dei genitori che lavorano Chiesti nuovi docenti al Provveditorato S.MARCELLO. Richieste del tempo pieno piovono anche all'Istituto comprensivo di S.Marcello dove i genitori non ci hanno pensato due volte a chiedere le quaranta ore sia alla primaria di Maresca che a quella di S.Marcello. Un fenomeno che accomuna la montagna pistoiese con i risultati di Pistoia e della Piana. In questo modo i genitori hanno chiesto la possibilità che i propri figli restino a scuola fino alle 16,30 del pomeriggio per i cinque giorni settimanali di scuola. La richiesta delle famiglie è naturalmente relativa ai bambini che si sono iscritti, nei due plessi, alla prima elementare, secondo la vecchia nomenclatura. Per le altre classi tutto rimane come gli anni passati. Si aggiungono così due nuovi plessi alla collaudata esperienza di quello di Campo Tizzoro che già l'anno scorso usufruiva del tempo pieno visto che i genitori si erano mossi autonomamente prima del decreto Gelmini. Facendo parlare i numeri, e naturalmente non confrontabili con i dati della Provincia di Pistoia, tutte le dodici iscrizioni avvenuta al primo anno nella scuola Anna Frank di Maresca hanno richiesto il tempo pieno. Leggera differenza alla Rodari di S.Marcello dove il totale delle iscrizioni sono state diciassette, di cui dodici hanno richiesto la quaranta ore per i propri figli. Praticamente la stragrande maggioranza, poiché solo cinque famiglie hanno optato per l'orario ridotto. Ma come mai tutta questa richiesta del tempo pieno in confronto alla tendenza del passato, quando le famiglie dei piccoli studenti non pensavano lontanamente al tempo pieno? «Probabilmente prima vigeva la consuetudine - a spiega il dirigente scolastico Maria Lucia Querques - e i genitori erano abituati a sapere che l'orario della scuola era quello punto e basta. Adesso grazie a tutta la discussione nata con il decreto Gelmini la gente ha capito che poteva avanzare delle richieste sull'orario da far fare al proprio figlio e l'hanno fatto». «D'altra parte è vero - aggiunge Querques - che il tempo pieno, per i genitori che lavorano, è una grande opportunità perché permette di ridurre al minimo il tempo in cui il bambino deve stare con i nonni e con le baby-sitter». A questo punto nasce il problema. Saranno accontentate le richieste di queste famiglie? Ci saranno gli insegnanti necessari per coprire il tempo pieno? «Come istituto - ha concluso la dirigente scolastica - abbiamo già comunicato questi dati al provveditorato affinché si renda conto dell'organico necessario e faccia i suoi calcoli. Credo che non ci dovrebbero essere grosse difficoltà ma prima di gridare alla vittoria bisognerà pazientare un po'». Il tempo pieno, invece, non è stato richiesto nei plessi di Pian degli Ontani, Cutigliano e Abetone. In queste realtà ci sono anche delle pluriclassi anche se un dato confortevole sono gli 8 iscritti alla prima elementare di Pian degli Ontani, definito un "record" dalla stessa dirigente scolastica.

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Pieve e Capreno riesconoa salvare elementare e media (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pieve e Capreno riesconoa salvare elementare e media a levante Le amministrazioni hanno trovato un accordo con il Provveditorato. Soltanto Sori perderà una sezione 11/03/2009 NON CHIUDERANNO le scuole medie di Pieve Ligure e di Uscio; si salverà quella elementare di Capreno (frazione di Sori), mentre scenderanno da due a una, le sezioni delle scuole secondarie sorese. Sono le notizie che emergono dagli ultimi incontri tra le amministrazioni del golfo Paradiso e la direzione scolastica provinciale sui tagli. Qualche settimana fa i comuni del comprensorio avevano firmato un protocollo d'intesa sul tema della scuola, mettendo da parte storiche rivalità e l'autonomia didattica, sperando così di riuscire ad aggirare la scure della riforma. Una scelta che, evidentemente, ha già pagato. È stata la stessa direttrice provinciale del Provveditorato, Sara Pagano, a confermare che le due medie a rischio di chiusura, cioè quella di Pieve Ligure e quella di Uscio, resteranno aperta anche l'anno prossimo: «Siamo in una fase ancora molto delicata, ma possiamo stare tranquilli in vista dell'anno prossimo - conferma Adolfo Olcese, sindaco di Pieve -è chiaro che dobbiamo restare con gli occhi aperti, ma il pericolo è rientrato». Anche per le elementari della frazione sorese di Capreno, che rappresenta una delle ultime scuole organizzate con il sistema della "policlasse", i rischi sono stati allontanati almeno di un anno: «Non ci saranno problemi - dice il sindaco Luigi Castagnola - perché l'organizzazione della direzione didattica premette il mantenimento del plesso collinare. Da noi si ridurrà da due sezioni a una sola la scuola media, ma solamente perché per il primo anno di corso del 2009/2010 gli studenti sono previsti in calo». «Abbiamo deciso di trovare una soluzione legale e logica per evitare la chiusura - dice Dario Capurro, assessore alla pubblica istruzione di Recco, parlando a nome del comprensorio - la legge prevede la possibilità che i Comuni si possano consorziare, diventando di fatto un unico ente dal punto di vista scolastico». Con la finestra offerta dalla riforma Gelmini, che prevede espressamente la possibilità di consorzi tra comuni, il risultato sembra essere stato raggiunto. E. M. 11/03/2009

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al liceo niente sospensioni "lavori utili come punizione" - diego longhin (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Cronaca Torino, al classico D´Azeglio introdotte misure alternative Al liceo niente sospensioni "Lavori utili come punizione" Pulizia del cortile o letture forzate Gli studenti: meglio che un brutto voto in condotta DIEGO LONGHIN TORINO - Lavori forzati? «No, utili». Al posto della sospensione meglio dare allo studente indisciplinato di turno una scopa in mano per pulire il cortile della scuola oppure obbligarlo a passare un pomeriggio nella biblioteca dell´istituto a rimettere in ordine i libri. Strada imboccata dal liceo classico Massimo D´Azeglio di Torino, storico istituto torinese dove sono passati Primo Levi, Giulio Einaudi, Norberto Bobbio, Cesare Pavese e Gianni Agnelli. Le pene alternative alla sospensione, per fatti non gravi, sono state inserite nel regolamento di disciplina e vengono concordate tra il preside, Salvatore Juvara, il ragazzo e la famiglia. Si tratta di punizioni decise per fatti non gravi. «Sanzioni - spiega la vicepreside, Cristina Forchino - soprattutto per i ritardi nell´ingresso scolastico, per la falsificazione della firma dei genitori o per l´uso dei cellulari a scuola. è più utile trasformare l´eventuale sospensione in lavori utili». E non sempre le attività sono di tipo manuale. «In alcuni casi abbiamo optato per un provvedimento intellettuale: ad esempio - racconta Forchino - una ragazza che ha usato un linguaggio irriguardoso verso una compagna ha dovuto leggere dei testi letterari a scuola, il pomeriggio, e fare poi una relazione». Scelta condivisa dal direttore generale dell´ufficio scolastico del Piemonte, Francesco De Sanctis, dai genitori del liceo D´Azeglio e dagli studenti che l´anno scorso hanno ridipinto, spontaneamente, le facciate dell´istituto. «Meglio spazzare il cortile che beccarsi una sospensione - dice Lorenzo Alberti, che frequenta la terza liceo - anche perché peserebbe sul voto in condotta».

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il g8 della scienza a casa del premier e l'università della libertà beffa lucca - carmelo lopapa (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Interni Teatro del vertice un Comune della Brianza. E il Pdl della città toscana insorge: l´avevano promesso a noi Il G8 della scienza a casa del premier e l´Università della Libertà beffa Lucca La proprietà di Lesmo acquistata dalla Fininvest CARMELO LOPAPA ROMA - Il G8 a casa sua. A metà strada tra la residenza di famiglia di Villa Belvedere a Macherio e l´alloggio-ufficio di Villa San Martino ad Arcore. A Lesmo, per l´esattezza, paesino da settemila anime nel cuore della Brianza, provincia di Milano (Monza da giugno), che in pochi conoscono ma presto familiare a tanti. Perché lì sorge quella villa Gernetto che proprio Silvio Berlusconi, pardon, la società Fininvest ha acquistato da Unicredit per 35 milioni di euro, l´anno scorso. Per farne cosa? L´Università del pensiero liberale, l´ateneo in cui il Cavaliere sogna di aprire a settembre per portarvi a insegnare da Bush ad Aznar, da Gorbaciov a Clinton. Come spot, un G8 non è male. Ecco, Palazzo Chigi ha deciso - e fatto sapere attraverso il suo sito e quello ufficiale del summit - che si terrà lì, dal 25 al 28 giugno, il vertice della Scienza e della tecnologia, uno dei dieci in programma in Italia (quattro a Roma) collaterali al principale tra i premier alla Maddalena in luglio. Dunque, la riunione dei ministri dell´Università e della ricerca dei paesi più industrializzati si farà in uno degli immobili di lusso di Berlusconi. E un pezzo di G8 in una villa privata del capo di governo ospitante sarà un altro dei primati che il nostro potrà a quel punto vantare. In Toscana non l´hanno presa per niente bene. Protestano gli amministratori di Lucca, unico avamposto Pdl nella rossa Toscana. Beffa doppia. Il 31 luglio dell´anno scorso nella città che è anche di Marcello Pera il sottosegretario all´Università Giuseppe Pizza aveva annunciato con «grandissimo orgoglio la scelta del ministro Gelmini di portare il prossimo G8 della Scienza in questa città». E invece? Invece la milanesissima ministra Mariastella Gelmini ha pensato bene che forse il vertice sarebbe stato meglio giocarselo in casa (metaforica, in questo senso). E sulla scelta sembra abbia influito anche il sindaco sindaca Letizia Moratti, intenzionata a fare dell´evento uno dei trampolini per la pur lontanissma Expo 2015. Poi, si sa, sulle location, come sempre, l´ultima parola è del premier. E allora addio Palazzo Ducale di Lucca. «Siamo amareggiati, ci puntavamo. Tutti pronti, noi, la prefettura, la questura, la Provincia - racconta il sindaco di centrodestra, Mauro Favilla - Poi, poco tempo fa, un collaboratore della Gelmini ci ha fatto sapere che non se ne faceva più niente. Che c´era un problema di budget, ma noi ci eravamo impegnati anche a fare un sacrificio finanziario. La settimana scorsa la lettera di scuse del sottosegretario Pizza. Vanno a Lesmo, sembra che i fondi lì siano privati. Ho chiesto un incontro alla Gelmini, spero mi riceva a giorni». Comunque sia, ormai è fatta. Si va tutti a villa "Il Gernetto" (ex Somaglia), in Brianza shire: dimora settecentesca, cento stanze già predisposte per i futuri studenti, aula magna, 35 aule informatizzate e un parco di 380 ettari. Ottimo per parlare di università, no? «No, guardi, io di questo G8 non ne so nulla - mette le mani avanti il sindaco leghista che guida la piccola Lesmo dal 2002, Marco Desiderati - Nessuno ci ha informati. Sappiamo che il vertice si tiene nella villa che Berlusconi ha acquistato e dove ci sono lavori in corso da tempo. Il presidente quasi ogni fine settimana è lì per seguirli, ci tiene moltissimo. Io? L´ho visto due volte in sette anni, ma lui ha cose più importanti da fare. Sì, saremo un po´ blindati a giugno ma, tra Arcore e Macherio, qui è sempre un volteggiare di elicotteri e una corsa di sirene». Il cantiere è quasi finito. E tutto pagato di tasca sua dal Cav. Qualcuno ha qualcosa da ridire?

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Schiarite e tempeste, è caccia all'anti-Felissari (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 Schiarite e tempeste, è caccia all'anti-Felissari LA LUNGA PARTITA NEL CENTRODESTRA LODI LE DECISIONI sono prese, anzi no. L'accordo non c'è ancora. Le ultime ore, nel centrodestra lombardo, sono state di affanno e contraddizione. Tutto per le candidature alle elezioni provinciali, dove la scelta per Lodi, affidata in prevalenza ai vertici regionali, sembra essere l'ultima preoccupazione. E non è un mistero che la decisione per il Lodigiano - tradizionalmente - venga presa soltanto negli ultimi quindici minuti della riunione finale, quando tutti sono sulla porta e qualcuno dice: «Ah, e a Lodi?». Lunedì era stato lo stesso Berlusconi a far intravedere uno spiraglio di luce: a Vimercate in visita, il premier ha detto che non ci sarebbe stato nessun incontro con Bossi, «perché abbiamo fatto tutto, abbiamo scelto i candidati». Tutti? Non proprio. L'unico ad essere citato per esteso è Giuseppe Romele, il gelminiano forzista, che è in pole position per Brescia. Così Forza Italia incasserebbe anche questa piazza oltre a Milano (i due bocconi principali), mentre la Lega, che sulla Leonessa contava e conta tuttora di trovare spazio, resterebbe con Bergamo e Sondrio. Più qualche altra proposta, a titolo di compensazione, forse la nuova provincia di Monza (dove però il sindaco è già leghista) e dove An scalpita. EVENTUALMENTE Lodi, dove ormai l'unico nome non «bruciato» da questo strano anticipo di campagna elettorale resta quello di Pietro Foroni, sindaco di Maleo. Salvo un'improbabile investitura Pdl. Fra i risarcimenti pronti per la Lega la presidenza della Fiera di Milano, che va verso il rinnovo e vale quasi di più di una piccola provincia. A confermarlo indirettamente è il plenipotenziario azzurro Guido Podestà: «Ho la convinzione che troveremo concordia e che vi saranno eventualmente altre compensazioni in altri ambiti ha detto che magari non riguardano le candidature per le elezioni, ma altri aspetti». Ma il Carroccio non dice né sì né no. Attende Bossi, come afferma Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega Lombarda: «La trattativa, come ha ribadito Bossi, la chiuderà lui e lo farà sapere ai segretari regionali: a quel punto eseguiremo il suo mandato». E Lodi? Attende sempre la discussione degli ultimi quindici minuti di riunione. Guido Bandera

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Riforma Gelmini, se ne parla in un convegno (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

LODIGIANO pag. 6 Riforma Gelmini, se ne parla in un convegno ALLA CGIL NEL MIRINO I TAGLI DEGLI INSEGNANTI E DEL TEMPO PIENO LODI I TAGLI DEL PERSONALE IN ATTUAZIONE della Riforma Gelmini rappresentano il principale argomento all'ordine del giorno dell'assemblea sindacale provinciale di sabato prossimo, 14 marzo, che si svolgerà dalle ore 8.30 alle 11.30 presso la sede della Cgil in via Lodivecchio. Invitati a partecipare in modo particolare tutti i lavoratori del mondo della Scuola del Lodigiano, che sperano di riuscire a capire qualcosa in più di quello che sarà l'assetto per il prossimo anno scolastico soprattutto per quanto riguarda le questioni del tempo pieno, delle compresenze, della destinazione dei docenti in ruolo che potrebbero risultare in sovrannumero. Questa sarà una occasione importante per fare chiarezza su alcuni punti principali e capire con quali problemi inizierà il nuovo anno scolastico. Nell'occasione si discuterà anche dello sciopero generale del mondo della Scuola, che è statao messo in programma per mercoledì prossimo, 18 marzo. G.E.

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Nell'anno scolastico in corso, il Ministero dell'Istruzione ha avviato un monitoraggio degli... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 11 Marzo 2009 Chiudi di MASSIMO CECI Nell'anno scolastico in corso, il Ministero dell'Istruzione ha avviato un monitoraggio degli scrutini intermedi, in cui vengono rilevati i voti di condotta insufficienti. L'ufficio scolastico di Frosinone ha ultimato una prima analisi delle schede statistiche relative agli scrutini intermedi, relativamente alla totalità delle scuole di primo e secondo grado della Ciociaria. Il dato più eclatante è che nei Licei le alunne sono più indisciplinate degli alunni, mentre il numero complessivo maggiore di "5" è toccato ai Professionali, che superano la somma dei Licei e dei Tecnici. Nella scuola secondaria di primo grado statale sono state assegnate 112 insufficienze in comportamento, pari allo 0.78 % degli iscritti. Nella scuola non statale, invece, sono stati solo 4 i voti di condotta insufficienti, pari all'1.41 % degli iscritti. In percentuale, il doppio della statale. Il dato che colpisce di più è che nella scuola statale di primo grado, le insufficienze attribuite alle alunne di sesso femminile sono il 16,07%, mentre in quella non statale nessuna. I voti in condotta peggiorano mentre si innalza il grado di istruzione. Nella scuola secondaria di secondo grado statale, sono state 389 le insufficienze, pari all'1.5% degli iscritti. Nella scuola non statale paritaria sono 14: l'1.94% degli iscritti. La maggior parte delle insufficienze è stata assegnata a studenti maschi sia nella scuola statale che in quella non statale: il 65,55% in quella statale, il 92,86% in quella paritaria. Relativamente alla tipologia di scuola superiore frequentata, la suddivisione delle insufficienze nel voto di condotta rispetto alla tipologia di scuola presenta alcune differenze: ai Licei vanno solo il 4% del totale delle insufficienze in condotta, ai Tecnici il 42% e ai Professionali il 54%. Facendo una ulteriore suddivisione per tipologia di scuola e per sesso, calcolando le percentuali maschili e femminili di insufficienza in condotta rispetto al totale degli iscritti in quella tipologia di scuola, si ottengono dati a volte sorprendenti. Nei Licei, ad esempio, la percentuale di insufficienze femminili supera quella maschile: 0,11% contro 0,02%. Donne più indisciplinate degli uomini? A guardare i Tecnici proprio no: se l'1,40% degli iscritti maschi hanno riportato l'insufficienza in condotta, la percentuale femminile si abbassa allo 0,40%. Le alunne recuperano però nei Professionali: l'1,54% sono state "rimandate" in condotta, contro il 2,26% dei maschi.

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POLEMICHETTA da parte di Stefano Azzarà che in un comunicato a firma di Rifondazione comunista ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

URBINO pag. 15 POLEMICHETTA da parte di Stefano Azzarà che in un comunicato a firma di Rifondazione comunista ... POLEMICHETTA da parte di Stefano Azzarà che in un comunicato a firma di Rifondazione comunista e Partito dei comunisti italiani se la prende col Comune per aver concesso a un gruppo di studenti a manifestare in piazza. «Sei anni fa Forza Nuova aveva cercato di tenere una conferenza al Collegio Raffaello si legge nello scritto , ma i cittadini e gli studenti si erano immediatamente mobilitati, indignati da un evento che ledeva la memoria antifascista di questa città. Il sindaco di Urbino in quel momento era al loro fianco. Sabato 7 marzo, invece, il vicesindaco Lino Mechelli ha autorizzato il Blocco Studentesco a montare un gazebo e a tenere un presidio in piazza della Repubblica. Invitato a ritirare l'autorizzazione, si è richiamato alla necessità di garantire a tutti "libertà di espressione". Forse Lino Mechelli non sa che il Blocco Studentesco è un'organizzazione che si richiama ad una simbologia chiaramente neofascista. Alcuni suoi membri, tra l'altro, sono stati coinvolti nell'aggressione avvenuta a Roma alcuni mesi fa, quando a piazza Navona gli studenti medi che manifestavano contro la riforma Gelmini furono colpiti con manici di piccone e pestati a sangue». Anche il «Centro Donna Urbino» ha protestato contro l'iniziativa.

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Allarme a Odontoiatria Mancano sale e attrezzature Niente tirocinio pratico' (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE pag. 14 Allarme a Odontoiatria Mancano sale e attrezzature Niente tirocinio pratico' IL CASO SCATTA LA PROTESTA ALL'UNIVERSITA' di CRISTINA BELVEDERE PERUGIA TIROCINIO CLINICO «a ostacoli» per gli studenti del corso di laurea specialistica in Odontoiatria e protesi dentaria, che, non potendo esercitare la parte pratica prevista dal piano di studi, di fatto hanno visto saltare la sessione d'esame di febbraio. Il problema della mancanza delle necessarie strutture risale al 2007 ed è stato segnalato dagli studenti al Rettore Francesco Bistoni con tre lettere ufficiali (due tra ottobre e novembre 2008), accompagnate da un'ottantina di firma di iscritti, che chiedevano di essere messi nella condizione di esercitare il tirocinio clinico, soprattutto alla luce delle tasse universitarie regolarmente pagate. Il problema è non solo la mancanza di «riuniti», cioè delle poltrone odontoiatriche su cui esercitare la parte pratica della formazione, ma anche l'attuale carenza di spazi da adibire a laboratori per l'assistenza nella sede della clinica odontoiatrica a Sant'Andrea delle Fratte. Eppure sia il regolamento comunitario sia quello d'ateneo, prevedono necessariamente il tirocinio clinico, indispensabile anche per affrontare in sede di concorso la concorrenza degli studenti provenienti da altre Università italiane e straniere. A regolare la parte pratica della preparazione dei futuri odontoiatri umbri, un protocollo d'intesa tra ateneo, Regione e Azienda Ospedaliera per il convenzionamento di tale attività. Il direttore generale dell'Azienda perugina Walter Orlandi ammette: «In effetti c'è stata una carenza da parte della Regione, ma abbiamo iniziato le procedure per mettere in pratica la convenzione. Ci sono già due poltrone odontoiatriche disponibili, ora, dopo il trasferimento di Monteluce, stiamo attivando le aree didattiche e i laboratori, per aumentare i servizi assistenziali. I tempi? Saranno abbastanza rapidi, perché, se tutto va bene, i lavori dovrebbero terminare in un mese e mezzo». Da parte sua, il presidente del corso di laurea Giacomo Urbani annuncia: «Entro 15 giorni i ragazzi potranno recuperare le ore di tirocinio, così l'esame saltato lo scorso 21 febbraio per l'assenza di alcuni crediti formativi, di fatto slitterà solo di un mese. Certo, l'Università è carente di poltrone odontoiatriche, sicché io stesso ho provveduto ad acquistarne quattro con i fondi d'ateneo. Mi sto muovendo inoltre affinché entrino nella convenzione con l'Azienda ospedaliera tutti i medici che operano nelle strutture ospedaliere». Non si esclude poi che oggi, durante la riunione del consiglio del corso di laurea, venga lanciata l'idea di far sostenere il tirocinio clinico agli studenti dentro il Centro odontoiatrico «Victoria Regia» di Amelia, costituito nel 2005 dalla Comunità "Incontro" di don Pierino Gelmini, dalla Fondazione San Raffaele di Milano e dall'Associazione degli Odontoiatri Cattolici Italiani. Qui le attività sono garantite da convenzioni con "La Sapienza" di Roma, "Tor Vergata" e l'Università di Perugia. «Il Centro è aperto non solo agli ospiti di don Gelmini, ma anche al pubblico conclude Urbani per questo può essere una preziosa fonte di esperienza nella cura delle patologie e nel settore della ricerca».

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ROMA - Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha ricevuto ieri il Rettore dell'Universit&... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 11 Marzo 2009 Chiudi ROMA - Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha ricevuto ieri il Rettore dell'Università di Roma «Foro Italico», Paolo Parisi (foto), e il Prorettore Vicario, Fabio Pigozzi. Al centro dell'incontro - spiega una nota dell'ateneo - «il comune interesse per un'intesa su obiettivi che stanno particolarmente a cuore all'attuale governo, a partire dallo sviluppo dell'ateneo e dalla tutela dei laureati in scienze motorie».

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"Una passerella di ministri" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

REAZIONI.DOPO «GOVERNINCONTRA» "Una passerella di ministri" Consensi per Gelmini se parla di rigore e voti Cala il gelo appena cita il maestro unico [FIRMA]MARIA PAOLA ARBEIA NOVARA «Governincontra», con l'arrivo lunedì a Novara di ministri e sottosegretari, un merito sicuro lo può vantare: è stato un check-up del territorio. Quello che c'è, quello che manca. «Telegrammi» per Roma dal Novarese mai così in affanno negli ultimi 40 anni. Intanto ieri le stroncature in serie da Pd e gruppi consigliari di centrosinistra: «Spot pagato dai cittadini. Altro che riunione di lavoro. Per Novara nessuna buona notizia dal Governo. Il sindaco Giordano lo ammetta». Tempestività Alla presidente di AssoIndustriali, Mariella Enoc, il premio per la franchezza: «Urge una scossa. Subito. Anche piccoli cantieri. Lavori da avviare oggi. Tra 15 giorni può essere tardi. La preoccupazione monta. Dobbiamo far passare l'ondata». «Uniti. Solo così ce la faremo» dice il presidente della Provincia, Vedovato. Il ministro Gelmini promuove il sindaco Giordano per l'approccio: «Ci ha detto "grazie della visita" ma per la mia città che cosa c'è?». Giordano al microfono: «Le promesse vanno onorate». La prima a esprimere un commento, in serata, è la parlamentare Betty Rampi del Pd, sindaco a Borgolavezzaro: «Non è stata comunicazione istituzionale ma mera propaganda con la Lega dominatrice. Io e la collega Biondelli, invece, abbiamo incontrato chi manifestava per i diritti al lavoro e allo studio. Questi ministri che vivono nei palazzi romani non sanno che quando si va a fare la spesa, l'ottimismo non basta». Tanti i sindaci che ascoltano per 4 ore Maroni, Zaia, Alfano, Gelmini, Rotondi più alcuni sottosegretari. E Bossi: colorite le battute sui begli occhi della figlioletta di Roberto Cota e sui prefetti che «ai tavoli con le imprese semmai portano l'acqua minerale». Il prefetto Amelio ascolta, imperturbabile. Bossi finisce di parlare e la platea si dimezza. Cota fa prevenzione: «Non è stata passerella. Novara ha un suo ruolo. Siamo la voce del Nord, padroni a casa nostra». Ha voglia, qui, il ministro Rotondi da Avellino (Democrazia Cristiana) a rivendicare come sua l'iniziativa «Governincontra». La vicepresidente della Provincia, Turchelli, esprime «delusione e amarezza. Il governo che avrebbe dovuto incontrare Novara e il territorio è di tutti i cittadini e non di una parte. Spero che i novaresi ne traggano un giudizio chiaro». Turchelli, ex insegnante, bacchetta i ministri «per la mancanza di buona educazione, l'andirivieni, la sedia di Gelmini desolatamente vuota quando il rettore Garbarino esprime preoccupazione per i fondi ridotti su ricerca e Atenei». L'assessore regionale Manica: «Paradosso e gaffe grossolana non invitare la Regione. Ci si dimentica, forse, che una volta eletto il governo ha il dovere di rappresentare tutta la popolazione». Il candidato del centrodestra a Palazzo Natta, Diego Sozzani: «E' stata una dimostrazione di umiltà e vicinanza ai cittadini. Vorrei anche una Provincia così, itinerante, tra la gente». Applausometro Premio al buon senso per Davide Settoni, dell'Istituto Omar, vicepresidente della Consulta studentesca: «Perché in tivù i programmi su cultura e università sono in orari impossibili?». A proposito di istruzione: l'applausometro schizza quando Gelmini scandisce «crocifisso nelle aule», «disciplina», «i genitori non siano i sindacalisti dei figli». Tiepido consenso per «i voti secchi, non giudizi fumosi». Isolatissimo quel battimani di spettatore unico «sul valore del maestro unico».

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ROMA - Fissare un tetto al numero degli alunni stranieri che siedono tra i banchi di ogni classe: &#... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 11 Marzo 2009 Chiudi ROMA - Fissare un tetto al numero degli alunni stranieri che siedono tra i banchi di ogni classe: è l'ipotesi a cui sta pensando il ministero dell'Istruzione. In una intervista a Famiglia Cristiana, il ministro Mariastella Gelmini alla domanda "pensa di fissare dei limiti al numero di stranieri per classe?" ha risposto: «Credo di sì. Ci stiamo confrontando con i dirigenti regionali, perché bisogna tener conto delle differenze territoriali». Poi il ministro ha parlato delle "classi ponte": «Diventeranno - ha detto - delle classi a tempo. Ancora una volta è una questione didattica, non politica o ideologica. Non vogliamo chiamarle classi ponte? Chiamiamole "classi d'inserimento", perché la classe ponte può essere fraintesa ed evocare una separazione che non ci deve essere. Si tratta di "classi a tempo" per l'apprendimento della lingua italiana per l'inserimento nella classe di appartenenza».

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Materne ed elementari "Rischiamo il collasso" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

CANAVESEBOOM DI ISCRIZIONI, SCUOLE IN ANSIA ASPETTANDO IL DECRETO GELMINI Allarme tra i genitori A Ivrea raccolta firme per tenere il docente di compresenza Materne ed elementari "Rischiamo il collasso" Liste d'attesa più lunghe: "L'anno prossimo sarà caos" [FIRMA]GIAMPIERO MAGGIO Cresce il numero di iscritti nelle scuole materne ed elementari del Canavese e si allungano le liste d'attesa. Alle preoccupazioni dei genitori, si aggiungono quelle dei direttori dei circoli didattici. Vale solo per la scuola primaria: in attesa delle decisioni ministeriali sul numero di insegnanti da destinare ai vari plessi scolastici, resta l'incognita se per il 2009/10 sarà possibile garantire il normale svolgimento del tempo pieno oppure no. «Il nostro timore - dicono i direttori - è non avere personale sufficiente per coprire lo svolgimento delle lezioni». A Ivrea, nel frattempo, un gruppo di genitori ha già dato il via ad una raccolta firme: hanno paura che venga soppressa la figura del docente di compresenza, utile per il sostegno di alunni in difficoltà e per i bambini stranieri, oltre che per lo svolgimento dei laboratori. «Paure immotivate», ribattono alcuni direttori. Ma anche questo è un termometro che misura il livello di ansia in attesa di capire cosa accadrà con il decreto Gelmini. Da Ivrea a Cuorgnè, passando per Rivarolo, Castellamonte e Caluso: sul piatto della bilancia i temi sono molti. Alcuni dati. Le materne registrano un incremento medio di 200 alunni in tutto il Canavese, mentre le liste d'attesa riguarderanno circa 150 famiglie. Un esempio: a Rivarolo coinvolgeranno 3 plessi su 4 per un totale di una ventina di bambini. «Ma alla fine troveremo una soluzione per tutti» giura, ottimista, Maria Assunta Gruosso, direttrice didattica. A Caluso si è passati da 94 alunni dello scorso anno ai 133 previsti per il 2009/10. Sostiene Valeria Miotti, direttrice del circolo didattico calusiese: «Non mancheranno i problemi, prima di tutto per una questione logistica». Semmai, i disagi maggiori per tutti riguarderanno le elementari. Quasi il 100 per cento dei genitori, nel Canavese, ha scelto per i propri figli il tempo pieno. Ed è un problema. Con la spada di Damocle del decreto Gelmini, l'ansia per i direttori è in rapida ascesa: «Dire oggi quanti insegnanti ci servono per il prossimo anno è impossibile - puntualizza Elsa Angela Rei Rosa, direttrice del terzo circolo di Ivrea che comprende tutte le scuole del capoluogo - almeno fino a quando non arriveranno direttive chiare dal governo». Le fa eco Palermo, che precisa: «Il rischio è che a livello regionale si assumano decisioni diverse per sopperire ad altre esigenze. Noi chiediamo il mantenimento dei due insegnanti». La verità, poi, è anche un'altra. Come spiega Ombretta Bogatto, responsabile primo circolo a Ivrea: «L'utenza è smarrita di fronte alle riforme. E poi, per soddisfare le richieste, sarebbero necessarie anche più strutture».

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Scuola, verso il taglio dei docenti (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

La preoccupazione dei sindacati: i problemi maggiori si avranno per elementari e medie Scuola, verso il taglio dei docenti Dopo le preiscrizioni si fanno i calcoli sul personale Avrà ripercussioni l'incremento della popolazione scolastica sulla determinazione degli organici? Sì secondo i primi dati approssimativi forniti dalla Flc Cgil. I problemi maggiori saranno alle scuole elemetari e medie, le più colpite dalla riforma Gelmini. ELEMENTARI. «Secondo i nostri conteggi - spiega Fausto Chiarioni Flc Cgil - il prossimo anno scolastico avremo 39 classi prime elementari che hanno chiesto le 40 ore quindi il tempo pieno ed una sessantina che hanno optato per il tempo scuola a 24, 27 e 30 ore. Calcolando il fabbisogno di insegnanti per le classi che hanno chiesto le 24, 27 e 30 ore, arriviamo a 73 posti. Lo scorso anno invece, poichè si applicava il modulo, quindi due insegnanti a rotazione su tre classi, il fabbisogno era di 90 posti. Da questo calcolo, solo per le prime ci saranno 17 posti in meno». TEMPO PIENO. Altro problema si pone con il tempo pieno. Lo scorso anno le classi prime che avevano chiesto il tempo pieno erano 36, quest'anno sono 39. «Secondo le indicazioni del Ministro Gelmini, la richiesta dello scorso anno verrà salvaguardata - prosegue Chiarioni - ma mi chiedo: e le tre classi prime che ci sono in più quest'anno, non hanno diritto al tempo pieno?». Ed ancora il Ministro Gelmini mantiene il tempo pieno ma elimina la compresenza degli insegnanti: ciò significa che ad esempio le attività di recupero degli studenti in difficoltà, o quelle di laboratorio non potranno più essere garantite. «In termini occupazionali - prosegue Chiarioni - significa un altro 10% in meno di docenti». MEDIE. Anche le scuole medie non se la passano bene: se fino all'anno scorso i docenti di italiano gestivano una sola classe, ora si troveranno a gestirne due, come quelli di tecnologia e di seconda lingua comunitaria. La Flc Cgil ha indetto uno sciopero nazionale per il 18 marzo di tutti i settori della conoscenza (scuola, univeristà, ricerca, formazione professionale). A Ferrara è previsto un presidio davanti alla prefettura alle ore 11. PRECARI. «Siamo molto preoccupati - afferma Filippo Burgio della segreteria Uil Scuola - perchè mancano norme di riferimento certe. Con ogni probabilità, visti i tagli previsti dalla legge (43.000 docenti e 15.000 personale Ata a livello nazionale), ci saranno ripercussioni anche qui. A rischiare di più ovviamente, il personale precario che potrà non avere più incarichi. Altro fatto è il dimensionamento della rete scolastica provinciale: potrebbe accadere che il personale di ruolo si trovi ad essere trasferito in altra sede. Come organizzazione sindacale ci impegneremo per la tutela del diritto al lavoro dei precari, per il mantenimento della sede di lavoro per il personale di ruolo». L'aumento del numero degli alunni non consentirà un incremento di occupazione. «Questo dato - commenta Maria Cristina Vendra segretaria provinciale Cisl Scuola - è aggravato dall'applicazione della legge Gelmini che aumenta progressivamente il numero di alunni per classi; inoltre per entrare nel merito degli eventuali aumenti di organici occorrerebbe valutare i numeri scuola per scuola poiché in alcune realtà l'aumento di poche unità può significare aumento nei numeri di personale assegnato. Per dare spazio ai precari c'è una ricetta molto semplice: non fare tagli agli organici, o almeno farne meno. Anche per le graduatorie dei precari, esiste una soluzione efficace: procedere alle assunzioni in ruolo sulle disponibilità che, nonostante tutto, anche oggi ci sono. Nel frattempo, chiediamo al Ministro di mantenere il dovuto rispetto per quanti, lavorando precariamente, da anni assicurano il regolare funzionamento delle nostre scuole». Queste le richieste della Cisl Scuola: ridurre per il prossimo anno scolastico l'entità degli interventi sugli organici previsti dalla legge 133/08; riconoscere piena autonomia alle scuole nella gestione delle risorse di organico; assumere a tempo indeterminato i precari sui posti disponibili; prevedere adeguati ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro. Silvia Siano

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Il distretto tecnologico bloccato dalla burocrazia (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Centro-Nord sezione: ECO-IMP Umbria data: 2009-03-11 - pag: 6 autore: Ricerca. L'assessore Giovannetti: «Troppi 18 mesi per chiudere l'iter dei fondi statali» Il distretto tecnologico bloccato dalla burocrazia La Giunta ha già erogato la sua quota di 25 milioni Beatrice Vergari PERUGIA Il distretto tecnologico dell'Umbria procede a rilento, almeno nella parte statale. Come riferisce la Regione, verranno erogati in questi giorni 8 milioni di euro, quota di finanziamento statale della legge 297/99, destinati ai primi sette progetti d'impresa nel campo delle tecnologie d'avanguardia del distretto tecnologico dell'Umbria, nato all'inizio del 2006. Il bando fu approvato dalla Giunta alla fine del 2006, ma fu pubblicato nel febbraio 2007 dopo l'approvazione del ministero dell'Università e della ricerca (Miur) con il quale la Regione Umbria aveva sottoscritto l'accordo per la realizzazione di un Distretto tecnologico di aziende che operano nei settori della metallurgia speciale, meccatronica, della meccanica avanzata e delle nano e microtecnologie. Il distretto aveva a disposizione 50 milioni di euro, da attivare entro il 2008: 25 milioni di parte statale e 25 milioni provenienti dal bilancio regionale. Gli otto milioni di euro, per i quali si stanno perfezionando le convenzioni tra imprese e Miur necessarie all'avvio dei programmi di ricerca, rappresentano la prima quota di finanziamento sui 25 milioni messi a disposizione dallo stesso Miur. Il ministro Mariastella Gelmini è pronta comunque a scommettere tutto sui poli della ricerca (tra cui anche quello di Terni sui materiali speciali) e ha messo in cantiere l'avvio del primo programma nazionale sui distretti tecnologici con fondi per 200-300 milioni. «Il giudizio sullo distretto è positivo – afferma Mario Giovannetti, assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria –, le imprese si sono dimostrate molto interessate e hanno partecipato in massa. L'esperienza umbra si è rivelata migliore di altre realtà nazionali, ma sono oggettivamente troppo lunghi i tempi che passano dalla presentazione delle domande all'erogazione dei finanziamenti, in media un anno e mezzo». La procedura prevede, infatti, la valutazione dei contenuti e l'apertura di un'istruttoria da parte del Ministero. «Abbiamo sollecitato la commissione ministeriale affinché si velocizzino i tempi di istruttoria per le pratiche future. Si tratta di ingenti risorse – ha detto l'assessore regionale – che consentiranno di valorizzare settori di punta dell'economia umbra». L'istruttoria definitiva per gli altri 11 progetti approvati verrà conclusa «presumibilmente – sostiene Giovannetti – entro maggio 2009». «Dei 32 progetti presentati per il primo bando - spiega Sabrina Paolini, responsabile Servizi innovativi della Regione Umbria – ne sono stati valutati positivamente 18, con contributi totali pari a 20 milioni di euro». Tra le aziende destinatarie di fondi per progetti di ricerca industriale ci sono le ternane Novamont, Thyssen Krupp, ma anche le perugine Angelantoni e Meccanotecnica Umbra. Le azioni finanziate direttamente dalla Regione dell'Umbria, invece, con 25 milioni, hanno riguardato aiuti alle Pmi per progetti di ricerca e sviluppo precompetitivo (legge 598/94), la realizzazione di infrastrutture per la ricerca, supporto di imprese spin-off e start up tecnologici, assegni per la realizzazione di progetti di ricerca. «I 25 milioni di euro regionali sono stati immediatamente messi a disposizione» prosegue Paolini. «E risultano completate le procedure di assegnazione dei fondi». Per ciò che riguarda gli assegni di ricerca, nel primo bando vennero finanziati tutti i 70 progetti presentati per il Dtu. «All'inizio non ci furono risposte forti – spiegano dalla sezione Politiche per la ricerca della Regione – mentre oggi l'attenzione per questi strumenti è cresciuta».

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Elementari, tutti vogliono il (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA PISTOIA pag. 2 Elementari, tutti vogliono il I NUMERI SONO GLI STESSI DEL 2008-2009. SOLO IL 3% SCEGLIE IL «TAGLIO» CHE SI TRATTI di riforma o taglio, poco importa. La riduzione delle ore voluta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non convince le famiglie dei nostri bimbi che nelle scuole elementari della città e della provincia richiedono sempre più le 40 ore del tempo pieno, al massimo le 30 del vecchio modulo, lasciando a un misero 3% l'opzione del ridotto a 24 ore. Pressocché invariato il numero totale delle richieste di iscrizioni alle scuole elementari del nostro territorio per il prossimo anno, che passano dalle 2.296 nuove iscrizioni del 2008-2009 alle 2.306 del prossimo anno. Nel dettaglio, i nuovi arrivi saranno così distribuiti: per quanto riguarda il 3° circolo, ci saranno 69 nuovi ingressi alla «Collodi» (tutte richieste di tempo pieno, di cui 20 rischiano di non essere soddisfatte); 37 alla «Frosini» e 33 alla «Civinini Arrighi»; per il 4° circolo, vengono riconfermate le prime alle elementari di Gora (26), alla «Carradaori» (40) e alla «Croce», mentre alla «Bertocci», dove va per la maggiore il vecchio modulo di 30 ore, le richieste superano il limite di accoglienza di appena 5 unità. Sul 5° circolo, sono ben 115 le domande presentate per il tempo pieno alla scuola Belvedere di Scornio; 20 quelle per i plessi S. Felice - Piteccio. Passando agli istituti comprensivi, al «Cino da Pistoia» si registra un incremento del 20% sul totale delle domande: sono comprese le elementari di Cireglio, Pavana, Treppio, Pavana e Capostrada. Stesso trend all'istituto comprensivo «Leonardo da Vinci»: nella elementare «Rodari», delle 56 richieste pervenute per il tempo pieno, solo 25 saranno soddisfatte. Alle Fornaci le richieste di tempo pieno sono state per l'intera ed unica classe, in numero di 18, così come al «Marino Marini» (28), mentre al Fucini si contano 19 richieste per le 30 ore del vecchio modulo. All'istituto comprensivo «Raffaello» si confermano le classi prime alle elementari «Roccon Rosso» (40 domande), mentre alla scuola del «Nespolo» tutte le 23 domande sono state indirizzate per il vecchio modulo a 30 ore e alle elementari di Ramini sono arrivate 20 domande per il tempo pieno. Infine, all'istituto comprensivo «L. King» nessuna domanda è pervenuta per le 24 ore: quattro le classi riconfermate (2 a tempo pieno e 2 a 30 ore), da 18 bambini ognuna. Stessa tendenza all'istituto comprensivo di Agliana dove sono state presentate 146 domende complessive per le elementari, di cui ben 108 a tempo pieno e il restante a 30 ore. L'istituto di San Marcello Pistoiese conta complessive 63 domende di cui 43 a tempo pieno, come pure le 108 domande pervenute all'istituto comprensivo di Casalguidi. Finiamo la nostra panoramica con un'occhiata agli asili. Quest'anno, ci conferma la coordinatrice delle Scuole dell'Infanzia del Comune di Pistoia, Tonina Mastio, sono arrivate 505 domande per complessivi 300 posti a disposizione. E dei 205 bimbi che resteranno «fuori»? Sono già pronte le liste d'attesa. m.v.

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<Piena fiducia, aiutiamo i teatri> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2009-03-11 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE La Provincia Muraro con Ca' Spineda «Piena fiducia, aiutiamo i teatri» TREVISO — «Massima fiducia in Dino De Poli». A spazzare via ogni timore sulla precaria situazione di bilancio di Fondazione Cassamarca è il presidente della Provincia, Leonardo Muraro. Presidente, è preoccupato per la situazione in cui versano le casse di Ca' Spineda? «Sono sereno. La finanza ha bruciato un sacco di soldi e Fondazione deve fare economia come tutti gli enti. Sono sicuro che De Poli manterrà i propri impegni, come ha fatto quando, nonostante le cassandre che quattro mesi fa dicevano che non c'erano più i soldi per la questura e la sede polizia stradale, ha onorato fino all'ultimo euro quanto aveva sottoscritto. Se fa dei tagli, questo è normale, li ho fatti anch'io, mantenendo le priorità, che sono le stesse di De Poli». Quali sono queste priorità? «Il progetto di Villa Franchetti. De Poli ha confermato la volontà di portarlo avanti. Ne ero certo, perchè abbiamo sempre avuto un'ottima collaborazione e De Poli è un uomo di parola. Non a caso andremo a sottoscrivere con i Comuni di Casier, Preganziol e Fondazione Cassamarca un accordo di programma per realizzare uno studio per migliorare il collegamento stradale fra Villa Franchetti e il Terraglio Est». Treviso però rischia di perdere l'Università, o almeno un pezzo di Università... «Sull'Università ci sono tante linee di pensiero, e non a caso il ministro Gelmini sta lavorando su una riforma per ridurre il numero dei corsi. Ci auguriamo che cambi la situazione, e che De Poli possa mantenere l'esistente. Anche noi, come Provincia, dobbiamo decidere il da farsi sull'Università che abbiamo al Cerletti perchè sono costi importanti e ci scade il contratto nel 2010. Se la situazione economica sarà quella di oggi, dovremo fare anche noi delle economie». Il Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie viticole ed enologiche potrebbe chiudere? «Fare economia non significa chiudere, ma trovare partner che possano darci una mano nel sostenere i costi. è una linea di istruzione per i vini, il prosecco fa business, quindi credo che il mondo imprenditoriale debba sostenere questi percorsi». Il fatto che la crisi di una banca possa minare a livello locale un equilibrio come il risiko immobiliare trevigiano non la preoccupa? «Coi numeri che ci sono, può cadere anche lo Stato: siamo il terzo Paese per debito pubblico a livello mondiale». A rischio è anche il circuito dei teatri. La Provincia può intervenire? «Vediamo se riusciamo con la nostra capacità di spesa a inserire all'interno di RetEventi alcuni appuntamenti. Cercare di dare una risposta là dove Fondazione non può arrivare, è una priorità sotto l'aspetto culturale, ma anche per gli ottimi rapporti con Fondazione». Fe.Ba. Nel mirino Dino De Poli, patron di Fondazione Cassamarca, è finito nel mirino del prosindaco Giancarlo Gentilini dopo il rischio di nuovi tagli ai teatri

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<Nievo, tagliate lingue e laboratori> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2009-03-11 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Scuola I dirigenti delle medie, dopo le iscrizioni, fanno i conti con le conseguenze della riforma «Nievo, tagliate lingue e laboratori» BELLUNO — Scuola media, dopo le iscrizioni i dirigenti scolastici fanno i conti con gli effetti della riforma Gelmini. Nelle medie di Sedico e Sospirolo vince il tempo prolungato, ad Agordo il tempo ordinario di 30 ore. Ma, oltre al nodo orario, i dirigenti sono preoccupati per i tagli su ore d'insegnamento e professori. «Nei nostri istituti - dice Emilio Guerra, dirigente delle Nievo di Cavarzano e Castion, a Belluno - non ci sono differenze sostanziali negli iscritti»: nel 2008 169, quest'anno 166. «Ma - spiega Guerra la riforma ha altre conseguenze negative». Il tempo ordinario settimanale passa da 33 a 30 ore: il rientro pomeridiano di 3 ore è stato tagliato in tutte le classi, come la sperimentazione linguistica della seconda lingua comunitaria, tre ore a settimana, due dal prossimo. «Si può capire che la sperimentazione non parta dalla prima media - dice il dirigente - ma è scorretto che gli alunni di seconda e terza dal prossimo anno ne avranno una in meno». Stessa sorte per l'ora di tecnologia, che da tre scende a due. Incertezza anche su chi seguirà gli alunni nell'ora alternativa alla religione, che sono sempre più numerosi: su questo punto si aspettano ancora direttive precise. «Sul tempo prolungato - continua Guerra - la situazione è ancor più grave: sono state mantenute 5 ore a settimana di lettere e 3 di matematica: le compresenze di due insegnanti, per accedere ai laboratori, sono cancellate. Delle 8 ore complessive per il tempo prolungato, 2 servono per seguire i ragazzi in mensa: l'attività scolastica effettiva si riducr a 6. E poi dal prossimo anno ci sarà solo un'ora alla settimana di geografia, una di storia e una di cittadinanza: è questo l'investimento sulla formazione di cui si parla?». Anche alle medie di Sedico e Sospirolo, dirette da Loredana Molinari, preoccupa la riduzione dei professori. «In entrambi i plessi - spiega la dirigente - la maggioranza dei genitori ha scelto il prolungato. Ma dall'anno prossimo gli organici del prolungato sono state ridotte da 46 ore a settimana a 38. Con due ore in mensa, rimangono 6-8 ore di attività pomeridiana a settimana. Impossibile avviare le compresenze, con cui si divideva una classe, supponiamo di 25 alunni, in due gruppi da portare nei laboratori. Ogni laboratorio ha una capienza massima di 12 alunni ». Alla media di Agordo i genitori preferiscono il tempo ordinario. «Il 95% dei genitori - spiega il dirigente Giuseppe Sommacal - ha scelto le 30 ore (diminuito di 3 sull'attuale) al posto di quello prolungato di 36 (estendibile a 40)». Intanto sul fronte edilizio la Provincia rassicura sulla sicurezza al liceo classico «Tiziano» di Belluno, che ospita anche alcune clasi del «Catullo », dopo il sopralluogo di ieri: «Abbiamo verificato che non ci sono problemi per la sicurezza afferma l'assessore provinciale Ezio Lise - . Lo scrostamento di una parte di vernice superficiale non comporta rischi per la sicurezza». Elena Placitelli

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<Università e sport, binomio vincente> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-03-2009)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-11 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'intervista Nei prossimi giorni partiranno i lavori per le nuove strutture sul greto del Tevere «Università e sport, binomio vincente» Il rettore Parisi: «Iscritti in crescita, abbiamo bisogno di spazi» «Abbiamo la disponibilità del “Palazzo H” e parzialmente dello Stadio dei Marmi. Troppi vincoli ci impediscono di crescere» Le altre università perdono iscrizioni, loro segnano un aumento del 13%. I cervelli scappano all'estero? All'Università del Foro Italico (già Isef, poi Iusm), su 2500 studenti 150 sono stranieri, la maggior parte extraeuropei. Crollano le Borse e si taglia nel terziario, e alla quarta università statale di Roma nascono nuove professionalità: manager dello sport, professionisti del wellness, specialisti in alimentazione sportiva. Servono campi per gli allenamenti? L'Università del Foro Italico, su concessione del Comune, darà il via nei prossimi giorni ai lavori di bonifica sugli argini del Tevere vicino a piazza Maresciallo Giardino (via Capoprati): una struttura aperta anche al territorio. L'unico ateneo italiano, e uno dei pochissimi in Europa (gli altri sono a Oslo e Colonia), a essere interamente dedicato allo sport e alle attività motorie, scoppia di salute ed è in cerca di nuovi spazi. Per far fronte al continuo aumento delle domande, ieri il rettore Paolo Parisi ha incontrato il ministro del-l'Istruzione, Mariastella Gelmini. Cosa avete chiesto al ministro? «Abbiamo innanzitutto ripercorso la storia dell'università, da quando fu fondata nel 1928 come Accademia di Educazione Fisica, fino ad oggi che è riuscita a conquistarsi un importante posto a fianco delle altre università della capitale. Abbiamo consegnato al ministro anche un disegno di legge elaborato dalla Conferenza dei presidi di Scienze motorie per la tutela dei nostri laureati, costretti a competere sul mercato con persone meno competenti. Un'iniziativa mirata a proteggere anche l'utente da tecnici improvvisati, ad esempio nelle palestre o nei centri di riabilitazione. In più, abbiamo ribadito che in tema di formazione e aggiornamento degli insegnanti vogliamo essere un punto di riferimento privilegiato. Ma abbiamo parlato soprattutto dei vincoli che ci impediscono di crescere ». da una sentenza della Corte d'appello passata in giudicato nel 2000, ma su richiesta del demanio e per volontà politica sono gestiti dal Coni. Noi abbiamo disponibilità del "Palazzo H" e parzialmente dello Stadio dei Marmi. Abbiamo ceduto al demanio anche l'Accademia femminile di Orvieto, un prestigioso complesso con cinque ettari di terra, e in cambio ci è stato dato l'ex Collegio di musica, un piccolo spazio sempre all'interno del Foro Italico. Ci era stato Quali in particolare? «In pratica tutti gli edifici del Foro italico fanno parte del nostro ateneo, una realtà ribadita promesso qualcos'altro ma non si è mai arrivati a nulla. Per quanto riguarda lo Stadio dei Marmi, infine, il Coni ne ricava anche un reddito e con la fame di fondi che hanno oggi le università è un valore non trascurabile ». Quali sono allora le strategie di espansione? «Stiamo agendo su tre fronti: la realizzazione di una struttura di 2000 metri quadri nella zona antistante il Foro Italico sotto la pista ciclabile con campi da basket, pallavolo e calcio a 5; la costruzione di un altro barcone, dopo quello appena finito che ospita un centro remiero per canoa e canottaggio gestito in collaborazione con il circolo Aniene e infine, siamo in trattativa con la Provincia per la cessione di aule da parte di un istituto superiore sempre in zona, che ha spazi in eccesso». Progetto La struttura sportiva da realizzare in concessione al Foro Italico. Dall'alto il rettore Paolo Parisi e il ministro Mariastella Gelmini Flavia Fiorentino

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Statale, tafferugli fra studenti (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 9 Statale, tafferugli fra studenti Gli autonomi assaltano un banchetto dei giovani di destra VIA CELORIA TENSIONE ALL'UNIVERSITÀ La polizia in università dopo i tafferugli fra studenti MILANO VIOLENTI tafferugli ieri alla sede della Statale di via Celoria 22 tra un gruppo di giovani di Azione universitaria, che aveva messo un banchetto per la raccolta delle firme per l'accesso controllato in università, e una cinquantina di autonomi. L'intervento della polizia, che si è frapposta tra i due gruppi, ha, però subito sedato gli animi e riportato la calma all'interno dell'ateneo. I MOMENTI DI TENSIONE in via Celoria sono cominciati alle 13 circa, quando gli autonomi hanno iniziato a presidiare il banchetto allestito da Azione universitaria. I giovani di destra stavano raccogliendo le firme, come già nei giorni scorsi nella sede di via Festa del Perdono e via Conservatorio. Secondo i giovani di Azione universitaria, gli autonomi li hanno minacciati verbalmente fino alle 14, impedendo loro di smontare il gazebo al termine del permesso. I manifestanti si sono poi ritirati sulle scale davanti al banchetto per permettere ad Azione universitaria di andarsene, ma quando un rappresentante di destra ha incominciato a urlare al megafono quanto accaduto, i giovani dei collettivi si sono mossi contro il banchetto. Di qui è nato il tafferuglio in cui diversi giovani si sono presi a calci e pugni. Qualcuno agitava anche caschi da moto. L'intervento della polizia è stato immediato e un cordone di agenti ha separato i giovani, che hanno proseguito a lanciarsi insulti. Naturalmente l'episodio non ha mancato di scatenare le accese proteste dei giovani di destra. «Ancora una volta i collettivi hanno dimostrato tutta la loro arroganza e antidemocraticità - ha detto Carlo Armeni, rappresentante degli studenti di Azione Universitaria -.E' l'ennesima volta che i nostri militanti e le nostre iniziative vengono prese di mira da questi individui. Questa volta sono arrivati all'aggressione fisica. E' tempo che il Rettore smetta di far finta di nulla e intervenga su una situazione che rischia di degenerare». GIOVANNI DONZELLI, presidente nazionale di Azione universitaria, chiede invece al governo il Daspo per le università così come per gli stadi. «Berlusconi, Gelmini e Maroni non possono abbandonarci alla violenza dell'estrema sinistra. Chiediamo un provvedimento urgente in cui chi viene identificato in situazioni di violenza politica non possa frequentare le sedi universitarie, anche se iscritto, nei giorni delle elezioni universitarie e quando si tengono iniziative culturali e politiche. Così come con il Daspo per gli stadi, chiediamo una misura similare per le università». Image: 20090311/foto/4287.jpg

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Berlusconi e Formigoni al raduno di Rete Italia (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

24 ORE MILANO pag. 14 Berlusconi e Formigoni al raduno di Rete Italia MILANO SABATO FORMIGONI, domenica Berlusconi. Sono gli appuntamenti chiave del secondo raduno nazionale di Rete Italia, in programma da venerdì a domenica a Riva del Garda, con una serie di incontri, riflessioni e interventi su «riforme, cammino verso il Popolo della Libertà, ruolo di cattolici e laici negli schieramenti politici italiani». I lavori saranno preceduti - venerdì - dalla lectio magistralis "Chiesa e politica oggi: spunti per un giudizio", tenuta dal patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola. Nella tarda mattinata di sabato è previsto l'intervento di Roberto Formigoni, governatore della Lombardia e vicepresidente nazionale di Forza Italia. Per domenica è in programma l'intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Interverranno anche i ministri Sacconi, Frattini, Alfano, Fitto e Gelmini, il sindaco di Roma Alemanno, il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, il vicepresidente del Parlamento Europeo, Mario Mauro, l'onorevole Giancarlo Abelli e i presidenti dei gruppi parlamentari del Pdl, Cicchitto e Gasparri. Rete Italia, nata nel 2006 da un'iniziativa di Roberto Formigoni, Mario Mauro, Maurizio Lupi e Giancarlo Abelli, «è presente oggi in molte regioni dove promuove momenti di confronto tra amministratori e territorio, favorendo lo scambio di esperienze e la diffusione della sussidiarietà come motore dell'iniziativa politica». Image: 20090311/foto/4892.jpg

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<Meno stranieri in aula Ecco il mio piano-quote> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-03-2009)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Firenze))

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CRONACHE pag. 13 «Meno stranieri in aula Ecco il mio piano-quote» Gelmini: «Classi a tempo per imparare l'italiano» ROMA POTREBBE essere fissato un limite alla presenza di alunni stranieri nelle singole classi. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha ammesso che allo studio c'è un progetto che presuppone il confronto con le dirigenze regionali. «Bisogna tener conto delle differenze territoriali», ha detto la Gelmini a Famiglia cristiana. Allo stesso modo, secondo la responsabile di Viale Trastevere, il disegno di classi destinate ai soli bambini stranieri, perché imparino la lingua italiana, non è tramontato. «E' una questione didattica, non politica o ideologica. Non vogliamo chiamarle classi-ponte? Chiamiamole classi di inserimento perché la classe ponte può essere fraintesa ed evocare una divisione che non ci deve essere. Si tratta di classi a tempo per l'apprendimento della lingua italiana, che preparano all'inserimento nella classe di appartenenza». I propositi del ministro potrebbero provocare nuove polemiche, ma la Gelmini è ben decisa ad andare avanti, come sul maestro unico sul quale è tornata. «E' una scelta culturale e pedagogica che vale per tutti. Abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore, ma qualunque sia la scelta, il maestro di riferimento è sempre unico. Il massimo di ore che può fare un maestro elementare è di 22 più 2 di programmazione, quindi ci sarà un maestro di riferimento affiancato da colleghi, d'inglese, di religione, che copriranno le ore rimanenti. Identificare il maestro unico con le 24 ore è un errore di contenuto che sta disorientando le famiglie». ALTRO tema delicatissimo e che è al centro di un confronto della conferenza Stato-Regioni, è il dimensionamento degli istituti. L'accordo trovato è che su 6mila scuole la chiusura riguarderà 3mila istituti che saranno vagliati caso per caso. «Dove l'accorpamento può essere compensato da un buon servizio di trasporto si procederà. Dove si tratta di paesi estremamente sperduti è chiaro che resteranno le scuole così come sono, sempre che si tratti di edifici sicuri». IERI la Gelmini ha incontrato i rappresentanti dei sindacati. E' stato annunciato che i tagli, rispetto all'organico di diritto, saranno ridotti di 5mila unità. Inoltre il ministero ha avanzato richieste per 20mila assunzioni e ha ribadito l'impegno per la verifica di soluzioni sui precari. Le decisioni sono state accolte positivamente da Uil e Cisl, mentre la Cgil ha attaccato duramente la politica del governo. Per Mimmo Pantaleo sotto accusa è la volontà dell'esecutivo nella politica scolastica, pertanto resta confermato lo sciopero già indetto per il 18 marzo. Per Massimo Di Menna della Uil «occorre garantire alle scuole un organico adeguato in base alle esigenze di funzionalità e, in questa direzione, spostare i 5mila tagli, rappresenta un contributo ragionevole». Silvia Mastrantonio

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Terroristi solitari e nuove Brsono i rischi che corre l'Italia (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Terroristi solitari e nuove Brsono i rischi che corre l'Italia la relazione degli 007 al parlamento I servizi segreti rilevano come anche la crisi economica possa rivelarsi terreno fertile per la criminalità organizzata 11/03/2009 ROMA. Il terrorismo islamico resta «una minaccia di prima grandezza» per l'Italia. Sempre delicate, poi, le missioni militari, specie in Afghanistan. Sul fronte interno non sono da sottovalutare le Br, mentre nuovi rischi possono arrivare dalla crisi economica. Complessivamente sono state 216 le minacce terroristiche esaminate nel 2008 dal Casa (il Comitato di analisi strategica antiterrorismo). È quanto emerge dalla Relazione 2008 dei servizi segreti consegnata al Parlamento. Fondamentalismo islamico. Al Qaida, rileva l'intelligence, è determinata a colpire «i Paesi occidentali ed i loro alleati». Per questo l'Europa «nel suo insieme può essere inclusa tra gli obiettivi». E l'Italia «si inserisce in questo contesto di criticità, sebbene non siano emersi riscontri sul concreto sviluppo di pianificazioni offensive da consumarsi sul nostro territorio». Anche la relazione annuale dell'intelligence americana ha indicato che al Qaida sta «continuando a pianificare attacchi in Europa e in Occidente». Integralisti italiani. Il panorama integralista italiano è caratterizzato dalla presenza di «ristretti circuiti estremisti spesso raccolti attorno a referenti carismatici in grado di radicalizzare giovani conquistati alla"causa"». Il fenomeno è in crescita negli ambienti carcerari, dove è stata rilevata «un'insidiosa opera di indottrinamento e reclutamento svolta da "veterani", condannati per appartenenza a reti terroristiche, nei confronti di connazionali detenuto per spaccio di droga o reati minori». Jihadisti "fai-da-te". E l'azione dell'intelligence in Italia, spiegano i servizi, è chiamata a misurarsi anche con le «incognite legate alla possibile, improvvisa attivazione operativa nei cosiddetti "lone terrorist" (terroristi solitari), soggetti che, al di fuori di qualsiasi vincolo associativo, si autopromuovono». Missioni all'estero. «Profili di rischio», indica poi la relazione, sono presenti per «i nostri contingenti militari in aree di crisi che, in ragione della loro stessa missione, restano potenziali obiettivi di disegni terroristici/destabilizzanti». In particolare, in Afghanistan «consistenti aliquote di Taleban» stanno «migrando verso il settore occidentale, area di responsabilità italiana». Le Brigate Rosse. Sul fronte interno, l'area brigatista è, secondo gli 007, «una minaccia da non sottovalutare», anche alla luce della «perdurante presenza di un'area di consenso verso programmi rivoluzionari che non escludono il ricorso alla lotta armata». Si segnala inoltre un aumento della conflittualità tra estremisti di destra e sinistra, culminata negli scontri di Piazza Navona dell'ottobre scorso durante una manifestazione studentesca contro il "decreto Gelmini". La crisi economica. Nuove minacce alla sicurezza derivano inoltre dalla crisi economica, con il rischio di tensioni strumentalizzabili in chiave oltranzista e quello dell'accentuata invasività delle organizzazioni criminali. C'è poi il delicato tema dei Fondi sovrani, speciali fondi posseduti da Stati per detenere attività in valuta estera. Il rischio, avvertono i servizi, è che «i piani di investimento di un Fondo sovrano possano nascondere progetti di controllo». Gli sbarchi dei clandestini. Infine, l'immigrazione clandestina: nel 2008 le organizzazioni criminali hanno impresso una forte accelerazione agli sbarchi. La strategia dei trafficanti punta a pianificare arrivi in massa per congestionare i centri di accoglienza. I servizi segnalano anche il rischio, per ora senza evidenze, «di un utilizzo dei canali dell'immigrazione clandestina per il trasferimento di terroristi». Massimo Nesticò (Ansa) 11/03/2009

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sciopero della scuola: la cgil mobilita il fronte anti-gelmini (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

MERCOLEDI' PROSSIMO CON CORTEO Sciopero della scuola: la Cgil mobilita il fronte anti-Gelmini Per mercoledì 18 marzo, la Flc-Cgil ha indetto uno sciopero nazionale in tutte le scuole. Padova avrà un ruolo di primo piano nella mobilitazione generale degli insegnanti e del personale Ata perché in città si svolgerà un corteo, che partirà da piazza Garibaldi e terminerà in piazzale Pontecorvo, sotto le finestre dell'Ufficio Scolastico Provinciale guidato da Franco Venturella. Allo sciopero non hanno dato l'adesione né la Cisl e né la Uil, ma a fianco dei docenti della Cgil, che in città saranno guidati dai sindacalisti Salvatore «Totò» Mazza e Teresa De Sanctis, ci saranno anche i colleghi della Gilda, un parte dei Cobas, il Coordinamento Precari, gli studenti della Rete degli istituti superiori, i vari comitati dei genitori anti-Gelmini ed anche qualche sindaco che sta protestando a fianco dei genitori. Tra gli organizzatori del corteo c'è anche Angelo Zuppato, esponente della segreteria provinciale della Cgil-Scuola e docente dell'Itc Sandro Pertini a Camposampiero. «Scendiamo in piazza perché in questo periodo la scuola pubblica sta attraversando uno dei periodi più neri della sua storia - sottolinea il professore Zuppato - Se il Decreto Gelmini non sarà modificato, l'anno prossimo perderanno il posto di lavoro minimo 600 docenti nel solo Veneto e la qualità del Pof (piano dell'offerta formativa) si abbasserà notevolmente. Salvo miracoli dell'ultima ora, le classi in tutti i tipi di scuola saranno superaffollate. In tante classi degli istituti superiori dovremo fare lezione anche a trenta studenti. Il governo Berlusconi-Tremonti darà sempre più spazio alla scuola privata. Tant'è che la Gelmini ha già cancellato la parola pubblica dal palazzo di viale Trastevere: ogni volta che arrivano le circolari da Roma si legge solo Ministero dell'Istruzione». Intanto continuano le assemblee indette dalla Cgil per i i docenti e non docenti, mentre, al pomeriggio, fuori e dentro le scuole, stanno andando avanti le riunioni dei genitori, mobilitati a tutti i livelli per mantenere il tempo lungo nelle scuole elementari. Solo in città sono a rischio circa 3.000 bambini e, di conseguenza, rischiano di essere smantellate le mense e tutte le attività collaterali del Comune. (Felice Paduano)

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notte brava in gita a strasburgo un voto in meno in condotta (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

La valutazione sul comportamento quest'anno fa media e può abbassare i crediti in vista della maturità Notte brava in gita a Strasburgo «Un voto in meno in condotta» Liceali Costa caro il viaggio d'istruzione 2009 a 14 studenti in trasferta: un salasso sul voto di condotta. Giro di vite al liceo Grigoletti di Pordenone, dove è stato annunciato il calo di un punto secco nel voto di comportamento nella pagella di giugno, per una classe quinta. A meno che il consiglio di classe non si orienti verso l'indulto. Dopo il viaggio a Strasburgo, a pagare dazio potrebbe ssere una pattuglia di studenti che, in hotel, hanno accusato la tipica sindrome da gita: l'insonnia, a volerla mettere così. Prima hanno visitato il Parlamento per sentirsi cittadini della casa comunitaria. Poi, la notte all'europea è proseguita nelle camere dell'albergo fino alle prime luci dell'alba. Si sa, i ragazzi fanno un po' di baccano e vai a spiegarlo agli albergatori e ai professori di ronda che è un tasso fisiologico alla gita. «Troppa confusione alle 5 di mattina». Pare sia stata questa la segnalazione-lamentela degli steward dell'hotel, a Strasburgo. I diciottenni della quinta liceo scientifico pagano doppio il tour nei luoghi-simbolo della cittadinanza d'Europa: in euro e in pagella. Al rientro, hanno tenuto le bocche cucite sul fatto. «No comment» hanno detto, decisi a rispettare la consegna del silenzio, ma da giorni i ragazzi stanno sui carboni ardenti. La notizia sull'ennesima sorpresa nel capitolo gite scolastiche è filtrata nei lunghi corridoi del liceo cittadino, dopo un consiglio di classe. L'onda dei commenti ha diviso giustizialisti e innocentisti. Per i primi è sacrosanto comminare la "multa" sul voto di condotta. Per i secondi sarebbe meglio il perdono cristiano. Dopo tutto si tratta di fatti accaduti fuori dall'aula. La via d'uscita, in una battuta che circola nel liceo? Appellarsi alla Corte d'Europa. In flagrante sono stati colti 14 diciottenni, che rischiano di trovarsi con un credito più basso per l'esame di Stato, in giugno. E' questo il problema. Il voto di condotta basso fa media e può deprimere il credito: è matematico. Il fatto fa, dunque, discutere. Le pagelle del primo quadrimestre, in 15 superiori del Pordenonese, non hanno comminato 5 in comportamento. Nel resto delle scuole italiane ci sono state circa 38 mila insufficienze alla condotta. «L'orientamento deciso dai collegi docenti - hanno rilevato alla vigilia degli scrutini i dirigenti liceali Sergio Chiarotto, Francesco Andreoli con i colleghi - è di non scendere sotto la soglia del 6 in condotta». Anche negli istituti professionali e tecnici, dove le note disciplinari e di sospensione stanno sui registri di classe con una certa frequenza, zero insufficienze alla condotta. Tutto è stato rinviato a giugno, in attesa di criteri ministeriali. Dopo i viaggi d'istruzione. (c.b.)

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"La scuola di Rocchetta rischia di chiudere Mandateci i vostri figli" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'APPELLO DELLE MAMME DELLA FRAZIONE "La scuola di Rocchetta rischia di chiudere Mandateci i vostri figli" Un appello delle mamme di Rocchetta: «Aiutateci a salvare la nostra scuola». L'invito è rivolto ai genitori dei bambini di Cairo che devono iscriversi alle scuole materne ed elementari affinché decidano, appunto, di far frequentare ai loro figli le scuole della frazione. Un invito supportato anche dall'amministrazione comunale del sindaco Fulvio Briano che, dopo un incontro con i genitori rocchettesi, ha deciso di mettere a disposizione, per il prossimo anno, uno scuolabus che farà la spola dal capoluogo alla frazione: «La sicurezza di poter contare su un comodo sistema di trasporto degli studenti può essere incentivo per le iscrizioni alla scuola di Rocchetta che, più delle altre, rischia di cadere sotto la mannaia del decreto Gelmini - dice lo stesso sindaco -. E non si tratta solo di venire incontro alle esigenze dei genitori e dei residenti della frazione, ma anche di ragionare in prospettiva. Rocchetta è l'area dove è previsto il maggior sviluppo residenziale nei prossimi anni. Di fronte a tale prospettiva rischiare di dover chiudere la scuola è un'eventualità inaccettabile. Chiuderemmo oggi quello che sicuramente domani servirà ma, una volta chiuso, non sappiamo se saremo in grado poi di garantire. Questa amministrazione farà quanto è in suo potere per mantenere in attività quel plesso». Ed è questo che chiedono i genitori di Rocchetta che già nei mesi scorsi avevano partecipato all'assemblea pubblica organizzata nel Palazzo di Città, alla presenza del vice presidente della Regione, Massimiliano Costa. «Innanzitutto - spiegano - vorremmo sottolineare che tutti i bambini in età scolare di Rocchetta sono iscritti qui e non ci sono state fughe verso Dego o altre scuole, come ha insinuato qualcuno. Anzi, il nostro invito, o forse è meglio dire appello, rivolto ai genitori di Cairo ma non solo, è proprio quello di valutare la possibilità di iscrivere i loro figli in questa scuola. Non abbiamo ancora dati certi, ma è innegabile che, con l'attuale numero di iscritti siamo più vulnerabili rispetto ad altre realtà, mentre, in un immediato futuro, le domande di iscrizione aumenteranno notevolmente ma il rischio sarà appunto di non avere più la scuola. Mantenere la scuola significa mantenere l'identità, significa sentirsi una piccola comunità e, in prospettiva, mantenere inalterato un servizio di qualità».

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"Meno stranieri in aula col piano-quote Classi a tempo per imparare l'italiano" (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini parla del suo nuovo progetto: "Bisogna tener conto delle differenze territoriali". Le classi speciali preparano all’inserimento nella classe di appartenenza

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Allo stesso modo, secondo la responsabile di Viale Trastevere, il disegno di classi destinate ai soli bambini stranieri, perché imparino la lingua italiana, non è tramontato. «E? una questione didattica, non politica o ideologica. Non vogliamo chiamarle classi-ponte? Chiamiamole classi di inserimento perché la classe ponte può essere fraintesa ed evocare una divisione che non ci deve essere. Si tratta di classi a tempo per l?apprendimento della lingua italiana, che preparano all?inserimento nella classe di appartenenza». I propositi del ministro potrebbero provocare nuove polemiche, ma la Gelmini è ben decisa ad andare avanti, come sul maestro unico sul quale è tornata. «E? una scelta culturale e pedagogica che vale per tutti. Abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore, ma qualunque sia la scelta, il maestro di riferimento è sempre unico. Il massimo di ore che può fare un maestro elementare è di 22 più 2 di programmazione, quindi ci sarà un maestro di riferimento affiancato da colleghi, d?inglese, di religione, che copriranno le ore rimanenti. Identificare il maestro unico con le 24 ore è un errore di contenuto che sta disorientando le famiglie». ALTRO tema delicatissimo e che è al centro di un confronto della conferenza Stato-Regioni, è il dimensionamento degli istituti. L?accordo trovato è che su 6mila scuole la chiusura riguarderà 3mila istituti che saranno vagliati caso per caso. «Dove l?accorpamento può essere compensato da un buon servizio di trasporto si procederà. Dove si tratta di paesi estremamente sperduti è chiaro che resteranno le scuole così come sono, sempre che si tratti di edifici sicuri». IERI la Gelmini ha incontrato i rappresentanti dei sindacati. E? stato annunciato che i tagli, rispetto all?organico di diritto, saranno ridotti di 5mila unità. Inoltre il ministero ha avanzato richieste per 20mila assunzioni e ha ribadito l?impegno per la verifica di soluzioni sui precari. Le decisioni sono state accolte positivamente da Uil e Cisl, mentre la Cgil ha attaccato duramente la politica del governo. Per Mimmo Pantaleo sotto accusa è la volontà dell?esecutivo nella politica scolastica, pertanto resta confermato lo sciopero già indetto per il 18 marzo. Per Massimo Di Menna della Uil «occorre garantire alle scuole un organico adeguato in base alle esigenze di funzionalità e, in questa direzione, spostare i 5mila tagli, rappresenta un contributo ragionevole». di Silvia Mastrantonio Classi separate per stranieri, sei d'accordo? - Tetto del 30% di stranieri in aula, che ne pensi? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Nucleare: il formaggio 'radioattivo' e il rebus irrisolto dell'energia (43 commenti) "Englaro è cittadino onorario". E si scatena la rissa (25 commenti) Il Comune conferirà la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro (20 commenti) Brunetta avvia il censimento dei precari "No a moratorie o regolarizzazioni per tutti" (17 commenti) "Il nuovo stadio di Firenze? 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Sei d'accordo?E' giusto che il nuovo presidente dell'Aia Nicchi confermi Collina come designatore?Giusto ammettere i trans nell'esercito, come in Spagna?De Rossi, Mourinho e Balotelli sono da squalificare?Chi è il tuo modello di donna ideale?Mutui agevolati per le coppie gay, sei d'accordo?E' il momento adatto per discutere una riforma delle pensioni?Si può parlare di 'prostituzione intellettuale' contro l'Inter, come sostiene il tecnico Mourinho?Hai paura di perdere il posto di lavoro? La foto del giorno William Shakeaspeare Ecco il vero volto Gli esperti dello Shakespeare Birthplace Trust sono convinti che questo sia il ritratto autentico del drammaturgo. E' stato svelato al pubblico londinese RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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Il G8 della scienza a casa del premier e l'Università della Libertà beffa Lucca (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Il G8 a casa sua. A metà strada tra la residenza di famiglia di Villa Belvedere a Macherio e l'alloggio-ufficio di Villa San Martino ad Arcore. A Lesmo, per l'esattezza, paesino da settemila anime nel cuore della Brianza, provincia di Milano (Monza da giugno), che in pochi conoscono ma presto familiare a tanti. Perché lì sorge quella villa Gernetto che proprio Silvio Berlusconi, pardon, la società Fininvest ha acquistato da Unicredit per 35 milioni di euro, l'anno scorso. Per farne cosa? L'Università del pensiero liberale, l'ateneo in cui il Cavaliere sogna di aprire a settembre per portarvi a insegnare da Bush ad Aznar, da Gorbaciov a Clinton. Come spot, un G8 non è male. Ecco, Palazzo Chigi ha deciso - e fatto sapere attraverso il suo sito e quello ufficiale del summit - che si terrà lì, dal 25 al 28 giugno, il vertice della Scienza e della tecnologia, uno dei dieci in programma in Italia (quattro a Roma) collaterali al principale tra i premier alla Maddalena in luglio. Dunque, la riunione dei ministri dell'Università e della ricerca dei paesi più industrializzati si farà in uno degli immobili di lusso di Berlusconi. E un pezzo di G8 in una villa privata del capo di governo ospitante sarà un altro dei primati che il nostro potrà a quel punto vantare. In Toscana non l'hanno presa per niente bene. Protestano gli amministratori di Lucca, unico avamposto Pdl nella rossa Toscana. Beffa doppia. Il 31 luglio dell'anno scorso nella città che è anche di Marcello Pera il sottosegretario all'Università Giuseppe Pizza aveva annunciato con "grandissimo orgoglio la scelta del ministro Gelmini di portare il prossimo G8 della Scienza in questa città". E invece? Invece la milanesissima ministra Mariastella Gelmini ha pensato bene che forse il vertice sarebbe stato meglio giocarselo in casa (metaforica, in questo senso). E sulla scelta sembra abbia influito anche il sindaco sindaca Letizia Moratti, intenzionata a fare dell'evento uno dei trampolini per la pur lontanissma Expo 2015. Poi, si sa, sulle location, come sempre, l'ultima parola è del premier. E allora addio Palazzo Ducale di Lucca. OAS_RICH('Middle'); "Siamo amareggiati, ci puntavamo. Tutti pronti, noi, la prefettura, la questura, la Provincia - racconta il sindaco di centrodestra, Mauro Favilla - Poi, poco tempo fa, un collaboratore della Gelmini ci ha fatto sapere che non se ne faceva più niente. Che c'era un problema di budget, ma noi ci eravamo impegnati anche a fare un sacrificio finanziario. La settimana scorsa la lettera di scuse del sottosegretario Pizza. Vanno a Lesmo, sembra che i fondi lì siano privati. Ho chiesto un incontro alla Gelmini, spero mi riceva a giorni". Comunque sia, ormai è fatta. Si va tutti a villa "Il Gernetto" (ex Somaglia), in Brianza shire: dimora settecentesca, cento stanze già predisposte per i futuri studenti, aula magna, 35 aule informatizzate e un parco di 380 ettari. Ottimo per parlare di università, no? "No, guardi, io di questo G8 non ne so nulla - mette le mani avanti il sindaco leghista che guida la piccola Lesmo dal 2002, Marco Desiderati - Nessuno ci ha informati. Sappiamo che il vertice si tiene nella villa che Berlusconi ha acquistato e dove ci sono lavori in corso da tempo. Il presidente quasi ogni fine settimana è lì per seguirli, ci tiene moltissimo. Io? L'ho visto due volte in sette anni, ma lui ha cose più importanti da fare. Sì, saremo un po' blindati a giugno ma, tra Arcore e Macherio, qui è sempre un volteggiare di elicotteri e una corsa di sirene". Il cantiere è quasi finito. E tutto pagato di tasca sua dal Cav. Qualcuno ha qualcosa da ridire? (11 marzo 2009

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Scuola primaria <Che ne sarà dei maestri?> (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

MONTECCHIO PR. Dubbi della lista "Vivere" 11/03/2009 rss e-mail print La scuola elementare. STELLA Che conseguenze avranno i tagli al personale docente previsti dalla riforma Gelmini sull'organizzazione della nuova scuola elementare di Montecchio Precalcino? A chiederselo, e con una certa preoccupazione, è Gabriele Dal Zotto, consigliere di minoranza della lista "Vivere Montecchio". Proprio per paura che i tagli previsti dalla riforma Gelmini rendano vani gli sforzi e gli investimenti fatti per realizzare la nuova scuola del paese, costata oltre tre milioni di euro, Dal Zotto ha inviato un'interpellanza con carattere d'urgenza al sindaco Imerio Borriero e all'assessore alla cultura Irma Peruzzo. «Questa legge - spiega Dal Zotto - sta creando molti problemi di applicazione e numerose incertezze organizzative. Per tutte le classi verranno eliminate le compresenze degli insegnanti, ci saranno difficoltà nel gestire bene alcune fasi della didattica, mentre regna l'incertezza sugli orari della scuola e sui tempi mensa». A spingere il consigliere Dal Zotto a farsi avanti, è soprattutto la particolare situazione di Montecchio. «Il nostro comune - continua - si trova ad affrontare questo stravolgimento proprio mentre deve concentrarsi sull'organizzazione del nuovo plesso scolastico unico per le elementari. La nuova scuola sarà presto inaugurata, ma con i tagli rischiamo di non poter sfruttare appieno l'investimento». Ora che ha segnalato i dubbi all'amministrazione comunale, Dal Zotto si attende delle risposte. «Ci chiediamo quali iniziative abbia messo in atto l'amministrazione comunale con gli assessori all'istruzione di provincia e regione in modo da limitare i danni in termini di riduzione del personale per l'istituto comprensivo di Villaverla-Montecchio e soprattutto per la nuova scuola del paese. Tale azione dovrebbe concertarsi con quella di altre amministrazioni che si trovano nella stessa condizione per far sentire in modo unitario la voce di protesta. Vorremmo anche sapere quali soluzioni alternative ha in programma la maggioranza, nel caso le iniziative non portino ad alcun risultato. Ricordo che esiste una fascia di popolazione che ha bisogni formativi maggiori rispetto all'offerta minima della riforma». Il nostro gruppo ha chiesto al comune stanziamenti per servizi comunali integrativi».

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Gelmini: il maestro unico? Scelta culturale e pedagogica (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 11-03-2009 Gelmini: il maestro unico? Scelta culturale e pedagogica DA MILANO « Q uella del maestro unico è una scelta culturale e pedagogica del ministero che vale per tutti. Noi abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore ma, qualunque sia la scelta, il maestro di riferimento è sempre unico». Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini torna a parlare del maestro unico in un'intervista concessa a «Famiglia Cristiana». E punta a precisare che «identificare il maestro unico con le 24 ore è un errore di contenuto che sta disorientando le famiglie». Altro tema scottante il possibile tetto per la presenza di alunni stranieri in ogni classe. «Ci stiamo confrontando con i dirigenti regionali, perché bisogna tener conto delle differenze territoriali ». Anche sulle «classi ponte», che «possiamo chiamare classi d'inserimento. Si tratta di 'classi a tempo' per l'apprendimento della lingua italiana, che preparano l'inserimento nella classe di appartenenza ». Non mancano riferimenti al presunto taglio degli orari nei licei («Non avverrà») e al ridimensionamento della rete scolastica («C'è l'accordo con le Regioni»). E sull'invito del Presidente Napolitano a rivedere i tagli ai finanziamenti all'università previsti per il 2010, il ministro conclude: «I messaggi del presidente sono molto saggi e coerenti. Non mi si chieda, però, di far finta di non vedere gli sprechi».

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Ecoistema Scuola 2009: Venerdì 13 marzo 2009, ore 12.00 (sezione: Scuola)

( da "Legambiente" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Comunicati stampa 11/03/2009 13:06 Ecoistema Scuola 2009: Venerdì 13 marzo 2009, ore 12.00 Legambiente presenta i dati del rapporto annuale sulla qualità degli edifici scolastici Con il focus sull?efficienza energetica realizzato in collaborazione con Edison Sarà premiata la scuola vincitrice del concorso Kyoto anch?io 2008 Qual è lo stato dell?edilizia scolastica in Italia? Legambiente con il suo IX rapporto Ecosistema scuola presenta la fotografia degli istituti scolastici nel nostro Paese sulla base dei dati ufficiali forniti dai 103 Comuni capoluogo di provincia, un dossier che rappresenta uno degli strumenti di conoscenza più completi rispetto alla sicurezza, sostenibilità e vivibilità delle scuole italiane. Nel 2008 la ricerca è stata ampliata realizzando, in collaborazione con Edison, prima indagine nazionale volta a definire i criteri di gestione energetica delle scuole. Nel corso della conferenza stampa si terrà anche la premiazione della scuola vincitrice del concorso Kyoto anch?io 2008 promosso da Legambiente e Edison, che assegnerà un pannello fotovoltaico al miglior progetto di riqualificazione ambientale ed energetica realizzato. Intervengono: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo L'ufficio stampa Legambiente: 06 86268353-79-99-76 Torna all'elenco delle notizie

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<Grazie sindaco, per i lavoriin cassa 12 euro al giorno> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

protesta in viale cadorna «Grazie sindaco, per i lavori in cassa 12 euro al giorno» Ieri mattina nel salone della Cgil Roberto Alosi, segretario generale della Flc, ha illustrato in conferenza stampa i risultati del referendum sul rinnovo del contratto della scuola, firmato da Cisl e Uil, ma non dalla Flc-Cgil. «Il referendum - ha sottolineato Alosi - è stato un'occasione per discutere del contratto e delle politiche devastanti del Governo sulla scuola e sull'intero mondo del lavoro». Nella nostra provincia hanno votato 4637 lavoratori della scuola, il 61,2% degli aventi diritto e si sono espressi per il «no» alla sottoscrizione del contratto il 98.5% dei votanti, per il «sì» l'1%, con scheda bianca o nulla lo 0.5%. «Si tratta di un no forte - ha commentato il sindacalista - a un contratto che riduce gli stipendi e al disegno di legge delega Brunetta, al disegno di legge Aprea e ai provvedimenti della Gelmini che determineranno in tempi rapidi la distruzione della funzione di rappresentanza del sindacato per lasciare il posto al potere unilaterale del Governo su reclutamento, carriere, salario, provvedimenti disciplinari». Nelle previsioni di Alosi c'è «un taglio di 87.000 posti di lavoro di docenti e 44.500 di Ata nel prossimo triennio. In provincia si perderanno, dal 2009-2010, 300 posti di insegnanti elementari, 100 cattedre di lettere e 30 di educazione tecnica nella scuola media (per la riduzione delle ore settimanali di lezione ) e 128 unità di Ata. Alosi ha annunciato lo sciopero generale della scuola il 18 marzo e la partecipazione alla manifestazione in programma a Palermo. Annalisa Stancanelli

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PORTICI PEPPE DIANA, IL RICORDO DEGLI SCOUT ALLE CARMELITANE NELLA CHIESA DELLE CAR... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

PORTICI Peppe Diana, il ricordo degli scout alle Carmelitane Nella chiesa delle Carmelitane in piazzale Divina Provvidenza ieri pomeriggio gli scout hanno ricordato la vita e il sacrificio di don Peppe Diana, il parroco di Casal di Principe assassinato dalla camorra quindici anni fa. L'iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti in vista della giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie prevista a Napoli per il 21 marzo. «Libera la parola» è il tema dell'incontro, al quale hanno partecipato il padre e la sorella di don Peppe Diana, don Tonino Palmese (in rappresentanza di Libera) e Giannangelo Marciano (in rappresentanza degli scout dell'Agesci). SAN GIORGIO/1 Materiale scolastico buoni per la School Card È stata approvata la graduatoria per la distribuzione delle School Card, i buoni per l'acquisto di materiale scolastico che l'amministrazione comunale ha messo a disposizione delle famiglie con basso reddito e con due figli nell'età della scuola dell'obbligo. Sono giunte al Comune oltre 700 domande: c'è stata quindi, una grande risposta al primo provvedimento scaturito dall'Anagrafe Sociale realizzato dal Comune negli scorsi mesi. La School Card sarà consegnata a 300 famiglie. «Siamo andati incontro alle esigenze delle famiglie assegnando buoni acquisto del valore di 100 euro per l'acquisto del necessario scolastico perché è proprio nella scuola che avvengono le prime discriminazioni sociali - dice l'assessore alle Politiche Sociali Luciana Cautela - Grazie a un'apposita convenzione con i commercianti sangiorgesi selezionati tramite avviso pubblico, abbiamo stabilito che gli utenti riceveranno il 10% di sconto sui prodotti acquistati». Per il sindaco Mimmo Giorgiano «provvedimenti importanti come questi servono per andare incontro al disagio socio-economico e per dare maggiore potere d'acquisto alle famiglie sangiorgesi». SAN GIORGIO A CREMANO /2 Contributi per il fitto cambiano i parametri Sono cambiati alcuni dei parametri per assegnare i fondi relativi alla 431, ovvero ai contributi per il fitto. «Abbiamo abbassato - spiega l'assessore alle Politiche Sociali Luciana Cautela - il massimo che una famiglia può recepire attualmente. Per esempio, chi è nella fascia contributiva che va da 0 a 11mila euro percepirà mille e 800 euro invece che 2mila e la fascia che dimostra un reddito superiore agli 11mila euro ne percepirà invece uno. Seicento euro anziché mille e 800. In questo modo potremo garantire il contributo a più famiglie in stato di bisogno». In questo periodo è in fase di preparazione la graduatoria provvisoria degli aventi diritto per il 2005/2006. «Ci sono arrivate - affermano dall'ufficio Case - oltre mille richieste a fronte di un contributo regionale di circa un milione di euro. Sicuramente non riusciremo a soddisfare tutte le richieste, motivo per cui dopo un ampia discussione abbiamo deciso di abbassare la cifra massima che una famiglia può ricevere annualmente». TORRE DEL GRECO/1 A Sant'Antonio Brancaccio incontri sulla Pasqua «Prepariamoci alla Pasqua camminando con San Paolo», così si intitola la serie di incontri e riflessioni organizzati dal parroco Carmine Ascione, che si terranno a cominciare da oggi nell'auditorium della chiesa di Sant'Antonio a Brancaccio. «È un momento di particolare importanza per tutti i cristiani che desiderano intraprendere un nuovo sentiero colmo di buoni propositi - dice monsignore Ascione -. Una condizione fondamentale per avvicinarsi alla prossima celebrazione della morte e risurrezione di Cristo». Oggi all'incontro il professor Giuseppe Falanga parlerà sul tema: «Camminando in una vita nuova». TORRE DEL GRECO/2 Voto in condotta e fannulloni venerdì convegno alla Leopardi Voto in condotta, spese più contenute per i libri di testo e norme anti-fannulloni. A Torre del Greco, la scuola si interroga sulle ultime novità normative nel convegno «La scuola che verrà», organizzato dalla Pearson Paravia presso la scuola media Giacomo Leopardi. L'incontro si terrà venerdì pomeriggio nell'aula magna dell'istituto di viale delle Mimose e vedrà la partecipazione dei dirigenti scolastici e degli insegnanti di tutte le scuole cittadine e di numerosi istituti della provincia di Napoli. Tra i relatori chiamati a fornire alla platea di presidi e docenti tutte le delucidazioni del caso, ci saranno l'esperto di Legislazione scolastica Luigi Sebastiani e Raffaele Ciambrone, direttore dell'istituto di Studi pedagogici di Roma.

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Flc-Cgil: Le famiglie vicentine hanno bocciato il maestro unico e il relativo modello orario (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Flc-Cgil: «Le famiglie vicentine hanno bocciato il maestro unico e il relativo modello orario» Mercoledì 11 Marzo 2009, «Le famiglie vicentine hanno bocciato il maestro unico e il relativo modello orario, visto che solo il 2 per cento di queste ha scelto l'opzione delle 24 ore settimanali». A dirlo è la Flc Cgil di Vicenza, per bocca del suo segretario Sebastiano Campisi. Il sindacato della scuola ieri nell'aula magna dell'Istituto Lampertico ha promosso un'assemblea sindacale con il personale docente e Ata. Nel corso dell'incontro, al quale ha partecipato anche il segretario generale nazionale Domenico Pantaleo, si è discusso dei tagli agli organici previsti nell'era Gelmini. «Si tratta di una riduzione spaventosa - avverte Campisi - che per Vicenza solo l'anno prossimo riguarderà circa 200 Ata, cioè il 6 per cento dell'organico, che diventeranno 600-700 nei prossimi tre anni». Sulle cattedre in meno, invece, ancora non vi sono dati certi: «Manca ancora il decreto sugli organici. Ma si calcola che sarà altissimo il numero dei posti che salteranno. Specialmente nella scuola primaria, dove a livello nazionale si parla di un taglio dagli 11 mila ai 16 mila docenti, ben al di sopra di quanto era stato dichiarato nello schema di piano programmatico che ne prevedeva 10 mila. Anche a Vicenza, accadrà che moltissimi insegnanti perderanno la titolarità della cattedra e saranno chiamati a tappare i buchi». Il problema è più evidente nella scuola elementare perché qui l'organico «si calcola su classi a 27 ore. E le famiglie che hanno chiesto il tempo lungo da 30 ore, come faranno a veder garantita la loro scelta?». La scuola pubblica, prosegue Campisi «Con meno risorse di orario e di personale sarà sempre più dequalificata. Questo per gli studenti significa minori possibilità di emancipazione culturale». Per dire no a tutto questo, una delegazione della Flc Cgil di Vicenza sarà presente alla manifestazione regionale del sindacato prevista per il 18 marzo a Padova.L.P.

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Sindaco in attesa di incontrare la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sindaco in attesa di incontrare la Gelmini Mercoledì 11 Marzo 2009, Albignasego (Fr.Ca.) La Conferenza Stato-Regioni di sabato scorso non ha assegnato i docenti al Veneto. L'ordine del giorno è stato rinviato a data da destinarsi; di fatto il tempo lungo nelle elementari di tutta la Regione rimane ancora in ballo. Intanto il sindaco Massimiliano Barison, capofila del movimento spontaneo dei primi cittadini pro tempo lungo, attende indicazioni in merito all'appuntamento con il ministro alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Una settimana fa il ministro ha dato buca alla delegazione di sindaci che l'aspettava ad Abano per sottoporle la questione dell'orario prolungato. Barison si è quindi attivato per strappare un incontro "de visu" con la Gelmini a Roma. A tutt'oggi però non ha ancora avuto nessuna risposta da parte del dicastero. "Il ministro si è dimostrato disponibile per un incontro - commenta il sindaco -; ora aspetto che mi sia comunicata la data. Probabilmente verrò ricevuto entro i prossimi quindici giorni". 105 i comuni che fino a questo momento hanno aderito al movimento. "Tutti ci hanno fatto pervenire la scheda degli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni a favore delle strutture scolastiche - prosegue Barison -; abbiamo ottenuto risultati di rilievo in soli venti giorni, un motivo in più per non abbassare la guardia". Ma il tempo lungo non è ancora ufficialmente salvo.

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Tempo pieno e niente tagli degli insegnanti, Mardegan scrive al ministro le sue richieste (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tempo pieno e niente tagli degli insegnanti, Mardegan scrive al ministro le sue richieste Mercoledì 11 Marzo 2009, PAESE - Terminate le iscrizioni alle scuole elementari, il Comune prende carta e penna e scrive al Ministero, alla Regione e ai dirigenti scolastici. In cima alla lista delle preoccupazioni della giunta Mardegan ci sono gli effetti della riforma Gelmini che entrerà concretamente in vigore a settembre, con le prime elementari. I timori maggiori arrivano dalla rivoluzione del tempo scuola. L'amministrazione avanza le sue richieste e chiede agli altri sindaci di fare altrettanto per formare un fronte comune. E il rischio è quello che per sopperire alle mancanze, come sottolinea l'assessore alle Politiche sociali, Franco Pozzebon, si guardi ancora una volta alle casse piene, ma congelate, del municipio. Per prima cosa si chiede che venga accolta la richiesta di istituire il "tempo pieno", come reclamato anche dai genitori, nella scuola primaria "Treforni". Si chiede poi di non tagliare gli insegnati, e di confermare le compresenze, almeno per l'anno scolastico alle porte. Ma soprattutto il documento preme perché non vengano modificati i Piani dell'offerta formativa già sottoscritti dai genitori al momento dell'iscrizione del proprio figlio al primo anno di scuola. In municipio non si vuol sentir parlare di variazioni retroattive dei tempi scuola scelti. Infine, un riferimento agli asili. In particolare alla richiesta di avviare, a partire dal prossimo anno, una scuola dell'infanzia statale nell'edificio realizzato nell'area ex Simmel di Castagnole, per rispondere alle iscrizioni già effettuate e per avere un "servizio pubblico indispensabile alla luce del notevole incremento demografico". Nella delibera la giunta Mardegan si scaglia contro l'abolizione delle compresenze, cioè la possibilità che due insegnanti siano presenti contemporaneamente nella stessa classe. Una decisione che, di fatto, da settembre introdurrà il maestro unico in tutte le classi delle elementari. «Le conseguenze negative ricadranno in modo considerevole sui Comuni - spiega Mardegan - chiamati a svolgere servizi che non sono di loro competenza, senza disporre di adeguate risorse finanziarie». E sullo stesso fronte si è mosso anche il Coordinamento dei comitati dei genitori. «Ogni genitore potrà compilare un modulo per chiedere la conferma dell'attuale modello didattico e delle compresenze - spiega il presidente Teodori - e tutti i moduli raccolti verranno consegnati all'Ufficio scolastico provinciale e regionale». Mauro Favaro

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E' l'Istituto professionale Brustolon a registrare il risultato migliore: in un solo anno la scuola ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 11 Marzo 2009, E' l'Istituto professionale Brustolon a registrare il risultato migliore: in un solo anno la scuola ha avuto un aumento di ben 26 unità nelle iscrizioni alle classi prime, che segnano un incremento percentuale del 59%: erano 44, oggi sono 70, cifra maggiore addirittura di due anni or sono (60). Soddisfatto il dirigente scolastico Paolo Fratte: «Siamo ovviamente contenti. Il merito va ai docenti per il grande e costante lavoro sulla qualità nel rapporto con i ragazzi e sullo specifico della professione docente». E' un risultato che apre nuove prospettive per la scuola che raddoppia il numero di classi prime (da 2 a 4), mentre solo qualche mese fa rischiava di perdere la presidenza ed essere accorpata all'Iti Segato. Con il Brustolon ricomincia a crescere anche il Liceo scientifico Galilei, che un anno fa era stato fortemente ridimensionato: «I sedici iscritti in più ci permettono di far partire anche per il prossimo anno sei nuove classi prime - osserva la dirigente Elena Zaglio, che attribuisce il merito del buon risultato al «lavoro degli insegnanti nelle classi e nelle attività di orientamento». In aumento anche il Tecnico commerciale Calvi, che registra un saldo positivo di 15 nuove iscrizioni: «Non fate titoloni sui giornali! - si raccomanda la dirigente Tiziana Bolla - anche perché la crescita va comparata sulle reali iscrizioni che si possono poi registrare a giugno. E già lo scorso anno a giugno eravamo molto soddisfatti». A questo proposito vale la pena chiarire che il termine per le iscrizioni alle scuole superiori è scaduto lo scorso 28 febbraio. Da allora le scuola medie, che hanno raccolto le preferenze dei loro alunni, hanno avuto cinque giorni di tempo per inviarle alle singole scuole superiori. Quindi se da un lato i giochi sono ormai fatti, dall'altro può accadere, come di fatto accade, che ci siano degli aggiustamenti di alcune unità. Ecco perché nella tabella pubblicata qualcuno potrà trovare delle discordanze con i dati pubblicati lo scorso anno. Il dato di un anno fa riportava il numero degli iscritti all'anno scolastico 2008-09 così come registrato al momento della chiusura delle iscrizioni, quello che riportiamo oggi è il dato definitivo, successivo agli spostamenti. Cinque invece le scuole che calano. E il dato più eclatante viene dai Licei Renier, dove i 136 nuovi iscritti, contro i 182 di un anno fa, costringeranno a una riduzione del numero di classi prime da sette a cinque: due le classi dell'indirizzo socio-psicopedagogico, due quelle dell'indirizzo grafico, una dell'indirizzo sociale. Segna una contrazione anche l'Iti Segato che compare appunto fra le scuole che perdono iscritti: erano 170 un anno fa, sono 153 ora, con un saldo negativo di 17 unità. «Mi pare di poter osservare che perdono quelle scuole in cui negli anni scorsi il numero di alunni era cresciuto di molto - sostiene il dirigente Gerardo Cavaliero - ma il vero problema sarà l'applicazione del decreto Gelmini, che prevede l'innalzamento da 25 a 27 del numero minimo di alunni per classe. Così all'Iti le classi scenderanno da sette a sei». Se il Calvi cresce da due anni a questa parte, a seguire la strada opposta è il professionale Catullo: 152 due anni fa, 120 nel 2008, 112 quest'anno. «Il decreto Gelmini e i nuovi parametri alunni/classi ci costringono a ragionare sui numeri complessivi degli iscritti - spiega il dirigente Michele Sardo - per cui potrà capitare che non siano rispettate tutte le opzioni dei ragazzi e delle ragazze che hanno scelto fra gli indirizzi grafico, sociale e aziendale-turistico. In questo caso dovremo chiamare i genitori e ri-orientare i ragazzi». Sostanzialmente uguale è rimasto il Liceo paritario Lollino (-2), che veniva dal boom del 2008, quando aveva più che raddoppiato gli iscritti. Uguale a se stesso si ritrova il Liceo artistico da Vinci, che conferma i tredici iscritti di un anno fa. Nella scuola c'è anche l'Istituto tecnico per le attività sociali, che passa da dodici a undici iscritti. Infine c'è l'Associazione Leonardo da Vinci, che raccoglie i corsi professionali regionali per parrucchiere (25), estetiste (21) e comunicazione multimediale (12).

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La riforma Gelmini finisce anche in teatro (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

La riforma Gelmini finisce anche in teatro Mercoledì 11 Marzo 2009, Asolo Stasera alle 20,30, presso il Teatro Duse di Asolo, il Teatro Liquido, Teatro dell'Oppresso metterà in scena "Incerti futuri" spettacolo a ingresso libero. Le problematiche trattate saranno quelle legate alla riforma Gemini. Una madre preoccupata deve iscrivere la figlia alla classe prima della scuola primaria, una madre immigrata che non parla bene italiano vuole dare un futuro ai suoi due figli. Questi e altri ancora saranno i personaggi che si potranno incontrare in questo teatro forum con i quali creare un dialogo e confronto. Lo spettacolo è stato organizzato dal Comitato dell'asolano e della pedemontana per la difesa della scuola pubblica e dal Comitato studenti e insegnanti delle scuole di Montebelluna e Valdobbiadene.

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Monselice (O.M.) Una moratoria di un anno per ridiscutere la legge di riforma scolastica del min... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 11 Marzo 2009, Monselice (O.M.) Una moratoria di un anno per ridiscutere la legge di riforma scolastica del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. E' questo l'elemento caratterizzante della delibera adottata l'altra sera dal consiglio comunale di Monselice, dopo un'accesa discussione sulla norma che dovrebbe modificare l'orario scolastico della scuola elementare e media. Davanti ad una sala stracolma di genitori ed insegnanti il sindaco di Monselice, Fabio Conte ha sottolineato che la riforma come tutte le leggi che hanno tentato di dare un nuovo assetto alla scuola deve essere vagliata attentamente. Il rappresentante del cento sinistra il Verde Francesco Miazzi, nella sua qualità d'insegnante ha sottolineato l'importanza che gioca la scuola in questo momento storico e così com'è strutturata. «Il tempo pieno e quello prolungato non sono un modo per i genitori di parcheggiare figli - ha commentato - ma è un processo educativo che porta alla valorizzazione della didattica finalizzata a progresso culturale degli alunni. Inoltre ha la funzione di consentire l'alfabetizzazione degli stranieri e del loro inserimento sociale». Il capogruppo di Forza Italia, Francesco Lunghi ha proposto ed ottenuto che il provvedimento sia inoltrato alla Giunta regionale ed al ministero dell'Istruzione. «La Regione deve farsi garante nei confronti del ministro perché conservi il "modello" Veneto in materia di tempo da riservare all'attività scolastica». Si è astenuto in segno di protesta il consigliere della Lega Nord, Santino Bozza. A suo avviso i punti contenuti nel provvedimento sono già in discussione in Parlamento, su proposta della Lega. I genitori hanno partecipato in massa al dibattito, chiedendo che sia mantenuta l'attuale organizzazione scolastica.

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Il Comune scende in campo per salvare il tempo pieno nelle scuole primarie (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Comune scende in campo per salvare il tempo pieno nelle scuole primarie Mercoledì 11 Marzo 2009, Montebelluna (L.Bon) Comune in campo per salvare il tempo pieno. Anche il Comune di Montebelluna ha aderito all'appello lanciato da Albignasego in provincia di Padova per il tempo pieno e tempo lungo nelle scuole primarie. A tal fine l'amministrazione comunale ha emesso una deliberazione di Giunta per sensibilizzare gli organi competenti ad una serie di azioni concrete. "Nella già precaria condizione che stanno vivendo negli ultimi anni i Comuni del Nord -commenta il sindaco di Montebelluna, Laura Puppato- e che quest'anno rischia di diventare ancora più gravosa, si sta aprendo anche il versante della scuola, grazie alla pesantissima riforma Gelmini che lascerà ai Comuni anche i costi del mancato tempo pieno. Il testo di legge infatti prevede il tempo pieno a 30 ore solo se ci saranno insegnanti sufficienti. Ma non essendoci i numeri, per mantenere lo standard qualitativo delle scuole e garantire il tempo pieno toccherà ai Comuni coprire le ore pomeridiane. Questo è un problema che sta emergendo con forza. Il tempo pieno è uno strumento per sostenere le famiglie, soprattutto quelle dove i genitori lavorano entrambi. Questi provvedimenti rischiano di compromettere la qualità del nostro sistema scolastico e la serenità di molte famiglie. Per questo motivo riteniamo di sollecitare il Governo affinché il Veneto non venga lasciato solo".

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Settimana corta, mensa e doposcuola: l'elementare di Montaner supera i 50 alunni ed è salva (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Settimana corta, mensa e doposcuola: l'elementare di Montaner supera i 50 alunni ed è salva Mercoledì 11 Marzo 2009, SARMEDE - La scuola elementare di Montaner di Sarmede è definitivamente salva. Per l'anno scolastico 2009-2010 sono 53 gli alunni iscritti alle cinque classi. Inoltre la prospettiva di variare il servizio attuando, unico plesso scolastico nel comune, la settimana corta sta portando positivi apprezzamenti da parte delle famiglie. Il risultato ottenuto è frutto dell'impegno e del lavoro della Commissione appositamente costituitasi alcuni mesi fa e presieduta dal vicesindaco Sergio Gallo. "Gli iscritti alla futura classe prima - spiega Gallo - sono 16 i quali, aggiunti ai frequentanti le altre quattro classi, permettono di raggiungere il numero complessivo di 53 alunni. Sebbene un emendamento al decreto Gelmini avesse fatto slittare di un anno la chiusura dei plessi con meno di 50 bambini, noi già da quest'anno riusciamo a superare il limite minimo". L'Istituzione scolastica in accordo con il Comune si sta organizzando per poter offrire un tempo scuola su cinque giorni, dal lunedì al venerdì, con 29 ore settimanali di lezione, tre di mensa e tre rientri pomeridiani. "Per chi lo desidera - continua il vicesindaco - si sarà l'opportunità di aderire al doposcuola facoltativo che avrà luogo nei due pomeriggi in cui non ci sarà lezione. Inoltre come Amministrazione garantiamo il trasporto sull'intero territorio comunale senza variazioni di costo. Scodellamento e sorveglianza mensa saranno organizzate attraverso una convenzione con il personale della scuola nell'ambito delle funzioni miste". E' quindi questo il nuovo modello che si profila all'orizzonte e che è stato scelto dalla maggior parte delle famiglie di Montaner sia per quanto concerne i futuri remigini che per chi già frequenta il plesso della frazione. "Nove bambini - afferma Sergio Gallo - hanno manifestato la loro intenzione a partecipare al dopo scuola. In questo caso la spesa sarà a carico della famiglia ma ci sarà anche una compartecipazione dell'amministrazione. Siamo soddisfatti del risultato ottenuto dalla Commissione che ha visto lavorare in sinergia i rappresentanti di tutte le componenti della scuola, della famiglia e dell'ente locale". Gerda De Nardi

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San Giovanni, gli alunni iscritti in altre scuole (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

San Giovanni, gli alunni iscritti in altre scuole Mercoledì 11 Marzo 2009, Sacile «Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, votando una legge e poi protestando per la sua regolare applicazione». Secca replica della Flc Cgil al deputato Isidoro Gottardo (Pdl) e consigliere comunale di Sacile (FI) che ha preso posizione contro la mancata attivazione di una prima classe di scuola elementare, a San Giovanni di Livenza, che sarebbe composta soltanto da 9 unità, nonostante i limiti di legge. «Non è con il dirigente scolastico Paolo Bottega che se la devono prendere - puntualizzano Carla Franca e Gianfranco Dall'Agnese della Flc Cgil provinciale - perché non ha fatto altro che applicare le disposizioni decise dai ministri Gelmini e Tremonti. Ciò che ci fa più specie è che queste leggi sono state votate anche dal Pdl, dunque il deputato Gottardo non può pretendere che non se ne dia corso. Quello di San Giovanni di Livenza non è un caso isolato: in queste ore anche a Cimpello di Fiume Veneto si sta vivendo la stessa situazione: con soli 7 iscritti, c'è il rischio che questa scuola venga chiusa». A San Giovanni di Livenza il quadro è altrettanto critico, perché su 20 potenziali alunni, che garantirebbero il minimo di 15 unità per poter attivare una classe nella scuola primaria "Dante Alighieri", una decina di genitori, per esigenze legate a motivi di lavoro o di necessità di tempo pieno, hanno iscritto i propri pargoli altrove, determinando involontariamente la crisi. «Noi siamo d'accordo con Gottardo, sostenuto peraltro dalla posizione unanime dell'intero Consiglio comunale. Saremo al suo fianco se vorrà intraprendere un'azione per riuscire a cambiare quella legge, anche a nostro parere ingiusta - specificano i due cigiellini - innalzando il limite minimo del numero di iscritti per poter comporre una classe». Alessandra Betto

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Stefania Benatti scrive alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Stefania Benatti scrive alla Gelmini Ancona | Benatti: ?Colpire ulteriormente la scuola aggraverà una situazione già preoccupante, con ricadute negative sull?indice di abbandono scolastico. Invito al Ministro ad un confronto approfondito nelle Marche". Mariastella Gelmini L'assessore regionale all'Istruzione, Stefania Benatti ha indirizzato al Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, una lettera per esprimere una forte preoccupazione per l'avvio del prossimo anno scolastico in relazione ai tagli che potranno essere apportati agli organici della scuola. La lettera contiene la richiesta al Ministro di "valutare con attenzione tutte le questioni" socio-economiche della comunità marchigiana e "la riconduzione dei tagli a livelli accettabili secondo la capacità di assorbimento e di sostenibilità del sistema regionale, comunque in misura tale da assicurare livelli minimi di servizio e di qualità dello studio per la popolazione studentesca marchigiana, tenuto conto anche dell'incremento, pari a 2000 unità." "C'è già preoccupazione - si legge nella lettera - da parte di tutta la comunità marchigiana, dagli amministratori locali, ai sindacati, alle famiglie, vissuta con senso di disorientamento e manifestata con diverse iniziative, contro la riduzione degli organici nelle nostre scuole, ma i timori più forti esistono per i tagli in previsione. Si organizzano mobilitazioni e manifestazioni di vario genere finalizzate a mantenere livelli accettabili e rispondenti ai bisogni dei territori." La lettera descrive dettagliatamente la situazione della scuola marchigiana e affronta alcune questioni nodali, legate sia al dimensionamento scolastico, sia all'inserimento sociale di alunni stranieri e di alunni disabili, in costante aumento annuo, sottolineando tra l'altro le peculiarità geo-morfologiche del territorio marchigiano, caratterizzato da una forte differenza tra la costa e la zona collinare-montuosa. "Una realtà particolarmente critica per i difficili collegamenti, la bassa densità di popolazione e un elevato rischio di abbandono scolastico." L'assessore, ricordando che i tagli peserebbero molto di più su queste zone, sottolinea anche che tali territori sono già stati penalizzati dai pesanti eventi sismici che hanno distrutto interi paesi. " Nel tempo sono state ricostruite case e scuole che oggi rappresentano un motivo di orgoglio per l'intera regione. Piccole scuole ubicate in piccoli paesi, ma dall'enorme valore dal punto di vista della coesione sociale: un presidio contro lo spopolamento e il degrado, un'opportunità imperdibile di cultura e istruzione indispensabile." Al Ministro, che è stato invitato a visitare le Marche per approfondire le caratteristiche del sistema scolastico regionale e confrontarsi su alcune questioni strategiche, Stefania Benatti fa presente che - oltre ad aver già provveduto alla riduzione di 5 autonomie scolastiche e aver istituito 5 centri di educazione per gli adulti senza oneri a carico dello Stato- si verifica anche una mobilità scolastica molto marcata verso la nostra regione, pari circa a 3000 studenti nell'anno scolastico 2007/2008 nelle scuole di II grado, dati riscontrabili grazie all'anagrafe regionale degli studenti. Nella lettera viene anche affrontato il problema della recessione e della chiusura di numerose piccole e medie imprese "nerbo dell'economia regionale", che hanno portato a livelli preoccupanti l'indice di impoverimento delle famiglie marchigiane. " Colpire ulteriormente il mondo scolastico - si afferma nella lettera- aggraverà una già pesante situazione con una grave ricaduta negativa sull'effettivo esercizio del diritto allo studio." 11/03/2009

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Tagli scuola, Benatti: 'Caro ministro, ci ripensi' (sezione: Scuola)

( da "gomarche.it" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

navigazione: Home > Attualità > Tagli scuola, Benatti: 'Caro ministro, ci ripensi' Nella foto: Immagine da: http://www.flickr.com/photos/narciss/817706132/ Mercoledì 11 Marzo 2009 14:23 Tagli scuola, Benatti: 'Caro ministro, ci ripensi' Stefania Benatti invita il Ministro Gelmini ad un confronto approfondito nelle Marche e scrive: "Colpire ulteriormente la scuola aggraverà una situazione già preoccupante, con ricadute negative sull'indice di abbandono scolastico." ANCONA - L'assessore regionale all'Istruzione, Stefania Benatti ha indirizzato al Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, una lettera per esprimere una forte preoccupazione per l'avvio del prossimo anno scolastico in relazione ai tagli che potranno essere apportati agli organici della scuola. La lettera contiene la richiesta al Ministro di "valutare con attenzione tutte le questioni socio-economiche della comunità marchigiana e la riconduzione dei tagli a livelli accettabili e rispondenti ai bisogni dei territori." La lettera descrive dettagliatamente la situazione della scuola marchigiana e affronta alcune questioni nodali, legate sia al dimensionamento scolastico, sia all'inserimento sociale di alunni stranieri e di alunni disabili, in costante aumento annuo, sottolineando tra l'altro le peculiarità geo-morfologiche del territorio marchigiano, caratterizzato da una forte differenza tra la costa e la zona collinare-montuosa. "Una realtà particolarmente critica per i difficili collegamenti, la bassa densità di popolazione e un elevato rischio di abbandono scolastico." Al Ministro, che è stato invitato a visitare le Marche per approfondire le caratteristiche del sistema scolastico regionale, Stefania Benatti fa presente che - oltre ad aver già provveduto alla riduzione di 5 autonomie scolastiche e aver istituito 5 centri di educazione per gli adulti senza oneri a carico dello Stato- si verifica anche una mobilità scolastica molto marcata verso la nostra regione, pari circa a 3000 studenti nell'anno scolastico 2007/2008 nelle scuole di II grado, dati riscontrabili grazie all'anagrafe regionale degli studenti. Nella lettera viene anche affrontato il problema della recessione e della chiusura di numerose piccole e medie imprese "nerbo dell'economia regionale", che hanno portato a livelli preoccupanti l'indice di impoverimento delle famiglie marchigiane. "Colpire ulteriormente il mondo scolastico - si afferma nella lettera- aggraverà una già pesante situazione con una grave ricaduta negativa sull'effettivo esercizio del diritto allo studio."

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Scuola, batti cinque per la condotta ! (sezione: Scuola)

( da "Napoli.com" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

11/3/2009 Scuola, batti cinque per la condotta ! ?Il ministro Gelmini fa bene a tirare dritto sulla riforma della scuola. Fa bene a perseguire un progetto di ristrutturazione dell?istituzione scolastica che tenga conto dei tempi, del diverso contesto sociale in cui gli alunni sono inseriti, dei fenomeni perniciosi e odiosi di bullismo che sempre più si registrano nelle aule del nostro Paese?.   A dichiararlo è Ermanno Russo, consigliere regionale del Pdl e presidente della Commissione speciale di controllo sulle Politiche giovanili, disagio sociale ed occupazione.   Sul suo sito internet, www.ermannorusso.it, si legge che la valanga di cinque in condotta che ha sommerso l?Italia in occasione degli scrutini intermedi, con un?incidenza spaventosa al Sud, risulta essere la spia di un allarme più volte denunciato all?interno della scuola ma mai seriamente affrontato.   Bisogna interrogarsi sull?opportunità di mettere in campo uno strumento di contrasto, un deterrente, contro il fenomeno ? purtroppo in voga ? del bullismo. Interi istituti sono ostaggio di una sparuta ma virulenta minoranza di studenti che intimoriscono, aggredendo anche fisicamente, i loro coetanei. Sono sempre di più i ragazzi, gli adolescenti che vengono ogni giorno gettati in uno stato di sconforto, di precarietà emotiva, talvolta patologica ed estrema.   ?Si avvertiva da tempo ? scrive ancora Ermanno Russo ? la necessità di porre un freno a comportamenti indisciplinati esopra le righe. Era forte l?esigenza di un?azione di governo ferma e, allo stesso tempo, equilibrata, che rispondesse agli appelli delle famiglie, dei docenti e degli alunni stessi; ormai stufi di essere il bersaglio dell?insubordinazione altrui?.   E il fatto stesso che il voto condotta sia stato utilizzato dai docenti per ristabilire in classe il rispetto dei ruoli è, di fatto, la dimostrazione che uno strumento di questo tipo serviva al sistema d?istruzione italiano.  

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Ecoistema Scuola 2009: Venerdì Legambiente presenta i dati del rapporto annuale su qualità edifici scolastici (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 11-03-2009)

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Ecoistema Scuola 2009: Venerdì Legambiente presenta i dati del rapporto annuale su qualità edifici scolastici (11/3/2009 18:17) | (Sesto Potere) - Roma - 11 marzo 2009 - Con il focus sull?efficienza energetica realizzato in collaborazione con Edison Sarà premiata la scuola vincitrice del concorso Kyoto anch?io 2008. Qual è lo stato dell?edilizia scolastica in Italia? Legambiente con il suo IX rapporto Ecosistema scuola presenta la fotografia degli istituti scolastici nel nostro Paese sulla base dei dati ufficiali forniti dai 103 Comuni capoluogo di provincia, un dossier che rappresenta uno degli strumenti di conoscenza più completi rispetto alla sicurezza, sostenibilità e vivibilità delle scuole italiane. Nel 2008 la ricerca è stata ampliata realizzando, in collaborazione con Edison, prima indagine nazionale volta a definire i criteri di gestione energetica delle scuole. Nel corso della conferenza stampa si terrà anche la premiazione della scuola vincitrice del concorso Kyoto anch?io 2008 promosso da Legambiente e Edison, che assegnerà un pannello fotovoltaico al miglior progetto di riqualificazione ambientale ed energetica presentato. Intervengono: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo

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Se il cemento è di sinistra (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)

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Il governo prepara il piano casa e subito il segretario del Pd Dario Franceschini pronuncia il più ovvio dei no. Come dire: dove sta la notizia? Già, avesse detto sì, invece. Nulla di nuovo sul fronte dell'opposizione, parafrando Remarque. Eppure il rilancio dell'edilizia (privata e pubblica) è uno dei più classici volani dell'economia perché muove, tra l'altro, un indotto enorme: dall'industria all'artigianato al terziario ai servizi. Ma quello che mi ha colpito nella politica esplosa attorno al piano casa è il grido di dolore (politicamente iprocrita) che si è levato dagli pseudo-neo ambientalisti dela centro sinistra: così il governo cementifica l'Italia, è in arrivo un nuovo sacco del territorio, sarà speculazione selvaggia. Se non fosse vero non ci crederei. E bene fa Vittorio Sgarbi a denunciare gli architetti-Attila che hanno cementificato il Belpaese e ora protestano (leggi l'articolo). E bene fa chi ricorda il partito del cemento delle regioni rosse (qualcuno deve pur ricordarlo a Franceschini). La polemica sul cemento assomiglia a quella sugli euromissili ai tempi di Craxi e Berlinguer. Ricordate? Per la sinistra i missili dell'Urss erano "buoni", quelli degli americani "cattivi". Per il cemento è lo stesso: quello "rosso" è buono, buonissimo e fa bene all'ambiente e al paesaggio. Vallo a spiegare ad Alberto Asor Rosa parlando di vicende edilizie nella rossa Toscana, recenti e passate. Certo, l'ombra della speculazioni è sempre in agguato, per non parlare dell'abusivismo dei singoli. Piccolo aneddoto personale: "Signor x - chiedo a un residente di un comune amministrato dalla sinistra (ma poteva anche essere la destra) - ma perché ha rialzato abusivamente la casa nel centro storico, proprio a due passi dal comune?" Risposta: "Tanto siamo in campagna elettorale, nessuno interverrà.". Alle successive amministrative il signor x ha poi fatto qualche altro "lavoretto". Insomma, non ci sono solo gli eco-mostri, la materia è complicatissima e se ne sono viste di tutti i colori in giro per l'Italia. Ma pensare di snellire le pratiche burocratiche infinite, costose, defatiganti per aprire i cantiere, poter ampliare la casa d'abitazione, riqualificare periferie e zone industriali inasprendo le pene per gl iabusi e senza deroghe ai vincoli ambientali e paesaggisti non significa automaticamente voler cementificare il Belpaese. E le nuove tasse pure. Stavolta mi sembra che Francheschini e chi lo segue abbiano fatto un autogol. Del resto anche Dario, checchè ne dica D'Alema, veltroneggia guardando a Obama e riparte con le tasse, proprio così, tasse: una bella una tantum da prelevare dalle tasche dei "ricchi" per darla ai poveri, altro che capitalismo compassionevole, era l'idea di Rifondazione quando era al governo assieme a Prodi. Come se le tasse in Italia non fossero già alte anzi, altissime, soprattutto per chi ha la busta paga (anche da 120mila e più euro lordi all'anno). Bossi dice che se ne può discutere. Mah. Prodi ha perso una campagna elettorale proprio sul punto, Berlusconi l'ha vinta. Qualcosa vorrà pur dire. LEGGI: Piano casa del governo: ecco cosa prevede Scritto in Varie Commenti ( 7 ) » (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Mar 09 Balena rossa la trionferà? Il giorno dell'investitura bulgara di Dario Franceschini alla guida del Pd, dopo la ritirata pre-elettorale di Veltroni, sul sito avevo titolato "Un ex Dc alla guida degli ex Pci", oggi, sul "Giornale" Vittorio Macioce scrive un interessante articolo sulla svolta cattocomunista degli esponenti del nuovo Pd. E l'articolo mi fa tornare alla mente la Balena bianca che non c'è più, alla diaspora degli ex Dc ma soprattutto a quei cattolici democratici (i Dc di sinistra) che dopo aver affossato la Democrazia cristiana (ricordate Martinazzoli e la Bindi? la nascita del Ppi, partito puro e duro post tangentopoli?) si sono aggrappati come alla zattera della Medusa al Partito democratico del fu Veltroni. Fanno pensare alla trasformazione della specie: dalla Balena bianca alla Balena rossa. In fondo i cattocomunisti (come spesso vengono definiti) sognano proprio questo, sotto sotto ritengono di avere una idea della politica e della cultura politica del dialogo (soprattutto con gli ex Pci), superiore a quella degli alleati e tale comunque da poterli alla fine, condizionare e "guidare" all'approdo verso una sorta di catto-socialdemocrazia, in un partito e con un programma che possa includere pezzi della sinistra ora divenuta extraparlamentare, depotenziati e sconfitti, in cerca anche loro di un approdo sicuro. Balena rossa che potrebbe, con l'inclusione dell'Udc, tornare a navigare più sicura nell'oceano della Seconda Repubblica affiancata dal neo-collateralismo della Cgil (peccato alla guida della Cisl non ci sia più Pezzotta.). Pensiero in libertà, il mio, anche perché gli ex Pci-Pds-Ds a cominciare da Massimo D'Alema non saranno certo disposti a farsi ingoiare come Giona. Anche Franceschini del resto cerca di non farsi ingabbiare e ha annunciato: "Non mi ricandiderò al congresso di ottobre". Il mio è un "mandato a termine e di garanzia": cioè con due obbiettivi, quello di evitare l'ennesima catastrofe elettorale alle europee (ma anche alle amministrative) e quello di preparare il congresso. Nel frattempo Dario si tiene le mani libere, "non ho il problema di candidarmi.". Le grandi manovre sono due iniziate ufficialmente, nel centrosinistra, dove c'è (come fece Fanfani all'inizio degli anni Settanta) a contare amici e nemici. Dopo il voto "liberi tutti". Balena rossa la trionferà, dunque? Voi cosa ne dite? Scritto in Varie Commenti ( 80 ) » (18 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Feb 09 Il "vizietto" di Dario Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di "giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del "Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. E intanto non resta che tentare di rispolverare l'Unione e magari il sepolcro imbiancato del silente Prodi. COSA NE PENSATE? Ma D'Alema cosa sta tramando? di Peppino Caldarola Non basterà il "ragazzo alibi" a fermare la scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti Povero Pd non gli resta che Pecoraro Scanio/di Massimo de' Manzoni Scritto in Varie Commenti ( 100 ) » (25 votes, average: 3.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 237 ) » (57 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella "strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (32 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano, dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro. Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia. Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è «verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 154 ) » (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola: "Rifondazione addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista. L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3, il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere, l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (11 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09 D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono all'Ulivo prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per rilanciare il Pd, magari di nuovo aperto alla sinistra frammentata e distrutta (con i verdi) dalle ultime elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big bang della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri Scritto in Varie Commenti ( 50 ) » (20 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2009 (SENZA COMMENTO) *MALTEMPO/ LONDRA NEL CAOS PER TEMPESTA DI NEVE Bloccato Heathrow, sospeso servizio bus Londra, 2 feb. (Ap) - Aeroporti bloccati e trasporto pubblico nel caos a Londra dopo la tempesta che ha lasciato la capitale britannica sotto 10 centimetri di neve. le due piste dell'aeroporto di Heathrow sono state chiuse e oltre 250 voli cancellati, dopo che un apparecchio della Cyprus Airlines è uscito dalla pista di rullaggio senza che vi fossero danni o feriti; sospesi i voli anche al London City Airport mentre pesanti ritardi si sono registrati negli scali di Gatwick e Stanstead. In città è stato sospeso il servizio di autobus mentre ritardi e sospensioni interessano invece metropolitana e treni regionali, dopo che in alcuni punti del sudest dell'Inghilterra sono caduti 25 centimetri di neve. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (12 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (15 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (64) Ultime discussioni Alberto Taliani: Belli i post di Lorenzo e Roberto. A Roberto dico che non entro nel merito dei giudizi di Sgarbi,... lorenzo m. berna: Lorenzo M. Berna, urbanista Anche se la colpa non è tutta di alcuni architetti, fatto sta che... roberto: Gentile Taliani: il cemento è il cemento, non è di destra e non è di sinistra, può essere meraviglioso... Alberto Taliani: Caro Roberto, spero che no la leggano quelli che sono rimasti in Italia. roberto: Gentile Taliani: è vero quello che dice sulla risposta a Pietro B. ...peccato che gli Italiani che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Passante di Mestre, yes we can... - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Walter, un perdente perfetto - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Valanga travolge studenti: 4 morti sulle Alpi francesiSomalia, Birmania, Congo Ecco le crisi dimenticateWilliamson, scrive il Papa: "Un caso imprevedibile"Pd: "Una tantum sui redditi più alti" La proposta piace a Bossi: "Va bene"Parte Goce, il satellite che studierà gli oceaniClandestini, no dai medici: obbligati a denunciaMourinho, basta parole Manchester da battereFilm su Moana, Cicciolina: "Sky abusa del mio nome"Germania, ex studente fa una strage: 16 mortiIraq, la Corte condanna Tareq Aziz a 15 anni Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2009 M T W T F S S « Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2009 (2) February 2009 (3) January 2009 (4) December 2008 (2) November 2008 (2) October 2008 (2) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Fattoriadellacomunicazione's Weblog: Lessico provvisorio (università 2008) Recent Posts Se il cemento è di sinistra Balena rossa la trionferà? 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Ecosistema Scuola 2009: Venerdì Legambiente presenta i dati del rapporto annuale su qualità edifici scolastici (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Ecosistema Scuola 2009: Venerdì Legambiente presenta i dati del rapporto annuale su qualità edifici scolastici (11/3/2009 18:17) | (Sesto Potere) - Roma - 11 marzo 2009 - Con il focus sull?efficienza energetica realizzato in collaborazione con Edison Sarà premiata la scuola vincitrice del concorso Kyoto anch?io 2008. Qual è lo stato dell?edilizia scolastica in Italia? Legambiente con il suo IX rapporto Ecosistema scuola presenta la fotografia degli istituti scolastici nel nostro Paese sulla base dei dati ufficiali forniti dai 103 Comuni capoluogo di provincia, un dossier che rappresenta uno degli strumenti di conoscenza più completi rispetto alla sicurezza, sostenibilità e vivibilità delle scuole italiane. Nel 2008 la ricerca è stata ampliata realizzando, in collaborazione con Edison, prima indagine nazionale volta a definire i criteri di gestione energetica delle scuole. Nel corso della conferenza stampa si terrà anche la premiazione della scuola vincitrice del concorso Kyoto anch?io 2008 promosso da Legambiente e Edison, che assegnerà un pannello fotovoltaico al miglior progetto di riqualificazione ambientale ed energetica presentato. Intervengono: Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Umberto Quadrino, amministratore delegato Edison; Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente scuola e formazione. Segue aperitivo

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Ricerca/ Gelmini visita il Cern di Ginevra (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 11 mar. (Apcom) - Il ministro dell'Istruzione, dell'universita e della ricerca, Mariastella Gelmini, ha visitato questa mattina il Cern di Ginevra, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Il ministro ha visitato il laboratorio, salutando gli scienziati italiani che hanno contribuito alla costruzione degli acceleratori e alla realizzazione dei principali esperimenti. "L'Italia è molto impegnata al Cern - ha ricordato Gelmini - nel campo scientifico, tecnologico e industriale. Sono molto lieta - ha aggiunto - che attualmente gli scienziati italiani siano i più numerosi nelle realizzazioni di esperimenti". L'Italia svolge al Cern un ruolo fondamentale, ne è stata uno dei principali partners sin dalla fondazione, in termini di risorse finanziarie e per il numero ed il livello degli scienziati presenti. Il minitero è il quarto contribuente europeo del centro, con l'11,5 % dei finanziamenti. I nostri ricercatori provengono quasi tutti dall'Istituto nazionale di fisica nucleare e dalle industrie nazionali di alta tecnologia.

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Scuola e tagli, la Gelmini propone un mini-sconto dopo il flop maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola e tagli, la Gelmini propone un mini-sconto dopo il flop maestro unico MARISTELLA IERVASI Per non perdere la faccia con le famiglie - che hanno bocciato il «suo» maestro unico - ora Maristella Gelmini cerca di uscirne con un piccolo trucco: lo sconticino mascherato sugli organici. Il ministro dell'Istruzione ha infatti chiesto a Tremonti di salvare 5mila cattedre dalla pesante mannaia che incombe sulla scuola elementare e media. La riduzione dei tagli sui docenti di diritto saranno spostati sui supplenti annuali. E per addolcire «il parto» ai sindacati (Flc-Cgil, Gilda, Uil e Cisl scuola) ha risnocciolato l'intenzione di fare 20mila nuove assunzioni, tra docenti e personale Ata (collaboratori scolastici e ammnistrativi). Un fatto che s'impone per via dell'esodo dalla scuola dovuto anche alla sua controriforma. Ma la mossa della Gelmini maestra unica è stata subito smascherata: «L'ingegneria amministrativa non ci basta» ha subito risposto Mimmo Pantaleo segretario generale della Flc-Cgil. Che continuerà la battaglia per la difesa della scuola pubblica a partire dallo sciopero di mercoledì 18 marzo, al quale prenderà parte anche il Gilda degli insegnanti. La proposta di Viale Trastevere, infatti, non allontana per nulla l'«espulsione» dalla scuola di 42.100 posti docenti previsti per il prossimo anno scolastico. «Il 90% dei tagli verrà fatto subito - sottolinea Pantaleo - il resto tra quattro mesi». Sulla stessa lunghezza d'onda, Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd: «Lo slittamento del taglio di 5000 unità dall'organico di diritto a quello di fatto è solo un effetto ottico - commenta -. La proposta poi di nuove assunzioni è assolutamente inadeguata rispetto alle esigenze: 13mila docenti proposti contro gli almeno 70mila posti vacanti, derivanti anche dagli oltre 40mila pensionamenti di docenti». Più del doppio dello scorso anno. Più concilianti gli altri sindacati. «Abbiamo preso atto che ci saranno 5 mila tagli in meno nell'organico di diritto del personale della scuola - ha detto Massimo Di Menna della Uil -. È un contributo ragionevole». Niente decreto sugli organici ai sindacati. La Gelmini, spaventata dalla furia delle famiglie che non hanno scelto il maestro unico, cerca di correre ai ripari. E propone lo sconticino mascherato di 5mila posti docente.

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RICERCA: GELMINI VISITA IL CERN (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 11-03-2009)

Argomenti: Scuola

11-03-2009 Il ministro Mariastella Gelmini ha visitato questa mattina il CERN di Ginevra, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. L?Italia svolge al CERN un ruolo fondamentale, ne è stata uno dei principali partners sin dalla fondazione, in termini di risorse finanziarie e per il numero ed il livello degli scienziati presenti. Il Ministero dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca è il quarto contribuente europeo del Centro, con l?11,5 % dei finanziamenti. Il ministro Gelmini ha visitato il laboratorio dove ha salutato gli scienziati italiani che hanno contribuito alla costruzione degli acceleratori di particelle e alla realizzazione dei principali esperimenti. I nostri ricercatori provengono quasi tutti dall?Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dalle industrie nazionali di alta tecnologia. ?L?Italia è molto impegnata al CERN nel campo scientifico, tecnologico e industriale?, ha affermato il ministro Gelmini. ?Sono molto lieta che attualmente gli scienziati italiani siano i più numerosi nelle realizzazioni di esperimenti. Noto con piacere la presenza di molte donne italiane, tra cui Fabiola Gianotti, prima donna della storia a guidare un progetto delle dimensioni di ATLAS?. [ATLAS: esperimento di fisica delle particelle che ha come obiettivo l?esplorazione della natura intrinseca della materia e delle forze di base che hanno dato vita al nostro universo].

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