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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Report "Schola"

 

Solo la meritocrazia fermerà Gabriele Boccaccini, professore emigrato negli Usa: Le nostre ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 11-02-2008)

Abstract: Solo la meritocrazia fermerà Gabriele Boccaccini, professore emigrato negli Usa: "Le nostre di ALESSANDRO FIESOLI IN PRINCIPIO fu il librettista di Mozart. Viene fatta risalire a Lorenzo Da Ponte, primo professore di letteratura italiana alla Columbia University di New York, autore di libretti mozartiani, la prestigiosa tradizione accademica italiana negli Usa.

Il paradosso ( da "Libertà" del 11-02-2008)

Abstract: anno fatte dal ministro Fioroni - spiega Morsia - nelle intenzioni del Governo si doveva risolvere il problema dei precari, invece si è coperto solo il turn-over: la percentuale dei prceari nella scuola, anche dopo questa operazione, resta troppo alta". All'apertura di quest'anno scolastico, tra mille polemiche, sono stati 20mila i neo-assunti a tempo indeterminato nella scuola.

Nessun giudizio misura i risultati degli insegnanti ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 11-02-2008)

Abstract: Giuseppe Fioroni (Pubblica istruzione) e Tommaso PadoaSchioppa (Economia). Nel dossier una denuncia chiara: "La maggioranza dei Paesi economicamente avanzati è dotata di sistemi nazionali di valutazione. Fino a oggi l'Italia ha fatto eccezione ". Il Quaderno sottolinea che i tentativi di mettere in moto un dispositivo di verifica sono in corso da oltre quindici anni e,

Definizione dei percorsi di orientamento finalizzati alle professioni e al lavoro ( da "AltaLex" del 11-02-2008)

Abstract: Ministro dell'universita' e della ricerca Fioroni, Ministro della pubblica istruzione Damiano, Ministro del lavoro e della previdenza sociale Padoa Schioppa, Ministro dell'economia e delle finanze Lanzillotta, Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali Visto, il Guardasigilli (ad interim): Prodi.

"Ai giovani più regole e responsabilità" ( da "Corriere Adriatico" del 11-02-2008)

Abstract: introdotto di recente dal ministro Fioroni, può essere uno strumento decisivo per favorire l'interesse e l'impegno dei genitori per la questione educativa". Sbagliato è, invece, come sta accedendo in qualche scuola, che il patto venga scritto dalla scuola e inviato alle famiglie per l'avallo senza alcun coinvolgimento nella sua costruzione.

Schiaffo del Tribunale a Letizia Moratti: "L'ordinanza che vieta la scuola ai clandestini è discriminatoria" ( da "Affari Italiani (Online)" del 11-02-2008)

Abstract: Fioroni diffida la Moratti La Destra milanese contro Fioroni: "Le materne? Questo governo è anti-italiano" Milano/ Gli immigrati? Non hanno il diritto di curarsi dal medico di base. E ora intervenga il ministro Turco... Uno schiaffo. Chiuso in venti pagine di sentenza e sintetizzato in poche righe dattiloscritte: "Il Tribunale di Milano,

ELEZIONI/ A NUOVO GOVERNO ADOLESCENTI CHIEDONO RIFORMA SCUOLA ( da "Virgilio Notizie" del 11-02-2008)

Abstract: adolescenti il futuro governo dovrà preoccuparsi di riformare il sistema scolastico e del contenimento dei prezzi, soprattutto dei prodotti nei settori dell'abbigliamento e della tecnologia: a renderlo noto è oggi l'Osservatorio sui diritti dei minori, al termine di un'inchiesta, condotta dal 1 all'8 febbraio, incentrata sul parere di 500 giovani in età compresa fra i 14 e i 17 anni.

SCUOLA/ BIANCHI (PD): TUTTI I MINORI MERITANO PARI DIGNITA' ( da "Virgilio Notizie" del 11-02-2008)

Abstract: Ora che anche la giustizia dà ragione al dicastero della Pubblica istruzione, si dia seguito alle indicazioni del ministro Fioroni nella loro totalità il prima possibile". "Non ci sono 'bambini irregolari' e tutti meritano pari dignità. Chiudiamo in fretta questa vicenda che è durata fin troppo", conclude Bianchi.


Articoli

Solo la meritocrazia fermerà Gabriele Boccaccini, professore emigrato negli Usa: Le nostre (sezione: Schola)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 11-02-2008)

 

"Solo la meritocrazia fermerà Gabriele Boccaccini, professore emigrato negli Usa: "Le nostre di ALESSANDRO FIESOLI IN PRINCIPIO fu il librettista di Mozart. Viene fatta risalire a Lorenzo Da Ponte, primo professore di letteratura italiana alla Columbia University di New York, autore di libretti mozartiani, la prestigiosa tradizione accademica italiana negli Usa. Erano i primi anni del 1800. Oggi sono quasi diecimila i professori, gli studiosi e gli scienziati italiani in America. Molti di loro si sono costruiti una posizione di prestigio internazionale e di valore mondiale. Si deve all'algoritmo Viterbi, ingegnere di origini bergamasche, il funzionamento dei telefonini GSM, ad esempio. Solo che di questi fuoriclasse della cultura, si parla sempre troppo poco. Spesso devono vincere un Nobel per essere ricordati, mentre siamo capaci di non perderci un passaggio delle imprese, spesso modeste, di un calciatore o di un giocatore di basket all'estero. Da pochi mesi si sono costituiti in un'associazione no-profit, la Issnaf, "The Italian Scientist and Scholars of North America Foundation". Di questa comunità accademica, con tre premi Nobel fra i fondatori, fa parte anche Gabriele Boccaccini, fiorentino, cinquant'anni, dal 1992 professore all'Università del Michigan, dove insegna Nuovo Testamento e Giudaismo del Secondo Tempio, autore di testi fondamentali sulla storia e la religione degli ebrei al tempo di Gesù. E questa è la sua testimonianza. Professor Boccaccini, lei fa parte del flusso di cervelli dall'Italia verso l'America. Qual è la sua esperienza? "Dal punto di vista personale e professionale trovo che sia un'esperienza esaltante. Non parlo solo delle illimitate possibilità che si offrono alla ricerca. Qui, per otto mesi all'anno, giovani talenti da tutto il mondo risiedono e lavorano a tempo pieno. Con le centinaia di essi che affollano i miei corsi, la frequentazione è quotidiana anche al di fuori dell'orario delle lezioni". Qual è il peso della presenza italiana, oggi, nelle università e nella cultura americana? "La presenza italiana nell'università americana ha sempre avuto una tradizione di eccellenza, da Lorenzo Da Ponte, al rabbino livornese Sabato Morais (fondatore del Jewish Theological Seminary), a Gaetano Lanza, a Gaetano Salvemini, ai premi Nobel: Enrico Fermi, Emilio Segrè, Salvatore Luria, Franco Modigliani, Renato Dulbecco, Mario Capecchi e Rita Levi-Montalcini. Ma dagli anni Novanta stiamo assistendo ad una vera e propria invasione, di cui presto vedremo frutti abbondanti". Vi state organizzando, come accademici, anche per rappresentare una risorsa importante per il sistema italiano. Come? "Altri paesi europei (o asiatici, come la Cina, il Giappone o l'India) sono molto più avanti di noi per quanto riguarda l'organizzazione della propria 'diaspora' intellettuale. Negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo anche da noi, ma ancora con troppa lentezza. Non sappiamo nemmeno chi siamo, non abbiamo neppure un censimento completo cui far riferimento. Dall'Italia, poi, ci danno per 'persi', mentre i nostri colleghi di altre nazionalità sono un punto di riferimento essenziale per tutto il sistema universitario e culturale dei loro paesi. Il loro esempio ci mostra quanto enormi siano i vantaggi del lavorare assieme e far gruppo". Che cosa ha pensato, quando il New York Times ha definito l'Italia un paese triste e depresso? "Molta rabbia, perché in quanto a potenzialità e creatività noi italiani non siamo secondi a nessuno. Ma è vero che vista dal di fuori l'Italia appare oggi un Paese molto provinciale, diviso in fazioni più impegnate a farsi la guerra tra di loro che a competere a livello internazionale, ingabbiato in un sistema borbonico, dedito più a disfare che a fare, dove occorrono anni ed anni anche per le decisioni più urgenti. Noi italiani siamo bravissimi nel farci del male". Che cosa vorrebbe chiedere alla politica italiana? "Uno scatto di orgoglio e di creatività. In ciascuno e in tutti i Paesi del mondo ci dovrebbe essere un'unica associazione-ombrello riconosciuta dallo Stato italiano, che ci rappresenti tutti, con nostri organi elettivi. L'organizzazione della diaspora italiana nel mondo e l'insegnamento dell'italiano ai nostri figli (che alcuni paesi europei già rendono obbligatorio anche ai propri cittadini residenti all'estero attraverso l'istituzione di una rete di doposcuola) sono priorità nazionali". L'Italia, dal suo punto di osservazione, di che cosa avrebbe bisogno, prima di tutto? "Di porre il merito al centro di tutto. La scuola e l'università italiana devono offrire un percorso dignitoso di formazione per tutti, ma anche offrire percorsi differenziati per coloro che eccellono nei singoli campi: dalle scienze all'umanistica, alle arti. La famosa 'selezione', che abbiamo tutti giustamente criticato quando significava solo esclusione dei ceti più deboli, deve funzionare al contrario, come capacità di far emergere, premiare e valorizzare i talenti e i meriti di ciascuno". Un suo giudizio sull'università italiana? " L'università italiana ha individualità di assoluto livello mondiale. Ma il sistema nel suo complesso fa acqua da tutte le parti, perché non premia la meritocrazia e l'efficienza. Si ragiona poi come se l'Italia fosse grande come gli Stati Uniti, invece che come uno dei suoi 50 Stati. L'Italia semplicemente non ha le risorse (pubbliche e private) per sostenere decine e decine di università. A meno che, come avviene qui in America, non si faccia una chiara distinzione tra le (pochissime) università che offrono dottorato e laurea e la stragrande maggioranza che offrono solo la laurea breve. L'equipollenza dei titoli e dei salari è il limite maggiore del sistema italiano". Insomma è un sistema tutto da buttare. "Assolutamente no. Quella sapienza umanistica che ci deriva dall'aver ripetuto cronologicamente a scuola, ciclo dopo ciclo, la storia universale (della letteratura, delle arti e delle scienze) è una cosa che tutto il mondo ci invidia. Invece di smantellare in modo scriteriato ciò che ci fa forti si dovrebbe integrarlo con ciò in cui siamo deboli: la scarsa conoscenza parlata dell'inglese fin dalla scuola materna è forse il limite più serio allo sviluppo dei nostri talenti". A differenza di altri paesi europei, in Italia non si parla quasi mai di 'rientro di cervelli'. Lo considera anche questo un limite per il Paese? "Parlare di ritorno di cervelli è una stupidaggine. In un'epoca di globalizzazione vince chi 'conquista' il mondo, non chi si ritira nella propria tana. E conquista il mondo chi meglio organizza la propria 'diaspora' a livello internazionale e meglio sa vendersi nel mercato globale". Lei ha mai pensato alla possibilità di tornare? "Finché non si capisce che siamo più utili all'Italia dove siamo che se torniamo, non si andrà mai avanti. Io sono orgoglioso di essere italiano e di far parte di quella diaspora che tiene alto nel mondo il prestigio dell'Italia e aspetta solo di essere ascoltata e usata a servizio del Paese". - -->.

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Il paradosso (sezione: Schola)

( da "Libertà" del 11-02-2008)

 

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di lunedì 11 febbraio 2008 > Piacenza il paradosso Insegnanti, carriere anate per quelli a tempo determinato piacenza - Un insegnante che da quindici anni va avanti con contratti a termine (sostituzioni o supplenze) non ha diritti alla carriera. A meno che non insegni religione. Se no, ogni anno, sul piano remunerativo, è punto e a capo. La chimera degli insegnanti precari si chiama "immissione in ruolo", nell'attesa di raggiungerla vivono di sostituzioni e supplenze: di contratti a termine e precariato. Quando va bene da settembre ad agosto. Ma quanti sono, a Piacenza, i "prof" a termine? Quest'anno scolastico (2007/2008), dalle materne all'Università, un prof su quattro è precario. "Come dato assoluto - spiega la segretaria dell'Flc-Cgil di Piacenza Raffaella Morsia che offre questi dati - sono circa cinque mila in tutta la provincia i lavoratori della conoscenza, tra insegnanti e personale Ata; e di questi mille e duecento hanno un contratto a termine". La forbice va dal 15 per cento della scuola per l'infanzia, al 35 delle scuole medie. Con un discorso a parte per Università ed Enti di ricerca. Soggetti al blocco delle assunzioni si avvalgono di borse di studio, assegni di ricerca e collaborazioni a progetto di alto profilo per andare avanti nella penuria di finanziamenti. Ma prima andava addirittura peggio. "Con le immissioni in ruolo di quest'anno fatte dal ministro Fioroni - spiega Morsia - nelle intenzioni del Governo si doveva risolvere il problema dei precari, invece si è coperto solo il turn-over: la percentuale dei prceari nella scuola, anche dopo questa operazione, resta troppo alta". All'apertura di quest'anno scolastico, tra mille polemiche, sono stati 20mila i neo-assunti a tempo indeterminato nella scuola. "Non siamo di fronte ad un'azienda qualsiasi legata al profitto - commenta Morsia riferendosi all'istituzione scolastica - stiamo parlando di un bene comune da salvaguardare come la conoscenza, che non può seguire le logiche del profitto e del risparmio sulle risorse umane". Va da sé che gli insegnanti precari hanno alle spalle almeno 20 anni di studi, alle porte continui corsi di formazione obbligatori e nel futuro anche anni di contratti a termine prima dell'immissione in ruolo. Ma un insegnante, dopo dieci anni di insegnamento "a termine", sarà più remunerato? "No, si parte sempre da zero: gli scatti d'anzianità non sono previsti tranne che per gli insegnanti di religione - risponde Morsia - ma ora una sentenza della Corte di giustizia Europea ha sancito la parità di trattamento tra lavoratori stabili e precari, e nell'ultima piattaforma sindacale parliamo di ricostruzione delle carriere". Di tutto questo pagano le conseguenze gli studenti e l'istruzione in generale. "Per esempio - prosegue Morsia - il cosiddetto Pof, viene spesso stilato da insegnanti che l'anno dopo non saranno più in quella scuola. Una prassi inaccettabile in un'istituzione che deve lavorare sui tempi lunghi come la scuola. Infatti la funzione della scuola in termini di mobilità sociale è venuta meno". ma.mo. [.

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Nessun giudizio misura i risultati degli insegnanti (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 11-02-2008)

 

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-11 - pag: 7 autore: In classe. Inesistente l'indicatore delle prestazioni Nessun giudizio misura i risultati degli insegnanti Luigi Illiano Nella scuola italiana gli unici a essere valutati, quando accade, sono gli studenti. Per il personale non esiste alcun meccanismo di verifica. è l'asimmetria del sistema istruzione. A tutti i livelli, dai presidi agli insegnanti, fino agli amministrativi e ai bidelli (personale Ata). Non è difficile immaginare quanto questo possa incidere sulla qualità del servizio erogato. Chi usufruisce delle prestazioni scolastiche – studenti e famiglie – non ha alcun modo certificato per conoscere la qualità di un istituto rispetto a un altro. Personale Dopo aver vinto la battaglia per il riconoscimento della qualifica di dirigenti, i presidi si fanno i conti con un modello di valutazione che è sperimentale e volontario da almeno otto anni. Quindi, pressoché nullo. I soldi destinati al riconoscimento del merito, e degli eventuali obiettivi centrati, vengono distribuiti a pioggia: a ognuno qualcosa, in cambio di niente. La valutazione degli insegnanti è una delle questioni più discusse, ma le parole non hanno mai lasciato il posto a un solo atto concreto. è almeno dal 1987 che nei contratti della scuola compare un articolo sulla valorizzazione (e valutazione) professionale di chi sta in cattedra. Da allora, puntualmente, in ogni rinnovo c'è la trasposizione della norma contenente le buone intenzioni che restano tali. E non fa eccezione l'ultimo contratto siglato lo scorso ottobre. L'articolo 24 conferma l'articolo 22 del precedente accordo, rimandando le scelte a un'ulteriore contrattazione, a patto di avere finanziamenti specifici a disposizione. Soldi finora mai arrivati. E, per chiudere il quadro, anche il personale Ata lavora al di fuori di qualsiasi meccanismo di verifica del servizio svolto. Studenti Sul versante degli studenti le cose, se possibile, vanno ancora peggio. In questo caso parlano chiaro i pessimi piazzamenti dei quindicenni italiani nella rilevazione internazionale Pisa-Ocse, dove i risultati sugli apprendimenti in italiano, matematica e scienze sono in continuo peggioramento. L'ultimo allarme è stato lanciato lo scorso settembre attraverso il Quaderno bianco sulla scuola. Sono scesi in campo due ministri: Giuseppe Fioroni (Pubblica istruzione) e Tommaso PadoaSchioppa (Economia). Nel dossier una denuncia chiara: "La maggioranza dei Paesi economicamente avanzati è dotata di sistemi nazionali di valutazione. Fino a oggi l'Italia ha fatto eccezione ". Il Quaderno sottolinea che i tentativi di mettere in moto un dispositivo di verifica sono in corso da oltre quindici anni e, soprattutto, come la scuola italiana continui sulla strada dell'autoreferenzialità. Senza riuscire a mettersi in gioco, sul piano degli obiettivi e dei risultati. Misurare la qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento in Italia è compito che spetta all'Istituto nazionale di valutazione (Invalsi). Da quest'ultimo, ogni anno scolastico, partono verifiche, previste anche per il 2007/08. Sotto la lente le classi seconde e quinte elementari, la prima e terza media e la seconda e quinta delle superiori. Ma si tratta di una rilevazione campionaria e non a tappeto, quindi dall'efficacia limitata. E i risultati ottenuti dalle varie scuole sono del tutto privi di conseguenze, anche di carattere economico. Infine, dall'ultimo contratto siglato, arriva uno spiraglio. Previste risorse per le scuole impegnate nel miglioramento degli esiti formativi dei propri alunni, rapportati alle situazioni di partenza. A patto di trovare i soldi necessari. DIBATTITO INFINITO Dal 1987 il contratto indica sistemi per valorizzare i docenti, ma i tentativi per attuare la previsione sono sempre caduti nel vuoto.

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Definizione dei percorsi di orientamento finalizzati alle professioni e al lavoro (sezione: Schola)

( da "AltaLex" del 11-02-2008)

 

Decreto legislativo 14.01.2008 22 , G.U. 07.02.2008 Stampa Definite le azioni di orientamento e le iniziative sulle opportunità formative offerte dai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore. E' quanto prevede il decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 22 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 7 febbraio 2008, n. 32) che ha l'obiettivo di creare un raccordo tra scuola e professione, tra la formazione in aula e quella in laboratorio e il mondo del lavoro. Tali iniziative "prevedono lo svolgimento di attività e di esperienze, di norma all'interno del monte ore annuale delle discipline di insegnamento" e sono organizzate in collaborazione con: centri territoriali per l'impiego; strutture formative accreditate; aziende, imprese, cooperative, amministrazioni pubbliche, comunita', enti ed associazioni di volontariato; organismi competenti (Legge 12 marzo 1999, n. 68) in materia di inserimento lavorativo di persone disabili. (Altalex, 11 febbraio 2008) DECRETO LEGISLATIVO 14 gennaio 2008, n. 22 Definizione dei percorsi di orientamento finalizzati alle professioni e al lavoro, a norma dell'articolo 2, comma 1, della legge 11 gennaio 2007, n. 1. (GU n. 32 del 7-2-2008) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 2, commi 1, lettera a), e 2, lettera a), della legge 11 gennaio 2007, n. 1, e in particolare recante delega al Governo per la definizione dei percorsi di orientamento per la scelta dei percorsi della formazione tecnica superiore e dei percorsi finalizzati alle professioni e al lavoro; Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni; Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, ed in particolare l'articolo 21; Vista la legge 24 giugno 1997, n. 196, recante norme in materia di promozione dell'occupazione; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, relativo al regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche; Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62, recante norme per la parita' scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione; Vista la legge 14 febbraio 2003, n. 30, recante delega al Governo in materia di occupazione e del mercato del lavoro; Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, riguardante l'attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro; Visto il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, recante definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro; Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, con il quale, fra l'altro, sono stati istituiti il Ministero della pubblica istruzione ed il Ministero dell'universita' e della ricerca; Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, e in particolare l'articolo 1, commi 605 e 631; Visto il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, ed in particolare l'articolo 13, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione tecnico-professionale e di valorizzazione dell'autonomia scolastica; Considerato che il Ministero della pubblica istruzione ha sottoscritto appositi Protocolli di intesa con associazioni ed enti per collegare organicamente le scuole con il mondo del lavoro; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 9 novembre 2007; Sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati; Ritenuto di non accogliere la condizione espressa dalla VII Commissione permanente della Camera dei deputati relativa all'inserimento degli operatori autorizzati ed accreditati di cui al citato decreto legislativo n. 276 del 2003 tra i soggetti coinvolti nelle azioni di orientamento predisposte dalle istituzioni scolastiche; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 dicembre 2007; Sulla proposta del Ministro dell'universita' e della ricerca e del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, dell'economia e delle finanze e per gli affari regionali e le autonomie locali; Emana il seguente decreto legislativo: Art. 1. Oggetto e finalita' 1. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge 11 gennaio 2007, n. 1, in materia di orientamento ai fini dell'accesso ai percorsi universitari ed a quelli dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, le istituzioni scolastiche favoriscono e potenziano il raccordo con il mondo delle professioni e del lavoro, realizzando nell'ambito della propria autonomia amministrativa, didattica, organizzativa e di ricerca, azioni di orientamento, e iniziative finalizzate alla conoscenza, delle opportunita' formative offerte dai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, di cui all'articolo 1, comma 631, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dai percorsi finalizzati alle professioni e al lavoro. 2. Fermo restando quanto previsto per i percorsi in alternanza scuola-lavoro dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, le azioni di orientamento e le iniziative di informazione sono attivita' istituzionali per tutte le scuole statali e paritarie dell'istruzione secondaria di secondo grado; si inseriscono strutturalmente nel Piano dell'offerta formativa del triennio delle scuole secondarie di secondo grado e prevedono lo svolgimento di attivita' e di esperienze, di norma all'interno del monte ore annuale delle discipline di insegnamento. Art. 2. Criteri generali 1. Le azioni di orientamento di cui all'articolo 1, che si realizzano soprattutto attraverso le iniziative di raccordo tra scuola e mondo delle professioni e del lavoro e un organico collegamento con gli enti territoriali, costituiscono indispensabili strumenti per contribuire alla costruzione di percorsi personalizzati, in vista della transizione verso il lavoro, basati sul collegamento sistematico tra la formazione in aula con quella in laboratorio e in contesti di lavoro. Tali interventi, progettati nell'ambito del Piano dell'offerta formativa di ogni singola istituzione scolastica, nel quadro complessivo della programmazione territoriale e dei piani di orientamento delle province sono definiti e gestiti in relazione ai seguenti criteri generali: a) si riferiscono agli obiettivi di apprendimento generali e specifici dei singoli curricula e concorrono a migliorare la preparazione degli studenti, con particolare riferimento all'ordine e all'indirizzo degli studi della scuola che frequentano; b) interessano gli studenti dell'ultimo anno; c) sono sostenuti soprattutto da intese e convenzioni con associazioni, collegi professionali, enti ed imprese e sono progettati, sotto la responsabilita' delle istituzioni scolastiche, con il concorso dei predetti soggetti del mondo del lavoro e delle professioni; in fase di progettazione sono individuate le metodologie didattiche e le modalita' organizzative con particolare riferimento all'apprendimento in laboratorio e in contesti di lavoro, nonche' i criteri e gli strumenti di attuazione, di valutazione, di monitoraggio e di certificazione delle competenze con riferimento alle indicazioni nazionali in materia; d) tengono conto contestualmente delle vocazioni degli studenti e dei fabbisogni formativi del mondo del lavoro e delle professioni, coniugando le attitudini e le aspirazioni professionali degli studenti e le specifiche professionalita' richieste dal mercato del lavoro, tenendo conto anche della valorizzazione delle differenze di genere e delle pari opportunita'; e) sono costruiti con particolare riferimento all'evoluzione dei settori produttivi e dei servizi, ivi compresi quelli delle pubbliche amministrazioni, a livello locale, nazionale e dell'Unione europea; a tale fine le istituzioni scolastiche individuano, mediante opportuni raccordi con le agenzie preposte, i fabbisogni formativi e occupazionali; f) sono coerenti con una organizzazione didattica delle discipline di studio in grado di sollecitare lo studente a individuare interessi e predisposizioni specifiche, cosi' da favorire le sue scelte autonome e consapevoli per la costruzione e realizzazione del proprio progetto di vita personale e professionale; g) valorizzano e diffondono azioni di orientamento ed esperienze di alternanza finalizzate alle professioni e al lavoro, di comprovata validita' metodologica, che abbiano dato risultati di qualita'; non costituiscono in alcun modo un rapporto di lavoro, anche se prevedono momenti di apprendimento in contesti di lavoro che abbiano sempre carattere formativo. 2. I soggetti di cui all'articolo 3 che concorrono alla realizzazione delle azioni di cui al comma 1 in contesti di lavoro, d'intesa con le istituzioni scolastiche, assicurano il rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Art. 3. Soggetti coinvolti 1. Nell'ambito della programmazione dell'offerta formativa delle regioni e dei servizi di orientamento degli enti locali, le istituzioni scolastiche predispongono azioni di orientamento in collaborazione con: a) i centri territoriali per l'impiego; b) le strutture formative accreditate; c) le aziende, imprese, cooperative, amministrazioni pubbliche, comunita', enti ed associazioni di volontariato ecc; d) gli organismi competenti ai sensi dell'articolo 6 della legge 12 marzo 1999, n. 68, in materia di inserimento lavorativo delle persone con disabilita'. 2. Ai fini di cui al comma 1, le istituzioni scolastiche tengono conto anche dei servizi offerti dalla Borsa continua nazionale del lavoro di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Art. 4. Criteri per la gestione 1. Il consiglio di classe individua gli obiettivi delle azioni e le modalita' di svolgimento, programma le attivita' relative, valuta l'efficienza e l'efficacia dell'intervento proposto. Per la realizzazione dei percorsi di orientamento figure di riferimento sono individuate nell'ambito di quanto previsto dai contratti collettivi di lavoro del comparto scuola per la valorizzazione del personale docente, con lo scopo di assicurare l'indispensabile raccordo tra la scuola e i soggetti del mondo delle professioni, e del lavoro per la gestione delle fasi e delle modalita' operative delle azioni di orientamento, anche per le attivita' che si svolgono in contesti di lavoro, fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, per i percorsi dell'alternanza. Art. 5. Monitoraggio e valutazione 1. Il monitoraggio e la valutazione di sistema delle attivita' e dei risultati raggiunti in applicazione di quanto previsto dal presente decreto sono affidati al comitato di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica. Il comitato opera in raccordo con la commissione prevista dall'articolo 2 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21, nonche' in raccordo con l'Istituto nazionale di valutazione del sistema dell'istruzione (INVALSI) e con l'Agenzia per lo sviluppo dell'autonomia scolastica. 2. Il comitato di cui al comma 1 presenta ogni anno al Ministro della pubblica istruzione e alla Conferenza unificata una relazione relativa al monitoraggio e alla valutazione di sistema di cui al presente articolo, formulando proposte per il potenziamento e lo sviluppo del raccordo tra scuole, l'istruzione e formazione tecnica superiore, la formazione professionale e il mondo delle professioni e del lavoro. Art. 6. Norme finali 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano a decorrere dall'inizio dell'anno scolastico successivo alla sua entrata in vigore. 2. Dall'attuazione delle norme contenute nel presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi' 14 gennaio 2008 NAPOLITANO Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri Mussi, Ministro dell'universita' e della ricerca Fioroni, Ministro della pubblica istruzione Damiano, Ministro del lavoro e della previdenza sociale Padoa Schioppa, Ministro dell'economia e delle finanze Lanzillotta, Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali Visto, il Guardasigilli (ad interim): Prodi.

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"Ai giovani più regole e responsabilità" (sezione: Schola)

( da "Corriere Adriatico" del 11-02-2008)

 

Il responsabile dell'Age: "Un incontro importante ma era presente solo il sindaco di Barbara" "Ai giovani più regole e responsabilità" Si è riunito al Panzini il primo Forum sull'educazione. Assenti i Comuni SENIGALLIA La buona educazione è il primo requisito dei bravi cittadini. Il Forum sull'educazione, voluto dalle associazioni dei genitori, presenta i risultati del summit di sabato scorso all'Istituto Alberghiero Panzini dove si è discusso del futuro dei giovanissimi senigalliesi. Un appuntamento importante per parlare dei problemi che attanagliano i giovani di questa generazione e delle difficoltà comunicative con il mondo degli adulti: un primo passo per cercare di coinvolgere tutte le istituzioni ma dove erano assenti i Comuni del territorio. "All'incontro spiega il presidente dell'Age Alberto Di Capua - erano presenti quasi tutti i dirigenti scolastici della città, molti genitori, alcuni docenti, una rappresentanza dell'Asl, dell'Ufficio scolastico provinciale e della Chiesa locale. Mancavano, invece, ad eccezion fatta del sindaco di Barbara, tutti i referenti dei Comuni dell'Ambito con delega ai servizi educativi e alle politiche giovanili. Il tentativo che si è voluto fare in questo primo Forum è stato quello di legare l'intera filiera scolastica, dalla materna alle superiori, ad un progetto comune, ossia quello di trasmettere ai nostri ragazzi soprattutto una "buona educazione" condizione essenziale per avere in futuro dei bravi cittadini". Centrale il ruolo della scuola nel percorso educativo dei ragazzi al di fuori dell'ambito familiare. "Laddove la famiglia non ci riesce perché ha un disagio al suo interno, o perché è di tipo "laissez faire" o perché semplicemente le "costa fatica", la scuola può dare una mano importante. Come? Innanzitutto le regole. Per esempio, i ragazzi della classe possono decidere di darsi alcune semplici regole di comportamento civile con la relativa sanzione in caso di trasgressione. Si è osservato che, in alcuni casi, l'autoregolamentazione dell'uso del cellulare nel tempo scolastico stia dando buoni frutti". Altro strumento è "valorizzare e non appiattire i ragazzi che hanno un buon andamento scolastico. Premiare la diversità spesso vuol dire disincentivare atteggiamenti di furbizia ("essere bravi a scuola è bello"). Il "patto di corresponsabilità educativa", introdotto di recente dal ministro Fioroni, può essere uno strumento decisivo per favorire l'interesse e l'impegno dei genitori per la questione educativa". Sbagliato è, invece, come sta accedendo in qualche scuola, che il patto venga scritto dalla scuola e inviato alle famiglie per l'avallo senza alcun coinvolgimento nella sua costruzione. "Coinvolgere nel Forum anche tutte quelle Agenzie educative che si occupano dei nostri figli nel tempo libero - conclude Alberto Di Capua -, le società sportive in primis. Quest'ultime, infatti, spesso si preoccupano di raggiungere solo obiettivi di risultato a discapito delle esigenze vere dei ragazzi. In conclusione, l'impressione che se ne è ricavata da questo primo Forum, per l'intensità di alcuni interventi e per la fattibilità delle proposte, è che qualcosa stia cambiando". Ma c'è ancora tanto su cui lavorare.

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Schiaffo del Tribunale a Letizia Moratti: "L'ordinanza che vieta la scuola ai clandestini è discriminatoria" (sezione: Schola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 11-02-2008)

 

Lunedí 11.02.2008 15:30 --> di Fabio Massa LO SPECIALE Scuola/ Fioroni diffida la Moratti La Destra milanese contro Fioroni: "Le materne? Questo governo è anti-italiano" Milano/ Gli immigrati? Non hanno il diritto di curarsi dal medico di base. E ora intervenga il ministro Turco... Uno schiaffo. Chiuso in venti pagine di sentenza e sintetizzato in poche righe dattiloscritte: "Il Tribunale di Milano, in accoglimento del ricorso presentato nell'interesse della figlia minore dichiara il carattere discriminatorio posto in essere dal Comune di Milano mediante l'emanazione della circolare n. 20 del 17 dicembre 2007 del Settore Servizi all'Infanzia nella parte in cui subordina l'iscrizione del minore extracomunitario all'ottenimento da parte della famiglia del medesimo del permesso di soggiorno entro la data del 29 febbraio 2008, a pena di non formalizzare la domanda di iscrizione". E ancora: "Ordina al Comune di Milano la cessazione del suddetto comportamento discriminatorio e la rimozione dei suoi effetti". Insomma, mezze parole non ce ne sono. L'ordinanza che vietava gli asili ai figli dei clandestini, e per la quale era nato uno scontro durissimo tra il sindaco Letizia Moratti e il ministro Fioroni, è "discriminatoria". A dirlo è il Tribunale di Milano, al quale si erano rivolti gli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri, incaricati da una madre clandestina di origine marocchina. Il giudice unico, Claudio Marangoni, ha quindi scritto nero su bianco che l'ordinanza del Comune viola i principi costituzionali.

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ELEZIONI/ A NUOVO GOVERNO ADOLESCENTI CHIEDONO RIFORMA SCUOLA (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 11-02-2008)

 

11-02-2008 15:25 Inchiesta Osservatorio diritti minori:e per 36% va vinto bullismo Roma, 11 feb. (Apcom) - Per gli adolescenti il futuro governo dovrà preoccuparsi di riformare il sistema scolastico e del contenimento dei prezzi, soprattutto dei prodotti nei settori dell'abbigliamento e della tecnologia: a renderlo noto è oggi l'Osservatorio sui diritti dei minori, al termine di un'inchiesta, condotta dal 1 all'8 febbraio, incentrata sul parere di 500 giovani in età compresa fra i 14 e i 17 anni. Ai giovani che non andranno a votare sono state poste specifiche domande su quattro distinti settori che influiscono sul loro agire quotidiano, cioè l'economia, la scuola, lo sport e la salute, dei quali dovrebbe occuparsi l'azione politica istituzionale per rendere più agevole il loro processo di socializzazione. Per quanto riguarda la scuola, il 36% considera il bullismo l'emergenza sulla quale dovrebbe concentrarsi maggiormente l'attenzione delle istituzioni: secondo questa fetta di giovani, il reiterarsi di episodi criminosi delegittimerebbe infatti la scuola ed i suoi operatori generando insicurezza e disaffezione. Sempre sul fronte scuola, secondo il 28% degli intervistati i programmi didattici non sono adeguati alla modernità e necessitano di innovazioni, con l'adozione di nuove discipline. I giovani hanno anche indicato le materie che accetterebbero ben volentieri perché "potrebbero conferire - si legge nel rapporto dell'Osservatorio - al sistema un ruolo meno vetusto e più appassionante": si va dall'educazione sessuale all'educazione ai media e all'educazione alla globalizzazione. Quasi uno studente su quattro (il 24%) si è detto anche insoddisfatto del rapporto interpersonale con i propri docenti, individuando nell'incomunicabilità la causa basilare. Il 9% considera anche sproporzionata la mole di compiti da svolgere a casa. Il 3% ha palesato soddisfazione per l'andamento della scuola contemporanea. (segue).

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SCUOLA/ BIANCHI (PD): TUTTI I MINORI MERITANO PARI DIGNITA' (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 11-02-2008)

 

11-02-2008 20:21 Non ci sono bambini irregolari, ci vuole tribunale per ricordarlo Milano, 11 feb. (Apcom) - "Tutti i minori hanno gli stessi diritti nel nostro Paese: c'è voluto un tribunale per ricordarlo a Letizia Moratti". Così il coordinatore provinciale milanese del Partito democratico, Giovanni Bianchi, interviene sul tema delle iscrizioni alle materne dei figli di immigrati irregolari, dopo che il giudice della Prima sezione civile di Milano ha accolto il ricorso presentato da una cittadina marocchina contro la circolare comunale. "La normativa che alla Moratti appariva confusa - afferma Bianchi - al tribunale è risultata chiarissima. Ora che anche la giustizia dà ragione al dicastero della Pubblica istruzione, si dia seguito alle indicazioni del ministro Fioroni nella loro totalità il prima possibile". "Non ci sono 'bambini irregolari' e tutti meritano pari dignità. Chiudiamo in fretta questa vicenda che è durata fin troppo", conclude Bianchi.

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