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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   11-12 aprile 2009

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Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Elementari, 23 maestri in meno ( da "Stampa, La" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LE CONSEGUENZE A SETTEMBRE DELLA RIFORMA GELMINI Elementari, 23 maestri in meno Saranno sostituiti solo 5 docenti dei 28 che tra pochi mesi andranno in pensione Le scuole elementari astigiane dovranno fare i conti, dal prossimo anno, con 23 insegnanti in meno. Questo il primo bilancio della manovra del ministro Maria Stella Gelmini, sul sistema scolastico della provincia.

Più facile il diploma superiore piuttosto che la licenza media ( da "Gazzetta di Reggio" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: licenza media Se Mariastella Gelmini non farà retromarcia anche per la scuola dell'obbligo, quest'anno basterà la media del sei per essere ammessi all'esame di maturità, mentre occorrerà la sufficienza in tutte le materie per poter sostenere quello di licenza media. Sarà più facile, cioè, conseguire un diploma delle superiori che completare il primo grado della scuola secondaria.

I tempi di Ifigonia: quella era goliardia altro che buso ( da "Trentino" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: recenti manifestazioni contro la legge Gelmini), sono soltanto il teatro delle feste di laurea. Di goliardia, negli anni Sessanta e Settanta, neanche si parlava. D'altra parte la neonata università trentina non poteva ospitare questa forma di, almeno nel primo quindicennio del dopoguerra, intelligente anche se sboccata e talvolta scurrile,

Primaria, 19 classi e 45 maestri in meno ( da "Corriere delle Alpi" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i pensionamenti sono 46 quindi paradossalmente dalla razionalizzazione secondo Gelmini ci potrebbe essere una immissione in ruolo. Ma se chi è di ruolo può star tranquillo, la vera mazzata con le ultime riforme della scuola, nel Bellunese, l'avranno i precari: nella scuola primaria il posto e l'immissione in ruolo se li sognano.

Neuroscienze: Giovani eccellenti ma troppo pochi gli aiuti finanziari ( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche questa intitolata al Premio Nobel, c'è stato il ministro Gelmini. Il nostro Paese - ha detto la Montalcini - ha «una storia orgogliosa negli studi sulle neuroscienze, con giovani eccellenti che amano lavorare di giorno e di notte», ma a fronte di «tale ricchezza, c'è un'asfittica mancanza di aiuti finanziari».

BOVEZZO Il cinquantesimo di Antonio e Maria Antonio Gelmini e Maria Moreschi festeggiano og... ( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Edizione: 11/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città BOVEZZO Il cinquantesimo di Antonio e Maria Antonio Gelmini e Maria Moreschi festeggiano oggi il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio. A loro vanno gli auguri di figli, nipoti, nuora e genero

L'evento si tiene nel XVI centenario dalla morte del santo patrono della diocesi ( da "Cittadino, Il" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bassiano lascia la vita terrena, "plenus dierum et virtutum" ovvero ricco di anni e di virtù e Suzzani immagina una lieta canzone per questo testo che ne accompagna la salita al cielo, una musica semplice, come le filastrocche dei bambini, gioiosa e pura come il canto degli angeli.Maria Laura Gelmini

P ronta a sfidare Roma e il governo nazionale ( da "Adige, L'" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non intende cedere di un millimetro di fronte alle direttive che provengono dal ministero di Maria Stella Gelmini. Soprattutto in materia di piani di studio. La parola d'ordine è salvare l'esperienza trentina. E in un approfondito confronto con l'Adige, l'assessore delinea la sua idea di scuola, dal voto in condotta ai programmi per elementari, medie e superiori.

come si scoraggia ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Legge Gelmini, evidentemente improvvisato e figlio della fretta di dover rispondere alle direttive di finanza pubblica del ministro Tremonti senza tener conto delle conseguenze. Se oggi, magari anche solo per un anno, si è ottenuta la salvaguardia del «tempo lungo» alla veneta grazie all'intervento di chi ha protestato,

(a.stri.) ( da "Libertà" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: prima il sindaco Fabio Callori invierà una lettera al Ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini, che ha promesso 110 milioni di euro per ricostruire gli edifici scolastici e 16 milioni per la Casa dello studente, chiedendole a quale scuola destinare la somma. Ma non è questo il solo contributo del paese della Bassa per l'Abruzzo.

JACOPO VALENTI Sui nuovi piani di studio l'assessore all'istruzione Marta Dalmaso non arretrerà di un millimetro di fronte alle direttive che vengono da Roma, ed è pronta a difende ( da "Adige, L'" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: necessario volerà a Roma con delle proposte motivate per incontrare il ministro Gelmini e trovare un accordo. Assessore Dalmaso, quali sono i rapporti e le differenze con i provvedimenti nazionali introdotti dalla Gelmini, in particolare sull'importanza data al voto in condotta? Quello che ci ha lasciati perplessi ed ha indotto la reazione iniziale da parte del presidente Dellai,

salvate diritto ed economia ( da "Tirreno, Il" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: iniziativa è nata dopo che il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini ha di fatto confermato un orientamento già manifestato dal suo predecessore Moratti, quello cioè di eliminare dalle materie obbligatorie oggetto di studio il diritto e l'economia, anche in quelle scuole che le hanno già oggi nei loro piani di studio.

aggiudicati i lavori per la scuola d'infanzia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tema del confronto le normative scolastiche della riforma Gelmini e la situazione della scuola d'infanzia morarese. Pelos ha avuto in proposito rassicurazioni che la scuola di Moraro possa rimanere in funzione. I lavori possono quindi essere predisposti e con la sistemazione dell'edificio e il suo ampliamento ci sarà la possibilità in futuro di ospitare trentotto bambini.

Ironia e risate con i difetti degli italiani ( da "Stampa, La" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con la sua caricatura del ministro Mariangela Gelmini. Politica, economia, religione, nulla sfugge allo sguardo critico di Guzzanti. Anche se il più bersagliato sarà il mondo della politica. Dalla parodia di Giulio Tremonti e Fausto Bertinotti al debutto di Antonio Di Pietro, uno degli ultimi entrati in repertorio.

"Non so nulla della decisione ma era facile prevederlo" ( da "Stampa, La" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha scritto a sua volta al ministro Gelmini e all'onorevole Teresio Delfino. Maestra Pina, era a conoscenza di una nuova ispezione? «Non ne sapevo nulla. Cado dalle nuvole, lo apprendo ora. Abbiamo supposto che ci sarebbe stato qualcosa visto anche tutto quello che è apparso sui giornali, ma non sono ancora stata interessata in via ufficiale».

Salvaguardare e tutelare la scuola primaria, specialmente nelle piccole comunità come Bottrighe... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini paventa danni annunciati, creando disagi ai bambini, agli studenti, agli insegnanti e alle comunità locali. Egli osserva che i bambini si trovano sradicati dal loro contesto e catapultati in classi plurime di varia provenienza, con maestri indaffarati nel seguire un numero elevato di alunni così da non poter seguire i casi che necessiterebbero semplicemente di un poco più

Di fronte a un numero così alto di vittime, tutto passa in secondo piano. Vero. Ma i 27mila e 5... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha detto il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. «E' un metodo che ci trova d'accordo», ha detto il rettore Fernando Di Iorio. «Le carriere universitarie sono stragarantite. Stiamo già al lavoro per organizzarci. Le lezioni dovrebbero riprendere dopo la pausa pasquale. Nessuno perderà l'anno e abbiamo ripristinato il sito Univaq.

SCURCOLA MARSICANA - La piccola chiesa situata nell'ambito della Comunità Incontro di don ... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini a Scurcola Marsicana è gravemente lesionata. Dunque tutte le funzioni di questi girni di Pasqua dovranno essere celebrate all'aperto. E' stato così che don Angelo, presbitero da vari mesi incaricato di mandare avanti dal punto di vista spirituale (e non solo) la struttura ha messo mano al portafoglio ed ha acquistato di tasca sua cento sedie che saranno predisposte in modo

L'AQUILA - La paura non è certamente passata. Via Strinella, però, ieri mattina, si &... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha confermato il ministro Gelmini, la prima e la seconda elementare da una parte; terza, quarta e quinta dall'altra. E per i bambini che con le famiglie si sono trasferiti sulla costa ci sarà la possibilità di essere inseriti nelle scuole di quei paesi. Ma il primo, vero, problema è la ripresa del ciclo economico;

SARÀ interamente dedicato alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo il triangolare... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è stata illustrata al Governo nelle persone del Ministro Gelmini e del Presidente del Senato Schifani che ne hanno riconosciuto la validità e lodato le finalità visto che, oltre alla diffusione della cultura della Pace, è stato stabilito di devolvere l'incasso in favore delle zone terremotate ed in particolare per la ricostruzione della «Casa della studente» dell'Aquila.

Gli zucconi' salvati dal sottosegretario anti-sballo ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la ministra Gelmini, volesse escludere dagli esami di maturità gli alunni con una sola insufficienza in pagella. Ma poi, complice l'impegno del sottosegretario modenese, la drastica ipotesi è stata cancellata. E meno male: abbiamo tutti, in famiglia, un figlio o un nipote o un parente che magari in una materia, una sola,

ALMENNO SAN SALVATORE Franco e Antonietta Gelmini A Franco Gelmini e Antonietta Casi che in questo giorno speciale festeggiano il loro 50 anniversario di matrimonio, auguri dalla ( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini A Franco Gelmini e Antonietta Casi che in questo giorno speciale festeggiano il loro 50° anniversario di matrimonio, auguri dalla nipotina Martina, dai figli Stefano, Giuseppe con Rosy e Francesco con Serena --> Sabato 11 Aprile 2009 AGENDA, pagina 56 e-mail print ALMENNO SAN SALVATORE Franco e Antonietta Gelmini A Franco Gelmini e Antonietta Casi che in questo giorno speciale

Docenti, graduatorie riaperte ( da "Italia Oggi" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, il provvedimento che riapre le graduatorie per il collocamento dei docenti precari. Per presentare la domanda, i circa 300 mila interessati hanno tempo ancora fino all'11 maggio 2009.Gli aspiranti docenti, oltre a presentare domanda per l'aggiornamento dei punteggi nella provincia in cui sono già inseriti,

RISPOSTAL'edilizia scolastica delle scuole medie e superiori è delegata alle Province che ricev... ( da "Unita, L'" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini che non dà i soldi per le scuole è da mettere sullo stesso piano di chi ha usato materiali scadenti per la costruzione de L'Aquila" è, dunque, angosciosamente realistico. Non si volle pensare, tagliando 8 miliardi alla scuola pubblica, al rischio cui si esponevano gli studenti salvati, oggi, solo dall'ora in cui il sisma si è prodotto.

Dalle medie di Monchio alla materna di Scurano: chi rischia ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi rischia Per il momento le proiezioni sull'effetto che avrà la legge Gelmini sulle scuole della montagna parmense sono disponibili solo per il comprensorio della Comunità montana est. «E non sono per niente positive », dicono in coro gli amministratori. Plessi a rischio chiusura, altri dimezzati, classi che spariscono e che vanno a formare una pluriclasse.

Dalla scuola di vita alla scuola di voto ( da "Alto Adige" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: soprattutto se a decidere è la signora Gelmini, quella del "meno insegnanti e più grembiulini". Anche perché, a differenza di quanto avviene per il Popolo delle Libertà, la scelta dovrebbe avvenire in intesa con il Ministero su ovvia proposta della Provincia. Qualsiasi altra scelta equivale ad un commissariamento, il commissariamento della scuola italiana in Alto Adige.

Mettiamo in pratica ( da "Alto Adige" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ufficio stampa Telecom Sulla nomina di Eccli la Gelmini è stata corretta La nomina del nuovo sovrintendente per la scuola italiana è oramai diventata una barzelletta. La responsabilità della situazione di stallo è da addebitare interamente alla giunta provinciale. Durnwalder ha praticamente imposto un solo nome, sapendo bene, però, che la norma prevede di proporne più di uno e d'

Scuola, la Rauzi in pressing per Vidoni ( da "Alto Adige" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini riceveva il presidente della Provincia Luis Durnwalder, passava di lì anche Michaela Biancofiore, deputata del Pdl. «Per caso - dice lei - e il ministro e il presidente mi sembravano in sintonia». Sintonia forse è una parola grossa, perché per l'ennesima volta l'intesa sul sovrintendente non c'è stata,

Organizzare un referendum tra gli insegnanti ( da "Alto Adige" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pensare che il ministro Gelmini subisca il condizionamento delle vendette trasversali provenienti dall'ala dura del Pdl, dall'altro non possono essere nemmeno sottaciute le negligenze e gli errori di strategia della giunta provinciale. Pur esprimendoci favorevolmente sull'investitura di Eccli, l'Udc ritiene che la presentazione di una terna di candidati avrebbe sottratto ogni alibi "

Gelmini, giù le mani dalle scuole ( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mercoledì i dirigenti scolastici convocati a Treviso dal provveditore «Gelmini, giù le mani dalle scuole» Le elementari Foscolo e Pascoli a rischio chiusura, l'ira dei genitori VITTORIO VENETO. Genitori mobilitati contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini, che vede tagli di insegnanti, personale non docente, classi, con grande disagi per mamme e papà.

Toffoli (Pdl): maestre scarse. E' bufera Vallardi: il ministro mantenga gli impegni ( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. La titolare della pubblica istruzione viene però difesa da Michele Toffoli, consigliere comunale Pdl: «I bambini sono in fuga dalla Foscolo per la scarsa qualità dell'insegnamento». Contro la Gelmini, le sinistre. Parlamentari. L'assessore Antonella Caldart ha mobilitato il senatore Gianpaolo Vallardi perché a sua volta porti al ministero gli altri onorevoli colleghi della

I prof over 70: ricorso al Tar contro l'ateneo ( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della quale si possono avvalere solo alcuni dei ricorrenti, è legata al fatto che sono state concesse alcune deroghe anche dopo l'entrata in vigore del decreto Gelmini. Deroghe poi ritirate con un atto irregolare, a parere dei professori coinvolti. Andrea Priante Il rettore Alessandro Mazzucco, magnifico rettore dell'Università di Verona

La senatrice Biondelli interroga il ministro sui tagli a Novara ( da "Stampa, La" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'Ospedale Maggiore di Novara verrebbe penalizzato per l'assetto assistenziale. Ho presentato un'interrogazione al ministro Gelmini affinchè intervenga sull'Università di Torino per la sottoscrizione dell'accordo raggiunto dai due Rettori per l'avvio delle scuole di specializzazione in medicina». \

Novara perderà 120 insegnanti ( da "Stampa, La" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: CON LA RIFORMA GELMINI Reazioni Novara perderà 120 insegnanti Sindacalisti sono contrari [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Trentacinque posti in meno nella scuola primaria, 90 in meno nella scuola media, e scuola dell'infanzia con l'organico invariato, mentre non è ancora stato definito l'organico per le scuole superiori.

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: opposizione sul tema della riforma della scuola del ministro Gelmini e della proposta di lasciare ai Comuni il venti per cento dell'Irpef. I due argomenti erano stati presentati con una mozione dai consiglieri di minoranza. Sulla riforma Gelmini, Valerio Geremia ha chiesto al sindaco, parlamentare della Lega, come si è comportata a Roma, quando è stata votata la tanto contestata riforma.

Scuola nel caos, alla Sauro non c'è posto ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini erano noti da tempo e che tale decreto prevede il taglio degli organici, l'aumento del numero degli allievi per classe, con possibilità di formazione di pluriclassi e la riduzione del tempo scuola". Alla luce di ciò, Costantini chiede "cosa ha fatto quest'amministrazione per esprimere dissenso riguardo all'approvazione del decreto Gelmini e per prevenirne gli effetti assolutamente

( da "Sicilia, La" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ad arrivare dati concreti su quelli che sono gli effetti dei provvedimenti adottati dal ministro alla Pubblico istruzione Gelmini in applicazione delle norme contenute nella Legge 133/2008. Si tratta di provvedimenti che prevedono un "taglio" di circa 8 miliardi di euro in tre anni, la riduzione di 87 mila insegnanti e 44 mila tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Walter, un perdente perfetto. ( da "Giornale.it, Il" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Inchiesta sui materiali. I morti salgono: 293Aiuti, assegno mensile da 400 euro per famiglia Schifani: "Lo Stato c'è"Santoro ha infangato gli angeli dei soccorsiThailandia,

Berlusconi, il terremoto e il reality delle tv ( da "Articolo21.com" del 11-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Contemporaneamente a Matrix il ministro Gelmini racconta le decisioni prese dal Consiglio, che contrariamente a quello che ha appena detto Berlusconi a RaiUno, è avvenuto nel pomeriggio e non in tarda serata. La sensazione di chi guarda la tv è di vivere in una fiction con tanto di colpo di scena in diretta, nella quale anche il telespettatore è coinvolto.

L'uomo giusto con la qualifica giusta ( da "Alto Adige" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha ascoltato la deputata Biancofiore, strenua difensora degli italiani. Ivan Eccli, un nome così poco italiano... Caritas, caritatis Troppi mendicanti in città. In piedi o in ginocchio, ognuno ha la sua tecnica. Sono un problema? Danno fastidio?

Su Eccli decida la Consulta ( da "Alto Adige" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Luis Durnwalder per ora non vuole sbilanciarsi: in queste settimane ci saranno nuovi colloqui con le autorità scolastiche italiane, entro la fine del mese il presidente e il ministro Maria Stella Gelmini dovrebbero arrivare a chiudere la questione una volta per tutte, così almeno si augura Durnwalder.

Il cinque per mille all'Abruzzo ( da "Corriere.it" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini: «Penso che possa essere una buona proposta». Per il presidente del Senato Renato Schifani «Questa è una scelta del governo e non del Parlamento. Certamente il Parlamento farà la propria parte e sarà velocissimo quando saranno inoltrati alle Camere i provvedimenti per uscire dall'emergenza».

Gelmini: strutture mobili per la scuola ( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ricerca importante contro le catastrofi» Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini EDOLOIntervenendo ieri al convegno sul tema «L'istruzione per il rilancio delle aree montane», tenutosi a Edolo, il ministro dell'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini, ha parlato anche del terremoto che ha colpito l'Abruzzo e ha sconvolto l'Italia.

IL MINISTRO ( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Edizione: 12/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia IN DETTAGLIO IL MINISTRO Al termine del convegno, il ministro Mariastella Gelmini ha visitato il Centro Interdipartimentale di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna (Ge.S.Di.Mont.), inaugurato nell'ottobre del 2007

Edolo Una Università in sintonia col territorio ( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la provincia Edolo «Una Università in sintonia col territorio» Il ministro Gelmini promuove il corso triennale per la montagna e la preside della facoltà di Agraria, Claudia Sorlini" title="Il ministro Mariastella Gelmini fra l'on. Davide Caparini e la preside della facoltà di Agraria, Claudia Sorlini" onClick="showImage('http://www.

Chiudo S. Giacomo e salvo Ceneda ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il senatore Castro alla Gelmini: risparmia il plesso dove anch'io ho studiato. Martedì l'incontro tra Comune e preside «Chiudo S. Giacomo e salvo Ceneda» La proposta del sindaco Scottà per mantenere l'elementare «Foscolo» VITTORIO VENETO. «Non chiuderò la Foscolo di Ceneda.

Le maestre strigliano Toffoli S'informi prima di parlare Castro: ha detto una fesseria ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini non ha alcuna responsabilità per quanto accade alla Foscolo, ce l'ha invece l'insufficiente qualità dell'insegnamento che si protrae da anni e che ha indotto numerosi genitori a portare i loro figli in altri plessi». «Quanto affermato da Toffoli sul corpo docente ci ha fatto rimanere molto male - continua la maestra Bordignon -

la regione cancelli le supertasse ( da "Centro, Il" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bisogna bloccare il piano del ministro Gelmini», dice D'Alessandro, «che prevede l'accorpamento di classi con oltre 300 scuole che chiuderanno tra scuole elementari e primarie, quasi tutte collocate nelle zone interne della regione (solo nella provincia dell'Aquila saranno 56), con mille tra insegnanti e personale amministrativo che saranno licenziati.

contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Io penso che possa essere una buona proposta», ha detto il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini. «Stanno già giungendo molti contributi di tipo economico - ha aggiunto la Gelmini - ma è chiaro che per far fronte a quanto avvenuto il governo dovrà stanziare delle risorse». G.F.

Con Gesù fino al Calvario ( da "Libertà" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmina Sogni, Antonietta Casali e Ave Perini (le pie donne), Silvano Marina (sommo sacerdote) e Renzo Sogni (sacerdote). Sull'altare del presbiterio è stata rivissuta l'Ultima Cena, con la distribuzione del pane e del vino agli apostoli. La Cappella della Confraternita del Rosario si è trasformata in orto del Getsemani,

la roccaforte di coppito ( da "Centro, Il" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal presidente Napolitano al premier Berlusconi ai ministri Sacconi e Gelmini. Il motto latino della caserma è Consilio et virtute: studio e coraggio. La campana del dovere richiama gli allievi. E non si scherza. Quelli del primo anno non possono camminare: sono obbligati a correre. Il nonnismo non c'entra: è il dazio da pagare per diventare finanzieri.

Spunta l'idea di una lotteria ( da "Arena, L'" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dice Mariastella Gelmini. Quanto alle scuole. «stiamo lavorando con Bertolaso, intanto, a strutture mobili. È chiaro che poi l'attenzione alle norme antisismiche va prestata soprattutto negli istituti pubblici. Noi eravamo già impegnati con un piano di edilizia scolastica: avevamo già stanziato un miliardo di euro».

RADIOGRAFIA DI UN TERREMOTO CATODICO ( da "Unita, L'" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Vero, le Carfagna e Gelmini che la sera dopo il sisma bivaccano a "Matrix", non sono digeribilissime. E ancora meno nelle successive passerelle umanitarie in favore di telecamera, come il resto del battaglione ministeriale in missione superflua immortalato dai tiggì.

Spunta l'idea di una lotteria ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dice Mariastella Gelmini. Quanto alle scuole. «stiamo lavorando con Bertolaso, intanto, a strutture mobili. È chiaro che poi l'attenzione alle norme antisismiche va prestata soprattutto negli istituti pubblici. Noi eravamo già impegnati con un piano di edilizia scolastica: avevamo già stanziato un miliardo di euro».

con tremonti e di pietro morde la satira di guzzanti - luigi bolognini ( da "Repubblica, La" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che farà l´imitazione del ministro Gelmini Il comico romano è allo Smeraldo martedì e mercoledì con "Recital", dove propone i personaggi più famosi della sua carriera LUIGI BOLOGNINI Espulsa la satira politica come un calcolo renale dalla televisione, Corrado Guzzanti (che poi la tv non l´ha mai amata troppo) si butta sul teatro.

( da "Adige, L'" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: prefabbricati» ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. «La scuola è chiamata a dare risposte. Inizialmente ci potranno essere lezioni anche all'aperto. Noi utilizzeremo delle tensostrutture mobili e dei prefabbricati. Nelle zone non direttamente colpite da sisma, dobbiamo poter aprire quanto prima.

I sindacati sono tiepidi con l'assessore provinciale all'istruzione Marta Dalmaso dopo il suo intervento al forum organizzato dall'Adige ( da "Adige, L'" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Il 5 in condotta infatti non serve a nulla se poi si depotenzia la scuola italiana falciandone l'organico, come ha deciso il governo Berlusconi. Per questo stesso motivo - incalza la segretaria di categoria Gloria Bertoldi - abbiamo criticato l'assessore Dalmaso quando ha tagliato di un'ora il tempo scuola alle elementari ed ha previsto una riduzione delle cattedre di 60

contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite ( da "Nuova Venezia, La" del 12-04-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: «Io penso che possa essere una buona proposta», ha detto il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini. «Stanno già giungendo molti contributi di tipo economico - ha aggiunto la Gelmini - ma è chiaro che per far fronte a quanto avvenuto il governo dovrà stanziare delle risorse». G.F.

GABRIELE BECCARIA ( da "Stampa, La" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ecco perché mi ha fatto piacere la visita del ministro Mariastella Gelmini, che si è dimostrata molto interessata all'istituto». Voi studiate anche l'Alzheimer. «Studiamo tante forme neurodegenerative. E le ricerche sull'attività del mio fattore NGF - una proteina essenziale per lo sviluppo e la sopravvivenza delle cellule nervose - si applicano a molti altri tipi di malattie,

La ricerca trova casa all'università di Edolo ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: università di Edolo Il ministro Gelmini inaugura la nuova sede di PAOLA COMINELLI EDOLO POCO PIÙ DI 10 ANNI di vita, 133 laureati, 40 matricole ogni anno e un sogno nel cassetto: dare il via al corso di laurea magistrale (cioè ai due anni di specializzazione). Si è presentata così l'Università della Montagna di Edolo al ministro dell'Istruzione,

Amnesty, a cena con Kerry Kennedy ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e con i ministri Gianni Letta e Mariastella Gelmini. Al termine dei colloqui, ha poi deciso di trascorrere una pausa in Maremma, in occasione della quale il presidente Luciano Pettini ha organizzato la cena. «Abbiamo parlato dei suoi programmi di lavoro ci racconta e del suo impegno nel sociale e nella diffusione della cultura della pace».

SENIGALLIA SCRITTE sui muri degli istit... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ultima manifestazione promossa a marzo dal collettivo studentesco Zenit' contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini, i partecipanti al corteo si erano proprio ritrovati al Campus. Qui simbolicamente era stata tagliata una parte della rete e dagli studenti era stata auspicata la possibilità di muoversi liberamente all'interno del Campus, senza divisioni.

Se i bambini non bastano per tenere in vita le scuole di montagna, allora converrà bussare alle... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: allarmato per i tagli imposti dal ministro Gelmini (83 plessi da chiudere nella sola provincia sabina). «Sappiamo che nelle zone di montagna non ci sono bambini iscritti in numero sufficiente affinché le scuole restino aperte - argomenta Lorella Vincenzi, responsabile scuola del partito - si potrebbe risolvere il problema mettendo mano a una grande risorsa dei territori montani:

ROMA - Non si risparmia il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La sua attenzione ... ( da "Messaggero, Il" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non si risparmia il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La sua attenzione è rivolta all'Abruzzo. E alla ricostruzione degli istituti scolastici. Una ricostruzione in tempi rapidi per permettere agli alunni di tornare al più presto agli studi. Un modo per ricreare un clima che faccia pensare che si possa tornare alla vita normale.

( da "Corriere della Sera" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intanto è partita una sottoscrizione per ricostruire scuole e università. Il ministro Gelmini, che sarà in Abruzzo mercoledì, prevede di stanziare 16 milioni di euro per la Casa dello studente e altri 120 per le prime emergenze legate all'istruzione.>

( da "Corriere della Sera" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lei ha incontrato anche la Gelmini. Che impressione le ha fatto? «Buona. Una persona gentile, con cui è facile comunicare. Abbiamo instaurato un eccellente rapporto. La stimo anche per le cose che ha fatto: il ripristino del voto di condotta è giusto. Pur essendo così giovane e pur non avendo conoscenze scientifiche, visto che è avvocato,

Tremonti: ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «I turisti», dice Schifani, «è meglio che vadano altrove». GELMINI E proprio sui fondi per la ricostruzione il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini si è detta d'accordo con l'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato di destinare una tassa una tantum per l'Abruzzo.

E il ministro promuove l'università della Montagna ( da "Corriere della Sera" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ieri mattina, nell'aula magna dell'Università della Montagna, non ha avuto dubbi nell'indicare Edolo come punto di eccellenza per la ricerca scientifica e la valorizzazione delle aree montane. «Recentemente ha spiegato la Gelmini visitando i laboratori della nuova sede del centro studi per la gestione e la difesa della montagna le scelte economiche e politiche hanno trascurato

Contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite ( da "Provincia Pavese, La" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini. «Stanno già giungendo molti contributi di tipo economico - ha aggiunto la Gelmini - ma è chiaro che per far fronte a quanto avvenuto il governo dovrà stanziare delle risorse». Anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sta studiando una proposta di legge per destinare fondi per la ricostruzione delle zone terremotate dell'

contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite ( da "Tirreno, Il" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Io penso che possa essere una buona proposta», ha detto il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini. «Stanno già giungendo molti contributi di tipo economico - ha aggiunto la Gelmini - ma è chiaro che per far fronte a quanto avvenuto il governo dovrà stanziare delle risorse». G.F.

Scuole di montagna: la protesta continua davanti al prefetto ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Vogliamo che il Governo si impegni per modificare la legge Gelmini per quanto riguarda le scuole di montagna. Così com'è, con quei numeri-limite, ci uccide. E non possiamo accontentarci delle deroghe che qualcuno ha ventilato: quelle dovrebbero essere riconfermate ogni anno e ci lascerebbero sempre nell'incertezza».

Lotteria e "5 per mille", il governo è già in pista per la ricostruzione ( da "Giornale.it, Il" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre Mariastella Gelmini pensa possa essere «una buona proposta». Il ministro dell?Istruzione, inoltre, ricorda che «la prossima settimana il governo dovrà stanziare delle risorse, come ha in parte già fatto». Ma «tutte le idee che consentono di dare risposte concrete - rimarca - rappresentano un fattore importante».

Contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite ( da "Nuova Ferrara, La" del 12-04-2009) + 7 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: «Io penso che possa essere una buona proposta», ha detto il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini. «Stanno già giungendo molti contributi di tipo economico - ha aggiunto la Gelmini - ma è chiaro che per far fronte a quanto avvenuto il governo dovrà stanziare delle risorse». G.F.

Montalcini: "Vi racconto i segreti dei miei cento anni" ( da "Stampaweb, La" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ecco perché mi ha fatto piacere la visita del ministro Mariastella Gelmini, che si è dimostrata molto interessata all?istituto». Voi studiate anche l?Alzheimer. «Studiamo tante forme neurodegenerative. E le ricerche sull?attività del mio fattore NGF - una proteina essenziale per lo sviluppo e la sopravvivenza delle cellule nervose - si applicano a molti altri tipi di malattie,

Scuola, esami maturità. Ritorna la pubblicazione finale del punteggio. ( da "Sestopotere.com" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ha emanato l'Ordinanza ministeriale relativa all'Esame di Stato per la scuola secondaria di secondo grado. Nell'Ordinanza si fissano le regole per l'ammissione all'esame per il corrente anno scolastico. In attesa del perfezionamento del regolamento sulla valutazione degli studenti, saranno ammessi all'esame gli studenti con una media non inferiore a 6.

294 le vittime. Berlusconi: forse già fuori dall'emergenza ( da "Rai News 24" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stata presa di concerto con il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Arrivando alla Scuola della Guardia di Finanza e parlando con alcuni sfollati ha promesso: "Vi tireremo fuori dalle tende". "Mai come in questi giorni, in questi 15 anni, mi sono sentito orgoglioso di essere italiano". "Il governo ha due missioni.

Abano Terme (L.Pi.) Nessun intento polemico e nessuna strumentalizzazione politica della presenz... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 12-04-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Le famiglie degli alunni della scuola di Giarre, non fanno tuttavia mistero delle maggiori attese riposte nell'azione dell'organo politico. "Ci saremmo aspettati - recita un documento redatto dal comitato genitori - l'impegno del comune nel supportare eventuali costi per garantire la sopravvivenza del tempo lungo esattamente come hanno fatto altre amministrazioni dello stesso

Tagli a scuola, il Comune chiama i genitori ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In base alla riforma Gelmini, pertanto, la dirigente scolastica non potrà più procedere ad appaltare a servizi esterni le attività integrative che finora si svolgevano nella scuola (e che ne rappresentavano il fiore all'occhiello). Le esigenze delle famiglie sono state sostanzialmente ignorate.

Sisma Abruzzo/ Berlusconi: Giovedì riapre prima scuola ( da "Virgilio Notizie" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La scuola di Poggio Picenza riprenderà a funzionare "in situazione provvisoria ma confortevole dentro le tendopoli", ha detto il premier, "e questo via via troverà seguito in tutti gli altri comuni". La decisione, ha precisato Berlusconi, è stata presa di concerto con la ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini.

294 le vittime del terremoto. Berlusconi: rivedremo le norme anti sismiche ( da "Rai News 24" del 12-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stata presa di concerto con il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Arrivando alla Scuola della Guardia di Finanza e parlando con alcuni sfollati ha promesso: "Vi tireremo fuori dalle tende". "Mai come in questi giorni, in questi 15 anni, mi sono sentito orgoglioso di essere italiano". "Il governo ha due missioni.


Articoli

Elementari, 23 maestri in meno (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-04-2009)

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SCUOLA.LE CONSEGUENZE A SETTEMBRE DELLA RIFORMA GELMINI Elementari, 23 maestri in meno Saranno sostituiti solo 5 docenti dei 28 che tra pochi mesi andranno in pensione Le scuole elementari astigiane dovranno fare i conti, dal prossimo anno, con 23 insegnanti in meno. Questo il primo bilancio della manovra del ministro Maria Stella Gelmini, sul sistema scolastico della provincia. «Il taglio c'è, nonostante l'aumento nel numero di studenti - commenta il provveditore agli Studi, Francesco Contino - Dobbiamo quindi aspettarci qualche sacrificio, anche se siamo riusciti a limitare i danni». Nelle elementari di Asti e provincia, a settembre 2009, ci saranno complessivamente un centinaio di studenti in più, dato che ha contribuito a contenere la riduzione del personale docente. Il punto fondamentale è, però, il modo in cui il taglio influirà sulla formazione delle classi e sull'assegnazione dei «tempi scuola». «L'Ufficio scolastico provinciale e i capi di istituto dovranno lavorare per cercare di garantire le richieste delle famiglie - anticipa il provveditore - Dovremmo riuscire a garantire i tempi pieni esistenti e ci auguriamo anche di poter soddisfare molte delle richieste, compresa l'attivazione di alcuni nuovi corsi a tempo pieno». Il quadro generale di come saranno distribuiti gli orari nei diversi circoli di Asti e nelle scuole della provincia, sarà disponibile subito dopo Pasqua. Già nei giorni scorsi, però, era stato garantito il mantenimento dell'orario per le classi già avviate. Dal punto di vista dei docenti, i 23 maestri in meno si traducono direttamente in posti di lavoro persi: va però detto che, con il prossimo anno scolastico, sono attesi 28 pensionamenti per altrettanti insegnanti delle scuole primarie. «In tempi normali - sottolinea Contino - i pensionamenti sarebbero stati coperti con nomine di supplenti. Quest'anno, invece, potremo nominare solo 5 docenti, al posto dei 28 andati in pensione». Non sono invece ancora disponibili i dati sulle assegnazioni di personale docente nelle scuole medie e superiori astigiane, che però dovrebbero subire tagli meno pesanti, rispetto alle scuole elementari. \

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Più facile il diploma superiore piuttosto che la licenza media (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Reggio" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Più facile il diploma superiore piuttosto che la licenza media Se Mariastella Gelmini non farà retromarcia anche per la scuola dell'obbligo, quest'anno basterà la media del sei per essere ammessi all'esame di maturità, mentre occorrerà la sufficienza in tutte le materie per poter sostenere quello di licenza media. Sarà più facile, cioè, conseguire un diploma delle superiori che completare il primo grado della scuola secondaria. Il ministro della Pubblica Istruzione ha determinato questa situazione paradossale correggendo solo in parte i nuovi regolamenti che, appena introdotti, erano stati sommersi da una valanga di proteste. In palese difficoltà di fronte alle critiche degli insegnanti, allarmata dalla minaccia di migliaia di ricorsi al Tar, Mariastella Gelmini ha repentinamente rinunciato alla norma, formalmente molto severa, che imponeva il sei in tutte le discipline per l'ammissione all'esame di stato. Così il ministro ha tranquillizzato gli studenti delle superiori, ma ha suscitato un coro di proteste dalla scuola media, che si sente assurdamente penalizzata e discriminata. Se ne fa protavoce Gigliola Venturini, docente di scienze motorie, che scrive: «Mi auguro che sia emessa al più presto un'ordinanza per la scuola secondaria di secondo grado analoga a quella del secondo. Se così non fosse, si tratterebbe di una gravissima miopia e incompetenza pedagogica». Sulla base dei recenti decreti, è richiesto il sei in tutte le materie anche per essere promossi in prima e seconda media. Le insufficienze si trasformerebbero quasi sempre in sei politico. «Nella scuola dell'obbligo - obietta Gigliola Venturini - gli alunni hanno il diritto di trovare un sistema capace di accoglierli tutti e di creare per ciascuno le migliori condizioni possibili per il proseguimento degli studi. Le norme rigide del decreto e del regolamento attuativo, se non verranno modificate, produrranno due possibili effetti: dove prevarrà una popolazione scolastica di livello medio alto crescerà l'insuccesso scolastico, mentre dove le condizioni saranno maggiormente problematiche si determinerà un abbassamento dei livelli d'insegnamento e apprendimento. La ripetenza, che non garantisce vere possibilità di recupero, finora è stata adottata molto raramente e solo se serviva all'alunno». (l.s.)

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I tempi di Ifigonia: quella era goliardia altro che buso (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

I tempi di Ifigonia: quella era goliardia altro che «buso» GIORGIO DAL BOSCO Trento quaranta anni fa. Via Verdi, piazza Duomo. Erano l'aorta della gioventù universitaria locale, luoghi dai quali, quasi quotidianamente, si distribuivano, come in più piccole arterie, i cortei di protesta, che originavano o erano conclusivi delle occupazioni. Anche la cattedrale, come si sa, poteva andar bene per vibranti contestazioni ceelbrando i suoi controquaresimali. Adesso, per gli studenti, queste strade, fatta salva qualche eccezione (recenti manifestazioni contro la legge Gelmini), sono soltanto il teatro delle feste di laurea. Di goliardia, negli anni Sessanta e Settanta, neanche si parlava. D'altra parte la neonata università trentina non poteva ospitare questa forma di, almeno nel primo quindicennio del dopoguerra, intelligente anche se sboccata e talvolta scurrile, ma sempre innocua, "provocazione" giovanile. Gli studenti di Sociologia, infatti, avevano ben altri problemi e schemi mentali in testa. Avevano grandi bei progetti impastati, talvolta e in taluni protagonisti, anche di esclusivo spirito rivoluzionario che qualcuno sarcasticamente bollò con la storica irrisione affibbiando alla studentessa-tipo la preoccupazione: "Stasera vado a fare la rivoluzione e non so cosa mettermi". Di più. "Sessantotto" a parte (con i suoi annessi e connessi), la goliardia, come altri grandi fenomeni sociali, non poteva attecchire in un ambiente universitario nuovo, per di più in una città tutt'altro che "libertina" come era Trento. Da noi non c'era tradizione, non c'era l'atmosfera, non c'era ambiente. Ben raramente, negli anni Cinquanta, gli universitari trentini di stanza a Bologna, Pavia, Milano, Venezia eccetera, trasferivano a Trento i loro lazzi. Un'eccezione, decisamente esilarante e "coraggiosa", fu la provocazione di alcuni universitari trentini nei confronti dei roveretani con il "furto" del gonfalone del Comune di Rovereto che contraccambiarono micidialmente con il furto dell'aquila viva, chiamata "Beppina", dalla gabbia di piazza Dante. E, una volta applicata la legge Merlin, con la chiusura di "piazza Centa" la goliardia trentina perse uno dei suoi più amati teatri per scenette che tanti settantenni ricordano con nostalgia. Divertenti poi, anche se un pochino sopra le righe, erano le canzoni, i poemetti, e le parafrasi scollacciate di canzoni dell'epoca o di famose poesie: "Fanfulla da Lodi"... Come pioveva..." Mitica è stata la tragedia "Ifigonia" di cui rimangono scolpite nella nostra memoria certe rime e i nomi dei suoi protagonisti: il re, il popolo, il coro delle vergini ("noi siamo le vergini dai candidi manti, siam..."), Ifigonia, il gran cerimoniere. Nelle piazze di altre città sedi di università, soprattutto a Bologna, alle feste di laurea, gli studenti improvvisavano qualche brano della tragedia e i passanti, per male che andasse, si limitavano a sbuffare contro queste "volgarità". A Trento, da quando, qualche anno fa, sono cominciate le feste "pubbliche"di laurea, non c'è proprio traccia, o poca, della fantasia di una volta. Al di là di certi simpatici ma ripetitivi schiamazzi e di cori in cui manca inventiva, non sembra che si sappia andare. Per non parlare, poi, dell'imbratti di tratti di strade o di angoli di piazze che hanno fatto intervenire il Comune per impedire certi evidenti eccessi. Comunque, non si vedono più, fortunatamente, celerini vestiti da antisommossa bloccare le strade e lanciare lacrimogeni. Non volano più cubetti di porfido e non si alzano più in aria da parte degli studenti cori di guerriglia. Ci sono, invece, soltanto solerti vigili urbani con il blocchetto in mano che danno doverose contravvenzioni contro certi vandalismi che non aggiungono nulla di divertente alla gioia per il raggiungimento del traguardo della laurea. Non è che non ci siano più problemi, anzi. Ce ne sono più di prima, e forse ancora più gravi. Vedere neolaureati "felici" messi alla berlina, genitori orgogliosi, amici in festa è sempre bello, ma anche un po' preoccupante. Sembra che vivano il "carpe diem" oraziano.

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Primaria, 19 classi e 45 maestri in meno (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

di Cristina Contento Primaria, 19 classi e 45 maestri in meno Sono però 46 i pensionamenti già previsti «La botta l'hanno i precari: restano tali» Il corpo docente di ruolo «salvo» ma niente turn over BELLUNO. Ben 19 classi in meno e 45 posti di maestri che partono: i pensionamenti sono 46 quindi paradossalmente dalla razionalizzazione secondo Gelmini ci potrebbe essere una immissione in ruolo. Ma se chi è di ruolo può star tranquillo, la vera mazzata con le ultime riforme della scuola, nel Bellunese, l'avranno i precari: nella scuola primaria il posto e l'immissione in ruolo se li sognano. E' una parte delle novità che ieri Domenico Martino, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, ha spiegato in via ufficiosa ai sindacati (dalla Gilda alla Cisl alla Cgil, Snals e Uil): l'anno prossimo la rivoluzione alle elementari prevede anche la creazione da 10 a 15 pulriclassi in più; lo spostamento di una classe da Chiesurazza a Mussoi, la creazione di una pluriclasse a Fiammoi. Status quo mantenuto a Villabruna, Feltre e Arten, come già annunciato nei giorni scorsi. Ma i sindacati chiedono altro ancora. Calcoli ancora ufficiosi: martedì il piano diventerà ufficiale. Di fatto nella primaria si conterebbero 19 classi in meno l'anno prossimo, un numero inferiore a quel che era previsto (cioè 23 o 24). Quanto alle cattedre, «Martino ha confermato i 45 posti in meno» spiega Livio D'Agostino, della Gilda «sappiamo che in provincia ci sono 46 cessazioni per pensionamento: alla fine non c'è turnover. Mentre i colleghi di ruolo non perderebbero posto, i colleghi precari a tempo determinato avrebbero la vera batosta. Devo riconoscere a Martino che ha cercato di fare il possibile per salvaguardare i plessi in provincia, ma restano due problemi. Il tavolo tecnico a Venezia aveva indicato le priorità: una molto importante riguarda il tempo pieno nelle classi dove c'erano le richieste ma Martino era un po' all'oscuro della faccenda e avrebbe verificato... Non è possibile che a livello regionale prendano accordi che poi non vengono indicati a cascata nelle province. Secondo: c'è da capire la storia del territorio montano perchè si naviga a vista: il provveditorato si basa su un elenco di comuni montani forniti dalla Camera di commercio, elenco contestato dai sindaci. Martino ha ora chiesto alle Cm un elenco attendibile». Per le medie i tagli si fanno più pesanti: «A pagare pesantemenete sono le classi di concorso di lettere e educazione tecnica». «Avevamo urgenza di capire come mai in provincia non erano stati accordati, come in altre province, nuovi tempi pieni (a 40 ore)» spiega Anna Orsini (Cisl). «Sul numero di classi, Martino ci ha presentato un elenco ancora ufficioso e non definitivo di quelle che intendeva attivare: l'oggetto della questione era il numero di pluriclassi che aveva annunciato di voler fare e per le quali noi avevano espresso forte critica. Ma abbiamo visto che quelle attivate per il prossimo anno sono in numero inferiore, anche significativamente (da 10 a 15 le pluriclasse in più). Noi comunque abbiamo opinioni diverse su scelte che si potevano fare e su altre per cui si poteva essere più flessibili». Ci sono 814 insegnanti per le classi da attivare (se ne perdono una ventina); 506 a tempo normale e 42 a tempo pieno l'anno scorso. Queste 506 classi comprendono anche le 28 pluriclassi dell'anno scorso. Ma i sindacati hanno chiesto lumi anche sul tempo pieno. «Come mai in provincia di Belluno non sono stati dati posti in più come ad altre province per venire incontro alle nuove esigenze di tempo pieno richieste dalle famiglie?» chiede ancora la Orsini. «Martino dice che quel che è stato dato alle province è il riconoscimento di tempo lungo che già c'era, trasformato in tempo pieno, ma a noi non risulta così: risulta invece che si siano prese in considerazione le richieste e pertanto avremmo fatto una verifica perchè a nostro avviso a Belluno mancano quei quattro posti di tempo pieno dati alle altre province. Lui vuole venire incontro alle famiglie con i numeri che ha. Importante comunque che non ci siano chiusure di plessi, pluriclassi sopra i 18 bambini». Dunque, non ci saranno problemi per Villabruna, Feltre e Arten. A Belluno: una unica pluriclasse a Fiammoi e lo spostamento di una classe da Chiesurazza (dieci bambini) a Mussoi per fare due classi. I sindacati però stanno organizzando comunque una manifestazione al 20: prof in piazza. «Siamo contrari a questi tipi di tagli fatti con regolamenti che non fotografano e non consentono di dare risposte alla nostra situazione» chiude Anna Orsini.

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Neuroscienze: Giovani eccellenti ma troppo pochi gli aiuti finanziari (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 11/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:cultura Neuroscienze: «Giovani eccellenti ma troppo pochi gli aiuti finanziari» Il futuro dell'Africa passa attraverso l'emancipazione delle donne: a questo obiettivo è dedicata l'attività della Fondazione Rita Levi Montalcini onlus, che tra l'altro assegna ogni anno centinaia di borse di studio a ragazze provenienti dalle situazioni più critiche del continente. Su questo tema, la casa editrice Gallucci ripubblica ora la quarta edizione di «Eva era africana» (pp. 96, 10 ), con disegni di Giuliano Ferri, il primo libro per ragazzi scritto dal Premio Nobel. Nei giorni scorsi inoltre a visitare la Fondazione Ebri, anche questa intitolata al Premio Nobel, c'è stato il ministro Gelmini. Il nostro Paese - ha detto la Montalcini - ha «una storia orgogliosa negli studi sulle neuroscienze, con giovani eccellenti che amano lavorare di giorno e di notte», ma a fronte di «tale ricchezza, c'è un'asfittica mancanza di aiuti finanziari». Ebri sta per European Brain Research Institute, un centro di ricerca scientifica internazionale dedicato allo studio delle neuroscienze. Ebri, fondato da Rita Levi Montalcini, è un'organizzazione senza scopo di lucro, nata per studiare il sistema nervoso centrale. La sua ricerca mira a capire le basi molecolari delle malattie neurologiche e in particolare di quelle neurodegenerative.

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BOVEZZO Il cinquantesimo di Antonio e Maria Antonio Gelmini e Maria Moreschi festeggiano og... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 11/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città BOVEZZO Il cinquantesimo di Antonio e Maria Antonio Gelmini e Maria Moreschi festeggiano oggi il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio. A loro vanno gli auguri di figli, nipoti, nuora e genero

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L'evento si tiene nel XVI centenario dalla morte del santo patrono della diocesi (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

"Bassianus" risuona in Cattedrale Sabato l'appuntamento con l'oratorio di Mariano Suzzani n Tra le varie iniziative culturali promosse dalla Diocesi per riscoprire e onorare la vicenda del patrono di Lodi, nel XVI centenario dalla morte, sabato 18 aprile alle 21 nella Cattedrale di Lodi, verrà eseguito Bassianus, oratorio di Mariano Suzzani per soli, coro e orchestra. Si tratta di un'opera commissionata dalla Cappella musicale della Cattedrale, che venne presentata per la prima volta nel 2000 in occasione del Giubileo. La versione 2009 è nuova nella durata (80 minuti), per effetto di alcuni "tagli" sapientemente calibrati, che facilitano l'ascolto, conferendole una certa levità. Il testo latino è tratto da versetti biblici e dagli antichi codici che narrano la vita del santo, agiografie che testimoniano una devozione popolare molto sentita per Bassiano, vescovo di Lodi per ben 35 anni (374 - 409).L'attuale pastore, monsignor Giuseppe Merisi, in Ricordatevi dei vostri capi, la pubblicazione che dà avvio alle celebrazioni dei 1600 anni, rammenta come: «Il giorno della ordinazione episcopale di Bassiano (19 gennaio 374) costituì di fatto anche il giorno della nascita della diocesi di Lodi, che nella sua figura si è identificata. Bassiano ha incarnato per la sua comunità, ancora ai primi passi, il modello del cristiano impegnato per la diffusione della fede in un contesto pagano [...] Un vescovo dunque appassionato di Cristo e dell'integrità della Chiesa, ma pure pienamente immerso nella società locale e nel territorio». L'oratorio Bassianus invita a riscoprire la sua figura, attraverso il canto e la musica e individua nella devozione popolare al santo una risorsa per la fede di oggi. Così i testi tengono conto delle notizie biografiche, come la sua famosa frase, attestata nei verbali del concilio di Aquileia del 381, contro i dissidenti ariani protetti da Papa Damaso e strenuamente combattuti da Ambrogio. Ovviamente il patrono di Lodi non fu solamente un censore (pensiamo alla tenerezza con cui difese una cerva e i suoi piccoli dai cacciatori durante il viaggio da Ravenna, dove ricevette l'ordinazione presbiterale); ma anche, al di là della guarigione miracolosa, alla premura compassionevole con cui, giungendo a Lodi, si avvicinò ai lebbrosi. Sono questi gli accenti e gli affetti cui dà vita l'oratorio Bassianus, ivi compresa la bella amicizia con il vescovo di Milano, che vide Ambrogio tra gli invitati alla dedicazione della basilica dei XII Apostoli a Lodi Vecchio (387) e vide Bassiano, al capezzale di Ambrogio nel 397, udire confidente la sua visione del Signore che lo accoglieva con un sorriso. Un epitaffio rammenta che Bassiano è morto a 90 anni di età, quando - è ancora il vescovo ad annotarlo - «la sua comunità è sufficientemente matura per affrontare una vicenda secolare. È il patriarca che si congeda dai suoi e li benedice perché possano affrontare a loro volta il lungo viaggio sulle strade della storia». Bassiano lascia la vita terrena, "plenus dierum et virtutum" ovvero ricco di anni e di virtù e Suzzani immagina una lieta canzone per questo testo che ne accompagna la salita al cielo, una musica semplice, come le filastrocche dei bambini, gioiosa e pura come il canto degli angeli.Maria Laura Gelmini

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P ronta a sfidare Roma e il governo nazionale (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

P ronta a sfidare Roma e il governo nazionale P ronta a sfidare Roma e il governo nazionale. Marta Dalmaso, assessore all'istruzione, non intende cedere di un millimetro di fronte alle direttive che provengono dal ministero di Maria Stella Gelmini. Soprattutto in materia di piani di studio. La parola d'ordine è salvare l'esperienza trentina. E in un approfondito confronto con l'Adige, l'assessore delinea la sua idea di scuola, dal voto in condotta ai programmi per elementari, medie e superiori. Tra le novità in arrivo, l'aggiornamento delle graduatorie anticipato da un anno. Per i nuovi «prof», spazio dal 2010. J. VALENTI ALLE PAGINE 22-23 11/04/2009

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come si scoraggia (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 15 - Altre Come si scoraggia Come si scoraggia un aspirante volontario Premetto che svolgo già attività di volontariato presso il «Centro di Ascolto Padova Nord», avendo qualche mattina libera, ho pensato di fare domanda di volontario presso il comune di Padova come Vigilante e Custode nei musei. Scarico il modulo da internet lo compilo e martedì 31 marzo, tutto fiducioso, mi presento in via Porciglia 35 a Presentare la domanda. Erano le 11 del mattino e la portinaia mi dice: «E' la signora appena entrata, la signora Adriana, la segua». La signora Adriana aveva molta fretta doveva uscire, mi ha fatto ricompilare il modulo e mi ha detto di consegnarlo alla sua collega e di presentarmi giovedì mattina. La sua collega non ne sapeva niente, l'Adriana irreperibile: «Venga giovedì mattina alle nove meno dieci, caso vuole che ci siano i colloqui e passi da caso vuole che ci siano i colloqui e passi da me». Quella mattina, giovedì alle nove meno un quarto, mi presento, chiedo alla signora Adriana se è tutto a posto ma non mi da nessuna risposta. Nel frattempo cominciano ad arrivare altri volontari, tutti convocati alle nove. Una gentile signora dell'ufficio ci raduna e ci fa compilare un graduatoria in ordine di arrivo. Qualche mogugno. Arrivo 16ª su una cinquantina. Alle 9,30 la signora che smistava la selezione mi chiede: «Ma lei sig. Cortese ha fatto la domanda?...» Al che ho rimbrottato «Che certo che sì, che non si trattano in questo modo dei cittadini, che un minimo di organizzazione, che avrei protestato....». Protestato con chi? Me ne sono andato deluso, ho sempre la mia attività di volontario, pensavo. E se scrivessi al Mattino... Levis Cortese Scuola, chi ha salvato il tempo pieno e chi no In riferimento all'articolo pubblicato domenica 29 marzo dal titolo: «Il sindaco Barison "Dal centrosinistra critiche ingiuste"», vorrei offrire un contributo sull'argomento. Riconosciamo al sindaco Barison l'intelligenza politica e il senso pratico che lo hanno portato a «movimentare» i sindaci sul tema della salvaguardia del livello acquisito, con tante fatiche e impegno finanziario notevole, dalla scuola veneta, quella primaria in particolare. Anche a Due Carrare abbiamo votato la mozione a sostegno della scuola, quella partita da Albignasego, e se un risultato positivo è stato colto ce ne rallegriamo. Ciò che ci ha colpito nel testo della mozione e continua a meravigliarci anche nell'intervento del sindaco di Albignasego è il rumoroso silenzio intorno a ciò che ha costretto a movimentarsi i sindaci, qualche consigliere regionale e addirittura l'assessore regionale: un provvedimento legislativo, la Legge Gelmini, evidentemente improvvisato e figlio della fretta di dover rispondere alle direttive di finanza pubblica del ministro Tremonti senza tener conto delle conseguenze. Se oggi, magari anche solo per un anno, si è ottenuta la salvaguardia del «tempo lungo» alla veneta grazie all'intervento di chi ha protestato, beh, dimostra che, nei tempi utili di un mai compiuto dibattito parlamentare, a nessuno cadde l'occhio sul testo della legge e nessuno si soffermò sulle peculiarità di taluni modelli educativi attivi nel territorio. Per questo ci siamo stupiti della partecipazione alle manifestazioni del «movimento dei sindaci» anche di onorevoli e senatori che avevano, anch'essi, frettolosamente e superficialmente votato quella legge in parlamento. Ci sta bene siano citati gli interventi di chi si è dato da fare ma sarebbe completa la notizia corredata dei nomi dei colpevoli del danno che si stava verificando. Quando si citano gli Stati Uniti in termini di vittorie o sconfitte elettorali si dovrebbe considerare l'intero modello americano e non solo la parte che ci appare utile al momento. Di fronte ad uno scivolone dovuto a sottovalutazione della situazione creata da una Legge che porta il proprio nome, anche se a quello scivolone si è rimediato all'ultimo momento utile e solo perché le famiglie e chi la scuola la vive e la frequenta (prima dei sindaci) si sono mobilitati, quanti negli Stati Uniti sarebbero ancora ministri? Per altro, dovrebbe essere noto al sindaco Barison il nome di un leader italiano che ha vinto le elezioni tre volte, ma che in due occasioni le ha perse e non si è sognato né di tacere e tanto meno di ritirarsi. Moreno Salvò capogruppo di «Insieme per Due Carrare» Abruzzo, i partiti diano il 50% dei loro rimborsi In questo terribile momento che ha colpito l'Abruzzo con il devastante terremoto, tutti noi italiani siamo chiamati ad un dovere, aiutare i nostri connazionali. Senza retorica e senza polemica, rivolgo un appello a tutti i partiti: le somme destinate per la campagna elettorale, prossima, vengano decurtate di un 50% da donare alle zone terremotate, versandoli alla Croce Rossa Italiana, così saranno sicuri che i soldi arriveranno. Penso che adesso c'è bisogno di un aiuto concreto, da tutti noi, e se i partiti prendono questa decisione, non saranno penalizzati, anzi potranno essere di più tra la gente, spiegare meglio cosa vorrebbero e sentirsi veramente vicini a chi in questo momento ha perso tutto. Mario Bozzolan

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(a.stri.) (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

(a.stri.) Nelle ore cui in Abruzzo si celebravano i funerali di Stato per le vitt... (a.stri.) Nelle ore cui in Abruzzo si celebravano i funerali di Stato per le vittime del terremoto il Comune di Caorso ha deciso di destinare 50 mila euro alla ricostruzione di una scuola del territorio aquilano. La somma sarà stanziata nelle prossime settimane: prima il sindaco Fabio Callori invierà una lettera al Ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini, che ha promesso 110 milioni di euro per ricostruire gli edifici scolastici e 16 milioni per la Casa dello studente, chiedendole a quale scuola destinare la somma. Ma non è questo il solo contributo del paese della Bassa per l'Abruzzo. Previsto infatti un prelievo di 5.900 euro dal fondo di riserva: 4mila sono stati divisi equamente sui conti correnti aperti per il terremoto dalla Protezione civile nazionale e dall'Anci. Gli altri 1.900 sono stati usati per acquistare generi di prima necessità che si sono aggiunti a quelli raccolti da cittadini e aziende e sono arrivati San Vittorino con il primo carico della Protezione civile di Caorso. I cinque volontari stanziati in Abruzzo hanno proseguito la distribuzione di cibo, in particolare di pacchi per le famiglie e attendono stamattina l'arrivo di due nuovi camion con altri volontari, carichi di altri beni, a cui si aggiungerà un altro tir che partirà nelle prossime ore (la raccolta nella stazione ferroviaria di Caorso prosegue anche oggi). Tra le donazioni, 3mila euro di un cittadino, usate dal gruppo per acquistare medicinali. Andranno infine sul conto bancario di Intesa Sampaolo s.p.a. e intestato a Mediafriends i 455 euro raccolti tra i componenti della giunta e i dipendenti comunali. Caritas La Caritas Diocesana prosegue nella raccolta di fondi sul conto aperto alla Banca di Piacenza (n° 32157/50, Sede Centrale). Causale "Emergenza Abruzzo-Erogazione liberale". Partiti sette scouts Ieri sera alle 20 dalla chiesa del Preziosissimo Sangue è partito un gruppo di sette capi scouts attivati dalla protezione civile. Le disponibilità, in genere, riguardano il montaggio di tende, i lavori di cucina, l'animazione. Materiale di sostegno Su richiesta della Colonna mobile regionale di Protezione civile si raccolgono da martedì prodotti alimentari non deperibili (ne daremo elenco) al polo di protezione civile di via Pennazzi, a Piacenza, e al Com di Sarmato. 11/04/2009

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JACOPO VALENTI Sui nuovi piani di studio l'assessore all'istruzione Marta Dalmaso non arretrerà di un millimetro di fronte alle direttive che vengono da Roma, ed è pronta a difende (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

JACOPO VALENTI Sui nuovi piani di studio l'assessore all'istruzione Marta Dalmaso non arretrerà di un millimetro di fronte alle direttive che vengono da Roma, ed è pronta a difendere tutte le esperienze scolastiche positive esistenti in Trentino e che rischiano di scomparire con l'applicazione della normativa nazionale JACOPO VALENTI Sui nuovi piani di studio l'assessore all'istruzione Marta Dalmaso non arretrerà di un millimetro di fronte alle direttive che vengono da Roma, ed è pronta a difendere tutte le esperienze scolastiche positive esistenti in Trentino e che rischiano di scomparire con l'applicazione della normativa nazionale. «Nel momento in cui da parte nostra c'è la volontà di difendere delle proposte da mettere sul tavolo, io a Roma a parlare con il ministro ci vado», ha dichiarato ieri Marta Dalmaso al forum organizzato dall'«Adige» all'assessorato all'istruzione di Trento. L'assessore garantisce che l'esperienza scolastica trentina sarà salvaguardata e che se necessario volerà a Roma con delle proposte motivate per incontrare il ministro Gelmini e trovare un accordo. Assessore Dalmaso, quali sono i rapporti e le differenze con i provvedimenti nazionali introdotti dalla Gelmini, in particolare sull'importanza data al voto in condotta? Quello che ci ha lasciati perplessi ed ha indotto la reazione iniziale da parte del presidente Dellai, poi confermata anche da me, è l'idea che un voto in condotta possa condizionare pesantemente le possibilità del ragazzo nel proseguire gli studi. Credo che questa sia una non soluzione ad un problema reale. Dare un cinque in condotta mi pare sia una risposta di rifiuto a quella che nella grande maggioranza dei casi è invece una forte domanda di aiuto, anche se non esplicita. Quei ragazzi che vivono in maniera negativa i rapporti con insegnanti e compagni per la maggior parte sono persone che hanno difficoltà di altra natura. Non si può quindi pensare di bocciarli e farli ricominciare dalla stessa classe, anche perché statisticamente la bocciatura produce pochissimi casi di recupero vero. Allora io, che sono anche docente, non voglio sminuire questi problemi e il nostro impegno forte è quello di lavorare per affiancare insegnanti e scuole. Da una parte si può intervenire sul percorso formativo degli insegnanti ma dall'altra si può anche rafforzare la rete di professionalità che sta attorno ai docenti, magari individuando una sorta di pronto intervento da parte nostra laddove venga chiesto aiuto. Su questo stiamo lavorando anche con delle sperimentazioni in aiuto a degli insegnanti che seguono casi di ragazzi veramente difficili. Questa secondo noi è la strada da seguire. Questa differenza con la legge nazionale non provocherà casi di illegittimità o problemi per gli studenti nel sostenere gli esami di Stato che sono uguali per tutti? Rispetto a questo rischio garantiamo, perché non assumeremo mai decisioni che possano mettere in difficoltà i nostri ragazzi. Ed è per questo che stiamo elaborando un regolamento stralcio sulle valutazioni per dare le indicazioni alle scuole su questo anno scolastico e stiamo vagliando con dei giuristi tutte le possibili implicazioni anche procedurali di legittimità. Noi dobbiamo garantire soltanto che gli esami avvengano con le stesse modalità che esistono a livello nazionale, quello che viene prima possiamo costruirlo e gestirlo partendo dalla nostra normativa provinciale e quindi attraverso l'autonomia che abbiamo. Qualcuno però ha parlato di buonismo. Come risponde? Nemmeno io voglio il buonismo, l'obiettivo non è certo nasconderei i problemi, livellare tutto, promuovere a tutti i costi eliminando le problematicità. La cosa migliore è guardare i problemi in faccia ed aiutare i ragazzi a fare altrettanto. Però io credo che non si possano adottare scorciatoie, il cinque in condotta lo è e fa del male a tutti, e soprattutto alla scuola. Senza esito positivo. Cambiamo argomento: i piani di studio per elementari, medie e superiori. Nel corso del mese di marzo lei ha incontrato quasi duemila persone tra insegnanti e genitori delle scuole trentine. Da parte di alcuni ci sono dei timori per i cambiamenti in arrivo. Per il primo ciclo abbiamo già fatto gran parte del lavoro grazie alla commissione Pellerey che sta lavorando dall'inizio del 2008. Quindi abbiamo costituito dei gruppi di lavoro con docenti e dirigenti delle scuole elementari e medie per elaborare i piani di studio. Finito questo percorso è stato messo insieme tutto il materiale prodotto ed è stato fatto il documento che poi abbiamo presentato nelle scuole, dove sono emerse alcune problematiche. Alla luce di questo abbiamo ripreso in mano i piani di studio facendo alcune correzioni e a stesura completa tutto questo diventerà un regolamento per il prossimo anno scolastico 2009 - 2010. Ora le singole scuole lavoreranno per costruire i curricula e noi vorremmo lavorare assieme a loro con delle linee guida. Quale sarà il cambiamento maggiore per le famiglie e gli studenti di medie e elementari dal prossimo settembre? Si parla di adottare un metodo di lavoro che punti sulle competenze, cioè il fatto che al termine degli studi un ragazzo abbia non solo le conoscenze previste per il suo livello di studio, ma anche la capacità di spendere le sue qualità acquisite nelle varie situazioni di vita in cui si trova. Si tratterà quindi di giocare su metodologie didattiche nuove, sulla capacità e la disponibilità degli insegnanti a lavorare molto assieme, costruendo le competenze in maniera trasversale. Abbiamo individuato delle aree di apprendimento cioè italiano, matematica, le lingue straniere, l'educazione civica e la storia, e poi l'educazione artistica, musicale, e fisica. Rispetto al passato cambierà poco, ci sarà un'ora in meno sul monte ore obbligatorio ma le scuole saranno dotate delle risorse necessarie per arrivare al monte ore di trenta a settimana. Quindi ci sarà un aumento della fascia oraria facoltativa che potrà essere gestita in maniera molto puntuale dalle singole scuole leggendo le esigenze e le potenzialità dei singoli istituti. Certo qualcuno ha detto che fare le materie facoltative significa fare distinzione tra insegnanti di serie A e serie B, ma non è mica vero che i docenti devono essere divisi tra quelli che fanno l'orario obbligatorio e quelli che invece fanno il facoltativo, possono essere gli stessi coinvolti. Tutto comunque entrerà a regime con il tempo, in modo progressivo. Alcune lamentele erano legate alla possibilità che mancassero le risorse. Le risorse ci sono come se avessimo le trenta ore obbligatorie. Il fatto è che l'offerta è diversa nei confronti delle famiglie, ci pare una cosa importante dare a quella che è la prima realtà educativa delle opzioni di scelta per l'educazione del figlio. Quindi il fatto che ci siano ore obbligatorie e facoltative è un'opportunità in più per la famiglia. Certo è un percorso difficile e sempre di più le scuole dovranno rapportarsi in modo più sinergico con il territorio valorizzando le proprie risorse. Cosa succede invece per il secondo ciclo, cioè le superiori? Sono stati attivati dei gruppi di lavoro anche dopo una giornata ad hoc di formazione dei dirigenti. Questi gruppi riguardano la parte dell'obbligo scolastico - quindi il biennio - e poi i licei, gli istituti tecnici, quelli professionali. Verrà fatto lo stesso lavoro che è stato fatto con il primo ciclo. Entro la fine dell'anno dovranno elaborare la proposta perché poi ci sarà il tempo delle iscrizioni che probabilmente sarà gennaio e si poi si parte ufficialmente con il 2010/2011. Ci sono però delle preoccupazioni, sia tra gli insegnanti che tra i genitori, perché c'è il rischio che scompaiano realtà come i licei tecnologici, le sperimentazioni Brocca. E poi c'è il timore che vengano ridotte all'osso le ore di laboratorio, che in alcuni istituti sono il fondamento della didattica. La nostra sfida sarà quella di recuperare tutto il patrimonio di competenze che è stato acquisito nel tempo sia dai docenti che dalle scuole, proprio alla luce di queste sperimentazioni. Lo scoglio più impegnativo rispetto alla normativa ministeriale sono gli esami di Stato, quindi bisogna pensare che i nostri ragazzi abbiano un diploma di maturità spendibile su tutto il territorio nazionale. I gruppi di lavoro potranno servire proprio a far emergere elementi concreti e motivati che poi ci consentano di avere un po' di coraggio e dire a Roma che il nostro piano di studi abbia più flessibilità perché riteniamo che questo ci consenta di salvaguardare tutto il patrimonio acquisito. 11/04/2009

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salvate diritto ed economia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

UN APPELLO «Salvate diritto ed economia» PISTOIA. Molte le adesioni di docenti di diritto ed economia pistoiesi all'appello lanciato dal coordinamento nazionale della categoria contro la sostanziale cancellazione delle due materie dai piani di studio dei nuovi licei. L'iniziativa è nata dopo che il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini ha di fatto confermato un orientamento già manifestato dal suo predecessore Moratti, quello cioè di eliminare dalle materie obbligatorie oggetto di studio il diritto e l'economia, anche in quelle scuole che le hanno già oggi nei loro piani di studio. Una scelta che l'appello definisce incomprensibile, visto che le recenti sperimentazioni portate avanti in tanti licei avevano quasi sempre puntato su queste materie; e contraddittoria, visto che era stato lo stesso ministro Gelmini, la scorsa estate, ad annunciare l'introduzione in tutti gli ordini di scuola, di un nuovo insegnamento su Cittadinanza e costituzione. Infine si tratta anche di una scelta non europea, visto che lo studio di queste materie è una costante dell'istruzione superiore negli altri paesi. All'appello, cui hanno aderito già moltissimi insegnanti e personaggi di rilievo come Rita Borsellino, si può aderire sul sito http://www.docenti.org/news/file/appello.htm.

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aggiudicati i lavori per la scuola d'infanzia (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Gorizia Aggiudicati i lavori per la scuola d'infanzia Sono stati affidati a una ditta di Cividale con un ribasso d'asta del 4 per cento Moraro MORARO. La ditta Id Impianti di Cividale del Friuli è l'impresa edile che si è aggiudicata i lavori per la ristrutturazione della scuola d'infanzia comunale di Moraro. L'esito della gara d'appalto, i cui termini scadevano il 6 aprile, è stato comunicato, in questi giorni, dall'amministrazione comunale. Le ditte che hanno partecipato all'aggiudicazione degli interventi sono state dieci e l'impresa cividalese, con un ribasso del 4% circa, ha ottenuto l'incarico che sarà reso definitivo dopo che saranno effettuate le verifiche necessarie. I lavori potrebbero partire già alla fine del mese con l'obiettivo di concluderli prima dell'avvio dell'anno scolastico 2009-2010. La spesa complessiva dell'opera è di 240.000 euro e la cifra è stata messa a disposizione al Comune dalla Regione tramite l'Aster Collio-Isonzo. Il progetto per la ristrutturazione della scuola materna comunale prevede, tra le altre cose, la messa in sicurezza dell'edificio, il rifacimento completo della pavimentazione, la sostituzione degli infissi, la sistemazione o sostituzione delle porte interne, il rifacimento dei servizi igienici, la riprogettazione degli spazi interni a disposizione della cuoca, del personale docente e dei bambini, il rifacimento degli intonaci interni ed esterni e l'eliminazione delle barriere architettoniche. Il sindaco di Moraro, Alberto Pelos, ha sottolineato che questo intervento rappresenta uno degli obiettivi dell'amministrazione. C'è la volontà da parte della giunta e del gruppo di maggioranza di continuare a mantenere in funzione l'unica scuola rimasta in paese. Il sindaco ha avuto di recente un incontro con l'assessore regionale all'istruzione, Roberto Molinaro. Tema del confronto le normative scolastiche della riforma Gelmini e la situazione della scuola d'infanzia morarese. Pelos ha avuto in proposito rassicurazioni che la scuola di Moraro possa rimanere in funzione. I lavori possono quindi essere predisposti e con la sistemazione dell'edificio e il suo ampliamento ci sarà la possibilità in futuro di ospitare trentotto bambini. La scuola d'infanzia assumerà sempre più una funzione sovraccomunale integrandosi in maniera complementare con i servizi scolastici offerti dagli altri Comuni (Istituto comprensivo di Cormòns). (m.s.)

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Ironia e risate con i difetti degli italiani (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Ironia e risate con i difetti degli italiani St-Vincent. Show di Corrado Guzzanti al Palais Due ore sul palco, i politici bersaglio preferito [FIRMA]DANIELA GIACHINO SAINT-VINCENT Tornato a teatro con tutti i personaggi che dipingono i peggiori difetti degli italiani, dopo dieci anni di lontananza dai palcoscenici, davanti a un pubblico vero, Corrado Guzzanti sta registrando il tutto esaurito nel suo tour in Italia. Anche a Saint-Vincent, stasera al Palais con lo spettacolo «Recital», dodici anni dopo la sua esibizione nell'ambito della rassegna «Comici allo specchio», ricorderà il vizio peggiore dell'Italia: essere sempre uguale a se stessa. Lo dimostra l'attualità dei suoi cavalli di battaglia, dallo studente movimentista Lorenzo al regista di film «de paura» Rokko Smitherson, dall'avvenente presentatrice di Rieducational Channel Vulvia al santone Quelo che, grazie «alla seconda cosa che hai detto» fa ormai parte del linguaggio comune. La carrellata sarà un amarcord del passato, arricchito di novità in linea con i tempi. A fare da spalla ci saranno il comico Marco Marzocca, nei panni di Padre Federico, e la sorella Caterina, con la sua caricatura del ministro Mariangela Gelmini. Politica, economia, religione, nulla sfugge allo sguardo critico di Guzzanti. Anche se il più bersagliato sarà il mondo della politica. Dalla parodia di Giulio Tremonti e Fausto Bertinotti al debutto di Antonio Di Pietro, uno degli ultimi entrati in repertorio. Dietro a ogni personaggio c'è una minuziosa preparazione, per alcuni più complicata, soprattutto per i travestimenti che portano a una straordinaria mutazione fisica che Guzzanti cura nei minimi dettagli, come sono accurati i suoi interventi, tutti scritti da lui. Tra i più complessi ci sono Romano Prodi, immobile mentre il tempo passa, Gabriele La Porta, ospite di una casa di salute mentale, e la new entry Antonio Di Pietro, ingarbugliato tra proverbi e dialetto. E poiché la trasformazione sarebbe impossibile nei tempi dello spettacolo, questi ultimi tre appariranno su un grande schermo, sul fondo del palco. Le ambientazioni sono le più disparate. Il ministro Giulio Tremonti apparirà in abiti settecenteschi, seduto su una specie di trono, mentre dall'alto dei cieli Gianfranco Funari, abito bianco, bastone e anello al mignolo, tirerà le somme, pessimista e pragmatico, affermando che «Lucifero è un errore giudiziario». Tanti i politici che parleranno di crisi, a cominciare da Tremonti che la paragonerà a «un grande cetriolo globale», mentre cercherà di allontanare una giornalista che insiste per intervistarlo. Ma siccome «è donna ed è comunista» sicuramente non capirà le risposte. Neanche le più chiare, come «insomma, se la crisi non ci fosse stata noi vi avremmo fregati lo stesso». Lo spettacolo, inizialmente previsto il 27 marzo, è stato spostato per problemi organizzativi della produzione. «Questo ci ha indotto a scegliere una data non tra le più felici, essendo la vigilia di Pasqua» dice Francesco Battisti di Opere Buffe, organizzatore dell'evento sponsorizzato dal Casino de la Vallée. L'inizio dello spettacolo è previsto alle 21,15, ma le casse del Palais apriranno già alle 18. Ci sono ancora biglietti disponibili, il costo è di 30 euro. Prevendite ad Aosta al Disco 2 (telefono 0165/32853), Spazio Musica (0165/40061), Musica e Ricordi (0165/40086), a Saint-Vincent da Best Record (0166/511561), a Courmayeur da Cattellino Tabacchi (0165/843079).

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"Non so nulla della decisione ma era facile prevederlo" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

domande a Giuseppina Nocera "Non so nulla della decisione ma era facile prevederlo" 3 L'insegnante elementare Giuseppina Nocera, dopo il reintegro, oggi insegna ai plessi «Pivano» e «Musso». Nei giorni scorsi, saputo dell'interessamento del mondo politico al caso della scuola saluzzese, ha scritto a sua volta al ministro Gelmini e all'onorevole Teresio Delfino. Maestra Pina, era a conoscenza di una nuova ispezione? «Non ne sapevo nulla. Cado dalle nuvole, lo apprendo ora. Abbiamo supposto che ci sarebbe stato qualcosa visto anche tutto quello che è apparso sui giornali, ma non sono ancora stata interessata in via ufficiale». Del primo procedimento lei cosa pensa? «Non so perché l'ispettrice l'estate scorsa sia venuta qui all'improvviso. Mi era stato detto che voleva chiarimenti su ciò che avevo scritto su dei documenti. Ho chiesto gli atti di quell'ispezione e non mi hanno ancora risposto. C'è solo la relazione finale, ma non mi basta». Il sottosegretario ha dichiarato che preside e colleghi si sono comportati in modo corretto in passato. «Non è vero, perché io non ho avuto mai contestazioni. Hanno agito di nascosto e non so se l'ispezione fosse per me o per la scuola. A me non è mai stata contestata l'incompatibilità».

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Salvaguardare e tutelare la scuola primaria, specialmente nelle piccole comunità come Bottrighe... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA ADRIA-DELTA pag. 7 Salvaguardare e tutelare la scuola primaria, specialmente nelle piccole comunità come Bottrighe... Salvaguardare e tutelare la scuola primaria, specialmente nelle piccole comunità come Bottrighe e Bellombra. E' l'accorato appello che lancia Mauro Rubiero, presidente della consulta frazionale di Bellombra che, con la riforma scolastica del decreto Gelmini paventa danni annunciati, creando disagi ai bambini, agli studenti, agli insegnanti e alle comunità locali. Egli osserva che i bambini si trovano sradicati dal loro contesto e catapultati in classi plurime di varia provenienza, con maestri indaffarati nel seguire un numero elevato di alunni così da non poter seguire i casi che necessiterebbero semplicemente di un poco più di attenzione. Un frutto della limitazione imposta nella contemporaneità degli insegnanti e, quindi, la volontà e la consapevolezza di discostarsi dagli obiettivi di qualità per il percorso formativo del nostro paese. «Un bel guaio per i nostri bambini, futuri cittadini rileva Rubiero - e un bel guaio per i genitori che, con i ritmi di vita attuali imposti dal vivere quotidiano, non hanno più una scuola formativa che sapeva accompagnare la formazione e lo sviluppo del figlio nella sua interezza. Con la riforma Gelmini e speculazioni economiche annesse, i genitori si devono arrangiare: chi ha soldi potrà ricorrere ad aiuti privati, ma sarà un problema per chi non ha disponibilità economica. E' una vera e propria catastrofe per piccole comunità e piccoli paesi: in particolare mi riferisco al taglio dei maestri, alla conseguente soppressione di qualche classe ed eventualmente alla chiusura delle scuole! E' la morte per le piccole comunità!. Penso che paesi vivi culturalmente, operosi e pieni di vita come Bellombra e Bottrighe conclude non possano assolutamente sopportare penalizzazioni sugli istituti scolastici, perché sarebbe troppo grave il colpo inferto e troppo grande la ferita».

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Di fronte a un numero così alto di vittime, tutto passa in secondo piano. Vero. Ma i 27mila e 5... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 11 Aprile 2009 Chiudi Di fronte a un numero così alto di vittime, tutto passa in secondo piano. Vero. Ma i 27mila e 500 universitari de L'Aquila, di cui circa 2mila e 500 di Rieti, si chiedono cosa ne sarà del loro futuro. Nel capoluogo abruzzese, la cui economia si regge sull'università, la situazione paralizzata degli atenei dà l'idea di come la vita si sia fermata. In tutti i sensi. Gli studenti reatini hanno cercato di reperire informazioni in ogni dove, su esami che avrebbero dovuto sostenere, su lauree che avrebbero dovuto discutere, su lezioni che avrebbero dovuto riprendere. Nessuno sa nulla, a parte le tante parole uscite dalle bocche dei rappresentanti istituzionali. «Recuperare tutte le tenso-strutture disponibili in Italia, così da consentire l'inizio delle lezioni in contemporanea all'apertura dei cantieri», ha detto il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. «E' un metodo che ci trova d'accordo», ha detto il rettore Fernando Di Iorio. «Le carriere universitarie sono stragarantite. Stiamo già al lavoro per organizzarci. Le lezioni dovrebbero riprendere dopo la pausa pasquale. Nessuno perderà l'anno e abbiamo ripristinato il sito Univaq.it». Il preside della facoltà di Ingegneria invece, quella più frequentata da reatini, Pier Ugo Foscolo, tramite Facebook sta cercando di reperire le e-mail degli studenti. Concretamente però nessuno sa nulla. Niente di niente, neanche quelli che hanno cercato di informarsi nelle altre facoltà: a Teramo, a Roma, a Rieti nella sede di Ingegneria all'interno dell'istituto Geometri. Ieri sono rimbalzate da L'Aquila voci che parlavano di una riunione straordinaria che si terrà mercoledì per fare il punto della situazione. Tutte voci, tante parole, che sollevano solo una domanda: Quindi?.. V.R.

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SCURCOLA MARSICANA - La piccola chiesa situata nell'ambito della Comunità Incontro di don ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 11 Aprile 2009 Chiudi SCURCOLA MARSICANA - La piccola chiesa situata nell'ambito della Comunità Incontro di don Gelmini a Scurcola Marsicana è gravemente lesionata. Dunque tutte le funzioni di questi girni di Pasqua dovranno essere celebrate all'aperto. E' stato così che don Angelo, presbitero da vari mesi incaricato di mandare avanti dal punto di vista spirituale (e non solo) la struttura ha messo mano al portafoglio ed ha acquistato di tasca sua cento sedie che saranno predisposte in modo da poter accogliere tutti quelli che vorranno partecipare alle celebrazioni pasquali. Un bel gesto senza dubbio. E' c'è un'altra sottolineatura da fare: nella Marsica gli edifici di culto sono tra i più provati dalle vicende sismiche. A Celano, a Tagliacozzo, specialmente che hanno una lunga tradizione nel merito. Ma anche ad Avezzano: certo non si può vietare ai fedeli di recarsi in Chiesa in queste ore ma occorreva che il primo cittadino che ha stilato un ordinanza nella quale si chiudono gli edifici pubblici monitorasse anche quelli nei quali si esercita il culto. Per essere sicuri che tutto si svolga bene. Ne. Ma.

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L'AQUILA - La paura non è certamente passata. Via Strinella, però, ieri mattina, si &... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 11 Aprile 2009 Chiudi L'AQUILA - La paura non è certamente passata. Via Strinella, però, ieri mattina, si è, improvvisamente, "risvegliata": sotto ogni casa, davanti ai negozi, per strada, gruppi di persone in attesa dell'arrivo dei Vigili del fuoco per verificare se il quartiere, a ridosso del centro storico, è complessivamente recuperabile. Le case sembrano intatte, appena "ferite" dal sisma, «anche se dentro è un disastro». Le prime verifiche hanno dato esito positivo, ma sono in molti a chiedere quale sia il percorso amministrativo per poter intervenire. «Vogliamo capire come verranno fatti i lavori e soprattutto come si accederà ai rimborsi -dice Augusto, titolare di una tabaccheria in corso Vittorio Emanuele, a nome di un gruppo di residenti- : ci hanno risposto che ci contatterà il Comune». Alcune persone non si sono presentate alla verifica perché con le scosse ancora in atto non si sentono sicure. Un altro interrogativo che si pongono gli sfollati è relativo all'attendibilità delle verifiche, nel momento in cui si dovessero verificare nuove forti scosse. La commissione di tecnici è coordinata dal dipartimento nazionale di Protezione civile. Nei punti informativi si registrano file piuttosto consistenti anche da parte di cittadini che chiedono di essere accompagnati dai Vigili del fuoco per recuperare effetti personali e beni di prima necessità nelle loro abitazioni. Tanta gente in fila anche all'inizio di via XX Settembre. La paura non è passata, ma si incomincia a pensare al dopo sisma e il dopo sisma sarà forse anche più difficile. Mesi in tenda, tre nella migliore delle ipotesi, più probabilmente sei, e trasferimenti continui in base alle stagioni, come nella transumanza: estate sulle montagne, inverno sulla costa. Per i sopravvissuti la scossa di lunedì è stata soltanto l'inizio di incubo di cui nessuno, oggi, vede la fine. Perché dopo aver ritrovato i morti, il futuro si chiama incertezza: niente casa, niente lavoro, niente svago. Poche, se non nulle, prospettive. Dicono che L'Aquila è una città fantasma con le strade vuote e le case sventrate. Ma forse è di più: una città morta. E forse potrà rinascere e anzi rinascerà come hanno promesso tutte le autorità. Ma ci vorranno non mesi, ma anni, anche dieci. E, nel frattempo, l'esercito degli sfollati dovrà sopravvivere e tentare di tornare a vivere. Molti, quindi, hanno deciso di cambiare completamente vita: si sono trasferiti, armi e pochi bagagli, a Rimini, sulla costa teramana, a Pescara, in cerca di un altro lavoro, per ricominciare, costretti a rimettersi in gioco. «Dobbiamo realizzare una città parallela in poco tempo» dice il sindaco Massimo Cialente. Significa che 120 mila persone, considerando che L'Aquila è uno dei Comuni più estesi, sono di fatto senza casa. Il sogno di una città parallela è però di difficile realizzazione. Solo per costruire nuovi alloggi, con decine di migliaia di persone, ci vogliono minimo tre anni e in questo periodo agli sfollati, quelli che non saranno rientrati nelle proprie case non resterà che passare l'inverno negli alberghi sulla costa e l'estate nelle località di montagna. L'obiettivo primario è dunque quello di terminare le verifiche delle abitazioni agibili e far rientrare il maggior numero di gente possibile. La stima è che un terzo della popolazione potrà riprendere possesso delle proprie abitazioni, soprattutto quelle in periferia che sono meno danneggiate. Per gli altri, appunto, l'unica soluzione possibile è quella di passare da un albergo a un altro. C'è anche l'ipotesi delle tensostrutture. «Stiamo requisendo tutte quelle a disposizione in Italia -dice il primo cittadino-, ma è difficile, se non impossibile, credere che si possano tenere per mesi decine di famiglie una accanto all'altra senza un briciolo di intimità. Piuttosto le tensostrutture saranno utilizzate per i servizi strategici: scuole, ospedali, sedi di enti locali e società pubbliche, ma anche in questo caso sarà necessario modificare completamente le abitudini. Un esempio per tutti, quello delle scuole: si accorperanno le classi, ha confermato il ministro Gelmini, la prima e la seconda elementare da una parte; terza, quarta e quinta dall'altra. E per i bambini che con le famiglie si sono trasferiti sulla costa ci sarà la possibilità di essere inseriti nelle scuole di quei paesi. Ma il primo, vero, problema è la ripresa del ciclo economico; perché solo così le persone potranno tornare alla vita e non sentirsi solo e soltanto sopravvissuti che vanno assistiti in tutto e per tutto. Non è un caso che proprio gli accertamenti su negozi, banche e attività commerciali saranno i primi che verranno effettuati». Poter comprare un vestito, tornare a scegliere il pane, poter ritirare i soldi con il bancomat, è forse l'unico modo per rianimare una città morta. C.Faz.

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SARÀ interamente dedicato alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo il triangolare... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

CALCIO pag. 8 SARÀ interamente dedicato alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo il triangolare... SARÀ interamente dedicato alle popolazioni terremotate dell'Abruzzo il triangolare di calcio che si disputerà domenica 19 aprile allo stadio Cino e Lillo Del Duca. per questo motivo gli organizzatori capeggiati dall'architetto Umberto Trenta hanno indetto per martedì pomeriggio alle 16.30 nella Sala Marketing del Comune di Ascoli una nuova conferenza stampa per presentare le modifiche al programma del triangolare di calcio intitolato: «Team for Peace - Un derby per la Pace». Triangolare che vedrà la partecipazione delle squadre: Nazionale Attori, Nazionale Team For Peace (formata da Amministratori di Ascoli e San Benedetto) e Rappresentativa Vecchia Glorie di Ascoli e Sambenedettese. La manifestazione, che rientra nel progetto voluto dall'Amministrazione in collaborazione con l'Ascoli Calcio e la Regione Marche, è stata illustrata al Governo nelle persone del Ministro Gelmini e del Presidente del Senato Schifani che ne hanno riconosciuto la validità e lodato le finalità visto che, oltre alla diffusione della cultura della Pace, è stato stabilito di devolvere l'incasso in favore delle zone terremotate ed in particolare per la ricostruzione della «Casa della studente» dell'Aquila. La Nazionale Attori presieduta da Maurizio Mattioli è nata nel 1984 per iniziativa di Ninetto Davoli, Enrico Montesano e Tony Santagata. In squadra ci saranno tra gli altri Giorgio Pasotti, Sebastiano Somma, Corrado Tedeschi e Jimmy Ghione. v.r.

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Gli zucconi' salvati dal sottosegretario anti-sballo (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

MODENA pag. 9 Gli zucconi' salvati dal sottosegretario anti-sballo LA RUBRICA POCHI lo sanno, eppure sembra proprio vero. Chi ha dato una mano a migliaia di studenti zucconi, modenesi compresi? Lui, proprio lui: il nostro Carlo Amedeo Giovanardi (confidenzialmente, come da acronimo, CAG). Narrano le cronache che la Grimilde del governo Berlusconi, la ministra Gelmini, volesse escludere dagli esami di maturità gli alunni con una sola insufficienza in pagella. Ma poi, complice l'impegno del sottosegretario modenese, la drastica ipotesi è stata cancellata. E meno male: abbiamo tutti, in famiglia, un figlio o un nipote o un parente che magari in una materia, una sola, arranca faticosamente sotto la barriera del 6. Ora, diciamolo con franchezza, senza buttarla in politica. Per le sue (sacrosante, se interessa una opinione personale) battaglie contro lo sballo', contro gli eccessi da vita notturna e bla bla bla, Carlo Amedeo era stato dipinto come un nemico dichiarato dei teen ager, come un persecutore delle moderne pulsioni giovanili, eccetera. Dopo di che, eccolo qua: a difendere le chances di recupero degli zucconi neo maggiorenni aspiranti maturandi. Un tempo si sarebbe detto che Giovanardi, proprio lui, ha fatto una cosa di sinistra: lui, che secondo una leggenda cittadina, all'epoca del Pci imperante correva a mettersi il cappotto, se un funzionario del partito comunista segnalava una temperatura media superiore ai quaranta gradi all'ombra. Insomma, mai fidarsi delle apparenze. Io me lo ricordo, l'attuale sottosegretario, quando da consigliere regionale della gloriosa Dc capitava nella redazione del Carlino Modena. Roba di un quarto di secolo fa. Forse sospettando si trattasse di un covo di pericolosi trotzkisti, salutava gentilmente tutti, tranne noi giovinastri dell'ufficio sportivo. Anche CAG era però ingannato dalle apparenze: tra i cronisti dello sport militava un certo Enrico Aimi, grande esperto di nuoto, ancora non abituato a galleggiare nelle tumultuose acque della politica. Oggi Aimi, ex fascista, e Giovanardi, ex dc, stanno nello stesso partito. Me l'avessero detto, una vita fa, non ci avrei mai creduto: altro che sorpresa di Pasqua! A proposito, tanti auguri a tutti.

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ALMENNO SAN SALVATORE Franco e Antonietta Gelmini A Franco Gelmini e Antonietta Casi che in questo giorno speciale festeggiano il loro 50 anniversario di matrimonio, auguri dalla (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-04-2009)

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ALMENNO SAN SALVATORE Franco e Antonietta Gelmini A Franco Gelmini e Antonietta Casi che in questo giorno speciale festeggiano il loro 50° anniversario di matrimonio, auguri dalla nipotina Martina, dai figli Stefano, Giuseppe con Rosy e Francesco con Serena --> Sabato 11 Aprile 2009 AGENDA, pagina 56 e-mail print ALMENNO SAN SALVATORE Franco e Antonietta Gelmini A Franco Gelmini e Antonietta Casi che in questo giorno speciale festeggiano il loro 50° anniversario di matrimonio, auguri dalla nipotina Martina, dai figli Stefano, Giuseppe con Rosy e Francesco con Serena. 11/04/2009 nascosto-->

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Docenti, graduatorie riaperte (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Giustizia e Società data: 11/04/2009 - pag: 28 autore: decreto Docenti, graduatorie riaperte È stato firmato dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, il provvedimento che riapre le graduatorie per il collocamento dei docenti precari. Per presentare la domanda, i circa 300 mila interessati hanno tempo ancora fino all'11 maggio 2009.Gli aspiranti docenti, oltre a presentare domanda per l'aggiornamento dei punteggi nella provincia in cui sono già inseriti, potranno presentare la domanda anche in altre tre province ma, in questo caso, saranno inseriti in coda alla graduatoria. I precari non potranno spostare in un'altra graduatoria i 24 punti già attribuiti, relativi all'abilitazione conseguita con le Ssis. Gli insegnanti neo-abilitati, invece, avranno facoltà di presentare domanda d'inserimento esattamente come avveniva in passato: sulla base del punteggio posseduto verranno collocati nella terza fascia delle graduatorie ad esaurimento di una sola provincia.

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RISPOSTAL'edilizia scolastica delle scuole medie e superiori è delegata alle Province che ricev... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 11-04-2009)

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RISPOSTAL'edilizia scolastica delle scuole medie e superiori è delegata alle Province che ricevono soldi solo dallo Stato. La Presidente della Provincia de L'Aquila ha ricordato che questi finanziamenti sono stati azzerati nell'anno in cui il patto di stabilità rende impossibile alle Province accendere mutui o chiedere prestiti. Dire come ha fatto la ragazza che ha chiuso la trasmissione che "la Gelmini che non dà i soldi per le scuole è da mettere sullo stesso piano di chi ha usato materiali scadenti per la costruzione de L'Aquila" è, dunque, angosciosamente realistico. Non si volle pensare, tagliando 8 miliardi alla scuola pubblica, al rischio cui si esponevano gli studenti salvati, oggi, solo dall'ora in cui il sisma si è prodotto. L'opposizione in aula e noi da questo giornale avevamo combattuto questa scelta proprio citando le scuole, da Campobasso a Cefalù, a rischio in caso di terremoto. Libero lei di pensarla diversamente, ma la risposta sprezzante che la Gelmini diede allora mi sembra sufficiente ad includerla nell'elenco dei responsabili morali di quello che è accaduto.

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Dalle medie di Monchio alla materna di Scurano: chi rischia (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 11-04-2009)

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PROVINCIA 11-04-2009 Le proiezioni per la Comunità montana Est Dalle medie di Monchio alla materna di Scurano: chi rischia Per il momento le proiezioni sull'effetto che avrà la legge Gelmini sulle scuole della montagna parmense sono disponibili solo per il comprensorio della Comunità montana est. «E non sono per niente positive », dicono in coro gli amministratori. Plessi a rischio chiusura, altri dimezzati, classi che spariscono e che vanno a formare una pluriclasse. E poi ci sono tutti quei plessi al limite. Che potrebbero resistere per uno, due anni, ma poi chissà cosa se sarà. Secondo i dati elaborati dal'ente per quanto riguarda le scuole dell'infanzia, se quella di Corniglio potrebbe salvarsi in deroga, non sarebbe così per quella di Scurano. E a rischio ci sono anche Beduzzo, Lagrimone, Monchio e Bazzano. Tra le scuole elementari, sparirebbe una classe a Beduzzo, una a Palanzano, una a Lagrimone, una pluriclasse a Scurano e una (delle due esistenti oggi) a Monchio. Numeri al limite, invece, quelli di due classi a Neviano e di una classe a Tizzano e una a Calestano. Nel panorama delle scuole medie, invece, dovrebbe chiudere il plesso di Monchio, sparirebbero due classi a Corniglio e a Palanzano resterebbe solo una classe. Ci sono poi classi che si salverebbero solo grazie a uno o due studenti a Tizzano e Calestano.

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Dalla scuola di vita alla scuola di voto (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Dalla scuola di vita alla scuola di voto Che la nomina di chi dovrà sovrintendere il Pdl locale venga fatta a Roma non mi crea grossi problemi né mi desta eccessiva meraviglia. Che la stessa cosa debba avvenire anche per chi dovrà sovrintendere la nostra scuola invece mi preoccupa, soprattutto se a decidere è la signora Gelmini, quella del "meno insegnanti e più grembiulini". Anche perché, a differenza di quanto avviene per il Popolo delle Libertà, la scelta dovrebbe avvenire in intesa con il Ministero su ovvia proposta della Provincia. Qualsiasi altra scelta equivale ad un commissariamento, il commissariamento della scuola italiana in Alto Adige. Considerando come sono state scelte figure rilevanti come la Gelmini o la Carfagna sono piuttosto curioso nell'attesa di qualche nome ma immagino che tra il Grande Fratello o L'Isola dei Famosi riescano di sicuro a trovare qualcuno all'altezza. Magari non all'altezza del compito ma sicuramente all'altezza di chi deciderà di nominarlo. Pare che nel cassetto della Gelmini ci siano già una serie interessante di proposte operative, tutte per la difesa della comunità italiana in questa amena terra di confine. La prima riguarda ovviamente i grembiulini, che in tutte le scuole di ogni ordine e grado dovranno essere rigorosamente azzurri con fiocco tricolore. Notevole anche l'idea di eliminare gli insegnanti di seconda lingua, che verranno sostituiti da 12 cloni di Apicella, che gireranno le scuole avvicinando finalmente i ragazzi alla canzone italiana. Confermato come da previsione il riutilizzo del voto, valido solo se dato a Capelliebasta e non a Holzmann, che, poveretto, aveva detto che Eccli andava benissimo. Dalla scuola di vita alla scuola di voto.

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Mettiamo in pratica (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Mettiamo in pratica Mettiamo in pratica l'art. 54 della Costituzione Tutti rivendicano il fatto di essere i migliori. Che la situazione sia grave, però, nessuno lo smentisce. Il premier ci elargisce le briciole come i commensali delle favole medievali, ed i sindacati si ringalluzziscono a suon di manifestazioni dimenticando l'unità sindacale che potrebbe portare alla riconquista di ciò che hanno permesso ci fosse sottratto all'inizio del millennio. Possibile che la cosa sia così difficile da capire? Ho sentito un onorevole proporre la diminuzione del dieci per cento delle loro paghe. Appena passata la bufera aumentano del venti per cento e siamo fregati. Bisogna tornare indietro e costringere i nostri controllori ad eliminare ciò che è stato loro concesso (per una svista?). L'istituto del referendum l'abbiamo, ebbene adoperiamolo. Il senatore Leoluca Orlando parlando del comportamento mafioso di certi gruppi ad una conferenza a Merano, ha citato l'articolo 54 della Costituzione. Ebbene, cominciamo a metterlo in pratica cari signori della Corte Costituzionale. Se il famoso aumento è legale vorrebbe dire che avrei la facoltà (o permesso) di farmi lievitare la pensione. Se non lo è, uno sbaglio si può sempre correggere. Il mio senso del dovere riguardo all'articolo 54 mi ha spinto a dire ciò che ho detto anche perché altrimenti dovrei pensare di essere stretto in una morsa omertosa. Non certo per voi redattori (per voi saluti cordiali), per i destinatari saluti in agrodolce. Giovanni Maistrello MERANO Autocertificazione di morte Telecom smentisce Con riferimento all'articolo pubblicato lo scorso 6 aprile dal titolo "Telecom all'utente morto: serve l'autocertificazione del decesso", Telecom Italia desidera precisare che quanto riportato non corrisponde a verità. Innanzitutto va sottolineato che, contrariamente a quanto dichiarato, Telecom Italia non ha mai richiesto una "autocertificazione di morte". Telecom Italia ha ricevuto da parte di un parente del defunto, due distinte richieste, una errata e l'altra non completa, che non hanno consentito di dar seguito alla regolare cessazione della linea del Sig. Salvatore. La prima richiesta, infatti, si riferiva all'utenza telefonica intestata ad un'altra persona e, per questo motivo, è stata automaticamente scartata dai sistemi amministrativi dell'azienda. La seconda richiesta, invece, era incompleta nella documentazione presentata: mancava la copia del certificato di morte che Telecom Italia ha pertanto richiesto al parente del Sig. Salvatore (e quindi non al defunto). La linea telefonica è rimasta quindi attiva generando la corretta emissione delle bollette telefoniche e la conseguente richiesta di pagamento da parte dell'azienda, come prevedono le condizioni generali di abbonamento. Ufficio stampa Telecom Sulla nomina di Eccli la Gelmini è stata corretta La nomina del nuovo sovrintendente per la scuola italiana è oramai diventata una barzelletta. La responsabilità della situazione di stallo è da addebitare interamente alla giunta provinciale. Durnwalder ha praticamente imposto un solo nome, sapendo bene, però, che la norma prevede di proporne più di uno e d'intesa con il ministero. L'attuale ministro Gelmini, quindi, non ha fatto altro che seguire ciò che è previsto. E'ipocrita, ora, lamentarsi, piuttosto ci si dovrebbe chiedere perchè si è tanto insistito sul dirigente Eccli, visto che, al di là della rispettabilità della persona in oggetto, in tutta la provincia non era così difficile trovare qualche altro nome. La risposta è che, com'è noto, la nomina è puramente politica e sappiamo perciò da parte di chi, del Pd. Del resto, anche la sovrintendente uscente, a suo tempo era stata proposta dall'allora Dc. Qualcosa cambierebbe se si indicesse un concorso per titoli ed esami, ma sappiamo come vanno le cose in Alto Adige. Pasquale Ciaccio BOLZANO Tagli alla sanità? Tagliatevi piuttosto gli stipendi d'oro Andrea Fabi, direttore generale dell'Asl, minaccia di tagliare posti di lavoro perché la Provincia ha sottofinanziato 26 milioni di euro il bilancio 2009. Si potrebbe iniziare proprio da lui a tagliare il suo stipendio d'oro, oltreché naturalmente tutti i politicanti. Inoltre la Provincia dovrebbe riflettere su come spendere così tanti milioni per strutture non indispensabili (Museion, ecc. ecc.) mentre si potrebbe usufruire di detti capitali per risolvere reali problemi più urgenti e più importanti. Ma per far capire ciò a certi politici, che cosa ci vuole? Una rivoluzione? Carlo Michelon BOLZANO Non serve l'«una tantum» per risanare l'Italia Questa mia è soprattutto diretta al segretario Franceschini del Pd che propone per il risanamento del debito pubblico e la lotta alla crisi incombente, che fa perdere posti di lavoro e cassa integrazione, una «una tantum» per chi ha reddito alto. Sarebbe un palliativo, una proposta demagogica per dire che il ricco pensa al povero. No signor Franceschini, semma dovrebbe essere una «una semper», che dovrebbero pagare tutti i ricchi e non sempre le «una tantum» sugli stipendi dei lavoratori, di craxiana memoria. Io potrei dare una ricetta che potrebbe aiutare questa situazione di crisi che attanaglia più che altro la povera gente: qualcuno ci sguazza. Dimezziamo, cominciando dalla politica e dai politici che hanno poi un altro lavoro, gli stipendi di sindaci, consiglieri provinciali e regionali di province «autonome e non», assessori, deputati e senatori regolari e a vita. Togliamo del tutto quegli odiosi «vitalizi» che durano in «perpetuo» a persone che hanno già un'altra pensione. Pensi che i trombati a Trento dopo una legislatura in Provincia, ricevono 200.000 euro. Io in trentacinque anni di lavoro (insegnante) ho preso 50 milioni di lire equivalenti a 25.000 euro. Queste sono proposte da fare da maggioranza e minoranza, e non «una tantum» demagogiche, come chi raccoglieva firme da noi per essere eletto e fare calare gli stipendi... e poi incassare; fare tre legislature ed essere sistemato per tutta la vita. Se farà proposte come quelle sopra, sarà creduto, altrimenti sarà tutto un gridare e offendere senza costrutto, come chi urlava al lupo quando le pecore erano sbranate. A proposito. Si pensa già alla 5ª legislatura. Tullio Dell'Eva ISERA

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Scuola, la Rauzi in pressing per Vidoni (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, la Rauzi in pressing per Vidoni «Sono pronta a consigliare Durnwalder» I sindacati chiedono una soluzione veloce Il presidente disposto a riaprire le consultazioni, ma Tommasini non vuole fare marcia indietro MIRCO MARCHIODI BOLZANO. «Le prove di forza non servono, da questa situazione si può ancora uscire senza vincitori né vinti. E se la giunta vuole, io avrei piacere di essere interpellata». Bruna Rauzi è pronta a dare la sua indicazione. E la corsa al nuovo sovrintendente si fa sempre più combattuta. Giovedì a Roma, proprio mentre il ministro all'Istruzione Maria Stella Gelmini riceveva il presidente della Provincia Luis Durnwalder, passava di lì anche Michaela Biancofiore, deputata del Pdl. «Per caso - dice lei - e il ministro e il presidente mi sembravano in sintonia». Sintonia forse è una parola grossa, perché per l'ennesima volta l'intesa sul sovrintendente non c'è stata, ma come ha poi ammesso anche Durnwalder, c'è voglia di chiudere la vicenda senza ulteriori polemiche. Per questo Durnwalder, pur ribadendo che la prima scelta della Provincia resta Ivan Eccli, si è detto disposto a ripartire con le consultazioni per trovare un nome che possa mettere tutti d'accordo. Michaela Biancofiore l'ha buttata lì: «Chiediamo consiglio a una professionista della scuola come l'ex sovrintendente Bruna Rauzi». Chiamata in causa, Bruna Rauzi non si tira certo indietro. «Dopo 16 anni di lavoro, credo che la mia conoscenza della scuola altoatesina mi metta in condizione di dare un consiglio ponderato: avrei piacere di essere interpellata», afferma. Inutile chiederle chi consiglierebbe a Durnwalder, ma Rauzi fa capire che l'alternativa a Eccli c'è: «Da questa situazione si può uscire senza vincitori né vinti. Io l'avevo già detto all'epoca che le modalità con cui era stata fatta la scelta del nuovo sovrintendente non era stata corretta. Le prove di forza non servono, quello che serve è un buon dirigente. E visto che la scuola in questi mesi ha vissuto molti cambiamenti, può anche darsi che chi all'epoca piaceva alla Gnecchi adesso possa anche essere sostituito da qualcun altro». Chi? Nomi la Rauzi non ne vuole fare, ma quando le si chiede se la scuola senza sovrintendente è nel caos, scopre le carte: «La scuola altoatesina ha una grande autonomia, molte decisioni che una volta spettavano al sovrintendente ora le prendono direttamente i dirigenti. E tutto il resto, lo sta curando più che bene Claudio Vidoni». Insomma, come dire che potrebbe continuare a farlo ancora. La proposta l'ha avanzata anche il ministro Gelmini, che ha messo sul tavolo anche altri nomi. Tullio Lott, dirigente scolastico a Brunico, tra i papabili fin dalla prima ora. Maria Rita Chiaramonte, dirigente scolastica a San Cadido. E ancora Annamaria Corradi, ispettrice della Sovrintendenza che alle scorse elezioni provinciali si era candidati con i Verdi: una proposta, quest'ultima, fatta dal governo per ribadire che la questione non è legata al colore politico del candidato, quanto a quello del proponente. Per essere ancora più chiari: il veto su Eccli, e questo lo ha ammesso la stessa Biancofiore, non è legato al suo curriculum quanto alla modalità con cui l'allora assessore alla scuola Luisa Gnecchi lo aveva proposto. «Modalità prevista dalla norma di attuazione», ribadisce l'attuale deputata del Pd, e con lei è dello stesso avviso anche il suo successore, Christian Tommasini, che non ha nessuna intenzione di cedere e vuole portare avanti la candidatura di Eccli. «Al limite - propone Gnecchi - la nomina la Provincia può farla comunque e poi sarà eventualmente il governo ad impugnarla davanti alla corte costituzionale». Intanto il mondo della scuola chiede una soluzione veloce. «Vidoni sta lavorando bene come reggente, ma la scuola ha bisogno di un sovrintendente», dice Donatella Califano della Cisl aggiungendo che Eccli ha tutte le carte in regola. Posizione ribadita anche da Giovanni Scolaro della Uil: «Eccli è una persona valida, ma lo sono anche gli altri nomi proposti. Certo che questo tira e molla sta logorando tutti, da questa situazione bisogna uscirne al più presto, anche se Vidoni, che per anni è stato il braccio destro della sovrintendente Rauzi, sta gestendo bene questo periodo».

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Organizzare un referendum tra gli insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

«Organizzare un referendum tra gli insegnanti» BOLZANO. Un referendum interno al mondo della scuola per uscire dall'impasse. è la proposta che arriva dall'Udc per sbloccare la nomina del sovrintendente. «Già in tempi non sospetti - afferma il segretario del partito Paolo Degasper - l'Udc aveva prefigurato che sulla vicenda della nomina di Eccli a sovrintendente scolastico si sarebbe andato incontro ad uno scontro istituzionale tra Provincia e ministero, con l'unico risultato di dilazionare a tempi indefiniti la decisione sulla massima carica della scuola italiana. Se da un lato è facile pensare che il ministro Gelmini subisca il condizionamento delle vendette trasversali provenienti dall'ala dura del Pdl, dall'altro non possono essere nemmeno sottaciute le negligenze e gli errori di strategia della giunta provinciale. Pur esprimendoci favorevolmente sull'investitura di Eccli, l'Udc ritiene che la presentazione di una terna di candidati avrebbe sottratto ogni alibi "tecnico" al ministro. Ora che il danno è fatto, proponiamo alla giunta provinciale di confrontarsi direttamente con il mondo scolastico insegnante. L'individuazione della soluzione più accreditata potrebbe essere facilitata con una sorta di referendum interno e il ministro Gelmini non potrebbe non tenerne conto».

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Gelmini, giù le mani dalle scuole (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Le mamme e i papà si mobilitano contro la decisione del ministro. Mercoledì i dirigenti scolastici convocati a Treviso dal provveditore «Gelmini, giù le mani dalle scuole» Le elementari Foscolo e Pascoli a rischio chiusura, l'ira dei genitori VITTORIO VENETO. Genitori mobilitati contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini, che vede tagli di insegnanti, personale non docente, classi, con grande disagi per mamme e papà. A fronte delle ipotizzate rimodulazioni delle classi per le elementari Foscolo e Pascoli, scende in campo il Coordinamento genitori di Vittorio Veneto, formatosi all'inizio dell'anno scolastico, per opporsi alle novità introdotte dalla riforma. Dopo quanto annunciato giovedì in Municipio dal sindaco Scottà e dall'assessore Caldart, i genitori affermano che: «la prospettiva di soppressione di classi è lesiva dei diritti dei bambini e delle famiglie». «Faremo tutto il possibile per venire incontro alle esigenze di studenti e genitori» - ribadisce l'assessore Antonella Caldart. La comunicazione dei possibili tagli alla «Foscolo» di Ceneda e alla «Pascoli» di via Nannetti ha portato alla luce i problemi. «La prospettiva di eliminazione di due classi alla Pascoli, le future seconda e terza, portando i bambini in altri plessi e soprattutto dividendoli ha dell'assurdo - afferma Vincenzo Gioffrè, a nome del Coordinamento genitori -. La seconda e la terza del prossimo anno, composte da 14 e 13 alunni, sarebbero allo stato attuale cancellate d'ufficio dal computer centrale del ministero della pubblica istruzione, in quanto non raggiungono il numero minimo di allievi stabilito in 15 unità. Il computer ha distribuito tali unità, ovvero gli studenti della Pascoli, in altri plessi, alcuni alla Parravicini, altri alla Crispi. Siamo indignati per la soluzione prospettata che tratta i nostri bambini come numeri da ottimizzare senza tenere conto, non solo delle necessità delle famiglie, ma soprattutto delle relazioni tra bambini e tra studenti e insegnanti». «La seconda del prossimo anno scolastico della Pascoli è di 14 alunni - spiega Sandra Foltran, vicaria della direttrice scolastica del secondo circolo -. Secondo i freddi numeri, sette di questi bambini andranno alla Crispi, sette alla Parravicini. La terza prevede 13 alunni, di cui sette andranno alla Crispi e sei alla Parravicini. Alla Pascoli rimarrebbero la prima, la quarta e la quinta con oltre sessanta bambini». La scuola Foscolo è messa però peggio, perché l'ipotesi di tagli lascerebbe solo una terza, portando la prima alla Zanette, la seconda e la quinta alla Sauro, la quarta alla Costella. «Quanto si prospetta mi ha lasciato senza parole - afferma Antonia Fossa, mamma di un bambino che frequenta la Foscolo -. Mio figlio che adesso fa pochi metri a piedi per andare a scuola, il prossimo anno dovrebbe recarsi alla Costella, con le inevitabili conseguenze. La Foscolo è un plesso storico, che va salvato». «Ho una bimba che frequenta la seconda classe - racconta un'altra mamma della Foscolo -. Se viene attuato quanto si vocifera in questi giorni sarebbe un dramma. Vuol dire uccidere una scuola». «Decisioni ministeriali assurde e senza senso - dice l'assessore Caldart - vuol dire non tenere in alcun conto le esigenze dei nostri bambini». «Il coordinamento confida in una soluzione di buon senso - concludono i genitori - in vista anche dell'incontro che si terrà il 15 aprile a Treviso tra dirigenti scolastici e l'ufficio scolastico regionale. In caso contrario non ci daremo per vinti e continueremo le nostre azioni di protesta contro questa inaccettabile forma di risparmio».

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Toffoli (Pdl): maestre scarse. E' bufera Vallardi: il ministro mantenga gli impegni (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Adriana Costantini (Sinistra) chiede un dibattito in Consiglio comunale Toffoli (Pdl): maestre scarse. E' bufera Vallardi: il ministro mantenga gli impegni VITTORIO VENETO. «Barricate», ovvero mobilitazione dei parlamentari trevigiani sul ministro Gelmini. La titolare della pubblica istruzione viene però difesa da Michele Toffoli, consigliere comunale Pdl: «I bambini sono in fuga dalla Foscolo per la scarsa qualità dell'insegnamento». Contro la Gelmini, le sinistre. Parlamentari. L'assessore Antonella Caldart ha mobilitato il senatore Gianpaolo Vallardi perché a sua volta porti al ministero gli altri onorevoli colleghi della Marca affinché strappino alla Gelmini l'assicurazione che non sarà tagliato il personale della Foscolo e della Pascoli. «L'incontro avverrà dopo Pasqua - assicura Vallardi - faremo rispettare al ministro l'impegno dato in Parlamento che le scuole autosufficienti, come sono le due di Vittorio Veneto, non subiranno tagli. La Gelmini non può consentire uno spreco come sarebbe la Foscolo, costata più di 2 milioni per la ristrutturazione, destinata ad una sola classe». Barricate, dunque? «Sì barricate, se occorre, ma penso che non ci sia bisogno». Poca qualita'.Non mancherà di suscitare polemiche la convinzione di Michele Toffoli, consigliere comunale forzista, secondo il quale «il ministro Gelmini non ha nessuna responsabilità per quanto accade la Foscolo; ce l'ha, invece, l'insufficiente qualità dell'insegnamento che si protrae da anni e che ha indotto numerosi genitori a portare i loro figli in altri plessi». Sotto accusa, dunque, le maestre. «E' completamente falso», sbotta l'assessore Caldart, convinta invece che l'insegnamento sia ottimo. «Sia alla Foscolo che alla Pascoli il numero dei bambini è più che sufficiente - puntualizza -, il problema è un altro: il risparmio sul personale di cui il ministro porta tutta la responsabilità». Costantini. Scende in campo la sinistra, con il consigliere comunale Adriana Costantini, per sapere dall'amministrazione comunale che cosa ha fatto per bloccare la Gelmini e per chiede che nel prossimo consiglio comunale «venga fatta una relazione sulla ricaduta delle prescrizioni del decreto sulla popolazione scolastica degli istituti del territorio comunale, specie in relazione alla chiusura della Foscolo». (f.d.m.)

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I prof over 70: ricorso al Tar contro l'ateneo (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto sezione: CRONACAVERONA data: 11/04/2009 - pag: 6 Il caso Contestano la delibera ribattezzata anti-baroni che «costringe» al pensionamento i docenti settantenni. Molti si sono rivolti ai legali I prof over 70: ricorso al Tar contro l'ateneo Vogliono continuare a insegnare. «Non condividiamo il metodo. Non è giusto» Lo sfogo: «Non è giusto, dopo 40 anni di onorata carriera mi liquidano in questo modo» VERONA «Non è giusto: dopo quarant'anni di onorata carriera mi liquidano in questo modo. Senza contare che l'ho saputo dai giornali». È arrabbiato, e non lo nasconde affatto, anche se preferisce che il suo nome non venga pubblicato. «Per evitare problemi con i colleghi più giovani», spiega. Però lo stop alla proroga automatica per i docenti dell'Università di Verona prossimi al pensionamento proprio non gli è andata giù. Al punto tale che si è rivolto al tribunale. E lo stesso stanno facendo molti dei circa 24 professori che si affacciano alla soglia dei 70 anni. E così i «Baroni», come li hanno soprannominati con un po' di malignità, si preparano alla battaglia. Escono dalle aule dell'Ateneo scaligero per entrare nell'arena del tribunale. Alcuni di loro hanno già presentato ricorso contro la delibera approvata dal senato accademico nei mesi scorsi, altri stanno valutando il da farsi. Altri ancora dicono che non lo faranno, pur condividendo le perplessità dei colleghi. Come il professor Vincenzo Lo Cascio, professore ordinario del Dipartimento di Scienze Biomediche e Chirurgiche. È presidente del comitato scientifico dei master in Tecniche Manageriali, del comitato scientifico in Nursing Geriatrico, del consiglio del corso di laurea in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, del consiglio della scuola di specializzazione in Medicina dello Sport e via di seguito. Uno che di esperienza ne ha da vendere. «Ma da ottobre - ammette - dovrò andare in pensione. Non credo mi opporrò, anche se il metodo adottato mi ha dato fastidio: l'ho saputo leggendo il giornale ». L'Università di Verona ha stabilito che sarà l'amministrazione dell'Ateneo ad avere l'ultima parola sui due anni di «bonus» che i docenti possono richiedere giunti alla soglia del pensionamento, prevista per i professori universitari a 70 anni. Con l'atto, il docente che desidera proseguire l'insegnamento dovrà dimostrare di essere «meritevole», quando fino ad ora la proroga veniva considerata quasi un diritto dagli insegnanti universitari. Il problema è che i professori ultrasettantenni saranno valutati secondo requisiti di cui nessuno sembra disporre. «Sono parametri impossibili da rispettare: il bonus viene concesso solo a chi è a capo di un progetto europeo o a chi è titolare di un corso che, senza di lui, rischierebbe di essere chiuso», spiega Giovanni Tantini, ordinario di Giurisprudenza che sta ancora valutando se presentare o meno il ricorso. In pratica, il Senato Accademico ha «costretto » alla pensione i prof anziani in modo da risparmiare sui loro stipendi, che sono più elevanti dei colleghi giovani. Ma i diretti interessati non ci stanno, e all'Ateneo si preparano ad affrontare la carica di quei settantenni decisi a non mollare la cattedra. Al Tar del Veneto sono già arrivati i primi ricorsi, che si basano principalmente su due motivazioni. La prima è di tipo metodologico: in pratica, stando alle norme citate dai loro avvocati, l'Università di Verona avrebbe dovuto valutare caso per caso se concedere la proroga di due anni. E invece quella delibera blocca tutti, senza eccezioni. La seconda, della quale si possono avvalere solo alcuni dei ricorrenti, è legata al fatto che sono state concesse alcune deroghe anche dopo l'entrata in vigore del decreto Gelmini. Deroghe poi ritirate con un atto irregolare, a parere dei professori coinvolti. Andrea Priante Il rettore Alessandro Mazzucco, magnifico rettore dell'Università di Verona

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La senatrice Biondelli interroga il ministro sui tagli a Novara (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Facoltà di Medicina La senatrice Biondelli interroga il ministro sui «tagli» a Novara Franca Biondelli, senatrice Pd, protesta per la soppressione di alcune scuole di specializzazione a Medicina. «La decisione avrà gravi ripercussioni sugli studenti per un'offerta formativa ridotta e gravi rischi per l'ateneo di veder ridotto il numero d'iscrizioni. L'Ospedale Maggiore di Novara verrebbe penalizzato per l'assetto assistenziale. Ho presentato un'interrogazione al ministro Gelmini affinchè intervenga sull'Università di Torino per la sottoscrizione dell'accordo raggiunto dai due Rettori per l'avvio delle scuole di specializzazione in medicina». \

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Novara perderà 120 insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. CON LA RIFORMA GELMINI Reazioni Novara perderà 120 insegnanti Sindacalisti sono contrari [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Trentacinque posti in meno nella scuola primaria, 90 in meno nella scuola media, e scuola dell'infanzia con l'organico invariato, mentre non è ancora stato definito l'organico per le scuole superiori. Sono le prime previsioni sui tagli che verranno apportati col prossimo anno scolastico alle scuole di Novara e provincia: lo comunicano i sindacati dopo gli incontri che si sono svolti a Torino, il primo col direttore scolastico regionale, Francesco De Sanctis, ed il secondo con l'assessore regionale all'istruzione, Giovanna Pentenero. La previsione sui tagli ha avuto le prime reazioni sindacali, che sono negative, al punto che la Cisl Scuola ha indetto per il 22 aprile un presidio davanti alla direzione scolastica regionale, dalle 8 alle 24, in via Pietro Micca 20 a Torino. «L'organico di diritto per le scuole elementari - dice Giambattista Cattaneo, di Cisl Scuola - viene decurtato del 3,12%, e comunque le richieste delle famiglie (espansione del tempo scuola e mantenimento delle attuali condizioni) non vengono riconosciute. Siamo stati informati che la simulazione avviata a proposito della scuola media fa prevedere la difficoltà ad attivare un numero di classi a tempo prolungato pari a quello attuale e, di conseguenza, la prospettiva dovrebbe essere quella di trasformare classi prime da tempo prolungato a tempo normale». Per quanto riguarda la scuola novarese Cattaneo aggiunge che «la perdita della scuola primaria è di 35 posti, con 27 soprannumerari, molti in città di Novara. La previsione della perdita di scuola media in provincia, salvo rettifiche e compensazioni, è intorno ai 90 posti da tagliare». Luigi Nunziata, segretario provinciale di Cgil Scuola, precisa: «Da mesi lamentiamo che con questa strategia che punta solo al risparmio si va a penalizzare in modo pesante la scuola pubblica, che avrà sempre meno risorse a disposizione». Laura Razzano, segretaria della Gilda, aggiunge: «Diminuendo drasticamente gli organici verranno penalizzate le famiglie, che avranno meno ore di scuola per gli studenti, e i docenti, perchè i precari perderanno il lavoro; non solo, ma ci saranno sempre più insegnanti spezzonisti, che per completare l'orario verranno impiegati in scuole diverse». Laura Razzano «Meno insegnanti, meno ore a scuola: come si può con questi presupposti pensare alla qualità del servizio scolastico?» Giambattista Cattaneo «Il taglio degli organici nella scuola primaria e nelle medie è significativo, per questo il 22 aprile la Cisl sarà a Torino a protestare».

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(sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

ROSÀ. Il sindaco Lanzarin boccia un ordine del giorno a sostegno del movimento dei sindaci Il Consiglio dice no anche a una mozione di condanna della riforma della scuola del ministro Gelmini 11/04/2009 rss e-mail print Il municipio di Rosà, dove si è discusso di irpef e riforma della scuola L'ultima seduta consiliare svoltasi a Rosà è stata caratterizzata da un dibattito acceso fra maggioranza ed opposizione sul tema della riforma della scuola del ministro Gelmini e della proposta di lasciare ai Comuni il venti per cento dell'Irpef. I due argomenti erano stati presentati con una mozione dai consiglieri di minoranza. Sulla riforma Gelmini, Valerio Geremia ha chiesto al sindaco, parlamentare della Lega, come si è comportata a Roma, quando è stata votata la tanto contestata riforma. Secondo l'esponente politico, il sindaco, a Roma,si comporta in un modo ed a Rosà cambia registro. In particolare, ha chiesto che vengano salvati il tempo pieno e quello prolungato nella scuola dell'obbligo. Inoltre, l'ipotesi di un accorpamento dei plessi di S. Pietro e di Cusinati dovrebbe vedere coinvolti anche tutti i genitori interessati. Manuela Lanzarin ha ricordato che la Giunta comunale ha già fatto la sua parte con un ordine del giorno inviato alla regione ed al ministero competente, al fine di garantire l'attuale organico della scuola elementare che prevede orari flessibili da 27 a 40 ore settimanali. Dalla regione è giunta la notizia confortante che saranno salvati 600 posti in organico proprio per venire incontro a questa richiesta che interessa anche Rosà. La mozione di Geremia, che prevedeva una dura condanna della riforma Gelmini, ha registrato tre voti a favore, Geremia, Signori e Nichele; tre gli astenuti, Vettorazzo, Contessa e Frighetto e 14 contrari. Una seconda mozione, a firma di Geremia, Signori, Nichele e Contessa, proponeva l'approvazione di un ordine del giorno a sostegno del movimento dei sindaci che chiedono che venga trattenuto il venti per cento dell'Irpef per far fronte alle esigenze degli enti locali. Il primo cittadino, sostenuto dalla maggioranza che ha respinto la proposta, ha affermato che si tratta di una proposta strumentale, divenuta cavallo di battaglia da parte di chi solo all'ultimo momento è salito sul carro del federalismo, cavallo di battaglia della Lega Nord. La parlamentare ha ricordato che alla Camera il Pd ha ritirato la proposta di inserire un emendamento che prevedeva la destinazione del venti per cento dell'Irpef ai comuni, in cambio di un accordo con Calderoli che ha assicurato una compartecipazione con gli enti locali, a partire dal 2010, dell'Iva. Quindi, la raccolta di firme a livello locale da parte del Pd, su una proposta bocciata dallo stesso partito a livello nazionale, secondo il sindaco, risulta del tutto strumentale. I lavori sono continuati con l'approvazione di una variazione al bilancio di previsione già oggetto di valutazione in giunta. L'operazione su derivati si è conclusa con un bilancio positivo di 22.500 euro. Via libera al regolamento che prevede la videoregistrazione delle sedute consiliari. In vista della sistemazione di via S. Giorgio, si è provveduto all'accorpamento al demanio stradale comunale di porzioni di aree private, da anni ad uso pubblico. Infine, il Consiglio ha deliberato la vendita all'asta di un lotto edificabile di 2.617 metri quadrati, in via dei Dogi, al prezzo base di 470 mila euro.M.B.

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Scuola nel caos, alla Sauro non c'è posto (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola nel caos, alla Sauro non c'è posto Sei classi della Foscolo e della Pascoli smembrate in quattro diversi plessi. Incontro con i genitori Sabato 11 Aprile 2009, Vittorio Veneto Dal consiglio comunale al Parlamento, tutti parlano del Risiko delle scuole vittoriesi. Compreso il sindaco Giancarlo Scottà, che sbotta: "È un caos". Ha fatto scalpore l'ipotesi, emersa nella conferenza stampa di fine mandato della giunta, che in base ai tagli decisi dal Ministero della pubblica istruzione le elementari Foscolo di Ceneda e Pascoli del Centro possano essere smembrate, con alcune classi (rispettivamente 4 e 2) spostate di peso in altri plessi ai quattro angoli della città: dalla Costella alla Zanette, dalla Parravicini alla Sauro. Il tutto in prospettiva di chiusura della Foscolo, che rimarrebbe con una sola classe (la terza), troppo poco per continuare a vivere. "Voglio capire esattamente come stanno le cose e poi mi muoverò. Sicuramente parlerò con le direttrici degli istituti comprensivi e con i genitori. Tra l'altro qui si parla di trasferire due classi della Foscolo alla nuova Sauro, ma chi mi dice che ci sarà posto? Rischiamo di ritrovarci con una scuola ancora da finire e già sottodimensionata". "Infatti, la nuova elementare di San Giacomo partirà con 5 classi - interviene il capogruppo del Pd Roberto Tonon - quella del ministro sarebbe una "rimodulazione" nefasta, come quella operata sui debiti del Comune con i derivati. Un'operazione del genere può essere fatta ma in modo intelligente, senza oneri per le famiglie. Il Comune fa bene a chiedere chiarezza, ma se la legge è questa dovrebbe anche proporre soluzioni alternative". Da parte sua la civica Vittorio Nuova che da 10 anni amministra le politiche scolastiche con l'assessore Antonella Caldart, conferma di avere già interessato della vicenda il Parlamento. "Forse già martedì la vicenda potrà essere oggetto di un'interrogazione parlamentare. Non siamo contrari a tagliare i costi pubblici, a patto che lo si faccia nel modo giusto: che senso ha tenere una sola classe alla Foscolo, mantenendo le spese di apertura della scuola?" si chiede Giorgio Giuseppe Della Giustina, presidente della lista civica. A inserire il caso Foscolo - Pascoli nel prossimo consiglio comunale ci ha pensato invece la capogruppo di Sinistra Democratica Adriana Costantini con una domanda di attualità, che per prima cosa ricorda "che i contenuti del decreto Gelmini erano noti da tempo e che tale decreto prevede il taglio degli organici, l'aumento del numero degli allievi per classe, con possibilità di formazione di pluriclassi e la riduzione del tempo scuola". Alla luce di ciò, Costantini chiede "cosa ha fatto quest'amministrazione per esprimere dissenso riguardo all'approvazione del decreto Gelmini e per prevenirne gli effetti assolutamente prevedibili che ora sono sotto gli occhi di tutti" e cosa la stessa giunta intende fare "per mettersi in relazione e fare massa critica con i comuni vicini, che a quanto si sente sono interessati da spostamenti di alunni addirittura a livello intercomunale". Luca Anzanello

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(sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Appello di solidarietà del vescovo Michele Pennisi in vista della pasqua «Niente fuochi d'artificio, inviamo aiuti all'Abruzzo» Dalle scuole, in questi giorni, cominciano ad arrivare dati concreti su quelli che sono gli effetti dei provvedimenti adottati dal ministro alla Pubblico istruzione Gelmini in applicazione delle norme contenute nella Legge 133/2008. Si tratta di provvedimenti che prevedono un "taglio" di circa 8 miliardi di euro in tre anni, la riduzione di 87 mila insegnanti e 44 mila tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. A tutto questo si deve aggiungere il fatto che ad oggi tutte le scuole d'Italia vantano crediti nei confronti del Ministero della Pubblica Istruzione (in alcuni casi ammontano a svariati centinaia di migliaia di euro), mettendo a dura prova il regolare svolgimento delle attività didattiche ed amministrative, impedendo il pagamento del personale precario impegnato per le supplenze e quello impegnato nelle attività di esami e nell'ampliamento dell'offerta formativa. «Questi non sono che i primi effetti delle "pseudo riforme" pensate dal ministro Tremonti e adottate dalla Gelmini - ha dichiarato Vittorio Di Gangi, segretario comunale Pd ed esperto settore scuola - Con l'inizio del prossimo anno scolastico si ritornerà all'insegnante unico, al voto in condotta a partire dalle elementari, senza alcuna giustificazione pedagogica e prefigurando un arretramento organizzativo progettuale, sociale e culturale di questo ordine di scuola, considerato, come dimostrano i più recenti dati dell'Organizzazione per la cooperazione e lo Sviluppo europeo, un segmento educativo e formativo nel quale l'Italia eccelle». «Le scelte poste in essere dal Governo Berlusconi - sottolinea il responsabile del Pd - mancano di qualsiasi proposta di riqualificazione e modernizzazione del sistema formativo, ma rappresentano invece una logica di riduzione indiscriminata delle risorse finanziarie e professionali che rispondono palesemente all'obiettivo immediato di fare cassa. I tagli di organico penalizzano pesantemente il Mezzogiorno e in modo particolare la Regione Sicilia in cui sono previsti oltre 9.700 contrazioni». Per quanto riguarda la provincia di Enna si prevede un taglio drastico di oltre 550 posti di lavoro nel prossimo triennio (circa 150 per la scuola primaria, circa 120 per la scuola media di 1° grado, circa 90 per la scuola secondaria e circa 200 per il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario) e questo significa penalizzare e mortificare pesantemente la collettività ennese, aggravando il deficit occupazionale che aggiunge ulteriore disagio a quello già determinato dalla forte crisi economica e all'atavico forte tasso di disoccupazione. Flavio Guzzone

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Walter, un perdente perfetto. (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

E così Dario Franceschini alla fine ha risposto alla "chiamata" di Epifani e della Cgil: tutti in piazza a Roma appassionatamente per una manifestazione che così, da sindacale, diventa tutta politica. Un affare tra Cgil e Pd, insomma, con la Cgil che fa da locomotiva politica, detta la linea al Pd e preannuncia anche la linea dura sui rinnovi dei contratti. Il bersaglio, ovviamente è il solito: Berlusconi e quelli che l'opposizione definisce "spot" riducendo a una battuta da passa parola buono per gli apparatick elettorale in vista delle Europee e delle amministrative di giugno. Le riforme del governo? Le grandi opere? Gli aiuti all'industria? Gli incentivi? Gli interventi sul versante sociale? "Spot". Da piazza elettorale. La Cgil offre un salvagente al Pd diviso e in difficoltà, con il segretario Franceschini di fatto commissariato (leggi l'articolo di Laura Cesaretti) dagli ex Ds forte dei buoni rapporto con D'Alema. O ti aggrappi al salvagente sindacale o anneghi. Adunata con sindacalisti, deputati, amministratori e pure l'Anpi. e Bertinotti-Ferrero-Diliberto fino al "resuscitato" Veltroni. Come rileva il segretario della Cisl Bonanni: "Io mi meraviglio di chi ci va, perché una manifestazione potrebbero farsela da soli, e mi meraviglio di un sindacato che al posto di inseguireo biettivi sindacali, indica un obiettivo tutto politico. Sono sempre gli stessi che vanno li. Mi paiono gli aeroplani di Mussolini che ora sono lì che ora sono qui, sempre per obiettivi politici.". Giudizio impietoso, sulla Cgil, che fa il paio con quello sul Pd e sul suo segretario che ha detto "vengo anch'io" all'ultimo minuto, quasi non potesse farne a meno, di accettare "l'invito". Mossa che giustifica così: "Non volevo che i giorni precedenti alla manifestazione fossero attraversati dal dibattito su cosa fa il segretario del Pd". Naturalmente niente delegazione "ufficiale", mossa come al solito ambigua ma che certo non aiuta il fragile riformismo di parte del centrosinistra. E allontana ancora di più moderati e ceto medio dal Pd. Pensiero post manifestazione: siamo 2.700.00, siamo 300.000, siamo 1 milione, siamo 800.000 più degli altri. Vale per sinistra, destra, centro, grillini, girotondini ecc. ecc. ma non sarebbe ora di darci un taglio con questo "rituale" dell'iperbole politica insulso e bugiardo che, tra l'altro, mette in subordine e squalifica i "contenuti" di una manifestazione? Cosa ne pensate. Per meglio meglio quattro amici al bar. è più realistico, e poi la canzone di Gino Paoli è anche allegra. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) » (19 votes, average: 3.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 09 Casa, il "piano famiglia" riapre i cantieri Silvio Berlusconi incassa il sì delle Regioni e il piano casa parte. Così il governo può aprire una partita importante: da un lato si risponde ad esigenze concrete delle famiglie, dall'altro si rimette in moto l'edilizia da sempre volano importante dell'economia. Non è un risultato da poco in tempo di crisi e viste le polemiche a volte fondate ma spesso davvero strumentali, che hanno accompagnato la proposta lanciata dal premier. Certo, si dirà tanto per dire "qualcosa di sinistra" che il piano iniziale è stato ridimensionato (ma il premier ha sempre detto che doveva essere concordato con le Regioni) ma ora d'incanto la cementificazione del Bel Paese scompare o quasi, visto che anche le regioni "rosse" si sono messe in marcia assieme a quelle governate dal Pdl. Vabbé l'importante è che i cantieri partano: sono in ballo fra 60 e 70 miliardi di euro, che non sono bruscolini. Entro 10 giorni il governo varerà il decreto legge, poi toccherà al "federalismo del mattone" dare le risposte concrete. Tra l'altro il governo ha "confermato integralmente" gli impegni per i nuovi alloggi di edilizia popolare per i quali erano stati stanziati inizialmente 550 milioni di euro, con una parte di risorse che potranno essere reperite con la vedita delle case agli inquilini senza vendite "forzate" nei confronti di chi le occupa e non ha disponibilità economiche". Insomma, il governo mette a segno un altro punto importante, dopo la realizzazione del passante di Mestre, l'alta velocità Fs, il termovalorizzatore di Acerra. E, a proposito di cemento "buono" e "cattivo", arriverà anche il piano per le "nuove città": un insediamento urbanistico nuovo per ciascun capoluogo, sempre da realizzare in collaborazione con le regioni. In sintesi. Ampliamenti del 20% degli edifici uni-bifamiliari o comunque di volumetria non superiore ai 1000 metri cubi. Premi di cubatura del 35% in caso di demolizione e ricostruzione con progetti di bioedilizia (ma i tetti nazionali si potranno anche superare). Sono questi i principali interventi che saranno contenuti nelle leggi regionali, leggi che i governatori - perché è a loro che passa la palla e sono loro che poi dovranno risponderne i cittadini - dovranno varare entro che i governatori s'impegnano a varare entro 90 giorni, altrimenti interverrà un commissario ad acta per "agire". Con questa crisi è meglio non scherzare e i tempi di apertura dei cantieri non dovevono essere lunghi. Due i punti importanti dell'accordo. Il primo. "Le Regioni si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi: regolamentare interventi - che possono realizzarsi attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni - al fine di migliorare anche la qualità architettonica e/o energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bi familiari o comunque di volumetria non superiore a 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica; disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell'efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale, ferma restando l'autonomia legislativa regionale in riferimento ad altre tipologie di intervento". Il secondo. Le Regioni s'impegnano a "introdurre forme semplificate e celeri per l'attuazione degli interventi edilizi in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale. Tali interventi edilizi non possono riferirsi ad edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta". Leggi il testo integrale dell'accordo fra governo e regioni Piano casa per le famiglie, ecco cosa si può fare punto per punto Scritto in Varie Commenti ( 32 ) » (10 votes, average: 3.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16Mar 09 Prodi, il ritorno al passato E così Romano Prodi ridiscende in campo. Non mi sorprende affatto, del resto l'avevo preventivato e scritto in altri post. Era solo questione di tempo. Pensare che il Prof si auto-pensionasse davvero non era nell'ordine delle cose (politiche) e nemmeno nel carattere dell'uomo. Farsi da parte? Proprio lui, il fondatore dell'Ulivo? Eppoi la scuola della vecchia Dc lascia il suo imprinting nel dna politico di chi ne ha praticato a lungo il rito. Ha solo aspettato che le cose andassero come dovevano andare (dal suo punto di vista), che il centrosinistra si sfasciasse sotto il peso delle sconfitte elettorali veltroniane. E ora torna a giocare il ruolo di "padre nobile", di grande "federatore". Comodamente seduto nel salotto tv buonista e caramelloso di Fabio Fazio, il Prof ha alzato l'indice della mano sinistra e ha affondato definitivamente il Pd così com'era stato concepito da Walter, il perdente di successo. E non l'ha fatto nemmeno troppo "pacatamente", evitando pure i "ma anche". Un assist prefetto per il buon Franceschini impegnato a de-veltronizzare il partito e a duettare con l'Udc di Casini. Fra ex della sinistra Dc si intendono, almeno loro. Altro che Pd come partito identitario e solitario. "Io ho sempre sostenuto che il Pd non deve andare da solo. Ritengo che sia compito della democrazia assorbire e portare nella cultura di governo anche le ali estreme. Se la legge permette ancora la frammentazione, allora serve una coalizione per vincere le elezioni e il Pd ne è il nucleo portante", ha detto tra l'altro Romano. Insomma, assieme alla tessera del Pd ("non c'è stata una nuova iscrizione, c'è stato un gran can can ma sono iscritto da sempre. Non arrivava la tessera stampata") Prodi redivivo lancia la nuova-vecchia parola d'ordine: "Bisogna coalizzarsi". Insomma, rifare l'Ulivo (o l'Unione se preferite) e possibilmente allargarlo. Verso il centro? Verso la sinistra? Da tutte e due le parti? Il Prof per ora si ferma, sul punto, ma un fatto è certo: è tornato, e non farà la comparsa. Due volte affondato dai suoi, pare che voglia riprovarci con un copione che in realtà non è affatto nuovo ma che prevede a mio parere una variante importante: saranno gli ex Dc a pesare di più nella Balena bianco-rossa assieme all'ala anti veltroniana del Pd. Restano da capire due cose: quale sarà il ruolo di Massimo D'Alema? E come verrà declinata l'allenza con Di Pietro e l'ala giustizialista-girotondina della sinistra? E voi cosa ne pensate del ritorno di Prodi, serve davvero al centrosinistra? "Prodi affonda il Pd per riusumare l'Ulivo" di Federico Novella Cossiga: "Romano era in agguato. Ora si prende la rivincita" di Roberto Scafuri Cacciari: "Con il rientro di Romano torniamo al vecchio Ulivo, meglio scioglierci" di Francesco Cramer Scritto in Varie Commenti ( 101 ) » (28 votes, average: 2.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 11Mar 09 Se il cemento è di sinistra Il governo prepara il piano casa e subito il segretario del Pd Dario Franceschini pronuncia il più ovvio dei no. Come dire: dove sta la notizia? Già, avesse detto sì, invece. Nulla di nuovo sul fronte dell'opposizione, parafrando Remarque. Eppure il rilancio dell'edilizia (privata e pubblica) è uno dei più classici volani dell'economia perché muove, tra l'altro, un indotto enorme: dall'industria all'artigianato al terziario ai servizi. Ma quello che mi ha colpito nella politica esplosa attorno al piano casa è il grido di dolore (politicamente iprocrita) che si è levato dagli pseudo-neo ambientalisti dela centro sinistra: così il governo cementifica l'Italia, è in arrivo un nuovo sacco del territorio, sarà speculazione selvaggia. Se non fosse vero non ci crederei. E bene fa Vittorio Sgarbi a denunciare gli architetti-Attila che hanno cementificato il Belpaese e ora protestano (leggi l'articolo). E bene fa chi ricorda il partito del cemento delle regioni rosse (qualcuno deve pur ricordarlo a Franceschini). La polemica sul cemento assomiglia a quella sugli euromissili ai tempi di Craxi e Berlinguer. Ricordate? Per la sinistra i missili dell'Urss erano "buoni", quelli degli americani "cattivi". Per il cemento è lo stesso: quello "rosso" è buono, buonissimo e fa bene all'ambiente e al paesaggio. Vallo a spiegare ad Alberto Asor Rosa parlando di vicende edilizie nella rossa Toscana, recenti e passate. Certo, l'ombra della speculazioni è sempre in agguato, per non parlare dell'abusivismo dei singoli. Piccolo aneddoto personale: "Signor x - chiedo a un residente di un comune amministrato dalla sinistra (ma poteva anche essere la destra) - ma perché ha rialzato abusivamente la casa nel centro storico, proprio a due passi dal comune?" Risposta: "Tanto siamo in campagna elettorale, nessuno interverrà.". Alle successive amministrative il signor x ha poi fatto qualche altro "lavoretto". Insomma, non ci sono solo gli eco-mostri, la materia è complicatissima e se ne sono viste di tutti i colori in giro per l'Italia. Ma pensare di snellire le pratiche burocratiche infinite, costose, defatiganti per aprire i cantiere, poter ampliare la casa d'abitazione, riqualificare periferie e zone industriali inasprendo le pene per gl iabusi e senza deroghe ai vincoli ambientali e paesaggisti non significa automaticamente voler cementificare il Belpaese. E le nuove tasse pure. Stavolta mi sembra che Francheschini e chi lo segue abbiano fatto un autogol. Del resto anche Dario, checchè ne dica D'Alema, veltroneggia guardando a Obama e riparte con le tasse, proprio così, tasse: una bella una tantum da prelevare dalle tasche dei "ricchi" per darla ai poveri, altro che capitalismo compassionevole, era l'idea di Rifondazione quando era al governo assieme a Prodi. Come se le tasse in Italia non fossero già alte anzi, altissime, soprattutto per chi ha la busta paga (anche da 120mila e più euro lordi all'anno). Bossi dice che se ne può discutere. Mah. Prodi ha perso una campagna elettorale proprio sul punto, Berlusconi l'ha vinta. Qualcosa vorrà pur dire. Il Giornale (lunedì 23 marzo) Dietrofront del pd sul piano casa: si può fare/di Gian Maria De Francesco Scritto in Varie Commenti ( 61 ) » (13 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Mar 09 Balena rossa la trionferà? Il giorno dell'investitura bulgara di Dario Franceschini alla guida del Pd, dopo la ritirata pre-elettorale di Veltroni, sul sito avevo titolato "Un ex Dc alla guida degli ex Pci", oggi, sul "Giornale" Vittorio Macioce scrive un interessante articolo sulla svolta cattocomunista degli esponenti del nuovo Pd. E l'articolo mi fa tornare alla mente la Balena bianca che non c'è più, alla diaspora degli ex Dc ma soprattutto a quei cattolici democratici (i Dc di sinistra) che dopo aver affossato la Democrazia cristiana (ricordate Martinazzoli e la Bindi? la nascita del Ppi, partito puro e duro post tangentopoli?) si sono aggrappati come alla zattera della Medusa al Partito democratico del fu Veltroni. Fanno pensare alla trasformazione della specie: dalla Balena bianca alla Balena rossa. In fondo i cattocomunisti (come spesso vengono definiti) sognano proprio questo, sotto sotto ritengono di avere una idea della politica e della cultura politica del dialogo (soprattutto con gli ex Pci), superiore a quella degli alleati e tale comunque da poterli alla fine, condizionare e "guidare" all'approdo verso una sorta di catto-socialdemocrazia, in un partito e con un programma che possa includere pezzi della sinistra ora divenuta extraparlamentare, depotenziati e sconfitti, in cerca anche loro di un approdo sicuro. Balena rossa che potrebbe, con l'inclusione dell'Udc, tornare a navigare più sicura nell'oceano della Seconda Repubblica affiancata dal neo-collateralismo della Cgil (peccato alla guida della Cisl non ci sia più Pezzotta.). Pensiero in libertà, il mio, anche perché gli ex Pci-Pds-Ds a cominciare da Massimo D'Alema non saranno certo disposti a farsi ingoiare come Giona. Anche Franceschini del resto cerca di non farsi ingabbiare e ha annunciato: "Non mi ricandiderò al congresso di ottobre". Il mio è un "mandato a termine e di garanzia": cioè con due obbiettivi, quello di evitare l'ennesima catastrofe elettorale alle europee (ma anche alle amministrative) e quello di preparare il congresso. Nel frattempo Dario si tiene le mani libere, "non ho il problema di candidarmi.". Le grandi manovre sono due iniziate ufficialmente, nel centrosinistra, dove c'è (come fece Fanfani all'inizio degli anni Settanta) a contare amici e nemici. Dopo il voto "liberi tutti". Balena rossa la trionferà, dunque? Voi cosa ne dite? Scritto in Varie Commenti ( 91 ) » (23 votes, average: 3.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Feb 09 Il "vizietto" di Dario Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di "giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del "Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. E intanto non resta che tentare di rispolverare l'Unione e magari il sepolcro imbiancato del silente Prodi. COSA NE PENSATE? Ma D'Alema cosa sta tramando? di Peppino Caldarola Non basterà il "ragazzo alibi" a fermare la scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti Povero Pd non gli resta che Pecoraro Scanio/di Massimo de' Manzoni Scritto in Varie Commenti ( 104 ) » (30 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 240 ) » (63 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella "strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto in Varie Commenti ( 72 ) » (36 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano, dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro. Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia. Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è «verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 155 ) » (50 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola: "Rifondazione addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista. L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3, il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere, l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (14 votes, average: 3.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Berlusconi, il terremoto e il reality delle tv (sezione: Scuola)

( da "Articolo21.com" del 11-04-2009)

Argomenti: Scuola

Berlusconi, il terremoto e il reality delle tv di Loris Mazzetti Berlusconi, il terremoto e il reality delle tv Loris Mazzetti Ancora una volta la tragedia si è abbattuta sull’Italia: il terremoto che ha colpito l’Abruzzo ha fatto 292 vittime, 2000 feriti e gli sfollati sono circa 20.000. Questo è il momento della solidarietà e dell’unità. Lo scontro politico deve essere lasciato da parte, ma non si può far finta di non vedere e di non sentire. Va riconosciuto che il governo è intervenuto prontamente, ma in ciò che sta facendo non c’è nulla di eccezionale: è soltanto dovere. Come sempre, c’è chi ringrazia e chi si lamenta. La gratitudine degli italiani deve andare ai vigili del fuoco, alla protezione civile, ai tanti volontari che sono riusciti nel miracoloso recupero di oltre cento persone dalle macerie. Molti dei senza tetto hanno dormito le prime notti in macchina: o per mancanza di tende o perché queste erano insufficientemente riscaldate. Purtroppo nella zona, fortemente a rischio da mesi, non era stato previsto un presidio organizzativo per affrontare l’emergenza. La differenza rispetto alle tragedie del passato sarà valutata sui tempi della ricostruzione: gli sfollati chiedono di non essere dimenticati. Sono convinto che siano reali le assicurazioni di Berlusconi di smarcarsi da ciò che ci ricorda la storia e anche da sé stesso, perché non devono essere dimenticate le promesse di ricostruzione e di giustizia, solo in parte mantenute, dopo il terremoto in Molise del 31 ottobre 2002 dove crollò a San Giuliano di Puglia la scuola Francesco Jovine causando la morte di 27 bambini e una maestra. Al momento la differenza rispetto al passato è data dalla copertura mediatica. L’Abruzzo è invaso da inviati, cameramen, tecnici, pulmini regia, postazioni satellitari. Ad ogni angolo di strada spunta un microfono, le telecamere sono pronte a riprendere ogni minimo crollo. In tv il terremoto è stato raccontato non solo dai telegiornali ma anche dalle trasmissioni di gossip, di cucina, persino all’interno delle televendite. Tutto è lecito pur di fare cronaca. Conduttori che lanciano auguri mentre i vigili del fuoco stanno recuperando due giovani sepolti da molte ore: “Resistete facciamo il tifo per voi”; c’è chi in diretta si altera perché viene chiuso il collegamento con un altro recupero: “Lasciatemi vedere come va a finire”; un padre disperato, che ha perso il figlio di ventun’anni, viene tenuto per mezz’ora di fronte alla telecamera a manifestare la sua disperazione: “Aiutateci, non lasciateci soli, non abbiamo più niente, non sappiamo dove andare”, alla figlia sopravvissuta, singhiozzante, una giornalista chiede: “In nome di suo fratello può dare un segnale di fiducia a tutte le persone”. La risposta della giovane donna all’inadeguata cronista è una lezione per tutti: “Un segnale di fiducia lo dovete dare voi…”. Mi dispiace scriverlo, mi auguro che non me ne vogliano quei bravi giornalisti che hanno svolto con grande serietà il loro compito, ma la sensazione è che ci sia stato un velato ordine di andare oltre alla cronaca, soprattutto nelle tv (per fortuna molti giornali hanno dimostrato di essere indipendenti), nei primi giorni si doveva mettere in risalto l’efficienza del governo, del presidente del Consiglio in particolare, perché anche la tragedia, a due mesi dal voto, può fare campagna elettorale. Il ministro Carfagna dai microfoni di Matrix ha superato tutti nelle lodi del lavoro fatto in questi mesi dall’esecutivo, in netto contrasto con la disperazione dei terremotati, che mentre lei parlava, non sapevano dove andare a dormire. Ministri che nelle ore successive alla tragedia saltavano da una trasmissione all’altra. Berlusconi, che ufficialmente comunicava che per ragioni di tempo non poteva partecipare ai talk televisivi, rimaneva per decine e decine di minuti in collegamento telefonico con Porta a Porta, Matrix, ecc. Il fatto più penoso è accaduto nello speciale in prima serata di Bruno Vespa, quando Silvio Berlusconi, sempre in collegamento telefonico, chiede a conduttore se vi sono ministri in trasmissione. Alla risposta affermativa il premier, reduce da un Consiglio, chiede in diretta tv a Roberto Maroni di inviare, nelle zone colpite dal terremoto, entro la mattina successiva, milleduecento vigili del fuoco. E’ palese lo sconcerto del ministro degli Interni. Finita la telefonata Vespa gli chiede se è in grado di inviare i vigili, Maroni, ancora visibilmente contrariato, conferma che i milleduecento sono già in viaggio verso l’Aquila. Contemporaneamente a Matrix il ministro Gelmini racconta le decisioni prese dal Consiglio, che contrariamente a quello che ha appena detto Berlusconi a RaiUno, è avvenuto nel pomeriggio e non in tarda serata. La sensazione di chi guarda la tv è di vivere in una fiction con tanto di colpo di scena in diretta, nella quale anche il telespettatore è coinvolto. E’ il reality dello stato di crisi. Silvio Berlusconi ancora una volta è sceso in campo e, come ha detto il presidente del Senato Schifani: “E’ nell’emergenza che dà il meglio di sé”. “E’ come un camping di fine settimana”, ha dichiarato il premier durante un’intervista ad una tv straniera. Dopo aver consigliato ad una madre di andare al mare ha detto alla sua bambina: “Così magari trovi anche un fidanzato”. Subito dopo la cerimonia funebre Berlusconi è andato in mezzo ai parenti delle vittime per le condoglianze: baci, abbracci e strette di mano. Mi dispiace, so benissimo che quello che sto per scrivere risulta fuori dal coro: tutto ciò sa di propaganda in vista delle prossime elezioni. Il grande comunicatore non perde un minuto, non si ferma neanche di fronte al dramma. Berlusconi è bravo ad usare il video, ma non è il presidente Obama, che quando in Iraq saluta i soldati americani e si mescola con loro abbracciandoli, è credibile. Berlusconi no, si ha sempre la sensazione di assiste ad uno spot sul “governo del fare”. In Italia come all’estero. Il presidente del Consiglio partecipa ai vertici internazionali e assomiglia più a un personaggio degli Amici del bar Margherita (l’ultimo film di Pupi Avati) che ad uno statista che incontra i colleghi per decidere le sorti dell’umana gente. Tutto questo non l’avrei dovuto scrivere perché, quando qualcuno si permette di criticarlo, si sente calunniato come ha dichiarato recentemente in una conferenza a Praga : “Io mi danno e la stampa parla di figuracce giocando contro l’interesse dell’Italia”. Il premier si sente vittima di una costante disinformazione. Sempre in quell’occasione ha aggiunto: “Niente più che calunnie” altrimenti potrebbe essere tentato dal compiere “azioni dure” contro giornali e giornalisti. Durante quei giorni, il comportamento del nostro statista ha ricordato più Totò che De Gasperi: urla, abbracci, gesti, battute, al punto tale che il Corriere della sera il 4 aprile ha dato una ragione al suo comportamento: “Il primo ministro è pop” e i suoi gesti “un misto di spontaneità mediatica elaborata da diabolici spin doctor”, che è ciò che in tanti hanno pensato, senza scriverlo, durante i giorni del terremoto in Abruzzo. La parola pop è riduttiva, non lo rappresenta efficacemente, non ci aiuta a capire il perché lui tutte le volte che partecipa ad un vertice internazionale si comporta in una certa maniera. Sarebbe sufficiente leggere come è stato definito dalla stampa estera: “imbarazzante, goliardico, penoso, ecc.”. La telefonata con il premier turco Erdogan era tanto importante al punto da non essere interrotta, ma poteva essere fatta fermando semplicemente la macchina qualche centinaia di metri prima di arrivare al vertice Nato di Stoccarda. Che sia stata commessa una enorme gaffe lo si capisce osservando sia l’espressione del volto della signora Merkel, in uno dei tanti video che hanno fatto il giro del mondo, rimasta lunghi minuti ad attenderlo mentre lui le volgeva le spalle continuando a telefonare, che lo sguardo del primo ministro inglese Gordon Brown. Silvio Berlusconi non è pop e non mi convince l’interpretazione data da Nando Pagnoncelli, sempre al Corriere, delle cosiddette gaffe: “Interpretano l’umore popolare, e si saldano con un sentire diffuso”. Come dire che l’italiano non sa stare a tavola, che l’italiano è maleducato. Lui è il leader indiscusso del Pdl, amato dalla metà degli italiani che va a votare, della sua compagnia è sicuramente il migliore e il più competente, ma ultimamente ha “sboccato”, esagerato, interviene su tutto, trova il tempo per consigliare candidate per i reality in onda sulle sue tv; liquida il fedele Del Noce per non aver portato al Festival di Sanremo il coautore Mariano Apicella; convoca a palazzo Grazioli (la sua residenza privata), alcuni consiglieri Rai, ministri e sottosegretari per parlare delle future nomine della tv pubblica. Tutto ciò perché lui è pop? No. Berlusconi si sente solo al comando, governa il paese come se fosse una succursale di Arcore, grazie anche ad una opposizione praticamente inesistente. Solo così si può interpretare la gravissima risposta che ha dato al segretario della Cgil Epifani che a Roma, di fronte a due milioni di manifestanti, aveva chiesto al governo l’apertura di un nuovo tavolo per trattare: “Il tavolo glielo diamo in testa”. Ma torniamo alle minacci nei confronti di quei giornalisti che si permettono di criticare il suo comportamento. Che accadrà a Michele Santoro e alla sua squadra che ad Anno Zero ha messo in luce, attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, l’approssimazione del coordinamento dei soccorsi in Abruzzo; che il dipartimento, coordinato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Bertolaso, deve pensare non solo alla protezione civile ma anche ai grandi eventi come il prossimo G8 in Sardegna o il campionato del mondo di ciclismo; che il governo nella finanziaria ha diminuito i fondi della protezione civile? Sicuramente di Santoro si occuperà il nuovo cda della Rai. Il terremoto aumenterà un po’ i tempi, ma come è sempre avvenuto nel passato dopo la nomina di un nuovo presidente e di un nuovo direttore generale, cambieranno anche i direttori di testate e reti. Per rendere indolore il cambiamento è stata già messa in atto la solita strategia tipica dell’era berlusconiana: accusare per poi colpire quei conduttori, giornalisti, comici, che danno voce a tutti e che non sono adomesticabili. L’unica rete Rai indipendente dalla maggioranza è RaiTre. L’onorevole Cicchitto si è scagliato contro Fabio Fazio per aver intervistato Di Pietro, dimenticando che la settimana prima come ospite a Che tempo che fa c’era il coordinatore del Pdl Bondi; le forze cammellate sono state schierate contro Milena Gabanelli per aver fatto il punto a Report sul sistema radiotelevisivo italiano; Lucia Annunziata non avrebbe dovuto intervistare lo scrittore Antonio Tabucchi a Mezz’ora senza contraddittorio. Gli esempi da citare sono tanti. Nessuna sorpresa, Berlusconi è ripetitivo, sta facendo esattamente quello che fece nel 2002. Cerchiamo di affrontare il problema per quello che è, cioè l’ennesimo tentativo contro il pluralismo, la libertà d’informazione. Lo dico soprattutto al centro-sinistra che sta facendo finta di non accorgersene. Nell’ultimo numero di Prima Comunicazione, Smile – lo pseudonimo usato dal direttore – scrive a proposito dei componenti del cda della Rai appena nominati: “Ho commentato sulla composizione di almeno quattro nuovi consigli di viale Mazzini, eppure non finisco mai di stupirmi dell’inadeguatezza delle nomine. Non sto ovviamente mettendo in dubbio la qualità dei singoli, ma la relazione tra queste qualità e quelle necessarie per sedere in un consiglio di amministrazione”. Alle parole di Smile aggiungo che alcuni consiglieri uscenti e riconfermati, sono stati protagonisti della vicenda Meocci (il direttore generale che per legge, essendo uscito dall’Autority da solo quattro mesi, non poteva essere nominato) per quel voto fecero condannare la Rai ad una ammenda di circa quindici milioni di euro. Motivo per cui non avrebbero dovuto essere presi in considerazione, ma la politica ha un concetto diverso di etica e morale. L’onda lunga delle minacce cominciò nel 2001 subito dopo la vittoria del centro-destra ma Berlusconi, nonostante il suo scalpitare, solo dopo la scadenza naturale del cda della Rai (febbraio 2002), riuscì a mettere i suoi uomini al comando del servizio pubblico. Con l’arrivo dell’accoppiata Antonio Baldassare presidente e Agostino Saccà direttore generale, il Cavaliere calò la mannaia dell’editto bulgaro, determinando la fine delle trasmissioni di Biagi, Santoro, Luttazzi e di tante altre che non partirono nemmeno. Furono inutili i richiami dell’allora presidente della Repubblica Ciampi, prima alle istituzioni, poi ai politici, infine ai giornalisti sollecitati a tenere la schiena dritta. Nel frattempo il male oscuro dell’autocensura si diffondeva rapidamente all’interno delle redazioni fino a diventarne la normalità. Lo si è visto al Tg1 quando il tanto vituperato “paninaro” Mimun fu sostituito dall’acclamato Gianni Riotta, che in breve tempo trasformò il panino in un “magnum fast food” tipo Mc Donald’s, riempiendo il telegiornale di politica e di cronaca (per fortuna è arrivato Barak Obama sulla scena internazionale a portar via un po’ di spazio ai fatti di Cogne, Erba, Garlasco, Perugia ecc.), facendo diventare il portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti e il presidente dei senatori Maurizio Gasparri, i nuovi filosofi della politica grazie ai loro bonsai governativi in onda in tutte le edizioni. Da quando Berlusconi è tornato al governo in tanti si sono scandalizzati per le sue continue dichiarazioni: prima contro il recidivo Santoro “Fornisce un’immagine del Senato della Repubblica volutamente inesatta e denigratoria”; poi contro il servizio pubblico “La Rai mette ansia, depressione e violenza”, “Contro di me un complotto dei conduttori di sinistra”, “Un passaparola per insultarmi”. Gli stessi che si scandalizzano dimenticano che nel nostro paese non esiste più la democrazia, qualcuno la scambia con l’oligarchia, altri dicono che è stata sostituita da un moderno fascismo, io invece penso che viviamo in un telegime, nel regime della televisione e la conferma l’hanno data le tv in questo periodo di tragedia.

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L'uomo giusto con la qualifica giusta (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'uomo giusto con la qualifica giusta L'uomo giusto con la qualifica giusta La Svp ha scelto il candidato alle elezioni europee. La maggioranza ha deciso di nominare Herbert Dorfmann, sindaco di Velturno. L'assessore Berger ha sostenuto che un contadino è la persona giusta per rappresentare i contadini. Sembra logico. Peccato che i nostri assessori provinciali non seguano lo stesso raziocinio, ad esempio l'assessora a Scuola e Cultura Sabine Kaslatter Mur è una giornalista, Richard Theiner un insegnante alla Sanità, Thomas Widmann è passato dalla Camera di Commercio ai trasporti e Florian Mussner è un consulente finanziario ma si occupa anche di strade, infrastrutture, edilizia e cultura ladina. Abruzzo C'è ancora da fare, da scavare, da soccorrere i feriti, da mettere in sicurezza gli edifici pericolanti, da fornire pasti caldi, letti, coperte, da liberare le strade, da recuperare i pochi beni rimasti e ancora e ancora. Una parte degli uomini deve pattugliare le case per salvarle dagli sciacalli. I veri sciacalli ci scusino. Gli uomini sono anche questi. (n.b.: i primi quattro romeni processati per direttissima sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Ecco gli uomini sono anche questi). Settimana enigmistica - chi è? "Non manca niente. Bisogna prendere questo come un camping da fine settimana". " Meno male che ci sono stati solo 281 morti". "Avevo visto con l'elicottero i paesi e mi ero detto: "sono le vecchie case". Ivan? Cosa c'è dietro la bocciatura a sovrintendente scolastico di Ivan Eccli? Sacrificato perché proposto dalla "sinistra"? Ritenuto non abbastanza competente? Niente di tutto questo. Il ministro Gelmini ha ascoltato la deputata Biancofiore, strenua difensora degli italiani. Ivan Eccli, un nome così poco italiano... Caritas, caritatis Troppi mendicanti in città. In piedi o in ginocchio, ognuno ha la sua tecnica. Sono un problema? Danno fastidio? Ci vuole un'ordinanza o no? Se sono qui significa che i bolzanini fanno la carità. Se si smette cambieranno città. La parola italiana carità proviene dal latino caritas, ma la Caritas dice di non fare la carità. Il divieto di accattonaggio è un'opzione del decreto Maroni. Nel Vangelo secondo Matteo si dice: "Quando fai la carità non sappia la sinistra ciò che fai con la tua destra." La sinistra non saprà cosa fa la destra, ma il questore non sa cosa fa il sindaco.

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Su Eccli decida la Consulta (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 12-04-2009)

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«Su Eccli decida la Consulta» Gnecchi e Zeller: la giunta può nominarlo senza intesa BOLZANO. Sulla nomina del sovrintendente scolastico il braccio di ferro tra Provincia e Governo potrebbe finire davanti alla corte costituzionale. Lo aveva già anticipato la deputata del Pd Luisa Gnecchi: «La Provincia può procedere comunque alla nomina di Ivan Eccli e poi aspettare che il Governo faccia ricorso alla Consulta». Ora la questione è stata approfondita anche in casa Svp. Karl Zeller, deputato della Stella Alpina e punto di riferimento del partito per tutte le questioni costituzionali, al presidente della Provincia Luis Durnwalder ha prospettato due soluzioni. La prima riprende esattamente la proposta avanzata dalla Gnecchi, ovvero procedere alla nomina del sovrintendente senza l'intesa e poi aspettare che si muova il governo. La seconda, che Zeller definisce come «la più sensata», è invece quella di imporre un termine ultimo al governo per motivare il no a Ivan Eccli. «A quel punto - suggerisce l'onorevole della Volkspartei - si potrebbe fare ricorso al Tar del Lazio che chiamerebbe in causa la corte costituzionale. A decidere, a quel punto, potrebbe essere chiamato anche un commissario ad acta». Luis Durnwalder per ora non vuole sbilanciarsi: in queste settimane ci saranno nuovi colloqui con le autorità scolastiche italiane, entro la fine del mese il presidente e il ministro Maria Stella Gelmini dovrebbero arrivare a chiudere la questione una volta per tutte, così almeno si augura Durnwalder.

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Il cinque per mille all'Abruzzo (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 12-04-2009)

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Nota del ministero dell'Economia Il cinque per mille all'Abruzzo Attivate le procedure per introdurre il terremoto nell'elenco delle causali di destinazione Il ministro dell'Economia Tremonti durante il sopralluogo a L'Aquila (Emblema) ROMA - Il governo ha deciso di aprire un altro canale per sostenere le popolazioni che hanno subito danni durante il terremoto in Abruzzo. Il 5 per mille all'interno della dichiarazione dei redditi potrà infatti essere destinato anche ai terremotati d'Abruzzo. «Il Ministro dell'Economia e Finanze Giulio Tremonti - si legge in una nota di via XX Settembre - ha attivato presso il ministero le procedure per introdurre il terremoto dell'Abruzzo nell'elenco delle causali di destinazione per il 5 per mille». Destinare il 5 per mille della propria Irpef ai terremotati dell'Abruzzo sarà molto semplice. Con tutta probabilità basterà indicare nella dichiarazione dei redditi un codice numerico. La soluzione tecnica alla quale starebbero lavorando i tecnici di via XX Settembre è quella di attribuire per le destinazioni a favore dei terremotati un numero d'ufficio di 11 caratteri che sarà reso noto nei prossimi giorni. Si tratta di una soluzione facilmente attuabile senza dover modificare i modelli di dichiarazione. Viene infatti semplicemente prevista una ulteriore destinazione per la quale si potrá optare utilizzando l'attuale modulistica. La scelta di destinare il 5 per mille della propria Irpef può essere fatta apponendo la firma in un apposito spazio del modello di dichiarazione denominato «Scelta per la destinazione del cinque per mille dell'Irpef». Oltre alla firma per la scelta occorre indicare il codice fiscale del beneficiario che nal caso dei terremotati sarà con tutta probabilità attribuito d'ufficio. La scelta può essere fatta anche da chi non presenta il modello Unico o il 730 utilizzando l'apposita scheda allegata al Cud. BERSANI: «MEGLIO LA SOLIDARIETA' DELL'UNA TANTUM» - Intanto fa discutere la proposta di Amato di introdurre una tassa a favore dei terremotati. Favorevole senza riserve il ministro dell' Istruzione, Mariastella Gelmini: «Penso che possa essere una buona proposta». Per il presidente del Senato Renato Schifani «Questa è una scelta del governo e non del Parlamento. Certamente il Parlamento farà la propria parte e sarà velocissimo quando saranno inoltrati alle Camere i provvedimenti per uscire dall'emergenza». Parzialmente diversa l'opinione di Pierluigi Bersani, del Pd: «Gli italiani sarebbero d'accordo con un'imposta una tantum ma bisogna guardare ai prossimi mesi. Per ora bastano un po' di soldi in spesa corrente e investimento, siamo pronti a fare nostre proposte per come trovarli». stampa |

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Gelmini: strutture mobili per la scuola (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2009)

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Edizione: 12/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Terremoto I bresciani e l'Abruzzo Gelmini: strutture mobili per la scuola Il ministro dell'Istruzione, ieri all'Università di Edolo, ha assicurato che gli interventi per attivare rapidamente il sistema scolastico sono già allo studio con la Protezione civile. «Ricerca importante contro le catastrofi» Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini EDOLOIntervenendo ieri al convegno sul tema «L'istruzione per il rilancio delle aree montane», tenutosi a Edolo, il ministro dell'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini, ha parlato anche del terremoto che ha colpito l'Abruzzo e ha sconvolto l'Italia. «Ho visitato i Paesi colpiti dal sisma - ha detto la Gelmini - e ho incontrato la desolazione e lo sconforto tra gli sfollati. Mi hanno tuttavia stupito e impressionato soprattutto la dignità e la sobrietà con cui le popolazioni abruzzesi stanno affrontando il dolore». Il ministro ha poi toccato anche il tema dell'edilizia pubblica e scolastica, duramente colpita dal sisma, che ha reso inagibile gran parte dell'intero sistema dei plessi nell'area interessata dalle scosse. «Sin dal primo giorno di lavoro del nostro governo - ha dichiarato - stiamo procedendo alla realizzazione di un inventario dell'edilizia pubblica che permetta in primo luogo l'individuazione delle criticità». «Stiamo lavorando con Bertolaso, intanto, a strutture mobili. È chiaro che poi l'attenzione alle norme antisismiche va prestata soprattutto negli istituti pubblici» ha aggiunto Mariastella Gelmini. Il ministro ha anche detto che «noi eravamo già impegnati con un piano di edilizia scolastica, avevamo già stanziato un miliardo di euro, stavamo già procedendo a dei sopralluoghi per una verifica sul grado di sicurezza in tutte le nostre scuole. Questo lavoro procede, al Ministero c'è una squadra impegnata in questa attività. È chiaro che l'emergenza nazionale si lega all'emergenza Abruzzo». Spazio infine per il ruolo dell'Istruzione e della Ricerca nella prevenzione e nella gestione delle catastrofi naturali. «Sebbene catastrofi come questa non potranno forse essere mai evitate, credo che l'istruzione e la ricerca siano fondamentali per la prevenzione e la tutela dell'ambiente e del territorio. Un plauso va agli esperti del Cnr e dell'Istituto nazionale di geologia e vulcanologia che hanno ricevuto il riconoscimento di Guido Bertolaso per il loro insostituibile contributo». L'Università di Edolo ha realizzato una raccolta di fondi che saranno destinati all'Università dell'Aquila. Paolo Testini

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IL MINISTRO (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2009)

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Edizione: 12/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia IN DETTAGLIO IL MINISTRO Al termine del convegno, il ministro Mariastella Gelmini ha visitato il Centro Interdipartimentale di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna (Ge.S.Di.Mont.), inaugurato nell'ottobre del 2007

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Edolo Una Università in sintonia col territorio (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 12-04-2009)

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Edizione: 12/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Edolo «Una Università in sintonia col territorio» Il ministro Gelmini promuove il corso triennale per la montagna e la preside della facoltà di Agraria, Claudia Sorlini" title="Il ministro Mariastella Gelmini fra l'on. Davide Caparini e la preside della facoltà di Agraria, Claudia Sorlini" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090412/foto/full_brescia_330.jpg',600,414)"> Il ministro Mariastella Gelmini fra l'on. Davide Caparini e la preside della facoltà di Agraria, Claudia Sorlini EDOLOIl convegno «L'istruzione per il rilancio delle aree montane», svoltosi ieri mattina, è stata l'occasione per l'Università di Edolo di presentare il bilancio delle sue attività. Un bilancio positivo, che strizza l'occhio ad un futuro per il quale si perseguono obiettivi ambiziosi, che hanno ricevuto pieno sostegno e approvazione dal ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, presente all'incontro. «Siamo l'unico corso di laurea sulla montagna in territorio montano che ha avuto successo in Italia» ha dichiarato con orgoglio la preside della Facoltà di Agraria, prof.ssa Claudia Sorlini. «Guardiamo con fiducia al futuro e lavoriamo - ha proseguito - per diventare un punto di riferimento per tutto l'arco alpino nella speranza di attirare a Edolo anche studenti stranieri. Puntiamo a portare in Valcamonica anche il corso di laurea magistrale biennale, che molti dei nostri studenti vogliono frequentare al fine di aumentare le proprie conoscenze e competenze, e di accrescere la loro professionalità, che diventa poi un'importante risorsa per il territorio». Insegnamento e ricerca «Il mondo dell'istruzione - ha risposto Attilio Visconti, commissario straordinario del Comune di Edolo - riveste un ruolo primario nella nostra cittadina, le cui scuole contano oltre 1.500 studenti e 126 docenti, numeri imponenti che sottolineano la centralità di Edolo in Valle Camonica. Accoglieremmo pertanto con gioia un potenziamento della sede universitaria». La presenza del ministro Gelmini è stata anche l'occasione per inaugurare in modo ufficiale l'inizio dell'attività di ricerca del centro «Ge.S.Di.Mont.». «Dopo oltre un decennio di didattica svolta in modo egregio - ha spiegato il prof. Giuseppe Carlo Lozia, che è stato per anni preside del corso edolese - la sfida del corpo docente è quella di affiancare la ricerca all'insegnamento. È questo il tassello che manca per portare Edolo al livello dei grandi centri urbani». Dopo l'intervento dell'on. Luigi Olivieri dell'Ente Italiano della Montagna, il direttore dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Brescia, Giuseppe Colosio, ha spiegato come «la nostra provincia, grande e comprendente territori che vanno dalle isole lacustri all'alta montagna, è da sempre attenta a mantenere presidi scolastici nelle piccole realtà grazie all'impiego intelligente delle risorse e a una forte collaborazione con gli enti locali». «Il nuovo assetto federale - ha detto l'on. Davide Caparini - offre nuove opportunità ad una realtà come Edolo. Sarà importante riuscire a quantificare gli svantaggi competitivi delle aree montane, perché si possano pensare e realizzare interventi che portino ad una perequazione ispirata ad un modello che permetta di vivere e lavorare nell'ambiente montano e risponda al fenomeno dello spopolamento». Il ministro e il territorio «Quando ho iniziato il mio lavoro come ministro - ha invece affermato Mariastella Gelmini - ho condotto una battaglia contro i corsi di laurea inutili. Non mi riferivo ad un programma come quello di Edolo, che persegue il duplice obiettivo di valorizzare l'istruzione e la formazione e di riconoscere la centralità del territorio. Vorrei inoltre sottolineare come sarebbe importante che in Italia si desse valore alle lauree triennali, spesso poco considerate nel mondo del lavoro, con i nostri giovani costretti ad ottenere la laurea magistrale per trovare un impiego». «Questo corso crea professionisti che potranno lavorare su risorse come il turismo e il patrimonio naturale ed artistico - ha proseguito - risorse fondamentali, soprattutto in un periodo di crisi economica. Trovo che una delocalizzazione di un'università sulle montagne italiane e non all'estero sia una grande risposta dell'università italiana, che è spesso accusata di autoreferenzialità e che è stata in questo caso capace di aprirsi al territorio, cogliendone le necessità e restituendogli capitale umano. È importante conoscere l'Europa e il mondo, ma è fondamentale non dimenticarsi dell'Italia e delle realtà locali che sono vicine a noi». Infine una nota di ottimismo. «Continueremo a investire in alta formazione - ha concluso il ministro - perché questo è lo strumento per affinare le capacità dei nostri giovani affinché possano contribuire alla crescita del paese ed affermare l'orgoglio di essere italiani». Paolo Testini

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Chiudo S. Giacomo e salvo Ceneda (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

DUE SCUOLE A RISCHIO. Il senatore Castro alla Gelmini: risparmia il plesso dove anch'io ho studiato. Martedì l'incontro tra Comune e preside «Chiudo S. Giacomo e salvo Ceneda» La proposta del sindaco Scottà per mantenere l'elementare «Foscolo» VITTORIO VENETO. «Non chiuderò la Foscolo di Ceneda. Piuttosto porterò qui i bambini che sono nei container a S. Giacomo». Il sindaco Giancarlo Scottà ha telefonato alla preside dell'istituto che si oppone al ridimensionamento della scuola di Ceneda. E il senatore Maurizio Castro lancia un appello al ministro Gelmini: «Non puoi chiudere la Foscolo, dove sono stato anch'io scolaro, perché è un'ottima scuola». Ma proprio un suo compagno di partito, Toffoli, ha criticato la qualità dell'insegnamento. «Ha detto una fesseria», così Castro. Il sindaco Scottà: «Ho speso un milione e 200 mila euro per la ristrutturazione recente dell'edificio di Ceneda. Ho telefonato alla preside ed ho detto che neppure al ministro Gelmini è consentito uno spreco così grave, facendo chiudere la scuola Foscolo. Piuttosto vi porterò i bambini costretti da anni alle lezioni nei container in quel di San Giacomo». Una provocazione, quella del sindaco? No. Se l'impresa che sta costruendo la nuova scuola in area Errera continuerà con i ritardi e non consentirà l'inizio delle lezioni a settembre, potrebbe maturare il trasloco. A carico, evidentemente, del Comune piuttosto che dei genitori. Martedì Scottà s'incontrerà con le autorità scolastiche. Castro. Il senatore Maurizio Castro prenderà contatto all'inizio della settimana col ministro Gelmini. «Le dirò che condivido la sua esigenza di razionalizzazione della spesa, ma che i criteri applicativi dei suoi burocrati sono sbagliati, quanto meno per Vittorio Veneto». Castro ha fatto la scuola elementare alla Foscolo. «Non permetterò che venga chiusa, ma non per motivi personali, bensì perché ci sono i presupposti - numeri e qualità - affinché possa continuare a vivere». Michele Toffoli, consigliere comunale di Fi, per la verità, ha messo in discussione la qualità dell'insegnamento, causa, a suo dire, della fuga delle famiglie verso altri plessi. Toffoli. «Michele ha detto una fesseria» sostiene Castro. Dello stesso parere è Adriana Costantini, consigliere comunale della Sinistra Democratica. «Mi risulta che le maestre siano molto brave. Quindi la maggioranza non scarichi su altri responsabilità che sono soltanto sue. L'amministrazione comunale venga in consiglio a riferire ciò che (non) ha fatto per difendere la scuola». A Ceneda, comunque, la Foscolo trova una validissima alternativa nel complesso delle Giuseppine, che garantisce il tempo pieno dalle 8 alle 16 con rette abbordabili. Foscolo. Un altro, grave problema della scuola elementare di Ceneda è che manca di una mensa e che ha ricevuto una ristrutturazione senza un puntuale adeguamento antisismico, che di fatto ne avrebbe richiesto l'abbattimento. «Solo scuole ad un piano, in una città come Vittorio Veneto, garantiscono la piena sicurezza» ammette il sindaco.

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Le maestre strigliano Toffoli S'informi prima di parlare Castro: ha detto una fesseria (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Le maestre strigliano Toffoli «S'informi prima di parlare» Castro: ha detto una fesseria VITTORIO VENETO. «Le affermazioni di Michele Toffoli nei nostri confronti sono quanto meno poco cortesi. Non capiamo su quali basi dice che la qualità dell'insegnamento alla Foscolo è insufficiente». Parla Annalisa Bordignon, diciott'anni di insegnamento alla elementare Foscolo di Ceneda, anche a nome di altre colleghe con le quali ieri si è confrontata dopo aver letto le dichiarazioni del consigliere comunale del Pdl Toffoli. L'esponente azzurro, dell'ala gaviana di Fi, ha infatti dichiarato che: «il ministro Gelmini non ha alcuna responsabilità per quanto accade alla Foscolo, ce l'ha invece l'insufficiente qualità dell'insegnamento che si protrae da anni e che ha indotto numerosi genitori a portare i loro figli in altri plessi». «Quanto affermato da Toffoli sul corpo docente ci ha fatto rimanere molto male - continua la maestra Bordignon -. E' da tanti anni che insegno in quella scuola e nessuno genitore è mai venuto a dirmi nulla del genere. Così vale per le mie colleghe. Non mi risulta ci siano stati numerosi genitori che hanno portato via dalla Foscolo i bambini. Invito Toffoli a documentarsi prima di parlare della qualità dell'insegnamento. Anzi questa è una scuola, dove lavorano una dozzina di insegnanti in un ambiente di familiarità. Inoltre è un edificio sano e bello, che è stato da poco ristrutturato e con un bel giardino. Non si capisce perché dovremmo rinunciare ad una scuola che funziona e dove i bambini vengono seguiti. La Foscolo va potenziata, non chiusa». (s.r.)

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la regione cancelli le supertasse (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 21 - Regione «La Regione cancelli le supertasse» D'Alessandro (Pd): via nell'Aquilano le maggiori aliquote Irpef e Irap PESCARA. La Regione deve cancellare le maggiori aliquote fiscali per Irap e Irpef «almeno per la provincia dell'Aquila». è la proposta del capogruppo in Consiglio regionale dei Ds Camillo D'Alessandro. «Siamo in condizioni straordinarie», dice D'Alessandro, «e la Regione può decidere subito senza aspettare i provvedimenti e i decreti del governo». Secondo l'esponente del Pd questa misura permetterebbe di recuperare nella sola provincia aquilana 30 milioni di Irpef e 30 milioni di Irap che verrebbero tolti dalle spalle di famiglie e imprese, una quantità di denaro simile ai primi provvedimenti annunciati dal premier Silvio Berlusconi. Per D'Alessandro va rivisto anche il piano di rientro della sanità, settore che oggi assorbe l'85% del bilancio regionale. «Il governo ha salvato dal dissesto il Comune di Roma e il Comune di Catania prendendo i soldi a tutta l'Italia, e noi non siamo capaci di dire che la prima cosa vera da chiedere è: toglieteci le addizionali Irpef e Irap, quelle che sono scattate obbligatoriamente per il deficit della sanità». è un controsenso, aggiunge D'Alessandro, che si annunci il rinvio del pagamento delle tasse senza l'abolizione delle addizionali. «Adesso c'è un altro Abruzzo», dice il capogruppo del Pd, «anche perché i problemi della Provincia dell'Aquila si stanno espandendo in altre territori». Il Pd avanza una seconda proposta legata ai tagli della scuola. «Bisogna bloccare il piano del ministro Gelmini», dice D'Alessandro, «che prevede l'accorpamento di classi con oltre 300 scuole che chiuderanno tra scuole elementari e primarie, quasi tutte collocate nelle zone interne della regione (solo nella provincia dell'Aquila saranno 56), con mille tra insegnanti e personale amministrativo che saranno licenziati. Non è il caso di mettere il blocco?» Per i fondi il Pd guarda soprattutto a quelli per il ponte di Messina. «La Regione non deve nascondersi dietro questo dramma. Al governo nazionale deve dire le cose come stanno. Se Chiodi farà valere i problemi dell'Abruzzo noi saremo al suo fianco». Intanto mercoledì l'ex ministro Pierluigi Bersani sarà all'Aquila per discutere assieme ai vertici del partito le proposte del Pd per la ripresa dell'economia nei territori colpiti dal terremoto. Sempre mercoledì riprende l'attività il Consiglio regionale con la commissione Bilancio che discuterà il Dpfr, il documento di programmazione economico finanziaria, e il bilancio. Un adempimento dovuto per statuto, ma puramente formale, perché l'Abruzzo che il Dpfr descrive è completamente diverso dall'Abruzzo del dopo 6 aprile. (a.d.f.)

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contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Fatto del giorno Contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite Consensi anche nel Pdl per l'una tantum proposta da Amato ROMA. Il governo cerca i soldi per aiutare gli sfollati in Abruzzo e intanto stanzia 400 euro per ogni famiglia. è quanto stabilisce l'ordinanza del presidente del consiglio, pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Viene autorizzato «un contributo per l'autonoma sistemazione fino a un massimo di 400 euro mensili e, comunque, nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare «abitualmente e stabilmente residente nell'abitazione». Quando la famiglia è composta da una sola persona, il contributo è di 200 euro. Qualora in famiglia ci siano persone di età superiore ai 65 anni, portatori di handicap o disabili (con percentuale di invalidità non superiore al 67 per cento) è concesso un contributo aggiuntivo di 100 euro per ognuna di queste persone. I benefici economici, è spiegato nella Gazzetta Ufficiale, sono concessi per tutto il 2009 «salvo che si siano realizzate le condizioni per il rientro nell'abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità». Invece gli 800 euro di indennità mensili promessi ai titolari di attività commerciali, artigiani, agricoltori ed altri lavoratori in proprio, saranno inseriti in un apposito decreto legge che sarà approvato dopo Pasqua. Certamente 400 euro a famiglia non basteranno e trova consensi anche nel Pdl la proposta, lanciata ieri dall'ex ministro Giuliano Amato, di una "una tantum" da destinare alle zone terremotate (in questo modo Amato sconsiglia di aumentare, in momenti di crisi, il già alto debito pubblico). «Io penso che possa essere una buona proposta», ha detto il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini. «Stanno già giungendo molti contributi di tipo economico - ha aggiunto la Gelmini - ma è chiaro che per far fronte a quanto avvenuto il governo dovrà stanziare delle risorse». G.F.

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Con Gesù fino al Calvario (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Con Gesù fino al Calvario A Rivalta vibrante rievocazione della Passione RIVALTA - A Rivalta i riti del Venerdì Santo hanno visto quest'anno la partecipazione di alcuni dei cento personaggi che a Natale popolano la corale riproposizione del presepe vivente. Nella chiesa, molto affollata di parrocchiani e non, in un clima di raccoglimento, si è svolta una drammatizzazione che ha ripercorso, attraverso la lettura della Passione di Gesù, i principali momenti che precedono la morte del Salvatore. Non si è trattato però di una sacra rappresentazione con quadri viventi realistici che arrivano a inscenare la flagellazione e la crocifissione dei figuranti che impersonano Gesù e i due ladroni. «Il nostro è voluto essere un modo misurato ed essenziale per meditare sul mistero della Pasqua» spiega Luca Carminati, segretario dell'Associazione Amici del presepe vivente, che ha collaborato direttamente con la parrocchia per organizzare l'evento. L'idea era stata suggerita da monsignor Virginio Fogliazza, parroco di Maccastorna nel Lodigiano e che da qualche mese presta servizio pastorale anche nel borgo medievale affacciato sul Trebbia. All'appello hanno risposto Luca Carminati (nel ruolo di Gesù), Antonio Perini (Simon Pietro), Manuel Picca (Giovanni), Giorgio Gazzola (Giacomo), Giuliano Bongiorni (Giuda), Mauro Chiappelloni, Ettore Baldini, Giuseppe Pinotti, Luigi Pezzoni, Gianluca Tramelli, Fabrizio Barbieri, Cesare Morganti e Salvo Razza (altri apostoli), Edoardo Tabeto (Ponzio Pilato), Andrea Bertuzzi e Alessandro Picca (soldati romani), Giuseppina Manzoni (la serva), Sara Gazzola, Gelmina Sogni, Antonietta Casali e Ave Perini (le pie donne), Silvano Marina (sommo sacerdote) e Renzo Sogni (sacerdote). Sull'altare del presbiterio è stata rivissuta l'Ultima Cena, con la distribuzione del pane e del vino agli apostoli. La Cappella della Confraternita del Rosario si è trasformata in orto del Getsemani, dove si sono ritirati a pregare Gesù e pochi discepoli. L'arrivo dei soldati ha portato alla cattura del Messia, indicato da Giuda e condotto al cospetto del sommo sacerdote nella Cappella del Santissimo Sacramento. Dopo la scena del dialogo tra la serva e Pietro che, per paura, rinnega tre volte il suo maestro, ha preso voce la folla che, nella Cappella di Sant'Antonio, incitava di crocifiggere il re dei Giudei. I figuranti hanno raggiunto poi l'altare maggiore, mentre il racconto della cronaca era ormai giunto agli ultimi istanti della vita di Gesù, immolato sulla croce. È seguita la tradizionale processione del Signor morto nelle stradine del paese. Oggi, festa di Pasqua, a Rivalta messa solenne alle 11 con distribuzione delle uova benedette; a Croara messa alle 9.45. Anna Anselmi 12/04/2009

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la roccaforte di coppito (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Altre La roccaforte di Coppito Una caserma è il simbolo della lotta al sisma COPPITO. Per un giorno è stata la capitale morale d'Italia. La caserma "Vincenzo Giudice" della scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di finanza, il colosso di Coppito, ha ospitato i funerali di Stato delle vittime del terremoto, racchiudendo la commozione e lo sgomento di tutta la nazione. E l'ha fatto sotto gli occhi del mondo intero. Definita la centesima rocca dell'Aquila, rischia di essere l'unica rimasta integra dopo il tragico 6 aprile scorso. Sin dalle ore immediatamente successive al sisma, è diventa la centrale organizzativa delle operazioni di soccorso, coordinamento e informazione. La Rai, le altre tv italiane e quelle internazionali hanno piazzato i loro furgoni all'interno della vasta piazza d'armi, a due passi dalla sala-stampa. La caserma "Giudice" è probabilmente il più grosso complesso a disposizione di una forza di polizia sul territorio nazionale: si sviluppa su 48 ettari. Tutti i suoi numeri sono imponenti. La caserma misura 800 metri per lato e la piazza d'armi 250 metri per lato. Il comandante è il generale di brigata Fabrizio Lisi, il vice comandante si chiama Gianfranco Giardi ed è colonnello. Al primo fa capo il reggimento, il cui comando è affidato al colonnello Francesco Gazzani. Al secondo, invece, fa riferimento l'ufficio addestramento e studi del tenente colonnello Paolo Carretta. Di particolare rilievo sono l'ufficio personale del tenente colonnello Giuseppe Graticcia e l'ufficio logistica del maggiore Gerardo Picariello. In genere, la caserma, la cui costruzione è iniziata nel 1992, ospita 1.000 allievi e 300 finanzieri effettivi, oltre a circa 150 civili addetti a compiti vari. Si può, quindi, parlare di un grosso indotto per l'economia locale. La struttura è testata per 3.000 finanzieri e, senza grossi problemi, non molto tempo fa ha sopportato la presenza di 29.000 candidati per un singolo concorso. Il tenente colonnello Carretta, che è anche il portavoce ufficiale della caserma, precisa che «dal moderno eliporto possono operare sei elicotteri contemporaneamente». Per gli studenti, ci sono 16 aule a gradoni da 150 posti l'una, tutte dotate di impianti multimediali. L'aula magna può contenere 540 persone, l'auditorium 1.150. Lo sport non è certo un problema: da poco è stata completata la piscina, ancora da inaugurare, che va a integrare il campo di calcio, il poligono e il palazzetto dello sport. Sul campo adesso c'è una tendopoli, mentre il palazzetto è la base operativa della Protezione civile. Da giorni, lì c'è un viavai di carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco e volontari di ogni razza. «L'eccellente qualità strutturale fa sì che possiamo custodire in copia l'anagrafe tributaria, che non ha subìto il minimo danno dal terremoto», aggiunge il sulmonese Carretta. Le sei gigantesche mense sono state progettate per 6.000 finanzieri a turno e nel parcheggio videosorvegliato c'è spazio per 1.600 auto. Dal giorno del terremoto, nella "Vincenzo Giudice" si sono alternate le maggiore autorità della Repubblica, dal presidente Napolitano al premier Berlusconi ai ministri Sacconi e Gelmini. Il motto latino della caserma è Consilio et virtute: studio e coraggio. La campana del dovere richiama gli allievi. E non si scherza. Quelli del primo anno non possono camminare: sono obbligati a correre. Il nonnismo non c'entra: è il dazio da pagare per diventare finanzieri. Dazio ribadito a tavola, dove agli allievi del primo anno è negata la possibilità di appoggiare la schiena alla sedia. Non mancano le ragazze: 108 nell'ultimo corso, che conta 405 allievi complessivi. M.C.

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Spunta l'idea di una lotteria (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 12 Aprile 2009 NAZIONALE Pagina 2 FONDI PER RICOSTRUIRE. In arrivo dalla Ue 500 milioni in tre anni Spunta l'idea di una lotteria Il sottosegretario Giorgetti: un'estrazione per l'Abruzzo Una tantum o addizionale? Il governo torna a discutere ROMA Da martedì il governo torna al tavolo per mettere a punto il decreto sulla ricostruzione, da chiudere con ogni probabilità entro la prossima settimana. Il nodo più delicato riguarda i fondi, che Berlusconi ha sempre assicurato di voler reperire, qualunque sia la cifra necessaria. L'esecutivo dà ormai per garantiti entro fine mese i circa 500 milioni in tre anni che Bruxelles verserà nelle casse dello Stato attraverso il fondo dell'Ue per le calamità istituito nel 2002. Ma servono comunque altri soldi, nell'ordine dei miliardi. L'idea di puntare sui giochi e i concorsi resta la via più breve per raccogliere una prima tranche di denaro da investire subito nei progetti di ricostruzione. Oltre all'addizionale sul Superenalotto (di nuovo vicina a montepremi record), prendono corpo nuove estrazioni del Lotto e una lotteria ad hoc, progetto al quale lavora da venerdì scorso il sottosegretario Alberto Giorgetti che ieri - dopo un incontro con la Finanza e Bertolaso - fa sapere che il ministero dell'Economia sta valutando forme di estrazioni settimanali e un concorso specifico per l'Abruzzo. A Palazzo Chigi l'elenco di possibili interventi per finanziare la ricostruzione è lungo. Come prima mossa, Giulio Tremonti ha attivato le procedure per introdurre nella prossima dichiarazione dei redditi la voce «terremoto» nell'elenco delle causali di destinazione per il 5 per mille. Inoltre chiederà all'Ue di trasformare l'Abruzzo in una zona di investimenti agevolati. Ma non si esclude un'addizionale sull'Irpef, alla quale l'ex ministro Amato preferirebbe un'imposta ad hoc. L'idea di un'una tantum piace anche al ministro dell'Istruzione: «Io penso che possa essere una buona proposta», dice Mariastella Gelmini. Quanto alle scuole. «stiamo lavorando con Bertolaso, intanto, a strutture mobili. È chiaro che poi l'attenzione alle norme antisismiche va prestata soprattutto negli istituti pubblici. Noi eravamo già impegnati con un piano di edilizia scolastica: avevamo già stanziato un miliardo di euro». E Berlusconi ripete da giorni che si darà «conto di tutto con assoluta e totale trasparenza».  

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RADIOGRAFIA DI UN TERREMOTO CATODICO (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

RADIOGRAFIA DI UN TERREMOTO CATODICO L'AQUILA, IL PREMIER E LE TRASMISSIONI TV Certo, rispetto al Premier che, in piena crisi Alitalia, plana con l'elicottero di Stato sulla Beauty Farm Méssegué, meglio il Premier che, in pieno disastro terremoto, plana su L'Aquila. E, in barba a ogni allergia al Capo, uno si impegna ad apprezzare quel segno di presenza sopportando i segnali di presenzialismo che lo corredano: le visite agli sfollati con apposito look informale che fa tanto "uomo del fare"; le incongrue parole sulla Pasqua da trascorrere al mare e sulla crema solare da spalmarsi (accolte bene dai destinatari, a triste riprova di una sintonia tra Eletto ed elettori fondata sul "battutese" televisivo spacciato per anni dal primo ai secondi); le conferenze stampa quotidiane, rubrica fissa che ricalca analoghi tormentoni partenopei (sul luogo del disastro ambientale), a cavalcare l'onda emotiva e (forse) i sondaggi positivi, con sfoggio di mimica telegenica atta a raffigurare la tosta operatività del Leader, celebrata per iscritto dai cronisti embedded, da Minzolini in giù. Più in generale, ci si adatta ad accettare la cannibalizzazione catodica della tragedia: con inevitabile (ma perché?) indotto pre e postprandiale a base di Cucuzza, Sposini e D'Urso, reduci e prossimi ad efferate gossipate ma intenti ad ora a focalizzare il lato umano del dramma, a volte anche umanamente, con le classiche retoriche a fin di bene, e di propaganda. Vero, le Carfagna e Gelmini che la sera dopo il sisma bivaccano a "Matrix", non sono digeribilissime. E ancora meno nelle successive passerelle umanitarie in favore di telecamera, come il resto del battaglione ministeriale in missione superflua immortalato dai tiggì. Mentre il Vespa del "Porta a Porta" speciale della prima sera che, dopo un sensato sorvolo sul luogo della catastrofe, si strugge su un peluche spuntato fra le macerie, ti imbarazza un po': non per la scena in sé, legittimamente patetica, ma perché ti evoca il cinico brandire, da parte del conduttore, altri tragici oggetti (lo zoccolo di Cogne, la bicicletta di Garlasco). Ma è ad un punto preciso di quel "Porta a Porta", che la tua resistenza cede: quando, presenti i ministri Maroni e Matteoli (e soffocata la domanda spontanea "ma la sera del terremoto non dovevano essere a lavorare, invece che in tivù?"), il Premier intima via telefono a Maroni di provvedere all'invio di nuovi vigili del fuoco. Delle due l'una: o gliel'aveva già detto, e lì recitava a mo' di reality; oppure, invece di interloquire coi ministri nei luoghi deputati, lo faceva alla tele per fare più scena. In ogni caso, una brutta scena. Insopportabile. enzo@enzocosta.net www.enzocosta.net

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Spunta l'idea di una lotteria (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 12 Aprile 2009 NAZIONALE Pagina 2 FONDI PER RICOSTRUIRE. In arrivo dalla Ue 500 milioni in tre anni Spunta l'idea di una lotteria Il sottosegretario Giorgetti: un'estrazione per l'Abruzzo Una tantum o addizionale? Il governo torna a discutere ROMA Da martedì il governo torna al tavolo per mettere a punto il decreto sulla ricostruzione, da chiudere con ogni probabilità entro la prossima settimana. Il nodo più delicato riguarda i fondi, che Berlusconi ha sempre assicurato di voler reperire, qualunque sia la cifra necessaria. L'esecutivo dà ormai per garantiti entro fine mese i circa 500 milioni in tre anni che Bruxelles verserà nelle casse dello Stato attraverso il fondo dell'Ue per le calamità istituito nel 2002. Ma servono comunque altri soldi, nell'ordine dei miliardi. L'idea di puntare sui giochi e i concorsi resta la via più breve per raccogliere una prima tranche di denaro da investire subito nei progetti di ricostruzione. Oltre all'addizionale sul Superenalotto (di nuovo vicina a montepremi record), prendono corpo nuove estrazioni del Lotto e una lotteria ad hoc, progetto al quale lavora da venerdì scorso il sottosegretario Alberto Giorgetti che ieri - dopo un incontro con la Finanza e Bertolaso - fa sapere che il ministero dell'Economia sta valutando forme di estrazioni settimanali e un concorso specifico per l'Abruzzo. A Palazzo Chigi l'elenco di possibili interventi per finanziare la ricostruzione è lungo. Come prima mossa, Giulio Tremonti ha attivato le procedure per introdurre nella prossima dichiarazione dei redditi la voce «terremoto» nell'elenco delle causali di destinazione per il 5 per mille. Inoltre chiederà all'Ue di trasformare l'Abruzzo in una zona di investimenti agevolati. Ma non si esclude un'addizionale sull'Irpef, alla quale l'ex ministro Amato preferirebbe un'imposta ad hoc. L'idea di un'una tantum piace anche al ministro dell'Istruzione: «Io penso che possa essere una buona proposta», dice Mariastella Gelmini. Quanto alle scuole. «stiamo lavorando con Bertolaso, intanto, a strutture mobili. È chiaro che poi l'attenzione alle norme antisismiche va prestata soprattutto negli istituti pubblici. Noi eravamo già impegnati con un piano di edilizia scolastica: avevamo già stanziato un miliardo di euro». E Berlusconi ripete da giorni che si darà «conto di tutto con assoluta e totale trasparenza». ROMA Da martedì il governo torna al tavolo per mettere a punto il decreto sulla ricostruzione, da chiudere con ogni probabilità entro la prossima settimana. Il nodo più delicato riguarda i fondi, che Berlusconi ha sempre assicurato di voler reperire, qualunque sia la cifra necessaria. L'esecutivo dà ormai per garantiti entro fine mese i circa 500 milioni in tre anni che Bruxelles verserà nelle casse dello Stato attraverso il fondo dell'Ue per le calamità istituito nel 2002. Ma servono comunque altri soldi, nell'ordine dei miliardi. L'idea di puntare sui giochi e i concorsi resta la via più breve per raccogliere una prima tranche di denaro da investire subito nei progetti di ricostruzione. Oltre all'addizionale sul Superenalotto (di nuovo vicina a montepremi record), prendono corpo nuove estrazioni del Lotto e una lotteria ad hoc, progetto al quale lavora da venerdì scorso il sottosegretario Alberto Giorgetti che ieri - dopo un incontro con la Finanza e Bertolaso - fa sapere che il ministero dell'Economia sta valutando forme di estrazioni settimanali e un concorso specifico per l'Abruzzo. A Palazzo Chigi l'elenco di possibili interventi per finanziare la ricostruzione è lungo. Come prima mossa, Giulio Tremonti ha attivato le procedure per introdurre nella prossima dichiarazione dei redditi la voce «terremoto» nell'elenco delle causali di destinazione per il 5 per mille. Inoltre chiederà all'Ue di trasformare l'Abruzzo in una zona di investimenti agevolati. Ma non si esclude un'addizionale sull'Irpef, alla quale l'ex ministro Amato preferirebbe un'imposta ad hoc. L'idea di un'una tantum piace anche al ministro dell'Istruzione: «Io penso che possa essere una buona proposta», dice Mariastella Gelmini. Quanto alle scuole. «stiamo lavorando con Bertolaso, intanto, a strutture mobili. È chiaro che poi l'attenzione alle norme antisismiche va prestata soprattutto negli istituti pubblici. Noi eravamo già impegnati con un piano di edilizia scolastica: avevamo già stanziato un miliardo di euro». E Berlusconi ripete da giorni che si darà «conto di tutto con assoluta e totale trasparenza».  

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con tremonti e di pietro morde la satira di guzzanti - luigi bolognini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIV - Milano Con Tremonti e Di Pietro morde la satira di Guzzanti Con lui sul palcoscenico ci saranno Marco Marzocca e la sorella Caterina, che farà l´imitazione del ministro Gelmini Il comico romano è allo Smeraldo martedì e mercoledì con "Recital", dove propone i personaggi più famosi della sua carriera LUIGI BOLOGNINI Espulsa la satira politica come un calcolo renale dalla televisione, Corrado Guzzanti (che poi la tv non l´ha mai amata troppo) si butta sul teatro. Malgrado la presenza della sorella Caterina e di Marco Marzocca, è difficile definire il suo spettacolo "Recital" in modo diverso che da "one man show". Uno e centomila, con trucchi improvvisati al momento o con registrazioni in video se i camuffamenti sono troppo elaborati, Guzzanti anche al pubblico dello Smeraldo (martedì e mercoledì) non farà mancare nessun personaggio del suo bestiario costruito in una carriera quasi ventennale. Neppure Gianfranco Funari, recuperato post mortem con un´apparizione venata di malinconia tra le nuvole, anzi «non sono nuvole, ma fumo passivo», in un aldilà che è poco Paradiso: «Mettono l´aglio dappertutto, i pesci moltiplicati sono sempre quelli di ieri, in libreria c´è solo Moccia e Alberoni, comandano i peggio, è proprio vero che gli ultimi saranno i primi, non ci si può fidare dell´arcangelo Gabriele, Lucifero è un errore giudiziario». Domina, in questo show trasformista, l´imitazione politica: Tremonti (vestito come Luigi XVI sul trono, annuncia: «Le tasse sono aumentate solo per quelli che già le pagano e allora di che vi lamentate?»), Prodi (davanti ad un binario, fermo, coerente, «sono l´unico leader europeo senza metabolismo»), Bertinotti, la novità Antonio Di Pietro, politico che dice le cose con chiarezza, peccato che farfugli frasi incomprensibili in dialetto. Ma ci sono anche gli altri mostri di Guzzanti: l´annunciatrice di Rieducational Channel Vulvia («Lo sapevate? Sapevatelo, su Rieducational Channel»), il direttore di Rai Notte Gabriele La Porta, il carismatico cialtrone profeta new age "Quélo", il cinico padre Pizzarro. E in più, appunto, Marco Marzocca, abituale spalla di Corrado, come padre Federico, vittima predestinata della sua cattiveria, ma anche picciotto un po´ ritardato nella gag dei mafiosi, con il boss Guzzanti che parla delle vere ronde, quelle del sud, loro sì che sanno usare la lupara e riscuotere il pizzo, «noi ce le abbiamo da sempre, ma zu Silviu ha voluto chiamarle ronde, e noi le chiamiamo come vuole lui, perché lui fa tutto per noi, anche il ponte». E ovviamente Caterina, ovvero Maria Stella Gelmini, che parte come bresciana e chiude come calabrese.

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(sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

«Apriremo scuole nei prefabbricati» ROMa - La scuola come strumento per ritrovare la normalità, per tornare alle abitudini dei giorni che precedevano il dramma. «Apriremo scuole in tendoni, container, prefabbricati» ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. «La scuola è chiamata a dare risposte. Inizialmente ci potranno essere lezioni anche all'aperto. Noi utilizzeremo delle tensostrutture mobili e dei prefabbricati. Nelle zone non direttamente colpite da sisma, dobbiamo poter aprire quanto prima. Io sono stata in quei posti e ho trovato desolazione, dolore e sofferenza, ma ho anche ricevuto un grande esempio. Ho incontrato i dirigenti scolastici della provincia dell'Aquila, il rettore che è tra gli sfollati perchè ha perso la casa, ho trovato gente combattiva, gente che non si vuole arrendere. Hanno affrontato e stanno affrontando il dolore con grande dignità, con grande sobrietà. Penso che queste persone ci facciano sentire orgogliosi di essere italiani». Parlando della ricerca, in questo momento drammatico, ha poi detto: «Si è mobilitata e credo che dobbiamo essere orgogliosi del lavoro che stanno svolgendo i nostri ricercatori del Cnr e anche quelli dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con il presidente Boschi che è infaticabile. Sono stati, secondo quanto ha detto lo stesso Bertolaso, degli strumenti straordinari, di grande sostegno». «Noi - ha aggiunto - siamo impegnati da tempo, non certo dal terremoto d'Abruzzo, per far sì che ci sia un monitoraggio sulla sicurezza di tutti gli edifici». 12/04/2009

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I sindacati sono tiepidi con l'assessore provinciale all'istruzione Marta Dalmaso dopo il suo intervento al forum organizzato dall'Adige (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

I sindacati sono tiepidi con l'assessore provinciale all'istruzione Marta Dalmaso dopo il suo intervento al forum organizzato dall'Adige I sindacati sono tiepidi con l'assessore provinciale all'istruzione Marta Dalmaso dopo il suo intervento al forum organizzato dall'Adige. In particolare Cgil, Cisl e Uil chiedono un confronto maggiore con gli insegnanti e non nascondono preoccupazione per la riduzione dell'orario alle primarie, che comporterà anche un calo degli insegnanti e la drastica diminuzione di materie come l'educazione fisica, musicale, o artistica. Senza contare la riorganizzazione prevista sull'insegnamento delle lingue straniere. Vincenzo Bonmassar della Uil scuola (nella foto) : «Nulla di nuovo sotto il sole, c'è però ancora una volta il dispiacere di prendere atto che non si capiscono i motivi della riduzione del tempo scuola. Come Uil abbiamo sottolineato più volte che non c'è alcun motivo tecnico e politico che giustifichi la riduzione del tempo scuola, le ventisei ore non hanno senso. Certo come ha detto l'assessore è inevitabile che le risorse non manchino ma è altrettanto inevitabile che la riduzione del tempo scuola incida sulla quantificazione del personale. C'è poi un problema che riguarda le secondarie di primo grado, perché il tempo scuola incide sulle varie educazioni: fisica, artistica, musicale. C'è quindi un tentativo di esternalizzare attività che invece sono appartenenti al sistema scolastico e questo non è accettabile perché c'è una logica comunitaria che va a sostituire l'istituzione scolastica e questa è una scelta ideologica. E poi c'è un altro aspetto: cioè il passaggio dalle medie alle elementari di insegnanti delle educazioni, ad esempio artistica. E questo è di fatto un anticipo surrettizio di un sistema riformato che prevede la fusione tra primaria e secondaria». Bruno Paganini , Cisl, è molto duro: «Prima di prendere le decisioni bisognerebbe ascoltare un po' di più gli insegnanti perché sono loro i professionisti della valutazione. A me sembra fuori di testa prendere queste posizioni senza prima sentire nessuno. Perché dobbiamo essere diversi dal resto d'Italia? Perché siamo più buoni? Il buonismo non paga più da anni: la società oggi come oggi non mi pare che vada avanti seguendo questo criterio perché o sai fare il tuo mestiere o ti fa fuori. E noi a scuola insegnamo che si va avanti lo stesso studiare o non studiare? Illudiamo le persone? E poi c'è la questione che a livello nazionale il voto in condotta fa media, mentre in Trentino no. Ma perché dobbiamo dare diplomi diversi dal resto d'Italia? Il mio messaggio quindi è concertazione e partecipazione, ma non tanto con il sindacato quanto con la categoria degli insegnanti». Per la Flc Cgil del Trentino «è apprezzabile che la giunta provinciale si sia discostata dalle linee tracciate dal ministro Gelmini. Il 5 in condotta infatti non serve a nulla se poi si depotenzia la scuola italiana falciandone l'organico, come ha deciso il governo Berlusconi. Per questo stesso motivo - incalza la segretaria di categoria Gloria Bertoldi - abbiamo criticato l'assessore Dalmaso quando ha tagliato di un'ora il tempo scuola alle elementari ed ha previsto una riduzione delle cattedre di 60 unità per il prossimo anno. Non si può, da una parte, predicare la qualità dell'offerta formativa a favore di tutti gli studenti senza, dall'altra, potenziare, qualificare e valorizzare concretamente il lavoro di chi ogni giorno la scuola la costruisce mattone su mattone, gli insegnanti. Si apra un vero confronto sugli organici - chiede Bertoldi - facendo circolare le informazioni. La Flc Cgil, per esempio, ha chiesto i dati precisi sul numero dei docenti, la loro dislocazione e qualificazione per capire come inciderà il taglio previsto. Ma il servizio istruzione ancora non ci fornisce questi dati». 12/04/2009

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contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 12-04-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Attualità Contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite Consensi anche nel Pdl per l'una tantum proposta da Amato ROMA. Il governo cerca i soldi per aiutare gli sfollati in Abruzzo e intanto stanzia 400 euro per ogni famiglia. è quanto stabilisce l'ordinanza del presidente del consiglio, pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Viene autorizzato «un contributo per l'autonoma sistemazione fino a un massimo di 400 euro mensili e, comunque, nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare «abitualmente e stabilmente residente nell'abitazione». Quando la famiglia è composta da una sola persona, il contributo è di 200 euro. Qualora in famiglia ci siano persone di età superiore ai 65 anni, portatori di handicap o disabili (con percentuale di invalidità non superiore al 67 per cento) è concesso un contributo aggiuntivo di 100 euro per ognuna di queste persone. I benefici economici, è spiegato nella Gazzetta Ufficiale, sono concessi per tutto il 2009 «salvo che si siano realizzate le condizioni per il rientro nell'abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità». Invece gli 800 euro di indennità mensili promessi ai titolari di attività commerciali, artigiani, agricoltori ed altri lavoratori in proprio, saranno inseriti in un apposito decreto legge che sarà approvato dopo Pasqua. Certamente 400 euro a famiglia non basteranno e trova consensi anche nel Pdl la proposta, lanciata ieri dall'ex ministro Giuliano Amato, di una "una tantum" da destinare alle zone terremotate (in questo modo Amato sconsiglia di aumentare, in momenti di crisi, il già alto debito pubblico). «Io penso che possa essere una buona proposta», ha detto il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini. «Stanno già giungendo molti contributi di tipo economico - ha aggiunto la Gelmini - ma è chiaro che per far fronte a quanto avvenuto il governo dovrà stanziare delle risorse». G.F.

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GABRIELE BECCARIA (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Intervista GABRIELE BECCARIA INVIATO A ROMA Cento anni alle spalle, 100 anni davanti. Primo Nobel a compiere un secolo di vita, per Rita Levi Montalcini il tempo ha la forma circolare degli antichi. Gli studi cominciati in isolamento da ragazzina continuano oggi in team e indagano nuove strade con cui curare le malattie del cervello, mentre la passione per la causa delle donne è intatta: l'ex pioniera è senatrice a vita e aiuta con la propria fondazione le giovani africane. Nel salotto romano, davanti alla medaglia del Nobel, un pettine etrusco e una piccola scultura di Arnaldo Pomodoro, circondata dai quadri della sorella gemella Paola, da un Casorati e un De Chirico, racconta un'avventura infinita. Professoressa, il 22 aprile sarà il suo compleanno. Il segreto per arrivare ai primi cento anni? «Il disinteresse totale alla persona. Non muoio io, muore il corpo. Noi sopravviviamo con i messaggi che abbiamo disseminato e mi fa piacere che quello che faccio continuerà». Qual è il limite biologico della vita? «Non lo sappiamo. Ciò che conta è mantenere il cervello costantemente attivo, anche se il corpo può lentamente decadere». Lei non si scoraggia mai? «Io sono ottimista. Il pessimismo è una sconfitta in partenza». Un convegno - «Brain in healt and disease» - la celebrerà e due giorni prima il Presidente della Repubblica la festeggerà al Quirinale: intanto ha scritto un altro libro. «Si intitola "Le tue antenate". Ho analizzato la storia delle battaglie e delle scoperte femminili, dall'antichità a oggi. Con enorme fatica ho trovato 70 donne, a partire da Ipazia». Lei ricorda tanti «scippi» intellettuali dei maschi. «Spesso i contributi femminili passavano sotto il nome del marito o del padre. Un esempio è Emmy Noether, fondatrice dell'algebra moderna, che tra il 1915 e il 1919 fu costretta a insegnare a Göttingen con il nome di David Hilbert. Molte donne sono state mutilate nelle capacità intellettuali, secondo il famoso principio "Chi cerca la murusa se regordi: che la piasa, che la tasa, che la staga in casa". Le piace?». Oggi è tutto cambiato. O no? «Un momento. La situazione è cambiata nei Paesi ad alto sviluppo. Non certo nel resto del mondo, dove la donna è umiliata e distrutta». Le scienziate aumentano, eppure la scienza non è molto amata: sospetti e superstizione dilagano. Perché? «Se mettiamo il lucchetto al pensiero dell'homo sapiens, distruggiamo i vantaggi dell'evoluzione». Dalla fecondazione alle staminali, fino al testamento biologico: l'Italia è sempre in retroguardia. «E' la scienza che ci rende diversi. Non utilizzarla vuol dire bloccare le nostre capacità mentali. Penso alle donne che lavorano nei miei laboratori all'Ebri. Vado tutte le mattine a seguirle. Ho il privilegio di un passato che mi permette di ricordare cose che loro non sanno». Un ricordo? «Il 1918. Gli uomini erano al fronte e per compensarne la mancanza c'erano le bigliettaie: andavo da un tram all'altro per avere la gioia di vedere le donne in divisa. Mi sembrava un successo formidabile». Lei ispira molte giovani donne. «A 20 anni dissi che non volevo essere né moglie né madre. Mio padre era un vittoriano. Rispose: "Capisco che non posso impedirtelo". Non si è pentita di una scelta di vita tanto radicale? «Mai. Prima ancora di scoprire il famoso fattore di crescita nervoso NGF sapevo che doveva esistere. Il mio maestro era Giuseppe Levi, pioniere delle colture in vitro». Dalle ricerche pionieristiche degli Anni 30 al XXI secolo: il suo campo, le neuroscienze, sono in piena rivoluzione. «Lo sviluppo della scienza ha portato alla caduta delle barriere tra discipline, come fisica, chimica, biologia e così via. Un tempo il cervello era riservato a pochi specialisti. Non è più così». E' un settore in cui l'Italia ha spesso brillato: giusto? «Volta e Galvani hanno studiato vari aspetti dell'elettricità, compresa quella animale, mentre Golgi vinse il Nobel per gli studi sui neuroni. Si ricorda l'epitaffio maschilista? "Qui visse a balia Alessandro Volta presso Elisabetta Pedraglio, il cui marito gran costruttore di termometri, gli infuse col latte materno quell'amore per la scienza che lo portò alla pila". Divertente, no?». Un cammino che arriva all'Ebri, European Brain Research Institute: è l'istituto che lei ha voluto e che è diretto da Piergiorgio Strata. «Abbiamo cominciato cinque anni fa e abbiamo già raccolto straordinari sviluppi, ma la situazione finanziaria è pessima. Nel 2007 avevo deciso di chiudere. Poi abbiamo ricevuto finanziamenti pubblici una tantum. Però siamo di nuovo in crisi». E' famosa la sua difesa della ricerca in Senato al tempo del governo Prodi: perché lo Stato vi trascura? «Si muore per asfissia e per il disinteresse sulla ricaduta della ricerca nella vita sociale di tutti. Non utilizzarla vuol dire il suicidio. Ecco perché mi ha fatto piacere la visita del ministro Mariastella Gelmini, che si è dimostrata molto interessata all'istituto». Voi studiate anche l'Alzheimer. «Studiamo tante forme neurodegenerative. E le ricerche sull'attività del mio fattore NGF - una proteina essenziale per lo sviluppo e la sopravvivenza delle cellule nervose - si applicano a molti altri tipi di malattie, come quelle oculari». Qual è il prossimo obiettivo? «Ci sono formidabili possibilità con l'NGF, ma ci vogliono i mezzi. E mi dispiace che sia così difficile convincere l'industria a investire in nuovi farmaci».

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La ricerca trova casa all'università di Edolo (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA pag. 5 La ricerca trova casa all'università di Edolo Il ministro Gelmini inaugura la nuova sede di PAOLA COMINELLI EDOLO POCO PIÙ DI 10 ANNI di vita, 133 laureati, 40 matricole ogni anno e un sogno nel cassetto: dare il via al corso di laurea magistrale (cioè ai due anni di specializzazione). Si è presentata così l'Università della Montagna di Edolo al ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, la bresciana Maria Stella Gelmini, che in Vallecamonica è arrivata per inaugurare la sede dove l'Università attuerà la ricerca. Grazie alla realizzazione del nuovo centro studi (Gesdimont) per la Gestione e la Difesa della Montagna, che lavorerà al fianco del Corso di Laurea triennale in Valorizzazione e tutela dell'ambiente e del territorio montano, da oggi, l'Università di Edolo si occupa anche di ricerca. Per fare questo c'è bisogno di fondi e sino ad ora l'Università di Edolo per gestire i nuovi progetti ha avuto il sostegno degli enti pubblici, BIM e Comunità Montana di Vallecamonica, ma anche di tanti privati, ma i fondi non bastano mai. «HO GIÀ PARLATO di questo anche con l'assessore Ghirardelli della Provincia - ha detto il Ministro Gelmini - e ci assumiamo l'impegno di far decollare almeno il primo anno del corso di laurea magistrale». Erano presenti la professoressa Claudia Sorlini, preside della Facoltà di Agraria di Milano (che ha chiesto espressamente al Ministro l'intervento per la laurea magistrale); il prof Giuseppe Carlo Lozzia e la professoressa Anna Giorgi, insegnanti a Edolo; gli onorevoli Davide Caparini e Luigi Olivieri. CAPARINI HA sottolineato che proprio la Riforma federale potrebbe dare nuova linfa a realtà come quella di Edolo. Ad oggi l'Università di Edolo - nata nel 1996 - ha laureato circa 140 persone; il 46% ha trovato un'occupazione in ambito montano, il 20% ha proseguito gli studi. Gli studenti arrivano dalla Regione e dalla provincia di Brescia, ma il 9% degli studenti arriva anche da fuori Lombardia. «Abbiamo potuto ci ha detto la professoressa Giorgi presentare le nostre istanze al Ministro e speriamo che siano accolte». La giornata si è aperta con un minuto di silenzio per ricordare le vittime del terremoto che ha colpito l'Abruzzo. Di più, l'Università di Edolo ha avviato una raccolta fondi per aiutare l'Università de L'Aquila e il Ministro Gelmini, ha garantito che il suo Ministero sta lavorando per realizzare delle strutture mobili che consentano di poter riavviare le lezioni. Image: 20090412/foto/15.jpg

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Amnesty, a cena con Kerry Kennedy (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 12-04-2009)

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ORBETELLO / ARGENTARIO pag. 12 Amnesty, a cena con Kerry Kennedy INCONTRO L'ESPERIENZA DEL PRESIDENTE LUCIANO PETTINI A CENA con Kerry Kennedy. Il presidente del consiglio comunale di Orbetello, Luciano Pettini, si è seduto a tavola, al ristorante Aurora di Magliano, con la figlia di Robert Kennedy, in occasione della sua visita in Maremma. Dirigente e membro del consiglio superiore di Amnesty International e presidente della fondazione umanitaria intitolata al padre, che si occupa di diritti umani, Kerry Kennedy è arrivata in Italia per alcuni colloqui con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e con i ministri Gianni Letta e Mariastella Gelmini. Al termine dei colloqui, ha poi deciso di trascorrere una pausa in Maremma, in occasione della quale il presidente Luciano Pettini ha organizzato la cena. «Abbiamo parlato dei suoi programmi di lavoro ci racconta e del suo impegno nel sociale e nella diffusione della cultura della pace».

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SENIGALLIA SCRITTE sui muri degli istit... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 12-04-2009)

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SENIGALLIA pag. 16 SENIGALLIA SCRITTE sui muri degli istit... SENIGALLIA SCRITTE sui muri degli istituti scolastici e taglio della rete metallica posizionata per dividere i singoli plessi delle superiori. Sono ora in corso indagini delle forze dell'ordine sul raid che ha interessato l'altra notte il Campus scolastico, dove sono comparse scritte contro i controlli e la stretta vigilanza ai quali l'area è stata sottoposta. «Non vogliamo essere spiati» è più o meno il tenore delle scritte. Nelle scorse settimane infatti sono state installate alcune telecamere per la videosorveglianza con riprese a circuito chiuso. Proprio dalle registrazioni potrebbe arrivare qualche elemento utile alle indagini. Anche la rete metallica - che come dicevamo è stata posizionata per dividere alcuni istituti superiori - è stata tagliata e rimossa. IN QUESTO senso nel corso dell'ultima manifestazione promossa a marzo dal collettivo studentesco Zenit' contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini, i partecipanti al corteo si erano proprio ritrovati al Campus. Qui simbolicamente era stata tagliata una parte della rete e dagli studenti era stata auspicata la possibilità di muoversi liberamente all'interno del Campus, senza divisioni. Nell'area oltre alle sedi del Psicosociopedagogico e di Scienza del linguaggio del liceo Perticari', si trovano l'istituto professionale Ipsia Bettino Padovano', il tecnico Corinaldesi' e l'istituto alberghiero Panzini'. SEMPRE sul fronte delle indagini sembra da escludersi la matrice politica dietro la vernice gettata la scorsa settimana contro il portone della sede della Cisl, in viale Leopardi. Come si ricorderà, oltre ad aver gettato vernice rossa, ignoti avevano scritto sulla porta Venduti ai padroni' con vernice blu. Nessun simbolo e nessun'altra scritta. In questi giorni non è arrivata alcuna rivendicazione. Il che farebbe pensare che si sia trattato di un gesto isolato e non legato comunque a motivazioni politiche.

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Se i bambini non bastano per tenere in vita le scuole di montagna, allora converrà bussare alle... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 12-04-2009)

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Domenica 12 Aprile 2009 Chiudi Se i bambini non bastano per tenere in vita le scuole di montagna, allora converrà bussare alle porte dei nonni. Non è una provocazione ma una proposta concreta per salvare l'istruzione pubblica quella che arriva dal Pdci di Rieti allarmato per i tagli imposti dal ministro Gelmini (83 plessi da chiudere nella sola provincia sabina). «Sappiamo che nelle zone di montagna non ci sono bambini iscritti in numero sufficiente affinché le scuole restino aperte - argomenta Lorella Vincenzi, responsabile scuola del partito - si potrebbe risolvere il problema mettendo mano a una grande risorsa dei territori montani: gli anziani, che spesso sono privi di un titolo di studio di base o sono analfabeti di ritorno». Se è vero che già a partire dal prossimo anno si assisterà a un boom di iscrizioni della terza età, ecco che la strada indicata dal Pdci potrebbe rappresentare una via d'uscita alternativa rispetto ai tentativi fatti e che non sembrano aver prodotto granché vista l'ostinazione con cui il governo ha mostrato di voler tirare diritto. «Qualora la via istituzionale non dovesse portare i risultati sperati, gli amministratori e i cittadini dei paesi della provincia di Rieti per i quali c'è l'ipotesi di soppressione di alcune classi dei plessi scolastici locali, dovranno essere pronti a questa e ad altre azioni», chiosa Vincenzi. Nonni studenti, quindi, per evitare che i nipoti conoscano sin dall'età di 5 o 6 anni la difficile vita del pendolare e scongiurare il rischio di smantellamento a cui sta andando incontro la scuola pubblica col piano-tagli dei prossimi tre anni. Un input che il partito lancia mentre si avvicina la data in cui sarà ufficializzata la dotazione organica provinciale, coi numeri esatti del personale docente e Ata a disposizione delle istituzioni scolastiche reatine per funzionare. (i.s.)

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ROMA - Non si risparmia il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La sua attenzione ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 12-04-2009)

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Domenica 12 Aprile 2009 Chiudi ROMA - Non si risparmia il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La sua attenzione è rivolta all'Abruzzo. E alla ricostruzione degli istituti scolastici. Una ricostruzione in tempi rapidi per permettere agli alunni di tornare al più presto agli studi. Un modo per ricreare un clima che faccia pensare che si possa tornare alla vita normale. Spiega il ministro Gelmini: «Stiamo lavorando con Bertolaso, nel frattempo, a strutture mobili. È chiaro che poi l'attenzione alle norme antisismiche va prestata soprattutto per gli istituti pubblici». Già, perchè la sicurezza degli edifici pubblici resta ed è una priorità. Tanto è vero che il ministro dell'Istruzione ricorda che «noi eravamo già impegnati con un piano di edilizia scolastica, avevamo già stanziato un miliardo di euro, stavamo già procedendo a dei sopralluoghi per una verifica sul grado di sicurezza presente in tutte le nostre scuole. Questo lavoro procede, al ministero c'è una squadra di persone impegnate in questa attività. È chiaro che l'emergenza nazionale si lega all'emergenza Abruzzo». Quindi il ministro Mariastella Gelimini accoglie con favore la proposta sostenuta anche dall'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato di una "una tantum" da destinare alla scuola: «Io penso che possa essere una buona idea». Inoltre, dice la Gelmini, «stanno già giungendo molti contributi di tipo economico, ma anche tanti oggetti indispensabili. Quindi per far fronte a quanto accaduto è chiaro che già la prossima settimana il governo dovrà stanziare delle risorse. In parte lo ha già fatto. Andranno quantificati i danni, quindi le risorse necessarie per ripristinare uno stato di normalità. Tutte le idee che consentono di dare risposte concrete, rappresentano un fattore importante». Il ritorno alla normalità, nei territori colpiti dal terremoto, passa anche dalla riapertura di scuole e università. Un percorso «lungo e difficile», per stessa ammissione del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Nella sua visita giovedì scorso all'Aquila il ministro aveva promesso che la ricostruzione sarebbe cominciata proprio dalla Casa dello studente. «Con il presidente Berlusconi - aveva detto - abbiamo già trovato 16 milioni di euro per rifarla, e stiamo cercando altri fondi per rifare anche convitto e conservatorio», luoghi simbolo della città universitaria che non c'è più. Ma i fondi per la ricostruzione, e la riorganizzazione, guardano anche agli altri edifici scolastici distrutti dal sisma: i provvedimenti urgenti adottati stanziano a questo scopo 110 milioni di euro.

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ma quella è una scelta legata alla finanziaria e al decreto Gelmini, non certo al dimensionamento. Che non taglia niente: anzi, potrebbe creare altri posti. Sempre che non venga applicato con la volontà di boicottarlo». Da chi? Da cosa? Il sospetto resta nell'aria. Mentre atterra il giudizio pesante sull'iniziativa del provveditore («che tra l'altro non lo è più, è solo dirigente di un ufficio provinciale»). «Ho l'impressione che si voglia fare solo allarmismo per mettere in ansia le famiglie. E trovo particolarmente grave che siano le istituzioni pubbliche a farlo da sole». Morale? I sei istituti restano sei, il Prefetto non ha motivi per intervenire, il Provveditore meglio avrebbe fatto a evitarlo. Tutto bene, dunque? Sì, se non fosse per l'amaro in bocca. L'amaro di Pasqua. Alberto Pierini

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-04-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 12/04/2009 - pag: 5 Scuola 1 «Mia figlia ha il diritto di finire l'anno scolastico» «Non mi basta il 6 politico. Mia figlia fa la IV al liceo linguistico, ha fatto tanti sacrifici, studia tutte le materie: deve completare l'anno. Anche qui, al campo, perché non mettono un tendone?». Floriana Bianchi, mamma sfollata in coda con la figlia Laura per la cena alla tendopoli di Piazza d'Armi, commenta la decisione del governo di assicurare il superamento dell'anno scolastico a chi non frequenterà più di 200 giorni. Non è l'unica iniziativa destinata agli studenti terremotati. Chi ha lasciato le aree più colpite dal sisma e vive altrove può iscriversi in un altro istituto (ma non è obbligatorio), anche se siamo nella seconda parte dell'anno scolastico. Da domani, poi, il ministero dell'Istruzione avrà un centro informazioni sotto una tensostruttura nell'aquilano. Intanto è partita una sottoscrizione per ricostruire scuole e università. Il ministro Gelmini, che sarà in Abruzzo mercoledì, prevede di stanziare 16 milioni di euro per la Casa dello studente e altri 120 per le prime emergenze legate all'istruzione.>Torna all'inizio


(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-04-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronache data: 12/04/2009 - pag: 21 «Letta, Alemanno Stimo anche chi sta a destra» ROMA Visto di persona, il volto notissimo di Rita Levi-Montalcini colpisce per il colore verde acqua degli occhi «La vista è calata, ma uso uno speciale visore che ingrandisce le parole di libri e giornali e mi consente di leggere da sola» , e per la bellezza dei gioielli. «Li ho disegnati io. Questo bracciale l'ho fatto per mia sorella Paola. Questo invece è l'anello di fidanzamento di mia madre. La fedina me l'hanno regalata a Uppsala: è il simbolo del mio matrimonio con la scienza. La prima volta che andai in America, mi chiesero chi fosse mio marito. Non erano abituati a una donna che conducesse la sua vita di studiosa da sola. 'I'm my own husband', sono il marito di me stessa, risposi. Non capirono. Pensarono non sapessi l'inglese». Professoressa Levi-Montalcini, tra dieci giorni, il 22 aprile, il paese intero si stringerà a lei per il suo compleanno. Com'è la vita a cento anni? «Ottima. Anche l'udito è calato. Ma il cervello per fortuna funziona». È vero che mangia e dorme pochissimo? «Sì. Mangio una sola volta al giorno, dormo due o tre ore per notte». Legge? «Sì. I quotidiani: Repubblica e Corriere della Sera. E pubblicazioni scientifiche. Ma non la notte. La notte penso alle ricerche e agli esperimenti per il giorno dopo. Il mattino vado all'Ebri: European Brain Research Institute. C'è un gruppo di giovani ricercatrici molto affiatato, che lavorano in laboratorio. Il pomeriggio mi sposto alla Fondazione che porta il mio nome. La coordina Giuseppina Tripodi, al mio fianco da molti anni, consigliere delegato della Fondazione che ha come scopo il sostegno all'istruzione, a tutti i livelli, delle donne africane». Le piacciono i giovani d'oggi? «Questa è una domanda generica. Ci sono giovani eccellenti, ma sono una minoranza. Ce ne sono molti che non sono diversi da quelli del passato. Purtroppo, sono riapparsi i fascisti». Ho letto che ai fascisti lei non porta rancore. È così? «Non è così! Rancore ne ho per quello che hanno fatto: lo sterminio degli ebrei, la Germania distrutta, l'Italia a pezzi. Non ho rancori personali, quelli no. Senza le leggi razziali, quando lo Stato stabilì che la mia famiglia e io appartenevamo a una razza inferiore, non sarei stata costretta a lavorare chiusa nella mia camera da letto, dove avevo allestito un piccolo laboratorio, sia a Torino che ad Asti. Ricerche che nel 1986 mi hanno portato a Stoccolma». Quali sono stati i libri della sua vita? «Kafka. Calvino. E Primo Levi. Se questo è un uomo me lo regalò sua sorella. L'editore Einaudi l'aveva rifiutato, su indicazione di Natalia Ginzburg, e l'aveva pubblicato Antonicelli con la sua piccola casa editrice. Fu una folgorazione. Con Primo diventammo molto amici. Ho sofferto per la sua tragica fine; anche se credo che non sia andata come è stato raccontato». Cioè crede che Primo Levi non si sia suicidato? «Una persona della sua altezza morale non decide di buttarsi giù dalle scale: non era nello stile di Primo Levi. Sono convinta sia andata diversamente: penso che abbia perso l'equilibrio». Lei è stata allieva del padre di Natalia Ginzburg, Giuseppe Levi, il protagonista di «Lessico famigliare ». «Una persona di valore. Non una mente originale, ma un bravo maestro. Eravamo in tre, Dulbecco, Luria e io: tutti suoi allievi, tutti arrivati a Stoccolma. Ricordo quando Giuseppe Levi venne a Firenze, nella pensione dov'eravamo nascosti, e non sapeva che nome dire. Per non sbagliare, chiese solo: dov'è la Rita?». Eravate fuggiti da Torino? «Dopo l'8 settembre lasciammo Torino per raggiungere il Sud, ma scendemmo di soppiatto a Firenze perché sul treno avevo notato un ufficiale fascista. Arrivammo alla pensione dando un falso nome, il primo che mi era venuto in mente: Lupani. I proprietari avevano intuito qualcosa, ma tacquero». Lei ha conosciuto bene altri due grandi del Novecento: Bobbio e Montanelli. «Con Bobbio eravamo amici di famiglia: suo padre e suo fratello Antonio erano chirurghi. Vecchie frequentazioni torinesi. Siamo rimasti amici per tutta la vita. Con Montanelli eravamo coetanei: nati lo stesso giorno mese e anno, il 22 aprile 1909. A lungo ho fatto fatica a stimarlo: era un uomo di destra. Poi l'ho conosciuto di persona. E l'ho stimato». Lei nel biennio del governo Prodi è stata molto lodata e molto criticata per la sua scelta di sostenere sempre il governo. «Stimo molto Prodi, e anche la Finocchiaro. Non ho mai mancato una votazione perché il mio voto era decisivo; ora che è ininfluente non serve la mia presenza. Ma non ho mai inteso la mia funzione di senatore a vita come una funzione di parte. Sento di rappresentare l'intero mio Paese, tutti gli italiani». Ci sono donne e uomini di destra che stima? «Innanzitutto, Gianni Letta. L'ho visto di recente: uomo di valore, al servizio dello Stato italiano. Conosco da tempo la Moratti, una persona seria. Ora ho incontrato anche Alemanno e con mia sorpresa l'ho trovato simpatico, mi piace quando parla. Mi pare stia facendo bene il sindaco di Roma». Lei ha incontrato anche la Gelmini. Che impressione le ha fatto? «Buona. Una persona gentile, con cui è facile comunicare. Abbiamo instaurato un eccellente rapporto. La stimo anche per le cose che ha fatto: il ripristino del voto di condotta è giusto. Pur essendo così giovane e pur non avendo conoscenze scientifiche, visto che è avvocato, sta svolgendo il suo lavoro con coerenza». È vero che l'ha emozionata più la notizia della nomina a senatore a vita di quella del Nobel? «Sono state due emozioni diverse. Da Stoccolma chiamarono mentre stavo leggendo un giallo di Agatha Christie, Dieci piccoli indiani. Mentre ricordo a memoria la telefonata dal Quirinale: 'Sono Ciampi. La nomino senatore a vita per la sua attività scientifica e sociale, e la abbraccio'. La mia ammirazione e gratitudine per Ciampi è stata ed è enorme. Anche per Napolitano, che incontro spesso, ho viva simpatia e ammirazione». Non le sono mancati un marito e i figli? «Ero ancora adolescente quando decisi che non mi sarei sposata. Dissi a me stessa che non avrei mai obbedito a un uomo come mia madre obbediva a mio padre. Eravamo una famiglia vittoriana. Mamma dipendeva dalle decisioni che venivano da mio padre. Era questo il motivo per il quale gli serbavo rancore. L'ho stimato solo dopo la sua morte precoce ». Com'è il suo rapporto con Israele? Teme per il futuro? «Sono molto amica del presidente, Shimon Peres. Spero che l'apertura di Obama all'Iran dia buoni risultati. Se si dovessero usare armi distruttive non scomparirebbe solo Israele. Per questo la sua distruzione non è accettabile, non è concepibile, e non la penso possibile». Ricorda l'altra grande crisi, quella del 1929? «Certo. Ero ragazza, e rammento un'epoca dura, difficile. Oggi ritrovo un'atmosfera analoga, ma anche con motivi di speranza. Ricorderò sempre il primo viaggio in America: in particolare mi aveva colpito il fatto che i neri, quando salivo sull'autobus, erano tenuti ad alzarsi per cedermi il posto in quanto bianca, e io non riuscivo a comprenderne la ragione. Oggi però un nero è presidente degli Stati Uniti. E può rappresentare per l'America un nuovo Roosevelt ». Vivremo davvero molto più a lungo? «No. Non c'è posto. Se tutti vivessimo sino a cento o più anni, non lasceremmo il giusto spazio ai nuovi nati». Lei è stata la prima donna ammessa all'Accademia Pontificia. Che ricordo ha di Wojtyla? «Meraviglioso. Una personalità carismatica, spesso incompresa dai laici. Non tutti capirono che era uomo illuminato, progressista. Certo più di Roncalli, che prima di diventare Papa intratteneva rapporti amichevoli con Mussolini». E Ratzinger? «Ho avuto modo di incontrarlo varie volte: è persona estremamente colta, con una forte preparazione filosofica. Come Pontefice, non posso e non debbo giudicarlo». Non ha paura della morte? «Non me ne importa. È solo il corpo che muore. Credo che qualcosa di noi sopravviva». L'anima? «No. Il messaggio. Le azioni, i pensieri è quanto rimane di ognuno di noi. Io credo di lasciare buone azioni, buoni pensieri. Per questo, anche se alla mia età può succedere in ogni momento, non ho paura di morire». Aldo Cazzullo

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Tremonti: (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 102 Tremonti: «Il 5 per mille agli sfollati» Schifani in visita tra le macerie: ricostruiremo L'Aquila dov'è --> Schifani in visita tra le macerie: ricostruiremo L'Aquila dov'è Il ministro dell'Economia Tremonti inserisce la ricostruzione delle zone terremotate tra le causali del 5 per mille. L'AQUILA Sarà possibile destinare il 5 per mille a favore dei terremotati dell'Abruzzo. Il ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti ha attivato le procedure per introdurre il terremoto dell'Abruzzo nell'elenco delle causali di destinazione per il 5 per mille. Questo mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, ha trascorso una giornata tra gli sfollati dell'Aquila, nelle tendopoli allestite dalla Protezione Civile, a portare alla popolazione colpita dal terremoto il sostegno delle istituzioni. Schifani venerdì era ai funerali solenni delle vittime del sisma che ha devastato l'Aquila e i paesi del circondario. E ieri è voluto tornare per consegnare il suo messaggio di sostegno. LA VISITA Le condizioni degli sfollati sono difficili, drammatiche. Ma Schifani ripete a tutti che non devono avere paura perché «lo Stato c'è». L'Italia intera, sottolinea il presidente del Senato, è mobilitata per sostenere la popolazione colpita dal terremoto. E anche le forze politiche hanno messo da parte le divisioni per assicurare insieme gli interventi necessari. «Si respira aria di solidarietà nazionale», dice Schifani parlando di quel «clima di concordia» che si è immediatamente manifestato. Una vera e propria «stretta di mano tra maggioranza e opposizione» che Schifani spera possa proseguire anche nel futuro. EMERGENZA Ma per il momento si tratta di affrontare l'emergenza. E Schifani si mostra sicuro del fatto che gli italiani non si tireranno indietro. «Se ogni italiano farà la sua parte, avremo fatto una grande cosa». Schifani visita il campo, in cui vivono diverse migliaia di abitanti dell'Aquila che non hanno più casa. Mangia con alcuni di loro, al riparo dalle telecamere. Tutti gli ripetono quello che è diventato l'appello più pronunciato in questo terremoto: «Non lasciateci soli». In precedenza, appena arrivato al campo, si era trovato davanti allo sfogo, garbato ma fermo, di una dottoressa volontaria che aveva implorato azioni concrete e non «strette di mano di politici di cui, con tutto il rispetto, non sappiamo che fare». Schifani è poi andato a rendersi conto di quanto è accaduto al centro storico dell'Aquila. Torna al campo, dopo circa un'ora, provato dall'esperienza: «L'Aquila è una città devastata, muta, sbriciolata. È una visione che porterò per sempre dentro di me». Ma L'Aquila, assicura Schifani, è una città che non finisce qui. «Dovrà tornare a vivere dove è ora» dice rassicurando chi teme una ricostruzione in un altro luogo. I RESPONSABILI Schifani non sfugge alle domande sulle responsabilità, tema sollevato dal presidente della Repubblica. «È giusto che la magistratura faccia la sua parte e indaghi sugli episodi di malaffare, ma è anche necessario che ci siano più controlli nell'applicazione delle norme anti-sismiche». Per ricostruire serviranno molti soldi, ma Schifani non vuole commentare la proposta di Giuliano Amato di istituire una tassa per trovare i soldi necessari. «Sarà una questione di competenza del Governo», spiega. Quello che può assicurare, però, è che «il Parlamento farà prestissimo» nell'approvare i provvedimenti necessari per la ricostruzione. E, a proposito di Parlamento, Schifani chiede un impegno maggiore ai rappresentanti del popolo. «Qui la cosa più importante», spiega, «è la raccolta dei fondi. I mille euro a testa su cui si erano impegnati i senatori certamente non bastano, quindi chiederò uno sforzo maggiore perché bisogna fare di più». Prima di recarsi a Onna, il paese cancellato dalla furia del terremoto, Schifani incontra il sottosegretario alla Protezione Civile, Guido Bertolaso. Parlano di questioni operative e, tra le altre cose, di quel fenomeno di «turismo del dolore» che potrebbe interessare le zone terremotate in queste vacanze di Pasqua. «I turisti», dice Schifani, «è meglio che vadano altrove». GELMINI E proprio sui fondi per la ricostruzione il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini si è detta d'accordo con l'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato di destinare una tassa una tantum per l'Abruzzo.

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E il ministro promuove l'università della Montagna (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Lombardia data: 12/04/2009 - pag: 13 Edolo E il ministro promuove l'università della Montagna EDOLO (Brescia) «Il rilancio delle aree montane passa dall'istruzione. E l'Università di Edolo è un esempio di come sia possibile conciliare la qualità e l'innovazione anche in cima a una valle, lontano dai capoluoghi e dalle città...». Il ministro Mariastella Gelmini ieri mattina, nell'aula magna dell'Università della Montagna, non ha avuto dubbi nell'indicare Edolo come punto di eccellenza per la ricerca scientifica e la valorizzazione delle aree montane. «Recentemente ha spiegato la Gelmini visitando i laboratori della nuova sede del centro studi per la gestione e la difesa della montagna le scelte economiche e politiche hanno trascurato queste aree. Di contro, questi territori si prestano alle attività agro-forestali, alla zootecnia di qualità, alle produzioni artigianali, alla protezione dell'ambiente, al turismo in un contesto in grado di garantire una migliore qualità di vita. Il futuro richiede quindi nuove figure professionali che il corso di laurea aperto a Edolo dalla facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Milano, si propone di formare. Specialisti in grado di gestire correttamente le risorse e lavorare per il bene delle zone più disagiate». Un esempio di come si può investire sul territorio, unendo la formazione universitaria all'economia agro-forestale. Ha concluso il ministro: «Questa iniziativa è un esempio di buona gestione: basti pensare che il corso, che ha già fatto laureare 133 ragazzi, è sostenuto oltre che dall'università milanese anche dagli enti locali. In Valcamonica si formano i futuri 'quadri forestali', uomini in grado di gestire il territorio e le sue risorse anche in casi di disastri naturali. Edolo è un fiore all'occhiello della Lombardia, perché investire nella formazione vuol dire investire sul proprio futuro. Questa è un'ottima ricetta per vincere la crisi economica puntando sulla qualità delle lauree triennali». Formazione Il ministro Gelmini (Cavicchi) Giuseppe Spatola

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Contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite ROMA. Il governo cerca i soldi per aiutare gli sfollati in Abruzzo e intanto stanzia 400 euro per ogni famiglia. E' quanto stabilisce l'ordinanza del presidente del consiglio, pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Viene autorizzato «un contributo per l'autonoma sistemazione fino a un massimo di 400 euro mensili e, comunque, nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare «abitualmente e stabilmente residente nell'abitazione». Quando la famiglia è composta da una sola persona, il contributo è di 200 euro. Qualora in famiglia ci siano persone di età superiore ai 65 anni, portatori di handicap o disabili (con percentuale di invalidità non superiore al 67%) è concesso un contributo aggiuntivo di 100 euro per ognuna di queste persone. I benefici economici, è spiegato nella Gazzetta Ufficiale, sono concessi per tutto il 2009 «salvo che si siano realizzate le condizioni per il rientro nell'abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità». Invece gli 800 euro di indennità mensili promessi ai titolari di attività commerciali, artigiani, agricoltori ed altri lavoratori in proprio, saranno inseriti in un apposito decreto legge che sarà approvato dopo Pasqua. Certamente 400 euro a famiglia non basteranno e trova consensi anche nel Pdl la proposta, lanciata ieri dall'ex ministro Giuliano Amato, di una "una tantum" da destinare alle zone terremotate (in questo modo Amato sconsiglia di aumentare, in momenti di crisi, il già alto debito pubblico). «Io penso che possa essere una buona proposta», ha detto il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini. «Stanno già giungendo molti contributi di tipo economico - ha aggiunto la Gelmini - ma è chiaro che per far fronte a quanto avvenuto il governo dovrà stanziare delle risorse». Anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sta studiando una proposta di legge per destinare fondi per la ricostruzione delle zone terremotate dell'Aquila. (g.f.)

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contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Attualità Contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite Consensi anche nel Pdl per l'una tantum proposta da Amato ROMA. Il governo cerca i soldi per aiutare gli sfollati in Abruzzo e intanto stanzia 400 euro per ogni famiglia. è quanto stabilisce l'ordinanza del presidente del consiglio, pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Viene autorizzato «un contributo per l'autonoma sistemazione fino a un massimo di 400 euro mensili e, comunque, nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare «abitualmente e stabilmente residente nell'abitazione». Quando la famiglia è composta da una sola persona, il contributo è di 200 euro. Qualora in famiglia ci siano persone di età superiore ai 65 anni, portatori di handicap o disabili (con percentuale di invalidità non superiore al 67 per cento) è concesso un contributo aggiuntivo di 100 euro per ognuna di queste persone. I benefici economici, è spiegato nella Gazzetta Ufficiale, sono concessi per tutto il 2009 «salvo che si siano realizzate le condizioni per il rientro nell'abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità». Invece gli 800 euro di indennità mensili promessi ai titolari di attività commerciali, artigiani, agricoltori ed altri lavoratori in proprio, saranno inseriti in un apposito decreto legge che sarà approvato dopo Pasqua. Certamente 400 euro a famiglia non basteranno e trova consensi anche nel Pdl la proposta, lanciata ieri dall'ex ministro Giuliano Amato, di una "una tantum" da destinare alle zone terremotate (in questo modo Amato sconsiglia di aumentare, in momenti di crisi, il già alto debito pubblico). «Io penso che possa essere una buona proposta», ha detto il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini. «Stanno già giungendo molti contributi di tipo economico - ha aggiunto la Gelmini - ma è chiaro che per far fronte a quanto avvenuto il governo dovrà stanziare delle risorse». G.F.

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Scuole di montagna: la protesta continua davanti al prefetto (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Scuole di montagna: la protesta continua davanti al prefetto Chiara Cacciani Scenderanno anche in pianura per difendere l'esistenza delle scuole lassù in montagna. Dove i numeri, è vero, sono risicati, ma - e lo ripetono sempre - sufficienti per continuare a mettere un argine allo spopolamento. «Se se ne vanno le famiglie giovani, l'Appennino muore, capisce?», è la preoccupazione. Sull'agenda l'appuntamento con la protesta pacifica - a colpi di voce e di carte -è già fissato: mercoledì prossimo dalle 9.30 sindaci armati di fascia tricolore, assessori alla Scuola, rappresentanti delle due Comunità montana parmensi, genitori e insegnanti saranno davanti al palazzo della Prefettura a Parma, in via Repubblica. L'obbiettivo? Lo sintetizza Ulisse Ferrari, assessore alla Scuola della Comunità montana est, che insieme alla Ovest ha organizzato la discesa a valle. «Vogliamo che il Governo si impegni per modificare la legge Gelmini per quanto riguarda le scuole di montagna. Così com'è, con quei numeri-limite, ci uccide. E non possiamo accontentarci delle deroghe che qualcuno ha ventilato: quelle dovrebbero essere riconfermate ogni anno e ci lascerebbero sempre nell'incertezza». E ad alta quota, invece, si chiedono sicurezze. «Il governo deve dirci se vuol credere o no nella montagna. Se sì, allora non si può penalizzare chi resta. E non si può ragionare solo coi numeri». I punti fondamentali, quelli che fanno tremare famiglie, amministratori e insegnanti, sono due. Il primo riguarda la chiusura dei plessi che non raggiungono la soglia dei 50 alunni. «E' vero -spiega Ferrari - nelle zone montane questa norma della legge troverà applicazione solo nell'anno scolastico 2010-2011, ma le ripercussioni saranno immediate». Il secondo dovrebbe invece avere effetto già a partire da settembre, con la potenziale chiusura di parti di plessi in mancanza dei numeri di alunni sufficienti (le medie di Monchio, per esempio, o certe scuole dell'infanzia), la riduzione degli organici e la sparizione di intere classi con la trasformazione in pluriclassi. «Con evidenti conseguenze sulla didattica». Mercoledì a Parma le loro motivazioni le snoccioleranno una ad una. E sarà consegnato al prefetto Scarpis un documento congiunto che sarà firmato in diretta dai presidenti delle due Comunità montane e che ha ottenuto l'approvazione dei sindaci dei comprensori est e ovest in cui si chiede con forza di salvare le scuole di alta quota.

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Lotteria e "5 per mille", il governo è già in pista per la ricostruzione (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 88 del 2009-04-12 pagina 8 Lotteria e "5 per mille", il governo è già in pista per la ricostruzione di Vincenzo La Manna Il ministro Tremonti ha già attivato le procedure per introdurre il terremoto fra le causali del "740". Benefici per tutto il 2009 Roma C’è chi auspica l’imposta «una tantum», chi lavora per una lotteria ad hoc, chi immagina una «card» per sconti del 50%. Ma in attesa di riscontri e verifiche, arriva un’iniziativa concreta: dalla dichiarazione dei redditi si potrà devolvere il 5 per mille alla popolazione abruzzese. Parola di Giulio Tremonti. «Il ministro dell’Economia - informa una nota - ha attivato presso il ministero le procedure per introdurre il terremoto dell’Abruzzo nell’elenco delle causali di destinazione». Intanto, a quasi una settimana dalla tremenda scossa sismica, Silvio Berlusconi sarà oggi di nuovo all’Aquila. Il premier parteciperà così in mattinata alla messa di Pasqua assieme alla popolazione, rimanendo pure a pranzo. Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, invece, un’ordinanza del presidente del Consiglio, che prevede la concessione di aiuti agli sfollati per tutto il 2009. Cioè, «un contributo per l’autonoma sistemazione, fino a un massimo di 400 euro mensili, e, comunque, nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare». In caso di una sola unità, «il contributo è stabilito in 200 euro». Qualora invece siano presenti «persone di età superiore ai 65 anni, portatori di handicap, ovvero disabili con una percentuale di invalidità non superiore al 67%, è concesso un contributo aggiuntivo di 100 euro mensili per ognuno dei soggetti». L’indennità di 800 euro mensili promessa ai titolari di rapporti di attività commerciali, produttive, agricole, artigianali e simili, invece, dovrebbe venire inserita nel decreto legge che verrà approvato dal prossimo Consiglio dei ministri. Rimanendo in ambito governativo, a lanciare un’altra iniziativa di solidarietà è Alberto Giorgetti, sottosegretario all’Economia. «Ci stiamo attivando, per quanto riguarda le deleghe di mia competenza alle Dogane e ai Monopoli, per intervenire attivamente - riferisce l’esponente del Pdl -. Con Aams sono allo studio ulteriori forme di estrazione settimanale, e si sta valutando l’istituzione di una lotteria specifica per l’Abruzzo». Idea solidale pure dal Carroccio. «Tutte le famiglie sfollate, anche quelle che hanno dovuto trasferirsi, debbono poter acquistare i generi di prima necessità con una tariffa ribassata di almeno il 50%», propone Sergio Divina, senatore della Lega. Secondo il presidente della Commissione straordinaria di controllo su prezzi e tariffe di Palazzo Madama, «si potrebbe istituire una specie di tessera che dà diritto a questi sconti, rilasciata dalla prefettura dell’Aquila o quella competente nel territorio dove alloggeranno queste famiglie». A rilanciare invece l’idea dell’«una tantum», per contribuire stavolta alla ricostruzione delle zone terremotate, senza peggiorare la situazione della finanza pubblica, è Giuliano Amato. I cittadini, spiega l’ex premier al Corriere della Sera, accetterebbero l’idea perché si è riscoperto «il sentimento della solidarietà». Per il presidente dell’Enciclopedia italiana, dunque, «è possibile che tu accetti quell’aumento, magari limitato e temporaneo della stessa pressione fiscale». Tra l’altro, aggiunge, «se oggi venisse aumentata l’una o l’altra imposta per destinarne gli introiti alla ricostruzione, sono sicuro che ci sarebbe una trasparenza nell’utilizzo che mai c’è stata in passato». L’ipotesi lanciata da Amato piace in maniera bipartisan. Secondo Pierluigi Bersani, «gli italiani sarebbero d’accordo», mentre Mariastella Gelmini pensa possa essere «una buona proposta». Il ministro dell’Istruzione, inoltre, ricorda che «la prossima settimana il governo dovrà stanziare delle risorse, come ha in parte già fatto». Ma «tutte le idee che consentono di dare risposte concrete - rimarca - rappresentano un fattore importante». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 12-04-2009)
Pubblicato anche in: (Tribuna di Treviso, La) (Gazzetta di Modena,La) (Gazzetta di Reggio) (Trentino) (Corriere delle Alpi) (Alto Adige) (Gazzetta di Mantova, La)

Argomenti: Scuola

Contributo di 400 euro mensili per aiutare le famiglie colpite Consensi anche nel Pdl per l'una tantum proposta da Amato ROMA. Il governo cerca i soldi per aiutare gli sfollati in Abruzzo e intanto stanzia 400 euro per ogni famiglia. è quanto stabilisce l'ordinanza del presidente del consiglio, pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Viene autorizzato «un contributo per l'autonoma sistemazione fino a un massimo di 400 euro mensili e, comunque, nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare «abitualmente e stabilmente residente nell'abitazione». Quando la famiglia è composta da una sola persona, il contributo è di 200 euro. Qualora in famiglia ci siano persone di età superiore ai 65 anni, portatori di handicap o disabili (con percentuale di invalidità non superiore al 67 per cento) è concesso un contributo aggiuntivo di 100 euro per ognuna di queste persone. I benefici economici, è spiegato nella Gazzetta Ufficiale, sono concessi per tutto il 2009 «salvo che si siano realizzate le condizioni per il rientro nell'abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità». Invece gli 800 euro di indennità mensili promessi ai titolari di attività commerciali, artigiani, agricoltori ed altri lavoratori in proprio, saranno inseriti in un apposito decreto legge che sarà approvato dopo Pasqua. Certamente 400 euro a famiglia non basteranno e trova consensi anche nel Pdl la proposta, lanciata ieri dall'ex ministro Giuliano Amato, di una "una tantum" da destinare alle zone terremotate (in questo modo Amato sconsiglia di aumentare, in momenti di crisi, il già alto debito pubblico). «Io penso che possa essere una buona proposta», ha detto il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini. «Stanno già giungendo molti contributi di tipo economico - ha aggiunto la Gelmini - ma è chiaro che per far fronte a quanto avvenuto il governo dovrà stanziare delle risorse». G.F.

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Montalcini: "Vi racconto i segreti dei miei cento anni" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

INVIATO A ROMA Cento anni alle spalle, 100 anni davanti. Primo Nobel a compiere un secolo di vita, per Rita Levi Montalcini il tempo ha la forma circolare degli antichi. Gli studi cominciati in isolamento da ragazzina continuano oggi in team e indagano nuove strade con cui curare le malattie del cervello, mentre la passione per la causa delle donne è intatta: l’ex pioniera è senatrice a vita e aiuta con la propria fondazione le giovani africane. Nel salotto romano, davanti alla medaglia del Nobel, un pettine etrusco e una piccola scultura di Arnaldo Pomodoro, circondata dai quadri della sorella gemella Paola, da un Casorati e un De Chirico, racconta un’avventura infinita. Professoressa, il 22 aprile sarà il suo compleanno. Il segreto per arrivare ai primi cento anni? «Il disinteresse totale alla persona. Non muoio io, muore il corpo. Noi sopravviviamo con i messaggi che abbiamo disseminato e mi fa piacere che quello che faccio continuerà». Qual è il limite biologico della vita? «Non lo sappiamo. Ciò che conta è mantenere il cervello costantemente attivo, anche se il corpo può lentamente decadere». Lei non si scoraggia mai? «Io sono ottimista. Il pessimismo è una sconfitta in partenza». Un convegno - «Brain in healt and disease» - la celebrerà e due giorni prima il Presidente della Repubblica la festeggerà al Quirinale: intanto ha scritto un altro libro. «Si intitola “Le tue antenate”. Ho analizzato la storia delle battaglie e delle scoperte femminili, dall’antichità a oggi. Con enorme fatica ho trovato 70 donne, a partire da Ipazia». Lei ricorda tanti «scippi» intellettuali dei maschi. «Spesso i contributi femminili passavano sotto il nome del marito o del padre. Un esempio è Emmy Noether, fondatrice dell’algebra moderna, che tra il 1915 e il 1919 fu costretta a insegnare a Göttingen con il nome di David Hilbert. Molte donne sono state mutilate nelle capacità intellettuali, secondo il famoso principio “Chi cerca la murusa se regordi: che la piasa, che la tasa, che la staga in casa”. Le piace?». Oggi è tutto cambiato. O no? «Un momento. La situazione è cambiata nei Paesi ad alto sviluppo. Non certo nel resto del mondo, dove la donna è umiliata e distrutta». Le scienziate aumentano, eppure la scienza non è molto amata: sospetti e superstizione dilagano. Perché? «Se mettiamo il lucchetto al pensiero dell’homo sapiens, distruggiamo i vantaggi dell’evoluzione». Dalla fecondazione alle staminali, fino al testamento biologico: l’Italia è sempre in retroguardia. «E’ la scienza che ci rende diversi. Non utilizzarla vuol dire bloccare le nostre capacità mentali. Penso alle donne che lavorano nei miei laboratori all’Ebri. Vado tutte le mattine a seguirle. Ho il privilegio di un passato che mi permette di ricordare cose che loro non sanno». Un ricordo? «Il 1918. Gli uomini erano al fronte e per compensarne la mancanza c’erano le bigliettaie: andavo da un tram all’altro per avere la gioia di vedere le donne in divisa. Mi sembrava un successo formidabile». Lei ispira molte giovani donne. «A 20 anni dissi che non volevo essere né moglie né madre. Mio padre era un vittoriano. Rispose: “Capisco che non posso impedirtelo”. Non si è pentita di una scelta di vita tanto radicale? «Mai. Prima ancora di scoprire il famoso fattore di crescita nervoso NGF sapevo che doveva esistere. Il mio maestro era Giuseppe Levi, pioniere delle colture in vitro». Dalle ricerche pionieristiche degli Anni 30 al XXI secolo: il suo campo, le neuroscienze, sono in piena rivoluzione. «Lo sviluppo della scienza ha portato alla caduta delle barriere tra discipline, come fisica, chimica, biologia e così via. Un tempo il cervello era riservato a pochi specialisti. Non è più così». E’ un settore in cui l’Italia ha spesso brillato: giusto? «Volta e Galvani hanno studiato vari aspetti dell’elettricità, compresa quella animale, mentre Golgi vinse il Nobel per gli studi sui neuroni. Si ricorda l’epitaffio maschilista? “Qui visse a balia Alessandro Volta presso Elisabetta Pedraglio, il cui marito gran costruttore di termometri, gli infuse col latte materno quell’amore per la scienza che lo portò alla pila”. Divertente, no?». Un cammino che arriva all’Ebri, European Brain Research Institute: è l’istituto che lei ha voluto e che è diretto da Piergiorgio Strata. «Abbiamo cominciato cinque anni fa e abbiamo già raccolto straordinari sviluppi, ma la situazione finanziaria è pessima. Nel 2007 avevo deciso di chiudere. Poi abbiamo ricevuto finanziamenti pubblici una tantum. Però siamo di nuovo in crisi». E’ famosa la sua difesa della ricerca in Senato al tempo del governo Prodi: perché lo Stato vi trascura? «Si muore per asfissia e per il disinteresse sulla ricaduta della ricerca nella vita sociale di tutti. Non utilizzarla vuol dire il suicidio. Ecco perché mi ha fatto piacere la visita del ministro Mariastella Gelmini, che si è dimostrata molto interessata all’istituto». Voi studiate anche l’Alzheimer. «Studiamo tante forme neurodegenerative. E le ricerche sull’attività del mio fattore NGF - una proteina essenziale per lo sviluppo e la sopravvivenza delle cellule nervose - si applicano a molti altri tipi di malattie, come quelle oculari». Qual è il prossimo obiettivo? «Ci sono formidabili possibilità con l’NGF, ma ci vogliono i mezzi. E mi dispiace che sia così difficile convincere l’industria a investire in nuovi farmaci».

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Scuola, esami maturità. Ritorna la pubblicazione finale del punteggio. (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, esami maturità. Ritorna la pubblicazione finale del punteggio. (12/4/2009 10:29) | (Sesto Potere) - Roma - 12 aprile 2009 - Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha emanato l'Ordinanza ministeriale relativa all'Esame di Stato per la scuola secondaria di secondo grado. Nell'Ordinanza si fissano le regole per l'ammissione all'esame per il corrente anno scolastico. In attesa del perfezionamento del regolamento sulla valutazione degli studenti, saranno ammessi all'esame gli studenti con una media non inferiore a 6. Nel provvedimento viene confermato che con l'insufficienza nel voto di condotta lo studente non sarà ammesso alla maturità. Viene reintrodotta la pubblicazione del punteggio finale nell'albo dell'istituto sede della commissione.

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294 le vittime. Berlusconi: forse già fuori dall'emergenza (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'Aquila | 12 aprile 2009 294 le vittime. Berlusconi: forse già fuori dall'emergenza Via Roma alta "Siamo davanti ad una decrescita del numero delle scosse che fa ben sperare", ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa a Coppito. E forse siamo gia' fuori dall' emergenza." E promette: si terrà all'Aquila il Consiglio dei ministri che avra' come attivita' centrale il decreto Abruzzo", ipotizzando come data i primi giorni della settimana dal 20 aprile in poi. "Questa e' un'emergenza assoluta e il governo rispondera' con attivita' concreta e continuativa". Entro 2 mesi le verifiche sulle case "Entro due mesi pensiamo di poter fare i certificati di abitabilita' e solo allora sapremo quanti cittadini non potranno rientrare" nelle proprie abitazioni. Il premier ha aggiunto che sono gia' stati fatti 1.049 "inventari particolareggiati". Tra questi 152 hanno riguardato edifici residenziali, 25 le scuole, 78 gli edifici pubblici e 124 edifici di attivita' produttive. "In seguito - ha aggiunto il premier - ci sara' un'attivita' di inventario anche per i Beni culturali: sara' fatto in tempi brevi perche' vogliamo raccogliere la disponibilita' dei paesi che si sono dimostrati disponibili a intervenire". Al momento sono state allestite 106 tendopoli. "In queste ci sono tutti i servizi garantiti: riscaldamento, pasti caldi, assistenza sanitaria, televisioni. Certo, se si spigola su alcuni centri piu' piccoli e' possibile trovarne qualcuno in cui tutte le opere non sono ancora li', ma sono in corso accelerato di completamento", assicura il premier. Giovedi' riaprira' la prima scuola elementare della zona colpita dal terremoto, nel paese di Poggio Picenza, ha annunciato il presidente del Consiglio. "E' importante - ha detto Berlusconi - riportare i bambini a scuola nei piu' tempo possibie". La scuola di Poggio Picenza riprendera' a funzionare "in situazione provvisoria ma confortevole dentro le tendopoli", ha detto il premier, "e questo via via trovera' seguito in tutti gli altri comuni". La decisione, ha precisato Berlusconi, e' stata presa di concerto con il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Arrivando alla Scuola della Guardia di Finanza e parlando con alcuni sfollati ha promesso: "Vi tireremo fuori dalle tende". "Mai come in questi giorni, in questi 15 anni, mi sono sentito orgoglioso di essere italiano". "Il governo ha due missioni. Portare l'Italia fuori dalla crisi e risolvere l'emergenza terremoto". "Finita la fase dell'emergenza, del recupero delle vittime e della prima sistemazione, adesso possiamo passare alla seconda fase, aiutando chi ha perso la casa ad uscire prima possibile dalle tendopoli". "I tempi - sottolinea il premier - dipenderanno dalla disponibilita' delle case e degli alberghi che stiamo ricevendo. C'e' una grande solidarieta' degli italiani, molti stanno mettendo a disposizione le loro seconde case. Certamente faremo in modo che questo avvenga al piu' presto. E certamente non vogliamo costruire baraccapoli". 294 le vittime E' morto stanotte all'ospedale di Teramo per le ferite riportate nel sisma all'Aquila lunedi' scorso Tommaso Iovinitti. Aveva 59 anni. L'elenco dei morti del terremoto sale cosi' a 294. La giovane Eleonora, l'ultima persona recuperata viva da sotto le macerie, invece, pur rimanendo in prognosi riservata, respira spontaneamente, e' vigile e cosciente ed ha potuto vedere la sua mamma. La Asl teramana spiega che altri 5 pazienti, sono stabili, seppur ancora in condizioni critiche e quindi in prognosi riservata. Lo sciame sismico non si placa Lo sciame si allarga ancora e si allargano anche i suoi effetti. La scorsa notte, una scossa di magnitudo 3.1 e' stata registrata con epicentro Monti della Laga, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, in una fascia che interessa tre regioni: Abruzzo, Marche e Lazio. 3.800 gli sfollati In conseguenza delle nuove scosse, cresce anche il numero degli sfollati: circa 3.800 in piu', di cui 3.100 ricoverati nel Com (Centro operativo misto) di Sulmona (L'Aquila) e altri 680 in altri 8 comuni della zona - Campo di Giove, Cocullo, Corfinio, Gagliano Aterno, Raiano, Roccacasale, Roccapia e Villalago - che non sono stati ancora inseriti nelle liste dei Com. Non si scava più Intanto, dalla scorsa notte all'Aquila non si scava piu': non ci sono piu' nomi sulle liste dei dispersi e, comunque, sono stati abbondantemente superati i limiti di tempo che possano far sperare di trovare persone ancora vive sotto le macerie. Il vescovo: "Non ci siano polemiche sterili" "Non ci siano polemiche sterili" e a chi finora le ha fatte "lo esorto a guardare il fiume di solidarietà" arrivato da tutta Italia. E' l'appello che il vescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari, ha rivolto nel corso della messa di Pasqua celebrata nel cortile della Scuola della Guardia di Finanza. "Voglio ringraziare Bertolaso e tutti i soccorritori, fratelli e sorelle venuti da tutta Italia - ha aggiunto il vescovo - per noi siete come tanti buoni samaritani e noi non dimenticheremo mai il vostro impegno e la vostra solidarietà". Poi rivolgendosi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto: "Siamo sicuri che manterrà" gli impegni presi con i cittadini abruzzesi e "noi, oggi preghiamo per questo". "Abbiamo sentito piu' volte il suo impegno per la ricostruzione. So che e' un impegno sincero preso davanti a tutta la citta', l'Italia e il mondo. E siamo sicuri che lo manterrà".

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Abano Terme (L.Pi.) Nessun intento polemico e nessuna strumentalizzazione politica della presenz... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 12-04-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Padova))

Argomenti: Scuola

Domenica 12 Aprile 2009, Abano Terme (L.Pi.) Nessun intento polemico e nessuna strumentalizzazione politica della presenza in massa al consiglio comunale del mese scorso. I genitori della "De Amicis" rifiutano l'etichetta di contestatori ereditata dopo la convulsa seduta di due settimane fa che ha portato l'assemblea politica ad approvare una dichiarazione di intenti sui tagli di personale e di offerta didattica previsti dalla riforma Gelmini. Le famiglie degli alunni della scuola di Giarre, non fanno tuttavia mistero delle maggiori attese riposte nell'azione dell'organo politico. "Ci saremmo aspettati - recita un documento redatto dal comitato genitori - l'impegno del comune nel supportare eventuali costi per garantire la sopravvivenza del tempo lungo esattamente come hanno fatto altre amministrazioni dello stesso orientamento politico e come ha suggerito l'Anci. Lo richiederebbe la stessa logica dei cospicui investimenti compiuti negli anni dall'amministrazione comunale in strutture ed in nuovi edifici". Inutile dire che sui genitori non ha fatto presa l'assicurazione dell'assessore regionale alla Formazione Elena Donazzan, relativa al "trattamento di favore" riservato dal ministero alla scuola veneta. "Sono rassicurazioni - hanno chiarito i rappresentanti del Comitato - smentite sia dal dirigente scolastico provinciale, Franco Venturella, che dal vertice regionale Carmela Palumbo, proprio ad una delegazione di genitori ricevuta a Venezia. Per la scuola di Giarre, il rischio resta concreto".

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Tagli a scuola, il Comune chiama i genitori (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Tagli a scuola, il Comune chiama i genitori Il consigliere Maraga: «In ballo 6 insegnanti, i tempi di Bribano e vari progetti didattici» Domenica 12 Aprile 2009, Sedico Anche le scuole sedicensi, che pure stanno scoppiando a causa del continuo aumento della popolazione scolastica, rischiano di finire sotto la scure razionalizzatrice del centro servizi ammministrativi di Belluno, impegnato a dare corso al piano regionale che già è stato approvato. Venerdì 17, alle 18, pertanto, a Sedico, in un'aula delle scuole elementari, il consigliere delegato all'istruzione e vicepresidente comunitario Roberto Maraga incontrerà i genitori delle classi seconde, convocati in assemblea, proprio per illustrare gli effetti del riordino. A risentire maggiormente della razionalizzazione, a Sedico, saranno proprio le classi seconde, infatti. E, in termini di personale, sarebbero a rischio, secondo Maraga, mezza dozzina di insegnanti. «È auspicabile - sostiene al riguardo Maraga - che i genitori facciano sentire la loro voce e prendano posizione contro questa razionalizzazione che danneggia il futuro dei nostri figli. Emerge infatti, in maniera pesante, il taglio che vi è stato nei confronti della montagna bellunese a favore della pianura. Le province di Padova e Vicenza hanno visto, infatti, nel piano regionale, l'accoglimento delle loro richieste con la destinazione di tutte le risorse aggiuntive disponibili». Ma quali ripercussioni vi potranno essere, a Sedico? A rischio, spiega Maraga, è anzitutto il tempo prolungato di Bribano. Poi le classi seconde delle elementari di Sedico, attraverso una serie di accorpamenti, rischiano di diventare affollatissime. Molte delle richieste delle famiglie sedicensi sono state disattese perché il piano regionale della razionalizzazione della rete scolastica ha ignorato tutte le loro istanze. «A Bribano - spiega Maraga - era stato istituito uno specifico progetto con consulenti esterni che aveva rilanciato alla grande la scuola. Da quest'anno si doveva arrivare alla stabilizzazione degli organici. Sarebbero stati concessi, invece, solo le dotazioni organiche per far fronte alle 27 ore. In base alla riforma Gelmini, pertanto, la dirigente scolastica non potrà più procedere ad appaltare a servizi esterni le attività integrative che finora si svolgevano nella scuola (e che ne rappresentavano il fiore all'occhiello). Le esigenze delle famiglie sono state sostanzialmente ignorate. Le attività svolte negli ultimi cinque anni dall'amministrazione che puntava sulla qualità dell'offerta didattica rischiano di essere irrimediabilmente compromesse». Egidio Pasuch

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Sisma Abruzzo/ Berlusconi: Giovedì riapre prima scuola (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 12 apr. (Apcom) - Giovedì riaprirà la prima scuola elementare della zona colpita dal terremoto, nel paese di Poggio Picenza: lo ha annunciato il presidente del Consiglio in una conferenza stampa all'Aquila. "E' importante - ha detto Silvio Berlusconi - riportare i bambini a scuola nei più tempo possibie". La scuola di Poggio Picenza riprenderà a funzionare "in situazione provvisoria ma confortevole dentro le tendopoli", ha detto il premier, "e questo via via troverà seguito in tutti gli altri comuni". La decisione, ha precisato Berlusconi, è stata presa di concerto con la ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini.

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294 le vittime del terremoto. Berlusconi: rivedremo le norme anti sismiche (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 12-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'Aquila | 12 aprile 2009 294 le vittime del terremoto. Berlusconi: rivedremo le norme anti sismiche Via Roma alta "Siamo davanti ad una decrescita del numero delle scosse che fa ben sperare", ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa a Coppito. E forse siamo gia' fuori dall' emergenza." E promette: si terrà all'Aquila il Consiglio dei ministri che avra' come attivita' centrale il decreto Abruzzo", ipotizzando come data i primi giorni della settimana dal 20 aprile in poi. "Questa e' un'emergenza assoluta e il governo rispondera' con attivita' concreta e continuativa". "Rivedremo le norme antisismiche, per renderle esatte e piu' cogenti'. Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il premier ha promesso anche "tecnologie piu' avanzate" per case piu' sicure. Sulle responsabilita' per i crolli, "la magistratura fara' le sue indagini - ha aggiunto - ma dobbiamo guardare al futuro". Entro 2 mesi le verifiche sulle case "Entro due mesi pensiamo di poter fare i certificati di abitabilita' e solo allora sapremo quanti cittadini non potranno rientrare" nelle proprie abitazioni. Il premier ha aggiunto che sono gia' stati fatti 1.049 "inventari particolareggiati". Tra questi 152 hanno riguardato edifici residenziali, 25 le scuole, 78 gli edifici pubblici e 124 edifici di attivita' produttive. "In seguito - ha aggiunto il premier - ci sara' un'attivita' di inventario anche per i Beni culturali: sara' fatto in tempi brevi perche' vogliamo raccogliere la disponibilita' dei paesi che si sono dimostrati disponibili a intervenire". Al momento sono state allestite 106 tendopoli. "In queste ci sono tutti i servizi garantiti: riscaldamento, pasti caldi, assistenza sanitaria, televisioni. Certo, se si spigola su alcuni centri piu' piccoli e' possibile trovarne qualcuno in cui tutte le opere non sono ancora li', ma sono in corso accelerato di completamento", assicura il premier. Giovedi' riaprira' la prima scuola elementare della zona colpita dal terremoto, nel paese di Poggio Picenza, ha annunciato il presidente del Consiglio. "E' importante - ha detto Berlusconi - riportare i bambini a scuola nei piu' tempo possibie". La scuola di Poggio Picenza riprendera' a funzionare "in situazione provvisoria ma confortevole dentro le tendopoli", ha detto il premier, "e questo via via trovera' seguito in tutti gli altri comuni". La decisione, ha precisato Berlusconi, e' stata presa di concerto con il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. Arrivando alla Scuola della Guardia di Finanza e parlando con alcuni sfollati ha promesso: "Vi tireremo fuori dalle tende". "Mai come in questi giorni, in questi 15 anni, mi sono sentito orgoglioso di essere italiano". "Il governo ha due missioni. Portare l'Italia fuori dalla crisi e risolvere l'emergenza terremoto". "Finita la fase dell'emergenza, del recupero delle vittime e della prima sistemazione, adesso possiamo passare alla seconda fase, aiutando chi ha perso la casa ad uscire prima possibile dalle tendopoli". "I tempi - sottolinea il premier - dipenderanno dalla disponibilita' delle case e degli alberghi che stiamo ricevendo. C'e' una grande solidarieta' degli italiani, molti stanno mettendo a disposizione le loro seconde case. Certamente faremo in modo che questo avvenga al piu' presto. E certamente non vogliamo costruire baraccapoli". 294 le vittime E' morto stanotte all'ospedale di Teramo per le ferite riportate nel sisma all'Aquila lunedi' scorso Tommaso Iovinitti. Aveva 59 anni. L'elenco dei morti del terremoto sale cosi' a 294. La giovane Eleonora, l'ultima persona recuperata viva da sotto le macerie, invece, pur rimanendo in prognosi riservata, respira spontaneamente, e' vigile e cosciente ed ha potuto vedere la sua mamma. La Asl teramana spiega che altri 5 pazienti, sono stabili, seppur ancora in condizioni critiche e quindi in prognosi riservata. Lo sciame sismico non si placa Lo sciame si allarga ancora e si allargano anche i suoi effetti. La scorsa notte, una scossa di magnitudo 3.1 e' stata registrata con epicentro Monti della Laga, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, in una fascia che interessa tre regioni: Abruzzo, Marche e Lazio. 3.800 gli sfollati In conseguenza delle nuove scosse, cresce anche il numero degli sfollati: circa 3.800 in piu', di cui 3.100 ricoverati nel Com (Centro operativo misto) di Sulmona (L'Aquila) e altri 680 in altri 8 comuni della zona - Campo di Giove, Cocullo, Corfinio, Gagliano Aterno, Raiano, Roccacasale, Roccapia e Villalago - che non sono stati ancora inseriti nelle liste dei Com. Non si scava più Intanto, dalla scorsa notte all'Aquila non si scava piu': non ci sono piu' nomi sulle liste dei dispersi e, comunque, sono stati abbondantemente superati i limiti di tempo che possano far sperare di trovare persone ancora vive sotto le macerie. Il vescovo: "Non ci siano polemiche sterili" "Non ci siano polemiche sterili" e a chi finora le ha fatte "lo esorto a guardare il fiume di solidarietà" arrivato da tutta Italia. E' l'appello che il vescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari, ha rivolto nel corso della messa di Pasqua celebrata nel cortile della Scuola della Guardia di Finanza. "Voglio ringraziare Bertolaso e tutti i soccorritori, fratelli e sorelle venuti da tutta Italia - ha aggiunto il vescovo - per noi siete come tanti buoni samaritani e noi non dimenticheremo mai il vostro impegno e la vostra solidarietà". Poi rivolgendosi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto: "Siamo sicuri che manterrà" gli impegni presi con i cittadini abruzzesi e "noi, oggi preghiamo per questo". "Abbiamo sentito piu' volte il suo impegno per la ricostruzione. So che e' un impegno sincero preso davanti a tutta la citta', l'Italia e il mondo. E siamo sicuri che lo manterrà".

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