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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL 10-5-2008        #TOP



Report "Schola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Schola (20)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

Diritto di cronaca ( da "Stampaweb, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: erano Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi, c'è Mariastella Gelmini, trentenne lombarda di Forza Italia, una delle quattro 'bambine' volute da Berlusconi nel suo governo per 'svezzarle'. Il passaggio di consegne è avvenuto ieri ma Mariastella Gelmini il programma lo aveva presentato già due mesi fa in un progetto di legge depositato alla Camera.

Un avvocato per università e ricerca: Gelmini promette dialogo con i "prof" ( da "Cittadino, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Fioroni - è stato salutato da una vivace manifestazione dei Cobas che hanno già ampiamente criticato quanto da lei suggerito in una proposta di legge presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici dirigenti-docenti, più poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti,

Gelmini promette dialogo Nessun colpo di spugna ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: incontro del ministro con i predecessori Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi: "Quello che c'è stato di buono sarà mantenuto" Gelmini promette dialogo "Nessun colpo di spugna" Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È sempre stato il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,

Con 21 ministri nasce il governo ombra di walter veltroni ( da "Nuova Venezia, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: oltre a Fioroni (organizzazione) Gentiloni (comunicazione), tutti chiamati a collaborare con Veltroni al Pd. Altri ministri ombra: Marco Minniti, interni, Andrea Martella, infrastrutture, Mariapia Garavaglia, istruzione, Sergio Chiamparino, federalismo, Ermete Realacci, ambiente, Mariangela Bastico, regioni, Roberta Pinotti,

<Corsi di recupero duri, ma necessari> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la "formula Fioroni" rimane invariata e Annamaria Dominici, direttore regionale scolastico della Lombardia, affronta i problemi della chiusura di questo anno scolastico. Dottoressa Dominici, presidi, insegnati, studenti si sono già lamentati della complessità delle operazioni di fine anno, con una prima fase di scrutini,

Nobile, ovvero l'arte di insegnare architettura ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il padre della Ringstrasse" e come il grande riformatore della Scuola di Architettura. Ma il segno lasciato dall'architetto ticinese/triestino Pietro Nobile è molto più profondo, e attraverso due secoli ha influenzato non solo una grande stagione dell'architettura europea, ma anche il pensiero e l'opera di tanti architetti a lui succeduti.

La ricetta gelmini: valorizzare il merito ( da "Provincia Pavese, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Fioroni - è stato salutato da una manifestazione dei Cobas che hanno già ampiamente criticato quanto da lei suggerito in una proposta di legge. La proposta di legge fu presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici dirigenti-docenti, più poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti,

Scuola, si punterà tutto sul merito ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rassicurazione che giunge al momento del passaggio di consegne tra i suoi predecessori Giuseppe Fioroni (Istruzione) e Fabio Mussi (Università e ricerca) e il neoministro Gelmini. Non ci saranno colpi di spugna, quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato, assicura chi conosce bene Mariastella Gelmini, che ieri non ha rilasciato dichiarazioni.

Governo ombra con tensioni ( da "Riformista, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre salgono le quotazioni della corrente dei new pop Franceschini e Fioroni. L'uno-due del segretario fa crescere il malessere dell'area dalemiana, con Gianni Cuperlo che rifiuta un posto da fanta-ministro delle Semplificazioni. Fuori anche l'area Parisi, i radicali e Di Pietro. Labate a pagina 4 10/05/2008.

I nodi dell'istruzione tra precariato, debiti e accesso all'università ( da "Tempo, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: volata dal ministro Fioroni con un'ordinanza ministeriale. La questione ha suscitato un mare di polemiche anche perchè non c'è chiarezza sulle modalità per realizzarli. Un'altro problema spinoso è il precariato. Su quest'ultimo punto sarà difficile che il nuovo ministro possa dare risposte immediate alle richieste dei sindacati visto che la Finanziaria 2007 ha fissato già le quote:

Istruzione, si insedia la Gelmini I Cobas: rimedi ai danni di Fioroni ( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rimedi ai danni di Fioroni Mariastella Gelmini ROMA Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È sempre stato questo il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tre competenze che con il governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto.

Il gelo di parisi e dei dalemiani: noi esclusi senza saperne nulla ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ovvero per l'organizzazione Beppe Fioroni e per la comunicazione, Paolo Gentiloni. Fioroni è un fedelissimo di Marini. Gentiloni un rutelliano doc. Come potrebbero lamentarsi ex Ppi e Rutelli? Ancora Parisi: "Vuol dire che il confronto dovrà cercare altri luoghi e altre strade dentro il partito, sui giornali e nel paese.

Bus, treni e scuola in sciopero ( da "Manifesto, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Fioroni e la cancellazione del taglio degli organici (1.000 solo nel Lazio); di ritirare l'ordinanza ministeriale 92 sui corsi di recupero, di restituire ai lavoratori il diritto di assemblea e il ritiro del quiz dell'Invalsi come prova di valutazione degli istituti scolastici da somministrare ai ragazzi durante l'esame di terza media"

Formazione, summit in fvg già 4 mila studenti ai corsi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: era Fioroni ha portato a 16 anni l'assolvimento dell'obbligo scolastico che dopo una prima fase di sperimentazione tuttora in corso, andrà a regime a settembre 2009. Il primo mattone per creare agli studenti percorsi omogenei tra le scuole che facilitino il passaggio tra gli istituti, fa riferimento a comuni standard di competenza.

Un macigno che pesa sull'anno scolastico ( da "Avvenire" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scolastico GIUSEPPE SAVAGNONE S iamo stati in molti a salutare come una vittoria del buon senso la decisione del ministro Fioroni di mettere uno stop all'andazzo, ormai da anni consolidato, per cui la stragrande maggioranza (3 su 4) degli alunni che avevano contratto dei debiti formativi (il 42%!) andavano avanti egualmente, concludendo il loro corso di studi senza averli saldati.

CRONACA 10-05-2008 IL PROVVEDIMENTO Le nuove regole introdotte dal decreto Il decreto ministeriale n... ( da "Avvenire" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: allora ministro Giuseppe Fioroni rende più rigidi e certi i tempi del "saldo". In precedenza essere promossi con qualche debito formativo a giugno comportava l'obbligo di recuperare le lacune entro il marzo dell'anno scolastico successivo, con corsi di recupero che molti istituti ponevano nelle prime settimane del nuovo anno.

Scuola, a rischio i corsi di recupero ( da "Avvenire" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni con il quale si introduce l'obbligo di saldare i debiti scolastici entro l'avvio dell'anno scolastico successivo, sta creando non pochi problemi agli istituti. Nel mirino soprattutto i corsi di recupero estivi, che diventano obbligatori per la scuola nel caso a giugno si rinviasse per uno studente la decisione sulla sua promozione o bocciatura.

Gelmini promette dialogo <Nessun colpo di spugna> ( da "Brescia Oggi" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: incontro del ministro con i predecessori Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi: "Quello che c'è stato di buono sarà mantenuto" Gelmini promette dialogo "Nessun colpo di spugna" La titolare del dicastero è già al lavoro: riunione con i direttori e un occhio ai temi in agenda   Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo.

LO SCAMBIO DI CONSEGNE? TUTTO FIORI, ABBRACCI E BACI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si carezzano Alfano e Scotti, a via Arenula. E così la Gelmini con Fioroni e con Mussi. Ma lì sotto, davanti al ministero dell'Istruzione, ci sono i Cobas inferociti che non mandano bacetti nè offrono roselline e lilium. E si torna alla realtà.

Scuola: basta <debiti> Esami anche per i prof Il ministro Gelmini debutta con una contestazione dei Cobas La sua ricetta: largo al merito, tasse più care per i fuoricorso ( da "Provincia di Lecco, La" del 10-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato" assicura però chi la conosce bene quasi a tranquillizzare il mondo della scuola già in fibrillazione. Ieri il neo ministro ha dovuto fare i conti con la prima manifestazione di protesta organizzata dai Cobas. I RECUPERI Cancellazione del sistema dei debiti e aumento della selettività dei meccanismi di avanzamento scolastico,


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Diritto di cronaca (sezione: Schola)

( da "Stampaweb, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

Sembra un'altra era, ed invece accadeva solo poco più di quattro mesi fa: in Finanziaria fu approvato un provvedimento di tagli alle spese della politica che avrebbe comportato l'accorpamento di molti ministeri. Con il ministero della Salute il problema è stato elegantemente risolto sopprimendolo. Ne abbiamo discusso ieri: tutto resterà uguale, sede nuova compresa per cui scompare il nome, si indebolisce l'indirizzo programmatico nazionale ma i costi restano gli stessi. Per il ministero della Pubblica Istruzione si è scelta una soluzione diversa, l'accorpamento. Liddove c'erano Il MIPI e il MIUR, oggi ci sarà il MIPIUR, che sembra un dicastero in regime di ogm. E liddove c'erano Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi, c'è Mariastella Gelmini, trentenne lombarda di Forza Italia, una delle quattro 'bambine' volute da Berlusconi nel suo governo per 'svezzarle'. Il passaggio di consegne è avvenuto ieri ma Mariastella Gelmini il programma lo aveva presentato già due mesi fa in un progetto di legge depositato alla Camera. Ecco i punti-chiave. - Piena applicazione del principio dell'autonomia scolastica attraverso alcuni interventi: rafforzamento dei poteri organizzativi e disciplinari dei presidi; promozione di una piena concorrenza tra le istituzioni scolastiche (ripartendo i finanziamenti in base ai risultati formativi accertati da un organismo terzo); voucher formativi alle famiglie da spendere nelle scuole pubbliche o private; detraibilità delle donazioni fatte alle scuole. - I ragazzi e i rimborsi. Cancellazione del sistema dei debiti e aumento della selettività dei meccanismi di avanzamento scolastico, anche attraverso la reintroduzione degli esami di riparazione; previsione all'interno del piano dell'offerta formativa di moduli integrativi obbligatori che consentano ai ragazzi di recuperare durante l'anno eventuali insufficienze; più borse di studio e sovvenzioni a studenti meritevoli. - La carriera e i docenti. Eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera; progressiva liberalizzazione della professione attraverso la chiamata nominativa da parte delle scuole; possibilità per le singole scuole di stipulare con i singoli docenti contratti integrativi di tipo privatistico. - Università. I 'fuoricorso devono pagare di più'. Previsione di esami preliminari obbligatori per l'accesso alle università, pubbliche e private; rimodulazione delle tasse universitarie con rafforzamento delle borse di studio per i meritevoli e aumenti delle tasse per i 'fuoricorsò; diffusione dei prestiti d'onore; progressiva abolizione degli incarichi a tempo indeterminato dei docenti; revisione dei meccanismi di reclutamento con l'istituzione progressiva della chiamata nominale da parte delle facoltà; l'introduzione di verifiche triennali ai fini del mantenimento dell'incarico e delle progressioni di carriera; ripartizione dei finanziamenti alle università in misura direttamente proporzionale ai risultati formativi certificati da organismi terzi; la privatizzazione di tutti gli istituti pubblici di ricerca e la soppressione degli enti pubblici inadeguati; la detraibilità delle donazioni fatte da persone o imprese agli atenei e agli istituti di ricerca. Insomma Mariastella Gelmini arriva al vertice del ministero con le idee chiare, ma anche dall'altra parte le hanno. Ieri, primo giorno al ministero, è stata accolta dalla protesta dei Cobas. Una segretaria le ha portato il volantino con le loro richieste: eliminare i danni provocati dalla gestione Fioroni. Quali sono? "Ritiro immediato dell'ordinanza ministeriale n.92, sui 'falsì corsi di recupero, il taglio degli organici, che riguardano circa 10.000 persone quasi tutte nel centro-sud, ritiro della 'prova Invalsì a quiz nell'esame di terza media, e ripristinare infine il diritto di assemblea per tutti". E poi lotta contro il progetto di legge del neoministro. I Cobas sostengono che, se andasse in vigore, 'la scuola verrebbe considerata e gestita come un'azienda qualunque: in particolare troviamo ingiuste proposte quali il premio rispetto alla qualità dell'istituto, che, andrebbe inevitabilmente a favorire quelli già ben funzionanti e prestigiosi, a scapito delle realtà più problematiche, e il blocco degli aumenti automatici agli insegnanti". Non sarà facile il compito del nuovo ministro. Le cifre contenute nel settore istruzione dell'ultimo rapporto Istat '100 statistiche per il Paese' sono sconfortanti. Nel 2006, il 20,8% dei ragazzi era fermo alla licenza media senza frequentare alcun corso di formazione, contro una media europea del 15,3% (per Germania, Francia e Gran Bretagna, questa quota si ferma addirittura al disotto del 14%). A questo riguardo la percentuale degli early school leavers è particolarmente grave in alcune regioni, quali la Valle d'Aosta (29,5%), la Campania (28,8%), la Sicilia (26%) e la Puglia (23,9%). Complessivamente, solo il 72,7% degli studenti arriva alla conclusione senza aver mai ripetuto una classe. se ogni triennio 650mila studenti accumulano un ritardo e ognuno di essi costa 7.666 euro, la scuola italiana brucia 8 miliardi di euro ogni tra anni. E poi, in Italia si spende poco in istruzione e formazione: solo il 4,4 per cento del Pil, ampiamente al di sotto della media dell'Ue27 (5,1 per cento nel 2004). Solo un italiano su due (nel 2007 il il 48,2 per cento della popolazione) in età compresa tra i 25 e i 64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato la licenza della scuola media inferiore, valore che - nel contesto europeo - colloca il nostro paese distante dalla media Ue27 (30 per cento nel 2006), e nelle ultime posizioni insieme a Spagna, Portogallo e Malta. Nell'anno scolastico 2005/06, la quota di giovani che abbandona al primo anno gli studi superiori, senza completare dunque l'obbligo formativo, è del 11,1 per cento. Anche la quota di giovani in età 20-24 anni che ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore è inferiore alla media europea (che si attesta al 77,8 per cento): nel 2007 il 75,7 per cento dei giovani italiani. Infine, dall'indagine risulta che in Italia il 41,4 per cento dei giovani in età 19-25 anni è iscritto a un corso universitario nell'anno accademico 2006/07. VIgnetta 'Berlusconi e la scuola' - Copyright Blog 'Diritto di cronaca' commenti (0) scrivi.

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Un avvocato per università e ricerca: Gelmini promette dialogo con i "prof" (sezione: Schola)

( da "Cittadino, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È sempre stato questo il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, tre competenze che con il governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto. Una rassicurazione che giunge quanto mai opportuna visto che il suo debutto a viale Trastevere - per il passaggio di consegne con il suo predecessore, Giuseppe Fioroni - è stato salutato da una vivace manifestazione dei Cobas che hanno già ampiamente criticato quanto da lei suggerito in una proposta di legge presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici dirigenti-docenti, più poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti, chiamata diretta dei docenti. Non ci saranno colpi di spugna, quel che c'é stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato - assicura chi la conosce bene. Certamente quel che è stato annunciato in campagna elettorale - dal ripristino delle "tre i" alla trasformazione delle università in Fondazioni - non verrà disatteso ma neppure pedissequamente tradotto in pratica. Mariastella Gelmini ci metterà del suo. Anche le indiscrezioni su un ritorno del vecchio esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove norme sui debiti vanno prese con cautela. Il passaggio delle consegne con i due ministri, dalle cui mani riceve un fardello non da poco, si è svolto ieri in un clima di grande cordialità. Di circa tre quarti d'ora l'incontro con Mussi, più lungo - un'ora e mezzo - quello con Fioroni con il quale forse le affinità sono maggiori visto che entrambi sono convinti cattolici. Mussi, al termine del suo colloquio con la Gelmini, ha espresso, riferendosi ai finanziamenti per il settore, un auspicio, con una punta di rammarico: "Spero che il nuovo ministro abbia più fortuna di me". L'ex ministro ha quindi riferito che su almeno tre questioni - bloccare i processi di proliferazione e frammentazione nel sistema universitario, rendere operativa l'Agenzia di valutazione, liberare le nomine dalle ingerenze politiche - il giovane avvocato bresciano che gli succede alla guida del dicastero ha espresso apprezzamento per il lavoro da lui fatto condividendo i principi di fondo. Cordiale e sereno il vis a vis con Fioroni: "Le ho fatto sinceri auguri di buon lavoro nell'interesse della scuola e nella convinzione che la scuola non è un campo di battaglia di opposte fazioni".

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Gelmini promette dialogo Nessun colpo di spugna (sezione: Schola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

IL PASSAGGIO DI CONSEGNE. Ieri l'incontro del ministro con i predecessori Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi: "Quello che c'è stato di buono sarà mantenuto" Gelmini promette dialogo "Nessun colpo di spugna" Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È sempre stato il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tre competenze che con il governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto. La rassicurazione è arrivata mentre - in occasione del debutto a viale Trastevere, per il passaggio di consegne con il predecessore Giuseppe Fioroni - si svolgeva una vivace manifestazione dei Cobas, che hanno già criticato quanto suggerito dalla Gelmini nella proposta di legge presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici per dirigenti e docenti, più poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti, chiamata diretta dei docenti. NON CI SARANNO colpi di spugna: "Quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato", assicura chi conosce bene il neo- ministro. Certamente quel che è stato annunciato in campagna elettorale - dal ripristino delle "tre i" alla trasformazione delle università in fondazioni - non verrà disatteso ma neppure pedissequamente tradotto in pratica. La Gelmini ci metterà del suo. Anche le indiscrezioni su un ritorno del vecchio esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove norme sui debiti vanno prese con cautela. Il passaggio delle consegne con i due ministri si è svolto ieri in un clima di grande cordialità. Di tre quarti d'ora l'incontro con Fabio Mussi, più lungo - 90' - quello con Fioroni. Mussi, al termine del colloquio con la Gelmini, riferendosi ai finanziamenti per il settore, ha espresso un auspicio, con una punta di rammarico: "Spero che il nuovo ministro abbia più fortuna di me". L'ex ministro ha riferito che su almeno tre questioni - bloccare i processi di frammentazione nel sistema universitario, rendere operativa l'Agenzia di valutazione, liberare le nomine dalle ingerenze politiche - il ministro bresciano che gli succede alla guida del dicastero ha espresso apprezzamento per il lavoro da lui svolto condividendo i principi di fondo. Mussi ha quindi messo sul tappeto le questioni che restano aperte, dal regolamento dei ricercatori alla riforma dei concorsi di prima e seconda fascia, al progetto di riforma della governance degli atenei. Cordiale e sereno il vis a vis con Fioroni: "Le ho fatto sinceri auguri di buon lavoro nell'interesse della scuola e nella convinzione che l'istruzione non è un campo di battaglia di opposte fazioni. Non c'è una scuola di destra o di sinistra, ma una buona scuola per i nostri figli e per il futuro del Paese". DAL NUOVO MINISTRO, ieri nessuna dichiarazione. Gli incontri erano a porte chiuse. Off limits i giornalisti: "Il ministro per ora non parla. Ha incontrato i direttori generali del ministero e preso atto dei temi in agenda", si limitano a dire nel suo entourage.

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Con 21 ministri nasce il governo ombra di walter veltroni (sezione: Schola)

( da "Nuova Venezia, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

Attualità Con 21 ministri nasce il governo ombra di Walter Veltroni Nell'esecutivo del Pd anche i veneti Martella, alle Infrastrutture, e Garavaglia all'Istruzione ROMAWalter Veltroni e Dario Franceschini hanno annunciato ieri sera nascita e composizione del governo ombra del Partito democratico. Giorgio Napolitano ne era già stato informato. E' composto da ventuno ministri, più Veltroni che ne è il presidente. Undici vengono dai Ds, sette dalla Margherita, tre sono "esterni": lo scrittore Vincenzo Cerami (beni culturali) e due imprenditori, Matteo Colaninno (sviluppo economico) e Maria Paola Merloni (politiche comunitarie). L'iniziativa ha un solo precedente: ma come il governo ombra di Achille Occhetto, 1989, non ha riconoscimento istituzionale, come è in Inghilterra. La sua natura politica è data anche dal fatto che Piero Fassino (esteri), Pierluigi Bersani (economia) e Enrico Letta (lavoro) entrano a far parte di un coordinamento di partito, in cui sono anche Franceschini, Bettini, i due capigruppo Soro e Anna Finocchiaro, oltre a Fioroni (organizzazione) Gentiloni (comunicazione), tutti chiamati a collaborare con Veltroni al Pd. Altri ministri ombra: Marco Minniti, interni, Andrea Martella, infrastrutture, Mariapia Garavaglia, istruzione, Sergio Chiamparino, federalismo, Ermete Realacci, ambiente, Mariangela Bastico, regioni, Roberta Pinotti, difesa, Lanfranco Tenaglia, giustizia, Giovanna Melandri, comunicazioni, Alfonso Andria, politiche agricole, Vittoria Franco, pari opportunità, Beatrice Magnolfi, semplificazione normativa, Michele Ventura, attuazione programma, Pina Picierno, politiche giovanili, Linda Lanzillotta, pubblica amministrazione. I rapporti con il Parlamento saranno curati dai due capigruppo. Tutti i ministri ombra saranno, nel partito, responsabili delle materie di cui si occupano nel governo ombra. Non c'è nessuno dell'Idv, perché in Parlamento ha deciso di fare gruppo a sé.

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<Corsi di recupero duri, ma necessari> (sezione: Schola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 12 "Corsi di recupero duri, ma necessari" Annamaria Dominici, direttore lombardo, affronta il caos di fine anno BILANCIO DELL'ANNO SCOLASTICO Annamaria Dominici, direttore regionale scolastico della Lombardia di GIORGIO GUAITI ? MILANO ? "ORGANIZZARE i corsi di recupero e le verifiche finali sarà impegnativo, ma è necessario che le scuole lo facciano attraverso un dialogo aperto con le famiglie , sapendo che possono contare sul supporto, sui consigli degli Uffici scolastici, che sono sempre disponibili a fornire un aiuto ai capi di istituto". Il nuovo ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, potrebbe apportare modifiche all'innovazione introdotta dal suo predecessore, ma, per ora, la "formula Fioroni" rimane invariata e Annamaria Dominici, direttore regionale scolastico della Lombardia, affronta i problemi della chiusura di questo anno scolastico. Dottoressa Dominici, presidi, insegnati, studenti si sono già lamentati della complessità delle operazioni di fine anno, con una prima fase di scrutini, i corsi di recupero e il ritorno a scuola per le prove di verifica dalle quali dipenderà la promozione all'anno successivo... "Che i presidi siano preoccupati è comprensibile, ma credo che se nella scuola c'è una buona organizzazione interna, con collaborazione fra Collegio docenti e Consigli di classe la cosa sia assolutamente fattibile. Del resto questo è uno degli aspetti positivi dell'autonomia scolastica: il Ministero non può fissare modalità uguali per tutti che non risponderebbero alle esigenze delle singole scuole. Tocca agli istituti individuare i tempi e le forme che siano adeguati alla loro realtà e alle loro esigenze". In ogni caso però significa che le scuole resteranno impegnate su corsi e verifiche fino alla metà di luglio. "Non è detto: ci sono scuole che hanno fatto scelte diverse e che hanno deciso di fare corsi e verifiche a fine agosto o all'inizio di settembre. Del resto, quale sarebbe l'alternativa? Il ritorno ai vecchi esami di riparazione? Non mi sembra un'alternativa valida. I ragazzi dovrebbero ugualmente studiare in estate, ma ci sarebbe una deresponsabilizzazione della scuola che scaricherebbe sulle famiglie il peso del recupero, con il ricorso alle lezioni private. Io invece credo che sia giusto che la scuola dia il suo contributo e offra agli studenti e alle famiglie una opportunità". RESTANO PERÒ i problemi organizzativi e i disagi per le famiglie. "Per questo è necessario che fra scuola e famiglie si apra un dialogo, attraverso riunioni chiare e confronti che coinvolgano tutte le componenti interessate, per definire insieme soluzioni condivise. La scuola deve lavorare per trovare soluzioni che vadano incontro alle esigenze delle famiglie. Mi rendo conto che tutto ciò non è facile, anzi che è un compito pesante, e non so se il nuovo ministro apporterà modifiche, però sono convinta che con un po' di sforzo e tanta collaborazione, con la partecipazione di tutti, si possono individuare soluzioni che aiutino le famiglie ad affrontare il problema del recupero". C'è anche chi teme che lo svolgimento delle prove di verifica ai primi di settembre finisca per avere ripercussioni sull'avvio del nuovo anno scolastico. "Non credo ci possano essere grosse variazioni sugli organici. E comunque, se ci sarà qualcosa da modificare, i capi di istituto sanno che possono contare sulla collaborazione degli uffici, che non hanno momenti di chiusura". Questo finale di anno sarà caratterizzato anche dalla prova nazionale per i ragazzi impegnati negli esami di licenza media. "Si tratta soltanto di un test per verificare i livelli di competenza raggiunti".

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Nobile, ovvero l'arte di insegnare architettura (sezione: Schola)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

LIBRO. OGGI LA PRESENTAZIONE AL MUSEO SARTORIO DI TRIESTE Nobile, ovvero l'arte di insegnare architettura Katharina Schoeller ricostruisce i trent'anni di direzione all'Accademia di Vienna di PIETRO SPIRITO TRIESTE A Trieste ha legato il suo nome alla chiesa di Sant'Antonio Taumaturgo, a palazzo Costanzi e a palazzo Biserini. A Vienna lo ricordano come "il padre della Ringstrasse" e come il grande riformatore della Scuola di Architettura. Ma il segno lasciato dall'architetto ticinese/triestino Pietro Nobile è molto più profondo, e attraverso due secoli ha influenzato non solo una grande stagione dell'architettura europea, ma anche il pensiero e l'opera di tanti architetti a lui succeduti. Perché i veri maestri non lasciano memoria di sè solo nelle loro opere, me anche nella scuola, negli insegnamenti, nelle idee che hanno seminato e che magari germogliano ad anni di distanza. Perciò per avere una visione completa dell'importanza - e della portanza - del lavoro di un architetto come Pietro Nobile, è fondamentale guardare a come lavorò durante i trent'anni di direzione della Scuola di Architettura dell'Accademia di Belle Arti di Vienna. È quanto ha fatto Katharina Schoeller, studiosa di storia dall'arte, archeologa e romanista, che ha aperto i cassetti e gli archivi dell'Accademia di Vienna tirando fuori i progetti, le schede degli studenti, le lettere, i piani di studio, i disegni, insomma tutte le tracce lasciate da Nobile come docente e direttore di quella formidabile fucina di giovani architetti, e le ha raccolte in una tesi di laurea ("Die Architektrausbildung an der Akademie der Bildenden Künste zu Wien unter Peter Nobile (1818-1849)"). Adesso, grazie anche alla tesi di specializzazione in traduzione tecnico scientifica di Giovanna Ischia, quello studio è stato tradotto in italiano ed è diventato un libro: "Pietro Nobile direttore dell'Accademia di architettura di Vienna (1818-1849)", pubblicato dalla Società di Minerva (pagg. 447, s.i.p.). Il volume, riccamente illustrato, sarà presentato oggi, alle 17.30, nella sala "Giorgio Costantinides"" del Civico Museo Sartorio in Largo Papa Giovanni XXIII, 1, da Gino Pavan, che firma anche la prefazione al libro. Il lavoro di Katharina Schoeller apre un finestra su una realtà straordinaria, portando il lettore in quel marasma di idee, innovazioni, progetti dal quale è uscita la Vienna che conosciamo oggi. La riforma degli studi architettonici voluta da Nobile prevedeva stretti rapporti fra architetti e artigiani, borse di studio e soggiorni all'estero che consentivano non solo un'immissione di energie fresche dagli angoli più sperduti dell'Impero, ma offrivano la possibilità di accedere alla scuola anche ai giovani meno agiati. Fu una riforma - come ricorda Pavan - portata avanti tra mille difficoltà e ostilità, ostracismi politici, invidie, tanto da far osservare all'architetto, nel 1848: "Il mondo vecchio è crollato e se ne sta formando uno nuovo nel quale a me nulla resta da sperare". Eppure, come dimostra il libro della Schoeller, anche quel mondo nuovo avrebbe beneficiato, e non poco, della sua lezione.

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La ricetta gelmini: valorizzare il merito (sezione: Schola)

( da "Provincia Pavese, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

Attualità La ricetta Gelmini: valorizzare il merito Più poteri ai presidi e chiamata diretta dei docenti ROMA. Nessuna decisione unilaterale, spazio al dialogo. è sempre stato il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tre competenze che con il governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto. Una rassicurazione che giunge quanto mai opportuna visto che il suo debutto a viale Trastevere - per il passaggio di consegne con il suo predecessore, Giuseppe Fioroni - è stato salutato da una manifestazione dei Cobas che hanno già ampiamente criticato quanto da lei suggerito in una proposta di legge. La proposta di legge fu presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici dirigenti-docenti, più poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti, chiamata diretta dei docenti. Non ci saranno colpi di spugna, quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato - assicura chi la conosce bene. Certamente quel che è stato annunciato in campagna elettorale - dal ripristino delle "tre i" alla trasformazione delle università in fondazioni - non verrà disatteso ma neppure pedissequamente tradotto in pratica. Mariastella Gelmini ci metterà del suo. Anche le indiscrezioni su un ritorno del vecchio esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove norme sui debiti vanno prese con cautela.

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Scuola, si punterà tutto sul merito (sezione: Schola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Dal riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da spendere nelle scuole pubbliche o private all'aumento delle tasse per gli universitari "fuori corso". Prevede anche questo la proposta di legge presentata da Mariastella Gelmini, neoministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, lo scorso 5 febbraio. L'articolo 2 del provvedimento è dedicato alla valorizzazione del merito nel sistema scolastico e universitario. Ecco i punti chiave della ricetta Gelmini, che punta sulla piena applicazione del principio dell'autonomia scolastica attraverso alcuni interventi, molti dei quali prevedono la valorizzazione del merito: rafforzamento dei poteri organizzativi e disciplinari dei prèsidi; promozione di una piena concorrenza tra le istituzioni scolastiche (ripartendo i finanziamenti in base ai risultati formativi accertati da un organismo terzo); voucher formativi alle famiglie da spendere nelle scuole pubbliche o private; detraibilità delle donazioni fatte alle scuole. RECUPERI DURANTE L'ANNO Cancellazione del sistema dei debiti e aumento della selettività, forse anche attraverso la reintroduzione degli esami di riparazione; previsione all'interno del piano dell'offerta formativa di moduli integrativi obbligatori che consentano ai ragazzi di recuperare durante l'anno eventuali insufficienze; più borse di studio e sovvenzioni a studenti meritevoli. docenti e carriere Eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera; progressiva liberalizzazione della professione attraverso la chiamata nominativa da parte delle scuole; possibilità per le singole scuole di stipulare con i singoli docenti contratti integrativi di tipo privatistico. Previsione di esami preliminari obbligatori per l'accesso alle università, pubbliche e private; rimodulazione delle tasse universitarie con più borse di studio per i meritevoli e più tasse per i fuoricorso; diffusione dei prestiti d'onore; progressiva abolizione degli incarichi a tempo indeterminato dei docenti; revisione dei meccanismi di reclutamento, con l'istituzione progressiva della chiamata nominale; l'introduzione di verifiche triennali ai fini del mantenimento dell'incarico e delle progressioni di carriera; ripartizione dei finanziamenti alle università in misura direttamente proporzionale ai risultati formativi certificati da organismi terzi; la privatizzazione di tutti gli istituti pubblici di ricerca e la soppressione degli enti pubblici inadeguati; la detraibilità delle donazioni fatte da persone o imprese agli atenei e agli istituti di ricerca. il passaggio di consegne Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È la rassicurazione che giunge al momento del passaggio di consegne tra i suoi predecessori Giuseppe Fioroni (Istruzione) e Fabio Mussi (Università e ricerca) e il neoministro Gelmini. Non ci saranno colpi di spugna, quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato, assicura chi conosce bene Mariastella Gelmini, che ieri non ha rilasciato dichiarazioni. Certamente quel che è stato annunciato in campagna elettorale non verrà disatteso, ma neppure pedissequamente tradotto in pratica. Anche le indiscrezioni su un ritorno del vecchio esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove norme sui debiti vanno prese con cautela. Il passaggio delle consegne con i due ministri si è svolto ieri in un clima di grande cordialità.

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Governo ombra con tensioni (sezione: Schola)

( da "Riformista, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

Governo ombra con tensioni Il patto veltroniano Si allea con i neo-pop e lancia Bersani-Letta Il governo ombra e, soprattutto, il nuovo coordinamento del partito. Con un colpo solo, Walter Veltroni ridisegna l'assetto del Pd. Piero Fassino, Enrico Letta e Pier Luigi Bersani entrano sia nello shadow cabinet che nel nuovo organismo esecutivo del Loft. Goffredo Bettini rimane coordinatore, ma solo "della fase costituente", mentre salgono le quotazioni della corrente dei new pop Franceschini e Fioroni. L'uno-due del segretario fa crescere il malessere dell'area dalemiana, con Gianni Cuperlo che rifiuta un posto da fanta-ministro delle Semplificazioni. Fuori anche l'area Parisi, i radicali e Di Pietro. Labate a pagina 4 10/05/2008.

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I nodi dell'istruzione tra precariato, debiti e accesso all'università (sezione: Schola)

( da "Tempo, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

Stampa Agenda ricca d'impegni I nodi dell'istruzione tra precariato, debiti e accesso all'università Tra i nodi impellenti che il ministro Gelmini sarà chiamato a risolvere c'è la questione dei corsi di recupero estivi dei debiti scolastici decisa in volata dal ministro Fioroni con un'ordinanza ministeriale. La questione ha suscitato un mare di polemiche anche perchè non c'è chiarezza sulle modalità per realizzarli. Un'altro problema spinoso è il precariato. Su quest'ultimo punto sarà difficile che il nuovo ministro possa dare risposte immediate alle richieste dei sindacati visto che la Finanziaria 2007 ha fissato già le quote: 50mila assunzioni di docenti e 10.000 di Ata. L'ex ministro Padoa Schioppa ha fatto sapere che si può arrivare al massimo a 20-25 mila assunzioni: complici il basso numero di pensionati (meno di 20 mila) e l'esigenza di ridurre gli organici della scuola già da settembre (11.000 posti in meno). E il nuovo governo avrà pochissimo tempo a disposizione per risolvere il problema. Sul fronte universitario restano in sospeso, per stessa ammissione del ministro uscente Mussi, la questione del regolamento dei ricercatori alla riforma dei concorsi di prima e seconda fascia e il progetto di riforma della governance degli atenei. Inoltre gli studenti chiedono l'abrogazione della legge che introduce in Italia il numero chiuso e la stesura di un nuovo decreto sull'accesso all'università.

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Istruzione, si insedia la Gelmini I Cobas: rimedi ai danni di Fioroni (sezione: Schola)

( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Istruzione, si insedia la Gelmini I Cobas: rimedi ai danni di Fioroni Mariastella Gelmini ROMA Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È sempre stato questo il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tre competenze che con il governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto. Una rassicurazione che giunge quanto mai opportuna visto che il suo debutto a viale Trastevere - per il passaggio di consegne con il suo predecessore, Giuseppe Fioroni - è stato salutato da una vivace manifestazione dei Cobas che hanno già ampiamente criticato quanto da lei suggerito in una proposta di legge presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici dirigenti-docenti, più poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti, chiamata diretta dei docenti. "Chiediamo al nuovo ministro di rimediare subito ai danni fatti da Giuseppe Fioroni", ha detto il leader dei Cobas Piero Bernocchi. Un incontro fra l'organizzazione sindacale e la Gelmini ci sarà molto probabilmente già la settimana prossima. Non ci saranno colpi di spugna, quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Mussi e Fioroni verrà recuperato - assicura chi la conosce bene. Certamente quel che è stato annunciato in campagna elettorale - dal ripristino delle "tre i" alla trasformazione delle università in fondazioni - non verrà disatteso ma neppure pedissequamente tradotto in pratica. Mariastella Gelmini ci metterà del suo. Anche le indiscrezioni su un ritorno del vecchio esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove norme sui debiti vanno prese con cautela. Il passaggio delle consegne con i due ministri, dalle cui mani riceve un fardello non da poco, si è svolto ieri in un clima di grande cordialità. "Le ho fatto sinceri auguri di buon lavoro - ha dichiarato Fioroni - nell'interesse della scuola e nella convinzione che la scuola non è un campo di battaglia di opposte fazioni. Non c'è una scuola di destra o di sinistra, ma una buona scuola per i nostri figli e per il futuro del Paese". Dalla Gelmini nessuna dichiarazione. Gli incontri erano a porte chiuse. "Il ministro per ora non parla. Ha incontrato i direttori generali del ministero e preso atto dei temi in agenda" dicono nel suo entourage.

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Il gelo di parisi e dei dalemiani: noi esclusi senza saperne nulla (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

Stupore per la cabina dei big: "Così è un coordinamento monocolore" Il gelo di Parisi e dei dalemiani: noi esclusi senza saperne nulla ROMA - Bersani ha accettato di entrare nel governo-ombra a una condizione, di essere nella stanza dei bottoni del Pd. Nel coordinamento, appunto. Là si deciderà l'organizzazione e la rotta del partito. Una segreteria allargata dalla quale sono stati esclusi i big "storici", a cominciare da Massimo D'Alema, né ci sono Franco Marini, Francesco Rutelli, Arturo Parisi. Il "caminetto" che finora aveva chiamato i leader a decidere sulle scelte più importanti è archiviato. E le polemiche sono lievitate tra i big, subito dopo l'annuncio di Walter Veltroni. Sia per i dalemiani che per Parisi è un colpo a sorpresa, e un boccone amaro. Il malumore si trasforma presto in dichiarazioni di guerra. Parisi va all'attacco sulla composizione del coordinamento e sul metodo: "Veltroni ha scelto di costituire un coordinamento aperto alla sola maggioranza del partito, è un coordinamento monocolore che non aiuta il partito, se si esclude Enrico Letta del quale non ho mai capito quali fossero gli elementi di differenza. Il segretario avrebbe potuto scegliere una linea unitaria, ha preferito una linea diversa, ne prendo atto". E l'ex ministro della Difesa, in corsa per la presidenza del Copasi (la commissione di controllo sui servizi) annuncia: "è evidente che chi in questi organi non si riconosce, dovrà trovare altri modi per fare sentire la sua voce. Escludo si possa pensare che questo organo possa soddisfare e meno che mai esaurire l'esigenza di confronto che la sconfitta elettorale impone". Insomma, del tutto insufficiente. E la prima occasione per dare battaglia sarà il 16 maggio, nella direzione del Pd. Un dalemiano di ferro come Nicola Latorre fa spallucce quando gli si parla della composizione della cabina di regia del partito: "Sull'esecutivo io non sono stato informato, dirò la mia in direzione". Nel partito acqua agitate. C'è chi tra i Popolari ricorda il patto generazionale della Dc nel '69 a San Ginesio, additandolo come esempio di ringiovanimento indolore, o quasi, che lanciò De Mita e Forlani: un accordo "di responsabilità" anche adesso da parte di tutte le anime (o correnti). Le reazioni non sembrano però nella direzione di una pacificazione. "Non c'è la Bindi? Ma è impegnata nell'incarico di vicepresidente della Camera", risponde il segretario ai cronisti. Getta acqua sul fuoco. Spiega che accanto al coordinatore Goffredo Bettini ci saranno due coordinatori d'area, ovvero per l'organizzazione Beppe Fioroni e per la comunicazione, Paolo Gentiloni. Fioroni è un fedelissimo di Marini. Gentiloni un rutelliano doc. Come potrebbero lamentarsi ex Ppi e Rutelli? Ancora Parisi: "Vuol dire che il confronto dovrà cercare altri luoghi e altre strade dentro il partito, sui giornali e nel paese. Non è un dramma, anche un partito del 33 per cento è troppo piccolo perché qualcuno possa illudersi di contenere al suo interno e men che mai nei suoi organi dirigenti, la complessità e drammaticità del confronto che ci attende". Presa di posizione dura , ma restando saldamente nel Pd. (g.c.).

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Bus, treni e scuola in sciopero (sezione: Schola)

( da "Manifesto, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

Contratti e diritti Nel trasporto pubblico per chiedere un contratto unico; nella scuola per il ritiro del taglio degli organici e dell'OM92 Francesco Piccioni Scioperi a macchia di leopardo, difficili da riassumere in un solo dato. Diventa la fiera dei numeri e rimane nascosto il dato sociale - quindi politico - di un malessere. Ieri questa situazione si è riprodotta per due scioperi nazionali.Il principale ha riguardato l'intero comparto dei trasporti pubblici, dai treni a i bus, dalle metropolitane ai treni. Indetto da ben se sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Orsa, Fast e Faisa), per quattro ore ha interrotto la circolazione nelle città e sulle linee ferroviarie. Al centro dell'agitazione l'istituzione di un contratto unico per ferrovieri e autoferrotranvieri, "con regole chiare". Che l'esigenza sia reale deriva innanzitutto dal fatto che esiste un'authority unica (la cosiddetta "Commissione di garanzia" per i servizi pubblici) per regolare tutti questi settori, mentre invece le regole contrattuali variano da comparto a comparto. Il successo dello sciopero è stato abbastanza evidente nelle grandi città, dove ogni cittadino ha potuto verificare che ben pochi autobus e ancor meno metro sono rimaste in funzione. Pessima la reazione di una delle controparti (l'Asstra, associazione delle aziende del trasporto pubblico locale, presieduta da Guido Del Mese), che ha accusato i sindacati di aver presentato un "contratto calderone", che presenta perciò "problemi di tipo economico e organizzativo" tali da "non consentire al momento di aprire alcuna trattativa". Più chiara la situazione nelle ferrovie, dove per tutti ci sono state adesioni plebiscitarie, con punte anche del 100%. Ma qui, per il momento, c'è di fatto ancora soltanto un'azienda a fare da controparte (le ferrovie dello stato). Nella scuola, invece, l'agitazione era stata promossa dai soli Cobas, che chiedono di "bloccare i tre punti del decreto legge presentato a febbraio dall'ex ministro Fioroni e la cancellazione del taglio degli organici (1.000 solo nel Lazio); di ritirare l'ordinanza ministeriale 92 sui corsi di recupero, di restituire ai lavoratori il diritto di assemblea e il ritiro del quiz dell'Invalsi come prova di valutazione degli istituti scolastici da somministrare ai ragazzi durante l'esame di terza media". Le adesioni, secondo il coordinatore nazionale Piero Bernocchi, hanno raggiunto il 30%. Lo sciopero è stato in questo caso accompagnato da una manifestazione-presidio davanti al ministero dell'Istruzione - in viale Trastevere, a Roma - cui hanno partecipato alcune centinaia di insegnanti e "ata", tutti dotati di "orecchie d'asino" per stigmatizzare le politiche di distruzione della scuola pubblica. Al termine, una delegazione dei Cobas è stata ricevuta da membri dello staff della neonominata ministro, Maria Stella Gelmini.

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Formazione, summit in fvg già 4 mila studenti ai corsi (sezione: Schola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

Regione Formazione, summit in Fvg Già 4 mila studenti ai corsi UDINE. Dieci anni tra le mura scolastiche per apprendere una cultura di base necessaria a diventare i cittadini del domani e per limitare i danni di una precoce dispersione scolastica. Con questo intento l'era Fioroni ha portato a 16 anni l'assolvimento dell'obbligo scolastico che dopo una prima fase di sperimentazione tuttora in corso, andrà a regime a settembre 2009. Il primo mattone per creare agli studenti percorsi omogenei tra le scuole che facilitino il passaggio tra gli istituti, fa riferimento a comuni standard di competenza. Ed è proprio questo il tema centrale del convegno che avrà luogo lunedì 12 e martedì 13 maggio a partire dalle 9 al Green hotel school di Magnano in Riviera che lo Ial Fvg ha organizzato con l'intento di aprire un tavolo di lavoro cui sono invitati a partecipare i docenti di tutta la regione sia delle scuole pubbliche che degli enti di formazione. All'incontro "Formare competenze nell'obbligo di formazione" verrà presentata la sperimentazione che sul territorio regionale viene portata avanti dagli enti di formazione riuniti nella sigla "Effepi" e dalle scuole statali superiori. Nell'anno scolastico in corso, in regione, infatti, sono stati avviati 202 percorsi negli enti di formazione professionale coinvolgendo circa 3mila allievi e 56 percorsi nelle scuole superiori che hanno interessato mille studenti. Nelle classi di questi corsi, i programmi si sono basati sull'ottenimento delle competenze richieste dal mondo dell'istruzione e quelle relative alla formazione professionale.

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Un macigno che pesa sull'anno scolastico (sezione: Schola)

( da "Avvenire" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

POLITICA 10-05-2008 CORSI DI RECUPERO, MONTA LA PROTESTA Un macigno che pesa sull'anno scolastico GIUSEPPE SAVAGNONE S iamo stati in molti a salutare come una vittoria del buon senso la decisione del ministro Fioroni di mettere uno stop all'andazzo, ormai da anni consolidato, per cui la stragrande maggioranza (3 su 4) degli alunni che avevano contratto dei debiti formativi (il 42%!) andavano avanti egualmente, concludendo il loro corso di studi senza averli saldati. Una scuola che, alla fine dell'anno, trasforma d'ufficio i 3 e i 4 della pagella in 6, non può lamentarsi se nel confronto con gli altri paesi dell'Ocse i suoi studenti si vengono a trovare agli ultimi posti delle graduatorie. Della scelta di istituire nuovamente dei controlli, dopo l'abolizione degli esami di riparazione fatta a suo tempo dal ministro D'Onofrio, non si poteva dunque che rallegrarsi. Più problematica era invece la questione delle modalità. Per evitare le spese delle lezioni private, il ministro aveva previsto che dei corsi di recupero fossero organizzati dalle scuole stesse. Già all'annunzio di questi provvedimenti, tuttavia, si ponevano domande inquietanti. Scrivevamo allora sulle colonne di questo giornale: "Restano dei punti oscuri. Le scuole fino a questo momento hanno avuto fondi troppo limitati per organizzare dei corsi di recupero veramente efficaci. Nel decreto si promette, alla fine, l'erogazione di 'ulteriori risorse'. Ma il rischio, alla luce di tante esperienze passate, è che si chieda alle istituzioni scolastiche di organizzare iniziative per cui non hanno i soldi". Sta di fatto che il problema dei corsi di recupero sta pesando come un macigno sulla fine dell'anno scolastico, sollevando proteste sempre più vibrate. Alcune, per la verità, appaiono pretestuose. Qualcuno ha detto che in questo modo "si compie una grave e ingiustificata ingerenza sulle vacanze delle famiglie che dovranno essere programmate in base alle attività scolastiche". Ma anche al tempo degli esami di riparazione lo scarso impegno dei ragazzi ha sempre comportato dei costi umani ai loro familiari. E del resto non si può pretendere che la scuola promuova tutti per non arrecare disturbo alle famiglie. Molto più seria è l'obiezione per cui, non essendosi rivelati sufficienti (come previsto) i fondi per i corsi destinati al recupero in itinere, di fatto per alcune discipline tale recupero non ha potuto essere effettuato. Ancora più grave la considerazione che sempre per la carenza di fondi anche quando si sono tenuti i corsi non sono risultati idonei a garantire degli effettivi vantaggi, sia perché troppo affollati e dunque non personalizzati, sia per la loro scarsa durata (quindici ore). E i problemi si ripresenteranno identici per i corsi estivi. Bisogna perciò pensare a dei cambiamenti. La soluzione più facile, a questo punto, sarebbe quella richiesta da più parti: abolire subito l'attuale normativa, magari con la motivazione di concedersi, così, una pausa di riflessione. Ora, a parte il fatto che una simile innovazione, in corso d'opera, creerebbe un caos peggiore, le pause di riflessione si fanno prima, non dopo aver cambiato le cose. Soprattutto, però, tornare a un sistema comodo per tutti, ma profondamente diseducativo, come quello precedente, che annullava la differenza tra i meritevoli e i non meritevoli, demotivando gli uni e gli altri, sarebbe per la scuola un suicidio. Senza dire che pretendere una simile scelta, in tempi necessariamente brevissimi, da un ministro appena nominato, non sembra neppure opportuno. Ben venga, invece, fin da ora, la riflessione. Il punto fermo, a nostro avviso, dev'essere il riconoscimento del merito e la sanzione nei confronti del demerito: la tanto vituperata selezione. Sulle modalità, c'è spazio per l'inventiva. In ogni caso, ci si permetta di ricordare sommessamente che le sorti della scuola, e soprattutto quelle dei nostri ragazzi, prima che dai meccanismi burocratici, dipendono dalla qualità educativa e culturale del lavoro che vi si svolge quotidianamente. È questo, in ultima istanza, il vero problema da risolvere.

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CRONACA 10-05-2008 IL PROVVEDIMENTO Le nuove regole introdotte dal decreto Il decreto ministeriale n... (sezione: Schola)

( da "Avvenire" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 10-05-2008 IL PROVVEDIMENTO Le nuove regole introdotte dal decreto Il decreto ministeriale numero 80, porta la data del 3 ottobre 2007. Regola le norme per il saldo dei debiti scolastici, che vennero introdotti nel 1995 all'indomani dell'abolizione degli esami di riparazione a settembre. Nella sostanza il decreto firmato dall'allora ministro Giuseppe Fioroni rende più rigidi e certi i tempi del "saldo". In precedenza essere promossi con qualche debito formativo a giugno comportava l'obbligo di recuperare le lacune entro il marzo dell'anno scolastico successivo, con corsi di recupero che molti istituti ponevano nelle prime settimane del nuovo anno. Ma l'eventuale mancato saldo non comportava alcuna conseguenza sul proseguimento del percorso di studi. E così moltissimi studenti hanno concluso il proprio percorso scolastico mantenendo ogni anno qualche debito. L'ordinanza Fioroni ha introdotto nuove modalità per il recupero dei debiti: corsi di recupero e verifiche intermedie, ma anche corsi di recupero estivi e verifica finale entro il 31 agosto e comunque non oltre l'inizio del nuovo anno. Di fatto se qualche studente a giugno avesse qualche materia insufficiente, il consiglio di classe potrà sospendere il giudizio finale e rinviare ai corsi estivi lo studente stesso. Corsi che dovranno avere una durata minima di 15 ore complessive e che dovranno essere organizzati dalle stesse scuole. Entro il 31 agosto (o entro i primi di settembre) il consiglio di classe valuterà il saldo o meno del debito, decidendo di conseguenza la promozione o la bocciatura. (E.Le.).

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Scuola, a rischio i corsi di recupero (sezione: Schola)

( da "Avvenire" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 10-05-2008 DEBITI FORMATIVI DA MILANO ENRICO LENZI Scuola, a rischio i corsi di recupero D ebiti scolastici da saldare, "ma non in questo modo". È il grido che si leva dalla quasi totalità delle scuole superiori italiane. Un tema che da qualche mese sta scuotendo l'attività didattica del mondo scolastico. L'ordinanza dell'ex ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni con il quale si introduce l'obbligo di saldare i debiti scolastici entro l'avvio dell'anno scolastico successivo, sta creando non pochi problemi agli istituti. Nel mirino soprattutto i corsi di recupero estivi, che diventano obbligatori per la scuola nel caso a giugno si rinviasse per uno studente la decisione sulla sua promozione o bocciatura. Ma che per molti potrebbero diventare un flop nell'obiettivo di colmare davvero le lacune degli studenti entro il nuovo anno scolastico. È sicuramente il dossier più scottante, tra quelli che ieri mattina nell'ora e mezza di colloquio il ministro uscente Fioroni ha consegnato al suo successore al dicastero di viale Trastevere, l'onorevole Maria Stella Gelmini. Un tema che, con l'approssimarsi della conclusione delle lezioni e alla luce dell'alto numero di studenti (ben sette su dieci) che nel primo quadrimestre denunciavano in pagella debiti, diventa sempre più incandescente. "Ho preso atto dei temi in agenda e ho incontrato i direttori generali" si è limitato a dire il ministro Gelmini al termine del passaggio di consegne, anche se qualche indiscrezione parla dell'intenzione di valutare la situazione abolendo questi corsi e ripristinando i vecchi esami di riparazione a settembre. In attesa di assistere alle prime mosse del neo ministro, le scuole devono affrontare questo rush finale dell'anno seguendo le direttive in vigore, che già nei mesi scorsi ha portato a realizzare corsi di recupero sin dal primo quadrimestre. Fermo restando che nessuna voce si è alzata tra i docenti contro il principio che "i debiti vanno saldati", le scuole stanno affrontando il difficile problema dei corsi estivi, il punto dolente dell'intero meccanismo. "In un sondaggio che abbiamo condotto sul nostro sito Internet spiega Roberto Pellegatta, presidente nazionale di Disal presidi emerge l'intenzione della quasi totalità delle scuole di concentrare i corsi nel periodo giugno-luglio, rinviando il periodo della verifica e dello scrutinio tra fine agosto e inizi di settembre". Le cifre parlano del 96% per i corsi entro luglio e del 93% per le verifiche concentrate a fine agosto (34%) o a inizio settembre (59%). Una situazione che si estende da Nord a Sud del Paese, coinvolgendo le diverse tipologie di istituti (licei, tecnici e professionali). I corsi di recupero dovranno avere una durata di almeno 15 ore e vanno avviati per le materie in cui ci sono studenti con debiti. I fondi stanziati dal ministero della Pubblica Istruzione non bastano a coprire tutti i costi e diverse scuole hanno già allo studio di concentrare l'attenzione sulle materie base (italiano, matematica, lingua straniera, per citarne alcune), trascurando le altre. E lo stesso rinvio del giudizio finale a settembre, denunciano associazioni e sindacati dei docenti, rischia di avere ripercussioni anche sul regolare avvio del prossimo anno scolastico visto che la definizione delle classi sarà possibile solo dopo la fine degli scrutini e di conseguenza slitteranno le nomine per le cattedre. Insomma il rischio è di ritornare al valzer delle cattedre che caratterizzava le prime settimane dell'anno scolastico nel passato. Un salto indietro, dopo che la macchina organizzativa dei provveditorati in questi ultimi anni aveva dimostrato di chiudere il conferimento degli incarichi in tempo utile all'avvio regolare delle lezioni sin dal primo giorno di scuola. "Meglio tornare ai vecchi esami di riparazione" sentenzia la Gilda degli Insegnanti, sindacato autonomo dei docenti, esprimendo una profonda critica al meccanismo, mentre l'Unione degli Studenti (vicini alla sinistra) chiede addirittura "una sanatoria" e "una sospensione dell'ordinanza per quest'anno". Un "serio ripensamento sull'intera questione" la chiedono anche i presidi della Disal, visto che "questa norma ha innescato scarse novità significative nelle scuole", le quali hanno svolto anche in passato corsi di recupero durante l'anno scolastico, e "non ha riportato una completa serietà nelle valutazioni finali". Del resto "il 100% degli istituti già prima organizzava corsi di recupero durante l'anno sottolineano alla Disal e l'attività era stata programmata anche per quest'anno, ancora prima che arrivasse l'ordinanza Fioroni", come dimostra lo stesso sondaggio on line con la scelta maggioritario della "pausa didattica di una o due settimane" dentro le quali collocare l'azione di recupero. Ma la "rigidità " del provvedimento sta mettendo in crisi gli istituti superiori, nella sua attuazione a fine anno. Insomma giusto il principio di saldare i debiti, ma "errato il meccanismo individuato per farlo". Molti e spesso contraddittori gli scenari ipotizzati tra gli addetti ai lavori: dall'aumento sensibile del numero dei bocciati a una sorta di "arrotondamento" dei voti verso la sufficienza tranne che nei casi di gravi lacune. Unica certezza rimane l'incertezza su cosa realmente accadrà a giugno in fase di scrutini finali. Il tutto in attesa di una parola dal nuovo inquilino della Pubblica Istruzione.

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Gelmini promette dialogo <Nessun colpo di spugna> (sezione: Schola)

( da "Brescia Oggi" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

IL PASSAGGIO DI CONSEGNE. Ieri l'incontro del ministro con i predecessori Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi: "Quello che c'è stato di buono sarà mantenuto" Gelmini promette dialogo "Nessun colpo di spugna" La titolare del dicastero è già al lavoro: riunione con i direttori e un occhio ai temi in agenda   Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È sempre stato il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tre competenze che con il governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto. La rassicurazione è arrivata mentre - in occasione del debutto a viale Trastevere, per il passaggio di consegne con il predecessore Giuseppe Fioroni - si svolgeva una vivace manifestazione dei Cobas, che hanno già criticato quanto suggerito dalla Gelmini nella proposta di legge presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici per dirigenti e docenti, più poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti, chiamata diretta dei docenti. NON CI SARANNO colpi di spugna: "Quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato", assicura chi conosce bene il neo- ministro. Certamente quel che è stato annunciato in campagna elettorale - dal ripristino delle "tre i" alla trasformazione delle università in fondazioni - non verrà disatteso ma neppure pedissequamente tradotto in pratica. La Gelmini ci metterà del suo. Anche le indiscrezioni su un ritorno del vecchio esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove norme sui debiti vanno prese con cautela. Il passaggio delle consegne con i due ministri si è svolto ieri in un clima di grande cordialità. Di tre quarti d'ora l'incontro con Fabio Mussi, più lungo - 90' - quello con Fioroni. Mussi, al termine del colloquio con la Gelmini, riferendosi ai finanziamenti per il settore, ha espresso un auspicio, con una punta di rammarico: "Spero che il nuovo ministro abbia più fortuna di me". L'ex ministro ha riferito che su almeno tre questioni - bloccare i processi di frammentazione nel sistema universitario, rendere operativa l'Agenzia di valutazione, liberare le nomine dalle ingerenze politiche - il ministro bresciano che gli succede alla guida del dicastero ha espresso apprezzamento per il lavoro da lui svolto condividendo i principi di fondo. Mussi ha quindi messo sul tappeto le questioni che restano aperte, dal regolamento dei ricercatori alla riforma dei concorsi di prima e seconda fascia, al progetto di riforma della governance degli atenei. Cordiale e sereno il vis a vis con Fioroni: "Le ho fatto sinceri auguri di buon lavoro nell'interesse della scuola e nella convinzione che l'istruzione non è un campo di battaglia di opposte fazioni. Non c'è una scuola di destra o di sinistra, ma una buona scuola per i nostri figli e per il futuro del Paese". DAL NUOVO MINISTRO, ieri nessuna dichiarazione. Gli incontri erano a porte chiuse. Off limits i giornalisti: "Il ministro per ora non parla. Ha incontrato i direttori generali del ministero e preso atto dei temi in agenda", si limitano a dire nel suo entourage.

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LO SCAMBIO DI CONSEGNE? TUTTO FIORI, ABBRACCI E BACI (sezione: Schola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 10-05-2008)

Argomenti: Scuola

Il caso MARIO AJELLO Roma. Si sa che Stefania Prestigiacomo è una donna cortese e ben educata, allora va perdonata. Però... "Ringrazio tantissimo Alfonso Pecoraro Scanio, per tutto quello che ha fatto e ha fatto tanto e bene in questi due anni. Perciò, intendo mantenere con lui un rapporto di collaborazione". Oddio, questo no! Ma così ha detto la Stefy, subentrando al titolare dell'Ambiente. E quello le manda i bacini, a Stefy, celebrandola come "donna coraggiosa e indipendente".Ecco come avvengono in queste ore le staffette fra ministrri entranti e ministri uscenti. A Mara Carfagna, la collega Pollastrini che trasloca fa trovare sulla scrivania delle Pari Opportunità un bel mazzo di fiori: roselline bianche e lilium. Ammirate anche dal papà, dalla mamma e dal fratello di Mara che l'hanno accompagnata in ufficio il primo giorno di lavoro. La Pollastrini, da donna a donna, fa gli auguri alla Carfagna. E sono baci e abbracci. Che tenerezza! Che bell'esempio di galateo istituzionale, di trasversale bon ton. "Ti auguro molta fortuna", dice l'una all'altra. E i dipendenti del ministero scoppiano in un applauso. Altra scena di fair play, senza baci ma con salamelecchi, alle Finanze. "Spero che farai bene". "Farò tesoro dei tuoi consigli". Così, per un'ora, fra il Divo Giulio (che ripiazza sulla scrivania il barattolo Cirio che aveva l'altra volta come ricordo della battaglia contro l'ex governatore Fazio) e Tommaso Padoa-Schioppa. E che dire di La Russa, alla Difesa? "Il mio predecessore, Parisi, è stato il migliore ministro del governo Prodi. E ascolterò lui prima di parlare". Dunque si frequenteranno l'ex e il neo della Difesa? "Noi ci frequenteremo di sicuro, perchè Alfonso resta a vivere a Roma", assicura la Prestigiacomo. Sono tutti, improvvisamente, diventati così educati, dopo tanto tempo passato a scannarsi o a dividersi? Può essere. Anzi, è così. Anche se De Curtis, in "Totò e Peppino divisi a Berlino", avverte: "L'educazione tante volte è vigliaccheria". E Ingrid Bergman, rivolta a Cary Grant in "Indiscreto", sembra una consigliera politica di quelle dure e pure che invitano il proprio capo a prendersi subito la poltrona ministeriale senza indugiare in carinerie: "Ma sbrigati a mangiare! Perchè l'educazione rovina le pietanze...". Il giro di cordialissimi saluti di Scajola è "spacchettato". Il ministero dello Sviluppo ha inglobato quelli che erano di Gentiloni, di Bersani e della Bonino, e allora: smack, smack, smack. Tre baci - anzi sei, uno per ogni guancia - ai tre uscenti immediatamente diventati rimpianti, almeno a parole: "Farò tesoro....". Cose così. Il passaggio di consegne fra la Turco e Sacconi è un idillio da Welfare: "Livia, ti porgo il mio ringraziamento non formale", e "Io ti faccio gli auguri". Ancora. "Ho grande stima della Lanzillotta e vorrei i suoi consigli" (Fitto, Affari regionali). "E' una grande fortuna per il Paese che il nuovo ministro sia Fitto" (la ex). Melandri e Meloni: "Ci rivedremo!". Si carezzano Alfano e Scotti, a via Arenula. E così la Gelmini con Fioroni e con Mussi. Ma lì sotto, davanti al ministero dell'Istruzione, ci sono i Cobas inferociti che non mandano bacetti nè offrono roselline e lilium. E si torna alla realtà.

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Scuola: basta <debiti> Esami anche per i prof Il ministro Gelmini debutta con una contestazione dei Cobas La sua ricetta: largo al merito, tasse più care per i fuoricorso (sezione: Schola)

( da "Provincia di Lecco, La" del 10-05-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Sondrio, La)

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Scuola: basta "debiti" Esami anche per i prof Il ministro Gelmini debutta con una contestazione dei Cobas La sua ricetta: largo al merito, tasse più care per i fuoricorso ROMA Dal riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da spendere nelle scuole pubbliche o private all'aumento delle tasse per gli universitari "fuori corso", alla fine della carriera garantita per i docenti. Prevede anche questo la proposta di legge presentata da Mariastella Gelmini, neoministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, lo scorso 5 febbraio e che ora potrebbe diventare la guida per il suo lavoro. "Non ci saranno colpi di spugna, quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato" assicura però chi la conosce bene quasi a tranquillizzare il mondo della scuola già in fibrillazione. Ieri il neo ministro ha dovuto fare i conti con la prima manifestazione di protesta organizzata dai Cobas. I RECUPERI Cancellazione del sistema dei debiti e aumento della selettività dei meccanismi di avanzamento scolastico, anche attraverso la reintroduzione degli esami di riparazione; previsione all'interno del piano dell'offerta formativa di moduli integrativi obbligatori che consentano ai ragazzi di recuperare durante l'anno eventuali insufficienze; più borse di studio e sovvenzioni a studenti meritevoli. la CARRIERA Eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera; progressiva liberalizzazione della professione attraverso la chiamata nominativa da parte delle scuole; possibilità per le singole scuole di stipulare con i singoli docenti contratti integrativi di tipo privatistico. I FUORI CORSo Previsione di esami preliminari obbligatori per l'accesso alle università, pubbliche e private; rimodulazione delle tasse universitarie con rafforzamento delle borse di studio per i meritevoli e aumenti delle tasse per i "fuori corso"; diffusione dei prestiti d'onore; progressiva abolizione degli incarichi a tempo indeterminato dei docenti; revisione dei meccanismi di reclutamento con l'istituzione progressiva della chiamata nominale da parte delle facoltà. 10/05/2008.

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