HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “SCUOLA” |
|
toARTICOLI DEL 10-5-2008 #TOP
·
Articoli
Schola (20)
Diritto di cronaca (
da "Stampaweb, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: erano Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi, c'è Mariastella Gelmini, trentenne lombarda di Forza Italia, una delle quattro 'bambine' volute da Berlusconi nel suo governo per 'svezzarle'. Il passaggio di consegne è avvenuto ieri ma Mariastella Gelmini il programma lo aveva presentato già due mesi fa in un progetto di legge depositato alla Camera.
Un avvocato per università e ricerca: Gelmini promette
dialogo con i "prof" ( da "Cittadino, Il"
del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Fioroni - è stato salutato da una vivace manifestazione dei Cobas che hanno già ampiamente criticato quanto da lei suggerito in una proposta di legge presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici dirigenti-docenti, più poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti,
Gelmini promette dialogo Nessun colpo di spugna (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro del ministro con i predecessori Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi: "Quello che c'è stato di buono sarà mantenuto" Gelmini promette dialogo "Nessun colpo di spugna" Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È sempre stato il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,
Con 21 ministri nasce il governo ombra di walter veltroni (
da "Nuova Venezia, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: oltre a Fioroni (organizzazione) Gentiloni (comunicazione), tutti chiamati a collaborare con Veltroni al Pd. Altri ministri ombra: Marco Minniti, interni, Andrea Martella, infrastrutture, Mariapia Garavaglia, istruzione, Sergio Chiamparino, federalismo, Ermete Realacci, ambiente, Mariangela Bastico, regioni, Roberta Pinotti,
<Corsi di recupero duri, ma necessari> (
da "Giorno, Il (Milano)" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la "formula Fioroni" rimane invariata e Annamaria Dominici, direttore regionale scolastico della Lombardia, affronta i problemi della chiusura di questo anno scolastico. Dottoressa Dominici, presidi, insegnati, studenti si sono già lamentati della complessità delle operazioni di fine anno, con una prima fase di scrutini,
Nobile, ovvero l'arte di insegnare architettura (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il padre della Ringstrasse" e come il grande riformatore della Scuola di Architettura. Ma il segno lasciato dall'architetto ticinese/triestino Pietro Nobile è molto più profondo, e attraverso due secoli ha influenzato non solo una grande stagione dell'architettura europea, ma anche il pensiero e l'opera di tanti architetti a lui succeduti.
La ricetta gelmini: valorizzare il merito (
da "Provincia Pavese, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Fioroni - è stato salutato da una manifestazione dei Cobas che hanno già ampiamente criticato quanto da lei suggerito in una proposta di legge. La proposta di legge fu presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici dirigenti-docenti, più poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti,
Scuola, si punterà tutto sul merito (
da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rassicurazione che giunge al momento del passaggio di consegne tra i suoi predecessori Giuseppe Fioroni (Istruzione) e Fabio Mussi (Università e ricerca) e il neoministro Gelmini. Non ci saranno colpi di spugna, quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato, assicura chi conosce bene Mariastella Gelmini, che ieri non ha rilasciato dichiarazioni.
Governo ombra con tensioni (
da "Riformista, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre salgono le quotazioni della corrente dei new pop Franceschini e Fioroni. L'uno-due del segretario fa crescere il malessere dell'area dalemiana, con Gianni Cuperlo che rifiuta un posto da fanta-ministro delle Semplificazioni. Fuori anche l'area Parisi, i radicali e Di Pietro. Labate a pagina 4 10/05/2008.
I nodi dell'istruzione tra precariato, debiti e accesso
all'università ( da "Tempo, Il"
del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: volata dal ministro Fioroni con un'ordinanza ministeriale.
La questione ha suscitato un mare di polemiche anche perchè non c'è chiarezza
sulle modalità per realizzarli. Un'altro problema spinoso è il precariato. Su
quest'ultimo punto sarà difficile che il nuovo ministro possa dare risposte
immediate alle richieste dei sindacati visto che la Finanziaria
Istruzione, si insedia la Gelmini I Cobas: rimedi ai danni
di Fioroni ( da "Giornale di Brescia"
del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rimedi ai danni di Fioroni Mariastella Gelmini ROMA Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È sempre stato questo il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tre competenze che con il governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto.
Il gelo di parisi e dei dalemiani: noi esclusi senza
saperne nulla ( da "Repubblica, La"
del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ovvero per l'organizzazione Beppe Fioroni e per la comunicazione, Paolo Gentiloni. Fioroni è un fedelissimo di Marini. Gentiloni un rutelliano doc. Come potrebbero lamentarsi ex Ppi e Rutelli? Ancora Parisi: "Vuol dire che il confronto dovrà cercare altri luoghi e altre strade dentro il partito, sui giornali e nel paese.
Bus, treni e scuola in sciopero (
da "Manifesto, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni e la cancellazione del taglio degli organici (1.000 solo nel Lazio); di ritirare l'ordinanza ministeriale 92 sui corsi di recupero, di restituire ai lavoratori il diritto di assemblea e il ritiro del quiz dell'Invalsi come prova di valutazione degli istituti scolastici da somministrare ai ragazzi durante l'esame di terza media"
Formazione, summit in fvg già 4 mila studenti ai corsi (
da "Messaggero Veneto, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: era Fioroni ha portato a 16 anni l'assolvimento dell'obbligo scolastico che dopo una prima fase di sperimentazione tuttora in corso, andrà a regime a settembre 2009. Il primo mattone per creare agli studenti percorsi omogenei tra le scuole che facilitino il passaggio tra gli istituti, fa riferimento a comuni standard di competenza.
Un macigno che pesa sull'anno scolastico (
da "Avvenire" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scolastico GIUSEPPE SAVAGNONE S iamo stati in molti a salutare come una vittoria del buon senso la decisione del ministro Fioroni di mettere uno stop all'andazzo, ormai da anni consolidato, per cui la stragrande maggioranza (3 su 4) degli alunni che avevano contratto dei debiti formativi (il 42%!) andavano avanti egualmente, concludendo il loro corso di studi senza averli saldati.
CRONACA 10-05-2008 IL PROVVEDIMENTO Le nuove regole
introdotte dal decreto Il decreto ministeriale n... (
da "Avvenire" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: allora ministro Giuseppe Fioroni rende più rigidi e certi i tempi del "saldo". In precedenza essere promossi con qualche debito formativo a giugno comportava l'obbligo di recuperare le lacune entro il marzo dell'anno scolastico successivo, con corsi di recupero che molti istituti ponevano nelle prime settimane del nuovo anno.
Scuola, a rischio i corsi di recupero (
da "Avvenire" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni con il quale si introduce l'obbligo di saldare i debiti scolastici entro l'avvio dell'anno scolastico successivo, sta creando non pochi problemi agli istituti. Nel mirino soprattutto i corsi di recupero estivi, che diventano obbligatori per la scuola nel caso a giugno si rinviasse per uno studente la decisione sulla sua promozione o bocciatura.
Gelmini promette dialogo <Nessun colpo di spugna> (
da "Brescia Oggi" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: incontro del ministro con i predecessori Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi: "Quello che c'è stato di buono sarà mantenuto" Gelmini promette dialogo "Nessun colpo di spugna" La titolare del dicastero è già al lavoro: riunione con i direttori e un occhio ai temi in agenda Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo.
LO SCAMBIO DI CONSEGNE? TUTTO FIORI, ABBRACCI E BACI (
da "Mattino, Il (Benevento)" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si carezzano Alfano e Scotti, a via Arenula. E così la Gelmini con Fioroni e con Mussi. Ma lì sotto, davanti al ministero dell'Istruzione, ci sono i Cobas inferociti che non mandano bacetti nè offrono roselline e lilium. E si torna alla realtà.
Scuola: basta <debiti> Esami anche per i prof Il
ministro Gelmini debutta con una contestazione dei Cobas La sua ricetta: largo
al merito, tasse più care per i fuoricorso (
da "Provincia di Lecco, La" del 10-05-2008)
+ 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato" assicura però chi la conosce bene quasi a tranquillizzare il mondo della scuola già in fibrillazione. Ieri il neo ministro ha dovuto fare i conti con la prima manifestazione di protesta organizzata dai Cobas. I RECUPERI Cancellazione del sistema dei debiti e aumento della selettività dei meccanismi di avanzamento scolastico,
( da "Stampaweb, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Sembra
un'altra era, ed invece accadeva solo poco più di quattro mesi fa: in
Finanziaria fu approvato un provvedimento di tagli alle spese della politica
che avrebbe comportato l'accorpamento di molti ministeri. Con il ministero
della Salute il problema è stato elegantemente risolto sopprimendolo. Ne
abbiamo discusso ieri: tutto resterà uguale, sede nuova compresa per cui
scompare il nome, si indebolisce l'indirizzo programmatico nazionale ma i costi
restano gli stessi. Per il ministero della Pubblica Istruzione si è scelta una
soluzione diversa, l'accorpamento. Liddove c'erano Il MIPI e il MIUR, oggi ci
sarà il MIPIUR, che sembra un dicastero in regime di ogm. E liddove c'erano Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi, c'è
Mariastella Gelmini, trentenne lombarda di Forza Italia, una delle quattro
'bambine' volute da Berlusconi nel suo governo per 'svezzarle'. Il passaggio di
consegne è avvenuto ieri ma Mariastella Gelmini il programma lo aveva
presentato già due mesi fa in un progetto di legge depositato alla Camera.
Ecco i punti-chiave. - Piena applicazione del principio dell'autonomia
scolastica attraverso alcuni interventi: rafforzamento dei poteri organizzativi
e disciplinari dei presidi; promozione di una piena concorrenza tra le
istituzioni scolastiche (ripartendo i finanziamenti in base ai risultati
formativi accertati da un organismo terzo); voucher formativi alle famiglie da
spendere nelle scuole pubbliche o private; detraibilità delle donazioni fatte
alle scuole. - I ragazzi e i rimborsi. Cancellazione del sistema dei debiti e
aumento della selettività dei meccanismi di avanzamento scolastico, anche
attraverso la reintroduzione degli esami di riparazione; previsione all'interno
del piano dell'offerta formativa di moduli integrativi obbligatori che
consentano ai ragazzi di recuperare durante l'anno eventuali insufficienze; più
borse di studio e sovvenzioni a studenti meritevoli. - La carriera e i docenti.
Eliminazione di ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera;
progressiva liberalizzazione della professione attraverso la chiamata
nominativa da parte delle scuole; possibilità per le singole scuole di
stipulare con i singoli docenti contratti integrativi di tipo privatistico. -
Università. I 'fuoricorso devono pagare di più'. Previsione di esami
preliminari obbligatori per l'accesso alle università, pubbliche e private;
rimodulazione delle tasse universitarie con rafforzamento delle borse di studio
per i meritevoli e aumenti delle tasse per i 'fuoricorsò; diffusione dei
prestiti d'onore; progressiva abolizione degli incarichi a tempo indeterminato
dei docenti; revisione dei meccanismi di reclutamento con l'istituzione
progressiva della chiamata nominale da parte delle facoltà; l'introduzione di
verifiche triennali ai fini del mantenimento dell'incarico e delle progressioni
di carriera; ripartizione dei finanziamenti alle università in misura
direttamente proporzionale ai risultati formativi certificati da organismi
terzi; la privatizzazione di tutti gli istituti pubblici di ricerca e la
soppressione degli enti pubblici inadeguati; la detraibilità delle donazioni
fatte da persone o imprese agli atenei e agli istituti di ricerca. Insomma
Mariastella Gelmini arriva al vertice del ministero con le idee chiare, ma
anche dall'altra parte le hanno. Ieri, primo giorno al ministero, è stata
accolta dalla protesta dei Cobas. Una segretaria le ha portato il volantino con
le loro richieste: eliminare i danni provocati dalla gestione Fioroni. Quali sono? "Ritiro immediato dell'ordinanza
ministeriale n.92, sui 'falsì corsi di recupero, il taglio degli organici, che
riguardano circa 10.000 persone quasi tutte nel centro-sud, ritiro della 'prova
Invalsì a quiz nell'esame di terza media, e ripristinare infine il diritto di
assemblea per tutti". E poi lotta contro il progetto di legge del
neoministro. I Cobas sostengono che, se andasse in vigore, 'la scuola verrebbe
considerata e gestita come un'azienda qualunque: in particolare troviamo
ingiuste proposte quali il premio rispetto alla qualità dell'istituto, che,
andrebbe inevitabilmente a favorire quelli già ben funzionanti e prestigiosi, a
scapito delle realtà più problematiche, e il blocco degli aumenti automatici
agli insegnanti". Non sarà facile il compito del nuovo ministro. Le cifre
contenute nel settore istruzione dell'ultimo rapporto Istat '100 statistiche
per il Paese' sono sconfortanti. Nel 2006, il 20,8% dei ragazzi era fermo alla
licenza media senza frequentare alcun corso di formazione, contro una media
europea del 15,3% (per Germania, Francia e Gran Bretagna, questa quota si ferma
addirittura al disotto del 14%). A questo riguardo la percentuale degli early
school leavers è particolarmente grave in alcune regioni, quali la Valle
d'Aosta (29,5%), la Campania (28,8%), la Sicilia (26%) e la Puglia (23,9%).
Complessivamente, solo il 72,7% degli studenti arriva alla conclusione senza
aver mai ripetuto una classe. se ogni triennio 650mila studenti accumulano un
ritardo e ognuno di essi costa 7.666 euro, la scuola italiana brucia 8 miliardi
di euro ogni tra anni. E poi, in Italia si spende poco in istruzione e
formazione: solo il 4,4 per cento del Pil, ampiamente al di sotto della media
dell'Ue27 (5,1 per cento nel 2004). Solo un italiano su due (nel 2007 il il
48,2 per cento della popolazione) in età compresa tra i 25 e i 64 anni ha
conseguito come titolo di studio più elevato la licenza della scuola media
inferiore, valore che - nel contesto europeo - colloca il nostro paese distante
dalla media Ue27 (30 per cento nel 2006), e nelle ultime posizioni insieme a
Spagna, Portogallo e Malta. Nell'anno scolastico 2005/06, la quota di giovani
che abbandona al primo anno gli studi superiori, senza completare dunque
l'obbligo formativo, è del 11,1 per cento. Anche la quota di giovani in età
20-24 anni che ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore è
inferiore alla media europea (che si attesta al 77,8 per cento): nel 2007 il
75,7 per cento dei giovani italiani. Infine, dall'indagine risulta che in
Italia il 41,4 per cento dei giovani in età 19-25 anni è iscritto a un corso
universitario nell'anno accademico 2006/07. VIgnetta 'Berlusconi e la scuola' -
Copyright Blog 'Diritto di cronaca' commenti (0) scrivi.
( da "Cittadino, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Nessuna
decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È sempre stato questo il metodo
di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, tre competenze che con il
governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto. Una rassicurazione che giunge
quanto mai opportuna visto che il suo debutto a viale Trastevere - per il
passaggio di consegne con il suo predecessore, Giuseppe Fioroni - è stato salutato da una vivace manifestazione dei Cobas che
hanno già ampiamente criticato quanto da lei suggerito in una proposta di legge
presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici dirigenti-docenti, più
poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati
degli studenti, chiamata diretta dei docenti. Non ci saranno colpi di
spugna, quel che c'é stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato - assicura chi la conosce bene.
Certamente quel che è stato annunciato in campagna elettorale - dal ripristino
delle "tre i" alla trasformazione delle università in Fondazioni -
non verrà disatteso ma neppure pedissequamente tradotto in pratica. Mariastella
Gelmini ci metterà del suo. Anche le indiscrezioni su un ritorno del vecchio
esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove norme sui
debiti vanno prese con cautela. Il passaggio delle consegne con i due ministri,
dalle cui mani riceve un fardello non da poco, si è svolto ieri in un clima di
grande cordialità. Di circa tre quarti d'ora l'incontro con Mussi, più lungo -
un'ora e mezzo - quello con Fioroni con il quale forse
le affinità sono maggiori visto che entrambi sono convinti cattolici. Mussi, al
termine del suo colloquio con la Gelmini, ha espresso, riferendosi ai
finanziamenti per il settore, un auspicio, con una punta di rammarico:
"Spero che il nuovo ministro abbia più fortuna di me". L'ex ministro
ha quindi riferito che su almeno tre questioni - bloccare i processi di
proliferazione e frammentazione nel sistema universitario, rendere operativa
l'Agenzia di valutazione, liberare le nomine dalle ingerenze politiche - il
giovane avvocato bresciano che gli succede alla guida del dicastero ha espresso
apprezzamento per il lavoro da lui fatto condividendo i principi di fondo.
Cordiale e sereno il vis a vis con Fioroni: "Le
ho fatto sinceri auguri di buon lavoro nell'interesse della scuola e nella
convinzione che la scuola non è un campo di battaglia di opposte fazioni".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
IL
PASSAGGIO DI CONSEGNE. Ieri l'incontro del ministro con i
predecessori Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi: "Quello che c'è stato di buono sarà
mantenuto" Gelmini promette dialogo "Nessun colpo di spugna"
Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È sempre stato il
metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro
dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tre competenze che con
il governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto. La rassicurazione è
arrivata mentre - in occasione del debutto a viale Trastevere, per il passaggio
di consegne con il predecessore Giuseppe Fioroni - si
svolgeva una vivace manifestazione dei Cobas, che hanno già criticato quanto
suggerito dalla Gelmini nella proposta di legge presentata ai primi di
febbraio: contratti privatistici per dirigenti e docenti, più poteri ai presidi,
attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti,
chiamata diretta dei docenti. NON CI SARANNO colpi di spugna: "Quel che
c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni
verrà recuperato", assicura chi conosce bene il neo- ministro. Certamente
quel che è stato annunciato in campagna elettorale - dal ripristino delle
"tre i" alla trasformazione delle università in fondazioni - non
verrà disatteso ma neppure pedissequamente tradotto in pratica. La Gelmini ci
metterà del suo. Anche le indiscrezioni su un ritorno del vecchio esame di
riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove norme sui debiti vanno
prese con cautela. Il passaggio delle consegne con i due ministri si è svolto
ieri in un clima di grande cordialità. Di tre quarti d'ora l'incontro con Fabio
Mussi, più lungo - 90' - quello con Fioroni. Mussi, al
termine del colloquio con la Gelmini, riferendosi ai finanziamenti per il
settore, ha espresso un auspicio, con una punta di rammarico: "Spero che
il nuovo ministro abbia più fortuna di me". L'ex ministro ha riferito che
su almeno tre questioni - bloccare i processi di frammentazione nel sistema
universitario, rendere operativa l'Agenzia di valutazione, liberare le nomine
dalle ingerenze politiche - il ministro bresciano che gli succede alla guida
del dicastero ha espresso apprezzamento per il lavoro da lui svolto
condividendo i principi di fondo. Mussi ha quindi messo sul tappeto le
questioni che restano aperte, dal regolamento dei ricercatori alla riforma dei
concorsi di prima e seconda fascia, al progetto di riforma della governance
degli atenei. Cordiale e sereno il vis a vis con Fioroni:
"Le ho fatto sinceri auguri di buon lavoro nell'interesse della scuola e
nella convinzione che l'istruzione non è un campo di battaglia di opposte
fazioni. Non c'è una scuola di destra o di sinistra, ma una buona scuola per i
nostri figli e per il futuro del Paese". DAL NUOVO MINISTRO, ieri nessuna
dichiarazione. Gli incontri erano a porte chiuse. Off limits i giornalisti:
"Il ministro per ora non parla. Ha incontrato i direttori generali del
ministero e preso atto dei temi in agenda", si limitano a dire nel suo
entourage.
( da "Nuova Venezia, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità
Con 21 ministri nasce il governo ombra di Walter Veltroni Nell'esecutivo del Pd
anche i veneti Martella, alle Infrastrutture, e Garavaglia all'Istruzione
ROMAWalter Veltroni e Dario Franceschini hanno annunciato ieri sera nascita e
composizione del governo ombra del Partito democratico. Giorgio Napolitano ne
era già stato informato. E' composto da ventuno ministri, più Veltroni che ne è
il presidente. Undici vengono dai Ds, sette dalla Margherita, tre sono
"esterni": lo scrittore Vincenzo Cerami (beni culturali) e due
imprenditori, Matteo Colaninno (sviluppo economico) e Maria Paola Merloni
(politiche comunitarie). L'iniziativa ha un solo precedente: ma come il governo
ombra di Achille Occhetto, 1989, non ha riconoscimento istituzionale, come è in
Inghilterra. La sua natura politica è data anche dal fatto che Piero Fassino
(esteri), Pierluigi Bersani (economia) e Enrico Letta (lavoro) entrano a far
parte di un coordinamento di partito, in cui sono anche Franceschini, Bettini,
i due capigruppo Soro e Anna Finocchiaro, oltre a Fioroni (organizzazione) Gentiloni (comunicazione), tutti chiamati a
collaborare con Veltroni al Pd. Altri ministri ombra: Marco Minniti, interni,
Andrea Martella, infrastrutture, Mariapia Garavaglia, istruzione, Sergio
Chiamparino, federalismo, Ermete Realacci, ambiente, Mariangela Bastico,
regioni, Roberta Pinotti, difesa, Lanfranco Tenaglia, giustizia,
Giovanna Melandri, comunicazioni, Alfonso Andria, politiche agricole, Vittoria
Franco, pari opportunità, Beatrice Magnolfi, semplificazione normativa, Michele
Ventura, attuazione programma, Pina Picierno, politiche giovanili, Linda
Lanzillotta, pubblica amministrazione. I rapporti con il Parlamento saranno
curati dai due capigruppo. Tutti i ministri ombra saranno, nel partito,
responsabili delle materie di cui si occupano nel governo ombra. Non c'è
nessuno dell'Idv, perché in Parlamento ha deciso di fare gruppo a sé.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA
MILANO pag. 12 "Corsi di recupero duri, ma necessari" Annamaria
Dominici, direttore lombardo, affronta il caos di fine anno BILANCIO DELL'ANNO
SCOLASTICO Annamaria Dominici, direttore regionale scolastico della Lombardia
di GIORGIO GUAITI ? MILANO ? "ORGANIZZARE i corsi di recupero e le
verifiche finali sarà impegnativo, ma è necessario che le scuole lo facciano
attraverso un dialogo aperto con le famiglie , sapendo che possono contare sul
supporto, sui consigli degli Uffici scolastici, che sono sempre disponibili a
fornire un aiuto ai capi di istituto". Il nuovo ministro della Pubblica
Istruzione, Maria Stella Gelmini, potrebbe apportare modifiche all'innovazione
introdotta dal suo predecessore, ma, per ora, la
"formula Fioroni" rimane invariata e Annamaria Dominici, direttore regionale
scolastico della Lombardia, affronta i problemi della chiusura di questo anno
scolastico. Dottoressa Dominici, presidi, insegnati, studenti si sono già
lamentati della complessità delle operazioni di fine anno, con una prima fase di
scrutini, i corsi di recupero e il ritorno a scuola per le prove di
verifica dalle quali dipenderà la promozione all'anno successivo... "Che i
presidi siano preoccupati è comprensibile, ma credo che se nella scuola c'è una
buona organizzazione interna, con collaborazione fra Collegio docenti e
Consigli di classe la cosa sia assolutamente fattibile. Del resto questo è uno
degli aspetti positivi dell'autonomia scolastica: il Ministero non può fissare
modalità uguali per tutti che non risponderebbero alle esigenze delle singole
scuole. Tocca agli istituti individuare i tempi e le forme che siano adeguati
alla loro realtà e alle loro esigenze". In ogni caso però significa che le
scuole resteranno impegnate su corsi e verifiche fino alla metà di luglio. "Non
è detto: ci sono scuole che hanno fatto scelte diverse e che hanno deciso di
fare corsi e verifiche a fine agosto o all'inizio di settembre. Del resto,
quale sarebbe l'alternativa? Il ritorno ai vecchi esami di riparazione? Non mi
sembra un'alternativa valida. I ragazzi dovrebbero ugualmente studiare in
estate, ma ci sarebbe una deresponsabilizzazione della scuola che scaricherebbe
sulle famiglie il peso del recupero, con il ricorso alle lezioni private. Io
invece credo che sia giusto che la scuola dia il suo contributo e offra agli
studenti e alle famiglie una opportunità". RESTANO PERÒ i problemi
organizzativi e i disagi per le famiglie. "Per questo è necessario che fra
scuola e famiglie si apra un dialogo, attraverso riunioni chiare e confronti che
coinvolgano tutte le componenti interessate, per definire insieme soluzioni
condivise. La scuola deve lavorare per trovare soluzioni che vadano incontro
alle esigenze delle famiglie. Mi rendo conto che tutto ciò non è facile, anzi
che è un compito pesante, e non so se il nuovo ministro apporterà modifiche,
però sono convinta che con un po' di sforzo e tanta collaborazione, con la
partecipazione di tutti, si possono individuare soluzioni che aiutino le
famiglie ad affrontare il problema del recupero". C'è anche chi teme che
lo svolgimento delle prove di verifica ai primi di settembre finisca per avere
ripercussioni sull'avvio del nuovo anno scolastico. "Non credo ci possano
essere grosse variazioni sugli organici. E comunque, se ci sarà qualcosa da
modificare, i capi di istituto sanno che possono contare sulla collaborazione
degli uffici, che non hanno momenti di chiusura". Questo finale di anno
sarà caratterizzato anche dalla prova nazionale per i ragazzi impegnati negli
esami di licenza media. "Si tratta soltanto di un test per verificare i
livelli di competenza raggiunti".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
LIBRO.
OGGI LA PRESENTAZIONE AL MUSEO SARTORIO DI TRIESTE Nobile, ovvero l'arte di
insegnare architettura Katharina Schoeller ricostruisce i trent'anni di
direzione all'Accademia di Vienna di PIETRO SPIRITO TRIESTE A Trieste ha legato
il suo nome alla chiesa di Sant'Antonio Taumaturgo, a palazzo Costanzi e a
palazzo Biserini. A Vienna lo ricordano come "il padre
della Ringstrasse" e come il grande riformatore della
Scuola di Architettura. Ma il segno lasciato dall'architetto ticinese/triestino
Pietro Nobile è molto più profondo, e attraverso due secoli ha influenzato non
solo una grande stagione dell'architettura europea, ma anche il pensiero e
l'opera di tanti architetti a lui succeduti. Perché i veri maestri non
lasciano memoria di sè solo nelle loro opere, me anche nella scuola,
negli insegnamenti, nelle idee che hanno seminato e che magari germogliano ad
anni di distanza. Perciò per avere una visione completa dell'importanza - e
della portanza - del lavoro di un architetto come Pietro Nobile, è fondamentale
guardare a come lavorò durante i trent'anni di direzione della Scuola di
Architettura dell'Accademia di Belle Arti di Vienna. È quanto ha fatto
Katharina Schoeller, studiosa di storia dall'arte, archeologa e romanista, che
ha aperto i cassetti e gli archivi dell'Accademia di Vienna tirando fuori i
progetti, le schede degli studenti, le lettere, i piani di studio, i disegni,
insomma tutte le tracce lasciate da Nobile come docente e direttore di quella
formidabile fucina di giovani architetti, e le ha raccolte in una tesi di
laurea ("Die Architektrausbildung an der Akademie der Bildenden Künste zu
Wien unter Peter Nobile (1818-1849)"). Adesso, grazie anche alla tesi di
specializzazione in traduzione tecnico scientifica di Giovanna Ischia, quello
studio è stato tradotto in italiano ed è diventato un libro: "Pietro
Nobile direttore dell'Accademia di architettura di Vienna (1818-1849)",
pubblicato dalla Società di Minerva (pagg. 447, s.i.p.). Il volume, riccamente
illustrato, sarà presentato oggi, alle 17.30, nella sala "Giorgio
Costantinides"" del Civico Museo Sartorio in Largo Papa Giovanni
XXIII, 1, da Gino Pavan, che firma anche la prefazione al libro. Il lavoro di
Katharina Schoeller apre un finestra su una realtà straordinaria, portando il
lettore in quel marasma di idee, innovazioni, progetti dal quale è uscita la
Vienna che conosciamo oggi. La riforma degli studi
architettonici voluta da Nobile prevedeva stretti rapporti fra architetti e
artigiani, borse di studio e soggiorni all'estero che consentivano non solo
un'immissione di energie fresche dagli angoli più sperduti dell'Impero, ma
offrivano la possibilità di accedere alla scuola anche
ai giovani meno agiati. Fu una riforma - come ricorda
Pavan - portata avanti tra mille difficoltà e ostilità, ostracismi politici,
invidie, tanto da far osservare all'architetto, nel 1848: "Il mondo
vecchio è crollato e se ne sta formando uno nuovo nel quale a me nulla resta da
sperare". Eppure, come dimostra il libro della Schoeller, anche quel mondo
nuovo avrebbe beneficiato, e non poco, della sua lezione.
( da "Provincia Pavese, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità
La ricetta Gelmini: valorizzare il merito Più poteri ai presidi e chiamata
diretta dei docenti ROMA. Nessuna decisione unilaterale, spazio al dialogo. è
sempre stato il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora che
è diventata ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tre
competenze che con il governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto. Una
rassicurazione che giunge quanto mai opportuna visto che il suo debutto a viale
Trastevere - per il passaggio di consegne con il suo predecessore, Giuseppe Fioroni - è stato salutato da una manifestazione dei Cobas che hanno già
ampiamente criticato quanto da lei suggerito in una proposta di legge. La
proposta di legge fu presentata ai primi di febbraio: contratti privatistici
dirigenti-docenti, più poteri ai presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in
base ai risultati degli studenti, chiamata diretta dei docenti. Non ci
saranno colpi di spugna, quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti
e Fioroni verrà recuperato - assicura chi la conosce
bene. Certamente quel che è stato annunciato in campagna elettorale - dal
ripristino delle "tre i" alla trasformazione delle università in
fondazioni - non verrà disatteso ma neppure pedissequamente tradotto in pratica.
Mariastella Gelmini ci metterà del suo. Anche le indiscrezioni su un ritorno
del vecchio esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove
norme sui debiti vanno prese con cautela.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Dal
riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da spendere nelle scuole
pubbliche o private all'aumento delle tasse per gli universitari "fuori
corso". Prevede anche questo la proposta di legge presentata da
Mariastella Gelmini, neoministro dell'Istruzione, dell'università e della
ricerca, lo scorso 5 febbraio. L'articolo 2 del provvedimento è dedicato alla
valorizzazione del merito nel sistema scolastico e universitario. Ecco i punti
chiave della ricetta Gelmini, che punta sulla piena applicazione del principio
dell'autonomia scolastica attraverso alcuni interventi, molti dei quali
prevedono la valorizzazione del merito: rafforzamento dei poteri organizzativi
e disciplinari dei prèsidi; promozione di una piena concorrenza tra le
istituzioni scolastiche (ripartendo i finanziamenti in base ai risultati
formativi accertati da un organismo terzo); voucher formativi alle famiglie da
spendere nelle scuole pubbliche o private; detraibilità delle donazioni fatte
alle scuole. RECUPERI DURANTE L'ANNO Cancellazione del sistema dei debiti e
aumento della selettività, forse anche attraverso la reintroduzione degli esami
di riparazione; previsione all'interno del piano dell'offerta formativa di
moduli integrativi obbligatori che consentano ai ragazzi di recuperare durante
l'anno eventuali insufficienze; più borse di studio e sovvenzioni a studenti
meritevoli. docenti e carriere Eliminazione di ogni automatismo nelle
progressioni retributive e di carriera; progressiva liberalizzazione della
professione attraverso la chiamata nominativa da parte delle scuole;
possibilità per le singole scuole di stipulare con i singoli docenti contratti
integrativi di tipo privatistico. Previsione di esami preliminari obbligatori
per l'accesso alle università, pubbliche e private; rimodulazione delle tasse
universitarie con più borse di studio per i meritevoli e più tasse per i
fuoricorso; diffusione dei prestiti d'onore; progressiva abolizione degli
incarichi a tempo indeterminato dei docenti; revisione dei meccanismi di
reclutamento, con l'istituzione progressiva della chiamata nominale;
l'introduzione di verifiche triennali ai fini del mantenimento dell'incarico e
delle progressioni di carriera; ripartizione dei finanziamenti alle università
in misura direttamente proporzionale ai risultati formativi certificati da
organismi terzi; la privatizzazione di tutti gli istituti pubblici di ricerca e
la soppressione degli enti pubblici inadeguati; la detraibilità delle donazioni
fatte da persone o imprese agli atenei e agli istituti di ricerca. il passaggio
di consegne Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo. È la rassicurazione che giunge al momento del passaggio di consegne
tra i suoi predecessori Giuseppe Fioroni
(Istruzione) e Fabio Mussi (Università e ricerca) e il neoministro Gelmini. Non
ci saranno colpi di spugna, quel che c'è stato di buono sotto le gestioni
Moratti e Fioroni verrà recuperato, assicura chi conosce bene Mariastella Gelmini,
che ieri non ha rilasciato dichiarazioni. Certamente quel che è stato
annunciato in campagna elettorale non verrà disatteso, ma neppure
pedissequamente tradotto in pratica. Anche le indiscrezioni su un ritorno del
vecchio esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove norme
sui debiti vanno prese con cautela. Il passaggio delle consegne con i due
ministri si è svolto ieri in un clima di grande cordialità.
( da "Riformista, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Governo
ombra con tensioni Il patto veltroniano Si allea con i neo-pop e lancia Bersani-Letta
Il governo ombra e, soprattutto, il nuovo coordinamento del partito. Con un
colpo solo, Walter Veltroni ridisegna l'assetto del Pd. Piero Fassino, Enrico
Letta e Pier Luigi Bersani entrano sia nello shadow cabinet che nel nuovo
organismo esecutivo del Loft. Goffredo Bettini rimane coordinatore, ma solo
"della fase costituente", mentre salgono le
quotazioni della corrente dei new pop Franceschini e Fioroni. L'uno-due
del segretario fa crescere il malessere dell'area dalemiana, con Gianni Cuperlo
che rifiuta un posto da fanta-ministro delle Semplificazioni. Fuori anche
l'area Parisi, i radicali e Di Pietro. Labate a pagina 4 10/05/2008.
( da "Tempo, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa
Agenda ricca d'impegni I nodi dell'istruzione tra precariato, debiti e accesso all'università
Tra i nodi impellenti che il ministro Gelmini sarà chiamato a risolvere c'è la
questione dei corsi di recupero estivi dei debiti scolastici decisa in volata dal ministro Fioroni con
un'ordinanza ministeriale. La questione ha suscitato un mare di polemiche anche
perchè non c'è chiarezza sulle modalità per realizzarli. Un'altro problema
spinoso è il precariato. Su quest'ultimo punto sarà difficile che il nuovo
ministro possa dare risposte immediate alle richieste dei sindacati visto che
la Finanziaria
( da "Giornale di Brescia" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione:
10/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Istruzione, si
insedia la Gelmini I Cobas: rimedi ai danni di Fioroni Mariastella Gelmini ROMA Nessuna decisione unilaterale, ampio
spazio al dialogo. È sempre stato questo il metodo di lavoro di Mariastella
Gelmini e non cambierà ora che è diventata ministro dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca, tre competenze che con il governo Berlusconi
tornano sotto lo stesso tetto. Una rassicurazione che giunge quanto mai
opportuna visto che il suo debutto a viale Trastevere - per il passaggio di
consegne con il suo predecessore, Giuseppe Fioroni - è
stato salutato da una vivace manifestazione dei Cobas che hanno già ampiamente
criticato quanto da lei suggerito in una proposta di legge presentata ai primi
di febbraio: contratti privatistici dirigenti-docenti, più poteri ai presidi,
attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti,
chiamata diretta dei docenti. "Chiediamo al nuovo ministro di rimediare
subito ai danni fatti da Giuseppe Fioroni", ha
detto il leader dei Cobas Piero Bernocchi. Un incontro fra l'organizzazione
sindacale e la Gelmini ci sarà molto probabilmente già la settimana prossima.
Non ci saranno colpi di spugna, quel che c'è stato di buono sotto le gestioni
Mussi e Fioroni verrà recuperato - assicura chi la
conosce bene. Certamente quel che è stato annunciato in campagna elettorale -
dal ripristino delle "tre i" alla trasformazione delle università in
fondazioni - non verrà disatteso ma neppure pedissequamente tradotto in
pratica. Mariastella Gelmini ci metterà del suo. Anche le indiscrezioni su un
ritorno del vecchio esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle
nuove norme sui debiti vanno prese con cautela. Il passaggio delle consegne con
i due ministri, dalle cui mani riceve un fardello non da poco, si è svolto ieri
in un clima di grande cordialità. "Le ho fatto sinceri auguri di buon
lavoro - ha dichiarato Fioroni - nell'interesse della
scuola e nella convinzione che la scuola non è un campo di battaglia di opposte
fazioni. Non c'è una scuola di destra o di sinistra, ma una buona scuola per i
nostri figli e per il futuro del Paese". Dalla Gelmini nessuna
dichiarazione. Gli incontri erano a porte chiuse. "Il ministro per ora non
parla. Ha incontrato i direttori generali del ministero e preso atto dei temi
in agenda" dicono nel suo entourage.
( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Stupore
per la cabina dei big: "Così è un coordinamento monocolore" Il gelo
di Parisi e dei dalemiani: noi esclusi senza saperne nulla ROMA - Bersani ha accettato
di entrare nel governo-ombra a una condizione, di essere nella stanza dei
bottoni del Pd. Nel coordinamento, appunto. Là si deciderà l'organizzazione e
la rotta del partito. Una segreteria allargata dalla quale sono stati esclusi i
big "storici", a cominciare da Massimo D'Alema, né ci sono Franco
Marini, Francesco Rutelli, Arturo Parisi. Il "caminetto" che finora
aveva chiamato i leader a decidere sulle scelte più importanti è archiviato. E
le polemiche sono lievitate tra i big, subito dopo l'annuncio di Walter
Veltroni. Sia per i dalemiani che per Parisi è un colpo a sorpresa, e un
boccone amaro. Il malumore si trasforma presto in dichiarazioni di guerra.
Parisi va all'attacco sulla composizione del coordinamento e sul metodo:
"Veltroni ha scelto di costituire un coordinamento aperto alla sola
maggioranza del partito, è un coordinamento monocolore che non aiuta il
partito, se si esclude Enrico Letta del quale non ho mai capito quali fossero
gli elementi di differenza. Il segretario avrebbe potuto scegliere una linea
unitaria, ha preferito una linea diversa, ne prendo atto". E l'ex ministro
della Difesa, in corsa per la presidenza del Copasi (la commissione di
controllo sui servizi) annuncia: "è evidente che chi in questi organi non
si riconosce, dovrà trovare altri modi per fare sentire la sua voce. Escludo si
possa pensare che questo organo possa soddisfare e meno che mai esaurire
l'esigenza di confronto che la sconfitta elettorale impone". Insomma, del
tutto insufficiente. E la prima occasione per dare battaglia sarà il 16 maggio,
nella direzione del Pd. Un dalemiano di ferro come Nicola Latorre fa spallucce
quando gli si parla della composizione della cabina di regia del partito:
"Sull'esecutivo io non sono stato informato, dirò la mia in direzione".
Nel partito acqua agitate. C'è chi tra i Popolari ricorda il patto
generazionale della Dc nel '
( da "Manifesto, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Contratti
e diritti Nel trasporto pubblico per chiedere un contratto unico; nella scuola
per il ritiro del taglio degli organici e dell'OM92 Francesco Piccioni Scioperi
a macchia di leopardo, difficili da riassumere in un solo dato. Diventa la
fiera dei numeri e rimane nascosto il dato sociale - quindi politico - di un
malessere. Ieri questa situazione si è riprodotta per due scioperi nazionali.Il
principale ha riguardato l'intero comparto dei trasporti pubblici, dai treni a
i bus, dalle metropolitane ai treni. Indetto da ben se sigle sindacali (Cgil,
Cisl, Uil, Orsa, Fast e Faisa), per quattro ore ha interrotto la circolazione nelle
città e sulle linee ferroviarie. Al centro dell'agitazione l'istituzione di un
contratto unico per ferrovieri e autoferrotranvieri, "con regole
chiare". Che l'esigenza sia reale deriva innanzitutto dal fatto che esiste
un'authority unica (la cosiddetta "Commissione di garanzia" per i
servizi pubblici) per regolare tutti questi settori, mentre invece le regole
contrattuali variano da comparto a comparto. Il successo dello sciopero è stato
abbastanza evidente nelle grandi città, dove ogni cittadino ha potuto
verificare che ben pochi autobus e ancor meno metro sono rimaste in funzione.
Pessima la reazione di una delle controparti (l'Asstra, associazione delle
aziende del trasporto pubblico locale, presieduta da Guido Del Mese), che ha
accusato i sindacati di aver presentato un "contratto calderone", che
presenta perciò "problemi di tipo economico e organizzativo" tali da
"non consentire al momento di aprire alcuna trattativa". Più chiara
la situazione nelle ferrovie, dove per tutti ci sono state adesioni plebiscitarie,
con punte anche del 100%. Ma qui, per il momento, c'è di fatto ancora soltanto
un'azienda a fare da controparte (le ferrovie dello stato). Nella scuola,
invece, l'agitazione era stata promossa dai soli Cobas, che chiedono di
"bloccare i tre punti del decreto legge presentato a febbraio dall'ex ministro Fioroni e la cancellazione del
taglio degli organici (1.000 solo nel Lazio); di ritirare l'ordinanza
ministeriale 92 sui corsi di recupero, di restituire ai lavoratori il diritto
di assemblea e il ritiro del quiz dell'Invalsi come prova di valutazione degli
istituti scolastici da somministrare ai ragazzi durante l'esame di terza
media". Le adesioni, secondo il coordinatore nazionale Piero
Bernocchi, hanno raggiunto il 30%. Lo sciopero è stato in questo caso
accompagnato da una manifestazione-presidio davanti al ministero
dell'Istruzione - in viale Trastevere, a Roma - cui hanno partecipato alcune
centinaia di insegnanti e "ata", tutti dotati di "orecchie
d'asino" per stigmatizzare le politiche di distruzione della scuola
pubblica. Al termine, una delegazione dei Cobas è stata ricevuta da membri
dello staff della neonominata ministro, Maria Stella Gelmini.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Regione
Formazione, summit in Fvg Già 4 mila studenti ai corsi UDINE. Dieci anni tra le
mura scolastiche per apprendere una cultura di base necessaria a diventare i
cittadini del domani e per limitare i danni di una precoce dispersione
scolastica. Con questo intento l'era Fioroni ha portato a 16 anni l'assolvimento dell'obbligo scolastico che
dopo una prima fase di sperimentazione tuttora in corso, andrà a regime a
settembre 2009. Il primo mattone per creare agli studenti percorsi omogenei tra
le scuole che facilitino il passaggio tra gli istituti, fa riferimento a comuni
standard di competenza. Ed è proprio questo il tema centrale del
convegno che avrà luogo lunedì 12 e martedì 13 maggio a partire dalle 9 al
Green hotel school di Magnano in Riviera che lo Ial Fvg ha organizzato con
l'intento di aprire un tavolo di lavoro cui sono invitati a partecipare i
docenti di tutta la regione sia delle scuole pubbliche che degli enti di
formazione. All'incontro "Formare competenze nell'obbligo di
formazione" verrà presentata la sperimentazione che sul territorio
regionale viene portata avanti dagli enti di formazione riuniti nella sigla
"Effepi" e dalle scuole statali superiori. Nell'anno scolastico in
corso, in regione, infatti, sono stati avviati 202 percorsi negli enti di
formazione professionale coinvolgendo circa 3mila allievi e 56 percorsi nelle
scuole superiori che hanno interessato mille studenti. Nelle classi di questi
corsi, i programmi si sono basati sull'ottenimento delle competenze richieste
dal mondo dell'istruzione e quelle relative alla formazione professionale.
( da "Avvenire" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
POLITICA
10-05-2008 CORSI DI RECUPERO, MONTA LA PROTESTA Un macigno che pesa sull'anno scolastico GIUSEPPE SAVAGNONE S iamo stati in molti a salutare
come una vittoria del buon senso la decisione del ministro Fioroni di mettere uno stop all'andazzo, ormai da anni consolidato, per
cui la stragrande maggioranza (3 su 4) degli alunni che avevano contratto dei debiti
formativi (il 42%!) andavano avanti egualmente, concludendo il loro corso di
studi senza averli saldati. Una scuola che, alla fine dell'anno,
trasforma d'ufficio i 3 e i 4 della pagella in 6, non può lamentarsi se nel
confronto con gli altri paesi dell'Ocse i suoi studenti si vengono a trovare
agli ultimi posti delle graduatorie. Della scelta di istituire nuovamente dei
controlli, dopo l'abolizione degli esami di riparazione fatta a suo tempo dal
ministro D'Onofrio, non si poteva dunque che rallegrarsi. Più problematica era
invece la questione delle modalità. Per evitare le spese delle lezioni private,
il ministro aveva previsto che dei corsi di recupero fossero organizzati dalle
scuole stesse. Già all'annunzio di questi provvedimenti, tuttavia, si ponevano
domande inquietanti. Scrivevamo allora sulle colonne di questo giornale:
"Restano dei punti oscuri. Le scuole fino a questo momento hanno avuto
fondi troppo limitati per organizzare dei corsi di recupero veramente efficaci.
Nel decreto si promette, alla fine, l'erogazione di 'ulteriori risorse'. Ma il
rischio, alla luce di tante esperienze passate, è che si chieda alle
istituzioni scolastiche di organizzare iniziative per cui non hanno i
soldi". Sta di fatto che il problema dei corsi di recupero sta pesando
come un macigno sulla fine dell'anno scolastico, sollevando proteste sempre più
vibrate. Alcune, per la verità, appaiono pretestuose. Qualcuno ha detto che in
questo modo "si compie una grave e ingiustificata ingerenza sulle vacanze
delle famiglie che dovranno essere programmate in base alle attività
scolastiche". Ma anche al tempo degli esami di riparazione lo scarso
impegno dei ragazzi ha sempre comportato dei costi umani ai loro familiari. E
del resto non si può pretendere che la scuola promuova tutti per non arrecare
disturbo alle famiglie. Molto più seria è l'obiezione per cui, non essendosi
rivelati sufficienti (come previsto) i fondi per i corsi destinati al recupero
in itinere, di fatto per alcune discipline tale recupero non ha potuto essere
effettuato. Ancora più grave la considerazione che sempre per la carenza di
fondi anche quando si sono tenuti i corsi non sono risultati idonei a garantire
degli effettivi vantaggi, sia perché troppo affollati e dunque non
personalizzati, sia per la loro scarsa durata (quindici ore). E i problemi si
ripresenteranno identici per i corsi estivi. Bisogna perciò pensare a dei
cambiamenti. La soluzione più facile, a questo punto, sarebbe quella richiesta
da più parti: abolire subito l'attuale normativa, magari con la motivazione di
concedersi, così, una pausa di riflessione. Ora, a parte il fatto che una
simile innovazione, in corso d'opera, creerebbe un caos peggiore, le pause di
riflessione si fanno prima, non dopo aver cambiato le cose. Soprattutto, però,
tornare a un sistema comodo per tutti, ma profondamente diseducativo, come
quello precedente, che annullava la differenza tra i meritevoli e i non
meritevoli, demotivando gli uni e gli altri, sarebbe per la scuola un suicidio.
Senza dire che pretendere una simile scelta, in tempi necessariamente
brevissimi, da un ministro appena nominato, non sembra neppure opportuno. Ben
venga, invece, fin da ora, la riflessione. Il punto fermo, a nostro avviso,
dev'essere il riconoscimento del merito e la sanzione nei confronti del
demerito: la tanto vituperata selezione. Sulle modalità, c'è spazio per
l'inventiva. In ogni caso, ci si permetta di ricordare sommessamente che le
sorti della scuola, e soprattutto quelle dei nostri ragazzi, prima che dai
meccanismi burocratici, dipendono dalla qualità educativa e culturale del
lavoro che vi si svolge quotidianamente. È questo, in ultima istanza, il vero
problema da risolvere.
( da "Avvenire" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA
10-05-2008 IL PROVVEDIMENTO Le nuove regole introdotte dal decreto Il decreto
ministeriale numero 80, porta la data del 3 ottobre 2007. Regola le norme per
il saldo dei debiti scolastici, che vennero introdotti nel 1995 all'indomani
dell'abolizione degli esami di riparazione a settembre. Nella sostanza il
decreto firmato dall'allora ministro Giuseppe Fioroni rende più rigidi e certi i tempi del "saldo". In
precedenza essere promossi con qualche debito formativo a giugno comportava
l'obbligo di recuperare le lacune entro il marzo dell'anno scolastico
successivo, con corsi di recupero che molti istituti ponevano nelle prime
settimane del nuovo anno. Ma l'eventuale mancato saldo non comportava
alcuna conseguenza sul proseguimento del percorso di studi. E così moltissimi
studenti hanno concluso il proprio percorso scolastico mantenendo ogni anno
qualche debito. L'ordinanza Fioroni ha introdotto
nuove modalità per il recupero dei debiti: corsi di recupero e verifiche
intermedie, ma anche corsi di recupero estivi e verifica finale entro il 31
agosto e comunque non oltre l'inizio del nuovo anno. Di fatto se qualche studente
a giugno avesse qualche materia insufficiente, il consiglio di classe potrà
sospendere il giudizio finale e rinviare ai corsi estivi lo studente stesso.
Corsi che dovranno avere una durata minima di 15 ore complessive e che dovranno
essere organizzati dalle stesse scuole. Entro il 31 agosto (o entro i primi di
settembre) il consiglio di classe valuterà il saldo o meno del debito,
decidendo di conseguenza la promozione o la bocciatura. (E.Le.).
( da "Avvenire" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA
10-05-2008 DEBITI FORMATIVI DA MILANO ENRICO LENZI Scuola, a rischio i corsi di
recupero D ebiti scolastici da saldare, "ma non in questo modo". È il
grido che si leva dalla quasi totalità delle scuole superiori italiane. Un tema
che da qualche mese sta scuotendo l'attività didattica del mondo scolastico.
L'ordinanza dell'ex ministro della Pubblica Istruzione
Giuseppe Fioroni con il quale si introduce l'obbligo di saldare i debiti
scolastici entro l'avvio dell'anno scolastico successivo, sta creando non pochi
problemi agli istituti. Nel mirino soprattutto i corsi di recupero estivi, che
diventano obbligatori per la scuola nel caso a giugno si rinviasse per uno
studente la decisione sulla sua promozione o bocciatura. Ma che per
molti potrebbero diventare un flop nell'obiettivo di colmare davvero le lacune
degli studenti entro il nuovo anno scolastico. È sicuramente il dossier più scottante,
tra quelli che ieri mattina nell'ora e mezza di colloquio il ministro uscente Fioroni ha consegnato al suo successore al dicastero di
viale Trastevere, l'onorevole Maria Stella Gelmini. Un tema che, con
l'approssimarsi della conclusione delle lezioni e alla luce dell'alto numero di
studenti (ben sette su dieci) che nel primo quadrimestre denunciavano in
pagella debiti, diventa sempre più incandescente. "Ho preso atto dei temi
in agenda e ho incontrato i direttori generali" si è limitato a dire il ministro
Gelmini al termine del passaggio di consegne, anche se qualche indiscrezione
parla dell'intenzione di valutare la situazione abolendo questi corsi e
ripristinando i vecchi esami di riparazione a settembre. In attesa di assistere
alle prime mosse del neo ministro, le scuole devono affrontare questo rush
finale dell'anno seguendo le direttive in vigore, che già nei mesi scorsi ha
portato a realizzare corsi di recupero sin dal primo quadrimestre. Fermo
restando che nessuna voce si è alzata tra i docenti contro il principio che
"i debiti vanno saldati", le scuole stanno affrontando il difficile
problema dei corsi estivi, il punto dolente dell'intero meccanismo. "In un
sondaggio che abbiamo condotto sul nostro sito Internet spiega Roberto Pellegatta,
presidente nazionale di Disal presidi emerge l'intenzione della quasi totalità
delle scuole di concentrare i corsi nel periodo giugno-luglio, rinviando il
periodo della verifica e dello scrutinio tra fine agosto e inizi di
settembre". Le cifre parlano del 96% per i corsi entro luglio e del 93%
per le verifiche concentrate a fine agosto (34%) o a inizio settembre (59%).
Una situazione che si estende da Nord a Sud del Paese, coinvolgendo le diverse
tipologie di istituti (licei, tecnici e professionali). I corsi di recupero
dovranno avere una durata di almeno 15 ore e vanno avviati per le materie in
cui ci sono studenti con debiti. I fondi stanziati dal ministero della Pubblica
Istruzione non bastano a coprire tutti i costi e diverse scuole hanno già allo
studio di concentrare l'attenzione sulle materie base (italiano, matematica,
lingua straniera, per citarne alcune), trascurando le altre. E lo stesso rinvio
del giudizio finale a settembre, denunciano associazioni e sindacati dei
docenti, rischia di avere ripercussioni anche sul regolare avvio del prossimo
anno scolastico visto che la definizione delle classi sarà possibile solo dopo
la fine degli scrutini e di conseguenza slitteranno le nomine per le cattedre.
Insomma il rischio è di ritornare al valzer delle cattedre che caratterizzava
le prime settimane dell'anno scolastico nel passato. Un salto indietro, dopo
che la macchina organizzativa dei provveditorati in questi ultimi anni aveva
dimostrato di chiudere il conferimento degli incarichi in tempo utile all'avvio
regolare delle lezioni sin dal primo giorno di scuola. "Meglio tornare ai
vecchi esami di riparazione" sentenzia la Gilda degli Insegnanti,
sindacato autonomo dei docenti, esprimendo una profonda critica al meccanismo,
mentre l'Unione degli Studenti (vicini alla sinistra) chiede addirittura
"una sanatoria" e "una sospensione dell'ordinanza per
quest'anno". Un "serio ripensamento sull'intera questione" la
chiedono anche i presidi della Disal, visto che "questa norma ha innescato
scarse novità significative nelle scuole", le quali hanno svolto anche in
passato corsi di recupero durante l'anno scolastico, e "non ha riportato
una completa serietà nelle valutazioni finali". Del resto "il 100%
degli istituti già prima organizzava corsi di recupero durante l'anno sottolineano
alla Disal e l'attività era stata programmata anche per quest'anno, ancora
prima che arrivasse l'ordinanza Fioroni", come
dimostra lo stesso sondaggio on line con la scelta maggioritario della
"pausa didattica di una o due settimane" dentro le quali collocare
l'azione di recupero. Ma la "rigidità " del provvedimento sta
mettendo in crisi gli istituti superiori, nella sua attuazione a fine anno.
Insomma giusto il principio di saldare i debiti, ma "errato il meccanismo
individuato per farlo". Molti e spesso contraddittori gli scenari
ipotizzati tra gli addetti ai lavori: dall'aumento sensibile del numero dei
bocciati a una sorta di "arrotondamento" dei voti verso la
sufficienza tranne che nei casi di gravi lacune. Unica certezza rimane l'incertezza
su cosa realmente accadrà a giugno in fase di scrutini finali. Il tutto in
attesa di una parola dal nuovo inquilino della Pubblica Istruzione.
( da "Brescia Oggi" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
IL
PASSAGGIO DI CONSEGNE. Ieri l'incontro del ministro con i
predecessori Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi: "Quello che c'è stato di buono sarà
mantenuto" Gelmini promette dialogo "Nessun colpo di spugna" La
titolare del dicastero è già al lavoro: riunione con i direttori e un occhio ai
temi in agenda Nessuna decisione unilaterale, ampio spazio al dialogo.
È sempre stato il metodo di lavoro di Mariastella Gelmini e non cambierà ora
che è diventata ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, tre
competenze che con il governo Berlusconi tornano sotto lo stesso tetto. La
rassicurazione è arrivata mentre - in occasione del debutto a viale Trastevere,
per il passaggio di consegne con il predecessore Giuseppe Fioroni
- si svolgeva una vivace manifestazione dei Cobas, che hanno già criticato
quanto suggerito dalla Gelmini nella proposta di legge presentata ai primi di
febbraio: contratti privatistici per dirigenti e docenti, più poteri ai
presidi, attribuzione dei fondi alle scuole in base ai risultati degli
studenti, chiamata diretta dei docenti. NON CI SARANNO colpi di spugna:
"Quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà recuperato", assicura chi conosce bene il
neo- ministro. Certamente quel che è stato annunciato in campagna elettorale -
dal ripristino delle "tre i" alla trasformazione delle università in
fondazioni - non verrà disatteso ma neppure pedissequamente tradotto in
pratica. La Gelmini ci metterà del suo. Anche le indiscrezioni su un ritorno
del vecchio esame di riparazione e sulla cancellazione tout court delle nuove
norme sui debiti vanno prese con cautela. Il passaggio delle consegne con i due
ministri si è svolto ieri in un clima di grande cordialità. Di tre quarti d'ora
l'incontro con Fabio Mussi, più lungo - 90' - quello con Fioroni.
Mussi, al termine del colloquio con la Gelmini, riferendosi ai finanziamenti
per il settore, ha espresso un auspicio, con una punta di rammarico:
"Spero che il nuovo ministro abbia più fortuna di me". L'ex ministro
ha riferito che su almeno tre questioni - bloccare i processi di frammentazione
nel sistema universitario, rendere operativa l'Agenzia di valutazione, liberare
le nomine dalle ingerenze politiche - il ministro bresciano che gli succede
alla guida del dicastero ha espresso apprezzamento per il lavoro da lui svolto
condividendo i principi di fondo. Mussi ha quindi messo sul tappeto le
questioni che restano aperte, dal regolamento dei ricercatori alla riforma dei
concorsi di prima e seconda fascia, al progetto di riforma della governance
degli atenei. Cordiale e sereno il vis a vis con Fioroni:
"Le ho fatto sinceri auguri di buon lavoro nell'interesse della scuola e
nella convinzione che l'istruzione non è un campo di battaglia di opposte
fazioni. Non c'è una scuola di destra o di sinistra, ma una buona scuola per i
nostri figli e per il futuro del Paese". DAL NUOVO MINISTRO, ieri nessuna
dichiarazione. Gli incontri erano a porte chiuse. Off limits i giornalisti:
"Il ministro per ora non parla. Ha incontrato i direttori generali del
ministero e preso atto dei temi in agenda", si limitano a dire nel suo
entourage.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 10-05-2008)
Argomenti: Scuola
Il caso
MARIO AJELLO Roma. Si sa che Stefania Prestigiacomo è una donna cortese e ben educata,
allora va perdonata. Però... "Ringrazio tantissimo Alfonso Pecoraro
Scanio, per tutto quello che ha fatto e ha fatto tanto e bene in questi due
anni. Perciò, intendo mantenere con lui un rapporto di collaborazione".
Oddio, questo no! Ma così ha detto la Stefy, subentrando al titolare
dell'Ambiente. E quello le manda i bacini, a Stefy, celebrandola come
"donna coraggiosa e indipendente".Ecco come avvengono in queste ore
le staffette fra ministrri entranti e ministri uscenti. A Mara Carfagna, la
collega Pollastrini che trasloca fa trovare sulla scrivania delle Pari
Opportunità un bel mazzo di fiori: roselline bianche e lilium. Ammirate anche
dal papà, dalla mamma e dal fratello di Mara che l'hanno accompagnata in
ufficio il primo giorno di lavoro. La Pollastrini, da donna a donna, fa gli
auguri alla Carfagna. E sono baci e abbracci. Che tenerezza! Che bell'esempio
di galateo istituzionale, di trasversale bon ton. "Ti auguro molta
fortuna", dice l'una all'altra. E i dipendenti del ministero scoppiano in
un applauso. Altra scena di fair play, senza baci ma con salamelecchi, alle
Finanze. "Spero che farai bene". "Farò tesoro dei tuoi
consigli". Così, per un'ora, fra il Divo Giulio (che ripiazza sulla
scrivania il barattolo Cirio che aveva l'altra volta come ricordo della
battaglia contro l'ex governatore Fazio) e Tommaso Padoa-Schioppa. E che dire
di La Russa, alla Difesa? "Il mio predecessore, Parisi, è stato il
migliore ministro del governo Prodi. E ascolterò lui prima di parlare".
Dunque si frequenteranno l'ex e il neo della Difesa? "Noi ci frequenteremo
di sicuro, perchè Alfonso resta a vivere a Roma", assicura la
Prestigiacomo. Sono tutti, improvvisamente, diventati così educati, dopo tanto
tempo passato a scannarsi o a dividersi? Può essere. Anzi, è così. Anche se De
Curtis, in "Totò e Peppino divisi a Berlino", avverte:
"L'educazione tante volte è vigliaccheria". E Ingrid Bergman, rivolta
a Cary Grant in "Indiscreto", sembra una consigliera politica di
quelle dure e pure che invitano il proprio capo a prendersi subito la poltrona
ministeriale senza indugiare in carinerie: "Ma sbrigati a mangiare! Perchè
l'educazione rovina le pietanze...". Il giro di cordialissimi saluti di
Scajola è "spacchettato". Il ministero dello Sviluppo ha inglobato
quelli che erano di Gentiloni, di Bersani e della Bonino, e allora: smack,
smack, smack. Tre baci - anzi sei, uno per ogni guancia - ai tre uscenti
immediatamente diventati rimpianti, almeno a parole: "Farò
tesoro....". Cose così. Il passaggio di consegne fra la Turco e Sacconi è
un idillio da Welfare: "Livia, ti porgo il mio ringraziamento non
formale", e "Io ti faccio gli auguri". Ancora. "Ho grande
stima della Lanzillotta e vorrei i suoi consigli" (Fitto, Affari
regionali). "E' una grande fortuna per il Paese che il nuovo ministro sia
Fitto" (la ex). Melandri e Meloni: "Ci rivedremo!". Si carezzano Alfano e Scotti, a via Arenula. E così la Gelmini
con Fioroni e con Mussi. Ma lì sotto, davanti al ministero dell'Istruzione,
ci sono i Cobas inferociti che non mandano bacetti nè offrono roselline e
lilium. E si torna alla realtà.
( da "Provincia di Lecco, La" del 10-05-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Sondrio, La)
Argomenti: Scuola
Scuola:
basta "debiti" Esami anche per i prof Il ministro Gelmini debutta con
una contestazione dei Cobas La sua ricetta: largo al merito, tasse più care per
i fuoricorso ROMA Dal riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da
spendere nelle scuole pubbliche o private all'aumento delle tasse per gli
universitari "fuori corso", alla fine della carriera garantita per i
docenti. Prevede anche questo la proposta di legge presentata da Mariastella
Gelmini, neoministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, lo
scorso 5 febbraio e che ora potrebbe diventare la guida per il suo lavoro.
"Non ci saranno colpi di spugna, quel che c'è stato di buono sotto le gestioni Moratti e Fioroni verrà
recuperato" assicura però chi la conosce bene quasi a tranquillizzare il
mondo della scuola già in fibrillazione. Ieri il neo ministro ha dovuto fare i
conti con la prima manifestazione di protesta organizzata dai Cobas. I RECUPERI
Cancellazione del sistema dei debiti e aumento della selettività dei meccanismi
di avanzamento scolastico, anche attraverso la reintroduzione degli
esami di riparazione; previsione all'interno del piano dell'offerta formativa
di moduli integrativi obbligatori che consentano ai ragazzi di recuperare
durante l'anno eventuali insufficienze; più borse di studio e sovvenzioni a
studenti meritevoli. la CARRIERA Eliminazione di ogni automatismo nelle
progressioni retributive e di carriera; progressiva liberalizzazione della
professione attraverso la chiamata nominativa da parte delle scuole;
possibilità per le singole scuole di stipulare con i singoli docenti contratti
integrativi di tipo privatistico. I FUORI CORSo Previsione di esami preliminari
obbligatori per l'accesso alle università, pubbliche e private; rimodulazione
delle tasse universitarie con rafforzamento delle borse di studio per i
meritevoli e aumenti delle tasse per i "fuori corso"; diffusione dei
prestiti d'onore; progressiva abolizione degli incarichi a tempo indeterminato
dei docenti; revisione dei meccanismi di reclutamento con l'istituzione
progressiva della chiamata nominale da parte delle facoltà. 10/05/2008.