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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Il
governo centrale sta di fatto tagliando i viveri alla Provincia autonoma di
Trento, ... ( da "Trentino"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
a furia di
disattendere le indicazioni che arrivano dal governo centrale (legge Gelmini
sulla scuola, decreto Brunetta sui fannulloni), ha finito per crearsi terra
bruciata intorno. La tempesta raccolta negli ultimi mesi - con frequenti
attacchi anche mediatici ai presunti privilegi del Trentino - è la conseguenza
del vento seminato in nome del «land» autonomo e autoreferenziale.
Chiesto
il tempo pieno gratis ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La scuola
ovviamente ha risposto che non ci sono fondi grazie anche alla Gelmini''
osserva Sgarbossa. L'assessore ha suggerito di costituire una Associazione
genitori''che ha virtualmente supportato l'ipotesi nei primi passi, aggiunge
Mantovanelli, con un sondaggio tra i genitori, incontri con il Comune, contatti
con le cooperative di doposcuola e servizio mensa.
Riforma
Gelmini e ruolo dei genitori Stasera dibattito
( da "Stampa,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Cervasca
Riforma Gelmini e ruolo dei genitori Stasera dibattito Il professore Gianni
Nicolì, pedagogista e responsabile nazionale dell'Associazione italiana
genitori, sarà stasera a Cervasca per l'incontro «Dove va la scuola?».
L'appuntamento, organizzato da un gruppo di genitori di Cervasca e Vignolo, è
alle 21, nel salone parrocchiale di San Defendente.
Il
vino "Dicrodo" è prodotto nel paese del celebre aperitivo
( da "Stampa,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La riforma
Gelmini ci preoccupa - dice Stefano Costa, sindaco di Baceno e docente a Crodo
- perché prevede tagli alle ore di pratica, tagli che ci metterebbero in crisi».
Un contributo reale al progetto-vino è arrivato dalla Fondazione Comunitaria:
3.600 euro serviti ad acquistare attrezzatura per la produzione del vino.
"Chiediamo
scuole e sicurezza" ( da "Stampa, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Alla fine
tutte commenteranno incantate: «Gelmini brava, Zaia favoloso». Scuola e
sicurezza sono temi ricorrenti. «A Gelmini vorrei dire: ministro, i soldi ci
servono - sorride Gloria Ferrari, studentessa del "Bermani" -. Appoggio
questo Governo e non mi sento sfavorita dalla riforma, però spero che dia più
fondi alla ricerca».
Accorperemo
solo scuole poco sicure ( da "Stampa, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini
«Accorperemo solo scuole poco sicure» Uno degli interventi più attesi era
quello del ministro all'Istruzione e Università, Mariastella Gelmini.
Sull'accorpamento delle scuole ha dichiarato: «Non abbiamo intenzione di
chiudere le piccole scuole, ma abbiamo il dovere di garantire la sicurezza.
Roma
in trasferta al Coccia ( da "Stampa, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini (Istruzione e Università), Angelino Alfano (Giustizia), Roberto Maroni
(Interno), Umberto Bossi (Riforme e Federalismo). Poi i sottosegretari Molgora,
Crosetto, Giachino. Onori di casa del sindaco Massimo Giordano. Tre i temi sui
quali ruota l'incontro: crisi, sicurezza, federalismo.
[FIRMA]MARCELLO
GIORDANI NOVARA Vergogna, vergogna urlano i manifestanti. Sono sta...
( da "Stampa,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
no alla
riforma Gelmini» gridano studenti ed insegnanti. «Insegno in una scuola
primaria di Arona - dice Patrizia Marini - il ministro sostiene che non si
perderanno posti di lavoro, ma col maestro prevalente a perderci saranno tutti:
i bambini, perchè avranno meno didattica, e gli insegnanti, che verranno
tagliati».
"Uniti
e svelti per sfidare questa crisi"
( da "Stampa,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Intanto, lo
dico al ministro Gelmini, quando l'Italia tirava aveva anche tanti bravi
tecnici. Riformare va bene, tenendo ben presente che cosa serve al Paese».
Mariella Enoc per il mondo dell'industria: «Noi facciamo economia reale nel
nostri territori. Chiediamo credito e più relazioni per tutti.
Le
scuole di montagna restano a rischio
( da "Corriere
delle Alpi" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
spiega che il
governo ha ribadito la necessità di tagliare i piccoli ISTRUZIONE RIFORMA
GELMINI BELLUNO. I tagli ci saranno, resta solo da capire dove. Nonostante le
rassicurazioni del governo e della Regione, sono ancora ad alto rischio le
scuole di montagna e in generale i plessi scolastici con pochi alunni, circa
Prof
al ministero per il liceo biologico e tecnologico
( da "Cittadino,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
che sono a
rischio sparizione nella bozza di riforma scolastica ideata dalla Gelmini. Non
a caso i due dirigenti che hanno già dato la loro adesione guidano sul
territorio strutture sperimentali di quel tipo. L'incontro è stato organizzato
grazie all'impegno della Lega, che sarà presente a Roma con Flavio Parmesani e
Ilaria Bruschi, e per il tramite dell'onorevole Paolo Grimoldi,
Per
il 2009/2010 alle elementari sezioni in aumento
( da "Cittadino,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il tempo
scuola con il maestro unico introdotto dalla riforma Gelmini, ndr) - spiega
Taravella - segno che l'impostazione con il maestro prevalente non ha riscosso
consensi. Quanto all'aumento degli alunni, a Vidardo direi che è dettato
soprattutto dall'espansione edilizia, mentre più in generale, sull'intero
circolo, deriva anche dall'aumento degli immigrati.
i
genitori bocciano la riforma gelmini
( da "Tirreno,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
genitori
bocciano la riforma Gelmini CASTAGNETO. A fine febbraio si è chiuso il termine
per la presentazione delle domande di iscrizione al nuovo anno scolastico, il
primo dopo la riforma Gelmini. All'Istituto comprensivo di Castagneto stanno
terminando le valutazioni delle domande pervenute ma il quadro che emerge è già
chiaro: i genitori hanno detto no ai contenuti della riforma,
L'ANUU
ha fatto il punto con la riunione regionale
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Per le
diverse realtà provinciali, erano presenti alla riunione: Stefano Gelmini,
Alessandro Cornalba e Umberto Mazzoleni per Bergamo; Umberto Gafforini per
Brescia; Daniele Scolfaro per Milano; Massimo Colombo per Lecco; Valerio Arturo
ed Elio Guazzetti per Como. Il prossimo incontro regionale si terrà nel mese di
maggio.
e
pelizzetti chiede "aiuto" a ghigo
( da "Repubblica,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Un incontro
inderogabile, vista la situazione delicata in ateneo. «Mi ha chiesto di
intercedere presso il ministro Mariastella Gelmini perché siano aumentati i
finanziamenti per l´edilizia universitaria per Torino - ha detto Ghigo -
avevamo fissato questo appuntamento già da tempo».
fondi
per gli atenei, sarà sfida tra udine e trieste
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
è rivolto
anche al Governo facendo propria la proposta inviata al ministro Gelmini dagli
atenei associati in Aquis di assegnare il 7% del Fondo di funzionamento
ordinario solo agli atenei sottofinanziati. Anche il monitoraggio di Aquis
evidenzia lo squilibrio tra Udine e Trieste perché se il sistema nazionale,
negli ultimi 13 anni, risulta sovrafinanziato per 79 milioni di euro,
La
Provincia dà subito l'ok alla riconferma di Tomasi
( da "Alto
Adige" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Durnwalder ha
per altro sottolineato questa affermazione riferendosi chiaramente alla
questione della nomina del nuovo sovrintendente scolastico, per il quale da
tempo - quanto invano anche dopo l'incontro con il ministro all'Istruzione
Gelmini - la Provincia attende l'intesa ministeriale sul nome di Ivan Eccli.
i
due studenti-teppisti rischiano la bocciatura
( da "Mattino
di Padova, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Maristella Gelmini, i due studenti che, una settimana fa, hanno pestato un
ragazzo dell'istituto professionale statale Da Vinci, guidato dalla preside
Anna Bottaro, alla fine dell'anno scolastico in corso, rischiano di essere
bocciati. I due teppisti (che sono stati denunciati), hanno picchiato
selvaggiamente il ragazzo solo perché quest'
giglio,
ok la fondazione ma bisogna metterci i soldi - matteo tuccini
( da "Tirreno,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
So che ci
sono stati problemi sul piano della sicurezza da fornire ai promotori -
prosegue - in ogni caso non penso che si possa parlare di sgarbo del ministero
dell'Istruzione, e nemmeno del Governo in quanto tale. Comunque - conclude - ci
sono già diverse iniziative in cantiere con il dicastero di Maria Stella
Gelmini. Presto le comunicheremo».
galan:
ispiriamoci tutti alla lezione di galileo. assente alla cerimonia inuagurale,
causa un'indisposizione, ... ( da "Mattino di Padova, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
GIARETTA: IL
MINISTRO GELMINI ASCOLTI IL RETTORE. «Mi auguro che il ministro Gelmini ascolti
con attenzione le parole che vengono dai rettori, soprattutto dai rettori delle
università venete che sono particolarmente penalizzate dai pesantissimi tagli
effettuati sui fondi».
DECRETO
133 DEL 2008 Nel grafico sono riproposti i due termini del problema
sollevato... ( da "Arena, L'"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sollevato dal
decreto Gelmini riguardo alla razionalizzazione della rete scolastica montana.
Nella parte a sinistra sono indicati, su cartina geografica, i Comuni di
montagna veronesi: è questo l'elenco da tenere in considerazione per le deroghe
che prevede appunto la riforma 133 del 6 agosto 2008, mentre non fa più testo
quello nella parte a destra utilizzato fino al 2007 dall'
Pochi
alunni per sezione e scatta la pluriclasse
( da "Arena,
L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
preso carta e
penna e ha scritto al ministro Gelmini per spiegare quelle che ritiene
contraddizioni della riforma: «Il nostro Comune, che è sotto i
Un
testo complicato da prendere con cautela
( da "Arena,
L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il testo
della riforma Gelmini pecca di poca chiarezza. «Va affrontata con i piedi di
piombo soprattutto perchè al momento», precisa Giovanni Pontara dirigente
dell'ufficio scolastico regionale del Veneto, «disponiamo di due documenti che
regolano la materia che sono ancora da approvare in via definitiva, una sulla
riorganizzazione della rete scolastica e l'
Scuole
di montagna, rischio a metri ( da "Arena, L'"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Martedì 10
Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 20 RIFORMA GELMINI. Il dirigente scolastico
provinciale Giovanni Pontara spiega la nuova norma e chiarisce che si basa
sull'elenco nazionale dei paesi montani Scuole di montagna, rischio a metri La
legge concede le deroghe soltanto ai Comuni oltre quota 600 e non considera
l'altitudine dei singoli istituti La confusione genera paura.
Manerbio
Paola Cattenati nell'osservatorio sul bullismo
( da "Giornale
di Brescia" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Osservatorio
nazionale contro il disagio adolescenziale ed il bullismo del Ministero
dell'Istruzione di Mariastella Gelmini. Si tratta di una ristretta commissione
composta da 15 tecnici esperti di problematiche e disagio giovanile: ogni
membro della commissione è stato nominato in relazione alle attività svolte sul
territorio.
Il
Cav pensa ad un team di giovani per le direzioni delle testate Rai
( da "Tempo,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lui che ha
fortemente voluto un gruppo di giovani tra i suoi ministri, alcuni poco più che
trentenni (vedi Gelmini, Meloni e Carfagna), lui che ha adottato lo stesso
principio nella scelta dei candidati per le elezioni regionali (sia per
l'Abruzzo sia per la Sardegna), ora starebbe pensando proprio ad un team di
quarantenni a capo delle testate Rai.
Scontri
studenti-polizia a Torino ( da "Giornale di Brescia"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il Fuan ha
infine chiesto che il rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni
studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà definitivamente
risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente
vogliono candidarsi».
Il
Nautico va a gonfie veleMajorana e Cassini in calo
( da "Secolo
XIX, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Abbiamo una
buona risposta sul liceo scientifico tecnologico che però non compare più nel
futuro della riforma Gelmini». Montanare, il prossimo anno, sarà il dirigente
anche del Giorgi, scuola fisicamente lontana dal Majorana e non tra le più
facili da gestire. Una delle operazioni di accorpamento del piano di
dimensionamento regionale fra le più discutibili.
Tagli,
la Gelmini chiede lo sconto ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la Gelmini
chiede lo sconto AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Sugli organici, oggi le
prime risposte: la presenza di immigrati in classe darà più docenti Soprattutto
alle elementari, per guadagnare 5 mila cattedre Non far scontare alle
elementari il taglio che non è stato inferto alle superiori, causa rinvio della
riforma di un anno.
Dirigenti
scolastici in visita a Roma per difendere gli istituti sperimentali
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
LA RIFORMA
GELMINI CASALPUSTERLENGO «LA RIFORMA Gelmini non deve cancellare indirizzi
"sperimentali" (ma in realtà molto consolidati) delle superiori, come
quelli attivati nel Lodigiano». È questo il messaggio che i dirigenti
scolastici di Casale, Codogno e Lodi porteranno domani direttamente
all'attenzione del sottosegretario al Ministero della pubblica istruzione
Giuseppe Pizza.
Vita
più semplice: il Governo assume Cisco
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
precisa
Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione intervenuta alla cerimonia. Oggi
10.000 ragazzi si stanno diplomando in nuove tecnologie che servono alle
imprese grazie al lavoro fatto da Cisco negli ultimi 12 anni. Nato nel
NON
SONO ancora disponibili i dati sulle iscrizioni alle scuole ele...
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E' la nuova
legge firmata dal ministro Gelmini a chiedere ai genitori la preferenza
sull'orario: 24 ore, fino a 30 ore oppure il tempo pieno. «Sono poche le
famiglie che hanno scelto il tempo normale continua la professoressa Amato
Nicosia anche se ci sono differenze, a Livorno, tra zona e zona».
Busto,
protesta davanti alla scuola ( da "Giorno, Il (Legnano)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
stanno
pensando di interpellare sulla questione anche il Ministro Mariastella Gelmini,
la cui riforma di fatto bloccherebbe i due corsi. Intanto stamane, dopo la
protesta di ieri, saranno dalle 8 davanti al municipio, in via Fratelli
d'Italia. «Non chiediamo cose impossibili - dicono alcuni genitori che
aderiscono alla mobilitazione - chiediamo che vengano avviati due indirizzi,
Il
98 per cento degli insegnanti boccia il contratto siglato nel dicembre 2007
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Nel giudizio
negativo hanno pesato anche i pesanti tagli al personale, e lo stravolgimento
degli ordinamenti previsti nei Regolamenti della Gelmini. I precari della
scuola mai come questa volta saranno falcidiati. È su di loro che cadranno i
tagli di Tremonti: meno 135 mila posti in tre anni di cui 44.500 di personale
non docente». Silvia Vignati
Tempo
pieno a scuola, una scelta strumentale
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
è altro che
la protesta alla riforma Gelmini, contro la quale i genitori hanno usato i
propri figli così come, alcuni docenti, hanno usato i loro alunni rifiutandogli
le gite scolastiche sempre per lo stesso motivo. Sono un po' delusa da questa
scuola, nulla è più limpido come dovrebbe proprio per il bene dei bambini che
sono il nostro futuro.
Mortara,
si studierà arabo e cinese ( da "Provincia Pavese, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
introdotti
dalla riforma Gelmini: a parte il corso musicale cancella i rientri
pomeridiani, trasformando gli orari di tutti gli studenti che entreranno alle 8
per uscire alle 13. Sul fronte dell'Omodeo la situazione è allo studio:
«Diverse famiglie hanno confermato che il corso di tedesco obbligatorio non era
interessante per i loro figli - spiega il preside Pacifico Lavatelli -
Condotta,
come i professori possono dare 10 a tutti
( da "Italia
Oggi" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
in vista di
una nota di chiarimento annunciata dal ministro dell'istruzione, Mariastella
Gelmini, di un nuovo codice comportamentale. Una sfida per un istituto che con
1.716 studenti è il terzo del Veneto per numero di alunni. « «Abbiamo considerato
in maniera diversa il voto in condotta, spostandolo sul livello valoriale e di
condivisione.
Torino
Scontri all'università tra polizia e centri sociali
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini
sospendano le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo
non sarà definitivamente risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste
che democraticamente vogliono candidarsi». Pronta la replica dei collettivi.
«Abbiamo assistito a scene che mai ci saremmo aspettati di vedere - hanno
ribattuto i giovani dei collettivi universitari di tutte le facoltà
Scuola,
solo dieci allievi scelgono le 24 ore
( da "Messaggero,
Il (Marche)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Martedì 10
Marzo 2009 Chiudi Scuola, solo dieci allievi scelgono le 24 ore Alle elementari
i genitori degli alunni bocciano il maestro unico voluto dalla Gelmini
I
genitori degli studenti delle elementari della provincia di Macerata bocciano
il maestro u... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
tanto
sponsorizzate dal ministro Gelmini, sono state scelte solo per 10 allievi su
2.700, appena lo 0,37%. «Il ministro - si legge in una nota a firma di
Giampaolo Cingolani, segretario Flc Cgil di Macerata - dopo aver provato a
spiegare alle famiglie i vantaggi pedagogici del modello a 24 ore, vista la
solenne bocciatura, si affanna ora a dire che non è questione di maestro unico,
Il
calcio entra nelle scuole come strumento formativo interdisciplinare,
attraverso una rilettura gi... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
fortemente
voluto dal ministro Gelmini e dal presidente della FIGC Giancarlo Abete, non
prevede gare né campionati ma solo attività didattica, che faciliterà
l'apprendimento delle diverse materie scolastiche e dei valori e delle regole
del calcio". Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, anche
anche il vice presidente vicario della Figc,
VIMERCATE
(Milano) - Ricetta anticrisi del premier: Non comprate i giornali: sono prof...
( da "Messaggero,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
manager Cisco
ci sono pure i ministri Maroni e Gelmini - se la cavano in un paio di minuti.
Il capo del Governo si prende molto più tempo, perché ci vogliono tante parole
per provare a convincere che non siamo messi poi così male e che «la crisi è
un'occasione che i più bravi devono sfruttare» per migliorare la loro
situazione: «A leggere i giornali sembra che tutto stia crollando,
<E'
la politica che ci complica sempre la vita>
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
nel commento
a cui Lei fa riferimento si parlava, in realtà, anche dei pochissimi 6 e
Torino,
scontri all'università Tre fermati, sei agenti feriti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
al grido
di«Fuori i fascisti dall'Università », hanno occupato il salone d'onore del
Rettorato, in via Po, per protesta contro i tre fermi. Il Fuan ha invece
chiesto che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni
studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà definitivamente
risolta ».
<PROFESSORESSA
Cappagli, questa è la più interessante gita alla qu...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
che ha visto
nel colloquio della mattina con don Gelmini e nelle testimonianze di alcuni
ragazzi ospiti della Comunità, due momenti di grande partecipazione e
commozione. L'attenzione alle parole di don Gelmini, figura veramente
carismatica, è stata a dir poco impressionante, con gli studenti che pendevano
dalle sue labbra e che sarebbero stati ore ad ascoltarlo.
Cisco
apre in Brianza il polo dell'innovazione
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Maria Stella
Gelmini, è stata anche l'occasione per ribadire l'impegno del Governo verso la
digitalizzazione e un sistema di sicurezza pubblica basato sulle tecnologie. La
Brianza si conferma così terra d'innovazione anche in tempi di crisi. Le
imprese legate all'informatica sono infatti il 2,5% del totale delle attività,
<Bocciata
la classe di soli stranieri> Il provveditore: manderemo gli ispettori
( da "Corriere
della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ma la Lega
difende la preside: la Gelmini la salvi «Bocciata la classe di soli stranieri»
Il provveditore: manderemo gli ispettori «Una classe di soli stranieri è tutto
il contrario della nostra idea di integrazione» dice il direttore scolastico
regionale, Annamaria Dominici.
Scontro
sulla classe di soli bimbi immigrati
( da "Corriere
della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
intervenga la
Gelmini L'assessore Moioli: «Tra i banchi si impara a vivere insieme, tutte le
realtà devono essere equamente presenti» Fastidio, «perché una classe di soli
stranieri è tutto il contrario della nostra idea di integrazione ». Preoccupazione,
«per un precedente che può rivelarsi molto pericoloso».
Mettere
in rete l'innovazione La ricetta anti crisi della Brianza
( da "Corriere
della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
e quello alla
Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini «questo centro è un volano per dare un
futuro ai nostri giovani ». La Brianza si conferma così terra d'innovazione
anche in tempi di crisi. Le imprese legate all'informatica sono infatti il 2,5%
del totale delle attività, quasi il doppio rispetto al dato italiano (1,6%) e
superiore a quello lombardo (2,
Rai
senza cultura, scrittori senza popolo
( da "Riformista,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
doveva
prendersela coi tagli della Gelmini sulla scuola e soprattutto con la Rai. Il
servizio pubblico è infatti finanziato dal canone per oltre 1,5 mld, e continua
a fornire programmi indistinguibili da Mediaset. Tutto vero e sacrosanto.
Verrebbe da dire tuttavia: dove è stata Giovanna Melandri in tutto questo
tempo, un periodo in cui,
IL
PD chiede di anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le pr...
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
6 IL PD
chiede di anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le pr... IL PD
chiede di anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le
preiscrizioni per il prossimo anno scolastico. E in consiglio scoppia il caos
con metà opposizione (i civici più Boschi) che abbandona l'aula, seguita poco
dopo anche dal Pdl.
Il
governo a Novara Bresso: io non invitata
( da "Corriere
della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la giornata
di faccia a faccia tra cittadinanza e esponenti governativi che si è svolta
ieri a Novara con i ministri Alfano, Bossi, Gelmini, Maroni, Rotondi e Zaia.
«Nessuna rottura istituzionale — ha ribattuto Rotondi — l'iniziativa è su base
provinciale e le Regioni sono invitate solo quando andiamo nel capoluogo». M.
Bresso
Scuola
sul sentiero di guerra, a rischio 1035 lavoratori
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Bocciato il
modello Gelmini a 24 e 27 ore che nessuno ha voluto», ha ribadito Barbaresi. Ma
come faranno gli istituti ad allestire così tante classi a 30 e 40 ore se gli
organici vengono calcolati su un tempo scuola di 27? Lo vedremo nelle prossime
ore, intanto il sindacato (è in corso oggi l'incontro al Ministero) punta il
dito sulla questione sicurezza:
Scuola,
il Pd va all'attacco della Riforma Gelmini
( da "Corriere
del Veneto" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il Pd va
all'attacco della Riforma Gelmini BELLUNO — Scuola, dai tagli alle compresenze
ai laboratori inutilizzati, dal ridimensionamento delle scuole di montagna alla
mancanza di organico per gli alunni con disturbi di apprendimento, fino alla
riduzione degli insegnanti laureati di lingua inglese.
Ai
bimbi tutti 7 in pagella <Premiato il loro impegno>
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
30 nella sala
Silentium di vicolo Bolognetti. A rispondere ai loro dubbi, ci sarà Luigi
Guerra, preside di Scienze della Formazione. Infine, venerdì 20, forti di
14mila iscrizioni alternative', torneranno in piazza gli anti Gelmini.
Appuntamento alle 17.30 sotto le Due Torri.
Torino,
scontri in ateneo tra... ( da "Giornale.it, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
appello sarà chiesto
anche al ministro Gelmini. "Come da tempo denunciamo - aggiunge Augusta
Montaruli dell?esecutivo nazionale - il clima di intimidazione e di violenza
all?università degli studi è diventato assolutamente intollerabile. Uova,
fumogeni, pile, secchi dell?immondizia, bacheche, bomba carta: questo è quanto
è stato lanciato dagli esponenti dell?
Scuole
della Marmilla a rischio: la protesta parte da Gonnoscodina
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Provincia di
Oristano Pagina 4017 Il sindaco attacca la riforma Gelmini: piano scellerato
Scuole della Marmilla a rischio: la protesta parte da Gonnoscodina Il sindaco
attacca la riforma Gelmini: piano scellerato --> Fra due anni potrebbero
chiudere quasi tutti i plessi scolastici della Marmilla. Oltre ad un'istruzione
che riaffermerà la divisione fra classi sociali.
il
braga dal ministro gelmini ( da "Centro, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Visita a
Lucca Il Braga dal ministro Gelmini TERAMO. L'istituto Braga a Lucca per
delineare la strategia per avviare il percorso di statizzazione degli Istituti
di alta formazione musicale di Teramo e di Lucca. Nel prestigioso istituto
musicale Boccherini di Lucca, che vide tra i suoi allievi Giacomo Puccini, il
presidente dell'istituto Braga Alberto Melarangelo,
Ministri
tra le gente del Nord ( da "Giornale.it, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
da
Mariastella Gelmini (Istruzione) a Luca Zaia (Agricoltura), da Roberto Maroni
(Interni) al già citato Rotondi. Gli applausi arrivano per tutti, per il dc
Rotondi quando spiega la ratio dell'iniziativa come per l'azzurra Gelmini che
suscita un'approvazione razionale quando premette che «la scuola non può essere
solo una questione contabile»
Torino,
la sinistra dà un'altra <lezione> di tolleranza
( da "Giornale.it,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
al rettore e
al ministro Mariastella Gelmini, di sospendere le elezioni studentesche fino a
quando «la situazione nell'ateneo non sarà definitivamente risolta e si
garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono
candidarsi». E una dura condanna degli scontri è arrivata anche dal mondo
politico.
VIDEOINTERVISTA
Stefano Venturi (Cisco): Nasce un ponte tra la ricerca e le imprese
( da "Vnunet.it"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il centro
alla presenza del presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, e
dei ministri Maroni e Gelmini, abbiamo rivolto qualche domanda chiave, per
capire se l'alleanza tra imprese, istituzioni, ricerca e tecnologia è davvero
fattibile. E quali sono gli obiettivi di Cisco legati al nuovo CBC (partendo
dall'interesse per le start up fino ai progetto per l'Expo 2015).
Popolo
della Libertà, elettori ai raggi X Soltanto uno su dieci vuole Fini leader
( da "Affari
Italiani (Online)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la Gelmini
con il 77,4% e la Carfagna con il 74,3%. Chiude Sacconi con il 60,9%. Ma
Sacconi e la Gelmini li troviamo anche nella classifica dei ministri che hanno
deluso rispettivamente con il 14,3% e l'8,9%. La classifica però è guidata da
Claudio Scajola che registra il 25,3% di delusi del Pdl, seguito da Franco
Frattini con il 22,
8
marzo, violenza alle donne: a Modena 150 segnalazioni nel 2008
( da "Sestopotere.com"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
del Ministro
Gelmini vadano in questa direzione, con la materia dell'educazione civica che
prevede anche l'insegnamento delle regole di convivenza civile. Molto spesso
chi commette questi reati sono persone di basso livello sociale e
culturale". Eugenia Rossi, Idv, ha definito "lesive e
pericolose" le affermazioni del collega della Lega nord e ha convenuto con
Adolfo Morandi sull'
Scuola
minacciata ( da "Provincia Pavese, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la maggioranza
o stramaggioranza silenziosa ha bocciato la Gelmini su tutti i fronti.
Richiesto più tempo pieno, scuola a trenta ore che vuol dire pomeriggi,
laboratori, mense, trasporti, bocciato il maestro unico ma fa niente. Cosa è
successo? Niente! La Gelmini da Brescia, Lombardia, risponde tetragona: «Vale
il maestro unico!
<Un
testo complicato da prendere con cautela>
( da "Arena.it,
L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il testo
della riforma Gelmini pecca di poca chiarezza. «Va affrontata con i piedi di
piombo soprattutto perchè al momento», precisa Giovanni Pontara dirigente
dell'ufficio scolastico regionale del Veneto, «disponiamo di due documenti che
regolano la materia che sono ancora da approvare in via definitiva, una sulla
riorganizzazione della rete scolastica e l'
Pochi
alunni per sezione e scatta la <pluriclasse>
( da "Arena.it,
L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
preso carta e
penna e ha scritto al ministro Gelmini per spiegare quelle che ritiene
contraddizioni della riforma: «Il nostro Comune, che è sotto i
<Governo
ingiusto con gli atenei che hanno i bilanci in ordine>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
contro il
ministro Gelmini. L'inaugurazione del 787° anno accademico dell'università è
stata ricca di vivacità. Milanesi nel discorso d'apertura ha sottolineato la
necessità che all'autonomia universitaria segua un rigoroso e serio meccanismo
di valutazione. «È l'unica possibilità di salvezza per l'università italiana -
ha spiegato - anche per distribuire i finanziamenti agli atenei,
Scoppiano
scontri all'università: tre fermati
( da "Avvenire"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il Fuan ha
invece domandato che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni
studentesche fino a quando «la situazione nell'A- teneo non sarà definitivamente
risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente
vogliono candidarsi» Un'immagine degli scontri
Elezioni,
intesa Pdl-Lega sui candidati Berlusconi: tutto ok
( da "Giornale.it,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Mariastella Gelmini - che non ha trovato ostacoli nella Lega, seppur quella
provincia è sentita territorialmente contigua dai leghisti. «Sì, abbiamo deciso
anche quello. Sarà Romele di Forza Italia» afferma deciso il premier
Berlusconi. E decisi, nero su bianco, anche gli altri candidati che il Pdl
aveva prenotato per otto su undici tra provincie e comuni capoluoghi.
Mariastella
si promuove ( da "Famiglia Cristiana"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
IL MINISTRO
DELL ISTRUZIONE GELMINI MARIASTELLA SI PROMUOVE I tagli? «È questione di
razionalizzare la spesa». Le insufficienze? «Rigore e disciplina». Le
polemiche? «Abbiamo cambiato rotta, non torneremo indietro». È stato un
quadrimestre difficile anche per lei, però conta sulla promozione a pieni voti,
anche perché i suoi cavalli di battaglia continuano a essere la valutazione,
Scuole
cattoliche: boom di iscrizioni ( da "Corriere Di Como, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ipotetica
incertezza generata nelle famiglie dalle riforme del ministro all'Istruzione
Mariastella Gelmini, ma le scuole comasche spiegando che l'incremento di
iscritti è partito almeno 3 anni fa sembrano sgombrare il campo da questa
interpretazione. «Nelle scuole media ed elementare la nostra componente esterna
è minoritaria, gli alunni spesso sono gli stessi che arrivano dalla materna.
Scuola,
tagli dall'Agordino alla Valbelluna
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
con gli
accordi sull'attuazione della riforma Gelmini. A fare il punto, l'onorevole
Maurizio Fistarol (PD), affiancato dal presidente della Comunità montana
Valbelluna, Edi Fontana, per l'Uncem (Unione nazionale Comuni - Comunità
montane), e da Danila Tirabeni, insegnante,responsabile del progetto
provinciale per i ragazzini dislessici.
Vigodarzere
La scuola in subbuglio non tiene tranquilli neppure i residenti di Vigodarzere.
E... ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
messo in luce
che le modifiche introdotte dalla Gelmini aldilà dell'aspetto didattico che ne
uscirà impoverito, comporterà sicuramente altre complicazioni». E aggiunge: «I
genitori, riducendo la possibilità di portare avanti formule come il tempo
lungo o prolungato, saranno costretti a sostituire un tempo educativo
organizzato e garantito dalla scuola con soluzioni di custodia (
La
Gelmini diventa commedia ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La Gelmini
diventa commedia Martedì 10 Marzo 2009, ASOLO - (m.m.) La riforma scolastica
del Ministro Maria Stella Gelmini diventa uno spettacolo teatrale che
rappresenta, secondo gli autori, un'opportunità per riflettere e capire
concretamente gli effetti che la riforma scolastica in atto avrà su ciascuno di
noi.
L'INTERVENTO
Cosa cambia per le famiglie nella scuola della Gelmini di Dina Merlo *
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Cosa cambia
per le famiglie nella scuola della Gelmini di Dina Merlo * Martedì 10 Marzo
2009, La scuola cambierà dal prossimo anno scolastico per effetto dei tagli
imposti da Tremonti e per le modifiche dovute al decreto Gelmini. I primi
effetti sono già visibili oggi nelle modalità di iscrizione e diventeranno
operativi con l'organizzazione delle classi del nuovo anno scolastico.
TORINO.
TORNA LA VIOLENZA ALL'UNIVERSITà DI TORINO. ANCORA PER LA RACCOLTA DI FIRME PER
LE... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Chiediamo al
rettore e al Senato Accademico una presa di posizione inequivocabile e una
condanna di quanto accaduto, nonché l'immediato rilascio degli arrestati». Il
Fuan ha infine chiesto che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le
elezioni studentesche.
Chiesa/
A Roma Giubileo Paolino Universitari con Bertone e
( da "Virgilio
Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il ministro
Gelmini (Istruzione, università e ricerca) e Cesare Mirabelli, presidente
emerito della Corte Costituzionale. Le relazioni magistrali saranno affidate
all'arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la
cultura - sul tema "Il Vangelo incontra le culture" - e a Eric
McLuhan, professore emerito presso l'
Terrorismo,
l'allarme dei servizi in Italia rischio jihadisti "fai da te"
( da "Repubblica.it"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ottobre
scorso durante una manifestazione studentesca contro il decreto Gelmini. Sono
stati 38 gli episodi nel 2008 contro i 15 del 2007. La causa dell'innalzamento
dello scontro, secondo i servizi, è dovuta, fra l'altro, al "maggior
protagonismo politico acquisito dalla destra radicale su tematiche
movimentiste, tradizionale monopolio della sinistra (spazi sociali, alloggi,
VIDEO
- Gelmini: Ritorna la multimedialità nella scuola
( da "Vnunet.it"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini:
Ritorna la multimedialità nella scuola 10-03-2009 Emanuela Teruzzi Sono 47.000
gli addetti che nel 2008 hanno perso il lavoro nel settore IT in Italia. Lo
sostiene Assinfom, che chiede al governo di uscire dalla timidezza. Il centro
Cisco Business Collaboration, un esempio da declinare per il ministro
dell'istruzione Gelmini Troppo timidi gli interventi che il Governo italiano
Più
tecnologia nella scuola del Ministro Gelmini
( da "Vnunet.it"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Più
tecnologia nella scuola del Ministro Gelmini 10-03-2009 VNUnet.it
Multimedialità, competenze digitali e hi-tech: la scuola del ministro Maria
Stella Gelmini vuole recuperare e rinnovare la didattica Dopo aver letto sulle
Faq 23 del Ministero dell'Istruzione che l'Informatica non era più una priorità
della scuola primaria nell'era Gelmini,
Nel
Pdl soltanto uno su dieci vuole Fini leader
( da "Affari
Italiani (Online)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la Gelmini
con il 77,4% e la Carfagna con il 74,3%. Chiude Sacconi con il 60,9%. Ma
Sacconi e la Gelmini li troviamo anche nella classifica dei ministri che hanno
deluso rispettivamente con il 14,3% e l'8,9%. La classifica però è guidata da
Claudio Scajola che registra il 25,3% di delusi del Pdl, seguito da Franco
Frattini con il 22,
EDILIZIA
SCOLASTICA, GELMINI: DAL CIPE VIA LIBERA
( da "WindPress.it"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Universita'/
Gelmini: Bene Napolitano, ma no agli sprechi
( da "Virgilio
Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lo afferma il
ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, in una intervista a 'Famiglia
Cristiana', in edicola questa settimana. "Noi abbiamo cercato di venire
incontro alle famiglie con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore - spiega il
ministro - ma, qualunque sia la scelta, il maestro di riferimento è sempre
unico.
SCUOLA:
GELMINI, ABBIAMO CAMBIATO ROTTA. NON SI TORNA
( da "Virgilio
Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Famiglia
Cristiana in edicola questa settimana intervista Maria Stella Gelmini, Ministro
dell'Istruzione, Universita' e Ricerca. ''Identificare il maestro unico con le
24 ore e' un errore di contenuto che sta disorientando le famiglie'', afferma.
A proposito degli alunni stranieri il ministro pensa di fissarne dei limiti per
classe: ''Credo di si'.
Il
18 sciopero dei docenti contro il PdL ``APREA``
( da "Merateonline.it"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
secondo il
Ministro Gelmini: l`adattamento! Insegnanti "adattati" che dovranno a
loro volta lavorare per l`"adattamento" dei bambini e delle bambine.
A che cosa? Ad una scuola impoverita, richiusa in se stessa, inevitabilmente
autoritaria e oppressiva. Nel frattempo il PdL Aprea prevede l`abolizione delle
RSU di scuola, così non ci sarà alcun controllo democratico sulle graduatorie
d`
Scuola/
Pd: Gelmini merita 5, ravvedimento insufficiente
( da "Virgilio
Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro
Gelmini merita un bel 5": lo affermano le deputate del Pd componenti della
commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni e Maria Coscia. "Per
arrivare a un voto appena sufficiente - dicono - serve un lavoro molto più
approfondito che sia in grado di dimostrare l'esistenza di un progetto serio di
investimento per la scuola.
Usa/
Obama: salviamo la scuola, stipendi secondo il merito
( da "Virgilio
Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
e molto
rimproverano a Obama di aver iscritto le figliolette a una prestigiosa scuola
privata di Washington, con tutti i suoi discorsi sull'importanza
dell'istruzione pubblica). E che ne è delle iniziative di Bush, la legge 'No Child
Left Behind'? Molte delle indicazioni scritte in quel testo oggi restano
inapplicabili per le scuole causa la mancanza di fondi.
Sicurezza/
Il jihad è sul web, rischio 'lone terrorist' ......
( da "Virgilio
Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
decreto
Gelmini". Il numero di episodi di conflittualità tra estremisti di segno
opposto era fermo a 15 nel 2007, mentre nel 2008 si è impennato a 38. "Il
fenomeno - spiegano i servizi - origina dal maggiore protagonismo politico
acquisito dalla destra radicale su tematiche movimentiste, tradizionale
monopolio della sinistra (spazi sociali,
Istruzione,
Gelmini: dal Cipe via libera a 1 miliardo di euro per scuole più sicure
( da "Sestopotere.com"
del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione,
Gelmini: dal Cipe via libera a 1 miliardo di euro per scuole più sicure
(10/3/2009 21:15) | (Sesto Potere) - Roma - 10 marzo 2009 - “Con il via libera
del Cipe del 6 marzo 2009 il Governo ha messo a disposizione 1 miliardo di euro
per l?
( da "Trentino" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il governo centrale
sta di fatto «tagliando i viveri» alla Provincia autonoma di Trento, ... Il
governo centrale sta di fatto «tagliando i viveri» alla Provincia autonoma di
Trento, ritenendo - a torto o a ragione - che ci sia un'eccessiva sperequazione
tra la quantità di denaro pubblico disponibile ogni anno tra Borghetto e
Salorno rispetto a quanto per esempio incassano due regioni confinanti come
Veneto e Lombardia, che sono tra le maggiori produttrici di Pil italiano e
però, essendo a statuto ordinario, sono costrette a lasciarne gran parte nelle
casse dello Stato. Trattandosi di due aree connotate da una forte presenza
elettorale e amministrativa del Carroccio, è inevitabile da parte degli
esponenti leghisti dare un segnale forte alla propria base, attraverso una
riduzione di quelli che vengono considerati privilegi altrui: Alberto da
Giussano si traveste da Robin Hood. Ciò che stupisce - e fa a pugni con il
presunto Dna federalista della Lega - è la corsa al ribasso anziché al rialzo:
invece di predisporre gli strumenti legislativi (ma prima di tutto
costituzionali) per elevare Lombardia e Veneto al rango del Trentino, il
ministro leghista sfodera un'anima centralista lasciando nelle casse di
Roma-ladrona i denari guadagnati con il sudore della fronte dei trentini. Ed è
ancora più singolare il fatto che non si stia parlando di Irpef, cioè di
gettito fiscale delle persone fisiche, costituzionalmente deputato al
mantenimento dello Stato; bensì di Iva, cioè di quel valore aggiunto prodotto
sul territorio, frutto del lavoro autonomo di imprenditori, commercianti,
artigiani, insomma il cosiddetto «popolo delle partite Iva» che costituisce lo
zoccolo duro dell'elettorato leghista. Scegliendo di appoggiare in toto
l'iniziativa di Calderoli, gli esponenti trentini del Carroccio non solo si
sono esibiti in un triplo salto carpiato rispetto alle promesse di difendere
con le unghie le conquiste dell'autonomia nella capitale, ma si espongono fin
d'ora a una batosta elettorale tanto alle imminenti amministrative quanto
soprattutto alle europee di giugno. Contenti loro. Detto questo, e sottolineata
l'incoerenza politica di chi predica il federalismo a parole salvo poi non
difendere l'unico modello federalista applicato e funzionante da decenni,
bisogna analizzare i motivi che stanno alla base del dispetto di Calderoli. E
diremo subito, a scanso di equivoci, che per quanto rozzo e incongruente nella
forma, il provvedimento è fondato nella sostanza, ma soprattutto è il segnale
di quanto lontana e dimenticata sia la lezione di Degasperi, per cui
l'autonomia di Trento si doveva costruire e difendere a Roma. E non è tutta
colpa dei parlamentari di centrodestra, sia chiaro. Vediamo perché. Punto
primo. La sostanza. Quei rimborsi Iva sono dovuti per legge e nessuno può permettersi
di mettere le mani nel portafogli altrui senza essere sospettato di furto o
quantomeno di appropriazione indebita. Quando la Lega si difende ricordando che
si tratta di quota «variabile» e quindi non garantita in secula seculorum,
dovrebbe avere la decenza di parlare al futuro (o al massimo al presente), ma
non certo al passato. D'altra parte però, e qui veniamo al dunque, non appare
così scandaloso chiedere sacrifici a chi ha abbondanza di risorse in un momento
di vacche magre per tutti. Si tratta di stabilire come: meno trasferimenti
dallo Stato? Più competenze con gli stessi soldi? Riduzione dei costi di
mantenimento della macchina politica e amministrativa? Una tantum di
solidarietà? Fondo di perequazione tra regioni ricche e regioni povere? Le proposte
sul tappeto possono essere tante, le più diverse. Il problema è trovare luoghi,
modi e tempi del confronto. E qui sta il secondo punto del ragionamento: il
ruolo non solo di chi governa a Roma ma anche e soprattutto di chi governa a
Trento. Perché se i rapporti non sono mai stati così deteriorati, la
responsabilità è da entrambe le parti. *** Lorenzo Dellai regna sulla Provincia
autonoma senza curarsi della diplomazia. E a furia di
disattendere le indicazioni che arrivano dal governo centrale (legge Gelmini sulla scuola, decreto Brunetta
sui fannulloni), ha finito per crearsi terra bruciata intorno. La tempesta
raccolta negli ultimi mesi - con frequenti attacchi anche mediatici ai presunti
privilegi del Trentino - è la conseguenza del vento seminato in nome del «land»
autonomo e autoreferenziale. E se da un lato i parlamentari del
centrodestra non sembrano disposti a fare lobby in difesa dell'autonomia,
perché tanto a Trento la torta del potere se la mangia tutta Dellai senza
lasciare neppure le briciole agli avversari; dall'altro quelli del
centrosinistra si dimostrano piuttosto tiepidi verso chi non perde l'occasione
per sbugiardare il Partito democratico e gli assetti politici nazionali in nome
di un localismo che ne fa l'unico referente e campione. In più, il principe non
si degna di scendere a patti con il nemico: dopo l'annuncio di Calderoli, non
lo si è visto precipitarsi a palazzo Chigi (o Grazioli) per chiedere udienza a
Berlusconi; ma non lo si è visto neppure organizzare un vertice con senatori e
deputati trentini del centrodestra per chiedere la loro intercessione.
L'isolamento non paga, soprattutto se rivolto al passato, con tanto di cappelli
piumati, ricorrenze hoferiane e tentativi di recuperare l'anima tirolese del
Trentino per tenere in piedi il senso dell'autonomia, ora che la Regione è
stata svuotata di significato e competenze. Né serve a recuperare simpatia
l'elemosina di qualche milione di euro elargita al Veneto per i territori di
confine, ché anzi sortisce l'effetto contrario: se Trento può permettersi di
donare soldi pubblici, vuol dire che ne ha troppi, quindi spetta allo Stato
re-distribuirli più equamente. Ecco dunque di cos'è figlio il gesto di
Calderoli: arroganza, ignoranza e rozzezza politica di chi lo ha compiuto; ma
anche presunzione, spocchia e scarsa lungimiranza di chi adesso lo subisce. In
entrambi i casi, è il prodotto di una classe politica neppure lontana parente
di quella che gettò le basi e poi seppe declinare in maniera virtuosa
l'autonomia speciale. Come mi ha detto l'altro giorno un amico, esponente
deluso di questa classe politica, il Trentino è destinato a morire di
talassemia, malattia tipica di chi continua a riprodursi tra consanguinei.
Andrea Iannuzzi
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Castelbelforte. «Per
la giunta è un dovere reperire i fondi» Chiesto il tempo pieno gratis
Iniziativa di Mantovanelli e Sgarbossa per le elementari CASTELBELFORTE. Per
l'amministrazione comunale è un dovere reperire i fondi per attuare il tempo
pieno gratis alle elementari. Ne sono convinti Vanni Mantovanelli, consigliere
di minoranza, e Fabrizio Sgarbossa, portavoce del circolo Pd, che hanno firmato
un volantino, nel quale chiedono che il Comune intervenga per risolvere un
problema molto sentito dalle famiglie. ''I fondi necessari ci sono e siamo
certi che si possono trovare nel bilancio aggiunge Mantovanelli. Questo
risolverebbe un problema per quei genitori che lavorano entrambi e non hanno i
nonni per badare ai figli durante la loro assenza''. Secondo Mantovanelli e
Sgarbossa il Comune dovrebbe attivarsi per tale servizio sostenendone i costi
iniziali''e una volta avviato potrebbe autofinanziarsi''. Il consigliere
comunale e il portavoce del Pd ricordano che il problema è stato posto
all'assessore alla Cultura Graziella Bussolini che ha risposto''che non si
potevano investire fondi in questa iniziativa'', anche perché la stessa cosa
lei l'aveva già tentata qualche anno fa, ma dopo aver raccolto virtualmente
molte adesioni, alla fine era rimasta una sola famiglia realmente interessata
per cui non se ne fece nulla.''La scuola ovviamente ha
risposto che non ci sono fondi grazie anche alla Gelmini'' osserva Sgarbossa. L'assessore ha suggerito di costituire una
Associazione genitori''che ha virtualmente supportato l'ipotesi nei primi
passi, aggiunge Mantovanelli, con un sondaggio tra i genitori, incontri con il
Comune, contatti con le cooperative di doposcuola e servizio mensa. Non
ha mai promesso fondi ma fatto capire che a bilancio consuntivo, se il
risultato fosse in rosso, l'Associazione potrebbe chiedere una sovvenzione come
le altre associazioni''. (l.f.)
( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cervasca
Riforma Gelmini e ruolo dei genitori Stasera
dibattito Il professore Gianni Nicolì, pedagogista e responsabile nazionale
dell'Associazione italiana genitori, sarà stasera a Cervasca per l'incontro
«Dove va la scuola?». L'appuntamento, organizzato da un gruppo di genitori di
Cervasca e Vignolo, è alle 21, nel salone parrocchiale di San Defendente. Si discuterà del cambiamento della
scuola dopo la riforma Gelmini e del ruolo attivo che
le famiglie possono avere per continuare a mandare i propri figli in una scuola
di qualità. Sarà presente anche Valentina Di Maria, responsabile della
Commissione scuola del Forum delle associazioni familiari.
( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
ENOLOGIA. DALLA
SCUOLA DI AGRARIA Il vino "Dicrodo" è prodotto nel paese del celebre
aperitivo [FIRMA]RENATO BALDUCCI CRODO Da terra del «Crodino», l'aperitivo
biondo, a terra del vino. Crodo sta diventando sempre di più la patria delle
bevande. Ed ora punta anche sul vino grazie alla produzione sfornata
dall'Istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente, che proprio
quest'anno compie 30 anni. Sulle tavole e nelle cantine fa la sua apparizione
«Dicrodo», un bianco che la scuola superiore (che fa capo all'Istituto
Comprensivo «Innocenzo IX») ha prodotto con la vendemmia dell'ottobre 2007. Ora
è stato imbottigliato e messo in vendita grazie alla casa vinicola «Garrone».
E' il frutto della coltivazione a vigneto di 2 mila metri di terreno alle
spalle della scuola. Da un vitigno «Chardonnay» impiantato dai ragazzi e dagli
insegnanti, sono stati prodotti circa 60 quintali di uva per ettaro, che hanno
permesso di imbottigliare mille bottiglie di Chardonnay, un bianco che ha una
gradazione di 13 gradi. «Il vino era un prodotto che ci mancava. Una
defaillance alla quale abbiamo posto rimedio producendo quest'ottimo bianco che
è frutto di una spremitura soffice, seguita da fermentazione e prima
maturazione in piccole botti di rovere per sei mesi a Oira» spiega Gian Mauro
Mottini, ex sindaco di Domodossola, insegnante alla scuola di Crodo. A
presentare la qualità del «Dicrodo» il professor Marco Rissone, docente di
enologia all'«Umberto I» di Alba. Premiati per l'occasione i tre ragazzi delle
medie (Alessio Bacher, Luca Fobelli, Livio Panziera) che hanno vinto il
concorso indetto per dare un nome al nuovo vino. Soddisfatto il preside Antonio
Sartori: «Questo vino è il punto di partenza per nuove sperimentazioni». La
scuola ha avviato altri progetti che hanno permesso di produrre diverse varietà
di mele E anche birra. Attività pratica che rischia grossoi. «La riforma Gelmini ci preoccupa - dice Stefano Costa, sindaco di Baceno e docente a
Crodo - perché prevede tagli alle ore di pratica, tagli che ci metterebbero in
crisi». Un contributo reale al progetto-vino è arrivato dalla Fondazione Comunitaria:
3.600 euro serviti ad acquistare attrezzatura per la produzione del vino.
«Proprio nel 2008 la Fondazione ha fatto un bando dedicato alla formazione
delle scuole del Vco» ha ricordato il presidente Massimo Nobili. Al taglio del
nastro del vino si è aggiunta la notizia portata dal presidente della
Provincia, Paolo Ravaioli: «Abbiamo pubblicato il bando per l'appalto del nuovo
convitto per un importo di un milione e 400 mila euro».
( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Le promesse
"Chiediamo scuole e sicurezza" Così i ministri a Novara La protesta
In piazza Martiri urlano 500 persone tra lavoratori di aziende in difficoltà,
studenti e docenti precari Il pubblico Sentimenti e reazioni diverse, comune a
tutti la richiesta di tutelare la qualità della vita [FIRMA]BARBARA COTTAVOZ
CRISTINA MENEGHINI NOVARA Manca più di mezz'ora e loro sono già qui, incollate
alla saracinesca chiusa del teatro Coccia. «Di aria fritta non ne possiamo
più»: sono tre Donne Padane a conquistarsi la prima fila tra gli invitati di
«Governincontra». Hanno ben chiare le loro priorità: «Innanzitutto la
sicurezza: ho paura a girare in città di sera - dice Silvana Danesi Mottura -.
In centro c'è il nulla, in periferia peggio». Quindi la scuola: «La riforma è
giusta» sottolinea Franca Cristallini e l'amica Maria Monteleone: «Mia nuora è
un'insegnante precaria, vorrei sapere che fine farà». Alla
fine tutte commenteranno incantate: «Gelmini brava, Zaia favoloso». Scuola e sicurezza sono temi ricorrenti.
«A Gelmini vorrei dire:
ministro, i soldi ci servono - sorride Gloria Ferrari, studentessa del
"Bermani" -. Appoggio questo Governo e non mi sento sfavorita dalla
riforma, però spero che dia più fondi alla ricerca». Sono qui per una
voglia di sapere che rimarrà insoddisfatta Silvia Bilotta, massa di ricci rossi,
e Lucrezia Tascini, piercing al naso, compagne di scuola al «Pascal»: «Sono
venuta per capire qualcosa del Governo: l'informazione dei media è troppo
dispersiva» dice Silvia e l'amica aggiunge: «Mi interessa la riforma della
scuola: l'approvo in pieno». Però non hanno l'invito: porte sbarrate per loro.
Aldo Bramato è un ferroviere in pensione: «A Maroni chiedo più concretezza e
meno chiacchiere: contro i clandestini ci vogliono misure serie. Però con
umanità: è gente che scappa da posti terribili». L'attesa dei ministri si fa
tesa: gli slogan dei dimostranti di Bemberg e De Agostini sono sempre più
forti: «Vergogna, a casa». «Li sente? Fra un anno saranno dieci volte tanti! -
commenta amaro Antonio Rossi - Sono venuto qui a vedere dove sta andando l'Italia
e vorrei solo che ci dicessero la verità». Alla sala Borsa (qui era allestito
il maxischermo per assistere al convegno del Coccia), tanta gente anche prima
dell'orario di apertura. Mentre le immagini scorrono, Nunzio Martone, ex
sindacalista, sbotta: «A Maroni chiederei che fine ha fatto il progetto di
abolire le province». Francesco Martelli, pensionato: «In campagna elettorale
non si era detto di contenere i costi della politica? Poi leggo quanto pagano
un caffè i parlamentari e mi arrabbio». Giorgio Ingold e Maura Mazzone
rappresentano gli ambulanti: «Siamo qui con tante speranze». Ingold: «Vorrei
chiedere a nome dei miei colleghi la defiscalizzazione delle piccole imprese».
Monica Pisoni, Terziario Donna dell'Ascom: «Ci diano risposte sull'entità della
crisi, per noi donne questo argomento è particolarmente scottante. Dobbiamo
lottare tanto». Emanuela Zonca, presidente delle guarde zoofile Anpa: «Volevo
vedere la partecipazione e l'accoglienza di Novara ai ministri». Giuseppe
Maisano: «Non abbiamo mai avuto la possibilità di vedere i ministri così da
vicino». Agnese Brustia: «Stanno dicendo quello che penso da sempre. A Maroni
parlerei di ronde, ma per dirgli di chiedere la partecipazione di tutti a
segnalare furti, facce sospette, vandalismi. Secondo me lo spirito di
collaborazione tra cittadini può essere una valida alternativa alle ronde».
Augusto Bollini, un passato di assessore: «Chiederei solo che mantengano quello
che promettono, in particolare per giustizia e istruzione». Matteo Spaggiani ha
approfittato di una giornata di ferie: «Troppo banale quello che sto sentendo.
Sono un appassionato di politica, mi sembra siano discorsi generici». Nel foyer
del Coccia si concede una pausa Roberta Colli, fascia tricolore di San Nazzaro
Sesia: «Mi è piaciuta la Gelmini: è importante ridare
alla scuola un ruolo educativo». Convinto fan di Zaia è Giuseppe Ferraris,
presidente della Confagricoltura: «Ha detto la verità. E' un gran ministro: ha
ottenuto quello che gli avevamo chiesto». Fuori scende la sera. Arrivano i
ministri, i manifestanti gridano rabbia. Sikandar Younas chiede ai giornalisti
che cosa stia succedendo: ha 20 anni, è arrivato dal Pakistan quando ne aveva
16, fa il muratore ma ora è disoccupato. Che cosa chiederebbe a Maroni,
ministro dell'Interno: «Basta immigrati. Gli direi di chiudere le frontiere:
siamo già troppi».Accorpamenti Mariastella Gelmini:
«Non accorperemo tutte le scuole, ma solo quelle ritenute insicure». Via i
clandestini Categorico Roberto Maroni sui clandestini: «Chi arriva per lavorare
potrà stare, gli altri saranno rimpatriati. Chi va dicendo che abbiamo tagliato
fondi alla polizia dice il falso: nel 2009 gli stanziamenti sono aumentati del
9%». Federalismo «Uno dei vantaggi sarà la modifica della pressione fiscale» ha
detto Umberto Bossi. «Sul federalismo sono convinto che Berlusconi manterrà la
parola e ci darà i voti in aula». L'etichettatura «Una delle grandi sfide sarà
l'etichettatura obbligatoria» ha detto Luca Zaia, ministro delle Politiche
Agricole. E ha aggiunto: «Il 18, 19 e 20 aprile ci sarà in Italia il G8
agricolo e in quell'occaisone saraà ribadita la salvaguardia dei nostri
proditti tipici,
( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Gelmini «Accorperemo
solo scuole poco sicure» Uno degli interventi più attesi era quello del
ministro all'Istruzione e Università, Mariastella Gelmini.
Sull'accorpamento delle scuole ha dichiarato: «Non abbiamo intenzione di
chiudere le piccole scuole, ma abbiamo il dovere di garantire la sicurezza. Accorperemo le scuole poco sicure
e compenseremo con trasporti adeguati». E sui precari: «Per la prima volta
nella storia i figli hanno meno opportunità dei grenitori. Io non hoi creato
migliaia di precari nelle scuole, li ho ereditati. Ripresenterà in Parlamento
il progetto del ministro Brunetta pe incentivare i prepensionamenti: questo
meccanismo è l'unico in grado di dare una possibilità ai precari. Il Governo ha
anche stanziato 70 milioni di euro per borse di studio finalizzate all'aiuto
degli studenti meritevoli. Segnali sono previsti anche per le residenze
universitarie».
( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'EVENTO.POMERIGGIO
CON «GOVERNINCONTRA» E PROTESTE IN PIAZZA Roma in trasferta al Coccia Question
time a teatro: sei ministri di fronte alla Novara che chiede [FIRMA]GIANFRANCO
QUAGLIA NOVARA Un pomeriggio a due facce: il Governo incontra la città e Novara
chiede certezze. Sullo sfondo la crisi economica che non risparmia il
territorio. L'insolito «Question time» al Coccia, che si trasforma in un'aula
parlamentare per un evento che va sotto il nome di «Governincontra», presentato
dal ministro per l'attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi. E'
l'ultimo appuntamento ma anche il primo in Piemonte, fortemente voluto dal
capogruppo della Lega Nord alla Camera, il novarese Roberto Cota, prima
dell'interruzione della campagna elettorale. Il tour fa tappa nella città fra
le prime
( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
[FIRMA]MARCELLO
GIORDANI NOVARA «Vergogna, vergogna» urlano i manifestanti. Sono stati
sistemati oltre le transenne in piazza Martiri e tentano di forzare il blocco delle
forze dell'ordine. Sono le 15,45, dentro al Teatro Coccia i ministri e le
autorità parlano già da un pezzo, mentre fuori 500 persone, tra lavoratori
delle aziende in crisi, studenti e precari della scuola, prima di chiedono di
parlare ai ministri con una delegazione poi, dopo il netto rifiuto, passano
alle vie di fatto, abbattono qualche metro di transenna. Per alcuni minuti si
teme il peggio. Alla fine prevale il buon senso, grazie alla mediazione dei
dirigenti della Questura e dei sindacalisti, e la protesta si limita al
«Pagliacci, pagliacci!». Ad attendere i ministri sono gli operai della Bemberg,
arrivati da Gozzano in massa, i lavoratori della Meritor, i dipendenti della De
Agostini, una delegazione da Cressa della Alshtrom, il comitato anti F35, gli
studenti antagonisti, i precari della scuola. I cori all'indirizzo del ministro
dell'Istruzione sono i più numerosi: «Salviamo i bambini, no
alla riforma Gelmini»
gridano studenti ed insegnanti. «Insegno in una scuola primaria di Arona - dice
Patrizia Marini - il ministro sostiene che non si perderanno posti di lavoro,
ma col maestro prevalente a perderci saranno tutti: i bambini, perchè avranno
meno didattica, e gli insegnanti, che verranno tagliati». I lavoratori
delle aziende in crisi vorrebbero parlare col ministro Maroni per spiegare che
tra poco la situazione sociale diventerà drammatica anche nella zona di Novara:
«Tra qualche giorno - dicono Tiziano Cerutti Lino Cutrone e Lino Pira,
dipendenti della Bemberg - la nostra fabbrica chiuderà i battenti: come faranno
le nostre famiglie? Quattrocento persone a Gozzano resteranno senza lavoro:
come si affronta una situazione del genere? Quali strumenti sono stati
predisposti?». Gli striscioni più coloriti sono quelli dei dipendenti della De
Agostini, che ieri hanno scioperato per quattro ore per protestare contro
l'azienda che ha confermato i tagli: «I manager al top ci hanno portato al
flop». Ognuno dei dipendenti porta un numero: è quello della lista di mobilità
che per Novara prevede una serie di 147 nomi tra i due stabilimenti di Vignale
e corso della Vittoria. Maria Grazia Damiani ha 29 anni di anzianità in
cartografia e per l'occasione si è messa, come distintivo, il numero
dell'esubero, il 25: «Alla De Agostini lavoro dal 1970 e come me ci sono tanti
altri colleghi: come si può accettare che un nome così prestigioso cancelli da
un giorno all'altro la cartografia, il reparto che ha reso celebre De Agostini
nel mondo con gli atlanti?». Alle 17 arriva il ministro Bossi e gli slogan
riprendono slancio: «La democrazia significa accettare il confronto, non
chiudersi dentro il teatro Coccia: venite qui, a parlare coi lavoratori e coi
precari, anzichè fare le passerelle!» gridano gli studenti antagonisti e il
comitato che lotta contro gli F35 a Cameri. «Il guaio - commentano i
sindacalisti - è che i ministri passano da Novara un giorno e poi vanno, mentre
la crisi resta e diventa sempre più acuta».
( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'EVENTO "Uniti
e svelti per sfidare questa crisi" IL GOVERNO AL COCCIA Giovani Il
portavoce degli studenti parla in una sala ormai semivuota «Non siamo solo
bullismo e violenza» Dalle categorie la richiesta più pressante "Decisioni
rapide sui nuovi cantieri" [FIRMA]MARIA PAOLA ARBEIA NOVARA Quando il
gioco si fa duro - la crisi affonda la lama - le voci del Novarese si fanno
chiare e forti. Non sempre alle domande corrispondono le risposte dei ministri.
La scaletta-fiume salta presto. Il sindaco Giordano apre: «C'è bisogno che il
sistema d'infrastrutture sia completato. Il Governo ha promesso opere
importanti: gli impegni vanno saldati. Se no verrebbe tradita la nostra gente».
Cita Alta Capacità, Università, Città della Salute: «Progetti sui quali
investire». Riprende il caso Caritas-immigrati irregolari: «Il Vangelo dà
messaggi e noi rispettiamo il mondo della solidarietà. Altro è legittimare
interventi continui per la costruzione di un sistema fuori dalla legalità». In
sala c'è don Campiotti della Caritas. Si alza e se ne va. Giordano insiste sul
federalismo fiscale: «Noi questa occasione la sfrutteremo fino in fondo». Ci
torneranno su Bossi e altri. Il prefetto Amelio dettaglia la situazione
generale. Sulla sicurezza: «Non ci sono particolari criticità ma si evidenzia
l'aumento di furti e rapine». Il presidente della Provincia, Vedovato,
scandisce i nomi di aziende e industrie in crisi: «Uno stillicidio di colonne
della nostra economia. Non sono "solo" marchi: sono persone e
famiglie, imprenditori e operai. Non siamo mai stati per il catastrofismo. Noi
amministratori facciamo la nostra parte. Il Governo a sua volta agisca». Poi
ricorda l'attesa per la seconda corte d'Appello del Piemonte, la Città della
Salute da avviare presto e bene, i trasporti e «per la sicurezza chiediamo
risposte sul commissariato di Borgomanero. I Comuni vogliono nuove caserme dei
carabinieri ma non hanno più risorse. Sarebbero anche cantieri per dare subito
nuovo lavoro. Siamo disposti a collaborare con tutti ma a Roma decidano».
Gianfredo Comazzi per la Camera di Commercio: «Il tessile sta affondando, della
logistica si parla da tempo, se non si interviene qua si perdono due
generazioni, non una». Chiede ammortizzatori sociali e credito,
razionalizzazione della spesa pubblica e efficienza. Ancora una volta guarda a
Malpensa: «Non buttiamo tutto all'aria. Da 40 anni parliamo di Novara cerniera
d'Europa. Intanto, lo dico al ministro Gelmini, quando l'Italia tirava aveva
anche tanti bravi tecnici. Riformare va bene, tenendo ben presente che cosa
serve al Paese». Mariella Enoc per il mondo dell'industria: «Noi facciamo
economia reale nel nostri territori. Chiediamo credito e più relazioni per
tutti. La Banca Popolare di Novara si adopera, è stata citata più volte,
e con altre va rafforzata perché si rafforzi tutto un sistema. Da 40 anni non
si vedeva un bollettino di guerra così. Comincia a montare vera preoccupazione.
Occorre aumentare la possibilità di cassa integrazione ordinaria. Tra noi c'è
chi ne fa richiesta a malincuore per la prima volta: non ne ha mai
approfittato. Fate partire anche piccoli cantieri, se no la crisi si
incancrenisce. E le regole del mercato? Vanno fatte e fatte rispettare».
Maurizio Grifoni per commercio e turismo chiede «un fondo di categoria,
liquidità con proroga dei contributi sul 2009-2010, abbassamento dell'Iva.
Ammortizzatori sociali per noi non ci sono. Se ci si salva, ci si salva tutti».
Tarcisio Ruschetti per l'artigianato: «L'Italia e la Novara del fare hanno
bisogno di una pubblica amministrazione alleata. Modernità e risposte rapide».
Paolo Rovellotti per l'agricoltura insiste «sui prezzi, che i soldi restino di
più in tasca ai coltivatori». Cita «il consorzio Est Sesia che si adopera ma
non abbiamo fatto gli invasi. Se anche c'è tanta neve, se ne andrà dritta al
mare. Abbiamo grosse necessità di tutela». Carlo Colzani della Cisl: «Qui fuori
ci sono centinaia di persone licenziate. Il pericolo è che ciascuno rischia di
sentirsi solo. Manca speranza nel futuro e il resto è emergenza. Noi chiediamo
oggi ai ministri: chi fa che cosa? E Novara sarà capace? Dire
"lavoro" non basta. Occorre che sia buon lavoro. Attenzione a
diventare "terra di cooperative". Dobbiamo stare dentro, non ai limiti».
Il rettore Garbarino, sala piena a metà: «Di fronte ai tagli, si usi il bisturi
e non la scure. Noi siamo virtuosi. Con la formazione e la ricerca ci giochiamo
l'intero Paese». Interviene anche Roberto Cota: «Non è stata una passerella
come qualcuno già dice. Siamo per il fare e per essere padroni a casa nostra».
Appena prima, Davide Settoni della Consulta Studenti: «Noi non siamo solo
bullismo e violenza. Sì al federalismo anche a scuola per spendere bene.
Vogliamo adulti appassionati alla vita. Di questo gli studenti hanno gran
bisogno». In sala, pochi gli adulti rimasti. Ci sono Enoc, Zanetta presidente
Bpn, Comazzi, la vicepresidente della Provincia Turchelli, altri politici qua e
là, gli agenti, scorte varie e carabinieri, per l'appello del più giovane
relatore ufficiale. L'ultimo.
( da "Corriere delle Alpi" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Irene Aliprandi
«Le scuole di montagna restano a rischio» Fistarol (Pd) spiega
che il governo ha ribadito la necessità di tagliare i piccoli ISTRUZIONE
RIFORMA GELMINI BELLUNO. I tagli ci saranno, resta solo da capire dove.
Nonostante le rassicurazioni del governo e della Regione, sono ancora ad alto
rischio le scuole di montagna e in generale i plessi scolastici con pochi
alunni, circa
( da "Cittadino, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Prof al ministero
per il liceo biologico e tecnologico n I dirigenti scolastici del territorio
domani si faranno portavoce delle richieste del mondo della scuola al ministero
della Pubblica istruzione. È fissato infatti per le
( da "Cittadino, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Boom di nuovi
iscritti alle scuole Morzenti n Più alunni e più classi. È la fotografia delle
scuole elementari Morzenti di Sant'Angelo per il prossimo anno scolastico. In
generale, è l'intero circolo didattico che ruota attorno alle Morzenti
(Sant'Angelo tranne le elementari di viale Montegrappa, Vidardo, Caselle e Pieve)
a crescere. I dati sulle iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010 sono stati
resi noti negli scorsi giorni dal direttore didattico Stefano Taravella, che ha
chiesto ai sindaci anche una riflessione sulle strutture. Il totale degli
iscritti per le prime è di 162 alunni, con incrementi significativi al plesso
delle Morzenti e a quello di Vidardo. Proprio alle Morzenti di Sant'Angelo si
punta, per la prima volta, a creare quattro classi prime, rispetto alle
tradizionali tre. Due classi dovrebbero essere da 40 ore, due invece da 30 ore.
A Vidardo si punta a creare due classi prime di 40 ore, a Caselle si ragiona se
attivare una o due classi, mentre a Pieve si dovrebbe attivare una prima da 30
ore. «Su 162 iscritti, solo in un paio di casi abbiamo avuto richiesta di un
tempo scuola di 24 ore (il tempo scuola con il maestro
unico introdotto dalla riforma Gelmini, ndr) - spiega Taravella - segno che l'impostazione con il
maestro prevalente non ha riscosso consensi. Quanto all'aumento degli alunni, a
Vidardo direi che è dettato soprattutto dall'espansione edilizia, mentre più in
generale, sull'intero circolo, deriva anche dall'aumento degli immigrati.
Registriamo inoltre una contenuta ripresa della natalità e, per quanto riguarda
in particolare il plesso delle Morzenti, segnalo richieste anche da fuori
comune». A fronte di un'impennata degli iscritti alle classi prime, Taravella
non nasconde che in alcune scuole, a partire proprio dal plesso delle Morzenti,
in futuro potrebbero esserci problemi di spazi. «Dovremo fare delle valutazioni
assieme al comune - sottolinea Taravella - sicuramente una classe in più viene
assorbita senza troppe difficoltà, ma se la tendenza continua, la situazione
potrebbe diventare problematica. Anche negli altri comuni, Pieve escluso, occorre
avviare una riflessione sulle strutture». L'ultima novità riguarda Caselle,
dove quest'anno è stata avviata una sezione statale di scuola materna. «Le
iscrizioni per il prossimo anno scolastico - precisa però Taravella - sono
molte e dovremo chiedere l'apertura di due sezioni». Lor. Rin.
( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
A Castagneto tutti
chiedono tempo pieno e 30 ore I genitori bocciano la
riforma Gelmini CASTAGNETO.
A fine febbraio si è chiuso il termine per la presentazione delle domande di
iscrizione al nuovo anno scolastico, il primo dopo la riforma Gelmini. All'Istituto comprensivo di
Castagneto stanno terminando le valutazioni delle domande pervenute ma il
quadro che emerge è già chiaro: i genitori hanno detto no ai contenuti della
riforma, non vogliono quei cambiamenti nella scuola pubblica. Le
richieste di iscrizione alla scuola primaria (ex elementare) sono state
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'ASSISE TRIMESTRALE
SI È TENUTA A BERGAMO L'ANUU ha fatto il punto con la riunione regionale Si è
svolta presso la segreteria centrale ANUU Migratoristi di Bergamo, la consueta
riunione trimestrale dei presidenti provinciali lombardi dell'Associazione,
coordinati dal presidente regionale Domenico Grandini, dal vice presidente
nazionale Marco Castellani e dal presidente Comitato esecutivo Massimo
Marracci. Obiettivo dell'incontro, fare il punto sull'evolversi della
situazione in vista della prossima stagione di caccia e individuare le relative
strategie da attuarsi sia nei confronti delle Amministrazioni (Regione e Province),
che delle altre associazioni venatorie. Particolare attenzione è stata dedicata
non soltanto a temi tradizionalmente vicini alla politica associativa - come le
deroghe e le catture di richiami vivi - bensì anche a problematiche di portata
generale, come la modifica della legge nazionale n. 157, la situazione
gestionale negli ATC e CA, le continue richieste di limitazioni della caccia
alla migratoria provenienti anche dallo stesso mondo dei cacciatori. Molta
carne al fuoco, dunque, per un serrato scambio d'idee, posto che alcuni
problemi vengono affrontati da lungo tempo senza trovare una soluzione efficace
proprio perché originati dai rappresentanti dei cacciatori, che riescono a
essere più letali per la caccia - soprattutto alla migratoria - molto più di
animalisti e anticaccia vari. Altrettanta rilevanza nel dibattito è stata
conferita al tema della comunicazione, che oggi è più vitale che mai visti gli
attacchi alla caccia moltiplicatisi nelle ultime settimane sul web e sui
quotidiani nazionali, che paiono palesemente orchestrati da coloro che non
vogliono fare andare in porto la modifica della legge 157. Tutti i
rappresentanti dell'ANUU hanno concordato sulla necessità di stringere alleanze
locali "a geometria variabile", nel senso di calibrarle caso per caso
a seconda delle associazioni venatorie che condividano strategie e obiettivi
della nostra associazione, lavorando insieme per conseguirli. Molto importante,
inoltre, dimostrare la massima affidabilità e competenza tecnica nei confronti
delle Province, in modo da essere ritenuti validi interlocutori. Per le diverse realtà provinciali, erano presenti alla riunione:
Stefano Gelmini, Alessandro
Cornalba e Umberto Mazzoleni per Bergamo; Umberto Gafforini per Brescia;
Daniele Scolfaro per Milano; Massimo Colombo per Lecco; Valerio Arturo ed Elio
Guazzetti per Como. Il prossimo incontro regionale si terrà nel mese di maggio.
( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Torino E
Pelizzetti chiede "aiuto" a Ghigo C´è stato un curioso intermezzo,
tra una discussione e l´altra del Senato accademico, mentre fuori dalla sala
Allasia e in Rettorato un centinaio di studenti occupava in segno di protesta:
Ezio Pelizzetti, il rettore dell´Università, è uscito dal Senato e si è
allontanato in automobile. è stato fuori circa un´ora poi è ritornato. Ma dove
va? si sono chiesti in molti. Aveva un appuntamento con Enzo Ghigo, possibile
candidato sindaco di Torino per il Pdl, nella sede di Forza Italia. Un incontro inderogabile, vista la situazione delicata in ateneo.
«Mi ha chiesto di intercedere presso il ministro Mariastella Gelmini perché siano aumentati i
finanziamenti per l´edilizia universitaria per Torino - ha detto Ghigo -
avevamo fissato questo appuntamento già da tempo».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'annuncio
all'inaugurazione dell'anno accademico in piazzale Kolbe, raccogliendo così l'appello
del rettore Cristiana Compagno che chiedeva una ripartizione basata sui meriti
Fondi per gli atenei, sarà sfida tra Udine e Trieste Tondo cambierà i criteri
per i finanziamenti: non il 50% ciascuno, ma un premio a chi produrrà di più LA
CERIMONIA ALL'UNIVERSITÀ Si pensa anche alla Fondazione e all'Erdisu unico di
GIACOMINA PELLIZZARI Il rettore chiama, Tondo risponde. E l'ateneo friulano, da
sempre sottofinanziato dallo Stato fino a registrare 12 milioni di euro in meno
l'anno, finalmente auspica di ricevere i fondi regionali per quanto vale visto
che la Regione istituirà un Fondo unico di circa 6 milioni da ripartire sulla
base di criteri di valutazione e non più seguendo la regola del 50% a Udine e a
Trieste. In un'aula magna gremita di persone, ieri, nel corso
dell'inaugurazione dell'anno accademico, il magnifico rettore Cristiana
Compagno che ha salutato la comunità in carnico nella varietà di Rigolato, ha
chiesto al governatore del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, «di avviare un
processo di perequazione nell'allocazione delle risorse regionali alle
università. Semplicemente perché non è giusto proporre misure uguali per
posizioni diseguali o strategie di integrazione a partire da situazioni
sperequate». Il rettore è stato ancora più incisivo quando ha aggiunto: «Questo
non si chiama "campanilismo" come si cerca di farlo passare, ma
giustizia distributiva, concetto istituito da Aristotele quale condizione base
dell'esistenza di ogni Stato». Un appello chiaro che oltre a caratterizzare
l'era Compagno porta a casa un impegno preciso da parte della Regione. «Entro
l'anno - ha risposto Tondo - prevediamo di varare una riforma del settore che
porti ad un Fondo unico di finanziamento per il riparto del quale saranno messi
a punto meccanismi premianti a fronte di comportamenti virtuosi». Il presidente
ha ammesso, infatti, che la regola del riparto al 50% tra Udine e Trieste «non
ha più senso. Valuteremo - ha aggiunto - l'impatto sull'economia delle
iniziative finanziate alle università». E Udine non teme il confronto perché
anche nel
( da "Alto Adige" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
La Provincia dà
subito l'ok alla riconferma di Tomasi MERANO. La giunta provinciale ieri ha
risposto rapidamente al Governo fornendo l'intesa sul nome di Ferruccio Tomasi
quale presidente del Parco nazionale dello Stelvio. Si tratta per altro di una
riconferma considerato che Tomasi è anche il presidente uscente. «La nostra
risposta in tempi stretti - ha sostenuto ieri il rpesidente Durnwalder - è
anche un segnale di disponibilità nei confronti di Roma. E testimonia che sullo
schema dell'intesa è possibile fare le cose in maniera sollecita, quando non
sussistono controindicazioni sui requisiti del candidato». Durnwalder
ha per altro sottolineato questa affermazione riferendosi chiaramente alla
questione della nomina del nuovo sovrintendente scolastico, per il quale da
tempo - quanto invano anche dopo l'incontro con il ministro all'Istruzione Gelmini - la Provincia attende l'intesa
ministeriale sul nome di Ivan Eccli.
( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
MINACCE E BOTTE AL
DA VINCI I due studenti-teppisti rischiano la bocciatura In base al nuovo
regolamento nazionale emanato dal ministro dell'Istruzione
Maristella Gelmini, i due
studenti che, una settimana fa, hanno pestato un ragazzo dell'istituto
professionale statale Da Vinci, guidato dalla preside Anna Bottaro, alla fine
dell'anno scolastico in corso, rischiano di essere bocciati. I due teppisti
(che sono stati denunciati), hanno picchiato selvaggiamente il ragazzo solo
perché quest'ultimo aveva «osato» comunicare alla sua preside l'episodio
del lancio di un registro di classe da un autobus, sul quale era a bordo, che
era stato sottratto indebitamente ad un professore dell'istituto. «Questa volta
i ragazzi che hanno malmenato lo studente l'hanno fatta grossa - sottolinea il
responsabile dell'Ufficio scolastico provinciale, Franco Venturella - Il nuovo
regolamento ministeriale parla chiaro: se i ragazzi in causa, come sembra,
saranno sospesi oltre 15 giorni, alla fine dell'anno dovrebbero,
effettivamente, essere trattenuti nella medesima classe che frequentano
quest'anno. Il condizionale, però, è d'obbligo perché sempre lo stesso
regolamento prevede che la bocciatura possa essere anche evitata se, entro la
fine dell'anno scolastico, i due ragazzi incriminati dimostreranno segni
evidenti di riabilitazione effettiva sia sotto l'aspetto disciplinare che sul
piano dell'apprendimento». Anche il sindacato della scuola è pienamente
d'accordo con il «provveditore» sulla gravità dell'accaduto. «I ragazzi
giustamente finiti sotto accusa si sono comportati come due veri teppistelli,
che credono di risolvere tutto con la violenza - dice il segretario regionale
della Cisl di categoria, Nereo Marcon - Una punizione severa se la meritano
anche per dimostrare ai compagni d'istituto che determinati metodi devono
essere sempre evitati ed isolati». Intanto, ieri pomeriggio, nell'aula magna
dell'istituto professionale in questione, la dottoressa Bottaro ha coordinato
un'affollata assemblea, formata da docenti e genitori, il cui ordine del giorno
era proprio la pena da infliggere ai due studenti aggressori. (Felice Paduano)
( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Lucca
«Giglio, ok la Fondazione ma bisogna metterci i soldi» L'assessore Bandoni
chiede impegni seri a enti e istituzioni MATTEO TUCCINI LUCCA. La Fondazione
teatro del Giglio? Può nascere anche domani. A patto che ci sia un impegno
concreto (cioè soldi sufficienti) da parte degli enti interessati: Provincia,
Camera di Commercio, Cassa di Risparmio e altri. Così la pensa l'assessore
comunale alla cultura Letizia Bandoni. Che rilancia: «Palazzo Orsetti ha fatto
il suo, mettendo oltre 1 milione di euro a disposizione del Giglio. Ora tocca
agli altri». Bandoni nega di aver dimenticato l'atto di indirizzo del Giglio
votato in consiglio comunale il 5 febbraio scorso, in cui - oltre alla
valorizzazione delle risorse e al gemellaggio sempre più stretto con Torre del
Lago - si indicava la Fondazione come soggetto giuridico ideale per mandare
avanti la struttura. «Non c'è stato nessun passo indietro da quel punto di
vista - afferma l'assessore, replicando così ai timori del presidente della
Provincia Stefano Baccelli sul presunto tentennamento da parte del Comune - la
nostra preferenza va ancora oggi alla Fondazione. Però, quando si è trattato di
mettersi a un tavolo per capire quanto si era disposti a investire sul
progetto, sono uscite fuori cifre decisamente poco adeguate al piano di
rilancio di un teatro». Palazzo Orsetti, insomma, chiede un impegno economico
«serio e capace di rinnovare un caposaldo della cultura della città - dice
l'assessore - Per ora andiamo avanti con l'associazione Amici del teatro, in
cui noi non entreremo perché si tratta di un passaggio temporaneo. Il Club,
infatti, ci porterà alla costituzione del soggetto autonomo in grado di stilare
i nuovi programmi. Ma ripeto: le parole non sono sufficienti, servono
investimenti». Bandoni, sollecitata sull'argomento, ha anche avuto modo di
tornare sulla questione del G8 della scienza e della tecnica spostato da Lucca
alla Brianza. «Non c'è stato nessun spostamento - sostiene l'assessore - Lucca
era in una rosa di nomi, ma è evidente che l'evento è stato "venduto"
alla città prima che ci fosse nero su bianco. So che ci
sono stati problemi sul piano della sicurezza da fornire ai promotori -
prosegue - in ogni caso non penso che si possa parlare di sgarbo del ministero
dell'Istruzione, e nemmeno del Governo in quanto tale. Comunque - conclude - ci
sono già diverse iniziative in cantiere con il dicastero di Maria Stella Gelmini. Presto le comunicheremo».
( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Primo
Piano GALAN: ISPIRIAMOCI TUTTI ALLA LEZIONE DI GALILEO. Assente alla cerimonia
inuagurale, causa un'indisposizione, ... GALAN: ISPIRIAMOCI TUTTI ALLA LEZIONE
DI GALILEO. Assente alla cerimonia inuagurale, causa un'indisposizione, il
governatore veneto Giancarlo Galan (nella foto), ha inviato un messaggio
all'università: «Ciò più conta per tutti noi», si legge «è di tenere sempre
presente il rivoluzionario messaggio di Galileo, inesauribile sperimentatore
che di sé tracciò questo magnifico autoritratto: "Il mio cervello inquieto
non può restar d'andare mulinando, e con grande dispendio di tempo, perché quel
pensiero che ultimo mi sovviene circa qualche novità mi fa buttare a monte tutti
i trovati precedenti"». GIARETTA: IL MINISTRO GELMINI
ASCOLTI IL RETTORE. «Mi auguro che il ministro Gelmini ascolti con attenzione le parole che vengono dai rettori,
soprattutto dai rettori delle università venete che sono particolarmente
penalizzate dai pesantissimi tagli effettuati sui fondi». Parole di
Paolo Giaretta (nella foto), il segretario regionale del Pd. «Sul buon
funzionamento dell'università si gioca il futuro del Paese, la sua capacità di
competere», ha aggiunto «il vero capitale per essere competitivi è infatti il
capitale umano, se perdiamo quello siamo senza risorse. La ricera? Purtroppo
spendiamo poco e male».
( da "Arena, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 10 Marzo
2009 PROVINCIA Pagina 20 DECRETO 133 DEL 2008 Nel grafico sono riproposti i due
«termini» del problema sollevato DECRETO 133 DEL 2008 Nel grafico sono
riproposti i due «termini» del problema sollevato dal
decreto Gelmini riguardo
alla razionalizzazione della rete scolastica montana. Nella parte a sinistra
sono indicati, su cartina geografica, i Comuni di montagna veronesi: è questo
l'elenco da tenere in considerazione per le deroghe che prevede appunto la
riforma 133 del 6 agosto 2008, mentre non fa più testo quello nella parte a
destra utilizzato fino al 2007 dall'ufficio scolastico regionale per
individuare le scuole di montagna che davano diritto agli insegnanti ad un
pluripunteggio: qui, come si vede, si trovano edifici sopra i
( da "Arena, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 10 Marzo
2009 PROVINCIA Pagina 20 Pochi alunni per sezione e scatta la «pluriclasse»
Silvano Valcasara, sindaco di Selva di Progno (
( da "Arena, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 10 Marzo
2009 PROVINCIA Pagina 20 «Un testo complicato da prendere con cautela» La legge
133 del 6 agosto 2008 è complicata. Il testo della riforma Gelmini pecca di poca chiarezza. «Va
affrontata con i piedi di piombo soprattutto perchè al momento», precisa
Giovanni Pontara dirigente dell'ufficio scolastico regionale del Veneto,
«disponiamo di due documenti che regolano la materia che sono ancora da
approvare in via definitiva, una sulla riorganizzazione della rete scolastica e
l'altra sulla revisione dell'assetto della scuola dell'infanzia e del
primo ciclo di istruzione. In questi due testi si parla di "sezioni
montane" intendendo come appartenenti a Comuni montani, cioè sopra i
( da "Arena, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì
10 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 20 RIFORMA GELMINI. Il dirigente scolastico
provinciale Giovanni Pontara spiega la nuova norma e chiarisce che si basa
sull'elenco nazionale dei paesi montani Scuole di montagna, rischio a metri La
legge concede le deroghe soltanto ai Comuni oltre quota 600 e non considera
l'altitudine dei singoli istituti La confusione genera paura. E quando a non essere chiaro è il
destino di un'istituzione fondamentale come la scuola, si aggiungono pure
rabbia, indignazione e preoccupazione per la minaccia che grava sul futuro dei
propri figli. I dubbi: come cambierà l'istruzione con la riforma Gelmini? Che avvenire avranno materne, elementari e medie?
Che fine faranno i docenti? E cosa accadrà agli istituti sparsi sui monti, con
così già pochi iscritti che per sopravvivere sono ricorsi all'escamotage delle
pluriclassi? La risposta: le deroghe, esistono delle deroghe, ultimo baluardo a
difesa del diritto costituzionale all'istruzione. Vero, ma non è del tutto
chiaro chi può beneficiarne - da qui la preoccupazione per il futuro di una
dozzina di istituti veronesi in montagna - dal momento che le indicazioni date
dalla legge sono suscettibili di interpretazioni diverse. La riforma del
ministro Gelmini ha fatto tanto pensare, in questi
mesi, a chi la scuola la frequenta e a chi la fa e, soprattutto, ha lasciato
aperti molti interrogativi per i quali non esiste risposta definitiva ma
«indicazioni» di massima. Il più importante riguarda gli istituti che si
trovano in luoghi disagiati, alias monti e isole. Per Verona - che di isole ha
solo quelle toponomastiche Della Scala e Rizza - l'emergenza tocca
esclusivamente le scuole in quota. Questo dice, in generale, la Gelmini: per le elementari resteranno in piedi classi con
almeno 15 iscritti, al di sotto di questo numero scatteranno tagli e chiusure;
dice anche: a questo diktat sono previste deroghe per i paesi di montagna, cioè
sopra i
( da "Giornale di Brescia" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 10/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:bassa bresciana Manerbio Paola Cattenati
nell'osservatorio sul bullismo MANERBIO Il progetto che da anni la dott.ssa
Paola Cattenati conduce sul territorio bresciano è stato, infatti, valutato
come una «buona prassi» da estendere a livello nazionale. Paola Cattenati
giunge quindi a questo importante ruolo dopo essere stata nominata a dicembre
membro dell'Osservatorio nazionale sul bullismo, istituito sempre presso il
Ministero della pubblica istruzione. Per conto dell'Assessorato alla pubblica
istruzione della Provincia di Brescia si è occupata di studiare il problema,
entrando nelle scuole e collaborando con docenti e dirigenti scolastici, coloro
che più sono a contatto con il problema del momento. Per questo ha guidato il
team di esperti che ha mappato le scuole, vedendo coinvolti 30mila
studenti.scot. Una bresciana siede nell'Osservatorio
nazionale contro il disagio adolescenziale ed il bullismo del Ministero
dell'Istruzione di Mariastella Gelmini. Si tratta di una ristretta commissione composta da 15 tecnici
esperti di problematiche e disagio giovanile: ogni membro della commissione è
stato nominato in relazione alle attività svolte sul territorio.
( da "Tempo, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Il Cav pensa
ad un team di giovani per le direzioni delle testate Rai La Rai come il governo.
E quindi, avanti tutta con i giovani alle direzioni dell'azienda pubblica.
Sarebbe questo il criterio con cui Silvio Berlusconi starebbe lavorando alle
nomine Rai. Lui che ha fortemente voluto un gruppo di
giovani tra i suoi ministri, alcuni poco più che trentenni (vedi Gelmini, Meloni e Carfagna), lui che ha
adottato lo stesso principio nella scelta dei candidati per le elezioni
regionali (sia per l'Abruzzo sia per la Sardegna), ora starebbe pensando
proprio ad un team di quarantenni a capo delle testate Rai. Nel
baillamme generale, alcuni nomi circolano già da un po', come Belpietro e Orfeo
per il tg1, Mazza per il tg2. Ma in perfetto stile berlusconiano, ci sarebbero
anche alcuni «nomi in pectore» che il Cavaliere si riserva di tirare fuori
all'ultimo momento. Ovviamente tutti giovani, e ovviamente tutti a sorpresa.
Gia.Ron.
( da "Giornale di Brescia" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 10/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:interno ed estero Scontri studenti-polizia
a Torino Gli autonomi attaccano gli esponenti del Fuan: «cariche» e un arresto
all'Università Un momento degli scontri all'Università di Torino TORINOTorna la
violenza all'Università di Torino. È ancora la raccolta di firme per le liste
universitarie a innescare la miccia, come due anni fa: un centinaio di
autonomi, infatti, ieri mattina, voleva impedire a Palazzo Nuovo, sede delle
Facoltà Umanistiche, l'operazione ai militanti del Fuan-Azione Universitaria.
Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in Questura per essere
identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa. Dei tre
studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e lesioni e
un altro è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale.
Una terza ragazza è stata identificata e poi lasciata andare. Incidenti quasi
annunciati, perchè era chiaro da tempo come l'operazione di raccolta firme da
parte del Fuan-Azione universitaria avrebbe scatenato la reazione dei militanti
del Cua (Collettivo universitario autonomo), come era successo alle precedenti
elezioni dei rappresentanti degli studenti a Palazzo Nuovo, Facoltà Umanistiche.
A riprova di ciò, era stato allestito un nutrito servizio d'ordine con
carabinieri e polizia a protezione del banchetto di raccolta firme posizionato
proprio nell'atrio di Palazzo Nuovo. I manifestanti, un centinaio, non
riuscendo a raggiungere i rappresentanti del Fuan a causa del cordone di
sicurezza allestito dalle forze dell'ordine, hanno cominciato a lanciare
oggetti contro gli agenti e anche due bombe carta, una delle quali è scoppiata
davanti al volto di un poliziotto. Le forze dell'ordine hanno risposto con
alcune «cariche di alleggerimento», per disperdere almeno una parte dei giovani
che si trovavano all'interno dell'edificio, compresi i militanti del Fuan che
raccoglievano le firme, fatti uscire dall'atrio. Lasciando Palazzo Nuovo, gli
autonomi, al grido di «fuori i fascisti dall'Università», hanno occupato il
salone d'onore del Rettorato, in via Po, per protesta contro i tre fermi. «Io -
è la risposta fornita dal rettore dell'Università di Torino, Ezio Pelizzetti -
non ho autorizzato l'intervento di nessuno. La mia segreteria ha ricevuto
stamattina una telefonata della Digos che avvertiva che le forze dell'ordine
erano già nell'atrio». Una tesi diversa da quella sostenuta da fonti della
polizia torinese secondo la quale fin dalle 9.30 di ieri mattina la segreteria
del rettore era stata avvertita della situazione. In più il prorettore Roda,
presente nell'atrio prima degli incidenti, avrebbe condiviso con i funzionari
della polizia la presenza degli agenti all'interno dell'Università. Il Fuan ha infine chiesto che il rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni
studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà definitivamente
risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente
vogliono candidarsi».
( da "Secolo XIX, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Nautico va a
gonfie veleMajorana e Cassini in calo scuola Boom di iscrizioni alla Duchessa
di Galliera. In aumento i licei classici GRANDE esplosione del Nautico ma anche
del Duchessa di Galliera, in crisi il Cassini, in tenuta il Da Vinci, mentre il
Convitto Colombo non fa il pienone in cui sperava. Sono i primi risultati delle
iscrizioni alle superiori che entro giovedì devono consegnare al Provveditorato
il numero degli iscritti alle prime. Sperando di ricevere un organico adeguato.
Il preside Venzano del Duchessa di Galliera è consapevole che dovrà respingere
50 richieste ammesso e non concesso che riesca a fare una quinta classe prima,
aiutato dalla Regione. Faranno fede, per le accettazioni, «le date in cui le
famiglie sono venute personalmente a fare le preiscrizioni». E sempre sotto
l'egida di Venzano, il liceo linguistico Deledda: 187 gli iscritti alle prime,
risultato da una scrematura precedente che aveva registrato oltre 200 domande.
Sono un po' meno ma ne resteranno a piedi almeno 30. Arretra, invece, il
tecnico Majorana con una prima in meno rispetto all'anno scorso e il preside
Benedetto Montanari non nasconde il suo avvilimento. «Nessuno investe su queste
scuole, noi ci troviamo costretti a chiedere 10 euro in più alle famiglie per
arricchire i laboratori che sono fondamentali per questo corso, altrimenti si
estinguono. Abbiamo una buona risposta sul liceo
scientifico tecnologico che però non compare più nel futuro della riforma Gelmini». Montanare, il prossimo anno,
sarà il dirigente anche del Giorgi, scuola fisicamente lontana dal Majorana e
non tra le più facili da gestire. Una delle operazioni di accorpamento del
piano di dimensionamento regionale fra le più discutibili. E che certo
non ha giovato alle iscrizioni: ne è convinto anche il preside. Un istituto
tecnico che, invece, va alla grande, con una prima in piùè
l'Einaudi-Galilei-Casaregis che, guarda caso, un mese fa affiancato da
Confindustria e Camera del Commercio aveva esibito dati sulla la richiesta del
mondo del lavoro assolutamente convincenti. Segno di quanto l'immagine conti,
anche nell'ambito della scuola. Esulta il Nautico e il suo dirigente Wladimiro
Jozzi il quale così interpreta il successo di quei 300 iscritti alle prime che
surclassano anche i dati dello scorso anno. «E' un'annata straordinaria, certo
la crescita della popolazione scolastica è proporzionale ai problemi, crescono
le responsabilità cresce la necessità di diversificazione, ma non posso certo
lamentarmi. E nel contesto di un crollo dei tecnici in generale, questo è un
dato in controtendenza. È l'idea che una occupazione nei trasporti sia una
delle poche opportunità di lavoro. E così anche l'utenza cresce in qualità». E
se il Vittorio Emanuele II-Ruffini tiene, se tiene il Marco Polo confermandosi
l'alberghiero con le sue 11 prime una scuola ambita, non vanno male i classici.
Ecco che al D'Oria, al suo primo anno del "dopo Di Meglio" il numero
delle quarte ginnasio resta lo stesso, cioè otto, mentre conferma le sei quarte
il liceo classico Colombo guidato dal preside Nunzio Cotena. Il classico
Mazzini di Sampierdarena( diretto da Eugenio Predieri), segnalato dagli
indicatori dell'Università come la scuola regionale che sforna le migliori
matricole, è in leggero aumento: 145 complessivi iscritti alle prime contro i
110-115 dello scorso anno. Anche Renato delle Piane, dirigente dello
scientifico-classico King, scuola lo scorso anno al centro di un episodio
scandaloso con un professore sotto inchiesta, esce comunque a testa alta dal
test delle iscrizioni: 310 iscritti alle prime classi, con una classe in più
soprattutto per il classico che si conferma un percorso didattico comunque
amato dai genovesi. Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 10/03/2009
( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del
10-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero
058 pag. 13 del 10/3/2009 | Indietro Tagli, la Gelmini
chiede lo sconto AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Sugli organici, oggi le
prime risposte: la presenza di immigrati in classe darà più docenti Soprattutto
alle elementari, per guadagnare 5 mila cattedre Non far scontare alle
elementari il taglio che non è stato inferto alle superiori, causa rinvio della
riforma di un anno. è questa la richiesta che il ministro
dell'istruzione, Mariastella Gelmini, ha avanzato al
Tesoro nel delineare il decreto tagliaorganici. E su cui in queste ore [...]
Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 4
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
CODOGNO
CASALPUSTERLENGO pag. 8 Dirigenti scolastici in visita a Roma per difendere gli
istituti sperimentali CASALPUSTERLENGO CONTRO LA RIFORMA
GELMINI CASALPUSTERLENGO «LA RIFORMA Gelmini non deve cancellare indirizzi "sperimentali" (ma in
realtà molto consolidati) delle superiori, come quelli attivati nel Lodigiano».
È questo il messaggio che i dirigenti scolastici di Casale, Codogno e Lodi
porteranno domani direttamente all'attenzione del sottosegretario al Ministero
della pubblica istruzione Giuseppe Pizza. La trasferta romana dei
presidi del territorio fa seguito all'incontro avvenuto a fine gennaio al
Cesaris di Casale con l'onorevole Paolo Grimoldi, esponente della Lega Nord e
componente della Commissione istruzione della Camera dei Deputati. Determinante
affinchè le istanze del Lodigiano potessero arrivare fino al Governo è stato il
contributo della sezione casalese del Carroccio, che ha favorito l'arrivo di
Grimoldi ed ora seguirà l'evolversi della vicenda fino alla fine. Due militanti
accompagneranno nella Capitale i dirigenti scolastici. La riforma Gelmini prevede al momento che esistano, dal 2010-2011, solo
sei tipi di licei ed istituti tecnici ben definiti. Ciò significa ad esempio la
sparizione del liceo tecnologico-biologico del Cesaris oggi frequentato da 450
ragazzi. T.T.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 4
Vita più semplice: il Governo assume Cisco Inaugurato il nuovo centro di
ricerca che dovrà modernizzare la burocrazia italiana VIMERCATE di BARBARA
CALDEROLA VIMERCATE EFFICIENZA contro corruzione. Il Governo «assume» Cisco
Italia per dare un tocco di modernità alla macchina burocratica italiana e
cancellarne le magagne. Il «mostro» fa stare i cittadini in fila 18 giorni
l'anno per sbrigar pratiche, e costa 4.500 euro pro capite (in Europa 3.200). A
metterci una pezza con i suoi processi virtuosi improntati all'uso spinto della
tecnologia, sarà la multinazionale delle Torri Bianche di Vimercate. L'ha
deciso Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, che ieri ha inaugurato il
Cisco Business Collaboration, un centro incaricato di sperimentare gli ultimi
ritrovati hi-tech del Paese e di avvicinarli alla vita di tutti i giorni. Vi
partecipano imprese, istituzioni e università. Con l'apporto di tutti si
studieranno nuove strade, al passo con i tempi, per interpretare al meglio
l'input di Roma: semplificare la vita di ditte e cittadini per incrementare il
prodotto interno lordo. Crescita, benessere. Sono le parole d'ordine di una
crociata quella della pubblica amministrazione che funziona con la precisione
di un orologio svizzero - che avrà per protagonista il territorio. Grazie a
Cisco. I settori in cui verrà impiegata la sua esperienza sono diversi:
sicurezza, scuola, e taglio della carta. «Brianza Valley», ha detto Berlusconi
a sottolineare il ruolo del Vimercatese nella rivoluzione. Che comincia
dall'alto. «In un anno produciamo faldoni pari al Duomo di Milano», aggiunge il
presidente che annuncia che entro il 2012 tutto dovrà essere a portata di clic.
«LE IMPRESE non dovranno più perdere tempo ancora Berlusconi e neppure le
famiglie». Cisco e i suoi partner avranno un ruolo determinante anche
nell'applicare la tecnologia alla sicurezza. Con accesso facilitato ai sistemi
di videosorveglianza delle città da parte di tutti gli operatori, e una sola
grande centrale operativa di emergenza. «Spariranno il 112, il 113, il 115 annuncia
Roberto Maroni, ministro dell'Interno, presente al taglio del nastro Cisco si
tratta di un grande progetto a cui ci ha già richiamato anche l'Europa». Idem
per la scuola. «Nei 42.000 istituti italiani arriva la rivoluzione
multimediale. Cambia la trasmissione del sapere. Abbiamo firmato un protocollo
di intesa ad hoc», precisa Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione
intervenuta alla cerimonia. Oggi 10.000 ragazzi si stanno diplomando in nuove
tecnologie che servono alle imprese grazie al lavoro fatto da Cisco negli
ultimi 12 anni. Nato nel
( da "Nazione, La (Livorno)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO LIVORNO
pag. 3 NON SONO ancora disponibili i dati sulle iscrizioni alle scuole ele...
NON SONO ancora disponibili i dati sulle iscrizioni alle scuole elementari per
l'anno 2009/2010. «Una tendenza però l'abbiamo dice la responsabile del Centro
Servizi Amministrativi professoressa Elisa Amato Nicosia la maggior parte delle
famiglie livornesi preferisce gli orari lungi, ovvero sopra le 27 ore
settimanali fino al tempo pieno». E' la nuova legge firmata
dal ministro Gelmini a
chiedere ai genitori la preferenza sull'orario: 24 ore, fino a 30 ore oppure il
tempo pieno. «Sono poche le famiglie che hanno scelto il tempo normale continua
la professoressa Amato Nicosia anche se ci sono differenze, a Livorno, tra zona
e zona». La maggior parte delle famiglie dove entrambe i genitori
lavorano, hanno scelto gli orari più lunghi, il temo pieno sembra essere poi
una soluzione per molti nuclei familiari. «Quando avremo il quadro completo
delle richieste continua il provveditore potremo stabilire le risorse e quindi
definire gli organici nelle varie scuole elementari». Scuole che, dal prossimo
settembre, dovranno fare i conti con il maestro unico mentre è già in pagella il voto in condotta. «Il voto in condotta è una disciplina spiega la professoressa
Nicosia e serve ad aiutare il ragazzo a definire meglio il proprio
comportamento in classe. Migliorarlo per assumere atteggiamenti più
consapevoli. Gli studenti devono essere coinvolti nei processi di valutazione,
solo così possono misurarsi con le proprie capacità e con il proprio
attegiamento». m.b.
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
VETRINA pag. 13
Busto, protesta davanti alla scuola Genitori e studenti chiedono gli indirizzi
«sala» e «cucina» per le classi terze di ROSELLA FORMENTI BUSTO ARSIZIO
GENITORI E STUDENTI dell'indirizzo alberghiero dell'Ipc «Verri» di Busto
Arsizio ieri mattina hanno manifestato all'esterno della scuola. Oggi di nuovo
daranno vita ad un presidio di protesta, ma davanti al Comune, per sollecitare
l'attenzione del sindaco Gigi Farioli sul problema che sta loro a cuore e cioè
la necessità di avviare per la terza classe del prossimo anno scolastico 2009 -
2010 gli indirizzi di sala bar e cucina, che al momento ancora non esistono
nella sede bustese. NON È DA ESCLUDERE che la protesta che trova d'accordo
mamme e papà con i figli possa arrivare fino a Varese, al Provveditorato nella
speranza di poter trovare al più presto una risposta positiva alla richiesta di
avviare con l'inizio del nuovo anno scolastico gli indirizzi richiesti,
particolarmente gettonati tra gli studenti bustesi dell'Ipc «Verri». Nel
frattempo i genitori stanno pensando di interpellare sulla
questione anche il Ministro Mariastella Gelmini, la cui riforma di fatto bloccherebbe i due corsi. Intanto
stamane, dopo la protesta di ieri, saranno dalle 8 davanti al municipio, in via
Fratelli d'Italia. «Non chiediamo cose impossibili - dicono alcuni genitori che
aderiscono alla mobilitazione - chiediamo che vengano avviati due indirizzi,
sala bar e cucina, che consentono ai nostri ragazzi di trovare più facilmente
lavoro nei ristoranti, nelle pizzerie, nei bar. All'istituto Verri in questo
momento è attivato per la classe terza solo l'indirizzo "ricevimento"
che da quanto sappiamo non offre le stesse opportunità di lavoro degli altri
due indirizzi». Per questo hanno deciso di manifestare davanti alla scuola
portando alla luce del sole il problema che riguarda in questo momento 22
studenti di seconda che il prossimo anno, se non verranno avviati gli altri due
indirizzi, saranno "obbligati" a seguire quello di "ricevimento"
oppure a trasferirsi in un altro istituto alberghiero. «La scuola è dotata
delle strutture adeguate - spiegano i genitori - i nostri figli hanno già
frequentato i laboratori di cucina e allora perchè non consentire di proseguire
il percorso formativo su quella strada, che li prepara a diventare cuochi,
camerieri e barman? Speriamo con la protesta di ottenere il risultato che tutti
noi auspichiamo». MADRI E PADRI sono soddisfatti dell'offerta formativa
dell'istituto di via Torino, per questo non hanno alcuna intenzione di iscrivere
i loro figli altrove. «L'Ipc Verri è l'istituto che per primo in città ha
avviato l'indirizzo alberghiero - sottolineano i genitori - un indirizzo che
sta attirando sempre più interesse tanto che il prossimo anno scolastico
saranno ben 4 le classi prime, contro le due attuali. È un segnale importante,
vuol dire che questo percorso scolastico incontra il gradimento delle famiglie
e degli studenti che una volta chiusi i libri devono trovarsi un posto di
lavoro. Allora mettiamo questo istituto nelle condizioni di operare ancora
meglio introducendo il prossimo anno per la classe terza gli indirizzi di
cucina e sala bar». Image: 20090310/foto/1809.jpg
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
LEGNANESE CASTANESE
pag. 7 Il 98 per cento degli insegnanti boccia il contratto siglato nel
dicembre 2007 SCUOLA REFERENDUM INDETTO DALLA CGIL: COINVOLTI 2.700 DOCENTI
LEGNANO LA CGIL SCUOLA ha organizzato a livello nazionale, e dunque anche negli
istituti di Legnano, Magenta e Abbiategrasso, un referendum tra tutti i docenti
e gli operatori Ata (amministrativi e tecnici) iscritti e non iscritti al
sindacato. «Il referendum riguardava il contratto-scuola, sottoscritto il 17
dicembre 2007 tra Aran e Cisl, Uil, Snals e Gilda, e non firmato dalla Cgil -
spiega il sindacalista Pippo Frisone -. Docenti e Ata erano chiamati ad
esprimersi sull'intero documento, riguardante soprattutto la parte economica
del biennio 2008/09: che prevedeva per il
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Tempo pieno a
scuola, una scelta strumentale --> Martedì 10 Marzo 2009 LETTERE, pagina 38
e-mail print A scuola la maggioranza dei genitori ha scelto le 30 e le 40 ore,
si è battuta per avere la settimana di 36 ore di lavoro per poi richiederne 40
per i propri figli. Non è un contraddizione? Non è un'esagerazione? È vero che
oggi uno stipendio non basta più, ma è anche vero che per la mensa, lo
scuolabus quando serve, magari l'aiuto per stirare perché non si riesce ad
arrivare dappertutto, e per chi ancora non va alla materna c'è il nido, quanti
sono i soldi che se ne vanno così? Vale davvero la pena di perdere gli anni più
belli ed importanti della crescita dei nostri figli per lasciarli nelle mani di
persone che certamente sono preparatissime, ma con le quali troviamo sempre
argomenti di scontro, le tanto amate odiate maestre? Non sono certo qui a
sindacare sulle necessità dei singoli, ma tante mamme con le quali ho avuto modo
di parlare durante gli incontri per le iscrizioni alla primaria, avrebbero
voluto scegliere le 27 o addirittura le 24 ore come me, ma si sono velatamente
sentite dare delle ignoranti dai dirigenti scolastici che ci hanno spiegato
perché, secondo loro, le 30/40 ore fossero le sole indicate per il bene dei
nostri figli. Perché non concentriamo le ore di lezione curricolari al mattino
e utilizziamo i pomeriggi per far fare i compiti ai bambini con genitori che
lavorano e per attività varie di laboratorio e consentire così, a chi può, di
andare a casa senza sentirsi meno intelligente? Secondo me dietro a questa
massiccia adesione al tempo pieno non c'è altro che la
protesta alla riforma Gelmini, contro la quale i genitori hanno usato i propri figli così
come, alcuni docenti, hanno usato i loro alunni rifiutandogli le gite
scolastiche sempre per lo stesso motivo. Sono un po' delusa da questa scuola,
nulla è più limpido come dovrebbe proprio per il bene dei bambini che sono il
nostro futuro. Speriamo che si giunga tutti a più miti consigli . Una
mamma delusa 10/03/2009 nascosto-->
( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mortara, si studierà
arabo e cinese Liceo, lo chiedono le famiglie dei ragazzi «Ormai sono più
importanti del tedesco» MORTARA. Lezioni di arabo, russo e cinese. Nel futuro
dei corsi di liceo linguistico dell'Omodeo potrebbero esserci lingue che creano
grande interesse sul mercato del lavoro. Un'alternativa ai corsi di tedesco,
francese, inglese e spagnolo attivi da tempo. Alle scuole medie dall'anno
prossimo invece cambiano gli orari scolastici, introdotti
dalla riforma Gelmini: a
parte il corso musicale cancella i rientri pomeridiani, trasformando gli orari
di tutti gli studenti che entreranno alle 8 per uscire alle 13. Sul fronte
dell'Omodeo la situazione è allo studio: «Diverse famiglie hanno confermato che
il corso di tedesco obbligatorio non era interessante per i loro figli - spiega
il preside Pacifico Lavatelli - quindi hanno preferito altre scuole dove
non c'era l'obbligo di studiare questa lingua, ma esisteva la possibilità di
scegliere altri idiomi». A questo punto «si apre una riflessione sulla
situazione attuale de nostro corso di liceo linguistico, che riguarderà però
non l'anno scolastico 2009-2010, ma quello successivo». Intanto, dice il
preside «si può pensare a togliere l'obbligatorietà del tedesco, e poi
affrontare il tema dell'inserimento di nuove lingue più interessanti per il
mercato del lavoro. Come l'arabo, il russo, e forse anche il cinese».
All'Omodeo il quadro esatto delle preiscrizioni sarà completato nei prossimi
giorni. I numeri restano stabili intorno ai 190 iscritti, forse con un leggero
calo: c'è uno spostamento delle iscrizioni in direzione dell'Igea, il corso per
ragionieri, che tornerà ad avere due prime. All'istituto Pollini invece sono
già state esaminate il 90% delle preiscrizioni, che hanno portato a 110
domande. L'anno scorso erano 123 totali, quindi la proiezione va nella
direzione di confermare i numeri dell'anno scorso: «Ci sarà sempre una sezione
di agraria e quattro di scuola alberghiera. Vedremo se creare una o due prime
di operatore sociale - commenta il preside Alberto Henin - la scuola ha
risentito dell'apertura di un corso analogo ad Abbiategrasso». Alle medie
mortaresi poche novità sul fronte delle preiscrizioni, che restano stabili con
la conferma del numero di nove prime. Simona Marchetti
( da "Italia Oggi" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione:
Azienda Scuola data: 10/03/2009 - pag: 14 autore: Condotta, come i professori
possono dare
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Torino Scontri
all'università tra polizia e centri sociali --> Martedì 10 Marzo 2009
GENERALI, pagina 6 e-mail print Gli scontri all´università Ansa TORINOTorna la
violenza all'Università di Torino. È ancora la raccolta di firme per le liste
universitarie a innescare la miccia, come due anni fa: un centinaio di
autonomi, infatti, ieri mattina, voleva impedire a Palazzo Nuovo, sede delle
facoltà Umanistiche, l'operazione ai militanti del Fuan-Azione Universitaria.
Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in Questura per essere
identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa. Dei tre
studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e lesioni e
un altro è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale.
Una terza ragazza è stata identificata e poi rilasciata. Gli incidenti erano
quasi annunciati, perché era chiaro da tempo come l'operazione di raccolta
firme da parte del Fuan-Azione universitaria avrebbe scatenato la reazione dei
militanti del Cua - Collettivo universitario autonomo -, come era accaduto in
occasione delle precedenti elezione dei rappresentanti degli studenti a Palazzo
Nuovo. A riprova della rischio che potessero verificarsi scontri, era stato
allestito un nutrito servizio d'ordine con carabinieri e polizia a protezione
del banchetto di raccolta firme posizionato proprio nell'atrio di Palazzo
Nuovo. I manifestanti, un centinaio, non riuscendo a raggiungere i
rappresentanti del Fuan a causa del cordone di sicurezza allestito dalle forze
dell'ordine, hanno cominciato a lanciare oggetti contro gli agenti e anche due
bombe carta, una delle quali è scoppiata davanti al volto di un poliziotto. Le
forze dell'ordine hanno risposto con alcune cosiddette «cariche di
alleggerimento», per disperdere almeno una parte dei giovani che si trovavano
all'interno dell'edificio, compresi i militanti del Fuan che raccoglievano le
firme, fatti uscire dall'atrio. Lasciando Palazzo Nuovo, gli autonomi, al grido
di «Fuori i fascisti dall'Università», hanno occupato il salone d'onore del
Rettorato, in via Po, per protesta contro i tre fermi. «Io - è la risposta
fornita dal rettore dell'Università di Torino, Ezio Pelizzetti agli studenti
che hanno interrotto una seduta del senato accademico che, tra l'altro, ha
preannunciato una indagine conoscitiva su quanto è accaduto - non ho autorizzato
l'intervento di nessuno. La mia segreteria ha ricevuto stamattina (ieri ndr)
una telefonata della Digos che avvertiva che le forze dell'ordine erano già
nell'atrio». Una tesi diversa da quella sostenuta da fonti della polizia
torinese secondo la quale fin dalle 9,30 di ieri mattina la segreteria del
rettore era stata avvertita della situazione. In più il prorettore Roda,
presente nell'atrio prima degli incidenti, avrebbe condiviso con i funzionari
della polizia la presenza degli agenti all'interno dell'Università. Il
Fuan-Azione universitaria ha infine chiesto che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni
studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà definitivamente
risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente
vogliono candidarsi». Pronta la replica dei collettivi. «Abbiamo assistito a
scene che mai ci saremmo aspettati di vedere - hanno ribattuto i giovani dei
collettivi universitari di tutte le facoltà torinesi - studenti presi e
trascinati per le gambe, buttati a terra e picchiati con calci e manganellate
da più poliziotti contemporaneamente. Chiediamo al rettore e al Senato
Accademico una presa di posizione inequivocabile e una condanna di quanto
accaduto, nonché l'immediato rilascio degli arrestati». I giovani dei
collettivi hanno comunque riconosciuto di aver tentato di impedire l'attività
ai giovani del Fuan. Duro il commento sull'accaduto del ministro della
Gioventù, Giorgia Meloni: «Non è una novità, non è la prima volta che dobbiamo
indignarci a causa di una sparuta minoranza incapace di vivere il proprio
tempo, completamente fuori dalla storia, presuntuosi che pensano di poter
dettare le regole su chi può e chi non può entrare all'università, siano essi i
ragazzi di Azione universitaria o il Pontefice». 10/03/2009 nascosto-->
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì
10 Marzo 2009 Chiudi Scuola, solo dieci allievi scelgono le 24 ore Alle
elementari i genitori degli alunni bocciano il maestro unico voluto dalla Gelmini
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 10 Marzo
2009 Chiudi di NICOLA PACIARELLI I genitori degli studenti delle elementari
della provincia di Macerata bocciano il maestro unico. I dati sulle iscrizioni
alle classi prime della scuola primaria, raccolti dalla Flc Cgil provinciale,
sono inequivocabili. Più del 90% dei genitori per i propri figli sceglie tra il
tempo pieno (40 ore) e le 30 ore settimanali; le 27 ore sono state richieste
per meno dell'8% degli allievi e le 24 ore, tanto
sponsorizzate dal ministro Gelmini, sono state scelte solo per 10 allievi su 2.700, appena lo
0,37%. «Il ministro - si legge in una nota a firma di Giampaolo Cingolani,
segretario Flc Cgil di Macerata - dopo aver provato a spiegare alle famiglie i
vantaggi pedagogici del modello a 24 ore, vista la solenne bocciatura, si
affanna ora a dire che non è questione di maestro unico, ma di tempo
scuola. Per il ministro, infatti, la scelta da parte delle famiglie a favore
del tempo lungo non avrebbe niente a che vedere con un possibile rifiuto del
maestro unico. Il maestro unico - sempre secondo le affermazioni della Gelmini - esiste indipendentemente dal quadro orario scelto.
C'è nelle 24, nelle 27 e nelle 30 ore. La scelta delle famiglie non ha nulla a
che vedere col maestro unico, che è il modello che abbiamo scelto». Pronta la
replica a queste dichiarazioni: «Non è vero - dice Cingolani - L'insegnante
unico, che è stato giudicato negativamente da tutto il mondo accademico,
sindacale e da tutte le associazioni professionali, ora riceve il no anche
dalle famiglie. Il ministro non può non riconoscere che i modelli orari
prescelti, le 30 e le 40 ore, corrispondono all'orario dei moduli a tempo
pieno, cioè a quei modelli scolastici che hanno reso la scuola elementare una
tra le migliori al mondo». Vista la richiesta dei genitori, quindi, la Flc Cgil
chiede al ministro «di rispettare la scelta delle famiglie. Per sostenere i
diritti di studenti, famiglie e lavoratori, fino ad oggi negati da questo
ministro, la Flc Cgil il giorno 18 marzo sciopera per l'intera giornata».
Ritrovo a Macerata, alle
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 10 Marzo
2009 Chiudi Il calcio entra nelle scuole come strumento formativo
interdisciplinare, attraverso una rilettura giocosa delle principali materie
attraverso disegni, striscioni, canzoni, fotografie, filastrocche o brevi
filmati. E' lo scopo del progetto "I valori scendono in campo",
promosso dalla Federcalcio in collaborazione con il Ministero dell' Istruzione,
che coinvolgerà anche le scuole dell'Umbria, insieme a quelle di altre nove
regioni. "Alla base del progetto - ha spiegato Giovanni Bonato,
coordinatore umbro del settore giovanile e scolastico della Federcalcio - c'è
la consapevolezza che lo sport in genere, ma il calcio in particolare, hanno
molteplici funzioni educative. Per l'Umbria, il fatto di essere stata scelta
per attuare questo progetto è un motivo di orgoglio e faremo di tutto per
garantire il maggior coinvolgimento di giovani. Inoltre, attraverso la
riscoperta dei valori e delle regole del gioco del calcio, tra gli esiti finali
del progetto ci sarà la scrittura di un codice etico elaborato dagli stessi
alunni sui diritti dei bambini al gioco, e su una vera e propria carta dei
diritti e dei doveri dei tifosi". Infatti, gli alunni delle classi che partecipano
al progetto saranno coinvolti nella scrittura della "Carta dei diritti e
dei doveri dei tifosi", che verrà ratificata dai componenti
dell'Osservatorio permanente della formazione, che avrà sede a Roma, presso il
Settore giovanile e scolastico della Figc, e sarà composta da giornalisti,
campioni di calcio, dirigenti sportivi e scolastici, insegnanti e psicologi. Il
delegato regionale all'attività scolastica, Carlantonio Buzzi, ha tenuto a
sottolineare che "il progetto, fortemente voluto dal
ministro Gelmini e dal
presidente della FIGC Giancarlo Abete, non prevede gare né campionati ma solo
attività didattica, che faciliterà l'apprendimento delle diverse materie
scolastiche e dei valori e delle regole del calcio". Alla presentazione
sono intervenuti, tra gli altri, anche anche il vice presidente vicario della
Figc, Claudio Tomassucci, e il responsabile dell'Ufficio Educazione
Fisica dell'Usp di Perugia, Caterina Piernera.
( da "Messaggero, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Martedì 10 Marzo
2009 Chiudi di RENATO PEZZINI VIMERCATE (Milano) - Ricetta anticrisi del
premier: «Non comprate i giornali: sono profeti di sventura». Esortazione
rivolta agli imprenditori, un po' per celia un po' per non soccombere di fronte
a dati ogni giorno più allarmanti. La terapia di Silvio Berlusconi, del resto,
ormai è nota: inoculare ottimismo ad ogni costo. E dunque agli imprenditori
dice «investite di più», ai lavoratori «consumate di più», alle banche
«finanziate di più». Anche perché, sostiene, la crisi «è grave, ma i tempi
della sua durata dipendono da noi». Parla a Vimercate, poco distante dalla sua
Arcore, sotto un tendone bianco sbattuto da un vento insolente. E' ospite della
Cisco che inaugura un nuovo centro dal nome altisonante: "Business
Collaboration Center". Quelli che vanno al microfono - oltre ai manager Cisco ci sono pure i ministri Maroni e Gelmini - se la cavano in un paio di
minuti. Il capo del Governo si prende molto più tempo, perché ci vogliono tante
parole per provare a convincere che non siamo messi poi così male e che «la
crisi è un'occasione che i più bravi devono sfruttare» per migliorare la loro
situazione: «A leggere i giornali sembra che tutto stia crollando, ma
non è così». O meglio: «In Italia non è così» sostiene il Cavaliere. Perché le
banche, dice, sono al riparo da rischi di fallimento; perché il potere di
acquisto, dice, per alcune categorie («i dipendenti pubblici in primis») è
addirittura aumentato; perché il Governo ha finanziato le "grandi
opere" «che creeranno posto di lavoro» e ha stanziato 9 miliardi per gli
ammortizzatori sociali che, dice, «scongiureranno condizioni di miseria anche
per i cittadini meno fortunati»; perché gli istituti di credito possono mettere
in campo «decine di miliardi di liquidità per finanziare le imprese». Sintesi:
«Tutte le crisi passano». In attesa che passi 'a nuttata, Berlusconi deve fare
i conti con gli alleati, a cominciare da Bossi che lo invita a limitare i
benefici di eventuali misure anticrisi «agli italiani, e non anche agli
extracomunitari. Se non abbiamo posti di lavoro che dobbiamo fare? Almeno che uno
abbia un posto al mondo dove sa che pensano di più a lui che altrove». Ma il
premier deve anche fare i conti con l'urgenza di frenare gli sprechi e ridurre
il debito statale. E sul tema punta il dito contro l'Amministrazione Pubblica.
Che è «lenta, farraginosa, burocratica, e costosissima». Tira fuori delle cifre
secondo cui il mantenimento della Pubblica Amministrazione costa a ogni
italiano quattromilacinquecento euro l'anno, contro i tremila degli altri
europei. E dunque? «Bisogna snellire, sveltire, ridurre». Che non è solo la
lotta all'assenteismo del ministro Brunetta, ma anche - per esempio - un bel
risparmio sulla carta. Che c'entra? «Attraverso i computer i cittadini dovranno
essere in grado di avere dallo Stato tutto ciò che oggi richiede la presenza
fisica presso gli uffici pubblici o di produrre grandi quantità di carta. Entro
il 2012 non ci dovrà essere più carta». A parte, forse, quella dei giornali
"profeti di sventura".
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
10-03-2009)
Argomenti: Scuola
PESARO AGENDA pag.
11 «E' la politica che ci complica sempre la vita» SCUOLA UN DOCENTE INTERVIENE
A PROPOSITO DELL VOTO IN CONODTTA NELLA rubrica «Buongiorno Pesaro» dell'8
marzo, Paolo Nonni mette il dito in due piaghe della scuola, i voti in condotta e il lassismo, messi però erroneamente in
correlazione. Il criterio per l'assegnazione dei voti in condotta
è infatti dettato in una circolare ministeriale giunta a ridosso degli
scrutini, alla fine di gennaio. In detta circolare il ministro dispone che
l'insufficienza in condotta può essere affibbiata solo
a quegli alunni che, nel corso del quadrimestre, abbiano subito provvedimenti
disciplinari di sospensione alla frequenza scolastica per almeno 15 giorni. Per
essere sospeso per 15 giorni, un alunno deve essere incorso in mancanze
gravissime, e comunque la regolamentazione a pochi giorni dagli scrutini ha
colto di sorpresa tutto il corpo insegnante, che senza questi limiti avrebbe
sicuramente assegnato ben più dei 13 cinque registrati. Come vede il problema
dei
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-10 - pag: 15 autore: VIOLENZA TRA
AUTONOMI E STUDENTI DI DESTRA Torino, scontri all'università Tre fermati, sei
agenti feriti La raccolta di firme per le liste universitarie innescare la
violenza all'università di Torino: un centinaio militanti del Collettivo
universitario autonomo ha tentato di impedire impedire ieri a Palazzo Nuovo,
sede delle facoltà umanistiche, l'operazione ai militanti del FuanAzione
universitaria. Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in Questura
per essere identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa.
Dei tre studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e
lesioni. Gli incidenti erano quasi annunciati (violenze scoppiarono per lo
stesso motivo due anni fa): per questo era stato allestito un nutrito servizio
d'ordine con carabinieri e polizia a protezione del banchetto di raccolta
firme. Dopo essere stati respinti e aver lanciato oggetti contro le forze di
polizia gli autonomi, al grido di«Fuori i fascisti
dall'Università », hanno occupato il salone d'onore del Rettorato, in via Po,
per protesta contro i tre fermi. Il Fuan ha invece chiesto che il Rettore e il
ministro Gelmini sospendano
le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà
definitivamente risolta ».
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
AMIATA / COLLINE
pag. 8 «PROFESSORESSA Cappagli, questa è la più interessante gita alla qu...
«PROFESSORESSA Cappagli, questa è la più interessante gita alla quale abbiamo
partecipato», queste sono state le parole degli studenti delle classi IVC, ICD,
IIIC e IIC del liceo linguistico di Sorano al ritorno dalla visita alla
Comunità «Incontro» ad Amelia, di don Pierino Gelmini
(nella foto). Accompagnati da don Tito, parroco di Sorano, dal preside Franco
Lovari, dalla vice Rosanna Cappagli, oltre che dagli insegnanti Moira Conti,
Alessandra Ostelli e Riccardo Capitelli, gli studenti sono stati impegnati in
un incontro formativo, che ha visto nel colloquio della
mattina con don Gelmini e
nelle testimonianze di alcuni ragazzi ospiti della Comunità, due momenti di
grande partecipazione e commozione. L'attenzione alle parole di don Gelmini, figura veramente carismatica, è
stata a dir poco impressionante, con gli studenti che pendevano dalle sue
labbra e che sarebbero stati ore ad ascoltarlo. Così come gli stessi
studenti sono rimasti colpiti dalle testimonianze dei ragazzi ospiti che li
hanno portati a conoscenza delle esperienze fatte prima dell'entrata nella
comunità e delle ferree regole cui ora debbono sottostare. Gli stessi ragazzi
hanno poi accompagnato gli studenti a far loro conoscere i luoghi dove
lavorano: il laboratorio, la scuola, la biblioteca, l'officina, l'orto e i
giardini.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-03-10 - pag: 19 autore: Hi-tech. Il
centro di Vimercate al servizio delle imprese Cisco apre in Brianza il polo
dell'innovazione Daniele Lepido MILANO Un nuovo centro hi-tech, con sede a
Vimercate, per rilanciare la Brianza come incubatore tecnologico a servizio
delle imprese. è stato inaugurato ieri alla presenza del premier Silvio
Berlusconi il Cisco Business Collaboration Center, il nuovo polo italiano
dedicato all'innovazione pensato dalla multinazionale americana per mettere in
contatto istituzioni, imprese e centri di ricerca. La struttura sarà dedicata
alla business collaboration, con l'obiettivo di realizzare un network di conoscenze
per superare le barriere geografiche e territoriali e agevolare così lo scambio
di know how in ogni forma e modalità multimediale: dall'audio al video,
passando per internet. L'inaugurazione del Centro della casa californiana, al
quale hanno partecipato anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni,e il
ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, è stata anche l'occasione per
ribadire l'impegno del Governo verso la digitalizzazione e un sistema di
sicurezza pubblica basato sulle tecnologie. La Brianza si conferma così terra
d'innovazione anche in tempi di crisi. Le imprese legate all'informatica sono
infatti il 2,5% del totale delle attività, quasi il doppio rispetto al
dato italiano (1,6%) e superiore a quello lombardo (2,3%). «Sebbene viviamo un
momento di difficoltà - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente della
Camera di commercio di Monza e Brianza questi investimenti delle imprese,
grandi e piccole, in innovazione e ricerca sono un fattore determinante per
uscire dalla crisi. Anche le istituzioni, a partire dalla Camera di commercio
stanno facendo la loro parte mettendo a disposizione risorse per l'hi-tech e il
capitale umano». La creazione del centro completa il percorso che Cisco ha
portato avanti in quindici anni di presenza in Italia: un percorso
caratterizzato da «costanti investimenti in ricerca e sviluppo – come fanno
sapere i vertici della casa americana – nella formazione e creazione di
competenze per l'innovazione tecnologica, nel raccordo con il settore pubblico
e con le imprese italiane». Tra gli esempi di questo impegno c'è il Cisco
Photonics, nato a Monza nel 2000, il centro italiano che guida a livello
mondiale le attività di studio del colosso Usa nelle tecnologie per le reti
ottiche. Nel centro lavora un team di oltre 250 persone che ogni anno progetta
le infrastrutture di rete a larghissima banda. In occasione dell'inaugurazione
del centro Cisco è stata anche resa pubblica un'iniziativa del gruppo a
sostegno della ricerca scientifica italiana, con due nuovi progetti affidati da
Cisco Photonics Italy al Create-Net di Trento e al Gruppo OptCom del
Dipartimento di elettronica del Politecnico di Torino. «Cisco- ha detto
Berlusconi - è protagonista della modernità e, da imprenditore, non nego di
invidiare il suo fatturato di 40 miliardi di euro e le sue riserve di cassa che
mi sembra siano uguali a quelle del fatturato ». Rivolto ai dirigenti di Cisco,
il presidente del Consiglio ridendo ha aggiunto: «Questa invidia mi deriva dal
fatto di essere un imprenditore ». daniele.lepido@ilsole24ore.com IL TAGLIO DEL
NASTRO L'obiettivo è condividere il sapere tecnologico con le aziende del
territorio è intervenuto anche il premier Silvio Berlusconi
( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-10 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Dominici: la scuola di via Paravia? Non è vera integrazione. Ma la Lega difende la preside: la Gelmini la salvi «Bocciata la classe di soli stranieri» Il provveditore:
manderemo gli ispettori «Una classe di soli stranieri è tutto il contrario
della nostra idea di integrazione» dice il direttore scolastico regionale,
Annamaria Dominici. Motivo: «è un precedente che può rivelarsi molto
pericoloso ». La scuola di frontiera di via Paravia, a San Siro, diventa un
caso politico. Così l'assessore Mariolina Moioli: «Ci stiamo impegnando per
risolvere il problema ». Ed è pronta già un'ispezione «per capire se le cose si
potevano gestire diversamente». Evitare le classi ghetto è l'obiettivo. Ma la
Lega Nord difende la preside dagli attacchi: «Quel plesso è un modello» sostiene
il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale, Matteo Salvini. A PAGINA 3
Sacchi
( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-10 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Scontro sulla classe di soli bimbi immigrati Il
direttore lombardo: non è integrazione. Ma la Lega difende la preside: scuola
modello, intervenga la Gelmini L'assessore Moioli: «Tra i banchi si impara a vivere insieme,
tutte le realtà devono essere equamente presenti» Fastidio, «perché una classe
di soli stranieri è tutto il contrario della nostra idea di integrazione ».
Preoccupazione, «per un precedente che può rivelarsi molto pericoloso».
Confronto, «ci stiamo impegnando per risolvere il problema». Il direttore
scolastico regionale, Annamaria Dominici, il provveditore, Antonio Lupacchino,
l'assessore all'Educazione, Mariolina Moioli. Insieme per «salvare» la scuola
di via Paravia, dove i bimbi italiani non si iscrivono più e in prima
elementare, a settembre, ci saranno «solo» 15 extracomunitari. Linea dura:
«Manderemo un'ispezione per vedere se le cose si potevano gestire
diversamente». E un sostegno inaspettato: «Quel plesso — dice il leghista
Matteo Salvini — è un modello, deve rimanere così com'è». Contrari e
favorevoli. I vertici della scuola lombarda, sostenitori del «la preside doveva
fare qualcosa» e i docenti di frontiera convinti che «non si decidono i propri
iscritti, non possiamo mandare via gli stranieri e rastrellare gli italiani».
Un nodo difficile da risolvere. Ma Annamaria Dominici non ci sta: «Noi abbiamo
avviato un importante progetto di integrazione con Ismu e Comune per evitare
scompensi nella formazione delle classi». Stoccata alla dirigente di via
Paravia: «Non condivido questa scelta di non mettersi in rete con le altre
scuole come invece prevede il nostro piano». Da via Ripamonti sta per partire
un'ispezione sulla vicenda: «Andremo a fondo, noi siamo per un'equa
distribuzione degli immigrati e per la collaborazione con gli enti locali».
Evitare le classi ghetto, ecco l'obiettivo. Con il progetto Start (255 corsi di
alfabetizzazione) e con quattro scuole polo incaricate di orientare le famiglie
straniere nella scelta dell'istituto. «Tra i banchi si impara a vivere insieme
— dice Mariolina Moioli — , tutte le realtà devono essere equamente presenti ».
Anche al provveditore Lupacchino la faccenda «non piace»: «Stiamo valutando una
possibile soluzione». E c'è un altro spettro che incombe sulla scuola più
straniera di Milano: «è nell'elenco dei plessi sottodimensionati, l'anno
prossimo potrebbe rischiare di essere accorpata a un'altra direzione». Destino
difficile, quello di via Paravia. Ma — incredibile — una difesa all'istituto (e
alla preside Agnese Banfi, che si difende con coraggio dall'accusa di isolare
gli italiani in via Monte Baldo e gli stranieri in Paravia evidenziando la
distanza tra i due plessi e la presenza di un 74 per cento di extracomunitari
nel quartiere) arriva dal leghista Matteo Salvini: «Giù le mani da quella
elementare "ponte". Teniamola aperta così com'è: ha ottimi insegnanti
e bellissimi progetti. Ma che resti un unicum: sono convinto che in Italia le
classi non debbano superare il 20 per cento di immigrati. Sul tema presenterò
un'interrogazione parlamentare a Roma (oggi, ndr). Al ministro Mariastella Gelmini chiederò di lasciare quella scuola così com'è». Una
voce isolata. Cui si aggiunge quella dei genitori di via Paravia. Italiani e
stranieri: «Non chiudeteci». Annachiara Sacchi
( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2009-03-10 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE La sfida Un centro a Vimercate. Servirà a snellire anche la
Pubblica Amministrazione Mettere in rete l'innovazione La ricetta anti crisi
della Brianza Un piccolo imprenditore che vorrebbe migliorare il suo sistema di
produzione ma non sa come fare. Oppure un Comune che cerca il modo per rendere più
efficiente la macchina burocratica ma non ha idee concrete. O ancora una
giovane azienda che ha l'idea, forse vincente, ma non riesce a realizzarla. Da
ieri c'è una porta a cui bussare e dietro la quale si trovano almeno 250
ricercatori in grado di elaborare gratuitamente progetti di sviluppo oppure di
fare conoscere «buone pratiche » o ancora di mettere in rete la domanda e
l'offerta (università e centri di ricerca- aziendepubbliche amministrazioni).
Il centro è pressoché unico in Italia, l'idea è di una multinazionale americana
con quartiere generale italiano a Vimercate, la Cisco, che lo ha creato e
inaugurato ieri mattina in pompa magna del centro. L'utilizzo delle tecnologie
permetterà in particolare alla Pubblica Amministrazione di cambiare radicalmente
il modo di lavorare e di rapportarsi al cittadino e alle imprese. Un annuncio
accolto con entusiasmo dal padrino d'eccezione, il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi: «La nostra pubblica amministrazione è antiquata, pletorica,
inefficiente e costosissima». Ad applaudire il progetto anche il ministro dell'
interno Roberto Maroni «efficienza e innovazione significano maggiore sicurezza
per gli italiani» e quello alla Pubblica Istruzione
Mariastella Gelmini «questo
centro è un volano per dare un futuro ai nostri giovani ». La Brianza si
conferma così terra d'innovazione anche in tempi di crisi. Le imprese legate
all'informatica sono infatti il 2,5% del totale delle attività, quasi il doppio
rispetto al dato italiano (1,6%) e superiore a quello lombardo (2,3%).
«Sebbene viviamo un momento di difficoltà - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli,
presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - questi investimenti
delle imprese, grandi e piccole, in innovazione e ricerca sono un fattore
determinante per uscire dalla crisi». L'inaugurazione Il premier Silvio
Berlusconi e i ministri Mariastella Gelmini e Roberto
Maroni hanno inaugurato ieri la sede del centro Cisco di Vimercate Leila
Codecasa
( da "Riformista, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Rai senza cultura,
scrittori senza popolo di Stefano Munafò Le recenti polemiche attorno alle
politiche del ministro Bondi e un attacco esplicito dello scrittore Baricco ai
fondi statali per lo spettacolo, hanno finito per tirare in ballo anche la
funzione culturale (mancata) della Rai, in quanto servizio pubblico. Lo ha
fatto anche Giovanna Melandri, nuovo responsabile per la cultura del Pd di
Franceschini, in un'intervista rilasciata a Mastrantonio sul Riformista.
Baricco -è questo il succo della tesi sostenuta- più che con i 360 milioni
destinati al fondo dello spettacolo, doveva prendersela coi
tagli della Gelmini sulla
scuola e soprattutto con la Rai. Il servizio pubblico è infatti finanziato dal
canone per oltre 1,5 mld, e continua a fornire programmi indistinguibili da
Mediaset. Tutto vero e sacrosanto. Verrebbe da dire tuttavia: dove è stata
Giovanna Melandri in tutto questo tempo, un periodo in cui, anche con la
sinistra al governo, il mondo politico, per quanto riguarda la Rai, ha
continuato a occuparsi soprattutto di informazione e par condicio? Il sistema dei
partiti ha sempre ritenuto che è l'informazione il cuore del consenso, la
libidine e il desiderio. La Rai è stata vista solo in rapporto ai partiti,
quasi mai come una grande casa editrice popolare al servizio della
cittadinanza. Perchè meravigliarsi allora? La responsabilità delle mancate
politiche culturali del servizio pubblico va imputata innanzitutto ai partiti,
e dunque per la sua piccola parte anche alla Melandri. E' inutile accusare
sempre e solo gli altri: la rigenerazione della politica deve passare anche
attraverso noi stessi. Resta poi il problema delle "due culture"
italiane. La Rai, è vero, ha perso negli ultimi 10 anni grande parte della sua
tradizione e della sua vocazione culturale. Ma la colpa non è solo dei suoi
dirigenti. Anche gli intellettuali hanno mancato il rapporto con i media e
attraverso di essi con il popolo, come voleva Gramsci ai primi del ?900. Non
tutti ma molti, hanno preferito per narcisismo di guardare solo al proprio
ombelico e di rinchiudersi negli steccati "autoriali", senza popolo.
Magari finanziati dallo Stato. Come lo stesso Baricco. 10/03/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
10-03-2009)
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IMOLA pag. 6 IL PD chiede di anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le pr... IL PD chiede di
anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le preiscrizioni per il prossimo anno scolastico. E in
consiglio scoppia il caos con metà opposizione (i civici più Boschi) che
abbandona l'aula, seguita poco dopo anche dal Pdl. L'ordine del giorno
della maggioranza era stato presentato il 5 marzo, ultimo quindi in ordine di
protocollo fra quelli in discussione ieri. Così quando ieri pomeriggio il Pd ha
chiesto di anticiparne la discussione subito dopo le delibere e prima delle interrogazioni
è scoppiato il putiferio. L'opposizione compatta a quel punto chiede di
anticipare gli altri ordini del giorno, quasi tutti presentati prima, anche
alcune settimane. C'è di tutto, come incentivi per la conversione delle auto a
metano e gpl, mezzi pubblici gratuiti nei giovedì di blocco del traffico,
mozione sulle liste di attesa per le mammografie, mozione sull'aumento dei
terreni per gli orti per gli anziani e uno sul cinquantesimo anniversario
dell'inserruzione tibetana contro l'occupazione cinese. Il rischio è che
anticipando solo l'ordine del giorno della Costa si vada troppo in là con i
tempi e che a un certo punto venga a mancare il numero legale per votare gli
ordini del giorno (non necessario invece per le interrogazioni). Il Pd però non
ci sta ad anticipare gli ordini del giorno, così scatta la protesta
dell'opposizione. I civici Giuseppe Palazzolo (Per Imola), Antonio Pezzi e
Riccardo Mondini (Unione di centrodestra) e l'indipendente Guido Boschi
abbandonano l'aula. Il Pd attacca: «Irresponsabile che parte dell'opposizione
esco proprio quando si discute un tema così importante come la scuola». La
minoranza però si frantuma: il Pdl infatti rimane seduto al suo posto. «Siamo
rimasti per difendere il lavoro della Gelmini»,
afferma il capogruppo del Pdl Adriano Gini. L'accordo è che la discussione si
fermi lì. Invece va avanti. Giusto il tempo di discutere un ordine del giorno
sulla celiachia che riprendono le frizioni. C'è da discutere un ordine del
giorno sulla legge 1360, quella che vorrebbe equiparare partigiani e
repubblichini. Il Pdl chiede di sospendere la discussione, vista l'assenza di
parte dell'opposizione. Il Pd però non ci sta, e anche l'ultimo drappello della
minoranza se ne va.
( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-03-10 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE L'esecutivo in Piemonte Il governo a Novara Bresso: io non invitata
NOVARA — «Non soffro a non esserci, ma è inaudito. Non devo commentare, perché
si commenta da solo». La presidente del Piemonte Mercedes Bresso commenta il
suo mancato invito a «Governincontra», la giornata di faccia a faccia tra
cittadinanza e esponenti governativi che si è svolta ieri a Novara con i
ministri Alfano, Bossi, Gelmini, Maroni, Rotondi e
Zaia. «Nessuna rottura istituzionale — ha ribattuto Rotondi — l'iniziativa è su
base provinciale e le Regioni sono invitate solo quando andiamo nel capoluogo».
M. Bresso
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
10-03-2009)
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CRONACHE MARCHE pag.
15 Scuola sul sentiero di guerra, a rischio 1035 lavoratori LA PROTESTA: IL 18
SI FERMA IL «MONDO DELLA CONOSCENZA» ANCONA L'ONDA è tornata. Sulla scia delle
mobilitazioni d'autunno, stavolta la Cgil, attraverso un altro sciopero in
solitaria indetto per il 18 marzo, coinvolgerà per la prima volta tutti i
settori della conoscenza: scuola, università, ricerca, afam (alta formazione artistica
e musicale) e formazione professionale. Tanto per farsi un'idea, nella Regione
a partire dal primo settembre saranno 443 gli Ata (personale tecnico
amministrativo) che potrebbero perdere il posto, con un'incidenza maggiore
negli Istituti comprensivi e direzioni didattiche, magari dislocate nei piccoli
comuni e in plessi distinti. Il numero più alto di tagli si avrà nella
provincia di Ancona (137) seguita da Ascoli (113) Pesaro (100) e Macerata (93).
Situazione ancor più grave se guardiamo alle proiezioni della Flc Cgil
sull'organico docenti: sempre a settembre sono previsti 648 posti in meno nella
primaria, gran parte dei quali dovuti al taglio delle compresenze nelle classi
a tempo normale, e altri 214 nella secondaria di primo grado (media), il tutto
senza ammortizzatori sociali ma solo con indennità di disoccupazione. Una
falcidia insomma, che in totale colpirà 1305 lavoratori marchigiani impiegati
nel settore della conoscenza. «A pagare saranno in maggior misura i precari ha
denunciato la segretaria regionale Flc Cgil Daniela Barbaresi ma non sarà
risparmiato neanche il personale di ruolo. Infatti circa 250 unità diventeranno
sovrannumerarie' e saranno impiegate per le supplenze in sedi diverse». Un
altro nodo della scuola riguarda il tempo esteso, scelto dalla stragrande
maggioranza delle famiglie per il prossimo anno. Resta il modello a 30 ore il
preferito dai genitori nella primaria mentre a sorpresa continuano a crescere
le richieste per il tempo pieno a 40 ore. «Bocciato il
modello Gelmini a 24 e 27
ore che nessuno ha voluto», ha ribadito Barbaresi. Ma come faranno gli istituti
ad allestire così tante classi a 30 e 40 ore se gli organici vengono calcolati
su un tempo scuola di 27? Lo vedremo nelle prossime ore, intanto il sindacato
(è in corso oggi l'incontro al Ministero) punta il dito sulla questione
sicurezza: per far fronte alle richieste, ci sarà un aumento degli
alunni, fino a 32, per ogni classe. Assai grave anche la situazione degli
atenei marchigiani, sia per il blocco del reclutamento di tecnici e docenti,
sia per il congelamento dei finanziamenti. Idem per i cosiddetti Afam, cinque
nelle Marche, che si sono visti annullare del tutto i fondi per il 2009 e il
( da "Corriere del Veneto" del 10-03-2009)
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Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2009-03-10 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE La polemica Scuola, il Pd va all'attacco della Riforma Gelmini BELLUNO — Scuola, dai tagli alle compresenze ai
laboratori inutilizzati, dal ridimensionamento delle scuole di montagna alla
mancanza di organico per gli alunni con disturbi di apprendimento, fino alla
riduzione degli insegnanti laureati di lingua inglese. Continuano le
preoccupazioni per le conseguenze della riforma Gelmini.
A parlarne è stato ieri il Pd di Belluno: «Negli ultimi anni - spiega Danila
Tirabeni, rappresentante della commissione scuola del Pd - sono stati investiti
circa 30mila euro per realizzare in ciascun Comune, di media, due laboratori
informatici. In Provincia di Belluno sono stati spesi più di 2 milioni di euro
per laboratori informatici che resteranno inutilizzati, perché il taglio delle
compresenze degli insegnanti renderà impossibile dividere le classi nei gruppi
necessari per l'accesso ai laboratori». Il senatore Maurizio Fistarol è
preoccupato per il mantenimento delle scuole di montagna: «Nonostante la
Regione continui a rassicurarci, lo schema di regolamento per la
riorganizzazione della rete scolastica prevede che nelle scuole di montagna non
si potranno istituire classi con meno di 10 alunni. In tutta Italia verrà
tagliato il 50 per cento dei plessi scolastici: dove taglieranno se non a
Bellluno, dove esistono molti plessi sottodimensionati?». Si chiedono
insegnanti per seguire gli alunni con disturbi di apprendimento. «Nella scuola
primaria del Feltrino abbiamo il 15 per cento di questo tipo di alunni. Venendo
a mancare la compresenza - spiega la Tirabeni tutta questa fascia di alunni
verrà lasciata in balia di se stessi». Elena Placitelli
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
10-03-2009)
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BOLOGNA PRIMO PIANO
pag. 11 Ai bimbi tutti
( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
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n. 59 del 2009-03-10
pagina 0 Torino, scontri in ateneo tra autonomi e polizia di Redazione Dentro a
Palazzo Nuovo tensione tra un gruppo di studenti del Fuan e gli autonomi del
Cua. Carica degli agenti dopo un lancio di uova e fumogeni. Tra i feriti ci
sono quattro agenti di polizia e tre studenti. Ci sono stati tre fermi: un
ragazzo è stato portato via in manette Torino - Scontri a Palazzo Nuovo tra
studenti e polizia. Nella sede delle facoltà umanistiche dell?università di
Torino dove un gruppo di studenti antifascisti del collettivo universitario Cua
ha protestato con un presidio contro la presenza di un banchetto di giovani
appartenenti al Fuan di Azione universitaria, che stanno raccogliendo firme per
le elezioni universitarie. Nell?atrio di Palazzo Nuovo, la polizia è
intervenuta impedendo con dei cordoni che i gruppi entrassero in contatto. Poi,
in seguito a un lancio di uova e fumogeni, c?è stata una carica delle forze
dell?ordine per respingere indietro il gruppo antifascista. Gli scontri Le
forze dell?ordine hanno fatto ulteriori cariche, cosiddette di
"alleggerimento" per disperdere i giovani antagonisti nell?atrio.
Tutti coloro che erano all?interno, compresi quelli del Fuan, che raccoglievano
le firme, sono stati fatti uscire dall?atrio. L?ingresso dell?università è
presidiato dalle forze dell?ordine che filtrano l?ingresso degli studenti che
devono andare a lezione. Un centinaio di manifestanti del Cua sono invece
davanti a Palazzo Nuovo che contestano le forze dell?ordine con vari slogan. Il
più usato e "fuori i fascisti dall?università". Feriti e fermi Tra i
feriti ci sono quattro agenti di polizia, tra cui uno con una ferita
lacero-contusa alla testa, e tre studenti. E ci sarebbero stati tre fermi.
Almeno un ragazzo è stato portato via in manette. Fuan: "Sopsendere le
lezioni" Il rettore sospenda le elezioni studentesche fino a quando
"la situazione nell?Ateneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà
l?agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi". è
quanto chiede il Fuan-Azione universitaria dopo gli incidenti di stamattina a
Palazzo Nuovo. L?appello sarà chiesto anche al ministro Gelmini.
"Come da tempo denunciamo - aggiunge Augusta Montaruli dell?esecutivo
nazionale - il clima di intimidazione e di violenza all?università degli studi
è diventato assolutamente intollerabile. Uova, fumogeni, pile, secchi
dell?immondizia, bacheche, bomba carta: questo è quanto è stato lanciato dagli
esponenti dell?estrema sinistra, il Cua e i Collettivi, per impedire la
raccolta firme per le prossime elezioni universitarie della lista Azione
universitaria. Come è stato confermato questa mattina dal prorettore Sergio
Roda - precisa - Azione universitaria ha tutto il diritto di raccogliere le firme
per la candidatura a Palazzo Nuovo così come in altre sedi. Per questo -
conclude - la manifestazione degli autonomi è stata del tutto sproporzionata,
aggressiva, incivile". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-03-2009)
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Provincia di
Oristano Pagina 4017 Il sindaco attacca la riforma Gelmini:
piano scellerato Scuole della Marmilla a rischio: la protesta parte da
Gonnoscodina Il sindaco attacca la riforma Gelmini:
piano scellerato --> Fra due anni potrebbero chiudere quasi tutti i plessi
scolastici della Marmilla. Oltre ad un'istruzione che riaffermerà la divisione
fra classi sociali. L'allarme è stato lanciato dal vicesindaco di Gonnoscodina
Palmiro Pilloni, che in un documento ha criticato aspramente la riforma
scolastica del ministro Gelmini. Questo il suo esordio:
«Sulla scuola in Marmilla si addensano sempre più fosche nubi. La riforma Gelmini sta moltiplicando gli sforzi per portare a
compimento lo smantellamento della scuola pubblica. Un obiettivo comune a
tutti: demolire il diritto all'istruzione. Da Berlinguer al quale si deve anche
la legge di parità scolastica che ha sdoganato le scuole private, alla
Morattti, fino a Fioroni». Per Pilloni questo è un «disegno scellerato»
soprattutto per una zona interna dove lo Stato è sempre più assente con i tagli
alla sanità ed agli enti locali. «Dall'anno scolastico 2010/2011 partiranno i
nuovi parametri di determinazione del numero di alunni per classe e per
istituto col risultato che la quasi totalità dei plessi nei comuni dell'Alta
Marmilla, causa la scarsità di alunni, dovranno chiudere», ha proseguito il
vicesindaco, «le cause del sottodimensionamento sono note: bassa natalità,
continuo spopolamento dei paesi, carenza di lavoro». Davanti a questo progetto
per Pilloni gli sforzi delle amministrazioni locali sono insufficienti per
evitare la chiusura delle scuole. Ed ha aggiunto: «Ci sembra di capire che si
voglia tornare ad una scuola che insegni in poco tempo a leggere, scrivere e
far di conto, giusto le nozioni che servono ai figli degli operai per
continuare a fare gli operai, ai figli di pastori per fare i pastori». Pilloni
ha concluso: «Dobbiamo avere consapevolezza di quanto sta accadendo. Solo così
si può capire che tutto quello che passa oggi avrà conseguenze sul futuro dei
nostri figli. Ecco perché le scuole nei piccoli paesi, anche se
sottodimensionate, devono continuare a esistere». ( an.pin. )
( da "Centro, Il" del 10-03-2009)
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Visita
a Lucca Il Braga dal ministro Gelmini TERAMO.
L'istituto Braga a Lucca per delineare la strategia per avviare il percorso di
statizzazione degli Istituti di alta formazione musicale di Teramo e di Lucca.
Nel prestigioso istituto musicale Boccherini di Lucca, che vide tra i suoi
allievi Giacomo Puccini, il presidente dell'istituto Braga Alberto Melarangelo, e il direttore, Antonio Castagna,
hanno incontrato le autorità locali per la statizzazione delle due istituzioni.
Nel corso dell'incontro il sindaco di Lucca ha avuto un lungo colloquio
telefonico con il senatore Paolo Tancredi e, successivamente, con l'onorevole
Valentina Aprea, con i quali si è ritenuto di organizzare una prossima riunione
operativa a Roma, propedeutica ad un incontro con il ministro della pubblica
istruzione Gelmini.
( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
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n. 59 del 2009-03-10
pagina 5 Ministri tra la gente del Nord E per Bossi è un'ovazione di Guido
Mattioni nostro inviato a Novara È questione di pelle, di pancia, di fiuto.
Perché da queste parti, in questo piatto angolo del Nord dove la gente è venuta
su a riso e vino Ghemme, quando arrivano le cravatte verdi la musica degli
applausi diventa un'altra cosa. Più sonora e più intensa. Forse più sentita,
senz'altro più convinta. Musica che se proprio non divide, quantomeno distingue
il popolo del centrodestra. È successo anche ieri, nella sobria bomboniera del
Teatro Coccia di Novara, in uno degli appuntamenti battezzati «Governincontra»
e voluti da Gianfranco Rotondi, ministro all'Attuazione del programma, per
portare fino in provincia la voce e le orecchie del governo. Perché bisogna raccontare
quanto fatto e il tanto che resta da fare, ma soprattutto perché bisogna
ascoltare. Per farlo, per rassicurare e per essere rassicurato, il governo è
salito in forze in questo angolo di profondo Nord oggi meno prospero e più in
difficoltà rispetto a ieri, dove in cassa integrazione è un lavoratore su
cinque e dove la parola «tagli» appanna anche un marchio glorioso come quello
della De Agostini. Anche per questo il governo è salito fin qui con una
formazione di tutto peso. Ovvero sei ministri, da Umberto Bossi (Riforme e
federalismo) ad Angelino Alfano (Giustizia), da Mariastella
Gelmini (Istruzione) a Luca
Zaia (Agricoltura), da Roberto Maroni (Interni) al già citato Rotondi. Gli
applausi arrivano per tutti, per il dc Rotondi quando spiega la ratio
dell'iniziativa come per l'azzurra Gelmini che suscita un'approvazione razionale quando premette che «la
scuola non può essere solo una questione contabile». E che strappa dai
cuori un'ovazione quando spiega cosa intende con quel «qualcosa» che ora c'è,
oltre ai numeri: il crocifisso che resta appeso nelle aule o il ripristino del
dimenticato rispetto per gli insegnanti. E applausi ne scatena anche il
«tecnico» Alfano, promettendo una giustizia amministrata «da giudici terzi e
imparziali». Ma quando a prendere la parola sono le cravatte verdi, i giovani
rampanti della Lega diventati sì gente di governo, ma pur sempre adoranti
difensori del loro Senatùr, be' soltanto allora il popolo del Nord si trasforma
in mare. Si gonfia, si agita e finalmente esplode in un battimani che diventa
tsunami e che è ben più di un'approvazione. È adesione totale, è atto
liberatorio, è soprattutto identificazione piena. Si scaldano così le dita
quando Zaia, agitando un unico foglio di appunti per anticipare la sua brevità
- «quando ricevo, lo faccio con la clessidra davanti» - ricorda i sequestri di
vino, pomodoro e pesce taroccati, quel falso made in Italy che fa male alle
tasche pubbliche e ancor più alle pance private. E si arrossano i polpastrelli
quando in una terra dove il riso ha la sacralità del pane, il ministro ne
ricorda il salvataggio attuato dal governo. E si arroventano i palmi delle mani
quando premettendo un poco convinto «mi spiace per loro», lui invita la
comunità cinese «a tenersi in casa le loro schifezze», come quelle tonnellate
di latte alla melamina scoperte in un sottotetto a Napoli. Eppure è l'Umberto
che tutti attendono, il vecchio leone acciaccato, ma sempre indiscusso
capobranco, per risentirne la roca rivendicazione d'orgoglio. «Soltanto grazie
a noi, a gente come Maroni, l'ho allevato io e si vede - elenca lui sull'onda
delle ovazioni - che abbiamo garantito gli interessi della nostra gente; che
arriveremo al federalismo fiscale che non punirà il Sud, ma soltanto i ladri;
che non ci sarà più una siringa che costi cento a Novara e mille altrove; che
il centrodestra governerà perché è la Lega a portare i voti... ». E via così,
rivendicando. E chi lo ferma questo? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
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n. 59 del 2009-03-10
pagina 11 Torino, la sinistra dà un'altra «lezione» di tolleranza di Redazione
Un gruppo di autonomi impedisce agli studenti di destra di raccogliere le firme
per le elezioni d'ateneo. Interviene la polizia: tre giovani fermati e cinque
agenti della Digos feriti. Chiamparino: «Qui c'è un problema di democrazia»
TorinoCi risiamo. Poco più di due settimane fa erano arrivate le condanne in
primo grado per i tre autonomi che avevano capeggiato gli scontri a Palazzo
Nuovo nel maggio del
( da "Vnunet.it" del 10-03-2009)
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VIDEOINTERVISTA
Stefano Venturi (Cisco): Nasce un ponte tra la ricerca e le imprese 10-03-2009
Emanuela Teruzzi All'inaugurazione del centro Cisco Business Collaboration,
l'amministratore delegato di Cisco Italia spiega perché Vimercate diventerà un
centro per lo scambio di esperienze. Tra imprese, istituzioni, start up e
partner. Aspettando l'Expo 2015 Il nuovissimo centro Cisco Business
Collaboration (CBC) inaugurato ieri a Vimercate è il corollario della strategia
Cisco degli ultimi 15 anni: un centro che fa della collaborazione e della
condivisione di dati, voce e video lo strumento per eliminare le barriere
temporali e geografiche all'interno delle aziende, per facilitare lo sviluppo
di nuovi progetti e realtà. Un centro facilitatore del business, in momenti in
cui ricerca, aziende, istituzioni faticano spesso a dialogare. A Stefano
Venturi amministratore delegato di Cisco Italia che ha inaugurato il centro alla presenza del presidente del consiglio dei ministri
Silvio Berlusconi, e dei ministri Maroni e Gelmini, abbiamo rivolto qualche domanda chiave, per capire se
l'alleanza tra imprese, istituzioni, ricerca e tecnologia è davvero fattibile.
E quali sono gli obiettivi di Cisco legati al nuovo CBC (partendo
dall'interesse per le start up fino ai progetto per l'Expo 2015). Nella
videointervista le risposte. Per essere aggiornato sulle ultime notizie del
mercato, iscriviti alle newsletter di NetMediaEurope, clicca qui © Copyright
2007 tutti i diritti riservati | part of vnu.net europe
( da "Affari Italiani (Online)" del 10-03-2009)
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Politica Sondaggio
sul Pdl per Affaritaliani.it: il 63% degli elettori si autodefinisce
berlusconiano Martedí 10.03.2009 10:43 A pochi giorni dal congresso che sancirà
la nascita del Popolo della Libertà nato sul predellino di piazza San Babila a
Milano, l'istituto di sondaggi Crespi Ricerche - in esclusiva per
Affaritaliani.it - ha iniziato a indagare su quelli che sono i tratti comuni e
aggreganti degli elettori del Pdl. "In questa prima tranche di lavoro
abbiamo cercato di verificare quali sono i blocchi culturali e politici che lo
compongono: il 63% si autodefinisce berlusconiano, negando ogni riferimento
alle tradizionali scuole politiche, mentre quasi il 24% si autodefinisce di
Alleanza Nazionale, mentre il 4,4% si definisce socialista riformista, il 2,2%
democrastiano e l'1% liberale". "Se a votare per il capo della Pdl
fossero gli elettori, Berlusconi sfiorerebbe il 90% dei consensi, e a
Gianfranco Fini non resterebbe che accontentarsi di qualcosa di più del 10% e
agli altri (Formigoni, Tremonti, ecc) poco più del 2%. Le attività del governo
che hanno rinforzato le convinzioni dell'elettorato del Pdl sono: l'operazione
dei rifiuti di Napoli con quasi il 97% dei consensi, la lotta ai fannulloni del
Ministro Brunetta e le leggi sulle donne. Bene anche la riforma della scuola e
quella della giustizia. In fondo alla classifica troviamo la politica
sull'energia (le centrali nucleari) e l'Alitalia". "I ministri che
hanno riscosso maggiore consenso per la loro attività sono Renato Brunetta con
l'84,7% degli elettori del Pdl, segue un sorprendente Angelino Alfano con quasi
l'80% e poi due donne: la Gelmini con il 77,4% e la Carfagna con il 74,3%. Chiude Sacconi con il
60,9%. Ma Sacconi e la Gelmini li troviamo anche nella classifica dei ministri che hanno deluso
rispettivamente con il 14,3% e l'8,9%. La classifica però è guidata da Claudio
Scajola che registra il 25,3% di delusi del Pdl, seguito da Franco Frattini con
il 22,1% e da Giulio Tremonti con quasi il 20% che sembra pagare più di
altri il prezzo della crisi". METODOLOGIA - Il sondaggio "Il Popolo
della Libertà-congresso" è stato condotto attraverso interviste
telefoniche con metodologia C.A.T.I. su un campione di 600 interviste rivolte
esclusivamente a individui che hanno dichiarato di essere elettori del Popolo
della Libertà. Le interviste sono state realizzate tra il 4 e il 6 marzo 2009.
tags: Pdl Berlusconi Fini congresso
( da "Sestopotere.com" del 10-03-2009)
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8 marzo, violenza
alle donne: a Modena 150 segnalazioni nel 2008 (10/3/2009 10:15) | (Sesto
Potere) - Modena - 10 marzo 2009 - "A Modena esiste una rete di sostegno
alle donne vittime di violenza che include i servizi sociali, le forze
dell'ordine e le associazioni femminili. Gli interventi di prevenzione e
accoglienza di donne che hanno subito violenza in famiglia sono aumentati del
36% in 4 anni, passando dai 110 casi del 2004 ai 150 del 2008". Lo ha
detto in Consiglio comunale l'assessore alle Pari opportunità Simona Arletti,
rispondendo al consigliere Antonio Maienza, Popolari per il centrosinistra.
Maienza ha ricordato la drammatica attualità del tema della violenza sulle
donne e ha chiesto all'assessore "di inserire nel fondo risarcimento alle
vittime dei reati anche le violenze e gli stupri e di dare maggiori garanzie di
assistenza e difesa legale alle donne vittime di violenza". L'assessore
Arletti ha precisato che dall'ottobre 2004 esiste la "Fondazione emiliano
romagnola vittime di reato" che offre sostegno alle vittime di violenze o
stupri avvenuti sul territorio regionale, o subiti da cittadini della regione.
Dall'inizio dell'attività della Fondazione, il Comune di Modena ha presentato
tre richieste di risarcimento: una è in fase di valutazione e le altre sono
state accolte per un totale di 17 mila euro. L'assessore Arletti anche ha
ricordato le diverse funzioni del "Fondo per il risarcimento di reati di
natura predatoria", che dal 2006 risarcisce i danni legati a furti, scippi
o borseggi, come spese di duplicazione di documenti o targhe, spese di
sostituzione della serratura dell'appartamento, danni all'abitazione. I
contributi erogati dal 2006 ad oggi sono stati oltre 80, per una somma
complessiva di circa 8500 euro. Il contributo massimo è di 250 euro. Nel
dibattito seguito alla risposta dell'assessore, Angela Bellei, Prc, ha espresso
perplessità sulle "proposte di castrazione chimica" e ricordato che
"molti degli orchi colpevoli di stupro sono uomini normali: la percentuale
più alta di questi reati avviene in famiglia. Molto dipende da una cultura che
ha nei secoli giustificato e incoraggiato l'esuberanza della sessualità
maschile, e sulla quale gli uomini non hanno riflettuto abbastanza per operare
una rivoluzione culturale". Mauro Manfredini, Lega, ha detto: "il
quadro è allarmante se si considera il fatto che molti episodi non vengono
denunciati. Quella degli stupri è una vera e propria emergenza sociale e i
responsabili devono essere assicurati alla giustizia. Proprio per questo
l'attuale governo ha predisposto l'obbligo di carcerazione preventiva per gli
stupratori e sta valutando disegni di legge per la castrazione chimica, e la
creazione di un registro per stupratori e pedofili. Più che la castrazione
chimica io spero che si arrivi a quella chirurgica, magari sopra la Preda
Ringadora". Adolfo Morandi, Forza Italia, ha affermato: "il Governo
ha agito in vari modi, ad esempio con la creazione del reato di stalking. In un
discorso più ampio, il problema riguarda anche l'educazione civica che viene
fornita fin dai primi anni di scolarità: credo che i provvedimenti del Ministro Gelmini vadano in questa direzione, con la materia dell'educazione civica
che prevede anche l'insegnamento delle regole di convivenza civile. Molto
spesso chi commette questi reati sono persone di basso livello sociale e
culturale". Eugenia Rossi, Idv, ha definito "lesive e
pericolose" le affermazioni del collega della Lega nord e ha convenuto con
Adolfo Morandi sull'importanza dell'educazione civica. Ha inoltre
ricordato che "la giustizia non deve diventare fai da te, si devono invece
consentire le indagini e le intercettazioni da parte della magistratura. In
molti casi le intercettazioni telefoniche sono importanti. Inoltre, in un caso
come quello dei rumeni recentemente scagionati, cosa si farebbe se fossero già
stati castrati erroneamente? Ricordo ai colleghi che di questi problemi bisogna
parlare con serietà". Rosa Maria Fino, Società civile per il Ps, ha
osservato: "il trend di violenza contro le donne è in crescita e stiamo
ancora definendo la tipologia di maschio che violenta la donna. In realtà è
ogni genere di maschio, le violenze avvengono anche e soprattutto tra le mura
domestiche e la famiglia non è quel baluardo di valori che vorreste farci
credere. Questa violenza non si combatterà di certo con le ronde, perché le
donne non sono panda da tutelare, ma esseri umani da rispettare sempre".
William Garagnani, Pd, ha affermato: "il violentatore non ha nulla di
maschile, è la degenerazione, prodotto di una cultura che si basa sulla
sopraffazione e che fonda tutto su sesso, successo e soldi. Il centrodestra poi
deve anche decidere se vuole che la scuola sia il perno della società oppure
no. La citata riforma Gelmini toglie risorse alla
scuola e quindi all'educazione dei ragazzi, alla creazione delle loro
personalità e alla formazione di rapporti umani rispettosi e civili".
Sergio Celloni, Ppl, ha ricordato: "il degrado della nostra società è
venuto dalla crisi dei valori che la sinistra ha sempre ghettizzato, a partire
dalla famiglia, dai rapporti, dalla scuola. Chiediamoci di chi sono le colpe,
quando parliamo di coppie gay, di annullare il senso della famiglia. I responsabili
di violenza sono soprattutto persone deboli, che non hanno avuto un'educazione
culturale, e questo porta forti preclusioni nei confronti della donna. Nessuno
pensa che si debbano discriminare le donne, e ha fatto bene il presidente Fini
ha ricordare che gli stupri non sono colpa soltanto degli stranieri. Ma le
donne in carriera devono essere anche attente ai valori della nostra
società". Antonio Maienza ha replicato ringraziando i colleghi per gli
interventi e ha ricordato l'importanza "dell'estensione del gratuito
patrocinio legale alle vittime di violenza, prevista dal recente decreto".
L'assessore Arletti ha ripreso la parola affermando: "ho sottolineato
nella risposta che il supporto per le donne vittime di violenza a Modena
esiste, sia in termini psicologici, sia legali, sia di risarcimento delle spese
giudiziarie". Manfredini ha replicato per fatto personale, ricordando:
"di quello che dico io devo rendere conto soltanto al mio elettorato, non
ho offeso nessuno".
( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)
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Scuola minacciata
Chi aiuterà Pavia e il Nord? Egregio Direttore, chiuse le iscrizioni, la maggioranza o stramaggioranza silenziosa ha bocciato la Gelmini su tutti i fronti. Richiesto più
tempo pieno, scuola a trenta ore che vuol dire pomeriggi, laboratori, mense,
trasporti, bocciato il maestro unico ma fa niente. Cosa è successo? Niente! La Gelmini da Brescia, Lombardia, risponde
tetragona: «Vale il maestro unico!». Motivazioni pedagogiche: nessuna,
come prima. Bisogna risparmiare. In altri tempi, quando ero presidente
dell'Irre Lombardia, dopo di me feudo Cl, ebbi modo di conoscere la scuola
italiana, i suoi vizi e le sue punte di eccellenza. Prendere i vizi e
dimenticare le eccellenze è un'operazione classica oppure proprio brutta. La
scuola del Nord, sicuramente sul piano strutturale, ma anche nella stragrande
maggioranza dei casi con forti motivazioni pedagogiche, aveva ed ha tutti i
presupposti della qualità e la certificazione dell'eccellenza. Le statistiche
europee ed internazionali disaggregate lo confermano per tutti i campi
indagati. Qui la scuola è un progetto di comunità. Su di essa oltre alle
risorse (magre) nazionali, ci stanno investimenti importanti degli enti locali
e specialmente dei comuni, visto che per ora parliamo di scuola dell'obbligo. I
servizi che permettono alla scuola di estendere il tempo (30-40 ore) ci sono
tutti: dai trasporti alla mensa, dai laboratori alle più diverse occasioni di
ampliamento dell'offerta formativa. Bene: qui il governo leghista, quello delle
ronde, delle classi propedeutiche per gli stranieri, toglie il tempo pieno, non
si sa ancora se garantisce il tempo mensa e via di questo passo... Al Sud dove
le carenze strutturali sono vistose, dove concetti come mensa, trasporti,
sicurezza degli edifici sono ancora di là da venire, ma dove comunque lo Stato
dava e dà tempo pieno ed altro ancora, sotto forma di maggiori finanziamenti,
ottenendo spesso false forme organizzative nelle quali lo spreco di tempo e
risorse erano e sono generalizzati. In parole semplici il tempo pieno inizia
dopo le otto e finisce per le tredici, si aggiunge mezz'ora di scuola ed un
maestro in più! Non faccio fatica a dire che questo è un grande spreco. Il
presupposto sociale è che è meglio la Scuola della strada. Certamente ci sono
molte scuole che sono eccezioni veramente coraggiose. E proprio per questo
ancora più degne di attenzione e di investimenti. Ecco un bell'esempio di come
la base leghista, quella che si vede negato il tempo pieno o più tempo-scuola,
viene bellamente «fregata» perché il governo che ha ottenuto il «Federalismo»
preferisce non andare a colpire gli sprechi (che noi gente di scuola conosciamo
molto bene...) ma togliere a tutti perché così saremo sempre più uguali.
Tremonti ringrazia. Noi avremo meno Scuola e il Sud rimane come prima. C'è da
fare i complimenti a Calderoli e dintorni ma anche ai «ruspanti padani» di casa
nostra. Pronostico: le elezioni europee sono alle porte. Se Gelmini
continuando i suoi fulgidi progressi di «avvocato del Sud» diventasse onorevole
europeo ed un altro nome apparisse su viale Trastevere, molti di questi
pasticci potrebbero essere dimenticati. Noi però siamo di memoria lunga.
Francesco Marinone Direttore didattico, Gambolò Il professor Marinone, con toni
arrabbiati, sanguigni, ci descrive una realtà minacciata - quella della scuola
di casa nostra - o forse del tutto spacciata ormai. Tanti come gentiori o come
docenti abbiamo vissuto la prime sperimentazioni di scuola con il tempo lungo,
o pieno, o prolungato, grazie alla disponibilità di insegnanti appassionati e
di Comuni - grandi e piccoli - che hanno investito per garantire questo aiuto
alle famiglie e per avviare corsi che la scuola curricolare non contemplava. E'
stato bello. E ora? Le necessità per le famiglie di avere un aiuto sul tempo
scuola c'è ancora, sempre. Lo confermano anche le inchieste che la Provincia
pavese sta conducendo sulle varie realtà del territorio provinciale. Che
succederà con i tagli? Avremo ancora, nonostante tutto, maestri e professori
pronti a fare oltre il dovuto? Avremo ancora Comuni disposti a destinare parte
del loro bilancio sulla voce scuola (anche sulla scuola che dovrebbe garantire
lo Stato?). La necessità di supplenza c'è, la richiesta da genitori e ragazzi
esiste. Il rischio del disamore è alto. Pierangela Fiorani
p.fiorani@laprovinciapavese.it
( da "Arena.it, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Un testo complicato
da prendere con cautela» 10/03/2009 rss e-mail print Giovanni Pontara La legge
133 del 6 agosto 2008 è complicata. Il testo della riforma Gelmini pecca di poca chiarezza. «Va
affrontata con i piedi di piombo soprattutto perchè al momento», precisa
Giovanni Pontara dirigente dell'ufficio scolastico regionale del Veneto,
«disponiamo di due documenti che regolano la materia che sono ancora da
approvare in via definitiva, una sulla riorganizzazione della rete scolastica e
l'altra sulla revisione dell'assetto della scuola dell'infanzia e del
primo ciclo di istruzione. In questi due testi si parla di "sezioni
montane" intendendo come appartenenti a Comuni montani, cioè sopra i
( da "Arena.it, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pochi alunni per
sezione e scatta la «pluriclasse» 10/03/2009 rss e-mail print Protesta alle
elementari di Badia Silvano Valcasara, sindaco di Selva di Progno (
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
10-03-2009)
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PADOVA.
All'inaugurazione del 787 anno accademico il rettore Vincenzo Milanesi entra in
aperta polemica con la legge sulle università E la Hack rincara la dose: «Più
risorse alla ricerca, non per avere l'ateneo sotto casa ma università
all'altezza» 10/03/2009 rss e-mail print Il rettore Milanesi accompagna
Margherita Hack, 87 anni, alla tribuna per il suo intervento Antonio Di Lorenzo
PADOVA Il rettore Vincenzo Milanesi è stato critico con il governo, al punto da
creare un piccolo "caso" politico, beccandosi i rimbrotti di Giustina
Destro, ex sindaco di Padova e ora parlamentare del Pdl. Margherita Hack,
ospite d'onore nell'aula magna intitolata a Galileo, ha concluso il suo
intervento in modo inaspettato: ha letto il documento preparato dagli studenti
che manifestavano fuori dal Bo contro il ministro Gelmini. L'inaugurazione del 787° anno
accademico dell'università è stata ricca di vivacità. Milanesi nel discorso
d'apertura ha sottolineato la necessità che all'autonomia universitaria segua
un rigoroso e serio meccanismo di valutazione. «È l'unica possibilità di
salvezza per l'università italiana - ha spiegato - anche per distribuire i
finanziamenti agli atenei, come succede in tutti i sistemi universitari
dei Paesi civili». «Il nostro ateneo - ha aggiunto - è sottofinanziato per
circa il 10%. Vale a dire che ogni anno ci dovrebbero arrivare circa 30 milioni
di euro in più, ma da troppi anni questi milioni non arrivano. Solo nel 2005 il
ministro Letizia Moratti ha distribuito una parte (circa 250 milioni di euro)
del fondo di funzionamento ordinario complessivo applicando il modello e
destinando una quota all'accelerazione del processo di riequilibrio». Ma guardando
al resto dell'Europa, ha insistito Milanesi, in Francia, Germania, Spagna non
solo i governi nazionali non hanno ridotto il finanziamento alle università ma
addirittura hanno fatto selezionare da un Comitato internazionale un numero di
atenei sui quali investono milioni di euro aggiuntivi, per cinque anni, «salvo
poi fare attente e rigorose valutazioni su come quegli atenei hanno utilizzato
quelle risorse». Milanesi ha ricordato anche che Padova finanzia con 27 milioni
di euro "progetti strategici di ateneo". E ha tracciato un bilancio
del suo rettorato che si avvia alla conclusione: «Dal 2002 al 2009 - ha
spiegato - i fondi per la ricerca stanziati sono aumentati del 456%, passando
da
( da "Avvenire" del 10-03-2009)
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CRONACA 10-03-2009
Scoppiano scontri all'università: tre fermati Torino Autonomi contro campagna
militanti di destra. Occupato il rettorato. Sei agenti della Digos feriti DA
TORINO T orna la violenza all'U- niversità di Torino. È ancora la raccolta di
firme per le liste universitarie a innescare la miccia, come due anni fa: un
centinaio di autonomi, infatti, voleva impedire a Palazzo Nuovo, sede delle
facoltà umanistiche, l'operazione ai militanti del Fuan-Azione Universitaria.
Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in questura per essere
identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa. Dei tre
studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e lesioni e
un altro è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubbli- co
ufficiale. Una terza ragazza è stata identificata e poi lasciata andare.
Incidenti quasi annunciati, perchè era chiaro da tempo come l'operazione di
raccolta firme da parte del Fuan-Azione universitaria avrebbe scatenato la
reazione dei militanti del Cua (Collettivo universitario autonomo), come era
successo alle precedenti elezione dei rappresentanti degli studenti a Palazzo
Nuovo, facoltà umanistiche. A riprova di ciò, era stato allestito un nutrito
servizio d'ordine con carabinieri e polizia a protezione del banchetto di
raccolta firme posizionato proprio nell'atrio. I manifestanti, un centinaio,
non riuscendo a raggiungere i rappresentanti del Fuan a causa del cordone di
sicurezza allestito dalle forze dell'ordine, hanno cominciato a lanciare
oggetti contro gli agenti e anche due bombe carta, una delle quali è scoppiata
davanti al volto di un poliziotto. Le forze dell'ordine hanno risposto con
alcune cosiddette «cariche di alleggerimento», per disperdere almeno una parte
dei giovani che si trovavano all'interno dell'edificio, compresi i militanti
del Fuan che raccoglievano le firme, fatti uscire dall'atrio. Lasciando Palazzo
Nuovo, gli autonomi, al grido di «Fuori i fascisti dall'Università», hanno
occupato il salone d'onore del Rettorato, in via Po, per protesta contro i tre
fermi. «Io - è la risposta fornita dal rettore dell'Università di Torino, Ezio
Pelizzetti agli studenti che hanno interrotto una seduta del senato accademico
che, tra l'altro, ha preannunciato una indagine conoscitiva su quanto è
accaduto - non ho autorizzato l'intervento di nessuno. La mia segreteria ha
ricevuto una telefonata della Digos che avvertiva che le forze dell'ordine
erano già nell'atrio ». Una tesi diversa da quella sostenuta da fonti della
polizia torinese secondo la quale fin dalle 9.30 di stamattina la segreteria
del rettore era stata avvertita della situazione. In più il prorettore Roda,
presente nell'atrio prima degli incidenti, avrebbe condiviso con i funzionari
della polizia la presenza degli agenti all'interno dell'Università. «Abbiamo
assistito a scene che mai ci saremmo aspettati di vedere - hanno detto i
rappresentanti dei collettivi universitari di tutte le facoltà torinesi - .
Chiediamo al rettore e al Senato Accademico una presa di posizione inequivocabile
». Il Fuan ha invece domandato che il Rettore e il ministro
Gelmini sospendano le
elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'A- teneo non sarà
definitivamente risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che
democraticamente vogliono candidarsi» Un'immagine degli scontri
( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
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n. 59 del 2009-03-10
pagina 2 Elezioni, intesa Pdl-Lega sui candidati Berlusconi: tutto ok di
Gianandrea Zagato Verso le amministrative. Accordo fatto nel centrodestra, non
è necessario l?incontro del premier con Bossi: «Abbiamo già risolto». «è vero,
le cose vanno bene» «è tutto a posto». Virgolettato inequivocabile in risposta
all?ennesima domanda sulle scelte dei candidati per le amministrative di
giugno. Silvio Berlusconi lo ripete, «è a tutto a posto»: «Abbiamo già fatto
tutto, abbiamo risolto tutto. Questa sera (ieri per chi legge, ndr) non mi vedo
con Umberto Bossi perché abbiamo già risolto tutto». Nessun problema con la
Lega, quindi: il Carroccio non correrà da solo. E la conferma arriva anche dal
Senatùr: anche se l?intesa o la «quadra», come preferisce chiamarla Bossi, non
è ancora stata siglata, be? «lo faremo». Sì, assicura il leader leghista, «con
Berlusconi le cose vanno bene». Tutto «bene» anche su Brescia, dove per la
conquista della Provincia il Pdl ha puntato su Giuseppe Romele - vicino al ministro
dell?Istruzione Mariastella Gelmini - che non ha trovato ostacoli nella Lega, seppur quella
provincia è sentita territorialmente contigua dai leghisti. «Sì, abbiamo deciso
anche quello. Sarà Romele di Forza Italia» afferma deciso il premier
Berlusconi. E decisi, nero su bianco, anche gli altri candidati che il Pdl
aveva prenotato per otto su undici tra provincie e comuni capoluoghi.
Dunque, lo schema delineato dal Pdl resterebbe ancora valido: per la Provincia
di Milano è candidato Guido Podestà, attuale coordinatore lombardo di Fi; per
la provincia di Monza scende in campo Dario Allevi di An, vicesindaco del
capoluogo brianteo; per la provincia di Lecco è via libera a Daniele Nava,
vicesindaco lariano in quota An. Elenco delle candidature che si completa con
le comunali di Pavia dove il centrodestra candida Alessandro Cattaneo,
segretario cittadino di Fi che è appoggiato dal vicecoordinatore nazionale
Giancarlo Abelli (e sostenuto probabilmente anche da una lista civica guidata
dall?ex vicesindaco Ettore Filippi); con il candidato sindaco per Bergamo che è
Franco Tentorio, già vicesindaco An nell?amministrazione comunale guidata da
Cesare Veneziani. E, infine, ecco i candidati della Lega: a Bergamo per la
Provincia scende in campo il deputato Ettore Pirovano, a Sondrio l?uscente
Fiorello Provera e a Cremona Federico Lena, assessore di Soresina. Evidente che
i nodi sono stati sciolti come trova conferma, secondo indiscrezioni, che i
futuri presidenti del Pdl per la città di Milano e per quella di Brescia
saranno di An. Che, tra l?altro, al congresso milanese ha offerto il massimo
sostegno all?europarlamentare Podestà nella sua corsa contro lo sfidante della
sinistra, «partita non facile per quel camaleontismo dell?avversario che ha
presa facile» rimarca il reggente di An Ignazio La Russa. Quanto all?Udc,
dicono, è già pronta la poltrona per la Provincia di Lodi. E le altre
questioni, quelle di Piemonte e Veneto? Ancora qualche giorno e, dicono, sarà
tutto risolto sapendo che la Lega vuole rimanere nella Casa delle libertà,
Certezza sul futuro delle amministrative. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Famiglia Cristiana" del 10-03-2009)
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di Simonetta
Pagnotti SCUOLA INTERVISTA CON IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE
GELMINI MARIASTELLA SI PROMUOVE I tagli? «È questione di razionalizzare la
spesa». Le insufficienze? «Rigore e disciplina». Le polemiche? «Abbiamo
cambiato rotta, non torneremo indietro». È stato un quadrimestre difficile
anche per lei, però conta sulla promozione a pieni voti, anche perché i suoi
cavalli di battaglia continuano a essere la valutazione, il rigore e il
merito. Chi la identificava con il "ministro dei grembiulini" ha
dovuto ricredersi. Mariastella Gelmini va avanti,
convinta che non passerà alla storia nemmeno come il "ministro dei
tagli". «Sarebbe una definizione ingenerosa e poco credibile», spiega, «le
proposte da parte mia non sono mancate e penso siano condivise da molti. Dopo
tante polemiche anche gli operatori della scuola hanno voglia di riforme
stabili e durature». Si sono chiuse le iscrizioni e solo il 3 per cento delle
famiglie ha scelto le 24 ore con il maestro unico. La maggioranza ha scelto il
tempo prolungato o il tempo pieno. Non si sente a rischio di bocciatura?
«Quella del maestro unico è una scelta culturale e pedagogica del ministero che
vale per tutti. Noi abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie con
opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore ma, qualunque sia la scelta, il maestro
di riferimento è sempre unico. Il massimo di ore che può fare un maestro
elementare sono 22 più 2 di programmazione, quindi ci sarà un maestro di
riferimento affiancato da colleghi ? d?inglese, di religione ? che copriranno
le ore rimanenti. Identificare il maestro unico con le 24 ore è un errore di
contenuto che sta disorientando le famiglie». In ogni caso, secondo
Tuttoscuola, potrete accontentare solo un terzo di chi ha chiesto il tempo
lungo? «I calcoli del ministero smentiscono Tuttoscuola, manterremo tutte le
promesse. Il tempo pieno, anzi, aumenterà. Sono allarmismi ingiustificati,
l?introduzione del maestro unico non impoverisce l?offerta formativa, al
contrario. La scuola elementare italiana era ai primi posti in Europa prima del
modulo, e con il modulo è scesa all?ottavo posto». Il ministro dell?Istruzione,
università e ricerca Mariastella Gelmini (foto ANSA).
Si aspettava questa valanga di insufficienze in condotta? «Io non sono sorpresa
che ci siano state 34 mila insufficienze. Basta leggere le cronache per capire
cosa sta succedendo nella scuola». Secondo lei ci sono oltre 30 mila potenziali
"bulli" tra i nostri studenti? «È chiaro che questi sono episodi
estremi. Però tanti insegnanti e dirigenti mi presentano un quadro in cui
emerge una maleducazione diffusa. Ci sono sondaggi da cui risulta che per gli
insegnanti la cosa più difficile oggi è "tenere" la classe. Il
ritorno al rigore e alla disciplina è indispensabile». C?è stato un aumento di
insufficienze anche nelle altre materie... «Credo che il passaggio dalla
valutazione con i giudizi alla valutazione in decimi abbia rappresentato un
momento di assunzione di responsabilità da parte dell?insegnante. Io ho letto
giudizi veramente fumosi, qualche volta anche fantasiosi per non dire
incomprensibili. I voti sono molto più chiari». Risultano più insufficienze
anche alle superiori? «Non credo che i ragazzi di quest?anno siano meno preparati
di quelli dell?anno passato. Semplicemente, la valutazione è stata più rigida.
L?aspetto, invece, che mi ha colpito è che negli anni passati le insufficienze
riguardavano soprattutto la matematica. Quest?anno hanno riguardato soprattutto
la lingua straniera. Forse abbiamo visto giusto nel fare un forte investimento
sull?insegnamento delle lingue. Per le superiori dal 2010, per le medie da
subito». Lei ha ridotto il quadro orario. Se rafforza l?inglese e le materie
scientifiche, soffriranno le materie umanistiche. Non c?è contraddizione tra il
taglio di ore e la volontà di rilancio? «No. Partiamo dall?istruzione tecnica,
dove si passerà dalle 36 ore alle 32. Però oggi le 36 ore sono di 50 o 55
minuti. Le 32 saranno di 60 quindi, complessivamente, il numero delle ore
aumenta. Comunque, a livello europeo, noi abbiamo un numero di ore ampiamente
superiore alla media. A significare che non è la sommatoria di più ore che
determina una maggiore qualità, ma è la modalità con cui si insegna». Si parla
di tagli orari anche ai licei? «No, nella sostanza non avverrà». Si parla per
esempio di togliere il latino dal liceo scientifico? «Sulla scuola girano
notizie non vere. Si era detto che io avrei tolto l?educazione fisica dalla
media di valutazione e invece farà media, come l?insegnamento della religione.
Sul liceo scientifico ci sono due scuole di pensiero. C?è chi, come l?ex
ministro Berlinguer, ritiene che oggi non sia né carne né pesce e che vada
potenziata la specificità scientifica. Poi ci sono i latinisti, che ritengono
che il latino sia fondamentale. Noi pensiamo di consentire entrambe le opzioni
e poi valutare sulla base dei risultati». Gli alunni stranieri sono in aumento.
E c?è la fuga degli italiani dalle scuole in cui la presenza degli stranieri è
giudicata eccessiva. Sta preparando qualche provvedimento? «Sì. Secondo me
questi fenomeni vanno gestiti in un?ottica di organizzazione più efficace della
didattica, non credo a un?Italia razzista o poco accogliente». Pensa di fissare
dei limiti al numero di stranieri per classe? «Credo di sì. Ci stiamo
confrontando con i dirigenti regionali, perché bisogna tener conto delle
differenze territoriali». Saranno introdotte le classi ponte? «Ancora una volta
è una questione didattica, non politica o ideologica. Non vogliamo chiamarle
classi ponte? Chiamiamole "classi d?inserimento", perché la classe
ponte può essere fraintesa ed evocare una separazione che non ci deve essere.
Si tratta di "classi a tempo" per l?apprendimento della lingua
italiana, che preparano l?inserimento nella classe di appartenenza». Un altro
problema è quello del dimensionamento, che preoccupa soprattutto i Comuni delle
piccole frazioni di montagna e delle isole... «In Conferenza Stato-Regioni
abbiamo trovato sul tema del dimensionamento e anche dell?edilizia scolastica
l?accordo con tutte le Regioni, con tutti i Comuni e tutte le Province. Su
oltre 6 mila scuole, ci si è accordati per la chiusura di 3 mila, sulle quali
si deciderà caso per caso. Ma ricordo che il dimensionamento non riguarda solo
le piccole frazioni, ma anche le grandi città, che molte di queste scuole non
sono sicure, che in molti casi l?accorpamento è solo dei dirigenti e del
personale amministrativo. Dove l?accorpamento delle scuole può essere
compensato da un buon servizio di trasporto, si procederà, dove si tratti di
paesi estremamente sperduti è chiaro che rimarranno le scuole così come sono,
sempre che si tratti di edifici sicuri». Il presidente Napolitano le ha rivolto
un appello invitandola a rivedere i tagli ai finanziamenti all?università
previsti per il 2010... «I messaggi del presidente sono molto saggi e coerenti.
Non mi si chieda, però, di far finta di non vedere gli sprechi. La mia risposta
è: riforme in cambio di risorse. Dare più risorse all?università senza
migliorare le modalità di spesa sarebbe sbagliato. Pensare che bastino le
riforme per risolvere il problema del 2010, anche questo non è realistico.
Dobbiamo usare questi mesi per le riforme: della governance, del reclutamento,
del dottorato. Basta risorse a pioggia, ma risorse in base ai risultati. Io
penso che si possano razionalizzare i corsi di laurea, l?offerta formativa, le
sedi distaccate, e liberare risorse sul diritto allo studio, aiutando le
famiglie che faticano a mantenere i figli all?università. Abbiamo stanziato 40
milioni di euro per le residenze universitarie e 70 per le borse di studio.
Abbiamo invertito la rotta, non torneremo indietro».
( da "Corriere Di Como, Il" del 10-03-2009)
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Scuole cattoliche:
boom di iscrizioni Posti esauriti da tempo Incremento del 10% per medie ed
elementari Le iscrizioni, formalmente, quest'anno chiudevano il 28 febbraio. Ma
a Como alcune scuole a novembre avevano già esaurito i posti disponibili: sono
le medie ed elementari private, cattoliche, da qualche anno prese d'assalto
dalle famiglie comasche. Un boom che viene confermato anche oggi, pochi giorni
dopo il termine delle iscrizioni. Gli iscritti alle scuole cattoliche paritarie
crescono del 10%, almeno nelle sezioni di medie ed elementari. Prova ne sia il
fatto che, molti istituti, già a gennaio avevano stilato una lista d'attesa. Le
Orsoline, ad esempio, per rispondere alle crescenti richieste dei genitori
l'anno prossimo apriranno un'altra sede in via Bellinzona e una sezione di
materna in viale Varese. Il "boom" delle scuole private cattoliche
emerge da un rapido sondaggio, condotto in cinque istituti della città: Orsoline,
Canossiane, San Carpoforo, Santa Chiara e collegio Gallio. «Il trend di
crescita è costante da circa quattro anni conferma suor Annarosa Guberni,
preside del Collegio Santa Chiara tant'è che, già a novembre, esauriamo
praticamente tutti i nostri posti disponibili. Credo che le famiglie siano
attratte non solo dalla didattica, ma dall'ambiente educativo che ci proponiamo
di offrire, dalla posizione di centralità in cui mettiamo i ragazzi, dal
rapporto costante con i genitori. Già da qualche anno avremmo potuto
ingrandirci, dato la grande richiesta di iscrizioni, ma abbiamo preferito
conservare la nostra dimensione». Non manca chi sostiene che il boom delle
private sia dovuto a un'ipotetica incertezza generata nelle
famiglie dalle riforme del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini, ma le scuole comasche spiegando
che l'incremento di iscritti è partito almeno 3 anni fa sembrano sgombrare il
campo da questa interpretazione. «Nelle scuole media ed elementare la nostra
componente esterna è minoritaria, gli alunni spesso sono gli stessi che
arrivano dalla materna. Noi, invece commenta Mariella Accardi, preside
del San Carpoforo abbiamo notato un sensibile aumento nella scuola
dell'infanzia (materna, ndr). L'anno scorso siamo passati da sessanta a ottanta
iscritti, quest'anno abbiamo confermato gli ottanta aggiungendone altri dieci
in lista d'attesa». Pur non avendo registrato il "tutto esaurito",
anche elementari e medie del Collegio Gallio confermano la tendenza. «Fino a
questo momento abbiamo notato un leggero incremento, comunque inferiore al
10%», commenta padre Luigi Amigoni, rettore del collegio. Classi piene,
inoltre, alle Canossiane: «Confermo il trend di crescita, anche per la nostra
scuola risponde madre Maria Pina Lombardini, preside delle medie e coordinatrice
delle elementari l'aumento delle iscrizioni è nell'ordine del 10%, come l'anno
scorso. Abbiamo esaurito i posti disponibili prima di dicembre». Alle Orsoline,
addirittura, a settembre verrà inaugurata una nuova sede (in via Bellinzona),
realizzata proprio per far fronte all'aumento delle iscrizioni. «Da qualche
anno il trend è costante, già dal 1998 abbiamo raddoppiato le sezioni conclude
Salvatore Ganci, preside di media ed elementare gli iscritti sono aumentati
quest'anno del 10% e, per le scuole medie, la lista d'attesa è molto lunga». Da
settembre , alle Orsoline di viale Varese, partirà come detto anche una sezione
di scuola materna. Andrea Bambace Nella foto: Studenti comaschi all'uscita
dalle lezioni. Sono soprattutto le scuole private cattoliche a registrare il
maggiore aumento Home Più di centomila dollari versati per il viaggio della
speranza Assolto l'autista del tentato omicidio Testate a due carabinieri: in
carcere La più bella di Bossi incoronata a Villa Erba Giovedì al Sociale
canzoni per la solidarietà Una folla per l'addio a Giacomo il 17enne morto di
meningite Cresce la Bcc dell'Alta Brianza Nuova filiale a Montano Lucino
Scaglione è attratto dal "metodo Montessori" Commissione, slitta il
voto sulla Ticosa Un'altra lariana in un reality tv
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 10-03-2009)
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«Scuola, tagli
dall'Agordino alla Valbelluna» Martedì 10 Marzo 2009, (lu) La scuola ha chiuso
le iscrizioni: il 90 per cento delle famiglie bellunesi ha scelto il tempo
prolungato. Ma in che misura sarà possibile garantirlo lo si deciderà a Roma
entro l'estate (15 giugno) con gli accordi sull'attuazione
della riforma Gelmini. A
fare il punto, l'onorevole Maurizio Fistarol (PD), affiancato dal presidente
della Comunità montana Valbelluna, Edi Fontana, per l'Uncem (Unione nazionale
Comuni - Comunità montane), e da Danila Tirabeni, insegnante,responsabile del
progetto provinciale per i ragazzini dislessici. «Il governo - ha
spiegato Fistarol - ha deciso il taglio per decreto del 50% delle scuole
sottoutilizzate, ossia di quei plessi con un numero inferiore ai 50 iscritti.
In queste settimane è iniziato il confronto. E le preoccupazioni restano tutte.
Il ministro ha confermato la riduzione entro il 2012, con un taglio in
finanziaria di 85milioni di euro. Nonostante la Regione abbia assicurato un
occhio di riguardo per la montagna, deve comunque fare i conti con la realtà».
Il tutto, calato sul territorio, significa chiusure dall'Agordino alla
Valbelluna. «Nella lista dei tagli - precisa infatti il senatore - sono
sicuramente Voltago, Vallada, Rocca Pietore, Vigo di Cadore, Danta, San Nicolò,
Cibiana, Santo Stefano di Cadore, Forno di Zoldo, Zoldo, Zoppè, Trichiana,
Sant'Antonio Tortal. Non sappiamo ancora quali, ma è evidente che una parte di
questi plessi andranno chiusi». E al problema dei plessi si sommano quelli di
gestione e i vincoli sulle classi: queste ultime non devono avere meno di 10
alunni per quelle "normali" e da
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-03-2009)
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Martedì 10 Marzo
2009, Vigodarzere La scuola in subbuglio non tiene tranquilli neppure i
residenti di Vigodarzere. E' stato indetto un consiglio comunale straordinario
per lunedì alle 21 nella sala La Brenta per cercare di trovare una soluzione al
problema di portata nazionale del tempo lungo e prolungato nelle scuole. Sono parecchi
i genitori coinvolti in questa situazione, persone che lavorano e che se dal
prossimo anno perdessero la possibilità di avere i loro figli a scuola anche il
pomeriggio, dovrebbero rivedere il loro contratto lavorativo per non lasciare i
bimbi da soli. Quella di lunedì si presenta come una seduta
"infuocata": maggioranza e minoranze dovranno trovare accordi
concreti per placare il legittimo malcontento delle famiglie. Di fronte a
questo scottante problema il sindaco Franco Frazzarin risponde con chiarezza:
«Lunedì 2 marzo abbiamo adottato una delibera di giunta da "spendere"
in Regione. Abbiamo messo in luce che le modifiche
introdotte dalla Gelmini
aldilà dell'aspetto didattico che ne uscirà impoverito, comporterà sicuramente
altre complicazioni». E aggiunge: «I genitori, riducendo la possibilità di
portare avanti formule come il tempo lungo o prolungato, saranno costretti a
sostituire un tempo educativo organizzato e garantito dalla scuola con
soluzioni di custodia (baby sitter). Altrimenti - continua Frazzarin -
dovranno rivedere i propri tempi di lavoro per stare a casa un po' di più e
prendersi cura dei figli quando invece potrebbe ovviare a questo la scuola».
Poi un attacco provocatorio: «Non è vero che il tutto sia architettato per
mandare alunni alle scuole private perché queste hanno una capienza molto
limitata e poi perché la Regione ha tagliato i fondi anche alle scuole private
e quindi c'è l'eventualità anche per loro di chiedere i battenti». Le
conclusioni: «Non possiamo fare nulla da soli, ci muoveremo d'intesa con gli
altri sindaci. Se lo Stato non darà le risorse necessarie, dal mio punto di
vista è la Regione che avendo la responsabilità, dovrà tirare fuori le risorse
e mantenere l'offerta formativa». Cesare Arcolini
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
La
Gelmini diventa
commedia Martedì 10 Marzo 2009, ASOLO - (m.m.) La riforma scolastica del
Ministro Maria Stella Gelmini diventa uno spettacolo teatrale
che rappresenta, secondo gli autori, un'opportunità per riflettere e capire
concretamente gli effetti che la riforma scolastica in atto avrà su ciascuno di
noi.
"Incerti futuri" il titolo dello spettacolo in scena domani sera alle
20,30 al teatro "Eleonora Duse" di Asolo con il Teatro Liquido,
Teatro dell'Oppresso. Le problematiche trattate saranno appunto quelle legate
alla riforma Gelmini con una madre preoccupata che
deve iscrivere la figlia alla classe prima della scuola primaria, una madre
immigrata che non parla bene l'italiano ma che vuole dare un futuro ai suoi due
figli. Questi ed altri ancora saranno i personaggi che si portranno incontarre
in questo teatro-forum con i quali creare un dialogo e un confronto. Lo
spettacolo è stato organizzato dal Comitato Asolano e della Pedemontana per la
difesa della scuola pubblica e dal Comitato studenti e insegnanti delle scuole
di Montebelluna e Valdobbiadene.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'INTERVENTO Cosa cambia per le famiglie nella scuola della Gelmini di Dina Merlo * Martedì 10 Marzo
2009, La scuola cambierà dal prossimo anno scolastico per effetto dei tagli
imposti da Tremonti e per le modifiche dovute al decreto Gelmini. I primi effetti sono già
visibili oggi nelle modalità di iscrizione e diventeranno operativi con
l'organizzazione delle classi del nuovo anno scolastico. Nonostante le
rassicurazioni del ministro che saranno mantenuti il tempo pieno e l'orario
scolastico attuale nella scuola primaria e gli ordinamenti scolastici vigenti
nella scuola superiore, la realtà si annuncia ben diversa. Le iscrizioni dei
ragazzi al prossimo anno scolastico si sono concluse nella più assoluta
incertezza. Nella circolare ministeriale relativa il ministero specifica che le
richieste e le scelte della famiglia saranno rispettate nei limiti
dell'organico assegnato. In realtà è già stato deciso un aumento del numero di
alunni per classe e quindi la riduzione degli insegnanti per ciascuna scuola,
ma i cambiamenti non riguarderanno solo i dipendenti scolastici, ma vengono
messe a rischio le scelte degli studenti e l'offerta formativa ed i servizi
alle famiglie. Sempre leggendo la circolare ministeriale (n. 4 del15/1/2009)
l'offerta didattica e di servizi sarà vincolata alle risorse di organico e alla
disponibilità di servizi dei Comuni. Molti Comuni hanno già segnalato la loro
impossibilità a surrogare i servizi che finora garantiva la scuola,
manifestando disagio e contrarietà sulle decisioni del Governo in merito alle
politiche della scuola. Si vede in larga misura a rischio il tempo pieno e
l'orario prolungato, nella scuola primaria, togliendo alle famiglie proprio in
un momento di difficoltà economica, un servizio formativo e di supporto che
costringerà molti a rivolgersi alla scuola privata, con un rilevante aggravio
di costi per i bilanci familiari. E' una dimostrazione che le promesse
annunciate dal ministro saranno disattese nella realtà. Ma la situazione
cambierà drasticamente anche nella scuola superiore. E' specificato nella
stessa circolare ministeriale che non sempre potrà' essere accettato l'alunno
che ha scelto una certa scuola o un indirizzo scolastico, perché potranno
verificarsi eccedenze rispetto ai posti disponibili. In tal caso sarà il Consiglio
di istituto che dovrà decidere i criteri di precedenza nella ammissione, e
quindi i motivi di esclusione degli studenti. Gli alunni in eccedenza saranno
inviati a scuole dei territori vicini, oppure nel caso delle suole superiori,
anche a scuole di altri indirizzi, che la famiglia dovrà scegliere, ad
esclusione avvenuta. Si tratta di una affermazione di una gravità assoluta. Non
si è mai verificato fino ad oggi che si mettesse in discussione la scelta
operata dalla famiglia rispetto all'offerta formativa proposta da una
Istituzione scolastica pubblica, né si è mai neppure immaginato di escludere
studenti da un indirizzo di studi, perché eccedenti i posti disponibili! Ma
quali potranno essere i criteri per non includere uno studente, nel rispetto delle
sue prerogative? Ma il diritto allo studio non è anche diritto alla scelta del
tipo di indirizzo? Assisteremo ad una scelta di formazione del futuro dei
nostri ragazzi condizionata dalle problematiche organizzative delle scuole? Se
a decidere e motivare l'esclusione degli alunni in eccedenza saranno i Consigli
di Istituto, non siamo forse di fronte ad una privatizzazione di fatto della
gestione della scuola? Siamo certamente alla vigilia di un cambiamento che
interesserà non solo il mondo della scuola, ma soprattutto i diritti e i
servizi ai cittadini che finora avevano trovato nel sistema scolastico un
valido supporto alla istruzione, formazione e crescita dei loro figli,
rispettando le esigenze sociali di molte famiglie e di molte donne ad accedere
al diritto al lavoro. Crediamo urgente informare i cittadini sulle reali
conseguenze nella scuola delle iniziative del ministro Gelmini,
anche attraverso incontri e iniziative di confronto, invitando tutti a vigilare
sulla difesa di una istituzione, come la scuola, che è alla base della crescita
economica, sociale e civile del Paese. *Coordinamento scuole di Rovigo
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola
Torino. Torna la
violenza all'Università di Torino. Ancora per la raccolta di firme per le
liste: un centinaio di autonomi, ieri, voleva impedire l'operazione ai
militanti del Fuan-Azione Universitaria. Il bilancio dei tafferugli è di tre
giovani portati in Questura per essere identificati e sei agenti Digos feriti,
uno dei quali alla testa. Dei tre studenti, uno di 31 anni è stato arrestato
per violenza, resistenza e lesioni e un altro è stato denunciato a piede libero
per resistenza a pubblico ufficiale. Una terza ragazza è stata lasciata andare.
I militanti del Cua (Collettivo universitario autonomo), non riuscendo a
raggiungere i rappresentanti del Fuan a causa del cordone di sicurezza
allestito dalle forze dell'ordine, hanno cominciato a lanciare oggetti contro
gli agenti e anche due bombe carta, una delle quali è scoppiata davanti al
volto di un poliziotto. Le forze dell'ordine hanno risposto con alcune «cariche
di alleggerimento», per disperdere una parte dei giovani che si trovavano
all'interno dell'edificio, compresi i militanti del Fuan. Gli autonomi, al
grido di «Fuori i fascisti dall'Università», hanno occupato il salone d'onore
del Rettorato. Il rettore Ezio Pelizzetti sostiene di non aver autorizzato
l'intervento della polizia, essendo stato avvertito quando gli agenti erano già
nell'atrio». Secondo la polizia torinese, invece, la segreteria era stata
avvertita. «Abbiamo assistito a scene che mai ci saremmo aspettati di vedere -
hanno ribattuto i giovani dei collettivi - studenti presi e trascinati per le
gambe, buttati a terra e picchiati con calci e manganellate da più poliziotti
contemporaneamente. Chiediamo al rettore e al Senato
Accademico una presa di posizione inequivocabile e una condanna di quanto
accaduto, nonché l'immediato rilascio degli arrestati». Il Fuan ha infine
chiesto che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni studentesche.
( da "Virgilio Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola