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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  10-3-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Il governo centrale sta di fatto tagliando i viveri alla Provincia autonoma di Trento, ... ( da "Trentino" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a furia di disattendere le indicazioni che arrivano dal governo centrale (legge Gelmini sulla scuola, decreto Brunetta sui fannulloni), ha finito per crearsi terra bruciata intorno. La tempesta raccolta negli ultimi mesi - con frequenti attacchi anche mediatici ai presunti privilegi del Trentino - è la conseguenza del vento seminato in nome del «land» autonomo e autoreferenziale.

Chiesto il tempo pieno gratis ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La scuola ovviamente ha risposto che non ci sono fondi grazie anche alla Gelmini'' osserva Sgarbossa. L'assessore ha suggerito di costituire una Associazione genitori''che ha virtualmente supportato l'ipotesi nei primi passi, aggiunge Mantovanelli, con un sondaggio tra i genitori, incontri con il Comune, contatti con le cooperative di doposcuola e servizio mensa.

Riforma Gelmini e ruolo dei genitori Stasera dibattito ( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cervasca Riforma Gelmini e ruolo dei genitori Stasera dibattito Il professore Gianni Nicolì, pedagogista e responsabile nazionale dell'Associazione italiana genitori, sarà stasera a Cervasca per l'incontro «Dove va la scuola?». L'appuntamento, organizzato da un gruppo di genitori di Cervasca e Vignolo, è alle 21, nel salone parrocchiale di San Defendente.

Il vino "Dicrodo" è prodotto nel paese del celebre aperitivo ( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini ci preoccupa - dice Stefano Costa, sindaco di Baceno e docente a Crodo - perché prevede tagli alle ore di pratica, tagli che ci metterebbero in crisi». Un contributo reale al progetto-vino è arrivato dalla Fondazione Comunitaria: 3.600 euro serviti ad acquistare attrezzatura per la produzione del vino.

"Chiediamo scuole e sicurezza" ( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alla fine tutte commenteranno incantate: «Gelmini brava, Zaia favoloso». Scuola e sicurezza sono temi ricorrenti. «A Gelmini vorrei dire: ministro, i soldi ci servono - sorride Gloria Ferrari, studentessa del "Bermani" -. Appoggio questo Governo e non mi sento sfavorita dalla riforma, però spero che dia più fondi alla ricerca».

Accorperemo solo scuole poco sicure ( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini «Accorperemo solo scuole poco sicure» Uno degli interventi più attesi era quello del ministro all'Istruzione e Università, Mariastella Gelmini. Sull'accorpamento delle scuole ha dichiarato: «Non abbiamo intenzione di chiudere le piccole scuole, ma abbiamo il dovere di garantire la sicurezza.

Roma in trasferta al Coccia ( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini (Istruzione e Università), Angelino Alfano (Giustizia), Roberto Maroni (Interno), Umberto Bossi (Riforme e Federalismo). Poi i sottosegretari Molgora, Crosetto, Giachino. Onori di casa del sindaco Massimo Giordano. Tre i temi sui quali ruota l'incontro: crisi, sicurezza, federalismo.

[FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Vergogna, vergogna urlano i manifestanti. Sono sta... ( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: no alla riforma Gelmini» gridano studenti ed insegnanti. «Insegno in una scuola primaria di Arona - dice Patrizia Marini - il ministro sostiene che non si perderanno posti di lavoro, ma col maestro prevalente a perderci saranno tutti: i bambini, perchè avranno meno didattica, e gli insegnanti, che verranno tagliati».

"Uniti e svelti per sfidare questa crisi" ( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intanto, lo dico al ministro Gelmini, quando l'Italia tirava aveva anche tanti bravi tecnici. Riformare va bene, tenendo ben presente che cosa serve al Paese». Mariella Enoc per il mondo dell'industria: «Noi facciamo economia reale nel nostri territori. Chiediamo credito e più relazioni per tutti.

Le scuole di montagna restano a rischio ( da "Corriere delle Alpi" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: spiega che il governo ha ribadito la necessità di tagliare i piccoli ISTRUZIONE RIFORMA GELMINI BELLUNO. I tagli ci saranno, resta solo da capire dove. Nonostante le rassicurazioni del governo e della Regione, sono ancora ad alto rischio le scuole di montagna e in generale i plessi scolastici con pochi alunni, circa 6.600 in tutta Italia.

Prof al ministero per il liceo biologico e tecnologico ( da "Cittadino, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che sono a rischio sparizione nella bozza di riforma scolastica ideata dalla Gelmini. Non a caso i due dirigenti che hanno già dato la loro adesione guidano sul territorio strutture sperimentali di quel tipo. L'incontro è stato organizzato grazie all'impegno della Lega, che sarà presente a Roma con Flavio Parmesani e Ilaria Bruschi, e per il tramite dell'onorevole Paolo Grimoldi,

Per il 2009/2010 alle elementari sezioni in aumento ( da "Cittadino, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il tempo scuola con il maestro unico introdotto dalla riforma Gelmini, ndr) - spiega Taravella - segno che l'impostazione con il maestro prevalente non ha riscosso consensi. Quanto all'aumento degli alunni, a Vidardo direi che è dettato soprattutto dall'espansione edilizia, mentre più in generale, sull'intero circolo, deriva anche dall'aumento degli immigrati.

i genitori bocciano la riforma gelmini ( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitori bocciano la riforma Gelmini CASTAGNETO. A fine febbraio si è chiuso il termine per la presentazione delle domande di iscrizione al nuovo anno scolastico, il primo dopo la riforma Gelmini. All'Istituto comprensivo di Castagneto stanno terminando le valutazioni delle domande pervenute ma il quadro che emerge è già chiaro: i genitori hanno detto no ai contenuti della riforma,

L'ANUU ha fatto il punto con la riunione regionale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per le diverse realtà provinciali, erano presenti alla riunione: Stefano Gelmini, Alessandro Cornalba e Umberto Mazzoleni per Bergamo; Umberto Gafforini per Brescia; Daniele Scolfaro per Milano; Massimo Colombo per Lecco; Valerio Arturo ed Elio Guazzetti per Como. Il prossimo incontro regionale si terrà nel mese di maggio.

e pelizzetti chiede "aiuto" a ghigo ( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un incontro inderogabile, vista la situazione delicata in ateneo. «Mi ha chiesto di intercedere presso il ministro Mariastella Gelmini perché siano aumentati i finanziamenti per l´edilizia universitaria per Torino - ha detto Ghigo - avevamo fissato questo appuntamento già da tempo».

fondi per gli atenei, sarà sfida tra udine e trieste ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è rivolto anche al Governo facendo propria la proposta inviata al ministro Gelmini dagli atenei associati in Aquis di assegnare il 7% del Fondo di funzionamento ordinario solo agli atenei sottofinanziati. Anche il monitoraggio di Aquis evidenzia lo squilibrio tra Udine e Trieste perché se il sistema nazionale, negli ultimi 13 anni, risulta sovrafinanziato per 79 milioni di euro,

La Provincia dà subito l'ok alla riconferma di Tomasi ( da "Alto Adige" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Durnwalder ha per altro sottolineato questa affermazione riferendosi chiaramente alla questione della nomina del nuovo sovrintendente scolastico, per il quale da tempo - quanto invano anche dopo l'incontro con il ministro all'Istruzione Gelmini - la Provincia attende l'intesa ministeriale sul nome di Ivan Eccli.

i due studenti-teppisti rischiano la bocciatura ( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maristella Gelmini, i due studenti che, una settimana fa, hanno pestato un ragazzo dell'istituto professionale statale Da Vinci, guidato dalla preside Anna Bottaro, alla fine dell'anno scolastico in corso, rischiano di essere bocciati. I due teppisti (che sono stati denunciati), hanno picchiato selvaggiamente il ragazzo solo perché quest'

giglio, ok la fondazione ma bisogna metterci i soldi - matteo tuccini ( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: So che ci sono stati problemi sul piano della sicurezza da fornire ai promotori - prosegue - in ogni caso non penso che si possa parlare di sgarbo del ministero dell'Istruzione, e nemmeno del Governo in quanto tale. Comunque - conclude - ci sono già diverse iniziative in cantiere con il dicastero di Maria Stella Gelmini. Presto le comunicheremo».

galan: ispiriamoci tutti alla lezione di galileo. assente alla cerimonia inuagurale, causa un'indisposizione, ... ( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GIARETTA: IL MINISTRO GELMINI ASCOLTI IL RETTORE. «Mi auguro che il ministro Gelmini ascolti con attenzione le parole che vengono dai rettori, soprattutto dai rettori delle università venete che sono particolarmente penalizzate dai pesantissimi tagli effettuati sui fondi».

DECRETO 133 DEL 2008 Nel grafico sono riproposti i due termini del problema sollevato... ( da "Arena, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sollevato dal decreto Gelmini riguardo alla razionalizzazione della rete scolastica montana. Nella parte a sinistra sono indicati, su cartina geografica, i Comuni di montagna veronesi: è questo l'elenco da tenere in considerazione per le deroghe che prevede appunto la riforma 133 del 6 agosto 2008, mentre non fa più testo quello nella parte a destra utilizzato fino al 2007 dall'

Pochi alunni per sezione e scatta la pluriclasse ( da "Arena, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: preso carta e penna e ha scritto al ministro Gelmini per spiegare quelle che ritiene contraddizioni della riforma: «Il nostro Comune, che è sotto i 600 metri, ha scuole collocate sopra tale altezza». Sintesi: che si fa? Proposta del primo cittadino: «Sia garantito il rispetto delle deroghe riservate ai Comuni di montagna anche alle scuole che, pur sorgendo in territorio montano,

Un testo complicato da prendere con cautela ( da "Arena, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il testo della riforma Gelmini pecca di poca chiarezza. «Va affrontata con i piedi di piombo soprattutto perchè al momento», precisa Giovanni Pontara dirigente dell'ufficio scolastico regionale del Veneto, «disponiamo di due documenti che regolano la materia che sono ancora da approvare in via definitiva, una sulla riorganizzazione della rete scolastica e l'

Scuole di montagna, rischio a metri ( da "Arena, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Martedì 10 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 20 RIFORMA GELMINI. Il dirigente scolastico provinciale Giovanni Pontara spiega la nuova norma e chiarisce che si basa sull'elenco nazionale dei paesi montani Scuole di montagna, rischio a metri La legge concede le deroghe soltanto ai Comuni oltre quota 600 e non considera l'altitudine dei singoli istituti La confusione genera paura.

Manerbio Paola Cattenati nell'osservatorio sul bullismo ( da "Giornale di Brescia" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Osservatorio nazionale contro il disagio adolescenziale ed il bullismo del Ministero dell'Istruzione di Mariastella Gelmini. Si tratta di una ristretta commissione composta da 15 tecnici esperti di problematiche e disagio giovanile: ogni membro della commissione è stato nominato in relazione alle attività svolte sul territorio.

Il Cav pensa ad un team di giovani per le direzioni delle testate Rai ( da "Tempo, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lui che ha fortemente voluto un gruppo di giovani tra i suoi ministri, alcuni poco più che trentenni (vedi Gelmini, Meloni e Carfagna), lui che ha adottato lo stesso principio nella scelta dei candidati per le elezioni regionali (sia per l'Abruzzo sia per la Sardegna), ora starebbe pensando proprio ad un team di quarantenni a capo delle testate Rai.

Scontri studenti-polizia a Torino ( da "Giornale di Brescia" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Fuan ha infine chiesto che il rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi».

Il Nautico va a gonfie veleMajorana e Cassini in calo ( da "Secolo XIX, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Abbiamo una buona risposta sul liceo scientifico tecnologico che però non compare più nel futuro della riforma Gelmini». Montanare, il prossimo anno, sarà il dirigente anche del Giorgi, scuola fisicamente lontana dal Majorana e non tra le più facili da gestire. Una delle operazioni di accorpamento del piano di dimensionamento regionale fra le più discutibili.

Tagli, la Gelmini chiede lo sconto ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini chiede lo sconto AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Sugli organici, oggi le prime risposte: la presenza di immigrati in classe darà più docenti Soprattutto alle elementari, per guadagnare 5 mila cattedre Non far scontare alle elementari il taglio che non è stato inferto alle superiori, causa rinvio della riforma di un anno.

Dirigenti scolastici in visita a Roma per difendere gli istituti sperimentali ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA RIFORMA GELMINI CASALPUSTERLENGO «LA RIFORMA Gelmini non deve cancellare indirizzi "sperimentali" (ma in realtà molto consolidati) delle superiori, come quelli attivati nel Lodigiano». È questo il messaggio che i dirigenti scolastici di Casale, Codogno e Lodi porteranno domani direttamente all'attenzione del sottosegretario al Ministero della pubblica istruzione Giuseppe Pizza.

Vita più semplice: il Governo assume Cisco ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: precisa Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione intervenuta alla cerimonia. Oggi 10.000 ragazzi si stanno diplomando in nuove tecnologie che servono alle imprese grazie al lavoro fatto da Cisco negli ultimi 12 anni. Nato nel 2006 a Vimercate con 12 dipendenti, il gigante tecnologico oggi in città ne conta 700, 70.

NON SONO ancora disponibili i dati sulle iscrizioni alle scuole ele... ( da "Nazione, La (Livorno)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E' la nuova legge firmata dal ministro Gelmini a chiedere ai genitori la preferenza sull'orario: 24 ore, fino a 30 ore oppure il tempo pieno. «Sono poche le famiglie che hanno scelto il tempo normale continua la professoressa Amato Nicosia anche se ci sono differenze, a Livorno, tra zona e zona».

Busto, protesta davanti alla scuola ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stanno pensando di interpellare sulla questione anche il Ministro Mariastella Gelmini, la cui riforma di fatto bloccherebbe i due corsi. Intanto stamane, dopo la protesta di ieri, saranno dalle 8 davanti al municipio, in via Fratelli d'Italia. «Non chiediamo cose impossibili - dicono alcuni genitori che aderiscono alla mobilitazione - chiediamo che vengano avviati due indirizzi,

Il 98 per cento degli insegnanti boccia il contratto siglato nel dicembre 2007 ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel giudizio negativo hanno pesato anche i pesanti tagli al personale, e lo stravolgimento degli ordinamenti previsti nei Regolamenti della Gelmini. I precari della scuola mai come questa volta saranno falcidiati. È su di loro che cadranno i tagli di Tremonti: meno 135 mila posti in tre anni di cui 44.500 di personale non docente». Silvia Vignati

Tempo pieno a scuola, una scelta strumentale ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è altro che la protesta alla riforma Gelmini, contro la quale i genitori hanno usato i propri figli così come, alcuni docenti, hanno usato i loro alunni rifiutandogli le gite scolastiche sempre per lo stesso motivo. Sono un po' delusa da questa scuola, nulla è più limpido come dovrebbe proprio per il bene dei bambini che sono il nostro futuro.

Mortara, si studierà arabo e cinese ( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: introdotti dalla riforma Gelmini: a parte il corso musicale cancella i rientri pomeridiani, trasformando gli orari di tutti gli studenti che entreranno alle 8 per uscire alle 13. Sul fronte dell'Omodeo la situazione è allo studio: «Diverse famiglie hanno confermato che il corso di tedesco obbligatorio non era interessante per i loro figli - spiega il preside Pacifico Lavatelli -

Condotta, come i professori possono dare 10 a tutti ( da "Italia Oggi" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in vista di una nota di chiarimento annunciata dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, di un nuovo codice comportamentale. Una sfida per un istituto che con 1.716 studenti è il terzo del Veneto per numero di alunni. « «Abbiamo considerato in maniera diversa il voto in condotta, spostandolo sul livello valoriale e di condivisione.

Torino Scontri all'università tra polizia e centri sociali ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini sospendano le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi». Pronta la replica dei collettivi. «Abbiamo assistito a scene che mai ci saremmo aspettati di vedere - hanno ribattuto i giovani dei collettivi universitari di tutte le facoltà

Scuola, solo dieci allievi scelgono le 24 ore ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi Scuola, solo dieci allievi scelgono le 24 ore Alle elementari i genitori degli alunni bocciano il maestro unico voluto dalla Gelmini

I genitori degli studenti delle elementari della provincia di Macerata bocciano il maestro u... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tanto sponsorizzate dal ministro Gelmini, sono state scelte solo per 10 allievi su 2.700, appena lo 0,37%. «Il ministro - si legge in una nota a firma di Giampaolo Cingolani, segretario Flc Cgil di Macerata - dopo aver provato a spiegare alle famiglie i vantaggi pedagogici del modello a 24 ore, vista la solenne bocciatura, si affanna ora a dire che non è questione di maestro unico,

Il calcio entra nelle scuole come strumento formativo interdisciplinare, attraverso una rilettura gi... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fortemente voluto dal ministro Gelmini e dal presidente della FIGC Giancarlo Abete, non prevede gare né campionati ma solo attività didattica, che faciliterà l'apprendimento delle diverse materie scolastiche e dei valori e delle regole del calcio". Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, anche anche il vice presidente vicario della Figc,

VIMERCATE (Milano) - Ricetta anticrisi del premier: Non comprate i giornali: sono prof... ( da "Messaggero, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: manager Cisco ci sono pure i ministri Maroni e Gelmini - se la cavano in un paio di minuti. Il capo del Governo si prende molto più tempo, perché ci vogliono tante parole per provare a convincere che non siamo messi poi così male e che «la crisi è un'occasione che i più bravi devono sfruttare» per migliorare la loro situazione: «A leggere i giornali sembra che tutto stia crollando,

<E' la politica che ci complica sempre la vita> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nel commento a cui Lei fa riferimento si parlava, in realtà, anche dei pochissimi 6 e 7 in condotta (rispetto alla media nazionale) affibbiati agli studenti pesaresi. Lei stesso ammette, del resto, che se le disposizioni del Ministero fossero arrivate con maggiore anticipo, i 5 in pagella sarebbero stati assai più numerosi.

Torino, scontri all'università Tre fermati, sei agenti feriti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al grido di«Fuori i fascisti dall'Università », hanno occupato il salone d'onore del Rettorato, in via Po, per protesta contro i tre fermi. Il Fuan ha invece chiesto che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà definitivamente risolta ».

<PROFESSORESSA Cappagli, questa è la più interessante gita alla qu... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che ha visto nel colloquio della mattina con don Gelmini e nelle testimonianze di alcuni ragazzi ospiti della Comunità, due momenti di grande partecipazione e commozione. L'attenzione alle parole di don Gelmini, figura veramente carismatica, è stata a dir poco impressionante, con gli studenti che pendevano dalle sue labbra e che sarebbero stati ore ad ascoltarlo.

Cisco apre in Brianza il polo dell'innovazione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, è stata anche l'occasione per ribadire l'impegno del Governo verso la digitalizzazione e un sistema di sicurezza pubblica basato sulle tecnologie. La Brianza si conferma così terra d'innovazione anche in tempi di crisi. Le imprese legate all'informatica sono infatti il 2,5% del totale delle attività,

<Bocciata la classe di soli stranieri> Il provveditore: manderemo gli ispettori ( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma la Lega difende la preside: la Gelmini la salvi «Bocciata la classe di soli stranieri» Il provveditore: manderemo gli ispettori «Una classe di soli stranieri è tutto il contrario della nostra idea di integrazione» dice il direttore scolastico regionale, Annamaria Dominici.

Scontro sulla classe di soli bimbi immigrati ( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: intervenga la Gelmini L'assessore Moioli: «Tra i banchi si impara a vivere insieme, tutte le realtà devono essere equamente presenti» Fastidio, «perché una classe di soli stranieri è tutto il contrario della nostra idea di integrazione ». Preoccupazione, «per un precedente che può rivelarsi molto pericoloso».

Mettere in rete l'innovazione La ricetta anti crisi della Brianza ( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e quello alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini «questo centro è un volano per dare un futuro ai nostri giovani ». La Brianza si conferma così terra d'innovazione anche in tempi di crisi. Le imprese legate all'informatica sono infatti il 2,5% del totale delle attività, quasi il doppio rispetto al dato italiano (1,6%) e superiore a quello lombardo (2,

Rai senza cultura, scrittori senza popolo ( da "Riformista, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: doveva prendersela coi tagli della Gelmini sulla scuola e soprattutto con la Rai. Il servizio pubblico è infatti finanziato dal canone per oltre 1,5 mld, e continua a fornire programmi indistinguibili da Mediaset. Tutto vero e sacrosanto. Verrebbe da dire tuttavia: dove è stata Giovanna Melandri in tutto questo tempo, un periodo in cui,

IL PD chiede di anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le pr... ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 6 IL PD chiede di anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le pr... IL PD chiede di anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le preiscrizioni per il prossimo anno scolastico. E in consiglio scoppia il caos con metà opposizione (i civici più Boschi) che abbandona l'aula, seguita poco dopo anche dal Pdl.

Il governo a Novara Bresso: io non invitata ( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la giornata di faccia a faccia tra cittadinanza e esponenti governativi che si è svolta ieri a Novara con i ministri Alfano, Bossi, Gelmini, Maroni, Rotondi e Zaia. «Nessuna rottura istituzionale — ha ribattuto Rotondi — l'iniziativa è su base provinciale e le Regioni sono invitate solo quando andiamo nel capoluogo». M. Bresso

Scuola sul sentiero di guerra, a rischio 1035 lavoratori ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bocciato il modello Gelmini a 24 e 27 ore che nessuno ha voluto», ha ribadito Barbaresi. Ma come faranno gli istituti ad allestire così tante classi a 30 e 40 ore se gli organici vengono calcolati su un tempo scuola di 27? Lo vedremo nelle prossime ore, intanto il sindacato (è in corso oggi l'incontro al Ministero) punta il dito sulla questione sicurezza:

Scuola, il Pd va all'attacco della Riforma Gelmini ( da "Corriere del Veneto" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il Pd va all'attacco della Riforma Gelmini BELLUNO — Scuola, dai tagli alle compresenze ai laboratori inutilizzati, dal ridimensionamento delle scuole di montagna alla mancanza di organico per gli alunni con disturbi di apprendimento, fino alla riduzione degli insegnanti laureati di lingua inglese.

Ai bimbi tutti 7 in pagella <Premiato il loro impegno> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 30 nella sala Silentium di vicolo Bolognetti. A rispondere ai loro dubbi, ci sarà Luigi Guerra, preside di Scienze della Formazione. Infine, venerdì 20, forti di 14mila iscrizioni alternative', torneranno in piazza gli anti Gelmini. Appuntamento alle 17.30 sotto le Due Torri.

Torino, scontri in ateneo tra... ( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: appello sarà chiesto anche al ministro Gelmini. "Come da tempo denunciamo - aggiunge Augusta Montaruli dell?esecutivo nazionale - il clima di intimidazione e di violenza all?università degli studi è diventato assolutamente intollerabile. Uova, fumogeni, pile, secchi dell?immondizia, bacheche, bomba carta: questo è quanto è stato lanciato dagli esponenti dell?

Scuole della Marmilla a rischio: la protesta parte da Gonnoscodina ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Provincia di Oristano Pagina 4017 Il sindaco attacca la riforma Gelmini: piano scellerato Scuole della Marmilla a rischio: la protesta parte da Gonnoscodina Il sindaco attacca la riforma Gelmini: piano scellerato --> Fra due anni potrebbero chiudere quasi tutti i plessi scolastici della Marmilla. Oltre ad un'istruzione che riaffermerà la divisione fra classi sociali.

il braga dal ministro gelmini ( da "Centro, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Visita a Lucca Il Braga dal ministro Gelmini TERAMO. L'istituto Braga a Lucca per delineare la strategia per avviare il percorso di statizzazione degli Istituti di alta formazione musicale di Teramo e di Lucca. Nel prestigioso istituto musicale Boccherini di Lucca, che vide tra i suoi allievi Giacomo Puccini, il presidente dell'istituto Braga Alberto Melarangelo,

Ministri tra le gente del Nord ( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: da Mariastella Gelmini (Istruzione) a Luca Zaia (Agricoltura), da Roberto Maroni (Interni) al già citato Rotondi. Gli applausi arrivano per tutti, per il dc Rotondi quando spiega la ratio dell'iniziativa come per l'azzurra Gelmini che suscita un'approvazione razionale quando premette che «la scuola non può essere solo una questione contabile»

Torino, la sinistra dà un'altra <lezione> di tolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al rettore e al ministro Mariastella Gelmini, di sospendere le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'ateneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi». E una dura condanna degli scontri è arrivata anche dal mondo politico.

VIDEOINTERVISTA Stefano Venturi (Cisco): Nasce un ponte tra la ricerca e le imprese ( da "Vnunet.it" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il centro alla presenza del presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, e dei ministri Maroni e Gelmini, abbiamo rivolto qualche domanda chiave, per capire se l'alleanza tra imprese, istituzioni, ricerca e tecnologia è davvero fattibile. E quali sono gli obiettivi di Cisco legati al nuovo CBC (partendo dall'interesse per le start up fino ai progetto per l'Expo 2015).

Popolo della Libertà, elettori ai raggi X Soltanto uno su dieci vuole Fini leader ( da "Affari Italiani (Online)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini con il 77,4% e la Carfagna con il 74,3%. Chiude Sacconi con il 60,9%. Ma Sacconi e la Gelmini li troviamo anche nella classifica dei ministri che hanno deluso rispettivamente con il 14,3% e l'8,9%. La classifica però è guidata da Claudio Scajola che registra il 25,3% di delusi del Pdl, seguito da Franco Frattini con il 22,

8 marzo, violenza alle donne: a Modena 150 segnalazioni nel 2008 ( da "Sestopotere.com" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del Ministro Gelmini vadano in questa direzione, con la materia dell'educazione civica che prevede anche l'insegnamento delle regole di convivenza civile. Molto spesso chi commette questi reati sono persone di basso livello sociale e culturale". Eugenia Rossi, Idv, ha definito "lesive e pericolose" le affermazioni del collega della Lega nord e ha convenuto con Adolfo Morandi sull'

Scuola minacciata ( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la maggioranza o stramaggioranza silenziosa ha bocciato la Gelmini su tutti i fronti. Richiesto più tempo pieno, scuola a trenta ore che vuol dire pomeriggi, laboratori, mense, trasporti, bocciato il maestro unico ma fa niente. Cosa è successo? Niente! La Gelmini da Brescia, Lombardia, risponde tetragona: «Vale il maestro unico!

<Un testo complicato da prendere con cautela> ( da "Arena.it, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il testo della riforma Gelmini pecca di poca chiarezza. «Va affrontata con i piedi di piombo soprattutto perchè al momento», precisa Giovanni Pontara dirigente dell'ufficio scolastico regionale del Veneto, «disponiamo di due documenti che regolano la materia che sono ancora da approvare in via definitiva, una sulla riorganizzazione della rete scolastica e l'

Pochi alunni per sezione e scatta la <pluriclasse> ( da "Arena.it, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: preso carta e penna e ha scritto al ministro Gelmini per spiegare quelle che ritiene contraddizioni della riforma: «Il nostro Comune, che è sotto i 600 metri, ha scuole collocate sopra tale altezza». Sintesi: che si fa? Proposta del primo cittadino: «Sia garantito il rispetto delle deroghe riservate ai Comuni di montagna anche alle scuole che, pur sorgendo in territorio montano,

<Governo ingiusto con gli atenei che hanno i bilanci in ordine> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro il ministro Gelmini. L'inaugurazione del 787° anno accademico dell'università è stata ricca di vivacità. Milanesi nel discorso d'apertura ha sottolineato la necessità che all'autonomia universitaria segua un rigoroso e serio meccanismo di valutazione. «È l'unica possibilità di salvezza per l'università italiana - ha spiegato - anche per distribuire i finanziamenti agli atenei,

Scoppiano scontri all'università: tre fermati ( da "Avvenire" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Fuan ha invece domandato che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'A- teneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi» Un'immagine degli scontri

Elezioni, intesa Pdl-Lega sui candidati Berlusconi: tutto ok ( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini - che non ha trovato ostacoli nella Lega, seppur quella provincia è sentita territorialmente contigua dai leghisti. «Sì, abbiamo deciso anche quello. Sarà Romele di Forza Italia» afferma deciso il premier Berlusconi. E decisi, nero su bianco, anche gli altri candidati che il Pdl aveva prenotato per otto su undici tra provincie e comuni capoluoghi.

Mariastella si promuove ( da "Famiglia Cristiana" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE GELMINI MARIASTELLA SI PROMUOVE I tagli? «È questione di razionalizzare la spesa». Le insufficienze? «Rigore e disciplina». Le polemiche? «Abbiamo cambiato rotta, non torneremo indietro». È stato un quadrimestre difficile anche per lei, però conta sulla promozione a pieni voti, anche perché i suoi cavalli di battaglia continuano a essere la valutazione,

Scuole cattoliche: boom di iscrizioni ( da "Corriere Di Como, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ipotetica incertezza generata nelle famiglie dalle riforme del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini, ma le scuole comasche spiegando che l'incremento di iscritti è partito almeno 3 anni fa sembrano sgombrare il campo da questa interpretazione. «Nelle scuole media ed elementare la nostra componente esterna è minoritaria, gli alunni spesso sono gli stessi che arrivano dalla materna.

Scuola, tagli dall'Agordino alla Valbelluna ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con gli accordi sull'attuazione della riforma Gelmini. A fare il punto, l'onorevole Maurizio Fistarol (PD), affiancato dal presidente della Comunità montana Valbelluna, Edi Fontana, per l'Uncem (Unione nazionale Comuni - Comunità montane), e da Danila Tirabeni, insegnante,responsabile del progetto provinciale per i ragazzini dislessici.

Vigodarzere La scuola in subbuglio non tiene tranquilli neppure i residenti di Vigodarzere. E... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: messo in luce che le modifiche introdotte dalla Gelmini aldilà dell'aspetto didattico che ne uscirà impoverito, comporterà sicuramente altre complicazioni». E aggiunge: «I genitori, riducendo la possibilità di portare avanti formule come il tempo lungo o prolungato, saranno costretti a sostituire un tempo educativo organizzato e garantito dalla scuola con soluzioni di custodia (

La Gelmini diventa commedia ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini diventa commedia Martedì 10 Marzo 2009, ASOLO - (m.m.) La riforma scolastica del Ministro Maria Stella Gelmini diventa uno spettacolo teatrale che rappresenta, secondo gli autori, un'opportunità per riflettere e capire concretamente gli effetti che la riforma scolastica in atto avrà su ciascuno di noi.

L'INTERVENTO Cosa cambia per le famiglie nella scuola della Gelmini di Dina Merlo * ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cosa cambia per le famiglie nella scuola della Gelmini di Dina Merlo * Martedì 10 Marzo 2009, La scuola cambierà dal prossimo anno scolastico per effetto dei tagli imposti da Tremonti e per le modifiche dovute al decreto Gelmini. I primi effetti sono già visibili oggi nelle modalità di iscrizione e diventeranno operativi con l'organizzazione delle classi del nuovo anno scolastico.

TORINO. TORNA LA VIOLENZA ALL'UNIVERSITà DI TORINO. ANCORA PER LA RACCOLTA DI FIRME PER LE... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Chiediamo al rettore e al Senato Accademico una presa di posizione inequivocabile e una condanna di quanto accaduto, nonché l'immediato rilascio degli arrestati». Il Fuan ha infine chiesto che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni studentesche.

Chiesa/ A Roma Giubileo Paolino Universitari con Bertone e ( da "Virgilio Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini (Istruzione, università e ricerca) e Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale. Le relazioni magistrali saranno affidate all'arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura - sul tema "Il Vangelo incontra le culture" - e a Eric McLuhan, professore emerito presso l'

Terrorismo, l'allarme dei servizi in Italia rischio jihadisti "fai da te" ( da "Repubblica.it" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ottobre scorso durante una manifestazione studentesca contro il decreto Gelmini. Sono stati 38 gli episodi nel 2008 contro i 15 del 2007. La causa dell'innalzamento dello scontro, secondo i servizi, è dovuta, fra l'altro, al "maggior protagonismo politico acquisito dalla destra radicale su tematiche movimentiste, tradizionale monopolio della sinistra (spazi sociali, alloggi,

VIDEO - Gelmini: Ritorna la multimedialità nella scuola ( da "Vnunet.it" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: Ritorna la multimedialità nella scuola 10-03-2009 Emanuela Teruzzi Sono 47.000 gli addetti che nel 2008 hanno perso il lavoro nel settore IT in Italia. Lo sostiene Assinfom, che chiede al governo di uscire dalla timidezza. Il centro Cisco Business Collaboration, un esempio da declinare per il ministro dell'istruzione Gelmini Troppo timidi gli interventi che il Governo italiano

Più tecnologia nella scuola del Ministro Gelmini ( da "Vnunet.it" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Più tecnologia nella scuola del Ministro Gelmini 10-03-2009 VNUnet.it Multimedialità, competenze digitali e hi-tech: la scuola del ministro Maria Stella Gelmini vuole recuperare e rinnovare la didattica Dopo aver letto sulle Faq 23 del Ministero dell'Istruzione che l'Informatica non era più una priorità della scuola primaria nell'era Gelmini,

Nel Pdl soltanto uno su dieci vuole Fini leader ( da "Affari Italiani (Online)" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini con il 77,4% e la Carfagna con il 74,3%. Chiude Sacconi con il 60,9%. Ma Sacconi e la Gelmini li troviamo anche nella classifica dei ministri che hanno deluso rispettivamente con il 14,3% e l'8,9%. La classifica però è guidata da Claudio Scajola che registra il 25,3% di delusi del Pdl, seguito da Franco Frattini con il 22,

EDILIZIA SCOLASTICA, GELMINI: DAL CIPE VIA LIBERA ( da "WindPress.it" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Universita'/ Gelmini: Bene Napolitano, ma no agli sprechi ( da "Virgilio Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo afferma il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, in una intervista a 'Famiglia Cristiana', in edicola questa settimana. "Noi abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore - spiega il ministro - ma, qualunque sia la scelta, il maestro di riferimento è sempre unico.

SCUOLA: GELMINI, ABBIAMO CAMBIATO ROTTA. NON SI TORNA ( da "Virgilio Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Famiglia Cristiana in edicola questa settimana intervista Maria Stella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, Universita' e Ricerca. ''Identificare il maestro unico con le 24 ore e' un errore di contenuto che sta disorientando le famiglie'', afferma. A proposito degli alunni stranieri il ministro pensa di fissarne dei limiti per classe: ''Credo di si'.

Il 18 sciopero dei docenti contro il PdL ``APREA`` ( da "Merateonline.it" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: secondo il Ministro Gelmini: l`adattamento! Insegnanti "adattati" che dovranno a loro volta lavorare per l`"adattamento" dei bambini e delle bambine. A che cosa? Ad una scuola impoverita, richiusa in se stessa, inevitabilmente autoritaria e oppressiva. Nel frattempo il PdL Aprea prevede l`abolizione delle RSU di scuola, così non ci sarà alcun controllo democratico sulle graduatorie d`

Scuola/ Pd: Gelmini merita 5, ravvedimento insufficiente ( da "Virgilio Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini merita un bel 5": lo affermano le deputate del Pd componenti della commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni e Maria Coscia. "Per arrivare a un voto appena sufficiente - dicono - serve un lavoro molto più approfondito che sia in grado di dimostrare l'esistenza di un progetto serio di investimento per la scuola.

Usa/ Obama: salviamo la scuola, stipendi secondo il merito ( da "Virgilio Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e molto rimproverano a Obama di aver iscritto le figliolette a una prestigiosa scuola privata di Washington, con tutti i suoi discorsi sull'importanza dell'istruzione pubblica). E che ne è delle iniziative di Bush, la legge 'No Child Left Behind'? Molte delle indicazioni scritte in quel testo oggi restano inapplicabili per le scuole causa la mancanza di fondi.

Sicurezza/ Il jihad è sul web, rischio 'lone terrorist' ...... ( da "Virgilio Notizie" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: decreto Gelmini". Il numero di episodi di conflittualità tra estremisti di segno opposto era fermo a 15 nel 2007, mentre nel 2008 si è impennato a 38. "Il fenomeno - spiegano i servizi - origina dal maggiore protagonismo politico acquisito dalla destra radicale su tematiche movimentiste, tradizionale monopolio della sinistra (spazi sociali,

Istruzione, Gelmini: dal Cipe via libera a 1 miliardo di euro per scuole più sicure ( da "Sestopotere.com" del 10-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione, Gelmini: dal Cipe via libera a 1 miliardo di euro per scuole più sicure (10/3/2009 21:15) | (Sesto Potere) - Roma - 10 marzo 2009 - “Con il via libera del Cipe del 6 marzo 2009 il Governo ha messo a disposizione 1 miliardo di euro per l?


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Il governo centrale sta di fatto tagliando i viveri alla Provincia autonoma di Trento, ... (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il governo centrale sta di fatto «tagliando i viveri» alla Provincia autonoma di Trento, ... Il governo centrale sta di fatto «tagliando i viveri» alla Provincia autonoma di Trento, ritenendo - a torto o a ragione - che ci sia un'eccessiva sperequazione tra la quantità di denaro pubblico disponibile ogni anno tra Borghetto e Salorno rispetto a quanto per esempio incassano due regioni confinanti come Veneto e Lombardia, che sono tra le maggiori produttrici di Pil italiano e però, essendo a statuto ordinario, sono costrette a lasciarne gran parte nelle casse dello Stato. Trattandosi di due aree connotate da una forte presenza elettorale e amministrativa del Carroccio, è inevitabile da parte degli esponenti leghisti dare un segnale forte alla propria base, attraverso una riduzione di quelli che vengono considerati privilegi altrui: Alberto da Giussano si traveste da Robin Hood. Ciò che stupisce - e fa a pugni con il presunto Dna federalista della Lega - è la corsa al ribasso anziché al rialzo: invece di predisporre gli strumenti legislativi (ma prima di tutto costituzionali) per elevare Lombardia e Veneto al rango del Trentino, il ministro leghista sfodera un'anima centralista lasciando nelle casse di Roma-ladrona i denari guadagnati con il sudore della fronte dei trentini. Ed è ancora più singolare il fatto che non si stia parlando di Irpef, cioè di gettito fiscale delle persone fisiche, costituzionalmente deputato al mantenimento dello Stato; bensì di Iva, cioè di quel valore aggiunto prodotto sul territorio, frutto del lavoro autonomo di imprenditori, commercianti, artigiani, insomma il cosiddetto «popolo delle partite Iva» che costituisce lo zoccolo duro dell'elettorato leghista. Scegliendo di appoggiare in toto l'iniziativa di Calderoli, gli esponenti trentini del Carroccio non solo si sono esibiti in un triplo salto carpiato rispetto alle promesse di difendere con le unghie le conquiste dell'autonomia nella capitale, ma si espongono fin d'ora a una batosta elettorale tanto alle imminenti amministrative quanto soprattutto alle europee di giugno. Contenti loro. Detto questo, e sottolineata l'incoerenza politica di chi predica il federalismo a parole salvo poi non difendere l'unico modello federalista applicato e funzionante da decenni, bisogna analizzare i motivi che stanno alla base del dispetto di Calderoli. E diremo subito, a scanso di equivoci, che per quanto rozzo e incongruente nella forma, il provvedimento è fondato nella sostanza, ma soprattutto è il segnale di quanto lontana e dimenticata sia la lezione di Degasperi, per cui l'autonomia di Trento si doveva costruire e difendere a Roma. E non è tutta colpa dei parlamentari di centrodestra, sia chiaro. Vediamo perché. Punto primo. La sostanza. Quei rimborsi Iva sono dovuti per legge e nessuno può permettersi di mettere le mani nel portafogli altrui senza essere sospettato di furto o quantomeno di appropriazione indebita. Quando la Lega si difende ricordando che si tratta di quota «variabile» e quindi non garantita in secula seculorum, dovrebbe avere la decenza di parlare al futuro (o al massimo al presente), ma non certo al passato. D'altra parte però, e qui veniamo al dunque, non appare così scandaloso chiedere sacrifici a chi ha abbondanza di risorse in un momento di vacche magre per tutti. Si tratta di stabilire come: meno trasferimenti dallo Stato? Più competenze con gli stessi soldi? Riduzione dei costi di mantenimento della macchina politica e amministrativa? Una tantum di solidarietà? Fondo di perequazione tra regioni ricche e regioni povere? Le proposte sul tappeto possono essere tante, le più diverse. Il problema è trovare luoghi, modi e tempi del confronto. E qui sta il secondo punto del ragionamento: il ruolo non solo di chi governa a Roma ma anche e soprattutto di chi governa a Trento. Perché se i rapporti non sono mai stati così deteriorati, la responsabilità è da entrambe le parti. *** Lorenzo Dellai regna sulla Provincia autonoma senza curarsi della diplomazia. E a furia di disattendere le indicazioni che arrivano dal governo centrale (legge Gelmini sulla scuola, decreto Brunetta sui fannulloni), ha finito per crearsi terra bruciata intorno. La tempesta raccolta negli ultimi mesi - con frequenti attacchi anche mediatici ai presunti privilegi del Trentino - è la conseguenza del vento seminato in nome del «land» autonomo e autoreferenziale. E se da un lato i parlamentari del centrodestra non sembrano disposti a fare lobby in difesa dell'autonomia, perché tanto a Trento la torta del potere se la mangia tutta Dellai senza lasciare neppure le briciole agli avversari; dall'altro quelli del centrosinistra si dimostrano piuttosto tiepidi verso chi non perde l'occasione per sbugiardare il Partito democratico e gli assetti politici nazionali in nome di un localismo che ne fa l'unico referente e campione. In più, il principe non si degna di scendere a patti con il nemico: dopo l'annuncio di Calderoli, non lo si è visto precipitarsi a palazzo Chigi (o Grazioli) per chiedere udienza a Berlusconi; ma non lo si è visto neppure organizzare un vertice con senatori e deputati trentini del centrodestra per chiedere la loro intercessione. L'isolamento non paga, soprattutto se rivolto al passato, con tanto di cappelli piumati, ricorrenze hoferiane e tentativi di recuperare l'anima tirolese del Trentino per tenere in piedi il senso dell'autonomia, ora che la Regione è stata svuotata di significato e competenze. Né serve a recuperare simpatia l'elemosina di qualche milione di euro elargita al Veneto per i territori di confine, ché anzi sortisce l'effetto contrario: se Trento può permettersi di donare soldi pubblici, vuol dire che ne ha troppi, quindi spetta allo Stato re-distribuirli più equamente. Ecco dunque di cos'è figlio il gesto di Calderoli: arroganza, ignoranza e rozzezza politica di chi lo ha compiuto; ma anche presunzione, spocchia e scarsa lungimiranza di chi adesso lo subisce. In entrambi i casi, è il prodotto di una classe politica neppure lontana parente di quella che gettò le basi e poi seppe declinare in maniera virtuosa l'autonomia speciale. Come mi ha detto l'altro giorno un amico, esponente deluso di questa classe politica, il Trentino è destinato a morire di talassemia, malattia tipica di chi continua a riprodursi tra consanguinei. Andrea Iannuzzi

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Chiesto il tempo pieno gratis (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Castelbelforte. «Per la giunta è un dovere reperire i fondi» Chiesto il tempo pieno gratis Iniziativa di Mantovanelli e Sgarbossa per le elementari CASTELBELFORTE. Per l'amministrazione comunale è un dovere reperire i fondi per attuare il tempo pieno gratis alle elementari. Ne sono convinti Vanni Mantovanelli, consigliere di minoranza, e Fabrizio Sgarbossa, portavoce del circolo Pd, che hanno firmato un volantino, nel quale chiedono che il Comune intervenga per risolvere un problema molto sentito dalle famiglie. ''I fondi necessari ci sono e siamo certi che si possono trovare nel bilancio aggiunge Mantovanelli. Questo risolverebbe un problema per quei genitori che lavorano entrambi e non hanno i nonni per badare ai figli durante la loro assenza''. Secondo Mantovanelli e Sgarbossa il Comune dovrebbe attivarsi per tale servizio sostenendone i costi iniziali''e una volta avviato potrebbe autofinanziarsi''. Il consigliere comunale e il portavoce del Pd ricordano che il problema è stato posto all'assessore alla Cultura Graziella Bussolini che ha risposto''che non si potevano investire fondi in questa iniziativa'', anche perché la stessa cosa lei l'aveva già tentata qualche anno fa, ma dopo aver raccolto virtualmente molte adesioni, alla fine era rimasta una sola famiglia realmente interessata per cui non se ne fece nulla.''La scuola ovviamente ha risposto che non ci sono fondi grazie anche alla Gelmini'' osserva Sgarbossa. L'assessore ha suggerito di costituire una Associazione genitori''che ha virtualmente supportato l'ipotesi nei primi passi, aggiunge Mantovanelli, con un sondaggio tra i genitori, incontri con il Comune, contatti con le cooperative di doposcuola e servizio mensa. Non ha mai promesso fondi ma fatto capire che a bilancio consuntivo, se il risultato fosse in rosso, l'Associazione potrebbe chiedere una sovvenzione come le altre associazioni''. (l.f.)

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Riforma Gelmini e ruolo dei genitori Stasera dibattito (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cervasca Riforma Gelmini e ruolo dei genitori Stasera dibattito Il professore Gianni Nicolì, pedagogista e responsabile nazionale dell'Associazione italiana genitori, sarà stasera a Cervasca per l'incontro «Dove va la scuola?». L'appuntamento, organizzato da un gruppo di genitori di Cervasca e Vignolo, è alle 21, nel salone parrocchiale di San Defendente. Si discuterà del cambiamento della scuola dopo la riforma Gelmini e del ruolo attivo che le famiglie possono avere per continuare a mandare i propri figli in una scuola di qualità. Sarà presente anche Valentina Di Maria, responsabile della Commissione scuola del Forum delle associazioni familiari.

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Il vino "Dicrodo" è prodotto nel paese del celebre aperitivo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

ENOLOGIA. DALLA SCUOLA DI AGRARIA Il vino "Dicrodo" è prodotto nel paese del celebre aperitivo [FIRMA]RENATO BALDUCCI CRODO Da terra del «Crodino», l'aperitivo biondo, a terra del vino. Crodo sta diventando sempre di più la patria delle bevande. Ed ora punta anche sul vino grazie alla produzione sfornata dall'Istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente, che proprio quest'anno compie 30 anni. Sulle tavole e nelle cantine fa la sua apparizione «Dicrodo», un bianco che la scuola superiore (che fa capo all'Istituto Comprensivo «Innocenzo IX») ha prodotto con la vendemmia dell'ottobre 2007. Ora è stato imbottigliato e messo in vendita grazie alla casa vinicola «Garrone». E' il frutto della coltivazione a vigneto di 2 mila metri di terreno alle spalle della scuola. Da un vitigno «Chardonnay» impiantato dai ragazzi e dagli insegnanti, sono stati prodotti circa 60 quintali di uva per ettaro, che hanno permesso di imbottigliare mille bottiglie di Chardonnay, un bianco che ha una gradazione di 13 gradi. «Il vino era un prodotto che ci mancava. Una defaillance alla quale abbiamo posto rimedio producendo quest'ottimo bianco che è frutto di una spremitura soffice, seguita da fermentazione e prima maturazione in piccole botti di rovere per sei mesi a Oira» spiega Gian Mauro Mottini, ex sindaco di Domodossola, insegnante alla scuola di Crodo. A presentare la qualità del «Dicrodo» il professor Marco Rissone, docente di enologia all'«Umberto I» di Alba. Premiati per l'occasione i tre ragazzi delle medie (Alessio Bacher, Luca Fobelli, Livio Panziera) che hanno vinto il concorso indetto per dare un nome al nuovo vino. Soddisfatto il preside Antonio Sartori: «Questo vino è il punto di partenza per nuove sperimentazioni». La scuola ha avviato altri progetti che hanno permesso di produrre diverse varietà di mele E anche birra. Attività pratica che rischia grossoi. «La riforma Gelmini ci preoccupa - dice Stefano Costa, sindaco di Baceno e docente a Crodo - perché prevede tagli alle ore di pratica, tagli che ci metterebbero in crisi». Un contributo reale al progetto-vino è arrivato dalla Fondazione Comunitaria: 3.600 euro serviti ad acquistare attrezzatura per la produzione del vino. «Proprio nel 2008 la Fondazione ha fatto un bando dedicato alla formazione delle scuole del Vco» ha ricordato il presidente Massimo Nobili. Al taglio del nastro del vino si è aggiunta la notizia portata dal presidente della Provincia, Paolo Ravaioli: «Abbiamo pubblicato il bando per l'appalto del nuovo convitto per un importo di un milione e 400 mila euro».

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"Chiediamo scuole e sicurezza" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Le promesse "Chiediamo scuole e sicurezza" Così i ministri a Novara La protesta In piazza Martiri urlano 500 persone tra lavoratori di aziende in difficoltà, studenti e docenti precari Il pubblico Sentimenti e reazioni diverse, comune a tutti la richiesta di tutelare la qualità della vita [FIRMA]BARBARA COTTAVOZ CRISTINA MENEGHINI NOVARA Manca più di mezz'ora e loro sono già qui, incollate alla saracinesca chiusa del teatro Coccia. «Di aria fritta non ne possiamo più»: sono tre Donne Padane a conquistarsi la prima fila tra gli invitati di «Governincontra». Hanno ben chiare le loro priorità: «Innanzitutto la sicurezza: ho paura a girare in città di sera - dice Silvana Danesi Mottura -. In centro c'è il nulla, in periferia peggio». Quindi la scuola: «La riforma è giusta» sottolinea Franca Cristallini e l'amica Maria Monteleone: «Mia nuora è un'insegnante precaria, vorrei sapere che fine farà». Alla fine tutte commenteranno incantate: «Gelmini brava, Zaia favoloso». Scuola e sicurezza sono temi ricorrenti. «A Gelmini vorrei dire: ministro, i soldi ci servono - sorride Gloria Ferrari, studentessa del "Bermani" -. Appoggio questo Governo e non mi sento sfavorita dalla riforma, però spero che dia più fondi alla ricerca». Sono qui per una voglia di sapere che rimarrà insoddisfatta Silvia Bilotta, massa di ricci rossi, e Lucrezia Tascini, piercing al naso, compagne di scuola al «Pascal»: «Sono venuta per capire qualcosa del Governo: l'informazione dei media è troppo dispersiva» dice Silvia e l'amica aggiunge: «Mi interessa la riforma della scuola: l'approvo in pieno». Però non hanno l'invito: porte sbarrate per loro. Aldo Bramato è un ferroviere in pensione: «A Maroni chiedo più concretezza e meno chiacchiere: contro i clandestini ci vogliono misure serie. Però con umanità: è gente che scappa da posti terribili». L'attesa dei ministri si fa tesa: gli slogan dei dimostranti di Bemberg e De Agostini sono sempre più forti: «Vergogna, a casa». «Li sente? Fra un anno saranno dieci volte tanti! - commenta amaro Antonio Rossi - Sono venuto qui a vedere dove sta andando l'Italia e vorrei solo che ci dicessero la verità». Alla sala Borsa (qui era allestito il maxischermo per assistere al convegno del Coccia), tanta gente anche prima dell'orario di apertura. Mentre le immagini scorrono, Nunzio Martone, ex sindacalista, sbotta: «A Maroni chiederei che fine ha fatto il progetto di abolire le province». Francesco Martelli, pensionato: «In campagna elettorale non si era detto di contenere i costi della politica? Poi leggo quanto pagano un caffè i parlamentari e mi arrabbio». Giorgio Ingold e Maura Mazzone rappresentano gli ambulanti: «Siamo qui con tante speranze». Ingold: «Vorrei chiedere a nome dei miei colleghi la defiscalizzazione delle piccole imprese». Monica Pisoni, Terziario Donna dell'Ascom: «Ci diano risposte sull'entità della crisi, per noi donne questo argomento è particolarmente scottante. Dobbiamo lottare tanto». Emanuela Zonca, presidente delle guarde zoofile Anpa: «Volevo vedere la partecipazione e l'accoglienza di Novara ai ministri». Giuseppe Maisano: «Non abbiamo mai avuto la possibilità di vedere i ministri così da vicino». Agnese Brustia: «Stanno dicendo quello che penso da sempre. A Maroni parlerei di ronde, ma per dirgli di chiedere la partecipazione di tutti a segnalare furti, facce sospette, vandalismi. Secondo me lo spirito di collaborazione tra cittadini può essere una valida alternativa alle ronde». Augusto Bollini, un passato di assessore: «Chiederei solo che mantengano quello che promettono, in particolare per giustizia e istruzione». Matteo Spaggiani ha approfittato di una giornata di ferie: «Troppo banale quello che sto sentendo. Sono un appassionato di politica, mi sembra siano discorsi generici». Nel foyer del Coccia si concede una pausa Roberta Colli, fascia tricolore di San Nazzaro Sesia: «Mi è piaciuta la Gelmini: è importante ridare alla scuola un ruolo educativo». Convinto fan di Zaia è Giuseppe Ferraris, presidente della Confagricoltura: «Ha detto la verità. E' un gran ministro: ha ottenuto quello che gli avevamo chiesto». Fuori scende la sera. Arrivano i ministri, i manifestanti gridano rabbia. Sikandar Younas chiede ai giornalisti che cosa stia succedendo: ha 20 anni, è arrivato dal Pakistan quando ne aveva 16, fa il muratore ma ora è disoccupato. Che cosa chiederebbe a Maroni, ministro dell'Interno: «Basta immigrati. Gli direi di chiudere le frontiere: siamo già troppi».Accorpamenti Mariastella Gelmini: «Non accorperemo tutte le scuole, ma solo quelle ritenute insicure». Via i clandestini Categorico Roberto Maroni sui clandestini: «Chi arriva per lavorare potrà stare, gli altri saranno rimpatriati. Chi va dicendo che abbiamo tagliato fondi alla polizia dice il falso: nel 2009 gli stanziamenti sono aumentati del 9%». Federalismo «Uno dei vantaggi sarà la modifica della pressione fiscale» ha detto Umberto Bossi. «Sul federalismo sono convinto che Berlusconi manterrà la parola e ci darà i voti in aula». L'etichettatura «Una delle grandi sfide sarà l'etichettatura obbligatoria» ha detto Luca Zaia, ministro delle Politiche Agricole. E ha aggiunto: «Il 18, 19 e 20 aprile ci sarà in Italia il G8 agricolo e in quell'occaisone saraà ribadita la salvaguardia dei nostri proditti tipici, 4500 in Italia». Alfano Stiamo mettendo mano alla riforma del processo civile. faremo di tutto per avere una giustizia rapida, con sanzioni per chi farà perdere tempo all'interno del processo. Si estinguerà la causa quando per più volte uno non si presenta».

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Accorperemo solo scuole poco sicure (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini «Accorperemo solo scuole poco sicure» Uno degli interventi più attesi era quello del ministro all'Istruzione e Università, Mariastella Gelmini. Sull'accorpamento delle scuole ha dichiarato: «Non abbiamo intenzione di chiudere le piccole scuole, ma abbiamo il dovere di garantire la sicurezza. Accorperemo le scuole poco sicure e compenseremo con trasporti adeguati». E sui precari: «Per la prima volta nella storia i figli hanno meno opportunità dei grenitori. Io non hoi creato migliaia di precari nelle scuole, li ho ereditati. Ripresenterà in Parlamento il progetto del ministro Brunetta pe incentivare i prepensionamenti: questo meccanismo è l'unico in grado di dare una possibilità ai precari. Il Governo ha anche stanziato 70 milioni di euro per borse di studio finalizzate all'aiuto degli studenti meritevoli. Segnali sono previsti anche per le residenze universitarie».

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Roma in trasferta al Coccia (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'EVENTO.POMERIGGIO CON «GOVERNINCONTRA» E PROTESTE IN PIAZZA Roma in trasferta al Coccia Question time a teatro: sei ministri di fronte alla Novara che chiede [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA Un pomeriggio a due facce: il Governo incontra la città e Novara chiede certezze. Sullo sfondo la crisi economica che non risparmia il territorio. L'insolito «Question time» al Coccia, che si trasforma in un'aula parlamentare per un evento che va sotto il nome di «Governincontra», presentato dal ministro per l'attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi. E' l'ultimo appuntamento ma anche il primo in Piemonte, fortemente voluto dal capogruppo della Lega Nord alla Camera, il novarese Roberto Cota, prima dell'interruzione della campagna elettorale. Il tour fa tappa nella città fra le prime 15 in Italia per tasso di industrializzazione (come ha ricordato il prefetto Giuseppe Amelio), ma che ora sta sopportando il peso della crisi economica. «Da quarant'anni non si assiteva a una situazione grave come questa» ha detto ai ministri Mariella Enoc, presidente dell'Assoindustriali Novara e di Confindustria Piemonte, riferendosi allo stillicidio della perdita occupazionale. Un grido d'allarme arrivato dalla platea, mentre all'esterno manifestavano i dipendenti con il posto a rischio (tra cui De Agostini e Bemberg). Moderati da Gigi Santoro, il noto conduttore televisivo novarese, prendono la parola i ministri Luca Zaia (Politiche Agricole), Mariastella Gelmini (Istruzione e Università), Angelino Alfano (Giustizia), Roberto Maroni (Interno), Umberto Bossi (Riforme e Federalismo). Poi i sottosegretari Molgora, Crosetto, Giachino. Onori di casa del sindaco Massimo Giordano. Tre i temi sui quali ruota l'incontro: crisi, sicurezza, federalismo. Su questi capisaldi s'intrecciano relazioni, suggerimenti, domande e risposte tra i rappresentanti delle istituzioni e di categoria e i ministri. La sicurezza è uno dei temi centrali del dibattito e Giordano non risparmia anche l'accenno al dibattito che nei giorni scorsi ha tenuto banco in città, quello degli aiuti ai clandestini: «Occorre fare chiarezza, un conto è fornire un aiuto emergenziale, un altro è legittimare un intervento strutturale». Un argomento ripreso più tardi anche da Maroni: «Sulle politiche nei confronti dei clandestini noi non arretreremo di un millimetro». Ma è il tema economico il cuore del pomeriggio al Coccia. Il sottosegretario Giachino ricorda che dal 2000 al 2007 il Piemonte è cresciuto solo del 7%. E il prefetto rammenta ai ministri: «Salvaguardare malpensa e cogliere l'opportunità di Expo 2015». Al mondo agricolo, rappresentato da Paolo Rovellotti presidente regIonale di Coldireti, risponde Zaia: «Abbkamo battuto i pugni sui tavoli di Bruxelles e in sede di Wto. l'Italia si è fattasentire e così simoa riusciti a salvare il riso perchè volevano abbattere i dazi sulle importaizoni». E sulle quote latte aggiunge: «Non è stato un decreto per amici, abbiamo messo in peidi un sistema di rotazione rispondendo con i fatti alle chiacchiere». ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 48 e 49

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[FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Vergogna, vergogna urlano i manifestanti. Sono sta... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA «Vergogna, vergogna» urlano i manifestanti. Sono stati sistemati oltre le transenne in piazza Martiri e tentano di forzare il blocco delle forze dell'ordine. Sono le 15,45, dentro al Teatro Coccia i ministri e le autorità parlano già da un pezzo, mentre fuori 500 persone, tra lavoratori delle aziende in crisi, studenti e precari della scuola, prima di chiedono di parlare ai ministri con una delegazione poi, dopo il netto rifiuto, passano alle vie di fatto, abbattono qualche metro di transenna. Per alcuni minuti si teme il peggio. Alla fine prevale il buon senso, grazie alla mediazione dei dirigenti della Questura e dei sindacalisti, e la protesta si limita al «Pagliacci, pagliacci!». Ad attendere i ministri sono gli operai della Bemberg, arrivati da Gozzano in massa, i lavoratori della Meritor, i dipendenti della De Agostini, una delegazione da Cressa della Alshtrom, il comitato anti F35, gli studenti antagonisti, i precari della scuola. I cori all'indirizzo del ministro dell'Istruzione sono i più numerosi: «Salviamo i bambini, no alla riforma Gelmini» gridano studenti ed insegnanti. «Insegno in una scuola primaria di Arona - dice Patrizia Marini - il ministro sostiene che non si perderanno posti di lavoro, ma col maestro prevalente a perderci saranno tutti: i bambini, perchè avranno meno didattica, e gli insegnanti, che verranno tagliati». I lavoratori delle aziende in crisi vorrebbero parlare col ministro Maroni per spiegare che tra poco la situazione sociale diventerà drammatica anche nella zona di Novara: «Tra qualche giorno - dicono Tiziano Cerutti Lino Cutrone e Lino Pira, dipendenti della Bemberg - la nostra fabbrica chiuderà i battenti: come faranno le nostre famiglie? Quattrocento persone a Gozzano resteranno senza lavoro: come si affronta una situazione del genere? Quali strumenti sono stati predisposti?». Gli striscioni più coloriti sono quelli dei dipendenti della De Agostini, che ieri hanno scioperato per quattro ore per protestare contro l'azienda che ha confermato i tagli: «I manager al top ci hanno portato al flop». Ognuno dei dipendenti porta un numero: è quello della lista di mobilità che per Novara prevede una serie di 147 nomi tra i due stabilimenti di Vignale e corso della Vittoria. Maria Grazia Damiani ha 29 anni di anzianità in cartografia e per l'occasione si è messa, come distintivo, il numero dell'esubero, il 25: «Alla De Agostini lavoro dal 1970 e come me ci sono tanti altri colleghi: come si può accettare che un nome così prestigioso cancelli da un giorno all'altro la cartografia, il reparto che ha reso celebre De Agostini nel mondo con gli atlanti?». Alle 17 arriva il ministro Bossi e gli slogan riprendono slancio: «La democrazia significa accettare il confronto, non chiudersi dentro il teatro Coccia: venite qui, a parlare coi lavoratori e coi precari, anzichè fare le passerelle!» gridano gli studenti antagonisti e il comitato che lotta contro gli F35 a Cameri. «Il guaio - commentano i sindacalisti - è che i ministri passano da Novara un giorno e poi vanno, mentre la crisi resta e diventa sempre più acuta».

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"Uniti e svelti per sfidare questa crisi" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'EVENTO "Uniti e svelti per sfidare questa crisi" IL GOVERNO AL COCCIA Giovani Il portavoce degli studenti parla in una sala ormai semivuota «Non siamo solo bullismo e violenza» Dalle categorie la richiesta più pressante "Decisioni rapide sui nuovi cantieri" [FIRMA]MARIA PAOLA ARBEIA NOVARA Quando il gioco si fa duro - la crisi affonda la lama - le voci del Novarese si fanno chiare e forti. Non sempre alle domande corrispondono le risposte dei ministri. La scaletta-fiume salta presto. Il sindaco Giordano apre: «C'è bisogno che il sistema d'infrastrutture sia completato. Il Governo ha promesso opere importanti: gli impegni vanno saldati. Se no verrebbe tradita la nostra gente». Cita Alta Capacità, Università, Città della Salute: «Progetti sui quali investire». Riprende il caso Caritas-immigrati irregolari: «Il Vangelo dà messaggi e noi rispettiamo il mondo della solidarietà. Altro è legittimare interventi continui per la costruzione di un sistema fuori dalla legalità». In sala c'è don Campiotti della Caritas. Si alza e se ne va. Giordano insiste sul federalismo fiscale: «Noi questa occasione la sfrutteremo fino in fondo». Ci torneranno su Bossi e altri. Il prefetto Amelio dettaglia la situazione generale. Sulla sicurezza: «Non ci sono particolari criticità ma si evidenzia l'aumento di furti e rapine». Il presidente della Provincia, Vedovato, scandisce i nomi di aziende e industrie in crisi: «Uno stillicidio di colonne della nostra economia. Non sono "solo" marchi: sono persone e famiglie, imprenditori e operai. Non siamo mai stati per il catastrofismo. Noi amministratori facciamo la nostra parte. Il Governo a sua volta agisca». Poi ricorda l'attesa per la seconda corte d'Appello del Piemonte, la Città della Salute da avviare presto e bene, i trasporti e «per la sicurezza chiediamo risposte sul commissariato di Borgomanero. I Comuni vogliono nuove caserme dei carabinieri ma non hanno più risorse. Sarebbero anche cantieri per dare subito nuovo lavoro. Siamo disposti a collaborare con tutti ma a Roma decidano». Gianfredo Comazzi per la Camera di Commercio: «Il tessile sta affondando, della logistica si parla da tempo, se non si interviene qua si perdono due generazioni, non una». Chiede ammortizzatori sociali e credito, razionalizzazione della spesa pubblica e efficienza. Ancora una volta guarda a Malpensa: «Non buttiamo tutto all'aria. Da 40 anni parliamo di Novara cerniera d'Europa. Intanto, lo dico al ministro Gelmini, quando l'Italia tirava aveva anche tanti bravi tecnici. Riformare va bene, tenendo ben presente che cosa serve al Paese». Mariella Enoc per il mondo dell'industria: «Noi facciamo economia reale nel nostri territori. Chiediamo credito e più relazioni per tutti. La Banca Popolare di Novara si adopera, è stata citata più volte, e con altre va rafforzata perché si rafforzi tutto un sistema. Da 40 anni non si vedeva un bollettino di guerra così. Comincia a montare vera preoccupazione. Occorre aumentare la possibilità di cassa integrazione ordinaria. Tra noi c'è chi ne fa richiesta a malincuore per la prima volta: non ne ha mai approfittato. Fate partire anche piccoli cantieri, se no la crisi si incancrenisce. E le regole del mercato? Vanno fatte e fatte rispettare». Maurizio Grifoni per commercio e turismo chiede «un fondo di categoria, liquidità con proroga dei contributi sul 2009-2010, abbassamento dell'Iva. Ammortizzatori sociali per noi non ci sono. Se ci si salva, ci si salva tutti». Tarcisio Ruschetti per l'artigianato: «L'Italia e la Novara del fare hanno bisogno di una pubblica amministrazione alleata. Modernità e risposte rapide». Paolo Rovellotti per l'agricoltura insiste «sui prezzi, che i soldi restino di più in tasca ai coltivatori». Cita «il consorzio Est Sesia che si adopera ma non abbiamo fatto gli invasi. Se anche c'è tanta neve, se ne andrà dritta al mare. Abbiamo grosse necessità di tutela». Carlo Colzani della Cisl: «Qui fuori ci sono centinaia di persone licenziate. Il pericolo è che ciascuno rischia di sentirsi solo. Manca speranza nel futuro e il resto è emergenza. Noi chiediamo oggi ai ministri: chi fa che cosa? E Novara sarà capace? Dire "lavoro" non basta. Occorre che sia buon lavoro. Attenzione a diventare "terra di cooperative". Dobbiamo stare dentro, non ai limiti». Il rettore Garbarino, sala piena a metà: «Di fronte ai tagli, si usi il bisturi e non la scure. Noi siamo virtuosi. Con la formazione e la ricerca ci giochiamo l'intero Paese». Interviene anche Roberto Cota: «Non è stata una passerella come qualcuno già dice. Siamo per il fare e per essere padroni a casa nostra». Appena prima, Davide Settoni della Consulta Studenti: «Noi non siamo solo bullismo e violenza. Sì al federalismo anche a scuola per spendere bene. Vogliamo adulti appassionati alla vita. Di questo gli studenti hanno gran bisogno». In sala, pochi gli adulti rimasti. Ci sono Enoc, Zanetta presidente Bpn, Comazzi, la vicepresidente della Provincia Turchelli, altri politici qua e là, gli agenti, scorte varie e carabinieri, per l'appello del più giovane relatore ufficiale. L'ultimo.

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Le scuole di montagna restano a rischio (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Irene Aliprandi «Le scuole di montagna restano a rischio» Fistarol (Pd) spiega che il governo ha ribadito la necessità di tagliare i piccoli ISTRUZIONE RIFORMA GELMINI BELLUNO. I tagli ci saranno, resta solo da capire dove. Nonostante le rassicurazioni del governo e della Regione, sono ancora ad alto rischio le scuole di montagna e in generale i plessi scolastici con pochi alunni, circa 6.600 in tutta Italia. Almeno la metà di questi dev'essere tagliata entro l'anno scolastico 2011-2012, ma il termine per definire una scelta è fissato a metà giugno, dopo il confronto tra governo ed enti locali in conferenza unificata, già in corso. A spiegare cosa sta succedendo, sulla base delle più recenti disposizioni del "decreto Gelmini", è il senatore del Partito democratico Maurizio Fistarol, che fin dall'inizio ha evidenziato le preoccupazioni attorno a una riforma concentrata sui risparmi. «Le resistenze dell'opposizione», ricorda Fistarol, «hanno convinto il governo a ragionare sui tagli, ma il 15 giugno è il termine ultimo per trovare un accordo in sede di conferenza unificata. Si è accettato di prendere tempo e affidarsi alla concertazione, ma il confronto preliminare fatto in queste settimane con Comuni e Comunità montane conferma le nostre proccupazioni». Il governo ha ribadito quanto scritto nella riforma Gelmini: i tagli vanno fatti, almeno metà di quelli messi in preventivo, cioè 3.300 in due anni. «Il punto di fondo della riforma», dice il senatore, «è la Finanziaria, dove si dice che vanno risparmiati 85 milioni di euro, anche con la scuola. E stiamo parlando solo di plessi scolastici, poi vanno aggiunti tutti gli altri tagli previsti nello stesso ambito, come quelli al personale». Le scuole sottodimensionate si dividono in asili (3.000 circa), elementari (2.500), medie (800) e superiori (500) e al momento l'accordo è lontano. L'Uncem ha già espresso i suoi timori, perchè quell'occhio di riguardo promesso dalle Regioni verso la montagna, non ha basi solide. «La montagna dovrà fare la sua parte», dice chiaro Fistarol. Vengono considerati plessi sottodimensionati quelle scuole che hanno meno di 50 iscritti e le ultime disposizioni (26 febbraio) dicono che ogni classe deve avere un minimo di 15 alunni. In montagna la deroga è concessa, ma non sotto i dieci alunni, quota inderogabile. In provincia di Belluno le elementari in bilico restano quelle già elencate da Fistarol nei mesi scorsi: Gosaldo, Rivamonte, Voltago, Vallada, Rocca Pietore, Vigo di Cadore, Danta, San Nicolò Comelico, Cibiana, Santo Stefano di Cadore, Forno di Zoldo, Zoldo Alto, Zoppè, Sant'Antonio Tortal a Trichiana. Molto dipenderà dalla Regione, che in conferenza unificata porterà la sua proposta. Ma i tagli non si fermano ai plessi e in una scuola dove le famiglie devono già pagare tutto, dalla carta igienica al corso di computer, la qualità formativa diventa una sfida improbabile. Un esempio è dato dalla dotazione organica nelle scuole elementari. «Il numero di insegnanti», spiega Danila Tirabeni, «si calcola su due parametri (oltre agli alunni): disabili e stranieri. Crediamo che, con la stessa percentuale degli stranieri (10% circa), vadano considerati anche i bambini con difficoltà di apprendimento come i dislessici, per i quali non è prevista alcuna forma di sostegno». I laboratori di informatica erano l'ideale per aiutare questi bambini. «C'è rammarico tra gli enti locali», dice il vicesindaco di Limana e presidente della Cm Valbelluna Edy Fontana, «perché sono stati fatti investimenti importanti che ora vengono considerati inutili. Ogni Comune ha speso una media di 30 mila euro per le aule di informatica e adesso le ore alternative rischiano di sparire. Spiace perché le istituzioni hanno stretto rapporti sinergici con le scuole; esprimeremo il nostro malessere e chiederemo il mantenimento dei servizi scolastici». Paradossale anche la nuova disposizione per l'insegnamento dell'inglese: gli insegnanti laureati in lingue torneranno all'insegnamento generico, gli altri dovranno fare corsi di lingua triennali da 150 ore e potranno iniziare a insegnare inglese già dopo le prime 50 ore.

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Prof al ministero per il liceo biologico e tecnologico (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Prof al ministero per il liceo biologico e tecnologico n I dirigenti scolastici del territorio domani si faranno portavoce delle richieste del mondo della scuola al ministero della Pubblica istruzione. È fissato infatti per le 17,00 a Roma nella sede del Ministero l'incontro con il sottosegretario all'Istruzione Giuseppe Pizza. Dal Lodigiano arriveranno sicuramente Maria Teresa Cigolini, dirigente scolastico del Cesaris di Casale, e Luciana Tonarelli, dirigente del Volta di Lodi, ma l'invito è stato esteso a tutti i presidi del territorio. Tra le richieste più pressanti al sottosegretario ci sarà proprio quella di salvaguardare l'indirizzo sperimentale tecnologico e biologico dei licei, che sono a rischio sparizione nella bozza di riforma scolastica ideata dalla Gelmini. Non a caso i due dirigenti che hanno già dato la loro adesione guidano sul territorio strutture sperimentali di quel tipo. L'incontro è stato organizzato grazie all'impegno della Lega, che sarà presente a Roma con Flavio Parmesani e Ilaria Bruschi, e per il tramite dell'onorevole Paolo Grimoldi, componente della Commissione istruzione della Camera dei deputati, che a fine gennaio aveva già incontrato i dirigenti scolastici proprio a Casale.

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Per il 2009/2010 alle elementari sezioni in aumento (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Boom di nuovi iscritti alle scuole Morzenti n Più alunni e più classi. È la fotografia delle scuole elementari Morzenti di Sant'Angelo per il prossimo anno scolastico. In generale, è l'intero circolo didattico che ruota attorno alle Morzenti (Sant'Angelo tranne le elementari di viale Montegrappa, Vidardo, Caselle e Pieve) a crescere. I dati sulle iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010 sono stati resi noti negli scorsi giorni dal direttore didattico Stefano Taravella, che ha chiesto ai sindaci anche una riflessione sulle strutture. Il totale degli iscritti per le prime è di 162 alunni, con incrementi significativi al plesso delle Morzenti e a quello di Vidardo. Proprio alle Morzenti di Sant'Angelo si punta, per la prima volta, a creare quattro classi prime, rispetto alle tradizionali tre. Due classi dovrebbero essere da 40 ore, due invece da 30 ore. A Vidardo si punta a creare due classi prime di 40 ore, a Caselle si ragiona se attivare una o due classi, mentre a Pieve si dovrebbe attivare una prima da 30 ore. «Su 162 iscritti, solo in un paio di casi abbiamo avuto richiesta di un tempo scuola di 24 ore (il tempo scuola con il maestro unico introdotto dalla riforma Gelmini, ndr) - spiega Taravella - segno che l'impostazione con il maestro prevalente non ha riscosso consensi. Quanto all'aumento degli alunni, a Vidardo direi che è dettato soprattutto dall'espansione edilizia, mentre più in generale, sull'intero circolo, deriva anche dall'aumento degli immigrati. Registriamo inoltre una contenuta ripresa della natalità e, per quanto riguarda in particolare il plesso delle Morzenti, segnalo richieste anche da fuori comune». A fronte di un'impennata degli iscritti alle classi prime, Taravella non nasconde che in alcune scuole, a partire proprio dal plesso delle Morzenti, in futuro potrebbero esserci problemi di spazi. «Dovremo fare delle valutazioni assieme al comune - sottolinea Taravella - sicuramente una classe in più viene assorbita senza troppe difficoltà, ma se la tendenza continua, la situazione potrebbe diventare problematica. Anche negli altri comuni, Pieve escluso, occorre avviare una riflessione sulle strutture». L'ultima novità riguarda Caselle, dove quest'anno è stata avviata una sezione statale di scuola materna. «Le iscrizioni per il prossimo anno scolastico - precisa però Taravella - sono molte e dovremo chiedere l'apertura di due sezioni». Lor. Rin.

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i genitori bocciano la riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

A Castagneto tutti chiedono tempo pieno e 30 ore I genitori bocciano la riforma Gelmini CASTAGNETO. A fine febbraio si è chiuso il termine per la presentazione delle domande di iscrizione al nuovo anno scolastico, il primo dopo la riforma Gelmini. All'Istituto comprensivo di Castagneto stanno terminando le valutazioni delle domande pervenute ma il quadro che emerge è già chiaro: i genitori hanno detto no ai contenuti della riforma, non vogliono quei cambiamenti nella scuola pubblica. Le richieste di iscrizione alla scuola primaria (ex elementare) sono state 57, in 25 la prima scelta è stata per il tempo pieno e in 32 per le 30 ore settimanali. Il dirigente scolastico Annarosa Mattioli conferma la formazione di una classe a tempo pieno a Castagneto e altre due a tempo normale a Donoratico, ma non nasconde le preoccupazioni per l'organizzazione delle attività didattiche nel prossimo anno. «Ancora non si conoscono nel dettaglio gli effetti del passaggio dalle attuali tre insegnanti al maestro unico - spiega - ci possiamo augurare che questo non comporti la perdita di posti ma direttive precise non sono state emanate. Speriamo di avere la conferma dell'organico per garantire le 30 ore settimanali; quello che sappiamo con certezza è l'eliminazione delle compresenze. Restano aperti anche altri problemi, come quello del tempo per la mensa, ora compreso nelle 32 ore settimanali. Sostanzialmente confermata la condizione attuale nella scuola dell'infanzia, per cui si prevede la formazione di quattro sezioni di 28 bambini a Donoratico e una sezione di 26 a Castagneto. Per la secondaria di primo grado abbiamo chiesto la conferma di due corsi a tempo pieno ma la situazione complessiva verrà definita nei prossimi giorni». Su quanto emerso dalle domande dà una valutazione positiva il Comitato permanente dei genitori e degli insegnanti, costituito in occasione delle iniziative organizzate per contrastare la riforma Gelmini, da tempo impegnato in una campagna capillare di informazione alle famiglie. A questo punto, considerato che anche a livello nazionale le 30 ore sono state la schiacciante maggioranza, insieme a quelle per il tempo pieno, si apre un problema generale, circa la possibilità di accogliere tutte le richieste dei genitori. Se governo e ministero vorranno dare seguito a quanto hanno chiesto le famiglie salteranno i risparmi di spesa già previsti dalla finanziaria e dovranno essere rivisti i criteri per la formazione degli organici. Laura Fulceri

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L'ANUU ha fatto il punto con la riunione regionale (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-03-2009)

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L'ASSISE TRIMESTRALE SI È TENUTA A BERGAMO L'ANUU ha fatto il punto con la riunione regionale Si è svolta presso la segreteria centrale ANUU Migratoristi di Bergamo, la consueta riunione trimestrale dei presidenti provinciali lombardi dell'Associazione, coordinati dal presidente regionale Domenico Grandini, dal vice presidente nazionale Marco Castellani e dal presidente Comitato esecutivo Massimo Marracci. Obiettivo dell'incontro, fare il punto sull'evolversi della situazione in vista della prossima stagione di caccia e individuare le relative strategie da attuarsi sia nei confronti delle Amministrazioni (Regione e Province), che delle altre associazioni venatorie. Particolare attenzione è stata dedicata non soltanto a temi tradizionalmente vicini alla politica associativa - come le deroghe e le catture di richiami vivi - bensì anche a problematiche di portata generale, come la modifica della legge nazionale n. 157, la situazione gestionale negli ATC e CA, le continue richieste di limitazioni della caccia alla migratoria provenienti anche dallo stesso mondo dei cacciatori. Molta carne al fuoco, dunque, per un serrato scambio d'idee, posto che alcuni problemi vengono affrontati da lungo tempo senza trovare una soluzione efficace proprio perché originati dai rappresentanti dei cacciatori, che riescono a essere più letali per la caccia - soprattutto alla migratoria - molto più di animalisti e anticaccia vari. Altrettanta rilevanza nel dibattito è stata conferita al tema della comunicazione, che oggi è più vitale che mai visti gli attacchi alla caccia moltiplicatisi nelle ultime settimane sul web e sui quotidiani nazionali, che paiono palesemente orchestrati da coloro che non vogliono fare andare in porto la modifica della legge 157. Tutti i rappresentanti dell'ANUU hanno concordato sulla necessità di stringere alleanze locali "a geometria variabile", nel senso di calibrarle caso per caso a seconda delle associazioni venatorie che condividano strategie e obiettivi della nostra associazione, lavorando insieme per conseguirli. Molto importante, inoltre, dimostrare la massima affidabilità e competenza tecnica nei confronti delle Province, in modo da essere ritenuti validi interlocutori. Per le diverse realtà provinciali, erano presenti alla riunione: Stefano Gelmini, Alessandro Cornalba e Umberto Mazzoleni per Bergamo; Umberto Gafforini per Brescia; Daniele Scolfaro per Milano; Massimo Colombo per Lecco; Valerio Arturo ed Elio Guazzetti per Como. Il prossimo incontro regionale si terrà nel mese di maggio.

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e pelizzetti chiede "aiuto" a ghigo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)

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Pagina V - Torino E Pelizzetti chiede "aiuto" a Ghigo C´è stato un curioso intermezzo, tra una discussione e l´altra del Senato accademico, mentre fuori dalla sala Allasia e in Rettorato un centinaio di studenti occupava in segno di protesta: Ezio Pelizzetti, il rettore dell´Università, è uscito dal Senato e si è allontanato in automobile. è stato fuori circa un´ora poi è ritornato. Ma dove va? si sono chiesti in molti. Aveva un appuntamento con Enzo Ghigo, possibile candidato sindaco di Torino per il Pdl, nella sede di Forza Italia. Un incontro inderogabile, vista la situazione delicata in ateneo. «Mi ha chiesto di intercedere presso il ministro Mariastella Gelmini perché siano aumentati i finanziamenti per l´edilizia universitaria per Torino - ha detto Ghigo - avevamo fissato questo appuntamento già da tempo».

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fondi per gli atenei, sarà sfida tra udine e trieste (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-03-2009)

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L'annuncio all'inaugurazione dell'anno accademico in piazzale Kolbe, raccogliendo così l'appello del rettore Cristiana Compagno che chiedeva una ripartizione basata sui meriti Fondi per gli atenei, sarà sfida tra Udine e Trieste Tondo cambierà i criteri per i finanziamenti: non il 50% ciascuno, ma un premio a chi produrrà di più LA CERIMONIA ALL'UNIVERSITÀ Si pensa anche alla Fondazione e all'Erdisu unico di GIACOMINA PELLIZZARI Il rettore chiama, Tondo risponde. E l'ateneo friulano, da sempre sottofinanziato dallo Stato fino a registrare 12 milioni di euro in meno l'anno, finalmente auspica di ricevere i fondi regionali per quanto vale visto che la Regione istituirà un Fondo unico di circa 6 milioni da ripartire sulla base di criteri di valutazione e non più seguendo la regola del 50% a Udine e a Trieste. In un'aula magna gremita di persone, ieri, nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico, il magnifico rettore Cristiana Compagno che ha salutato la comunità in carnico nella varietà di Rigolato, ha chiesto al governatore del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, «di avviare un processo di perequazione nell'allocazione delle risorse regionali alle università. Semplicemente perché non è giusto proporre misure uguali per posizioni diseguali o strategie di integrazione a partire da situazioni sperequate». Il rettore è stato ancora più incisivo quando ha aggiunto: «Questo non si chiama "campanilismo" come si cerca di farlo passare, ma giustizia distributiva, concetto istituito da Aristotele quale condizione base dell'esistenza di ogni Stato». Un appello chiaro che oltre a caratterizzare l'era Compagno porta a casa un impegno preciso da parte della Regione. «Entro l'anno - ha risposto Tondo - prevediamo di varare una riforma del settore che porti ad un Fondo unico di finanziamento per il riparto del quale saranno messi a punto meccanismi premianti a fronte di comportamenti virtuosi». Il presidente ha ammesso, infatti, che la regola del riparto al 50% tra Udine e Trieste «non ha più senso. Valuteremo - ha aggiunto - l'impatto sull'economia delle iniziative finanziate alle università». E Udine non teme il confronto perché anche nel 2008 ha prodotto risultati in didattica e ricerca per 88 milioni e dallo Stato ne ha ricevuti solo 76. «Il sottofinanziamento che ci dissangua da anni è una prova dura che questa università e il Friuli non meritava» ha aggiunto il rettore nel far notare che si tratta di «una prova che stiamo affrontando con rigore amministrativo e con visione strategica». E rivolgendosi ancora a Tondo ha aggiunto: «Non abbiamo mai pensato, e questo deve essere chiaro, di chiedere alla Regione interventi per risanare i conti dell'università. Domandiamo fiducia e sostegno nella misura in cui siamo in grado di produrre risultati e miglioramenti, e lo abbiamo dimostrato». A supporto della sua tesi il rettore non ha dimenticato di snocciolare qualche dato «sulla dolorosissima manovra finanziaria di 11 milioni di euro necessaria per assorbire il disavanzo entro il 2012, sulla revisione dell'offerta didattica che per le lauree magistrali prevede un numero minimo di studenti che è circa il doppio rispetto a quello richiesto dal ministro e sulla riorganizzazione dell'ateneo indispensabile per fronteggiare la mutata situazione di organico che si verrà a determinare per effetto dell'impossibilità di rinnovare 50 contratti a tempo entro il 2012». Tagliate le spese, però, l'ateneo punta sul potenziamento della ricerca e sulla qualità della didattica. In questo contesto di scarsità di risorse derivante anche dalla crisi economica, Tondo ha ribadito che la Regione, fatta salva l'autonomia degli atenei regionali, sta mettendo a punto anche il progetto per la costituzione della Fondazione unica «che possa supportare la ricerca e la didattica universitaria». La Fondazione, ha chiarito Tondo, «vuole essere uno strumento per trovare risorse aggiuntive per lo sviluppo». Non avrà compiti gestionali che resteranno di competenza dei rettori. Allo stesso modo saranno unificati gli Enti per il diritto allo studio universitario (Erdisu). Un progetto che convince meno il senatore del Carroccio Mario Pittoni, più propenso a favorire la costituzione di una fondazione per Udine e una per Trieste. Questo a livello regionale perché il rettore si è rivolto anche al Governo facendo propria la proposta inviata al ministro Gelmini dagli atenei associati in Aquis di assegnare il 7% del Fondo di funzionamento ordinario solo agli atenei sottofinanziati. Anche il monitoraggio di Aquis evidenzia lo squilibrio tra Udine e Trieste perché se il sistema nazionale, negli ultimi 13 anni, risulta sovrafinanziato per 79 milioni di euro, Udine è sottofinanziato per 78.

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La Provincia dà subito l'ok alla riconferma di Tomasi (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

La Provincia dà subito l'ok alla riconferma di Tomasi MERANO. La giunta provinciale ieri ha risposto rapidamente al Governo fornendo l'intesa sul nome di Ferruccio Tomasi quale presidente del Parco nazionale dello Stelvio. Si tratta per altro di una riconferma considerato che Tomasi è anche il presidente uscente. «La nostra risposta in tempi stretti - ha sostenuto ieri il rpesidente Durnwalder - è anche un segnale di disponibilità nei confronti di Roma. E testimonia che sullo schema dell'intesa è possibile fare le cose in maniera sollecita, quando non sussistono controindicazioni sui requisiti del candidato». Durnwalder ha per altro sottolineato questa affermazione riferendosi chiaramente alla questione della nomina del nuovo sovrintendente scolastico, per il quale da tempo - quanto invano anche dopo l'incontro con il ministro all'Istruzione Gelmini - la Provincia attende l'intesa ministeriale sul nome di Ivan Eccli.

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i due studenti-teppisti rischiano la bocciatura (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

MINACCE E BOTTE AL DA VINCI I due studenti-teppisti rischiano la bocciatura In base al nuovo regolamento nazionale emanato dal ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini, i due studenti che, una settimana fa, hanno pestato un ragazzo dell'istituto professionale statale Da Vinci, guidato dalla preside Anna Bottaro, alla fine dell'anno scolastico in corso, rischiano di essere bocciati. I due teppisti (che sono stati denunciati), hanno picchiato selvaggiamente il ragazzo solo perché quest'ultimo aveva «osato» comunicare alla sua preside l'episodio del lancio di un registro di classe da un autobus, sul quale era a bordo, che era stato sottratto indebitamente ad un professore dell'istituto. «Questa volta i ragazzi che hanno malmenato lo studente l'hanno fatta grossa - sottolinea il responsabile dell'Ufficio scolastico provinciale, Franco Venturella - Il nuovo regolamento ministeriale parla chiaro: se i ragazzi in causa, come sembra, saranno sospesi oltre 15 giorni, alla fine dell'anno dovrebbero, effettivamente, essere trattenuti nella medesima classe che frequentano quest'anno. Il condizionale, però, è d'obbligo perché sempre lo stesso regolamento prevede che la bocciatura possa essere anche evitata se, entro la fine dell'anno scolastico, i due ragazzi incriminati dimostreranno segni evidenti di riabilitazione effettiva sia sotto l'aspetto disciplinare che sul piano dell'apprendimento». Anche il sindacato della scuola è pienamente d'accordo con il «provveditore» sulla gravità dell'accaduto. «I ragazzi giustamente finiti sotto accusa si sono comportati come due veri teppistelli, che credono di risolvere tutto con la violenza - dice il segretario regionale della Cisl di categoria, Nereo Marcon - Una punizione severa se la meritano anche per dimostrare ai compagni d'istituto che determinati metodi devono essere sempre evitati ed isolati». Intanto, ieri pomeriggio, nell'aula magna dell'istituto professionale in questione, la dottoressa Bottaro ha coordinato un'affollata assemblea, formata da docenti e genitori, il cui ordine del giorno era proprio la pena da infliggere ai due studenti aggressori. (Felice Paduano)

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giglio, ok la fondazione ma bisogna metterci i soldi - matteo tuccini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)

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Pagina 5 - Lucca «Giglio, ok la Fondazione ma bisogna metterci i soldi» L'assessore Bandoni chiede impegni seri a enti e istituzioni MATTEO TUCCINI LUCCA. La Fondazione teatro del Giglio? Può nascere anche domani. A patto che ci sia un impegno concreto (cioè soldi sufficienti) da parte degli enti interessati: Provincia, Camera di Commercio, Cassa di Risparmio e altri. Così la pensa l'assessore comunale alla cultura Letizia Bandoni. Che rilancia: «Palazzo Orsetti ha fatto il suo, mettendo oltre 1 milione di euro a disposizione del Giglio. Ora tocca agli altri». Bandoni nega di aver dimenticato l'atto di indirizzo del Giglio votato in consiglio comunale il 5 febbraio scorso, in cui - oltre alla valorizzazione delle risorse e al gemellaggio sempre più stretto con Torre del Lago - si indicava la Fondazione come soggetto giuridico ideale per mandare avanti la struttura. «Non c'è stato nessun passo indietro da quel punto di vista - afferma l'assessore, replicando così ai timori del presidente della Provincia Stefano Baccelli sul presunto tentennamento da parte del Comune - la nostra preferenza va ancora oggi alla Fondazione. Però, quando si è trattato di mettersi a un tavolo per capire quanto si era disposti a investire sul progetto, sono uscite fuori cifre decisamente poco adeguate al piano di rilancio di un teatro». Palazzo Orsetti, insomma, chiede un impegno economico «serio e capace di rinnovare un caposaldo della cultura della città - dice l'assessore - Per ora andiamo avanti con l'associazione Amici del teatro, in cui noi non entreremo perché si tratta di un passaggio temporaneo. Il Club, infatti, ci porterà alla costituzione del soggetto autonomo in grado di stilare i nuovi programmi. Ma ripeto: le parole non sono sufficienti, servono investimenti». Bandoni, sollecitata sull'argomento, ha anche avuto modo di tornare sulla questione del G8 della scienza e della tecnica spostato da Lucca alla Brianza. «Non c'è stato nessun spostamento - sostiene l'assessore - Lucca era in una rosa di nomi, ma è evidente che l'evento è stato "venduto" alla città prima che ci fosse nero su bianco. So che ci sono stati problemi sul piano della sicurezza da fornire ai promotori - prosegue - in ogni caso non penso che si possa parlare di sgarbo del ministero dell'Istruzione, e nemmeno del Governo in quanto tale. Comunque - conclude - ci sono già diverse iniziative in cantiere con il dicastero di Maria Stella Gelmini. Presto le comunicheremo».

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galan: ispiriamoci tutti alla lezione di galileo. assente alla cerimonia inuagurale, causa un'indisposizione, ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Primo Piano GALAN: ISPIRIAMOCI TUTTI ALLA LEZIONE DI GALILEO. Assente alla cerimonia inuagurale, causa un'indisposizione, ... GALAN: ISPIRIAMOCI TUTTI ALLA LEZIONE DI GALILEO. Assente alla cerimonia inuagurale, causa un'indisposizione, il governatore veneto Giancarlo Galan (nella foto), ha inviato un messaggio all'università: «Ciò più conta per tutti noi», si legge «è di tenere sempre presente il rivoluzionario messaggio di Galileo, inesauribile sperimentatore che di sé tracciò questo magnifico autoritratto: "Il mio cervello inquieto non può restar d'andare mulinando, e con grande dispendio di tempo, perché quel pensiero che ultimo mi sovviene circa qualche novità mi fa buttare a monte tutti i trovati precedenti"». GIARETTA: IL MINISTRO GELMINI ASCOLTI IL RETTORE. «Mi auguro che il ministro Gelmini ascolti con attenzione le parole che vengono dai rettori, soprattutto dai rettori delle università venete che sono particolarmente penalizzate dai pesantissimi tagli effettuati sui fondi». Parole di Paolo Giaretta (nella foto), il segretario regionale del Pd. «Sul buon funzionamento dell'università si gioca il futuro del Paese, la sua capacità di competere», ha aggiunto «il vero capitale per essere competitivi è infatti il capitale umano, se perdiamo quello siamo senza risorse. La ricera? Purtroppo spendiamo poco e male».

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DECRETO 133 DEL 2008 Nel grafico sono riproposti i due termini del problema sollevato... (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 10 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 20 DECRETO 133 DEL 2008 Nel grafico sono riproposti i due «termini» del problema sollevato DECRETO 133 DEL 2008 Nel grafico sono riproposti i due «termini» del problema sollevato dal decreto Gelmini riguardo alla razionalizzazione della rete scolastica montana. Nella parte a sinistra sono indicati, su cartina geografica, i Comuni di montagna veronesi: è questo l'elenco da tenere in considerazione per le deroghe che prevede appunto la riforma 133 del 6 agosto 2008, mentre non fa più testo quello nella parte a destra utilizzato fino al 2007 dall'ufficio scolastico regionale per individuare le scuole di montagna che davano diritto agli insegnanti ad un pluripunteggio: qui, come si vede, si trovano edifici sopra i 600 metri (San Bortolo e altri) pur compresi in Comuni posti sotto tale quota.  

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Pochi alunni per sezione e scatta la pluriclasse (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 10 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 20 Pochi alunni per sezione e scatta la «pluriclasse» Silvano Valcasara, sindaco di Selva di Progno (570 metri), ha preso carta e penna e ha scritto al ministro Gelmini per spiegare quelle che ritiene contraddizioni della riforma: «Il nostro Comune, che è sotto i 600 metri, ha scuole collocate sopra tale altezza». Sintesi: che si fa? Proposta del primo cittadino: «Sia garantito il rispetto delle deroghe riservate ai Comuni di montagna anche alle scuole che, pur sorgendo in territorio montano, non rientrano tra le beneficiatarie». Anche a Roverè c'è tanto malcontento, ma per un altro motivo: le pluriclassi, cioè la creazione - laddove non si raggiunga il numero di minimo di 10 bimbi per sezione - di classi uniche frequentate da alunni di età diverse. A Sant'Andrea (frazione di Badia Calavena) e a San Bortolo (sotto Selva di Progno) esistono già. A detta dei maestri funzionano bene. Le elementari di Sant'Andrea (a dicembre saranno chiuse) contano in tutto 23 iscritti distribuiti tra terza, quarta e quinta: gli ultimi due anni sono in un'unica classe. A San Bortolo c'è un'unica classe delle elementari composta da 20 bambini: 2 in prima, 5 in seconda, 5 in terza, 5 in quarta, 3 in quinta. Il maestro Alessio Perpolli - se può servire - rincuora i «contrari» alle pluriclassi: «Non sono un problema, anzi, arricchiscono gli studenti che sono sottoposti a maggiori stimoli». C.F.  

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Un testo complicato da prendere con cautela (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 10 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 20 «Un testo complicato da prendere con cautela» La legge 133 del 6 agosto 2008 è complicata. Il testo della riforma Gelmini pecca di poca chiarezza. «Va affrontata con i piedi di piombo soprattutto perchè al momento», precisa Giovanni Pontara dirigente dell'ufficio scolastico regionale del Veneto, «disponiamo di due documenti che regolano la materia che sono ancora da approvare in via definitiva, una sulla riorganizzazione della rete scolastica e l'altra sulla revisione dell'assetto della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione. In questi due testi si parla di "sezioni montane" intendendo come appartenenti a Comuni montani, cioè sopra i 600 metri di altitudine. Questo almeno è chiaro: come misura per definire la riorganizzazione della rete scolastica è indicato il Comune e non la singola scuola». Il rischio è quello del gioco di parole, ma Pontara entra nel dettaglio: «È indifferente conoscere i metri sopra il livello sul mare di una elementare: può essere sopra o sotto i 600, è indifferente, perchè fa testo solo l'altezza in cui c'è il municipio a cui quella scuola appartiene. Tradotto: se un Comune è sopra i 600, rientra nelle deroghe della riforma, anche se dovesse avere scuole in pianura. Non è invece vero il contrario: ci sono Comuni sotto i 600 metri che hanno istituti ad altezze superiori, ma quelli non possono beneficiare delle deroghe perchè si trovano sotto l'altitudine fissata». Gli esempi nel Veronese non mancano: Selva di Progno è a 570 metri di quota ma ha scuole in montagna, come la materna e l'elementare nella frazione di San Bortolo. A rischio anche San Zeno di Montagna che a dispetto dei suoi 581 metri di quota - quindi fuori dalle deroghe Gelmini - in realtà non può certo essere con siderato un paese di pianura ma tale è davanti alla «legge». C.F.  

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Scuole di montagna, rischio a metri (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 10 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 20 RIFORMA GELMINI. Il dirigente scolastico provinciale Giovanni Pontara spiega la nuova norma e chiarisce che si basa sull'elenco nazionale dei paesi montani Scuole di montagna, rischio a metri La legge concede le deroghe soltanto ai Comuni oltre quota 600 e non considera l'altitudine dei singoli istituti La confusione genera paura. E quando a non essere chiaro è il destino di un'istituzione fondamentale come la scuola, si aggiungono pure rabbia, indignazione e preoccupazione per la minaccia che grava sul futuro dei propri figli. I dubbi: come cambierà l'istruzione con la riforma Gelmini? Che avvenire avranno materne, elementari e medie? Che fine faranno i docenti? E cosa accadrà agli istituti sparsi sui monti, con così già pochi iscritti che per sopravvivere sono ricorsi all'escamotage delle pluriclassi? La risposta: le deroghe, esistono delle deroghe, ultimo baluardo a difesa del diritto costituzionale all'istruzione. Vero, ma non è del tutto chiaro chi può beneficiarne - da qui la preoccupazione per il futuro di una dozzina di istituti veronesi in montagna - dal momento che le indicazioni date dalla legge sono suscettibili di interpretazioni diverse. La riforma del ministro Gelmini ha fatto tanto pensare, in questi mesi, a chi la scuola la frequenta e a chi la fa e, soprattutto, ha lasciato aperti molti interrogativi per i quali non esiste risposta definitiva ma «indicazioni» di massima. Il più importante riguarda gli istituti che si trovano in luoghi disagiati, alias monti e isole. Per Verona - che di isole ha solo quelle toponomastiche Della Scala e Rizza - l'emergenza tocca esclusivamente le scuole in quota. Questo dice, in generale, la Gelmini: per le elementari resteranno in piedi classi con almeno 15 iscritti, al di sotto di questo numero scatteranno tagli e chiusure; dice anche: a questo diktat sono previste deroghe per i paesi di montagna, cioè sopra i 600 metri, dove la quota minima di alunni richiesta alle elementari è di 10 per classe; quanto alle medie, la regola fissa a 18 il numero minimo di studenti che può scendere a 10 se la scuola è in montagna. Ora, il problema che ha mandato in tilt presidi, docenti e famiglie, riguarda appunto la distinzione riguardante le scuole in montagna. Lo spiega bene il provveditore agli studi di Verona, Giovanni Pontara, da cosa è nata tanta confusione: «La legge Gelmini parla di scuole in Comuni di montagna (cioè sopra i 600 metri) che è diverso dall'elenco delle scuole in montagna da noi utilizzato per assegnare più punti agli insegnanti che accettano di insegnarci dal momento che devono affrontare una serie di disagi logistici». Pontara è conscio della delicatezza dell'argomento: «Un Comune», entra nel merito, «può trovarsi sotto i 600 metri e quindi non beneficiare delle deroghe della legge pur avendo scuole sopra tale quota, ad esempio nelle frazioni, destinate quindi a tagli se non hanno almeno 15 iscritti per classe alle elementari e 18 alle medie. L'elemento da tenere in considerazione per rientrare o meno nella "sanatoria", quindi, non è il singolo istituto ma il Comune di appartenenza». Insiste il dirigente della scuola: «La legge parla di Comuni di montagna e per ora a questo noi dobbiamo attenerci: a fare la differenza, lo ripeto, è il luogo in cui si trova l'ente amministrativo di riferimento e non l'edificio». Detto questo, Pontara comprende bene l'apprensione di insegnanti e, soprattutto, famiglie che temono la chiusura della scuola dei figli. Spiega che c'è sempre l'àncora di salvezza delle pluriclassi, cioè, laddove non si arrivi ad avere la quota di studenti fissata dalla riforma Gelmini, si può procedere all'aggregazione in classi uniche di studenti di anni diversi. Alternativa che ai genitori non piace ma che, ad esempio, dove è già realtà come a San Mauro di Saline sta dando buoni risultati. Questo il quadro normativo e queste le ricadute per le scuole veronesi «in quota» alle quali non si sottraggono, comunque, anche le piccole realtà della pianura che non hanno un numero sufficiente di iscritti per formare classi elementari da 15 e medie da 18 (tipo: Salizzole, Asparetto, Pellegrina, Tarmassia, Sustinenza, Casaleone, Zimella, Villabartolomea). Secondo un calcolo fatto dal gruppo consiliare del Pd in Provincia sarebbeo 13 le scuole condannate a morte in montagna e 19 in pianura.  

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Manerbio Paola Cattenati nell'osservatorio sul bullismo (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 10/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:bassa bresciana Manerbio Paola Cattenati nell'osservatorio sul bullismo MANERBIO Il progetto che da anni la dott.ssa Paola Cattenati conduce sul territorio bresciano è stato, infatti, valutato come una «buona prassi» da estendere a livello nazionale. Paola Cattenati giunge quindi a questo importante ruolo dopo essere stata nominata a dicembre membro dell'Osservatorio nazionale sul bullismo, istituito sempre presso il Ministero della pubblica istruzione. Per conto dell'Assessorato alla pubblica istruzione della Provincia di Brescia si è occupata di studiare il problema, entrando nelle scuole e collaborando con docenti e dirigenti scolastici, coloro che più sono a contatto con il problema del momento. Per questo ha guidato il team di esperti che ha mappato le scuole, vedendo coinvolti 30mila studenti.scot. Una bresciana siede nell'Osservatorio nazionale contro il disagio adolescenziale ed il bullismo del Ministero dell'Istruzione di Mariastella Gelmini. Si tratta di una ristretta commissione composta da 15 tecnici esperti di problematiche e disagio giovanile: ogni membro della commissione è stato nominato in relazione alle attività svolte sul territorio.

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Il Cav pensa ad un team di giovani per le direzioni delle testate Rai (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Il Cav pensa ad un team di giovani per le direzioni delle testate Rai La Rai come il governo. E quindi, avanti tutta con i giovani alle direzioni dell'azienda pubblica. Sarebbe questo il criterio con cui Silvio Berlusconi starebbe lavorando alle nomine Rai. Lui che ha fortemente voluto un gruppo di giovani tra i suoi ministri, alcuni poco più che trentenni (vedi Gelmini, Meloni e Carfagna), lui che ha adottato lo stesso principio nella scelta dei candidati per le elezioni regionali (sia per l'Abruzzo sia per la Sardegna), ora starebbe pensando proprio ad un team di quarantenni a capo delle testate Rai. Nel baillamme generale, alcuni nomi circolano già da un po', come Belpietro e Orfeo per il tg1, Mazza per il tg2. Ma in perfetto stile berlusconiano, ci sarebbero anche alcuni «nomi in pectore» che il Cavaliere si riserva di tirare fuori all'ultimo momento. Ovviamente tutti giovani, e ovviamente tutti a sorpresa. Gia.Ron.

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Scontri studenti-polizia a Torino (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 10/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:interno ed estero Scontri studenti-polizia a Torino Gli autonomi attaccano gli esponenti del Fuan: «cariche» e un arresto all'Università Un momento degli scontri all'Università di Torino TORINOTorna la violenza all'Università di Torino. È ancora la raccolta di firme per le liste universitarie a innescare la miccia, come due anni fa: un centinaio di autonomi, infatti, ieri mattina, voleva impedire a Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà Umanistiche, l'operazione ai militanti del Fuan-Azione Universitaria. Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in Questura per essere identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa. Dei tre studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e lesioni e un altro è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. Una terza ragazza è stata identificata e poi lasciata andare. Incidenti quasi annunciati, perchè era chiaro da tempo come l'operazione di raccolta firme da parte del Fuan-Azione universitaria avrebbe scatenato la reazione dei militanti del Cua (Collettivo universitario autonomo), come era successo alle precedenti elezioni dei rappresentanti degli studenti a Palazzo Nuovo, Facoltà Umanistiche. A riprova di ciò, era stato allestito un nutrito servizio d'ordine con carabinieri e polizia a protezione del banchetto di raccolta firme posizionato proprio nell'atrio di Palazzo Nuovo. I manifestanti, un centinaio, non riuscendo a raggiungere i rappresentanti del Fuan a causa del cordone di sicurezza allestito dalle forze dell'ordine, hanno cominciato a lanciare oggetti contro gli agenti e anche due bombe carta, una delle quali è scoppiata davanti al volto di un poliziotto. Le forze dell'ordine hanno risposto con alcune «cariche di alleggerimento», per disperdere almeno una parte dei giovani che si trovavano all'interno dell'edificio, compresi i militanti del Fuan che raccoglievano le firme, fatti uscire dall'atrio. Lasciando Palazzo Nuovo, gli autonomi, al grido di «fuori i fascisti dall'Università», hanno occupato il salone d'onore del Rettorato, in via Po, per protesta contro i tre fermi. «Io - è la risposta fornita dal rettore dell'Università di Torino, Ezio Pelizzetti - non ho autorizzato l'intervento di nessuno. La mia segreteria ha ricevuto stamattina una telefonata della Digos che avvertiva che le forze dell'ordine erano già nell'atrio». Una tesi diversa da quella sostenuta da fonti della polizia torinese secondo la quale fin dalle 9.30 di ieri mattina la segreteria del rettore era stata avvertita della situazione. In più il prorettore Roda, presente nell'atrio prima degli incidenti, avrebbe condiviso con i funzionari della polizia la presenza degli agenti all'interno dell'Università. Il Fuan ha infine chiesto che il rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi».

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Il Nautico va a gonfie veleMajorana e Cassini in calo (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Nautico va a gonfie veleMajorana e Cassini in calo scuola Boom di iscrizioni alla Duchessa di Galliera. In aumento i licei classici GRANDE esplosione del Nautico ma anche del Duchessa di Galliera, in crisi il Cassini, in tenuta il Da Vinci, mentre il Convitto Colombo non fa il pienone in cui sperava. Sono i primi risultati delle iscrizioni alle superiori che entro giovedì devono consegnare al Provveditorato il numero degli iscritti alle prime. Sperando di ricevere un organico adeguato. Il preside Venzano del Duchessa di Galliera è consapevole che dovrà respingere 50 richieste ammesso e non concesso che riesca a fare una quinta classe prima, aiutato dalla Regione. Faranno fede, per le accettazioni, «le date in cui le famiglie sono venute personalmente a fare le preiscrizioni». E sempre sotto l'egida di Venzano, il liceo linguistico Deledda: 187 gli iscritti alle prime, risultato da una scrematura precedente che aveva registrato oltre 200 domande. Sono un po' meno ma ne resteranno a piedi almeno 30. Arretra, invece, il tecnico Majorana con una prima in meno rispetto all'anno scorso e il preside Benedetto Montanari non nasconde il suo avvilimento. «Nessuno investe su queste scuole, noi ci troviamo costretti a chiedere 10 euro in più alle famiglie per arricchire i laboratori che sono fondamentali per questo corso, altrimenti si estinguono. Abbiamo una buona risposta sul liceo scientifico tecnologico che però non compare più nel futuro della riforma Gelmini». Montanare, il prossimo anno, sarà il dirigente anche del Giorgi, scuola fisicamente lontana dal Majorana e non tra le più facili da gestire. Una delle operazioni di accorpamento del piano di dimensionamento regionale fra le più discutibili. E che certo non ha giovato alle iscrizioni: ne è convinto anche il preside. Un istituto tecnico che, invece, va alla grande, con una prima in piùè l'Einaudi-Galilei-Casaregis che, guarda caso, un mese fa affiancato da Confindustria e Camera del Commercio aveva esibito dati sulla la richiesta del mondo del lavoro assolutamente convincenti. Segno di quanto l'immagine conti, anche nell'ambito della scuola. Esulta il Nautico e il suo dirigente Wladimiro Jozzi il quale così interpreta il successo di quei 300 iscritti alle prime che surclassano anche i dati dello scorso anno. «E' un'annata straordinaria, certo la crescita della popolazione scolastica è proporzionale ai problemi, crescono le responsabilità cresce la necessità di diversificazione, ma non posso certo lamentarmi. E nel contesto di un crollo dei tecnici in generale, questo è un dato in controtendenza. È l'idea che una occupazione nei trasporti sia una delle poche opportunità di lavoro. E così anche l'utenza cresce in qualità». E se il Vittorio Emanuele II-Ruffini tiene, se tiene il Marco Polo confermandosi l'alberghiero con le sue 11 prime una scuola ambita, non vanno male i classici. Ecco che al D'Oria, al suo primo anno del "dopo Di Meglio" il numero delle quarte ginnasio resta lo stesso, cioè otto, mentre conferma le sei quarte il liceo classico Colombo guidato dal preside Nunzio Cotena. Il classico Mazzini di Sampierdarena( diretto da Eugenio Predieri), segnalato dagli indicatori dell'Università come la scuola regionale che sforna le migliori matricole, è in leggero aumento: 145 complessivi iscritti alle prime contro i 110-115 dello scorso anno. Anche Renato delle Piane, dirigente dello scientifico-classico King, scuola lo scorso anno al centro di un episodio scandaloso con un professore sotto inchiesta, esce comunque a testa alta dal test delle iscrizioni: 310 iscritti alle prime classi, con una classe in più soprattutto per il classico che si conferma un percorso didattico comunque amato dai genovesi. Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 10/03/2009

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Tagli, la Gelmini chiede lo sconto (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 058  pag. 13 del 10/3/2009 | Indietro Tagli, la Gelmini chiede lo sconto AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Sugli organici, oggi le prime risposte: la presenza di immigrati in classe darà più docenti Soprattutto alle elementari, per guadagnare 5 mila cattedre Non far scontare alle elementari il taglio che non è stato inferto alle superiori, causa rinvio della riforma di un anno. è questa la richiesta che il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, ha avanzato al Tesoro nel delineare il decreto tagliaorganici. E su cui in queste ore [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 4      

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Dirigenti scolastici in visita a Roma per difendere gli istituti sperimentali (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

CODOGNO CASALPUSTERLENGO pag. 8 Dirigenti scolastici in visita a Roma per difendere gli istituti sperimentali CASALPUSTERLENGO CONTRO LA RIFORMA GELMINI CASALPUSTERLENGO «LA RIFORMA Gelmini non deve cancellare indirizzi "sperimentali" (ma in realtà molto consolidati) delle superiori, come quelli attivati nel Lodigiano». È questo il messaggio che i dirigenti scolastici di Casale, Codogno e Lodi porteranno domani direttamente all'attenzione del sottosegretario al Ministero della pubblica istruzione Giuseppe Pizza. La trasferta romana dei presidi del territorio fa seguito all'incontro avvenuto a fine gennaio al Cesaris di Casale con l'onorevole Paolo Grimoldi, esponente della Lega Nord e componente della Commissione istruzione della Camera dei Deputati. Determinante affinchè le istanze del Lodigiano potessero arrivare fino al Governo è stato il contributo della sezione casalese del Carroccio, che ha favorito l'arrivo di Grimoldi ed ora seguirà l'evolversi della vicenda fino alla fine. Due militanti accompagneranno nella Capitale i dirigenti scolastici. La riforma Gelmini prevede al momento che esistano, dal 2010-2011, solo sei tipi di licei ed istituti tecnici ben definiti. Ciò significa ad esempio la sparizione del liceo tecnologico-biologico del Cesaris oggi frequentato da 450 ragazzi. T.T.

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Vita più semplice: il Governo assume Cisco (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 4 Vita più semplice: il Governo assume Cisco Inaugurato il nuovo centro di ricerca che dovrà modernizzare la burocrazia italiana VIMERCATE di BARBARA CALDEROLA VIMERCATE EFFICIENZA contro corruzione. Il Governo «assume» Cisco Italia per dare un tocco di modernità alla macchina burocratica italiana e cancellarne le magagne. Il «mostro» fa stare i cittadini in fila 18 giorni l'anno per sbrigar pratiche, e costa 4.500 euro pro capite (in Europa 3.200). A metterci una pezza con i suoi processi virtuosi improntati all'uso spinto della tecnologia, sarà la multinazionale delle Torri Bianche di Vimercate. L'ha deciso Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, che ieri ha inaugurato il Cisco Business Collaboration, un centro incaricato di sperimentare gli ultimi ritrovati hi-tech del Paese e di avvicinarli alla vita di tutti i giorni. Vi partecipano imprese, istituzioni e università. Con l'apporto di tutti si studieranno nuove strade, al passo con i tempi, per interpretare al meglio l'input di Roma: semplificare la vita di ditte e cittadini per incrementare il prodotto interno lordo. Crescita, benessere. Sono le parole d'ordine di una crociata quella della pubblica amministrazione che funziona con la precisione di un orologio svizzero - che avrà per protagonista il territorio. Grazie a Cisco. I settori in cui verrà impiegata la sua esperienza sono diversi: sicurezza, scuola, e taglio della carta. «Brianza Valley», ha detto Berlusconi a sottolineare il ruolo del Vimercatese nella rivoluzione. Che comincia dall'alto. «In un anno produciamo faldoni pari al Duomo di Milano», aggiunge il presidente che annuncia che entro il 2012 tutto dovrà essere a portata di clic. «LE IMPRESE non dovranno più perdere tempo ancora Berlusconi e neppure le famiglie». Cisco e i suoi partner avranno un ruolo determinante anche nell'applicare la tecnologia alla sicurezza. Con accesso facilitato ai sistemi di videosorveglianza delle città da parte di tutti gli operatori, e una sola grande centrale operativa di emergenza. «Spariranno il 112, il 113, il 115 annuncia Roberto Maroni, ministro dell'Interno, presente al taglio del nastro Cisco si tratta di un grande progetto a cui ci ha già richiamato anche l'Europa». Idem per la scuola. «Nei 42.000 istituti italiani arriva la rivoluzione multimediale. Cambia la trasmissione del sapere. Abbiamo firmato un protocollo di intesa ad hoc», precisa Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione intervenuta alla cerimonia. Oggi 10.000 ragazzi si stanno diplomando in nuove tecnologie che servono alle imprese grazie al lavoro fatto da Cisco negli ultimi 12 anni. Nato nel 2006 a Vimercate con 12 dipendenti, il gigante tecnologico oggi in città ne conta 700, 70.000 nel mondo, ha un fatturato di 40 miliardi di dollari, e lo stesso valore in riserve di cassa. Sta cioè benone. «Un'azienda che fa invidia», ancora Berlusconi, che sogna di passare alla storia come l'uomo che ha portato l'Italia all'e-governement con l'aiuto della major vimercatese. Che porterà posti di lavoro. A Monza, con l'ampliamento di Cisco Photonics, il centro con 250 ricercatori che sta per arruolarne altri, attivo nel campo delle fibre ottiche, vanta già 100 brevetti. E' nato con l'acquisizione del settore targato Pirelli a fine anni '90. Anche in città non mancano le prospettive. Se il "cervellone" dello sviluppo, il nuovo centro, funzionerà, podurrà posti. Soprattutto potrebbe traghettare l'area fuori dalla crisi dell'information techology regalandole un'altra lunga stagione di prosperità. «NUOVO, diverso dice Paolo Brambilla, sindaco di Vimercate il terziario avanzato è la strada del futuro. Il territorio deve dimenticarsi fabbriche con migliaia di dipendenti». Trionfatore della giornata Stefano Venturi, ad di Cisco Italia. «Il Business Collaboration, da oggi, è il luogo di riferimento in Italia dove poter assistere alle anteprime delle più moderne tecnologie esistenti al mondo, sperimentandone gli effetti tangibili sulla nostra vita quotidiana». Un esempio? La telepresence, un po' più di una videoconferenza, che annulla tempo e distanze e fa parlare operatori economici sparsi ai cinque angoli del pianeta tete-à-tete.

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NON SONO ancora disponibili i dati sulle iscrizioni alle scuole ele... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO LIVORNO pag. 3 NON SONO ancora disponibili i dati sulle iscrizioni alle scuole ele... NON SONO ancora disponibili i dati sulle iscrizioni alle scuole elementari per l'anno 2009/2010. «Una tendenza però l'abbiamo dice la responsabile del Centro Servizi Amministrativi professoressa Elisa Amato Nicosia la maggior parte delle famiglie livornesi preferisce gli orari lungi, ovvero sopra le 27 ore settimanali fino al tempo pieno». E' la nuova legge firmata dal ministro Gelmini a chiedere ai genitori la preferenza sull'orario: 24 ore, fino a 30 ore oppure il tempo pieno. «Sono poche le famiglie che hanno scelto il tempo normale continua la professoressa Amato Nicosia anche se ci sono differenze, a Livorno, tra zona e zona». La maggior parte delle famiglie dove entrambe i genitori lavorano, hanno scelto gli orari più lunghi, il temo pieno sembra essere poi una soluzione per molti nuclei familiari. «Quando avremo il quadro completo delle richieste continua il provveditore potremo stabilire le risorse e quindi definire gli organici nelle varie scuole elementari». Scuole che, dal prossimo settembre, dovranno fare i conti con il maestro unico mentre è già in pagella il voto in condotta. «Il voto in condotta è una disciplina spiega la professoressa Nicosia e serve ad aiutare il ragazzo a definire meglio il proprio comportamento in classe. Migliorarlo per assumere atteggiamenti più consapevoli. Gli studenti devono essere coinvolti nei processi di valutazione, solo così possono misurarsi con le proprie capacità e con il proprio attegiamento». m.b.

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Busto, protesta davanti alla scuola (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA pag. 13 Busto, protesta davanti alla scuola Genitori e studenti chiedono gli indirizzi «sala» e «cucina» per le classi terze di ROSELLA FORMENTI BUSTO ARSIZIO GENITORI E STUDENTI dell'indirizzo alberghiero dell'Ipc «Verri» di Busto Arsizio ieri mattina hanno manifestato all'esterno della scuola. Oggi di nuovo daranno vita ad un presidio di protesta, ma davanti al Comune, per sollecitare l'attenzione del sindaco Gigi Farioli sul problema che sta loro a cuore e cioè la necessità di avviare per la terza classe del prossimo anno scolastico 2009 - 2010 gli indirizzi di sala bar e cucina, che al momento ancora non esistono nella sede bustese. NON È DA ESCLUDERE che la protesta che trova d'accordo mamme e papà con i figli possa arrivare fino a Varese, al Provveditorato nella speranza di poter trovare al più presto una risposta positiva alla richiesta di avviare con l'inizio del nuovo anno scolastico gli indirizzi richiesti, particolarmente gettonati tra gli studenti bustesi dell'Ipc «Verri». Nel frattempo i genitori stanno pensando di interpellare sulla questione anche il Ministro Mariastella Gelmini, la cui riforma di fatto bloccherebbe i due corsi. Intanto stamane, dopo la protesta di ieri, saranno dalle 8 davanti al municipio, in via Fratelli d'Italia. «Non chiediamo cose impossibili - dicono alcuni genitori che aderiscono alla mobilitazione - chiediamo che vengano avviati due indirizzi, sala bar e cucina, che consentono ai nostri ragazzi di trovare più facilmente lavoro nei ristoranti, nelle pizzerie, nei bar. All'istituto Verri in questo momento è attivato per la classe terza solo l'indirizzo "ricevimento" che da quanto sappiamo non offre le stesse opportunità di lavoro degli altri due indirizzi». Per questo hanno deciso di manifestare davanti alla scuola portando alla luce del sole il problema che riguarda in questo momento 22 studenti di seconda che il prossimo anno, se non verranno avviati gli altri due indirizzi, saranno "obbligati" a seguire quello di "ricevimento" oppure a trasferirsi in un altro istituto alberghiero. «La scuola è dotata delle strutture adeguate - spiegano i genitori - i nostri figli hanno già frequentato i laboratori di cucina e allora perchè non consentire di proseguire il percorso formativo su quella strada, che li prepara a diventare cuochi, camerieri e barman? Speriamo con la protesta di ottenere il risultato che tutti noi auspichiamo». MADRI E PADRI sono soddisfatti dell'offerta formativa dell'istituto di via Torino, per questo non hanno alcuna intenzione di iscrivere i loro figli altrove. «L'Ipc Verri è l'istituto che per primo in città ha avviato l'indirizzo alberghiero - sottolineano i genitori - un indirizzo che sta attirando sempre più interesse tanto che il prossimo anno scolastico saranno ben 4 le classi prime, contro le due attuali. È un segnale importante, vuol dire che questo percorso scolastico incontra il gradimento delle famiglie e degli studenti che una volta chiusi i libri devono trovarsi un posto di lavoro. Allora mettiamo questo istituto nelle condizioni di operare ancora meglio introducendo il prossimo anno per la classe terza gli indirizzi di cucina e sala bar». Image: 20090310/foto/1809.jpg

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Il 98 per cento degli insegnanti boccia il contratto siglato nel dicembre 2007 (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

LEGNANESE CASTANESE pag. 7 Il 98 per cento degli insegnanti boccia il contratto siglato nel dicembre 2007 SCUOLA REFERENDUM INDETTO DALLA CGIL: COINVOLTI 2.700 DOCENTI LEGNANO LA CGIL SCUOLA ha organizzato a livello nazionale, e dunque anche negli istituti di Legnano, Magenta e Abbiategrasso, un referendum tra tutti i docenti e gli operatori Ata (amministrativi e tecnici) iscritti e non iscritti al sindacato. «Il referendum riguardava il contratto-scuola, sottoscritto il 17 dicembre 2007 tra Aran e Cisl, Uil, Snals e Gilda, e non firmato dalla Cgil - spiega il sindacalista Pippo Frisone -. Docenti e Ata erano chiamati ad esprimersi sull'intero documento, riguardante soprattutto la parte economica del biennio 2008/09: che prevedeva per il 2008 in media 9 euro lordi (indennità di vacanza contrattuale) e per il 2009 in media 77 euro lordi mensili per i docenti e 55 euro lordi per gli Ata. Un incremento sul biennio del 3,2%, quando l'inflazione è stata superiore al doppio. Tolto un 30% si ricavano gli aumenti netti, e ci si può rendere conto perchè c'è stata la valanga di no». Le scuole interessate sono state 21, gli aventi diritto 2.718, i votanti 1.349. Ecco i risultati in alcuni plessi della zona. A Legnano l'Istituto comprensivo Manzoni (votanti 144 su 169: sì 7, no 136), l'Istituto tecnico Bernocchi (votanti 25 su 138: sì 2, no 23). A Magenta: l'Istituto superiore Bramante (votanti 56 su 102: sì 7, no 48); la scuola media Baracca (votanti 86 su 114: sì 4, no 81). Ad Abbiategrasso l'Istituto superiore Alessandrini (votanti 57 su 149: sì 3, no 54); il 1° Circolo (votanti 110 su 177: sì 3, no 107). A Rescalda l'Istituto comprensivo Manzoni (votanti 65 su 109: sì 3, no 63). «DAI RISULTATI emerge un secco no al 91%, e i sì al 7% - conclude Frisone -. La partecipazione è stata alta nelle elementari, un po' meno nelle medie, e sotto il 50% nelle superiori. Nel giudizio negativo hanno pesato anche i pesanti tagli al personale, e lo stravolgimento degli ordinamenti previsti nei Regolamenti della Gelmini. I precari della scuola mai come questa volta saranno falcidiati. È su di loro che cadranno i tagli di Tremonti: meno 135 mila posti in tre anni di cui 44.500 di personale non docente». Silvia Vignati

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Tempo pieno a scuola, una scelta strumentale (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tempo pieno a scuola, una scelta strumentale --> Martedì 10 Marzo 2009 LETTERE, pagina 38 e-mail print A scuola la maggioranza dei genitori ha scelto le 30 e le 40 ore, si è battuta per avere la settimana di 36 ore di lavoro per poi richiederne 40 per i propri figli. Non è un contraddizione? Non è un'esagerazione? È vero che oggi uno stipendio non basta più, ma è anche vero che per la mensa, lo scuolabus quando serve, magari l'aiuto per stirare perché non si riesce ad arrivare dappertutto, e per chi ancora non va alla materna c'è il nido, quanti sono i soldi che se ne vanno così? Vale davvero la pena di perdere gli anni più belli ed importanti della crescita dei nostri figli per lasciarli nelle mani di persone che certamente sono preparatissime, ma con le quali troviamo sempre argomenti di scontro, le tanto amate odiate maestre? Non sono certo qui a sindacare sulle necessità dei singoli, ma tante mamme con le quali ho avuto modo di parlare durante gli incontri per le iscrizioni alla primaria, avrebbero voluto scegliere le 27 o addirittura le 24 ore come me, ma si sono velatamente sentite dare delle ignoranti dai dirigenti scolastici che ci hanno spiegato perché, secondo loro, le 30/40 ore fossero le sole indicate per il bene dei nostri figli. Perché non concentriamo le ore di lezione curricolari al mattino e utilizziamo i pomeriggi per far fare i compiti ai bambini con genitori che lavorano e per attività varie di laboratorio e consentire così, a chi può, di andare a casa senza sentirsi meno intelligente? Secondo me dietro a questa massiccia adesione al tempo pieno non c'è altro che la protesta alla riforma Gelmini, contro la quale i genitori hanno usato i propri figli così come, alcuni docenti, hanno usato i loro alunni rifiutandogli le gite scolastiche sempre per lo stesso motivo. Sono un po' delusa da questa scuola, nulla è più limpido come dovrebbe proprio per il bene dei bambini che sono il nostro futuro. Speriamo che si giunga tutti a più miti consigli . Una mamma delusa 10/03/2009 nascosto-->

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Mortara, si studierà arabo e cinese (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mortara, si studierà arabo e cinese Liceo, lo chiedono le famiglie dei ragazzi «Ormai sono più importanti del tedesco» MORTARA. Lezioni di arabo, russo e cinese. Nel futuro dei corsi di liceo linguistico dell'Omodeo potrebbero esserci lingue che creano grande interesse sul mercato del lavoro. Un'alternativa ai corsi di tedesco, francese, inglese e spagnolo attivi da tempo. Alle scuole medie dall'anno prossimo invece cambiano gli orari scolastici, introdotti dalla riforma Gelmini: a parte il corso musicale cancella i rientri pomeridiani, trasformando gli orari di tutti gli studenti che entreranno alle 8 per uscire alle 13. Sul fronte dell'Omodeo la situazione è allo studio: «Diverse famiglie hanno confermato che il corso di tedesco obbligatorio non era interessante per i loro figli - spiega il preside Pacifico Lavatelli - quindi hanno preferito altre scuole dove non c'era l'obbligo di studiare questa lingua, ma esisteva la possibilità di scegliere altri idiomi». A questo punto «si apre una riflessione sulla situazione attuale de nostro corso di liceo linguistico, che riguarderà però non l'anno scolastico 2009-2010, ma quello successivo». Intanto, dice il preside «si può pensare a togliere l'obbligatorietà del tedesco, e poi affrontare il tema dell'inserimento di nuove lingue più interessanti per il mercato del lavoro. Come l'arabo, il russo, e forse anche il cinese». All'Omodeo il quadro esatto delle preiscrizioni sarà completato nei prossimi giorni. I numeri restano stabili intorno ai 190 iscritti, forse con un leggero calo: c'è uno spostamento delle iscrizioni in direzione dell'Igea, il corso per ragionieri, che tornerà ad avere due prime. All'istituto Pollini invece sono già state esaminate il 90% delle preiscrizioni, che hanno portato a 110 domande. L'anno scorso erano 123 totali, quindi la proiezione va nella direzione di confermare i numeri dell'anno scorso: «Ci sarà sempre una sezione di agraria e quattro di scuola alberghiera. Vedremo se creare una o due prime di operatore sociale - commenta il preside Alberto Henin - la scuola ha risentito dell'apertura di un corso analogo ad Abbiategrasso». Alle medie mortaresi poche novità sul fronte delle preiscrizioni, che restano stabili con la conferma del numero di nove prime. Simona Marchetti

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Condotta, come i professori possono dare 10 a tutti (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 10/03/2009 - pag: 14 autore: Condotta, come i professori possono dare 10 a tutti In Italia è una pioggia di 5 in condotta ma a Treviso è un diluvio di 10. Al liceo scientifico, linguistico, sociale e psicopedagogico Duca degli Abruzzi 165 studenti si sono ritrovati sulla scheda la massima votazione in comportamento e nessuno ha meritato 5. Tutti secchioni e santi? No, solo l'applicazione, in vista di una nota di chiarimento annunciata dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, di un nuovo codice comportamentale. Una sfida per un istituto che con 1.716 studenti è il terzo del Veneto per numero di alunni. « «Abbiamo considerato in maniera diversa il voto in condotta, spostandolo sul livello valoriale e di condivisione. Mentre di solito», spiega Maria Atonia Piva, la preside «della norma si è data un'interpretazione sanzionatoria e restrittiva. Per noi è stata l'occasione della rilettura complessiva di cosa è il comportamento». Così il voto in condotta non dipende più solo e unicamente dal comportamento in aula o dal rendimento scolastico, ma da un atteggiamento esemplare dei ragazzi. «Insieme ai docenti, genitori e studenti abbiamo stilato una mappa di navigazione dei valori condivisi dai ragazzi:rispetto, correttezza, lealtà, attenzione,disponibilità, autonomia», spiega la scuola. È nato così un vademecum della buona condotta, un codice deontologico della scuola dove a ogni voto, dal 5 al 10, corrispondono precisi comportamenti, regole e valori. Così tra i 10 c'è chi ha organizzato in collaborazione con il liceo un mercatino di solidarietà nella piazza della città o chi ha fatto mediatore culturale a un compagno cinese. E il 10 non è più solo sinonimo di secchione.Emanuela Micucci

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Torino Scontri all'università tra polizia e centri sociali (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Torino Scontri all'università tra polizia e centri sociali --> Martedì 10 Marzo 2009 GENERALI, pagina 6 e-mail print Gli scontri all´università Ansa TORINOTorna la violenza all'Università di Torino. È ancora la raccolta di firme per le liste universitarie a innescare la miccia, come due anni fa: un centinaio di autonomi, infatti, ieri mattina, voleva impedire a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà Umanistiche, l'operazione ai militanti del Fuan-Azione Universitaria. Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in Questura per essere identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa. Dei tre studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e lesioni e un altro è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. Una terza ragazza è stata identificata e poi rilasciata. Gli incidenti erano quasi annunciati, perché era chiaro da tempo come l'operazione di raccolta firme da parte del Fuan-Azione universitaria avrebbe scatenato la reazione dei militanti del Cua - Collettivo universitario autonomo -, come era accaduto in occasione delle precedenti elezione dei rappresentanti degli studenti a Palazzo Nuovo. A riprova della rischio che potessero verificarsi scontri, era stato allestito un nutrito servizio d'ordine con carabinieri e polizia a protezione del banchetto di raccolta firme posizionato proprio nell'atrio di Palazzo Nuovo. I manifestanti, un centinaio, non riuscendo a raggiungere i rappresentanti del Fuan a causa del cordone di sicurezza allestito dalle forze dell'ordine, hanno cominciato a lanciare oggetti contro gli agenti e anche due bombe carta, una delle quali è scoppiata davanti al volto di un poliziotto. Le forze dell'ordine hanno risposto con alcune cosiddette «cariche di alleggerimento», per disperdere almeno una parte dei giovani che si trovavano all'interno dell'edificio, compresi i militanti del Fuan che raccoglievano le firme, fatti uscire dall'atrio. Lasciando Palazzo Nuovo, gli autonomi, al grido di «Fuori i fascisti dall'Università», hanno occupato il salone d'onore del Rettorato, in via Po, per protesta contro i tre fermi. «Io - è la risposta fornita dal rettore dell'Università di Torino, Ezio Pelizzetti agli studenti che hanno interrotto una seduta del senato accademico che, tra l'altro, ha preannunciato una indagine conoscitiva su quanto è accaduto - non ho autorizzato l'intervento di nessuno. La mia segreteria ha ricevuto stamattina (ieri ndr) una telefonata della Digos che avvertiva che le forze dell'ordine erano già nell'atrio». Una tesi diversa da quella sostenuta da fonti della polizia torinese secondo la quale fin dalle 9,30 di ieri mattina la segreteria del rettore era stata avvertita della situazione. In più il prorettore Roda, presente nell'atrio prima degli incidenti, avrebbe condiviso con i funzionari della polizia la presenza degli agenti all'interno dell'Università. Il Fuan-Azione universitaria ha infine chiesto che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi». Pronta la replica dei collettivi. «Abbiamo assistito a scene che mai ci saremmo aspettati di vedere - hanno ribattuto i giovani dei collettivi universitari di tutte le facoltà torinesi - studenti presi e trascinati per le gambe, buttati a terra e picchiati con calci e manganellate da più poliziotti contemporaneamente. Chiediamo al rettore e al Senato Accademico una presa di posizione inequivocabile e una condanna di quanto accaduto, nonché l'immediato rilascio degli arrestati». I giovani dei collettivi hanno comunque riconosciuto di aver tentato di impedire l'attività ai giovani del Fuan. Duro il commento sull'accaduto del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni: «Non è una novità, non è la prima volta che dobbiamo indignarci a causa di una sparuta minoranza incapace di vivere il proprio tempo, completamente fuori dalla storia, presuntuosi che pensano di poter dettare le regole su chi può e chi non può entrare all'università, siano essi i ragazzi di Azione universitaria o il Pontefice». 10/03/2009 nascosto-->

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Scuola, solo dieci allievi scelgono le 24 ore (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 10-03-2009)

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Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi Scuola, solo dieci allievi scelgono le 24 ore Alle elementari i genitori degli alunni bocciano il maestro unico voluto dalla Gelmini

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I genitori degli studenti delle elementari della provincia di Macerata bocciano il maestro u... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi di NICOLA PACIARELLI I genitori degli studenti delle elementari della provincia di Macerata bocciano il maestro unico. I dati sulle iscrizioni alle classi prime della scuola primaria, raccolti dalla Flc Cgil provinciale, sono inequivocabili. Più del 90% dei genitori per i propri figli sceglie tra il tempo pieno (40 ore) e le 30 ore settimanali; le 27 ore sono state richieste per meno dell'8% degli allievi e le 24 ore, tanto sponsorizzate dal ministro Gelmini, sono state scelte solo per 10 allievi su 2.700, appena lo 0,37%. «Il ministro - si legge in una nota a firma di Giampaolo Cingolani, segretario Flc Cgil di Macerata - dopo aver provato a spiegare alle famiglie i vantaggi pedagogici del modello a 24 ore, vista la solenne bocciatura, si affanna ora a dire che non è questione di maestro unico, ma di tempo scuola. Per il ministro, infatti, la scelta da parte delle famiglie a favore del tempo lungo non avrebbe niente a che vedere con un possibile rifiuto del maestro unico. Il maestro unico - sempre secondo le affermazioni della Gelmini - esiste indipendentemente dal quadro orario scelto. C'è nelle 24, nelle 27 e nelle 30 ore. La scelta delle famiglie non ha nulla a che vedere col maestro unico, che è il modello che abbiamo scelto». Pronta la replica a queste dichiarazioni: «Non è vero - dice Cingolani - L'insegnante unico, che è stato giudicato negativamente da tutto il mondo accademico, sindacale e da tutte le associazioni professionali, ora riceve il no anche dalle famiglie. Il ministro non può non riconoscere che i modelli orari prescelti, le 30 e le 40 ore, corrispondono all'orario dei moduli a tempo pieno, cioè a quei modelli scolastici che hanno reso la scuola elementare una tra le migliori al mondo». Vista la richiesta dei genitori, quindi, la Flc Cgil chiede al ministro «di rispettare la scelta delle famiglie. Per sostenere i diritti di studenti, famiglie e lavoratori, fino ad oggi negati da questo ministro, la Flc Cgil il giorno 18 marzo sciopera per l'intera giornata». Ritrovo a Macerata, alle 10, in piazza Cesare Battisti, per una manifestazione presidio e per incontrare il prefetto.

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Il calcio entra nelle scuole come strumento formativo interdisciplinare, attraverso una rilettura gi... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi Il calcio entra nelle scuole come strumento formativo interdisciplinare, attraverso una rilettura giocosa delle principali materie attraverso disegni, striscioni, canzoni, fotografie, filastrocche o brevi filmati. E' lo scopo del progetto "I valori scendono in campo", promosso dalla Federcalcio in collaborazione con il Ministero dell' Istruzione, che coinvolgerà anche le scuole dell'Umbria, insieme a quelle di altre nove regioni. "Alla base del progetto - ha spiegato Giovanni Bonato, coordinatore umbro del settore giovanile e scolastico della Federcalcio - c'è la consapevolezza che lo sport in genere, ma il calcio in particolare, hanno molteplici funzioni educative. Per l'Umbria, il fatto di essere stata scelta per attuare questo progetto è un motivo di orgoglio e faremo di tutto per garantire il maggior coinvolgimento di giovani. Inoltre, attraverso la riscoperta dei valori e delle regole del gioco del calcio, tra gli esiti finali del progetto ci sarà la scrittura di un codice etico elaborato dagli stessi alunni sui diritti dei bambini al gioco, e su una vera e propria carta dei diritti e dei doveri dei tifosi". Infatti, gli alunni delle classi che partecipano al progetto saranno coinvolti nella scrittura della "Carta dei diritti e dei doveri dei tifosi", che verrà ratificata dai componenti dell'Osservatorio permanente della formazione, che avrà sede a Roma, presso il Settore giovanile e scolastico della Figc, e sarà composta da giornalisti, campioni di calcio, dirigenti sportivi e scolastici, insegnanti e psicologi. Il delegato regionale all'attività scolastica, Carlantonio Buzzi, ha tenuto a sottolineare che "il progetto, fortemente voluto dal ministro Gelmini e dal presidente della FIGC Giancarlo Abete, non prevede gare né campionati ma solo attività didattica, che faciliterà l'apprendimento delle diverse materie scolastiche e dei valori e delle regole del calcio". Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, anche anche il vice presidente vicario della Figc, Claudio Tomassucci, e il responsabile dell'Ufficio Educazione Fisica dell'Usp di Perugia, Caterina Piernera.

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VIMERCATE (Milano) - Ricetta anticrisi del premier: Non comprate i giornali: sono prof... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi di RENATO PEZZINI VIMERCATE (Milano) - Ricetta anticrisi del premier: «Non comprate i giornali: sono profeti di sventura». Esortazione rivolta agli imprenditori, un po' per celia un po' per non soccombere di fronte a dati ogni giorno più allarmanti. La terapia di Silvio Berlusconi, del resto, ormai è nota: inoculare ottimismo ad ogni costo. E dunque agli imprenditori dice «investite di più», ai lavoratori «consumate di più», alle banche «finanziate di più». Anche perché, sostiene, la crisi «è grave, ma i tempi della sua durata dipendono da noi». Parla a Vimercate, poco distante dalla sua Arcore, sotto un tendone bianco sbattuto da un vento insolente. E' ospite della Cisco che inaugura un nuovo centro dal nome altisonante: "Business Collaboration Center". Quelli che vanno al microfono - oltre ai manager Cisco ci sono pure i ministri Maroni e Gelmini - se la cavano in un paio di minuti. Il capo del Governo si prende molto più tempo, perché ci vogliono tante parole per provare a convincere che non siamo messi poi così male e che «la crisi è un'occasione che i più bravi devono sfruttare» per migliorare la loro situazione: «A leggere i giornali sembra che tutto stia crollando, ma non è così». O meglio: «In Italia non è così» sostiene il Cavaliere. Perché le banche, dice, sono al riparo da rischi di fallimento; perché il potere di acquisto, dice, per alcune categorie («i dipendenti pubblici in primis») è addirittura aumentato; perché il Governo ha finanziato le "grandi opere" «che creeranno posto di lavoro» e ha stanziato 9 miliardi per gli ammortizzatori sociali che, dice, «scongiureranno condizioni di miseria anche per i cittadini meno fortunati»; perché gli istituti di credito possono mettere in campo «decine di miliardi di liquidità per finanziare le imprese». Sintesi: «Tutte le crisi passano». In attesa che passi 'a nuttata, Berlusconi deve fare i conti con gli alleati, a cominciare da Bossi che lo invita a limitare i benefici di eventuali misure anticrisi «agli italiani, e non anche agli extracomunitari. Se non abbiamo posti di lavoro che dobbiamo fare? Almeno che uno abbia un posto al mondo dove sa che pensano di più a lui che altrove». Ma il premier deve anche fare i conti con l'urgenza di frenare gli sprechi e ridurre il debito statale. E sul tema punta il dito contro l'Amministrazione Pubblica. Che è «lenta, farraginosa, burocratica, e costosissima». Tira fuori delle cifre secondo cui il mantenimento della Pubblica Amministrazione costa a ogni italiano quattromilacinquecento euro l'anno, contro i tremila degli altri europei. E dunque? «Bisogna snellire, sveltire, ridurre». Che non è solo la lotta all'assenteismo del ministro Brunetta, ma anche - per esempio - un bel risparmio sulla carta. Che c'entra? «Attraverso i computer i cittadini dovranno essere in grado di avere dallo Stato tutto ciò che oggi richiede la presenza fisica presso gli uffici pubblici o di produrre grandi quantità di carta. Entro il 2012 non ci dovrà essere più carta». A parte, forse, quella dei giornali "profeti di sventura".

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<E' la politica che ci complica sempre la vita> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

PESARO AGENDA pag. 11 «E' la politica che ci complica sempre la vita» SCUOLA UN DOCENTE INTERVIENE A PROPOSITO DELL VOTO IN CONODTTA NELLA rubrica «Buongiorno Pesaro» dell'8 marzo, Paolo Nonni mette il dito in due piaghe della scuola, i voti in condotta e il lassismo, messi però erroneamente in correlazione. Il criterio per l'assegnazione dei voti in condotta è infatti dettato in una circolare ministeriale giunta a ridosso degli scrutini, alla fine di gennaio. In detta circolare il ministro dispone che l'insufficienza in condotta può essere affibbiata solo a quegli alunni che, nel corso del quadrimestre, abbiano subito provvedimenti disciplinari di sospensione alla frequenza scolastica per almeno 15 giorni. Per essere sospeso per 15 giorni, un alunno deve essere incorso in mancanze gravissime, e comunque la regolamentazione a pochi giorni dagli scrutini ha colto di sorpresa tutto il corpo insegnante, che senza questi limiti avrebbe sicuramente assegnato ben più dei 13 cinque registrati. Come vede il problema dei 5 in condotta non ha nulla a che fare con il problema delle promozioni facili, che deriva da un altro quadro normativo, teso a creare concorrenza tra le scuole, premiando quelle con maggior numero di studenti. Va sottolineato che questi premi non coinvolgono gli insegnanti, che hanno come unico "vantaggio" di ritrovarsi con classi più numerose. Con questo intervento non intendo sollevare aprioristicamente gli insegnanti dalle loro responsabilità, che esistono, ma denunciare le difficoltà con cui essi svolgono il loro lavoro a causa delle politiche perpetrate superficialmente sia da governi di destra che di sinistra. Gilberto Girardi Migliorisi, insegnante GENTILE professore, nel commento a cui Lei fa riferimento si parlava, in realtà, anche dei pochissimi 6 e 7 in condotta (rispetto alla media nazionale) affibbiati agli studenti pesaresi. Lei stesso ammette, del resto, che se le disposizioni del Ministero fossero arrivate con maggiore anticipo, i 5 in pagella sarebbero stati assai più numerosi. La questione si può collegare al buonismo per le iscrizioni perché anche quei 6 o 7 in condotta del primo quadrimestre quasi tutti (vedrà) si trasformeranno in 8-9 o 10. Sarà interessante, alla fine dell'anno, fare un bilancio in proposito. Per il resto concordiamo con Lei quando afferma che l'opera dell'insegnante, peraltro malpagata, è sempre più difficile. p.n.

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Torino, scontri all'università Tre fermati, sei agenti feriti (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-10 - pag: 15 autore: VIOLENZA TRA AUTONOMI E STUDENTI DI DESTRA Torino, scontri all'università Tre fermati, sei agenti feriti La raccolta di firme per le liste universitarie innescare la violenza all'università di Torino: un centinaio militanti del Collettivo universitario autonomo ha tentato di impedire impedire ieri a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, l'operazione ai militanti del FuanAzione universitaria. Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in Questura per essere identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa. Dei tre studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e lesioni. Gli incidenti erano quasi annunciati (violenze scoppiarono per lo stesso motivo due anni fa): per questo era stato allestito un nutrito servizio d'ordine con carabinieri e polizia a protezione del banchetto di raccolta firme. Dopo essere stati respinti e aver lanciato oggetti contro le forze di polizia gli autonomi, al grido di«Fuori i fascisti dall'Università », hanno occupato il salone d'onore del Rettorato, in via Po, per protesta contro i tre fermi. Il Fuan ha invece chiesto che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'Ateneo non sarà definitivamente risolta ».

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<PROFESSORESSA Cappagli, questa è la più interessante gita alla qu... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

AMIATA / COLLINE pag. 8 «PROFESSORESSA Cappagli, questa è la più interessante gita alla qu... «PROFESSORESSA Cappagli, questa è la più interessante gita alla quale abbiamo partecipato», queste sono state le parole degli studenti delle classi IVC, ICD, IIIC e IIC del liceo linguistico di Sorano al ritorno dalla visita alla Comunità «Incontro» ad Amelia, di don Pierino Gelmini (nella foto). Accompagnati da don Tito, parroco di Sorano, dal preside Franco Lovari, dalla vice Rosanna Cappagli, oltre che dagli insegnanti Moira Conti, Alessandra Ostelli e Riccardo Capitelli, gli studenti sono stati impegnati in un incontro formativo, che ha visto nel colloquio della mattina con don Gelmini e nelle testimonianze di alcuni ragazzi ospiti della Comunità, due momenti di grande partecipazione e commozione. L'attenzione alle parole di don Gelmini, figura veramente carismatica, è stata a dir poco impressionante, con gli studenti che pendevano dalle sue labbra e che sarebbero stati ore ad ascoltarlo. Così come gli stessi studenti sono rimasti colpiti dalle testimonianze dei ragazzi ospiti che li hanno portati a conoscenza delle esperienze fatte prima dell'entrata nella comunità e delle ferree regole cui ora debbono sottostare. Gli stessi ragazzi hanno poi accompagnato gli studenti a far loro conoscere i luoghi dove lavorano: il laboratorio, la scuola, la biblioteca, l'officina, l'orto e i giardini.

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Cisco apre in Brianza il polo dell'innovazione (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-03-10 - pag: 19 autore: Hi-tech. Il centro di Vimercate al servizio delle imprese Cisco apre in Brianza il polo dell'innovazione Daniele Lepido MILANO Un nuovo centro hi-tech, con sede a Vimercate, per rilanciare la Brianza come incubatore tecnologico a servizio delle imprese. è stato inaugurato ieri alla presenza del premier Silvio Berlusconi il Cisco Business Collaboration Center, il nuovo polo italiano dedicato all'innovazione pensato dalla multinazionale americana per mettere in contatto istituzioni, imprese e centri di ricerca. La struttura sarà dedicata alla business collaboration, con l'obiettivo di realizzare un network di conoscenze per superare le barriere geografiche e territoriali e agevolare così lo scambio di know how in ogni forma e modalità multimediale: dall'audio al video, passando per internet. L'inaugurazione del Centro della casa californiana, al quale hanno partecipato anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni,e il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, è stata anche l'occasione per ribadire l'impegno del Governo verso la digitalizzazione e un sistema di sicurezza pubblica basato sulle tecnologie. La Brianza si conferma così terra d'innovazione anche in tempi di crisi. Le imprese legate all'informatica sono infatti il 2,5% del totale delle attività, quasi il doppio rispetto al dato italiano (1,6%) e superiore a quello lombardo (2,3%). «Sebbene viviamo un momento di difficoltà - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza questi investimenti delle imprese, grandi e piccole, in innovazione e ricerca sono un fattore determinante per uscire dalla crisi. Anche le istituzioni, a partire dalla Camera di commercio stanno facendo la loro parte mettendo a disposizione risorse per l'hi-tech e il capitale umano». La creazione del centro completa il percorso che Cisco ha portato avanti in quindici anni di presenza in Italia: un percorso caratterizzato da «costanti investimenti in ricerca e sviluppo – come fanno sapere i vertici della casa americana – nella formazione e creazione di competenze per l'innovazione tecnologica, nel raccordo con il settore pubblico e con le imprese italiane». Tra gli esempi di questo impegno c'è il Cisco Photonics, nato a Monza nel 2000, il centro italiano che guida a livello mondiale le attività di studio del colosso Usa nelle tecnologie per le reti ottiche. Nel centro lavora un team di oltre 250 persone che ogni anno progetta le infrastrutture di rete a larghissima banda. In occasione dell'inaugurazione del centro Cisco è stata anche resa pubblica un'iniziativa del gruppo a sostegno della ricerca scientifica italiana, con due nuovi progetti affidati da Cisco Photonics Italy al Create-Net di Trento e al Gruppo OptCom del Dipartimento di elettronica del Politecnico di Torino. «Cisco- ha detto Berlusconi - è protagonista della modernità e, da imprenditore, non nego di invidiare il suo fatturato di 40 miliardi di euro e le sue riserve di cassa che mi sembra siano uguali a quelle del fatturato ». Rivolto ai dirigenti di Cisco, il presidente del Consiglio ridendo ha aggiunto: «Questa invidia mi deriva dal fatto di essere un imprenditore ». daniele.lepido@ilsole24ore.com IL TAGLIO DEL NASTRO L'obiettivo è condividere il sapere tecnologico con le aziende del territorio è intervenuto anche il premier Silvio Berlusconi

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<Bocciata la classe di soli stranieri> Il provveditore: manderemo gli ispettori (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-10 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Dominici: la scuola di via Paravia? Non è vera integrazione. Ma la Lega difende la preside: la Gelmini la salvi «Bocciata la classe di soli stranieri» Il provveditore: manderemo gli ispettori «Una classe di soli stranieri è tutto il contrario della nostra idea di integrazione» dice il direttore scolastico regionale, Annamaria Dominici. Motivo: «è un precedente che può rivelarsi molto pericoloso ». La scuola di frontiera di via Paravia, a San Siro, diventa un caso politico. Così l'assessore Mariolina Moioli: «Ci stiamo impegnando per risolvere il problema ». Ed è pronta già un'ispezione «per capire se le cose si potevano gestire diversamente». Evitare le classi ghetto è l'obiettivo. Ma la Lega Nord difende la preside dagli attacchi: «Quel plesso è un modello» sostiene il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale, Matteo Salvini. A PAGINA 3 Sacchi

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Scontro sulla classe di soli bimbi immigrati (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-10 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Scontro sulla classe di soli bimbi immigrati Il direttore lombardo: non è integrazione. Ma la Lega difende la preside: scuola modello, intervenga la Gelmini L'assessore Moioli: «Tra i banchi si impara a vivere insieme, tutte le realtà devono essere equamente presenti» Fastidio, «perché una classe di soli stranieri è tutto il contrario della nostra idea di integrazione ». Preoccupazione, «per un precedente che può rivelarsi molto pericoloso». Confronto, «ci stiamo impegnando per risolvere il problema». Il direttore scolastico regionale, Annamaria Dominici, il provveditore, Antonio Lupacchino, l'assessore all'Educazione, Mariolina Moioli. Insieme per «salvare» la scuola di via Paravia, dove i bimbi italiani non si iscrivono più e in prima elementare, a settembre, ci saranno «solo» 15 extracomunitari. Linea dura: «Manderemo un'ispezione per vedere se le cose si potevano gestire diversamente». E un sostegno inaspettato: «Quel plesso — dice il leghista Matteo Salvini — è un modello, deve rimanere così com'è». Contrari e favorevoli. I vertici della scuola lombarda, sostenitori del «la preside doveva fare qualcosa» e i docenti di frontiera convinti che «non si decidono i propri iscritti, non possiamo mandare via gli stranieri e rastrellare gli italiani». Un nodo difficile da risolvere. Ma Annamaria Dominici non ci sta: «Noi abbiamo avviato un importante progetto di integrazione con Ismu e Comune per evitare scompensi nella formazione delle classi». Stoccata alla dirigente di via Paravia: «Non condivido questa scelta di non mettersi in rete con le altre scuole come invece prevede il nostro piano». Da via Ripamonti sta per partire un'ispezione sulla vicenda: «Andremo a fondo, noi siamo per un'equa distribuzione degli immigrati e per la collaborazione con gli enti locali». Evitare le classi ghetto, ecco l'obiettivo. Con il progetto Start (255 corsi di alfabetizzazione) e con quattro scuole polo incaricate di orientare le famiglie straniere nella scelta dell'istituto. «Tra i banchi si impara a vivere insieme — dice Mariolina Moioli — , tutte le realtà devono essere equamente presenti ». Anche al provveditore Lupacchino la faccenda «non piace»: «Stiamo valutando una possibile soluzione». E c'è un altro spettro che incombe sulla scuola più straniera di Milano: «è nell'elenco dei plessi sottodimensionati, l'anno prossimo potrebbe rischiare di essere accorpata a un'altra direzione». Destino difficile, quello di via Paravia. Ma — incredibile — una difesa all'istituto (e alla preside Agnese Banfi, che si difende con coraggio dall'accusa di isolare gli italiani in via Monte Baldo e gli stranieri in Paravia evidenziando la distanza tra i due plessi e la presenza di un 74 per cento di extracomunitari nel quartiere) arriva dal leghista Matteo Salvini: «Giù le mani da quella elementare "ponte". Teniamola aperta così com'è: ha ottimi insegnanti e bellissimi progetti. Ma che resti un unicum: sono convinto che in Italia le classi non debbano superare il 20 per cento di immigrati. Sul tema presenterò un'interrogazione parlamentare a Roma (oggi, ndr). Al ministro Mariastella Gelmini chiederò di lasciare quella scuola così com'è». Una voce isolata. Cui si aggiunge quella dei genitori di via Paravia. Italiani e stranieri: «Non chiudeteci». Annachiara Sacchi

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Mettere in rete l'innovazione La ricetta anti crisi della Brianza (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2009-03-10 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE La sfida Un centro a Vimercate. Servirà a snellire anche la Pubblica Amministrazione Mettere in rete l'innovazione La ricetta anti crisi della Brianza Un piccolo imprenditore che vorrebbe migliorare il suo sistema di produzione ma non sa come fare. Oppure un Comune che cerca il modo per rendere più efficiente la macchina burocratica ma non ha idee concrete. O ancora una giovane azienda che ha l'idea, forse vincente, ma non riesce a realizzarla. Da ieri c'è una porta a cui bussare e dietro la quale si trovano almeno 250 ricercatori in grado di elaborare gratuitamente progetti di sviluppo oppure di fare conoscere «buone pratiche » o ancora di mettere in rete la domanda e l'offerta (università e centri di ricerca- aziendepubbliche amministrazioni). Il centro è pressoché unico in Italia, l'idea è di una multinazionale americana con quartiere generale italiano a Vimercate, la Cisco, che lo ha creato e inaugurato ieri mattina in pompa magna del centro. L'utilizzo delle tecnologie permetterà in particolare alla Pubblica Amministrazione di cambiare radicalmente il modo di lavorare e di rapportarsi al cittadino e alle imprese. Un annuncio accolto con entusiasmo dal padrino d'eccezione, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «La nostra pubblica amministrazione è antiquata, pletorica, inefficiente e costosissima». Ad applaudire il progetto anche il ministro dell' interno Roberto Maroni «efficienza e innovazione significano maggiore sicurezza per gli italiani» e quello alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini «questo centro è un volano per dare un futuro ai nostri giovani ». La Brianza si conferma così terra d'innovazione anche in tempi di crisi. Le imprese legate all'informatica sono infatti il 2,5% del totale delle attività, quasi il doppio rispetto al dato italiano (1,6%) e superiore a quello lombardo (2,3%). «Sebbene viviamo un momento di difficoltà - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - questi investimenti delle imprese, grandi e piccole, in innovazione e ricerca sono un fattore determinante per uscire dalla crisi». L'inaugurazione Il premier Silvio Berlusconi e i ministri Mariastella Gelmini e Roberto Maroni hanno inaugurato ieri la sede del centro Cisco di Vimercate Leila Codecasa

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Rai senza cultura, scrittori senza popolo (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Rai senza cultura, scrittori senza popolo di Stefano Munafò Le recenti polemiche attorno alle politiche del ministro Bondi e un attacco esplicito dello scrittore Baricco ai fondi statali per lo spettacolo, hanno finito per tirare in ballo anche la funzione culturale (mancata) della Rai, in quanto servizio pubblico. Lo ha fatto anche Giovanna Melandri, nuovo responsabile per la cultura del Pd di Franceschini, in un'intervista rilasciata a Mastrantonio sul Riformista. Baricco -è questo il succo della tesi sostenuta- più che con i 360 milioni destinati al fondo dello spettacolo, doveva prendersela coi tagli della Gelmini sulla scuola e soprattutto con la Rai. Il servizio pubblico è infatti finanziato dal canone per oltre 1,5 mld, e continua a fornire programmi indistinguibili da Mediaset. Tutto vero e sacrosanto. Verrebbe da dire tuttavia: dove è stata Giovanna Melandri in tutto questo tempo, un periodo in cui, anche con la sinistra al governo, il mondo politico, per quanto riguarda la Rai, ha continuato a occuparsi soprattutto di informazione e par condicio? Il sistema dei partiti ha sempre ritenuto che è l'informazione il cuore del consenso, la libidine e il desiderio. La Rai è stata vista solo in rapporto ai partiti, quasi mai come una grande casa editrice popolare al servizio della cittadinanza. Perchè meravigliarsi allora? La responsabilità delle mancate politiche culturali del servizio pubblico va imputata innanzitutto ai partiti, e dunque per la sua piccola parte anche alla Melandri. E' inutile accusare sempre e solo gli altri: la rigenerazione della politica deve passare anche attraverso noi stessi. Resta poi il problema delle "due culture" italiane. La Rai, è vero, ha perso negli ultimi 10 anni grande parte della sua tradizione e della sua vocazione culturale. Ma la colpa non è solo dei suoi dirigenti. Anche gli intellettuali hanno mancato il rapporto con i media e attraverso di essi con il popolo, come voleva Gramsci ai primi del ?900. Non tutti ma molti, hanno preferito per narcisismo di guardare solo al proprio ombelico e di rinchiudersi negli steccati "autoriali", senza popolo. Magari finanziati dallo Stato. Come lo stesso Baricco. 10/03/2009

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IL PD chiede di anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le pr... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

IMOLA pag. 6 IL PD chiede di anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le pr... IL PD chiede di anticipare l'ordine del giorno sulla riforma Gelmini e le preiscrizioni per il prossimo anno scolastico. E in consiglio scoppia il caos con metà opposizione (i civici più Boschi) che abbandona l'aula, seguita poco dopo anche dal Pdl. L'ordine del giorno della maggioranza era stato presentato il 5 marzo, ultimo quindi in ordine di protocollo fra quelli in discussione ieri. Così quando ieri pomeriggio il Pd ha chiesto di anticiparne la discussione subito dopo le delibere e prima delle interrogazioni è scoppiato il putiferio. L'opposizione compatta a quel punto chiede di anticipare gli altri ordini del giorno, quasi tutti presentati prima, anche alcune settimane. C'è di tutto, come incentivi per la conversione delle auto a metano e gpl, mezzi pubblici gratuiti nei giovedì di blocco del traffico, mozione sulle liste di attesa per le mammografie, mozione sull'aumento dei terreni per gli orti per gli anziani e uno sul cinquantesimo anniversario dell'inserruzione tibetana contro l'occupazione cinese. Il rischio è che anticipando solo l'ordine del giorno della Costa si vada troppo in là con i tempi e che a un certo punto venga a mancare il numero legale per votare gli ordini del giorno (non necessario invece per le interrogazioni). Il Pd però non ci sta ad anticipare gli ordini del giorno, così scatta la protesta dell'opposizione. I civici Giuseppe Palazzolo (Per Imola), Antonio Pezzi e Riccardo Mondini (Unione di centrodestra) e l'indipendente Guido Boschi abbandonano l'aula. Il Pd attacca: «Irresponsabile che parte dell'opposizione esco proprio quando si discute un tema così importante come la scuola». La minoranza però si frantuma: il Pdl infatti rimane seduto al suo posto. «Siamo rimasti per difendere il lavoro della Gelmini», afferma il capogruppo del Pdl Adriano Gini. L'accordo è che la discussione si fermi lì. Invece va avanti. Giusto il tempo di discutere un ordine del giorno sulla celiachia che riprendono le frizioni. C'è da discutere un ordine del giorno sulla legge 1360, quella che vorrebbe equiparare partigiani e repubblichini. Il Pdl chiede di sospendere la discussione, vista l'assenza di parte dell'opposizione. Il Pd però non ci sta, e anche l'ultimo drappello della minoranza se ne va.

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Il governo a Novara Bresso: io non invitata (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-03-10 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE L'esecutivo in Piemonte Il governo a Novara Bresso: io non invitata NOVARA — «Non soffro a non esserci, ma è inaudito. Non devo commentare, perché si commenta da solo». La presidente del Piemonte Mercedes Bresso commenta il suo mancato invito a «Governincontra», la giornata di faccia a faccia tra cittadinanza e esponenti governativi che si è svolta ieri a Novara con i ministri Alfano, Bossi, Gelmini, Maroni, Rotondi e Zaia. «Nessuna rottura istituzionale — ha ribattuto Rotondi — l'iniziativa è su base provinciale e le Regioni sono invitate solo quando andiamo nel capoluogo». M. Bresso

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Scuola sul sentiero di guerra, a rischio 1035 lavoratori (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE MARCHE pag. 15 Scuola sul sentiero di guerra, a rischio 1035 lavoratori LA PROTESTA: IL 18 SI FERMA IL «MONDO DELLA CONOSCENZA» ANCONA L'ONDA è tornata. Sulla scia delle mobilitazioni d'autunno, stavolta la Cgil, attraverso un altro sciopero in solitaria indetto per il 18 marzo, coinvolgerà per la prima volta tutti i settori della conoscenza: scuola, università, ricerca, afam (alta formazione artistica e musicale) e formazione professionale. Tanto per farsi un'idea, nella Regione a partire dal primo settembre saranno 443 gli Ata (personale tecnico amministrativo) che potrebbero perdere il posto, con un'incidenza maggiore negli Istituti comprensivi e direzioni didattiche, magari dislocate nei piccoli comuni e in plessi distinti. Il numero più alto di tagli si avrà nella provincia di Ancona (137) seguita da Ascoli (113) Pesaro (100) e Macerata (93). Situazione ancor più grave se guardiamo alle proiezioni della Flc Cgil sull'organico docenti: sempre a settembre sono previsti 648 posti in meno nella primaria, gran parte dei quali dovuti al taglio delle compresenze nelle classi a tempo normale, e altri 214 nella secondaria di primo grado (media), il tutto senza ammortizzatori sociali ma solo con indennità di disoccupazione. Una falcidia insomma, che in totale colpirà 1305 lavoratori marchigiani impiegati nel settore della conoscenza. «A pagare saranno in maggior misura i precari ha denunciato la segretaria regionale Flc Cgil Daniela Barbaresi ma non sarà risparmiato neanche il personale di ruolo. Infatti circa 250 unità diventeranno sovrannumerarie' e saranno impiegate per le supplenze in sedi diverse». Un altro nodo della scuola riguarda il tempo esteso, scelto dalla stragrande maggioranza delle famiglie per il prossimo anno. Resta il modello a 30 ore il preferito dai genitori nella primaria mentre a sorpresa continuano a crescere le richieste per il tempo pieno a 40 ore. «Bocciato il modello Gelmini a 24 e 27 ore che nessuno ha voluto», ha ribadito Barbaresi. Ma come faranno gli istituti ad allestire così tante classi a 30 e 40 ore se gli organici vengono calcolati su un tempo scuola di 27? Lo vedremo nelle prossime ore, intanto il sindacato (è in corso oggi l'incontro al Ministero) punta il dito sulla questione sicurezza: per far fronte alle richieste, ci sarà un aumento degli alunni, fino a 32, per ogni classe. Assai grave anche la situazione degli atenei marchigiani, sia per il blocco del reclutamento di tecnici e docenti, sia per il congelamento dei finanziamenti. Idem per i cosiddetti Afam, cinque nelle Marche, che si sono visti annullare del tutto i fondi per il 2009 e il 2010. In occasione dello sciopero saranno organizzati presidi in tutte le Province, davanti alle Prefetture, a partire dalle 10. Ilaria Traditi

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Scuola, il Pd va all'attacco della Riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: BELLUNO - data: 2009-03-10 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La polemica Scuola, il Pd va all'attacco della Riforma Gelmini BELLUNO — Scuola, dai tagli alle compresenze ai laboratori inutilizzati, dal ridimensionamento delle scuole di montagna alla mancanza di organico per gli alunni con disturbi di apprendimento, fino alla riduzione degli insegnanti laureati di lingua inglese. Continuano le preoccupazioni per le conseguenze della riforma Gelmini. A parlarne è stato ieri il Pd di Belluno: «Negli ultimi anni - spiega Danila Tirabeni, rappresentante della commissione scuola del Pd - sono stati investiti circa 30mila euro per realizzare in ciascun Comune, di media, due laboratori informatici. In Provincia di Belluno sono stati spesi più di 2 milioni di euro per laboratori informatici che resteranno inutilizzati, perché il taglio delle compresenze degli insegnanti renderà impossibile dividere le classi nei gruppi necessari per l'accesso ai laboratori». Il senatore Maurizio Fistarol è preoccupato per il mantenimento delle scuole di montagna: «Nonostante la Regione continui a rassicurarci, lo schema di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica prevede che nelle scuole di montagna non si potranno istituire classi con meno di 10 alunni. In tutta Italia verrà tagliato il 50 per cento dei plessi scolastici: dove taglieranno se non a Bellluno, dove esistono molti plessi sottodimensionati?». Si chiedono insegnanti per seguire gli alunni con disturbi di apprendimento. «Nella scuola primaria del Feltrino abbiamo il 15 per cento di questo tipo di alunni. Venendo a mancare la compresenza - spiega la Tirabeni tutta questa fascia di alunni verrà lasciata in balia di se stessi». Elena Placitelli

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Ai bimbi tutti 7 in pagella <Premiato il loro impegno> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 11 Ai bimbi tutti 7 in pagella «Premiato il loro impegno» ALLE ELEMENTARI ROMAGNOLI «NON È un voto politico». Chiarisce subito la situazione Maria Amigoni, preside dell'elementare Romagnoli dove i maestri di I A e B, sulla pagella dei loro quaranta alunni, hanno scritto sette accanto a tutte le materie. «Non è una presa di posizione politica», ribadisce la preside della scuola di via Panzini, memore del clamore suscitato dal 10 assegnato a tutti i bimbi dell'elementare Longhena e dall'8 a tutta la II B delle Fortuzzi. Si tratta di una «prima valutazione. Il sette attesta il loro impegno specifica la Amigoni : sono alunni che non hanno raggiunto l'eccellenza, avendo ancora delle carenze. Il sette è un voto interlocutorio, significa che non siamo ancora in grado di valutarli, essendo la loro situazione in fieri». Dal prossimo settembre, inoltre i maestri e i professori del comprensivo adotteranno una scheda prestampata in cui, accanto agli obiettivi predefiniti, ci sarà il numero'. Nel frattempo, le elementari bolognesi s'interrogheranno sulla valenza del voto domani alle 20.30 nella sala Silentium di vicolo Bolognetti. A rispondere ai loro dubbi, ci sarà Luigi Guerra, preside di Scienze della Formazione. Infine, venerdì 20, forti di 14mila iscrizioni alternative', torneranno in piazza gli anti Gelmini. Appuntamento alle 17.30 sotto le Due Torri.

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Torino, scontri in ateneo tra... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 59 del 2009-03-10 pagina 0 Torino, scontri in ateneo tra autonomi e polizia di Redazione Dentro a Palazzo Nuovo tensione tra un gruppo di studenti del Fuan e gli autonomi del Cua. Carica degli agenti dopo un lancio di uova e fumogeni. Tra i feriti ci sono quattro agenti di polizia e tre studenti. Ci sono stati tre fermi: un ragazzo è stato portato via in manette Torino - Scontri a Palazzo Nuovo tra studenti e polizia. Nella sede delle facoltà umanistiche dell?università di Torino dove un gruppo di studenti antifascisti del collettivo universitario Cua ha protestato con un presidio contro la presenza di un banchetto di giovani appartenenti al Fuan di Azione universitaria, che stanno raccogliendo firme per le elezioni universitarie. Nell?atrio di Palazzo Nuovo, la polizia è intervenuta impedendo con dei cordoni che i gruppi entrassero in contatto. Poi, in seguito a un lancio di uova e fumogeni, c?è stata una carica delle forze dell?ordine per respingere indietro il gruppo antifascista. Gli scontri Le forze dell?ordine hanno fatto ulteriori cariche, cosiddette di "alleggerimento" per disperdere i giovani antagonisti nell?atrio. Tutti coloro che erano all?interno, compresi quelli del Fuan, che raccoglievano le firme, sono stati fatti uscire dall?atrio. L?ingresso dell?università è presidiato dalle forze dell?ordine che filtrano l?ingresso degli studenti che devono andare a lezione. Un centinaio di manifestanti del Cua sono invece davanti a Palazzo Nuovo che contestano le forze dell?ordine con vari slogan. Il più usato e "fuori i fascisti dall?università". Feriti e fermi Tra i feriti ci sono quattro agenti di polizia, tra cui uno con una ferita lacero-contusa alla testa, e tre studenti. E ci sarebbero stati tre fermi. Almeno un ragazzo è stato portato via in manette. Fuan: "Sopsendere le lezioni" Il rettore sospenda le elezioni studentesche fino a quando "la situazione nell?Ateneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà l?agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi". è quanto chiede il Fuan-Azione universitaria dopo gli incidenti di stamattina a Palazzo Nuovo. L?appello sarà chiesto anche al ministro Gelmini. "Come da tempo denunciamo - aggiunge Augusta Montaruli dell?esecutivo nazionale - il clima di intimidazione e di violenza all?università degli studi è diventato assolutamente intollerabile. Uova, fumogeni, pile, secchi dell?immondizia, bacheche, bomba carta: questo è quanto è stato lanciato dagli esponenti dell?estrema sinistra, il Cua e i Collettivi, per impedire la raccolta firme per le prossime elezioni universitarie della lista Azione universitaria. Come è stato confermato questa mattina dal prorettore Sergio Roda - precisa - Azione universitaria ha tutto il diritto di raccogliere le firme per la candidatura a Palazzo Nuovo così come in altre sedi. Per questo - conclude - la manifestazione degli autonomi è stata del tutto sproporzionata, aggressiva, incivile". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Scuole della Marmilla a rischio: la protesta parte da Gonnoscodina (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Provincia di Oristano Pagina 4017 Il sindaco attacca la riforma Gelmini: piano scellerato Scuole della Marmilla a rischio: la protesta parte da Gonnoscodina Il sindaco attacca la riforma Gelmini: piano scellerato --> Fra due anni potrebbero chiudere quasi tutti i plessi scolastici della Marmilla. Oltre ad un'istruzione che riaffermerà la divisione fra classi sociali. L'allarme è stato lanciato dal vicesindaco di Gonnoscodina Palmiro Pilloni, che in un documento ha criticato aspramente la riforma scolastica del ministro Gelmini. Questo il suo esordio: «Sulla scuola in Marmilla si addensano sempre più fosche nubi. La riforma Gelmini sta moltiplicando gli sforzi per portare a compimento lo smantellamento della scuola pubblica. Un obiettivo comune a tutti: demolire il diritto all'istruzione. Da Berlinguer al quale si deve anche la legge di parità scolastica che ha sdoganato le scuole private, alla Morattti, fino a Fioroni». Per Pilloni questo è un «disegno scellerato» soprattutto per una zona interna dove lo Stato è sempre più assente con i tagli alla sanità ed agli enti locali. «Dall'anno scolastico 2010/2011 partiranno i nuovi parametri di determinazione del numero di alunni per classe e per istituto col risultato che la quasi totalità dei plessi nei comuni dell'Alta Marmilla, causa la scarsità di alunni, dovranno chiudere», ha proseguito il vicesindaco, «le cause del sottodimensionamento sono note: bassa natalità, continuo spopolamento dei paesi, carenza di lavoro». Davanti a questo progetto per Pilloni gli sforzi delle amministrazioni locali sono insufficienti per evitare la chiusura delle scuole. Ed ha aggiunto: «Ci sembra di capire che si voglia tornare ad una scuola che insegni in poco tempo a leggere, scrivere e far di conto, giusto le nozioni che servono ai figli degli operai per continuare a fare gli operai, ai figli di pastori per fare i pastori». Pilloni ha concluso: «Dobbiamo avere consapevolezza di quanto sta accadendo. Solo così si può capire che tutto quello che passa oggi avrà conseguenze sul futuro dei nostri figli. Ecco perché le scuole nei piccoli paesi, anche se sottodimensionate, devono continuare a esistere». ( an.pin. )

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il braga dal ministro gelmini (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Visita a Lucca Il Braga dal ministro Gelmini TERAMO. L'istituto Braga a Lucca per delineare la strategia per avviare il percorso di statizzazione degli Istituti di alta formazione musicale di Teramo e di Lucca. Nel prestigioso istituto musicale Boccherini di Lucca, che vide tra i suoi allievi Giacomo Puccini, il presidente dell'istituto Braga Alberto Melarangelo, e il direttore, Antonio Castagna, hanno incontrato le autorità locali per la statizzazione delle due istituzioni. Nel corso dell'incontro il sindaco di Lucca ha avuto un lungo colloquio telefonico con il senatore Paolo Tancredi e, successivamente, con l'onorevole Valentina Aprea, con i quali si è ritenuto di organizzare una prossima riunione operativa a Roma, propedeutica ad un incontro con il ministro della pubblica istruzione Gelmini.

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Ministri tra le gente del Nord (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 59 del 2009-03-10 pagina 5 Ministri tra la gente del Nord E per Bossi è un'ovazione di Guido Mattioni nostro inviato a Novara È questione di pelle, di pancia, di fiuto. Perché da queste parti, in questo piatto angolo del Nord dove la gente è venuta su a riso e vino Ghemme, quando arrivano le cravatte verdi la musica degli applausi diventa un'altra cosa. Più sonora e più intensa. Forse più sentita, senz'altro più convinta. Musica che se proprio non divide, quantomeno distingue il popolo del centrodestra. È successo anche ieri, nella sobria bomboniera del Teatro Coccia di Novara, in uno degli appuntamenti battezzati «Governincontra» e voluti da Gianfranco Rotondi, ministro all'Attuazione del programma, per portare fino in provincia la voce e le orecchie del governo. Perché bisogna raccontare quanto fatto e il tanto che resta da fare, ma soprattutto perché bisogna ascoltare. Per farlo, per rassicurare e per essere rassicurato, il governo è salito in forze in questo angolo di profondo Nord oggi meno prospero e più in difficoltà rispetto a ieri, dove in cassa integrazione è un lavoratore su cinque e dove la parola «tagli» appanna anche un marchio glorioso come quello della De Agostini. Anche per questo il governo è salito fin qui con una formazione di tutto peso. Ovvero sei ministri, da Umberto Bossi (Riforme e federalismo) ad Angelino Alfano (Giustizia), da Mariastella Gelmini (Istruzione) a Luca Zaia (Agricoltura), da Roberto Maroni (Interni) al già citato Rotondi. Gli applausi arrivano per tutti, per il dc Rotondi quando spiega la ratio dell'iniziativa come per l'azzurra Gelmini che suscita un'approvazione razionale quando premette che «la scuola non può essere solo una questione contabile». E che strappa dai cuori un'ovazione quando spiega cosa intende con quel «qualcosa» che ora c'è, oltre ai numeri: il crocifisso che resta appeso nelle aule o il ripristino del dimenticato rispetto per gli insegnanti. E applausi ne scatena anche il «tecnico» Alfano, promettendo una giustizia amministrata «da giudici terzi e imparziali». Ma quando a prendere la parola sono le cravatte verdi, i giovani rampanti della Lega diventati sì gente di governo, ma pur sempre adoranti difensori del loro Senatùr, be' soltanto allora il popolo del Nord si trasforma in mare. Si gonfia, si agita e finalmente esplode in un battimani che diventa tsunami e che è ben più di un'approvazione. È adesione totale, è atto liberatorio, è soprattutto identificazione piena. Si scaldano così le dita quando Zaia, agitando un unico foglio di appunti per anticipare la sua brevità - «quando ricevo, lo faccio con la clessidra davanti» - ricorda i sequestri di vino, pomodoro e pesce taroccati, quel falso made in Italy che fa male alle tasche pubbliche e ancor più alle pance private. E si arrossano i polpastrelli quando in una terra dove il riso ha la sacralità del pane, il ministro ne ricorda il salvataggio attuato dal governo. E si arroventano i palmi delle mani quando premettendo un poco convinto «mi spiace per loro», lui invita la comunità cinese «a tenersi in casa le loro schifezze», come quelle tonnellate di latte alla melamina scoperte in un sottotetto a Napoli. Eppure è l'Umberto che tutti attendono, il vecchio leone acciaccato, ma sempre indiscusso capobranco, per risentirne la roca rivendicazione d'orgoglio. «Soltanto grazie a noi, a gente come Maroni, l'ho allevato io e si vede - elenca lui sull'onda delle ovazioni - che abbiamo garantito gli interessi della nostra gente; che arriveremo al federalismo fiscale che non punirà il Sud, ma soltanto i ladri; che non ci sarà più una siringa che costi cento a Novara e mille altrove; che il centrodestra governerà perché è la Lega a portare i voti... ». E via così, rivendicando. E chi lo ferma questo? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Torino, la sinistra dà un'altra <lezione> di tolleranza (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 59 del 2009-03-10 pagina 11 Torino, la sinistra dà un'altra «lezione» di tolleranza di Redazione Un gruppo di autonomi impedisce agli studenti di destra di raccogliere le firme per le elezioni d'ateneo. Interviene la polizia: tre giovani fermati e cinque agenti della Digos feriti. Chiamparino: «Qui c'è un problema di democrazia» TorinoCi risiamo. Poco più di due settimane fa erano arrivate le condanne in primo grado per i tre autonomi che avevano capeggiato gli scontri a Palazzo Nuovo nel maggio del 2007. In quell'occasione i leader dell'estrema sinistra erano stati chiari: «Non ci fermeremo», era stato il loro messaggio. Detto fatto. Ieri nella sede torinese delle facoltà umanistiche è scoppiata nuovamente la guerriglia. Prima il lancio di una dozzina di uova, poi sono arrivate due bombe carta, scagliate contro le forze dell'ordine che tentavano di impedire la carica dei facinorosi del Cua (Collettivo universitario autonomo) contro gli studenti del Fuan - Azione universitaria, che avevano allestito un banchetto nell'atrio dell'università per raccogliere le firme a sostegno delle liste per le prossime elezioni in ateneo. Proprio come due anni fa, quando a scatenare gli incidenti fu il tentativo del Collettivo di impedire il volantinaggio degli studenti di destra. A finire in manette furono tre giovani dell'area antagonista. Pesante il bilancio degli scontri di ieri: tre ragazzi accompagnati in Questura e cinque agenti feriti, uno dei quali alla testa. I fermati sono un trentunenne, arrestato per violenza, resistenza e lesioni, un altro giovane è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e una terza ragazza è stata fermata, identificata e poi rilasciata. Un centinaio in tutto gli autonomi che hanno preso parte ai tafferugli, cercando di sfondare il cordone delle forze dell'ordine al grido di «Fuori i fascisti dall'Università». Per respingerli gli agenti hanno dovuto fronteggiarli a viso aperto e si è reso necessario lo sgombero dell'atrio di Palazzo Nuovo. Tutti gli studenti sono stati allontanati, tra questi anche gli esponenti del Fuan che hanno così dovuto sospendere la loro attività elettorale. È stato invece garantito, non senza difficoltà, il regolare accesso alle lezioni. I giovani dei centri sociali hanno poi raggiunto il Rettorato, occupando il Salone d'onore e interrompendo la seduta del Senato accademico per sapere dal rettore Ezio Pelizzetti quale posizione avesse scelto di assumere in merito agli scontri e se fosse a conoscenza dell'intervento delle forze dell'ordine. «Non ho autorizzato l'intervento di nessuno», ha detto il professore, sottolineando di «stare dalla parte delle 80mila persone che a Palazzo Nuovo studiano e lavorano». Il Senato accademico ha poi annunciato un'indagine conoscitiva per appurare la dinamica dei fatti «nel rispetto della più scrupolosa obiettività». Intanto dal Fuan è arrivata la richiesta, al rettore e al ministro Mariastella Gelmini, di sospendere le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'ateneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi». E una dura condanna degli scontri è arrivata anche dal mondo politico. «Un gravissimo episodio di intolleranza, di violenza e di intimidazione intollerabile», ha detto il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. «Quanto accaduto all'ateneo torinese è inaccettabile. Un gruppo di esponenti dell'estrema sinistra ha fisicamente impedito agli studenti di destra di raccogliere le firme per le elezioni universitarie, passando dalle minacce verbali alla violenza fisica. Questo clima di terrore deve cessare e nelle nostre università deve tornare a parlare la democrazia». Duro l'intervento del parlamentare di An, Agostino Ghiglia: «Se irreprensibile è stato il comportamento delle Forze dell'ordine non altrettanto si può dire dell'atteggiamento dei vertici dell'Università a cominciare dal rettore che da anni tollera che i violenti, molti dei quali provenienti dai centri sociali occupino ben quattro aulette di Palazzo Nuovo». Ma anche il sindaco Sergio Chiamparino (Pd) ha denunciato l'episodio: «A Palazzo Nuovo esiste un problema di agibilità democratica. Non è tollerabile che una forza, qualunque sia il suo colore politico, non possa portare avanti la propria attività democratica. Si tratta di un problema diventato oramai esclusivamente una questione di polizia e occorre che le autorità prendano le dovute misure per garantire l'agibilità nella nostra università». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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VIDEOINTERVISTA Stefano Venturi (Cisco): Nasce un ponte tra la ricerca e le imprese (sezione: Scuola)

( da "Vnunet.it" del 10-03-2009)

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VIDEOINTERVISTA Stefano Venturi (Cisco): Nasce un ponte tra la ricerca e le imprese 10-03-2009 Emanuela Teruzzi All'inaugurazione del centro Cisco Business Collaboration, l'amministratore delegato di Cisco Italia spiega perché Vimercate diventerà un centro per lo scambio di esperienze. Tra imprese, istituzioni, start up e partner. Aspettando l'Expo 2015 Il nuovissimo centro Cisco Business Collaboration (CBC) inaugurato ieri a Vimercate è il corollario della strategia Cisco degli ultimi 15 anni: un centro che fa della collaborazione e della condivisione di dati, voce e video lo strumento per eliminare le barriere temporali e geografiche all'interno delle aziende, per facilitare lo sviluppo di nuovi progetti e realtà. Un centro facilitatore del business, in momenti in cui ricerca, aziende, istituzioni faticano spesso a dialogare. A Stefano Venturi amministratore delegato di Cisco Italia che ha inaugurato il centro alla presenza del presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, e dei ministri Maroni e Gelmini, abbiamo rivolto qualche domanda chiave, per capire se l'alleanza tra imprese, istituzioni, ricerca e tecnologia è davvero fattibile. E quali sono gli obiettivi di Cisco legati al nuovo CBC (partendo dall'interesse per le start up fino ai progetto per l'Expo 2015). Nella videointervista le risposte. Per essere aggiornato sulle ultime notizie del mercato, iscriviti alle newsletter di NetMediaEurope, clicca qui © Copyright 2007 tutti i diritti riservati | part of vnu.net europe

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Popolo della Libertà, elettori ai raggi X Soltanto uno su dieci vuole Fini leader (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Politica Sondaggio sul Pdl per Affaritaliani.it: il 63% degli elettori si autodefinisce berlusconiano Martedí 10.03.2009 10:43 A pochi giorni dal congresso che sancirà la nascita del Popolo della Libertà nato sul predellino di piazza San Babila a Milano, l'istituto di sondaggi Crespi Ricerche - in esclusiva per Affaritaliani.it - ha iniziato a indagare su quelli che sono i tratti comuni e aggreganti degli elettori del Pdl. "In questa prima tranche di lavoro abbiamo cercato di verificare quali sono i blocchi culturali e politici che lo compongono: il 63% si autodefinisce berlusconiano, negando ogni riferimento alle tradizionali scuole politiche, mentre quasi il 24% si autodefinisce di Alleanza Nazionale, mentre il 4,4% si definisce socialista riformista, il 2,2% democrastiano e l'1% liberale". "Se a votare per il capo della Pdl fossero gli elettori, Berlusconi sfiorerebbe il 90% dei consensi, e a Gianfranco Fini non resterebbe che accontentarsi di qualcosa di più del 10% e agli altri (Formigoni, Tremonti, ecc) poco più del 2%. Le attività del governo che hanno rinforzato le convinzioni dell'elettorato del Pdl sono: l'operazione dei rifiuti di Napoli con quasi il 97% dei consensi, la lotta ai fannulloni del Ministro Brunetta e le leggi sulle donne. Bene anche la riforma della scuola e quella della giustizia. In fondo alla classifica troviamo la politica sull'energia (le centrali nucleari) e l'Alitalia". "I ministri che hanno riscosso maggiore consenso per la loro attività sono Renato Brunetta con l'84,7% degli elettori del Pdl, segue un sorprendente Angelino Alfano con quasi l'80% e poi due donne: la Gelmini con il 77,4% e la Carfagna con il 74,3%. Chiude Sacconi con il 60,9%. Ma Sacconi e la Gelmini li troviamo anche nella classifica dei ministri che hanno deluso rispettivamente con il 14,3% e l'8,9%. La classifica però è guidata da Claudio Scajola che registra il 25,3% di delusi del Pdl, seguito da Franco Frattini con il 22,1% e da Giulio Tremonti con quasi il 20% che sembra pagare più di altri il prezzo della crisi". METODOLOGIA - Il sondaggio "Il Popolo della Libertà-congresso" è stato condotto attraverso interviste telefoniche con metodologia C.A.T.I. su un campione di 600 interviste rivolte esclusivamente a individui che hanno dichiarato di essere elettori del Popolo della Libertà. Le interviste sono state realizzate tra il 4 e il 6 marzo 2009. tags: Pdl Berlusconi Fini congresso

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8 marzo, violenza alle donne: a Modena 150 segnalazioni nel 2008 (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

8 marzo, violenza alle donne: a Modena 150 segnalazioni nel 2008 (10/3/2009 10:15) | (Sesto Potere) - Modena - 10 marzo 2009 - "A Modena esiste una rete di sostegno alle donne vittime di violenza che include i servizi sociali, le forze dell'ordine e le associazioni femminili. Gli interventi di prevenzione e accoglienza di donne che hanno subito violenza in famiglia sono aumentati del 36% in 4 anni, passando dai 110 casi del 2004 ai 150 del 2008". Lo ha detto in Consiglio comunale l'assessore alle Pari opportunità Simona Arletti, rispondendo al consigliere Antonio Maienza, Popolari per il centrosinistra. Maienza ha ricordato la drammatica attualità del tema della violenza sulle donne e ha chiesto all'assessore "di inserire nel fondo risarcimento alle vittime dei reati anche le violenze e gli stupri e di dare maggiori garanzie di assistenza e difesa legale alle donne vittime di violenza". L'assessore Arletti ha precisato che dall'ottobre 2004 esiste la "Fondazione emiliano romagnola vittime di reato" che offre sostegno alle vittime di violenze o stupri avvenuti sul territorio regionale, o subiti da cittadini della regione. Dall'inizio dell'attività della Fondazione, il Comune di Modena ha presentato tre richieste di risarcimento: una è in fase di valutazione e le altre sono state accolte per un totale di 17 mila euro. L'assessore Arletti anche ha ricordato le diverse funzioni del "Fondo per il risarcimento di reati di natura predatoria", che dal 2006 risarcisce i danni legati a furti, scippi o borseggi, come spese di duplicazione di documenti o targhe, spese di sostituzione della serratura dell'appartamento, danni all'abitazione. I contributi erogati dal 2006 ad oggi sono stati oltre 80, per una somma complessiva di circa 8500 euro. Il contributo massimo è di 250 euro. Nel dibattito seguito alla risposta dell'assessore, Angela Bellei, Prc, ha espresso perplessità sulle "proposte di castrazione chimica" e ricordato che "molti degli orchi colpevoli di stupro sono uomini normali: la percentuale più alta di questi reati avviene in famiglia. Molto dipende da una cultura che ha nei secoli giustificato e incoraggiato l'esuberanza della sessualità maschile, e sulla quale gli uomini non hanno riflettuto abbastanza per operare una rivoluzione culturale". Mauro Manfredini, Lega, ha detto: "il quadro è allarmante se si considera il fatto che molti episodi non vengono denunciati. Quella degli stupri è una vera e propria emergenza sociale e i responsabili devono essere assicurati alla giustizia. Proprio per questo l'attuale governo ha predisposto l'obbligo di carcerazione preventiva per gli stupratori e sta valutando disegni di legge per la castrazione chimica, e la creazione di un registro per stupratori e pedofili. Più che la castrazione chimica io spero che si arrivi a quella chirurgica, magari sopra la Preda Ringadora". Adolfo Morandi, Forza Italia, ha affermato: "il Governo ha agito in vari modi, ad esempio con la creazione del reato di stalking. In un discorso più ampio, il problema riguarda anche l'educazione civica che viene fornita fin dai primi anni di scolarità: credo che i provvedimenti del Ministro Gelmini vadano in questa direzione, con la materia dell'educazione civica che prevede anche l'insegnamento delle regole di convivenza civile. Molto spesso chi commette questi reati sono persone di basso livello sociale e culturale". Eugenia Rossi, Idv, ha definito "lesive e pericolose" le affermazioni del collega della Lega nord e ha convenuto con Adolfo Morandi sull'importanza dell'educazione civica. Ha inoltre ricordato che "la giustizia non deve diventare fai da te, si devono invece consentire le indagini e le intercettazioni da parte della magistratura. In molti casi le intercettazioni telefoniche sono importanti. Inoltre, in un caso come quello dei rumeni recentemente scagionati, cosa si farebbe se fossero già stati castrati erroneamente? Ricordo ai colleghi che di questi problemi bisogna parlare con serietà". Rosa Maria Fino, Società civile per il Ps, ha osservato: "il trend di violenza contro le donne è in crescita e stiamo ancora definendo la tipologia di maschio che violenta la donna. In realtà è ogni genere di maschio, le violenze avvengono anche e soprattutto tra le mura domestiche e la famiglia non è quel baluardo di valori che vorreste farci credere. Questa violenza non si combatterà di certo con le ronde, perché le donne non sono panda da tutelare, ma esseri umani da rispettare sempre". William Garagnani, Pd, ha affermato: "il violentatore non ha nulla di maschile, è la degenerazione, prodotto di una cultura che si basa sulla sopraffazione e che fonda tutto su sesso, successo e soldi. Il centrodestra poi deve anche decidere se vuole che la scuola sia il perno della società oppure no. La citata riforma Gelmini toglie risorse alla scuola e quindi all'educazione dei ragazzi, alla creazione delle loro personalità e alla formazione di rapporti umani rispettosi e civili". Sergio Celloni, Ppl, ha ricordato: "il degrado della nostra società è venuto dalla crisi dei valori che la sinistra ha sempre ghettizzato, a partire dalla famiglia, dai rapporti, dalla scuola. Chiediamoci di chi sono le colpe, quando parliamo di coppie gay, di annullare il senso della famiglia. I responsabili di violenza sono soprattutto persone deboli, che non hanno avuto un'educazione culturale, e questo porta forti preclusioni nei confronti della donna. Nessuno pensa che si debbano discriminare le donne, e ha fatto bene il presidente Fini ha ricordare che gli stupri non sono colpa soltanto degli stranieri. Ma le donne in carriera devono essere anche attente ai valori della nostra società". Antonio Maienza ha replicato ringraziando i colleghi per gli interventi e ha ricordato l'importanza "dell'estensione del gratuito patrocinio legale alle vittime di violenza, prevista dal recente decreto". L'assessore Arletti ha ripreso la parola affermando: "ho sottolineato nella risposta che il supporto per le donne vittime di violenza a Modena esiste, sia in termini psicologici, sia legali, sia di risarcimento delle spese giudiziarie". Manfredini ha replicato per fatto personale, ricordando: "di quello che dico io devo rendere conto soltanto al mio elettorato, non ho offeso nessuno".

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Scuola minacciata (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola minacciata Chi aiuterà Pavia e il Nord? Egregio Direttore, chiuse le iscrizioni, la maggioranza o stramaggioranza silenziosa ha bocciato la Gelmini su tutti i fronti. Richiesto più tempo pieno, scuola a trenta ore che vuol dire pomeriggi, laboratori, mense, trasporti, bocciato il maestro unico ma fa niente. Cosa è successo? Niente! La Gelmini da Brescia, Lombardia, risponde tetragona: «Vale il maestro unico!». Motivazioni pedagogiche: nessuna, come prima. Bisogna risparmiare. In altri tempi, quando ero presidente dell'Irre Lombardia, dopo di me feudo Cl, ebbi modo di conoscere la scuola italiana, i suoi vizi e le sue punte di eccellenza. Prendere i vizi e dimenticare le eccellenze è un'operazione classica oppure proprio brutta. La scuola del Nord, sicuramente sul piano strutturale, ma anche nella stragrande maggioranza dei casi con forti motivazioni pedagogiche, aveva ed ha tutti i presupposti della qualità e la certificazione dell'eccellenza. Le statistiche europee ed internazionali disaggregate lo confermano per tutti i campi indagati. Qui la scuola è un progetto di comunità. Su di essa oltre alle risorse (magre) nazionali, ci stanno investimenti importanti degli enti locali e specialmente dei comuni, visto che per ora parliamo di scuola dell'obbligo. I servizi che permettono alla scuola di estendere il tempo (30-40 ore) ci sono tutti: dai trasporti alla mensa, dai laboratori alle più diverse occasioni di ampliamento dell'offerta formativa. Bene: qui il governo leghista, quello delle ronde, delle classi propedeutiche per gli stranieri, toglie il tempo pieno, non si sa ancora se garantisce il tempo mensa e via di questo passo... Al Sud dove le carenze strutturali sono vistose, dove concetti come mensa, trasporti, sicurezza degli edifici sono ancora di là da venire, ma dove comunque lo Stato dava e dà tempo pieno ed altro ancora, sotto forma di maggiori finanziamenti, ottenendo spesso false forme organizzative nelle quali lo spreco di tempo e risorse erano e sono generalizzati. In parole semplici il tempo pieno inizia dopo le otto e finisce per le tredici, si aggiunge mezz'ora di scuola ed un maestro in più! Non faccio fatica a dire che questo è un grande spreco. Il presupposto sociale è che è meglio la Scuola della strada. Certamente ci sono molte scuole che sono eccezioni veramente coraggiose. E proprio per questo ancora più degne di attenzione e di investimenti. Ecco un bell'esempio di come la base leghista, quella che si vede negato il tempo pieno o più tempo-scuola, viene bellamente «fregata» perché il governo che ha ottenuto il «Federalismo» preferisce non andare a colpire gli sprechi (che noi gente di scuola conosciamo molto bene...) ma togliere a tutti perché così saremo sempre più uguali. Tremonti ringrazia. Noi avremo meno Scuola e il Sud rimane come prima. C'è da fare i complimenti a Calderoli e dintorni ma anche ai «ruspanti padani» di casa nostra. Pronostico: le elezioni europee sono alle porte. Se Gelmini continuando i suoi fulgidi progressi di «avvocato del Sud» diventasse onorevole europeo ed un altro nome apparisse su viale Trastevere, molti di questi pasticci potrebbero essere dimenticati. Noi però siamo di memoria lunga. Francesco Marinone Direttore didattico, Gambolò Il professor Marinone, con toni arrabbiati, sanguigni, ci descrive una realtà minacciata - quella della scuola di casa nostra - o forse del tutto spacciata ormai. Tanti come gentiori o come docenti abbiamo vissuto la prime sperimentazioni di scuola con il tempo lungo, o pieno, o prolungato, grazie alla disponibilità di insegnanti appassionati e di Comuni - grandi e piccoli - che hanno investito per garantire questo aiuto alle famiglie e per avviare corsi che la scuola curricolare non contemplava. E' stato bello. E ora? Le necessità per le famiglie di avere un aiuto sul tempo scuola c'è ancora, sempre. Lo confermano anche le inchieste che la Provincia pavese sta conducendo sulle varie realtà del territorio provinciale. Che succederà con i tagli? Avremo ancora, nonostante tutto, maestri e professori pronti a fare oltre il dovuto? Avremo ancora Comuni disposti a destinare parte del loro bilancio sulla voce scuola (anche sulla scuola che dovrebbe garantire lo Stato?). La necessità di supplenza c'è, la richiesta da genitori e ragazzi esiste. Il rischio del disamore è alto. Pierangela Fiorani p.fiorani@laprovinciapavese.it

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<Un testo complicato da prendere con cautela> (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Un testo complicato da prendere con cautela» 10/03/2009 rss e-mail print Giovanni Pontara La legge 133 del 6 agosto 2008 è complicata. Il testo della riforma Gelmini pecca di poca chiarezza. «Va affrontata con i piedi di piombo soprattutto perchè al momento», precisa Giovanni Pontara dirigente dell'ufficio scolastico regionale del Veneto, «disponiamo di due documenti che regolano la materia che sono ancora da approvare in via definitiva, una sulla riorganizzazione della rete scolastica e l'altra sulla revisione dell'assetto della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione. In questi due testi si parla di "sezioni montane" intendendo come appartenenti a Comuni montani, cioè sopra i 600 metri di altitudine. Questo almeno è chiaro: come misura per definire la riorganizzazione della rete scolastica è indicato il Comune e non la singola scuola». Il rischio è quello del gioco di parole, ma Pontara entra nel dettaglio: «È indifferente conoscere i metri sopra il livello sul mare di una elementare: può essere sopra o sotto i 600, è indifferente, perchè fa testo solo l'altezza in cui c'è il municipio a cui quella scuola appartiene. Tradotto: se un Comune è sopra i 600, rientra nelle deroghe della riforma, anche se dovesse avere scuole in pianura. Non è invece vero il contrario: ci sono Comuni sotto i 600 metri che hanno istituti ad altezze superiori, ma quelli non possono beneficiare delle deroghe perchè si trovano sotto l'altitudine fissata». Gli esempi nel Veronese non mancano: Selva di Progno è a 570 metri di quota ma ha scuole in montagna, come la materna e l'elementare nella frazione di San Bortolo. A rischio anche San Zeno di Montagna che a dispetto dei suoi 581 metri di quota - quindi fuori dalle deroghe Gelmini - in realtà non può certo essere con siderato un paese di pianura ma tale è davanti alla «legge». C.F.

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Pochi alunni per sezione e scatta la <pluriclasse> (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pochi alunni per sezione e scatta la «pluriclasse» 10/03/2009 rss e-mail print Protesta alle elementari di Badia Silvano Valcasara, sindaco di Selva di Progno (570 metri), ha preso carta e penna e ha scritto al ministro Gelmini per spiegare quelle che ritiene contraddizioni della riforma: «Il nostro Comune, che è sotto i 600 metri, ha scuole collocate sopra tale altezza». Sintesi: che si fa? Proposta del primo cittadino: «Sia garantito il rispetto delle deroghe riservate ai Comuni di montagna anche alle scuole che, pur sorgendo in territorio montano, non rientrano tra le beneficiatarie». Anche a Roverè c'è tanto malcontento, ma per un altro motivo: le pluriclassi, cioè la creazione - laddove non si raggiunga il numero di minimo di 10 bimbi per sezione - di classi uniche frequentate da alunni di età diverse. A Sant'Andrea (frazione di Badia Calavena) e a San Bortolo (sotto Selva di Progno) esistono già. A detta dei maestri funzionano bene. Le elementari di Sant'Andrea (a dicembre saranno chiuse) contano in tutto 23 iscritti distribuiti tra terza, quarta e quinta: gli ultimi due anni sono in un'unica classe. A San Bortolo c'è un'unica classe delle elementari composta da 20 bambini: 2 in prima, 5 in seconda, 5 in terza, 5 in quarta, 3 in quinta. Il maestro Alessio Perpolli - se può servire - rincuora i «contrari» alle pluriclassi: «Non sono un problema, anzi, arricchiscono gli studenti che sono sottoposti a maggiori stimoli». C.F.

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<Governo ingiusto con gli atenei che hanno i bilanci in ordine> (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

PADOVA. All'inaugurazione del 787 anno accademico il rettore Vincenzo Milanesi entra in aperta polemica con la legge sulle università E la Hack rincara la dose: «Più risorse alla ricerca, non per avere l'ateneo sotto casa ma università all'altezza» 10/03/2009 rss e-mail print Il rettore Milanesi accompagna Margherita Hack, 87 anni, alla tribuna per il suo intervento Antonio Di Lorenzo PADOVA Il rettore Vincenzo Milanesi è stato critico con il governo, al punto da creare un piccolo "caso" politico, beccandosi i rimbrotti di Giustina Destro, ex sindaco di Padova e ora parlamentare del Pdl. Margherita Hack, ospite d'onore nell'aula magna intitolata a Galileo, ha concluso il suo intervento in modo inaspettato: ha letto il documento preparato dagli studenti che manifestavano fuori dal Bo contro il ministro Gelmini. L'inaugurazione del 787° anno accademico dell'università è stata ricca di vivacità. Milanesi nel discorso d'apertura ha sottolineato la necessità che all'autonomia universitaria segua un rigoroso e serio meccanismo di valutazione. «È l'unica possibilità di salvezza per l'università italiana - ha spiegato - anche per distribuire i finanziamenti agli atenei, come succede in tutti i sistemi universitari dei Paesi civili». «Il nostro ateneo - ha aggiunto - è sottofinanziato per circa il 10%. Vale a dire che ogni anno ci dovrebbero arrivare circa 30 milioni di euro in più, ma da troppi anni questi milioni non arrivano. Solo nel 2005 il ministro Letizia Moratti ha distribuito una parte (circa 250 milioni di euro) del fondo di funzionamento ordinario complessivo applicando il modello e destinando una quota all'accelerazione del processo di riequilibrio». Ma guardando al resto dell'Europa, ha insistito Milanesi, in Francia, Germania, Spagna non solo i governi nazionali non hanno ridotto il finanziamento alle università ma addirittura hanno fatto selezionare da un Comitato internazionale un numero di atenei sui quali investono milioni di euro aggiuntivi, per cinque anni, «salvo poi fare attente e rigorose valutazioni su come quegli atenei hanno utilizzato quelle risorse». Milanesi ha ricordato anche che Padova finanzia con 27 milioni di euro "progetti strategici di ateneo". E ha tracciato un bilancio del suo rettorato che si avvia alla conclusione: «Dal 2002 al 2009 - ha spiegato - i fondi per la ricerca stanziati sono aumentati del 456%, passando da 8.471 a 47.100. Il numero di dottori di ricerca è passato da 721 dell'ultimo triennio dei corsi (2002-2004) a 1.377 nel triennio che ha visto la trasformazione dei corsi in Scuole (2006-2008) con un tasso di copertura con borsa del 72% dei posti banditi». Anche Margherita Hack, decana degli astrofisici italiani, concludendo la cerimonia ha parlato di università e di ricerca. Naturalmente a modo suo. Ha concluso il suo discorso sull'astrofisica con un aggancio di attualità, leggendo il documento degli studenti. Ma, com'è suo costume, non è stata acritica. Ha spiegato cosa condivideva delle critiche degli studenti e cosa invece a lei non piaceva. «Il governo deve dare più risorse all'università - questo in sintesi il suo pensiero - ma non per portare le facoltà sotto casa degli studenti, bensì per offrire maggiori opportunità. Servono risorse per avere grandi atenei e grandi servizi».

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Scoppiano scontri all'università: tre fermati (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 10-03-2009)

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CRONACA 10-03-2009 Scoppiano scontri all'università: tre fermati Torino Autonomi contro campagna militanti di destra. Occupato il rettorato. Sei agenti della Digos feriti DA TORINO T orna la violenza all'U- niversità di Torino. È ancora la raccolta di firme per le liste universitarie a innescare la miccia, come due anni fa: un centinaio di autonomi, infatti, voleva impedire a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, l'operazione ai militanti del Fuan-Azione Universitaria. Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in questura per essere identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa. Dei tre studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e lesioni e un altro è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubbli- co ufficiale. Una terza ragazza è stata identificata e poi lasciata andare. Incidenti quasi annunciati, perchè era chiaro da tempo come l'operazione di raccolta firme da parte del Fuan-Azione universitaria avrebbe scatenato la reazione dei militanti del Cua (Collettivo universitario autonomo), come era successo alle precedenti elezione dei rappresentanti degli studenti a Palazzo Nuovo, facoltà umanistiche. A riprova di ciò, era stato allestito un nutrito servizio d'ordine con carabinieri e polizia a protezione del banchetto di raccolta firme posizionato proprio nell'atrio. I manifestanti, un centinaio, non riuscendo a raggiungere i rappresentanti del Fuan a causa del cordone di sicurezza allestito dalle forze dell'ordine, hanno cominciato a lanciare oggetti contro gli agenti e anche due bombe carta, una delle quali è scoppiata davanti al volto di un poliziotto. Le forze dell'ordine hanno risposto con alcune cosiddette «cariche di alleggerimento», per disperdere almeno una parte dei giovani che si trovavano all'interno dell'edificio, compresi i militanti del Fuan che raccoglievano le firme, fatti uscire dall'atrio. Lasciando Palazzo Nuovo, gli autonomi, al grido di «Fuori i fascisti dall'Università», hanno occupato il salone d'onore del Rettorato, in via Po, per protesta contro i tre fermi. «Io - è la risposta fornita dal rettore dell'Università di Torino, Ezio Pelizzetti agli studenti che hanno interrotto una seduta del senato accademico che, tra l'altro, ha preannunciato una indagine conoscitiva su quanto è accaduto - non ho autorizzato l'intervento di nessuno. La mia segreteria ha ricevuto una telefonata della Digos che avvertiva che le forze dell'ordine erano già nell'atrio ». Una tesi diversa da quella sostenuta da fonti della polizia torinese secondo la quale fin dalle 9.30 di stamattina la segreteria del rettore era stata avvertita della situazione. In più il prorettore Roda, presente nell'atrio prima degli incidenti, avrebbe condiviso con i funzionari della polizia la presenza degli agenti all'interno dell'Università. «Abbiamo assistito a scene che mai ci saremmo aspettati di vedere - hanno detto i rappresentanti dei collettivi universitari di tutte le facoltà torinesi - . Chiediamo al rettore e al Senato Accademico una presa di posizione inequivocabile ». Il Fuan ha invece domandato che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni studentesche fino a quando «la situazione nell'A- teneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà l'agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi» Un'immagine degli scontri

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Elezioni, intesa Pdl-Lega sui candidati Berlusconi: tutto ok (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)

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n. 59 del 2009-03-10 pagina 2 Elezioni, intesa Pdl-Lega sui candidati Berlusconi: tutto ok di Gianandrea Zagato Verso le amministrative. Accordo fatto nel centrodestra, non è necessario l?incontro del premier con Bossi: «Abbiamo già risolto». «è vero, le cose vanno bene» «è tutto a posto». Virgolettato inequivocabile in risposta all?ennesima domanda sulle scelte dei candidati per le amministrative di giugno. Silvio Berlusconi lo ripete, «è a tutto a posto»: «Abbiamo già fatto tutto, abbiamo risolto tutto. Questa sera (ieri per chi legge, ndr) non mi vedo con Umberto Bossi perché abbiamo già risolto tutto». Nessun problema con la Lega, quindi: il Carroccio non correrà da solo. E la conferma arriva anche dal Senatùr: anche se l?intesa o la «quadra», come preferisce chiamarla Bossi, non è ancora stata siglata, be? «lo faremo». Sì, assicura il leader leghista, «con Berlusconi le cose vanno bene». Tutto «bene» anche su Brescia, dove per la conquista della Provincia il Pdl ha puntato su Giuseppe Romele - vicino al ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini - che non ha trovato ostacoli nella Lega, seppur quella provincia è sentita territorialmente contigua dai leghisti. «Sì, abbiamo deciso anche quello. Sarà Romele di Forza Italia» afferma deciso il premier Berlusconi. E decisi, nero su bianco, anche gli altri candidati che il Pdl aveva prenotato per otto su undici tra provincie e comuni capoluoghi. Dunque, lo schema delineato dal Pdl resterebbe ancora valido: per la Provincia di Milano è candidato Guido Podestà, attuale coordinatore lombardo di Fi; per la provincia di Monza scende in campo Dario Allevi di An, vicesindaco del capoluogo brianteo; per la provincia di Lecco è via libera a Daniele Nava, vicesindaco lariano in quota An. Elenco delle candidature che si completa con le comunali di Pavia dove il centrodestra candida Alessandro Cattaneo, segretario cittadino di Fi che è appoggiato dal vicecoordinatore nazionale Giancarlo Abelli (e sostenuto probabilmente anche da una lista civica guidata dall?ex vicesindaco Ettore Filippi); con il candidato sindaco per Bergamo che è Franco Tentorio, già vicesindaco An nell?amministrazione comunale guidata da Cesare Veneziani. E, infine, ecco i candidati della Lega: a Bergamo per la Provincia scende in campo il deputato Ettore Pirovano, a Sondrio l?uscente Fiorello Provera e a Cremona Federico Lena, assessore di Soresina. Evidente che i nodi sono stati sciolti come trova conferma, secondo indiscrezioni, che i futuri presidenti del Pdl per la città di Milano e per quella di Brescia saranno di An. Che, tra l?altro, al congresso milanese ha offerto il massimo sostegno all?europarlamentare Podestà nella sua corsa contro lo sfidante della sinistra, «partita non facile per quel camaleontismo dell?avversario che ha presa facile» rimarca il reggente di An Ignazio La Russa. Quanto all?Udc, dicono, è già pronta la poltrona per la Provincia di Lodi. E le altre questioni, quelle di Piemonte e Veneto? Ancora qualche giorno e, dicono, sarà tutto risolto sapendo che la Lega vuole rimanere nella Casa delle libertà, Certezza sul futuro delle amministrative. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Mariastella si promuove (sezione: Scuola)

( da "Famiglia Cristiana" del 10-03-2009)

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di Simonetta Pagnotti SCUOLA INTERVISTA CON IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE GELMINI MARIASTELLA SI PROMUOVE I tagli? «È questione di razionalizzare la spesa». Le insufficienze? «Rigore e disciplina». Le polemiche? «Abbiamo cambiato rotta, non torneremo indietro». È stato un quadrimestre difficile anche per lei, però conta sulla promozione a pieni voti, anche perché i suoi cavalli di battaglia continuano a essere la valutazione, il rigore e il merito. Chi la identificava con il "ministro dei grembiulini" ha dovuto ricredersi. Mariastella Gelmini va avanti, convinta che non passerà alla storia nemmeno come il "ministro dei tagli". «Sarebbe una definizione ingenerosa e poco credibile», spiega, «le proposte da parte mia non sono mancate e penso siano condivise da molti. Dopo tante polemiche anche gli operatori della scuola hanno voglia di riforme stabili e durature». Si sono chiuse le iscrizioni e solo il 3 per cento delle famiglie ha scelto le 24 ore con il maestro unico. La maggioranza ha scelto il tempo prolungato o il tempo pieno. Non si sente a rischio di bocciatura? «Quella del maestro unico è una scelta culturale e pedagogica del ministero che vale per tutti. Noi abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie con opzioni orarie di 24, 27, 30 e 40 ore ma, qualunque sia la scelta, il maestro di riferimento è sempre unico. Il massimo di ore che può fare un maestro elementare sono 22 più 2 di programmazione, quindi ci sarà un maestro di riferimento affiancato da colleghi ? d?inglese, di religione ? che copriranno le ore rimanenti. Identificare il maestro unico con le 24 ore è un errore di contenuto che sta disorientando le famiglie». In ogni caso, secondo Tuttoscuola, potrete accontentare solo un terzo di chi ha chiesto il tempo lungo? «I calcoli del ministero smentiscono Tuttoscuola, manterremo tutte le promesse. Il tempo pieno, anzi, aumenterà. Sono allarmismi ingiustificati, l?introduzione del maestro unico non impoverisce l?offerta formativa, al contrario. La scuola elementare italiana era ai primi posti in Europa prima del modulo, e con il modulo è scesa all?ottavo posto». Il ministro dell?Istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini (foto ANSA). Si aspettava questa valanga di insufficienze in condotta? «Io non sono sorpresa che ci siano state 34 mila insufficienze. Basta leggere le cronache per capire cosa sta succedendo nella scuola». Secondo lei ci sono oltre 30 mila potenziali "bulli" tra i nostri studenti? «È chiaro che questi sono episodi estremi. Però tanti insegnanti e dirigenti mi presentano un quadro in cui emerge una maleducazione diffusa. Ci sono sondaggi da cui risulta che per gli insegnanti la cosa più difficile oggi è "tenere" la classe. Il ritorno al rigore e alla disciplina è indispensabile». C?è stato un aumento di insufficienze anche nelle altre materie... «Credo che il passaggio dalla valutazione con i giudizi alla valutazione in decimi abbia rappresentato un momento di assunzione di responsabilità da parte dell?insegnante. Io ho letto giudizi veramente fumosi, qualche volta anche fantasiosi per non dire incomprensibili. I voti sono molto più chiari». Risultano più insufficienze anche alle superiori? «Non credo che i ragazzi di quest?anno siano meno preparati di quelli dell?anno passato. Semplicemente, la valutazione è stata più rigida. L?aspetto, invece, che mi ha colpito è che negli anni passati le insufficienze riguardavano soprattutto la matematica. Quest?anno hanno riguardato soprattutto la lingua straniera. Forse abbiamo visto giusto nel fare un forte investimento sull?insegnamento delle lingue. Per le superiori dal 2010, per le medie da subito». Lei ha ridotto il quadro orario. Se rafforza l?inglese e le materie scientifiche, soffriranno le materie umanistiche. Non c?è contraddizione tra il taglio di ore e la volontà di rilancio? «No. Partiamo dall?istruzione tecnica, dove si passerà dalle 36 ore alle 32. Però oggi le 36 ore sono di 50 o 55 minuti. Le 32 saranno di 60 quindi, complessivamente, il numero delle ore aumenta. Comunque, a livello europeo, noi abbiamo un numero di ore ampiamente superiore alla media. A significare che non è la sommatoria di più ore che determina una maggiore qualità, ma è la modalità con cui si insegna». Si parla di tagli orari anche ai licei? «No, nella sostanza non avverrà». Si parla per esempio di togliere il latino dal liceo scientifico? «Sulla scuola girano notizie non vere. Si era detto che io avrei tolto l?educazione fisica dalla media di valutazione e invece farà media, come l?insegnamento della religione. Sul liceo scientifico ci sono due scuole di pensiero. C?è chi, come l?ex ministro Berlinguer, ritiene che oggi non sia né carne né pesce e che vada potenziata la specificità scientifica. Poi ci sono i latinisti, che ritengono che il latino sia fondamentale. Noi pensiamo di consentire entrambe le opzioni e poi valutare sulla base dei risultati». Gli alunni stranieri sono in aumento. E c?è la fuga degli italiani dalle scuole in cui la presenza degli stranieri è giudicata eccessiva. Sta preparando qualche provvedimento? «Sì. Secondo me questi fenomeni vanno gestiti in un?ottica di organizzazione più efficace della didattica, non credo a un?Italia razzista o poco accogliente». Pensa di fissare dei limiti al numero di stranieri per classe? «Credo di sì. Ci stiamo confrontando con i dirigenti regionali, perché bisogna tener conto delle differenze territoriali». Saranno introdotte le classi ponte? «Ancora una volta è una questione didattica, non politica o ideologica. Non vogliamo chiamarle classi ponte? Chiamiamole "classi d?inserimento", perché la classe ponte può essere fraintesa ed evocare una separazione che non ci deve essere. Si tratta di "classi a tempo" per l?apprendimento della lingua italiana, che preparano l?inserimento nella classe di appartenenza». Un altro problema è quello del dimensionamento, che preoccupa soprattutto i Comuni delle piccole frazioni di montagna e delle isole... «In Conferenza Stato-Regioni abbiamo trovato sul tema del dimensionamento e anche dell?edilizia scolastica l?accordo con tutte le Regioni, con tutti i Comuni e tutte le Province. Su oltre 6 mila scuole, ci si è accordati per la chiusura di 3 mila, sulle quali si deciderà caso per caso. Ma ricordo che il dimensionamento non riguarda solo le piccole frazioni, ma anche le grandi città, che molte di queste scuole non sono sicure, che in molti casi l?accorpamento è solo dei dirigenti e del personale amministrativo. Dove l?accorpamento delle scuole può essere compensato da un buon servizio di trasporto, si procederà, dove si tratti di paesi estremamente sperduti è chiaro che rimarranno le scuole così come sono, sempre che si tratti di edifici sicuri». Il presidente Napolitano le ha rivolto un appello invitandola a rivedere i tagli ai finanziamenti all?università previsti per il 2010... «I messaggi del presidente sono molto saggi e coerenti. Non mi si chieda, però, di far finta di non vedere gli sprechi. La mia risposta è: riforme in cambio di risorse. Dare più risorse all?università senza migliorare le modalità di spesa sarebbe sbagliato. Pensare che bastino le riforme per risolvere il problema del 2010, anche questo non è realistico. Dobbiamo usare questi mesi per le riforme: della governance, del reclutamento, del dottorato. Basta risorse a pioggia, ma risorse in base ai risultati. Io penso che si possano razionalizzare i corsi di laurea, l?offerta formativa, le sedi distaccate, e liberare risorse sul diritto allo studio, aiutando le famiglie che faticano a mantenere i figli all?università. Abbiamo stanziato 40 milioni di euro per le residenze universitarie e 70 per le borse di studio. Abbiamo invertito la rotta, non torneremo indietro».

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Scuole cattoliche: boom di iscrizioni (sezione: Scuola)

( da "Corriere Di Como, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuole cattoliche: boom di iscrizioni Posti esauriti da tempo Incremento del 10% per medie ed elementari Le iscrizioni, formalmente, quest'anno chiudevano il 28 febbraio. Ma a Como alcune scuole a novembre avevano già esaurito i posti disponibili: sono le medie ed elementari private, cattoliche, da qualche anno prese d'assalto dalle famiglie comasche. Un boom che viene confermato anche oggi, pochi giorni dopo il termine delle iscrizioni. Gli iscritti alle scuole cattoliche paritarie crescono del 10%, almeno nelle sezioni di medie ed elementari. Prova ne sia il fatto che, molti istituti, già a gennaio avevano stilato una lista d'attesa. Le Orsoline, ad esempio, per rispondere alle crescenti richieste dei genitori l'anno prossimo apriranno un'altra sede in via Bellinzona e una sezione di materna in viale Varese. Il "boom" delle scuole private cattoliche emerge da un rapido sondaggio, condotto in cinque istituti della città: Orsoline, Canossiane, San Carpoforo, Santa Chiara e collegio Gallio. «Il trend di crescita è costante da circa quattro anni conferma suor Annarosa Guberni, preside del Collegio Santa Chiara tant'è che, già a novembre, esauriamo praticamente tutti i nostri posti disponibili. Credo che le famiglie siano attratte non solo dalla didattica, ma dall'ambiente educativo che ci proponiamo di offrire, dalla posizione di centralità in cui mettiamo i ragazzi, dal rapporto costante con i genitori. Già da qualche anno avremmo potuto ingrandirci, dato la grande richiesta di iscrizioni, ma abbiamo preferito conservare la nostra dimensione». Non manca chi sostiene che il boom delle private sia dovuto a un'ipotetica incertezza generata nelle famiglie dalle riforme del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini, ma le scuole comasche spiegando che l'incremento di iscritti è partito almeno 3 anni fa sembrano sgombrare il campo da questa interpretazione. «Nelle scuole media ed elementare la nostra componente esterna è minoritaria, gli alunni spesso sono gli stessi che arrivano dalla materna. Noi, invece commenta Mariella Accardi, preside del San Carpoforo abbiamo notato un sensibile aumento nella scuola dell'infanzia (materna, ndr). L'anno scorso siamo passati da sessanta a ottanta iscritti, quest'anno abbiamo confermato gli ottanta aggiungendone altri dieci in lista d'attesa». Pur non avendo registrato il "tutto esaurito", anche elementari e medie del Collegio Gallio confermano la tendenza. «Fino a questo momento abbiamo notato un leggero incremento, comunque inferiore al 10%», commenta padre Luigi Amigoni, rettore del collegio. Classi piene, inoltre, alle Canossiane: «Confermo il trend di crescita, anche per la nostra scuola risponde madre Maria Pina Lombardini, preside delle medie e coordinatrice delle elementari l'aumento delle iscrizioni è nell'ordine del 10%, come l'anno scorso. Abbiamo esaurito i posti disponibili prima di dicembre». Alle Orsoline, addirittura, a settembre verrà inaugurata una nuova sede (in via Bellinzona), realizzata proprio per far fronte all'aumento delle iscrizioni. «Da qualche anno il trend è costante, già dal 1998 abbiamo raddoppiato le sezioni conclude Salvatore Ganci, preside di media ed elementare gli iscritti sono aumentati quest'anno del 10% e, per le scuole medie, la lista d'attesa è molto lunga». Da settembre , alle Orsoline di viale Varese, partirà come detto anche una sezione di scuola materna. Andrea Bambace Nella foto: Studenti comaschi all'uscita dalle lezioni. Sono soprattutto le scuole private cattoliche a registrare il maggiore aumento Home Più di centomila dollari versati per il viaggio della speranza Assolto l'autista del tentato omicidio Testate a due carabinieri: in carcere La più bella di Bossi incoronata a Villa Erba Giovedì al Sociale canzoni per la solidarietà Una folla per l'addio a Giacomo il 17enne morto di meningite Cresce la Bcc dell'Alta Brianza Nuova filiale a Montano Lucino Scaglione è attratto dal "metodo Montessori" Commissione, slitta il voto sulla Ticosa Un'altra lariana in un reality tv

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Scuola, tagli dall'Agordino alla Valbelluna (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Scuola, tagli dall'Agordino alla Valbelluna» Martedì 10 Marzo 2009, (lu) La scuola ha chiuso le iscrizioni: il 90 per cento delle famiglie bellunesi ha scelto il tempo prolungato. Ma in che misura sarà possibile garantirlo lo si deciderà a Roma entro l'estate (15 giugno) con gli accordi sull'attuazione della riforma Gelmini. A fare il punto, l'onorevole Maurizio Fistarol (PD), affiancato dal presidente della Comunità montana Valbelluna, Edi Fontana, per l'Uncem (Unione nazionale Comuni - Comunità montane), e da Danila Tirabeni, insegnante,responsabile del progetto provinciale per i ragazzini dislessici. «Il governo - ha spiegato Fistarol - ha deciso il taglio per decreto del 50% delle scuole sottoutilizzate, ossia di quei plessi con un numero inferiore ai 50 iscritti. In queste settimane è iniziato il confronto. E le preoccupazioni restano tutte. Il ministro ha confermato la riduzione entro il 2012, con un taglio in finanziaria di 85milioni di euro. Nonostante la Regione abbia assicurato un occhio di riguardo per la montagna, deve comunque fare i conti con la realtà». Il tutto, calato sul territorio, significa chiusure dall'Agordino alla Valbelluna. «Nella lista dei tagli - precisa infatti il senatore - sono sicuramente Voltago, Vallada, Rocca Pietore, Vigo di Cadore, Danta, San Nicolò, Cibiana, Santo Stefano di Cadore, Forno di Zoldo, Zoldo, Zoppè, Trichiana, Sant'Antonio Tortal. Non sappiamo ancora quali, ma è evidente che una parte di questi plessi andranno chiusi». E al problema dei plessi si sommano quelli di gestione e i vincoli sulle classi: queste ultime non devono avere meno di 10 alunni per quelle "normali" e da 8 a 18 per le "pluriclassi". Poi c'è la didattica. «Tutti gli investimenti, realizzati in questi anni per i laboratori, ad esempio quelli di informatica - ha sottolineato Fontana - rischiano di restare inutilizzati. Ogni Comune ha investito mediamente nella scuola almeno 30mila euro. Ora potrebbero non essere usati per il limite delle 27 ore e la mancanza di insegnati. Eppure il Veneto è già sotto la media nazionale del corpo docente». Una "nota dolente" sulla quale interviene anche Tirabeni: «Napoli in proporzione ha più insegnanti di Belluno, un problema legato anche al reddito. L'attuale sistema fa sì che al meridione vadano in aiuto risorse per il disagio giovanile che noi non abbiamo, pur avendo i nostri problemi. Così lì il tempo prolungato non lo chiedono ma hanno i docenti, qui ne abbiamo bisogno e non abbiamo nessuno. Ai nostri ragazzini in difficoltà, il 10% del totale, si toglie il sostegno, che resta solo per il 10% di stranieri. E ancora, le lingue alle primarie: la riforma elimina i laureati e impone l'insegnamento di maestri dopo un corso (50 ore per iniziare, ndr) in buona parte anche on line. Irragionevole».

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Vigodarzere La scuola in subbuglio non tiene tranquilli neppure i residenti di Vigodarzere. E... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 10 Marzo 2009, Vigodarzere La scuola in subbuglio non tiene tranquilli neppure i residenti di Vigodarzere. E' stato indetto un consiglio comunale straordinario per lunedì alle 21 nella sala La Brenta per cercare di trovare una soluzione al problema di portata nazionale del tempo lungo e prolungato nelle scuole. Sono parecchi i genitori coinvolti in questa situazione, persone che lavorano e che se dal prossimo anno perdessero la possibilità di avere i loro figli a scuola anche il pomeriggio, dovrebbero rivedere il loro contratto lavorativo per non lasciare i bimbi da soli. Quella di lunedì si presenta come una seduta "infuocata": maggioranza e minoranze dovranno trovare accordi concreti per placare il legittimo malcontento delle famiglie. Di fronte a questo scottante problema il sindaco Franco Frazzarin risponde con chiarezza: «Lunedì 2 marzo abbiamo adottato una delibera di giunta da "spendere" in Regione. Abbiamo messo in luce che le modifiche introdotte dalla Gelmini aldilà dell'aspetto didattico che ne uscirà impoverito, comporterà sicuramente altre complicazioni». E aggiunge: «I genitori, riducendo la possibilità di portare avanti formule come il tempo lungo o prolungato, saranno costretti a sostituire un tempo educativo organizzato e garantito dalla scuola con soluzioni di custodia (baby sitter). Altrimenti - continua Frazzarin - dovranno rivedere i propri tempi di lavoro per stare a casa un po' di più e prendersi cura dei figli quando invece potrebbe ovviare a questo la scuola». Poi un attacco provocatorio: «Non è vero che il tutto sia architettato per mandare alunni alle scuole private perché queste hanno una capienza molto limitata e poi perché la Regione ha tagliato i fondi anche alle scuole private e quindi c'è l'eventualità anche per loro di chiedere i battenti». Le conclusioni: «Non possiamo fare nulla da soli, ci muoveremo d'intesa con gli altri sindaci. Se lo Stato non darà le risorse necessarie, dal mio punto di vista è la Regione che avendo la responsabilità, dovrà tirare fuori le risorse e mantenere l'offerta formativa». Cesare Arcolini

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La Gelmini diventa commedia (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

La Gelmini diventa commedia Martedì 10 Marzo 2009, ASOLO - (m.m.) La riforma scolastica del Ministro Maria Stella Gelmini diventa uno spettacolo teatrale che rappresenta, secondo gli autori, un'opportunità per riflettere e capire concretamente gli effetti che la riforma scolastica in atto avrà su ciascuno di noi. "Incerti futuri" il titolo dello spettacolo in scena domani sera alle 20,30 al teatro "Eleonora Duse" di Asolo con il Teatro Liquido, Teatro dell'Oppresso. Le problematiche trattate saranno appunto quelle legate alla riforma Gelmini con una madre preoccupata che deve iscrivere la figlia alla classe prima della scuola primaria, una madre immigrata che non parla bene l'italiano ma che vuole dare un futuro ai suoi due figli. Questi ed altri ancora saranno i personaggi che si portranno incontarre in questo teatro-forum con i quali creare un dialogo e un confronto. Lo spettacolo è stato organizzato dal Comitato Asolano e della Pedemontana per la difesa della scuola pubblica e dal Comitato studenti e insegnanti delle scuole di Montebelluna e Valdobbiadene.

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L'INTERVENTO Cosa cambia per le famiglie nella scuola della Gelmini di Dina Merlo * (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'INTERVENTO Cosa cambia per le famiglie nella scuola della Gelmini di Dina Merlo * Martedì 10 Marzo 2009, La scuola cambierà dal prossimo anno scolastico per effetto dei tagli imposti da Tremonti e per le modifiche dovute al decreto Gelmini. I primi effetti sono già visibili oggi nelle modalità di iscrizione e diventeranno operativi con l'organizzazione delle classi del nuovo anno scolastico. Nonostante le rassicurazioni del ministro che saranno mantenuti il tempo pieno e l'orario scolastico attuale nella scuola primaria e gli ordinamenti scolastici vigenti nella scuola superiore, la realtà si annuncia ben diversa. Le iscrizioni dei ragazzi al prossimo anno scolastico si sono concluse nella più assoluta incertezza. Nella circolare ministeriale relativa il ministero specifica che le richieste e le scelte della famiglia saranno rispettate nei limiti dell'organico assegnato. In realtà è già stato deciso un aumento del numero di alunni per classe e quindi la riduzione degli insegnanti per ciascuna scuola, ma i cambiamenti non riguarderanno solo i dipendenti scolastici, ma vengono messe a rischio le scelte degli studenti e l'offerta formativa ed i servizi alle famiglie. Sempre leggendo la circolare ministeriale (n. 4 del15/1/2009) l'offerta didattica e di servizi sarà vincolata alle risorse di organico e alla disponibilità di servizi dei Comuni. Molti Comuni hanno già segnalato la loro impossibilità a surrogare i servizi che finora garantiva la scuola, manifestando disagio e contrarietà sulle decisioni del Governo in merito alle politiche della scuola. Si vede in larga misura a rischio il tempo pieno e l'orario prolungato, nella scuola primaria, togliendo alle famiglie proprio in un momento di difficoltà economica, un servizio formativo e di supporto che costringerà molti a rivolgersi alla scuola privata, con un rilevante aggravio di costi per i bilanci familiari. E' una dimostrazione che le promesse annunciate dal ministro saranno disattese nella realtà. Ma la situazione cambierà drasticamente anche nella scuola superiore. E' specificato nella stessa circolare ministeriale che non sempre potrà' essere accettato l'alunno che ha scelto una certa scuola o un indirizzo scolastico, perché potranno verificarsi eccedenze rispetto ai posti disponibili. In tal caso sarà il Consiglio di istituto che dovrà decidere i criteri di precedenza nella ammissione, e quindi i motivi di esclusione degli studenti. Gli alunni in eccedenza saranno inviati a scuole dei territori vicini, oppure nel caso delle suole superiori, anche a scuole di altri indirizzi, che la famiglia dovrà scegliere, ad esclusione avvenuta. Si tratta di una affermazione di una gravità assoluta. Non si è mai verificato fino ad oggi che si mettesse in discussione la scelta operata dalla famiglia rispetto all'offerta formativa proposta da una Istituzione scolastica pubblica, né si è mai neppure immaginato di escludere studenti da un indirizzo di studi, perché eccedenti i posti disponibili! Ma quali potranno essere i criteri per non includere uno studente, nel rispetto delle sue prerogative? Ma il diritto allo studio non è anche diritto alla scelta del tipo di indirizzo? Assisteremo ad una scelta di formazione del futuro dei nostri ragazzi condizionata dalle problematiche organizzative delle scuole? Se a decidere e motivare l'esclusione degli alunni in eccedenza saranno i Consigli di Istituto, non siamo forse di fronte ad una privatizzazione di fatto della gestione della scuola? Siamo certamente alla vigilia di un cambiamento che interesserà non solo il mondo della scuola, ma soprattutto i diritti e i servizi ai cittadini che finora avevano trovato nel sistema scolastico un valido supporto alla istruzione, formazione e crescita dei loro figli, rispettando le esigenze sociali di molte famiglie e di molte donne ad accedere al diritto al lavoro. Crediamo urgente informare i cittadini sulle reali conseguenze nella scuola delle iniziative del ministro Gelmini, anche attraverso incontri e iniziative di confronto, invitando tutti a vigilare sulla difesa di una istituzione, come la scuola, che è alla base della crescita economica, sociale e civile del Paese. *Coordinamento scuole di Rovigo

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TORINO. TORNA LA VIOLENZA ALL'UNIVERSITà DI TORINO. ANCORA PER LA RACCOLTA DI FIRME PER LE... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 10-03-2009)

Argomenti: Scuola

Torino. Torna la violenza all'Università di Torino. Ancora per la raccolta di firme per le liste: un centinaio di autonomi, ieri, voleva impedire l'operazione ai militanti del Fuan-Azione Universitaria. Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in Questura per essere identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa. Dei tre studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e lesioni e un altro è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. Una terza ragazza è stata lasciata andare. I militanti del Cua (Collettivo universitario autonomo), non riuscendo a raggiungere i rappresentanti del Fuan a causa del cordone di sicurezza allestito dalle forze dell'ordine, hanno cominciato a lanciare oggetti contro gli agenti e anche due bombe carta, una delle quali è scoppiata davanti al volto di un poliziotto. Le forze dell'ordine hanno risposto con alcune «cariche di alleggerimento», per disperdere una parte dei giovani che si trovavano all'interno dell'edificio, compresi i militanti del Fuan. Gli autonomi, al grido di «Fuori i fascisti dall'Università», hanno occupato il salone d'onore del Rettorato. Il rettore Ezio Pelizzetti sostiene di non aver autorizzato l'intervento della polizia, essendo stato avvertito quando gli agenti erano già nell'atrio». Secondo la polizia torinese, invece, la segreteria era stata avvertita. «Abbiamo assistito a scene che mai ci saremmo aspettati di vedere - hanno ribattuto i giovani dei collettivi - studenti presi e trascinati per le gambe, buttati a terra e picchiati con calci e manganellate da più poliziotti contemporaneamente. Chiediamo al rettore e al Senato Accademico una presa di posizione inequivocabile e una condanna di quanto accaduto, nonché l'immediato rilascio degli arrestati». Il Fuan ha infine chiesto che il Rettore e il ministro Gelmini sospendano le elezioni studentesche.

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Chiesa/ A Roma Giubileo Paolino Universitari con Bertone e (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 10-03-2009)

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