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Il
francese? Dimenticato tra i banchi
( da "Arena,
L'" del 10-02-2008)
Abstract: istruzione Darcors
per la Francia e Fioroni per l'Italia hanno siglato un accordo per la
diffusione reciproca delle due lingue, ma la richiesta deve partire dai
genitori degli alunni". La professoressa Persona ricorda altri aspetti
importanti della conoscenza del francese:"Il
flusso turistico da e per la Francia resta una voce significativa per
l'economia veronese,
Una
scuola di massa e di alta qualitàla sfida della
politica nei prossimi vent'anni ( da "Secolo XIX, Il"
del 10-02-2008)
Abstract: mentre un terzo (Giuseppe Fioroni),
nei tempi limitati dell'ultima legislatura, ha cercato con più modestia di
aggiustare (la tecnica del cacciavite) alcuni congegni, ma nella routine
quotidiana poco è cambiato. Il distillato più raffinato lo abbiamo comunque
all'università, il vero e proprio fallimento nazionale.
La
scuola promuove un incontro su darwin
( da "Nuova
Sardegna, La" del 10-02-2008)
Abstract: come ribadito dal ministro per
l'istruzione Giuseppe Fioroni, appaiono demotivati nell'ambito delle scienze.
L'appuntamento è fissato per le 10 presso l'auditorium della biblioteca
comunale. Dopo i saluti del dirigente scolastico Pietra Ruju,
che introdurrà le relazioni e gli scopi del convegno, ci sarà l'intervento del
sindaco Antonio Gaia.
Le
due case di Juppiterinaugurate ieri a San Martinoal Ciminoe a Sorianonel giornata
( da "Messaggero,
Il (Viterbo)" del 10-02-2008)
Abstract: Le due case di Juppiter
inaugurate ieri a San Martino al Cimino e a Soriano nel
giornata dedicata alla questione educativa. C'erano anche don Mazzi e il
ministro Giuseppe Fioroni A pag. 35.
SCANNO
- Il primo cittadino scannese, Angelo Cetrone, ha sollecitato di nuovo il comando dei Vigili
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 10-02-2008)
Abstract: il ministro Giuseppe Fioroni si era
interessato al caso su segnalazione di Amedeo Fusco
dell'esecutivo regionale Pd, ma con la caduta del Governo le cose sembrano
essersi complicate. Intanto il consigliere di minoranza ed ex sindaco Eustachio Gentile dichiara: "Tutti ci auguriamo che
questo calvario, di cui nessuno sentiva il bisogno e che poteva essere
responsabilmente evitato,
MERITOCRAZIA
E IMPEGNO SOCIALE:BORSE DI
STUDIO A TRE STUDENTITre stu
( da "Messaggero,
Il (Marche)" del 10-02-2008)
Abstract: MERITOCRAZIA E IMPEGNO SOCIALE:
BORSE DI STUDIO A TRE STUDENTI Tre studenti
universitari per tre borse di studio. Un'iniziativa promossa da Comune, Cup
e Carisap per premiare i tre universitari più
meritevoli sia per i risultati raggiunti nello studio sia per la rilevanza
nell'impegno sociale.
Ancora
di salvezza per 80 precari privati del diritto al ruolo nel 2007
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 10-02-2008)
Abstract: Fioroni. Sembrava un capriccio,
invece una percentuale di 80 supplenti neo-abilitati del Pordenonese si è
giocata la nomina in ruolo. Il Tar laziale ha dichiarato, con due sentenze,
illegittima la decisione di viale Trastevere. "Il collegio ritiene - è stata
la pronuncia dei giudici - che l'impostazione adottata dall'amministrazione sia
priva delle dovuta base normativa e appaia
( da "Arena, L'" del 10-02-2008)
LA DENUNCIA. Allarme dei professori Il francese?
Dimenticato tra i banchi di Emma Cerpelloni AAA,
cercasi veronesi che conoscano il francese. Non c'entrano Sarkozy
e Carla Bruni, ma la realtà economica di questi nostri anni. Il mercato del
lavoro, nella nostra provincia, ha sempre più bisogno di persone, da inserire
in ogni settore della produzione, che capiscano e parlino la lingua
transalpina, ma sono sempre meno i giovani che la imparano. "C'è da
credere che, fra qualche anno, chi sa il francese
potrà avere quella competenza in più per trovare subito il lavoro". A
denunciare la situazione i professori di francese nelle scuole di città e
provincia, ormai diventati un gruppo ristretto. Anche perché molti dei laureati
usciti dalla facoltà di lingue di Verona hanno optato per insegnare l'inglese. Portavoci le professoresse Mariangela
Persona, docente di francese al liceo scientifico e linguistico Fracastoro di via Moschini e Annie Benoit,
conversatrice di francese al liceo classico Maffei e all'Istituto tecnico
periti aziendali Marco Polo. "Nella scuola dell'obbligo non si studia più
il francese", afferma l'insegnante, "relegato ormai a terza lingua
straniera, quando c'è, e così le aziende veronesi che fanno affari con la Francia
si ritrovano a dover mandare il personale a seguire i corsi in scuole
private". Secondo i dati della Camera di Commercio, la Francia è il
secondo partner commerciale di Verona, (nei settori
agroalimentare, automobilistico, tessile, abbigliamento,
parafarmaceutico, bancario) superato soltanto dalla Germania, con un volume di
affari complessivo di 1100 milioni di euro, distinto fra 580 milioni di euro
all'anno di esportazioni e 571 milioni di importazioni. I professori di
francese non hanno dubbi:"Di recente i ministri
dell'istruzione Darcors per la
Francia e Fioroni per l'Italia hanno siglato un accordo per la diffusione
reciproca delle due lingue, ma la richiesta deve partire dai genitori degli
alunni". La professoressa Persona ricorda altri aspetti importanti della
conoscenza del francese:"Il flusso turistico da e
per la Francia resta una voce significativa per l'economia veronese,
oltre alla mobilità universitaria e lavorativa verso i Paesi francofoni. Il francese, poi, è la lingua delle istituzioni europee, del
Parlamento e del Consiglio di Strasburgo, della Commissione di Bruxelles, così
come è la lingua della diplomazia e, dopo l'inglese, la lingua ufficiale degli
organismi legati all'Onu, che, oltre a New York, ha una sede a Ginevra, città
della Svizzera francofona". Aggiunge la professoressa Benoit: "Non va dimenticato, inoltre, che gli immigrati nord africani, provenienti dal Marocco
costituiscono il gruppo etnico extracomunitario più numeroso a Verona".
( da "Secolo XIX, Il" del 10-02-2008)
Nicolò Scialfa L'allarmante
diagnosi sulla scuola pubblicata la scorsa settimana dal Secolo XIX non ha
suscitato reazioni. L'indifferenza spesso è più grave di una piccata risposta.
Mi sarei aspettato polemiche piuttosto che approvazione, un dibattito serrato
in ogni caso. Perché tanta indifferenza? Eppure il tema è decisivo per le sorti
di questo martoriato Paese. Evidentemente molti attori della scuola sono
stanchi e sfiduciati, altri sono allarmati quanto me ma preferiscono il
silenzio, altri sono ormai cinici e ritengono che neppure un Dio ci potrà
salvare. "A Nation at risk":
con questo famoso titolo il rapporto Gardner scuoteva gli Stati Uniti nel 1983,
rivelando alla pubblica opinione lo stato preoccupante del suo sistema di
istruzione. Comunque possano essere giudicate le decisioni che furono prese
sull'onda di quell'analisi, una reazione collettiva ci fu; e fu all'altezza
dell'importanza strategica attribuita alla qualità della scuola in un Paese che
si sentiva - e voleva restare - grande. Una reazione analoga è oggi necessaria
in Italia. Proviamo a ragionare partendo da un assioma: la scuola è di vitale
importanza per il futuro del Paese. Tutti coloro che condividono questo assioma
non possono restare a guardare il crollo senza intervenire. L'opinione pubblica
è ampiamente convinta che la scuola non funzioni come dovrebbe, ma un'ulteriore
ragione per considerare la scuola come un'autentica "emergenza
nazionale"è costituita dai raffronti
internazionali, che si svolgono ormai con frequenza e che collocano il nostro
sistema agli ultimi posti in Europa per i livelli di competenze che riesce a
sviluppare nei giovani Ribadisco che a mio parere non siamo di fronte a una
crisi della scuola italiana, ma alla crisi definitiva: il sistema nazionale di
istruzione è vicino al collasso. Non si tratta di catastrofismo, ma di lucida e
razionale analisi della realtà: insegnanti demotivati, malpagati e senza
rispetto sociale, studenti annoiati e, tranne casi sporadici, senza nessuna
fiducia nell'istituzione scuola e nelle istituzioni in genere, genitori
scontenti e incapaci di comprendere che è in gioco il futuro dei loro figli e
che quindi sarebbe meglio collaborare con i docenti invece di denigrarli ogni
giorno. Alcuni potranno obiettare che vi sono delle eccezioni. È vero, ma sono
eccezioni che confermano la regola. Della necessità di riformare la scuola si
parla da decenni. Negli ultimi tredici anni almeno due ministri di opposto
orientamento politico (Luigi Berlinguer e Letizia Moratti) hanno cercato di
legare il proprio nome a un riassetto degli ordinamenti, mentre
un terzo (Giuseppe Fioroni), nei tempi limitati dell'ultima legislatura, ha cercato con più
modestia di aggiustare (la tecnica del cacciavite) alcuni congegni, ma nella
routine quotidiana poco è cambiato. Il distillato più raffinato lo abbiamo
comunque all'università, il vero e proprio fallimento nazionale. Quella
che un tempo era considerata la depositaria massima del sapere è oggi ridotta a
ridicoli percorsi tre più due, lauree specialistiche
di astrusa macchinazione: i giovani, già disorientati da tredici anni di scuola
effimera, faticano a orientarsi in una babele di linguaggi, opzioni, senza
guide sicure. Eppure tanto la scuola che l'università abbondano ancora di buoni
insegnanti, però la nave procede verso il naufragio nell'indifferenza generale.
Cinismo e indifferenza trionfano. Il mio vuole essere un appello: svegliamoci,
usciamo da un sonno mortale. Occorre riflettere sulla storia del nostro sistema
scolastico. La tanto vituperata riforma architettata
da Giovanni Gentile nel 1923 aveva espresso un disegno coerente e organico di
scuola, modellato su criteri hegeliani e crociani, discutibili certamente, ma
terribilmente seri. Tanto seri che, a livello di eccellenza, il liceo classico
tiene ancora. È ovvio che tale sistema risolveva il
problema della formazione di una classe dirigente élitaria e proveniente dal
censo. Nel dopoguerra gli interventi del legislatore si sono incentrati su
singoli pezzi di scuola (elementari, medie, superiori, università) perdendo la
concezione olistica dell'impianto gentiliano. Si è
realizzata quindi la politica del cacciavite, di per sé incapace di formulare
un serio piano organico che superasse la concezione della scuola per pochi di gentiliana memoria e che si ponesse il problema della
realizzazione di una scuola di massa. I risultati nefasti sono sotto gli occhi
di tutti: il caos derivante dalla massa a scuola. Ad aggravare la situazione
hanno pensato Berlinguer e Moratti. Il primo con la sua riforma a mosaico (una
variante del cacciavite), responsabile della ulteriore
dequalificazione della qualità degli studi, con il pomposo quanto demagogico
statuto delle studentesse e degli studenti e con il famigerato sistema dei
debiti e dei crediti. Aldilà dello sterile scontro ideologico, la Moratti non
ha fatto altro che continuare l'opera di demolizione senza costrutto iniziata
da Berlinguer. Un osservatore attento noterà sinistri punti di somiglianza tra
le due fortunatamente abortite riforme. La virulenza dello scontro ideologico è
direttamente proporzionale all'incapacità di riformulare un disegno organico
che porti il più grande numero possibile di studenti a studiare veramente, con
alti tassi di apprendimento e dove il merito venga rispettato. Merito non castale e oligarchico, ma socialmente trasversale. La
scuola di massa di alta qualitàè la scommessa sulla
quale stabilire il patto ventennale tra forze politiche. Questa riflessione
spero sia utile per aprire una seria discussione in vista di una campagna
elettorale che, nelle sue asprezze, avrà comunque il compito di rinsaldare il
legame tra cittadini e politica, di ricucire lo strappo creatosi negli ultimi
quindici anni tra la gente comune e le caste. Si racconta che Cavour, per
imbrigliare i lavori parlamentari del regno sabaudo, lanciasse ogni tanto una
proposta di legge sulla scuola, così da creare chiacchiere interminabili e
stornare l'attenzione dai problemi più pressanti. Oggi dovremmo rovesciare
questa impostazione: dalla rinascita della scuola è necessario che rampollino
la rinascita dei cittadini e di una classe politica onesta, sobria e rispettosa
dei diritti di tutti. Sono un uomo di scuola e ho sempre militato nella
sinistra, una sinistra nella quale spesso vivo a disagio, forse perché non
riesco a comprendere cosa accade, ma sono pronto a discutere di scuola con
chiunque e sempre. Su una partita così importante non possiamo continuare a
innalzare steccati tra opposte fazioni. A quanti pensano che la mia sia una
posizione ingenua rispondo fin d'ora che è vero: infatti
ingenuo significa nato libero. Nicolò Scialfa è
preside dell'Istituto tecnico professionale Vittorio Emanuele II-J.Ruffini e presidente genovese dell'Associazione
nazionale presidi. 10/02/2008 Il sistema nazionale di istruzione è vicino al
collasso. Vanno superati gli steccati ideologici 10/02/2008.
( da "Nuova Sardegna, La" del 10-02-2008)
SARULE La scuola promuove un incontro su Darwin di
Giovanni Melis SARULE. Il tema dell'evoluzione ha
sempre affascinato l'uomo e creato tanti contrasti. Tanto tempo è passato dai
viaggi di Charles Darwin e dai suoi scritti che hanno dato luce alle teorie
sull'origine della specie e dell'evoluzione, che hanno svelato tanti misteri
della natura e aperto sterminati orizzonti al mondo scientifico. Tesi spesso oggetto di critiche e che hanno dato però un grande
contributo alla scienza evoluzionistica. Di questi importanti argomenti si
parlerà martedì a Sarule in un convegno, intitolato:
"Ma Darwin fa ancora paura?". Organizza l'istituto comprensivo di Orani, sede di Sarule, con il
patrocinio dell'amministrazione comunale che ha dato sostegno al progetto. Un
apposito gruppo di lavoro si sta occupando di tematiche scientifiche. Anche
perché l'anno venturo si festeggerà il bicentenario della nascita di Charles
Darwin e la scuola sarulese ha voluto rispondere agli
stimoli del mondo scientifico e dell'università con questa iniziativa che si
spera non resti isolata. Il mondo della scuola quindi si interroga sulle
tematiche trattate dal grande studioso e dagli approfondimenti effettuati nel
corso del tempo. Anche per creare un giusto interesse nei ragazzi che spesso, come ribadito dal ministro per l'istruzione Giuseppe Fioroni, appaiono demotivati nell'ambito delle scienze. L'appuntamento è
fissato per le 10 presso l'auditorium della biblioteca comunale. Dopo i saluti
del dirigente scolastico Pietra Ruju, che introdurrà
le relazioni e gli scopi del convegno, ci sarà l'intervento del sindaco Antonio
Gaia. Seguiranno le relazioni. Il professor Giovanni Floris,
ordinario di antropologia presso l'università di Cagliari, illustrerà
l'evoluzione umana. Alla docente Elisabetta Marini, associata della cattedra di
antropologia dell'ateneo cagliaritano, spetterà invece l'analisi sull'evoluzionistica
delle varie forme di vita. Don Aldo Cottu, infine,
parroco della Cattedrale di Nuoro tratterà il delicato tema di scienza e fede.
Seguirà il dibattito. Un plauso sull'iniziativa della scuola
arriva dal sindaco Antonio Gaia, per il quale "questa iniziativa ha il
merito di iniziare un importante cammino sul tema della scienza e per il quale
occorre ringraziare il gruppo di lavoro che se ne sta occupando. Per il nostro paese ospitare un convegno di questa levatura e ricco
di contributi non può che essere un bene per avvicinarci con scrupolo e
coscienza verso argomenti essenziali sotto il profilo della cultura".
( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 10-02-2008)
Le due case di Juppiter
inaugurate ieri a San Martino al Cimino e a Soriano nel
giornata dedicata alla questione educativa. C'erano anche don Mazzi e il
ministro Giuseppe Fioroni
A pag. 35.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 10-02-2008)
Di SONIA PAGLIA SCANNO - Il primo cittadino scannese, Angelo Cetrone, ha
sollecitato di nuovo il comando dei Vigili del Fuoco, chiedendo l'esame delle
istanze di deroga, in modo tale che le lezioni nella scuola "Romualdo Parente" in viale degli Alpini possano
tornare a essere regolari, senza turni pomeridiani. Nella situazione attuale
gli alunni della primaria entrano infatti a scuola
alle 13 ed escono alle 17.30. Si attendono inoltre i risultati del
"carotaggio" e delle prove geotecniche effettuate dal geologo Antonio
Mancini. Intanto l'Ufficio scolastico provinciale, a firma del
responsabile Rita Vitucci, prende atto delle
legittime garanzie di sicurezza richieste dai genitori, i quali chiedevano una
verifica circa la stabilità dell'edificio. Come riportato
nella nota "si è certi che il sindaco del Comune di Scanno assumerà ogni
utile determinazione affinché sia garantita l'incolumità degli alunni, sia
all'interno della scuola che nelle immediate adiacenze. Sarà cura del dirigente scolastico farci conoscere le risultanze di
eventuali, ulteriori perizie tecniche e nel caso, d'intesa con autorità locale
prendere in esame la possibilità di trasferimento delle attività scolastiche in
altro edificio". Anche il ministro Giuseppe Fioroni si era interessato al caso su segnalazione di Amedeo Fusco dell'esecutivo regionale Pd, ma con la caduta del
Governo le cose sembrano essersi complicate. Intanto il
consigliere di minoranza ed ex sindaco Eustachio
Gentile dichiara: "Tutti ci auguriamo che questo calvario, di cui nessuno
sentiva il bisogno e che poteva essere responsabilmente evitato, termini quanto
prima. Gli alunni, i genitori e il corpo docente, nel
rivendicare il diritto alla sicurezza chiedono anche quella serenità e
tranquillità che pare non esserci più".
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 10-02-2008)
MERITOCRAZIA E IMPEGNO SOCIALE: BORSE DI STUDIO A TRE STUDENTI Tre studenti universitari per tre
borse di studio. Un'iniziativa promossa da Comune, Cup
e Carisap per premiare i tre universitari più
meritevoli sia per i risultati raggiunti nello studio sia per la rilevanza
nell'impegno sociale. I "superstudenti", premiati con un'assegno da mille euro ciascuno,
sono Sergio Shu, residente a Mosciano
S. Angelo e iscritto al corso di laurea di Scienze dell'Architettura, Valeria
Fioravanti, ascolana, iscritta a Matematica e applicazioni gestionali e
tecnologiche e Manuela Micucci, sambenedettese,
iscritta ad Infermieristica. "Si tratta di un progetto
che abbina la meritocrazia all'impegno nel sociale
-spiega il sindaco Piero Celani - e che vuole sfatare
il luogo comune per cui al giorno d'oggi i giovani non coltivino interessi e
non si impegnino. Ad Ascoli invece il tessuto sociale, soprattutto
giovanile, è ricco e spesso corrisponde ad un forte impegno nello studio.
Importantissimo in questo contesto è il ruolo dell'università che porta
innovazione, ricerca e crescita nelle attività prodittive.
Sono contento poi che tra i premiati ci siano anche giovani di fuori provincia.
È una testimonianza della capacità attrattiva dell'università
ascolana". "Abbiamo scelto quali criteri per la selezione il
merito e l'impegno nel sociale - continua il presidente Cup
Achille Buonfigli- perché insieme costuiscono
un segnale di direzione per la società di oggi, che per crescere ha bisogno
sempre di più di investire nella cultura, anche premiando il lavoro dei giovani
che più si distinguono nel coltivare le proprie attitudini". Ste.Mi.
( da "Messaggero Veneto, Il" del
10-02-2008)
Pordenone Ancora di salvezza per 80 precari privati del
diritto al ruolo nel 2007 Giustizia in corso per 80 docenti precari del
Pordenonese privati del diritto al ruolo nel 2007: una seconda sentenza del Tar
del Lazio riboccia viale Trastevere. Il ministero
dell'Istruzione è alle corde e il sindacato Flc-Cgil
dalla piattaforma web riconosce "l'urgenza di rivedere le graduatorie
provinciali a esaurimento Gae". I precari
abilitati nei corsi speciali entro giugno 2007 non avevano potuto sciogliere la
riserva per l'inserimento negli elenchi Gae, a causa
dell'improvviso differimento dei termini deciso dall'ex ministro Beppe Fioroni. Sembrava un capriccio, invece una percentuale di 80 supplenti
neo-abilitati del Pordenonese si è giocata la nomina in ruolo. Il Tar laziale
ha dichiarato, con due sentenze, illegittima la decisione di viale Trastevere.
"Il collegio ritiene - è stata la pronuncia dei giudici - che
l'impostazione adottata dall'amministrazione sia priva delle
dovuta base normativa e appaia contraddittoria, irragionevole e lesiva
del principio di buon andamento dell'azione amministrativa". Due le
soluzioni possibili: la prima indolore, con il riconoscimento giuridico
retroattivo della nomina in ruolo, il primo settembre