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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  10- 16 agosto 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Solo dieci gli insegnanti assunti in ruolo ad agosto ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lo stesso Ministro Gelmini ne chiedeva di più), quando i "precari" storici del sistema educativo viaggiano attorno a quota 200 mila. E allora, considerando i pochi precari che verranno assunti e i molti che a settembre si ritroveranno addirittura senza un incarico annuale, diversi sindacati hanno cominciato a paventare,

"Assalti Frontali" al Poetto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e la sua nuova versione scritta in difesa della scuola pubblica e divenuta la colonna sonora della resistenza contro i tagli della Gelmini. E ancora il meglio della loro storia musicale: ?Batti il tuo tempo?, ?Terra di nessuno?, ?Conflitto?, ?Banditi?, ?Hsl?, e ?Mi sa che stanotte? (miglior disco indipendente PIMI al Mei nel 2006). Tra le novità ?Africa Bambataa tribute?

Nuova mensa comunale "Non ci sono i soldi" ( da "Stampa, La" del 11-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una di queste è la riforma Gelmini sulla scuola. Continua Fogliato: «Con la riforma bisognerà rivedere, anche alla luce dei tagli previsti, l'intera organizzazione scolastica, compresa la copertura del momento del pasto. La collocazione della mensa dovrà essere funzionale».

Nomine nella scuola Arrivano ventiquattro nuove assunzioni ( da "Stampa, La" del 11-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini a fine luglio l'aveva annunciato: «Per il prossimo anno scolastico verranno effettuate oltre 16 mila assunzioni definitive per garantire la continuità didattica e per assicurare stabilità al mondo della scuola». Le assunzioni, divise tra gli 8 mila posti destinati ai docenti e gli altri 8 mila al personale Ata,

il paese dei furbi il paese dei precari - concetto vecchio ( da "Repubblica, La" del 11-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Come si è arrivati a un mondo in cui «il lavoro è disprezzato e i lavoratori, isolati e impauriti, sono messi gli uni contro gli altri?». Secondo Colombo, «l´impegno di Confindustria consiste nel costringere gli operai a farsi avanti in prima persona, contrattando il proprio salario senza l´aiuto dei sindacati».

in autunno il ( da "Riformista, Il" del 11-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in cui trovano posto anche le ministre Brambilla, Carfagna, Prestigiacomo e Gelmini, anticipando un editoriale di Michael Wolff: «Affondato negli scandali sessuali, il primo ministro italiano è una barzelletta nazionale. E non ha intenzione di cambiare strada. L'Italia cambierà senza di lui?». 11/08/2009

A NOI PIACE RAI 3 A proposito di informazione, forse Berlusconi ha scordato che il 50% degli elet... ( da "Unita, L'" del 11-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Valerio LA MINISTRA AVEVA DETTO L'anno scorso la Gelmini aveva detto che gli insegnanti licenziati sarebbero stati riciclati nei musei o nel turismo. Dove sono i moduli per far domanda? Un insegnante SCHELETRI... Ha più scheletri Berlusconi nell'armadio che tutto il Sacrario Militare di Redipuglia.

classi e organici: ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Tremonti che su scala nazionale prefigurano una riduzione degli organici di 113 mila unità in tre anni , ma di problemi reali di sopravvivenza di un settore cruciale. TORNANDO AI contraccolpi previsti nel ferrarese, basti pensare solo a quelli per la mancata concessione di 18 posti da docente: «E' a rischio la sopravvivenza dei corsi di scuola serale afferma Chiarioni ,

Caserta maglia nera delle spiagge ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pagelle con voti insufficienti per Rovigo (24,9 le spiagge off limits), Napoli (19,8%) e Roma (13,6%). «L'inquinamento delle acque di balneazione – spiega il rapporto –è dovuto in larghissima parte a inquinanti biologici: i coliformi (totali e fecali), gli streptococchi e le salmonelle motivano l'84% delle interdizioni alla balneazione,

Test di terza media, risultati falsati al sud ( da "Rai News 24" del 11-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: una prova nazionale come quella per la terza media (che per questi primi due anni non ha fatto media nel risultato finale dell'esame) potrebbe essere introdotta anche alla maturita'. In tal senso si e' espressa il 18 giugno scorso il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, proprio nel giorno di svolgimento del test Invalsi.

Campania, Calabria, Sicilia e Puglia ( da "Sicilia, La" del 11-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: una prova nazionale come quella per la terza media (che per questi primi due anni non ha fatto media nel risultato finale dell'esame) potrebbe essere introdotta anche alla maturità. In tal senso si è espressa il 18 giugno scorso il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, proprio nel giorno di svolgimento del test Invalsi.

Casa Bianca contro associazione no profit "Via Sasha e Malia dai manifesti" ( da "Repubblica.it" del 11-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le figlie del presidente Obama mangiano cibi salutari a scuola. Perché io non posso?" chiede sorridendo Jasmine. Un'attacco indiretto, ma netto alla scelta della famiglia presidenziale di iscrivere le figlie alla Sidwell, una lussuosa scuola privata della capitale, dove molta attenzione è riservata alla corretta alimentazione degli alunni.

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Lucia Baire e il ministro romano Maria Stella Gelmini. CGIL «La Regione - denuncia il segretario della Cgil-scuola Peppino Loddo - non ha fatto nulla per impedire i tagli di oltre 2200 posti nella scuola sarda imposti dal ministero, ritenendoli falsamente il naturale effetto del calo demografico e non invece delle controriforme attuate.

l'ex ministro non si arrende "ora la gelmini faccia ricorso" - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ora la Gelmini faccia ricorso" Nella valutazione degli studenti alcune scuole fanno contare perfino i corsi di danza caraibica e la cucina maghrebina MARIO REGGIO ROMA - «Nel 2007 il Consiglio di Stato mi ha dato ragione respingendo la sentenza del Tar perché avrebbe discriminato gli studenti che avevano scelto l´ora di religione o un´

rimborsi agli insegnanti denunciate disparità ( da "Centro, Il" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ufficio scolastico della regione e al ministro Gelmini L'AQUILA. Disparità di trattamento nell'erogazione degli stipendi fra gli insegnanti che hanno lavorato nelle tendopoli (incasseranno mille euro) e quelli che hanno prestato servizio nei Centri operativi misti (1.500 euro). E' quanto denuncia un gruppo di docenti in una lettera inviata al direttore generale dell'

università, tagliati dieci corsi di laurea "studenti, scegliete un altro curriculum" - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Spiega: «Anche se il ministro Gelmini aveva indicato il 20% di corsi da tagliare, noi ci siamo attestati, per ora, sul 10%. Le facoltà hanno indicato i corsi che andavano cancellati in base a tre criteri: il numero esiguo di studenti, i dati sugli sbocchi occupazionali e il numero di professori disponibili».

Il Tar del Lazio esclude i prof di religione dagli scrutini e dai crediti nella scuola ( da "Unita, L'" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: attuale ministro Mariastella Gelmini. ««Rispetto com'è ovvio la sentenza - spiegava ieri Fioroni - Ho tuttavia dato attuazione a un quadro legislativo e a una normativa precedente e vigente». «Ma la scelta di frequentare l'ora di religione - ha ribattuto Angela Nava, presidente del Coordinamento Genitori Democratici (una delle associazioni che hanno presentato il ricorso)

Così le cattedre inutili resistono ai tagli ( da "Riformista, Il" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini prevede la soppressione dei corsi più eccentrici. Però nel 2010 a Pisa ci si potrà ancora laureare in Scienze erboristiche, a Pavia in Fiore e verde, a Torino in Cultura delle Alpi. E un laureando in Lettere di Cagliari... di Sabrina Cuccaro Più soldi agli atenei virtuosi e tagli dei corsi inutili.

SCRITTE vandaliche, danni nelle aule, raid di baby gang, nelle scuole italiane da anni si vede di tu... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: proprio commentando una di queste vicende il ministro all'Istruzione Gelmini aveva lanciato l'nvito chi dovrà prendere provvedimenti contro gli autori delle bravate: a far in modo che siano loro stessi a risarcire la scuola vandalizzata, lavorando fino a quando i danni non saranno completamente ripagati.

ANCORA due settimane di attesa snervante per i precari della scuola... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i tagli pesanti agli organici voluti dai ministri Gelmini e Tremonti produrranno effetti devastanti per i tantissimi lavoratori precari della scuola che vedono sfumare ogni possibilità di lavoro. Nelle scuole marchigiane infatti ci sono ben 210 docenti in esubero (soprannumerari), concentrati soprattutto nella secondaria di secondo grado (licei).

Maenza: ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini consiglierei di far diventare testo scolastico il meraviglioso cd in cui il grande attore Carmelo Bene recita alcuni canti della Divina Commedia: una lezione altissima». La dichiarazione è di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che, durante il programma "Summertime" di Radio 24,

La Gelmini a Positano ministro in bikini ( da "Corriere della Sera" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 12/08/2009 - pag: 6 Su «Chi» La Gelmini a Positano ministro in bikini MILANO Vacanza di passione per Mariastella Gelmini. Il solitamente compassato ministro all'Istruzione, archiviate le recenti polemiche sulla conoscenza del dialetto da parte degli insegnanti, si è concessa una vacanza in costiera amalfitana, a Positano.

( da "Corriere della Sera" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini consiglierei di far diventare testo scolastico il bellissimo cd in cui il grande attore Carmelo Bene recita alcuni canti della Divina Commedia : una lezione altissima», lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio PaoloBonaiuti,ieriospitedelprogramma Summertime , su Radio 24, per parlare della sua passione per Dante:

Se l'Università si avvicina agli spot ( da "Corriere della Sera" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I più recenti studi hanno riguardato l'impiego di lieviti dal punto di vista enologico prendendo in considerazione molti caratteri tecnologici di qualità». Insomma, la persona adatta per fare da garante al vino che si vende nei brick. Ecco, ministro Gelmini, come finanziare l'università: con gli spot. © RIPRODUZIONE RISERVATA

le gabbie salariali innalzeranno quelle culturali ? ( poesiola satirica ) ( da "Blogosfere" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lo può testimoniare la Gelmini, e , chi conosce bene il terreno, sa come risparmiare i quattrini. Si fanno affari, ma non è osceno: basta baciar le mani di padrini ! Puoi abilitarti in un baleno per fare l?avvocato ! La Gelmini da Brescia andò giù, a Catanzaro, e, appena giunta alla stazione, senza nessun esborso di denaro le hanno dato …

Scrutini negati ai prof di religione ( da "Rai News 24" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini. Secondo quanto riferito dai ricorrenti, nella sentenza (n. 7076/2009 del 17 luglio) e' stabilito che "un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non puo' assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico" e che lo Stato "non puo' conferire ad una determinata confessione una posizione "

La Gelmini a Positano ministro in bikini ( da "Corriere.it" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Su «Chi» La Gelmini a Positano ministro in bikini MILANO Vacanza di passione per Mariastella Gelmini. Il solitamente compassato ministro all'Istruzione, archiviate le recenti polemiche sulla conoscenza del dialetto da parte degli insegnanti, si è concessa una vacanza in costiera amalfitana, a Positano.

( da "Sicilia, La" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ho applicato la legge ora tocca alla Gelmini» Anna Rita Rapetta Catania. Estrazione avara e condita dalle ormai consuete polemiche sull'entità del «bottino» cui aspirano da settimane milioni di giocatori. La sestina estratta ieri non ha generato nuovi ricchi. E' andata bene solo all'Erario che in questi sei mesi di latitanza del jackpot ha incassato più di 840 milioni di euro.

Ora di religione, affondo della Cei Gelmini ricorre al Consiglio si Stato ( da "Stampaweb, La" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È quanto ha annunciato il ministro Mariastella Gelmini.«In Italia vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l?insegnamento della religione. Non si comprende perchè qualcuno voglia limitare questa libertà, è ingiusto discriminare la religione cattolica». Intanto anche gli insegnati (di religione) si stanno mobilitando.

Tar su prof religione: Gelmini ricorre al Consiglio di Stato ( da "Reuters Italia" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato che farà ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio di escludere gli insegnanti di religione dagli scrutini per gli esami di maturità. Una sentenza, quella del Tar, che ha suscitato un coro di polemiche, con la Cei in prima linea contro quella che ha definito una "assurdità"

TAGLI ALLA SCUOLA, IL SINDACO DI ANZI: MANOVRA DELETERIA ( da "Basilicanet.it" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione pubblica intrapresa dal Ministro Gelmini, burocraticamente e pedissequamente applicata dallâ??Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata, rischia di produrre nefaste conseguenze didattiche e sociali nei piccoli comuni lucaniâ?. Lo afferma, in un comunicato stampa, il sindaco di Anzi, Giovanni Petruzzi.

Prof di religione , è polemica La Gelmini annuncia ricorso ( da "Corriere.it" del 12-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini annuncia il ricorso I vescovi dopo la sentenza del Tar: «La decisione dei giudici danneggia la laicità dello stato» MILANO - L'annuncio arriva nel pomeriggio: «Ho deciso di ricorrere al Consiglio di Stato». Maria Stella Gelmini promette battaglia contro la sentenza del Tar sull'ora di religione.

I docenti di religione, 25 mila in tutta Italia, sono sul piede di guerra rispetto alla sentenza del... ( da "Stampa, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: signora ministro Mariastella Gelmini, ha deciso di non temporeggiare e ha dato subito battaglia, è così? «Mi comporto come questo ministero si è sempre comportato in circostanze analoghe, difendendo le sue posizioni e le sue interpretazioni vidimate dalle leggi». I cattivi dicono: i vescovi hanno fatto la voce grossa e il governo è subito scattato sull'

Musica, teatro, magia e la cucina della Liguria ( da "Stampa, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con Reddy Bobbio e Carla Gelmini. Ospedaletti «Uno è di troppo» alle 21,30 in Piazza Caduti Nassiriyah, cabaret con «I Turbo-lenti» di Colorado. Seborga Serata enogastronomica e danzante in piazza dalle 20 in poi: specialità liguri e non solo, con il sottofondo dell'orchestra "Takabanda", e dopo cena si aprono le danze.

Reddy Bobbio in piazza Colombo ( da "Stampa, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sul palco il «Reddy Bobbio Quartet» e la cantante Carla Gelmini. Titolo: «Non solo swing». Reddy (Redento è il nome di battesimo) Bobbio è musicista, compositore, direttore d'orchestra conosciuto e apprezzato in Italia e all'estero. Noto anche in Riviera dove risiede, e, fra l'altro, ha diretto l'Orchestra sinfonica di Sanremo.

Il Sud sbaglia a gridare al complotto ( da "Corriere.it" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: perché il ruolo degli insegnanti è stato via via sgretolato, perché troppi docenti, anche potenzialmente bravissimi, hanno il morale sotto i tacchi... Per mille motivi: ma è così. E non serve accompagnare un ragazzo fino alla maturità pretendendo il minimo del minimo e rinviando il problema a «dopo», quando andrà a schiantarsi con le barriere di una società competitiva,

Docenti di religione discriminati ( da "Trentino" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini annuncia il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza, in Trentino si discute sugli effetti della sentenza. Il Tar l'ha motivata affermando che l'attribuzione di crediti da parte di insegnanti di religione "viola il pluralismo" e "dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura identica possibilità a tutti i cittadini di conseguire

La Cei insorge, la Gelmini ricorrerà ( da "Trentino" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini ricorrerà I vescovi parlano di «bieco illuminismo». L'Anm: «Critiche generiche» ORA DI RELIGIONE Durissimo attacco della Chiesa dopo la sentenza del Tar: si fanno insegnanti di serie A e serie B di Maria Berlinguer ROMA. «Bieco illuminismo», «sentenza pretestuosa» e «discriminatoria verso sei milioni di studenti che hanno scelto l'

Qualcuno vuole cambiare l'Italia a colpi di sentenze ( da "Trentino" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: favorevole al ricorso annunciato dalla Gelmini. Sono molto sorpresa da una cosa del genere anche se penso che rientri in una strategia ad ampio raggio che vuole confinare la religione in uno spazio privato». Paola Binetti, deputato del Pd e leader dei cosiddetti «teodem», i cattolici conservatori, è molto contrariata da quelle che giudica una sentenza in favore di una minoranza «

Carmela Palumbo boccia il Tar È una sentenza ambigua ( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: chiesto alla Gelmini di fare ricorso. La Cei inoltre ha subito alzato la voce, spiegando che l'ora di religione è «fondamentale». Anche Carmela Palumbo si aspettava che il ministero faccesse ricorso come puntualmente avvenuto: «Aspetteremo le motivazioni del ricorso e poi vedremo come organizzarci: ad ogni modo questa sentenza forse è stata decisa perché non in tutti gli istituti,

Clamoroso al Don Milani: bocciato il liceo classico ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: altare della politica di tagli delle risorse imposta dalla recente riforma del ministro all'Istruzione bresciano Maria Stella Gelmini. «AL DON MILANI non esistevano le condizioni oggettive per avviare il nuovo corso di studi - conferma la dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Maria Rosa Raimondi - è per questo l'avvio del liceo classico non è stato autorizzato».

La Gelmini ricorre contro il Tar ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fermo l'intervento del ministro Gelmini, che ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, ammonendo che non si deve «discriminare la religione cattolica». «In Italia - ha detto Gelmini - vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione.

La voce dei vescovi: ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: annunciato ricorso del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, i vescovi italiani esprimono soddisfazione per un gesto «utile e giusto». A dare voce ufficiale al malcontento dei vescovi è di prima mattina mons. Diego Coletti, presidente della commissione episcopale per l'Educazione cattolica, la scuola e l'Università.

ora di religione, la cei attacca ( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini ricorre al Consiglio di Stato ROMA - «Bieco illuminismo». Con queste parole la Cei ha criticato ieri la sentenza del Tar che esclude i prof di religione dagli scrutini nelle scuole. Il ministro Gelmini: faremo ricorso. L´Osservatore Romano: discriminati sei milioni di studenti.

Più del 90 per cento gli studenti che scelgono di seguire le lezioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Giuseppe Fioroni, ripreso dall'ordinanza del ministro Gelmini lo scorso aprile. E ora bocciato dal Tar del Lazio per ciò che riguarda l'ora di religione. QUANDO SI ATTRIBUISCE IL CREDITO Durante il triennio delle scuole superiori, in ogni scrutino finale, il consiglio di classe assegna dei punti a ogni studente.

la cei insorge, la gelmini ricorrerà ( da "Centro, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini ricorrerà I vescovi parlano di «bieco illuminismo». L'Anm: «Critiche generiche» ORA DI RELIGIONE Durissimo attacco della Chiesa dopo la sentenza del Tar: si fanno insegnanti di serie A e serie B di Maria Berlinguer ROMA. «Bieco illuminismo», «sentenza pretestuosa» e «discriminatoria verso sei milioni di studenti che hanno scelto l'

dieci furti in un giorno un palazzo sotto shock "lo stato deve svegliarsi" - (segue dalla prima pagina) alessandra longo ( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ufficio stampa del ministro Gelmini: «Forse ci conviene pagare un vigilante di tasca nostra». Ne stanno discutendo in queste ore ma l´avvocato Albanesi insiste: «Voglio essere difeso da polizia e carabinieri, sono per la legalità». E´ di sinistra, Albanesi, a suo tempo «orgoglioso di essere nel Pci»: «Credo ancora nella solidarietà,

prof di religione, l'ira della cei e la gelmini ricorre contro il tar - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ira della Cei e la Gelmini ricorre contro il Tar Via dagli scrutini, è bufera. I vescovi: bieco illuminismo Di Pietro: "Da cattolico condivido la sentenza" Pannella: "Scelta ineccepibile" Il centrodestra plaude al ministro Englaro appoggia i magistrati: "Hanno tutelato la libertà" MARIO REGGIO ROMA - «Sentenza pretestuosa,

"giudici entrati a gamba tesa noi cattolici daremo battaglia" - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: giusto il ricorso della Gelmini. Ma non lasceremo l´iniziativa a loro. Con Savino Pezzotta e altri deputati, anche di centrodestra, stiamo mettendo su un gruppo trasversale pronto a dare battaglia e a presentare ricorso. Anche noi. Altrimenti cosa vorrebbe dire essere cattolici impegnati in politica?

"giusto non calcolare la materia ma io la vorrei obbligatoria" - carlo brambilla ( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Chi vuole che vada a insegnare religione, se non una persona particolarmente motivata a questo tipo di studi? Di cosa hanno paura? Che vada il matematico Piergiorgio Odifreddi?» E le scuole private? «Le scuole private facciano quello che vogliono».

la bestia nera del vaticano - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La ministra Mariastella Gelmini dice che è ingiusto limitare la libertà di scelta degli studenti (peraltro così severamente disciplinati dalle sue ordinanze). E nelle parole di mons. Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l´educazione cattolica, l´integrità della razza è diventata la difesa dell´identità collettiva del popolo italiano.

l'edilizia scolastica è in fermento. il sindaco massimo cialente la considera ... ( da "Centro, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Adesso attendiamo risposte dai ministri Gelmini e Tremonti». Nel frattempo Comune e Provincia sono al lavoro, per riorganizzare il patrimonio immobiliare scolastico. La linea decisa da Regione e Protezione civile è di utilizzare, dove possibile, gli edifici in muratura. Una scelta contestata dai genitori degli alunni, ai quali preme soprattutto la sicurezza dei propri figli,

niente scrutini per la religione insorge la cei ( da "Centro, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cei all'attacco contro la sentenza del Tar del Lazio che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini. E nel giorno in cui il ministro Gelmini annuncia che ricorrerà al consiglio di Stato, la Chiesa lancia la sua crociata contro i giudici. (A pagina 9)

Cei e Gelmini in difesadei prof di religione ( da "Secolo XIX, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cei e Gelmini in difesadei prof di religione Polemica sulla sentenza Vescovi: vergognoso il no del Tar. Il ministro ricorre ROMA. «È una decisione vergognosa dettata da bieco illuminismo, che danneggia la laicità dello Stato». Radio Vaticana spara a zero sulla sentenza del Tar del Lazio che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini per gli esami di maturità.

( da "Secolo XIX, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come dice la Gelmini per la scuola, dovremmo tornare a parlare un po' meno di diritti e un po' più di doveri. Però, nel caso del mio Comune, più che un fatto di maleducazione è un fatto statistico...» Prego? «Gli effetti negativi sul decoro, sull'igiene, sul disturbo della quiete pubblica non sono dovuti ad una particolare maleducazione.

il liceo pedagogico è salvo la prima classe si farà ( da "Tirreno, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: altra la falce governativa della riforma Gelmini. «L'ufficio scolastico provinciale si è espresso in modo definitvo - dice il primo cittadino - ed ora resta aperta la partita della quarta ginnasio del liceo classico». Ad oggi le matricole sarebbero aumentate di una unità, passando a 16 studenti: ancora due settimane e l'Usp di Pisa pronuncerà il fatidico verdetto.

la cei insorge, la gelmini ricorrerà ( da "Tirreno, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini ricorrerà I vescovi parlano di «bieco illuminismo». L'Anm: «Critiche generiche» ORA DI RELIGIONE Durissimo attacco della Chiesa dopo la sentenza del Tar: così si creano insegnanti di serie A e serie B di Maria Berlinguer ROMA. «Bieco illuminismo», «sentenza pretestuosa» e «discriminatoria verso sei milioni di studenti che hanno scelto l'

qualcuno vuole cambiare l'italia a colpi di sentenze ( da "Tirreno, Il" del 13-08-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: favorevole al ricorso annunciato dalla Gelmini. Sono molto sorpresa da una cosa del genere anche se penso che rientri in una strategia ad ampio raggio che vuole confinare la religione in uno spazio privato». Paola Binetti, deputato del Pd e leader dei cosiddetti «teodem», i cattolici conservatori, è molto contrariata da quelle che giudica una sentenza in favore di una minoranza «

L'ora di religionee l'identità nazionale ( da "Secolo XIX, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, a ricorrere contro la sentenza. Insieme alle argomentazioni, colpiscono le parole usate, a partire dal comunicato pubblico della Conferenza episcopale italiana. A leggere quel comunicato, sembra che la parola "illuminismo" sia diventata un insulto, comunque qualcosa di cui sarebbe conveniente sbarazzarsi.

Pd e idv, quelli del nol'opposizione cattolicasi schiera contro il tar ( da "Secolo XIX, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ala cattolica del Partito Democratico si è schierata con Fioroni e la Gelmini, lanciando dure critiche ai giudici amministrativi. «La sentenza del Tar è una forzatura, e puzza pure di bruciato» sibila la senatrice Maria Pia Garavaglia, che sostiene: «Impedire agli insegnanti di religione di partecipare agli scrutini, lede i diritti degli studenti ad un giudizio più complessivo,

Sentenza Tar, Cei all'attacco Gelmini presenta ricorso ( da "Unita, L'" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stai consultando l'edizione del PAG. 18-19ITALIA Sentenza Tar, Cei all'attacco Gelmini presenta ricorso

Gli strali del centrodestra, gli anatemi del Vaticano e l'annuncio del ricorso al Consiglio di ... ( da "Unita, L'" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E LA GELMINI FA RICORSO Tirata per la giacchetta dal suo predecessore e coinvolta in prima persona visto che un ricorso dinanzi al Tar pende anche contro una sua ordinanza che ricalca i contenuti di quelle "bocciate", il ministro Mariastella Gelmini ieri è intervenuta per annunciare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar e per dire che è «

Tracotante è il duro aggettivo con il quale Dino Boffo, direttore de L'Avvenire<... ( da "Unita, L'" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come dimostra il ricorso tempista della ministra Gelmini sulla vicenda degli insegnanti di religione. E da settembre si vedranno i frutti governativi e parlamentari del dettato ecclesiastico: dalla legge sul testamento biologico, alla campagna contro la Ru486, che trascina con sé l'eterna tentazione di mettere in discussione la 194.

Guerre di religione ( da "Riformista, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la gelmini fa ricorso Guerre di religione polemica. La Cei insorge e il ministro dell'Istruzione agisce su suggerimento del predecessore Fioroni. Il Pd tace, il fronte laico si aggrappa a Di Pietro. La decisione del Tar Lazio di escludere dalla valutazione degli scrutini gli insegnanti di religione provoca la rivolta della Santa Sede.

No, Mariastella, in bikini perdi te stessa ( da "Riformista, Il" del 13-08-2009)
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Abstract: molti supporter della Gelmini. Neanche l'accappatoio gessato e sciancrato da femme fatale che pure le donerebbe. Ma certo qualcosa di rigoroso da un ministro dell'Istruzione ce lo aspettavamo. Senza gli occhialini a filtrare lo sguardo pungente e sovraccarico di rimproveri a cui ci ha abituato, senza trucco e di sicuro dopo una nottataccia (viste le borse sopra e sotto gli occhi)

Tar scomunicato La Cei insorge Gelmini ricorre ( da "Riformista, Il" del 13-08-2009)
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Abstract: le argomentazioni del ministro Gelmini», mentre meno comprensibilmente il Pd si muoveva in ordine sparso, nell'assordante silenzio del segretario Dario Franceschini. Così, se il portavoce della mozione che fa capo a Ignazio Marino, Sandro Gozi, puntava contro la Gelmini «pronta a scattare sull'attenti a ogni dichiarazione degli esponenti della Cei»,

I sindacati: ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ed è stato un problema già sollevato dalla Regione al ministro Gelmini, ma resta chiusa a qualsiasi dialogo con le Regioni, come dire " non c'è peggior sordo" , a meno che non si tratti di disponibilità finanziarie da mettere in campo per "aiutare" sulla questione precari o personale già fuori dagli organici.

Silvia Voltolini Dove e come sono gli italiani Volevo dire due parole a proposito degli... ( da "Unita, L'" del 13-08-2009)
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Abstract: Malnate Demichelis Se Fioroni suggerisce alla Gelmini Siamo arrivati al punto che Fioroni suggerisce alla Gelmini di fare ricorso contro la esemplare sentenza del TAR. Alle ultime politiche ho dovuto votare a Varese la Binetti e soci. Non accadrà più. Ai 15 dello sbattezo aggiungiamo Fioroni.

Religione, il Guarini ha fatto scuola' ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-08-2009)
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Abstract: sono certa che il ministro Gelmini saprà far rispettare il valore della laicità che in questo caso è stato calpestato». Dura è la reazione anche del vice coordinatore del Pdl modenese, Enrico Aimi, il quale prosegue sull'identica linea di pensiero della Bertolini affermando che «riteniamo inammissibile che di fronte ad un 92% di famiglie italiane che sceglie di avvalersi dell'

ROMA CHE SAREBBE stata bufera, era facile profezia. Ma contro la... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-08-2009)
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Abstract: E la Gelmini ha mostrato di condividere pienamente le ragioni dell'alzata di scudi, facendole proprie contro quello che chiama «un laicismo intollerante». La religione cattolica, afferma infatti la Gelmini, «esprime un patrimonio di storia, di valori e di tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata»

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-08-2009)
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Abstract: FA BENE il ministro Gelmini a ricorrere contro il Tar, ma è necessario riempire di contenuti quell'ora per chi sceglie di non frequentare l'insegnamento della religione cattolica». Fabrizio Cicchitto non si ferma alla polemica ecclesiastica ma, da laico, guarda anche all'altro corno del problema sollevato dalla sentenza che esclude i professori di religione dagli scrutini:

all'attacco: sfida sui prof di religione ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-08-2009)
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Abstract: E la Gelmini ha mostrato di condividere pienamente le ragioni dell'alzata di scudi, facendole proprie contro quello che chiama «un laicismo intollerante». La religione cattolica, afferma infatti la Gelmini, «esprime un patrimonio di storia, di valori e di tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata»

LA SENTENZA del Tar del Lazio sugli insegnanti di religione ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-08-2009)
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Abstract: Pdl il ministro Gelmini a proporre il ricorso contro la sentenza, interpretando in questo modo i sentimenti di tanti italiani cattolici e non, che non desiderano guerre di religione, ma semplicemente il rispetto della legislazione esistente e il diritto degli studenti che hanno scelto l'ora di religione di vedere riconosciuta la parità della materia da loro studiata con le altre»

Pubblico impiego: salari metropolitani sul modello francese ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-08-2009)
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Abstract: contro il Tar Gelmini fa ricorso Dura presa di posizione dei vescovi contro la decisione del Tar di escludere dagli scrutini i professori di religione: «Bieco illuminismo». Il ministro dell'Istruzione ricorrerà al Consiglio di Stato. u pagina 13 Censis: una famiglia su 10 ha bisogno della badante L'Inps ha reso disponibile il modulo per mettere in regola badanti e colf italiane.

Scrutini, i vescovi contro il Tar ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i vescovi contro il Tar Gelmini annuncia il ricorso del governo: ingiusto discriminare la fede cristiana Carlo Marroni ROMA L'annuncio è arrivato nel pomeriggio, al culmine dell'offensiva della Chiesa: il ministero dell'Istruzione ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio sull'ora di religione.

I vescovi contro il Tar sull'ora di religione ( da "Corriere della Sera" del 13-08-2009)
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Abstract: 1 La Gelmini annuncia il ricorso del governo I vescovi contro il Tar sull'ora di religione E' scontro sulla sentenza del Tar che ha «declassato » i docenti di religione e ha annullato i crediti per il relativo insegnamento. La Chiesa, attraverso il vescovo di Como Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica,

Ora di religione, Gelmini fa ricorso ( da "Corriere della Sera" del 13-08-2009)
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Abstract: Gelmini fa ricorso «No alla decisione del Tar». I vescovi: bieco illuminismo ROMA Il ministro del-- l'Istruzione Mariastella Gelmini fa ricorso. I vescovi parlano di «bieco illuminismo». I laici esultano. Sulla sentenza del Tar che «declassa» i docenti di religione e annulla i crediti per l'ora di religione lo scontro investe tutti i campi,

il web ( da "Corriere della Sera" del 13-08-2009)
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Abstract: Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 13/08/2009 - pag: 5 Il ministro e il web Dice la Gelmini «la religione è un valore da tutelare». Sulla vicenda i lettori di corriere.it ieri sera avevano scritto quasi 600 commenti

( da "Corriere della Sera" del 13-08-2009)
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Abstract: 5 Pdl Maurizio Lupi «L'ho insegnata anche io Fondamentale» ROMA Il ministro Gelmini fa ricorso. «Ottima scelta». Il Tar del Lazio ha sbagliato? «Quella sugli insegnanti di religione è una sentenza pericolosa, che nasconde una forte discriminazione», ribatte convinto Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera. In che modo?

Berruti: ( da "Corriere della Sera" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A questo proposito, vorrei lanciare un appello al ministro Gelmini...». Prego. «Purtroppo in Italia abbiamo una politica sportiva dissennata. Un'ora di educazione fisica non basta: l'atletica va introdotta nelle scuole come materia di studio e di educazione. Altro che il calcio, che ha perso tutti i valori etici » .

scuola, l'attacco dei vescovi ( da "Centro, Il" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini ricorre contro il Tar ROMA. «Bieco illuminismo», «sentenza pretestuosa» e «discriminatoria verso sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione cattolica». La Cei passa all'attacco contro la sentenza del Tar del Lazio che ha escluso gli insegnati di religione dagli scrutini.

Cei e Gelmini in difesa dei prof di religione ( da "Secolo XIX, Il" del 13-08-2009)
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Abstract: Cei e Gelmini in difesa dei prof di religione Polemica sulla sentenza Vescovi: vergognoso il no del Tar. Il ministro ricorre ROMA. «È una decisione vergognosa dettata da bieco illuminismo, che danneggia la laicità dello Stato». Radio Vaticana spara a zero sulla sentenza del Tar del Lazio che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini per gli esami di maturità.

Roma, il furto-record nel giorno delle ronde ( da "Repubblica.it" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ufficio stampa del ministro Gelmini: "Forse ci conviene pagare un vigilante di tasca nostra". Ne stanno discutendo in queste ore ma l'avvocato Albanesi insiste: "Voglio essere difeso da polizia e carabinieri, sono per la legalità". E' di sinistra, Albanesi, a suo tempo "orgoglioso di essere nel Pci": "Credo ancora nella solidarietà,

Gelmini: "I giudici non possono violare il Concordato" ( da "Stampaweb, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: signora ministro Mariastella Gelmini, ha deciso di non temporeggiare e ha dato subito battaglia, è così? «Mi comporto come questo ministero si è sempre comportato in circostanze analoghe, difendendo le sue posizioni e le sue interpretazioni vidimate dalle leggi». I cattivi dicono: i vescovi hanno fatto la voce grossa e il governo è subito scattato sull?

Ora di religione, ministro e vescovi contro il Tar: Cossiga canta 'bandiera rossa' ( da "RomagnaOggi.it" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sul caso sono insorti i vescovi italiani e il ministro Maria Stella Gelmini. "Discriminati 6 milioni di studenti". ''Questa sentenza discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione come materia scolastica e tutti quei docenti che, dopo aver superato un concorso, si trovano ora a essere considerati professori di serie b''.

"PENSIERO UNICO" E MAESTRO UNICO ( da "Blogosfere" del 13-08-2009)
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Abstract: Gelmini potrei ricorrere ad una metafora medica assai semplice ed eloquente: penso che la Gelmini stia operando come quel dottore che per "rianimare" un paziente ormai agonizzante, decide di sferrargli il colpo letale. Oggi la scuola è un organismo quasi cadaverizzato, ma non sarà certo la Gelmini, e tanto meno il super-

Mariastella Gelmini, una vacanza all'insegna dell'amore ( da "RomagnaOggi.it" del 13-08-2009)
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Abstract: Ultima Modifica: 13 agosto 2009) NAPOLI - Mariastella Gelmini si sta godendo qualche giorno di relax nella spiaggia di Positano insieme al fidanzato Giorgio Patelli. Cuffia in testa, l'iperattivo ministro dell'Istruzione è stato ?beccato' da ?Chi' con volto sorridente scambiarsi tenere effusioni con il compagno in acqua.

Cei all'attacco del Tar Gelmini: faremo ricorso ( da "Brescia Oggi" del 13-08-2009)
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Abstract: e si placano solo quando arriva la notizia dell'annunciato ricorso del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, esprimendo soddisfazione per un gesto «utile e giusto». A dare voce ufficiale al malcontento dei vescovi è di prima mattina monsignor Diego Coletti, presidente della commissione episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'università.

Sull'ora di religione Gelmini il Tar ( da "Avvenire" del 13-08-2009)
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Abstract: ora di religione Gelmini «frena» il Tar Ricorso del ministro dopo la sentenza: un «ingiusto danno» Il vescovo Coletti: dai giudici una decisione incongruente Ï Il ministro dell'Istruzione si appella al Consiglio di Stato: la decisione del Tar del Lazio «tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica»,

( da "Avvenire" del 13-08-2009)
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Abstract: Il ministro Gelmini ha annunciato che ricorrerà al Consiglio di Stato contro questa sentenza. Soddisfatto? «Lo auspicavo. Mi sembra che svolga in modo corretto il proprio ruolo istituzionale, difendendo, tra l'altro, una norma emessa del ministero». «Non si può parlare di discriminazione verso gli studenti non avvalentesi.

( da "Avvenire" del 13-08-2009)
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Abstract: Gelmini: ingiusto discriminare l'ora di religione, la parola al Consiglio di Stato DA R OMA G IANNI S ANTAMARIA L a sentenza del Tar del Lazio sui professori di religione viene 'rimandata'... al Consiglio di Stato. Il ministero dell'Istruzione ricorrerà alla più alta istanza di giustizia ammini-- strativa contro l'esclusione dei docenti di questa materia dalla partecipazione «

Fioroni e le ordinanze del 2007 ( da "Avvenire" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla Gelmini di adire al Consiglio di Stato, che «nel 2007 mi ha dato ragione respingendo la sentenza del Tar perché avrebbe discriminato gli studenti che avevano scelto l'ora di religione o un'altra attività». È stato ascoltato. La complessa materia dei crediti è lasciata per molti aspetti all'autonomia delle scuole ed è disciplinata dalla riforma degli esami di Stato del 1997 (>

I prof: ( da "Avvenire" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: intervento del ministro Gelmini, la quale ha annunciato ieri il ricorso al Consiglio di Stato, è un atto dovuto. «Anche perché prosegue Cicatelli è dal 1999 che i suoi predecessori Berlinguer, De Mauro, Moratti e Fioroni ribadiscono che i professori di religione appartengono a pieno titolo al consiglio di classe ed esprimono valutazioni sull'allievo.

Studio obbligato in Scozia, Svezia, Islanda, Norvegia e Danimarca ( da "Sicilia, La" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un minimo comune denominatore negli altri Paesi europei: non è una questione secondaria Studio obbligato in Scozia, Svezia, Islanda, Norvegia e Danimarca Nella foto sopra, il ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini

"Religione, ruolo da accrescere" ( da "Rai News 24" del 13-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 29 Maria Stella Gelmini Roma. "L'insegnamento della religione cattolica è definito dal Concordato tra Stato e Chiesa e non può essere rivisto senza rivedere il Concordato. E non mi pare che la cosa sia all'ordine del giorno". In tre diverse interviste, al Giornale, al Messaggero e alla Stampa, il ministro Mariastella Gelmini chiarisce le ragioni che l'

Scuola, arrivano le immissioni in ruolo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fra tagli della Finanziaria, novità della riforma Gelmini: in particolare il riordino delle cattedre ha portato a un gran numero di docenti sovrannumerari. Il 24 agosto l'ufficio regionale scolastico provvederà alle immissioni in ruolo. Poi alle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, infine alle nomine dei precari.

Vacanza da ministre: la Gelmini fa la sexy, Stefania la mamma ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-08-2009)
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Abstract: e Maria Stella Gelmini a fare presenza tra i grandi del mondo, ricorda Tgcom.it. LA GELMINI CHE STUPISCE. A proposito. La ministra dell'Istruzione non usa certo la bacchetta quando se la spassa col fidanzato. Smessi anche gli occhiali da professoressa che le danno un'aria molto professional, Mariastella Gelmini gioca a fare la donna fatale nella piscina di un albergo a Positano.

di berardino: "un autunno ancora più nero il dramma di artigiani e piccole imprese" ( da "Repubblica, La" del 14-08-2009)
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Abstract: grazie alla ministra Gelmini, a settembre nella regione perderanno il lavoro altre 4.700 persone, tra insegnanti e bidelli... Altro che shopping». In una classifica dei settori in difficoltà il commercio è ai primi posti. Quali altri, a seguirlo? «Guardi, purtroppo non c´è nessun comparto e nessun territorio che si salva.

cattolicesimo e no ( da "Tirreno, Il" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lampo sulla religione i poveri possono attendere La Gelmini fa subito ricorso perché la religione, ancora non di Stato, e i suoi insegnanti sono stati, giustamente, esclusi dagli scrutini di una scuola pubblica che non è cattolica ma laica e aperta a tutte le filosofie e religioni. Interessante che non sia stato, come sempre, il «tuttologo» presidente del Consiglio a intervenire:

religione, il vicariato di roma avverte "a settembre battaglia agli scrutini" ( da "Repubblica, La" del 14-08-2009)
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Abstract: ricorso al Consiglio di Stato da parte del ministro Gelmini, i sostenitori della linea cattolica affilano le armi: il neonato gruppo Facebook ha raccolto in pochi giorni centinaia di adesioni. Ma anche sul fronte opposto ci si prepara allo scontro. Le associazioni laiche e le confessioni religiose non cattoliche che hanno presentato e vinto al Tar annunciano che andranno fino in fondo.

il sud batte il nord anche alle scuole medie - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini, la scuola elementare e media italiana è passata dai giudizi ai voti, licenza media compresa. Così, in luogo del cosiddetto giudizio sintetico (sufficiente, buono, distinto, ottimo) i ragazzini della terza media, durante l´anno e agli esami, si sono ritrovati in pagella un voto secco: dal 6 al 10.

Sorpresa di Fini alla Lega (complice il Pd) Una legge per la cittadinanza dei migranti ( da "Riformista, Il" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: attuale ministro Mariastella Gelmini di ricorrere al Consiglio di Stato a nome del del segretario Dario Franceschini (come confermato ieri da fonti del Pd), uno speculare scontro si annuncia alla ripresa dei lavori parlamentari all'interno della maggioranza. All'insegna di una politica declinata sempre più spesso fuori dai ranghi dei rispettivi partiti.

Lettera aperta a Fassino Caro Piero non ho capito Caro compagno Piero, sento il bisogno di ... ( da "Unita, L'" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 30 di ieri ho sentito che la Gelmini avrebbe detto che l'insegnamento della Religione Cattolica non dà credito scolastico ma formativo. Ora, che la religione non intervenga nel credito scolastico è cosa ovvia, dato che il professore non attribuisce un voto numerico che concorra alla media del credito scolastico.

. L'annunci... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini (foto), a proposito della sentenza del tribunale amministrativo del Lazio che impedisce agli insegnanti di religione di prendere parte agli scrutini. La religione cattolica, afferma il ministro, «esprime un patrimonio di storia, di valori e di tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata»

Parole e musica della Val d'Enza ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI E RABOTTI CULTURA popolare sempre in primo piano con un nuovo originale canzoniere dotato di un CD con 14 canzoni del Trio Canossa. "Lungo l'Enza Canti, racconti, eTrio Canossa" (Incontri Editrice, pagg.155, euro 15.00), è il volume uscito da poco in libreria a cura di Giovanni Gelmini e Savino Rabotti con lo scopo di esaltare una cultura popolare che ha profonde radici nelle

Gabbie salariali e dialetto obbligatorio Bossi lancia la campagna d'autunno ( da "Repubblica.it" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: argomento un confronto con il ministro Gelmini, Bossi ha replicato: "Con lei non ho parlato, se vuole in questi giorni può venire qui a Ponte di Legno a parlare". Bossi ha quindi spiegato che, a suo avviso, il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari per renderlo piacevole: "Me lo ha spiegato anche mia moglie,

INTERVISTA ( da "Avvenire" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'insegnamento della religione è oggi un patrimonio comune, della società e della scuola, perché costituisce una base per rafforzare il progetto educativo dei giovani e il rapporto tra culture diverse, entrambi necessari alla crescita armonica della società. 5 INTERVISTA Gelmini: un patrimonio per tutti LENZI

Sospensiva per "salvare" gli scrutini di settembre ( da "Avvenire" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: settembre che dovranno valutare gli studenti che hanno avuto la sospensione del giudizio chiedono che il ministro Gelmini in via d'urgenza chieda la sospensiva al Consiglio di Stato del Tar del Lazio sull'ora di religione cattolica» . Lo sottolinea Alberto Giannino, presidente Associazione culturale docenti cattolici, preoccupato del corretto svolgimento degli scrutini del prossimo mese.

( da "Avvenire" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Religione in classe un patrimonio per tutti» Gelmini: soltanto così potremo fare vera integrazione DA M ILANO E NRICO L ENZI P romuovere la pari dignità tra tutti i docenti, insegnanti di religione inclusi. Ma anche ribadire «l'importanza che questo insegnamento svolge per promuovere la vera integrazione con chi arriva da culture e religioni diverse » .

Gruppo bipartisan per sostenere il ricorso anti-Tar ( da "Avvenire" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: struzione Mariastella Gelmini contro la sentenza del Tar del Lazio in materia di insegnamento della religione. Anche se alcuni settori del mondo politico, radicali e sinistra massimalista in testa, proseguono non tanto in una semplice difesa del pronunciamento quanto in un vero e proprio assalto alla Chiesa cattolica, regolarmente identificata con il Vaticano,

Gabbie salariali e dialetto, Bossi rilancia La Russa: "Frutto del sole d'agosto" ( da "Repubblica.it" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: argomento un confronto con il ministro Gelmini, Bossi ha replicato: "Con lei non ho parlato, se vuole in questi giorni può venire qui a Ponte di Legno a parlare". Bossi ha quindi spiegato che, a suo avviso, il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari per renderlo piacevole: "Me lo ha spiegato anche mia moglie,

Bossi rilancia su dialetto e gabbie La Russa: ( da "Corriere.it" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se vuole in questi giorni il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini può venire qui a Ponte di Legno a parlarmi. Il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e le canzoni popolari. Me lo ha spiegato mia moglie, che insegna e di queste cose se ne intende». CRISI - Secondo il Senatùr «dobbiamo pensare a ripartire, ma la ripresa è lenta.>

Occupato il provveditorato di Agrigento: gli effetti delle bugie della Gelmini ( da "Blogosfere" del 14-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche se alla Gelmini, tutto questo, non fa nè caldo, nè freddo. Anzi, secondo la Gelmini il proprio operato è ottimo. Beh, secondo la linea liberticida e fascista del governo lo è senz'altro! Noi dobbiamo sempre tenere presente che quando un ministro di questo governo sostiene la bontà delle proprie idee, sta dicendo la verità,

Bossi rilancia su dialetti, gabbie e Udc Alt del Pdl. La Russa: "Colpa del sole" ( da "Corriere.it" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini può venire qui a Ponte di Legno a parlarmi. Il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e le canzoni popolari. Me lo ha spiegato mia moglie, che insegna e di queste cose se ne intende». Bossi non sembra disposto a mollare neanche sull'altro tema caro al Carroccio, quello delle gabbie salariali.

Gabbie e dialetto, Bossi rilancia ( da "Trentino" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rispondendo a chi gli chiede se della proposta ne ha parlato con il ministro Gelmini dice: «Con lei non ho parlato, se vuole può venire in questi giorni a Ponte di Legno per parlarne». In ogni caso per il leader leghista il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari, «me lo ha spiegato mia moglie, che insegna, e di questa cose se ne intende».

Umberto Bossi si prende il Veneto ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: chiede se della proposta ne ha parlato con il ministro Gelmini dice: «Con lei non ho parlato, se vuole può venire a Ponte di Legno per parlarne». Ma partendo da Olbia per Roma il premier ha sentito il bisogno di chiarire un paio di punti: «Non sto inseguendo il Papa - ha ribadito, riferendosi alla visita di Benedetto XVI a Viterbo il 6 settembre - i rapporti con la Chiesa sono ottimi,

e ora una bella leticata fra chi aspira la "c" e chi se la mangia ( da "Tirreno, Il" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini, si espande la polemica sull'insegnamento del dialetto nelle scuole, come se avessimo bisogno d'ulteriori argomenti per leticare, specie in Toscana; in Toscana dove la leticata è pane quotidiano dei rapporti umani, dei deschi famigliari, dei consessi d'ogni genere e grado politico, economico, culturale e quindi in gloria approda e culmina nelle discussioni da caffè,

alemanno: "un voto alla giunta? per ora le do un sei e mezzo" - alessandra paolini ( da "Repubblica, La" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ALESSANDRA PAOLINI In linea con la riforma Gelmini, nessun giudizio articolato ma un voto secco: «sei e mezzo». Così, il sindaco Gianni Alemanno ha valutato ieri l´operato della sua giunta, una pagella redatta dal buen retiro montanaro di Cortina, dove con donna Rauti e figlio, sta trascorrendo le vacanze ferragostane.

gabbie e dialetto, bossi rilancia ( da "Centro, Il" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rispondendo a chi gli chiede se della proposta ne ha parlato con il ministro Gelmini dice: «Con lei non ho parlato, se vuole può venire in questi giorni a Ponte di Legno per parlarne». In ogni caso per il leader leghista il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari, «me lo ha spiegato mia moglie, che insegna, e di questa cose se ne intende».

Amore ( da "Stampa, La" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: it Amore Oggi vi dico la verità: amo Berlusconi e Tremonti, amo Franceschini e Bersani, amo Di Pietro, Bertinotti e Vendola, amo Ferrero e pure Veltroni, amo addirittura D'Alema e Napolitano, amo perfino Gelmini, Ratzinger, Maroni, Calderoli e financo La Russa... Lo psichiatra mi ha prescritto una vacanza.

Ticozzi: Molti ricorsi al Tar vengono proposti solo per annullare una bocciatura ( da "Stampa, La" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: PER NON RIPETERE L'ANNO CONSIGLIO DI STATO Ticozzi: «Molti ricorsi al Tar vengono proposti solo per annullare una bocciatura» Cota (Lega): «Bene ha fatto il ministro Gelmini a ricorrere contro la sentenza romana»

"Il prof di religione deve poter dire la sua" ( da "Stampa, La" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bene ha fatto il ministro Gelmini che ha presentato ricorso al Consiglio di Stato. Le nozioni insegnate durante la lezione di religione cattolica sono valori condivisi dalla maggioranza, fanno parte della nostra identità culturale. Aggiungo che questa decisione del Tar mi pare poco seria perché se un insegnante c'è allora deve dire la sua a tutti gli effetti»

Sulla fiction in dialetto Caro Gramellini, ho letto con piacere lo speciale sulle fiction ... ( da "Stampa, La" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: MONZA Precari indignati con la Gelmini Sono una docente precaria e voglio manifestare il mio (e di altri tantissimi colleghi) profondo stato d'indignazione rispetto allo spropositato risalto dato dai media alla sentenza del Tar nei confronti degli insegnanti di religione ed in particolare alla forte ed istantanea presa di posizione della signora Gelmini (

Salari, scintille Bossi-La Russa ( da "Secolo XIX, Il" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma annuncia la presentazione di un testo di legge di cui vuole parlare al ministro Mariastella Gelmini: «Voglio preparare una legge. Il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e le canzoni popolari». Non manca infine una riflessione sulla lotta andata a buon fine degli operai dell'Innse: «Quella lotta ha pagato ma ora non si deve dare il via alla lotta di classe.

Dialetto obbligatorio nelle scuole stabilito per legge; gabbie salariali camuffate da salari t... ( da "Unita, L'" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la ministra dell'Istruzione Gelmini il Senatur non ha parlato, ma «se vuole può venire qui a Ponte di Legno» lui l'aspetta (tempo fa la definì «incompetente»). In compenso il ministro Zaia mette altra carne sul fuoco: la toponomastica in doppia lingua, persino la traduzione dialettale dei prodotti agricoli.

Tagli nella scuole, sindaci preoccupati ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: interrogazione al ministro Gelmini perchè ci dica quali sono le intenzioni del Governo». LA SITUAZIONE dell'entroterra sembra proprio la più grave. «Ogni giorno i sindaci del territorio provinciale, come Pietrarubbia, Montecerignone, Apecchio, Borgo Pace e Fratte Rosa, solo per cirarne alcuni, ci chiedono aiuto perchè costretti a ridurre le ore scolastiche soprattutto nelle scuole dell'

Salari e dialetti, Bossi ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Se la Gelmini vuole discutere con me, può venire qui. Inizierò a scrivere una legge». A riassumere umori diffusi nel Pdl provvede La Russa: «Battute agostane. A volte il sole picchia... Non ci saranno gabbie salariali per legge e il dialetto va inteso come punto di ricchezza».

ROMA SOPRATTUTTO ad agosto, Bossi raramente delude. Occupa la sc... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-08-2009)
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Abstract: «Se la Gelmini vuole discutere con me, può venire qui. Inizierò a scrivere una legge». A riassumere umori diffusi nel Pdl provvede La Russa: «Battute agostane. A volte il sole picchia... Non ci saranno gabbie salariali per legge e il dialetto va inteso come punto di ricchezza».

Delbono: ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: già da settembre attenueremo gli effetti della Gelmini sul tempo pieno». Il Comune pagherà di tasca propria le maestre? «Ci organizzeremo noi per garantire ai bolognesi i pomeriggi tagliati dalla Gelmini». Nel primo bilancio sono previste azioni anti crisi? «Bisognerà guardare la Finanziaria, comunque mi impegno a non aumentare né tasse, né tariffe.

di MATTEO NACCARI UN ANZIANO ucciso per rapina in strada e in pieno giorno, un non vedente malmen... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: già da settembre attenueremo gli effetti della Gelmini sul tempo pieno». Il Comune pagherà di tasca propria le maestre? «Ci organizzeremo noi per garantire ai bolognesi i pomeriggi tagliati dalla Gelmini». Nel primo bilancio sono previste azioni anti crisi? «Bisognerà guardare la Finanziaria, comunque mi impegno a non aumentare né tasse, né tariffe.

Gabbie salariali, dialetto e no all'Udc: Bossi rilancia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, invece, il leader della Lega è disposto a discutere dell'altra proposta estiva del Carroccio: studio obbligatorio del dialetto, magari attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari. Argomenti, entrambi, ad alta densità polemica dentro la coalizione di governo.

Negli scrutini di settembre docenti di religione in bilico ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: una questione al centro del confronto politico e per la quale il ministro Mariastella Gelmini ha già annunciato il ricorso. Il Consiglio di Stato, naturalmente, potrebbe anche pronunciarsi in tempi brevissimi ma, considerato il basso numero di giudici in servizio a causa delle ferie, è assai più probabile la soluzione temporanea «via ordinanza» del ministero di viale Trastevere.

: con la prof Littizzetto alla scoperta della scuola pubblica ( da "Corriere della Sera" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sono ispirate ai libri di Domenico Starnone Protagonista Luciana Littizzetto in una scena della fiction in cui interpreta la professoressa Isa Passamaglia. Nella foto qui sopra l'attrice sul set Ministro Il ministro della Istruzione Mariastella Gelmini Il regista Riccardo Donna «La nostra intenzione è senza dubbio difendere la pubblica istruzione anche se la chiave sarà leggera»

( da "Corriere della Sera" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono certa che il ministro Gelmini capirà» «Io ho insegnato: so che c'è gente seria» ROMA «Sono in tanti ad attaccare i professori, il mondo della scuola, si fa passare quell'universo come un agglomerato di fancazzisti. Invece non è vero, non è così, io da giovane ho insegnato e so di cosa si tratta, lì è pieno di gente che si applica,

quaranta bimbi fuori dall'asilo>( da "Tirreno, Il" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per il ministro Maria Stella Gelmini, avrebbe dovuto essere aperta e accogliente. E invece, secondo l'assessore alla pubblica istruzione Emma Donnini, la realtà a Fucecchio, come in molti altri comuni, è di tutt'altro genere. Non è stata accolta, infatti, la richiesta di un'ulteriore sezione di scuola materna nonostante le liste di attesa in continua crescita.

gabbie e dialetto, bossi rilancia ( da "Tirreno, Il" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rispondendo a chi gli chiede se della proposta ne ha parlato con il ministro Gelmini dice: «Con lei non ho parlato, se vuole può venire in questi giorni a Ponte di Legno per parlarne». In ogni caso per il leader leghista il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari, «me lo ha spiegato mia moglie, che insegna, e di questa cose se ne intende».

Si riaccende lo scontro tra Guelfi e Ghibellini ( da "Repubblica.it" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che viene invece insegnato nelle parrocchie o nelle scuole private cattoliche. Quell'insegnamento non può che consistere in una storia comparata delle religioni e in particolare delle tre religioni monoteistiche che hanno in Abramo il loro ceppo comune. 3. Gli insegnanti debbono essere scelti attraverso pubblico concorso come avviene per tutte le materie in questione.

I Guardiani ( da "Blogosfere" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: o la ricreazione, o le assemblee o le vacanze, o gli esami di riparazione, o i crediti formativi, o le licenze liceali o gli esami di maturità, o gli indirizzi e le indicazioni, ma diteglielo, anzi proponetelo, vi prego......Ditelo alla Gelmini......facciamola la riforma.....cominciamo da qui?????????? Bye ... bye

Nella "Città dei ragazzi" un assaggio di felicità ( da "Avvenire" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: » E la Gelmini c'è 'cascata'. A Colle Sapone, invece, è nata un'oasi di bellezza che è una pausa nella sofferenza del terremoto. Soltanto due tendoni bianchi, dietro quell'assurda costruzione di cemento dell'Istituto tecnico che pare ispirata a Blade Runner.

"A Fondi tutto regolare" E l'opposizione attacca ( da "Repubblica.it" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini. E ha esposto davanti a Palazzo Chigi uno striscione con la scritta "Fuori la mafia dalle istituzioni". Le parole di Berlusconi hanno fatto infuriare Antonio Di Pietro. "Il premier fa finta di dimenticare che lo scioglimento del Comune è stato richiesto dal prefetto Frattasi circa un anno fa: cinquecento cartelle che provano l'

Tagli di Gelmini : esponenti del PDL preoccupati ( da "Blogosfere" del 15-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini : esponenti del PDL preoccupati Pubblicato da Franca Corradini alle 19:51 in Scuola&Società Gli esponenti del PDL, lo stesso partito di Maria Stella Gelmini, iniziano ad essere preoccupati. E' un pò tardi.... o forse solo ora, che sta per iniziare il nuovo anno e si va a toccare con mano quali siano gli scempi che la scuola italiana sta per subire ancora una volta qualcuno

Gelmini e il nuovo anno scolastico ( da "Blogosfere" del 16-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ago 0916 Gelmini e il nuovo anno scolastico Pubblicato da Franca Corradini alle 10:02 in Scuola&Società L'anno che sta per iniziare si preannuncia in salita per la nostra cara Gelmini. Piccola rassegna stampa sui problemi più scottanti e che segnalano l'avvio di un autunno particolarmente caldo sul fronte scuola.

Bossi rilancia su dialetti nelle scuole e inno del Nord ( da "Reuters Italia" del 16-08-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini si è detta d'accordo ad "approfondire" il tema della valorizzazione della cultura locale. Dal palco di Ponte di Legno, il leader leghista è tornato anche a polemizzare contro l'inno di Mameli. "Il nostro inno, il 'Va pensiero', lo cantano tutti, lo sanno tutti.


Articoli

Solo dieci gli insegnanti assunti in ruolo ad agosto (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-08-2009)

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ROVIGO PRIMO PIANO pag. 3 Solo dieci gli insegnanti assunti in ruolo ad agosto Una piccola goccia nel precariato polesano di Osvaldo Pasello SARANNO appena 10 i docenti assunti in ruolo entro il mese d'agosto nella nostra provincia. Il dato è del Ministero ed è ufficiale. Dieci assunzioni in ruolo che rappresentano davvero una piccola goccia nel "mare magnum" del precariato scolastico: tanto per dare un riferimento, nel 2008, il precariato ha garantito, tra docenti e Ata, la copertura annuale di quasi 600 cattedre nella nostra provincia. Ma, entro agosto, timbreranno il biglietto per il ruolo solo 10 prof, più, forse, un'altra decina di Ata (amministrativi, bidelli ecc..., in questo caso però i numeri il Ministero ancora non li ha forniti). Si tratta, grossomodo, del 3% del precariato-2008! E c'è perfino una faccia più nera: a fronte di questi, pochi, ingressi a titolo definitivo nella scuola, si perderanno, secondo calcoli sindacali, oltre cento cattedre tra i supplenti all'atto degli incarichi, a settembre. Per questi docenti, Ata e collaboratori scolastici (si parla di una ventina di bidelli in meno), che resteranno a settembre senza lavoro, dopo aver risposto a ripetute chiamate negli ultimi anni o addirittura decenni, al via con ogni probabilità una sorta di cassa integrazione ad hoc. Un'iniziativa ministeriale a cui si sta lavorando, bisognerà vedere in che termini potrà partire in autunno. Dunque, Polesine penalizzato nelle nuove assunzioni in ruolo dei docenti. Penalizzato sulla base dei numeri reali dei nostri studenti e della nostra scuola: in Veneto arriveranno, infatti, quasi 500 contratti a tempo indeterminato entro agosto, nel rodigino, come si diceva, appena 10! E saranno così distribuiti: tre maestre assunte nella scuola dell'Infanzia, una maestra nella scuola Elementare, due docenti in ruolo alle Medie (Inglese e Scienze), uno solo alle Superiori, 3 per il Sostegno. Amaro il commento di quasi tutti i sindacati, che considerano davvero poca cosa questa scelta del Governo, che in tutto il Paese entro agosto darà il "posto fisso" solamente a 8000 docenti (lo stesso Ministro Gelmini ne chiedeva di più), quando i "precari" storici del sistema educativo viaggiano attorno a quota 200 mila. E allora, considerando i pochi precari che verranno assunti e i molti che a settembre si ritroveranno addirittura senza un incarico annuale, diversi sindacati hanno cominciato a paventare, anche nella scuola, una tensione crescente nei mesi autunnali. Tra i dubbi sindacali pure il regolare avvio dell'anno scolastico: le nomine in ruolo si dovrebbero effettuare entro agosto (sarà possibile?) e poi, a seguire, arriveranno le determinazioni delle supplenze, ma il 14 settembre in Veneto e in Polesine già apriranno le scuole. I sindacati ritengono che difficilmente, con una tempistica così stretta, il primo giorno di lezioni avremo tutte le cattedre regolarmente coperte. Per la prima dopo vari anni, per effetto delle manovre complesse sui tagli effettuate a primavera, quest'anno ci sono, insomma, seri rischi che il 14 settembre l'anno scolastico cominci "a sussulti".

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"Assalti Frontali" al Poetto (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-08-2009)

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Estate Pagina 11002 Hip hop, due concerti “Assalti Frontali” al Poetto Hip hop, due concerti --> Riparte il tour di Assalti Frontali, la crew più incisiva (foto) del nostro hip-hop. Domani il gruppo sarà a Cagliari, al chiosco Corto Maltese del Poetto, il 20 agosto a Il colle S. Onofrio, a Nuoro Lo show comprende tutto il repertorio, più inediti e sorprese. Il concerto propone le super hit del loro ultimo Cd “Un'intesa perfetta” (il manifesto Cd) come “Mappe della libertà”, “Giù le lame”, “Senza resa”, “Enea Super rap” e la sua nuova versione scritta in difesa della scuola pubblica e divenuta la colonna sonora della resistenza contro i tagli della Gelmini. E ancora il meglio della loro storia musicale: “Batti il tuo tempo”, “Terra di nessuno”, “Conflitto”, “Banditi”, “Hsl”, e “Mi sa che stanotte” (miglior disco indipendente PIMI al Mei nel 2006). Tra le novità “Africa Bambataa tribute”, il nuovo pezzo appena uscito, allegato al libro di U Net “Renegates of funk”, un omaggio ai padri fondatori della cultura hip hop.

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Nuova mensa comunale "Non ci sono i soldi" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-08-2009)

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BRA. SERVIZI 1500 pasti Nuova mensa comunale "Non ci sono i soldi" Rimane in progetto altra collocazione ma forse non sarà in via Palma di Cesnola La mensa comunale è un servizio di alta qualità che molti centri vicini ci invidiano Dirottati per abbattere il mercato e per lo sgombero neve Gianni Fogliato [FIRMA]MARISA QUAGLIA BRA Resta una priorità ma al momento mancano i fondi. La nuova mensa comunale che avrebbe dovuto trovare posto nella nuova struttura in via Palma di Cesnola non è ancora realtà. Motivo: i fondi destinati alla mensa sono stati azzerati per coprire altre emergenze. L'idea della nuova mensa risale al 2007 quando il Consiglio comunale aveva approvato una delibera di permuta di terreni con la ditta Abet: al Comune sarebbe andato il terreno di via Palma di Cesnola in cambio di un'area vicina all'azienda, da adibire a parcheggio dipendenti. La nuova struttura che da via Palma di Cesnola arriva alla parallela via Gorizia avrebbe dovuto ospitare non solo la mensa ma anche la nuova sede della concessionaria del gas e il magazzino comunale. La sede della concessionaria è stata terminata e a breve ci sarà il trasloco. Quasi finito anche il magazzino comunale. Della mensa però solo i muri perimetrali. La mancanza di fondi, utilizzati in parte dalla precedente Amministrazione per far fronte all'emergenza neve e azzerati dalla nuova per la demolizione del mercato coperto di piazza XX Settembre, ha portato a nuovi ragionamenti sul sito. «La mensa scolastica è un fiore all'occhiello per la nostra città - spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Luciano Messa - con oltre 1.500 pasti preparati al giorno. I locali che la ospitano attualmente, quelli all'interno del complesso scolastico ''Edoardo Mosca'', di via Montegrappa, si stanno rivelando troppo piccoli e quindi è necessario ricollocarla altrove. Bisogna individuare il sito più opportuno per garantire l'ottima qualità del servizio». Non uno stop alla nuova mensa, ma una fase di ragionamento. «Non si può parlare di una sospensione del progetto - continua l'assessore - in quanto questo non è mai partito. E' solo partito il cantiere per la costruzione dell'intera area». Della stessa idea l'assessore al bilancio e alle Politiche Familiari Gianni Fogliato: «La nuova mensa rimane una priorità per l'Amministrazione, ma dobbiamo tenere conto di tutte le variabili in gioco». Una di queste è la riforma Gelmini sulla scuola. Continua Fogliato: «Con la riforma bisognerà rivedere, anche alla luce dei tagli previsti, l'intera organizzazione scolastica, compresa la copertura del momento del pasto. La collocazione della mensa dovrà essere funzionale». Le Ripartizioni scolastica e Lavori pubblici stanno lavorando insieme allo studio. Diversi i sopralluoghi già effettuati da tecnici e assessori. Conclude Fogliato: «Non si tratta di un ripensamento sull'investimento ma solo di un modo di procedere serio e attento a come si spendono i soldi dei cittadini». La mensa prepara attualmente oltre 1.500 pasti giornalieri. Dalla cucina centralizzata di via Mercantini, nel complesso scolastico «Edoardo Mosca» vengono serviti dieci refettori scolastici, quello del Centro anziani, il Centro diurno per diversamente abili e, tramite una convenzione col consorzio socioassistenziale, viene fatto un servizio pasti a domicilio per anziani soli non autosufficienti. La mensa è un servizio gestito in proprio dal Comune, con personale dipendente che si occupa di tutta la filiera di confezionamento dei pasti, dalla fornitura delle derrate alla preparazione alla gestione amministrativa.

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Nomine nella scuola Arrivano ventiquattro nuove assunzioni (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 11-08-2009)

Argomenti: Scuola

DECRETO.PRIMA DEL 31 AGOSTO Nomine nella scuola Arrivano ventiquattro nuove assunzioni Il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini a fine luglio l'aveva annunciato: «Per il prossimo anno scolastico verranno effettuate oltre 16 mila assunzioni definitive per garantire la continuità didattica e per assicurare stabilità al mondo della scuola». Le assunzioni, divise tra gli 8 mila posti destinati ai docenti e gli altri 8 mila al personale Ata, sono stati confermati con la pubblicazione sul sito del ministero (www.pubblica.istruzione.it) delle tabelle di ripartizione per ogni provincia del numero massimo di assunzioni da effettuare. Alla provincia di Vercelli sono stati assegnati, per quanto riguarda il personale docente ed educativo, un totale di 24 posti. Questa la ripartizione: nove posizioni per la scuola dell'infanzia, uno per la scuola primaria, uno per la scuola media e tredici per il sostegno. Delle 8 mila nomine previste per il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario per l'anno scolastico 2009/2010, alla provincia di Vercelli ne sono state assegnate 27: cinque per gli assistenti amministrativi, due per gli assistenti tecnici e venti per i collaboratori scolastici. Il decreto ministeriale conferma inoltre la data del 31 agosto come limite massimo per completare le assunzioni in vista del nuovo anno scolastico.\

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il paese dei furbi il paese dei precari - concetto vecchio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 36 - Cultura Dall´Alitalia ai "fannulloni". Ecco "La paga", un pamphlet di Furio Colombo IL PAESE DEI FURBI IL PAESE DEI PRECARI Salari bassi, sindacati vilipesi, lavoro svalutato. E una parte della classe dirigente che esercita un´egemonia culturale "con un senso di rivalsa, quasi di vendetta" CONCETTO VECCHIO alari sempre più bassi; sindacati vilipesi al grido «il mondo è cambiato, il sindacato no»; dipendenti pubblici e insegnanti accusati di essere dei "fannulloni". In tempi di recessione mondiale e di strapotere della destra in Italia, «non si conosce convegno in cui, invece di discutere della produttività a partire dalla proprietà dell´impresa e dai suoi vertici, non se ne addossi la responsabilità ai lavoratori», denuncia Furio Colombo ne La Paga. Il destino del lavoro e altri destini (Il Saggiatore, euro 14). Pamphlet di 160 pagine contro il lavoro precario e svalutato, disanima della grande crisi mondiale, ma anche analisi generale della classe dirigente italo-berlusconiana che esercita la sua egemonia culturale con «un senso di rivalsa, quasi di vendetta». E lo fa con un messaggio semplificato e coloro che si oppongono a questo "pensiero sbrigativo", esigendo il rispetto di diritti e valori collettivi, vengono derisi, accusati di essere «dei salotti buoni, delle spiagge di Capalbio», come ha detto Roberto Cota, capogruppo della Lega alla Camera. Questo tagliare con l´accetta questioni spinose, o ridurre la complessità a uno slogan, «noi della cultura del fare», non è solo populismo nostrano. L´autore cita Ronald Reagan, animato dal medesimo spiccio revanscismo, e anche Sarah Palin che accusava Obama di essere "un intellettuale" lontano dalla gente comune. Uno snob. Solo che nel presente italiano questo atteggiamento è ora dominante, con «il leader che mantiene il consenso attraverso la semplificazione», e la semplificazione «deve isolare con forza e furore ogni circolazione di idee». E quindi ecco «i sindacati parassiti» e «i lavoratori fannulloni». Da noi i partiti che si battevano contro il precariato sono o minoranza o spazzati via dal parlamento. E «non c´è assemblea di Confindustria dove non si denunci l´alto costo del lavoro come peggior ostacolo alla competitività, tacendo regolarmente che i salari italiani sono i più bassi d´Europa». Facendo passare sotto silenzio «gli errori dei manager», com´è avvenuto sull´Alitalia. Un caso esemplare, secondo Colombo. Qui «i cittadini sono stati indotti dai media non a chiedersi quale fosse la vera origine del disastro, ma a concentrare l´attenzione e il risentimento sui lavoratori in lotta». E mentre tre parole chiave – competività, produttività, merito – vengono usate come l´Apriti Sesamo per rilanciare le imprese, il precariato normato da leggi dello Stato ha introdotto una nuova nozione di tempo – "il tempo vuoto" – che è quell´intervallo tra un lavoro a termine e un altro: «Una generazione di cittadini assiste gradualmente alla frantumazione sia del lavoro, che diventa instabile nella durata, nel contenuto e nel valore, sia del senso del tempo, che non è più né libero né lavorativo». Questo disinteresse per il destino delle persone «non risponde né alla persuasione liberista, né a una nuova riorganizzazione fra il pubblico e il privato». Pagine dure vengono riservate alla rivoluzione di Brunetta, ai tagli alla scuola del duo Tremonti-Gelmini. Come si è arrivati a un mondo in cui «il lavoro è disprezzato e i lavoratori, isolati e impauriti, sono messi gli uni contro gli altri?». Secondo Colombo, «l´impegno di Confindustria consiste nel costringere gli operai a farsi avanti in prima persona, contrattando il proprio salario senza l´aiuto dei sindacati». L´esito non può che essere il dipendente che si siede da solo a negoziare le sue progressive diminuzioni di compenso e di garanzie. «Il lavoratore perfetto». SEGUE A PAGINA 5

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in autunno il (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 11-08-2009)

Argomenti: Scuola

in autunno il «nuovo processo» di Sonia Oranges Alla fine il richiamo di Villa Certosa ha vinto, e il premier Silvio Berlusconi è tornato ieri in Sardegna per trascorrere qualche giorno di vacanza nella residenza al centro di tanti scandali in questi mesi. Ma prima di partire ha consegnato al Gr Rai i suoi buoni propositi per la ripresa, la consueta cornucopia di promesse e annunci. E l'ormai abituale profluvio di contestazioni contro l'informazione per lui matrigna. A settembre, dunque, si riparte. Dalla giustizia. «Porteremo a termine la riforma del processo penale», ha assicurato il presidente del Consiglio. E poi: «Continueremo la realizzazione delle case ai trentamila sfollati dell'Aquila, apriremo molti cantieri per le opere pubbliche sia a Nord che al Sud, aumenteremo la difesa dei cittadini contro la criminalità singola e organizzata anche con l'utilizzo delle forze armate, metteremo a punto il piano per il Sud che chiede maggiori infrastrutture, fiscalità di vantaggio, misure per il turismo». Un capitolo a parte il premier l'ha dedicato all'informazione, andando a parlare di corda a casa dell'impiccato: «È inaccettabile che la televisione pubblica che è pagata con i soldi di tutti, sia l'unica tv al mondo ad essere sempre contro il governo quando al governo ci siamo noi. La sinistra che quando fu al governo permise che la Rai attaccasse quotidianamente l'opposizione dovrebbe oggi appezzare che invece questo governo dica: la Rai non deve attaccare nessuno e dunque non deve attaccare né il governo tantomeno l'opposizione. Deve fare ciò che deve fare una televisione di servizio pubblico che ha come missione prima di tutto quella di informare, poi quella di formare, e soltanto come terzo obiettivo quella di divertire». Non bastassero queste parole a chiarire come dev'essere l'informazione nell'era di Silvio, ha aggiunto, riferendosi a Repubblica: «A me pare che di deviato di questi tempi ci sia soprattutto certo giornalismo». Parole che non potevano passare inosservate. A rispondergli, dai microfoni del Gr1, il segretario del Pd Dario Franceschini: «Berlusconi pensa di mettere il bavaglio alla stampa che gli dà fastidio. Repubblica si sta comportando come un giornale libero in un paese libero. Berlusconi vorrebbe un codazzo di persone che applaudono quando passa e non hanno la possibilità di criticare l'azione sua e del Governo: questo è inaccettabile ed è il motivo per cui il Partito democratico proporrà a tutta la società civile, indipendentemente dal colore politico di appartenenza, di mobilitarsi a settembre per difendere la libertà di informazione nel nostro Paese». Altrettanto critico, il capogruppo udc in commissione vigilanza Rai, Roberto Rao: «L'attacco è la miglior difesa e Berlusconi lo sa bene, visto che lo predicava pure negli spogliatoi del Milan. Sull'informazione del servizio pubblico si è comportato di conseguenza: invece di spiegare quanto sta facendo e rispondere ai dubbi legittimi su tanti aspetti dell'operato del suo Governo si lamenta dell'informazione, per passare da vittima». D'altra parte, persino la stampa straniera non sembra intenzionata a mollare la presa sul premier: ieri il sito dell'edizione americana di Vanity Fair titolava «Tutte le donne del primo ministro», con tanto di fotogallery, in cui trovano posto anche le ministre Brambilla, Carfagna, Prestigiacomo e Gelmini, anticipando un editoriale di Michael Wolff: «Affondato negli scandali sessuali, il primo ministro italiano è una barzelletta nazionale. E non ha intenzione di cambiare strada. L'Italia cambierà senza di lui?». 11/08/2009

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A NOI PIACE RAI 3 A proposito di informazione, forse Berlusconi ha scordato che il 50% degli elet... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 11-08-2009)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del A NOI PIACE RAI 3 A proposito di informazione, forse Berlusconi ha scordato che il 50% degli elettori non lo ha votato. Le uniche notizie deviate sono quelle che non vengono dette per nascondere qualche cosa che non piace. A noi Rai 3 piace cosi come è... embè a Sere' a noi nun ce piace zompa' de quà, zompa' de là... Luciano (LI) PER TENERE SVEGLIE LE COSCIENZE Diciamolo forte che questo governo è populista e razzista, ci serve per tenere sveglie le coscienze e introdurre gli anticorpi per tornare a essere un paese libero e civile. O vogliamo morire berlusconiani e leghisti!? Valerio LA MINISTRA AVEVA DETTO L'anno scorso la Gelmini aveva detto che gli insegnanti licenziati sarebbero stati riciclati nei musei o nel turismo. Dove sono i moduli per far domanda? Un insegnante SCHELETRI... Ha più scheletri Berlusconi nell'armadio che tutto il Sacrario Militare di Redipuglia. Non se ne può più di lui. silvandi QUARANT'ANNI FA Nel '69 mi alzavo di notte x partecipare ai picchetti davanti alle fabbriche x l'abolizione delle gabbie salariali. Ora qualche sciagurato vuole vanificare tutto! Sono arrabbiato e amareggiato! FERRO, GOLESE CURIOSITÀ Quando questo ridicolo statista finalmente andrà a casa, che fine faranno - professionalmente parlando - i vari Minzolini che nascondono le vergognose vicende berlusconiane? F.S. CHI C'È DIETRO LE GABBIE Gabbie salariali? Passi indietro grazie ai quei lavoratori tesserati CGIL che hanno votato Lega. EROS BIZZARRI GIÀ CHE CI SIAMO Già che ci siamo, perché non rimettiamo in auge il cottimo e il baratto per il Sud? Così la Lega sarà contenta, il governo vivrà più a lungo e grazie ai condoni, gli evasori fiscali potranno dormire tranquilli. Marco albani VAI FINO IN FONDO, GIANFRANCO Fini ha parlato bene in Belgio ma, se ha cambiato idea sugli emigranti, perché non ripudia la legge infame che ha scritto con Bossi? mara guarino Visualizza la pagina in PDF

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classi e organici: (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-08-2009)

Argomenti: Scuola

FERRARA PRIMO PIANO pag. 4 classi e organici: «Vicini al caos» delle lezioni: «Saranno pesanti il sovraffollamento e i rischi per la sicurezza» di STEFANO LOLLI ALTRI TAGLI NETTI. Nuove sforbiciate, ancora più drastiche di quelle prefigurate nelle scorse settimane. E per le scuole ferraresi, più che il ciclico allarme estivo sui problemi della riapertura, si prospetta una specie di... cataclisma. «MOLTI PLESSI rischiano addirittura di non poter aprire!». Fausto Chiarioni, sindacalista della Cgil, lancia un'esclamazione che non vuol essere, precisa subito, «il monito corporativo, a difesa di posti di lavoro comunque importanti: l'applicazione di riforme imperfette rischiano di causare la paralisi della scuola pubblica». Ma entriamo nei numeri: alla luce anche degli interventi comunicati venerdì scorso ai sindacati di categoria dall'Ufficio Scolastico Provinciale, «i tagli rispetto all'anno scolastico 2008-2009 saranno di 114 docenti afferma Anna Cavallini dello Snals , e di 66 assistenti tecnici amministrativi». EPPURE IL NUMERO degli studenti è destinato a crescere, ed in maniera particolarmente sensibile: saranno circa 1000, dal 1° settembre, gli alunni in più, con una forte presenza di giovani stranieri e di disabili. «Eppure rispetto alle 978 classi medie e superiori richieste dai dirigenti scolastici prosegue la sindacalista , l'amministrazione ha concesso 25 classi in meno, mentre delle 14 classi di scuola primaria a 40 ore settimanali richieste dai genitori, ne verranno attivate meno della metà...». Da giorni, affermano i rappresentanti sindacali (uniti senza eccezioni in questa battaglia), si fà la conta di insegnanti, personale amministrativo, tecnici e bidelli; ma le alchimie contabili non tornano. Venerdì scorso come detto, in sede di assegnazione del cosiddetto organico di fatto', i numeri già traballanti del personale necessario ha subito ulteriori riduzioni. «SONO STATI AD esempio tagliati altri 10 amministrativi, quando ne servirebbero complessivamente 15 in più riprende Chiarioni , per assumere dieci bidelli e garantire l'apertura materiale delle scuole». Ma la sensazione è che la coperta' per le scuole ferraresi sia ormai striminzita: «I numeri pesano, e con questi tagli denunciano Filippo Burgio della Uil e Alessandra Zangheratti della Cisl anche per i nostri plessi non potrà essere garantita la stabilità formativa». Non si tratta, spergiurano i sindacati, solo di una critica politica alle riforme dei ministri Gelmini e Tremonti che su scala nazionale prefigurano una riduzione degli organici di 113 mila unità in tre anni , ma di problemi reali di sopravvivenza di un settore cruciale. TORNANDO AI contraccolpi previsti nel ferrarese, basti pensare solo a quelli per la mancata concessione di 18 posti da docente: «E' a rischio la sopravvivenza dei corsi di scuola serale afferma Chiarioni , da sempre fondamentali per migliaia e migliaia di lavoratori e di cittadini, e che invece potrebbero essere soppressi». Un problema, in questo caso, «anche di carattere sociale incalza Burgio , nei confronti delle categorie più deboli. L'impianto della riforma, perciò, assomiglia sempre più ad uno smantellamento del settore scuola». MA RESTIAMO ALLE criticità materiali. Molto temuto, in particolare, il sovraffollamento delle classi, sia alle medie che alle superiori: siamo già di fronte ad aule in molti casi zeppe di alunni (28-29, ben oltre il limite di legge), e la sensazione è che da settembre la densità fra i banchi sia destinata ad aumentare in modo consistente. A ciò si aggiunge che le classi sono talvolta «ubicate in aule del tutto inadeguate ad accoglierle prosegue la denuncia dei sindacati , con i conseguenti problemi in termini di sicurezza e di vigilanza delle scuole. Spesso un solo bidello si troverà a dover garantire la sorveglianza in edifici di più piani...». NON SONO MANCATE, va detto, anche le immissioni in ruolo: «Si tratta però di un numero esiguo, largamente inferiore alle necessità sottolinea Fausto Chiarioni , e legate alla stabilizzazione' di personale precario che già lavora da tempo nelle nostre scuole. Le assunzioni, va detto, non copriranno neppure il turn over, perciò anche sotto questo profilo il panorama si prospetta desolante». Ciò ricadrà anche sul destino dei supplenti', la cui presenza per effetto delle nuove disposizioni del governo rischia di essere ancor più precaria, e sporadica, di quanto non sia stata nel recente passato. Di qui l'appello lanciato anche alle istituzioni locali (Provincia e Comune) per un pressing nei confronti dell'Ufficio Scolastico Regionale: «Se non troveremo presto attenzione concludono Cgil, Cisl, Uil e Snals , la scuola ferrarese verrà affossata».

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Caserta maglia nera delle spiagge (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-08-11 - pag: 19 autore: Ambiente. Rapporto del ministero del Lavoro sulla balneabilità delle coste Caserta maglia nera delle spiagge Massimiliano Del Barba MILANO Estate da bollino verde, anzi azzurro, per buona parte degli oltre 7mila chilometri di coste che circondano l'Italia. Il 96% dei quasi 5mila siti balneari italiani ha infatti superato anche quest'anno la prova balneabilità imposta dall'Unione europea, secondo i dati del Rapporto elaborato dal governo. Non mancano però le aree in emergenza. La maglia nera della balneabilità spetta alla provincia di Caserta a causa di sversamenti illeciti di rifiuti e da una cronica carenza di impianti di depurazione e collettamento. Il rapporto Il Rapporto acque di balneazione 2009 pubblicato dal ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, ha fotografato una situazione sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno: secondo i dati forniti al ministero dalla rete delle Arpa regionali, dei 5.175 chilometri di costa sottoposti a controllo, sono 4.969 i chilometri considerati balneabili mentre, dei restanti 2.200, sono 198 quelli interdetti perché inquinati (il resto rimangono «non accessibili al monitoraggio» essendo porti o foci di fiumi). Un risultato che porta l'Italia sul podio europeo appena dietro alla Grecia. Il primato delle coste a "bollino azzurro" spetta a Basilicata, Molise ed Emilia-Romagna, con il 100% delle spiagge risultate a norma. A ruota la Sardegna, con il 99,9%, e la Toscana, con il 99,8 per cento. Un trend «decisamente positivo», se si pensa che nel 1990 risultavano conformi ai valori guida imposti dalla direttiva europea l'81,3% delle acque italiane e che nel 2008 la percentuale è salita al 91,9 per cento. In sintesi, su 56 province che si affacciano sul mare, ben 24 hanno raggiunto il 100% di balneabilità. Inoltre, in 37 province la balneabilità è superiore alla media nazionale ( 96%), mentre solo in cinque la media è inferiore al 90 per cento. Ribaltando invece la classifica, è la Campania a indossare la ben poco invidiabile maglia nera, con solo l'80,8% dei siti dove è possibile immergersi senza correre rischi per la salute, seguita dal Veneto, con l'89,8%,dal Lazio (92,8%)e dalla Calabria (93,3%). A livello provinciale, pagelle con voti insufficienti per Rovigo (24,9 le spiagge off limits), Napoli (19,8%) e Roma (13,6%). «L'inquinamento delle acque di balneazione – spiega il rapporto –è dovuto in larghissima parte a inquinanti biologici: i coliformi (totali e fecali), gli streptococchi e le salmonelle motivano l'84% delle interdizioni alla balneazione, mentre la restante parte è dovuta a inquinamento chimico e fisico». Il caso Caserta Da vero e proprio libro degli orrori il caso del litorale casertano, con il 66% di coste inquinate il "peggiore della classe". Liquami scaricati in mare, depuratori che non funzionano, opere di collettamento insufficienti, eccessivo sfruttamento del suolo agricolo con relative infiltrazioni nella poco profonda falda freatica di liquami zootecnici e concimi chimici: un mix da incubo che ha finito per far insorgere enti locali, associazioni ambientaliste e operatori turistici, inermi di fronte al visibile spopolamento di spiagge e scogliere. «Il grosso nodo irrisolto ormai da più di trent'anni – spiega Alessandro Diana, direttore generale della Provincia di Caserta – è la gestione dei corsi d'acqua come il Volturno e l'Agnena, molto inquinati dai continui sversamenti delle aziende agricole e zootecniche, ma soprattutto dei Reggi Lagni, un sistema fognario a cielo aperto di epoca borbonica che convoglia molte delle acque nere dell'entroterra verso il mare, responsabile del 70% dell'inquinamento. Nel 1973, dopo l'epidemia di colera che si era abbattuta sulla zona, è stata iniziata la costruzione di una serie di depuratori che tuttavia non hanno mai lavorato a pieno regime». Responsabilità che, tuttavia, andrebbero divise anche col sistema produttivo retrostante la costa: «Dietro le spiagge – racconta Giuseppe Messina di Legambiente Caserta – c'è la Campania felix, un'area dove su un totale di 107mila ettari di terreno trovano spazio 40mila aziende agricole e zootecniche. Un'attività intensiva altamente nociva per l'ecosistema che, in presenza di una falda freatica a meno di 40 centimetri dalla superficie del suolo, riceve ogni giorno quantità insopportabili di reflui animali e di anticrittogamici. Inoltre, in questa zona, ogni anno vengono letteralmente appoggiati sul terreno circa 7 milioni di tonnellate di rifiuti provenienti in maggioranza dal nord industrializzato, parte dei quali vengono bruciati nottetempo in 17 siti sparsi nella campagna fra Napoli e Caserta. Si tratta di un vero e proprio abuso più volte denunciato e descritto anche nel Rapporto ecomafie di Legambiente. Insomma – conclude amaro Messina – la nostra ricchezza è diventata la nostra disgrazia». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Test di terza media, risultati falsati al sud (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 11-08-2009)

Argomenti: Scuola

ultimo aggiornamento: 10 august 2009 22:15 Esami di terza media Roma. Tempi duri per i furbi. I primi risultati della prova unica nazionale di terza media, con test di italiano e matematica uguali per tutti i 570 mila esaminandi, sono risultati essere falsati nelle regioni del Sud, Campania e Calabria in particolare. Test che, depurati dalle "furbate" hanno anche detto che, nel campione di scuole esaminato, gli alunni del Centro-Nord sono piu' preparati di quelli del Sud, in barba alle classifiche dei voti, assegnati dalle singole scuole senza un unico criterio nazionale. Voti che spesso sono risultati essere in media molto alti proprio in alcune scuole del Meridione. A scoprire chi ha "copiato" e' stato l'Invalsi, l'Istituto di valutazione del sistema educativo, chiamato per il secondo anno dal ministero dell'Istruzione a elaborare, e correggere, quella che e' considerata l'unica prova oggettiva della preparazione degli studenti. Un test a risposta multipla o aperta, simile a quelli utilizzati dalle organizzazioni internazionali, come l'Ocse, per stilare quelle classifiche sulla preparazione degli studenti, che negli ultimi anni hanno visto l'Italia in posizioni molto lontane dalle prime. Ed e' stato proprio l'Invalsi a parlare di "forte connotazione territoriale nelle indicazioni di comportamenti opportunistici". Il carattere oggettivo del test, puo' aver indotto qualcuno a pensare che fosse meglio dare un "aiutino" ai risultati: i ragazzi potrebbero aver copiato o aver ricevuto suggerimenti. Questo ha di fatto falsato l'oggettivita' dei risultati. Il tutto, forse, per tutelare il "buon nome" della scuola. "Trucchi" che, pero', il sistema di analisi dell'Invalsi ha scoperto, con tanto di classifica che vede anomalie in Campania, Calabria, Sicilia e Puglia per oltre la meta' delle scuole. Con risultati peggiori anche per la matematica. Infine, la media dei punteggi ottenuti nel test dai ragazzi e' stata: per l'italiano al centro-nord 28,4 contro 25,1 del sud; per la matematica 18,7 al nord, 18,4 al centro e 15,5 al sud. E in un futuro anche molto prossimo, una prova nazionale come quella per la terza media (che per questi primi due anni non ha fatto media nel risultato finale dell'esame) potrebbe essere introdotta anche alla maturita'. In tal senso si e' espressa il 18 giugno scorso il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, proprio nel giorno di svolgimento del test Invalsi.

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Campania, Calabria, Sicilia e Puglia (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 11-08-2009)

Argomenti: Scuola

Risultati falsati e risistemati «Furbe» Campania, Calabria, Sicilia e Puglia Roma. Tempi duri per i furbi. I primi risultati della prova unica nazionale di terza media, con test di italiano e matematica uguali per tutti i 570 mila esaminandi, sono risultati falsati nelle regioni del Sud, Campania e Calabria in particolare. Test che, depurati dalle «furbate» hanno anche detto che, nel campione di scuole esaminato, gli alunni del Centro-Nord sono più preparati di quelli del Sud, in barba alle classifiche dei voti, assegnati dalle singole scuole senza un unico criterio nazionale. Voti che spesso sono risultati essere in media molto alti proprio in alcune scuole del Meridione. A scoprire chi ha «copiato» è stato l'Invalsi, l'Istituto di valutazione del sistema educativo, chiamato per il secondo anno dal ministero dell'Istruzione a elaborare e correggere quella che è considerata l'unica prova oggettiva della preparazione degli studenti. Un test a risposta multipla o aperta, simile a quelli utilizzati dalle organizzazioni internazionali, come l'Ocse, per stilare quelle classifiche sulla preparazione degli studenti, che negli ultimi anni hanno visto l'Italia in posizioni molto lontane dalle prime. Ed è stato proprio l'Invalsi a parlare di «forte connotazione territoriale nelle indicazioni di comportamenti opportunistici». Il carattere oggettivo del test può aver indotto qualcuno a pensare che fosse meglio dare un «aiutino» ai risultati: i ragazzi potrebbero aver copiato o aver ricevuto suggerimenti. Questo ha di fatto falsato l'oggettività dei risultati. Il tutto, forse, per tutelare il «buon nome» della scuola. «Trucchi» che, però, il sistema di analisi dell'Invalsi ha scoperto, con tanto di classifica che vede anomalie in Campania, Calabria, Sicilia e Puglia per oltre la metà delle scuole. Con risultati peggiori anche per la matematica. Infine, la media dei punteggi ottenuti nel test dai ragazzi è stata: per l'italiano al Centro-Nord 28,4 contro 25,1 del Sud; per la matematica 18,7 al Nord, 18,4 al Centro e 15,5 al Sud. E in un futuro anche molto prossimo, una prova nazionale come quella per la terza media (che per questi primi due anni non ha fatto media nel risultato finale dell'esame) potrebbe essere introdotta anche alla maturità. In tal senso si è espressa il 18 giugno scorso il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, proprio nel giorno di svolgimento del test Invalsi.

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Casa Bianca contro associazione no profit "Via Sasha e Malia dai manifesti" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 11-08-2009)

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WASHINGTON - Associazione medica no profit cita Malia e Sasha Obama in un manifesto per sensibilizzare l'opinione pubblica sul cibo sano. La Casa Bianca ne chiede il ritiro: "Le figlie del presidente sono off limits". Ma la pubblicità resta dov'è. Jasmine Messiah ha 8 anni, vive a Miami ed è vegetariana. La mensa della scuola pubblica che frequenta, non prevede un menù apposito per lei né per altri bambini che desiederano alimentari in maniera diversa, magari con cibi biologici. Che cosa rende Jasmine così particolare tanto da meritarsi di essere citata dal Washington Post? E' la testimonial di una campagna pubblicitaria che compare da una settimana nelle stazioni della metropolitana di Washington e che ha fatto arrabbiare il presidente degli Stati Uniti. Obama e famiglia non hanno gradito, infatti, che nel manifesto venissero citate le due figlie di Barack: Malia e Sasha. "Le figlie del presidente Obama mangiano cibi salutari a scuola. Perché io non posso?" chiede sorridendo Jasmine. Un'attacco indiretto, ma netto alla scelta della famiglia presidenziale di iscrivere le figlie alla Sidwell, una lussuosa scuola privata della capitale, dove molta attenzione è riservata alla corretta alimentazione degli alunni. Cosa che non accade nelle scuole pubbliche del paese. Il poster, infatti, fa parte di una campagna promossa da un'associazione di medici no profit, il Physicians Committee for Responsible Medicine, che chiede il miglioramento dell'alimentazione dei bambini americani introducendo nelle mense cibi più sani. Il manifesto resta dov'è. Il presidente del Comitato per la medicina responsabile, il nutrizionista Neal Barnard, ha rivelato di aver ricevuto una telefonata da due consiglieri di Obama subito dopo la comparsa dei primi manifesti. "Sono persone molto carine, mi piacciono molto - ha detto - ma hanno chiamato e mi hanno detto: per favore ritirate i manifesti, non potete citare i bambini, e mi hanno fatto sapere che parlare delle bambine del presidente è off limits". Nonostante questo il comitato si è rifiutato di sospendere la campagna, almeno per il momento. Anche perché per tapezzare Washington di questi manifestisti hanno sborsato ben 20 mila dollari. Non poco per una associazione no profit. OAS_RICH('Middle'); Il precedente. La storia, ripresa oggi in prima pagina dal Washington Post, rilancia l'eterno dibattito sulla legittimità di utilizzare minorenni per i propri scopi pubblicitari, a maggior ragione se sono i figli del Presidente degli Stati Uniti. Sulle figlie di Obama, si scatenò già una polemica simile quando nel gennaio 2009, subito dopo le elezioni, una fabbrica di giocattoli, la Ty Inc. lanciò sul mercato due bambole dal nome "Sweet Sasha" e "Marvelous Malia". Un riferimento diretto alle due prime bimbe d'America che mandò su tutte le furie mamma Michelle e provocò una reazione talmente vigorosa che alla fine le bambole cambiarono nome. Off limits. "I ragazzi del presidente - commenta al Post Frank Luntz, consulente del partito repubblicano - sono sempre off-limits, sempre, senza eccezioni. Senza se e senza ma. E' una regola non scritta che bisogna rispettare". D'accordo anche Bonnie Angelo, un ex corrispondente del Time dalla Casa Bianca: "Non credo si possano usare le figlie del presidente per qualsiasi causa, buona o cattiva che sia, in cui loro non giochino alcun ruolo". (11 agosto 2009

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(sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Regionale Pagina 105 Scuola. La Cgil e la Cisl sarda criticano l'accordo Regione-Governo «I precari restano a spasso» Scuola.. La Cgil e la Cisl sarda criticano l'accordo Regione-Governo --> L'accordo Regione-Governo in difesa dei precari della scuola sarda non piace ai sindacati. Né alla Cgil, né alla Cisl che manifestano «molte riserve» sulla reale possibilità di stabilizzare quest'anno duemila dipendenti scolastici senza contratto: a questo personale (docente e non) è indirizzato il protocollo da 20 milioni di euro firmato tra l'assessore regionale all'Istruzione Maria Lucia Baire e il ministro romano Maria Stella Gelmini. CGIL «La Regione - denuncia il segretario della Cgil-scuola Peppino Loddo - non ha fatto nulla per impedire i tagli di oltre 2200 posti nella scuola sarda imposti dal ministero, ritenendoli falsamente il naturale effetto del calo demografico e non invece delle controriforme attuate. Quanto alle azioni di tutela del precariato sardo, la Giunta fallisce miseramente il suo compito, specie in un momento in cui inventa di sana pianta, con il collegato alla Finanziaria regionale 2009, una ridicola competenza della Regione stessa in materia di personale della scuola». A parte il discorso delle risorse finanziarie. «Questa Regione - continua Loddo - mette a disposizione del Governo proprie risorse, riciclando quelle esistenti per circa 20 milioni per attutire, per un anno soltanto, il disastro provocato dalla dissennata politica dei tagli: questo ha fatto l'assessore con il suo accordo, definito storico. Altro che stabilizzazione». CISL Diffidente anche il segretario della Cisl-scuola nell'Isola. «Questi precari verranno immessi in ruolo? - si chiede Enrico Frau - se così fosse saremmo i primi a esserne felici: Così purtroppo non è in quanto la stabilizzazione del precario può avvenire solo con un concorso statale. Il pericolo è che si vada verso una strada, non del tutto positiva, già percorsa con l'iniziativa dei lavoratori socialmente utili». Secondo Frau, «il protocollo ripropone semplicemente la stessa possibilità che le scuole sarde hanno utilizzato negli ultimi due anni: importante ma non risolutivo del dramma del precariato isolano». Che dire poi dei soldi? «Le risorse finanziarie sono addirittura inferiori a quelle messe a disposizione nelle due esperienze precedenti: si passerebbe - calcola Frau - dai 30 milioni già stanziati e utilizzati dalle scuole ai 20 milioni di euro, con un saldo netto di 10 milioni. Non è stabilizzazione ma una riproposta al ribasso dell'esperienza già consumata: tutto ciò mentre oltre 400 posti di docenti saranno tagliati dal primo settembre».

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l'ex ministro non si arrende "ora la gelmini faccia ricorso" - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Cronaca Giuseppe Fioroni: fu lui a firmare le ordinanze bocciate dai giudici L´ex ministro non si arrende "Ora la Gelmini faccia ricorso" Nella valutazione degli studenti alcune scuole fanno contare perfino i corsi di danza caraibica e la cucina maghrebina MARIO REGGIO ROMA - «Nel 2007 il Consiglio di Stato mi ha dato ragione respingendo la sentenza del Tar perché avrebbe discriminato gli studenti che avevano scelto l´ora di religione o un´altra attività alternativa, che concorrono nel complesso ad un punto di 25 dei crediti formativi per chi fa la maturità. Mi auguro che il ministro Gelmini impugni, in base a questo precedente, la sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio». All´ex ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ora responsabile organizzazione del Pd, la sentenza del Tar del Lazio non va proprio giù. Non le sembra che la sua ordinanza abbia discriminato gli studenti che non hanno scelto l´ora di religione? «La mia ordinanza non è affatto ideologica. Vorrei chiarire alcuni punti. L´ora alternativa è determinata e decisa dalle scuole su richiesta degli studenti e contribuisce al massimo per un punto ai crediti formativi per la maturità. Ci sono corsi di pittura batik, danza caraibica, cucina maghrebina e corsa campestre. Nulla a che vedere con i crediti scolastici che riguardano le materie d´insegnamento». Il Tar del Lazio ha dato ragione alle associazioni laiche. Non ritiene che la religione cattolica abbia un trattamento di favore? «Non credo proprio che sia così. In primo luogo la richiesta dell´ora di religione cattolica viene fatta dagli studenti maggiorenni o dalle famiglie, che comunque rispettano le decisioni del figlio che frequenta gli ultimi anni delle superiori. Se un´alta percentuale la sceglie questo significa pure qualcosa. Ma nessuno studente è obbligato. Può sempre richiedere un´attività alternativa alla religione e sarà la scuola a decidere le forme e l´organizzazione». In realtà le scuole hanno già a disposizione i docenti di religione di ruolo, mentre per la corsa campestre, diciamo così, è più complesso. «Questo è vero. Ma nessuno impedisce di richiedere una materia alternativa. Il ragazzo che non esprime una scelta esce un´ora prima». Lei è convinto che la sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio discrimini chi sceglie la religione cattolica? «Non solo chi fa questa scelta. Ma tutti quelli che scelgono l´ora alternativa che, alla fine, applicati i parametri alle presenze porta da 0.10 a 0.20 di punto ai crediti formativi. Alla fine porterà alla non scelta con l´incentivo di fare un´ora di meno a settimana».

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rimborsi agli insegnanti denunciate disparità (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

I docenti delle tendopoli: siamo stati umiliati Rimborsi agli insegnanti Denunciate disparità Lettera di protesta indirizzata al responsabile dell'Ufficio scolastico della regione e al ministro Gelmini L'AQUILA. Disparità di trattamento nell'erogazione degli stipendi fra gli insegnanti che hanno lavorato nelle tendopoli (incasseranno mille euro) e quelli che hanno prestato servizio nei Centri operativi misti (1.500 euro). E' quanto denuncia un gruppo di docenti in una lettera inviata al direttore generale dell'Ufficio scolastico e al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. La protesta è esplosa dopo che è stata diffusa la circolare dell'Ufficio scolastico regionale dove sono state rese note le somme da attribuire ai docenti che hanno prestato servizio nei campi tenda dopo il sisma del 6 aprile: euro 1.500 agli insegnanti referenti dei Com; euro 1.000 per i responsabili di tendopoli; euro 300 per personale Ata e insegnanti nelle tendopoli. «Esprimiamo il disappunto, un senso di frustrazione e la profonda umiliazione per il trattamento che ci è stato riservato», affermano le insegnanti che hanno lavorato nelle tendopoli, «non si tratta di una questione di denaro, anche se in questo momento e in queste condizioni i soldi fanno comodo a tutti, ma di dignità e di riconoscimento dell'abnegazione, della fatica e dei grandissimi disagi che ognuno di noi ha affrontato. Eravamo noi in prima linea, sotto le tende, al freddo e in mezzo al fango, o a un caldo che si aggirava intorno ai 40 gradi e che nessun condizionatore riusciva ad attenuare, al rischio di contagio di malattie infettive e di parassiti. E che dire del fatto che non poche di noi hanno affrontato ogni giorno lunghi viaggi di andata e ritorno, chi dalla costa, chi da Roma, e che altre hanno affittato a proprie spese una casa in un paese fuori dal cratere sobbarcandosi anche le spese degli spostamenti? Tutto questo per senso del dovere, per amore dell'Aquila e degli aquilani, per condividere in modo attivo e partecipativo l'enorme tragedia che ha colpito tutti indistintamente e principalmente per esserci, per soffrire e rinascere insieme. Noi abbiamo scelto di prestare servizio volontario nelle tendopoli a testimonianza di una componente insegnanti che c'è anche nella tragedia. E' possibile che il lavoro di chi era referente del Com valga 5 volte il lavoro di insegnamento nelle tende? E' così che ci ringrazia il ministro Gelmini? E' questa la considerazione che ha di noi il direttore generale, Carlo Petracca? Alla luce di quanto sopra», conclude la nota scritta dal gruppo di docenti, «chiediamo un incontro chiarificatore che possa essere risolutivo e riparatore dell'ingiustizia e della discriminazione che ci sono state riservate».

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università, tagliati dieci corsi di laurea "studenti, scegliete un altro curriculum" - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-08-2009)

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Pagina VI - Genova L´università razionalizza l´offerta formativa ed elimina il 10 per cento degli indirizzi Università, tagliati dieci corsi di laurea "Studenti, scegliete un altro curriculum" Falchi Pellegrini: "Nessuno perderà la sua laurea. Garantiremo l´offerta formativa" MICHELA BOMPANI L´università cancella dieci corsi di studio per razionalizzare le proprie risorse e gli studenti che l´anno scorso avevano pianificato un percorso per completare un certo corso di laurea, non trovano più parecchi degli esami scelti. Ma l´università tranquillizza i giovani assicurando che se insistono nel volersi laureare, per esempio, nell´indirizzo sociologico di Scienze Politiche avranno tre anni per farlo, anche se quell´indirizzo è stato cancellato. Gli studenti obiettano che laurearsi con un´etichetta a cui non corrispondono adeguati contenuti è un´assurdità. Pino Boero, prorettore alla Formazione, ha supervisionato i "tagli" ai corsi, che però sono stati gestiti direttamente dalle singole facoltà, cui compete anche informare gli studenti e gestire il periodo di "transizione". Spiega: «Anche se il ministro Gelmini aveva indicato il 20% di corsi da tagliare, noi ci siamo attestati, per ora, sul 10%. Le facoltà hanno indicato i corsi che andavano cancellati in base a tre criteri: il numero esiguo di studenti, i dati sugli sbocchi occupazionali e il numero di professori disponibili». Riguardo allo spaesamento dei ragazzi Boero aggiunge: «Tocca alle facoltà informare e garantire agli studenti ciò che va loro garantito». La razionalizzazione dell´offerta formativa potrebbe proseguire anche nel 2010: «Secondo me - prosegue - ci sono i presupposti per tagliare un altro 10%: questa riorganizzazione non comporta risparmi economici a breve distanza, ma offre grandi opportunità sulla qualità della programmazione futura per garantire più opportunità agli studenti. L´obiettivo? Creare un solido e compatto corpo di lauree triennali, sfoltendole ancora un po´, e accentuare le specificità delle lauree specialistiche, che poi sono quelle che qualificano gli allievi». Anche Maria Antonietta Falchi Pellegrini, preside della facoltà di Scienze Politiche, tranquillizza e invita gli allievi a non farsi prendere dal panico: «C´è una legge che ci ha imposto tutto questo, non potevamo sottrarci ed è un anno che ne parliamo ai nostri studenti, non posso credere che ci sia qualcuno che ancora non sa». Falchi Pellegrini assicura che nessuno "perderà" la sua laurea: «Ricorreremo a qualche docente a contratto, dirotteremo gli studenti su corsi "affini": gli allievi avranno garantita tutta l´offerta formativa». La preside spiega che a Scienze Politiche le tre lauree triennali sono diventate due, quelle magistrali sono passate da cinque a quattro. La laurea in giornalismo ha cambiato nome. Ora si chiama "Informazione e editoria": «Non è una tragedia, invito i ragazzi alla tranquillità, ciascuno avrà garantito ciò che gli spetta. Agli allievi dei corsi che non esistono più consiglio vivamente di fare un passaggio di corso: non costa nulla e così s´immettono in un curriculum attivo».

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Il Tar del Lazio esclude i prof di religione dagli scrutini e dai crediti nella scuola (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Tar del Lazio esclude i prof di religione dagli scrutini e dai crediti nella scuola MASSIMO SOLANI I professori di religione cattolica non possono partecipare «a pieno titolo» agli scrutini scolastici e l'insegnamento della loro materia non può concorrere alla formazione del credito scolastico per gli esami di maturità. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, sentenza numero 7076, che lo scorso 17 luglio ha accolto due ricorsi presentati da alcuni studenti, associazioni di genitori e confessioni religiose non cattoliche contro due ordinanze emanate dall'allora ministro per la Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni prima degli esami di Stato del 2007 e del 2008. Secondo i giudici amministrativi, infatti, «l'attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione» in contrasto col principio della laicità dello Stato ribadito dalla Corte Costituzionale. Non solo, perché secondo il Tar le ordinanze del ministro Fioroni hanno «portato all'adozione di una disciplina annuale delle modalità organizzative degli scrutini d'esame, che appare aver generato una violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del pensiero». Dopo aver infatti ricordato il principio della laicità dello Stato quale «garanzia per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo confessionale e culturale», il tribunale amministrativo ha ricordato che «sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico». «Lo Stato - hanno proseguito i giudici - dopo aver sancito il postulato costituzionale dell'assoluta, inviolabile libertà di coscienza nelle questioni religiose, di professione e di pratica di qualsiasi culto "noto", non può conferire ad una determinata confessione una posizione "dominante" - e quindi una indiscriminata tutela ed un'evidentissima netta poziorità - violando il pluralismo ideologico e religioso che caratterizza indefettibilmente ogni ordinamento democratico moderno». I RICORSI E contro la prima ordinanza del ministro Fioroni le associazioni avevano presentato ricorso già nel 2007 ottenendo dal tar una sospensiva poi annullata dal Consiglio di Stato. identico ricorso venne poi presentato l'anno successivo, tanto che il tribunale amministrativo ha deciso di riunificare i due procedimenti nella sentenza del 17 luglio scorso. Ed un terzo ricorso è stato presentato nei mesi scorsi contro una simile ordinanza riproposta dall'attuale ministro Mariastella Gelmini. ««Rispetto com'è ovvio la sentenza - spiegava ieri Fioroni - Ho tuttavia dato attuazione a un quadro legislativo e a una normativa precedente e vigente». «Ma la scelta di frequentare l'ora di religione - ha ribattuto Angela Nava, presidente del Coordinamento Genitori Democratici (una delle associazioni che hanno presentato il ricorso) - attiene ai convincimenti personali, non può essere misurata come una materia di insegnamento». «Ora - ha commentato Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil - il ministero dovrà garantire piena libertà di scelta». Di «sentenza bizzarra e discriminatoria» frutto di magistrati che sono «teste avulse dalla realtà» ha parlato invece il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri. «È meglio prenderli in giro - ha spiegato - perché se dovessimo prenderli sul serio, ci sarebbe da piangere. È una decisione estemporanea che sarà sicuramente cancellata». Il Tar boccia due ordinanze dell'allora ministro Fioroni. I prof di religione non possono partecipare agli scrutini e il loro insegnamento non può concorrere alla formazione del credito. «Violato il principio di laicità».

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Così le cattedre inutili resistono ai tagli (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

Così le cattedre inutili resistono ai tagli università. La riforma Gelmini prevede la soppressione dei corsi più eccentrici. Però nel 2010 a Pisa ci si potrà ancora laureare in Scienze erboristiche, a Pavia in Fiore e verde, a Torino in Cultura delle Alpi. E un laureando in Lettere di Cagliari... di Sabrina Cuccaro Più soldi agli atenei virtuosi e tagli dei corsi inutili. Sono questi i principi cardine della riforma dell'università voluta dal ministro Mariastella Gelmini. Non è andata esattamente così. Sulla bagarre che si è scatenata in seguito ai tagli inflitti alle università poco virtuose si è detto di tutto e il contrario di tutto. È scesa in campo perfino la Sfida (Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità) secondo cui «a pagare i tagli saranno ancora una volta le fasce degli studenti deboli, in particolare quelle dei disabili». Altro che fasce deboli, secondo il senatore Maurizio Gasparri: «Col nuovo taglio dei corsi inutili è stato inferto un duro colpo alla logica dei baroni», ha dichiarato. Fatto sta: è già stata avviata una razionalizzazione dei corsi e secondo il ministero dell'Istruzione, negli ultimi mesi ne sarebbero stati tagliati il 20 per cento. La riforma prevede comunque la «disattivazione obbligatoria dei corsi di studio con basso numero di studenti». Ma a spulciare l'elenco delle cattedre per l'anno accademico 2009/2010, i corsi bislacchi, quelli che non vedono il pienone nelle aule per intenderci, ci saranno, eccome. Sono, nella maggior parte dei casi, corsi di laurea interfacoltà che, secondo i malpensanti, servirebbero a garantire un aula al figlio o al parente di turno. E a tenerli in vita per quest'anno accademico saranno soprattutto le università "virtuose". In primis, l'università di Pisa che ha mantenuto il corso di laurea triennale (interfacoltà) in Scienze della Pace. I laureati troveranno occupazione in «ruoli di composizione amichevole in situazioni conflittuali». Certo, le aule non sono affollatissime e secondo lo stesso ateneo solo un terzo degli studenti, dopo la laurea triennale, trova lavoro. Ma si vuole mettere: studiare per la pace nel mondo? Altro bislacco corso all'Università di Pisa che, di certo, non manca di fantasia è quello in Scienze Erboristiche. Il corso è finalizzato alla «formazione di un tecnico specializzato nella produzione, raccolta e commercializzazione al dettaglio e all'ingrosso di piante ad uso erboristico»; insomma, tutto quello che fa il classico erborista sotto casa, anche senza laurea. Secondo l'ateneo, il 44 per cento trova lavoro subito dopo i tre anni di studio (con la speranza che non abbiano aperto un'erboristeria). Gli amanti della natura hanno comunque vasta scelta nel panorama universitario italiano. All'università di Pavia (anche questa virtuosa) c'è il corso di laurea del Fiore e del verde, finalizzato «a preparare professionisti nell'arte dell'utilizzo del materiale vegetale per arredare spazi chiusi e aperti, parchi e giardini». Ai primi posti, tra le università virtuose c'è quella di Torino. Però, il corso di laurea in Scienze e turismo alpino proprio non poteva rimanere. Troppi pochi studenti. Così è diventato Scienze e cultura delle Alpi, con l'obiettivo di formare una "innovativa" figura di laureato «in grado di riconoscere i beni materiali e immateriali presenti nello spazio alpino, per una fruizione sostenibile del territorio». Le medesime parole varrbbero anche per un aspirante turista alpino. Infine, l'università di Firenze non se l'è sentita di rinunciare al corso di laurea triennale in Tecnologie del legno. Il laureato sarà un «tecnico delle lavorazioni e della commercializzazione del legno, con competenze di carattere tecnico, produttivo, commerciale e gestionale». Non si capisce bene quale sia la differenza con un falegname. Anche tra le università bocciate, peraltro, ben poche hanno rinunciato ai "corsi inutili" (ma Camerino ha detto addio alla Fisiologia del fitness). All'Università di Cagliari verranno tagliati 500 mila euro ma la Facoltà di lettere e filosofia non ha potuto fare a meno della laurea specialistica in Lingua, letteratura e cultura della Sardegna. D'altronde, il sardo è un must per ogni laureato in lettere. 12/08/2009

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SCRITTE vandaliche, danni nelle aule, raid di baby gang, nelle scuole italiane da anni si vede di tu... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 3 SCRITTE vandaliche, danni nelle aule, raid di baby gang, nelle scuole italiane da anni si vede di tu... SCRITTE vandaliche, danni nelle aule, raid di baby gang, nelle scuole italiane da anni si vede di tutto e di più. Qualche tempo fa, proprio commentando una di queste vicende il ministro all'Istruzione Gelmini aveva lanciato l'nvito chi dovrà prendere provvedimenti contro gli autori delle bravate: a far in modo che siano loro stessi a risarcire la scuola vandalizzata, lavorando fino a quando i danni non saranno completamente ripagati.

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ANCORA due settimane di attesa snervante per i precari della scuola... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

ANCONA PRIMO PIANO pag. 3 ANCORA due settimane di attesa snervante per i precari della scuola... ANCORA due settimane di attesa snervante per i precari della scuola che dovranno attendere le nomine del 24 agosto per sapere se verranno assunti e con quale contratto. In ogni caso, come annunciato ieri in un comunicato unitario dei sindacati Flc- Cgil, Cisl scuola, Uil scuola e Snals «le nomine definite dal Miur sono assolutamente inconsistenti se rapportate al numero dei posti vacanti». Nelle Marche saranno 186 i docenti «fortunati» che otterranno un contratto a tempo indeterminato, a fronte di 1045 posti: in pratica uno su sei. Le immissioni in ruolo più consistenti riguardano gli insegnanti di sostegno (80, circa la metà dei posti disponibili), seguiti dai maestri della scuola dell'infanzia (61 posti). Mentre le briciole andranno ai docenti della scuola primaria (11 posti in tutta la regione) e secondaria di secondo grado (14 posti). Tra gli Ata (tecnici e amministrativi) la situazione precipita: solo 239 immissioni autorizzate a fronte di 1858 posti vacanti totali, quindi un'assunzione ogni 8 lavoratori. Secondo le segreterie sindacali, i tagli pesanti agli organici voluti dai ministri Gelmini e Tremonti produrranno effetti devastanti per i tantissimi lavoratori precari della scuola che vedono sfumare ogni possibilità di lavoro. Nelle scuole marchigiane infatti ci sono ben 210 docenti in esubero (soprannumerari), concentrati soprattutto nella secondaria di secondo grado (licei). A causa dei tagli si ridurranno fortemente anche le supplenze: secondo le proiezioni 196 supplenti verranno licenziati nella secondaria, tra medie e Istituti superiori, cui si aggiungono altri licenziamenti nella scuola primaria. Nel dettaglio delle immissioni, verranno assunti a tempo indeterminato 65 docenti ad Ancona (e 74 Ata), 37 ad Ascoli (e 56 Ata), 33 a Macerata (54 Ata), 51 a Pesaro (55 Ata). E' prevista infine solo un' immissione in ruolo per gli educatori, nella provincia di Macerata.

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Maenza: (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA GIORNO & NOTTE pag. 26 «Entri nelle scuole il Dante di Bene» Maenza: «Finalmente si fa giustizia «AL MINISTRO dell'Istruzione Mariastella Gelmini consiglierei di far diventare testo scolastico il meraviglioso cd in cui il grande attore Carmelo Bene recita alcuni canti della Divina Commedia: una lezione altissima». La dichiarazione è di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che, durante il programma "Summertime" di Radio 24, ha esternato tutta la sua passione per Dante. Il cd, come ricorda Bonaiuti, venne registrato a Bologna il 31 luglio 1981 in occasione del primo anniversario della strage alla stazione su iniziativa di Rino Maenza, con Bene che recitava dalla cima della Torre degli Asinelli. «Nella scuola ha aggiunto si perde tempo a insegnare tante cose ai ragazzi e troppo poco per far loro conoscere Dante». «Finalmente una proposta che mette al posto giusto questa iniziativa straordinaria di Carmelo Bene che primo in assoluto ribadisce Maenza, produttore dello spettacolo e autore del volume "Carmelo Bene legge Dante'' che contiene il dvd ha avuto il coraggio di leggere Dante e la sua somma poesia in un luogo dove non si era mai fatto teatro, all'aperto, con 100 mila persone, animati tutti da una grande passione civile».

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La Gelmini a Positano ministro in bikini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 12/08/2009 - pag: 6 Su «Chi» La Gelmini a Positano ministro in bikini MILANO Vacanza di passione per Mariastella Gelmini. Il solitamente compassato ministro all'Istruzione, archiviate le recenti polemiche sulla conoscenza del dialetto da parte degli insegnanti, si è concessa una vacanza in costiera amalfitana, a Positano. È lì che è stata «colta sul fatto» dai fotografi del settimanale Chi durante alcuni momenti di effusione con il compagno Giorgio Patelli, 51 anni. Scambio di affettuosità anche per Mara Carfagna, colta dai fotografi di Chi con il compagno Marco Mezzaroma (42 anni) in Sardegna.

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 12/08/2009 - pag: 9 Paolo Bonaiuti «Nelle scuole il cd di Bene che legge Dante» ROMA «Al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini consiglierei di far diventare testo scolastico il bellissimo cd in cui il grande attore Carmelo Bene recita alcuni canti della Divina Commedia : una lezione altissima», lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio PaoloBonaiuti,ieriospitedelprogramma Summertime , su Radio 24, per parlare della sua passione per Dante: «Bene recitava dalla cima della Torre degli Asinelli a Bologna, per ricordare la strage alla stazione. Nella scuola italiana si perde tempo a insegnare tante cose ai ragazzi e troppo poco per fargli conoscere Dante, che è alla base della nostra lingua, del nostro essere italiani».

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Se l'Università si avvicina agli spot (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Spettacoli TV data: 12/08/2009 - pag: 47 A fil di rete di Aldo Grasso Se l'Università si avvicina agli spot I n questi giorni, in tv impazza la pubblicità di un noto vino, quello che si vende nei brick (contenitore di cartone paraffinato, a forma di parallelepipedo, per bevande), come il latte. Da morir dal ridere, perché è uno spot che lascia presagire lo stato della nostra università. Un professore di Agraria porta i suoi studenti in visita allo stabilimento e comincia a magnificare le doti del prodotto. In una prima versione, il docente, rivolgendosi ai suoi ragazzi, di fronte a giganteschi contenitori in acciaio dice: «Visto? Il vino buono sta anche nelle botti grandi» (il riferimento è al vecchio modo di dire «Nelle botti piccole ci sta il vino buono »), suscitando ammirazione. Peccato che quelle non siano botti, ma silos o tanks. Del resto, poco prima, a proposito del vino contenuto nei silos, si parla di umidità (la famosa umidità dei liquidi). In una seconda versione, più bonariamente, il professore ammonisce i suoi ragazzi pronti alla degustazione: «Piano con il vino!». Il tutto accompagnato da una didascalia: «Vincenzo Tini, docente universitario ». A prima vista sembrerebbe un nome inventato (poteva chiamarsi anche Botti, Fiaschi, Bottiglioni...). Ma all'Università di Bologna esiste davvero un Vincenzo Tini, professore associato (è la seconda fascia d'insegnamento, tra il ricercatore e l'ordinario), che insegna microbiologia agraria. Sul sito dell'Università c'è anche la voce «pubblicazioni» che contiene l'indicazione di due articoli scritti a più mani. E nel curriculum vitae si legge: «Ha acquisito una notevole esperienza sulla identificazione dei lieviti e sulla loro caratterizzazione. I più recenti studi hanno riguardato l'impiego di lieviti dal punto di vista enologico prendendo in considerazione molti caratteri tecnologici di qualità». Insomma, la persona adatta per fare da garante al vino che si vende nei brick. Ecco, ministro Gelmini, come finanziare l'università: con gli spot. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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le gabbie salariali innalzeranno quelle culturali ? ( poesiola satirica ) (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 12-08-2009)

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Ago 0912 le gabbie salariali innalzeranno quelle culturali ? ( poesiola satirica ) Pubblicato da Franca Corradini alle 10:09 in Scuola&Società QUESITO Al Sud la vita costa molto meno, lo può testimoniare la Gelmini, e , chi conosce bene il terreno, sa come risparmiare i quattrini. Si fanno affari, ma non è osceno: basta baciar le mani di padrini ! Puoi abilitarti in un baleno per fare l’avvocato ! La Gelmini da Brescia andò giù, a Catanzaro, e, appena giunta alla stazione, senza nessun esborso di denaro le hanno dato … l’abilitazione ! Quesito : con le gabbie salariali innalzeranno quelle … culturali ? vox testo segnalatoci da Arnaldo Amabile ( in arte Corazon ) già ospite di questo blog con la vignetta qui sopra

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Scrutini negati ai prof di religione (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

ultimo aggiornamento: 12 august 2009 09:26 Niente crediti per gli studenti dei corsi di religione Roma. Le religioni non cattoliche e le associazioni laiche, che ritengono discriminatoria l'attribuzione di un punteggio scolastico alla frequenza dell'ora di religione, hanno vinto la loro battaglia: tale discriminazione e' stata riconosciuta dal Tar del Lazio. Il tribunale amministrativo ha, infatti, accolto il ricorso presentato da 24 soggetti, tra i quali le Chiese Evangeliche, Luterana, Valdese e l'Unione delle comunita' ebraiche per l'annullamento dell'ordinanza dell'allora ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni per gli esami di Stato 2007/2008. In particolare, la frequenza dell'ora di religione cattolica non concorrera' a "l'attribuzione del credito scolastico" per gli esami di maturita"' e "i docenti di religione cattolica" non potranno partecipare "a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l'attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento". Non sono mancate le reazioni politiche, con il centrodestra che parla di sentenza "discutibile", mentre per l'opposizione si e' trattato soltanto del "minimo sindacale". Anche se Paola Binetti (Pd) ha difeso la presenza dei prof agli scrutini. Da parte sua Fioroni ha ricordato di aver solo "applicato la legge", rimandando ora la questione al ministro Gelmini. Secondo quanto riferito dai ricorrenti, nella sentenza (n. 7076/2009 del 17 luglio) e' stabilito che "un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non puo' assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico" e che lo Stato "non puo' conferire ad una determinata confessione una posizione "dominante" violando il pluralismo ideologico e religioso". "L'attribuzione - si legge nella sentenza - di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche da' luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilita' per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica". Il Tar del Lazio si era gia' pronunciato nella stessa direzione nel maggio 2007, quando accogliendo un ricorso aveva sospeso l'ordinanza. La decisione era stata impugnata dal ministero e l'Avvocatura di Stato ne aveva accolto la richiesta. Numerose le reazioni. "Ho dato attuazione a un quadro legislativo e a una normativa precedente e vigente" ha detto Giuseppe Fioroni che chiama in causa anche l'attuale ministro. "Visto che al conseguimento dei crediti formativi concorrono una serie molto ampia e varia di discipline, non ultimi anche corsi di danza caraibica - ha detto - ritengo quindi che possa contribuirvi anche l'ora di religione o della materia sostitutiva, come previsto per legge. Mi auguro su questo di poter conoscere anche il pensiero del ministro Gelmini". Resta da vedere cosa fara' viale Trastevere se presentera' ricorso o meno. Intanto, la Consulta sulla laicita' annuncia che "un nuovo ricorso per un'uguale ordinanza per l'anno scolastico successivo e' stato presentato in maggio". "La scelta di frequentare l'ora di religione attiene ai convincimenti personali, non puo' essere misurata come una materia di insegnamento". Ha commentato la presidente del Coordinamento Genitori Democratici, Angela Nava, tra le associazioni ad aver promosso il ricorso. "Soddisfazione" e' stata espressa dalla Tavola Vadese e dalla Flc Cgil. Escludere gli insegnanti di religione dagli scrutini e' a sua volta discriminatorio, invece, per Paola Binetti (Pd): "Crea dei docenti di serie A e di serie B" e questo, aggiunge, "contraddice tra l'altro l'altissimo numero di persone che scelgono l'insegnamento della religione e si aspettano che, una volta scelto, non sia un optional ma entri a pieno titolo nella valutazione". Una decisione discriminatoria anche per Maurizio Gasparri (Pdl), per il quale verra' cancellata dai successivi gradi di giudizio: "E' una decisione estemporanea che sara' sicuramente cancellata". Rincara la dose Fabrizio Cicchitto (Pdl): "Quella del Tar e' una sentenza discutibile. La materia andrebbe approfondita con serenita"'. Di diverso avviso Maurizio Turco deputato dei Radicali: "La sentenza ci sembra il minimo sindacale, ma e' triste vedere che la politica ha bisogno del Tar per decidere su queste cose".

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La Gelmini a Positano ministro in bikini (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

Su «Chi» La Gelmini a Positano ministro in bikini MILANO Vacanza di passione per Mariastella Gelmini. Il solitamente compassato ministro all'Istruzione, archiviate le recenti polemiche sulla conoscenza del dialetto da parte degli insegnanti, si è concessa una vacanza in costiera amalfitana, a Positano. È lì che è stata «colta sul fatto» dai fotografi del settimanale Chi durante alcuni momenti di effusione con il compagno Giorgio Patelli, 51 anni (LA FOTO). Scambio di affettuosità anche per Mara Carfagna, colta dai fotografi di Chi con il compagno Marco Mezzaroma (42 anni) in Sardegna. stampa |

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(sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

«Ho applicato la legge ora tocca alla Gelmini» Anna Rita Rapetta Catania. Estrazione avara e condita dalle ormai consuete polemiche sull'entità del «bottino» cui aspirano da settimane milioni di giocatori. La sestina estratta ieri non ha generato nuovi ricchi. E' andata bene solo all'Erario che in questi sei mesi di latitanza del jackpot ha incassato più di 840 milioni di euro. E non basta. La raccolta del SuperEnalotto nel 2009 ha già superato la cifra raggiunta nell'intero 2007. E nei soli quattro concorsi di agosto sono stati spesi 224 milioni di euro. La corsa al jackpot non si ferma anche se, per l'ennesima volta, la combinazione vincente (26-29-40-50-54-72; Jolly: 78; SuperStar: 85) non è stata centrata. Stesso destino per il “5+1”. Soltanto a Rieti qualcuno ha stappato lo spumante (un buono spumante) per un “5 SuperStar” che a pagato più di un milione di euro. Ora il jackpot punta al World Guinnes. Sale a 131.500.000, e dopo aver fissato il record europeo, si avvia a segnare il nuovo primato mondiale: superare il premio del Powerball, la lotteria che si gioca in trenta Stati americani, e che paga ai vincitori di prima categoria 186 milioni di dollari, pari circa ai 131 milioni di euro messi in palio per l'estrazione di domani sera. Non sarà certo il rarefarsi delle ricevitorie aperte a fermare la frebbre da jackpot. Già ieri a Roma se ne è avuta una dimostrazione. Le poche ricevitorie che non hanno abbassato le siracinesche per ferie sono state prese d'assalto. A piazza Venezia, nell'unica ricevitoria aperta si è formata una fila di decine di persone. Tutte incuranti degli appelli alla moderazione che arrivano da più parti. Dopo gli interventi dell'Antitrust e del Codacons, anche gli ambienti ecclesiastici hanno fatto sentire la propria voce. «Occorre una legge o almeno un decreto legge per fermare il SuperEnalotto», ammonisce l'arcivescovo emerito di Lecce, monsignor Cosmo Francesco Ruppi, preoccupato le famiglie che si indebitano per giocare e rischiano di finire sul lastrico. E' lo stesso cruccio di “Famiglia Cristiana” che propone - come avevano già fatto il monsignor Alberto D'Urso e padre Massimo Rastrelli - di «congelare il jackpot e di destinare il premio ai terremotati d'Abruzzo, come gesto di solidarietà, ma anche per bloccare l'accanimento verso il gioco d'azzardo che sta diventando l'altra faccia di un'Italia sempre più povera»

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Ora di religione, affondo della Cei Gelmini ricorre al Consiglio si Stato (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA È fortemente critica la reazione della Chiesa italiana alla sentenza del Tar che esclude l’insegnamento della religione dalla valutazione sul profitto scolastico degli studenti. Sulla questione interviene mons. Diego Coletti, Presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica. la scuola, l’università per il quale l’insegnamento della religione cattolica è parte integrante della conoscenza della cultura italiana, e in questo senso va intesa nel sistema scolastico italiano, non come percorso confessionale individuale. Da questo punto di vista il vero limite è l’esenzione dall’ora di religione, cioè la possibilità di non avvalersene. Ai microfoni della Radio Vaticana, mons. Coletti ha rilevato come la sentenza risulti particolarmente pretestuosa: «i crediti, il valore generale del giudizio sull’alunno, vengono dati in base alle scelte del singolo studente, il ministro Fioroni ha anche sottolineato che c’è la possibilità di avere crediti per corsi di danza caraibica. Figurarsi se il 92% delle famiglie italiane che sceglie di avvalersi della religione cattolica, se questo non debba rientrare nel computo della valutazione sull’alunno sarebbe davvero una cosa strana. Tanto più che si tratta di scelte responsabili». «Non è colpa di nessuno - ha aggiunto l’esponente della Conferenza episcopale italiana - se la cultura di questo Paese è stata segnata da secoli e in misura massiccia dalla presenza della religione cattolico. Quindi entrare in un dialogo fecondo con la cultura italiana significa anche, non dal punto di vista confessionale ma dal punto di vista culturale, entrare in dialogo con la religione cattolica. E questo è il motivo dell’insegnamento». Il ministero dell’Istruzione ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio sull’ora di religione. È quanto ha annunciato il ministro Mariastella Gelmini.«In Italia vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l’insegnamento della religione. Non si comprende perchè qualcuno voglia limitare questa libertà, è ingiusto discriminare la religione cattolica». Intanto anche gli insegnati (di religione) si stanno mobilitando. L'idea è quella di ricorrere in appello contro la sentenza del Tar che li esclude dagli scrutini e dall’attribuzione dei crediti per gli studente. Lo ha annunciato, parlando a Radio Vaticana, Orazio Ruscica, segretario dello Snadir, il sindacato autonomo degli insegnanti di religione. «Ci costituiremo in giudizio - ha detto Ruscica - e impugneremo la decisione come già abbiamo fatto nel 2007» quando la stessa sezione del Tar si era pronunciata per la sospensione della stessa ordinanza del ministero dell’Istruzione, ma contro la decisione il ministero aveva presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato. Per il segretario la decisione del Tar «non fa altro che dire che chi lavora deve essere penalizzato. Gli studenti che durante l’anno fanno una materia in più rispetto agli altri devono vedere poi alla fine dell’anno penalizzato il loro lavoro». Nell’attribuzione del credito «viene valutato - ha precisato Ruscica - sia la religione sia la materia alternativa sia lo studio individuale assistito e certificato dall’insegnante». Quindi, conclude, non si lede il diritto di libertà e non si lede il principio di laicità, si tratta di attribuire un peso all’impegno degli studenti: «Qui c’è un’altra confusione», sostiene: «Lo Stato riconosce un impegno da parte dello studente e dice: tu hai fatto qualcosa durante l’anno? Ti sei impegnato? Bene, io te lo riconosco».

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Tar su prof religione: Gelmini ricorre al Consiglio di Stato (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato che farà ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio di escludere gli insegnanti di religione dagli scrutini per gli esami di maturità. Una sentenza, quella del Tar, che ha suscitato un coro di polemiche, con la Cei in prima linea contro quella che ha definito una "assurdità". "Ho deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar", spiega la Gelmini in una nota a proposito della sentenza. Il Tar del Lazio ha ieri accolto un ricorso per l'annullamento di un'ordinanza per gli esami di stato 2007/2008 adottata dall'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni sotto il governo Prodi, che prevedeva che a determinare il credito scolastico per gli esami di maturità potesse concorrere anche la valutazione dell'insegnante di religione. Con questa sentenza, la frequenza dell'ora di religione cattolica non concorrerà all'attribuzione del credito e i docenti di religione non potranno partecipare alle deliberazioni del consiglio di classe. Secondo il Tar, infatti, "sul piano giuridico un insegnamento di carattere etico-religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico". "DIFENDERE PRINCIPI CATTOLICI CONTRO LAICITA' INTOLLERANTE" "I principi cattolici, che sono patrimonio di tutti, vanno difesi da certe forme di laicità intollerante che vorrebbero addirittura impedire la libera scelta degli studenti e delle loro famiglie di seguire l'insegnamento della religione", spiega il ministro nella nota. "L'ordinanza del Tar determina un ingiusto danno nei confronti di chi sceglie liberamente di seguire il corso", dice ancora Gelmini, sottolineando che non si può distinguere tra "docenti di serie a e di serie b". Continua...

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TAGLI ALLA SCUOLA, IL SINDACO DI ANZI: MANOVRA DELETERIA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

TAGLI ALLA SCUOLA, IL SINDACO DI ANZI: MANOVRA DELETERIA 12/08/2009 18.16.33 [Basilicata] “La deleteria azione demolitrice dell’istruzione pubblica intrapresa dal Ministro Gelmini, burocraticamente e pedissequamente applicata dall’Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata, rischia di produrre nefaste conseguenze didattiche e sociali nei piccoli comuni lucaniâ€. Lo afferma, in un comunicato stampa, il sindaco di Anzi, Giovanni Petruzzi. “Ad Anzi – aggiunge il sindaco - si ipotizza un’autentica sperequazione per quanto attiene gli alunni che nel prossimo anno scolastico frequenteranno la prima classe della Scuola secondaria di primo grado, con la previsione di una sola classe col tempo prolungato e l’altra col tempo normale. Verrebbe a determinarsi l’incresciosa istituzione di una classe di serie A e di un’altra di serie B, con prevedibili tensioni sociali all’atto della determinazione degli eventuali criteri che sovrintenderanno alle scelte degli alunni che frequenteranno col tempo prolungato (n. 18) e degli altri 10 a tempo normale. Già  con una lettera inviata al direttore Inglese lo scorso 15 maggio precisai che tutti i genitori dei suddetti alunni, all’atto delle pre iscrizioni, avevano richiesto il tempo prolungato e che tra gli iscritti alla prima classe della Scuola secondaria di primo grado di Anzi vi sono anche alunni che necessitano del sostegno, di cure fisioterapeutiche e di altri supporti specialistici. Rammento, altresì¬, che l’Amministrazione Comunale di Anzi, con Delibera di Giunta Comunale n. 21 del 18-2-2009, si è¨ formalmente impegnata a fornire sul territorio comunale di Anzi strutture idonee ed erogazioni di servizi scolastici (mensa, trasporto scuolabus, ecc.) nei tempi di scuola previsti dalla circolare n. 4 del 15-1-2009 avente ad oggetto “iscrizioni alle scuole dell’infanzia ed alle scuole di ogni ordine e gradoâ€. Il sindaco chiede, pertanto, “al Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Inglese di riconsiderare la specifica situazione delle due prime classi della Scuola Secondaria di primo grado di Anzi, garantendo ad entrambe il tempo prolungato ed evitando ogni forma di disparità  che potrebbe creare elementi di forti tensioni sociali.Qualora, ostinatamente, dovesse essere confermata la sciagurata ipotesi ventilata, ci si riserva di intraprendere, in ogni sede e con ogni mezzo, le opportune iniziative a difesa del diritto allo studio degli scolari anzesiâ.

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Prof di religione , è polemica La Gelmini annuncia ricorso (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 12-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il ministro: «Ingiusto discriminare l'insegnamento cattolico» Prof di religione e scrutini, la Gelmini annuncia il ricorso I vescovi dopo la sentenza del Tar: «La decisione dei giudici danneggia la laicità dello stato» MILANO - L'annuncio arriva nel pomeriggio: «Ho deciso di ricorrere al Consiglio di Stato». Maria Stella Gelmini promette battaglia contro la sentenza del Tar sull'ora di religione. Secondo il ministro dell'Istruzione, «in Italia vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione. Non si comprende perché qualcuno voglia limitare questa libertà. È ingiusto discriminare la religione cattolica». Il ministro spiega in una nota che «la religione cattolica esprime un patrimonio di storia, di valori e di tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata. Una unicità che la scuola, pur nel rispetto di tutte le altre religioni, ha il dovere di riconoscere e valorizzare». LA CEI - La decisione della Gelmini arriva dopo la sentenza del tribunale amministrativo del Lazio, secondo il quale i crediti scolastici aggiuntivi concessi a chi segue le lezioni di religione sono illegittimi e i docenti di religione, non avendo diritto a concorrere con il proprio insegnamento alla formazione del voto finale, non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini. Una sentenza duramente criticata dalla Cei. I vescovi parlano di «decisione vergognosa»e «pretestuosa». Per monsignor Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'Università, la decisione dei giudici è «povera di motivazioni» e «danneggia la laicità dello stato». E lo stesso presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica afferma poi che il ricorso della Gelmini è «utile» e «giusto». Il ministro, per la Coletti, ha fatto ciò che «era utile dal punto di vista istituzionale, non spettava infatti alla Chiesa prendere un decisione del genere, essendo stata contestata una scelta del ministero». Il ricorso è dunque «una cosa giusta», secondo il rappresentante della Cei, e riguarda «un problema che dovrebbe stare a cuore a tutti» e sul quale si dovrebbe «poter serenamente discutere». AVVENIRE E OSSERVATORE - Prende posizione anche Avvenire. «La decisione del Tar laziale ha già suscitato la legittima protesta dei docenti, per l'evidente tentativo, già per altro portato avanti anche nel recente passato, di emarginare l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche italiane», scrive il quotidiano cattolico. Per il giornale della Cei, siamo davanti a «un tentativo alquanto maldestro. La sentenza del Tar, infatti, arriva dopo la conclusione dei lavori della commissione paritetica Ministero dell'Istruzione-Cei, che ha deciso all'unanimità di passare dalla votazione con gli 'aggettivi' (sufficiente, buono...) ai voti numerici. Quando la decisione sarà avallata dal Consiglio di Stato, anche il voto di religione - sottolinea il quotidiano cattolico - farà media e il problema dei crediti sarà quindi superato una volta per tutte». Anche secondo l'Osservatore romano, «questa sentenza discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione come materia scolastica e tutti quei docenti che, dopo aver superato un concorso, si trovano ora a essere considerati professori di serie b». REAZIONI - La sentenza continua dunque ad alimentare polemiche. Dal canto loro, le chiese evangeliche e i Valdesi esprimono viva soddisfazione per la decisione del Tar. Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, afferma che «da cattolico, rispettoso della Chiesa e dei suoi comandamenti, non posso che condividere la decisione del Tar del Lazio in quanto in uno Stato laico tutti i cittadini, cattolici e non cattolici, hanno uguali diritti. Non ci può essere una discriminazione nel profitto scolastico su base religiosa. L'ingiustificata disparità di trattamento vìola Costituzione e diritti dell'uomo». Stesso parere da parte di Marco Rizzo, dei Comunisti-Sinistra Popolare: «Finalmente si riconosce agli studenti il diritto a essere esaminati da docenti scelti con pubblici concorsi e non dal giudizio insindacabile delle curie vescovili». «Il Tar del Lazio ha ragione, la Cei ha torto: abolire l'ora di religione» afferma Franco Grillini, presidente di Gaynet. Dall'altra parte non mancano le critiche alla sentenza, giudizi negativi che arrivano in particolare modo dal Pdl. «Siamo di fronte ad una deriva anticattolica che non ha precedenti nella storia e nella tradizione del nostro paese» ha detto in una nota il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «La Gelmini dia mandato e impugni subito quella incivile sentenza» è la richiesta che viene dal deputato dell'Udc Luca Volontè. L'ANM - Ma non è piaciuta all'Anm la presa di posizione della Cei contro la sentenza del Tar. Per il numero uno del sindacato dell toghe Luca Palamara «è legittimo che i provvedimenti giudiziari possano essere criticati e noi non possiamo che ribadirlo, purché - sottolinea - le critiche siano espresse nel rispetto di chi emette i provvedimenti. Colpiscono, nel giudizio espresso da monsignor Diego Coletti, quelle critiche che suonano solo come affermazioni generiche nei confronti di tutta la magistratura, e questa è una cosa che sentiamo molto». stampa |

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I docenti di religione, 25 mila in tutta Italia, sono sul piede di guerra rispetto alla sentenza del... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

I docenti di religione, 25 mila in tutta Italia, sono sul piede di guerra rispetto alla sentenza del Tar del Lazio che li escluderebbe dagli scrutini, sottraendo loro la facoltà di valutare i propri allievi. In questo, peraltro, hanno man forte da parte del ministero dell'Istruzione che, come già aveva fatto in passato, ha attivato i propri uffici legali per presentare tempestivamente ricorso al Consiglio di Stato contro una sentenza che non condivide. L'ora di religione, inoltre, come pochi altri temi ha la capacità di risvegliare attriti mai sanati tra le varie anime del paese, e così ieri, dai mari e dai monti in cui sono in vacanza, i politici e i sindacalisti della scuola hanno fatto sentire la loro voce. In tutto questo, lei, signora ministro Mariastella Gelmini, ha deciso di non temporeggiare e ha dato subito battaglia, è così? «Mi comporto come questo ministero si è sempre comportato in circostanze analoghe, difendendo le sue posizioni e le sue interpretazioni vidimate dalle leggi». I cattivi dicono: i vescovi hanno fatto la voce grossa e il governo è subito scattato sull'attenti. «Non c'entra nulla. Io ho risposto al Tar del Lazio che ha interpellato il mio dicastero e le mie competenze. I vescovi poi hanno protestato perché hanno visto attaccare il ruolo dei docenti di religione, ma tra questo fatto e il mio operato non c'è alcuna relazione. Io sono un membro del governo, non della Cei». Perché, comunque, questa replica così repentina e perfino stizzita? «Perché quella del Tar è una sentenza che discrimina non solo gli insegnanti, ma tutti gli studenti e le famiglie che scelgono di seguire l'ora di religione. E questo non è accettabile». Quali sono le motivazioni alla base del vostro ricorso? «Il Tar del Lazio sostiene che i ragazzi che non scelgono l'insegnamento della religione cattolica sarebbero svantaggiati. Le cose non stanno affatto in questi termini: l'insegnamento della religione cattolica non dà crediti scolastici, ma crediti formativi». Ci spieghi, prego. «Significa che non incide direttamente sul voto finale e non svantaggia quindi i ragazzi che liberamente decidono di non seguire quest'insegnamento». Gli insegnanti di religione sono docenti come tutti gli altri e possono valutare i propri allievi, oppure per loro vigono delle limitazioni? «Nel modo più assoluto non esistono insegnanti di serie A e di serie B. I docenti di religione sono insegnanti al pari di tutti gli altri. Non capisco perché non possano valutare gli allievi come fanno i loro colleghi. Questa sì che sarebbe una vera discriminazione». Per 700 mila insegnanti arrivare a un posto ha significato una lunga gavetta e vari concorsi. Per i 25 mila docenti di religione è bastata la designazione di un vescovo. Le sembra questa una discriminazione o no? «Voglio ricordare che gli attuali insegnanti di religione sono stati reclutati attraverso una concorso che ha valutato le loro capacità e la loro preparazione. Le procedure di selezione comunque sono stabilite dalle norme del Concordato, recepite dalla nostra Costituzione». Considerando le proteste e le controversie che si sono succedute in questi anni a proposito dell'ora di religione, non crede che sarebbe il caso di rivedere questa materia? «Su questa domanda devo dare due risposte diverse. La prima: l'ora di religione è stata in effetti oggetto di moltissime controversie dagli Anni Ottanta in avanti. Ma proprio per questo motivo è stato possibile affrontare molte questioni, sia quando sono state sollevate dalla magistratura amministrativa sia quando i rilievi sono venuti da altri soggetti istituzionali. Il risultato è che la materia è ormai largamente chiarita in tutti i suoi aspetti. Non può essere una sentenza del Tar, che peraltro fa seguito ad altre sentenze analoghe e che solleva un aspetto assai circoscritto, a indurci a rimettere in discussione tutto. Seconda questione: l'insegnamento della religione cattolica è definito nel Concordato tra Stato e Chiesa e non può essere rivisto senza rivedere il Concordato medesimo. E non mi pare che la cosa sia all'ordine del giorno». Presto alcune minoranze religiose (per esempio quella islamica) potrebbero diventare delle presenza importanti nella scuola italiana: è pensabile una apertura anche ad altre confessioni religiose? «Nessuno mette in discussione la libertà di religione e il rispetto nei confronti di chi appartiene ad altre confessioni religiose. La scuola è laica, e non a caso l'insegnamento della religione cattolica è facoltativo. Ma questo non significa rinunciare ai valori del cattolicesimo che fanno parte della storia del nostro Paese e sono alla base della cultura dell'Occidente. La vera laicità non ha nulla a che fare con il laicismo».

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Musica, teatro, magia e la cucina della Liguria (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

LE PROPOSTE DI OGGI SHOW DI GABRIELE GENTILE AD ALBISSOLA MARINA Musica, teatro, magia e la cucina della Liguria Varazze «Sesso e gelosia», spettacolo teatrale con il laboratorio III Millennio al Giardino delle Boschine (ore 21,30). Shopping, animazione e musica in piazza Dante, piazza De Vegerio e via Mameli (dalle 21). Celle L. «Navicelle 2009»: «Le avventure di Lino e Lina» a cura del Teatro Alfa di Torino sul palco centrale (Lungomare Colombo, ore 21,15) e «Allegramente... un mosaico», laboratorio con piastrelle di recupero alla Galleria Crocetta (ore 17). «Sotto il solleone», rassegna di artigianato e prodotti enogastronomici alla Galleria Crocetta (dalle 10 alle 24). Albissola M. Notte Bianca con pesce azzurro, performance artistiche e fuochi d'artificio sul lungomare. Alle 21 in piazza della Concordia lo spettacolo Mago da Legare con Gabriele Gentile. Albisola S. Fuochi d'artificio (dalle 21,30). Savona Festival del giallo al Priamar: seminario di scrittura gialla (dalle 18 alle 20, Palazzo del Commissario), concerto teatrale ba-rock giallo «La colonna infame» con la Compagnia Teatro Invito (ore 21,15, piazzale del Maschio). Festa provinciale di Liberazione: serata punk, rock, folk e blues con le band Davide Vietto & Le assi di Legno, Pulin & little mice e Venus in furs sul lungomare di Zinola (ore 21,30). E' aperto tutti i giorni il Luna Park in piazzale Eroe dei due mondi (fino al 23 agosto). Mioglia Ferragosto a Mioglia: musica e ballo con l'orchestra Marina Campora (ore 21). Mostra di artigianato locale in piazza Rolandi (tutto il giorno, fino a domenica). Altare Concerto della Ap Swing Band Max Gallo in piazza Bertolotti (ore 21). Millesimo Festa Democratica con gastronomica e musica (zona campo sportivo, fino a domenica 16). Pontinvrea E' aperta tutti i giorni la pista di go-kart «Vittoria» (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 22,30). Bardineto Spettacolo teatrale in dialetto calizzanese con la compagnia Ei co brigu in piazza della chiesa (ore 21,15). Bergeggi Visita guidata alla Grotta del Treno (ritrovo ore 16 sulla via Aurelia, presso l'edicola di Torre del Mare, prenotazioni obbligatorie allo 019 257901). Spotorno E' aperto tutte le sere il Luna Park in località Serra. Noli Musica dal vivo con i Born to drink in piazza Chiappella (ore 21). Finale L. Concerto d'organo del Maestro Sergio Militello al Santuario di Finalpia (ore 21). Escursione naturalistica «Pria Grossa» (partenza ore 17, via Raimondo, sede della Coop. Tracce, prenotazione obbligatoria, tel. 019.6816791). Calice L. «Ferragosto a Carbuta», trentanovesima edizione: sagra all'ombra dei castagni, piatti tipici e musica dal vivo con il gruppo Maury Folk (fino al 15 agosto, aperto tutte le sere dalle 19, il 15 anche a pranzo). Borgio V. Sagra della lumaca a cura della Società di Mutuo Soccorso Concordia in piazza Gramsci: gastronomia e spettacoli musicali (anche il 14 agosto). Mostra del fotografo Giorgio Paparella dal titolo «Tibet-Il tempo sospeso» in collaborazione con Amici di Raoul Follerau fino al 16 agosto (21-23) presso Rocca Arredamenti. Pietra L. «U Sciattu» occasioni per lo shopping sulle bancarelle allestite all'esterno dei negozi dai commercianti del centro storico (dalle 16 alle 24). Tovo San Giacomo E' visitabile il Museo dell'orologio da torre a Bardino Nuovo (sabato e domenica ore 10-12,30 e 17-22,30, gli altri giorni ore 17-22,30, chiuso il lunedì). Loano Sagra della trenetta dalle 19 in via dei Gazzi (campetto Frati Cappuccini, fino al 14 agosto). «Artigianalmente mestieri in piazza», mercatino dell'artigianato e degli artisti in piazza Massena (dalle 21, fino al 15 agosto). Borghetto «Ballando sotto le stelle»: ritmi latini e disco music in piazza Marinai d'Italia (ore 21,30). «Bibliotestate»: colori, matite e pennelli, spazio ludico e ricreativo alla Biblioteca civica (ore 16). Toirano Sono aperte tutti i giorni le grotte turistiche. Ceriale E' aperto tutti i giorni il Parco Acquatico Le Caravelle con giochi, spettacoli e attrazioni (dalle 10). Albenga Appuntamenti musicali ingauni: «Suggestioni notturne... Sidereus Nuncius-Galileo e la luna», con Deda Cristina Colonna, voce recitante, e Mara Galassi, arpa doppia, al palazzo del Comune (ore 22). Alassio «Incontro con l'autore»: Mirella Serra presenta alla Biblioteca Civica il suo libro «Profeti disarmati», interviene Pierfranco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio (ore 21,30). Baby dance in piazza del Comune (ore 21,15). «Borgo Coscia e la Pinacoteca Levi»: passeggiata storico-naturalistica (ritrovo alle 21 davanti al Palazzo comunale). Laigueglia «Bimbinpiazza»: atelier di pittura «Creare e riciclare» e sculture di palloncini con Smemorino in piazza Garibaldi e piazza Cavour (ore 18 e 21). Andora Escursione naturalistica guidata notturna «Colla Micheri: il regno di Thor Heyerdhal» (ritrovo alle 21 al Bastione Saraceno). Diano Castello Alle 21,30 la chiesa dell'Assunta ospita un concerto del ciclo paesi in musica intorno al Pizzo d'Evigno, in scaletta brani di Verdi, Schroeder, Faurè e Vierine. Diano Marina In zona Prato Fiorito, vicino al campo sportivo, dalle 21,30, spettacolo per bambini, per il ciclo Saltimbanchi 2009, «Crazy show». Borgomaro In frazione Conio per celebrare i 10 anni dalla scomparsa del cantautore Fabrizio De Andre, l'associazione «A toa de San Muiju» organziza una serata evento dedicata al grande artista. Prelà In frazione Villatalla commedia dialettale del repertorio goviano, con la compagnia «I Barbaotti» di Moltedo. Vasia Nella suggestiva cornice del forte di Prelà Castello concerto «Paradiso et Inferno - Canzoni Sacrae et Profane» con l'ensemble Les Sacqueboutes Bombardées. Dolcedo Alle 21 in frazione Bellissimi l'associazione «Amici di Bellissimi» organizza una proiezione di immagini del fotografo Piero Calzona dedicate a luoghi e personaggi dell'entroterra imperiese e della valle di Dolcedo. Imperia Alle 21,15 all'anfiteatro della Rabina spettacolo per bambini «Nani rossi show» con clownerie e acrobatica. Proseguono in frazione Piani (località Mulino Badano) le serate gastronomiche della festa per l'Assunta ad animare la serata sarà l'orchestra Alex Cabrio. Alla Marina di Porto Maurizio dalle 21, show dedicato ai dilettanti allo sbaraglio con «Turista Protagonista» con Gianni Rossi e Monia Russo. Santo Stefano In Piazza Powell cabaret con Andrea Di Marco e musica con i So Many. Riva Ligure Dalle 19, in piazza Ughetto, Festa del Gs Riva con gastronomia, musica e danze. Pompeiana Concerto alle 21 della Banda Musicale di Pompeiana. Arma di Taggia Alle 21, alla spiaggia La Fortezza, Sport in Game, serata finale dei giochi a squadre sulla spiaggia. Taggia Nel Parcheggio Santa Lucia «Sagra dei fusilli», con possibilità di gustare anche totani, rostelle e salsiccia con patate e danze con l'Orchesta Beppe Giotto. Sanremo Dalle 19,30, in corso Salvo D'Acquisto, «Giornate della sicilianità». Alle 21 al casinò serata gastronomica coon i presidi «Slow Food di Piemonte e Liguria. Alle 21,30, a Villa Ormond, concerto «Opere e Operette» con l'Orchestra sinfonica di Sanremo. Stessa ora, in piazza Colombo «Non Solo Swing» con Reddy Bobbio e Carla Gelmini. Ospedaletti «Uno è di troppo» alle 21,30 in Piazza Caduti Nassiriyah, cabaret con «I Turbo-lenti» di Colorado. Seborga Serata enogastronomica e danzante in piazza dalle 20 in poi: specialità liguri e non solo, con il sottofondo dell'orchestra "Takabanda", e dopo cena si aprono le danze. Bordighera Con Liguria da Scoprire, visita al municipio, alla chiesa di Terrasanta e alle opere di Charles Garnier in città: ritrovo alle 16 davanti al Palazzo del Parco. Ventimiglia Sulla rotonda Resentello, sul lungomare, sfilata di bellezze locali, per una tappa delle selezioni di Miss Italia. Ore 21,30, ingresso libero.

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Reddy Bobbio in piazza Colombo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Sanremo Reddy Bobbio in piazza Colombo Celebri brani di Glenn Miller saranno proposti questa sera a Sanremo, in piazza Colombo, dalle 21,30. Sul palco il «Reddy Bobbio Quartet» e la cantante Carla Gelmini. Titolo: «Non solo swing». Reddy (Redento è il nome di battesimo) Bobbio è musicista, compositore, direttore d'orchestra conosciuto e apprezzato in Italia e all'estero. Noto anche in Riviera dove risiede, e, fra l'altro, ha diretto l'Orchestra sinfonica di Sanremo. Carla Gelmini ha intrapreso un collaudato sodalizio con Bobbio. Con lui ha anche realizzato cd quali «Le più belle canzoni di Natale».\

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Il Sud sbaglia a gridare al complotto (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

LA SCUOLA, IL meridione E I TEST COPIATI Il Sud sbaglia a gridare al complotto L'assessore all'Istruzione campano, Corrado Gabriele, ha capito perché la scuola meridionale esce a pezzi dalle statistiche: «E' 'n'aggressione mediatica». Come a dire: piove, Nord ladro! Lancia dunque un appello a Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato-Regioni, perché «chieda formalmente all'Invalsi di verificare con serietà i dati prima di lanciare notizie pericolose e fuorvianti». Insomma, basta coi numeri fastidiosi. L'irritazione della classe dirigente del Sud è scontata. Nelle ultime settimane sono grandinate sulla «sua» scuola accuse di ogni tipo. Prima la delibera del consiglio provinciale di Vicenza contro la gestione dei concorsi per presidi. Una gestione così «generosa» nel Mezzogiorno che, avendo riconosciuto uno sproposito di «idonei» (a dispetto dei tetti fissati dalla legge), ha già fatto distribuire all'ultima tornata 108 posti su 118 a «prof meridionali »... Poi la sparata di una deputata leghista per imporre un esame di dialetto ai docenti da assumere al Nord. Poi l'idea di chiedere l'obbligo di residenza... Poi le polemiche sul boom di diplomati col massimo dei voti, esageratamente alto in Sicilia o in Campania rispetto al Veneto o alla Lombardia... Fino ai dati dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione che, esaminati i test di 1.304 scuole medie su un totale di 6.000 (un campione amplissimo), ha accertato che nel Sud (meglio: non solo nel Sud ma soprattutto nel Sud) troppi test erano stati falsati per far fare bella figura, diciamo così, agli studenti e quindi ai professori. Un vizietto antico. In un Paese dove da decenni è stata demolita la politica del merito rimpiazzata dalla cooptazione, dalla spintarella, dalla raccomandazione (che Mastella definì «un peccato veniale servito per molto tempo a riequilibrare le ingiustizie Nord-Sud») è ormai entrato sottopelle a troppi italiani lo slogan che in tutt'altro contesto cantava Caterina Caselli: «Nessuno mi può giudicare». Ed ecco i 2.295 compiti copiati su 2.301 all'esame di Stato per avvocati a Catanzaro. Ecco le decine di concorsi taroccati all'Università, che hanno portato a casi abnormi come quello di un giovane siciliano che lo stesso giorno ha ricevuto una lettera di assunzione della Columbia di New York e una dell'ateneo di Palermo che gli comunicava che non possedeva i titoli per insegnare lì. Ecco le decine di denunce, nel novembre scorso, per il concorso (finito sotto inchiesta: troppi copioni) che avrebbe dovuto benedire la promozione dei nuovi magistrati. Chiamati poi a vigilare contro i concorsi-truffa altrui. Anche dopo lo scandalo dell'esamificio calabrese ci fu chi gridò al complotto: «La ferocia demolitrice con cui la stampa, la radio e la televisione hanno aggredito tutta la città di Catanzaro...». Si è poi visto com'è finita. È bastato cambiare le regole, facendo esaminare i compiti ai commissari di un'altra regione, incrociandole a sorteggio, per stravolgere una tradizione che un anno aveva visto a Milano il 94% dei bocciati e a Catanzaro il 94% di promossi. Non ha senso, davanti a certi numeri, gridare ai complotti. Dice l'ultimo rapporto Ocse del P.i.s.a. che i quindicenni siciliani al livello più basso sono il doppio della media Ocse e il quadruplo che in Azerbaigian. Eppure, prima della stretta attuale, i bocciati alla maturità nell'isola erano l'1,3%. Con un record nel 2006 a Enna e Messina di 9 respinti ogni mille studenti. Dov'è il complotto? E dov'è il complotto se neppure una delle università meridionali è tra le prime trecento del mondo? Meglio sarebbe se la classe dirigente del Mezzogiorno, oltre a reagire strepitando (giustamente, talora) davanti alle più avventurose provocazioni leghiste, si facesse carico d'un problema: la scuola al Sud è in condizioni difficili. Spesso penose. Lo è per ragioni storiche, perché il contesto di certe aree è complicatissimo, perché troppi genitori non collaborano, perché il ruolo degli insegnanti è stato via via sgretolato, perché troppi docenti, anche potenzialmente bravissimi, hanno il morale sotto i tacchi... Per mille motivi: ma è così. E non serve accompagnare un ragazzo fino alla maturità pretendendo il minimo del minimo e rinviando il problema a «dopo», quando andrà a schiantarsi con le barriere di una società competitiva, dura, feroce. Questo, per quel che si capisce, è successo nei test dell'Invalsi. Troppi professori hanno dato ai loro studenti «un aiutino». Per una specie di solidarietà tra «vittime di un sistema che non funziona». Perché hanno ormai rinunciato al merito in una società che non premia chi lo merita. Perché, dopo mesi di dibattiti sul «come» giudicare la produttività di un insegnante e come pagarlo conseguentemente per quanto vale o non vale, erano spaventati dall'idea che i risultati mediocri dei loro allievi sarebbero stati rovesciati addosso a loro: «Oddio, e poi il mio stipendio? La mia cattedra? Il mio lavoro?». Certo è che per l'ennesima volta si è saldato un rapporto perverso: nessuno giudica nessuno per non essere giudicato. Il che, a differenza di quanto sostiene Mariastella Gelmini, non c'entra col '68. O meglio, c'entra «anche» con il sei politico e il '68 e quelle cose là. Ma c'entra soprattutto con una filosofia egualitarista che affonda le sue radici, trasversali a destra e sinistra, nel clientelismo, nel familismo amorale, nel patto insano tra lo Stato e una parte del sistema pubblico: io ti pago poco, tu mi dai poco. Col risultato che anche la scuola non ha come obiettivo il «cliente», cioè la crescita dello studente. Ma la gestione il più possibile tranquilla, «pacificata», di un milione di posti di lavoro. Sia chiaro, però: il problema segnalato dai test dell'Invalsi, come ha cercato di spiegare il presidente Piero Cipollone, non vale solo per il Sud ma per tutto il Paese. Da Capo Passero a Sondrio. E la prova è sotto gli occhi di tutti: la riluttanza a giudicare gli studenti è figlia della riluttanza a essere giudicati. Vale per i docenti, per i quali da anni non esiste più alcuna forma di valutazione. Vale per i dirigenti. Fino a qualche tempo fa c'era una specie di «autovalutazione» sperimentale in cui uno si auto-votava (ottimo, buono, discreto...) determinando così la propria carriera e il proprio stipendio. Una cosa ridicola. Ma non c'è più manco quella. Gian Antonio Stella stampa |

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Docenti di religione discriminati (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

«Docenti di religione discriminati» Morandi, ispettore provinciale, critica la sentenza del Tar In collaborazione con gli artigiani vengono forniti anche i recapiti di chi è disponibile per una veloce riparazione di Jacopo Tomasi TRENTO. La sentenza del Tar del Lazio che impedisce ai professori di religione di partecipare agli scrutini e assegnare crediti formativi per gli esami di maturità, se confermata dal Consiglio di Stato, avrà effetti anche in Trentino: gli insegnanti di religione non avrebbero più voce in capitolo durante il giudizio finale di uno studente. Ruggero Morandi, ispettore provinciale per l'insegnamento della religione, la definisce «una discriminazione" nei confronti dei docenti e della materia stessa». E non è escluso un intervento da parte della Provincia. Così, mentre il ministro all'istruzione Mariastella Gelmini annuncia il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza, in Trentino si discute sugli effetti della sentenza. Il Tar l'ha motivata affermando che l'attribuzione di crediti da parte di insegnanti di religione "viola il pluralismo" e "dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura identica possibilità a tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni". «A mio modo di vedere - commenta Morandi - se il Consiglio di Stato dovesse confermare la decisione ci sarebbe una doppia discriminazione. Contro gli insegnanti di religione, che non potrebbero partecipare agli scrutini e quindi non avrebbero gli stessi diritti e doveri degli altri, come è previsto dalle norme. E contro gli studenti che fanno religione, che hanno lo stesso diritto di chi sceglie attività alternative di essere giudicati e di avere crediti». Fino allo scorso anno, in virtù di un'ordinanza dell'ex ministro Giuseppe Fioroni, per decidere i crediti con cui uno studente veniva ammesso alla maturità, si faceva la media dei voti senza contare la religione. Il voto di religione, e quindi il docente, entrava in gioco solo per decidere se "arrotondare" verso l'alto o verso il basso la media e quindi i crediti stessi. La sentenza del Tar negherebbe anche questo poiché il docente di questa materia non avrebbe voce in capitolo durante lo scrutinio. «Purtroppo - continua Morandi - si pensa che la scelta di frequentare l'ora di religione sia una scelta di fede, ma non è così. Tra i ragazzi che fanno religione ci sono anche credenti di altre confessioni e ragazzi non credenti. E' semplicemente una scelta dettata da un interesse culturale. Penso che il Consiglio di Stato riconoscerà il valore culturale e didattico dell'ora di religione, che ha il diritto di essere una materia curricolare come tutte le altre». Se così dovesse essere, gli insegnanti di religione torneranno ad avere il loro ruolo durante lo scrutinio. Altrimenti, se dovesse essere confermata la sentenza, non è escluso che la Provincia, forte della propria autonomia, possa intervenire con una norma ad hoc per "dribblare" il Tar del Lazio.

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La Cei insorge, la Gelmini ricorrerà (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

La Cei insorge, la Gelmini ricorrerà I vescovi parlano di «bieco illuminismo». L'Anm: «Critiche generiche» ORA DI RELIGIONE Durissimo attacco della Chiesa dopo la sentenza del Tar: si fanno insegnanti di serie A e serie B di Maria Berlinguer ROMA. «Bieco illuminismo», «sentenza pretestuosa» e «discriminatoria verso sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione cattolica». La Cei passa all'attacco contro la sentenza del Tar del Lazio che ha escluso gli insegnati di religione dagli scrutini. E nel giorno in cui il ministro della pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, annuncia che ricorrerà al consiglio di Stato contro la sentenza «dicriminatoria» del Tar, la Chiesa lancia la sua crociata contro i giudici. Spalleggiata dal Pdl che con Maurizio Gasparri parla di «deriva anticattolica» e dall'Udc Luca Volontè che grida alla «magistratura fuori legge». è monsignor Diego Coletti, presidente della commissione per l'educazione cattolica a dare il via all'offensiva con un'intervista alla radio Vaticana. Coletti premette che non spetta alla Chiesa fare ricorso. Ma al ministro. Che infatti di lì a poco interviene. «Tocca ai cittadini italiani organizzati in partiti o associazioni culturali esprimere il loro dissenso di fronte a una sentenza così povera di motivazioni e credo che sarà lo stesso ministero a fare ricorso perchè ciò che è stato messo sotto accusa non è l'opinione della Chiesa ma una sua circolare». Per Coletti la questione riguarda lo Stato e la scuola e l'insegnamento della religione è parte integrante della cultura italiana con «buona pace degli irriducibili laicisti e con buona pace dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane». Poi l'affondo sui giudici che con atti come questo rischiano di alimentare il clima di diffidenza nei loro confronti. «Non conosco i giudici del Tar del Lazio anche se questo tribunale ha una sua lunga storia che molti conoscono: casomai ci sarà da chiedersi perchè la competenza su una questione tanto delicata venga attribuita a un tribunale ammnistrativo». A Coletti replica Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati. «è legittimo che i provvedimenti giudiziari possano essere criticati purchè le critiche espresse siano espresse nel rispetto di chi emette i provvedimenti: alcune di queste critiche suonano solo come affermazioni generiche». Duro anche l'Osservatore romano che dedica al caso un articolo titolato «Una sentenza che discrimina gli inseganti di religione». «Questa sentenza discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione come materia scolastica e tutti quei docenti che, avendo superato un concorso, si trovano ora a essere considerati docenti di serie B», scrive monsignor Michele Pennisi. E di dicriminazioni parla anche la Gelmini. «In Italia vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione, non si comprende perchè qualcuno voglia limitare questa libertà». Per il ministro è «ingiusto discriminare la religione cattolica che esprime un patrimonio di storia, valori e tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata». «Sono fiduciosa che, come è accaduto in passato, il Consiglio di Stato possa dare ragione al ministero e all'ordinamento in vigore». Gelmini ricorda che già nel 2007 il Consiglio di stato ha ribaltato un analogo pronunciamento. Trasversali agli schieramenti i commenti politici. Il capogruppo Pdl al Senato Gasparri parla di «deriva anticattolica senza precedenti». Antonio Di Pietro difende la sentenza «da cattolico rispettoso della Chiesa e dei suoi comandamenti».

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Qualcuno vuole cambiare l'Italia a colpi di sentenze (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Paola Binetti, deputato del Pd e leader dei «teodem» «Qualcuno vuole cambiare l'Italia a colpi di sentenze» ROMA. «Ovviamente sono del tutto contraria alla sentenza del Tar e favorevole al ricorso annunciato dalla Gelmini. Sono molto sorpresa da una cosa del genere anche se penso che rientri in una strategia ad ampio raggio che vuole confinare la religione in uno spazio privato». Paola Binetti, deputato del Pd e leader dei cosiddetti «teodem», i cattolici conservatori, è molto contrariata da quelle che giudica una sentenza in favore di una minoranza «visto che oltre il 91% dei ragazzi sceglie il corso di religione». Perché contraria? «è una sentenza frutto di un pregiudizio ideologico, laicista. In pratica agli studenti si dice: vuoi seguire il corso di relgione? Bene noi ti mettiamo a disposizione anche un insegnante ma questo corso non conta nulla e tu non puoi neanche valutare i costi benefici dell'operazione. C'è qualcuno che vuole cambiare questo paese con le sentenze». A chi si riferisce? Alla magistratura? «Non solo la magistratura. Tutto rientra in una precisa strategia che vuole spingere i giovani verso forme di individualismo. Al contrario io credo che se 90 studenti su 100 scelgono l'ora di religione è perchè sono in cerca di ideali. La mia è una posizione minoritaria nel Pd? Non credo che lo sia tra i nostri elettori». (m.b.)

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Carmela Palumbo boccia il Tar È una sentenza ambigua (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

La dirigente regionale: ora valuteremo il da farsi in Veneto Carmela Palumbo boccia il Tar «è una sentenza ambigua» VENEZIA. La decisione del Tar del Lazio che sancisce la non ammissibilità agli scrutini del professore di religione lascia perplessa Carmela Palumbo, direttrice scolastica regionale. «Una sentenza ambigua - commenta - perché mette in discussione il Concordato: da un lato si vuole dare alla religione pari dignità alle altre materie, ma se poi si esclude il giudizio del professore, è chiaro che l'insegnamento è sminuito». La sentenza non è stata digerita dall'ex ministro della Pubblica istruzione Beppe Fioroni, autore della norma, il quale ha chiesto alla Gelmini di fare ricorso. La Cei inoltre ha subito alzato la voce, spiegando che l'ora di religione è «fondamentale». Anche Carmela Palumbo si aspettava che il ministero faccesse ricorso come puntualmente avvenuto: «Aspetteremo le motivazioni del ricorso e poi vedremo come organizzarci: ad ogni modo questa sentenza forse è stata decisa perché non in tutti gli istituti, in particolare alle superiori, venivano fatte le materie alternative all'ora di religione, ma si affidava il ragazzo all'ora di studio individuale. Per questo motivo - spiega la Palumbo - c'è un possibile vantaggio per gli studenti che frequentano l'ora di religione in quanto possono avere un bonus tra i crediti scolastici».

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Clamoroso al Don Milani: bocciato il liceo classico (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 13 Agosto 2009 PROVINCIA Pagina 21 MONTICHIARI. L'ufficio scolastico provinciale gela l'istituto superiore: «Alla luce dei criteri ministeriali mancano i requisiti per attivare il nuovo indirizzo di studi» Clamoroso al Don Milani: bocciato il liceo classico L'inatteso dietro-front lascia perplesso il preside Fraccaro «Lo stop penalizza le famiglie e la nostra offerta formativa» A Montichiari è sfumato il sogno di mezza estate del liceo classico. Annunciata in inverno e confermata ad ogni livello istituzionale in primavera, la tanto attesa sezione della classe quarta ginnasio non troverà per ora cittadinanza all'Istituto «Don Milani». Lo ha deciso, spizzando istituzioni e utenti dell'intera Bassa bresciana, l'Ufficio scolastico provinciale. Il nuovo corso di studio è stato sacrificato sull'altare della politica di tagli delle risorse imposta dalla recente riforma del ministro all'Istruzione bresciano Maria Stella Gelmini. «AL DON MILANI non esistevano le condizioni oggettive per avviare il nuovo corso di studi - conferma la dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Maria Rosa Raimondi - è per questo l'avvio del liceo classico non è stato autorizzato». La dirigente chiarisce anche l'aspetto per così dire burocratico-normativo che ha portato alla bocciatura del nuovo indirizzo. «IL PROGETTO ERA semplicemente inserito come linea di indirizzo nel piano provinciale - osserva Maria Rosa Raimondi -. Non esisteva insomma un'autorizzazione ufficiale ministeriale». Alla luce delle normative non ci sono margini di ripensamenti. «Comprendo il disagio delle famiglie che vedono disattese le loro aspettative a poche settimane dall'inizio delle leizion - rimarca la dirigente scolastica provinciale -, ma nel bacino della Bassa esistono almeno tre licei classici che presentano analoghe offerte formative». Comprensibile il disappunto del dirigente scolastico del Don Milani che aveva incentrato sul prestigioso indirizzo la campagna delle iscrizioni alla scuola di via Marconi: già sedici studenti avevano optato per il nuovo indirizzo. «PRENDIAMO ATTO della decisione dell'Usp che si è attenuto alla normativa - afferma Mario Fraccaro -. Ma la scelta oltre a farci perdere una classe, crea evidenti problemi alle famiglie che avevano scelto la nostra scuola. Rilevo comunque che, prima di avviare il nuovo indirizzo, avevamo preso precisi accordi con l'Usp. Il liceo classico era nell'organico di diritto del nostro istituto, in conseguenza di una precisa delibera della Giunta provinciale che ha titolo per decidere sugli indirizzi scolastici da allocare nelle diverse aree distrettuali di propria competenza». Su questo punto l'assessore alla Pubblica istruzione del Broletto Aristide Peli precisa che «la delibera provinciale prevedeva l'istituzione a Montichiari di un liceo scientifico con indirizzo classico in presenza di almeno 25 iscritti, senza i quali non è possibile partire». Peli Aggiunge poi che «nel quadro della riorganizzazione del sistema l'intenzione dell'assessorato è di non creare nuovi indirizzi nemmeno per l'anno scolastico 2010-'11». Si allontana dunque la possibilità che nel breve medio termine, al Don Milani possa approdare il liceo classico. Articolata su tre sedi contigue fra le vie Marconi e Brescia, la scuola diretta da Fraccaro, con i suoi 1700 iscritti, è oggi suddivisa in tre indirizzi: i licei linguistico, sociopsicopedagogico, scientifico e sportivo, l'istituto tecnico commerciale (che forma ragionieri e programmatori informatici) e l'istituto professionale per operatori sociali, per la gestione aziendale e per l'industria e l'artigianato che prepara operatori e tecnici negli ambiti elettrico, elettronico e meccanico. Un'offerta formativa che non si arricchirà dell'atteso liceo classico. Un sogno di mezza estate sfumato.  

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La Gelmini ricorre contro il Tar (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 109 La Gelmini ricorre contro il Tar Dopo la sentenza che esclude i prof di religione dagli scrutini --> Dopo la sentenza che esclude i prof di religione dagli scrutini ROMA È bufera sui prof di religione, con uno scontro ad alto livello sulla laicità, che coinvolge Chiesa, magistratura e mondo della politica. Fermo l'intervento del ministro Gelmini, che ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, ammonendo che non si deve «discriminare la religione cattolica». «In Italia - ha detto Gelmini - vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione. Non si comprende perchè qualcuno voglia limitare questa libertà. I principi cattolici dunque, che sono patrimonio di tutti - ha spiegato il ministro - vanno difesi da certe forme di laicità intollerante che vorrebbero addirittura impedire la libera scelta degli studenti e delle loro famiglie di seguire l'insegnamento della religione. Per questo ho deciso di ricorrere al Consiglio di Stato». L'iniziativa del ministro accende le polenmiche, mentre il mondo laico continua ad esultare per la decisione della magistratura. Dopo l'annuncio dei ricorrenti, associazioni e fedi non cattoliche, sulla sentenza del Tar del Lazio che ha annullato l'ordinanza ministeriale (dell'ex ministro Giuseppe Fioroni) sui crediti per l'ora di religione, impedendo anche ai docenti che insegnano religione di partecipare a pieno titolo agli scrutini, ha parlato la Cei. Mons. Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, ha attaccato la magistratura parlando di «sentenza pretestuosa» che «danneggia la laicità dello stato», spiegando che l'ora di religione è «parte integrante della cultura italiana». Replica l'Associazione nazionale magistrati: «È legittimo che i provvedimenti giudiziari possano essere criticati e noi non possiamo che ribadirlo, purchè le critiche siano espresse nel rispetto di chi emette i provvedimenti. Colpiscono, nel giudizio espresso da monsignor Diego Coletti, quelle critiche che suonano solo come affermazioni generiche nei confronti di tutta la magistratura, e questa è una cosa che sentiamo molto», ha detto il presidente Luca Palamara. E il giudice Pasquale De Lise, ex presidente del Tar del Lazio, ricorda che è solo stata applicata la legge. La polemica è stata anche politica, con il Pdl a sostegno della Chiesa e dell'intervento del ministro Gelmini, che ha avuto anche l'approvazione della Cei («ricorso utile e giusto»). Ma anche esponenti del Pd, come Maria Pia Garavaglia hanno definito la sentenza «una forzatura» che «puzza di bruciato». A difendere la sentenza del Tar esponenti del Pd come Vincenzo Vita («è da stato laico»), il leader radicale Marco Pannella («assolutamente ineccepibile»), per l'Idv Antonio Di Pietro («da cattolico condivido il Tar») e il valdese e segretario di Prc, Paolo Ferrero, che oltre a definire «buona e giusta» la sentenza, chiede «tutela per i non cattolici».

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La voce dei vescovi: (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 109 Le reazioni La voce dei vescovi: «Decisione vergognosa» Le reazioni --> CITTÀ DEL VATICANO Insorge la Cei contro il Tar che ha escluso i professori di religione dagli scrutini e i crediti conseguiti nella loro materia dalla valutazione finale, attaccando duramente una sentenza «pretestuosa», sintomo «del più bieco e negativo risvolto dell'illuminismo» e difendendo a tutto campo l'insegnamento della religione cattolica, «parte integrante della cultura italiana». Un attacco inasprito dalla convinzione che a guidare la sentenza sia stato «un atteggiamento pregiudiziale» della magistratura e che si attenua solo quando, giunta la notizia dell'annunciato ricorso del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, i vescovi italiani esprimono soddisfazione per un gesto «utile e giusto». A dare voce ufficiale al malcontento dei vescovi è di prima mattina mons. Diego Coletti, presidente della commissione episcopale per l'Educazione cattolica, la scuola e l'Università. Ai microfoni di Radio Vaticana condanna la sentenza «pretestuosa», «povera di motivazioni» e che «danneggia la laicità dello stato» emessa dal Tribunale amministrativo. E ancora, spiega, l'ora di religione per i vescovi non si può toccare perchè, non va «a sostenere scelte religiose individuali», ma «è una componente importante di conoscenza della cultura di questo Paese, con buona pace degli irriducibili laicisti e purtroppo dobbiamo dire con buona pace anche dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane». Nel mirino dei vescovi c'è poi l'atteggiamento «pregiudiziale anche se non del tutto ideologico» dei giudici amministrativi, che rischia di «incrementare il sospetto e la diffidenza verso la magistratura, già fin troppo alto in Italia e che invece va in tutti i modi contrastato e ridotto». Non trattiene lo sdegno neanche mons. Michele Pennisi, commissario Cei per l'educazione cattolica, la scuola, l'università. La decisione del Tar «è una vergogna», sentenzia, ancor più grave perchè «saranno ingiustamente e scorrettamente penalizzati i sei milioni di studenti» che frequentano l'ora di religione e «tutti quei docenti che, dopo aver superato un concorso, si trovano ora a essere considerati professori di serie B». La preoccupazione del vescovo è per i 91 studenti su 100 (dati Cei) che si avvalgono dell'insegnamento della materia e che ora, afferma, «saranno incentivati a disertare l'ora di religione».«È una sconfitta, per la cultura, pesante», osserva. NINA FABRIZIO

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ora di religione, la cei attacca (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Bufera dopo la decisione di escludere i professori dagli scrutini. L´Osservatore Romano: discriminati sei milioni di studenti Ora di religione, la Cei attacca "Bieco illuminismo del Tar". La Gelmini ricorre al Consiglio di Stato ROMA - «Bieco illuminismo». Con queste parole la Cei ha criticato ieri la sentenza del Tar che esclude i prof di religione dagli scrutini nelle scuole. Il ministro Gelmini: faremo ricorso. L´Osservatore Romano: discriminati sei milioni di studenti. ALLE PAGINE 2 E 3

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Più del 90 per cento gli studenti che scelgono di seguire le lezioni (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 109 Scheda. Sono meno al Nord Più del 90 per cento gli studenti che scelgono di seguire le lezioni Scheda.. Sono meno al Nord --> ROMA In Italia 91 studenti su 100 frequentano l'ora di religione a scuola. Sono meno al Nord, mentre praticamente tutti la scelgono al Sud (il 98,3 per cento). Il dato viene dall'ultima indagine disponibile della Conferenza episcopale italiana ed è riferito all'anno scolastico 2007/2008. La scuola italiana prevede due ore di religione per le scuola materne ed elementari e una per le medie e le superiori. In particolare, rileva il Servizio nazionale per l'insegnamento della religione cattolica della Cei, il 94,1% dei genitori di bambini della scuola materna scelgono l'insegnamento della religione, simile il dato delle elementari e delle medie. È, invece, più bassa la percentuale di studenti delle scuole superiori che la studiano la religione: l'84.5%. Tra questi la percentuale più bassa è quella degli studenti degli istituti tecnici (82.9%), mentre nei licei sono l'88% degli studenti. La percentuale si sta progressivamente erodendo con la crescita della presenza di studenti stranieri (circa 600 mila). Tra gli studenti che non si iscrivono all'ora di religione cattolica poco meno della metà (il 48,l1%) scelgono di uscire dalla scuola. CREDITI FORMATIVI Al centro della polemica l'attribuzione dei crediti formativi. Ma come si ottengono? Sono 25 su 100 i punti che si possono ottenere con crediti formativi nelle scuole superiori in vista della maturità. Una materia complessa, lasciata per molti aspetti all'autonomia delle scuole e disciplinata dalla riforma degli esami di Stato del 1997 (legge n. 425) e dal decreto del 2007, firmato dall'allora ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, ripreso dall'ordinanza del ministro Gelmini lo scorso aprile. E ora bocciato dal Tar del Lazio per ciò che riguarda l'ora di religione. QUANDO SI ATTRIBUISCE IL CREDITO Durante il triennio delle scuole superiori, in ogni scrutino finale, il consiglio di classe assegna dei punti a ogni studente. Questi punti, concorrono, nell'ultimo anno, a determinare il credito finale, non superiore comunque ai 25 punti, con cui si accede all'esame di maturità. Il credito è assegnato anno per anno in base alla media dei voti conseguiti. Per arrivare a determinare il punteggio finale della maturità, si sommano i crediti formativi (max 25), l'orale (max 30) e le tre prove scritte (max 15 punti per ciascuna). COME SI CALCOLA LA RELIGIONE I docenti di religione partecipano «a pieno titolo», si legge nel decreto, alle decisioni del consiglio di classe sull'attribuzione del credito agli alunni che seguono l'insegnamento. «Il loro giudizio concorre a determinare la media scolastica, sulla base della quale vengono assegnati i crediti». CHI NON FREQUENTA L'ORA DI RELIGIONE Gli alunni possono ricevere crediti in base alla frequenza di un'attività alternativa, ivi compreso lo studio individuale, purchè certificato e valutato dalla scuola. Se un alunno non svolge attività alternative, per esempio è autorizzato ad uscire prima della fine delle lezioni, la sua media verrà calcolata senza «l'ausilio» della religione.

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la cei insorge, la gelmini ricorrerà (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Attualità La Cei insorge, la Gelmini ricorrerà I vescovi parlano di «bieco illuminismo». L'Anm: «Critiche generiche» ORA DI RELIGIONE Durissimo attacco della Chiesa dopo la sentenza del Tar: si fanno insegnanti di serie A e serie B di Maria Berlinguer ROMA. «Bieco illuminismo», «sentenza pretestuosa» e «discriminatoria verso sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione cattolica». La Cei passa all'attacco contro la sentenza del Tar del Lazio che ha escluso gli insegnati di religione dagli scrutini. E nel giorno in cui il ministro della pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, annuncia che ricorrerà al consiglio di Stato contro la sentenza «dicriminatoria» del Tar, la Chiesa lancia la sua crociata contro i giudici. Spalleggiata dal Pdl che con Maurizio Gasparri parla di «deriva anticattolica» e dall'Udc Luca Volontè che grida alla «magistratura fuori legge». è monsignor Diego Coletti, presidente della commissione per l'educazione cattolica a dare il via all'offensiva con un'intervista alla radio Vaticana. Coletti premette che non spetta alla Chiesa fare ricorso. Ma al ministro. Che infatti di lì a poco interviene. «Tocca ai cittadini italiani organizzati in partiti o associazioni culturali esprimere il loro dissenso di fronte a una sentenza così povera di motivazioni e credo che sarà lo stesso ministero a fare ricorso perchè ciò che è stato messo sotto accusa non è l'opinione della Chiesa ma una sua circolare». Per Coletti la questione riguarda lo Stato e la scuola e l'insegnamento della religione è parte integrante della cultura italiana con «buona pace degli irriducibili laicisti e con buona pace dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane». Poi l'affondo sui giudici che con atti come questo rischiano di alimentare il clima di diffidenza nei loro confronti. «Non conosco i giudici del Tar del Lazio anche se questo tribunale ha una sua lunga storia che molti conoscono: casomai ci sarà da chiedersi perchè la competenza su una questione tanto delicata venga attribuita a un tribunale ammnistrativo». A Coletti replica Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati. «è legittimo che i provvedimenti giudiziari possano essere criticati purchè le critiche espresse siano espresse nel rispetto di chi emette i provvedimenti: alcune di queste critiche suonano solo come affermazioni generiche». Duro anche l'Osservatore romano che dedica al caso un articolo titolato «Una sentenza che discrimina gli inseganti di religione». «Questa sentenza discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione come materia scolastica e tutti quei docenti che, avendo superato un concorso, si trovano ora a essere considerati docenti di serie B», scrive monsignor Michele Pennisi. E di dicriminazioni parla anche la Gelmini. «In Italia vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione, non si comprende perchè qualcuno voglia limitare questa libertà». Per il ministro è «ingiusto discriminare la religione cattolica che esprime un patrimonio di storia, valori e tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata». «Sono fiduciosa che, come è accaduto in passato, il Consiglio di Stato possa dare ragione al ministero e all'ordinamento in vigore». Gelmini ricorda che già nel 2007 il Consiglio di stato ha ribaltato un analogo pronunciamento. Trasversali agli schieramenti i commenti politici. Il capogruppo Pdl al Senato Gasparri parla di «deriva anticattolica senza precedenti». Antonio Di Pietro difende la sentenza «da cattolico rispettoso della Chiesa e dei suoi comandamenti».

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dieci furti in un giorno un palazzo sotto shock "lo stato deve svegliarsi" - (segue dalla prima pagina) alessandra longo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Interni Razzia nel weekend, gli abitanti chiedono aiuto Dieci furti in un giorno un palazzo sotto shock "Lo Stato deve svegliarsi" "Non è più casa mia: hanno sporcato i miei vestiti, e mangiato nella mia cucina" C´era stato un prologo: altre tre abitazioni svali- giate nel ponte del 29 giugno (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ALESSANDRA LONGO LORO - i ladri - sono entrati al civico 56 e hanno svaligiato in poche ore dieci appartamenti, uno dopo l´altro. Un record, una razzia consumata senza controlli, a due passi dal commissariato di polizia San Paolo, un «esproprio» di oggetti, di storie, di memorie, portato a termine con calma, passando di balcone in balcone. Hanno rubato con la furia addosso, scardinato porte, pisciato sui divani, mangiato e bevuto in quelle cucine ordinate, in quelle case vuote e inermi. Qualcuno, tra i condomini, ha messo un cartello che è come un necrologio: «Attenti, qui in un solo weekend sono stati depredati 10 appartamenti». A voler essere esatti con le cifre, bisognerebbe dire dieci appartamenti più gli altri tre svuotati nel ponte del 29 giugno. Se poi andiamo indietro di tre mesi, la contabilità criminale cambia ancora: i furti sono stati venti. Sì, sempre qui, al civico 56. Due edifici, otto scale, media borghesia. Case costruite alla fine degli Anni Sessanta dall´Enpaia (Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura), poi cedute al libero mercato. Zona tranquilla, dicevano. Adesso stanno tutti lì, i proprietari dei nidi violati, tutti nella guardiola del portiere Giovanni. Antonio Albanesi, avvocato in pensione dell´Alitalia, è una delle vittime del «multifurto», come lo chiama. Non alza la voce, non si agita. E´ più che altro ferito dentro: «Non ho più voglia di stare a casa. A me non interessa se sono stati italiani o stranieri. E non voglio che mi si dica che quello che ci servono sono le ronde. Quello che ci serve sono polizia e carabinieri. Io pago le tasse e voglio essere difeso da loro». La sicurezza o la percezione della sicurezza: su questo si vincono o perdono le elezioni, di questo tutti parlano, con i distinguo delle ultime ore tra ronde diurne alla Alemanno e «modello partecipato» alla bolognese, con la rabbia sotto pelle, pronta ad essere intercettata dalla Lega, con il fatalismo un po´ dolce, ironico, che esibisce Giovanni, portiere napoletano: «Io, la domenica, mentre rubavano, ero al mare. D´altra parte non mi pagano i festivi»). Al solito, la carne viva è altra cosa dal dibattito. Entri nelle stanze stuprate e capisci perché la paura va rispettata e alla paura bisogna dare risposte serie, non emotive. Claudia Cirelli è la signora del quarto piano: «Non mi sento più a casa mia. E´ cambiato tutto. Questa gente ha camminato con le scarpe sporche sopra i miei vestiti, ha fatto pipì sul mio divano, ha aperto il frigo, si è fatta un panino, ha fumato. Hanno portato via le catenine della prima Comunione di mia figlia, persino le sue matite colorate. Hanno rubato un pezzo della nostra vita e noi ci sentiamo nudi, indifesi». C´è bisogno di mondare, di pulire, di liberarsi da odori, da impronte, da quella presenza ostile che ha toccato, strappato, sporcato. «Ci saranno almeno cento lavatrici da fare», dice l´avvocato Albanesi. Da lui sono entrati con una falsa chiave europea. La moglie si diletta a lavorare la lana. Teneva i gomitoli nei cassetti. Ha trovato tutto per terra. Mancano gioielli, soprammobili, anche una bottarga portata dalla Sardegna. «La casa era un inferno. C´era un vaso pieno di biglie colorate. E´ finito per terra. Deve aver fatto un rumore tremendo. Ma nessuno ha sentito». Domenica d´agosto, via Gregorio Ricci Curbastro, che è il nome di un matematico di Lugo, creatore del calcolo differenziale assoluto. Nessuno in strada, Giovanni al mare, il commissariato di polizia a due passi (ma senza mezzi per vigilare su tutto, dicono gli agenti). E loro - i ladri - che arrivano. Entrano con una chiave, svaligiano e poi da un balcone saltano altrove. Una, due, tre, dieci volte. Gabriella Micci, 84 anni, adesso vive nel terrore. Porta chiusa con tre mandate. Spiega Albanesi: «Apre solo se sente un certo suono di campanello che abbiamo concordato». La casa che diventa una prigione. «Mia madre ha 90 anni, sta bene - dice Maria Pia Pacchetti - però adesso vuol andarsene da qui». Si chiedono che cosa succederà il prossimo weekend: «Verranno ancora? Ci rapineranno ancora?». Si sentono abbandonati, nel cuore di Roma. Tra gli inquilini c´è una funzionaria del ministero dell´Interno, un´altra signora lavora all´ufficio stampa del ministro Gelmini: «Forse ci conviene pagare un vigilante di tasca nostra». Ne stanno discutendo in queste ore ma l´avvocato Albanesi insiste: «Voglio essere difeso da polizia e carabinieri, sono per la legalità». E´ di sinistra, Albanesi, a suo tempo «orgoglioso di essere nel Pci»: «Credo ancora nella solidarietà, nella convivenza, nella ricchezza che produce la differenza». E se trovassero chi le ha depredato la casa? «Niente giustizia fai da te. C´è la legge, solo quella. Dovrebbero pagare. Quattro o cinque anni, veri, di galera».

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prof di religione, l'ira della cei e la gelmini ricorre contro il tar - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Cronaca Prof di religione, l´ira della Cei e la Gelmini ricorre contro il Tar Via dagli scrutini, è bufera. I vescovi: bieco illuminismo Di Pietro: "Da cattolico condivido la sentenza" Pannella: "Scelta ineccepibile" Il centrodestra plaude al ministro Englaro appoggia i magistrati: "Hanno tutelato la libertà" MARIO REGGIO ROMA - «Sentenza pretestuosa, bieco illuminismo». La Conferenza episcopale Italiana spara a zero sulla sentenza del Tar del Lazio che vieta ai docenti di religione di partecipare in prima persona agli scrutini e boccia il credito formativo per chi sceglie la religione cattolica alle superiori. Scende in campo anche il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini: «Faremo ricorso al Consiglio di Stato. I principi cattolici sono patrimonio di tutti. La sentenza impedisce la libera scelta degli studenti e delle famiglie, non contribuisce più alla valutazione globale dello studente, e gli insegnanti di religione verranno considerati come docenti di serie B». Ma l´attacco più duro arriva dalla Conferenza episcopale: «La sentenza del Tribunale amministrativo del Lazio rischia di alimentare diffidenza e sospetto verso la magistratura - dichiara monsignor Diego Coletti, vescovo di Como e presidente della Commissione episcopale per l´educazione cattolica - c´è da chiedersi perché è stato affidato ad un Tribunale amministrativo la decisione su un argomento così delicato. L´insegnamento della religione cattolica non sostiene scelte individuali, ma di una componente importante di conoscenza della cultura italiana. Con buona pace dei laicisti e dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane». Naviga di conserva l´Osservatore Romano: «Questa sentenza discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto la religione cattolica - afferma monsignor Michele Pennisi, sul quotidiano vaticano - e declassa le migliaia di docenti che hanno superato un concorso pubblico». Perfettamente allineata con la Cei il ministro Gelmini: «La cultura del nostro Paese è intrisa di cultura cattolica, la scuola ha il compito di trasmettere questi valori non solo religiosi ma culturali, nel rispetto di chi professa religioni diverse assieme a quelli che non credono. Ho deciso di fare ricorso al Consiglio di Stato a prescindere dall´invito dell´ex ministro Giuseppe Fioroni anche se non mi disturba che la pensiamo alla stessa maniera». E le polemiche nel mondo politico non si fermano, con il Pdl a sostegno della Chiesa e dell´intervento del ministro Gelmini, che ha avuto anche l´approvazione della Cei «ricorso utile e giusto». Ma anche esponenti del Pd, come Maria Pia Garavaglia hanno definito la sentenza «una forzatura» che «puzza di bruciato». A difendere la sentenza del Tar esponenti del Pd come Vincenzo Vita, «è da stato laico», il leader radicale Marco Pannella «assolutamente ineccepibile», per l´Idv Antonio Di Pietro «da cattolico condivido il Tar» e il valdese e segretario di Prc, Paolo Ferrero, che oltre a definire «buona e giusta» la sentenza, chiede «tutela per i non cattolici». E un via libera alla sentenza del Tar è venuto anche da Stefano Rodotà e Beppino Englaro. Il padre di Eluana ha difeso i giudici: «hanno tutelato la libertà». Compatto il fronte del centrodestra, da Quagliarello e Gasparri a Storace, da Cesa alla Mussolini, da Rotondi al leghista Stiffoni: critiche alla sentenza, e plauso al ministro dell´Istruzione per la sua decisione di ricorrere al Consiglio di Stato. Il dibattito sull´ora di religione ha coinvolto anche le comunità ebraiche italiane, che pure avevano partecipato al ricorso al Tar: il presidente dell´Ucei, Renzo Gattegna ha detto che «la sentenza deve essere accettata con serenità da tutti e non deve creare alcun tipo di contrapposizione. Non ci sono né vincitori né vinti quando è ristabilita la piena osservanza dei principi costituzionali».

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"giudici entrati a gamba tesa noi cattolici daremo battaglia" - carmelo lopapa (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Cronaca Diritti Nove studenti su dieci chiedono di ricevere questo insegnamento e hanno diritto di essere valutati per l´impegno dimostrato Paola Binetti, Pd: quella sentenza frutto della cultura laicista, la ribalteremo "Giudici entrati a gamba tesa noi cattolici daremo battaglia" CARMELO LOPAPA ROMA - «Bene il governo, giusto il ricorso della Gelmini. Ma non lasceremo l´iniziativa a loro. Con Savino Pezzotta e altri deputati, anche di centrodestra, stiamo mettendo su un gruppo trasversale pronto a dare battaglia e a presentare ricorso. Anche noi. Altrimenti cosa vorrebbe dire essere cattolici impegnati in politica? La magistratura è entrata a gamba tesa». Paola Binetti, deputata Pd, cattolica, il ricorso del ministro non le basta? Ha pure usato le sue parole: «Non si possono creare prof di serie B». «Non mi basta. Leggendo quella sentenza del Tar ho avuto la netta sensazione che si trattasse dell´ennesimo colpo inferto da chi voglia progressivamente negare il ruolo pubblico alla religione, per relegarla alla vita privata. In questo caso dello studente. Non è tollerabile. Dunque ci mobilitiamo, anche per non lasciare isolata la Conferenza episcopale». Non sembra sia isolata. La Cei ha tuonato e il governo è già intervenuto. La destra ha fatto quadrato compatta sostenendo che ci sia una «deriva anticattolica». Lo pensa anche lei? «Non la chiamerei deriva, ma di certo è in atto un processo laicista preoccupante che qualcuno vorrebbe imporre a colpi di sentenza. Io, come altri nel Pd, mi schiero in difesa della vita, della famiglia e dell´educazione, capisaldi di tutti i cattolici impegnati in politica, come ha scritto nel 2002 l´allora cardinale Ratzinger». Monsignor Coletti sostiene che la sentenza rischia di alimentare il sospetto verso la magistratura. Non pensa che in un paese in cui i giudici sono già sotto attacco, di tutto ci sia bisogno meno che di ulteriori sferzate dalla Cei? «D´accordo. Ma qui è la magistratura che si è inserita a gamba tesa su scelte profonde, che vanno lasciate agli spazi di libertà». Secondo il Tar, invece, la partecipazione dei prof di religione agli scrutini discrimina chi cattolico non è. «Ripeto: sentenza frutto della cultura laicista. Oggi il 93% degli studenti chiede l´ora di religione. Come possono i diritti di una sparuta minoranza soverchiare quelli della stragrande maggioranza? Cosa si vuole, la dittatura del 7%?» Di Pietro, da cattolico, sostiene di condividere la sentenza perché «in uno stato laico tutti hanno uguali diritti». «Infatti, non si devono discriminare quei pochi, ma non si possono negare neanche i diritti della quasi totalità di studenti che ha il diritto di essere valutata per quell´ora di religione nella quale si è impegnata durante l´anno».

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"giusto non calcolare la materia ma io la vorrei obbligatoria" - carlo brambilla (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Cronaca Analfabetismo è indecente che un giovane esca dalla maturità sapendo magari malamente chi è Manzoni, chi è Platone e non chi è Gesù Cristo Massimo Cacciari: servono insegnanti scelti per titoli, non indicati dalla Chiesa "Giusto non calcolare la materia ma io la vorrei obbligatoria" CARLO BRAMBILLA MILANO - «Certo l´ora di religione è fondamentale. Dovrebbe diventare obbligatoria in tutte le scuole superiori. Una materia di insegnamento, come italiano, storia e filosofia. Attenzione però, con professori scelti sulla base di titoli, concorsi, capacità. Come tutti gli altri. E non indicati dalla Curia». Professor Cacciari cosa pensa della sentenza del Tar che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini? «Mi sembra una decisione giusta, del tutto logica. Ovvia dal punto di vista giuridico. Una materia facoltativa non può essere ritenuta fondamentale in fase di scrutinio. Ma il punto è un altro. è arrivato il momento di cambiare quella parte del Concordato che riguarda l´ora di religione. E pensare alla nascita di una nuova materia di studio». Obbligatoria? «Ma certo. è assolutamente indecente che un giovane esca dalla maturità sapendo magari malamente chi è Manzoni, chi è Platone e non chi è Gesù Cristo. Si tratta di analfabetismo. La scuola deve alfabetizzare. Quando i ragazzi vanno in giro a fare i turisti vedono delle chiese e dei quadri con immagini sacre. Ma cosa vedono, cosa capiscono? Spesso riconoscono a malapena Gesù Bambino. Non sanno nulla delle nostre tradizioni. La religione è un linguaggio fondamentale. Come la musica». Perché non pensare a un insegnamento, più democratico, di Storia delle religioni. Che affronti le diverse tradizioni nei diversi Paesi? «Non ha nessun senso insegnare Storia delle religioni. Così come si insegna Storia della letteratura italiana e non storia delle letterature mondiali, storia dell´arte italiana e non storia dell´arte cinese, non vedo la necessità di insegnare il buddismo zen o la religione degli aztechi. Chi suggerisce di studiare tutte le storie delle religioni finisce per volere, in pratica, che non se ne studi nessuna. è necessario, invece, sapere bene almeno cosa dicono le grandi tradizioni monoteistiche». I vescovi attaccano la decisione del Tar. Parlano di «bieco illuminismo che vuole la cancellazione di tutte le identità». «La Chiesa dovrebbe liberarsi delle sue paure. E battersi perché nella scuola pubblica venga insegnata religione da docenti come gli altri. Chi vuole che vada a insegnare religione, se non una persona particolarmente motivata a questo tipo di studi? Di cosa hanno paura? Che vada il matematico Piergiorgio Odifreddi?» E le scuole private? «Le scuole private facciano quello che vogliono».

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la bestia nera del vaticano - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 24 - Commenti La bestia nera del vaticano (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) «Lo Stato, – scrivono i giudici – dopo aver sancito il postulato costituzionale dell´assoluta, inviolabile libertà di coscienza nelle questioni religiose, di professione e di pratica di qualsiasi culto "noto", non può conferire ad una determinata confessione una posizione "dominante" – e quindi una indiscriminata tutela ed un´evidentissima netta priorità – violando il pluralismo ideologico e religioso che caratterizza indefettibilmente ogni ordinamento democratico moderno». è una prosa chiara. Dice cose di limpida ovvietà. Cosa c´è di più ovvio del principio costituzionale che impegna la Repubblica a tutelare sempre e comunque la libertà di coscienza come il postulato che fonda la stessa esistenza di un ordinamento autenticamente democratico? Un postulato – si badi – che non è calato dal cielo. Si è affermato nella storia come scelta necessaria per chiudere con le crociate e le guerre di religione. è stato pagato con infinite sofferenze e tragedie collettive ai tempi in cui lo Stato come «braccio secolare» di menti ecclesiastiche scatenava la sua violenza contro chi osava scelte dissidenti. L´Italia, politicamente divisa, ha conosciuto una tradizione di deboli poteri statali in cerca di sostegno da parte della Chiesa e perciò pronti a imporre a popoli interi non una religione condivisa ma una uniformazione forzata a pratiche religiose obbligatorie. Questo passato ha lasciato un segno ancora riconoscibile nella debole o inesistente etica pubblica, nella scarsa e incerta reazione a comportamenti di leader politici che altrove, in democrazie più salde, avrebbero avuto l´effetto di un immediato rigetto. Paghiamo così gli esiti di un passato che vide nel secolo scorso l´obbligatorietà dell´insegnamento del cattolicesimo nelle scuole dello Stato sostenuta in nome del principio della «integrità della razza». Oggi si parla di «libertà» e di «identità», ma la musica è la stessa. La ministra Mariastella Gelmini dice che è ingiusto limitare la libertà di scelta degli studenti (peraltro così severamente disciplinati dalle sue ordinanze). E nelle parole di mons. Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l´educazione cattolica, l´integrità della razza è diventata la difesa dell´identità collettiva del popolo italiano. Ma il nemico è quello di sempre. Se non si possono equiparare le diverse religioni nella scuola – dice il monsignore – è perché questo sarebbe una «cancellazione delle diversità e delle identità», cioè il «bieco e negativo risvolto dell´Illuminismo». Eccola la bestia nera: qui si alza robusta la voce della Cei, così flebile davanti alle vergogne dei suoi alleati politici. Naturalmente i tempi cambiano e le parole anche: oggi non si parla più della romanità di Cristo ma lo si riveste di indumenti liberali, laici, pluralisti. Si dice: le ordinanze ministeriali consentivano di attribuire crediti alla frequenza alle lezioni di religione come a quelle di altre attività, per esempio la danza caraibica; quella definizione ministeriale, atto positivo di governo, ha creato un diritto e bisogna rispettarlo. Si ignora – come accade da tempo – che il potere politico non è l´unzione di Dio ma un mandato popolare di governare secondo i principi della Costituzione. Quell´ordinanza fu una delle tante scelte sbagliate prodotte dalla pulsione incontrollabile dei politici a cercare l´appoggio della Chiesa e a pagarlo con l´erosione furtiva o arrogante dei principi della Costituzione. E di queste erosioni ne conosciamo tante: è così che si sono immessi nella scuola insegnanti di religione subordinando l´immissione alla approvazione del vescovo cattolico competente per territorio: e a quegli insegnanti si è dato il compito di insegnare non «una» religione accanto ad altri insegnanti di altre religioni, ma «la» religione fingendo che quell´insegnamento fosse un innocuo arricchimento culturale, pari allo studio della danza caraibica. Ipocrisia che produce ipocrisia e opportunismo, nelle famiglie e nei giovani; confusione di linguaggi, cancellazione subdola dei valori essenziali di una democrazia. Lasciamo la Chiesa alle prese con le sue contraddizioni, con l´irritazione delle altre confessioni cristiane, con la stravagante battaglia contro una serie di ismi (relativismo, evoluzionismo, nichilismo) che stanno via via togliendo al nazismo la sua solitaria immensa incomparabile negatività. Lasciamole il diritto di cancellare il riconoscimento della libertà di coscienza che i padri conciliari del Vaticano II siglarono in tempi recenti. Più ci importa la tutela del principio – questo sì veramente e indiscutibilmente laico – che i padri costituenti dell´assemblea eletta dagli italiani nel 1946 approvarono all´unanimità, saldando le loro diverse fedi nella comune fiducia che solo su quei postulati poteva nascere un paese capace di riscattare le vergogne immense del suo passato. Su questo sono chiamate oggi a scelte chiare tutte le forze politiche: quelle di opposizione in primo luogo.

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l'edilizia scolastica è in fermento. il sindaco massimo cialente la considera ... (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Altre L'edilizia scolastica è in fermento. Il sindaco Massimo Cialente la considera ... La Pezzopane chiede interventi di messa in sicurezza anche per gli istituti fuori dal cratere L'edilizia scolastica è in fermento. Il sindaco Massimo Cialente la considera una priorità: sa bene che per evitare che tanti aquilani scelgano di lasciare la città, bisogna rassicurarli proprio sul fronte scuola. «Tutti i nostri sforzi saranno concentrati su questa direzione», ha dichiarato Cialente «e voglio dire ai miei concittadini che abbiamo scuole che hanno retto bene al terremoto e che potranno accogliere in totale sicurezza i nostri figli. Per quelle risultate inagibili, sono già partiti i lavori per la realizzazione dei moduli provvisori». Ma intanto occorre risolvere anche i problemi legati al personale. Il direttore scolastico regionale Carlo Petracca è stato chiaro: se non si recuperano i 20 milioni di euro destinati all'organico e poi dirottati verso la costruzione dei Musp, i moduli ad uso scolastici provvisori, «il prossimo anno, anche alla luce dei tagli operati dal ministero, potrebbe avere delle disfunzioni. Nonostante il terremoto», ha affermato Petracca «l'Abruzzo è stato trattato come tutte le altre regioni. Adesso attendiamo risposte dai ministri Gelmini e Tremonti». Nel frattempo Comune e Provincia sono al lavoro, per riorganizzare il patrimonio immobiliare scolastico. La linea decisa da Regione e Protezione civile è di utilizzare, dove possibile, gli edifici in muratura. Una scelta contestata dai genitori degli alunni, ai quali preme soprattutto la sicurezza dei propri figli, ma che si sta applicando alla lettera. La localizzazione delle nuove sedi è stata completata: Bertolaso ha firmato il 31 luglio il decreto che elenca le aree destinate alla realizzazione dei Musp. I lavori di consolidamento negli edifici classificati A e B dovrebbero essere ultimati per il 21 settembre. I moduli provvisori serviranno soprattutto nelle scuole gestite dal Comune, cioè materne, elementari e medie: vi saranno trasferiti circa 3800 alunni. Per gli istituti superiori, si prevedono due poli scolastici, uno a Colle Sapone e l'altro a Pettino, nella ex sede dell'Itc. SULMONA. Su sollecitazione della presidente della Provincia Stefania Pezzopane, il governatore Gianni Chiodi ha dato il via libera ai lavori di messa in sicurezza anche nelle scuole che ricadono fuori dal cratere: in particolare a Sulmona l'Itc e l'Itg "Morandi", il Liceo Scientifico "Fermi" e il Centro di formazione professionale. Romana Scopano

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niente scrutini per la religione insorge la cei (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

SENTENZA TAR Niente scrutini per la religione Insorge la Cei ROMA. «Bieco illuminismo», «sentenza pretestuosa» e «discriminatoria verso 6 milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione cattolica». Cei all'attacco contro la sentenza del Tar del Lazio che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini. E nel giorno in cui il ministro Gelmini annuncia che ricorrerà al consiglio di Stato, la Chiesa lancia la sua crociata contro i giudici. (A pagina 9)

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Cei e Gelmini in difesadei prof di religione (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Cei e Gelmini in difesadei prof di religione Polemica sulla sentenza Vescovi: vergognoso il no del Tar. Il ministro ricorre ROMA. «È una decisione vergognosa dettata da bieco illuminismo, che danneggia la laicità dello Stato». Radio Vaticana spara a zero sulla sentenza del Tar del Lazio che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini per gli esami di maturità. E altrettanto fa l'Avvenire, il giornale dei vescovi, che rincara: «C'è un tentativo di emarginare la religione cattolica nelle scuole pubbliche italiane». La Chiesa trova un alleato nel ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini che, accogliendo l'invito del Vaticano e dell'ex ministro Beppe Fioroni (Pd), autore delle ordinanze bocciate dal Tribunale amministrativo, ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato . «L'ordinanza del Tar determina un ingiusto danno nei confronti di chi sceglie liberamente di seguire il corso. Al contrario ritengo che il ruolo degli insegnanti di religione vada accresciuto e valorizzato.», dice il ministro. Sul fronte politico, nel Pd solo Vincenzo Vita, azzarda una mezza difesa dei giudici amministrativi. Per il resto, i big tacciono. Parla invece Antonio Di Pietro, leader dell'Idv: «Da cattolico, condivido la decisione del Tar del Lazio». Nel Pdl Fabrizio Cicchitto, dice: «Il Tar non coglie il problema e rischia di gettare via il bambino con l'acqua sporca». ambrogetti, de carolis, lombardi e un commento di david bidussa >> 3 e 17 13/08/2009

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(sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

«Liberale non sceriffolocali aperti sino alle 7» estate dei divieti, proposta choc di orsi Il sindaco: ma non accetto l'impostazione alassina, ovvero che se una città vuol essere turistica, lì nessuno può dormire dalla prima di cronaca Per tutelare i residenti, non si potevano percorrere altre strade? «Guardi, ad Albisola nessuno ha formulato proposte alternative attuabili subito. Per il prossimo anno penseremo a parcheggi di cornice e a servizi di bus navetta. Ma è chiaro che questo presuppone tre cose: avere un park per 500 auto, vietare il parcheggio davanti ai Golden Beach, limitare l'accesso delle auto in favore della navetta». Intanto? «Il problema è legato a quelli che rimangono ad Albisola ad aspettare il mattino: poche centinaia rispetto ai migliaia che frequentano i locali. Siamo contenti che si fermino, purché non impediscano perennemente alla gente di dormire. C'è gente che in discoteca beve, e questo non è un reato, poi giustamente smaltisce prima di rimettersi in auto. Lo può fare in tre direzioni: sulla passeggiata, in corso Ferrari o in via Colombo. Ebbene, il nostro divieto concerne solo poche centinaia di metri di quest'ultima via». Insomma, un rapporto costi-benefici accettabile. «Lo ha sancito anche la prefettura. Riconoscendo la possibilità di comprimere la libertà di circolazione, per soli due giorni e per non più di tre ore, a fronte di un'esigenza di sicurezza e di quiete urbana». Ritorniamo al punto: non c'erano alternative? «L'alternativa possibile era anticipare l'ora di chiusura dei locali. Ma non avremmo eliminato comunque quella parte di ragazzi che si ferma ad aspettare il giorno, anzi avremmo aggravato il problema. Anziché stare sino alle 5 nel locale, si sarebbero riversati nel centro molto prima, aumentando le ore di disturbo. Sa cosa le dico?» Prego... «Ho in mente di proporre l'apertura al sabato sino alle 7. Ovviamente senza musica nelle ultime due ore. I locali avranno la possibilità di dare colazione a chi vuol fare giorno. I ragazzi sarebbero incentivati a fermarsi lì, anziché a sparpagliarsi in giro». Una proposta-choc. «Dimostra che il mio è un approccio pragmatico, non ideologico. Rifiuto l'opzione alassina secondo cui o una cittàè turistica e allora nessuno ha il diritto di dormire oppure se vuole vivibilità rinuncia ad essere turistica». I suoi concittadini sono con lei. «Ad Albisola nessuno è contrario, anche tra i gestori dei locali. Prevale la coscienza che si sta dando una risposta vera ad un problema vero di chi abita nel centro storico. Non so se sia la risposta giusta o se sarà quella definitiva: sperimentiamo». Al suo collega di schieramento Megrati fischieranno le orecchie... «Io questo non lo so. Però trovo folle il dibattito tutto ideologico che si è scatenato anche a livello nazionale. Il fatto che un sindaco oggi ha a disposizione maggiori poteri non significa che debba utilizzarli. Prendiamo le ronde. Io non ne faccio una questione di principio, ci sono situazioni in cui possono servire, e allora le attiverei, altre in cui sono inutili, e allora nisba». Insomma, niente guelfi e ghibellini, neppure sui divieti. «Trovo assurdo dividersi per principio tra favorevoli e contari. In termini generali, anch'io sono contrario ai divieti, sono un liberale. Però c'è situazione e situazione. Nessuno si è stupito se il sindaco di Laglio ha vietato assembramenti nelle vie davanti alla villa di Clooney, dove tutti si appostavano per vedere le tette della Canalis...» Resta il problema sociale. Maleducazione, intolleranza. Milano ha definito i divieti una "scorciatoia". Ha parlato di "condivisione sociale" e ha citato l'Alto Adige. «Non c'è dubbio, per fare un esempio, che i ragazzi di oggi si rivolgono alle forze dell'ordine in modo bene diverso da come faceva, 30 anni fa, un ragazzo come me, che pure si divertiva e faceva casino. Insomma, come dice la Gelmini per la scuola, dovremmo tornare a parlare un po' meno di diritti e un po' più di doveri. Però, nel caso del mio Comune, più che un fatto di maleducazione è un fatto statistico...» Prego? «Gli effetti negativi sul decoro, sull'igiene, sul disturbo della quiete pubblica non sono dovuti ad una particolare maleducazione. Se 5.000 persone in una sera attraversano il paese, ci sta statisticamente che 4 fanno pipì contro il muro, 10 buttano la carta per terra, 40 fanno schiamazzi e 200 parlano a voce alta. Credo succeda anche allo stadio di Bolzano». E però il senso del rispetto degli altri e della cosa pubblica lo fa il tessuto sociale più che la norma. «Sicuramente c'è meno rispetto, ma non esagererei con le autofustigazioni. Quanto ad Albisola, il nostro problema non è quello della massa: il problema è il rumore, se si trattasse di facinorosi i provvedimenti sarebbero altri. Ovvero la chiusura dei locali. Sa quanto denunce ci sono state in tutta l'estate?» Dica. «Appena 4. E ogni week end circolano in città 6 mila persone». antonella granero granero@ilsecoloxix.it 13/08/2009

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il liceo pedagogico è salvo la prima classe si farà (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Fino al 31 agosto ancora aperta la questione classico Il liceo pedagogico è salvo La prima classe si farà VOLTERRA. Il liceo pedagogico è salvo. Con i suoi 18 iscritti. L'annuncio ufficiale arriva dal sindaco di Volterra Marco Buselli. Un sospi di sollievo per l'intera comunità volterrana che guarda, con il fiato sospeso, le scuole superiori della sua città che scontano da una parte un numero di iscritti esiguo, dall'altra la falce governativa della riforma Gelmini. «L'ufficio scolastico provinciale si è espresso in modo definitvo - dice il primo cittadino - ed ora resta aperta la partita della quarta ginnasio del liceo classico». Ad oggi le matricole sarebbero aumentate di una unità, passando a 16 studenti: ancora due settimane e l'Usp di Pisa pronuncerà il fatidico verdetto. «La proroga speciale concessa dall'ufficio regionale scade il 31 agosto - continua - anche le borse di studio finalizzate ad importare studenti da fuori hanno la stessa scadenza. Noi siamo comunque ottimisti». Buselli si sente un po' artefice dell'ok dato alla prima classe del liceo pedagogico. E confessa alcuni retroscena: «L'impressione è che ci fosse un piano preciso per fondere gli iscritti del classico e del pedagogico e dar vita ad un'unica classe. Il Comune e il polo scolastico si sono opposti con tutte le loro forze per evitare un tale impoverimento dell'offerta formativa della città». (f.s.)

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la cei insorge, la gelmini ricorrerà (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Attualità La Cei insorge, la Gelmini ricorrerà I vescovi parlano di «bieco illuminismo». L'Anm: «Critiche generiche» ORA DI RELIGIONE Durissimo attacco della Chiesa dopo la sentenza del Tar: così si creano insegnanti di serie A e serie B di Maria Berlinguer ROMA. «Bieco illuminismo», «sentenza pretestuosa» e «discriminatoria verso sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione cattolica». La Cei passa all'attacco contro la sentenza del Tar del Lazio che ha escluso gli insegnati di religione dagli scrutini. E nel giorno in cui il ministro della pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, annuncia che ricorrerà al consiglio di Stato contro la sentenza «dicriminatoria» del Tar, la Chiesa lancia la sua crociata contro i giudici. Spalleggiata dal Pdl che con Maurizio Gasparri parla di «deriva anticattolica» e dall'Udc Luca Volontè che grida alla «magistratura fuori legge». è monsignor Diego Coletti, presidente della commissione per l'educazione cattolica a dare il via all'offensiva con un'intervista alla radio Vaticana. Coletti premette che non spetta alla Chiesa fare ricorso. Ma al ministro. Che infatti di lì a poco interviene. «Tocca ai cittadini italiani organizzati in partiti o associazioni culturali esprimere il loro dissenso di fronte a una sentenza così povera di motivazioni e credo che sarà lo stesso ministero a fare ricorso perchè ciò che è stato messo sotto accusa non è l'opinione della Chiesa ma una sua circolare». Per Coletti la questione riguarda lo Stato e la scuola e l'insegnamento della religione è parte integrante della cultura italiana con «buona pace degli irriducibili laicisti e con buona pace dei nostri fratelli nella fede di altre confessioni cristiane». Poi l'affondo sui giudici che con atti come questo rischiano di alimentare il clima di diffidenza nei loro confronti. «Non conosco i giudici del Tar del Lazio anche se questo tribunale ha una sua lunga storia che molti conoscono: casomai ci sarà da chiedersi perchè la competenza su una questione tanto delicata venga attribuita a un tribunale ammnistrativo». A Coletti replica Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati. «è legittimo che i provvedimenti giudiziari possano essere criticati purchè le critiche espresse siano espresse nel rispetto di chi emette i provvedimenti: alcune di queste critiche suonano solo come affermazioni generiche». Duro anche l'Osservatore romano che dedica al caso un articolo titolato «Una sentenza che discrimina gli inseganti di religione». «Questa sentenza discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione come materia scolastica e tutti quei docenti che, avendo superato un concorso, si trovano ora a essere considerati docenti di serie B», scrive monsignor Michele Pennisi. E di dicriminazioni parla anche la Gelmini. «In Italia vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione, non si comprende perchè qualcuno voglia limitare questa libertà». Per il ministro è «ingiusto discriminare la religione cattolica che esprime un patrimonio di storia, valori e tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata». «Sono fiduciosa che, come è accaduto in passato, il Consiglio di Stato possa dare ragione al ministero e all'ordinamento in vigore». Gelmini ricorda che già nel 2007 il Consiglio di stato ha ribaltato un analogo pronunciamento. Trasversali agli schieramenti i commenti politici. Il capogruppo Pdl al Senato Gasparri parla di «deriva anticattolica senza precedenti». Antonio Di Pietro difende la sentenza «da cattolico rispettoso della Chiesa e dei suoi comandamenti».

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qualcuno vuole cambiare l'italia a colpi di sentenze (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-08-2009)
Pubblicato anche in: (Centro, Il)

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Paola Binetti, deputato del Pd e leader dei «teodem» «Qualcuno vuole cambiare l'Italia a colpi di sentenze» ROMA. «Ovviamente sono del tutto contraria alla sentenza del Tar e favorevole al ricorso annunciato dalla Gelmini. Sono molto sorpresa da una cosa del genere anche se penso che rientri in una strategia ad ampio raggio che vuole confinare la religione in uno spazio privato». Paola Binetti, deputato del Pd e leader dei cosiddetti «teodem», i cattolici conservatori, è molto contrariata da quelle che giudica una sentenza in favore di una minoranza «visto che oltre il 91% dei ragazzi sceglie il corso di religione». Perché contraria? «è una sentenza frutto di un pregiudizio ideologico, laicista. In pratica agli studenti si dice: vuoi seguire il corso di relgione? Bene noi ti mettiamo a disposizione anche un insegnante ma questo corso non conta nulla e tu non puoi neanche valutare i costi benefici dell'operazione. C'è qualcuno che vuole cambiare questo paese con le sentenze». A chi si riferisce? Alla magistratura? «Non solo la magistratura. Tutto rientra in una precisa strategia che vuole spingere i giovani verso forme di individualismo. Al contrario io credo che se 90 studenti su 100 scelgono l'ora di religione è perchè sono in cerca di ideali. La mia è una posizione minoritaria nel Pd? Non credo che lo sia tra i nostri elettori». (m.b.)

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L'ora di religionee l'identità nazionale (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-08-2009)

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L'ora di religionee l'identità nazionale david bidussa Forse alcuni possono essere rimasti sorpresi della risposta da parte del mondo cattolico alla sentenza emessa dal Tribunale amministrativo del Lazio che stabilisce che «un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico» e che lo Stato «non può conferire a una determinata confessione una posizione dominante violando il pluralismo ideologico e religioso». Un sentenza che ha mobilitato anche settori cattolici dell'opposizione come il responsabile dell'organizzazione del Pd Giuseppe Fioroni, ministro della Pubblica istruzione nel secondo governo Prodi (sue le ordinanze bocciate dal Tar) che ieri ha caldamente invitato l'attuale ministro, Mariastella Gelmini, a ricorrere contro la sentenza. Insieme alle argomentazioni, colpiscono le parole usate, a partire dal comunicato pubblico della Conferenza episcopale italiana. A leggere quel comunicato, sembra che la parola "illuminismo" sia diventata un insulto, comunque qualcosa di cui sarebbe conveniente sbarazzarsi. Non so se tutto questo sia tattica, ma di certo in tutta questa partita l'illuminismo non è un riferimento sensato o un obiettivo centrato. Non lo è per ciò che l'illuminismo è stato e non lo è perché il continuo ricorso a bollare con concetti assunti come spregiativi le opinioni e le convinzioni con cui non si è d'accordo, appartiene a una retorica che nella storia - passata e presente - è stata ed è propria delle culture illiberali, comunque fondate sull'intolleranza. Non è accaduto solo ieri. Troppe parole in "ismo" corrono oggi nella polemica pubblica e nel linguaggio agitatorio o retorico, compreso quello cattolico. Se già sembrava almeno parziale la contrapposizione tra nichilismo, ateismo, relativismo e totalitarismo pronunciata da Benedetto XVI all'Angelus di domenica scorsa, non meno fuori luogo sembra il giudizio che equipara illuminismo a illiberalismo. C'è un aspetto del comunicato della Cei su cui tuttavia vale la pena riflettere. In quel testo si sostiene che la sentenza è discriminativa e illiberale perché pone in discussione «l'ora d'insegnamento della religione cattolica perché appartenente alla cultura italiana». In breve, il problema non è che con quella sentenza si sarebbe colpita la religione, né si sarebbe detto che il sapere religioso sia un "sapere di serie B", ma che l'ora di religione cattolica è un pezzo dell'identità nazionale e che dunque non riconoscerle uno status di pari dignità con le altre discipline curriculari, sarebbe lesivo dell'identità nazionale. Premesso che ottima cosa sarebbe che nella cultura italiana, e nel sistema scolastico italiano si avesse una consapevolezza culturale della storia delle religioni - un sapere questo sì che manca, e dunque piuttosto di un'ora di catechismo (a ognuno il suo), buona cosa sarebbe introdurre "Storia delle religioni" come materia curriculare - quest'affermazione implica due sottintesi. Per la precisione mi pare che con quelle parole si dica che: 1) a trent'anni circa dalla scrittura delle intese con le molte confessioni religiose in Italia, ottimo sarebbe tornare alla situazione che precedeva, ovvero quella dove le altre confessioni, se presenti, erano al più tollerate; 2) chi non si avvale dell'ora di religione cattolica, ipso facto rinuncia a un pezzo dell'identità nazionale, dunque nei fatti è un cittadino a cultura parziale e a identità nazionale incompleta. Ecco, su questi due punti sarebbe auspicabile una risposta chiara, argomentata e senza "ismi". 13/08/2009

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Pd e idv, quelli del nol'opposizione cattolicasi schiera contro il tar (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-08-2009)

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Pd e idv, quelli del nol'opposizione cattolicasi schiera contro il tar l'ex margherita critica i giudici ROMA. L'ex Margherita contro il Tar. Compatta come sempre a favore della Chiesa e delle sua posizioni, l'ala cattolica del Partito Democratico si è schierata con Fioroni e la Gelmini, lanciando dure critiche ai giudici amministrativi. «La sentenza del Tar è una forzatura, e puzza pure di bruciato» sibila la senatrice Maria Pia Garavaglia, che sostiene: «Impedire agli insegnanti di religione di partecipare agli scrutini, lede i diritti degli studenti ad un giudizio più complessivo, e quello dei docenti a non essere discriminati per la materia insegnata. Ottenere l'insegnamento della religione è un diritto, garantirlo è un dovere». Il deputato Giorgio Merlo ricorre a un paradosso: «La sentenza rischia di incrinare il principio della laicità perché, di fatto, impedisce agli studenti di essere valutati nella materia da loro scelta. Va poi ricordato che la religione è una materia facoltativa ma comunque curriculare, e quindi comporata per lo studente un diritto e un dovere. Al di là e al di fuori di ogni motivazione di natura confessionale - conclude Merlo - la decisione dei giudici mette a rischio l'imparzialità dell'ora di religione». Giudizi condivisi dalla gran parte dei cattolici del Pd, seppur con toni e sfumature differenti. In molti casi rimasti ufficiosi, per la voglia di non dare addosso ai giudici, e di non fornire un sostegno indiretto al ministro Gelmini. D'altronde i distinguo non mancano neanche nell'Italia di Valori di Antonio Di Pietro, schieratosi a favore del Tar con una nota: «Da cattolico, rispettoso della Chiesa e dei suoi comandamenti, non posso che condividere la decisione del Tar del Lazio in quanto in uno Stato laico tutti i cittadini, cattolici e non cattolici, hanno gli stessi diritti». Parole molto diverse da quella del senatore dell'Idv, Stefano Pedica. Che, anche in qualità di presidente dei Teoleg-Cattolici per la legalità, afferma: «La sentenza è grave, il Tar ha sbagliato sia nel metodo che nel merito. Ritengo giusto che l'ora di religione sia facoltativa e non obbligatoria, ma in un paese fortemente di matrice cattolica come il nostro, non si possono discriminare quelli che scelgono liberamente di seguire le lezioni di religione. Ha ragione la Cei - conclude Pedica - che con la sua critica ha interpretato il sentimento e l'indignazione di milioni di cattolici del nostro Paese, di cui bisognerà sempre tenere conto». La sentenza del Tar insomma divide i partiti senza distinzioni e compatta i cattolici. Uniti, contro una decisione che bollano come un attacco laicista. L.D.C. 13/08/2009

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Sentenza Tar, Cei all'attacco Gelmini presenta ricorso (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-08-2009)

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Stai consultando l'edizione del PAG. 18-19ITALIA Sentenza Tar, Cei all'attacco Gelmini presenta ricorso

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Gli strali del centrodestra, gli anatemi del Vaticano e l'annuncio del ricorso al Consiglio di ... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-08-2009)

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Stai consultando l'edizione del Gli strali del centrodestra, gli anatemi del Vaticano e l'annuncio del ricorso al Consiglio di Stato da parte del ministro dell'Istruzione Gelmini. Ha scatenato un putiferio di polemiche la sentenza con cui il Tar del Lazio, bocciando due ordinanza emesse dall'allora ministro Giuseppe Fioroni, ha escluso dagli scrutini per gli esami di Stato i professori di religione specificando che il loro insegnamento non può contribuire alla formazione del credito scolastico. Un pronunciamento, ha tuonato monsignor Diego Coletti presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, che è sintomo «del più bieco e negativo risvolto dell'illuminismo», che «prevede che la pace sociale sia garantita dalla cancellazione delle diversità e delle identità». Perché secondo monsignor Coletti quelle del Tar sono «motivazioni pretestuose» che rischiano di «incrementare il sospetto e la diffidenza verso la magistratura che è già fin troppo alto in Italia». Parole durissime simili a quelle usate da monsignor Michele Pennisi, membro della stessa Commissione episcopale per l'educazione cattolica, che in un editoriale scritto per l'Osservatore Romano ha puntato il dito contro il Tar che «discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione come materia scolastica e tutti quei docenti che, dopo aver superato un concorso, si trovano ora a essere considerati professori di serie b». «È una sentenza laicistica che fa compiere all'Italia un grave passo indietro - ha proseguito il presule siciliano sul giornale della Santa Sede - nei confronti di quei paesi europei dove l'insegnamento della religione è parte integrante del curricolo formativo. E colpisce tutti gli studenti, anche quelli di altre confessioni». LA REAZIONE DELL'ANM Ma alle accuse della Cei ha risposto il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara. «È legittimo che i provvedimenti giudiziari possano essere criticati - ha spiegato - purché le critiche siano espresse nel rispetto di chi emette i provvedimenti. Colpiscono, nel giudizio espresso da monsignor Diego Coletti, quelle critiche che suonano solo come affermazioni generiche nei confronti di tutta la magistratura, e questa è una cosa che sentiamo molto». Parole che non sono servite ad evitare il nuovo fuoco di fila del centrodestra contro il Tar e la magistratura nel suo complesso. «La critica della Cei contro la sentenza del Tar del Lazio interpreta un sentimento condiviso da milioni di italiani», ha spiegato infatti il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi. «Questi magistrati - gli ha fatto eco il ministro per l'Attuazione del programma di governo Gianfranco Rotondi - confondono la laicità dello Stato con la furia anticattolica di alcuni giornali». E LA GELMINI FA RICORSO Tirata per la giacchetta dal suo predecessore e coinvolta in prima persona visto che un ricorso dinanzi al Tar pende anche contro una sua ordinanza che ricalca i contenuti di quelle "bocciate", il ministro Mariastella Gelmini ieri è intervenuta per annunciare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar e per dire che è «ingiusto discriminare la religione cattolica». «I principi cattolici - ha spiegato - sono patrimonio di tutti e vanno difesi da certe forme di laicità intollerante che vorrebbero addirittura impedire la libera scelta degli studenti e delle loro famiglie di seguire l'insegnamento della religione». « «L'ordinanza del Tar tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica, come se esistessero docenti di serie A e di serie B - ha proseguito - Al contrario ritengo che il ruolo degli insegnanti di religione vada accresciuto e valorizzato». Una presa di posizione immediatamente apprezzata dalla Cei: «il ricorso - ha commentato monsignor Diego Coletti - è una cosa giusta e utile». Visualizza la pagina in PDF

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Tracotante è il duro aggettivo con il quale Dino Boffo, direttore de L'Avvenire<... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-08-2009)

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Stai consultando l'edizione del NATALIA LOMBARDO Tracotante» è il duro aggettivo con il quale Dino Boffo, direttore de L'Avvenire condanna (è il caso di dirlo) lo «stile» di vita privata-pubblica di Silvio Berlusconi. «La gente ha capito il disagio, la mortificazione, la sofferenza che una tracotante messa in mora di uno stile sobrio ci ha causato», scrive il direttore del quotidiano dei vescovi. Berlusconi è in affanno, e per recuperare il terreno (cattolico) bruciato dagli scandali sono al lavoro le diplomazie d'Oltretevere e di Palazzo Chigi per combinare un incontro con il Papa Benedetto XVI sotto la Macchina di Santa Rosa, a Viterbo, il 6 settembre. Sfumata l'udienza privata che Gianni Letta ha tentato di ottenere per il premier dopo il G8, quest'ultimo ora si affida alla santa alla quale era devota sua madre. Dino Boffo risponde alla lettera di un parroco milanese, don Matteo Panzeri, che lamentava i «velati sussurri» della Chiesa sulle vicende morali di Berlusconi, i due pesi tra «gli urli» non lesinati sui temi bioetici, rispetto alle «mille prudenze pastorali» adottate dagli organi ufficiali della Chiesa. Quel «silenzio assordante» che don Gornati denunciava in una lettera ad Avvenire. Critiche che Boffo respinge, essendo già intervenuto al riguardo: «Ciò che si è detto, lo si voleva dire»; e aggiunge: nessuno pensi che «parliamo o taciamo per "interesse" personale, per qualche esplicita o inconfessabile partigianeria». Ricordando le parole di Bagnasco, il direttore non nasconde un certo fastidio sulle «contraddittorie» letture degli opinionisti: «Repubblica« può permettersi un giorno di dire che si è arrivati da parte nostra a "scomunicare" Berlusconi e il giorno successivo asserire il contrario». Certo è che ad alzare la voce dai «velati sussurri» sono soltanto Avvenire e Famiglia Cristiana. In primo piano, invece, spicca quel filo diretto tra il governo e la Cei, come dimostra il ricorso tempista della ministra Gelmini sulla vicenda degli insegnanti di religione. E da settembre si vedranno i frutti governativi e parlamentari del dettato ecclesiastico: dalla legge sul testamento biologico, alla campagna contro la Ru486, che trascina con sé l'eterna tentazione di mettere in discussione la 194. La polemica Visualizza la pagina in PDF

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Guerre di religione (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 13-08-2009)

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il tar esclude i docenti dagli scrutini, la gelmini fa ricorso Guerre di religione polemica. La Cei insorge e il ministro dell'Istruzione agisce su suggerimento del predecessore Fioroni. Il Pd tace, il fronte laico si aggrappa a Di Pietro. La decisione del Tar Lazio di escludere dalla valutazione degli scrutini gli insegnanti di religione provoca la rivolta della Santa Sede. Il ministro dell'Istruzione Gelmini annuncia il ricorso al Consiglio di Stato e anche la sinistra si divide. L'ex ministro Giuseppe Fioroni, autore dell'ordinanza annullata dal tribunale amministrativo "suggerisce" al centrodestra il ricorso, Ileana Argentin e la mozione Marino accusano i popolari di eludere il confronto interno. E, nel silenzio assordante del segretario Franceschini, Di Pietro sorpassa il Pd a sinistra. Oranges a pagina 3 13/08/2009

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No, Mariastella, in bikini perdi te stessa (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 13-08-2009)

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No, Mariastella, in bikini perdi te stessa Affezionati ai suoi tailleurini fetish tutti pinces e promesse, la ministra "à la plage" è stata una delusione cocente. D'estate lo scatto rubato non è un imprevisto. Non si gira tutto l'anno con la scorta e un codazzo di fotografi per pensare che un bikini faciliti l'anonimato. E allora prepariamoci e facciamoci venire un'idea. Non il costume-corpetto in lurex tutto stringhe alla Dita von Teese che pure da mesi è il flash notturno di molti supporter della Gelmini. Neanche l'accappatoio gessato e sciancrato da femme fatale che pure le donerebbe. Ma certo qualcosa di rigoroso da un ministro dell'Istruzione ce lo aspettavamo. Senza gli occhialini a filtrare lo sguardo pungente e sovraccarico di rimproveri a cui ci ha abituato, senza trucco e di sicuro dopo una nottataccia (viste le borse sopra e sotto gli occhi), lo sguardo della ministra perde molti punti. Con gli occhiali da sole invece avrebbe guadagnato mistero e non avrebbe rischiato zampe di gallina. Quel bikini poi, così privo di grinta svela le grazie naturali e di fattura fine che avevamo immaginato, ma che alla luce del sole, si rivelano non indimenticabili. Meglio sarebbe stato custodirle in una conchiglia di mistero, piuttosto che tirarle via in un balconcino in lycra a sprazzi timidamente " animalier". Sarebbe bastato un costume intero a scollo profondo per farci sognare ancora. Ma è con i capelli che raggiunge vette di trascuratezza da colf padana. Mariastella l'acconciatura in una legislatura l'ha cambiata già tre volte. Ricci composti. Lisci voluminosi con meche mogano. E poi di colpo il taglio a "bob" superliscio del G8. La ministra cerca la sua strada. A colpi di ricorsi al Consiglio di Stato e a colpi di forbice. Non si uccide così una dark lady. Cinzia Leone 13/08/2009

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Tar scomunicato La Cei insorge Gelmini ricorre (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 13-08-2009)

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rivolta contro il tribunale che ha i escluso i prof di religione dagli scrutini Tar scomunicato La Cei insorge Gelmini ricorre di Sonia Oranges Hanno il sapore della scomunica, l'annunciata valanga di ricorsi al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini che valutano il merito degli studenti, annullando le disposizioni dell'ex ministro all'Istruzione, il pd Giuseppe Fioroni. La sentenza del Tribunale amministrativo, secondo cui i docenti di religione cattolica non possono partecipare «a pieno titolo» agli scrutini e il loro insegnamento non può avere effetti sulla determinazione del credito scolastico, era prevedibilmente destinata a far discutere e a far insorgere il Governo e la Santa sede. E a dividere il centrosinistra. Ha cominciato ieri mattina il giornale dei vescovi, Avvenire, che ieri titolava: «Scuola, lo strappo del Tar sull'ora di religione», ricordando che «l'opinione del Consiglio di Stato era diversa», mentre l'Osservatore romano ha dato voce al vescovo di Piazza Armerina: «Questa sentenza discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione come materia scolastica e tutti quei docenti che, dopo aver superato un concorso, si trovano ora a essere professori di serie b», ha detto il vescovo, senza però entrare nel merito della differenziazione dei canali di accesso alla professione per i docenti di religione. Poi è intervenuto il presidente della commissione episcopale per l'educazione cattolica, monsignor Diego Coletti: «Se per laicità si intende l'esclusione dell'orizzonte culturale, formativo, civile di ogni identità, vuol dire che si è proprio nel più bieco e negativo risvolto dell'illuminismo, che prevede che la pace sociale sia garantita dalla cancellazione delle diverse identità». Naturalmente, il rappresentante della Cei ha escluso qualsiasi ipotesi di ricorso. A quello ci hanno pensato direttamente gli insegnanti di religione e, soprattutto, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: «I principi cattolici, che sono patrimonio di tutti, vanno difesi da certe forme di laicità intollerante che vorrebbero addirittura impedire la libera scelta degli studenti e delle loro famiglie di seguire l'insegnamento della religione. Per questo ho deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar». A dire il vero, però, la sentenza del Tar segna piuttosto una discriminazione compiuta verso i giovani praticanti di altri credo («l'attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni o per chi dichiara di non professare alcuna religione, in Etica morale pubblica»), ma su questo aspetto della vicenda l'intero centrodestra preferisce sorvolare, allineandosi alle posizioni d'Oltretevere. E, a dire il vero, non è il solo. Comprensibilmente, il segretario nazionale dell'Udc ieri condivideva «al 100% le argomentazioni del ministro Gelmini», mentre meno comprensibilmente il Pd si muoveva in ordine sparso, nell'assordante silenzio del segretario Dario Franceschini. Così, se il portavoce della mozione che fa capo a Ignazio Marino, Sandro Gozi, puntava contro la Gelmini «pronta a scattare sull'attenti a ogni dichiarazione degli esponenti della Cei», rafforzando «la convinzione che l'Italia avrebbe bisogno di un Governo più laico e liberale, e anche più coerente nei comportamenti con valori che predica e non pratica, a cominciare dal presidente del Consiglio», l'ex ministro Fioroni aveva già provveduto a "suggerire" alla Gelmini il ricorso al Consiglio di Stato. E, come sempre, tra i litiganti, l'unico a conquistarsi una posizione netta a sinistra è stato Antonio Di Pietro: «Da cattolico, rispettoso della Chiesa e dei suoi comandamenti, non posso che condividere la decisione del Tar in quanto in uno Stato laico tutti i cittadini, cattolici e non cattolici, hanno uguali diritti». 13/08/2009

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I sindacati: (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 13-08-2009)

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PESARO PRIMO PIANO pag. 3 I sindacati: «Sarà un settembre molto caldo» SCUOLA PER LE ASSOCIAZIONI INTOLLERABILE LA DIMINUZIONE DEGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO L'ANNUNCIO di nuovi tagli ha subito scatenato forti reazioni. I sindacati della scuola, con un comunicato congiunto rivolto alla Regione Marche, hanno già annunciato che settembre sarà un mese "caldo" e definito i tagli «insostenibili perché penalizzano i diritti degli alunni, le aspettative e le richieste delle famiglie, l'organizzazione delle attività didattiche e la stessa qualità del servizio pubblico di istruzione». Ad aggravare ulteriormente la situazione c'è la questione degli alunni disabili. «Riteniamo intollerabile si legge nel comunicato firmato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal la condizione relativa ai bambini e ragazzi diversamente abili: gli insegnanti e le ore di sostegno sono assolutamente insufficienti rispetto all'aumento generalizzato delle iscrizioni. Nelle Marche, i 2.289 insegnanti di sostegno sono praticamente stabili rispetto all'anno precedente, nonostante il significativo incremento di alunni con necessità di sostegno, con la conseguenza che mediamente a ciascun allievo verrà decurtato ulteriormente il numero di ore di sostegno di cui beneficiare». Forte preoccupazione da parte delle organizzazioni sindacali anche per «le pesanti ricadute occupazionali dei tagli, in un contesto in cui è precario un docente su sei e un Ata su tre. Riteniamo irrisorio si legge in conclusione anche il numero relativo alle immissioni in ruolo autorizzate dal Ministero, considerando i posti liberi in organico di diritto in tutta la regione». IN RISPOSTA le parole dell'assessore regionale all'Istruzione Stefania Benatti. «Purtroppo dice più che una novità è una tragica conferma di quello che già sapevamo ed avevamo denunciato lo scorso 20 aprile nel tavolo interistituzionale convocato in Regione sulla questione tagli agli organici della scuola. In quella riunione aggiunge l'assessore avevo avuto modo di sottolineare che nelle Marche il numero di persone interessate dai tagli equivale alla messa in mobilità di una grande azienda in crisi. Ed è stato un problema già sollevato dalla Regione al ministro Gelmini, ma resta chiusa a qualsiasi dialogo con le Regioni, come dire " non c'è peggior sordo" , a meno che non si tratti di disponibilità finanziarie da mettere in campo per "aiutare" sulla questione precari o personale già fuori dagli organici. Anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, gli assessori regionali all'Istruzione hanno chiesto al presidente Errani di aprire una vertenza col governo, ma il ministro non vuole interloquire con gli assessori. Fanno bene i sindacati ha rimarcato Stefania Benatti a risollevare il problema e a tenere alta l'attenzione, perché in effetti i posti persi non verranno ricoperti dai precari, e l'effetto negativo sarà sulla didattica». NELLA STESSA riunione del tavolo interistituzionale di aprile, l'assessore Benatti aveva anche rimarcato il grave problema del sostegno didattico ai disabili. «Un problema nel problema come lei stessa l'ha definito , perché non si tiene conto dell'aumento di alunni che hanno bisogno di sostegno e che nelle Marche raggiunge una quota di crescita pari a 300 all'anno». Non solo. «C'è di più conclude l'assessore perché il ministro "spaccia" ora per assunzioni, 16mila in tutta Italia, previste dal Piano triennale legato alla Finanziaria 2007, quella che è invece di fatto una riduzione della quota prevista di 50mila assunzioni di insegnanti e 10mila di personale Ata. Un modo come un altro di fare disinformazione»'. c.d.m. Image: 20090813/foto/9094.jpg

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Silvia Voltolini Dove e come sono gli italiani Volevo dire due parole a proposito degli... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-08-2009)

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Stai consultando l'edizione del Silvia Voltolini Dove e come sono gli italiani Volevo dire due parole a proposito degli... italiani apatici, passivi, disillusi... Il singolo cittadino, io stessa, disgustata, arrabbiata, inorridita per tutto quello che sb e il suo governo riescono ad imporre non posso certo, fresca tessera del Pd in una mano e bandiera della CGIL nell'altra, scendere in piazza da sola!!! Nel frattempo leggo tutto, firmo tutte le petizioni (e così le persone del mio giro). Il singolo cittadino ha bisogno di essere convocato in piazza (e possibilmente non solo a Roma, come succede sempre più spesso). Ci sono i partiti, i sindacati, centinaia di associazioni, i quotidiani di sinistra. Spero non serva che si ricreino continuamente nuovi soggetti (in precedenza vedi girotondini) di fronte all'apatia di quelli che già abbiamo. Io a Roma con Veltroni ci sono anche venuta ma è stata una manifestazione per la quale si sono aspettati mesi rispetto al momento in cui se ne sentiva la necessità. Mi sembra che la cosa più importante sarebbe legare la protesta forte e dislocata sul territorio, alla controinformazione e dunque (non in agosto naturalmente) raccontare tramite volantini, cartelloni eccetera, le migliaia di cose orribili che stanno succedendo e che in elevata percentuale la gente non sa. Da questo punto di vista un quotidiano come l'Unità potrebbe avere un ruolo molto interessante di elaborazione di sintesi informative che si possano staccare, riprodurre, utilizzare. Complimenti per il quotidiano che mi piace molto. Molti saluti. Piero Luigi Raiteri Innse, vedrai che ci scappa l'Ambrogino d'Oro... Sono certo che a questi operai, un esempio per tutti in particolare per Cisl e Uil, saranno proposti dalla Signora Bricchetto in Moratti per l'Ambrogino d'Oro. Malnate Demichelis Se Fioroni suggerisce alla Gelmini Siamo arrivati al punto che Fioroni suggerisce alla Gelmini di fare ricorso contro la esemplare sentenza del TAR. Alle ultime politiche ho dovuto votare a Varese la Binetti e soci. Non accadrà più. Ai 15 dello sbattezo aggiungiamo Fioroni. E molti altri. Se ne vadano pure. Respireremo aria pulita. RICCARDO SANNA Sono un uomo «malato» di gioco, allo Stato chiedo... Mi chiamo Riccardo Sanna, ho 43 anni e sono uno dei tantissimi giocatori in recupero. Vorrei lanciare il mio grido d'allarme a tutte le Istituzioni: chiedere loro di fermarsi, inviare un accorato appello a chi dovrebbe tutelare la collettività. Mi rivolgo a tutti coloro che hanno a cuore il popolo italiano e ogni suo singolo individuo, gente che ogni minuto vede la propria vita distrutta dal gioco. Chiedo a tutti i politici di cominciare un reale esame di coscienza, fate che questa mia lettera non resti una goccia in quell'oceano di ipocrisia che oggi si lega a doppio nodo ad un fenomeno che si evolve quotidianamente davanti alla totale indifferenza di chi, invece, dovrebbe tutelare ogni cittadino affetto da questa terribile malattia. Ho parlato appositamente di malattia e non di vizio, perché tutti sanno, e le migliaia di articoli della letteratura scientifica lo confermano, che è una malattia (progressiva e mortale): ogni singola vita diventa ingovernabile. Proprio ieri ho letto, che la settimana scorsa sono state convalidate milioni di giocate al superenalotto. Una vera assurdità (che però porta allo Stato una montagna di denaro, cash!). Mi chiedo, perché lo Stato approfitta di questa malattia per fare cassa? Non prova vergogna? Nella pubblicità del superenalotto che vediamo in televisione durante questi giorni, alla fine viene consigliato al pubblico di giocare responsabilmente. Che presa in giro!! Siamo bombardati quotidianamente da pubblicità che ci invitano ad aprire un conto su internet per giocare. In ogni bar italiano ci sono macchinette video-poker, esistono decine di gratta e vinci ovunque uno vada, punti scommesse di ogni tipo in ogni angolo di strada, sale Bingo, persone che ti chiamano addirittura a casa affinché ci si iscriva al loro dominio (e «avrai in regalo anche un bonus», come se ad un tossicodipendente o ad un alcolista qualcuno li chiamasse per proporgli un po' di cocaina o una bottiglia di vino... ), e poi strozzini, come falchi che ti attendono perché sanno che da loro alla fine andrai. Basta, lo Stato non può e non deve rendersi complice. Visualizza la pagina in PDF

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Religione, il Guarini ha fatto scuola' (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

MODENA E AGENDA pag. 12 Religione, il Guarini ha fatto scuola' Il precedente: nel 2008 la materia fu esclusa dagli scrutini. Nuove polemiche DALLE AULE degli scrutini escono gli insegnanti di religione, come stabilito recentemente dal Tar del Lazio la materia non può più fruttare crediti formativi, al loro posto entra la levata di scudi da parte del centrodestra. E la mente torna a quando nel 2008 a Modena un caso del tutto assimilabile alla decisione presa in questi giorni aveva suscitato non poche polemiche: all'istituto per geometri Guarini', prima volta in Italia, non venivano riconosciuto all'insegnamento della religione l'attribuzione di crediti. Una scelta che all'epoca era stata condannata apertamente dalla diocesi locale che aveva parlato di «una scelta viziata dal pregiudizio ideologico più che da una corretta interpretazione legislativa», e al contrario era stata appoggiata dal sindacato Cgil. «NON RICONOSCERE agli studenti che hanno partecipato all'ora di religione di essere giudicati dai propri professori è profondamente ingiusto dice oggi Isabella Bertolini, coordinatrice provinciale del Pdl modenese , siamo di fronte ad un'inaccettabile discriminazione nei confronti sia dei docenti che insegnano la religione cattolica, sia degli studenti che la frequentano». La coordinatrice distingue anche come «è giusto che l'ora di religione non sia obbligatoria e che chi decide di non prendervi parte non subisce alcuna discriminazione, ma quello che appare incredibile è che accusa Bertolini alla luce della sentenza del Tar gli unici ad essere veramente ghettizzati sono quelli che hanno liberamente deciso di partecipare a quell'insegnamento di religione». LA COORDINATRICE provinciale del Pdl di Modena non nasconde di avere anche qualche sospetto sull'intera vicenda: «Non vorrei che a monte di questa decisione del Tar ci fosse quel vento anticattolico che da troppo tempo spira nel nostro paese, sono certa che il ministro Gelmini saprà far rispettare il valore della laicità che in questo caso è stato calpestato». Dura è la reazione anche del vice coordinatore del Pdl modenese, Enrico Aimi, il quale prosegue sull'identica linea di pensiero della Bertolini affermando che «riteniamo inammissibile che di fronte ad un 92% di famiglie italiane che sceglie di avvalersi dell'insegnamento scolastico della religione cattolica, questa non debba rientrare nel computo delle valutazioni sull'alunno». E CIÒ, incalza Aimi, «anche in considerazione del fatto che chi è più danneggiato da questa sentenza è proprio quella maggioranza, troppo spesso silenziosa e accondiscendente, che vorrebbe veder valorizzate tutte le identità. C'è chi invece vorrebbe una laicità prona e senza regole denuncia il vice coordinatore grazie alla quale escludere dall'organizzazione civile, culturale e formativo ogni identità, senza considerare che così si cade in quella pace sociale' garantita esclusivamente dall'abolizione delle diversità e delle identità». Sempre il vice coordinatore annuncia che «stiamo studiando iniziative di appoggio e sostegno contro l'evidente tentativo di emarginare l'insegnamento della religione cattolica nella scuoila pubblica italiana». Image: 20090813/foto/7710.jpg

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ROMA CHE SAREBBE stata bufera, era facile profezia. Ma contro la... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 6 ROMA CHE SAREBBE stata bufera, era facile profezia. Ma contro la... ROMA CHE SAREBBE stata bufera, era facile profezia. Ma contro la sentenza del Tar del Lazio che nega ai professori di religione la possibilità di concedere crediti formativi, siamo ormai all'uragano. Con la Conferenza episcopale italiana che giunge a parlare di «bieco e negativo risvolto dell'illuminismo» e di «sentenza che danneggia la laicità dello Stato». E con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che senza mezzi termini parla di «forme di laicità intollerante» e annuncia: «Ho deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisone del Tar. E confido che come è accaduto altre volte in passato il Consiglio di Stato possa dar ragione al ministro». LARGAMENTE attesa, la reazione della Gelmini è giunta dopo una formidabile bordata di attacchi del mondo cattolico contro la sentenza del Tar. In campo sono scesi la Cei, l'Osservatore Romano, l'Avvenire, Radio Vaticana, i parlamentari cattolici di tutti gli schieramenti. E la Gelmini ha mostrato di condividere pienamente le ragioni dell'alzata di scudi, facendole proprie contro quello che chiama «un laicismo intollerante». La religione cattolica, afferma infatti la Gelmini, «esprime un patrimonio di storia, di valori e di tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata». Una unicità che la scuola, «pur nel rispetto di tutte le altre religioni», ha «il dovere di riconoscere e valorizzare», sostiene il ministro dell'Istruzione, che vede nei principi cattolici un «patrimonio di tutti» e che «per questo motivo vanno difesi da certe forme di laicità intollerante che vorrebbero addirittura impedire la libera scelta degli studenti e delle loro famiglie di seguire l'insegnamento della religione». IL PUNTO, va detto, non è questo ma il riconoscere o meno la possibilità agli insegnanti di religione, materia non obbligatoria, di concedere crediti formativi, ipotesi esclusa dal Tar. Ma tant'è. In mattinata monsignor Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, era sceso in campo per affermare che la decisione dei giudici è «povera di motivazioni», e «rischia di aumentare la diffidenza dalle toghe». E monsignor Coletti ha anche detto chiaramente che il ricorso della Gelmini è «utile» e «giusto». «È legittimo che i provvedimenti giudiziari possano essere criticati e noi non possiamo che ribadirlo risponde Luca Palamara, presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati , purché le critiche siano espresse nel rispetto di chi emette i provvedimenti. Colpiscono, nel giudizio espresso da monsignor Diego Coletti, quelle critiche che suonano solo come affermazioni generiche nei confronti di tutta la magistratura, e questa è una cosa che sentiamo molto». MA C'È anche chi difende il Tar. E non solo tra i radicali o le altre confessioni religiose. «Da cattolico, rispettoso della chiesa, non posso che condividere la decisione del Tar del Lazio in quanto in uno stato laico tutti i cittadini, cattolici e non hanno uguali diritti e non ci può essere una discriminazione del profitto su base religiosa» osserva Antonio Di Pietro. «La sentenza del Tar chiosa il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, al quale il tema preme anche in quanto valdese è buona e giusta perché riporta l'elemento di facoltatività di questa materia e non discrimina ulteriormente i non cattolici». E anche nel Pd a fronte di una Binetti e un Fioroni che protestano e di altri cattolici come Franceschini e Rutelli che si defilano c'è anche chi scende in campo con i laici, come Vincenzo Vita o Sandro Gozi. «Le dichiarazioni e i comportamenti del ministro dell'Istruzione, sempre pronto a scattare sull'attenti a ogni dichiarazione degli esponenti della Cei rincara la dose Gozi, portavoce della mozione Marino rafforzano la convizione che l'Italia avrebbe bisogno di un governo più laico e liberale e anche più coerente con i valori che predica e non pratica, a cominciare dal Presidente del consiglio». Alessandro Farruggia

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(sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-08-2009)

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PRIMO PIANO pag. 6 «Silvio tracotante? Aggettivo sbagliato» Cicchitto respinge le critiche cattoliche di ANTONELLA COPPARI ROMA «FA BENE il ministro Gelmini a ricorrere contro il Tar, ma è necessario riempire di contenuti quell'ora per chi sceglie di non frequentare l'insegnamento della religione cattolica». Fabrizio Cicchitto non si ferma alla polemica ecclesiastica ma, da laico, guarda anche all'altro corno del problema sollevato dalla sentenza che esclude i professori di religione dagli scrutini: la funzionalità della scuola. Coerente pure quando respinge gli attacchi dell'Avvenire al premier, il presidente dei deputati Pdl assicura che la maggioranza, a settembre, troverà un'intesa su Sud, giustizia e alleanze. Partiamo dalla bufera sulla religione che ha investito la scuola: come si procede? «Se uno studente segue questa materia, il professore deve partecipare al consiglio dei docenti: prescrivere il contrario è una forzatura che giustifica il ricorso al Consiglio di Stato, ma sarebbe auspicabile riempire di contenuti l'ora per gli altri ragazzi o con un insegnamento religioso da loro scelto o con un'altra materia». Nel giorno in cui la Cei attacca il Tar, l'Avvenire critica il premier. È preoccupato per la nuova offensiva cattolica? «No. Si tratta di un giornale» Il giornale dei vescovi. «Ma è sempre un quotidiano, non gli si deve il rispetto di un'espressione ex cathedra'. Nel merito, io non ho mai visto da parte di Berlusconi un comportamento che possa essere definito tracotante' come scrive il direttore di Avvenire. Reputo l'aggettivo sbagliato. E penso ci voglia rispetto reciproco». A proposito di polemiche: che cosa insegna quella sulle gabbie salariali? A non inseguire la Lega? «Insegna che bisogna stare attenti alle espressioni verbali generiche: Berlusconi non ha mai parlato di gabbie salariali. La posizione del Governo, espressa in tutte le lingue non solo da lui, fa riferimento al protocollo siglato a gennaio con le parti sociali che prevede un duplice livello di contrattazione: un livello nazionale, e poi contrattazioni articolate. Ma voglio ricordare che in questa storia è stata dimenticata un'entità' che è il salario nero, e che va superato con un'articolazione dei valori salariali certo non stabilita per legge». Cosa farete poi per il Sud? «Oltre al documento, come gruppi parlamentari entro settembre faremo una riunione con i ministri interessati. Ma il piano è già fissato: un'agenzia per lo sviluppo, la banca per il Sud e poi lo sblocco dei fondi per lo sviluppo per le regioni meridionali». Calderoli propone tagli dell'Ires al Sud e dell'Irpef al Nord. «Credo che sia auspicabile un'operazione fiscale di aiuto ai salari ma bisogna vedere le risorse che ci sono assieme a Tremonti». I soldi per il Ponte sullo Stretto si possono dirottare altrove? «No, perché trascinano un indotto di proporzioni gigantesche che coinvolge anche l'industria del Mezzogiorno». Le priorità sulla giustizia? «Seguire il progetto del ministro Alfano che riguarda la giustizia penale, civile, la struttura del Csm. Possibilmente con il consenso delle categoria ma senza che Anm o Csm abbiano potere di veto». Sarà un autunno caldo per le alleanze? Lega e Udc possono convivere? «Sarebbe auspicabile trovare un'intesa con l'Udc alle regionali e poi a livello politico». Se l'Udc sceglie il Pd in alcune regioni? «Oggi stiamo ragionando su un'intesa complessiva».

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all'attacco: sfida sui prof di religione (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-08-2009)

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PRIMO PIANO pag. 7 all'attacco: sfida sui prof di religione «Sentenza vergognosa». La Gelmini ricorre contro l'esclusione dagli scrutini ROMA CHE SAREBBE stata bufera, era facile profezia. Ma contro la sentenza del Tar del Lazio che nega ai professori di religione la possibilità di concedere crediti formativi, siamo ormai all'uragano. Con la Conferenza episcopale italiana che giunge a parlare di «bieco e negativo risvolto dell'illuminismo» e di «sentenza che danneggia la laicità dello Stato». E con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che senza mezzi termini parla di «forme di laicità intollerante» e annuncia: «Ho deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisone del Tar. E confido che come è accaduto altre volte in passato il Consiglio di Stato possa dar ragione al ministro». LARGAMENTE attesa, la reazione della Gelmini è giunta dopo una formidabile bordata di attacchi del mondo cattolico contro la sentenza del Tar. In campo sono scesi la Cei, l'Osservatore Romano, l'Avvenire, Radio Vaticana, i parlamentari cattolici di tutti gli schieramenti. E la Gelmini ha mostrato di condividere pienamente le ragioni dell'alzata di scudi, facendole proprie contro quello che chiama «un laicismo intollerante». La religione cattolica, afferma infatti la Gelmini, «esprime un patrimonio di storia, di valori e di tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata». Una unicità che la scuola, «pur nel rispetto di tutte le altre religioni», ha «il dovere di riconoscere e valorizzare», sostiene il ministro dell'Istruzione, che vede nei principi cattolici un «patrimonio di tutti» e che «per questo motivo vanno difesi da certe forme di laicità intollerante che vorrebbero addirittura impedire la libera scelta degli studenti e delle loro famiglie di seguire l'insegnamento della religione». IL PUNTO, va detto, non è questo ma il riconoscere o meno la possibilità agli insegnanti di religione, materia non obbligatoria, di concedere crediti formativi, ipotesi esclusa dal Tar. Ma tant'è. In mattinata monsignor Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, era sceso in campo per affermare che la decisione dei giudici è «povera di motivazioni», e «rischia di aumentare la diffidenza dalle toghe». E monsignor Coletti ha anche detto chiaramente che il ricorso della Gelmini è «utile» e «giusto». «È legittimo che i provvedimenti giudiziari possano essere criticati e noi non possiamo che ribadirlo risponde Luca Palamara, presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati , purché le critiche siano espresse nel rispetto di chi emette i provvedimenti. Colpiscono, nel giudizio espresso da monsignor Diego Coletti, quelle critiche che suonano solo come affermazioni generiche nei confronti di tutta la magistratura, e questa è una cosa che sentiamo molto». MA C'È anche chi difende il Tar. E non solo tra i radicali o le altre confessioni religiose. «Da cattolico, rispettoso della chiesa, non posso che condividere la decisione del Tar del Lazio in quanto in uno stato laico tutti i cittadini, cattolici e non hanno uguali diritti e non ci può essere una discriminazione del profitto su base religiosa» osserva Antonio Di Pietro. «La sentenza del Tar chiosa il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, al quale il tema preme anche in quanto valdese è buona e giusta perché riporta l'elemento di facoltatività di questa materia e non discrimina ulteriormente i non cattolici». E anche nel Pd a fronte di una Binetti e un Fioroni che protestano e di altri cattolici come Franceschini e Rutelli che si defilano c'è anche chi scende in campo con i laici, come Vincenzo Vita o Sandro Gozi. «Le dichiarazioni e i comportamenti del ministro dell'Istruzione, sempre pronto a scattare sull'attenti a ogni dichiarazione degli esponenti della Cei rincara la dose Gozi, portavoce della mozione Marino rafforzano la convizione che l'Italia avrebbe bisogno di un governo più laico e liberale e anche più coerente con i valori che predica e non pratica, a cominciare dal Presidente del consiglio». Alessandro Farruggia

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LA SENTENZA del Tar del Lazio sugli insegnanti di religione (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-08-2009)

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BOLOGNA CRONACA pag. 10 LA SENTENZA del Tar del Lazio sugli insegnanti di religione «e' insensa... LA SENTENZA del Tar del Lazio sugli insegnanti di religione «e' insensata e per un motivo semplice: identifica l'insegnamento della religione cattolica con una materia catechistica in cui la valutazione viene data in base ad una adesione di fede, ma le cose non stanno così». A dirlo è don Raffaele Buono (nella foto), responsabile dell'Ufficio per l'insegnamento della religione cattolica della Curia di Bologna. Oggi i suoi colleghi di altre diocesi lo hanno contattato per confrontarsi sulla situazione aperta dal Tar del Lazio e don Buono non ha dubbi sulla linea da tenere: «L'insegnamento della religione cattolica è una materia a contenuto culturale, per chi la sceglie è obbligatoria e quindi curricolare. Non vedo perché penalizzare chi sceglie di seguire queste lezioni, chi lo fa ha diritto di veder valutato questo impegno». Ora però non resta che aspettare. «Vedremo come si muoveranno il ministero dell'Istruzione e la Cei visto che le loro sono posizioni che hanno un notevole peso specifico», dice don Buono. Di tempo ce n'è, dato che l'esclusione dei docenti di religione dagli scrutinii avrebbe effetto solo fra un anno. Per ora, dunque, si deve attendere. »Posso solo dire che cercheremo di applicare la normativa vigente», assicura don Buono. SULLA stessa linea di Don Buono anche il parlamentare Pdl Fabio Garagnani. «La sentenza del Tar del Lazio è profondamente sbagliata nel merito e nel metodo e soprattutto è la conferma di una impronta laicista e anticlericale che caratterizza l'operato di settori della magistratura». «E' assurdo prosegue Garagnani mettere sullo stesso piano religioni o credenze con poche centinaia di aderenti e la tradizione cattolica, che è parte costitutiva della storia europea ed italiana in particolare». Secondo il deputato, insomma, «non è in questione la laicità dello stato bensì la possibilità degli studenti ed in genere delle famiglie di conoscere e approfondire i presupposti culturali, e, nel caso della maggioranza degli studenti, spirituali del loro essere italiani ed europei». «Bene ha fatto conclude il deputato del Pdl il ministro Gelmini a proporre il ricorso contro la sentenza, interpretando in questo modo i sentimenti di tanti italiani cattolici e non, che non desiderano guerre di religione, ma semplicemente il rispetto della legislazione esistente e il diritto degli studenti che hanno scelto l'ora di religione di vedere riconosciuta la parità della materia da loro studiata con le altre».

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Pubblico impiego: salari metropolitani sul modello francese (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-08-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-08-13 - pag: 1 autore: PANORAMA Pubblico impiego: salari metropolitani sul modello francese Nel prossimo contratto un'indennità potrà favorire il trasferimento dei dipendenti pubblici nelle città più care dove manca il personale, con una quota di salario accessorio. La proposta è del segretario generale del ministero del Lavoro, Francesco Verbaro, e si ispira alla Francia dove da ieri una legge incentiva la mobilità nelle aree con il maggior costo della vita. u pagina 12 A luglio in tredici città inflazione sottozero L'Istat ha confermato la crescita zero dei prezzi a luglio (ai minimi dal settembre 1959) su base sia mensile sia annuale. Il tasso di inflazione è risultato addirittura negativo in 13 città. u pagina 16 Scrutini, Cei contro il Tar Gelmini fa ricorso Dura presa di posizione dei vescovi contro la decisione del Tar di escludere dagli scrutini i professori di religione: «Bieco illuminismo». Il ministro dell'Istruzione ricorrerà al Consiglio di Stato. u pagina 13 Censis: una famiglia su 10 ha bisogno della badante L'Inps ha reso disponibile il modulo per mettere in regola badanti e colf italiane. Il Censis annuncia che oggi in Italia una famiglia su dieci non può fare a a meno di una badante. u pagina 21 Allarme influenzaA a Mumbai: scuole chiuse In India scuole di Mumbai chiuse per una settimana per il pericolo di diffusione del virus H1N1: la decisione, in contrasto con le indicazioni del governo centrale, è stata presa dopo un sondaggio telefonico via sms. u pagina 7 I film di Montalbano al fondo inglese Cambria Il fondo inglese Cambria di Mario Mauri ha rilevato il 33% di Palomar, casa di produzione delle fiction sul commissario Montalbano. Nel 2010 inizierà la realizzazione della nuova serie. u pagina 17

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Scrutini, i vescovi contro il Tar (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-08-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-08-13 - pag: 13 autore: Scuola. Il no della Cei alla sentenza che esclude dalle valutazioni gli insegnanti di religione: bieco illuminismo, è vergognoso Scrutini, i vescovi contro il Tar Gelmini annuncia il ricorso del governo: ingiusto discriminare la fede cristiana Carlo Marroni ROMA L'annuncio è arrivato nel pomeriggio, al culmine dell'offensiva della Chiesa: il ministero dell'Istruzione ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio sull'ora di religione. è il ministro Mariastella Gelmini a intervenire, d'intesa con il premier Silvio Berlusconi, che si è mantenuto in stretto contatto con Gianni Letta, il plenipotenziario dei rapporti con le gerarchie: «In Italia vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione. Non si comprende perché qualcuno voglia limitare questa libertà » sono state le parole del ministro secondo la quale è «ingiusto discriminare la religione cattolica». Il round dell'ennesima partita giocata sul tema della laicità va quindi tutto alla Cei, la Conferenza episcopale, che già la sera di martedì aveva condannato la decisione del Tar in basealla quale i docenti di religione cattolica non possono partecipare agli scrutini e la materia non può influire sul credito scolastico. Una decisione che agli occhi delle gerarchie rischia di mettere in mora uno dei pilastri del Concordato. La Chiesa aveva già annunciato che avrebbe assistito quegli studenti che avrebbero fatto ricorso (sulla falsariga di quanto atto dalle associazioni laiche): «Non credo che tocchi alla Chiesa come tale fare un ricorso » aveva detto ieri in mattinata il presidente della commissione episcopale per la scuola e vescovo di Como, Diego Coletti, in un'intervista a Radio Vaticana. Coletti era stato chiaro nel messaggio: «Credo che lo stesso ministero dovrà fare un ricorso, perché ciò che è stato messo sotto accusa non è un'opinione della Chiesa o dei vescovi, ma è una circolare del ministero e qualcosa che attiene all'organizzazione della scuola di Stato». Detto fatto, e il commento successivo all'intervento della Gelmini è stato che si è trattato di un provvedimento «utile e giusto». Il messaggio arrivato dalle gerarchie della Cei – ma anche dalla Curia vaticana direttamente al cuore del governo –ha prodotto risultati immediati, anche perché la sentenza del Tar va a intaccare ordinanze ministeriali firmate dal predecessore della Gelmini, Beppe Fioroni, esponente cattolico del Pd. Su questo la Chiesa ha avuto buon gioco nel toccare tasti sensibili. «Se per laicità si intende l'esclusione dall'orizzonte culturale, formativo, civile di ogni identità, vuol dire che si è proprio nel più bieco e negativo risvolto dell'illuminismo, che prevede che la pace sociale sia garantita dalla cancellazione delle diversità delle identità», ha affermato Coletti. La questione, squisitamente italiana e legata a doppio filo alla politica, ha visto un atteggiamento per lo più prudente del centro-sinistra –a parte Di Pietro, pro Tar, e la teodem Binetti, assolutamente contaria, come prevedibile – con la richiesta della responsabile scuola Pd, Mariangela Bastico, di recupero delle ore alternative. A favore delle posizioni della Chiesa e contro il Tar invece il centro- destra (il Pdl Malan, di religione valdese, chiede diritti per le minoranze, per il ministro Rotondi è in atto una "furia anticattolica"), che ha dato subito l'impressione che si dovesse intervenire su una questione che, secondo una ricerca della Conferenza del vescovi europei, non è un'anomalia italiana: l'insegnamento della religione (cattolica, protestante, ortodossa) è presente in quasi tutti gli altri paesi europei con diverse modalità, obbligatorio o facoltativo. Viene impartito in tutti gli ordini di scuola, è confessionale, è previsto il diritto di avvalersi o meno dell'insegnamento, che però è curricolare, esercitato al momento dell'iscrizione e implicitamente confermato, salvo diversa indicazione, per gli anni successivi dello stesso ciclo di studi.L'orario varia da un'orae mezza a settimana nella scuola dell'infanzia,due ore a settimana nella scuola primaria e un'ora a settimana nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Per chi non si avvale dell'insegnamento della religione cattolica è possibile partecipare ad attivitÁ alternative, deliberate dal collegio dei docenti o uscire dalla scuola. Non sono ad oggi previsti insegnamenti confessionali di altre confessioni o religioni. Sul tema è intervenuto anche l'Osservatore Romano: «Questa sentenza discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione come materia scolastica e tutti quei docenti che, dopo aver superato un concorso, si trovano ora a essere considerati professori di serie b», ha scritto il vescovo Michele Pennisi. LA POSTA IN GIOCO Per la gerarchia ecclesiastica si rischiava di mettere in mora un pilastro del Concordato. Le parole del ministro d'intesa con il premier

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I vescovi contro il Tar sull'ora di religione (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-08-2009)

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Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 13/08/2009 - pag: 1 La Gelmini annuncia il ricorso del governo I vescovi contro il Tar sull'ora di religione E' scontro sulla sentenza del Tar che ha «declassato » i docenti di religione e ha annullato i crediti per il relativo insegnamento. La Chiesa, attraverso il vescovo di Como Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, in un'intervista alla Radio Vaticana , ha attaccato la magistratura amministrativa, accusandola di «bieco illuminismo»: la sentenza è «pretestuosa, danneggia la laicità dello Stato », e l'ora di religione è «parte integrante della cultura italiana». Un parere condiviso dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che, con il sostegno di quasi tutto il centrodestra, ha annunciato ricorso contro la sentenza. ALLE PAGINE 5E6 Bartoloni Benedetti, Cavalli

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Ora di religione, Gelmini fa ricorso (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-08-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 13/08/2009 - pag: 5 Ora di religione, Gelmini fa ricorso «No alla decisione del Tar». I vescovi: bieco illuminismo ROMA Il ministro del-- l'Istruzione Mariastella Gelmini fa ricorso. I vescovi parlano di «bieco illuminismo». I laici esultano. Sulla sentenza del Tar che «declassa» i docenti di religione e annulla i crediti per l'ora di religione lo scontro investe tutti i campi, magistratura compresa. Il ministro Gelmini ha sottolineato che «non si deve discriminare la religione cattolica» e si è detta fiduciosa che «il Consiglio di Stato possa dar ragione al ministero e all'ordinamento in vigore ». Per la Cei che ha giudicato il ricorso «utile e giusto » ha parlato il vescovo di Como Diego Coletti, presidente della commissione episcopale per l'educazione cattolica, in un'intervista alla Radio Vaticana. La sentenza del Tar, ha detto il presule, è «pretestuosa e danneggia la laicità dello Stato», spiegando che l'ora di religione è «parte integrante della cultura italiana». E ha lanciato accuse molto dure al Tar del Lazio, la cui «sentenza particolarmente pesante » rischia «d'incrementare ancora di più quella sorta di diffidenza, di sospetto, in genere, sulla magistratura, che è già fin troppo alto in Italia. Io non conosco i giudici del Tar del Lazio, anche se questo Tribunale amministrativo ha una sua lunga storia, che credo molti conoscano», ha aggiunto. Pronta la replica di Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, che definisce le critiche di monsignor Coletti «affermazioni generiche nei confronti di tutta la magistratura» e chiede che le critiche «siano espresse nel rispetto di chi emette i provvedimenti». Netta la frattura nei due schieramenti politici. Compatto dietro la Gelmini il centrodestra. Per il ministro con questa sentenza si vuole «limitare la libertà dell'insegnamento della religione. I principi cattolici sono patrimonio di tutti e vanno difesi da certe forme di laicità intollerante». Andrea Ronchi, ministro per le Politiche europee, sottolinea che «la dura critica espressa dalla Cei interpreta un sentimento condiviso da milioni di italiani. Bisogna tutelare anche i diritti dei cattolici». Secondo Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, «siamo di fronte a una deriva anticattolica che non ha precedenti nella storia e nella tradizione del nostro Paese». Il deputato dell'Udc Luca Volonté spera che «la Gelmini telefoni presto all'Avvocatura dello Stato». Per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, «è normale che il professore di religione intervenga sul giudizio complessivo » ma solo nei confronti di studenti che hanno frequentato il corso di religione. Francesco Cossiga e Lamberto Dini hanno poi solidarizzato con la Gelmini intonando «Bandiera rossa» in una trasmissione a Radio2. Fuori dal coro della maggioranza il deputato Pdl Benedetto della Vedova. In Italia, ha dichiarato, «l'insegnamento della religione è subappaltato alle autorità ecclesiastiche». A difendere la sentenza del Tar, nel centrosinistra, esponenti Pd come Vincenzo Vita («è da Stato laico») e il leader radicale Marco Pannella («ineccepibile») e Antonio Di Pietro che «da cattolico condivide il Tar». Plausi anche dall'ex garante Stefano Rodotà e da Beppino Englaro, padre di Eluana. D'accordo con la sentenza anche le Comunità ebraiche italiane. Il presidente Renzo Gattegna chiede che la «sentenza sia accettata con serenità e non sia impugnata ». Bruno Bartoloni © RIPRODUZIONE RISERVATA

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il web (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-08-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 13/08/2009 - pag: 5 Il ministro e il web Dice la Gelmini «la religione è un valore da tutelare». Sulla vicenda i lettori di corriere.it ieri sera avevano scritto quasi 600 commenti

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-08-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 13/08/2009 - pag: 5 Pdl Maurizio Lupi «L'ho insegnata anche io Fondamentale» ROMA Il ministro Gelmini fa ricorso. «Ottima scelta». Il Tar del Lazio ha sbagliato? «Quella sugli insegnanti di religione è una sentenza pericolosa, che nasconde una forte discriminazione», ribatte convinto Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera. In che modo? «Vi si riafferma che la religione non contribuisce alla formazione dell'alunno. E che lo studente, magari frequentando un corso di volontariato, può acquisire crediti scolastici, se invece studia religione no». Ma guardi che la sentenza dice il contrario: non è giusto che chi sceglie quella lezione sia avvantaggiato rispetto a chi la scarta. «Mi sembra che alcuni tribunali vogliano sostituirsi a Parlamento e Istituzioni, in nome di un laicismo esasperato. Ma veda, qui non stiamo combattendo una guerra di religione. Lo Stato e la Chiesa hanno regolamentato l'insegnamento della materia nelle scuole. Gli studenti la scelgono liberamente perché riconoscono che è parte determinante del percorso educativo. E come si può negare che la dottrina cattolica sia anche un elemento fondante della tradizione del Paese?». Lei da ragazzo la seguiva l'ora di religione? «Io sì. Ma le dirò: l'ho anche insegnata, per mantenermi gli studi alla Cattolica. In una scuola di periferia a Milano, quindi so bene che vuol dire sentirsi un professore meno considerato ». Gli alunni non le davano retta? «Al contrario, era un corso frequentatissimo. Si parlava del senso religioso. E per la loro formazione sono sicuro che è stato importante ». Giovanna Cavalli © RIPRODUZIONE RISERVATA Maurizio Lupi

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Berruti: (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 13-08-2009)

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Corriere della Sera sezione: Sport data: 13/08/2009 - pag: 47 L'intervista L'olimpionico di Roma nei 200 giudica l'asso della Giamaica e gli altri grandi favoriti nella velocità a Berlino: «Usain non pensi ai record» Berruti: «Sto con Bolt, è la gioia dello sport» «Gay è una maschera drammatica: non punterei un soldo sulla sua vittoria» MILANO Cinquant'anni dopo, la verità, solo la verità e nient'altro che la verità: cosa successe con Wilma Rudolph? Scatta soave, uscendo dai blocchi: «Aveva un sorriso che ammaliava. All'epoca, però, il sesso prima delle gare non esisteva. Diciamo che con Wilma ho conosciuto a fondo Platone. Quando avrei voluto passare a Aristotele, era troppo tardi: Wilma era già partita». La leggerezza, l'eleganza con cui il 3 settembre '60 corse verso l'oro e il record del mondo dei 200, gli sono rimaste nei modi. Livio Berruti, 70 anni, è il Bolt bianco e occhialuto («Miope, 4 diottrie per occhio: nello sport di oggi sarei supersponsorizzato... ») che stregò l'Olimpiade di Roma, il talento espansivo che univa tecnica e simpatia. Lo sguardo più competente e disincantato («Alla tv, da Cesana: grazie ai primissimi piani riesco a partecipare meglio alle tensioni degli atleti») sui Mondiali di Berlino. Berruti, Bolt è un istrione o un cialtrone come insinua Rogge? «A me piace. È scanzonato, allegro, disinvolto, trasgressivo. Con le sue smorfie esorcizza lo stress dello sprint. A Roma io feci la stessa cosa: prima della finale dei 200 andai a salutare i rivali». Tutto il contrario di quella tragedia greca di Gay. «Mi ricorda Mennea: la maschera drammatica invece della gioia dello sport. Non punterei un centesimo sulla vittoria di Gay con Bolt. Gay è machiavellico. Bolt volteriano. E io sono per Candido». Poi c'è lo spettatore non pagante: Powell. «Asafa è l'agnello sacrificale. Ha un grosso limite nell'educazione e nel rispetto per gli altri due. Corre troppo condizionato». Per Bolt prevede 3 ori e 3 record come a Pechino? «Oro nei 100 e 200. Sicuro. I record? Può farli. È l'unico, con quella struttura fisica, a coprire i 100 con due passi in meno. Se azzecca la partenza, il suo punto debole, Usain può fare tutto». Sembra un copione già scritto. «Deve correre libero di testa, però. Se si sente obbligato al record per contratto, non arriverà». E le ombre di doping che lo hanno sfiorato? «Mi auguro di non dover fare brutte figure, ma mi sento di dire che Usain è pulito. Ho belle sensazioni. Credo che i controlli in Giamaica li facciano, infatti hanno trovato cinque positivi. Bolt è la bella faccia dell'atletica, attira spettatori, business, giovani. Se trovano dopato lui, anche l'ultimo strumento di educazione lo sport muore. A questo proposito, vorrei lanciare un appello al ministro Gelmini...». Prego. «Purtroppo in Italia abbiamo una politica sportiva dissennata. Un'ora di educazione fisica non basta: l'atletica va introdotta nelle scuole come materia di studio e di educazione. Altro che il calcio, che ha perso tutti i valori etici » . Lo sprint, secondo lei, è ancora di una bellezza erotica? «Eccome. È uno strumento di libertà meraviglioso, un orgasmo che libera tutte le energie in un movimento bello esteticamente, che dà la misura del rapporto tempo/spazio». L'atletica italiana invece dà la misura della mediocrità. «Schwazer è un fenomeno. La Di Martino merita una medaglia. Peccato per Howe, zavorrato dalla sua fragilità muscolare...». ...e dalla madre. «Eh sì, tende a essere troppo possessiva. Io sono dell'idea che i genitori debbano stare più lontano possibile dai figli. I miei, ad esempio, seguirono le gare dell'Olimpiade '60 da Torino». Quando nascerà un altro Livio Berruti? «Non esiste una fabbrica di campioni. Ai tempi di Borzov c'era solo lui, altro che la scuola russa. Il fuoriclasse è un fortunato incontro di geni tra papà e mamma». Che peccato che Platone non abbia incontrato Aristotele. Gaia Piccardi © RIPRODUZIONE RISERVATA L'angelo Con gli occhiali Livio Berruti è nato a Torino il 19/5/'39. Quando partecipò ai Giochi '60 studiava chimica. Correva con gli occhiali (per la miopia) e usava calze bianche. Lo chiamavano l'angelo Giochi magici Nella semifinale dei 200 eguagliò il record mondiale (20''5), stesso tempo e oro in finale, primo europeo a vincere i 200 ai Giochi. Quinto nel '64 a Tokyo. Corsia vincente Livio Berruti mostra la corsia 5 dell'Olimpico, la «sua» corsia ( LaPresse/ Rosi) \\ Che cosa ci fu tra me e Wilma Rudolph? Nulla, il sesso prima delle gare all'epoca non esisteva. Diciamo che mi ha fatto conoscere... Platone \\ Parlando di italiani, Schwazer è un fenomeno e la Di Martino è da medaglia. Howe è zavorrato dai muscoli fragili e da sua madre

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scuola, l'attacco dei vescovi (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Bufera per la sentenza che esclude i prof di religione dagli scrutini Scuola, l'attacco dei vescovi «Bieco illuminismo». La Gelmini ricorre contro il Tar ROMA. «Bieco illuminismo», «sentenza pretestuosa» e «discriminatoria verso sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione cattolica». La Cei passa all'attacco contro la sentenza del Tar del Lazio che ha escluso gli insegnati di religione dagli scrutini. E nel giorno in cui il ministro della pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, annuncia che ricorrerà al consiglio di Stato contro la sentenza «dicriminatoria» del Tar, la Chiesa lancia la sua crociata contro i giudici. (A pagina 9)

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Cei e Gelmini in difesa dei prof di religione (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Cei e Gelmini in difesa dei prof di religione Polemica sulla sentenza Vescovi: vergognoso il no del Tar. Il ministro ricorre ROMA. «È una decisione vergognosa dettata da bieco illuminismo, che danneggia la laicità dello Stato». Radio Vaticana spara a zero sulla sentenza del Tar del Lazio che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini per gli esami di maturità. E altrettanto fa l'Avvenire, il giornale dei vescovi, che rincara: «C'è un tentativo di emarginare la religione cattolica nelle scuole pubbliche italiane». La Chiesa trova un alleato nel ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini che, accogliendo l'invito del Vaticano e dell'ex ministro Beppe Fioroni (Pd), autore delle ordinanze bocciate dal Tribunale amministrativo, ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. «L'ordinanza del Tar determina un ingiusto danno nei confronti di chi sceglie liberamente di seguire il corso. Al contrario ritengo che il ruolo degli insegnanti di religione vada accresciuto e valorizzato.», dice il ministro. Sul fronte politico, nel Pd solo Vincenzo Vita, azzarda una mezza difesa dei giudici amministrativi. Per il resto, i big tacciono. Parla invece Antonio Di Pietro, leader dell'Idv: «Da cattolico, condivido la decisione del Tar del Lazio». Nel Pdl Fabrizio Cicchitto, dice: «Il Tar non coglie il problema e rischia di gettare via il bambino con l'acqua sporca». Ambrogetti, De Carolis, Lombardi e un commento di David Bidussa >> 3 e 17 13/08/2009

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Roma, il furto-record nel giorno delle ronde (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 13-08-2009)

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ROMA - Nessuno li ha sentiti. Nessuno li ha visti. Via Gregorio Ricci Curbastro è una strada stretta a due passi da Trastevere. Domenica scorsa Roma era rovente, le persiane delle case abbassate, non un rumore, se non quello degli alberi sfiorati dal vento caldo di scirocco. Loro - i ladri - sono entrati al civico 56 e hanno svaligiato in poche ore dieci appartamenti, uno dopo l'altro. Un record, una razzia consumata senza controlli, a due passi dal commissariato di polizia San Paolo, un "esproprio" di oggetti, di storie, di memorie, portato a termine con calma, passando di balcone in balcone. Hanno rubato con la furia addosso, scardinato porte, pisciato sui divani, mangiato e bevuto in quelle cucine ordinate, in quelle case vuote e inermi. Qualcuno, tra i condomini, ha messo un cartello che è come un necrologio: "Attenti, qui in un solo weekend sono stati depredati 10 appartamenti". A voler essere esatti con le cifre, bisognerebbe dire dieci appartamenti più gli altri tre svuotati nel ponte del 29 giugno. Se poi andiamo indietro di tre mesi, la contabilità criminale cambia ancora: i furti sono stati venti. Sì, sempre qui, al civico 56. Due edifici, otto scale, media borghesia. Case costruite alla fine degli Anni Sessanta dall'Enpaia (Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura), poi cedute al libero mercato. Zona tranquilla, dicevano. Adesso stanno tutti lì, i proprietari dei nidi violati, tutti nella guardiola del portiere Giovanni. Antonio Albanesi, avvocato in pensione dell'Alitalia, è una delle vittime del "multifurto", come lo chiama. Non alza la voce, non si agita. E' più che altro ferito dentro: "Non ho più voglia di stare a casa. A me non interessa se sono stati italiani o stranieri. E non voglio che mi si dica che quello che ci servono sono le ronde. Quello che ci serve sono polizia e carabinieri. Io pago le tasse e voglio essere difeso da loro". La sicurezza o la percezione della sicurezza: su questo si vincono o perdono le elezioni, di questo tutti parlano, con i distinguo delle ultime ore tra ronde diurne alla Alemanno e "modello partecipato" alla bolognese, con la rabbia sotto pelle, pronta ad essere intercettata dalla Lega, con il fatalismo un po' dolce, ironico, che esibisce Giovanni, portiere napoletano: "Io, la domenica, mentre rubavano, ero al mare. D'altra parte non mi pagano i festivi"). Al solito, la carne viva è altra cosa dal dibattito. Entri nelle stanze stuprate e capisci perché la paura va rispettata e alla paura bisogna dare risposte serie, non emotive. Claudia Cirelli è la signora del quarto piano: "Non mi sento più a casa mia. E' cambiato tutto. Questa gente ha camminato con le scarpe sporche sopra i miei vestiti, ha fatto pipì sul mio divano, ha aperto il frigo, si è fatta un panino, ha fumato. Hanno portato via le catenine della prima Comunione di mia figlia, persino le sue matite colorate. Hanno rubato un pezzo della nostra vita e noi ci sentiamo nudi, indifesi". C'è bisogno di mondare, di pulire, di liberarsi da odori, da impronte, da quella presenza ostile che ha toccato, strappato, sporcato. "Ci saranno almeno cento lavatrici da fare", dice l'avvocato Albanesi. Da lui sono entrati con una falsa chiave europea. OAS_RICH('Middle'); La moglie si diletta a lavorare la lana. Teneva i gomitoli nei cassetti. Ha trovato tutto per terra. Mancano gioielli, soprammobili, anche una bottarga portata dalla Sardegna. "La casa era un inferno. C'era un vaso pieno di biglie colorate. E' finito per terra. Deve aver fatto un rumore tremendo. Ma nessuno ha sentito". Domenica d'agosto, via Gregorio Ricci Curbastro, che è il nome di un matematico di Lugo, creatore del calcolo differenziale assoluto. Nessuno in strada, Giovanni al mare, il commissariato di polizia a due passi (ma senza mezzi per vigilare su tutto, dicono gli agenti). E loro - i ladri - che arrivano. Entrano con una chiave, svaligiano e poi da un balcone saltano altrove. Una, due, tre, dieci volte. Gabriella Micci, 84 anni, adesso vive nel terrore. Porta chiusa con tre mandate. Spiega Albanesi: "Apre solo se sente un certo suono di campanello che abbiamo concordato". La casa che diventa una prigione. "Mia madre ha 90 anni, sta bene - dice Maria Pia Pacchetti - però adesso vuol andarsene da qui". Si chiedono che cosa succederà il prossimo weekend: "Verranno ancora? Ci rapineranno ancora?". Si sentono abbandonati, nel cuore di Roma. Tra gli inquilini c'è una funzionaria del ministero dell'Interno, un'altra signora lavora all'ufficio stampa del ministro Gelmini: "Forse ci conviene pagare un vigilante di tasca nostra". Ne stanno discutendo in queste ore ma l'avvocato Albanesi insiste: "Voglio essere difeso da polizia e carabinieri, sono per la legalità". E' di sinistra, Albanesi, a suo tempo "orgoglioso di essere nel Pci": "Credo ancora nella solidarietà, nella convivenza, nella ricchezza che produce la differenza". E se trovassero chi le ha depredato la casa? "Niente giustizia fai da te. C'è la legge, solo quella. Dovrebbero pagare. Quattro o cinque anni, veri, di galera". (13 agosto 2009

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Gelmini: "I giudici non possono violare il Concordato" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 13-08-2009)

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ROMA I docenti di religione, 25 mila in tutta Italia, sono sul piede di guerra rispetto alla sentenza del Tar del Lazio che li escluderebbe dagli scrutini, sottraendo loro la facoltà di valutare i propri allievi. In questo, peraltro, hanno man forte da parte del ministero dell’Istruzione che, come già aveva fatto in passato, ha attivato i propri uffici legali per presentare tempestivamente ricorso al Consiglio di Stato contro una sentenza che non condivide. L’ora di religione, inoltre, come pochi altri temi ha la capacità di risvegliare attriti mai sanati tra le varie anime del paese, e così ieri, dai mari e dai monti in cui sono in vacanza, i politici e i sindacalisti della scuola hanno fatto sentire la loro voce. In tutto questo, lei, signora ministro Mariastella Gelmini, ha deciso di non temporeggiare e ha dato subito battaglia, è così? «Mi comporto come questo ministero si è sempre comportato in circostanze analoghe, difendendo le sue posizioni e le sue interpretazioni vidimate dalle leggi». I cattivi dicono: i vescovi hanno fatto la voce grossa e il governo è subito scattato sull’attenti. «Non c’entra nulla. Io ho risposto al Tar del Lazio che ha interpellato il mio dicastero e le mie competenze. I vescovi poi hanno protestato perché hanno visto attaccare il ruolo dei docenti di religione, ma tra questo fatto e il mio operato non c’è alcuna relazione. Io sono un membro del governo, non della Cei». Perché, comunque, questa replica così repentina e perfino stizzita? «Perché quella del Tar è una sentenza che discrimina non solo gli insegnanti, ma tutti gli studenti e le famiglie che scelgono di seguire l'ora di religione. E questo non è accettabile». Quali sono le motivazioni alla base del vostro ricorso? «Il Tar del Lazio sostiene che i ragazzi che non scelgono l'insegnamento della religione cattolica sarebbero svantaggiati. Le cose non stanno affatto in questi termini: l’insegnamento della religione cattolica non dà crediti scolastici, ma crediti formativi». Ci spieghi, prego. «Significa che non incide direttamente sul voto finale e non svantaggia quindi i ragazzi che liberamente decidono di non seguire quest'insegnamento». Gli insegnanti di religione sono docenti come tutti gli altri e possono valutare i propri allievi, oppure per loro vigono delle limitazioni? «Nel modo più assoluto non esistono insegnanti di serie A e di serie B. I docenti di religione sono insegnanti al pari di tutti gli altri. Non capisco perché non possano valutare gli allievi come fanno i loro colleghi. Questa sì che sarebbe una vera discriminazione». Per 700 mila insegnanti arrivare a un posto ha significato una lunga gavetta e vari concorsi. Per i 25 mila docenti di religione è bastata la designazione di un vescovo. Le sembra questa una discriminazione o no? «Voglio ricordare che gli attuali insegnanti di religione sono stati reclutati attraverso una concorso che ha valutato le loro capacità e la loro preparazione. Le procedure di selezione comunque sono stabilite dalle norme del Concordato, recepite dalla nostra Costituzione». Considerando le proteste e le controversie che si sono succedute in questi anni a proposito dell’ora di religione, non crede che sarebbe il caso di rivedere questa materia? «Su questa domanda devo dare due risposte diverse. La prima: l’ora di religione è stata in effetti oggetto di moltissime controversie dagli Anni Ottanta in avanti. Ma proprio per questo motivo è stato possibile affrontare molte questioni, sia quando sono state sollevate dalla magistratura amministrativa sia quando i rilievi sono venuti da altri soggetti istituzionali. Il risultato è che la materia è ormai largamente chiarita in tutti i suoi aspetti. Non può essere una sentenza del Tar, che peraltro fa seguito ad altre sentenze analoghe e che solleva un aspetto assai circoscritto, a indurci a rimettere in discussione tutto. Seconda questione: l’insegnamento della religione cattolica è definito nel Concordato tra Stato e Chiesa e non può essere rivisto senza rivedere il Concordato medesimo. E non mi pare che la cosa sia all’ordine del giorno». Presto alcune minoranze religiose (per esempio quella islamica) potrebbero diventare delle presenza importanti nella scuola italiana: è pensabile una apertura anche ad altre confessioni religiose? «Nessuno mette in discussione la libertà di religione e il rispetto nei confronti di chi appartiene ad altre confessioni religiose. La scuola è laica, e non a caso l'insegnamento della religione cattolica è facoltativo. Ma questo non significa rinunciare ai valori del cattolicesimo che fanno parte della storia del nostro Paese e sono alla base della cultura dell'Occidente. La vera laicità non ha nulla a che fare con il laicismo».

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Ora di religione, ministro e vescovi contro il Tar: Cossiga canta 'bandiera rossa' (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

13 agosto 2009 - 9.18 (Ultima Modifica: 13 agosto 2009) E' scontro sulla sentenza del Tar del Lazio che ha stabilito che i crediti scolastici aggiuntivi concessi a chi segue le lezioni di religione sono illegittimi e che i docenti di religione, non avendo diritto a concorrere con il proprio insegnamento alla formazione del voto finale, non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini. Sul caso sono insorti i vescovi italiani e il ministro Maria Stella Gelmini. "Discriminati 6 milioni di studenti". ''Questa sentenza discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione come materia scolastica e tutti quei docenti che, dopo aver superato un concorso, si trovano ora a essere considerati professori di serie b''. Lo ha detto all'Osservatore romano, il vescovo di Piazza Armerina, Michele Pennisi, membro della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'universita', commentando la sentenza del Tar del Lazio che ha riconosciuto discriminatoria l'attribuzione del credito scolastico, per gli esami di maturita', a chi frequenta l'ora di religione cattolica. Cossiga e Dini cantano 'bandiera rossa'. Francesco Cossiga e Lamberto Dini cantano 'Bandiera rossa' in diretta per Maria Stella Gelmini. E' accaduto alla trasmissione di Radio2 "Un giorno da pecora". Nel giorno in cui il ministro dell'Istruzione ha annunciato il ricorso contro la decisione del Tar di escludere i professori di religione dagli scrutini, l'ex presidente della Repubblica ha voluto esprimerle la sua solidarieta' per le contestazioni subite negli scorsi mesi dagli studenti, dedicandole l'inno simbolo di comunismo e socialismo. Capezzone (Pdl): "No allo scontro". "Da laico, condivido l'iniziativa del ministro Gelmini: l'ora di religione, infatti, non e' un credito scolastico ma un credito formativo, e quindi, al di la' del gergo ministeriale, non incide direttamente sul voto finale. E' per questo che la presa di posizione del ministro appare convincente". Lo puntualizza in una nota il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone.

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"PENSIERO UNICO" E MAESTRO UNICO (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 0913 "PENSIERO UNICO" E MAESTRO UNICO Pubblicato da Franca Corradini alle 08:16 in Scuola&Società Riceviamo ( da parte di un lettore del blog ) e pubblichiamo. Per illustrare in modo chiaro ed efficace il mio punto di vista sull'azione “terapeutica” esercitata dal ministro (Entero)Gelmini potrei ricorrere ad una metafora medica assai semplice ed eloquente: penso che la Gelmini stia operando come quel dottore che per "rianimare" un paziente ormai agonizzante, decide di sferrargli il colpo letale. Oggi la scuola è un organismo quasi cadaverizzato, ma non sarà certo la Gelmini, e tanto meno il super-ministro Tremonti, a farla rinascere, specialmente con interventi di mera amputazione chirurgica. Al massimo potranno far risorgere, dalle ceneri del passato dove è rimasto sepolto per anni, la figura del "maestro unico". Un vero anacronismo storico, un vecchio arnese didattico metodologico che continua a sopravvivere nell’odierna società, malgrado l’abrogazione legislativa e il superamento da parte delle più aggiornate e avanzate teorie nel campo psico-pedagogico. Il “maestro unico” ha continuato ad esistere attraverso le trasmissioni della televisione-spazzatura, nell’impero globale e totalitario delle merci e dei consumi, nell’ideologia conformista e massificante del pensiero unico, ormai egemone in una società edonistica e consumistica di massa, influenzata dalla pubblicità commerciale, nell’omologazione e nell’impoverimento culturale imposto alle giovani generazioni degli ultimi anni dal “Grande Fratello” televisivo, grazie ad un super-concentrato di potere economico, mediatico e ideologico, asceso stabilmente al governo della nazione. Un dominio totalitario che include e oltrepassa il fenomeno del berlusconismo. Il pensiero unico si è diffuso come un virus insidioso e subdolo, frutto marcio di un crescente degrado culturale della società italiana. Un degrado antropologico di cui il berlusconismo è solo uno degli effetti, il più evidente e clamoroso, ma non è la causa. Lucio Garofalo

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Mariastella Gelmini, una vacanza all'insegna dell'amore (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 13-08-2009)

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13 agosto 2009 - 10.50 (Ultima Modifica: 13 agosto 2009) NAPOLI - Mariastella Gelmini si sta godendo qualche giorno di relax nella spiaggia di Positano insieme al fidanzato Giorgio Patelli. Cuffia in testa, l'iperattivo ministro dell'Istruzione è stato ‘beccato' da ‘Chi' con volto sorridente scambiarsi tenere effusioni con il compagno in acqua. Per qualche giorno la Gelmini può abbandonare il look composto e curatissimo, vestendo i panni della villeggiante. Baciata da sole, il ministro si è concesso qualche bracciata nelle splendide acque della costiera amalfitana per rigenerarsi dalle fatiche degli ultimi mesi, lasciando momentaneamente alle spalle gli impegni di governo.

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Cei all'attacco del Tar Gelmini: faremo ricorso (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 13-08-2009)

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CITTÀ DEL VATICANO «Una vergogna». Contro il Tar del Lazio, che ha escluso i professori di religione dagli scrutini e i crediti conseguiti nella loro materia dalla valutazione finale, la Cei insorge attaccando duramente una sentenza definita «pretestuosa», sintomo «del più bieco e negativo risvolto dell'illuminismo» e difendendo a tutto campo l'insegnamento della religione cattolica, «parte integrante della cultura italiana». I vescovi si dicono convinti che ci sia «un atteggiamento pregiudiziale» della magistratura, e si placano solo quando arriva la notizia dell'annunciato ricorso del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, esprimendo soddisfazione per un gesto «utile e giusto». A dare voce ufficiale al malcontento dei vescovi è di prima mattina monsignor Diego Coletti, presidente della commissione episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'università. Ai microfoni di Radio Vaticana condanna la sentenza «pretestuosa», «povera di motivazioni», che «danneggia la laicità dello Stato» emessa dal tribunale amministrativo. E ancora, sostiene, l'ora di religione per i vescovi non si può toccare perché non va «a sostenere scelte religiose individuali», ma «è una componente importante di conoscenza della cultura di questo Paese». Nel mirino dei vescovi c'è poi l'atteggiamento «pregiudiziale anche se non del tutto ideologico» dei giudici amministrativi, che rischia di «incrementare il sospetto e la diffidenza verso la magistratura, già fin troppo alto in Italia e che invece va in tutti i modi contrastato e ridotto». Per monsignor Michele Pennisi, commissario Cei per l'educazione cattolica, la scuola, l'università, la decisione del Tar «è una vergogna»; per lui, «saranno ingiustamente e scorrettamente penalizzati i sei milioni di studenti» che frequentano l'ora di religione e «tutti quei docenti che, dopo aver superato un concorso, si trovano ora a essere considerati professori di serie B». Il vescovo teme che i 91 studenti su 100 (dati Cei) che si avvalgono dell'insegnamento della materia e che ora, afferma, «saranno incentivati a disertare l'ora di religione». Nel pomeriggio le dichiarazioni con cui il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini annuncia il ricorso contro la decisione del Tar e contesta chi vuole «discriminare la religione cattolica» sono balsamo per le orecchie dei vescovi. Il ricorso è «utile» e «giusto», afferma Coletti. «Il minimo che si poteva fare», gli fa eco Pennisi. L'annuncio di Gelmini dà immediata esecuzione all'invito mosso da Coletti, dalla Radio Vaticana, a mobilitarsi contro la sentenza del Tar. Subito accolto dagli insegnanti di religione del sindacato Snadir, che ricorreranno in appello. In Italia 91 studenti su 100 frequentano l'ora di religione a scuola. Sono meno al nord, mentre praticamente tutti la scelgono al sud (il 98,3%). Il dato viene dall'ultima indagine disponibile della Cei ed è riferito all'anno scolastico 2007/2008. La scuola italiana prevede due ore di religione per le scuola materne ed elementari e una per medie e superiori. In particolare, rileva il Servizio nazionale per l'insegnamento della religione cattolica della Cei, il 94,1% dei genitori di bambini della materna scelgono l'insegnamento della religione, simile il dato delle elementari e delle medie. Dal 2003 una legge ha riconosciuto il particolare status dei docenti di religione, che vengono indicati dall'autorità ecclesiastica ma poi a tutti gli effetti entrano in ruolo della scuola pubblica. Prima delle legge erano in pratica tutti «precari». Proprio grazie alla legge dal 2004 sono stati oltre 15 mila i docenti di religione entrati in ruolo. Il mondo laico non è minimamente d'accordo con la decisione del ministro Gelmini e con le critiche della Cei alla sentenza con cui il Tar del Lazio ha stabilito che i professori di religione non devono partecipare agli scrutini, esattamente come accade agli insegnanti delle materie alternative scelte da chi non segue le lezioni di religione. Gli allievi che frequentano le lezioni di religione, tra l'altro, avevano crediti che gli altri non avevano. Per i vescovi, dietro le «pretestuose» motivazioni del Tar del Lazio, c'è «un atteggiamento pregiudiziale», che rischia di «incrementare il sospetto e la diffidenza verso la magistratura che è già fin troppo alto in Italia e che invece va in tutti i modi contrastato e ridotto». A queste parole replica l'Associazione nazionale magistrati, censurando ciò che definisce «affermazioni generiche nei confronti di tutta la magistratura». A difendere la sentenza del Tar esponenti del Pd come Vita («è da Stato laico»), il radicale Pannella («assolutamente ineccepibile»), l'Idv Di Pietro («da cattolico condivido il Tar») e il valdese e segretario di Prc Ferrero, che chiede «tutela per i non cattolici». E la sentenza del Tar è salutata con soddisfazione anche da Stefano Rodotà: «Considerare la religione cattolica come un insegnamento che poi contribuisce alla valutazione complessiva crea un vantaggio per alcuni, che altri non hanno». Per il presidente delle comunità ebraiche Renzo Gattegna«non ci sono nè vincitori nè vinti quando è ristabilita la piena osservanza dei principi costituzionali».

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Sull'ora di religione Gelmini il Tar (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 13-08-2009)

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PRIMA 13-08-2009 Scuola. Bufera sul Tribunale del Lazio dopo lo strappo su scrutini e crediti. A decidere sarà il Consiglio di Stato Sull'ora di religione Gelmini «frena» il Tar Ricorso del ministro dopo la sentenza: un «ingiusto danno» Il vescovo Coletti: dai giudici una decisione incongruente Ï Il ministro dell'Istruzione si appella al Consiglio di Stato: la decisione del Tar del Lazio «tende a sminuire il ruolo degli insegnanti di religione cattolica», come se fossero di «serie B» Ï Cesa (Udc): tempestiva, condividiamo al cento per cento. Critiche ai magistrati amministrativi da gran parte di Pdl e Lega e da settori del Pd Cacciari: una materia fondamentale Ï Parla il presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica: con la sentenza si vuole relegare il fatto religioso a un evento privo di valore sociale e culturale Ï I docenti: scelta inaccettabile. Discriminati noi e il 91 per cento degli studenti Non è un'ora di catechismo ma di educazione ai valori della nostra cultura PRIMOPIANO ALLE PAGINE 4/5/6

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(sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 13-08-2009)

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CRONACA 13-08-2009 «Uno Stato davvero laico non emargina la religione» Il vescovo Coletti: questa decisione è un errore e impoverisce tutta la scuola DA M ILANO E NRICO L ENZI « N essuna polemica», ma un sereno «invito a ragionare» sulla sentenza del Tar, che «da cittadino considero irrazionale e incongruente nelle sue conclusioni». Anche se getta acqua sul fuoco, monsignor Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica e vescovo di Como, non rinuncia a esprimere tutte le sue perplessità e critiche su quanto deciso dal Tar del Lazio sull'insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana. Non è la prima volta che si assiste a ricorsi al Tar che hanno nel mirino l'ora di religione. Un accanimento, non trova? «Siamo davanti a sostenitori della parte deteriore dell'Illuminismo. Nessuna critica globale, anche perché l'Illuminismo ha portato elementi positivi, ma non si può tacere che vi sono 'illuministi' davvero poco capaci di ragionare». Ma tra i ricorrenti vi sono anche esponenti di altre fedi religiose. «Anche in questo caso intendo dire, con pacatezza e serenità, che forse non si è compreso il principio per il quale la religione cattolica è presente nella scuola. Non è affatto un principio confessionale, come i nostri fratelli di altre chiese cristiane forse temono, ma è un principio culturale, che parte proprio dalla presenza della cultura cristiana, che nel nostro Paese è stata espressa da quella cattolica, nella cultura, nella storia, nella società italiana. È in questa linea che si colloca la presenza dell'ora di religione nella scuola, come strumento per capire la nostra cultura e la nostra storia. Niente a che vedere con catechismo o proselitismo». La sentenza del Tar, però, dà ragione ai ricorrenti che a loro volta parlano di discriminazione. «La sentenza sembra nata e cresciuta proprio sopra un equivoco frutto della parte deteriore dell'Illuminismo, quello per cui la fratellanza universale la si raggiunge eliminando le differenze. E la religione, per loro, è un elemento da escludere dalla società». E così dopo l'insegnamento a scuola, sarà la volta anche dell'aspetto sociale della propria religiosità? «La religione non può essere cancellata dalla dimensione civica, e neppure può essere ridotta a un mero fatto personale e intimistico. È un fenomeno complesso e ha un suo rapporto reale e concreto con l'esprimersi della vita, anche di quella civica e sociale. U- no Stato davvero laico dovrebbe essere preoccupato di valorizzare tutte le identità, ciascuna a seconda del proprio peso e rilevanza culturale. Il fenomeno religioso ha una propria dimensione sociale e culturale che si esprime con presenze significative in moltissimi settori della società». Il risultato della sentenza è che il 91% degli studenti italiani si trova a frequentare una materia considerata di serie B. Non è anche questa discriminazione? «L'errore è pensare, sia in un caso (i non avvalentesi) sia nell'altro (chi la frequenta), che vi sia discriminazione. In questo caso nessuno è discriminato, perché coloro che non si avvalgono dell'ora di religione possono svolgere altre attività educative che comportano crediti scolastici. Ma mettere in un angolo la religione cattolica è un errore, oltre che un impoverimento dell'intera scuola e del percorso formativo di uno studente. Lo hanno capito anche moltissime famiglie non cattoliche e non cristiane che hanno deciso di avvalersi dell'insegnamento, proprio per permettere ai loro figli di avere una conoscenza più completa della nostra cultura e della nostra storia». In una sua dichiarazione, ha parlato di 'sentenza che rischia di incrementare ancora di più quella sorta di diffidenza sulla magistratura'. Parole che hanno suscitato qualche reazione risentita dal fronte delle toghe. «In Italia di tutto abbiamo bisogno tranne che di sentenze discutili e quasi evidenti prive di sostegno sostanziale. Ma non lo dico per unirmi al coro di chi attacca la magistratura. Dobbiamo far crescere la fiducia nei giudici. Io ne ho stima, ma non posso non sottolineare che una sentenza come questa è un errore, visto anche l'ampio coro di critiche che ha suscitato. Lo dico da cittadino italiano e non da vescovo». Qualcuno potrebbe sottolineare che la sentenza non piace perché tocca un argomento sensibile per la Chiesa. Cosa risponderebbe? «Mi piacerebbe che si venisse a discutere il perché la sentenza non mi convince. Non è una questione personale o di interesse di parte. Mi pare che nella sentenza si mostrino elementi di irrazionalità e di incongruenza ». Li vuole indicare? «Parlare di discriminazione degli studenti non avvalentisi mi pare una motivazione chiaramente pretestuosa, visto che si possono avere crediti scolastici anche seguendo un corso di danza. L'altra motivazione addotta punta a ricondurre la sfera religiosa al personale escludendola dalla scuola. Anche in questo caso ribadisco l'ora di religione non è catechismo o indottrinamento, ma una componente importante di conoscenza della cultura di questo Paese, con buona pace dei laicistici». Il ministro Gelmini ha annunciato che ricorrerà al Consiglio di Stato contro questa sentenza. Soddisfatto? «Lo auspicavo. Mi sembra che svolga in modo corretto il proprio ruolo istituzionale, difendendo, tra l'altro, una norma emessa del ministero». «Non si può parlare di discriminazione verso gli studenti non avvalentesi. Mi sembra si voglia relegare il fatto religioso a un evento privo di valore sociale» Il vescovo Diego Coletti

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(sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 13-08-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 13-08-2009 «Faremo ricorso contro il Tar» Gelmini: ingiusto discriminare l'ora di religione, la parola al Consiglio di Stato DA R OMA G IANNI S ANTAMARIA L a sentenza del Tar del Lazio sui professori di religione viene 'rimandata'... al Consiglio di Stato. Il ministero dell'Istruzione ricorrerà alla più alta istanza di giustizia ammini-- strativa contro l'esclusione dei docenti di questa materia dalla partecipazione «a pieno titolo» agli scrutini e all'attribuzione dei crediti. Lo ha annunciato ieri la titolare del dicastero di viale Trastevere Maria Stella Gelmini. Il ministro accompagna la decisione con una serie di ragioni di carattere culturale e tecnico. «La religione cattolica spiega in una nota esprime un patrimonio di valori di storia e di tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata». Inoltre «i principi cattolici, che sono patrimonio di tutti, vanno difesi da certe forme di laicità intollerante che vorrebbero addirittura impedire la libera scelta degli studenti e delle loro famiglie». La Gelmini entra poi nel merito della sentenza che dice di non condividere, visto che esiste «piena libertà» di frequentare le ore di religione e chi lo fa subisce così un «ingiusto danno». Ma soprattutto visto che tale insegnamento «non costituisce un credito scolastico, ma un credito formativo e non incide quindi in maniera diretta sul voto». Infine il ministro intende valorizzare e coinvolgere i docenti di religione che invece il pronunciamento del tribunale ammini-- strativo «tende a sminuire», rendendoli di «serie B». L'atto del ministro, che è intervenuto dal luogo dove sta trascorrendo le vacanze, era stato lungamente invocato durante la giornata di ieri. E alla fine ha messo d'accordo parecchi esponenti dei diversi schieramenti politici. Tranne liberisti radicali e sinistra comunista, per una volta uniti in una visione culturale ben sintetizzata dal titolo del quotidiano il manifesto di ieri: «Screditata » (ovviamente si intende la religione a scuola). «In un paese civile sostengono Carlo Pontesilli e Michele de Lucia di anticlericali.net la sentenza dovrebbe essere un primo passo verso l'eliminazione dell'insegnamento di qualsivoglia confessione religiosa all'interno dell'insegnamento pubblico ». I radicali, sono, però, radicali. Distinguo e sfumature striano, invece, gli altri partiti. E in alcuni casi sfociano in clamorose divergenze, come nell'Idv tra Antonio Di Pietro e Stefano Pedica. «Da cattolico non posso che condividere la decisione del Tar del Lazio», afferma perentorio l'ex pm, mentre l'altro (che si definisce teo-leg, cattolico per la legalità) invoca l'intervento del Capo dello Stato contro il provvedimento. Ma anche nel Pd le crepe sono molte. E se non si sono espressi i leader in competizione congressuale, le diverse anime del partito hanno comunque battuto un colpo. A partire da Beppino Englaro, per il quale «dobbiamo essere fieri di questa magistratura che, come nel caso di Eluana, ha saputo dare una risposta in nome delle libertà fondamentali garantite dalla Costituzione». Di tutt'altro avviso gli ex popolari Giorgio Merlo e Maria Pia Garavaglia. Per il primo è proprio la sentenza «a incrinare il principio di laicità, perché impedisce agli studenti di essere valutati nella materia da loro scelta». Mentre per l'ex ministro della Sanità escludere i docenti dagli scrutini è una «forzatura». Invocano rispetto per la religione e gli accordi Stato- Chiesa gli ex diessini Luigi Berlinguer e Vincenzo Vita, ma in sostanza difendono l'operato del Tar. Per Berlinguer, oggi europarlamentare e in passato ministro della Pubblica Istruzione, «una scelta religiosa è un fatto di libertà e non può essere valutata con forme come voti o crediti». E se questa è la motivazione del Tar «è difficile eccepire». Vita si stupisce degli attacchi alla decisione espressa da un organo laico. Da Udc, Pdl, Lega, Destra di Storace e pure dai Pensionati di Fatuzzo arrivano, però, voci in dissenso con i magistrati. Parla di «debolissime e opinabilissime motivazioni giuridiche» il segretario centrista Lorenzo Cesa, che giudica tempestiva l'azione del ministro, condivisa «al cento per cento». Si augura una «smentita» dal Consiglio di Stato il compagno di partito Luca Volontè. «Non sono una novità le sentenze ideologiche», dice Piergiorgio Stiffoni del Carroccio. «Furia anticattolica », incalza il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. E il collega delle Politiche europee Andrea Ronchi dice che la critica alla sentenza «interpreta un sentimento condiviso da milioni di italiani». Insorge il Pdl. Con Fabrizio Cicchitto che, però, sceglie di spostare il problema. Mentre, infatti, gli altri responsabili dei gruppi parlamentari Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello e Italo Bocchino hanno parole dure verso il provvedimento, il capogruppo alla Camera trova consonanza bipartisan con la responsabile scuola del Pd Mariangela Bastico nel sostenere che la vera questione è l'offerta di un'alternativa a chi non frequenta religione. Su posizioni opposte tra loro, infine, gli ex radicali del Pdl Daniele Capezzone e Benedetto Della Vedova. Il secondo appoggia il Tar senza scagliarsi contro l'ora di religione: ma la valutazione va fatta da «professori che conoscono tutti gli alunni». Il portavoce del partito, invece, plaude alla Gelmini e chiede di evitare scontri tra laici e cattolici. Il ministero: «L'Irc esprime un patrimonio di valori, di storia e di tradizioni talmente importante che la sua unicità dev'essere riconosciuta e tutelata I principi cattolici, patrimonio di tutti, vanno difesi da certe forme di laicità intollerante» Mariastella Gelmini

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Fioroni e le ordinanze del 2007 (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 13-08-2009)

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CRONACA 13-08-2009 L'EX MINISTRO Fioroni e le ordinanze del 2007 «Nessuno obbligato a scegliere l'ora Crediti anche per corsi alternativi» ROMA. Nessuno è obbligato a scegliere la religione. E «l'ora alternativa è determinata e decisa dalle scuole su richiesta degli studenti», contribuendo «al massimo per un punto ai crediti formativi per la maturità. Ci sono corsi di pittura batik, danza caraibica, cucina maghrebina e corsa campestre. Nulla a che vedere con i crediti scolastici che riguardano le materie di insegnamento». Così ieri dalla colonne di Repubblica l'ex ministro delI'Istruzione Giuseppe Fioroni (Pd) spiegava le sue ordinanze del 2007 ora colpite dal Tar. Nell'intervista Fioroni suggeriva alla Gelmini di adire al Consiglio di Stato, che «nel 2007 mi ha dato ragione respingendo la sentenza del Tar perché avrebbe discriminato gli studenti che avevano scelto l'ora di religione o un'altra attività». È stato ascoltato. La complessa materia dei crediti è lasciata per molti aspetti all'autonomia delle scuole ed è disciplinata dalla riforma degli esami di Stato del 1997 (>legge n. 425) e dal decreto del 2007 di Fioroni, ripreso dalla Gelmini lo scorso aprile. Durante il triennio delle superiori, in ogni scrutino finale, il consiglio di classe assegna punti a ogni studente, che concorrono, nell'ultimo anno, a determinare il credito finale, non superiore comunque ai 25 punti, con cui si accede alla maturità. Per raggiungere i 100 punti, vanno aggiunti l'orale, 30 crediti, e i tre scritti, massimo 15 per ciascuno. Giuseppe Fioroni

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I prof: (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 13-08-2009)

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CRONACA 13-08-2009 I prof: «Discriminati noi e il 91% degli studenti» «Situazione da chiarire per rassicurare famiglie e scuole» polemiche Il Tar del Lazio contraddice quanto aveva deciso nel 2000 Allora erano «inammissibili» simili ricorsi contro i crediti «Ma perché su una materia chiarita dal Concordato si pronuncia con tale frequenza la giustizia amministrativa?» DA M ILANO P AOLO L AMBRUSCHI U na sentenza «scientifica». Emessa dal Tar laziale a ridosso di Ferragosto, quasi per mettere in crisi i consigli di classe che tra una ventina di giorni dovranno riunirsi per valutare gli allievi rimandati a settembre. Tar che a distanza di nove anni contraddice se stesso. E ignora tre pronunciamenti della Corte Costituzionale e quattro ordinanze di altrettanti ministri dell'istruzione dal 1999 ad oggi. Non sono agitati i professori di religione,il verdetto della giustizia amministrativa è un film già visto. Ma sconcertati. Ieri sul sito della loro associazione sono arrivate centinaia di mail di insegnanti. Esprimevano soprattutto preoccupazione per gli studenti e le famiglie all'improvviso prive di certezze. Il clima lo descrivono alcuni rappresentanti della categoria. «È chiaro spiega Sergio Cicatelli, oggi dirigente scolastico e consulente della Cei che la sentenza del Tar ha sapore propagandistico e mira ad affossare l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane. Periodicamente alcune sigle, sempre le stesse, presentano ricorso. Puntualmente si fanno le solite polemiche sui media. Abbiamo scarsa memoria, ma proprio il Tar laziale nel novembre 2000 giudicò inammissibili analoghi ricorsi presentati da queste sigle. E ci fu una bocciatura del Consiglio di Stato nel 2007, quando respinse la sospensiva di un'altra sezione del Tar ribadendo che l'insegnamento della religione concorre alla determinazione del credito scolastico». Insomma per Cicatelli l'intervento del ministro Gelmini, la quale ha annunciato ieri il ricorso al Consiglio di Stato, è un atto dovuto. «Anche perché prosegue Cicatelli è dal 1999 che i suoi predecessori Berlinguer, De Mauro, Moratti e Fioroni ribadiscono che i professori di religione appartengono a pieno titolo al consiglio di classe ed esprimono valutazioni sull'allievo. Ferie permettendo, auspico che la risposta dell'organo supremo della giustizia amministrativa arrivi entro fine agosto». In caso contrario? «I crediti formativi è la conclusione del dirigente scolastico hanno valore non solo per la maturità, ma anche per la terza e quarta classe delle scuole superiori. Quindi, se vale quello stabilito dal Tar laziale, gli scrutini di giugno teoricamente potrebbero venire invalidati perché svoltisi alla presenza dei docenti di religione. Probabile che qualche solerte insegnante o dirigente puntualmente sollevi il caso nei prossimi giorni. Così i collegi che a settembre devono valutare gli allievi rimandati potrebbero dover rifare gli scrutini per tutti. e un'ipotesi, perciò la situazione va chiarita per rassicurare mondo scolastico e famiglie». Nicola Incampo. professore di religione alle superiori, è membro della commissione paritetica Cei Ministero dell'istruzione per l'insegnamento della religione cattolica. Non lesina critiche al Tar. «Ripeto, la sentenza è assurda. Quando uno studente decide di avvalersi dell'insegnamento della religione, materia scolastica con dignità formativa e culturale pari alle altre, ha diritto a vedersi riconosciuto l'impegno di frequenza alle lezioni. Lo dicono l'intesa concordataria del 1984 e diverse sentenze della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e del Tar. Fu l'ordinanza del 1999 dell'allora ministro Berlinguer a stabilire che avvalersi dell'insegnamento di religione cattolica concorreva alla possibilità di formare il credito. L'ordinanza del 2007 del ministro Fioroni, sulla quale si è espresso il Tar, prevede che anche i non avvalentesi concorrano a crediti qualora seguano attività alternative o facciano lo studio assistito. Mi chiedo perché su questa materia continui a pronunciarsi caparbiamente la giustizia amministrativa». Che discriminazione causa la presenza dell'insegnante di religione nei collegi dei docenti, allora? «Senta, il 91% degIi alunni sceglie liberamente l'ora di religione. Finché sono minori decide la famiglia, dopo i 18 anni l'allievo. E la materia ha un programma preciso e quindi, ha riconosciuto la Consulta, è curricolare. Chi non la frequenta, ha diverse alternative. La scuola concorda con gli interessati le attività sulle quali matura il credito formativo. Si può obiettare che non tutte le scuole lo fanno e che alcuni dirigenti piazzano religione alla prima o all'ultima ora, così che l'alternativa diventa saltare la lezione. Però con questo non si può discriminare chi frequenta regolarmente». Ultima, ma non meno importante, la questione della pari dignità culturale della religione e dei suoi docenti. «È la revisione concordataria puntualizza Dino Castiglioni, professore di religione in aspettativa e segretario regionale ligure di Cisl scuola a ribadire che i principi cristiani fanno parte del patrimonio culturale del popolo italiano. Mi pare che la sentenza confonda i piani. Qui non si parla di un'ora di catechismo, la scelta di fede è personale. A scuola l'insegnante di religione spiega i valori cardine della nostra cultura e questa materia ha pari dignità con le altre. Quindi chi la insegna ha il diritto e il dovere di valutare l'allievo nel consiglio di classe. Non è giusto discriminare questi professori e i loro allievi, vale a dire la maggioranza degli italiani». Incampo: «Chi decide per l'ora di religione, materia scolastica con dignità pari alle altre ha il diritto di vedersi riconosciuto l'impegno di frequenza alle lezioni Ci sono i programmi, ha valore curricolare»

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Studio obbligato in Scozia, Svezia, Islanda, Norvegia e Danimarca (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 13-08-2009)

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Un minimo comune denominatore negli altri Paesi europei: non è una questione secondaria Studio obbligato in Scozia, Svezia, Islanda, Norvegia e Danimarca Nella foto sopra, il ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini

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"Religione, ruolo da accrescere" (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 13-08-2009)

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ultimo aggiornamento: 13 august 2009 12:29 Maria Stella Gelmini Roma. "L'insegnamento della religione cattolica è definito dal Concordato tra Stato e Chiesa e non può essere rivisto senza rivedere il Concordato. E non mi pare che la cosa sia all'ordine del giorno". In tre diverse interviste, al Giornale, al Messaggero e alla Stampa, il ministro Mariastella Gelmini chiarisce le ragioni che l'hanno spinta a presentare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che ha valuta illegittima la presenza degli insegnanti di religione agli scrutini scolastici. Per il ministro quella del Tar del Lazio "è una sentenza che discrimina non solo gli insegnanti, ma tutti gli studenti e le famiglie che scelgono di seguire l'ora di religione. E questo -rimarca il ministro dell'Istruzione- non è accettabile". Non sono al servizio della Cei Quanto alle accuse di un governo che 'obbedisce' alle parole dei vescovi, Gelmini replica: "Non c'entra nulla. Io ho risposto al Tar del Lazio che ha interpellato il mio dicastero e le mie competenze. I vescovi poi hanno protestato perché hanno visto attaccare il ruolo dei docenti di religione, ma tra questo fatto e il mio operato non c'è alcuna relazione. Io -sottolinea il ministro- sono un membro del governo, non della Cei". Religione screditata "E' davvero assurdo discriminare l'insegnamento della religione cattolica" afferma Gelmini al Giornale che sottolinea come "sarebbe l'unica materia a non contribuire alla valutazione globale dello studente tra tutte le attività che danno luogo a crediti formativi: assurdo e paradossale". Il ministro ricorda infatti che "il frequentare corsi di religione cattolica non dà diritto a un credito scolastico ma un credito formativo" e quindi non incide direttamente sul voto finale allo studente ma "quanto l'attestato di un corso di lingua, di ballo, di teatro e persino di filatelia". Il ministro sostiene quindi che il ruolo degli insegnanti di religione va "accresciuto e valorizzato". E annuncia che "dal prossimo anno vorrei coinvolgere maggiormente i docenti in attività di formazione. La sentenza del Tar va contrastata sia sul piano culturale che su quello tecnico giuridico. Il cattolicesimo fa parte del nostro patrimonio di storia, di valori e tradizioni. Va difeso e tutelato. Fermo restando il principio di libertà di scelta. Chi vuole frequentare i corsi di religione lo fa, chi non vuole non li frequenta".

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Scuola, arrivano le immissioni in ruolo (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-08-2009)

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Cronaca di Cagliari Pagina 1020 Il ministero dell'Istruzione assegna il contingente per ciascuna provincia e nell'Isola (242) Scuola, arrivano le immissioni in ruolo Il ministero dell'Istruzione assegna il contingente per ciascuna provincia e nell'Isola (242) Via libera alle assunzioni di 121 docenti, 77 di sostegno --> Via libera alle assunzioni di 121 docenti, 77 di sostegno Nel prossimo anno scolastico solo 8 mila insegnanti diventeranno titolari di cattedra in tutta Italia: una minima quota in Sardegna. Con i tagli preannunciati (1655 cattedre in meno in tutta la Sardegna) non si poteva sperare di più: quest'anno soltanto 121 insegnanti saranno assunti a tempo indeterminato nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Cagliari. Il via libera è arrivato nei giorni scorsi dal ministero dell'Istruzione. Il gruppo più consistente è quello dei docenti di sostegno che seguono quasi la metà dei 4500 alunni disabili che studiano nell'Isola: nelle scuole cagliaritane a tagliare il traguardo saranno complessivamente 77 insegnanti, distribuiti tra infanzia, elementari, medie e superiori. LA SUDDIVISIONE Gli uffici di viale Trastevere hanno spedito le tabelle sulle immissioni in ruolo alla direzione scolastica regionale, suddividendo il totale nazionale (8 mila assunzioni) regione per regione. Per la Sardegna viene autorizzato un contingente di 242 docenti, prevalentemente insegnanti di sostegno (154) e della scuola dell'infanzia (49). Esattamente 363 in meno rispetto allo scorso anno, quando erano stati immessi in ruolo 605 docenti. Quest'anno la provincia di Cagliari è quella che si porta a casa più posti, ben 44 insegnanti ordinari che raggiungeranno la cattedra tra infanzia, primaria e scuola di primo e secondo grado. A questi si aggiunge il gruppo più numeroso dei docenti (77) che si affiancano ai portatori di handicap. LE CIFRE Le 121 immissioni in ruolo della provincia di Cagliari sono così suddivise: 24 per la scuola dell'infanzia, 4 per la primaria, 10 per la scuola di primo grado, 6 per quella di secondo grado. Fra tutte queste scuole saranno distribuiti i 77 docenti di sostegno. Cagliari, dunque, è in vetta alla classifica, seguita da Sassari (74 immissioni in ruolo, nessuna alle superiori), Nuoro (34) e ultimissima Oristano (13). Numeri risicati, ben al di sotto della sufficienza auspicabile per promuovere la scuola sarda. È così in tutta Italia, dove lo scorso anno erano state autorizzate 25 mila immissioni in ruolo. LE SCADENZE D'altra parte non gioiscono neppure gli insegnanti di sostegno, pur rappresentando il contingente più numeroso. I calcoli li aveva fatti bene la Cgil scuola prevedendo uno scenario catastrofico, fra tagli della Finanziaria, novità della riforma Gelmini: in particolare il riordino delle cattedre ha portato a un gran numero di docenti sovrannumerari. Il 24 agosto l'ufficio regionale scolastico provvederà alle immissioni in ruolo. Poi alle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, infine alle nomine dei precari. C.RA.

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Vacanza da ministre: la Gelmini fa la sexy, Stefania la mamma (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-08-2009)

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Estate Pagina 11011 All'Isola Rossa Daria Bignardi con la famiglia Vacanza da ministre: la Gelmini fa la sexy, Stefania la mamma All'Isola Rossa Daria Bignardi con la famiglia --> Il tritacarne della Costa Smeralda non fa per Daria Bignardi. Per quanto glamour e di tendenza siano la vacanze a Porto Cervo e dintorni, la padrona di casa all'Era glaciale preferisce un buen retiro decisamente più defilato. La Bignardi è tornata all'Isola Rossa, la parte a mare del comune di Trinità d'Agultu in Gallura. Lì ha casa e lì si sta riposando con marito e figli. LA MAMMA PRESTIGIACOMO. Stessa dimensione familiare per Stefania Prestigiacomo, il ministro dell'Ambiente che sta trascorrendo le vacanze nella sua Sicilia. Precisamente nel mare delle isole Eolie, dove la Prestigiacomo è col piccolo Gian Maria, il figlio avuto dal marito-notaio, nonché esponente di spicco del Pdl siracusano, Angelo Bellucci. Sull'asse Roma-Palermo si dice che la ministra non sia più nelle grazie del presidente Berlusconi. Al G8 dell'Aquila il premier l'ha declassata dall'olimpo delle fascinose esponenti del governo, delegando Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini a fare presenza tra i grandi del mondo, ricorda Tgcom.it. LA GELMINI CHE STUPISCE. A proposito. La ministra dell'Istruzione non usa certo la bacchetta quando se la spassa col fidanzato. Smessi anche gli occhiali da professoressa che le danno un'aria molto professional, Mariastella Gelmini gioca a fare la donna fatale nella piscina di un albergo a Positano. Bikini bianco con disegni neri, fascia in testa, la ministra stringe a sé il suo Giorgio Patelli e lo bacia, lo coccola e lo abbraccia. Le foto sono stata pubblicate dal settimanale Chi.

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di berardino: "un autunno ancora più nero il dramma di artigiani e piccole imprese" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-08-2009)

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Pagina III - Roma Il segretario della Cgil Roma analizza i dati: "Il Campidoglio è latitante, non aiuta le famiglie" Di Berardino: "Un autunno ancora più nero il dramma di artigiani e piccole imprese" «Seimila negozi che chiuderanno entro l´anno? Un dato, quello della Confesercenti, che collima appieno con le nostre previsioni ed in linea con l´ultimo dato Istat sul Pil». Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil Roma, è convinto che da settembre si entrerà nella crisi più nera. E il mondo del commercio è la cartina di tornasole. Di Berardino, 22 mila persone tra titolari di negozi e commessi senza più lavoro, sono una cifra incredibile. Cosa vuol dire per una città come Roma? «è un danno enorme, anche perché gran parte dell´economia romana si basa sul commercio. Ma del resto, visto come stanno andando le cose, è inevitabile. La gente non entra più nei negozi perché non ha i soldi. Sulla disoccupazione, il Lazio è ai primi posti della classifica. Più persone perdono l´impiego e più calano i consumi. è il cane che si morde la coda: e i commercianti ne fanno le spese. La fine del tunnel è lontana? «Be´ se il Governo non fa proposte per far ripartire l´economia, sì. Per far capire quanto la gente non ha più i soldi in tasca è emblematico il dato sulla cassa integrazione in deroga. In tutto il 2008 si sono spesi 17 milioni. A giugno di quest´anno, eravamo già a cento. Se si considera poi che, grazie alla ministra Gelmini, a settembre nella regione perderanno il lavoro altre 4.700 persone, tra insegnanti e bidelli... Altro che shopping». In una classifica dei settori in difficoltà il commercio è ai primi posti. Quali altri, a seguirlo? «Guardi, purtroppo non c´è nessun comparto e nessun territorio che si salva. Anche se sì, forse l´edilizia è tra quelli più in ambasce. Per due fattori: le famiglie non possono comprare la casa perché non hanno soldi per il mutuo e le imprese, specie le più piccole, non hanno le garanzie sufficienti per ottenere finanziamenti dalle banche. E a farne le spese sono in modo particolare gli artigiani». Come intervenire? Noi con Regione e Provincia abbiamo fatto degli accordi programmatici. Chi invece è latitante è il Campidoglio. Completamente assente nella politica di interventi a sostegno al reddito alle famiglie in difficoltà». (al. pa.)

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cattolicesimo e no (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 14-08-2009)

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Pagina 10 - Attualità CATTOLICESIMO E NO CATTOLICESIMO E NO Un concorso pubblico per chi insegna religione Cacciari ha ragione quando afferma che nelle scuole dovrebbe essere insegnato il Vangelo, d'altra parte la nostra filosofia e letteratura sono permeati di questa cultura religiosa. Come fai a studiare Dante se non conosci S. Tommaso, come fai a conoscere Tommaso se non conosci il Vangelo. Ha ragione quando afferma che per essere insegnanti di religione bisognerebbe affrontare un concorso pubblico. Quando poi nel futuro ci saranno altre religioni, bisognerebbe far conoscere anche quelle. Luciano Ferrari Livorno ECOSISTEMA Un popolo di predatori e ci si lamenta delle meduse! L'invasione estiva delle meduse sembra aumentare, anno dopo anno e da fenomeno episodico si fa problema fisso. Viene citato il riscaldamento delle acque ma la causa prima è la pesca smodata che ha privato questi strani animali di ogni loro predatore. Il cerchio si chiude, ancora più in negativo per i pesci, dato che molte meduse mangiano uova e larve di pesci. La pesca svuota i mari, i governi non fanno niente, le aree marine protette non funzionano e le nostre abitudini estive non aiutano. In questi giorni migliaia di superattrezzati sub si danno alla caccia lungocosta, dove i pescherecci non arrivano, di ogni essere che sguazzi mentre i piccoli dotati di retini fanno paté di pesciolini, granchi, delle ultime stelle di mare. Non possiamo proprio fare a meno di «predare» la fauna di questo nostro Paese, riciclandoci in osservatori incruenti, magari con qualche guida plastificata, di quella meraviglia che è la vita marina? Francesco Maria Mantero UNITA', UNA CHIMERA Un Pd "berlusconiano" dove trionfa l'individualismo In una recente intervista a Repubblica Cohn-Bendit, europarlamentare di un partito che ha ottenuto in Francia alle Europee un inaspettato successo, evidenzia la crisi della democrazia italiana e il declino del nostro paese in Europa sotto il governo Berlusconi. «Di fatto l'Italia di Berlusconi non conta, non c'è. Nessun governo europeo ne capisce le politiche, le strategie e gli obiettivi» ed individua nella mancanza di un progetto nazionale, nella esigenza di qualunquismo ed in un esasperato individualismo, la causa. Berlusconi altro non ha fatto che rispondere a tutto questo, alimentandolo. Che quanto detto venga da forze reazionarie e xenofobe non fa meraviglia: quello che colpisce è che l'individualismo esasperato, l'autoreferenzialità appartenga anche a ceti politici del centro e della sinistra ed a partiti e movimenti che ad essi fanno riferimento. Mi spiego meglio. Da mesi ormai assistiamo ad uno scontro all'interno del più grande partito di opposizione (sic!) tutto politologico: partito nuovo, leggero, più o meno strutturato, dei quarantenni, con tessere, senza tessere, di Bersani, di Franceschini; ci sono posizionamenti locali spesso immotivati o dettati da un «mi sta più simpatico». Progetto per l'Italia e per gli italiani? L'unica definizione ripetua meccanicamente «il PD è riformista». Obbietto che le parole hanno significato in armonia con altre, i contenuti non emergono nelle parole, ma tra le parole. La sinistra (senza aggettivi) è nello stesso tempo una babele di individualità, di leaderismo, che sconcerta che in certe idee si identifica e rinnega se stessa. Non sono in grado di fornire ricette taumaturgiche, ma la sopravvivenza e la conseguente esistenza della sinistra sta nell'Unità, nel confronto per ricercarla, anche perché il bipartitismo, le leggi proposte e approvate dai due maggiori partiti italiani (vedi il recente sbarramento del 4% in Toscana) con un consociativismo gabellato per semplificazione non lasciano spazio agli individualismi e agli identitarismi dei leader della sinistra, tra l'altro non condivisi dalla base. Carlo Bornaccini GOVERNO E PAPI Ricorso lampo sulla religione i poveri possono attendere La Gelmini fa subito ricorso perché la religione, ancora non di Stato, e i suoi insegnanti sono stati, giustamente, esclusi dagli scrutini di una scuola pubblica che non è cattolica ma laica e aperta a tutte le filosofie e religioni. Interessante che non sia stato, come sempre, il «tuttologo» presidente del Consiglio a intervenire: ha seguito i suoi sondaggisti che gli ripetono che meno appare meglio è. è insopportabile questo insistente e continuo «desiderio» del potere spirituale a volere entrare nella vita pubblica. Peccato che tanta solerzia e rapidità governativa non si applichi alla povertà sempre crescente, ad aumentare i salari e gli stipendi, a combattere l'evasione fiscale, ecc. ma, si sa, ci sono papi e Papi. Armando Mancini Viareggio

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religione, il vicariato di roma avverte "a settembre battaglia agli scrutini" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 13 - Cronaca Religione, il Vicariato di Roma avverte "A settembre battaglia agli scrutini" L´associazione magistrati amministrativi: "Troppe critiche ideologiche" ROMA - Dopo i duri attacchi della Cei e dell´Osservatore Romano contro la sentenza del Tar del Lazio sull´ora di religione cattolica, scende in campo il Vicariato di Roma: «Agli scrutini di settembre, dedicati alla valutazione degli studenti che hanno debiti scolastici, sarà battaglia - annuncia don Filippo Morlacchi, direttore dell´Ufficio per la pastorale scolastica - A giugno l´insegnante di religione ha partecipato a pieno titolo, ora non lo potrà più fare? Si tratterebbe di una nuova ingiustizia, di un´altra disparità». E non lesina accuse ai magistrati del Tar: «La sentenza non nasce tanto da un atteggiamento laicista, quanto da una mentalità anticlericale e avversa alla Chiesa cattolica, visto che tra i promotori del ricorso ci sono denominazioni cristiane non cattoliche e gruppi di ebrei». La replica dell´Associazione nazionale magistrati amministrativi non è fatta attendere: «Le sentenze possono essere criticate - si legge nel comunicato dell´Anma - ed esiste un rimedio istituzionale come l´appello. Appaiono invece gratuite e pericolose le considerazioni sui giudici, fondate su contrapposizioni ideologiche. Il giudice ha il dovere di applicare le leggi e prima tra esse, la Costituzione». In attesa del ricorso al Consiglio di Stato da parte del ministro Gelmini, i sostenitori della linea cattolica affilano le armi: il neonato gruppo Facebook ha raccolto in pochi giorni centinaia di adesioni. Ma anche sul fronte opposto ci si prepara allo scontro. Le associazioni laiche e le confessioni religiose non cattoliche che hanno presentato e vinto al Tar annunciano che andranno fino in fondo. «Diciamo no alla religione insegnata secondo i dettami del catechismo - afferma Mario Di Carlo, coordinatore della Consulta romana per la laicità delle istituzioni - e per sancire una volta per tutte il principio di "non discriminazione", spiegheremo ai giudici del Consiglio di Stato che è necessario l´intervento della Corte Costituzionale».

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il sud batte il nord anche alle scuole medie - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-08-2009)

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Pagina 13 - Cronaca Il Sud batte il Nord anche alle scuole medie Esami, nuovo exploit dopo il caso Invalsi. Ma al Meridione i prof hanno bocciato di più Quest´anno il ritorno al voto secco. Il 7,8% ha preso 10. Uno su tre è passato solo col 6 SALVO INTRAVAIA ROMA - Più cervelloni al Sud negli ultimi esami di terza media. Secondo il monitoraggio condotto per l´Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) dalla Rete scolastica bresciana (sulla base dei questionari compilati e inviati on line dai presidenti di commissione) sugli esami di licenza media svolti lo scorso mese di giugno, sono stati proprio i ragazzini delle regioni meridionali a strappare alle commissioni giudicatrici il maggior numero di votazioni massime: 10 decimi. Il dato si riferisce a 439 mila studenti ed è quasi definitivo. Dopo le polemiche sugli esiti degli esami di maturità (col boom di "lodi" nelle regioni meridionali contestato dai leghisti), sulle prove Invalsi (con studenti e insegnanti del Sud retrocessi dall´Invalsi dal primo all´ultimo posto per "comportamenti opportunistici") e il niet ai presidi meridionali pronunciato dal consiglio provinciale di Vicenza, con tutta probabilità anche su questi dati si aprirà l´ennesima diatriba. Prof meridionali troppo generosi o ragazzini effettivamente più preparati? Quest´anno, per effetto delle novità introdotte dal ministro dell´istruzione Mariastella Gelmini, la scuola elementare e media italiana è passata dai giudizi ai voti, licenza media compresa. Così, in luogo del cosiddetto giudizio sintetico (sufficiente, buono, distinto, ottimo) i ragazzini della terza media, durante l´anno e agli esami, si sono ritrovati in pagella un voto secco: dal 6 al 10. Nelle otto regioni a sud della Capitale, gli studenti considerati al top, e quindi meritevoli del massimo dei voti, sono parecchi: l´8 e mezzo per cento. Salendo su per lo Stivale le percentuali calano: 8 per cento netto nelle regioni dell´Italia centrale e 7,2 per cento nelle sei regioni padane. Trend che rimane immutato se si vanno a guardare i dati relativi agli studenti diplomati con 9: 13,8 per cento al Sud, 13,6 al Centro e 13,3 al Nord. Stando ai numeri, sembrerebbe proprio che i ragazzini meridionali siano riusciti a prepararsi e a fare meglio agli esami. Chi pensa che l´exploit possa essere dovuto a professori di manica larga è destinato ad essere smentito da un altro dato: quello relativo alle bocciature, che al Sud sono quasi il doppio rispetto alle regioni centrali e settentrionali. E il presunto buonismo degli insegnanti meridionali? Oltre metà dei bocciati agli esami (1.135 ragazzini su 2.193) hanno frequentato istituti del Sud e delle Isole: in totale 7 studenti su mille. Nelle altre regioni italiane il dato è quasi dimezzato: 4 bocciati ogni mille candidati. I dati dell´ultima licenza media confermano anche che l´introduzione dei voti ha tagliato le gambe a parecchi ragazzini. Coloro che, per effetto della norma che prevedeva la sufficienza in ogni disciplina per accedere alle prove finali, non sono neppure riusciti ad arrivarci agli esami sono passati dal 3,3 per cento del 2008 al 4,9 : record degli ultimi dieci anni. I numeri confermano che anche nel 2009 un terzo (quasi 143 mila) degli studenti ce l´hanno fatta per il rotto della cuffia col minimo dei voti: 6 decimi.

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Sorpresa di Fini alla Lega (complice il Pd) Una legge per la cittadinanza dei migranti (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 14-08-2009)

Argomenti: Scuola

Sorpresa di Fini alla Lega (complice il Pd) Una legge per la cittadinanza dei migranti La proposta. Scritta dal finiano Granata e dal democrat Sarubbi, prevede l'abbreviazione dei termini per ottenere lo status e l'introduzione dello jus soli per i bambini nati in Italia. Il Carroccio presenta un contro-testo. Segue dalla prima pagina Il progetto di legge bipartisan, che si propone di modificare di modifica della legge del 1992 composta da 17 articoli, è accompagnato da una relazione che sottolinea come le norme attuali «mal si adeguano» al fatto che l'Italia è ormai un Paese di «immigrazione stabile, strutturale», di stranieri che tendono a sceglierlo come «Paese d'adozione». La riforma prevede da un lato il passaggio dallo "jus sanguinis" allo "jus soli", per cui diventa cittadino «il minore nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno legalmente soggiornante da 5 anni ed attualmente residente», se i genitori presentano richiesta al momento della nascita e, in ogni caso, il figlio di stranieri nato in Italia può chiedere di diventare italiano al compimento dei 18 anni di età. Inoltre, se nato all'estero, il minore acquisisce la cittadinanza «se ha completato un percorso scolastico» nel nostro Paese. Dall'altro lato, per quanto riguarda gli adulti immigrati, i dieci anni di residenza legale nel Paese, richiesti dalla legge attuale, sono ridotti a cinque, a patto che i richiedenti la cittadinanza abbiano un reddito minimo e superino un esame di lingua e cultura italiana. E, comunque, acquisirebbero la cittadinanza solamente dopo un giuramento di «osservanza della Costituzione e di rispetto dei suoi valori fondamentali». Una bella differenza rispetto al progetto di legge già presentato dalla Lega, che punta a introdurre «un percorso di reale integrazione e assimilazione nella società italiana e nelle sue varie e fondamentali realtà locali», proponendo l'introduzione di un «esame di naturalizzazione», che «oltre a comprendere una prova di lingua italiana e locale, in base alla regione di residenza, comprende anche domande di cultura generale, storia, cultura e tradizioni e sistemi istituzionali, sia nazionali sia locali», senza modificare in maniera sostanziale l'attuale normativa secondo la quale è cittadino italiano chi ha il padre o la madre cittadino o nasce in Italia da genitori ignoti o apolidi, mentre gli stranieri ottengono la cittadinanza per matrimonio con un cittadino italiano o per aver risieduto legalmente per almeno 10 anni in Italia (5 anni se apolide o rifugiato, 4 anni se cittadino di un Paese dell'Ue). C'è da scommettere, dunque, che la Lega farà ferro e fuoco all'interno della maggioranza, già ampiamente sotto scacco, per impedire l'approvazione del progetto di legge che potrebbe coagulare intorno a sé non solamente i voto dei finiani, ma anche il vasto schieramento dei cattolici, dal Pd all'Udc, all'Idv. Tanto che Granata si è detto sicuro «che possa ricevere un ampio consenso trasversale in Parlamento», auspicando che arrivi presto all'esame della Commissione. Forse già a settembre. È prevedibile, dunque, che l'iniziativa scatenerà ulteriormente le ire del Carroccio contro il Presidente della Camera, già quasi quotidianamente oggetto degli strali della Padania. Dal canto suo, Granata assicura di non essere stato ispirato da Fini e che «il testo non è dovuto a una sua iniziativa», pur essendo «in linea con le opinioni da lui espresse in diverse occasioni». Dopo la grana della sentenza del Tar sugli insegnanti di religione esclusi dagli scrutini, che ha diviso il centrosinistra tra i popolari allineati su posizione governative e guidati dall'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni (autore delle ordinanze annullate dalla giustizia amministrativa) che suggeriva all'attuale ministro Mariastella Gelmini di ricorrere al Consiglio di Stato a nome del del segretario Dario Franceschini (come confermato ieri da fonti del Pd), uno speculare scontro si annuncia alla ripresa dei lavori parlamentari all'interno della maggioranza. All'insegna di una politica declinata sempre più spesso fuori dai ranghi dei rispettivi partiti. Sonia Oranges 14/08/2009

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Lettera aperta a Fassino Caro Piero non ho capito Caro compagno Piero, sento il bisogno di ... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 14-08-2009)

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Stai consultando l'edizione del Lettera aperta a Fassino Caro Piero non ho capito Caro compagno Piero, sento il bisogno di scriverti per la sorpresa che ho provato nel leggere la tua dichiarazione di questi giorni rivolta alla Cgil in merito al salario e al modello contrattuale; sorpresa resa più acuta dalla grande stima che ho sempre avuto nei tuoi confronti. Casa significa chiedere alla Cgil di essere disponibile a riaprire un confronto senza pregiudiziali? Ti risulta che la Cgil, nella trattativa che ha portato all'accordo separato del 22 gennaio, abbia posto delle pregiudiziali e quindi di fatto si sia autoesclusa? Ti risulta che gli interlocutori della Cgil (Governo, Confindustria, Cisl, Uil) siano disponibili a riaprire quel tavolo di confronto? Perchè in caso contrario non capisco la richiesta accorata ma unilaterale che rivolgi alla Cgil. O meglio, la capisco solo in un modo: quell'accordo, quel modello contrattuale per te va bene così com'è uscito il 22 gennaio e la Cgil deve firmare e rientrare nei ranghi passando "da Canossa". Se così è, se cioé pensi che una qualche ragione nelle argomentazioni critiche avanzate dalla Cgil su quell'accordo ci sia, allora non pensi che a maggior ragione dovresti chiedere a Cisl e Uil, a Confindustria e Governo, di essere disponibili a riaprire quel tavolo e ascoltare senza pregiudiziali le proposte della Cgil? Ti segnalo che nel mio territorio non ci sottraiamo a nessun tavolo di contrattazione integrativa, firmiamo accordi anche sul salario di produttività. Semmai sono le aziende, a volte, a sottrarsi a questa sfida ad esempio cercando di ancorare il salario solo all'andamento degli utili cosa come ben sai molto diversa dalla misurazione della produttività del lavoro. Il problema è dunque un altro: in quel modello contrattuale non c'è nessuna valorizzazione della contrattazione integrativa. Al contrario, come ha spiegato Epifani, la si mortifica, le si stendono intorno lacci e lacciuoli che ne limitano il dispiegarsi. E con questo torniamo allora al punto di partenza: per te, per il Pd quell'accordo va bene o va male? Sinceramente io, militante convinto del Pd, questo non l'ho capito. Con affetto e immutata stima Pietro Bellucci Segretario generale Cdlt- Cgil Cesena Giuseppe Manuli, Ancona Crisi: propaganda e realtà Berlusconi e Tremonti hanno continuato a dirci per mesi che il nostro Paese era tra quelli, in Occidente, meno colpiti dalla crisi e che la nostra economia sarebbe stata tra le prime ad uscire dalla recessione. A smentire i nostri governanti ci sono però gli ultimi dati Eurostat. Francia e Germania, a sorpresa, hanno visto il Pil salire dello 0,3% nel 2° trimestre dell'anno. E l'Italia? Nello stesso periodo il Pil è calato dello 0,5%, un dato inferiore alla media Eurolandia (Pil -0,1%) e anche a quello medio dei 27 (-0,3%). Ancora peggiori i dati italiani del Pil (-6,0%) su base annua. Per l'ennesima volta i numeri ufficiali sbugiardano la propaganda dei nostri azzeccagarbugli al governo. Arcangelo Comparelli L'ora di religione e l'ignoranza della legge Al TG1 delle ore 13,30 di ieri ho sentito che la Gelmini avrebbe detto che l'insegnamento della Religione Cattolica non dà credito scolastico ma formativo. Ora, che la religione non intervenga nel credito scolastico è cosa ovvia, dato che il professore non attribuisce un voto numerico che concorra alla media del credito scolastico. Il suo insegnamento, tuttavia, non può, secondo le norme vigenti, neppure costituire credito formativo perché questo è riconosciuto solo ad attività svolte al di fuori della scuola. Io credo che, più che malafede, quella della Gelmini sia ignoranza della legge. Inoltre il riconoscere l'insegnamento della Religione Cattolica come credito formativo sarebbe fortemente discriminante nei confronti di chi non la frequenta perché darebbe tre punti in più ai candidati che ne beneficiano. Detto questo, da laico debbo dire che, in quarant'anni di mia carriera scolastica da professore e da preside, ho sempre ritenuto utilissimo durante gli scrutini il contributo di conoscenza degli alunni e di riflessioni dei professori di religione. Per eliminare alla radice questi problemi, il Pd, di cui sono un iscritto, dovrebbe farsi promotore dell'introduzione della frequenza obbligatoria o della religione o della materia alternativa in modo che tutti gli alunni abbiano le stesse ore di insegnamento e lo stesso numero di professori. Visualizza la pagina in PDF

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. L'annunci... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 14-08-2009)

Argomenti: Scuola

FERRARA CRONACA pag. 4 «HO DECISO di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar». L'annunci... «HO DECISO di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar». L'annuncio è del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (foto), a proposito della sentenza del tribunale amministrativo del Lazio che impedisce agli insegnanti di religione di prendere parte agli scrutini. La religione cattolica, afferma il ministro, «esprime un patrimonio di storia, di valori e di tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata».

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Parole e musica della Val d'Enza (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 14-08-2009)

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REGGIO WEEKEND pag. 19 Parole e musica della Val d'Enza IL LIBRO CON CD DI GELMINI E RABOTTI CULTURA popolare sempre in primo piano con un nuovo originale canzoniere dotato di un CD con 14 canzoni del Trio Canossa. "Lungo l'Enza Canti, racconti, eTrio Canossa" (Incontri Editrice, pagg.155, euro 15.00), è il volume uscito da poco in libreria a cura di Giovanni Gelmini e Savino Rabotti con lo scopo di esaltare una cultura popolare che ha profonde radici nelle nostre terre. Il volume è una raccolta di canzoni, (85), della tradizione orale sviluppatasi "lungo l'Enza da Carbonizzo a Neviano degli Arduini, lungo le valli interne del Tassobbio, del Cedra, dei Cavalieri", che sono ora patrimonio in parte conosciuto dal grande pubblico ed in parte reso famoso dai "menestrelli" di Canossa, Giovanni Gelmini, Luciano Musi e Luigi Zecchetti, il Trio. La ricerca ha scavato nel profondo. La val d'Enza è stata percorsa in lungo e in largo alla ricerca di inediti, raccolti dalla viva voce della gente. Accanto a canzoni di ieri, l'autore propone anche testi, espressione e frutto della spontaneità e della creatività di oggi. Savino Rabotti che ha selezionato raccontini, epigrammi o motti che favoriscono, insieme alle note esplicative, la comprensione di un mondo che si allontana sempre più dai canoni della vita di oggi. Una ricca galleria di foto d'epoca della Val d'Enza, completa il quadro significativo della civiltà contadina. Fra gli scopi del libro, scrive Savino Rabotti nella prefazione, c'è anche quello di "stimolare chiunque ne abbia la possibilità a continuare il lavoro di recupero" di un patrimonio che rischia di scomparire. Antonio Bergianti Nella foto sopra: il Trio Canossa e Savino Rabotti Image: 20090814/foto/9780.jpg

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Gabbie salariali e dialetto obbligatorio Bossi lancia la campagna d'autunno (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 14-08-2009)

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PONTE DI LEGNO (BRESCIA) - Federalismo fiscale, gabbie salariali, partito del Sud e dialetto obbligatorio. Conversando con i giornalisti dal suo ritiro a Ponte di Legno (Brescia) Umberto Bossi ha affrontato temi e proposte della Lega, elencando priorità e programmi dei prossimi mesi. Il leader del Carroccio e ministro delle Riforme è giunto ieri sera con la famiglia per trascorrere una breve vacanza a Ponte di Legno, dove domani terrà un comizio alla festa della Lega. "Salari territorializzati". Bossi torna a insistere sulla nuova battaglia del Carroccio lanciata nelle scorse settimane, quella per le cosiddette "gabbie salariali". "Questa estate voglio sostenere le gabbie, anzi i salari territorializzati", dice ripetendo il concetto già espresso nei giorni scorsi: "I lavoratori devono arrivare a fine mese, in particolare al nord, dove la vita costa di più". Bossi ha quindi aggiunto che l'introduzione del salario territorializzato non può avvenire solo per via legislativa: "Ci sono i sindacati, quindi si deve dare il via alla contrattazione. I sindacati devono parlare con il governo". Federalismo fiscale. "Il federalismo fiscale non costa niente, comunque a settembre metteremo i numeri accanto a ogni voce". Lo ha affermato il ministro delle Riforme Umberto Bossi replicando a chi sostiene che il federalismo fiscale costa di più allo Stato. "Il vero problema - ha aggiunto - è la sanità con una spesa fuori controllo. Non è possibile che al Sud una garza costi cento volte di più rispetto al Nord". OAS_RICH('Middle'); "Dialetto deve essere obbligatorio". Bossi ha rilanciato l'idea di introdurre lo studio del dialetto a scuola e ha annunciato che inizierà a scrivere la legge. "Secondo me - ha spiegato - lo studio del dialetto deve essere obbligatorio". Alla domanda se ha avuto sull'argomento un confronto con il ministro Gelmini, Bossi ha replicato: "Con lei non ho parlato, se vuole in questi giorni può venire qui a Ponte di Legno a parlare". Bossi ha quindi spiegato che, a suo avviso, il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari per renderlo piacevole: "Me lo ha spiegato anche mia moglie, che insegna, e di queste cose se ne intende". "Nessun problema per un partito del Sud". Un partito del Sud "a noi non creerebbe nessuna difficoltà, è una vicenda interna al PdL" ha detto il ministro delle Riforme. "Una cosa deve essere chiara - ha spiegato Bossi - i partiti non nascono perché un gruppo di dirigenti lo vuole, ma perché lo vuole la gente. La Lega è nata perché la gente ha detto basta con Roma ladrona. Non è quindi possibile che al Sud nasca un partito perché un gruppo di dirigenti lo vuole promettendo che poi farà arrivare i soldi in quelle zone". Secondo Bossi l'idea del partito del Sud è nata perché a fronte della crisi economica "i soldi dell'Europa sono stati dirottati per gli ammortizzatori sociali al Nord dove hanno chiuso le fabbriche. Nessuno dimentichi che nella storia il Nord ha sempre dato i soldi al Sud". "Innse, non dare il via a lotta di classe". Il ministro delle Riforme si è dichiarato soddisfatto per la conclusione positiva della lotta degli operai dell'Innse di Milano per evitare lo smantellamento della fabbrica, ma si è anche detto preoccupato per la possibile radicalizzazione delle vertenze: "Quella lotta ha pagato, ma ora non si deve dare il via alla lotta di classe". "Non è il momento - ha aggiunto Bossi - per fare quelle cose lì. Oggi gli imprenditori sono dei poveri disgraziati. Non si deve pensare che sono contro gli operai, lavorano anche loro per il bene delle fabbriche". "No a candidatura di Formigoni". Sulla presidenza delle Regione Lombardia "la trattativa è aperta ma fino all'ultimo non diamo nessun ok alla candidatura di Formigoni. E' un amico, si è comportato bene, però fino all'ultimo la partita è aperta". Bossi prende le distanze dall'iniziativa del gruppo leghista in Regione Lombardia, che propone di introdurre una norma che impedisca a Formigoni di candidarsi nuovamente, ma lascia la porta spalancata per la possibilità di una futura guida leghista. E promette che alle prossime elezioni regionali lombarde del 2010 la Lega "certamente farà la sua parte, però a me non interessa litigare con Formigoni, mi interessa fare degli accordi. Ci interessa che le nostre idee vadano a bersaglio". "L'Udc resti dov'è". A Bossi non interessa un riavvicinamento dell'Udc al centrodestra neppure in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. "Lasciamoli dove sono, rompono le b... e basta" ha detto Bossi dal suo ritiro di Ponte di Legno. "In Padania - ha aggiunto - non abbiamo bisogno dei voti di nessuno. I voti li abbiamo e poi mi domando: con l'Udc siamo sicuri poi di poter governare?". (14 agosto 2009

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INTERVISTA (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 14-08-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMA 14-08-2009 GIUDICI E SCUOLA VECCHIE INCROSTAZIONI NUOVI ORIZZONTI C ARLO C ARDIA N el leggere la sentenza del Tar Lazio sull'insegnamento della religione sembra quasi di fare un tuffo nel passato, si ha l'impressione di rivivere un clima di divisioni tra Stato e Chiesa che non esiste più. Essa ignora l'evoluzione dello Stato che è diventato in Occidente Stato laico sociale, aperto alle fedi e alle religioni, a cominciare da quelle che sono alla radice delle rispettive nazioni. Ed ignora l'orizzonte multiculturale attuale, per il quale religioni e culture intendono convivere in un rapporto di dialogo e contribuire insieme al bene comune. Già altri hanno individuato la debolezza tecnica della sentenza, osservando che se al credito complessivo scolastico contribuiscono anche materie opzionali, comprese quelle alternative alla religione, non si comprende come non possa concorrervi l'insegnamento religioso, già di per sé insegnamento curriculare. Ma questo rilievo, pur esatto, non deve far dimenticare che la sentenza muove da una concezione errata della religione e del suo inserimento nella scuola quando afferma che 'un insegnamento etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico'. Siamo di fronte ad un travisamento totale dell'insegnamento religioso il quale è certamente legato ad una radice di fede, ma produce poi ricchezza culturale, conoscitiva, etica, sempre più necessaria per il progetto formativo della scuola. Oggi più di ieri ampi settori culturali riconoscono che la religione costituisce un arricchimento antropologico, è fonte di valori etici, spirituali, sociali, di cui sentiamo un disperato bisogno. Se si vuole costruire una barriera da frapporre al razzismo e una cultura dell'accoglienza, la religione (cristiana, ma non soltanto) costituisce il miglior veicolo dei principi di eguaglianza e solidarietà tra gli uomini. Quando si avverte la necessità che i giovani guardino al complesso della vita sapendo resistere alle tentazioni dell'individualismo sfrenato, del ripiegamento su se stessi, della droga, la religione propone le risposte più adatte per la formazione della loro persona-- lità, aprendola al rapporto con gli altri, alle profondità della propria coscienza. Chi sente il bisogno che i giovani crescano con lo sguardo rivolto al futuro, ai valori della famiglia, dell'impegno per i più deboli, sa che la religione fornisce motivazioni più profonde e solide. L'inserimento della religione cattolica nella scuola non è diretto a trasmettere un semplice bagaglio dogmatico ma a fornire una base etica, culturale, formativa, che trova il posto naturale nella scuola come sede di crescita delle nuove generazioni. C'è un secondo errore prospettico nella sentenza del Tar quando ignora che l'insegnamento religioso è scelto sulla base della adesione volontaria dei ragazzi, e delle loro famiglie, in un contesto multiculturale nel quale la religione è fonte di identità e di conoscenza reciproca. Voler ridurre il frutto di una libera scelta formativa sul piano inclinato della irrilevanza scolastica contrasta con la legislazione attuale e con il diritto dei ragazzi di veder valorizzato il proprio impegno. E contrasta con l'acquisizione, si può dire universale, che la multiculturalità richiede il rispetto della identità di ciascuno, e lo sviluppo del dialogo tra le religioni. Per questo motivo, negli ultimi decenni si è avuta una espansione dell'insegnamento religioso (cattolico, cristiano, ebraico) nelle scuole in quasi tutta Europa, e la sua reintroduzione in molti Paesi ex comunisti. In Italia è stata annunciata la richiesta dell'insegnamento della religione ortodossa, ed è già oggi possibile studiare l'ebraismo, o altre religioni qualora vi sia un numero sufficiente di ragazzi che lo chiedano. Si tratta di un quadro pluralistico che si consoliderà nei prossimi anni, confermando la lungimiranza della scelta del Concordato del 1984, e ignorare questa realtà, o pensare di frenare questo sviluppo multiculturale che sta segnando i rapporti tra le religioni, e tra le nuove generazioni, vuol dire ragionare con vecchie mentalità, rimanere legati ad una fase storica che non esiste più. La critica alla pronuncia del Tar Lazio, quindi, oltre ai profili tecnici, deve contestare quella concezione corporativa della religione, e del suo rapporto con la scuola, che ne è alla base e che ignora le trasformazioni generali che si sono avute in Italia e in Europa. L'insegnamento della religione è oggi un patrimonio comune, della società e della scuola, perché costituisce una base per rafforzare il progetto educativo dei giovani e il rapporto tra culture diverse, entrambi necessari alla crescita armonica della società. 5 INTERVISTA Gelmini: un patrimonio per tutti LENZI

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Sospensiva per "salvare" gli scrutini di settembre (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 14-08-2009)

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CRONACA 14-08-2009 LA RICHIESTA Sospensiva per "salvare" gli scrutini di settembre docenti cattolici in vista degli scrutini di « I settembre che dovranno valutare gli studenti che hanno avuto la sospensione del giudizio chiedono che il ministro Gelmini in via d'urgenza chieda la sospensiva al Consiglio di Stato del Tar del Lazio sull'ora di religione cattolica» . Lo sottolinea Alberto Giannino, presidente Associazione culturale docenti cattolici, preoccupato del corretto svolgimento degli scrutini del prossimo mese. «Infatti gli studenti da scrutinare riferisce il professore sono nel triennio delle superiori il 30% cioè un numero rilevante e rischiamo di celebrare gli scrutini con una confusione generale e con grande sconcerto e disorientamento da parte di ogni consiglio di classe che vede la partecipazione dei docenti di religione. I docenti cattolici formulano tale richiesta in quanto gli scrutini di settembre si terranno tra venti giorni e il tempo a disposizione è molto ridotto. Senza contare che gli studenti che si avvalgono dell'insegnamento della religione hanno diritto alla determinazione del credito scolastico come stabilì in tempi non sospetti l'ex ministro Luigi Berlinguer con un'ordinanza ministeriale la 186/ 99 nel governo Prodi appoggiato all'esterno da Rifondazione comunista» . «Non si capisce quindi conclude il presidente dei docenti cattolici la finta indignazione della sinistra che si straccia le vesti per una ordinanza ministeriale che viene reiterata da dieci anni consecutivi e che fu partorita da un ministro laico ed ex esponente del Partito comunista italiano» . La sollecita al ministro dell'Istruzione Gelmini l'Associazione culturale dei docenti cattolici

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(sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 14-08-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 14-08-2009 «Religione in classe un patrimonio per tutti» Gelmini: soltanto così potremo fare vera integrazione DA M ILANO E NRICO L ENZI P romuovere la pari dignità tra tutti i docenti, insegnanti di religione inclusi. Ma anche ribadire «l'importanza che questo insegnamento svolge per promuovere la vera integrazione con chi arriva da culture e religioni diverse » . È una difesa a spada tratta quella che il ministro Mariastella Gelmini promette con il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio, che esclude l'insegnamento della religione cattolica dalla valutazione dello studente. Ma nell'attesa del secondo grado di giudizio quali conseguenze pratiche ci saranno col nuovo anno scolastico per i docenti e le famiglie che hanno scelto questo insegnamento? « Per famiglie e studenti l'anno inizierà regolarmente. Discorso diverso per i docenti. È molto importante che il Consiglio di Stato faccia chiarezza. Oggi il problema è il senso di frustrazione e di preoccupazione degli insegnanti. Questa sentenza del Tar sembra configurare una divisione tra professori di serie A, che hanno accesso agli scrutini e incidono sulla valutazione, e di serie B. Vorrei rassicurare gli insegnanti di religione che da parte mia c'è l'impegno a presentare questo ricorso anche per tutelare la loro condizione e il loro ruolo» Lei ha definito la religione cattolica un patrimonio di storia, valori e tradizioni da tutelare. Eppure nella scuola continua una guerra a volte sotterranea, a volte alla luce del sole contro questo insegnamento. « La scuola è chiamata sempre di più a confrontarsi con il tema dell'identità culturale e storica del nostro Paese e dell'Europa. Qualche volta, per essere politicamente corretti, si confonde il rispetto doveroso nei confronti delle minoranze con l'abdicazione alle proprie convinzioni culturali e religiose. O con la sottovalutazione del ruolo che il cattolicesimo ha avuto nella storia di questo Paese. Su questo occorre fare chiarezza. Goethe ha scritto che ' l'Europa è nata in pellegrinaggio e la sua lingua materna è il cristianesimo'. Non è un Papa, ma un intellettuale di grande valore e penso che le sue parole siano assolutamente laiche e fotografino una realtà storica. La scuola ha il dovere di difendere, valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni quel patrimonio storicoculturale presente nell'arte, nei nostri territori e che è intriso di cristianesimo» . Eppure spesso molti professori di altre discipline tendono a escludere la dimensione religiosa dai loro insegnamenti. Non è un controsenso per un percorso che vuole aiutare i giovani a formarsi? « Ci sono molti docenti attenti a riconoscere oggettivamente il portato del cristianesimo nella storia del nostro Paese. C'è purtroppo anche qualche atteggiamento estremamente laicista, che però rappresenta un paradosso educativo e non aiuta i ragazzi a conoscere la propria identità e quindi anche a misurarsi e a convivere con chi ha un'identità diversa. Proprio perché la scuola oggi si deve confrontare con studenti provenienti da territori molto differenti, è fondamentale che l'integrazione avvenga nel rispetto reciproco e presupponga la conoscenza approfondita della propria cultura e identità» . Non dimentichiamo le molte famiglie di studenti stranieri che scelgono questo insegnamento, pur professando altre fedi religiose, proprio perché lo colgono come strumento per la conoscenza della nostra cultura. « Infatti bisogna sottolineare che l'ora di religione non è affatto un momento di catechismo, ma insegnamento della storia e della cultura della religione. Quindi giustamente molti studenti stranieri la scelgono come strumento che consente di conoscere meglio il Paese in cui vivono e in cui, verosimilmente, continueranno a vivere» . Ha annunciato l'intenzione di coinvolgere i docenti di religione in attività di formazione secondo gli obiettivi della riforma del primo e secondo ciclo d'istruzione. Cosa farà in concreto? « Anche per gli insegnanti di altre materie sono previsti corsi di aggiornamento e di formazione. Credo che la stessa cosa vada riservata anche ai docenti di religione. È un modo per parificare il trattamento riservato a tutti i docenti della scuola» . L'ora di religione non è l'unico patrimonio in campo educativo offerto dai cattolici. Vi è la scuola paritaria. Per quest'ultima il prossimo sarà ancora un anno travagliato, soprattutto dal punto di vista finanziario, o si comincerà davvero a invertire la rotta e portare a compimento il processo della parità scolastica? « Penso che non sarà un anno travagliato. Quest'anno abbiamo dovuto risolvere in Finanziaria un problema, che era nato dalla razionalizzazione. Non penso che stavolta ci saranno problemi particolari, neppure dal punto di vista finanziario. Credo invece che dovremo sempre di più superare una contrapposizione tra scuola statale e non statale e avviarci verso la realizzazione di una vera parità. Questo è il nostro compito» . L'anno che si apre tra un mese dovrebbe portare a compimento la riforma dell'intero sistema con il varo della riforma delle superiori. Sarà davvero così? «Penso proprio di sì. La riforma delle superiori entrerà in vigore nel settembre 2010, ma questo anno servirà a preparare le scuole all'applicazione della riforma e soprattutto a fare orientamento. Da settembre a dicembre intendiamo fare una campagna di comunicazione e informazione precisa, in modo che studenti e famiglie possano fare delle scelte consapevoli, sulla base di una conoscenza precisa dei nuovi indirizzi e contenuti della riforma» . «È molto importante che il Consiglio di Stato faccia chiarezza sull'intera questione. Questo ricorso vuole tutelare la condizione e il ruolo svolto dagli insegnanti di religione nei nostri istituti» «Tra i docenti c'è chi confonde il rispetto delle minoranze con l'abdicazione delle proprie convinzioni, o con la sottovalutazione del ruolo del cattolicesimo nella nostra storia» Il ministro Gelmini

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Gruppo bipartisan per sostenere il ricorso anti-Tar (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 14-08-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 14-08-2009 Gruppo bipartisan per sostenere il ricorso anti-Tar l'iniziativa Binetti, Pezzotta e parlamentari Pdl insieme contro la sentenza «discriminatoria e pretestuosa» DA R OMA G IANNI S ANTAMARIA I ncassa consensi bipartisan il ricorso annunciato dal ministro dell'I- struzione Mariastella Gelmini contro la sentenza del Tar del Lazio in materia di insegnamento della religione. Anche se alcuni settori del mondo politico, radicali e sinistra massimalista in testa, proseguono non tanto in una semplice difesa del pronunciamento quanto in un vero e proprio assalto alla Chiesa cattolica, regolarmente identificata con il Vaticano, usando toni aspri. Concorda con l'operato della Gelmini Paola Binetti (Pd), che intervistata da Repubblica annuncia la nascita di un gruppo trasversale a maggioranza e opposizoni al quale hanno già aderito, racconta, Savino Pezzotta (Udc) e alcuni parlamentari del centrodestra con lo scopo di dare battaglia sul tema a sostegno del ricorso. «La magistratura è entrata a gamba tesa» il giudizio della parlamentare teodem. La sentenza poiché prevede l'esclusione dei crediti formativi che vengono dal frequentare l'ora di religione e, di conseguenza, quella dei docenti dagli scrutini è «discriminatoria e pretestuosa » per il sottosegretario all'Istruzione Giuseppe Pizza, che la definisce anche «ideologica». Si dice certo che il Consiglio di Stato darà ragione al governo il vicepresidente dei deputati del Pdl Carmelo Briguglio. Sulla sentenza non c'è da sorprendersi, perché frutto di un clima di «secolarizzazione laicista», l'analisi di Maurizio Ronconi (Udc). Ma sono proprio i laici a doversene preoccupare perché a essere colpita è «proprio la laicità dello Stato che è rispetto di tutti e tolleranza verso la religione cristiana », sostiene Francesco Pionati (Alleanza di centro). Non solo, la religione è «quella materia che insegna ai nostri ragazzi l'integrazione e getta le basi solide per una società multiculturale », sottolinea Antonio Mazzocchi, deputato del Pdl e presidente dei 'Cristiano riformisti'. Il ricorso è stato una decisione «giusta e opportuna», fa sapere il vicepresidente dei parlamentari Pdl Italo Bocchino. Plauso alla Gelmini anche dal numero uno del gruppo di Montecitorio Fabrizio Cicchitto. Da Bolzano, infine, il presidente della Provincia autonoma Luis Durwalder fa sapere di volere «riconoscere la massima dignità, anzitutto professionale, agli insegnanti di religione », che grazie all'autonomia, spiega, sono inquadrati come tutti gli altri. Sull'altro fronte, ai toni soft di Barbara Pollastrini (Pd) si aggiungono le spade sguainate di radicali e sinistra massimalista, che accusano il governo di essere prono alla Chiesa e quest'ultima di attentare allo Stato laico. Per l'ex ministro delle Pari Opportunità la sentenza «ripropone alle classi dirigenti il tema attualissimo della laicità dello Stato come metodo di educazione civile e di un'etica pubblica condivisa ». «Sarebbe stata lapalissiana in qualunque paese laico del mondo», aggiunge Marco Di Lello, coordinatore nazionale del partito socialista ed esponente di Sinistra e Libertà. Il repubblicano Francesco Nucara ne fa una questione di diritto internazionale e proclama che «la reazione del Vaticano, uno Stato straniero, a una sentenza di un organo della magistratura italiana è stata indecente». Silvio Viale, propugnatore della pillola Ru486, invita la Gelmini a dimettersi. E se il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero rispolvera il clerico-fascismo per giudicare l'azione del Governo, gli orizzonti storici e culturali del senatore radicale Marco Perduca, che non a caso chiede pure di ridiscutere il Concordato, sono ben più ampi. A un recupero della teologia nelle università spiega andrebbe affiancata un'apertura degli «orizzonti culturali delle nostre scuole». E come? Attraverso la diffusione, nientemeno che di «tradizioni millenarie panteiste, politeiste, spiritualiste e animiste che caratterizzano centinaia di culture asiatiche e andino-amazzoniche». Il Tar del Lazio Plausi alla Gelmini anche da Bocchino e Cicchitto. Consensi dal presidente della Provincia di Bolzano, Durwalder

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Gabbie salariali e dialetto, Bossi rilancia La Russa: "Frutto del sole d'agosto" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 14-08-2009)

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PONTE DI LEGNO (BRESCIA) - Federalismo fiscale, gabbie salariali, partito del Sud e dialetto obbligatorio. Conversando con i giornalisti dal suo ritiro a Ponte di Legno (Brescia) Umberto Bossi ha affrontato temi e proposte della Lega, elencando priorità e programmi dei prossimi mesi. Proposte che Ignazio la Russa liquida in fretta: "parlare di gabbie salariali dipende dal sole d'agosto". "Salari territorializzati". Il leader del Carroccio e ministro delle Riforme, giunto ieri sera con la famiglia per trascorrere una breve vacanza a Ponte di Legno, dove domani terrà un comizio alla festa della Lega, torna a insistere sulla nuova battaglia del Carroccio lanciata nelle scorse settimane, quella per le cosiddette "gabbie salariali". "Questa estate voglio sostenere le gabbie, anzi i salari territorializzati", dice ripetendo il concetto già espresso nei giorni scorsi: "I lavoratori devono arrivare a fine mese, in particolare al nord, dove la vita costa di più". Bossi ha quindi aggiunto che l'introduzione del salario territorializzato non può avvenire solo per via legislativa: "Ci sono i sindacati, quindi si deve dare il via alla contrattazione. I sindacati devono parlare con il governo". La Russa: "Proposte frutto del sole d'agosto". "Gabbie salariali e dialetti? In agosto si parla di un po' di tutto. Posso dire con sicurezza che per legge non imporremo né gabbie salariali né differenze salariali da territorio a territorio" ha detto Ignazio La Russa ai microfoni di Sky Tg24. "Diverso - ha spiegato il titolare della Difesa - è affidare alla contrattazione territoriale la crescita degli attuali salari, mi pare che questo possa anche uno stimolo. Ma parlare di gabbie salariali dipende dal sole di agosto". OAS_RICH('Middle'); Federalismo fiscale. "Il federalismo fiscale non costa niente, comunque a settembre metteremo i numeri accanto a ogni voce". Lo ha affermato il ministro delle Riforme Umberto Bossi replicando a chi sostiene che il federalismo fiscale costa di più allo Stato. "Il vero problema - ha aggiunto - è la sanità con una spesa fuori controllo. Non è possibile che al Sud una garza costi cento volte di più rispetto al Nord". "Dialetto deve essere obbligatorio". Bossi ha rilanciato l'idea di introdurre lo studio del dialetto a scuola e ha annunciato che inizierà a scrivere la legge. "Secondo me - ha spiegato - lo studio del dialetto deve essere obbligatorio". Alla domanda se ha avuto sull'argomento un confronto con il ministro Gelmini, Bossi ha replicato: "Con lei non ho parlato, se vuole in questi giorni può venire qui a Ponte di Legno a parlare". Bossi ha quindi spiegato che, a suo avviso, il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari per renderlo piacevole: "Me lo ha spiegato anche mia moglie, che insegna, e di queste cose se ne intende". "Nessun problema per un partito del Sud". Un partito del Sud "a noi non creerebbe nessuna difficoltà, è una vicenda interna al PdL" ha detto il ministro delle Riforme. "Una cosa deve essere chiara - ha spiegato Bossi - i partiti non nascono perché un gruppo di dirigenti lo vuole, ma perché lo vuole la gente. La Lega è nata perché la gente ha detto basta con Roma ladrona. Non è quindi possibile che al Sud nasca un partito perché un gruppo di dirigenti lo vuole promettendo che poi farà arrivare i soldi in quelle zone". Secondo Bossi l'idea del partito del Sud è nata perché a fronte della crisi economica "i soldi dell'Europa sono stati dirottati per gli ammortizzatori sociali al Nord dove hanno chiuso le fabbriche. Nessuno dimentichi che nella storia il Nord ha sempre dato i soldi al Sud". "Innse, non dare il via a lotta di classe". Il ministro delle Riforme si è dichiarato soddisfatto per la conclusione positiva della lotta degli operai dell'Innse di Milano per evitare lo smantellamento della fabbrica, ma si è anche detto preoccupato per la possibile radicalizzazione delle vertenze: "Quella lotta ha pagato, ma ora non si deve dare il via alla lotta di classe". "Non è il momento - ha aggiunto Bossi - per fare quelle cose lì. Oggi gli imprenditori sono dei poveri disgraziati. Non si deve pensare che sono contro gli operai, lavorano anche loro per il bene delle fabbriche". "No a candidatura di Formigoni". Sulla presidenza delle Regione Lombardia "la trattativa è aperta ma fino all'ultimo non diamo nessun ok alla candidatura di Formigoni. E' un amico, si è comportato bene, però fino all'ultimo la partita è aperta". Bossi prende le distanze dall'iniziativa del gruppo leghista in Regione Lombardia, che propone di introdurre una norma che impedisca a Formigoni di candidarsi nuovamente, ma lascia la porta spalancata per la possibilità di una futura guida leghista. E promette che alle prossime elezioni regionali lombarde del 2010 la Lega "certamente farà la sua parte, però a me non interessa litigare con Formigoni, mi interessa fare degli accordi. Ci interessa che le nostre idee vadano a bersaglio". "L'Udc resti dov'è". A Bossi non interessa un riavvicinamento dell'Udc al centrodestra neppure in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. "Lasciamoli dove sono, rompono le b... e basta" ha detto Bossi dal suo ritiro di Ponte di Legno. "In Padania - ha aggiunto - non abbiamo bisogno dei voti di nessuno. I voti li abbiamo e poi mi domando: con l'Udc siamo sicuri poi di poter governare?". (14 agosto 2009

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Bossi rilancia su dialetto e gabbie La Russa: (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 14-08-2009)

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Il leader leghista: «rompono le balle e basta» Bossi chiude a Casini: «Udc resti dov'è» La replica: «Unico argine a Berlusconi» «In Padania non abbiamo bisogno dei voti di nessuno. E con loro siamo sicuri poi di poter governare?» PONTE DI LEGNO (Brescia) - Umberto Bossi non vuole per il momento che il centrodestra si allei con l'Udc di Pier Ferdinando Casini in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. «Lasciamoli dove sono, rompono le balle e basta», ha detto in perfetto stile bossiano il leader leghista. «In Padania non abbiamo bisogno dei voti di nessuno. I voti li abbiamo e poi mi domando: con l'Udc siamo sicuri poi di poter governare?». Sulle candidature alla regioni: «Formigoni è un amico che si è comportato bene, ma la Lega deve fare un discorso generale. Non c'è solo la Lombardia, ci sono anche le altre regioni in Padania, per cui tutta la partita resta aperta». Arriva pronta la replica di Casini: «Bossi in questo momento ha carta bianca: gli è stata concessa la possibilità di fare il bello e il cattivo tempo. Ci conosce e ci vuole evitare perché sa che siamo gli unici ad avere avuto il coraggio di dire no alla Lega, no a un finto federalismo che finisce per umiliare il Mezzogiorno». PD: «MI PIACE BERSANI» - Bossi ha detto di non voler entrare nel dibattito per il congresso del Partito democratico, ma tra i candidati alla segretaria ha una preferenza: «Mi piace Bersani. È di Piacenza e conosce bene i problemi del lavoro». «DIALETTO OBBLIGATORIO, FARÒ LEGGE» - Poi Bossi è tornato sulla questione del dialetto: «Dovrebbe essere obbligatorio, sono intenzionato a preparare una legge. Se vuole in questi giorni il ministro dell'Istruzione Mariastella >Gelmini può venire qui a Ponte di Legno a parlarmi. Il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e le canzoni popolari. Me lo ha spiegato mia moglie, che insegna e di queste cose se ne intende». CRISI - Secondo il Senatùr «dobbiamo pensare a ripartire, ma la ripresa è lenta. Non credo che il peggio debba ancora arrivare - insiste - però la ripresa è lenta. La lotta dell'Innse ha pagato, ma ora non si deve dare il via alla lotta di classe. Non è il momento. Oggi gli imprenditori sono poveri disgraziati. Non sono contro gli operai, lavorano anche loro per il bene delle fabbriche». GABBIE SALARIALI - «Sono convinto che prima della fine dell'estate si debbano incontrare i sindacati per discutere delle gabbie salariali», ha aggiunto il ministro delle Riforme, «ma è più corretto il termine salario territorializzato. I lavoratori non arrivano a fine mese, soprattutto al Nord, dove la vita è più cara». Su gabbie salariali e dialetti arriva la replica del compagno di governo, il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl Ignazio La Russa: «Parlare di gabbie salariali e dialetti dipende dal sole di agosto». «L'EXPO È ROBA VECCHIA» - «Ci sono troppi ritardi per l'Expo 2015 a Milano», ha detto Bossi. «Nel secolo scorso se volevi vendere una macchina dovevi andare all'Expo ma oggi non è più così. L'Expo non è più una manifestazione così importante». stampa |

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Occupato il provveditorato di Agrigento: gli effetti delle bugie della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 14-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 0914 Occupato il provveditorato di Agrigento: gli effetti delle bugie della Gelmini Pubblicato da Franca Corradini alle 18:29 in Scuola&Società Come era immaginabile le proteste iniziano ed anche in maniera drammatica. La protesta potrebbe estendersi, a giorni in molte città italiane inizieranno le operazioni di convocazione del personale precario, per garantire l'avvio dell'anno scolastico che sta per iniziare. Queste scene purtroppo potrebbero replicarsi a macchia d'olio. Purtroppo per chi si troverà senza un lavoro, magari anche avendo famiglia da mantenere.... Fonte Facebook Centinaia di operatori della scuola, tra insegnanti e personale ATA, non avranno più un lavoro a partire da settembre. Siamo ad Agrigento, la città di Alfano, una delle province più disastrate d'Italia, dove sarebbe auspicabile potenziare i servizi, anziché distruggerli. L'effetto-Gelmini si è abbattuto con estrema violenza anche qui e il personale ATA si è visto costretto a prendere possesso del provveditorato agli studi, per protestare e chiedere il sacrosanto diritto al lavoro. Sono quasi tutti precari, gli stessi che, nonostante le difficoltà quotidiane per raggiungere scuole lontanissime dalla loro residenza, hanno saputo garantire l'efficienza della scuola pubblica in questa provincia. Sono lavoratori con figli e mutui da pagare. Non è uno scherzo, anche se alla Gelmini, tutto questo, non fa nè caldo, nè freddo. Anzi, secondo la Gelmini il proprio operato è ottimo. Beh, secondo la linea liberticida e fascista del governo lo è senz'altro! Noi dobbiamo sempre tenere presente che quando un ministro di questo governo sostiene la bontà delle proprie idee, sta dicendo la verità, ma è una verità che corrisponde soltanto al loro scriteriato progetto di distruzione dello Stato di diritto. Noi crediamo che, dopo le proteste dell'Onda, a questo punto, si leveranno quelle più concrete dei lavoratori toccati più direttamente dalla 'riforma' Gelmini. Così come sta avvenendo nel campo metalmeccanico (INNSE, Manuli, NOVICO...), anche la scuola sta avendo i suoi 'eroi fai da te' (visto che i sindacati latitano). L'occupazione del provveditorato di Agrigento è già un segnale chiaro. Si attende l'effetto emulazione nel resto d'Italia.

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Bossi rilancia su dialetti, gabbie e Udc Alt del Pdl. La Russa: "Colpa del sole" (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 15-08-2009)

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il senatur: «l'Udc resti dov'è». La replica: «Noi unico argine al carroccio» Bossi rilancia su dialetti, gabbie e Udc Alt del Pdl. La Russa: "Colpa del sole" Il Senatùr: farò legge che rende obbligatorie le varietà linguistiche. Gasparri: la scuola insegni bene l'italiano PONTE DI LEGNO (Brescia) - Umberto Bossi rilancia su dialetti e gabbie salariali. La volontà del Carroccio di portare le varietà linguistiche nelle scuole come materia di insegnamento resta ferma. Secondo il Senatùr il dialetto «dovrebbe essere obbligatorio». «Sono intenzionato - spiega il leader della Lega - a preparare una legge. Se vuole in questi giorni il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini può venire qui a Ponte di Legno a parlarmi. Il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e le canzoni popolari. Me lo ha spiegato mia moglie, che insegna e di queste cose se ne intende». Bossi non sembra disposto a mollare neanche sull'altro tema caro al Carroccio, quello delle gabbie salariali. «Sono convinto - spiega il ministro delle Riforme - che prima della fine dell'estate si debbano incontrare i sindacati per discutere delle gabbie salariali. Ma è più corretto - precisa - il termine "salario territorializzato". I lavoratori non arrivano a fine mese, soprattutto al Nord, dove la vita è più cara». LA REPLICA -Dialetti e gabbie salariali sono insomma due temi cari al leader della Lega. Il premier SIlvio Berlusconi minimizza («Non sono preoccupato per le dichiarazioni di Umberto Bossi - ha detto lasciando la Sardegna per tornare nella Capitale - sono soltanto messaggi che interessano i suoi elettori»), ma Bossi è costretto a incassare la pronta replica del compagno di governo Ignazio La Russa. «Certe proposte sono frutto del sole d'agosto» dice il ministro della Difesa a Skytg24, intervenendo sulle polemiche sollevate negli ultimi giorni da alcune proposte della Lega. «In agosto si parla di un po' di tutto - commenta il ministro -. Io posso dire con sicurezza che per legge non imporremo né gabbie salariali né differenze salariali da territorio a territorio». «Diverso è - ha spiegato il titolare della Difesa - affidare alla contrattazione territoriale la crescita degli attuali salari, mi pare che questo possa anche essere uno stimolo. Ma parlare di gabbie salariali dipende dal sole di agosto». No ai dialetti anche dal capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri: «La scuola - dice - deve insegnare, e bene, la lingua italiana». UDC E REGIONALI - Dal suo ritiro a Ponte di Legno Bossi affronta poi la questione assai spinosa di una possibile alleanza tra il centrodestra e l'Udc in vista delle regionali. Sui centristi il leader della Lega non sembra avere dubbi: «Lasciamoli dove sono, rompono le b... e basta. In Padania non abbiamo bisogno dei voti di nessuno. I voti li abbiamo e poi mi domando: con l'Udc siamo sicuri poi di poter governare?». «Per il governo un'alleanza elettorale con l'Udc vorrebbe dire morire di fuoco amico» gli fa eco Roberto Calderoli. E la replica di Pier Ferdinando Casini non si fa attendere: «Bossi in questo momento ha carta bianca: gli è stata concessa la possibilità di fare il bello e il cattivo tempo. Ci conosce e ci vuole evitare perché sa che siamo gli unici ad avere avuto il coraggio di dire no alla Lega, no a un finto federalismo che finisce per umiliare il Mezzogiorno». «Per le regionali auspichiamo che sia possibile estendere l'alleanza anche all'Udc» ha comunque ribadito Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. «Ricordo a Bossi - ha aggiunto - che in alcune regioni del Nord l'Udc è alleata in giunte regionali con noi e la Lega, come in Lombardia e in Veneto. Quindi non vedo incompatibilità». Tornando alle regionali, c'è da dire che il Carroccio non ha mai nascosto di volere un presidente di una delle tre regioni più importanti del nord: Lombardia, Veneto e Piemonte. Ma se i leghisti lombardi nei giorni scorsi avevano messo un veto alla candidatura di Roberto Formigoni, che ha già fatto tre mandati da presidente della Lombardia, Umberto Bossi lancia un messaggio di distensione («Formigoni è un amico che si è comportato bene ma fino all'ultimo la partita è aperta») e taccia come «invenzioni le ipotesi che vorrebbero uno "scambio" tra il ministro dell'Interno Roberto Maroni e l'attuale governatore lombardo. «La Lega - spiega il Senatùr - deve fare un discorso generale. Non c'è solo la Lombardia, ci sono anche le altre regioni in Padania per cui tutta la partita resta aperta». Nessun timore poi per un presunto corteggiamento in Veneto da parte del Pd nei confronti di Galan. PD: «MI PIACE BERSANI» - Proprio al Partito democratico Bossi riserva un occhio di riguardo. Pur non entrando nel merito del dibattito congressuale un giudizio sui candidati alla segreteria il Senatùr lo esprime: lui vorrebbe un Pd con Pierluigi Bersani segretario: «È di Piacenza e conosce i problemi del mondo del lavoro» come dire che con l'ex ministro del governo di centrosinistra un dialogo è possibile. «Bossi è uno da combattimento, si capisce che preferisce avversari tosti» la replica di Bersani. Dario Franceschini si fa attendere, poi ironizza via web: «Oggi sono molto depresso, Bossi non mi voterà alle primarie. Spero in Calderoli». stampa |

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Gabbie e dialetto, Bossi rilancia (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Gabbie e dialetto, Bossi rilancia La Russa: è il sole d'agosto. Berlusconi smorza: parla solo ai suoi elettori LA CAMPAGNA D'AUTUNNO Il Senatur detta le condizioni agli alleati Stop all'Udc, "gradimento" a Bersani di Maria Berlinguer ROMA. Umberto Bossi rilancia su gabbie salariali e dialetto obbligatorio nelle scuole e chiude la porta alle alleanze con l'Udc. Ma Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl, liquida le proposte del ministro delle Riforme: «Parlare di gabbie salariali dipende dal sole di agosto». E Berlusconi smorza: «Non sono preoccupato, si tratta di messaggi mandati ai suoi elettori». Dal buon ritiro di Ponte di Legno il senator detta al governo l'agenda per l'autunno. E non chiude la porta a una riconferma di Roberto Formigoni al quarto mandato da governatore in Lombardia. «La Lega deve fare un discorso in generale, non c'è solo la Lombardia, ci sono anche le altre regioni in Padania per cui tutta la partita resta aperta», premette. Il senatur non è preoccupato per il corteggiamento da parte del Pd del presidente del Veneto Giancarlo Galan. Ma non vuole fare alleanze con l'Udc in vista delle regionali. «Lasciamoli dove sono, rompono le b... e basta. In Padania non abbiamo bisogno dei voti di nessuno e poi con l'Udc siamo sicuri di poter governare?». A stretto giro di posta la replica di Pierferdinando Casini. «Bossi è molto intelligente ci conosce e ci vuole evitare perché in Parlamento e nel Paese siamo gli unici ad aver avuto il coraggio di dire no alla Lega». Malgrado il no di Silvio Berlusconi e di molti altri esponenti della maggioranza, il leader del Carroccio non abbandona la strada dei salari differenziati. «Questa estate voglio sostenere le gabbie, anzi i salari territorizzati. I lavoratori devono arrivare a fine mese, in particolare al Nord dove la vita costa di più». A Bossi replica il ministro della Difesa. «In agosto si parla di tutto e di più. Posso dire con sicurezza che per legge non imporremo né gabbie salariali né differenze salariali da territorio a territorio». Il senatur insiste anche sul federalismo fiscale: «Non costa niente e comunque a settembre metteremo i nomeri accanto a ogni voce». Dalla Lega nessuna marcia indietro anche sullo studio obbligatorio del dialetto. Rispondendo a chi gli chiede se della proposta ne ha parlato con il ministro Gelmini dice: «Con lei non ho parlato, se vuole può venire in questi giorni a Ponte di Legno per parlarne». In ogni caso per il leader leghista il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari, «me lo ha spiegato mia moglie, che insegna, e di questa cose se ne intende». Infine, dopo aver liquidato il partito del Sud come «una vicenda interna al Pdl, Bossi a proposito della battaglia dei lavoratori della Innse si è detto soddisfatto per la chiusura della vicenda ma ha detto che non «deve dare il via alla lotta di classe». Quanto al segretario del Pd: «Appoggerei Bersani, è di Piacenza e conosce i problemi del lavoro».

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Umberto Bossi si prende il Veneto (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Umberto Bossi si prende il Veneto Il senatur apre al quarto mandato per Formigoni e scarica Casini CORSA ALLE REGIONI NEL CENTRODESTRA «Non c'è solo la Lombardia» Berlusconi: «Parla ai suoi elettori» ROMA. Umberto Bossi «si prende il Veneto» e rilancia su gabbie salariali e dialetto obbligatorio nelle scuole e chiude la porta alle alleanze con l'Udc. Ma Silvio Berlusconi rintuzza subito l'attacco del suo miglior alleato, non gli basta l'ironia di Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl, che liquida le proposte del ministro delle Riforme: «Parlare di gabbie salariali dipende dal sole di agosto». Berlusconi replica che Bossi ha parlato ai suoi elettori, come dire sparate che lasciano il tempo che trovano. Eppure sembra che dal buen retiro di Ponte di Legno il senatur detti al governo l'agenda per l'autunno. E non chiude la porta a una riconferma di Roberto Formigoni al quarto mandato da governatore in Lombardia. «La Lega deve fare un discorso in generale, non c'è solo la Lombardia, ci sono anche le altre regioni in Padania per cui tutta la partita resta aperta» premette e si capisce subito che intende il Veneto. Il senatur non è preoccupato per il corteggiamento da parte del Pd del presidente del Veneto Giancarlo Galan. Ma non vuole fare alleanze con l'Udc in vista delle regionali. «Lasciamoli dove sono, rompono le b... e basta. In Padania non abbiamo bisogno dei voti di nessuno e poi con l'Udc siamo sicuri di poter governare?». A stretto giro di posta la replica di Pierferdinando Casini. «Bossi è molto intelligente, ci conosce e ci vuole evitare perché in Parlamento e nel Paese siamo gli unici ad aver avuto il coraggio di dire no alla Lega». Malgrado il no di Silvio Berlusconi e di molti altri esponenti della maggioranza, il leader del Carroccio non abbandona la strada dei salari differenziati. «Questa estate voglio sostenere le gabbie, anzi i salari territorizzati. I lavoratori devono arrivare a fine mese, in particolare al Nord dove la vita costa di più». La strada per tornare alle gabbie tuttavia non può che essere quella legislativa. «Ci sono i sindacati quindi si deve dare il via alla contrattazione, i sindacati devono parlare con il governo». Il senatur insiste anche sul federalismo fiscale: «Non costa niente e comunque a settembre metteremo i numeri accanto a ogni voce». Dalla Lega nessuna marcia indietro anche sullo studio obbligatorio del dialetto. Rispondendo a chi gli chiede se della proposta ne ha parlato con il ministro Gelmini dice: «Con lei non ho parlato, se vuole può venire a Ponte di Legno per parlarne». Ma partendo da Olbia per Roma il premier ha sentito il bisogno di chiarire un paio di punti: «Non sto inseguendo il Papa - ha ribadito, riferendosi alla visita di Benedetto XVI a Viterbo il 6 settembre - i rapporti con la Chiesa sono ottimi, a parte alcuni parroci caduti nella trappola della sinistra. E la maggioranza politica è stabile, non c'è nessun attrito con Bossi e gli altri alleati».

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e ora una bella leticata fra chi aspira la "c" e chi se la mangia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 13 - Toscana E ora una bella leticata fra chi aspira la "c" e chi se la mangia La proposta del governo di insegnare le lingue locali a scuola: ok, ma solo se è cultura, non moda Bene riscoprire le radici per salvare i giovani avvelenati da tv e pubblicità Però non c'è bisogno delle divisioni etniche di Ettore Borzacchini Gentile ministro Gelmini, si espande la polemica sull'insegnamento del dialetto nelle scuole, come se avessimo bisogno d'ulteriori argomenti per leticare, specie in Toscana; in Toscana dove la leticata è pane quotidiano dei rapporti umani, dei deschi famigliari, dei consessi d'ogni genere e grado politico, economico, culturale e quindi in gloria approda e culmina nelle discussioni da caffè, ultima grande accademia di scienze e discipline umanistiche e luogo geometrico di prevaricazioni, di accidiosi costumi e mal protesi nervi, di misura e qualità di porgere dialettico, di lessico fiorito e d'esteso ed appropriato uso del turpiloquio e dell'artigianato popolare della bestemmia. Vale la pena di riflettere su questo argomento nella nostra area nord occidentale per auto definizione e profondo convincimento la migliore di tutta la Toscana ma in perenne concorrenza con il resto della regione nella eterna diatriba fonetica tra chi la "c" con truculenza se la mangia e chi invece vezzosamente l'aspira ("va' a caare...!" si dirà asciutto asciutto nella zona costiera e "va' a cahare..." greve e strascinato si pronuncerà nell'interno, al fine d'esprimere il medesimo raffinato concetto escretivo, principio e fondamento della tradizione e del pensiero tòsco fin dall'epoca dell'Alighieri. Purtroppo non mi ci raccapezzo più, pur condividendo il convincimento del beneficio dell'insegnamento della lingua toscana in tutte le scuole italiane (ma sì, esageriamo: del mondo!), e massime laddove occorre tenere in vita non tanto i melensi vezzi di campanile e le sguerguenze incomprensibili dei vernacoli delle comunità disperse nelle gole di inaccessibili montagne, quanto avvalorare le antiche fucìne creative della lessicalità fluente e naturale e dell'espressività immediata, fulminea, care al parlare di certi nostri vetusti avi, adusi alla zappa ed agli offizi glebani, illetterati e fors'anche inalfabetici (si diceva un tempo), ma con tanta voglia di raccontare e farsi intendere. Ed è questo eloquio, gagliardo e generoso di immagini, elegante per similitudini ed esempi, armonioso per sequenze di musicali fonèmi e suoni ormai divenuti inimitabili anche per il manzonismo degli stenterelli televisivi, coloro i quali continuano a pensare che per parlare toscano corretto si debba per forza storpiare il fiorentinese più becero. Ho passato diversi anni a raccogliere, chiosare e offrire al pubblico consumo quanto ritenevo fosse il meglio di questo esprimersi, facendo florilegio oculato tra le memorie di famiglia, il sentito dire da piccino, l'origliato nelle liti di vicinato, il biascicato ponciaiolo nelle conversazioni gaglioffe e tabernali, il bisbigliar de' termini proibiti condannati dal confessore nelle sagrestie dei Salesiani, i ragionamenti comarili di pianerottolo nei casamenti dei ferrovieri, i dittaggi di bottega di una straordinaria nonna fruttivendola, i moccoli barocchi scanditi sul ribatter bullette del ciabattino all'angolo, e millanta ancora di favolose occasioni colte con pazienza nella fortunata epoca in cui faceva prò e metteva conto ascoltare, piuttosto che - come or si costuma - fare discorsi a bischero ad ogni costo. Qualcuno mi ha già mosso, per quest'opera, l'accusa di parzialità filo - labronica nella picaresca ricerca e nella sesquipedale collazione in ben quattro volumi di questo scibile, e qualcun altro a corto di viagra ha conferito in odor di sprezzo, a me e alla modesta scuola che mi si è creata intorno, il titolo sbrigativo di "goliardìa", mentre ultimamente e nientemeno che dagli Istituti di Italianistica delle università americane son stato ornato dell'ambito titolo di "maccheronico", che - a dire il vero - non poco m'inorgoglisce. Ammetto tutto, ministro Gelmini, ma anche confesso di essermi divertito e di divertirmi moltissimo tuttora trattando modi di dire quali "cena dei becchi", "dare la topa in mano ai ragazzi...", "e' regali fìi", "ha' voglia di be' ova", "cazzabubolo", "allezzito", "a seggiola", "antùa", "be' mi' vaini", "biasciantingoli", "cantera di cima", "girare come la merda nei tubi" e centinaia d'altri, giocando contestualmente ad attribuire loro ètimi, origini storiche, note scientifiche e filologiche, crediti letterari ed artistici del tutto apocrifi e beffardi e così facendo divertire anche i miei lettori, accendendo la loro curiosità e stimolando quella vena creativa che nei loro nonni scaturiva con naturalezza e dava luogo alla originalità espressiva matrice d'ogni libertà di pensiero. Son pertanto convinto che per trarre giovamento dalle nostre radici espressive, dalla lingua dei nostri incartapecoriti antenati, è necessario dar luce con pazienza - ma non separatamente regione per regione, etnìa per etnìa, dialetto per dialetto - alle soffitte del dismesso e del dimenticato ed allargare le stanze della riscoperta e della confidenza con l'uso di detti, motti, locuzioni, lemmi riportandoli alla disponibilità contemporanea dei giovani, che son avvelenati e resi succubi dai linguaggi della televisione, della pubblicità, del consumo più meno globale, dalla bieca corruzione esterofila, dall'asportazione forzata della sintassi e del congiuntivo come se fossero peli superflui o persistenti duroni, imbarbariti prigioni degli acronimi e della terminologia informatica e incapaci di comunicare con chiunque non abbia la @ tatuata sulla fronte. Ma stando sempre con l'orecchio ritto ci si rende presto conto che la tradizione continua sotterranea come la radice stolonifera d'una canna e spesso butta fuori sorprendenti e piacevoli polloni come il seguente illuminante esempio che mi piace citare dall'ultimo volume del mio Dizionario. A me le fie (le ragazze - n.d.r.) mi durano quant'un gatto sull'Aurelia». Intendendosi con ciò affermare che le relazioni con l'altro sesso risultano al soggetto altrettanto transitorie e labili rispetto agli eventi del destino quanto le possibilità di sopravvivenza di un gatto che bazzichi una strada statale intensamente trafficata. Nel compiacermi della rimarchevole vena fantastica ed espressiva delle giovani generazioni, toscane in particolare, con l'ancora saper creare all'impronta immagini di tanto vigore ed iperbolico costrutto nel culto di quel linguaggio d'estrazione popolare ch'è gloria e vanto del nostro bel parlare, non posso fare a meno di soffermarmi sugli illustri precedenti poetici di tale immagine; una per tutte la lirica ungarettiana: "Si sta / come d'autunno / sugli alberi le foglie" che la metàfora del gatto in oggetto addirittura sembra superare per efficacia rappresentativa e mirabile restituzione suggestiva del senso dell'effimero... In conclusione questa materia - va da sé, ministro Gelmini - non si insegna come le altre e soprattutto non deve essere spezzettata e cucinata "al Carroccio" o resa vana dallo sdottoramento dei capitori locali; ma accuratamente scelta e repertoriata, resa trasversale alla civiltà del linguaggio, e in essa integrata come una koinè con i saperi di tutte le latitudini della penisola e delle isole in virtù del proprio portato comunicativo, dello spessore emotivo ed etico, della qualità espressiva universale e dei valori culturali di cui è portatrice, ne va riaperto l'albero della conoscenza e bisogna raccomandare prudenza ai soloni che operano svecchiamenti sbrigativi ed inconsulti dei dizionari d'uso corrente, per far posto alle stronzate di moda. Allora avrà senso farne materia di insegnamento ai giovani.

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alemanno: "un voto alla giunta? per ora le do un sei e mezzo" - alessandra paolini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Roma Campidoglio Alemanno: "Un voto alla giunta? Per ora le do un sei e mezzo" ALESSANDRA PAOLINI In linea con la riforma Gelmini, nessun giudizio articolato ma un voto secco: «sei e mezzo». Così, il sindaco Gianni Alemanno ha valutato ieri l´operato della sua giunta, una pagella redatta dal buen retiro montanaro di Cortina, dove con donna Rauti e figlio, sta trascorrendo le vacanze ferragostane. Poco più della sufficienza, dunque, per la squadra degli assessori del primo cittadino, a fine di quasi un anno e mezzo di lavoro sui banchi del Campidoglio. Come dire: si applicano ma potrebbero fare di più. Il sindaco ha spiegato che tutto è migliorabile, per poi avvertire: «Dopo le elezioni regionali vedremo se è necessario fare qualche aggiustamento». SEGUE A PAGINA XVII

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gabbie e dialetto, bossi rilancia (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Attualità Gabbie e dialetto, Bossi rilancia La Russa: è il sole d'agosto. Berlusconi smorza: parla solo ai suoi elettori LA CAMPAGNA D'AUTUNNO Il Senatur detta le condizioni agli alleati Stop all'Udc, "gradimento" a Bersani di Maria Berlinguer ROMA. Umberto Bossi rilancia su gabbie salariali e dialetto obbligatorio nelle scuole e chiude la porta alle alleanze con l'Udc. Ma Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl, liquida le proposte del ministro delle Riforme: «Parlare di gabbie salariali dipende dal sole di agosto». E Berlusconi smorza: «Non sono preoccupato, si tratta di messaggi mandati ai suoi elettori». Dal buon ritiro di Ponte di Legno il senator detta al governo l'agenda per l'autunno. E non chiude la porta a una riconferma di Roberto Formigoni al quarto mandato da governatore in Lombardia. «La Lega deve fare un discorso in generale, non c'è solo la Lombardia, ci sono anche le altre regioni in Padania per cui tutta la partita resta aperta», premette. Il senatur non è preoccupato per il corteggiamento da parte del Pd del presidente del Veneto Giancarlo Galan. Ma non vuole fare alleanze con l'Udc in vista delle regionali. «Lasciamoli dove sono, rompono le b... e basta. In Padania non abbiamo bisogno dei voti di nessuno e poi con l'Udc siamo sicuri di poter governare?». A stretto giro di posta la replica di Pierferdinando Casini. «Bossi è molto intelligente ci conosce e ci vuole evitare perché in Parlamento e nel Paese siamo gli unici ad aver avuto il coraggio di dire no alla Lega». Malgrado il no di Silvio Berlusconi e di molti altri esponenti della maggioranza, il leader del Carroccio non abbandona la strada dei salari differenziati. «Questa estate voglio sostenere le gabbie, anzi i salari territorizzati. I lavoratori devono arrivare a fine mese, in particolare al Nord dove la vita costa di più». A Bossi replica il ministro della Difesa. «In agosto si parla di tutto e di più. Posso dire con sicurezza che per legge non imporremo né gabbie salariali né differenze salariali da territorio a territorio». Il senatur insiste anche sul federalismo fiscale: «Non costa niente e comunque a settembre metteremo i nomeri accanto a ogni voce». Dalla Lega nessuna marcia indietro anche sullo studio obbligatorio del dialetto. Rispondendo a chi gli chiede se della proposta ne ha parlato con il ministro Gelmini dice: «Con lei non ho parlato, se vuole può venire in questi giorni a Ponte di Legno per parlarne». In ogni caso per il leader leghista il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari, «me lo ha spiegato mia moglie, che insegna, e di questa cose se ne intende». Infine, dopo aver liquidato il partito del Sud come «una vicenda interna al Pdl, Bossi a proposito della battaglia dei lavoratori della Innse si è detto soddisfatto per la chiusura della vicenda ma ha detto che non «deve dare il via alla lotta di classe». Quanto al segretario del Pd: «Appoggerei Bersani, è di Piacenza e conosce i problemi del lavoro».

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Amore (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Jena jena@lastampa.it Amore Oggi vi dico la verità: amo Berlusconi e Tremonti, amo Franceschini e Bersani, amo Di Pietro, Bertinotti e Vendola, amo Ferrero e pure Veltroni, amo addirittura D'Alema e Napolitano, amo perfino Gelmini, Ratzinger, Maroni, Calderoli e financo La Russa... Lo psichiatra mi ha prescritto una vacanza.

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Ticozzi: Molti ricorsi al Tar vengono proposti solo per annullare una bocciatura (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

PER NON RIPETERE L'ANNO CONSIGLIO DI STATO Ticozzi: «Molti ricorsi al Tar vengono proposti solo per annullare una bocciatura» Cota (Lega): «Bene ha fatto il ministro Gelmini a ricorrere contro la sentenza romana»

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"Il prof di religione deve poter dire la sua" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

il caso Insegnanti e politici criticano la recente decisione del Tar "Il prof di religione deve poter dire la sua" MARCELLO GIORDANI NOVARA Anche nella scuola novarese la sentenza del Tar del Lazio sugli insegnanti di religione ha dato adito a reazioni molto critiche. Il pronunciamento prevde che non possano presenziare agli scrutini nè dare un contributo alla valutazione e sul valore della disciplina, che non può dare diritto a crediti. Don Giuseppe Guaglio, insegnante al liceo scientifico Antonelli, si dice «assolutamente perplesso davanti ad un pronunciamento che ha un sapore persecutorio, quasi che l'obiettivo vero sia quello di eliminare dalla scuola la religione e chi la insegna. E' però ancora più sconcertante questa sentenza perché sembra non conoscere che a scuola, per gli alunni che non scelgono la religione, il docente di questa materia non entra assolutamente in campo nei giudizi e nello scrutinio. Se uno studente sceglie consapevolmente di studiare religione - chiede don Guaglio - perché il docente di quella materia, che è esattamente pari alle altre, non può partecipare allo scrutinio? E' un controsenso, una sentenza che va contro la logica. Qui non si tratta di essere cristiani o laici, credenti o atei, ma di seguire la razionalità: questo non fa il pronunciamento del Tar del Lazio». Anche chi è militante di un partito laico come il Partito Democratico, l'ex vicepresidente della Provincia, Paola Turchelli, docente di lettere alle magistrali, non condivide la sentenza: «Il quadro scolastico non dovrebbe essere modificato dalle sentenze del Tar, ma dalla riflessione e dal dibattito all'interno della scuola. L'insegnante di religione, anche per il ruolo che svolge, è sempre stato il docente che conosceva bene i ragazzi, ed all'interno dello scrutinio poteva fornire un contributo utile. Altro è il problema di quale valore dare allo studio della religione, ma questo va affrontato in campo pedagogico ed anche politico e richiede una riflessione approfondita. Questa polemica non fa sicuramente bene al mondo della scuola, che è attraversato da problemi molto seri: finisce che per qualche tempo si parlerà solo della sentenza del Tar e si trascurerà tutto il resto, mentre c'è bisogno urgente di una seria politica scolastica». Francesco Ticozzi, preside della Duca d'Aosta, appena nomintato dirigente dell'Omar, lancia un'altra ipotesi sulla sentenza del Tar: «Mi piacerebbe sapere quale problema ha indotto il Tar a pronunciarsi in questo modo: io faccio un'ipotesi. E se fosse la famiglia di uno studente respinto, che ha voluto ricorrere contro la bocciatura appellandosi ad un problema formale? Se fosse così sarebbe davvero grave, ma nel 99% dei ricorsi al Tar fatti dalle famiglie, si invoca un vizio formale per chiedere l'annullamento di una bocciatura. La decisione del Tar rischia di fare perdere l'interesse delle famiglie e degli studenti per la religione, qualunque essa sia: se una materia non ha voto nè giudizio, se cioè non influisce, viene assolutamente trascurata. Questo è già un risultato dannoso di questa sentenza». Sul tema è intervenuto anche il parlamentare novarese, presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota: «Bene ha fatto il ministro Gelmini che ha presentato ricorso al Consiglio di Stato. Le nozioni insegnate durante la lezione di religione cattolica sono valori condivisi dalla maggioranza, fanno parte della nostra identità culturale. Aggiungo che questa decisione del Tar mi pare poco seria perché se un insegnante c'è allora deve dire la sua a tutti gli effetti».

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Sulla fiction in dialetto Caro Gramellini, ho letto con piacere lo speciale sulle fiction ... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Sulla fiction in dialetto Caro Gramellini, ho letto con piacere lo speciale sulle fiction in dialetto che avete messo in pagina sul giornale di ieri; vedere tre autorevoli firme della Stampa che si misurano nella stesura di tre soggetti in dialetto non può che farmi piacere. Il dibattito sulla questione delle lingue locali è ormai aperto, e ogni contributo è il benvenuto. P.S.: Grazie per i complimenti, se vuoi sentirmi parlare in veneto basta che tu mi venga a trovare mentre incontro la mia gente ogni lunedì a Conegliano. LUCA ZAIA MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI La Innse e altre cause giuste L'esempio di solidarietà, perseveranza per un fine comune, resistenza e coraggio che hanno dato i cinque operai della INNSE per difendere i posti di lavoro di un'azienda sana contro l'intenzione di chiuderla è la dimostrazione di cosa possono fare uomini forti, determinati e a conoscenza dei fatti contro un potere che li vorrebbe rassegnati alla sua volontà. A questo successo si aggiunge quello ottenuto in Brianza dalle comunità locali per difendere un territorio che rischiava di essere invaso dai pozzi petroliferi da parte della «Po Valley», una società australiana le cui intenzioni erano di perforare il sottosuolo convinta di trovare idrocarburi. Hanno costituito un comitato compatto, ottenendo il supporto di studiosi di mezzo mondo e sono così riusciti a far archiviare il progetto. Tempi duri ci attendono, ma è importante che passività e rassegnazione non spengano il desiderio di lottare per giuste cause. VALERIA MASSA, TORINO Quando il Sud è una palla al piede Un'Ansa del 13 agosto dice: «Sono oltre 2 milioni gli invalidi in Italia che hanno una pensione di invalidità e nel Sud le prestazioni sono del 50% superiori al Nord». Nel 2008 si sono contate «nel Sud e Isole 4,39 pensioni ogni 100 abitanti; al Nord il rapporto scende a 2,91. Il minor numero di pensioni di invalidità si trova in Lombardia (2,79)». Dunque, in certe regioni, lo stato di salute è drammatico. Ironia a parte, la popolazione meridionale è la palla al piede dell'Italia e non è più credibile il disagio del Mezzogiorno che da 60 anni cercano di farci ingoiare. Dobbiamo metterci in testa (e le statistiche lo dimostrano) che tra popolazione del nord e popolazione del sud la mentalità è diametralmente opposta. Sì, sì, lo so: non dobbiamo fare di tutta l'erba un fascio... MARCO CHIERICI, PARMA In Italia il Pil cala ma non la propaganda Nel secondo trimestre il Pil di Francia e Germania è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, mentre l'Italia ha segnato un calo di -0,5%, e ha confermato un crollo su base annua del -6%. Da più di un anno ci sentiamo ripetere dal governo che l'Italia sta meglio degli altri paesi, poi si scopre che è vero il contrario. I giornali nazionali si limitano a ripetere le frasi retoriche sui segnali di ripresa, ma non affrontano mai la concreta situazione dell'economia italiana. Non ci sono riforme strutturali in atto, e si vuol far credere che la ripresa economica sia un evento stagionale che non necessita di interventi umani. CRISTIANO MARTORELLA Megalicenziamento per i docenti Il Governo sta per produrre il più grande licenziamento di massa nella storia della Repubblica. Da settembre ci saranno quasi 17 mila cattedre in meno per gli insegnanti precari. Tra pochi giorni, contando anche il taglio dei bidelli e degli amministrativi, ci saranno più di 20.000 disoccupati ad aggiungersi all'esercito crescente dei senza lavoro italiani. Le classi avranno meno docenti ma più alunni, e saranno dunque a rischio sicurezza. Si prevede che le classi dall'anno prossimo saranno mediamente composte da 26 bambini all'asilo, 27 alle elementari e 30 nelle medie inferiori e superiori, contro una media europea di 15-20 studenti. Tuttavia il ministro va da tempo ripetendo che in Italia ci sarebbero più insegnanti per studente rispetto alla media europea (una vecchia mezza verità: non viene spiegato che nel conto ci sono gli insegnanti di sostegno che in Europa non esistono, infatti il nostro è l'unico paese che ha fatto la scelta dell'integrazione dei diverasamente abili). La Scuola viene colpita come mai è stato fatto dal dopoguerra ad oggi e i mezzi di comunicazione parlano di realtà scolastica solo in riferimento alla pittoresca proposta leghista dei test di dialetto per i docenti o della sentenza del TAR del Lazio. ANTONIO PISTILLO, MONZA Precari indignati con la Gelmini Sono una docente precaria e voglio manifestare il mio (e di altri tantissimi colleghi) profondo stato d'indignazione rispetto allo spropositato risalto dato dai media alla sentenza del Tar nei confronti degli insegnanti di religione ed in particolare alla forte ed istantanea presa di posizione della signora Gelmini («ministra») manifestata attraverso l'immediato ricorso al Consiglio di Stato. La mia indignazione deriva dal fatto che nessun tg, giornale o sindacato abbia mai messo in evidenza che migliaia di docenti precari hanno presentato e vinto ricorso al Tar del Lazio contro il decreto ministeriale nr. 42/09, firmato dalla stessa Gelmini che limita, di fatto, ai docenti di poter insegnare in qualunque provincia italiana, limitando, quindi, la libera circolazione dei lavoratori nel territorio dello Stato sancita costituzionalmente. Siamo già arrivati all'Italia divisa voluta dalla Lega? Perché la signora Gelmini non ha avuto la stessa solerzia dimostrata nei confronti della Chiesa nei confronti di migliaia di famiglie italiane? SIMONA CARUSO Dall'autunno caldo all'autunno tiepido Da quando mi interesso alle vicende economico-sociali si è sempre parlato di autunni roventi. Il ritorno dalle vacanze ha sempre portato a un periodo di tensioni, di peggioramento della qualità della vita e della condizione economica. Secondo la Banca centrale europea, le ferie che stanno finendo rappresenterebbero un'eccezione e l'autunno che sta arrivando sarà meraviglioso, diverso da tutti gli altri nei quali si prevedevano sventure di tutti i generi. Siccome la Banca centrale non ne ha mai azzeccata una, meglio dubitare. E. O.

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Salari, scintille Bossi-La Russa (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Salari, scintille Bossi-La Russa Il Senatur: gabbie, parliamone subito con i sindacati. Il ministro: «È il sole d'agosto» Roma. Le gabbie salariali? È meglio parlare di «salari territorializzati», ma in ogni caso si devono fare: «I sindacati devono parlare con il governo entro l'estate». Il dialetto? «Il suo studio nelle scuole deve essere obbligatorio. Presenterò una legge». Il partito del Sud? «È una vicenda interna al Pdl. Ma un partito non nasce perché un gruppo dirigente lo vuole promettendo che poi farà arrivare i soldi». Dal suo ritiro estivo di Ponte di Legno, Umberto Bossi rilancia i temi cari alla Lega che hanno infiammato il dibattito politico d'agosto: il Senatur mette così in chiaro che non sono state uscite estemporanee o provocazioni ma rientrano in quella che si annuncia come la campagna d'autunno del Carroccio. Con un occhio rivolto agli equilibri nella maggioranza, il leader leghista snobba il partito del Sud e chiude la porta a un'alleanza di comodo con l'Udc di Pier Ferdinando Casini in vista delle Regionali. I centristi? «Lasciamoli dove sono», taglia corto. La porta rimane socchiusa invece per Roberto Formigoni, che è in cerca del consenso leghista per ricandidarsi alla guida della Lombardia: «È un amico. La trattativa è aperta ma non diamo nessun ok fino all'ultimo» Senatur si concede anche un'incursione nel dibattito congressuale del Pd, spezzando una lancia a favore di Pier Luigi Bersani: «Mi piace. È di Piacenza e conosce bene i problemi del lavoro». La simpatia di Bossi nei confronti dello sfidante di Dario Franceschini provoca una certa agitazione nel Pd mentre, sul versante Pdl, si fa vivo il ministro Ignazio la Russa, che è anche uno dei coordinatori del partito di Silvio Berlusconi: «Le proposte di Bossi dipendono dal sole d'agosto», dice. La bocciatura di la Russa riguarda soprattutto le cosiddette gabbie salariali o «salari territorializzati» come li ribattezza il Senatur: «Non imporremo mai per legge né gabbie né salari differenziati. Diverso è affidare alla contrattazione territoriale la crescita dei salari», spiega l'ex colonnello di An. Ma l'irritazione dei vertici Pdl va probabilmente oltre le gabbie e i dialetti. Pesano anche l'ironia sul partito del Sud e la porta sbattuta in faccia a Casini, corteggiato nei giorni scorsi da Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto in vista delle prossime scadenze elettorali. Ed è proprio Cicchitto, il capogruppo alla Camera, che respinge al mittente il diktat leghista: «Per le prossime elezioni regionali, auspichiamo che sia possibile estendere l'alleanza anche all'Udc. Ricordo a Bossi che in alcune Regioni del Nord l'Udc è alleata con noi e con la Lega. Non vedo quindi incompatibilità». L'anatema di Bossi rischia però di compromettere il lavoro di ricucitura in atto: «Quelli rompono le balle e basta. In Padania non abbiamo bisogno dei voti di nessuno. I voti li abbiamo. E poi con l'Udc siamo sicuri di poter governare?», ci va giù duro il capo leghista. Pronta la replica di Casini: «Bossi in questo momento ha carta bianca. Gli è stata concessa la possibilità di fare il bello e il cattivo tempo. Ci conosce e ci vuole evitare perché siamo gli unici che gli hanno detto di no sul federalismo», ribatte il leader centrista. «Con Bossi non abbiamo niente da spartire. Noi stiamo molto bene dove siamo», rincara il senatore dell'Udc, Savino Pezzotta. Ma c'è anche un altro sasso lanciato da Bossi che agita lo stagno del Pdl ed è il suo attacco all'Expo milanese del 2015, fiore all'occhiello di Letizia Moratti: «Ci sono troppi ritardi. E poi l'Expo non è più una manifestazione importante. Nel secolo scorso se volevi vendere una macchina, dovevi andare all'Expo ma oggi non è più così. I soldi vanno spesi per le opere che servono come collegare Milano a Venezia attraverso il Po». Bossi si muove a suo agio tra gli intrecci amministrativi del Nord e la politica nazionale come dimostrano i messaggi lanciati a Formigoni e alla Moratti di concerto con quelli rivolti a palazzo Chigi. E non si tratta solo del tentativo di recuperare l'Udc. Il Senatur chiede a Silvio Berlusconi di convocare i sindacati e intavolare un negoziato sui salari differenziati tra Nord e Sud, che dovranno essere affidati ai contratti perché nessuno nel Pdl è disposto ad intervenire con una legge: «I lavoratori devono arrivare alla fine del mese, in particolare al Nord dove la vista costa di più. Si deve dare il via alla contrattazione. I sindacati devono parlare con il governo», incalza il capo del Carroccio. Anche sulla questione del dialetto a scuola, Bossi non si limita a una richiesta generica ma annuncia la presentazione di un testo di legge di cui vuole parlare al ministro Mariastella Gelmini: «Voglio preparare una legge. Il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e le canzoni popolari». Non manca infine una riflessione sulla lotta andata a buon fine degli operai dell'Innse: «Quella lotta ha pagato ma ora non si deve dare il via alla lotta di classe. Non è il momento. Oggi gli imprenditori sono dei poveri disgraziati che lavorano per il bene delle fabbriche», afferma il ministro delle Riforme. E questo perché sia chiaro che la Lega è di lotta ma anche di governo. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 15/08/2009 ' 15/08/2009 il pensieroai lavoratoriDevono arrivare a fine mese, soprattutto al nord, dove la vita costa di più umberto bossiministro delle Riforme, Lega Nord 15/08/2009 ' 15/08/2009 propostesenza sensoIn agosto si parla di un po' di tutto... parlare di gabbie salariali dipende dal sole ignazio la russaministro della Difesa, Pdl 15/08/2009

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Dialetto obbligatorio nelle scuole stabilito per legge; gabbie salariali camuffate da salari t... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del NATALIA LOMBARDO Dialetto obbligatorio nelle scuole stabilito per legge; gabbie salariali camuffate da «salari territorializzati»; consociativismo sindacale purché non torni in auge la «lotta di classe». La Lega ha iniziato una campagna elettorale tutta sua, mirata a rafforzate il suo elettorato per prendere il sopravvento nella maggioranza di governo, in vista della spartizione sulle presidenze di Regione al Nord. In serata come al solito Silvio Berlusconi minimizza i proclami di Umberto Bossi: «Sono messaggi politici indirizzati al proprio elettorato: messaggi che sono nelle cose della politica», afferma il premier per nulla preoccupato rientrando a Roma. Ma dal Pdl si riaccendono i contrasti genetici fra Lega e la An che fu: «Gabbie salariali e dialetti? Frutti del sole di agosto», risponde Ignazio La Russa, certo che «non imporremo per legge né gabbie, né differenze salariali da territorio a territorio». E per non rischiare ciò che Calderoli chiama «il fuoco amico» post Dc, il Senatur spezza ogni amo lanciato dal Pdl all'Udc: «Lasciamoli dove sono, rompono le palle e basta». Da consueto appuntamento a Ponte di Legno, da sempre teatro all'aperto dei proclami leghisti. Bossi lancia gli slogan identitari, come l'insegnamento dei dialetti nelle scuole, Dopo l'esperimento in veneto meticcio, ieri La Padania è uscita con una prima in piemontese (sottotitoli in italiano alla pagina 2...) con un intervento del capogruppo alla Camera Cota, oggi tocca al lombardo. In sicronia perfetta, dalle valli bresciane Bossi annuncia che scriverà una legge per istituire l'insegnamento del dialetto «obbligatorio» nelle scuole. Attraverso le canzoni popolari («me l'ha detto mia moglie che insegna»). Con la ministra dell'Istruzione Gelmini il Senatur non ha parlato, ma «se vuole può venire qui a Ponte di Legno» lui l'aspetta (tempo fa la definì «incompetente»). In compenso il ministro Zaia mette altra carne sul fuoco: la toponomastica in doppia lingua, persino la traduzione dialettale dei prodotti agricoli. «Boutade d'agosto», dicono anche dal Pdl, ma Bossi come è noto va al sodo. Tenta di sfondare il fronte sindacale puntando a un consociativismo vecchia maniera, tant'è vero che, commentando la vittoria degli operai della Innse, vede come un pericolo una radicalizzazione delle vertenze: «Quella lotta ha pagato, ma ora non si deve dare il via alla lotta di classe», perché, sorpresa, «anche gli imprenditori sono dei poveri disgraziati» che «lavorano anche per loro per il bane delle fabbriche». In compenso però alle primarie Bossi voterebbe per Bersani. La strategia nordista Tutto ciò sembra voler colmare, dal punto di vista nordista, le incognite sull'attuazione del federalismo fiscale. Federalismo che, afferma il leader del Carroccio, «non costa niente» - quando molti temono aumenti di spese - e annuncia che a settembre saranno messi «i numeri accanto a ogni voce». Numeri finora sconosciuti. Gianni Pittella, coordinatore della mozione Bersani nel Pd, denuncia la «lucida strategia di Bossi di finanziarsi la campagna elettorale per le regionali trasferendo risorse dal sud al nord», che è già «costata finora al Mezzogiorno 35 miliardi di euro». Bossi però sta ben attento a non rompere con Berlusconi, suo garante. Il Senatùr rimanda la palla del «partito del Sud» in campo pidiellino, ma la vera partita sono le regionali. Il leader del Carrocio non si sbilancia, infatti frena i leghisti che, al Pirellone, vogliono impedire che Roberto Formigoni si candidi per il quarto mandato (Governatore a vita, praticamente). «Formigoni è un amico, e poi non c'è solo la Lombardia, ci sono anche il Veneto e il Piemonte», si districa l'Umberto sapendo che Silvio teme che il leader di Cl torni alla carica per un ministero. L'autunno si prepara caldo anche nella maggioranza. La proposta di legge trasversale (dal Pd al finiano Granata) sulla cittadinanza per i figli degli immigrati (nati in Italia da chi è regolare da cinque anni) ha già scatenato l'ira di Gasparri, mentre Alessandra Mussolini è favorevole. Dialetto obbligatorio nelle scuole, «salari territorializzati», ovvero gabbie salariali: il leader della Lega lancia proclami. Berlusconi come sempre lo difende: «Messaggi politici ai suoi elettori». Visualizza la pagina in PDF

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Tagli nella scuole, sindaci preoccupati (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

PESARO E PIAN DEL BRUSCOLO pag. 13 Tagli nella scuole, sindaci preoccupati «Bisognerà riorganizzare tutti i servizi» L'ASSESSORE PROVINCIALE ALESSIA MORANI MOBILITERA' ANCHE I PARLAMENTARI ALLARME L'assessore provinciale Alessia Morani TAGLI agli organici e scuole al verde. «E il grido di dolore viene soprattutto dai piccoli comuni». Per Alessia Morani, neo assessore provinciale alla Pubblica istruzione, la riduzione degli insegnanti e del personale Ata non è un fulmine a ciel sereno. «Ci siamo attivati da subito per capire l'effetto sulla provincia. E il risultato non è dei migliori: chiusura di alcune strutture, tagli al personale e sempre meno risorse a disposizione dei dirigenti scolastici. Su segnalazione di alcuni presidi stiamo valutando la situazione finanziaria delle scuole di ogni ordine e grado della provincia al fine di aiutare le istituzioni scolastiche ad uscire dallo stato di grave difficoltà in cui versano. Per questo se il ministero non sblocca i fondi precisa l'assessore chiederemo ai nostri parlamentari Massimo Vannucci, Oriano Giovanelli e Fabrizio Morri di fare un'interrogazione al ministro Gelmini perchè ci dica quali sono le intenzioni del Governo». LA SITUAZIONE dell'entroterra sembra proprio la più grave. «Ogni giorno i sindaci del territorio provinciale, come Pietrarubbia, Montecerignone, Apecchio, Borgo Pace e Fratte Rosa, solo per cirarne alcuni, ci chiedono aiuto perchè costretti a ridurre le ore scolastiche soprattutto nelle scuole dell'infanzia e nelle primarie riuscendo, loro malgrado, a garantire solo il servizio del mattino e rinunciando a quello del pomeriggio con evidenti ricadute sulle famiglie. Questo è l'effetto Gelmini: un dimensionamento scolastico privo di un modello educativo. Infatti a breve, se la situazione rimarrà invariata, alcune strutture dell'entroterra verranno chiuse per essere accorpate con altre scuole dei paesi limitrofi. Per questo la Provincia sta lavorando per attivare azioni di coordinamento e preparare i cittadini, insieme con i Comuni, a questo cambiamento. Con il dimensionamento scolastico dovranno essere riorganizzati i servizi di trasporto pubblico e di mensa. Anche l'edilizia scolastica richiederà un ripensamento: aumentando il numero di alunni all'interno delle classi, proprio per effetto della chiusura di alcune strutture, il problema degli spazi non sarà irrilevante». La scuola riapre con la fine dell'estate «ma questo settembre sarà molto caldo conclude l'assessore . Noi saremo vicini a famiglie, dirigenti, insegnanti e personale tecnico». lo.si Image: 20090815/foto/8109.jpg

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Salari e dialetti, Bossi (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

POLITICA pag. 12 Salari e dialetti, Bossi IL LEADER DELLA LEGA A TUTTO CAMPO: «DELL'UDC ROMA SOPRATTUTTO ad agosto, Bossi raramente delude. Occupa la scena politica, ricordando ogni giorno all'opinione pubblica del Nord che è l'azionista di riferimento del Governo, in modo da alzare il prezzo per le prossime regionali e da tenere a bada le tensioni sudiste. Conversando con i giornalisti a Ponte di Legno, divaga su una quantità impressionante di temi entrando pure in rotta di collisione con il Pdl. Succede quando rilancia le gabbie salariali: «I lavoratori non arrivano a fine mese, soprattutto al Nord: bisogna dar via alla contrattazione con i sindacati» e poi insiste sul dialetto obbligatorio che dovrebbe essere attraverso la musica e le canzoni popolari. «Se la Gelmini vuole discutere con me, può venire qui. Inizierò a scrivere una legge». A riassumere umori diffusi nel Pdl provvede La Russa: «Battute agostane. A volte il sole picchia... Non ci saranno gabbie salariali per legge e il dialetto va inteso come punto di ricchezza». Figuriamoci: «E' brutto quando non si fanno ferie nei posti giusti», replica il Senatur. Che non si ferma: «Il federalismo fiscale non costa niente. A settembre metteremo i numeri». Di passaggio, dice che è contento per i lavoratori dell'Innse ma «non si deve dar il via alla lotta di classe» per poi puntare diritto su Formigoni e il candidato per la Lombardia: «Lo scambio Maroni-Formigoni? E' un'invenzione giornalistica. Non c'è solo la Lombardia, in Padania ci sono pure Piemonte e Veneto. Formigoni è un amico, ma l'ok solo alla fine». PARLA DELLE PROSSIME regionali, smonta l'ipotesi di un'alleanza con Casini: «I centristi? Lasciali lì dove sono. Rompono le palle e basta». Mette una bella zeppa al lavoro che portano avanti i plenipotenziari di Berlusconi, alla ricerca dell'intesa per poter conquistare «oltre alle sette regioni che abbiamo di cui due andranno al voto, il Piemonte, la Liguria, la Campania, il Lazio, la Puglia e la Calabria», come sottolinea Verdini. Che assicura: «Si va avanti». Di fronte al veto del Carroccio Casini ghigna: «Ci teme, fa bene ad evitarci». A gettar acqua sul fuoco, provvede il premier: «Non sono assolutamente preoccupato: si tratta di messaggi politici indirizzati ai propri elettori». Possibile che stamani ne parli con Maroni, durante il vertice sulla sicurezza, prima della conferenza stampa ferragostana. Né è da escludere che, rientrando stasera a Milano, incontri tra domenica e lunedì Bossi. «L'alleanza è solida», chiosa il portavoce Bonaiuti. An. Co.

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ROMA SOPRATTUTTO ad agosto, Bossi raramente delude. Occupa la sc... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

POLITICA pag. 13 ROMA SOPRATTUTTO ad agosto, Bossi raramente delude. Occupa la sc... ROMA SOPRATTUTTO ad agosto, Bossi raramente delude. Occupa la scena politica, ricordando ogni giorno all'opinione pubblica del Nord che è l'azionista di riferimento del Governo, in modo da alzare il prezzo per le prossime regionali e da tenere a bada le tensioni sudiste. Conversando con i giornalisti a Ponte di Legno, divaga su una quantità impressionante di temi entrando pure in rotta di collisione con il Pdl. Succede quando rilancia le gabbie salariali: «I lavoratori non arrivano a fine mese, soprattutto al Nord: bisogna dar via alla contrattazione con i sindacati» e poi insiste sul dialetto obbligatorio che dovrebbe essere attraverso la musica e le canzoni popolari. «Se la Gelmini vuole discutere con me, può venire qui. Inizierò a scrivere una legge». A riassumere umori diffusi nel Pdl provvede La Russa: «Battute agostane. A volte il sole picchia... Non ci saranno gabbie salariali per legge e il dialetto va inteso come punto di ricchezza». Figuriamoci: «E' brutto quando non si fanno ferie nei posti giusti», replica il Senatur. Che non si ferma: «Il federalismo fiscale non costa niente. A settembre metteremo i numeri». Di passaggio, dice che è contento per i lavoratori dell'Innse ma «non si deve dar il via alla lotta di classe» per poi puntare diritto su Formigoni e il candidato per la Lombardia: «Lo scambio Maroni-Formigoni? E' un'invenzione giornalistica. Non c'è solo la Lombardia, in Padania ci sono pure Piemonte e Veneto. Formigoni è un amico, ma l'ok solo alla fine». PARLA DELLE PROSSIME regionali, smonta l'ipotesi di un'alleanza con Casini: «I centristi? Lasciali lì dove sono. Rompono le palle e basta». Mette una bella zeppa al lavoro che portano avanti i plenipotenziari di Berlusconi, alla ricerca dell'intesa per poter conquistare «oltre alle sette regioni che abbiamo di cui due andranno al voto, il Piemonte, la Liguria, la Campania, il Lazio, la Puglia e la Calabria», come sottolinea Verdini. Che assicura: «Si va avanti». Di fronte al veto del Carroccio Casini ghigna: «Ci teme, fa bene ad evitarci». A gettar acqua sul fuoco, provvede il premier: «Non sono assolutamente preoccupato: si tratta di messaggi politici indirizzati ai propri elettori». Possibile che stamani ne parli con Maroni, durante il vertice sulla sicurezza, prima della conferenza stampa ferragostana. Né è da escludere che, rientrando stasera a Milano, incontri tra domenica e lunedì Bossi. «L'alleanza è solida», chiosa il portavoce Bonaiuti. An. Co.

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Delbono: (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 2 Delbono: «No ai militari che pattugliano Il sindaco sull'emergenza criminalità: «Negativa l'idea dell'assedio. Ne condivido di MATTEO NACCARI UN ANZIANO ucciso per rapina in strada e in pieno giorno, un non vedente malmenato e derubato in centro storico...a Bologna è riesploso l'allarme sicurezza: sindaco è preoccupato? «La guardia non va mai abbassata. Ha ragione il questore a sottolineare che i dati di alcuni crimini sono in calo, ma questo è solo un ulteriore incentivo per abbattere quei numeri. Questi due episodi sono stati particolarmente odiosi e uno è costato la vita a un uomo. Ecco, io non credo all'allarme, ma sono convinto che non bisogna mai abbassare la guardia. E lo direi anche se nell'ultima settimana non fosse accaduto nulla». Flavio Delbono parla seduto su una panchina di piazza Santo Stefano. I bolognesi che passano lo salutano con calore: «Ciao sindaco». Lui ricambia, con cortesia. Nella settimana di Ferragosto non ha staccato, è rimasto in Comune. Oggi sarà tra i camerieri al pranzo dei poveri organizzato da Camst e Caritas a Palazzo d'Accursio. Sotto le Due Torri sono arrivati i militari. Da qualche giorno presidiano pure San Petronio. Siamo più tranquilli? «Ho condiviso col prefetto l'utilizzo sperimentale dei militari a presidio di posti fissi: consente di liberare poliziotti o carabinieri per altri servizi. Vedremo i risultati». Insomma, è contento che vengano impiegati così? «Loro sono arrivati già con compiti di controllo su luoghi sensibili, dall'aeroporto alla sinagoga, al tribunale. La decisione di averli di notte in piazza Maggiore, ripeto, l'accetto perché rende disponibili altrove uomini delle forze dell'ordine». Se avesse potuto scegliere avrebbe detto no all'Esercito? «Credo che il pattugliamento debba essere svolto da chi è preparato per farlo: polizia, carabinieri, vigili urbani. I soldati non sono addestrati per controllare documenti e arrestare chi commette un reato: sono più utili su postazioni fisse. Poi parliamo di numeri piccoli, hanno una valenza simbolica, ma può essere negativa: dà l'idea dell'assedio e della militarizzazione di pezzi di città». Criticherebbe altri usi? «Esatto. Se ad esempio li mandassero con l'idea di pattugliare la zona universitaria sarei contrario». La Lega Nord non ha dubbi: dopo le ultime violenze, l'unica medicina sono le ronde. «E' una polemica ignobile e strumentale. Io ricordo alla Lega che l'aggressione all'anziano in via Inviti è successa vicino a tre caserme (carabinieri, polizia e finanza ndr). Cosa avrebbe potuto fare una ronda?». Lei non le vuole. «Sì, il mio orientamento è negativo». Sindaco, comunque i cittadini chiedono più sicurezza. «Non c'è una sola ricetta, servono più azioni coordinate, ricordando che l'ordine pubblico è un compito dello Stato». Quindi lei non può fare nulla? «Ho sempre detto che avrei fatto tutto quello che è nelle mie mani per cercare di creare un ambiente più sicuro. E in questa direzione vanno le ordinanze per ridurre e circoscrivere il consumo di alcol, così come il rafforzamento del coordinamento tra i vigili e le forze dell'ordine». E' sufficiente? «Stiamo cercando di riqualificare spazi pubblici importanti. Ecco il perché delle iniziative estive in piazza Santo Stefano e in piazza Maggiore. L'anno prossimo ci allargheremo a piazza Verdi e dintorni». L'ordinanza antialcol è sperimentale. E' pronto a novembre a inasprirla, se non avrà dato i risultati sperati? «Intanto, non abbiamo avuto nessun ricorso e la maggioranza dei commercianti ha scelto la chiusura alle 22. Ci sono stati controlli e nessuna contestazione: viene rispettata. Il bilancio provvisorio è incoraggiante, altre valutazioni le faremo in autunno». Sul degrado: quando inizierete a pulire i muri dai graffiti? Una prima delibera ha già individuato le zone dove intervenire e i finanziamenti. Cosa manca? «La stiamo completando con altri pezzi'. Ad esempio chi aprirà i cantieri per ripulire i muri avrà sconti fiscali, sulla tassa di occupazione del suolo pubblico e su quella della pubblicità. A questo si aggiungono i controlli per prevenire nuovi imbrattamenti e modalità di intervento rapido per sistemare eventuali luoghi sporcati di nuovo». L'inizio quando? «Entro metà settembre sarà pronto il pacchetto completo e cominceremo». Ogni tanto Delbono si sistema sulla panchina, beve del tè per rinfrescarsi. D'altra parte il sole picchia. Si prende una pausa e poi riparte. Si cambia argomento. Capitolo infrastrutture. Sul Civis, secondo l'assessore Saliera, l'obiettivo è passare in centro, in vie delicate come Strada Maggiore, convincendo la Soprintendenza a dare l'ok? «Sappiamo che la Soprintendenza ha manifestato riserve su alcuni punti del progetto. Noi vogliamo completare rapidamente l'opera, minimizzando i disagi per i cittadini». Il tragitto sarà cambiato? «Potrebbe essere cambiato. Ricordiamo però che serve l'ok del ministero. Siamo al lavoro per mettere a punto il percorso definitivo che condivideremo con Soprintendenza e Atc. In poco tempo diremo qual è il tracciato finale». Per la metropolitana il nodo è solo uno: i soldi. Lei ha detto: Noi abbiamo le mani legate dal patto di stabilità, non possiamo investire quanto ci compete'. Per l'opposizione non basta lamentarsi, bisogna agire. «Ho apprezzato le valutazioni di Galletti, deputato dell'Udc. Ci troviamo in una situazione imbarazzante: da un lato lo Stato finanzia, seppur non completamente, l'opera, ma dall'altro noi non possiamo partire a causa del patto di stabilità. Sia chiaro: io non sono un nemico del metrò». Bene, non si può restare con le mani in mano però. Parte dell'investimento è compito del Comune. «Infatti. Io l'ho già detto e lo ridirò a ottobre all'assemblea dell'Anci (associazione dei Comuni): una delle richieste che i Comuni dovranno avanzare al governo per la Finanziaria 2010 è un allentamento del patto di stabilità per le grandi opere, con deroghe che consentano alle amministrazioni di impiegare risorse già stanziate». C'è chi dice: il Comune può trovare i soldi con tasse di scopo o vendendo azioni delle partecipate, come quelle della multiutility Hera. «No a nuove tasse. No ad alienazioni di azioni Hera: non voglio privatizzare l'acqua. Poi visto come va la Borsa significherebbe svendere quel patrimonio». Altro tema caldo è il piano del traffico. Gli orari dei vigili elettronici Sirio e Rita saranno modificati? «Sirio e Rita non si toccano. Sul piano del traffico, comunque, non ci saranno cambiamenti immediati». Dopo l'estate si entrerà in una fase difficile, la crisi economica morderà, i metalmeccanici minacciano di occupare le fabbriche se ci saranno licenziamenti. La tenuta sociale può risentirne. Come aiuterete le famiglie in difficoltà? «Abbiamo già prorogato il pacchetto di sconti della giunta precedente (esempio esenzione dei figli dei cassintegrati da rette degli asili ndr), ci sarà un piano aggiuntivo di interventi che estende quei benefici ad altre categorie. Inoltre, già da settembre attenueremo gli effetti della Gelmini sul tempo pieno». Il Comune pagherà di tasca propria le maestre? «Ci organizzeremo noi per garantire ai bolognesi i pomeriggi tagliati dalla Gelmini». Nel primo bilancio sono previste azioni anti crisi? «Bisognerà guardare la Finanziaria, comunque mi impegno a non aumentare né tasse, né tariffe. Recupereremo le risorse per aiutare le famiglie in difficoltà con misure di risparmio, contenendo i costi, con la sobrietà». A settembre su cosa si concentrerà? «Avrò incontri a Roma per quanto riguarda le aree demaniali. Sono un'occasione straordinaria di riqualificazione. Dovremo discutere su come procedere, da dove partire, quali strumenti potranno essere utilizzati per gli interventi, dalle società miste ai project financing». Quanto bisognerà aspettare per la nuova stazione ferroviaria? «Ne ho già parlato con le Ferrovie e mi pare ci sia accordo sulla volontà di partire entro la fine dell'anno con il restyling della vecchia stazione e in parallelo iniziare l'iter per valorizzare alcune aree dalle quali ricavare le risorse per realizzare la stazione dell'alta velocità progettata da Isozaki». Il Partito democratico ha espulso chi ha sostenuto Gianfranco Pasquino alle elezioni. Cosa ne pensa? «No comment».

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di MATTEO NACCARI UN ANZIANO ucciso per rapina in strada e in pieno giorno, un non vedente malmen... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 3 di MATTEO NACCARI UN ANZIANO ucciso per rapina in strada e in pieno giorno, un non vedente malmen... di MATTEO NACCARI UN ANZIANO ucciso per rapina in strada e in pieno giorno, un non vedente malmenato e derubato in centro storico...a Bologna è riesploso l'allarme sicurezza: sindaco è preoccupato? «La guardia non va mai abbassata. Ha ragione il questore a sottolineare che i dati di alcuni crimini sono in calo, ma questo è solo un ulteriore incentivo per abbattere quei numeri. Questi due episodi sono stati particolarmente odiosi e uno è costato la vita a un uomo. Ecco, io non credo all'allarme, ma sono convinto che non bisogna mai abbassare la guardia. E lo direi anche se nell'ultima settimana non fosse accaduto nulla». Flavio Delbono parla seduto su una panchina di piazza Santo Stefano. I bolognesi che passano lo salutano con calore: «Ciao sindaco». Lui ricambia, con cortesia. Nella settimana di Ferragosto non ha staccato, è rimasto in Comune. Oggi sarà tra i camerieri al pranzo dei poveri organizzato da Camst e Caritas a Palazzo d'Accursio. Sotto le Due Torri sono arrivati i militari. Da qualche giorno presidiano pure San Petronio. Siamo più tranquilli? «Ho condiviso col prefetto l'utilizzo sperimentale dei militari a presidio di posti fissi: consente di liberare poliziotti o carabinieri per altri servizi. Vedremo i risultati». Insomma, è contento che vengano impiegati così? «Loro sono arrivati già con compiti di controllo su luoghi sensibili, dall'aeroporto alla sinagoga, al tribunale. La decisione di averli di notte in piazza Maggiore, ripeto, l'accetto perché rende disponibili altrove uomini delle forze dell'ordine». Se avesse potuto scegliere avrebbe detto no all'Esercito? «Credo che il pattugliamento debba essere svolto da chi è preparato per farlo: polizia, carabinieri, vigili urbani. I soldati non sono addestrati per controllare documenti e arrestare chi commette un reato: sono più utili su postazioni fisse. Poi parliamo di numeri piccoli, hanno una valenza simbolica, ma può essere negativa: dà l'idea dell'assedio e della militarizzazione di pezzi di città». Criticherebbe altri usi? «Esatto. Se ad esempio li mandassero con l'idea di pattugliare la zona universitaria sarei contrario». La Lega Nord non ha dubbi: dopo le ultime violenze, l'unica medicina sono le ronde. «E' una polemica ignobile e strumentale. Io ricordo alla Lega che l'aggressione all'anziano in via Inviti è successa vicino a tre caserme (carabinieri, polizia e finanza ndr). Cosa avrebbe potuto fare una ronda?». Lei non le vuole. «Sì, il mio orientamento è negativo». Sindaco, comunque i cittadini chiedono più sicurezza. «Non c'è una sola ricetta, servono più azioni coordinate, ricordando che l'ordine pubblico è un compito dello Stato». Quindi lei non può fare nulla? «Ho sempre detto che avrei fatto tutto quello che è nelle mie mani per cercare di creare un ambiente più sicuro. E in questa direzione vanno le ordinanze per ridurre e circoscrivere il consumo di alcol, così come il rafforzamento del coordinamento tra i vigili e le forze dell'ordine». E' sufficiente? «Stiamo cercando di riqualificare spazi pubblici importanti. Ecco il perché delle iniziative estive in piazza Santo Stefano e in piazza Maggiore. L'anno prossimo ci allargheremo a piazza Verdi e dintorni». L'ordinanza antialcol è sperimentale. E' pronto a novembre a inasprirla, se non avrà dato i risultati sperati? «Intanto, non abbiamo avuto nessun ricorso e la maggioranza dei commercianti ha scelto la chiusura alle 22. Ci sono stati controlli e nessuna contestazione: viene rispettata. Il bilancio provvisorio è incoraggiante, altre valutazioni le faremo in autunno». Sul degrado: quando inizierete a pulire i muri dai graffiti? Una prima delibera ha già individuato le zone dove intervenire e i finanziamenti. Cosa manca? «La stiamo completando con altri pezzi'. Ad esempio chi aprirà i cantieri per ripulire i muri avrà sconti fiscali, sulla tassa di occupazione del suolo pubblico e su quella della pubblicità. A questo si aggiungono i controlli per prevenire nuovi imbrattamenti e modalità di intervento rapido per sistemare eventuali luoghi sporcati di nuovo». L'inizio quando? «Entro metà settembre sarà pronto il pacchetto completo e cominceremo». Ogni tanto Delbono si sistema sulla panchina, beve del tè per rinfrescarsi. D'altra parte il sole picchia. Si prende una pausa e poi riparte. Si cambia argomento. Capitolo infrastrutture. Sul Civis, secondo l'assessore Saliera, l'obiettivo è passare in centro, in vie delicate come Strada Maggiore, convincendo la Soprintendenza a dare l'ok? «Sappiamo che la Soprintendenza ha manifestato riserve su alcuni punti del progetto. Noi vogliamo completare rapidamente l'opera, minimizzando i disagi per i cittadini». Il tragitto sarà cambiato? «Potrebbe essere cambiato. Ricordiamo però che serve l'ok del ministero. Siamo al lavoro per mettere a punto il percorso definitivo che condivideremo con Soprintendenza e Atc. In poco tempo diremo qual è il tracciato finale». Per la metropolitana il nodo è solo uno: i soldi. Lei ha detto: Noi abbiamo le mani legate dal patto di stabilità, non possiamo investire quanto ci compete'. Per l'opposizione non basta lamentarsi, bisogna agire. «Ho apprezzato le valutazioni di Galletti, deputato dell'Udc. Ci troviamo in una situazione imbarazzante: da un lato lo Stato finanzia, seppur non completamente, l'opera, ma dall'altro noi non possiamo partire a causa del patto di stabilità. Sia chiaro: io non sono un nemico del metrò». Bene, non si può restare con le mani in mano però. Parte dell'investimento è compito del Comune. «Infatti. Io l'ho già detto e lo ridirò a ottobre all'assemblea dell'Anci (associazione dei Comuni): una delle richieste che i Comuni dovranno avanzare al governo per la Finanziaria 2010 è un allentamento del patto di stabilità per le grandi opere, con deroghe che consentano alle amministrazioni di impiegare risorse già stanziate». C'è chi dice: il Comune può trovare i soldi con tasse di scopo o vendendo azioni delle partecipate, come quelle della multiutility Hera. «No a nuove tasse. No ad alienazioni di azioni Hera: non voglio privatizzare l'acqua. Poi visto come va la Borsa significherebbe svendere quel patrimonio». Altro tema caldo è il piano del traffico. Gli orari dei vigili elettronici Sirio e Rita saranno modificati? «Sirio e Rita non si toccano. Sul piano del traffico, comunque, non ci saranno cambiamenti immediati». Dopo l'estate si entrerà in una fase difficile, la crisi economica morderà, i metalmeccanici minacciano di occupare le fabbriche se ci saranno licenziamenti. La tenuta sociale può risentirne. Come aiuterete le famiglie in difficoltà? «Abbiamo già prorogato il pacchetto di sconti della giunta precedente (esempio esenzione dei figli dei cassintegrati da rette degli asili ndr), ci sarà un piano aggiuntivo di interventi che estende quei benefici ad altre categorie. Inoltre, già da settembre attenueremo gli effetti della Gelmini sul tempo pieno». Il Comune pagherà di tasca propria le maestre? «Ci organizzeremo noi per garantire ai bolognesi i pomeriggi tagliati dalla Gelmini». Nel primo bilancio sono previste azioni anti crisi? «Bisognerà guardare la Finanziaria, comunque mi impegno a non aumentare né tasse, né tariffe. Recupereremo le risorse per aiutare le famiglie in difficoltà con misure di risparmio, contenendo i costi, con la sobrietà». A settembre su cosa si concentrerà? «Avrò incontri a Roma per quanto riguarda le aree demaniali. Sono un'occasione straordinaria di riqualificazione. Dovremo discutere su come procedere, da dove partire, quali strumenti potranno essere utilizzati per gli interventi, dalle società miste ai project financing». Quanto bisognerà aspettare per la nuova stazione ferroviaria? «Ne ho già parlato con le Ferrovie e mi pare ci sia accordo sulla volontà di partire entro la fine dell'anno con il restyling della vecchia stazione e in parallelo iniziare l'iter per valorizzare alcune aree dalle quali ricavare le risorse per realizzare la stazione dell'alta velocità progettata da Isozaki». Il Partito democratico ha espulso chi ha sostenuto Gianfranco Pasquino alle elezioni. Cosa ne pensa? «No comment».

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Gabbie salariali, dialetto e no all'Udc: Bossi rilancia (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-08-15 - pag: 19 autore: Le tensioni nel centro-destra. «Vanno fatti i salari differenziati - Casini? Lasciamoli dove sono che rompono solo le scatole» Gabbie salariali, dialetto e no all'Udc: Bossi rilancia ROMA Salari "territorializzati" e studio obbligatorio del dialetto a scuola. Ma anche: i numeri del federalismo fiscale, lo stop all'ingresso della Turchia in Europa, la denuncia dei ritardi per l'organizzazione dell'Expo. E ancora: porta chiusa al ritorno dell'Udc nella maggioranza di governo in vista delle regionali 2010, dove resta invece aperta la partita per le candidature in Lombardia, Veneto e Piemonte. Infine, a sorpresa, l' endorsement in favore di Pierluigi Bersani («è di Piacenza e conosce bene i problemi del lavoro») che fa esplodere un caso dentro Il Pd. Umberto Bossi parlerà oggi ai sostenitori del Carroccio nella festa della Lega a Ponte di legno. Già giovedì sera, però, in una chiacchierata notturna con amici e giornalisti si è espresso su una moltitudine di temi agitando la vigilia di Ferragosto della maggioranza. In cima alle attenzioni del senatur resta la "battaglia sui salari": «Sono convinto che prima della fine dell'estate – dice il ministro delle Riforme –si debbano incontrare i sindacati». Con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, invece, il leader della Lega è disposto a discutere dell'altra proposta estiva del Carroccio: studio obbligatorio del dialetto, magari attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari. Argomenti, entrambi, ad alta densità polemica dentro la coalizione di governo. «Gabbie salariali e dialetti? Certe proposte frutto del sole d'agosto» è il commento sprezzante del ministro della Difesa Ignazio La Russa. Controreplica del senatur: «è brutto quando non fanno le ferie nei posti giusti». Il premier Silvio Berlusconi riporta la calma: quelli di Bossi sono solo «messaggi politici indirizzati al proprio elettorato». Del resto i rapporti tra i due, a quindici anni dall'incontro in Sardegna con il senatur in canottiera, restano saldi. Un'amicizia che alla Lega ha fruttato molto. «Abbiamo portato a casa il federalismo – dice il capo leghista – e a settembre metteremo i numeri su ogni voce». Anche sulle alleanze il senatur ha, come sempre, idee nette espresse in modo schietto. Come sull'ipotesi di intese con l'Udc alle amministrative. «Lasciamoli lì dove sono. Rompono le palle e basta ». Del resto «in Padania non abbiamo bisogno dei voti di nessuno. I voti li abbiamo e poi mi domando: con l'Udc siamo sicuri poi di poter governare?». Il Pdl, però, su quell'accordo ci conta. Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ricorda infatti a Bossi che «in alcune regioni del Nord l'Udc è alleata in giunte regionali con noi e la Lega, come in Lombardia e in Veneto. Quindi non vedo incompatibilità». «Bossi è molto intelligente – osserva Pier Ferdinando Casini –. Ci conosce e ci vuole evitare». Tutta da giocare, intanto, la partita candidature nelle regioni del Nord. Bossi, per ora, nega un veto leghista alla ricandidatura in Lombardia di Roberto Formigoni: «Si è comportato bene e noi lo tratteremo bene». R. Fe. © RIPRODUZIONE RISERVATA LO STOP DEL PDL La Russa: «Gli slogan del Senatur? è il sole d'agosto» E Cicchitto rilancia l'alleanza con i centristi: insieme alle regionali

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Negli scrutini di settembre docenti di religione in bilico (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-08-15 - pag: 25 autore: Scuola. Le conseguenze della sentenza del Tar Lazio Negli scrutini di settembre docenti di religione in bilico ROMA Tra due settimane, quando si riuniranno i consigli di classe per valutare i circa 500mila studenti delle superiori che devono superare lo "scrutinio" di verifica sulle materie "congelate" in giugno, si porrà il problema dei docenti di religione. Si applicherà oppure no la recentissima sentenza del Tar del Lazio che li estromette dalla presenza a pieno titolo durante gli scrutini? Gli studenti, che hanno nel frattempo frequentato un corso di recupero, si presenteranno davanti al docente che li ha reputati insufficienti per una verifica delle competenze acquisite: a quel punto, subito dopo, dovrà riunirsi il consiglio di classe. I docenti di religione, stando alla sentenza, dovrebbero limitandosi a una presenza che non incide sul voto finale, né tantomeno ( ma solo per i circa 220mila frequentanti le classi terze e quarte) sul computo di quel credito che si mette da parte in vista del curriculum da presentare agli esami finali del quinto anno. Ma c'è chi, come don Filippo Morlacchi, direttore dell'Ufficio per la pastorale scolastica del Vicariato di Roma, la pensa diversamente: «tutto dovrebbe continuare a svolgersi come è stato nella sessione estiva- spiega - . Penso che l'insegnante di religione si debba comportare secondo logica e dire: se lo scrutinio di questi alunni si svolge con modalità diverse rispetto allo scrutinio fatto in giugno si introdurrebbe una nuova disparità, una nuova ingiustizia». Sono, ovviamente, di tutt'altro avviso le associazioni laiche e religiose non cattoliche (avventisti, battisti, ebrei, luterani, pentecostali, e valdesi) che vorrebbero un'immediata applicazione della sentenza emessa dal Tar il 17 luglio. «Poiché è giuridicamente impossibile continuare a valutare ed assegnare crediti scolastici attraverso l'intervento attivo dei docenti di religione sostiene Mario Di Carlo, coordinatore della Consulta romana per la laicità delle istituzioni, l'associazione a capo dei 24 organismi che due anni fa si sono rivolti al Tar- occorre interrompere il prima possibile questa ingiustizia». A decidere, subito dopo Ferragosto, potrebbe essere il ministero, con un'ordinanza inviata a tutti i dirigenti scolastici per chiarire quali comportamenti adottare. In precedenti su questioni analoghe legate al parere del Consiglio di Stato, come il recente ricorso fatto dal sindacato Anief contro la decisione di collocare in coda alle graduatorie del personale docente chi aveva chiesto di lavorare in tre province diverse, il ministero dell'Istruzione in attesa della sentenza finale ha preferito lasciare in vita il quadro normativo vigente. Ma stavolta il caso è diverso: riguarda una questione al centro del confronto politico e per la quale il ministro Mariastella Gelmini ha già annunciato il ricorso. Il Consiglio di Stato, naturalmente, potrebbe anche pronunciarsi in tempi brevissimi ma, considerato il basso numero di giudici in servizio a causa delle ferie, è assai più probabile la soluzione temporanea «via ordinanza» del ministero di viale Trastevere. D. Col. LA CONTROVERSIA I promotori del ricorso chiedono che la presenza sia depotenziata ma si attende un'ordinanza del ministro Gelmini

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: con la prof Littizzetto alla scoperta della scuola pubblica (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Spettacoli data: 15/08/2009 - pag: 45 «Fuori classe»: con la prof Littizzetto alla scoperta della scuola pubblica Studenti, famiglie, docenti e problemi: una fiction per capire meglio ROMA Per la prima volta la scuola pubblica italiana diventa materia da fiction per una prima serata su Raiuno con il suo complesso universo di riferimento: i professori e i loro limiti, i ragazzi e i loro problemi, i genitori e le loro contraddizioni. Ciò che ogni famiglia media italiana vive in casa propria, insomma, e che per anni è stato raccontato da Domenico Starnone nei suoi libri sarà il punto di partenza (e di arrivo) di questa operazione televisiva. Dunque un prodotto che esplicitamente difende l'idea stessa di scuola pubblica come agenzia insostituibile della società italiana: com'è nella sostanza ultima dei libri, comunque sempre critici, di Domenico Starnone. E per rendere la scommessa ancora più appetibile, Raiuno affida il ruolo di protagonista a un volto storico di Raitre, Luciana Littizzetto, moglie neoseparata dal marito dentista (Neri Marcorè) e madre di un figlio quattordicenne. Esplicitamente non un'eroina, tantomeno un facile simbolo sexy, ma una donna contemporanea, decisa, autonoma, ironica, intellettualmente agguerrita. Ecco il mix di Fuori classe , storia di un anno scolastico ambientato in un liceo scientifico torinese, sei serate già programmate per l'autunno 2010 con la regia di Riccardo Donna ( Raccontami ) e una sceneggiatura firmata da Federico Starnone, figlio di Domenico, dallo scrittore Francesco Piccolo e da Doriana Leondeff ( Pane e tulipani ). Le riprese sono appena cominciate e procederanno a sbalzi per quasi un anno. Spiega il produttore Beppe Caschetto, Itc Movie: «Dobbiamo seguire i ritmi e gli impegni televisivi di Luciana Littizzetto, riprenderemo in primavera. Ma teniamo troppo a Luciana per non comportarci così». Il progetto è stato varato mentre Raifiction era affidata pro-tempore all'allora direttore generale Claudio Cappon con la consulenza di Max Gusberti, ai tempi dell'autosospensione di Agostino Saccà. Spiega Gusberti (il produttore interno Rai che ha varato i Montalbano, Perlasca , la serie di Don Matteo ): «La struttura generale ricorda un po' i personaggi di John Fante, la scuola in crisi viene analizzata e raccontata in una chiave di commedia brillante. Nelle nostre intenzioni Fuori classe dovrebbe ringiovanire il pubblico di Raiuno e avere anche un seguito seriale». Nella trama c'è veramente di tutto. La separazione tra Isa e suo marito, la crisi col figlio che parteggia per il padre e quasi si vergogna di questa madre professoressa perché studia nella stessa scuola. Una preside diventata suora dopo una vocazione matura (Mariella Valentini). Il vicepreside arido che si scontra con Isa (Nini Bruschetta), il giovane professore (Andrea Bosca) che fa involontariamente innamorare di sè un alunno che così si scopre gay, la professoressa ragazzina e timida (Giorgia Cardaci), quella più carina delle altre (Fabrizia Sacchi), l'insegnante a un passo dalla pensione (Gisella Burinato), il collega che non capisce Ida (Roberto Citran) e quello che si innamora di lei (Fausto Sciarabba). Intorno mille storie, tutte improntate alla vita scolastica quotidiana: la mancanza cronica di fondi, la difficoltà di insegnare veramente senza fermarsi al facile nozionismo, il rito del voto e della valutazione, l'arrivo della droga, la gita scolastica, la paura degli scrutini, i meccanismi legati ai compiti in classe. In quanto ai tipi: la ragazza portatrice di handicap su una sedia a rotelle che sconta all'inizio l'emarginazione, il ripetente approdato in III liceo scientifico senza saper coniugare i congiuntivi ma prontissimo a menare le mani che comprenderà meglio la vita grazie alla professoressa Passamaglia, la compagna capace di intuire ogni sfumature dei sentimenti altrui ma terrorizzata di essere cretina perché non afferra le leggi del latino, la sua amica incapace di abbandonarsi a una storia d'amore. Dice Fabrizio del Noce, da un anno direttore di Raifiction: «Il mio merito si limita al 50% per cento, ho trovato il prodotto già avviato, ma indubbiamente si colloca nella mia linea editoriale. Cioè quella di prodotti che raccontino la società italiana nei suoi momenti più autentici, anche ricorrendo alla commedia e alla satira, comunque sollevando problemi e dibattiti. E la scuola è una di quelle realtà di cui nessuna società può fare a meno, quindi nemmeno la nostra. Fuori classe guarda alla scuola con gli occhi sia dei professori che dei ragazzi. Quindi scontri, ribellioni, primi amori, le crescite difficili » . Conferma il regista Riccardo Donna: «La nostra intenzione è senza dubbio difendere la scuola pubblica anche se la chiave sarà leggera. Io stesso ho una figlia iscritta a un liceo classico romano, il Lucrezio Caro. E posso testimoniare che lì si insegna veramente. E chi non ce la fa è perché non studia». Conclude lo sceneggiatore Federico Starnone: « Fuori classe , anche col sorriso, si chiede se sia possibile per i professori fare scuola nel senso più vero della parola. Cioè lasciare un segno in chi ascolta, ottenere la fiducia dei ragazzi, riuscire a non perdere di vista quel singolo ragazzo che si rende poco visibile e magari ha i suoi problemi, comprendere chi sta compiendo uno sforzo di crescita e quindi sta faticando, considerare le vicende familiari...». Ci vorrebbero professori speciali. Veramente dei Fuori classe. Paolo Conti © RIPRODUZIONE RISERVATA La prima volta di Raiuno L'attrice debutta sulla rete ammiraglia che per la prima volta dedica una lunga serie a un liceo statale (torinese) Le vicende sono ispirate ai libri di Domenico Starnone Protagonista Luciana Littizzetto in una scena della fiction in cui interpreta la professoressa Isa Passamaglia. Nella foto qui sopra l'attrice sul set Ministro Il ministro della Istruzione Mariastella Gelmini Il regista Riccardo Donna «La nostra intenzione è senza dubbio difendere la pubblica istruzione anche se la chiave sarà leggera»

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Spettacoli data: 15/08/2009 - pag: 45 L'intervista «>Sono certa che il ministro Gelmini capirà» «Io ho insegnato: so che c'è gente seria» ROMA «Sono in tanti ad attaccare i professori, il mondo della scuola, si fa passare quell'universo come un agglomerato di fancazzisti. Invece non è vero, non è così, io da giovane ho insegnato e so di cosa si tratta, lì è pieno di gente che si applica, prepara le lezioni, segue i ragazzi. Soprattutto la nostra elementare è la migliore del mondo, questo va detto...». Luciana Littizzetto non è tipo da fiction, anche se a novembre la vedremo su Raiuno come Grillo Parlante nel nuovo Pinocchio targato Lux Vide. Infatti ha deciso di esordire nella lunga serialità solo dopo aver saputo che si trattava di una serie dedicata alla scuola pubblica, tutta basata sui libri di Domenico Starnone: «Quando ero in cattedra me li bevevo tutti». L'anti-velina di «Che tempo che fa» ha lavorato molto sulla protagonista di Fuori classe , sul carattere della professoressa Isa Passamaglia: «Lotta per fare scuola in maniera sensata, per insegnare senza imporre, si oppone ai colleghi meno intelligenti, cerca di essere il più vicino possibile ai suoi allievi, di capirli ma non ricorre ai salamelecchi, va dritta all'obiettivo senza peli sulla lingua». Un po' come lei nella vita... (ride soltanto). Che tipo di donna è, la sua Isa? «In profonda crisi, complessa, affaticata, direi 'destrutturata': è stata lasciata dal marito, ha un figlio di 14 anni che studia nella sua stessa scuola e parteggia per il padre. Una vita difficile, come quella di tante donne dei nostri tempi». Che genere di insegnante è, severa o permissiva? «Direi che è seria, quindi severa. Ma è anche molto divertente, ironica, pronta alla battuta. Non una deficiente, insomma». Lei crede, viste le critiche che piovono sulla scuola pubblica italiana, che questa fiction piacerà al ministro Gelmini? «Io penso proprio di sì, si tratta di una donna intelligente e sono sicura che capirà. Certo, non ci saranno spunti di grande attualità perché andremo in onda tra un anno. La mia sofferenza è non 'stare sul pezzo', come posso fare ogni settimana con Fabio Fazio. Non mettere, che ne so, la protesta del prof di religione che non può più partecipare agli scrutini. Ma il regista sta lì con il collare alto, gli spunzoni e la catena...». P. Co. © RIPRODUZIONE RISERVATA \\ Lotto per stare in cattedra in maniera sensata e mi oppongo ai colleghi meno intelligenti, cerco di essere più vicina ai miei allievi

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quaranta bimbi fuori dall'asilo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 15-08-2009)

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Pagina 2 - Empoli Quaranta bimbi fuori dall'asilo Serve una classe in più alla Montanelli-Petrarca, il ministro dice no FUCECCHIO. Le richieste che l'amministrazione comunale avevano fatto alla Regione erano precise e chiare. E soprattutto servivano a rispondere alle esigenze delle famiglie dei fucecchiesi che hanno figli in età scolare. Quelle di mandarli in scuole con classi il meno possibile affollate e soprattutto quello di scegliere la scuola d'infanzia pubblica invece di iscrivere i propri figli agli asili privati. Ma sia la richiesta di aumentare una classe alle scuole medie che quella di creare una nuova sezione alla scuola materna all'istituto comprensivo Montanelli-Petrarca, sono state rispedite al mittente. Non per colpa della Regione, che aveva accolto le proposte dell'assessorato alla Pubblica istruzione. Ma per i tagli decisi dal ministero. La scuola dell'infanzia infatti, per il ministro Maria Stella Gelmini, avrebbe dovuto essere aperta e accogliente. E invece, secondo l'assessore alla pubblica istruzione Emma Donnini, la realtà a Fucecchio, come in molti altri comuni, è di tutt'altro genere. Non è stata accolta, infatti, la richiesta di un'ulteriore sezione di scuola materna nonostante le liste di attesa in continua crescita. Quest'anno i bambini che ancora non hanno trovato posto alla scuola per l'infanzia sono una quarantina. E' vero, la lista è quanto di più flessibile ci sia, ed è facile che qualcun altro possa entrare all'asilo. Ma per molti il posti non ci sarà. Posti che invece potevano essere creati, e dare quindi un po' di sollievo alle famiglie fucecchiesi, se fosse stata accordata all'amministrazione quella richiesta che era stata presentata alla Regione. «Ci dovremo confrontare - spiega l'assessore Donnini - con famiglie che avevano il diritto di iscrivere i propri figli alla scuola materna e che invece, per colpa dei tagli sul personale, previsti dal piano Gelmini 2009-2010, non potranno usufruire di un servizio che oramai si ritiene indispensabile». Le promesse che erano state fatte a suo tempo dal ministero quindi, non sono state mantenute. La Regione Toscana aveva accolto la richiesta dell'assessorato alla Pubblica istruzione del Comune della città del Palio, ma da Roma non è arrivato il via libera per l'incremento del personale. «Questo ha creato gravi disagi alle famiglie - dice Emma Donnini - alle quali, per legge, era stato garantito questo servizio. L'amministrazione comunale e le scuole del territorio hanno collaborato perché le promesse fatte si realizzassero ma il nostro impegno comune è stato vanificato». I tagli purtroppo non si fermano alla realtà della scuola dell'infanzia, ma toccano anche la scuola media. «Per la scuola media - aggiunge l'assessore - erano state chieste otto classi prime, visto l'elevato numero di iscritti, al posto delle sette che abbiamo già. Riteniamo che l'aumento di una classe sia un'esigenza imprescindibile e invece anche in questo caso le scelte del ministero penalizzano fortemente il nostro territorio e tutte quelle realtà che vedono un aumento del numero di iscritti. E' evidente che per la politica del ministro Gelmini ormai non si può più parlare di una scuola pubblica ma solo di una scuola che soddisfa le esigenze di alcuni. L'impressione è che lo Stato stia rinunciando al proprio ruolo-guida nel sistema educativo». Fra.Go.

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gabbie e dialetto, bossi rilancia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Attualità Gabbie e dialetto, Bossi rilancia La Russa: è il sole d'agosto. Berlusconi smorza: parla solo ai suoi elettori LA CAMPAGNA D'AUTUNNO Il Senatur detta le condizioni agli alleati Stop all'Udc, "gradimento" a Bersani di Maria Berlinguer ROMA. Umberto Bossi rilancia su gabbie salariali e dialetto obbligatorio nelle scuole e chiude la porta alle alleanze con l'Udc. Ma Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl, liquida le proposte del ministro delle Riforme: «Parlare di gabbie salariali dipende dal sole di agosto». E Berlusconi smorza: «Non sono preoccupato, si tratta di messaggi mandati ai suoi elettori». Dal buon ritiro di Ponte di Legno il senator detta al governo l'agenda per l'autunno. E non chiude la porta a una riconferma di Roberto Formigoni al quarto mandato da governatore in Lombardia. «La Lega deve fare un discorso in generale, non c'è solo la Lombardia, ci sono anche le altre regioni in Padania per cui tutta la partita resta aperta», premette. Il senatur non è preoccupato per il corteggiamento da parte del Pd del presidente del Veneto Giancarlo Galan. Ma non vuole fare alleanze con l'Udc in vista delle regionali. «Lasciamoli dove sono, rompono le b... e basta. In Padania non abbiamo bisogno dei voti di nessuno e poi con l'Udc siamo sicuri di poter governare?». A stretto giro di posta la replica di Pierferdinando Casini. «Bossi è molto intelligente ci conosce e ci vuole evitare perché in Parlamento e nel Paese siamo gli unici ad aver avuto il coraggio di dire no alla Lega». Malgrado il no di Silvio Berlusconi e di molti altri esponenti della maggioranza, il leader del Carroccio non abbandona la strada dei salari differenziati. «Questa estate voglio sostenere le gabbie, anzi i salari territorizzati. I lavoratori devono arrivare a fine mese, in particolare al Nord dove la vita costa di più». A Bossi replica il ministro della Difesa. «In agosto si parla di tutto e di più. Posso dire con sicurezza che per legge non imporremo né gabbie salariali né differenze salariali da territorio a territorio». Il senatur insiste anche sul federalismo fiscale: «Non costa niente e comunque a settembre metteremo i nomeri accanto a ogni voce». Dalla Lega nessuna marcia indietro anche sullo studio obbligatorio del dialetto. Rispondendo a chi gli chiede se della proposta ne ha parlato con il ministro Gelmini dice: «Con lei non ho parlato, se vuole può venire in questi giorni a Ponte di Legno per parlarne». In ogni caso per il leader leghista il dialetto dovrebbe essere insegnato attraverso la musica e lo studio delle canzoni popolari, «me lo ha spiegato mia moglie, che insegna, e di questa cose se ne intende». Infine, dopo aver liquidato il partito del Sud come «una vicenda interna al Pdl, Bossi a proposito della battaglia dei lavoratori della Innse si è detto soddisfatto per la chiusura della vicenda ma ha detto che non «deve dare il via alla lotta di classe». Quanto al segretario del Pd: «Appoggerei Bersani, è di Piacenza e conosce i problemi del lavoro».

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Si riaccende lo scontro tra Guelfi e Ghibellini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Si è riacceso in questi giorni che coincidono con la grande vacanza nazionale di agosto l'antico dibattito tra guelfi e ghibellini, vecchio ormai di otto secoli. Vecchio ma sempre latente e attuale. Il dibattito riguarda il rapporto teorico tra la Chiesa e lo Stato democratico e quello più concreto tra il Vaticano di papa Ratzinger e il governo di Silvio Berlusconi. Non ci sono molte novità da segnalare per quanto riguarda il rapporto teorico tra lo Stato e la Chiesa: si tratta di due entità che agiscono su terreni ben distinti e che come tali si riconoscono. Lo Stato democratico è laico per definizione e come tale riconosce alla Chiesa (anzi a tutte le Chiese e alle associazioni di qualunque genere) il diritto di usare lo spazio pubblico per diffondere le loro dottrine e tutelare i loro legittimi interessi. La Chiesa a sua volta riconosce la laicità dello Stato con una sorta però di nota aggiuntiva che si concentra su un solo aggettivo: laicità purché sia buona. Se non è buona, la Chiesa di papa Ratzinger si riserva il diritto-dovere di emendarla raccomandando ai suoi fedeli nonché ai politici cattolici di sostenere e tradurre in norme di legge l'emendamento da lei sostenuto. Questa è la novità e non è da poco. Si tratta di una novità tipicamente italiana che si spiega con il fatto che l'Italia è considerata dalla Chiesa come il giardino del Papa, luogo privilegiato dove il Vaticano si permette interventi, pressioni, forzature che in altre democrazie dell'Occidente cristiano sarebbero impensabili, non avrebbero alcuna risonanza e cadrebbero nell'indifferenza generale. Ma a questa eccezionalità del caso italiano siamo purtroppo abituati anche se noi "ghibellini" continuiamo a protestarne il carattere democraticamente abusivo. OAS_RICH('Middle'); Ho letto su qualche giornale (mi pare su un recente numero di "24 Ore") che la vecchia questione tra guelfi e ghibellini non rispecchia più la realtà e quindi non merita d'esser ripresa. Sarei felice se fosse così ma purtroppo non lo è affatto; ma se volete possiamo anche cambiare il lessico usando le parole di Chiesa militante e di laici impegnati. Va meglio così? * * * Il rapporto tra il Vaticano di papa Ratzinger e il governo di Silvio Berlusconi è invece molto complesso e si sta sviluppando su diversi piani gestiti per la parte cattolica dal segretario di Stato, cardinal Bertone, dal presidente della Cei, cardinal Bagnasco, dal cardinale Ruini sempre vigile malgrado l'apparente pensionamento e, naturalmente, dal papa in prima persona. Per il governo Gianni Letta in veste di gentiluomo vaticano, il ministro del Walfare Sacconi e direttamente dal presidente del Consiglio. Il Vaticano agisce su due pedali. Il primo potremmo definirlo il pedale dei rimproveri: il dissenso della Chiesa sulla politica dell'immigrazione, sui respingimenti in mare, sulle ronde, sul reato di clandestinità e su ciò che ne consegue. Su tutti questi temi il rimprovero cattolico è stato ed è vibrante e netto, fortemente appoggiato dal clero parrocchiale e dalla stampa cattolica che ad esso fa capo. Fa parte del tema del rimprovero anche la spinosa questione dei comportamenti licenziosi del premier, più volte denunciati con crudezza da "Famiglia cristiana" e con più prudente fermezza dall'"Avvenire". Lo stesso cardinal Bagnasco è intervenuto in proposito manifestando rincrescimento e disapprovazione per "certi comportamenti" di personalità che non danno "buon esempio e tanto meno esempio di virtù cristiana". Il secondo pedale è invece quello delle richieste, tanto più perentorie quanto più si estenda minacciosamente nelle coscienze cattoliche il rimprovero e la censura. Esiste tra questi due pedali un nesso molto visibile che non mette affatto in dubbio né la sincerità dei rimproveri né la fermezza delle richieste, ma che dà a queste ultime una forza che proviene dalla debolezza del governo e dalla sua ricattabilità politica. Si è spesso parlato in questi mesi della ricattabilità internazionale del presidente del Consiglio e anche della maggior forza acquisita dalla Lega nei suoi confronti; ma esiste anche una soverchiante pressione del Vaticano dovuta ai comportamenti "morali" del premier e al suo urgente bisogno di riguadagnarsi una nuova legittimazione sul versante cattolico. Il ventaglio delle richieste vaticane è vario e ampio: la revisione delle procedure della legge sull'aborto e sulla procreazione medicalmente assistita, una rigorosa limitazione nell'uso della pillola abortiva; un'attentissima sorveglianza sul testamento biologico che di fatto ne vanifichi ogni più liberale disposizione; il finanziamento esplicito delle scuole cattoliche. Da ultimo è sopraggiunta la sentenza del Tar che esclude l'insegnamento della religione dai "crediti scolastici" riaprendo così il tema estremamente controverso dell'immissione in ruolo dei docenti indicati dai vescovi, avvenuto tre anni fa ad opera del governo Prodi. Su questa sentenza, contro la quale ha già fatto ricordo il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la disputa tra Chiesa militante e laici impegnati si è vivacemente riaccesa. La senatrice Binetti ha reindossato il cilicio e affianca la Gelmini, la pubblicistica laica lamenta la debolezza congenita del laicismo, il cardinal Bagnasco sentenzia che la morale non può esser decisa dalla pubblica opinione, Angelo Panebianco distingue moralità e moralismo con il solo evidente intento di proteggere il premier dalle critiche che gli piovono addosso da più parti. A lui ha risposto giovedì scorso Mario Pirani sicché mi astengo dal maramaldeggiare. * * * La questione dell'insegnamento della religione nella scuola pubblica merita qualche precisazione; si tratta infatti di un tema capitale per la laicità dello Stato e non può essere liquidato sulla base delle convenienze di parte. 1. La religione non può essere un insegnamento facoltativo. Dev'essere obbligatorio come debbono esserlo la storia della letteratura, la storia degli avvenimenti politici, la storia dell'arte, quella della filosofia, quella della musica. 2. L'insegnamento della religione non ha nulla a che fare con il catechismo, che viene invece insegnato nelle parrocchie o nelle scuole private cattoliche. Quell'insegnamento non può che consistere in una storia comparata delle religioni e in particolare delle tre religioni monoteistiche che hanno in Abramo il loro ceppo comune. 3. Gli insegnanti debbono essere scelti attraverso pubblico concorso come avviene per tutte le materie in questione. 4. Il "placet" del vescovo rappresenta una latente violazione della laicità, raffigura una discriminazione inaccettabile rispetto agli altri insegnanti e una lesione del diritto degli studenti ad una corretta istruzione. 5. Da questo punto di vista il ricorso del ministro Gelmini contro la sentenza del Tar è un atto molto grave perché lesivo d'un diritto costituzionalmente garantito. Esso difende infatti uno stato di fatto discriminatorio in vigore nella scuola pubblica, che cozza contro le norme di reclutamento dei docenti e contro i diritti degli studenti. 6. Il fatto che la maggioranza degli studenti abbia aderito all'attuale insegnamento facoltativo della religione cattolica non ha alcun peso in una discussione che coinvolge principi costituzionali che (ha ragione il cardinal Bagnasco) non possono essere affidati al computo delle maggioranze. 7. La popolazione di fede musulmana è ormai presente in forze in Europa e in Italia ed è destinata a crescere ancora nel prossimo futuro. Dovremo dunque aprire corsi facoltativi di quella religione, affidati anch'essi al "placet" di qualche autorità religiosa che possa designare docenti coranici? 8. Il ministro dell'Istruzione che ha firmato il ricorso contro la sentenza di un tribunale amministrativo ha agito a nome del governo che si è pronunciato in proposito oppure di propria iniziativa? Ha i poteri per farlo quando si tratta di materia di questa delicatezza? L'opposizione di centrosinistra si è già pronunciata in proposito ma non ha ancora, ch'io sappia, dato luogo ad una mozione o interpellanza capaci di promuovere un dibattito parlamentare. Eppure se c'è un luogo deputato ad affrontare una questione di tale genere è per l'appunto il Parlamento. E' perciò auspicabile che questa mozione sia presentata fin d'ora e iscritta dalle Camere per la ripresa settembrina. Da vecchio ghibellino (scusate, da laico impegnato) sarei stupito che tutto finisse qui. (15 agosto 2009

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I Guardiani (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 0915 I Guardiani Pubblicato da Alacarte alle 10:08 in Seconde visioni Il film è uscito, lui, l'aveva detto che non gli sarebbe piaciuto, e anche se quell'altro, ha aiutato largamente Snyder, lui no! Anzi, lui, si era pure dissociato, e violentemente, dall'idea di una trasposizione cinematografica. Ora il dvd è lì, a testimonianza del tutto, moolti milioni di dollari dopo, e qualche milione di persone in più. Non di capolavoro si tratta, crediamo, ma di onesto, permetteteci di considerarlo tale, lavoro di divulgazione. In altri termini, grazie alla settima arte e al can can mediatico scatenato da Hollywood sul film tratto dal fumetto, i guardiani di Moore sono molto, ma mooolto più famosi di prima......Meglio? Peggio? Tutto inutile? Ditecelo voi, vi va? Intanto eccoVi un remake, per la serie delle seconde visioni, tutto dedicato ai miracolosi, o miracolati, super-?-eroi di Alan Moore. Comincerò con il dire che del capolavoro di Alan Moore , sapientemente illustrato da Dave Gibbons , non abbiamo mai parlato . Forte! Perchè non dici anche che non ne vuoi parlare e la chiudi qui ! Potrebbe essere un'idea, in realtà , il mio truce incipit, voleva solo dire che invece sulla piattaforma globale bloggica che ci ospita, Blogosfere , l'argomento è stato sfiorato da Next Screen, poco più di un anno fa, accennando al film tratto dalla miniserie di Moore presto nelle sale, 2009. A questo punto vorrei precisare inoltre, ASAP, come dicono gli anglosassoni, che ci sono news dal set e anche un nuovo estratto del work in progress dall'opera in corso di realizzazione da parte del regista di 300 Zack Snyder. Il nuovo video lo trovate a questo indirizzo , lo stesso dove sono stati precedentemente postati on line i primi 2 video del work-in progress del progetto cinematografico, di cui a proposito vogliate gradire il primo: La storia a fumetti di Moore, invece, si svolge in una realtà parallela alla nostra. In un mondo in cui l'America ha vinto la guerra del Vietnam e dove Nixon, sapete quel Richard Nixon, (Watergate a parte, anzi dopo il Watergate visto che nella fiction di Moore il presidente ne è uscito indenne dopo aver fatto assassinare i due giornalisti che l'avevano smascherato). Dunque il Nixon di Watchmen è ancora Presidente degli U.S.A. Anzi lo è da ben 5 mandati, grazie ad un'escamotage costituzionale realizzato nel fumetto. La trama si dipana nel 1985, in contemporanea con la sua pubblicazione. Ma è un '85, parallelo, appunto. Il racconto ci porta in visita dei supereroi. Un manipolo di super, vecchi e stanchi, certamente scoraggiati, che si rivedono e si riparlano, come in una sorta di "big chill" - "grande freddo". Solo che la reunion in questione, nel fumetto di Moore, riguarda una band, non certo di musicisti o di ex compagni di scuola, ma uomini e donne che indossano uniformi sgargianti. Nell'universo di Moore però questi super-esseri, non sono poi tanto privilegiati, e anzi ritornano sulla scena dopo essersi più o meno tutti ritirati, dopo un pronunciamento ufficiale del governo, tale "Keene Act", che li ha messi al bando, addirittura dichiarati fuori legge, (vi viene in mente un film per caso? Anzi meglio un cartoon?). I super tornano a indossare i propri super panni per cercare di difendersi da un misterioso e letale assassino che li sta facendo fuori, uno a uno. Un mondo quello ipotizzato da Moore in cui gli eroi in costume non sono tutti votati al bene, e vengono spesso corrotti dal potere, e mettono le proprie abilità e soprattutto il proprio nome, al servizio delle istituzioni, per perpetuare lo status quo, per facilitare il controllo delle masse, e anche talvolta, per compiere missioni al limite della legalità, anzi, perchè no, pure efferati delitti. Un mondo molto più simile al nostro, quello vero, e molto meno simile a quello normalmente raccontato nei comics, quelli di carta, che escono in edicola e nelle librerie, nel vero ed unico mondo esistente. Questo. Oggi. Pianeta Terra. Realtà unica e irripetibile. Sarà per questo che il fumetto di Moore ha fatto gridare al miracolo? All'innovazione assoluta, al prodotto fuori dagli schemi, all'oggetto alieno e incommensurabile ben oltre qualsiasi cosa precedentemente transitata dalle edicole del mondo conosciuto? Bestia che cosa pazzesca che ho detto! Anycase il film di Snyder, la cui uscita è stata più e più volte annunciata per l'anno prossimo, 2009, non è ben visto da mr. Moore, mentre pare che Gibbons stia invece partecipando in prima persona alla realizzazione della pellicola. Del resto Alan Moore ha tutte le ragioni per essere preoccupato. Altri due film tratti da altrettanti suoi fumetti, non hanno certo reso onore alle nuvole parlanti: La leggenda degli uomini straordinari e V per Vendetta. Dal set canadese della pellicola dello specialista Snyder escono poche indiscezioni e soprattutto nemmeno un fotogramma di girato. Il tutto è comunque on line sul sito-blog ufficiale della Warner Brothers. Che poi avete un bel dire i capolavori, i capolavori. Certo i capolavori, e proprio per questo quando scrivo dei capolavori, mi piglia la sindrome di Stendhal, sto male, non ce la faccio proprio, balbetto, sbianco, tremo, cado. Ma che dico? Mi piglia la sindrome di Stan Lee. Che vuoi e puoi aggiungere ai fiumi d'inchiostro passati e ripassati, versati e riversati? Cosa sposta? Cosa può mutare in meglio o in di più? Cosa arricchisce un capolavoro se non il capolavoro stesso. Nel senso che .....se ancora non l'avete letto vi prego fatelo. Se l'avete letto, vi prego tornate a leggerlo e poi a rileggerlo e poi e poi...e poi.......Se pensate di averlo capito, vi prego disimparatelo e riprovateci, e riprovateci, e ancora e ancora e ancora un'altra volta...... Eh vabbè così è facile, uno sta zitto! Eh, così sono capaci tutti. No, non è che sto zitto, è che di fronte ad un capolavoro è molto meglio stare zitti. Di fronte ad un'opera d'arte, - Stendhal-Magherini dixit - , si sta lì, ammutoliti, in silenzio, per minuti, ore giorni, mesi ed anni, e poi si sviene, e poi ci si sente male, e poi ci si perde......Funziona così , mica l'ho inventata io, ci hanno fatto pure un sacco di studi, hanno scomodato puro Stendhal, mica piripicchio. E' che non ce la faccio, mi dispiace, tutte le volte che mi ci metto e lo rileggo, e scopro cose nuove, scopro cose più recenti, scopro aggiunte e variabili, scopro sfaccettature e vulnerabilità. Rinnovo ogni volta le emozioni della scoperta e mi ritrovo ogni volta, e di nuovo, e ancora di più, uomo e vulnerabile e fallibile, e miserimmo, e inutile e utilissimo e incompreso e al centro del mondo e tutto e il contrario di esso e molto altro ancora......... E.......e.....e....allora....mi dico.....perchè, qualche lungimirante insegnante non lo propone come testo scolastico. Non importa di quale materia, non importa in quale tipo di scuola superiore, non importa l'indirizzo, non importa neppure se durante le ore di lezione, o la ricreazione, o le assemblee o le vacanze, o gli esami di riparazione, o i crediti formativi, o le licenze liceali o gli esami di maturità, o gli indirizzi e le indicazioni, ma diteglielo, anzi proponetelo, vi prego......Ditelo alla Gelmini......facciamola la riforma.....cominciamo da qui?????????? Bye ... bye

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Nella "Città dei ragazzi" un assaggio di felicità (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 15-08-2009 l'iniziativa Nella "Città dei ragazzi" un assaggio di felicità DAL NOSTRO INVIATO ALL 'A QUILA « I o ho... Io ho una zia che sta a Forlì, e che quando va a ballare con la gamba fa così...». Nel tendone bianco ragazzi e bambini, qualche preside e alcuni professori cantano e alzano la gamba come si immagina faccia la loro zia di Forlì. E il gioco va avanti: poi la testa, le spalle e le mani. La zia sembra snodata. E i bambini, che la notte del terremoto dormivano cullati dagli angeli e si sono svegliati terrorizzati, adesso ridono divertiti. Anche solo a vedere il prof che ha un sigaro in bocca e pare voglia mangiarselo, più che fumarlo. Loro dei Diesse, l'associazione di insegnanti vicina a Comunione e Liberazione, col ministro della Pubblica Istruzione non sono stati chiari. Hanno lasciato credere che avrebbero fatto qui un campo scuola. Uno di quelli per intenderci dove salta su un prof e dice: «Ragazzi, oggi parliamo del Leopardi: Sempre caro mi fu quest'ermo colle... » E la Gelmini c'è 'cascata'. A Colle Sapone, invece, è nata un'oasi di bellezza che è una pausa nella sofferenza del terremoto. Soltanto due tendoni bianchi, dietro quell'assurda costruzione di cemento dell'Istituto tecnico che pare ispirata a Blade Runner. La 'Città dei Ragazzi' è tutta qui: ma metteteci dentro professori, studenti e presidi che si danno il cambio ogni quindici giorni, metteteci poi ragazzini che sfrecciano su monopattini, altri che suonano la chitarra, aggiungeteci ancora quelli che disegnano il loro mondo con tutti i calori, e si ottiene un piccolo miracolo. Angelo Lucio Rossi, preside a Pescara, è uno di quelli che ha avuto l'idea: «Questi ragazzi dopo il terremoto avevano solo un centro commerciale dove ritrovarsi, oppure erano chiusi nelle tende, come se vivessero un sisma continuo. Qui sorridono. Nella Città si mischia tutto. Anche i ruoli. Sto imparando pure io». Adesso stanno preparando l'aperitivo settimanale: l'occasione per incontrare anche i genitori dei ragazzi. André Gilli, che ha meno di sedici anni, ha dipinto insieme agli altri lo scenario che hanno innalzato dietro al buffet. È un paesaggio hawaiano. «Il giorno del terremoto dice André ho scoperto che non sono padrone della mia vita. La vita è di qualcuno che sta più in alto. Ci ho riflettuto stando qui, e aiuto gli altri». È un calcio allo svago del centro commerciale. La festa è fra poco: succhi di frutta, anguria e ananas. Di Leopardi hanno parlato ieri, e a ricordarlo c'è in fondo un cartellone: « Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai?» Lorenzo Cutilli sta preparando un rap che ha scritto con Enrico Cipolloni, uno dei docenti che si danno il cambio nella Città: «Ma noi terremo-tosto, nonostante il 6 aprile la nostra vita abbia cambiato completamente stile». Anche la vita di Lorenzo, che i sedici anni li ha compiuti l'altro ieri, è cambiata: «Qui dice ho trovato qualcosa che era a casa mia. Per lo meno lo stesso clima. L'affetto, la protezione». Stanno per arrivare i primi genitori dei ragazzi. E sta per partire il rap di Lorenzo: «Bambini che hanno perso casa, giochi e cose care, con la speranza nelle vene, ricominciamo a sognare». Giovanni Ruggiero

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"A Fondi tutto regolare" E l'opposizione attacca (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Per la prima volta Berlusconi ha ammesso che non scioglierà il consiglio comunale di Fondi, nonostante la richiesta datata 8 settembre 2008 del Prefetto di Latina. Nel comune laziale al confine con la Campania (amministrato dal centrodestra) ci sono preoccupanti infiltrazioni di camorra e 'ndrangheta. In tutto questo tempo il consiglio dei ministri non aveva mai preso una decisione, lo stesso Maroni non aveva mai spiegato il perché, limitandosi a dire di "aver fatto tutto ciò che doveva". Berlusconi ha spiegato: "In Cdm sono intervenuti diversi ministri, hanno fatto notare come nessun componente della giunta e del consiglio comunale sia stato neppure toccato da un avviso di garanzia. Quindi sembrava strano che si dovesse intervenire con un provvedimento estremo come lo scioglimento della giunta". Il ministro Maroni ha aggiunto: "Ho già dato incarico al prefetto competente di svolgere nuovi accertamenti in modo da essere pronto al primo Cdm a portare una nuova relazione se gli esiti della prima saranno confermati". Il mancato scioglimento di Fondi ha provocato da tempo forti polemiche a livello locale e nazionale. Il senatore dell'Idv Stefano Pedica, per protesta, ha interrotto nei giorni scorsi una conferenza stampa del ministro dell'Istruzione Gelmini. E ha esposto davanti a Palazzo Chigi uno striscione con la scritta "Fuori la mafia dalle istituzioni". Le parole di Berlusconi hanno fatto infuriare Antonio Di Pietro. "Il premier fa finta di dimenticare che lo scioglimento del Comune è stato richiesto dal prefetto Frattasi circa un anno fa: cinquecento cartelle che provano l'intreccio tra mafia, politica e comitati d'affari, con 17 arresti. Ma questi signori ministri, che oggi sostengono davanti alle telecamere di battersi contro la mafia, fanno l'esatto contrario: premiano i malavitosi e condannano i cittadini di Fondi a convivere con la mafia. Così è sempre più chiaro a tutti da che parte sta chi ci governa". OAS_RICH('Middle'); Il capogruppo pd all'Antimafia, Laura Garavini ha presentato nei giorni scorsi un'interrogazione al ministro dell'Interno. La Garavini chiede informazioni "sulla società che ha sede a Fondi denominata SILO srl, della quale sono soci l'attuale sindaco di Fondi, Luigi Parisella, il senatore Pdl, Claudio Fazzone e tale Luigi Peppe. Detta società, che dovrebbe occuparsi di lavorazione di prodotti agricoli, è di fatto inattiva ma possiede una struttura industriale situata in un'area interessata da una variante urbanistica detta Pantanello, che ha inciso significativamente sul valore del capannone della Silo come di altri capannoni presenti in zona. Il signor Luigi Peppe, oltre ad essere cugino del sindaco, è fratello di Franco Peppe, soggetto in rapporti certi con la famiglia Tripodo, ed in particolare con Antonino Venanzio Tripodo. Il quale, secondo alcuni collaboratori di giustizia, avrebbe usato per la consegna di armi a soggetti appartenenti al clan camorristico dei "casalesi" una automobile intestata proprio a Franco Peppe". Anche l'associazione nazionale dei prefetti ha protestato contro il mancato scioglimento del comune di Fondi. (15 agosto 2009

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Tagli di Gelmini : esponenti del PDL preoccupati (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 15-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 0915 Tagli di Gelmini : esponenti del PDL preoccupati Pubblicato da Franca Corradini alle 19:51 in Scuola&Società Gli esponenti del PDL, lo stesso partito di Maria Stella Gelmini, iniziano ad essere preoccupati. E' un pò tardi.... o forse solo ora, che sta per iniziare il nuovo anno e si va a toccare con mano quali siano gli scempi che la scuola italiana sta per subire ancora una volta qualcuno sta pensando quanto il disagio, la protesta si può tradurre in voti in meno ???? Tutto nasce dai tagli agli organici che nella sola provincia di Salerno stanno decimando le possibilità di lavoro per i precari . In una nota inviata alla giunta provinciale di Salerno il consigliere provinciale Massimo D’Onofrio del PDL, pone il problema dei tagli al numero di insegnanti precari in provincia di Salerno, in particolar modo per quello che riguarda la riduzione del numero dei docenti di sostegno, circa 120 in meno nella sola regione Campania. «Sono particolarmente preoccupato per la riduzione del numero di insegnanti precari in provincia di Salerno – ha spiegato D’Onofrio – Si tratta di un serio problema occupazionale ma anche di natura sociale: all’inizio dell’anno scolastico parecchi bambini si troveranno soli e senza sostegno in classe». Il video

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Gelmini e il nuovo anno scolastico (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 16-08-2009)

Argomenti: Scuola

Ago 0916 Gelmini e il nuovo anno scolastico Pubblicato da Franca Corradini alle 10:02 in Scuola&Società L'anno che sta per iniziare si preannuncia in salita per la nostra cara Gelmini. Piccola rassegna stampa sui problemi più scottanti e che segnalano l'avvio di un autunno particolarmente caldo sul fronte scuola. Agrigento, operatori occupano il provveditorato agli studi SCUOLA: CEI CONTRO TAR, GELMINI ANNUNCIA RICORSO Scuola, chieste più garanzie per i precari Dialetto a scuola, la Lega annuncia battaglia Siracusa: a rischio chiusura la facoltà di Architettura e intanto i media si preoccupano di farci sapere che Anche la ministra va in vacanza La Gelmini come non l'avete mai vista Anche la ministra più compassata del governo Berlusconi, la molto "professional" Mariastella Gelmini, in vacanza cambia volto. La destinazione della pasionaria della nostra scuola è la splendida spiaggia di Positano, raggiunta in compagnia del fidanzato, Giorgio Patelli. Dove Mariastella dimentica per qualche giorno il suo solito look composto e curatissimo. fonte TGCOM Fracchia direbbe... come è umana lei...................!!!!!

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Bossi rilancia su dialetti nelle scuole e inno del Nord (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 16-08-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Alla festa della Lega a Ponte di Legno Nord Umberto Bossi e gli altri dirigenti sono tornati a cavalcare i loro cavalli di battaglia dell'estate 2009: dialetto nelle scuole, inno del Nord e differenze di salario Nord-Sud. Al comizio conclusivo della festa a Ponte di Legno, ripreso dai tg, Bossi ha detto che la bozza della proposta di legge sui dialetti è pronta. "Sapete tutti cos'è questo -- ha urlato dal palco, mostrando dei fogli - è il testo della legge sul dialetto, cioè il nostro dialetto nelle nostre scuole. E' ora di finirla di cancellare tutte le nostre cose, la nostra storia". Già a fine luglio, la Lega ha avanzato in Parlamento la proposta di sottoporre ai professori un test su storia, tradizioni e dialetto della regione in cui intendono lavorare, e il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini si è detta d'accordo ad "approfondire" il tema della valorizzazione della cultura locale. Dal palco di Ponte di Legno, il leader leghista è tornato anche a polemizzare contro l'inno di Mameli. "Il nostro inno, il 'Va pensiero', lo cantano tutti, lo sanno tutti. Non come quello italiano, che nessuno conosce e canta", ha detto Bossi, che ha comunque avuto parole di apprezzamento per il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli ha proseguito invece nelle sue invettive contro l'equiparazione dei salari tra Nord e Sud. "Credo che le buste paga regionalizzate, differenziate siano una cosa di assoluto buonsenso, un fatto di equità che per altro è già previsto nel disegno di legge delega sul federalismo fiscale e, quindi, su questo vedremo di incontrarci con i nostri interlocutori, che sono in primis i sindacati e le forze sociali", ha detto il ministro.

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