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DOSSIER “SCUOLA”

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La scuola le proteste e la verità sulla riforma Mario Pirani (La Repubblica 10-11-2008)

 

Venezia agli albori del Novecento conobbe il primo sciopero generale spontaneo della sua storia. La manifestazione in piazza S. Marco indetta dai nascenti sindacati vide, però, una partecipazione preponderante di donne. La ragione di questa presenza, straordinaria e sorprendente per l´epoca, risiedeva nel fatto che la protesta era scoppiata per un motivo davvero singolare: una puerpera era stata costretta a partorire, senza soccorso, sui gradini dell´Ospedale Maggiore, all´aria aperta. Il fatto venne assunto a simbolo di qualcosa di molto più generale: l´insopportabilità dell´assenza, al di fuori delle opere di carità cattoliche, di qualsiasi forma di pubblica assistenza. Il Welfare State era, infatti, al di là da venire. Questo lontanissimo episodio mi è venuto alla mente riflettendo sulla tumultuosa e massiccia protesta del mondo della scuola dilagata in questi giorni in tutta Italia in odio al decreto Gelmini. Eppure quel decreto, tradotto ora in legge, non conteneva minacce tanto dirompenti da giustificarne il crucifige, anche se su un punto ( il maestro unico alle elementari e le diminuzioni di insegnanti che ciò implica) meritava un ripensamento di fondo, di cui parleremo più avanti. L´avversione al decreto, potenziata dalle prepotenti quanto sciocche minacce berlusconiane, si è invece caricata di ben altri significati (appunto come quel parto davanti all´ospedale) e ha dato alle manifestazioni studentesche motivazioni assai più ampie, pur se confuse, che spaziavano dalle elementari all´Università. Comunque, tra tutte, la più forte, in parte giusta e in parte sbagliata, è stata quella contro tutti i tagli previsti (non dalla Gelmini ma dalla Finanziaria, approvata senza che nessuno fiatasse tre mesi orsono). Di tutto questo si è appropriata l´opposizione e non è pensabile che facesse altrimenti.

Che cosa rivelano le contestazioni contro il ministro la verità sulla riforma Gelmini e le sue spine Nei cortei di questi giorni anche parole d´ordine vaghe Ma sul maestro unico le proposte del governo possono essere confutate I bambini e le mamme del Nord avranno risorse che saranno decurtate al Sud L´avversione al decreto potenziata dalle prepotenti e sciocche minacce berlusconiane (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)

Assurdo, quindi, ogni biasimo sulla carenza di fair play riformista, dimostrata in questa contingenza da Walter Veltroni. Quel che per contro potrebbe essere rilevata criticamente è l´assunzione, senza beneficio d´inventario, della proteiforme nebulosa protestataria, rinunciando in partenza ad un intervento per darle uno sbocco razionale e positivo, interpretando il disagio reale della scuola, ancorché sotteso a slogan inconsistenti, studiando e scegliendo obiettivi possibili e immediati, quanto prospettando mete di riordino a più lungo termine. Così non è stato. Alcun ascolto ha trovato, inoltre, l´appello di Giorgio Napolitano, pronunciato all´apertura dell´anno scolastico, perché si affrontassero con «senso della misura e realismo le questioni più spinose, compresi gli impegni finanziari... L´Italia - specificava per maggior chiarezza il Capo dello Stato - nel suo stesso vitale interesse deve ridurre a zero nei prossimi anni il suo deficit pubblico... nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo ed esso comporta anche - inutile negarlo - un contenimento della spesa per la scuola... l´obbiettivo non può prevalere su tutti gli altri e va formulato, punto per punto, con grande attenzione, in un clima di dialogo. Ma ciò non può risolversi nel rifiuto di ogni revisione necessaria a fini di risparmio». La risposta non poteva essere più deludente: Berlusconi ha inteso l´invito al confronto come un incentivo alla minaccia poliziesca, Veltroni ha preferito la deriva populista di facile presa ma scarsa prospettiva, ribadendo un No preclusivo a tutti i tagli e annunciando un discutibilissimo referendum anti-Gelmini, peraltro improponibile in materia finanziaria. Per contro era possibile avanzare contro proposte convincenti sia sul maestro unico e sugli sprechi, elencati voce per voce in un dossier di «TuttoscuolA», l´ottima agenzia indipendente che su Internet monitorizza quotidianamente la vita scolastica. Il decreto Gelmini, peraltro, nel suo impianto globale si muoveva esplicitamente lungo il solco della correzione di rotta già impresso da Fioroni e Bastico, ministro e vice ministro del governo Prodi, per riportare un minimo d´ordine e di serietà negli studi. Lo prova la lettura degli otto articoli della legge che riguardano nell´ordine l´introduzione dell´insegnamento su «Cittadinanza e Costituzione», la conferma della revisione anti-bullismo dello Statuto degli studenti, messa a punto da Fioroni con la valutazione in pagella e in sede di scrutinio finale del comportamento, un tempo chiamato «condotta», la misura in decimi del voto, la necessità di conseguire almeno la media del 6 per la promozione e l´ammissione all´esame di Stato, l´obbligo per gli editori di adottare libri di testo validi per cinque anni, così da non costringere le famiglie a continui esborsi per inutili aggiornamenti, l´abilitazione all´insegnamento nelle scuole elementari e dell´infanzia per chi abbia ottenuto la laurea in scienza della formazione primaria, infine una modifica delle norme di accesso alle scuole di specializzazione medica. Veniamo al contestato articolo sul maestro unico che, in realtà, sarebbe più giusto definire come una disposizione sul tempo-scuola, ridotto a 24 ore settimanali, come era fino al 1990. Qui incidono i tagli destinati a risparmiare su precari-supplenti. Ma, per un giudizio motivato, è utile ricordare cosa si proponeva la riforma della mitica ministra Falcucci, dc doc mai abbastanza rimpianta. Per ampliare il ventaglio di conoscenze già nell´età infantile e, ad un tempo, per consentire al più gran numero di madri di entrare nel mercato del lavoro, venne deciso di procedere gradualmente e attraverso sperimentazioni e verifiche a una modifica radicale, portando inizialmente l´orario normale da 24 a 27 ore e, via via a 30, mano a mano che le scuole si mettevano in grado di assumere un insegnante per la lingua straniera, la cui introduzione era il vero clou della riforma. Questo avrebbe comportato due ritorni pomeridiani la settimana o l´organizzazione di una mensa scolastica ad opera dei Comuni. Un servizio indispensabile nel momento in cui andava a regime il secondo pilastro della riforma, un tempo pieno di 40 ore settimanali, compresa la pausa pranzo. Anche l´insegnamento variava di tenore tra le lezioni mattutine e le attività pomeridiane. Fu una stagione di forte innovazione pedagogica - come rievoca sul suo blog Marco Rossi-Doria, fondatore del movimento dei «maestri di strada» nei Quartieri Spagnoli di Napoli - generata da molti fattori, dalla spinta all´accesso al lavoro di nuove generazioni femminili in un contesto economico in evoluzione all´esigenza di aprire un fronte precoce contro l´analfabetismo che nasce dalla povertà e la genera a sua volta, largamente diffuso nel Mezzogiorno. L´idea di più docenti per classe nacque dalla verifica delle urgenze educative enormi che il Paese cominciava a sentire, ma la loro progressiva introduzione era stata immaginata e sperimentata come una costellazione che, soltanto dalla terza elementare in poi, avrebbe ruotato attorno alla figura-chiave della maestra centrale (i maestri sono solo il 4%) affiancata dagli insegnanti specializzati per la lingua straniera, l´educazione motoria e il sostegno ai disabili, liberati dalle classi differenziate, l´educazione musicale e artistica. Su questo impianto, mentre i Comuni dovevano assicurare le mense scolastiche, la riforma Falcucci prolungava l´orario e introduceva di massima i «moduli» di tre insegnanti per due classi, così da consentire il tempo pieno e una formazione più articolata, con «classi aperte». Solo a questo punto ci fu l´improvvido intervento negativo dei sindacati e di quasi tutto l´associazionismo cattolico e laico, sostenuto alla fine dal centro-sinistra e dal Pci. Fu un attacco volgare contro la «maestra chioccia», in nome dell´eguaglianza fra gli insegnanti, che divennero per legge tutti «contitolari» della classe. Alla collaborazione fra docenti, che si svolgeva nelle «classi aperte» fra alunni di vario grado, una forma dell´autonomia che aveva cominciato a funzionare benissimo sulla base di un autentico rinnovamento pedagogico, si sostituirono «moduli» rigidi e decisi dal centro. In realtà questa organizzazione, che ingessò la riforma in una gabbia burocratica e aumentò l´organico oltre il necessario, venne suggerita non da valutazioni educative ma dalla paura che la curva demografica, segnata dal calo in pochi anni degli alunni delle elementari da quasi cinque milioni a 3.247.000, decurtasse inevitabilmente anche il numero degli insegnanti. Da qui, dunque, si poteva ripartire oggi per un confronto che recuperasse il senso profondo della riforma Falcucci, risparmiando dove era giusto ma senza annullare tutto con un tratto di penna. Non voglio, peraltro, ignorare l´impegno proclamato dall´on. Gelmini, secondo cui il tempo pieno, per chi già ne gode, non verrà scalfito. è una verità parziale che nasconde una realtà molto amara. La nuova legge, infatti, riduce le ore di scuola per i bambini dai 3 ai 10 anni e lo fa.... dove non c´è tempo pieno. Questo, infatti, non è distribuito egualmente nel territorio: a Milano copre l´89,5% degli alunni, a Torino il 65,5, a Roma il 54,4 ma a Napoli solo l´1,5 e in tutto il Sud non raggiunge il 9% delle scuole. La legge fotografa e congela questa situazione. I bambini e le mamme del Nord avranno il mantenimento delle risorse che saranno decurtate al Sud. Qui i bambini usciranno alle 12,30 già l´anno prossimo e l´effetto seguiterà a ricadere sulle madri meridionali, che tanto per il 62% sono fuori del mercato del lavoro. E Comuni e Regioni potranno seguitare a trascurare l´organizzazione delle mense scolastiche. Un ultimo post scriptum: se invece di compiacersi del gran casino, l´opposizione riformista volesse avanzare delle controproposte in materia di tagli, perché non affrontare la possibilità di abolire, come in tutti i paesi europei, il quinto anno delle superiori e permettere ai giovani italiani di ottenere il diploma a 17 anni, come francesi, tedeschi e inglesi, invece di restare nei banchi fino a 18 ed avviarsi al lavoro o alle Università a 19?

 



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Scuola (142)


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Sezione principale: Scuola

LE MADDALENE - CAVEDAGO: 2 - 0 ( da "Trentino" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: CAFFARESE: Buccio, Gelmini (36'st D. Giovanelli), Brunori, M. Giovanelli, T. Fenoli, Giacometti, Uboldi, Stagnolli, Ferrari, Grassi (6'st Carè), D. Fenoli. Allenatore: Scalvini. ARBITRO: Trenti di Rovereto. RETI: 5'pt rig. Stagnolli, 28'pt Ferrari. NOTE: al 45'st la Caffarese fallisce un calcio di rigore.

Università in piazza ma il decreto arriva in Gazzetta ufficiale ( da "Cittadino, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge tecnico varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)

Successo della manifestazione promossa per contestare le modifiche della legge ( da "Cittadino, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Gelmini, giù le mani dai bambini» Cinquecento in lotta per la scuola n Canzoni, fischietti e slogan per fermare la legge Gelmini. Erano intorno ai 500 (secondo le stime della Questura di Lodi) i manifestanti che sabato mattina hanno invaso le vie della città per protestare contro i tagli alla scuola.

In cinquecento contro la Riforma Gelmini ( da "Cittadino, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In cinquecento contro la Riforma Gelmini n Il Lodigiano ritorna a protestate contro la Riforma Gelmini. E lo fa con una manifestazione che sabato mattina ha portato a sfilare almeno cinquecento tra bambini, genitori, insegnanti e amministratori pubblici nelle vie del centro di Lodi.

La battaglia per la scuola ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Abbiamo esaminato a fondo i decreti Gelmini e i tagli della Finanziaria, le riforme che toccheranno scuola primaria e università, cercando di capire le conseguenze che ne deriveranno. Momenti di vera democrazia, dove tutti, liberamente, intervenivano ed esponevano i propri pensieri e i propri dubbi.

SPORT ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Io penso che Maria Maddalena sia stata una delle più grandi donne della storia, come lei lo pensa del ministro Gelmini. Ha dimenticavo tanto per andare d'accordo io sono appassionato di vangeli e scritture apocrife e non sono credente, ma penso che Gesu' figlio di Giuseppe sia stato uno dei più grandi uomini della storia proprio come lei lo pensa del ministro Bondi.

di Giorgio Ursicino Un incubo per chi deve uscire di casa. Per andare a scuola... ( da "Leggo" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intanto inizia un'altra settimana calda anche sul fronte scolastico. Oggi il decreto legge voluto dalla Gelmini dovrebbe essere formato dal Presidente e, in serata, pubblicato sulla gazzetta Ufficiale. Venerdì sciopero generale dell'università proclamato dai sindacati di categoria.

Università, allo studio norme per scoraggiare i fuori corso ( da "Giornale di Brescia" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa ai professori associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)

CONTROLLI STRADALI L'odissea delle multe alle auto rubate nInnanzitu... ( da "Giornale di Brescia" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Caparini Presidente Commissione bicamerale Questioni Regionali Capogruppo Lega Nord Commissione Lavoro a Montecitorio Roma RIFORMA GELMINI Le ragioni di una scuola con più maestri nCome insegnante dì scuola d'infanzia (per bambini dai 3 ai 5 anni), sento di esprimere il mio pensiero, dato da un'esperienza di 20 anni, e alcune convinzioni pedagogiche, in merito alla Riforma Gelmini.

Università, oggi scatta la riforma Venerdì in piazza studenti e prof ( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)

Da Bologna saranno circa quattromila, domani a Roma, alla manifestazione degli universitari contro ... ( da "Leggo" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla manifestazione degli universitari contro la riforma Gelmini.Così gli studenti chiedono a Trenitalia di garantire un convoglio con almeno tremila posti assicurati e a prezzi scontati. Non gratis. E per non pesare «sulle casse delle ferrovie» chiedono un contributo «a tutta la società civile», da versare direttamente alle Poste.

Una settimana di proteste per l'università ( da "Arena, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)

l'università scenderà in piazza ( da "Centro, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università scenderà in piazza E la Gelmini metterà nella riforma norme contro i fuoricorso ROMA. L'università si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal consiglio dei ministri:

scuola, tornano le agitazioni e il gritti avvia l'autogestione ( da "Nuova Venezia, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: manifestazione di venerdì a Roma contro il decreto legge del ministro Gelmini, tornano le agitazioni anche negli istituti della città. A partire da questa mattina e fino a giovedì, l'istituto tecnico statale per il turismo Andrea Gritti di via Muratori, ha proclamato l'autogestione. Non si farà lezione canonica, nel senso che gli alunni non entreranno in classe per seguire il programma,

Quinto Verona0 Montorio3 ( da "Arena, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Montolli Giacomo, Gelmini, Coldebella, Tollini (Montolli Gianluca), Degani, Aprile (Marchi), Antolini, Ronca (Fosser). All. Sorgente. Montorio: Zangrandi, Lenotti, Tartaglia (Mehouachi), Bianchi, Micheloni M, Verde, Tosi (Martinez), Biasia, Cristofori (Micheloni G), Cobelli (Bakiu), Fiocco (Erbisti).

università, oggi scatta la riforma venerdì in piazza studenti e prof ( da "Nuova Venezia, La" del 10-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)

Un autunnoscanditoda proteste ( da "Secolo XIX, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: trascinando in piazza tutti i critici del ministro Mariastella Gelmini, ricercatori, professori, lavoratori e studenti, che venerdì 14 si ritroveranno a Roma per uno sciopero generale e una mega-manifestazione contro i tagli alla scuola. E' immaginabile che fra pochi giorni nella Capitale arriverà una marea di gente che sfilerà sotto i palazzi del potere e del governo.

gli studenti preparano lo sciopero ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Proteste contro la Gelmini Gli studenti preparano lo sciopero ROMA. Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini.

la scuola le proteste e la verità sulla riforma - mario pirani ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: protesta del mondo della scuola dilagata in questi giorni in tutta Italia in odio al decreto Gelmini. Eppure quel decreto, tradotto ora in legge, non conteneva minacce tanto dirompenti da giustificarne il crucifige, anche se su un punto ? il maestro unico alle elementari e le diminuzioni di insegnanti che ciò implica ? meritava un ripensamento di fondo, di cui parleremo più avanti.

Una settimana di proteste per l'università ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)

sciopero generale, venerdì l'università torna in piazza ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università torna in piazza ROMA - Nuova settimana di passione per l´università, che venerdì 14 scenderà in piazza a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati contro i tagli e la riforma del ministro Gelmini. Il 15 e il 16 novembre è prevista invece alla Sapienza una assemblea nazionale delle facoltà in lotta.

Gli studenti contro la riforma: al Don Milani ci si confronta ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pochi genitori a protestare in varie forme contro i contenuti della legge Gelmini all'insegna dello slogan «Il nostro futuro non si taglia», ha toccato naturalmente anche Montichiari. E anche qui, i ragazzi delle medie superiori si sono organizzati in un collettivo studentesco, con l'obiettivo, spiegano, di «riflettere e confrontarsi sulla normativa in discussione in Parlamento;

la scuola - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contestazioni contro il ministro la verità sulla riforma gelmini e le sue spine Nei cortei di questi giorni anche parole d´ordine vaghe Ma sul maestro unico le proposte del governo possono essere confutate I bambini e le mamme del Nord avranno risorse che saranno decurtate al Sud L´avversione al decreto potenziata dalle prepotenti e sciocche minacce berlusconiane (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)

rinasce portobello con tortora raccontò l'italia - silvia fumarola roma ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: protestano contro il ministro Gelmini, Portobello è solo il mercatino di Londra. «La sfida è proprio questa», dice la Donati «arrivare ai ragazzi che vedono Mina su Youtube: noi vogliamo trasformare Portobello aggiornandolo ma non trasformandolo». Il venerdì sera l´Italia si fermava per capire se il concorrente riusciva a far parlare quel pappagallo testardo che non apriva becco:

Università, stretta della Gelmini sui fuoricorso ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: stretta della Gelmini sui fuoricorso ROMA Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì prossimo a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri:

Stasera incontro sulla riforma della scuola ( da "Libertà" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: le novità introdotte dal decreto Gelmini in materia scolastica. L'incontro, a cui prenderà parte l'assessore provinciale Fernando Tribi (Formazione), avrà lo scopo di informare sulla posizione degli istituti locali: la scuola primaria e la scuola secondaria inferiore, sezioni staccate dell'Istituto Comprensivo di Cortemaggiore.

<Scuole di montagna, l'unione fa la forza> ( da "Libertà" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche a Morfasso si è parlato della riforma Gelmini e del futuro delle scuole del capoluogo. L'incontro, che si è svolto in un salone del plesso scolastico e ha visto la partecipazione di una folta platea di persone, tra cui molti genitori e amministratori locali, è stato organizzato e introdotto dal consigliere comunale Giovanni Nocivelli.

è la crisi bellezza, torna a casa - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Berlusconi-Tremonti-Gelmini parla alle donne» è il titolo dell´iniziativa, con interventi di Laura Seidita, Marinella Migliorini e Alida Vitale), dando così voce alla crescente preoccupazione per le donne lavoratrici di Torino e dintorni: meno dieci per cento nel tessile (dove il 72% della forza lavoro è costituito da operaie,

Consiglio aperto sul futuro della scuola ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma quali sono le conseguenze che la legge Gelmini avrà sull'organizzazione didattica locale? A chiederselo sarà il Consiglio comunale di Dalmine che mercoledì, nel corso di una seduta aperta, parlerà appunto di scuola. La maggioranza guidata dal sindaco Francesca Bruschi e le forze politiche di minoranza si riuniranno alle 20.

il rap anti-gelmini della iqbal masih - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini della Iqbal Masih TEA MAISTO «Ciao mi chiamo Enea, vado all´Iqbal Masih e c´ho una magliettina verde mela molto chic, c´è scritto sopra: "Io amo e difendo la mia scuola", macché maestro unico, Gelmini sei una sòla». è l´inno del comitato "Non rubateci il futuro", il movimento delle scuole elementari romane anti-Gelmini.

grand hotel sapienza 4mila studenti per una notte - viola giannoli laura mari ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini». Oggi alle 16, invece, si terrà l´assemblea d´ateneo della Sapienza e nel corso della riunione verrà stabilito il percorso del corteo di venerdì. «In occasione dello sciopero generale dell´università- fanno sapere i portavoce dell´Onda- venerdì mattina chiuderemo il cancello della Sapienza con le catene».

il rap anti-gelmini - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina VI - Roma Il rap anti-gelmini TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) Per l´occasione il leader degli Assalti Frontali, Luca Mascini, ha modificato la sua canzone "Il rap di Enea", trasformando l´eroe di Virgilio in un bambino in prima fila nella protesta contro il maestro unico.

Ragazzi, non guidate dopo avere bevuto I l 2 novembre l'Adige portava in prima pagina la notizia del grave incidente accaduto tra Martignano e Cognola ( da "Adige, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Luca Paternoster Con la Gelmini finalmente una scuola seria G razie Ministro Gelmini anche per le esigenze provinciali. Dopo tanto depauperamento delle scuole che non sono più rassomiglianti, a quelle che furono, per responsabilità dei partiti anche di centrodestra per aver subito «una sorta di potestà» di una certa sinistra sfascista e spendacciona.

BAGOLINO: Giovi, Zanetti, Carè, Stagnoli, Melzani, Cosi (15'st D. Salvadori), Scalvini (20'st A... ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: CAFFARESE: Buccio (24' st Bertino), Gelmini, Brunori, M. Giovanelli, Tiziano Fenoli, Giacometti, Uboldi, Stagnoli, Ferrari, F. Grassi (16' st Carè), Fenoli. All. Scalvini. ARBITRO: Trenti di Arco-Riva. RETI: 10' pt rigore Stagnoli, 23' pt Ferrari.

Ferrari, bolidi e una gran folla per l'happening di fine stagione ( da "Unita, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mobilitare il suo popolo così come il ministro Gelmini è in grado di agitare quello della scuola. La Ferrari, con altri scopi, è pur sempre una religione. E ieri, alla Mecca del Mugello, sono arrivati in 50.000, «orgogliosi di tifare per il Cavallino». Ben 16 i titoli costruttori, al punto che in terra di Toscana si è vista la F430 16M - dove «16M» sta proprio per gli allori conquistati.

università, otto lezioni all'aperto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Antonio e nella galleria di corso Verdi Continua la protesta degli studenti nonostante le "aperture" del decreto Gelmini IL SERVIZIO IN CRONACA GORIZIA. La protesta a Gorizia si trasferisce oggi dalle scuole superiori all'Università: per iniziativa del Sid si terranno in piazza Sant'Antonio e nella galleria del corso otto lezioni all'aperto.

Si torna in classe a lezione sulla riforma ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mobilitazione sul decreto Gelmini, gli studenti del Tecnico turistico ?Montanaru? di Desulo, riprenderanno oggi le lezioni regolari. «Abbiamo scelto una forma di protesta che non diventi controproducente per il nostro percorso di formazione: per questo non abbiamo occupato la scuola o scioperato e l'assemblea permanente è un modo per capire tutti insieme quello che sta succedendo»

Dalla voce materna alla Costituzione: la vita nelle parole ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Chissà cosa ne penserà la Gelmini della proposta dell'?orto in condotta?, invece che il suo sette in condotta: mettere i bambini a imparare la cura dell'orto. E a fare il pane in classe. Mandare i ragazzini nei campiscuola, a spese della Regione. Poi cercare di farli leggere tanto, certo.

bonetti (idv): sta cedendo la maggioranza di pizzolitto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per ascoltare il dibattito sulla mozione presentata dal consigliere Del Bello contro il decreto Gelmini sulla riforma scolastica. L'argomento si annunciava di importante attualità, ma discutibile per la metodologia con cui è stato presentato». Bruno Bonetti di Italia dei valori interviene in merito alla sospensione della seduta a causa della mancanza del numero legale di presenti.

Però tenetevelo ben stretto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: decreto Gelmini? anche per il mondo del pallone. Campionato, come le scuole, non più pubblico ma sempre più privato, nel senso di pochi. Non di tutti, com'è sempre stato. Nascerà una serie A per i ricchi, molto ricchi: agli altri sarà soltanto concesso guardare.

scuole dei paesi a rischio ( da "Nuova Sardegna, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: appello del sindaco Deiana contro la Gelmini BORTIGIADAS. Già dal prossimo mese di settembre potrebbe essere definitivamente abolito a Bortigiadas (come in altri comuni della Gallura e dell'Anglona) il «primo giorno di scuola». E sarebbe la prima volta nella sua lunga storia. La salvezza potrebbe venire dall'approvazione della legge regionale in materia che,

Scala, settimana di passione per i finanziamenti statali Moratti convocata da Bondi ( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: seconda per effetto mediatico solo a quella inscenata contro il Decreto Gelmini sulla scuola. Ma, pure ad accreditare la pista di una corsia preferenziale per la Scala, va registrato che altre istituzioni culturali meneghine usciranno con le ossa rotte dal processo della legge di bilancio. Il Piccolo e i Pomeriggi musicali dovrebbero, per esempio, rimetterci 250.

Gli studenti: o partiamo o blocchiamo la città ( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: No Gelmini?». E anche in questo caso lo slogan si presenta chiaro e minaccioso: «Se non partiremo, bloccheremo la città». Per domani sono anche in programma le iniziative della facoltà di Mediazione linguistica, a Sesto San Giovanni, con assemblee, dibattiti e un concerto, mentre mercoledì prenderà il via un corso autogestito di lingua e cultura albanese.

sindacati pronti a paralizzare l'università ( da "Nuova Sardegna, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge "tecnico" varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio domani)

bagolino 1 caffarese 1 ( da "Adige, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Salvadori, Nabacino. Allenatore: Bazzani. CAFFARESE: Buccio, Gelmini (36'st D. Giovanelli), Brunori, M. Giovanelli, T. Fenoli, Giacometti, Uboldi, Stagnolli, Ferrari, Grassi (6'st Carè), D. Fenoli. Allenatore: Scalvini. ARBITRO: Trenti di Rovereto. 10/11/2008

La scuola torna in piazza ( da "Nuova Ferrara, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alle famiglie - si mobilita contro la legge 133/2008 e il decreto Gelmini 137/2008, ora divenuto anch'esso legge. Si tratta di provvedimenti - spiega il coordinamento studenti universitari - «che attaccano il sistema d'istruzione pubblico, minacciando il libero diritto allo studio e la libera circolazione del sapere».

Occorre più formazione I maestri cattolici a convegno ( da "Nuova Ferrara, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non soddisfa il contenuto del provvedimento Gelmini «Occorre più formazione» I maestri cattolici a convegno Dopo il congresso regionale tenutosi sabato a Bologna sul tema "A chi interessa davvero la scuola?" alla presenza dei rappresentanti Aimc di quasi tutte le città emiliane, ieri presso la scuola dell'infanzia "Casa dei bambini" si è ripreso a parlare dell'argomento.

Università, l'Onda sfida la Gelmini Venerdì lo sciopero nazionale. E il ministro dichiara guerra ai fuori corso ( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008) + 1 altra fonte
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Abstract: Onda sfida la Gelmini Venerdì lo sciopero nazionale. E il ministro dichiara guerra ai fuori corso SAPIENZA Gli studenti fanno lezione ai bambini (Ansa) ? ROMA ? DA UNA PARTE la settimana di passione che sfocia venerdì a Roma nello sciopero generale. Dall?altra, la riforma Gelmini che oggi dovrebbe vedere concretizzarsi il primo tassello:

La prof ci scrive: <L'ho fatto perché ho a cuore gli studenti> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: avviso che se volevate parlare di scuola, Gelmini, tagli veri o presunti, eccetera eccetera, potevate farlo in un?altra sede, senza costringere laureandi (più amici, fidanzati, genitori, nonni e parenti vari) a sorbirsi la sua-vostra filippica prima di brindare con lo champagne.. Massimo Pandolfi

Gli studenti scoprono il diritto di viaggiare e occupano le stazioni Centrale e Garibaldi ( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: autogestioni nei licei per dire no alla riforma Gelmini. E i collettivi studenteschi si mobiliteranno in preparazione della manifestazione nazionale programmata per venerdì prossimo a Roma. Partiranno in massa giovedì pomeriggio alla volta della stazione Termini. E martedì si riuniranno in assemblea nel piazzale della stazione Centrale «per affermare - dicono - il diritto a manifestare,

appoggio alla lotta anti gelmini ( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Appoggio alla lotta anti Gelmini LUCCA. Rifondazione esprime sostegno attivo a tutti coloro che in questo momento si battono per difendere la scuola pubblica: siano lavoratori della pubblica istruzione (docenti e non) come pure fruitori (studenti e famiglie). «Ed è e sarà ancora più forte il nostro sostegno - si legge nella nota inviata dal partito della Rifondazione Comunista -

Italia ultima sulle borse ma ora più fondi in arrivo ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: obiettivo del ministro Gelmini è quello di evitare che alcuni studenti ritenuti idonei vengano esclusi dalle borse per mancanza di risorse, come è accaduto finora in molte regioni: nell'anno accademico 2006/2007, ad esempio, su oltre 174mila candidati in regola coni requisiti, le borse sono state erogate a poco più di 141mila giovani universitari.

Bilanci già in rosso per almeno cinque sedi ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: auspicio formulato qualche settimana fa dal ministro Mariastella Gelmini disegna un futuro lontano, ma già oggi sotto le lenti di ingrandimento dei tecnici di Viale Trastevere sono finiti i conti di almeno cinque atenei, che hanno cominciato a navigare in acque agitate ben prima che si profilassero le secche dei nuovi tagli ai finanziamenti statali.

Scuola: tutte le novità della riforma Gelmini ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GAZZETTE ITALIANE FINO AL 3 NOVEMBRE ACURADI Giovanni Parente Scuola: tutte le novità della riforma Gelmini Iniziative per lo studio degli statuti delle Regioni ad autonomia ordinaria o speciale. Saranno attivate nelle scuole italiane con lo scopo di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale. è una delle novità introdotte dalla legge 30 ottobre 2008 n.

inaugurato il "gioiello" di famiglia ( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Il ministro Gelmini le scuole le vuole chiudere - ha affermato l'assessore alla pubblica istruzione Carla Bollettini - invece noi a Lamporecchio le apriamo. Infatti questa di Mastromarco è la terza scuola d'infanzia del nostro paese». Subito dopo il taglio del nastro e della benedizione da parte di Don Francesco,

Gli studenti in lotta ancora autogestioni ( da "Metronews" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Continuano le proteste anti-Gelmini e contro i tagli agli atenei. Alle magistrali Agnesi, dove la scorsa settimana 4 studenti sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio, l?autogestione continuerà per tutta la settimana con il contributo dei professori. Autogestione anche al Kandiskij e domani al liceo Manzoni ci sarà un?

(ACR) SCUOLA E CRISI ECONOMICA, NARDIELLO:INTENSIFICARE LA LOTTA ( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini dei tagliâ?? proprio come è¨ avvenuto ieri con lâ??assemblea alla Daramic e la â??storicaâ?? partecipazione di studenti medi e di operai allâ??assemblea in Ateneo, è¨ una esigenza che deve spingere il sindacato lucano ad uno sciopero regionale proprio come a livello nazionale la Cgil si avvia verso uno sciopero generale contro la politica economica di Berlusconiâ?

(ACR) SCUOLA, DI SANZA (PD) SU INCONTRI SENISE, LAURIA E VALSINNI ( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelminiâ?? che è¨ stata ideata ed imposta al mondo della scuola senza un briciolo di discussione. Una discussione che sarebbe servita ad ascoltare chi, di fatto, vive e fa la scuolaâ?. â??Per fortuna, dopo le numerose e diffuse iniziative di protesta e di mobilitazione delle scuole e le prese di posizione delle Regioni e degli Enti locali â?

ROMA - Nessuno pensa che l'università vada difesa nella forma in cui si presenta ogg... ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Intanto in serata sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto legge varato giovedì dal Consiglio dei ministri: il testo sarà immediatamente in vigore perché modifica le regole dei concorsi, già banditi da tempo, le cui domande scadono proprio oggi.

Gentile Camilleri si scusi a modo suo ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tra i cori contro la Gelmini, gli striscioni contro la Gelmini, gli sberleffi contro la Gelmini, lei avrà sentito potente il bisogno di mettersi in sintonia con quell'energia di giovinezza rivoltosa. Lei, maestro della parola trasgressiva, avrà avvertito il bisogno della trasgressione suprema, della battuta beffardamente feroce con cui annichilire il detestabile nemico dell'

Università, progetto Gelmini: tasse più alte per i fuori corso ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: progetto Gelmini: tasse più alte per i fuori corso Ipotesi di raddoppio limitato a chi non dimostra di lavorare Settimana «calda» per scuola e atenei: venerdì lo sciopero proclamato dai sindacati di categoria ROMA — Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini si è sempre detta contraria all'ipotesi di aumentare le tasse universitarie.

Lezioni e giochi per bambini ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dove centinaia di universitari hanno fatto un nuovo genere di protesta contro la riforma della scuola del ministro Gelmini e la legge 133: per i bambini delle scuole elementari hanno organizzato attività didattiche e lezioni, giochi, esperimenti e «maratone di lettura» con l'attore Valerio Mastandrea e il cantautore Daniele Silvestri.

Il <giro di vite> ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Norme più rigide I tecnici del ministro Gelmini ( nel tondo) stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea I fuori corso Nelle 75 università italiane, i fuori corso sono 667 mila,

gelmini: e ora tocca ai fuoricorso ( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: merito e qualità Gelmini: e ora tocca ai fuoricorso Aiuti agli studenti-lavoratori, «ma l'università non è un parcheggio» ROMA. Nel mirino della Gelmini ora sono finiti i fuoricorso. Non si può tollerare - ha detto sabato al convegno di Confindustria - che ci sia il 30-40% degli studenti che scambia l'università per un parcheggio,

modica: sono già penalizzati con le tasse ( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quindi la proposta del ministro Gelmini, i cui connotati sono del resto ancora molto fumosi, mi sembra una soluzione semplicistica, che avrebbe comunque scarso effetto». Per il docente di diritto pubblico all'Università di Pisa e alla Scuola Sant'Anna, Emanuele Rossi, pur avendo il principio di penalizzare chi resta troppo all'università degli aspetti positivi «

e gli atenei tornano in piazza ( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio domani)

oggi non si ribella più nessuno ( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università italiane contro la riforma Gelmini non è un revival della contestazione studentesca degli anni '70. Parola di Mario Monicelli, viareggino uno dei registi di lungo corso e più famosi d'Italia, ospite a Bologna della Cineteca comunale per presentare 'Capelli lunghi', fumetto nato dall'omonimo soggetto di un suo film mai girato e affidato ora alla matita di Massimo Bonfatto.

di OSVALDO PASELLO NON È CERTO finita la battaglia ... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di OSVALDO PASELLO NON È CERTO finita la battaglia nelle scuole contro il decreto-Gelmini. E il Polesine continua a fare da battistrada, inaugurando un movimento dalla ?gaetta pelle?, che colpisce di qua, di là, strutturandosi dal basso. Dopo le serrata decisa dai docenti di vari istituti superiori di Badia, Adria e Rovigo contro le gite di istruzione che quest?

Gol di Trombin e Murtisi, il Porto Viro liquida Gazzera ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ) buscandosi più parole della Gelmini. Ma il centrocampista ha modo di rifarsi poco dopo, visto che ci mette la firma nel porgere a Murtisi un pallone che il macedone piazza chirurgicamente alle spalle del numero 1 veneziano. Che vede volare lontano una conclusione di Doria (76?

IL CIRCOLO cittadino <A. Gramsci> del Prc sta muovendo i primi passi pe... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il 30 ottobre abbiamo partecipato al corteo studentesco promosso contro il decreto Gelmini in solidarietà con lo sciopero dei lavoratori della scuola a difesa del servizio pubblico, il 14 novembre saremo in piazza coi lavoratori del settore privato della Cgil in sciopero contro lo smantellamento del contratto nazionale di lavoro.

SI TERRÀ oggi alle ore 21 presso la sala Nardi della Provincia, piazza San L... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: incontro promosso dal gruppo regionale Fi-PdL sul tema «Scuola: operazione verità, tutto quello che c?è da sapere sulla legge Gelmini». Aprirà i lavori il coordinatore provinciale Alberto La Penna, interverranno i consiglieri regionali di Fi -PdL Annamaria Celesti e Stefania Fuscagni, ed il professor Maurizio Grassini.

MASSA <DOVE si infrange l'onda: ... ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università, problemi e prospettive alla luce dei provvedimenti Gelmini» è stato il filo conduttore del dibattito organizzato sabato pomeriggio al teatrino dei Fratelli Cristiani dall?associazione culturale ?L?incontro?. Ad introdurre i lavori è stato il professor Aladino Landi, presidente dell?associazione;

<QUALE FUTURO per la scuola italiana?>. E' questo il... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Gelmini mette a rischio chiusura le materne di Gavorrano e di Grilli, nonché le elementari di Giuncarico». Tonini ricorda che «il Comune di Gavorrano già dal 1998 ha effettuato una razionalizzazione della rete scolastica, ma anche in un giusto equilibrio tra le caratteristiche del territorio comunale e le esigenze degli alunni.

CAMPIGLIA CONSIGLIO comunale aperto per parlare della scuola oggi a Campiglia in vi... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvazione del decreto Gelmini. All?iniziativa sono stati invitati il dirigente scolastico dell?Istituto comprensivo Marconi di Venturina, il Comitato genitori e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La seduta ordinaria del consiglio si aprirà con le comunicazioni del sindaco Silvia Velo.

<Scuola federale? Tutto da verificare> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: faccia riferimento a politiche nazionali e contro il decreto Gelmini». Sul federalismo fiscale ampia dissertazione. Per Calderoli garantirà la «massima resa al Sud». Fitto tiene a sottolineare (come il giorno prima ad un seminario Cisl) il consenso ottenuto dal disegno di legge, il principio della «responsabilità» dei territori, la «solidarietà» che deriva dal fondo perequativo.

Il centrosinistra ha già iniziato la campagna elettorale: è sceso in piazza per prot... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il centrosinistra ha già iniziato la campagna elettorale: è sceso in piazza per protestare contro la Gelmini e fa spot elettorali presentando il bilancio 2009. Pensi invece a governare e si assuma le sue responsabilità: lamenta tagli del Governo agli enti locali, ma circa l'85% delle risorse vengono dai cittadini di Senigallia sottoforma di tasse e imposte».

I giorni caldi delle Università: prossima mossa, lo sciopero ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA CONTRO LA RIFORMA I giorni caldi delle Università: prossima mossa, lo sciopero Stasera il decreto Gelmini pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ROMA II Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini.

Allo studio la norma per combattere i <fuori corso> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non quelli che si parcheggiano per anni nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.

La Grande Guerra messa in cornice ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008 Singolare collezione di Pietro Gelmini La Grande Guerra messa in cornice Raccolte tutte le tavole di Achille Beltrame apparse durante il conflitto sulla «Domenica del Corriere» R icorreva nei giorni scorsi il 90esimo anniversario della fine della Prima Grande Guerra. Una guerra che vide 5 milioni di soldati in zona di combattimento;

FOLIGNO - Il Consiglio comunale di Foligno è stato convocato per giovedì 13 novembre pross... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: c'è il decreto Gelmini che riforma lòa scuola e che sta suscitando vibrate protesta da èarte di insegnanti e studenti in quasi tutte le scuole del Paese. Contro le previsioni del ministro Gelmini si sono mobilitati anche gli studenti folignati che, nei giorni scorsi, hanno svolto una manifestazione in piazza.

Università, rischia la chiusura <Puntiamo sull'autonomia> ( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: piano di salvataggio dai tagli del decreto Gelmini. Bellotti: «Serve un intervento parlamentare» ROVIGO – Consorzio università di Rovigo, scatta il piano di salvataggio e di rilancio. La campana a morte per le sedi decentrate risuona tra le righe del decreto Gelmini sugli atenei, che premia quelli che riducono le sezioni distaccate «non funzionali alle esigenze degli studenti»

Caccavale contestato. Gabriele: un errore ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto Gelmini ha fatto incazzare più dell'autogol di Denis. Parlarne bene agli Stati generali della scuola deve essere parsa a prof e studenti una provocazione insopportabile. Ma alle provocazioni (ammesso che lo fosse) si può rispondere con l'intolleranza?

UNIVERSITÀ_SI INAUGURA LA NUOVA RESIDENZA DEL CAMPUS DI FISCIANO ( da "marketpress.info" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: del presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani, del capo di Gabinetto del ministro Gelmini Vincenzo Nunziata, del direttore generale del Diritto allo Studio Olimpia Marcellini e del Commissario straordinario Edisu Caterina Miraglia. Il nuovo complesso edilizio sarà presentato dall?ingegnere Gianluca Basile. . <<BACK

Fiamme a Rialto, gli studenti si buttano dalle finestre ( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla manifestazione contro i tagli della Gelmini la settimana prossima e dovevamo metterci d'accordo sul viaggio». Ludovico Merighi non trattiene le lacrime. Ha diciannove anni e conosce Vincenzo Imperato da un anno e mezzo e sono molto amici. «Eravamo tornati dall'Erbaria poco dopo le due di notte e stavamo parlando di cinema e politica - racconta muovendo nervosamente le mani -

<Troppi insegnanti in Italia. E malpagati> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008 RIFORMA GELMINI INCONTRO ORGANIZZATO DAI GIOVANI DEL BORGO «Troppi insegnanti in Italia. E malpagati» Ad introdurre il dibattito il consigliere regionale di Forza Italia Gianni Varani II Grande partecipazione per l'incontro organizzato dal movimento Giovani del Borgo sul tema «Decreto Gelmini e legge 133: istruzioni per la comprensione »

Incidente nella notte, ferita Mara Venier Fiamme a Rialto, gli studenti si buttano dalle finestre ( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla manifestazione contro i tagli della Gelmini la settimana prossima e dovevamo metterci d'accordo sul viaggio». Ludovico Merighi non trattiene le lacrime. Ha diciannove anni e conosce Vincenzo Imperato da un anno e mezzo e sono molto amici. «Eravamo tornati dall'Erbaria poco dopo le due di notte e stavamo parlando di cinema e politica - racconta muovendo nervosamente le mani -

Topi, molecole, plastica e letteratura La scienza nelle piazze dello shopping ( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: una manovra di tagli pensata il 6 agosto e ritrattata dopo tre mesi perché la Gelmini non era convinta... ». Due metri più in là un gruppetto di ricercatrici del dipartimento di Arti visive si accalora: «Il nostro lavoro è un modo d'essere, è più di un lavoro. Non potrei pensarmi in modo diverso, è il rispetto di quello che siamo e che ci viene bene», spiega Elisabetta Cortella,

LA PRESIDE dell'Istituto Sarrocchi, Emanuela Pierguidi Florio, ha trat... ( da "Nazione, La (Siena)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è seguito un vivace dibattito sui vari temi contestati della riforma Gelmini (nella foto il ministro). Un progetto di scuola condiviso. In pratica è questa la proposta della professoressa Emanuela Pierguidi, rispetto ad una scuola di progetto che mette ?tanta carne sul fuoco?, ma che difficilmente arriva a soluzioni concrete, ma anche rispetto alla teoria della scuola del niente,

LA CRISI DELL'ATENEO ( da "Nazione, La (Siena)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: solo perché ciò consente con probabilità di ottenere benefici dalla «Gelmini». A TALE SCOPO serve infatti una manovra complessiva da 60 milioni che rende indispensabile una vendita a breve termine. Non saranno sicuramente i lotti del policlinico a consentire di incassare i milioni subito necessari, sebbene la Regione non si tiri indietro e rilanci, per voce del presidente Martini,

(ACR) SCUOLA E CRISI, NARDIELLO: INTENSIFICARE LA LOTTA ( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini dei tagliâ?? proprio come è¨ avvenuto ieri con lâ??assemblea alla Daramic e la â??storicaâ?? partecipazione di studenti medi e di operai allâ??assemblea in Ateneo, è¨ una esigenza che deve spingere il sindacato lucano ad uno sciopero regionale proprio come a livello nazionale la Cgil si avvia verso uno sciopero generale contro la politica economica di Berlusconiâ?

"La scuola è morta, portiamo la fascia a lutto" ( da "Varesenews" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: come forma di protesta contro il decreto Gelmini, l?autogestione, partecipando poi alla grande manifestazione a Milano. Ora rilanciano, confermando che non si sono rasseganti all?idea di della riforma, ma, essendo consapevoli di non poter abbandonare le lezioni per troppo tempo, adottando una nuova forma di protesta: una fascia grigia al polso,

L'università scenderà in piazza ( da "Nuova Ferrara, La" del 10-11-2008) + 5 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: università scenderà in piazza E la Gelmini metterà nella riforma norme contro i fuoricorso ROMA. L'università si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal consiglio dei ministri:

Dietro la protesta anti Gelmini un vuoto di idee ( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non attaccano la Gelmini perché è stata troppo timida nella riforma, ma perché ha osato mettere le mani in un micromondo in agonia. è questo che davvero non si capisce. Non c?è una «controriforma», un?alternativa. Non c?è dialogo. La Gelmini ha detto: facciamo la riforma dell?

La satira è sacra soltanto se è radical chic ( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha affermato che Mariastella Gelmini non è un essere umano. Dovremmo chiamare i professori di chimica, ha aggiunto, per capire cos?è. Dopodiché sono arrivate le spiegazioni, era un paradosso, era una battuta, era una trovata letteraria. Non mi sta bene, anche se il rifugiarsi in questi chiarimenti che non chiariscono è molto utilizzato anche dal centrodestra.

Dimensionamento: C'è solo una bozza ( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, di far slittare al 2010 i termini per l'applicazione del decreto legge che porta il suo nome per il dimensionamento scolastico, contribuisce ad agevolare questa volontà di ascolto dell'amministrazione provinciale. La Provincia - ha precisato - terrà in grande considerazione i suggerimenti dei rappresentanti del mondo scolastico,

Il Cav non dimentichi le università private ( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sarebbero da condividere molte delle scelte fatte dal Ministro Gelmini. Forse una eccessiva riduzione dei fondi poteva essere evitata e siamo certi che, fosse dipeso da lei, né la fretta né i risparmi sarebbero stati tali. Condividiamo, delle proproste nel decreto scuola molti aspetti positivi, anche se forse, per semplice lealtà, la stessa Gelmini avrebbe dovuto dare atto di aver «

Comincia una settimana di passione ( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: iniziative contro la legge 133 e la riforma Gelmini non s'accontentano, come annunciato, di sole mini occupazioni delle scuole relegate al fine settimana o a lezioni a Villa Pamphili come quella organizzata ieri mattina dal liceo classico Montale. Dopo le botte a piazza Navona e l'assedio a Palazzo Madama, il 29 ottobre, e i tre cortei di venerdì e gli scontri con le forze dell'

Ilaria Pietropaoli Una settimana di fuoco quella che si è... ( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro le novità previste dal ministro Gelmini per il settore. Alcune espressioni di dissenso nei confronti della legge 133 sembrano previsti anche nei prossimi giorno. «Il Tempo», come di consueto, non si è limitato a registrare solo le opinioni di chi protesta, ma ha fatto un «viaggio» nelle scuole, per capire da vicino cosa è e come si articola un'autogestione.

Stretta per gli studenti fuori corso, Gelmini: ''Tasse più alte'' ( da "TGCom" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ipotesi della Gelmini: tasse più alte E? in arrivo un ''giro di vite'' per i fuori corso che potrebbe tradursi in un aumento delle tasse. E? un'ipotesi anticipata dal ministro dell?Istruzione che sta pensando ad un provvedimento ad hoc da assumere per coloro che si iscrivono all?

Fiorella Mannoia a Tgcom: "Io, gli uomini e Giusy..." ( da "TGCom" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il suo profumo, la bellezza e il colore il desiderio di sconfiggere l'atteggiamento di paura generalizzato. Bisogna darsi agli altri e capire gli altri. Non come Cossiga che auspica l'infiltrazione dei servizi dentro i cortei dei ragazzi che protestano contro il decreto Gelmini. 12 Invia ad un amico

La Maglie vs.Camilleri :la Gelmini non è un essere umano? ( da "Blogosfere" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini non è un essere umano? Pubblicato da Andrea Garbin alle 14:34 in giovani e politica Lo ha detto il noto scrittore Andrea Camilleri durante un incontro con gli studenti del Mamiani, la frase è stata riportata da un cronista dell'Unità e ha provocato dissociazioni da sinistra e ovviamente i risentimenti politici della destra.

Cazzari di Arcore, l'orgoglio di Carla Bruni: Cossiga difende Berlusconi e Manganelli a gogò ( da "Blogosfere" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: qualche settimana fa, in occasione delle proteste anti Gelmini, aveva consigliato alla polizia di inviare qualche infiltrato e poi invia una lettera da brivido a Manganelli. Ecco cosa ha dichiarato (fonte: Asca): ''l'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio una donna o un bambino''.

Obama, l'ora del programma ( da "Vita non profit online" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sempre secondo il Sole grazie alla riforma Gelmini sono in arrivo più finanziamenti – e uno si chiede ma allora cosa protestano a fare? Ecco la risposta: i tagli riguardano il fondo ordinario, ridotto del 17% da qui al 2011; arrivano invece più fondi per borse di studio e destinate solo agli atenei meritevoli, e che ricevono attualmente meno fondi di altre.

Università, lo scoglio degli associati ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ultimo miglio del decreto Gelmini sull'università. Esclusa nel testo approvato dal Consiglio dei ministri giovedì scorso e inviato al Quirinale, questa possibilità ha fatto capolino in una nuova versione del provvedimento: quella uscita dalla riunione tra i tecnici che l'indomani sono stati chiamati ad apportare l'ultima limatura alle disposizioni.

Merito e qualità, è un primo passo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ora la riforma degli istituti tecnici - Gelmini agli industriali: norme giuste «Merito e qualità, è un primo passo» SANREMO. Dal nostro inviato Confindustria sostiene l'impegno del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per cambiare la scuola italiana. Che ha bisogno di iniezioni di qualità, riconoscimento del merito e maggior disciplina.

Una settimana di proteste per l'università ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)

Treni fermi, aerei a rischio ( da "Brescia Oggi" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: protette»9 Università Il decreto Gelmini oggi sulla Gazzetta Ufficiale. In arrivo altre proteste3   Linea dura dei piloti e degli assistenti di volo Alitalia nel braccio di ferro con la nuova compagnia Cai che ne rileverà parte degli organici e degli asset. Le sigle del cosiddetto «fronte del no» che non hanno firmato l?

Una settimana di proteste per l'università ( da "Brescia Oggi" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)

Gli studenti contro la riforma: al <Don Milani> ci si confronta ( da "Brescia Oggi" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pochi genitori a protestare in varie forme contro i contenuti della legge Gelmini all?insegna dello slogan «Il nostro futuro non si taglia», ha toccato naturalmente anche Montichiari. E anche qui, i ragazzi delle medie superiori si sono organizzati in un collettivo studentesco, con l?obiettivo, spiegano, di «riflettere e confrontarsi sulla normativa in discussione in Parlamento;

A Verona continua la battaglia ( da "Opinione, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordine del giorno era prevista la discussione sul decreto Gelmini. I consiglieri del Pd hanno contestato le recenti misure di riorganizzazione scolastica che prevedono nelle scuole elementari di montagna un numero minimo di 12 alunni per classe (non meno di 60 nel totale dei cinque anni) e nelle altre aree almeno 15 alunni per classe, cioè non meno di 75 nel totale.

Gli studenti tornano in piazza ( da "Opinione, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rizzetto Il prossimo 17 novembre gli studenti trevigiani torneranno a manifestare in piazza contro la legge Gelmini per il riassesto scolastico. Questo nonostante abbiano già dato voce in più modi al proprio dissenso contro il taglio di spese previsto sia dalla finanziaria sia da quella che impropriamente è stata definita una riforma e che tale non è, poiché non varia il modello e l?

Ancora danni alle bacheche dei partiti ( da "Corriere Adriatico" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rassegna stampa dettagliata sulla riforma Gelmini con relative illustrazioni di mappe e contenuti, oppure altro materiale relativo alla contestazione ai videored e agli autovelox. Qualcosa, a dire il vero, è rimasto. Ad esempio l'articolo in cui il presidente della Provincia Ucchielli si dichiara contrario ai videored.

Ho stima dei giovani ma... ( da "superEva notizie" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: slogan triviali del tipo: "Gelmini w.f." (ma anche molto peggio!), in ossequio al facile gergo plateale inaugurato da Beppe Grillo. Sono convinto che i giovani abbiano sacrosanti diritti di pronunciarsi in materia di scuola. Credo che essi non manifestano per il grembiulino ma perché si trovano dinanzi ad un futuro povero d'opportunità,

La Gelmini parla a porte chiuse, scoppia la polemica E Alemanno: <Si è mossa male favorendo la sinistra> ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 13 La Gelmini parla a porte chiuse, scoppia la polemica E Alemanno: «Si è mossa male favorendo la sinistra» ? SANREMO (Imperia) ? HA SCELTO gli Stati generali dei direttori di Confindustria, conclusi ieri a Sanremo, il ministro Mariastella Gelmini per la sua prima uscita pubblica dopo la riforma della scuola.

Feltri "legge" i fatti d'Italia ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Circa il ministro Gelmini, ha dichiarato che non ha fatto niente di sconvolgente, ha modificato la scuola secondo il sistema che vige in tutta Europa: il maestro unico, al posto di tre (gli altri due saranno destinati al tempo pieno). Si è poi soffermato sul finanziamento pubblico dei giornali.

<Cur, i ripensamenti di Bellotti> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dica subito che non voterà il decreto Gelmini e si impegni con la Provincia per avere una legge che salva il Cur».Il Cur infatti, pur con l'autosufficienza finanziaria, rimane un distaccamento di Padova e Ferrara. Università che il decreto Gelmini premierà con finanziamenti fino a 500 milioni di euro, una volta che si saranno liberate delle sedi distaccate.

Dirigenti scolastici <Riforma Gelmini obbediamo ma con disagio> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 10-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini obbediamo ma con disagio» «Come funzionari dello Stato, ora che la riforma è passata, siamo tenuti a rispettarla e ad applicarla. Ciò non toglie che abbiamo una nostra posizione personale a riguardo». Sono le parole amare di Alcide Norbiato, dirigente dell'istituto comprensivo 9 di Via Bellini: uno dei 36 presidi che un paio di settimane fa avevano firmato una lettera aperta

Il decreto arriva al Quirinale gli studenti tornano in piazza ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-11-2008) + 4 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: Il testo Gelmini alla firma di Napolitano. Venerdì nuova protesta Il decreto arriva al Quirinale gli studenti tornano in piazza RomaNuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini.

(AGR) SCUOLA: SALTA IPOTESI COMMISSARIAMENTO ( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: novembre scorso al ministero per i Rapporti con le Regioni tra i ministri Raffaele Fitto e dell'Istruzione Mariastella Gelmini, i sottosegretari all'Economia Luigi Casero e Giuseppe Vegas, l'ufficio di presidenza delle Regioni guidato dal Presidente Vasco Errani, i presidenti di Upi, Fabio Melilli, e e dellâ?? Anci, Leonardo Domenici. Scompare dunque la contestatissima versione dellâ?

Pa, Brunetta e Formigoni siglano un'intesa ( da "Affari Italiani (Online)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ho già firmato con il ministro Gelmini per la scuola e a breve sigleremo anche per l'università; dopo con ministro Alfano per la giustizia e poi toccherà alla sanità per realizzare finalmente le cartelle cliniche informatiche e velocizzare e rendere più diretti tempi di prenotazione degli esami clinici, ad esempio.

Veltroni: "No ai tagli e dialoghiamo" ( da "Stampaweb, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha scritto una lettera ai ministri Tremonti e Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all?università in cui si chiede di «sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull?università». Veltroni, allo stesso tempo, chiede di aprire «un tavolo al quale partecipino le parti sociali,

10/11/2008 16:04 SCUOLA: VELTRONI A TREMONTI E GELMINI, STOP DECRETO E RIVEDERE TAGLI ( da "ITnews.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato", modificando inoltre "con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'universita' fatte in estate con la manovra triennale". Lo chiede il segretario del Pd Walter Veltroni in una lettera al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e al ministro dell'Istruzione e dell'Universita' Mariastella Gelmini.

Incontro pubblico su "La scuola che verrà" ( da "Sestopotere.com" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini e i cambiamenti dalla scuola dell?infanzia all?università” l?incontro pubblico promosso dal Comune di Cesena – Assessorato alla Pubblica Istruzione, che si terrà martedì 11 novembre, a partire dalle ore 21, nella sala del Consiglio Comunale.

Scuola, Veltroni: ''Stop a decreto e rivedere i tagli'' ( da "Adnkronos" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lettera del segretario del Pd a Tremonti e Gelmini: "Esercitate la virtù dell'ascolto e del confronto. Vi proponiamo di dar vita a un tavolo per soluzioni condivise'' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 10 nov. (Adnkronos/Ign) - Esercitate la "virtù dell'ascolto e dunque del confronto" e sospendete "gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato"

SCUOLA: VELTRONI A TREMONTI E GELMINI, STOP DECRETO E RIVEDERE TAGLI ( da "Adnkronos" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: VELTRONI A TREMONTI E GELMINI, STOP DECRETO E RIVEDERE TAGLI LETTERA A MINISTRI, ASCOLTATE E CONFRONTATEVI ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 10 nov. - (Adnkronos) - Esercitate la "virtu' dell'ascolto e dunque del confronto" e sospendete "gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato",

Una settimana di proteste per l'università ( da "Arena.it, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mail print Il ministro Mariastella Gelmini ROMA Nuova settimana di proteste per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri:

Scuola, Veltroni: dialogo se via i tagli ( da "AudioNews.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo scrive il segretario del Partito democratico Veltroni, in una lettera aperta ai ministri Gelmini e Tremonti. Veltroni chiede di sospendere gli effetti del decreto e di rivedere i piani della Finanziaria per il prossimo triennio, proponendo al tempo stesso un tavolo di confronto del governo con le parti sociali e le forze della opposizione.

UNIVERSITA': GELMINI, DISPONIBILE A CONFRONTO CON CHI VUOLE... ( da "Virgilio Notizie" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: UNIVERSITA': GELMINI, DISPONIBILE A CONFRONTO CON CHI VUOLE RIFORMARE postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 10 nov - Apertura da parte del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, in vista del ddl per riformare l'Universita' italiana.

Quegli applausi fuori posto alla Gelmini, che taglia le scuole cattoliche ( da "Vita non profit magazine" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quegli applausi fuori posto alla Gelmini, che taglia le scuole cattoliche Reading time: 3 minutes --> di Redazione - pubblicato il 14 Novembre 2008 alle 00:00 IL MINISTRO IMBARAZZA I VESCOVI Grandi elogi alla riforma Gelmini dai vescovi italiani. Salvo poi scoprire che proprio la scuola privata cattolica è la più penalizzata dal taglio dei fondi pubblici.

Tagli a istruzione, Veltroni chiede a Tremonti e Gelmini stop dl ( da "Reuters Italia" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all'università ribadendo la richiesta di sospendere il decreto Gelmini e di modificare con la Finanziaria le scelte di bilancio su scuola e università. Auspicando "ascolto" e "confronto", Veltroni propone "di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la lgge Finanziaria le scelte di bilancio sulla

Università/ Gelmini: sì al confronto con chi vuole riformare ( da "Virgilio Notizie" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università/ Gelmini: sì al confronto con chi vuole riformare Nel dl misure urgenti, riforma in ddl "che auguriamo condiviso" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 10 nov. (Apcom) - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini apre ma con velata riserva, a chi, in primis il leader del Pd Walter Veltroni,

Robbiate: il 12 incontro sulla scuola italiana ( da "Merateonline.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: INVITA tutti i genitori e i cittadini del meratese ad un incontro informativo-propositivo sulle leggi 133/08 e 164/08 (Legge Gelmini) presso il Municipio di Robbiate mercoledì 12 novembre 2008 alle ore 20.30. Per informazioni: coordinamentomeratese@yahoo.it Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 10/11/2008 alle 17.

Monta "l'onda" bustocca, il 14 novembre tutti in corteo ( da "Varesenews" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La situazione nelle scuole è ancora di tensione e preoccupazione, dunque, nonostante il ministro Gelmini abbia fatto una controproposta agli oppositori che ammorbidisce i tagli previsti in precedenza. Il momento verità per il movimento nel Basso Varesotto si avvicina, l'occasione di contarsi e di contare è questa e i componenti del coordinamento lo sanno.

L'iniziativa del Pd ( da "AprileOnline.info" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lettera ai ministri Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all'università "Se c'è un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, questo - si legge nella lettera di Veltroni - è il settore che comprende la scuola,

Governo inventa decreto fantasma ( da "AprileOnline.info" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: successiva conferenza stampa del ministro Gelmini. Una delle principali ragioni della necessità e urgenza del decreto - continua il senatore del Pd - era il blocco delle elezioni per le commissioni di concorso che erano previste a partire dalla giornata di oggi, lunedì 10, sospese solo sulla base di una breve nota ministeriale di venerdì 7 che fa riferimento al decreto ancora ignoto,

Veltroni, appello al governo: "Togliete e tagli e dialoghiamo sul futuro" ( da "RomagnaOggi.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Nella sua lettera Veltroni fa notare che "il Paese e la sua classe dirigente" dovrebbero "superare le divisioni" su temi come la scuola, la ricerca e l'Università. "Se c'e' un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori,

Università, il ministro Gelmini apre al confronto ( da "RomagnaOggi.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università e della ricerca programmato per venerdì prossimo, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, si è detta "disponibile a un confronto che abbia come obiettivo riformare e migliorare l'istruzione in Italia". Il ministro è pronto "a discutere con tutte quelle forze riformiste che pensano che non si possa esclusivamente difendere lo status quo".

Scuola, la Gelmini ora apre al dialogo: "Sì al confronto con chi vuole riformare" ( da "TGCom" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini 20/09/2008Scuola,Gelmini contestata a Venezia 17/10/2008"Su scuola non si tema cambiamento" 17/10/2008Gelmini, non solo proteste 15/10/2008Scuola,ok alle classi per stranieri 14/10/2008Ddl Gelmini, protestano gli Atenei 12/10/2008"La Gelmini taglia 4mila scuole" 09/10/2008Scuola, sciopero il 30 ottobre 07/10/2008Scuola,

Scuola, il ricatto di Veltroni: via i tagli e dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini per chiedere di sospendere il decreto Gelmini e modificare le scelte di bilancio su scuola e università. In cambio Veltroni è disposto ad aprire "un tavolo a cui partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e l'opposizione" Roma - Il segretario del Pd, Walter Veltroni, ha scritto una lettera ai ministri Tremonti e Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all?

Università/ Domani Sabina Guzzanti 'fa lezione' all'Unical ( da "Virgilio Notizie" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: all'università di Sabina Guzzanti, che domani 'farà lezione' agli studenti dell'Università della Calabria. La Guzzanti, spiega in una nota il comitato di lotta 'No Gelmini', sarà alle 16 all'aula consolidata 1 della facoltà di Economia per un incontro-dibattito con la popolazione universitaria del Campus di Arcavacata.

Scuola, Veltroni scrive a Tremonti e Gelmini: stop al decreto e tavolo di confronto ( da "Voce d'Italia, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Politica Articoli correlati: *Alemanno: "la Gelmini si e' mossa male" *Scuola sotto esame *Camilleri: "la Gelmini non e' un essere umano" Guarda tutti i correlati

Università: Domani sindacati a Viale Trastevere ( da "KataWeb News" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cisl e Uil del settore università e ricerca incontreranno il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, al ministero di Viale Trastevere. Lo confermano i sindacati. L'incontro avviene a pochi giorni dalla manifestazione nazionale di venerdì a Roma contro i tagli ai fondi per l'università. AGI


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LE MADDALENE - CAVEDAGO: 2 - 0 (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

LE MADDALENE - CAVEDAGO: 2 - 0 LE MADDALENE - CAVEDAGO: 2 - 0 LE MADDALENE: Fedrigoni, Faes, (10'st C. Rodegher), S. Rodegher, Zanotelli, M. Rodegher, N. Agosti, Penasa, Vender, M. Agosti, Andreis (20'st Alessandri), Soranzo. Allenatore: Ravelli. CAVEDAGO: Franzoi, Borella, S. Daldoss, Calovi, Mattuella, M. Daldoss (38'st Viola), Mocan, A. Endrizzi, C. Endrizzi, Tait, Zeni (17'st Vivari). Allenatore: Nicolussi. ARBITRO: Chemelli di Trento. RETI: 25'st e 39'st M. Rodegher. NOTE: espulso Tait al 25'st. OLTREFERSINA - ALTIPIANI CALCIO: 4 - 0 OLTREFERSINA: Bernabè, Trenti, Lama, Remorini, Pagana, Giovannini (30'st Anesi), Ferrari, Tanakovic (12'st Ravanelli), Valentini (40'st Broseghini), Dell'Acqua, Casagranda. Allenatore: Franceschi. ALTIPIANI CALCIO: Baldesi, Groblechner, Nicolussi, L. Marzadro, Corradi, Moretti, Hueber, Bertoldi, M. Marzadro, Galvagnini, Girardi. Allenatore: Boso. ARBITRO: Claus di Trento. RETI: 15'pt Dell'Acqua, 7'st Lama, 38'st Valentini, 44'st Broseghini. BAGOLINO - CAFFARESE: 1 - 1 BAGOLINO: Giovi, Zanetti, Carè (33'st Dagani), Stagnolli, Melzani, Cosi, Scalvini (24'st Nicolini), Bordiga, Cavicchioli (1'st D. Salvadori), R. Salvadori, Nabacino. Allenatore: Bazzani. CAFFARESE: Buccio, Gelmini (36'st D. Giovanelli), Brunori, M. Giovanelli, T. Fenoli, Giacometti, Uboldi, Stagnolli, Ferrari, Grassi (6'st Carè), D. Fenoli. Allenatore: Scalvini. ARBITRO: Trenti di Rovereto. RETI: 5'pt rig. Stagnolli, 28'pt Ferrari. NOTE: al 45'st la Caffarese fallisce un calcio di rigore. Spettatori 100 circa.

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Università in piazza ma il decreto arriva in Gazzetta ufficiale (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Università in piazza ma il decreto arriva in Gazzetta ufficiale n Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge tecnico varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli Stati Generali delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno.

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Successo della manifestazione promossa per contestare le modifiche della legge (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

«Gelmini, giù le mani dai bambini» Cinquecento in lotta per la scuola n Canzoni, fischietti e slogan per fermare la legge Gelmini. Erano intorno ai 500 (secondo le stime della Questura di Lodi) i manifestanti che sabato mattina hanno invaso le vie della città per protestare contro i tagli alla scuola. Un'unica voce che è rimbombata dalla stazione sino a piazza della Vittoria: «Ministro Gelmini, giù le mani dai bambini». E ancora in coro: «Rivogliamo il nostro futuro». Tra di loro, molti insegnanti, rappresentanze degli studenti, forze sindacali e partiti politici. Un corteo che è partito da viale Dante, ha fatto il suo ingresso nel centro storico e si è fermato davanti al Duomo. Qui si sono tenuti gli interventi di organizzatori e altri aderenti alla manifestazione promossa dal comitato provinciale per la difesa del tempo pieno e della scuola pubblica: «Lodi si è risvegliata. Siamo davvero in tanti per dire che non vogliamo una scuola all'americana, dove solo quelli che hanno i soldi possono permettersi un'istruzione di qualità. Noi vogliamo difendere la scuola pubblica», ha detto Lorenzo Devecchi, dirigente scolastico della Don Milani. Il ritrovo era previsto dal piazzale della stazione, e verso le 9,30 il serpentone dei dimostranti ha cominciato a muovere i primi passi. A guidare tutti, lo striscione in rappresentanza del comitato organizzatore, con in prima fila uno dei promotori dell'iniziativa Franco Tonon. E subito dietro un gruppo di bimbi e genitori, che reggevano il lungo cartellone «Salviamo il tempo pieno». Poi la batteria di fischietti, che scandivano a ritmo di musica l'insieme delle voci. Mentre venivano alzati quasi a ripetizioni i cartelli con le vignette e le immagini satiriche del ministro: «Legge Gelmini: ecco il futuro dei nostri bambini» e sotto le facce degli alunni che diventano come asini; e quindi tutti all'unisono «Non siamo dei ciuchini». È sceso in strada a protestare anche il sindaco di Cavacurta in fascia tricolore, Mario Rossi: «Con i provvedimenti varati, la nostra scuola rischia di essere chiusa, questo causerebbe disagi alla popolazione e metterebbe in difficoltà l'amministrazione comunale per gli spostamenti dei bambini agli altri plessi». Intanto dalla stazione, il corteo dei manifestanti passava in via Vignati, è arrivato in piazza Zaninelli, ha continuato in via Paolo Gorini ed è sbucato in corso Roma, per poi arrivare in corso Umberto dove una delegazione è stata ricevuta nel palazzo del governo. «Le nostre istanze sono state portate alla conoscenza del capo ufficio di Gabinetto del prefetto e ora, ci è stato assicurato, il nostro dissenso verrà trasmesso al ministero dell'Interno», ha spiegato un genitore, Mario Zafferri. Infine in piazza della Vittoria, mentre il numero dei partecipanti ha cominciato a diminuire lo storico Ercole Ongaro ha tenuto una lezione all'aperto per degli studenti e la cantautrice lodigiana Luisa Bennati ha intonato alcune canzoni satiriche sul ministro Gelmini. Per alcuni problemi tecnici, non è stato invece portato in piazza l'esemplare di asino come previsto.Matteo Brunello

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In cinquecento contro la Riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

In cinquecento contro la Riforma Gelmini n Il Lodigiano ritorna a protestate contro la Riforma Gelmini. E lo fa con una manifestazione che sabato mattina ha portato a sfilare almeno cinquecento tra bambini, genitori, insegnanti e amministratori pubblici nelle vie del centro di Lodi. Numerosi gli striscioni in corteo, ma non c'era l'asino che gli organizzatori avevano promesso di voler accompagnare in piazza in segno di dissenso contro i provvedimenti del governo.a pagina 8

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La battaglia per la scuola (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

La battaglia per la scuola Siamo un gruppo di studentesse e studenti del liceo Galileo Galilei di Ostiglia. Ci rivolgiamo a quanti considerano noi studenti italiani una massa di ingenui e fannulloni, facilmente strumentalizzabili da partiti e sindacati. A quanti reputano il nostro protestare una cosa passeggera e superficiale. Questi sono i modi con cui veniamo rappresentati dagli organi di (dis)informazione manipolati dal governo: sei canali televisivi su sette e i principali quotidiani. E' facile giudicare/condannare fermandosi agli slogan di un corteo o a interviste fatte a cinque ragazzi su cinquantamila. La realtà però è un'altra. Noi invitiamo a cercare una verità anche nelle testate minori, quelle dell'opposizione e, soprattutto, nei siti web, sui nostri blog, che non hanno padroni e non hanno scopo di lucro. Qui si sente la voce dei censurati, la voce che fa male al potere. Noi, ad Ostiglia, non abbiamo occupato, non abbiamo picchettato, non abbiamo lanciato sassi o uova a nessuno. Noi abbiamo agito molto più democraticamente di quanto meritasse questo governo. Ci siamo ritagliati spazi, all'interno di assemblee di classe, d'istituto e anche al pomeriggio, per parlare, discutere insieme (anche con professori) delle trasformazioni che si vogliono applicare alla nostra scuola. Abbiamo esaminato a fondo i decreti Gelmini e i tagli della Finanziaria, le riforme che toccheranno scuola primaria e università, cercando di capire le conseguenze che ne deriveranno. Momenti di vera democrazia, dove tutti, liberamente, intervenivano ed esponevano i propri pensieri e i propri dubbi. Questo è ciò che ci insegnano a scuola, o almeno ciò che dovrebbero fare: un confronto dialettico, alla pari, per crescere insieme. E' questo che ha fatto la ministra Gelmini? E' proprio di uno Stato che si definisce democratico imporre un decreto di legge senza consultare i rappresentanti dei diretti interessati e ignorare il dissenso dei cittadini? Non è vero quindi che noi vogliamo difendere il sistema, è vero che vogliamo cambiarlo a modo nostro: vogliamo intervenire in questo cambiamento. Siamo perfettamente consapevoli che ci sia bisogno di miglioramenti, ma non crediamo che questo possa accadere riducendo i fondi. Si, perché di questo si tratta, di risparmiare soldi. Nei decreti e, a maggior ragione nella finanziaria, non si è tenuto minimamente conto della didattica. Che scuola potrà mai essere quella in cui l'aspetto didattico passa in secondo piano rispetto a quello economico? Alcuni studenti del liceo G. Galilei Ostiglia

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SPORT (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

SPORT SPORT Quando bisogna saper perdere In relazione alla lettera pubblicata il 6 novembre 08, avente come oggetto l'incapacità ad affrontare le sconfitte (in questo caso per fortuna solo sportive, ma se già si fa tanta fatica su questo versante, qualche soluzione sarebbe utile cercarla magari dentro di sè e partendo da sè!), risulta sin troppo semplice considerare come l'inutile e ormai un pò datato e stantio rancore sia l'unico prezioso elemento di questa peraltro utilissima esternazione che nulla ha a che vedere con lo spirito sportivo che dovrebbe invece caratterizzare questi eventi evidentemente tale qualità non ha raggiunto tutte le sponde mantovane o per lo meno quelle del signor Biumi, inoltre mi sembra ovvio constatare come a distanza di ormai tre anni l'astio non consenta di intuire che trattasi ormai di due diversi campionati forse i vari Balestri, Cioffi, ecc., sono già più avanti. «Mastica e sputa» cantava il grande De Andrè. Lettera firmata SUZZARA Uno spettacolo da incorniciare Vorrei ringraziare pubblicamente il teatro Temenos di Suzzara per il lungo percorso del laboratorio teatrale che si è concluso con lo spettacolo «Ma che sia sul Mar...» che si è messo in scena durante la Sagra del Crocifisso della città di Suzzara, nel mese di Settembre. Vorrei mostrare tutta la mia gratitudine, al maestro Panizza e ai suoi collaboratori, persone disponibili e professionali, che hanno offerto la loro competenza e il loro entusiasmo in questi due anni. In quest'esperienza persone di diversa cultura, di diversi paesi del mantovano, di diverso carattere hanno potuto incontrarsi e cominciare a far parte di un gruppo. Attraverso questo progetto i partecipanti hanno condiviso momenti, parole, sentimenti e hanno assaporato il piacere di stare assieme. Io spesso ero presente alle prove per lo spettacolo e ho visto in prima persona l'energia e l'impegno del maestro nell'insegnare agli attori le battute, i gesti, il ritmo, i passi e la sua perseveranza nell'incitarli a provare e riprovare... Oltre al teatro Temenos, vorrei ringraziare gli operatori del Centro Diurno della UOP n.28 senza i quali questa bella esperienza non sarebbe stata possibile. Infine vorrei ringraziare l'associazione La Rondine, per la promozione e la tutela della salute mentale e i suoi sostenitori discreti, ma sempre presenti, che hanno creduto e sostenuto con forza quest'impresa! Ancora una volta la collaborazione fra soggetti ed enti diversi è risultata vincente e i lunghi e sinceri applausi del pubblico presente hanno testimoniato il successo della rappresentazione teatrale! Anna San Benedetto Po CERLONGO Grazie don Nelson ci mancherai Carissimo don Nelson, vorrei in queste poche righe esprimerti il mio più sincero e vivo ringraziamento per tutto quello che hai fatto in questi 23 anni. Ti ho già comunicato verbalmente il mio dispiacere per il tuo trasferimento,e non ho resistito dal trattenere momenti di emozione interiore, ma ora mi sento in dovere di scriverti anche un grazie. Sei stato e sarai per sempre il mio prete, proprio così, caro don, sei arrivato a Cerlongo quando avevo solo 3 anni e con te sono cresciuta.... E' stato un tempo per crescere, per confrontarsi e per condividere lo stesso cammino... ricordo come se fosse ieri il giorno della prima confessione, quando seduta accanto a te sull'altare, rispondevo alle tue semplici domande per aiutarmi a trovare qualche «peccato» da confidare a Gesù e poi il giorno della prima Comunione, vestita di bianco insieme ai miei compagni ed emozionata per ricevere il corpo di Gesù, quell'ostia intinta nel vino, un concetto e un valore ancora troppo difficile da capire fino in fondo a quell'età e poi il giorno della Cresima con la presenza del Vescovo e più emozionante ancora il giorno del mio matrimonio quando ho detto «Si» con mio marito davanti a Dio,un giorno davvero indimenticabile e ricco di emozioni. Come dimenticare poi gli anni dedicati al catechismo, all'organizzazione dei grest estivi, e alle gite agli incontri con i focolari che tanto ci tenevi....Dimenticarti sarà impossibile, perché ogni cosa, la chiesa, il campanile, la piazza e l'oratorio mi parleranno di te. Sarà difficile varcare la porta della chiesa e vedere dietro all'altare un altro sacerdote, perchè dietro quell'altare vedo la tua figura con il tuo sorriso. Pur in una logica (non condivisa forse per mia ignoranza) di un tuo necessario trasferimento, sappi che mi mancherai moltissimo. Non capisco, infatti la scelta del nostro vescovo Roberto di trasferirti dopo 23 anni, dopo aver con fatica costruito tanto per la nostra comunità! La tua figura era importante, punto di riferimento per tante persone; un senso di abbandono, di sconforto e di tristezza mi invade il cuore, soprattutto se ripenso alla scelta di non mandare nessun altro sacerdote, giustificata dal vescovo, perchè non ci sono più sacerdoti, ma egoisticamente parlando mi chiedo: «Non potevi rimanere qui tu?» In fondo Villimpenta e Pradello cos'hanno in più di Cerlongo e Vasto? Sei stato e sarai sempre un buon pastore, sempre pronto con tenere parole a confortare tutti indistintamente anche chi non sempre si è comportato in modo corretto nei tuoi confronti. Caro Don Nelson, conserverò di te un ricordo speciale, particolare, unico, personale, così come particolare, unico e personale è stato il mio rapporto con te. Ti ho conosciuto e vissuto a modo mio, a volte anche in conflitto, con le tue ragioni o con il tuo modo di fare, ma comunque portandoti tanto affetto. Grazie Don perchè mi hai insegnato che anche la semplice amicizia è un valore importante nella vita! Grazie Don perché in te c'è sempre stato oltre che il parroco la persona! Grazie Don per la tua capacità di ascoltare! Grazie Don per i tuoi insegnamenti! Grazie Don per la tua amicizia! Per questo e tante altre cose ancora Grazie! Mi auguro che la nuova comunità ti sappia accogliere con amore in uno spirito di collaborazione reciproca! Ciao don Nelson, Villimpenta non è poi tanto lontana! Con profonda amicizia Katia Bonfiglio CASTELLUCCHIO Tra Re Silvio e Che Guevara Sua Eccellenza Cavalier Lorenzo Rota, non ho resistito. Dopo anni nei quali ci ha allietato la giornata con i suoi inni al Berlusconismo, non lasciandosi scappare le malefatte della giunta sovietica di Castellucchio che mangiando bambini di qua e di là era arrivata ad abolire il culto cattolico proibendo l'esposizione delle luci natalizie, ora ho deciso di scendere in campo come dice San Silvio da Arcore e divertirmi un po'. Si perché penso che lei meriti solo ironia. Io amo Che Guevara come lei ama Silvio, quindi il nostro sarà un matrimonio difficile! Io penso che Maria Maddalena sia stata una delle più grandi donne della storia, come lei lo pensa del ministro Gelmini. Ha dimenticavo tanto per andare d'accordo io sono appassionato di vangeli e scritture apocrife e non sono credente, ma penso che Gesu' figlio di Giuseppe sia stato uno dei più grandi uomini della storia proprio come lei lo pensa del ministro Bondi. Ma dulcis in fundo sono un delegato sindacale della Cgil! Quale peccato piu mortale? Ma caro signor Rota il mondo reale è diverso da quello che sogna un ragazzino innamorato di San Silvio! Il mondo reale ci dice che una squadra punitiva fascista entra in piazza Navona non si sa bene come e prende a sprangate dei manifestanti di sinistra pacifici! Non tutti sono no globa a sinistra! Non credo ci sara' un futuro per noi caro Lorenzo, ma un favore glielo chiedo a nome di tutti i lettori della Gazzetta: basta! Sandro Savio Castellucchio

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di Giorgio Ursicino Un incubo per chi deve uscire di casa. Per andare a scuola... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

di Giorgio Ursicino Un incubo per chi deve uscire di casa. Per andare a scuola o al lavoro. Soprattutto se abitualmente utilizza i mezzi pubblici. È infatti scattato ieri sera uno degli scioperi autunnali, quello dei trasporti. Le principali sigle sono "agitate" per la vertenza del nuovo contratto unico della mobilità che interessa gli addetti dei mezzi pubblici locali, i ferrovieri e i lavoratori dei servizi. I treni sono in sciopero dalle 21 di ieri, ma vengono garantiti i convogli di lunga percorrenza e quelli delle fasce orarie di massima affluenza. Funzionerà anche il collegamento fra la Stazione Termini di Roma e l'aeroporto di Fiumicino con il Leonardo Express o con bus sostitutivi. Per avere informazioni più precise di cosa accade sulla rete ferroviaria è possibile chiamare il numero verde 800.892.021 o collegarsi al sito www.ferroviedellostato.it. Le modalità dell'astensione dal lavoro degli addetti del trasporto pubblico locale variano da città in città (gli orari delle principali sono nella tabella a fianco). Il precedente contratto è scaduto lo scorso 31 dicembre e, come al solito, le parti in causa si rimpallano le responsabilità. «Il contratto unico avrebbe un costo del 20% superiore, assolutamente insostenibile», ha commentato l'Asstra, l'associazione che riunisce le principali aziende trasporto pubblico locale. «Aspettano solo che il governo apra i cordoni della borsa, sono refrattari a qualsiasi ipotesi di cambiamento e di riforma», è la risposta della Filt-Cgil. Intanto inizia un'altra settimana calda anche sul fronte scolastico. Oggi il decreto legge voluto dalla Gelmini dovrebbe essere formato dal Presidente e, in serata, pubblicato sulla gazzetta Ufficiale. Venerdì sciopero generale dell'università proclamato dai sindacati di categoria.

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Università, allo studio norme per scoraggiare i fuori corso (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 10/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:interno Università, allo studio norme per scoraggiare i fuori corso ROMANuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa ai professori associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel Ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al Ministero dell'istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'Istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il Governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto - ha affermato RdS - avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del Governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli Stati Generali delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziati 300 milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui fuori corso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso (secondo i dati del Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento percentuale pari al 37,6%. In alcuni atenei, come quello di Enna, ci sono già incentivi per chi è in regola con il piano di studi, come sconti sulle tasse per chi non è fuori corso.

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CONTROLLI STRADALI L'odissea delle multe alle auto rubate nInnanzitu... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 10/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE CONTROLLI STRADALI L'odissea delle multe alle auto rubate nInnanzitutto ringrazio per avere ospitato il mio sfogo sulle pagine del Giornale di Brescia del 25 ottobre. Ci tenevo a segnalare che la storia continua ed assume connotati quasi comici. Stamattina ho ricevuto altre due multe per entrambe le autovetture rubate che in data 29 e 30 settembre transitavano nel medesimo tratto dell'autostrada Torino-Trieste e venivano immortalate dall'efficiente sistema SICVE sempre in ore serali, in direzione Milano, a velocità rigorosamente da Formula 1. È molto probabile che nei prossimi giorni avrò altre notizie delle mie autovetture, magari sempre dal premuroso Tutor milanese che cerca di rendere meno amara la loro lontananza per il legittimo proprietario. È evidente che ho contattato nuovamente le Autorità competenti e fortunatamente ho trovato un Ispettore della stradale veramente cortese, che si è messo a completa disposizione, promettendomi di fare tutto il possibile al riguardo. Mi rendo conto che la Polizia abbia problemi ben più gravi dei furti d'auto, ma non è accettabile che i malviventi possano commettere ripetutamente e impunemente infrazioni gravi del Codice Stradale, a danno dell'altrui sicurezza. Sarebbe forse il caso di rivedere la logica di funzionamento del sistema SICVE poiché, oltre ai malviventi, anche molte altre persone la fanno franca (pagando una sanzione più elevata, oppure scaricandola sul nonno di turno), visto che la mancata contestazione immediata impedisce di fatto di scoprire chi effettivamente guidava il veicolo. Se il tutto si traduce in una sanzione amministrativa, spedita da un sistema computerizzato, non faremo mai decisi passi avanti in materia di sicurezza stradale. Mi chiedo inoltre come non sia possibile interpolare i dati di un'autovettura rubata tra il sistema informatico della Polizia stradale e giudiziaria per evitare di spedire inutili multe che saranno oggetto di ricorso e conseguente annullamento con inutili costi a danno della collettività, senza contare il tempo perso dal sottoscritto che oltre a coltivare l'hobby dell'apprendista ispettore, dovrebbe pure preoccuparsi di gestire due piccole aziende del settore meccanico in questo periodo non proprio felice per l'economia mondiale. Lettera firmata CASTEGNATO Differenziata: quei bidoni ingombranti nCon la presente vorrei segnalare un disagio che riguarda il Comune di Castegnato.Nei giorni scorsi il Comune di Castegnato ha iniziato a consegnare a tutti i cittadini i «contenitori per la raccolta differenziata»; e fin qui tutto bene. Il contenitore per la carta, quello per il vetro e lattine, quelli per l'organico (sono 2) e quello per il residuo/differenziale, infine i sacchi per la plastica. Peccato che il contenitore del «differenziale» è un bidone verde con ruote e molto ingombrante e pesante da 120 litri. Questo bidone bisogna esporlo in strada un giorno della settimana stabilito da un calendario di raccolta rifiuti. Ovviamente il Comune non ha considerato alcuni problemi logistici: innanzitutto il peso di questo bidone; come fanno le persone che non abitano a piano terra a esporre il bidone? Come fanno le persone anziane ad esporre il bidone? Non meno importante il fattore «ingombro»; come si può pensare di dover tenere in casa un bidone da 120 litri per raccogliere tutti i rifiuti che non vanno inseriti negli altri contenitori? Va bene per chi ha la casa singola con spazio esterno. E chi abita in un appartamento è costretto a tenerlo in casa facilmente a contatto con i bambini ed è costretto a subìre l'odore sgradevole (causato soprattutto - per esempio - dai pannolini dei bambini). Sempre riguardo il fattore «ingombro» bisogna considerare che i cittadini sono costretti a portare in casa 5 contenitori e un sacco apposito per la plastica e si trovano costretti a tenerseli in casa tutta settimana. Alla luce di tutto ciò mi sento di chiedere al Comune di Castegnato di andare incontro al cittadino: verranno tolti definitivamente i bidoni della spazzatura (grigi) che attualmente si trovano in strada. Perché non mettere al loro posto almeno 2 bidoni (organico e differenziale) per dare la possibilità al cittadino di buttare questa spazzatura (che è quella che crea maggior disagio) quando vuole, senza essere legati ad un giorno della settimana? Sarebbe più intelligente della procedura attuale. Spero vivamente che il Comune di Castegnato attui questa soluzione. Lettera firmata GIORNO DEI MORTI Meditazione all'ombra dei cipressi nIl due novembre cadono le foglie che il vento porta lontano, lontano: eterna caduta delle foglie autunnali per ricordarci l'eterna caducità di tanta vita. Ed eccomi anch'io al cimitero: due epigrafi scolpite nel pilastro del cancello mi trattengono: io leggo: «Questa soglia divide due mondi, la pietà li congiunge» - «Più che disfarsi dei corpi è l'oblio dei superstiti». Il mio pensiero si raccoglie, queste iscrizioni non lacrimano il pianto comune, han due solenni concetti che mi costringono a meditare. Si, l'oblio è doppia morte! Io varco la soglia e con tali pensieri eccomi dinanzi la vasta e pia scena, accanto a me ci sono donne di popolo, signore con la pelliccia, uomini spenti, alcuni bambini, misere vecchiette curve sopra fosse umilmente coperte di terra, sovrastate da rozze croci di legno: su quelle tombe, piangendo, recitano il rosario e funebri litanie, supremo tributo di fede. Più in là, delle tombe marmoree, piene di fiori profumati recanti ricche lampade e lucenti nastri neri. Più giù una povera adolescente col viso pallido, disfatto, inginocchiata su una povera tomba, quella forse della madre che, con mano trepida accende alcuni fiammiferi per dar luce ad un piccolo cero come un raggio di conforto. Continuo il mio pellegrinaggio in questo luogo santo di tante memorie, eccomi dinanzi i marmorei scaloni per andare su una vasta spianata dove ci sono le tombe di alcuni soldati, così mute e così gelide, parlano perennemente allo spirito umano. Una ghirlanda di fiori con un nastro tricolore posa sul loro monumento, eroi che consacrarono la loro vita alla Patria e che nel nome di lei gloriosamente perirono. Da quei nomi incisi sul quel monumento fioriscono massime sulle quali noi dovremmo meditare per trarne la guida della nostra coscienza. Le tombe sacre alla Patria non tacciono mai; cantano un inno epico di gloria, cantano il poema che non tramonta mai. Sono nella gran notte dei tempi, come lampade accese che illuminano l'avvenire. Quel canto e quella luce accendono di patrio amore, di civile valore, accendono l'ardore e l'amore per il suolo natìo, sono una scuola sacra di eterna virtù.In mezzo a quei cipressi alti e cupi, su quel viottolo polveroso e solitario si erge un nome, una data, qualche volta nulla, eppure ci fanno tanto pensare! Edmondo Del Prete Brescia LEGA NORD Concorsi pubblici su base regionale nChiedo ospitalità per illustrare ai lettori del Giornale di Brescia un'importante conquista della Lega Nord; una misura che si propone di mettere fine al grave problema della pessima ridistribuzione territoriale del personale della pubblica Amministrazione. Abbiamo compiuto un grande passo in avanti: l'accesso ai concorsi pubblici avverrà anche in base alla residenza, ovvero, il punteggio assegnato ai concorrenti potrà tenere conto della residenza qualora questa consenta un migliore svolgimento della funzione a cui è stato chiamato il candidato. È noto il meccanismo che troppo spesso si innesca inceppando il motore della pubblica Amministrazione: i vincitori di concorsi in regioni diverse da quelle di residenza chiedono il trasferimento e cominciano così un dannoso, quanto improduttivo, braccio di ferro con l'Ente per avvicinarsi al luogo di provenienza. Un circolo vizioso che si traduce in spreco di denaro pubblico, perdita di tempo e quindi, in ultima analisi, in un danno per i cittadini. La territorializzazione delle procedure concorsuali mira a risolvere questa annosa questione tramite un intervento organico che, oltre all'introduzione del requisito della residenza nel bando di concorso pubblico, presenta altre novità, come il ricorso alla mobilità per coprire il fabbisogno di personale nella pubblica Amministrazione, l'obbligo di permanenza quinquennale nella sede di destinazione non derogabile dai contratti collettivi e l'introduzione del titolo di preferenza per la permanenza nelle sedi carenti di organico ai fini della formazione delle graduatorie per gli avanzamenti di carriera. I concorsi pubblici per le assunzioni nelle Amministrazioni statali e nelle Aziende autonome dovranno essere espletati a livello regionale; eventuali deroghe dovranno essere autorizzate dal Presidente del Consiglio. Inoltre, gli uffici con sede regionale, compartimentale o provinciale potranno bandire concorsi unici circoscrizionali per l'accesso alle varie professionalità. In particolare, sarà introdotto l'obbligo di individuare i posti banditi con riferimento alle sedi di servizio e, ove ciò non sia possibile, con riferimento ad ambiti regionali. Per inciso, la Corte costituzionale si è più volte espressa in materia. Molti, del resto, sono gli esempi in cui il criterio della residenza ha svolto un ruolo decisivo nella formazione delle graduatorie. Ad esempio, la Regione Sardegna ha bandito un concorso per laureati e diplomati in diverse discipline, riservato però ai nati in Sardegna o a persone ivi residenti da almeno quattro anni o a figli di sardi (B.U. della Regione Autonoma Sardegna n° 29 del 16 settembre 1996). Il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha bandito un concorso destinato esclusivamente a giovani laureati residenti nelle regioni meridionali (B.U. del CNR n° 3 del 25 marzo 1996). Ancora: lo Statuto speciale per il Trentino Alto Adige, all'articolo 10, recita: «I cittadini residenti nella provincia di Bolzano hanno diritto alla precedenza nel collocamento al lavoro nel territorio della provincia stessa». Altrettanto importante, in un'ottica di trasformazione dello Stato in senso federale, è la previsione della mobilità per il personale delle Amministrazioni pubbliche a seguito del conferimento di funzioni statali alle Regioni e agli Enti locali, del trasferimento di attività svolte da pubbliche Amministrazioni ad altri soggetti pubblici di esternalizzazione di attività e servizi. Vi ricordate cosa successe dopo il referendum del '93 che sciolse il Ministero dell'agricoltura? Allora lo Stato non riuscì a trasferire i suoi dipendenti alle Regioni che avrebbero dovuto assolvere alle sopraggiunte competenze. A tale personale d'ora in poi si applicheranno le disposizioni in materia di mobilità collettiva e di collocamento in disponibilità. Chi rifiuterà il trasferimento per due volte in 5 anni sarà messo in esubero e collocato in disponibilità. Queste sono solo alcune delle soluzioni concrete che la Lega di Governo ha voluto, per porre rimedio alle criticità di un sistema di rapporti di lavoro che nel pubblico deve trovare, al più presto, equità, competitività ed efficienza. Davide Caparini Presidente Commissione bicamerale Questioni Regionali Capogruppo Lega Nord Commissione Lavoro a Montecitorio Roma RIFORMA GELMINI Le ragioni di una scuola con più maestri nCome insegnante dì scuola d'infanzia (per bambini dai 3 ai 5 anni), sento di esprimere il mio pensiero, dato da un'esperienza di 20 anni, e alcune convinzioni pedagogiche, in merito alla Riforma Gelmini. Nella scuola ci sono attività molto importanti e formative per i bambini, che vengono svolte fondamentalmente grazie alla compresenza tra due insegnanti, che diversamente non sarebbero possibili da realizzare. Esempio: generalmente dalle 10.30 alle 11.30 i bambini fanno attività suddivisi spesso per gruppi omogenei d'età, quali: psicomotricità, logico-matematica, musica, plastico-manipolative e progetti d'integrazione per stranieri, fiabe drammatizzate, etc. Ogni sezione (classe) è composta da 25-28 bambini, grazie a queste attività in compresenza, ogni insegnante può lavorare in sottogruppo (12-13 bimbi), oppure aiutare con progetti di rinforzo, bambini in difficoltà, con obiettivi mirati sulle fasce d'età e personalizzando l'insegnamento, dunque l'apprendimento. La compresenza dunque e la codocenza (abolite dal Decreto Gelmini) nella scuola divengono essenziali. La «relazione» dei bambini differenti tra loro, con gli adulti, tra gli adulti, è una dimensione importante, l'avere la possibilità dì interrompere qualunque cosa si stia facendo per rassicurare un bambino che ricerca la mamma, o due che litigano e si picchiano, o uno che si sente escluso, è una possibilità preziosa e necessaria, possibile da realizzare solo in una scuola dove il «programma» può passare momentaneamente in secondo piano, e dove c'è la presenza di una codocente che segue il resto del gruppo, mentre si interviene su chi vive il «problema». La «valutazione» stessa di un bambino, intesa come osservazione di un percorso di sviluppo e non di uno o più prodotti, è più «sana» ed obiettiva se realizzata da due insegnanti, che si confrontano e supportata dunque da una collegialità condivisa. Le classi multiculturali sono una risorsa perché fanno «respirare» ai bambini un luogo di accoglienza e di pacifica convivenza che proprio a quella tenera età può incidere dentro ciascuno nel percorso formativo che porterà ad essere «uomini e donne di relazione»... più che di competizione (per quella c'è sempre tempo poi). Riguardo poi alle «diversità» varie, nessuno le nega, sarebbe fazioso annullarle negandole (spesso la sinistra ha marciato su questo): i bambini non sono tutti uguali, anche perché negandole si crea ancora di più la discriminazione. Ma un conto è accogliere in una classe ogni bambino, portatore del proprio mondo, e poi a fianco proporgli percorsi alternativi di rinforzo (vedi progetti integrazione e di lingua italiana), diverso è prima separare in classi differenziate (se pure temporanee), accentuando la difficoltà ("solo se la superi entri nella classe di tutti") e solo dopo essere accolti nella classe... Perché evidenziare le differenze (d'handicap, di lingua, di religione, etc) all'inìzio di un incontro, quello con il mondo della scuola (pubblica, non privata), è discriminazione... La selezione, la valutazione, il merito, si fanno alla fine di un percorso comune, con opportunità differenziate, ma non all'inizio... I valori dell'accoglienza, della conoscenza delle proprie emozioni per incanalarle in modo positivo, l'apertura della propria dimensione cognitiva verso i diversi saperi, il senso del relativo (non del relativismo), cioè che accanto alla mia opinione c'è quella dell'altro, dell'ascolto, si imparano vivendoli nella primissima età, in una agenzia educativa sicuramente imperfetta, ma che qualche traccia lascia e che offre opportunità per sperimentare se stessi, perché solo così tali valori diventano patrimonio interiore, che aiuterà quando da adulti subentreranno i pregiudizi... Anna Facchinetti Brescia RINGRAZIAMENTO Un vigile che fa onore alla categoria nNon sempre c'è tutto negativo. Mi trovavo in via Caduti del Lavoro, ho subito un piccolo incidente, ci siamo fermati sui lati della strada per non ostacolare il traffico. Io sono anziano, l'altro un extracomunitario, incapace di sistemare ogni cosa anche per un amichevole accordo, non sapevo proprio come fare. Si presenta subito un vigile, al momento mi sono quasi spaventato, ma lui con un dolce sorriso e tanta serenità mi disse: «Non preoccupatevi che penso io a sistemare ogni cosa». Difatti come un angelo custode ha sistemato ogni cosa da portare alle nostre assicurazioni. In una mezz'ora ha fatto tutto. Ho voluto accennare questo fatto di cortesia e di bravura di questo vigile che merita un grazie e fa onore a tutti i vigili. Giovanni Mazzacani Brescia

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Università, oggi scatta la riforma Venerdì in piazza studenti e prof (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Università, oggi scatta la riforma Venerdì in piazza studenti e prof ROMA. Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. «Prima di tutto - ha affermato RdS - avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso».

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Da Bologna saranno circa quattromila, domani a Roma, alla manifestazione degli universitari contro ... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Da Bologna saranno circa quattromila, domani a Roma, alla manifestazione degli universitari contro la riforma Gelmini.Così gli studenti chiedono a Trenitalia di garantire un convoglio con almeno tremila posti assicurati e a prezzi scontati. Non gratis. E per non pesare «sulle casse delle ferrovie» chiedono un contributo «a tutta la società civile», da versare direttamente alle Poste.

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Una settimana di proteste per l'università (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Lunedì 10 Novembre 2008 NAZIONALE Pagina 3 ISTRUZIONE. Venerdì sciopero contro i tagli Una settimana di proteste per l'università Oggi sulla Gazzetta ufficiale il nuovo decreto legge ROMA Nuova settimana di proteste per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel disegno di legge varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre all'Università di Rona La Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, il dibattito politico ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziato 300 milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui fuoricorso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%.  

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l'università scenderà in piazza (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Sciopero generale venerdì contro i tagli. Ieri la protesta creativa con lezioni di fisica ai bambini L'università scenderà in piazza E la Gelmini metterà nella riforma norme contro i fuoricorso ROMA. L'università si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (sugli associati) per i concorsi (banditi da tempo e le cui domande scadono oggi), assicurano che arriverà al Quirinale per la firma di Napolitano, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, in tempo per mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. La riforma, abbozzata nelle linee guida del ddl varato col decreto, scoraggerà il fenomeno dei fuori corso. Al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando incentivi per gli studenti che si laureano negli anni previsti; si pensa anche di limitare al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide. L'idea del ministro Gelmini è di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni in facoltà. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%. In alcuni atenei, come a Enna, ci sono già incentivi per chi è in regola con il piano di studi, come sconti sulle tasse. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, tra i politici interviene Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, chiede alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto, dice la RdS, «non accettiamo nessuno scaricabarile da esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza riacquisterà consenso». Le regioni del Sud si sono dette pronte ad investire 1,5 miliardi in 3 anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Campania (che da sola ne ha stanziati 300 milioni solo per le infrastrutture), chiede «al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia».

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scuola, tornano le agitazioni e il gritti avvia l'autogestione (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Cronaca Scuola, tornano le agitazioni E il Gritti avvia l'autogestione Sulla scorta della manifestazione di venerdì a Roma contro il decreto legge del ministro Gelmini, tornano le agitazioni anche negli istituti della città. A partire da questa mattina e fino a giovedì, l'istituto tecnico statale per il turismo Andrea Gritti di via Muratori, ha proclamato l'autogestione. Non si farà lezione canonica, nel senso che gli alunni non entreranno in classe per seguire il programma, ma si studierà la riforma del Governo, che verrà scandagliata in tutti i suoi punti, specialmente quelli che riguardano da vicino gli istituti tecnici statali che si basano su laboratori, corsi relativi a materie specialistiche e indirizzi di formazione al lavoro. I ragazzi del Gritti erano stati tra i primi ad incrociare le braccia e pure ad occupare la scuola nelle scorse settimane. Avevano persino dato vita allo sciopero del bar, mettendo in piedi un punto autonomo di ristoro che ha mandato su tutte le furie la gestione scolastica, che ha scritto una lettera contro i ragazzi. E c'è fermento intorno alla allamanifestazione di venerdì, alla quale aderiranno molti universitari ma anche liceali dei diversi istituti della città per partecipare nel maggior numero possibile. L'intenzione delle scuole e degli istituti di Mestre, è quello di agire in sinergia, cercando di non creare divisioni tra universitari, studenti del liceo e tecnici professionali, anche se in qualche caso gli interessi sono diversi e qualche incomprensione si è già verificata. Domani si terrà ancora una assemblea al Centro civico con i rappresentanti degli studenti. E sempre domani è prevista una manifestazione organizzata dal «collettivo degli studenti medi di Mestre», un corteo che dovrebbe partire da Corso del Popolo e arrivare in Piazza Ferretto o in via Palazzo. «L'iniziativa - spiega Simone del liceo classico Franchetti - è stata votata a maggioranza. A nostro modo di vedere è importante non perdere il contatto con il territorio e dialogare con gli enti, ma soprattutto non chiudersi all'interno degli istituti». Insomma un modo per manifestare il proprio dissenso al resto della cittadinanza, alle istituzioni, a chi ancora non sa cosa c'è in ballo. Non è ancora ben chiaro quali istituti parteciperanno. E quali invece opteranno per altre forme di protesta. Gli istituti d'arte invece, si stanno organizzando tra di loro rimanendo in contatto con l'università. Due le mobilitazioni attualmente in scaletta. Il primo appuntamento è per il 17 in piazza Ferretto, dove si terrà un sit-in delle scuole d'arte. La seconda è in programma la settimana successiva e per par condicio tra laguna e terraferma si terrà invece in Piazza San Marco a Venezia. (Marta Artico)

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Quinto Verona0 Montorio3 (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Lunedì 10 Novembre 2008 SPORT Pagina 42 Quinto Verona0 Montorio3 Quinto Verona: Rama N, Burri, Rama M, Montolli Giacomo, Gelmini, Coldebella, Tollini (Montolli Gianluca), Degani, Aprile (Marchi), Antolini, Ronca (Fosser). All. Sorgente. Montorio: Zangrandi, Lenotti, Tartaglia (Mehouachi), Bianchi, Micheloni M, Verde, Tosi (Martinez), Biasia, Cristofori (Micheloni G), Cobelli (Bakiu), Fiocco (Erbisti). All. Bertoldo. Arbitro: Vanoni. Reti: 28' pt Verde, 35' pt Cobelli, 10' st Micheloni G.  

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università, oggi scatta la riforma venerdì in piazza studenti e prof (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Attualità Università, oggi scatta la riforma Venerdì in piazza studenti e prof ROMA. Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. «Prima di tutto - ha affermato RdS - avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso».

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Un autunnoscanditoda proteste (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Un autunnoscanditoda proteste l'analisi nRoma. Treni, autobus, aerei, scuola, statali. Si apre una stagione di proteste e di scioperi che accompagneranno l'autunno caldo del governo oltre che dei cittadini alle prese oggi con il fermo totale dei trasporti pubblici di ogni ordine e grado. Come non bastasse, l'"onda anomala" degli studenti che ha investito l'Università non accenna ad arretrare, trascinando in piazza tutti i critici del ministro Mariastella Gelmini, ricercatori, professori, lavoratori e studenti, che venerdì 14 si ritroveranno a Roma per uno sciopero generale e una mega-manifestazione contro i tagli alla scuola. E' immaginabile che fra pochi giorni nella Capitale arriverà una marea di gente che sfilerà sotto i palazzi del potere e del governo. E' un'immagine di protesta sociale destinata a replicarsi chissà quante altre volte in un autunno che di mite ha solo il clima. Bisognerà abituarsi perché si andrà avanti così per molto e su molti fronti. Anche gli statali scalpitano e scenderanno in piazza con varie modalità nelle prossime settimane contro l'aumento contrattuale offerto da Renato Brunetta, il ministro della Funzione pubblica, disposto a concedere 40 euro nette in busta paga. Un'offerta accettata da Cisl, Uil e Ugl ma non dalla Cgil. Il problema, però, è che i sindacati categoria Cisl e Uil fanno di testa loro: parteciperanno allo sciopero della scuola e a tutte le proteste in programma a novembre. C'è quindi una crescente turbolenza sociale, che il governo non riesce a frenare neanche nei casi in cui ottiene il via libera dai sindacati confederali in grado di garantire la pace sindacale fino a un certo punto. E' il caso non solo degli statali e della scuola. Anche Alitalia non conosce pace e anzi rischia di trasformarsi in una sanguinosa trincea per il governo e il Paese, nonostante l'annuncio di Roberto Colanninno «Decolleremo a dicembre». E invece piloti, steward e hostess hanno indossato l'elmetto e ora si preparano a una guerra micidiale contro i soci di Cai. Gli scenari autunnali sono foschi: fanno immaginare il governo impegnato in un estenuante braccio di ferro con le più svariate categorie sociali. Cosa faranno Berlusconi e i suoi ministri? Allo stato attuale, prevalgono i falchi e la linea dura come dimostrano tutta la vicenda del decreto Gelmini e l'Alitalia. Il Cavaliere può contare ancora sull'appoggio della Confindustria e su un consenso ancora solido, appena incrinato dalle proteste. La crisi economica però si fa sentire. E se arriveranno gli aiuti solo per banche e imprese e non per le famiglie, il malessere è destinato crescere, e potrebbero aprirsi le prime crepe in una maggioranza finora granitica. 10/11/2008

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gli studenti preparano lo sciopero (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Proteste contro la Gelmini Gli studenti preparano lo sciopero ROMA. Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio domani), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto - ha affermato RdS - avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli Stati Generali delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui fuori corso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso.

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la scuola le proteste e la verità sulla riforma - mario pirani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina La polemica La scuola le proteste e la verità sulla riforma MARIO PIRANI Venezia agli albori del Novecento conobbe il primo sciopero generale spontaneo della sua storia. La manifestazione in piazza S. Marco indetta dai nascenti sindacati vide, però, una partecipazione preponderante di donne. La ragione di questa presenza, straordinaria e sorprendente per l´epoca, risiedeva nel fatto che la protesta era scoppiata per un motivo davvero singolare: una puerpera era stata costretta a partorire, senza soccorso, sui gradini dell´Ospedale Maggiore, all´aria aperta. Il fatto venne assunto a simbolo di qualcosa di molto più generale: l´insopportabilità dell´assenza, al di fuori delle opere di carità cattoliche, di qualsiasi forma di pubblica assistenza. Il Welfare State era, infatti, al di là da venire. Questo lontanissimo episodio mi è venuto alla mente riflettendo sulla tumultuosa e massiccia protesta del mondo della scuola dilagata in questi giorni in tutta Italia in odio al decreto Gelmini. Eppure quel decreto, tradotto ora in legge, non conteneva minacce tanto dirompenti da giustificarne il crucifige, anche se su un punto ? il maestro unico alle elementari e le diminuzioni di insegnanti che ciò implica ? meritava un ripensamento di fondo, di cui parleremo più avanti. L´avversione al decreto, potenziata dalle prepotenti quanto sciocche minacce berlusconiane, si è invece caricata di ben altri significati ? appunto come quel parto davanti all´ospedale ? e ha dato alle manifestazioni studentesche motivazioni assai più ampie, pur se confuse, che spaziavano dalle elementari all´Università. Comunque, tra tutte, la più forte, in parte giusta e in parte sbagliata, è stata quella contro tutti i tagli previsti (non dalla Gelmini ma dalla Finanziaria, approvata senza che nessuno fiatasse tre mesi orsono). Di tutto questo si è appropriata l´opposizione e non è pensabile che facesse altrimenti. SEGUE A PAGINA 37

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Una settimana di proteste per l'università (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

ISTRUZIONE. Venerdì sciopero contro i tagli Una settimana di proteste per l'università ROMA Nuova settimana di proteste per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel disegno di legge varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre all'Università di Rona La Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, il dibattito politico ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziato 300 milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui fuoricorso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%.

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sciopero generale, venerdì l'università torna in piazza (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 16 - Cronaca La protesta Sciopero generale, venerdì l´università torna in piazza ROMA - Nuova settimana di passione per l´università, che venerdì 14 scenderà in piazza a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati contro i tagli e la riforma del ministro Gelmini. Il 15 e il 16 novembre è prevista invece alla Sapienza una assemblea nazionale delle facoltà in lotta.

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Gli studenti contro la riforma: al Don Milani ci si confronta (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

MONTICHIARI. Tagli nella scuola, nell'istituto è all'opera un collettivo Gli studenti contro la riforma: al «Don Milani» ci si confronta La mobilitazione che sta attraversando quasi tutto il Paese, e che ha spinto studenti, insegnanti e anche non pochi genitori a protestare in varie forme contro i contenuti della legge Gelmini all'insegna dello slogan «Il nostro futuro non si taglia», ha toccato naturalmente anche Montichiari. E anche qui, i ragazzi delle medie superiori si sono organizzati in un collettivo studentesco, con l'obiettivo, spiegano, di «riflettere e confrontarsi sulla normativa in discussione in Parlamento; per discutere dei problemi concreti della scuola e per affrontare argomenti attuali di interesse politico e sociale». «Siamo fermamente contrari al decreto 137 approvato dal governo e al piano programmatico collegato alla Finanziaria - aggiungono gli studenti -: insieme rappresentano un pericoloso attacco alla scuola pubblica italiana, e produrranno gravissimi danni alle condizioni degli studenti, degli insegnanti e del personale non docente». In particolare, poi, a Montichiari stigmatizzano il fatto che «il ministro Gelmini abbia deciso di distruggere la scuola pubblica con 7.800 milioni di euro di tagli nei prossimi quattro anni, la reintroduzione del voto in condotta ai fini della bocciatura, l'incremento di cinque iscritti per ogni classe, la diminuzione delle ore di laboratorio nelle scuole professionali e il ritorno del maestro unico alle elementari». Provvedimenti che secondo i membri del collettivo abbasseranno la qualità dell'istruzione e faranno perdere circa 200 mila posti di lavoro. E dei quali si discuterà anche oggi dalle 13.30 alle 15, nell'aula «Gles» dell'Istituto statale «Don Lorenzo Milani», in via Marconi 41. F.MAR.

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la scuola - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 37 - Cultura LA SCUOLA Che cosa rivelano le contestazioni contro il ministro la verità sulla riforma gelmini e le sue spine Nei cortei di questi giorni anche parole d´ordine vaghe Ma sul maestro unico le proposte del governo possono essere confutate I bambini e le mamme del Nord avranno risorse che saranno decurtate al Sud L´avversione al decreto potenziata dalle prepotenti e sciocche minacce berlusconiane (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Assurdo, quindi, ogni biasimo sulla carenza di fair play riformista, dimostrata in questa contingenza da Walter Veltroni. Quel che per contro potrebbe essere rilevata criticamente è l´assunzione, senza beneficio d´inventario, della proteiforme nebulosa protestataria, rinunciando in partenza ad un intervento per darle uno sbocco razionale e positivo, interpretando il disagio reale della scuola, ancorché sotteso a slogan inconsistenti, studiando e scegliendo obiettivi possibili e immediati, quanto prospettando mete di riordino a più lungo termine. Così non è stato. Alcun ascolto ha trovato, inoltre, l´appello di Giorgio Napolitano, pronunciato all´apertura dell´anno scolastico, perché si affrontassero con «senso della misura e realismo le questioni più spinose, compresi gli impegni finanziari... L´Italia - specificava per maggior chiarezza il Capo dello Stato - nel suo stesso vitale interesse deve ridurre a zero nei prossimi anni il suo deficit pubblico... nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo ed esso comporta anche - inutile negarlo - un contenimento della spesa per la scuola... l´obbiettivo non può prevalere su tutti gli altri e va formulato, punto per punto, con grande attenzione, in un clima di dialogo. Ma ciò non può risolversi nel rifiuto di ogni revisione necessaria a fini di risparmio». La risposta non poteva essere più deludente: Berlusconi ha inteso l´invito al confronto come un incentivo alla minaccia poliziesca, Veltroni ha preferito la deriva populista di facile presa ma scarsa prospettiva, ribadendo un No preclusivo a tutti i tagli e annunciando un discutibilissimo referendum anti-Gelmini, peraltro improponibile in materia finanziaria. Per contro era possibile avanzare contro proposte convincenti sia sul maestro unico e sugli sprechi, elencati voce per voce in un dossier di «TuttoscuolA», l´ottima agenzia indipendente che su Internet monitorizza quotidianamente la vita scolastica. Il decreto Gelmini, peraltro, nel suo impianto globale si muoveva esplicitamente lungo il solco della correzione di rotta già impresso da Fioroni e Bastico, ministro e vice ministro del governo Prodi, per riportare un minimo d´ordine e di serietà negli studi. Lo prova le lettura degli otto articoli della legge che riguardano nell´ordine l´introduzione dell´insegnamento su «Cittadinanza e Costituzione», la conferma della revisione anti-bullismo dello Statuto degli studenti, messa a punto da Fioroni con la valutazione in pagella e in sede di scrutinio finale del comportamento, un tempo chiamato «condotta», la misura in decimi del voto, la necessità di conseguire almeno la media del 6 per la promozione e l´ammissione all´esame di Stato, l´obbligo per gli editori di adottare libri di testo validi per cinque anni, così da non costringere le famiglie a continui esborsi per inutili aggiornamenti, l´abilitazione all´insegnamento nelle scuole elementari e dell´infanzia per chi abbia ottenuto la laurea in scienza della formazione primaria, infine una modifica delle norme di accesso alle scuole di specializzazione medica. Veniamo al contestato articolo sul maestro unico che, in realtà, sarebbe più giusto definire come una disposizione sul tempo-scuola, ridotto a 24 ore settimanali, come era fino al 1990. Qui incidono i tagli destinati a risparmiare su precari-supplenti. Ma, per un giudizio motivato, è utile ricordare cosa si proponeva la riforma della mitica ministra Falcucci, dc doc mai abbastanza rimpianta. Per ampliare il ventaglio di conoscenze già nell´età infantile e, ad un tempo, per consentire al più gran numero di madri di entrare nel mercato del lavoro, venne deciso di procedere gradualmente e attraverso sperimentazioni e verifiche a una modifica radicale, portando inizialmente l´orario normale da 24 a 27 ore e, via via a 30, mano a mano che le scuole si mettevano in grado di assumere un insegnante per la lingua straniera, la cui introduzione era il vero clou della riforma. Questo avrebbe comportato due ritorni pomeridiani la settimana o l´organizzazione di una mensa scolastica ad opera dei Comuni. Un servizio indispensabile nel momento in cui andava a regime il secondo pilastro della riforma, un tempo pieno di 40 ore settimanali, compresa la pausa pranzo. Anche l´insegnamento variava di tenore tra le lezioni mattutine e le attività pomeridiane. Fu una stagione di forte innovazione pedagogica - come rievoca sul suo blog Marco Rossi-Doria, fondatore del movimento dei «maestri di strada» nei Quartieri Spagnoli di Napoli - generata da molti fattori, dalla spinta all´accesso al lavoro di nuove generazioni femminili in un contesto economico in evoluzione all´esigenza di aprire un fronte precoce contro l´analfabetismo che nasce dalla povertà e la genera a sua volta, largamente diffuso nel Mezzogiorno. L´idea di più docenti per classe nacque dalla verifica delle urgenze educative enormi che il Paese cominciava a sentire, ma la loro progressiva introduzione era stata immaginata e sperimentata come una costellazione che, soltanto dalla terza elementare in poi, avrebbe ruotato attorno alla figura-chiave della maestra centrale (i maestri sono solo il 4%) affiancata dagli insegnanti specializzati per la lingua straniera, l´educazione motoria e il sostegno ai disabili, liberati dalle classi differenziate, l´educazione musicale e artistica. Su questo impianto, mentre i Comuni dovevano assicurare le mense scolastiche, la riforma Falcucci prolungava l´orario e introduceva di massima i «moduli» di tre insegnanti per due classi, così da consentire il tempo pieno e una formazione più articolata, con «classi aperte». Solo a questo punto ci fu l´improvvido intervento negativo dei sindacati e di quasi tutto l´associazionismo cattolico e laico, sostenuto alla fine dal centro-sinistra e dal Pci. Fu un attacco volgare contro la «maestra chioccia», in nome dell´eguaglianza fra gli insegnanti, che divennero per legge tutti «contitolari» della classe. Alla collaborazione fra docenti, che si svolgeva nelle «classi aperte» fra alunni di vario grado, una forma dell´autonomia che aveva cominciato a funzionare benissimo sulla base di un autentico rinnovamento pedagogico, si sostituirono «moduli» rigidi e decisi dal centro. In realtà questa organizzazione, che ingessò la riforma in una gabbia burocratica e aumentò l´organico oltre il necessario, venne suggerita non da valutazioni educative ma dalla paura che la curva demografica, segnata dal calo in pochi anni degli alunni delle elementari da quasi cinque milioni a 3.247.000, decurtasse inevitabilmente anche il numero degli insegnanti. Da qui, dunque, si poteva ripartire oggi per un confronto che recuperasse il senso profondo della riforma Falcucci, risparmiando dove era giusto ma senza annullare tutto con un tratto di penna. Non voglio, peraltro, ignorare l´impegno proclamato dall´on. Gelmini, secondo cui il tempo pieno, per chi già ne gode, non verrà scalfito. è una verità parziale che nasconde una realtà molto amara. La nuova legge, infatti, riduce le ore di scuola per i bambini dai 3 ai 10 anni e lo fa.... dove non c´è tempo pieno. Questo, infatti, non è distribuito egualmente nel territorio: a Milano copre l´89,5% degli alunni, a Torino il 65,5, a Roma il 54,4 ma a Napoli solo l´1,5 e in tutto il Sud non raggiunge il 9% delle scuole. La legge fotografa e congela questa situazione. I bambini e le mamme del Nord avranno il mantenimento delle risorse che saranno decurtate al Sud. Qui i bambini usciranno alle 12,30 già l´anno prossimo e l´effetto seguiterà a ricadere sulle madri meridionali, che tanto per il 62% sono fuori del mercato del lavoro. E Comuni e Regioni potranno seguitare a trascurare l´organizzazione delle mense scolastiche. Un ultimo post scriptum: se invece di compiacersi del gran casino, l´opposizione riformista volesse avanzare delle controproposte in materia di tagli, perché non affrontare la possibilità di abolire, come in tutti i paesi europei, il quinto anno delle superiori e permettere ai giovani italiani di ottenere il diploma a 17 anni, come francesi, tedeschi e inglesi, invece di restare nei banchi fino a 18 ed avviarsi al lavoro o alle Università a 19?

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rinasce portobello con tortora raccontò l'italia - silvia fumarola roma (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 33 - Spettacoli Da "Domenica in" alla "Corrida" i vecchi format dominano anche ai tempi di Internet e del satellite E ora sta per tornare il programma che in pochi anni insegnò a tutti un nuovo modo di fare televisione Rinasce Portobello con Tortora raccontò l´Italia In onda su RaiDue fra il ´77 e l´83 inchiodava oltre 20 milioni di spettatori. Ora lo recupera la vedova di Corrado SILVIA FUMAROLA ROMA Come gli abiti e le borse, le canzoni, i poster e certi fumetti, la tv vintage non invecchia. Non invecchiano i varietà di Falqui, le interviste di Zavoli e Biagi, le gag di Vianello e Mondaini, i balletti della Carrà: la tv del futuro guarda al passato, a trasmissioni che sono uscite dal piccolo schermo per diventare fenomeni di costume. Il padre di tanti programmi di oggi, Portobello, mercatino televisivo nato da un´intuizione di Enzo Tortora -che dal 1977 all´83 su RaiDue incollò oltre venti milioni di spettatori davanti alla tv - vivrà una nuova vita. Marina Donati, la vedova di Corrado, ha acquisito i diritti e lo riproporrà in versione moderna, aggiornata. Ci sarà ancora il pappagallo ostinatamente muto, le cabine per gli aspiranti inventori, il centralone, il Big Ben che segnava il tempo («Big Ben ha detto stop!»), le rubriche "Dove sei?" e "Fiori d´arancio"? è presto per dirlo, e forse non avrebbe senso visto che oggi, grazie a Portobello, le trasmissioni ispirate da quelle rubriche vivono di vita propria. Insieme alla sorella Anna e al pubblicitario Angelo Citterio, Enzo Tortora creò la prima piazza televisiva: un impasto di retorica, passione, lacrime, esibizionismo, verità. Gli ingredienti della tv popolare, gli stessi che fanno i successi di oggi. Ne è convinta la Donati: «Portobello proprio per il suo spirito popolare ha ancora una forza straordinaria, arriva a tutti e dentro c´era già tutto. Tortora aveva capito la potenza che c´è nelle storie delle persone, gli piaceva la gente vera». Portobello ha tanti figli, fratelli, cugini: da Chi l´ha visto? agli abbracci di Carramba e C´è posta per te, ai sospiri di Agenzia matrimoniale e Stranamore alle invenzioni dei Cervelloni. Gli inventori erano il pezzo forte: si presentavano fierissimi da Tortora col gelato antisgocciolo, bici con maxigomme, brevetti per inghiottire la nebbia in Val Padana spianando il passo del Turchino. Per gli studenti che protestano contro il ministro Gelmini, Portobello è solo il mercatino di Londra. «La sfida è proprio questa», dice la Donati «arrivare ai ragazzi che vedono Mina su Youtube: noi vogliamo trasformare Portobello aggiornandolo ma non trasformandolo». Il venerdì sera l´Italia si fermava per capire se il concorrente riusciva a far parlare quel pappagallo testardo che non apriva becco: nell´82 Paola Borboni ci riuscì e vinse i soldi per far operare un bambino ustionato sul viso. Le telefonate in studio venivano filtrate dal Centralone con una squadra di telefoniste (tra loro Alba Parietti, Paola Ferrari, Eleonora Brigliadori) guidate da Renée Longarini. Poi la brusca interruzione, la dolorosa vicenda giudiziaria di Tortora, il conduttore torna in video nell´87 e saluta i telespettatori: «Dunque, dov´eravamo rimasti...». L´Italia non è più quella, la tv generalista arranca, il pubblico ha scoperto sul satellite altri varietà, altre fiction, ma Marina Donati non ha dubbi: «Lo spirito di Portobello ci racconta». E forse ha ragione, è lo stesso spirito popolare, rassicurante, che ha conservato La corrida, coi suoi dilettanti allo sbaraglio che cantano ballano recitano per un quarto d´ora di celebrità: un successo nato alla radio negli anni Sessanta che sbanca l´Auditel su Canale 5. Si studia una formula per riproporre un altro successo vintage di Corrado, Il pranzo è servito e ha un format vintage anche Domenica in, maratona nata col conduttore nel ?76 e che forse oggi meriterebbe un tagliando. Sei ore di tv possono diventare una punizione.

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Università, stretta della Gelmini sui fuoricorso (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Università, stretta della Gelmini sui fuoricorso ROMA Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì prossimo a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel disegno di legge varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuoricorso, visto che al ministero dell'Istruzione stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre all'Università La Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La «Rete degli studenti», invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto ? ha affermato ? avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza riacquisterà consenso». Intanto, dagli Stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle Regioni del Sud, che si sono dette pronte a investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola. Per quanto riguarda la norma sui fuori corso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule.

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Stasera incontro sulla riforma della scuola (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Stasera incontro sulla riforma della scuola Villanova d'Arda Si terrà questa sera, lunedì, alle 21, in sala consigliare l'assemblea organizzata dalla minoranza di Uniti per Villanova. Al centro dell'incontro, le novità introdotte dal decreto Gelmini in materia scolastica. L'incontro, a cui prenderà parte l'assessore provinciale Fernando Tribi (Formazione), avrà lo scopo di informare sulla posizione degli istituti locali: la scuola primaria e la scuola secondaria inferiore, sezioni staccate dell'Istituto Comprensivo di Cortemaggiore. L'obiettivo dell'assemblea, aveva spiegato Giuseppe Fasoli, tra i promotori, è quello di discutere e chiarire sul rischio chiusura delle scuole medie legato al numero degli iscritti, timore diffuso qualche settimana fa ma smentito quasi subito dalla maggioranza di Giuseppe Maffini. 10/11/2008

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<Scuole di montagna, l'unione fa la forza> (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

«Scuole di montagna, l'unione fa la forza» A Morfasso incontro sul rischio di tagli. Le rassicurazioni dell'assessore provinciale Tribi morfasso - Anche a Morfasso si è parlato della riforma Gelmini e del futuro delle scuole del capoluogo. L'incontro, che si è svolto in un salone del plesso scolastico e ha visto la partecipazione di una folta platea di persone, tra cui molti genitori e amministratori locali, è stato organizzato e introdotto dal consigliere comunale Giovanni Nocivelli. Molto atteso l'intervento dell'assessore provinciale al sistema scolastico, Fernando Tribi, il quale, dopo aver ricostruito il percorso seguito negli anni dai vari Enti per le questioni legate al dimensionamento, ha chiarito: «Nel piano programmatico dei ministri Gelmini e Tremonti non c'è una deroga o un'esclusione delle scuole di montagna, ma esiste solo un differimento nel tempo della loro possibile chiusura. L'amministrazione provinciale - ha ribadito Tribi - non procederà a nessuna chiusura perché intende valorizzare la diffusione capillare delle scuole sul territorio, e in questo senso ci aiuta la novità di giovedì del Consiglio dei Ministri che, oltre a far decadere la minaccia di commissariamento qualora non venisse applicata la normativa, si è preso un anno di tempo per poter affrontare questo tema. Questo permetterà di discutere dei contenuti del regolamento che deve essere emanato e quindi crediamo che Comuni, Province e Regioni possano avere una voce in capitolo importante e arrivare alla certezza del mantenimento dei plessi con minor utenza di alunni in montagna». E' seguito poi l'intervento del preside Attilio Carboni, il quale ha affermato che «bisogna lavorare tutti assieme per mantenere le scuole in montagna», rimarcando «la buona collaborazione che esiste a tutt'oggi col Comune di Morfasso». Gianluigi Molinari, sindaco di Vernasca nonché presidente della Comunità Montana, ha posto poi l'accento sul fatto che il problema della permanenza delle scuole potrebbe interessare anche altre realtà: «Bisogna affrontare la situazione tutti insieme, perché chi più chi meno, ogni Comune dovrà poi confrontarsi con questo problema in futuro. A Vernasca, se non tutto il plesso, c'è a rischio la scuola media perché non raggiunge i 50 studenti, e quindi mai come adesso bisogna collaborare assieme». Da ultimo, e dopo aver fatto da moderatore agli interventi dei genitori intervenuti in seguito, ha preso la parola il sindaco di Morfasso, Marco Rigolli: «In base ai bambini e ai ragazzi che ci sono a scuola il Comune di Morfasso è quello che ha investito pro capite più di tutti. Fino ad oggi è solo grazie ad una collaborazione che ha avuto inizio più di dieci anni fa, e che ha visto partecipi diversi attori di diverse istituzioni, che è stato possibile fare nell'autonomia scolastica un sistema che difendesse le realtà montane». Gianluca Saccomani 10/11/2008

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è la crisi bellezza, torna a casa - vera schiavazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Torino è la crisi bellezza, torna a casa VERA SCHIAVAZZI Che la crisi economica colpisca in modo ?mirato´ i lavoratori (ma anche le aziende) più deboli è cosa nota. Ma se per le imprese è possibile parlare di un processo di ?selezione naturale´, per le persone l´idea risulta assai meno tollerabile e rischia - oltre ai singoli drammi umani - di portare con sé un ritorno al passato strisciante e poco visibile, che potrebbe lasciare tracce negative anche dopo la ripresa dei mercati. Se ne discute oggi, dati alla mano, alla Cgil di Torino («La riforma Berlusconi-Tremonti-Gelmini parla alle donne» è il titolo dell´iniziativa, con interventi di Laura Seidita, Marinella Migliorini e Alida Vitale), dando così voce alla crescente preoccupazione per le donne lavoratrici di Torino e dintorni: meno dieci per cento nel tessile (dove il 72% della forza lavoro è costituito da operaie, molte ultraquarantenni), tagli pesantissimi alle cooperative di servizi, che si sono già incontrate con i sindacati per annunciare che con l´aria che tira nei rapporti con gli enti locali, nessuno può garantire il mantenimento degli attuali livelli di occupazione. Mettendo insieme i pezzi - meno servizi pubblici, meno lavoro, orari ridotti nelle scuole - il messaggio è chiarissimo: non sarebbe meglio tornare a casa? Peccato che una donna quarantenne che lascia il lavoro abbia poche o nulle possibilità di tornarci e che processi come questo allontanino ulteriormente dall´obiettivo annunciato con enfasi ad ogni vertice, cioè sfruttare di più e meglio la presenza di donne nelle imprese e nelle amministrazioni. Impossibile perdersi. Pak Sheung Chuen ci ha provato in tutti i modi ma non ce l´ha fatta. L´artista cinese che col suo piccolo bivacco urbano si è installato alla Gran Madre aveva intitolato ?Lost in Turin´, perso a Torino, il suo primo lavoro, ma ha dovuto rinunciare: "E´ impossibile, dovunque fossi vedevo sempre un punto di riferimento, Superga, la Mole? E´ una città troppo ordinata". Pak ha così ripiegato su un obiettivo più umano: spiare gli abitanti dalle feritoie della sua (artistica) baracca. Cantare gay. Parte anche a Torino la costituzione di un coro lgbt, aperto a tutti i gay che amino cantare o desiderino imparare a farlo. Si può aderire e partecipare alla prima prova telefonando allo 011/5212033 o scrivendo una mail a coordinamento-torinoprideyahoo. it

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Consiglio aperto sul futuro della scuola (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Consiglio aperto sul futuro della scuola DALMINE La riforma sulla scuola è ormai da settimane al centro della cronaca. Ma quali sono le conseguenze che la legge Gelmini avrà sull'organizzazione didattica locale? A chiederselo sarà il Consiglio comunale di Dalmine che mercoledì, nel corso di una seduta aperta, parlerà appunto di scuola. La maggioranza guidata dal sindaco Francesca Bruschi e le forze politiche di minoranza si riuniranno alle 20.30, nel Teatro civico di via Kennedy, per parlare non solo della nuova legge sulla scuola e sull'università, ma anche su quelli che saranno i suoi effetti a livello locale. La richiesta di poter aprire un confronto sul tema con le forze politiche arriva direttamente dai genitori: «Qualche settimana fa ? spiega il sindaco di Dalmine Francesca Bruschi ? i genitori delle scuole dell'infanzia, delle scuole primarie e di quelle secondarie di primo grado hanno tenuto una riunione, durante la quale è emersa l'esigenza di aprire un dialogo sull'argomento nel quale fossero coinvolte sia la maggioranza che le minoranze. Dal Comitato genitori è arrivata quindi la proposta di convocare un Consiglio comunale. Proposta che, come primo cittadino, ho puntualmente sottoposto al presidente del Consiglio comunale, Ivano Bugini, il quale ha convocato la seduta». Tra gli insegnanti, ma soprattutto tra i genitori dei bambini che frequentano le scuole di Dalmine e frazioni, c'è infatti la volontà di capire quali saranno le conseguenze della riforma sull'organizzazione scolastica: «La preoccupazione c'è, così come c'è da parte dei genitori la voglia di capire cosa effettivamente cambierà ? spiega il sindaco Bruschi ?. Per questo nel corso della seduta aperta, oltre a cercare di spiegare quali saranno gli effetti della nuova legge sulle nostre scuole, esprimeremo le nostre perplessità e le nostre preoccupazioni con la proposta di un ordine del giorno in difesa della scuola pubblica, che mi auguro venga condivisa da tutto il Consiglio comunale». Nel corso della seduta verrà infatti presentato lo stesso documento proposto dall'Anci, l'Associazione nazionale dei Comuni italiani, che ha manifestato perplessità circa la legge sulla scuola. «La seduta di mercoledì, alla quale parteciperanno anche genitori e insegnanti ? ha aggiunto il sindaco ?, sarà quindi un'occasione per confrontarsi, per chiarire alcuni punti e per ascoltare i differenti punti di vista su una questione importante qual è la scuola. Ma per il Consiglio sarà anche un'opportunità per sollecitare il governo ad aprire trattative e tavoli con gli enti locali, affinché le amministrazioni e le istituzioni scolastiche non vengano escluse dalle decisioni». Desirèe Cividini

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il rap anti-gelmini della iqbal masih - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Roma La curiosità Il rap anti-Gelmini della Iqbal Masih TEA MAISTO «Ciao mi chiamo Enea, vado all´Iqbal Masih e c´ho una magliettina verde mela molto chic, c´è scritto sopra: "Io amo e difendo la mia scuola", macché maestro unico, Gelmini sei una sòla». è l´inno del comitato "Non rubateci il futuro", il movimento delle scuole elementari romane anti-Gelmini. Si chiama "Il rap di Enea" ed è cantata dal gruppo "Assalti frontali". Il cantante, Luca Mascini, in arte Militant A, è uno dei papà della Iqbal Masih, l´elementare tra le prime a protestare in Italia contro il maestro unico. SEGUE A PAGINA VI

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grand hotel sapienza 4mila studenti per una notte - viola giannoli laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Roma La protesta Maxi afflusso per il corteo di venerdì Grand Hotel Sapienza 4mila studenti per una notte VIOLA GIANNOLI LAURA MARI Il primo ateneo capitolino per due giorni diventerà il "Grand Hotel Sapienza". La notte di venerdì, infatti, i circa quattromila rappresentanti delle università in mobilitazione dopo aver partecipato alla manifestazione nazionale dell´Onda passeranno la notte proprio nelle facoltà occupate della Sapienza. «La mattina dopo- annuncia Francesco Brancaccio - saranno creati dei gruppi di lavoro sulla didattica, sul welfare e sulla riforma universitaria e domenica l´assemblea plenaria dell´Onda approverà la contro-riforma Gelmini». Oggi alle 16, invece, si terrà l´assemblea d´ateneo della Sapienza e nel corso della riunione verrà stabilito il percorso del corteo di venerdì. «In occasione dello sciopero generale dell´università- fanno sapere i portavoce dell´Onda- venerdì mattina chiuderemo il cancello della Sapienza con le catene». Ma proprio nel primo ateneo capitolino ieri le porte sono rimaste aperte ai bambini, per una mattinata di esperimenti, giochi e laboratori a cui hanno preso parte anche Daniele Silvestri e Valerio Mastrandrea. E domani alle 11 Dario Fo e Franca Rame incontreranno gli studenti della facoltà di Architettura di Valle Giulia.

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il rap anti-gelmini - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Roma Il rap anti-gelmini TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) Per l´occasione il leader degli Assalti Frontali, Luca Mascini, ha modificato la sua canzone "Il rap di Enea", trasformando l´eroe di Virgilio in un bambino in prima fila nella protesta contro il maestro unico. «Sto in prima elementare - recita il testo dell´inno - e ho già occupato la mia scuola per due settimane. Dici che sono giovane e ho molto da imparare, ma siamo sotto attacco tutti e io mi do da fare? questa è la scuola pubblica - prosegue il "rap di Enea" - la scuola di tutti, la scuola che vogliono sfasciare questi farabutti. Faccio fiaccolate, lancio di palloncini, ora ho capito che c´è dietro la Gelmini il 137 e il 133». L´inno è già su YouTube con le immagini delle proteste che la Iqbal Masih porta avanti ormai da circa due mesi: dai girotondi davanti a Montecitorio, ai cortei e ai 3 re magi che hanno consegnato al ministero dell´Istruzione le firme raccolte contro il maestro unico. Ma il comitato "Non rubateci il futuro" sta lavorando anche per realizzare un vero e proprio videoclip.

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Ragazzi, non guidate dopo avere bevuto I l 2 novembre l'Adige portava in prima pagina la notizia del grave incidente accaduto tra Martignano e Cognola (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Ragazzi, non guidate dopo avere bevuto I l 2 novembre l'Adige portava in prima pagina la notizia del grave incidente accaduto tra Martignano e Cognola Ragazzi, non guidate dopo avere bevuto I l 2 novembre l'Adige portava in prima pagina la notizia del grave incidente accaduto tra Martignano e Cognola. Una macchina contro un palo. Il bilancio sono tre ragazzi gravissimi. L'asfalto bagnato, dice poco sotto il giornalista. All'interno del giornale appare anche la notizia che chi guidava aveva bevuto. È chiaro che in questo momento ci auguriamo che i ragazzi possano cavarsela, ma vorrei dire alcune cose che a mio avviso ci responsabilizzano un po' tutti rispetto alle ormai famose stragi del sabato sera. Anzitutto non dobbiamo nascondere le cause vere di questi avvenimenti e cioè l'alcol e le altre sostanze. Per quanto riguarda le notizie dei giornali si osservano strani fenomeni mediatici. Ci stanno abituando a definire ubriaco chi guida dopo aver assunto alcolici. La nostra memoria definisce ubriaco una persona che non si regge in piedi, che vomita, che parla a vanvera, che ride in continuazione, che usa le mani. Non credo che il ragazzo dell'incidente fosse ridotto a questo punto anche perché mi chiederei come mai i suoi amici si sono lasciati portare in giro da lui. Facciamo prima a dire che una persona ha consumato alcolici, punto e basta. Il grande numero di incidenti non è dato dal numero delle persone che hanno strabevuto (poche) ma da coloro (tantissimi) che comunque hanno consumato e che si sono messi alla guida. Quindi la soluzione è bere tutti meno. L'altro modo di fare informazione è appunto quello di dare la colpa alle strade bagnate. Magari ce la prendiamo anche con il guard-rail se c'è ma anche se non c'è. E facciamo silenzio sull'alcol che è la maggior causa di incidenti stradali e sul lavoro. Certo, è comodo perché così proteggiamo il nostro bere, le nostre abitudini che difendiamo sempre suffragati anche dalla cultura generale che protegge il bere e dai produttori che lo promuovono a spada tratta raccomandando ipocritamente di bere meno e di qualità. È come se la Shell raccomandasse di usare poco l'automobile. Mi piace pensare che gli amici di Michela, Nataly e Luciano comincino a considerare il proprio bere (se consumano alcolici) e che quando si ritrovano con loro, una volta usciti dall'ospedale, valutino la possibilità di divertirsi senza ricorrere all'alcol. BaldoFranco - Famiglie con problemi di alcol - Mori I ceppi rifiuto speciale? Una presa in giro N on posso non farmi portavoce, in qualità di coltivatore diretto e in qualità di segretario della Sezione Val di Non della Lega Nord e candidato alle elezioni provinciali, sentendo che - come ultima trovata da parte di enti come Comprensorio in collegato con la Provincia - i «ceppi» delle piante estirpate per il rinnovo dei frutteti, ora sono diventati «rifiuto speciale». Mi chiedo su quali dati possano dimostrare questo. O forse è solo il solito sistema per creare business per qualcuno? Stiamo oltrepassando la soglia del ridicolo; è ora di smetterla di farci prendere in giro. Basti pensare che altre amare sorprese sono giunte dalla delibera n. 2433 dello scorso settembre, proposta dall'Assessore Mellarini: solo un quinto delle domande per investimenti promosse per le aziende agricole trentine potranno venire accolte; solo 136 su 652. Non si può illudere il mondo agricolo con lo sventolio di contributi per le aziende e poi finanziarne solo il 20%. Auspicandomi che queste vicende vengano risolte in breve tempo e augurandomi che in futuro non si arrivi più a queste situazioni, che veramente disgustano tutti i trentini, mi impegnerò personalmente nella soluzione dello smaltimento dei ceppi in luogo adibito in ogni Comune. Luca Paternoster Con la Gelmini finalmente una scuola seria G razie Ministro Gelmini anche per le esigenze provinciali. Dopo tanto depauperamento delle scuole che non sono più rassomiglianti, a quelle che furono, per responsabilità dei partiti anche di centrodestra per aver subito «una sorta di potestà» di una certa sinistra sfascista e spendacciona. I provvedimenti ormai approvati vanno nella direzione giusta, anche se avrei preferito che i tagli di spesa fossero più mirati, ma questo fa parte di un provvedimento generale che potrebbe essere migliorato in finanziaria. Era ora che qualcuno mettesse mano agli sperperi che costituiscono costi insostenibili. Anche la scuola deve fare la sua parte per contribuire a risanare una spesa pubblica colabrodo. La Gelmini mi pare stia facendo ricredere i cittadini, ormai scettici sulla possibilità di poter realizzare una politica economica virtuosa, il ripristino della buona educazione e della severità necessaria per creare una condizione di rendimento adeguato all'inserimento nel lavoro. Basta con il mal costume e il lassismo di certi insegnanti, sindacati, politici, genitori e buona parte delle nuove generazioni che sono in possesso ormai di licenza di usare prepotenza se non addirittura violenza nei confronti del corpo insegnante e delle persone che ancora conservano le buone maniere. Non entro nel merito della metodica didattica e pedagogica perché non sono un addetto ai lavori, ma penso di potermi spingere sino ad auspicare un salto di qualità dell'insegnamento al fine di ottenere delle grandezze raffrontabili con gli altri Paesi, nostri vicini. Non mi pare, da quel che leggo che il Governo Dellai sia incline a sposare tali principi che possano riflettere, in modo positivo, anche nella nostra società sin troppo accondiscendente. Ed è per questo e per tutte le aspettative endogene al rispetto etico e morale, che non vedo dall'altra parte, che mi auspico vi possa essere un pensiero di cambiamento da parte dei trentini più o meno allineati al centro sinistra per errato convincimento o per fedeltà abitudinaria. Credo che con Forza Italia, Lega e con il rafforzamento dei validi politici ex Udc che si sono avvicinati a queste forze, possano essere garantiti i valori e le decisioni politiche più consone alla cultura e ai bisogni dei trentini. Angelo Lorenzetti - Trento Il governo Berlusconi ha privatizzato l'acqua A ccendo il computer e controllo la mia posta elettronica, c'è una mail che attira la mia attenzione: un'amica mi fa sapere che sono riusciti, con decreto del 5 agosto 2008, a sancire la privatizzazione dell'acqua. Il titolo dell'articolo dice proprio così. «Il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell'acqua nel silenzio più totale», e più avanti «... infatti il 5 agosto 2008 il Parlamento Italiano ha votato l'articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro Giulio Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica...». Invito chiunque ad andare in internet e a digitare le parole chiave «privatizzazione acqua» e leggersi quanto segue... ora una riflessione... Aria e acqua dovrebbero essere gli unici beni che non si possa toccare, in quanto di tutti, in quanto diritti fondamentali per l'uomo. Può l'uomo appropriarsene a scopo di lucro? Siamo veramente contenti che tutto ciò accada? E il prossimo decreto cosa riguarderà? Luigina Mengarda - Samone Dipendenti «spreconi», è giusto denunciarli È facile puntualizzare sugli sprechi energetici della pubblica amministrazione del comune di Rovereto come giustamente ha fatto notare il lettore nell'articolo del 6 novembre c.m. in cronaca della città. L'energia non la pagano i dipendenti, tutto qui. State pur certi che a casa loro spengono e come spengono. Talvolta mangiano al lume di candela (visto personalmente) per risparmiare. Tutto ciò è vergognoso, ma è così purtroppo. Anche le finestre le tengono ben chiuse onde evitare dispersione di calore, disposti ad annusare la puzza sia in cucina che in bagno. Però, per tutto ciò che non è loro, avanti tutta, alè! Finestre aperte con temperature a 25°, luci accese dal venerdì fino il lunedì mattina. Tanto chi paga? Ma pantalone naturalmente, cioè noi tutti. Denunciamo questi fatti, denunciamoli perbacco. Io denuncerei anche quei dipendenti menefreghisti e li condannerei a risarcire in proprio e dopo vorrei vedere! Renzo Plotegher Arrestiamo anche qui chi abbandona i rifiuti H o appreso dalle pagine di alcuni quotidiani che finalmente qualcosa si muove nel mondo dell'abbandono dei rifiuti selvaggi. A Napoli ci sono stati i primi arresti, bene, anzi, benissimo. Peccato che lo stesso decreto non sia valido per il resto d'Italia. Ha ragione l'avvocato di uno delle persone arrestate, il decreto puzza di incostituzionalità e rischia di essere nullo. I materiali ingombranti, quelli pericolosi come batterie, oli lubrificanti, lavatrici ecc che vengono lasciati abbandonati sulle strade sono pericolosi per Napoli ma anche per il resto d'Italia. Se lo stesso decreto fosse valido anche per questa provincia, forse, non si vedrebbero questi materiali abbandonati per le vie cittadine come si vedono qui a Rovereto, in particolare nelle zone periferiche e nelle aree di smaltimento condominiali di Lizzana dove spessissime volte i cosiddetti «Pierini di turno» li lasciano addirittura di notte fregandosene di quei condomini che amano un po' di ordine e il rispetto della natura. Spero vivamente che questo decreto venga reso valido anche qui nel bellissimo Trentino. A questi «Pierini» vorrei solo ricordare le parole del celebre naturalista che fu anche Governatore della Pennsylvania: «La salvaguardia del territorio è il saggio uso della terra e delle sue risorse per il bene duraturo degli uomini». Cav. Uff. Antonio Russi Il mio ringraziamento a Cardiologia di Trento C arissimo Direttore, vorrei tramite questa lettera portare un ringraziamento speciale ai reparti di U.C.I.C. e Cardiologia dell'Ospedale S. Chiara di Trento. Qualche tempo fa sono stata ricoverata presso questi reparti ed è proprio per l'esperienza che ho vissuto che vorrei con grande riconoscenza esprimere un sentito ringraziamento a nome mio e della mia famiglia a tutto il personale medico, infermieristico e non per la forte sensibilità e la grande professionalità dimostrate durante i difficili giorni di degenza. Colgo inoltre l'occasione per ringraziare in modo particolare la dott.ssa Zeni per la grande cordialità e professionalità. Grazie di cuore. Olimpia Marini - Mocenigo di Rumo 10/11/2008

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BAGOLINO: Giovi, Zanetti, Carè, Stagnoli, Melzani, Cosi (15'st D. Salvadori), Scalvini (20'st A... (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

sport pag. 36 BAGOLINO: Giovi, Zanetti, Carè, Stagnoli, Melzani, Cosi (15'st D. Salvadori), Scalvini (20'st A BAGOLINO: Giovi, Zanetti, Carè, Stagnoli, Melzani, Cosi (15'st D. Salvadori), Scalvini (20'st A. Dagani), Bordiga, Cavicchioli, R. Salvadori (1'st Nicolini), Nabacino. All. Bazzani. CAFFARESE: Buccio (24' st Bertino), Gelmini, Brunori, M. Giovanelli, Tiziano Fenoli, Giacometti, Uboldi, Stagnoli, Ferrari, F. Grassi (16' st Carè), Fenoli. All. Scalvini. ARBITRO: Trenti di Arco-Riva. RETI: 10' pt rigore Stagnoli, 23' pt Ferrari.

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Ferrari, bolidi e una gran folla per l'happening di fine stagione (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Ferrari, bolidi e una gran folla per l'happening di fine stagione È capace di mobilitare il suo popolo così come il ministro Gelmini è in grado di agitare quello della scuola. La Ferrari, con altri scopi, è pur sempre una religione. E ieri, alla Mecca del Mugello, sono arrivati in 50.000, «orgogliosi di tifare per il Cavallino». Ben 16 i titoli costruttori, al punto che in terra di Toscana si è vista la F430 16M - dove «16M» sta proprio per gli allori conquistati. Solo 499 pezzi, già tutti venduti al modico prezzo di 259 mila euro cadauno. La Ferrari, con Montezemolo, festeggia il blasone. Anche perché in pista, insieme alle F2008 di Raikkonen e Massa ci sono le F1 clienti. Quella di Schumacher, la F2004, con cui il tedesco conquistò l'ultimo titolo nel 2004, vale 4 milioni di euro. La P3/P4, che vinse con Bandini la 24 ore di Daytona del '67, è stata ceduta a un inglese per 12 milioni di euro. Montezemolo si inchina ad Hamilton, «anche se ho rotto il televisore, dopo l'ultimo giro del Brasile». E si butta sull'ironia con Raikkonen: «Ma eri tu o un sosia a pilotare quest'anno?». Per il resto tutti pronti a risparmiare: solo 10 milioni per i motori (contro i 30 attuali) e 5 dal 2011. LODOVICO BASALÙ

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università, otto lezioni all'aperto (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 0 - Gorizia Università, otto lezioni all'aperto In programma oggi in piazza Sant'Antonio e nella galleria di corso Verdi Continua la protesta degli studenti nonostante le "aperture" del decreto Gelmini IL SERVIZIO IN CRONACA GORIZIA. La protesta a Gorizia si trasferisce oggi dalle scuole superiori all'Università: per iniziativa del Sid si terranno in piazza Sant'Antonio e nella galleria del corso otto lezioni all'aperto.

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Si torna in classe a lezione sulla riforma (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Nuoro Pagina 5052 desulo Si torna in classe a lezione sulla riforma Desulo --> Dopo alcuni giorni di mobilitazione sul decreto Gelmini, gli studenti del Tecnico turistico ?Montanaru? di Desulo, riprenderanno oggi le lezioni regolari. «Abbiamo scelto una forma di protesta che non diventi controproducente per il nostro percorso di formazione: per questo non abbiamo occupato la scuola o scioperato e l'assemblea permanente è un modo per capire tutti insieme quello che sta succedendo», sostiene Rosangela Pisu, tra i promotori della protesta insieme, tra gli altri, a Pietro Loi e Gian Matteo Floris, rappresentante di Istituto. «Ottenendo anche il plauso dei professori - sostiene ancora Rosangela Pisu - abbiamo cercato di analizzare la riforma confrontando le varie posizione politiche». Tra l'altro i ragazzi, hanno scaricato dal web il decreto per leggerlo, individuano una serie di temi da trattare: dalla ricaduta sulle scuole dei piccoli centri che potrebbero provocare i tagli alla scuola, all''ipotesi di creare classi separate per i figli degli immigrati, fino al reinserimento in pagella del voto in condotta. CARLA ETZO

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Dalla voce materna alla Costituzione: la vita nelle parole (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Cultura Pagina 357 Manifattura Edizione 2009, nuova sede Dalla voce materna alla Costituzione: la vita nelle parole Manifattura. Edizione 2009, nuova sede --> L'inizio è alla fine, in chiusura del Forum del libro. L'inizio non sono parole, ma fatti concreti. L'impegno di Domenico Cersosimo, vice presidente della Regione Calabria, che va a Platì, il comune più povero di Italia, ad aprire l'anno scolastico, 15 settembre scorso. E non va da solo, con l'auto blu. Ma chiamando la Rai per la diretta, avvertendo la prefettura, convocando tutti i vertici regionali. Ha in mente di fare una parata, «creare una fiammata». Dare un segnale forte alla 'ndrangheta, che vuole sottomissione e ignoranza delle popolazioni, a iniziare dall'età scolare, possibilmente. Dare anche un segnale a chi pensa di risolvere i problemi dell'istruzione, della dispersione scolastica coi decreti. Ha idee steineriane, Cersosimo, per la scuola della sua gente. Chissà cosa ne penserà la Gelmini della proposta dell'?orto in condotta?, invece che il suo sette in condotta: mettere i bambini a imparare la cura dell'orto. E a fare il pane in classe. Mandare i ragazzini nei campiscuola, a spese della Regione. Poi cercare di farli leggere tanto, certo. Perché l'antidoto sta lì. Ciò che il potere criminale non vuole è una coscienza, civile, letteraria, umana. «Quello che teme il potere è il lettore», ha detto nella sua videointervista Saviano. Cersosimo, coi ragazzi dell'università di Cagliari che, quando Marino Sinibaldi li invita, entrano silenziosi a manifestare contro la legge 133 e a raccontare il loro disagio, sono il momento più toccante e vero del Forum, Saviano a parte. La sua più degna chiusura. Due giornate avvolte da un'atmosfera ancora più carica dell'edizione precedente, forse per la percepibile aura di Saviano, personificazione del potere delle parole ancor più in questa sua defezione. Potere indagato ieri anche fra le righe della Costituzione, con Sinibaldi che ha elencato tutte le parole fondamentali che compaiono nei primi dodici articoli. Ci sono tutte, pure il paesaggio, se non proprio l'ambiente, come ha fatto notare poi l'ex magistrato e senatore Felice Casson, che di ambiente si è occupato a proposito delle morti causate dalle lavorazioni di CVM e PVC al petrolchimico di Porto Marghera. E per il quale il silenzio ha lo stesso peso specifico delle parole, «perché un giudice istruttore viene circondato dal silenzio, ci si sente monaci». Così non è per Saviano: le maratone di lettura di Gomorra fanno molto rumore, un rumore esponenziale, necessario. Dalla Costituzione alle parole amniotiche, quella voce materna che legge storie in modo carezzevole e che il feto percepisce. Lo dimostrano le statistiche portate da Giovanna Malgaroli di Nati per leggere , che insiste sulle letture prenatali perché è provato che orientino poi il bambino all'approccio col libro. E le parole cambiano lo sguardo e il pensiero, sostiene Marco Dallari, pedagogista. Possono fare da schermo allo schermo, insomma. La tv è tanto devastante quanto meno un bambino dispone di condizioni cognitive e affettive precedenti. Ne ha parlato anche Paolo Crepet, del potere omologante della tv, facendo, come esempio, il nome della De Filippi. Nome e cognome li fa pure, nel commiato finale, Vincenzo Maria Vita, vice presidente della commissione Istruzione pubblica del senato. Li fa a proposito della cancellazione dei fondi per il Centro del libro. E di potere tv. E prende l'impegno, per il prossimo Forum, che il testo per la costituzione del Centro possa essere già legge o diventarlo. Prossimo forum che non si darà a Cagliari. Perché, dopo tre anni a Bari, da cui è partita l'iniziativa, due a Cagliari, è nella vocazione ambulante del Forum cambiare. RAFFAELLA VENTURI

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bonetti (idv): sta cedendo la maggioranza di pizzolitto (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

MONFALCONE Bonetti (Idv): sta cedendo la maggioranza di Pizzolitto MONFALCONE. «In effetti il consiglio comunale di Monfalcone di giovedì sera non ha offerto uno spettacolo esaltante agli intervenuti accorsi per ascoltare il dibattito sulla mozione presentata dal consigliere Del Bello contro il decreto Gelmini sulla riforma scolastica. L'argomento si annunciava di importante attualità, ma discutibile per la metodologia con cui è stato presentato». Bruno Bonetti di Italia dei valori interviene in merito alla sospensione della seduta a causa della mancanza del numero legale di presenti. «Ciò che meraviglia è l'assoluto silenzio dell'assessore all'istruzione e il cittadino si chiede come mai non sia uscita una parola, un intervento, un pensiero sull'argomento scuola come se fosse estraneo alla vicenda». Secondo Bonetti, in questa situazione generale «di mal di pancia dell'amministrazione», si inserisce il distacco dalla maggioranza consiliare di due esponenti, già Margherita e ora Rosa Bianca, rendendo così precaria la tenuta stessa della maggioranza, «cui si aggiunge, per ironia della sorte - prosegue, riferendosi alla prossima possibile nomina ad assessore di Giordano Magrin dello Sdi, in sostituzione di Andrea Montagnani -, l'ingresso in giunta di un consigliere nemmeno apprezzato dai suoi pochissimi affezionati elettori non essendo stato eletto, ma ripescato alle ultime elezioni. Ancora una volta vince la partitocrazia e non il merito. Ma a queste turbolenze amministrative non va sottovalutata la precaria conduzione di altri assessorati che non rispondono alle richieste e alle esigenze di cittadini e associazioni». Il rappresentante di Idv evidenzia la necessità di riprendere in mano la situazione con determinata forza e coraggio «anche a costo - conclude - di scontentare qualche troppo pretenziosa forza politica». Intanto, proprio la vertenza con la Rosa Bianca, con i cui rappresentanti Giuliano Antonaci e Antonello Murgia il sindaco Pizzolitto ha avuto un incontro la fine della scorsa settimana, sembra non avere avuto esito positivo. Il sindaco non ha rilasciato dichiarazioni, pur affermando di essere sereno e che «entro la settimana la situazione si risolverà, in un modo o nell'altro». Ma i due consiglieri potrebbero rivelare nelle prossime ore di voler uscire dalla maggioranza, creando davvero problemi di tenuta della stessa: senza i voti dei due consiglieri il centro-sinistra potrà contare su 13 consiglieri, contro i dieci voti dell'opposizione. Situazione che richiederebbe la costante presenza al consiglio comunale di tutti i rappresentanti della maggioranza, per non rischiare di veder bocciare qualche passaggio fondamentale. Cristina Visintini

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Però tenetevelo ben stretto (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Calcio Pagina 10019 Però tenetevelo ben stretto --> Ma secondo voi, francamente, il Cagliari ha perso immeritatamente 2-1 a Catania perché ha giocato con il 4-4-2 anziché con il 4-3-3 (o viceversa o quel che è)? I gol fatti e subiti (tre per il referto arbitrale, soltanto due per la questura) sono stati, come sempre, frutto della fantasia (o degli errori) dei giocatori. Che non sono gli omini del calcio balilla, anche se alcuni allenatori amanti delle lavagnette vorrebbero che lo fossero. Così come alcuni politici vorrebbero che i cittadini chiamati dagli stessi cittadini a governare fossero proprio come i funghetti del calcio balilla (e il termine balilla è puramente voluto). È il genio (ma anche la sregolatezza) che fa bello il calcio: nel bene e nel male. Ricordate per esempio l'autogol di Denis, centravanti nel Napoli, nella partita persa domenica scorsa a San Siro dopo che l'ex rossoblù Iezzo aveva parato un rigore a Kaka? O quello del romanista Cicinho sabato notte a Bologna? Ebbene, in molti hanno rivisto i quei gesti un grande del Cagliari dello scudetto, Comunardo Niccolai. Un genio, forse incompreso, ma un genio: non un robottino da teleguidare dalla panchina e dalle esasperazioni tattiche imposte dal cosiddetto calcio moderno. Un genio - forse tra virgolette - era stato anche Allegri, attuale coach del Cagliari, quando giocava in maglia rossoblù: lui non era certo uno di quegli ometti del biliardino, ma aveva avuto la sfortuna di saper giocare - come dicono in Inghilterra - in the hole , nel buco, quella terra di nessuno tra il centrocampo e l'attacco. Sì, sfortuna: in Italia è soltanto una sfortuna. Pensate a quanti numeri dieci sono stati messi in discussione, da Zola a Baggio, fino a quel Del Piero che in settimana, con la doppietta di Madrid, imponendo la standing ovation ai tifosi del Real Madrid, ha conquistato una sorta di palloncino d'oro. Costretto, a 34 anni, dopo aver segnato più gol di Boniperti e aver collezionato più presenze di Scirea, a dimostrare qualcosa a qualcuno ogni volta che scende in campo. I numeri dieci, altrove, li adorano. In Brasile, per esempio: la prima fila della nazionale campione del mondo nel 1970 (4-1 in finale all'Italia Nostra di Albertosi, Niccolai, Cera, Domenghini, Gori e soprattutto Gigi Riva) era formata da cinque giocatori (Jairzinho, Gerson, Tostao, Pelè e Rivelino) che nelle rispettive squadre di club giocavano da numeri dieci. Come se l'Italia degli ultimi anni si fosse schierata con Zola, Mancini, Baggio, Del Piero e Totti tutti assieme. Impossibilissimo. Oggi, a proposito di funghetti del biliardino, sono in molto a giocare con una punta sola, ignorando beatamente il fatto che tutti sono attaccanti quando la tua squadra è in possesso di palla e tutti sono difensori quando la palla è in possesso degli avversari. E Catania-Cagliari? Partita di serie A2, senza vergogna di dirlo: ovvero da seconda metà del tabellone della classifica. Perché non ce l'hanno ancora detto ma in Italia è entrato in vigore una sorta di ?decreto Gelmini? anche per il mondo del pallone. Campionato, come le scuole, non più pubblico ma sempre più privato, nel senso di pochi. Non di tutti, com'è sempre stato. Nascerà una serie A per i ricchi, molto ricchi: agli altri sarà soltanto concesso guardare. A pagamento. E allora anche questi match di sana e consapevole provincia come quello di ieri al Massimino (che non è Cellino) tra Catania e Cagliari è cosa buona e giusta tenerseli ben stretti: meglio perdere giocando che vincere guardando. O, specialità tipicamente italica, rubando. Sai che gioia, sai che soddisfazione...

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scuole dei paesi a rischio (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

di Giovanni Gelsomino «Scuole dei paesi a rischio» L'appello del sindaco Deiana contro la Gelmini BORTIGIADAS. Già dal prossimo mese di settembre potrebbe essere definitivamente abolito a Bortigiadas (come in altri comuni della Gallura e dell'Anglona) il «primo giorno di scuola». E sarebbe la prima volta nella sua lunga storia. La salvezza potrebbe venire dall'approvazione della legge regionale in materia che, per motivi incomprensibili è stata chiusa in un cassetto. «Forse - dice il sindaco Emilio Deiana - è ora di rispolverarla in quanto il decreto legge approvato dal governo, come spiegato alla presidente della Provincia Pietrina Murrighile e all'assessore all'istruzione Antonio Satta, impone la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni». I primi ad essere colpiti sono i piccoli comuni. «Sono facilmente intuibili le ragioni della mia contrarietà al provvedimento del Governo. Ritengo sia preciso dovere dei rappresentanti delle istituzioni quello di applicare la legislazione vigente e, pertanto, la Conferenza provinciale che si occuperà del problema, non potrà far altro che uniformarsi a dette previsioni. E questo sarebbe per noi dannoso tanto più che la Regione Sardegna ha potestà a legiferare in materia di istruzione e formazione professionale. Faccio appello a tutti i piccoli comuni - prosegue Deiana -, anche quelli al di fuori della nostra Provincia affinché il disegno di legge che giace in Commissione Cultura del Consiglio Regionale, già approvato dalla Giunta Regionale il 3 maggio 2006, sia discusso in commissione e portato all'attenzione all'approvazione del Consiglio». Secondo il sindaco infatti il provvedimento è sostanzialmente bloccato per la totale inattività della Commissione regionale competente. La legge stabilisce i criteri per l'organizzazione della rete scolastica, compresi i parametri dimensionali che potrebbero essere adeguati alle esigenze del territorio. «Sollecito - conclude Deiana- la Provincia a farsi promotrice presso le altre province sarde di un'azione di protesta presso la Regione affinché tale Disegno di Legge sia portato in aula e approvato in tempi brevissimi. Sarebbe utile - conclude Deiana - che le Province Sarde chiedessero un'audizione alla Commissione Cultura per capire le motivazioni del ritardo».

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Scala, settimana di passione per i finanziamenti statali Moratti convocata da Bondi (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 26 Scala, settimana di passione per i finanziamenti statali Moratti convocata da Bondi di CORRADO DRAGOTTO ? MILANO ? MOLTO di nuovo (e non necessariamente di buono) sul fronte della Scala. Nel senso che, mentre gli orchestrali e i coristi iscritti al sindacato autonomo Fials continuano a erigere barricate a difesa degli scioperi sulle prime tre rappresentazioni di tutti i titoli in cartellone (pure il «Don Carlo» del 7 dicembre rimane, quindi, a rischio di annullamento causa serrata delle «masse artistiche»), il Piermarini entra da oggi nel vortice della Finanziaria. O meglio dei tagli (almeno 17%) al Fondo unico spettacolo preventivati dal ministro dell?Economia Giulio Tremonti nell?atto di stilare una legge di bilancio apparentemente blindata ai cosiddetti «assalti alla diligenza» tradizionalmente sferrati durante i passaggi alla Camera e al Senato. Morale? Se la «mannaiata» al Fus non venisse scongiurata da un intervento del titolare dei Beni culturali Sandro Bondi, il tempio della lirica, al termine di questa settimana di passione, si ritroverebbe in cassaforte dieci milioni in meno rispetto allo stanziamento garantito dallo Stato nel 2007. Un profondo rosso che, ovviamente, esporrebbe il Teatro al pericolo di essere risucchiato dal ciclone della qualità in picchiata e del commissariamento da conti in disordine già scatenatosi su alcune delle fondazioni lirico-sinfoniche attive nel Bel Paese. L?ANCORA di salvezza, tuttavia, esiste e dovrebbe profilarsi all?orizzonte di Letizia Moratti e Stéphane Lissner dopodomani nell?ambito dell?incontro con tutti i sindaci e sovrintendenti interessati dalla decurtazione del Fus convocato presso il dicastero dei Beni culturali. Perché Bondi, dopo aver approfondito per settimane il tema sempre caliente delle sforbiciate agli appannaggi destinati ai vari settori di sua competenza, pare in procinto di ufficializzare una sua proposta circa la razionalizzazione dei fondi assegnati alle fondazioni lirico-sinfoniche. E, da quanto è trapelato da fonti vicine al ministro, la Scala potrebbe godere in virtù dell?indiscutibile eccellenza di un trattamento di riguardo. Per dirla tutta, anzi, Bondi vorrebbe concentrare sul Piermarini e sulla capitolina Santa Cecilia l?intero importo di quanto rimarrà del Fus a seguito delle contrazioni determinate da Tremonti. Ma la ricetta di Bondi, incardinata com?è sul varo di una sorta di federalismo dei teatri che attribuisce a Comuni, Province e Regione il compito di garantire attraverso finanziamenti ad hoc la sopravvivenza delle fondazioni lirico-sinfoniche, potrebbe andare di traverso ai sindaci e ai sovrintendenti esclusi dalla mano pubblica. Non è affatto escluso, quindi, che i soggetti coinvolti nel taglio secco del Fus finiscano per cedere alle sirene dei confederali, già al lavoro per alzare il sipario su una «vertenza teatri» seconda per effetto mediatico solo a quella inscenata contro il Decreto Gelmini sulla scuola. Ma, pure ad accreditare la pista di una corsia preferenziale per la Scala, va registrato che altre istituzioni culturali meneghine usciranno con le ossa rotte dal processo della legge di bilancio. Il Piccolo e i Pomeriggi musicali dovrebbero, per esempio, rimetterci 250.000 euro.

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Gli studenti: o partiamo o blocchiamo la città (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 26 Gli studenti: o partiamo o blocchiamo la città CHIESTI TRENI SPECIALI PER IL CORTEO DI ROMA ? MILANO ? ANCORA AGITAZIONI nei prossimi giorni nelle università e nelle superiori milanesi, ma con l?occhio puntato sulla manifestazione nazionale in programma venerdì a Roma. Oggi riprenderà la mobilitazione negli atenei cittadini (con nuove lezioni in piazza e altre iniziative) e nelle superiori sono annunciate autogestioni (all?Agnesi e al Kandinsky) e altre forme di agitazione probabilmente al Berchet, al Manzoni e in altri licei e istituti. Per universitari e studenti medi in lotta contro la riforma, però, l?appuntamento chiave della settimana è quello di domattina in Stazione Centrale, dove si terrà un?assemblea pubblica delle Facoltà e dell?Accademia «per garantire il diritto alle mobilitazioni». In altre parole gli studenti chiedono treni speciali, biglietti scontati o gratuiti per poter raggiungere Roma e partecipare alla manifestazione del 14. Con lo slogan «O partiamo o bocchiamo la città», gli universitari cercheranno di ottenere dai dirigenti delle ferrovie quanto chiedono. Poi, giovedì pomeriggio alle 15, si ritroveranno di nuovo in Stazione «da tutte le Falcoltà e dall?Accademia in migliaia, determinati - si legge in un comunicato - a raggiungere Roma per il corteo nazionale ?No Gelmini?». E anche in questo caso lo slogan si presenta chiaro e minaccioso: «Se non partiremo, bloccheremo la città». Per domani sono anche in programma le iniziative della facoltà di Mediazione linguistica, a Sesto San Giovanni, con assemblee, dibattiti e un concerto, mentre mercoledì prenderà il via un corso autogestito di lingua e cultura albanese. Ancora mercoledì, ma alla Stazione Garibaldi, sarà la volta degli studenti di Scienze dell?Educazione della Bicocca che sanno impegnati in una intera giornata di lezioni all?aperto. E altre lezioni pubbliche saranno tenute dalla Facoltà di Matematica, dove, per domani, mercoledì e giovedì, il Dipartimento ?Federigo Enriques? si mette a disposizione per tutoraggi e ripetizioni gratuite agli studenti medi. Gi.Gu.

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sindacati pronti a paralizzare l'università (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi il decreto sulla Gazzetta ufficiale, venerdì la manifestazione generale Sindacati pronti a paralizzare l'Università ROMA. Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge "tecnico" varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio domani), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Il ministro Gelimini prevede incentivi e premi per chi raggiunge la laurea nei tempi canonici. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: "I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata". La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i "propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università". Intanto, dagli Stati Generali delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno.

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bagolino 1 caffarese 1 (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

bagolino 1 caffarese 1 RETI: 5'pt rig. Stagnolli, 28'pt Ferrari. BAGOLINO: Giovi, Zanetti, Carè (33'st Dagani), Stagnolli, Melzani, Cosi, Scalvini (24'st Nicolini), Bordiga, Cavicchioli (1'st D. Salvadori), R. Salvadori, Nabacino. Allenatore: Bazzani. CAFFARESE: Buccio, Gelmini (36'st D. Giovanelli), Brunori, M. Giovanelli, T. Fenoli, Giacometti, Uboldi, Stagnolli, Ferrari, Grassi (6'st Carè), D. Fenoli. Allenatore: Scalvini. ARBITRO: Trenti di Rovereto. 10/11/2008

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La scuola torna in piazza (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Legge 133 e riforma nel mirino. Oggi assemblea degli universitari al Mammuth La scuola torna in piazza Domani la manifestazione, fra corteo, lezioni e note Mentre oggi al Mammuth si svolge un'assemblea-lezione sulla legge 133/2008 (inizio alle 13.30), domani il Coordinamento Scuole Ferraresi - ne fanno parte tutti gli «attori» della scuola, dai docenti agli studenti, dalle elementari all'univertità, alle famiglie - si mobilita contro la legge 133/2008 e il decreto Gelmini 137/2008, ora divenuto anch'esso legge. Si tratta di provvedimenti - spiega il coordinamento studenti universitari - «che attaccano il sistema d'istruzione pubblico, minacciando il libero diritto allo studio e la libera circolazione del sapere». Quella di domani sarà una manifestazione «pacifica, democratica, antifascista, in quanto valore fondamentale della nostra civiltà, e apartitica (chiunque aderirà deve scendere in piazza senza alcun simbolo o bandiera)», ricordano gli universitari. Il programma prevede alle 9 concentramento in piazzale Poledrelli; alle 10 partenza corteo e dalle 13 alle 18.30 lezioni in piazza Municipale con docenti universitari e delle scuole superiori; dalle 19 alle 21 assemblea pubblica e quindi concerto di chiusura. Intanto il Partito della rifondazione comunista ha annunciato che parteciperà alla manifestazione di domani: legge 133 e legge Gelmini - spiega una nota del Prc ferrarese - smantellano «il sistema pubblico dell'istruzione, minacciano il diritto allo studio e la libera circolazione del sapere. Pertanto anche il nostro partito presenzierà per esprimere nelle forme garantite dalla Costituzione, e oggi più che mai bisognose di essere ribadite, praticate e difese da tentativi di repressione violenta, il proprio dissenso».

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Occorre più formazione I maestri cattolici a convegno (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Non soddisfa il contenuto del provvedimento Gelmini «Occorre più formazione» I maestri cattolici a convegno Dopo il congresso regionale tenutosi sabato a Bologna sul tema "A chi interessa davvero la scuola?" alla presenza dei rappresentanti Aimc di quasi tutte le città emiliane, ieri presso la scuola dell'infanzia "Casa dei bambini" si è ripreso a parlare dell'argomento. La presidente regionale dell'associazione italiana maestri cattolici Fiorella Magnani, ha ripreso l'argomento per i ferraresi, sottolineando alcuni punti fondamentali del convegno. «A parole la scuola sembra interessare molti, ma nei fatti sono pochi quelli che ne tengono conto - ha esordito la presidente - in particolare se ci riferiamo a quella del Primo Ciclo delle scuole elementari dove non ci sono interessi come nelle superiori o all'università». Dei tagli all'organico non si addentra eccessivamente questa dirigente scolastica nota per la sua brillante competenza professionale e il suo equilibrio culturale, lasciando il compito da affrontare ai sindacalisti; non è invece assolutamente d'accordo sulle riforme presentate dal decreto Gelimini. «Propongo perciò di confrontarci tutti, per innalzare il livello della scuola italiana - ha proseguito - proprio in relazione ai nuovi regolamenti. Secondo il mio parere infatti se il mondo politico ascoltasse gli insegnanti e tenesse conto della loro esperienza, potrebbe utilizzare anche nella normativa appena varata, quello che di positivo esiste nella scuola». Sostiene ed auspica infine Fiorella Magnani l'importanza di investire sulla formazione del personale docente, sia in servizio che all'inizio del proprio percorso educativo, perché è innegabile che vi siano delle emergenze a scuola e quindi la prioritaria è appunto nella formazione dei docenti». (m.g.)

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Università, l'Onda sfida la Gelmini Venerdì lo sciopero nazionale. E il ministro dichiara guerra ai fuori corso (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Bologna))

Argomenti: Scuola

POLITICA pag. 9 Università, l?Onda sfida la Gelmini Venerdì lo sciopero nazionale. E il ministro dichiara guerra ai fuori corso SAPIENZA Gli studenti fanno lezione ai bambini (Ansa) ? ROMA ? DA UNA PARTE la settimana di passione che sfocia venerdì a Roma nello sciopero generale. Dall?altra, la riforma Gelmini che oggi dovrebbe vedere concretizzarsi il primo tassello: la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge con le nuove regole dei concorsi per l?assunzione di professori e ricercatori varato giovedì dal Consiglio dei ministri. L?Università resta sotto i riflettori. E anche la visita dei bambini, ieri, ai laboratori di fisica, chimica, medicina e geologia della Sapienza, con gli studenti a mostrare loro «le meraviglie della scienza», è stato «un altro modo di protestare contro la riforma Gelmini. Abbiamo dimostrato ai bambini che studiare e fare ricerca serve nella vita di tutti i giorni» spiegano gli studenti. «E i baby alunni sono stati attentissimi e hanno fatto domande intelligenti e acute». La Rete degli Studenti chiede alla maggioranza di «ammettere i propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Non accettiamo nessuno scaricabarile: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza». «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti ? polemizza il leader dell?Idv Antonio Di Pietro ? E? positivo che il Governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto. E questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». Lo sciopero generale, proclamato dai sindacati di categoria contro la riforma Gelmini è confermato per venerdì 14. Per il giorno dopo e domenica gli studenti della Sapienza annunciano l?organizzazione «dell?assemblea nazionale delle facoltà in lotta». Prima del week-end, però, il Governo conta di aver incassato la firma di Napolitano sul decreto e di aver messo a punto le norme per limitare il diffuso fenomeno dei fuori corso. Al ministero, infatti, stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L?IDEA del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. D?altronde i dati Istat sono tutt?altro che rassicuranti: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all?Università fuori corso (dati Censis) sono passati dai 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento percentuale pari al 37,6%. In alcuni atenei, come quello di Enna, ci sono già incentivi per chi è in regola con il piano di studi, come sconti sulle tasse per chi non è fuori corso.

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La prof ci scrive: <L'ho fatto perché ho a cuore gli studenti> (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Bologna))

Argomenti: Scuola

POLITICA pag. 9 La prof ci scrive: «L?ho fatto perché ho a cuore gli studenti» LAUREA CON COMIZIO / REPLICA COMPRENDO la reazione emotiva espressa da Massimo Pandolfi: il giorno della laurea deve essere un giorno di festa, ci sono i parenti e gli amici, e dunque perché non procedere come al solito proclamando i laureati e aggiungendo qualche parola di congratulazioni? Perché la presidente della Commissione, come tutti i colleghi della Facoltà, ha molto a cuore il futuro dei giovani e vorrebbe che tanti di loro, sempre di più e indipendentemente dalle loro condizioni economiche, avessero la possibilità di arrivare a quel giorno felice e laurearsi e festeggiare. Per questo esprime, leggendo un documento approvato dalla Facoltà e da tutti gli studenti presenti nel Consiglio di facoltà, la grave preoccupazione di fronte ai tagli decretati per la scuola, per l?Università, per il futuro di tutti i giovani, dei meno privilegiati in particolare. E segue la linea della Facoltà che ha deciso di garantire lo svolgimento della normale attività didattica e le discussioni delle tesi di laurea, esprimendo la preoccupazione e il dissenso attraverso l?atto pacifico, simbolico, del togliersi la toga nel momento della proclamazione dei laureati. Questo ho fatto, spiegando che nell?atrio c?erano a disposizione documenti di impostazione diversa sul problema ?tagli? e, dopo aver ricordato che l?Università dev?essere il luogo della libertà di pensiero, del confronto critico e del dialogo civile, ho chiesto se qualcuno voleva esprimere la propria opinione su quanto letto e detto. Ci sono stati parecchi interventi e dunque nessuno ha tenuto un comizio: le posizioni erano diverse e contrastanti, ma tutte sono state espresse e accolte con rispetto. Quanto alla richiesta di lasciare la politica fuori da quell?aula: anch?essa è una precisa proposta ?politica?, legittima, quanto lo è quella di avere a cuore i problemi degli altri, della scuola e dell?Università, anche nel momento in cui «le bottiglie sono pronte» per la propria festa. Venti minuti di ritardo nella cerimonia: un ?peso? eccessivo per un piccolo esercizio di democrazia nelle nostre istituzioni di cultura? Mariagrazia Contini GENTILE professoressa, grazie mille per la sua replica che conferma, alla lettera tutto quello che ho scritto nell?articolo pubblicato sabato e intitolato: «Tesi con comizio, laureanda sbotta: ?Prof, ora basta?». Siamo d?accordo su quello che è successo (in fondo è cronaca), un po? meno sulla morale della storia (qui siamo nel campo delle opinioni). Giovedì pomeriggio, a Bologna, si dovevano proclamare dei neodottori. Resto dell?avviso che se volevate parlare di scuola, Gelmini, tagli veri o presunti, eccetera eccetera, potevate farlo in un?altra sede, senza costringere laureandi (più amici, fidanzati, genitori, nonni e parenti vari) a sorbirsi la sua-vostra filippica prima di brindare con lo champagne.. Massimo Pandolfi

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Gli studenti scoprono il diritto di viaggiare e occupano le stazioni Centrale e Garibaldi (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

n. 45 del 2008-11-10 pagina 5 Gli studenti scoprono il diritto di viaggiare e occupano le stazioni Centrale e Garibaldi di Redazione Si preannuncia un'altra settimana calda per le scuole e le università milanesi. Continuano le occupazioni e le autogestioni nei licei per dire no alla riforma Gelmini. E i collettivi studenteschi si mobiliteranno in preparazione della manifestazione nazionale programmata per venerdì prossimo a Roma. Partiranno in massa giovedì pomeriggio alla volta della stazione Termini. E martedì si riuniranno in assemblea nel piazzale della stazione Centrale «per affermare - dicono - il diritto a manifestare, il diritto alla mobilità». Che tradotto significa: «Vogliamo treni speciali e biglietti con lo sconto per andare a Roma». Già venerdì scorso, durante l'ennesimo corteo, avevano esternato le loro intenzioni: «Viaggiare è un nostro diritto - aveva urlato un liceale da dietro il megafono -. Non pagheremo il biglietto più di 15 euro a testa». Ovviamente il «diritto di viaggiare» è una scoperta degli ultimi giorni. Non la pensavano così infatti i collettivi studenteschi, e gli infiltrati vari dei centri sociali, quando hanno cercato di occupare i binari della stazione di Cadorna. O quando hanno interrotto la circolazione dei treni alla stazione di Lambrate, facendo perdere tempo e lavoro a tanti pendolari. Mercoledì la facoltà di Scienze dell'educazione Milano-Bicocca terrà in stazione Garibaldi varie lezioni: «Ci sarà un nuovo binario - spiegano gli studenti -, il binario della formazione». Si parlerà di classi-ponte e di lotta al razzismo. Le lezioni saranno aperte a tutti «in uno dei luoghi più attraversati della città, per rivendicare il diritto a un'università che non sia il supermercato dei crediti ma l'università costruita dal basso, studenti docenti, dottorandi e ricercatori, insieme». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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appoggio alla lotta anti gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Rifondazione Appoggio alla lotta anti Gelmini LUCCA. Rifondazione esprime sostegno attivo a tutti coloro che in questo momento si battono per difendere la scuola pubblica: siano lavoratori della pubblica istruzione (docenti e non) come pure fruitori (studenti e famiglie). «Ed è e sarà ancora più forte il nostro sostegno - si legge nella nota inviata dal partito della Rifondazione Comunista - contro coloro che in modo provocatorio e intimidatorio utilizzano la violenza e le minacce per fermare il movimento in atto, come gli episodi delle bombe carta contro alcuni istituti occupati hanno fatto intravedere. Non può che suscitare sdegno e riprovazione la dichiarazione del presidente del consiglio, come sempre smentita il giorno dopo, che invitava il ministro degli interni ad utilizzare la forza pubblica per reprimere le manifestazioni di dissenso che in tutto il Paese si sono levate contro il più grave attacco alla scuola pubblica mai verificatosi dai tempi della nascita della Repubblica». Rifondazione invita i propri iscritti e simpatizzanti e tutti i cittadini a partecipare e a sostenere le iniziative di lotta del movimento, certa che la forte partecipazione espressa unitamente alla consapevolezza dello scontro in corso «può permettere finalmente di dire basta allo scempio di legalità che sempre più spesso questo Governo mette in atto». A questo proposito Rifondazione invita tutta la cittadinanza a firmare ai propri banchetti il referendum per l'abrogazione del Lodo Alfano «che permette al presidente del consiglio l'immunità e l'impunità nei confronti di ogni cittadino ledendo il principio costituzionale che ognuno è uguale di fronte alla legge».

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Italia ultima sulle borse ma ora più fondi in arrivo (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-10 - pag: 2 autore: Italia ultima sulle «borse» ma ora più fondi in arrivo Francesca Barbieri Loredana Oliva Un nuovo stanziamento da 135 milioni di euro da spendere in borse di studio per gli allievi più capaci e meritevoli a partire dal 2009: così il ministero dell'Istruzione intende colmare il gap che ci divide dagli altri Paesi europei sul fronte degli aiuti economici agli studenti universitari. La misura è contenuta nel decreto legge varato giovedì scorso dal Governo, che "corregge" il Ddl finanziaria 2009, dove è prevista, invece, una potatura di oltre 40 milioni (da 152 milioni a meno di 112). Ma l'effetto finale è positivo, almeno per il 2009: tra tagli e aumenti, la dotazione per il diritto agli studi universitari arriverà a quota 246,9 milioni. L'obiettivo del ministro Gelmini è quello di evitare che alcuni studenti ritenuti idonei vengano esclusi dalle borse per mancanza di risorse, come è accaduto finora in molte regioni: nell'anno accademico 2006/2007, ad esempio, su oltre 174mila candidati in regola coni requisiti, le borse sono state erogate a poco più di 141mila giovani universitari. Un idoneo su cinque, dunque, ha dovuto arrangiarsi da sé. Peggio è andata ai richiedenti dell'anno precedente: su 170mila ragazzi valutati positivamente, il 24,5% è stato tagliato fuori dai benefici. Dall'indagine «Eurostudent III» nel confronto europeo (tra Svezia, Olanda, Gran Bretagna, Finlandia, Francia, Bulgaria, Portogallo, Austria, Germania, Svizzera e Italia su dati 2005/2006), le risposte degli studenti intervistati mettono il nostro Paese in posizione di fanalino di coda. La quota di beneficiari di borse si ferma infatti all'11 per cento. Vicino ai nostri valori la Svizzera (14%), mentre svettano Svezia, Olanda, Gran Bretagna e Finlandia che attribuiscono aiuti e sussidi a oltre l'80% degli iscritti all'università. A guardare dentro questo 11% relativo all'Italia si scopre che è diviso in scholarship per il 7,3% e grant per il 3,7 per cento. Le percentuali si riferiscono, rispettivamente, a contributi degli enti del diritto allo studio (che tengono conto in primis del reddito delle famiglie) e alle borse assegnate dalle università, per progetti, tesi di laurea, dove vale di più il merito. La quota sale al 28% se consideriamo tutti gli aiuti economici per gli iscritti: non solo borse di studio, ma anche contributi alla mobilità internazionale e forme di sostegno indiretto, come l'esonero dalle tasse universitarie. La ricerca Eurostudent III sottolinea anche come nel nostro Paese sia poco diffusa la pratica del prestito per sostenere gli studi. Se prendiamo, ad esempio, prestiti d'onore e altre forme di finanziamento agevolato, nell'anno accademico 2005/2006 su 706 richieste ne sono state accolte 193, l'anno successivo delle 696 domande, 210 sono andate a buon fine. Le best practice – secondo Eurostudent – vengono dall'Europa del Nord: i Paesi scandinavi sono riusciti a favorire la partecipazione all'istruzione universitaria tramite importanti finanziamenti pubblici e privati, con aiuti sia agli studenti sia alle famiglie. In molti Paesi, le tasse d'iscrizione variano in base alle prospettive occupazionali dei giovani sul mercato del lavoro e ai redditi previsti dopo il conseguimento del titolo. Allargando lo sguardo verso un altro continente, si possono ricordare i casi di Australia e Nuova Zelanda, che abbinanoi prestiti agli studenti per pagare le tasse (calcolati sul reddito futuro stimato) con aiuti finanziari per coprire le spese di mantenimento. Ma senza andare così lontano i prestiti sono una realtà in Germania, con il programma «BafÖg»; in Spagna con «Agaur»; nel Regno Unito dove nessuno si iscrive all'università senza chiedere un loan al servizio centrale d'immatricolazione Ucas. Prestiti che possono essere restituiti in dieci anni o più, a tassi negoziati con le banche che stabiliscono partnership con le università. IL CONFRONTO Svezia, Olanda, Finlandia Gran Bretagna danno sussidi all'80% degli immatricolati Il decreto per l'università stanzia altri 135 milioni

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Bilanci già in rosso per almeno cinque sedi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-10 - pag: 3 autore: Bilanci già in rosso per almeno cinque sedi «Bisogna che i bilanci delle università siano comprensibili e pubblicati su Internet ».L'auspicio formulato qualche settimana fa dal ministro Mariastella Gelmini disegna un futuro lontano, ma già oggi sotto le lenti di ingrandimento dei tecnici di Viale Trastevere sono finiti i conti di almeno cinque atenei, che hanno cominciato a navigare in acque agitate ben prima che si profilassero le secche dei nuovi tagli ai finanziamenti statali. Il campanello d'allarme è suonato più intenso all'Università di Siena, che non solo mostra spese di personale vicine ai livelli massimi consentiti dalla legge (è all'89,2% del Fondo ordinario, il tetto è al 90%), ma soprattutto ha visto aprirsi una voragine nei conti. Il "buco" è di circa 150 milioni, aperto soprattutto dai crediti verso l'Indpap ( per il mancato trasferimento dei contributi prelevati dagli stipendi dei dipendenti, a cui si aggiungono gli interessi di mora) e verso la Regione in termini di Irap. A scavare è intervenuto anche un disavanzo di gestione intorno ai 25 milioni (fatto decisamente raro nei conti universitari, di cui si sta occupando la Guardia di Finanza), ma un'ulteriore verifica sull'effettiva esigibilità dei crediti iscritti in entrata potrebbe portare altre brutte sorprese. Difficile è anche la situazione di Firenze (che al personale dedica il 92,1% dell'Ffo), che ha messo in campo un piano di rientro dagli oltre 40 milioni di rosso. Un piano che passa anche attraverso alienazioni di immobili, e su cui si concentreranno le verifiche ministeriali. La stessa strada, del resto, è stata percorsa da Urbino, diventata statale due anni fa con un'eredità di circa 50 milioni di euro di passivo che oggi si sono ridotti intorno a quota 13 milioni, e un piano di rientro è in cantiere anche a Trieste. Più ridotto, invece, il rosso di Pisa. Il segno meno è comparso anche a Camerino, che però adotta la contabilità economica (quella delle aziende, in cui rientrano gli ammortamenti) e non quella finanziaria (tipica degli enti pubblici, che fotografa la situazione anno per anno, ma non permette di misurare l'evoluzione della "ricchezza" dell'ateneo). Secondo il criterio "classico", spiega il rettore Fulvio Esposito, Camerino chiude con un avanzo di 5 milioni, mentre in contabilità economica il peso degli ammortamenti porta il saldo a 117mila euro. «In termini di comunicazione non "paga" – sottolinea Cattaneo – ma la contabilità economica ci permette di capire in anticipo l'emergere di squilibri. In questo modo,l'allarme scatta prima e ci consente di intervenire in tempo». Insieme a Camerino, però, solo Trento ha adottato questa contabilità, caldeggiata per tutta la Pa dal comma 61 della Finanziaria 2008, rimasto lettera morta. Un viaggio nei problemi dei bilanci universitari non può ignorare poi la Federico II di Napoli, dove l'incidenza delle spese di personale sull'Ffo rimane sotto al 90% (86,1%) solo grazie agli "sconti" nel calcolo sul personale di medicina ed è aumentata nel 2007 del 4,5%. Lì i conti sono in pareggio, ma solo in virtù degli interventi in extremis realizzati grazie a una linea di credito (70 milioni di euro, in 15 anni) che permette di dirottare risorse fresche quando le spese corrono troppo.

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Scuola: tutte le novità della riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: GAZZETTE data: 2008-11-10 - pag: 36 autore: GAZZETTE ITALIANE FINO AL 3 NOVEMBRE ACURADI Giovanni Parente Scuola: tutte le novità della riforma Gelmini Iniziative per lo studio degli statuti delle Regioni ad autonomia ordinaria o speciale. Saranno attivate nelle scuole italiane con lo scopo di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale. è una delle novità introdotte dalla legge 30 ottobre 2008 n. 169 che converte con modifiche il Dl 137/2008 («Disposizioni urgenti in materia di istruzionee università»). La legge è stata pubblicata sulla Gazzetta n. 256 dello scorso 31 ottobre. In seguito alle modifiche inserite nel corso dell'iter parlamentare, i docenti, che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario (Ssis) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello a indirizzo didattico (Cobaslid) attivati nell'anno accademico 2007/2008 e hanno conseguito il titolo abilitante, sono iscritti a domanda nelle graduatorie a esaurimento e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi dei titoli posseduti. Potranno chiedere l'iscrizione con riserva alle graduatorie anche quanti si sono iscritti nell'anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in Scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica. Inoltre, al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai sensi dell'articolo 80, comma 21, della legge 289/2002 (Finanziaria 2003), è destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso. Per consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie, comunque maturate alla data di entrata in vigore del Dl 137/2008, nonché quelle relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a decorrere dal1Úgennaio2006, sono revocate. Pertanto le stazioni appaltanti provvedonoa rescindere, ai sensi dell'articolo 134 del Dlgs 163/2006, i contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla regione territorialmente competente. La revoca è disposta con decreto del ministro dell'Istruzione, sentite le Regioni territorialmente competenti, e le relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l'attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche, finalizzate alla mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la sicurezza delle scuole. Il ministro dell'Istruzione di concerto con quello delle Infrastrutture è tenuto a nominare un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l'immediata messa in sicurezza di almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che presentano aspetti critici sotto il profilo della sicurezza sismica. Per assicurare l'integrazione e l'ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla sicurezza sismica delle scuole, il soggetto attuatore definisce il cronoprogramma dei lavori in base alle risorse disponibili, d'intesa con il Dipartimento della protezione civile, sentita la Conferenza unificata. Infine, in relazione alla valutazione del rendimento, nella scuola primaria i docenti, con decisione assunta all'unanimità, possono non ammettere l'alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali, comprovati da specifica motivazione. Agricoltura Dl 3 novembre 2008 n. 171 • Per i quantitativi del contingente del biodiesel del programma pluriennale assegnati agli operatori nel corso dell'anno 2008,il termine per miscelare i medesimi con il gasolio ovvero per trasferirlia impianti di miscelazione nazionali, ovvero, per il biodiesel destinatoa essere usato tal quale, per essere immessi in consumo, è prorogato al 30 giugno 2009.Al fine di concorrere agli oneri della gestione ordinaria è attributo all'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia (Eipli), un contributo straordinario dell'importo massimo di 5,6 milioni di euro, previo corrispondente versamento all'entrata degli interessi attivi.Al fine di garantire la gestione ordinaria del servizio pubblico essenziale di irrigazionee di distribuzione di acqua ed in considerazione dell'eccezionalità dell'esposizione debitoria dell'Eipli, fino alla data del 31 marzo 2009 le somme erogate non sono soggettea esecuzione forzata, a pena di nullità rilevabile d'ufficio dal giudice.Per l'operatività dei limiti all'esecuzione forzata,l'organo esecutivo dell'Eipli destina le somme erogate esclusivamente alla gestione ordinaria,previa individuazione delle finalità e quantificazione degli importi con deliberazione da adottarsi ogni tre mesi e da notificarsi al tesoriere.Il medesimo organo non emette, altresì, mandati a titolo diverso da quello in tale modo vincolato,senza seguire l'ordine cronologico delle fatture così come pervenute per il pagamento o, se non è prescritta fattura, delle deliberazioni di impegno da parte dell'Ente stesso.Gli oneri derivanti dalla chiusura degli interventi cofinanziati dall'Unione europea nel settore della pescae dell'acquacoltura,per il periodo di programmazione 1994/1999, valutati in 50 milioni di euro,fanno carico alle disponibilità del Fondo di rotazione previsto dall'articolo5 della legge n. 183/1987. Gazzetta n. 258 del 4 novembre 2008 Comunicato ministero Politiche agricole • Con decreto del ministro delle Politiche agricole di concerto con quello della Pubblica amministrazione e l'innovazione del 23 ottobre 2008, è stato approvato il regolamento del personale dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). La consultazione del testo integraleè effettuabile sul sito internet www.agea.gov.it. Gazzetta n. 258 del 4 novembre 2008 Dm Politiche agricole, 25 settembre 2008 • L'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) è designata quale unica autorità competente incaricata delle comunicazioni alla Commissione Ce, riguardanti le organizzazioni di produttori (Op), i gruppi di produttori (Gp) e le associazioni di organizzazioni di produttori (Aop). Inoltre la stessa Agea è designata quale autorità nazionale incaricata della gestione, della sorveglianza e della valutazione della Strategia nazionale e della disciplina ambientale, in essa incorporata, adottate dal ministero delle Politiche agricole,d'intesa con la Conferenza permanente peri rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trentoe Bolzano e applicabili ai programmi operativi presentati dalle organizzazioni di produttori ortofrutticoli. Gazzetta n. 257 del 3 novembre 2008 Energia Deliberazione Autorità per l'energia elettrica e il gas, 7 agosto 2008, n. Arg/gas 120/08 • Varate nuove regole per ridurre le dispersioni di gas e migliorare il servizio di pronto intervento. Gli operatori che non raggiungeranno gli obiettivi di ulteriore riduzione fissati dall'Autorità dovranno pagare delle penalità; coloro che riusciranno invece a realizzare miglioramenti superiori a quelli stabiliti,riceveranno degli incentivi. L'applicazione del meccanismo di penalità e incentivi partirà dal 2010 per concedere agli operatori tempi sufficienti per adottare le necessarie misure di sviluppo organizzativoe tecnologico.In base alla nuova disciplina, le aziende, con più di 50mila clienti, dovranno ridurre ogni anno il numero di dispersioni per migliaio di clienti segnalate da terzi sulle proprie reti. Nel complesso, è richiesto un miglioramento di circa il 20% in media a livello nazionale entro il 2012. Per gli ambiti provinciali peri quali attualmente si registrano più dispersioni è richiesto un maggiore miglioramento dei parametri di sicurezza,fino al 7%all'anno. Previsti, poi, incentivi per l'effettuazione di controlli del grado di odorizzazione del gas oltre il numero minimo annuo obbligatorio stabilito dall'Autorità.Tuttavia,le imprese perderanno il diritto di riscuotere gli incentivi (anche se avessero raggiunto miglioramenti superiori a quelli richiesti) nei casi in cui si fosse verificato un incidente per causa dell'impresa stessa,o se un'ispezione avesse evidenziato la non adeguata odorizzazione del gas o, ancora, se non risultasse rispettato uno degli obblighi di sevizio fissati dall'Autorità. Per quanto riguarda il pronto intervento,l'operatore dovrà rispondere alla chiamata telefonica entro il tempo massimo di 120 secondi, almeno nel 90% delle richieste di intervento, e dovrà assicurare la possibilità di parlare con un operatore in grado di fornire al chiamante le prime istruzioni per scongiurare l'innescarsi di un eventuale incidente. Estesa, infine, al settore gas la regolamentazione su appuntamenti concordati coni clienti e indennizzi automatici in caso di mancato rispetto degli standard di qualità. Gazzetta n. 258 del 4 novembre 2008, supplemento ordinario n. 245 Pubblica amministrazione Dpcm 11 settembre 2008, n. 170 • Adottato il regolamento sulla disciplina attuativa dell'analisi d'impatto della regolamentazione (Air).La disciplina si applica agli atti normativi del Governo, compresi gli atti adottati dai singoli ministri, ai provvedimenti interministeriali e ai disegni di legge di iniziativa governativa. Ciascuna amministrazione comunica tempestivamente alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per gli affari giuridicie legislativi (Dagl), le modalità organizzative prescelte per il coordinamento e l'effettuazione delle attività connesse all'Air e alla Vir (Verifica impatto della regolamentazione)di rispettiva competenza. Per gli atti normativi che coinvolgono più amministrazioni, gli uffici competenti possono concordare l'effettuazione in comune dell'Air, prevedendo anche che specifiche fasi o attività istruttorie del processo di analisi siano realizzate da una delle amministrazioni. In questo caso resta ferma la responsabilità delle singole amministrazioni circai contenuti e le conclusioni dell'Air di relativa competenza.Nell'ambito del Dagl della Presidenza del Consiglio dei ministri è costituito l'ufficio di livello dirigenziale generale«Analisi e verifica dell'impatto della regolamentazione». Tale ufficio, ove non diversamente specificato, è competente all'effettuazione dei compiti e delle attività in materia di Air e Vir. Il Dagl è, in materia di Aire Vir, il referente unico delle amministrazioni statali per i rapporti in ambito interno, comunitarioe internazionale.L'Air non è effettuata per i disegni di legge costituzionale, gli atti normativi in materia di sicurezza interna ed esterna dello Stato, i disegni di legge di ratifica di trattati internazionali, che non comportino spese o istituzione di nuovi uffici. Gazzetta n. 257 del 3 novembre 2008

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inaugurato il "gioiello" di famiglia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

La scuola di infanzia è costata un milione di euro. Possibile anche un ampliamento Inaugurato il "gioiello" di famiglia LAMPORECCHIO. Una bella domenica di sole ha accolto una moltitudine di genitori, nonne, zii e bambini arrivati a festeggiare l'inaugurazione della nuova scuola d'infanzia, destinata ai bimbi dai tre ai cinque anni d'età. Proprio come una bella e simpatica festa paesana, di quelle che usavano in tempi neanche troppo antichi, con in testa il sindaco, il prete e tutti gli altri con l'abito buono della domenica, ugualmente entusiasti e soddisfatti nel presentare e benedire l'ultimo "gioiello di famiglia", in ordine di tempo, realizzato dall'amministrazione. «Costato circa un milione di euro - ha confermato il sindaco Aldo Morelli - e che potrà inizialmente accogliere 90 bambini, divisi in tre sezioni e assistiti da due insegnanti per ogni sezione. Dico inizialmente perché i locali della scuola sono predisposti per un eventuale e successivo ampliamento con la realizzazione di una quarta sezione, in grado di fare salire l'accoglienza della nuova scuola a 120 bambini». I fondi sono stati reperiti con un'operazione di permuta, realizzata attraverso una gara d'appalto che ha consentito il recupero della vecchia scuola già esistente sul territorio, insieme all'accensione di un mutuo da parte del Comune. «Il ministro Gelmini le scuole le vuole chiudere - ha affermato l'assessore alla pubblica istruzione Carla Bollettini - invece noi a Lamporecchio le apriamo. Infatti questa di Mastromarco è la terza scuola d'infanzia del nostro paese». Subito dopo il taglio del nastro e della benedizione da parte di Don Francesco, i bimbi non si sono fatti pregare nell'esplorare i locali della scuola, rimanendo abbagliati dal sole che inonda, attraverso grandi finestre, gli spazi aperti che conducono ai vari servizi decorati con i simboli della natura. Tutto negli arredi, dai lampadari a forma di uccelli, agli orsetti che sorridono alle finestre, ai divani che rimbalzano, ai paesaggi che emergono dalle grandi vetrate, è stato studiato per favorire l'inserimento felice del bambino nella scuola. Genitori soddisfatti hanno ascoltato le parole del sindaco Morelli che ha esortato i cittadini a non smettere mai di credere nella cultura e di considerare la scuola «mai come luogo di spesa o di tagli, bensì come un fondamentale passaggio di crescita civile e culturale nella vita dei nostri ragazzi». Franca Capecchi

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Gli studenti in lotta ancora autogestioni (sezione: Scuola)

( da "Metronews" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Gli studenti in lotta ancora autogestioni uscito su Metro il 10/11/2008 Lascia il tuo commento! Gli studenti milanesi non demordono. Continuano le proteste anti-Gelmini e contro i tagli agli atenei. Alle magistrali Agnesi, dove la scorsa settimana 4 studenti sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio, l?autogestione continuerà per tutta la settimana con il contributo dei professori. Autogestione anche al Kandiskij e domani al liceo Manzoni ci sarà un?assemblea occupata in vista della manifestazione a Roma il 14 novembre. Sempre domani studenti dei licei e dell?università si incontraranno alle 9.30 in Stazione Centrale per chiedere a Trenitalia “collaborazione” in vista della manifestazione romana. «Chiederemo - spiega Giammarco dei collettivi - prezzi calmierati e treni speciali. Giovedì pomeriggio, saremo almeno un migliaio a partire per Roma». Negli atenei invece continuano le lezioni in piazza. Alla Statale il dipartimento di matematica “Federigo Enriques” propone una settimana di iniziative. A partire da oggi incontri dal titolo “Parliamo di università: informazioni e riflessioni” alla Facoltà di Scienze. Dalle 9 alle 12, il professor Luigi Luca Cavalli Sforza della Stanford University terrà una lezione e nel pomeriggio, esperimenti e lavori di ricerca sarannopresentati in piazza dei Mercanti. Da domani e fino a venerdì, dalle 14 alle 17, il dipartimento sarà aperto a tutti proponendo ripetizioni di matematica gratuite agli studenti dei licei. ANNALISA SERPILLI

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(ACR) SCUOLA E CRISI ECONOMICA, NARDIELLO:INTENSIFICARE LA LOTTA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA E CRISI ECONOMICA, NARDIELLO:INTENSIFICARE LA LOTTA 10/11/2008 08.38.57 [Basilicata] (ACR) - â??Dare sbocco alle diverse iniziative di protesta e di sciopero dei lavoratori lucani, saldandole alle lotte degli studenti contro la â??riforma Gelmini dei tagliâ?? proprio come è¨ avvenuto ieri con lâ??assemblea alla Daramic e la â??storicaâ?? partecipazione di studenti medi e di operai allâ??assemblea in Ateneo, è¨ una esigenza che deve spingere il sindacato lucano ad uno sciopero regionale proprio come a livello nazionale la Cgil si avvia verso uno sciopero generale contro la politica economica di Berlusconiâ?. A sostenerlo è¨ il capogruppo del Pdci in Consiglio regionale, Giacomo Nardiello. â??La sollecitazione ad accrescere la mobilitazione popolare che è¨ venuta dallâ??assemblea Fiom di quei metalmeccanici più¹ esposti alla crisi e contestualmente dai giovani lucani che non riescono a vedere un proprio futuro â?? aggiunge Nardiello - è¨ sacrosanta ed è¨ la risposta più¹ efficace alle modalità  con cui un Governo irresponsabile gestisce le conseguenze della crisi economica. Eâ?? anche la risposta ai tentativi prolungati di dividere le organizzazioni sindacali e di contrapporre gli interessi dei â??lavoratoriâ?? a quelli dei â??cittadiniâ??. Dopo una Finanziaria varata in nove minuti e mezzo, lo scorso luglio, e tutto ciò² che ne è¨ conseguito, in materia di tagli scolastici e di proposte di rinnovo di contratto vergognose nel pubblico impiego, il sindacato fa bene a rafforzare ulteriormente le iniziative di lotta. I Comunisti Italiani sosterranno con forza le mobilitazioni già  programmate, a sostegno del lavoro pubblico, dei dipendenti del commercio, della trattativa per il contratto dei metalmeccanici e dei pensionati. Lo faremo convintamente, contro la frantumazione e per offrire tutto il nostro contributo allâ??unità  del mondo del lavoro ferocemente sotto attacco da quando Berlusconi siede a Palazzo Chigi. Del resto i dati sulla povertà  non fanno quasi più¹ notizia. Lâ??ultima rilevazione Istat, secondo cui lâ??11,1 per cento delle famiglie residenti in Italia sono povere e il 23,6 per cento nella nostra regione, dovrebbe indurre chi detiene responsabilità  politiche ad interrogarsi sulle soluzioni possibiliâ?. â??Noi crediamo â?? conclude Nardiello - che esista innanzitutto una â??questione salarialeâ?? di gravità  inaudita e che vada affrontata con misure di grande impatto sociale, finalizzate a redistribuire la ricchezza. Non a caso il Pdci ha lanciato varie proposte di legge, tra cui una volta a ripristinare un meccanismo di indicizzazione dei salari. Perché© lâ??aumento del costo della vita abbinato a stipendi drammaticamente insufficienti si traduce in nuove povertà . Nella totale indifferenza del governo, al punto che il ministro Brunetta ha recentemente proposto, riguardo ai pubblici dipendenti, un rinnovo contrattuale con aumenti salariali da fameâ?. (dt )

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(ACR) SCUOLA, DI SANZA (PD) SU INCONTRI SENISE, LAURIA E VALSINNI (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA, DI SANZA (PD) SU INCONTRI SENISE, LAURIA E VALSINNI 10/11/2008 08.18.48 [Basilicata] (ACR) - Il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Sanza, ringrazia i cittadini che hanno partecipato ai tre incontri sul tema della scuola, organizzati insieme con il collega consigliere Marcello Pittella, nei giorni 4, 5, 6 novembre nei Comuni di Senise, Lauria e Valsinni. â??Quando, insieme con Marcello Pittella, abbiamo pensato di organizzare diversi incontri sul tema della scuola sul territorio lucano, nellâ??ambito del progetto www.unbuonconsiglio.it, la grande protesta del movimento studentesco non era ancora cominciata. E già  allora abbiamo intravisto elementi di criticità  sia di metodo che di merito rispetto allâ??azione del governo nazionale. Gli incontri di questi giorni con i cittadini sono caduti proprio nel cuore della protesta dei docenti e degli studenti. Una protesta civile e propositiva che, di fatto, si è¨ riflessa anche nelle discussioni che abbiamo promossoâ?. â??Questo sta a significare â?? a giudizio del consigliere - che se ascoltato, il mondo della scuola, competente comâ??è¨, sa criticare, sa apprezzare quanto di buono è¨ stato fatto, sa cosa si deve eliminare e cosa, invece, deve essere realizzato per avere una scuola migliore. Ho molto apprezzato il senso di responsabilità  che tanti cittadini hanno mostrato rispetto al tema della riforma della scuola e a quanto proposto dal Governo nazionale. Hanno saputo motivare il loro no al maestro unico, definito più¹ volte â??tuttologoâ?, ritenendo che oramai è¨ necessario offrire agli studenti una multiculturalità  affinché© possano pensare con la loro testa e non affidarsi a persone â??unicheâ?, con pensieri â??uniciâ??. Hanno evidenziato la loro preoccupazione rispetto al dimensionamento della rete scolastica sul territorio, paventando il rischio di chiusura di tanti istituti scolastici, che in alcuni paesi lucani sono lâ??ultimo presidio culturale, con il conseguente pericolo che tante famiglie, pur di agevolare i propri figli, decidano di trasferirsi in centri più¹ grandi, alimentando ulteriormente il fenomeno dellâ??emigrazione. Tutte considerazioni fatte sulla base della cosiddetta â??riforma Gelminiâ?? che è¨ stata ideata ed imposta al mondo della scuola senza un briciolo di discussione. Una discussione che sarebbe servita ad ascoltare chi, di fatto, vive e fa la scuolaâ?. â??Per fortuna, dopo le numerose e diffuse iniziative di protesta e di mobilitazione delle scuole e le prese di posizione delle Regioni e degli Enti locali â?? sottolinea Di sanza - il Governo ha dovuto rinunciare al commissariamento previsto dell'articolo 3 del DL 154/08 rispetto alle operazioni di dimensionamento e razionalizzazione della rete scolastica. L'articolo prevedeva la nomina di commissari ad acta qualora il piano non fosse stato predisposto entro il 30 novembre 2008. Il nuovo testo dell'articolo non prevede più¹ la scadenza perentoria del 30 novembre, né© il commissariamento delle Regioni e limita il dimensionamento alle sole unità  scolastiche autonome non in regola con i parametri di legge senza intervenire sui singoli plessi (sui quali comunque il Governo prevede di intervenire a partire dal 2010/11)â?. â??Si tratta di un primo risultato, seppur parziale â?? conclude Di sanza - visto che in realtà  è¨ solo un rinvio di alcuni degli effetti deleteri del piano programmatico di tagli predisposto da Tremonti e Gelmini. Il dimensionamento delle istituzioni scolastiche autonome è¨ una operazione che deve comunque garantire la presenza diffusa sul territorio delle scuole statali, come previsto dalla Costituzione, ed il nostro ruolo sarà  quello di mantenere alta lâ??attenzione su questo tema così¬ come sullâ??altro fronte caldo che è¨ quello universitarioâ?. (dt )

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ROMA - Nessuno pensa che l'università vada difesa nella forma in cui si presenta ogg... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi ROMA - «Nessuno pensa che l'università vada difesa nella forma in cui si presenta oggi. Troppi sono gli sprechi, i feudi di potere, i concorsi poco trasparenti. Però i provvedimenti del governo si limitano ai tagli, si parla di quasi due miliardi di euro, e a spingere gli atenei a trasformarsi in Fondazioni private. Questa è una ricetta di liquidazione, non di rilancio», Francesco Mauriello, presidente dell'Adi, dell'Associazione dottorandi e dottori di ricerca, sintetizza così le ragioni che spingono studenti e professori a continuare la protesta, nonostante l'apertura del governo. E oggi inizia una nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Intanto in serata sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto legge varato giovedì dal Consiglio dei ministri: il testo sarà immediatamente in vigore perché modifica le regole dei concorsi, già banditi da tempo, le cui domande scadono proprio oggi. Ma il decreto prima di essere pubblicato dovrà essere firmato stamattina dal Capo dello Stato. Una corsa contro il tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Mentre il ministero è al lavoro per dare corpo alle linee guida che ispireranno la riforma gli studenti organizzano nuove forme di lotta. La Sapienza ieri ha riaperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, oggi in alcune città i ricercatori andranno nei mercati rionali per spiegare alla gente che «l'università è alla frutta». Mentre domani, a Roma, sempre i giovani ricercatori andranno nelle Ambasciate per chiedere "asilo politico". «Qui non abbiamo prospettive», dicono. Dal mondo della politica arriva l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti, non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. «Prima di tutto - sottolineano gli studenti - avvertiamo che non accetteremo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo, il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso». Intanto, le regioni del Sud discutono sui problemi delle loro scuole. Dagli Stati Generali degli istituti del Mezzogiorno è arrivato l'impegno dei parlamenti locali che che si sono detti pronti a investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 di milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia». A. Ser.

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Gentile Camilleri si scusi a modo suo (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-11-10 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE Particelle elementari di Pierluigi Battista Gentile Camilleri si scusi a modo suo G entile Andrea Camilleri, purtroppo per noi e purtroppo per lei, le è scappata una battuta incresciosa e stupida su Mariastella Gelmini. Davanti a un platea entusiasta di studenti romani, ha negato al ministro dell'Istruzione l'appartenenza al genere umano. L'ha estromessa dall'umanità, e accompagnata alla porta come socio indegno di quella variegata e universale confraternita di cui tutti noi umani, più o meno meritatamente, facciamo parte di diritto per il solo fatto di essere nati. Perché lei abbia pronunciato una simile (è il caso di dire) bestialità, non è difficile da afferrare. E' possibile che nel cuore di uno scrittore amabile e spiritoso come lei alberghino pensieri malvagi come quelli che indussero Lenin a schiacciare gli «insetti nocivi» della controrivoluzione, o luciferini propositi di trattamento speciale riservato da Hitler agli odiosi «Untermenschen» («sottouomini»)? Ovvio che non è possibile. Più semplice pensare a un suo momentaneo e disinibito stato di trance militante in cui, sebbene abbagliate da un'improvvisa illuminazione, le parole regrediscono invece a uno stadio di fastidioso obnubilamento. Possiamo immaginare, gentile Camilleri, quale contagiosa febbre movimentista sprigionasse da quei giovani infervorati per la presenza in una loro assemblea del grande e maturo scrittore di successo. Possiamo intuire quale subitanea pulsione estremista l'abbia pervaso al cospetto dell'Onda impetuosa di quei giovani entusiasticamente assiepati per abbeverarsi alle sue parole sempre così sapidamente sarcastiche e irriverenti. Tra i cori contro la Gelmini, gli striscioni contro la Gelmini, gli sberleffi contro la Gelmini, lei avrà sentito potente il bisogno di mettersi in sintonia con quell'energia di giovinezza rivoltosa. Lei, maestro della parola trasgressiva, avrà avvertito il bisogno della trasgressione suprema, della battuta beffardamente feroce con cui annichilire il detestabile nemico dell'Onda. «La Gelmini non è un essere umano», è il grido rivoluzionario che le sarà sgorgato dal suo animo capace di preservare l'ardore della gioventù anche nei suoi meravigliosi 83 anni. E quell'applauso appassionato e caldo che ha accolto la sua battuta l'avrà certamente confortato nella convinzione di aver speso le parole giuste, toccato le corde giuste, adoperato i toni giusti. Erano le parole sbagliate, le corde sbagliate, i toni sbagliati. Non si titilla l'odio in embrione, lei lo sa perfettamente, caro Camilleri. Non si degrada un essere umano spedendolo brutalmente nella categoria infetta della disumanità o della sotto-umanità. Lontano dalle onde emotive e dagli applausi frastornanti, lei si sarà certamente accorto del suo grossolano e imperdonabile errore. Perciò, tornato all'affabile ironia che emana dai suoi racconti baciati dal successo, provi a chiedere scusa al ministro Gelmini, magari ricorrendo al lessico del suo siciliano immaginifico e camilleresco per sdrammatizzare una condizione un po' imbarazzante: «Gentilissima ministra, io dissi quella frase ma la pensò il solito Catarella, il quale purtroppamente è uso a sparare minchiate. Me ne scuso a nome mio pirsonalmente di pirsona e del suddetto Catarella». Una cosa così, e farebbe un figurone. Con sincera cordialità. \\ Con gli studenti ha insultato la Gelmini: ora usi il suo siciliano immaginifico

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Università, progetto Gelmini: tasse più alte per i fuori corso (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-10 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE La riforma Gli studenti in ritardo con gli esami sono il 37% degli iscritti Università, progetto Gelmini: tasse più alte per i fuori corso Ipotesi di raddoppio limitato a chi non dimostra di lavorare Settimana «calda» per scuola e atenei: venerdì lo sciopero proclamato dai sindacati di categoria ROMA — Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini si è sempre detta contraria all'ipotesi di aumentare le tasse universitarie. Anzi, chi merita deve essere aiutato, è la sua linea. E chi invece se la prende comoda, tanto le rette sono abbordabili? Chi scambia l'università per un parcheggio? Per costoro, che sono centinaia di migliaia, è in arrivo un «giro di vite» che potrebbe tradursi proprio in un aumento delle tasse. La Gelmini ha anticipato un provvedimento sui fuori corso. Non è entrata nei dettagli. Se non per spiegare che lo scopo è quello di ridurre nei limite del possibile — occorre infatti distinguere tra chi non si impegna e chi invece studia e lavora — il numero di quanti si iscrivono ma non danno esami o ne danno pochissimi. C'è un risvolto etico. Le università, nonostante la scarsità di risorse, fanno pagare la stessa retta a chi è in regola o abbastanza in regola e chi invece costringe la collettività a finanziare i suoi studi per un numero di anni di gran lunga superiore a quello previsto. Il fondo di finanziamento ordinario che alimenta le nostre 75 università è infatti ripartito tenendo conto del numero degli iscritti, in corso o no, a ciascun ateneo. Una volta, nell'ordinamento, c'era un limite. Negli altri Paesi l'eterno universitario non esiste. Dopo un certo tempo ti buttano fuori. Questo è uno dei possibili modi di intervenire per disincentivare i ritardi. L'altro colpisce il portafoglio. Sei un fuori corso e non puoi dimostrare che lavori? Dovrai pagare rette più salate. Al ministero affermano che non c'è alcun provvedimento in fase avanzata di elaborazione. L'ipotesi però è stata avanzata, tra quelle in discussione in questi giorni riguardanti la riforma dell'università. Nessun aumento indiscriminato delle tasse, ma «giro di vite» limitato ai fuori corso. I ritardatari sono 667 mila, un terzo dei quali non lavora. Rappresentano il 37 per cento del totale, 1.800.000 universitari. Per quanto diminuiti negli ultimi anni, sono lì a dimostrare che il nostro sistema non funziona bene. Un raddoppio delle rette — limitato a quanti non sono in grado di dimostrare che il ritardo dipende da impegni di lavoro — porterebbe nelle casse delle università somme importanti. Difficile fare conti precisi. Ma quelle somme potrebbero essere utilizzate — altra voce trapelata dal ministero — per il diritto allo studio: borse, alloggi, mense e via dicendo. Misure destinate a promuovere la mobilità degli studenti, uno dei punti chiave del programma del ministro Gelmini. Intanto, mentre il decreto legge varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri dovrebbe essere già oggi pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si annuncia una nuova settimana di passione con iniziative di protesta in molte università italiane. Venerdì ci sarà la grande manifestazione di Roma con lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Giulio Benedetti GUARDA le foto delle proteste scattate dai lettori su www.corriere.it

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Lezioni e giochi per bambini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-10 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Alla «Sapienza» Lezioni e giochi per bambini ROMA — «Oggi dimostriamo ai bambini che studiare, che fare ricerca serve nella vita di tutti i giorni». è stata questa la domenica di porte aperte degli studenti e dei ricercatori dell'Università «La Sapienza» di Roma, dove centinaia di universitari hanno fatto un nuovo genere di protesta contro la riforma della scuola del ministro Gelmini e la legge 133: per i bambini delle scuole elementari hanno organizzato attività didattiche e lezioni, giochi, esperimenti e «maratone di lettura» con l'attore Valerio Mastandrea e il cantautore Daniele Silvestri.

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Il <giro di vite> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-10 num: - pag: 16 categoria: BREVI Il «giro di vite» Norme più rigide I tecnici del ministro Gelmini ( nel tondo) stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea I fuori corso Nelle 75 università italiane, i fuori corso sono 667 mila, un terzo dei quali non lavora. Rappresentano il 37 per cento del totale, 1 milione 800 mila universitari

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gelmini: e ora tocca ai fuoricorso (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Nel mirino del ministro quel 30-40% che conclude gli studi in ritardo o magari abbandona. Pieno sostegno di Confindustria: merito e qualità Gelmini: e ora tocca ai fuoricorso Aiuti agli studenti-lavoratori, «ma l'università non è un parcheggio» ROMA. Nel mirino della Gelmini ora sono finiti i fuoricorso. Non si può tollerare - ha detto sabato al convegno di Confindustria - che ci sia il 30-40% degli studenti che scambia l'università per un parcheggio, ingolfa le strutture, si laurea tardi o non si laurea affatto. Come contrastare il fenomeno il ministro non l'ha detto anche se ha precisato subito che il giro di vite non riguarderà gli studenti-lavoratori, «e questi vanno aiutati». Si punterà ad un drastico aumento delle tasse, per altro già ora più salate per i fuoricorso? Sta di fatto che su questa linea ha incassato il consenso aperto di Confidustria. Il presidente Emma Marcegaglia è stata prodiga di sostegni e di incitamenti ad andare avanti. Infatti se le prime misure «tagliano alcuni costi e rimettono a posto i numeri», guai a fermarsi perché «è necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e sulla qualità». Insomma quella dei fuoricorso appare come una sorta di «manomorta» dell'università, un fenomeno tutto italiano dato che all'estero è pressoché sconosciuto. E' maturato fin dagli anni '80, e fino alla riforma Zecchino del 3+2 (nel 2001), su 100 iniziali iscritti se ne laureavano 25-27 e tutti gli altri abbandonavano, magari dopo aver frequentato l'Università per diversi anni. Con le lauree brevi c'è stato un certo ridimensionamento del fenomeno e oggi quasi il 50% si laurea nei tempi prescritti, ma resta che un terzo sfora di uno o due anni, e un venti per cento finisce per abbandonare. Al di là delle statistiche, c'è sicuramente una ricaduta economica. Perchè strutture, corsi e numero di docenti sono dimensionati sulla base degli iscritti, quando probabilmente ne servirebbero assai meno sulla base del numero dei frequentanti, di coloro che si laureano in tempo o almeno di quanti si laureano nell'anno o nei due anni successivi. Insomma più iscritti più soldi, e le Università - per far quadrare i conti - ricorrono ad un pressing pubblicitario per attrarre quanti più studenti possibile. Cosa farà la Gelmini lo sapremo nei prossimi giorni, anche se è sintomatico il fatto che le sue dichiarazioni non hanno avuto alcuna eco nel mondo politico. Dunque si attende di conoscere la griglia dei provvedimenti. Resta per ora l'invito del direttore della ricerca Isfol Giorgio Allulli che - intervistato dalla Stampa - ha invitato a non semplificare il problema. Intanto perchè il fenomeno «si è molto ridimensionato rispetto a 10-15 anni fa». Poi perché «il sistema si è già dotato di un criterio di ripartizione di alcuni fondi in base al quale si distribuiscono risorse incrociando il numero degli iscritti con quello degli esami sostenuti». E infine perché bisogna evitare di premiare «solo le università che producono esami e quindi laureati perché si rischia la proliferazione delle lauree facili». Resta che la Gelmini ha già indicato un profilo da difendere - e anzi sostenere - quello cioè degli studenti-lavoratori, cioè gli adulti che decidono di tornare a studiare. Che secondo gli ultimi dati sono passati dal 13% degli immatricolati totali del 2000 al 17,4% dell'anno accademico 2005-2006.

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modica: sono già penalizzati con le tasse (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

PISA Modica: sono già penalizzati con le tasse PISA. «I fuoricorso sono già abbastanza penalizzati perché pagano più tasse degli altri. Non vedo perché debbano essere ulteriormente penalizzati». Lo dice l'ex sottosegretario all'Università, Luciano Modica. «Io quando ero Rettore all'Università di Pisa - dice Modica - feci semmai una cosa alla rovescia: premiavo chi si laureava prima. Un premio vero, in danaro, a chi si laureava in corso o con un anno fuori. Quindi la proposta del ministro Gelmini, i cui connotati sono del resto ancora molto fumosi, mi sembra una soluzione semplicistica, che avrebbe comunque scarso effetto». Per il docente di diritto pubblico all'Università di Pisa e alla Scuola Sant'Anna, Emanuele Rossi, pur avendo il principio di penalizzare chi resta troppo all'università degli aspetti positivi «finisce per colpire indiscriminatamente anche chi resta indietro magari per ragioni di salute o familiari, chi deve lavorare per pagarsi gli studi». «Insomma - dice Rossi - ad essere penalizzato finirebbe per essere anche il più debole, il più povero e chi ha meno risorse». Per il prof. Raimondo Cubeddu, che insegna filosofia politica all'Università di Pisa, «in effetti i fuoricorso sono un peso». «Negli altri Paesi - dice - uno che sta un po' di tempo senza fare gli esami, deve obbligatoriamente abbandonare l'Università. Non è giusto però prendersela indiscriminatamente con loro. Il fatto che esista la Cepu è in sintomo che qualcosa non funziona. è giusto che i fuori corso siano ridotti, tanto che potremmo attivare il sistema del tutoraggio, cioè impiegando i ricercatori per far recuperare gli studi a chi è rimasto indietro. Il fenomeno è comunque complesso. Vi sono facoltà come Medicina e Ingegneria dove di fuori corsi ce ne sono pochi e altre, come Lettere e Scienze politiche, che ne pullulano. Ritengo, ad ogni modo, che l'Università debba essere considerata alla stregua di un lavoro: va fatta in tempi ragionevoli».

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e gli atenei tornano in piazza (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il decreto legge alla firma del Quirinale. La Rete degli studenti: errori da cancellare E gli atenei tornano in piazza Venerdì sciopero generale contro i tagli della riforma ROMA. Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio domani), assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto - ha affermato la Rete - avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli Stati Generali delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia».

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oggi non si ribella più nessuno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Per il regista Monicelli i ragazzi vogliono solo studiare meglio «Oggi non si ribella più nessuno» BOLOGNA. «Oggi non si ribella nessuno» e la protesta che agita da settimane scuole e università italiane contro la riforma Gelmini non è un revival della contestazione studentesca degli anni '70. Parola di Mario Monicelli, viareggino uno dei registi di lungo corso e più famosi d'Italia, ospite a Bologna della Cineteca comunale per presentare 'Capelli lunghi', fumetto nato dall'omonimo soggetto di un suo film mai girato e affidato ora alla matita di Massimo Bonfatto. Per il regista gli studenti di oggi «non si stanno ribellando a niente, chiedono solo di studiare di più e meglio, di avere maggiore presenza nella aule e nella ricerca. Insomma non si ribellano ai soprusi che fanno loro i datori di lavoro. E' una cosa completamente diversa da quella degli anni'70. Ma quindi i capelloni non esistono più? «No - risponde sicuro il maestro - era una moda di allora ed era una cosa eversiva. Era la prima volta che i datori di lavoro si occupavano del privato dei loro dipendenti, i giovani si ribellavano perchè non volevano essere condizionati nel loro privato. Adesso lo sono continuamente».

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di OSVALDO PASELLO NON È CERTO finita la battaglia ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 24 di OSVALDO PASELLO NON È CERTO finita la battaglia ... di OSVALDO PASELLO NON È CERTO finita la battaglia nelle scuole contro il decreto-Gelmini. E il Polesine continua a fare da battistrada, inaugurando un movimento dalla ?gaetta pelle?, che colpisce di qua, di là, strutturandosi dal basso. Dopo le serrata decisa dai docenti di vari istituti superiori di Badia, Adria e Rovigo contro le gite di istruzione che quest?anno, con le motivazioni più varie ma con l?indubbio intento di dare un segnale di protesta, forte, al Governo e all?opinione pubblica, non verranno effettuate, ora si mette sul piatto anche la progettazione non obbligatoria della scuola. In buona sostanza, in molti istituti secondari e anche in vari istituti comprensivi, i docenti stanno in questi giorni decidendo, tramite assemblee sindacali, se attivare o meno la progettazione non obbligatoria. Non vorrebbe cioè avviata quella progettazione (o parte di essa) che accompagna attività non strettamente scolastiche per gli studenti, come le proposte culturali, gli stage, le attività integrative. Addirittura in alcune assemblee dei docenti delle superiori si sta vagliando l?ipotesi che i prof interni non diano disponibilità (che è facoltativa) ad effettuare i recuperi pomeridiani o estivi degli alunni che dopo il primo quadrimestre o a fine anno si trovassero indebitati in qualche materia. Si aprirebbe in queste scuole, se la protesta sarà confermata, un vero caos, perché comunque andrebbero cercati dei sostituti, tra il personale esterno o di altri istituti, con un lavoro decisamente non facile per i dirigenti. Ogni scuola deciderà da par suo, ma dal Celio-Roccati di Rovigo, al Balzan di Badia, dal De Amicis-Marco Polo di Rovigo al Maddalena di Adria, passando per vari comprensivi di Adria, Rovigo e di altri comuni del medio-alto Polesine sono giorni intensi di assemblee. «E? una risposta spontanea ? osserva il segretario provinciale della Cgil-scuola, Teresa Bradiani ? ma è anche l?espressa volontà di continuare la battaglia in difesa della scuola pubblica decisa dalle segreterie venete di tutti i maggiori sindacati». E così il clima nella scuola polesana si va surriscaldando, perché già si cominciano a segnalare, dal blocco delle attività non obbligatorie, i primi, inevitabili, disagi. E? un?aria di mobilitazione generale: pochi giorni fa hanno manifestato, a Padova, anche gli studenti dei due Conservatori, di Adria e Rovigo, preoccupati per i tagli decisi anche in questo particolarissimo settore della formazione. Il 5 novembre, ?notte bianca? all?Università Ca? Foscari di Venezia e, ultima iniziativa in campo, una lettera di decine e decine di Dirigenti Scolastici delle scuole del Veneto che sostengono, a lettere chiare: «Le misure adottate dal Governo - senza nessuna discussione e confronto, né sul piano sindacale e tantomeno sul terreno pedagogico - mettono in discussione la qualità della scuola pubblica, con gravissime limitazioni al tempo scuola e alla qualità delle attività didattiche, oltre che alla stabilità del personale».

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Gol di Trombin e Murtisi, il Porto Viro liquida Gazzera (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROVIGO SPORT pag. 32 Gol di Trombin e Murtisi, il Porto Viro liquida Gazzera PROMOZIONE VITTORIA RASSERENANTE PER PER L?UNDICI DI MISTER AUGUSTI CHE PROVA ANCORA UNA VOLTA A ?RIPARTIRE? 2-0 PORTO VIRO: Guarnieri, Biondi, Camalori, Bresciani, Tosetti, Capecchi, Murtisi (dal 91? Paganin), Socciarelli, Trombin, Zennaro, Paralovo (dal 70? Doria). (a disp. Pizzo, Scarpa, Azzalin) All. Augusti GAZZERA CHIRIGNAGO: Flego, Pettenà (dal 46? Fuin), Ronchin, Annoè (dal 66? Vastola), D?Altoè, Baldon (dall?89? Tagliapietra), Battaggia, Battocchio, Giacobe, Spolaore, Manzan. (a disp. Bison, Esposto, Donaggio, Marchesin) All. Moro Arbitro: Varotto di Padova Marcatori: Trombin (p) al 12?, Murtisi (p) al 54? Note: ammoniti Murtisi (p), D?Altoè e Annoè (g). Calci d?angolo: 5-3 per il Gazzera Chirignago. Spettatori: 200 circa. ? PORTO VIRO ? «ABBIAMO rischiato poco o niente, però la tensione era ancora evidente» confessa candidamente Pino Augusti. Mentre il Porto Viro che rialza la testa, dopo la disfatta di Porto Tolle, ha il volto fermo di Alessandro ?Mellberg? Bresciani: «Il gruppo è unito e sta remando dalla stessa parte». Matteo Trombin, invece, ci ricorda che una punta ?vive? solo per una cosa: «Il gol è importante, ma è stata la squadra a mettermi in condizione di segnare. Potevo anche farne un altro: bravo il loro portiere e stanco io». E? un Comunale tiepido quello che accoglie i rossoverdi (privi dello squalificato De Montis e degli infortunati Rossi e Forin) al fischio dell?ottimo Varotto, ?visionato? dall?ex-arbitro di serie A Tarcisio Serena. Ad ?accenderlo? ci prova allora subito Socciarelli, al 1?, con un filtrante che fa battere i denti alla retroguardia mestrina, quindi il vantaggio dei polesani. E? Murtisi ad innescarlo, quando permette a Trombin di galoppare a piacimento tra le maglie ?nemiche? arrestandosi al limite, per una staffilata che Flego non riesce a fare sua. Ti aspetti la risposta del Gazzera, ma un penalty reclamato su una punizione partita dal piede di Spolaore (23?) ed uno stacco senza conseguenze di Giacobe (25?), è tutto quello che i ragazzi di Moro riescono a produrre. Certo, anche il Porto appare ancora preda della scorie del derby, ma tanto basta per passare alla ripresa. Che parte sulla vampata di Paralovo in area avversaria (48?) e potrebbe assestarsi sui binari della sicurezza, se Zennaro non si divorasse l?incredibile davanti a Flego (50?) buscandosi più parole della Gelmini. Ma il centrocampista ha modo di rifarsi poco dopo, visto che ci mette la firma nel porgere a Murtisi un pallone che il macedone piazza chirurgicamente alle spalle del numero 1 veneziano. Che vede volare lontano una conclusione di Doria (76?), mentre è solo all?81? che Guarnieri deve uscire dal letargo per sorvegliare la puntata di Manzan, ispirato dal tocco di Spolaore. Murtisi e Trombin tranquillizzano tutti sulla loro intesa pure nel finale, anche se l?ex-Scardovari dimentica la precisione faccia a faccia con Flego (83?), quindi Porto che concede al Gazzera gli ultimi assalti. Ma senza convizione, come dimostra il tiro privo di pretese di Battocchio da fuori (87?). A Zelarino (contro il Mestre) adesso, per provare a riscrivere una nuova partenza perché il treno buono può essere ancora dietro l?angolo. Crederci è già un bel passo avanti. Fausto Gnan

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IL CIRCOLO cittadino <A. Gramsci> del Prc sta muovendo i primi passi pe... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 10-11-2008)

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MODENA AGENDA pag. 29 IL CIRCOLO cittadino «A. Gramsci» del Prc sta muovendo i primi passi pe... IL CIRCOLO cittadino «A. Gramsci» del Prc sta muovendo i primi passi per il rilancio di un partito comunista radicato tra i lavoratori, pensionati e studenti, dopo aver rifiutato anche nel suo congresso locale ogni ipotesi di liquidazione in costituenti genericamente di sinistra. Il 30 ottobre abbiamo partecipato al corteo studentesco promosso contro il decreto Gelmini in solidarietà con lo sciopero dei lavoratori della scuola a difesa del servizio pubblico, il 14 novembre saremo in piazza coi lavoratori del settore privato della Cgil in sciopero contro lo smantellamento del contratto nazionale di lavoro. Il 18 novembre un?assemblea cittadina di tutti gli iscritti discuterà un piano di iniziative politiche e di autofinanziamento per i prossimi mesi (riforma del contratto di lavoro, difesa della scuola e dei servizi pubblici, ecc.). Centrale sarà anche la verifica sulla nostra presenza nella giunta del Comune di Modena, dove saremo impegnati nel valutare se la nostra partecipazione sia stata coerente con gli obiettivi generali che il partito si pone. Tutti i compagni iscritti al partito saranno chiamati a partecipare, dire la propria e prendere una decisione: nessuna opzione è esclusa, nemmeno la rottura con la maggioranza di centrosinistra, anzi. Peraltro, l?urgenza e l?importanza di questa verifica è stata evidenziata dalla lettera con la quale il compagno Giancarlo Montorsi si è recentemente dimesso da consigliere comunale, rivolgendo critiche da me condivise alla Giunta Pighi su Hera ed inceneritore, privatizzazione dell?Atcm, progetto autodromo e sgombero violento di Libera, progetti di cementificazione come nella zona ex-Amcm, politiche securitarie ecc., fino a scrivere che ?la possibilità di stare assieme decorosamente è tramontata, morta lentamente giorno dopo giorno?; ciò traduce sul piano locale quanto affermato dal congresso nazionale del partito sulla necessità per Rifondazione Comunista di essere strategicamente alternativa al Pd. In questo dibattito sul futuro del partito a Modena tutti sono chiamati a dare il proprio contributo. E? dunque preoccupante che molti compagni dell?area Vendola, fondatori dell?associazione ?Sinistra per Modena?, si accodino a Massimo Mezzetti di Sinistra Democratica il quale sulla stampa ha sostenuto che l?obiettivo dell?associazione è quello di costituire una lista di sinistra alle prossime amministrative. E? già chiaro che quella lista, se sorgerà, avrà un profilo politico moderato e subordinato al Pd, riproponendo in una versione ulteriormente ridotta il fallimentare progetto dell?Arcobaleno. Rifondazione Comunista c?è per l?oggi e per il domani. Francesco Giliani, segretario del circolo ?Antonio Gramsci? di Modena

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SI TERRÀ oggi alle ore 21 presso la sala Nardi della Provincia, piazza San L... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 10-11-2008)

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CRONACA PISTOIA pag. 24 SI TERRÀ oggi alle ore 21 presso la sala Nardi della Provincia, piazza San L... SI TERRÀ oggi alle ore 21 presso la sala Nardi della Provincia, piazza San Leone, l?incontro promosso dal gruppo regionale Fi-PdL sul tema «Scuola: operazione verità, tutto quello che c?è da sapere sulla legge Gelmini». Aprirà i lavori il coordinatore provinciale Alberto La Penna, interverranno i consiglieri regionali di Fi -PdL Annamaria Celesti e Stefania Fuscagni, ed il professor Maurizio Grassini.

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MASSA <DOVE si infrange l'onda: ... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 10-11-2008)

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CRONACA MASSA pag. 25 ? MASSA ? «DOVE si infrange l?onda: ... ? MASSA ? «DOVE si infrange l?onda: dalle superiori all?Università, problemi e prospettive alla luce dei provvedimenti Gelmini» è stato il filo conduttore del dibattito organizzato sabato pomeriggio al teatrino dei Fratelli Cristiani dall?associazione culturale ?L?incontro?. Ad introdurre i lavori è stato il professor Aladino Landi, presidente dell?associazione; sono intervenuti il professor Riccardo Mannella, docente di fisica all?università di Pisa, il professor Alessandro Volpi, docente di storia contemporanea e geografia politica ed economica all?Università di Pisa, Fabrizio Rocca per Cgil, Cisl e Uil Scuola e Angelica Gatti della Rete Studenti Universitari. L?INTERVENTO di Mannella ha riassunto la situazione della scuola italiana come è descritta da ?Ocse Pisa?, acronimo di Programme for international student assessment, l?indagine internazionale promossa a cadenza triennale dall?Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico per accertare le competenze dei quindicenni scolarizzati nelle aree della lettura, della matematica e delle scienze e poter comparare i sistemi scolastici dei vari paesi. L?Italia in queste ?classifiche? si è sempre piazzata abbastanza sotto la media ma se si tenesse conto dei fattori socio-economici a fronte dei quali la scuola italiana opera (dagli investimenti agli stipendi degli insegnanti al Pil procapite) i suoi risultati apparirebbero in media. Un altro dato per riflettere: il numero di ricercatori in Italia ogni mille abitanti è tra i più bassi (fanno peggio solo Turchia e Messico) ma in un paese moderno è fondamentale fare ricerca. La ricerca, soprattutto quella di base, non è legabile a risultati immediati: Mannella ha citato l?esempio di un teorema matematico dimostrato nel 1917 che negli anni ?50 ha avuto l?inattesa ricaduta tecnologica di consentire la costruzione della Tac. VOLPI, notando che all?università di Pisa circa la metà del personale, dagli amministrativi ai ricercatori ai docenti, è precario, si è soffermato sulle norme Gelmini, in particolare la legge 133 di conversione del decreto 112. L?articolo 66 blocca il turn over anche nelle università. In pratica, a fronte di 10 persone che vanno in pensione si possono effettuare solo 2 assunzioni. Nell?università, data la progressione di carriera, tipicamente ad andare in pensione sono gli ordinari e ad essere assunti sono i ricercatori: un ordinario prende uno stipendio all?incirca triplo di un ricercatore ma il pensionamento di un ordinario, nonostante liberi risorse, non potrà più essere seguito dall?assunzione di ricercatori. Il blocco del turn over e la politica dei precari uccidono la ricerca e la didattica. L?articolo 16 della legge 133 consente alle Università di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato: il rischio è che cambi la ?politica?, che si investa solo nella formazione tecnica in quel determinato momento richiesta dal mercato senza porsi il problema della contiuità e identità culturale del paese, che passa anche attraverso i corsi di laurea umanistici. ROCCA ha evidenziato la consistenza e l?importanza della mobilitazione contro le riforme scolastiche in atto, a partire dalla scuola primaria e media per arrivare alle superiori e all?università. Ha anche fornito i dati, raggelanti, di quanti insegnanti e Ata verranno ?tagliati? nei prossimi mesi. Sulla stessa linea Gatti, che ha evidenziato che anche gli studenti protestano per difendere il loro futuro.L?incontro si è chiuso con gli interventi dal pubblico.

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<QUALE FUTURO per la scuola italiana?>. E' questo il... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA GROSSETO pag. 24 «QUALE FUTURO per la scuola italiana?». E? questo il... «QUALE FUTURO per la scuola italiana?». E? questo il tema che sarà affrontato oggi a Bagno di Gavorrano (inizio alle 17) durante un incontro organizzato dal Pd. Interverranno fra gli altri Anna Maria Carbone (direttrice didattica), Luana Manini (assessore alla Pubblica istruzione Comune di Gavorrano), il sindaco Alessandro Fabbrizzi nonchè presidente della Conferenza dell?istruzione delle Colline metallifere e Laura Lombardi della Cgil Scuola. Sul problema scuola c?è una di posizione netta del direttivo del Pd di Casteani con un documento a firma del coordinatore Daniele Tonini secondo il quale «il decreto Gelmini mette a rischio chiusura le materne di Gavorrano e di Grilli, nonché le elementari di Giuncarico». Tonini ricorda che «il Comune di Gavorrano già dal 1998 ha effettuato una razionalizzazione della rete scolastica, ma anche in un giusto equilibrio tra le caratteristiche del territorio comunale e le esigenze degli alunni. Allora alcune scuole materne furono accorpate nei due poli attuali di Grilli, per la zona sud del Comune, e Bagno di Gavorrano per quella nord compatibilmente alle capacità recettive di questi ed alle distanze delle località.

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CAMPIGLIA CONSIGLIO comunale aperto per parlare della scuola oggi a Campiglia in vi... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA LIVORNO pag. 27 ? CAMPIGLIA ? CONSIGLIO comunale aperto per parlare della scuola oggi a Campiglia in vi... ? CAMPIGLIA ? CONSIGLIO comunale aperto per parlare della scuola oggi a Campiglia in via Roma. La seduta ordinaria inizierà alle 15, per proseguire alle 17.30 in seduta aperta. Questa seconda parte permetterà anche ai cittadini di intervenire nella discussione che ha per oggetto le prospettive della scuola dopo l?approvazione del decreto Gelmini. All?iniziativa sono stati invitati il dirigente scolastico dell?Istituto comprensivo Marconi di Venturina, il Comitato genitori e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La seduta ordinaria del consiglio si aprirà con le comunicazioni del sindaco Silvia Velo. Sarà discusso anche il Piano industriale aziendale dell? Asiu e l?assessorato all?urbanistica propone l?approvazione e illustra le controdeduzioni alle osservazioni sulla variante al Prg per la rotatoria all?intersezione tra via della Monaca e via Suveretana. In approvazione anche lo schema di convenzione per il ?Parco ecologico solare Macchialta? a Casalpiano. Successivamente si passerà all?acquisizione di aree private per l?ampliamento della superficie per le attività produttive in località Campo alla Croce.

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<Scuola federale? Tutto da verificare> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-11-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: BARI - data: 2008-11-09 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Il dibattito Ieri l'incontro con la senatrice Poli Bortone e i ministri Fitto e Calderoli «Scuola federale? Tutto da verificare» BARI — Due ministri (Fitto e Calderoli). Un parterre qualificato (e trasversale). Una sala affollatissima (di personale politico e curiosi). Sono gli ingredienti del convegno su federalismo e sviluppo organizzato ieri a Bari da «Cantiere Puglia ». Ossia l'associazione presieduta da Adriana Poli Bortone che mira ad attuare in Puglia «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia » (articolo 116 della Costituzione): una possibilità consentita alle Regioni ordinarie in alcune materie indicate dalla carta costituzionale. Poli pensa tra l'altro a porti e aeroporti, rapporti internazionali, trasporto, beni culturali. La Regione, al contrario, ha annunciato qualche giorno fa di voler utilizzare l'articolo 116 per chiedere «forme particolari di autonomia» in materia di istruzione. E per questa via tentare di annullare in Puglia la legge sul maestro unico (ieri Vendola ha riconfermato l'intenzione parlando a Napoli, agli «stati generali della scuola »). Che ne pensano Fitto e Poli? E soprattutto Calderoli, esponente di quella Lega, fautrice tempo fa della rottura dell'ordinamento scolastico nazionale? Il ministro leghista è cauto: «L'articolo 116 - dice - configura un federalismo a velocità variabile. Lombardia e Piemonte hanno avanzato delle proposte, il Veneto lo vuol fare. Ci sarà un tavolo che affronterà questi temi. Ma occorre che le richieste siano sostenute da specifiche caratteristiche della Regione, che ne giustifichino l'istanza». Fitto è rassicurante: «Sull'organizzazione scolastica abbiamo raggiunto un accordo con le Regioni». Poli è aspra: «Richiesta infondata, in Regione imparino il diritto costituzionale ». Contrario, molto nettamente, è il senatore pd Nicola Latorre (con i ministri relatore al convegno). «Con una richiesta simile - dice - cadiamo nella trappola di chi vuole spaccare il Paese. Al contrario, noi dobbiamo batterci: per una scuola che faccia riferimento a politiche nazionali e contro il decreto Gelmini». Sul federalismo fiscale ampia dissertazione. Per Calderoli garantirà la «massima resa al Sud». Fitto tiene a sottolineare (come il giorno prima ad un seminario Cisl) il consenso ottenuto dal disegno di legge, il principio della «responsabilità» dei territori, la «solidarietà» che deriva dal fondo perequativo. Francesco Strippoli I ministri Roberto Calderoli e Raffaele Fitto ieri a Bari

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Il centrosinistra ha già iniziato la campagna elettorale: è sceso in piazza per prot... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi di MASSIMO MORICI «Il centrosinistra ha già iniziato la campagna elettorale: è sceso in piazza per protestare contro la Gelmini e fa spot elettorali presentando il bilancio 2009. Pensi invece a governare e si assuma le sue responsabilità: lamenta tagli del Governo agli enti locali, ma circa l'85% delle risorse vengono dai cittadini di Senigallia sottoforma di tasse e imposte». Va giù duro il consigliere dell'opposizione Gabriele Cameruccio (Gruppo misto). Non lo convince il discorso del sindaco sui "tagli della Finanziaria che condizioneranno pesantemente il Bilancio 2009". E non approva l'uso "strumentale" del Consiglio per discutere la riforma Gelmini. Sabato sera, infatti, il sindaco assieme ad alcuni assessori della Giunta (Ceresoni, Volpini e Mangialardi) hanno partecipato alla fiaccolata accanto agli studenti, ai professori e ai ragazzi del Centro sociale Mezzacanaja. Al corteo sono state raccolte le firme per riunire una seduta straordinaria del Consiglio comunale. La richiesta della piazza? Un impegno "formale" del Comune contro i tagli all'Istruzione, come ha detto Luciano Montesi, ex assessore provinciale dei Verdi e portavoce del "Coordinamento cittadino in difesa della scuola pubblica". Ma l'opposizione non ci sta. «E' scorretto strumentalizzare il Consiglio su questioni di carattere nazionale. Anzi anche in materia di istruzione - attacca Cameruccio - la Giunta deve assumersi le sue responsabilità, come nel caso delle scuole di periferia: se rischiano di chiudere è anche a causa di scelte fatte in passato dall'Amministrazione». E il consigliere punta il dito contro la cattiva gestione del trasporto pubblico. «Pensiamo alle navette per gli scolari: privilegiando alcune tratte si spinge il flusso di studenti verso certi istituti a scapito di altri. Inoltre, con lo sviluppo urbano di certe frazioni si va a incidere sulle presenze scolastiche». Sulla stessa linea Alessandro Cicconi Massi (Forza Italia). «Riunire un Consiglio comunale contro la Gelmini è una pura e semplice strumentalizzazione ideologica. Si vuole usare il Comune per amplificare le proteste di piazza, legittime se restano in strada e non coinvolgono le istituzioni che devono rimanere neutre», tuona il consigliere di Forza Italia.

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I giorni caldi delle Università: prossima mossa, lo sciopero (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)

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CRONACHE 10-11-2008 Cronache SCUOLA PREVISTA PER VENERDI' LA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA CONTRO LA RIFORMA I giorni caldi delle Università: prossima mossa, lo sciopero Stasera il decreto Gelmini pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ROMA II Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istru - zione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. La polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Il governo ha deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto: questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. E ha affermato RdS avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli Stati Generali delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania ha chiesto «al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia». Pronti alla protesta Uno dei cortei studenteschi sfilati nelle vie di Roma la settimana scorsa. FOTO ANSA

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Allo studio la norma per combattere i <fuori corso> (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)

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CRONACHE 10-11-2008 Gli altri provvedimenti Allo studio la norma per combattere i «fuori corso» Per quanto riguarda la norma sui fuori corso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non quelli che si parcheggiano per anni nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300 mila unità.

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La Grande Guerra messa in cornice (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)

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TUTTA PARMA 10-11-2008 Singolare collezione di Pietro Gelmini La Grande Guerra messa in cornice Raccolte tutte le tavole di Achille Beltrame apparse durante il conflitto sulla «Domenica del Corriere» R icorreva nei giorni scorsi il 90esimo anniversario della fine della Prima Grande Guerra. Una guerra che vide 5 milioni di soldati in zona di combattimento; che ebbe 680 mila caduti; più di 1 milione di feriti; e 675 mila tra mutilati e invalidi. E che costò 146 miliardi di lire: per la guerra e le sue conseguenze. Sono state tante le manifestazioni per ricordare questa guerra combattuta lontano, su aspri monti, dentro le trincee nel fango e nella neve. Le mamme a casa non avevano neppure un'idea di dove fossero quei luoghi infernali e quindi dove si trovassero i figli o i mariti. Esisteva però un mezzo abbastanza conosciuto, la «Domenica del Corriere » la quale ogni settimana usciva con la prima pagina illustrata a colori da Achille Beltrame e che rappresentava sempre, con grande espressività, i momenti sul fronte, più significativi e più drammatici. A Campora di Neviano Arduini abita Pietro Gelmini che ha sempre coltivato l'hobby di raccogliere e conservare documenti antichi. Il suo filone preferito è stato la «Domenica del Corriere» di tutti e quattro gli anni del Grande conflitto, ma anche altri settimanali e quotidiani, di allora. Sono circa 200 rari documenti incorniciati e quindi «confezionati » in modo per essere appesi alle pareti di una qualsiasi sala per mostre: «Ovunque mi saranno richiesti », ha detto Pietro Gelmini. «L'importante è che queste pagine di storia d'Italia (non ancora tanto lontana) siano a disposizione sopratutto di scolaresche e loro insegnanti, perché si tratta di una carrellata, di settimana in settimana, di una guerra terribile combattuta dai nostri nonni e bisnonni». Del resto non è la prima volta che questo prezioso materiale storico di Gelmini, costituito dalle «Domeniche del Corriere» che uscivano allora, alla domenica, con le singolari illustrazioni di Achille Beltrame, viene esposto al pubblico. Una prima volta fu a Neviano, in occasione della Sagra delle Rose del 1994, poi a Scurano, nel 1996 nella ricorrenza della Fiera d'Agosto, una terza volta, nel 1999, a Cavola di Toano, nelle colline reggiane, dove la mostra ebbe un enorme successo tanto che restò aperta 15 giorni in più, a disposizione delle scolaresche. Al termine il direttore scolastico di Toano aveva consegnato a Gelmini un attestato di riconoscenza. Il merito della diffusione della «Domenica del Corriere» lo si deve di certo, in gran parte, all'abilità di Beltrame, che con la sua magistrale matita a colori e con immagini di grande effetto illustrava il settimanale, atteso con ansia nelle edicole ogni domenica mattina. Costava 10 centesimi. Tuttavia qualche copia arrivava anche nei casolari più sperduti. E le mamme ci piangevano sopra pensando ai loro figli, magari in quei corpo a corpo e guardando quelle bocche di cannone infuocate. E sempre nel fango della tricea, giorno e notte. E quel filo spinato che doveva essere tagliato e superato. Ogni tanto arrivava una lettera, e siccome molti erano analfabeti subito i genitori correvano dal parroco per farsela leggere e poi farsi scrivere la risposta. Ma intanto passavano lunghe settimane. Una tale mostra dovrebbe essere vista dalle scolaresche di oggi. Ma non di sfuggita. Riflettendoci sopra per conoscere quali sacrifici hanno fatto i nostri avi per la Patria. Documenti rari Pietro Gelmini (nella foto) mette a disposizione le 200 tavole incorniciate per mostre nelle scuole.

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FOLIGNO - Il Consiglio comunale di Foligno è stato convocato per giovedì 13 novembre pross... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi FOLIGNO - Il Consiglio comunale di Foligno è stato convocato per giovedì 13 novembre prossimo alle ore 16.45 nella sala consiliare del palazzo municipale in piazza della Repubblica. In seduta ordinaria, lordine del giorno firmato dal sindaco e inviato a tutti i consiglieri prevede l'approvazione del piano finanziario 2009 relativo alla tariffa di igiene ambientale. In discussione, in adunanza aperta, c'è il decreto Gelmini che riforma lòa scuola e che sta suscitando vibrate protesta da èarte di insegnanti e studenti in quasi tutte le scuole del Paese. Contro le previsioni del ministro Gelmini si sono mobilitati anche gli studenti folignati che, nei giorni scorsi, hanno svolto una manifestazione in piazza.

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Università, rischia la chiusura <Puntiamo sull'autonomia> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ROVIGO - data: 2008-11-09 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Università, rischia la chiusura «Puntiamo sull'autonomia» Il Cur: «Pronti a sganciarci da Padova e Ferrara» Scatta il piano di salvataggio dai tagli del decreto Gelmini. Bellotti: «Serve un intervento parlamentare» ROVIGO – Consorzio università di Rovigo, scatta il piano di salvataggio e di rilancio. La campana a morte per le sedi decentrate risuona tra le righe del decreto Gelmini sugli atenei, che premia quelli che riducono le sezioni distaccate «non funzionali alle esigenze degli studenti». Un invito che le università di Padova e di Ferrara, che hanno a Rovigo rispettivamente la facoltà di scienza della formazione e di giurisprudenza, potrebbero recepire. La soluzione? Puntare all'autonomia. Lo hanno affermato ieri nel corso di una conferenza l'ex sindaco di Rovigo Paolo Avezzù (Fi), Onofrio Donzelli (responsabile del laboratorio nanotecnologie del dipartimento di fisica dell'università di Ferrara), il deputato Luca Bellotti (Pdl) e il consigliere comunale Matteo Zangirolami (An). «La riforma della Gelmini – dichiara Avezzù – ha lo scopo di ridurre gli sprechi. Ebbene, il Cur non costa nulla allo Stato, perché è interamente finanziato dalla Fondazione Cariparo, dal Comune, dalla Provincia e dalla Camera di Commercio. Il primo passaggio è quello di evitare che il decreto Gelmini (non ancora convertito) possa danneggiare anche quelle sedi decentrate assolutamente virtuose». La questione è di rilevanza parlamentare. «Si potrebbe inserire nel testo della riforma – dichiara Bellotti – espressioni come: "fatta eccezione per le sedi distaccate autosufficienti". Una vera e propria clausola di salvataggio. E poi bisogna puntare all'autonomia del polo universitario rodigino, caratterizzandolo come un distretto per le energie rinnovabili, settore strategico che potrebbe attirare i finanziamenti di colossi come Enel e Edison. Il Cur non può più essere una succursale di Padova e Ferrara; dobbiamo svilupparlo in modo che possa gestire in autonomia la crescente domanda di specializzazione delle imprese locali e le esigenze occupazionali dei giovani che sono costretti a trasferirsi in altre città italiane. E non si tratta di una questione di campanile ma di avere coscienza che attualmente Rovigo è esclusa dal processo decisionale. E' ora di smetterla di rincorrere le necessità gestionali di altre città, che fanno dell'ateneo rodigino una realtà di serie B». Insomma, secondo i relatori si deve realizzare non un ateneo omnicomprensivo, ma uno in funzione del territorio e del suo sviluppo. Il modello è quello delle università americane, con pochi studenti, grandi mezzi ed eccellenze. Marco de' Francesco Cur La sede universitaria nei pressi della stazione ferroviaria

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Caccavale contestato. Gabriele: un errore (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-11-09 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Tensione agli stati generali Castelvolturno, non riesce il tentativo di dialogo sul decreto scuola Caccavale contestato. Gabriele: un errore Il portavoce di Fi: «Volevo spiegare la riforma, mi hanno minacciato» NAPOLI — C'è una tensione palpabile. Il decreto Gelmini ha fatto incazzare più dell'autogol di Denis. Parlarne bene agli Stati generali della scuola deve essere parsa a prof e studenti una provocazione insopportabile. Ma alle provocazioni (ammesso che lo fosse) si può rispondere con l'intolleranza? «No», è il coro unanime degli ammini-stratori campani. I fatti. A Castelvolturno proseguono i lavori degli Stati generali della scuola meridionale organizzati dalla Regione Campania. Viene invitato a parlare il portavoce regionale di Forza Italia, Ernesto Caccavale. L'ex europarlamentare racconta: «Volevo spiegare il mio punto di vista. Mi sono presentato, ho anche precisato di essere figlio di due professori di matametica, di aver frequentato sempre la scuola pubblica. Ebbene quando ho cominciato a spiegare e difendere il decreto cinque o sei professori hanno cominciato a insultarmi ». Scusi ma cosa ha detto? «Che non è vero — prosegue — che si vogliono cacciare gli insegnanti dalla scuola, che si vuole abolire il tempo pieno, che l'insegnante prevalente esclude tutto il resto. Cinque, sei persone si sono avvicinate a me minacciosamente, qualcuno piangeva e urlava, a quel punto il servizio d'ordine è intervenuto e sono dovuto andare via. Sapevo di andare in un territorio ostile, ma sono profondamente amareggiato da quello che è successo». Conferma l'incidente anche l'assessore regionale all'Istruzione, Corrado Gabriele. «L'ho chiamato io Caccavale — racconta —. Io l'ho fatto parlare. è stato interrotto malamente, un errore grave. Detto questo mi auguro che un singolo episodio non offuschi la parte migliore degli Stati generali e cioé 1645 iscritti, 44 interventi. Una ricchezza di dibattito che ci farà preparare un documento che stimoli il confronto con la Gelmini. Ora ci aspettiamo una sua risposta». L'assessora provinciale Angela Cortese è ancora più dura: «è sempre sbagliato non far parlare gli altri. Si può contestare nel merito. Ma non zittire un interlocutore. è chiaro che il centrodestra dà un'interpretazione quando invece il decreto è chiarissimo. Ma sarebbe stato più giusto parlare e approfittare di un confronto. Un errore politico che ci dà il senso di quanta tensione ci sia soprattutto tra i precari. Abbiamo il dovere di ascoltare, non possiamo dire che gli altri sono antidemocratici ed essere intolleranti. Caccavale ha avuto il coraggio di venire e doveva essere ascoltato». Come d'altronde è stato ascoltato il consigliere regionale azzurro Luciano Passariello che, però, partecipava ad un tavolo di lavoro e non al dibattito principale. Le contestazioni all'esponente azzurro, inevitabilmente, hanno scatenato l'attenzione del Pdl sugli Stati generali di Castelvolturno. Il deputato Pdl Giorgio Stracquadanio, consulente della Gelmini, annuncia un'interrogazione urgente sulla manifestazione campana. In serata il governatore Antonio Bassolino rivendica, però, l'impostazione della kermesse. «Professori e studenti, i protagonisti degli Stati Generali delle scuole del Mezzogiorno sono loro — scrive —. Nelle settimane scorse decisioni importanti per il futuro della nostra scuola e della nostra società sono state prese senza discutere né ascoltare, senza approfondire e verificare in modo condiviso l'impatto delle diverse ipotesi sul tavolo. Lavoriamo ora per lasciarci quella fase alle spalle». Simona Brandolini L'assessore regionale «Caccavale l'ho chiamato io e l'ho fatto parlare è stato interrotto malamente. Spero però che un errore non intacchi la validità dell'iniziativa» Con le mani alzate Una giovane partecipante agli stati generali della scuola a Castelvolturno, alla manifestazione hanno partecipato 1.600 tra docenti, studenti e sindaci confermano lavolontà di costruire nel sud una scuola partecipata Ernesto Caccavale

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UNIVERSITÀ_SI INAUGURA LA NUOVA RESIDENZA DEL CAMPUS DI FISCIANO (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Lunedì 10 Novembre 2008 UNIVERSITÀ_SI INAUGURA LA NUOVA RESIDENZA DEL CAMPUS DI FISCIANO Napoli, 10 novembre 2008 - Oggi alle ore 11,00 presso il Campus di Fisciano viene inaugurata la nuova residenza universitaria dell?Università di Salerno. Il taglio del nastro avverrà alla presenza del vicepresidente della Regione Campania, Antonio Valiante, dell?assessore alla Ricerca e Università della Regione Campania Nicola Mazzocca, del rettore Raimondo Pasquino, del presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani, del capo di Gabinetto del ministro Gelmini Vincenzo Nunziata, del direttore generale del Diritto allo Studio Olimpia Marcellini e del Commissario straordinario Edisu Caterina Miraglia. Il nuovo complesso edilizio sarà presentato dall?ingegnere Gianluca Basile. . <<BACK

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Fiamme a Rialto, gli studenti si buttano dalle finestre (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2008-11-09 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'incendio Innescato da un corto circuito al piano terra, il fumo è salito ai piani superiori. I testimoni: siamo scivolati ma non c'era via di scampo Fiamme a Rialto, gli studenti si buttano dalle finestre Venezia, tredici feriti. Uno, operato, è grave. «Gli tenevo la testa in un lago di sangue» Nell'appartamento al secondo piano un gruppo di ragazzi. «Una sciocchezza gettarsi nel vuoto, ma non sapevamo cosa fare» VENEZIA — Un odore acre, misto a plastica. Fiamme e fumo. Poi il panico, urla e pianti. Sono le tre di notte al civico 606 di Calle dei Cinque, una palazzina di quattro piani dietro Rialto, quando un enorme nuvola nera avvolge l'edificio. L'incendio viene dal piano terra, ma il fumo risale in fretta verso il terzo: c'è chi tenta di scappare calandosi lungo l'impalcatura dei lavori in corso, chi si barrica in casa in attesa dei soccorsi. Ad avere la peggio, due ragazzi appena ventenni che nel tentativo di scendere dal secondo piano di uno degli appartamenti, precipitano a terra. Un volo di diversi metri, lo schianto: Vincenzo Imperato, modenese di19 anni, è ora ricoverato in coma farmacologico all'Ospedale dell'Angelo di Mestre e non è stato ancora dichiarato fuori pericolo, l'amico Jacopo Brustoloni, 24 anni, anche'egli di Modena si trova invece al Civile di Venezia ma le sue condizioni sarebbero meno preoccupanti. Il bilancio finale è di una dozzina di feriti, dieci lievi, due seri e uno grave. La scena che si presenta ai medici del Suem e agli uomini dei Vigili del Fuoco al loro arrivo è agghiacciante: due ragazzi in un lago di sangue, altri intossicati e sotto choc e dentro le abitazioni diverse persone in preda al panico. I sanitari soccorrono i feriti, Vincenzo appare subito il più grave, è privo di sensi per aver violentemente battuto la testa a terra: subito intubato, subisce nella notte un delicato intervento chirurgico e al momento la prognosi è riservata. I pompieri nel frattempo estraggono dall'esterno con le scale tutti i condòmini che si sono chiusi dentro le abitazioni; le esalazioni fortunatamente non li hanno raggiunti. Il fumo intanto avvolge l'edificio, non si vede nulla, ed è forte l'odore di plastica bruciata: l'incendio viene domato soltanto alle prime luci dell'alba. Secondo quanto si è potuto apprendere da una prima ricostruzione dei fatti, le fiamme si sarebbero sprigionate al piano terra nell'androne del palazzo, là dove ci sono i contatori dell'energia elettrica e del gas, ma soltanto i primi sarebbero stati interessati. Le fiamme, che non hanno provocato danni strutturali all'edificio rimasto infatti agibile, avrebbero trovato facile esca in un pannello di perline di plastica che riveste il muro, divampando così molto in fretta. Le abitazioni non sono state danneggiate, ma sono rimaste senza corrente elettrica; l'androne, invece, è stato messo sotto sequestro per permettere al magistrato titolare del fascicolo, il pm Lucia D'Alessandro, di accertare le cause dell'incendio. La sorte peggiore è toccata ai dieci ragazzi dell'appartamento al secondo piano, che è affittato a due studenti: il gruppetto, dopo aver passato la serata fuori, decide di fare tappa a casa dei due amici. Dopo mezz'ora l'incubo ha inizio: sentono odore di bruciato e forse se ne accorgono troppo tardi, aprono la porta e il fumo li circonda; cinque di loro decidono di non muoversi da casa, gli altri sei provano a calarsi dall'impalcatura dei lavori in corso, ma il calore rende sempre più rovente ogni appiglio; soltanto i primi riescono a scendere incolumi, Vincenzo e Jacopo invece non resistono e precipitano subito a terra. Sette ragazzi vengono dimessi, gli altri sono ricoverati. «Siamo rimasti a Venezia perché avevamo deciso di andare alla manifestazione contro i tagli della Gelmini la settimana prossima e dovevamo metterci d'accordo sul viaggio». Ludovico Merighi non trattiene le lacrime. Ha diciannove anni e conosce Vincenzo Imperato da un anno e mezzo e sono molto amici. «Eravamo tornati dall'Erbaria poco dopo le due di notte e stavamo parlando di cinema e politica - racconta muovendo nervosamente le mani - quando è salito un fumo nero dal primo piano che bruciava gli occhi. Volevamo scendere più in basso e saltare giù ma poi il ferro dell'impalcatura è diventato rovente e non ci si poteva più aggrappare». Ludovico e Vincenzo sono saltati dal secondo piano: Ludovico ha riportato una contusione al piede destro, Vincenzo è ancora inchiodato a un letto di ospedale in lotta con un grave trauma cranico. «E' stata una sciocchezza buttarsi nel vuoto - aggiunge Ludovico piangendo - ma avevamo paura, non si vedeva più niente, i polmoni bruciavano e non sapevamo cosa fare. Dopo la caduta gli tenevo la testa ed era un lago di sangue. Io volevo venire all'ospedale di Mestre con lui, ma quelli dei soccorsi hanno insistito perché io andassi all'ospedale di Venezia ». Tutti gli appartamenti della palazzina sono in affitto, il proprietario è l'avvocato veneziano Nicola Centofanti che vive e lavora a Cremona: da settembre sono in corso dei lavori (affidati alla ditta Pertile Bruno Snc) per la sistemazione della terrazza in cima all'edificio. Paola Vescovi Senza ossigeno L'appartamento annerito dal fumo a Rialto (Errebi)

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<Troppi insegnanti in Italia. E malpagati> (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

FIDENZA 10-11-2008 RIFORMA GELMINI INCONTRO ORGANIZZATO DAI GIOVANI DEL BORGO «Troppi insegnanti in Italia. E malpagati» Ad introdurre il dibattito il consigliere regionale di Forza Italia Gianni Varani II Grande partecipazione per l'incontro organizzato dal movimento Giovani del Borgo sul tema «Decreto Gelmini e legge 133: istruzioni per la comprensione ». Ad introdurre il dibattito, commentando i vari aspetti della riforma scolastica, sono stati il consigliere regionale di Forza Italia, membro della com- missione Scuola e vicepresidente della commissione Statuto Gianni Varani, e il docente Fabrizio Foschi, presidente dell'associazione Diesse. «Abbiamo il 17% di laureati, tra i 25 e i 34 anni contro il 33% della media europea. I nostri giovani tra i 15 e 16 anni hanno il più basso livello di preparazione in tutta Europa in materie scientifiche, matematiche e lingue straniere. Per la scuola spendiamo 5710 euro a studente, mentre la media europea è di 4623 euro a studente. Il bilancio del ministero dell' istruzione è di circa 42 mld di euro; nel '99 era di 32 mld di euro cioè circa il 33% in più in 9 anni senza miglioramenti apprezzabili. Abbiamo troppi insegnanti e pagati male: l' Italia ha ben un insegnante ogni 9 alunni». Queste i principali temi affrontati da Gianni Varani di fronte ad una interessata platea di studenti e insegnanti. Scuola Dibattito sulla riforma Gelmini organizzato da Giovani del Borgo

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Incidente nella notte, ferita Mara Venier Fiamme a Rialto, gli studenti si buttano dalle finestre (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: REGIONE - data: 2008-11-09 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Martellago La showgirl veneziana rientrava da una serata in discoteca assieme a Daniele Bressan dell'Isola dei famosi L'incendio Innescato da un corto circuito al piano terra, il fumo è salito ai piani superiori. I testimoni: siamo scivolati ma non c'era via di scampo Incidente nella notte, ferita Mara Venier Fiamme a Rialto, gli studenti si buttano dalle finestre La presentatrice: «Un'auto ci ha tagliato la strada, sono viva per miracolo» Venezia, tredici feriti. Uno, operato, è grave. «Gli tenevo la testa in un lago di sangue» Nell'appartamento al secondo piano un gruppo di ragazzi. «Una sciocchezza gettarsi nel vuoto, ma non sapevamo cosa fare» Alle 2.30 di venerdì, davanti alla chiesa in Castellana la Bmw non è riuscita ad evitare una macchina. «Per fortuna avevamo le cinture» VENEZIA — Un odore acre, misto a plastica. Fiamme e fumo. Poi il panico, urla e pianti. Sono le tre di notte al civico 606 di Calle dei Cinque, una palazzina di quattro piani dietro Rialto, quando un enorme nuvola nera avvolge l'edificio. L'incendio viene dal piano terra, ma il fumo risale in fretta verso il terzo: c'è chi tenta di scappare calandosi lungo l'impalcatura dei lavori in corso, chi si barrica in casa in attesa dei soccorsi. Ad avere la peggio, due ragazzi appena ventenni che nel tentativo di scendere dal secondo piano di uno degli appartamenti, precipitano a terra. Un volo di diversi metri, lo schianto: Vincenzo Imperato, modenese di19 anni, è ora ricoverato in coma farmacologico all'Ospedale dell'Angelo di Mestre e non è stato ancora dichiarato fuori pericolo, l'amico Jacopo Brustoloni, 24 anni, anche'egli di Modena si trova invece al Civile di Venezia ma le sue condizioni sarebbero meno preoccupanti. Il bilancio finale è di una dozzina di feriti, dieci lievi, due seri e uno grave. La scena che si presenta ai medici del Suem e agli uomini dei Vigili del Fuoco al loro arrivo è agghiacciante: due ragazzi in un lago di sangue, altri intossicati e sotto choc e dentro le abitazioni diverse persone in preda al panico. I sanitari soccorrono i feriti, Vincenzo appare subito il più grave, è privo di MESTRE Una serata trascorsa in un locale a Piombino Dese, poi il rientro a Mestre, in auto. Sulla strada, all'altezza di Martellago, l'incidente. A bordo di una delle due macchine Mara Venier e il «naufrago» dell'Isola dei Famosi Daniele Brassan che stava accompagnando la presentatrice veneziana. Qualche lieve ferita e per la showgirl solo tanta paura: «Sono viva per miracolo — dice ancora accalorata al telefono — quella che ci ha attraversato la strada è proprio un'incosciente». L'incidente è accaduto venerdì notte, attorno alle 2.30 sulla strada che da Scorzè conduce a Mestre. Il «naufrago» (non famoso) dell'Isola dei famosi, Daniele Bressan, insieme a Mara Venier e alcuni amici di Milano, avevano trascorso una serata alla discoteca Sugar Reef di Piombino nella quale Daniele è uno dei soci. Alle 2 la decisione di fare rientro a casa. Dato che la discoteca dista poco più di mezzora da Mestre, Mara aveva deciso di fermarsi a casa della madre per qualche giorno. Anziché farla accompagnare da un autista della discoteca però, è stato lo stesso Daniele (con la propria Bmw) a darle un passaggio sino a Mestre. «Dovevamo parlare di questioni di lavoro quindi abbiamo colto questa occasione — dice Bressan —. All'altezza della chiesa di Martellago lei aveva appena terminato una telefonata con il marito — ricorda — quando una Opel è sbucata improvvisamente da una strada laterale senza minimamente dare la precedenza. L'impatto è stato quasi un frontale e per fortuna andavo pianissimo. La mia bmw ha retto il colp o, sono sensi per aver violentemente battuto la testa a terra: subito intubato, subisce nella notte un delicato intervento chirurgico e al momento la prognosi è riservata. I pompieri nel frattempo estraggono dall'esterno con le scale tutti i condòmini che si sono chiusi dentro le abitazioni; le esalazioni fortunatamente non li hanno raggiunti. Il fumo intanto avvolge l'edificio, non si vede nulla, ed è forte l'odore di plastica bruciata: l'incendio viene domato soltanto alle prime luci dell'alba. Secondo quanto si è potuto apprendere da una prima ricostruzione dei fatti, le fiamme si sarebbero sprigionate al piano terra nell'androne del palazzo, scoppiati tutti gli airbag e noi tutto sommato ce la siamo cavata bene anche perché avevamo entrambi le cinture si sicurezza. Io ho riportato un'abrasione al braccio, per il resto solo alcune botte». Daniele, dopo aver notato che la sua compagna di viaggio stava bene, è sceso dalla propria auto e si è precipitato là dove ci sono i contatori dell'energia elettrica e del gas, ma soltanto i primi sarebbero stati interessati. Le fiamme, che non hanno provocato danni strutturali all'edificio rimasto infatti agibile, avrebbero trovato facile esca in un pannello di perline di plastica che riveste il muro, divampando così molto in fretta. Le abitazioni non sono state danneggiate, ma sono rimaste senza corrente elettrica; l'androne, invece, è stato messo sotto sequestro per permettere al magistrato titolare del fascicolo, il pm Lucia D'Alessandro, di accertare le cause dell'incendio. La sorte peggiore è toccata ai dieci ragazzi dell'appartamento al secondo piano, che è affittato a due studenti: il gruppetto, dopo aver passato la serata fuori, decide di fare tappa a casa dei due amici. Dopo mezz'ora l'incubo ha inizio: sentono odore di bruciato e forse se ne accorgono troppo tardi, aprono la porta e il fumo li circonda; cinque di loro decidono di non muoversi da casa, gli altri sei provano a calarsi dall'impalcatura dei lavori in corso, ma il calore rende sempre più rovente ogni appiglio; soltanto i primi riescono a scendere incolumi, Vincenzo e Jacopo invece non resistono e precipitano subito a terra. Sette ragazzi vengono dimessi, gli altri sono ricoverati. «Siamo rimasti a Venezia perché avevamo deciso di andare alla manifestazione contro i tagli della Gelmini la settimana prossima e dovevamo metterci d'accordo sul viaggio». Ludovico Merighi non trattiene le lacrime. Ha diciannove anni e conosce Vincenzo Imperato da un anno e mezzo e sono molto amici. «Eravamo tornati dall'Erbaria poco dopo le due di notte e stavamo parlando di cinema e politica - racconta muovendo nervosamente le mani - quando è salito un fumo nero dal primo piano che bruciava gli occhi. Volevamo scendere più in basso e saltare giù ma poi il ferro dell'impalcatura è diventato rovente e non ci si poteva più aggrappare». Ludovico e Vincenzo sono saltati dal secondo piano: Ludovico ha riportato una contusione al piede destro, Vincenzo è ancora inchiodato a un letto di ospedale in lotta con un grave trauma cranico. «E' stata una sciocchezza buttarsi nel vuoto - aggiunge Ludovico piangendo - ma avevamo paura, non si vedeva più niente, i polmoni bruciavano e non sapevamo cosa fare. Dopo la caduta gli tenevo la testa ed era un lago di sangue. Io volevo venire all'ospedale di Mestre con lui, ma quelli dei soccorsi hanno insistito perché io andassi all'ospedale di Venezia ». Tutti gli appartamenti della palazzina sono in affitto, il proprietario è l'avvocato veneziano Nicola Centofanti che vive e lavora a Cremona: da settembre sono in corso dei lavori (affidati alla ditta Pertile Bruno Snc) per la sistemazione della terrazza in cima all'edificio. (Errebi) dalla ragazza che guidava il secondo veicolo coinvolto nell'incidente. «La ragazza era ferita, è riuscita a chiedere scusa poi è svenuta». I carabinieri hanno sottoposto all'alcol test Daniele Bressan: «Tutto a posto, nella mia vita non ho mai abusato dell'alcol». dice. «Mi sento sollevato, sarebbe potuto andare molto peggio: per fortuna andavamo pianissimo, poi le cinture di sicurezza e gli airbag sono stati una salvezza». Decisamente meno serafica e più arrabbiata di Bressan è invece la presentatrice veneziana. Che ieri, dopo l'inconveniente della sera precedente, è rimasta a casa, assieme alla madre. Tutto bene, signora Venier? «Sì, sì, bene bene, grazie ho solo qualche botta in faccia a causa degli Paola Vescovi airbag. Ma poteva andare a finire molto peggio — concorda — abbiamo visto quest'auto che tutto ad un tratto ci ha attraversato la strada. Non so come sia potuto succedere. Sono viva per miracolo». Lievi ferite per tutti e tre, alla fine, e questo forse è quello che conta. Mara però non ci sta: «Voglio sapere tutto sul conto della ragazza che mi hanno detto essere stata dimessa oggi (ieri, ndr). Voglio sapere se aveva bevuto, se era o meno sotto l'effetto di stupefacenti. Perché una cosa è certa: il suo è stato un gesto irresponsabile. Potevo morire... ma questo non lo dico a mia madre, alla sua età potrebbe essere un choc». P.V. M.Z. Senza ossigeno L'appartamento annerito dal fumo a Rialto BELLUNO — Doveva essere un viaggio-premio, per festeggiare l'anniversario di uno studio dentistico. Si è trasformato, l'ultimo giorno, in una tragedia: quattro persone morte, nello schianto di un piccolo aereo da turismo, un Cessna 206 da sei posti, nel corso dell'ultima gita prima del rientro a casa. Tra loro ci sono anche due veneti: Claudio Zornitta, 47 anni, dentista ed ortodonzista molto noto a Belluno e la compagnia Paola. Con loro Franco Tamiazzo, 54 anni, e la moglie Stefania, titolare di uno studio dentistico a Bolzano, di cui Zornitta era stretto collaboratore. Proprio per festeggiare il 25esimo anniversario di fondazione dello studio il titolare aveva deciso di organizzare un viaggio in Africa con tutto lo staff, in Kenia, coinvolgendo anche il collega di Belluno. Erano partiti lunedì scorso, in otto, e dovevano rientrare proprio ieri. Un viaggio fuori dalle mete consuete, con base in un villaggio nell'entroterra, il Lodge camp Ya Kanzi, nel sud del Kenia. Una meta scelta da Tamiazzo, documentarista appassionato di viaggi in Africa (i suoi filmati erano andati anche alla trasmissione «Alle falde del Kilimangiaro» di Licia Colò) anche per i fini umanitari che da tempo coinvolgevano lo studio dentistico altoatesino, nell'ambito del programma «Medici per il terzo Mondo»: nel corso del viaggio, il gruppo aveva visitato anche una scuola che i professionisti avevano contribuito a fondare. Ieri la tragedia. In mattinata, prima del rientro in Italia, Tamiazzo decide di noleggiare il Cessna per un'ultima gita, il sorvolo del monte Kilimangiaro, nel nord della Tanzania, la vetta più alta dell'Africa con i suoi 5.963 metri. Ma il velivolo non è più rientrato: in una fitta nebbia, si è schiantato nei pressi della cima Mawenzi, 4.330 metri. Erano le 11, le 9 in Italia. Unico sopravvissuto tra le persone a bordo il pilota. La notizia è stata confermata dalle polizie di Tanzania e Kenia, che hanno confermato anche il recupero delle salme, trasportate all'obitorio dell'ospedale della città di Moshi, ai piedi del monte.

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Topi, molecole, plastica e letteratura La scienza nelle piazze dello shopping (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-09 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Topi, molecole, plastica e letteratura La scienza nelle piazze dello shopping Padova, ricercatori tra la gente: «Ecco cosa facciamo, aiutateci a studiare» PADOVA — Sui masegni della zona pedonale di fronte al Bo, un bambino di quattro anni siede comodamente su un tappeto blu. In mano un'edizione ricercata di Pinocchio. è il figlio di quattro anni di una dottoranda di 39, Marni Campagnaro, che qualche mese fa ha deciso di mollare (quasi) tutto e di credere nel sogno di lavorare all'università. Qualche metro più in là, Leonardo Morsut, ex giocatore di pallavolo di A1, ora ricercatore di biotecnologie mediche, attacca l'università italiana: «Gli atenei sono pieni di gente vecchia, arrivi a fare il prof che hai 50 anni. Una riforma ci vuole. Ma una riforma, non una manovra di tagli pensata il 6 agosto e ritrattata dopo tre mesi perché la Gelmini non era convinta... ». Due metri più in là un gruppetto di ricercatrici del dipartimento di Arti visive si accalora: «Il nostro lavoro è un modo d'essere, è più di un lavoro. Non potrei pensarmi in modo diverso, è il rispetto di quello che siamo e che ci viene bene», spiega Elisabetta Cortella, 31 anni e un assegno di ricerca che si assottiglia sempre di più. Geni, molecole, anastilosi informatica, influenza dell'alpeggio nel profilo acidico del latte, proteochimica, topi, urti tra protoni, almanacchi illustrati: tutti insieme ieri mattina in una sessione poster multidisciplinare organizzata da dottorandi e ricercatori dell'Università di Padova per ribadire il loro no alla riforma della Gelmini, e per dire alla città «che i fannulloni sono altrove». Dopo i cortei, dopo le occupazioni, dopo l'appello al presidente Napolitano e dopo la parziale apertura del ministero allo sblocco del turn over per gli atenei virtuosi, i ricercatori non si fidano e tornano a farsi sentire. Anzi, a spiegare. Per più di tre ore si sono dati «in pasto » al flusso dello shopping padovano del sabato mattina, subendo la classica domanda topografica — «ma Zara dov'è?» — illustrando pazientemente all'uomo e alla donna della strada i progetti per i quali l'università (o il ministero, o, in qualche caso, qualche ente esterno) li finanzia con un assegno dagli 800 ai 1.200 euro al mese. Non era molti anni fa, che avere un figlio ricercatore all'università voleva dire pensarlo futuro professore, al seguito di qualche barone ad appioppare 18. I più severi agli esami, i più temuti. Ora che gli studenti universitari si sentono sempre più liceali, anche i ricercatori sono in crisi d'identità. «I miei hanno grandissime preoccupazioni per me — dice Sandra Moretto, 34 anni, di Rovigo, all'ultimo anno dell'assegno di ricerca, al nono di carriera precaria all'università di Fisica — la situazione è demoralizzante. Tu hai speso e hai dato, ti portano via da casa tantissimo, e sei considerato pressoché uno studente. Prima del decreto 133 pensavo: entro con un concorso. Ma la mia generazione con i tagli andrà persa. E per una donna è anche più difficile: dovessero offrirmi un posto all'estero, il mio compagno non mi seguirebbe di sicuro. è un fatto culturale». Nessuno nega che l'università vada riformata, ma non come sta facendo il governo. «L'idea di cambiare l'università ci trova tutti d'accordo — spiega Marco Di Marino, 31 anni, al primo anno dell'assegno di ricerca in Fisica, uno di quei ricercatori che mercoledì ha strappato al presidente Napolitano la frase "ce la metterò tutta" — ma non a colpi di bilancio. Sbloccare il turn over solo per gli atenei virtuosi spinge verso l'idea che l'obiettivo dell'università sia avere bilanci positivi, non fare ricerca ». Vicino al suo progetto — le applicazioni delle nuove molecole, dai sensori alle celle solari — un piccolo volantino con un cervello con le ali: Partenza, Italia. Arrivo, un Paese estero in cui l'università e la ricerca siano tenuti in considerazione per lo sviluppo. Padova non è indifferente. Una signora arriva con un sacchetto di mandaranci — per sostenervi, dice — un altro, anzianotto, li incita a bloccare la Stanga, a resistere «contro l'ignoranza». Un altro, lasciando l'area «occupata » pacificamente, si lascia sfuggire: «Sti qua devono sparire tutti, e quelli bravi vadano all'estero». «Scegliere l'università alla mia età — spiega Marni — vuol dire riconsiderare i propri ritmi di vita. I problemi nasceranno quando finirà il dottorato. Immaginare di dovermi allontanare da questo mondo mi dispiace. Pensi: avrei tanto da offrire...». La ragazza di Scienze dell'Educazione che segue i minori a rischio allontanamento dalla famiglia, il ragazzo che «parla» con istituti di ricerca di tutto il mondo di Alice, «il progetto del Cern per sondare la materia al suo livello fondamentale »; le due ragazze che studiano la diffusione dell'immagine astrologica, il ricercatore (che si dichiara «in scadenza») che scrive in calce al suo progetto su Micene, «la storia siamo noi, ma che storia avremo noi?»; il ricercatore di Scienze dell'Educazione che ammette: «Noi, doppiamente colpiti. Dalla riforma dell'università e da quella della scuola elementare, col maestro "prevalente" e i tagli ai tre maestri». Materie «inutili»? Un volantino mette in guardia: la plastica, la relatività generale, le migliori terapie mediche. Tutte scoperte «dopo anni di ricerca universitaria». «Sono tempi duri e pieni di nebbia per gli scienziati italiani», recita un passo della rivista Nature appeso sul muro del Pedrocchi. Il messaggio è chiaro: i «secchioni» vogliono continuare a studiare. Sara D'Ascenzo

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LA PRESIDE dell'Istituto Sarrocchi, Emanuela Pierguidi Florio, ha trat... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Siena)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA SIENA pag. 25 LA PRESIDE dell?Istituto Sarrocchi, Emanuela Pierguidi Florio, ha trat... LA PRESIDE dell?Istituto Sarrocchi, Emanuela Pierguidi Florio, ha trattato il tema ?La scuola nel terzo millennio? in un incontro organizzato dal Rotary Club Siena Est al Jolly Hotel Excelsior. Un argomento di attualità, affrontato in maniera esauriente anche sui punti scottanti al centro delle contestazioni di questi giorni, a cui è seguito un vivace dibattito sui vari temi contestati della riforma Gelmini (nella foto il ministro). Un progetto di scuola condiviso. In pratica è questa la proposta della professoressa Emanuela Pierguidi, rispetto ad una scuola di progetto che mette ?tanta carne sul fuoco?, ma che difficilmente arriva a soluzioni concrete, ma anche rispetto alla teoria della scuola del niente, che pensa solo all?istruzione, del fare lezione a tutti i costi e che si disinteressa di interagire con le sue varie componenti. La discussione, organizzata dal Rotary Club Siena Est, è stata una sorta di viaggio attraverso l?autonomia varata agli inizi di questo secolo, che porta a nuove responsabilità di educazione e formazione, sostituendo spesso genitori latitanti con la finalità di garantire più che il successo scolastico, quello formativo, forgiando persone e cittadini. Per questo sono stati trattati anche temi come l?anoressia, la droga e l?abuso di alcol che purtroppo coinvolgono un numero sempre crescente di famiglie. E.C.

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LA CRISI DELL'ATENEO (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Siena)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA SIENA pag. 25 LA CRISI DELL?ATENEO NODO STABILIZZAZIONI, nodo stipendi. In attesa del tavolo interistituzionale di domani in Comune che consentirà di dare il là definitivo al processo di risanamento dell?Università, saranno questi i temi caldi della giornata odierna. Partiamo dal primo. Il cda ha decretato lo stop venerdì e i sindacati, Cgil in primis, proveranno oggi alle 13, nell?incontro nell?anticamera del rettore, a invertire la rotta. Sarà uno scontro duro, se ne trovava conferma già ieri nelle parole dell?Rdb che chiedeva: «Tutte le questioni inerenti al personale tecnico-amministrativo passino per il tavolo sindacale, poi in cda. Non accettiamo più di dover discutere all?interno di un recinto predeterminato». E AL SENATO che si riunisce stamani per valutare la manovra, sempre l?Rdb domandava «di riconoscere ai precari della ricerca e ai tecnici una rappresentanza che permetta di discutere insieme i criteri per intervenire sulla ricerca stessa». Secondo nodo: stipendi e tredicesime. RESTIAMO alla cronaca. Nell?ultimo consiglio di amministrazione il professor Antonio Barretta ha assicurato il raggiungimento di un?intesa con la banca circa la somma da concedere come anticipazione di cassa che si aggira ? il condizionale è d?obbligo ? intorno ai 40 milioni e viene calcolata, come prevede la legge, sulla base delle entrate previste nel 2008 visto che il bilancio è in deficit. Sarà però al tavolo interistituzionale, questa l?impressione, che arriverà l?eventuale ufficialità dell?accordo destinato a tranquillizzare i sonni dei dipendenti. Che ieri, a conferma dello stato di fibrillazione creato dal susseguirsi di voci, in una breve nota congiunta a firma di Cisal, Cisapuni, Rdb, Ugl e Uil annunciavano la propria piena disponibilità a scendere a fianco dei colleghi sostenendoli nella loro battaglia di fronte «ai tagli profondamente dolorosi approvati dal cda» nel caso venissero a mancare le risorse per far fronte agli impegni verso il personale. Timori a parte, sembra in realtà che ciascuno dei protagonisti stia lavorando per consentire, seppure in presenza di paletti giustamente rigidi, l?uscita dal guado. Il bilancio dell?Ateneo, comunque sia, dovrà essere in pareggio nel 2008 e non solo perché ciò consente con probabilità di ottenere benefici dalla «Gelmini». A TALE SCOPO serve infatti una manovra complessiva da 60 milioni che rende indispensabile una vendita a breve termine. Non saranno sicuramente i lotti del policlinico a consentire di incassare i milioni subito necessari, sebbene la Regione non si tiri indietro e rilanci, per voce del presidente Martini, il sostegno agli Atenei guardando più lontano, alla creazione di un polo unico e al taglio di doppioni e sprechi. Le Scotte, dicevamo. Possono anche passare alla Regione che, nel caso, effettuerà una sorta di rateizzazione del pagamento, per l?Università importantissimo ma non risolutivo. Riecco allora la vendita (o anticipazione di vendita, oppure un?altra soluzione) di un immobile. Che non sarà il policlinico. E che forse già entro questa settimana la società Reag indicherà. A metà dicembre l?intero percorso deve essere avviato. Laura Valdesi

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(ACR) SCUOLA E CRISI, NARDIELLO: INTENSIFICARE LA LOTTA (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA E CRISI, NARDIELLO: INTENSIFICARE LA LOTTA 10/11/2008 08.38.57 [Basilicata] (ACR) - â??Dare sbocco alle diverse iniziative di protesta e di sciopero dei lavoratori lucani, saldandole alle lotte degli studenti contro la â??riforma Gelmini dei tagliâ?? proprio come è¨ avvenuto ieri con lâ??assemblea alla Daramic e la â??storicaâ?? partecipazione di studenti medi e di operai allâ??assemblea in Ateneo, è¨ una esigenza che deve spingere il sindacato lucano ad uno sciopero regionale proprio come a livello nazionale la Cgil si avvia verso uno sciopero generale contro la politica economica di Berlusconiâ?. A sostenerlo è¨ il capogruppo del Pdci in Consiglio regionale, Giacomo Nardiello. â??La sollecitazione ad accrescere la mobilitazione popolare che è¨ venuta dallâ??assemblea Fiom di quei metalmeccanici più¹ esposti alla crisi e contestualmente dai giovani lucani che non riescono a vedere un proprio futuro â?? aggiunge Nardiello - è¨ sacrosanta ed è¨ la risposta più¹ efficace alle modalità  con cui un Governo irresponsabile gestisce le conseguenze della crisi economica. Eâ?? anche la risposta ai tentativi prolungati di dividere le organizzazioni sindacali e di contrapporre gli interessi dei â??lavoratoriâ?? a quelli dei â??cittadiniâ??. Dopo una Finanziaria varata in nove minuti e mezzo, lo scorso luglio, e tutto ciò² che ne è¨ conseguito, in materia di tagli scolastici e di proposte di rinnovo di contratto vergognose nel pubblico impiego, il sindacato fa bene a rafforzare ulteriormente le iniziative di lotta. I Comunisti Italiani sosterranno con forza le mobilitazioni già  programmate, a sostegno del lavoro pubblico, dei dipendenti del commercio, della trattativa per il contratto dei metalmeccanici e dei pensionati. Lo faremo convintamente, contro la frantumazione e per offrire tutto il nostro contributo allâ??unità  del mondo del lavoro ferocemente sotto attacco da quando Berlusconi siede a Palazzo Chigi. Del resto i dati sulla povertà  non fanno quasi più¹ notizia. Lâ??ultima rilevazione Istat, secondo cui lâ??11,1 per cento delle famiglie residenti in Italia sono povere e il 23,6 per cento nella nostra regione, dovrebbe indurre chi detiene responsabilità  politiche ad interrogarsi sulle soluzioni possibiliâ?. â??Noi crediamo â?? conclude Nardiello - che esista innanzitutto una â??questione salarialeâ?? di gravità  inaudita e che vada affrontata con misure di grande impatto sociale, finalizzate a redistribuire la ricchezza. Non a caso il Pdci ha lanciato varie proposte di legge, tra cui una volta a ripristinare un meccanismo di indicizzazione dei salari. Perché© lâ??aumento del costo della vita abbinato a stipendi drammaticamente insufficienti si traduce in nuove povertà . Nella totale indifferenza del governo, al punto che il ministro Brunetta ha recentemente proposto, riguardo ai pubblici dipendenti, un rinnovo contrattuale con aumenti salariali da fameâ?. (dt )

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"La scuola è morta, portiamo la fascia a lutto" (sezione: Scuola)

( da "Varesenews" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Saronno - Gli studenti del liceo scientifico G.B. Grassi adottano una nuova forma di protesta contro la riforma della scuola: ?È una fascia grigia per evitare qualsiasi strumentalizzazione politica? ?La scuola è morta, portiamo la fascia a lutto? ?Portiamo la fascia a lutto perché la scuola è morta?. Non accenna a diminuire la protesta degli studenti saronnesi, soprattutto quelli del liceo scientifico G.B. Grassi che la settimana scorsa avevano adottato, come forma di protesta contro il decreto Gelmini, l?autogestione, partecipando poi alla grande manifestazione a Milano. Ora rilanciano, confermando che non si sono rasseganti all?idea di della riforma, ma, essendo consapevoli di non poter abbandonare le lezioni per troppo tempo, adottando una nuova forma di protesta: una fascia grigia al polso, al braccio o sulla cartella di tutti gli studenti. Il collettivo studentesco della scuola, di cui fanno parte anche i rappresentanti d?istituto, ha così deciso di proseguire così la pretesta: ?Vogliamo continuare nelle nostra lotta contro questa assurda riforma ? spiega Giorgio Spiga del collettivo -. Abbiamo scelto il grigio come colore per la fascia per evitare qualsiasi riferimento o strumentalizzazione politica. Il nostro messaggio è chiaro: dopo l?approvazione del decreto in Senato la scuola è morta. E porteremo questa fascia finchè non cambierà qualcosa, finchè non verremo ascoltati?. Intanto la fascia non è l?unica iniziativa messa in campo dagli studenti del liceo: ?Proseguiremo con assembleee e autogestioni programmate ? prosegue Spiga in rappresentanza degli studenti -. Abbiamo deciso di organizzarci in questa maniera e far sentire il nostro dissenso con una protesta di questo tipo, a livello informativa, non solo di piazza. Ci teniamo inoltre a ribadire che la settimana scorsa il liceo non è stato occupato, eravamo in autogestione, non c?è stata alcuna interruzione delle lezioni. Quel tipo di protesta non è stato un buco nell?acqua, non ci hanno ascoltato ma proseguiremo la nostra lotta pacifica?. ?È assurdo ? concludono dal collettivo gli studenti ? che in tre anni vi siano state tre riforme nella scuola, prima la Moratti, poi Fioroni ed ora la Gelmini. Se non fosse che tutto si ripercuote su di noi ragazzi, sarebbe esilarante?. Venerdi 7 Novembre 2008 Manuel Sgarella

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L'università scenderà in piazza (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Reggio) (Corriere delle Alpi) (Gazzetta di Mantova, La) (Gazzetta di Modena,La) (Alto Adige)

Argomenti: Scuola

Sciopero generale venerdì contro i tagli. Ieri la protesta creativa con lezioni di fisica ai bambini L'università scenderà in piazza E la Gelmini metterà nella riforma norme contro i fuoricorso ROMA. L'università si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (sugli associati) per i concorsi (banditi da tempo e le cui domande scadono oggi), assicurano che arriverà al Quirinale per la firma di Napolitano, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, in tempo per mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. La riforma, abbozzata nelle linee guida del ddl varato col decreto, scoraggerà il fenomeno dei fuori corso. Al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando incentivi per gli studenti che si laureano negli anni previsti; si pensa anche di limitare al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide. L'idea del ministro Gelmini è di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni in facoltà. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%. In alcuni atenei, come a Enna, ci sono già incentivi per chi è in regola con il piano di studi, come sconti sulle tasse. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, tra i politici interviene Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, chiede alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto, dice la RdS, «non accettiamo nessuno scaricabarile da esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza riacquisterà consenso». Le regioni del Sud si sono dette pronte ad investire 1,5 miliardi in 3 anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Campania (che da sola ne ha stanziati 300 milioni solo per le infrastrutture), chiede «al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia».

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Dietro la protesta anti Gelmini un vuoto di idee (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

n. 45 del 2008-11-10 pagina 0 Dietro la protesta anti Gelmini un vuoto di idee di Vittorio Macioce Si chiacchiera. La turbolenza degli studenti rischia di essere solo un?occasione perduta. Ti aspetti che le luci sull?università servano a mettere a nudo la cancrena di un sistema vecchio, medievale, specchio di una società paludosa. Era l?unica cosa buona di questi giorni d?autunno. E invece nulla. La protesta è una festa e l?alibi per l?opposizione per dire: siamo ancora vivi. A Castel Volturno, terra di Gomorra e kalashnikov, si riuniscono gli stati generali della scuola del Sud. Ci sono 1600 persone, studenti, professori, sindaci e politici. Ci sono Miriam Makeba ed Edoardo Bennato, che cantano l?orgoglio di chi non sta con gli assassini. è vero, le scuole del Casertano sono l?ultimo presidio contro la camorra. Ma tutto questo non basta. Non risolve il problema. C?è qualcosa di non chiarito nella rivolta degli studenti. La loro strategia politica, fino ad ora, è reazionaria. Stanno lì e dicono: non si tocca nulla. Non attaccano la Gelmini perché è stata troppo timida nella riforma, ma perché ha osato mettere le mani in un micromondo in agonia. è questo che davvero non si capisce. Non c?è una «controriforma», un?alternativa. Non c?è dialogo. La Gelmini ha detto: facciamo la riforma dell?università. La risposta è lo sciopero del 14 novembre. è come giocare a testa bassa. Nessuno che abbia voglia di alzare la testa e guardare l?orizzonte. Quale università sognano questi ragazzi? Anzi, quale società. Nulla. Rimbombano solo gli slogan. è la litania del «vogliono toglierci i fondi». Il problema è che questa scuola è un colabrodo. Tutti i soldi che versi finiscono in uno stagno. è quello che ha cercato di far capire Emma Marcegaglia quando dice: «La Gelmini taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri». è il tentativo, forse disperato, di razionalizzare il caos. E purtroppo non basterà. Loro, i ragazzi, si fidano del passato. Danno credito a intellettuali che sono sopravvissuti al Novecento, gente cresciuta in un altro mondo, dove i muri ideologici erano tutti ancora in piedi e il destino era un posto fisso. Non sanno, questi intellettuali, che sapore ha la precarietà. Non sono figli di un mondo liquido e flessibile, ma vecchi reduci di un altro secolo. Ti aspettavi i barbari, quasi ci speravi, uomini nuovi alle porte delle cittadelle dei privilegi, pronti a scalare quei muri che continuano a proteggere il popolo degli ex, la società degli ipergarantiti. E invece scopri che i barbari stanno con la casta degli intoccabili, difendono i baroni e i loro «nipoti», scendono in piazza con i sacerdoti della nostalgia e i chierici del passato. I barbari non sono il nuovo, e a questo forse si deve rassegnare anche Baricco, ma l?avatar del vecchio. Sono gli oleogrammi dello spirito reazionario. Sono la carne da macello di chi vuole ibernare questo Paese. Quando parli con gli studenti ti sussurrano che la riforma universitaria del 3 per 2, quella della Moratti, non funziona. Ti dicono che la vecchia laurea quadriennale aveva ventisei-trenta esami. Ora con la laurea specialistica di cinque anni si arriva quasi al doppio, cinquanta o giù di lì. Il risultato, sostengono, è che ti senti in una fabbrica di esami, come metalmeccanici della cultura, con il diritto, la matematica o l?economia ridotti a spezzatini, da digerire in fretta, una botta e via. A cosa è servito tutto questo? Forse a moltiplicare le cattedre. Quando, nel 1991, passò l?idea di moltiplicare i maestri, non si parlò di ragioni didattiche. Lo ha ricordato anche Martelli, allora vice presidente del Consiglio. L?unico motivo era il lavoro. C?erano troppi maestri disoccupati. Era il modo più veloce per risolvere la questione precari della scuola elementare. E in queste cose i governi, quando possono, fanno miracoli. Basta una semplice moltiplicazione. Tutte queste cose gli studenti le sanno, ma non hanno il coraggio di gridarlo a voce alta. è più facile demonizzare la Gelmini. Fa gruppo e crea un?identità. Chi siete? L?esercito degli anti Gelmini. Se vi basta questo: divertitevi. Ma state ipotecando il vostro futuro. Ti aspettavi gli studenti in piazza per chiedere un nuovo welfare, quello vecchio è una groviera, che non difende più nessuno. Non c?è un welfare per i precari. Non c?è un welfare per la flessibilità. è un altro dinosauro del Novecento, funziona solo con il posto fisso. è un pachiderma, fa la fortuna dei vecchi sindacati. A voi, studenti, serve un welfare leggero, puntuale, mirato. A voi serve un mercato del lavoro che paghi il rischio. E allora chiedete un salario più alto per i contratti a tempo determinato. Chi sceglie l?insicurezza merita di guadagnare di più. Ecco, questo dovrebbero rivendicare i «barbari». Serve un passo oltre il Novecento e invece stiamo qui a difendere le macerie di un vecchio secolo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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La satira è sacra soltanto se è radical chic (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

n. 45 del 2008-11-10 pagina 0 La satira è sacra soltanto se è radical chic di Mario Cervi Non ce ne sarebbe bisogno. Ma la sinistra si mette d?impegno, ogni giorno, per ricordarci quanto è antipatica. Si direbbe che le batoste elettorali e gli sconquassi partitici abbiano addirittura accresciuto il complesso di superiorità aleggiante in certi organi di stampa, in certe trasmissioni televisive, in certi salotti. Da cosa discenda quella convinzione di possedere supreme verità non è facile capire. Il filone ideologico sul quale s?innestano questi maestri, incompresi dalla plebe ma molto compresi del loro ruolo, è naufragato irrimediabilmente nelle sabbie mobili della storia. Eppure nelle fronti spaziose - a volte inutilmente spaziose, come scriveva Fortebraccio - di questi pensatori trovano spazio molti dubbi, ma insieme ad essi una certezza: che un supremo destino li abbia designati per un ruolo elitario e positivo nella società e nella cultura. Chiunque, dalla miserevole barricata opposta, osi metterlo in dubbio non muove una critica. Compie un sacrilegio. I sommi perdenti - battuti nelle urne dal destino cinico e baro - sono orgogliosamente pronti ad altre sconfitte. Per consolarsi, si aggrappano adesso a Barack Obama. Ma anche senza quel diversivo, si sarebbero atteggiati comunque a profeti purtroppo inascoltati. Intanto scagliano insulti e minacce contro gli infedeli. Uno scrittore di successo, Andrea Camilleri, ha affermato che Mariastella Gelmini non è un essere umano. Dovremmo chiamare i professori di chimica, ha aggiunto, per capire cos?è. Dopodiché sono arrivate le spiegazioni, era un paradosso, era una battuta, era una trovata letteraria. Non mi sta bene, anche se il rifugiarsi in questi chiarimenti che non chiariscono è molto utilizzato anche dal centrodestra. Un insulto è un insulto, e se viene da chi ha notorietà - peggio ancora se ha responsabilità politica - assume maggiore peso. L?aspetto a mio avviso più sgradevole e ipocrita degli attacchi che sulla Gelmini si sono rovesciati è che la maggioranza del Paese è con lei, e tutti lo sanno. Ma sfrontatamente si finge che gli antigelmini rappresentino il popolo. Se poi uno obbietta che non lo rappresentano per niente, le teste d?uovo progressiste lasciano capire, più o meno esplicitamente, che il popolo bue è manovrato dalla reazione. Solo loro, gli eletti, agiscono nel suo interesse. E se la signora Gelmini querelasse Camilleri - il che io sconsiglierei vivamente - si griderebbe alla repressione della cultura. La cultura va difesa, ricordano compunti i Maestri. Va difesa anche la satira. Preferibilmente la loro cultura e la loro satira. Michele Santoro per «Annozero» e il disegnatore Vauro per le sue vignette hanno avuto il premio Forte dei Marmi per la satira politica. Definiti entrambi, nella motivazione , il conduttore e il vignettista più cattivi. Un titolo di merito se il bersaglio è Berlusconi. Ma se la satira pesante e le parole grosse vengono dalla destra aggettivi come becero, volgare, intimidatorio(fino a che deflagra la classica invettiva “fascista!”) rimangono d?obbligo. Personalmente sono per una totale libertà di satira. Personalmente credo che la sinistra sappia far satira meglio della destra. Personalmente vorrei che nel governo ci si astenesse dall?umorismo, quando non è proprio indispensabile e di primissima qualità. Ma Santoro, campione a parole d?un pluralismo a tutto campo, s?inquieta se una radio manda in onda un?imitazione del suo stile di demagogo un po? nevrotico, ma chi si credono di essere questi intrusi? è attesa una vignetta di Vauro sull?arroganza di Santoro. Altri personaggi della sinistra occasionale o permanente - ne cito uno solo, Celentano - si sono lagnati per le prese in giro. Immagino che, esortati a spiegare perché amano tanto l?uso della satira quando è contro lo schieramento avverso, e pochissimo quando è contro il loro schieramento, spiegherebbero sereni: perché è giusto colpire il male, ma noi siamo il bene, abbiamo diritto all?immunità. Esiste tuttavia, per la sinistra, un piccolo inconveniente. Nelle urne non vanno le vignette, vanno le schede dei cittadini. Che magari si divertono con gli sberleffi di Vauro, ma poi votano Berlusconi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Dimensionamento: C'è solo una bozza (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Scuola: il presidente De Dominicis ascolterà tutte le parti interessate Dimensionamento: «C'è solo una bozza» Scuola: il presidente della Provincia De Dominicis ha assicurato che «non esiste alcuna decisione definitiva della Provincia di Pescara in ordine al nuovo piano di dimensionamento scolastico, ma solo una prima bozza di testo che vale come ipotesi di lavoro: il testo definitivo sarà varato solo dopo un'ampia consultazione di tutte le parti interessate, ovvero le rappresentanze del mondo della scuola, del sindacato e degli enti locali». De Dominicis ha sottolineato come «la decisione del ministro dell'Istruzione, Gelmini, di far slittare al 2010 i termini per l'applicazione del decreto legge che porta il suo nome per il dimensionamento scolastico, contribuisce ad agevolare questa volontà di ascolto dell'amministrazione provinciale. La Provincia - ha precisato - terrà in grande considerazione i suggerimenti dei rappresentanti del mondo scolastico, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni, in modo da predisporre alla fine di questo percorso un testo largamente condiviso. Il nostro ente vincolerà ogni sua decisione a questo itinerario democratico». E sempre in tema di scuola, «La scuola ricomincia navigando» è il nuovo progetto a sostegno della navigazione protetta dei minori sul web e della sicurezza informatica che la Provincia di Pescara ha messo a punto con il Comune, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, Unicef Italia e SicuramenteWeb, che è un'iniziativa ideata da Microsoft Italia per riaffermare l'impegno dell'azienda "per un mondo digitale migliore". Le attività interesseranno le scuole secondarie di primo e secondo grado del Pescarese, coinvolgendo insegnanti e studenti in attività didattiche per promuovere - a partire proprio dai banchi di scuola - un uso consapevole e responsabile della Rete. La presentazione è in programma oggi alle 11 nella sala "Figlia di Jorio" di Palazzo dei Marmi.

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Il Cav non dimentichi le università private (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Il Cav non dimentichi le università private Ci sarebbero da condividere molte delle scelte fatte dal Ministro Gelmini. Forse una eccessiva riduzione dei fondi poteva essere evitata e siamo certi che, fosse dipeso da lei, né la fretta né i risparmi sarebbero stati tali. Condividiamo, delle proproste nel decreto scuola molti aspetti positivi, anche se forse, per semplice lealtà, la stessa Gelmini avrebbe dovuto dare atto di aver «copiato» talune proposte: la reintroduzione del voto in condotta e dell'educazione civica. (Entrambe proproste Udc furono invece snobbate dal Governo Prodi nei due anni della scorsa legislatura). Bene sotto molti aspetti anche la chiarezza sull'Università con nuovi fondi, possibilità reali per nuovi ricercatori e premio al merito. Forse si poteva e si può far di meglio, se il Governo lascerà al Parlamento di svolgere il suo compito ed eviterà la fiducia. Perché non introdurre una razionalizzazione delle facoltà, ridurre i corsi di laurea e, in taluni di essi, introdurre il numero chiuso? Non mi si dirà che sia un Paese normale quello con decine di migliaia di laureati in comunicazione sociale e sole qualche decina di odontotecnici! Perché non togliere il valore legale alla laurea e così rendere veramente competitive e concorrenziali le Università tra loro? Non sarà normale un Paese con sedi distaccate in ogni provincia! Tante cose buone fatte e molte altre da fare, la formazione permanente per le insegnanti elementari, riportare la valutazione delle commissioni di professori interni per gli esami delle superiori etc. Due fatti, soprattutto, urtano e francamente rimangono incomprensibili, per merito e metodo. è nota la benevolenza delle Gerarchie nei confronti del Governo, il cui programma rispettava appieno i valori non negoziabili. Ma non solo della libertà di educazione si è persa traccia, sono scomparse anche le assicurazioni che lo stesso premier aveva fatto pubblicamente, per reintegrare i «tagli» alle scuole pubbliche non statali (assicurazioni fatte anche al Papa). Quei 134 milioni di euro tagliati da Tremonti, tutti nella maggioranza accusano lui, non sono stati rimessi al proprio posto e questo, se non avvenisse nei prossimi giorni, porterà alla chiusura di centinaia di scuole d'infanzia paritarie. Gran brutto segno nei confronti della libertà di scelta educativa ma anche di quei movimenti di cattolici coraggiosi che avevano fatto campagna con volantini che reclamavano, tra gli altri, proprio la libertà educativa come uno dei criteri di giudizio per la scelta politica. Tutto ciò si aggrava, si dice che la responsabilità sia ancora di Gelmini e Tremonti, perché pare che anche nel recentissimo decreto per l'Università le Università libere (gran parte delle Cattoliche) subiscono un trattamento increbile. Gli atenei non statali sono dimenticati nella parte relativa alla distribuzione dei fondi in base al merito e alla produzione scientifica, ma sono ben ricordati nel capitolo dei tagli ai finanziamenti. Cornuti e mazzati, soprattutto discriminati perché liberi come accade ai tagli per le paritarie. Ci sono molte cose buone nei provvedimenti al risparmio su scuola e università, tuttavia si sta dilatando una lunga ombra nera che rende torbide le buone intenzioni del Governo, c'è un susseguirsi di pregiudizi e ingiustizie contro le non statali e paritarie, dall'asilo all'università. Sappiano Tremonti e Gelmini che di tutto si può discutere ma tutto deve partire dalla equità di trattamento, le scuole pubbliche e le università non statali sono una ricchezza della società e del Paese. è in gioco la libertà e la uguaglianza tra cittadini, forse è tempo che insegnanti e genitori, rettori e professori delle scuole e università non statali scendano in campo. I vescovoni, per parte loro, troveranno il modo di farsi spiegare il «retrofront» dalla voce dello stesso premier. A quanto pare,sino ad oggi, il «ghe pensi mi» non ha funzionato con Tremonti.

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Comincia una settimana di passione (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Oggi trasporti paralizzati Comincia una settimana di passione Sit-in davanti alle ambasciate per chiedere «asilo politico» e, venerdì, un inizio fine settimana di tregenda con lo sciopero generale dell'università e degli enti di ricerca che farà confluire a Roma migliaia di studenti provenienti dagli atenei italiani per il mega corteo ingrossato anche dai ragazzi delle superiori, che mureranno in casa i romani. Altro che protesta part-time. Le iniziative contro la legge 133 e la riforma Gelmini non s'accontentano, come annunciato, di sole mini occupazioni delle scuole relegate al fine settimana o a lezioni a Villa Pamphili come quella organizzata ieri mattina dal liceo classico Montale. Dopo le botte a piazza Navona e l'assedio a Palazzo Madama, il 29 ottobre, e i tre cortei di venerdì e gli scontri con le forze dell'ordine davanti alla stazione Ostiense, perchè i ragazzi volevano invadere i binari, c'è da scommetterci che, con questo programmino, quella che inizia oggi sarà un'altra settimana di passione. Si comincia oggi con la nuova nuova giornata di fuoco sul fronte del trasporto pubblico, per lo sciopero indetto dai lavoratori di bus, tram e metropolitane. Una protesta in due fasi: 8.30-17 e dalle 20 a fine servizio; di fatto un intero giorno senza autobus, filobus, tram, metrò e trenini dei pendolari: Roma-Lido, Roma-Giardinetti (ex Pantano Borghese), e Roma-Civita-Castellana Viterbo, che farà venire il mal di fegato ai romani, costringendoli a spostarsi per la città a piedi oppure in macchina, creando ingorghi pazzeschi e arrecando all'utenza pesantissimi disagi. Saranno disattivate le Ztl del Centro Storico e di Trastevere, per consentire il transito del traffico privato. Si fermano pure gli ausiliari del traffico, gli "odiati" vigilini: ma questa potrebbe essere l'unica bella notizia della giornata perché i romani, da sempre, gli preferiscono i vigili urbani con la divisa addosso, che almeno si riconoscono. Gli ausiliari del traffico potranno scioperare per l'intero turno oppure nelle fasce orarie 8.30-17 e 20-24. Caos anche alla stazione Termini, con treni nazionali e internazionali a singhiozzo da ieri sera alle 9, che terminerà stasera alla stessa ora. Mentre all'aeroporto di Fiumicino continua lo sciopero bianco. Se sopravviveremo alla nuova mareggiata che l'Onda sta preparando per venerdì prossimo, ci toccherà una nuova puntata anche nel fine settimana: sabato e domenica alla Sapienza l'assemblea nazionale dell'Onda preparerà il documento della «controriforma Gelmini». E anche in questa occasione, proseguiranno le proteste, in varie forme, e forse in ancora su strada, di studenti e docenti delle scuole superiori. E non avevamo ancora digerito i tre cortei di venerdì confluiti davanti al ministero a Trastevere: uno da piazza Venezia e da piazza dell'Emporio, un altro che ha percorso via delle Botteghe Oscure, via Arenula, bloccando Ponte Garibaldi fino a Tastevere. Un finimondo anche per l'altro corteo che da piazza dell'Emporio ha attraversato ponte Sublicio e da piazza di Porta Portese e largo Ascianghi ha raggiunto viale Trastevere, mandando in tilt i tram della linea Otto e deviando più di venti linee di autobus. G. M. Col.

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Ilaria Pietropaoli Una settimana di fuoco quella che si è... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Ilaria Pietropaoli Una settimana di fuoco quella che si è ... Ilaria Pietropaoli Una settimana di fuoco quella che si è appena conclusa per la scuola. I giorni scorsi, infatti, si sono mobilitati i principali istituti superiori della provincia, oltre che il mondo accademico, contro le novità previste dal ministro Gelmini per il settore. Alcune espressioni di dissenso nei confronti della legge 133 sembrano previsti anche nei prossimi giorno. «Il Tempo», come di consueto, non si è limitato a registrare solo le opinioni di chi protesta, ma ha fatto un «viaggio» nelle scuole, per capire da vicino cosa è e come si articola un'autogestione. La prima tappa di questo viaggio è rappresentata dal liceo classico «Turriziani» una delle scuole capofila nel «taglio del nastro» delle proteste. «Inizialmente temevamo che non tutti gli studenti avrebbero risposto positivamente all'iniziativa - racconta Vittoria Nalli - ma ben presto ci siamo ricreduti: la partecipazione è stata alta e soprattutto si è creata un'identità scolastica che, in passato, non era stata mai così forte». Entusiasmo anche al liceo scientifico «Severi». Francesco Grandi, rappresentante d'istituto, ci mostra il programma delle lezioni promosse dagli studenti: «Si è discusso dei temi più disparati, dalla musica di protesta degli anni '70, alla normativa relativa alla scuola». Anche Giulia Picchi, del liceo socio-psico-pedagogico descrive un clima costruttivo: «Prima di iniziare qualsiasi forma di protesta abbiamo effettuato una votazione - spiega la studentessa - durante la quale una maggioranza schiacciante di persone si è dichiarata a favore dell'autogestione, poi, ci siamo confrontati con il preside, illustrando i progetti e le lezioni che intendevamo proporre». Lezioni fuori dell'ordinario anche all'Istituto «Angeloni» di Frosinone (nella foto alcuni alunni con la preside Valeri), dove gli studenti, tra l'altro, hanno avuto modo di assistere, sotto la supervisione del professor Giacomo Cestra, a una lezione di «Informazione televisiva» tenuta dal direttore di «Teleuniverso» Alessio Porcu. «Partecipare a una lezione di giornalismo è stata un'esperienza veramente interessante» commenta un'alunna della scuola, Sara Evangelisti. Insomma, oltre che un momento di protesta, l'autogestione rappresenta un'occasione per i ragazzi di uscire fuori la routine, di socializzare con altri coetanei e di promuovere iniziative in maniera responsabile.

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Stretta per gli studenti fuori corso, Gelmini: ''Tasse più alte'' (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

10/11/2008 Università, stretta sui fuori corso L?ipotesi della Gelmini: tasse più alte E? in arrivo un ''giro di vite'' per i fuori corso che potrebbe tradursi in un aumento delle tasse. E? un'ipotesi anticipata dal ministro dell?Istruzione che sta pensando ad un provvedimento ad hoc da assumere per coloro che si iscrivono all?università, ma non danno esami o ne danno pochissimi. Ma non sarà un aumento indiscriminato: si faranno le dovute distinzioni tra chi non si impegna e chi invece studia e lavora. Al Ministero affermano che non c?è alcun provvedimento in atto, ma l'ipotesi è stata avanzata tra quelle in discussione in questi giorni che riguardano la riforma. In sostanza, a differenza degli altri Paesi, da noi le università fanno pagare la stessa retta a chi è in regola o abbastanza in regola e chi invece segue gli studi con un numero di anni di gran lunga superiore a quello previsto. Il fondo di finanziamento ordinario che alimenta le nostre 75 università è infatti ripartito tenendo conto solo del numero degli iscritti, sia in corso, sia fuori corso. Ma ciò penalizza la reputazione degli atenei stessi. I ritardatari, infatti, sono 667mila, un terzo dei quali non lavora. Rappresentano il 37 per cento del totale: un raddoppio delle rette, limitato a chi non dimostra di lavorare, porterebbe nelle casse universitarie somme importanti che potrebbero essere utilizzate per agevolare i meritevoli. Come? Garantendo il diritto allo studio con borse di studio, alloggi, mense e via dicendo. Insomma, per essere in linea con le intenzioni della Gelmini, in questo modo si aiuterebbe chi merita di essere aiutato, assicurando anche una certa mobilità agli studenti, e si penalizzerebbero i ritardatari. Intanto, sul fronte del decreto approvato lo scorso venerdì dal Consiglio dei Ministri, non si fermano le contestazioni e si annuncia un?altra settimana incandescente, tra proteste e mobilitazioni. Una su tutte, la manifestazione di venerdì che si terrà a Roma, con lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro la riforma Gelmini. 12 Invia ad un amico

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Fiorella Mannoia a Tgcom: "Io, gli uomini e Giusy..." (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

10/11/2008 Mannoia: "Noi donne? Complicate" Presenta a Tgcom Il movimento del dare Nel titolo del suo ultimo album "Il movimento del dare" Fiorella Mannoia invita "ad aprirsi agli altri". L'interprete dopo sette anni torna con brani inediti solari e positivi, scritti da autori come Battiato e Ferro. C'è anche spazio per un piccolo mea culpa: "Noi donne siamo troppo complicate - dice a Tgcom -. Vogliamo partner non troppo machi ma neanche mici". Dà un consiglio a Giusy e su X Factor dice la sua, senza peli sulla lingua... Ben sette anni prima di tornare con un disco di inediti. Cosa è successo? Il tempo è letteralmente volato. Prima il lungo tour e la promozione del disco con Ron, Pino Daniele e Francesco De Gregori. Poi l'album con gli autori brasiliani che mi ha portato via ben due anni di lavoro. Ed eccoci di nuovo qui. Il singolo ?Io posso dire la mia sugli uomini?, scritto da Ligabue, può essere considerato una 'costola' di ?Quello che le donne non dicono?? Direi proprio di sì. E' stupefacente come a distanza di vent'anni dal testo di Ruggeri, noi donne ci scopriamo ancora complicate. I rapporti umani sono sempre problematici. Vogliamo i partner distaccati ma non troppo, ma neanche troppo mosci... Nessuna soluzione all'orizzonte? No. Forse è proprio questo il bello delle grandi storie d'amore no? Che tutto sia complicato. C'è sempre una parte dei sentimenti che è in subbuglio e noi viviamo sempre con la speranza di piacere agli altri sempre e comunque. Alcune volte riuscendoci, altre no. Per la prima volta collabora con Tiziano Ferro che le ha donato ?Il re di chi ama troppo?. Cosa l'ha colpita del testo? E' l'immagine perfetta di chi ama. Il re con la corona della pazienza in testa. La costruzione di un amore è lenta e necessita di tanta pazienza anche per mantenerlo vivo e integro. E' così difficile aver pazienza coi tempi che corrono? Sembrerebbe proprio di sì. E' la pazienza che manca per capire l'altro e anche per chiedere scusa quando si sbaglia, ecco scusa è una parola che sembra sia scomparsa dal vocabolario. Siamo tutti presi da noi stessi. E' per questo che Battiato auspica l'apertura agli altri parlando di rose ne ?Il movimento del dare?? Esatto! Franco ha voluto spiegare in poesia attraverso lo sbocciare della rosa, il suo profumo, la bellezza e il colore il desiderio di sconfiggere l'atteggiamento di paura generalizzato. Bisogna darsi agli altri e capire gli altri. Non come Cossiga che auspica l'infiltrazione dei servizi dentro i cortei dei ragazzi che protestano contro il decreto Gelmini. 12 Invia ad un amico

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La Maglie vs.Camilleri :la Gelmini non è un essere umano? (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Nov 08 9 La Maglie vs.Camilleri :la Gelmini non è un essere umano? Pubblicato da Andrea Garbin alle 14:34 in giovani e politica Lo ha detto il noto scrittore Andrea Camilleri durante un incontro con gli studenti del Mamiani, la frase è stata riportata da un cronista dell'Unità e ha provocato dissociazioni da sinistra e ovviamente i risentimenti politici della destra. Ovvio anche l'accostamento che si poteva fare alla frase razzista di Silvio Berlusconi, quindi anche io personalmente mi dissocio e mi sono anche andato a leggere un pò di commenti,fra i quali

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Cazzari di Arcore, l'orgoglio di Carla Bruni: Cossiga difende Berlusconi e Manganelli a gogò (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Nov 0810 Cazzari di Arcore, l'orgoglio di Carla Bruni: Cossiga difende Berlusconi e Manganelli a gogò Pubblicato da Eleonora, Blogosfere Staff alle 09:43 in Italia Que volgaritè. La sofisticata Carla Bruni, nostra ex compatriota, ha riempito le pagine dei giornali sull'onda dell'Obama abbronzatissimo, come riporta LapulcediVoltaire. Dopo 48 pagine di apologies e a seguito delle dichiarazioni di Berlusconi che rimpolpa il gruppo degli imbecilli con il giornalista di Bloomberg, arriva anche lei, la Giovanna D'Arco delle anime elitarie ma rigorosamente radical chic che dichiara al Journal du Dimanche: "sono felice di essere diventata francese". Sinistra esagerata? Dovremmo forse ridere alla battuta del nostro cabarettista del Consiglio? Vistidalontano offre la lettura di Massimo Mantellini che inquadra il concetto sulla linea della cultura di destra, la stessa malcelata nella vignetta di Forattini, mentre dalla Gran Bretagna Phil Gayle, giornalista freelance, su Commentisfree, blog del quotidiano The Guardian, legge il messaggio razziale nascosto dietro la battuta. La reiterata polemica su Berlusconi (in questo post) sarebbe solo strumentale alla sinistra stanca e boriosa del Pd che per fare opposizione e comparire sui giornali attacca qualsiasi dichiarazione della maggioranza. Lasceremmo volentieri questi lidi per parlare di altro, ma l'occasione è troppo succulenta: Carla Bruni suscita le ire del sempre più imprevedibile Francesco Cossiga, mina vagante della politica italiana. Il senatore a vita ha fatto sapere che gli italiani sono ben lieti, anzi felici, che la signora Bruni non sia più italiana, anzi si chiede anche se un giorno il destino non la porterà a richiedere la cittadinanza che oggi si dichiara felice di non avere. Ma gli italiani a cui si riferisce Kossiga, chi sono?, si chiede Marina Terragni. E mi consenta, Cossiga, l'orgoglio italiano, per chi non si accontenta di guardare nel proprio orticello, non è qualcosa di cui vantarsi. Dalle considerazioni brunesche, Francesco K. passa poi ad elargire saggezza alle forze dell'ordine: qualche settimana fa, in occasione delle proteste anti Gelmini, aveva consigliato alla polizia di inviare qualche infiltrato e poi invia una lettera da brivido a Manganelli. Ecco cosa ha dichiarato (fonte: Asca): ''l'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio una donna o un bambino''. Cossiga si augura che siano solo feriti anche solo in modo grave e riserva il morto alle forze dell'ordine ('in tenuta ordinaria') durante devastazioni di strade e negozi. Tutto questo dovrebbe, nel disegno di Cossiga, permettere di ''intervenire massicciamente e pesantemente'' e ''senza arrestare nessuno''. E Carla Bruni dovrebbe mendicare la cittadinanza italiana? Ma và, non lo farei nemmeno io.

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Obama, l'ora del programma (sezione: Scuola)

( da "Vita non profit online" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Obama, l'ora del programma Reading time: 3 minutes --> di Franco Bomprezzi - pubblicato il 10 Novembre 2008 alle 11:36 Duecento leggi da cancellare, ma soprattutto: quali saranno le misure per contrastare la crisi mondiale? Obama alla prova dei fatti. Smaltita l?euforia per il trionfo di Obama, è il momento dei programmi, del realismo, dei conti con la realtà interna e internazionale. Abbiamo cercato, nei giornali di oggi, le tracce di questo percorso di approfondimento. E inoltre la rassegna stampa di oggi si occupa di: Scuola e università Carcere La notte della Diaz Traffico di bambini Badanti di condominio An e i writers Credito e immigrati Fondi europei Congo "Obama cancellerà duecento leggi di Bush" titola la Repubblica in prima, lanciando proprio sotto il titolo un articolo firmato da Al Gore: "La battaglia di Barack per salvare l'ambiente". La cronaca di Paolo Flores D'Arcais è a pagina 6: oggi pomeriggio incontro fra il vecchio e il nuovo presidente. I temi: crisi finanziaria, guerre in Iraq e Afghanistan, lotta al terrorismo. Valerie Jarrett, dello staff di Obama, ha confermato che nel nuovo governo ci saranno anche esponenti repubblicani. Nonostante le buone intenzioni, scrive D'Arcais, la transizione (che durerà 70 giorni) non si presenta semplice, non mancheranno scontri e tensioni. Ad esempio sull'abrogazione rapida di 200 leggi relative a energia, clima, cellule staminali. Un'altra transizione difficile fu quella fra il democratico Roosevelt e il repubblicano Hoover nel 1933: anche allora il neo presidente «si trovò di fronte la più grave crisi economica del secolo». Hoover tentò varie volte di mettere i bastoni fra le ruote a Roosevelt. Molto più interessante Al Gore: ormai le prove sulla crisi del clima sono inequivocabili; la buona notizia è che «le iniziative temerarie e di grossa portata necessarie a porre rimedio alla crisi del clima sono esattamente le stesse che occorre intraprendere per risolvere la crisi economica e la crisi della sicurezza energetica». è una idea condivisa da economisti di vario orientamento politico. Il punto, per quanto riguarda l'America, non è aumentare la produzione interna (sfida lanciata da Nixon e sempre persa): «possiamo effettuare un investimento strategico consistente e immediato per sostituire le tecnologie energetiche». Gore indica 5 punti per un nuovo piano energetico: 1) investimenti su larga scala per costruire impianti termali solari; 2) iniziare a costruire una rete unica nazionale intelligenze per veicolare l'elettricità rinnovabile dalle località rurali alle città; 3) aiutare l'industria automobilistica in una rapida conversione verso auto ibride; 4) migliorare l'isolamento degli edifici; 5) gli Usa dovrebbero mettersi al comando di questa iniziativa, incoraggiando tutte le nazioni a una riduzione delle emissioni di biossido di carbonio. «Naturalmente il modo migliore - anzi l'unico - per garantire un accordo globale sarebbe quello di proteggere il nostro futuro facendo sì che gli Stati Uniti tornino ad essere un paese con un'autorità morale e politica tale da guidare la comunità internazionale verso la soluzione di questi problemi». Affari & Finanza, il supplemento del lunedì di Repubblica, affronta in modo più analitico il programma di Obama: “Obamanomics Le ricette per uscire dalla crisi” è il titolo del pezzo di Eugenio Occorsio. Barack vuole rivedere l?intero apparato fiscale, aggiustando le percentuali (che Bush ha ridotto a favore dei più ricchi). Arriveranno invece aggravi ai super ricchi mentre per la middle class benefici fino al 5%. Ripresa dei consumi dal basso, è l?obiettivo. Non sono escluse nella riforma fiscale le aziende: aggravi delle tasse sui capital gain ed esenzione per le start up e le piccole società (per incoraggiare le assunzioni). Quanto alle misure finanziarie: 1) per il commercio cooperazione fra i diversi soggetti; 2) assistenza sanitaria: obbligo di copertura gratuita per tutti i bambini; sussidio federale basato su l reddito per chi non ha un?assicurazione pagata dal datore di lavoro; network nazionale per istituzioni pubbliche e private per chi non ha un?assicurazione; pressioni sugli imprenditori perché la assicurino. 3) istruzione: creazione di un fondo di 25 miliardi di dollari per prevenire o tamponare i tagli federali; un altro piano da 25 miliardi per interventi a favore delle infrastrutture... “Dalle staminali all?aborto: Obama vuole cancellare Bush”, titola in prima pagina sotto il caso Alitalia il Corriere della Sera e la fotonotizia con la rissa fra monaci greco-ortodossi e armeni al Santo Sepolcro di Gerusalemme. Il presidente eletto sarebbe in procinto di abolire o cancellare almeno 200 decreti e regolamenti varati da Bush. Nel mirino in particolare il limite ai fondi federali per la ricerca sulle staminali, la legge sull?aborto, alcune norme molto restrittive sull?immigrazione e le normative sulle emissioni di biossido di carbonio. I servizi vanno da pagina 9 a pagina 11. In realtà l?approfondimento sull?agenda di Obama è limitato a pag 9, le due successive infatti mettono sotto la lente lo stile di vita del leader nero sotto il titolo “Basket, surf, bici: l?Obama fitness: «Così riesco a bruciare lo stress»”. Tornando alla revisione del bushismo gli esperti al lavoro sono 50. L?obiettivo sarebbe quello di cancellare, spiega il quotidiano milanese, provvedimenti dai forti connotati ideologici e «politicamente divisivi», con cui l?attuale amministrazione aveva sposato tutte le istanze della destra più conservatrice e di quella religiosa. A piede Aldo Cazzullo firma un reportage da Detroit, l?ex capitale dell?automobile città simbolo della crisi, dove la vittoria democratica non ha acceso grandi speranze. Un approccio cauto, sul modello dell'ex presidente Bill Clinton o una strategia a big bang come quella di Roosevelt? Pare che l'approccio di Obama sarà una soluzione mista: azioni aggressive sul piano economico e manovre più misurate negli altri campi. La Stampa dedica il titolo principale della copertina di oggi e ampio spazio all'interno alle prime indiscrezioni sulla composizione del nuovo governo Usa e sulle riforme che Obama avrebbe in mente. La squadra di transizione guidata da John Podesta è al lavoro sui traguardi dei primi cento giorni di governo e ha individuato 200 provvedimenti dell'amministrazione Bush da «ribaltare», dal clima alla ricerca sulle staminali. Ma in realtà non si conoscono i dettagli, e il suo staff sui temi sensibili ha l'ordine di tenere le bocche cucite almeno fino al 17 novembre quando ci sarà la seduta "anatra zoppa" in Senato con l'amministrazione uscente. Sul fronte crisi economica da segnalare l'intervista di Maurizio Molinari al nobel per l'economia Robert Solow, che afferma che la nuova amministrazione Usa non deve aver paura del deficit, anzi deve usarlo come una carta economica in questa situazione di particolare crisi ed emergenza. Solow sottolinea che «il pacchetto di stimoli di cui parla Obama è troppo vago». In campagna elettorale ha parlato di 60 miliardi di dollari, ora alcuni leader democratici del Congresso accennano a 100 miliardi. Secondo il premio nobel è una cifra «inadatta alla pesante recessione cui stiamo andando incontro». Servirebbero «almeno 300 milioni di dollari» per risollevare il consumo di beni e servizi, spalmato su tutte le classi sociali. «Bisogna spendere più soldi pubblici ma in maniera saggia» e in particolare rivedere la norma che impedisce ai singoli Stati di spender più dei profitti «inadeguata ai tempi che stiamo vivendo». Solow individua l'inizio di una nuove fase economica in cui toccherà alla finanza pubblica «svolgere l proprio ruolo, con sapienza e senza eccessi, per mettere in circolazione denaro sufficiente per sostenere i livelli di occupazione e portare alla ripresa dei consumi». Avvenire (il lunedì non esce) ieri titolava in prima pagina: “Il terrorismo e l?Iran. Prime spine di Obama. Al-Qaeda minaccia un attacco «peggio dell?11 settembre».E sul nucleare subito il fuoco di sbarramento di Teheran”, dedicando al tema tutta pagina 5. “E l?Iran gela Obama sul nucleare: ripete gli stessi errori di Bush”. Fonti legate al network di Bin Laden hanno rivelato l?esistenza di un piano terroristico in fase avanzata: «L?ordine dallo sceicco è già partito, aspettiamo solo il momento giusto». C?è, poi, un breve cenno alle scuse di Obama a Nancy Reagan («Non voglio dare l?impressione di un momento alla Nancy Reagan, con sedute spiritiche», aveva detto durante la prima conferenza stampa post-elezioni) e al periodo di convivenza «forzata» a Radio America fino al 20 gennaio, nell?appuntamento del sabato in diretta dalla Casa Bianca, di due presidenti, Obama e Bush, che per il momento sembra stiano vivendo una vera e propria luna di miele. Pag. 4, invece, è dedicata alla crisi finanziaria: “Riforma dei mercati, Usa e Ue più vicini”. Ieri a San Paolo in Brasile, i ministri economici e finanziarti del Gruppo dei Venti hanno preparato il terreno al summit dei big che si svolgerà fra una settimana negli Usa. Sabato, la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino, ha dichiarato che c?è un terreno d?intesa tra Europa e Stati Uniti sulla necessità di una riforma del sistema finanziario mondiale. Intanto, un piccolo box ricorda che in Italia, a causa della congiuntura economico-finanziaria, hanno già chiuso 337mila aziende... "Michelle, alla Casa Bianca. Arriva il presidente ombra" è il titolo del lancio in copertina de Il Giornale per stare sulla vicenda Obama che tiene la pagina 6. Oggi il neo eletto presidente entrerà alla Casa Bianca per un colloquio con Bush e a Michelle toccherà il tour della Casa con tè offerto dalla padrona di casa Laura Bush che darà consigli. Questo secondo il protocollo, ma Rolla Scolari scrive che « Michelle non sembra in realtà essere alla ricerca di idee su come comportarsi nei prossimi 4 anni. Ha già dato indicazioni chiare ai mass media "non sarò una co-presidente, al massimo una mom in chief"». La Scolari rivela che gli analisti americani stanno già aspettando la signora Obama che «resterà nell'ombra nei primi mesi poichè ci sono molti indizi che parlano di una personalità forte tenuta a freno nei mesi della campagna». Il pezzo ricorda la tensione che suscitarono le parole di Michelle Robinson "Per la prima volta mi sento fiera del mio Paese”. La Scolari dopo avere ricordato i gusti culinari dell'Obama family, stringozzi alla carbonara e risotti, continua con il ritratto della first lady che «rimprovera il marito di essere un sognatore e gli infonde il pragmatismo che a volte gli manca» e che «Ha capito che il suo ruolo non era quello di testimoniare l'avanzamento sociale delle donne afroamericane, bensì quello di far sentire a proprio agio l'elettorato». Ecco perchè la Michelle versione elettorale era addolcita rispetto a prima e a lei il compito di umanizzare il marito: «non mette a posto il burro nel frigo, lascia calzini in giro per casa, e che ha l'alito pesante il mattino». "Obama, via alla transizione. Oggi vertice con Bush" e l'occhiello annuncia "Il presidente eletto boccia 200 provvedimenti di Bush. Riviste le norme sulle staminali". Marcello Foa scrive che la collaborazione dipende dal fatto «che l'11 settembre 2001 è stato d'insegnamento. E' opinione diffusa che Bin Laden sia riuscito a preparare gli attentati indisturbato approfittando dello sbandamento del nuovo Governo che impiegò molte settimane prima prima di assumere il controllo dei dossier in particolare quelli sull'antiterrorismo» . Obama scrive Foa « avrà mano liberissima visto che può contare sulla maggioranza alla Camera e al Senato. E lo dimostrerà cancellando con un solo ordine esecutivo il provvedimento che limita i finanziamenti per la ricerca sulle staminali, che Bush non aveva fatto tradurre in legge». Oltre a questo, si diceva altri 200 i provvedimenti da cancellare - secondo quanto scriveva ieri il Washington Post riferendosi a fonti dello staff di Obama - «tra cui quelli relativi al cambiamento climatico, aborto, trivellazioni petrolifere e di gas». Breve: il governatore della California il repubblicano Schwarzenegger ha offerto la propria totale collaborazione al neo eletto. Ma ha negato di essere pronto ad accettare un ruolo nella futura amministrazione. E inoltre sui quotidiani di oggi: Scuola e università Corriere della Sera - L?editoriale di oggi a firma Giovanni Sartori mette a fuoco le “Malattie della scuola”. Secondo il politologo sarebbero tre gli elementi distorsivi del nostro sistema. Premessa: «All?origine di tutti i mali del nostro sistema educativo c?è la scoperta (dico così per dire) che la scuola coinvolge un enorme serbatoio di voti», quindi gli interessi della scuola sottostanno a quelli politici. Le tre storture: 1. Il sessantottismo, che ha predicato l?ignoranza del passato e distrutto il principio del merito. 2.il progressivismo pedagogico che ha generato la dottrina che il bambino non doveva essere frustrato da punizioni. 3. La teoria della società post industriale come «società dei servizi» fondata sul sapere. D?accordo, dice Sartori, ma il post industriale non può sostituire l?industriale, ovvero il nocciolo duro della produzione della ricchezza. Il Sole 24 Ore - Il Sole del lunedì dedica la copertina alle università e in particolare ai loro conti. Sono 5 gli atenei italiani in profondo rosso: Siena in vetta (150 milioni di debito), poi Firenze (40), Urbino (13) e, meno nei guai, Trieste e Pisa. Nonostante tutte si lamentino delle risorse scarse, nota il Sole, tutte però aumentano docenti e cattedre: dal 2000 gli ordinari sono il 32% in più a fronte di un 105 in più di studenti. La più sprecona in questo senso è Foggia (docenti quadruplicati) poi Napoli. In tutto questo, sempre secondo il Sole grazie alla riforma Gelmini sono in arrivo più finanziamenti – e uno si chiede ma allora cosa protestano a fare? Ecco la risposta: i tagli riguardano il fondo ordinario, ridotto del 17% da qui al 2011; arrivano invece più fondi per borse di studio e destinate solo agli atenei meritevoli, e che ricevono attualmente meno fondi di altre. Carcere Corriere della Sera - Al poco invidiabile record italiano, almeno questo sostiene il quotidiano diretto da Paolo Mieli, di appena due detenuti sani su 10 è dedicato il focus del Corriere, che prende il via dai dati della Commissione Giustizia del Senato. Questi i dati in percentuale: il 20% dei ristretti è sano. Il 38% in condizioni mediocri, il 37% in condizioni scadenti e il 4% in condizioni gravi. La notte della Diaz La Repubblica - R2: "Diaz, la notte nera della democrazia il giorno del giudizio per 29 poliziotti". Giuseppe D'Avanzo rievoca in un pezzo bello ma molto crudo il blitz notturno delle forze dell'ordine che hanno considerato dei cittadini inermi come "nemici" e si sono comportati di conseguenza. Il processo ha dimostrato che la versione ufficiale era piena di bugie: «uno Stato che si presenta nelle vesti di sbirro e carnefice fa assai presto a diventare uno Stato criminale quando il dissidente, il non conforme, l'altro diventa un “nemico" da annientare»... Traffico di bambini La Repubblica - A pagina 54: "Nigeria, orrore in clinica stupri per 'fabbricare' bambini". Riferisce Cristina Nadotti di bimbi fatti nascere per alimentare il mercato della prostituzione, per diventare schiavi o per i riti di stregoneria... La fabbrica per bambini, celata in una clinica per la maternità a Enugu, è stata indicata da alcune ong e ora l'Agenzia nazionale per il bando del traffico di esseri umani (nata nel 2004) ne ha dato notizia: «Riteniamo che esistano molte cliniche come questa e che vi sia una rete che le collega. Le dimensioni del traffico di bambini sono enormi e hanno scopi che non sempre riusciamo ad individuare». I bimbi venduti per una cifra che poteva oscillare fra i 2000 e i 3500 euro. Tra le loro destinazioni finali anche l'Europa (e l'Italia). Badanti di condominio Il Sole 24 Ore - Pag. 12: sperimentata ad Alessandria, si tratta di una figura innovativa di assistente assunta direttamente dal condominio per assistere una serie di famiglie che vivono nello stesso palazzo, con la supervisione di Comune e Asl. è un esempio di microprogetto che potrebbe essere esportato altrove, e infatti a Trieste l?esperimento è stato replicato. An e i writers La Repubblica - Curiosità: il giornale di An, Il Secolo d'Italia, esce con una inaspettata difesa dei writers. «Ma che colpa abbiamo noi se ci piacciono...». Elogio degli autori dei murales, a dispetto della proposta di Berlusconi di mandarli in galera e in sintonia con il ministro La Russa che li ha difesi... (La breve non lo dice, ma intanto la Meloni, ministro della gioventù, continua con il suo silenzio...). Credito e immigrati Il Sole 24 Ore - Credito agli immigrati? No grazie. Più difficile per gi stranieri in Italia ottenere un prestito, anche se aumenta la domanda. Ma sono le bnche a essere più prudenti, e in effetti qualche ragione c?è visto che il tasso di insolvenza degli immigrati è superiore quello degli italiani. Qualche dato? Se un italiano chiede un prestito personale, gli viene rifiutato nel 54,42% dei casi; nel 72,84% a un tunisino. Quanto all?insolvenza, per gli italiani siamo al 3,99%, che sale all?11,81% tra i marocchini. Fondi europei Italia Oggi - Ci sono 800 milioni di fondi cofinanziati dalla Ue da spendere entro il 31 dicembre 2009. Progetti che prevedono ricerca e sviluppo, investimenti in nuovi scenari internazionali, in un ottica di sviluppo sostenibile, con specifica attenzione al fattore umano, all?applicazione dell?Itc, al risparmio energetico, al miglioramento del mercato dei capitali, alla qualità della vita, all?inclusione sociale, all?ambiente, alle pari opportunità. Sono queste alcune novità per il futuro delle agevolazioni previste dalla relazione degli incentivi 2000-2007 che lancia le linee direttive per i prossimi anni. Il percorso futuro prevede uno stretto raccordo tra il ministero dell?istruzione, dell?università e della ricerca e il ministero dello sviluppo economico. Questi due soggetti avranno la possibilità di concordare con le regioni specifici modi e tempi di intervento per azioni congiunte. A differenza delle linee guida degli anni scorsi, mutano in modo significativo le priorità dell?azione pubblica, passando da obiettivi di crescita dell?occupazione, a obiettivi di aumento della produttività e della competitività. Congo La Stampa - Su La Stampa con titolo in prima pagina un ampio reportage di Domenico Quirico da Goma, sulla guerra che ripresa nella regione più ricca e disperata del Paese e soprattutto su una popolazione prostrata, diventata ormai una popolazione di profughi: «Vincitori e vinti avanzano e si ritirano tirandosi dietro un immenso armento umano, un milione di persone, come ostaggio barriera, forma di pressione». «Per loro l'Onu non ha sparato una pallottola, solo tante parole. E quelle non contano». «Sono i profughi i veri eroi di questo tempo dell'Africa» scrive Quirico. «I signori, tutti sudici tutti colpevoli di questa guerra, da un parte un governo corrotto e incapace che pensa solo a recuperare le miniere, dall'altra un generale (il capo dei ribelli Laurent Nkunda, ndr) che dietro lo schermo della difesa della sua etnia, i ruandesi tutsi che vivono in questa parte del Congo, nasconde la volontà di impadronirsene, sono paccottiglia umana».

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Università, lo scoglio degli associati (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA data: 2008-11-09 - pag: 19 autore: Istruzione. Il decreto deve andare in Gazzetta entro domani - Fini su Piazza Navona: con le cinghie solo una minoranza Università, lo scoglio degli associati Ancora limature sul testo: divide la composizione delle commissioni dei concorsi Eugenio Bruno ROMA Sull'ingresso degli associati nelle commissioni per i ricercatori si gioca l'ultimo miglio del decreto Gelmini sull'università. Esclusa nel testo approvato dal Consiglio dei ministri giovedì scorso e inviato al Quirinale, questa possibilità ha fatto capolino in una nuova versione del provvedimento: quella uscita dalla riunione tra i tecnici che l'indomani sono stati chiamati ad apportare l'ultima limatura alle disposizioni. O meglio la penultima visto che sui criteri di composizione degli organi di valutazione la partita sembrerebbe ancora aperta. E tale dovrebbe restare fino a domani quando il ministro Mariastella Gelmini dirà la sua e il Dl potrà essere pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" in modo da consentire la presentazione delle domande per le selezioni già bandite e che scadono, appunto, il 10 novembre. Ma vediamo quali sono le due ipotesi in campo. Ferma restando la composizione delle commissioni per i concorsi di professori di I e II fascia – vale a dire un docente ordinario nominato dalla facoltà che bandisce il concorso e altri quattro sorteggiati in una rosa di 12 nomi – , che è rimasta identica, la prima stesura del testo prevedeva che a giudicare sui ricercatori fossero tre ordinari (uno scelto "in house" e due estratti). Laddove la successiva release ha scelto puntare su sistema così congegnato: un ordinario scelto dalla facoltà committente, un altro sorteggiato e un associato anch'egli estratto. In attesa che il ministro Mariastella Gelmini sbrogli una matassa, che non è soltanto tecnica visti gli interessi corporativi e i nodi politici che porta con sé, l'onda della protesta non accenna a diminuire. Tutt'altro. Ieri si è svolta a Firenze un'assemblea del movimento universitario a cui hanno preso parte circa 300 delegati provenienti dagli atenei di Torino, Milano, Brescia, Genova, Parma, Bologna, Firenze, Pisa, Siena, Roma 3 (mentre Sapienza e Tor vergata si sono dissociate, ndr), Perugia, Ancona, Chieti, Napoli, Bari, Lecce, Cosenza e Reggio Calabria. Dal confronto è emerso un altro "no" alle misure volute dal Governo e sono state annunciate nuove forme di mobilitazione su scuola e università. A cominciare dalla partecipazione allo sciopero generale del 14 novembre e dalle assemblee fissate per i due giorni seguenti. Intanto sugli scontri dei giorni scorsi a Piazza Navona è intervenuto anche il presidente della Camera Gianfranco Fini. Dal palco di Asolo dove si è confrontato con Massimo D'Alema (Pd)sui temi del federalismo fiscale, Fini ha detto: «Ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie, ma sono molto molto rumorose e molto minoranze». Sulla stessa linea il sindaco della capitale Gianni Alemanno che, a parte una stoccata alla Gelmini per essersi «mossa male, senza partecipazione », ha invitato il movimento «a isolare i violenti e a scegliere luoghi per manifestare che non creino intralcio alla città e disagio ai cittadini». E a proposito degli incidenti di venerdì scorso all'ingresso della stazione Ostiense, il prefetto di Roma, Carlo Mosca, ha precisato: «Le forze dell'ordine sono intervenute nel modo in cui in democrazia è consentito». PROSEGUE LA PROTESTA A Firenze assemblea del movimento: no al Dl e avanti con la mobilitazione Il sindaco Alemanno critica il ministro: «Si è mossa male» Mobilitazione. A Firenze l'assemblea del movimento universitario annuncia che la protesta prosegue FOTOGRAMMA

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Merito e qualità, è un primo passo (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA data: 2008-11-09 - pag: 19 autore: Marcegaglia: ora la riforma degli istituti tecnici - Gelmini agli industriali: norme giuste «Merito e qualità, è un primo passo» SANREMO. Dal nostro inviato Confindustria sostiene l'impegno del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per cambiare la scuola italiana. Che ha bisogno di iniezioni di qualità, riconoscimento del merito e maggior disciplina. Il ministro è intervenuto ieri al seminario residenziale dei direttori Confindustria e – dopo aver chiesto l'allontanamento dei giornalisti dalla sala – ha illustrato i contenuti delle linee della riforma. In particolare, Gelmini si è soffermata sulla necessità di aprire il mondo della scuola alle istanze provenienti dal mondo delle imprese sul piano della formazione tecnica e professionale. Il ministro ha sottolineato come la riforma punterà a rendere più proficuo il rapporto fra fabbisogno delle aziende e istruzione, anche attraverso una razionalizzazione di una realtà che oggi si disperde in decine di filiere e centinaia di indirizzi. L'istruzione tecnica riveste un rilevante valore per la ricchezza del paese e, come tale, non può essere trascurata. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha preso la parola subito dopo l'intervento del ministro, ha avuto parole di apprezzamento per la linea portata avanti dal Governo in materia di istruzione. «Confindustria –ha detto – condivide quanto sta facendo il ministro. E condivide anche i tagli, che sono un elemento necessario per poter attivare gli investimenti previsti dalla riforma». Marcegaglia ritiene particolarmente positivo lo sforzo del ministro per rilanciare gli istituti tecnici. «Moltissime imprese – ha ricordato il presidente di Confindustria – hanno creato le loro fortune sulle capacità e sulla cultura del lavoro che, in passato, gli istituti hanno saputo trasmettere ai giovani e che oggi, purtroppo, si stanno perdendo». Il nuovo tipo di organizzazione della scuola previsto dalle linee tracciate da Gelmini fa parte di quel necessario e urgente processo di cambiamento senza il quale, secondo Marcegaglia, l'Italia è destinata a morire. «I nostri figli – ha concluso il presidente di Confindustria – dovranno competere con i giovani del Far East piuttosto che con quelli dell'Est europeo, giovani di tutto il mondo che hanno una grande voglia di apprendere e primeggiare. Confindustria intende essere vicina al ministro, fornendo contributi e suggerimenti che possano supportare il suo impegno». D. Ra.

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Una settimana di proteste per l'università (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Lunedì 10 Novembre 2008 ISTRUZIONE. Venerdì sciopero contro i tagli Una settimana di proteste per l?università Oggi sulla Gazzetta ufficiale il nuovo decreto legge Di Pietro: «Ridate i soldi alla scuola» Al ministero è allo studio una norma per poter limitare i fuoricorso   ROMA Nuova settimana di proteste per l?università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel disegno di legge varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell?Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre all?Università di Rona La Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, il dibattito politico ha visto l?intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell?istruzione al ministro dell?Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l?impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all?Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziato 300 milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l?Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui fuoricorso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L?idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. Per avere un?idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all?università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%.  

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Treni fermi, aerei a rischio (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Lunedì 10 Novembre 2008 TRASPORTI NELLA BUFERA. Iniziata alle 21 di ieri l?agitazione che finirà stasera Treni fermi, aerei a rischio Alitalia: 15 giorni di sciopero dei piloti tra il 25 novembre e maggio L?agitazione a Brescia Si fermano anche bus e pullman Garantite le fasce «protette»9 Università Il decreto Gelmini oggi sulla Gazzetta Ufficiale. In arrivo altre proteste3   Linea dura dei piloti e degli assistenti di volo Alitalia nel braccio di ferro con la nuova compagnia Cai che ne rileverà parte degli organici e degli asset. Le sigle del cosiddetto «fronte del no» che non hanno firmato l?accordo con la Cai. Indetti infatti 14 giorni di sciopero, oltre a quello già in calendario il 25 novembre (ecco le date che «verranno proclamate nel rispetto della normative vigente»: 6 dicembre 2008; 7-16-27 gennaio 2009; 9-20 febbraio; 3-16-27 marzo; 7-20 aprile; 4-15-26 maggio). L?accusa a Cai, «con la complicità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl», è quella di di aver «stravolto e disatteso i contratti collettivi di lavoro già concordati e sottoscritti in settembre a Palazzo Chigi da tutte le sigle sindacali e dal governo». Per il ministro Matteoli sono decisioni che lasciano «sconcertati», ma «il governo non si lascerà intimidire». L?ad di Cai, Sabelli, ribadisce che la trattativa è stata definitivamente chiusa lo scorso 31 ottobre. Intanto da ieri sera alle 21 sono a rischio i treni per una protesta nazionale di 24 ore. Oggi tocca a bus e metrò. 3

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Una settimana di proteste per l'università (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Lunedì 10 Novembre 2008 ISTRUZIONE. Venerdì sciopero contro i tagli Una settimana di proteste per l?università Oggi sulla Gazzetta ufficiale il nuovo decreto legge Di Pietro: «Ridate i soldi alla scuola» Al ministero è allo studio una norma per poter limitare i fuoricorso   ROMA Nuova settimana di proteste per l?università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel disegno di legge varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell?Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre all?Università di Rona La Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, il dibattito politico ha visto l?intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell?istruzione al ministro dell?Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l?impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all?Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziato 300 milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l?Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui fuoricorso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L?idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. Per avere un?idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all?università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%.

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Gli studenti contro la riforma: al <Don Milani> ci si confronta (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Lunedì 10 Novembre 2008 MONTICHIARI. Tagli nella scuola, nell?istituto è all?opera un collettivo Gli studenti contro la riforma: al «Don Milani» ci si confronta   La mobilitazione che sta attraversando quasi tutto il Paese, e che ha spinto studenti, insegnanti e anche non pochi genitori a protestare in varie forme contro i contenuti della legge Gelmini all?insegna dello slogan «Il nostro futuro non si taglia», ha toccato naturalmente anche Montichiari. E anche qui, i ragazzi delle medie superiori si sono organizzati in un collettivo studentesco, con l?obiettivo, spiegano, di «riflettere e confrontarsi sulla normativa in discussione in Parlamento; per discutere dei problemi concreti della scuola e per affrontare argomenti attuali di interesse politico e sociale». «Siamo fermamente contrari al decreto 137 approvato dal governo e al piano programmatico collegato alla Finanziaria - aggiungono gli studenti -: insieme rappresentano un pericoloso attacco alla scuola pubblica italiana, e produrranno gravissimi danni alle condizioni degli studenti, degli insegnanti e del personale non docente». In particolare, poi, a Montichiari stigmatizzano il fatto che «il ministro Gelmini abbia deciso di distruggere la scuola pubblica con 7.800 milioni di euro di tagli nei prossimi quattro anni, la reintroduzione del voto in condotta ai fini della bocciatura, l?incremento di cinque iscritti per ogni classe, la diminuzione delle ore di laboratorio nelle scuole professionali e il ritorno del maestro unico alle elementari». Provvedimenti che secondo i membri del collettivo abbasseranno la qualità dell?istruzione e faranno perdere circa 200 mila posti di lavoro. E dei quali si discuterà anche oggi dalle 13.30 alle 15, nell?aula «Gles» dell?Istituto statale «Don Lorenzo Milani», in via Marconi 41. F.MAR.

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A Verona continua la battaglia (sezione: Scuola)

( da "Opinione, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi è Lun, 10 Nov 2008 Edizione 240 del 08-11-2008 La riorganizzazione scolastica in montagna farebbe chiudere tre medie e dieci elementari A Verona continua la battaglia di Alessandro Gentile Bagarre in settimana durante il Consiglio provinciale: all?ordine del giorno era prevista la discussione sul decreto Gelmini. I consiglieri del Pd hanno contestato le recenti misure di riorganizzazione scolastica che prevedono nelle scuole elementari di montagna un numero minimo di 12 alunni per classe (non meno di 60 nel totale dei cinque anni) e nelle altre aree almeno 15 alunni per classe, cioè non meno di 75 nel totale. Per le medie il parametro sarà ridotto a 16 alunni per classe nelle scuole di montagna e a 20 nelle altre aree. È portato a 500 il numero minimo degli alunni per avere l?autonomia scolastica e a 300 alunni per le scuole delle zone di montagna. ?Le principali conseguenze per il territorio veronese potrebbero essere le seguenti?, denunciano i consiglieri del Pd: ?Nella montagna veronese sono a grave rischio di chiusura, salvo la deroga di competenza regionale per le località situate oltre i 600 metri di altezza tre scuole medie (Selva di Progno, Erbezzo, San Zeno di Montagna), e dieci elementari (Bolca, San Bortolo, San Mauro di Saline, San Rocco di Piegara, Velo, Roveré, Alcenago e Azzago di Grezzana, Erbezzo e Breonio di Fumane)?. L?assessore provinciale all?istruzione, Maria Luisa Tezza, chiamata in causa dalla proposta di intervento, dice ?di stare calmi? perché la legge non avrebbe alcun effetto sulla politica dell?istruzione in Veneto, considerata regione virtuosa. ?Ripeto?, continua Maria Luisa Tezza, ?che fintantoché non sono approvati i decreti attuativi dalla Regione, è inutile fasciarsi la testa per quello che potrà succedere. Questo è piuttosto il momento di capire e recepire gli aspetti positivi della riforma. Mi sono arrivate tante telefonate, di personale docente e non, che avrebbe voluto far lezione regolarmente durante l?ultimo sciopero, ma è stato invece scoraggiato dall?atteggiamento dei dirigenti scolastici e di alcuni colleghi che hanno minacciato ritorsioni nei loro confronti. Non è il momento di radicalizzare lo scontro ma di cogliere gli aspetti positivi delle novità mese in campo dal governo?. Quanto all?iniziativa del Pd in Provincia, l?assessore Tezza minimizza: ?A volte ci si inventano dei fantasmi e si fa politica con l?aria fritta, quando in realtà ci sarebbero cose di ben altro spessore da affrontare. È stata scatenata una campagna contro i tagli alle piccole scuole di montagna, ma sono la prima a difendere la sopravvivenza di queste realtà: si parla di tagli quando poi si scoprirà che sarà solo un riordino amministrativo che non intaccherà affatto l?esistenza delle classi e delle piccole scuole?. Nell?elenco fatto dal Pd sarebbero a rischio nella pianura veronese le scuole medie di Castagnaro e Fagnano di Trevenzuolo e 14 scuole elementari della Provincia. Per scongiurare i rischi prospettati, i consiglieri del Pd chiedono al Consiglio provinciale di impegnare il presidente Elio Mosele a ?stimolare la Regione a presentare ricorso alla Corte costituzionale contro l?articolo 3 del decreto legge 154/2008 e a invitare la Regione ad applicare le deroghe previste dalle vigenti norme per evitare il più possibile l?abbandono della montagna e dei centri minori, tenuto conto dell?importanza della presenza delle scuole in tali aree anche dal punto di vista socio economico. In questa direzione riteniamo che la Regione debba considerare ?di montagna? tutti i paesi che rientrano nelle due comunità montane, anche se sono situati al di sotto dell?altezza prevista dal decreto Gelmini?.

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Gli studenti tornano in piazza (sezione: Scuola)

( da "Opinione, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi è Lun, 10 Nov 2008 Edizione 240 del 08-11-2008 Gli studenti tornano in piazza di Matteo Villanova Rizzetto Il prossimo 17 novembre gli studenti trevigiani torneranno a manifestare in piazza contro la legge Gelmini per il riassesto scolastico. Questo nonostante abbiano già dato voce in più modi al proprio dissenso contro il taglio di spese previsto sia dalla finanziaria sia da quella che impropriamente è stata definita una riforma e che tale non è, poiché non varia il modello e l?iter di apprendimento ma, nelle intenzioni del ministro alla Pubblica istruzione, c?è solamente da volontà di tagliare i rami secchi che appesantiscono i precari bilanci della scuola italiana. Gli studenti trevigiani, in particolar modo degli istituti superiori, torneranno ad affollare le strade della città sull?onda di un conto spannometrico che vedrebbe il ridimensionamento delle cattedre per l?intera provincia di oltre un migliaio di posti nel giro di tre anni. Numeri snocciolati dal consigliere comunale del Pd trevigiano Giovanni Tonella. Dati comunque ancora da verificare e che non tengono conto della sovrabbondanza di docenti rispetto agli studenti. Secondo il Pdl infatti, in provincia vi sarebbero 9 studenti per ogni insegnante, contro i 13 della media europea. Ad ogni modo le proteste non si placano sulla base del timido accenno di dialogo politico e dopo i pullman scesi a Roma e la manifestazione non autorizzata della scorsa settimana in città, la voglia di occupare rimane nelle corde delle organizzazioni studentesche. Intanto sembrano essersi calmate però le acque sul fronte giudiziario: il questore di Treviso Carmine Damiano potrebbe non dar corso alle promesse di denuncia espresse nei confronti degli organizzatori nel giorno dell?ultima manifestazione, rea di aver bloccato il traffico cittadino e messo in pericolo gli stessi manifestanti non essendo stata in alcun modo preannunciata agli organi di pubblica sicurezza. Una questione delicata che il questore aveva giustificato chiamando in causa le indicazioni fornite dal ministero degli interni e i termini di legge violati. A difendere gli studenti, oltre al centrosinistra, è stato il segretario generale della Cgil trevigiana Paolino Barbiero, che ha dichiarato: ?No ad accanimenti giudiziari sugli studenti che hanno manifestato, timore per il clima di intimidazione con cui si cerca di fermare le manifestazioni: oggi tocca ai ragazzi delle scuole, domani potrebbe essere il turno dei lavoratori e dei pensionati. Contiamo sul buon senso. Ma se così non fosse, allora sarebbe chiaro il disegno politico, autoritario e inaccettabile, che attraverso le pressioni e le minacce vuole sopprimere il diritto a manifestare il dissenso?. Intanto all?ateneo trevigiano, che ospita facoltà della Università di Venezia e Padova, sotto il coordinamento della Fondazione Cassamarca, le lezioni proseguono tra un dibattito e l?altro su cosa dovrebbe cambiare dopo la conversione del decreto in legge ed è attesa per oggi pomeriggio alle ore 16 e 30 il ministro ombra dell?istruzione Maria Pia Garavaglia. E dire che quella della Fondazione capitanata da Dino De Poli, a detta dello stesso corpo docente, potrebbe essere l?università modello rispetto al disegno del ministro Gelmini, avendo precorso i tempi della compartecipazione privata in collaborazione con gli atenei pubblici. Parte degli studenti questo sembra averlo capito, tanto da aver messo in piedi una rete virtuale, tramite il sempre più abusato Facebook, lo strumento di socialnetworking online, di giovani contrari alle occupazioni. L?auspicio è che il virtuale diventi al più presto realtà.

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Ancora danni alle bacheche dei partiti (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Nel mirino Pdl ed ex Udc Ancora danni alle bacheche dei partiti FOSSOMBRONE In corso Garibaldi stavolta le bacheche assaltate sono state due. Come risposta alle lamentele ai continui attacchi a quella dell'ex Udc, i soliti ignoti, ma per qualcuno si tratta di un eufemismo, hanno divelto anche quella della Pdl, ex An. Quale materiale tanto scabroso vi era stato affisso? Rassegna stampa dettagliata sulla riforma Gelmini con relative illustrazioni di mappe e contenuti, oppure altro materiale relativo alla contestazione ai videored e agli autovelox. Qualcosa, a dire il vero, è rimasto. Ad esempio l'articolo in cui il presidente della Provincia Ucchielli si dichiara contrario ai videored. E uno spezzone di foglio di dura polemica di rappresentanti della maggioranza contro l'opposizione. "Una cosa ormai appare certa commenta sconsolato il consigliere provinciale del gruppo misto Carlo Ruggeri ex Udc non si può parlare di ragazzate ma di incursioni vere e proprie. E' una questione di rispetto degli altri e della libertà di espressione. Chi ripete che si tratta di cose di poco conto non fa altro che approvare, indirettamente, il male operato. E poi mi sia consentito una volta per tutte dire una cosa che mi viene da dentro: dopo centinaia di attacchi, che una sola volta si sia mai sentita una voce ufficiale di condanna o un cenno di solidarietà.. altro che chiacchiere. Ci hanno bruciato tanti di quei manifesti sulla vertenza ospedale da aver perso il conto. Qualcuno ci suggerisce di issare una bacheca blindata.

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Ho stima dei giovani ma... (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Ho stima dei giovani ma... Sono stato anch'io giovane ed ho stima dei giovani. A suo tempo, ho sperimentato, sulla pelle, la creatività della mente, propria di quell'età. La capacità speciale che essi hanno di cogliere le contraddizioni e le ipocrisie del mondo adulto. Il bisogno di rappresentare la realtà in modo radicale, secondo principi ed ideali e non in base a conformismi ed andazzi. Ma ricordo anche quanta pazienza gli adulti abbiano avuto nei miei riguardi... In questa settimana di occupazioni ed autogestioni delle scuole nelle nostre città, abbiamo incontrato cortei, letto cartelli, ascoltato slogan Nella gran parte dei casi, credo che i giovani abbiano dato prova di maturità ed autocontrollo, esercitando il diritto ad esprimersi, una volta tanto, come soggetti attivi dello scenario sociale. Altre volte, invece, mi hanno deluso. E' accaduto quando li ho sentiti ripetere, a ritmo tribale, slogan triviali del tipo: "Gelmini w.f." (ma anche molto peggio!), in ossequio al facile gergo plateale inaugurato da Beppe Grillo. Sono convinto che i giovani abbiano sacrosanti diritti di pronunciarsi in materia di scuola. Credo che essi non manifestano per il grembiulino ma perché si trovano dinanzi ad un futuro povero d'opportunità, mentre i politici nuotano nei privilegi e la generazione che li precede, ben corazzata dal punto di vista sindacale, mira a consolidarsi. Hanno ragione di protestare poiché il premier, anziché dialogare con loro, li ha snobbati superbamente, pur sapendo che così li lasciava in balìa di agenzie ideologiche e di pruriti populistici. Ma i giovani non dovrebbero abdicare alla loro dignità ed autonomia. Lascino il gergo triviale a qualche altro e facciano tesoro della massima di un grande pensatore: "Abbi sempre il coraggio di usare la tua intelligenza" (Kant). PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il lunedì 10 novembre 2008 in: RIFLESSIONI A PIU' VOCI » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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La Gelmini parla a porte chiuse, scoppia la polemica E Alemanno: <Si è mossa male favorendo la sinistra> (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 13 La Gelmini parla a porte chiuse, scoppia la polemica E Alemanno: «Si è mossa male favorendo la sinistra» ? SANREMO (Imperia) ? HA SCELTO gli Stati generali dei direttori di Confindustria, conclusi ieri a Sanremo, il ministro Mariastella Gelmini per la sua prima uscita pubblica dopo la riforma della scuola. La riunione si è tenuta all?hotel Royal a porte chiuse. Il ministro è arrivato intorno alle 11 e all?uscita si è allontanato senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti che la attendevano, suscitando proteste e polemiche.La Federazione Nazionale della Stampa ha giudicato «inaccettabile» l?episodio e il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo si è chiesto «perché il ministro dell?Istruzione ha paura dei giornalisti?». La Gelmini. che dal 20 ottobre non partecipa ad un evento pubblico non istituzionale, ha dovuto incassare anche le critiche del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intervenuto al Forum promosso a Subiaco da alcuni parlamentari Pdl. «La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione ? ha detto ?, e così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in ritardo come abbiamo fatto».

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Feltri "legge" i fatti d'Italia (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

INCONTRO DI QUATTRO LIONS CLUB Feltri "legge" i fatti d'Italia Una voce autorevole del giornalismo sul "costume politico" "Una delle voci più autorevoli del giornalismo italiano, una voce libera che critica, elogia, mena fendenti a destra e a manca, ma in maniera intelligente e stimolante".Così è stato presentato dall'avvocato Giambattista Casellati, il direttore di Libero, Vittorio Feltri che, rivolgendosi ai quattro Lions - Gattamelata, Elena Cornaro Piscopia, Certosa, San Pelagio - riuniti allo Sheraton, ha precisato: «So che da voi non è ammesso parlare di politica e io mi guarderò bene dal farlo. Parlerò del costume politico. La sapete l'ultima? Obama ha telefonato a Berlusconi, che lo ha definito 'giovane, bello, abbronzato', offendendo, per la battutaccia, i progressisti italiani: 'Dai a Obama dell'abbronzato proprio tu che sei sempre sotto le lampade. Si sono create anche altre situazioni imbarazzanti. A Vicenza si marciava contro l'allargamento della base Usa, bruciando bandiere americane e gridando slogan poco simpatici, nel giro di poche settimane l'America è diventata un paese democratico e Veltroni si è convinto di essere diventato il vice di Obama, di questo presidente che ora deve affrontare la crisi finanziaria. Non sappiamo cosa farà e anche noi non sappiamo cosa faremo".Feltri ha raccontato: "Una mattina mi sono recato in Banca e nel conto corrente in cui avevo 400 mila euro ne ho trovati 270 mila. Il direttore mi aveva garantito un risparmio gestito, a rischio zero. Nessuno mi ha spiegato chi si è messo in tasca i miei soldi. Questa è la crisi finanziaria: mancano i soldi, ma manca anche il ladro. Sono sventure capitate a tanti (Bond argentini, Cirio, Parmalat). Dobbiamo rassegnarci". Circa il ministro Gelmini, ha dichiarato che non ha fatto niente di sconvolgente, ha modificato la scuola secondo il sistema che vige in tutta Europa: il maestro unico, al posto di tre (gli altri due saranno destinati al tempo pieno). Si è poi soffermato sul finanziamento pubblico dei giornali. «Io dico: non diamo nessun contributo statale ai giornali. Si assisterà, è vero, ad una strage, ma bisogna pur separare il grano dalla pula. Noi di Libero ce la faremo: abbiamo aumentato il prezzo (da un euro a uno e cinquanta). Calano vistosamente le vendite dei giornali tradizionali, Corriere, Repubblica, Stampa, il mio tiene forse perchè non dà le notizie che tutti già conoscono attraverso televione, radio, telefonino, Internet, ma fornisce un'interpretazione dei fatti».Ha poi aggiunto che non vede un futuro roseo per i giornali gratuiti: non sono accattivanti e danno notizie già note, «anche se servono a far leggere i pensionati». Insomma, una conversazione a ruota libera, che ha offerto molti spunti di riflessione.Maria Pia Codato

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<Cur, i ripensamenti di Bellotti> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Simone Biziato (Pd) critica l?incoerenza del Pdl sui tagli all?università previsti nel decreto Gelmini «Cur, i ripensamenti di Bellotti» "Il parlamentare faccia chiarezza e s?impegni con la Provincia per un?apposita legge» «Siamo al completo paradosso. Chi a luglio ha votato la legge 133 "Tremonti-Brunetta" che contiene i presupposti per i tagli alle università, adesso si mette a capo di una non ben chiara protesta popolare contro la possibile chiusura del Cur, effetto diretto della riforma che vuole il governo».Reazioni immediate alla proposta del centrodestra rodigino di rendere autonoma l'università di Rovigo per evitare che finisca nella tagliola che ha preparato il governo Berlusconi per le sedi distaccate degli atenei maggiori. Simone Biziato, responsabile del Pd di Rovigo per la scuola e l'università si dichiara sorpreso e decisamente contrariato dalla presa di posizione del parlamentare di governo Luca Bellotti e del capogruppo comunale Paolo Avezzù che, insieme al professor Onofrio Donzelli e al capogruppo comunale di An Matteo Zangirolami, hanno lanciato l'allarme sul futuro prossimo dell'università di Rovigo.«Bellotti dovrebbe fare chiarezza - spiega Biziato - Dica subito che non voterà il decreto Gelmini e si impegni con la Provincia per avere una legge che salva il Cur».Il Cur infatti, pur con l'autosufficienza finanziaria, rimane un distaccamento di Padova e Ferrara. Università che il decreto Gelmini premierà con finanziamenti fino a 500 milioni di euro, una volta che si saranno liberate delle sedi distaccate. Per il centrodestra, la fine dell'esperienza accademica nel capoluogo sarebbe dietro l'angolo. A meno che i soggetti fondatori-finanziatori (Comune, Provincia Camera di commercio e Fondazione Cariparo) non si diano da fare per un nuovo statuto imperniato sull'autonomia e non si ricerchino altri sponsor privati. «Le dichiarazioni di Bellotti certificano il fallimento delle politiche del governo sulle università - ha aggiunto Biziato - Ci spieghi perché ha votato la 133? Tutti sono d'accordo che occorrono strategie nuove per il rilancio del Cur che vede in bilico anche i progetti di ricerca sulle materie plastiche o sulle nanotecnologie. Ma il Pdl ci risparmi queste dimostrazioni di incoerenza. E poi che cosa vuol dire la raccolta firme pro-Cur? Forse il Pdl vuol scaricare su altri soggetti come Comune e Provincia (guarda caso guidati dal centrosinistra, ndr) le responsabilità per l'eventuale chiusura del Cur dopo che la legge l'ha voluta il centrodestra?».Franco Pavan

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Dirigenti scolastici <Riforma Gelmini obbediamo ma con disagio> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Treviso))

Argomenti: Scuola

Dirigenti scolastici «Riforma Gelmini obbediamo ma con disagio» «Come funzionari dello Stato, ora che la riforma è passata, siamo tenuti a rispettarla e ad applicarla. Ciò non toglie che abbiamo una nostra posizione personale a riguardo». Sono le parole amare di Alcide Norbiato, dirigente dell'istituto comprensivo 9 di Via Bellini: uno dei 36 presidi che un paio di settimane fa avevano firmato una lettera aperta al Ministro dell'istruzione Gelmini, indirizzata anche a chi, a vario titolo è chiamato a decidere sul futuro della scuola. Il documento metteva in luce la contrarietà dei dirigenti a quei provvedimenti che dopo qualche giorno sarebbero diventati legge. Si sottolineava la complessità dell'insegnamento che alla scuola primaria rende necessario un team di docenti, il tempo pieno come risposta ai bisogni reali delle famiglie, la compresenza indispensabile per coltivare le eccellenze e seguire meglio gli alunni stranieri o in difficoltà. Ci si interrogava sull'utilità del voto in condotta e del voto decimale per risolvere il problema della maleducazione e del bullismo e per rendere la valutazione più chiara e trasparente. Non si nascondeva il fatto che nel mondo della scuola «ci siano aspetti da riformare e sprechi da eliminare». Tuttavia, scrivevano i presidi, «siamo fermamente convinti di come l'educazione debba essere considerata dalla società un capitolo su cui investire, non un capitolo di spesa su cui intervenire mediante tagli». Il «disagio espresso da quella lettera», fa capire Norbiato, non è scomparso, ma «la riforma è stata approvata e noi ci atterremo a quanto essa dispone».Laura Pilastro

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Il decreto arriva al Quirinale gli studenti tornano in piazza (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il) (Gazzettino, Il (Belluno)) (Gazzettino, Il (Venezia)) (Gazzettino, Il (Vicenza))

Argomenti: Scuola

Il testo Gelmini alla firma di Napolitano. Venerdì nuova protesta Il decreto arriva al Quirinale gli studenti tornano in piazza RomaNuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio domani), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi.Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Per quanto riguarda la norma sui fuori corso, il ministero sta studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea della Gelmini è quello di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66\% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1\%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento percentuale pari al 37,6\%.

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(AGR) SCUOLA: SALTA IPOTESI COMMISSARIAMENTO (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: SALTA IPOTESI COMMISSARIAMENTO Gli appuntamenti delle Regioni in questa settimana 10/11/2008 14.53.20 [Basilicata] (AGR) - Accorpamento della dirigenza scolastica per l'anno 2009-2010, dimensionamento della rete a decorrere dall'anno 2010-2011 mediante un'intesa in sede di Conferenza Unificata e di conseguenza eliminazione dell'ipotesi del commissariamento delle Regioni inadempienti entro novembre. La nuova versione dell'articolo 3 del decreto legge 154, in discussione ora al Senato, fa tornare il sereno nei rapporti istituzionali tra il Governo e le Regioni. Il nuovo testo e' il risultato della riunione che si eâ?? tenuta il 5 novembre scorso al ministero per i Rapporti con le Regioni tra i ministri Raffaele Fitto e dell'Istruzione Mariastella Gelmini, i sottosegretari all'Economia Luigi Casero e Giuseppe Vegas, l'ufficio di presidenza delle Regioni guidato dal Presidente Vasco Errani, i presidenti di Upi, Fabio Melilli, e e dellâ?? Anci, Leonardo Domenici. Scompare dunque la contestatissima versione dellâ??articolo 3 che prevedeva il Commissariamento per le Regioni inadempienti sui piani di dimensionamento scolastico e contestualmente riparte il confronto in Conferenza Unificata, fermo ormai da un mese. Lâ??organismo infatti non si riunisce dal 16 novembre scorso, quando le Regioni e gli enti locali chiesero lo stralcio della norma minacciando di disertare per protesta il confronto istituzionale col Governo. Contestualmente una decina di Regioni avevano già  avviato al procedura per impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto, ritenendolo appunto incostituzionale. Ora la decisione del Governo di tornare sui suoi passi ha permesso a Fitto di convocare sia la Conferenza Stato-Regioni, sia la Conferenza Unificata che torneranno di nuovo a marciare a regime. Peraltro le Regioni non hanno ancora formalmente espresso il parere sulla Finanziaria. Ma quella che si apre oggi si annuncia una settimana di grande lavoro per i â??Governatoriâ??. Questo pomeriggio al Senato la Conferenza delle Regioni sarà  impegnata davanti alla Commissione Bilancio di Palazzo Madama ad esprimere un parere sul federalismo fiscale che ha da qualche giorno avviato il suo percorso parlamentare. Allo stesso tempo sono in programma due riunioni della Conferenza delle Regioni: una in sessione straordinaria il pomeriggio di mercoledì¬ 12 novembre, lâ??altra (ordinaria) la mattina di giovedì¬. Allâ??ordine del giorno (in seduta riservata): lâ??attuazione del Decreto Legislativo n. 56 del 18 febbraio 2000 recante â??Disposizioni in materia di Federalismo fiscaleâ?, per lâ??annualità  2007. La sessione â??ordinariaâ? della Conferenza prevede tra i punti allâ??ordine del giorno lâ?? approvazione del riparto dellâ??annualità  2008 Fondo Regionale di Protezione Civile. Nel pomeriggio poi confronto con il Governo in Conferenza Unificata e â??Stato-Regioniâ??.

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Pa, Brunetta e Formigoni siglano un'intesa (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Lombardia/ Digitalizzazione della Pa, Brunetta e Formigoni siglano un'intesa Lunedí 10.11.2008 15:15 Un protocollo d'intesa per la definizione di un accordo di programma quadro sulla digitalizazzione della pubblica amministrazione e la realizzazione di servizi avanzati per cittadini e imprese, è stato firmato, stamani, dal presidente della Regione, Roberto Formigoni, e dal ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta. Il protocollo si inserisce nel piano industriale dell'innovazione, presentato il 2 ottobre scorso dal ministro Brunetta e che prevede 60 intese con amministrazioni centrali, regioni e comuni capoluogo. IL VIDEO DELL'INTESA BRUNETTA FORMIGONI L'intesa prevede la realizzazione di interventi concordati per quanto riguarda la carta nazionale e regionale dei servizi; la cooperazione applicativa su Spc; la dematerializzazione dei documenti e dei processi e procedimenti amministrativi della pubblica amministrazione; l'integrazione delle banche dati e la banda larga. Il protocollo siglato stamani avrà una prima durata triennale e sarà finanziato anche mediante le risorse dei programmi operativi nazionali (Pon), i fondi destinati alle area sottoutilizzate e nell'ambito del programma industria 2015. "Se l'Italia fosse come la Lombardia non avrai alcun problema" per digitalizzare la pubblica amministrazione. Così, il ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta, stamani ha introdotto l'intesa siglata con il presidente della Regione, Roberto Formigoni. Un protocollo, ha spiegato, "che parte dalla Lombardia perchá voglio utilizzare la storia di successi della Lombardia come more per avviare altre storie di successo in Italia. Mi piacerebbe che nel resto del paese si fosse allo stesso livello d'innovazione raggiunto qui", ha detto Brunetta, illustrando quello che sarà il piano di attuazione del protocollo. "Questa firmata oggi è la prima di circa 60 convenzioni che firmeremo con altrettanti interlocutori: tutti i ministeri in primis, per far så che l'amministrazione centrale possa realizzare 10/15 progetti indicando tempistiche e fondi di attuazione per la digitalizzazione. Ho già firmato con il ministro Gelmini per la scuola e a breve sigleremo anche per l'università; dopo con ministro Alfano per la giustizia e poi toccherà alla sanità per realizzare finalmente le cartelle cliniche informatiche e velocizzare e rendere più diretti tempi di prenotazione degli esami clinici, ad esempio. Firmeremo poi con tutte le Regioni d'Italia. Sono partito da qui, dalla Lombardia, perchá ritengo che la Regione Lombardia sia leader in Italia e forse anche in Europa per i livelli raggiunti, tra dieci giorni firmeremo con la Campania e poi via via tutte le altre. E poi coinvolgeremo le città capoluogo di Regione e le città capoluogo di Provincia, per finire con alcuni segmenti specifici. Infine stiamo persino valutando la possibilità di dotarci di un satellite coså da poter, alla fine del processo, collegare tra loro tutte le amministrazioni e i servizi". pagina successiva >>

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Veltroni: "No ai tagli e dialoghiamo" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Il segretario del Pd, Walter Veltroni, ha scritto una lettera ai ministri Tremonti e Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all?università in cui si chiede di «sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull?università». Veltroni, allo stesso tempo, chiede di aprire «un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione». «Se c?è un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori - scrive Veltroni a Tremonti e Gelmini - questo è il settore che comprende la scuola, la ricerca e l?Università». «È un settore - prosegue il segretario del Pd - che, non c?è dubbio, ha bisogno nel nostro Paese di una profonda innovazione, di una radicale riforma. Partendo da un principio: quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla. E poi seguendo un modo di procedere: quello, per l?appunto, di individuare soluzioni che siano condivise nel modo più ampio possibile e che proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel tempo. Perchè non è possibile proseguire con la regola per cui ad ogni cambio di governo si mette mano al modo di funzionare di un settore decisivo per il futuro del Paese, per la vita di milioni di famiglie, di ragazzi, di insegnanti e professori». «Nelle ultime settimane, come è giusto e sano avvenga in democrazia - continua Veltroni - abbiamo avanzato, come opposizione, critiche e proposte alternative rispetto al merito e al metodo delle scelte del governo. Nel Paese è cresciuta, allo stesso tempo e in modo del tutto autonomo, un movimento di protesta sereno, responsabile e pacifico. Ciò che vi chiediamo è di esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell?ascolto e dunque del confronto. Quel confronto che proprio riferendosi a questi temi il Presidente della Repubblica ha saggiamente, da subito, auspicato e sollecitato. Vi proponiamo, per questo, di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull?università fatte in estate con la manovra triennale; tagli che si dimostrano tanto più inadatti con il precipitare della crisi economica e che il Parlamento deve poter tornare a discutere, senza subire l?imposizione continua o la minaccia del voto di fiducia». «Vi proponiamo, al tempo stesso - aggiunge il segretariod el pd - di dar vita ad un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione. Si stabilisca, per il lavoro di questo tavolo e per la ricerca di una soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o più, un periodo chiaro e ben definito, al termine del quale il governo potrà far seguire comunque all?indispensabile momento del confronto democratico quello altrettanto indispensabile della decisione. Tutto questo - conclude Veltroni - con un solo grande obiettivo: fare finalmente del nostro sistema formativo, come avviene in tutti gli altri grandi paesi europei, la pietra angolare su cui costruire un forte e coerente disegno di sviluppo e di crescita economica e sociale».

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10/11/2008 16:04 SCUOLA: VELTRONI A TREMONTI E GELMINI, STOP DECRETO E RIVEDERE TAGLI (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Roma, 10 nov. - (Adnkronos) - Esercitate la "virtu' dell'ascolto e dunque del confronto" e sospendete "gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato", modificando inoltre "con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'universita' fatte in estate con la manovra triennale". Lo chiede il segretario del Pd Walter Veltroni in una lettera al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e al ministro dell'Istruzione e dell'Universita' Mariastella Gelmini.

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Incontro pubblico su "La scuola che verrà" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Incontro pubblico su ?La scuola che verrà? (10/11/2008 14:22) | (Sesto Potere) - Cesena- 10 novembre 2008 - Si intitola “La scuola che verrà – La riforma Gelmini e i cambiamenti dalla scuola dell?infanzia all?università” l?incontro pubblico promosso dal Comune di Cesena – Assessorato alla Pubblica Istruzione, che si terrà martedì 11 novembre, a partire dalle ore 21, nella sala del Consiglio Comunale. In scaletta gli interventi del sindaco Giordano Conti, dell?assessore alla Pubblica Istruzione Daniele Gualdi, di Emanuele Barbieri, ex dirigente dell?Ufficio Scolastico Regionale, e di Luigi Guerra, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell?Università di Bologna. La cittadinanza è invitata a partecipare.

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Scuola, Veltroni: ''Stop a decreto e rivedere i tagli'' (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, Veltroni: ''Stop a decreto e rivedere i tagli'' Lettera del segretario del Pd a Tremonti e Gelmini: "Esercitate la virtù dell'ascolto e del confronto. Vi proponiamo di dar vita a un tavolo per soluzioni condivise'' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 10 nov. (Adnkronos/Ign) - Esercitate la "virtù dell'ascolto e dunque del confronto" e sospendete "gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato", modificando inoltre "con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale". E' quanto chiede il segretario del Pd, Walter Veltroni, in una lettera al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e al ministro dell'Istruzione e dell'Università, Mariastella Gelmini. "Vi proponiamo, al tempo stesso, di dar vita a un tavolo - dice il leader democratico - al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione. Si stabilisca, per il lavoro di questo tavolo e per la ricerca di una soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o più, un periodo chiaro e ben definito, al termine del quale il governo potrà far seguire comunque all'indispensabile momento del confronto democratico quello altrettanto indispensabile della decisione". ''Ministro Tremonti, ministro Gelmini, se c'è un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, questo - sostiene Veltroni - è il settore che comprende la scuola, la ricerca e l'Università. E' un settore che, non c'è dubbio, ha bisogno nel nostro Paese di una profonda innovazione, di una radicale riforma. Partendo da un principio: quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla. E poi seguendo un modo di procedere: quello, per l'appunto, di individuare soluzioni che siano condivise nel modo più ampio possibile e che proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel tempo". "Perché - prosegue il segretario del Pd - non è possibile proseguire con la regola per cui ad ogni cambio di governo si mette mano al modo di funzionare di un settore decisivo per il futuro del Paese, per la vita di milioni di famiglie, di ragazzi, di insegnanti e professori. Nelle ultime settimane, come è giusto e sano avvenga in democrazia, abbiamo avanzato, come opposizione, critiche e proposte alternative rispetto al merito e al metodo delle scelte del governo. Nel Paese è cresciuta, allo stesso tempo e in modo del tutto autonomo, un movimento di protesta sereno, responsabile e pacifico. Ciò che vi chiediamo è di esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell'ascolto e dunque del confronto. Quel confronto che proprio riferendosi a questi temi il presidente della Repubblica ha saggiamente, da subito, auspicato e sollecitato. ''Vi proponiamo, per questo, di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato - chiede Veltroni - e di modificare con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale; tagli che si dimostrano tanto più inadatti con il precipitare della crisi economica e che il Parlamento deve poter tornare a discutere, senza subire l'imposizione continua o la minaccia del voto di fiducia". "Vi proponiamo, al tempo stesso, di dar vita a un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione. Si stabilisca, per il lavoro di questo tavolo e per la ricerca di una soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o più, un periodo chiaro e ben definito, al termine del quale il governo potrà far seguire comunque all'indispensabile momento del confronto democratico quello altrettanto indispensabile della decisione". "Tutto questo - conclude il segretario del Pd - con un solo grande obiettivo: fare finalmente del nostro sistema formativo, come avviene in tutti gli altri grandi Paesi europei, la pietra angolare su cui costruire un forte e coerente disegno di sviluppo e di crescita economica e sociale".

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SCUOLA: VELTRONI A TREMONTI E GELMINI, STOP DECRETO E RIVEDERE TAGLI (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: VELTRONI A TREMONTI E GELMINI, STOP DECRETO E RIVEDERE TAGLI LETTERA A MINISTRI, ASCOLTATE E CONFRONTATEVI ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 10 nov. - (Adnkronos) - Esercitate la "virtu' dell'ascolto e dunque del confronto" e sospendete "gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato", modificando inoltre "con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'universita' fatte in estate con la manovra triennale". Lo chiede il segretario del Pd Walter Veltroni in una lettera al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e al ministro dell'Istruzione e dell'Universita' Mariastella Gelmini.

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Una settimana di proteste per l'università (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Una settimana di proteste per l'università ISTRUZIONE. Venerdì sciopero contro i tagli Oggi sulla Gazzetta ufficiale il nuovo decreto legge 10/11/2008 rss e-mail print Il ministro Mariastella Gelmini ROMA Nuova settimana di proteste per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel disegno di legge varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre all'Università di Rona La Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, il dibattito politico ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziato 300 milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui fuoricorso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%.

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Scuola, Veltroni: dialogo se via i tagli (sezione: Scuola)

( da "AudioNews.it" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

lunedì 10 novembre 2008 18.13 Politica Scuola, Veltroni: dialogo se via i tagli 16.07: Via i tagli alla scuola e all'università e dialoghiamo. Lo scrive il segretario del Partito democratico Veltroni, in una lettera aperta ai ministri Gelmini e Tremonti. Veltroni chiede di sospendere gli effetti del decreto e di rivedere i piani della Finanziaria per il prossimo triennio, proponendo al tempo stesso un tavolo di confronto del governo con le parti sociali e le forze della opposizione.

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UNIVERSITA': GELMINI, DISPONIBILE A CONFRONTO CON CHI VUOLE... (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITA': GELMINI, DISPONIBILE A CONFRONTO CON CHI VUOLE RIFORMARE postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 10 nov - Apertura da parte del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, in vista del ddl per riformare l'Universita' italiana. ''Sono disponibile - afferma il ministro in una nota - ad un confronto che abbia come obiettivo riformare e migliorare l'istruzione in Italia. Sono disponibile in particolare a discutere con tutte quelle forze riformiste che pensano che non si possa esclusivamente difendere lo status quo. Proprio per questo abbiamo fatto le nostre scelte con le linee guida sulla riforma del sistema universitario. Base di un dibattito che ponga al centro i temi della riaffermazione del merito, della promozione dei giovani talenti e della trasparenza''. Il Decreto Legge sull'universita' approvato dal Consiglio dei Ministri, spiega il ministro, ''conteneva solo alcune misure indifferibili ed urgenti; ma per la riforma completa, la sede del confronto sara' sicuramente il Parlamento dal quale sono sicura arriveranno proposte e suggerimenti, indispensabili per una riforma. Un disegno di legge organico di riforma, che ci auguriamo condiviso''.

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Quegli applausi fuori posto alla Gelmini, che taglia le scuole cattoliche (sezione: Scuola)

( da "Vita non profit magazine" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Quegli applausi fuori posto alla Gelmini, che taglia le scuole cattoliche Reading time: 3 minutes --> di Redazione - pubblicato il 14 Novembre 2008 alle 00:00 IL MINISTRO IMBARAZZA I VESCOVI Grandi elogi alla riforma Gelmini dai vescovi italiani. Salvo poi scoprire che proprio la scuola privata cattolica è la più penalizzata dal taglio dei fondi pubblici. I primi lusinghieri giudizi erano arrivati dal cardinale Bagnasco, lo scorso 22 settembre: «Sul fronte della scuola si stanno mettendo in campo innovazioni e recuperi volti a dare una maggiore credibilità ed efficacia alle istituzioni e ai suoi operatori». Poi il 27 ottobre, nello stesso giorno in cui Famiglia cristiana chiedeva il ritiro del decreto Gelmini, il responsabile Scuola della Cei, monsignor Diego Coletti, prendeva le distanze dai manifestanti. Di più faceva l'arcivescovo Rino Fisichella invitando il ministro, come relatrice, all'inaugurazione dell'anno accademico della Pontificia università Lateranense. La Gelmini era costretta a dare forfait per "motivi di sicurezza" ma incassava a mezzo stampa la benedizione di Fisichella: «Il ministro ha tutta la mia stima e credo che la sua non sia un'opera di 15 giorni ma vada vista e valutata in tutta la legislatura». Su questo clima di grande euforia pro governativa sono piovute le cifre imbarazzanti dei tagli alle scuole non statali previsti dalla Finanziaria. Numeri forniti da Giorgio Vittadini, il 28 ottobre, su Il Riformista . I finanziamenti alle scuole materne ed elementari private saranno decurtati di circa il 25-30%. Percentuale molto più elevata, quasi il triplo, di quella imposta mediamente a ogni ministero: 133 milioni e 393mila euro in meno. Le scuole dell'infanzia gestite da enti cattolici accolgono 531.258 bambini su un totale di 1.652.689. SANT'EGIDIO SBARCA A CIPRO Appuntamento a Cipro, quest'anno dal 16 al 18 novembre, per il consueto Meeting interreligioso di Sant'Egidio. Location simbolica: un'isola dove musulmani (turchi) e cristiani-ortodossi (greci) se le sono date di santa ragione. Un conflitto che finalmente sembra vicino ad una soluzione. Fra le 300 personalità c'è la cattolicissima Ingrid Betancourt. Era stata invitata, last minute, anche al Meeting di Rimini. Ma non aveva potuto partecipare. Ipse dixit «La vera missione cristiana è lasciarsi sorprendere da Dio, sorprendere dalla gioia, come disse con deliziosa espressione C.S. Lewis». Rowan Williams, primate della Chiesa anglicana, davanti alla Grotta di Lourdes.

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Tagli a istruzione, Veltroni chiede a Tremonti e Gelmini stop dl (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Il segretario del Pd Walter Veltroni ha scritto una lettera aperta ai ministri dell'Economia Giulio Tremonti e dell'Istruzione Mariastella Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all'università ribadendo la richiesta di sospendere il decreto Gelmini e di modificare con la Finanziaria le scelte di bilancio su scuola e università. Auspicando "ascolto" e "confronto", Veltroni propone "di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la lgge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull?università fatte in estate con la manovra triennale, tagli che si dimostrano tanto più inadatti con il precipitare della crisi economica e che il Parlamento deve poter tornare a discutere, senza subire l?imposizione continua o la minaccia del voto di fiducia", scrive il leader del Pd. "Se c'è un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, questo è il settore che comprende la scuola, la ricerca e l'Università", dice Veltroni nella lettera in cui definisce l'istruzione un settore che ha bisogno di una profonda innovazione, di una radicale riforma. "Partendo da un principio: quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla". Occorre individuare soluzioni "che siano condivise nel modo più ampio possibile e che proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel tempo", dice Veltroni. "Ciò che vi chiediamo è di esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell'ascolto e dunque del confronto. Quel confronto che proprio riferendosi a questi temi il Presidente della Repubblica ha saggiamente, da subito, auspicato e sollecitato", aggiunge il leader del Pd. "Vi proponiamo, al tempo stesso, di dar vita ad un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione", dice ancora Veltroni. "Si stabilisca, per il lavoro di questo tavolo e per la ricerca di una soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o più, un periodo chiaro e ben definito, al termine del quale il governo potrà far seguire comunque all'indispensabile momento del confronto democratico quello altrettanto indispensabile della decisione", dice ancor la lettera. Che prefigura "un solo grande obiettivo: fare finalmente del nostro sistema formativo, come avviene in tutti gli altri grandi paesi europei, la pietra angolare su cui costruire un forte e coerente disegno di sviluppo e di crescita economica e sociale".

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Università/ Gelmini: sì al confronto con chi vuole riformare (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Università/ Gelmini: sì al confronto con chi vuole riformare Nel dl misure urgenti, riforma in ddl "che auguriamo condiviso" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 10 nov. (Apcom) - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini apre ma con velata riserva, a chi, in primis il leader del Pd Walter Veltroni, chiede che sulla scuola e l'università il governo dialoghi e ascolti i movimenti degli studenti: "Sì al confronto con chi vuole riformare", fa sapere il ministro, affidando il ramoscello di pace ad una nota. "Sono disponibile ad un confronto che abbia come obiettivo riformare e migliorare l'istruzione in Italia. Sono disponibile in particolare a discutere con tutte quelle forze riformiste che pensano che non si possa esclusivamente difendere lo status quo", sottolinea il ministro, aggiungendo: "Proprio per questo abbiamo fatto le nostre scelte con le linee guida sulla riforma del sistema universitario. Base di un dibattito che ponga al centro i temi della riaffermazione del merito, della promozione dei giovani talenti e della trasparenza". E - spiega Gelmini, 'minimizzando' il provvedimento varato dal cdm la scorsa settimana - "il decreto legge sull'università approvato dal Consiglio dei ministri conteneva solo alcune misure indifferibili ed urgenti", ma - assicura il ministro - "per la riforma completa, la sede del confronto sarà sicuramente il Parlamento dal quale sono sicura arriveranno proposte e suggerimenti, indispensabili per una riforma", che sia "un disegno di legge organico di riforma, che ci auguriamo condiviso". Così il ministro Gelmini pare rispondere in prima battuta al leader dell'opposizione: il segretario del Pd Walter Veltroni oggi ha scritto infatti una lettera ai ministri Tremonti e Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all'università. Nella lettera Veltroni ha chiesto "di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale". Al tempo stesso il leader del Pd ha proposto "di dar vita ad un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione" per aprire un "confronto" necessario sul tema.

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Robbiate: il 12 incontro sulla scuola italiana (sezione: Scuola)

( da "Merateonline.it" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola >> Scuola 10 / 11 / 2008 Robbiate: il 12 incontro sulla scuola italiana Cosa succede nella scuola italiana? " Il coordinamento meratese in difesa della scuola pubblica" INVITA tutti i genitori e i cittadini del meratese ad un incontro informativo-propositivo sulle leggi 133/08 e 164/08 (Legge Gelmini) presso il Municipio di Robbiate mercoledì 12 novembre 2008 alle ore 20.30. Per informazioni: coordinamentomeratese@yahoo.it Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 10/11/2008 alle 17.07

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Monta "l'onda" bustocca, il 14 novembre tutti in corteo (sezione: Scuola)

( da "Varesenews" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola - Il coordinamento trasversale (studenti, professori e genitori) lancia la manifestazione di venerdì. Anche da Gallarate manifesteranno a Busto Arsizio Monta "l'onda" bustocca, il 14 novembre tutti in corteo Se sarà uno tsunami o un semplice mare mosso lo si vedrà solo il 14 novembre quando gli studenti, i docenti e i genitori si conteranno davanti alla stazione delle F.S. di Busto Arsizio. L'Onda si prepara a ripartire dopo la calma relativa di questi giorni. In queste due settimane hanno lavorato sodo tutti insieme creando un coordinamento che ha messo insieme rappresentanti di tutte le scuole e di tutti i gradi. Così racconta Alessandro Luoni, uno dei leader della protesta e rappresentante di istituto del liceo artistico Candiani, parla di grande mobilitazione: «Il tentativo del coordinamento è quello di unire tutti in corteo - spiega lo studente - da Gallarate contiamo arrivino in tanti. A Busto Arsizio stiamo facendo girare l'informazione a tutti i livelli perchè vogliamo vedere in corteo anche i maestri, gli studenti, i professori e i genitori». Il corteo si svolgerà nella mattinata di venerdì 14 novembre e il ritrovo è nel piazzale della stazione delle ferrovie dello Stato per poi snodarsi verso il centro e concludersi in piazza Trento e Trieste, davanti al Liceo Candiani. Il tema della manifestazione, naturalmente, è la riforma della scuola e dell'università con i due decreti 137 e 133 e la legge finanziaria che conterrà ulteriori riduzioni di spesa per l'istruzione. La situazione nelle scuole è ancora di tensione e preoccupazione, dunque, nonostante il ministro Gelmini abbia fatto una controproposta agli oppositori che ammorbidisce i tagli previsti in precedenza. Il momento verità per il movimento nel Basso Varesotto si avvicina, l'occasione di contarsi e di contare è questa e i componenti del coordinamento lo sanno. Lunedi 10 Novembre 2008

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L'iniziativa del Pd (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

L'iniziativa del Pd , 10 novembre 2008, 16:06 Scuola Una proposta semplice: stop ai tagli e iniziare a dialogare per il futuro di un settore chiave. Il segretario del Pd Walter Veltroni ha scritto una lettera ai ministri Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all'università "Se c'è un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, questo - si legge nella lettera di Veltroni - è il settore che comprende la scuola, la ricerca e l'Università". E' un settore che, "non c'è dubbio", ha bisogno nel nostro Paese di una "profonda innovazione, di una radicale riforma. Partendo da un principio: quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla". E poi - aggiunge il leader del Pd nella missiva inviata a Gelmini e Tremonti - "seguendo un modo di procedere: quello, per l'appunto, di individuare soluzioni che siano condivise nel modo più ampio possibile e che proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel tempo". Perché "non è possibile proseguire con la regola per cui ad ogni cambio di governo si mette mano al modo di funzionare di un settore decisivo per il futuro del Paese, per la vita di milioni di famiglie, di ragazzi, di insegnanti e professori". Nelle ultime settimane, "come è giusto e sano avvenga in democrazia, abbiamo avanzato, come opposizione, critiche e proposte alternative rispetto al merito e al metodo delle scelte del governo. Nel Paese - ricorda Veltroni - è cresciuta, allo stesso tempo e in modo del tutto autonomo, un movimento di protesta sereno, responsabile e pacifico". "Ciò che vi chiediamo - dice il leader del Pd - è di esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell'ascolto e dunque del confronto. Quel confronto che proprio riferendosi a questi temi il Presidente della Repubblica ha saggiamente, da subito, auspicato e sollecitato". Per questo, "vi proponiamo di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale; tagli che si dimostrano tanto più inadatti con il precipitare della crisi economica e che il Parlamento deve poter tornare a discutere, senza subire l'imposizione continua o la minaccia del voto di fiducia". Al tempo stesso, aggiunge, "vi proponiamo di dar vita ad un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione. Si stabilisca, per il lavoro di questo tavolo e per la ricerca di una soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o più, un periodo chiaro e ben definito, al termine del quale il governo potrà far seguire comunque all'indispensabile momento del confronto democratico quello altrettanto indispensabile della decisione". Tutto questo con un "solo grande" obiettivo: "fare finalmente del nostro sistema formativo, come avviene in tutti gli altri grandi paesi europei, la pietra angolare su cui costruire un forte e coerente disegno di sviluppo e di crescita economica e sociale".

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Governo inventa decreto fantasma (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Governo inventa decreto fantasma ***, 10 novembre 2008, 17:24 Università La denuncia del senatore piddino Stefano Ceccanti si riferisce al Dl "in materia di diritto allo studio, valorizzazione del merito e qualità del sistema universitario e della ricerca" votato in Cdm giovedì scorso. A oggi non risulta ancora pervenuto alla presidenza della Repubblica nessun testo ufficiale "Il governo, forse suggestionato dal 'governo ombra' del Pd, ha voluto introdurre una nuova tipologia di fonti del diritto, 'il decreto fantasma'?". Lo chiede il senatore del Pd Stefano Ceccanti in un'interrogazione al ministro per i rapporti con il parlamento Elio Vito. Ceccanti si riferisce, in particolare, al decreto-legge "in materia di diritto allo studio, valorizzazione del merito e qualità del sistema universitario e della ricerca" votato in Cdm giovedì scorso. "Di cui - spiega - risultano solo scarne anticipazioni dal comunicato presente sul sito del governo e dalla successiva conferenza stampa del ministro Gelmini. Una delle principali ragioni della necessità e urgenza del decreto - continua il senatore del Pd - era il blocco delle elezioni per le commissioni di concorso che erano previste a partire dalla giornata di oggi, lunedì 10, sospese solo sulla base di una breve nota ministeriale di venerdì 7 che fa riferimento al decreto ancora ignoto, mentre, proprio tale urgenza, avrebbe dovuto comportare una rapida trasmissione del testo alla presidenza della Repubblica e una altrettanto sollecita pubblicazione sulla gazzetta ufficiale per non violare le leggi vigenti anche per prevenire contenziosi sulla regolarità dei procedimenti concorsuali in corso. A oggi non risulta ancora pervenuto alla presidenza della Repubblica nessun testo ufficiale. Nei giorni scorsi la stampa ha pubblicato le più varie indiscrezioni sui problemi tecnici e politici di scrittura del testo, che starebbero proseguendo anche in queste ore". "La totale incertezza sui contenuti del decreto - spiega Ceccanti - rende impossibile ai parlamentari rendere conto ai propri elettori, e in particolare a quelli coinvolti nelle vicende concorsuali, sulle novità intervenute e, data la natura cangiante e sfuggente del testo, paralizza gli stessi strumenti di controllo parlamentare. Il protrarsi dei lavori per giorni e giorni - osserva ancora Ceccanti - dimostra inconfutabilmente che nella riunione del Cdm erano state omesse scelte rilevanti sia dal punto di vista tecnico sia politico. Pertanto Ceccanti chiede al ministro Vito di sapere se il governo, forse suggestionato dalla istituzione del 'governo ombra' del Pd, abbia voluto introdurre una nuova tipologia di fonti del diritto, 'il decreto fantasma', in deroga alla legge in vigore che impone che il testo sia puntualmente approvato in Consiglio dei ministri e, più in generale, ai doveri di correttezza costituzionale e se, il governo, non ritenga di indicare puntualmente come evitare di ripetere tali gravi strappi istituzionali".

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Veltroni, appello al governo: "Togliete e tagli e dialoghiamo sul futuro" (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

10 novembre 2008 - 16.29 (Ultima Modifica: 10 novembre 2008) Il governo ritiri i provvedimenti di taglio alla spesa pubblica e il Partito Democratico sarà pronto a dialogare con Silvio Berlusconi e il suo escutivo. Lo afferma il segretario del Pd, Walter Veltroni, in una lettera inviata ai ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, e della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini. Nella sua lettera Veltroni fa notare che "il Paese e la sua classe dirigente" dovrebbero "superare le divisioni" su temi come la scuola, la ricerca e l'Università. "Se c'e' un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, questo- si legge nella lettera di Veltroni- e' il settore che comprende la scuola, la ricerca e l'Universita'". Si tratta di un settore su cui secondo Veltroni occorre operare "una "profonda innovazione", addirittura "una radicale riforma". Evidentemente non come l'ha intesa il ministro Gelmini, ma "partendo da un principio: quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla". Una riforma da portare avanti, aggiunge Veltroni, "seguendo un modo di procedere: quello, per l'appunto, di individuare soluzioni che siano condivise nel modo piu' ampio possibile e che proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel tempo".

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Università, il ministro Gelmini apre al confronto (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

10 novembre 2008 - 18.34 (Ultima Modifica: 10 novembre 2008) ROMA - A pochi giorni dallo sciopero dell'università e della ricerca programmato per venerdì prossimo, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, si è detta "disponibile a un confronto che abbia come obiettivo riformare e migliorare l'istruzione in Italia". Il ministro è pronto "a discutere con tutte quelle forze riformiste che pensano che non si possa esclusivamente difendere lo status quo". La Gelmini ha poi sottolineato che che il Decreto Legge sull'università approvato dal Consiglio dei Ministri conteneva solo alcune misure "indifferibili e urgenti". "Per la riforma completa - ha proseguito - il confronto sarà svolto in Parlamento dal quale sono sicura arriveranno proposte e suggerimenti indispensabili per una riforma".

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Scuola, la Gelmini ora apre al dialogo: "Sì al confronto con chi vuole riformare" (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

10/11/2008 Scuola, Gelmini apre ai riformisti "Non parlo con chi difende status quo" Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, apre a chi chiede al governo di dialogare sulla scuola e l'università. "Sì al confronto con chi vuole riformare", dice rivolgendosi soprattutto al leader del Pd, Walter Veltroni. "Sono disponibile a un confronto con veri riformisti per migliorare l`istruzione in Italia e discutere con chi non vuole esclusivamente difendere lo status quo", ha concluso il ministro. La Gelmini sottolinea poi che il decreto legge sull'universita' approvato dal Consiglio dei Ministri conteneva solo alcune misure ''indifferibili e urgenti''. ''Ma per la riforma completa, la sede del confronto sarà sicuramente - assicura - il Parlamento dal quale sono sicura arriveranno proposte e suggerimenti, indispensabili per una riforma. Un disegno di legge organico di riforma, che ci auguriamo condiviso''. La lettera di Veltroni Il segretario del Pd Walter Veltroni aveva scritto una lettera aperta ai ministri dell'Economia Giulio Tremonti e dell'Istruzione Mariastella Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all'università ribadendo la richiesta di sospendere il decreto Gelmini e di modificare con la Finanziaria le scelte di bilancio su scuola e università. Auspicando "ascolto" e "confronto", Veltroni proponeva "di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in estate con la manovra triennale, tagli che si dimostrano tanto più inadatti con il precipitare della crisi economica e che il Parlamento deve poter tornare a discutere, senza subire l'imposizione continua o la minaccia del voto di fiducia", scriveva il leader del Pd. "Se c'è un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, questo è il settore che comprende la scuola, la ricerca e l'Università", scriveva Veltroni nella lettera in cui definiva l'istruzione un settore che ha bisogno di una profonda innovazione, di una radicale riforma. "Partendo da un principio: quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla". SCUOLA, LA PROTESTA SUL DECRETO-GELMINI Tgcom 28/10/2008"Rettori pronti a dimettersi" 27/10/2008Dl Gelmini,gli studenti non mollano 25/10/2008Scuola, la protesta non si placa 24/10/2008Scuola,proteste al Festival di Roma 23/10/2008Scuola, "fermezza contro violenze" 23/10/2008Scuola, la Gelmini apre a confronto 22/10/2008Scuola, ancora cortei nelle città 22/10/2008Prof: "Se non scioperi,ti boccio" 22/10/2008Scuola,Napolitano:"Serve confronto" 22/10/2008Scuola,Berlusconi: "Nessun taglio" 21/10/2008Scuola, Famiglia Cristiana attacca 21/10/2008Scuola, lo scandalo "supplentopoli" 20/10/2008Scuola, è il momento della protesta 20/10/2008Scuola,ancora protesta anti-Gelmini 20/09/2008Scuola,Gelmini contestata a Venezia 17/10/2008"Su scuola non si tema cambiamento" 17/10/2008Gelmini, non solo proteste 15/10/2008Scuola,ok alle classi per stranieri 14/10/2008Ddl Gelmini, protestano gli Atenei 12/10/2008"La Gelmini taglia 4mila scuole" 09/10/2008Scuola, sciopero il 30 ottobre 07/10/2008Scuola, la Camera conferma fiducia 04/10/2008Scuola,Cisl verso sciopero generale 27/09/2008Scuola, Cgil minaccia lo sciopero Invia ad un amico

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Scuola, il ricatto di Veltroni: via i tagli e dialogo (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

n. 45 del 2008-11-10 pagina 0 Scuola, il ricatto di Veltroni: via i tagli e dialogo di Redazione Lettera del segretario Pd ai ministri Tremonti e Gelmini per chiedere di sospendere il decreto Gelmini e modificare le scelte di bilancio su scuola e università. In cambio Veltroni è disposto ad aprire "un tavolo a cui partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e l'opposizione" Roma - Il segretario del Pd, Walter Veltroni, ha scritto una lettera ai ministri Tremonti e Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all?università in cui si chiede di "sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull?università". Veltroni, allo stesso tempo, chiede di aprire "un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione". Il ricatto del leader Pd Un vero e proprio do ut des. Uno scambio di favoro. Altro che confronto, altro che concertazione, altro che dialogo. Della serie: qui si fa come dico io. La prima richiesta: la "sospensione degli effetti del decreto Gelmini ormai approvato". La seconda: "modificare con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull?università fatte in estate con la manovra triennale". Infine, la 'gentile' concessione del leader democratico: l?apertura di un tavolo di "confronto" con "le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione" sul tema della scuola. Veltroni prova a dettare le condizioni: anche senza numeri e sostegno in parlamento, impugna la penna e scrive una lettera al ministro dell?Economia e al la collega all?istruzione. Il testo della lettera Secondo Veltroni, se c?è un settore su cui un Paese dovrebbero cercare di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, è quello che comprende la scuola, la ricerca e l?Università. Partendo da un principio. E qui il diktat: "Investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla - ha continuato Veltroni - poi seguendo un modo di procedere: quello, per l?appunto, di individuare soluzioni che siano condivise nel modo più ampio possibile e che proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel tempo. Perchè non è possibile proseguire con la regola per cui ad ogni cambio di governo si mette mano al modo di funzionare di un settore decisivo per il futuro del Paese, per la vita di milioni di famiglie, di ragazzi, di insegnanti e professori". Infine la richiesta del segretario democratico: "Ciò che vi chiediamo è di esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell?ascolto e dunque del confronto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Università/ Domani Sabina Guzzanti 'fa lezione' all'Unical (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

Università/ Domani Sabina Guzzanti 'fa lezione' all'Unical Alle 16 con gli studenti del campus di Arcavacata postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 10 nov. (Apcom) - Nuova 'lezione' all'università di Sabina Guzzanti, che domani 'farà lezione' agli studenti dell'Università della Calabria. La Guzzanti, spiega in una nota il comitato di lotta 'No Gelmini', sarà alle 16 all'aula consolidata 1 della facoltà di Economia per un incontro-dibattito con la popolazione universitaria del Campus di Arcavacata.

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Scuola, Veltroni scrive a Tremonti e Gelmini: stop al decreto e tavolo di confronto (sezione: Scuola)

( da "Voce d'Italia, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Scuola

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Università: Domani sindacati a Viale Trastevere (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 10-11-2008)

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Università: Domani sindacati a Viale Trastevere 10 novembre 2008 alle 18:13 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Domani pomeriggio alle 15 Cgil, Cisl e Uil del settore università e ricerca incontreranno il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, al ministero di Viale Trastevere. Lo confermano i sindacati. L'incontro avviene a pochi giorni dalla manifestazione nazionale di venerdì a Roma contro i tagli ai fondi per l'università. AGI

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