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toARTICOLI DEL 10 novembre 2008
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IN EVIDENZA
La scuola le proteste e la verità sulla riforma Mario Pirani
(La Repubblica 10-11-2008)
Venezia
agli albori del Novecento conobbe il primo sciopero generale spontaneo della
sua storia. La manifestazione in piazza S. Marco indetta dai nascenti sindacati
vide, però, una partecipazione preponderante di donne. La ragione di questa
presenza, straordinaria e sorprendente per l´epoca, risiedeva nel fatto che la
protesta era scoppiata per un motivo davvero singolare: una puerpera era stata
costretta a partorire, senza soccorso, sui gradini dell´Ospedale Maggiore,
all´aria aperta. Il fatto venne assunto a simbolo di qualcosa di molto più
generale: l´insopportabilità dell´assenza, al di fuori delle opere di carità
cattoliche, di qualsiasi forma di pubblica assistenza. Il Welfare State era,
infatti, al di là da venire. Questo lontanissimo episodio mi è venuto alla
mente riflettendo sulla tumultuosa e massiccia protesta del mondo della scuola
dilagata in questi giorni in tutta Italia in odio al decreto Gelmini.
Eppure quel decreto, tradotto ora in legge, non conteneva minacce tanto
dirompenti da giustificarne il crucifige, anche se su un punto ( il maestro
unico alle elementari e le diminuzioni di insegnanti che ciò implica) meritava
un ripensamento di fondo, di cui parleremo più avanti. L´avversione al decreto,
potenziata dalle prepotenti quanto sciocche minacce berlusconiane, si è invece
caricata di ben altri significati (appunto come quel parto davanti
all´ospedale) e ha dato alle manifestazioni studentesche motivazioni assai più
ampie, pur se confuse, che spaziavano dalle elementari all´Università.
Comunque, tra tutte, la più forte, in parte giusta e in parte sbagliata, è
stata quella contro tutti i tagli previsti (non dalla Gelmini ma dalla
Finanziaria, approvata senza che nessuno fiatasse tre mesi orsono). Di tutto
questo si è appropriata l´opposizione e non è pensabile che facesse altrimenti.
Che
cosa rivelano le contestazioni contro il ministro la verità sulla riforma Gelmini
e le sue spine Nei cortei di questi giorni anche parole d´ordine vaghe Ma sul
maestro unico le proposte del governo possono essere confutate I bambini e le
mamme del Nord avranno risorse che saranno decurtate al Sud L´avversione al
decreto potenziata dalle prepotenti e sciocche minacce berlusconiane (SEGUE
DALLA PRIMA P
Assurdo,
quindi, ogni biasimo sulla carenza di fair play riformista, dimostrata in
questa contingenza da Walter Veltroni. Quel che per contro potrebbe essere
rilevata criticamente è l´assunzione, senza beneficio d´inventario, della
proteiforme nebulosa protestataria, rinunciando in partenza ad un intervento
per darle uno sbocco razionale e positivo, interpretando il disagio reale della
scuola, ancorché sotteso a slogan inconsistenti, studiando e scegliendo
obiettivi possibili e immediati, quanto prospettando mete di riordino a più
lungo termine. Così non è stato. Alcun ascolto ha trovato, inoltre, l´appello
di Giorgio Napolitano, pronunciato all´apertura dell´anno scolastico, perché si
affrontassero con «senso della misura e realismo le questioni più spinose,
compresi gli impegni finanziari... L´Italia - specificava per maggior chiarezza
il Capo dello Stato - nel suo stesso vitale interesse deve ridurre a zero nei
prossimi anni il suo deficit pubblico... nessuna parte sociale e politica può
sfuggire a questo imperativo ed esso comporta anche - inutile negarlo - un
contenimento della spesa per la scuola... l´obbiettivo non può prevalere su
tutti gli altri e va formulato, punto per punto, con grande attenzione, in un
clima di dialogo. Ma ciò non può risolversi nel rifiuto di ogni revisione
necessaria a fini di risparmio». La risposta non poteva essere più deludente:
Berlusconi ha inteso l´invito al confronto come un incentivo alla minaccia
poliziesca, Veltroni ha preferito la deriva populista di facile presa ma scarsa
prospettiva, ribadendo un No preclusivo a tutti i tagli e annunciando un
discutibilissimo referendum anti-Gelmini, peraltro improponibile in
materia finanziaria. Per contro era possibile avanzare contro proposte
convincenti sia sul maestro unico e sugli sprechi, elencati voce per voce in un
dossier di «TuttoscuolA», l´ottima agenzia indipendente che su Internet
monitorizza quotidianamente la vita scolastica. Il decreto Gelmini,
peraltro, nel suo impianto globale si muoveva esplicitamente lungo il solco
della correzione di rotta già impresso da Fioroni e Bastico, ministro e vice
ministro del governo Prodi, per riportare un minimo d´ordine e di serietà negli
studi. Lo prova la lettura degli otto articoli della legge che riguardano
nell´ordine l´introduzione dell´insegnamento su «Cittadinanza e Costituzione»,
la conferma della revisione anti-bullismo dello Statuto degli studenti, messa a
punto da Fioroni con la valutazione in pagella e in sede di scrutinio finale
del comportamento, un tempo chiamato «condotta», la misura in decimi del voto,
la necessità di conseguire almeno la media del 6 per la promozione e
l´ammissione all´esame di Stato, l´obbligo per gli editori di adottare libri di
testo validi per cinque anni, così da non costringere le famiglie a continui
esborsi per inutili aggiornamenti, l´abilitazione all´insegnamento nelle scuole
elementari e dell´infanzia per chi abbia ottenuto la laurea in scienza della
formazione primaria, infine una modifica delle norme di accesso alle scuole di
specializzazione medica. Veniamo al contestato articolo sul maestro unico che,
in realtà, sarebbe più giusto definire come una disposizione sul tempo-scuola,
ridotto a 24 ore settimanali, come era fino al 1990. Qui incidono i tagli
destinati a risparmiare su precari-supplenti. Ma, per un giudizio motivato, è
utile ricordare cosa si proponeva la riforma della mitica ministra Falcucci, dc
doc mai abbastanza rimpianta. Per ampliare il ventaglio di conoscenze già nell´età
infantile e, ad un tempo, per consentire al più gran numero di madri di entrare
nel mercato del lavoro, venne deciso di procedere gradualmente e attraverso
sperimentazioni e verifiche a una modifica radicale, portando inizialmente
l´orario normale da
·
Articoli
Scuola (142)
LE
MADDALENE - CAVEDAGO: 2 - 0 ( da "Trentino"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
CAFFARESE:
Buccio, Gelmini (36'st D. Giovanelli), Brunori, M. Giovanelli, T. Fenoli,
Giacometti, Uboldi, Stagnolli, Ferrari, Grassi (6'st Carè), D. Fenoli.
Allenatore: Scalvini. ARBITRO: Trenti di Rovereto. RETI: 5'pt rig. Stagnolli,
28'pt Ferrari. NOTE: al 45'st la Caffarese fallisce un calcio di rigore.
Università
in piazza ma il decreto arriva in Gazzetta ufficiale
( da "Cittadino,
Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge tecnico varato giovedì dal
Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato
(per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti
concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)
Successo
della manifestazione promossa per contestare le modifiche della legge
( da "Cittadino,
Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
«Gelmini, giù
le mani dai bambini» Cinquecento in lotta per la scuola n Canzoni, fischietti e
slogan per fermare la legge Gelmini. Erano intorno ai 500 (secondo le stime
della Questura di Lodi) i manifestanti che sabato mattina hanno invaso le vie
della città per protestare contro i tagli alla scuola.
In
cinquecento contro la Riforma Gelmini
( da "Cittadino,
Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
In
cinquecento contro la Riforma Gelmini n Il Lodigiano ritorna a protestate
contro la Riforma Gelmini. E lo fa con una manifestazione che sabato mattina ha
portato a sfilare almeno cinquecento tra bambini, genitori, insegnanti e
amministratori pubblici nelle vie del centro di Lodi.
La
battaglia per la scuola ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Abbiamo
esaminato a fondo i decreti Gelmini e i tagli della Finanziaria, le riforme che
toccheranno scuola primaria e università, cercando di capire le conseguenze che
ne deriveranno. Momenti di vera democrazia, dove tutti, liberamente,
intervenivano ed esponevano i propri pensieri e i propri dubbi.
SPORT
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Io penso che
Maria Maddalena sia stata una delle più grandi donne della storia, come lei lo
pensa del ministro Gelmini. Ha dimenticavo tanto per andare d'accordo io sono
appassionato di vangeli e scritture apocrife e non sono credente, ma penso che
Gesu' figlio di Giuseppe sia stato uno dei più grandi uomini della storia
proprio come lei lo pensa del ministro Bondi.
di
Giorgio Ursicino Un incubo per chi deve uscire di casa. Per andare a scuola...
( da "Leggo"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Intanto
inizia un'altra settimana calda anche sul fronte scolastico. Oggi il decreto
legge voluto dalla Gelmini dovrebbe essere formato dal Presidente e, in serata,
pubblicato sulla gazzetta Ufficiale. Venerdì sciopero generale dell'università
proclamato dai sindacati di categoria.
Università,
allo studio norme per scoraggiare i fuori corso
( da "Giornale
di Brescia" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
categoria
contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il
primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei
ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte
relativa ai professori associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi
(già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)
CONTROLLI
STRADALI L'odissea delle multe alle auto rubate nInnanzitu...
( da "Giornale
di Brescia" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Caparini Presidente
Commissione bicamerale Questioni Regionali Capogruppo Lega Nord Commissione
Lavoro a Montecitorio Roma RIFORMA GELMINI Le ragioni di una scuola con più
maestri nCome insegnante dì scuola d'infanzia (per bambini dai 3 ai 5 anni),
sento di esprimere il mio pensiero, dato da un'esperienza di 20 anni, e alcune
convinzioni pedagogiche, in merito alla Riforma Gelmini.
Università,
oggi scatta la riforma Venerdì in piazza studenti e prof
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal
Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato
(per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti
concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)
Da
Bologna saranno circa quattromila, domani a Roma, alla manifestazione degli
universitari contro ... ( da "Leggo"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
alla
manifestazione degli universitari contro la riforma Gelmini.Così gli studenti
chiedono a Trenitalia di garantire un convoglio con almeno tremila posti
assicurati e a prezzi scontati. Non gratis. E per non pesare «sulle casse delle
ferrovie» chiedono un contributo «a tutta la società civile», da versare
direttamente alle Poste.
Una
settimana di proteste per l'università
( da "Arena,
L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì
dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato
aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)
l'università
scenderà in piazza ( da "Centro, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
università
scenderà in piazza E la Gelmini metterà nella riforma norme contro i fuoricorso
ROMA. L'università si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo
sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la
riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel
decreto legge «tecnico» varato giovedì dal consiglio dei ministri:
scuola,
tornano le agitazioni e il gritti avvia l'autogestione
( da "Nuova
Venezia, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
manifestazione
di venerdì a Roma contro il decreto legge del ministro Gelmini, tornano le
agitazioni anche negli istituti della città. A partire da questa mattina e fino
a giovedì, l'istituto tecnico statale per il turismo Andrea Gritti di via
Muratori, ha proclamato l'autogestione. Non si farà lezione canonica, nel senso
che gli alunni non entreranno in classe per seguire il programma,
Quinto
Verona0 Montorio3 ( da "Arena, L'"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Montolli
Giacomo, Gelmini, Coldebella, Tollini (Montolli Gianluca), Degani, Aprile
(Marchi), Antolini, Ronca (Fosser). All. Sorgente. Montorio: Zangrandi,
Lenotti, Tartaglia (Mehouachi), Bianchi, Micheloni M, Verde, Tosi (Martinez),
Biasia, Cristofori (Micheloni G), Cobelli (Bakiu), Fiocco (Erbisti).
università,
oggi scatta la riforma venerdì in piazza studenti e prof
( da "Nuova
Venezia, La" del 10-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract:
sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi
il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio
dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la
parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già
banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)
Un
autunnoscanditoda proteste ( da "Secolo XIX, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
trascinando
in piazza tutti i critici del ministro Mariastella Gelmini, ricercatori,
professori, lavoratori e studenti, che venerdì 14 si ritroveranno a Roma per
uno sciopero generale e una mega-manifestazione contro i tagli alla scuola. E'
immaginabile che fra pochi giorni nella Capitale arriverà una marea di gente
che sfilerà sotto i palazzi del potere e del governo.
gli
studenti preparano lo sciopero ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Proteste
contro la Gelmini Gli studenti preparano lo sciopero ROMA. Nuova settimana di
passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma
per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e
la riforma Gelmini.
la
scuola le proteste e la verità sulla riforma - mario pirani
( da "Repubblica,
La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
protesta del
mondo della scuola dilagata in questi giorni in tutta Italia in odio al decreto
Gelmini. Eppure quel decreto, tradotto ora in legge, non conteneva minacce
tanto dirompenti da giustificarne il crucifige, anche se su un punto ? il
maestro unico alle elementari e le diminuzioni di insegnanti che ciò implica ?
meritava un ripensamento di fondo, di cui parleremo più avanti.
Una
settimana di proteste per l'università
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì
dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato
aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)
sciopero
generale, venerdì l'università torna in piazza
( da "Repubblica,
La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
università
torna in piazza ROMA - Nuova settimana di passione per l´università, che
venerdì 14 scenderà in piazza a Roma per lo sciopero generale proclamato dai
sindacati contro i tagli e la riforma del ministro Gelmini. Il 15 e il 16
novembre è prevista invece alla Sapienza una assemblea nazionale delle facoltà
in lotta.
Gli
studenti contro la riforma: al Don Milani ci si confronta
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
pochi
genitori a protestare in varie forme contro i contenuti della legge Gelmini
all'insegna dello slogan «Il nostro futuro non si taglia», ha toccato
naturalmente anche Montichiari. E anche qui, i ragazzi delle medie superiori si
sono organizzati in un collettivo studentesco, con l'obiettivo, spiegano, di
«riflettere e confrontarsi sulla normativa in discussione in Parlamento;
la
scuola - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
contestazioni
contro il ministro la verità sulla riforma gelmini e le sue spine Nei cortei di
questi giorni anche parole d´ordine vaghe Ma sul maestro unico le proposte del
governo possono essere confutate I bambini e le mamme del Nord avranno risorse
che saranno decurtate al Sud L´avversione al decreto potenziata dalle
prepotenti e sciocche minacce berlusconiane (SEGUE DALLA PRIMA P
rinasce
portobello con tortora raccontò l'italia - silvia fumarola roma
( da "Repubblica,
La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
protestano
contro il ministro Gelmini, Portobello è solo il mercatino di Londra. «La sfida
è proprio questa», dice la Donati «arrivare ai ragazzi che vedono Mina su
Youtube: noi vogliamo trasformare Portobello aggiornandolo ma non
trasformandolo». Il venerdì sera l´Italia si fermava per capire se il
concorrente riusciva a far parlare quel pappagallo testardo che non apriva
becco:
Università,
stretta della Gelmini sui fuoricorso
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
stretta della
Gelmini sui fuoricorso ROMA Nuova settimana di passione per l'università, che
si prepara a scendere in piazza venerdì prossimo a Roma per lo sciopero
generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma
Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto
legge «tecnico» varato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri:
Stasera
incontro sulla riforma della scuola
( da "Libertà"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
le novità
introdotte dal decreto Gelmini in materia scolastica. L'incontro, a cui
prenderà parte l'assessore provinciale Fernando Tribi (Formazione), avrà lo
scopo di informare sulla posizione degli istituti locali: la scuola primaria e
la scuola secondaria inferiore, sezioni staccate dell'Istituto Comprensivo di
Cortemaggiore.
<Scuole
di montagna, l'unione fa la forza>
( da "Libertà"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Anche a
Morfasso si è parlato della riforma Gelmini e del futuro delle scuole del
capoluogo. L'incontro, che si è svolto in un salone del plesso scolastico e ha
visto la partecipazione di una folta platea di persone, tra cui molti genitori
e amministratori locali, è stato organizzato e introdotto dal consigliere
comunale Giovanni Nocivelli.
è
la crisi bellezza, torna a casa - vera schiavazzi
( da "Repubblica,
La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La riforma
Berlusconi-Tremonti-Gelmini parla alle donne» è il titolo dell´iniziativa, con
interventi di Laura Seidita, Marinella Migliorini e Alida Vitale), dando così
voce alla crescente preoccupazione per le donne lavoratrici di Torino e
dintorni: meno dieci per cento nel tessile (dove il 72% della forza lavoro è
costituito da operaie,
Consiglio
aperto sul futuro della scuola ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ma quali sono
le conseguenze che la legge Gelmini avrà sull'organizzazione didattica locale?
A chiederselo sarà il Consiglio comunale di Dalmine che mercoledì, nel corso di
una seduta aperta, parlerà appunto di scuola. La maggioranza guidata dal
sindaco Francesca Bruschi e le forze politiche di minoranza si riuniranno alle
20.
il
rap anti-gelmini della iqbal masih - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini della
Iqbal Masih TEA MAISTO «Ciao mi chiamo Enea, vado all´Iqbal Masih e c´ho una
magliettina verde mela molto chic, c´è scritto sopra: "Io amo e difendo la
mia scuola", macché maestro unico, Gelmini sei una sòla». è l´inno del
comitato "Non rubateci il futuro", il movimento delle scuole
elementari romane anti-Gelmini.
grand
hotel sapienza 4mila studenti per una notte - viola giannoli laura mari
( da "Repubblica,
La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
riforma
Gelmini». Oggi alle 16, invece, si terrà l´assemblea d´ateneo della Sapienza e
nel corso della riunione verrà stabilito il percorso del corteo di venerdì. «In
occasione dello sciopero generale dell´università- fanno sapere i portavoce
dell´Onda- venerdì mattina chiuderemo il cancello della Sapienza con le
catene».
il
rap anti-gelmini - tea maisto ( da "Repubblica, La"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Pagina VI -
Roma Il rap anti-gelmini TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) Per
l´occasione il leader degli Assalti Frontali, Luca Mascini, ha modificato la
sua canzone "Il rap di Enea", trasformando l´eroe di Virgilio in un
bambino in prima fila nella protesta contro il maestro unico.
Ragazzi,
non guidate dopo avere bevuto I l 2 novembre l'Adige portava in prima pagina la
notizia del grave incidente accaduto tra Martignano e Cognola
( da "Adige,
L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Luca
Paternoster Con la Gelmini finalmente una scuola seria G razie Ministro Gelmini
anche per le esigenze provinciali. Dopo tanto depauperamento delle scuole che
non sono più rassomiglianti, a quelle che furono, per responsabilità dei
partiti anche di centrodestra per aver subito «una sorta di potestà» di una
certa sinistra sfascista e spendacciona.
BAGOLINO:
Giovi, Zanetti, Carè, Stagnoli, Melzani, Cosi (15'st D. Salvadori), Scalvini
(20'st A... ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
CAFFARESE:
Buccio (24' st Bertino), Gelmini, Brunori, M. Giovanelli, Tiziano Fenoli,
Giacometti, Uboldi, Stagnoli, Ferrari, F. Grassi (16' st Carè), Fenoli. All.
Scalvini. ARBITRO: Trenti di Arco-Riva. RETI: 10' pt rigore Stagnoli, 23' pt
Ferrari.
Ferrari,
bolidi e una gran folla per l'happening di fine stagione
( da "Unita,
L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
mobilitare il
suo popolo così come il ministro Gelmini è in grado di agitare quello della
scuola. La Ferrari, con altri scopi, è pur sempre una religione. E ieri, alla
Mecca del Mugello, sono arrivati in 50.000, «orgogliosi di tifare per il
Cavallino». Ben 16 i titoli costruttori, al punto che in terra di Toscana si è
vista la F430 16M - dove «16M» sta proprio per gli allori conquistati.
università,
otto lezioni all'aperto ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Antonio e
nella galleria di corso Verdi Continua la protesta degli studenti nonostante le
"aperture" del decreto Gelmini IL SERVIZIO IN CRONACA GORIZIA. La
protesta a Gorizia si trasferisce oggi dalle scuole superiori all'Università:
per iniziativa del Sid si terranno in piazza Sant'Antonio e nella galleria del
corso otto lezioni all'aperto.
Si
torna in classe a lezione sulla riforma
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
mobilitazione
sul decreto Gelmini, gli studenti del Tecnico turistico ?Montanaru? di Desulo,
riprenderanno oggi le lezioni regolari. «Abbiamo scelto una forma di protesta
che non diventi controproducente per il nostro percorso di formazione: per
questo non abbiamo occupato la scuola o scioperato e l'assemblea permanente è
un modo per capire tutti insieme quello che sta succedendo»
Dalla
voce materna alla Costituzione: la vita nelle parole
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Chissà cosa
ne penserà la Gelmini della proposta dell'?orto in condotta?, invece che il suo
sette in condotta: mettere i bambini a imparare la cura dell'orto. E a fare il
pane in classe. Mandare i ragazzini nei campiscuola, a spese della Regione. Poi
cercare di farli leggere tanto, certo.
bonetti
(idv): sta cedendo la maggioranza di pizzolitto
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
per ascoltare
il dibattito sulla mozione presentata dal consigliere Del Bello contro il
decreto Gelmini sulla riforma scolastica. L'argomento si annunciava di
importante attualità, ma discutibile per la metodologia con cui è stato
presentato». Bruno Bonetti di Italia dei valori interviene in merito alla
sospensione della seduta a causa della mancanza del numero legale di presenti.
Però
tenetevelo ben stretto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
decreto
Gelmini? anche per il mondo del pallone. Campionato, come le scuole, non più
pubblico ma sempre più privato, nel senso di pochi. Non di tutti, com'è sempre
stato. Nascerà una serie A per i ricchi, molto ricchi: agli altri sarà soltanto
concesso guardare.
scuole
dei paesi a rischio ( da "Nuova Sardegna, La"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
appello del
sindaco Deiana contro la Gelmini BORTIGIADAS. Già dal prossimo mese di
settembre potrebbe essere definitivamente abolito a Bortigiadas (come in altri
comuni della Gallura e dell'Anglona) il «primo giorno di scuola». E sarebbe la
prima volta nella sua lunga storia. La salvezza potrebbe venire dall'approvazione
della legge regionale in materia che,
Scala,
settimana di passione per i finanziamenti statali Moratti convocata da Bondi
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
seconda per
effetto mediatico solo a quella inscenata contro il Decreto Gelmini sulla
scuola. Ma, pure ad accreditare la pista di una corsia preferenziale per la
Scala, va registrato che altre istituzioni culturali meneghine usciranno con le
ossa rotte dal processo della legge di bilancio. Il Piccolo e i Pomeriggi
musicali dovrebbero, per esempio, rimetterci 250.
Gli
studenti: o partiamo o blocchiamo la città
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
No Gelmini?».
E anche in questo caso lo slogan si presenta chiaro e minaccioso: «Se non
partiremo, bloccheremo la città». Per domani sono anche in programma le
iniziative della facoltà di Mediazione linguistica, a Sesto San Giovanni, con
assemblee, dibattiti e un concerto, mentre mercoledì prenderà il via un corso
autogestito di lingua e cultura albanese.
sindacati
pronti a paralizzare l'università
( da "Nuova
Sardegna, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge "tecnico" varato
giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato
aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio
domani)
bagolino
1 caffarese 1 ( da "Adige, L'"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Salvadori,
Nabacino. Allenatore: Bazzani. CAFFARESE: Buccio, Gelmini (36'st D.
Giovanelli), Brunori, M. Giovanelli, T. Fenoli, Giacometti, Uboldi, Stagnolli,
Ferrari, Grassi (6'st Carè), D. Fenoli. Allenatore: Scalvini. ARBITRO: Trenti
di Rovereto. 10/11/2008
La
scuola torna in piazza ( da "Nuova Ferrara, La"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
alle famiglie
- si mobilita contro la legge 133/2008 e il decreto Gelmini 137/2008, ora
divenuto anch'esso legge. Si tratta di provvedimenti - spiega il coordinamento
studenti universitari - «che attaccano il sistema d'istruzione pubblico,
minacciando il libero diritto allo studio e la libera circolazione del sapere».
Occorre
più formazione I maestri cattolici a convegno
( da "Nuova
Ferrara, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Non soddisfa
il contenuto del provvedimento Gelmini «Occorre più formazione» I maestri
cattolici a convegno Dopo il congresso regionale tenutosi sabato a Bologna sul
tema "A chi interessa davvero la scuola?" alla presenza dei
rappresentanti Ai
Università,
l'Onda sfida la Gelmini Venerdì lo sciopero nazionale. E il ministro dichiara
guerra ai fuori corso ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 10-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract:
Onda sfida la
Gelmini Venerdì lo sciopero nazionale. E il ministro dichiara guerra ai fuori
corso SAPIENZA Gli studenti fanno lezione ai bambini (Ansa) ? ROMA ? DA UNA
PARTE la settimana di passione che sfocia venerdì a Roma nello sciopero
generale. Dall?altra, la riforma Gelmini che oggi dovrebbe vedere
concretizzarsi il primo tassello:
La
prof ci scrive: <L'ho fatto perché ho a cuore gli studenti>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 10-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract:
avviso che se
volevate parlare di scuola, Gelmini, tagli veri o presunti, eccetera eccetera,
potevate farlo in un?altra sede, senza costringere laureandi (più amici,
fidanzati, genitori, nonni e parenti vari) a sorbirsi la sua-vostra filippica
prima di brindare con lo champagne.. Massimo Pandolfi
Gli
studenti scoprono il diritto di viaggiare e occupano le stazioni Centrale e
Garibaldi ( da "Giornale.it, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
autogestioni
nei licei per dire no alla riforma Gelmini. E i collettivi studenteschi si
mobiliteranno in preparazione della manifestazione nazionale programmata per
venerdì prossimo a Roma. Partiranno in massa giovedì pomeriggio alla volta
della stazione Termini. E martedì si riuniranno in assemblea nel piazzale della
stazione Centrale «per affermare - dicono - il diritto a manifestare,
appoggio
alla lotta anti gelmini ( da "Tirreno, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Appoggio alla
lotta anti Gelmini LUCCA. Rifondazione esprime sostegno attivo a tutti coloro
che in questo momento si battono per difendere la scuola pubblica: siano
lavoratori della pubblica istruzione (docenti e non) come pure fruitori
(studenti e famiglie). «Ed è e sarà ancora più forte il nostro sostegno - si
legge nella nota inviata dal partito della Rifondazione Comunista -
Italia
ultima sulle borse ma ora più fondi in arrivo
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
obiettivo del
ministro Gelmini è quello di evitare che alcuni studenti ritenuti idonei
vengano esclusi dalle borse per mancanza di risorse, come è accaduto finora in
molte regioni: nell'anno accademico 2006/2007, ad esempio, su oltre 174mila
candidati in regola coni requisiti, le borse sono state erogate a poco più di
141mila giovani universitari.
Bilanci
già in rosso per almeno cinque sedi
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
auspicio
formulato qualche settimana fa dal ministro Mariastella Gelmini disegna un
futuro lontano, ma già oggi sotto le lenti di ingrandimento dei tecnici di
Viale Trastevere sono finiti i conti di almeno cinque atenei, che hanno
cominciato a navigare in acque agitate ben prima che si profilassero le secche
dei nuovi tagli ai finanziamenti statali.
Scuola:
tutte le novità della riforma Gelmini
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
GAZZETTE
ITALIANE FINO AL 3 NOVEMBRE ACURADI Giovanni Parente Scuola: tutte le novità
della riforma Gelmini Iniziative per lo studio degli statuti delle Regioni ad
autonomia ordinaria o speciale. Saranno attivate nelle scuole italiane con lo
scopo di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale. è una delle
novità introdotte dalla legge 30 ottobre 2008 n.
inaugurato
il "gioiello" di famiglia
( da "Tirreno,
Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
«Il ministro
Gelmini le scuole le vuole chiudere - ha affermato l'assessore alla pubblica
istruzione Carla Bollettini - invece noi a Lamporecchio le apriamo. Infatti
questa di Mastromarco è la terza scuola d'infanzia del nostro paese». Subito
dopo il taglio del nastro e della benedizione da parte di Don Francesco,
Gli
studenti in lotta ancora autogestioni
( da "Metronews"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Continuano le
proteste anti-Gelmini e contro i tagli agli atenei. Alle magistrali Agnesi,
dove la scorsa settimana 4 studenti sono stati denunciati per interruzione di
pubblico servizio, l?autogestione continuerà per tutta la settimana con il
contributo dei professori. Autogestione anche al Kandiskij e domani al liceo
Manzoni ci sarà un?
(ACR)
SCUOLA E CRISI ECONOMICA, NARDIELLO:INTENSIFICARE LA LOTTA
( da "Basilicanet.it"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
riforma
Gelmini dei tagliâ?? proprio come è¨ avvenuto ieri con lâ??assemblea alla
Daramic e la â??storicaâ?? partecipazione di studenti medi e di operai
allâ??assemblea in Ateneo, è¨ una esigenza che deve spingere il sindacato
lucano ad uno sciopero regionale proprio come a livello nazionale la Cgil si
avvia verso uno sciopero generale contro la politica economica di Berlusconiâ?
(ACR)
SCUOLA, DI SANZA (PD) SU INCONTRI SENISE, LAURIA E VALSINNI
( da "Basilicanet.it"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
riforma
Gelminiâ?? che è¨ stata ideata ed imposta al mondo della scuola senza un
briciolo di discussione. Una discussione che sarebbe servita ad ascoltare chi,
di fatto, vive e fa la scuolaâ?. â??Per fortuna, dopo le numerose e diffuse iniziative di
protesta e di mobilitazione delle scuole e le prese di posizione delle Regioni
e degli Enti locali â?
ROMA
- Nessuno pensa che l'università vada difesa nella forma in cui si presenta
ogg... ( da "Messaggero, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
in piazza
venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria
contro i tagli e la riforma Gelmini. Intanto in serata sarà pubblicato nella
Gazzetta ufficiale il decreto legge varato giovedì dal Consiglio dei ministri:
il testo sarà immediatamente in vigore perché modifica le regole dei concorsi,
già banditi da tempo, le cui domande scadono proprio oggi.
Gentile
Camilleri si scusi a modo suo ( da "Corriere della Sera"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Tra i cori
contro la Gelmini, gli striscioni contro la Gelmini, gli sberleffi contro la
Gelmini, lei avrà sentito potente il bisogno di mettersi in sintonia con
quell'energia di giovinezza rivoltosa. Lei, maestro della parola trasgressiva,
avrà avvertito il bisogno della trasgressione suprema, della battuta
beffardamente feroce con cui annichilire il detestabile nemico dell'
Università,
progetto Gelmini: tasse più alte per i fuori corso
( da "Corriere
della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
progetto
Gelmini: tasse più alte per i fuori corso Ipotesi di raddoppio limitato a chi
non dimostra di lavorare Settimana «calda» per scuola e atenei: venerdì lo
sciopero proclamato dai sindacati di categoria ROMA — Il ministro della
Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini si è sempre detta contraria all'ipotesi
di aumentare le tasse universitarie.
Lezioni
e giochi per bambini ( da "Corriere della Sera"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
dove
centinaia di universitari hanno fatto un nuovo genere di protesta contro la
riforma della scuola del ministro Gelmini e la legge 133: per i bambini delle
scuole elementari hanno organizzato attività didattiche e lezioni, giochi,
esperimenti e «maratone di lettura» con l'attore Valerio Mastandrea e il
cantautore Daniele Silvestri.
Il
<giro di vite> ( da "Corriere della Sera"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Norme più
rigide I tecnici del ministro Gelmini ( nel tondo) stanno studiando quali
incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o
limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa
troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea I fuori corso Nelle 75
università italiane, i fuori corso sono 667 mila,
gelmini:
e ora tocca ai fuoricorso ( da "Tirreno, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
merito e
qualità Gelmini: e ora tocca ai fuoricorso Aiuti agli studenti-lavoratori, «ma
l'università non è un parcheggio» ROMA. Nel mirino della Gelmini ora sono
finiti i fuoricorso. Non si può tollerare - ha detto sabato al convegno di
Confindustria - che ci sia il 30-40% degli studenti che scambia l'università per
un parcheggio,
modica:
sono già penalizzati con le tasse
( da "Tirreno,
Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Quindi la
proposta del ministro Gelmini, i cui connotati sono del resto ancora molto
fumosi, mi sembra una soluzione semplicistica, che avrebbe comunque scarso
effetto». Per il docente di diritto pubblico all'Università di Pisa e alla
Scuola Sant'Anna, Emanuele Rossi, pur avendo il principio di penalizzare chi
resta troppo all'università degli aspetti positivi «
e
gli atenei tornano in piazza ( da "Tirreno, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi
il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio
dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la
parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già
banditi da tempo e le cui domande scadono proprio domani)
oggi
non si ribella più nessuno ( da "Tirreno, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
università
italiane contro la riforma Gelmini non è un revival della contestazione
studentesca degli anni '70. Parola di Mario Monicelli, viareggino uno dei
registi di lungo corso e più famosi d'Italia, ospite a Bologna della Cineteca
comunale per presentare 'Capelli lunghi', fumetto nato dall'omonimo soggetto di
un suo film mai girato e affidato ora alla matita di Massimo Bonfatto.
di
OSVALDO PASELLO NON È CERTO finita la battaglia ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
di OSVALDO
PASELLO NON È CERTO finita la battaglia nelle scuole contro il decreto-Gelmini.
E il Polesine continua a fare da battistrada, inaugurando un movimento dalla
?gaetta pelle?, che colpisce di qua, di là, strutturandosi dal basso. Dopo le
serrata decisa dai docenti di vari istituti superiori di Badia, Adria e Rovigo
contro le gite di istruzione che quest?
Gol
di Trombin e Murtisi, il Porto Viro liquida Gazzera
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
) buscandosi
più parole della Gelmini. Ma il centrocampista ha modo di rifarsi poco dopo,
visto che ci mette la firma nel porgere a Murtisi un pallone che il macedone
piazza chirurgicamente alle spalle del numero 1 veneziano. Che vede volare
lontano una conclusione di Doria (76?
IL
CIRCOLO cittadino <A. Gramsci> del Prc sta muovendo i primi passi pe...
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il 30 ottobre
abbiamo partecipato al corteo studentesco promosso contro il decreto Gelmini in
solidarietà con lo sciopero dei lavoratori della scuola a difesa del servizio
pubblico, il 14 novembre saremo in piazza coi lavoratori del settore privato
della Cgil in sciopero contro lo smantellamento del contratto nazionale di
lavoro.
SI
TERRÀ oggi alle ore 21 presso la sala Nardi della Provincia, piazza San L...
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
incontro
promosso dal gruppo regionale Fi-PdL sul tema «Scuola: operazione verità, tutto
quello che c?è da sapere sulla legge Gelmini». Aprirà i lavori il coordinatore
provinciale Alberto La Penna, interverranno i consiglieri regionali di Fi -PdL
Annamaria Celesti e Stefania Fuscagni, ed il professor Maurizio Grassini.
MASSA
<DOVE si infrange l'onda: ... ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Università,
problemi e prospettive alla luce dei provvedimenti Gelmini» è stato il filo
conduttore del dibattito organizzato sabato pomeriggio al teatrino dei Fratelli
Cristiani dall?associazione culturale ?L?incontro?. Ad introdurre i lavori è
stato il professor Aladino Landi, presidente dell?associazione;
<QUALE
FUTURO per la scuola italiana?>. E' questo il...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il decreto
Gelmini mette a rischio chiusura le materne di Gavorrano e di Grilli, nonché le
elementari di Giuncarico». Tonini ricorda che «il Comune di Gavorrano già dal
CAMPIGLIA
CONSIGLIO comunale aperto per parlare della scuola oggi a Campiglia in vi...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
approvazione
del decreto Gelmini. All?iniziativa sono stati invitati il dirigente scolastico
dell?Istituto comprensivo Marconi di Venturina, il Comitato genitori e i
rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La seduta ordinaria del
consiglio si aprirà con le comunicazioni del sindaco Silvia Velo.
<Scuola
federale? Tutto da verificare>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
faccia
riferimento a politiche nazionali e contro il decreto Gelmini». Sul federalismo
fiscale ampia dissertazione. Per Calderoli garantirà la «massima resa al Sud».
Fitto tiene a sottolineare (come il giorno prima ad un seminario Cisl) il
consenso ottenuto dal disegno di legge, il principio della «responsabilità» dei
territori, la «solidarietà» che deriva dal fondo perequativo.
Il
centrosinistra ha già iniziato la campagna elettorale: è sceso in piazza per
prot... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il
centrosinistra ha già iniziato la campagna elettorale: è sceso in piazza per
protestare contro la Gelmini e fa spot elettorali presentando il bilancio 2009.
Pensi invece a governare e si assuma le sue responsabilità: lamenta tagli del
Governo agli enti locali, ma circa l'85% delle risorse vengono dai cittadini di
Senigallia sottoforma di tasse e imposte».
I
giorni caldi delle Università: prossima mossa, lo sciopero
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
LA
MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA CONTRO LA RIFORMA I giorni caldi delle Università:
prossima mossa, lo sciopero Stasera il decreto Gelmini pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale ROMA II Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara
a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai
sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini.
Allo
studio la norma per combattere i <fuori corso>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
idea del
ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non quelli che
si parcheggiano per anni nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta
guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori
corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da
121.
La
Grande Guerra messa in cornice ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
2008
Singolare collezione di Pietro Gelmini La Grande Guerra messa in cornice
Raccolte tutte le tavole di Achille Beltrame apparse durante il conflitto sulla
«Domenica del Corriere» R icorreva nei giorni scorsi il 90esimo anniversario
della fine della Prima Grande Guerra. Una guerra che vide 5 milioni di soldati
in zona di combattimento;
FOLIGNO
- Il Consiglio comunale di Foligno è stato convocato per giovedì 13 novembre
pross... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
c'è il
decreto Gelmini che riforma lòa scuola e che sta suscitando vibrate protesta da
èarte di insegnanti e studenti in quasi tutte le scuole del Paese. Contro le
previsioni del ministro Gelmini si sono mobilitati anche gli studenti folignati
che, nei giorni scorsi, hanno svolto una manifestazione in piazza.
Università,
rischia la chiusura <Puntiamo sull'autonomia>
( da "Corriere
del Veneto" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
piano di
salvataggio dai tagli del decreto Gelmini. Bellotti: «Serve un intervento
parlamentare» ROVIGO – Consorzio università di Rovigo, scatta il piano di
salvataggio e di rilancio. La campana a morte per le sedi decentrate risuona
tra le righe del decreto Gelmini sugli atenei, che premia quelli che riducono
le sezioni distaccate «non funzionali alle esigenze degli studenti»
Caccavale
contestato. Gabriele: un errore ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il decreto
Gelmini ha fatto incazzare più dell'autogol di Denis. Parlarne bene agli Stati
generali della scuola deve essere parsa a prof e studenti una provocazione
insopportabile. Ma alle provocazioni (ammesso che lo fosse) si può rispondere
con l'intolleranza?
UNIVERSITÀ_SI
INAUGURA LA NUOVA RESIDENZA DEL CAMPUS DI FISCIANO
( da "marketpress.info"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
del
presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani, del capo di Gabinetto del
ministro Gelmini Vincenzo Nunziata, del direttore generale del Diritto allo
Studio Olimpia Marcellini e del Commissario straordinario Edisu Caterina
Miraglia. Il nuovo complesso edilizio sarà presentato dall?ingegnere Gianluca
Basile. . <<BACK
Fiamme
a Rialto, gli studenti si buttano dalle finestre
( da "Corriere
del Veneto" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
alla
manifestazione contro i tagli della Gelmini la settimana prossima e dovevamo
metterci d'accordo sul viaggio». Ludovico Merighi non trattiene le lacrime. Ha
diciannove anni e conosce Vincenzo Imperato da un anno e mezzo e sono molto
amici. «Eravamo tornati dall'Erbaria poco dopo le due di notte e stavamo
parlando di cinema e politica - racconta muovendo nervosamente le mani -
<Troppi
insegnanti in Italia. E malpagati>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
2008 RIFORMA
GELMINI INCONTRO ORGANIZZATO DAI GIOVANI DEL BORGO «Troppi insegnanti in
Italia. E malpagati» Ad introdurre il dibattito il consigliere regionale di
Forza Italia Gianni Varani II Grande partecipazione per l'incontro organizzato
dal movimento Giovani del Borgo sul tema «Decreto Gelmini e legge 133:
istruzioni per la comprensione »
Incidente
nella notte, ferita Mara Venier Fiamme a Rialto, gli studenti si buttano dalle
finestre ( da "Corriere del Veneto"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
alla
manifestazione contro i tagli della Gelmini la settimana prossima e dovevamo
metterci d'accordo sul viaggio». Ludovico Merighi non trattiene le lacrime. Ha
diciannove anni e conosce Vincenzo Imperato da un anno e mezzo e sono molto
amici. «Eravamo tornati dall'Erbaria poco dopo le due di notte e stavamo
parlando di cinema e politica - racconta muovendo nervosamente le mani -
Topi,
molecole, plastica e letteratura La scienza nelle piazze dello shopping
( da "Corriere
del Veneto" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
una manovra
di tagli pensata il 6 agosto e ritrattata dopo tre mesi perché la Gelmini non
era convinta... ». Due metri più in là un gruppetto di ricercatrici del
dipartimento di Arti visive si accalora: «Il nostro lavoro è un modo d'essere,
è più di un lavoro. Non potrei pensarmi in modo diverso, è il rispetto di
quello che siamo e che ci viene bene», spiega Elisabetta Cortella,
LA
PRESIDE dell'Istituto Sarrocchi, Emanuela Pierguidi Florio, ha trat...
( da "Nazione,
La (Siena)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
è seguito un
vivace dibattito sui vari temi contestati della riforma Gelmini (nella foto il
ministro). Un progetto di scuola condiviso. In pratica è questa la proposta
della professoressa Emanuela Pierguidi, rispetto ad una scuola di progetto che
mette ?tanta carne sul fuoco?, ma che difficilmente arriva a soluzioni
concrete, ma anche rispetto alla teoria della scuola del niente,
LA
CRISI DELL'ATENEO ( da "Nazione, La (Siena)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
solo perché
ciò consente con probabilità di ottenere benefici dalla «Gelmini». A TALE SCOPO
serve infatti una manovra complessiva da 60 milioni che rende indispensabile
una vendita a breve termine. Non saranno sicuramente i lotti del policlinico a
consentire di incassare i milioni subito necessari, sebbene la Regione non si
tiri indietro e rilanci, per voce del presidente Martini,
(ACR)
SCUOLA E CRISI, NARDIELLO: INTENSIFICARE LA LOTTA
( da "Basilicanet.it"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
riforma
Gelmini dei tagliâ?? proprio come è¨ avvenuto ieri con lâ??assemblea alla
Daramic e la â??storicaâ?? partecipazione di studenti medi e di operai
allâ??assemblea in Ateneo, è¨ una esigenza che deve spingere il sindacato
lucano ad uno sciopero regionale proprio come a livello nazionale la Cgil si
avvia verso uno sciopero generale contro la politica economica di Berlusconiâ?
"La
scuola è morta, portiamo la fascia a lutto"
( da "Varesenews"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
come forma di
protesta contro il decreto Gelmini, l?autogestione, partecipando poi alla
grande manifestazione a Milano. Ora rilanciano, confermando che non si sono
rasseganti all?idea di della riforma, ma, essendo consapevoli di non poter
abbandonare le lezioni per troppo tempo, adottando una nuova forma di protesta:
una fascia grigia al polso,
L'università
scenderà in piazza ( da "Nuova Ferrara, La"
del 10-11-2008) + 5 altre fonti
Argomenti: Scuola
Abstract:
università
scenderà in piazza E la Gelmini metterà nella riforma norme contro i fuoricorso
ROMA. L'università si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo
sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la
riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel
decreto legge «tecnico» varato giovedì dal consiglio dei ministri:
Dietro
la protesta anti Gelmini un vuoto di idee
( da "Giornale.it,
Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Non attaccano
la Gelmini perché è stata troppo timida nella riforma, ma perché ha osato
mettere le mani in un micromondo in agonia. è questo che davvero non si
capisce. Non c?è una «controriforma», un?alternativa. Non c?è dialogo. La
Gelmini ha detto: facciamo la riforma dell?
La
satira è sacra soltanto se è radical chic
( da "Giornale.it,
Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ha affermato
che Mariastella Gelmini non è un essere umano. Dovremmo chiamare i professori
di chimica, ha aggiunto, per capire cos?è. Dopodiché sono arrivate le
spiegazioni, era un paradosso, era una battuta, era una trovata letteraria. Non
mi sta bene, anche se il rifugiarsi in questi chiarimenti che non chiariscono è
molto utilizzato anche dal centrodestra.
Dimensionamento:
C'è solo una bozza ( da "Tempo, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini, di
far slittare al 2010 i termini per l'applicazione del decreto legge che porta
il suo nome per il dimensionamento scolastico, contribuisce ad agevolare questa
volontà di ascolto dell'amministrazione provinciale. La Provincia - ha
precisato - terrà in grande considerazione i suggerimenti dei rappresentanti
del mondo scolastico,
Il
Cav non dimentichi le università private
( da "Tempo,
Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sarebbero da
condividere molte delle scelte fatte dal Ministro Gelmini. Forse una eccessiva
riduzione dei fondi poteva essere evitata e siamo certi che, fosse dipeso da
lei, né la fretta né i risparmi sarebbero stati tali. Condividiamo, delle
proproste nel decreto scuola molti aspetti positivi, anche se forse, per
semplice lealtà, la stessa Gelmini avrebbe dovuto dare atto di aver «
Comincia
una settimana di passione ( da "Tempo, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
iniziative
contro la legge 133 e la riforma Gelmini non s'accontentano, come annunciato,
di sole mini occupazioni delle scuole relegate al fine settimana o a lezioni a
Villa Pamphili come quella organizzata ieri mattina dal liceo classico Montale.
Dopo le botte a piazza Navona e l'assedio a Palazzo Madama, il 29 ottobre, e i
tre cortei di venerdì e gli scontri con le forze dell'
Ilaria
Pietropaoli Una settimana di fuoco quella che si è...
( da "Tempo,
Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
contro le
novità previste dal ministro Gelmini per il settore. Alcune espressioni di
dissenso nei confronti della legge 133 sembrano previsti anche nei prossimi
giorno. «Il Tempo», come di consueto, non si è limitato a registrare solo le
opinioni di chi protesta, ma ha fatto un «viaggio» nelle scuole, per capire da
vicino cosa è e come si articola un'autogestione.
Stretta
per gli studenti fuori corso, Gelmini: ''Tasse più alte''
( da "TGCom"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ipotesi della
Gelmini: tasse più alte E? in arrivo un ''giro di vite'' per i fuori corso che
potrebbe tradursi in un aumento delle tasse. E? un'ipotesi anticipata dal
ministro dell?Istruzione che sta pensando ad un provvedimento ad hoc da
assumere per coloro che si iscrivono all?
Fiorella
Mannoia a Tgcom: "Io, gli uomini e Giusy..."
( da "TGCom"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il suo
profumo, la bellezza e il colore il desiderio di sconfiggere l'atteggiamento di
paura generalizzato. Bisogna darsi agli altri e capire gli altri. Non come
Cossiga che auspica l'infiltrazione dei servizi dentro i cortei dei ragazzi che
protestano contro il decreto Gelmini. 12 Invia ad un amico
La
Maglie vs.Camilleri :la Gelmini non è un essere umano?
( da "Blogosfere"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la Gelmini
non è un essere umano? Pubblicato da Andrea Garbin alle 14:34 in giovani e
politica Lo ha detto il noto scrittore Andrea Camilleri durante un incontro con
gli studenti del Mamiani, la frase è stata riportata da un cronista dell'Unità
e ha provocato dissociazioni da sinistra e ovviamente i risentimenti politici
della destra.
Cazzari
di Arcore, l'orgoglio di Carla Bruni: Cossiga difende Berlusconi e Manganelli a
gogò ( da "Blogosfere"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
qualche
settimana fa, in occasione delle proteste anti Gelmini, aveva consigliato alla
polizia di inviare qualche infiltrato e poi invia una lettera da brivido a
Manganelli. Ecco cosa ha dichiarato (fonte: Asca): ''l'ideale sarebbe che di
queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio una donna o un
bambino''.
Obama,
l'ora del programma ( da "Vita non profit online"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sempre
secondo il Sole grazie alla riforma Gelmini sono in arrivo più finanziamenti –
e uno si chiede ma allora cosa protestano a fare? Ecco la risposta: i tagli
riguardano il fondo ordinario, ridotto del 17% da qui al 2011; arrivano invece
più fondi per borse di studio e destinate solo agli atenei meritevoli, e che
ricevono attualmente meno fondi di altre.
Università,
lo scoglio degli associati ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ultimo miglio
del decreto Gelmini sull'università. Esclusa nel testo approvato dal Consiglio
dei ministri giovedì scorso e inviato al Quirinale, questa possibilità ha fatto
capolino in una nuova versione del provvedimento: quella uscita dalla riunione
tra i tecnici che l'indomani sono stati chiamati ad apportare l'ultima limatura
alle disposizioni.
Merito
e qualità, è un primo passo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ora la
riforma degli istituti tecnici - Gelmini agli industriali: norme giuste «Merito
e qualità, è un primo passo» SANREMO. Dal nostro inviato Confindustria sostiene
l'impegno del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per cambiare la
scuola italiana. Che ha bisogno di iniezioni di qualità, riconoscimento del
merito e maggior disciplina.
Una
settimana di proteste per l'università
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi
il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio
dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la
parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già
banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)
Treni
fermi, aerei a rischio ( da "Brescia Oggi"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
protette»9
Università Il decreto Gelmini oggi sulla Gazzetta Ufficiale. In arrivo altre
proteste3 Linea dura dei piloti e degli assistenti di volo Alitalia nel
braccio di ferro con la nuova compagnia Cai che ne rileverà parte degli
organici e degli asset. Le sigle del cosiddetto «fronte del no» che non hanno
firmato l?
Una
settimana di proteste per l'università
( da "Brescia
Oggi" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì
dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato
aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi)
Gli
studenti contro la riforma: al <Don Milani> ci si confronta
( da "Brescia
Oggi" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
pochi
genitori a protestare in varie forme contro i contenuti della legge Gelmini
all?insegna dello slogan «Il nostro futuro non si taglia», ha toccato
naturalmente anche Montichiari. E anche qui, i ragazzi delle medie superiori si
sono organizzati in un collettivo studentesco, con l?obiettivo, spiegano, di
«riflettere e confrontarsi sulla normativa in discussione in Parlamento;
A
Verona continua la battaglia ( da "Opinione, L'"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ordine del
giorno era prevista la discussione sul decreto Gelmini. I consiglieri del Pd
hanno contestato le recenti misure di riorganizzazione scolastica che prevedono
nelle scuole elementari di montagna un numero minimo di 12 alunni per classe
(non meno di 60 nel totale dei cinque anni) e nelle altre aree almeno 15 alunni
per classe, cioè non meno di 75 nel totale.
Gli
studenti tornano in piazza ( da "Opinione, L'"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Rizzetto Il
prossimo 17 novembre gli studenti trevigiani torneranno a manifestare in piazza
contro la legge Gelmini per il riassesto scolastico. Questo nonostante abbiano
già dato voce in più modi al proprio dissenso contro il taglio di spese
previsto sia dalla finanziaria sia da quella che impropriamente è stata
definita una riforma e che tale non è, poiché non varia il modello e l?
Ancora
danni alle bacheche dei partiti ( da "Corriere Adriatico"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Rassegna
stampa dettagliata sulla riforma Gelmini con relative illustrazioni di mappe e
contenuti, oppure altro materiale relativo alla contestazione ai videored e
agli autovelox. Qualcosa, a dire il vero, è rimasto. Ad esempio l'articolo in
cui il presidente della Provincia Ucchielli si dichiara contrario ai videored.
Ho
stima dei giovani ma... ( da "superEva notizie"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
slogan
triviali del tipo: "Gelmini w.f." (ma anche molto peggio!), in
ossequio al facile gergo plateale inaugurato da Beppe Grillo. Sono convinto che
i giovani abbiano sacrosanti diritti di pronunciarsi in materia di scuola.
Credo che essi non manifestano per il grembiulino ma perché si trovano dinanzi
ad un futuro povero d'opportunità,
La
Gelmini parla a porte chiuse, scoppia la polemica E Alemanno: <Si è mossa
male favorendo la sinistra> ( da "Nazione, La (Viareggio)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
13 La Gelmini
parla a porte chiuse, scoppia la polemica E Alemanno: «Si è mossa male
favorendo la sinistra» ? SANREMO (Imperia) ? HA SCELTO gli Stati generali dei
direttori di Confindustria, conclusi ieri a Sanremo, il ministro Mariastella
Gelmini per la sua prima uscita pubblica dopo la riforma della scuola.
Feltri
"legge" i fatti d'Italia
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Circa il
ministro Gelmini, ha dichiarato che non ha fatto niente di sconvolgente, ha
modificato la scuola secondo il sistema che vige in tutta Europa: il maestro
unico, al posto di tre (gli altri due saranno destinati al tempo pieno). Si è
poi soffermato sul finanziamento pubblico dei giornali.
<Cur,
i ripensamenti di Bellotti> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Dica subito
che non voterà il decreto Gelmini e si impegni con la Provincia per avere una
legge che salva il Cur».Il Cur infatti, pur con l'autosufficienza finanziaria,
rimane un distaccamento di Padova e Ferrara. Università che il decreto Gelmini
premierà con finanziamenti fino a 500 milioni di euro, una volta che si saranno
liberate delle sedi distaccate.
Dirigenti
scolastici <Riforma Gelmini obbediamo ma con disagio>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 10-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini
obbediamo ma con disagio» «Come funzionari dello Stato, ora che la riforma è
passata, siamo tenuti a rispettarla e ad applicarla. Ciò non toglie che abbiamo
una nostra posizione personale a riguardo». Sono le parole amare di Alcide
Norbiato, dirigente dell'istituto comprensivo 9 di Via Bellini: uno dei 36
presidi che un paio di settimane fa avevano firmato una lettera aperta
Il
decreto arriva al Quirinale gli studenti tornano in piazza
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 10-11-2008) + 4 altre fonti
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il testo
Gelmini alla firma di Napolitano. Venerdì nuova protesta Il decreto arriva al
Quirinale gli studenti tornano in piazza RomaNuova settimana di passione per
l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo
sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la
riforma Gelmini.
(AGR)
SCUOLA: SALTA IPOTESI COMMISSARIAMENTO
( da "Basilicanet.it"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
novembre
scorso al ministero per i Rapporti con le Regioni tra i ministri Raffaele Fitto
e dell'Istruzione Mariastella Gelmini, i sottosegretari all'Economia Luigi
Casero e Giuseppe Vegas, l'ufficio di presidenza delle Regioni guidato dal
Presidente Vasco Errani, i presidenti di Upi, Fabio Melilli, e e dellâ?? Anci,
Leonardo Domenici. Scompare dunque la contestatissima versione dellâ?
Pa,
Brunetta e Formigoni siglano un'intesa
( da "Affari
Italiani (Online)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ho già
firmato con il ministro Gelmini per la scuola e a breve sigleremo anche per
l'università; dopo con ministro Alfano per la giustizia e poi toccherà alla
sanità per realizzare finalmente le cartelle cliniche informatiche e
velocizzare e rendere più diretti tempi di prenotazione degli esami clinici, ad
esempio.
Veltroni:
"No ai tagli e dialoghiamo"
( da "Stampaweb,
La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ha scritto
una lettera ai ministri Tremonti e Gelmini sulla questione dei tagli alla
scuola e all?università in cui si chiede di «sospendere gli effetti del decreto
Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge Finanziaria le scelte di
bilancio sulla scuola e sull?università». Veltroni, allo stesso tempo, chiede
di aprire «un tavolo al quale partecipino le parti sociali,
10/11/2008
16:04 SCUOLA: VELTRONI A TREMONTI E GELMINI, STOP DECRETO E RIVEDERE TAGLI
( da "ITnews.it"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
gli effetti
del decreto Gelmini ormai approvato", modificando inoltre "con la
legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'universita' fatte
in estate con la manovra triennale". Lo chiede il segretario del Pd Walter
Veltroni in una lettera al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e al ministro
dell'Istruzione e dell'Universita' Mariastella Gelmini.
Incontro
pubblico su "La scuola che verrà"
( da "Sestopotere.com"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La riforma
Gelmini e i cambiamenti dalla scuola dell?infanzia all?università” l?incontro
pubblico promosso dal Comune di Cesena – Assessorato alla Pubblica Istruzione,
che si terrà martedì 11 novembre, a partire dalle ore 21, nella sala del
Consiglio Comunale.
Scuola,
Veltroni: ''Stop a decreto e rivedere i tagli''
( da "Adnkronos"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lettera del
segretario del Pd a Tremonti e Gelmini: "Esercitate la virtù dell'ascolto
e del confronto. Vi proponiamo di dar vita a un tavolo per soluzioni
condivise'' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA
Roma, 10 nov. (Adnkronos/Ign) - Esercitate la "virtù dell'ascolto e dunque
del confronto" e sospendete "gli effetti del decreto Gelmini ormai
approvato"
SCUOLA:
VELTRONI A TREMONTI E GELMINI, STOP DECRETO E RIVEDERE TAGLI
( da "Adnkronos"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
VELTRONI A
TREMONTI E GELMINI, STOP DECRETO E RIVEDERE TAGLI LETTERA A MINISTRI, ASCOLTATE
E CONFRONTATEVI ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di
POLITICA Roma, 10 nov. - (Adnkronos) - Esercitate la "virtu' dell'ascolto
e dunque del confronto" e sospendete "gli effetti del decreto Gelmini
ormai approvato",
Una
settimana di proteste per l'università
( da "Arena.it,
L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
mail print Il
ministro Mariastella Gelmini ROMA Nuova settimana di proteste per l'università,
che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale
proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini.
Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge
«tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri:
Scuola,
Veltroni: dialogo se via i tagli ( da "AudioNews.it"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Lo scrive il
segretario del Partito democratico Veltroni, in una lettera aperta ai ministri
Gelmini e Tremonti. Veltroni chiede di sospendere gli effetti del decreto e di
rivedere i piani della Finanziaria per il prossimo triennio, proponendo al tempo
stesso un tavolo di confronto del governo con le parti sociali e le forze della
opposizione.
UNIVERSITA':
GELMINI, DISPONIBILE A CONFRONTO CON CHI VUOLE...
( da "Virgilio
Notizie" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
UNIVERSITA':
GELMINI, DISPONIBILE A CONFRONTO CON CHI VUOLE RIFORMARE postato fa da ASCA
ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 10 nov - Apertura da parte del ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, in vista del ddl per riformare l'Universita'
italiana.
Quegli
applausi fuori posto alla Gelmini, che taglia le scuole cattoliche
( da "Vita
non profit magazine" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Quegli
applausi fuori posto alla Gelmini, che taglia le scuole cattoliche Reading
time: 3 minutes --> di Redazione - pubblicato il 14 Novembre 2008 alle 00:00
IL MINISTRO IMBARAZZA I VESCOVI Grandi elogi alla riforma Gelmini dai vescovi
italiani. Salvo poi scoprire che proprio la scuola privata cattolica è la più
penalizzata dal taglio dei fondi pubblici.
Tagli
a istruzione, Veltroni chiede a Tremonti e Gelmini stop dl
( da "Reuters
Italia" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini sulla
questione dei tagli alla scuola e all'università ribadendo la richiesta di
sospendere il decreto Gelmini e di modificare con la Finanziaria le scelte di
bilancio su scuola e università. Auspicando "ascolto" e
"confronto", Veltroni propone "di sospendere gli effetti del
decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la lgge Finanziaria le
scelte di bilancio sulla
Università/
Gelmini: sì al confronto con chi vuole riformare
( da "Virgilio
Notizie" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Università/
Gelmini: sì al confronto con chi vuole riformare Nel dl misure urgenti, riforma
in ddl "che auguriamo condiviso" postato fa da
Robbiate:
il 12 incontro sulla scuola italiana
( da "Merateonline.it"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
INVITA tutti
i genitori e i cittadini del meratese ad un incontro informativo-propositivo
sulle leggi 133/08 e 164/08 (Legge Gelmini) presso il Municipio di Robbiate
mercoledì 12 novembre 2008 alle ore 20.30. Per informazioni:
coordinamentomeratese@yahoo.it Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il
primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 10/11/2008 alle 17.
Monta
"l'onda" bustocca, il 14 novembre tutti in corteo
( da "Varesenews"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La situazione
nelle scuole è ancora di tensione e preoccupazione, dunque, nonostante il
ministro Gelmini abbia fatto una controproposta agli oppositori che
ammorbidisce i tagli previsti in precedenza. Il momento verità per il movimento
nel Basso Varesotto si avvicina, l'occasione di contarsi e di contare è questa
e i componenti del coordinamento lo sanno.
L'iniziativa
del Pd ( da "AprileOnline.info"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
lettera ai
ministri Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini sulla questione dei tagli alla
scuola e all'università "Se c'è un settore, una materia, su cui un Paese e
la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare
divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, questo - si legge
nella lettera di Veltroni - è il settore che comprende la scuola,
Governo
inventa decreto fantasma ( da "AprileOnline.info"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
successiva
conferenza stampa del ministro Gelmini. Una delle principali ragioni della
necessità e urgenza del decreto - continua il senatore del Pd - era il blocco
delle elezioni per le commissioni di concorso che erano previste a partire dalla
giornata di oggi, lunedì 10, sospese solo sulla base di una breve nota
ministeriale di venerdì 7 che fa riferimento al decreto ancora ignoto,
Veltroni,
appello al governo: "Togliete e tagli e dialoghiamo sul futuro"
( da "RomagnaOggi.it"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini. Nella sua lettera Veltroni fa notare che "il Paese e la sua
classe dirigente" dovrebbero "superare le divisioni" su temi
come la scuola, la ricerca e l'Università. "Se c'e' un settore, una
materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e
in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni
migliori,
Università,
il ministro Gelmini apre al confronto
( da "RomagnaOggi.it"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
università e
della ricerca programmato per venerdì prossimo, il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini, si è detta "disponibile a un confronto che abbia come
obiettivo riformare e migliorare l'istruzione in Italia". Il ministro è
pronto "a discutere con tutte quelle forze riformiste che pensano che non
si possa esclusivamente difendere lo status quo".
Scuola,
la Gelmini ora apre al dialogo: "Sì al confronto con chi vuole
riformare" ( da "TGCom"
del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini
20/09/2008Scuola,Gelmini contestata a Venezia 17/10/2008"Su scuola non si
tema cambiamento" 17/10/2008Gelmini, non solo proteste 15/10/2008Scuola,ok
alle classi per stranieri 14/10/2008Ddl Gelmini, protestano gli Atenei
12/10/2008"La Gelmini taglia 4mila scuole" 09/10/2008Scuola, sciopero
il 30 ottobre 07/10/2008Scuola,
Scuola,
il ricatto di Veltroni: via i tagli e dialogo
( da "Giornale.it,
Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini per
chiedere di sospendere il decreto Gelmini e modificare le scelte di bilancio su
scuola e università. In cambio Veltroni è disposto ad aprire "un tavolo a
cui partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e l'opposizione"
Roma - Il segretario del Pd, Walter Veltroni, ha scritto una lettera ai
ministri Tremonti e Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all?
Università/
Domani Sabina Guzzanti 'fa lezione' all'Unical
( da "Virgilio
Notizie" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
all'università
di Sabina Guzzanti, che domani 'farà lezione' agli studenti dell'Università
della Calabria. La Guzzanti, spiega in una nota il comitato di lotta 'No
Gelmini', sarà alle 16 all'aula consolidata 1 della facoltà di Economia per un
incontro-dibattito con la popolazione universitaria del Campus di Arcavacata.
Scuola,
Veltroni scrive a Tremonti e Gelmini: stop al decreto e tavolo di confronto
( da "Voce
d'Italia, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Politica
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Università:
Domani sindacati a Viale Trastevere
( da "KataWeb
News" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Cisl e Uil
del settore università e ricerca incontreranno il ministro della Pubblica
Istruzione, Mariastella Gelmini, al ministero di Viale Trastevere. Lo
confermano i sindacati. L'incontro avviene a pochi giorni dalla manifestazione
nazionale di venerdì a Roma contro i tagli ai fondi per l'università.
( da "Trentino" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
LE MADDALENE -
CAVEDAGO: 2 - 0 LE MADDALENE - CAVEDAGO: 2 - 0 LE MADDALENE: Fedrigoni, Faes,
(10'st C. Rodegher), S. Rodegher, Zanotelli, M. Rodegher, N. Agosti, Penasa,
Vender, M. Agosti, Andreis (20'st Alessandri), Soranzo. Allenatore: Ravelli.
CAVEDAGO: Franzoi, Borella, S. Daldoss, Calovi, Mattuella, M. Daldoss (38'st
Viola), Mocan, A. Endrizzi, C. Endrizzi, Tait, Zeni (17'st Vivari). Allenatore:
Nicolussi. ARBITRO: Chemelli di Trento. RETI: 25'st e 39'st M. Rodegher. NOTE:
espulso Tait al 25'st. OLTREFERSINA - ALTIPIANI CALCIO: 4 - 0 OLTREFERSINA:
Bernabè, Trenti, Lama, Remorini, Pagana, Giovannini (30'st Anesi), Ferrari,
Tanakovic (12'st Ravanelli), Valentini (40'st Broseghini), Dell'Acqua,
Casagranda. Allenatore: Franceschi. ALTIPIANI CALCIO: Baldesi, Groblechner,
Nicolussi, L. Marzadro, Corradi, Moretti, Hueber, Bertoldi, M. Marzadro,
Galvagnini, Girardi. Allenatore: Boso. ARBITRO: Claus di Trento. RETI: 15'pt
Dell'Acqua, 7'st Lama, 38'st Valentini, 44'st Broseghini. BAGOLINO - CAFFARESE:
1 - 1 BAGOLINO: Giovi, Zanetti, Carè (33'st Dagani), Stagnolli, Melzani, Cosi,
Scalvini (24'st Nicolini), Bordiga, Cavicchioli (1'st D. Salvadori), R.
Salvadori, Nabacino. Allenatore: Bazzani. CAFFARESE:
Buccio, Gelmini (36'st D.
Giovanelli), Brunori, M. Giovanelli, T. Fenoli, Giacometti, Uboldi, Stagnolli,
Ferrari, Grassi (6'st Carè), D. Fenoli. Allenatore: Scalvini. ARBITRO: Trenti
di Rovereto. RETI: 5'pt rig. Stagnolli, 28'pt Ferrari. NOTE: al 45'st la
Caffarese fallisce un calcio di rigore. Spettatori 100 circa.
( da "Cittadino, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Università in piazza
ma il decreto arriva in Gazzetta ufficiale n Nuova settimana di passione per l'università,
che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale
proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la
riforma Gelmini. Riforma
che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge tecnico
varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è
stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi),
assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato,
prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo
per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si
tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel
ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle
norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al
ministero stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la
protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far
conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto
l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti:
non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo
positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un
decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La
Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri
errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto
avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti
del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un
progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un
capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso». Intanto,
dagli Stati Generali delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle
regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di
euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno.
( da "Cittadino, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
«Gelmini, giù le mani
dai bambini» Cinquecento in lotta per la scuola n Canzoni, fischietti e slogan
per fermare la legge Gelmini. Erano intorno ai 500 (secondo le
stime della Questura di Lodi) i manifestanti che sabato mattina hanno invaso le
vie della città per protestare contro i tagli alla scuola. Un'unica voce che è rimbombata
dalla stazione sino a piazza della Vittoria: «Ministro Gelmini,
giù le mani dai bambini». E ancora in coro: «Rivogliamo il nostro futuro». Tra
di loro, molti insegnanti, rappresentanze degli studenti, forze sindacali e
partiti politici. Un corteo che è partito da viale Dante, ha fatto il suo
ingresso nel centro storico e si è fermato davanti al Duomo. Qui si sono tenuti
gli interventi di organizzatori e altri aderenti alla manifestazione promossa
dal comitato provinciale per la difesa del tempo pieno e della scuola pubblica:
«Lodi si è risvegliata. Siamo davvero in tanti per dire che non vogliamo una
scuola all'americana, dove solo quelli che hanno i soldi possono permettersi
un'istruzione di qualità. Noi vogliamo difendere la scuola pubblica», ha detto
Lorenzo Devecchi, dirigente scolastico della Don Milani. Il ritrovo era
previsto dal piazzale della stazione, e verso le 9,30 il serpentone dei
dimostranti ha cominciato a muovere i primi passi. A guidare tutti, lo
striscione in rappresentanza del comitato organizzatore, con in prima fila uno
dei promotori dell'iniziativa Franco Tonon. E subito dietro un gruppo di bimbi
e genitori, che reggevano il lungo cartellone «Salviamo il tempo pieno». Poi la
batteria di fischietti, che scandivano a ritmo di musica l'insieme delle voci.
Mentre venivano alzati quasi a ripetizioni i cartelli con le vignette e le
immagini satiriche del ministro: «Legge Gelmini: ecco
il futuro dei nostri bambini» e sotto le facce degli alunni che diventano come
asini; e quindi tutti all'unisono «Non siamo dei ciuchini». È sceso in strada a
protestare anche il sindaco di Cavacurta in fascia tricolore, Mario Rossi: «Con
i provvedimenti varati, la nostra scuola rischia di essere chiusa, questo
causerebbe disagi alla popolazione e metterebbe in difficoltà l'amministrazione
comunale per gli spostamenti dei bambini agli altri plessi». Intanto dalla
stazione, il corteo dei manifestanti passava in via Vignati, è arrivato in
piazza Zaninelli, ha continuato in via Paolo Gorini ed è sbucato in corso Roma,
per poi arrivare in corso Umberto dove una delegazione è stata ricevuta nel
palazzo del governo. «Le nostre istanze sono state portate alla conoscenza del
capo ufficio di Gabinetto del prefetto e ora, ci è stato assicurato, il nostro
dissenso verrà trasmesso al ministero dell'Interno», ha spiegato un genitore,
Mario Zafferri. Infine in piazza della Vittoria, mentre il numero dei
partecipanti ha cominciato a diminuire lo storico Ercole Ongaro ha tenuto una
lezione all'aperto per degli studenti e la cantautrice lodigiana Luisa Bennati
ha intonato alcune canzoni satiriche sul ministro Gelmini.
Per alcuni problemi tecnici, non è stato invece portato in piazza l'esemplare
di asino come previsto.Matteo Brunello
( da "Cittadino, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
In
cinquecento contro la Riforma Gelmini n Il Lodigiano
ritorna a protestate contro la Riforma Gelmini. E lo fa con
una manifestazione che sabato mattina ha portato a sfilare almeno cinquecento
tra bambini, genitori, insegnanti e amministratori pubblici nelle vie del
centro di Lodi.
Numerosi gli striscioni in corteo, ma non c'era l'asino che gli organizzatori
avevano promesso di voler accompagnare in piazza in segno di dissenso contro i
provvedimenti del governo.a pagina 8
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
La battaglia per la
scuola Siamo un gruppo di studentesse e studenti del liceo Galileo Galilei di
Ostiglia. Ci rivolgiamo a quanti considerano noi studenti italiani una massa di
ingenui e fannulloni, facilmente strumentalizzabili da partiti e sindacati. A
quanti reputano il nostro protestare una cosa passeggera e superficiale. Questi
sono i modi con cui veniamo rappresentati dagli organi di (dis)informazione
manipolati dal governo: sei canali televisivi su sette e i principali
quotidiani. E' facile giudicare/condannare fermandosi agli slogan di un corteo
o a interviste fatte a cinque ragazzi su cinquantamila. La realtà però è
un'altra. Noi invitiamo a cercare una verità anche nelle testate minori, quelle
dell'opposizione e, soprattutto, nei siti web, sui nostri blog, che non hanno
padroni e non hanno scopo di lucro. Qui si sente la voce dei censurati, la voce
che fa male al potere. Noi, ad Ostiglia, non abbiamo occupato, non abbiamo
picchettato, non abbiamo lanciato sassi o uova a nessuno. Noi abbiamo agito
molto più democraticamente di quanto meritasse questo governo. Ci siamo
ritagliati spazi, all'interno di assemblee di classe, d'istituto e anche al
pomeriggio, per parlare, discutere insieme (anche con professori) delle
trasformazioni che si vogliono applicare alla nostra scuola. Abbiamo esaminato a fondo i decreti Gelmini e i tagli della Finanziaria, le riforme che toccheranno scuola
primaria e università, cercando di capire le conseguenze che ne deriveranno.
Momenti di vera democrazia, dove tutti, liberamente, intervenivano ed
esponevano i propri pensieri e i propri dubbi. Questo è ciò che ci
insegnano a scuola, o almeno ciò che dovrebbero fare: un confronto dialettico,
alla pari, per crescere insieme. E' questo che ha fatto la ministra Gelmini? E' proprio di uno Stato che si definisce
democratico imporre un decreto di legge senza consultare i rappresentanti dei
diretti interessati e ignorare il dissenso dei cittadini? Non è vero quindi che
noi vogliamo difendere il sistema, è vero che vogliamo cambiarlo a modo nostro:
vogliamo intervenire in questo cambiamento. Siamo perfettamente consapevoli che
ci sia bisogno di miglioramenti, ma non crediamo che questo possa accadere
riducendo i fondi. Si, perché di questo si tratta, di risparmiare soldi. Nei
decreti e, a maggior ragione nella finanziaria, non si è tenuto minimamente
conto della didattica. Che scuola potrà mai essere quella in cui l'aspetto
didattico passa in secondo piano rispetto a quello economico? Alcuni studenti
del liceo G. Galilei Ostiglia
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
SPORT SPORT Quando
bisogna saper perdere In relazione alla lettera pubblicata il 6 novembre 08,
avente come oggetto l'incapacità ad affrontare le sconfitte (in questo caso per
fortuna solo sportive, ma se già si fa tanta fatica su questo versante, qualche
soluzione sarebbe utile cercarla magari dentro di sè e partendo da sè!),
risulta sin troppo semplice considerare come l'inutile e ormai un pò datato e
stantio rancore sia l'unico prezioso elemento di questa peraltro utilissima
esternazione che nulla ha a che vedere con lo spirito sportivo che dovrebbe
invece caratterizzare questi eventi evidentemente tale qualità non ha raggiunto
tutte le sponde mantovane o per lo meno quelle del signor Biumi, inoltre mi
sembra ovvio constatare come a distanza di ormai tre anni l'astio non consenta
di intuire che trattasi ormai di due diversi campionati forse i vari Balestri,
Cioffi, ecc., sono già più avanti. «Mastica e sputa» cantava il grande De
Andrè. Lettera firmata SUZZARA Uno spettacolo da incorniciare Vorrei
ringraziare pubblicamente il teatro Temenos di Suzzara per il lungo percorso
del laboratorio teatrale che si è concluso con lo spettacolo «Ma che sia sul
Mar...» che si è messo in scena durante la Sagra del Crocifisso della città di
Suzzara, nel mese di Settembre. Vorrei mostrare tutta la mia gratitudine, al
maestro Panizza e ai suoi collaboratori, persone disponibili e professionali,
che hanno offerto la loro competenza e il loro entusiasmo in questi due anni.
In quest'esperienza persone di diversa cultura, di diversi paesi del mantovano,
di diverso carattere hanno potuto incontrarsi e cominciare a far parte di un
gruppo. Attraverso questo progetto i partecipanti hanno condiviso momenti,
parole, sentimenti e hanno assaporato il piacere di stare assieme. Io spesso
ero presente alle prove per lo spettacolo e ho visto in prima persona l'energia
e l'impegno del maestro nell'insegnare agli attori le battute, i gesti, il
ritmo, i passi e la sua perseveranza nell'incitarli a provare e riprovare...
Oltre al teatro Temenos, vorrei ringraziare gli operatori del Centro Diurno
della UOP n.28 senza i quali questa bella esperienza non sarebbe stata
possibile. Infine vorrei ringraziare l'associazione La Rondine, per la
promozione e la tutela della salute mentale e i suoi sostenitori discreti, ma
sempre presenti, che hanno creduto e sostenuto con forza quest'impresa! Ancora
una volta la collaborazione fra soggetti ed enti diversi è risultata vincente e
i lunghi e sinceri applausi del pubblico presente hanno testimoniato il
successo della rappresentazione teatrale! Anna San Benedetto Po CERLONGO Grazie
don Nelson ci mancherai Carissimo don Nelson, vorrei in queste poche righe
esprimerti il mio più sincero e vivo ringraziamento per tutto quello che hai
fatto in questi 23 anni. Ti ho già comunicato verbalmente il mio dispiacere per
il tuo trasferimento,e non ho resistito dal trattenere momenti di emozione
interiore, ma ora mi sento in dovere di scriverti anche un grazie. Sei stato e
sarai per sempre il mio prete, proprio così, caro don, sei arrivato a Cerlongo
quando avevo solo 3 anni e con te sono cresciuta.... E' stato un tempo per
crescere, per confrontarsi e per condividere lo stesso cammino... ricordo come
se fosse ieri il giorno della prima confessione, quando seduta accanto a te
sull'altare, rispondevo alle tue semplici domande per aiutarmi a trovare
qualche «peccato» da confidare a Gesù e poi il giorno della prima Comunione,
vestita di bianco insieme ai miei compagni ed emozionata per ricevere il corpo
di Gesù, quell'ostia intinta nel vino, un concetto e un valore ancora troppo
difficile da capire fino in fondo a quell'età e poi il giorno della Cresima con
la presenza del Vescovo e più emozionante ancora il giorno del mio matrimonio
quando ho detto «Si» con mio marito davanti a Dio,un giorno davvero
indimenticabile e ricco di emozioni. Come dimenticare poi gli anni dedicati al
catechismo, all'organizzazione dei grest estivi, e alle gite agli incontri con
i focolari che tanto ci tenevi....Dimenticarti sarà impossibile, perché ogni
cosa, la chiesa, il campanile, la piazza e l'oratorio mi parleranno di te. Sarà
difficile varcare la porta della chiesa e vedere dietro all'altare un altro
sacerdote, perchè dietro quell'altare vedo la tua figura con il tuo sorriso.
Pur in una logica (non condivisa forse per mia ignoranza) di un tuo necessario
trasferimento, sappi che mi mancherai moltissimo. Non capisco, infatti la
scelta del nostro vescovo Roberto di trasferirti dopo 23 anni, dopo aver con
fatica costruito tanto per la nostra comunità! La tua figura era importante,
punto di riferimento per tante persone; un senso di abbandono, di sconforto e
di tristezza mi invade il cuore, soprattutto se ripenso alla scelta di non
mandare nessun altro sacerdote, giustificata dal vescovo, perchè non ci sono
più sacerdoti, ma egoisticamente parlando mi chiedo: «Non potevi rimanere qui
tu?» In fondo Villimpenta e Pradello cos'hanno in più di Cerlongo e Vasto? Sei
stato e sarai sempre un buon pastore, sempre pronto con tenere parole a
confortare tutti indistintamente anche chi non sempre si è comportato in modo
corretto nei tuoi confronti. Caro Don Nelson, conserverò di te un ricordo
speciale, particolare, unico, personale, così come particolare, unico e
personale è stato il mio rapporto con te. Ti ho conosciuto e vissuto a modo
mio, a volte anche in conflitto, con le tue ragioni o con il tuo modo di fare,
ma comunque portandoti tanto affetto. Grazie Don perchè mi hai insegnato che
anche la semplice amicizia è un valore importante nella vita! Grazie Don perché
in te c'è sempre stato oltre che il parroco la persona! Grazie Don per la tua
capacità di ascoltare! Grazie Don per i tuoi insegnamenti! Grazie Don per la
tua amicizia! Per questo e tante altre cose ancora Grazie! Mi auguro che la
nuova comunità ti sappia accogliere con amore in uno spirito di collaborazione
reciproca! Ciao don Nelson, Villimpenta non è poi tanto lontana! Con profonda
amicizia Katia Bonfiglio CASTELLUCCHIO Tra Re Silvio e Che Guevara Sua
Eccellenza Cavalier Lorenzo Rota, non ho resistito. Dopo anni nei quali ci ha
allietato la giornata con i suoi inni al Berlusconismo, non lasciandosi
scappare le malefatte della giunta sovietica di Castellucchio che mangiando
bambini di qua e di là era arrivata ad abolire il culto cattolico proibendo
l'esposizione delle luci natalizie, ora ho deciso di scendere in campo come
dice San Silvio da Arcore e divertirmi un po'. Si perché penso che lei meriti
solo ironia. Io amo Che Guevara come lei ama Silvio, quindi il nostro sarà un
matrimonio difficile! Io penso che Maria Maddalena sia
stata una delle più grandi donne della storia, come lei lo pensa del ministro Gelmini. Ha dimenticavo tanto per andare
d'accordo io sono appassionato di vangeli e scritture apocrife e non sono
credente, ma penso che Gesu' figlio di Giuseppe sia stato uno dei più grandi
uomini della storia proprio come lei lo pensa del ministro Bondi. Ma
dulcis in fundo sono un delegato sindacale della Cgil! Quale peccato piu
mortale? Ma caro signor Rota il mondo reale è diverso da quello che sogna un
ragazzino innamorato di San Silvio! Il mondo reale ci dice che una squadra
punitiva fascista entra in piazza Navona non si sa bene come e prende a
sprangate dei manifestanti di sinistra pacifici! Non tutti sono no globa a
sinistra! Non credo ci sara' un futuro per noi caro Lorenzo, ma un favore
glielo chiedo a nome di tutti i lettori della Gazzetta: basta! Sandro Savio
Castellucchio
( da "Leggo" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
di Giorgio Ursicino
Un incubo per chi deve uscire di casa. Per andare a scuola o al lavoro.
Soprattutto se abitualmente utilizza i mezzi pubblici. È infatti scattato ieri
sera uno degli scioperi autunnali, quello dei trasporti. Le principali sigle sono
"agitate" per la vertenza del nuovo contratto unico della mobilità
che interessa gli addetti dei mezzi pubblici locali, i ferrovieri e i
lavoratori dei servizi. I treni sono in sciopero dalle 21 di ieri, ma vengono
garantiti i convogli di lunga percorrenza e quelli delle fasce orarie di
massima affluenza. Funzionerà anche il collegamento fra la Stazione Termini di
Roma e l'aeroporto di Fiumicino con il Leonardo Express o con bus sostitutivi.
Per avere informazioni più precise di cosa accade sulla rete ferroviaria è
possibile chiamare il numero verde 800.892.021 o collegarsi al sito
www.ferroviedellostato.it. Le modalità dell'astensione dal lavoro degli addetti
del trasporto pubblico locale variano da città in città (gli orari delle
principali sono nella tabella a fianco). Il precedente contratto è scaduto lo
scorso 31 dicembre e, come al solito, le parti in causa si rimpallano le
responsabilità. «Il contratto unico avrebbe un costo del 20% superiore,
assolutamente insostenibile», ha commentato l'Asstra, l'associazione che
riunisce le principali aziende trasporto pubblico locale. «Aspettano solo che
il governo apra i cordoni della borsa, sono refrattari a qualsiasi ipotesi di
cambiamento e di riforma», è la risposta della Filt-Cgil. Intanto
inizia un'altra settimana calda anche sul fronte scolastico. Oggi il decreto
legge voluto dalla Gelmini
dovrebbe essere formato dal Presidente e, in serata, pubblicato sulla gazzetta
Ufficiale. Venerdì sciopero generale dell'università proclamato dai sindacati
di categoria.
( da "Giornale di Brescia" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 10/11/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:interno Università, allo studio norme per
scoraggiare i fuori corso ROMANuova settimana di passione per l'università, che
si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato
dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì
dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato
aggiornato (per la parte relativa ai professori associati) per quanto riguarda
gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio
oggi), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo
dello Stato, Giorgio Napolitano, prima di essere pubblicato in serata sulla
Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa
macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma
abbozzata nelle linee guida contenute nel Ddl varato insieme al decreto:
riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il
diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al Ministero dell'istruzione,
Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla
Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per
far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto
l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti:
non si può lasciare la riforma dell'Istruzione al ministro dell'Economia. Trovo
positivo che il Governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò
che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella
marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di
ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università.
Prima di tutto - ha affermato RdS - avvertiamo che non accettiamo nessuno
scaricabarile da parte degli esponenti del Governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la
maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la
maggioranza di Governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli Stati Generali
delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si
sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per
qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore
all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziati 300 milioni
solo per le infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo
fatto per salvare l'Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui fuori corso, a
Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che
riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo
fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà
senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini
è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni
nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel
2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti
all'università fuori corso (secondo i dati del Censis) sono passati da 121.508
del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero
superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento percentuale pari al
37,6%. In alcuni atenei, come quello di Enna, ci sono già incentivi per chi è
in regola con il piano di studi, come sconti sulle tasse per chi non è fuori
corso.
( da "Giornale di Brescia" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 10/11/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE CONTROLLI STRADALI L'odissea delle
multe alle auto rubate nInnanzitutto ringrazio per avere ospitato il mio sfogo
sulle pagine del Giornale di Brescia del 25 ottobre. Ci tenevo a segnalare che
la storia continua ed assume connotati quasi comici. Stamattina ho ricevuto
altre due multe per entrambe le autovetture rubate che in data 29 e 30
settembre transitavano nel medesimo tratto dell'autostrada Torino-Trieste e
venivano immortalate dall'efficiente sistema SICVE sempre in ore serali, in
direzione Milano, a velocità rigorosamente da Formula 1. È molto probabile che
nei prossimi giorni avrò altre notizie delle mie autovetture, magari sempre dal
premuroso Tutor milanese che cerca di rendere meno amara la loro lontananza per
il legittimo proprietario. È evidente che ho contattato nuovamente le Autorità
competenti e fortunatamente ho trovato un Ispettore della stradale veramente
cortese, che si è messo a completa disposizione, promettendomi di fare tutto il
possibile al riguardo. Mi rendo conto che la Polizia abbia problemi ben più
gravi dei furti d'auto, ma non è accettabile che i malviventi possano
commettere ripetutamente e impunemente infrazioni gravi del Codice Stradale, a
danno dell'altrui sicurezza. Sarebbe forse il caso di rivedere la logica di
funzionamento del sistema SICVE poiché, oltre ai malviventi, anche molte altre
persone la fanno franca (pagando una sanzione più elevata, oppure scaricandola
sul nonno di turno), visto che la mancata contestazione immediata impedisce di
fatto di scoprire chi effettivamente guidava il veicolo. Se il tutto si traduce
in una sanzione amministrativa, spedita da un sistema computerizzato, non
faremo mai decisi passi avanti in materia di sicurezza stradale. Mi chiedo
inoltre come non sia possibile interpolare i dati di un'autovettura rubata tra
il sistema informatico della Polizia stradale e giudiziaria per evitare di
spedire inutili multe che saranno oggetto di ricorso e conseguente annullamento
con inutili costi a danno della collettività, senza contare il tempo perso dal
sottoscritto che oltre a coltivare l'hobby dell'apprendista ispettore, dovrebbe
pure preoccuparsi di gestire due piccole aziende del settore meccanico in
questo periodo non proprio felice per l'economia mondiale. Lettera firmata
CASTEGNATO Differenziata: quei bidoni ingombranti nCon la presente vorrei
segnalare un disagio che riguarda il Comune di Castegnato.Nei giorni scorsi il
Comune di Castegnato ha iniziato a consegnare a tutti i cittadini i
«contenitori per la raccolta differenziata»; e fin qui tutto bene. Il
contenitore per la carta, quello per il vetro e lattine, quelli per l'organico
(sono 2) e quello per il residuo/differenziale, infine i sacchi per la
plastica. Peccato che il contenitore del «differenziale» è un bidone verde con
ruote e molto ingombrante e pesante da
( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Università, oggi
scatta la riforma Venerdì in piazza studenti e prof ROMA. Nuova settimana di
passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma
per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel
decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale
Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli
associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e
le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il Dl arriverà al
Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in
serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la
complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una
riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al
decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare
il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione,
Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla
Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per
far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto
l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti:
non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo
positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un
decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La
Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri
errori e di ritirare i decreti su scuola e università. «Prima di tutto - ha
affermato RdS - avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte
degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è
esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà
individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo
riacquisterà consenso».
( da "Leggo" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Da Bologna saranno
circa quattromila, domani a Roma, alla manifestazione degli
universitari contro la riforma Gelmini.Così gli studenti chiedono a Trenitalia di garantire un
convoglio con almeno tremila posti assicurati e a prezzi scontati. Non gratis.
E per non pesare «sulle casse delle ferrovie» chiedono un contributo «a tutta
la società civile», da versare direttamente alle Poste.
( da "Arena, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lunedì 10 Novembre
2008 NAZIONALE Pagina 3 ISTRUZIONE. Venerdì sciopero contro i tagli Una
settimana di proteste per l'università Oggi sulla Gazzetta ufficiale il nuovo
decreto legge ROMA Nuova settimana di proteste per l'università, che si prepara
a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì
dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato
aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi),
assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del Capo
dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale,
giusto in tempo per poter mandare avanti la macchina dei tanto attesi concorsi.
Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute
nel disegno di legge varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente
vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso,
visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un
provvedimento ad hoc. Mentre all'Università di Rona La Sapienza la protesta ha
aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli
esperimenti ai bambini, il dibattito politico ha visto l'intervento di Antonio
Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la
riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il
governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò che era in un
decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La
Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri
errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto
avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del
governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un
progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un
capro espiatorio che la maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto,
dagli stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle
regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di
euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele,
assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziato 300
milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al governo di fare lo stesso
sforzo fatto per salvare l'Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui
fuoricorso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli
studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il
periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle
facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini
è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni
nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel
2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti
all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004
ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare
ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%.
( da "Centro, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Sciopero generale
venerdì contro i tagli. Ieri la protesta creativa con lezioni di fisica ai
bambini L'università scenderà in piazza E la Gelmini metterà nella riforma norme
contro i fuoricorso ROMA. L'università si prepara a scendere in piazza venerdì
a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i
tagli e la riforma Gelmini.
Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge
«tecnico» varato giovedì dal consiglio dei ministri: da Viale
Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (sugli associati) per i concorsi
(banditi da tempo e le cui domande scadono oggi), assicurano che arriverà al
Quirinale per la firma di Napolitano, prima di essere pubblicato in serata
sulla Gazzetta Ufficiale, in tempo per mandare avanti la complessa macchina dei
tanto attesi concorsi. La riforma, abbozzata nelle linee guida del ddl varato
col decreto, scoraggerà il fenomeno dei fuori corso. Al ministero
dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando incentivi per gli
studenti che si laureano negli anni previsti; si pensa anche di limitare al
minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide. L'idea del ministro Gelmini è di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si
parcheggia per anni in facoltà. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare
i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso.
Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508
del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero
superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%. In alcuni
atenei, come a Enna, ci sono già incentivi per chi è in regola con il piano di
studi, come sconti sulle tasse. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le
porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai
bambini, tra i politici interviene Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla
scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al
ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare
in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le
mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, chiede alla maggioranza
di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università.
Prima di tutto, dice la RdS, «non accettiamo nessuno scaricabarile da esponenti
del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un
progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un
capro espiatorio che la maggioranza riacquisterà consenso». Le regioni del Sud
si sono dette pronte ad investire 1,5 miliardi in 3 anni per qualificare la
scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Campania
(che da sola ne ha stanziati 300 milioni solo per le infrastrutture), chiede
«al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia».
( da "Nuova Venezia, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 11 - Cronaca
Scuola, tornano le agitazioni E il Gritti avvia l'autogestione Sulla scorta
della manifestazione di venerdì a Roma contro il decreto
legge del ministro Gelmini,
tornano le agitazioni anche negli istituti della città. A partire da questa
mattina e fino a giovedì, l'istituto tecnico statale per il turismo Andrea
Gritti di via Muratori, ha proclamato l'autogestione. Non si farà lezione
canonica, nel senso che gli alunni non entreranno in classe per seguire il
programma, ma si studierà la riforma del Governo, che verrà scandagliata
in tutti i suoi punti, specialmente quelli che riguardano da vicino gli
istituti tecnici statali che si basano su laboratori, corsi relativi a materie
specialistiche e indirizzi di formazione al lavoro. I ragazzi del Gritti erano
stati tra i primi ad incrociare le braccia e pure ad occupare la scuola nelle
scorse settimane. Avevano persino dato vita allo sciopero del bar, mettendo in
piedi un punto autonomo di ristoro che ha mandato su tutte le furie la gestione
scolastica, che ha scritto una lettera contro i ragazzi. E c'è fermento intorno
alla allamanifestazione di venerdì, alla quale aderiranno molti universitari ma
anche liceali dei diversi istituti della città per partecipare nel maggior
numero possibile. L'intenzione delle scuole e degli istituti di Mestre, è
quello di agire in sinergia, cercando di non creare divisioni tra universitari,
studenti del liceo e tecnici professionali, anche se in qualche caso gli
interessi sono diversi e qualche incomprensione si è già verificata. Domani si
terrà ancora una assemblea al Centro civico con i rappresentanti degli
studenti. E sempre domani è prevista una manifestazione organizzata dal
«collettivo degli studenti medi di Mestre», un corteo che dovrebbe partire da
Corso del Popolo e arrivare in Piazza Ferretto o in via Palazzo. «L'iniziativa
- spiega Simone del liceo classico Franchetti - è stata votata a maggioranza. A
nostro modo di vedere è importante non perdere il contatto con il territorio e
dialogare con gli enti, ma soprattutto non chiudersi all'interno degli
istituti». Insomma un modo per manifestare il proprio dissenso al resto della
cittadinanza, alle istituzioni, a chi ancora non sa cosa c'è in ballo. Non è
ancora ben chiaro quali istituti parteciperanno. E quali invece opteranno per
altre forme di protesta. Gli istituti d'arte invece, si stanno organizzando tra
di loro rimanendo in contatto con l'università. Due le mobilitazioni
attualmente in scaletta. Il primo appuntamento è per il
( da "Arena, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lunedì 10 Novembre
2008 SPORT Pagina 42 Quinto Verona0 Montorio3 Quinto Verona: Rama N, Burri,
Rama M, Montolli Giacomo, Gelmini, Coldebella, Tollini (Montolli Gianluca), Degani, Aprile
(Marchi), Antolini, Ronca (Fosser). All. Sorgente. Montorio: Zangrandi, Lenotti,
Tartaglia (Mehouachi), Bianchi, Micheloni M, Verde, Tosi (Martinez), Biasia,
Cristofori (Micheloni G), Cobelli (Bakiu), Fiocco (Erbisti). All.
Bertoldo. Arbitro: Vanoni. Reti: 28' pt Verde, 35' pt Cobelli, 10' st Micheloni
G.
( da "Nuova Venezia, La" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)
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Pagina 4 - Attualità
Università, oggi scatta la riforma Venerdì in piazza studenti e prof ROMA.
Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in
piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì
dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato
aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi),
assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato,
prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo
per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si
tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel
ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle
norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al
ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un
provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei
laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la
polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti
alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al
ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare
in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le
mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla
maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e
università. «Prima di tutto - ha affermato RdS - avvertiamo che non accettiamo
nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la
maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la
maggioranza di Governo riacquisterà consenso».
( da "Secolo XIX, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Un autunnoscanditoda
proteste l'analisi nRoma. Treni, autobus, aerei, scuola, statali. Si apre una
stagione di proteste e di scioperi che accompagneranno l'autunno caldo del
governo oltre che dei cittadini alle prese oggi con il fermo totale dei
trasporti pubblici di ogni ordine e grado. Come non bastasse, l'"onda
anomala" degli studenti che ha investito l'Università non accenna ad
arretrare, trascinando in piazza tutti i critici del
ministro Mariastella Gelmini, ricercatori, professori, lavoratori e studenti, che venerdì 14
si ritroveranno a Roma per uno sciopero generale e una mega-manifestazione
contro i tagli alla scuola. E' immaginabile che fra pochi giorni nella Capitale
arriverà una marea di gente che sfilerà sotto i palazzi del potere e del
governo. E' un'immagine di protesta sociale destinata a replicarsi
chissà quante altre volte in un autunno che di mite ha solo il clima. Bisognerà
abituarsi perché si andrà avanti così per molto e su molti fronti. Anche gli
statali scalpitano e scenderanno in piazza con varie modalità nelle prossime
settimane contro l'aumento contrattuale offerto da Renato Brunetta, il ministro
della Funzione pubblica, disposto a concedere 40 euro nette in busta paga.
Un'offerta accettata da Cisl, Uil e Ugl ma non dalla Cgil. Il problema, però, è
che i sindacati categoria Cisl e Uil fanno di testa loro: parteciperanno allo
sciopero della scuola e a tutte le proteste in programma a novembre. C'è quindi
una crescente turbolenza sociale, che il governo non riesce a frenare neanche
nei casi in cui ottiene il via libera dai sindacati confederali in grado di
garantire la pace sindacale fino a un certo punto. E' il caso non solo degli
statali e della scuola. Anche Alitalia non conosce pace e anzi rischia di
trasformarsi in una sanguinosa trincea per il governo e il Paese, nonostante
l'annuncio di Roberto Colanninno «Decolleremo a dicembre». E invece piloti,
steward e hostess hanno indossato l'elmetto e ora si preparano a una guerra
micidiale contro i soci di Cai. Gli scenari autunnali sono foschi: fanno
immaginare il governo impegnato in un estenuante braccio di ferro con le più
svariate categorie sociali. Cosa faranno Berlusconi e i suoi ministri? Allo
stato attuale, prevalgono i falchi e la linea dura come dimostrano tutta la
vicenda del decreto Gelmini e l'Alitalia. Il Cavaliere
può contare ancora sull'appoggio della Confindustria e su un consenso ancora
solido, appena incrinato dalle proteste. La crisi economica però si fa sentire.
E se arriveranno gli aiuti solo per banche e imprese e non per le famiglie, il
malessere è destinato crescere, e potrebbero aprirsi le prime crepe in una
maggioranza finora granitica. 10/11/2008
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Proteste
contro la Gelmini Gli studenti preparano lo sciopero
ROMA. Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere
in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di
categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì
dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato
(per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti
concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio domani),
assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato,
prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo
per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si
tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel
ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle
norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al
ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un
provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei
laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la
polemica politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti
alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al
ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare
in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le
mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla
maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e
università. Prima di tutto - ha affermato RdS - avvertiamo che non accettiamo
nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la
maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la
maggioranza di Governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli Stati Generali
delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si
sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per
qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore
all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 milioni
solo per le infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo
fatto per salvare l'Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui fuori corso, a
Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che
riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo
fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà
senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini
è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni
nelle aule. per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel
2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso.
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Prima
Pagina La polemica La scuola le proteste e la verità sulla riforma MARIO PIRANI
Venezia agli albori del Novecento conobbe il primo sciopero generale spontaneo
della sua storia. La manifestazione in piazza S. Marco indetta dai nascenti
sindacati vide, però, una partecipazione preponderante di donne. La ragione di
questa presenza, straordinaria e sorprendente per l´epoca, risiedeva nel fatto
che la protesta era scoppiata per un motivo davvero singolare: una puerpera era
stata costretta a partorire, senza soccorso, sui gradini dell´Ospedale
Maggiore, all´aria aperta. Il fatto venne assunto a simbolo di qualcosa di
molto più generale: l´insopportabilità dell´assenza, al di fuori delle opere di
carità cattoliche, di qualsiasi forma di pubblica assistenza. Il Welfare State
era, infatti, al di là da venire. Questo lontanissimo episodio mi è venuto alla
mente riflettendo sulla tumultuosa e massiccia protesta del
mondo della scuola dilagata in questi giorni in tutta Italia in odio al decreto
Gelmini. Eppure quel
decreto, tradotto ora in legge, non conteneva minacce tanto dirompenti da
giustificarne il crucifige, anche se su un punto ? il maestro unico alle
elementari e le diminuzioni di insegnanti che ciò implica ? meritava un ripensamento
di fondo, di cui parleremo più avanti. L´avversione al decreto,
potenziata dalle prepotenti quanto sciocche minacce berlusconiane, si è invece
caricata di ben altri significati ? appunto come quel parto davanti
all´ospedale ? e ha dato alle manifestazioni studentesche motivazioni assai più
ampie, pur se confuse, che spaziavano dalle elementari all´Università.
Comunque, tra tutte, la più forte, in parte giusta e in parte sbagliata, è
stata quella contro tutti i tagli previsti (non dalla Gelmini
ma dalla Finanziaria, approvata senza che nessuno fiatasse tre mesi orsono). Di
tutto questo si è appropriata l´opposizione e non è pensabile che facesse
altrimenti. SEGUE A P
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
ISTRUZIONE. Venerdì
sciopero contro i tagli Una settimana di proteste per l'università ROMA Nuova
settimana di proteste per l'università, che si prepara a scendere in piazza
venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati
di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel
decreto legge «tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale
Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli
associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e
le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il decreto legge
arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere
pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter
mandare avanti la macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo
di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel disegno di legge
varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle
norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al
ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un
provvedimento ad hoc. Mentre all'Università di Rona La Sapienza la protesta ha
aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli
esperimenti ai bambini, il dibattito politico ha visto l'intervento di Antonio
Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la
riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il
governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò che era in un decreto,
e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete
degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri
errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto
avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti
del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un
progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un
capro espiatorio che la maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto,
dagli stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle
regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di
euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele,
assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziato 300
milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al governo di fare lo stesso
sforzo fatto per salvare l'Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui
fuoricorso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli
studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il
periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle
facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini
è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni
nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel
2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti
all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004
ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare
ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%.
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 16 - Cronaca
La protesta Sciopero generale, venerdì l´università torna
in piazza ROMA - Nuova settimana di passione per l´università, che venerdì 14
scenderà in piazza a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati
contro i tagli e la riforma del ministro Gelmini. Il 15 e il 16 novembre è prevista invece alla Sapienza una
assemblea nazionale delle facoltà in lotta.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
MONTICHIARI. Tagli
nella scuola, nell'istituto è all'opera un collettivo Gli studenti contro la
riforma: al «Don Milani» ci si confronta La mobilitazione che sta attraversando
quasi tutto il Paese, e che ha spinto studenti, insegnanti e anche non pochi genitori a protestare in varie forme contro i contenuti
della legge Gelmini
all'insegna dello slogan «Il nostro futuro non si taglia», ha toccato
naturalmente anche Montichiari. E anche qui, i ragazzi delle medie superiori si
sono organizzati in un collettivo studentesco, con l'obiettivo, spiegano, di
«riflettere e confrontarsi sulla normativa in discussione in Parlamento;
per discutere dei problemi concreti della scuola e per affrontare argomenti
attuali di interesse politico e sociale». «Siamo fermamente contrari al decreto
137 approvato dal governo e al piano programmatico collegato alla Finanziaria -
aggiungono gli studenti -: insieme rappresentano un pericoloso attacco alla
scuola pubblica italiana, e produrranno gravissimi danni alle condizioni degli
studenti, degli insegnanti e del personale non docente». In particolare, poi, a
Montichiari stigmatizzano il fatto che «il ministro Gelmini
abbia deciso di distruggere la scuola pubblica con 7.800 milioni di euro di
tagli nei prossimi quattro anni, la reintroduzione del voto in condotta ai fini
della bocciatura, l'incremento di cinque iscritti per ogni classe, la
diminuzione delle ore di laboratorio nelle scuole professionali e il ritorno
del maestro unico alle elementari». Provvedimenti che secondo i membri del
collettivo abbasseranno la qualità dell'istruzione e faranno perdere circa 200
mila posti di lavoro. E dei quali si discuterà anche oggi dalle 13.30 alle 15,
nell'aula «Gles» dell'Istituto statale «Don Lorenzo Milani», in via Marconi
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 37 - Cultura
LA SCUOLA Che cosa rivelano le contestazioni contro il
ministro la verità sulla riforma gelmini e le sue spine Nei cortei di questi
giorni anche parole d´ordine vaghe Ma sul maestro unico le proposte del governo
possono essere confutate I bambini e le mamme del Nord avranno risorse che
saranno decurtate al Sud L´avversione al decreto potenziata dalle prepotenti e
sciocche minacce berlusconiane (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 33 -
Spettacoli Da "Domenica in" alla "Corrida" i vecchi format
dominano anche ai tempi di Internet e del satellite E ora sta per tornare il
programma che in pochi anni insegnò a tutti un nuovo modo di fare televisione
Rinasce Portobello con Tortora raccontò l´Italia In onda su RaiDue fra il ´77 e
l´83 inchiodava oltre 20 milioni di spettatori. Ora lo recupera la vedova di
Corrado SILVIA FUMAROLA ROMA Come gli abiti e le borse, le canzoni, i poster e
certi fumetti, la tv vintage non invecchia. Non invecchiano i varietà di
Falqui, le interviste di Zavoli e Biagi, le gag di Vianello e Mondaini, i
balletti della Carrà: la tv del futuro guarda al passato, a trasmissioni che
sono uscite dal piccolo schermo per diventare fenomeni di costume. Il padre di
tanti programmi di oggi, Portobello, mercatino televisivo nato da un´intuizione
di Enzo Tortora -che dal 1977 all´83 su RaiDue incollò oltre venti milioni di
spettatori davanti alla tv - vivrà una nuova vita. Marina Donati, la vedova di
Corrado, ha acquisito i diritti e lo riproporrà in versione moderna,
aggiornata. Ci sarà ancora il pappagallo ostinatamente muto, le cabine per gli
aspiranti inventori, il centralone, il Big Ben che segnava il tempo («Big Ben
ha detto stop!»), le rubriche "Dove sei?" e "Fiori d´arancio"?
è presto per dirlo, e forse non avrebbe senso visto che oggi, grazie a
Portobello, le trasmissioni ispirate da quelle rubriche vivono di vita propria.
Insieme alla sorella Anna e al pubblicitario Angelo Citterio, Enzo Tortora creò
la prima piazza televisiva: un impasto di retorica, passione, lacrime,
esibizionismo, verità. Gli ingredienti della tv popolare, gli stessi che fanno
i successi di oggi. Ne è convinta la Donati: «Portobello proprio per il suo
spirito popolare ha ancora una forza straordinaria, arriva a tutti e dentro
c´era già tutto. Tortora aveva capito la potenza che c´è nelle storie delle
persone, gli piaceva la gente vera». Portobello ha tanti figli, fratelli,
cugini: da Chi l´ha visto? agli abbracci di Carramba e C´è posta per te, ai
sospiri di Agenzia matrimoniale e Stranamore alle invenzioni dei Cervelloni.
Gli inventori erano il pezzo forte: si presentavano fierissimi da Tortora col
gelato antisgocciolo, bici con maxigomme, brevetti per inghiottire la nebbia in
Val Padana spianando il passo del Turchino. Per gli studenti che protestano contro il ministro Gelmini, Portobello è solo il mercatino di Londra. «La sfida è proprio
questa», dice la Donati «arrivare ai ragazzi che vedono Mina su Youtube: noi
vogliamo trasformare Portobello aggiornandolo ma non trasformandolo». Il
venerdì sera l´Italia si fermava per capire se il concorrente riusciva a far
parlare quel pappagallo testardo che non apriva becco: nell´82 Paola
Borboni ci riuscì e vinse i soldi per far operare un bambino ustionato sul
viso. Le telefonate in studio venivano filtrate dal Centralone con una squadra
di telefoniste (tra loro Alba Parietti, Paola Ferrari, Eleonora Brigliadori)
guidate da Renée Longarini. Poi la brusca interruzione, la dolorosa vicenda
giudiziaria di Tortora, il conduttore torna in video nell´87 e saluta i
telespettatori: «Dunque, dov´eravamo rimasti...». L´Italia non è più quella, la
tv generalista arranca, il pubblico ha scoperto sul satellite altri varietà,
altre fiction, ma Marina Donati non ha dubbi: «Lo spirito di Portobello ci
racconta». E forse ha ragione, è lo stesso spirito popolare, rassicurante, che
ha conservato La corrida, coi suoi dilettanti allo sbaraglio che cantano
ballano recitano per un quarto d´ora di celebrità: un successo nato alla radio
negli anni Sessanta che sbanca l´Auditel su Canale 5. Si studia una formula per
riproporre un altro successo vintage di Corrado, Il pranzo è servito e ha un
format vintage anche Domenica in, maratona nata col conduttore nel ?76 e che
forse oggi meriterebbe un tagliando. Sei ore di tv possono diventare una
punizione.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Università, stretta della Gelmini sui fuoricorso ROMA Nuova settimana di passione per
l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì prossimo a Roma per
lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la
riforma Gelmini. Riforma
che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico»
varato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere,
dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per
quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande
scadono proprio oggi), assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale
per la firma del capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla
Gazzetta ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa
macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma
abbozzata nelle linee guida contenute nel disegno di legge varato insieme al
decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare
il diffuso fenomeno dei fuoricorso, visto che al ministero dell'Istruzione
stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre all'Università La Sapienza la
protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere
gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l'intervento di
Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può
lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo
che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e
questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La «Rete degli
studenti», invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e
di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto ? ha affermato ?
avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti
del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un
progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un
capro espiatorio che la maggioranza riacquisterà consenso». Intanto, dagli
Stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle Regioni
del Sud, che si sono dette pronte a investire un miliardo e mezzo di euro in tre
anni per qualificare la scuola. Per quanto riguarda la norma sui fuori corso, a
Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che
riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo
fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà
senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini
è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni
nelle aule.
( da "Libertà" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Stasera incontro
sulla riforma della scuola Villanova d'Arda Si terrà questa sera, lunedì, alle
( da "Libertà" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
«Scuole di montagna,
l'unione fa la forza» A Morfasso incontro sul rischio di tagli. Le
rassicurazioni dell'assessore provinciale Tribi morfasso - Anche
a Morfasso si è parlato della riforma Gelmini e del futuro delle scuole del capoluogo. L'incontro, che si è
svolto in un salone del plesso scolastico e ha visto la partecipazione di una
folta platea di persone, tra cui molti genitori e amministratori locali, è
stato organizzato e introdotto dal consigliere comunale Giovanni Nocivelli.
Molto atteso l'intervento dell'assessore provinciale al sistema scolastico,
Fernando Tribi, il quale, dopo aver ricostruito il percorso seguito negli anni
dai vari Enti per le questioni legate al dimensionamento, ha chiarito: «Nel
piano programmatico dei ministri Gelmini e Tremonti
non c'è una deroga o un'esclusione delle scuole di montagna, ma esiste solo un
differimento nel tempo della loro possibile chiusura. L'amministrazione
provinciale - ha ribadito Tribi - non procederà a nessuna chiusura perché
intende valorizzare la diffusione capillare delle scuole sul territorio, e in
questo senso ci aiuta la novità di giovedì del Consiglio dei Ministri che,
oltre a far decadere la minaccia di commissariamento qualora non venisse
applicata la normativa, si è preso un anno di tempo per poter affrontare questo
tema. Questo permetterà di discutere dei contenuti del regolamento che deve
essere emanato e quindi crediamo che Comuni, Province e Regioni possano avere
una voce in capitolo importante e arrivare alla certezza del mantenimento dei
plessi con minor utenza di alunni in montagna». E' seguito poi l'intervento del
preside Attilio Carboni, il quale ha affermato che «bisogna lavorare tutti
assieme per mantenere le scuole in montagna», rimarcando «la buona
collaborazione che esiste a tutt'oggi col Comune di Morfasso». Gianluigi
Molinari, sindaco di Vernasca nonché presidente della Comunità Montana, ha posto
poi l'accento sul fatto che il problema della permanenza delle scuole potrebbe
interessare anche altre realtà: «Bisogna affrontare la situazione tutti
insieme, perché chi più chi meno, ogni Comune dovrà poi confrontarsi con questo
problema in futuro. A Vernasca, se non tutto il plesso, c'è a rischio la scuola
media perché non raggiunge i 50 studenti, e quindi mai come adesso bisogna
collaborare assieme». Da ultimo, e dopo aver fatto da moderatore agli
interventi dei genitori intervenuti in seguito, ha preso la parola il sindaco
di Morfasso, Marco Rigolli: «In base ai bambini e ai ragazzi che ci sono a
scuola il Comune di Morfasso è quello che ha investito pro capite più di tutti.
Fino ad oggi è solo grazie ad una collaborazione che ha avuto inizio più di dieci
anni fa, e che ha visto partecipi diversi attori di diverse istituzioni, che è
stato possibile fare nell'autonomia scolastica un sistema che difendesse le
realtà montane». Gianluca Saccomani 10/11/2008
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Torino è la
crisi bellezza, torna a casa VERA SCHIAVAZZI Che la crisi economica colpisca in
modo ?mirato´ i lavoratori (ma anche le aziende) più deboli è cosa nota. Ma se
per le imprese è possibile parlare di un processo di ?selezione naturale´, per
le persone l´idea risulta assai meno tollerabile e rischia - oltre ai singoli
drammi umani - di portare con sé un ritorno al passato strisciante e poco
visibile, che potrebbe lasciare tracce negative anche dopo la ripresa dei
mercati. Se ne discute oggi, dati alla mano, alla Cgil di Torino («La riforma Berlusconi-Tremonti-Gelmini parla alle donne» è il titolo dell´iniziativa, con interventi di
Laura Seidita, Marinella Migliorini e Alida Vitale), dando così voce alla
crescente preoccupazione per le donne lavoratrici di Torino e dintorni: meno
dieci per cento nel tessile (dove il 72% della forza lavoro è costituito da
operaie, molte ultraquarantenni), tagli pesantissimi alle cooperative di
servizi, che si sono già incontrate con i sindacati per annunciare che con
l´aria che tira nei rapporti con gli enti locali, nessuno può garantire il
mantenimento degli attuali livelli di occupazione. Mettendo insieme i pezzi -
meno servizi pubblici, meno lavoro, orari ridotti nelle scuole - il messaggio è
chiarissimo: non sarebbe meglio tornare a casa? Peccato che una donna
quarantenne che lascia il lavoro abbia poche o nulle possibilità di tornarci e
che processi come questo allontanino ulteriormente dall´obiettivo annunciato
con enfasi ad ogni vertice, cioè sfruttare di più e meglio la presenza di donne
nelle imprese e nelle amministrazioni. Impossibile perdersi. Pak Sheung Chuen
ci ha provato in tutti i modi ma non ce l´ha fatta. L´artista cinese che col
suo piccolo bivacco urbano si è installato alla Gran Madre aveva intitolato
?Lost in Turin´, perso a Torino, il suo primo lavoro, ma ha dovuto rinunciare:
"E´ impossibile, dovunque fossi vedevo sempre un punto di riferimento,
Superga, la Mole? E´ una città troppo ordinata". Pak ha così ripiegato su
un obiettivo più umano: spiare gli abitanti dalle feritoie della sua
(artistica) baracca. Cantare gay. Parte anche a Torino la costituzione di un
coro lgbt, aperto a tutti i gay che amino cantare o desiderino imparare a
farlo. Si può aderire e partecipare alla prima prova telefonando allo 011/5212033
o scrivendo una mail a coordinamento-torinoprideyahoo. it
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Consiglio aperto sul
futuro della scuola DALMINE La riforma sulla scuola è ormai da settimane al
centro della cronaca. Ma quali sono le conseguenze che la
legge Gelmini avrà
sull'organizzazione didattica locale? A chiederselo sarà il Consiglio comunale
di Dalmine che mercoledì, nel corso di una seduta aperta, parlerà appunto di
scuola. La maggioranza guidata dal sindaco Francesca Bruschi e le forze
politiche di minoranza si riuniranno alle 20.30, nel Teatro civico di
via Kennedy, per parlare non solo della nuova legge sulla scuola e
sull'università, ma anche su quelli che saranno i suoi effetti a livello
locale. La richiesta di poter aprire un confronto sul tema con le forze
politiche arriva direttamente dai genitori: «Qualche settimana fa ? spiega il
sindaco di Dalmine Francesca Bruschi ? i genitori delle scuole dell'infanzia,
delle scuole primarie e di quelle secondarie di primo grado hanno tenuto una
riunione, durante la quale è emersa l'esigenza di aprire un dialogo
sull'argomento nel quale fossero coinvolte sia la maggioranza che le minoranze.
Dal Comitato genitori è arrivata quindi la proposta di convocare un Consiglio
comunale. Proposta che, come primo cittadino, ho puntualmente sottoposto al
presidente del Consiglio comunale, Ivano Bugini, il quale ha convocato la
seduta». Tra gli insegnanti, ma soprattutto tra i genitori dei bambini che
frequentano le scuole di Dalmine e frazioni, c'è infatti la volontà di capire
quali saranno le conseguenze della riforma sull'organizzazione scolastica: «La
preoccupazione c'è, così come c'è da parte dei genitori la voglia di capire
cosa effettivamente cambierà ? spiega il sindaco Bruschi ?. Per questo nel
corso della seduta aperta, oltre a cercare di spiegare quali saranno gli
effetti della nuova legge sulle nostre scuole, esprimeremo le nostre
perplessità e le nostre preoccupazioni con la proposta di un ordine del giorno
in difesa della scuola pubblica, che mi auguro venga condivisa da tutto il
Consiglio comunale». Nel corso della seduta verrà infatti presentato lo stesso
documento proposto dall'Anci, l'Associazione nazionale dei Comuni italiani, che
ha manifestato perplessità circa la legge sulla scuola. «La seduta di
mercoledì, alla quale parteciperanno anche genitori e insegnanti ? ha aggiunto
il sindaco ?, sarà quindi un'occasione per confrontarsi, per chiarire alcuni
punti e per ascoltare i differenti punti di vista su una questione importante
qual è la scuola. Ma per il Consiglio sarà anche un'opportunità per sollecitare
il governo ad aprire trattative e tavoli con gli enti locali, affinché le
amministrazioni e le istituzioni scolastiche non vengano escluse dalle
decisioni». Desirèe Cividini
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Roma La
curiosità Il rap anti-Gelmini
della Iqbal Masih TEA MAISTO «Ciao mi chiamo Enea, vado all´Iqbal Masih e c´ho
una magliettina verde mela molto chic, c´è scritto sopra: "Io amo e
difendo la mia scuola", macché maestro unico, Gelmini sei una sòla». è l´inno del comitato "Non rubateci il
futuro", il movimento delle scuole elementari romane anti-Gelmini. Si chiama "Il rap
di Enea" ed è cantata dal gruppo "Assalti frontali". Il
cantante, Luca Mascini, in arte Militant A, è uno dei papà della Iqbal Masih,
l´elementare tra le prime a protestare in Italia contro il maestro unico. SEGUE
A P
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Roma La
protesta Maxi afflusso per il corteo di venerdì Grand Hotel Sapienza 4mila
studenti per una notte VIOLA GIANNOLI LAURA MARI Il primo ateneo capitolino per
due giorni diventerà il "Grand Hotel Sapienza". La notte di venerdì,
infatti, i circa quattromila rappresentanti delle università in mobilitazione
dopo aver partecipato alla manifestazione nazionale dell´Onda passeranno la
notte proprio nelle facoltà occupate della Sapienza. «La mattina dopo- annuncia
Francesco Brancaccio - saranno creati dei gruppi di lavoro sulla didattica, sul
welfare e sulla riforma universitaria e domenica l´assemblea plenaria dell´Onda
approverà la contro-riforma Gelmini». Oggi alle 16, invece, si terrà l´assemblea d´ateneo della
Sapienza e nel corso della riunione verrà stabilito il percorso del corteo di
venerdì. «In occasione dello sciopero generale dell´università- fanno sapere i
portavoce dell´Onda- venerdì mattina chiuderemo il cancello della Sapienza con
le catene». Ma proprio nel primo ateneo capitolino ieri le porte sono
rimaste aperte ai bambini, per una mattinata di esperimenti, giochi e
laboratori a cui hanno preso parte anche Daniele Silvestri e Valerio
Mastrandrea. E domani alle 11 Dario Fo e Franca Rame incontreranno gli studenti
della facoltà di Architettura di Valle Giulia.
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
VI - Roma Il rap anti-gelmini TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) Per
l´occasione il leader degli Assalti Frontali, Luca Mascini, ha modificato la
sua canzone "Il rap di Enea", trasformando l´eroe di Virgilio in un
bambino in prima fila nella protesta contro il maestro unico. «Sto in prima elementare - recita
il testo dell´inno - e ho già occupato la mia scuola per due settimane. Dici
che sono giovane e ho molto da imparare, ma siamo sotto attacco tutti e io mi
do da fare? questa è la scuola pubblica - prosegue il "rap di Enea" -
la scuola di tutti, la scuola che vogliono sfasciare questi farabutti. Faccio
fiaccolate, lancio di palloncini, ora ho capito che c´è dietro la Gelmini il 137 e il 133». L´inno è già su YouTube con le
immagini delle proteste che la Iqbal Masih porta avanti ormai da circa due
mesi: dai girotondi davanti a Montecitorio, ai cortei e ai 3 re magi che hanno
consegnato al ministero dell´Istruzione le firme raccolte contro il maestro
unico. Ma il comitato "Non rubateci il futuro" sta lavorando anche
per realizzare un vero e proprio videoclip.
( da "Adige, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Ragazzi, non guidate
dopo avere bevuto I l 2 novembre l'Adige portava in prima pagina la notizia del
grave incidente accaduto tra Martignano e Cognola Ragazzi, non guidate dopo
avere bevuto I l 2 novembre l'Adige portava in prima pagina la notizia del
grave incidente accaduto tra Martignano e Cognola. Una macchina contro un palo.
Il bilancio sono tre ragazzi gravissimi. L'asfalto bagnato, dice poco sotto il
giornalista. All'interno del giornale appare anche la notizia che chi guidava
aveva bevuto. È chiaro che in questo momento ci auguriamo che i ragazzi possano
cavarsela, ma vorrei dire alcune cose che a mio avviso ci responsabilizzano un
po' tutti rispetto alle ormai famose stragi del sabato sera. Anzitutto non
dobbiamo nascondere le cause vere di questi avvenimenti e cioè l'alcol e le
altre sostanze. Per quanto riguarda le notizie dei giornali si osservano strani
fenomeni mediatici. Ci stanno abituando a definire ubriaco chi guida dopo aver
assunto alcolici. La nostra memoria definisce ubriaco una persona che non si
regge in piedi, che vomita, che parla a vanvera, che ride in continuazione, che
usa le mani. Non credo che il ragazzo dell'incidente fosse ridotto a questo
punto anche perché mi chiederei come mai i suoi amici si sono lasciati portare
in giro da lui. Facciamo prima a dire che una persona ha consumato alcolici,
punto e basta. Il grande numero di incidenti non è dato dal numero delle
persone che hanno strabevuto (poche) ma da coloro (tantissimi) che comunque
hanno consumato e che si sono messi alla guida. Quindi la soluzione è bere
tutti meno. L'altro modo di fare informazione è appunto quello di dare la colpa
alle strade bagnate. Magari ce la prendiamo anche con il guard-rail se c'è ma
anche se non c'è. E facciamo silenzio sull'alcol che è la maggior causa di
incidenti stradali e sul lavoro. Certo, è comodo perché così proteggiamo il
nostro bere, le nostre abitudini che difendiamo sempre suffragati anche dalla
cultura generale che protegge il bere e dai produttori che lo promuovono a
spada tratta raccomandando ipocritamente di bere meno e di qualità. È come se
la Shell raccomandasse di usare poco l'automobile. Mi piace pensare che gli
amici di Michela, Nataly e Luciano comincino a considerare il proprio bere (se
consumano alcolici) e che quando si ritrovano con loro, una volta usciti
dall'ospedale, valutino la possibilità di divertirsi senza ricorrere all'alcol.
BaldoFranco - Famiglie con problemi di alcol - Mori I ceppi rifiuto speciale?
Una presa in giro N on posso non farmi portavoce, in qualità di coltivatore
diretto e in qualità di segretario della Sezione Val di Non della Lega Nord e
candidato alle elezioni provinciali, sentendo che - come ultima trovata da
parte di enti come Comprensorio in collegato con la Provincia - i «ceppi» delle
piante estirpate per il rinnovo dei frutteti, ora sono diventati «rifiuto
speciale». Mi chiedo su quali dati possano dimostrare questo. O forse è solo il
solito sistema per creare business per qualcuno? Stiamo oltrepassando la soglia
del ridicolo; è ora di smetterla di farci prendere in giro. Basti pensare che
altre amare sorprese sono giunte dalla delibera n. 2433 dello scorso settembre,
proposta dall'Assessore Mellarini: solo un quinto delle domande per
investimenti promosse per le aziende agricole trentine potranno venire accolte;
solo 136 su 652. Non si può illudere il mondo agricolo con lo sventolio di
contributi per le aziende e poi finanziarne solo il 20%. Auspicandomi che
queste vicende vengano risolte in breve tempo e augurandomi che in futuro non
si arrivi più a queste situazioni, che veramente disgustano tutti i trentini,
mi impegnerò personalmente nella soluzione dello smaltimento dei ceppi in luogo
adibito in ogni Comune. Luca Paternoster Con la Gelmini finalmente una scuola seria G
razie Ministro Gelmini
anche per le esigenze provinciali. Dopo tanto depauperamento delle scuole che
non sono più rassomiglianti, a quelle che furono, per responsabilità dei
partiti anche di centrodestra per aver subito «una sorta di potestà» di una
certa sinistra sfascista e spendacciona. I provvedimenti ormai approvati
vanno nella direzione giusta, anche se avrei preferito che i tagli di spesa
fossero più mirati, ma questo fa parte di un provvedimento generale che
potrebbe essere migliorato in finanziaria. Era ora che qualcuno mettesse mano
agli sperperi che costituiscono costi insostenibili. Anche la scuola deve fare
la sua parte per contribuire a risanare una spesa pubblica colabrodo. La Gelmini mi pare stia facendo ricredere i cittadini, ormai
scettici sulla possibilità di poter realizzare una politica economica virtuosa,
il ripristino della buona educazione e della severità necessaria per creare una
condizione di rendimento adeguato all'inserimento nel lavoro. Basta con il mal
costume e il lassismo di certi insegnanti, sindacati, politici, genitori e
buona parte delle nuove generazioni che sono in possesso ormai di licenza di
usare prepotenza se non addirittura violenza nei confronti del corpo insegnante
e delle persone che ancora conservano le buone maniere. Non entro nel merito della
metodica didattica e pedagogica perché non sono un addetto ai lavori, ma penso
di potermi spingere sino ad auspicare un salto di qualità dell'insegnamento al
fine di ottenere delle grandezze raffrontabili con gli altri Paesi, nostri
vicini. Non mi pare, da quel che leggo che il Governo Dellai sia incline a
sposare tali principi che possano riflettere, in modo positivo, anche nella
nostra società sin troppo accondiscendente. Ed è per questo e per tutte le
aspettative endogene al rispetto etico e morale, che non vedo dall'altra parte,
che mi auspico vi possa essere un pensiero di cambiamento da parte dei trentini
più o meno allineati al centro sinistra per errato convincimento o per fedeltà
abitudinaria. Credo che con Forza Italia, Lega e con il rafforzamento dei
validi politici ex Udc che si sono avvicinati a queste forze, possano essere
garantiti i valori e le decisioni politiche più consone alla cultura e ai
bisogni dei trentini. Angelo Lorenzetti - Trento Il governo Berlusconi ha
privatizzato l'acqua A ccendo il computer e controllo la mia posta elettronica,
c'è una mail che attira la mia attenzione: un'amica mi fa sapere che sono
riusciti, con decreto del 5 agosto
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
sport pag. 36
BAGOLINO: Giovi, Zanetti, Carè, Stagnoli, Melzani, Cosi (15'st D. Salvadori),
Scalvini (20'st A BAGOLINO: Giovi, Zanetti, Carè, Stagnoli, Melzani, Cosi
(15'st D. Salvadori), Scalvini (20'st A. Dagani), Bordiga, Cavicchioli, R.
Salvadori (1'st Nicolini), Nabacino. All. Bazzani. CAFFARESE:
Buccio (24' st Bertino), Gelmini, Brunori, M. Giovanelli, Tiziano Fenoli, Giacometti, Uboldi,
Stagnoli, Ferrari, F. Grassi (16' st Carè), Fenoli. All. Scalvini. ARBITRO:
Trenti di Arco-Riva. RETI: 10' pt rigore Stagnoli, 23' pt Ferrari.
( da "Unita, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Ferrari, bolidi e
una gran folla per l'happening di fine stagione È capace di mobilitare il suo popolo così come il ministro Gelmini è in grado di agitare quello
della scuola. La Ferrari, con altri scopi, è pur sempre una religione. E ieri,
alla Mecca del Mugello, sono arrivati in 50.000, «orgogliosi di tifare per il
Cavallino». Ben 16 i titoli costruttori, al punto che in terra di Toscana si è
vista la F430 16M - dove «16M» sta proprio per gli allori conquistati.
Solo 499 pezzi, già tutti venduti al modico prezzo di 259 mila euro cadauno. La
Ferrari, con Montezemolo, festeggia il blasone. Anche perché in pista, insieme
alle F2008 di Raikkonen e Massa ci sono le F1 clienti. Quella di Schumacher, la
F2004, con cui il tedesco conquistò l'ultimo titolo nel 2004, vale 4 milioni di
euro. La P3/P4, che vinse con Bandini la 24 ore di Daytona del '67, è stata
ceduta a un inglese per 12 milioni di euro. Montezemolo si inchina ad Hamilton,
«anche se ho rotto il televisore, dopo l'ultimo giro del Brasile». E si butta
sull'ironia con Raikkonen: «Ma eri tu o un sosia a pilotare quest'anno?». Per
il resto tutti pronti a risparmiare: solo 10 milioni per i motori (contro i 30
attuali) e 5 dal 2011. LODOVICO BASALÙ
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 0 - Gorizia
Università, otto lezioni all'aperto In programma oggi in piazza Sant'Antonio e nella galleria di corso Verdi Continua la protesta
degli studenti nonostante le "aperture" del decreto Gelmini IL SERVIZIO IN CRONACA GORIZIA.
La protesta a Gorizia si trasferisce oggi dalle scuole superiori
all'Università: per iniziativa del Sid si terranno in piazza Sant'Antonio e
nella galleria del corso otto lezioni all'aperto.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Provincia di Nuoro
Pagina 5052 desulo Si torna in classe a lezione sulla riforma Desulo -->
Dopo alcuni giorni di mobilitazione sul decreto Gelmini,
gli studenti del Tecnico turistico ?Montanaru? di Desulo, riprenderanno oggi le
lezioni regolari. «Abbiamo scelto una forma di protesta che non diventi
controproducente per il nostro percorso di formazione: per questo non abbiamo
occupato la scuola o scioperato e l'assemblea permanente è un modo per capire
tutti insieme quello che sta succedendo», sostiene Rosangela Pisu, tra i
promotori della protesta insieme, tra gli altri, a Pietro Loi e Gian Matteo
Floris, rappresentante di Istituto. «Ottenendo anche il plauso dei professori -
sostiene ancora Rosangela Pisu - abbiamo cercato di analizzare la riforma
confrontando le varie posizione politiche». Tra l'altro i ragazzi, hanno
scaricato dal web il decreto per leggerlo, individuano una serie di temi da
trattare: dalla ricaduta sulle scuole dei piccoli centri che potrebbero
provocare i tagli alla scuola, all''ipotesi di creare classi separate per i
figli degli immigrati, fino al reinserimento in pagella
del voto in condotta. CARLA ETZO
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Cultura Pagina 357
Manifattura Edizione 2009, nuova sede Dalla voce materna alla Costituzione: la
vita nelle parole Manifattura. Edizione 2009, nuova sede --> L'inizio è alla
fine, in chiusura del Forum del libro. L'inizio non sono parole, ma fatti concreti.
L'impegno di Domenico Cersosimo, vice presidente della Regione Calabria, che va
a Platì, il comune più povero di Italia, ad aprire l'anno scolastico, 15
settembre scorso. E non va da solo, con l'auto blu. Ma chiamando la Rai per la
diretta, avvertendo la prefettura, convocando tutti i vertici regionali. Ha in
mente di fare una parata, «creare una fiammata». Dare un segnale forte alla
'ndrangheta, che vuole sottomissione e ignoranza delle popolazioni, a iniziare
dall'età scolare, possibilmente. Dare anche un segnale a chi pensa di risolvere
i problemi dell'istruzione, della dispersione scolastica coi decreti. Ha idee
steineriane, Cersosimo, per la scuola della sua gente. Chissà cosa ne penserà
la Gelmini della proposta dell'?orto in condotta?,
invece che il suo sette in condotta: mettere i bambini a imparare la cura
dell'orto. E a fare il pane in classe. Mandare i ragazzini nei campiscuola, a
spese della Regione. Poi cercare di farli leggere tanto, certo. Perché
l'antidoto sta lì. Ciò che il potere criminale non vuole è una coscienza,
civile, letteraria, umana. «Quello che teme il potere è il lettore», ha detto
nella sua videointervista Saviano. Cersosimo, coi ragazzi dell'università di
Cagliari che, quando Marino Sinibaldi li invita, entrano silenziosi a manifestare
contro la legge 133 e a raccontare il loro disagio, sono il momento più
toccante e vero del Forum, Saviano a parte. La sua più degna chiusura. Due
giornate avvolte da un'atmosfera ancora più carica dell'edizione precedente,
forse per la percepibile aura di Saviano, personificazione del potere delle
parole ancor più in questa sua defezione. Potere indagato ieri anche fra le
righe della Costituzione, con Sinibaldi che ha elencato tutte le parole
fondamentali che compaiono nei primi dodici articoli. Ci sono tutte, pure il
paesaggio, se non proprio l'ambiente, come ha fatto notare poi l'ex magistrato
e senatore Felice Casson, che di ambiente si è occupato a proposito delle morti
causate dalle lavorazioni di CVM e PVC al petrolchimico di Porto Marghera. E per
il quale il silenzio ha lo stesso peso specifico delle parole, «perché un
giudice istruttore viene circondato dal silenzio, ci si sente monaci». Così non
è per Saviano: le maratone di lettura di Gomorra fanno molto rumore, un rumore
esponenziale, necessario. Dalla Costituzione alle parole amniotiche, quella
voce materna che legge storie in modo carezzevole e che il feto percepisce. Lo
dimostrano le statistiche portate da Giovanna Malgaroli di Nati per leggere ,
che insiste sulle letture prenatali perché è provato che orientino poi il
bambino all'approccio col libro. E le parole cambiano lo sguardo e il pensiero,
sostiene Marco Dallari, pedagogista. Possono fare da schermo allo schermo,
insomma. La tv è tanto devastante quanto meno un bambino dispone di condizioni
cognitive e affettive precedenti. Ne ha parlato anche Paolo Crepet, del potere
omologante della tv, facendo, come esempio, il nome della De Filippi. Nome e
cognome li fa pure, nel commiato finale, Vincenzo Maria Vita, vice presidente
della commissione Istruzione pubblica del senato. Li fa a proposito della
cancellazione dei fondi per il Centro del libro. E di potere tv. E prende
l'impegno, per il prossimo Forum, che il testo per la costituzione del Centro
possa essere già legge o diventarlo. Prossimo forum che non si darà a Cagliari.
Perché, dopo tre anni a Bari, da cui è partita l'iniziativa, due a Cagliari, è
nella vocazione ambulante del Forum cambiare. RAFFAELLA VENTURI
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
MONFALCONE Bonetti
(Idv): sta cedendo la maggioranza di Pizzolitto MONFALCONE. «In effetti il
consiglio comunale di Monfalcone di giovedì sera non ha offerto uno spettacolo
esaltante agli intervenuti accorsi per ascoltare il
dibattito sulla mozione presentata dal consigliere Del Bello contro il decreto Gelmini sulla riforma scolastica.
L'argomento si annunciava di importante attualità, ma discutibile per la
metodologia con cui è stato presentato». Bruno Bonetti di Italia dei valori
interviene in merito alla sospensione della seduta a causa della mancanza del
numero legale di presenti. «Ciò che meraviglia è l'assoluto silenzio
dell'assessore all'istruzione e il cittadino si chiede come mai non sia uscita
una parola, un intervento, un pensiero sull'argomento scuola come se fosse
estraneo alla vicenda». Secondo Bonetti, in questa situazione generale «di mal
di pancia dell'amministrazione», si inserisce il distacco dalla maggioranza
consiliare di due esponenti, già Margherita e ora Rosa Bianca, rendendo così
precaria la tenuta stessa della maggioranza, «cui si aggiunge, per ironia della
sorte - prosegue, riferendosi alla prossima possibile nomina ad assessore di
Giordano Magrin dello Sdi, in sostituzione di Andrea Montagnani -, l'ingresso
in giunta di un consigliere nemmeno apprezzato dai suoi pochissimi affezionati
elettori non essendo stato eletto, ma ripescato alle ultime elezioni. Ancora
una volta vince la partitocrazia e non il merito. Ma a queste turbolenze
amministrative non va sottovalutata la precaria conduzione di altri assessorati
che non rispondono alle richieste e alle esigenze di cittadini e associazioni».
Il rappresentante di Idv evidenzia la necessità di riprendere in mano la
situazione con determinata forza e coraggio «anche a costo - conclude - di
scontentare qualche troppo pretenziosa forza politica». Intanto, proprio la vertenza
con la Rosa Bianca, con i cui rappresentanti Giuliano Antonaci e Antonello
Murgia il sindaco Pizzolitto ha avuto un incontro la fine della scorsa
settimana, sembra non avere avuto esito positivo. Il sindaco non ha rilasciato
dichiarazioni, pur affermando di essere sereno e che «entro la settimana la
situazione si risolverà, in un modo o nell'altro». Ma i due consiglieri
potrebbero rivelare nelle prossime ore di voler uscire dalla maggioranza,
creando davvero problemi di tenuta della stessa: senza i voti dei due
consiglieri il centro-sinistra potrà contare su 13 consiglieri, contro i dieci
voti dell'opposizione. Situazione che richiederebbe la costante presenza al
consiglio comunale di tutti i rappresentanti della maggioranza, per non
rischiare di veder bocciare qualche passaggio fondamentale. Cristina Visintini
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Calcio Pagina 10019
Però tenetevelo ben stretto --> Ma secondo voi, francamente, il Cagliari ha
perso immeritatamente 2-
( da "Nuova Sardegna, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
di Giovanni
Gelsomino «Scuole dei paesi a rischio» L'appello del
sindaco Deiana contro la Gelmini BORTIGIADAS. Già dal prossimo mese di settembre potrebbe essere
definitivamente abolito a Bortigiadas (come in altri comuni della Gallura e
dell'Anglona) il «primo giorno di scuola». E sarebbe la prima volta nella sua
lunga storia. La salvezza potrebbe venire dall'approvazione della legge
regionale in materia che, per motivi incomprensibili è stata chiusa in
un cassetto. «Forse - dice il sindaco Emilio Deiana - è ora di rispolverarla in
quanto il decreto legge approvato dal governo, come spiegato alla presidente
della Provincia Pietrina Murrighile e all'assessore all'istruzione Antonio
Satta, impone la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni». I primi ad essere
colpiti sono i piccoli comuni. «Sono facilmente intuibili le ragioni della mia
contrarietà al provvedimento del Governo. Ritengo sia preciso dovere dei
rappresentanti delle istituzioni quello di applicare la legislazione vigente e,
pertanto, la Conferenza provinciale che si occuperà del problema, non potrà far
altro che uniformarsi a dette previsioni. E questo sarebbe per noi dannoso
tanto più che la Regione Sardegna ha potestà a legiferare in materia di
istruzione e formazione professionale. Faccio appello a tutti i piccoli comuni
- prosegue Deiana -, anche quelli al di fuori della nostra Provincia affinché
il disegno di legge che giace in Commissione Cultura del Consiglio Regionale,
già approvato dalla Giunta Regionale il 3 maggio 2006, sia discusso in
commissione e portato all'attenzione all'approvazione del Consiglio». Secondo
il sindaco infatti il provvedimento è sostanzialmente bloccato per la totale
inattività della Commissione regionale competente. La legge stabilisce i
criteri per l'organizzazione della rete scolastica, compresi i parametri
dimensionali che potrebbero essere adeguati alle esigenze del territorio.
«Sollecito - conclude Deiana- la Provincia a farsi promotrice presso le altre
province sarde di un'azione di protesta presso la Regione affinché tale Disegno
di Legge sia portato in aula e approvato in tempi brevissimi. Sarebbe utile -
conclude Deiana - che le Province Sarde chiedessero un'audizione alla
Commissione Cultura per capire le motivazioni del ritardo».
( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA MILANO pag.
26 Scala, settimana di passione per i finanziamenti statali Moratti convocata
da Bondi di CORRADO DRAGOTTO ? MILANO ? MOLTO di nuovo (e non necessariamente
di buono) sul fronte della Scala. Nel senso che, mentre gli orchestrali e i coristi
iscritti al sindacato autonomo Fials continuano a erigere barricate a difesa
degli scioperi sulle prime tre rappresentazioni di tutti i titoli in cartellone
(pure il «Don Carlo» del 7 dicembre rimane, quindi, a rischio di annullamento
causa serrata delle «masse artistiche»), il Piermarini entra da oggi nel
vortice della Finanziaria. O meglio dei tagli (almeno 17%) al Fondo unico
spettacolo preventivati dal ministro dell?Economia Giulio Tremonti nell?atto di
stilare una legge di bilancio apparentemente blindata ai cosiddetti «assalti
alla diligenza» tradizionalmente sferrati durante i passaggi alla Camera e al
Senato. Morale? Se la «mannaiata» al Fus non venisse scongiurata da un
intervento del titolare dei Beni culturali Sandro Bondi, il tempio della lirica,
al termine di questa settimana di passione, si ritroverebbe in cassaforte dieci
milioni in meno rispetto allo stanziamento garantito dallo Stato nel 2007. Un
profondo rosso che, ovviamente, esporrebbe il Teatro al pericolo di essere
risucchiato dal ciclone della qualità in picchiata e del commissariamento da
conti in disordine già scatenatosi su alcune delle fondazioni lirico-sinfoniche
attive nel Bel Paese. L?ANCORA di salvezza, tuttavia, esiste e dovrebbe
profilarsi all?orizzonte di Letizia Moratti e Stéphane Lissner dopodomani
nell?ambito dell?incontro con tutti i sindaci e sovrintendenti interessati
dalla decurtazione del Fus convocato presso il dicastero dei Beni culturali.
Perché Bondi, dopo aver approfondito per settimane il tema sempre caliente delle
sforbiciate agli appannaggi destinati ai vari settori di sua competenza, pare
in procinto di ufficializzare una sua proposta circa la razionalizzazione dei
fondi assegnati alle fondazioni lirico-sinfoniche. E, da quanto è trapelato da
fonti vicine al ministro, la Scala potrebbe godere in virtù dell?indiscutibile
eccellenza di un trattamento di riguardo. Per dirla tutta, anzi, Bondi vorrebbe
concentrare sul Piermarini e sulla capitolina Santa Cecilia l?intero importo di
quanto rimarrà del Fus a seguito delle contrazioni determinate da Tremonti. Ma
la ricetta di Bondi, incardinata com?è sul varo di una sorta di federalismo dei
teatri che attribuisce a Comuni, Province e Regione il compito di garantire
attraverso finanziamenti ad hoc la sopravvivenza delle fondazioni
lirico-sinfoniche, potrebbe andare di traverso ai sindaci e ai sovrintendenti
esclusi dalla mano pubblica. Non è affatto escluso, quindi, che i soggetti
coinvolti nel taglio secco del Fus finiscano per cedere alle sirene dei
confederali, già al lavoro per alzare il sipario su una «vertenza teatri» seconda per effetto mediatico solo a quella inscenata contro il
Decreto Gelmini sulla
scuola. Ma, pure ad accreditare la pista di una corsia preferenziale per la
Scala, va registrato che altre istituzioni culturali meneghine usciranno con le
ossa rotte dal processo della legge di bilancio. Il Piccolo e i Pomeriggi
musicali dovrebbero, per esempio, rimetterci 250.000 euro.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA MILANO pag.
26 Gli studenti: o partiamo o blocchiamo la città CHIESTI TRENI SPECIALI PER IL
CORTEO DI ROMA ? MILANO ? ANCORA
( da "Nuova Sardegna, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi il decreto
sulla Gazzetta ufficiale, venerdì la manifestazione generale Sindacati pronti a
paralizzare l'Università ROMA. Nuova settimana di passione per l'università,
che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale
proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la
riforma Gelmini. Riforma
che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge
"tecnico" varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale
Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli
associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e
le cui domande scadono proprio domani), assicurano che il Dl arriverà al
Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in
serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la
complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una
riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al
decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare
il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione,
Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Il ministro
Gelimini prevede incentivi e premi per chi raggiunge la laurea nei tempi
canonici. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di
fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica
politica ha visto l'intervento di Antonio Di Pietro: "I soldi tolti alla
scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al
ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare
in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le
mani nella marmellata". La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla
maggioranza di ammettere i "propri errori e di ritirare i decreti su
scuola e università". Intanto, dagli Stati Generali delle Scuole del
Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte
ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola
nel Mezzogiorno.
( da "Adige, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
bagolino 1 caffarese
1 RETI: 5'pt rig. Stagnolli, 28'pt Ferrari. BAGOLINO: Giovi, Zanetti, Carè (33'st
Dagani), Stagnolli, Melzani, Cosi, Scalvini (24'st Nicolini), Bordiga,
Cavicchioli (1'st D. Salvadori), R. Salvadori, Nabacino.
Allenatore: Bazzani. CAFFARESE: Buccio, Gelmini (36'st D. Giovanelli), Brunori, M. Giovanelli, T. Fenoli,
Giacometti, Uboldi, Stagnolli, Ferrari, Grassi (6'st Carè), D. Fenoli.
Allenatore: Scalvini. ARBITRO: Trenti di Rovereto. 10/11/2008
( da "Nuova Ferrara, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Legge 133 e riforma
nel mirino. Oggi assemblea degli universitari al Mammuth La scuola torna in
piazza Domani la manifestazione, fra corteo, lezioni e note Mentre oggi al
Mammuth si svolge un'assemblea-lezione sulla legge 133/2008 (inizio alle
13.30), domani il Coordinamento Scuole Ferraresi - ne fanno parte tutti gli
«attori» della scuola, dai docenti agli studenti, dalle elementari
all'univertità, alle famiglie - si mobilita contro la legge
133/2008 e il decreto Gelmini 137/2008, ora divenuto anch'esso legge. Si tratta di
provvedimenti - spiega il coordinamento studenti universitari - «che attaccano
il sistema d'istruzione pubblico, minacciando il libero diritto allo studio e
la libera circolazione del sapere». Quella di domani sarà una
manifestazione «pacifica, democratica, antifascista, in quanto valore
fondamentale della nostra civiltà, e apartitica (chiunque aderirà deve scendere
in piazza senza alcun simbolo o bandiera)», ricordano gli universitari. Il programma
prevede alle 9 concentramento in piazzale Poledrelli; alle 10 partenza corteo e
dalle 13 alle 18.30 lezioni in piazza Municipale con docenti universitari e
delle scuole superiori; dalle 19 alle 21 assemblea pubblica e quindi concerto
di chiusura. Intanto il Partito della rifondazione comunista ha annunciato che
parteciperà alla manifestazione di domani: legge 133 e legge Gelmini
- spiega una nota del Prc ferrarese - smantellano «il sistema pubblico
dell'istruzione, minacciano il diritto allo studio e la libera circolazione del
sapere. Pertanto anche il nostro partito presenzierà per esprimere nelle forme
garantite dalla Costituzione, e oggi più che mai bisognose di essere ribadite,
praticate e difese da tentativi di repressione violenta, il proprio dissenso».
( da "Nuova Ferrara, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Non
soddisfa il contenuto del provvedimento Gelmini «Occorre più
formazione» I maestri cattolici a convegno Dopo il congresso regionale tenutosi
sabato a Bologna sul tema "A chi interessa davvero la scuola?" alla
presenza dei rappresentanti Ai
( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Bologna))
Argomenti: Scuola
POLITICA pag. 9
Università, l?Onda sfida la Gelmini Venerdì lo
sciopero nazionale. E il ministro dichiara guerra ai fuori corso SAPIENZA Gli
studenti fanno lezione ai bambini (Ansa) ? ROMA ? DA UNA PARTE la settimana di
passione che sfocia venerdì a Roma nello sciopero generale. Dall?altra, la
riforma Gelmini che oggi dovrebbe vedere
concretizzarsi il primo tassello: la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del
decreto legge con le nuove regole dei concorsi per l?assunzione di professori e
ricercatori varato giovedì dal Consiglio dei ministri. L?Università resta sotto
i riflettori. E anche la visita dei bambini, ieri, ai laboratori di fisica,
chimica, medicina e geologia della Sapienza, con gli studenti a mostrare loro
«le meraviglie della scienza», è stato «un altro modo di protestare contro la
riforma Gelmini. Abbiamo dimostrato ai bambini che
studiare e fare ricerca serve nella vita di tutti i giorni» spiegano gli
studenti. «E i baby alunni sono stati attentissimi e hanno fatto domande
intelligenti e acute». La Rete degli Studenti chiede alla maggioranza di
«ammettere i propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Non
accettiamo nessuno scaricabarile: il ministro Gelmini
è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza». «I soldi tolti
alla scuola vanno restituiti ? polemizza il leader dell?Idv Antonio Di Pietro ?
E? positivo che il Governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in
un decreto. E questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata».
Lo sciopero generale, proclamato dai sindacati di categoria contro la riforma Gelmini è confermato per venerdì 14. Per il giorno dopo e
domenica gli studenti della Sapienza annunciano l?organizzazione «dell?assemblea
nazionale delle facoltà in lotta». Prima del week-end, però, il Governo conta
di aver incassato la firma di Napolitano sul decreto e di aver messo a punto le
norme per limitare il diffuso fenomeno dei fuori corso. Al ministero, infatti,
stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi
negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme
più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea.
L?IDEA del ministro Gelmini è quella di aiutare gli
studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. D?altronde i
dati Istat sono tutt?altro che rassicuranti: nel 2006 il 66% dei 271.115
laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all?Università fuori corso
(dati Censis) sono passati dai 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005
(+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con
un incremento percentuale pari al 37,6%. In alcuni atenei, come quello di Enna,
ci sono già incentivi per chi è in regola con il piano di studi, come sconti
sulle tasse per chi non è fuori corso.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Bologna))
Argomenti: Scuola
POLITICA pag. 9 La
prof ci scrive: «L?ho fatto perché ho a cuore gli studenti» LAUREA CON COMIZIO
/ REPLICA COMPRENDO la reazione emotiva espressa da Massimo Pandolfi: il giorno
della laurea deve essere un giorno di festa, ci sono i parenti e gli amici, e
dunque perché non procedere come al solito proclamando i laureati e aggiungendo
qualche parola di congratulazioni? Perché la presidente della Commissione, come
tutti i colleghi della Facoltà, ha molto a cuore il futuro dei giovani e
vorrebbe che tanti di loro, sempre di più e indipendentemente dalle loro
condizioni economiche, avessero la possibilità di arrivare a quel giorno felice
e laurearsi e festeggiare. Per questo esprime, leggendo un documento approvato
dalla Facoltà e da tutti gli studenti presenti nel Consiglio di facoltà, la
grave preoccupazione di fronte ai tagli decretati per la scuola, per
l?Università, per il futuro di tutti i giovani, dei meno privilegiati in
particolare. E segue la linea della Facoltà che ha deciso di garantire lo
svolgimento della normale attività didattica e le discussioni delle tesi di
laurea, esprimendo la preoccupazione e il dissenso attraverso l?atto pacifico,
simbolico, del togliersi la toga nel momento della proclamazione dei laureati.
Questo ho fatto, spiegando che nell?atrio c?erano a disposizione documenti di
impostazione diversa sul problema ?tagli? e, dopo aver ricordato che
l?Università dev?essere il luogo della libertà di pensiero, del confronto
critico e del dialogo civile, ho chiesto se qualcuno voleva esprimere la
propria opinione su quanto letto e detto. Ci sono stati parecchi interventi e
dunque nessuno ha tenuto un comizio: le posizioni erano diverse e contrastanti,
ma tutte sono state espresse e accolte con rispetto. Quanto alla richiesta di
lasciare la politica fuori da quell?aula: anch?essa è una precisa proposta
?politica?, legittima, quanto lo è quella di avere a cuore i problemi degli
altri, della scuola e dell?Università, anche nel momento in cui «le bottiglie
sono pronte» per la propria festa. Venti minuti di ritardo nella cerimonia: un
?peso? eccessivo per un piccolo esercizio di democrazia nelle nostre
istituzioni di cultura? Mariagrazia Contini GENTILE professoressa, grazie mille
per la sua replica che conferma, alla lettera tutto quello che ho scritto
nell?articolo pubblicato sabato e intitolato: «Tesi con comizio, laureanda sbotta:
?Prof, ora basta?». Siamo d?accordo su quello che è successo (in fondo è
cronaca), un po? meno sulla morale della storia (qui siamo nel campo delle
opinioni). Giovedì pomeriggio, a Bologna, si dovevano proclamare dei
neodottori. Resto dell?avviso che se volevate parlare di scuola, Gelmini, tagli veri o presunti, eccetera eccetera, potevate
farlo in un?altra sede, senza costringere laureandi (più amici, fidanzati,
genitori, nonni e parenti vari) a sorbirsi la sua-vostra filippica prima di
brindare con lo champagne.. Massimo Pandolfi
( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
n. 45 del 2008-11-10
pagina 5 Gli studenti scoprono il diritto di viaggiare e occupano le stazioni
Centrale e Garibaldi di Redazione Si preannuncia un'altra settimana calda per
le scuole e le università milanesi. Continuano le occupazioni e le autogestioni nei licei per dire no alla riforma Gelmini. E i collettivi studenteschi si
mobiliteranno in preparazione della manifestazione nazionale programmata per
venerdì prossimo a Roma. Partiranno in massa giovedì pomeriggio alla volta
della stazione Termini. E martedì si riuniranno in assemblea nel piazzale della
stazione Centrale «per affermare - dicono - il diritto a manifestare, il
diritto alla mobilità». Che tradotto significa: «Vogliamo treni speciali e
biglietti con lo sconto per andare a Roma». Già venerdì scorso, durante
l'ennesimo corteo, avevano esternato le loro intenzioni: «Viaggiare è un nostro
diritto - aveva urlato un liceale da dietro il megafono -. Non pagheremo il
biglietto più di 15 euro a testa». Ovviamente il «diritto di viaggiare» è una
scoperta degli ultimi giorni. Non la pensavano così infatti i collettivi
studenteschi, e gli infiltrati vari dei centri sociali, quando hanno cercato di
occupare i binari della stazione di Cadorna. O quando hanno interrotto la
circolazione dei treni alla stazione di Lambrate, facendo perdere tempo e
lavoro a tanti pendolari. Mercoledì la facoltà di Scienze dell'educazione
Milano-Bicocca terrà in stazione Garibaldi varie lezioni: «Ci sarà un nuovo
binario - spiegano gli studenti -, il binario della formazione». Si parlerà di
classi-ponte e di lotta al razzismo. Le lezioni saranno aperte a tutti «in uno
dei luoghi più attraversati della città, per rivendicare il diritto a
un'università che non sia il supermercato dei crediti ma l'università costruita
dal basso, studenti docenti, dottorandi e ricercatori, insieme». © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Rifondazione Appoggio alla lotta anti Gelmini LUCCA. Rifondazione esprime sostegno attivo a tutti coloro che
in questo momento si battono per difendere la scuola pubblica: siano lavoratori
della pubblica istruzione (docenti e non) come pure fruitori (studenti e
famiglie). «Ed è e sarà ancora più forte il nostro sostegno - si legge nella
nota inviata dal partito della Rifondazione Comunista - contro coloro
che in modo provocatorio e intimidatorio utilizzano la violenza e le minacce
per fermare il movimento in atto, come gli episodi delle bombe carta contro
alcuni istituti occupati hanno fatto intravedere. Non può che suscitare sdegno
e riprovazione la dichiarazione del presidente del consiglio, come sempre
smentita il giorno dopo, che invitava il ministro degli interni ad utilizzare
la forza pubblica per reprimere le manifestazioni di dissenso che in tutto il
Paese si sono levate contro il più grave attacco alla scuola pubblica mai
verificatosi dai tempi della nascita della Repubblica». Rifondazione invita i
propri iscritti e simpatizzanti e tutti i cittadini a partecipare e a sostenere
le iniziative di lotta del movimento, certa che la forte partecipazione
espressa unitamente alla consapevolezza dello scontro in corso «può permettere
finalmente di dire basta allo scempio di legalità che sempre più spesso questo
Governo mette in atto». A questo proposito Rifondazione invita tutta la
cittadinanza a firmare ai propri banchetti il referendum per l'abrogazione del
Lodo Alfano «che permette al presidente del consiglio l'immunità e l'impunità
nei confronti di ogni cittadino ledendo il principio costituzionale che ognuno
è uguale di fronte alla legge».
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-10 - pag: 2 autore: Italia ultima
sulle «borse» ma ora più fondi in arrivo Francesca Barbieri Loredana Oliva Un
nuovo stanziamento da 135 milioni di euro da spendere in borse di studio per
gli allievi più capaci e meritevoli a partire dal 2009: così il ministero
dell'Istruzione intende colmare il gap che ci divide dagli altri Paesi europei
sul fronte degli aiuti economici agli studenti universitari. La misura è
contenuta nel decreto legge varato giovedì scorso dal Governo, che
"corregge" il Ddl finanziaria 2009, dove è prevista, invece, una
potatura di oltre 40 milioni (da 152 milioni a meno di 112). Ma l'effetto
finale è positivo, almeno per il 2009: tra tagli e aumenti, la dotazione per il
diritto agli studi universitari arriverà a quota 246,9 milioni. L'obiettivo del ministro Gelmini è quello di evitare che alcuni studenti ritenuti idonei vengano
esclusi dalle borse per mancanza di risorse, come è accaduto finora in molte
regioni: nell'anno accademico 2006/2007, ad esempio, su oltre 174mila candidati
in regola coni requisiti, le borse sono state erogate a poco più di 141mila
giovani universitari. Un idoneo su cinque, dunque, ha dovuto arrangiarsi
da sé. Peggio è andata ai richiedenti dell'anno precedente: su 170mila ragazzi
valutati positivamente, il 24,5% è stato tagliato fuori dai benefici. Dall'indagine
«Eurostudent III» nel confronto europeo (tra Svezia, Olanda, Gran Bretagna,
Finlandia, Francia, Bulgaria, Portogallo, Austria, Germania, Svizzera e Italia
su dati 2005/2006), le risposte degli studenti intervistati mettono il nostro
Paese in posizione di fanalino di coda. La quota di beneficiari di borse si
ferma infatti all'11 per cento. Vicino ai nostri valori la Svizzera (14%),
mentre svettano Svezia, Olanda, Gran Bretagna e Finlandia che attribuiscono
aiuti e sussidi a oltre l'80% degli iscritti all'università. A guardare dentro
questo 11% relativo all'Italia si scopre che è diviso in scholarship per il
7,3% e grant per il 3,7 per cento. Le percentuali si riferiscono,
rispettivamente, a contributi degli enti del diritto allo studio (che tengono
conto in primis del reddito delle famiglie) e alle borse assegnate dalle
università, per progetti, tesi di laurea, dove vale di più il merito. La quota
sale al 28% se consideriamo tutti gli aiuti economici per gli iscritti: non
solo borse di studio, ma anche contributi alla mobilità internazionale e forme
di sostegno indiretto, come l'esonero dalle tasse universitarie. La ricerca
Eurostudent III sottolinea anche come nel nostro Paese sia poco diffusa la
pratica del prestito per sostenere gli studi. Se prendiamo, ad esempio,
prestiti d'onore e altre forme di finanziamento agevolato, nell'anno accademico
2005/2006 su 706 richieste ne sono state accolte
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-10 - pag: 3 autore: Bilanci già in
rosso per almeno cinque sedi «Bisogna che i bilanci delle università siano
comprensibili e pubblicati su Internet ».L'auspicio
formulato qualche settimana fa dal ministro Mariastella Gelmini disegna un futuro lontano, ma
già oggi sotto le lenti di ingrandimento dei tecnici di Viale Trastevere sono
finiti i conti di almeno cinque atenei, che hanno cominciato a navigare in
acque agitate ben prima che si profilassero le secche dei nuovi tagli ai
finanziamenti statali. Il campanello d'allarme è suonato più intenso
all'Università di Siena, che non solo mostra spese di personale vicine ai
livelli massimi consentiti dalla legge (è all'89,2% del Fondo ordinario, il
tetto è al 90%), ma soprattutto ha visto aprirsi una voragine nei conti. Il
"buco" è di circa 150 milioni, aperto soprattutto dai crediti verso
l'Indpap ( per il mancato trasferimento dei contributi prelevati dagli stipendi
dei dipendenti, a cui si aggiungono gli interessi di mora) e verso la Regione
in termini di Irap. A scavare è intervenuto anche un disavanzo di gestione
intorno ai 25 milioni (fatto decisamente raro nei conti universitari, di cui si
sta occupando la Guardia di Finanza), ma un'ulteriore verifica sull'effettiva
esigibilità dei crediti iscritti in entrata potrebbe portare altre brutte
sorprese. Difficile è anche la situazione di Firenze (che al personale dedica
il 92,1% dell'Ffo), che ha messo in campo un piano di rientro dagli oltre 40
milioni di rosso. Un piano che passa anche attraverso alienazioni di immobili,
e su cui si concentreranno le verifiche ministeriali. La stessa strada, del
resto, è stata percorsa da Urbino, diventata statale due anni fa con un'eredità
di circa 50 milioni di euro di passivo che oggi si sono ridotti intorno a quota
13 milioni, e un piano di rientro è in cantiere anche a Trieste. Più ridotto,
invece, il rosso di Pisa. Il segno meno è comparso anche a Camerino, che però
adotta la contabilità economica (quella delle aziende, in cui rientrano gli
ammortamenti) e non quella finanziaria (tipica degli enti pubblici, che
fotografa la situazione anno per anno, ma non permette di misurare l'evoluzione
della "ricchezza" dell'ateneo). Secondo il criterio
"classico", spiega il rettore Fulvio Esposito, Camerino chiude con un
avanzo di 5 milioni, mentre in contabilità economica il peso degli ammortamenti
porta il saldo a 117mila euro. «In termini di comunicazione non
"paga" – sottolinea Cattaneo – ma la contabilità economica ci
permette di capire in anticipo l'emergere di squilibri. In questo
modo,l'allarme scatta prima e ci consente di intervenire in tempo». Insieme a
Camerino, però, solo Trento ha adottato questa contabilità, caldeggiata per
tutta la Pa dal comma 61 della Finanziaria 2008, rimasto lettera morta. Un
viaggio nei problemi dei bilanci universitari non può ignorare poi la Federico
II di Napoli, dove l'incidenza delle spese di personale sull'Ffo rimane sotto
al 90% (86,1%) solo grazie agli "sconti" nel calcolo sul personale di
medicina ed è aumentata nel 2007 del 4,5%. Lì i conti sono in pareggio, ma solo
in virtù degli interventi in extremis realizzati grazie a una linea di credito
(70 milioni di euro, in 15 anni) che permette di dirottare risorse fresche
quando le spese corrono troppo.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: GAZZETTE data: 2008-11-10 - pag: 36 autore: GAZZETTE ITALIANE FINO AL 3 NOVEMBRE ACURADI Giovanni Parente
Scuola: tutte le novità della riforma Gelmini Iniziative per lo studio degli statuti delle Regioni ad
autonomia ordinaria o speciale. Saranno attivate nelle scuole italiane con lo
scopo di promuovere la conoscenza del pluralismo istituzionale. è una delle
novità introdotte dalla legge 30 ottobre 2008 n. 169 che converte con
modifiche il Dl 137/2008 («Disposizioni urgenti in materia di istruzionee
università»). La legge è stata pubblicata sulla Gazzetta n. 256 dello scorso 31
ottobre. In seguito alle modifiche inserite nel corso dell'iter parlamentare, i
docenti, che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di
specializzazione per l'insegnamento secondario (Ssis) o i corsi biennali abilitanti
di secondo livello a indirizzo didattico (Cobaslid) attivati nell'anno
accademico 2007/2008 e hanno conseguito il titolo abilitante, sono iscritti a
domanda nelle graduatorie a esaurimento e sono collocati nella posizione
spettante in base ai punteggi dei titoli posseduti. Potranno chiedere
l'iscrizione con riserva alle graduatorie anche quanti si sono iscritti
nell'anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in Scienze della formazione
primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica. Inoltre, al piano
straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, formulato ai
sensi dell'articolo 80, comma 21, della legge 289/2002 (Finanziaria 2003), è
destinato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse stanziate per
il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è
ricompreso. Per consentire il completo utilizzo delle risorse già assegnate a
sostegno delle iniziative in materia di edilizia scolastica, le economie,
comunque maturate alla data di entrata in vigore del Dl 137/2008, nonché quelle
relative a finanziamenti per i quali non sono state effettuate movimentazioni a
decorrere dal1Úgennaio2006, sono revocate. Pertanto le stazioni appaltanti
provvedonoa rescindere, ai sensi dell'articolo 134 del Dlgs 163/2006, i
contratti stipulati, quantificano le economie e ne danno comunicazione alla
regione territorialmente competente. La revoca è disposta con decreto del
ministro dell'Istruzione, sentite le Regioni territorialmente competenti, e le
relative somme sono riassegnate, con le stesse modalità, per l'attivazione di
opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche, finalizzate alla
mitigazione del rischio sismico, da realizzare in attuazione del patto per la
sicurezza delle scuole. Il ministro dell'Istruzione di concerto con quello
delle Infrastrutture è tenuto a nominare un soggetto attuatore che definisce
gli interventi da effettuare per assicurare l'immediata messa in sicurezza di
almeno cento edifici scolastici presenti sul territorio nazionale che
presentano aspetti critici sotto il profilo della sicurezza sismica. Per
assicurare l'integrazione e l'ottimizzazione dei finanziamenti destinati alla
sicurezza sismica delle scuole, il soggetto attuatore definisce il
cronoprogramma dei lavori in base alle risorse disponibili, d'intesa con il
Dipartimento della protezione civile, sentita la Conferenza unificata. Infine,
in relazione alla valutazione del rendimento, nella scuola primaria i docenti,
con decisione assunta all'unanimità, possono non ammettere l'alunno alla classe
successiva solo in casi eccezionali, comprovati da specifica motivazione.
Agricoltura Dl 3 novembre 2008 n. 171 • Per i quantitativi del contingente del
biodiesel del programma pluriennale assegnati agli operatori nel corso dell'anno
2008,il termine per miscelare i medesimi con il gasolio ovvero per trasferirlia
impianti di miscelazione nazionali, ovvero, per il biodiesel destinatoa essere
usato tal quale, per essere immessi in consumo, è prorogato al 30 giugno
2009.Al fine di concorrere agli oneri della gestione ordinaria è attributo
all'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in
Puglia, Lucania e Irpinia (Eipli), un contributo straordinario dell'importo
massimo di 5,6 milioni di euro, previo corrispondente versamento all'entrata
degli interessi attivi.Al fine di garantire la gestione ordinaria del servizio
pubblico essenziale di irrigazionee di distribuzione di acqua ed in
considerazione dell'eccezionalità dell'esposizione debitoria dell'Eipli, fino
alla data del 31 marzo 2009 le somme erogate non sono soggettea esecuzione
forzata, a pena di nullità rilevabile d'ufficio dal giudice.Per l'operatività
dei limiti all'esecuzione forzata,l'organo esecutivo dell'Eipli destina le
somme erogate esclusivamente alla gestione ordinaria,previa individuazione
delle finalità e quantificazione degli importi con deliberazione da adottarsi
ogni tre mesi e da notificarsi al tesoriere.Il medesimo organo non emette,
altresì, mandati a titolo diverso da quello in tale modo vincolato,senza
seguire l'ordine cronologico delle fatture così come pervenute per il pagamento
o, se non è prescritta fattura, delle deliberazioni di impegno da parte
dell'Ente stesso.Gli oneri derivanti dalla chiusura degli interventi
cofinanziati dall'Unione europea nel settore della pescae dell'acquacoltura,per
il periodo di programmazione 1994/1999, valutati in 50 milioni di euro,fanno
carico alle disponibilità del Fondo di rotazione previsto dall'articolo5 della
legge n. 183/1987. Gazzetta n. 258 del 4 novembre 2008 Comunicato ministero
Politiche agricole • Con decreto del ministro delle Politiche agricole di
concerto con quello della Pubblica amministrazione e l'innovazione del 23
ottobre 2008, è stato approvato il regolamento del personale dell'Agenzia per
le erogazioni in agricoltura (Agea). La consultazione del testo integraleè
effettuabile sul sito internet www.agea.gov.it. Gazzetta n. 258 del 4 novembre
2008 Dm Politiche agricole, 25 settembre 2008 • L'Agea (Agenzia per le
erogazioni in agricoltura) è designata quale unica autorità competente
incaricata delle comunicazioni alla Commissione Ce, riguardanti le
organizzazioni di produttori (Op), i gruppi di produttori (Gp) e le
associazioni di organizzazioni di produttori (Aop). Inoltre la stessa Agea è designata
quale autorità nazionale incaricata della gestione, della sorveglianza e della
valutazione della Strategia nazionale e della disciplina ambientale, in essa
incorporata, adottate dal ministero delle Politiche agricole,d'intesa con la
Conferenza permanente peri rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trentoe Bolzano e applicabili ai programmi operativi presentati
dalle organizzazioni di produttori ortofrutticoli. Gazzetta n. 257 del 3
novembre 2008 Energia Deliberazione Autorità per l'energia elettrica e il gas,
7 agosto 2008, n. Arg/gas 120/08 • Varate nuove regole per ridurre le
dispersioni di gas e migliorare il servizio di pronto intervento. Gli operatori
che non raggiungeranno gli obiettivi di ulteriore riduzione fissati dall'Autorità
dovranno pagare delle penalità; coloro che riusciranno invece a realizzare
miglioramenti superiori a quelli stabiliti,riceveranno degli incentivi.
L'applicazione del meccanismo di penalità e incentivi partirà dal 2010 per
concedere agli operatori tempi sufficienti per adottare le necessarie misure di
sviluppo organizzativoe tecnologico.In base alla nuova disciplina, le aziende,
con più di 50mila clienti, dovranno ridurre ogni anno il numero di dispersioni
per migliaio di clienti segnalate da terzi sulle proprie reti. Nel complesso, è
richiesto un miglioramento di circa il 20% in media a livello nazionale entro
il 2012. Per gli ambiti provinciali peri quali attualmente si registrano più
dispersioni è richiesto un maggiore miglioramento dei parametri di
sicurezza,fino al 7%all'anno. Previsti, poi, incentivi per l'effettuazione di
controlli del grado di odorizzazione del gas oltre il numero minimo annuo
obbligatorio stabilito dall'Autorità.Tuttavia,le imprese perderanno il diritto
di riscuotere gli incentivi (anche se avessero raggiunto miglioramenti
superiori a quelli richiesti) nei casi in cui si fosse verificato un incidente
per causa dell'impresa stessa,o se un'ispezione avesse evidenziato la non
adeguata odorizzazione del gas o, ancora, se non risultasse rispettato uno
degli obblighi di sevizio fissati dall'Autorità. Per quanto riguarda il pronto
intervento,l'operatore dovrà rispondere alla chiamata telefonica entro il tempo
massimo di 120 secondi, almeno nel 90% delle richieste di intervento, e dovrà
assicurare la possibilità di parlare con un operatore in grado di fornire al
chiamante le prime istruzioni per scongiurare l'innescarsi di un eventuale
incidente. Estesa, infine, al settore gas la regolamentazione su appuntamenti
concordati coni clienti e indennizzi automatici in caso di mancato rispetto
degli standard di qualità. Gazzetta n. 258 del 4 novembre 2008, supplemento
ordinario n. 245 Pubblica amministrazione Dpcm 11 settembre 2008, n. 170 •
Adottato il regolamento sulla disciplina attuativa dell'analisi d'impatto della
regolamentazione (Air).La disciplina si applica agli atti normativi del
Governo, compresi gli atti adottati dai singoli ministri, ai provvedimenti
interministeriali e ai disegni di legge di iniziativa governativa. Ciascuna
amministrazione comunica tempestivamente alla Presidenza del Consiglio dei
ministri, Dipartimento per gli affari giuridicie legislativi (Dagl), le
modalità organizzative prescelte per il coordinamento e l'effettuazione delle
attività connesse all'Air e alla Vir (Verifica impatto della
regolamentazione)di rispettiva competenza. Per gli atti normativi che
coinvolgono più amministrazioni, gli uffici competenti possono concordare
l'effettuazione in comune dell'Air, prevedendo anche che specifiche fasi o
attività istruttorie del processo di analisi siano realizzate da una delle
amministrazioni. In questo caso resta ferma la responsabilità delle singole
amministrazioni circai contenuti e le conclusioni dell'Air di relativa
competenza.Nell'ambito del Dagl della Presidenza del Consiglio dei ministri è
costituito l'ufficio di livello dirigenziale generale«Analisi e verifica
dell'impatto della regolamentazione». Tale ufficio, ove non diversamente
specificato, è competente all'effettuazione dei compiti e delle attività in materia
di Air e Vir. Il Dagl è, in materia di Aire Vir, il referente unico delle
amministrazioni statali per i rapporti in ambito interno, comunitarioe
internazionale.L'Air non è effettuata per i disegni di legge costituzionale,
gli atti normativi in materia di sicurezza interna ed esterna dello Stato, i
disegni di legge di ratifica di trattati internazionali, che non comportino
spese o istituzione di nuovi uffici. Gazzetta n. 257 del 3 novembre 2008
( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
La scuola di
infanzia è costata un milione di euro. Possibile anche un ampliamento
Inaugurato il "gioiello" di famiglia LAMPORECCHIO. Una bella domenica
di sole ha accolto una moltitudine di genitori, nonne, zii e bambini arrivati a
festeggiare l'inaugurazione della nuova scuola d'infanzia, destinata ai bimbi
dai tre ai cinque anni d'età. Proprio come una bella e simpatica festa paesana,
di quelle che usavano in tempi neanche troppo antichi, con in testa il sindaco,
il prete e tutti gli altri con l'abito buono della domenica, ugualmente
entusiasti e soddisfatti nel presentare e benedire l'ultimo "gioiello di
famiglia", in ordine di tempo, realizzato dall'amministrazione. «Costato
circa un milione di euro - ha confermato il sindaco Aldo Morelli - e che potrà
inizialmente accogliere 90 bambini, divisi in tre sezioni e assistiti da due
insegnanti per ogni sezione. Dico inizialmente perché i locali della scuola
sono predisposti per un eventuale e successivo ampliamento con la realizzazione
di una quarta sezione, in grado di fare salire l'accoglienza della nuova scuola
a 120 bambini». I fondi sono stati reperiti con un'operazione di permuta, realizzata
attraverso una gara d'appalto che ha consentito il recupero della vecchia
scuola già esistente sul territorio, insieme all'accensione di un mutuo da
parte del Comune. «Il ministro Gelmini le scuole le vuole chiudere - ha affermato l'assessore alla
pubblica istruzione Carla Bollettini - invece noi a Lamporecchio le apriamo.
Infatti questa di Mastromarco è la terza scuola d'infanzia del nostro paese».
Subito dopo il taglio del nastro e della benedizione da parte di Don Francesco,
i bimbi non si sono fatti pregare nell'esplorare i locali della scuola,
rimanendo abbagliati dal sole che inonda, attraverso grandi finestre, gli spazi
aperti che conducono ai vari servizi decorati con i simboli della natura. Tutto
negli arredi, dai lampadari a forma di uccelli, agli orsetti che sorridono alle
finestre, ai divani che rimbalzano, ai paesaggi che emergono dalle grandi
vetrate, è stato studiato per favorire l'inserimento felice del bambino nella
scuola. Genitori soddisfatti hanno ascoltato le parole del sindaco Morelli che
ha esortato i cittadini a non smettere mai di credere nella cultura e di
considerare la scuola «mai come luogo di spesa o di tagli, bensì come un
fondamentale passaggio di crescita civile e culturale nella vita dei nostri
ragazzi». Franca Capecchi
( da "Metronews" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Gli studenti in
lotta ancora autogestioni uscito su Metro il 10/11/2008 Lascia il tuo commento!
Gli studenti milanesi non demordono. Continuano le proteste anti-Gelmini e contro i tagli agli atenei. Alle magistrali
Agnesi, dove la scorsa settimana 4 studenti sono stati denunciati per
interruzione di pubblico servizio, l?autogestione continuerà per tutta la
settimana con il contributo dei professori. Autogestione anche al Kandiskij e
domani al liceo Manzoni ci sarà un?assemblea occupata in vista della manifestazione
a Roma il 14 novembre. Sempre domani studenti dei licei e dell?università si
incontraranno alle
( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA E CRISI
ECONOMICA, NARDIELLO:INTENSIFICARE LA LOTTA 10/11/2008 08.38.57 [Basilicata]
(ACR) - â??Dare sbocco alle diverse iniziative di protesta e di sciopero dei
lavoratori lucani, saldandole alle lotte degli studenti contro la â??riforma Gelmini dei tagliâ?? proprio come è¨ avvenuto ieri con
lâ??assemblea alla Daramic e la â??storicaâ?? partecipazione di studenti medi e
di operai allâ??assemblea in Ateneo, è¨ una esigenza che deve spingere il
sindacato lucano ad uno sciopero regionale proprio come a livello nazionale la
Cgil si avvia verso uno sciopero generale contro la politica economica di
Berlusconiâ?. A sostenerlo
è¨ il capogruppo del Pdci in Consiglio regionale, Giacomo Nardiello. â??La
sollecitazione ad accrescere la mobilitazione popolare che è¨ venuta
dallâ??assemblea Fiom di quei metalmeccanici più¹ esposti alla crisi e
contestualmente dai giovani lucani che non riescono a vedere un proprio futuro
â?? aggiunge Nardiello - è¨ sacrosanta ed è¨ la risposta più¹ efficace alle
modalità con cui un Governo irresponsabile gestisce le conseguenze della
crisi economica. Eâ?? anche la risposta ai tentativi prolungati di dividere le
organizzazioni sindacali e di contrapporre gli interessi dei â??lavoratoriâ?? a
quelli dei â??cittadiniâ??. Dopo una Finanziaria varata in nove minuti e mezzo,
lo scorso luglio, e tutto ciò² che ne è¨ conseguito, in materia di tagli
scolastici e di proposte di rinnovo di contratto vergognose nel pubblico
impiego, il sindacato fa bene a rafforzare ulteriormente le iniziative di
lotta. I Comunisti Italiani sosterranno con forza le mobilitazioni già
programmate, a sostegno del lavoro pubblico, dei dipendenti del commercio,
della trattativa per il contratto dei metalmeccanici e dei pensionati. Lo
faremo convintamente, contro la frantumazione e per offrire tutto il nostro
contributo allâ??unità del mondo del lavoro ferocemente sotto attacco da
quando Berlusconi siede a Palazzo Chigi. Del resto i dati sulla povertà
non fanno quasi più¹ notizia. Lâ??ultima rilevazione Istat, secondo cui
lâ??11,1 per cento delle famiglie residenti in Italia sono povere e il 23,6 per
cento nella nostra regione, dovrebbe indurre chi detiene responsabilità
politiche ad interrogarsi sulle soluzioni possibiliâ?.
â??Noi crediamo â?? conclude Nardiello - che esista innanzitutto una
â??questione salarialeâ?? di gravità inaudita e che vada affrontata con misure di
grande impatto sociale, finalizzate a redistribuire la ricchezza. Non a caso il
Pdci ha lanciato varie proposte di legge, tra cui una volta a ripristinare un
meccanismo di indicizzazione dei salari. Perché© lâ??aumento del costo della
vita abbinato a stipendi drammaticamente insufficienti si traduce in nuove
povertà . Nella totale indifferenza del governo, al punto che il ministro
Brunetta ha recentemente proposto, riguardo ai pubblici dipendenti, un rinnovo
contrattuale con aumenti salariali da fameâ?. (dt )
( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA, DI SANZA
(PD) SU INCONTRI SENISE, LAURIA E VALSINNI 10/11/2008 08.18.48 [Basilicata]
(ACR) - Il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Sanza, ringrazia i
cittadini che hanno partecipato ai tre incontri sul tema della scuola,
organizzati insieme con il collega consigliere Marcello Pittella, nei giorni 4,
5, 6 novembre nei Comuni di Senise, Lauria e Valsinni. â??Quando, insieme con
Marcello Pittella, abbiamo pensato di organizzare diversi incontri sul tema
della scuola sul territorio lucano, nellâ??ambito del progetto
www.unbuonconsiglio.it, la grande protesta del movimento studentesco non era
ancora cominciata. E già allora abbiamo intravisto elementi di
criticità sia di metodo che di merito rispetto allâ??azione del governo
nazionale. Gli incontri di questi giorni con i cittadini sono caduti proprio
nel cuore della protesta dei docenti e degli studenti. Una protesta civile e
propositiva che, di fatto, si è¨ riflessa anche nelle discussioni che abbiamo
promossoâ?. â??Questo sta a significare â?? a giudizio del consigliere - che se ascoltato, il
mondo della scuola, competente comâ??è¨, sa criticare, sa apprezzare quanto di
buono è¨ stato fatto, sa cosa si deve eliminare e cosa, invece, deve essere
realizzato per avere una scuola migliore. Ho molto apprezzato il senso di
responsabilità che tanti cittadini hanno mostrato rispetto al tema della
riforma della scuola e a quanto proposto dal Governo nazionale. Hanno saputo
motivare il loro no al maestro unico, definito più¹ volte â??tuttologoâ?, ritenendo che oramai è¨ necessario
offrire agli studenti una multiculturalità affinché© possano pensare con
la loro testa e non affidarsi a persone â??unicheâ?, con
pensieri â??uniciâ??. Hanno evidenziato la loro preoccupazione rispetto al
dimensionamento della
rete scolastica sul territorio, paventando il rischio di chiusura di tanti
istituti scolastici, che in alcuni paesi lucani sono lâ??ultimo presidio
culturale, con il conseguente pericolo che tante famiglie, pur di agevolare i
propri figli, decidano di trasferirsi in centri più¹ grandi, alimentando
ulteriormente il fenomeno dellâ??emigrazione. Tutte considerazioni fatte sulla
base della cosiddetta â??riforma Gelminiâ?? che è¨
stata ideata ed imposta al mondo della scuola senza un briciolo di discussione.
Una discussione che sarebbe servita ad ascoltare chi, di fatto, vive e fa la
scuolaâ?. â??Per fortuna, dopo le numerose e diffuse iniziative di protesta e
di mobilitazione delle scuole e le prese di posizione delle Regioni e degli
Enti locali â?? sottolinea
Di sanza - il Governo ha dovuto rinunciare al commissariamento previsto
dell'articolo 3 del DL 154/08 rispetto alle operazioni di dimensionamento e
razionalizzazione della rete scolastica. L'articolo prevedeva la nomina di
commissari ad acta qualora il piano non fosse stato predisposto entro il 30
novembre 2008. Il nuovo testo dell'articolo non prevede più¹ la scadenza
perentoria del 30 novembre, né© il commissariamento delle Regioni e limita il
dimensionamento alle sole unità scolastiche autonome non in regola con i
parametri di legge senza intervenire sui singoli plessi (sui quali comunque il
Governo prevede di intervenire a partire dal 2010/11)â?.
â??Si tratta di un primo risultato, seppur parziale â?? conclude Di sanza -
visto che in realtà
è¨ solo un rinvio di alcuni degli effetti deleteri del piano programmatico di
tagli predisposto da Tremonti e Gelmini. Il
dimensionamento delle istituzioni scolastiche autonome è¨ una operazione che
deve comunque garantire la presenza diffusa sul territorio delle scuole
statali, come previsto dalla Costituzione, ed il nostro ruolo sarà quello
di mantenere alta lâ??attenzione su questo tema così¬ come sullâ??altro fronte
caldo che è¨ quello universitarioâ?. (dt )
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lunedì 10 Novembre
2008 Chiudi ROMA - «Nessuno pensa che l'università vada difesa nella forma in
cui si presenta oggi. Troppi sono gli sprechi, i feudi di potere, i concorsi
poco trasparenti. Però i provvedimenti del governo si limitano ai tagli, si
parla di quasi due miliardi di euro, e a spingere gli atenei a trasformarsi in
Fondazioni private. Questa è una ricetta di liquidazione, non di rilancio»,
Francesco Mauriello, presidente dell'Adi, dell'Associazione dottorandi e
dottori di ricerca, sintetizza così le ragioni che spingono studenti e
professori a continuare la protesta, nonostante l'apertura del governo. E oggi
inizia una nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a
scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale
proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Intanto in serata sarà
pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto legge varato giovedì dal
Consiglio dei ministri: il testo sarà immediatamente in vigore perché modifica
le regole dei concorsi, già banditi da tempo, le cui domande scadono proprio oggi.
Ma il decreto prima di essere pubblicato dovrà essere firmato stamattina dal
Capo dello Stato. Una corsa contro il tempo per poter mandare avanti la
complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Mentre il ministero è al lavoro
per dare corpo alle linee guida che ispireranno la riforma gli studenti
organizzano nuove forme di lotta. La Sapienza ieri ha riaperto le porte dei
laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini,
oggi in alcune città i ricercatori andranno nei mercati rionali per spiegare
alla gente che «l'università è alla frutta». Mentre domani, a Roma, sempre i
giovani ricercatori andranno nelle Ambasciate per chiedere "asilo
politico". «Qui non abbiamo prospettive», dicono. Dal mondo della politica
arriva l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno
restituiti, non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro
dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un
ddl ciò che era in un decreto, questo dimostra che è stato preso con le mani
nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza
di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università.
«Prima di tutto - sottolineano gli studenti - avvertiamo che non accetteremo
nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo, il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la
maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la
maggioranza di Governo riacquisterà consenso». Intanto, le regioni del Sud
discutono sui problemi delle loro scuole. Dagli Stati Generali degli istituti
del Mezzogiorno è arrivato l'impegno dei parlamenti locali che che si sono
detti pronti a investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare
la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della
Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 di milioni solo per le
infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per
salvare l'Alitalia». A. Ser.
( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-11-10 num: - pag: 30 categoria:
REDAZIONALE Particelle elementari di Pierluigi Battista Gentile Camilleri si
scusi a modo suo G entile Andrea Camilleri, purtroppo per noi e purtroppo per
lei, le è scappata una battuta incresciosa e stupida su Mariastella Gelmini. Davanti a un platea entusiasta di studenti romani,
ha negato al ministro dell'Istruzione l'appartenenza al genere umano. L'ha
estromessa dall'umanità, e accompagnata alla porta come socio indegno di quella
variegata e universale confraternita di cui tutti noi umani, più o meno
meritatamente, facciamo parte di diritto per il solo fatto di essere nati.
Perché lei abbia pronunciato una simile (è il caso di dire) bestialità, non è
difficile da afferrare. E' possibile che nel cuore di uno scrittore amabile e
spiritoso come lei alberghino pensieri malvagi come quelli che indussero Lenin
a schiacciare gli «insetti nocivi» della controrivoluzione, o luciferini
propositi di trattamento speciale riservato da Hitler agli odiosi
«Untermenschen» («sottouomini»)? Ovvio che non è possibile. Più semplice
pensare a un suo momentaneo e disinibito stato di trance militante in cui,
sebbene abbagliate da un'improvvisa illuminazione, le parole regrediscono
invece a uno stadio di fastidioso obnubilamento. Possiamo immaginare, gentile
Camilleri, quale contagiosa febbre movimentista sprigionasse da quei giovani
infervorati per la presenza in una loro assemblea del grande e maturo scrittore
di successo. Possiamo intuire quale subitanea pulsione estremista l'abbia
pervaso al cospetto dell'Onda impetuosa di quei giovani entusiasticamente
assiepati per abbeverarsi alle sue parole sempre così sapidamente sarcastiche e
irriverenti. Tra i cori contro la Gelmini, gli striscioni contro la Gelmini, gli sberleffi contro la Gelmini, lei avrà sentito potente il bisogno di mettersi in sintonia con
quell'energia di giovinezza rivoltosa. Lei, maestro della parola trasgressiva,
avrà avvertito il bisogno della trasgressione suprema, della battuta
beffardamente feroce con cui annichilire il detestabile nemico dell'Onda.
«La Gelmini non è un essere umano», è il grido
rivoluzionario che le sarà sgorgato dal suo animo capace di preservare l'ardore
della gioventù anche nei suoi meravigliosi 83 anni. E quell'applauso
appassionato e caldo che ha accolto la sua battuta l'avrà certamente confortato
nella convinzione di aver speso le parole giuste, toccato le corde giuste,
adoperato i toni giusti. Erano le parole sbagliate, le corde sbagliate, i toni
sbagliati. Non si titilla l'odio in embrione, lei lo sa perfettamente, caro
Camilleri. Non si degrada un essere umano spedendolo brutalmente nella
categoria infetta della disumanità o della sotto-umanità. Lontano dalle onde emotive
e dagli applausi frastornanti, lei si sarà certamente accorto del suo
grossolano e imperdonabile errore. Perciò, tornato all'affabile ironia che
emana dai suoi racconti baciati dal successo, provi a chiedere scusa al
ministro Gelmini, magari ricorrendo al lessico del suo
siciliano immaginifico e camilleresco per sdrammatizzare una condizione un po'
imbarazzante: «Gentilissima ministra, io dissi quella frase ma la pensò il
solito Catarella, il quale purtroppamente è uso a sparare minchiate. Me ne scuso
a nome mio pirsonalmente di pirsona e del suddetto Catarella». Una cosa così, e
farebbe un figurone. Con sincera cordialità. \\ Con gli studenti ha insultato
la Gelmini: ora usi il suo siciliano immaginifico
( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-10 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE La riforma Gli studenti in ritardo con gli esami sono il 37% degli
iscritti Università, progetto Gelmini: tasse più alte per i fuori corso Ipotesi di raddoppio limitato
a chi non dimostra di lavorare Settimana «calda» per scuola e atenei: venerdì
lo sciopero proclamato dai sindacati di categoria ROMA — Il ministro della
Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini si è sempre detta contraria all'ipotesi di aumentare le tasse
universitarie. Anzi, chi merita deve essere aiutato, è la sua linea. E
chi invece se la prende comoda, tanto le rette sono abbordabili? Chi scambia
l'università per un parcheggio? Per costoro, che sono centinaia di migliaia, è
in arrivo un «giro di vite» che potrebbe tradursi proprio in un aumento delle
tasse. La Gelmini ha anticipato un provvedimento sui
fuori corso. Non è entrata nei dettagli. Se non per spiegare che lo scopo è
quello di ridurre nei limite del possibile — occorre infatti distinguere tra
chi non si impegna e chi invece studia e lavora — il numero di quanti si
iscrivono ma non danno esami o ne danno pochissimi. C'è un risvolto etico. Le
università, nonostante la scarsità di risorse, fanno pagare la stessa retta a
chi è in regola o abbastanza in regola e chi invece costringe la collettività a
finanziare i suoi studi per un numero di anni di gran lunga superiore a quello
previsto. Il fondo di finanziamento ordinario che alimenta le nostre 75
università è infatti ripartito tenendo conto del numero degli iscritti, in
corso o no, a ciascun ateneo. Una volta, nell'ordinamento, c'era un limite.
Negli altri Paesi l'eterno universitario non esiste. Dopo un certo tempo ti
buttano fuori. Questo è uno dei possibili modi di intervenire per
disincentivare i ritardi. L'altro colpisce il portafoglio. Sei un fuori corso e
non puoi dimostrare che lavori? Dovrai pagare rette più salate. Al ministero
affermano che non c'è alcun provvedimento in fase avanzata di elaborazione.
L'ipotesi però è stata avanzata, tra quelle in discussione in questi giorni
riguardanti la riforma dell'università. Nessun aumento indiscriminato delle
tasse, ma «giro di vite» limitato ai fuori corso. I ritardatari sono 667 mila,
un terzo dei quali non lavora. Rappresentano il 37 per cento del totale,
1.800.000 universitari. Per quanto diminuiti negli ultimi anni, sono lì a
dimostrare che il nostro sistema non funziona bene. Un raddoppio delle rette —
limitato a quanti non sono in grado di dimostrare che il ritardo dipende da
impegni di lavoro — porterebbe nelle casse delle università somme importanti.
Difficile fare conti precisi. Ma quelle somme potrebbero essere utilizzate —
altra voce trapelata dal ministero — per il diritto allo studio: borse,
alloggi, mense e via dicendo. Misure destinate a promuovere la mobilità degli
studenti, uno dei punti chiave del programma del ministro Gelmini.
Intanto, mentre il decreto legge varato venerdì scorso dal Consiglio dei
ministri dovrebbe essere già oggi pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si annuncia
una nuova settimana di passione con iniziative di protesta in molte università
italiane. Venerdì ci sarà la grande manifestazione di Roma con lo sciopero
generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Giulio Benedetti GUARDA le foto delle proteste
scattate dai lettori su www.corriere.it
( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-10 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE Alla «Sapienza» Lezioni e giochi per bambini ROMA — «Oggi
dimostriamo ai bambini che studiare, che fare ricerca serve nella vita di tutti
i giorni». è stata questa la domenica di porte aperte degli studenti e dei
ricercatori dell'Università «La Sapienza» di Roma, dove
centinaia di universitari hanno fatto un nuovo genere di protesta contro la
riforma della scuola del ministro Gelmini e la legge 133: per i bambini delle scuole elementari hanno
organizzato attività didattiche e lezioni, giochi, esperimenti e «maratone di
lettura» con l'attore Valerio Mastandrea e il cantautore Daniele Silvestri.
( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-10 num: - pag: 16 categoria:
BREVI Il «giro di vite» Norme più rigide I tecnici del
ministro Gelmini ( nel
tondo) stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a
laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso,
con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare
alla laurea I fuori corso Nelle 75 università italiane, i fuori corso sono 667
mila, un terzo dei quali non lavora. Rappresentano il 37 per cento del
totale, 1 milione 800 mila universitari
( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nel mirino del
ministro quel 30-40% che conclude gli studi in ritardo o magari abbandona.
Pieno sostegno di Confindustria: merito e qualità Gelmini: e ora tocca ai fuoricorso Aiuti
agli studenti-lavoratori, «ma l'università non è un parcheggio» ROMA. Nel
mirino della Gelmini ora
sono finiti i fuoricorso. Non si può tollerare - ha detto sabato al convegno di
Confindustria - che ci sia il 30-40% degli studenti che scambia l'università
per un parcheggio, ingolfa le strutture, si laurea tardi o non si laurea
affatto. Come contrastare il fenomeno il ministro non l'ha detto anche se ha
precisato subito che il giro di vite non riguarderà gli studenti-lavoratori, «e
questi vanno aiutati». Si punterà ad un drastico aumento delle tasse, per altro
già ora più salate per i fuoricorso? Sta di fatto che su questa linea ha
incassato il consenso aperto di Confidustria. Il presidente Emma Marcegaglia è
stata prodiga di sostegni e di incitamenti ad andare avanti. Infatti se le
prime misure «tagliano alcuni costi e rimettono a posto i numeri», guai a
fermarsi perché «è necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e
sulla qualità». Insomma quella dei fuoricorso appare come una sorta di
«manomorta» dell'università, un fenomeno tutto italiano dato che all'estero è
pressoché sconosciuto. E' maturato fin dagli anni '80, e fino alla riforma
Zecchino del 3+2 (nel 2001), su 100 iniziali iscritti se ne laureavano 25-27 e
tutti gli altri abbandonavano, magari dopo aver frequentato l'Università per
diversi anni. Con le lauree brevi c'è stato un certo ridimensionamento del
fenomeno e oggi quasi il 50% si laurea nei tempi prescritti, ma resta che un terzo
sfora di uno o due anni, e un venti per cento finisce per abbandonare. Al di là
delle statistiche, c'è sicuramente una ricaduta economica. Perchè strutture,
corsi e numero di docenti sono dimensionati sulla base degli iscritti, quando
probabilmente ne servirebbero assai meno sulla base del numero dei
frequentanti, di coloro che si laureano in tempo o almeno di quanti si laureano
nell'anno o nei due anni successivi. Insomma più iscritti più soldi, e le
Università - per far quadrare i conti - ricorrono ad un pressing pubblicitario
per attrarre quanti più studenti possibile. Cosa farà la Gelmini
lo sapremo nei prossimi giorni, anche se è sintomatico il fatto che le sue
dichiarazioni non hanno avuto alcuna eco nel mondo politico. Dunque si attende
di conoscere la griglia dei provvedimenti. Resta per ora l'invito del direttore
della ricerca Isfol Giorgio Allulli che - intervistato dalla Stampa - ha
invitato a non semplificare il problema. Intanto perchè il fenomeno «si è molto
ridimensionato rispetto a 10-15 anni fa». Poi perché «il sistema si è già
dotato di un criterio di ripartizione di alcuni fondi in base al quale si
distribuiscono risorse incrociando il numero degli iscritti con quello degli
esami sostenuti». E infine perché bisogna evitare di premiare «solo le
università che producono esami e quindi laureati perché si rischia la
proliferazione delle lauree facili». Resta che la Gelmini
ha già indicato un profilo da difendere - e anzi sostenere - quello cioè degli
studenti-lavoratori, cioè gli adulti che decidono di tornare a studiare. Che
secondo gli ultimi dati sono passati dal 13% degli immatricolati totali del
2000 al 17,4% dell'anno accademico 2005-2006.
( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
PISA Modica: sono
già penalizzati con le tasse PISA. «I fuoricorso sono già abbastanza
penalizzati perché pagano più tasse degli altri. Non vedo perché debbano essere
ulteriormente penalizzati». Lo dice l'ex sottosegretario all'Università,
Luciano Modica. «Io quando ero Rettore all'Università di Pisa - dice Modica -
feci semmai una cosa alla rovescia: premiavo chi si laureava prima. Un premio
vero, in danaro, a chi si laureava in corso o con un anno fuori. Quindi la proposta del ministro Gelmini, i cui connotati sono del resto ancora molto fumosi, mi sembra
una soluzione semplicistica, che avrebbe comunque scarso effetto». Per il
docente di diritto pubblico all'Università di Pisa e alla Scuola Sant'Anna,
Emanuele Rossi, pur avendo il principio di penalizzare chi resta troppo
all'università degli aspetti positivi «finisce per colpire
indiscriminatamente anche chi resta indietro magari per ragioni di salute o
familiari, chi deve lavorare per pagarsi gli studi». «Insomma - dice Rossi - ad
essere penalizzato finirebbe per essere anche il più debole, il più povero e
chi ha meno risorse». Per il prof. Raimondo Cubeddu, che insegna filosofia
politica all'Università di Pisa, «in effetti i fuoricorso sono un peso». «Negli
altri Paesi - dice - uno che sta un po' di tempo senza fare gli esami, deve
obbligatoriamente abbandonare l'Università. Non è giusto però prendersela
indiscriminatamente con loro. Il fatto che esista la Cepu è in sintomo che
qualcosa non funziona. è giusto che i fuori corso siano ridotti, tanto che
potremmo attivare il sistema del tutoraggio, cioè impiegando i ricercatori per
far recuperare gli studi a chi è rimasto indietro. Il fenomeno è comunque complesso.
Vi sono facoltà come Medicina e Ingegneria dove di fuori corsi ce ne sono pochi
e altre, come Lettere e Scienze politiche, che ne pullulano. Ritengo, ad ogni
modo, che l'Università debba essere considerata alla stregua di un lavoro: va
fatta in tempi ragionevoli».
( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il decreto legge
alla firma del Quirinale. La Rete degli studenti: errori da cancellare E gli
atenei tornano in piazza Venerdì sciopero generale contro i tagli della riforma
ROMA. Nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere
in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì
dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato
aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio
domani), assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma
del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta
Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei
tanto attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle
linee guida contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi
sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei
fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca
stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la protesta ha
aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli
esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l'intervento di Antonio
Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la
riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il
governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo
dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli
Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e
di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto - ha affermato la
Rete - avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli
esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice
di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in
lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso».
Intanto, dagli Stati Generali delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno
delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo
di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado
Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ne ha
stanziati 300 milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al Governo di
fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia».
( da "Tirreno, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Per il regista
Monicelli i ragazzi vogliono solo studiare meglio «Oggi non si ribella più
nessuno» BOLOGNA. «Oggi non si ribella nessuno» e la protesta che agita da
settimane scuole e università italiane contro la riforma Gelmini non è un revival della
contestazione studentesca degli anni '70. Parola di Mario Monicelli, viareggino
uno dei registi di lungo corso e più famosi d'Italia, ospite a Bologna della
Cineteca comunale per presentare 'Capelli lunghi', fumetto nato dall'omonimo
soggetto di un suo film mai girato e affidato ora alla matita di Massimo
Bonfatto. Per il regista gli studenti di oggi «non si stanno ribellando
a niente, chiedono solo di studiare di più e meglio, di avere maggiore presenza
nella aule e nella ricerca. Insomma non si ribellano ai soprusi che fanno loro
i datori di lavoro. E' una cosa completamente diversa da quella degli anni'70.
Ma quindi i capelloni non esistono più? «No - risponde sicuro il maestro - era
una moda di allora ed era una cosa eversiva. Era la prima volta che i datori di
lavoro si occupavano del privato dei loro dipendenti, i giovani si ribellavano
perchè non volevano essere condizionati nel loro privato. Adesso lo sono
continuamente».
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROVIGO PRIMO PIANO
pag. 24 di OSVALDO PASELLO NON È CERTO finita la battaglia ... di OSVALDO
PASELLO NON È CERTO finita la battaglia nelle scuole contro il decreto-Gelmini. E il Polesine continua a fare da battistrada,
inaugurando un movimento dalla ?gaetta pelle?, che colpisce di qua, di là,
strutturandosi dal basso. Dopo le serrata decisa dai docenti di vari istituti
superiori di Badia, Adria e Rovigo contro le gite di istruzione che quest?anno,
con le motivazioni più varie ma con l?indubbio intento di dare un segnale di
protesta, forte, al Governo e all?opinione pubblica, non verranno effettuate,
ora si mette sul piatto anche la progettazione non obbligatoria della scuola.
In buona sostanza, in molti istituti secondari e anche in vari istituti
comprensivi, i docenti stanno in questi giorni decidendo, tramite assemblee
sindacali, se attivare o meno la progettazione non obbligatoria. Non vorrebbe
cioè avviata quella progettazione (o parte di essa) che accompagna attività non
strettamente scolastiche per gli studenti, come le proposte culturali, gli
stage, le attività integrative. Addirittura in alcune assemblee dei docenti
delle superiori si sta vagliando l?ipotesi che i prof interni non diano
disponibilità (che è facoltativa) ad effettuare i recuperi pomeridiani o estivi
degli alunni che dopo il primo quadrimestre o a fine anno si trovassero
indebitati in qualche materia. Si aprirebbe in queste scuole, se la protesta
sarà confermata, un vero caos, perché comunque andrebbero cercati dei
sostituti, tra il personale esterno o di altri istituti, con un lavoro
decisamente non facile per i dirigenti. Ogni scuola deciderà da par suo, ma dal
Celio-Roccati di Rovigo, al Balzan di Badia, dal De Amicis-Marco Polo di Rovigo
al Maddalena di Adria, passando per vari comprensivi di Adria, Rovigo e di
altri comuni del medio-alto Polesine sono giorni intensi di assemblee. «E? una
risposta spontanea ? osserva il segretario provinciale della Cgil-scuola,
Teresa Bradiani ? ma è anche l?espressa volontà di continuare la battaglia in
difesa della scuola pubblica decisa dalle segreterie venete di tutti i maggiori
sindacati». E così il clima nella scuola polesana si va surriscaldando, perché
già si cominciano a segnalare, dal blocco delle attività non obbligatorie, i
primi, inevitabili, disagi. E? un?aria di mobilitazione generale: pochi giorni
fa hanno manifestato, a Padova, anche gli studenti dei due Conservatori, di
Adria e Rovigo, preoccupati per i tagli decisi anche in questo particolarissimo
settore della formazione. Il 5 novembre, ?notte bianca? all?Università Ca?
Foscari di Venezia e, ultima iniziativa in campo, una lettera di decine e
decine di Dirigenti Scolastici delle scuole del Veneto che sostengono, a
lettere chiare: «Le misure adottate dal Governo - senza nessuna discussione e
confronto, né sul piano sindacale e tantomeno sul terreno pedagogico - mettono
in discussione la qualità della scuola pubblica, con gravissime limitazioni al
tempo scuola e alla qualità delle attività didattiche, oltre che alla stabilità
del personale».
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROVIGO SPORT pag. 32
Gol di Trombin e Murtisi, il Porto Viro liquida Gazzera PROMOZIONE VITTORIA
RASSERENANTE PER PER L?UNDICI DI MISTER AUGUSTI CHE PROVA ANCORA UNA VOLTA A
?RIPARTIRE? 2-0 PORTO VIRO: Guarnieri, Biondi, Camalori, Bresciani, Tosetti,
Capecchi, Murtisi (dal 91? Paganin), Socciarelli, Trombin, Zennaro, Paralovo
(dal 70? Doria). (a disp. Pizzo, Scarpa, Azzalin) All. Augusti GAZZERA
CHIRIGNAGO: Flego, Pettenà (dal 46? Fuin), Ronchin, Annoè (dal 66? Vastola),
D?Altoè, Baldon (dall?89? Tagliapietra), Battaggia, Battocchio, Giacobe,
Spolaore, Manzan. (a disp. Bison, Esposto, Donaggio, Marchesin) All. Moro
Arbitro: Varotto di Padova Marcatori: Trombin (p) al 12?, Murtisi (p) al 54?
Note: ammoniti Murtisi (p), D?Altoè e Annoè (g). Calci d?angolo: 5-3 per il
Gazzera Chirignago. Spettatori: 200 circa. ? PORTO VIRO ? «ABBIAMO rischiato
poco o niente, però la tensione era ancora evidente» confessa candidamente Pino
Augusti. Mentre il Porto Viro che rialza la testa, dopo la disfatta di Porto
Tolle, ha il volto fermo di Alessandro ?Mellberg? Bresciani: «Il gruppo è unito
e sta remando dalla stessa parte». Matteo Trombin, invece, ci ricorda che una
punta ?vive? solo per una cosa: «Il gol è importante, ma è stata la squadra a
mettermi in condizione di segnare. Potevo anche farne un altro: bravo il loro
portiere e stanco io». E? un Comunale tiepido quello che accoglie i rossoverdi
(privi dello squalificato De Montis e degli infortunati Rossi e Forin) al
fischio dell?ottimo Varotto, ?visionato? dall?ex-arbitro di serie A Tarcisio
Serena. Ad ?accenderlo? ci prova allora subito Socciarelli, al 1?, con un
filtrante che fa battere i denti alla retroguardia mestrina, quindi il
vantaggio dei polesani. E? Murtisi ad innescarlo, quando permette a Trombin di
galoppare a piacimento tra le maglie ?nemiche? arrestandosi al limite, per una
staffilata che Flego non riesce a fare sua. Ti aspetti la risposta del Gazzera,
ma un penalty reclamato su una punizione partita dal piede di Spolaore (23?) ed
uno stacco senza conseguenze di Giacobe (25?), è tutto quello che i ragazzi di
Moro riescono a produrre. Certo, anche il Porto appare ancora preda della
scorie del derby, ma tanto basta per passare alla ripresa. Che parte sulla
vampata di Paralovo in area avversaria (48?) e potrebbe assestarsi sui binari
della sicurezza, se Zennaro non si divorasse l?incredibile davanti a Flego
(50?) buscandosi più parole della Gelmini. Ma il
centrocampista ha modo di rifarsi poco dopo, visto che ci mette la firma nel
porgere a Murtisi un pallone che il macedone piazza chirurgicamente alle spalle
del numero 1 veneziano. Che vede volare lontano una conclusione di Doria (76?),
mentre è solo all?81? che Guarnieri deve uscire dal letargo per sorvegliare la
puntata di Manzan, ispirato dal tocco di Spolaore. Murtisi e Trombin
tranquillizzano tutti sulla loro intesa pure nel finale, anche se
l?ex-Scardovari dimentica la precisione faccia a faccia con Flego (83?), quindi
Porto che concede al Gazzera gli ultimi assalti. Ma senza convizione, come
dimostra il tiro privo di pretese di Battocchio da fuori (87?). A Zelarino
(contro il Mestre) adesso, per provare a riscrivere una nuova partenza perché
il treno buono può essere ancora dietro l?angolo. Crederci è già un bel passo
avanti. Fausto Gnan
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
MODENA AGENDA pag.
29 IL CIRCOLO cittadino «A. Gramsci» del Prc sta muovendo i primi passi pe...
IL CIRCOLO cittadino «A. Gramsci» del Prc sta muovendo i primi passi per il
rilancio di un partito comunista radicato tra i lavoratori, pensionati e
studenti, dopo aver rifiutato anche nel suo congresso locale ogni ipotesi di
liquidazione in costituenti genericamente di sinistra. Il
30 ottobre abbiamo partecipato al corteo studentesco promosso contro il decreto
Gelmini in solidarietà con
lo sciopero dei lavoratori della scuola a difesa del servizio pubblico, il 14
novembre saremo in piazza coi lavoratori del settore privato della Cgil in
sciopero contro lo smantellamento del contratto nazionale di lavoro. Il
18 novembre un?assemblea cittadina di tutti gli iscritti discuterà un piano di
iniziative politiche e di autofinanziamento per i prossimi mesi (riforma del
contratto di lavoro, difesa della scuola e dei servizi pubblici, ecc.).
Centrale sarà anche la verifica sulla nostra presenza nella giunta del Comune
di Modena, dove saremo impegnati nel valutare se la nostra partecipazione sia
stata coerente con gli obiettivi generali che il partito si pone. Tutti i
compagni iscritti al partito saranno chiamati a partecipare, dire la propria e prendere
una decisione: nessuna opzione è esclusa, nemmeno la rottura con la maggioranza
di centrosinistra, anzi. Peraltro, l?urgenza e l?importanza di questa verifica
è stata evidenziata dalla lettera con la quale il compagno Giancarlo Montorsi
si è recentemente dimesso da consigliere comunale, rivolgendo critiche da me
condivise alla Giunta Pighi su Hera ed inceneritore, privatizzazione dell?Atcm,
progetto autodromo e sgombero violento di Libera, progetti di cementificazione
come nella zona ex-Amcm, politiche securitarie ecc., fino a scrivere che ?la
possibilità di stare assieme decorosamente è tramontata, morta lentamente
giorno dopo giorno?; ciò traduce sul piano locale quanto affermato dal
congresso nazionale del partito sulla necessità per Rifondazione Comunista di
essere strategicamente alternativa al Pd. In questo dibattito sul futuro del
partito a Modena tutti sono chiamati a dare il proprio contributo. E? dunque
preoccupante che molti compagni dell?area Vendola, fondatori dell?associazione
?Sinistra per Modena?, si accodino a Massimo Mezzetti di Sinistra Democratica
il quale sulla stampa ha sostenuto che l?obiettivo dell?associazione è quello
di costituire una lista di sinistra alle prossime amministrative. E? già chiaro
che quella lista, se sorgerà, avrà un profilo politico moderato e subordinato
al Pd, riproponendo in una versione ulteriormente ridotta il fallimentare
progetto dell?Arcobaleno. Rifondazione Comunista c?è per l?oggi e per il
domani. Francesco Giliani, segretario del circolo ?Antonio Gramsci? di Modena
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA PISTOIA pag.
24 SI TERRÀ oggi alle ore 21 presso la sala Nardi della Provincia, piazza San
L... SI TERRÀ oggi alle ore 21 presso la sala Nardi della Provincia, piazza San
Leone, l?incontro promosso dal gruppo regionale Fi-PdL sul tema «Scuola:
operazione verità, tutto quello che c?è da sapere sulla legge Gelmini». Aprirà i lavori il coordinatore provinciale
Alberto La Penna, interverranno i consiglieri regionali di Fi -PdL Annamaria
Celesti e Stefania Fuscagni, ed il professor Maurizio Grassini.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA MASSA pag.
25 ? MASSA ? «DOVE si infrange l?onda: ... ? MASSA ? «DOVE si infrange l?onda:
dalle superiori all?Università, problemi e prospettive alla luce dei
provvedimenti Gelmini» è stato il filo conduttore del
dibattito organizzato sabato pomeriggio al teatrino dei Fratelli Cristiani
dall?associazione culturale ?L?incontro?. Ad introdurre i lavori è stato il
professor Aladino Landi, presidente dell?associazione; sono intervenuti il
professor Riccardo Mannella, docente di fisica all?università di Pisa, il
professor Alessandro Volpi, docente di storia contemporanea e geografia
politica ed economica all?Università di Pisa, Fabrizio Rocca per Cgil, Cisl e
Uil Scuola e Angelica Gatti della Rete Studenti Universitari. L?INTERVENTO di
Mannella ha riassunto la situazione della scuola italiana come è descritta da
?Ocse Pisa?, acronimo di Programme for international student assessment,
l?indagine internazionale promossa a cadenza triennale dall?Organizzazione per
la cooperazione e lo sviluppo economico per accertare le competenze dei quindicenni
scolarizzati nelle aree della lettura, della matematica e delle scienze e poter
comparare i sistemi scolastici dei vari paesi. L?Italia in queste ?classifiche?
si è sempre piazzata abbastanza sotto la media ma se si tenesse conto dei
fattori socio-economici a fronte dei quali la scuola italiana opera (dagli
investimenti agli stipendi degli insegnanti al Pil procapite) i suoi risultati
apparirebbero in media. Un altro dato per riflettere: il numero di ricercatori
in Italia ogni mille abitanti è tra i più bassi (fanno peggio solo Turchia e
Messico) ma in un paese moderno è fondamentale fare ricerca. La ricerca,
soprattutto quella di base, non è legabile a risultati immediati: Mannella ha
citato l?esempio di un teorema matematico dimostrato nel 1917 che negli anni
?50 ha avuto l?inattesa ricaduta tecnologica di consentire la costruzione della
Tac. VOLPI, notando che all?università di Pisa circa la metà del personale,
dagli amministrativi ai ricercatori ai docenti, è precario, si è soffermato
sulle norme Gelmini, in particolare la legge 133 di
conversione del decreto 112. L?articolo 66 blocca il turn over anche nelle
università. In pratica, a fronte di 10 persone che vanno in pensione si possono
effettuare solo 2 assunzioni. Nell?università, data la progressione di
carriera, tipicamente ad andare in pensione sono gli ordinari e ad essere
assunti sono i ricercatori: un ordinario prende uno stipendio all?incirca
triplo di un ricercatore ma il pensionamento di un ordinario, nonostante liberi
risorse, non potrà più essere seguito dall?assunzione di ricercatori. Il blocco
del turn over e la politica dei precari uccidono la ricerca e la didattica.
L?articolo 16 della legge 133 consente alle Università di trasformarsi in
Fondazioni di diritto privato: il rischio è che cambi la ?politica?, che si
investa solo nella formazione tecnica in quel determinato momento richiesta dal
mercato senza porsi il problema della contiuità e identità culturale del paese,
che passa anche attraverso i corsi di laurea umanistici. ROCCA ha evidenziato
la consistenza e l?importanza della mobilitazione contro le riforme scolastiche
in atto, a partire dalla scuola primaria e media per arrivare alle superiori e
all?università. Ha anche fornito i dati, raggelanti, di quanti insegnanti e Ata
verranno ?tagliati? nei prossimi mesi. Sulla stessa linea Gatti, che ha
evidenziato che anche gli studenti protestano per difendere il loro
futuro.L?incontro si è chiuso con gli interventi dal pubblico.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA GROSSETO
pag. 24 «QUALE FUTURO per la scuola italiana?». E? questo il... «QUALE FUTURO
per la scuola italiana?». E? questo il tema che sarà affrontato oggi a Bagno di
Gavorrano (inizio alle 17) durante un incontro organizzato dal Pd.
Interverranno fra gli altri Anna Maria Carbone (direttrice didattica), Luana
Manini (assessore alla Pubblica istruzione Comune di Gavorrano), il sindaco
Alessandro Fabbrizzi nonchè presidente della Conferenza dell?istruzione delle
Colline metallifere e Laura Lombardi della Cgil Scuola. Sul problema scuola c?è
una di posizione netta del direttivo del Pd di Casteani con un documento a
firma del coordinatore Daniele Tonini secondo il quale «il
decreto Gelmini mette a
rischio chiusura le materne di Gavorrano e di Grilli, nonché le elementari di
Giuncarico». Tonini ricorda che «il Comune di Gavorrano già dal 1998 ha
effettuato una razionalizzazione della rete scolastica, ma anche in un giusto
equilibrio tra le caratteristiche del territorio comunale e le esigenze degli
alunni. Allora alcune scuole materne furono accorpate nei due poli
attuali di Grilli, per la zona sud del Comune, e Bagno di Gavorrano per quella
nord compatibilmente alle capacità recettive di questi ed alle distanze delle
località.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA LIVORNO pag.
27 ? CAMPIGLIA ? CONSIGLIO comunale aperto per parlare della scuola oggi a
Campiglia in vi... ? CAMPIGLIA ? CONSIGLIO comunale aperto per parlare della
scuola oggi a Campiglia in via Roma. La seduta ordinaria inizierà alle 15, per
proseguire alle 17.30 in seduta aperta. Questa seconda parte permetterà anche
ai cittadini di intervenire nella discussione che ha per oggetto le prospettive
della scuola dopo l?approvazione del decreto Gelmini.
All?iniziativa sono stati invitati il dirigente scolastico dell?Istituto
comprensivo Marconi di Venturina, il Comitato genitori e i rappresentanti delle
organizzazioni sindacali. La seduta ordinaria del consiglio si aprirà con le
comunicazioni del sindaco Silvia Velo. Sarà discusso anche il Piano industriale
aziendale dell? Asiu e l?assessorato all?urbanistica propone l?approvazione e
illustra le controdeduzioni alle osservazioni sulla variante al Prg per la
rotatoria all?intersezione tra via della Monaca e via Suveretana. In
approvazione anche lo schema di convenzione per il ?Parco ecologico solare
Macchialta? a Casalpiano. Successivamente si passerà all?acquisizione di aree
private per l?ampliamento della superficie per le attività produttive in
località Campo alla Croce.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: BARI - data: 2008-11-09 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Il dibattito Ieri l'incontro con la senatrice Poli Bortone e i
ministri Fitto e Calderoli «Scuola federale? Tutto da verificare» BARI — Due
ministri (Fitto e Calderoli). Un parterre qualificato (e trasversale). Una sala
affollatissima (di personale politico e curiosi). Sono gli ingredienti del
convegno su federalismo e sviluppo organizzato ieri a Bari da «Cantiere Puglia
». Ossia l'associazione presieduta da Adriana Poli Bortone che mira ad attuare
in Puglia «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia » (articolo
116 della Costituzione): una possibilità consentita alle Regioni ordinarie in
alcune materie indicate dalla carta costituzionale. Poli pensa tra l'altro a
porti e aeroporti, rapporti internazionali, trasporto, beni culturali. La
Regione, al contrario, ha annunciato qualche giorno fa di voler utilizzare
l'articolo 116 per chiedere «forme particolari di autonomia» in materia di
istruzione. E per questa via tentare di annullare in Puglia la legge sul
maestro unico (ieri Vendola ha riconfermato l'intenzione parlando a Napoli,
agli «stati generali della scuola »). Che ne pensano Fitto e Poli? E
soprattutto Calderoli, esponente di quella Lega, fautrice tempo fa della
rottura dell'ordinamento scolastico nazionale? Il ministro leghista è cauto:
«L'articolo 116 - dice - configura un federalismo a velocità variabile.
Lombardia e Piemonte hanno avanzato delle proposte, il Veneto lo vuol fare. Ci
sarà un tavolo che affronterà questi temi. Ma occorre che le richieste siano
sostenute da specifiche caratteristiche della Regione, che ne giustifichino
l'istanza». Fitto è rassicurante: «Sull'organizzazione scolastica abbiamo
raggiunto un accordo con le Regioni». Poli è aspra: «Richiesta infondata, in
Regione imparino il diritto costituzionale ». Contrario, molto nettamente, è il
senatore pd Nicola Latorre (con i ministri relatore al convegno). «Con una
richiesta simile - dice - cadiamo nella trappola di chi vuole spaccare il
Paese. Al contrario, noi dobbiamo batterci: per una scuola che faccia riferimento a politiche nazionali e contro il decreto Gelmini». Sul federalismo fiscale ampia
dissertazione. Per Calderoli garantirà la «massima resa al Sud». Fitto tiene a
sottolineare (come il giorno prima ad un seminario Cisl) il consenso ottenuto
dal disegno di legge, il principio della «responsabilità» dei territori, la
«solidarietà» che deriva dal fondo perequativo. Francesco Strippoli I
ministri Roberto Calderoli e Raffaele Fitto ieri a Bari
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lunedì 10 Novembre
2008 Chiudi di MASSIMO MORICI «Il centrosinistra ha già
iniziato la campagna elettorale: è sceso in piazza per protestare contro la Gelmini e fa spot elettorali presentando
il bilancio 2009. Pensi invece a governare e si assuma le sue responsabilità:
lamenta tagli del Governo agli enti locali, ma circa l'85% delle risorse
vengono dai cittadini di Senigallia sottoforma di tasse e imposte». Va
giù duro il consigliere dell'opposizione Gabriele Cameruccio (Gruppo misto).
Non lo convince il discorso del sindaco sui "tagli della Finanziaria che
condizioneranno pesantemente il Bilancio 2009". E non approva l'uso
"strumentale" del Consiglio per discutere la riforma Gelmini. Sabato sera, infatti, il sindaco assieme ad alcuni
assessori della Giunta (Ceresoni, Volpini e Mangialardi) hanno partecipato alla
fiaccolata accanto agli studenti, ai professori e ai ragazzi del Centro sociale
Mezzacanaja. Al corteo sono state raccolte le firme per riunire una seduta
straordinaria del Consiglio comunale. La richiesta della piazza? Un impegno
"formale" del Comune contro i tagli all'Istruzione, come ha detto
Luciano Montesi, ex assessore provinciale dei Verdi e portavoce del
"Coordinamento cittadino in difesa della scuola pubblica". Ma
l'opposizione non ci sta. «E' scorretto strumentalizzare il Consiglio su
questioni di carattere nazionale. Anzi anche in materia di istruzione - attacca
Cameruccio - la Giunta deve assumersi le sue responsabilità, come nel caso
delle scuole di periferia: se rischiano di chiudere è anche a causa di scelte
fatte in passato dall'Amministrazione». E il consigliere punta il dito contro
la cattiva gestione del trasporto pubblico. «Pensiamo alle navette per gli
scolari: privilegiando alcune tratte si spinge il flusso di studenti verso
certi istituti a scapito di altri. Inoltre, con lo sviluppo urbano di certe
frazioni si va a incidere sulle presenze scolastiche». Sulla stessa linea
Alessandro Cicconi Massi (Forza Italia). «Riunire un Consiglio comunale contro
la Gelmini è una pura e semplice strumentalizzazione
ideologica. Si vuole usare il Comune per amplificare le proteste di piazza,
legittime se restano in strada e non coinvolgono le istituzioni che devono
rimanere neutre», tuona il consigliere di Forza Italia.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACHE 10-11-2008
Cronache SCUOLA PREVISTA PER VENERDI' LA MANIFESTAZIONE
ORGANIZZATA CONTRO LA RIFORMA I giorni caldi delle Università: prossima mossa,
lo sciopero Stasera il decreto Gelmini pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ROMA II Nuova settimana di
passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma
per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e
la riforma Gelmini.
Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge
«tecnico» varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da viale Trastevere, dove
il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto
riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono
proprio oggi), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo
dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale,
giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi
concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida
contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente
vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso,
visto che al ministero dell'Istru - zione, Università e Ricerca stanno
studiando un provvedimento ad hoc. La polemica politica ha visto l'intervento
di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può
lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Il governo ha
deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto: questo dimostra che è
stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha
chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti
su scuola e università. E ha affermato RdS avvertiamo che non accettiamo
nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la
maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la
maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto, dagli Stati Generali
delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si
sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per
qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore
all'Istruzione della Regione Campania ha chiesto «al governo di fare lo stesso
sforzo fatto per salvare l'Alitalia». Pronti alla protesta Uno dei cortei
studenteschi sfilati nelle vie di Roma la settimana scorsa. FOTO ANSA
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACHE 10-11-2008
Gli altri provvedimenti Allo studio la norma per combattere i «fuori corso» Per
quanto riguarda la norma sui fuori corso, a Viale Trastevere stanno studiando
quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni
previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide
per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non quelli che si
parcheggiano per anni nelle aule. Per avere un'idea del fenomeno, basta
guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori
corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da
121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006
dovrebbero superare ampiamente le 300 mila unità.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
10-11-2008)
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TUTTA PARMA 10-11-2008 Singolare collezione di Pietro Gelmini La Grande Guerra messa in cornice Raccolte tutte le tavole di
Achille Beltrame apparse durante il conflitto sulla «Domenica del Corriere» R
icorreva nei giorni scorsi il 90esimo anniversario della fine della Prima
Grande Guerra. Una guerra che vide 5 milioni di soldati in zona di
combattimento; che ebbe 680 mila caduti; più di 1 milione di feriti; e
675 mila tra mutilati e invalidi. E che costò 146 miliardi di lire: per la
guerra e le sue conseguenze. Sono state tante le manifestazioni per ricordare
questa guerra combattuta lontano, su aspri monti, dentro le trincee nel fango e
nella neve. Le mamme a casa non avevano neppure un'idea di dove fossero quei
luoghi infernali e quindi dove si trovassero i figli o i mariti. Esisteva però
un mezzo abbastanza conosciuto, la «Domenica del Corriere » la quale ogni
settimana usciva con la prima pagina illustrata a colori da Achille Beltrame e
che rappresentava sempre, con grande espressività, i momenti sul fronte, più
significativi e più drammatici. A Campora di Neviano Arduini abita Pietro Gelmini che ha sempre coltivato l'hobby di raccogliere e
conservare documenti antichi. Il suo filone preferito è stato la «Domenica del
Corriere» di tutti e quattro gli anni del Grande conflitto, ma anche altri
settimanali e quotidiani, di allora. Sono circa 200 rari documenti incorniciati
e quindi «confezionati » in modo per essere appesi alle pareti di una qualsiasi
sala per mostre: «Ovunque mi saranno richiesti », ha detto Pietro Gelmini. «L'importante è che queste pagine di storia
d'Italia (non ancora tanto lontana) siano a disposizione sopratutto di
scolaresche e loro insegnanti, perché si tratta di una carrellata, di settimana
in settimana, di una guerra terribile combattuta dai nostri nonni e bisnonni».
Del resto non è la prima volta che questo prezioso materiale storico di Gelmini, costituito dalle «Domeniche del Corriere» che
uscivano allora, alla domenica, con le singolari illustrazioni di Achille
Beltrame, viene esposto al pubblico. Una prima volta fu a Neviano, in occasione
della Sagra delle Rose del 1994, poi a Scurano, nel 1996 nella ricorrenza della
Fiera d'Agosto, una terza volta, nel 1999, a Cavola di Toano, nelle colline reggiane,
dove la mostra ebbe un enorme successo tanto che restò aperta 15 giorni in più,
a disposizione delle scolaresche. Al termine il direttore scolastico di Toano
aveva consegnato a Gelmini un attestato di
riconoscenza. Il merito della diffusione della «Domenica del Corriere» lo si
deve di certo, in gran parte, all'abilità di Beltrame, che con la sua
magistrale matita a colori e con immagini di grande effetto illustrava il
settimanale, atteso con ansia nelle edicole ogni domenica mattina. Costava 10
centesimi. Tuttavia qualche copia arrivava anche nei casolari più sperduti. E
le mamme ci piangevano sopra pensando ai loro figli, magari in quei corpo a
corpo e guardando quelle bocche di cannone infuocate. E sempre nel fango della
tricea, giorno e notte. E quel filo spinato che doveva essere tagliato e
superato. Ogni tanto arrivava una lettera, e siccome molti erano analfabeti
subito i genitori correvano dal parroco per farsela leggere e poi farsi
scrivere la risposta. Ma intanto passavano lunghe settimane. Una tale mostra
dovrebbe essere vista dalle scolaresche di oggi. Ma non di sfuggita.
Riflettendoci sopra per conoscere quali sacrifici hanno fatto i nostri avi per
la Patria. Documenti rari Pietro Gelmini (nella foto)
mette a disposizione le 200 tavole incorniciate per mostre nelle scuole.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-11-2008)
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Lunedì 10 Novembre
2008 Chiudi FOLIGNO - Il Consiglio comunale di Foligno è stato convocato per
giovedì 13 novembre prossimo alle ore 16.45 nella sala consiliare del palazzo
municipale in piazza della Repubblica. In seduta ordinaria, lordine del giorno
firmato dal sindaco e inviato a tutti i consiglieri prevede l'approvazione del
piano finanziario 2009 relativo alla tariffa di igiene ambientale. In
discussione, in adunanza aperta, c'è il decreto Gelmini che riforma lòa scuola e che sta
suscitando vibrate protesta da èarte di insegnanti e studenti in quasi tutte le
scuole del Paese. Contro le previsioni del ministro Gelmini si sono mobilitati anche gli studenti folignati che, nei giorni
scorsi, hanno svolto una manifestazione in piazza.
( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ROVIGO - data: 2008-11-09 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Università, rischia la chiusura «Puntiamo sull'autonomia» Il Cur:
«Pronti a sganciarci da Padova e Ferrara» Scatta il piano
di salvataggio dai tagli del decreto Gelmini. Bellotti: «Serve un intervento parlamentare» ROVIGO – Consorzio
università di Rovigo, scatta il piano di salvataggio e di rilancio. La campana
a morte per le sedi decentrate risuona tra le righe del decreto Gelmini sugli atenei, che premia quelli
che riducono le sezioni distaccate «non funzionali alle esigenze degli
studenti». Un invito che le università di Padova e di Ferrara, che hanno
a Rovigo rispettivamente la facoltà di scienza della formazione e di
giurisprudenza, potrebbero recepire. La soluzione? Puntare all'autonomia. Lo
hanno affermato ieri nel corso di una conferenza l'ex sindaco di Rovigo Paolo
Avezzù (Fi), Onofrio Donzelli (responsabile del laboratorio nanotecnologie del
dipartimento di fisica dell'università di Ferrara), il deputato Luca Bellotti
(Pdl) e il consigliere comunale Matteo Zangirolami (An). «La riforma della Gelmini – dichiara Avezzù – ha lo scopo di ridurre gli
sprechi. Ebbene, il Cur non costa nulla allo Stato, perché è interamente
finanziato dalla Fondazione Cariparo, dal Comune, dalla Provincia e dalla
Camera di Commercio. Il primo passaggio è quello di evitare che il decreto Gelmini (non ancora convertito) possa danneggiare anche
quelle sedi decentrate assolutamente virtuose». La questione è di rilevanza
parlamentare. «Si potrebbe inserire nel testo della riforma – dichiara Bellotti
– espressioni come: "fatta eccezione per le sedi distaccate
autosufficienti". Una vera e propria clausola di salvataggio. E poi
bisogna puntare all'autonomia del polo universitario rodigino,
caratterizzandolo come un distretto per le energie rinnovabili, settore
strategico che potrebbe attirare i finanziamenti di colossi come Enel e Edison.
Il Cur non può più essere una succursale di Padova e Ferrara; dobbiamo
svilupparlo in modo che possa gestire in autonomia la crescente domanda di
specializzazione delle imprese locali e le esigenze occupazionali dei giovani
che sono costretti a trasferirsi in altre città italiane. E non si tratta di
una questione di campanile ma di avere coscienza che attualmente Rovigo è
esclusa dal processo decisionale. E' ora di smetterla di rincorrere le
necessità gestionali di altre città, che fanno dell'ateneo rodigino una realtà
di serie B». Insomma, secondo i relatori si deve realizzare non un ateneo
omnicomprensivo, ma uno in funzione del territorio e del suo sviluppo. Il
modello è quello delle università americane, con pochi studenti, grandi mezzi
ed eccellenze. Marco de' Francesco Cur La sede universitaria nei pressi della
stazione ferroviaria
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-11-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-11-09 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Tensione agli stati generali Castelvolturno, non riesce
il tentativo di dialogo sul decreto scuola Caccavale contestato. Gabriele: un
errore Il portavoce di Fi: «Volevo spiegare la riforma, mi hanno minacciato»
NAPOLI — C'è una tensione palpabile. Il decreto Gelmini ha fatto incazzare più dell'autogol
di Denis. Parlarne bene agli Stati generali della scuola deve essere parsa a
prof e studenti una provocazione insopportabile. Ma alle provocazioni (ammesso
che lo fosse) si può rispondere con l'intolleranza? «No», è il coro
unanime degli ammini-stratori campani. I fatti. A Castelvolturno proseguono i
lavori degli Stati generali della scuola meridionale organizzati dalla Regione
Campania. Viene invitato a parlare il portavoce regionale di Forza Italia,
Ernesto Caccavale. L'ex europarlamentare racconta: «Volevo spiegare il mio
punto di vista. Mi sono presentato, ho anche precisato di essere figlio di due
professori di matametica, di aver frequentato sempre la scuola pubblica. Ebbene
quando ho cominciato a spiegare e difendere il decreto cinque o sei professori
hanno cominciato a insultarmi ». Scusi ma cosa ha detto? «Che non è vero —
prosegue — che si vogliono cacciare gli insegnanti dalla scuola, che si vuole
abolire il tempo pieno, che l'insegnante prevalente esclude tutto il resto.
Cinque, sei persone si sono avvicinate a me minacciosamente, qualcuno piangeva
e urlava, a quel punto il servizio d'ordine è intervenuto e sono dovuto andare
via. Sapevo di andare in un territorio ostile, ma sono profondamente
amareggiato da quello che è successo». Conferma l'incidente anche l'assessore
regionale all'Istruzione, Corrado Gabriele. «L'ho chiamato io Caccavale —
racconta —. Io l'ho fatto parlare. è stato interrotto malamente, un errore
grave. Detto questo mi auguro che un singolo episodio non offuschi la parte
migliore degli Stati generali e cioé 1645 iscritti, 44 interventi. Una
ricchezza di dibattito che ci farà preparare un documento che stimoli il
confronto con la Gelmini. Ora ci aspettiamo una sua
risposta». L'assessora provinciale Angela Cortese è ancora più dura: «è sempre
sbagliato non far parlare gli altri. Si può contestare nel merito. Ma non
zittire un interlocutore. è chiaro che il centrodestra dà un'interpretazione
quando invece il decreto è chiarissimo. Ma sarebbe stato più giusto parlare e approfittare
di un confronto. Un errore politico che ci dà il senso di quanta tensione ci
sia soprattutto tra i precari. Abbiamo il dovere di ascoltare, non possiamo
dire che gli altri sono antidemocratici ed essere intolleranti. Caccavale ha
avuto il coraggio di venire e doveva essere ascoltato». Come d'altronde è stato
ascoltato il consigliere regionale azzurro Luciano Passariello che, però,
partecipava ad un tavolo di lavoro e non al dibattito principale. Le
contestazioni all'esponente azzurro, inevitabilmente, hanno scatenato
l'attenzione del Pdl sugli Stati generali di Castelvolturno. Il deputato Pdl
Giorgio Stracquadanio, consulente della Gelmini,
annuncia un'interrogazione urgente sulla manifestazione campana. In serata il
governatore Antonio Bassolino rivendica, però, l'impostazione della kermesse.
«Professori e studenti, i protagonisti degli Stati Generali delle scuole del
Mezzogiorno sono loro — scrive —. Nelle settimane scorse decisioni importanti
per il futuro della nostra scuola e della nostra società sono state prese senza
discutere né ascoltare, senza approfondire e verificare in modo condiviso
l'impatto delle diverse ipotesi sul tavolo. Lavoriamo ora per lasciarci quella
fase alle spalle». Simona Brandolini L'assessore regionale «Caccavale l'ho chiamato
io e l'ho fatto parlare è stato interrotto malamente. Spero però che un errore
non intacchi la validità dell'iniziativa» Con le mani alzate Una giovane
partecipante agli stati generali della scuola a Castelvolturno, alla
manifestazione hanno partecipato 1.600 tra docenti, studenti e sindaci
confermano lavolontà di costruire nel sud una scuola partecipata Ernesto
Caccavale
( da "marketpress.info" del 10-11-2008)
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Lunedì 10 Novembre
2008 UNIVERSITÀ_SI INAUGURA LA NUOVA RESIDENZA DEL CAMPUS DI FISCIANO Napoli,
10 novembre 2008 - Oggi alle ore 11,00 presso il Campus di Fisciano viene
inaugurata la nuova residenza universitaria dell?Università di Salerno. Il
taglio del nastro avverrà alla presenza del vicepresidente della Regione
Campania, Antonio Valiante, dell?assessore alla Ricerca e Università della
Regione Campania Nicola Mazzocca, del rettore Raimondo Pasquino, del presidente
della Provincia di Salerno Angelo Villani, del capo di Gabinetto del ministro Gelmini Vincenzo Nunziata, del direttore generale del
Diritto allo Studio Olimpia Marcellini e del Commissario straordinario Edisu
Caterina Miraglia. Il nuovo complesso edilizio sarà presentato dall?ingegnere
Gianluca Basile. . <<BACK
( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2008-11-09 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE L'incendio Innescato da un corto circuito al piano terra, il fumo è
salito ai piani superiori. I testimoni: siamo scivolati ma non c'era via di
scampo Fiamme a Rialto, gli studenti si buttano dalle finestre Venezia, tredici
feriti. Uno, operato, è grave. «Gli tenevo la testa in un lago di sangue»
Nell'appartamento al secondo piano un gruppo di ragazzi. «Una sciocchezza
gettarsi nel vuoto, ma non sapevamo cosa fare» VENEZIA — Un odore acre, misto a
plastica. Fiamme e fumo. Poi il panico, urla e pianti. Sono le tre di notte al
civico 606 di Calle dei Cinque, una palazzina di quattro piani dietro Rialto,
quando un enorme nuvola nera avvolge l'edificio. L'incendio viene dal piano
terra, ma il fumo risale in fretta verso il terzo: c'è chi tenta di scappare
calandosi lungo l'impalcatura dei lavori in corso, chi si barrica in casa in
attesa dei soccorsi. Ad avere la peggio, due ragazzi appena ventenni che nel
tentativo di scendere dal secondo piano di uno degli appartamenti, precipitano
a terra. Un volo di diversi metri, lo schianto: Vincenzo Imperato, modenese
di19 anni, è ora ricoverato in coma farmacologico all'Ospedale dell'Angelo di
Mestre e non è stato ancora dichiarato fuori pericolo, l'amico Jacopo
Brustoloni, 24 anni, anche'egli di Modena si trova invece al Civile di Venezia
ma le sue condizioni sarebbero meno preoccupanti. Il bilancio finale è di una
dozzina di feriti, dieci lievi, due seri e uno grave. La scena che si presenta
ai medici del Suem e agli uomini dei Vigili del Fuoco al loro arrivo è
agghiacciante: due ragazzi in un lago di sangue, altri intossicati e sotto choc
e dentro le abitazioni diverse persone in preda al panico. I sanitari
soccorrono i feriti, Vincenzo appare subito il più grave, è privo di sensi per
aver violentemente battuto la testa a terra: subito intubato, subisce nella
notte un delicato intervento chirurgico e al momento la prognosi è riservata. I
pompieri nel frattempo estraggono dall'esterno con le scale tutti i condòmini
che si sono chiusi dentro le abitazioni; le esalazioni fortunatamente non li
hanno raggiunti. Il fumo intanto avvolge l'edificio, non si vede nulla, ed è
forte l'odore di plastica bruciata: l'incendio viene domato soltanto alle prime
luci dell'alba. Secondo quanto si è potuto apprendere da una prima
ricostruzione dei fatti, le fiamme si sarebbero sprigionate al piano terra
nell'androne del palazzo, là dove ci sono i contatori dell'energia elettrica e
del gas, ma soltanto i primi sarebbero stati interessati. Le fiamme, che non
hanno provocato danni strutturali all'edificio rimasto infatti agibile,
avrebbero trovato facile esca in un pannello di perline di plastica che riveste
il muro, divampando così molto in fretta. Le abitazioni non sono state
danneggiate, ma sono rimaste senza corrente elettrica; l'androne, invece, è
stato messo sotto sequestro per permettere al magistrato titolare del fascicolo,
il pm Lucia D'Alessandro, di accertare le cause dell'incendio. La sorte
peggiore è toccata ai dieci ragazzi dell'appartamento al secondo piano, che è
affittato a due studenti: il gruppetto, dopo aver passato la serata fuori,
decide di fare tappa a casa dei due amici. Dopo mezz'ora l'incubo ha inizio:
sentono odore di bruciato e forse se ne accorgono troppo tardi, aprono la porta
e il fumo li circonda; cinque di loro decidono di non muoversi da casa, gli
altri sei provano a calarsi dall'impalcatura dei lavori in corso, ma il calore
rende sempre più rovente ogni appiglio; soltanto i primi riescono a scendere
incolumi, Vincenzo e Jacopo invece non resistono e precipitano subito a terra.
Sette ragazzi vengono dimessi, gli altri sono ricoverati. «Siamo rimasti a
Venezia perché avevamo deciso di andare alla manifestazione
contro i tagli della Gelmini la settimana prossima e dovevamo metterci d'accordo sul
viaggio». Ludovico Merighi non trattiene le lacrime. Ha diciannove anni e
conosce Vincenzo Imperato da un anno e mezzo e sono molto amici. «Eravamo
tornati dall'Erbaria poco dopo le due di notte e stavamo parlando di cinema e
politica - racconta muovendo nervosamente le mani - quando è salito un
fumo nero dal primo piano che bruciava gli occhi. Volevamo scendere più in
basso e saltare giù ma poi il ferro dell'impalcatura è diventato rovente e non
ci si poteva più aggrappare». Ludovico e Vincenzo sono saltati dal secondo
piano: Ludovico ha riportato una contusione al piede destro, Vincenzo è ancora
inchiodato a un letto di ospedale in lotta con un grave trauma cranico. «E'
stata una sciocchezza buttarsi nel vuoto - aggiunge Ludovico piangendo - ma
avevamo paura, non si vedeva più niente, i polmoni bruciavano e non sapevamo
cosa fare. Dopo la caduta gli tenevo la testa ed era un lago di sangue. Io
volevo venire all'ospedale di Mestre con lui, ma quelli dei soccorsi hanno
insistito perché io andassi all'ospedale di Venezia ». Tutti gli appartamenti
della palazzina sono in affitto, il proprietario è l'avvocato veneziano Nicola
Centofanti che vive e lavora a Cremona: da settembre sono in corso dei lavori
(affidati alla ditta Pertile Bruno Snc) per la sistemazione della terrazza in
cima all'edificio. Paola Vescovi Senza ossigeno L'appartamento annerito dal
fumo a Rialto (Errebi)
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
FIDENZA 10-11-2008 RIFORMA GELMINI INCONTRO ORGANIZZATO DAI GIOVANI DEL BORGO
«Troppi insegnanti in Italia. E malpagati» Ad introdurre il dibattito il
consigliere regionale di Forza Italia Gianni Varani II Grande partecipazione
per l'incontro organizzato dal movimento Giovani del Borgo sul tema «Decreto Gelmini e legge 133: istruzioni per la
comprensione ». Ad introdurre il dibattito, commentando i vari aspetti
della riforma scolastica, sono stati il consigliere regionale di Forza Italia,
membro della com- missione Scuola e vicepresidente della commissione Statuto
Gianni Varani, e il docente Fabrizio Foschi, presidente dell'associazione
Diesse. «Abbiamo il 17% di laureati, tra i 25 e i 34 anni contro il 33% della
media europea. I nostri giovani tra i 15 e 16 anni hanno il più basso livello
di preparazione in tutta Europa in materie scientifiche, matematiche e lingue
straniere. Per la scuola spendiamo 5710 euro a studente, mentre la media
europea è di 4623 euro a studente. Il bilancio del ministero dell' istruzione è
di circa 42 mld di euro; nel '99 era di 32 mld di euro cioè circa il 33% in più
in 9 anni senza miglioramenti apprezzabili. Abbiamo troppi insegnanti e pagati
male: l' Italia ha ben un insegnante ogni 9 alunni». Queste i principali temi
affrontati da Gianni Varani di fronte ad una interessata platea di studenti e
insegnanti. Scuola Dibattito sulla riforma Gelmini
organizzato da Giovani del Borgo
( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)
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Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: REGIONE - data: 2008-11-09 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Martellago La showgirl veneziana rientrava da una serata in
discoteca assieme a Daniele Bressan dell'Isola dei famosi L'incendio Innescato
da un corto circuito al piano terra, il fumo è salito ai piani superiori. I
testimoni: siamo scivolati ma non c'era via di scampo Incidente nella notte,
ferita Mara Venier Fiamme a Rialto, gli studenti si buttano dalle finestre La
presentatrice: «Un'auto ci ha tagliato la strada, sono viva per miracolo»
Venezia, tredici feriti. Uno, operato, è grave. «Gli tenevo la testa in un lago
di sangue» Nell'appartamento al secondo piano un gruppo di ragazzi. «Una
sciocchezza gettarsi nel vuoto, ma non sapevamo cosa fare» Alle 2.30 di
venerdì, davanti alla chiesa in Castellana la Bmw non è riuscita ad evitare una
macchina. «Per fortuna avevamo le cinture» VENEZIA — Un odore acre, misto a
plastica. Fiamme e fumo. Poi il panico, urla e pianti. Sono le tre di notte al
civico 606 di Calle dei Cinque, una palazzina di quattro piani dietro Rialto,
quando un enorme nuvola nera avvolge l'edificio. L'incendio viene dal piano
terra, ma il fumo risale in fretta verso il terzo: c'è chi tenta di scappare
calandosi lungo l'impalcatura dei lavori in corso, chi si barrica in casa in
attesa dei soccorsi. Ad avere la peggio, due ragazzi appena ventenni che nel
tentativo di scendere dal secondo piano di uno degli appartamenti, precipitano
a terra. Un volo di diversi metri, lo schianto: Vincenzo Imperato, modenese
di19 anni, è ora ricoverato in coma farmacologico all'Ospedale dell'Angelo di
Mestre e non è stato ancora dichiarato fuori pericolo, l'amico Jacopo
Brustoloni, 24 anni, anche'egli di Modena si trova invece al Civile di Venezia
ma le sue condizioni sarebbero meno preoccupanti. Il bilancio finale è di una
dozzina di feriti, dieci lievi, due seri e uno grave. La scena che si presenta
ai medici del Suem e agli uomini dei Vigili del Fuoco al loro arrivo è
agghiacciante: due ragazzi in un lago di sangue, altri intossicati e sotto choc
e dentro le abitazioni diverse persone in preda al panico. I sanitari
soccorrono i feriti, Vincenzo appare subito il più grave, è privo di MESTRE Una
serata trascorsa in un locale a Piombino Dese, poi il rientro a Mestre, in
auto. Sulla strada, all'altezza di Martellago, l'incidente. A bordo di una
delle due macchine Mara Venier e il «naufrago» dell'Isola dei Famosi Daniele
Brassan che stava accompagnando la presentatrice veneziana. Qualche lieve
ferita e per la showgirl solo tanta paura: «Sono viva per miracolo — dice
ancora accalorata al telefono — quella che ci ha attraversato la strada è proprio
un'incosciente». L'incidente è accaduto venerdì notte, attorno alle 2.30 sulla
strada che da Scorzè conduce a Mestre. Il «naufrago» (non famoso) dell'Isola
dei famosi, Daniele Bressan, insieme a Mara Venier e alcuni amici di Milano,
avevano trascorso una serata alla discoteca Sugar Reef di Piombino nella quale
Daniele è uno dei soci. Alle 2 la decisione di fare rientro a casa. Dato che la
discoteca dista poco più di mezzora da Mestre, Mara aveva deciso di fermarsi a
casa della madre per qualche giorno. Anziché farla accompagnare da un autista
della discoteca però, è stato lo stesso Daniele (con la propria Bmw) a darle un
passaggio sino a Mestre. «Dovevamo parlare di questioni di lavoro quindi
abbiamo colto questa occasione — dice Bressan —. All'altezza della chiesa di
Martellago lei aveva appena terminato una telefonata con il marito — ricorda —
quando una Opel è sbucata improvvisamente da una strada laterale senza
minimamente dare la precedenza. L'impatto è stato quasi un frontale e per
fortuna andavo pianissimo. La mia bmw ha retto il colp o, sono sensi per aver
violentemente battuto la testa a terra: subito intubato, subisce nella notte un
delicato intervento chirurgico e al momento la prognosi è riservata. I pompieri
nel frattempo estraggono dall'esterno con le scale tutti i condòmini che si
sono chiusi dentro le abitazioni; le esalazioni fortunatamente non li hanno
raggiunti. Il fumo intanto avvolge l'edificio, non si vede nulla, ed è forte
l'odore di plastica bruciata: l'incendio viene domato soltanto alle prime luci
dell'alba. Secondo quanto si è potuto apprendere da una prima ricostruzione dei
fatti, le fiamme si sarebbero sprigionate al piano terra nell'androne del
palazzo, scoppiati tutti gli airbag e noi tutto sommato ce la siamo cavata bene
anche perché avevamo entrambi le cinture si sicurezza. Io ho riportato
un'abrasione al braccio, per il resto solo alcune botte». Daniele, dopo aver
notato che la sua compagna di viaggio stava bene, è sceso dalla propria auto e
si è precipitato là dove ci sono i contatori dell'energia elettrica e del gas,
ma soltanto i primi sarebbero stati interessati. Le fiamme, che non hanno
provocato danni strutturali all'edificio rimasto infatti agibile, avrebbero
trovato facile esca in un pannello di perline di plastica che riveste il muro,
divampando così molto in fretta. Le abitazioni non sono state danneggiate, ma
sono rimaste senza corrente elettrica; l'androne, invece, è stato messo sotto
sequestro per permettere al magistrato titolare del fascicolo, il pm Lucia D'Alessandro,
di accertare le cause dell'incendio. La sorte peggiore è toccata ai dieci
ragazzi dell'appartamento al secondo piano, che è affittato a due studenti: il
gruppetto, dopo aver passato la serata fuori, decide di fare tappa a casa dei
due amici. Dopo mezz'ora l'incubo ha inizio: sentono odore di bruciato e forse
se ne accorgono troppo tardi, aprono la porta e il fumo li circonda; cinque di
loro decidono di non muoversi da casa, gli altri sei provano a calarsi
dall'impalcatura dei lavori in corso, ma il calore rende sempre più rovente
ogni appiglio; soltanto i primi riescono a scendere incolumi, Vincenzo e Jacopo
invece non resistono e precipitano subito a terra. Sette ragazzi vengono
dimessi, gli altri sono ricoverati. «Siamo rimasti a Venezia perché avevamo
deciso di andare alla manifestazione contro i tagli della Gelmini la settimana prossima e dovevamo
metterci d'accordo sul viaggio». Ludovico Merighi non trattiene le lacrime. Ha
diciannove anni e conosce Vincenzo Imperato da un anno e mezzo e sono molto
amici. «Eravamo tornati dall'Erbaria poco dopo le due di notte e stavamo
parlando di cinema e politica - racconta muovendo nervosamente le mani -
quando è salito un fumo nero dal primo piano che bruciava gli occhi. Volevamo
scendere più in basso e saltare giù ma poi il ferro dell'impalcatura è
diventato rovente e non ci si poteva più aggrappare». Ludovico e Vincenzo sono
saltati dal secondo piano: Ludovico ha riportato una contusione al piede
destro, Vincenzo è ancora inchiodato a un letto di ospedale in lotta con un
grave trauma cranico. «E' stata una sciocchezza buttarsi nel vuoto - aggiunge
Ludovico piangendo - ma avevamo paura, non si vedeva più niente, i polmoni
bruciavano e non sapevamo cosa fare. Dopo la caduta gli tenevo la testa ed era
un lago di sangue. Io volevo venire all'ospedale di Mestre con lui, ma quelli
dei soccorsi hanno insistito perché io andassi all'ospedale di Venezia ». Tutti
gli appartamenti della palazzina sono in affitto, il proprietario è l'avvocato
veneziano Nicola Centofanti che vive e lavora a Cremona: da settembre sono in
corso dei lavori (affidati alla ditta Pertile Bruno Snc) per la sistemazione
della terrazza in cima all'edificio. (Errebi) dalla ragazza che guidava il
secondo veicolo coinvolto nell'incidente. «La ragazza era ferita, è riuscita a
chiedere scusa poi è svenuta». I carabinieri hanno sottoposto all'alcol test
Daniele Bressan: «Tutto a posto, nella mia vita non ho mai abusato dell'alcol».
dice. «Mi sento sollevato, sarebbe potuto andare molto peggio: per fortuna
andavamo pianissimo, poi le cinture di sicurezza e gli airbag sono stati una
salvezza». Decisamente meno serafica e più arrabbiata di Bressan è invece la
presentatrice veneziana. Che ieri, dopo l'inconveniente della sera precedente,
è rimasta a casa, assieme alla madre. Tutto bene, signora Venier? «Sì, sì, bene
bene, grazie ho solo qualche botta in faccia a causa degli Paola Vescovi
airbag. Ma poteva andare a finire molto peggio — concorda — abbiamo visto
quest'auto che tutto ad un tratto ci ha attraversato la strada. Non so come sia
potuto succedere. Sono viva per miracolo». Lievi ferite per tutti e tre, alla
fine, e questo forse è quello che conta. Mara però non ci sta: «Voglio sapere
tutto sul conto della ragazza che mi hanno detto essere stata dimessa oggi
(ieri, ndr). Voglio sapere se aveva bevuto, se era o meno sotto l'effetto di
stupefacenti. Perché una cosa è certa: il suo è stato un gesto irresponsabile.
Potevo morire... ma questo non lo dico a mia madre, alla sua età potrebbe
essere un choc». P.V. M.Z. Senza ossigeno L'appartamento annerito dal fumo a
Rialto BELLUNO — Doveva essere un viaggio-premio, per festeggiare
l'anniversario di uno studio dentistico. Si è trasformato, l'ultimo giorno, in
una tragedia: quattro persone morte, nello schianto di un piccolo aereo da
turismo, un Cessna 206 da sei posti, nel corso dell'ultima gita prima del
rientro a casa. Tra loro ci sono anche due veneti: Claudio Zornitta, 47 anni,
dentista ed ortodonzista molto noto a Belluno e la compagnia Paola. Con loro
Franco Tamiazzo, 54 anni, e la moglie Stefania, titolare di uno studio
dentistico a Bolzano, di cui Zornitta era stretto collaboratore. Proprio per
festeggiare il 25esimo anniversario di fondazione dello studio il titolare
aveva deciso di organizzare un viaggio in Africa con tutto lo staff, in Kenia,
coinvolgendo anche il collega di Belluno. Erano partiti lunedì scorso, in otto,
e dovevano rientrare proprio ieri. Un viaggio fuori dalle mete consuete, con
base in un villaggio nell'entroterra, il Lodge camp Ya Kanzi, nel sud del
Kenia. Una meta scelta da Tamiazzo, documentarista appassionato di viaggi in
Africa (i suoi filmati erano andati anche alla trasmissione «Alle falde del
Kilimangiaro» di Licia Colò) anche per i fini umanitari che da tempo
coinvolgevano lo studio dentistico altoatesino, nell'ambito del programma
«Medici per il terzo Mondo»: nel corso del viaggio, il gruppo aveva visitato
anche una scuola che i professionisti avevano contribuito a fondare. Ieri la
tragedia. In mattinata, prima del rientro in Italia, Tamiazzo decide di
noleggiare il Cessna per un'ultima gita, il sorvolo del monte Kilimangiaro, nel
nord della Tanzania, la vetta più alta dell'Africa con i suoi 5.963 metri. Ma
il velivolo non è più rientrato: in una fitta nebbia, si è schiantato nei pressi
della cima Mawenzi, 4.330 metri. Erano le 11, le 9 in Italia. Unico
sopravvissuto tra le persone a bordo il pilota. La notizia è stata confermata
dalle polizie di Tanzania e Kenia, che hanno confermato anche il recupero delle
salme, trasportate all'obitorio dell'ospedale della città di Moshi, ai piedi
del monte.
( da "Corriere del Veneto" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-09 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Topi, molecole, plastica e letteratura La scienza nelle piazze
dello shopping Padova, ricercatori tra la gente: «Ecco cosa facciamo, aiutateci
a studiare» PADOVA — Sui masegni della zona pedonale di fronte al Bo, un
bambino di quattro anni siede comodamente su un tappeto blu. In mano
un'edizione ricercata di Pinocchio. è il figlio di quattro anni di una
dottoranda di 39, Marni Campagnaro, che qualche mese fa ha deciso di mollare
(quasi) tutto e di credere nel sogno di lavorare all'università. Qualche metro
più in là, Leonardo Morsut, ex giocatore di pallavolo di A1, ora ricercatore di
biotecnologie mediche, attacca l'università italiana: «Gli atenei sono pieni di
gente vecchia, arrivi a fare il prof che hai 50 anni. Una riforma ci vuole. Ma
una riforma, non una manovra di tagli pensata il 6 agosto e
ritrattata dopo tre mesi perché la Gelmini non era convinta... ». Due metri più in là un gruppetto di
ricercatrici del dipartimento di Arti visive si accalora: «Il nostro lavoro è
un modo d'essere, è più di un lavoro. Non potrei pensarmi in modo diverso, è il
rispetto di quello che siamo e che ci viene bene», spiega Elisabetta Cortella,
31 anni e un assegno di ricerca che si assottiglia sempre di più. Geni,
molecole, anastilosi informatica, influenza dell'alpeggio nel profilo acidico
del latte, proteochimica, topi, urti tra protoni, almanacchi illustrati: tutti
insieme ieri mattina in una sessione poster multidisciplinare organizzata da
dottorandi e ricercatori dell'Università di Padova per ribadire il loro no alla
riforma della Gelmini, e per dire alla città «che i
fannulloni sono altrove». Dopo i cortei, dopo le occupazioni, dopo l'appello al
presidente Napolitano e dopo la parziale apertura del ministero allo sblocco
del turn over per gli atenei virtuosi, i ricercatori non si fidano e tornano a
farsi sentire. Anzi, a spiegare. Per più di tre ore si sono dati «in pasto » al
flusso dello shopping padovano del sabato mattina, subendo la classica domanda
topografica — «ma Zara dov'è?» — illustrando pazientemente all'uomo e alla
donna della strada i progetti per i quali l'università (o il ministero, o, in
qualche caso, qualche ente esterno) li finanzia con un assegno dagli 800 ai
1.200 euro al mese. Non era molti anni fa, che avere un figlio ricercatore
all'università voleva dire pensarlo futuro professore, al seguito di qualche
barone ad appioppare 18. I più severi agli esami, i più temuti. Ora che gli
studenti universitari si sentono sempre più liceali, anche i ricercatori sono
in crisi d'identità. «I miei hanno grandissime preoccupazioni per me — dice
Sandra Moretto, 34 anni, di Rovigo, all'ultimo anno dell'assegno di ricerca, al
nono di carriera precaria all'università di Fisica — la situazione è
demoralizzante. Tu hai speso e hai dato, ti portano via da casa tantissimo, e
sei considerato pressoché uno studente. Prima del decreto 133 pensavo: entro
con un concorso. Ma la mia generazione con i tagli andrà persa. E per una donna
è anche più difficile: dovessero offrirmi un posto all'estero, il mio compagno
non mi seguirebbe di sicuro. è un fatto culturale». Nessuno nega che
l'università vada riformata, ma non come sta facendo il governo. «L'idea di
cambiare l'università ci trova tutti d'accordo — spiega Marco Di Marino, 31
anni, al primo anno dell'assegno di ricerca in Fisica, uno di quei ricercatori
che mercoledì ha strappato al presidente Napolitano la frase "ce la
metterò tutta" — ma non a colpi di bilancio. Sbloccare il turn over solo
per gli atenei virtuosi spinge verso l'idea che l'obiettivo dell'università sia
avere bilanci positivi, non fare ricerca ». Vicino al suo progetto — le
applicazioni delle nuove molecole, dai sensori alle celle solari — un piccolo
volantino con un cervello con le ali: Partenza, Italia. Arrivo, un Paese estero
in cui l'università e la ricerca siano tenuti in considerazione per lo
sviluppo. Padova non è indifferente. Una signora arriva con un sacchetto di
mandaranci — per sostenervi, dice — un altro, anzianotto, li incita a bloccare
la Stanga, a resistere «contro l'ignoranza». Un altro, lasciando l'area
«occupata » pacificamente, si lascia sfuggire: «Sti qua devono sparire tutti, e
quelli bravi vadano all'estero». «Scegliere l'università alla mia età — spiega
Marni — vuol dire riconsiderare i propri ritmi di vita. I problemi nasceranno
quando finirà il dottorato. Immaginare di dovermi allontanare da questo mondo
mi dispiace. Pensi: avrei tanto da offrire...». La ragazza di Scienze
dell'Educazione che segue i minori a rischio allontanamento dalla famiglia, il
ragazzo che «parla» con istituti di ricerca di tutto il mondo di Alice, «il
progetto del Cern per sondare la materia al suo livello fondamentale »; le due
ragazze che studiano la diffusione dell'immagine astrologica, il ricercatore
(che si dichiara «in scadenza») che scrive in calce al suo progetto su Micene,
«la storia siamo noi, ma che storia avremo noi?»; il ricercatore di Scienze
dell'Educazione che ammette: «Noi, doppiamente colpiti. Dalla riforma
dell'università e da quella della scuola elementare, col maestro
"prevalente" e i tagli ai tre maestri». Materie «inutili»? Un
volantino mette in guardia: la plastica, la relatività generale, le migliori
terapie mediche. Tutte scoperte «dopo anni di ricerca universitaria». «Sono
tempi duri e pieni di nebbia per gli scienziati italiani», recita un passo
della rivista Nature appeso sul muro del Pedrocchi. Il messaggio è chiaro: i
«secchioni» vogliono continuare a studiare. Sara D'Ascenzo
( da "Nazione, La (Siena)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA SIENA pag.
25 LA PRESIDE dell?Istituto Sarrocchi, Emanuela Pierguidi Florio, ha trat... LA
PRESIDE dell?Istituto Sarrocchi, Emanuela Pierguidi Florio, ha trattato il tema
?La scuola nel terzo millennio? in un incontro organizzato dal Rotary Club
Siena Est al Jolly Hotel Excelsior. Un argomento di attualità, affrontato in
maniera esauriente anche sui punti scottanti al centro delle contestazioni di
questi giorni, a cui è seguito un vivace dibattito sui vari temi contestati
della riforma Gelmini (nella foto il ministro). Un
progetto di scuola condiviso. In pratica è questa la proposta della
professoressa Emanuela Pierguidi, rispetto ad una scuola di progetto che mette
?tanta carne sul fuoco?, ma che difficilmente arriva a soluzioni concrete, ma
anche rispetto alla teoria della scuola del niente, che pensa solo
all?istruzione, del fare lezione a tutti i costi e che si disinteressa di
interagire con le sue varie componenti. La discussione, organizzata dal Rotary
Club Siena Est, è stata una sorta di viaggio attraverso l?autonomia varata agli
inizi di questo secolo, che porta a nuove responsabilità di educazione e
formazione, sostituendo spesso genitori latitanti con la finalità di garantire
più che il successo scolastico, quello formativo, forgiando persone e
cittadini. Per questo sono stati trattati anche temi come l?anoressia, la droga
e l?abuso di alcol che purtroppo coinvolgono un numero sempre crescente di
famiglie. E.C.
( da "Nazione, La (Siena)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA SIENA pag.
25 LA CRISI DELL?ATENEO NODO STABILIZZAZIONI, nodo stipendi. In attesa del
tavolo interistituzionale di domani in Comune che consentirà di dare il là
definitivo al processo di risanamento dell?Università, saranno questi i temi
caldi della giornata odierna. Partiamo dal primo. Il cda ha decretato lo stop
venerdì e i sindacati, Cgil in primis, proveranno oggi alle 13, nell?incontro
nell?anticamera del rettore, a invertire la rotta. Sarà uno scontro duro, se ne
trovava conferma già ieri nelle parole dell?Rdb che chiedeva: «Tutte le
questioni inerenti al personale tecnico-amministrativo passino per il tavolo
sindacale, poi in cda. Non accettiamo più di dover discutere all?interno di un
recinto predeterminato». E AL SENATO che si riunisce stamani per valutare la
manovra, sempre l?Rdb domandava «di riconoscere ai precari della ricerca e ai
tecnici una rappresentanza che permetta di discutere insieme i criteri per
intervenire sulla ricerca stessa». Secondo nodo: stipendi e tredicesime.
RESTIAMO alla cronaca. Nell?ultimo consiglio di amministrazione il professor
Antonio Barretta ha assicurato il raggiungimento di un?intesa con la banca circa
la somma da concedere come anticipazione di cassa che si aggira ? il
condizionale è d?obbligo ? intorno ai 40 milioni e viene calcolata, come
prevede la legge, sulla base delle entrate previste nel 2008 visto che il
bilancio è in deficit. Sarà però al tavolo interistituzionale, questa
l?impressione, che arriverà l?eventuale ufficialità dell?accordo destinato a
tranquillizzare i sonni dei dipendenti. Che ieri, a conferma dello stato di
fibrillazione creato dal susseguirsi di voci, in una breve nota congiunta a
firma di Cisal, Cisapuni, Rdb, Ugl e Uil annunciavano la propria piena
disponibilità a scendere a fianco dei colleghi sostenendoli nella loro
battaglia di fronte «ai tagli profondamente dolorosi approvati dal cda» nel
caso venissero a mancare le risorse per far fronte agli impegni verso il
personale. Timori a parte, sembra in realtà che ciascuno dei protagonisti stia
lavorando per consentire, seppure in presenza di paletti giustamente rigidi,
l?uscita dal guado. Il bilancio dell?Ateneo, comunque sia, dovrà essere in
pareggio nel 2008 e non solo perché ciò consente con
probabilità di ottenere benefici dalla «Gelmini». A TALE SCOPO serve infatti una manovra complessiva da 60
milioni che rende indispensabile una vendita a breve termine. Non saranno
sicuramente i lotti del policlinico a consentire di incassare i milioni subito
necessari, sebbene la Regione non si tiri indietro e rilanci, per voce del
presidente Martini, il sostegno agli Atenei guardando più lontano, alla
creazione di un polo unico e al taglio di doppioni e sprechi. Le Scotte,
dicevamo. Possono anche passare alla Regione che, nel caso, effettuerà una
sorta di rateizzazione del pagamento, per l?Università importantissimo ma non
risolutivo. Riecco allora la vendita (o anticipazione di vendita, oppure
un?altra soluzione) di un immobile. Che non sarà il policlinico. E che forse
già entro questa settimana la società Reag indicherà. A metà dicembre l?intero
percorso deve essere avviato. Laura Valdesi
( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA E CRISI,
NARDIELLO: INTENSIFICARE LA LOTTA 10/11/2008 08.38.57 [Basilicata] (ACR) -
â??Dare sbocco alle diverse iniziative di protesta e di sciopero dei lavoratori
lucani, saldandole alle lotte degli studenti contro la â??riforma Gelmini dei tagliâ?? proprio come è¨ avvenuto ieri con
lâ??assemblea alla Daramic e la â??storicaâ?? partecipazione di studenti medi e
di operai allâ??assemblea in Ateneo, è¨ una esigenza che deve spingere il
sindacato lucano ad uno sciopero regionale proprio come a livello nazionale la
Cgil si avvia verso uno sciopero generale contro la politica economica di
Berlusconiâ?. A sostenerlo
è¨ il capogruppo del Pdci in Consiglio regionale, Giacomo Nardiello. â??La
sollecitazione ad accrescere la mobilitazione popolare che è¨ venuta
dallâ??assemblea Fiom di quei metalmeccanici più¹ esposti alla crisi e
contestualmente dai giovani lucani che non riescono a vedere un proprio futuro
â?? aggiunge Nardiello - è¨ sacrosanta ed è¨ la risposta più¹ efficace alle
modalità con cui un Governo irresponsabile gestisce le conseguenze della
crisi economica. Eâ?? anche la risposta ai tentativi prolungati di dividere le
organizzazioni sindacali e di contrapporre gli interessi dei â??lavoratoriâ?? a
quelli dei â??cittadiniâ??. Dopo una Finanziaria varata in nove minuti e mezzo,
lo scorso luglio, e tutto ciò² che ne è¨ conseguito, in materia di tagli
scolastici e di proposte di rinnovo di contratto vergognose nel pubblico
impiego, il sindacato fa bene a rafforzare ulteriormente le iniziative di
lotta. I Comunisti Italiani sosterranno con forza le mobilitazioni già
programmate, a sostegno del lavoro pubblico, dei dipendenti del commercio,
della trattativa per il contratto dei metalmeccanici e dei pensionati. Lo faremo
convintamente, contro la frantumazione e per offrire tutto il nostro contributo
allâ??unità del mondo del lavoro ferocemente sotto attacco da quando
Berlusconi siede a Palazzo Chigi. Del resto i dati sulla povertà non
fanno quasi più¹ notizia. Lâ??ultima rilevazione Istat, secondo cui lâ??11,1
per cento delle famiglie residenti in Italia sono povere e il 23,6 per cento
nella nostra regione, dovrebbe indurre chi detiene responsabilità
politiche ad interrogarsi sulle soluzioni possibiliâ?.
â??Noi crediamo â??
conclude Nardiello - che esista innanzitutto una â??questione salarialeâ?? di
gravità inaudita e che vada affrontata con misure di grande impatto
sociale, finalizzate a redistribuire la ricchezza. Non a caso il Pdci ha
lanciato varie proposte di legge, tra cui una volta a ripristinare un
meccanismo di indicizzazione dei salari. Perché© lâ??aumento del costo della
vita abbinato a stipendi drammaticamente insufficienti si traduce in nuove
povertà . Nella totale indifferenza del governo, al punto che il ministro
Brunetta ha recentemente proposto, riguardo ai pubblici dipendenti, un rinnovo
contrattuale con aumenti salariali da fameâ?. (dt )
( da "Varesenews" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Saronno - Gli
studenti del liceo scientifico G.B. Grassi adottano una nuova forma di protesta
contro la riforma della scuola: ?È una fascia grigia per evitare qualsiasi
strumentalizzazione politica? ?La scuola è morta, portiamo la fascia a lutto?
?Portiamo la fascia a lutto perché la scuola è morta?. Non accenna a diminuire
la protesta degli studenti saronnesi, soprattutto quelli del liceo scientifico
G.B. Grassi che la settimana scorsa avevano adottato, come forma di protesta
contro il decreto Gelmini, l?autogestione,
partecipando poi alla grande manifestazione a Milano. Ora rilanciano,
confermando che non si sono rasseganti all?idea di della riforma, ma, essendo
consapevoli di non poter abbandonare le lezioni per troppo tempo, adottando una
nuova forma di protesta: una fascia grigia al polso, al braccio o sulla
cartella di tutti gli studenti. Il collettivo studentesco della scuola, di cui
fanno parte anche i rappresentanti d?istituto, ha così deciso di proseguire
così la pretesta: ?Vogliamo continuare nelle nostra lotta contro questa assurda
riforma ? spiega Giorgio Spiga del collettivo -. Abbiamo scelto il grigio come
colore per la fascia per evitare qualsiasi riferimento o strumentalizzazione
politica. Il nostro messaggio è chiaro: dopo l?approvazione del decreto in
Senato la scuola è morta. E porteremo questa fascia finchè non cambierà
qualcosa, finchè non verremo ascoltati?. Intanto la fascia non è l?unica
iniziativa messa in campo dagli studenti del liceo: ?Proseguiremo con
assembleee e autogestioni programmate ? prosegue Spiga in rappresentanza degli
studenti -. Abbiamo deciso di organizzarci in questa maniera e far sentire il
nostro dissenso con una protesta di questo tipo, a livello informativa, non
solo di piazza. Ci teniamo inoltre a ribadire che la settimana scorsa il liceo
non è stato occupato, eravamo in autogestione, non c?è stata alcuna
interruzione delle lezioni. Quel tipo di protesta non è stato un buco
nell?acqua, non ci hanno ascoltato ma proseguiremo la nostra lotta pacifica?.
?È assurdo ? concludono dal collettivo gli studenti ? che in tre anni vi siano
state tre riforme nella scuola, prima la Moratti, poi Fioroni ed ora la Gelmini. Se non fosse che tutto si ripercuote su di noi
ragazzi, sarebbe esilarante?. Venerdi 7 Novembre 2008 Manuel Sgarella
( da "Nuova Ferrara, La" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Reggio) (Corriere delle
Alpi) (Gazzetta di Mantova, La) (Gazzetta di Modena,La) (Alto Adige)
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Sciopero generale
venerdì contro i tagli. Ieri la protesta creativa con lezioni di fisica ai
bambini L'università scenderà in piazza E la Gelmini metterà nella riforma norme
contro i fuoricorso ROMA. L'università si prepara a scendere in piazza venerdì
a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i
tagli e la riforma Gelmini.
Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge
«tecnico» varato giovedì dal consiglio dei ministri: da Viale
Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (sugli associati) per i concorsi
(banditi da tempo e le cui domande scadono oggi), assicurano che arriverà al
Quirinale per la firma di Napolitano, prima di essere pubblicato in serata
sulla Gazzetta Ufficiale, in tempo per mandare avanti la complessa macchina dei
tanto attesi concorsi. La riforma, abbozzata nelle linee guida del ddl varato
col decreto, scoraggerà il fenomeno dei fuori corso. Al ministero
dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando incentivi per gli
studenti che si laureano negli anni previsti; si pensa anche di limitare al
minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide. L'idea del ministro Gelmini è di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si
parcheggia per anni in facoltà. Per avere un'idea del fenomeno, basta guardare
i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso.
Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508
del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero
superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%. In alcuni
atenei, come a Enna, ci sono già incentivi per chi è in regola con il piano di
studi, come sconti sulle tasse. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le
porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai
bambini, tra i politici interviene Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla
scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell'istruzione al
ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare
in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le
mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, chiede alla maggioranza
di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università.
Prima di tutto, dice la RdS, «non accettiamo nessuno scaricabarile da esponenti
del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un
progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un
capro espiatorio che la maggioranza riacquisterà consenso». Le regioni del Sud
si sono dette pronte ad investire 1,5 miliardi in 3 anni per qualificare la
scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della
Campania (che da sola ne ha stanziati 300 milioni solo per le infrastrutture),
chiede «al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia».
( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
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n. 45 del 2008-11-10
pagina 0 Dietro la protesta anti Gelmini un vuoto di
idee di Vittorio Macioce Si chiacchiera. La turbolenza degli studenti rischia
di essere solo un?occasione perduta. Ti aspetti che le luci sull?università
servano a mettere a nudo la cancrena di un sistema vecchio, medievale, specchio
di una società paludosa. Era l?unica cosa buona di questi giorni d?autunno. E
invece nulla. La protesta è una festa e l?alibi per l?opposizione per dire:
siamo ancora vivi. A Castel Volturno, terra di Gomorra e kalashnikov, si
riuniscono gli stati generali della scuola del Sud. Ci sono 1600 persone,
studenti, professori, sindaci e politici. Ci sono Miriam Makeba ed Edoardo
Bennato, che cantano l?orgoglio di chi non sta con gli assassini. è vero, le
scuole del Casertano sono l?ultimo presidio contro la camorra. Ma tutto questo
non basta. Non risolve il problema. C?è qualcosa di non chiarito nella rivolta
degli studenti. La loro strategia politica, fino ad ora, è reazionaria. Stanno
lì e dicono: non si tocca nulla. Non attaccano la Gelmini
perché è stata troppo timida nella riforma, ma perché ha osato mettere le mani
in un micromondo in agonia. è questo che davvero non si capisce. Non c?è una
«controriforma», un?alternativa. Non c?è dialogo. La Gelmini
ha detto: facciamo la riforma dell?università. La risposta è lo sciopero del 14
novembre. è come giocare a testa bassa. Nessuno che abbia voglia di alzare la
testa e guardare l?orizzonte. Quale università sognano questi ragazzi? Anzi,
quale società. Nulla. Rimbombano solo gli slogan. è la litania del «vogliono
toglierci i fondi». Il problema è che questa scuola è un colabrodo. Tutti i
soldi che versi finiscono in uno stagno. è quello che ha cercato di far capire
Emma Marcegaglia quando dice: «La Gelmini taglia
alcuni costi e rimette a posto i numeri». è il tentativo, forse disperato, di
razionalizzare il caos. E purtroppo non basterà. Loro, i ragazzi, si fidano del
passato. Danno credito a intellettuali che sono sopravvissuti al Novecento,
gente cresciuta in un altro mondo, dove i muri ideologici erano tutti ancora in
piedi e il destino era un posto fisso. Non sanno, questi intellettuali, che
sapore ha la precarietà. Non sono figli di un mondo liquido e flessibile, ma
vecchi reduci di un altro secolo. Ti aspettavi i barbari, quasi ci speravi,
uomini nuovi alle porte delle cittadelle dei privilegi, pronti a scalare quei
muri che continuano a proteggere il popolo degli ex, la società degli
ipergarantiti. E invece scopri che i barbari stanno con la casta degli
intoccabili, difendono i baroni e i loro «nipoti», scendono in piazza con i
sacerdoti della nostalgia e i chierici del passato. I barbari non sono il
nuovo, e a questo forse si deve rassegnare anche Baricco, ma l?avatar del
vecchio. Sono gli oleogrammi dello spirito reazionario. Sono la carne da
macello di chi vuole ibernare questo Paese. Quando parli con gli studenti ti
sussurrano che la riforma universitaria del 3 per 2, quella della Moratti, non
funziona. Ti dicono che la vecchia laurea quadriennale aveva ventisei-trenta
esami. Ora con la laurea specialistica di cinque anni si arriva quasi al doppio,
cinquanta o giù di lì. Il risultato, sostengono, è che ti senti in una fabbrica
di esami, come metalmeccanici della cultura, con il diritto, la matematica o
l?economia ridotti a spezzatini, da digerire in fretta, una botta e via. A cosa
è servito tutto questo? Forse a moltiplicare le cattedre. Quando, nel 1991,
passò l?idea di moltiplicare i maestri, non si parlò di ragioni didattiche. Lo
ha ricordato anche Martelli, allora vice presidente del Consiglio. L?unico
motivo era il lavoro. C?erano troppi maestri disoccupati. Era il modo più
veloce per risolvere la questione precari della scuola elementare. E in queste
cose i governi, quando possono, fanno miracoli. Basta una semplice
moltiplicazione. Tutte queste cose gli studenti le sanno, ma non hanno il coraggio
di gridarlo a voce alta. è più facile demonizzare la Gelmini.
Fa gruppo e crea un?identità. Chi siete? L?esercito degli anti Gelmini. Se vi basta questo: divertitevi. Ma state
ipotecando il vostro futuro. Ti aspettavi gli studenti in piazza per chiedere
un nuovo welfare, quello vecchio è una groviera, che non difende più nessuno.
Non c?è un welfare per i precari. Non c?è un welfare per la flessibilità. è un
altro dinosauro del Novecento, funziona solo con il posto fisso. è un
pachiderma, fa la fortuna dei vecchi sindacati. A voi, studenti, serve un
welfare leggero, puntuale, mirato. A voi serve un mercato del lavoro che paghi
il rischio. E allora chiedete un salario più alto per i contratti a tempo
determinato. Chi sceglie l?insicurezza merita di guadagnare di più. Ecco,
questo dovrebbero rivendicare i «barbari». Serve un passo oltre il Novecento e
invece stiamo qui a difendere le macerie di un vecchio secolo. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
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n. 45 del 2008-11-10
pagina 0 La satira è sacra soltanto se è radical chic di Mario Cervi Non ce ne
sarebbe bisogno. Ma la sinistra si mette d?impegno, ogni giorno, per ricordarci
quanto è antipatica. Si direbbe che le batoste elettorali e gli sconquassi
partitici abbiano addirittura accresciuto il complesso di superiorità
aleggiante in certi organi di stampa, in certe trasmissioni televisive, in
certi salotti. Da cosa discenda quella convinzione di possedere supreme verità
non è facile capire. Il filone ideologico sul quale s?innestano questi maestri,
incompresi dalla plebe ma molto compresi del loro ruolo, è naufragato
irrimediabilmente nelle sabbie mobili della storia. Eppure nelle fronti
spaziose - a volte inutilmente spaziose, come scriveva Fortebraccio - di questi
pensatori trovano spazio molti dubbi, ma insieme ad essi una certezza: che un
supremo destino li abbia designati per un ruolo elitario e positivo nella
società e nella cultura. Chiunque, dalla miserevole barricata opposta, osi
metterlo in dubbio non muove una critica. Compie un sacrilegio. I sommi
perdenti - battuti nelle urne dal destino cinico e baro - sono orgogliosamente
pronti ad altre sconfitte. Per consolarsi, si aggrappano adesso a Barack Obama.
Ma anche senza quel diversivo, si sarebbero atteggiati comunque a profeti
purtroppo inascoltati. Intanto scagliano insulti e minacce contro gli infedeli.
Uno scrittore di successo, Andrea Camilleri, ha affermato che Mariastella Gelmini non è un essere umano. Dovremmo chiamare i
professori di chimica, ha aggiunto, per capire cos?è. Dopodiché sono arrivate
le spiegazioni, era un paradosso, era una battuta, era una trovata letteraria.
Non mi sta bene, anche se il rifugiarsi in questi chiarimenti che non
chiariscono è molto utilizzato anche dal centrodestra. Un insulto è un insulto,
e se viene da chi ha notorietà - peggio ancora se ha responsabilità politica -
assume maggiore peso. L?aspetto a mio avviso più sgradevole e ipocrita degli
attacchi che sulla Gelmini si sono rovesciati è che la
maggioranza del Paese è con lei, e tutti lo sanno. Ma sfrontatamente si finge
che gli antigelmini rappresentino il popolo. Se poi uno obbietta che non lo
rappresentano per niente, le teste d?uovo progressiste lasciano capire, più o
meno esplicitamente, che il popolo bue è manovrato dalla reazione. Solo loro,
gli eletti, agiscono nel suo interesse. E se la signora Gelmini
querelasse Camilleri - il che io sconsiglierei vivamente - si griderebbe alla
repressione della cultura. La cultura va difesa, ricordano compunti i Maestri.
Va difesa anche la satira. Preferibilmente la loro cultura e la loro satira.
Michele Santoro per «Annozero» e il disegnatore Vauro per le sue vignette hanno
avuto il premio Forte dei Marmi per la satira politica. Definiti entrambi,
nella motivazione , il conduttore e il vignettista più cattivi. Un titolo di
merito se il bersaglio è Berlusconi. Ma se la satira pesante e le parole grosse
vengono dalla destra aggettivi come becero, volgare, intimidatorio(fino a che
deflagra la classica invettiva “fascista!”) rimangono d?obbligo. Personalmente
sono per una totale libertà di satira. Personalmente credo che la sinistra
sappia far satira meglio della destra. Personalmente vorrei che nel governo ci
si astenesse dall?umorismo, quando non è proprio indispensabile e di primissima
qualità. Ma Santoro, campione a parole d?un pluralismo a tutto campo, s?inquieta
se una radio manda in onda un?imitazione del suo stile di demagogo un po?
nevrotico, ma chi si credono di essere questi intrusi? è attesa una vignetta di
Vauro sull?arroganza di Santoro. Altri personaggi della sinistra occasionale o
permanente - ne cito uno solo, Celentano - si sono lagnati per le prese in
giro. Immagino che, esortati a spiegare perché amano tanto l?uso della satira
quando è contro lo schieramento avverso, e pochissimo quando è contro il loro
schieramento, spiegherebbero sereni: perché è giusto colpire il male, ma noi
siamo il bene, abbiamo diritto all?immunità. Esiste tuttavia, per la sinistra,
un piccolo inconveniente. Nelle urne non vanno le vignette, vanno le schede dei
cittadini. Che magari si divertono con gli sberleffi di Vauro, ma poi votano
Berlusconi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Scuola: il
presidente De Dominicis ascolterà tutte le parti interessate Dimensionamento:
«C'è solo una bozza» Scuola: il presidente della Provincia De Dominicis ha
assicurato che «non esiste alcuna decisione definitiva della Provincia di
Pescara in ordine al nuovo piano di dimensionamento scolastico, ma solo una
prima bozza di testo che vale come ipotesi di lavoro: il testo definitivo sarà
varato solo dopo un'ampia consultazione di tutte le parti interessate, ovvero
le rappresentanze del mondo della scuola, del sindacato e degli enti locali».
De Dominicis ha sottolineato come «la decisione del ministro dell'Istruzione, Gelmini, di far slittare al 2010 i
termini per l'applicazione del decreto legge che porta il suo nome per il
dimensionamento scolastico, contribuisce ad agevolare questa volontà di ascolto
dell'amministrazione provinciale. La Provincia - ha precisato - terrà in grande
considerazione i suggerimenti dei rappresentanti del mondo scolastico,
delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni, in modo da predisporre alla
fine di questo percorso un testo largamente condiviso. Il nostro ente vincolerà
ogni sua decisione a questo itinerario democratico». E sempre in tema di scuola,
«La scuola ricomincia navigando» è il nuovo progetto a sostegno della
navigazione protetta dei minori sul web e della sicurezza informatica che la
Provincia di Pescara ha messo a punto con il Comune, la Polizia Postale e delle
Comunicazioni, Unicef Italia e SicuramenteWeb, che è un'iniziativa ideata da
Microsoft Italia per riaffermare l'impegno dell'azienda "per un mondo
digitale migliore". Le attività interesseranno le scuole secondarie di
primo e secondo grado del Pescarese, coinvolgendo insegnanti e studenti in
attività didattiche per promuovere - a partire proprio dai banchi di scuola -
un uso consapevole e responsabile della Rete. La presentazione è in programma
oggi alle 11 nella sala "Figlia di Jorio" di Palazzo dei Marmi.
( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Il Cav non
dimentichi le università private Ci sarebbero da
condividere molte delle scelte fatte dal Ministro Gelmini. Forse una eccessiva riduzione dei fondi poteva essere evitata e
siamo certi che, fosse dipeso da lei, né la fretta né i risparmi sarebbero
stati tali. Condividiamo, delle proproste nel decreto scuola molti aspetti
positivi, anche se forse, per semplice lealtà, la stessa Gelmini avrebbe dovuto dare atto di aver
«copiato» talune proposte: la reintroduzione del voto in condotta e
dell'educazione civica. (Entrambe proproste Udc furono invece snobbate dal
Governo Prodi nei due anni della scorsa legislatura). Bene sotto molti aspetti
anche la chiarezza sull'Università con nuovi fondi, possibilità reali per nuovi
ricercatori e premio al merito. Forse si poteva e si può far di meglio, se il
Governo lascerà al Parlamento di svolgere il suo compito ed eviterà la fiducia.
Perché non introdurre una razionalizzazione delle facoltà, ridurre i corsi di
laurea e, in taluni di essi, introdurre il numero chiuso? Non mi si dirà che
sia un Paese normale quello con decine di migliaia di laureati in comunicazione
sociale e sole qualche decina di odontotecnici! Perché non togliere il valore
legale alla laurea e così rendere veramente competitive e concorrenziali le
Università tra loro? Non sarà normale un Paese con sedi distaccate in ogni
provincia! Tante cose buone fatte e molte altre da fare, la formazione
permanente per le insegnanti elementari, riportare la valutazione delle
commissioni di professori interni per gli esami delle superiori etc. Due fatti,
soprattutto, urtano e francamente rimangono incomprensibili, per merito e
metodo. è nota la benevolenza delle Gerarchie nei confronti del Governo, il cui
programma rispettava appieno i valori non negoziabili. Ma non solo della
libertà di educazione si è persa traccia, sono scomparse anche le assicurazioni
che lo stesso premier aveva fatto pubblicamente, per reintegrare i «tagli» alle
scuole pubbliche non statali (assicurazioni fatte anche al Papa). Quei 134
milioni di euro tagliati da Tremonti, tutti nella maggioranza accusano lui, non
sono stati rimessi al proprio posto e questo, se non avvenisse nei prossimi
giorni, porterà alla chiusura di centinaia di scuole d'infanzia paritarie. Gran
brutto segno nei confronti della libertà di scelta educativa ma anche di quei
movimenti di cattolici coraggiosi che avevano fatto campagna con volantini che
reclamavano, tra gli altri, proprio la libertà educativa come uno dei criteri
di giudizio per la scelta politica. Tutto ciò si aggrava, si dice che la
responsabilità sia ancora di Gelmini e Tremonti,
perché pare che anche nel recentissimo decreto per l'Università le Università
libere (gran parte delle Cattoliche) subiscono un trattamento increbile. Gli
atenei non statali sono dimenticati nella parte relativa alla distribuzione dei
fondi in base al merito e alla produzione scientifica, ma sono ben ricordati
nel capitolo dei tagli ai finanziamenti. Cornuti e mazzati, soprattutto
discriminati perché liberi come accade ai tagli per le paritarie. Ci sono molte
cose buone nei provvedimenti al risparmio su scuola e università, tuttavia si
sta dilatando una lunga ombra nera che rende torbide le buone intenzioni del
Governo, c'è un susseguirsi di pregiudizi e ingiustizie contro le non statali e
paritarie, dall'asilo all'università. Sappiano Tremonti e Gelmini
che di tutto si può discutere ma tutto deve partire dalla equità di
trattamento, le scuole pubbliche e le università non statali sono una ricchezza
della società e del Paese. è in gioco la libertà e la uguaglianza tra
cittadini, forse è tempo che insegnanti e genitori, rettori e professori delle
scuole e università non statali scendano in campo. I vescovoni, per parte loro,
troveranno il modo di farsi spiegare il «retrofront» dalla voce dello stesso
premier. A quanto pare,sino ad oggi, il «ghe pensi mi» non ha funzionato con
Tremonti.
( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Oggi
trasporti paralizzati Comincia una settimana di passione Sit-in davanti alle
ambasciate per chiedere «asilo politico» e, venerdì, un inizio fine settimana
di tregenda con lo sciopero generale dell'università e degli enti di ricerca
che farà confluire a Roma migliaia di studenti provenienti dagli atenei
italiani per il mega corteo ingrossato anche dai ragazzi delle superiori, che
mureranno in casa i romani. Altro che protesta part-time. Le iniziative contro la legge 133 e la riforma Gelmini non s'accontentano, come
annunciato, di sole mini occupazioni delle scuole relegate al fine settimana o
a lezioni a Villa Pamphili come quella organizzata ieri mattina dal liceo
classico Montale. Dopo le botte a piazza Navona e l'assedio a Palazzo Madama,
il 29 ottobre, e i tre cortei di venerdì e gli scontri con le forze dell'ordine
davanti alla stazione Ostiense, perchè i ragazzi volevano invadere i binari,
c'è da scommetterci che, con questo programmino, quella che inizia oggi sarà
un'altra settimana di passione. Si comincia oggi con la nuova nuova giornata di
fuoco sul fronte del trasporto pubblico, per lo sciopero indetto dai lavoratori
di bus, tram e metropolitane. Una protesta in due fasi: 8.30-17 e dalle 20 a
fine servizio; di fatto un intero giorno senza autobus, filobus, tram, metrò e
trenini dei pendolari: Roma-Lido, Roma-Giardinetti (ex Pantano Borghese), e
Roma-Civita-Castellana Viterbo, che farà venire il mal di fegato ai romani,
costringendoli a spostarsi per la città a piedi oppure in macchina, creando
ingorghi pazzeschi e arrecando all'utenza pesantissimi disagi. Saranno
disattivate le Ztl del Centro Storico e di Trastevere, per consentire il
transito del traffico privato. Si fermano pure gli ausiliari del traffico, gli
"odiati" vigilini: ma questa potrebbe essere l'unica bella notizia
della giornata perché i romani, da sempre, gli preferiscono i vigili urbani con
la divisa addosso, che almeno si riconoscono. Gli ausiliari del traffico
potranno scioperare per l'intero turno oppure nelle fasce orarie 8.30-17 e
20-24. Caos anche alla stazione Termini, con treni nazionali e internazionali a
singhiozzo da ieri sera alle 9, che terminerà stasera alla stessa ora. Mentre
all'aeroporto di Fiumicino continua lo sciopero bianco. Se sopravviveremo alla
nuova mareggiata che l'Onda sta preparando per venerdì prossimo, ci toccherà
una nuova puntata anche nel fine settimana: sabato e domenica alla Sapienza
l'assemblea nazionale dell'Onda preparerà il documento della «controriforma Gelmini». E anche in questa occasione, proseguiranno le
proteste, in varie forme, e forse in ancora su strada, di studenti e docenti
delle scuole superiori. E non avevamo ancora digerito i tre cortei di venerdì
confluiti davanti al ministero a Trastevere: uno da piazza Venezia e da piazza
dell'Emporio, un altro che ha percorso via delle Botteghe Oscure, via Arenula,
bloccando Ponte Garibaldi fino a Tastevere. Un finimondo anche per l'altro
corteo che da piazza dell'Emporio ha attraversato ponte Sublicio e da piazza di
Porta Portese e largo Ascianghi ha raggiunto viale Trastevere, mandando in tilt
i tram della linea Otto e deviando più di venti linee di autobus. G. M. Col.
( da "Tempo, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Ilaria
Pietropaoli Una settimana di fuoco quella che si è ... Ilaria Pietropaoli Una
settimana di fuoco quella che si è appena conclusa per la scuola. I giorni
scorsi, infatti, si sono mobilitati i principali istituti superiori della
provincia, oltre che il mondo accademico, contro le novità
previste dal ministro Gelmini per il settore. Alcune espressioni di dissenso nei confronti
della legge 133 sembrano previsti anche nei prossimi giorno. «Il Tempo», come
di consueto, non si è limitato a registrare solo le opinioni di chi protesta,
ma ha fatto un «viaggio» nelle scuole, per capire da vicino cosa è e come si
articola un'autogestione. La prima tappa di questo viaggio è
rappresentata dal liceo classico «Turriziani» una delle scuole capofila nel
«taglio del nastro» delle proteste. «Inizialmente temevamo che non tutti gli
studenti avrebbero risposto positivamente all'iniziativa - racconta Vittoria
Nalli - ma ben presto ci siamo ricreduti: la partecipazione è stata alta e
soprattutto si è creata un'identità scolastica che, in passato, non era stata
mai così forte». Entusiasmo anche al liceo scientifico «Severi». Francesco
Grandi, rappresentante d'istituto, ci mostra il programma delle lezioni
promosse dagli studenti: «Si è discusso dei temi più disparati, dalla musica di
protesta degli anni '70, alla normativa relativa alla scuola». Anche Giulia
Picchi, del liceo socio-psico-pedagogico descrive un clima costruttivo: «Prima
di iniziare qualsiasi forma di protesta abbiamo effettuato una votazione -
spiega la studentessa - durante la quale una maggioranza schiacciante di
persone si è dichiarata a favore dell'autogestione, poi, ci siamo confrontati
con il preside, illustrando i progetti e le lezioni che intendevamo proporre».
Lezioni fuori dell'ordinario anche all'Istituto «Angeloni» di Frosinone (nella
foto alcuni alunni con la preside Valeri), dove gli studenti, tra l'altro,
hanno avuto modo di assistere, sotto la supervisione del professor Giacomo
Cestra, a una lezione di «Informazione televisiva» tenuta dal direttore di
«Teleuniverso» Alessio Porcu. «Partecipare a una lezione di giornalismo è stata
un'esperienza veramente interessante» commenta un'alunna della scuola, Sara
Evangelisti. Insomma, oltre che un momento di protesta, l'autogestione
rappresenta un'occasione per i ragazzi di uscire fuori la routine, di
socializzare con altri coetanei e di promuovere iniziative in maniera
responsabile.
( da "TGCom" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
10/11/2008
Università, stretta sui fuori corso L?ipotesi della Gelmini:
tasse più alte E? in arrivo un ''giro di vite'' per i fuori corso che potrebbe
tradursi in un aumento delle tasse. E? un'ipotesi anticipata dal ministro
dell?Istruzione che sta pensando ad un provvedimento ad hoc da assumere per
coloro che si iscrivono all?università, ma non danno esami o ne danno
pochissimi. Ma non sarà un aumento indiscriminato: si faranno le dovute
distinzioni tra chi non si impegna e chi invece studia e lavora. Al Ministero
affermano che non c?è alcun provvedimento in atto, ma l'ipotesi è stata avanzata
tra quelle in discussione in questi giorni che riguardano la riforma. In
sostanza, a differenza degli altri Paesi, da noi le università fanno pagare la
stessa retta a chi è in regola o abbastanza in regola e chi invece segue gli
studi con un numero di anni di gran lunga superiore a quello previsto. Il fondo
di finanziamento ordinario che alimenta le nostre 75 università è infatti
ripartito tenendo conto solo del numero degli iscritti, sia in corso, sia fuori
corso. Ma ciò penalizza la reputazione degli atenei stessi. I ritardatari,
infatti, sono 667mila, un terzo dei quali non lavora. Rappresentano il 37 per
cento del totale: un raddoppio delle rette, limitato a chi non dimostra di
lavorare, porterebbe nelle casse universitarie somme importanti che potrebbero
essere utilizzate per agevolare i meritevoli. Come? Garantendo il diritto allo
studio con borse di studio, alloggi, mense e via dicendo. Insomma, per essere
in linea con le intenzioni della Gelmini, in questo
modo si aiuterebbe chi merita di essere aiutato, assicurando anche una certa
mobilità agli studenti, e si penalizzerebbero i ritardatari. Intanto, sul
fronte del decreto approvato lo scorso venerdì dal Consiglio dei Ministri, non
si fermano le contestazioni e si annuncia un?altra settimana incandescente, tra
proteste e mobilitazioni. Una su tutte, la manifestazione di venerdì che si
terrà a Roma, con lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria
contro la riforma Gelmini. 12 Invia ad un amico
( da "TGCom" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
10/11/2008 Mannoia:
"Noi donne? Complicate" Presenta a Tgcom Il movimento del dare Nel
titolo del suo ultimo album "Il movimento del dare" Fiorella Mannoia
invita "ad aprirsi agli altri". L'interprete dopo sette anni torna
con brani inediti solari e positivi, scritti da autori come Battiato e Ferro.
C'è anche spazio per un piccolo mea culpa: "Noi donne siamo troppo
complicate - dice a Tgcom -. Vogliamo partner non troppo machi ma neanche
mici". Dà un consiglio a Giusy e su X Factor dice la sua, senza peli sulla
lingua... Ben sette anni prima di tornare con un disco di inediti. Cosa è
successo? Il tempo è letteralmente volato. Prima il lungo tour e la promozione
del disco con Ron, Pino Daniele e Francesco De Gregori. Poi l'album con gli
autori brasiliani che mi ha portato via ben due anni di lavoro. Ed eccoci di
nuovo qui. Il singolo ?Io posso dire la mia sugli uomini?, scritto da Ligabue,
può essere considerato una 'costola' di ?Quello che le donne non dicono?? Direi
proprio di sì. E' stupefacente come a distanza di vent'anni dal testo di
Ruggeri, noi donne ci scopriamo ancora complicate. I rapporti umani sono sempre
problematici. Vogliamo i partner distaccati ma non troppo, ma neanche troppo
mosci... Nessuna soluzione all'orizzonte? No. Forse è proprio questo il bello
delle grandi storie d'amore no? Che tutto sia complicato. C'è sempre una parte
dei sentimenti che è in subbuglio e noi viviamo sempre con la speranza di
piacere agli altri sempre e comunque. Alcune volte riuscendoci, altre no. Per
la prima volta collabora con Tiziano Ferro che le ha donato ?Il re di chi ama
troppo?. Cosa l'ha colpita del testo? E' l'immagine perfetta di chi ama. Il re
con la corona della pazienza in testa. La costruzione di un amore è lenta e
necessita di tanta pazienza anche per mantenerlo vivo e integro. E' così
difficile aver pazienza coi tempi che corrono? Sembrerebbe proprio di sì. E' la
pazienza che manca per capire l'altro e anche per chiedere scusa quando si
sbaglia, ecco scusa è una parola che sembra sia scomparsa dal vocabolario.
Siamo tutti presi da noi stessi. E' per questo che Battiato auspica l'apertura
agli altri parlando di rose ne ?Il movimento del dare?? Esatto! Franco ha
voluto spiegare in poesia attraverso lo sbocciare della rosa, il suo profumo, la bellezza e il colore il desiderio di
sconfiggere l'atteggiamento di paura generalizzato. Bisogna darsi agli altri e
capire gli altri. Non come Cossiga che auspica l'infiltrazione dei servizi
dentro i cortei dei ragazzi che protestano contro il decreto Gelmini. 12 Invia ad un amico
( da "Blogosfere" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nov 08 9 La Maglie
vs.Camilleri :la Gelmini non è un essere umano? Pubblicato da Andrea Garbin alle 14:34 in
giovani e politica Lo ha detto il noto scrittore Andrea Camilleri durante un
incontro con gli studenti del Mamiani, la frase è stata riportata da un
cronista dell'Unità e ha provocato dissociazioni da sinistra e ovviamente i
risentimenti politici della destra. Ovvio anche l'accostamento che si
poteva fare alla frase razzista di Silvio Berlusconi, quindi anche io
personalmente mi dissocio e mi sono anche andato a leggere un pò di
commenti,fra i quali
( da "Blogosfere" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nov 0810 Cazzari di
Arcore, l'orgoglio di Carla Bruni: Cossiga difende Berlusconi e Manganelli a
gogò Pubblicato da Eleonora, Blogosfere Staff alle 09:43 in Italia Que
volgaritè. La sofisticata Carla Bruni, nostra ex compatriota, ha riempito le
pagine dei giornali sull'onda dell'Obama abbronzatissimo, come riporta
LapulcediVoltaire. Dopo 48 pagine di apologies e a seguito delle dichiarazioni
di Berlusconi che rimpolpa il gruppo degli imbecilli con il giornalista di
Bloomberg, arriva anche lei, la Giovanna D'Arco delle anime elitarie ma
rigorosamente radical chic che dichiara al Journal du Dimanche: "sono felice
di essere diventata francese". Sinistra esagerata? Dovremmo forse ridere
alla battuta del nostro cabarettista del Consiglio? Vistidalontano offre la
lettura di Massimo Mantellini che inquadra il concetto sulla linea della
cultura di destra, la stessa malcelata nella vignetta di Forattini, mentre
dalla Gran Bretagna Phil Gayle, giornalista freelance, su Commentisfree, blog
del quotidiano The Guardian, legge il messaggio razziale nascosto dietro la
battuta. La reiterata polemica su Berlusconi (in questo post) sarebbe solo
strumentale alla sinistra stanca e boriosa del Pd che per fare opposizione e
comparire sui giornali attacca qualsiasi dichiarazione della maggioranza.
Lasceremmo volentieri questi lidi per parlare di altro, ma l'occasione è troppo
succulenta: Carla Bruni suscita le ire del sempre più imprevedibile Francesco
Cossiga, mina vagante della politica italiana. Il senatore a vita ha fatto
sapere che gli italiani sono ben lieti, anzi felici, che la signora Bruni non
sia più italiana, anzi si chiede anche se un giorno il destino non la porterà a
richiedere la cittadinanza che oggi si dichiara felice di non avere. Ma gli
italiani a cui si riferisce Kossiga, chi sono?, si chiede Marina Terragni. E mi
consenta, Cossiga, l'orgoglio italiano, per chi non si accontenta di guardare
nel proprio orticello, non è qualcosa di cui vantarsi. Dalle considerazioni
brunesche, Francesco K. passa poi ad elargire saggezza alle forze dell'ordine: qualche settimana fa, in occasione delle proteste anti Gelmini, aveva consigliato alla polizia
di inviare qualche infiltrato e poi invia una lettera da brivido a Manganelli.
Ecco cosa ha dichiarato (fonte: Asca): ''l'ideale sarebbe che di queste
manifestazioni fosse vittima un passante, meglio una donna o un bambino''.
Cossiga si augura che siano solo feriti anche solo in modo grave e riserva il
morto alle forze dell'ordine ('in tenuta ordinaria') durante devastazioni di
strade e negozi. Tutto questo dovrebbe, nel disegno di Cossiga, permettere di
''intervenire massicciamente e pesantemente'' e ''senza arrestare nessuno''. E
Carla Bruni dovrebbe mendicare la cittadinanza italiana? Ma và, non lo farei
nemmeno io.
( da "Vita non profit online" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Obama, l'ora del
programma Reading time: 3 minutes --> di Franco Bomprezzi - pubblicato il 10
Novembre 2008 alle 11:36 Duecento leggi da cancellare, ma soprattutto: quali
saranno le misure per contrastare la crisi mondiale? Obama alla prova dei
fatti. Smaltita l?euforia per il trionfo di Obama, è il momento dei programmi,
del realismo, dei conti con la realtà interna e internazionale. Abbiamo
cercato, nei giornali di oggi, le tracce di questo percorso di approfondimento.
E inoltre la rassegna stampa di oggi si occupa di: Scuola e università Carcere
La notte della Diaz Traffico di bambini Badanti di condominio An e i writers
Credito e immigrati Fondi europei Congo "Obama cancellerà duecento leggi di
Bush" titola la Repubblica in prima, lanciando proprio sotto il titolo un
articolo firmato da Al Gore: "La battaglia di Barack per salvare
l'ambiente". La cronaca di Paolo Flores D'Arcais è a pagina 6: oggi
pomeriggio incontro fra il vecchio e il nuovo presidente. I temi: crisi
finanziaria, guerre in Iraq e Afghanistan, lotta al terrorismo. Valerie
Jarrett, dello staff di Obama, ha confermato che nel nuovo governo ci saranno
anche esponenti repubblicani. Nonostante le buone intenzioni, scrive D'Arcais,
la transizione (che durerà 70 giorni) non si presenta semplice, non mancheranno
scontri e tensioni. Ad esempio sull'abrogazione rapida di 200 leggi relative a
energia, clima, cellule staminali. Un'altra transizione difficile fu quella fra
il democratico Roosevelt e il repubblicano Hoover nel 1933: anche allora il neo
presidente «si trovò di fronte la più grave crisi economica del secolo». Hoover
tentò varie volte di mettere i bastoni fra le ruote a Roosevelt. Molto più
interessante Al Gore: ormai le prove sulla crisi del clima sono inequivocabili;
la buona notizia è che «le iniziative temerarie e di grossa portata necessarie
a porre rimedio alla crisi del clima sono esattamente le stesse che occorre
intraprendere per risolvere la crisi economica e la crisi della sicurezza
energetica». è una idea condivisa da economisti di vario orientamento politico.
Il punto, per quanto riguarda l'America, non è aumentare la produzione interna
(sfida lanciata da Nixon e sempre persa): «possiamo effettuare un investimento
strategico consistente e immediato per sostituire le tecnologie energetiche».
Gore indica 5 punti per un nuovo piano energetico: 1) investimenti su larga
scala per costruire impianti termali solari; 2) iniziare a costruire una rete
unica nazionale intelligenze per veicolare l'elettricità rinnovabile dalle
località rurali alle città; 3) aiutare l'industria automobilistica in una
rapida conversione verso auto ibride; 4) migliorare l'isolamento degli edifici;
5) gli Usa dovrebbero mettersi al comando di questa iniziativa, incoraggiando
tutte le nazioni a una riduzione delle emissioni di biossido di carbonio.
«Naturalmente il modo migliore - anzi l'unico - per garantire un accordo
globale sarebbe quello di proteggere il nostro futuro facendo sì che gli Stati
Uniti tornino ad essere un paese con un'autorità morale e politica tale da
guidare la comunità internazionale verso la soluzione di questi problemi».
Affari & Finanza, il supplemento del lunedì di Repubblica, affronta in modo
più analitico il programma di Obama: “Obamanomics Le ricette per uscire dalla
crisi” è il titolo del pezzo di Eugenio Occorsio. Barack vuole rivedere
l?intero apparato fiscale, aggiustando le percentuali (che Bush ha ridotto a
favore dei più ricchi). Arriveranno invece aggravi ai super ricchi mentre per
la middle class benefici fino al 5%. Ripresa dei consumi dal basso, è
l?obiettivo. Non sono escluse nella riforma fiscale le aziende: aggravi delle
tasse sui capital gain ed esenzione per le start up e le piccole società (per
incoraggiare le assunzioni). Quanto alle misure finanziarie: 1) per il
commercio cooperazione fra i diversi soggetti; 2) assistenza sanitaria: obbligo
di copertura gratuita per tutti i bambini; sussidio federale basato su l
reddito per chi non ha un?assicurazione pagata dal datore di lavoro; network
nazionale per istituzioni pubbliche e private per chi non ha un?assicurazione;
pressioni sugli imprenditori perché la assicurino. 3) istruzione: creazione di
un fondo di 25 miliardi di dollari per prevenire o tamponare i tagli federali;
un altro piano da 25 miliardi per interventi a favore delle infrastrutture...
“Dalle staminali all?aborto: Obama vuole cancellare Bush”, titola in prima
pagina sotto il caso Alitalia il Corriere della Sera e la fotonotizia con la
rissa fra monaci greco-ortodossi e armeni al Santo Sepolcro di Gerusalemme. Il
presidente eletto sarebbe in procinto di abolire o cancellare almeno 200
decreti e regolamenti varati da Bush. Nel mirino in particolare il limite ai
fondi federali per la ricerca sulle staminali, la legge sull?aborto, alcune
norme molto restrittive sull?immigrazione e le normative sulle emissioni di
biossido di carbonio. I servizi vanno da pagina 9 a pagina 11. In realtà
l?approfondimento sull?agenda di Obama è limitato a pag 9, le due successive
infatti mettono sotto la lente lo stile di vita del leader nero sotto il titolo
“Basket, surf, bici: l?Obama fitness: «Così riesco a bruciare lo stress»”.
Tornando alla revisione del bushismo gli esperti al lavoro sono 50. L?obiettivo
sarebbe quello di cancellare, spiega il quotidiano milanese, provvedimenti dai
forti connotati ideologici e «politicamente divisivi», con cui l?attuale
amministrazione aveva sposato tutte le istanze della destra più conservatrice e
di quella religiosa. A piede Aldo Cazzullo firma un reportage da Detroit, l?ex
capitale dell?automobile città simbolo della crisi, dove la vittoria
democratica non ha acceso grandi speranze. Un approccio cauto, sul modello
dell'ex presidente Bill Clinton o una strategia a big bang come quella di Roosevelt?
Pare che l'approccio di Obama sarà una soluzione mista: azioni aggressive sul
piano economico e manovre più misurate negli altri campi. La Stampa dedica il
titolo principale della copertina di oggi e ampio spazio all'interno alle prime
indiscrezioni sulla composizione del nuovo governo Usa e sulle riforme che
Obama avrebbe in mente. La squadra di transizione guidata da John Podesta è al
lavoro sui traguardi dei primi cento giorni di governo e ha individuato 200
provvedimenti dell'amministrazione Bush da «ribaltare», dal clima alla ricerca
sulle staminali. Ma in realtà non si conoscono i dettagli, e il suo staff sui
temi sensibili ha l'ordine di tenere le bocche cucite almeno fino al 17
novembre quando ci sarà la seduta "anatra zoppa" in Senato con l'amministrazione
uscente. Sul fronte crisi economica da segnalare l'intervista di Maurizio
Molinari al nobel per l'economia Robert Solow, che afferma che la nuova
amministrazione Usa non deve aver paura del deficit, anzi deve usarlo come una
carta economica in questa situazione di particolare crisi ed emergenza. Solow
sottolinea che «il pacchetto di stimoli di cui parla Obama è troppo vago». In
campagna elettorale ha parlato di 60 miliardi di dollari, ora alcuni leader
democratici del Congresso accennano a 100 miliardi. Secondo il premio nobel è
una cifra «inadatta alla pesante recessione cui stiamo andando incontro».
Servirebbero «almeno 300 milioni di dollari» per risollevare il consumo di beni
e servizi, spalmato su tutte le classi sociali. «Bisogna spendere più soldi
pubblici ma in maniera saggia» e in particolare rivedere la norma che impedisce
ai singoli Stati di spender più dei profitti «inadeguata ai tempi che stiamo
vivendo». Solow individua l'inizio di una nuove fase economica in cui toccherà
alla finanza pubblica «svolgere l proprio ruolo, con sapienza e senza eccessi,
per mettere in circolazione denaro sufficiente per sostenere i livelli di
occupazione e portare alla ripresa dei consumi». Avvenire (il lunedì non esce)
ieri titolava in prima pagina: “Il terrorismo e l?Iran. Prime spine di Obama.
Al-Qaeda minaccia un attacco «peggio dell?11 settembre».E sul nucleare subito
il fuoco di sbarramento di Teheran”, dedicando al tema tutta pagina 5. “E
l?Iran gela Obama sul nucleare: ripete gli stessi errori di Bush”. Fonti legate
al network di Bin Laden hanno rivelato l?esistenza di un piano terroristico in
fase avanzata: «L?ordine dallo sceicco è già partito, aspettiamo solo il
momento giusto». C?è, poi, un breve cenno alle scuse di Obama a Nancy Reagan («Non
voglio dare l?impressione di un momento alla Nancy Reagan, con sedute
spiritiche», aveva detto durante la prima conferenza stampa post-elezioni) e al
periodo di convivenza «forzata» a Radio America fino al 20 gennaio,
nell?appuntamento del sabato in diretta dalla Casa Bianca, di due presidenti,
Obama e Bush, che per il momento sembra stiano vivendo una vera e propria luna
di miele. Pag. 4, invece, è dedicata alla crisi finanziaria: “Riforma dei
mercati, Usa e Ue più vicini”. Ieri a San Paolo in Brasile, i ministri
economici e finanziarti del Gruppo dei Venti hanno preparato il terreno al
summit dei big che si svolgerà fra una settimana negli Usa. Sabato, la
portavoce della Casa Bianca, Dana Perino, ha dichiarato che c?è un terreno
d?intesa tra Europa e Stati Uniti sulla necessità di una riforma del sistema
finanziario mondiale. Intanto, un piccolo box ricorda che in Italia, a causa
della congiuntura economico-finanziaria, hanno già chiuso 337mila aziende...
"Michelle, alla Casa Bianca. Arriva il presidente ombra" è il titolo
del lancio in copertina de Il Giornale per stare sulla vicenda Obama che tiene
la pagina 6. Oggi il neo eletto presidente entrerà alla Casa Bianca per un
colloquio con Bush e a Michelle toccherà il tour della Casa con tè offerto dalla
padrona di casa Laura Bush che darà consigli. Questo secondo il protocollo, ma
Rolla Scolari scrive che « Michelle non sembra in realtà essere alla ricerca di
idee su come comportarsi nei prossimi 4 anni. Ha già dato indicazioni chiare ai
mass media "non sarò una co-presidente, al massimo una mom in
chief"». La Scolari rivela che gli analisti americani stanno già
aspettando la signora Obama che «resterà nell'ombra nei primi mesi poichè ci
sono molti indizi che parlano di una personalità forte tenuta a freno nei mesi
della campagna». Il pezzo ricorda la tensione che suscitarono le parole di
Michelle Robinson "Per la prima volta mi sento fiera del mio Paese”. La
Scolari dopo avere ricordato i gusti culinari dell'Obama family, stringozzi
alla carbonara e risotti, continua con il ritratto della first lady che
«rimprovera il marito di essere un sognatore e gli infonde il pragmatismo che a
volte gli manca» e che «Ha capito che il suo ruolo non era quello di
testimoniare l'avanzamento sociale delle donne afroamericane, bensì quello di
far sentire a proprio agio l'elettorato». Ecco perchè la Michelle versione
elettorale era addolcita rispetto a prima e a lei il compito di umanizzare il
marito: «non mette a posto il burro nel frigo, lascia calzini in giro per casa,
e che ha l'alito pesante il mattino». "Obama, via alla transizione. Oggi
vertice con Bush" e l'occhiello annuncia "Il presidente eletto boccia
200 provvedimenti di Bush. Riviste le norme sulle staminali". Marcello Foa
scrive che la collaborazione dipende dal fatto «che l'11 settembre 2001 è stato
d'insegnamento. E' opinione diffusa che Bin Laden sia riuscito a preparare gli
attentati indisturbato approfittando dello sbandamento del nuovo Governo che
impiegò molte settimane prima prima di assumere il controllo dei dossier in
particolare quelli sull'antiterrorismo» . Obama scrive Foa « avrà mano
liberissima visto che può contare sulla maggioranza alla Camera e al Senato. E
lo dimostrerà cancellando con un solo ordine esecutivo il provvedimento che
limita i finanziamenti per la ricerca sulle staminali, che Bush non aveva fatto
tradurre in legge». Oltre a questo, si diceva altri 200 i provvedimenti da
cancellare - secondo quanto scriveva ieri il Washington Post riferendosi a
fonti dello staff di Obama - «tra cui quelli relativi al cambiamento climatico,
aborto, trivellazioni petrolifere e di gas». Breve: il governatore della
California il repubblicano Schwarzenegger ha offerto la propria totale
collaborazione al neo eletto. Ma ha negato di essere pronto ad accettare un
ruolo nella futura amministrazione. E inoltre sui quotidiani di oggi: Scuola e
università Corriere della Sera - L?editoriale di oggi a firma Giovanni Sartori
mette a fuoco le “Malattie della scuola”. Secondo il politologo sarebbero tre
gli elementi distorsivi del nostro sistema. Premessa: «All?origine di tutti i
mali del nostro sistema educativo c?è la scoperta (dico così per dire) che la
scuola coinvolge un enorme serbatoio di voti», quindi gli interessi della
scuola sottostanno a quelli politici. Le tre storture: 1. Il sessantottismo,
che ha predicato l?ignoranza del passato e distrutto il principio del merito.
2.il progressivismo pedagogico che ha generato la dottrina che il bambino non
doveva essere frustrato da punizioni. 3. La teoria della società post
industriale come «società dei servizi» fondata sul sapere. D?accordo, dice
Sartori, ma il post industriale non può sostituire l?industriale, ovvero il
nocciolo duro della produzione della ricchezza. Il Sole 24 Ore - Il Sole del
lunedì dedica la copertina alle università e in particolare ai loro conti. Sono
5 gli atenei italiani in profondo rosso: Siena in vetta (150 milioni di
debito), poi Firenze (40), Urbino (13) e, meno nei guai, Trieste e Pisa.
Nonostante tutte si lamentino delle risorse scarse, nota il Sole, tutte però
aumentano docenti e cattedre: dal 2000 gli ordinari sono il 32% in più a fronte
di un 105 in più di studenti. La più sprecona in questo senso è Foggia (docenti
quadruplicati) poi Napoli. In tutto questo, sempre secondo
il Sole grazie alla riforma Gelmini sono in arrivo più finanziamenti – e uno si chiede ma allora
cosa protestano a fare? Ecco la risposta: i tagli riguardano il fondo
ordinario, ridotto del 17% da qui al 2011; arrivano invece più fondi per borse
di studio e destinate solo agli atenei meritevoli, e che ricevono attualmente
meno fondi di altre. Carcere Corriere della Sera - Al poco invidiabile
record italiano, almeno questo sostiene il quotidiano diretto da Paolo Mieli,
di appena due detenuti sani su 10 è dedicato il focus del Corriere, che prende
il via dai dati della Commissione Giustizia del Senato. Questi i dati in
percentuale: il 20% dei ristretti è sano. Il 38% in condizioni mediocri, il 37%
in condizioni scadenti e il 4% in condizioni gravi. La notte della Diaz La Repubblica
- R2: "Diaz, la notte nera della democrazia il giorno del giudizio per 29
poliziotti". Giuseppe D'Avanzo rievoca in un pezzo bello ma molto crudo il
blitz notturno delle forze dell'ordine che hanno considerato dei cittadini
inermi come "nemici" e si sono comportati di conseguenza. Il processo
ha dimostrato che la versione ufficiale era piena di bugie: «uno Stato che si
presenta nelle vesti di sbirro e carnefice fa assai presto a diventare uno
Stato criminale quando il dissidente, il non conforme, l'altro diventa un
“nemico" da annientare»... Traffico di bambini La Repubblica - A pagina
54: "Nigeria, orrore in clinica stupri per 'fabbricare' bambini".
Riferisce Cristina Nadotti di bimbi fatti nascere per alimentare il mercato
della prostituzione, per diventare schiavi o per i riti di stregoneria... La
fabbrica per bambini, celata in una clinica per la maternità a Enugu, è stata
indicata da alcune ong e ora l'Agenzia nazionale per il bando del traffico di
esseri umani (nata nel 2004) ne ha dato notizia: «Riteniamo che esistano molte
cliniche come questa e che vi sia una rete che le collega. Le dimensioni del
traffico di bambini sono enormi e hanno scopi che non sempre riusciamo ad
individuare». I bimbi venduti per una cifra che poteva oscillare fra i 2000 e i
3500 euro. Tra le loro destinazioni finali anche l'Europa (e l'Italia). Badanti
di condominio Il Sole 24 Ore - Pag. 12: sperimentata ad Alessandria, si tratta
di una figura innovativa di assistente assunta direttamente dal condominio per
assistere una serie di famiglie che vivono nello stesso palazzo, con la
supervisione di Comune e Asl. è un esempio di microprogetto che potrebbe essere
esportato altrove, e infatti a Trieste l?esperimento è stato replicato. An e i
writers La Repubblica - Curiosità: il giornale di An, Il Secolo d'Italia, esce
con una inaspettata difesa dei writers. «Ma che colpa abbiamo noi se ci
piacciono...». Elogio degli autori dei murales, a dispetto della proposta di
Berlusconi di mandarli in galera e in sintonia con il ministro La Russa che li
ha difesi... (La breve non lo dice, ma intanto la Meloni, ministro della
gioventù, continua con il suo silenzio...). Credito e immigrati Il Sole 24 Ore
- Credito agli immigrati? No grazie. Più difficile per gi stranieri in Italia
ottenere un prestito, anche se aumenta la domanda. Ma sono le bnche a essere
più prudenti, e in effetti qualche ragione c?è visto che il tasso di insolvenza
degli immigrati è superiore quello degli italiani. Qualche dato? Se un italiano
chiede un prestito personale, gli viene rifiutato nel 54,42% dei casi; nel
72,84% a un tunisino. Quanto all?insolvenza, per gli italiani siamo al 3,99%,
che sale all?11,81% tra i marocchini. Fondi europei Italia Oggi - Ci sono 800
milioni di fondi cofinanziati dalla Ue da spendere entro il 31 dicembre 2009.
Progetti che prevedono ricerca e sviluppo, investimenti in nuovi scenari
internazionali, in un ottica di sviluppo sostenibile, con specifica attenzione
al fattore umano, all?applicazione dell?Itc, al risparmio energetico, al
miglioramento del mercato dei capitali, alla qualità della vita, all?inclusione
sociale, all?ambiente, alle pari opportunità. Sono queste alcune novità per il
futuro delle agevolazioni previste dalla relazione degli incentivi 2000-2007
che lancia le linee direttive per i prossimi anni. Il percorso futuro prevede
uno stretto raccordo tra il ministero dell?istruzione, dell?università e della
ricerca e il ministero dello sviluppo economico. Questi due soggetti avranno la
possibilità di concordare con le regioni specifici modi e tempi di intervento
per azioni congiunte. A differenza delle linee guida degli anni scorsi, mutano
in modo significativo le priorità dell?azione pubblica, passando da obiettivi
di crescita dell?occupazione, a obiettivi di aumento della produttività e della
competitività. Congo La Stampa - Su La Stampa con titolo in prima pagina un
ampio reportage di Domenico Quirico da Goma, sulla guerra che ripresa nella
regione più ricca e disperata del Paese e soprattutto su una popolazione
prostrata, diventata ormai una popolazione di profughi: «Vincitori e vinti
avanzano e si ritirano tirandosi dietro un immenso armento umano, un milione di
persone, come ostaggio barriera, forma di pressione». «Per loro l'Onu non ha
sparato una pallottola, solo tante parole. E quelle non contano». «Sono i
profughi i veri eroi di questo tempo dell'Africa» scrive Quirico. «I signori,
tutti sudici tutti colpevoli di questa guerra, da un parte un governo corrotto
e incapace che pensa solo a recuperare le miniere, dall'altra un generale (il
capo dei ribelli Laurent Nkunda, ndr) che dietro lo schermo della difesa della
sua etnia, i ruandesi tutsi che vivono in questa parte del Congo, nasconde la
volontà di impadronirsene, sono paccottiglia umana».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA data: 2008-11-09 - pag: 19 autore: Istruzione. Il decreto
deve andare in Gazzetta entro domani - Fini su Piazza Navona: con le cinghie
solo una minoranza Università, lo scoglio degli associati Ancora limature sul
testo: divide la composizione delle commissioni dei concorsi Eugenio Bruno ROMA
Sull'ingresso degli associati nelle commissioni per i ricercatori si gioca l'ultimo miglio del decreto Gelmini sull'università. Esclusa nel testo approvato dal Consiglio dei
ministri giovedì scorso e inviato al Quirinale, questa possibilità ha fatto
capolino in una nuova versione del provvedimento: quella uscita dalla riunione
tra i tecnici che l'indomani sono stati chiamati ad apportare l'ultima limatura
alle disposizioni. O meglio la penultima visto che sui criteri di
composizione degli organi di valutazione la partita sembrerebbe ancora aperta.
E tale dovrebbe restare fino a domani quando il ministro Mariastella Gelmini dirà la sua e il Dl potrà essere pubblicato sulla
"Gazzetta Ufficiale" in modo da consentire la presentazione delle
domande per le selezioni già bandite e che scadono, appunto, il 10 novembre. Ma
vediamo quali sono le due ipotesi in campo. Ferma restando la composizione
delle commissioni per i concorsi di professori di I e II fascia – vale a dire
un docente ordinario nominato dalla facoltà che bandisce il concorso e altri
quattro sorteggiati in una rosa di 12 nomi – , che è rimasta identica, la prima
stesura del testo prevedeva che a giudicare sui ricercatori fossero tre ordinari
(uno scelto "in house" e due estratti). Laddove la successiva release
ha scelto puntare su sistema così congegnato: un ordinario scelto dalla facoltà
committente, un altro sorteggiato e un associato anch'egli estratto. In attesa
che il ministro Mariastella Gelmini sbrogli una
matassa, che non è soltanto tecnica visti gli interessi corporativi e i nodi
politici che porta con sé, l'onda della protesta non accenna a diminuire.
Tutt'altro. Ieri si è svolta a Firenze un'assemblea del movimento universitario
a cui hanno preso parte circa 300 delegati provenienti dagli atenei di Torino,
Milano, Brescia, Genova, Parma, Bologna, Firenze, Pisa, Siena, Roma 3 (mentre
Sapienza e Tor vergata si sono dissociate, ndr), Perugia, Ancona, Chieti,
Napoli, Bari, Lecce, Cosenza e Reggio Calabria. Dal confronto è emerso un altro
"no" alle misure volute dal Governo e sono state annunciate nuove
forme di mobilitazione su scuola e università. A cominciare dalla
partecipazione allo sciopero generale del 14 novembre e dalle assemblee fissate
per i due giorni seguenti. Intanto sugli scontri dei giorni scorsi a Piazza
Navona è intervenuto anche il presidente della Camera Gianfranco Fini. Dal
palco di Asolo dove si è confrontato con Massimo D'Alema (Pd)sui temi del
federalismo fiscale, Fini ha detto: «Ci sono minoranze rumorose che poi
ricorrono alle cinghie, ma sono molto molto rumorose e molto minoranze». Sulla
stessa linea il sindaco della capitale Gianni Alemanno che, a parte una
stoccata alla Gelmini per essersi «mossa male, senza
partecipazione », ha invitato il movimento «a isolare i violenti e a scegliere
luoghi per manifestare che non creino intralcio alla città e disagio ai
cittadini». E a proposito degli incidenti di venerdì scorso all'ingresso della
stazione Ostiense, il prefetto di Roma, Carlo Mosca, ha precisato: «Le forze
dell'ordine sono intervenute nel modo in cui in democrazia è consentito».
PROSEGUE LA PROTESTA A Firenze assemblea del movimento: no al Dl e avanti con
la mobilitazione Il sindaco Alemanno critica il ministro: «Si è mossa male»
Mobilitazione. A Firenze l'assemblea del movimento universitario annuncia che
la protesta prosegue FOTOGRAMMA
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA data: 2008-11-09 - pag: 19 autore: Marcegaglia: ora la riforma degli istituti tecnici - Gelmini agli industriali: norme giuste «Merito e qualità, è un primo
passo» SANREMO. Dal nostro inviato Confindustria sostiene l'impegno del
ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per cambiare la scuola italiana. Che ha bisogno di iniezioni di
qualità, riconoscimento del merito e maggior disciplina. Il ministro è intervenuto
ieri al seminario residenziale dei direttori Confindustria e – dopo aver
chiesto l'allontanamento dei giornalisti dalla sala – ha illustrato i contenuti
delle linee della riforma. In particolare, Gelmini si
è soffermata sulla necessità di aprire il mondo della scuola alle istanze
provenienti dal mondo delle imprese sul piano della formazione tecnica e
professionale. Il ministro ha sottolineato come la riforma punterà a rendere
più proficuo il rapporto fra fabbisogno delle aziende e istruzione, anche
attraverso una razionalizzazione di una realtà che oggi si disperde in decine
di filiere e centinaia di indirizzi. L'istruzione tecnica riveste un rilevante
valore per la ricchezza del paese e, come tale, non può essere trascurata. Il
presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha preso la parola subito
dopo l'intervento del ministro, ha avuto parole di apprezzamento per la linea
portata avanti dal Governo in materia di istruzione. «Confindustria –ha detto –
condivide quanto sta facendo il ministro. E condivide anche i tagli, che sono
un elemento necessario per poter attivare gli investimenti previsti dalla
riforma». Marcegaglia ritiene particolarmente positivo lo sforzo del ministro
per rilanciare gli istituti tecnici. «Moltissime imprese – ha ricordato il
presidente di Confindustria – hanno creato le loro fortune sulle capacità e
sulla cultura del lavoro che, in passato, gli istituti hanno saputo trasmettere
ai giovani e che oggi, purtroppo, si stanno perdendo». Il nuovo tipo di
organizzazione della scuola previsto dalle linee tracciate da Gelmini fa parte di quel necessario e urgente processo di
cambiamento senza il quale, secondo Marcegaglia, l'Italia è destinata a morire.
«I nostri figli – ha concluso il presidente di Confindustria – dovranno competere
con i giovani del Far East piuttosto che con quelli dell'Est europeo, giovani
di tutto il mondo che hanno una grande voglia di apprendere e primeggiare.
Confindustria intende essere vicina al ministro, fornendo contributi e
suggerimenti che possano supportare il suo impegno». D. Ra.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lunedì 10 Novembre
2008 ISTRUZIONE. Venerdì sciopero contro i tagli Una settimana di proteste per
l?università Oggi sulla Gazzetta ufficiale il nuovo decreto legge Di Pietro:
«Ridate i soldi alla scuola» Al ministero è allo studio una norma per poter
limitare i fuoricorso ROMA Nuova settimana di proteste per l?università,
che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale
proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la
riforma Gelmini. Riforma
che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico»
varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è
stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi),
assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del Capo
dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale,
giusto in tempo per poter mandare avanti la macchina dei tanto attesi concorsi.
Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute
nel disegno di legge varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente
vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso,
visto che al ministero dell?Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando
un provvedimento ad hoc. Mentre all?Università di Rona La Sapienza la protesta
ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli
esperimenti ai bambini, il dibattito politico ha visto l?intervento di Antonio
Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la
riforma dell?istruzione al ministro dell?Economia. Trovo positivo che il
governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò che era in un
decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La
Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri
errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto
avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti
del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un
progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un
capro espiatorio che la maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto,
dagli stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l?impegno delle
regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di
euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele,
assessore all?Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziato 300
milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al governo di fare lo stesso
sforzo fatto per salvare l?Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui
fuoricorso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli
studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il
periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle
facoltà senza arrivare alla laurea. L?idea del ministro Gelmini
è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni
nelle aule. Per avere un?idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel
2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti
all?università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004
ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare
ampiamente le 300.000 unità, con un incremento del 37,6%.
( da "Brescia Oggi" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lunedì 10 Novembre
2008 TRASPORTI NELLA BUFERA. Iniziata alle 21 di ieri l?agitazione che finirà stasera
Treni fermi, aerei a rischio Alitalia: 15 giorni di sciopero dei piloti tra il
25 novembre e maggio L?agitazione a Brescia Si fermano anche bus e pullman
Garantite le fasce «protette»9 Università Il decreto Gelmini
oggi sulla Gazzetta Ufficiale. In arrivo altre proteste3 Linea dura dei
piloti e degli assistenti di volo Alitalia nel braccio di ferro con la nuova
compagnia Cai che ne rileverà parte degli organici e degli asset. Le sigle del
cosiddetto «fronte del no» che non hanno firmato l?accordo con la Cai. Indetti
infatti 14 giorni di sciopero, oltre a quello già in calendario il 25 novembre
(ecco le date che «verranno proclamate nel rispetto della normative vigente»: 6
dicembre 2008; 7-16-27 gennaio 2009; 9-20 febbraio; 3-16-27 marzo; 7-20 aprile;
4-15-26 maggio). L?accusa a Cai, «con la complicità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl»,
è quella di di aver «stravolto e disatteso i contratti collettivi di lavoro già
concordati e sottoscritti in settembre a Palazzo Chigi da tutte le sigle
sindacali e dal governo». Per il ministro Matteoli sono decisioni che lasciano
«sconcertati», ma «il governo non si lascerà intimidire». L?ad di Cai, Sabelli,
ribadisce che la trattativa è stata definitivamente chiusa lo scorso 31
ottobre. Intanto da ieri sera alle 21 sono a rischio i treni per una protesta
nazionale di 24 ore. Oggi tocca a bus e metrò. 3
( da "Brescia Oggi" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lunedì 10 Novembre
2008 ISTRUZIONE. Venerdì sciopero contro i tagli Una settimana di proteste per
l?università Oggi sulla Gazzetta ufficiale il nuovo decreto legge Di Pietro:
«Ridate i soldi alla scuola» Al ministero è allo studio una norma per poter
limitare i fuoricorso ROMA Nuova settimana di proteste per l?università,
che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale
proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la
riforma Gelmini. Riforma
che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico»
varato giovedì dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è
stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi),
assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del Capo
dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale,
giusto in tempo per poter mandare avanti la macchina dei tanto attesi concorsi.
Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute
nel disegno di legge varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente
vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso,
visto che al ministero dell?Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando
un provvedimento ad hoc. Mentre all?Università di Rona La Sapienza la protesta
ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli
esperimenti ai bambini, il dibattito politico ha visto l?intervento di Antonio
Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la
riforma dell?istruzione al ministro dell?Economia. Trovo positivo che il
governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò che era in un
decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La
Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri
errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto
avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti
del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un
progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un
capro espiatorio che la maggioranza di governo riacquisterà consenso». Intanto,
dagli stati generali delle scuole del Mezzogiorno è arrivato l?impegno delle
regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di
euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele,
assessore all?Istruzione della Regione Campania (che da sola ha stanziato 300
milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al governo di fare lo stesso
sforzo fatto per salvare l?Alitalia». Per quanto riguarda la norma sui
fuoricorso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli
studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il
periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle
facoltà senza arrivare alla laurea. L?idea del ministro Gelmini
è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni
nelle aule. Per avere un?idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel
2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all?università
fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del
2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000
unità, con un incremento del 37,6%.
( da "Brescia Oggi" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lunedì 10 Novembre
2008 MONTICHIARI. Tagli nella scuola, nell?istituto è all?opera un collettivo
Gli studenti contro la riforma: al «Don Milani» ci si confronta La
mobilitazione che sta attraversando quasi tutto il Paese, e che ha spinto
studenti, insegnanti e anche non pochi genitori a protestare in varie forme
contro i contenuti della legge Gelmini all?insegna
dello slogan «Il nostro futuro non si taglia», ha toccato naturalmente anche
Montichiari. E anche qui, i ragazzi delle medie superiori si sono organizzati
in un collettivo studentesco, con l?obiettivo, spiegano, di «riflettere e
confrontarsi sulla normativa in discussione in Parlamento; per discutere dei
problemi concreti della scuola e per affrontare argomenti attuali di interesse
politico e sociale». «Siamo fermamente contrari al decreto 137 approvato dal
governo e al piano programmatico collegato alla Finanziaria - aggiungono gli
studenti -: insieme rappresentano un pericoloso attacco alla scuola pubblica
italiana, e produrranno gravissimi danni alle condizioni degli studenti, degli
insegnanti e del personale non docente». In particolare, poi, a Montichiari
stigmatizzano il fatto che «il ministro Gelmini abbia
deciso di distruggere la scuola pubblica con 7.800 milioni di euro di tagli nei
prossimi quattro anni, la reintroduzione del voto in condotta ai fini della
bocciatura, l?incremento di cinque iscritti per ogni classe, la diminuzione
delle ore di laboratorio nelle scuole professionali e il ritorno del maestro
unico alle elementari». Provvedimenti che secondo i membri del collettivo
abbasseranno la qualità dell?istruzione e faranno perdere circa 200 mila posti
di lavoro. E dei quali si discuterà anche oggi dalle 13.30 alle 15, nell?aula
«Gles» dell?Istituto statale «Don Lorenzo Milani», in via Marconi 41. F.MAR.
( da "Opinione, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi è Lun, 10 Nov
2008 Edizione 240 del 08-11-2008 La riorganizzazione scolastica in montagna
farebbe chiudere tre medie e dieci elementari A Verona continua la battaglia di
Alessandro Gentile Bagarre in settimana durante il Consiglio provinciale: all?ordine del giorno era prevista la discussione sul decreto Gelmini. I consiglieri del Pd hanno
contestato le recenti misure di riorganizzazione scolastica che prevedono nelle
scuole elementari di montagna un numero minimo di 12 alunni per classe (non
meno di 60 nel totale dei cinque anni) e nelle altre aree almeno 15 alunni per
classe, cioè non meno di 75 nel totale. Per le medie il parametro sarà
ridotto a 16 alunni per classe nelle scuole di montagna e a 20 nelle altre
aree. È portato a 500 il numero minimo degli alunni per avere l?autonomia
scolastica e a 300 alunni per le scuole delle zone di montagna. ?Le principali
conseguenze per il territorio veronese potrebbero essere le seguenti?,
denunciano i consiglieri del Pd: ?Nella montagna veronese sono a grave rischio
di chiusura, salvo la deroga di competenza regionale per le località situate
oltre i 600 metri di altezza tre scuole medie (Selva di Progno, Erbezzo, San
Zeno di Montagna), e dieci elementari (Bolca, San Bortolo, San Mauro di Saline,
San Rocco di Piegara, Velo, Roveré, Alcenago e Azzago di Grezzana, Erbezzo e Breonio
di Fumane)?. L?assessore provinciale all?istruzione, Maria Luisa Tezza,
chiamata in causa dalla proposta di intervento, dice ?di stare calmi? perché la
legge non avrebbe alcun effetto sulla politica dell?istruzione in Veneto,
considerata regione virtuosa. ?Ripeto?, continua Maria Luisa Tezza, ?che
fintantoché non sono approvati i decreti attuativi dalla Regione, è inutile
fasciarsi la testa per quello che potrà succedere. Questo è piuttosto il
momento di capire e recepire gli aspetti positivi della riforma. Mi sono
arrivate tante telefonate, di personale docente e non, che avrebbe voluto far
lezione regolarmente durante l?ultimo sciopero, ma è stato invece scoraggiato
dall?atteggiamento dei dirigenti scolastici e di alcuni colleghi che hanno
minacciato ritorsioni nei loro confronti. Non è il momento di radicalizzare lo
scontro ma di cogliere gli aspetti positivi delle novità mese in campo dal
governo?. Quanto all?iniziativa del Pd in Provincia, l?assessore Tezza
minimizza: ?A volte ci si inventano dei fantasmi e si fa politica con l?aria
fritta, quando in realtà ci sarebbero cose di ben altro spessore da affrontare.
È stata scatenata una campagna contro i tagli alle piccole scuole di montagna,
ma sono la prima a difendere la sopravvivenza di queste realtà: si parla di
tagli quando poi si scoprirà che sarà solo un riordino amministrativo che non
intaccherà affatto l?esistenza delle classi e delle piccole scuole?.
Nell?elenco fatto dal Pd sarebbero a rischio nella pianura veronese le scuole
medie di Castagnaro e Fagnano di Trevenzuolo e 14 scuole elementari della
Provincia. Per scongiurare i rischi prospettati, i consiglieri del Pd chiedono
al Consiglio provinciale di impegnare il presidente Elio Mosele a ?stimolare la
Regione a presentare ricorso alla Corte costituzionale contro l?articolo 3 del
decreto legge 154/2008 e a invitare la Regione ad applicare le deroghe previste
dalle vigenti norme per evitare il più possibile l?abbandono della montagna e
dei centri minori, tenuto conto dell?importanza della presenza delle scuole in
tali aree anche dal punto di vista socio economico. In questa direzione
riteniamo che la Regione debba considerare ?di montagna? tutti i paesi che
rientrano nelle due comunità montane, anche se sono situati al di sotto
dell?altezza prevista dal decreto Gelmini?.
( da "Opinione, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi è Lun, 10 Nov
2008 Edizione 240 del 08-11-2008 Gli studenti tornano in piazza di Matteo
Villanova Rizzetto Il prossimo 17 novembre gli studenti trevigiani torneranno a
manifestare in piazza contro la legge Gelmini per il
riassesto scolastico. Questo nonostante abbiano già dato voce in più modi al proprio
dissenso contro il taglio di spese previsto sia dalla finanziaria sia da quella
che impropriamente è stata definita una riforma e che tale non è, poiché non
varia il modello e l?iter di apprendimento ma, nelle intenzioni del ministro
alla Pubblica istruzione, c?è solamente da volontà di tagliare i rami secchi
che appesantiscono i precari bilanci della scuola italiana. Gli studenti
trevigiani, in particolar modo degli istituti superiori, torneranno ad
affollare le strade della città sull?onda di un conto spannometrico che
vedrebbe il ridimensionamento delle cattedre per l?intera provincia di oltre un
migliaio di posti nel giro di tre anni. Numeri snocciolati dal consigliere
comunale del Pd trevigiano Giovanni Tonella. Dati comunque ancora da verificare
e che non tengono conto della sovrabbondanza di docenti rispetto agli studenti.
Secondo il Pdl infatti, in provincia vi sarebbero 9 studenti per ogni
insegnante, contro i 13 della media europea. Ad ogni modo le proteste non si
placano sulla base del timido accenno di dialogo politico e dopo i pullman
scesi a Roma e la manifestazione non autorizzata della scorsa settimana in
città, la voglia di occupare rimane nelle corde delle organizzazioni
studentesche. Intanto sembrano essersi calmate però le acque sul fronte
giudiziario: il questore di Treviso Carmine Damiano potrebbe non dar corso alle
promesse di denuncia espresse nei confronti degli organizzatori nel giorno
dell?ultima manifestazione, rea di aver bloccato il traffico cittadino e messo
in pericolo gli stessi manifestanti non essendo stata in alcun modo
preannunciata agli organi di pubblica sicurezza. Una questione delicata che il
questore aveva giustificato chiamando in causa le indicazioni fornite dal
ministero degli interni e i termini di legge violati. A difendere gli studenti,
oltre al centrosinistra, è stato il segretario generale della Cgil trevigiana
Paolino Barbiero, che ha dichiarato: ?No ad accanimenti giudiziari sugli
studenti che hanno manifestato, timore per il clima di intimidazione con cui si
cerca di fermare le manifestazioni: oggi tocca ai ragazzi delle scuole, domani
potrebbe essere il turno dei lavoratori e dei pensionati. Contiamo sul buon
senso. Ma se così non fosse, allora sarebbe chiaro il disegno politico,
autoritario e inaccettabile, che attraverso le pressioni e le minacce vuole
sopprimere il diritto a manifestare il dissenso?. Intanto all?ateneo
trevigiano, che ospita facoltà della Università di Venezia e Padova, sotto il
coordinamento della Fondazione Cassamarca, le lezioni proseguono tra un
dibattito e l?altro su cosa dovrebbe cambiare dopo la conversione del decreto
in legge ed è attesa per oggi pomeriggio alle ore 16 e 30 il ministro ombra
dell?istruzione Maria Pia Garavaglia. E dire che quella della Fondazione
capitanata da Dino De Poli, a detta dello stesso corpo docente, potrebbe essere
l?università modello rispetto al disegno del ministro Gelmini,
avendo precorso i tempi della compartecipazione privata in collaborazione con
gli atenei pubblici. Parte degli studenti questo sembra averlo capito, tanto da
aver messo in piedi una rete virtuale, tramite il sempre più abusato Facebook,
lo strumento di socialnetworking online, di giovani contrari alle occupazioni.
L?auspicio è che il virtuale diventi al più presto realtà.
( da "Corriere Adriatico" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nel mirino Pdl ed ex
Udc Ancora danni alle bacheche dei partiti FOSSOMBRONE In corso Garibaldi
stavolta le bacheche assaltate sono state due. Come risposta alle lamentele ai
continui attacchi a quella dell'ex Udc, i soliti ignoti, ma per qualcuno si
tratta di un eufemismo, hanno divelto anche quella della Pdl, ex An. Quale
materiale tanto scabroso vi era stato affisso? Rassegna
stampa dettagliata sulla riforma Gelmini con relative illustrazioni di mappe e contenuti, oppure altro
materiale relativo alla contestazione ai videored e agli autovelox. Qualcosa, a
dire il vero, è rimasto. Ad esempio l'articolo in cui il presidente della
Provincia Ucchielli si dichiara contrario ai videored. E uno spezzone di
foglio di dura polemica di rappresentanti della maggioranza contro
l'opposizione. "Una cosa ormai appare certa commenta sconsolato il
consigliere provinciale del gruppo misto Carlo Ruggeri ex Udc non si può
parlare di ragazzate ma di incursioni vere e proprie. E' una questione di
rispetto degli altri e della libertà di espressione. Chi ripete che si tratta
di cose di poco conto non fa altro che approvare, indirettamente, il male
operato. E poi mi sia consentito una volta per tutte dire una cosa che mi viene
da dentro: dopo centinaia di attacchi, che una sola volta si sia mai sentita
una voce ufficiale di condanna o un cenno di solidarietà.. altro che
chiacchiere. Ci hanno bruciato tanti di quei manifesti sulla vertenza ospedale
da aver perso il conto. Qualcuno ci suggerisce di issare una bacheca blindata.
( da "superEva notizie" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Ho stima dei giovani
ma... Sono stato anch'io giovane ed ho stima dei giovani. A suo tempo, ho
sperimentato, sulla pelle, la creatività della mente, propria di quell'età. La
capacità speciale che essi hanno di cogliere le contraddizioni e le ipocrisie
del mondo adulto. Il bisogno di rappresentare la realtà in modo radicale,
secondo principi ed ideali e non in base a conformismi ed andazzi. Ma ricordo
anche quanta pazienza gli adulti abbiano avuto nei miei riguardi... In questa
settimana di occupazioni ed autogestioni delle scuole nelle nostre città,
abbiamo incontrato cortei, letto cartelli, ascoltato slogan Nella gran parte
dei casi, credo che i giovani abbiano dato prova di maturità ed autocontrollo,
esercitando il diritto ad esprimersi, una volta tanto, come soggetti attivi
dello scenario sociale. Altre volte, invece, mi hanno deluso. E' accaduto
quando li ho sentiti ripetere, a ritmo tribale, slogan
triviali del tipo: "Gelmini w.f." (ma anche molto peggio!), in ossequio al facile gergo
plateale inaugurato da Beppe Grillo. Sono convinto che i giovani abbiano
sacrosanti diritti di pronunciarsi in materia di scuola. Credo che essi non
manifestano per il grembiulino ma perché si trovano dinanzi ad un futuro povero
d'opportunità, mentre i politici nuotano nei privilegi e la generazione
che li precede, ben corazzata dal punto di vista sindacale, mira a
consolidarsi. Hanno ragione di protestare poiché il premier, anziché dialogare
con loro, li ha snobbati superbamente, pur sapendo che così li lasciava in
balìa di agenzie ideologiche e di pruriti populistici. Ma i giovani non
dovrebbero abdicare alla loro dignità ed autonomia. Lascino il gergo triviale a
qualche altro e facciano tesoro della massima di un grande pensatore:
"Abbi sempre il coraggio di usare la tua intelligenza" (Kant).
PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le
vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di
ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il lunedì 10 novembre 2008
in: RIFLESSIONI A PIU' VOCI » Invia tramite EMAIL » Versione per la
STAMPA--> » Le vostre opinioni
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 13
La Gelmini parla a porte chiuse, scoppia la polemica E
Alemanno: «Si è mossa male favorendo la sinistra» ? SANREMO (Imperia) ? HA
SCELTO gli Stati generali dei direttori di Confindustria, conclusi ieri a
Sanremo, il ministro Mariastella Gelmini per la sua
prima uscita pubblica dopo la riforma della scuola. La riunione si è tenuta
all?hotel Royal a porte chiuse. Il ministro è arrivato intorno alle 11 e
all?uscita si è allontanato senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti che
la attendevano, suscitando proteste e polemiche.La Federazione Nazionale della
Stampa ha giudicato «inaccettabile» l?episodio e il senatore del Pd Roberto Di
Giovan Paolo si è chiesto «perché il ministro dell?Istruzione ha paura dei
giornalisti?». La Gelmini. che dal 20 ottobre non
partecipa ad un evento pubblico non istituzionale, ha dovuto incassare anche le
critiche del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intervenuto al Forum promosso a
Subiaco da alcuni parlamentari Pdl. «La Gelmini si è
mossa male, senza partecipazione ? ha detto ?, e così abbiamo lasciato alla
sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il
confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in
ritardo come abbiamo fatto».
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
INCONTRO DI QUATTRO
LIONS CLUB Feltri "legge" i fatti d'Italia Una voce autorevole del
giornalismo sul "costume politico" "Una delle voci più
autorevoli del giornalismo italiano, una voce libera che critica, elogia, mena
fendenti a destra e a manca, ma in maniera intelligente e stimolante".Così
è stato presentato dall'avvocato Giambattista Casellati, il direttore di Libero,
Vittorio Feltri che, rivolgendosi ai quattro Lions - Gattamelata, Elena Cornaro
Piscopia, Certosa, San Pelagio - riuniti allo Sheraton, ha precisato: «So che
da voi non è ammesso parlare di politica e io mi guarderò bene dal farlo.
Parlerò del costume politico. La sapete l'ultima? Obama ha telefonato a
Berlusconi, che lo ha definito 'giovane, bello, abbronzato', offendendo, per la
battutaccia, i progressisti italiani: 'Dai a Obama dell'abbronzato proprio tu
che sei sempre sotto le lampade. Si sono create anche altre situazioni
imbarazzanti. A Vicenza si marciava contro l'allargamento della base Usa,
bruciando bandiere americane e gridando slogan poco simpatici, nel giro di
poche settimane l'America è diventata un paese democratico e Veltroni si è
convinto di essere diventato il vice di Obama, di questo presidente che ora
deve affrontare la crisi finanziaria. Non sappiamo cosa farà e anche noi non
sappiamo cosa faremo".Feltri ha raccontato: "Una mattina mi sono
recato in Banca e nel conto corrente in cui avevo 400 mila euro ne ho trovati
270 mila. Il direttore mi aveva garantito un risparmio gestito, a rischio zero.
Nessuno mi ha spiegato chi si è messo in tasca i miei soldi. Questa è la crisi
finanziaria: mancano i soldi, ma manca anche il ladro. Sono sventure capitate a
tanti (Bond argentini, Cirio, Parmalat). Dobbiamo rassegnarci". Circa il ministro Gelmini, ha dichiarato che non ha fatto niente di sconvolgente, ha
modificato la scuola secondo il sistema che vige in tutta Europa: il maestro
unico, al posto di tre (gli altri due saranno destinati al tempo pieno). Si è
poi soffermato sul finanziamento pubblico dei giornali. «Io dico: non
diamo nessun contributo statale ai giornali. Si assisterà, è vero, ad una
strage, ma bisogna pur separare il grano dalla pula. Noi di Libero ce la
faremo: abbiamo aumentato il prezzo (da un euro a uno e cinquanta). Calano
vistosamente le vendite dei giornali tradizionali, Corriere, Repubblica,
Stampa, il mio tiene forse perchè non dà le notizie che tutti già conoscono
attraverso televione, radio, telefonino, Internet, ma fornisce
un'interpretazione dei fatti».Ha poi aggiunto che non vede un futuro roseo per
i giornali gratuiti: non sono accattivanti e danno notizie già note, «anche se
servono a far leggere i pensionati». Insomma, una conversazione a ruota libera,
che ha offerto molti spunti di riflessione.Maria Pia Codato
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Simone Biziato (Pd)
critica l?incoerenza del Pdl sui tagli all?università previsti nel decreto Gelmini «Cur, i ripensamenti di Bellotti» "Il
parlamentare faccia chiarezza e s?impegni con la Provincia per un?apposita legge»
«Siamo al completo paradosso. Chi a luglio ha votato la legge 133
"Tremonti-Brunetta" che contiene i presupposti per i tagli alle
università, adesso si mette a capo di una non ben chiara protesta popolare
contro la possibile chiusura del Cur, effetto diretto della riforma che vuole
il governo».Reazioni immediate alla proposta del centrodestra rodigino di
rendere autonoma l'università di Rovigo per evitare che finisca nella tagliola
che ha preparato il governo Berlusconi per le sedi distaccate degli atenei
maggiori. Simone Biziato, responsabile del Pd di Rovigo per la scuola e
l'università si dichiara sorpreso e decisamente contrariato dalla presa di
posizione del parlamentare di governo Luca Bellotti e del capogruppo comunale
Paolo Avezzù che, insieme al professor Onofrio Donzelli e al capogruppo
comunale di An Matteo Zangirolami, hanno lanciato l'allarme sul futuro prossimo
dell'università di Rovigo.«Bellotti dovrebbe fare chiarezza - spiega Biziato - Dica subito che non voterà il decreto Gelmini e si impegni con la Provincia per avere una legge che salva il
Cur».Il Cur infatti, pur con l'autosufficienza finanziaria, rimane un
distaccamento di Padova e Ferrara. Università che il decreto Gelmini premierà con finanziamenti fino
a 500 milioni di euro, una volta che si saranno liberate delle sedi distaccate.
Per il centrodestra, la fine dell'esperienza accademica nel capoluogo sarebbe
dietro l'angolo. A meno che i soggetti fondatori-finanziatori (Comune,
Provincia Camera di commercio e Fondazione Cariparo) non si diano da fare per
un nuovo statuto imperniato sull'autonomia e non si ricerchino altri sponsor
privati. «Le dichiarazioni di Bellotti certificano il fallimento delle
politiche del governo sulle università - ha aggiunto Biziato - Ci spieghi
perché ha votato la 133? Tutti sono d'accordo che occorrono strategie nuove per
il rilancio del Cur che vede in bilico anche i progetti di ricerca sulle
materie plastiche o sulle nanotecnologie. Ma il Pdl ci risparmi queste
dimostrazioni di incoerenza. E poi che cosa vuol dire la raccolta firme
pro-Cur? Forse il Pdl vuol scaricare su altri soggetti come Comune e Provincia
(guarda caso guidati dal centrosinistra, ndr) le responsabilità per l'eventuale
chiusura del Cur dopo che la legge l'ha voluta il centrodestra?».Franco Pavan
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Treviso))
Argomenti: Scuola
Dirigenti scolastici
«Riforma Gelmini obbediamo ma con
disagio» «Come funzionari dello Stato, ora che la riforma è passata, siamo
tenuti a rispettarla e ad applicarla. Ciò non toglie che abbiamo una nostra
posizione personale a riguardo». Sono le parole amare di Alcide Norbiato,
dirigente dell'istituto comprensivo 9 di Via Bellini: uno dei 36 presidi che un
paio di settimane fa avevano firmato una lettera aperta al Ministro
dell'istruzione Gelmini, indirizzata anche a chi, a
vario titolo è chiamato a decidere sul futuro della scuola. Il documento
metteva in luce la contrarietà dei dirigenti a quei provvedimenti che dopo
qualche giorno sarebbero diventati legge. Si sottolineava la complessità
dell'insegnamento che alla scuola primaria rende necessario un team di docenti,
il tempo pieno come risposta ai bisogni reali delle famiglie, la compresenza
indispensabile per coltivare le eccellenze e seguire meglio gli alunni
stranieri o in difficoltà. Ci si interrogava sull'utilità del voto in condotta
e del voto decimale per risolvere il problema della maleducazione e del
bullismo e per rendere la valutazione più chiara e trasparente. Non si
nascondeva il fatto che nel mondo della scuola «ci siano aspetti da riformare e
sprechi da eliminare». Tuttavia, scrivevano i presidi, «siamo fermamente
convinti di come l'educazione debba essere considerata dalla società un
capitolo su cui investire, non un capitolo di spesa su cui intervenire mediante
tagli». Il «disagio espresso da quella lettera», fa capire Norbiato, non è
scomparso, ma «la riforma è stata approvata e noi ci atterremo a quanto essa
dispone».Laura Pilastro
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-11-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il) (Gazzettino, Il
(Belluno)) (Gazzettino, Il (Venezia)) (Gazzettino, Il (Vicenza))
Argomenti: Scuola
Il
testo Gelmini alla firma di Napolitano. Venerdì nuova protesta Il
decreto arriva al Quirinale gli studenti tornano in piazza RomaNuova settimana
di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a
Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i
tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì
dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato
aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio
domani), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello
Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in
tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi
concorsi.Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida
contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente
vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso,
visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando
un provvedimento ad hoc. Per quanto riguarda la norma sui fuori corso, il
ministero sta studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a
laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso,
con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare
alla laurea. L'idea della Gelmini è quello di aiutare
gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. Per avere
un'idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66\% dei 271.115
laureati ha terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso
(dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005
(+102,1\%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con
un incremento percentuale pari al 37,6\%.
( da "Basilicanet.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA: SALTA
IPOTESI COMMISSARIAMENTO Gli appuntamenti delle Regioni in questa settimana
10/11/2008 14.53.20 [Basilicata] (AGR) - Accorpamento della dirigenza
scolastica per l'anno 2009-2010, dimensionamento della rete a decorrere
dall'anno 2010-2011 mediante un'intesa in sede di Conferenza Unificata e di
conseguenza eliminazione dell'ipotesi del commissariamento delle Regioni
inadempienti entro novembre. La nuova versione dell'articolo 3 del decreto
legge 154, in discussione ora al Senato, fa tornare il sereno nei rapporti
istituzionali tra il Governo e le Regioni. Il nuovo testo e' il risultato della
riunione che si eâ?? tenuta il 5 novembre scorso al ministero per i Rapporti
con le Regioni tra i ministri Raffaele Fitto e dell'Istruzione Mariastella Gelmini, i sottosegretari all'Economia Luigi Casero e
Giuseppe Vegas, l'ufficio di presidenza delle Regioni guidato dal Presidente
Vasco Errani, i presidenti di Upi, Fabio Melilli, e e dellâ?? Anci, Leonardo
Domenici. Scompare dunque la contestatissima versione dellâ??articolo 3 che
prevedeva il Commissariamento per le Regioni inadempienti sui piani di
dimensionamento scolastico e contestualmente riparte il confronto in Conferenza
Unificata, fermo ormai da un mese. Lâ??organismo infatti non si riunisce dal 16
novembre scorso, quando le Regioni e gli enti locali chiesero lo stralcio della
norma minacciando di disertare per protesta il confronto istituzionale col
Governo. Contestualmente una decina di Regioni avevano già avviato al
procedura per impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto,
ritenendolo appunto incostituzionale. Ora la decisione del Governo di tornare
sui suoi passi ha permesso a Fitto di convocare sia la Conferenza
Stato-Regioni, sia la Conferenza Unificata che torneranno di nuovo a marciare a
regime. Peraltro le Regioni non hanno ancora formalmente espresso il parere
sulla Finanziaria. Ma quella che si apre oggi si annuncia una settimana di
grande lavoro per i â??Governatoriâ??. Questo pomeriggio al Senato la
Conferenza delle Regioni sarà impegnata davanti alla Commissione Bilancio
di Palazzo Madama ad esprimere un parere sul federalismo fiscale che ha da
qualche giorno avviato il suo percorso parlamentare. Allo stesso tempo sono in
programma due riunioni della Conferenza delle Regioni: una in sessione
straordinaria il pomeriggio di mercoledì¬ 12 novembre, lâ??altra (ordinaria) la
mattina di giovedì¬. Allâ??ordine del giorno (in seduta riservata):
lâ??attuazione del Decreto Legislativo n. 56 del 18 febbraio 2000 recante
â??Disposizioni in materia di Federalismo fiscaleâ?, per
lâ??annualità
2007. La sessione â??ordinariaâ? della Conferenza prevede tra i punti
allâ??ordine del giorno lâ?? approvazione del riparto dellâ??annualità 2008 Fondo Regionale di
Protezione Civile. Nel pomeriggio poi confronto con il Governo in Conferenza
Unificata e â??Stato-Regioniâ??.
( da "Affari Italiani (Online)" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lombardia/
Digitalizzazione della Pa, Brunetta e Formigoni siglano un'intesa Lunedí
10.11.2008 15:15 Un protocollo d'intesa per la definizione di un accordo di
programma quadro sulla digitalizazzione della pubblica amministrazione e la realizzazione
di servizi avanzati per cittadini e imprese, è stato firmato, stamani, dal
presidente della Regione, Roberto Formigoni, e dal ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta. Il protocollo si inserisce
nel piano industriale dell'innovazione, presentato il 2 ottobre scorso dal
ministro Brunetta e che prevede 60 intese con amministrazioni centrali, regioni
e comuni capoluogo. IL VIDEO DELL'INTESA BRUNETTA FORMIGONI L'intesa prevede la
realizzazione di interventi concordati per quanto riguarda la carta nazionale e
regionale dei servizi; la cooperazione applicativa su Spc; la
dematerializzazione dei documenti e dei processi e procedimenti amministrativi
della pubblica amministrazione; l'integrazione delle banche dati e la banda
larga. Il protocollo siglato stamani avrà una prima durata triennale e sarà
finanziato anche mediante le risorse dei programmi operativi nazionali (Pon), i
fondi destinati alle area sottoutilizzate e nell'ambito del programma industria
2015. "Se l'Italia fosse come la Lombardia non avrai alcun problema"
per digitalizzare la pubblica amministrazione. Così, il ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta, stamani ha
introdotto l'intesa siglata con il presidente della Regione, Roberto Formigoni.
Un protocollo, ha spiegato, "che parte dalla Lombardia perchá voglio
utilizzare la storia di successi della Lombardia come more per avviare altre
storie di successo in Italia. Mi piacerebbe che nel resto del paese si fosse
allo stesso livello d'innovazione raggiunto qui", ha detto Brunetta,
illustrando quello che sarà il piano di attuazione del protocollo. "Questa
firmata oggi è la prima di circa 60 convenzioni che firmeremo con altrettanti
interlocutori: tutti i ministeri in primis, per far så che l'amministrazione
centrale possa realizzare 10/15 progetti indicando tempistiche e fondi di
attuazione per la digitalizzazione. Ho già firmato con il
ministro Gelmini per la
scuola e a breve sigleremo anche per l'università; dopo con ministro Alfano per
la giustizia e poi toccherà alla sanità per realizzare finalmente le cartelle
cliniche informatiche e velocizzare e rendere più diretti tempi di prenotazione
degli esami clinici, ad esempio. Firmeremo poi con tutte le Regioni
d'Italia. Sono partito da qui, dalla Lombardia, perchá ritengo che la Regione
Lombardia sia leader in Italia e forse anche in Europa per i livelli raggiunti,
tra dieci giorni firmeremo con la Campania e poi via via tutte le altre. E poi
coinvolgeremo le città capoluogo di Regione e le città capoluogo di Provincia,
per finire con alcuni segmenti specifici. Infine stiamo persino valutando la
possibilità di dotarci di un satellite coså da poter, alla fine del processo,
collegare tra loro tutte le amministrazioni e i servizi". pagina
successiva >>
( da "Stampaweb, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Il segretario
del Pd, Walter Veltroni, ha scritto una lettera ai ministri Tremonti e Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e
all?università in cui si chiede di «sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge
Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull?università». Veltroni,
allo stesso tempo, chiede di aprire «un tavolo al quale partecipino le parti
sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione». «Se c?è un settore,
una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare
sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare le
soluzioni migliori - scrive Veltroni a Tremonti e Gelmini
- questo è il settore che comprende la scuola, la ricerca e l?Università». «È
un settore - prosegue il segretario del Pd - che, non c?è dubbio, ha bisogno
nel nostro Paese di una profonda innovazione, di una radicale riforma. Partendo
da un principio: quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori;
quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla. E poi
seguendo un modo di procedere: quello, per l?appunto, di individuare soluzioni
che siano condivise nel modo più ampio possibile e che proprio per questo
risultino alla fine forti, incisive e durature nel tempo. Perchè non è
possibile proseguire con la regola per cui ad ogni cambio di governo si mette
mano al modo di funzionare di un settore decisivo per il futuro del Paese, per
la vita di milioni di famiglie, di ragazzi, di insegnanti e professori». «Nelle
ultime settimane, come è giusto e sano avvenga in democrazia - continua
Veltroni - abbiamo avanzato, come opposizione, critiche e proposte alternative
rispetto al merito e al metodo delle scelte del governo. Nel Paese è cresciuta,
allo stesso tempo e in modo del tutto autonomo, un movimento di protesta
sereno, responsabile e pacifico. Ciò che vi chiediamo è di esercitare una virtù
che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell?ascolto e dunque del
confronto. Quel confronto che proprio riferendosi a questi temi il Presidente
della Repubblica ha saggiamente, da subito, auspicato e sollecitato. Vi
proponiamo, per questo, di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge
Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull?università fatte in
estate con la manovra triennale; tagli che si dimostrano tanto più inadatti con
il precipitare della crisi economica e che il Parlamento deve poter tornare a
discutere, senza subire l?imposizione continua o la minaccia del voto di
fiducia». «Vi proponiamo, al tempo stesso - aggiunge il segretariod el pd - di
dar vita ad un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della
scuola e le forze di opposizione. Si stabilisca, per il lavoro di questo tavolo
e per la ricerca di una soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o
più, un periodo chiaro e ben definito, al termine del quale il governo potrà
far seguire comunque all?indispensabile momento del confronto democratico
quello altrettanto indispensabile della decisione. Tutto questo - conclude
Veltroni - con un solo grande obiettivo: fare finalmente del nostro sistema
formativo, come avviene in tutti gli altri grandi paesi europei, la pietra
angolare su cui costruire un forte e coerente disegno di sviluppo e di crescita
economica e sociale».
( da "ITnews.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Roma, 10 nov. -
(Adnkronos) - Esercitate la "virtu' dell'ascolto e dunque del
confronto" e sospendete "gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato",
modificando inoltre "con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla
scuola e sull'universita' fatte in estate con la manovra triennale". Lo
chiede il segretario del Pd Walter Veltroni in una lettera al ministro dell'Economia
Giulio Tremonti e al ministro dell'Istruzione e dell'Universita' Mariastella Gelmini.
( da "Sestopotere.com" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Incontro pubblico su
?La scuola che verrà? (10/11/2008 14:22) | (Sesto Potere) - Cesena- 10 novembre
2008 - Si intitola “La scuola che verrà – La riforma Gelmini
e i cambiamenti dalla scuola dell?infanzia all?università” l?incontro pubblico promosso
dal Comune di Cesena – Assessorato alla Pubblica Istruzione, che si terrà
martedì 11 novembre, a partire dalle ore 21, nella sala del Consiglio Comunale.
In scaletta gli interventi del sindaco Giordano Conti, dell?assessore alla
Pubblica Istruzione Daniele Gualdi, di Emanuele Barbieri, ex dirigente
dell?Ufficio Scolastico Regionale, e di Luigi Guerra, preside della Facoltà di
Scienze della Formazione dell?Università di Bologna. La cittadinanza è invitata
a partecipare.
( da "Adnkronos" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, Veltroni:
''Stop a decreto e rivedere i tagli'' Lettera del
segretario del Pd a Tremonti e Gelmini: "Esercitate la virtù dell'ascolto e del confronto. Vi
proponiamo di dar vita a un tavolo per soluzioni condivise'' ascolta la notizia
commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 10 nov. (Adnkronos/Ign) -
Esercitate la "virtù dell'ascolto e dunque del confronto" e
sospendete "gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato", modificando inoltre "con la
legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in
estate con la manovra triennale". E' quanto chiede il segretario del Pd,
Walter Veltroni, in una lettera al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e
al ministro dell'Istruzione e dell'Università, Mariastella Gelmini.
"Vi proponiamo, al tempo stesso, di dar vita a un tavolo - dice il leader
democratico - al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le
forze di opposizione. Si stabilisca, per il lavoro di questo tavolo e per la
ricerca di una soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o più, un periodo
chiaro e ben definito, al termine del quale il governo potrà far seguire
comunque all'indispensabile momento del confronto democratico quello
altrettanto indispensabile della decisione". ''Ministro Tremonti, ministro
Gelmini, se c'è un settore, una materia, su cui un
Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di
superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, questo -
sostiene Veltroni - è il settore che comprende la scuola, la ricerca e
l'Università. E' un settore che, non c'è dubbio, ha bisogno nel nostro Paese di
una profonda innovazione, di una radicale riforma. Partendo da un principio:
quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di
riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla. E poi seguendo un
modo di procedere: quello, per l'appunto, di individuare soluzioni che siano
condivise nel modo più ampio possibile e che proprio per questo risultino alla
fine forti, incisive e durature nel tempo". "Perché - prosegue il
segretario del Pd - non è possibile proseguire con la regola per cui ad ogni
cambio di governo si mette mano al modo di funzionare di un settore decisivo
per il futuro del Paese, per la vita di milioni di famiglie, di ragazzi, di
insegnanti e professori. Nelle ultime settimane, come è giusto e sano avvenga
in democrazia, abbiamo avanzato, come opposizione, critiche e proposte
alternative rispetto al merito e al metodo delle scelte del governo. Nel Paese
è cresciuta, allo stesso tempo e in modo del tutto autonomo, un movimento di
protesta sereno, responsabile e pacifico. Ciò che vi chiediamo è di esercitare
una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell'ascolto e
dunque del confronto. Quel confronto che proprio riferendosi a questi temi il
presidente della Repubblica ha saggiamente, da subito, auspicato e sollecitato.
''Vi proponiamo, per questo, di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato - chiede Veltroni - e di modificare
con la legge finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università
fatte in estate con la manovra triennale; tagli che si dimostrano tanto più
inadatti con il precipitare della crisi economica e che il Parlamento deve
poter tornare a discutere, senza subire l'imposizione continua o la minaccia
del voto di fiducia". "Vi proponiamo, al tempo stesso, di dar vita a
un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le
forze di opposizione. Si stabilisca, per il lavoro di questo tavolo e per la
ricerca di una soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o più, un
periodo chiaro e ben definito, al termine del quale il governo potrà far
seguire comunque all'indispensabile momento del confronto democratico quello
altrettanto indispensabile della decisione". "Tutto questo - conclude
il segretario del Pd - con un solo grande obiettivo: fare finalmente del nostro
sistema formativo, come avviene in tutti gli altri grandi Paesi europei, la
pietra angolare su cui costruire un forte e coerente disegno di sviluppo e di
crescita economica e sociale".
( da "Adnkronos" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA: VELTRONI A TREMONTI E GELMINI, STOP DECRETO E RIVEDERE TAGLI
LETTERA A MINISTRI, ASCOLTATE E CONFRONTATEVI ascolta la notizia commenta 0
vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 10 nov. - (Adnkronos) - Esercitate la
"virtu' dell'ascolto e dunque del confronto" e sospendete "gli
effetti del decreto Gelmini
ormai approvato", modificando inoltre "con la legge
finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'universita' fatte in
estate con la manovra triennale". Lo chiede il segretario del Pd Walter
Veltroni in una lettera al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e al ministro
dell'Istruzione e dell'Universita' Mariastella Gelmini.
( da "Arena.it, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Una settimana di
proteste per l'università ISTRUZIONE. Venerdì sciopero contro i tagli Oggi
sulla Gazzetta ufficiale il nuovo decreto legge 10/11/2008 rss e-mail print Il ministro Mariastella Gelmini ROMA Nuova settimana di proteste per l'università, che si
prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato
dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà
concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge «tecnico» varato giovedì
dal Consiglio dei ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato
aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli
imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio
oggi), assicurano che il decreto legge arriverà al Quirinale per la firma del
Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta
Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la macchina dei tanto
attesi concorsi. Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee
guida contenute nel disegno di legge varato insieme al decreto: riforma che
quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno
dei fuori corso, visto che al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca
stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre all'Università di Rona La
Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per
far conoscere gli esperimenti ai bambini, il dibattito politico ha visto
l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti:
non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo
positivo che il governo abbia deciso di travasare in un disegno di legge ciò
che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella
marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di
ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università.
Prima di tutto avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte
degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è
esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà
individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di governo
riacquisterà consenso». Intanto, dagli stati generali delle scuole del
Mezzogiorno è arrivato l'impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte
ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola
nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione
Campania (che da sola ha stanziato 300 milioni solo per le infrastrutture), ha
chiesto «al governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia». Per
quanto riguarda la norma sui fuoricorso, a Viale Trastevere stanno studiando
quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni
previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide
per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L'idea del
ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che
lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. Per avere un'idea del
fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha
terminato fuori corso. Gli iscritti all'università fuori corso (dati Censis)
sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel
2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento
del 37,6%.
( da "AudioNews.it" del 10-11-2008)
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lunedì 10 novembre
2008 18.13 Politica Scuola, Veltroni: dialogo se via i tagli 16.07: Via i tagli
alla scuola e all'università e dialoghiamo. Lo scrive il
segretario del Partito democratico Veltroni, in una lettera aperta ai ministri Gelmini e Tremonti. Veltroni chiede di
sospendere gli effetti del decreto e di rivedere i piani della Finanziaria per
il prossimo triennio, proponendo al tempo stesso un tavolo di confronto del
governo con le parti sociali e le forze della opposizione.
( da "Virgilio Notizie" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITA':
GELMINI, DISPONIBILE A CONFRONTO CON CHI VUOLE RIFORMARE postato fa da ASCA
ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 10 nov - Apertura da parte del ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, in vista del
ddl per riformare l'Universita' italiana. ''Sono disponibile - afferma il ministro in una
nota - ad un confronto che abbia come obiettivo riformare e migliorare
l'istruzione in Italia. Sono disponibile in particolare a discutere con tutte
quelle forze riformiste che pensano che non si possa esclusivamente difendere
lo status quo. Proprio per questo abbiamo fatto le nostre scelte con le linee
guida sulla riforma del sistema universitario. Base di un dibattito che ponga
al centro i temi della riaffermazione del merito, della promozione dei giovani
talenti e della trasparenza''. Il Decreto Legge sull'universita' approvato dal
Consiglio dei Ministri, spiega il ministro, ''conteneva solo alcune misure
indifferibili ed urgenti; ma per la riforma completa, la sede del confronto
sara' sicuramente il Parlamento dal quale sono sicura arriveranno proposte e
suggerimenti, indispensabili per una riforma. Un disegno di legge organico di
riforma, che ci auguriamo condiviso''.
( da "Vita non profit magazine" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Quegli applausi
fuori posto alla Gelmini, che taglia le scuole
cattoliche Reading time: 3 minutes --> di Redazione - pubblicato il 14
Novembre 2008 alle 00:00 IL MINISTRO IMBARAZZA I VESCOVI Grandi elogi alla
riforma Gelmini dai vescovi italiani. Salvo poi
scoprire che proprio la scuola privata cattolica è la più penalizzata dal
taglio dei fondi pubblici. I primi lusinghieri giudizi erano arrivati dal
cardinale Bagnasco, lo scorso 22 settembre: «Sul fronte della scuola si stanno
mettendo in campo innovazioni e recuperi volti a dare una maggiore credibilità
ed efficacia alle istituzioni e ai suoi operatori». Poi il 27 ottobre, nello
stesso giorno in cui Famiglia cristiana chiedeva il ritiro del decreto Gelmini, il responsabile Scuola della Cei, monsignor Diego
Coletti, prendeva le distanze dai manifestanti. Di più faceva l'arcivescovo
Rino Fisichella invitando il ministro, come relatrice, all'inaugurazione
dell'anno accademico della Pontificia università Lateranense. La Gelmini era costretta a dare forfait per "motivi di
sicurezza" ma incassava a mezzo stampa la benedizione di Fisichella: «Il
ministro ha tutta la mia stima e credo che la sua non sia un'opera di 15 giorni
ma vada vista e valutata in tutta la legislatura». Su questo clima di grande
euforia pro governativa sono piovute le cifre imbarazzanti dei tagli alle
scuole non statali previsti dalla Finanziaria. Numeri forniti da Giorgio
Vittadini, il 28 ottobre, su Il Riformista . I finanziamenti alle scuole
materne ed elementari private saranno decurtati di circa il 25-30%. Percentuale
molto più elevata, quasi il triplo, di quella imposta mediamente a ogni
ministero: 133 milioni e 393mila euro in meno. Le scuole dell'infanzia gestite
da enti cattolici accolgono 531.258 bambini su un totale di 1.652.689.
SANT'EGIDIO SBARCA A CIPRO Appuntamento a Cipro, quest'anno dal 16 al 18
novembre, per il consueto Meeting interreligioso di Sant'Egidio. Location
simbolica: un'isola dove musulmani (turchi) e cristiani-ortodossi (greci) se le
sono date di santa ragione. Un conflitto che finalmente sembra vicino ad una
soluzione. Fra le 300 personalità c'è la cattolicissima Ingrid Betancourt. Era
stata invitata, last minute, anche al Meeting di Rimini. Ma non aveva potuto
partecipare. Ipse dixit «La vera missione cristiana è lasciarsi sorprendere da
Dio, sorprendere dalla gioia, come disse con deliziosa espressione C.S. Lewis».
Rowan Williams, primate della Chiesa anglicana, davanti alla Grotta di Lourdes.
( da "Reuters Italia" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA (Reuters) - Il
segretario del Pd Walter Veltroni ha scritto una lettera aperta ai ministri
dell'Economia Giulio Tremonti e dell'Istruzione Mariastella Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all'università ribadendo
la richiesta di sospendere il decreto Gelmini e di modificare con la Finanziaria le scelte di bilancio su
scuola e università. Auspicando "ascolto" e "confronto",
Veltroni propone "di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare
con la lgge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e
sull?università fatte in estate con la manovra triennale, tagli che si
dimostrano tanto più inadatti con il precipitare della crisi economica e che il
Parlamento deve poter tornare a discutere, senza subire l?imposizione continua
o la minaccia del voto di fiducia", scrive il leader del Pd. "Se c'è
un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero
cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per individuare
le soluzioni migliori, questo è il settore che comprende la scuola, la ricerca
e l'Università", dice Veltroni nella lettera in cui definisce l'istruzione
un settore che ha bisogno di una profonda innovazione, di una radicale riforma.
"Partendo da un principio: quello di investire su di esso maggiori
risorse, non minori; quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di
tagliarla". Occorre individuare soluzioni "che siano condivise nel
modo più ampio possibile e che proprio per questo risultino alla fine forti,
incisive e durature nel tempo", dice Veltroni. "Ciò che vi chiediamo
è di esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella
dell'ascolto e dunque del confronto. Quel confronto che proprio riferendosi a
questi temi il Presidente della Repubblica ha saggiamente, da subito, auspicato
e sollecitato", aggiunge il leader del Pd. "Vi proponiamo, al tempo
stesso, di dar vita ad un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il
mondo della scuola e le forze di opposizione", dice ancora Veltroni.
"Si stabilisca, per il lavoro di questo tavolo e per la ricerca di una
soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o più, un periodo chiaro e
ben definito, al termine del quale il governo potrà far seguire comunque
all'indispensabile momento del confronto democratico quello altrettanto
indispensabile della decisione", dice ancor la lettera. Che prefigura
"un solo grande obiettivo: fare finalmente del nostro sistema formativo,
come avviene in tutti gli altri grandi paesi europei, la pietra angolare su cui
costruire un forte e coerente disegno di sviluppo e di crescita economica e
sociale".
( da "Virgilio Notizie" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Università/
Gelmini: sì al
confronto con chi vuole riformare Nel dl misure urgenti, riforma in ddl
"che auguriamo condiviso" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri
Roma, 10 nov. (Apcom) - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini apre ma con
velata riserva, a chi, in primis il leader del Pd Walter Veltroni, chiede che sulla scuola e
l'università il governo dialoghi e ascolti i movimenti degli studenti: "Sì
al confronto con chi vuole riformare", fa sapere il ministro, affidando il
ramoscello di pace ad una nota. "Sono disponibile ad un confronto che abbia
come obiettivo riformare e migliorare l'istruzione in Italia. Sono disponibile
in particolare a discutere con tutte quelle forze riformiste che pensano che
non si possa esclusivamente difendere lo status quo", sottolinea il
ministro, aggiungendo: "Proprio per questo abbiamo fatto le nostre scelte
con le linee guida sulla riforma del sistema universitario. Base di un
dibattito che ponga al centro i temi della riaffermazione del merito, della
promozione dei giovani talenti e della trasparenza". E - spiega Gelmini, 'minimizzando' il provvedimento varato dal cdm la
scorsa settimana - "il decreto legge sull'università approvato dal
Consiglio dei ministri conteneva solo alcune misure indifferibili ed
urgenti", ma - assicura il ministro - "per la riforma completa, la
sede del confronto sarà sicuramente il Parlamento dal quale sono sicura
arriveranno proposte e suggerimenti, indispensabili per una riforma", che
sia "un disegno di legge organico di riforma, che ci auguriamo
condiviso". Così il ministro Gelmini pare
rispondere in prima battuta al leader dell'opposizione: il segretario del Pd
Walter Veltroni oggi ha scritto infatti una lettera ai ministri Tremonti e Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e
all'università. Nella lettera Veltroni ha chiesto "di sospendere gli
effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di
modificare con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e
sull'università fatte in estate con la manovra triennale". Al tempo stesso
il leader del Pd ha proposto "di dar vita ad un tavolo al quale
partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze di
opposizione" per aprire un "confronto" necessario sul tema.
( da "Merateonline.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola >>
Scuola 10 / 11 / 2008 Robbiate: il 12 incontro sulla scuola italiana Cosa
succede nella scuola italiana? " Il coordinamento meratese in difesa della
scuola pubblica" INVITA tutti i genitori e i cittadini
del meratese ad un incontro informativo-propositivo sulle leggi 133/08 e 164/08
(Legge Gelmini) presso il
Municipio di Robbiate mercoledì 12 novembre 2008 alle ore 20.30. Per
informazioni: coordinamentomeratese@yahoo.it Articoli Correlati:
(c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco
Scritto il 10/11/2008 alle 17.07
( da "Varesenews" del 10-11-2008)
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Scuola - Il
coordinamento trasversale (studenti, professori e genitori) lancia la
manifestazione di venerdì. Anche da Gallarate manifesteranno a Busto Arsizio
Monta "l'onda" bustocca, il 14 novembre tutti in corteo Se sarà uno
tsunami o un semplice mare mosso lo si vedrà solo il 14 novembre quando gli
studenti, i docenti e i genitori si conteranno davanti alla stazione delle F.S.
di Busto Arsizio. L'Onda si prepara a ripartire dopo la calma relativa di
questi giorni. In queste due settimane hanno lavorato sodo tutti insieme
creando un coordinamento che ha messo insieme rappresentanti di tutte le scuole
e di tutti i gradi. Così racconta Alessandro Luoni, uno dei leader della
protesta e rappresentante di istituto del liceo artistico Candiani, parla di
grande mobilitazione: «Il tentativo del coordinamento è quello di unire tutti
in corteo - spiega lo studente - da Gallarate contiamo arrivino in tanti. A
Busto Arsizio stiamo facendo girare l'informazione a tutti i livelli perchè
vogliamo vedere in corteo anche i maestri, gli studenti, i professori e i
genitori». Il corteo si svolgerà nella mattinata di venerdì 14 novembre e il
ritrovo è nel piazzale della stazione delle ferrovie dello Stato per poi
snodarsi verso il centro e concludersi in piazza Trento e Trieste, davanti al
Liceo Candiani. Il tema della manifestazione, naturalmente, è la riforma della
scuola e dell'università con i due decreti 137 e 133 e la legge finanziaria che
conterrà ulteriori riduzioni di spesa per l'istruzione. La
situazione nelle scuole è ancora di tensione e preoccupazione, dunque,
nonostante il ministro Gelmini abbia fatto una controproposta agli oppositori che ammorbidisce
i tagli previsti in precedenza. Il momento verità per il movimento nel Basso
Varesotto si avvicina, l'occasione di contarsi e di contare è questa e i
componenti del coordinamento lo sanno. Lunedi 10 Novembre 2008
( da "AprileOnline.info" del 10-11-2008)
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L'iniziativa del Pd
, 10 novembre 2008, 16:06 Scuola Una proposta semplice: stop ai tagli e
iniziare a dialogare per il futuro di un settore chiave. Il segretario del Pd
Walter Veltroni ha scritto una lettera ai ministri Giulio
Tremonti e Mariastella Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e all'università "Se
c'è un settore, una materia, su cui un Paese e la sua classe dirigente
dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni e polemiche per
individuare le soluzioni migliori, questo - si legge nella lettera di Veltroni
- è il settore che comprende la scuola, la ricerca e l'Università".
E' un settore che, "non c'è dubbio", ha bisogno nel nostro Paese di
una "profonda innovazione, di una radicale riforma. Partendo da un
principio: quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello
di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla". E poi -
aggiunge il leader del Pd nella missiva inviata a Gelmini
e Tremonti - "seguendo un modo di procedere: quello, per l'appunto, di
individuare soluzioni che siano condivise nel modo più ampio possibile e che
proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel
tempo". Perché "non è possibile proseguire con la regola per cui ad
ogni cambio di governo si mette mano al modo di funzionare di un settore
decisivo per il futuro del Paese, per la vita di milioni di famiglie, di
ragazzi, di insegnanti e professori". Nelle ultime settimane, "come è
giusto e sano avvenga in democrazia, abbiamo avanzato, come opposizione, critiche
e proposte alternative rispetto al merito e al metodo delle scelte del governo.
Nel Paese - ricorda Veltroni - è cresciuta, allo stesso tempo e in modo del
tutto autonomo, un movimento di protesta sereno, responsabile e pacifico".
"Ciò che vi chiediamo - dice il leader del Pd - è di esercitare una virtù
che dovrebbe essere propria di ogni governo: quella dell'ascolto e dunque del
confronto. Quel confronto che proprio riferendosi a questi temi il Presidente
della Repubblica ha saggiamente, da subito, auspicato e sollecitato". Per
questo, "vi proponiamo di sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la Legge
Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in
estate con la manovra triennale; tagli che si dimostrano tanto più inadatti con
il precipitare della crisi economica e che il Parlamento deve poter tornare a
discutere, senza subire l'imposizione continua o la minaccia del voto di
fiducia". Al tempo stesso, aggiunge, "vi proponiamo di dar vita ad un
tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e le forze
di opposizione. Si stabilisca, per il lavoro di questo tavolo e per la ricerca
di una soluzione condivisa, un periodo di tempo di due mesi o più, un periodo
chiaro e ben definito, al termine del quale il governo potrà far seguire
comunque all'indispensabile momento del confronto democratico quello
altrettanto indispensabile della decisione". Tutto questo con un
"solo grande" obiettivo: "fare finalmente del nostro sistema formativo,
come avviene in tutti gli altri grandi paesi europei, la pietra angolare su cui
costruire un forte e coerente disegno di sviluppo e di crescita economica e
sociale".
( da "AprileOnline.info" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
Governo inventa
decreto fantasma ***, 10 novembre 2008, 17:24 Università La denuncia del
senatore piddino Stefano Ceccanti si riferisce al Dl "in materia di
diritto allo studio, valorizzazione del merito e qualità del sistema
universitario e della ricerca" votato in Cdm giovedì scorso. A oggi non
risulta ancora pervenuto alla presidenza della Repubblica nessun testo
ufficiale "Il governo, forse suggestionato dal 'governo ombra' del Pd, ha
voluto introdurre una nuova tipologia di fonti del diritto, 'il decreto
fantasma'?". Lo chiede il senatore del Pd Stefano Ceccanti in
un'interrogazione al ministro per i rapporti con il parlamento Elio Vito.
Ceccanti si riferisce, in particolare, al decreto-legge "in materia di
diritto allo studio, valorizzazione del merito e qualità del sistema
universitario e della ricerca" votato in Cdm giovedì scorso. "Di cui
- spiega - risultano solo scarne anticipazioni dal comunicato presente sul sito
del governo e dalla successiva conferenza stampa del
ministro Gelmini. Una delle
principali ragioni della necessità e urgenza del decreto - continua il senatore
del Pd - era il blocco delle elezioni per le commissioni di concorso che erano
previste a partire dalla giornata di oggi, lunedì 10, sospese solo sulla base
di una breve nota ministeriale di venerdì 7 che fa riferimento al decreto
ancora ignoto, mentre, proprio tale urgenza, avrebbe dovuto comportare
una rapida trasmissione del testo alla presidenza della Repubblica e una
altrettanto sollecita pubblicazione sulla gazzetta ufficiale per non violare le
leggi vigenti anche per prevenire contenziosi sulla regolarità dei procedimenti
concorsuali in corso. A oggi non risulta ancora pervenuto alla presidenza della
Repubblica nessun testo ufficiale. Nei giorni scorsi la stampa ha pubblicato le
più varie indiscrezioni sui problemi tecnici e politici di scrittura del testo,
che starebbero proseguendo anche in queste ore". "La totale
incertezza sui contenuti del decreto - spiega Ceccanti - rende impossibile ai
parlamentari rendere conto ai propri elettori, e in particolare a quelli
coinvolti nelle vicende concorsuali, sulle novità intervenute e, data la natura
cangiante e sfuggente del testo, paralizza gli stessi strumenti di controllo
parlamentare. Il protrarsi dei lavori per giorni e giorni - osserva ancora
Ceccanti - dimostra inconfutabilmente che nella riunione del Cdm erano state
omesse scelte rilevanti sia dal punto di vista tecnico sia politico. Pertanto
Ceccanti chiede al ministro Vito di sapere se il governo, forse suggestionato
dalla istituzione del 'governo ombra' del Pd, abbia voluto introdurre una nuova
tipologia di fonti del diritto, 'il decreto fantasma', in deroga alla legge in
vigore che impone che il testo sia puntualmente approvato in Consiglio dei
ministri e, più in generale, ai doveri di correttezza costituzionale e se, il
governo, non ritenga di indicare puntualmente come evitare di ripetere tali
gravi strappi istituzionali".
( da "RomagnaOggi.it" del 10-11-2008)
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10 novembre 2008 -
16.29 (Ultima Modifica: 10 novembre 2008) Il governo ritiri i provvedimenti di
taglio alla spesa pubblica e il Partito Democratico sarà pronto a dialogare con
Silvio Berlusconi e il suo escutivo. Lo afferma il segretario del Pd, Walter
Veltroni, in una lettera inviata ai ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, e
della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini. Nella sua lettera Veltroni fa
notare che "il Paese e la sua classe dirigente" dovrebbero
"superare le divisioni" su temi come la scuola, la ricerca e
l'Università. "Se c'e' un settore, una materia, su cui un Paese e la sua
classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni modo di superare divisioni
e polemiche per individuare le soluzioni migliori, questo- si legge
nella lettera di Veltroni- e' il settore che comprende la scuola, la ricerca e
l'Universita'". Si tratta di un settore su cui secondo Veltroni occorre
operare "una "profonda innovazione", addirittura "una
radicale riforma". Evidentemente non come l'ha intesa il ministro Gelmini, ma "partendo da un principio: quello di
investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di riqualificare la
spesa, e non semplicemente di tagliarla". Una riforma da portare avanti,
aggiunge Veltroni, "seguendo un modo di procedere: quello, per l'appunto,
di individuare soluzioni che siano condivise nel modo piu' ampio possibile e
che proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel
tempo".
( da "RomagnaOggi.it" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
10 novembre 2008 -
18.34 (Ultima Modifica: 10 novembre 2008) ROMA - A pochi giorni dallo sciopero
dell'università e della ricerca programmato per venerdì
prossimo, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, si è detta "disponibile a un confronto che abbia come
obiettivo riformare e migliorare l'istruzione in Italia". Il ministro è
pronto "a discutere con tutte quelle forze riformiste che pensano che non
si possa esclusivamente difendere lo status quo". La Gelmini ha poi sottolineato che che il Decreto Legge
sull'università approvato dal Consiglio dei Ministri conteneva solo alcune
misure "indifferibili e urgenti". "Per la riforma completa - ha
proseguito - il confronto sarà svolto in Parlamento dal quale sono sicura
arriveranno proposte e suggerimenti indispensabili per una riforma".
( da "TGCom" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
10/11/2008 Scuola, Gelmini apre ai riformisti "Non parlo con chi difende
status quo" Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,
apre a chi chiede al governo di dialogare sulla scuola e l'università. "Sì
al confronto con chi vuole riformare", dice rivolgendosi soprattutto al
leader del Pd, Walter Veltroni. "Sono disponibile a un confronto con veri
riformisti per migliorare l`istruzione in Italia e discutere con chi non vuole
esclusivamente difendere lo status quo", ha concluso il ministro. La Gelmini sottolinea poi che il decreto legge sull'universita'
approvato dal Consiglio dei Ministri conteneva solo alcune misure
''indifferibili e urgenti''. ''Ma per la riforma completa, la sede del
confronto sarà sicuramente - assicura - il Parlamento dal quale sono sicura
arriveranno proposte e suggerimenti, indispensabili per una riforma. Un disegno
di legge organico di riforma, che ci auguriamo condiviso''. La lettera di
Veltroni Il segretario del Pd Walter Veltroni aveva scritto una lettera aperta
ai ministri dell'Economia Giulio Tremonti e dell'Istruzione Mariastella Gelmini sulla questione dei tagli alla scuola e
all'università ribadendo la richiesta di sospendere il decreto Gelmini e di modificare con la Finanziaria le scelte di
bilancio su scuola e università. Auspicando "ascolto" e
"confronto", Veltroni proponeva "di sospendere gli effetti del
decreto Gelmini ormai approvato e di modificare con la
legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla scuola e sull'università fatte in
estate con la manovra triennale, tagli che si dimostrano tanto più inadatti con
il precipitare della crisi economica e che il Parlamento deve poter tornare a
discutere, senza subire l'imposizione continua o la minaccia del voto di
fiducia", scriveva il leader del Pd. "Se c'è un settore, una materia,
su cui un Paese e la sua classe dirigente dovrebbero cercare sempre e in ogni
modo di superare divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori,
questo è il settore che comprende la scuola, la ricerca e l'Università",
scriveva Veltroni nella lettera in cui definiva l'istruzione un settore che ha
bisogno di una profonda innovazione, di una radicale riforma. "Partendo da
un principio: quello di investire su di esso maggiori risorse, non minori;
quello di riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla".
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ottobre 07/10/2008Scuola, la Camera conferma fiducia
04/10/2008Scuola,Cisl verso sciopero generale 27/09/2008Scuola, Cgil minaccia
lo sciopero Invia ad un amico
( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Scuola
n. 45 del 2008-11-10
pagina 0 Scuola, il ricatto di Veltroni: via i tagli e dialogo di Redazione
Lettera del segretario Pd ai ministri Tremonti e Gelmini
per chiedere di sospendere il decreto Gelmini e
modificare le scelte di bilancio su scuola e università. In cambio Veltroni è
disposto ad aprire "un tavolo a cui partecipino le parti sociali, il mondo
della scuola e l'opposizione" Roma - Il segretario del Pd, Walter
Veltroni, ha scritto una lettera ai ministri Tremonti e Gelmini
sulla questione dei tagli alla scuola e all?università in cui si chiede di
"sospendere gli effetti del decreto Gelmini ormai
approvato e di modificare con la Legge Finanziaria le scelte di bilancio sulla
scuola e sull?università". Veltroni, allo stesso tempo, chiede di aprire
"un tavolo al quale partecipino le parti sociali, il mondo della scuola e
le forze di opposizione". Il ricatto del leader Pd Un vero e proprio do ut
des. Uno scambio di favoro. Altro che confronto, altro che concertazione, altro
che dialogo. Della serie: qui si fa come dico io. La prima richiesta: la
"sospensione degli effetti del decreto Gelmini
ormai approvato". La seconda: "modificare con la legge finanziaria le
scelte di bilancio sulla scuola e sull?università fatte in estate con la
manovra triennale". Infine, la 'gentile' concessione del leader
democratico: l?apertura di un tavolo di "confronto" con "le
parti sociali, il mondo della scuola e le forze di opposizione" sul tema
della scuola. Veltroni prova a dettare le condizioni: anche senza numeri e
sostegno in parlamento, impugna la penna e scrive una lettera al ministro
dell?Economia e al la collega all?istruzione. Il testo della lettera Secondo
Veltroni, se c?è un settore su cui un Paese dovrebbero cercare di superare
divisioni e polemiche per individuare le soluzioni migliori, è quello che
comprende la scuola, la ricerca e l?Università. Partendo da un principio. E qui
il diktat: "Investire su di esso maggiori risorse, non minori; quello di
riqualificare la spesa, e non semplicemente di tagliarla - ha continuato
Veltroni - poi seguendo un modo di procedere: quello, per l?appunto, di
individuare soluzioni che siano condivise nel modo più ampio possibile e che
proprio per questo risultino alla fine forti, incisive e durature nel tempo.
Perchè non è possibile proseguire con la regola per cui ad ogni cambio di
governo si mette mano al modo di funzionare di un settore decisivo per il
futuro del Paese, per la vita di milioni di famiglie, di ragazzi, di insegnanti
e professori". Infine la richiesta del segretario democratico: "Ciò
che vi chiediamo è di esercitare una virtù che dovrebbe essere propria di ogni
governo: quella dell?ascolto e dunque del confronto". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Virgilio Notizie" del 10-11-2008)
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Università/ Domani
Sabina Guzzanti 'fa lezione' all'Unical Alle 16 con gli studenti del campus di
Arcavacata postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 10 nov. (Apcom) -
Nuova 'lezione' all'università di Sabina Guzzanti, che
domani 'farà lezione' agli studenti dell'Università della Calabria. La
Guzzanti, spiega in una nota il comitato di lotta 'No Gelmini', sarà alle 16 all'aula consolidata 1 della facoltà di Economia
per un incontro-dibattito con la popolazione universitaria del Campus di
Arcavacata.
( da "Voce d'Italia, La" del 10-11-2008)
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Politica
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male" *Scuola sotto esame *Camilleri: "la Gelmini non e' un
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( da "KataWeb News" del 10-11-2008)
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Università: Domani
sindacati a Viale Trastevere 10 novembre 2008 alle 18:13 — Fonte: repubblica.it
— 0 commenti Domani pomeriggio alle 15 Cgil, Cisl e Uil del
settore università e ricerca incontreranno il ministro della Pubblica
Istruzione, Mariastella Gelmini, al ministero di Viale Trastevere. Lo confermano i sindacati.
L'incontro avviene a pochi giorni dalla manifestazione nazionale di venerdì a
Roma contro i tagli ai fondi per l'università.