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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  1-7 febbraio 2009      #TOP



Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (110)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

"Promesse, targhe e zero soldi Roma dimentica il Darwin" ( da "Stampa, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitore del Consiglio d'istituto -, il ministro Maria Stella Gelmini non ha stanziato nulla». Insomma, genitori e studenti del liceo rivolese sono stupiti del silenzio dello Stato. «Provincia e Regione hanno fatto la loro parte - continua -, per garantire i fondi e i progetti per far partire i lavori nel liceo.

Londra nazionalizzale scuole private in crisi ( da "Secolo XIX, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: da sempre affascinate dal mito della scuola indipendente, quest'anno si sono fatte i conti in tasca e hanno deciso di iscrivere i propri figli nelle scuole pubbliche. Il sistema delle scuole private - nel Regno Unito come altrove - si basa in larga parte sulle rette pagate dalle famiglie degli studenti: e senza nuove leve il sistema crolla.

la scuola incontra i genitori ( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: offerta formativa del circolo per la scuola primaria e delle modifiche introdotte dalla riforma del ministro Gelmini. 9 febbraio alle ore 17,30 presso la direzione didattica di via Mascagni, presentazione ai genitori del piano dell'offerta formativa del circolo per la scuola dell'infanzia e delle modifiche introdotte dalla riforma del ministro Gelmini.

tempo di iscrizioni alle scuole primarie incontri coi genitori ( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tempo di cambiamenti alla luce del decreto Gelmini e della reintroduzione del maestro unico. La dirigente del circolo didattico di Montecatini, Paola Zecchi, ha programmato due incontri per la prossima settimana con l'obiettivo di presentare il Pof (piano offerta formativa, una sorta di carta di identità dell'istituto) ai genitori dei futuri alunni delle classi prime di quella che,

i ricercatori precari al ministro ci faccia partecipare al bando firb ( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una lettera appello al ministro Gelmini arriva dai rappresentanti dei ricercatori a tempo determinato della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, della Scuola Normale Superiore di Pisa e della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. I rappresentanti chiedono al ministro che i ricercatori a tempo determinato, attualmente esclusi da tale bando Firb "

un camper per difendere il tempo pieno - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A difesa del tempo pieno cancellato dal ministro Gelmini e di una scuola statale di qualità. Per farlo distribuiranno materiale informativo e dei moduli aggiuntivi per iscrivere alle classi prime o confermare alle classi successive i figli. In questi fogli, che i genitori dovranno consegnare insieme al modulo distribuito nelle segreterie delle scuole,

studenti contestano la gelmini a galatina ( da "Repubblica, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bari Studenti contestano la Gelmini a Galatina Piccoli gruppi di studenti hanno contestato a distanza il ministro dell´Istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini, all´esterno dell´Istituto tecnico commerciale ?Laporta´ di Galatina dove è stato inaugurato un centro di eccellenza in collaborazione con la Microsoft Italia.

meglio scegliere le 40 ore ( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 6 - Prato «Meglio scegliere le 40 ore» Riforma Gelmini: i consigli del comitato genitori CARMIGNANO. Il primo consiglio è quello di privilegiare la scelta delle quaranta ore settimanali, perché solo se ci saranno tante richieste sarà più facile garantire il tempo pieno e dunque classi con più insegnanti.

quelli che puntano sul cinese - enrico bonerandi ( da "Repubblica, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: vita ENRICO BONERANDI MILANO Se ne sono accorti tutti quando il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, nel comunicare via You Tube la scorsa settimana le materie d´esame per le maturità, ha ammesso per la prima volta il cinese come prova scritta per i licei linguistici. Pur in pesante ritardo rispetto ad altri paesi, lo studio della lingua cinese in Italia è in pieno boom.

veltroni-d'alema e cosimi-lamberti ( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Uscite dalle tane e dai salotti bene, ritornate tra la gente, affrontate i problemi veri concreti del popolo. I decreti Gelmini, hanno messo in moto una marea di giovani. Questi giovani sono irruenti ma puliti dentro, confondiamoci con loro. Male che vada, avremmo l'opportunità di respirare un sorso d'aria pura. Umberto Vivaldi

battisti in brasile ( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Questa norma costituisce l'ultimo inutile inapplicabile provvedimento che, grazie a roboanti dichiarazioni, dovrebbe distogliere l'attenzione dalla sostanza della cosiddetta riforma Gelmini: un'infinita serie di tagli scriteriati. Marta Rapezzi Livorno

<Beccalossi per il Broletto> ( da "Corriere della Sera" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stella Gelmini. Ma anche la Lega pare si sia fatta avanti. Proprio per questo ieri La Russa ha precisato che la Leonessa d'Italia «è del Pdl». Per il via libera a Viviana Beccalossi (nella foto con La Russa), tuttavia, occorrerà attendere l'esito di una trattativa a livello regionale e nella quale entrano le candidature di tutti gli enti lombardi chiamati alle urne il prossimo giugno.

Stranieri in classe Il tetto arriva dal Pd ( da "Stampaweb, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per la sua decisione, al decreto Gelmini. E? Vicenza - sindaco Achille Variati, Pd - a fare da apripista su una questione spinosa, che si ripropone ogni anno quando alle elementari e alle medie le prime classi vengono formate e i genitori italiani spesso finiscono in prima pagina con le loro proteste per l?

La promessa dell'Onda al Rettore "Pronti a bloccare l'inaugurazione" ( da "Stampa, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'assemblea No Gelmini aveva chiesto un gesto politico per sottolineare il dissenso rispetto al nuovo assetto del sistema universitario. Richiesta respinta al mittente. Ecco il perché della mobilitazione di oggi. Gli studenti si riuniranno a Palazzo Nuovo, e da lì marceranno fino al Rettorato.

i presidi bocciano sms e voti online ( da "Tirreno, Il" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini contro la dispersione scolastica è accolta tiepidamente dai dirigenti degli istituti cecinesi che difendono i sistemi tradizionali, ritenuti più efficaci nel coinvolgere le famiglie. Non si oppongono, ma sono convinti che la tecnologia non giovi ai rapporti scuola-famiglia, rischiando addirittura di sortire l'effetto contrario alle intenzioni del governo,

anno accademico al via tra le polemiche - federica cravero ( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Onda anomala No Gelmini si sono dati appuntamento alle 8 e cercheranno di impedire l´ingresso ai 250 invitati, sotto gli occhi della polizia schierata a protezione del cortile di via Po. «Accettando di celebrare in ogni caso l´inaugurazione, il rettore dimostra una mancata presa di posizione nei confronti dei tagli del governo»,

l'agenzia che cura la solitudine dei gay - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tra un allarme e l´altro � che qualcuno copra con una mano di vernice certe scritte rimaste in via Po corteo dopo corteo: così stanno troppo a lungo sui muri "camere a gas per Israele" e epiteti sessisti contro il ministro Gelmini che dovrebbero disturbare anche, o forse prima di tutto, chi vuole combatterla politicamente.

informatica addio, scompare l'ora di computer ( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ricorsi al Tar contro i regolamenti della Gelmini Informatica addio, scompare l´ora di computer ROMA - Informatica addio. Dagli annunci del ministero della Pubblica istruzione sembrava certo che alle scuole elementari ed alle medie inferiori l´ora d´informatica alla settimana sarebbe stata confermata.

niente più fondi per i corsi di recupero le scuole nel caos - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, per sapere su quali risorse è possibile contare «al fine di consentire un´attenta programmazione dei corsi di recupero», scrive il segretario, Massimo Di Menna. «Oltre agli alunni che riportano insufficienze - rilancia Piero Bernocchi dei Cobas - in realtà a essere in difficoltà sono proprio le scuole che,

<Expo e crisi, più richiesta per i diplomi tecnici> ( da "Corriere della Sera" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini ha insistito sull'importanza dei «mestieri », la crisi economica spinge le famiglie a scegliere percorsi di studi che si traducano in un lavoro sicuro e l'appuntamento dell'Expo richiede giovani «in grado di fare e di pensare ». Ottimismo nelle scuole per troppo tempo considerate «di serie B»: «Le domande di iscrizione sono tornate ad aumentare »

I Drogo d'Italia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un plauso al ministro Gelmini che promuove queste iniziative che smuovono un po' il mondo della scuola.Vorrei però darle un consiglio: perché non promuovere maggiormente gli incontri con i genitori in maniera tale da strutturare un rapporto più chiaro tra la scuola ed i suoi utilizzatori,incontri praticamente oggi inesistenti?

Gelmini: nuove norme sul 5 in condotta ( da "Corriere della Sera" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con queste insufficienze i ragazzi più rispettosi verso gli insegnanti» Gelmini: nuove norme sul 5 in condotta Raffica di voti bassi in tutta Italia. Il ministro: funziona, mano libera ai presidi Anche qualche 4 con i primi scrutini. Entro febbraio il governo metterà a punto il nuovo regolamento ROMA — Avanti col cinque in condotta.

Meglio prenotare dove esiste il modulo a 40 ore ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: altra gli interventi di riforma introdotti dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Nel caso della Finanziaria i numeri sono chiari, contenuti nel Piano programmatico che descrive le azioni del Governo per applicare la legge di bilancio. Nel 2009/10 sono previste 42.105 cattedre in meno; nel 2010/11 saranno 25.560 e nel 2011/12 dovranno essere 19.

Al via i corsi di recupero ma con i fondi al buio ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Mariastella Gelmini non ha ancora comunicato le eventuali risorse aggiuntive. Ecco perché i presidi si stanno ingegnando per limare i costi. Qualcuno farà ore di 50 minuti, così da ridurre in proporzione la retribuzione oraria di 50 euro. Qualcun altro introdurrà lezioni multidisciplinari, per poter recuperare con un unico corso materie affini.

Settimana decisiva per miglaia di precari "mobili" ( da "Stampaweb, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, risponderà alla Camera all?interpellanza dell?onorevole Francesco Russo (Pd) richiesta dall?Anief: l?Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione che difende gli interessi dei precari (in particolare quelli abilitati attraverso le scuole di specializzazione universitarie) vorrebbe infatti tornare al vecchio regolamento.

raffica di cinque in condotta ( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Primi effetti della legge Gelmini in pagella. Decine di ragazzi che hanno ricevuto le valutazioni relative al primo trimestre e qualcuno che sta per ricevere quelle del primo quadrimestre, hanno dovuto fare i conti con l'insufficienza in condotta. Il voto, che fino ad ora ha avuto un significato simbolico, da quest'anno fa media e al termine dell'

buoni scuola, aiuti per chi ha perso il lavoro - marco trabucco diego longhin ( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: favoriti nelle graduatorie che assegneranno sia il buono scuola per chi ha figli iscritti alle scuole private che i contributi per iscrizione, buoni libro, abbonamenti ai trasporti pubblici e così via, per chi invece frequenta le scuole pubbliche. Bresso ha spiegato la ragione di questo provvedimento: «La dichiarazione Isee - ha detto - tiene ovviamente conto del reddito del 2007.

"c'è chi spinge sulla paura per lo straniero ma serve una svolta economica e sociale" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Per dire cosa? «Di non lasciarci soli, come purtroppo sta accadendo, a fronteggiare il rischio di una nuova marginalità giovanile che questa devastante crisi economica sta creando. è stata proprio Repubblica a denunciare la difficoltà di pagare gli insegnanti di sostegno per il recupero scolastico: un´emergenza che rischia di far alzare la dispersione tra i banchi e di aggravare

"a roma è emergenza violenza" e oggi vertice sulla sicurezza - carlo alberto bucci laura serloni ( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma dovremmo anche andare dal presidente del Consiglio Berlusconi e dai ministri Sacconi e Gelmini per chiedere massicci investimenti per la formazione». L´esercito in strada non piace a Zingaretti: «Continuiamo a mettere militari ovunque», invece «uno Stato che si rispetti deve mettere in campo interventi sulla scuola, sull´educazione, sulle politiche sociali.

pagelle, niente 5 in condotta (per ora) ( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il bullo poteva essere punito anche prima dell'arrivo della Gelmini: nello Statuto delle studentesse e degli studenti sono previste sanzioni gravissime al riguardo, quali bocciatura e la non ammissione agli esami di Stato. Inoltre queste leggi sono fatte da chi non conosce la psicologia di noi ragazzi: si rischia l'effetto contrario».

"maestra unica alle materne" sindacati sul piede di guerra - zita dazzi ( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: permette di svolgere attività complesse, come la manipolazione, la pittura e le altre attività creative». Comunicazione ufficiale non ce ne sono ancora, ma i sindacati denunciano «l´applicazione del modello della riforma Gelmini alle scuole dell´infanzia, col maestro prevalente e lo scadimento di qualità».

pubblicazioni record alla facoltà di medicina ( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con il nuovo ministro Gelmini vi è stato invece un eccessivo parlare di una Università formata da professori incapaci, ma ancora di nuovo vi è una completa assenza di dati sulla ricerca in Italia». Nell'avanzamento di carriera dei docenti che ruolo ha questo indicatore di impegno nella ricerca?

un volume sulla protesta degli studenti ( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini" e alla legge 133 di Tremonti, contestazione che ben presto si è allargata a tutti gli aspetti del sistema pubblico educativo italiano, «che in questi ultimi decenni - scrive la Biblioteca Serantini - è stato penalizzato da politiche insensate e contraddittorie fino alle ultime scelte del governo Berlusconi,

Trivero, un polo scolastico nel complesso Cerino Zegna ( da "Stampa, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto Gelmini ipotizza razionalizzazioni, ma a Bioglio le nuove nascite mettono al riparo dai tagli. La scuola materna, infatti, secondo i dati della Regione, risultava a rischio con 12 alunni, il numero minimo consentito: i 37 nuovi nati in tre anni però garantiscono un futuro alla scuola.

la severità non abita qui solo due i 5 in condotta ( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Due casi in cui sono stati determinanti i loro comportamenti, notevolmente scorretti e ripetuti - afferma il preside Pierluigi Robino - E quel 5 è tra i voti più alti che hanno in pagella». Questo il quadro che emerge negli istituti contattati. «Si tratta di ragazzi con un forte distacco dalla scuola e non sarà certo quel voto a comprometterne la promozione»

al datini arrivano i primi 5 in condotta ( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini: una trentina di studenti ora sono a rischio bocciatura PRATO. Speriamo si tratti solo di un voto di avvertimento. Con gli scrutini del primo quadrimestre ecco arrivare la nuova stangata dei 5 in condotta. I criteri di valutazione del comportamento degli studenti, con il decreto Gelmini, sono cambiati e un'insufficienza relativa al comportamento nel primo quadrimestre,

lavagna magica al sant'orsola per seguire le lezioni a scuola - luigi spezia ( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. E´ un sistema semplice, ma mai realizzato prima. Nelle aule delle Irnerio ci sono tre maxi-lavagne bianche collegate ad computer e webcam. Nei due reparti del Sant´Orsola, soprattutto a Oncoematologia, ce ne sono diverse e così per i bambini che vengono ricoverati a lungo, a causa di un trapianto di cuore oppure perché malati di leucemia,

delbono e il sogno digitale "internet gratis in tutte le scuole" ( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per fermare i tagli e abrogare le riforme Moratti e Gelmini». Giorgio Tassinari, genitore, ricorda «che forse un sindaco alle nostre manifestazioni ci sarebbe piaciuto vederlo». «E´ questo il punto», sottolinea anche Sandra Soster, Cgil, invitando a una battaglia comune e «forte». Al candidato della sinistra raccogliere.

Mancanza di fondigruppi sportivi in crisi ( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, ripristinasse l'articolo 304 del 1945, nel quale si affermava che il voto di educazione fisica non rientrava nella media generale di valutazione. Ora mi sono messo in contatto con Flavio Cucco, presidente nazionale di una delle associazioni che difende il valore dell'educazione fisica e dei propri insegnanti,

<È un errore cancellare le gite> ( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per protestare contro la Gelmini, gli insegnanti hanno deciso di abolire i libri di testo. Mi sembra un'altra assurdità». Stefania Mordeglia mordeglia@ilsecoloxix.it 03/02/2009 ' 03/02/2009 una soluzionecontro la crisiÈ la protesta contro la riforma Gelmini. Ma i giovani hanno altre possibilità di svago guglielmo marchisiopreside del liceo classico 03/

raffica di cinque in condotta nelle pagelle ( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le prime pagelle dell'era Gelmini hanno colpito. Sono qualche decina i ragazzi delle scuole superiori della città che si sono trovati quella brutta insufficienza tra le valutazioni di fine trimestre, mentre alle medie il fenomeno è molto più limitato, pochissimi casi e scelte molto sofferte.

con quel quattro mi sento marchiato - cristiana grasso ( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a meno che il ministro alla pubblica istruzione Gelmini non cambi nuovamente le carte in tavola. Perché chi ha già ricevuto la pagella, e quindi l'eventuale insufficienza in condotta, ha avuto sfortuna: non ha infatti "beneficiato" degli effetti dell'ultimo decreto Gelimini di metà gennaio che stabilisce condizioni molto particolari per poter affibbiare quel cinque in condotta (

l'iscrizione diventa un rebus ( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il terremoto Gelmini non colpirà solo i bimbi che si iscrivono in prima elementare». Il nuovo attacco alla legge della ministra dell'istruzione parte da un gruppo di genitori del Circolo didattico della Rosa. Obiettivo? Aprire gli occhi ai genitori. «Lo sapete - dicevano nei giorni scorsi dietro a un banchetto organizzato fuori dalle Lambruschini -

Scuola, fondi in arrivo per i corsi di recupero ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I 55 milioni stanziati ieri dal ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini non sembrano molto lontani dai livelli dell'anno scorso, ma i sindacati hanno già definito l'importo insufficiente. Molto dipenderà, comunque, dall'entità dei "debiti" formativi da recuperare quest'anno e dai margini di utilizzo del fondo d'istituto rimasti alle singole scuole.

Laura Marsilio: <Tetto di cinque stranieri a classe> ( da "Corriere della Sera" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ci dobbiamo attenere alla circolare del ministro Gelmini che anche Sanzo conosce. Non è una limitazione delle libertà, ma un modo per gestire un fenomeno che è diventato fuori controllo. Ci sono famiglie italiane che non ne possono più. Va favorita una più equa distribuzione degli alunni». La decisione è comunque destinata a suscitare polemiche.

"Il diario blogdi una scuoladel West" ( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si può trovare la cronaca della partita di rugby vicino a un pezzo sulla riforma Gelmini; una lettera al sindaco accanto a un racconto. Il proposito per il futuro è organizzare le idee in canali ben riconoscibili e lanciarsi nel multimedia, con inchieste video e audio. -- Francesca Martino docente dell'istituto Odero, Genova 03/02/2009

Torino, scintilletra studenti e polizia ( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: studenti arrabbiati contro la riforma Gelmini: sono state le facce della stessa medaglia dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'università di Torino. Due i momenti di tensione: uno in strada tra corteo e polizia, che si è concluso con la denuncia di un manifestante, l'altro durante la cerimonia quando uno studente, ammesso a entrare nell'Aula Magna,

Il 4 in condottaspacca la scuola ( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: indicata del resto dal ministro Mariastella Gelmini come deterrente ai fenomeni di bullismo. La vicenda ha fatto discutere l'intero mondo della scuola e provocato una frattura tra insegnanti e allievi dell'istituto di Vigevano. Per il corpo docente, il provvedimento deriva da un «semplice giudizio obiettivo»;

Avogadro, record di 5 in condotta ( da "Stampa, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I NUOVI VOTI AI TEMPI DELLA GELMINIALL'ISTITUTO TECNICO VENTI PESANTI INSUFFICIENZE Avogadro, record di 5 in condotta Le pagelle stanno arrivando e alle superiori in molti casi sono già realtà. Il 5 in condotta si è visto poco: parecchie scuole hanno fatto gli scrutini prima dell'uscita del decreto, altre non hanno avuto tempo di elaborare la nuova scala di valutazione.

Barbadirame e la statua a Dolceacqua ( da "Stampa, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Comprendo la vostra volontà di conservare l'esclusività di un eccellente Istituto come l'Alberghiero. Ma credo anche che il sindaco Genduso (conoscendo la sua sensibilità verso le problematiche giovanili) possa comprendere anche le nostre motivazioni. Purtroppo non le comprende la Gelmini! LUCIA CORNA ASSESSORE POLITICHE SOCIALI CAMPOROSSO

Scontri e manganellate ( da "Stampa, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI Scontri e manganellate denunciato uno studente Alta tensione in via Po. Un gruppo blocca la cerimonia L'unico attimo di tensione dura qualche secondo appena, nel mezzo di via Po, sotto la sede del Rettorato. Storia di una mattinata da «guardie e ladri», gli studenti nei panni di disturbatori, le forze dell'ordine a corrergli appresso cercando di tenerli alla larga dalla sede

Londra, gli operai sicilianimettono in crisi l'Europa ( da "Sicilia, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i docenti hanno adesso un'arma: il voto in condotta. L'alunno che prenderà meno di 6, non sarà ammesso alla classe successiva. E il voto in condotta, per di più, farà media. Così, in tempi di scrutini, s'è accesa all'improvviso l'attenzione su un aspetto normalmente trascurato, la questione del comportamento.

Uncem: saranno chiuse 3300 scuole di montagna entro il 2012 ( da "Sestopotere.com" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il serrato confronto tra governo e autonomie locali sul "regolamento Gelmini" si è concluso la sera del 29 gennaio 2009 - nel corso di una complessa seduta della Conferenza Unificata - con l'accordo su un testo che lascia ancora in sospeso questioni nodali e sul quale l'Uncem chiede chiarezza per le scuole ubicate in montagna.

INCONTRI Diossina e Ogm Dalla diossina agli Ogm... Ma cosa mangiamo? , incontro all... ( da "Stampa, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini», con Adriana Bevione e Filippo Durazzo. Circolo Arci Garibaldi, via Petitti 37 Radiazione fossile Per il ciclo «Domande a chi fa scienza», appuntamento alle 21 con «Radiazione fossile», incontro condotto da Paolo De Bernardis, ordinario di Astrofisica Sperimentale e Dario Voltolini, scrittore e sceneggiatore radiofonico.

"Un pool in ogni provincia per evitare il rischio crolli" ( da "Stampa, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della Commissione edilizia che al ministro Gelmini ha presentato una bozza di documento per snellire le procedure dopo l'emergenza dei crolli. Riccardo ha 19 anni e frequenta 5ª chimici del «Faccio». E comincia proprio dell'Itis: «In istituto stiamo preparando il tutoraggio: pomeriggi dedicati dai ragazzi più grandi agli studenti di prima, per aiutarli a finire o a fare i compiti.

india, la rivoluzione digitale arriva il computer a 10 dollari - federico rampini ( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nelle scuole pubbliche ogni giorno un insegnante su quattro non va neanche a lavorare; uno su due fa atto di presenza ma in realtà non insegna. Così dilagano le scuole private, anche nelle campagne povere i genitori fanno sacrifici enormi pur di pagare le rette degli istituti dove almeno gli insegnanti si presentano in aula.

"la mensa? forse non per tutti" - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Forse non per tutti" I dirigenti scolastici alle prese con un rebus della legge Gelmini Sarà garantita ai bambini del primo anno che scelgono il tempo pieno STEFANO PAROLA C´è un aspetto della legge Gelmini, e dei suoi regolamenti tuttora in corso di definizione, che inquieta i dirigenti scolastici delle elementari torinesi: la mensa.

studenti occupano via pianciani contro il convegno sulle foibe ( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: organizzata dalla Consulta provinciale degli studenti e in cui erano presenti i ministri Maria Stella Gelmini (Istruzione) e Giorgia Meloni (Gioventù). Gli studenti antifascisti si sono poi diretti alla sede della Consulta in via Emanuele Filiberto, dove hanno srotolato lo striscione «Nessuno spazio al fascismo nessuno spazio al revisionismo».

asili aperti anche ai clandestini - teresa monestiroli ( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il modello è quello della circolare Gelmini che vale per le scuole elementari. Questo mette a rischio la qualità del servizio». Contrario al nuovo orario anche il Pd, con il consigliere David Gentili che dice: «Siamo preoccupati, potrebbe essere messo in discussione l´ottimo modello portato avanti dalle scuole milanesi finora».

cinque in condotta, partenza soft ( da "Tirreno, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini I presidi concordi: «E' un messaggio per indurre i ragazzi a rispettare le regole, e impegnarsi di più» PISTOIA. Arrivano i cinque in condotta anche nelle scuole superiori pistoiesi. Grazie al nuovissimo decreto del ministro Gelmini, giunto sui tavoli dei presidi lo scorso 17 gennaio, gli insegnanti possono irrigidire i loro giudizi sugli studenti dando un voto da 1 a 10

frattini e chantal anche l'addio è a mezzo stampa - (segue dalla prima pagina) filippo ceccarelli ( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini ha festeggiato il compleanno in commissione. Da un po´ di tempo nell´aula di Montecitorio Paola Concia riceve occhiate assassine da una bella collega del centrodestra. L´onorevole Bocchino fa sempre irresistibili scherzi alle matricole.

Prof vecchie giovaniinsieme in aula ( da "Secolo XIX, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 08 del Ministro Gelmini. Molte le scuole del territorio ligure che collaborano con le proprie competenze a questo progetto formativo professionale fra Università e Scuola . L'esperienza svolta e la riflessione fatta a seguito dei progetti didattici nell'ambito del tirocinio, superano notevolmente la visione di una scuola da buttare via e tutta da riformare.

Ultima chiamata per i fondi ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha spiegato il ministro Maria Stella Gelmini –. La sfida è quella di riuscire a fare sistema, tra i vari ministeri ma anche con le regioni, i centri di ricerca e con le stesse imprese. è necessario pensare in grande e avere una visione di medio periodo, creando partnership e sinergie molto forti».

Foibe, convegno tra tensioni e polemiche ( da "Corriere della Sera" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini e il ministro della Gioventù Giorgia Meloni - «con 60 anni di ritardo siamo riusciti a togliere delle censure al diritto di un popolo a celebrare i suoi martiri» - e l'assessore alla Scuola Laura Marsilio. La destra, il Pdl in Campidoglio, protesta: «Una manifestazione da biasimare dice Federico Guidi - quella inscenata da alcuni studenti per l'

La Rete degli studenti apre lo sportello "sos debiti" ( da "Stampaweb, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con corsi atrofizzati, inutili e dequalificati e spesso ricorrendo a lezioni private a pagamento». La Rete annuncia allora che valuterà la possibilità di «ricorrere contro l?amministrazione» e che chiederà al ministro Gelmini di spiegare «come intende risolvere il problema dei corsi non fatti in questo quadrimestre».

Com'è lontana la Francia se non si studia più ( da "Stampaweb, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ribadendo lo schema applicativo della riforma Gelmini): «Le famiglie possono chiedere che il complessivo orario settimanale riservato all?insegnamento delle lingue comunitarie, per un totale di cinque ore, sia interamente riservato all?insegnamento della lingua inglese, compatibilmente con le disponibilità di organico (“

"La nostra scuola vivrà" ( da "Stampa, La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma non ancora approvati) dal ministro Gelmini, bensì dall'incertezza. A lanciare l'allarme, e a proporre soluzioni concrete, c'è una comunità intera, che gravita sulla frazione. «Portacomaro Stazione potrebbe avere la dignità di un paese - rivendica Pierino Trevisi, presidente della Circoscrizione - Ci sono tantissime famiglie e attività,

La carica dei mille agli istituti privati ( da "Stampa, La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «L'identità della scuola cattolica? Un progetto educativo con i valori cristiani - dice il preside Teresio Fraire -, il dialogo tra cultura e fede e l'importanza della comunità educativa: i docenti sono salesiani o scelti da noi, a differenza delle scuole pubbliche.

Università, ora il ministro Gelmini si scopre più"amata" ( da "Secolo XIX, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ora il ministro Gelmini si scopre più"amata" la riforma Marsonet, ex preside di Lettere: «Forse l'ostilità dei mesi scorsi era dettata anche da motivi di carattere ideologico» 05/02/2009 A POCO più di due mesi dalla manifestazione romana che aveva visto scendere in piazza centinaia di migliaia di studenti contro il decreto Gelmini,

scuola, l'incontro organizzato dal comitato ( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Il dissenso verso la "Riforma" Gelmini e i decreti attuativi infatti è ancora forte e vivo tra i comitati di genitori e insegnanti», fanno sapere dal comitato. E ancora: «I genitori lamentano mancanza d'informazione e gli addetti ai lavori sono costretti ad operare in condizioni incerte.

nessuno dà il 5 in condotta gli scrutini al fermi e polo ( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ognuna in modo diverso la proposta del ministro Gelmini di reintrodurre l'insufficienza in pagella alla voce "comportamento". In verità, se in buona parte degli istituti superiori d'Italia si sono registrati 5 a raffica, quella tra Cecina e Rosignano sembra essere un'isola felice. Perché nelle tre scuole superiori locali - Liceo Fermi, Istituto Marco Polo-Cattaneo e Isis Mattei -

voti, nessun 5 in condotta ( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: interpretato ognuna in modo diverso la proposta del ministro Gelmini di reintrodurre l'insufficienza in pagella alla voce "comportamento". In verità, se in buona parte degli istituti superiori d'Italia si sono registrati 5 a raffica, quella tra Cecina e Rosignano sembra essere un'isola felice. A Cecina nessun 5, per darlo bisogna vere collezionato oltre 15 giorni di sospensione.

l'università avvia i tagli addio a un corso su cinque ( da "Repubblica, La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: comincia ad applicare le disposizioni del decreto Gelmini. Il piano, che scatterà nel 2009-2010, è stato approvato dal Senato accademico e inviato al ministero dell´Università per il via libera. I corsi di laurea, che erano 184 nel 2007-2008, fra triennali o a ciclo unico (116) e specialistici (68), si riducono a 145: 63 triennali o a ciclo unico, 61 magistrali (gli ex specialistici)

iscrizioni a scuola, istruzioni per l'uso ( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rappresentanti di tante altre mamme e babbi, critiche verso la riforma Gelmini e che hanno dato vita ad un blog. L'indirizzo è genitoricarmignano.wordpress.com. La settimana scorsa aveva organizzato il primo incontro nella sala consiliare del palazzo comunale e la sala era piena: una partecipazione di cui ringraziano.

elementari e riforma, l'ultima debacle "perderanno il posto da 150 a 500 insegnanti" ( da "Repubblica, La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Viviano denuncia inoltre l´estensione "retroattiva" del maestro unico: «Non è vero, come aveva falsamente dichiarato il ministro Gelmini, che il maestro unico sarà solo nelle prossime prime classi della primaria, ma sarà esteso a tutte le classi, e anche alle medie salteranno le copresenze». (m.bo.)

Assemblee nelle scuole per il nuovo contratto ( da "Sicilia, La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Assemblee nelle scuole per il nuovo contratto Per la Flc Cgil, la riforma Gelmini è una «controriforma che non guarda al futuro del Paese». Lo sostiene il segretario provinciale Mimma Castronovo per la quale «occorrono scelte coraggiose e condivise che vadano nella direzione di un sistema formativo di qualità, inclusivo e per tutto l'arco della vita».

Scuola, Nervegna (Fi/PdL): "I buchi neri del prof.Balzani" ( da "Sestopotere.com" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: da un lato distruggere progressivamente la scuola pubblica in modo tale da "costringere" le famiglie a ricorrere alle private e dall'altro finanziare con i soldi del contribuente le scuole private, con la scusa della surrogazione di un servizio e della libertà di scelta”. “

Iscrizioni a scuola, è caosMancano certezze sugli orari ( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini non sono ancora in vigore e dunque non applicabili. Dubbi anche sugli organici 06/02/2009 ROMA. Iscrivere i figli a scuola? Per tanti genitori è come un «lancio di dadi». Molti istituti, infatti, non sono in grado di garantire al momento (il termine per presentare le domande scade il 28 febbraio) il modulo orario richiesto né sanno dare informazioni precise su laboratori

Scuola, nella giungladei voti in condotta ( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Abbiamo dato il 6 come segnale» benedetto montanaripreside Majorana 06/02/2009 L'ANNUNCIO gelmini su YOUTUBE 06/02/2009 IL MINISTRO Gelmini ha annunciato l'introduzione del voto di condotta sul proprio canale di You Tube, nel video "postato" all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=1u9emobl2-w&feature=channel 06/02/2009

Gli istitutiaspettanole regole ( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli istitutiaspettanole regole il testo nMA COSA dice il decreto Gelmini sul voto in condotta? Nel testo di legge non si specifica se il cinque in condotta faccia o no media. Il ministro ne ha parlato più volte, ma non lo ha "messo nero su bianco". Ed è questa l'indicazione che i dirigenti aspettavano nel successivo decreto attuativo.

scuole primarie, tagliati 39 maestri ( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 39 maestri Legge Gelmini: ecco le previsioni della Cgil per il prossimo anno In tutta la provincia sono 89 gli insegnanti che rischiano il posto LIVORNO. Dopo tanto parlare sull'eventuale sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli della Flc-

rischio tagli per 89 maestri ( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: eventuale sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli della Flc-Cgil livornese, al via del prossimo anno scolastico alle primarie (ex elementari) rischiano il posto in provincia da un minimo di 32 ad un massimo di 89 insegnanti.

"sorprendente che abbia parlato così ma il nostro paese deve cambiare" - anais ginori ( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di tanti spunti della riforma Gelmini, sono d´accordo sull´assegnazione del 7% dei fondi in base ai risultati della ricerca». Il nostro paese è bloccato, dice ancora Spogli. «è il problema eterno delle società in crisi. Nel caso dell´università, ci sono veti incrociati, professori baroni che hanno interessi a non cambiare.

non si possono fare comizi a scuola ( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il consigliere Tricarico contro il comitato anti-Gelmini CASTELFIORENTINO. Questa sera alle 21,30 al circolo del Pdl si terrà una conferenza sulla scuola. E' tempo di iscrizioni, il tema è attuale «e le famiglie hanno necessità di conoscere il disegno che sta nella legge Gelmini», spiegano gli organizzatori dell'incontro.

"il voto con i numeri? meglio i giudizi" - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
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Abstract: No alla legge Gelmini, non torniamo indietro" "In una riunione del collegio dei docenti abbiamo chiarito che non siamo d´accordo" TEA MAISTO Voti decimali o i classici giudizi: sufficiente, buono e ottimo? E´ tempo di pagelle nelle scuole elementari. Ma in questi giorni maestre e presidi hanno una difficoltà in più nel decidere la valutazione dei propri alunni:

"scriveremo ai genitori che una cifra non dice nulla" ( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
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Abstract: la protesta delle elementari romane contro la Riforma Gelmini, si deciderà nel prossimo collegio docenti come valutare i propri alunni nella pagella del primo quadrimestre. Ma un primo orientamento già c´è. Preside Simonetta Salacone, come pensate di regolarvi? «Indicheremo nella prima pagina della scheda un profilo dell´alunno in base alla partecipazione alla vita della classe,

Classi multietniche, è caos Proteste alla Pisacane ( da "Unita, L'" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno scritto i genitori alla Gelmini invitando anche gli altri di tutta Italia a "fare obiezione" - mentre il "Villaggio globale" organizzato lo scorso anno aveva moschee, minareti e donne in burqa mischiati ai pastori e ai re magi». Alla «Pisacane» su 133 alunni, 113 sono migranti (provenienti soprattutto dal Bangladesh).

Riforma della scuola: è di nuovo strappo tra Rete e Gelmini ( da "Unita, L'" del 06-02-2009)
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Abstract: è di nuovo strappo tra Rete e Gelmini L'incontro di ieri tra il ministro dell'Istruzione Gelmini e il Forum degli studenti «si è concluso ancora una volta con un risultato negativo». Lo riferisce la Rete, annunciando una nuova stagione di mobilitazioni per la «forte difficoltà che la scuola vive per le conseguenze dei tagli» e della «mancanza di dialogo sulle scelte cruciali»

al sant'orsola arriva brunetta "onda" e cgil si mobilitano - alessandro cori ( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
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Abstract: Alla presentazione del progetto doveva esserci anche il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini, obiettivo numero uno dell´Onda, ma da Roma, tranne sorprese dell´ultimo minuto, fanno sapere che non ci sarà. L´appuntamento dei lavoratori del policlinico è per le 14 davanti al padiglione nuove patologie. «Rimarremo lì finché non si faranno vedere», dice Giulio Tiberio.

bimbo disabile escluso dalla recita scuola denunciata dai genitori - francesca savino ( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: attraverso il loro avvocato hanno spedito una lettera al ministro Gelmini, alla direttrice dell´istituto scolastico e all´ufficio scolastico provinciale. E adesso non escludono di chiedere i danni, anche se la priorità, scrive il legale Luca Italiano, «è non la punizione ma la formazione di quanti sono preposti all´educazione, istruzione e integrazione scolastica dei nostri figli».

scuola primaria, 39 maestri a casa ( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: eventuale sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli della Flc-Cgil livornese, al via del prossimo anno scolastico alle primarie (ex elementari) rischiano il posto in città da un minimo di 15 a un massimo di 39 maestri.

no al voto in condotta ( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Vogliamo una scuola dove si possa imparare la vera educazione quella che serve per la vita, e non per essere il futuro tassello-schiavo di un sistema industriale. Per questo diciamo: No ad una scuola repressiva - No al voto in condotta - No ai continui tagli alla nostra educazione Per questo continuiamo a scendere in piazza e per questo 11 Febbraio saremo ancora a batterci

"troppi bimbi stranieri, via dalla scuola" - federica angeli ( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini. Non è questione di razzismo, secondo il Comitato �mamme per l´integrazione´ della scuola Pisacane, ma di «un´integrazione impossibile» e di «diritti negati ai propri figli». Come quello, tanto per fare un esempio, di fare e di vedere un presepe con Bambin Gesù invece di moschee, minareti e donne in burka mischiati ai pastori e ai Re Magi,

alunno disabile per lui niente recita ( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I suoi genitori si sono rivolti a un avvocato e hanno denunciato l´accaduto in una lettera al ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. Il dirigente dell´ufficio scolastico provinciale, Giovanni Lacoppola, ha inviato le scuse alla famiglia.

la sfilata raggiungerà poi piazza mazzini, vero e proprio epicentro dei festeggimenti. qui, ... ( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: galante è stato riservato anche alle colleghe Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. Fra i politici presi di mira ci sarà anche un ritorno eccellente: Giulio Andreotti (atteso in carne ed ossa anche ad una delle cinque sfilate: le altre quattro sono il 15, 22 e 24 febbraio e il 1º marzo), protagonista dopo tanti anni di assenza di una costruzione di prima categoria.

Giovani e violenza Ne parla Paragone ( da "Corriere della Sera" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sezione: Spettacoli TV - data: 2009-02-06 num: - pag: 62 categoria: BREVI Giovani e violenza Ne parla Paragone La noia giustifica la violenza? Che cosa manca ai giovani? Gianluigi Paragone (foto) ne parla con Mariastella Gelmini, Pina Picierno, Feltri, Sansonetti, Lidia Ravera, Sgarbi. Malpensa, Italia Raidue, ore 23.45

La preside coraggio del Parco Verde ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: novità della riforma Gelmini. Un racconto-inchiesta di Domenico Iannone che dall'hinterland napoletano raggiunge il modello formativo svedese, passando per i precari pendolari salernitani in viaggio su treni di discutibile efficienza o che, pur di non perdere il posto in graduatoria e rimanere disoccupati, finiscono «ostaggio» dei diplomifici prestando lavoro senza alcun compenso.

Lancio di uova, ragazza rischia un occhio ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quindi il presidente Giulio Attanasio ha scritto direttamente al premier Berlusconi e al ministro Gelmini chiedendo provocatoriamente «l'esercito» per le scuole napoletane. La preside del Galilei, Renata Gelmi, precisa che il fatto è accaduto ben fuori i cancelli dell'istituto ma pure chiede una «maggiore attenzione delle forze dell'ordine » nei pressi della scuola.

Scuola, Unicobas sciopero generale il 13 febbraio ( da "Stampaweb, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per la formazione degli organici con i criteri derivanti dai regolamenti attuativi della legge Gelmini. «Proprio in questi giorni - spiega il sindacato - i genitori della scuola elementare si stanno accorgendo che le promesse sul mantenimento del tempo pieno erano solo una farsa: lo stravolgimento dell?unitarietà e del valore didattico di quello che fu il tempo pieno e l?

Gli studenti dopo l'incontro con la Gelmini "Nessun risultato" ( da "Stampaweb, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e la Rete studenti «si è concluso ancora una volta con un risultato nettamente negativo». Lo afferma in una nota l?organizzazione giovanile, spiegando di aver «evidenziato - al ministro - la forte difficoltà che la scuola vive per le conseguenze dei tagli» e di aver «denunciato la permanenza della mancanza di dialogo sulle scelte cruciali nonostante le mobilitazioni autunnali»

"Non mandate i vostri figli in altre scuole" ( da "Stampa, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in una riunione hanno affrontato uno dei punti cruciali della riforma Gelmini. Le maestre scendono in campo e lanciano un appello: «Iscrivete a Prarostino i vostri figli». «L'obiettivo - spiega il sindaco, Mario Mauro - è di evitare che i residenti portino i propri figli in scuole di altri Comuni limitrofi, come San Secondo, Bricherasio o Pinerolo».

Neve sulla strada del Monginevro Anas blocca, scoppia la polemica ( da "Stampa, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: utilità della scuola elementare di Claviere: «Proprio pochi giorni fa ho scritto al ministro Gelmini per ricordare i rischi che l'eventuale accorpamento della nostra scuola con quella di Cesana comporterebbe: per un po' di neve, 12 bambini piccoli potrebbero restare bloccati per strada, lontani dalle famiglie, per ore o giornate». \

Scuola e Atenei Riparte la protesta contro i tagli Gelmini-Tremonti ( da "Unita, L'" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini-Tremonti Torna la protesta anti-Gelmini. «Torneremo a riempire le piazze il 27 febbraio. Ci siamo ancora», sottolinea l'Unione degli studenti che annunciando la mobilitazione nazionale. «Di nuovo in piazza perché - sottolineano gli studenti - non possiamo accettare l'idea per cui la Gelmini continui a demolire la scuola italiana nel silenzio generale e addirittura godendo

un modulo extra contro la gelmini ( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del tempo pieno nella scuola Un modulo extra contro la Gelmini Un modulo extra, da accompagnare a quello ufficiale che va presentato per iscrivere il proprio figlio alla scuola elementare o alle medie. è lo strumento con cui i genitori intendono lanciare un segnale all´Ufficio regionale scolastico: «Dobbiamo essere messi nella condizione di esprimere fino in fondo la nostra scelta»

"cappellini antisionisti per i bimbi della scuola pisacane" ( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le mamme, che già avevano segnalato al ministro Gelmini la presenza nella scuola di un presepe con figurine musulmane (donne in burqa al posto dei re Magi e minareto), hanno portato davanti alle telecamere i cappellini realizzati con i manifesti con l´appello al boicottaggio dei prodotti israeliani.

"cappellini antisionisti per i bimbi della pisacane" ( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini - la prima scuola pubblica d´Italia composta solo da stranieri». E proprio ieri è stato raggiunto un accordo che prevede una più equa distribuzione degli alunni stranieri nelle scuole elementari del VI Municipio. Tra le varie scuole della rete del Municipio sarà operato uno "scambio" di iscrizioni affinché ci sia un equilibrio tra bambini italiani e non italiani,

scuola, i mali della riforma gelmini ( da "Tirreno, Il" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i mali della riforma Gelmini L'associazione "Per La Sinistra" di S. Miniato ha organizzato una serata sulla scuola. Il prof. M. Baldacci ha tracciato le linee essenziali dei provvedimenti messi fin qui in atto. Ha invitato tutti con forza a prendersi cura e a non far cadere l'attenzione su un problema che investe la società nella sua completezza.

caos iscrizioni nella scuola adamo: c'è troppa confusione ( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro il decreto Gelmini. All´elementare di via Pisa, l´associazione di genitori e insegnanti Retescuole si è riunita per parlare «del rischio che il tempo pieno sia sacrificato dai tagli al personale». Marilena Adamo, senatrice Pd presente alla riunione, segnala un altro disagio: «Oggi le scuole dovrebbero comunicare al ministero quanti insegnanti serviranno il prossimo anno -

ELEZIONI IN SARDEGNA ( da "Corriere della Sera" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: it A CARNEVALE Lanci di uova Una studentessa a Napoli ferita a un occhio dal lancio di un uovo: lesione alla retina. Bene ha fatto una associazione per l'infanzia a chiedere di vietare la vendita di uova ai minorenni a Carnevale. è stata informata di questo episodio il ministro Gelmini: attendo nuovi provvedimenti anti bullismo. Romolo Ricapito, Bari

<Cappellini antisionisti ai bambini> ( da "Corriere della Sera" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno assicurato il loro aiuto promettedoci anche un incontro con il ministro Gelmini. Il nostro obiettivo è avere delle classi come tutti gli altri, invece i nostri figli sono due italiani su 20 stranieri». Da giorni l'assessore Laura Marsilio stava lavorando a un progetto per una più equa distribuzione dei ragazzi stranieri nella scuole del VI municipio.


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"Promesse, targhe e zero soldi Roma dimentica il Darwin" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

RIVOLIMANCANO 800 MILA EURO PER LA RISTRUTTURAZIONE "Promesse, targhe e zero soldi Roma dimentica il Darwin" All'appello del liceo Darwin di Rivoli lo Stato risulta assente. «Al di là di tante belle dichiarazioni e promesse - rimprovera Franco Audino, genitore del Consiglio d'istituto -, il ministro Maria Stella Gelmini non ha stanziato nulla». Insomma, genitori e studenti del liceo rivolese sono stupiti del silenzio dello Stato. «Provincia e Regione hanno fatto la loro parte - continua -, per garantire i fondi e i progetti per far partire i lavori nel liceo. Da Roma? Niente. Neanche una risposta ad una lettera inviata a dicembre alla Gelmini». Sebbene da un lato siano sono contenti perché i lavori di ristrutturazione del primo piano e del piano interrato siano partiti lunedì scorso, sono preoccupati per molte altre cose. Per mettere a norma l'edificio non bastano il milione e 850 mila euro di Provincia e Regione, servono ancora 800 mila euro. «Il nostro timore - confida Audino - è che presto cali l'attenzione sul problema». Per questo hanno in mente azioni per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. «Pensavamo a un corteo - dice il genitore - o meglio ancora a una giornata di lezioni in piazza. Anche docenti e preside soffrono per questa situazione». Ma invece di soldi, da Roma stanno per arrivare un murales e una targa in ricordo di Vito Scafidi, il diciassettenne morto schiacciato dal crollo del soffitto in classe, entrambi da mettere nella struttura sportiva del liceo. E questo li ha fatti solo indignare. «Certo, è una cosa bella - conclude il genitore -. Però, prima si deve pensare all'emergenza». La Provincia già replica. «Le soluzioni sono due - dice l'assessore Umberto D'Ottavio - o il ministero ci dà una mano e 800 mila euro oppure la cifra la dovremo stanziare noi. E questo significa togliere denari ad altre scuole».\

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Londra nazionalizzale scuole private in crisi (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Londra nazionalizzale scuole private in crisi sempre meno iscritti nei college a pagamento inglesi, che per salvarsi si affidano ai fondi governativi londra. Credevano di rimanere immuni ai venti di crisi, e invece le scuole private britanniche - in difficoltà come fortini assediati - stanno alzando una a una bandiera bianca. Problemi di natura economica: in primis i costi di gestione elevati, non più sostenibili coi chiari di luna attuali. E poi, manco a dirlo, un netto calo del numero di iscritti: molte famiglie inglesi, da sempre affascinate dal mito della scuola indipendente, quest'anno si sono fatte i conti in tasca e hanno deciso di iscrivere i propri figli nelle scuole pubbliche. Il sistema delle scuole private - nel Regno Unito come altrove - si basa in larga parte sulle rette pagate dalle famiglie degli studenti: e senza nuove leve il sistema crolla. Se a ciò si aggiunge che - mai come in precedenza - molti studenti hanno forzatamente "ripiegato" a metà percorso nelle scuole pubbliche per esigenze di bilancio familiare, il quadro è presto fatto. Come accaduto per alcune banche, il governo sta già provvedendo alla nazionalizzazione, concedendo agli istituti privati che ne faranno richiesta lo status di State Academy: una sorta via di mezzo tra la scuola pubblica e quella privata, che impone una serie di paletti indigesti a chi, da quelle parti vede come un'onta la (parziale) perdita della propria indipendenza. A cominciare dall'immediato stop ai test d'ingresso, uno dei principi-cardine delle private schools: d'altra parte ottenere fondi statali è davvero l'unico modo di mantenere almeno in auge il proprio nome, quel po' che rimane della tradizione. Le State Academy hanno però un altro vantaggio sulle scuole pubbliche, avendo la mano più libera sulle assunzioni del personale. Cinque sono per ora gli istituti che hanno già battuto cassa al governo: due si trovano a Bristol. Non un caso, se si pensa che in quella zona c'è la più alta concentrazione di istituti privati: e così anche nell'istruzione la concorrenza stritola chi non tiene il passo. E alla fine a tenere in piedi chi boccheggia è lo Stato: che più che salvare le scuole in sé, vuole evitare di lasciare a spasso gli studenti di istituti a rischio bancarotta ad anno scolastico in corso. Un'alternativa sono le fusioni: a breve se ne attendono di clamorose, comprese quelle tra istituti "rivali". «Lo scenario è inesplorato e i tempi durissimi, chissà cosa succederà», ha spiegato Tony Little, a capo dell'istituto di Eton. D'altronde una situazione così delicata non si registrava dal 1991, anno dell'ultima recessione in Gran Bretagna. «Qui non si tratta di politica di un istituto o di strategie - ha detto Anthony Seldon, preside del Wellington college -. Molto semplicemente non c'è margine di scelta». «Tira una brutta aria, e con l'andar del tempo saranno sempre di più le scuole che chiederanno una mano allo Stato pur di sopravvivere», ha concluso Seldon. Dio continui pure a salvare la regina, come dice l'inno britannico. Che a salvare le scuole ci pensa il governo Brown. Roberto Scarcella scarcella@ilsecoloxix.it 01/02/2009

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la scuola incontra i genitori (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Grosseto La scuola incontra i genitori GROSSETO. La direzione didattica del 4º circolo, nell'intento di agevolare i genitori a compiere una scelta consapevole per la scuola dei propri figli, organizza due giornate di "open day" durante le quali alcuni docenti illustreranno ai genitori stessi l'organizzazione didattica di ogni scuola (attività curricolari, laboratori). Organizza inoltre due giornate di presentazione del piano dell'offerta formativa e delle modifiche introdotte dalla riforma Gelmini. Le date. 3 febbraio dalle ore 10 alle ore 12: open day scuole dell'infanzia via Adige, via Adda, via Brigate Partigiane, via Mazzini, Rispescia, Spergolaia e scuola primaria Alberese. 4 febbraio dalle ore 10 alle ore 12: open day nelle scuole primarie di via Mascagni, via Scansanese, via Mazzini e anche a Rispescia. 5 febbraio alle ore 17,30 presso la direzione didattica di via Mascagni, presentazione ai genitori del piano dell'offerta formativa del circolo per la scuola primaria e delle modifiche introdotte dalla riforma del ministro Gelmini. 9 febbraio alle ore 17,30 presso la direzione didattica di via Mascagni, presentazione ai genitori del piano dell'offerta formativa del circolo per la scuola dell'infanzia e delle modifiche introdotte dalla riforma del ministro Gelmini.

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tempo di iscrizioni alle scuole primarie incontri coi genitori (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Montecatini Tempo di iscrizioni alle scuole primarie Incontri coi genitori MONTECATINI. Tempo di iscrizioni alla scuola primaria e, più che mai, tempo di cambiamenti alla luce del decreto Gelmini e della reintroduzione del maestro unico. La dirigente del circolo didattico di Montecatini, Paola Zecchi, ha programmato due incontri per la prossima settimana con l'obiettivo di presentare il Pof (piano offerta formativa, una sorta di carta di identità dell'istituto) ai genitori dei futuri alunni delle classi prime di quella che, tutti noi, continuiamo a chiamare "scuola elementare". Sì, perché certi appellativi sono duri a morire, entrati ormai nella memoria collettiva. Questo il calendario fissato: mercoledì 4 febbraio, alle 18, la direttrice ha invitato presso la "De Amicis" di via del Valsero i papà e le mamme degli alunni che frequenteranno le scuole a tempo pieno "De Amicis" e "Casciani". Giovedì 5, alla stessa ora, presso la scuola Don Facibeni, sarà il turno dei genitori degli scolari che hanno scelto una delle scuole tempo modulare, ovvero Pascoli, Don Facibeni, Fucini. Info e moduli di iscrizione: www.statale.montecatini-terme.scuolaeservizi.it.

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i ricercatori precari al ministro ci faccia partecipare al bando firb (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Pisa I ricercatori precari al ministro «Ci faccia partecipare al bando Firb» PISA. Una lettera appello al ministro Gelmini arriva dai rappresentanti dei ricercatori a tempo determinato della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, della Scuola Normale Superiore di Pisa e della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. I rappresentanti chiedono al ministro che i ricercatori a tempo determinato, attualmente esclusi da tale bando Firb "Futuro in Ricerca", possano parteciparvi e che, di conseguenza, la scadenza, attualmente fissata al 27 febbraio venga fatta slittare. «Signor Ministro - scrivono - ci rivolgiamo a lei in relazione all'imminente scadenza del Bando Firb "Futuro in Ricerca", ad oggi prevista per il 27 febbraio. Questo bando prevede due linee tematiche: la prima è dedicata a dottori di ricerca fino ai 32 anni, la seconda a "giovani docenti o ricercatori, di età non superiore a 38 anni, già strutturati". Da quanto si apprende, sarebbero esclusi dalla partecipazione i ricercatori a tempo determinato, figura presente negli atenei italiani da molti anni, istituzionalizzata con la legge 230/2005 e particolarmente valorizzata dai recenti provvedimenti approvati dal governo in materia universitaria». «Si tratta - prosegue la lettera - di molte centinaia di ricercatori, dipendenti universitari reclutati in base a valutazioni comparative con pubblicità degli atti all'interno degli atenei, i quali costituiscono per molti aspetti la figura più vicina a quella del docente-ricercatore universitario di ruolo, con formali responsabilità di attività didattiche integrative, attività di supervisione di studenti, coordinamento di gruppi di ricerca e responsabilità scientifica e gestionale in progetti nazionali ed internazionali». «Potrebbe quindi essere opportuno allargare ai ricercatori universitari a tempo determinato, oltre ai docenti-ricercatori "strutturati", la responsabilità nella "Linea d'intervento 2 del bando", responsabilità che attualmente loro è preclusa escludendo brillanti giovani studiosi italiani, già con significativa esperienza. Le chiediamo inoltre se l'esclusione, ancorché non formalizzata, dei ricercatori universitari a tempo determinato dai Firb "Linea 2", sia giustificabile dal ministero alla luce dell'incertezza in ambito legislativo della posizione dei ricercatori a tempo determinato, a volte considerati come personale in organico e quindi strutturati, talvolta come non strutturati». «A nostro avviso - sottolineano i rappresentanti dei ricercatori a tempo determinato - o i ricercatori a tempo determinato possono essere considerati "strutturati" - e quindi ammissibili alla partecipazione al Bando Firb "Linea d'intervento 2", in qualità di responsabili di progetto o di unità di ricerca - oppure è compito del ministero divulgare una chiara definizione del concetto di "personale strutturato" che ne motivi l'esclusione». «In conclusione, signor ministro, le rivolgiamo due richieste - dicono i rappresentanti dei ricercatori -: innanzitutto di emanare una nota illustrativa relativa al bando Firb "Futuro in ricerca" che ammetta esplicitamente i ricercatori universitari a tempo determinato al ruolo di coordinatori di unità di ricerca locali e responsabili nazionali di progetti Firb per la "Linea di intervento 2"; conseguentemente, di prevedere in essa una proroga dei termini di presentazione dei progetti Firb, consentendo così effettivamente ai ricercatori universitari a tempo determinato neo-ammessi alla partecipazione di elaborare progetti opportunamente coordinati con altre unità a livello nazionale e di rilevanza adeguata all'importante occasione di ricerca che il bando offre».

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un camper per difendere il tempo pieno - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bologna Un camper per difendere il tempo pieno Dal giorno di San Valentino tour di genitori e maestri davanti alle scuole Affollata assemblea al cinema Perla. Bambini nell´atrio con gli animatori ILARIA VENTURI PARTIRANNO, genitori e maestri, da piazza Nettuno il giorno di San Valentino. In camper. Per girare in tutte le elementari e medie di Bologna e nelle piazze dei comuni della Provincia nei giorni delle iscrizioni a scuola. A difesa del tempo pieno cancellato dal ministro Gelmini e di una scuola statale di qualità. Per farlo distribuiranno materiale informativo e dei moduli aggiuntivi per iscrivere alle classi prime o confermare alle classi successive i figli. In questi fogli, che i genitori dovranno consegnare insieme al modulo distribuito nelle segreterie delle scuole, viene ribadita la richiesta del tempo pieno o del modello a «modulo» così come esiste già. Ovvero, nel caso del tempo pieno, 40 ore, con due insegnanti contitolari, specializzati per aree disciplinari, che per quattro ore a settimana insegnano insieme nella stessa classe (le cosiddette «compresenze» che l´ultimo regolamento ministeriale elimina) per permettere i recuperi, i laboratori, le uscite didattiche, il teatro. Una volta raccolti i moduli «alternativi» il camper andrà a Roma, riunendosi in una manifestazione nazionale con le scuole di altre città, a consegnare le richieste delle famiglie al Ministero all´istruzione. La scelta della data per la partenza del camper non è stata casuale. Quel giorno apriranno le iscrizioni ed è pure la festa dei fidanzati. «Sarà il nostro atto di amore per la scuola pubblica», spiegano genitori e insegnanti. L´iniziativa è stata lanciata venerdì sera al cinema Perla. Tutto esaurito in sala, gente in piedi, bambini nell´atrio con gli animatori. «Faremo vedere cosa veramente i genitori vogliono», spiega la maestra Fiorella, a nome dell´Assemblea delle scuole, dal palco davanti a più di cinquecento persone. «Vogliamo che le famiglie, anche chi ha già i figli alle elementari, siano informate sulle possibilità che hanno per contrastare una riforma che non garantisce più il tempo pieno». Tutto è legato alla partita degli organici: i tagli peseranno sulla scelta del modello di scuola, che sarà garantito solo in base alle disponibilità di cattedre. Ma genitori e maestri, quelli della Notte bianca, delle occupazioni e delle manifestazioni in piazza - con la Moratti, Fioroni, la Gelmini - non si danno per vinti. Una delegazione incontrerà giovedì prossimo il direttore scolastico regionale Luigi Catalano. Domani (ore 17.30) al Baraccano c´è un incontro sulla scuola del Pd con Andrea De Maria, Mariangela Bastico, Albertina Soliani e il candidato sindaco Delbono. Durante la serata al cinema di porta San Donato il preside della facoltà di Scienze della formazione Luigi Guerra, dopo il film documentario «Una scuola con i fiocchi» che ha raccolto voci e volti della protesta, ha smascherato le «bugie» del ministro Gelmini. A partire dai luoghi comuni più resistenti: «Non è vero che spendiamo di più in istruzione, è il contrario; non è vero che gli insegnanti sono troppi: sono ventimila in meno a fronte di duecentomila studenti in più. Inoltre noi, per fortuna, abbiamo nelle scuole i bambini disabili; in Germania, dove questa integrazione non esiste, gli insegnanti di sostegno sono pagati dal Ministero alla sanità». Applausi. E commozione dopo la lettura dell´attrice Elena Guidotti del monologo di Mario Ambel dedicato a Jannacci e Gaber «Qualcuno mette i voti». E qualcuno continua a non farlo. SEGUE A PAGINA V

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studenti contestano la gelmini a galatina (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari Studenti contestano la Gelmini a Galatina Piccoli gruppi di studenti hanno contestato a distanza il ministro dell´Istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini, all´esterno dell´Istituto tecnico commerciale ?Laporta´ di Galatina dove è stato inaugurato un centro di eccellenza in collaborazione con la Microsoft Italia. «Rispetto queste posizioni - ha detto Gelmini - ma vado avanti convinta che la scuola sia l´investimento più grande che possiamo fare».

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meglio scegliere le 40 ore (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Prato «Meglio scegliere le 40 ore» Riforma Gelmini: i consigli del comitato genitori CARMIGNANO. Il primo consiglio è quello di privilegiare la scelta delle quaranta ore settimanali, perché solo se ci saranno tante richieste sarà più facile garantire il tempo pieno e dunque classi con più insegnanti. In ogni caso comunque indicare una sola scelta, anziché un ventaglio di priorità, per evitare che altri scelgano al vostro posto. Sono alcuni dei "consigli" che sono stati dati mercoledì sera, nel primo incontro organizzato dal comitato dei genitori di Carmignano per saperne di più sulla riforma Gelmini e su quello che accadrà a scuola da settembre. E visto che la sala consiliare del palazzo comunale era davvero gremita, una presenza di cui gli organizzatori ringraziano, le quattro volenterose mamme che hanno dato vita anche ad un blog, genitoricarmignano.wordpress.com - mamme che hanno criticato la riforma Gelmini, ma "che in questo caso vogliono solo fare informazione" precisano - hanno deciso di proseguire: dopo Carmignano organizzeranno infatti incontri anche nelle altre frazioni mentre in palazzo comunale, la mattina in giorni ancora da definire, gestiranno un punto di informazione rivolto a quanti devono iscrivere i figli a scuola (c'è tempo fino alla fine del mese) e sono perplessi. Qualcosa comunque è già chiara. La materna non subirà grandi sconvolgimenti: se insegnanti e posti saranno sufficienti, potranno addirittura iscriversi anche i bambini di due anni e mezzo. La "rivoluzione" sarà invece alle elementari. Scompariranno, per chi si iscrive adesso, le compresenze: ovvero quelle tre ore a settimana in cui due insegnanti si sovrapponevano, utili per "recuperare" i bambini più in difficoltà e rimasti indietro, essenziali nelle uscite didattiche ma anche nelle ore di informatica, almeno in quelle scuole che non hanno aule attrezzate per quindici o venti bambini e gli alunni si devono quindi alternare nella stanza dei computer. Restano teoricamente le 27 e 30 ore settimanali, i vecchi moduli. Ma potrebbero non esserci più i due o tre rientri pomeridiani (le ore di mensa non sono infatti comprese) e comunque, come per le 24 ore a settimana, ci sarà un solo insegnante per classe. Rimangono invece due gli insegnanti per chi opterà per il tempo pieno di 40 ore: una alla mattina e uno alla sera, senza più ore in comune. Ma è chiaro che la possibilità di garantirlo a tutti dipenderà dagli organici che saranno assegnati dal Ministero. W.F.

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quelli che puntano sul cinese - enrico bonerandi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 36 - Cronaca Quelli che puntano sul cinese Nuovi orizzonti la società Per la prima volta nella storia della scuola italiana agli esami di maturità gli studenti dei licei linguistici affronteranno una prova scritta di mandarino Un risultato del boom che stanno conoscendo i corsi, pubblici e privati, di questa lingua. Nella convinzione che sia un passaporto per fare carriera e cambiare vita ENRICO BONERANDI MILANO Se ne sono accorti tutti quando il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, nel comunicare via You Tube la scorsa settimana le materie d´esame per le maturità, ha ammesso per la prima volta il cinese come prova scritta per i licei linguistici. Pur in pesante ritardo rispetto ad altri paesi, lo studio della lingua cinese in Italia è in pieno boom. E se nel 2009 saranno ancora pochini gli studenti alle prese con gli ideogrammi alla maturità (una dozzina forse al Manzoni di Milano e al Pigafetta di Vicenza, dove comunque lo studio del cinese nelle quinte è soltanto a livello di "terza lingua"), in un futuro prossimo verranno a maturarsi studenti che hanno scelto l´opzione curriculare per la durata di cinque anni. E così i tre licei d´avanguardia - oltre a Manzoni e Pigafetta, il Deledda di Genova - cominceranno a sfornare ragazzi (soprattutto ragazze) che la «lingua del futuro» la masticheranno con qualche dimestichezza. Entriamo in una seconda del Manzoni, banchi disposti a ferro di cavallo attorno alla cattedra. Perché avete scelto il cinese? Risponde Lucrezia: «è una cosa nuova. La Cina si sviluppa economicamente e qui ci sono tanti di loro». Però come lavoro sogna di fare la regista a Hollywood. Anche Federico tiene d´occhio la crescita economica, ma in mente ha di studiare psicologia o giornalismo. Ci sono tre studentesse con tratti somatici orientali, molto più concrete dei loro compagni. Claudine è stata convinta ad affrontare il cinese dalla mamma, che è di Singapore, e vuol fare l´avvocato di diritto internazionale. Sofia è di madre giapponese e, contro il parere di mamma, ha deciso di studiare il cinese «perché le due lingue hanno la stessa matrice» (e vuol diventare interprete simultanea). Xiao Feng: «Sono cresciuta in Italia e ormai non parlo più mandarino. Ho provato qualche corso privato, ma mi facevano solo perdere tempo e soldi. Così mi sono iscritta qui». Cosa farai da grande? «Voglio tornare a vivere in Cina». Se gli si chiede se lo studio è difficile, quelli della seconda A rispondono in coro: «Bestiale!». Uno per tutti: «Ci vuole costanza. Se non stai sempre in pari, non capisci più niente». Qualche ragazza alza gli occhi al cielo: «Sembrava così bello all´inizio...». La professoressa di cinese, Claudia Ambrosini, smonta un po´ le motivazioni della scolaresca: «Sì, va bene, la Cina è una potenza economica e conoscerne la lingua può aprire molte strade, ma questo è il parere dei genitori. Per i ragazzi vale di più la sensibilità new age, il gusto esotico. Per dirla con loro, studiare cinese è figo. Poi si accorgono che non è una passeggiata e boccheggiano. Ma non è nemmeno la fine del mondo. è vero che ci vuole memoria, soprattutto visiva, ma un adolescente ce la fa benissimo. Cinque anni sono il minimo per impadronirsi dei fondamenti e non bisogna smettere mai di studiare». Insomma, è dura. A livello universitario, nei quattro atenei di Milano, Roma, Napoli e Venezia che hanno facoltà e corsi di lingua - ma si stanno affacciando anche realtà minori, come Firenze, Torino, Pesaro e Como - gli studenti di cinese sono intorno a cinquemila. Il consorzio Almalaurea ha verificato che 1.257 laureati nei curricula sostengono di conoscere bene questa lingua. Che si è affermata a spese soprattutto del giapponese, da quando l´economia nipponica ha avuto una curva discendente. L´indice di abbandono è però abbastanza alto: «Almeno un quarto dopo qualche mese rinuncia. Quelli più anziani, che si sono avvicinati al cinese per pura curiosità, non reggono allo sforzo iniziale - ammette Luigi Stirpe, docente all´Isiao, l´Istituto per l´Africa e l´Oriente di Roma -. è un bene che lo studio sia avviato fin dal liceo, perché i risultati arrivano, ma solo dopo qualche anno». Piero Conti, industriale di Stradella, provincia di Pavia, in tutto ha preso una quarantina di ore di lezione. Ha un´azienda petrolchimica, l´Itm, e cura un gruppo di fitness e kung-fu in Europa, l´Evtf. «In Cina vado venti volte all´anno. Non conoscere la lingua era un handicap. Allora ho fatto un corso, ma potevo seguire poco per i miei impegni». E allora? «I cinesi sono molto orgogliosi. Se capiscono che ti interessi alla loro lingua, che ci provi, ti fanno salire nelle quotazioni. I convenevoli e un minimo di dialogo ora li so condurre. Nelle trattative intuisco le loro conversazioni, al di là dell´interprete. Una parola qui, una parola là. Se ti stanno fregando te ne accorgi. Il concetto chiave è guanxi, relazione. Devi metterti in relazione con loro, entrare nel gruppo, far parte della famiglia». E adesso come va il guanxi? «Molto meglio. A loro non piacciono gli imprenditori in cerca dell´affarone per poi scappare via. Vogliono un rapporto continuativo. Se quello è il tuo obbiettivo, la lingua la devi conoscere. E se ti mancano tutte le parole, ti aiuti coi gesti. Loro apprezzano, comunque». Alessandra Lavagnino, docente ordinario alla Facoltà di mediazione linguistica e culturale della Statale di Milano, ex-addetta stampa dell´ambasciata italiana a Pechino, non è d´accordo: «Sono stereotipi che lasciano il tempo che trovano. Mica sono stupidi i cinesi. Ti devi avvicinare con umiltà alla loro cultura, perché i loro manager sono molto preparati. Devi studiare parecchio, fare stage in Cina. Così si possono aprire prospettive di lavoro molto interessanti. Alcuni nostri allievi trovano lavoro ancor prima di aver concluso gli studi». Come è accaduto a Martina Pistarà, ventisei anni, di Alessandria. Ha cominciato a studiare cinese per passione culturale, ma è stata presto assunta da un´azienda italiana di abbigliamento. Dopo un anno, è passata a un altro settore, quello della gioielleria. «Ma da studentessa già lavoravo come mediatrice culturale nelle scuole. Il mio sogno è di trasferirmi stabilmente in Cina, e prima o poi ci riuscirò». «Non sono tutte rose e fiori - avverte Stefano Bona, trentadue anni -. In Cina incontro tanti italiani che si mantengono a stento, in attesa della buona occasione». Stefano ha studiato scienze politiche, una serie di conferenze di una docente affascinante come Enrica Collotti l´ha convinto a imparare il cinese. Cinque anni fa l´assunzione in una media impresa meccanica che ha una fabbrica a Suzhou e il colpo di fulmine con una ragazza di Shanghai, ora sua moglie («ma fra noi parliamo inglese. Il cinese mi serve con i suoceri»). Luci e ombre. Sacrifici. Ma poi grandi opportunità da prendere al volo. Un recente articolo dell´Herald Tribune segnala che molte aziende cinesi sono alla ricerca di manager internazionali, purché parlino la lingua con fluidità. «Quelli ai quali l´Italia va stretta, è alla Cina che devono guardare. Oltretutto, oggi laggiù la vita è molto divertente», assicura Alessandra Lavagnino. Attenzione però ai facili entusiasmi. I corsi universitari sono lunghi e impegnativi. Scuole più abbordabili ne esistono: qualche decina solo a Milano, in tutta Italia superano il centinaio. Non sempre di grande livello. Professori madrelingua, ma con scarsa esperienza didattica. Ci sono anche corsi in internet, che servono più che altro come supporto. Il vero obbiettivo, la luce che fa risplendere i curricula, è però lo Hsk (hanyu shuiping kaoshi), una sorta di proficiency riconosciuto dal governo cinese, che misura in tre categorie il grado di conoscenza della lingua. No Hsk, no party. E gli esami sono severissimi.

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veltroni-d'alema e cosimi-lamberti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Livorno Veltroni-D'Alema e Cosimi-Lamberti Le contrapposizioni personali danneggiano il partito democratico Nel marzo 2008 Veltroni espone ai livornesi il programma del Partito Democratico. E' interrotto da scroscianti applausi, specialmente quando affronta il tasto del rinnovamento: più spazio ai giovani e alle donne, disse. Ma le delusioni non tardarono a venire. E su scala locale? Le cose non è che vadano meglio. Pci, Pds, Ds, Pd: il gregge (di cui faccio parte) segue tutti i cambiamenti "per il bene del partito", così viene detto. Ma il nostro pascolare non è servito a niente, gli accaparratori di poltrone, da oltre 35 anni padroni del campo, hanno portato i partiti della sinistra al massacro e non è ancora finita. Si pensi alla lunga guerra a mezzo stampa tra l'ex sindaco Lamberti e il sindaco Cosimi. Lamberti, finito il suo mandato, è stato (a mio parere) ingiustamente trombato. Ma sbaglia quando (come D'Alema) costituisce una sua associazione politico culturale: dentro "Confronto" c'è un po' tutto, non manca quella "minima" parte di personaggi (sinistra o destra l'impasto è il solito) in cerca di fortuna. Alle elezioni amministrative, pur sapendo che è utopia, mi piacerebbe si candidasse a sindaco, un personaggio di sinistra, uomo o donna che sia, al di fuori dei giochi, che componga una giunta senza inciuci. Marco Ruggeri, segretario Pd, timidamente ripropone Cosimi: ma le battaglie politiche vanno fatte con le unghie e con i denti, altrimenti inutile farle. Il gossip indica in lizza Gianfranco Lamberti (per 12 anni sindaco di Livorno e altri anni tra capogruppo e assessore, nella cui lista le indiscrezioni del Tirreno mettono Guastalla); Sergio Landi (ex segretario Pci anni 80, ex presidente Usl e ora dirigente di Libertà Uguale e consigliere dell'aeroporto di Pisa), poi Cannito (Città diversa, verdi e Sinistra critica). Se questo è il rinnovamento, nell'attesa di un cambiamento vero, meglio tenersi Cosimi. Comunque, bisogna aprire gli occhi su un fatto: le ex sezioni Pci, una volta in continuo movimento, sono diventate circoli vuoti esistenti solo sulla carta. Manca l'idealità, la voglia di lottare, l'altruismo e la solidarietà. E pensare che due anni fa io e altri amici consegnammo 422 nominativi di nuovi iscritti al Pd di cui moltissimi giovani. Inutile, invece di festeggiare nella nostra federazione trovarono un muro: temevano che i nuovi entrati incidessero sugli equilibri di certo non politici. Eppure questi giovani dirigenti, a cominciare dall'ex segretaria dell'Unione comunale, dovevano dare una svolta politica nel senso del rinnovamento. Bel mi' Berlinguer, quanto fiato hai sprecato! Dopo novanta giorni di silenzio, in accordo con i "rifiutati", i soldi riavuti dalla federazione vennero donati alle Cure Palliative di Livorno. C'è necessità di affrontare la grave crisi mondiale mobilitando ideali e valori come voleva Enrico Berlinguer; si spiega così il successo di Obama. Basta piangerci addosso, bisogna reagire. Suvvia, compagni ed amici del Pd e della sinistra tutta, fatevi coraggio. Uscite dalle tane e dai salotti bene, ritornate tra la gente, affrontate i problemi veri concreti del popolo. I decreti Gelmini, hanno messo in moto una marea di giovani. Questi giovani sono irruenti ma puliti dentro, confondiamoci con loro. Male che vada, avremmo l'opportunità di respirare un sorso d'aria pura. Umberto Vivaldi

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battisti in brasile (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Attualità BATTISTI IN BRASILE BATTISTI IN BRASILE Andiamo a prenderlo come faceva Israele Cesare Battisti è un terrorista che in Italia è stato condannato a quattro 4 ergastoli, si è rifugiato prima in Francia, poi è scappato in Brasile dove ha chiesto asilo politico; alla richiesta dell'estradizione del governo italiano come delinquente comune quale è il governo di Brasilia ha risposto un no secco. L'Italia dovrebbe fare come è stato fatto dai servizzi speciali israeliani nei confronti dei capi SS sfuggiti al processo di Norinberga che li catturavano nelle varie nazioni sud e cento americane riportandoli in Israele per processarli. Vinicio Pinelli Livorno IL LIBRO DI PERA Quel manifesto dei teocon nostrani Il senatore Marcello Pera, esimio filosofo conosciuto come strenuo oppositore del meticciato, negli ultimi tempi era molto occupato nella sua ultima fatica: il libro "Perché dobbiamo dirci cristiani", cosicché un meticcio americano ne ha approfittato per diventare presidente degli Stati Uniti. Mai distrarsi, visto cosa può succedere? In compenso Pera si è rimediato, col suo lavoro, i complimenti del Papa, che, con una lettera recensione-riassunto facilmente rintracciabile su Internet, ne sottoscrive le tesi. Letta la lettera del Papa ci possiamo risparmiare di comprare il libro, perché la lettera è assolutamente esaustiva del Pera pensiero. Ne viene fuori il manifesto dei cosiddetti "teocon" nostrani che pretende di imporsi come manifesto di una Chiesa neoconservatrice e integralista, che rifiuta persino il dialogo interreligioso, rifiuta la multiculturalità ed è contro un'Europa cosmopolita. Giovan Sergio Benedetti Lucca UN'ALTRA BUFALA "5" in condotta? Impossibile Si è molto parlato della norma che prevede che il voto nel comportamento faccia media nella valutazione finale, e che lo studente che non raggiunga la sufficienza venga bocciato. In realtà le norme applicative rendono l'insufficienza in comportamento praticamente impossibile. Infatti, il recente decreto afferma che sarà possibile assegnare il 5 in condotta esclusivamente in presenza di comportamenti tanto gravi da prevedere una sospensione superiore ai quindici giorni. Ora si consideri che un simile provvedimento disciplinare è ammesso solo per "reati che violino la dignità e il rispetto della persona (ad es. violenza privata, minaccia, percosse, reati di natura sessuale etc.), oppure deve esservi una concreta situazione di pericolo (ad es. incendio o allagamento)". Quindi nessuno studente che non abbia accoltellato il compagno o dato fuoco alla scuola avrà un'insufficienza nel comportamento. Questa norma costituisce l'ultimo inutile inapplicabile provvedimento che, grazie a roboanti dichiarazioni, dovrebbe distogliere l'attenzione dalla sostanza della cosiddetta riforma Gelmini: un'infinita serie di tagli scriteriati. Marta Rapezzi Livorno

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<Beccalossi per il Broletto> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2009-02-01 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE La Russa «Beccalossi per il Broletto» MILANO — Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sgombra il campo da eventuali equivoci sul candidato del Pdl alle provinciali di Brescia: «Brescia — dice — non è della Lega, è del Pdl». A Brescia, dove si voterà per la Provincia, la candidatura è contesa tra An (che ha proposto Viviana Beccalossi) e quell'area di Forza Italia che gravita intorno al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Ma anche la Lega pare si sia fatta avanti. Proprio per questo ieri La Russa ha precisato che la Leonessa d'Italia «è del Pdl». Per il via libera a Viviana Beccalossi (nella foto con La Russa), tuttavia, occorrerà attendere l'esito di una trattativa a livello regionale e nella quale entrano le candidature di tutti gli enti lombardi chiamati alle urne il prossimo giugno. An, ad esempio, ha avanzato anche la candidatura dell'indipendente Oreste Perri a sindaco di Cremona, il Carroccio sembra interessato a proporre un suo uomo per le province di Bergamo e Cremona, mentre a Forza Italia dovrebbero essere attributi i candidati sindaci di Pavia e Bergamo.

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Stranieri in classe Il tetto arriva dal Pd (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 01-02-2009)

Argomenti: Scuola

VICENZA Mai più di trenta stranieri ogni cento alunni; o anche, mai più di tre ogni dieci. La svolta delle quote calcolate, fissate e inderogabili per la scuola elementare non viene dalla Lega ma da una giunta di centrosinistra che si appoggia, per la sua decisione, al decreto Gelmini. E? Vicenza - sindaco Achille Variati, Pd - a fare da apripista su una questione spinosa, che si ripropone ogni anno quando alle elementari e alle medie le prime classi vengono formate e i genitori italiani spesso finiscono in prima pagina con le loro proteste per l?elevato numero di bimbi stranieri in alcune sezioni. Vicenza il problema lo ha affrontato proprio guardando a quanto accaduto lo scorso settembre; l?assessore alla Pubblica Istruzione Alessandra Moretti (che è anche vice di Variati, e avvocato) ha riunito intorno a un tavolo i dirigenti scolastici degli istituti di Vicenza e l?Ufficio scolastico provinciale. Ha messo al lavoro l?ufficio anagrafe, ha scoperto che il prossimo settembre in 49 prime elementari di 23 scuole, entreranno 1.045 bambini. E ha messo nero su bianco un provvedimento che ha raccolto il plauso del dirigente scolastico provinciale Carmela Palumbo. «E? chiaramente un provvedimento pensato a tutela dei bambini - spiega l?assessore Moretti -. Puntiamo a favorire l?integrazione, a non creare classi, o peggio ancora scuole ghetto». Vicenza ha un numero elevato di stranieri residenti; moltissimi sono i filippini, ma non c?è Paese che non sia rappresentato. «Abbiamo notato che le famiglie straniere tendevano a puntare su una sola scuola: c?erano classi con un numero esagerato di bimbi stranieri, ma allora come è possibile parlare di vera integrazione? Finivano per stare sempre tra di loro». Doppio il criterio che sarà seguito: praticamente, torna il vecchio stradario e i bambini dovranno essere iscritti nella scuola più vicina a casa. Se poi in quella scuola la quota degli stranieri supererà il 30 per cento, saranno loro a dover cambiare scuola «sempre in accordo con le famiglie e con i dirigenti scolastici», per andare a fare media nella scuola più vicina a quella che gli spettava, ma che ha già raggiunto il tetto. Nel 2010, il provvedimento potrebbe essere esteso e toccare, con diverse percentuali, anche i bambini rom. Non solo: se funzionerà - e né Variati né Moretti lo dubitano - sarà applicato anche alle prime classi delle scuole medie. Sul provvedimento, e sui consensi che riscuote, insorge la Lega veneta e in particolare finisce per essere chiamato in causa Gianpaolo Vallardi, già sindaco di Chiarano in provincia di Treviso e oggi senatore. Da primo cittadino, nel 2007, aveva proposto la stessa cosa: un tetto del 30 per cento nelle iscrizioni dei bimbi stranieri. Il Pd si era alzato in piedi compatto e aveva abbandonato l?aula gridando «è illegale». «Dalla sicurezza al federalismo, passando per l?immigrazione, questi sono sempre all?inseguimento - commenta oggi - ma non importa, va benissimo. Quel che conta è che alla fine su questi temi ci sia convergenza». Per lo stesso direttore regionale Palumbo, quella della Lega era «un?idea di contenuto politico, non fattibile», mentre oggi approva e sottoscrive. «Perché non c?è niente in comune - assicurano da Vicenza -. Loro volevano classi ponte, isolamento. Noi pensiamo solo all?integrazione, ai vantaggi per gli alunni e a una nuova idea di scuola».

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La promessa dell'Onda al Rettore "Pronti a bloccare l'inaugurazione" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITÀ OGGI LA CERIMONIA PER IL NUOVO ANNO ACCADEMICO La promessa dell'Onda al Rettore "Pronti a bloccare l'inaugurazione" I ragazzi dell'Onda hanno già coniato lo slogan. «Il Magnifico blocco dell'inaugurazione del (d)anno accademico». E anche la parola d'ordine: «Fermiamo la cerimonia, diffondiamo la coscienza». Di fronte alle magagne dell'Università, dicono, «non c'è niente da inaugurare o da festeggiare». E così stamattina si piazzeranno davanti al Rettorato di via Po contestando la scelta del Rettore di nno cancellare l'inaugurazione. L'assemblea No Gelmini aveva chiesto un gesto politico per sottolineare il dissenso rispetto al nuovo assetto del sistema universitario. Richiesta respinta al mittente. Ecco il perché della mobilitazione di oggi. Gli studenti si riuniranno a Palazzo Nuovo, e da lì marceranno fino al Rettorato. «Sarà una manifestazione di dissenso pacifico. Non cerchiamo scontri, vogliamo solo affermare la nostra contrarietà». L'accusa è netta: aver confermato la cerimonia è «una decisione assurda di un Rettore tutto intento a salvaguardare l'immagine del suo operato, mentre l'Ateneo scopre di dover procedere a pesanti tagli ai dipartimenti e alla didattica». Il vertice dell'Università replica: «I tagli preoccupano anche noi, e condividiamo il dissenso verso la riforma», ha spiegato Pelizzetti nei giorni scorsi. Aggiungendo: «Impedire l'ingresso alla cerimonia mi pare una scelta di discutibile democrazia Il Senato Accademico ha deciso di tenere lo stesso l'inaugurazione dell'anno accademico: non è un momento di festa, ma un appuntamento istituzionale importante per la città e per le quasi 100mila che ruotano attorno all'università. Per questo la cerimonia si terrà, ma nel modo più laico e sobrio possibile». \

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i presidi bocciano sms e voti online (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

di Chiara Castaldi I presidi bocciano sms e voti online «Non è vero che la tecnologia agevola il rapporto con le famiglie» Di Pietro: «Abbiamo già i software per mettere in rete le pagelle, ma non lo riteniamo giusto» Franceschi: «Vogliamo parlarci con i genitori» CECINA. Assenze comunicate via sms e pagelle on line? La ricetta Brunetta-Gelmini contro la dispersione scolastica è accolta tiepidamente dai dirigenti degli istituti cecinesi che difendono i sistemi tradizionali, ritenuti più efficaci nel coinvolgere le famiglie. Non si oppongono, ma sono convinti che la tecnologia non giovi ai rapporti scuola-famiglia, rischiando addirittura di sortire l'effetto contrario alle intenzioni del governo, rendendoli più "distaccati". «E' un modo freddo di comunicare - dice Luigi di Pietro alla guida del Marco Polo-Cattaneo». Qui, e anche al Fermi, secondo quanto dichiarano entrambi i dirigenti, in realtà i software utilizzati sono già predisposti per la messa on line delle pagelle: non attivare il servizio sarebbe stato intenzionale. «Da tre-quattro anni - afferma Giuseppe Franceschi, preside del liceo Fermi - facciamo lo scrutinio elettronico, cioè le pagelle vengono compilate al computer e poi stampate. Dal punto di vista tecnico, metterle on line sarebbe semplice: basterebbe disporre una password e il gioco sarebbe fatto». Ma non è stato fatto. «Non farlo è stata una scelta - dice - che ha un valore pedagogico, perché favorisce la partecipazione delle famiglie e l'incontro docenti-genitori». E aggiunge: «E poi non è così scontato che tutti i genitori abbiano l'accesso a internet o lo sappiano usare». Stessa posizione Di Pietro. «Il sistema c'è - riprende Di Pietro - ma abbiamo scelto di non utilizzarlo in quanto preferiamo il contatto diretto». Idem per gli sms. «Con i canali di sempre c'è un maggiore coinvolgimento dei genitori: dopo cinque giorni consecutivi di assenza, avvertiamo le famiglie telefonicamente e in casi più gravi usiamo la lettera cartacea». Non sarebbe neanche un problema di soldi. «Il costo sarebbe sopportabile - dice il preside del tecnico-professionale - è una scelta di principio. Un terzo delle assenze - aggiunge - riguardano le 4º e le 5º». Anche le scuole private sono sulla stessa linea d'onda. Anzi, forse la loro posizione è ancora più ostile, soprattutto verso gli sms, dato che vige già un'informazione quotidiana sulle assenze. «Sono segnalate telefonicamente tutte le mattine», dice Salvatori della direzione del Parini. La stesso accade al Gemelli. «Se entro le 10 di ogni mattina non riceviamo la comunicazione dei genitori dell'assenza del figlio - afferma il dirigente Lorenzo Andolfi - parte la telefonata. E se le assenze diventano troppe scatta la lettera. Ma il tasso è contenuto». Poco apprezzata anche l'idea della pagella on line. I dirigenti del privato, non fanno cenno a un sistema già predisposto. «Io credo nell'importanza del cartaceo», taglia corto Andolfi.

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anno accademico al via tra le polemiche - federica cravero (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Torino Anno accademico al via tra le polemiche Il rettore: "Sarà un discorso forte". Ma gli studenti vogliono bloccare i 250 invitati Pelizzetti: "Non capisco, avevo dato ai ragazzi la possibilità di intervenire" FEDERICA CRAVERO Ore 10, aula magna del rettorato, inaugurazione dell´anno accademico. Doveva essere una cerimonia all´insegna della sobrietà, sarà invece una giornata di fuoco. Dentro il rettore Ezio Pelizzetti pronuncerà l´orazione di apertura che lui stesso promette sarà «un discorso forte, diretto sia a livello nazionale che a livello locale. E chi vorrà capire, capirà. L´università è un grande motore di occupazione e di economia, bisogna rendersene conto in questo momento in cui l´università è bersaglio di tagli». Fuori, invece, gli studenti dell´Onda anomala No Gelmini si sono dati appuntamento alle 8 e cercheranno di impedire l´ingresso ai 250 invitati, sotto gli occhi della polizia schierata a protezione del cortile di via Po. «Accettando di celebrare in ogni caso l´inaugurazione, il rettore dimostra una mancata presa di posizione nei confronti dei tagli del governo», protestano gli studenti. «Sono stupito - prosegue il rettore - avevo dato la possibilità a questi ragazzi di fare un intervento alla cerimonia e l´hanno rifiutata. Noi condividiamo lo stesso dissenso su molti punti e ci siamo fatti sentire nelle sedi opportune. Questa era l´occasione per proporre le loro considerazioni, ma l´hanno sprecata. Bloccare l´ingresso, invece, mi sembra un gesto antidemocratico, fatto solo per ottenere visibilità». Due posizioni opposte che hanno però un comune denominatore: il momento difficile per l´università, soprattutto per i tagli previsti dalla legge 133. Per questo, invece del Teatro Regio, l´inaugurazione è stata organizzata «in casa». E poi niente toghe né ermellini e non ci sarà l´orazione di alcun celebre ospite (l´anno scorso era stato Jeremy Rifkin, il guro dello sviluppo sostenibile). Invece parleranno nell´ordine il rettore, il direttore amministrativo dell´ateneo, Giovanni Ferrero, e Alice Arena, presidente del Senato studenti, eletta nelle file dell´Udu. Un´operazione a costo zero, dunque, se si escludono i francobolli per gli inviti. E proprio per dimostrare che non sarà una giornata di festa, il rettorato ha deciso di posticipare a marzo la tradizionale premiazione degli studenti più meritevoli, quella che, tra ragazzi amici e parenti, riempiva di fatto la platea del Regio il giorno dell´inaugurazione. Una cerimonia all´insegna delle austerity nelle forme, ma non nei contenuti. «Basta con l´idea che l´Università sia un carrozzone che assorbe risorse e non le utilizza al meglio - attacca Pelizzetti - Ho fatto fare i calcoli e dei 260 milioni che riceviamo dallo Stato ne restituiamo circa 220 sotto varie forme. Non dico che torniamo in pareggio, ma quasi. E nel frattempo abbiamo prodotto cultura e dato slancio all´economia. Non credo che ci sia un altro ateneo che ha assunto 2.500 persone a tempo indeterminato. E poi pensiamo al rilancio di certe zone della città e dell´area metropolitana. Con il trasferimento di Economia nella sede dei Poveri vecchi, ogni giorno diecimila studenti frequentano la zona di corso Unione Sovietica, tanto che si è creato un indotto di attività commerciali ed è cresciuto il valore degli immobili. Bisogna tenere conto anche di queste cose».

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l'agenzia che cura la solitudine dei gay - vera schiavazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Torino L´agenzia che cura la solitudine dei gay VERA SCHIAVAZZI E´ una strana solitudine quella che aleggia nell´era di Facebook e in una città ormai ricchissima di locali e appuntamenti di ogni tipo. Per accorgersene, basta fare un giro sugli annunci (�lui per lui´ e �lei per lei´) dell´agenzia �Il delfino´, la prima nata per aiutare gay e lesbiche alla ricerca di un partner stabile. «Non siamo un´agenzia matrimoniale � dicono con (involontaria?) ironia le promotrici � ma neppure un servizio per chi cerca sesso mordi e fuggi, avventure o vuole cambiare partner di continuo. Essere single va bene se è una scelta, altrimenti bisogna cercare la persona giusta senza stancarsi di farlo anche quando non la si trova subito». Ma se sulla difficoltà di trovare un compagno per le donne sole, magari ultraquarantenni, che lavorano e vivono in città è già stata oggetto di libri e film di culto, quella di costruire una coppia omosessuale sembra ancora più forte: c´è la cassiera quarantaseienne "dai solidi principi" che dopo la fine di una lunga storia cerca una donna "con cui dividere tutto", c´è il medico che vuole soprattutto privacy ma proprio per questo non riesce a incontrare una partner, ci sono le (molte) madri separate che hanno rotto il matrimonio ma ancora non sanno come parlare ai figli del proprio orientamento sessuale. C´è chi studia lo svedese "per ricostruirsi una vita altrove" e chi mette le mani avanti: "cerco un compagno che non mi chieda mai di separarmi dal mio gatto". Non a caso la neonata agenzia si avvale di uno psicologo che organizza incontri con i clienti e spiega loro � quando serve � le parole per dirlo: ai colleghi, ai vecchi genitori, ai figli, agli amici. Proteste dimenticate. Indignati (e indignate) per la violenza sessuale, il razzismo dilagante, lo sbarramento al 4% e i tagli alla cultura, i protagonisti della protesta torinese si sono scordati di chiedere � tra un allarme e l´altro � che qualcuno copra con una mano di vernice certe scritte rimaste in via Po corteo dopo corteo: così stanno troppo a lungo sui muri "camere a gas per Israele" e epiteti sessisti contro il ministro Gelmini che dovrebbero disturbare anche, o forse prima di tutto, chi vuole combatterla politicamente.

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informatica addio, scompare l'ora di computer (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 16 - Cronaca Il caso Al via le iscrizioni al prossimo anno scolastico. Ricorsi al Tar contro i regolamenti della Gelmini Informatica addio, scompare l´ora di computer ROMA - Informatica addio. Dagli annunci del ministero della Pubblica istruzione sembrava certo che alle scuole elementari ed alle medie inferiori l´ora d´informatica alla settimana sarebbe stata confermata. Invece no. Basta scorrere il regolamento sulla "revisione dell´assetto ordinamentale organizzativo e didattico" per constatare che dell´informatica si sono perse le tracce. Eppure molti soldi pubblici sono stati spesi per l´aggiornamento degli insegnanti, la creazione dei laboratori. A cosa è servito? Pare a nulla. Ma i problemi non finiscono qui. Oggi si aprono le iscrizioni al prossimo anno scolastico. E la confusione regna sovrana. Per consigliare i genitori e per "evitare di cadere nelle trappole dei nuovi regolamenti", il Centro iniziativa democratica insegnanti pubblica sul suo sito i consigli necessari a fare scelte chiare e consapevoli. Nel frattempo il Cidi e il Coordinamento dei genitori democratici hanno annunciato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio contro i regolamenti del ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini che introducono il maestro unico e la revisione del tempo prolungato e del tempo pieno. A loro avviso violano alcuni articoli della Costituzione: dovrebbero essere approvati dal Parlamento e non modificati da un atto amministrativo.

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niente più fondi per i corsi di recupero le scuole nel caos - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 16 - Cronaca Niente più fondi per i corsi di recupero le scuole nel caos Saltano le lezioni, corsa agli insegnanti privati Molti presidi non sanno come pagare gli straordinari ai professori A Milano lasciati a casa gli studenti bravi per dare le ripetizioni a chi ha insufficienze SALVO INTRAVAIA ROMA - Corsi di recupero nel caos e alle famiglie non resta che rivolgersi ai professori privati. A pochi giorni dall´avvio delle attività che dovrebbero consentire agli studenti delle superiori di recuperare le insufficienze rimediate nel primo quadrimestre, i presidi non sanno che pesci prendere. Mancano i soldi per pagare eventuali insegnanti esterni e le risorse per quelli interni sono insufficienti. In provincia di Milano i capi d´istituto hanno chiesto lumi al dirigente dell´Ufficio scolastico provinciale (l´ex provveditorato agli studi) sentendosi rispondere che «al momento non c´è nessuna certezza». Il consiglio che arriva dal provveditorato è di svolgere i corsi interrompendo le lezioni. «Una soluzione ragionevole e già adottata in molte scuole - dice Antonio Lupacchino, il dirigente dell´Ufficio scolastico milanese - è fare i corsi al mattino, sospendendo per una settimana l´attività didattica. In questo modo i presidi non hanno da pagare ore di straordinario agli insegnanti». Ma non sempre la soluzione è praticabile perché occorre garantire almeno duecento giorni di lezione. In difficoltà un po´ tutti i dirigenti scolastici della penisola, da Milano a Palermo. «La legge sui corsi di recupero è rimasta - dichiara polemicamente Roberto Tripodi, presidente dell´Associazione delle scuole autonome della Sicilia - ma quest´anno non è stata finanziata». Le scuole, dopo gli scrutini del primo quadrimestre, hanno l´obbligo di organizzare corsi di recupero per tutti i ragazzi che hanno riportato insufficienze in una o più materie ma i fondi scarseggiano. «Per evitare ricorsi da parte delle famiglie - continua Tripodi - ci sono due alternative: utilizzare i finanziamenti Idei, cioè quelli degli Interventi didattici educativi ed integrativi, che sono insufficienti, o interrompere le normali attività didattiche. Ma in questo caso cosa fanno i ragazzi che non hanno materie da recuperare?». Per oggi, annuncia Francesco Scrima, leader della Cisl scuola, nel corso del tavolo tecnico che si svolgerà al ministero». Qualche giorno fa, i segretari (i direttori dei servizi amministrativi) delle scuole piacentine hanno denunciato «la gravissima situazione finanziaria ed economica in cui versano gli istituti della provincia». In un ampio documento i segretari della provincia di Piacenza segnalano una serie di «problemi aperti urgenti», tra i quali proprio il finanziamento per il corrente anno scolastico dei corsi di recupero. «Il problema esiste e assume particolare rilevanza proprio in questi giorni» spiega Giorgio Rembado, presidente dell´Associazione nazionale presidi. I capi d´istituto, senza sapere quanto potranno spendere per pagare i docenti a 50 euro l´ora, devono trovare la soluzione a numerosi quesiti. Quanti corsi di recupero sarà possibile attivare? Per quali materie e per quante ore? E ancora: con quali risorse si dovranno eventualmente pagare i docenti esterni, se i professori della stessa scuola non intendono svolgere i corsi di recupero pomeridiani? La norma prescrive corsi di almeno 15 ore, ma la realtà sarà probabilmente un´altra. E rivolgersi ai prof privati può costare alle famiglie dai 15 ai 50 euro l´ora. Nel 2008, le scuole hanno sfruttato un finanziamento di 240 milioni. Quest´anno, anche conteggiando il budget erogato con il fondo d´istituto (800 euro a docente), mancano all´appello 58 milioni. La Uil scuola ha inviato una lettera al ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, per sapere su quali risorse è possibile contare «al fine di consentire un´attenta programmazione dei corsi di recupero», scrive il segretario, Massimo Di Menna. «Oltre agli alunni che riportano insufficienze - rilancia Piero Bernocchi dei Cobas - in realtà a essere in difficoltà sono proprio le scuole che, come al solito, devono gestire fondi che sono scarsi in relazione alle reali esigenze». Anche per questa ragione, il prossimo 12 febbraio la Flc Cgil organizzerà un sit-in davanti la sede del ministero. I corsi di recupero furono lanciati nel 2007 dall´ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Nell´anno 2007/2008 dopo il primo quadrimestre furono due milioni gli studenti che riportarono insufficienze nella pagella del primo quadrimestre. Ma il totale delle materie insufficienti, con in testa matematica e inglese, toccò quota 8 milioni: in media quattro a testa.

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<Expo e crisi, più richiesta per i diplomi tecnici> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-02-02 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Le iscrizioni Ottimismo tra i presidi. Al Moreschi raddoppiate le presenze alle giornate di orientamento. E il Giorgi punta ad avere una prima in più «Expo e crisi, più richiesta per i diplomi tecnici» Scuola, le scelte degli studenti legate alle esigenze di mercato. «Un errore considerare di serie B gli istituti professionali» Sarà l'anno dei ragionieri, dei geometri, degli ottici, delle disegnatrici di moda, degli specialisti in informatica Sorrisi, strette di mano nelle sale professori, centralini occupati, segretarie felici. Dopo anni di depressione, negli istituti tecnici e professionali si torna a respirare una certa eccitazione: gli open day sono andati benissimo, il ministro Gelmini ha insistito sull'importanza dei «mestieri », la crisi economica spinge le famiglie a scegliere percorsi di studi che si traducano in un lavoro sicuro e l'appuntamento dell'Expo richiede giovani «in grado di fare e di pensare ». Ottimismo nelle scuole per troppo tempo considerate «di serie B»: «Le domande di iscrizione sono tornate ad aumentare ». Periti alla riscossa. Già a settembre si era assistito a un'inversione di rotta rispetto al triennio «nero» 2003-2006: se nel 2007-2008 i milanesi iscritti ai tecnici erano 50.515, nel 2008-2009 sono saliti a 51.842. Stesso trend per i professionali: da 24.061 a 24.788 studenti. Numeri piccoli rispetto ai tempi del boom. Ma questa volta l'exploit potrebbe essere più consistente: «La crisi — sostengono i dirigenti scolastici — ha spinto tutti alla concretezza. Anche nella scelta della scuola». Sarà l'anno dei ragionieri, dei geometri, degli ottici, delle disegnatrici di moda, degli informatici. Carola Feltrinelli, a capo del tecnico commerciale Moreschi, afferma: «Le presenze alle giornate di orientamento sono raddoppiate». Stessa sensazione per Agostino Miele del turistico Gentileschi: «Circa 90 visite in più. Il motivo è semplice: dopo anni di licealizzazione i tecnici hanno riacquistato la loro identità». Rodolfo Rossi del Giorgi è sereno: «Spero di fare una prima in più». E al Caterina da Siena Clara Magistrelli aggiunge: «Anche noi abbiamo riscontri positivi». Ritorno alla tradizione lombarda dei mestieri. è il mercato del lavoro a chiederlo. Laura Mengoni, responsabile Area Formazione Scuola di Assolombarda, lo sa bene: «La domanda di meccanici, chimici, elettrotecnici aumenterà in misura esponenziale da qui all'Expo». Ma c'è un ostacolo, le famiglie. «Troppi genitori ancora oggi considerano i tecnici scuole di serie B». Pronostico: «Torna la figura del ragioniere». Impiantisti, idraulici, estetiste, acconciatori e vetrinisti. Ecco le professioni più richieste, fanno sapere dai centri di formazione dell'Unione Artigiani. Gianroberto Costa, segretario generale dell'Unione del Commercio di Milano, sottolinea: «Calano i macellai e i panettieri. Invitiamo i genitori a non spegnere le ambizioni di quei figli che vogliono fare mestieri non per forza umanisti. Certo, sono lavori non facili. Ma con un importante spazio nel mondo del lavoro». La dimostrazione? Il fenomeno del momento: chef e gastronomi. Gli istituti alberghieri Vespucci e Carlo Porta sono famosi per le loro liste d'attesa e per le sezioni che arrivano fino alla lettera Q. Febbraio per decidere: le iscrizioni scadono il 28. Parola chiave, orientamento. «Ma spesso — sospira Annamaria Indinimeo del professionale Kandinsky — i prof delle medie ci mandano i ragazzi meno preparati. Sbagliano: per avere successo anche da noi servono studio e impegno». Annachiara Sacchi Sul mercato Falegnami e mobilieri, oppure ( nel tondino) cuochi: certe professioni non passano mai di moda. Anzi, cresce l'offerta e spesso i posti rimangono vuoti

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I Drogo d'Italia (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI data: 2009-02-01 - pag: 8 autore: I Drogo d'Italia Non posso che rimanere amareggiato di fronte alla dichiarazione del Presidente del Consiglio, che afferma che i nostri soldati «non dovranno più fare la guardia al deserto dei tartari». I commilitoni del tenente Drogo sorvegliavano il nulla e speravano nell'arrivo del nemico per dare un senso alla loro esistenza; i nostri militari sono impegnati in Afghanistan, Libano, Ciad, Balcani e Georgia, alle prese con nemici reali e pericolosi. Tali parole risultano offensive per i parenti, soprattutto dei caduti in missione, che avrebbero perso la persona amata per il niente, il deserto dei tartari. Le uniche cose che hanno in comune i nostri soldati con quelli di Buzzati sono l'uniforme, il senso del dovere e da oggi, forse, un classe politica che stenta a capire ed apprezzare il loro lavoro. Domenico Carlini N el suo sperduto avamposto, Giovanni Drogo manifestò straordinario senso del dovere e grande dignità nella funzione svolta. Forse il presidente del Consiglio alludeva a queste virtù, di cui i nostri volontari danno prova in modo esemplare, per auspicare che esse facciano scuola. I nostri soldati sono tutt'altro che esiliati in uno spazio metafisico: hanno il nemico, affrontano il rischio, si fanno rispettare. Sarebbe bello che, guardandosi alle spalle, ritrovassero una solidarietà piena e convinta. Non sempre è così: anche in Parlamento, le nostre missioni all'estero sono state spesso causa di frattura anche feroce. Un peduncolo di fortezza Bastiani, intesa come simbolo non solo di routine, ma anche di solitudine, c'èanchedanoi. • La scuola tecnologica Prima la lavagna tecnologica, poi gli sms per le assenze,l'azione di Governo verso la scuola si fa sempre più tecnologica. Un plauso al ministro Gelmini che promuove queste iniziative che smuovono un po' il mondo della scuola.Vorrei però darle un consiglio: perché non promuovere maggiormente gli incontri con i genitori in maniera tale da strutturare un rapporto più chiaro tra la scuola ed i suoi utilizzatori,incontri praticamente oggi inesistenti? Si risparmierebbe tempo e denaro e si darebbe la possibilità agli insegnati di far comprendere ai genitori le evoluzioni del loro insegnamento, riducendo forse gli interventia posteriori come gli sms. Alessandro Romeo Pensare positivo «L'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa»: Franklin Delano Roosevelt nel 1933.Sono belle frasi che si ricordano quando tutto è passato ed invecelacrisi c'è,ma la buona volontà, il rimboccarsi le maniche e non avere solo pessimismo può dare una mano. Pensiamo con riconoscenza ai nostri nonni che hanno visto brutte situazioni, dalla guerra alla povertà, ed hanno fatto uscire la Nazione con lo sforzo della loro laboriosità e la fiducia nel futuro. Giuliana Pons e-mail Festività religiose Mi ha molto meravigliato la lettera in cui il signor Raffaele Miola di Taranto chiede ai "laici" perchè non rinunciano, in quanto tali, alle festività religiose. Il taglio della lettera e le argomentazioni mi ricordano gli scritti di pseudofilosofi di provincia che fanno le pulci a veri pensatori e studiosi. A parte la necessità del legittimo riposo a cui hanno diritto tutti gli esseri umani e che essendo le società contemporanee molto organizzate deve per forza essere "comune". Basterebbe questo. Franco Bonacchini Schio (VI) Dipendenti pubblici In questi giorni si è parlato di orgoglio dei dipendenti pubblici.Molti di questi,intervistati dalle televisioni sull'argomento,hanno detto di essere orgogliosi di essere«al servizio dei cittadini».Io mi permetto di dire che l'orgoglio sarebbe giustificato se il servizio fosse veramente reso e se lo stesso fosse impeccabile,tempestivo, economico (o al giusto costo). Purtroppo abbastanza raramentei nostri dipendenti pubblici danno l'opportunità ai cittadini di apprezzare in modo pratico il loro impegno-orgoglio.

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Gelmini: nuove norme sul 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-02-02 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE Scuola Saranno aboliti i vincoli. «Con queste insufficienze i ragazzi più rispettosi verso gli insegnanti» Gelmini: nuove norme sul 5 in condotta Raffica di voti bassi in tutta Italia. Il ministro: funziona, mano libera ai presidi Anche qualche 4 con i primi scrutini. Entro febbraio il governo metterà a punto il nuovo regolamento ROMA — Avanti col cinque in condotta. Il ministro del-l'Istruzione intende «liberalizzare » l'insufficienza in pagella alla voce comportamento. Tempo tre settimane e la proposta verrà portata in Consiglio dei ministri sotto forma di regolamento esplicativo. Con una novità fondamentale: per poter dare il 5 (al secondo quadrimestre significa bocciatura) non sarà più necessario che l'alunno sia stato sospeso per oltre 15 giorni. Basterà anche meno. Spiega Mariastella Gelmini: «Faremo chiarezza. Ci siamo resi conto che il criterio scelto era troppo rigido e affievoliva la norma. Perciò lasceremo alla scuola la valutazione caso per caso, secondo buon senso». Non è un dietro-front, ma l'esatto contrario, ovvero un ulteriore giro di vite: «Vogliamo che finisca l'indisciplina. La scuola deve recuperare autorevolezza. Molti presidi ci segnalano che da quando è stato reintrodotto il voto in condotta, gli studenti sono più accorti e rispettosi, con i professori e con i compagni ». Una misura poco popolare, tra i ragazzi: «Non creda. La maggioranza è favorevole ». E anche gli insegnanti, a giudicare dalla pioggia di 5, 6 e pure qualche 4 caduta già con i primi scrutini. Nonostante la vaghezza delle disposizioni e il fatto che molte scuole li avessero chiusi prima del decreto applicativo del 16 gennaio. Una cinquantina di 5 al Manzoni di Milano, cento 6 (più un 5) all'Einstein di Piove di Sacco, Padova, una trentina di 6 e un 5 (grave offesa ad un bidello) al Righi di Bologna. Due allieve del Newton di Padova hanno preso 5 per ripetuti ritardi, al Volta di Pavia l'ha rimediato tutta la classe per uno scherzo pesante a un prof, a Vigevano tre 4 in pagella per comportamenti «inaccettabili». Tale è stata la scarica di votacci in Veneto che l'ufficio scolastico regionale ha inviato ispettori, preoccupato per possibili ricorsi a catena. Eventualità che non intimorisce il ministero: «Si tratta solo del primo quadrimestre, c'è tempo per rimediare». Del cinque facile ne pensa tutto il male possibile Michele D'Elia, preside del Vittorio Veneto a Milano «dove al massimo abbiamo messo qualche 7 che basta e avanza. Non ha senso che la condotta faccia media con gli altri voti, sono categorie separate. Il ministro ha aperto la cataratta della giustizia fai da te, trasforma i professori in vendicatori, dichiara il fallimento della scuola. Queste riforme sono fatte da chi non conosce la psicologia degli studenti, si rischia l'effetto contrario. Finché resterò io, che sono severo e punisco anche i ritardi, di alunni e professori, nel mio istituto non ci sarà nemmeno un 5». Secondo Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione presidi (Anp), «ben venga la rettifica dei criteri, è giusto che a decidere siano il consiglio di classe e i docenti, non serve l'uso massiccio delle insufficienze in condotta». Cosimo Guarino, preside del Mamiani di Roma: «Finora siamo andati a naso e abbiamo dato una decina di 5, pensando però che fosse una normale insufficienza». Non che compromettesse la promozione. «Oggi non lo rifaremmo. Giusto restituire valore al voto in condotta ma non dovrebbe fare media». Dice la preside Carla Rech dell'Augusto, una settimana di occupazione punita con tanti 7 in condotta: «Da noi pochi 6, nessun 5. Bene togliere quei limiti, però la norma va applicata con prudenza ». G.Ca.

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Meglio prenotare dove esiste il modulo a 40 ore (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-02 - pag: 7 autore: Meglio prenotare dove esiste il modulo a 40 ore Luigi Illiano Le iscrizioni all'anno scolastico 2009/10 sono vincolate al numero dei docenti sui quali potrà contare ogni singola scuola. Cifre che si conosceranno soltanto quando sarà emanata la circolare sugli organici, documento che – calato in ogni istituto – dirà alle famiglie con certezza se le loro richieste potranno essere accolte. I presidi, per ora, possono soltanto ricevere le domande e offrire poche risposte certe. Poi, se le richieste supereranno le disponibilità saranno i consigli di istituto a decidere i criteri di priorità per l'accettazione. Questo non significa che le iscrizioni sono una lotteria, la circolare stabilisce anche dei pa-letti, ma restano ampi margini che potrebbero portare sorprese. Si parla soprattutto di tempo pieno e prolungato e di inglese potenziato. Ecco qualche consiglio pratico per i genitori, che hanno tempo per scegliere fino al prossimo 28 febbraio. Nel caso del tempo pieno il ministero ha stabilito che la dotazione organica resta confermata. Quindi, le famiglie interessate a chiedere il tempo pieno ( cioè 40 ore settimanali) nelle elementari farebbero bene a inoltrare la domanda direttamente alle scuole dove il tempo pieno esiste già. Questo non garantisce in via assoluta, ma aumenta moltissimo le probabilità che la richiesta possa essere accolta. Uguale atteggiamento converrebbe avere nei confronti del tempo prolungato, per il quale la circolare sulle iscrizioni chiarisce che – oltre alla disponibilità di organico – è necessario che le scuole interessate dispongano di strutture e servizi adeguati. Anche per usufruire dell'inglese potenziato che prevede l'insegnamento della sola lingua anglosassone al posto della seconda lingua comunitaria, sarà determinante la possibilità di disporre dei docenti specifici. Appare molto improbabile che il modello dell'inglese potenziato possa essere applicato nelle scuole dove ci sono molti insegnanti di francese, spagnolo o tedesco: questi ultimi perderebbero di fatto la titolarità. Sarà meglio, anche in questo caso, una verifica preliminare da parte delle famiglie. Per comprendere quanto ruota intorno al meccanismo delle iscrizioni per il 2009/10 vanno considerati due elementi peculiari: da una parte la manovra triennale, che è alla base di ogni decisione;dall'altra gli interventi di riforma introdotti dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Nel caso della Finanziaria i numeri sono chiari, contenuti nel Piano programmatico che descrive le azioni del Governo per applicare la legge di bilancio. Nel 2009/10 sono previste 42.105 cattedre in meno; nel 2010/11 saranno 25.560 e nel 2011/12 dovranno essere 19.676, per un totale di 87.341 posti in meno. In teoria nessun licenziamento per i docenti di ruolo ma, si restringe moltissimo lo spazio per i supplenti. Poi ci sono le misure conseguenti decise da Gelmini per centrare i risparmi programmati e non inciampare nella clasusola di salvaguardia che – in caso di mancata economia di spesa – taglierebbe finanziamenti all'Istruzione. Alle elementari l'introduzione del maestro unico, al posto dei tre insegnanti del modulo, nelle prime classi è la mossa più evidente. Stesso discorso per la cancellazione delle compresenze in tutte le classi. Alle medie il risparmio arriva sostanzialmente dalla riduzione dell'orario settimanale che passa da 32 a 30 ore. Nelle superiori non è previsto alcun effetto: lo slittamento del nuovo secondo ciclo al 2010/11 lascia intatto lo scenario. Nelle intenzioni del ministro ci sono, poi, criteri di carattere generale che contribuiscono alla determinazione degli organici, come l'innalzamento del rapporto alunni classe, la riduzione degli insegnanti specialisti di lingua inglese nelle elementari, la riorganizzazione delle classi di concorso per le cattedre. E, non ultimo, il ridimensionamento della rete scolastica che dovrebbe portare a 700 presidi in meno e altrettanti segretari scolastici. Un ruolo importante lo hanno le Regioni ma, considerati gli scontri a ripetizione con il Miur, al di là degli annunci, è lecito nutrire qualche dubbio sui risultati. LE TAPPE Se le richieste supereranno le disponibilità saranno i consigli di istituto a decidere i criteri di priorità per l'accettazione

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Al via i corsi di recupero ma con i fondi al buio (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-02 - pag: 6 autore: Al via i corsi di recupero ma con i fondi al buio Di sicuro c'è solo che icorsi di recupero stanno iniziando. Sulle risorse per pagare gli insegnanti, invece, regna l'incertezza. Le scuole superiori per ora attingono al fondo d'istituto,ma i sindacati lanciano l'allarme: senza stanziamenti aggiuntivi, non si potrà pagare la seconda tornata di lezioni, dopo gli scrutini di giugno. La cassa «Abbiamo previsto 40 corsi di recupero pomeridiani, per i quali spenderemo circa 30mila euro, più 10mila per gli sportelli didattici. Il tutto a fronte di un fondo d'istituto di circa 100mila euro», spiega Flavia De Vincenzi, preside dell'Istituto di istruzione superiore Leopoldo Pirelli. «Ma il fondo serve anche ad altre finalità – continua – e non si può certo azzerare la progettualità della scuola: abbiamo l'italiano per stranieri, il laboratorio sportivo, le lingue». «Per noi quest'anno i fondi sono inferiori di circa un quarto rispetto a quelli dell'anno scorso, da 240mila a 180mila euro, ma li faremo bastare, anche grazie a un avanzo di cassa dal 2008»,commenta il preside dell'Istituto superiore Lunardi di Brescia, Fausto Mangiavini. Ma non tutti sono nella stessa situazione. L'istituto Avogadro di Torino ha messo in campo 40mila euro a fronte di un fabbisogno previsto per tutto l'anno di 120mila euro. E anche il liceo scientifico Galilei di Ancona è in attesa: «Se arriveranno i fondi aggiuntivi – spiega il preside Fiorello Gramillano – non ci saranno problemi ». I corsi di recupero – introdotti nell'anno scolastico 2007/08 con l'ordinanza ministeriale 5 novembre 2007, n. 92 – devono essere attivati dopo gli scrutini intermedi (trimestrali o quadrimestrali) e dopo gli scrutini finali di giugno. Le scuole sono tenute a istituirli e a pagare gli insegnanti 50 euro lordi per ora di lezione pomeridiana.Nell'anno scolastico 2007/08 il ministro Giuseppe Fioroni aveva stanziato 30 milioni con la Finanziaria 2008, ai quali aveva aggiunto 28 milioni destinati all'assolvimento dell'obbligo scolastico. Quest'anno, invece, il ministro Mariastella Gelmini non ha ancora comunicato le eventuali risorse aggiuntive. Ecco perché i presidi si stanno ingegnando per limare i costi. Qualcuno farà ore di 50 minuti, così da ridurre in proporzione la retribuzione oraria di 50 euro. Qualcun altro introdurrà lezioni multidisciplinari, per poter recuperare con un unico corso materie affini. E qualcun altro ancora chiederà un contributo alle famiglie dei ragazzi, pur sapendo che gli studenti avranno diritto di essere ammessi anche senza pagare. I risparmi maggiori, però, sembrano arrivare da un altro provvedimento:lo stop dell'attività di didattica. In pratica, le lezioni si fermano per una settimana o dieci giorni, durante i quali gli studenti con le insufficienze fanno i corsi di recupero, mentre gli altri seguono percorsi di eccellenza. E la scuola ha il vantaggio di non dover pagare le ore di lezione agli insegnanti. Aspettando la circolare «Sicuramente il secondo anno con i corsi di recupero trova le scuole preparate sotto il profilo organizzativo, ma il vero problema sono le risorse. Lo Stato, oltre a fissare gli obiettivi, dovrebbe dare alle scuole i mezzi per raggiungerli», commenta Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale presidi. «Sappiamo che il ministero sta preparando una circolare con risorse aggiuntive –commenta Massimo Di Menna, segretario generale Uil Scuola –. Nel frattempo, abbiamo consigliato alle scuole di avviare i corsi ricorrendo al fondo d'istituto e monitorando il fabbisogno ulteriore ». Il timore dei sindacati, però,è che le risorse –alla prova dei fatti – si rivelino insufficienti, come spiega Anna Maria Santoro, della Flc Cgil: «A noi risulta la cifra di 55 milioni di euro, importo che creerebbe un problema drammatico di risorse».

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Settimana decisiva per miglaia di precari "mobili" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 02-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Si apre una settimana che per molti dei 300mila precari vincitori di concorso della scuola italiana inseriti nelle graduatorie ad esaurimento potrebbe risultare decisiva ai fini delle immissioni in ruolo: il Miur sembrerebbe infatti intenzionato ad annullare la regola che penalizza i docenti che si spostano da una provincia all?altra permettendogli così di collocarsi non più in coda, ma in base al punteggio effettivo. In attesa dell?imminente decreto per l?aggiornamento delle graduatorie, che dovrebbe uscire al massimo per metà mese, un?anticipazione delle intenzioni dei tecnici di viale Trastevere si avrà giovedì prossimo, il 5 febbraio, quando il ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, risponderà alla Camera all?interpellanza dell?onorevole Francesco Russo (Pd) richiesta dall?Anief: l?Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione che difende gli interessi dei precari (in particolare quelli abilitati attraverso le scuole di specializzazione universitarie) vorrebbe infatti tornare al vecchio regolamento. L?Anief contesta la novità ministeriale, introdotta nel marzo del 2007 sotto la gestione del Ministro Fioroni, escogitato scoraggiare i troppi movimenti degli aspiranti ai posti vacant: a dicembre sulla specifica nota del decreto del 17 marzo 2007 i giudici delle terza sezione bis del Tar del Lazio hanno accolto il ricorso dell?Associazione dei precari, condotto assieme a quella dei presidi (l?Anp), che ne chiedeva l?annullamento: il Tribunale regionale ha in pratica ribadito il diritto costituzionale alla mobilità su tutto il territorio nazionale. «Il Miur - dice Marcello Pacifico, leader dell?Anief - pur nell?apparente silenzio sindacale, deve prendere una decisione: se rispondere alla nostra diffida recependo quanto richiesto o procedere, inopportunamente, in Consiglio di Stato in un nuovo contenzioso che si rivelerebbe perdente per l?amministrazione visto che in sede cautelare i giudici di secondo grado si sono già espressi contro la cristallizzazione delle graduatorie, tesi, finora sostenuta strenuamente dai Sindacati e dall?Avvocatura dello Stato». E in effetti i sindacati della scuola non sarebbero d?accordo per un cambio in corsa delle regole decise due anni fa dall?ex ministro Fioroni. La Uil scuola ha pubblicato una nota nella quale spiega che il cambio della regola decisa dall?amministrazione due anni fa «ha portato moltissimi docenti precari ad effettuare delle scelte definitive, finalizzate ad opportunità occupazionali: oggi un diverso orientamento dell?amministrazione, cioè l?inserimento “a pettine” anche di coloro che dovessero chiedere il cambio di provincia, rimetterebbe in discussione le scelte effettuate sulla base delle norme precedenti e le reali possibilità di lavoro». «Sulla materia è in atto un contenzioso giurisdizionale ancora non definito e la Uil, al fine di dare certezze a tutto il personale interessato, ritiene - conclude la nota - che non debbano essere modificate le attuali norme, sulla base delle quali i docenti precari hanno effettuato delle precise scelte».

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raffica di cinque in condotta (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Livorno. Consegnate le nuove pagelle. Studente indisciplinato riceve un quattro: «Mi sento marchiato» Raffica di cinque in condotta E le iscrizioni diventano un rebus per le famiglie LIVORNO. Primi effetti della legge Gelmini in pagella. Decine di ragazzi che hanno ricevuto le valutazioni relative al primo trimestre e qualcuno che sta per ricevere quelle del primo quadrimestre, hanno dovuto fare i conti con l'insufficienza in condotta. Il voto, che fino ad ora ha avuto un significato simbolico, da quest'anno fa media e al termine dell'anno scolastico può essere causa di bocciatura. «Ma soprattutto in questa fase dell'anno - spiega il preside dell'Iti e dell'Enriques - ha soprattutto funzione di deterrente». GRASSO in Livorno I SEGUE A PAGINA 1

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buoni scuola, aiuti per chi ha perso il lavoro - marco trabucco diego longhin (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Torino Buoni scuola, aiuti per chi ha perso il lavoro La Regione cambia il bando. Agevolazioni dal Comune per asili nido e Tarsu MARCO TRABUCCO DIEGO LONGHIN I bandi per il diritto allo studio e cioè per i buoni scuola pubblici e privati, sono pronti. La Regione però, pensa che la grave crisi economica che ha colpito anche il Piemonte renda necessari ulteriori aiuti soprattutto a chi è più in difficoltà. Così ieri nella consueta conferenza stampa del lunedì, la presidente Mercedes Bresso ha annunciato che quest´anno, oltre alla dichiarazione Isee, cassintegrati, disoccupati e precari che abbiano visto modificata (in peggio) la loro situazione di lavoro nel corso del 2008 potranno presentare un´autocertificazione che lo attesti. E saranno favoriti nelle graduatorie che assegneranno sia il buono scuola per chi ha figli iscritti alle scuole private che i contributi per iscrizione, buoni libro, abbonamenti ai trasporti pubblici e così via, per chi invece frequenta le scuole pubbliche. Bresso ha spiegato la ragione di questo provvedimento: «La dichiarazione Isee - ha detto - tiene ovviamente conto del reddito del 2007. Ma sono troppe le persone nella nostra regione che magari in quell´anno avevano un reddito alto, che non consentiva di accedere ai nostri aiuti e che invece negli ultimi dodici mesi hanno vista modificata la loro situazione perché sono state messe in cassa integrazione o hanno perso il lavoro. A loro vogliamo dare la possibilità di avere comunque il contributo». Facile a dirsi, meno facile da tradurre in pratica, però. La questione è stata delegata all´assessore all´Istruzione Gianna Pentenero che da qualche giorno sta cercando la soluzione. Ad oggi l´ipotesi che ha la maggiore possibilità di realizzarsi è quella di inserire un´apposita voce nel modulo per la richiesta del contributo che verrà distribuito dalla prossima settimana in tutte le scuole pubbliche o paritarie del Piemonte e che sarà disponibile anche in Internet sul sito della Regione e negli Uffici relazione con il pubblico. Il problema è legato alla possibilità di controllare (almeno a campione) i dati che chi chiede il contributo fornirà autocertificando il suo stato: esistono infatti forme diverse di cassa integrazione e conseguenti diverse penalizzazioni del reddito. Così come sarà necessario trovare un modo per verificare chi tra i precari non ha avuto il contratto rinnovato o tra i lavoratori è stato licenziato, ma non ha diritto ad ammortizzatori sociali. «Noi - spiegano in assessorato - stiamo cercando di trovare un elenco aggiornato e puntuale dei cassintegrati. è la difficoltà più grande, ma è necessario farlo per evitare abusi e truffe. Forse ce lo forniranno i sindacati o i caaf». Analoghe facilitazioni (e cioè un possibile autocertificazione della situazione 2008 in aggiunta al reddito Isee 2007) sono allo studio in Regione anche per il contributo di integrazione al reddito e in Comune (ma qui la pratica è solo agli inizi) per le tariffe pagate per gli asili nido e per la tassa rifiuti, tutte legate finora solo al reddito Isee. Nel 2007 erano state 94 mila le famiglie in Piemonte che avevano usufruito dei contributi per il diritto allo studio, nel 2008 sono state 108 mila e quest´anno potrebbero aumentare visto che è stato alzato il tetto di reddito massimo Isee a 32 mila euro.

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"c'è chi spinge sulla paura per lo straniero ma serve una svolta economica e sociale" - giovanna vitale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Roma Il presidente della Provincia Nicola Zingaretti: "Non solo politiche repressive: sono più utili investimenti per sviluppo, scuola e formazione, quelli che il governo sta smantellando" "C´è chi spinge sulla paura per lo straniero ma serve una svolta economica e sociale" "Un´illusione pensare che la sicurezza si garantisca solo con più militari" "Ridiamo ai giovani una prospettiva alla noia che produce fatti tragici come quello di Nettuno" GIOVANNA VITALE Presidente Zingaretti, cosa sta succedendo? Prima lo stupro di gruppo a Guidonia, poi l´agguato a un extracomunitario a Nettuno. Nel frattempo, il centrodestra ha tappezzato Roma di manifesti inneggianti alla "tolleranza zero", slogan che è la cifra della politica del sindaco Alemanno in materia di sicurezza. Lei è d´accordo? «Francamente a me non è mai piaciuto. Ha dentro di sé mille piccole ambiguità che ognuno può interpretare come vuole. Spingendo addirittura a farsi giustizia da sé, anche a prescindere dalla volontà di chi usa quello slogan». Sta dicendo che alcuni episodi anti-immigrati come le bombe carta lanciate contro un paio di negozi gestiti da stranieri e il fuoco appiccato al senzatetto indiano, sono frutto di un clima che in qualche modo "giustifica" questi raid? «No. C´è qualcosa di più profondo. Nei periodi di difficoltà e di crisi c´è sempre un istintivo ritorno all´identità e al branco, alla logica dei presunti uguali che vanno alla ricerca di un capro espiatorio, individuato inevitabilmente fra i più deboli e le minoranze. Ecco perché soffiare sul fuoco è molto pericoloso: può provocare reazioni inimmaginabili». Ma allora se la "tolleranza zero" non va bene, lei cosa propone? «Io penso che i fatti di questi giorni ci pongano una domanda che va ben oltre la teorica durezza delle enunciazioni che implica come unico corollario la necessità di rafforzare il controllo militare del territorio. Ci vuole una svolta sociale ed economica per ridare ai giovani una speranza e una prospettiva alla fuga dalla noia, la stessa che poi produce episodi tragici come quello di Nettuno». Belle parole, ma come si fa? «Intanto convincendoci tutti che l´obbiettivo deve essere tirare fuori le persone dalla paura, non usare la paura. Per centrare il quale c´è bisogno di nuove politiche sociali, di maggiori investimenti per lo sviluppo, la scuola e la formazione a beneficio dei ragazzi che abitano le nostre sterminate periferie e vivono la loro condizione con grande insicurezza e solitudine. Ecco perché la sola presenza repressiva non risolve nulla. Servono luoghi di aggregazione e di integrazione, centri culturali e sportivi, che però guarda caso questo governo sta smantellando: da sette mesi non si fa che parlare dell´utilizzo dell´esercito, dimenticando che i tagli agli enti locali comportano meno risorse per questa agenda di lavoro». Lei da dove pensa di cominciare? «Intanto domani (oggi, ndr) parteciperò al consiglio comunale straordinario di Nettuno sulla sicurezza. E venerdì sarò a Guidonia per inaugurare il nuovo centro anti-violenza sulle donne, un progetto finanziato da tempo dalla Provincia di Roma che ora però si carica di un significato particolare e mostra come le istituzioni devono stare sul territorio: non solo per reprimere ma soprattutto per prevenire, aiutare e integrare, perché di questo c´è bisogno». Stamattina però lei, insieme ad Alemanno e Marrazzo, andrà dal ministro Maroni per chiedere più risorse per il controllo del territorio e le espulsioni. E si ritorna alla repressione... «è giusto chiederle. Ma anche dire: stiamo attenti perché è un´illusione pensare che la sicurezza si garantisca solo con i militari. Basta guardare alle grandi metropoli, ad esempio latino-americane: lì c´è polizia pubblica e privata ovunque, ma quando giri l´angolo c´è molta più paura e insicurezza che da noi. Significa che quel modello non funziona. Per combattere la paura occorrono innanzitutto investimenti sulle politiche sociali, di sviluppo e riqualificazione del territorio. Perciò mi piacerebbe andare, oltre che al Viminale, anche dal ministro del Welfare, Sacconi, e dell´Istruzione, Gelmini. Per dire cosa? «Di non lasciarci soli, come purtroppo sta accadendo, a fronteggiare il rischio di una nuova marginalità giovanile che questa devastante crisi economica sta creando. è stata proprio Repubblica a denunciare la difficoltà di pagare gli insegnanti di sostegno per il recupero scolastico: un´emergenza che rischia di far alzare la dispersione tra i banchi e di aggravare i problemi. Credo sia arrivato il momento di metterci tutti intorno a un tavolo per riformulare insieme l´ordine delle priorità in materia di sicurezza». SEGUE A PAGINA VI

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"a roma è emergenza violenza" e oggi vertice sulla sicurezza - carlo alberto bucci laura serloni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Roma "A Roma è emergenza violenza" E oggi vertice sulla sicurezza Il presidente del Senato Schifani: "Pericolosa escalation" Marrazzo: "Basta con gli sceriffi, è ora di parlare di integrazione e di inclusione" CARLO ALBERTO BUCCI LAURA SERLONI L´allarme sicurezza risuona oggi in tutta Roma. Dove la violenza ha raggiunto «un escalation tale che non va sottovalutata», ha detto ieri il presidente del Senato Schifani. L´allarme parte da Guidonia, con la lettera dei genitori della ragazza stuprata (il 22 gennaio da sei romeni) che scrivono al capo dello Stato per implorarlo: «Non lasciateci soli». Tocca Nettuno, con il cittadino indiano che lotta con la morte dopo che tre giovani del posto sabato gli hanno dato fuoco alla stazione. E raggiunge il Quirinale e il Viminale dove oggi gli enti locali chiederanno al governo soldi per finanziare il "Patto per la sicurezza" siglato a luglio. L´allarme incrocia il problema dei nomadi (argomento del summit odierno, dove Alemanno arriva con l´intenzione di avere «entro il 2009 solo campi rom autorizzati» e chiedendo che l´emergenza sicurezza sia «affrontata senza paraocchi ideologici») con la piaga dei raid xenofobi e con il dramma della violenza sessuale perpetrata sulle donne dal branco e dai singoli, stranieri e italiani (come il panettiere di Fiumicino, stupratore nella notte di Capodanno alla Fiera di Roma e ora ai domiciliari). Ma il rimedio non è solo nella repressione. «Basta con gli sceriffi, è ora di parlare di integrazione e inclusione», ha dichiarato ieri il presidente della Regione Piero Marrazzo. Oggi sosterrà questa tesi dinanzi al ministro Roberto Maroni, al sindaco Alemanno e al presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che arriva al Viminale con idee analoghe: «Vado da Maroni a chiedere i fondi per pagare i biglietti per le espulsioni dei rom illegali, perché è giusto dare seguito a un impegno che condivido. Ma dovremmo anche andare dal presidente del Consiglio Berlusconi e dai ministri Sacconi e Gelmini per chiedere massicci investimenti per la formazione». L´esercito in strada non piace a Zingaretti: «Continuiamo a mettere militari ovunque», invece «uno Stato che si rispetti deve mettere in campo interventi sulla scuola, sull´educazione, sulle politiche sociali. Tutto l´opposto di quello che si sta facendo». Nella lettera giunta ieri al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i genitori della giovane stuprata a Guidonia, e quelli del suo ragazzo pestato e rinchiuso nel bagagliaio dell´auto, scrivono innanzitutto: «Vogliamo giustizia e non vorremmo essere abbandonati, da soli, con il nostro dolore. è un grande il dolore che ci accompagna da quel maledetto giovedì notte in cui i nostri cuori sono stati spezzati così come la vita dei nostri figli». E più avanti: «Vogliamo che le istituzioni prendano provvedimenti affinché ciò che è accaduto non succeda più. Vogliamo che il legislatore cambi le leggi perché questi reati vengano puniti più severamente. Vogliamo che chi ha sbagliato abbia una pena esemplare, non vogliamo essere abbandonati». Ha risposto loro, indirettamente, il presidente del Senato, Renato Schifani, che, visitando ieri al Sant´Eugenio l´indiano aggredito a Nettuno, si è augurato che «discutendo il pacchetto sicurezza si possa aprire un dibattito sul fenomeno del branco» contro il quale «servono sanzioni deterrenti». Perché bisogna dire «basta con benefici di legge verso chi si macchia di reati che offendono la cultura di accoglienza e solidarietà del nostro Paese».

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pagelle, niente 5 in condotta (per ora) (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Lucca Pagelle, niente 5 in condotta (per ora) Presidi perplessi, gli studenti: «Il voto non ferma i bulli» LUCCA. Avanti con il cinque in condotta. In tutta Italia, ma non a Lucca, dove di cinque non ce ne è stato neppure uno. Al massimo sei e sette. Ma non mancano i dubbi da parte dei dirigenti scolastici, dovuti al fatto che una sufficienza in condotta (dal sei in su) possa essere di grande aiuto ai fini della pagella finale per quelli meno bravi a scuola, visto che ora la valutazione sul comportamento farà media. Poco studioso, infatti, non fa coppia con più agitato o, peggio ancora, con bullo. Inoltre il decreto del 16 gennaio (quello appunto sul voto in condotta) è arrivato a scrutini già fatti, stabilendo che il cinque (che nel secondo quadrimestre significa bocciatura) vada assegnato all'alunno che è stato sospeso per oltre quindici giorni. Casi limite quindi. Ora però la normativa sembra cambiare nuovamente. E le polemiche non si contano più: ogni giorno un annuncio, una correzione verbale si aggiunge al decreto e le disposizioni sono troppo vaghe per capire come vadano applicate e secondo quale metro di misura. Fatto sta che a quindici giorni dall'emanazione della legge sulla valutazione del comportamento, il ministero dell'istruzione corregge il tiro contro il bullismo e annuncia la doppia novità che sarà contenuta nel regolamento di coordinamento delle norme sulla valutazione: più autonomia alle scuole per decidere quando assegnare il cinque e cancellazione del limite dei sedici giorni di sospensione per attribuire l'insufficienza già a partire dagli scrutini del secondo quadrimestre. Basterà anche meno. Come hanno reagito le scuole lucchesi? Quante se ne sono servite? A Lucca nessuna. Certo è che se il comportamento deve fare media occorre rendere coerenti le scale dei voti. Tutte le materie, cioè, dovrebbero essere valutate allo stesso modo. «Un sette o un otto in condotta alla fine dell'anno - spiega Erminio Serniotti, dirigente dell'Ipsia "G. Giorgi" - potrebbe essere l'unica sufficienza in pagella, o comunque un modo per alzare una media bassa». Stesso problema è stato posto da Walter Rinaldi, preside dell'Isa "A. Passaglia": anche qui nessun cinque, al massimo qualche sette. «Con questo decreto - dice -, cambiano tutti i criteri. Cercheremo di applicare i cambiamenti in modo graduale, intanto abbiamo allegato alle pagelle una lettera alle famiglie per spiegare il contenuto della nuova normativa». Rivedere i criteri di valutazione del comportamento in modo lento, approfondito, ma soprattutto condiviso: sono questi i passaggi fondamentali da seguire per tutte le scuole superiori. All'Itc "F. Carrara" è stata adottata, invece, una scala di voti dal sette al dieci, in attesa di adeguare i vecchi criteri alle nuove disposizioni. Sei, sette, otto anche al "Pertini" e al "Civitali": i primi però si contano sulle dita di una mano. «I nostri sei - spiegano Daniela Venturi e Andrea Menchetti, dirigenti delle due scuole -, sono andati a ragazzi che hanno avuto un comportamento non pienamente soddisfacente con episodi di una certa gravità, riportando anche rapporti». Le scuole comunque possono prevedere nei propri regolamenti interni ulteriori criteri e iniziative per la prevenzione dei comportamenti sanzionabili». Il cinque fermerà il bullismo. Sarà proprio così? Tra gli studenti ci sono perplessità. «Il bullo poteva essere punito anche prima dell'arrivo della Gelmini: nello Statuto delle studentesse e degli studenti sono previste sanzioni gravissime al riguardo, quali bocciatura e la non ammissione agli esami di Stato. Inoltre queste leggi sono fatte da chi non conosce la psicologia di noi ragazzi: si rischia l'effetto contrario». Difficile, infatti, coniugare la burocrazia con la pedagogia. Nadia Davini

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"maestra unica alle materne" sindacati sul piede di guerra - zita dazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Milano "Maestra unica alle materne" Sindacati sul piede di guerra ZITA DAZZI Non più due, ma una sola maestra per classe nelle scuole materne. La denuncia è dei sindacati. Anche se sulla riorganizzazione del personale negli asili non c´è ancora niente di ufficiale, loro sono già sul piede di guerra. Per venerdì mattina è stata convocata un´assemblea generale delle educatrici in servizio nelle 170 materne comunali, frequentate da 23mila bambini da 3 a 5 anni. Il giorno 13 ci sarà addirittura uno sciopero e i sindacati milanesi metteranno al centro della mobilitazione proprio la vertenza asili. La Cgil funzione pubblica, assieme alle altre organizzazioni sindacali, ha chiesto un incontro urgente all´assessore all´Educazione Mariolina Moioli per capire le novità nella organizzazione decise in largo Treves e in questi giorni comunicate, in via informale, alle dirigenti e alle maestre nelle scuole dai dirigenti comunali. L´assessore Moioli già da tempo aveva promesso una nuova flessibilità degli orari negli asili e dalla primavera scorsa aveva espresso l´intenzione di omologare il calendario e l´organizzazione delle scuole comunali sul modello di quelle statali. «Non ci sono novità» spiega adesso la Moioli. Dall´assessorato precisano che «è prematuro parlare di riorganizzazione del servizio. Ora ci stiamo occupando della circolare sulle iscrizioni, che uscirà a giorni». Ma i sindacati rilanciano l´allarme e sono pronti a chiedere la collaborazione dei genitori. «Per quel che abbiamo capito, dalle prime riunioni fra dirigenti scolastiche e funzionari dell´assessorato, in ogni classe ci sarà una maestra a coprire il turno dalle 8 alle 14 e una seconda maestra che sarà presente dall´orario del pranzo fino all´uscita, alle 16, o alle 18 per chi sceglie l´orario prolungato», spiega Tatiana Cazzaniga, della Camera del lavoro. «Questo smonterebbe completamente il funzionamento tradizionale dei nostri asili. Le classi hanno fino a 26-29 bambini e solo la presenza contemporanea di due maestre, per almeno una parte dell´orario, permette di svolgere attività complesse, come la manipolazione, la pittura e le altre attività creative». Comunicazione ufficiale non ce ne sono ancora, ma i sindacati denunciano «l´applicazione del modello della riforma Gelmini alle scuole dell´infanzia, col maestro prevalente e lo scadimento di qualità».

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pubblicazioni record alla facoltà di medicina (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Pisa Pubblicazioni record alla facoltà di medicina 750 nel biennio 2006-2007 realizzate da 322 tra docenti e ricercatori PISA. La facoltà di medicina e chirurgia dell'ateneo pisano, anticipando le normative, per altro ancora non definite, in tema di comunicazione sulle attività di ricerca, ha realizzato e messo a disposizione di chiunque ne faccia richiesta, una pubblicazione che raccoglie tutti i dati relativi all'attività scientifica e di ricerca, svolta nel corso del biennio 2006-2007. Un lavoro meticoloso, voluto dal preside, professor Luigi Murri, quale efficace risposta a coloro, che a vario titolo accusano le università italiane di bassa produttività e competitività. Nella pubblicazione, sono riportati con estrema chiarezza i dati essenziali relativi alle 750 pubblicazioni (660 delle quali censite con metodiche internazionali) realizzate dai 322 tra docenti e ricercatori in forza alla storica facoltà. «Questa nostra iniziativa, prima e a oggi unica in Italia - dice il professor Murri - parte da lontano. Abbiamo confrontato le recenti risultanze con i dati relativi al quadriennio 2000-2003 riportati in una precedente ricerca effettuata in collaborazione con l'Università di Leiden (Olanda) attraverso il Center for Science and Tecnology Studies». «Oltre alla valutazione bibliometrica - aggiunge Murri - un altro indicatore della qualità di questa ricerca è la capacità di ottenere finanziamenti nazionali ed internazionali. è sembrato quindi opportuno includere sia il numero dei progetti di interesse nazionale che hanno usufruito dei finanziamenti ministeriali che l'elenco di quelli finanziati dalla Comunità Europea». Ma il parametro bibliometrico - quale misura della ricerca scientifica - è un misuratore condiviso? «Gli indicatori bibliometrici più utilizzati dalla comunità scientifica mondiale sono essenzialmente due. Il primo, più usato per la sua relativa semplicità, riguarda il numero di lavori pubblicati su riviste internazionali in lingua inglese ed è il "Fattore di Impatto" (Impact Factor). Esso si basa sul fatto che ogni rivista sottopone i lavori che le vengono inviati ad alcuni revisori che hanno una particolare competenza in quel campo; questi ultimi daranno un giudizio di qualità, da cui dipenderà se l'articolo verrà pubblicato o no su quella rivista. E quanto più prestigiosa è la rivista, tanto più il suo valore, espresso in numeri, aumenta; quindi i ricercatori più capaci competeranno per far accettare i loro studi sulle riviste più prestigiose. Necessario però tener conto della qualità della ricerca, in termini di ricaduta sull'avanzamento delle conoscenze, e questa viene fatta con un sistema più complesso che guarda al numero delle citazioni delle pubblicazioni "Indice di Citazione (Citation Index). E cioè quanti più studiosi hanno citato un determinato lavoro, quante più volte verrà riportato da altri studiosi tanto più elevato sarà il valore di quella pubblicazione». La realtà universitaria italiana è accusata di bassa produttività e competitività: come misurare questi aspetti in una facoltà medica moderna? «In Italia l'introduzione di metodi di valutazione è stata tardiva, ma è tempo che siano utilizzati ampiamente, in quanto necessari per valutare in modo trasparente l'attività e la capacità dei propri ricercatori. Solo una volta, alcuni anni fa allorché era ministro la Moratti, fu effettuata da parte del ministero dell'Università una valutazione su tutto il territorio nazionale e la facoltà di medicina di Pisa risultò seconda considerando i grandi Atenei Italiani. Da allora non è successo più nulla, a parte generiche affermazioni sull'importanza della ricerca, riportate dai media. Infatti, con il successivo ministro Mussi vi fu un assordante silenzio; con il nuovo ministro Gelmini vi è stato invece un eccessivo parlare di una Università formata da professori incapaci, ma ancora di nuovo vi è una completa assenza di dati sulla ricerca in Italia». Nell'avanzamento di carriera dei docenti che ruolo ha questo indicatore di impegno nella ricerca? «Ho osservato, nel corso degli anni, un progressivo incremento nel numero di pubblicazioni che potrebbe essere messo almeno in parte in rapporto ad uno spirito di emulazione tra i ricercatori che hanno ottenuto un metodo per mettere in risalto la loro capacità. L'uso di questi indicatori ha però un valore se la comunità scientifica darà a essi, nei concorsi, un giusto valore per la progressione di carriera. Vorrei però sottolineare come l'attività di un professore universitario non si limiti alla ricerca, ma richieda molto tempo per la didattica, e per i professori di medicina vi è l'ulteriore aggravio dell'obbligo assistenziale». è soddisfatto di questa iniziativa? «Certamente. Vorrei però precisare che i dati ottenuti non servono per fare una classifica tra buoni e cattivi, ma rappresentano un metro che permette di stimolare da un lato i gruppi di eccellenza e dall'altro di porre l'attenzione sui settori di scarsa produttività per comprenderne i motivi e trovare modi per rivitalizzarli». Doady Giugliano

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un volume sulla protesta degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Pisa Un volume sulla protesta degli studenti PISA. Domani alle 18 presso Palazzo Matteucci (Piazza Torricelli, angolo Piazza Dante) verrà presentato il libro "Onda su onda" (BFS edizioni) curato da un gruppo di studentesse di Pisa che raccoglie i principali documenti dei diversi atenei e realtà nazionali relativi alla protesta studentesca e dei precari dell'autunno scorso. Alla presentazione organizzata da "Università 2.0", oltre alle curatrici saranno presenti i ricercatori Alessandro Breccia, Giuseppe Marcocci e Stefano Bolelli. La radice della protesta affonda nell'opposizione alla "Riforma Gelmini" e alla legge 133 di Tremonti, contestazione che ben presto si è allargata a tutti gli aspetti del sistema pubblico educativo italiano, «che in questi ultimi decenni - scrive la Biblioteca Serantini - è stato penalizzato da politiche insensate e contraddittorie fino alle ultime scelte del governo Berlusconi, che vuole fortemente ridurre il ruolo del sistema pubblico a favore di quello privato». La protesta studentesca e dei precari «ha saputo mettere in luce un altro aspetto tanto importante, quanto dimenticato quello dell'inscindibile legame tra istruzione e società. Parlare di un'autoriforma dal basso nelle università, quindi, significa ridisegnare un'altra università, a partire dai progetti emersi durante le assemblee e i tavoli di lavoro; significa, in ultima istanza, ridisegnare un pezzo di società in cui a prevalere non siano le logiche clientelari o di mercato, (il cui modello economico neoliberista di riferimento è in crisi), ma i principi di partecipazione diretta a favore del coinvolgimento di ogni soggetto».

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Trivero, un polo scolastico nel complesso Cerino Zegna (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

COMUNE. PROGETTO Bioglio Trivero, un polo scolastico nel complesso Cerino Zegna Ora lo stabile ospita la materna Il prossimo passo sarà l'elementare Nuovi iscritti all'asilo [FIRMA]MATTEO PRIA TRIVERO Il Cerino Zegna tornerà ad avere quel ruolo centrale che già rivestiva in passato. «L'obiettivo - spiega il sindaco Massimo Biasetti - è di trasferire nello stabile le elementari che ora sono ospitate nella struttura delle medie. Il progetto preliminare c'è già, ora cerchiamo i fondi». Da anno e mezzo, a conclusione di lavori durati oltre dieci anni, sono ospitati nello storico edificio i bambini della scuola materna che prima erano a Matrice e Bulliana: l'intenzione è di proseguire nei trasferimenti, facendo del Cerino Zegna un vero e proprio polo scolastico. L'amministrazione comunale vuole infatti sfruttare al meglio la struttura: «La cucina è in grado di servire 300 pasti - spiega l'assessore Gianluca Bassetto - e concentrare lì la preparazione potrebbe essere una soluzione per risparmiare sui costi». E restando in tema di risparmi non sono escluse razionalizzazioni degli istituti scolastici, come ha sottolineato la giunta nella pubblicazione «Trivero In-forma». Chiarisce l'assessore Bassetto: «Alla luce del continuo calo delle nascite in futuro si dovrà intervenire in questa direzione. Comunque tutto dipenderà dall'andamento demografico del paese, dal livello delle nascite e dalle decisioni che saranno prese dal Governo». Il riferimento alla razionalizzazione scolastica fa discutere i due gruppi di opposizione. «La scuola non va vista come un costo - spiega Piero Casula, di Progetto per Trivero -. In paese abbiamo una situazione ottimale con classi da 12 a 16 alunni, senza pluriclassi». Il gruppo Lega Nord invece non chiude la porta a una razionalizzazione. «Ci sono troppi fattori in gioco e non abbiamo la sfera di cristallo - spiega Silvano Civra Dano - anche se il livello di iscrizioni a scuola può essere migliorato potenziando i servizi alle famiglie, che ora sono costrette a portare i propri figli a Portula o Soprana». Gli sforzi dell'amministrazione comunale saranno concentrati anche sugli altri edifici scolastici. «Abbiamo chiesto contributi per Ronco: occorre sostituire i serramenti e realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto».Il decreto Gelmini ipotizza razionalizzazioni, ma a Bioglio le nuove nascite mettono al riparo dai tagli. La scuola materna, infatti, secondo i dati della Regione, risultava a rischio con 12 alunni, il numero minimo consentito: i 37 nuovi nati in tre anni però garantiscono un futuro alla scuola. Un risultato ottenuto grazie anche alla politica avviata dall'amministrazione comunale per attirare nuovi residenti in paese: negli ultimi dieci anni, infatti, sono stati realizzati diciotto appartamenti di edilizia agevolata. Ne sono stati ricavati otto in frazione Carpano, sei nell'ex albergo Betulla e quattro nell'ex asilo Florio, tutte strutture sistemate dal Comune e poi date in affitto. Questi immobili rappresentano anche una importante entrata per le casse comunali. «Parlare di boom forse è eccessivo - spiega il vicesindaco Stefano Ceffa -. I numeri però ci fanno stare tranquilli: nell'anno scolastico 2010/2011 arriveremo ad avere 29 alunni».

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la severità non abita qui solo due i 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

di Manolo Morandini La severità non abita qui solo due i 5 in condotta PONTEDERA. Rimandati a fine anno i giudizi severi in condotta. Nelle scuole superiori da Lungomonte all'Alta Val di Cecina sono pochissime le insufficienze. A prevalere è invece la linea "soft", con il limite minimo del voto fissato a 6 e 7. Fa eccezione l'Itis Marconi di Pontedera dove l'allarme bocciatura è già suonato per due studenti. «Due casi in cui sono stati determinanti i loro comportamenti, notevolmente scorretti e ripetuti - afferma il preside Pierluigi Robino - E quel 5 è tra i voti più alti che hanno in pagella». Questo il quadro che emerge negli istituti contattati. «Si tratta di ragazzi con un forte distacco dalla scuola e non sarà certo quel voto a comprometterne la promozione» aggiunge il preside Robino. L'insufficienza è anche un voto per la scuola. «In generale, segnala che si è rivelata incapace nel coinvolgere gli alunni». Sono 745 gli alunni e nel complesso il voto in condotta è dal 7 in sù. «Pochissimi i 6» precisa Robino. «Abbiamo studenti vivaci - aggiunge il preside Robino - ma nel complesso sono corretti e la situazione disciplina in generale è buona». Nessun 5 all'Istituto tecnico commerciale e per geometri di Pontedera. «Nella mia carriera non ho mai visto un ragazzo allontanato per più di 15 giorni da scuola - esordisce la preside Cristina Cosci - Abbiamo dato qualche 6, che deve suonare come un campanello d'allarme per il ragazzo e la sua famiglia». Qui, come nelle altre scuole superiori, è stato il consiglio dei docenti a declinare i criteri per dare il voto in condotta. «Tra gli indicatori ci sono l'impegno, la frequenza alle lezioni, il rispetto delle consegne degli insegnanti - spiega Cosci - Il 6 in condotta è stato dato ad alunni che hanno avuto varie note disciplinari, per episodi di una certa gravità, o delle sospensioni, una frequenza saltuaria, scarso rispetto degli insegnanti e dimostrano disinteresse per la vita scolastica». Ma nelle pagelline ci sono anche casi da 10 in condotta. «è sempre stato dato con una certa difficoltà, quasi suonasse come un'offesa al ragazzo - aggiunge la preside - Quest'anno però lo abbiamo ripristinato». Sono iniziati ieri, invece, gli scrutini al Liceo scientifico, 700 iscritti e tre sedi, San Donato, San Miniato e Montopoli. «Il 5 è l'estrema ratio - spiega il preside Sandro Scapellato - Ci sono dei criteri di base molto forti e si riferiscono a mancanze gravi: almeno 15 giorni di sospensione e che al rientro non ci sia stato alcun ravvedimento del ragazzo». «Nel nostro istituo non abbiamo casi da 5 ma sicuramente daremo qualche 6 o 7 per far capire agli studenti che serve attenzione anche sul fronte della disciplina - afferma il dirigente scolastico - Ma non ho memoria di casi gravi che abbiano condotto alla bocciatura». Anche all'Istituto d'arte di Cascina nessuna "bocciatura" per condotta. «Gli scrutini sono stati fatti a dicembre perché il nostro anno scolastico si divide in un trimestre e un pentamestre - spiega il preside Paola Teani - Nei casi più difficili abbiamo optato per il 6, vedremo a fine anno in che voto si saranno trasformati». Anche al liceo Carducci di Volterra il collegio dei docenti ha steso una griglia dei criteri per orientare i docenti nello stabilirre il voto in condotta. «Gli scutini non sono ancora stati fatti - dice la preside Maria Franca Cagliata - Se ci sarà qualche 5 in condotta lo sapremo solo tra qualche giorno».

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al datini arrivano i primi 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Prato Al Datini arrivano i primi 5 in condotta Riforma Gelmini: una trentina di studenti ora sono a rischio bocciatura PRATO. Speriamo si tratti solo di un voto di avvertimento. Con gli scrutini del primo quadrimestre ecco arrivare la nuova stangata dei 5 in condotta. I criteri di valutazione del comportamento degli studenti, con il decreto Gelmini, sono cambiati e un'insufficienza relativa al comportamento nel primo quadrimestre, può già compromettere potenzialmente una promozione. Per un bilancio su questo fronte, tra gli istituti superiori pratesi è ancora presto- in molte scuole gli scrutini non termineranno prima di venerdì - anche se sono già fioccati alcuni 5 per gli studenti più indisciplinati. Al professionale Datini su 1700 studenti, una trentina ha avuto insufficienza in condotta. «Il 5 in condotta è previsto in casi gravi - spiega il preside del Datini Roberto Paganelli - in presenza di una sospensione o di comportamenti violenti. Noi lo abbiamo dato anche a studenti così indisciplinati da impedire agli insegnanti di svolgere la lezione. Abbiamo concluso gli scrutini venerdì scorso, più di venticinque studenti hanno avuto 5 in condotta». «Verso questi ragazzi saranno presi provvedimenti - continua il dirigente scolastico del Datini - i genitori saranno chiamati a colloquio. Naturalmente ci auguriamo che da qui alla fine dell'anno, il 5 diventi almeno un 6». Più positivi i pronostici nelle scuole dove gli scrutini sono ancora in corso, alcuni presidi escludono addirittura di dover ricorrere al 5 in condotta. «Nel primo quadrimestre il voto in condotta non fa ancora media, né può compromettere la promozione - interviene Francesco Rossi dell'Itis Buzzi. Non credo saremo costretti a ricorrere a questo deterrente. Non abbiamo registrato sospensioni né casi di comportamenti tanto gravi da richiedere provvedimenti forti». «Ci saranno piuttosto le solite insufficienze - preannuncia- soprattutto al biennio in matematica, inglese, fisica e chimica». «Per la condotta abbiamo messo a punto un'apposita griglia di valutazioni- spiega invece Luigi Nespoli, dirigente del Cicognini Rodari, anche se al momento escludiamo casi da 5 o bocciature per comportamento. I ragazzi hanno colto il messaggio del voto in condotta promosso dal ministro e sanno cosa rischiano, visto che la condotta a fine anno fa media». Al tempo delle occupazioni studentesche contro la riforma Gelmini il preside Nespoli, poi arrivato ad accordi con gli studenti bloccando l'occupazione al Rodari, aveva preannunciato ripercussioni per gli occupanti sul voto in condotta. «L'occupazione è stato frutto della diffusione di un esempio negativo - aggiunge il preside. I ragazzi come il ministro degli Interni hanno perso di vista che occupare una scuola è un reato. Certo gli studenti che si sono fatti promotori della protesta non riceveranno un premio, ma non daremo loro 5 in condotta per punirli, su questo voglio rassicurarli». Miriam Monteleone

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lavagna magica al sant'orsola per seguire le lezioni a scuola - luigi spezia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Bologna L´innovazione Lavagna magica al Sant´Orsola per seguire le lezioni a scuola LUIGI SPEZIA Una lavagna magica che fa interagire i bambini ricoverati per lunghi periodi al Sant´Orsola con la scuola. E´ un sistema didattico innovativo, il primo del genere in Europa, realizzato da un ingegnere del Cnr di Bologna e finanziato da Telecom, che coinvolge le sezioni prima, seconda e terza C delle scuole medie Irnerio, dove la vicepreside, la professoressa Anna Testoni, segue anche la sezione distaccata al Policlinico. Le tre classi sono collegate con due reparti del Sant´Orsola: l´Oncoematologia pediatrica del professor Andrea Pession e la Cardiochirurgia pediatrica, dove lavorano i professori Gaetano Gargiulo e Fernando Maria Picchio. Per inaugurare la novità ancora in via sperimentale, al Sant´Orsola è atteso il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini. E´ un sistema semplice, ma mai realizzato prima. Nelle aule delle Irnerio ci sono tre maxi-lavagne bianche collegate ad computer e webcam. Nei due reparti del Sant´Orsola, soprattutto a Oncoematologia, ce ne sono diverse e così per i bambini che vengono ricoverati a lungo, a causa di un trapianto di cuore oppure perché malati di leucemia, è come essere in aula, anche se non è quella di provenienza. I bambini di varie età possono vedere una delle tre aule delle Irnerio con la webcam e possono seguire le lezioni stando a letto e a distanza. Possono interagire: quello che scrivono sul loro computer viene trascritto sulla lavagna in aula, cosicché i loro compiti, le loro risposte possono essere letti da alunni e professori. Ma possono essere svolte anche lezioni personalizzate, accordandosi sull´orario. La lavagna, un vero maxischermo, può essere usata anche per vedere Internet o una serie di canali tv anche di intrattenimento. C´è anche modo di mettersi in contatto con i propri fratelli a casa: con una chiavetta consegnata ai genitori in visita all´ospedale.

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delbono e il sogno digitale "internet gratis in tutte le scuole" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna L´assemblea al Baraccano Delbono e il sogno digitale "Internet gratis in tutte le scuole" L´ACCESSO gratuito a Internet in tutte le scuole bolognesi, dalle materne alle superiori. E´ la proposta di Flavio Delbono al confronto sulla scuola organizzato ieri al Baraccano dal Pd. Con le senatrici Albertina Soliani, Mariangela Bastico e Andrea De Maria. Delbono tace sullo scontro tra il segretario del Pd e la presidente della provincia, interviene sulla scuola partendo da «una proposta semplice, ma segno di quello che per noi è coesione sociale», difende il tempo pieno, promettendo che «genitori e insegnanti non saranno mai soli». L´affondo viene dalla platea, dalle mamme della protesta a difesa del tempo pieno, dai padri. «Siamo distrutti, da soli, dal basso verso l´alto combattiamo da mesi - dice Simona Blosi, voce dell´assemblea delle scuole - non veniteci a dire cosa non va perché lo sappiamo benissimo, da anni paghiamo anche la carta igienica, abbiamo i figli divisi nelle classi quando non c´è il supplente. Troverete il sostegno di tutti se al vostro livello combatterete per dare risorse alla scuola, per fermare i tagli e abrogare le riforme Moratti e Gelmini». Giorgio Tassinari, genitore, ricorda «che forse un sindaco alle nostre manifestazioni ci sarebbe piaciuto vederlo». «E´ questo il punto», sottolinea anche Sandra Soster, Cgil, invitando a una battaglia comune e «forte». Al candidato della sinistra raccogliere. Delbono promette, «mai più soli»: «Se io non avessi avuto una buona scuola pubblica oggi non sarei qui, ma a fare il vigile urbano o il fabbro in un piccolo comune del mantovano». (il. ve.)

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Mancanza di fondigruppi sportivi in crisi (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Mancanza di fondigruppi sportivi in crisi allarme all'itis SONO RIPRESI solo ieri, dopo lo stop del mese di gennaio, i gruppi sportivi pomeridiani delle scuole medie inferiori e superiori. A confermarlo è Giancarlo Bossolino, docente di educazione fisica all'Itis Ferraris di Savona. "Ad eccezione di casi come i geometri, che hanno portato avanti in gennaio l'attività grazie al fondo di istituto, nelle altre scuole si è fermato tutto a dicembre - dice Bossolino - Tutto questo è stato una conseguenza di una circolare del Ministero dell'istruzione del 26 settembre 2008, che stanziava i fondi solo fino alla fine dell'anno". E non sono mancati i problemi nella programmazione sportiva degli istituti. "Danneggiando anche gruppi come quello di bowling e calcio a 11 dell'Itis, che può vantare il titolo italiano da quattro anni per il bowling e ammesso al campionato del mondo ad Antalya in Turchia, dal 5 al 13 aprile 2009, per il calcio - prosegue Bossolino - Questa interruzione è stata un allarme anche perchè sembrava che il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ripristinasse l'articolo 304 del 1945, nel quale si affermava che il voto di educazione fisica non rientrava nella media generale di valutazione. Ora mi sono messo in contatto con Flavio Cucco, presidente nazionale di una delle associazioni che difende il valore dell'educazione fisica e dei propri insegnanti, per dare voce ai docenti savonesi. Contiamo di unirci anche noi per chiedere la definitiva abrogazione dell'articolo 304, tuttora vigente". D'altronde l'educazione fisica è troppo importante per i giovani. "Ci troviamo a dover difendere la dignità dell'educazione fisica da un ennesimo attacco e a dover spiegare perchè la nostra materia è fondamentale nel percorso formativo degli studenti - conclude Giancarlo Bossolino - Le attività motorie proposte nelle lezioni di educazione fisica, sono necessarie per prevenire scadimenti corporei e mentali". Mario Schenone 03/02/2009

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<È un errore cancellare le gite> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

«È un errore cancellare le gite» gli studenti del liceo classico "bocciano" gli insegnanti E allo scientifico alcune classi aggirano il divieto organizzando in proprio i viaggi culturali Savona. «È l'unico momento di svago che abbiamo. Non è questo il modo di agire. Gli insegnanti che danno hanno? I viaggi ce li paghiamo noi, le nostre famiglie, non loro». Michela Gabellini è solo una delle tante espressioni dello scontento esploso al liceo classico "Chiabrera", dopo che agli studenti è stato comunicato che quest'anno sono state soppresse le gite scolastiche per decisione del Collegio docenti. Una forma di protesta che gli insegnanti (così come hanno fatto i colleghi dello scientifico) intendono attuare contro la riforma Gelmini. «Non è una decisione giusta nei nostri confronti, soprattutto di chi, come noi, è impegnato negli scambi culturali» lamenta Carola Pescio Canale, rappresentante del Consiglio di istituto, studentessa della IV G del liceo classico linguistico. «Disapproviamo la decisione, anche se non ci riguarda direttamente - continuano due compagne di classe, Giulia Gallo e Giulia Debenedetti -. Lo scorso autunno siamo stati una settimana a Salamanca, in Spagna, ma si è trattato di un soggiorno di studio. Per il nostro corso abbiamo bisogno di viaggiare, di andare all'estero». Il preside del liceo classico, Guglielmo Marchisio, allarga le braccia: «Si tratta di un provvedimento del Collegio docenti, libero di agire autonomamente - spiega - che blocca solo le gite di divertimento di oltre un giorno. Ma ci saranno altri viaggi legati alle attività didattiche. Gli studenti vanno spesso al cinema e al teatro. La decisione non riguarda gli studenti dell'ultimo anno, che ad ottobre sono andati in Tunisia. Sono stati inoltre mantenuti i due soggiorni da una settimana ciascuno a Canterbury e a Berlino per gli studenti del liceo linguistico. I ragazzi avranno l'occasione di rifarsi negli anni successivi e poi, considerato che c'è crisi, l'annullamento dei viaggi consente alle famiglie di risparmiare». Ma gli insegnanti hanno un'indennità di viaggio? «Solo chi va all'estero, per chi invece si reca in Italia non esiste più dalla finanziaria di Padoa Schioppa». Ma le motivazioni del preside non placano gli studenti. «È sbagliato» tuona Matteo Demi. «Siamo molto dispiaciuti per questa decisione - dice Federico Di Mola, della I F -. Per noi la gita rappresenta un'occasione di divertimento». Il compagno di classe Valerio Bozano spiega come il congelamento delle gite scolastiche abbia spinto alcuni studenti del liceo scientifico ad organizzare autonomamente viaggi di un giorno "fai da te" in musei o centri culturali. Per placare l'ira degli studenti il preside sottolinea comunque che il congelamento delle gite («una forma di protesta che rischia di cadere nel vuoto») non è una decisione irreversibile. La speranza è quindi quella che anche al liceo classico gli insegnanti facciano dietro-front, così com'è successo al liceo "Grassi". «Quando c'era ancora poca chiarezza sulla riforma Gelmini il Collegio docenti aveva deciso di bloccare le gite scolastiche - spiega la preside Gabriella Rosso -. Alla luce di alcuni chiarimenti e modifiche del ministero e su esplicita richiesta degli studenti, il provvedimento è stato rivisto. Non ho voluto influenzare le decisioni degli insegnanti. Nel mio ruolo rappresento lo Stato, così ho voluto tirarmi fuori». Il congelamento delle gite non è una forma di protesta che piace al preside dell'istituto "Mazzini-Pancaldo-Martini", Alfonso Gargano. «In alcuni casi la gita è legata agli sbocchi professionali, alla programmazione - dichiara -. Perché penalizzare gli studenti? I nostri Collegi docenti non hanno preso alcuna decisione del genere. Senza criticare chi ha congelato le gite, credo però che esistano forme di protesta più incisive, altri modi per farsi sentire che non penalizzino l'offerta formativa. Ho saputo anche che, altrove, per protestare contro la Gelmini, gli insegnanti hanno deciso di abolire i libri di testo. Mi sembra un'altra assurdità». Stefania Mordeglia mordeglia@ilsecoloxix.it 03/02/2009 ' 03/02/2009 una soluzionecontro la crisiÈ la protesta contro la riforma Gelmini. Ma i giovani hanno altre possibilità di svago guglielmo marchisiopreside del liceo classico 03/02/2009

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raffica di cinque in condotta nelle pagelle (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Livorno Raffica di cinque in condotta nelle pagelle Ma il preside tranquillizza: è solo un deterrente per gli indisciplinati LIVORNO. Cinque, ma anche quattro in condotta. Che, al contrario di quanto accadeva prima, ora fanno media. Le prime pagelle dell'era Gelmini hanno colpito. Sono qualche decina i ragazzi delle scuole superiori della città che si sono trovati quella brutta insufficienza tra le valutazioni di fine trimestre, mentre alle medie il fenomeno è molto più limitato, pochissimi casi e scelte molto sofferte. E non è finita qui perché ora sono in arrivo, per gli istituti che applicano questo genere di scansione, le pagelle del primo quadrimestre e le insufficienze in condotta degli studenti livornesi potrebbero aumentare. «Certo, quando abbiamo ritenuto che ci fossero le condizioni - dice il professor Roberto Gallinari, preside del liceo Enriques e dell'Iti, dove le pagelle sono state già consegnate perché si lavora su trimestre e pentamestre - abbiamo assegnato l'insufficienza in condotta. Non sono molti casi, ma ci sono. Peché in certe situazioni è un segnale che è giusto dare, soprattutto in tempi come questi, con tanti giovani che riempiono i vuoti con atteggiamenti negativi, anche lesivi dei diritti altrui. Un segnale, un deterrente. Perché capiscano che la scuola va vissuta con senso di responsabilità e civiltà. Da qui alla fine dell'anno c'è tutto il tempo per cambiare atteggiamento e "riparare" quel voto...». Da qui alla fine dell'anno c'è anche un po' di confusione, perché un nuovo decreto della Gelmini, pubblicato appena una quindicina di giorni fa (e gli scrutini del trimestre erano già conclusi) fissa delle condizioni particolari per quel 5 in condotta: per esempio l'alunno deve aver avuto una sospensione di almeno 15 giorni decisa dal consiglio d'istituto. Ma sembra che nel giro di pochi mesi, da qui alla fine dell'anno scolastico, le regole cambieranno ancora: «Perché se restano quei paletti - dice ancora Gallinari - l'insufficienza in condotta sarà riservata solo a chi ha commesso veri e propri reati, altro che bullismo. E allora non ha più senso...». Situazione più soft invece alle medie: «Noi per esempio non abbiamo dato nessun 5 in condotta - dice la professoressa Maria Giusti, preside delle Borsi -. Come in tutte le scuole ci sono ragazzi meno coinvolti, con atteggiamenti più problematici. Ma abbiamo preferito evitare quel 5, alleggerire la situazione piuttosto che appestantirla».

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con quel quattro mi sento marchiato - cristiana grasso (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Livorno «Con quel quattro mi sento marchiato» CRISTIANA GRASSO LIVORNO. Quattro, scritto in corsivo, sette lettere che ti arrivano in mezzo agli occhi come un pugno e quasi non ci credi. Invece è quello il voto, quattro in condotta, e F. che ha 16 anni, terza liceo scientifico, ci piange. Ma come, un tipo come te, «irrispettoso e provocatorio nei confronti degli insegnanti» ma anche «strafottente e irritante durante le lezioni» ci piange... E non se l'aspettava. «No, il quattro non me l'aspettavo. magari un sei, che era già un brutto voto. Potevo pensare al cinque che poi allo scrutinio finale avrei recuperato. Però quel quattro, non mi va giù». Ha uno sguardo dolce F., look da teen ager, i jeans costosi e alla moda, l'aria un po' guappa di chi crede di conoscere già il mondo. Ma il suo mondo per ora è un piccolo mondo: genitori per bene, qualche storiella con l'altro sesso, l'amore per gli animali, un'identità che a questa età sembra un miraggio. Tutto qui. «Non ho mai picchiato nessuno, non ho commesso gesti di bullismo, niente di niente. Solo questa storia del comportamento irrispettoso. Ora quel quattro mi pesa come un macigno, mi bolla, mi fa sentire criminale. Però anche i miei compagni l'hanno detto, quel quattro non lo meritavo. E certamente dipende anche dal fatto che ho brutti voti anche in parecchie materie, perché a uno bravo che ne combina di tutti i colori ci pensano mille volte prima di dare un votaccio in condotta». Del resto in classe di F. e anche nelle altre classi di molte scuole superiori della città, dell'Enriques e dell'Iti, se non di quattro di cinque ne sono fioccati parecchi. Non tantissimi, ma quanto basta per creare il caso. Un caso che probabilmente non si ripeterà, a meno che il ministro alla pubblica istruzione Gelmini non cambi nuovamente le carte in tavola. Perché chi ha già ricevuto la pagella, e quindi l'eventuale insufficienza in condotta, ha avuto sfortuna: non ha infatti "beneficiato" degli effetti dell'ultimo decreto Gelimini di metà gennaio che stabilisce condizioni molto particolari per poter affibbiare quel cinque in condotta (o voti inferiori), tipo una sospensione di almeno 15 giorni decisa dal consiglio d'istiututo. Come dire che già nelle pagelle che verranno consegnate a febbraio per quelli che lavorano "a quadrimestre" di insuficienze in condotta ce ne saranno molte meno. Però non è neanche detto che il ministro non faccia un nuovo dietrofront e elimini tutti quei paletti che ora limitano l'uso del fatidico cinque. «Per carità - ammette F. - in certi casi è giusto far capire che si è esagerato, c'è chi picchia, di distrugge i banchi, chi fa cose davvero brutte. E allora un brutto voto in condotta è necessario, lo accetterei anch'io». Del resto di "cose brutte", un mix tra goliardia scadente e prepotenze di periferia, ne accadono parecchie nella nostre scuole. Non sempre, non dappertutto: ma la colla sulla sedia del prof. più mansueto, il filmino alla prof che accavalla le gambe, i piccoli vandalismi e le micro-violenze nei confronti dei più deboli, sono gli ingredienti di troppe mattinate tra i banchi livornesi. Riuscirà la paura di quel votaccio in condotta che fa media e potrebbe compromettere la promozione ad arginare questi fenomeni di bullismo da due soldi?

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l'iscrizione diventa un rebus (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Livorno L'iscrizione diventa un rebus La nuova legge cambia tutto, genitori disorientati LIVORNO. «Occhio genitori. Il terremoto Gelmini non colpirà solo i bimbi che si iscrivono in prima elementare». Il nuovo attacco alla legge della ministra dell'istruzione parte da un gruppo di genitori del Circolo didattico della Rosa. Obiettivo? Aprire gli occhi ai genitori. «Lo sapete - dicevano nei giorni scorsi dietro a un banchetto organizzato fuori dalle Lambruschini - che chi andrà in seconda, terza, quarta o quinta nel 2009/2010 non avrà più il gruppo di insegnanti che ha avuto finora?» Non solo: «Il contenuto delle ore garantite sarà completamente diverso. Addio qualità: scordatevi le gite al museo, laboratori, teatro e le ore per recuperare chi è rimasto indietro». E aggiungono: «Molti genitori cascano dalle nuvole, il governo fa di tutto per non informare». Boom di firme. è tempo di iscrizioni (scadono il 28 febbraio): nel mirino dei genitori c'è proprio l'ultima circolare del governo che «contrariamente a quanto finora sbandierato, stravolgerà anche la scuola di chi c'è già dentro». Alla Rosa sono in prima fila nel raccogliere firme (già a quota 300) per i moduli in cui chiedere simbolicamente ai dirigenti scolastici «la conferma del modello scolastico prescelto a suo tempo». Cambia tutto. Per tutti. Ma la Gelmini non ha assicurato che per i bimbi delle classi successive alla prima tutto rimarrà uguale? «La facciata sì - sbotta Tiziano Rosselli, prof alle medie Michelangelo e un figlio in prima alle elementari Cattaneo - Di fatto le ore garantite saranno le stesse scelte a suo tempo dalle famiglie (30 per il modulo, 40 per il tempo pieno) quello che cambia è la qualità di ciò che c'è dentro». Vale a dire? «La circolare del ministero del 15 gennaio - dice Rosselli - parla chiaro: vengono abolite per tutti e da subito le compresenze. Si stravolge cioè tutto il modello organizzativo e didattico conosciuto finora». Ciao compresenze, ciao qualità. Ma che vuol dire se vengono abolite le compresenze? Letizia Tinghi, mamma di un bimbo alla Cattaneo spiega: «Che sparirà il modulo e il tempo pieno diventa un doposcuola vecchio stile». «In quello che fino ad ora era il sistema a modulo (30 ore) - dice Tinghi - il tempo scuola non sarà più gestito da maestre contitolari (2 ogni 3 classi) ma da un solo insegnante tuttologo, e poi da altri via via aggiunti secondo le dotazioni di organico della scuola. Un sistema spezzatino solo per coprire l'orario: senza alcun intento pedagogico». Sta qui lo tsunami sul modello di scuola attuale: «Così i bimbi che avevano cominciato il quinquennio in un modo dovranno dire addio, già da settembre 2009, alle ore di contemporanea presenza dei maestri. Proprio quelle ore finora utilizzate per arricchire l'offerta formativa: compresi i preziosi momenti utilizzati per percorsi di integrazione e recupero». Addio maestre mie. I genitori puntano il dito anche sul fatto che i loro figli potrebbero vedersi cambiare i maestri avuti fino ad oggi. «Con i tagli di organico annunciati è impossibile che tutto rimanga come prima» avverte Eleonora Paltrinieri, un bimbo alle Corridi. «è un effetto domino. Basta che uno dei tanti precari non venga riconfermato (e i rischi sono da subito concreti) e il castello del team di docenti cade. Travolgendo con l'orario-spezzatino anche i punti di riferimento dei bimbi che dovranno abituarsi a vedere (tante) facce nuove dietro la cattedra». Gianluca Della Maggiore

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Scuola, fondi in arrivo per i corsi di recupero (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: SYSTEM data: 2009-02-03 - pag: 26 autore: Istruzione. Una circolare del ministero fa il punto sulle risorse a disposizione Scuola, fondi in arrivo per i corsi di recupero Stanziati 55 milioni di finanziamenti aggiuntivi Francesca Barbieri Cristiano Dell'Oste Arrivano 55 milioni di euro di risorse aggiuntive per i corsi di recupero nelle scuole superiori. La notizia era nell'aria da qualche giorno (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) e ora il Miur l'ha messa nero su bianco con la circolare 12/2009. I fondi erano attesi con ansia dai presidi di molti istituti superiori, che proprio in questi giorni stanno ultimando gli scrutini al termine del primo quadrimestre e che a partire dalla prossima settimana daranno il via alle lezioni pomeridiane di recupero. Senza contare gli istituti che dividono l'anno in trimestri, nei quali i recuperi sono già iniziati da qualche tempo. Il problema principale dei dirigenti scolastici era l'incertezza sull'entità delle risorse disponibili. I presidi sapevano di poter contare sul fondo d'istituto – che però serve a finanziare anche gli altri progetti didattici, dal teatro alle lingue, fino allo sport – ma non sapevano se e quanti stanziamenti aggiuntivi sarebbero arrivati dal ministero. La conseguenza era una sorta di programmazione "al buio", con le scuole costrette ad avviare i corsi di metà anno senza sapere se avrebbero avuto i soldi per pagare quelli di fine anno. Anche perché i costi sono rigidi: il contratto collettivo di lavoro prevede che gli insegnanti siano pagati 50 euro lordi per ogni ora di lezione. E la scuola, se vuole risparmiare, può agire solo sulla durata del corso, le modalità del recupero e il numero minimo di partecipanti, secondo i «modelli didattici della flessibilità » richiamati anche nella circolare ministeriale. Un anno fa, alla fine del primo quadrimestre, due milioni di studenti avevano collezionato otto milioni di insufficienze. Una mole di brutti voti che aveva indotto l'allora ministroGiuseppe Fioroni a mettere in campo un doppio intervento: 30 milioni previsti dalla Finanziaria 2008 e 28 milioni derivanti dalla legge 222/ 07 sull'assolvimento dell'obbligo scolastico. I 55 milioni stanziati ieri dal ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini non sembrano molto lontani dai livelli dell'anno scorso, ma i sindacati hanno già definito l'importo insufficiente. Molto dipenderà, comunque, dall'entità dei "debiti" formativi da recuperare quest'anno e dai margini di utilizzo del fondo d'istituto rimasti alle singole scuole. Al di làdell'entità delle risorse, comunque, i fondi aggiuntivi consentiranno alle scuole maggiori opzioni nella scelta degli insegnanti. «Gli istituti potranno programmare le attività in modo più flessibile – commenta Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola – e soprattutto potranno ricorrere in caso di necessità anche a insegnanti esterni, precari in graduatoria o docenti con l'abilitazione». francesca.barbieri@ilsole24ore.com cristiano.delloste@ilsole24ore.com www.ilsole24ore.com/norme La circolare dell'Istruzione

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Laura Marsilio: <Tetto di cinque stranieri a classe> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-02-03 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Progetto scuola Laura Marsilio: «Tetto di cinque stranieri a classe» Un «piccolo gruppo» di alunni stranieri in ogni classe. Quanti? I numeri non sono ancora precisi o stabiliti ma l'assessore capitolino alla Scuola Laura Marsilio ritiene che «in una classe materna di venti alunni, cinque bambini stranieri al massimo potrebbero essere un numero giusto». Ove per stranieri si intende «non cittadini italiani». E così dopo aver «apprezzato la decisione del sindaco di Vicenza di "armonizzare" i bambini immigrati nelle classi», Laura Marsilio ha convocato per oggi una riunione con il dirigente scolastico regionale Raffaele Sanzo e con la dirigente scolastica dell'istituto Carlo Pisacane, oltre quelli delle scuole del «medesimo bacino di utenza», ovvero delle vicinanze, e il presidente del municipio. Si inizia dalla Carlo Pisacane, un istituto dove è prevalente la presenza di bambini del Bangladesh: «In questo modo - spiega Laura Marsilio - si sono favorite le "classi-ghetto" e non si fa integrazione». Da parte sua il dirigente Raffaele Sanzo afferma che «la disponibilità delle scuole c'è sempre stata. Il problema - aggiunge - è che per poter spostare gli alunni da una scuola all'altra serve la disponibilità delle famiglie». L'assessore capitolino alla scuola confida nella possibilità di una «rete» con le materne ed elementari delle vicinanze e nell'accordo con i consiglieri aggiunti che «hanno sottoscritto così dice - il protocollo di intesa sulle linee guida dell'integrazione». «Comunque - afferma Laura Marsilio - ci dobbiamo attenere alla circolare del ministro Gelmini che anche Sanzo conosce. Non è una limitazione delle libertà, ma un modo per gestire un fenomeno che è diventato fuori controllo. Ci sono famiglie italiane che non ne possono più. Va favorita una più equa distribuzione degli alunni». La decisione è comunque destinata a suscitare polemiche. Nonostante si preveda anche la «presenza di mediatori culturali nelle scuole». L. Gar.

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"Il diario blogdi una scuoladel West" (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

"Il diario blogdi una scuoladel West" siti e miti Gli studenti dell'istituto professionale Odero di Genova ci raccontano le loro prove di giornalismo 03/02/2009 ODERO NEWS (http://oderonews.wordpress.com) compie un anno e comincia ad andare in giro per il mondo. Il "diario-blog della più famosa scuola del West", come recita senza modestia il suo sottotitolo, è il giornalino studentesco dell'istituto Odero, scuola superiore professionale di Genova Sestri Ponente. Nato in via sperimentale l'anno scorso grazie alla volontà del preside e alla presenza di una giornalista-insegnante, ha ripreso gli aggiornamenti a ottobre. La redazione si vede una volta alla settimana ed è composta da una decina di ragazzi di varie classi - dalla prima alla quinta - che volontariamente hanno scelto di aderire al progetto e sono stati selezionati in base al merito scolastico. Per partecipare ai lavori dell'Odero News infatti bisogna lasciare le lezioni, saltare l'intervallo, ricavare tempo dove il tempo non c'è. Anche perché in redazione circolano sempre molte, troppe idee e spesso ci si perde in discorsi mentre le notizie rimangono indietro. Se la velocità non è il loro forte, bisogna però ammettere che i giornalisti in erba dell'Odero sono versatili: impaginano, fotografano, elaborano le immagini, si scontrano insomma con i mille problemi che pone la gestione di un sito; oltre a ciò ogni settimana si assumono un incarico giornalistico: un'intervista, una piccola inchiesta, un fotoreportage. Cercando ognuno la propria vocazione: «La cosa più bella è andare in giro e conoscere altre persone, come abbiamo fatto con l'inchiesta sulle autogestioni», dice Rubens Dervishi, 18 anni. Concorda Matteo Magrini «Il contatto con la realtà che ci circonda è la cosa che preferisco. Inoltre si può lavorare su argomenti più divertenti e vivere un'atmosfera più informale rispetto alle lezioni in classe». Non tutti però smaniano per fare gli inviati: «Io preferisco scrivere!», afferma con decisione Byron Castro, 15 anni, arrivato da pochi mesi all'Odero ma già attivissimo in redazione. «Scrivere e impaginare». Invece secondo Gregory Gomez, 20 anni, la differenza sostanziale con il lavoro in aula è la gratificazione: «Mi piace ricevere i commenti dei lettori, sapere che vengo apprezzato. Questo mi ispira, mi invoglia a scrivere». E in effetti il bilancio, dal punto di vista dell'insegnante, non può che essere positivo. Il laboratorio è il cuore della didattica in una scuola professionale come la nostra. Far cimentare gli studenti con un giornalino, permette di raggiungere gli obiettivi dell'insegnamento in un modo molto efficace. E contemporaneamente si lavora a valorizzare tutti quei progetti che si svolgono nell'istituto, dai viaggi all'estero, alle attività sportive. Il blog infatti si occupa di argomenti svariati, suddivisi per categorie, ma forse ancora un po' troppo mescolati. Si può trovare la cronaca della partita di rugby vicino a un pezzo sulla riforma Gelmini; una lettera al sindaco accanto a un racconto. Il proposito per il futuro è organizzare le idee in canali ben riconoscibili e lanciarsi nel multimedia, con inchieste video e audio. -- Francesca Martino docente dell'istituto Odero, Genova 03/02/2009

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Torino, scintilletra studenti e polizia (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Torino, scintilletra studenti e polizia l'onda anomala è tornata Le proteste contro la riforma dell'Università sono esplose all'inaugurazione dell'anno accademico 03/02/2009 Torino. Professori senza toghe ed ermellini per dare il segno evidente della crisi, in un palazzo del rettorato blindato e, fuori, in piazza, studenti arrabbiati contro la riforma Gelmini: sono state le facce della stessa medaglia dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'università di Torino. Due i momenti di tensione: uno in strada tra corteo e polizia, che si è concluso con la denuncia di un manifestante, l'altro durante la cerimonia quando uno studente, ammesso a entrare nell'Aula Magna, ha preso il microfono al grido «questa è una farsa, puzza di marcio» e detto fatto è stata lanciata verso il palco dei relatori un fialetta puzzolente. Una protesta, comunque, che non è degenerata e che non ha centrato l'obiettivo annunciato nei giorni scorsi dall'Assemblea No Gelmini e da Onda Anomala di impedire lo svolgimento di un evento che per tradizione rientra tra i principali dell'anno nella vita di una città. Poche anche le autorità presenti in sala, tra cui il procuratore Giancarlo Caselli e il cardinale Severino Poletto. Molto, invece, il disagio, l'amarezza, palpabile nell'aria e, concretamente, nella relazione del rettore Ezio Pelizzetti. Rettore bersagliato da opposti schieramenti. Dai manifestanti che oggi, per tutto il centro di Torino, hanno distribuito volantini e urlato slogan accusandolo «d'indifferenza» di fronte alla «situazione economica dell'università italiana che è drammatica». E dai giovani della Destra Universitaria che, al contrario, gli imputano permissivismo verso i contestatori e ne hanno chiesto le dimissioni. Lui, scuro in volto, ha difeso la sua linea e snocciolato cifre su cifre che smentiscono il buco da 30 milioni di euro denunciato dagli studenti. Rivolgendosi al governo ha chiesto di «evitare distribuzioni a pioggia dei contributi alla ricerca» e di ripensare alle sue scelte finanziarie. Ha inoltre ammesso di capire le preoccupazioni di studenti e ricercatori ma di non condividere i metodi della protesta. 03/02/2009

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Il 4 in condottaspacca la scuola (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Il 4 in condottaspacca la scuola Critiche alla punizione "esemplare" di tre studenti di Ragioneria Pavia. Sono tornati regolarmente a scuola i tre studenti (due ragazzi e una ragazza) più famosi d'Italia. Famosi perché puniti con un quattro in condotta sulla pagella del primo quadrimestre all'Istituto per ragionieri "Casale" di Vigevano. È il primo caso nazionale. Assenze ingiustificate e «comportamenti inaccettabili in classe» hanno spinto gli insegnanti a scegliere la linea dura, indicata del resto dal ministro Mariastella Gelmini come deterrente ai fenomeni di bullismo. La vicenda ha fatto discutere l'intero mondo della scuola e provocato una frattura tra insegnanti e allievi dell'istituto di Vigevano. Per il corpo docente, il provvedimento deriva da un «semplice giudizio obiettivo»; per i compagni di scuola dei ragazzi puniti, invece, si tratta di «una vera esagerazione». E la preside, Maria Teresa Dallera, è schierata a sorpresa dalla parte dei ragazzi, seppure con tutte le cautele del caso. Non entra nel merito della scelta degli insegnanti («I tre ragazzi giudicati con il 4 in condotta non erano certo da premiare, anzi. Hanno mantenuto e mantengono tuttora un comportamento inaccettabile», precisa ). Ne fa piuttosto una questione di metodo: «Mi sono espressa in modo contrario - è il commento - perché questa valutazione così negativa non è stata preceduta da alcun provvedimento disciplinare, come ad esempio una sospensione». Così, in effetti, vorrebbe anche la circolare emanata dal ministro Gelmini: il 4 in condotta, dice la legge, può essere dato solo agli alunni che siano stati sospesi per un periodo di almeno 15 giorni. «Peccato che la norma sia arrivata troppo tardi - lamenta la Dallera - Lo scrutinio ha avuto luogo lo scorso 14 gennaio, mentre la circolare è arrivata due giorni dopo e non può essere retroattiva». La preside, che ha già incontrato i genitori degli studenti raggiunti dal provvedimento («hanno accettato la valutazione espressa dagli insegnanti ma in parte hanno giustificato i loro figli») tiene però a precisare che non si tratta di una bocciatura annunciata. «Se il loro comportamento cambierà anche la votazione nei loro confronti cambierà - aggiunge la dirigente - Da qui alla fine dell'anno c'è ancora tempo». Ed è quanto gli insegnanti si aspettano dai tre puniti al cui fianco si è schierato anche il consiglio d'istituto degli studenti. «Altri comportamenti, forse più gravi, come atti di bullismo commessi da altri alunni della stessa scuola, hanno avuto come conseguenza in pagella una votazione più alta: un 5 in condotta - hanno osservato i rappresentanti -. Un giudizio che forse anche in questo caso sarebbe stato sufficiente». Il riferimento è a sei compagni d'istituto, che lo scorso novembre erano finiti su YouTube con un video che li immortalava mentre rompevano sedie e lanciavano oggetti in classe. Tutti avevano avuto una sospensione e, in pagella, si sono visti assegnare il 5 in condotta. Da quest'anno, come noto, con il decreto ministeriale emanato il 16 gennaio scorso, chi prenderà meno di 6 in condotta non sarà ammesso alla classe successiva. E il voto in condotta farà media. «Più serietà e più rigore - ha spiegato più volte la Gelmini - sono fondamentali per il miglioramento della scuola. Fondamentale per recuperare questi valori è anche la collaborazione tra scuola e famiglie. Anche per questo motivo, scuola, famiglie e studenti sono chiamati a sottoscrivere, all'inizio dell'anno scolastico, un "Patto educativo di corresponsabilita" sui corretti comportamenti da tenere a scuola». Nel decreto (5 articoli) si stabilisce che la valutazione del comportamento espressa in sede di scrutinio intermedio o finale «non può riferirsi a un singolo episodio, ma deve scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente in ordine all'intero anno scolastico». E il consiglio di classe «tiene in debita evidenza e considerazione i progressi e i miglioramenti realizzati dallo studente nel corso dell'anno». L'attribuzione di un voto in condotta insufficiente (inferiore a 6) al momento dello scrutinio finale presuppone dunque che il consiglio di classe abbia accertato che allo studente durante l'anno sia stata comminata una sanzione disciplinare (allontanamento temporaneo dello studente dalla scuola per periodi superiori a 15 giorni) e che, «successivamente alla irrogazione delle sanzioni di natura educativa e riparatoria previste, non abbia dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento». Il ministro ha però annunciato un ulteriore giro di vite (il provvedimento è in corso di preparazione). Si vuole dare maggiore libertà alle scuole di decidere in autonomia quando assegnare il 5 in condotta. Il limite dei 15 giorni di sospensione per l'attribuzione dell'insufficienza potrebbe essere eliminato già a partire dagli scrutini del secondo quadrimestre. Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 03/02/2009 ' 03/02/2009 un'armacontro il bullismoPiù serietà e più rigore sono fondamentali per migliorare la scuola mariastella gelminiministro della Pubblica Istruzione 03/02/2009

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Avogadro, record di 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

I NUOVI VOTI AI TEMPI DELLA GELMINIALL'ISTITUTO TECNICO VENTI PESANTI INSUFFICIENZE Avogadro, record di 5 in condotta Le pagelle stanno arrivando e alle superiori in molti casi sono già realtà. Il 5 in condotta si è visto poco: parecchie scuole hanno fatto gli scrutini prima dell'uscita del decreto, altre non hanno avuto tempo di elaborare la nuova scala di valutazione. In questo panorama, il «record» spetta all'Itis Avogadro, dove il 5 è finito sulle pagelle di una ventina di studenti su mille iscritti ai corsi diurni. «Casi piuttosto chiari. Un ragazzo, per esempio - dice il preside Alfonso Lupo -, aveva rubato il portafogli a una collaboratrice scolastica ed era stato sospeso per 15 giorni. Così come sospesi 15 giorni e colpiti dal 5 sono stati gli studenti che si sono resi responsabili di atti maneschi nei confronti dei compagni. Comunque parliamo del primo trimestre, quindi di un voto che non pregiudica una promozione». Basta rimediare. «Non abbiamo aspettato - spiega Lupo - perché la legge, che prevale sul decreto, era chiara. E poi perché nello stesso anno non si possono usare due criteri di valutazione diversi». Altri 5 all'Istituto professionale per il commercio e il turismo Boselli, «ma in un numero molto limitato di casi e più che altro come avvertimento: su 1300 allievi, sono stati sei in tutto», dice il preside Franco Pessana. Anche qui tra i sanzionati con 15 giorni e l'insufficienza in pagella, un giovane che ha aggredito, senza ferirlo, un compagno all'uscita. «Abbiamo dato anche una serie di 6 a chi aveva avuto sospensioni di minore entità. L'impressione, però, è che chi ha preso 5 non sia molto toccato dalla prospettiva della bocciatura». Peggio le ragazze o i ragazzi? Pessana non esita: «I ragazzi hanno atteggiamenti più aggressivi e maleducati». All'Itis Ferrari il 5 non è ancora in vigore. Il preside Gianni Mastropaolo: «Abbiamo usato il 7 con chi ha avuto più note sul registro o sospensioni, ma nessuno ha avuto 15 giorni». Aggiunge: «I problemi di disciplina ci sono di più negli itis e nei professionali perché tanti allievi portano a scuola un disagio che spesso comincia a casa, dove non c'è grande attenzione per la scuola. Sono quelli che fanno fatica a stare seduti una mattina ad ascoltare lezioni teoriche. Per punizione ho chiesto ad alcuni di dare il bianco nelle aule. Sono stati entusiasti, si sono fermati fino a tardi: la punizione è diventata un premio». Esenti dal 5, i licei. Anzi, i presidi ne parlano con una punta di fastidio. Stefano Grosso, dello scientifico Copernico: «Abbiamo un'utenza gestibile, non abbiamo sviscerato più di tanto il problema». E Riccardo Gallarà del classico Alfieri: «Abbiamo lavorato con la vecchia scala. Ho consegnato le pagelle in 49 classi, ma ho visto solo qualche 8, dato a i ritardatari o a chi disturba perché chiacchiera». Allo scientifico Einstein è arrivato, con pochi 10 e tanti 9 e 8, qualche 7. «Sono andati - dice la preside Emanuela Ainardi - a casi di grave infrazione del regolamento, con note ripetute, ritardi o assenze non giustificati».

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Barbadirame e la statua a Dolceacqua (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

La parola ai lettori Barbadirame e la statua a Dolceacqua Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10 - 18100 Imperia Fax: 0183 273.106 - e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI SANREMO via Roma,176 - 18038 Sanremo Fax: 0184 500.765 - e.mail: sanremo@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno pubblicati.Quel monumento collocato in piazza Nuova a Dolceacqua è forse una provocazione? No, non è una provocazione, ma è giusto che la gente sappia come stanno le cose. Inutile chiamare «Liguria agreste» una cosa che ha ben altri significati. Quel monumento, posto all'inizio della rampa nel borgo nuovo e inaugurato nel 1987, rappresenta una donna nuda con accanto una capra con corna e grappoli d'uva. Ebbene, secondo lo storico Valeriano, quell'immagine è invece un inno alla libidine. Per lo storico citato, infatti, una donna nuda, con accanto una capra cornuta e grappoli d'uva, sarebbe il simbolo della libidine. E allora, perchè, in tempi trasgressivi come i nostri, non chiamare le cose con il proprio nome? Perchè non mettere alla base della statua un cartello con la scritta: «Monumento alla Libidine», o anche soltanto «La Libidine»? La gente verrebbe da tutte le parti per vedere questo singolare monumento alla libidine, unico al mondo. RAIMONDO BARBADIRAME DOLCEACQUA Istituto alberghiero appello a Genduso Mi rivolgo al sindaco Genduso e al «movimento» che si è attivato per la difesa dell'Istituto Alberghiero di Taggia, per esprimere la mia diversa opinione. La richiesta di avere un biennio dell'Alberghiero a Ventimiglia nasce da anni di considerazioni sulla necessità di prevenire la dispersione scolastica, che - come risulta da tutte le statistiche - raggiunge il più alto tasso proprio qui nella zona intemelia. Come Comune di Camporosso e Ambito Sociale Valnervia ci siamo presi un grande impegno su questo problema. Abbiamo anzitutto attivato diversi servizi finalizzati a prevenire la dispersione: l'apertura di uno «Sportello Informagiovani di orientamento scolastico professionale»; progetti di laboratori, in convenzione con le Scuole, finalizzati a far conoscere possibili percorsi formativi e professionali; una costante mappatura del percorso scolastico dei nostri ragazzi (dalla quale ci risultano diversi iscritti proprio all'Alberghiero di Arma di Taggia, diversi a Imperia...). Ma purtroppo ci risultano diversi che non completano l'obbligo formativo. I motivi dichiarati: non sono abbastanza motivati per iscriversi a una delle poche scuole professionali esistenti qui sul territorio; non si iscrivono ad altre scuole a cui sarebbero interessati per la troppa distanza e i relativi problemi di trasporto, soprattutto dalla Val Nervia; c'è anche chi si è iscritto a scuole di Imperia, di Arma di Taggia, di Sanremo, ma poi non ha frequentato per i vari disagi legati alla distanza. La soluzione del problema? Cercare di avere più scuole sul territorio intemelio. Con l'assessore provinciale Veziano (che ben conosce i problemi della Val Nervia) e col coinvolgimento di tutti i Sindaci della zona, si è cercato anzitutto di risolvere con l'Rt i problemi del trasporto, ma senza risultati; e grazie al tenace impegno dell'assessore si è aperto a Ventimiglia almeno il biennio dell'Istituto Nautico. L'obiettivo e la speranza di tutti noi era di riuscire ad avere anche il biennio dell'Istituto Alberghiero. Comprendo la vostra volontà di conservare l'esclusività di un eccellente Istituto come l'Alberghiero. Ma credo anche che il sindaco Genduso (conoscendo la sua sensibilità verso le problematiche giovanili) possa comprendere anche le nostre motivazioni. Purtroppo non le comprende la Gelmini! LUCIA CORNA ASSESSORE POLITICHE SOCIALI CAMPOROSSO

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Scontri e manganellate (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

FUORI DAL RETTORATO LA MANIFESTAZIONE DEI GIOVANI DELL'ONDA E DEI NO GELMINI Scontri e manganellate denunciato uno studente Alta tensione in via Po. Un gruppo blocca la cerimonia L'unico attimo di tensione dura qualche secondo appena, nel mezzo di via Po, sotto la sede del Rettorato. Storia di una mattinata da «guardie e ladri», gli studenti nei panni di disturbatori, le forze dell'ordine a corrergli appresso cercando di tenerli alla larga dalla sede dell'Ateneo. Fughe e rincorse, fino alla scaramuccia delle 11,30. Fronte a fronte: il gruppo degli studenti, una cinquantina, con qualche scudo in plexiglass, e i poliziotti con gli scudi d'ordinanza. All'angolo con via Bogino i ragazzi dell'assemblea No Gelmini, che dalle otto manifestano contro la cerimonia d'inaugurazione, cercano di sfondare il cordone delle forze dell'ordine. I poliziotti non arretrano e, con qualche manganellata, respingono indietro gli studenti. Uno di loro viene fermato per essere identificato. Altre contestazioni. Urla. Slogan. «Benny libero». Ma Benny, invece, viene denunciato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Finisce tutto poco dopo mezzogiorno, là dov'era cominciata quattro ore prima la mattinata di passione per via Po e dintorni attraversate a folate dall'«Onda anomala». Hanno tentato in tutti i modi di guastare la festa dell'Università. Un paio di loro sono riusciti a incunearsi nella cerimonia ufficiale, sfuggendo al servizio d'ordine: sono entrati nell'aula magna proprio mentre Alice Arena, presidente del Senato studenti, aveva appena finito il suo intervento. Un ragazzo ha preso la parola, denunciando la «blindatura del centro città» e concludendo: «Questa inaugurazione puzza di marcio», mentre il suo compagno lanciava una fialetta maleodorante sotto il palco dov'erano schierati Rettore e presidi di facoltà. Frammenti di una mattinata in cui cinquanta studenti hanno tenuto occupato un plotone di quasi cento tra poliziotti e carabinieri e bloccato più di metà via Po per oltre quattro ore. Un'azione di disturbo in piena regola sotto gli uffici del Rettorato blindato da un fitto cordone di agenti, con i contestatori tenuti alla larga e gli ospiti «arroccati» nell'aula magna. Fuori, l'Onda. Prima su via Verdi, poi in via Po, quindi in piazza Castello, via Carlo Alberto, via Battisti, via Bogino. Anche un'incursione nell'atrio della sede regionale della Rai. Le contestazioni non sono arrivate solo dagli studenti. Ieri mattina, un folto gruppo di docenti, tra cui lo storico Angelo D'Orsi, ha inviato una lettera al Rettore, manifestando «profondo stupore» per «le condizioni in cui si è svolta l'inaugurazione» che - scrivono i docenti - «si è risolta nella mera sostituzione degli ermellini coi manganelli. Non possiamo pertanto non manifestare il nostro dissenso nei confronti degli organi di governo dell'Ateneo, i quali, consapevoli della situazione, hanno comunque deciso di dar corso all'inaugurazione e dai quali ci saremmo viceversa aspettati la sua immediata sospensione. È inquietante che un'istituzione democratica quale l'Università si trasformi un una cittadella militarmente presidiata dalle forze dell'ordine». \

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Londra, gli operai sicilianimettono in crisi l'Europa (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

La guerra del lavoro. La protesta in Inghilterra diventa un caso diplomatico e politico Londra, gli operai siciliani mettono in crisi l'Europa Contro i bulli che allagano le aule e poi mettono in mostra le loro malefatte su YouTube, o contro i componenti delle piccole bande scolastiche che nascono negli spazi sempre più ampi della noia e del nichilismo, i docenti hanno adesso un'arma: il voto in condotta. L'alunno che prenderà meno di 6, non sarà ammesso alla classe successiva. E il voto in condotta, per di più, farà media. Così, in tempi di scrutini, s'è accesa all'improvviso l'attenzione su un aspetto normalmente trascurato, la questione del comportamento. E, almeno per una volta, gli errori di grammatica o le sviste nei compiti di geometria o di greco passano in secondo piano. La scuola lancia un messaggio nuovo ai ragazzi. Si cambia registro. Dall'abolizione di tutte le regole, si passa a una fase in cui chi sbaglia paga. Ma dai primi segnali arrivati da varie scuole della penisola si profila il rischio di un uso improprio del voto di condotta, utilizzato come arma di ricatto, o come strumento per catturare un'attenzione che, altrimenti, sarebbe difficile da ottenere. Così le regole, pur giuste, finiscono per ingabbiare la scuola, per far confondere la condotta con l'educazione, per premiare gli alunni-mummia e scoraggiare quelli intellettualmente vivaci. Nessuna regola e nessuna punizione potranno mai suscitare l'entusiasmo e la passione dei ragazzi, che potranno nascere solo da docenti appassionati della propria materia e della vita. Ben venga, dunque, la rivalutazione del voto di condotta. Purché non si risolva in un'arma impropria e nella dimenticanza di ciò che più serve alla scuola: veri educatori attenti al bene dei giovani.

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Uncem: saranno chiuse 3300 scuole di montagna entro il 2012 (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 03-02-2009)

Argomenti: Scuola

Uncem: saranno chiuse 3300 scuole di montagna entro il 2012 (3/2/2009 19:05) | (Sesto Potere) - Roma - 3 febbraio 2009 - Il serrato confronto tra governo e autonomie locali sul "regolamento Gelmini" si è concluso la sera del 29 gennaio 2009 - nel corso di una complessa seduta della Conferenza Unificata - con l'accordo su un testo che lascia ancora in sospeso questioni nodali e sul quale l'Uncem chiede chiarezza per le scuole ubicate in montagna. Il tema del dimensionamento viene infatti rimandato all'intesa istituzionale da validare in Conferenza Unificata entro il prossimo 15 giugno. Accordo, questo, raggiunto dopo una complessa mediazione che ha registrato il rifiuto, da parte delle autonomie, della proposta avanzata dal Governo di chiudere almeno il 50% dei plessi sottodimensionati entro l'anno scolastico 2011/2012 per conseguire gli obiettivi di risparmio della spesa fissati dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e che ammonta a 85 milioni di euro. Secondo i dati forniti dal Ministero dell'Istruzione, infatti, ci sarebbero in Italia 6600 scuole "sottodimensionate", di cui 2960 scuole dell'infanzia, 2478 scuole primarie, 745 media e 477 superiori. Si entra così nella seconda fase del negoziato, che dovrà trovare d'accordo governo, regioni e autonomie sulle modalità con cui conseguire il risparmio senza colpire il diritto allo studio e la qualità della istruzione. "Oggi la situazione almeno è più chiara - commenta il presidente dell'Uncem Enrico Borghi - perchè il governo ci ha confermato che è nelle sue intenzioni chiudere circa 3300 plessi scolastici entro il 2012. Quello che non ci è chiaro è come siano stati calcolati questi plessi, dove siano, se nel calcolo si sono tenute in considerazione le attuali deroghe per le zone montane oppure no. Inoltre, chiediamo che si rifacciano i conti, perchè da alcune situazioni, che non sono state contemplate - tra le quali le dirigenze improprie in aree non montane - potrebbero scaturire le risorse per evitare la chiusura dei plessi. Noi non avremmo mai accettato a scatola chiusa la chiusura di almeno il 50% delle cosiddette scuole sottodimensionate, perché riteniamo si possano comporre le ragioni di bilancio con quelle del mantenimento dei plessi, dando spazio alla sussidiarietà. In ogni caso, la stesura finale del testo consente da ora un lavoro di maggiore approfondimento che compiremo insieme con le Regioni per evitare lo smantellamento dei presidi scolastici in molte aree montane".

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INCONTRI Diossina e Ogm Dalla diossina agli Ogm... Ma cosa mangiamo? , incontro all... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

INCONTRI Diossina e Ogm «Dalla diossina agli Ogm... Ma cosa mangiamo?», incontro alle 11,30 a cura della redazione di Eco Graffi, con Aldo Grasselli, Maria Caramelli e Giorgio Gilli. King Kong Microplex, via Po 21 Romanico in Piemonte Alle 17 inizia il ciclo di conferenze dedicate a «Il romanico in Piemonte»: Giovanni Coccoluto interviene su «Il romanico nel cuneese»; Alessia Meglio parla di «Sulle tracce del romanico a Vercelli, la chiesa di San Bernardo». Biblioteca Regione Piemonte, via Confienza 14 Bibliofilia subalpina «Bibliofilia subalpina. Quaderno 2008», i saggi sulla storia del libro e della stampa in Piemonte raccolti nell'undicesimo numero della rivista, presentati alle 17,30 da Walter Canavesio, Adriano Pennacini e Francesco Malaguzzi. Biblioteca Villa Amoretti, corso Orbassano 200 La firma Conoscersi attraverso la firma: profilo grafologico personalizzato redatto in studio, 17,30-19, ingresso gratuito, prenotare allo 011/5631233. Eurostudio, via San Quintino 31 San Salvario Alle 18, per il ciclo di conferenze su San Salvario «Terra Aria Acqua Fuoco», Stefano Musso e Maurizio Torchio intervengono su «I luoghi dell'industria di San Salvario tra Otto e Novecento». Aula Magna di Anatomia, corso Massimo D'Azeglio 52 Castello di Rivoli Alle 18 appuntamento con «La collezione permanente del Castello di Rivoli», incontro a cura di Alessia Giorda. Fnac, via Roma 56 Bere il territorio Alle 18,30 consegna del Premio Speciale «Vino d'Autore» a Benedetta Cibrario, che interverrà nella conferenza di presentazione, intervistata da Bruno Quaranta. Dalle 19,30 alle 22 banco d'assaggio e degustazione . Golden Palace Hotel, via dell'Arcivescovado 18 Progetto Salute 2009 Alle 20,45, incontro «La danza del sé: verso la coscienza di gruppo», con Giovanni Simona, geografo, e Francesca Manzone, insegnante di meditazione. Ospedale San Giovanni, via Cavour 31 Parliamo d'amore Alle 21, seminario «Parliamo d'amore» a cura di Stefania Guido e Franco Quesito, con una comunicazione dal titolo «Il disagio e la coppia. Medea e Giasone». Ingresso libero. Educatorio della Provvidenza, corso Trento 13 Mercoledì letterario Alle 21, gli artisti del laboratorio per il mercoledì letterario presentano «L'amico del pensiero e la caverna di Platone», con Giacomo Contri. Centro della Norma, via Assisi 6 D'istruzione scolastica Alle 21 assemblea pubblica del Circolo Sinistra Democratica San Salvario D'Istruzione Pubblica. «Orientarsi nella scuola post-Gelmini», con Adriana Bevione e Filippo Durazzo. Circolo Arci Garibaldi, via Petitti 37 Radiazione fossile Per il ciclo «Domande a chi fa scienza», appuntamento alle 21 con «Radiazione fossile», incontro condotto da Paolo De Bernardis, ordinario di Astrofisica Sperimentale e Dario Voltolini, scrittore e sceneggiatore radiofonico. Circolo dei Lettori, via Bogino 9 LIBRI Simbolismo dell'occhio Alle 18 Carlo Ossola e Marco Vallora, con letture di Irene Zagrebelsky, presentano il libro di Waldemar Donna «Il simbolismo dell'occhio». Circolo dei Lettori, via Bogino 9 Libri e diritti Per il ciclo «Libri e diritti» realizzato in occasione del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo: alle 18 presentazione di «Tè al Samovar. Voci dal gulag sovietico» di Ingrid Coman, con Donatella Sasso, esperta di educazione interculturale, Associazione Zonafranca-Spazi interculturali Onlus. Biblioteca Dietrich Bonhoeffer, corso Corsica 55 SPETTACOLI Femina Ridens Per Femina Ridens, il primo laboratorio comico in Italia interamente dedicato alle donne, alle 21,30 quinto appuntamento con la comicità in rosa. Cascina Roccafranca, via Rubino 45 DocuArte Alle 21 proiezione di «A scuola» di Leonardo Di Costanzo, documentario girato nella scuola media Nino Cortese, del rione Razziano di Napoli. Teatro del Lavoro, Pinerolo, via Chiappero 12 Le Eumenedi Il Progetto Teatro-Idea propone alle 21 la conferenza-spettacolo «Le Eumenidi», dall'Orestea di Eschilo: la nascita della democrazia in Atene secondo il grande poeta tragico greco, a cura di Marco Chiauzza. Ingresso libero. Circoscrizione 2, via Guido Reni 102 Unione Musicale Alle 21 l'Orchestra I Pomeriggi Musicali, diretta da Antonello Manacorda propone brani di Mendelssohn-Bartholdy e Beethoven (18-25 euro). Conservatorio G. Verdi, piazza Bodoni VARIE Coabitanti Alle 19 aperitivo dei coabitanti, organizzato da YLDA - realtà che promuove il progetto «Stessopiano - dove giovani coabitanti e proprietari si incontrano» - con La Cooperativa Tenda Servizi e il contributo del Programma Housing della Compagnia di San Paolo. Mar Rosso, via Silvio Pellico angolo via Principe Amedeo giornonotte@lastampa.it

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"Un pool in ogni provincia per evitare il rischio crolli" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

"Un pool in ogni provincia per evitare il rischio crolli" [FIRMA]ROBERTA MARTINI VERCELLI Anche l'abito fa il monaco, dice. E per la foto ufficiale non rinuncia alla cravatta. Riccardo Cuttaia è però soprattutto un ragazzo concreto, con buone idee e tanta voglia di metterle in pratica nel ruolo di neopresidente della Consulta studentesca provinciale. E - sottolinea orgoglioso - di presidente nazionale della Commissione edilizia che al ministro Gelmini ha presentato una bozza di documento per snellire le procedure dopo l'emergenza dei crolli. Riccardo ha 19 anni e frequenta 5ª chimici del «Faccio». E comincia proprio dell'Itis: «In istituto stiamo preparando il tutoraggio: pomeriggi dedicati dai ragazzi più grandi agli studenti di prima, per aiutarli a finire o a fare i compiti. Non vogliamo sostituirci ai prof, anzi. Sono loro che ci assistono in questo progetto». Al «Faccio» si lavora anche per trasformare la vecchia palestra in una nuova biblioteca e per ricostituire, in locali inutilizzati, una sala di robotica. «Vogliamo dare il benvenuto agli allievi del biennio - sottolinea Cuttaia - sperando che prendano il nostro posto non solo in un banco ma anche come promotori di iniziative». Come «chicca», Riccardo annuncia anche un piccolo corso di fotografia per gli studenti: in cattedra due esperti di fotografia digitale. Dopo le manifestazioni della Giornata della memoria, per la Consulta studentesca il presidente pensa ad un gemellaggio con Novara: «E' solo un'ipotesi, al momento, ma a giorni proprio Novara firmerà il progetto con Milano per una collaborazione fra le due Consulte. Noi vorremmo fare la stessa cosa». Per la fine dell'anno scolastico, come tradizione, verrà organizzata invece la Giornata della creatività, con i ragazzi di tutte le scuole impegnati, in piazza o in teatro, in spettacoli e momenti culturali. Delle quattro commissioni istituite a livello nazionale tra i presidenti di Consulta (edilizia, legalità, ambiente, creatività e studio), Cuttaia è stato chiamato a guidare il pool forse più delicato. La cronaca parla di crolli e tragedie, di edifici spesso non a norma. E il ministro ha chiesto a tutti, studenti compresi, di lavorare ad un progetto comune. A Maria Stella Gelimini, dopo aver letto la bozza di regolamento sull'iter dei lavori, proposta dai funzionari della Pubblica istruzione, Cuttaia e il suo gruppo di lavoro hanno presentato il progetto di istituire un tavolo di confronto provinciale, formato da tutte le componenti scolastiche, dalla Protezione civile, dal prefetto, dai vigili del fuoco e dall'Asl che si riunirà ad ogni segnalazione ricevuta da istituti a rischio.

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india, la rivoluzione digitale arriva il computer a 10 dollari - federico rampini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 19 - Economia India, la rivoluzione digitale arriva il computer a 10 dollari La potenza asiatica lancia la sfida all´arretratezza del suo sistema scolastico: mini-pc e libri elettronici per l´accesso di massa all´informatica FEDERICO RAMPINI A ogni scolaro un computer portatile per 10 dollari, meno di quanto costa un biglietto del cinema nei paesi occidentali. E´ la nuova rivoluzione digitale lanciata dall´India, un´ambiziosa alleanza tra pubblico e privato che punta a sconfiggere l´analfabetismo informatico. Si chiama Nation Mission on Education. La superpotenza asiatica con la più vasta popolazione giovanile del pianeta (superiore perfino alla Cina) mette al lavoro le sue proverbiali risorse tecnologiche per una sfida contro l´arretratezza del sistema scolastico. Oltre alla diffusione dei mini-laptop vuole portare in tutte le scuole lo e-book (libro elettronico) e la stampa quotidiana su supporto digitale. L´India è già famosa per i colossi del software che hanno fatto di Bangalore e Hyderabad le nuove Silicon Valley dei servizi informatici. Ma il boom tecnologico finora ha avuto un limite. Solo una minoranza di indiani hanno trovato lavoro nei settori avanzati. I settori dell´economia indiana che hanno fatto scintille nella globalizzazione sono una punta sottile, mentre il grosso della popolazione resta indietro e le diseguaglianze sociali aumentano. Con la Nation Mission on Education il paese ora affronta un compito più arduo: trasformare la rivoluzione informatica in un fenomeno autenticamente di massa, portare l´istruzione digitale anche nelle fasce più povere della popolazione, nelle baraccopoli degradate di Mumbai e nei villaggi sperduti delle campagne. L´apparecchio al centro di questa iniziativa è stato messo a punto da due università di eccellenza, gli Institute of Technology di Bangalore e Madras. Il suo prezzo reale di listino, se venisse commercializzato a fini di lucro, sarebbe più vicino ai 100 dollari: che è comunque la metà dei due prodotti concorrenti oggi disponibili, quello brevettato dallo scienziato americano Nicholas Negroponte per la sua iniziativa filantropica One Laptop Per Child (sostenuta da Google e Ebay) e il Classmate della Intel. Ma per le famiglie indiane che hanno figli a scuola il laptop costerà al massimo dieci dollari, la differenza essendo coperta dallo Stato e dai mecenati privati dell´industria informatica nazionale. Con questo grande piano di informatizzazione dell´istruzione New Delhi sembra quasi impegnata in una gara sul tempo con la nuova Amministrazione americana: anche Obama si è dato l´obiettivo di portare la banda larga Internet nelle scuole dei quartieri poveri di ogni città americana. Per l´India il balzo in avanti informatico, con i quotidiani online e i libri elettronici oltre al laptop da 10 dollari, è perfino più cruciale. Il gigante asiatico soffre per il dualismo estremo del suo sistema scolastico. I Politecnici di Stato indiani sono fra i migliori del mondo, i loro superlaureati fanno incetta di borse di ricerca nelle migliori università americane. Fondata su una meritocrazia spietata e una selezione feroce, la parte alta del sistema educativo è troppo "sottile". Alla base della piramide, l´istruzione di massa soffre un degrado spaventoso. L´India sforna oltre duecentomila laureati in ingegneria ogni anno ? più del doppio dell´America e dell´Europa ? ma al tempo stesso ha 380 milioni di analfabeti. Nelle scuole pubbliche ogni giorno un insegnante su quattro non va neanche a lavorare; uno su due fa atto di presenza ma in realtà non insegna. Così dilagano le scuole private, anche nelle campagne povere i genitori fanno sacrifici enormi pur di pagare le rette degli istituti dove almeno gli insegnanti si presentano in aula. L´iniziativa privata però non basta a rimediare il disastro della scuola pubblica. Le vittime più colpite sono le bambine. Nel Rajasthan solo il 44% della popolazione femminile ha imparato a leggere, contro il 76% di quella maschile. Le periodiche campagne governative per riformare la scuola sono state vane. Ora la speranza è la tecnologia. By-passando un esercito di professori improduttivi, per 10 dollari a testa l´arrivo di Internet sul banco di ogni scolaro indiano può cambiare il suo mondo per sempre.

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"la mensa? forse non per tutti" - stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Torino "La mensa? Forse non per tutti" I dirigenti scolastici alle prese con un rebus della legge Gelmini Sarà garantita ai bambini del primo anno che scelgono il tempo pieno STEFANO PAROLA C´è un aspetto della legge Gelmini, e dei suoi regolamenti tuttora in corso di definizione, che inquieta i dirigenti scolastici delle elementari torinesi: la mensa. Sarà garantita per i bambini che iscrivendosi al primo anno sceglieranno il tempo pieno a 40 ore. Ma non si sa nulla sugli altri due modelli, quelli a 27 e a 30 ore, che richiedono due o più rientri a settimana. A confermare che sull´argomento si brancola nel buio è stato lo stesso direttore scolastico provinciale Paolo Iennaco. Durante l´incontro con tutti i presidi all´Itis Pininfarina di Moncalieri, presente il numero uno Francesco De Sanctis, lo ha detto in modo esplicito: «Non fatemi domande sulle mense perché su questo punto non c´è chiarezza: sappiamo che sarà garantita per il tempo pieno, non sappiamo nulla sugli altri modelli». La sala ha risposto mugugnando. Anche perché le iscrizioni sono aperte e le famiglie vogliono capire come organizzare la propria vita. Ma i dirigenti non sanno rispondere. Anche perché tutta la partita delle mense è legata al calcolo degli organici: con i tagli previsti per il prossimo anno il rischio è che non ci siano maestri a sufficienza per la vigilanza durante i pasti. «Per una città come la nostra sarebbe un problema enorme», ha detto Nicola Puttilli, dirigente alle elementari Gramsci di Nichelino e presidente dell´Andis Piemonte. Il direttore Iennaco ha però chiesto ai presidi di scattare una fotografia reale della situazione: «Mettiamoci in testa - ha detto - che quella che verrà non sarà la stessa scuola dell´anno scolastico 2008-09. Sugli organici non esagerate con le richieste e non limitatevi da soli». Poco dopo però Loredana Meuti, dirigente della elementare di Caselle, ha fatto notare il paradosso: «Con il pericolo di non avere la mensa, è la stessa famiglia che nel dubbio chiede il modello a 40 ore, per evitare di ritrovarsi senza il servizio di ristorazione». Il problema è che siccome molti chiedono il tempo pieno, che implica due maestri per una sola classe, gli istituti potrebbero essere costretti a domandare un numero di docenti molto più elevato. Ma il ministero risponderà sicuramente picche. Intanto l´assessore ai Servizi educativi di Torino, Luigi Saragnese, si dice pronto a confermare il servizio mensa, ma non vuole andare oltre: «Continueremo a fornire i pasti in base alle richieste di scuole e famiglie, ma la presenza del personale di vigilanza è statale e tale deve rimanere. Anche perché con le poche risorse a disposizione i Comuni fanno già fatica a garantire i pasti, figuriamoci dovessero fornire anche il personale per controllare i bambini. Anzi, spero non sia un disegno nascosto del Governo per scaricare sugli enti locali un altro costo che lo Stato non vuole più sostenere». In allarme anche i sindacati, come spiega Igor Piotto della Flc-Cgil: «Le mense fanno parte della qualità dell´offerta formativa e la loro salvaguardia rientra in un discorso più ampio che stiamo facendo per proteggere la scuola pubblica». Ma per i presidi gli interrogativi sulla riforma Gelmini sono tantissimi e un discorso simile vale anche per lo stesso Ufficio scolastico regionale: «I regolamenti - ha detto Iennaco, che è anche vicedirettore del Piemonte - sono ancora in via di definizione e ci sono dei punti che non sono chiari neppure a noi». Così i dirigenti scolastici si sentono fra l´incudine e il martello: «Loro non sanno nulla, però quando le famiglie ci chiedono informazioni siamo noi a metterci la faccia», si è sfogata un capo d´istituto uscendo dalla sala dell´incontro. L´unica certezza sembra essere la riduzione delle risorse: «Tenete conto - ha ammonito Iennaco - che è soltanto il primo di tre anni di tagli. Quello che sta arrivando riusciremo ad affrontarlo. I prossimi due non so, vedremo».

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studenti occupano via pianciani contro il convegno sulle foibe (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Studenti occupano via Pianciani contro il convegno sulle foibe HANNO manifestato davanti al Palazzo dei Congressi All´Eur dov´era in corso la due giorni sulle foibe intitolata "Profumo d´Italia" organizzata dalla Consulta provinciale degli studenti e in cui erano presenti i ministri Maria Stella Gelmini (Istruzione) e Giorgia Meloni (Gioventù). Gli studenti antifascisti si sono poi diretti alla sede della Consulta in via Emanuele Filiberto, dove hanno srotolato lo striscione «Nessuno spazio al fascismo nessuno spazio al revisionismo». Quindi i manifestanti hanno occupato l´ufficio scolastico regionale di via Pianciani chiedendo un incontro con il direttore Raffaello Sanzo. La richiesta: «Chiediamo che venga sciolta la consulta. E´ stata eletta con minacce e brogli e al suo interno ci sono membri e organizzazioni che fanno chiaro riferimento al fascismo». Nel pomeriggio hanno ottenuto un incontro con il direttore Sanzo: «Il direttore generale si è impegnato a verificare che non ci siano presenze o infiltrazioni neofasciste all´interno della consulta. Qualora verificasse questa presenza neofascista l´organo verrà sciolto. Si è detto disponibile anche a un successivo incontro in cui noi potremmo portare una documentazione sui brogli elettorali». (tea maisto)

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asili aperti anche ai clandestini - teresa monestiroli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Milano Asili aperti anche ai clandestini Nuove iscrizioni, il Comune si adegua: non sarà chiesta la residenza Per le famiglie orari d´uscita diversificati e un diverso sistema per le graduatorie I sindacati insistono: "Le maestre saranno ridotte" TERESA MONESTIROLI Via libera ai figli dei clandestini, nuove modalità di iscrizione e cambiamenti nell´orario di frequenza. Esce oggi, con quasi un mese di ritardo, la circolare di iscrizione alle scuole materne del Comune. Un documento che le famiglie potranno trovare online sul sito di Palazzo Marino (comune.milano.it) e che riassume il regolamento previsto per il prossimo anno scolastico, con qualche novità. La prima: dopo la sentenza del Tar che l´anno scorso ha costretto il Comune ad accogliere una bambina senza permesso di soggiorno, sulla circolare viene scritto esplicitamente che potranno iscriversi «i bambini presenti abitualmente nel Comune di Milano, privi di una residenza anagrafica», cioè i clandestini. L´anno scorso la circolare richiedeva esplicitamente un certificato di residenza, escludendo dunque i figli di immigrati senza permesso di soggiorno. Per tutte le famiglie, invece, cambiano le modalità di iscrizione. Bandito il numero verde, da sabato 7 febbraio al 30 marzo i genitori potranno compilare il modulo online, registrandosi sul sito del Comune. Conclusa l´operazione, la famiglia riceverà via e-mail la conferma dell´iscrizione. Ma, dal momento che «potrebbero verificarsi momenti di sovraccarico del sistema» lo stesso Comune consiglia di collegarsi preferibilmente di sera o nel fine settimana, dal momento che «l´ordine cronologico di presentazione della domanda non dà alcuna priorità» in graduatoria. Fin qui sembra un´operazione facile. Le cose si complicano per quelli che non hanno dimestichezza con la rete. A loro il Comune dà la possibilità di compilare la domanda di iscrizione direttamente a scuola. Per farlo tre strade: si può prendere un appuntamento telefonando allo 02.02.02 tra il 28 febbraio e l´8 marzo, chiedere online di essere richiamato sempre dallo 02.02.02 collegandosi tra sabato 7 febbraio e l´8 marzo, oppure recandosi direttamente allo sportello di iscrizione di competenza (dipende dalla zona di residenza) tra il 23 e il 30 marzo. Una volta consegnata la domanda di iscrizione, il resto rimane come gli altri anni. L´ultima novità è l´orario di frequenza. Sulla circolare si legge che il servizio «funziona dalle 8 alle 18» (era dalle 9 alle 16, più prescuola e doposcuola opzionali), ma che su richiesta delle famiglie i bambini potranno essere accolti anche alle 7.30. Ai genitori viene inoltre chiesto di scegliere «orari diversificati» per l´uscita fissati alle 13, alle 16 o alle 18. «Il Comune sta riorganizzando tutto l´orario del servizio - spiega Tatiana Cazzaniga della Cgil Funzione pubblica - . Ci hanno comunicato che a partire dall´anno prossimo le educatrici cambieranno i turni di lavoro. Secondo il nuovo piano in classe ci saranno due maestre solo tra le 12 e le 14, quando i bimbi mangiano. Prima e dopo spariranno le compresenze. Il modello è quello della circolare Gelmini che vale per le scuole elementari. Questo mette a rischio la qualità del servizio». Contrario al nuovo orario anche il Pd, con il consigliere David Gentili che dice: «Siamo preoccupati, potrebbe essere messo in discussione l´ottimo modello portato avanti dalle scuole milanesi finora».

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cinque in condotta, partenza soft (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Montecatini Cinque in condotta, partenza soft Una ventina di studenti colpiti dal decreto del ministro Gelmini I presidi concordi: «E' un messaggio per indurre i ragazzi a rispettare le regole, e impegnarsi di più» PISTOIA. Arrivano i cinque in condotta anche nelle scuole superiori pistoiesi. Grazie al nuovissimo decreto del ministro Gelmini, giunto sui tavoli dei presidi lo scorso 17 gennaio, gli insegnanti possono irrigidire i loro giudizi sugli studenti dando un voto da 1 a 10 sul comportamento. Voto che, nel secondo quadrimestre, mette in gioco la promozione. In pratica: uno studente può anche avere ottimi voti in tutte le materie, ma se ha un 5 in condotta a fine anno viene bocciato. «E' un deterrente per chi non accetta le regole» dicono alcuni presidi convinti della bontà del metodo. Petrocchi. «Sì abbiamo dato qualche cinque nella valutazione di questo primo periodo scolastico - dice la preside dell'Istituto d'arte, Elisabetta Pastacaldi - siamo stati severi per dare un segnale, perché questo voto sia da pungolo ai ragazzi per il rispetto delle regole». Il messaggio è: «Dovete comportarvi meglio, e attenzione che se il cinque rimane anche nel secondo periodo, comporta la bocciatura». Le ragioni dei cinque? «Ragazzi che avevano fatto molti ritardi, assenze, che non avevano portato il materiale necessario, insomma vari elementi insieme». I risultati: «I ragazzi si sono impauriti, i genitori sono venuti a chiedere spiegazioni» dice la preside. Lice scientifico. Al liceo di viale Adua il preside Alessandro Rabuzzi spiega: «Niente cinque. La circolare ministeriale parla di cinque in casi di comportamenti gravi, se dovessero accadere li daremo. Per adesso non ce n'è bisogno». Pacinotti. All'Istituto professionale sono fioccati una decina di cinque in condotta. «Per comportamenti che hanno portato disturbo o danno all'attività didattica, fastidio a compagni e insegnanti, e comunque dopo vari richiami» spiega il preside Aldo Piras. Poi precisa: «Non l'hanno presa bene, qualcuno non si rende conto. Comunque alla fine è un bene per lo studente, chi disturba vanifica l'attività didattica, la missione della scuola». Insomma il preside è d'accordo: «Chi mostra disinteresse perde l'anno. I genitori non sono venuti a protestare, perché c'erano già dei preavvisi». Einaudi. Nell'Istituto per il commercio tre studenti hanno cinque in condotta. Spiega il preside Giovanni Marruchi: «Nessuna lamentela fino ad ora, se lo aspettavano». Che tipi sono? «Personaggi... particolari, ma non bisogna demonizzare. Semplicemente ci sono delle regole e loro devono rispettarle». Fermi. All'Istituto per geometri non sono stati dati cinque in condotta. «Non ci sono stati i presupposti per questa valutazione» dice la preside. Anche lei comunque accetta il cinque: «E' un deterrente, se sarà necessario li daremo anche noi». Pacini. Niente cinque all'Istituto commerciale, dove la preside Patrizia Bellitti precisa: «Però ci sono stati dei 6, studenti che si sono poco impegnati, hanno fatto molte assenze, non hanno rispettato le regole. La valutazione deve tener conto di molti fattori, e comunque è un messaggio per gli studenti». Forteguerri. Al liceo classico la preside Rita Flamma dice: «Nessun cinque, solo un 6 dovuto ad assenze ripetute». Anche lei ribadisce «l'importanza della partecipazione e il rispetto del regolamento».

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frattini e chantal anche l'addio è a mezzo stampa - (segue dalla prima pagina) filippo ceccarelli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Interni Frattini e Chantal anche l´addio è a mezzo stampa Il ministro: "Ma non l´ho lasciata con un sms" è l´ennesimo episodio in cui l´intimità di un politico invade la vita pubblica Gli slip della Finocchiaro, i debiti di Sgarbi, il cane di La Russa: il gossip dilaga (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) FILIPPO CECCARELLI Esito che certo non si poteva immaginare quando lei ha accompagnato il ministro nei suoi viaggi ufficiali (in Francia o in Medio Oriente). Ma succede. Aiuto, comunque, e non solo perché alle prese con il Brasile (caso Battisti) e con l´Inghilterra (affare Irem) «fonti vicine al ministro degli Esteri», questa la formula di vana informalità dietro la quale si intravedono sventurati portavoce e diplomatici, sono stati costretti a smentire che la rottura tra i due sia avvenuta, come quella tra Sarkò e Cecilià, attraverso un sms. No, Franco non ha scaricato Chantal con un fulminante messaggino. «La prima parte di questa storia - prosegue questa nota destinata a segnare una pietra miliare nella storia dei sempre più complessi rapporti tra sfera pubblica e personale - è stata mediaticamente bulimica, la parte finale ora sarebbe anoressica». La ex coppia ha in seguito diffuso, su carta intestata dello studio legale Spadafora-De Rosa, una dichiarazione congiunta in cui si richiede «un po´ di riservatezza in ragione dei principi elementari del rispetto della privacy». Poi più nulla. Ma già questo in fondo basta «e soverchia», come direbbe il vecchio Andreotti. L´iniziale e rinforzata invocazione di soccorso sta infatti nella possibilità o forse addirittura nella necessità, ormai, di tutelare in qualche modo i cittadini dall´immane, sdolcinata, furbastra e insana pressione di intimità che, travolti gli argini dei rotocalchi e dei siti specializzati, sta per invadere definitivamente la vita pubblica italiana, con effetti ancora difficili da valutare. E si dirà: è colpa dell´informazione - e in parte va così. Ma la novità vera è che, al corto com´è di idee e progetti credibili, il potere ha imparato a gestire il gossip per farsi tornare utili magagne, speranze, impicci, traumi infantili, sentimenti, storielle, smancerie, delusioni, scherzi, desideri, fobie, coming out, smancerie e pettegolezzi. Per cui, cronaca di ieri, il presidente Berlusconi ha reso noto di aver perso quattro chili. E l´altro giorno la Mussolini ha raccontato, con dettagli, di essere stata molestata sul bus, a 17 anni. E ancora prima la Boniver aveva ampiamente dato conto del suo incidente botulinico. Così va avanti, fra ammissioni, confessioni, rivelazioni. Per chi non lo sapesse Sgarbi ha diversi figli ed è in bolletta. Mentre Brunetta sta mettendo su casa con Titti. La Finocchiaro usa gli slip, a differenza di altre sue colleghe senatrici proficuamente passate al perizoma. Il ministro Matteoli si è intossicato con un riccio di mare. Alemanno sostiene che la croce celtica ce l´ha al collo pure Cossiga. La Gelmini ha festeggiato il compleanno in commissione. Da un po´ di tempo nell´aula di Montecitorio Paola Concia riceve occhiate assassine da una bella collega del centrodestra. L´onorevole Bocchino fa sempre irresistibili scherzi alle matricole. La Meloni ha smesso di fumare e in gioventù ha fatto anche la barista. Da adolescenti, Barbara D´Urso e l´ex presidente Villari si amarono. La moglie di Storace era inizialmente gelosa della Santanché. D´Alema avrebbe pensato di acquistare un vigneto, di qualità super (diciamo). Il figlio di Bossi, quello grande, ha fatto pace con il papà che gli aveva negato un soggiorno all´isola dei famosi. Bassolino ha sbagliato tintura. Dopo il corso, Bondi non ha più paura di volare. E infine, abbandonando la dimensione delle umane relazioni: quando di primo mattino la sua padrona sta partendo per Roma, il somaro della Brambilla rompe in fragorosi ragli d´amore; così come il cane di La Russa si agita e abbaia quando sente alla radio l´imitazione di Fiorello. Il lungo e straniante repertorio, frutto di un´osservazione sul campo di cui ci si può perfino vergognare, raggruppa episodi per così dire «privati» degli ultimi dodici mesi. Non contempla i massivi pianti, le scenate nei talk-show, né altre saghe, anch´esse difficilmente definibili «personali», che pure hanno avuto un oggettivo impatto politico: le vicissitudini para-coniugali di Fini, per dire, gli sviluppi della paternità di Cofferati e l´intercetteide berlusconiana, con le debite ricadute a livello di scelta di ministre. In questo quadro la vicenda Frattini-Sciuto si connota come il classico autogol di chi, dopo aver sollecitato la più impicciosa attenzione da parte del pubblico, si trova a fronteggiarne i malevoli e spesso ipocriti giudizi. Eppure il contrappasso, la nemesi, il combinato disposto pubblicità-vergogna è ben lungi dall´esaurire la faccenda dell´intimate politics che forse, al di là dei rischi paradossali, trascende la volontà dei singoli per trovare spiegazioni di sistema. Gli effetti di lunga deriva della personalizzazione; la necessità dei politici di mostrarsi il più possibile caldi e vicini a un pubblico sempre più distratto; o ancora l´entrata in campo di nuove categorie post-politiche per cui gli esempi, i comportamenti e gli stili di vita sostituiscono le vecchie idealità. E un po´ sarà anche l´avanzata di nuove figure - vedi la Carfagna che invoca «coccole» istituzionali o la Santanché che «tanto io non gliela do». O il novissimo insediamento di professionalità alla Klaus Davi che nel suo confessionale on line, settimana dopo settimana, fa confessare a Dell´Utri l´astinenza elettorale, a Pecorella e Berselli l´iniziazione sessuale, al senatore Salvi il corteggiamento da parte di due uomini, al sottosegretario Romani le molestie di un pedofilo. L´altro giorno Davi ha spedito un questionario bello morbosetto a tutti i deputati. Dieci anni fa sarebbe stato impensabile: come del resto la storia finita di Franco & Chantal, dai comunicati di Bona Bonarelli alla diffida in nome di una privacy che non si sa più che cos´è, né come, né quando, né dove e né perché.

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Prof vecchie giovaniinsieme in aula (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

Prof vecchie giovaniinsieme in aula il tirocinio Una laureata, specializzanda alla Siss, racconta la sua esperienza in una media di Genova 04/02/2009 FORSE non tutti sanno che la nuova generazione d'insegnanti, da una decina d'anni ormai, ha seguito un percorso di formazione in sintonia con quanto accade nel resto d'Europa, ovvero una formazione specifica alla professione docente. Spina dorsale di tale formazione è stata l'esperienza dei laboratori didattici e del tirocinio che l'Università propone attraverso le Scuole di Specializzazione per l'insegnamento, purtroppo moriture,in virtù delle indicazioni della legge 133/08 del Ministro Gelmini. Molte le scuole del territorio ligure che collaborano con le proprie competenze a questo progetto formativo professionale fra Università e Scuola . L'esperienza svolta e la riflessione fatta a seguito dei progetti didattici nell'ambito del tirocinio, superano notevolmente la visione di una scuola da buttare via e tutta da riformare. I docenti esperti, con la consulenza dell'Università, hanno 'aperto' le proprie classi ai giovani docenti in formazione e con loro hanno immaginato e progettato percorsi ed attività spesso innovative e avvincenti. L'esperienza del "progettare insieme" come professori, anche di discipline ed esperienze diverse, ha permesso dal punto di vista professionale, l'acquisizione di competenze che non possono non essere "assorbite" dagli studenti stessi. In particolare la realtà genovese ha offerto molti spazi di tirocinio a numerosi giovani docenti, come ad esempio la Scuola media Don Milani che dal 1999 ha ospitato più di 200 tirocinanti. Alcuni per brevi periodi al fine solo di osservare i processi di rinnovamento in atto già nella scuola, altri per il tempo necessario allo sviluppo di progetti didattici, in sintonia con quanto previsto dalla sperimentazione che con vicende alterne, è attiva fin dal lontano 1976, in questa stessa scuola. La scuola Don Milani si è proposta quindi anche come spazio di formazione per i giovani professori che si sono misurati, non solo nell'insegnamento della propria disciplina, ma anche attraverso progetti interdisciplinari che vedono coinvolte più materie contemporaneamente. Ad esempio, far realizzare ai ragazzi racconti fantascientifici con reali riferimenti scientifici, dopo un percorso partito dalla visita serale dell'osservatorio del Righi, e successivi approfondimenti nel laboratorio di "Fisica in gioco" del prof.M. De Paz dell'Università di Genova, passando per l'Orlando Furioso, la storia e il processo di G.Galilei, le tecniche di scrittura del racconto? Attualmente un nutrito team di docenti, tirocinanti di lettere e tecnica sta realizzando percorsi didattici nelle classi terze della scuola, propedeutici alla costruzione dell'imminente Mostra '900 che si terrà a breve come ogni anno nei locali della scuola e legata ad un' importante unità didattica di storia. Tali progetti sono finalizzati ad approfondire sviluppi della rivoluzione industriale e aspetti tecnologici nell'uso delle fonti storiografiche. Patrizia Colico Supervisore Tirocinio alla SSIS di Genova 04/02/2009

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Ultima chiamata per i fondi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

Sud sezione: PRIMO PIANO data: 2009-02-04 - pag: 3 autore: Ultima chiamata per i fondi Il Governo punta a spendere al Sud 14 miliardi nei prossimi anni PAGINA A CURA DI Walter Molino Sei miliardi e 200 milioni per la ricerca e l'innovazione Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, le quattro regioni del Sud rimaste nel cosiddetto Obiettivo Convergenza. Sono le risorse del nuovo Programma operativo nazionale( Pon) Ricerca e competitività 2007-2013 e cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Dati alla mano il Pon è uno degli interventi di maggior rilievo previsti dal Quadro strategico nazionale (Qsn). Le promesse sono ambiziose e declinate in tre assi strategici: il primo riguarda il «sostegno ai mutamenti strutturali» (4,2 miliardi), il secondo (1,7 miliardi) attiene al «rafforzamento del contesto innovativo per lo sviluppo della competitività». Un terzo asse comprende infine le attività di assistenza tecnica e accompagnamento (230 milioni). I primi bandi per l'attuazione del programma potrebbero arrivare in primavera: tra febbraio e marzo è previsto che siano firmati gli Accordi di programma quadro tra Stato e Regioni interessate. La dotazione finanziaria Nel complesso al Pon sono stati assegnati 6,2 miliardi: 3,1 miliardi di risorse comunitarie e altrettante nazionali, da destinare a interventi coerenti con le priorità indicate nel Quadro strategico nazionale. In particolare si tratta della "Promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell'innovazione per la competitività" (Priorità 2) e della "Competitività dei sistemi produttivie dell'occupazione" (Priorità 7). Ma se si prende in considerazione anche la Priorità 9 del Qsn "Apertura internazionale e attrazione di investimenti, consumi e risorse",sono destinate all'attuazione delle politiche in materia altri 7,7 miliardi, che portano a quasi 14 miliardi la dotazione pubblica, comunitaria e nazionale, per il sostegno allo sviluppo competitivo nelle aree sottoutilizzate, di cui oltre il 92% da spendere in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. «Le risorse sono cospicue, ma io non credo che il problema della nostra ricerca si esaurisca nella scarsità di fondi – ha spiegato il ministro Maria Stella Gelmini –. La sfida è quella di riuscire a fare sistema, tra i vari ministeri ma anche con le regioni, i centri di ricerca e con le stesse imprese. è necessario pensare in grande e avere una visione di medio periodo, creando partnership e sinergie molto forti». Il modello di governance si presenta come uno degli elementi più innovativi ( e potenzialmente critici) della nuova programmazione. Per la prima volta, infatti, a coordinare la distribuzione delle risorse saranno due ministeri: quello dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, con funzioni di Autorità di gestione, e quello dello Sviluppo economico in qualità di organismo intermedio. Secondo Pier Antonio Cinti, direttore generale per il sostegno alle Attività produttive del ministero dello Sviluppo Economico «dobbiamo entrare in un'ottica di sussidiarietà interna tra amministrazioni dello Stato: il ruolo del nostro Ministero è fondamentale perché è proprio sul fronte della ricerca e dell'innovazione che si misura la competitività delle imprese». Opportunità per lo sviluppo A fronte delle grandi aspettative per il fiume di risorse in arrivo al Sud, l'impatto concreto sui territori delle azioni previste dal Pon rimane un aspetto di difficile definizione. Effetti positivi sono attesi nelle aree metropolitane e urbane in cui avranno sede le funzioni direzionali (Napoli, Bari, Palermo e Catania su tutte) ma l'analisi di Miur e Mise auspica un ruolo strategico del Pon anche per lo sviluppo di aree come la direttrice Caserta-Napoli-Salerno, le aree Bari-Barletta-Trani e Cosenza-Rende, la fascia costiera Catania-Siracusa. Territori a basso indice di sviluppo in cui la criminalità organizzata ha mostrato adattabilità e capacità di alimentarsi anche dei processi di modernizzazione. La formazione Pur mantenendo una forte attenzione sullo sviluppo del capitale umano, da Bruxelles arriva una stretta sul capitolo formazione, ammessa ai finanziamenti solo se strettamente connessa agli obiettivi operativi del programma. Un tentativo di limitare la dispersione degli interventi, il cui esito è tutto da verificare. L'AVANZAMENTO Si lavora alla preparazione degli accordi di programma mentre in primavera potrebbero arrivare i primi bandi

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Foibe, convegno tra tensioni e polemiche (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-02-04 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Eur Al Palazzo dei congressi il ministro Meloni. De Priamo (Pdl): «Protesta negazionista, sono ridicoli» Foibe, convegno tra tensioni e polemiche Sit-in degli studenti di sinistra: «Ci hanno impedito di partecipare» Contestato «Profumo d'Italia»: per Guidi (Pdl) «quella degli studenti è una manifestazione da biasimare» «Gli studenti di sinistra che provenivano dalla metro sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. All'entrata del palazzo dei Congressi un cordone di polizia in assetto antisommossa ci ha impedito di entrare. Peccato che il convegno doveva essere aperto a tutti. Tra di noi c'erano anche alcuni rappresentanti della Consulta». La denuncia è di un gruppo di «studenti di sinistra», così si definiscono. Il fatto: due giorni di convegno dedicato alle Foibe, organizzato proprio dalla Consulta degli studenti, con, tra gli ospiti, i ministro del-l'Istruzione Gelmini e il ministro della Gioventù Giorgia Meloni - «con 60 anni di ritardo siamo riusciti a togliere delle censure al diritto di un popolo a celebrare i suoi martiri» - e l'assessore alla Scuola Laura Marsilio. La destra, il Pdl in Campidoglio, protesta: «Una manifestazione da biasimare dice Federico Guidi - quella inscenata da alcuni studenti per l'inaugurazione del convegno Profumo d'Italia. Risulta quanto meno offensiva, se non un insulto alla memoria, la negazione di una realtà storica ormai incontrovertibile come le Foibe». Quelli di sinistra hanno protestato, inizialmente, perché a loro non è stato consentito l'ingresso. E poi, sia lì all'Eur sia al provveditorato, anche per altro: «Ecco come buttano i soldi pubblici - diceva una studentessa - un convegno a cui sono stati invitati soltanto rappresentanti di An compreso Vincenzo Maria De Luca, che poi è un medico chirurgo spacciato per storico». Dopo essere stati bloccati, gli studenti hanno manifestato il loro dissenso con un lancio di uova e con scritte antifasciste, striscioni che recitavano «Fuori il fascismo dalle scuole. Noi non dimentichiamo ». Gli studenti hanno poi effettuato una breve occupazione al provveditorato di via Panciani, e hanno ottenuto dal direttore Sanzo «l'impegno a far fare, da parte di tutti gli studenti della Consulta, quindi anche quelli di Blocco studentesco di Casapound, un documento di riconoscimento dei principi costituzionali e quindi anche antifascisti». I consiglieri comunali Pdl, come detto, li hanno criticati. Andrea De Priamo: «è gravissima, ridicola e patetica l'iniziativa portata avanti da un gruppo di studenti che vuole smentire l'esistenza delle Foibe. L'arma migliore contro questi personaggi che inseguono ideologie sconfitte dagli eventi è la conoscenza, ed è proprio con questo spirito che è stato allestito il dibattito al Palazzo dei Congressi ». Che, però, non tutti hanno potuto ascoltare. Ministro Mariastella Gelmini (Istruzione) Al. Cap.

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La Rete degli studenti apre lo sportello "sos debiti" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA La Rete degli studenti medi ha attivato uno sportello di assistenza per i debiti («SOS Debiti») del primo quadrimestre e raccoglierà segnalazioni e testimonianze. In una nota la Rete sostiene che le scuole «arrancano per la mancanza di fondi per le attività di recupero, dappertutto fioccano denunce da parte di presidi e dall?amministrazione scolastica sull?impossibilità di realizzare i corsi secondo le normativa. Il ministero interviene promettendo fondi nei prossimi mesi, comunque inferiori al fabbisogno delle scuole». Gli studenti sono allora «gli unici a dover rispettare le regole saldando tutti i debiti, con corsi atrofizzati, inutili e dequalificati e spesso ricorrendo a lezioni private a pagamento». La Rete annuncia allora che valuterà la possibilità di «ricorrere contro l?amministrazione» e che chiederà al ministro Gelmini di spiegare «come intende risolvere il problema dei corsi non fatti in questo quadrimestre».

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Com'è lontana la Francia se non si studia più (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 04-02-2009)

Argomenti: Scuola

TORINO Nel luglio 2007 la stampa piemontese riportava una serie di notizie che sembravano riaprire la partita di un europeismo reale. Per prima, la nascita di Alp- Med, maxiregione di 17 milioni di abitanti, costituitasi intorno alle Alpi Occidentali: un?iniziativa foriera di sviluppo in termini di trasporti, turismo, investimenti e mobilità. Poi, nello stesso mese, la firma di un importante protocollo di cooperazione tra l?allora ministro Fioroni e il suo collega francese per la reciproca conoscenza della lingua e della cultura dei due paesi anche attraverso il potenziamento delle ore di insegnamento, la cooperazione nella formazione dei docenti, l?intensificazione degli scambi. Un leggero ottimismo poteva far sperare in un progressivo recupero dell?insegnamento del francese in un?area a vocazione transfrontaliera. Poi, le cose sono cambiate. Nella circolare appena diffusa dal Miur in vista delle iscrizioni alla scuola secondaria di I grado (le medie), è scritto (ribadendo lo schema applicativo della riforma Gelmini): «Le famiglie possono chiedere che il complessivo orario settimanale riservato all?insegnamento delle lingue comunitarie, per un totale di cinque ore, sia interamente riservato all?insegnamento della lingua inglese, compatibilmente con le disponibilità di organico (“inglese potenziato”)». Inoltre: «Le ore riservate all?insegnamento della seconda lingua possono essere utilizzate anche per potenziare la lingua italiana nei confronti degli alunni stranieri...». Per docenti e dirigenti scolastici tutto questo sta a significare l?inizio dello smantellamento dello studio della seconda lingua comunitaria che in Piemonte per lo più significa francese. Una prospettiva contro la quale è andato il convegno «Il Piemonte e la Francia» organizzato di recente dall?ANILF-Torino (Associazione per l?Insegnamento della Lingua Francese, presieduta dalla professoressa Silvia Diegoli). In apertura, l?assessore regionale all?Istruzione Gianna Pentenero aveva sottolineato che «la vocazione transfrontaliera del Piemonte sta molto a cuore alla Regione, così come l?applicazione delle direttive europee che prevedono lo studio di due lingue comunitarie nelle scuole dei paesi membri». In quell?occasione la Camera di Commercio aveva sottolineato come la Francia sia ancora il primo partner commerciale del Piemonte e come la nostra regione abbia visto, negli ultimi anni, un incremento degli investimenti delle imprese francesi con la creazione di circa 20.000 posti di lavoro. Non basta. I flussi turistici in provenienza dalla Francia verso la nostra regione sono aumentati grazie al forte recupero di immagine di Torino,mai visitatori francesi lamentano un?inadeguata conoscenza della loro lingua. Numerose, poi, erano state le testimonianze di docenti universitari sull?attivazione di lauree bi-nazionali Italia-Francia, a cui però non corrisponde uno studio adeguatamente diffuso del francese nelle scuole superiori. In conclusione, il presidente dell?ANILF di Torino, Silvia Diegoli, in un intervento a quattro mani con Enrico De Gennaro, aveva tracciato il panorama desolante del pluralismo linguistico nell?attuale sistema scolastico». La proposta? «Fare del Piemonte una regione "virtuosa" che applichi le norme europeee, adottando, dopo l?inglese e sulla scorta delle esigenze illustrate durante il convegno, la lingua francese come seconda lingua straniera privilegiata, dando così piena attuazione alla vocazione transfrontaliera della regione». + MondoScuola

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"La nostra scuola vivrà" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

PORTACOMARO STAZIONE.MOBILITATI PER L'ELEMENTARE «OBERDAN» "La nostra scuola vivrà" Doposcuola, servizio scuolabus ampliato e contributi per l'acquisto dei quaderni: sono queste le soluzioni proposte dagli insegnanti, dalla Circoscrizione e dal consigliere Marcello Coppo, per garantire continuità alla scuola «Oberdan» di Portacomaro Stazione. Nata a inizio '900, la sede è messa ora a rischio non tanto dai regolamenti proposti (ma non ancora approvati) dal ministro Gelmini, bensì dall'incertezza. A lanciare l'allarme, e a proporre soluzioni concrete, c'è una comunità intera, che gravita sulla frazione. «Portacomaro Stazione potrebbe avere la dignità di un paese - rivendica Pierino Trevisi, presidente della Circoscrizione - Ci sono tantissime famiglie e attività, e i servizi non mancano». Due sportelli bancari, tre bar, un ristorante, diversi negozi, un piccolo supermercato, sono solo alcune delle realtà di quel piccolo tratto di strada (la statale che collega Asti con Calliano e poi Casale), che costituisce il «centro» di Portacomaro Stazione. «Stando ai numeri - precisa Tiziano Brunoro, responsabile della scuola, che dipende dal 1° Circolo di Asti - non dovremmo avere problemi. Abbiamo 67 bambini, e per la prima ci sono già una dozzina di adesioni, quando manca ancora un mese alla chiusura delle iscrizioni». Le tabelle ministeriali, se approvate, prevedono che per avviare una classe siano necessari almeno 15 iscritti, e per l'esistenza della scuola ce ne vogliono una cinquantina: alla «Oberdan» ne mancherebbero solo tre per la futura prima, facilmente reperibili fra bambini di paesi vicini. «C'è già chi è interessato - aggiunge l'insegnante - alcuni però sono in dubbio, per il timore che la scuola possa chiudere, o perché hanno bisogno di un servizio di doposcuola». La soluzione però c'è: una cooperativa garantirà infatti il servizio di doposcuola con mensa il lunedì e venerdì fino alle 17, i due giorni in cui non è previsto il rientro pomeridiano. «Stiamo chiedendo un contributo al Comune - aggiunge il consigliere del Popolo della Libertà, Marcello Coppo, ex presidente della Circoscrizione - Se non dovesse arrivare, ci impegniamo, come gruppo consigliare, a contribuire alla retta mensile, per ridurre da 60 a 40 euro il costo per le famiglie». Non solo, la Circoscrizione si è offerta di offrire un contributo alle famiglie per l'acquisto di quaderni e altro materiale didattico. E dal sindaco Galvagno è arrivata la rassicurazione: il servizio scuolabus sarà esteso anche fuori dai confini del Comune, per raccogliere bambini dalle zone vicine, e portarli fino alla «Oberdan». \

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La carica dei mille agli istituti privati (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

Scuole a confronto La carica dei mille agli istituti privati Nella Granda sono quattro: a Cuneo, Fossano e Bra [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO Sono mille le famiglie della «Granda» che preferiscono le scuole private, gestite da religiosi, a quella pubblica. E di scelta ne hanno poca: quattro istituti a servizio di 250 Comuni. Le iscrizioni? In crescita. All'«Andrea Fiore» di Cuneo i 100 alunni delle medie (oggi in via Negrelli) si trasferiranno negli spazi di corso Dante 52, dove ci sono le Elementari. I cantieri per le nuove aule inizieranno in estate. Nell'isolato in centro a Cuneo c'è anche una sezione primavera (15 bimbi dai 2 ai 3 anni) e da settembre una nuova sezione sarà nella sede che già ospita la Materna, in corso Soleri. La «Fiore» è la più grande in provincia: 525 alunni e 54 insegnanti, i religiosi sono solo il preside don Elio Dotto e due suore. Spiega il dirigente: «Personale giovane, motivato. L'età media? 30 anni. Spesso sono alla prima esperienza di insegnamento. Siamo tra le poche realtà che offrono uno spazio di libertà di scelta: pur essendo gestiti da un ente privato, il servizio è pubblico a tutti gli effetti». Dal prossimo anno le rette aumenteranno: tra 1500 e 3400 euro l'anno. Ci saranno però borse di studio: la diocesi ha messo a disposizione 25 mila euro, un lascito di don Giovanni Mattio, morto quasi un anno fa e per decenni parroco a Tetti Pesio. A Bra, da mezzo secolo, ci sono le Medie «San Domenico Savio» dei salesiani: 156 alunni per 6 classi (ma fino a pochi anni fa erano la metà). «L'identità della scuola cattolica? Un progetto educativo con i valori cristiani - dice il preside Teresio Fraire -, il dialogo tra cultura e fede e l'importanza della comunità educativa: i docenti sono salesiani o scelti da noi, a differenza delle scuole pubbliche. Le famiglie ci chiedono di continuare l'azione educativa che c'è in casa. Criteri non presenti nella scuola di Stato: non dico che siamo migliori, ma siamo diversi». Ancora: «La retta è di 2.900 euro l'anno, tutto incluso, tempo pieno: ogni alunno di scuola statale costa oltre 6 mila euro ai contribuenti. Gli istituti cattolici certo non servono per guadagnare, ma permettono un risparmio allo Stato». «Le Medie sono aperte alla fine degli Anni '90 - spiega il dirigente Piero Perona del "San Giuseppe", sempre a Bra -: 40 alunni in 3 classi. Diamo una "protezione" dai pericoli di bullismo o "cattive compagnie" dove si abusa di alcol e droghe, che invadono sempre più il mondo giovanile. Un ambiente che sviluppa le potenzialità che sarebbero inibite in classi più numerose». A Fossano, un edificio del '600 ospita invece le Elementari «San Domenico». Suor Maria Berchialla, la dirigente: «Abbiamo 5 classi, 125 alunni. Le suore vennero in città nel 1894. La retta non è sostenibile da tutte le famiglie, anche il bonus regionale copre molto poco (fino a 900 euro, gli importi variano a seconda del reddito della famiglia, ndr). Le famiglie cercano un'educazione religiosa e il doposcuola, sanno di avere i figli al sicuro: siamo aperti fino alle 18 e ci sono 20 ragazzi che vanno nella vicina scuola pubblica e poi vengono qui al pomeriggio».

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Università, ora il ministro Gelmini si scopre più"amata" (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

Università, ora il ministro Gelmini si scopre più"amata" la riforma Marsonet, ex preside di Lettere: «Forse l'ostilità dei mesi scorsi era dettata anche da motivi di carattere ideologico» 05/02/2009 A POCO più di due mesi dalla manifestazione romana che aveva visto scendere in piazza centinaia di migliaia di studenti contro il decreto Gelmini, la scena è cambiata. L'Onda, nome di battaglia del movimento studentesco, si è placata o, come a Genova, ha cambiato approccio alla protesta. La stagione delle occupazioni in facoltàè finita. La vita universitaria è insomma tornata alla normalità. Ma quel che più sorprende è che alcuni - non pochi - professori cominciano a dirsi favorevoli al decreto (che nel frattempo è diventato legge). Favorevoli, cioè, alle nuove e contestate regole introdotte nel mondo accademico dal ministro Mariastella Gelmini. «Forse l'ostilità nei confronti di questa legge era ed è dettata, almeno in parte, da motivi ideologici. Questo si spiega anche con il fatto che il ministro, all'inizio, non si è mosso molto bene. Invece di cercare il dialogo, ha creato un muro contro muro. Ma ora mi pare che le cose siano decisamente migliorate». Michele Marsonet, ex preside di Lettere dirige ora il dipartimento di filosofia dell'Università di Genova. L'autunno scorso, ancora alla guida della facoltà, Marsonet aveva si era pronunciato sulla rivolta contro la cosiddetta riforma Gelmini, dichiarandosi contrario alla forma ma favorevole alla sostanza della protesta studentesca. Oggi ha cambiato parere. Persino la tanto temuta possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni private, contestastissima dagli studenti, non lo scandalizza più. «Non mi ha mai scandalizzato: un po' di sana concorrenza tra università pubbliche e private non può che far bene al nostro sistema», dice Marsonet, che da ragazzo ha studiato negli Usa dove università pubbliche e private convivono. Tra gli obiettivi principali del nuovo rettore Giacomo Deferrari, c'è la creazione di una fondazione - formata da enti locali, banche e imprese - che affianchi l'università e raccolga fondi per la ricerca. «Condivido questa scelta - dice Marsonet - a patto ovviamente che la fondazione non interferisca nell'attività di ricerca dell'ateneo». Un altro contestatissimo punto della "riforma" riguarda il futuro dei precari tecnico-amministrativi. Un esercito che, a Genova, conta circa duecento impiegati co.co.co. al servizio nei vari uffici e biblioteche d'università. La Finanziaria 2009 ha bloccato il rinnovo dei loro contratti. E loro sono scesi in piazza per chiedere il posto fisso. «Un punto delicato - ammette Marsonet - perché se da un lato molti di quei lavoratori precari svolgono compiti essenziali, dall'altro assumerli tutti è impossibile». L'università, non soltanto quella genovese, ha i conti in difficoltà. La sua entrata principale è basata su un fondo (Ffo, Fondo di finanziamento ordinario) assegnato ogni anno da Roma e che negli ultimi anni è cresciuto a un ritmo inferiore rispetto al tasso d'inflazione. Il colpo di grazia è arrivato con la Finanziaria 2009 che prevede, a partire dal 2010, 467 milioni di tagli all'Ffo. Con questa carenza di risorse, le assunzioni diventano un miraggio. «Il problema sta tutto qui - dice Fabio Lavagetto, che insegna Sistemi di telecomunicazione mobile alla facoltà d'Ingegneria -. La Gelmini punta sulla qualità, sulla competizione tra gli atenei, sul merito. E questo è un bene. Poi però taglia i fondi. E questo è un male. Per migliorare la qualità bisogna prima aumentare gli investimenti, non ridurli. E bisogna, certo, anche aumentare il controllo, oggi quasi inesistente. L'universitàè afflitta da una mancanza di soldi e, soprattutto, da una mancanza di controlli su come questi soldi vengono spesi. Ed è qui che la Gelmini dovrebbe intervenire». Per aumentare i soldi c'è chi propone una ricetta tanto semplice quanto impopolare: aumentare le tasse studentesche. «Oggi l'università italiana è quasi gratis. E non ce la possiamo più permettere», è la provocazione di Luca Gandullia, docente di economia a Scienze politiche, ed esperto in materia fiscale. «Non soltanto - dice - l'università gratis è un lusso, ma è un'ingiustizia». Gli atenei italiani sono mantenuti dall'Ffo, cioè da denaro pubblico pagato da tutti i contribuenti. Anche da chi all'università non andrà mai. Negli Usa invece le università sono in buona parte mantenute dalle tasse studentesche, molto più alte di quelle italiane: dai 4 mila dollari l'anno per un'università pubblica agli oltre 27 mila dollari per Harvard. Contro i circa 660 euro annui di media per lo studente italiano. «Quello italiano è un sistema iniquo perché? spiega Gandullia - spalma il costo su tutti i cittadini, anche sulle famiglie povere che non possono permettersi di mandare i propri figli a studiare. A beneficio della medio-alta borghesia. Aumentando drasticamente le tasse studentesche potremmo, inoltre, creare un sistema di borse di studio per i più bravi. Ma questa misura è troppo impopolare per essere affrontata. Peccato, perché per il resto la Gelmini è sulla buona strada». Francesco Margiocco 05/02/2009

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scuola, l'incontro organizzato dal comitato (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Cecina Scuola, l'incontro organizzato dal Comitato VOLTERRA. Genitori preoccupati per il prossimo anno scolastico. Sempre più serrate le riunioni e i consigli aperti per fare chiarezza. Così questa sera alle 21 a Volterra si terrà un Consiglio di istituto aperto nella sala consiliare del Palazzo dei Priori. E' il coordinamento dei Comitati per la difesa della Scuola Pubblica d'Alta e Bassa Val di Cecina a promuovere il dibattito. «Il dissenso verso la "Riforma" Gelmini e i decreti attuativi infatti è ancora forte e vivo tra i comitati di genitori e insegnanti», fanno sapere dal comitato. E ancora: «I genitori lamentano mancanza d'informazione e gli addetti ai lavori sono costretti ad operare in condizioni incerte. I regolamenti applicativi che ora stanno finendo l'iter legislativo, del resto, non danno risposte chiare ai numerosi dubbi e interrogativi tuttora». Così i comitati di zona perciò hanno deciso di aderire alla campagna d'informazione sulle iscrizioni, promossa dal "movimento" a livello nazionale nel mese di Febbraio. Il 21 Febbraio, invece, nella palestra di Castellina Mma, a conclusione di un pomeriggio all'insegna dello Sport - che vedrà coinvolti genitori, insegnanti e giovani del comprensorio- avrà luogo un dibattito al quale saranno invitate le autorità comunali e esponenti del modo della scuola. In questa occasione il Comitato per la difesa della Scuola Pubblica dei Cinque Comuni (Casale Mmo, Castellina Mma, Guardistallo, Montescudaio, Riparbella) diffonderà il terzo numero del proprio foglio di informazione, Onda Scuola, sulle cui pagine collaborano anche i Comitati dell'Alta Val di Cecina e della Val d'Era. Mentre nell'istituto comprensivo di Pomarance saranno indette entro il 15 Febbraio una serie di assemblee, Pomarance, Montecerboli, Serrazzano, Castelnuovo V.C e Moteverdi per informare tutti i genitori, studenti, cittadini e docenti dei tagli sia dei plessi scolastici, del personale ATA, degli insegnati e del ginepraio sulle iscrizioni, tutto quanto previsto dai decreti attuati della riforma scolastica.

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nessuno dà il 5 in condotta gli scrutini al fermi e polo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Cecina Nessuno dà il 5 in condotta gli scrutini al Fermi e Polo I presidi: «Solo chi ha sospensioni per più di 15 giorni». Ma a Solvay invece fioccano CECINA. Due pesi e due misure. Il 5 in condotta divide le scuole superiori del territorio, che hanno interpretato ognuna in modo diverso la proposta del ministro Gelmini di reintrodurre l'insufficienza in pagella alla voce "comportamento". In verità, se in buona parte degli istituti superiori d'Italia si sono registrati 5 a raffica, quella tra Cecina e Rosignano sembra essere un'isola felice. Perché nelle tre scuole superiori locali - Liceo Fermi, Istituto Marco Polo-Cattaneo e Isis Mattei - i 5 in condotta si contano sulle dita di una mano. E sono concentrati tutti all'Istituto alberghiero, con sede a Rosignano Solvay. Ma non c'è da pensare - assicura Vincenzo Barbuto, vicepreside dell'Isis Mattei a cui fa capo anche l'alberghiero - che gli allievi "bollati" con il 5 siano più indisciplinati degli altri loro compagni che frequentano le scuole superiori cecinesi. Semplicemente hanno ottenuto l'insufficienza prima che il ministro Gelmini, nei giorni scorsi, fornisse chiarimenti riguardo all'effettivo valore che il 5 avrebbe assunto per la valutazione di fine anno scolastico. «Noi - spiega Barbuto - abbiamo fatto gli scrutini al rientro dalle vacanze di Natale, la circolare del ministro è arrivata dopo. Quindi i 5 in condotta riscontrati all'alberghiero non sono stati assegnati secondo il rigore inserito nella circolare. Sono un segnale che abbiamo voluto dare agli alunni più turbolenti o con qualche rapporto di troppo, ma non significa che loro perderanno l'anno scolastico, anche se il ministro ha chiarito che il voto in condotta farà media con le altre valutazioni». Anche al liceo Fermi di Cecina gli scrutini si sono già conclusi e il preside Giuseppe Franceschi dice di non aver registrato nessun 5 in condotta. Anche perché il Consiglio d'istituto aveva deciso di marcare con l'insufficienza soltanto alunni che avessero nel loro curriculum disciplinare almeno 15 giorni consecutivi di sospensione da scuola. E nessuno degli allievi che frequentano i diversi percorsi di studio affiliati al Fermi hanno commesso infrazioni così gravi. «Ho analizzato - dice Franceschi - il codice nazionale degli studenti e il regolamento interno del nostro liceo e ho deciso che il 5 sarebbe stato assegnato solo in caso di sospensione prolungata per almeno 15 giorni, che poi è la stessa sanzione sulla base della quale è prevista la bocciatura alla fine dell'anno». Se al Fermi l'insufficienza in condotta non ha colpito nessuno, di 6 ne sono stati assegnati parecchi. «A quei ragazzi con molte note - conclude il preside - o con uno o più giorni di sospensione abbiamo dato 6, perché hanno commesso infrazioni alle norme disciplinari. Se il voto in condotta, come sembra, dovesse fare media, questo 6 potrebbe addirittura far alzare la media di persone con gravi insufficienze in altre materie. Mi sembra una cosa da chiarire, su cui riflettere a livello nazionale». Infine l'istituto Marco Polo-Cattaneo, dove le pagelle saranno consegnate i questi giorni e il 5 in condotta poteva essere dato soltanto se l'allievo avesse commesso un'aggravante: il mancato pentimento. «Il 5 - dice il preside Luigi Di Pietro - viene assegnato solo se l'alunno ha accumulato 15 giorni di sospensione consecutivi e dopo aver accertato che non mostra segnali di pentimento rispetto all'infrazione per cui è stato punito e quindi risulta non recuperato». Sebbene gli scrutini debbano ancora terminare, Di Pietro accenna al fatto che non sembrerebbero previste insufficienze in condotta. «Non mi sembra - conclude - che ci siano sospensioni oltre i 15 giorni, quindi non sussistono presupposti per dare 5. In genere abbiamo registrato sospensioni di 3 giorni, magari per l'uso improprio del cellulare a scuola, che sono state punite con l'obbligo di lavori socialmente utili o con percorsi nel volontariato. In quest'ultimo modo i ragazzi capiscono l'importanza di vivere in modo umano la loro esistenza». Anna Cecchini

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voti, nessun 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

Cecina. Il consiglio d'istituto ha deciso: «Insufficienza solo a chi ha 15 giorni consecutivi di sospensione» Voti, nessun 5 in condotta I presidi di Fermi e M. Polo: «Abbiamo punito col 6» CECINA. Due pesi e due misure. Il 5 in condotta divide le scuole superiori del territorio, che hanno interpretato ognuna in modo diverso la proposta del ministro Gelmini di reintrodurre l'insufficienza in pagella alla voce "comportamento". In verità, se in buona parte degli istituti superiori d'Italia si sono registrati 5 a raffica, quella tra Cecina e Rosignano sembra essere un'isola felice. A Cecina nessun 5, per darlo bisogna vere collezionato oltre 15 giorni di sospensione. Al Mattei a Solvay sono state date alcune insufficienze, ma questo è successo prima del richiamo della Gelmini. CECCHINI in Cecina I SEGUE A PAGINA 1

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l'università avvia i tagli addio a un corso su cinque (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Palermo L´annuncio L´Università avvia i tagli addio a un corso su cinque Un taglio ai corsi di laurea del 21,2 per cento, un numero minimo di iscritti per avviare le lezioni: l´Università comincia ad applicare le disposizioni del decreto Gelmini. Il piano, che scatterà nel 2009-2010, è stato approvato dal Senato accademico e inviato al ministero dell´Università per il via libera. I corsi di laurea, che erano 184 nel 2007-2008, fra triennali o a ciclo unico (116) e specialistici (68), si riducono a 145: 63 triennali o a ciclo unico, 61 magistrali (gli ex specialistici). Il parlamento d´ateneo ha anche deciso di attivare esclusivamente quei corsi di laurea che raggiungano un tetto minimo di iscritti (10, 20, 36, 50 iscritti a seconda degli ambiti disciplinari). Per questo le iscrizioni dovranno essere definite entro il 30 settembre. «Abbiamo avviato la razionalizzazione dell´offerta didattica - dice il rettore Roberto Lagalla - verificando le dotazioni di docenti e di strutture, ma anche lavorando a percorsi di studio basati su specifiche competenze, sulle tradizioni formative e culturali e sulle esigenze formative del territorio, nonché sui parametri di qualità previsti dal ministero». A dimagrire di più, dell´83 per cento, è la facoltà di Giurisprudenza (da sei corsi a un solo corso magistrale). Seguono Scienze politiche (da 11 a 6), Economia (da 13 a 8), Ingegneria (da 37 a 25), Scienze della formazione (da 22 a 16), Scienze (da 32 a 24).

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iscrizioni a scuola, istruzioni per l'uso (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

Continuano gli incontri dei genitori Iscrizioni a scuola, istruzioni per l'uso CARMIGNANO. Per saperne di più sulla scuola che sarà a settembre (o quantomeno per confrontarsi su dubbi e perplessità) non ci saranno solo gli incontri organizzati dalla direzione didattiva. Proseguono infatti le iniziative anche del comitato di genitori: un gruppo di mamme volenterose, rappresentanti di tante altre mamme e babbi, critiche verso la riforma Gelmini e che hanno dato vita ad un blog. L'indirizzo è genitoricarmignano.wordpress.com. La settimana scorsa aveva organizzato il primo incontro nella sala consiliare del palazzo comunale e la sala era piena: una partecipazione di cui ringraziano. Ora vogliono continuare a parlare di scuola, di orari e di iscrizioni dei loro bambini. «Non vi aspettate troppo, - dicono - siamo genitori come voi e abbiamo più domande che risposte. Ma abbiamo anche tanta voglia di provare a fare qualcosa. E così tante voci perplesse per una riforma ancora poco chiara e incompleta hanno delegato chi può, per tempo o passione, a cercare informazioni». Incontri da genitore a genitore insomma, autogestiti. Le mamme saranno in palazzo comunale, dalle 9.30 alle 12.30, il 6, 11, 13, 18, 20, 23 e 25 febbraio, a disposizione di chi si accinge a iscrivere i propri figli. Organizzeranno inoltre un incontro presso la biblioteca comunale di Seano il 13 febbraio alle 20.30. Parteciperà, quando possibile, anche la dottoressa Serena Nieri, laureata in psicologia e psicomotricista. W.F.

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elementari e riforma, l'ultima debacle "perderanno il posto da 150 a 500 insegnanti" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova L´allarme La denuncia della Cgil: "Abbiamo fatto i calcoli sulla base della bozza di riorganizzazione uscita venti giorni fa" Elementari e riforma, l´ultima debacle "Perderanno il posto da 150 a 500 insegnanti" I genitori non possono sapere se i loro figli usufruiranno delle 30 o delle 27 ore A Genova, nel prossimo anno scolastico, perderanno il posto di lavoro da 150 a 500 insegnanti della scuola primaria (tutti precari): il calcolo è stato fatto dalla Cgil, per cercare di inquadrare concretamente l´emergenza scuola. «Abbiamo fatto una simulazione - spiega Paolo Quatrida (nella foto), Cgil - basandoci sulla bozza della riorganizzazione della scuola primaria, uscita venti giorni fa: secondo questa, si profila l´ipotesi peggiore, con 500 posti di lavoro tagliati nei circoli didattici di Genova. Se invece ci basiamo sulle eventuali modifiche contenute nella circolare sugli organici, che stiamo tutti aspettando e che arriverà, forse, a marzo: allora la situazione potrebbe ridimensionarsi. Certo, però, stiamo assistendo a un affronto alla scuola pubblica senza precedenti». Cosa succederà, nel prossimo anno scolastico? «La cosa più grave di tutte è che non riusciamo a saperlo - dice ancora Quatrida - perché non ci sono gli strumenti amministrativi perché le scuole stesse possano progettare. E proporre. C´è il caos iscrizioni proprio perché non si sa nulla: a chi si iscrive alla scuola primaria non si può dire con certezza se potrà davvero usufruire delle 30 ore in quella determinata scuola, oppure delle 27. E comunque non tutte le scuole potranno garantire le 30 ore: ci troveremo davanti ad una migrazione di studenti e famiglie, da una scuola all´altra, in cerca del tempo più lungo garantito». «è assurdo - rincara Corrado Artale, Uil - stiamo ancora ragionando su una bozza di ridimensionamento, non ci sono le norme applicative. Le 24 e 27 ore saranno garantite, ma le 30 non più. Per quanto ci riguarda, questo oltre ad essere un affronto alla scuola pubblica è anche il più grande attacco al lavoro femminile che si sia mai perpetrato, costringendo di fatto le mamme a smettere di lavorare». Sul piede di guerra, il Cogede (il Coordinamento dei genitori democratici), che conferma i conti della Cgil, con un massimo di 500 posti di lavoro nebulizzati in città. «Con una circolare, del 15 gennaio, si sono cancellate le copresenze. è arbitraria e fuori legge - denuncia Matteo Viviano, Cogede Liguria - perché la circolare è stata emessa prima del regolamento, che non c´è ancora. Togliere le copresenze significa la fine delle attività di recupero, delle gite d´istruzione e delle uscite didattiche, i laboratori, non saranno garantite le presenze a mensa». Viviano denuncia inoltre l´estensione "retroattiva" del maestro unico: «Non è vero, come aveva falsamente dichiarato il ministro Gelmini, che il maestro unico sarà solo nelle prossime prime classi della primaria, ma sarà esteso a tutte le classi, e anche alle medie salteranno le copresenze». (m.bo.)

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Assemblee nelle scuole per il nuovo contratto (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

la flc cgil è per il «no» Assemblee nelle scuole per il nuovo contratto Per la Flc Cgil, la riforma Gelmini è una «controriforma che non guarda al futuro del Paese». Lo sostiene il segretario provinciale Mimma Castronovo per la quale «occorrono scelte coraggiose e condivise che vadano nella direzione di un sistema formativo di qualità, inclusivo e per tutto l'arco della vita». «Il prezzo da pagare - ha proseguito l'esponente della Flc Cgil - sarà altissimo soprattutto per la nostra regione perché mentre le scuole del nord riusciranno a limitare i danni, in quanto c'è una forte presenza di classi a tempo pieno (59.000 su un totale di 68.000), quelle del sud, con appena 9.000 classi (in Sicilia 529), registreranno un calo generalizzato dell'offerta formativa e una contrazione di organico che intaccherà il posto di tanti precari». Mimma Castronovo ha annunciato che, «per tali ragioni e per presentare i contenuti del contratto per il rinnovo del secondo biennio economico 2008/2009 non firmato dalla Flc Cgil, nei prossimi giorni le azioni di contrasto del sindacato continueranno con una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro. Al termine di ciascuna assemblea i lavoratori saranno chiamati a partecipare al referendum e ad esprimersi con un voto sul contratto e sul nuovo modello contrattuale». La Flc Cgil invita a votare per il no. Saranno inoltre costituiti seggi mobili che permetteranno la consultazione di tutte le scuole della provincia ed un seggio permanente presso la Camera del Lavoro di Caltanissetta. Insomma, una mobilitazione forte, quella della Flc Cgil con un piano di assemblee in tutta la provincia. Le assemblee sono previste lunedì 9 febbraio nelle scuole di Serradifalco, Resuttano, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Sommatino e Delia, ma anche a Caltanissetta presso l'Itg Da Vinci, l'Ita Di Rocco e l'Itas Russo, nonché presso l'Itis Mottura, il Liceo Classico, l'Ipia Galilei, l'Itc Rapisardi e le scuole medie. Il giorno successivo sono previste assemblee a Mussomeli, Campofranco, Milena, Montedoro, Sutera e Bompensiere, Mazzarino, Riesi, Vallelunga, Villalba e Marianopoli; l'11 febbraio a Gela e Niscemi e il 12 febbraio a Butera. Carmelo Locurto

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Scuola, Nervegna (Fi/PdL): "I buchi neri del prof.Balzani" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 05-02-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, Nervegna (Fi/PdL): "I buchi neri del prof.Balzani" (5/2/2009 16:54) | (Sesto Potere) - Forlì - 5 febbraio 2009 - "Lentamente, ma inesorabilmente, viene alla luce la filosofia che ispira se non lui stesso o il suo programma per le prossime amministrative, comunque la sua squadra e chi lo ha sospinto alla vittoria all?interno del partito. Una cultura più che laica: laicistica , un massimalismo barricadiero anni Settanta e il mai sopito anelito statalista e tutto sommato post – comunista. Di chi stiamo parlando? Di Roberto Balzani e delle sue proposte per ?innovare? (ma sarebbe meglio dire peggiorare) il mondo della scuola Forlivese”. Con queste parole Antonio Nervegna , consigliere regionale e capogruppo comunale di Forza Italia/PdL, lancia di fatto il primo affondo contro il candidato della sinistra in quella che si prefigura una lunga campagna elettorale in vista delle prossime elezioni locali del giugno 2009. L?esponente azzurro evidenzia che nel blog di Balzani è tuttora archiviato un intervento del Prof. Massimo Della Valle, docente al Liceo Scientifico di Forlì, fra i responsabili della sua squadra come ?esperto? per il settore Scuole e università, che si cimenta in una velleitaria critica alla riforma Gelmini, scomodando i padri costituenti come Calamandrei e finanche il Fascismo per spiegare che a suo parere il centrodestra vuole “da un lato distruggere progressivamente la scuola pubblica in modo tale da "costringere" le famiglie a ricorrere alle private e dall'altro finanziare con i soldi del contribuente le scuole private, con la scusa della surrogazione di un servizio e della libertà di scelta”. “Il nostro timore – spiega Nervegna – che , abbandonati i toni soft delle primarie Balzani si accinga a sfoderare la peggiore retorica socialcomunista in materia di istruzione cancellando in un sol colpo almeno due decenni di cammino delle parti politiche e sociali verso la parità educativa e contributiva dimenticandosi che il principio di sussidiarietà è (a parole) ormai patrimonio comune anche dei leader nazionali del suo stesso partito. Non vorremmo essere costretti a rimpiangere il sindaco uscente Nadia Masini che per ultima aveva ratificato i protocolli educativi fra scuole pubbliche e private locali attraverso l?accordo pluriennale tra Comune di Forlì ed enti gestori privati per il sostegno alla gestione delle scuole dell'infanzia paritarie e delle sezioni degli asili nido convenzionati. Dimenticandosi che il sistema nazionale di istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole private paritarie e degli Enti locali, nel pieno rispetto del pluralismo e dell?autonomia degli indirizzi pedagogici e didattici”. “Ma del resto – aggiunge il capogruppo comunale di Forza Italia/PdL - , altri indizi ci fanno ritenere che ci si debba preparare al peggio… come le sue continue strizzatine d?occhio al mondo radicale , ateo e laicista e il consenso di cui gode in ampie sezioni del sindacalismo più barricadiero della Cgil, il sindacato che dice ?no? a tutto!”. “Come se l?esperienza di Prodi , a livello nazionale , non abbia insegnato nulla sull?ingovernabilità e l?esasperazione ideologica e programmatica che s? abbatte in coloro che tentano inutilmente di assemblare o coniugare gli opposti estremismi. Ma Forlì non ha bisogno di questo. E intanto preoccupa il silenzio dei cattolici ex Ppi , Cristiano sociali e Margherita all?interno del suo partito: possibile che sull?argomento non abbiano nulla da dire?”: conclude Antonio Nervegna .

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Iscrizioni a scuola, è caosMancano certezze sugli orari (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Iscrizioni a scuola, è caosMancano certezze sugli orari l'allarme Le novità introdotte dal ministro Gelmini non sono ancora in vigore e dunque non applicabili. Dubbi anche sugli organici 06/02/2009 ROMA. Iscrivere i figli a scuola? Per tanti genitori è come un «lancio di dadi». Molti istituti, infatti, non sono in grado di garantire al momento (il termine per presentare le domande scade il 28 febbraio) il modulo orario richiesto né sanno dare informazioni precise su laboratori e attività extracurricolari. A rendere più farraginoso il meccanismo quest'anno sono le novità introdotte dal ministro Gelmini (dal maestro unico all'inglese potenziato alle medie) e le incertezze sugli organici. Oltre al fatto che il regolamento che introduce le nuove disposizioni riguardanti la scuola dell'infanzia e il ciclo primario non ha completato i passaggi e non è ancora entrato in vigore (su questo associazioni di genitori, insegnanti e sindacati hanno presentato un ricorso al Tar perché la circolare sulle iscrizioni anticipa disposizioni non ancora previste). «Le difficoltà maggiori - conferma Angela Nava, presidente del Coordinamento genitori democratici - si incontrano per le iscrizioni alla scuola elementare e, in particolare, per il tempo scuola di 30 o 40 ore. Ci arrivano mail da genitori che hanno bisogno di sapere, per organizzare la vita familiare, se la loro scelta di tempo-scuola sarà accolta e, invece, ricevono risposte evasive dai dirigenti scolastici». Anche le iscrizioni alla secondaria di primo grado, vengono fatte, a volte, incrociando le dita. «A oggi ancora non so - racconta la mamma di una bambina che l'anno prossimo andrà in prima media all'istituto Alberto Sordi di Roma - quali attività extracurricolari potrebbe svolgere mia figlia e di conseguenza mi è difficile scegliere il tempo-scuola: 30, 36 o 40 ore settimanali». «C'è una profonda incertezza legata agli organici che sta creando problemi. Le scuole non sanno - spiega il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna - se avranno organici adeguati a garantire il tempo chiesto dalle famiglie. Si può dare un consiglio pratico: poiché ragionevolmente le scuole che lo scorso anno avevano il tempo prolungato lo vedranno confermato è preferibile, invece di andare in giro a caso, rivolgersi a scuole che già hanno questo modello in atto: c'è un servizio mensa assicurato e modalità didattiche già sperimentate». Secondo Di Menna un secondo aspetto, «di confusione totale», è quello legato alle attività da svolgere nei laboratori didattici. «Si tratta di attività pomeridiane che le scuole hanno organizzato per laboratori ma se gli istituti non sanno esattamente di quale organico potranno disporre il prossimo anno, la programmazione diventa impossibile. Siamo di fronte - osserva Di Menna - a una situazione paradossale: non si può costringere i ragazzi, per tagliare gli organici, a fare otto ore di lezione». Più fiducioso appare il presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp) Giorgio Rembado. «Le scuole stanno registrando orientamenti e attese delle famiglie per poi confrontarle con la possibilità di realizzarle quando avranno chiari gli organici, da parte del ministero, e certezze sul servizio-mensa». «Credo che nella stragrande maggioranza dei casi le richieste verranno accolte» conclude Rembado sottolineando come, in ogni caso, dalla richiesta delle famiglie non scaturisca un diritto assoluto ad avere quel che si è scelto. 06/02/2009

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Scuola, nella giungladei voti in condotta (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, nella giungladei voti in condotta tra decreto e realtà Criteri diversi da istituto a istituto. C'è anche chi considera il profitto FIOCCANO i cinque in condotta. In alcuni istituti soprattutto tecnici e professionali. Non una bufera, però un segnale. I presidi da pochi giorni hanno sulla scrivania il decreto ministeriale che stabilisce che il 5 venga dato in presenza di una espulsione da scuola per oltre 15 giorni. Nella confusione generale, nell'andazzo autonomo per cui c'è chi ha già concluso gli scrutini dopo Natale e chi deve ancora consegnare le pagelle, il decreto ministeriale, esplicitamente voluto per arginare il bullismo, per ora non ha rigidamente indirizzato i voti. I "dolori" si faranno sentire a maggio. E intanto si scopre che ogni istituto si dà un regolamento, dei parametri, dei criteri per stabilire i vari voti di condotta. Dal 6 in sù. E dove molte voci hanno un ruolo: il comportamento, l'impegno, i ritardi, le assenze, le note sul registro, le relazioni con i compagni, l'atteggiamento verso gli insegnanti, il rispetto degli altri, delle cose, del materiale didattico. Anche l'abbigliamento, ma non è fondamentale di per sé. Se pur citato nel nuovo regolamento disciplinare che il liceo scientifico Da Vinci sta per pubblicare, visibile anche sul sito della scuola. Fonte di ispirazione per i voti, assicura il preside Giosuè Margiotti. Guida del liceo scientifico dove due anni fa teppisti "esterni" avevano allagato la scuola. «Ma oggi la scuola è un bunker», ci tiene a far sapere. Al classico Colombo di via Bellucci il dirigente scolastico Nunzio Cotena riflette: ha appena consegnato pagelle in una classe dove fioriscono i 7 in condotta, non casualmente una classe dove gli imbrattatori sono numerosi. «Mi sono interrogato su quel loro disagio che li porta a maltrattare le cose e a fare scritte ovunque. E ne ho parlato con gli interessati». E intanto il 7 è un segnale di attenzione. Al Colombo ci sono criteri dettagliati:â??l'8 comporta fra l'altro un atteggiamento non sempre corretto, una partecipazione non sempre adeguata, ma il 7 e il 6 colpiscono comportamenti sanzionati, da note o sospensioni, una o più volte. All'istituto Gobetti subbuglio fra i genitori perchè alcuni di loro hanno visto pagelle poco chiaramente interpretabili. «Hanno dato il voto in condotta sulla base del profitto ed è inconcepibile», tuonano alcune famiglie. E gli studenti sono in allarme «Troppi sei - dicono - e non siamo d'accordo per criteri che non condividiamo e che non conosciamo. E che secondo noi nel Piano dell'offerta formativa non ci sono». La preside Romagnoli ieri non era rintracciabile telefonicamente, ma dalla scuola esce comunque una lettura precisa, ancorchè contestata dall'utenza: «Abbiamo voluto che il cognitivo e l'educativo si ripercuotessero l'uno sull'altro. Insomma fra i cinque criteri per stabilire i voti sul comportamento c'è anche l'impegno e se quello è scarso influisce sulla condotta». Ma non c'è solo la partecipazione a pesare. C'è il rispetto di cose e persone, ci sono assenze non giustificate e ritardi che se superano i 4 diventano note sul registro. Dice una prof: «Lo scorso anno non facevamo più lezione alla prima ora, ognuno arrivava quando voleva». Ora la musica è cambiata. Qualche cinque è piombato sui 1.100 studenti del Gobetti. Mentre i presidi Benedetto Montanari e Nicolò Scialfa, rispettivamente del Majorana e del Vittorio Emanuele II-Ruffini, i cinque non li hanno voluti dare in questa prima parte dell'anno scolastico. Montanari fa appello al decreto ministeriale che è arrivato fresco e fresco e dice: «In mancanza di quello, dove si evidenzia che per dare un 5 in condotta ci vuole una sospensione di oltre 15 giorni che il consiglio di istituto deve stabilire con una procedura non facile non semplice, abbiamo preferito dare dei 6 come avvertimento. Per far capire a quei ragazzi che sono borderline. Noi una sospensione di 15 giorni non la diamo mai». E conclude: «Comunque per ora non c'è scritto da nessuna parte che il voto in condotta fa media con gli altri». Nicolò Scialfa, che è peraltro responsabile della Scuola per l'Italia dei Valori e portavoce dell'Associazione Nazionale Presidi, dice che a lui non sfugge uno scrutinio «per dare uniformità, più che altro». Insomma è sempre presente. Nella sua scuola, come al Majorana, non sono volati cinque e anche i 6 sono stati relativamente pochi, nonostante nella scuola e la tensione non manchi perché il numero degli stranieri è il più alto della città«Non significa chiaramente che siano i peggiori in condotta, ma un po' di indisciplina c'è anche se non posso parlare di casi di razzismo o di bullismo». Parametri niente, «però un colloquio vivo profondo ininterrotto tra alunni e insegnanti che serve per capire, per valutare». E conclude: «Sono favorevole ai voti in condotta, basta che non siano usati come una forca». Gennaro Schettino è il dirigente scolastico dell'Odero, scuola dove certe criticità non mancano, ma l'istituzione regge, i prof. sono in gran parte motivati, condizione che i ragazzi afferrano al volo. «Mi pare che il decreto ministeriale tutto sommato sia garantista -tira un respiro di sollievo - e giustamente. Altrimenti sai quanti cinque volano...». Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it [+] www.ilsecoloxix.it Commenta la notizia sul sito del Secolo XIX 06/02/2009 la valutazione parametri diversi 06/02/2009 - Partecipazione e impegno - Numero sanzioni sul registro - Ritardi e assenze - Mancato rispetto di persone, ambiente e materiale didattico 06/02/2009 IL provvedimento le norme ministeriali 06/02/2009 Il decreto ministeriale del 16 gennaio 2009 precisa che il 5 in condotta è previsto in presenza di una sospensione superiore ai 15 giorni continuativi e che successivamente l'alunno non abbia dimostrato "apprezzabili e concreti cambiamenti del comportamento" 06/02/2009 scelte e moniti«I giudizi non devono essere una forca» nicolò scialfaVittorio Emanuele 06/02/2009 sconfittii vandali«Adesso la scuola è un bunker» giosuè margiottiDa Vinci 06/02/2009 studentie preside«Mi sono interrogato sul disagio dei ragazzi» nunzio cotenaColombo 06/02/2009 dialogoaperto«Abbiamo dato il 6 come segnale» benedetto montanaripreside Majorana 06/02/2009 L'ANNUNCIO gelmini su YOUTUBE 06/02/2009 IL MINISTRO Gelmini ha annunciato l'introduzione del voto di condotta sul proprio canale di You Tube, nel video "postato" all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=1u9emobl2-w&feature=channel 06/02/2009

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Gli istitutiaspettanole regole (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Gli istitutiaspettanole regole il testo nMA COSA dice il decreto Gelmini sul voto in condotta? Nel testo di legge non si specifica se il cinque in condotta faccia o no media. Il ministro ne ha parlato più volte, ma non lo ha "messo nero su bianco". Ed è questa l'indicazione che i dirigenti aspettavano nel successivo decreto attuativo. Nel decreto ministeriale si legge di sostanza che il 5 in condotta va comminato quando il consiglio di classe abbia accertato che «lo studente nel corso dell'anno sia stato destinatario di almeno una delle sanzioni disciplinari che comportino l'allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica per periodi superiori ad almeno 15 giorni». Sempre all'articolo 4, che riguarda i criteri di attribuzione, si legge che «successivamente alla sanzione si accerti se lo studente non abbia dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento e tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel suo percorso di crescita e di maturazione». Nello stesso articolo del decreto si raccomanda «l'informazione tempestiva e il coinvolgimento attivo delle famiglie in merito alla condotta dei figli» e che «la valutazione sia sempre adeguatamente motivata e verbalizzata in sede di consigli di classe sia ordinari che straordinari e soprattutto in sede di scrutinio intermedio e finale». Il ministro ribadisce che «la valutazione si riferisce a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli interventi in essere al di fuori di essa» e che «non può mai essere utilizzata come strumento per condizionare o reprimere la libera espressione di opinioni, correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità da parte degli studenti». D. B. 06/02/2009

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scuole primarie, tagliati 39 maestri (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Scuole primarie, «tagliati» 39 maestri Legge Gelmini: ecco le previsioni della Cgil per il prossimo anno In tutta la provincia sono 89 gli insegnanti che rischiano il posto LIVORNO. Dopo tanto parlare sull'eventuale sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli della Flc-Cgil livornese, al via del prossimo anno scolastico alle primarie (ex elementari) rischiano il posto in città da un minimo di 15 a un massimo di 39 maestri. Numeri che schizzano a (minimo) 32 posti tagliati e (massimo) 89 se ci infiliamo dentro anche le scuole della provincia. Un terremoto che rischia di abbattersi soprattutto sui precari: «Quest'anno nella nostra provincia - avverte la Cgil - sono stati conferiti 36 posti sui comuni e circa 70 sul sostegno, appare evidente che i precari avranno pochissime possibilità». DELLA MAGGIORE in Livorno I SEGUE A PAGINA 1

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rischio tagli per 89 maestri (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Cecina. Allarmanti previsioni per il prossimo anno scolastico. «I più colpiti saranno i precari» Rischio tagli per 89 maestri Scuola primaria: le stime Cgil per la nostra provincia CECINA. Dopo tanto parlare (e manifestare) sull'eventuale sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli della Flc-Cgil livornese, al via del prossimo anno scolastico alle primarie (ex elementari) rischiano il posto in provincia da un minimo di 32 ad un massimo di 89 insegnanti. Un terremoto che - secondo la Cgil - rischia di abbattersi soprattutto sui precari che saranno i primi a risentire dei tagli. In cronaca SEGUE A PAGINA 1

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"sorprendente che abbia parlato così ma il nostro paese deve cambiare" - anais ginori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Esteri Roberto Perotti, economista alla università Bocconi "Sorprendente che abbia parlato così ma il nostro Paese deve cambiare" "Il diplomatico americano voleva togliersi qualche sassolino dalle scarpe" ANAIS GINORI «Cambiare l´Italia è difficile perché baronati e lobby paralizzano tutto». Nel suo saggio "L´Università truccata", Roberto Perotti ha denunciato nepotismo e inefficienze del nostro sistema universitario. Economista alla Bocconi, ha vissuto quindici anni negli Stati Uniti, passando per il Mit e la Columbia University. Signor Perotti, è sorpreso dalle parole dell´ambasciatore Spogli? «Un po´ sì. Si vede che aveva voglia di togliersi qualche sassolino dalle scarpe prima di andar via». Condivide la diagnosi sul nostro Paese? «Sono cose abbastanza generiche. L´università italiana non brilla, anche se ci sono poli di eccellenza». L´Italia è in fondo a tutte le classifiche. C´è un modo per ricominciare a competere con l´estero? «Certamente questa idea tipicamente italiana per cui gli atenei debbano essere tutti uguali è sbagliata. Non possono esserci 90 università eccellenti. Oppure significa condannarle tutte alla mediocrità». Bisogna imitare il sistema anglosassone? «Nessun modello è perfetto, sarebbe sciocco dirlo. Ma penso sia giusto creare elementi di competizione interni per ottenere le risorse pubbliche. Di tanti spunti della riforma Gelmini, sono d´accordo sull´assegnazione del 7% dei fondi in base ai risultati della ricerca». Il nostro paese è bloccato, dice ancora Spogli. «è il problema eterno delle società in crisi. Nel caso dell´università, ci sono veti incrociati, professori baroni che hanno interessi a non cambiare. Ma anche studenti che temono un sistema più selettivo dove bisognerebbe pagare un po´ di più e laurearsi in meno tempo». L´ambasciatore americano auspica un maggiore legame tra università e imprese. «Mi sembra un´affermazione vaga. Quando un´università va bene produce studenti apprezzati dalle imprese. Le migliori università americane si occupano soprattutto di offrire stimoli intellettuali». Il declino dell´Italia è segnato? «L´università è peggiorata, ma anche le infrastrutture, la giustizia, le privatizzazioni: basta guardare il caso Alitalia». è pessimista su tutta la linea. «L´Irlanda negli anni Ottanta stava andava a scatafascio, poi l´hanno rigirata come un calzino. Certo, per un piccolo Paese è più facile. Ma anche la Spagna ha fatto una trasformazione enorme. Il problema è che in Italia ci sono ancora persone che ragionano come nell´Ottocento. La speranza è nel cambio di mentalità delle nuove generazioni».

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non si possono fare comizi a scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Empoli «Non si possono fare comizi a scuola» Il consigliere Tricarico contro il comitato anti-Gelmini CASTELFIORENTINO. Questa sera alle 21,30 al circolo del Pdl si terrà una conferenza sulla scuola. E' tempo di iscrizioni, il tema è attuale «e le famiglie hanno necessità di conoscere il disegno che sta nella legge Gelmini», spiegano gli organizzatori dell'incontro. «Con l'occasione devo intervenire su quanto avvenuto mercoledì pomeriggio alla scuola Tilli - spiega il consigliere comunale del Pdl Vincenzo Tricarico (nella foto) - si è tenuta infatti una riunione alla presenza del dirigente scolastico il quale, come da convocazione recapitata a tutti i genitori interessati, avrebbe dovuto fornire i primi chiarimenti sulle modalità di iscrizione alla scuola dell'infanzia ed alla scuola primaria se non che al termine del suo breve intervento, il comitato locale contro la legge Gelmini si è appropriato, della scena». «Al di là dei faziosissimi contenuti degli interventi pronunciati dagli insegnanti appartenenti al comitato è inaccettabile che una riunione sia stata trasformata, in una occasione per tenere un comizio - continua ancora Tricarico - nessuno può arrogarsi il diritto di utilizzare la scuola di tutti per rappresentare posizioni di parte. La dimostrazione sta nelle proteste espresse dai genitori, oltre al sottoscritto, che hanno ritenuto di essere stati vittima di un sopruso insopportabile quale quello di fare propaganda e politica sulle teste dei propri figli». A seguito di quanto accaduto «presenterò una interrogazione al sindaco riservandomi inoltre qualsiasi iniziativa in ogni sede - conclude - affinché i locali delle scuole non possano essere più usati per le medesime finalità dei fatti a cui faccio riferimento».

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"il voto con i numeri? meglio i giudizi" - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Roma "Il voto con i numeri? Meglio i giudizi" I maestri delle elementari: "No alla legge Gelmini, non torniamo indietro" "In una riunione del collegio dei docenti abbiamo chiarito che non siamo d´accordo" TEA MAISTO Voti decimali o i classici giudizi: sufficiente, buono e ottimo? E´ tempo di pagelle nelle scuole elementari. Ma in questi giorni maestre e presidi hanno una difficoltà in più nel decidere la valutazione dei propri alunni: in seguito alla legge 169 il ministero dell´Istruzione ha emanato due circolari che chiedono di usare i voti numerici, per la scuola primaria «accompagnati anche da giudizi sintetici o analitici». In pratica spiega la preside della Iqbal Masih, la scuola del Casilino che per prima ha iniziato la "battaglia" contro la riforma Gelmini: «Siamo tenuti a mettere i voti in decimali ai quali possiamo affiancare il giudizio». E così le scuole si sono ritrovate in questi giorni, durante il collegio dei docenti, a ragionare sul da farsi e il "vecchio" giudizio sembra avere la meglio. All´istituto Pietro Maffi, zona Primavalle, i maestri hanno deciso con una delibera di mantenere «per quest´anno scolastico l´adozione del documento di valutazione preesistente», ovvero i classici giudizi. Si legge tra l´altro nella delibera: «Ci si chiede se sia sufficiente declinare i giudizi in termini numerici, quale forma di valutazione sia più comprensibile per l´utenza». Spiega ancora il direttore amministrativo Domenico Montuori: «La legge 169 prevede che debba essere emanato un regolamento di coordinamento di tutte le norme sulla valutazione. Al momento non esiste nessun schema di regolamento definitivo emanato dal governo quindi qualsiasi decisione che venga presa dai dirigenti scolastici per il documento di valutazione su scala decimale è da ritenersi illegittima». Alla elementare Leopardi, di via Parco della Vittoria, spiega una delle maestre, Amalia Cappelli: «In un primo collegio docenti avevamo votato per mantenere il giudizio, poi con l´arrivo della circolare abbiamo dovuto mettere in pagella anche il voto. Ma nella nuova delibera abbiamo inserito una nota in cui spieghiamo che non siamo d´accordo con il sistema dei voti decimali. Insegno da 33 anni, il voto è davvero restrittivo, mentre con il giudizio si valutano tutte le sfaccettature dell´alunno». Anche al 138esimo circolo Basile a Torre Angela utilizzeranno il voto in decimali e vi affiancheranno il giudizio utilizzato fino ad ora. Spiega il preside Salvatore Sasso: «E´ difficile far corrispondere il giudizio a un voto perché con i bambini devi considerare molte variabili». E poi la scuola Pistelli, quartiere Prati: «La norma parla chiaro, i voti devono essere in decimi - spiega la preside Bruna Maiolini - il collegio docenti ha votato per una scheda in cui al decimale ci sia una corrispondenza con il vecchio giudizio in modo che i genitori abbiano anche la valutazione. I voti più bassi, 1-2-3, non saranno utilizzati». Leggermente diversa la situazione per l´elementare Pio La Torre di Torrevecchia: «Ci sono le disposizioni ministeriali, come si può non mettere i voti numerici? - si chiede la dirigente scolastica Renata Farina - manterremo il vecchio strumento di comunicazione con i genitori in altro modo. Questo per non mettere in difficoltà ad esempio i bambini che si spostano da una scuola a un´altra e in periferia il loro numero è consistente». Spiega la preside: «Compileremo un documento non ufficiale con il giudizio che daremo alle famiglie e, nel caso di trasferimento degli alunni, alle scuole che ce ne faranno richiesta». All´Ada Negri, zona Appio Latino, le maestre hanno deciso martedì: «Quasi metà del collegio docenti avrebbe voluto mettere per protesta il voto politico unico per tutti gli alunni - ha spiegato la preside Lia Zene - Ma poi abbiamo deciso di soprassedere perché le famiglie hanno diritto di sapere come vanno i propri figli ed è anche più giusto per i bambini». E ha aggiunto: «Abbiamo deciso di mettere i voti da 5 a 9 perché prima usavamo 5 gradi di giudizio (ovvero insufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo, ndr) e tra parentesi indicheremo i giudizi corrispondenti. Ma per la prima elementare resterà il giudizio descrittivo senza voti. Il voto, soprattutto uno negativo, avrebbe un impatto troppo forte per bimbi così piccoli».

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"scriveremo ai genitori che una cifra non dice nulla" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Roma Parla Simonetta Salacone, preside dell´Iqbal Masih "Scriveremo ai genitori che una cifra non dice nulla" Indicheremo nella prima pagina della scheda un profilo dell´alunno All´Iqbal Masih, la scuola del Casilino da cui è partita la protesta delle elementari romane contro la Riforma Gelmini, si deciderà nel prossimo collegio docenti come valutare i propri alunni nella pagella del primo quadrimestre. Ma un primo orientamento già c´è. Preside Simonetta Salacone, come pensate di regolarvi? «Indicheremo nella prima pagina della scheda un profilo dell´alunno in base alla partecipazione alla vita della classe, alla modalità di apprendimento, alla costanza e all´impegno nello svolgimento dei compiti, alla relazione con i compagni e con gli adulti e al rispetto delle regole. Sono le informazioni che più ci interessa trasmettere ai genitori. Sarà comunque il collegio docenti dell´11 febbraio a decidere il da farsi». E non metterete in pagella i voti numerici? «Nella parte inferiore della scheda ci sarà una legenda che spiegherà a quale indicatore numerico corrisponde il giudizio scritto accanto a ogni disciplina. Non utilizzeremo comunque i voti numerici nella valutazione quotidiana di compiti, esercizi, test».E ai genitori che cosa direte? «La pagella sarà accompagnata da una lettera in cui spieghiamo ai genitori come attueremo la valutazione. Li avvertiremo che questa traduzione da giudizi a numeri non solo non può essere scientifica ma è anche discutibile in quanto nessuno ci ha detto a quale giudizio corrisponde quale voto, che il nostro è "un atteggiamento di obbedienza coatta e dissenso consapevole"». Insomma il voto numerico non riscuote molto successo� «Il voto è troppo sintetico, non riesce a riassumere tutti gli aspetti di un alunno. Rischia di essere selettivo e non aiuta i genitori a far capire come va il proprio figlio. Nella lettera abbiamo anche scritto che non riusciamo a vedere alcuna correlazione tra i voti e una "più chiara e trasparente valutazione". Vi leggiamo una semplificazione rispetto alla ricchezza delle osservazioni espresse attraverso l´attuale scheda di valutazione, e infine vi scorgiamo il rischio di un uso del voto in senso meramente sanzionatorio quando non punitivo ed escludente degli alunni più fragili». (t. m.)

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Classi multietniche, è caos Proteste alla Pisacane (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Classi multietniche, è caos Proteste alla «Pisacane» Scade oggi il bando per l'iscrizione alle scuole comunali dell'infanzia per l'anno scolastico 2009/2010. Ma sul numero di ragazzini stranieri per classe si sta giocando una partita delicatissima. È caos per l'iscrizione alle scuole comunali dell'infanzia. Oggi scade il bando, sul tappeto il nodo della creazione di piccoli gruppi di inserimento di bambini stranieri nelle classi «per garantire - parole dell'assessore alla Scuola, Laura Marsilio - un'efficace integrazione e un buon livello di opportunità educative e formative». Nel bando si ipotizza «l'assegnazione alle classi di bambini stranieri è effettuata, ove possibile, raggruppando bambini dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare, di norma, il numero di 5 per ogni classe». Proprio il numero di bimbi stranieri nelle classi ha provocato ieri la rivolta di 30 mamme della «Pisacane» - VI Municipio - che hanno brandito l'italianità per minacciare che non iscriveranno i propri bimbi per il prossimo anno: troppi bimbi immigrati. «I nostri figli hanno diritto a fare e a vedere un presepe con il bambino Gesù, la madonnina e san Giuseppe - hanno scritto i genitori alla Gelmini invitando anche gli altri di tutta Italia a "fare obiezione" - mentre il "Villaggio globale" organizzato lo scorso anno aveva moschee, minareti e donne in burqa mischiati ai pastori e ai re magi». Alla «Pisacane» su 133 alunni, 113 sono migranti (provenienti soprattutto dal Bangladesh). «Ci sentiamo straniere in una scuola-ghetto fatta ormai solo per stranieri - dice Flora Arcangeli, presidente del Comitato - nella classe della materna dei miei due figli, su 24 alunni solo 5 sono italiani. E le comunità straniere sono chiuse, non socializzano con noi»». Secca la replica della dirigente scolastica della «Pisacane» Nunzia Marciano: «Tutti gli alunni stranieri della scuola sono immigrati di seconda generazione, che parlano correttamente l'italiano e sono perfettamente integrati». GHETTI E NUMERO CHIUSO E non è un caso che la lettera della «Pisacane» sia stata inviata proprio nel giorno in cui era in discussione nella sede dell'assessorato capitolino alla Scuola un accordo tra i dirigenti scolastici del VI, il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, il Comune e il presidente Giammarco Palmieri. Con questo accordo - siglato ieri sera - i dirigenti scolastici si impegnano a orientare le famiglie non italiane a iscrivere i loro figli in altre scuole del Municipio VI: saranno spostati con gli scuolabus. «Nello stesso tempo, però - risponde polemicamente la dirigente dell'Iqbal Masiq del quartiere Casilino, Simonetta Salacone - nella mia scuola accetteremo con riserva le richieste di iscrizione provenienti da genitori italiani di altri quartieri, come il Pigneto, orientandoli a vivere come un valore positivo l'integrazione e la multiculturalità». Ma non è stato lasciato che alla «Pisacane» si creasse una situazione esplosiva? «Avevamo anche noi avviato degli incontri con il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per una diverso orientamento delle iscrizioni - risponde l'ex assessore comunale alla Scuola, Maria Coscia, ora deputata Pd - Quanto all'utilizzo degli scuolabus, non vorrei che si arrivasse alle deportazioni dei bimbi stranieri. I bambini sono tutti uguali, e deve essere rispettato il diritto alla studio di tutti, senza discriminazioni». MICHELA BEVERE ROMA roma@unita.it

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Riforma della scuola: è di nuovo strappo tra Rete e Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Riforma della scuola: è di nuovo strappo tra Rete e Gelmini L'incontro di ieri tra il ministro dell'Istruzione Gelmini e il Forum degli studenti «si è concluso ancora una volta con un risultato negativo». Lo riferisce la Rete, annunciando una nuova stagione di mobilitazioni per la «forte difficoltà che la scuola vive per le conseguenze dei tagli» e della «mancanza di dialogo sulle scelte cruciali». Gli studenti riferiscono di avere chiesto al ministro di poter intervenire sui procedimenti ancora in corso: i regolamenti attuativi sulla secondaria e il progetto di legge Aprea. Inoltre, che sia dato potere agli studenti di contribuire al piano sull'edilizia scolastica proposto la settimana scorsa dal ministro. Il forum, inoltre, ha chiesto di evitare nuovi provvedimenti sulla regolamentazione del 5 in condotta. Per gli studenti, «il ministro ha dato risposte insoddisfacenti, negando addirittura l'esistenza di tagli e accusando ancora una voltala stampa e sindacati». Per questo, la Rete «si impegna nei prossimi mesi a moltiplicare le iniziative». I primi appuntamenti sono il 12 febbraio con un sit-in sotto il ministero indetto dalla Flc Cgil, il 13 con la manifestazione di Fiom e Fp Cgil. IL CASO

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al sant'orsola arriva brunetta "onda" e cgil si mobilitano - alessandro cori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna La protesta Al Sant´Orsola arriva Brunetta "Onda" e Cgil si mobilitano ALESSANDRO CORI L´Onda si prepara a rendere "inospitale" la città ai rappresentanti del governo Berlusconi. Oltre ai lavoratori della Cgil, quelli della corrente di sinistra della rete 28 aprile e gli insegnati del comitato "Scuola e Costituzione" che contesteranno il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, oggi in visita al Sant´Orsola-Malpighi per la presentazione del progetto "Smart inclusion", anche gli studenti metteranno in scena alcune proteste in centro e davanti al policlinico. Alla presentazione del progetto doveva esserci anche il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini, obiettivo numero uno dell´Onda, ma da Roma, tranne sorprese dell´ultimo minuto, fanno sapere che non ci sarà. L´appuntamento dei lavoratori del policlinico è per le 14 davanti al padiglione nuove patologie. «Rimarremo lì finché non si faranno vedere», dice Giulio Tiberio. «Ci saranno volantini e striscioni ma anche un tentativo di premiazione stile tapiro d´oro». L´idea è di consegnare ai due ministri, ribattezzati «Bonnie e Clyde», un oggetto che si richiama sì ad un animale, ma che in realtà simboleggia certe difficoltà sanitarie: un pappagallo di cartone. I due ministri lo "vincono" per le «benemerenze in termini di tagli alla sanità» e lo consegnano i lavoratori in quanto sono «i primi a pagare le loro politiche». Una premiazione, che difficilmente andrà a buon fine. Tiberio conta sull´appoggio di altri settori della Cgil (funzione pubblica, pensionati, insegnanti, metalmeccanici) e semplici cittadini, per arrivare ad un centinaio di persone. Più misteriosa, come sempre, la contestazione che porterà in piazza l´Onda. «Faremo diverse iniziative per rendere inospitale la città ai ministri - dice Simone, dell´Onda - prima in centro e poi davanti al policlinico. Forse, anche dentro. La Gelmini non ci sarà? Allora ci faremo sentire e vedere da Brunetta».

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bimbo disabile escluso dalla recita scuola denunciata dai genitori - francesca savino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Bari Il caso Bimbo disabile escluso dalla recita scuola denunciata dai genitori FRANCESCA SAVINO Sul palcoscenico mancava solo lui. Ma alla recita scolastica dei suoi compagni di classe Manuel non era stato invitato neanche come spettatore: unico, fra tutti i bambini di una quinta elementare del Barese, a non ricevere il cartoncino colorato qualche giorno prima dello spettacolo. Perché disabile, denunciano i genitori che attraverso il loro avvocato hanno spedito una lettera al ministro Gelmini, alla direttrice dell´istituto scolastico e all´ufficio scolastico provinciale. E adesso non escludono di chiedere i danni, anche se la priorità, scrive il legale Luca Italiano, «è non la punizione ma la formazione di quanti sono preposti all´educazione, istruzione e integrazione scolastica dei nostri figli». Manuel (il nome è di fantasia) ha nove anni e un´idrocefalia congenita, con sindrome ipertonica da leucomalacia. In classe cammina, studia, parla, gioca come i suoi coetanei ma è sempre seguito da una insegnante di sostegno che si siede al suo fianco. Proprio fra i banchi di scuola a dicembre ha visto gli inviti rivolti alle famiglie degli alunni: uno per ciascuno dei 28 bambini che nel pomeriggio del 22 avrebbero partecipato alla rappresentazione natalizia organizzata dalla scuola nella chiesa di San Paolo. Per lui però non era stato previsto alcun invito. Il bambino si è chiesto il perché e ha raccontato l´episodio ai genitori. Loro hanno deciso di non restare a guardare e si sono rivolti all´avvocato: «Perché non deve succedere, né a noi né a nessuno». Il dirigente dell´ufficio scolastico provinciale Giovanni Lacoppola, ha inviato le scuse, a nome personale e di tutta la comunità, e ha pubblicato una circolare sull´integrazione scolastica. Manuel, intanto, è tornato in classe: quest´anno ha il giudizio finale da affrontare.

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scuola primaria, 39 maestri a casa (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Cecina Scuola primaria, 39 maestri a casa Le proiezioni-choc della Cgil per il prossimo anno scolastico E in tutta la provincia sono 89 gli insegnanti che rischiano il posto LIVORNO. Dopo tanto parlare (e manifestare) sull'eventuale sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli della Flc-Cgil livornese, al via del prossimo anno scolastico alle primarie (ex elementari) rischiano il posto in città da un minimo di 15 a un massimo di 39 maestri. Numeri che schizzano a (minimo) 32 posti tagliati e (massimo) 89 se ci infiliamo dentro anche le scuole dei comuni di tutta la provincia. Un terremoto che rischia di abbattersi soprattutto sui precari: «Quest'anno nella nostra provincia - avverte la Cgil - sono stati conferiti 36 posti e alcune ore di supplenze sui posti comuni e circa 70 sul sostegno, appare evidente che i precari avranno pochissimi posti su cui contare in futuro». Ipotesi e conteggi. Si tratta solo di approssimazioni (anche perché manca ancora il decreto ministeriale sul conferimento degli organici), si affretta a precisare Patrizia Villa, segretaria provinciale Flc-Cgil, ma costruite sulla base «dei regolamenti e della circolare sulle iscrizioni emanata dal ministero dell'istruzione il 15 gennaio scorso». Attualmente, sottolinea la segretaria, «la consistenza delle iscrizioni non è prevedibile, in quanto sono appena iniziate (scadono il 28 febbraio)», la proiezione ipotizzata si basa dunque «sulle consistenze delle classi in uscita (quinte), ben sapendo che non è assolutamente un automatismo la loro conferma». La rivoluzione. Il terremoto Gelmini non colpirà infatti solo le classi prime, ma anche seconde, terze, quarte e quinte del prossimo anno. Nell'iscrizione in prima i genitori potranno scegliere tra le 24, 27, 30 e 40 ore. Ma le 30 ore potranno essere attivate dalle scuole solo «se i servizi e le consistenze organiche lo consentiranno». Per le classi successive alle prime (per le quali non è prevista iscrizione) saranno confermati i vecchi modelli orari (30 ore e 40 ore) ma di fatto - avvertono i sindacati - con l'abolizione delle compresenze prevista dalla circolare ministeriale di metà gennaio spariranno il modello a modulo (3 maestri su 2 classi) e il vecchio modello di tempo pieno. Minimo e massimo. Sulla base di questa rivoluzione ecco dunque le proiezioni. L'ipotesi del taglio minimo (15 posti) si basa sulla previsione per cui «in tutte le ex classi a modulo si riconfermino e ottengono il parametro a 30 ore, e i tempi pieni vengano mantenuti per la consistenza attuale». L'altra previsione (taglio massimo, 39 posti) è calcolata sull'ipotesi che non ci siano le risorse per autorizzare le 30 ore e quindi si ripieghi su un tempo scuola a 27 ore (con le 24 ore l'ipotesi è ancora peggiore). Iter incompleti. Ma la Flc-Cgil gioca anche un'altra carta. Le normative della Gelmini - dice il sindacato - non sono ancora definitive «non avendo ancora terminato l'iter istituzionale» e dunque le scuole possono «ben adoperare le prerogative dell'autonomia scolastica»: Tradotto: le scuole propongano «l'offerta formativa prevista e presentata ai genitori al momento delle iscrizioni senza farsi condizionare dalle normative incompiute perché, ammonisce Patrizia Villa, «il 28 gennaio la Conferenza Stato Regioni ha dato parere negativo (a maggioranza) sul regolamento dell'infanzia e primo ciclo». E «il Consiglio di Stato ancora non si è espresso». Ecco perché la Cgil «ha impugnato la circolare di fronte al Tar del Lazio». Per fare un po' di chiarezza sulle iscrizioni la Flc-Cgil insieme a Cisl scuola e Uil scuola organizza un'incontro per lunedì 9 febbraio (chiostro della Madonna, via delle Galere 35) in cui sarà presente l'onorevole Rosa De Pasquale del Pd. Gianluca della Maggiore

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no al voto in condotta (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

MANIFESTAZIONE L'11 FEBBRAIO «No al voto in condotta» C'è chi crede che con le videocamere nelle scuole si possa combattere il bullismo, che con i tagli si possa creare una buona scuola, che con il voto in condotta si possa educare una persona. Noi invece continuiamo a batterci ogni giorno purchè venga cancellata la legge Gelmini. Vogliamo una scuola dove si possa imparare la vera educazione quella che serve per la vita, e non per essere il futuro tassello-schiavo di un sistema industriale. Per questo diciamo: No ad una scuola repressiva - No al voto in condotta - No ai continui tagli alla nostra educazione Per questo continuiamo a scendere in piazza e per questo 11 Febbraio saremo ancora a batterci per la nostra scuola. Collettivo Istituto Nautico

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"troppi bimbi stranieri, via dalla scuola" - federica angeli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 21 - Cronaca "Troppi bimbi stranieri, via dalla scuola" Roma, protesta di mamme in un istituto elementare: integrazione impossibile Il Comune: tra le ipotesi un tetto al numero di studenti immigrati per ogni classe FEDERICA ANGELI ROMA - «Troppi scolari stranieri, siamo costrette a migrare in altre scuole. Nessuna di noi iscriverà, entro il 18 febbraio, in quell´istituto i nostri figli». La protesta delle mamme della scuola elementare "Carlo Pisacane", istituto che sorge tra Torpignattara e il Pigneto, borgate storiche e popolari di Roma, è esplosa in una lettera inviata al ministro per l´Istruzione Maria Stella Gelmini. Non è questione di razzismo, secondo il Comitato �mamme per l´integrazione´ della scuola Pisacane, ma di «un´integrazione impossibile» e di «diritti negati ai propri figli». Come quello, tanto per fare un esempio, di fare e di vedere un presepe con Bambin Gesù invece di moschee, minareti e donne in burka mischiati ai pastori e ai Re Magi, come è stato lo scorso anno. «Quindici bambini italiani su un totale di 180 allievi stranieri e classi come l´attuale prima elementare, con un solo bambino italiano su 23 - spiegano nella lettera - significa negare ai nostri figli il diritto ad avere degli amichetti con cui giocare anche al di fuori dell´orario canonico, mentre le comunità di stranieri presenti nel nostro istituto sono chiuse e non si lasciano frequentare». I problemi sono anche altri: «I nostri figli hanno diritto ad andare in gita scolastica, mentre anche per motivi economici i bambini stranieri non possono mai partecipare ai viaggi che, di tanto in tanto, si provano a organizzare. Niente città d´arte, nessun soggiorno sulla neve: non si raggiunge mai il numero minimo per partire». La lettera delle mamme della "Pisacane" al ministro si conclude con un interrogativo. «Quanti tra coloro che mettono la testa sotto la sabbia e spacciano questo terribile aborto di scuola-ghetto per modello multietnico portano i loro figli in istituti come la Carlo Pisacane di Roma? Sospettiamo che la risposta sia nessuno». A rivendicare l´eccellenza dell´elementare di Torpignattara, sottolineando le innumerevoli attività svolte negli anni passati - dai corsi di jazz per i bambini tenuti da musicisti di fama internazionale a rassegne estive di concerti, a dibattiti sul confronto tra culture - è la dirigente scolastica Nunzia Marciano. «I pregiudizi degli adulti nascono da un deficit di informazioni - spiega Marciano - qui offriamo un´istruzione d´eccellenza per tutti, che ha ricevuto riconoscimenti e premi. Le istituzioni ci aiutino a fare sapere che è una scuola di buona qualità per tutti». Appello respinto. Il deputato romano del Pdl-An, Fabio Rampelli, componente della commissione Cultura e Istruzione, parla di «emergenza culturale» e di «squilibri nello svolgimento dei programmi». «Occorre stabilire - ha dichiarato il deputato - una quota massima di stranieri per classe». Così nel pomeriggio arriva un accordo firmato dai dirigenti del VI Municipio e dall´assessore capitolino alle politiche scolastiche, Laura Marsilio che prevede una più equa distribuzione di stranieri nelle scuole. In sostanza si tratta di uno "scambio" di iscrizioni tra le scuole della rete del VI Municipio di Roma per creare un equilibrio tra bambini italiani e non italiani nelle classi, in modo da evitare concentrazioni di alunni stranieri in una sola scuola. «Ma - ha spiegato l´assessore - stiamo anche valutando l´ipotesi di fissare un eventuale tetto sulla presenza di alunni stranieri per ogni classe».

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alunno disabile per lui niente recita (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 21 - Cronaca Bari Alunno disabile per lui niente recita BARI - Né sul palcoscenico né in platea: recita scolastica negata a un bambino disabile di nove anni, affetto da un´idrocefalia congenita, che frequenta la quinta elementare in una scuola della provincia di Bari. Il piccolo non era stato nemmeno invitato, come tutti i suoi compagni di classe. I suoi genitori si sono rivolti a un avvocato e hanno denunciato l´accaduto in una lettera al ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. Il dirigente dell´ufficio scolastico provinciale, Giovanni Lacoppola, ha inviato le scuse alla famiglia.

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la sfilata raggiungerà poi piazza mazzini, vero e proprio epicentro dei festeggimenti. qui, ... (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 22 - Spettacolo La sfilata raggiungerà poi piazza Mazzini, vero e proprio epicentro dei festeggimenti. Qui, ... Domani la cerimonia di apertura con 1300 figuranti La sfilata raggiungerà poi piazza Mazzini, vero e proprio epicentro dei festeggimenti. Qui, dopo una coloratissima passerella di gruppi mascherati, bande musicali e ospiti, intorno alle 19 verranno simbolicamente consegnate le chiavi della città a Burlamacco (maschera ufficiale di Viareggio). Subito dopo via all'alzabandiera e per tre settimane sul pennone più alto di piazza Mazzini sventolerà il vessillo del Carnevale. Gran finale, poi, con i fuochi d'artificio che, dal mare, illumineranno il cielo di Viareggio. Il primo corso. Domenica pomeriggio (ore 15) spazio invece ai carri mascherati. Sul viale a mare faranno finalmente il loro debutto le grandi costruzioni di cartapesta che rendono unico il Carnevale di Viareggio. Protagonista, naturalmente, sarà la satira politica. Il premier Silvio Berlusconi si conferma anche quest'anno il più bersagliato dai «maghi» viareggini. Ma sono previsti anche molti esordi eccellenti. Il più importante sarà quello del neoeletto presidente degli Stati Uniti Barack Obama, presente su ben tre costruzioni in concorso. Ma non mancheranno volti noti della politica di casa nostra, alla loro prima apparizione sui viali a mare di Viareggio. Fra i tanti, vale la pena segnalare il ministro Brunetta. Ma un trattamento tutt'altro che... galante è stato riservato anche alle colleghe Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. Fra i politici presi di mira ci sarà anche un ritorno eccellente: Giulio Andreotti (atteso in carne ed ossa anche ad una delle cinque sfilate: le altre quattro sono il 15, 22 e 24 febbraio e il 1º marzo), protagonista dopo tanti anni di assenza di una costruzione di prima categoria. Sui carri anche tanta satira sociale (fra i più attesi un carro sul fenomeno dell'immigrazione), ma anche argomenti più leggeri. Ospiti. Il più atteso in tribuna d'onore è Massimo Ranieri, a cui quest'anno la Fondazione Carnevale ha voluto attribuire il premio Burlamacco d'oro. Ma fra i personaggi che potrebbero affacciarsi sui viali a mare ci sono anche due bellezze straniere: l'attrice e modella Milla Jovovich (musa del regista francese Luc Besson) e la showgirl Ramona Badescu. Claudio Vecoli

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Giovani e violenza Ne parla Paragone (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2009-02-06 num: - pag: 62 categoria: BREVI Giovani e violenza Ne parla Paragone La noia giustifica la violenza? Che cosa manca ai giovani? Gianluigi Paragone (foto) ne parla con Mariastella Gelmini, Pina Picierno, Feltri, Sansonetti, Lidia Ravera, Sgarbi. Malpensa, Italia Raidue, ore 23.45

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La preside coraggio del Parco Verde (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2009-02-06 - pag: 1 autore: Speciale tv Inchiesta su Raitre, parla la dirigente del circolo Viviani a Caivano La «preside coraggio» del Parco Verde NAPOLI — Una scuola d'eccellenza con tutti i fattori ambientali contro, all'interno del «famigerato» Rione Parco Verde di Caivano: quattromila abitanti e il 30 per cento con precedenti, soprattutto donne e per spaccio di droga; 12 piazze di spaccio per 12 lotti nello storico territorio dei Moccia, teatro di regolamenti di conti. Eppure c'è una scuola che funziona, il Viviani, che trattiene i ragazzi strutturalmente «difficili» nei banchi, che ha ripulito i giardini antistanti l'istituto anche di pistole Beretta, trovate sepolte nel terreno. E che quindi ha attirato l'attenzione dei giornalisti di Presadiretta: la seconda puntata in onda su RaiTre domenica sera avrà per protagonista la scuola, afflitta dai suoi mali cronici e alle prese con le novità della riforma Gelmini. Un racconto-inchiesta di Domenico Iannone che dall'hinterland napoletano raggiunge il modello formativo svedese, passando per i precari pendolari salernitani in viaggio su treni di discutibile efficienza o che, pur di non perdere il posto in graduatoria e rimanere disoccupati, finiscono «ostaggio» dei diplomifici prestando lavoro senza alcun compenso. Ed ancora: edifici scolastici moderni e attrezzati ma mai utilizzati a confronto con fatiscenti aule scolastiche ricavate all'interno di condomini. E quindi l'eccezione di una «preside coraggio» campana, una donna solare che ha rimesso in piedi una scuola battendosi col sorriso affinché i ragazzi del Rione Parco Verde frequentino, imparando già con questo semplice gesto d'azione a riscattare una difficile condizione. «La scuola media Viviani del Parco Verde non è agibile, ma non la chiudo per amore materno verso i ragazzi che vivono nel quartiere più sensibile della città», era il grido d'allarme lanciato dalla preside Eugenia Carfora al sindaco quando, nel 2007, prendeva posto nella scuola. E tuttora la Carfora lavora duramente perché venga garantito il diritto allo studio ai circa 200 studenti del rione. Una operazione non facile, in un quartiere dove ad una educatrice che tentava di convincere una mamma a mandare la bambina a scuola è stato risposto: « A pèccerella resta a casa e se tornate un'altra volta vi buttiamo per le scale »; o dove, quando va bene, la rabbia del ragazzo è contro il padre carcerato o disoccupato che molesta la madre. Sciocchezze, luoghi comuni, per la preside Carfora. «Al Parco Verde ho tre meravigliose classi costituite da ragazzi vivi, veri, frequentanti e quando non lo fanno li cerco, vado a prenderli a casa — dice —. Insieme a loro ho vissuto momenti indimenticabili. Abbiamo ripulito ogni angolo della scuola, colorandola con la continua invidia di chi vedeva rialzarsi un fiore appassito e che tutti calpestavano senza mai voltarsi o allungare una mano per una carezza dovuta. Abbiamo riempito la scuola di emozioni che lasciano il segno nei cuori ancora teneri e, perché no, anche nei cuori duri, ma pur sempre dei cuori». Luca Marconi Pistole nell'erba La preside Carfora, la pulizia dei giardini della scuola e il ritrovamento di una pistola Dodici piazze di spaccio Dodici lotti e 12 piazze di spaccio, 4 mila abitanti, il 30 per cento con precedenti penali: è il Rione Parco Verde di Caivano Carfora: classi «meravigliose» «Al Parco Verde ho tre meravigliose classi costituite da ragazzi vivi, veri, frequentanti e quando non lo fanno li cerco, vado a prenderli a casa»

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Lancio di uova, ragazza rischia un occhio (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2009-02-06 - pag: 1 autore: Raid Aggredita davanti al Galilei finisce sanguinante al Pellegrini, dovrà essere sottoposta a intervento Lancio di uova, ragazza rischia un occhio I bulli erano in motorino, la 14enne ha avuto il distacco della retina La Onlus antibullismo «Forza Bambini» agli studenti: «Collaborate, fotografate gli aggressori» NAPOLI — Per uno stupido scherzo ma violentissimo una quattordicenne rischia di perdere un occhio. Un gruppo di ragazzi dai motorini in corsa ha bersagliato con uova alcune studentesse dello scientifico Galilei di via San Domenico a Soccavo. Erano le 8 del mattino di lunedì scorso. Un uovo ha colpito l'occhio destro della quattordicenne, che ha cominciato subito a sanguinare. è stata portata al Vecchio Pellegrini dove al pronto intervento dell'Oftalmologia le è stata diagnosticata una lesione della retina. La ragazza dovrà operarsi e restare a riposo per evitare danni peggiori. La madre, una libera professionista, ha denunciato tutto alla polizia e all'associazione Forza Bambini, una Onlus impegnata sulle violenze su minori (bullismo e pedofilia) che in passato ha collaborato col Governo ed il capo della polizia Manganelli, quindi il presidente Giulio Attanasio ha scritto direttamente al premier Berlusconi e al ministro Gelmini chiedendo provocatoriamente «l'esercito» per le scuole napoletane. La preside del Galilei, Renata Gelmi, precisa che il fatto è accaduto ben fuori i cancelli dell'istituto ma pure chiede una «maggiore attenzione delle forze dell'ordine » nei pressi della scuola. Tuttavia l'associazione registra «decine di proteste da parte di genitori delle scuole di tutte le municipalità, che chiedono maggiore sicurezza temendo gravissime conseguenze per questi stupidi scherzi che si moltiplicheranno fino a Carnevale e minacciano di non mandare i figli a scuola». La Onlus chiede ai ragazzi di collaborare «fotografando e denunciando gli aggressori », ai commercianti di «esimersi dal vendere uova a minorenni» e rivolge una domanda al Governo: «Chi pagherà i danni?». «Per un carnevale senza incidenti e violenze» l'assessore provinciale alla Protezione Civile Francesco Borrelli ha chiesto un incontro urgente al prefetto Pansa, spiegando: «Vorremmo predisporre una task force per tentare di arginare gli attacchi delle baby gang che ogni anno si divertono a scagliare uova dai motorini, senza timore di provocare danni anche permanenti: purtroppo con l'approssimarsi del Carnevale è diventato un rischio uscire di casa ». L. M.

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Scuola, Unicobas sciopero generale il 13 febbraio (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Blocco degli scrutini il prossimo 12 Febbraio, blocco della consegna e compilazione delle schede di valutazione, sciopero generale della scuola e manifestazione nazionale a Roma, venerdì 13 con appuntamento alle ore 9.30, al Ministero Dell?Istruzione. Sono le iniziative dell?Unicobas in segno di protesta contro le indicazioni del MIUR giunte nelle scuole in questi giorni, per la formazione degli organici con i criteri derivanti dai regolamenti attuativi della legge Gelmini. «Proprio in questi giorni - spiega il sindacato - i genitori della scuola elementare si stanno accorgendo che le promesse sul mantenimento del tempo pieno erano solo una farsa: lo stravolgimento dell?unitarietà e del valore didattico di quello che fu il tempo pieno e l?assoluta incertezza rispetto ad un?effettiva approvazione di un tempo scuola di 40 ore (sottoposta dal governo a valutazioni di compatibilità di spesa), stanno favorendo le scuole private e tutti cominciano a capire con estrema chiarezza l?entità del disastro che rappresenta la controriforma per l?istruzione pubblica italiana». L?Unicobas denuncia che: «nella scuola dell?infanzia, gli organici calano, prevale l?incubo di un tempo scuola che sale a 50 h. con le classi “primavera” di alunni in età da asilo-nido che stravolgono la funzione docente; nella primaria inoltre, dall?anno scolastico 2009/2010, tagli pari al 25% degli organici. Si eliminano da settembre 58.700 cattedre delle 87.500 da eliminare in 3 anni. Del “Tempo Pieno” viene stravolta l?unitarietà didattica, con l?utilizzazione dei due insegnanti per una sola parte del proprio orario. Ad esempio, su 40 ore settimanali, 18 le potrà fare un insegnante, 18 un altro, 2 ore saranno di religione cattolica e 2 di lingua straniera. Ciò comporta per i due insegnanti curricolari lo svolgimento di 8 ore su altre classi. I moduli vengono completamente stravolti; alle Medie, Il tempo prolungato segue la stessa sorte del tempo pieno. Il Governo delle ?3 ì elimina di fatto il bilinguismo. L?organizzazione oraria diviene impossibile (e vergognosa ad un tempo). Con le cattedre costituite obbligatoriamente a 18 h. avviene una perdita secca per Lettere ed Educazione Tecnica;. per le superiori, dal 2009-2010, riduzione generalizzata delle ore per materia. Il “riordino” delle classi di concorso farà il resto, tanto che, per risparmiare, potrà insegnare scienze chi non ha mai fatto neanche un esame nel merito: nasce la scuola ultra-minimalista. Si “salvano” solo i Licei tradizionali (da 28 a 30 h. - ma viene colpito pesantemente il latino, eliminato dallo Scientifico). Il Liceo Linguistico viene ridotto a 30 h. e gli Istituti d?Arte (che confluiscono nel Liceo Artistico) passano da 40 a 35 h. Nei Tecnici, dietro suggerimento dei settori retrivi della Confindustria, gli attuali 39 indirizzi con 204 tipologie di corsi vengono ridotti ad 11 in tutto e distinti in 2 settori: Tecnologico ed Economico. L?orario settimanale passa a 32 h. dalle attuali 36. Ai Professionali tocca la regionalizzazione ed intanto, nell?incertezza, subiranno un?emorragia di iscritti. «E nessuno - aggiunge l?Unicobas - parla del DDL Aprea presto in discussione: scuole-fondazioni a capitale privato e aziendalistici Consigli di Amministrazione, eliminazione delle RSU di istituto, assunzione diretta e valutazione del personale da parte dei dirigenti..»

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Gli studenti dopo l'incontro con la Gelmini "Nessun risultato" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 06-02-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA L?incontro di ieri pomeriggio tra il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini e la Rete studenti «si è concluso ancora una volta con un risultato nettamente negativo». Lo afferma in una nota l?organizzazione giovanile, spiegando di aver «evidenziato - al ministro - la forte difficoltà che la scuola vive per le conseguenze dei tagli» e di aver «denunciato la permanenza della mancanza di dialogo sulle scelte cruciali nonostante le mobilitazioni autunnali». «Abbiamo chiesto al ministro - spiega Luca De Zolt, portavoce del movimento - che gli studenti siano messi in grado di intervenire sui procedimenti ancora in corso: i regolamenti attuativi sulla secondaria e il progetto di legge Aprea. Abbiamo inoltre chiesto che sia dato potere agli studenti di contribuire al piano sull?edilizia scolastica proposto la settimana scorso dal ministro». Si queste richieste, prosegue De Zolt, «il ministro ha dato risposte insoddisfacenti e parziali, negando addirittura l?esistenza di tagli e accusando ancora una volta la stampa e i sindacati. Per questo motivo la Rete degli studenti medi si impegna nei prossimi mesi a moltiplicare le iniziative di mobilitazione nelle scuole e nelle piazze, nelle quali porteremo le nostre richieste e proposte per cambiare la politica del governo sulla scuola e per esigere nuove soluzioni alla crisi che penalizza soprattutto noi studenti». «La prossima settimana - annuncia - saremo in piazza a partire dal 12 febbraio con il sit in sotto il ministero indetto dalla Flc-Cgil e con la grande manifestazione del 13 febbraio indetta da Fiom e Fp-Cgil. A partire dal 27 febbraio daremo il via a una campagna di mobilitazione in tutte le scuole, che prevederà anche un?assemblea nazionale studentesca nei primi giorni di marzo».

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"Non mandate i vostri figli in altre scuole" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-02-2009)

Argomenti: Scuola

IL SINDACO La storia Maestre chiedono aiuto alle famiglie di Prarostino L'eredità Beckwith UN'INSEGNANTE "Non mandate i vostri figli in altre scuole" «La montagna si tiene viva anche salvando e aiutando servizi come questo» LUISA GIAIMO Da metà del 1800 l'istruzione dei Valdesi «Occorre che gli allievi siano più di 50 altrimenti dobbiamo chiudere» PRAROSTINO Le lezioni di ecologia, di rispetto dell'ambiente e di risparmio energetico sono sempre all'ordine del giorno nella piccola scuola elementare di Prarostino, da dove lo sguardo spazia sulla pianura. Sul tetto della scuola ci sono i pannelli solari ed i bambini giorno dopo giorno andando su internet sanno quanto si sta risparmiando. Ma proprio la parola risparmio, quella che però riguarda le risorse umane, adesso preoccupa maestre e mamme, che ieri pomeriggio, in una riunione hanno affrontato uno dei punti cruciali della riforma Gelmini. Le maestre scendono in campo e lanciano un appello: «Iscrivete a Prarostino i vostri figli». «L'obiettivo - spiega il sindaco, Mario Mauro - è di evitare che i residenti portino i propri figli in scuole di altri Comuni limitrofi, come San Secondo, Bricherasio o Pinerolo». La preoccupazione di una chiusura si respira nell'aria, lo dicono i bambini che non vogliono andare a scuola altrove, lo dicono le maestre che stanno lottando per fare in modo che gli iscritti per il prossimo anno scolastico non scendano sotto i 50 alunni. «Attualmente abbiamo 48 bambini - spiega la maestra Carla Cavallone, responsabile del plesso scolastico - divisi su 5 classi». Una scuola ristrutturata ed ampliata l'anno scorso che combatte per rimanere aperta e che vuole conservare la sua identità che si è creata con il passare degli anni. «Qui a Prarostino nel 1849 - racconta il sindaco - esistevano 12 scuole, volute dal colonnello Beckwith, le famose scuolette valdesi, di cui tre erano ancora attive nel 1975, quando diventai sindaco. Decisi di ristrutturare quella che c'era in borgata Rocco per creare un unico plesso. Negli anni questa scuola, intitolata ai Martiri del Bric, è stata sempre il fiore all'occhiello della comunità e penso che sia assurdo chiuderla». Continua la maestra: «L'ultimo lavoro è stato l'ampliamento, fatto lo scorso anno, per poter accogliere una classe in più delle materne e un laboratorio informatico. I nostri alunni amano le nuove tecnologie e qui non manca nulla di ciò che si può trovare in una scuola di città». Attualmente il corpo docente delle elementari è composto da sei maestre. «In Provveditorato risulta che a Prarostino ci sia solo una classe a tempo pieno - sottolinea Carla Cavallone - ma in realtà ci siamo organizzate con dei turni per poter offrire a tutte le classi le 40 ore settimanali. Se con la riforma si ridurrà il numero degli insegnanti sarà difficile poter mantenere questo servizio». Una realtà a cui tiene l'amministrazione: «Il comune ci è sempre stato vicino - dice un'altra maestra, Tiziana Calabrese - . Infatti ci ha fornito lo scuolabus gratis. E poi c'è l'associazione Sportivamente che si occupa del dopo scuola». Conclude il sindaco: «La montagna si tiene viva anche salvando le scuole. Chiudere questa struttura sarebbe come soffocare Prarostino, costringendo le famiglie a portare via i figli. Faremo sentire le nostre ragioni affinché ciò non avvenga». Nella prima metà del 1800 il colonnello inglese Beckwith, giunto a Torre Pellice, volle che in tutte le frazioni venissero allestite delle aule, dove maestri, anche non diplomati, potessero insegnare a quei bambini, che vivevano nelle zone più isolate, in modo che avessero la possibilità di imparare a scrivere e leggere. Un'iniziativa che ebbe il merito di abbassare drasticamente, con grande anticipo rispetto al resto dell'Italia, il livello di analfabetismo in tutte le comunità dove vennero costruite le piccole scuolette.\

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Neve sulla strada del Monginevro Anas blocca, scoppia la polemica (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-02-2009)

Argomenti: Scuola

CLAVIERE TRAFFICO FERMO A CAUSA DI UNA SLAVINA TRA LE GALLERIE Neve sulla strada del Monginevro Anas blocca, scoppia la polemica CLAVIERE La nevicata che tra giovedì e ieri mattina ha depositato 30-40 centimetri di neve fresca oltre i 1500 metri di quota ha causato grossi disagi a residenti e turisti in viaggio sulla Statale del Monginevro, tra Cesana e Claviere. Già giovedì sera un paio di Tir avventuratisi sui tornanti nonostante il divieto ai mezzi oltre le 26 tonnellate hanno causato problemi alla circolazione: finendo di traverso sulla carreggiata, hanno ostacolato per ore gli altri veicoli in transito. La situazione è, poi, drasticamente peggiorata alle 4 di notte, quando una notevole massa di neve si è staccata dalle pareti di roccia tra le due vecchie gallerie, invaso la corsia in salita della Statale e costretto l'Anas a chiudere il valico. «Il provvedimento è stato eccessivo - denuncia il sindaco di Claviere, Franco Capra -, perché non si è trattato di una valanga o di chissà quale situazione difficile da affrontare: sarebbe bastato liberare la strada dal mucchio di neve colato a valle e riaprirla, evitando così inutili disagi a turisti e residenti». Al contrario, gli addetti allo sgombero neve dell'Anas hanno ritenuto più prudente attendere alcune ore prima di riaprire l'accesso al Monginevro: con inevitabili conseguenze per i viaggiatori bloccati sui due versanti fino a mezzogiorno. A farne le spese sono stati i residenti di Cesana che ogni mattina percorrono i 6 chilometri di tornanti per andare a lavorare a Claviere e Briançon. Ma anche i cittadini di confine impossibilitati a scendere a valle, i fornitori dei negozi di Claviere e centinaia di turisti diretti a Caselle: circa 100 ospiti di Montgenèvre hanno perso i voli di rientro a casa, mentre altri hanno accumulato ore di ritardo. «Simili episodi dimostrano l'utilità di avere i centri di comando sul territorio - sottolineano i sindaci Franco Capra e Roberto Serra di Claviere e Cesana -: se le chiusure delle nostre strade venissero concordate con i Comuni e la commissione valanghe della Comunità montana Alta Valle, che hanno il reale polso della situazione, tanti problemi si potrebbero evitare». L'episodio dà, inoltre, modo a Capra di ribadire l'utilità della scuola elementare di Claviere: «Proprio pochi giorni fa ho scritto al ministro Gelmini per ricordare i rischi che l'eventuale accorpamento della nostra scuola con quella di Cesana comporterebbe: per un po' di neve, 12 bambini piccoli potrebbero restare bloccati per strada, lontani dalle famiglie, per ore o giornate». \

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Scuola e Atenei Riparte la protesta contro i tagli Gelmini-Tremonti (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 07-02-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola e Atenei Riparte la protesta contro i tagli Gelmini-Tremonti Torna la protesta anti-Gelmini. «Torneremo a riempire le piazze il 27 febbraio. Ci siamo ancora», sottolinea l'Unione degli studenti che annunciando la mobilitazione nazionale. «Di nuovo in piazza perché - sottolineano gli studenti - non possiamo accettare l'idea per cui la Gelmini continui a demolire la scuola italiana nel silenzio generale e addirittura godendo di visibilità rispetto ad alcune iniziative spot, come ad esempio la creazione del canale su Youtube. È necessario tornare a mobilitarsi per proseguire nella lotta iniziata in autunno, per opporre ai disegni del Governo la nostra idea di scuola, quella che abbiamo costruito nelle occupazioni e nelle lezioni in piazza d'autunno: una scuola degli studenti e per gli studenti, inclusiva e partecipata». L'Onda dunque torna in piazza e protesta anche il sindacato Flc-Cgil. La Federazione dei lavoratori della conoscenza guidata dal segretario Mimmo Pantaleo giovedì prossimo sarà sotto il ministero dell'Istruzione. Un sit-in per rivendicare l'immediato ripristino dei fondi per il funzionamento e amministrativo della scuola pubblica. Non solo. La Flc-Cgil è decisa a proclamare uno sciopero per metà marzo. E si fa risentire anche l'Onda universitaria, pronta a contestare il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il 16 febbrario, giorno in cui l'esponente di governo è atteso alla Sapienza per un seminario sulla crisi.

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un modulo extra contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Torino Iniziativa in difesa del tempo pieno nella scuola Un modulo extra contro la Gelmini Un modulo extra, da accompagnare a quello ufficiale che va presentato per iscrivere il proprio figlio alla scuola elementare o alle medie. è lo strumento con cui i genitori intendono lanciare un segnale all´Ufficio regionale scolastico: «Dobbiamo essere messi nella condizione di esprimere fino in fondo la nostra scelta». L´iniziativa è promossa dal Coordinamento genitori democratici Piemonte (Cgd) e il Coordinamento Genitori Torino (Coogen), ma ha trovato l´appoggio di una serie di altri soggetti: si va dal Forum regionale della scuola all´Associazione dei comuni italiani, dai sindacati (Flc Cgil, Cisl Scuola, Cub, Cobas) alle associazioni di studenti, dal gruppo Abele a Legambiente. Il meccanismo è semplice. Ai genitori verrà dato un modulo d´iscrizione aggiuntivo, nel quale potranno richiedere la scuola che realmente vogliono per i loro figli. Una scuola, cioè, con le caratteristiche che non sono evidenziati nei moduli istituzionali perché "tagliati" dalla legge Gelmini. Elementi come le compresenze tra docenti, i rientri pomeridiani, il servizio mensa. Questo perché i genitori vogliono che nel prossimo anno scolastico l´offerta formativa resti uguale a quella attuale e che non venga ridotta. «Non chiediamo un tempo lungo perché vogliamo che la scuola badi ai nostri figli, ma vogliamo che venga mantenuta la qualità dell´istruzione», spiega Elisa Trovò del Cdg Piemonte. L´iniziativa ha già diversi sostenitori: «Hanno già aderito in molti, addirittura Comuni interi si stanno muovendo - dice Silvia Bodoardo del Coogen - . Quando li avremo raccolti tutti li consegneremo direttamente ai direttori degli uffici scolastici provinciale e regionale. Lo facciamo perché i dirigenti scolastici devono prima di tutto ascoltare i genitori e le loro esigenze». Anche perché, secondo il segretario della Flc-Cgil di Torino, Igor Piotto, «la direzione scolastica regionale sta assumendo un atteggiamento intimidatorio nei confronti dei dirigenti scolasti. Un comportamento che come sindacato non possiamo accettare». (ste. p.)

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"cappellini antisionisti per i bimbi della scuola pisacane" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Roma "Cappellini antisionisti per i bimbi della scuola Pisacane" Cappellini realizzati con manifesti antisionisti fatti indossare ai bambini della scuola elementare Carlo Pisacane in via dell´Acqua Bullicante. E´ la denuncia fatta da alcune madri di un istituto dove è alta la presenza di alunni stranieri, che ieri sono state protagoniste di un servizio di "Studio Aperto". Le mamme, che già avevano segnalato al ministro Gelmini la presenza nella scuola di un presepe con figurine musulmane (donne in burqa al posto dei re Magi e minareto), hanno portato davanti alle telecamere i cappellini realizzati con i manifesti con l´appello al boicottaggio dei prodotti israeliani. SEGUE A PAGINA IX

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"cappellini antisionisti per i bimbi della pisacane" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Roma L´accusa di alcune madri della scuola "Cappellini antisionisti per i bimbi della Pisacane" Tra i vari istituti della rete del Municipio sarà operato uno "scambio" di iscrizioni affinché ci sia un equilibrio tra alunni italiani e non (segue dalla prima di cronaca) giovedì il comitato delle mamme del circolo didattico Pisacane aveva indirizzato un lettera al ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelimini e ai parlamentari. I genitori hanno lamentato i troppi scolari stranieri nell´istituto, annunciando l´iscrizione dei loro figli in altre scuole e invitando «le mamme di tutte le scuole italiane che si trovano nelle nostre stesse condizioni a fare la stessa cosa». Tra i motivi della scelta di cambiare scuola, alcuni disagi che sarebbero dovuti alla presenza delle comunità di stranieri nell´istituto. «Lasceremo a lei e ai parlamentari del nostro Stato - hanno detto le mamme rivolgendosi al ministro Gelmini - la prima scuola pubblica d´Italia composta solo da stranieri». E proprio ieri è stato raggiunto un accordo che prevede una più equa distribuzione degli alunni stranieri nelle scuole elementari del VI Municipio. Tra le varie scuole della rete del Municipio sarà operato uno "scambio" di iscrizioni affinché ci sia un equilibrio tra bambini italiani e non italiani, in modo da evitare concentrazioni di alunni stranieri in una sola scuola, come succede al Pisacane. Il documento dell´accordo è stato sottoscritto dai dirigenti scolastici del I ciclo del VI Municipio e dall´assessore capitolino alle politiche scolastiche Laura Marsilio. L´accordo di rete, che è stato firmato anche in presenza direttore generale dell´Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, Raffaele Sanzo, prevede che le scuole a bassa concentrazione di stranieri e che hanno ricevuto iscrizioni con riserva di alunni italiani fuori zona indirizzino questi ultimi nelle scuole di zona, rendendosi disponibili ad accogliere eventuali alunni stranieri.

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scuola, i mali della riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 07-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Pontedera Scuola, i mali della riforma Gelmini L'associazione "Per La Sinistra" di S. Miniato ha organizzato una serata sulla scuola. Il prof. M. Baldacci ha tracciato le linee essenziali dei provvedimenti messi fin qui in atto. Ha invitato tutti con forza a prendersi cura e a non far cadere l'attenzione su un problema che investe la società nella sua completezza. La dirigente scolastica Di Vita ha mostrato gli interventi relativi alla scuola dell'obbligo facendo una comparazione tra la situazione attuale e i cambiamenti conseguenti alla legge: aumento di alunni per classe (dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria), diminuzione del tempo scuola, scomparsa delle contemporaneità nella scuola primaria. Alla base di tutto l'assenza di una struttura concettuale che motivi gli interventi e la presenza di un grosso taglio economico, il più grande messo in atto dal governo, dall'Italia repubblicana a oggi. Questo punto è stato sottolineato anche dal rappresentante Cobas, Moretto, il quale ha ribadito l'importanza da parte della popolazione di porre un freno ove possibile e opporsi a quegli interventi distruttivi che riportano la scuola al passato, con un'operazione "di facciata" e fortemente ideologica. L'assessore al sapere del Comune, R.Grana, ha manifestato la volontà, da parte dell'amministrazione, di fornire l'appoggio necessario alla realizzazione dell'ampliamento delle scuole a tempo pieno del Comune, dato che questa volontà sembra essere presente in molti genitori che iscrivono i figli per la prima volta. La scelta del tempo pieno rende forse possibile impedire una forte riduzione degli organici e una frantumazione del corpo docente: "Insegnanti tappabuchi" l'esatto contrario cioè, di quello che va sbandierando la ministra quando parla di insegnante unico. Maurizio Cianetti portavoce Per La Sinistra

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caos iscrizioni nella scuola adamo: c'è troppa confusione (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Milano "I presidi non possono indicare attualmente il numero di insegnanti" Caos iscrizioni nella scuola Adamo: c´è troppa confusione è sempre PROTESTA nelle scuole contro il decreto Gelmini. All´elementare di via Pisa, l´associazione di genitori e insegnanti Retescuole si è riunita per parlare «del rischio che il tempo pieno sia sacrificato dai tagli al personale». Marilena Adamo, senatrice Pd presente alla riunione, segnala un altro disagio: «Oggi le scuole dovrebbero comunicare al ministero quanti insegnanti serviranno il prossimo anno - dice - ma le iscrizioni chiudono a fine mese, quindi i presidi non sanno quanti alunni avranno. Nella storia non si era mai vista una simile disorganizzazione». Altra questione aperta rimane quella delle visite fiscali ai docenti assenti: il decreto Brunetta le impone ma le scuole non hanno soldi per pagarle. Nelle prossime settimane la protesta di Retescuole proseguirà con due camper che gireranno le elementari milanesi per raccogliere richieste dei genitori a difesa del tempo pieno.

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ELEZIONI IN SARDEGNA (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 07-02-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2009-02-07 num: - pag: 33 categoria: BREVI ELEZIONI IN SARDEGNA L'intervista del premier Caro Romano, è lecito che a 10 giorni dal voto regionale in Sardegna, Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri, abbia rilasciato un'intervista, ritrasmessa anche tramite le reti private, tesa a voler influenzare la scelta degli elettori in una Regione a Statuto Speciale, quale è la Sardegna? Come devo interpretare lo screditamento mediatico di uno dei protagonisti del voto in Sardegna da parte di Silvio Berlusconi alla luce dell'art. 5 della nostra Costituzione? Claudia Tamellini claudia.tamellini@tiscali.it L'art. 5 della Costituzione dice: «La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento». Non mi sembra opportuno che il presidente del Consiglio impegni in una campagna elettorale regionale tanta parte del tempo che dovrebbe dedicare al Paese, ma non vedo alcunché, nella lettera della Costituzione, che gli impedisca di farlo. E osservo che la vittoria di Soru, a questo punto, sarebbe la clamorosa sconfitta di Berlusconi: una riflessione che non dovrebbe spiacere ai suoi avversari. DEFINIZIONI Un tono «zitellesco» Caro Romano, nella lettera del 2 febbraio afferma che non le piace il tono «tartufesco e zitellesco di certi esponenti della vita pubblica». Mi domando che cosa lei intenda esattamente per zitellesco. Si riferisce solo al carattere delle donne non sposate? O non sposate e anche senza vita sessuale attiva? Zitellesco si applica anche agli uomini o solo alle donne? Si riferisce solo allo stato civile o anche a uomini e donne senza rapporti sessuali a cui si è rovinato il carattere? Mi scusi se glielo chiedo ma l'unica volta che ho avuto l'occasione di vederla di persona in sala Montanelli, presso il Corriere, lei, chissà perché, mi ha ricordato una mia vecchia zia zitella insegnante di matematica al liceo. E quindi sarebbe interessante capire che connotazione lei dà al termine zitellesco. Ovviamente per capire meglio chi sono gli esponenti della vita pubblica di cui non sopporta il tono. Annarita Levorani, Milano Sono convinto che zitellesco si applichi indifferentemente a uomini e donne. Applicandolo a me lei mi dimostra che ho ragione. MEDIO ORIENTE La natura di Hamas Caro Romano, nella sua articolata risposta sulla natura di Hamas ( Corriere, 5 febbraio) lei arriva alla «dimostrazione» che Hamas non è organizzazione terroristica e che vi è una asimmetria tra Israele e questa organizzazione. Mi limito dunque alla seconda parte, alla prima ha già risposto, tra gli altri, l'Europa includendo Hamas nell'elenco ufficiale dei movimenti terroristici. Certo la vera doppia asimmetria tra Hamas e Israele è che Israele è un Paese basato sulla democrazia e sul rispetto dei diritti umani e della vita (credo non abbiamo mai visto nella storia un esercito che telefona a casa del nemico per avvisarlo). Hamas è un sanguinario movimento che non esita a farsi scudo dei civili e a uccidere selvaggiamente i propri nemici interni e infine a predicare odio e insegnarlo anche ai bambini. E ancora più asimmetrico è che Israele ha atteso nel silenzio del mondo alcuni anni e 9200 missili prima di reagire. Questo dopo aver sgombrato dal 2005 ogni metro di Gaza. Mi domando come mai, se Hamas è un movimento politico tendente al benessere della popolazione palestinese, questa viva in miseria nonostante miliardi in aiuti internazionali e infine perché si accusa Israele di assediare i palestinesi quando l'Egitto potrebbe aprire la frontiera. Chi ha mai rimproverato l'Egitto di chiudere in «un campo di concentramento» i palestinesi? Mi sembra che tutti applichino nel caso di Israele due pesi e due misure a danno dello Stato ebraico. Andrea Jarach, Milano SOLDATI IN CITTà Meglio mimetizzarsi Con la proroga del piano sulla sicurezza nei prossimi sei mesi ci sarà un aumento dei soldati impiegati nelle città in servizio di ordine pubblico. La presenza di militari in divisa in mezzo alla gente dà senso di sicurezza ai cittadini ma, secondo me, ne dà di più ai malavitosi che così sanno dove non operare. Quel che rende più insicuri i malviventi è il dubbio che tra i civili ci siano agenti mimetizzati in borghese. Come mai non si adotta questo sistema? Forse perché non concede alcunché alla «scenografia»? Vittorio Cravotta Selargius (Ca) IN VENETO Tecnici inglesi Con riferimento alla posizione assunta dai sindacati inglesi relativamente ai nostri lavoratori, mi chiedo come mai i nostri sindacati non reagiscano alla presenza di un centinaio di tecnici inglesi in un rigassificatore Edison in Veneto. Se è indubbio che i nostri sindacati sono molto corretti, lo è anche che quelli inglesi ottengono risultati. Germano Valentini germano.valentini@ fastwebnet.it CASO BATTISTI Eurodeputati al voto L'Europarlamento vota a sostegno dell'estradizione di Battisti dal Brasile, che bel successo! Poi scopro che erano presenti alla votazione 6 italiani su 78 e che in aula c'erano 54 eurodeputati su 785. Questi sono gli eletti che prendono una remunerazione complessiva di oltre 25 mila euro al mese, che sia Berlusconi sia Veltroni in campagna elettorale avevano promesso di ridurre in numero e stipendio. Angelo Tirelli antirelli@tiscali.it A CARNEVALE Lanci di uova Una studentessa a Napoli ferita a un occhio dal lancio di un uovo: lesione alla retina. Bene ha fatto una associazione per l'infanzia a chiedere di vietare la vendita di uova ai minorenni a Carnevale. è stata informata di questo episodio il ministro Gelmini: attendo nuovi provvedimenti anti bullismo. Romolo Ricapito, Bari

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<Cappellini antisionisti ai bambini> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 07-02-2009)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-02-07 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La scuola del Prenestino Si ripropone la querelle proprio quando era stato raggiunto un compromesso «Cappellini antisionisti ai bambini» Le mamme della Pisacane riaprono la polemica su classi e stranieri La denuncia a Studio Aperto: i cappellini confezionati a scuola su manifestini con inviti al boicottaggio dei prodotti israeliani Cappellini di carta colorati con su scritto il nome del bambino. Tanti bambini stranieri, soprattutto di religione musulmana. Ma una volta ridotto nuovamente a semplice pezzo di carta, quel foglio è apparso subito un po' sospetto. «Abbiamo scoperto che si trattava di manifesti anti- sionisti - hanno denunciato ieri le mamme della Scuola elementare Carlo Pisacane al Prenestino in un servizio di "Studio Aperto" - In uno si legge l'appello per il boicottaggo dei prodotti israeliani. In un altro, il presidente americano Bush è raffigurato con una pistola alla tempia sullo sfondo della bandiera americana in fiamme». Il comitato delle mamme della Pisacane (80 % di bambini stranieri) che nei giorni scorsi aveva «minacciato» di non iscrivere più i propri figli in quell'istituto se questo «affollamento » fosse continuato, ieri sono tornate a manifestare la loro insofferenza. «In serata siamo state ricevute dal sindaco Alemanno - ha dichiarato Flora Arcangeli, presidente del comitato mamme della Pisacane - c'era anche l'assessore Marsilio e c' hanno assicurato il loro aiuto promettedoci anche un incontro con il ministro Gelmini. Il nostro obiettivo è avere delle classi come tutti gli altri, invece i nostri figli sono due italiani su 20 stranieri». Da giorni l'assessore Laura Marsilio stava lavorando a un progetto per una più equa distribuzione dei ragazzi stranieri nella scuole del VI municipio. E giovedì è stato raggiunto un primo accordo tra diverse componenti scolastiche del territorio e l'assessorato che permetterà di «indirizzare » le iscrizioni in modo da equilibrare la presenza degli alunni stranieri per classe. «Per il momento - ha precisato Marsilio - le scuole accoglieranno con riserva le iscrizioni degli alunni fuori zona e contemporaneamente, a partire dalle prime classi, i genitori verranno orientati a iscrivere i propri figli nelle scuole più vicine all'abitazione ». L'assessore ha poi precisato che se l'obiettivo non sarà raggiunto, «si valuterà l'ipotesi di fissare un eventuale tetto sulla presenza di studenti migranti per classe». L'Ufficio scolastico regionale si è invece impegnato a mantenere invariati, nei limiti del possibile, gli organici delle scuole. Secondo l'analisi del territorio, condotta dall'assessorato e dall'Ufficio scolastico regionale, si evidenziano istituti con altissima concentrazione di alunni stranieri con cittadinanza non italiana (Carlo Pisacane: 80%); scuole con media concentrazione (Toti-Deledda : 27%; Istituto comprensivo Manzi: 16% primaria e 56% secondaria di I grado); scuole con bassa concentrazione di alunni stranieri (Giulio Cesare: 14%; 126Ë? Circolo didattico:13%; 77Ë? Circolo: 11%; Trilussa: 1%; Valente: 13%; Toniolo, Pinelli e Piranesi: meno del 5%). «Nelle zone ad alta e media concentrazione - è scritto nel documento - nonostante tutte le scuole garantiscano un'offerta formativa di qualità, le iscrizioni di alunni italiani tendono a collocarsi in scuole di altri quartieri. «Il Municipio ha accolto l'istanza di andare incontro all'esigenza di una composizione più equilibrata degli alunni italiani e non all'interno delle nostre scuole - ha dichiarato il presidente del VI municipio Giammarco Palmieri - ma proprio per la grande rilevanza dell'accordo, il nostro municipio, sostenuto dalla stragrande maggioranza dei dirigenti degli istituti scolastici, ha però rifiutato l'inserimento nell'accordo di un tetto alla presenza di bambini non italiani, in quanto tale scelta, proposta dall'assessorato alla Scuola, avrebbe svuotato l'accordo stesso offrendo una soluzione meccanica a un processo che deve tener conto di diversi elementi». Flavia Fiorentino Altri tempi Una foto degli anni Novanta dei primi bimbi immigrati in classe

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