HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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toARTICOLI DEL 1-7 febbraio
2009 #TOP
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Articoli
Scuola (110)
"Promesse, targhe e zero soldi Roma dimentica il
Darwin" ( da "Stampa, La"
del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: genitore del Consiglio d'istituto -, il ministro Maria Stella Gelmini non ha stanziato nulla». Insomma, genitori e studenti del liceo rivolese sono stupiti del silenzio dello Stato. «Provincia e Regione hanno fatto la loro parte - continua -, per garantire i fondi e i progetti per far partire i lavori nel liceo.
Londra
nazionalizzale scuole private in crisi
( da "Secolo
XIX, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: da sempre affascinate dal mito della scuola indipendente, quest'anno si sono fatte i conti in tasca e hanno deciso di iscrivere i propri figli nelle scuole pubbliche. Il sistema delle scuole private - nel Regno Unito come altrove - si basa in larga parte sulle rette pagate dalle famiglie degli studenti: e senza nuove leve il sistema crolla.
la
scuola incontra i genitori ( da "Tirreno, Il"
del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: offerta formativa del circolo per la scuola primaria e delle modifiche introdotte dalla riforma del ministro Gelmini. 9 febbraio alle ore 17,30 presso la direzione didattica di via Mascagni, presentazione ai genitori del piano dell'offerta formativa del circolo per la scuola dell'infanzia e delle modifiche introdotte dalla riforma del ministro Gelmini.
tempo
di iscrizioni alle scuole primarie incontri coi genitori
( da "Tirreno,
Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tempo di cambiamenti alla luce del decreto Gelmini e della reintroduzione del maestro unico. La dirigente del circolo didattico di Montecatini, Paola Zecchi, ha programmato due incontri per la prossima settimana con l'obiettivo di presentare il Pof (piano offerta formativa, una sorta di carta di identità dell'istituto) ai genitori dei futuri alunni delle classi prime di quella che,
i
ricercatori precari al ministro ci faccia partecipare al bando firb
( da "Tirreno,
Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Una lettera appello al ministro Gelmini arriva dai rappresentanti dei ricercatori a tempo determinato della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, della Scuola Normale Superiore di Pisa e della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. I rappresentanti chiedono al ministro che i ricercatori a tempo determinato, attualmente esclusi da tale bando Firb "
un
camper per difendere il tempo pieno - ilaria venturi
( da "Repubblica,
La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: A difesa del tempo pieno cancellato dal ministro Gelmini e di una scuola statale di qualità. Per farlo distribuiranno materiale informativo e dei moduli aggiuntivi per iscrivere alle classi prime o confermare alle classi successive i figli. In questi fogli, che i genitori dovranno consegnare insieme al modulo distribuito nelle segreterie delle scuole,
studenti
contestano la gelmini a galatina ( da "Repubblica, La"
del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bari Studenti contestano la Gelmini a Galatina Piccoli gruppi di studenti hanno contestato a distanza il ministro dell´Istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini, all´esterno dell´Istituto tecnico commerciale ?Laporta´ di Galatina dove è stato inaugurato un centro di eccellenza in collaborazione con la Microsoft Italia.
meglio
scegliere le 40 ore ( da "Tirreno, Il"
del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 6 - Prato «Meglio scegliere le 40 ore» Riforma Gelmini: i consigli del comitato genitori CARMIGNANO. Il primo consiglio è quello di privilegiare la scelta delle quaranta ore settimanali, perché solo se ci saranno tante richieste sarà più facile garantire il tempo pieno e dunque classi con più insegnanti.
quelli
che puntano sul cinese - enrico bonerandi
( da "Repubblica,
La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: vita ENRICO BONERANDI MILANO Se ne sono accorti tutti quando il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, nel comunicare via You Tube la scorsa settimana le materie d´esame per le maturità, ha ammesso per la prima volta il cinese come prova scritta per i licei linguistici. Pur in pesante ritardo rispetto ad altri paesi, lo studio della lingua cinese in Italia è in pieno boom.
veltroni-d'alema
e cosimi-lamberti ( da "Tirreno, Il"
del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Uscite dalle tane e dai salotti bene, ritornate tra la gente, affrontate i problemi veri concreti del popolo. I decreti Gelmini, hanno messo in moto una marea di giovani. Questi giovani sono irruenti ma puliti dentro, confondiamoci con loro. Male che vada, avremmo l'opportunità di respirare un sorso d'aria pura. Umberto Vivaldi
battisti
in brasile ( da "Tirreno, Il"
del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Questa norma costituisce l'ultimo inutile inapplicabile provvedimento che, grazie a roboanti dichiarazioni, dovrebbe distogliere l'attenzione dalla sostanza della cosiddetta riforma Gelmini: un'infinita serie di tagli scriteriati. Marta Rapezzi Livorno
<Beccalossi
per il Broletto> ( da "Corriere della Sera"
del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stella Gelmini. Ma anche la Lega pare si sia fatta avanti. Proprio per questo ieri La Russa ha precisato che la Leonessa d'Italia «è del Pdl». Per il via libera a Viviana Beccalossi (nella foto con La Russa), tuttavia, occorrerà attendere l'esito di una trattativa a livello regionale e nella quale entrano le candidature di tutti gli enti lombardi chiamati alle urne il prossimo giugno.
Stranieri
in classe Il tetto arriva dal Pd ( da "Stampaweb, La"
del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per la sua decisione, al decreto Gelmini. E? Vicenza - sindaco Achille Variati, Pd - a fare da apripista su una questione spinosa, che si ripropone ogni anno quando alle elementari e alle medie le prime classi vengono formate e i genitori italiani spesso finiscono in prima pagina con le loro proteste per l?
La
promessa dell'Onda al Rettore "Pronti a bloccare l'inaugurazione"
( da "Stampa,
La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'assemblea No Gelmini aveva chiesto un gesto politico per sottolineare il dissenso rispetto al nuovo assetto del sistema universitario. Richiesta respinta al mittente. Ecco il perché della mobilitazione di oggi. Gli studenti si riuniranno a Palazzo Nuovo, e da lì marceranno fino al Rettorato.
i
presidi bocciano sms e voti online
( da "Tirreno,
Il" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini contro la dispersione scolastica è accolta tiepidamente dai dirigenti degli istituti cecinesi che difendono i sistemi tradizionali, ritenuti più efficaci nel coinvolgere le famiglie. Non si oppongono, ma sono convinti che la tecnologia non giovi ai rapporti scuola-famiglia, rischiando addirittura di sortire l'effetto contrario alle intenzioni del governo,
anno
accademico al via tra le polemiche - federica cravero
( da "Repubblica,
La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Onda anomala No Gelmini si sono dati appuntamento alle 8 e cercheranno di impedire l´ingresso ai 250 invitati, sotto gli occhi della polizia schierata a protezione del cortile di via Po. «Accettando di celebrare in ogni caso l´inaugurazione, il rettore dimostra una mancata presa di posizione nei confronti dei tagli del governo»,
l'agenzia
che cura la solitudine dei gay - vera schiavazzi
( da "Repubblica,
La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tra un allarme e l´altro � che qualcuno copra con una mano di vernice certe scritte rimaste in via Po corteo dopo corteo: così stanno troppo a lungo sui muri "camere a gas per Israele" e epiteti sessisti contro il ministro Gelmini che dovrebbero disturbare anche, o forse prima di tutto, chi vuole combatterla politicamente.
informatica
addio, scompare l'ora di computer
( da "Repubblica,
La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ricorsi al Tar contro i regolamenti della Gelmini Informatica addio, scompare l´ora di computer ROMA - Informatica addio. Dagli annunci del ministero della Pubblica istruzione sembrava certo che alle scuole elementari ed alle medie inferiori l´ora d´informatica alla settimana sarebbe stata confermata.
niente
più fondi per i corsi di recupero le scuole nel caos - salvo intravaia
( da "Repubblica,
La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, per sapere su quali risorse è possibile contare «al fine di consentire un´attenta programmazione dei corsi di recupero», scrive il segretario, Massimo Di Menna. «Oltre agli alunni che riportano insufficienze - rilancia Piero Bernocchi dei Cobas - in realtà a essere in difficoltà sono proprio le scuole che,
<Expo
e crisi, più richiesta per i diplomi tecnici>
( da "Corriere
della Sera" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini ha insistito sull'importanza dei «mestieri », la crisi economica spinge le famiglie a scegliere percorsi di studi che si traducano in un lavoro sicuro e l'appuntamento dell'Expo richiede giovani «in grado di fare e di pensare ». Ottimismo nelle scuole per troppo tempo considerate «di serie B»: «Le domande di iscrizione sono tornate ad aumentare »
I
Drogo d'Italia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un plauso al ministro Gelmini che promuove queste iniziative che smuovono un po' il mondo della scuola.Vorrei però darle un consiglio: perché non promuovere maggiormente gli incontri con i genitori in maniera tale da strutturare un rapporto più chiaro tra la scuola ed i suoi utilizzatori,incontri praticamente oggi inesistenti?
Gelmini:
nuove norme sul 5 in condotta ( da "Corriere della Sera"
del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Con queste
insufficienze i ragazzi più rispettosi verso gli insegnanti» Gelmini: nuove
norme sul
Meglio
prenotare dove esiste il modulo a 40 ore
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: altra gli interventi di riforma introdotti dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Nel caso della Finanziaria i numeri sono chiari, contenuti nel Piano programmatico che descrive le azioni del Governo per applicare la legge di bilancio. Nel 2009/10 sono previste 42.105 cattedre in meno; nel 2010/11 saranno 25.560 e nel 2011/12 dovranno essere 19.
Al
via i corsi di recupero ma con i fondi al buio
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Mariastella Gelmini non ha ancora comunicato le eventuali risorse aggiuntive. Ecco perché i presidi si stanno ingegnando per limare i costi. Qualcuno farà ore di 50 minuti, così da ridurre in proporzione la retribuzione oraria di 50 euro. Qualcun altro introdurrà lezioni multidisciplinari, per poter recuperare con un unico corso materie affini.
Settimana
decisiva per miglaia di precari "mobili"
( da "Stampaweb,
La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, risponderà alla Camera all?interpellanza dell?onorevole Francesco Russo (Pd) richiesta dall?Anief: l?Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione che difende gli interessi dei precari (in particolare quelli abilitati attraverso le scuole di specializzazione universitarie) vorrebbe infatti tornare al vecchio regolamento.
raffica
di cinque in condotta ( da "Tirreno, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Primi effetti della legge Gelmini in pagella. Decine di ragazzi che hanno ricevuto le valutazioni relative al primo trimestre e qualcuno che sta per ricevere quelle del primo quadrimestre, hanno dovuto fare i conti con l'insufficienza in condotta. Il voto, che fino ad ora ha avuto un significato simbolico, da quest'anno fa media e al termine dell'
buoni
scuola, aiuti per chi ha perso il lavoro - marco trabucco diego longhin
( da "Repubblica,
La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: favoriti nelle graduatorie che assegneranno sia il buono scuola per chi ha figli iscritti alle scuole private che i contributi per iscrizione, buoni libro, abbonamenti ai trasporti pubblici e così via, per chi invece frequenta le scuole pubbliche. Bresso ha spiegato la ragione di questo provvedimento: «La dichiarazione Isee - ha detto - tiene ovviamente conto del reddito del 2007.
"c'è
chi spinge sulla paura per lo straniero ma serve una svolta economica e
sociale" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Per dire cosa? «Di non lasciarci soli, come purtroppo sta accadendo, a fronteggiare il rischio di una nuova marginalità giovanile che questa devastante crisi economica sta creando. è stata proprio Repubblica a denunciare la difficoltà di pagare gli insegnanti di sostegno per il recupero scolastico: un´emergenza che rischia di far alzare la dispersione tra i banchi e di aggravare
"a
roma è emergenza violenza" e oggi vertice sulla sicurezza - carlo alberto
bucci laura serloni ( da "Repubblica, La"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma dovremmo anche andare dal presidente del Consiglio Berlusconi e dai ministri Sacconi e Gelmini per chiedere massicci investimenti per la formazione». L´esercito in strada non piace a Zingaretti: «Continuiamo a mettere militari ovunque», invece «uno Stato che si rispetti deve mettere in campo interventi sulla scuola, sull´educazione, sulle politiche sociali.
pagelle,
niente 5 in condotta (per ora) ( da "Tirreno, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il bullo poteva essere punito anche prima dell'arrivo della Gelmini: nello Statuto delle studentesse e degli studenti sono previste sanzioni gravissime al riguardo, quali bocciatura e la non ammissione agli esami di Stato. Inoltre queste leggi sono fatte da chi non conosce la psicologia di noi ragazzi: si rischia l'effetto contrario».
"maestra
unica alle materne" sindacati sul piede di guerra - zita dazzi
( da "Repubblica,
La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: permette di svolgere attività complesse, come la manipolazione, la pittura e le altre attività creative». Comunicazione ufficiale non ce ne sono ancora, ma i sindacati denunciano «l´applicazione del modello della riforma Gelmini alle scuole dell´infanzia, col maestro prevalente e lo scadimento di qualità».
pubblicazioni
record alla facoltà di medicina ( da "Tirreno, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con il nuovo ministro Gelmini vi è stato invece un eccessivo parlare di una Università formata da professori incapaci, ma ancora di nuovo vi è una completa assenza di dati sulla ricerca in Italia». Nell'avanzamento di carriera dei docenti che ruolo ha questo indicatore di impegno nella ricerca?
un
volume sulla protesta degli studenti
( da "Tirreno,
Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riforma Gelmini" e alla legge 133 di Tremonti, contestazione che ben presto si è allargata a tutti gli aspetti del sistema pubblico educativo italiano, «che in questi ultimi decenni - scrive la Biblioteca Serantini - è stato penalizzato da politiche insensate e contraddittorie fino alle ultime scelte del governo Berlusconi,
Trivero,
un polo scolastico nel complesso Cerino Zegna
( da "Stampa,
La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il decreto Gelmini ipotizza razionalizzazioni, ma a Bioglio le nuove nascite mettono al riparo dai tagli. La scuola materna, infatti, secondo i dati della Regione, risultava a rischio con 12 alunni, il numero minimo consentito: i 37 nuovi nati in tre anni però garantiscono un futuro alla scuola.
la
severità non abita qui solo due i 5 in condotta
( da "Tirreno,
Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Due casi in cui sono stati determinanti i loro comportamenti, notevolmente scorretti e ripetuti - afferma il preside Pierluigi Robino - E quel 5 è tra i voti più alti che hanno in pagella». Questo il quadro che emerge negli istituti contattati. «Si tratta di ragazzi con un forte distacco dalla scuola e non sarà certo quel voto a comprometterne la promozione»
al
datini arrivano i primi 5 in condotta
( da "Tirreno,
Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Riforma Gelmini:
una trentina di studenti ora sono a rischio bocciatura PRATO. Speriamo si
tratti solo di un voto di avvertimento. Con gli scrutini del primo quadrimestre
ecco arrivare la nuova stangata dei
lavagna
magica al sant'orsola per seguire le lezioni a scuola - luigi spezia
( da "Repubblica,
La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. E´ un sistema semplice, ma mai realizzato prima. Nelle aule delle Irnerio ci sono tre maxi-lavagne bianche collegate ad computer e webcam. Nei due reparti del Sant´Orsola, soprattutto a Oncoematologia, ce ne sono diverse e così per i bambini che vengono ricoverati a lungo, a causa di un trapianto di cuore oppure perché malati di leucemia,
delbono
e il sogno digitale "internet gratis in tutte le scuole"
( da "Repubblica,
La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per fermare i tagli e abrogare le riforme Moratti e Gelmini». Giorgio Tassinari, genitore, ricorda «che forse un sindaco alle nostre manifestazioni ci sarebbe piaciuto vederlo». «E´ questo il punto», sottolinea anche Sandra Soster, Cgil, invitando a una battaglia comune e «forte». Al candidato della sinistra raccogliere.
Mancanza
di fondigruppi sportivi in crisi ( da "Secolo XIX, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, ripristinasse l'articolo 304 del 1945, nel quale si affermava che il voto di educazione fisica non rientrava nella media generale di valutazione. Ora mi sono messo in contatto con Flavio Cucco, presidente nazionale di una delle associazioni che difende il valore dell'educazione fisica e dei propri insegnanti,
<È
un errore cancellare le gite> ( da "Secolo XIX, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per protestare contro la Gelmini, gli insegnanti hanno deciso di abolire i libri di testo. Mi sembra un'altra assurdità». Stefania Mordeglia mordeglia@ilsecoloxix.it 03/02/2009 ' 03/02/2009 una soluzionecontro la crisiÈ la protesta contro la riforma Gelmini. Ma i giovani hanno altre possibilità di svago guglielmo marchisiopreside del liceo classico 03/
raffica
di cinque in condotta nelle pagelle
( da "Tirreno,
Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le prime pagelle dell'era Gelmini hanno colpito. Sono qualche decina i ragazzi delle scuole superiori della città che si sono trovati quella brutta insufficienza tra le valutazioni di fine trimestre, mentre alle medie il fenomeno è molto più limitato, pochissimi casi e scelte molto sofferte.
con
quel quattro mi sento marchiato - cristiana grasso
( da "Tirreno,
Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: a meno che il ministro alla pubblica istruzione Gelmini non cambi nuovamente le carte in tavola. Perché chi ha già ricevuto la pagella, e quindi l'eventuale insufficienza in condotta, ha avuto sfortuna: non ha infatti "beneficiato" degli effetti dell'ultimo decreto Gelimini di metà gennaio che stabilisce condizioni molto particolari per poter affibbiare quel cinque in condotta (
l'iscrizione
diventa un rebus ( da "Tirreno, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il terremoto Gelmini non colpirà solo i bimbi che si iscrivono in prima elementare». Il nuovo attacco alla legge della ministra dell'istruzione parte da un gruppo di genitori del Circolo didattico della Rosa. Obiettivo? Aprire gli occhi ai genitori. «Lo sapete - dicevano nei giorni scorsi dietro a un banchetto organizzato fuori dalle Lambruschini -
Scuola,
fondi in arrivo per i corsi di recupero
( da "Sole
24 Ore, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I 55 milioni stanziati ieri dal ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini non sembrano molto lontani dai livelli dell'anno scorso, ma i sindacati hanno già definito l'importo insufficiente. Molto dipenderà, comunque, dall'entità dei "debiti" formativi da recuperare quest'anno e dai margini di utilizzo del fondo d'istituto rimasti alle singole scuole.
Laura
Marsilio: <Tetto di cinque stranieri a classe>
( da "Corriere
della Sera" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ci dobbiamo attenere alla circolare del ministro Gelmini che anche Sanzo conosce. Non è una limitazione delle libertà, ma un modo per gestire un fenomeno che è diventato fuori controllo. Ci sono famiglie italiane che non ne possono più. Va favorita una più equa distribuzione degli alunni». La decisione è comunque destinata a suscitare polemiche.
"Il
diario blogdi una scuoladel West"
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si può trovare la cronaca della partita di rugby vicino a un pezzo sulla riforma Gelmini; una lettera al sindaco accanto a un racconto. Il proposito per il futuro è organizzare le idee in canali ben riconoscibili e lanciarsi nel multimedia, con inchieste video e audio. -- Francesca Martino docente dell'istituto Odero, Genova 03/02/2009
Torino,
scintilletra studenti e polizia ( da "Secolo XIX, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: studenti arrabbiati contro la riforma Gelmini: sono state le facce della stessa medaglia dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'università di Torino. Due i momenti di tensione: uno in strada tra corteo e polizia, che si è concluso con la denuncia di un manifestante, l'altro durante la cerimonia quando uno studente, ammesso a entrare nell'Aula Magna,
Il
4 in condottaspacca la scuola ( da "Secolo XIX, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: indicata del resto dal ministro Mariastella Gelmini come deterrente ai fenomeni di bullismo. La vicenda ha fatto discutere l'intero mondo della scuola e provocato una frattura tra insegnanti e allievi dell'istituto di Vigevano. Per il corpo docente, il provvedimento deriva da un «semplice giudizio obiettivo»;
Avogadro,
record di 5 in condotta ( da "Stampa, La"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
I NUOVI VOTI
AI TEMPI DELLA GELMINIALL'ISTITUTO TECNICO VENTI PESANTI INSUFFICIENZE
Avogadro, record di
Barbadirame
e la statua a Dolceacqua ( da "Stampa, La"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Comprendo la vostra volontà di conservare l'esclusività di un eccellente Istituto come l'Alberghiero. Ma credo anche che il sindaco Genduso (conoscendo la sua sensibilità verso le problematiche giovanili) possa comprendere anche le nostre motivazioni. Purtroppo non le comprende la Gelmini! LUCIA CORNA ASSESSORE POLITICHE SOCIALI CAMPOROSSO
Scontri
e manganellate ( da "Stampa, La"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI Scontri e manganellate denunciato uno studente Alta tensione in via Po. Un gruppo blocca la cerimonia L'unico attimo di tensione dura qualche secondo appena, nel mezzo di via Po, sotto la sede del Rettorato. Storia di una mattinata da «guardie e ladri», gli studenti nei panni di disturbatori, le forze dell'ordine a corrergli appresso cercando di tenerli alla larga dalla sede
Londra,
gli operai sicilianimettono in crisi l'Europa
( da "Sicilia,
La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: i docenti hanno adesso un'arma: il voto in condotta. L'alunno che prenderà meno di 6, non sarà ammesso alla classe successiva. E il voto in condotta, per di più, farà media. Così, in tempi di scrutini, s'è accesa all'improvviso l'attenzione su un aspetto normalmente trascurato, la questione del comportamento.
Uncem:
saranno chiuse 3300 scuole di montagna entro il 2012
( da "Sestopotere.com"
del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il serrato confronto tra governo e autonomie locali sul "regolamento Gelmini" si è concluso la sera del 29 gennaio 2009 - nel corso di una complessa seduta della Conferenza Unificata - con l'accordo su un testo che lascia ancora in sospeso questioni nodali e sul quale l'Uncem chiede chiarezza per le scuole ubicate in montagna.
INCONTRI
Diossina e Ogm Dalla diossina agli Ogm... Ma cosa mangiamo? , incontro all...
( da "Stampa,
La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini», con Adriana Bevione e Filippo Durazzo. Circolo Arci Garibaldi, via Petitti 37 Radiazione fossile Per il ciclo «Domande a chi fa scienza», appuntamento alle 21 con «Radiazione fossile», incontro condotto da Paolo De Bernardis, ordinario di Astrofisica Sperimentale e Dario Voltolini, scrittore e sceneggiatore radiofonico.
"Un
pool in ogni provincia per evitare il rischio crolli"
( da "Stampa,
La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della Commissione edilizia che al ministro Gelmini ha presentato una bozza di documento per snellire le procedure dopo l'emergenza dei crolli. Riccardo ha 19 anni e frequenta 5ª chimici del «Faccio». E comincia proprio dell'Itis: «In istituto stiamo preparando il tutoraggio: pomeriggi dedicati dai ragazzi più grandi agli studenti di prima, per aiutarli a finire o a fare i compiti.
india,
la rivoluzione digitale arriva il computer a 10 dollari - federico rampini
( da "Repubblica,
La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nelle scuole pubbliche ogni giorno un insegnante su quattro non va neanche a lavorare; uno su due fa atto di presenza ma in realtà non insegna. Così dilagano le scuole private, anche nelle campagne povere i genitori fanno sacrifici enormi pur di pagare le rette degli istituti dove almeno gli insegnanti si presentano in aula.
"la
mensa? forse non per tutti" - stefano parola
( da "Repubblica,
La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Forse non per tutti" I dirigenti scolastici alle prese con un rebus della legge Gelmini Sarà garantita ai bambini del primo anno che scelgono il tempo pieno STEFANO PAROLA C´è un aspetto della legge Gelmini, e dei suoi regolamenti tuttora in corso di definizione, che inquieta i dirigenti scolastici delle elementari torinesi: la mensa.
studenti
occupano via pianciani contro il convegno sulle foibe
( da "Repubblica,
La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: organizzata dalla Consulta provinciale degli studenti e in cui erano presenti i ministri Maria Stella Gelmini (Istruzione) e Giorgia Meloni (Gioventù). Gli studenti antifascisti si sono poi diretti alla sede della Consulta in via Emanuele Filiberto, dove hanno srotolato lo striscione «Nessuno spazio al fascismo nessuno spazio al revisionismo».
asili
aperti anche ai clandestini - teresa monestiroli
( da "Repubblica,
La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il modello è quello della circolare Gelmini che vale per le scuole elementari. Questo mette a rischio la qualità del servizio». Contrario al nuovo orario anche il Pd, con il consigliere David Gentili che dice: «Siamo preoccupati, potrebbe essere messo in discussione l´ottimo modello portato avanti dalle scuole milanesi finora».
cinque
in condotta, partenza soft ( da "Tirreno, Il"
del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini I
presidi concordi: «E' un messaggio per indurre i ragazzi a rispettare le
regole, e impegnarsi di più» PISTOIA. Arrivano i cinque in condotta anche nelle
scuole superiori pistoiesi. Grazie al nuovissimo decreto del ministro Gelmini,
giunto sui tavoli dei presidi lo scorso 17 gennaio, gli insegnanti possono
irrigidire i loro giudizi sugli studenti dando un voto da
frattini
e chantal anche l'addio è a mezzo stampa - (segue dalla prima pagina) filippo
ceccarelli ( da "Repubblica, La"
del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini ha festeggiato il compleanno in commissione. Da un po´ di tempo nell´aula di Montecitorio Paola Concia riceve occhiate assassine da una bella collega del centrodestra. L´onorevole Bocchino fa sempre irresistibili scherzi alle matricole.
Prof
vecchie giovaniinsieme in aula ( da "Secolo XIX, Il"
del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 08 del Ministro Gelmini. Molte le scuole del territorio ligure che collaborano con le proprie competenze a questo progetto formativo professionale fra Università e Scuola . L'esperienza svolta e la riflessione fatta a seguito dei progetti didattici nell'ambito del tirocinio, superano notevolmente la visione di una scuola da buttare via e tutta da riformare.
Ultima
chiamata per i fondi ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha spiegato il ministro Maria Stella Gelmini –. La sfida è quella di riuscire a fare sistema, tra i vari ministeri ma anche con le regioni, i centri di ricerca e con le stesse imprese. è necessario pensare in grande e avere una visione di medio periodo, creando partnership e sinergie molto forti».
Foibe,
convegno tra tensioni e polemiche
( da "Corriere
della Sera" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Gelmini e il ministro della Gioventù Giorgia Meloni - «con 60 anni di ritardo siamo riusciti a togliere delle censure al diritto di un popolo a celebrare i suoi martiri» - e l'assessore alla Scuola Laura Marsilio. La destra, il Pdl in Campidoglio, protesta: «Una manifestazione da biasimare dice Federico Guidi - quella inscenata da alcuni studenti per l'
La
Rete degli studenti apre lo sportello "sos debiti"
( da "Stampaweb,
La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con corsi atrofizzati, inutili e dequalificati e spesso ricorrendo a lezioni private a pagamento». La Rete annuncia allora che valuterà la possibilità di «ricorrere contro l?amministrazione» e che chiederà al ministro Gelmini di spiegare «come intende risolvere il problema dei corsi non fatti in questo quadrimestre».
Com'è
lontana la Francia se non si studia più
( da "Stampaweb,
La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ribadendo lo schema applicativo della riforma Gelmini): «Le famiglie possono chiedere che il complessivo orario settimanale riservato all?insegnamento delle lingue comunitarie, per un totale di cinque ore, sia interamente riservato all?insegnamento della lingua inglese, compatibilmente con le disponibilità di organico (“
"La
nostra scuola vivrà" ( da "Stampa, La"
del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma non ancora approvati) dal ministro Gelmini, bensì dall'incertezza. A lanciare l'allarme, e a proporre soluzioni concrete, c'è una comunità intera, che gravita sulla frazione. «Portacomaro Stazione potrebbe avere la dignità di un paese - rivendica Pierino Trevisi, presidente della Circoscrizione - Ci sono tantissime famiglie e attività,
La
carica dei mille agli istituti privati
( da "Stampa,
La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «L'identità della scuola cattolica? Un progetto educativo con i valori cristiani - dice il preside Teresio Fraire -, il dialogo tra cultura e fede e l'importanza della comunità educativa: i docenti sono salesiani o scelti da noi, a differenza delle scuole pubbliche.
Università,
ora il ministro Gelmini si scopre più"amata"
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ora il ministro Gelmini si scopre più"amata" la riforma Marsonet, ex preside di Lettere: «Forse l'ostilità dei mesi scorsi era dettata anche da motivi di carattere ideologico» 05/02/2009 A POCO più di due mesi dalla manifestazione romana che aveva visto scendere in piazza centinaia di migliaia di studenti contro il decreto Gelmini,
scuola,
l'incontro organizzato dal comitato
( da "Tirreno,
Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Il dissenso verso la "Riforma" Gelmini e i decreti attuativi infatti è ancora forte e vivo tra i comitati di genitori e insegnanti», fanno sapere dal comitato. E ancora: «I genitori lamentano mancanza d'informazione e gli addetti ai lavori sono costretti ad operare in condizioni incerte.
nessuno
dà il 5 in condotta gli scrutini al fermi e polo
( da "Tirreno,
Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ognuna in
modo diverso la proposta del ministro Gelmini di reintrodurre l'insufficienza
in pagella alla voce "comportamento". In verità, se in buona parte
degli istituti superiori d'Italia si sono registrati
voti,
nessun 5 in condotta ( da "Tirreno, Il"
del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
interpretato
ognuna in modo diverso la proposta del ministro Gelmini di reintrodurre
l'insufficienza in pagella alla voce "comportamento". In verità, se
in buona parte degli istituti superiori d'Italia si sono registrati
l'università
avvia i tagli addio a un corso su cinque
( da "Repubblica,
La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: comincia ad applicare le disposizioni del decreto Gelmini. Il piano, che scatterà nel 2009-2010, è stato approvato dal Senato accademico e inviato al ministero dell´Università per il via libera. I corsi di laurea, che erano 184 nel 2007-2008, fra triennali o a ciclo unico (116) e specialistici (68), si riducono a 145: 63 triennali o a ciclo unico, 61 magistrali (gli ex specialistici)
iscrizioni
a scuola, istruzioni per l'uso ( da "Tirreno, Il"
del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: rappresentanti di tante altre mamme e babbi, critiche verso la riforma Gelmini e che hanno dato vita ad un blog. L'indirizzo è genitoricarmignano.wordpress.com. La settimana scorsa aveva organizzato il primo incontro nella sala consiliare del palazzo comunale e la sala era piena: una partecipazione di cui ringraziano.
elementari
e riforma, l'ultima debacle "perderanno il posto da 150 a 500
insegnanti" ( da "Repubblica, La"
del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Viviano denuncia inoltre l´estensione "retroattiva" del maestro unico: «Non è vero, come aveva falsamente dichiarato il ministro Gelmini, che il maestro unico sarà solo nelle prossime prime classi della primaria, ma sarà esteso a tutte le classi, e anche alle medie salteranno le copresenze». (m.bo.)
Assemblee
nelle scuole per il nuovo contratto
( da "Sicilia,
La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Assemblee nelle scuole per il nuovo contratto Per la Flc Cgil, la riforma Gelmini è una «controriforma che non guarda al futuro del Paese». Lo sostiene il segretario provinciale Mimma Castronovo per la quale «occorrono scelte coraggiose e condivise che vadano nella direzione di un sistema formativo di qualità, inclusivo e per tutto l'arco della vita».
Scuola,
Nervegna (Fi/PdL): "I buchi neri del prof.Balzani"
( da "Sestopotere.com"
del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: da un lato distruggere progressivamente la scuola pubblica in modo tale da "costringere" le famiglie a ricorrere alle private e dall'altro finanziare con i soldi del contribuente le scuole private, con la scusa della surrogazione di un servizio e della libertà di scelta”. “
Iscrizioni
a scuola, è caosMancano certezze sugli orari
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini non sono ancora in vigore e dunque non applicabili. Dubbi anche sugli organici 06/02/2009 ROMA. Iscrivere i figli a scuola? Per tanti genitori è come un «lancio di dadi». Molti istituti, infatti, non sono in grado di garantire al momento (il termine per presentare le domande scade il 28 febbraio) il modulo orario richiesto né sanno dare informazioni precise su laboratori
Scuola,
nella giungladei voti in condotta
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Abbiamo dato il 6 come segnale» benedetto montanaripreside Majorana 06/02/2009 L'ANNUNCIO gelmini su YOUTUBE 06/02/2009 IL MINISTRO Gelmini ha annunciato l'introduzione del voto di condotta sul proprio canale di You Tube, nel video "postato" all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=1u9emobl2-w&feature=channel 06/02/2009
Gli
istitutiaspettanole regole ( da "Secolo XIX, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gli istitutiaspettanole regole il testo nMA COSA dice il decreto Gelmini sul voto in condotta? Nel testo di legge non si specifica se il cinque in condotta faccia o no media. Il ministro ne ha parlato più volte, ma non lo ha "messo nero su bianco". Ed è questa l'indicazione che i dirigenti aspettavano nel successivo decreto attuativo.
scuole
primarie, tagliati 39 maestri ( da "Tirreno, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 39 maestri Legge Gelmini: ecco le previsioni della Cgil per il prossimo anno In tutta la provincia sono 89 gli insegnanti che rischiano il posto LIVORNO. Dopo tanto parlare sull'eventuale sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli della Flc-
rischio
tagli per 89 maestri ( da "Tirreno, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: eventuale sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli della Flc-Cgil livornese, al via del prossimo anno scolastico alle primarie (ex elementari) rischiano il posto in provincia da un minimo di 32 ad un massimo di 89 insegnanti.
"sorprendente
che abbia parlato così ma il nostro paese deve cambiare" - anais ginori
( da "Repubblica,
La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Di tanti spunti della riforma Gelmini, sono d´accordo sull´assegnazione del 7% dei fondi in base ai risultati della ricerca». Il nostro paese è bloccato, dice ancora Spogli. «è il problema eterno delle società in crisi. Nel caso dell´università, ci sono veti incrociati, professori baroni che hanno interessi a non cambiare.
non
si possono fare comizi a scuola ( da "Tirreno, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il consigliere Tricarico contro il comitato anti-Gelmini CASTELFIORENTINO. Questa sera alle 21,30 al circolo del Pdl si terrà una conferenza sulla scuola. E' tempo di iscrizioni, il tema è attuale «e le famiglie hanno necessità di conoscere il disegno che sta nella legge Gelmini», spiegano gli organizzatori dell'incontro.
"il
voto con i numeri? meglio i giudizi" - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: No alla legge Gelmini, non torniamo indietro" "In una riunione del collegio dei docenti abbiamo chiarito che non siamo d´accordo" TEA MAISTO Voti decimali o i classici giudizi: sufficiente, buono e ottimo? E´ tempo di pagelle nelle scuole elementari. Ma in questi giorni maestre e presidi hanno una difficoltà in più nel decidere la valutazione dei propri alunni:
"scriveremo
ai genitori che una cifra non dice nulla"
( da "Repubblica,
La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la protesta delle elementari romane contro la Riforma Gelmini, si deciderà nel prossimo collegio docenti come valutare i propri alunni nella pagella del primo quadrimestre. Ma un primo orientamento già c´è. Preside Simonetta Salacone, come pensate di regolarvi? «Indicheremo nella prima pagina della scheda un profilo dell´alunno in base alla partecipazione alla vita della classe,
Classi
multietniche, è caos Proteste alla Pisacane
( da "Unita,
L'" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: hanno scritto i genitori alla Gelmini invitando anche gli altri di tutta Italia a "fare obiezione" - mentre il "Villaggio globale" organizzato lo scorso anno aveva moschee, minareti e donne in burqa mischiati ai pastori e ai re magi». Alla «Pisacane» su 133 alunni, 113 sono migranti (provenienti soprattutto dal Bangladesh).
Riforma
della scuola: è di nuovo strappo tra Rete e Gelmini
( da "Unita,
L'" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è di nuovo strappo tra Rete e Gelmini L'incontro di ieri tra il ministro dell'Istruzione Gelmini e il Forum degli studenti «si è concluso ancora una volta con un risultato negativo». Lo riferisce la Rete, annunciando una nuova stagione di mobilitazioni per la «forte difficoltà che la scuola vive per le conseguenze dei tagli» e della «mancanza di dialogo sulle scelte cruciali»
al
sant'orsola arriva brunetta "onda" e cgil si mobilitano - alessandro
cori ( da "Repubblica, La"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alla presentazione del progetto doveva esserci anche il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini, obiettivo numero uno dell´Onda, ma da Roma, tranne sorprese dell´ultimo minuto, fanno sapere che non ci sarà. L´appuntamento dei lavoratori del policlinico è per le 14 davanti al padiglione nuove patologie. «Rimarremo lì finché non si faranno vedere», dice Giulio Tiberio.
bimbo
disabile escluso dalla recita scuola denunciata dai genitori - francesca savino
( da "Repubblica,
La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: attraverso il loro avvocato hanno spedito una lettera al ministro Gelmini, alla direttrice dell´istituto scolastico e all´ufficio scolastico provinciale. E adesso non escludono di chiedere i danni, anche se la priorità, scrive il legale Luca Italiano, «è non la punizione ma la formazione di quanti sono preposti all´educazione, istruzione e integrazione scolastica dei nostri figli».
scuola
primaria, 39 maestri a casa ( da "Tirreno, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
eventuale
sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le
prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli
della Flc-Cgil livornese, al via del prossimo anno scolastico alle primarie (ex
elementari) rischiano il posto in città da un minimo di
no
al voto in condotta ( da "Tirreno, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Vogliamo una scuola dove si possa imparare la vera educazione quella che serve per la vita, e non per essere il futuro tassello-schiavo di un sistema industriale. Per questo diciamo: No ad una scuola repressiva - No al voto in condotta - No ai continui tagli alla nostra educazione Per questo continuiamo a scendere in piazza e per questo 11 Febbraio saremo ancora a batterci
"troppi
bimbi stranieri, via dalla scuola" - federica angeli
( da "Repubblica,
La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini. Non è questione di razzismo, secondo il Comitato �mamme per l´integrazione´ della scuola Pisacane, ma di «un´integrazione impossibile» e di «diritti negati ai propri figli». Come quello, tanto per fare un esempio, di fare e di vedere un presepe con Bambin Gesù invece di moschee, minareti e donne in burka mischiati ai pastori e ai Re Magi,
alunno
disabile per lui niente recita ( da "Repubblica, La"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I suoi genitori si sono rivolti a un avvocato e hanno denunciato l´accaduto in una lettera al ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. Il dirigente dell´ufficio scolastico provinciale, Giovanni Lacoppola, ha inviato le scuse alla famiglia.
la
sfilata raggiungerà poi piazza mazzini, vero e proprio epicentro dei
festeggimenti. qui, ... ( da "Tirreno, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: galante è stato riservato anche alle colleghe Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. Fra i politici presi di mira ci sarà anche un ritorno eccellente: Giulio Andreotti (atteso in carne ed ossa anche ad una delle cinque sfilate: le altre quattro sono il 15, 22 e 24 febbraio e il 1º marzo), protagonista dopo tanti anni di assenza di una costruzione di prima categoria.
Giovani
e violenza Ne parla Paragone ( da "Corriere della Sera"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sezione: Spettacoli TV - data: 2009-02-06 num: - pag: 62 categoria: BREVI Giovani e violenza Ne parla Paragone La noia giustifica la violenza? Che cosa manca ai giovani? Gianluigi Paragone (foto) ne parla con Mariastella Gelmini, Pina Picierno, Feltri, Sansonetti, Lidia Ravera, Sgarbi. Malpensa, Italia Raidue, ore 23.45
La
preside coraggio del Parco Verde ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: novità della riforma Gelmini. Un racconto-inchiesta di Domenico Iannone che dall'hinterland napoletano raggiunge il modello formativo svedese, passando per i precari pendolari salernitani in viaggio su treni di discutibile efficienza o che, pur di non perdere il posto in graduatoria e rimanere disoccupati, finiscono «ostaggio» dei diplomifici prestando lavoro senza alcun compenso.
Lancio
di uova, ragazza rischia un occhio
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: quindi il presidente Giulio Attanasio ha scritto direttamente al premier Berlusconi e al ministro Gelmini chiedendo provocatoriamente «l'esercito» per le scuole napoletane. La preside del Galilei, Renata Gelmi, precisa che il fatto è accaduto ben fuori i cancelli dell'istituto ma pure chiede una «maggiore attenzione delle forze dell'ordine » nei pressi della scuola.
Scuola,
Unicobas sciopero generale il 13 febbraio
( da "Stampaweb,
La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per la formazione degli organici con i criteri derivanti dai regolamenti attuativi della legge Gelmini. «Proprio in questi giorni - spiega il sindacato - i genitori della scuola elementare si stanno accorgendo che le promesse sul mantenimento del tempo pieno erano solo una farsa: lo stravolgimento dell?unitarietà e del valore didattico di quello che fu il tempo pieno e l?
Gli
studenti dopo l'incontro con la Gelmini "Nessun risultato"
( da "Stampaweb,
La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e la Rete studenti «si è concluso ancora una volta con un risultato nettamente negativo». Lo afferma in una nota l?organizzazione giovanile, spiegando di aver «evidenziato - al ministro - la forte difficoltà che la scuola vive per le conseguenze dei tagli» e di aver «denunciato la permanenza della mancanza di dialogo sulle scelte cruciali nonostante le mobilitazioni autunnali»
"Non
mandate i vostri figli in altre scuole"
( da "Stampa,
La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in una riunione hanno affrontato uno dei punti cruciali della riforma Gelmini. Le maestre scendono in campo e lanciano un appello: «Iscrivete a Prarostino i vostri figli». «L'obiettivo - spiega il sindaco, Mario Mauro - è di evitare che i residenti portino i propri figli in scuole di altri Comuni limitrofi, come San Secondo, Bricherasio o Pinerolo».
Neve
sulla strada del Monginevro Anas blocca, scoppia la polemica
( da "Stampa,
La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: utilità della scuola elementare di Claviere: «Proprio pochi giorni fa ho scritto al ministro Gelmini per ricordare i rischi che l'eventuale accorpamento della nostra scuola con quella di Cesana comporterebbe: per un po' di neve, 12 bambini piccoli potrebbero restare bloccati per strada, lontani dalle famiglie, per ore o giornate». \
Scuola
e Atenei Riparte la protesta contro i tagli Gelmini-Tremonti
( da "Unita,
L'" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini-Tremonti Torna la protesta anti-Gelmini. «Torneremo a riempire le piazze il 27 febbraio. Ci siamo ancora», sottolinea l'Unione degli studenti che annunciando la mobilitazione nazionale. «Di nuovo in piazza perché - sottolineano gli studenti - non possiamo accettare l'idea per cui la Gelmini continui a demolire la scuola italiana nel silenzio generale e addirittura godendo
un
modulo extra contro la gelmini ( da "Repubblica, La"
del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: del tempo pieno nella scuola Un modulo extra contro la Gelmini Un modulo extra, da accompagnare a quello ufficiale che va presentato per iscrivere il proprio figlio alla scuola elementare o alle medie. è lo strumento con cui i genitori intendono lanciare un segnale all´Ufficio regionale scolastico: «Dobbiamo essere messi nella condizione di esprimere fino in fondo la nostra scelta»
"cappellini
antisionisti per i bimbi della scuola pisacane"
( da "Repubblica,
La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le mamme, che già avevano segnalato al ministro Gelmini la presenza nella scuola di un presepe con figurine musulmane (donne in burqa al posto dei re Magi e minareto), hanno portato davanti alle telecamere i cappellini realizzati con i manifesti con l´appello al boicottaggio dei prodotti israeliani.
"cappellini
antisionisti per i bimbi della pisacane"
( da "Repubblica,
La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini - la prima scuola pubblica d´Italia composta solo da stranieri». E proprio ieri è stato raggiunto un accordo che prevede una più equa distribuzione degli alunni stranieri nelle scuole elementari del VI Municipio. Tra le varie scuole della rete del Municipio sarà operato uno "scambio" di iscrizioni affinché ci sia un equilibrio tra bambini italiani e non italiani,
scuola,
i mali della riforma gelmini ( da "Tirreno, Il"
del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: i mali della riforma Gelmini L'associazione "Per La Sinistra" di S. Miniato ha organizzato una serata sulla scuola. Il prof. M. Baldacci ha tracciato le linee essenziali dei provvedimenti messi fin qui in atto. Ha invitato tutti con forza a prendersi cura e a non far cadere l'attenzione su un problema che investe la società nella sua completezza.
caos
iscrizioni nella scuola adamo: c'è troppa confusione
( da "Repubblica,
La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro il decreto Gelmini. All´elementare di via Pisa, l´associazione di genitori e insegnanti Retescuole si è riunita per parlare «del rischio che il tempo pieno sia sacrificato dai tagli al personale». Marilena Adamo, senatrice Pd presente alla riunione, segnala un altro disagio: «Oggi le scuole dovrebbero comunicare al ministero quanti insegnanti serviranno il prossimo anno -
ELEZIONI
IN SARDEGNA ( da "Corriere della Sera"
del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: it A CARNEVALE Lanci di uova Una studentessa a Napoli ferita a un occhio dal lancio di un uovo: lesione alla retina. Bene ha fatto una associazione per l'infanzia a chiedere di vietare la vendita di uova ai minorenni a Carnevale. è stata informata di questo episodio il ministro Gelmini: attendo nuovi provvedimenti anti bullismo. Romolo Ricapito, Bari
<Cappellini
antisionisti ai bambini> ( da "Corriere della Sera"
del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: hanno assicurato il loro aiuto promettedoci anche un incontro con il ministro Gelmini. Il nostro obiettivo è avere delle classi come tutti gli altri, invece i nostri figli sono due italiani su 20 stranieri». Da giorni l'assessore Laura Marsilio stava lavorando a un progetto per una più equa distribuzione dei ragazzi stranieri nella scuole del VI municipio.
( da "Stampa, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
RIVOLIMANCANO 800
MILA EURO PER LA RISTRUTTURAZIONE "Promesse, targhe e zero soldi Roma
dimentica il Darwin" All'appello del liceo Darwin di Rivoli lo Stato
risulta assente. «Al di là di tante belle dichiarazioni e promesse - rimprovera
Franco Audino, genitore del Consiglio d'istituto -, il
ministro Maria Stella Gelmini non ha stanziato nulla». Insomma, genitori e studenti del liceo
rivolese sono stupiti del silenzio dello Stato. «Provincia e Regione hanno
fatto la loro parte - continua -, per garantire i fondi e i progetti per far
partire i lavori nel liceo. Da Roma? Niente. Neanche una risposta ad una
lettera inviata a dicembre alla Gelmini». Sebbene da
un lato siano sono contenti perché i lavori di ristrutturazione del primo piano
e del piano interrato siano partiti lunedì scorso, sono preoccupati per molte
altre cose. Per mettere a norma l'edificio non bastano il milione e 850 mila
euro di Provincia e Regione, servono ancora 800 mila euro. «Il nostro timore -
confida Audino - è che presto cali l'attenzione sul problema». Per questo hanno
in mente azioni per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni.
«Pensavamo a un corteo - dice il genitore - o meglio ancora a una giornata di
lezioni in piazza. Anche docenti e preside soffrono per questa situazione». Ma
invece di soldi, da Roma stanno per arrivare un murales e una targa in ricordo
di Vito Scafidi, il diciassettenne morto schiacciato dal crollo del soffitto in
classe, entrambi da mettere nella struttura sportiva del liceo. E questo li ha
fatti solo indignare. «Certo, è una cosa bella - conclude il genitore -. Però,
prima si deve pensare all'emergenza». La Provincia già replica. «Le soluzioni
sono due - dice l'assessore Umberto D'Ottavio - o il ministero ci dà una mano e
800 mila euro oppure la cifra la dovremo stanziare noi. E questo significa
togliere denari ad altre scuole».\
( da "Secolo XIX, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Londra
nazionalizzale scuole private in crisi sempre meno iscritti nei college a
pagamento inglesi, che per salvarsi si affidano ai fondi governativi londra.
Credevano di rimanere immuni ai venti di crisi, e invece le scuole private
britanniche - in difficoltà come fortini assediati - stanno alzando una a una
bandiera bianca. Problemi di natura economica: in primis i costi di gestione
elevati, non più sostenibili coi chiari di luna attuali. E poi, manco a dirlo,
un netto calo del numero di iscritti: molte famiglie inglesi, da sempre affascinate dal mito della scuola indipendente, quest'anno si sono fatte i conti in tasca e hanno
deciso di iscrivere i propri figli nelle scuole pubbliche. Il sistema delle
scuole private - nel Regno Unito come altrove - si basa in larga parte sulle
rette pagate dalle famiglie degli studenti: e senza nuove leve il sistema
crolla. Se a ciò si aggiunge che - mai come in precedenza - molti
studenti hanno forzatamente "ripiegato" a metà percorso nelle scuole
pubbliche per esigenze di bilancio familiare, il quadro è presto fatto. Come
accaduto per alcune banche, il governo sta già provvedendo alla
nazionalizzazione, concedendo agli istituti privati che ne faranno richiesta lo
status di State Academy: una sorta via di mezzo tra la scuola
pubblica e quella privata, che impone una serie
di paletti indigesti a chi, da quelle parti vede come un'onta la (parziale)
perdita della propria indipendenza. A cominciare dall'immediato stop ai test
d'ingresso, uno dei principi-cardine delle private schools: d'altra parte
ottenere fondi statali è davvero l'unico modo di mantenere almeno in auge il
proprio nome, quel po' che rimane della tradizione. Le State Academy hanno però
un altro vantaggio sulle scuole pubbliche, avendo la mano più libera sulle
assunzioni del personale. Cinque sono per ora gli istituti che hanno già
battuto cassa al governo: due si trovano a Bristol. Non un caso, se si pensa
che in quella zona c'è la più alta concentrazione di istituti privati: e così
anche nell'istruzione la concorrenza stritola chi non tiene il passo. E alla
fine a tenere in piedi chi boccheggia è lo Stato: che più che salvare le scuole
in sé, vuole evitare di lasciare a spasso gli studenti di istituti a rischio
bancarotta ad anno scolastico in corso. Un'alternativa sono le fusioni: a breve
se ne attendono di clamorose, comprese quelle tra istituti "rivali".
«Lo scenario è inesplorato e i tempi durissimi, chissà cosa succederà», ha
spiegato Tony Little, a capo dell'istituto di Eton. D'altronde una situazione
così delicata non si registrava dal 1991, anno dell'ultima recessione in Gran
Bretagna. «Qui non si tratta di politica di un istituto o di strategie - ha
detto Anthony Seldon, preside del Wellington college -. Molto semplicemente non
c'è margine di scelta». «Tira una brutta aria, e con l'andar del tempo saranno
sempre di più le scuole che chiederanno una mano allo Stato pur di
sopravvivere», ha concluso Seldon. Dio continui pure a salvare la regina, come
dice l'inno britannico. Che a salvare le scuole ci pensa il governo Brown.
Roberto Scarcella scarcella@ilsecoloxix.it 01/02/2009
( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Grosseto La
scuola incontra i genitori GROSSETO. La direzione didattica del 4º circolo,
nell'intento di agevolare i genitori a compiere una scelta consapevole per la
scuola dei propri figli, organizza due giornate di "open day" durante
le quali alcuni docenti illustreranno ai genitori stessi l'organizzazione
didattica di ogni scuola (attività curricolari, laboratori). Organizza inoltre
due giornate di presentazione del piano dell'offerta formativa e delle
modifiche introdotte dalla riforma Gelmini. Le date. 3
febbraio dalle ore 10 alle ore 12: open day scuole dell'infanzia via Adige, via
Adda, via Brigate Partigiane, via Mazzini, Rispescia, Spergolaia e scuola
primaria Alberese. 4 febbraio dalle ore 10 alle ore 12: open day nelle scuole
primarie di via Mascagni, via Scansanese, via Mazzini e anche a Rispescia. 5
febbraio alle ore 17,30 presso la direzione didattica di via Mascagni,
presentazione ai genitori del piano dell'offerta formativa
del circolo per la scuola primaria e delle modifiche introdotte dalla riforma del
ministro Gelmini. 9
febbraio alle ore 17,30 presso la direzione didattica di via Mascagni,
presentazione ai genitori del piano dell'offerta formativa del circolo per la
scuola dell'infanzia e delle modifiche introdotte dalla riforma del ministro Gelmini.
( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 -
Montecatini Tempo di iscrizioni alle scuole primarie Incontri coi genitori
MONTECATINI. Tempo di iscrizioni alla scuola primaria e, più che mai, tempo di cambiamenti alla luce del decreto Gelmini e della reintroduzione del
maestro unico. La dirigente del circolo didattico di Montecatini, Paola Zecchi,
ha programmato due incontri per la prossima settimana con l'obiettivo di
presentare il Pof (piano offerta formativa, una sorta di carta di identità
dell'istituto) ai genitori dei futuri alunni delle classi prime di quella che,
tutti noi, continuiamo a chiamare "scuola elementare". Sì, perché
certi appellativi sono duri a morire, entrati ormai nella memoria collettiva.
Questo il calendario fissato: mercoledì 4 febbraio, alle 18, la direttrice ha
invitato presso la "De Amicis" di via del Valsero i papà e le mamme
degli alunni che frequenteranno le scuole a tempo pieno "De Amicis" e
"Casciani". Giovedì 5, alla stessa ora, presso la scuola Don
Facibeni, sarà il turno dei genitori degli scolari che hanno scelto una delle
scuole tempo modulare, ovvero Pascoli, Don Facibeni, Fucini. Info e moduli di
iscrizione: www.statale.montecatini-terme.scuolaeservizi.it.
( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Pisa I
ricercatori precari al ministro «Ci faccia partecipare al bando Firb» PISA. Una lettera appello al ministro Gelmini arriva dai rappresentanti dei ricercatori a tempo determinato
della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, della Scuola Normale Superiore di
Pisa e della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. I
rappresentanti chiedono al ministro che i ricercatori a tempo determinato,
attualmente esclusi da tale bando Firb "Futuro in Ricerca",
possano parteciparvi e che, di conseguenza, la scadenza, attualmente fissata al
27 febbraio venga fatta slittare. «Signor Ministro - scrivono - ci rivolgiamo a
lei in relazione all'imminente scadenza del Bando Firb "Futuro in
Ricerca", ad oggi prevista per il 27 febbraio. Questo bando prevede due
linee tematiche: la prima è dedicata a dottori di ricerca fino ai 32 anni, la
seconda a "giovani docenti o ricercatori, di età non superiore a 38 anni,
già strutturati". Da quanto si apprende, sarebbero esclusi dalla
partecipazione i ricercatori a tempo determinato, figura presente negli atenei
italiani da molti anni, istituzionalizzata con la legge 230/2005 e
particolarmente valorizzata dai recenti provvedimenti approvati dal governo in
materia universitaria». «Si tratta - prosegue la lettera - di molte centinaia
di ricercatori, dipendenti universitari reclutati in base a valutazioni
comparative con pubblicità degli atti all'interno degli atenei, i quali
costituiscono per molti aspetti la figura più vicina a quella del
docente-ricercatore universitario di ruolo, con formali responsabilità di
attività didattiche integrative, attività di supervisione di studenti,
coordinamento di gruppi di ricerca e responsabilità scientifica e gestionale in
progetti nazionali ed internazionali». «Potrebbe quindi essere opportuno
allargare ai ricercatori universitari a tempo determinato, oltre ai
docenti-ricercatori "strutturati", la responsabilità nella
"Linea d'intervento 2 del bando", responsabilità che attualmente loro
è preclusa escludendo brillanti giovani studiosi italiani, già con
significativa esperienza. Le chiediamo inoltre se l'esclusione, ancorché non
formalizzata, dei ricercatori universitari a tempo determinato dai Firb
"Linea 2", sia giustificabile dal ministero alla luce dell'incertezza
in ambito legislativo della posizione dei ricercatori a tempo determinato, a
volte considerati come personale in organico e quindi strutturati, talvolta
come non strutturati». «A nostro avviso - sottolineano i rappresentanti dei
ricercatori a tempo determinato - o i ricercatori a tempo determinato possono
essere considerati "strutturati" - e quindi ammissibili alla
partecipazione al Bando Firb "Linea d'intervento 2", in qualità di responsabili
di progetto o di unità di ricerca - oppure è compito del ministero divulgare
una chiara definizione del concetto di "personale strutturato" che ne
motivi l'esclusione». «In conclusione, signor ministro, le rivolgiamo due
richieste - dicono i rappresentanti dei ricercatori -: innanzitutto di emanare
una nota illustrativa relativa al bando Firb "Futuro in ricerca" che
ammetta esplicitamente i ricercatori universitari a tempo determinato al ruolo
di coordinatori di unità di ricerca locali e responsabili nazionali di progetti
Firb per la "Linea di intervento 2"; conseguentemente, di prevedere
in essa una proroga dei termini di presentazione dei progetti Firb, consentendo
così effettivamente ai ricercatori universitari a tempo determinato neo-ammessi
alla partecipazione di elaborare progetti opportunamente coordinati con altre
unità a livello nazionale e di rilevanza adeguata all'importante occasione di
ricerca che il bando offre».
( da "Repubblica, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bologna
Un camper per difendere il tempo pieno Dal giorno di San Valentino tour di
genitori e maestri davanti alle scuole Affollata assemblea al cinema Perla.
Bambini nell´atrio con gli animatori ILARIA VENTURI PARTIRANNO, genitori e
maestri, da piazza Nettuno il giorno di San Valentino. In camper. Per girare in
tutte le elementari e medie di Bologna e nelle piazze dei comuni della Provincia
nei giorni delle iscrizioni a scuola. A difesa del tempo
pieno cancellato dal ministro Gelmini e di una scuola statale di qualità. Per farlo distribuiranno
materiale informativo e dei moduli aggiuntivi per iscrivere alle classi prime o
confermare alle classi successive i figli. In questi fogli, che i genitori
dovranno consegnare insieme al modulo distribuito nelle segreterie delle
scuole, viene ribadita la richiesta del tempo pieno o del modello a
«modulo» così come esiste già. Ovvero, nel caso del tempo pieno, 40 ore, con
due insegnanti contitolari, specializzati per aree disciplinari, che per
quattro ore a settimana insegnano insieme nella stessa classe (le cosiddette
«compresenze» che l´ultimo regolamento ministeriale elimina) per permettere i
recuperi, i laboratori, le uscite didattiche, il teatro. Una volta raccolti i
moduli «alternativi» il camper andrà a Roma, riunendosi in una manifestazione
nazionale con le scuole di altre città, a consegnare le richieste delle
famiglie al Ministero all´istruzione. La scelta della data per la partenza del
camper non è stata casuale. Quel giorno apriranno le iscrizioni ed è pure la
festa dei fidanzati. «Sarà il nostro atto di amore per la scuola pubblica»,
spiegano genitori e insegnanti. L´iniziativa è stata lanciata venerdì sera al
cinema Perla. Tutto esaurito in sala, gente in piedi, bambini nell´atrio con
gli animatori. «Faremo vedere cosa veramente i genitori vogliono», spiega la
maestra Fiorella, a nome dell´Assemblea delle scuole, dal palco davanti a più di
cinquecento persone. «Vogliamo che le famiglie, anche chi ha già i figli alle
elementari, siano informate sulle possibilità che hanno per contrastare una
riforma che non garantisce più il tempo pieno». Tutto è legato alla partita
degli organici: i tagli peseranno sulla scelta del modello di scuola, che sarà
garantito solo in base alle disponibilità di cattedre. Ma genitori e maestri,
quelli della Notte bianca, delle occupazioni e delle manifestazioni in piazza -
con la Moratti, Fioroni, la Gelmini - non si danno per
vinti. Una delegazione incontrerà giovedì prossimo il direttore scolastico
regionale Luigi Catalano. Domani (ore 17.30) al Baraccano c´è un incontro sulla
scuola del Pd con Andrea De Maria, Mariangela Bastico, Albertina Soliani e il
candidato sindaco Delbono. Durante la serata al cinema di porta San Donato il
preside della facoltà di Scienze della formazione Luigi Guerra, dopo il film
documentario «Una scuola con i fiocchi» che ha raccolto voci e volti della
protesta, ha smascherato le «bugie» del ministro Gelmini.
A partire dai luoghi comuni più resistenti: «Non è vero che spendiamo di più in
istruzione, è il contrario; non è vero che gli insegnanti sono troppi: sono
ventimila in meno a fronte di duecentomila studenti in più. Inoltre noi, per fortuna,
abbiamo nelle scuole i bambini disabili; in Germania, dove questa integrazione
non esiste, gli insegnanti di sostegno sono pagati dal Ministero alla sanità».
Applausi. E commozione dopo la lettura dell´attrice Elena Guidotti del monologo
di Mario Ambel dedicato a Jannacci e Gaber «Qualcuno mette i voti». E qualcuno
continua a non farlo. SEGUE A PAGINA V
( da "Repubblica, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bari
Studenti contestano la Gelmini a Galatina Piccoli
gruppi di studenti hanno contestato a distanza il ministro dell´Istruzione,
università e ricerca, Mariastella Gelmini, all´esterno
dell´Istituto tecnico commerciale ?Laporta´ di Galatina dove è stato inaugurato
un centro di eccellenza in collaborazione con la Microsoft Italia. «Rispetto
queste posizioni - ha detto Gelmini - ma vado avanti
convinta che la scuola sia l´investimento più grande che possiamo fare».
( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
6 - Prato «Meglio scegliere le 40 ore» Riforma Gelmini: i consigli
del comitato genitori CARMIGNANO. Il primo consiglio è quello di privilegiare
la scelta delle quaranta ore settimanali, perché solo se ci saranno tante
richieste sarà più facile garantire il tempo pieno e dunque classi con più
insegnanti. In
ogni caso comunque indicare una sola scelta, anziché un ventaglio di priorità,
per evitare che altri scelgano al vostro posto. Sono alcuni dei
"consigli" che sono stati dati mercoledì sera, nel primo incontro
organizzato dal comitato dei genitori di Carmignano per saperne di più sulla
riforma Gelmini e su quello che accadrà a scuola da
settembre. E visto che la sala consiliare del palazzo comunale era davvero
gremita, una presenza di cui gli organizzatori ringraziano, le quattro volenterose
mamme che hanno dato vita anche ad un blog, genitoricarmignano.wordpress.com -
mamme che hanno criticato la riforma Gelmini, ma
"che in questo caso vogliono solo fare informazione" precisano -
hanno deciso di proseguire: dopo Carmignano organizzeranno infatti incontri
anche nelle altre frazioni mentre in palazzo comunale, la mattina in giorni
ancora da definire, gestiranno un punto di informazione rivolto a quanti devono
iscrivere i figli a scuola (c'è tempo fino alla fine del mese) e sono perplessi.
Qualcosa comunque è già chiara. La materna non subirà grandi sconvolgimenti: se
insegnanti e posti saranno sufficienti, potranno addirittura iscriversi anche i
bambini di due anni e mezzo. La "rivoluzione" sarà invece alle
elementari. Scompariranno, per chi si iscrive adesso, le compresenze: ovvero
quelle tre ore a settimana in cui due insegnanti si sovrapponevano, utili per
"recuperare" i bambini più in difficoltà e rimasti indietro,
essenziali nelle uscite didattiche ma anche nelle ore di informatica, almeno in
quelle scuole che non hanno aule attrezzate per quindici o venti bambini e gli
alunni si devono quindi alternare nella stanza dei computer. Restano
teoricamente le 27 e 30 ore settimanali, i vecchi moduli. Ma potrebbero non
esserci più i due o tre rientri pomeridiani (le ore di mensa non sono infatti
comprese) e comunque, come per le 24 ore a settimana, ci sarà un solo
insegnante per classe. Rimangono invece due gli insegnanti per chi opterà per
il tempo pieno di 40 ore: una alla mattina e uno alla sera, senza più ore in
comune. Ma è chiaro che la possibilità di garantirlo a tutti dipenderà dagli
organici che saranno assegnati dal Ministero. W.F.
( da "Repubblica, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 36 - Cronaca
Quelli che puntano sul cinese Nuovi orizzonti la società Per la prima volta
nella storia della scuola italiana agli esami di maturità gli studenti dei
licei linguistici affronteranno una prova scritta di mandarino Un risultato del
boom che stanno conoscendo i corsi, pubblici e privati, di questa lingua. Nella
convinzione che sia un passaporto per fare carriera e cambiare vita ENRICO BONERANDI MILANO Se ne sono accorti tutti quando il
ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, nel comunicare via You Tube la scorsa settimana le materie
d´esame per le maturità, ha ammesso per la prima volta il cinese come prova
scritta per i licei linguistici. Pur in pesante ritardo rispetto ad altri
paesi, lo studio della lingua cinese in Italia è in pieno boom. E se nel
2009 saranno ancora pochini gli studenti alle prese con gli ideogrammi alla
maturità (una dozzina forse al Manzoni di Milano e al Pigafetta di Vicenza,
dove comunque lo studio del cinese nelle quinte è soltanto a livello di
"terza lingua"), in un futuro prossimo verranno a maturarsi studenti
che hanno scelto l´opzione curriculare per la durata di cinque anni. E così i
tre licei d´avanguardia - oltre a Manzoni e Pigafetta, il Deledda di Genova -
cominceranno a sfornare ragazzi (soprattutto ragazze) che la «lingua del
futuro» la masticheranno con qualche dimestichezza. Entriamo in una seconda del
Manzoni, banchi disposti a ferro di cavallo attorno alla cattedra. Perché avete
scelto il cinese? Risponde Lucrezia: «è una cosa nuova. La Cina si sviluppa
economicamente e qui ci sono tanti di loro». Però come lavoro sogna di fare la
regista a Hollywood. Anche Federico tiene d´occhio la crescita economica, ma in
mente ha di studiare psicologia o giornalismo. Ci sono tre studentesse con
tratti somatici orientali, molto più concrete dei loro compagni. Claudine è
stata convinta ad affrontare il cinese dalla mamma, che è di Singapore, e vuol
fare l´avvocato di diritto internazionale. Sofia è di madre giapponese e,
contro il parere di mamma, ha deciso di studiare il cinese «perché le due
lingue hanno la stessa matrice» (e vuol diventare interprete simultanea). Xiao
Feng: «Sono cresciuta in Italia e ormai non parlo più mandarino. Ho provato
qualche corso privato, ma mi facevano solo perdere tempo e soldi. Così mi sono
iscritta qui». Cosa farai da grande? «Voglio tornare a vivere in Cina». Se gli
si chiede se lo studio è difficile, quelli della seconda A rispondono in coro:
«Bestiale!». Uno per tutti: «Ci vuole costanza. Se non stai sempre in pari, non
capisci più niente». Qualche ragazza alza gli occhi al cielo: «Sembrava così
bello all´inizio...». La professoressa di cinese, Claudia Ambrosini, smonta un
po´ le motivazioni della scolaresca: «Sì, va bene, la Cina è una potenza
economica e conoscerne la lingua può aprire molte strade, ma questo è il parere
dei genitori. Per i ragazzi vale di più la sensibilità new age, il gusto
esotico. Per dirla con loro, studiare cinese è figo. Poi si accorgono che non è
una passeggiata e boccheggiano. Ma non è nemmeno la fine del mondo. è vero che
ci vuole memoria, soprattutto visiva, ma un adolescente ce la fa benissimo.
Cinque anni sono il minimo per impadronirsi dei fondamenti e non bisogna
smettere mai di studiare». Insomma, è dura. A livello universitario, nei
quattro atenei di Milano, Roma, Napoli e Venezia che hanno facoltà e corsi di
lingua - ma si stanno affacciando anche realtà minori, come Firenze, Torino,
Pesaro e Como - gli studenti di cinese sono intorno a cinquemila. Il consorzio
Almalaurea ha verificato che 1.257 laureati nei curricula sostengono di
conoscere bene questa lingua. Che si è affermata a spese soprattutto del
giapponese, da quando l´economia nipponica ha avuto una curva discendente.
L´indice di abbandono è però abbastanza alto: «Almeno un quarto dopo qualche
mese rinuncia. Quelli più anziani, che si sono avvicinati al cinese per pura
curiosità, non reggono allo sforzo iniziale - ammette Luigi Stirpe, docente
all´Isiao, l´Istituto per l´Africa e l´Oriente di Roma -. è un bene che lo
studio sia avviato fin dal liceo, perché i risultati arrivano, ma solo dopo
qualche anno». Piero Conti, industriale di Stradella, provincia di Pavia, in
tutto ha preso una quarantina di ore di lezione. Ha un´azienda petrolchimica,
l´Itm, e cura un gruppo di fitness e kung-fu in Europa, l´Evtf. «In Cina vado
venti volte all´anno. Non conoscere la lingua era un handicap. Allora ho fatto
un corso, ma potevo seguire poco per i miei impegni». E allora? «I cinesi sono
molto orgogliosi. Se capiscono che ti interessi alla loro lingua, che ci provi,
ti fanno salire nelle quotazioni. I convenevoli e un minimo di dialogo ora li
so condurre. Nelle trattative intuisco le loro conversazioni, al di là
dell´interprete. Una parola qui, una parola là. Se ti stanno fregando te ne
accorgi. Il concetto chiave è guanxi, relazione. Devi metterti in relazione con
loro, entrare nel gruppo, far parte della famiglia». E adesso come va il
guanxi? «Molto meglio. A loro non piacciono gli imprenditori in cerca
dell´affarone per poi scappare via. Vogliono un rapporto continuativo. Se
quello è il tuo obbiettivo, la lingua la devi conoscere. E se ti mancano tutte
le parole, ti aiuti coi gesti. Loro apprezzano, comunque». Alessandra
Lavagnino, docente ordinario alla Facoltà di mediazione linguistica e culturale
della Statale di Milano, ex-addetta stampa dell´ambasciata italiana a Pechino,
non è d´accordo: «Sono stereotipi che lasciano il tempo che trovano. Mica sono
stupidi i cinesi. Ti devi avvicinare con umiltà alla loro cultura, perché i
loro manager sono molto preparati. Devi studiare parecchio, fare stage in Cina.
Così si possono aprire prospettive di lavoro molto interessanti. Alcuni nostri
allievi trovano lavoro ancor prima di aver concluso gli studi». Come è accaduto
a Martina Pistarà, ventisei anni, di Alessandria. Ha cominciato a studiare
cinese per passione culturale, ma è stata presto assunta da un´azienda italiana
di abbigliamento. Dopo un anno, è passata a un altro settore, quello della
gioielleria. «Ma da studentessa già lavoravo come mediatrice culturale nelle
scuole. Il mio sogno è di trasferirmi stabilmente in Cina, e prima o poi ci
riuscirò». «Non sono tutte rose e fiori - avverte Stefano Bona, trentadue anni
-. In Cina incontro tanti italiani che si mantengono a stento, in attesa della
buona occasione». Stefano ha studiato scienze politiche, una serie di
conferenze di una docente affascinante come Enrica Collotti l´ha convinto a
imparare il cinese. Cinque anni fa l´assunzione in una media impresa meccanica
che ha una fabbrica a Suzhou e il colpo di fulmine con una ragazza di Shanghai,
ora sua moglie («ma fra noi parliamo inglese. Il cinese mi serve con i
suoceri»). Luci e ombre. Sacrifici. Ma poi grandi opportunità da prendere al
volo. Un recente articolo dell´Herald Tribune segnala che molte aziende cinesi
sono alla ricerca di manager internazionali, purché parlino la lingua con
fluidità. «Quelli ai quali l´Italia va stretta, è alla Cina che devono guardare.
Oltretutto, oggi laggiù la vita è molto divertente», assicura Alessandra
Lavagnino. Attenzione però ai facili entusiasmi. I corsi universitari sono
lunghi e impegnativi. Scuole più abbordabili ne esistono: qualche decina solo a
Milano, in tutta Italia superano il centinaio. Non sempre di grande livello.
Professori madrelingua, ma con scarsa esperienza didattica. Ci sono anche corsi
in internet, che servono più che altro come supporto. Il vero obbiettivo, la
luce che fa risplendere i curricula, è però lo Hsk (hanyu shuiping kaoshi), una
sorta di proficiency riconosciuto dal governo cinese, che misura in tre
categorie il grado di conoscenza della lingua. No Hsk, no party. E gli esami
sono severissimi.
( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Livorno
Veltroni-D'Alema e Cosimi-Lamberti Le contrapposizioni personali danneggiano il
partito democratico Nel marzo 2008 Veltroni espone ai livornesi il programma
del Partito Democratico. E' interrotto da scroscianti applausi, specialmente
quando affronta il tasto del rinnovamento: più spazio ai giovani e alle donne,
disse. Ma le delusioni non tardarono a venire. E su scala locale? Le cose non è
che vadano meglio. Pci, Pds, Ds, Pd: il gregge (di cui faccio parte) segue
tutti i cambiamenti "per il bene del partito", così viene detto. Ma
il nostro pascolare non è servito a niente, gli accaparratori di poltrone, da
oltre 35 anni padroni del campo, hanno portato i partiti della sinistra al
massacro e non è ancora finita. Si pensi alla lunga guerra a mezzo stampa tra
l'ex sindaco Lamberti e il sindaco Cosimi. Lamberti, finito il suo mandato, è
stato (a mio parere) ingiustamente trombato. Ma sbaglia quando (come D'Alema)
costituisce una sua associazione politico culturale: dentro
"Confronto" c'è un po' tutto, non manca quella "minima"
parte di personaggi (sinistra o destra l'impasto è il solito) in cerca di fortuna.
Alle elezioni amministrative, pur sapendo che è utopia, mi piacerebbe si
candidasse a sindaco, un personaggio di sinistra, uomo o donna che sia, al di
fuori dei giochi, che componga una giunta senza inciuci. Marco Ruggeri,
segretario Pd, timidamente ripropone Cosimi: ma le battaglie politiche vanno
fatte con le unghie e con i denti, altrimenti inutile farle. Il gossip indica
in lizza Gianfranco Lamberti (per 12 anni sindaco di Livorno e altri anni tra
capogruppo e assessore, nella cui lista le indiscrezioni del Tirreno mettono
Guastalla); Sergio Landi (ex segretario Pci anni 80, ex presidente Usl e ora
dirigente di Libertà Uguale e consigliere dell'aeroporto di Pisa), poi Cannito
(Città diversa, verdi e Sinistra critica). Se questo è il rinnovamento,
nell'attesa di un cambiamento vero, meglio tenersi Cosimi. Comunque, bisogna
aprire gli occhi su un fatto: le ex sezioni Pci, una volta in continuo
movimento, sono diventate circoli vuoti esistenti solo sulla carta. Manca
l'idealità, la voglia di lottare, l'altruismo e la solidarietà. E pensare che
due anni fa io e altri amici consegnammo 422 nominativi di nuovi iscritti al Pd
di cui moltissimi giovani. Inutile, invece di festeggiare nella nostra
federazione trovarono un muro: temevano che i nuovi entrati incidessero sugli
equilibri di certo non politici. Eppure questi giovani dirigenti, a cominciare
dall'ex segretaria dell'Unione comunale, dovevano dare una svolta politica nel
senso del rinnovamento. Bel mi' Berlinguer, quanto fiato hai sprecato! Dopo
novanta giorni di silenzio, in accordo con i "rifiutati", i soldi
riavuti dalla federazione vennero donati alle Cure Palliative di Livorno. C'è
necessità di affrontare la grave crisi mondiale mobilitando ideali e valori
come voleva Enrico Berlinguer; si spiega così il successo di Obama. Basta
piangerci addosso, bisogna reagire. Suvvia, compagni ed amici del Pd e della
sinistra tutta, fatevi coraggio. Uscite dalle tane e dai
salotti bene, ritornate tra la gente, affrontate i problemi veri concreti del
popolo. I decreti Gelmini,
hanno messo in moto una marea di giovani. Questi giovani sono irruenti ma
puliti dentro, confondiamoci con loro. Male che vada, avremmo l'opportunità di
respirare un sorso d'aria pura. Umberto Vivaldi
( da "Tirreno, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Attualità
BATTISTI IN BRASILE BATTISTI IN BRASILE Andiamo a prenderlo come faceva Israele
Cesare Battisti è un terrorista che in Italia è stato condannato a quattro 4
ergastoli, si è rifugiato prima in Francia, poi è scappato in Brasile dove ha
chiesto asilo politico; alla richiesta dell'estradizione del governo italiano
come delinquente comune quale è il governo di Brasilia ha risposto un no secco.
L'Italia dovrebbe fare come è stato fatto dai servizzi speciali israeliani nei
confronti dei capi SS sfuggiti al processo di Norinberga che li catturavano
nelle varie nazioni sud e cento americane riportandoli in Israele per
processarli. Vinicio Pinelli Livorno IL LIBRO DI PERA Quel manifesto dei teocon
nostrani Il senatore Marcello Pera, esimio filosofo conosciuto come strenuo
oppositore del meticciato, negli ultimi tempi era molto occupato nella sua
ultima fatica: il libro "Perché dobbiamo dirci cristiani", cosicché
un meticcio americano ne ha approfittato per diventare presidente degli Stati
Uniti. Mai distrarsi, visto cosa può succedere? In compenso Pera si è
rimediato, col suo lavoro, i complimenti del Papa, che, con una lettera
recensione-riassunto facilmente rintracciabile su Internet, ne sottoscrive le
tesi. Letta la lettera del Papa ci possiamo risparmiare di comprare il libro,
perché la lettera è assolutamente esaustiva del Pera pensiero. Ne viene fuori
il manifesto dei cosiddetti "teocon" nostrani che pretende di imporsi
come manifesto di una Chiesa neoconservatrice e integralista, che rifiuta
persino il dialogo interreligioso, rifiuta la multiculturalità ed è contro
un'Europa cosmopolita. Giovan Sergio Benedetti Lucca UN'ALTRA BUFALA
"5" in condotta? Impossibile Si è molto parlato della norma che
prevede che il voto nel comportamento faccia media nella valutazione finale, e
che lo studente che non raggiunga la sufficienza venga bocciato. In realtà le
norme applicative rendono l'insufficienza in comportamento praticamente
impossibile. Infatti, il recente decreto afferma che sarà possibile assegnare
il
( da "Corriere della Sera" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2009-02-01 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE La Russa «Beccalossi per il Broletto» MILANO — Il ministro della
Difesa, Ignazio La Russa, sgombra il campo da eventuali equivoci sul candidato
del Pdl alle provinciali di Brescia: «Brescia — dice — non è della Lega, è del
Pdl». A Brescia, dove si voterà per la Provincia, la candidatura è contesa tra
An (che ha proposto Viviana Beccalossi) e quell'area di Forza Italia che
gravita intorno al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Ma anche la Lega pare si sia
fatta avanti. Proprio per questo ieri La Russa ha precisato che la Leonessa
d'Italia «è del Pdl». Per il via libera a Viviana Beccalossi (nella foto con La
Russa), tuttavia, occorrerà attendere l'esito di una trattativa a livello
regionale e nella quale entrano le candidature di tutti gli enti lombardi
chiamati alle urne il prossimo giugno. An, ad esempio, ha avanzato anche
la candidatura dell'indipendente Oreste Perri a sindaco di Cremona, il
Carroccio sembra interessato a proporre un suo uomo per le province di Bergamo
e Cremona, mentre a Forza Italia dovrebbero essere attributi i candidati
sindaci di Pavia e Bergamo.
( da "Stampaweb, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Scuola
VICENZA Mai più di
trenta stranieri ogni cento alunni; o anche, mai più di tre ogni dieci. La
svolta delle quote calcolate, fissate e inderogabili per la scuola elementare
non viene dalla Lega ma da una giunta di centrosinistra che si appoggia, per la
sua decisione, al decreto Gelmini. E? Vicenza -
sindaco Achille Variati, Pd - a fare da apripista su una questione spinosa, che
si ripropone ogni anno quando alle elementari e alle medie le prime classi
vengono formate e i genitori italiani spesso finiscono in prima pagina con le
loro proteste per l?elevato numero di bimbi stranieri in alcune sezioni.
Vicenza il problema lo ha affrontato proprio guardando a quanto accaduto lo
scorso settembre; l?assessore alla Pubblica Istruzione Alessandra Moretti (che
è anche vice di Variati, e avvocato) ha riunito intorno a un tavolo i dirigenti
scolastici degli istituti di Vicenza e l?Ufficio scolastico provinciale. Ha
messo al lavoro l?ufficio anagrafe, ha scoperto che il prossimo settembre in 49
prime elementari di 23 scuole, entreranno 1.045 bambini. E ha messo nero su
bianco un provvedimento che ha raccolto il plauso del dirigente scolastico
provinciale Carmela Palumbo. «E? chiaramente un provvedimento pensato a tutela
dei bambini - spiega l?assessore Moretti -. Puntiamo a favorire l?integrazione,
a non creare classi, o peggio ancora scuole ghetto». Vicenza ha un numero
elevato di stranieri residenti; moltissimi sono i filippini, ma non c?è Paese
che non sia rappresentato. «Abbiamo notato che le famiglie straniere tendevano
a puntare su una sola scuola: c?erano classi con un numero esagerato di bimbi
stranieri, ma allora come è possibile parlare di vera integrazione? Finivano
per stare sempre tra di loro». Doppio il criterio che sarà seguito:
praticamente, torna il vecchio stradario e i bambini dovranno essere iscritti
nella scuola più vicina a casa. Se poi in quella scuola la quota degli
stranieri supererà il 30 per cento, saranno loro a dover cambiare scuola
«sempre in accordo con le famiglie e con i dirigenti scolastici», per andare a
fare media nella scuola più vicina a quella che gli spettava, ma che ha già
raggiunto il tetto. Nel 2010, il provvedimento potrebbe essere esteso e
toccare, con diverse percentuali, anche i bambini rom. Non solo: se funzionerà
- e né Variati né Moretti lo dubitano - sarà applicato anche alle prime classi
delle scuole medie. Sul provvedimento, e sui consensi che riscuote, insorge la
Lega veneta e in particolare finisce per essere chiamato in causa Gianpaolo
Vallardi, già sindaco di Chiarano in provincia di Treviso e oggi senatore. Da
primo cittadino, nel 2007, aveva proposto la stessa cosa: un tetto del 30 per
cento nelle iscrizioni dei bimbi stranieri. Il Pd si era alzato in piedi
compatto e aveva abbandonato l?aula gridando «è illegale». «Dalla sicurezza al
federalismo, passando per l?immigrazione, questi sono sempre all?inseguimento -
commenta oggi - ma non importa, va benissimo. Quel che conta è che alla fine su
questi temi ci sia convergenza». Per lo stesso direttore regionale Palumbo, quella
della Lega era «un?idea di contenuto politico, non fattibile», mentre oggi
approva e sottoscrive. «Perché non c?è niente in comune - assicurano da Vicenza
-. Loro volevano classi ponte, isolamento. Noi pensiamo solo all?integrazione,
ai vantaggi per gli alunni e a una nuova idea di scuola».
( da "Stampa, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITÀ OGGI LA
CERIMONIA PER IL NUOVO ANNO ACCADEMICO La promessa dell'Onda al Rettore
"Pronti a bloccare l'inaugurazione" I ragazzi dell'Onda hanno già
coniato lo slogan. «Il Magnifico blocco dell'inaugurazione del (d)anno
accademico». E anche la parola d'ordine: «Fermiamo la cerimonia, diffondiamo la
coscienza». Di fronte alle magagne dell'Università, dicono, «non c'è niente da
inaugurare o da festeggiare». E così stamattina si piazzeranno davanti al
Rettorato di via Po contestando la scelta del Rettore di nno cancellare
l'inaugurazione. L'assemblea No Gelmini aveva chiesto un gesto politico per sottolineare il dissenso
rispetto al nuovo assetto del sistema universitario. Richiesta respinta al
mittente. Ecco il perché della mobilitazione di oggi. Gli studenti si
riuniranno a Palazzo Nuovo, e da lì marceranno fino al Rettorato. «Sarà
una manifestazione di dissenso pacifico. Non cerchiamo scontri, vogliamo solo
affermare la nostra contrarietà». L'accusa è netta: aver confermato la
cerimonia è «una decisione assurda di un Rettore tutto intento a salvaguardare
l'immagine del suo operato, mentre l'Ateneo scopre di dover procedere a pesanti
tagli ai dipartimenti e alla didattica». Il vertice dell'Università replica: «I
tagli preoccupano anche noi, e condividiamo il dissenso verso la riforma», ha
spiegato Pelizzetti nei giorni scorsi. Aggiungendo: «Impedire l'ingresso alla
cerimonia mi pare una scelta di discutibile democrazia Il Senato Accademico ha
deciso di tenere lo stesso l'inaugurazione dell'anno accademico: non è un
momento di festa, ma un appuntamento istituzionale importante per la città e
per le quasi 100mila che ruotano attorno all'università. Per questo la
cerimonia si terrà, ma nel modo più laico e sobrio possibile». \
( da "Tirreno, Il" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
di Chiara Castaldi I
presidi bocciano sms e voti online «Non è vero che la tecnologia agevola il rapporto
con le famiglie» Di Pietro: «Abbiamo già i software per mettere in rete le
pagelle, ma non lo riteniamo giusto» Franceschi: «Vogliamo parlarci con i
genitori» CECINA. Assenze comunicate via sms e pagelle on line? La ricetta
Brunetta-Gelmini contro la
dispersione scolastica è accolta tiepidamente dai dirigenti degli istituti
cecinesi che difendono i sistemi tradizionali, ritenuti più efficaci nel
coinvolgere le famiglie. Non si oppongono, ma sono convinti che la tecnologia
non giovi ai rapporti scuola-famiglia, rischiando addirittura di sortire
l'effetto contrario alle intenzioni del governo, rendendoli più
"distaccati". «E' un modo freddo di comunicare - dice Luigi di Pietro
alla guida del Marco Polo-Cattaneo». Qui, e anche al Fermi, secondo quanto dichiarano
entrambi i dirigenti, in realtà i software utilizzati sono già predisposti per
la messa on line delle pagelle: non attivare il servizio sarebbe stato
intenzionale. «Da tre-quattro anni - afferma Giuseppe Franceschi, preside del
liceo Fermi - facciamo lo scrutinio elettronico, cioè le pagelle vengono
compilate al computer e poi stampate. Dal punto di vista tecnico, metterle on
line sarebbe semplice: basterebbe disporre una password e il gioco sarebbe
fatto». Ma non è stato fatto. «Non farlo è stata una scelta - dice - che ha un
valore pedagogico, perché favorisce la partecipazione delle famiglie e
l'incontro docenti-genitori». E aggiunge: «E poi non è così scontato che tutti
i genitori abbiano l'accesso a internet o lo sappiano usare». Stessa posizione
Di Pietro. «Il sistema c'è - riprende Di Pietro - ma abbiamo scelto di non
utilizzarlo in quanto preferiamo il contatto diretto». Idem per gli sms. «Con i
canali di sempre c'è un maggiore coinvolgimento dei genitori: dopo cinque
giorni consecutivi di assenza, avvertiamo le famiglie telefonicamente e in casi
più gravi usiamo la lettera cartacea». Non sarebbe neanche un problema di
soldi. «Il costo sarebbe sopportabile - dice il preside del
tecnico-professionale - è una scelta di principio. Un terzo delle assenze -
aggiunge - riguardano le 4º e le 5º». Anche le scuole private sono sulla stessa
linea d'onda. Anzi, forse la loro posizione è ancora più ostile, soprattutto
verso gli sms, dato che vige già un'informazione quotidiana sulle assenze.
«Sono segnalate telefonicamente tutte le mattine», dice Salvatori della
direzione del Parini. La stesso accade al Gemelli. «Se entro le 10 di ogni
mattina non riceviamo la comunicazione dei genitori dell'assenza del figlio -
afferma il dirigente Lorenzo Andolfi - parte la telefonata. E se le assenze
diventano troppe scatta la lettera. Ma il tasso è contenuto». Poco apprezzata
anche l'idea della pagella on line. I dirigenti del privato, non fanno cenno a
un sistema già predisposto. «Io credo nell'importanza del cartaceo», taglia
corto Andolfi.
( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)
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Pagina II - Torino
Anno accademico al via tra le polemiche Il rettore: "Sarà un discorso
forte". Ma gli studenti vogliono bloccare i 250 invitati Pelizzetti:
"Non capisco, avevo dato ai ragazzi la possibilità di intervenire"
FEDERICA CRAVERO Ore 10, aula magna del rettorato, inaugurazione dell´anno
accademico. Doveva essere una cerimonia all´insegna della sobrietà, sarà invece
una giornata di fuoco. Dentro il rettore Ezio Pelizzetti pronuncerà l´orazione
di apertura che lui stesso promette sarà «un discorso forte, diretto sia a livello
nazionale che a livello locale. E chi vorrà capire, capirà. L´università è un
grande motore di occupazione e di economia, bisogna rendersene conto in questo
momento in cui l´università è bersaglio di tagli». Fuori, invece, gli studenti
dell´Onda anomala No Gelmini si sono dati appuntamento alle 8 e cercheranno di impedire
l´ingresso ai 250 invitati, sotto gli occhi della polizia schierata a
protezione del cortile di via Po. «Accettando di celebrare in ogni caso
l´inaugurazione, il rettore dimostra una mancata presa di posizione nei
confronti dei tagli del governo», protestano gli studenti. «Sono stupito
- prosegue il rettore - avevo dato la possibilità a questi ragazzi di fare un
intervento alla cerimonia e l´hanno rifiutata. Noi condividiamo lo stesso dissenso
su molti punti e ci siamo fatti sentire nelle sedi opportune. Questa era
l´occasione per proporre le loro considerazioni, ma l´hanno sprecata. Bloccare
l´ingresso, invece, mi sembra un gesto antidemocratico, fatto solo per ottenere
visibilità». Due posizioni opposte che hanno però un comune denominatore: il
momento difficile per l´università, soprattutto per i tagli previsti dalla
legge 133. Per questo, invece del Teatro Regio, l´inaugurazione è stata
organizzata «in casa». E poi niente toghe né ermellini e non ci sarà l´orazione
di alcun celebre ospite (l´anno scorso era stato Jeremy Rifkin, il guro dello
sviluppo sostenibile). Invece parleranno nell´ordine il rettore, il direttore
amministrativo dell´ateneo, Giovanni Ferrero, e Alice Arena, presidente del
Senato studenti, eletta nelle file dell´Udu. Un´operazione a costo zero,
dunque, se si escludono i francobolli per gli inviti. E proprio per dimostrare
che non sarà una giornata di festa, il rettorato ha deciso di posticipare a
marzo la tradizionale premiazione degli studenti più meritevoli, quella che,
tra ragazzi amici e parenti, riempiva di fatto la platea del Regio il giorno
dell´inaugurazione. Una cerimonia all´insegna delle austerity nelle forme, ma
non nei contenuti. «Basta con l´idea che l´Università sia un carrozzone che
assorbe risorse e non le utilizza al meglio - attacca Pelizzetti - Ho fatto
fare i calcoli e dei 260 milioni che riceviamo dallo Stato ne restituiamo circa
220 sotto varie forme. Non dico che torniamo in pareggio, ma quasi. E nel
frattempo abbiamo prodotto cultura e dato slancio all´economia. Non credo che
ci sia un altro ateneo che ha assunto 2.500 persone a tempo indeterminato. E
poi pensiamo al rilancio di certe zone della città e dell´area metropolitana.
Con il trasferimento di Economia nella sede dei Poveri vecchi, ogni giorno
diecimila studenti frequentano la zona di corso Unione Sovietica, tanto che si
è creato un indotto di attività commerciali ed è cresciuto il valore degli
immobili. Bisogna tenere conto anche di queste cose».
( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Torino L´agenzia
che cura la solitudine dei gay VERA SCHIAVAZZI E´ una strana solitudine quella
che aleggia nell´era di Facebook e in una città ormai ricchissima di locali e
appuntamenti di ogni tipo. Per accorgersene, basta fare un giro sugli annunci
(�lui per lui´ e �lei per lei´) dell´agenzia �Il delfino´, la prima nata
per aiutare gay e lesbiche alla ricerca di un partner stabile. «Non siamo
un´agenzia matrimoniale � dicono con (involontaria?) ironia le promotrici �
ma neppure un servizio per chi cerca sesso mordi e fuggi, avventure o vuole
cambiare partner di continuo. Essere single va bene se è una scelta, altrimenti
bisogna cercare la persona giusta senza stancarsi di farlo anche quando non la
si trova subito». Ma se sulla difficoltà di trovare un compagno per le donne
sole, magari ultraquarantenni, che lavorano e vivono in città è già stata
oggetto di libri e film di culto, quella di costruire una coppia omosessuale
sembra ancora più forte: c´è la cassiera quarantaseienne "dai solidi
principi" che dopo la fine di una lunga storia cerca una donna "con
cui dividere tutto", c´è il medico che vuole soprattutto privacy ma
proprio per questo non riesce a incontrare una partner, ci sono le (molte)
madri separate che hanno rotto il matrimonio ma ancora non sanno come parlare
ai figli del proprio orientamento sessuale. C´è chi studia lo svedese "per
ricostruirsi una vita altrove" e chi mette le mani avanti: "cerco un
compagno che non mi chieda mai di separarmi dal mio gatto". Non a caso la
neonata agenzia si avvale di uno psicologo che organizza incontri con i clienti
e spiega loro � quando serve � le parole per dirlo: ai colleghi, ai vecchi
genitori, ai figli, agli amici. Proteste dimenticate. Indignati (e indignate)
per la violenza sessuale, il razzismo dilagante, lo sbarramento al 4% e i tagli
alla cultura, i protagonisti della protesta torinese si sono scordati di
chiedere � tra un allarme e l´altro � che qualcuno
copra con una mano di vernice certe scritte rimaste in via Po corteo dopo
corteo: così stanno troppo a lungo sui muri "camere a gas per
Israele" e epiteti sessisti contro il ministro Gelmini che dovrebbero disturbare anche, o forse prima di tutto, chi
vuole combatterla politicamente.
( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 16 - Cronaca
Il caso Al via le iscrizioni al prossimo anno scolastico. Ricorsi
al Tar contro i regolamenti della Gelmini Informatica addio, scompare l´ora di computer ROMA - Informatica
addio. Dagli annunci del ministero della Pubblica istruzione sembrava certo che
alle scuole elementari ed alle medie inferiori l´ora d´informatica alla
settimana sarebbe stata confermata. Invece no. Basta scorrere il
regolamento sulla "revisione dell´assetto ordinamentale organizzativo e
didattico" per constatare che dell´informatica si sono perse le tracce.
Eppure molti soldi pubblici sono stati spesi per l´aggiornamento degli insegnanti,
la creazione dei laboratori. A cosa è servito? Pare a nulla. Ma i problemi non
finiscono qui. Oggi si aprono le iscrizioni al prossimo anno scolastico. E la
confusione regna sovrana. Per consigliare i genitori e per "evitare di
cadere nelle trappole dei nuovi regolamenti", il Centro iniziativa
democratica insegnanti pubblica sul suo sito i consigli necessari a fare scelte
chiare e consapevoli. Nel frattempo il Cidi e il Coordinamento dei genitori
democratici hanno annunciato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale
del Lazio contro i regolamenti del ministro della Pubblica istruzione
Mariastella Gelmini che introducono il maestro unico e
la revisione del tempo prolungato e del tempo pieno. A loro avviso violano
alcuni articoli della Costituzione: dovrebbero essere approvati dal Parlamento
e non modificati da un atto amministrativo.
( da "Repubblica, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 16 - Cronaca
Niente più fondi per i corsi di recupero le scuole nel caos Saltano le lezioni,
corsa agli insegnanti privati Molti presidi non sanno come pagare gli
straordinari ai professori A Milano lasciati a casa gli studenti bravi per dare
le ripetizioni a chi ha insufficienze SALVO INTRAVAIA ROMA - Corsi di recupero
nel caos e alle famiglie non resta che rivolgersi ai professori privati. A
pochi giorni dall´avvio delle attività che dovrebbero consentire agli studenti
delle superiori di recuperare le insufficienze rimediate nel primo
quadrimestre, i presidi non sanno che pesci prendere. Mancano i soldi per
pagare eventuali insegnanti esterni e le risorse per quelli interni sono
insufficienti. In provincia di Milano i capi d´istituto hanno chiesto lumi al
dirigente dell´Ufficio scolastico provinciale (l´ex provveditorato agli studi)
sentendosi rispondere che «al momento non c´è nessuna certezza». Il consiglio
che arriva dal provveditorato è di svolgere i corsi interrompendo le lezioni.
«Una soluzione ragionevole e già adottata in molte scuole - dice Antonio
Lupacchino, il dirigente dell´Ufficio scolastico milanese - è fare i corsi al
mattino, sospendendo per una settimana l´attività didattica. In questo modo i
presidi non hanno da pagare ore di straordinario agli insegnanti». Ma non
sempre la soluzione è praticabile perché occorre garantire almeno duecento
giorni di lezione. In difficoltà un po´ tutti i dirigenti scolastici della
penisola, da Milano a Palermo. «La legge sui corsi di recupero è rimasta -
dichiara polemicamente Roberto Tripodi, presidente dell´Associazione delle
scuole autonome della Sicilia - ma quest´anno non è stata finanziata». Le
scuole, dopo gli scrutini del primo quadrimestre, hanno l´obbligo di
organizzare corsi di recupero per tutti i ragazzi che hanno riportato
insufficienze in una o più materie ma i fondi scarseggiano. «Per evitare
ricorsi da parte delle famiglie - continua Tripodi - ci sono due alternative:
utilizzare i finanziamenti Idei, cioè quelli degli Interventi didattici
educativi ed integrativi, che sono insufficienti, o interrompere le normali
attività didattiche. Ma in questo caso cosa fanno i ragazzi che non hanno
materie da recuperare?». Per oggi, annuncia Francesco Scrima, leader della Cisl
scuola, nel corso del tavolo tecnico che si svolgerà al ministero». Qualche
giorno fa, i segretari (i direttori dei servizi amministrativi) delle scuole
piacentine hanno denunciato «la gravissima situazione finanziaria ed economica
in cui versano gli istituti della provincia». In un ampio documento i segretari
della provincia di Piacenza segnalano una serie di «problemi aperti urgenti»,
tra i quali proprio il finanziamento per il corrente anno scolastico dei corsi
di recupero. «Il problema esiste e assume particolare rilevanza proprio in
questi giorni» spiega Giorgio Rembado, presidente dell´Associazione nazionale
presidi. I capi d´istituto, senza sapere quanto potranno spendere per pagare i
docenti a 50 euro l´ora, devono trovare la soluzione a numerosi quesiti. Quanti
corsi di recupero sarà possibile attivare? Per quali materie e per quante ore?
E ancora: con quali risorse si dovranno eventualmente pagare i docenti esterni,
se i professori della stessa scuola non intendono svolgere i corsi di recupero
pomeridiani? La norma prescrive corsi di almeno 15 ore, ma la realtà sarà
probabilmente un´altra. E rivolgersi ai prof privati può costare alle famiglie
dai 15 ai 50 euro l´ora. Nel 2008, le scuole hanno sfruttato un finanziamento
di 240 milioni. Quest´anno, anche conteggiando il budget erogato con il fondo
d´istituto (800 euro a docente), mancano all´appello 58 milioni. La Uil scuola
ha inviato una lettera al ministro dell´Istruzione, Mariastella
Gelmini, per sapere su
quali risorse è possibile contare «al fine di consentire un´attenta
programmazione dei corsi di recupero», scrive il segretario, Massimo Di Menna.
«Oltre agli alunni che riportano insufficienze - rilancia Piero Bernocchi dei
Cobas - in realtà a essere in difficoltà sono proprio le scuole che,
come al solito, devono gestire fondi che sono scarsi in relazione alle reali
esigenze». Anche per questa ragione, il prossimo 12 febbraio la Flc Cgil
organizzerà un sit-in davanti la sede del ministero. I corsi di recupero furono
lanciati nel 2007 dall´ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni.
Nell´anno 2007/2008 dopo il primo quadrimestre furono due milioni gli studenti
che riportarono insufficienze nella pagella del primo quadrimestre. Ma il
totale delle materie insufficienti, con in testa matematica e inglese, toccò
quota 8 milioni: in media quattro a testa.
( da "Corriere della Sera" del 02-02-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-02-02 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Le iscrizioni Ottimismo tra i presidi. Al Moreschi
raddoppiate le presenze alle giornate di orientamento. E il Giorgi punta ad
avere una prima in più «Expo e crisi, più richiesta per i diplomi tecnici»
Scuola, le scelte degli studenti legate alle esigenze di mercato. «Un errore
considerare di serie B gli istituti professionali» Sarà l'anno dei ragionieri,
dei geometri, degli ottici, delle disegnatrici di moda, degli specialisti in
informatica Sorrisi, strette di mano nelle sale professori, centralini
occupati, segretarie felici. Dopo anni di depressione, negli istituti tecnici e
professionali si torna a respirare una certa eccitazione: gli open day sono
andati benissimo, il ministro Gelmini ha insistito sull'importanza dei «mestieri », la crisi economica
spinge le famiglie a scegliere percorsi di studi che si traducano in un lavoro
sicuro e l'appuntamento dell'Expo richiede giovani «in grado di fare e di
pensare ». Ottimismo nelle scuole per troppo tempo considerate «di serie B»:
«Le domande di iscrizione sono tornate ad aumentare ». Periti alla
riscossa. Già a settembre si era assistito a un'inversione di rotta rispetto al
triennio «nero» 2003-2006: se nel 2007-2008 i milanesi iscritti ai tecnici
erano 50.515, nel 2008-2009 sono saliti a 51.842. Stesso trend per i
professionali: da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-02-2009)
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Il Sole-24 Ore sezione:
COMMENTI data: 2009-02-01 - pag: 8 autore: I Drogo d'Italia Non posso che
rimanere amareggiato di fronte alla dichiarazione del Presidente del Consiglio,
che afferma che i nostri soldati «non dovranno più fare la guardia al deserto
dei tartari». I commilitoni del tenente Drogo sorvegliavano il nulla e
speravano nell'arrivo del nemico per dare un senso alla loro esistenza; i
nostri militari sono impegnati in Afghanistan, Libano, Ciad, Balcani e Georgia,
alle prese con nemici reali e pericolosi. Tali parole risultano offensive per i
parenti, soprattutto dei caduti in missione, che avrebbero perso la persona
amata per il niente, il deserto dei tartari. Le uniche cose che hanno in comune
i nostri soldati con quelli di Buzzati sono l'uniforme, il senso del dovere e
da oggi, forse, un classe politica che stenta a capire ed apprezzare il loro
lavoro. Domenico Carlini N el suo sperduto avamposto, Giovanni Drogo manifestò
straordinario senso del dovere e grande dignità nella funzione svolta. Forse il
presidente del Consiglio alludeva a queste virtù, di cui i nostri volontari
danno prova in modo esemplare, per auspicare che esse facciano scuola. I nostri
soldati sono tutt'altro che esiliati in uno spazio metafisico: hanno il nemico,
affrontano il rischio, si fanno rispettare. Sarebbe bello che, guardandosi alle
spalle, ritrovassero una solidarietà piena e convinta. Non sempre è così: anche
in Parlamento, le nostre missioni all'estero sono state spesso causa di
frattura anche feroce. Un peduncolo di fortezza Bastiani, intesa come simbolo
non solo di routine, ma anche di solitudine, c'èanchedanoi. • La scuola
tecnologica Prima la lavagna tecnologica, poi gli sms per le assenze,l'azione
di Governo verso la scuola si fa sempre più tecnologica. Un
plauso al ministro Gelmini
che promuove queste iniziative che smuovono un po' il mondo della scuola.Vorrei
però darle un consiglio: perché non promuovere maggiormente gli incontri con i
genitori in maniera tale da strutturare un rapporto più chiaro tra la scuola ed
i suoi utilizzatori,incontri praticamente oggi inesistenti? Si
risparmierebbe tempo e denaro e si darebbe la possibilità agli insegnati di far
comprendere ai genitori le evoluzioni del loro insegnamento, riducendo forse
gli interventia posteriori come gli sms. Alessandro Romeo Pensare positivo
«L'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa»: Franklin Delano
Roosevelt nel 1933.Sono belle frasi che si ricordano quando tutto è passato ed
invecelacrisi c'è,ma la buona volontà, il rimboccarsi le maniche e non avere
solo pessimismo può dare una mano. Pensiamo con riconoscenza ai nostri nonni
che hanno visto brutte situazioni, dalla guerra alla povertà, ed hanno fatto
uscire la Nazione con lo sforzo della loro laboriosità e la fiducia nel futuro.
Giuliana Pons e-mail Festività religiose Mi ha molto meravigliato la lettera in
cui il signor Raffaele Miola di Taranto chiede ai "laici" perchè non
rinunciano, in quanto tali, alle festività religiose. Il taglio della lettera e
le argomentazioni mi ricordano gli scritti di pseudofilosofi di provincia che
fanno le pulci a veri pensatori e studiosi. A parte la necessità del legittimo
riposo a cui hanno diritto tutti gli esseri umani e che essendo le società
contemporanee molto organizzate deve per forza essere "comune". Basterebbe
questo. Franco Bonacchini Schio (VI) Dipendenti pubblici In questi giorni si è
parlato di orgoglio dei dipendenti pubblici.Molti di questi,intervistati dalle
televisioni sull'argomento,hanno detto di essere orgogliosi di essere«al
servizio dei cittadini».Io mi permetto di dire che l'orgoglio sarebbe
giustificato se il servizio fosse veramente reso e se lo stesso fosse
impeccabile,tempestivo, economico (o al giusto costo). Purtroppo abbastanza
raramentei nostri dipendenti pubblici danno l'opportunità ai cittadini di
apprezzare in modo pratico il loro impegno-orgoglio.
( da "Corriere della Sera" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-02-02 num: - pag: 20 categoria:
REDAZIONALE Scuola Saranno aboliti i vincoli. «Con queste insufficienze i
ragazzi più rispettosi verso gli insegnanti» Gelmini:
nuove norme sul
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-02 - pag: 7 autore: Meglio
prenotare dove esiste il modulo a 40 ore Luigi Illiano Le iscrizioni all'anno
scolastico 2009/10 sono vincolate al numero dei docenti sui quali potrà contare
ogni singola scuola. Cifre che si conosceranno soltanto quando sarà emanata la
circolare sugli organici, documento che – calato in ogni istituto – dirà alle
famiglie con certezza se le loro richieste potranno essere accolte. I presidi,
per ora, possono soltanto ricevere le domande e offrire poche risposte certe.
Poi, se le richieste supereranno le disponibilità saranno i consigli di
istituto a decidere i criteri di priorità per l'accettazione. Questo non
significa che le iscrizioni sono una lotteria, la circolare stabilisce anche
dei pa-letti, ma restano ampi margini che potrebbero portare sorprese. Si parla
soprattutto di tempo pieno e prolungato e di inglese potenziato. Ecco qualche
consiglio pratico per i genitori, che hanno tempo per scegliere fino al
prossimo 28 febbraio. Nel caso del tempo pieno il ministero ha stabilito che la
dotazione organica resta confermata. Quindi, le famiglie interessate a chiedere
il tempo pieno ( cioè 40 ore settimanali) nelle elementari farebbero bene a
inoltrare la domanda direttamente alle scuole dove il tempo pieno esiste già.
Questo non garantisce in via assoluta, ma aumenta moltissimo le probabilità che
la richiesta possa essere accolta. Uguale atteggiamento converrebbe avere nei
confronti del tempo prolungato, per il quale la circolare sulle iscrizioni
chiarisce che – oltre alla disponibilità di organico – è necessario che le
scuole interessate dispongano di strutture e servizi adeguati. Anche per
usufruire dell'inglese potenziato che prevede l'insegnamento della sola lingua
anglosassone al posto della seconda lingua comunitaria, sarà determinante la
possibilità di disporre dei docenti specifici. Appare molto improbabile che il
modello dell'inglese potenziato possa essere applicato nelle scuole dove ci
sono molti insegnanti di francese, spagnolo o tedesco: questi ultimi
perderebbero di fatto la titolarità. Sarà meglio, anche in questo caso, una
verifica preliminare da parte delle famiglie. Per comprendere quanto ruota
intorno al meccanismo delle iscrizioni per il 2009/10 vanno considerati due
elementi peculiari: da una parte la manovra triennale, che è alla base di ogni
decisione;dall'altra gli interventi di riforma introdotti
dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Nel caso della Finanziaria i numeri sono chiari, contenuti nel
Piano programmatico che descrive le azioni del Governo per applicare la legge
di bilancio. Nel 2009/10 sono previste 42.105 cattedre in meno; nel 2010/11
saranno 25.560 e nel 2011/12 dovranno essere 19.676, per un totale di
87.341 posti in meno. In teoria nessun licenziamento per i docenti di ruolo ma,
si restringe moltissimo lo spazio per i supplenti. Poi ci sono le misure
conseguenti decise da Gelmini per centrare i risparmi
programmati e non inciampare nella clasusola di salvaguardia che – in caso di
mancata economia di spesa – taglierebbe finanziamenti all'Istruzione. Alle
elementari l'introduzione del maestro unico, al posto dei tre insegnanti del
modulo, nelle prime classi è la mossa più evidente. Stesso discorso per la
cancellazione delle compresenze in tutte le classi. Alle medie il risparmio
arriva sostanzialmente dalla riduzione dell'orario settimanale che passa da
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
02-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del lunedì
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-02 - pag: 6 autore: Al via i corsi di
recupero ma con i fondi al buio Di sicuro c'è solo che icorsi di recupero
stanno iniziando. Sulle risorse per pagare gli insegnanti, invece, regna
l'incertezza. Le scuole superiori per ora attingono al fondo d'istituto,ma i
sindacati lanciano l'allarme: senza stanziamenti aggiuntivi, non si potrà
pagare la seconda tornata di lezioni, dopo gli scrutini di giugno. La cassa
«Abbiamo previsto 40 corsi di recupero pomeridiani, per i quali spenderemo
circa 30mila euro, più 10mila per gli sportelli didattici. Il tutto a fronte di
un fondo d'istituto di circa 100mila euro», spiega Flavia De Vincenzi, preside
dell'Istituto di istruzione superiore Leopoldo Pirelli. «Ma il fondo serve anche
ad altre finalità – continua – e non si può certo azzerare la progettualità
della scuola: abbiamo l'italiano per stranieri, il laboratorio sportivo, le
lingue». «Per noi quest'anno i fondi sono inferiori di circa un quarto rispetto
a quelli dell'anno scorso, da 240mila a 180mila euro, ma li faremo bastare,
anche grazie a un avanzo di cassa dal 2008»,commenta il preside dell'Istituto
superiore Lunardi di Brescia, Fausto Mangiavini. Ma non tutti sono nella stessa
situazione. L'istituto Avogadro di Torino ha messo in campo 40mila euro a
fronte di un fabbisogno previsto per tutto l'anno di 120mila euro. E anche il
liceo scientifico Galilei di Ancona è in attesa: «Se arriveranno i fondi
aggiuntivi – spiega il preside Fiorello Gramillano – non ci saranno problemi ».
I corsi di recupero – introdotti nell'anno scolastico 2007/08 con l'ordinanza
ministeriale 5 novembre 2007, n. 92 – devono essere attivati dopo gli scrutini
intermedi (trimestrali o quadrimestrali) e dopo gli scrutini finali di giugno.
Le scuole sono tenute a istituirli e a pagare gli insegnanti 50 euro lordi per
ora di lezione pomeridiana.Nell'anno scolastico 2007/08 il ministro Giuseppe
Fioroni aveva stanziato 30 milioni con la Finanziaria 2008, ai quali aveva
aggiunto 28 milioni destinati all'assolvimento dell'obbligo scolastico.
Quest'anno, invece, il ministro Mariastella Gelmini non ha ancora comunicato le
eventuali risorse aggiuntive. Ecco perché i presidi si stanno ingegnando per
limare i costi. Qualcuno farà ore di 50 minuti, così da ridurre in proporzione
la retribuzione oraria di 50 euro. Qualcun altro introdurrà lezioni
multidisciplinari, per poter recuperare con un unico corso materie affini.
E qualcun altro ancora chiederà un contributo alle famiglie dei ragazzi, pur
sapendo che gli studenti avranno diritto di essere ammessi anche senza pagare.
I risparmi maggiori, però, sembrano arrivare da un altro provvedimento:lo stop
dell'attività di didattica. In pratica, le lezioni si fermano per una settimana
o dieci giorni, durante i quali gli studenti con le insufficienze fanno i corsi
di recupero, mentre gli altri seguono percorsi di eccellenza. E la scuola ha il
vantaggio di non dover pagare le ore di lezione agli insegnanti. Aspettando la
circolare «Sicuramente il secondo anno con i corsi di recupero trova le scuole
preparate sotto il profilo organizzativo, ma il vero problema sono le risorse.
Lo Stato, oltre a fissare gli obiettivi, dovrebbe dare alle scuole i mezzi per
raggiungerli», commenta Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale
presidi. «Sappiamo che il ministero sta preparando una circolare con risorse
aggiuntive –commenta Massimo Di Menna, segretario generale Uil Scuola –. Nel
frattempo, abbiamo consigliato alle scuole di avviare i corsi ricorrendo al
fondo d'istituto e monitorando il fabbisogno ulteriore ». Il timore dei
sindacati, però,è che le risorse –alla prova dei fatti – si rivelino
insufficienti, come spiega Anna Maria Santoro, della Flc Cgil: «A noi risulta
la cifra di 55 milioni di euro, importo che creerebbe un problema drammatico di
risorse».
( da "Stampaweb, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Si apre una
settimana che per molti dei 300mila precari vincitori di concorso della scuola
italiana inseriti nelle graduatorie ad esaurimento potrebbe risultare decisiva
ai fini delle immissioni in ruolo: il Miur sembrerebbe infatti intenzionato ad
annullare la regola che penalizza i docenti che si spostano da una provincia
all?altra permettendogli così di collocarsi non più in coda, ma in base al
punteggio effettivo. In attesa dell?imminente decreto per l?aggiornamento delle
graduatorie, che dovrebbe uscire al massimo per metà mese, un?anticipazione
delle intenzioni dei tecnici di viale Trastevere si avrà giovedì prossimo, il 5
febbraio, quando il ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini,
risponderà alla Camera all?interpellanza dell?onorevole Francesco Russo (Pd)
richiesta dall?Anief: l?Associazione nazionale insegnanti ed educatori in
formazione che difende gli interessi dei precari (in particolare quelli
abilitati attraverso le scuole di specializzazione universitarie) vorrebbe
infatti tornare al vecchio regolamento. L?Anief contesta la novità
ministeriale, introdotta nel marzo del 2007 sotto la gestione del Ministro
Fioroni, escogitato scoraggiare i troppi movimenti degli aspiranti ai posti
vacant: a dicembre sulla specifica nota del decreto del 17 marzo 2007 i giudici
delle terza sezione bis del Tar del Lazio hanno accolto il ricorso
dell?Associazione dei precari, condotto assieme a quella dei presidi (l?Anp),
che ne chiedeva l?annullamento: il Tribunale regionale ha in pratica ribadito
il diritto costituzionale alla mobilità su tutto il territorio nazionale. «Il
Miur - dice Marcello Pacifico, leader dell?Anief - pur nell?apparente silenzio
sindacale, deve prendere una decisione: se rispondere alla nostra diffida
recependo quanto richiesto o procedere, inopportunamente, in Consiglio di Stato
in un nuovo contenzioso che si rivelerebbe perdente per l?amministrazione visto
che in sede cautelare i giudici di secondo grado si sono già espressi contro la
cristallizzazione delle graduatorie, tesi, finora sostenuta strenuamente dai Sindacati
e dall?Avvocatura dello Stato». E in effetti i sindacati della scuola non
sarebbero d?accordo per un cambio in corsa delle regole decise due anni fa
dall?ex ministro Fioroni. La Uil scuola ha pubblicato una nota nella quale
spiega che il cambio della regola decisa dall?amministrazione due anni fa «ha
portato moltissimi docenti precari ad effettuare delle scelte definitive,
finalizzate ad opportunità occupazionali: oggi un diverso orientamento
dell?amministrazione, cioè l?inserimento “a pettine” anche di coloro che
dovessero chiedere il cambio di provincia, rimetterebbe in discussione le
scelte effettuate sulla base delle norme precedenti e le reali possibilità di
lavoro». «Sulla materia è in atto un contenzioso giurisdizionale ancora non
definito e la Uil, al fine di dare certezze a tutto il personale interessato,
ritiene - conclude la nota - che non debbano essere modificate le attuali
norme, sulla base delle quali i docenti precari hanno effettuato delle precise
scelte».
( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Livorno. Consegnate
le nuove pagelle. Studente indisciplinato riceve un quattro: «Mi sento
marchiato» Raffica di cinque in condotta E le iscrizioni diventano un rebus per
le famiglie LIVORNO. Primi effetti della legge Gelmini in pagella. Decine di ragazzi
che hanno ricevuto le valutazioni relative al primo trimestre e qualcuno che sta
per ricevere quelle del primo quadrimestre, hanno dovuto fare i conti con
l'insufficienza in condotta. Il voto, che fino ad ora ha avuto un significato
simbolico, da quest'anno fa media e al termine dell'anno scolastico può
essere causa di bocciatura. «Ma soprattutto in questa fase dell'anno - spiega
il preside dell'Iti e dell'Enriques - ha soprattutto funzione di deterrente».
GRASSO in Livorno I SEGUE A PAGINA 1
( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Torino
Buoni scuola, aiuti per chi ha perso il lavoro La
Regione cambia il bando. Agevolazioni dal Comune per asili nido e Tarsu MARCO
TRABUCCO DIEGO LONGHIN I bandi per il diritto allo studio e cioè per i buoni scuola pubblici e privati, sono pronti. La Regione però,
pensa che la grave crisi economica che ha colpito anche il Piemonte renda
necessari ulteriori aiuti soprattutto a chi è più in difficoltà. Così ieri
nella consueta conferenza stampa del lunedì, la presidente Mercedes Bresso ha
annunciato che quest´anno, oltre alla dichiarazione Isee, cassintegrati,
disoccupati e precari che abbiano visto modificata (in peggio) la loro
situazione di lavoro nel corso del 2008 potranno presentare
un´autocertificazione che lo attesti. E saranno favoriti
nelle graduatorie che assegneranno sia il buono scuola per chi ha figli iscritti alle scuole private che i contributi
per iscrizione, buoni libro, abbonamenti ai trasporti pubblici e così via, per
chi invece frequenta le scuole pubbliche. Bresso ha spiegato la ragione di
questo provvedimento: «La dichiarazione Isee - ha detto - tiene ovviamente
conto del reddito del 2007. Ma sono troppe le persone nella nostra
regione che magari in quell´anno avevano un reddito alto, che non consentiva di
accedere ai nostri aiuti e che invece negli ultimi dodici mesi hanno vista
modificata la loro situazione perché sono state messe in cassa integrazione o
hanno perso il lavoro. A loro vogliamo dare la possibilità di avere comunque il
contributo». Facile a dirsi, meno facile da tradurre in pratica, però. La
questione è stata delegata all´assessore all´Istruzione Gianna Pentenero che da
qualche giorno sta cercando la soluzione. Ad oggi l´ipotesi che ha la maggiore
possibilità di realizzarsi è quella di inserire un´apposita voce nel modulo per
la richiesta del contributo che verrà distribuito dalla prossima settimana in
tutte le scuole pubbliche o paritarie del Piemonte e che sarà disponibile anche
in Internet sul sito della Regione e negli Uffici relazione con il pubblico. Il
problema è legato alla possibilità di controllare (almeno a campione) i dati
che chi chiede il contributo fornirà autocertificando il suo stato: esistono
infatti forme diverse di cassa integrazione e conseguenti diverse
penalizzazioni del reddito. Così come sarà necessario trovare un modo per
verificare chi tra i precari non ha avuto il contratto rinnovato o tra i
lavoratori è stato licenziato, ma non ha diritto ad ammortizzatori sociali.
«Noi - spiegano in assessorato - stiamo cercando di trovare un elenco
aggiornato e puntuale dei cassintegrati. è la difficoltà più grande, ma è
necessario farlo per evitare abusi e truffe. Forse ce lo forniranno i sindacati
o i caaf». Analoghe facilitazioni (e cioè un possibile autocertificazione della
situazione
( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Roma Il
presidente della Provincia Nicola Zingaretti: "Non solo politiche repressive:
sono più utili investimenti per sviluppo, scuola e formazione, quelli che il
governo sta smantellando" "C´è chi spinge sulla paura per lo
straniero ma serve una svolta economica e sociale" "Un´illusione
pensare che la sicurezza si garantisca solo con più militari"
"Ridiamo ai giovani una prospettiva alla noia che produce fatti tragici
come quello di Nettuno" GIOVANNA VITALE Presidente Zingaretti, cosa sta
succedendo? Prima lo stupro di gruppo a Guidonia, poi l´agguato a un extracomunitario
a Nettuno. Nel frattempo, il centrodestra ha tappezzato Roma di manifesti
inneggianti alla "tolleranza zero", slogan che è la cifra della
politica del sindaco Alemanno in materia di sicurezza. Lei è d´accordo?
«Francamente a me non è mai piaciuto. Ha dentro di sé mille piccole ambiguità
che ognuno può interpretare come vuole. Spingendo addirittura a farsi giustizia
da sé, anche a prescindere dalla volontà di chi usa quello slogan». Sta dicendo
che alcuni episodi anti-immigrati come le bombe carta lanciate contro un paio
di negozi gestiti da stranieri e il fuoco appiccato al senzatetto indiano, sono
frutto di un clima che in qualche modo "giustifica" questi raid? «No.
C´è qualcosa di più profondo. Nei periodi di difficoltà e di crisi c´è sempre
un istintivo ritorno all´identità e al branco, alla logica dei presunti uguali
che vanno alla ricerca di un capro espiatorio, individuato inevitabilmente fra
i più deboli e le minoranze. Ecco perché soffiare sul fuoco è molto pericoloso:
può provocare reazioni inimmaginabili». Ma allora se la "tolleranza
zero" non va bene, lei cosa propone? «Io penso che i fatti di questi
giorni ci pongano una domanda che va ben oltre la teorica durezza delle
enunciazioni che implica come unico corollario la necessità di rafforzare il
controllo militare del territorio. Ci vuole una svolta sociale ed economica per
ridare ai giovani una speranza e una prospettiva alla fuga dalla noia, la
stessa che poi produce episodi tragici come quello di Nettuno». Belle parole,
ma come si fa? «Intanto convincendoci tutti che l´obbiettivo deve essere tirare
fuori le persone dalla paura, non usare la paura. Per centrare il quale c´è
bisogno di nuove politiche sociali, di maggiori investimenti per lo sviluppo,
la scuola e la formazione a beneficio dei ragazzi che abitano le nostre
sterminate periferie e vivono la loro condizione con grande insicurezza e
solitudine. Ecco perché la sola presenza repressiva non risolve nulla. Servono
luoghi di aggregazione e di integrazione, centri culturali e sportivi, che però
guarda caso questo governo sta smantellando: da sette mesi non si fa che
parlare dell´utilizzo dell´esercito, dimenticando che i tagli agli enti locali
comportano meno risorse per questa agenda di lavoro». Lei da dove pensa di
cominciare? «Intanto domani (oggi, ndr) parteciperò al consiglio comunale
straordinario di Nettuno sulla sicurezza. E venerdì sarò a Guidonia per
inaugurare il nuovo centro anti-violenza sulle donne, un progetto finanziato da
tempo dalla Provincia di Roma che ora però si carica di un significato
particolare e mostra come le istituzioni devono stare sul territorio: non solo
per reprimere ma soprattutto per prevenire, aiutare e integrare, perché di
questo c´è bisogno». Stamattina però lei, insieme ad Alemanno e Marrazzo, andrà
dal ministro Maroni per chiedere più risorse per il controllo del territorio e
le espulsioni. E si ritorna alla repressione... «è giusto chiederle. Ma anche
dire: stiamo attenti perché è un´illusione pensare che la sicurezza si
garantisca solo con i militari. Basta guardare alle grandi metropoli, ad
esempio latino-americane: lì c´è polizia pubblica e privata ovunque, ma quando
giri l´angolo c´è molta più paura e insicurezza che da noi. Significa che quel
modello non funziona. Per combattere la paura occorrono innanzitutto
investimenti sulle politiche sociali, di sviluppo e riqualificazione del
territorio. Perciò mi piacerebbe andare, oltre che al Viminale, anche dal
ministro del Welfare, Sacconi, e dell´Istruzione, Gelmini. Per dire cosa? «Di non lasciarci soli, come purtroppo sta
accadendo, a fronteggiare il rischio di una nuova marginalità giovanile che
questa devastante crisi economica sta creando. è stata proprio Repubblica a
denunciare la difficoltà di pagare gli insegnanti di sostegno per il recupero
scolastico: un´emergenza che rischia di far alzare la dispersione tra i banchi
e di aggravare i problemi. Credo sia arrivato il momento di metterci
tutti intorno a un tavolo per riformulare insieme l´ordine delle priorità in
materia di sicurezza». SEGUE A PAGINA VI
( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Roma
"A Roma è emergenza violenza" E oggi vertice sulla sicurezza Il
presidente del Senato Schifani: "Pericolosa escalation" Marrazzo:
"Basta con gli sceriffi, è ora di parlare di integrazione e di
inclusione" CARLO ALBERTO BUCCI LAURA SERLONI L´allarme sicurezza risuona
oggi in tutta Roma. Dove la violenza ha raggiunto «un escalation tale che non
va sottovalutata», ha detto ieri il presidente del Senato Schifani. L´allarme
parte da Guidonia, con la lettera dei genitori della ragazza stuprata (il 22
gennaio da sei romeni) che scrivono al capo dello Stato per implorarlo: «Non
lasciateci soli». Tocca Nettuno, con il cittadino indiano che lotta con la
morte dopo che tre giovani del posto sabato gli hanno dato fuoco alla stazione.
E raggiunge il Quirinale e il Viminale dove oggi gli enti locali chiederanno al
governo soldi per finanziare il "Patto per la sicurezza" siglato a
luglio. L´allarme incrocia il problema dei nomadi (argomento del summit
odierno, dove Alemanno arriva con l´intenzione di avere «entro il 2009 solo
campi rom autorizzati» e chiedendo che l´emergenza sicurezza sia «affrontata
senza paraocchi ideologici») con la piaga dei raid xenofobi e con il dramma
della violenza sessuale perpetrata sulle donne dal branco e dai singoli,
stranieri e italiani (come il panettiere di Fiumicino, stupratore nella notte
di Capodanno alla Fiera di Roma e ora ai domiciliari). Ma il rimedio non è solo
nella repressione. «Basta con gli sceriffi, è ora di parlare di integrazione e
inclusione», ha dichiarato ieri il presidente della Regione Piero Marrazzo.
Oggi sosterrà questa tesi dinanzi al ministro Roberto Maroni, al sindaco
Alemanno e al presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che arriva al
Viminale con idee analoghe: «Vado da Maroni a chiedere i fondi per pagare i biglietti
per le espulsioni dei rom illegali, perché è giusto dare seguito a un impegno
che condivido. Ma dovremmo anche andare dal presidente del
Consiglio Berlusconi e dai ministri Sacconi e Gelmini per chiedere massicci investimenti per la formazione». L´esercito
in strada non piace a Zingaretti: «Continuiamo a mettere militari ovunque»,
invece «uno Stato che si rispetti deve mettere in campo interventi sulla
scuola, sull´educazione, sulle politiche sociali. Tutto l´opposto di
quello che si sta facendo». Nella lettera giunta ieri al presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, i genitori della giovane stuprata a Guidonia, e
quelli del suo ragazzo pestato e rinchiuso nel bagagliaio dell´auto, scrivono
innanzitutto: «Vogliamo giustizia e non vorremmo essere abbandonati, da soli,
con il nostro dolore. è un grande il dolore che ci accompagna da quel maledetto
giovedì notte in cui i nostri cuori sono stati spezzati così come la vita dei
nostri figli». E più avanti: «Vogliamo che le istituzioni prendano provvedimenti
affinché ciò che è accaduto non succeda più. Vogliamo che il legislatore cambi
le leggi perché questi reati vengano puniti più severamente. Vogliamo che chi
ha sbagliato abbia una pena esemplare, non vogliamo essere abbandonati». Ha
risposto loro, indirettamente, il presidente del Senato, Renato Schifani, che,
visitando ieri al Sant´Eugenio l´indiano aggredito a Nettuno, si è augurato che
«discutendo il pacchetto sicurezza si possa aprire un dibattito sul fenomeno
del branco» contro il quale «servono sanzioni deterrenti». Perché bisogna dire
«basta con benefici di legge verso chi si macchia di reati che offendono la
cultura di accoglienza e solidarietà del nostro Paese».
( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Lucca
Pagelle, niente
( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Milano
"Maestra unica alle materne" Sindacati sul piede di guerra ZITA DAZZI
Non più due, ma una sola maestra per classe nelle scuole materne. La denuncia è
dei sindacati. Anche se sulla riorganizzazione del personale negli asili non
c´è ancora niente di ufficiale, loro sono già sul piede di guerra. Per venerdì
mattina è stata convocata un´assemblea generale delle educatrici in servizio
nelle 170 materne comunali, frequentate da 23mila bambini da
( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Pisa
Pubblicazioni record alla facoltà di medicina 750 nel biennio 2006-2007
realizzate da 322 tra docenti e ricercatori PISA. La facoltà di medicina e
chirurgia dell'ateneo pisano, anticipando le normative, per altro ancora non
definite, in tema di comunicazione sulle attività di ricerca, ha realizzato e
messo a disposizione di chiunque ne faccia richiesta, una pubblicazione che
raccoglie tutti i dati relativi all'attività scientifica e di ricerca, svolta
nel corso del biennio 2006-2007. Un lavoro meticoloso, voluto dal preside,
professor Luigi Murri, quale efficace risposta a coloro, che a vario titolo
accusano le università italiane di bassa produttività e competitività. Nella
pubblicazione, sono riportati con estrema chiarezza i dati essenziali relativi
alle 750 pubblicazioni (660 delle quali censite con metodiche internazionali)
realizzate dai 322 tra docenti e ricercatori in forza alla storica facoltà.
«Questa nostra iniziativa, prima e a oggi unica in Italia - dice il professor
Murri - parte da lontano. Abbiamo confrontato le recenti risultanze con i dati
relativi al quadriennio 2000-2003 riportati in una precedente ricerca
effettuata in collaborazione con l'Università di Leiden (Olanda) attraverso il
Center for Science and Tecnology Studies». «Oltre alla valutazione
bibliometrica - aggiunge Murri - un altro indicatore della qualità di questa
ricerca è la capacità di ottenere finanziamenti nazionali ed internazionali. è
sembrato quindi opportuno includere sia il numero dei progetti di interesse
nazionale che hanno usufruito dei finanziamenti ministeriali che l'elenco di
quelli finanziati dalla Comunità Europea». Ma il parametro bibliometrico -
quale misura della ricerca scientifica - è un misuratore condiviso? «Gli
indicatori bibliometrici più utilizzati dalla comunità scientifica mondiale
sono essenzialmente due. Il primo, più usato per la sua relativa semplicità,
riguarda il numero di lavori pubblicati su riviste internazionali in lingua
inglese ed è il "Fattore di Impatto" (Impact Factor). Esso si basa
sul fatto che ogni rivista sottopone i lavori che le vengono inviati ad alcuni
revisori che hanno una particolare competenza in quel campo; questi ultimi
daranno un giudizio di qualità, da cui dipenderà se l'articolo verrà pubblicato
o no su quella rivista. E quanto più prestigiosa è la rivista, tanto più il suo
valore, espresso in numeri, aumenta; quindi i ricercatori più capaci
competeranno per far accettare i loro studi sulle riviste più prestigiose.
Necessario però tener conto della qualità della ricerca, in termini di ricaduta
sull'avanzamento delle conoscenze, e questa viene fatta con un sistema più
complesso che guarda al numero delle citazioni delle pubblicazioni "Indice
di Citazione (Citation Index). E cioè quanti più studiosi hanno citato un
determinato lavoro, quante più volte verrà riportato da altri studiosi tanto
più elevato sarà il valore di quella pubblicazione». La realtà universitaria
italiana è accusata di bassa produttività e competitività: come misurare questi
aspetti in una facoltà medica moderna? «In Italia l'introduzione di metodi di
valutazione è stata tardiva, ma è tempo che siano utilizzati ampiamente, in
quanto necessari per valutare in modo trasparente l'attività e la capacità dei
propri ricercatori. Solo una volta, alcuni anni fa allorché era ministro la
Moratti, fu effettuata da parte del ministero dell'Università una valutazione
su tutto il territorio nazionale e la facoltà di medicina di Pisa risultò
seconda considerando i grandi Atenei Italiani. Da allora non è successo più
nulla, a parte generiche affermazioni sull'importanza della ricerca, riportate
dai media. Infatti, con il successivo ministro Mussi vi fu un assordante
silenzio; con il nuovo ministro Gelmini vi è stato invece un eccessivo parlare di una Università formata
da professori incapaci, ma ancora di nuovo vi è una completa assenza di dati
sulla ricerca in Italia». Nell'avanzamento di carriera dei docenti che ruolo ha
questo indicatore di impegno nella ricerca? «Ho osservato, nel corso
degli anni, un progressivo incremento nel numero di pubblicazioni che potrebbe
essere messo almeno in parte in rapporto ad uno spirito di emulazione tra i
ricercatori che hanno ottenuto un metodo per mettere in risalto la loro
capacità. L'uso di questi indicatori ha però un valore se la comunità
scientifica darà a essi, nei concorsi, un giusto valore per la progressione di
carriera. Vorrei però sottolineare come l'attività di un professore
universitario non si limiti alla ricerca, ma richieda molto tempo per la
didattica, e per i professori di medicina vi è l'ulteriore aggravio
dell'obbligo assistenziale». è soddisfatto di questa iniziativa? «Certamente.
Vorrei però precisare che i dati ottenuti non servono per fare una classifica
tra buoni e cattivi, ma rappresentano un metro che permette di stimolare da un
lato i gruppi di eccellenza e dall'altro di porre l'attenzione sui settori di
scarsa produttività per comprenderne i motivi e trovare modi per
rivitalizzarli». Doady Giugliano
( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Pisa Un
volume sulla protesta degli studenti PISA. Domani alle 18 presso Palazzo
Matteucci (Piazza Torricelli, angolo Piazza Dante) verrà presentato il libro
"Onda su onda" (BFS edizioni) curato da un gruppo di studentesse di
Pisa che raccoglie i principali documenti dei diversi atenei e realtà nazionali
relativi alla protesta studentesca e dei precari dell'autunno scorso. Alla
presentazione organizzata da "Università 2.0", oltre alle curatrici
saranno presenti i ricercatori Alessandro Breccia, Giuseppe Marcocci e Stefano
Bolelli. La radice della protesta affonda nell'opposizione alla "Riforma Gelmini" e alla legge 133 di Tremonti, contestazione che ben presto
si è allargata a tutti gli aspetti del sistema pubblico educativo italiano,
«che in questi ultimi decenni - scrive la Biblioteca Serantini - è stato
penalizzato da politiche insensate e contraddittorie fino alle ultime scelte
del governo Berlusconi, che vuole fortemente ridurre il ruolo del
sistema pubblico a favore di quello privato». La protesta studentesca e dei
precari «ha saputo mettere in luce un altro aspetto tanto importante, quanto
dimenticato quello dell'inscindibile legame tra istruzione e società. Parlare
di un'autoriforma dal basso nelle università, quindi, significa ridisegnare
un'altra università, a partire dai progetti emersi durante le assemblee e i
tavoli di lavoro; significa, in ultima istanza, ridisegnare un pezzo di società
in cui a prevalere non siano le logiche clientelari o di mercato, (il cui
modello economico neoliberista di riferimento è in crisi), ma i principi di
partecipazione diretta a favore del coinvolgimento di ogni soggetto».
( da "Stampa, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
COMUNE. PROGETTO Bioglio
Trivero, un polo scolastico nel complesso Cerino Zegna Ora lo stabile ospita la
materna Il prossimo passo sarà l'elementare Nuovi iscritti all'asilo
[FIRMA]MATTEO PRIA TRIVERO Il Cerino Zegna tornerà ad avere quel ruolo centrale
che già rivestiva in passato. «L'obiettivo - spiega il sindaco Massimo Biasetti
- è di trasferire nello stabile le elementari che ora sono ospitate nella
struttura delle medie. Il progetto preliminare c'è già, ora cerchiamo i fondi».
Da anno e mezzo, a conclusione di lavori durati oltre dieci anni, sono ospitati
nello storico edificio i bambini della scuola materna che prima erano a Matrice
e Bulliana: l'intenzione è di proseguire nei trasferimenti, facendo del Cerino
Zegna un vero e proprio polo scolastico. L'amministrazione comunale vuole
infatti sfruttare al meglio la struttura: «La cucina è in grado di servire 300
pasti - spiega l'assessore Gianluca Bassetto - e concentrare lì la preparazione
potrebbe essere una soluzione per risparmiare sui costi». E restando in tema di
risparmi non sono escluse razionalizzazioni degli istituti scolastici, come ha
sottolineato la giunta nella pubblicazione «Trivero In-forma». Chiarisce
l'assessore Bassetto: «Alla luce del continuo calo delle nascite in futuro si
dovrà intervenire in questa direzione. Comunque tutto dipenderà dall'andamento
demografico del paese, dal livello delle nascite e dalle decisioni che saranno
prese dal Governo». Il riferimento alla razionalizzazione scolastica fa
discutere i due gruppi di opposizione. «La scuola non va vista come un costo -
spiega Piero Casula, di Progetto per Trivero -. In paese abbiamo una situazione
ottimale con classi da
( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
di Manolo Morandini
La severità non abita qui solo due i
( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Prato Al
Datini arrivano i primi
( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Bologna
L´innovazione Lavagna magica al Sant´Orsola per seguire le lezioni a scuola
LUIGI SPEZIA Una lavagna magica che fa interagire i bambini ricoverati per
lunghi periodi al Sant´Orsola con la scuola. E´ un sistema didattico
innovativo, il primo del genere in Europa, realizzato da un ingegnere del Cnr
di Bologna e finanziato da Telecom, che coinvolge le sezioni prima, seconda e
terza C delle scuole medie Irnerio, dove la vicepreside, la professoressa Anna
Testoni, segue anche la sezione distaccata al Policlinico. Le tre classi sono
collegate con due reparti del Sant´Orsola: l´Oncoematologia pediatrica del
professor Andrea Pession e la Cardiochirurgia pediatrica, dove lavorano i
professori Gaetano Gargiulo e Fernando Maria Picchio. Per inaugurare la novità
ancora in via sperimentale, al Sant´Orsola è atteso il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini. E´ un sistema semplice, ma mai realizzato prima. Nelle aule
delle Irnerio ci sono tre maxi-lavagne bianche collegate ad computer e webcam.
Nei due reparti del Sant´Orsola, soprattutto a Oncoematologia, ce ne sono
diverse e così per i bambini che vengono ricoverati a lungo, a causa di un
trapianto di cuore oppure perché malati di leucemia, è come essere in
aula, anche se non è quella di provenienza. I bambini di varie età possono
vedere una delle tre aule delle Irnerio con la webcam e possono seguire le
lezioni stando a letto e a distanza. Possono interagire: quello che scrivono
sul loro computer viene trascritto sulla lavagna in aula, cosicché i loro
compiti, le loro risposte possono essere letti da alunni e professori. Ma
possono essere svolte anche lezioni personalizzate, accordandosi sull´orario.
La lavagna, un vero maxischermo, può essere usata anche per vedere Internet o
una serie di canali tv anche di intrattenimento. C´è anche modo di mettersi in
contatto con i propri fratelli a casa: con una chiavetta consegnata ai genitori
in visita all´ospedale.
( da "Repubblica, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna
L´assemblea al Baraccano Delbono e il sogno digitale "Internet gratis in
tutte le scuole" L´ACCESSO gratuito a Internet in tutte le scuole
bolognesi, dalle materne alle superiori. E´ la proposta di Flavio Delbono al
confronto sulla scuola organizzato ieri al Baraccano dal Pd. Con le senatrici
Albertina Soliani, Mariangela Bastico e Andrea De Maria. Delbono tace sullo
scontro tra il segretario del Pd e la presidente della provincia, interviene
sulla scuola partendo da «una proposta semplice, ma segno di quello che per noi
è coesione sociale», difende il tempo pieno, promettendo che «genitori e
insegnanti non saranno mai soli». L´affondo viene dalla platea, dalle mamme
della protesta a difesa del tempo pieno, dai padri. «Siamo distrutti, da soli,
dal basso verso l´alto combattiamo da mesi - dice Simona Blosi, voce dell´assemblea
delle scuole - non veniteci a dire cosa non va perché lo sappiamo benissimo, da
anni paghiamo anche la carta igienica, abbiamo i figli divisi nelle classi
quando non c´è il supplente. Troverete il sostegno di tutti se al vostro
livello combatterete per dare risorse alla scuola, per
fermare i tagli e abrogare le riforme Moratti e Gelmini». Giorgio Tassinari, genitore, ricorda «che forse un sindaco
alle nostre manifestazioni ci sarebbe piaciuto vederlo». «E´ questo il punto»,
sottolinea anche Sandra Soster, Cgil, invitando a una battaglia comune e
«forte». Al candidato della sinistra raccogliere. Delbono promette, «mai
più soli»: «Se io non avessi avuto una buona scuola pubblica oggi non sarei
qui, ma a fare il vigile urbano o il fabbro in un piccolo comune del
mantovano». (il. ve.)
( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Mancanza di
fondigruppi sportivi in crisi allarme all'itis SONO RIPRESI solo ieri, dopo lo
stop del mese di gennaio, i gruppi sportivi pomeridiani delle scuole medie
inferiori e superiori. A confermarlo è Giancarlo Bossolino, docente di
educazione fisica all'Itis Ferraris di Savona. "Ad eccezione di casi come
i geometri, che hanno portato avanti in gennaio l'attività grazie al fondo di
istituto, nelle altre scuole si è fermato tutto a dicembre - dice Bossolino -
Tutto questo è stato una conseguenza di una circolare del Ministero
dell'istruzione del 26 settembre 2008, che stanziava i fondi solo fino alla
fine dell'anno". E non sono mancati i problemi nella programmazione
sportiva degli istituti. "Danneggiando anche gruppi come quello di bowling
e calcio a 11 dell'Itis, che può vantare il titolo italiano da quattro anni per
il bowling e ammesso al campionato del mondo ad Antalya in Turchia, dal 5 al 13
aprile 2009, per il calcio - prosegue Bossolino - Questa interruzione è stata
un allarme anche perchè sembrava che il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ripristinasse l'articolo 304 del 1945, nel quale si affermava
che il voto di educazione fisica non rientrava nella media generale di
valutazione. Ora mi sono messo in contatto con Flavio Cucco, presidente
nazionale di una delle associazioni che difende il valore dell'educazione
fisica e dei propri insegnanti, per dare voce ai docenti savonesi.
Contiamo di unirci anche noi per chiedere la definitiva abrogazione
dell'articolo 304, tuttora vigente". D'altronde l'educazione fisica è
troppo importante per i giovani. "Ci troviamo a dover difendere la dignità
dell'educazione fisica da un ennesimo attacco e a dover spiegare perchè la
nostra materia è fondamentale nel percorso formativo degli studenti - conclude
Giancarlo Bossolino - Le attività motorie proposte nelle lezioni di educazione
fisica, sono necessarie per prevenire scadimenti corporei e mentali".
Mario Schenone 03/02/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
«È un errore
cancellare le gite» gli studenti del liceo classico "bocciano" gli
insegnanti E allo scientifico alcune classi aggirano il divieto organizzando in
proprio i viaggi culturali Savona. «È l'unico momento di svago che abbiamo. Non
è questo il modo di agire. Gli insegnanti che danno hanno? I viaggi ce li
paghiamo noi, le nostre famiglie, non loro». Michela Gabellini è solo una delle
tante espressioni dello scontento esploso al liceo classico
"Chiabrera", dopo che agli studenti è stato comunicato che quest'anno
sono state soppresse le gite scolastiche per decisione del Collegio docenti.
Una forma di protesta che gli insegnanti (così come hanno fatto i colleghi
dello scientifico) intendono attuare contro la riforma Gelmini.
«Non è una decisione giusta nei nostri confronti, soprattutto di chi, come noi,
è impegnato negli scambi culturali» lamenta Carola Pescio Canale,
rappresentante del Consiglio di istituto, studentessa della IV G del liceo
classico linguistico. «Disapproviamo la decisione, anche se non ci riguarda
direttamente - continuano due compagne di classe, Giulia Gallo e Giulia
Debenedetti -. Lo scorso autunno siamo stati una settimana a Salamanca, in Spagna,
ma si è trattato di un soggiorno di studio. Per il nostro corso abbiamo bisogno
di viaggiare, di andare all'estero». Il preside del liceo classico, Guglielmo
Marchisio, allarga le braccia: «Si tratta di un provvedimento del Collegio
docenti, libero di agire autonomamente - spiega - che blocca solo le gite di
divertimento di oltre un giorno. Ma ci saranno altri viaggi legati alle
attività didattiche. Gli studenti vanno spesso al cinema e al teatro. La
decisione non riguarda gli studenti dell'ultimo anno, che ad ottobre sono
andati in Tunisia. Sono stati inoltre mantenuti i due soggiorni da una
settimana ciascuno a Canterbury e a Berlino per gli studenti del liceo
linguistico. I ragazzi avranno l'occasione di rifarsi negli anni successivi e
poi, considerato che c'è crisi, l'annullamento dei viaggi consente alle
famiglie di risparmiare». Ma gli insegnanti hanno un'indennità di viaggio?
«Solo chi va all'estero, per chi invece si reca in Italia non esiste più dalla
finanziaria di Padoa Schioppa». Ma le motivazioni del preside non placano gli
studenti. «È sbagliato» tuona Matteo Demi. «Siamo molto dispiaciuti per questa
decisione - dice Federico Di Mola, della I F -. Per noi la gita rappresenta
un'occasione di divertimento». Il compagno di classe Valerio Bozano spiega come
il congelamento delle gite scolastiche abbia spinto alcuni studenti del liceo
scientifico ad organizzare autonomamente viaggi di un giorno "fai da
te" in musei o centri culturali. Per placare l'ira degli studenti il
preside sottolinea comunque che il congelamento delle gite («una forma di
protesta che rischia di cadere nel vuoto») non è una decisione irreversibile.
La speranza è quindi quella che anche al liceo classico gli insegnanti facciano
dietro-front, così com'è successo al liceo "Grassi". «Quando c'era
ancora poca chiarezza sulla riforma Gelmini il
Collegio docenti aveva deciso di bloccare le gite scolastiche - spiega la
preside Gabriella Rosso -. Alla luce di alcuni chiarimenti e modifiche del
ministero e su esplicita richiesta degli studenti, il provvedimento è stato
rivisto. Non ho voluto influenzare le decisioni degli insegnanti. Nel mio ruolo
rappresento lo Stato, così ho voluto tirarmi fuori». Il congelamento delle gite
non è una forma di protesta che piace al preside dell'istituto
"Mazzini-Pancaldo-Martini", Alfonso Gargano. «In alcuni casi la gita
è legata agli sbocchi professionali, alla programmazione - dichiara -. Perché
penalizzare gli studenti? I nostri Collegi docenti non hanno preso alcuna
decisione del genere. Senza criticare chi ha congelato le gite, credo però che
esistano forme di protesta più incisive, altri modi per farsi sentire che non
penalizzino l'offerta formativa. Ho saputo anche che, altrove, per protestare contro la Gelmini, gli insegnanti hanno deciso di abolire i libri di testo. Mi
sembra un'altra assurdità». Stefania Mordeglia mordeglia@ilsecoloxix.it
03/02/2009 ' 03/02/2009 una soluzionecontro la crisiÈ la protesta contro la
riforma Gelmini. Ma i
giovani hanno altre possibilità di svago guglielmo marchisiopreside del liceo
classico 03/02/2009
( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Livorno
Raffica di cinque in condotta nelle pagelle Ma il
preside tranquillizza: è solo un deterrente per gli indisciplinati LIVORNO.
Cinque, ma anche quattro in condotta. Che, al
contrario di quanto accadeva prima, ora fanno media. Le
prime pagelle dell'era Gelmini hanno colpito. Sono qualche decina i ragazzi delle scuole
superiori della città che si sono trovati quella brutta insufficienza tra le
valutazioni di fine trimestre, mentre alle medie il fenomeno è molto più
limitato, pochissimi casi e scelte molto sofferte. E non è finita qui
perché ora sono in arrivo, per gli istituti che applicano questo genere di
scansione, le pagelle del primo quadrimestre e le insufficienze in condotta degli studenti livornesi potrebbero aumentare.
«Certo, quando abbiamo ritenuto che ci fossero le condizioni - dice il
professor Roberto Gallinari, preside del liceo Enriques e dell'Iti, dove le
pagelle sono state già consegnate perché si lavora su trimestre e pentamestre -
abbiamo assegnato l'insufficienza in condotta. Non
sono molti casi, ma ci sono. Peché in certe situazioni è un segnale che è
giusto dare, soprattutto in tempi come questi, con tanti giovani che riempiono
i vuoti con atteggiamenti negativi, anche lesivi dei diritti altrui. Un
segnale, un deterrente. Perché capiscano che la scuola va vissuta con senso di
responsabilità e civiltà. Da qui alla fine dell'anno c'è tutto il tempo per
cambiare atteggiamento e "riparare" quel voto...».
Da qui alla fine dell'anno c'è anche un po' di confusione, perché un nuovo
decreto della Gelmini, pubblicato appena una
quindicina di giorni fa (e gli scrutini del trimestre erano già conclusi) fissa
delle condizioni particolari per quel
( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Livorno
«Con quel quattro mi sento marchiato» CRISTIANA GRASSO LIVORNO. Quattro,
scritto in corsivo, sette lettere che ti arrivano in mezzo agli occhi come un
pugno e quasi non ci credi. Invece è quello il voto,
quattro in condotta, e F. che ha 16 anni, terza liceo
scientifico, ci piange. Ma come, un tipo come te, «irrispettoso e provocatorio
nei confronti degli insegnanti» ma anche «strafottente e irritante durante le
lezioni» ci piange... E non se l'aspettava. «No, il quattro non me l'aspettavo.
magari un sei, che era già un brutto voto. Potevo
pensare al cinque che poi allo scrutinio finale avrei recuperato. Però quel
quattro, non mi va giù». Ha uno sguardo dolce F., look da teen ager, i jeans
costosi e alla moda, l'aria un po' guappa di chi crede di conoscere già il
mondo. Ma il suo mondo per ora è un piccolo mondo: genitori per bene, qualche
storiella con l'altro sesso, l'amore per gli animali, un'identità che a questa
età sembra un miraggio. Tutto qui. «Non ho mai picchiato nessuno, non ho
commesso gesti di bullismo, niente di niente. Solo questa storia del
comportamento irrispettoso. Ora quel quattro mi pesa come un macigno, mi bolla,
mi fa sentire criminale. Però anche i miei compagni l'hanno detto, quel quattro
non lo meritavo. E certamente dipende anche dal fatto che ho brutti voti anche
in parecchie materie, perché a uno bravo che ne combina di tutti i colori ci
pensano mille volte prima di dare un votaccio in condotta».
Del resto in classe di F. e anche nelle altre classi di molte scuole superiori
della città, dell'Enriques e dell'Iti, se non di quattro di cinque ne sono
fioccati parecchi. Non tantissimi, ma quanto basta per creare il caso. Un caso
che probabilmente non si ripeterà, a meno che il ministro
alla pubblica istruzione Gelmini non cambi nuovamente le carte in tavola. Perché chi ha già
ricevuto la pagella, e
quindi l'eventuale insufficienza in condotta, ha avuto sfortuna: non ha infatti "beneficiato" degli
effetti dell'ultimo decreto Gelimini di metà gennaio che stabilisce condizioni
molto particolari per poter affibbiare quel cinque in condotta (o voti inferiori), tipo una sospensione di almeno 15
giorni decisa dal consiglio d'istiututo. Come dire che già nelle pagelle che
verranno consegnate a febbraio per quelli che lavorano "a
quadrimestre" di insuficienze in condotta ce ne
saranno molte meno. Però non è neanche detto che il ministro non faccia un
nuovo dietrofront e elimini tutti quei paletti che ora limitano l'uso del
fatidico cinque. «Per carità - ammette F. - in certi casi è giusto far capire
che si è esagerato, c'è chi picchia, di distrugge i banchi, chi fa cose davvero
brutte. E allora un brutto voto in condotta è
necessario, lo accetterei anch'io». Del resto di "cose brutte", un
mix tra goliardia scadente e prepotenze di periferia, ne accadono parecchie
nella nostre scuole. Non sempre, non dappertutto: ma la colla sulla sedia del
prof. più mansueto, il filmino alla prof che accavalla le gambe, i piccoli
vandalismi e le micro-violenze nei confronti dei più deboli, sono gli
ingredienti di troppe mattinate tra i banchi livornesi. Riuscirà la paura di
quel votaccio in condotta che fa media e potrebbe
compromettere la promozione ad arginare questi fenomeni di bullismo da due
soldi?
( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Livorno
L'iscrizione diventa un rebus La nuova legge cambia tutto, genitori
disorientati LIVORNO. «Occhio genitori. Il terremoto Gelmini non colpirà solo i bimbi che si
iscrivono in prima elementare». Il nuovo attacco alla legge della ministra
dell'istruzione parte da un gruppo di genitori del Circolo didattico della
Rosa. Obiettivo? Aprire gli occhi ai genitori. «Lo sapete - dicevano nei giorni
scorsi dietro a un banchetto organizzato fuori dalle Lambruschini - che
chi andrà in seconda, terza, quarta o quinta nel 2009/2010 non avrà più il gruppo
di insegnanti che ha avuto finora?» Non solo: «Il contenuto delle ore garantite
sarà completamente diverso. Addio qualità: scordatevi le gite al museo,
laboratori, teatro e le ore per recuperare chi è rimasto indietro». E
aggiungono: «Molti genitori cascano dalle nuvole, il governo fa di tutto per
non informare». Boom di firme. è tempo di iscrizioni (scadono il 28 febbraio):
nel mirino dei genitori c'è proprio l'ultima circolare del governo che
«contrariamente a quanto finora sbandierato, stravolgerà anche la scuola di chi
c'è già dentro». Alla Rosa sono in prima fila nel raccogliere firme (già a
quota 300) per i moduli in cui chiedere simbolicamente ai dirigenti scolastici
«la conferma del modello scolastico prescelto a suo tempo». Cambia tutto. Per tutti.
Ma la Gelmini non ha assicurato che per i bimbi delle
classi successive alla prima tutto rimarrà uguale? «La facciata sì - sbotta
Tiziano Rosselli, prof alle medie Michelangelo e un figlio in prima alle
elementari Cattaneo - Di fatto le ore garantite saranno le stesse scelte a suo
tempo dalle famiglie (30 per il modulo, 40 per il tempo pieno) quello che
cambia è la qualità di ciò che c'è dentro». Vale a dire? «La circolare del
ministero del 15 gennaio - dice Rosselli - parla chiaro: vengono abolite per tutti
e da subito le compresenze. Si stravolge cioè tutto il modello organizzativo e
didattico conosciuto finora». Ciao compresenze, ciao qualità. Ma che vuol dire
se vengono abolite le compresenze? Letizia Tinghi, mamma di un bimbo alla
Cattaneo spiega: «Che sparirà il modulo e il tempo pieno diventa un doposcuola
vecchio stile». «In quello che fino ad ora era il sistema a modulo (30 ore) -
dice Tinghi - il tempo scuola non sarà più gestito da maestre contitolari (2
ogni 3 classi) ma da un solo insegnante tuttologo, e poi da altri via via
aggiunti secondo le dotazioni di organico della scuola. Un sistema spezzatino
solo per coprire l'orario: senza alcun intento pedagogico». Sta qui lo tsunami
sul modello di scuola attuale: «Così i bimbi che avevano cominciato il
quinquennio in un modo dovranno dire addio, già da settembre 2009, alle ore di
contemporanea presenza dei maestri. Proprio quelle ore finora utilizzate per
arricchire l'offerta formativa: compresi i preziosi momenti utilizzati per
percorsi di integrazione e recupero». Addio maestre mie. I genitori puntano il
dito anche sul fatto che i loro figli potrebbero vedersi cambiare i maestri
avuti fino ad oggi. «Con i tagli di organico annunciati è impossibile che tutto
rimanga come prima» avverte Eleonora Paltrinieri, un bimbo alle Corridi. «è un
effetto domino. Basta che uno dei tanti precari non venga riconfermato (e i
rischi sono da subito concreti) e il castello del team di docenti cade.
Travolgendo con l'orario-spezzatino anche i punti di riferimento dei bimbi che
dovranno abituarsi a vedere (tante) facce nuove dietro la cattedra». Gianluca
Della Maggiore
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: SYSTEM data: 2009-02-03 - pag: 26 autore: Istruzione. Una circolare
del ministero fa il punto sulle risorse a disposizione Scuola, fondi in arrivo
per i corsi di recupero Stanziati 55 milioni di finanziamenti aggiuntivi
Francesca Barbieri Cristiano Dell'Oste Arrivano 55 milioni di euro di risorse
aggiuntive per i corsi di recupero nelle scuole superiori. La notizia era
nell'aria da qualche giorno (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) e ora il Miur
l'ha messa nero su bianco con la circolare 12/2009. I fondi erano attesi con
ansia dai presidi di molti istituti superiori, che proprio in questi giorni
stanno ultimando gli scrutini al termine del primo quadrimestre e che a partire
dalla prossima settimana daranno il via alle lezioni pomeridiane di recupero.
Senza contare gli istituti che dividono l'anno in trimestri, nei quali i
recuperi sono già iniziati da qualche tempo. Il problema principale dei
dirigenti scolastici era l'incertezza sull'entità delle risorse disponibili. I
presidi sapevano di poter contare sul fondo d'istituto – che però serve a
finanziare anche gli altri progetti didattici, dal teatro alle lingue, fino
allo sport – ma non sapevano se e quanti stanziamenti aggiuntivi sarebbero
arrivati dal ministero. La conseguenza era una sorta di programmazione "al
buio", con le scuole costrette ad avviare i corsi di metà anno senza
sapere se avrebbero avuto i soldi per pagare quelli di fine anno. Anche perché
i costi sono rigidi: il contratto collettivo di lavoro prevede che gli
insegnanti siano pagati 50 euro lordi per ogni ora di lezione. E la scuola, se
vuole risparmiare, può agire solo sulla durata del corso, le modalità del
recupero e il numero minimo di partecipanti, secondo i «modelli didattici della
flessibilità » richiamati anche nella circolare ministeriale. Un anno fa, alla
fine del primo quadrimestre, due milioni di studenti avevano collezionato otto
milioni di insufficienze. Una mole di brutti voti che aveva indotto l'allora ministroGiuseppe
Fioroni a mettere in campo un doppio intervento: 30 milioni previsti dalla
Finanziaria 2008 e 28 milioni derivanti dalla legge 222/ 07 sull'assolvimento
dell'obbligo scolastico. I 55 milioni stanziati ieri dal
ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini non sembrano molto lontani dai livelli dell'anno scorso, ma i
sindacati hanno già definito l'importo insufficiente. Molto dipenderà,
comunque, dall'entità dei "debiti" formativi da recuperare quest'anno
e dai margini di utilizzo del fondo d'istituto rimasti alle singole scuole.
Al di làdell'entità delle risorse, comunque, i fondi aggiuntivi consentiranno
alle scuole maggiori opzioni nella scelta degli insegnanti. «Gli istituti
potranno programmare le attività in modo più flessibile – commenta Massimo Di
Menna, segretario generale della Uil scuola – e soprattutto potranno ricorrere
in caso di necessità anche a insegnanti esterni, precari in graduatoria o
docenti con l'abilitazione». francesca.barbieri@ilsole24ore.com
cristiano.delloste@ilsole24ore.com www.ilsole24ore.com/norme La circolare
dell'Istruzione
( da "Corriere della Sera" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-02-03 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Progetto scuola Laura Marsilio: «Tetto di cinque stranieri a
classe» Un «piccolo gruppo» di alunni stranieri in ogni classe. Quanti? I
numeri non sono ancora precisi o stabiliti ma l'assessore capitolino alla
Scuola Laura Marsilio ritiene che «in una classe materna di venti alunni,
cinque bambini stranieri al massimo potrebbero essere un numero giusto». Ove
per stranieri si intende «non cittadini italiani». E così dopo aver «apprezzato
la decisione del sindaco di Vicenza di "armonizzare" i bambini
immigrati nelle classi», Laura Marsilio ha convocato per oggi una riunione con
il dirigente scolastico regionale Raffaele Sanzo e con la dirigente scolastica
dell'istituto Carlo Pisacane, oltre quelli delle scuole del «medesimo bacino di
utenza», ovvero delle vicinanze, e il presidente del municipio. Si inizia dalla
Carlo Pisacane, un istituto dove è prevalente la presenza di bambini del Bangladesh:
«In questo modo - spiega Laura Marsilio - si sono favorite le
"classi-ghetto" e non si fa integrazione». Da parte sua il dirigente
Raffaele Sanzo afferma che «la disponibilità delle scuole c'è sempre stata. Il
problema - aggiunge - è che per poter spostare gli alunni da una scuola
all'altra serve la disponibilità delle famiglie». L'assessore capitolino alla
scuola confida nella possibilità di una «rete» con le materne ed elementari
delle vicinanze e nell'accordo con i consiglieri aggiunti che «hanno
sottoscritto così dice - il protocollo di intesa sulle linee guida
dell'integrazione». «Comunque - afferma Laura Marsilio - ci
dobbiamo attenere alla circolare del ministro Gelmini che anche Sanzo conosce. Non è una limitazione delle libertà, ma
un modo per gestire un fenomeno che è diventato fuori controllo. Ci sono
famiglie italiane che non ne possono più. Va favorita una più equa
distribuzione degli alunni». La decisione è comunque destinata a suscitare
polemiche. Nonostante si preveda anche la «presenza di mediatori
culturali nelle scuole». L. Gar.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
"Il diario blogdi
una scuoladel West" siti e miti Gli studenti dell'istituto professionale
Odero di Genova ci raccontano le loro prove di giornalismo 03/02/2009 ODERO
NEWS (http://oderonews.wordpress.com) compie un anno e comincia ad andare in
giro per il mondo. Il "diario-blog della più famosa scuola del West",
come recita senza modestia il suo sottotitolo, è il giornalino studentesco
dell'istituto Odero, scuola superiore professionale di Genova Sestri Ponente.
Nato in via sperimentale l'anno scorso grazie alla volontà del preside e alla
presenza di una giornalista-insegnante, ha ripreso gli aggiornamenti a ottobre.
La redazione si vede una volta alla settimana ed è composta da una decina di
ragazzi di varie classi - dalla prima alla quinta - che volontariamente hanno
scelto di aderire al progetto e sono stati selezionati in base al merito
scolastico. Per partecipare ai lavori dell'Odero News infatti bisogna lasciare
le lezioni, saltare l'intervallo, ricavare tempo dove il tempo non c'è. Anche
perché in redazione circolano sempre molte, troppe idee e spesso ci si perde in
discorsi mentre le notizie rimangono indietro. Se la velocità non è il loro
forte, bisogna però ammettere che i giornalisti in erba dell'Odero sono
versatili: impaginano, fotografano, elaborano le immagini, si scontrano insomma
con i mille problemi che pone la gestione di un sito; oltre a ciò ogni
settimana si assumono un incarico giornalistico: un'intervista, una piccola
inchiesta, un fotoreportage. Cercando ognuno la propria vocazione: «La cosa più
bella è andare in giro e conoscere altre persone, come abbiamo fatto con
l'inchiesta sulle autogestioni», dice Rubens Dervishi, 18 anni. Concorda Matteo
Magrini «Il contatto con la realtà che ci circonda è la cosa che preferisco.
Inoltre si può lavorare su argomenti più divertenti e vivere un'atmosfera più
informale rispetto alle lezioni in classe». Non tutti però smaniano per fare
gli inviati: «Io preferisco scrivere!», afferma con decisione Byron Castro, 15
anni, arrivato da pochi mesi all'Odero ma già attivissimo in redazione.
«Scrivere e impaginare». Invece secondo Gregory Gomez, 20 anni, la differenza
sostanziale con il lavoro in aula è la gratificazione: «Mi piace ricevere i
commenti dei lettori, sapere che vengo apprezzato. Questo mi ispira, mi invoglia
a scrivere». E in effetti il bilancio, dal punto di vista dell'insegnante, non
può che essere positivo. Il laboratorio è il cuore della didattica in una
scuola professionale come la nostra. Far cimentare gli studenti con un
giornalino, permette di raggiungere gli obiettivi dell'insegnamento in un modo
molto efficace. E contemporaneamente si lavora a valorizzare tutti quei
progetti che si svolgono nell'istituto, dai viaggi all'estero, alle attività
sportive. Il blog infatti si occupa di argomenti svariati, suddivisi per
categorie, ma forse ancora un po' troppo mescolati. Si può
trovare la cronaca della partita di rugby vicino a un pezzo sulla riforma Gelmini; una lettera al sindaco accanto
a un racconto. Il proposito per il futuro è organizzare le idee in canali ben
riconoscibili e lanciarsi nel multimedia, con inchieste video e audio. --
Francesca Martino docente dell'istituto Odero, Genova 03/02/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Torino, scintilletra
studenti e polizia l'onda anomala è tornata Le proteste contro la riforma
dell'Università sono esplose all'inaugurazione dell'anno accademico 03/02/2009
Torino. Professori senza toghe ed ermellini per dare il segno evidente della
crisi, in un palazzo del rettorato blindato e, fuori, in piazza, studenti arrabbiati contro la riforma Gelmini: sono state le facce della stessa medaglia dell'inaugurazione
dell'anno accademico dell'università di Torino. Due i momenti di tensione: uno
in strada tra corteo e polizia, che si è concluso con la denuncia di un
manifestante, l'altro durante la cerimonia quando uno studente, ammesso a
entrare nell'Aula Magna, ha preso il microfono al grido «questa è una
farsa, puzza di marcio» e detto fatto è stata lanciata verso il palco dei
relatori un fialetta puzzolente. Una protesta, comunque, che non è degenerata e
che non ha centrato l'obiettivo annunciato nei giorni scorsi dall'Assemblea No Gelmini e da Onda Anomala di impedire lo svolgimento di un
evento che per tradizione rientra tra i principali dell'anno nella vita di una
città. Poche anche le autorità presenti in sala, tra cui il procuratore
Giancarlo Caselli e il cardinale Severino Poletto. Molto, invece, il disagio,
l'amarezza, palpabile nell'aria e, concretamente, nella relazione del rettore
Ezio Pelizzetti. Rettore bersagliato da opposti schieramenti. Dai manifestanti
che oggi, per tutto il centro di Torino, hanno distribuito volantini e urlato
slogan accusandolo «d'indifferenza» di fronte alla «situazione economica
dell'università italiana che è drammatica». E dai giovani della Destra
Universitaria che, al contrario, gli imputano permissivismo verso i
contestatori e ne hanno chiesto le dimissioni. Lui, scuro in volto, ha difeso
la sua linea e snocciolato cifre su cifre che smentiscono il buco da 30 milioni
di euro denunciato dagli studenti. Rivolgendosi al governo ha chiesto di
«evitare distribuzioni a pioggia dei contributi alla ricerca» e di ripensare
alle sue scelte finanziarie. Ha inoltre ammesso di capire le preoccupazioni di
studenti e ricercatori ma di non condividere i metodi della protesta.
03/02/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Il
( da "Stampa, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
I
NUOVI VOTI AI TEMPI DELLA GELMINIALL'ISTITUTO TECNICO VENTI PESANTI
INSUFFICIENZE Avogadro, record di
( da "Stampa, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
La parola ai lettori
Barbadirame e la statua a Dolceacqua Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA
STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10 - 18100 Imperia Fax: 0183 273.106 -
e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI SANREMO via Roma,176 - 18038 Sanremo
Fax: 0184 500.765 - e.mail: sanremo@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere
sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non
saranno pubblicati.Quel monumento collocato in piazza Nuova a Dolceacqua è
forse una provocazione? No, non è una provocazione, ma è giusto che la gente
sappia come stanno le cose. Inutile chiamare «Liguria agreste» una cosa che ha
ben altri significati. Quel monumento, posto all'inizio della rampa nel borgo
nuovo e inaugurato nel 1987, rappresenta una donna nuda con accanto una capra
con corna e grappoli d'uva. Ebbene, secondo lo storico Valeriano,
quell'immagine è invece un inno alla libidine. Per lo storico citato, infatti,
una donna nuda, con accanto una capra cornuta e grappoli d'uva, sarebbe il
simbolo della libidine. E allora, perchè, in tempi trasgressivi come i nostri,
non chiamare le cose con il proprio nome? Perchè non mettere alla base della
statua un cartello con la scritta: «Monumento alla Libidine», o anche soltanto
«La Libidine»? La gente verrebbe da tutte le parti per vedere questo singolare
monumento alla libidine, unico al mondo. RAIMONDO BARBADIRAME DOLCEACQUA
Istituto alberghiero appello a Genduso Mi rivolgo al sindaco Genduso e al
«movimento» che si è attivato per la difesa dell'Istituto Alberghiero di
Taggia, per esprimere la mia diversa opinione. La richiesta di avere un biennio
dell'Alberghiero a Ventimiglia nasce da anni di considerazioni sulla necessità
di prevenire la dispersione scolastica, che - come risulta da tutte le statistiche
- raggiunge il più alto tasso proprio qui nella zona intemelia. Come Comune di
Camporosso e Ambito Sociale Valnervia ci siamo presi un grande impegno su
questo problema. Abbiamo anzitutto attivato diversi servizi finalizzati a
prevenire la dispersione: l'apertura di uno «Sportello Informagiovani di
orientamento scolastico professionale»; progetti di laboratori, in convenzione
con le Scuole, finalizzati a far conoscere possibili percorsi formativi e
professionali; una costante mappatura del percorso scolastico dei nostri
ragazzi (dalla quale ci risultano diversi iscritti proprio all'Alberghiero di
Arma di Taggia, diversi a Imperia...). Ma purtroppo ci risultano diversi che
non completano l'obbligo formativo. I motivi dichiarati: non sono abbastanza
motivati per iscriversi a una delle poche scuole professionali esistenti qui
sul territorio; non si iscrivono ad altre scuole a cui sarebbero interessati
per la troppa distanza e i relativi problemi di trasporto, soprattutto dalla
Val Nervia; c'è anche chi si è iscritto a scuole di Imperia, di Arma di Taggia,
di Sanremo, ma poi non ha frequentato per i vari disagi legati alla distanza.
La soluzione del problema? Cercare di avere più scuole sul territorio
intemelio. Con l'assessore provinciale Veziano (che ben conosce i problemi
della Val Nervia) e col coinvolgimento di tutti i Sindaci della zona, si è
cercato anzitutto di risolvere con l'Rt i problemi del trasporto, ma senza
risultati; e grazie al tenace impegno dell'assessore si è aperto a Ventimiglia
almeno il biennio dell'Istituto Nautico. L'obiettivo e la speranza di tutti noi
era di riuscire ad avere anche il biennio dell'Istituto Alberghiero. Comprendo la vostra volontà di conservare l'esclusività di un
eccellente Istituto come l'Alberghiero. Ma credo anche che il sindaco Genduso
(conoscendo la sua sensibilità verso le problematiche giovanili) possa
comprendere anche le nostre motivazioni. Purtroppo non le comprende la Gelmini! LUCIA CORNA ASSESSORE POLITICHE
SOCIALI CAMPOROSSO
( da "Stampa, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
FUORI DAL RETTORATO
LA MANIFESTAZIONE DEI GIOVANI DELL'ONDA E DEI NO GELMINI
Scontri e manganellate denunciato uno studente Alta tensione in via Po. Un
gruppo blocca la cerimonia L'unico attimo di tensione dura qualche secondo
appena, nel mezzo di via Po, sotto la sede del Rettorato. Storia di una
mattinata da «guardie e ladri», gli studenti nei panni di disturbatori, le
forze dell'ordine a corrergli appresso cercando di tenerli alla larga dalla
sede dell'Ateneo. Fughe e rincorse, fino alla scaramuccia delle 11,30.
Fronte a fronte: il gruppo degli studenti, una cinquantina, con qualche scudo
in plexiglass, e i poliziotti con gli scudi d'ordinanza. All'angolo con via
Bogino i ragazzi dell'assemblea No Gelmini, che dalle
otto manifestano contro la cerimonia d'inaugurazione, cercano di sfondare il
cordone delle forze dell'ordine. I poliziotti non arretrano e, con qualche manganellata,
respingono indietro gli studenti. Uno di loro viene fermato per essere
identificato. Altre contestazioni. Urla. Slogan. «Benny libero». Ma Benny,
invece, viene denunciato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Finisce tutto poco dopo mezzogiorno, là dov'era cominciata quattro ore prima la
mattinata di passione per via Po e dintorni attraversate a folate dall'«Onda
anomala». Hanno tentato in tutti i modi di guastare la festa dell'Università.
Un paio di loro sono riusciti a incunearsi nella cerimonia ufficiale, sfuggendo
al servizio d'ordine: sono entrati nell'aula magna proprio mentre Alice Arena,
presidente del Senato studenti, aveva appena finito il suo intervento. Un
ragazzo ha preso la parola, denunciando la «blindatura del centro città» e
concludendo: «Questa inaugurazione puzza di marcio», mentre il suo compagno
lanciava una fialetta maleodorante sotto il palco dov'erano schierati Rettore e
presidi di facoltà. Frammenti di una mattinata in cui cinquanta studenti hanno
tenuto occupato un plotone di quasi cento tra poliziotti e carabinieri e
bloccato più di metà via Po per oltre quattro ore. Un'azione di disturbo in
piena regola sotto gli uffici del Rettorato blindato da un fitto cordone di
agenti, con i contestatori tenuti alla larga e gli ospiti «arroccati» nell'aula
magna. Fuori, l'Onda. Prima su via Verdi, poi in via Po, quindi in piazza
Castello, via Carlo Alberto, via Battisti, via Bogino. Anche un'incursione
nell'atrio della sede regionale della Rai. Le contestazioni non sono arrivate
solo dagli studenti. Ieri mattina, un folto gruppo di docenti, tra cui lo
storico Angelo D'Orsi, ha inviato una lettera al Rettore, manifestando
«profondo stupore» per «le condizioni in cui si è svolta l'inaugurazione» che -
scrivono i docenti - «si è risolta nella mera sostituzione degli ermellini coi
manganelli. Non possiamo pertanto non manifestare il nostro dissenso nei
confronti degli organi di governo dell'Ateneo, i quali, consapevoli della
situazione, hanno comunque deciso di dar corso all'inaugurazione e dai quali ci
saremmo viceversa aspettati la sua immediata sospensione. È inquietante che
un'istituzione democratica quale l'Università si trasformi un una cittadella
militarmente presidiata dalle forze dell'ordine». \
( da "Sicilia, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
La guerra del
lavoro. La protesta in Inghilterra diventa un caso diplomatico e politico
Londra, gli operai siciliani mettono in crisi l'Europa Contro i bulli che
allagano le aule e poi mettono in mostra le loro malefatte su YouTube, o contro
i componenti delle piccole bande scolastiche che nascono negli spazi sempre più
ampi della noia e del nichilismo, i docenti hanno adesso
un'arma: il voto in condotta. L'alunno che prenderà meno di 6, non sarà ammesso alla classe
successiva. E il voto in condotta, per di più, farà media. Così, in tempi di scrutini, s'è accesa
all'improvviso l'attenzione su un aspetto normalmente trascurato, la questione
del comportamento. E, almeno per una volta, gli errori di grammatica o
le sviste nei compiti di geometria o di greco passano in secondo piano. La
scuola lancia un messaggio nuovo ai ragazzi. Si cambia registro.
Dall'abolizione di tutte le regole, si passa a una fase in cui chi sbaglia
paga. Ma dai primi segnali arrivati da varie scuole della penisola si profila
il rischio di un uso improprio del voto di condotta, utilizzato come arma di ricatto, o come strumento
per catturare un'attenzione che, altrimenti, sarebbe difficile da ottenere.
Così le regole, pur giuste, finiscono per ingabbiare la scuola, per far
confondere la condotta con l'educazione, per premiare
gli alunni-mummia e scoraggiare quelli intellettualmente vivaci. Nessuna regola
e nessuna punizione potranno mai suscitare l'entusiasmo e la passione dei
ragazzi, che potranno nascere solo da docenti appassionati della propria
materia e della vita. Ben venga, dunque, la rivalutazione del voto di condotta. Purché non si
risolva in un'arma impropria e nella dimenticanza di ciò che più serve alla
scuola: veri educatori attenti al bene dei giovani.
( da "Sestopotere.com" del 03-02-2009)
Argomenti: Scuola
Uncem: saranno
chiuse 3300 scuole di montagna entro il 2012 (3/2/2009 19:05) | (Sesto Potere)
- Roma - 3 febbraio 2009 - Il serrato confronto tra governo
e autonomie locali sul "regolamento Gelmini" si è concluso la sera del 29 gennaio 2009 - nel corso di
una complessa seduta della Conferenza Unificata - con l'accordo su un testo che
lascia ancora in sospeso questioni nodali e sul quale l'Uncem chiede chiarezza
per le scuole ubicate in montagna. Il tema del dimensionamento viene
infatti rimandato all'intesa istituzionale da validare in Conferenza Unificata
entro il prossimo 15 giugno. Accordo, questo, raggiunto dopo una complessa
mediazione che ha registrato il rifiuto, da parte delle autonomie, della
proposta avanzata dal Governo di chiudere almeno il 50% dei plessi
sottodimensionati entro l'anno scolastico 2011/2012 per conseguire gli
obiettivi di risparmio della spesa fissati dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e
che ammonta a 85 milioni di euro. Secondo i dati forniti dal Ministero
dell'Istruzione, infatti, ci sarebbero in Italia 6600 scuole
"sottodimensionate", di cui 2960 scuole dell'infanzia, 2478 scuole
primarie, 745 media e 477 superiori. Si entra così nella seconda fase del
negoziato, che dovrà trovare d'accordo governo, regioni e autonomie sulle
modalità con cui conseguire il risparmio senza colpire il diritto allo studio e
la qualità della istruzione. "Oggi la situazione almeno è più chiara -
commenta il presidente dell'Uncem Enrico Borghi - perchè il governo ci ha
confermato che è nelle sue intenzioni chiudere circa 3300 plessi scolastici
entro il 2012. Quello che non ci è chiaro è come siano stati calcolati questi
plessi, dove siano, se nel calcolo si sono tenute in considerazione le attuali
deroghe per le zone montane oppure no. Inoltre, chiediamo che si rifacciano i
conti, perchè da alcune situazioni, che non sono state contemplate - tra le
quali le dirigenze improprie in aree non montane - potrebbero scaturire le
risorse per evitare la chiusura dei plessi. Noi non avremmo mai accettato a
scatola chiusa la chiusura di almeno il 50% delle cosiddette scuole
sottodimensionate, perché riteniamo si possano comporre le ragioni di bilancio
con quelle del mantenimento dei plessi, dando spazio alla sussidiarietà. In
ogni caso, la stesura finale del testo consente da ora un lavoro di maggiore
approfondimento che compiremo insieme con le Regioni per evitare lo
smantellamento dei presidi scolastici in molte aree montane".
( da "Stampa, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
INCONTRI Diossina e
Ogm «Dalla diossina agli Ogm... Ma cosa mangiamo?», incontro alle
( da "Stampa, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
"Un pool in
ogni provincia per evitare il rischio crolli" [FIRMA]ROBERTA MARTINI
VERCELLI Anche l'abito fa il monaco, dice. E per la foto ufficiale non rinuncia
alla cravatta. Riccardo Cuttaia è però soprattutto un ragazzo concreto, con
buone idee e tanta voglia di metterle in pratica nel ruolo di neopresidente
della Consulta studentesca provinciale. E - sottolinea orgoglioso - di
presidente nazionale della Commissione edilizia che al
ministro Gelmini ha
presentato una bozza di documento per snellire le procedure dopo l'emergenza
dei crolli. Riccardo ha 19 anni e frequenta 5ª chimici del «Faccio». E comincia
proprio dell'Itis: «In istituto stiamo preparando il tutoraggio: pomeriggi
dedicati dai ragazzi più grandi agli studenti di prima, per aiutarli a finire o
a fare i compiti. Non vogliamo sostituirci ai prof, anzi. Sono loro che
ci assistono in questo progetto». Al «Faccio» si lavora anche per trasformare
la vecchia palestra in una nuova biblioteca e per ricostituire, in locali
inutilizzati, una sala di robotica. «Vogliamo dare il benvenuto agli allievi
del biennio - sottolinea Cuttaia - sperando che prendano il nostro posto non
solo in un banco ma anche come promotori di iniziative». Come «chicca», Riccardo
annuncia anche un piccolo corso di fotografia per gli studenti: in cattedra due
esperti di fotografia digitale. Dopo le manifestazioni della Giornata della
memoria, per la Consulta studentesca il presidente pensa ad un gemellaggio con
Novara: «E' solo un'ipotesi, al momento, ma a giorni proprio Novara firmerà il
progetto con Milano per una collaborazione fra le due Consulte. Noi vorremmo
fare la stessa cosa». Per la fine dell'anno scolastico, come tradizione, verrà
organizzata invece la Giornata della creatività, con i ragazzi di tutte le
scuole impegnati, in piazza o in teatro, in spettacoli e momenti culturali.
Delle quattro commissioni istituite a livello nazionale tra i presidenti di
Consulta (edilizia, legalità, ambiente, creatività e studio), Cuttaia è stato
chiamato a guidare il pool forse più delicato. La cronaca parla di crolli e
tragedie, di edifici spesso non a norma. E il ministro ha chiesto a tutti,
studenti compresi, di lavorare ad un progetto comune. A Maria Stella Gelimini,
dopo aver letto la bozza di regolamento sull'iter dei lavori, proposta dai
funzionari della Pubblica istruzione, Cuttaia e il suo gruppo di lavoro hanno
presentato il progetto di istituire un tavolo di confronto provinciale, formato
da tutte le componenti scolastiche, dalla Protezione civile, dal prefetto, dai
vigili del fuoco e dall'Asl che si riunirà ad ogni segnalazione ricevuta da
istituti a rischio.
( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 19 - Economia
India, la rivoluzione digitale arriva il computer a 10 dollari La potenza
asiatica lancia la sfida all´arretratezza del suo sistema scolastico: mini-pc e
libri elettronici per l´accesso di massa all´informatica FEDERICO RAMPINI A
ogni scolaro un computer portatile per 10 dollari, meno di quanto costa un
biglietto del cinema nei paesi occidentali. E´ la nuova rivoluzione digitale
lanciata dall´India, un´ambiziosa alleanza tra pubblico e privato che punta a
sconfiggere l´analfabetismo informatico. Si chiama Nation Mission on Education.
La superpotenza asiatica con la più vasta popolazione giovanile del pianeta
(superiore perfino alla Cina) mette al lavoro le sue proverbiali risorse
tecnologiche per una sfida contro l´arretratezza del sistema scolastico. Oltre
alla diffusione dei mini-laptop vuole portare in tutte le scuole lo e-book
(libro elettronico) e la stampa quotidiana su supporto digitale. L´India è già
famosa per i colossi del software che hanno fatto di Bangalore e Hyderabad le
nuove Silicon Valley dei servizi informatici. Ma il boom tecnologico finora ha
avuto un limite. Solo una minoranza di indiani hanno trovato lavoro nei settori
avanzati. I settori dell´economia indiana che hanno fatto scintille nella
globalizzazione sono una punta sottile, mentre il grosso della popolazione
resta indietro e le diseguaglianze sociali aumentano. Con la Nation Mission on
Education il paese ora affronta un compito più arduo: trasformare la
rivoluzione informatica in un fenomeno autenticamente di massa, portare
l´istruzione digitale anche nelle fasce più povere della popolazione, nelle
baraccopoli degradate di Mumbai e nei villaggi sperduti delle campagne.
L´apparecchio al centro di questa iniziativa è stato messo a punto da due
università di eccellenza, gli Institute of Technology di Bangalore e Madras. Il
suo prezzo reale di listino, se venisse commercializzato a fini di lucro,
sarebbe più vicino ai 100 dollari: che è comunque la metà dei due prodotti
concorrenti oggi disponibili, quello brevettato dallo scienziato americano
Nicholas Negroponte per la sua iniziativa filantropica One Laptop Per Child
(sostenuta da Google e Ebay) e il Classmate della Intel. Ma per le famiglie
indiane che hanno figli a scuola il laptop costerà al
massimo dieci dollari, la differenza essendo coperta dallo Stato e dai mecenati
privati dell´industria informatica nazionale. Con questo grande piano di informatizzazione
dell´istruzione New Delhi sembra quasi impegnata in una gara sul tempo con la
nuova Amministrazione americana: anche Obama si è dato l´obiettivo di portare
la banda larga Internet nelle scuole dei quartieri poveri di ogni città
americana. Per l´India il balzo in avanti informatico, con i quotidiani online
e i libri elettronici oltre al laptop da 10 dollari, è perfino più cruciale. Il
gigante asiatico soffre per il dualismo estremo del suo sistema scolastico. I
Politecnici di Stato indiani sono fra i migliori del mondo, i loro
superlaureati fanno incetta di borse di ricerca nelle migliori università
americane. Fondata su una meritocrazia spietata e una selezione feroce, la
parte alta del sistema educativo è troppo "sottile". Alla base della piramide,
l´istruzione di massa soffre un degrado spaventoso. L´India sforna oltre
duecentomila laureati in ingegneria ogni anno ? più del doppio dell´America e
dell´Europa ? ma al tempo stesso ha 380 milioni di analfabeti. Nelle scuole pubbliche ogni giorno un insegnante su quattro non
va neanche a lavorare; uno su due fa atto di presenza ma in realtà non insegna.
Così dilagano le scuole private, anche nelle campagne povere i genitori fanno
sacrifici enormi pur di pagare le rette degli istituti dove almeno gli
insegnanti si presentano in aula. L´iniziativa privata
però non basta a rimediare il disastro della scuola pubblica.
Le vittime più colpite sono le bambine. Nel Rajasthan solo il 44% della
popolazione femminile ha imparato a leggere, contro il 76% di quella maschile.
Le periodiche campagne governative per riformare la scuola
sono state vane. Ora la speranza è la tecnologia. By-passando un esercito di
professori improduttivi, per 10 dollari a testa l´arrivo di Internet sul banco
di ogni scolaro indiano può cambiare il suo mondo per sempre.
( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Torino
"La mensa? Forse non per tutti" I dirigenti
scolastici alle prese con un rebus della legge Gelmini Sarà garantita ai bambini del primo anno che scelgono il tempo
pieno STEFANO PAROLA C´è un aspetto della legge Gelmini, e dei suoi regolamenti tuttora in corso di definizione, che
inquieta i dirigenti scolastici delle elementari torinesi: la mensa.
Sarà garantita per i bambini che iscrivendosi al primo anno sceglieranno il
tempo pieno a 40 ore. Ma non si sa nulla sugli altri due modelli, quelli a 27 e
a 30 ore, che richiedono due o più rientri a settimana. A confermare che
sull´argomento si brancola nel buio è stato lo stesso direttore scolastico
provinciale Paolo Iennaco. Durante l´incontro con tutti i presidi all´Itis
Pininfarina di Moncalieri, presente il numero uno Francesco De Sanctis, lo ha
detto in modo esplicito: «Non fatemi domande sulle mense perché su questo punto
non c´è chiarezza: sappiamo che sarà garantita per il tempo pieno, non sappiamo
nulla sugli altri modelli». La sala ha risposto mugugnando. Anche perché le
iscrizioni sono aperte e le famiglie vogliono capire come organizzare la
propria vita. Ma i dirigenti non sanno rispondere. Anche perché tutta la
partita delle mense è legata al calcolo degli organici: con i tagli previsti
per il prossimo anno il rischio è che non ci siano maestri a sufficienza per la
vigilanza durante i pasti. «Per una città come la nostra sarebbe un problema
enorme», ha detto Nicola Puttilli, dirigente alle elementari Gramsci di
Nichelino e presidente dell´Andis Piemonte. Il direttore Iennaco ha però
chiesto ai presidi di scattare una fotografia reale della situazione:
«Mettiamoci in testa - ha detto - che quella che verrà non sarà la stessa
scuola dell´anno scolastico 2008-09. Sugli organici non esagerate con le
richieste e non limitatevi da soli». Poco dopo però Loredana Meuti, dirigente
della elementare di Caselle, ha fatto notare il paradosso: «Con il pericolo di
non avere la mensa, è la stessa famiglia che nel dubbio chiede il modello a 40
ore, per evitare di ritrovarsi senza il servizio di ristorazione». Il problema
è che siccome molti chiedono il tempo pieno, che implica due maestri per una
sola classe, gli istituti potrebbero essere costretti a domandare un numero di
docenti molto più elevato. Ma il ministero risponderà sicuramente picche.
Intanto l´assessore ai Servizi educativi di Torino, Luigi Saragnese, si dice
pronto a confermare il servizio mensa, ma non vuole andare oltre: «Continueremo
a fornire i pasti in base alle richieste di scuole e famiglie, ma la presenza
del personale di vigilanza è statale e tale deve rimanere. Anche perché con le
poche risorse a disposizione i Comuni fanno già fatica a garantire i pasti,
figuriamoci dovessero fornire anche il personale per controllare i bambini.
Anzi, spero non sia un disegno nascosto del Governo per scaricare sugli enti
locali un altro costo che lo Stato non vuole più sostenere». In allarme anche i
sindacati, come spiega Igor Piotto della Flc-Cgil: «Le mense fanno parte della
qualità dell´offerta formativa e la loro salvaguardia rientra in un discorso
più ampio che stiamo facendo per proteggere la scuola pubblica». Ma per i
presidi gli interrogativi sulla riforma Gelmini sono
tantissimi e un discorso simile vale anche per lo stesso Ufficio scolastico
regionale: «I regolamenti - ha detto Iennaco, che è anche vicedirettore del
Piemonte - sono ancora in via di definizione e ci sono dei punti che non sono
chiari neppure a noi». Così i dirigenti scolastici si sentono fra l´incudine e
il martello: «Loro non sanno nulla, però quando le famiglie ci chiedono
informazioni siamo noi a metterci la faccia», si è sfogata un capo d´istituto
uscendo dalla sala dell´incontro. L´unica certezza sembra essere la riduzione
delle risorse: «Tenete conto - ha ammonito Iennaco - che è soltanto il primo di
tre anni di tagli. Quello che sta arrivando riusciremo ad affrontarlo. I
prossimi due non so, vedremo».
( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Roma
Studenti occupano via Pianciani contro il convegno sulle foibe HANNO
manifestato davanti al Palazzo dei Congressi All´Eur dov´era in corso la due giorni
sulle foibe intitolata "Profumo d´Italia" organizzata
dalla Consulta provinciale degli studenti e in cui erano presenti i ministri
Maria Stella Gelmini
(Istruzione) e Giorgia Meloni (Gioventù). Gli studenti antifascisti si sono poi
diretti alla sede della Consulta in via Emanuele Filiberto, dove hanno
srotolato lo striscione «Nessuno spazio al fascismo nessuno spazio al
revisionismo». Quindi i manifestanti hanno occupato l´ufficio scolastico
regionale di via Pianciani chiedendo un incontro con il direttore Raffaello
Sanzo. La richiesta: «Chiediamo che venga sciolta la consulta. E´ stata eletta
con minacce e brogli e al suo interno ci sono membri e organizzazioni che fanno
chiaro riferimento al fascismo». Nel pomeriggio hanno ottenuto un incontro con
il direttore Sanzo: «Il direttore generale si è impegnato a verificare che non
ci siano presenze o infiltrazioni neofasciste all´interno della consulta.
Qualora verificasse questa presenza neofascista l´organo verrà sciolto. Si è
detto disponibile anche a un successivo incontro in cui noi potremmo portare
una documentazione sui brogli elettorali». (tea maisto)
( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Milano
Asili aperti anche ai clandestini Nuove iscrizioni, il Comune si adegua: non
sarà chiesta la residenza Per le famiglie orari d´uscita diversificati e un
diverso sistema per le graduatorie I sindacati insistono: "Le maestre
saranno ridotte" TERESA MONESTIROLI Via libera ai figli dei clandestini,
nuove modalità di iscrizione e cambiamenti nell´orario di frequenza. Esce oggi,
con quasi un mese di ritardo, la circolare di iscrizione alle scuole materne
del Comune. Un documento che le famiglie potranno trovare online sul sito di
Palazzo Marino (comune.milano.it) e che riassume il regolamento previsto per il
prossimo anno scolastico, con qualche novità. La prima: dopo la sentenza del
Tar che l´anno scorso ha costretto il Comune ad accogliere una bambina senza
permesso di soggiorno, sulla circolare viene scritto esplicitamente che
potranno iscriversi «i bambini presenti abitualmente nel Comune di Milano,
privi di una residenza anagrafica», cioè i clandestini. L´anno scorso la
circolare richiedeva esplicitamente un certificato di residenza, escludendo
dunque i figli di immigrati senza permesso di soggiorno. Per tutte le famiglie,
invece, cambiano le modalità di iscrizione. Bandito il numero verde, da sabato
7 febbraio al 30 marzo i genitori potranno compilare il modulo online,
registrandosi sul sito del Comune. Conclusa l´operazione, la famiglia riceverà
via e-mail la conferma dell´iscrizione. Ma, dal momento che «potrebbero
verificarsi momenti di sovraccarico del sistema» lo stesso Comune consiglia di
collegarsi preferibilmente di sera o nel fine settimana, dal momento che
«l´ordine cronologico di presentazione della domanda non dà alcuna priorità» in
graduatoria. Fin qui sembra un´operazione facile. Le cose si complicano per
quelli che non hanno dimestichezza con la rete. A loro il Comune dà la
possibilità di compilare la domanda di iscrizione direttamente a scuola. Per
farlo tre strade: si può prendere un appuntamento telefonando allo 02.02.02 tra
il 28 febbraio e l´8 marzo, chiedere online di essere richiamato sempre dallo
02.02.02 collegandosi tra sabato 7 febbraio e l´8 marzo, oppure recandosi
direttamente allo sportello di iscrizione di competenza (dipende dalla zona di
residenza) tra il 23 e il 30 marzo. Una volta consegnata la domanda di
iscrizione, il resto rimane come gli altri anni. L´ultima novità è l´orario di
frequenza. Sulla circolare si legge che il servizio «funziona dalle 8 alle 18»
(era dalle 9 alle 16, più prescuola e doposcuola opzionali), ma che su
richiesta delle famiglie i bambini potranno essere accolti anche alle 7.30. Ai
genitori viene inoltre chiesto di scegliere «orari diversificati» per l´uscita
fissati alle 13, alle 16 o alle 18. «Il Comune sta riorganizzando tutto l´orario
del servizio - spiega Tatiana Cazzaniga della Cgil Funzione pubblica - . Ci
hanno comunicato che a partire dall´anno prossimo le educatrici cambieranno i
turni di lavoro. Secondo il nuovo piano in classe ci saranno due maestre solo
tra le 12 e le 14, quando i bimbi mangiano. Prima e dopo spariranno le
compresenze. Il modello è quello della circolare Gelmini che vale per le scuole
elementari. Questo mette a rischio la qualità del servizio». Contrario al nuovo
orario anche il Pd, con il consigliere David Gentili che dice: «Siamo
preoccupati, potrebbe essere messo in discussione l´ottimo modello portato
avanti dalle scuole milanesi finora».
( da "Tirreno, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 -
Montecatini Cinque in condotta, partenza soft Una ventina di studenti colpiti
dal decreto del ministro Gelmini I
presidi concordi: «E' un messaggio per indurre i ragazzi a rispettare le
regole, e impegnarsi di più» PISTOIA. Arrivano i cinque in condotta anche nelle
scuole superiori pistoiesi. Grazie al nuovissimo decreto del ministro Gelmini, giunto sui tavoli dei presidi
lo scorso 17 gennaio, gli insegnanti possono irrigidire i loro giudizi sugli
studenti dando un voto da
( da "Repubblica, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 11 - Interni
Frattini e Chantal anche l´addio è a mezzo stampa Il ministro: "Ma non
l´ho lasciata con un sms" è l´ennesimo episodio in cui l´intimità di un politico
invade la vita pubblica Gli slip della Finocchiaro, i debiti di Sgarbi, il cane
di La Russa: il gossip dilaga (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) FILIPPO CECCARELLI
Esito che certo non si poteva immaginare quando lei ha accompagnato il ministro
nei suoi viaggi ufficiali (in Francia o in Medio Oriente). Ma succede. Aiuto,
comunque, e non solo perché alle prese con il Brasile (caso Battisti) e con
l´Inghilterra (affare Irem) «fonti vicine al ministro degli Esteri», questa la
formula di vana informalità dietro la quale si intravedono sventurati portavoce
e diplomatici, sono stati costretti a smentire che la rottura tra i due sia
avvenuta, come quella tra Sarkò e Cecilià, attraverso un sms. No, Franco non ha
scaricato Chantal con un fulminante messaggino. «La prima parte di questa
storia - prosegue questa nota destinata a segnare una pietra miliare nella
storia dei sempre più complessi rapporti tra sfera pubblica e personale - è
stata mediaticamente bulimica, la parte finale ora sarebbe anoressica». La ex
coppia ha in seguito diffuso, su carta intestata dello studio legale
Spadafora-De Rosa, una dichiarazione congiunta in cui si richiede «un po´ di
riservatezza in ragione dei principi elementari del rispetto della privacy».
Poi più nulla. Ma già questo in fondo basta «e soverchia», come direbbe il
vecchio Andreotti. L´iniziale e rinforzata invocazione di soccorso sta infatti
nella possibilità o forse addirittura nella necessità, ormai, di tutelare in
qualche modo i cittadini dall´immane, sdolcinata, furbastra e insana pressione
di intimità che, travolti gli argini dei rotocalchi e dei siti specializzati,
sta per invadere definitivamente la vita pubblica italiana, con effetti ancora
difficili da valutare. E si dirà: è colpa dell´informazione - e in parte va
così. Ma la novità vera è che, al corto com´è di idee e progetti credibili, il
potere ha imparato a gestire il gossip per farsi tornare utili magagne,
speranze, impicci, traumi infantili, sentimenti, storielle, smancerie,
delusioni, scherzi, desideri, fobie, coming out, smancerie e pettegolezzi. Per
cui, cronaca di ieri, il presidente Berlusconi ha reso noto di aver perso
quattro chili. E l´altro giorno la Mussolini ha raccontato, con dettagli, di
essere stata molestata sul bus, a 17 anni. E ancora prima la Boniver aveva
ampiamente dato conto del suo incidente botulinico. Così va avanti, fra
ammissioni, confessioni, rivelazioni. Per chi non lo sapesse Sgarbi ha diversi
figli ed è in bolletta. Mentre Brunetta sta mettendo su casa con Titti. La
Finocchiaro usa gli slip, a differenza di altre sue colleghe senatrici
proficuamente passate al perizoma. Il ministro Matteoli si è intossicato con un
riccio di mare. Alemanno sostiene che la croce celtica ce l´ha al collo pure
Cossiga. La Gelmini ha festeggiato il compleanno in commissione. Da un po´ di tempo
nell´aula di Montecitorio Paola Concia riceve occhiate assassine da una bella
collega del centrodestra. L´onorevole Bocchino fa sempre irresistibili scherzi
alle matricole. La Meloni ha smesso di fumare e in gioventù ha fatto
anche la barista. Da adolescenti, Barbara D´Urso e l´ex presidente Villari si
amarono. La moglie di Storace era inizialmente gelosa della Santanché. D´Alema
avrebbe pensato di acquistare un vigneto, di qualità super (diciamo). Il figlio
di Bossi, quello grande, ha fatto pace con il papà che gli aveva negato un
soggiorno all´isola dei famosi. Bassolino ha sbagliato tintura. Dopo il corso,
Bondi non ha più paura di volare. E infine, abbandonando la dimensione delle
umane relazioni: quando di primo mattino la sua padrona sta partendo per Roma,
il somaro della Brambilla rompe in fragorosi ragli d´amore; così come il cane
di La Russa si agita e abbaia quando sente alla radio l´imitazione di Fiorello.
Il lungo e straniante repertorio, frutto di un´osservazione sul campo di cui ci
si può perfino vergognare, raggruppa episodi per così dire «privati» degli
ultimi dodici mesi. Non contempla i massivi pianti, le scenate nei talk-show,
né altre saghe, anch´esse difficilmente definibili «personali», che pure hanno
avuto un oggettivo impatto politico: le vicissitudini para-coniugali di Fini,
per dire, gli sviluppi della paternità di Cofferati e l´intercetteide
berlusconiana, con le debite ricadute a livello di scelta di ministre. In
questo quadro la vicenda Frattini-Sciuto si connota come il classico autogol di
chi, dopo aver sollecitato la più impicciosa attenzione da parte del pubblico,
si trova a fronteggiarne i malevoli e spesso ipocriti giudizi. Eppure il
contrappasso, la nemesi, il combinato disposto pubblicità-vergogna è ben lungi
dall´esaurire la faccenda dell´intimate politics che forse, al di là dei rischi
paradossali, trascende la volontà dei singoli per trovare spiegazioni di
sistema. Gli effetti di lunga deriva della personalizzazione; la necessità dei
politici di mostrarsi il più possibile caldi e vicini a un pubblico sempre più
distratto; o ancora l´entrata in campo di nuove categorie post-politiche per
cui gli esempi, i comportamenti e gli stili di vita sostituiscono le vecchie
idealità. E un po´ sarà anche l´avanzata di nuove figure - vedi la Carfagna che
invoca «coccole» istituzionali o la Santanché che «tanto io non gliela do». O
il novissimo insediamento di professionalità alla Klaus Davi che nel suo
confessionale on line, settimana dopo settimana, fa confessare a Dell´Utri
l´astinenza elettorale, a Pecorella e Berselli l´iniziazione sessuale, al
senatore Salvi il corteggiamento da parte di due uomini, al sottosegretario
Romani le molestie di un pedofilo. L´altro giorno Davi ha spedito un
questionario bello morbosetto a tutti i deputati. Dieci anni fa sarebbe stato
impensabile: come del resto la storia finita di Franco & Chantal, dai
comunicati di Bona Bonarelli alla diffida in nome di una privacy che non si sa
più che cos´è, né come, né quando, né dove e né perché.
( da "Secolo XIX, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Prof vecchie giovaniinsieme
in aula il tirocinio Una laureata, specializzanda alla Siss, racconta la sua
esperienza in una media di Genova 04/02/2009 FORSE non tutti sanno che la nuova
generazione d'insegnanti, da una decina d'anni ormai, ha seguito un percorso di
formazione in sintonia con quanto accade nel resto d'Europa, ovvero una
formazione specifica alla professione docente. Spina dorsale di tale formazione
è stata l'esperienza dei laboratori didattici e del tirocinio che l'Università
propone attraverso le Scuole di Specializzazione per l'insegnamento, purtroppo
moriture,in virtù delle indicazioni della legge 133/08 del
Ministro Gelmini. Molte le
scuole del territorio ligure che collaborano con le proprie competenze a questo
progetto formativo professionale fra Università e Scuola . L'esperienza svolta
e la riflessione fatta a seguito dei progetti didattici nell'ambito del
tirocinio, superano notevolmente la visione di una scuola da buttare via e
tutta da riformare. I docenti esperti, con la consulenza dell'Università,
hanno 'aperto' le proprie classi ai giovani docenti in formazione e con loro
hanno immaginato e progettato percorsi ed attività spesso innovative e
avvincenti. L'esperienza del "progettare insieme" come professori,
anche di discipline ed esperienze diverse, ha permesso dal punto di vista
professionale, l'acquisizione di competenze che non possono non essere
"assorbite" dagli studenti stessi. In particolare la realtà genovese
ha offerto molti spazi di tirocinio a numerosi giovani docenti, come ad esempio
la Scuola media Don Milani che dal
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Sud sezione: PRIMO
PIANO data: 2009-02-04 - pag: 3 autore: Ultima chiamata per i fondi Il Governo
punta a spendere al Sud 14 miliardi nei prossimi anni PAGINA A CURA DI Walter
Molino Sei miliardi e 200 milioni per la ricerca e l'innovazione Campania,
Puglia, Calabria e Sicilia, le quattro regioni del Sud rimaste nel cosiddetto
Obiettivo Convergenza. Sono le risorse del nuovo Programma operativo nazionale(
Pon) Ricerca e competitività 2007-2013 e cofinanziato dal Fondo europeo di
sviluppo regionale (Fesr). Dati alla mano il Pon è uno degli interventi di
maggior rilievo previsti dal Quadro strategico nazionale (Qsn). Le promesse
sono ambiziose e declinate in tre assi strategici: il primo riguarda il
«sostegno ai mutamenti strutturali» (4,2 miliardi), il secondo (1,7 miliardi)
attiene al «rafforzamento del contesto innovativo per lo sviluppo della
competitività». Un terzo asse comprende infine le attività di assistenza
tecnica e accompagnamento (230 milioni). I primi bandi per l'attuazione del
programma potrebbero arrivare in primavera: tra febbraio e marzo è previsto che
siano firmati gli Accordi di programma quadro tra Stato e Regioni interessate.
La dotazione finanziaria Nel complesso al Pon sono stati assegnati 6,2
miliardi: 3,1 miliardi di risorse comunitarie e altrettante nazionali, da destinare
a interventi coerenti con le priorità indicate nel Quadro strategico nazionale.
In particolare si tratta della "Promozione, valorizzazione e diffusione
della ricerca e dell'innovazione per la competitività" (Priorità 2) e
della "Competitività dei sistemi produttivie dell'occupazione"
(Priorità 7). Ma se si prende in considerazione anche la Priorità 9 del Qsn
"Apertura internazionale e attrazione di investimenti, consumi e
risorse",sono destinate all'attuazione delle politiche in materia altri
7,7 miliardi, che portano a quasi 14 miliardi la dotazione pubblica,
comunitaria e nazionale, per il sostegno allo sviluppo competitivo nelle aree
sottoutilizzate, di cui oltre il 92% da spendere in Campania, Puglia, Calabria
e Sicilia. «Le risorse sono cospicue, ma io non credo che il problema della
nostra ricerca si esaurisca nella scarsità di fondi – ha spiegato il ministro
Maria Stella Gelmini –. La sfida è quella di riuscire
a fare sistema, tra i vari ministeri ma anche con le regioni, i centri di
ricerca e con le stesse imprese. è necessario pensare in grande e avere una
visione di medio periodo, creando partnership e sinergie molto forti». Il
modello di governance si presenta come uno degli elementi più innovativi ( e
potenzialmente critici) della nuova programmazione. Per la prima volta,
infatti, a coordinare la distribuzione delle risorse saranno due ministeri:
quello dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, con funzioni di
Autorità di gestione, e quello dello Sviluppo economico in qualità di organismo
intermedio. Secondo Pier Antonio Cinti, direttore generale per il sostegno alle
Attività produttive del ministero dello Sviluppo Economico «dobbiamo entrare in
un'ottica di sussidiarietà interna tra amministrazioni dello Stato: il ruolo
del nostro Ministero è fondamentale perché è proprio sul fronte della ricerca e
dell'innovazione che si misura la competitività delle imprese». Opportunità per
lo sviluppo A fronte delle grandi aspettative per il fiume di risorse in arrivo
al Sud, l'impatto concreto sui territori delle azioni previste dal Pon rimane
un aspetto di difficile definizione. Effetti positivi sono attesi nelle aree
metropolitane e urbane in cui avranno sede le funzioni direzionali (Napoli,
Bari, Palermo e Catania su tutte) ma l'analisi di Miur e Mise auspica un ruolo
strategico del Pon anche per lo sviluppo di aree come la direttrice
Caserta-Napoli-Salerno, le aree Bari-Barletta-Trani e Cosenza-Rende, la fascia
costiera Catania-Siracusa. Territori a basso indice di sviluppo in cui la
criminalità organizzata ha mostrato adattabilità e capacità di alimentarsi
anche dei processi di modernizzazione. La formazione Pur mantenendo una forte
attenzione sullo sviluppo del capitale umano, da Bruxelles arriva una stretta
sul capitolo formazione, ammessa ai finanziamenti solo se strettamente connessa
agli obiettivi operativi del programma. Un tentativo di limitare la dispersione
degli interventi, il cui esito è tutto da verificare. L'AVANZAMENTO Si lavora
alla preparazione degli accordi di programma mentre in primavera potrebbero
arrivare i primi bandi
( da "Corriere della Sera" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-02-04 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Eur Al Palazzo dei congressi il ministro Meloni. De Priamo (Pdl):
«Protesta negazionista, sono ridicoli» Foibe, convegno tra tensioni e polemiche
Sit-in degli studenti di sinistra: «Ci hanno impedito di partecipare»
Contestato «Profumo d'Italia»: per Guidi (Pdl) «quella degli studenti è una
manifestazione da biasimare» «Gli studenti di sinistra che provenivano dalla
metro sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. All'entrata del palazzo dei
Congressi un cordone di polizia in assetto antisommossa ci ha impedito di
entrare. Peccato che il convegno doveva essere aperto a tutti. Tra di noi
c'erano anche alcuni rappresentanti della Consulta». La denuncia è di un gruppo
di «studenti di sinistra», così si definiscono. Il fatto: due giorni di
convegno dedicato alle Foibe, organizzato proprio dalla Consulta degli
studenti, con, tra gli ospiti, i ministro del-l'Istruzione Gelmini e il ministro della Gioventù
Giorgia Meloni - «con 60 anni di ritardo siamo riusciti a togliere delle
censure al diritto di un popolo a celebrare i suoi martiri» - e l'assessore
alla Scuola Laura Marsilio. La destra, il Pdl in Campidoglio, protesta: «Una
manifestazione da biasimare dice Federico Guidi - quella inscenata da alcuni
studenti per l'inaugurazione del convegno Profumo d'Italia. Risulta
quanto meno offensiva, se non un insulto alla memoria, la negazione di una
realtà storica ormai incontrovertibile come le Foibe». Quelli di sinistra hanno
protestato, inizialmente, perché a loro non è stato consentito l'ingresso. E
poi, sia lì all'Eur sia al provveditorato, anche per altro: «Ecco come buttano
i soldi pubblici - diceva una studentessa - un convegno a cui sono stati
invitati soltanto rappresentanti di An compreso Vincenzo Maria De Luca, che poi
è un medico chirurgo spacciato per storico». Dopo essere stati bloccati, gli
studenti hanno manifestato il loro dissenso con un lancio di uova e con scritte
antifasciste, striscioni che recitavano «Fuori il fascismo dalle scuole. Noi
non dimentichiamo ». Gli studenti hanno poi effettuato una breve occupazione al
provveditorato di via Panciani, e hanno ottenuto dal direttore Sanzo «l'impegno
a far fare, da parte di tutti gli studenti della Consulta, quindi anche quelli
di Blocco studentesco di Casapound, un documento di riconoscimento dei principi
costituzionali e quindi anche antifascisti». I consiglieri comunali Pdl, come
detto, li hanno criticati. Andrea De Priamo: «è gravissima, ridicola e patetica
l'iniziativa portata avanti da un gruppo di studenti che vuole smentire
l'esistenza delle Foibe. L'arma migliore contro questi personaggi che inseguono
ideologie sconfitte dagli eventi è la conoscenza, ed è proprio con questo
spirito che è stato allestito il dibattito al Palazzo dei Congressi ». Che,
però, non tutti hanno potuto ascoltare. Ministro Mariastella Gelmini
(Istruzione) Al. Cap.
( da "Stampaweb, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA La Rete degli
studenti medi ha attivato uno sportello di assistenza per i debiti («SOS Debiti»)
del primo quadrimestre e raccoglierà segnalazioni e testimonianze. In una nota
la Rete sostiene che le scuole «arrancano per la mancanza di fondi per le
attività di recupero, dappertutto fioccano denunce da parte di presidi e
dall?amministrazione scolastica sull?impossibilità di realizzare i corsi
secondo le normativa. Il ministero interviene promettendo fondi nei prossimi
mesi, comunque inferiori al fabbisogno delle scuole». Gli studenti sono allora
«gli unici a dover rispettare le regole saldando tutti i debiti, con corsi
atrofizzati, inutili e dequalificati e spesso ricorrendo a lezioni private a
pagamento». La Rete annuncia allora che valuterà la possibilità di «ricorrere
contro l?amministrazione» e che chiederà al ministro Gelmini
di spiegare «come intende risolvere il problema dei corsi non fatti in questo
quadrimestre».
( da "Stampaweb, La" del 04-02-2009)
Argomenti: Scuola
TORINO Nel luglio
2007 la stampa piemontese riportava una serie di notizie che sembravano
riaprire la partita di un europeismo reale. Per prima, la nascita di Alp- Med,
maxiregione di 17 milioni di abitanti, costituitasi intorno alle Alpi Occidentali:
un?iniziativa foriera di sviluppo in termini di trasporti, turismo,
investimenti e mobilità. Poi, nello stesso mese, la firma di un importante
protocollo di cooperazione tra l?allora ministro Fioroni e il suo collega
francese per la reciproca conoscenza della lingua e della cultura dei due paesi
anche attraverso il potenziamento delle ore di insegnamento, la cooperazione
nella formazione dei docenti, l?intensificazione degli scambi. Un leggero
ottimismo poteva far sperare in un progressivo recupero dell?insegnamento del
francese in un?area a vocazione transfrontaliera. Poi, le cose sono cambiate.
Nella circolare appena diffusa dal Miur in vista delle iscrizioni alla scuola
secondaria di I grado (le medie), è scritto (ribadendo lo schema applicativo
della riforma Gelmini): «Le famiglie possono chiedere
che il complessivo orario settimanale riservato all?insegnamento delle lingue
comunitarie, per un totale di cinque ore, sia interamente riservato
all?insegnamento della lingua inglese, compatibilmente con le disponibilità di
organico (“inglese potenziato”)». Inoltre: «Le ore riservate all?insegnamento
della seconda lingua possono essere utilizzate anche per potenziare la lingua
italiana nei confronti degli alunni stranieri...». Per docenti e dirigenti
scolastici tutto questo sta a significare l?inizio dello smantellamento dello
studio della seconda lingua comunitaria che in Piemonte per lo più significa
francese. Una prospettiva contro la quale è andato il convegno «Il Piemonte e
la Francia» organizzato di recente dall?ANILF-Torino (Associazione per
l?Insegnamento della Lingua Francese, presieduta dalla professoressa Silvia
Diegoli). In apertura, l?assessore regionale all?Istruzione Gianna Pentenero
aveva sottolineato che «la vocazione transfrontaliera del Piemonte sta molto a
cuore alla Regione, così come l?applicazione delle direttive europee che
prevedono lo studio di due lingue comunitarie nelle scuole dei paesi membri».
In quell?occasione la Camera di Commercio aveva sottolineato come la Francia
sia ancora il primo partner commerciale del Piemonte e come la nostra regione
abbia visto, negli ultimi anni, un incremento degli investimenti delle imprese
francesi con la creazione di circa 20.000 posti di lavoro. Non basta. I flussi
turistici in provenienza dalla Francia verso la nostra regione sono aumentati
grazie al forte recupero di immagine di Torino,mai visitatori francesi
lamentano un?inadeguata conoscenza della loro lingua. Numerose, poi, erano
state le testimonianze di docenti universitari sull?attivazione di lauree
bi-nazionali Italia-Francia, a cui però non corrisponde uno studio
adeguatamente diffuso del francese nelle scuole superiori. In conclusione, il
presidente dell?ANILF di Torino, Silvia Diegoli, in un intervento a quattro
mani con Enrico De Gennaro, aveva tracciato il panorama desolante del
pluralismo linguistico nell?attuale sistema scolastico». La proposta? «Fare del
Piemonte una regione "virtuosa" che applichi le norme europeee,
adottando, dopo l?inglese e sulla scorta delle esigenze illustrate durante il
convegno, la lingua francese come seconda lingua straniera privilegiata, dando
così piena attuazione alla vocazione transfrontaliera della regione». +
MondoScuola
( da "Stampa, La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
PORTACOMARO
STAZIONE.MOBILITATI PER L'ELEMENTARE «OBERDAN» "La nostra scuola
vivrà" Doposcuola, servizio scuolabus ampliato e contributi per l'acquisto
dei quaderni: sono queste le soluzioni proposte dagli insegnanti, dalla
Circoscrizione e dal consigliere Marcello Coppo, per garantire continuità alla
scuola «Oberdan» di Portacomaro Stazione. Nata a inizio '900, la sede è messa
ora a rischio non tanto dai regolamenti proposti (ma non
ancora approvati) dal ministro Gelmini, bensì dall'incertezza. A lanciare l'allarme, e a proporre
soluzioni concrete, c'è una comunità intera, che gravita sulla frazione.
«Portacomaro Stazione potrebbe avere la dignità di un paese - rivendica Pierino
Trevisi, presidente della Circoscrizione - Ci sono tantissime famiglie e
attività, e i servizi non mancano». Due sportelli bancari, tre bar, un
ristorante, diversi negozi, un piccolo supermercato, sono solo alcune delle
realtà di quel piccolo tratto di strada (la statale che collega Asti con
Calliano e poi Casale), che costituisce il «centro» di Portacomaro Stazione.
«Stando ai numeri - precisa Tiziano Brunoro, responsabile della scuola, che
dipende dal 1° Circolo di Asti - non dovremmo avere problemi. Abbiamo 67
bambini, e per la prima ci sono già una dozzina di adesioni, quando manca
ancora un mese alla chiusura delle iscrizioni». Le tabelle ministeriali, se
approvate, prevedono che per avviare una classe siano necessari almeno 15
iscritti, e per l'esistenza della scuola ce ne vogliono una cinquantina: alla
«Oberdan» ne mancherebbero solo tre per la futura prima, facilmente reperibili
fra bambini di paesi vicini. «C'è già chi è interessato - aggiunge l'insegnante
- alcuni però sono in dubbio, per il timore che la scuola possa chiudere, o
perché hanno bisogno di un servizio di doposcuola». La soluzione però c'è: una
cooperativa garantirà infatti il servizio di doposcuola con mensa il lunedì e
venerdì fino alle 17, i due giorni in cui non è previsto il rientro
pomeridiano. «Stiamo chiedendo un contributo al Comune - aggiunge il
consigliere del Popolo della Libertà, Marcello Coppo, ex presidente della
Circoscrizione - Se non dovesse arrivare, ci impegniamo, come gruppo
consigliare, a contribuire alla retta mensile, per ridurre da
( da "Stampa, La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Scuole a confronto
La carica dei mille agli istituti privati Nella Granda sono quattro: a Cuneo, Fossano
e Bra [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO Sono mille le famiglie della «Granda» che
preferiscono le scuole private, gestite da religiosi, a quella pubblica. E di scelta ne hanno poca: quattro istituti a
servizio di 250 Comuni. Le iscrizioni? In crescita. All'«Andrea Fiore» di Cuneo
i 100 alunni delle medie (oggi in via Negrelli) si trasferiranno negli spazi di
corso Dante 52, dove ci sono le Elementari. I cantieri per le nuove aule
inizieranno in estate. Nell'isolato in centro a Cuneo c'è anche una sezione
primavera (15 bimbi dai 2 ai 3 anni) e da settembre una nuova sezione sarà
nella sede che già ospita la Materna, in corso Soleri. La «Fiore» è la più
grande in provincia: 525 alunni e 54 insegnanti, i religiosi sono solo il
preside don Elio Dotto e due suore. Spiega il dirigente: «Personale giovane,
motivato. L'età media? 30 anni. Spesso sono alla prima esperienza di
insegnamento. Siamo tra le poche realtà che offrono uno spazio di libertà di
scelta: pur essendo gestiti da un ente privato, il servizio è pubblico a tutti
gli effetti». Dal prossimo anno le rette aumenteranno: tra 1500 e 3400 euro
l'anno. Ci saranno però borse di studio: la diocesi ha messo a disposizione 25
mila euro, un lascito di don Giovanni Mattio, morto quasi un anno fa e per
decenni parroco a Tetti Pesio. A Bra, da mezzo secolo, ci sono le Medie «San
Domenico Savio» dei salesiani: 156 alunni per 6 classi (ma fino a pochi anni fa
erano la metà). «L'identità della scuola
cattolica? Un progetto educativo con i valori
cristiani - dice il preside Teresio Fraire -, il dialogo tra cultura e fede e
l'importanza della comunità educativa: i docenti sono salesiani o scelti da
noi, a differenza delle scuole pubbliche. Le famiglie ci chiedono di
continuare l'azione educativa che c'è in casa. Criteri non presenti nella scuola di Stato: non dico che siamo migliori, ma siamo
diversi». Ancora: «La retta è di 2.900 euro l'anno, tutto incluso, tempo pieno:
ogni alunno di scuola statale costa oltre 6 mila euro
ai contribuenti. Gli istituti cattolici certo non servono per guadagnare, ma
permettono un risparmio allo Stato». «Le Medie sono aperte alla fine degli Anni
'90 - spiega il dirigente Piero Perona del "San Giuseppe", sempre a
Bra -: 40 alunni in 3 classi. Diamo una "protezione" dai pericoli di
bullismo o "cattive compagnie" dove si abusa di alcol e droghe, che
invadono sempre più il mondo giovanile. Un ambiente che sviluppa le
potenzialità che sarebbero inibite in classi più numerose». A Fossano, un
edificio del '600 ospita invece le Elementari «San Domenico». Suor Maria
Berchialla, la dirigente: «Abbiamo 5 classi, 125 alunni. Le suore vennero in
città nel 1894. La retta non è sostenibile da tutte le famiglie, anche il bonus
regionale copre molto poco (fino a 900 euro, gli importi variano a seconda del
reddito della famiglia, ndr). Le famiglie cercano un'educazione religiosa e il
doposcuola, sanno di avere i figli al sicuro: siamo
aperti fino alle 18 e ci sono 20 ragazzi che vanno nella vicina scuola pubblica e poi vengono qui al pomeriggio».
( da "Secolo XIX, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Università, ora il ministro Gelmini si scopre più"amata" la riforma Marsonet, ex preside
di Lettere: «Forse l'ostilità dei mesi scorsi era dettata anche da motivi di
carattere ideologico» 05/02/2009 A POCO più di due mesi dalla manifestazione
romana che aveva visto scendere in piazza centinaia di migliaia di studenti
contro il decreto Gelmini,
la scena è cambiata. L'Onda, nome di battaglia del movimento studentesco, si è
placata o, come a Genova, ha cambiato approccio alla protesta. La stagione
delle occupazioni in facoltàè finita. La vita universitaria è insomma tornata
alla normalità. Ma quel che più sorprende è che alcuni - non pochi - professori
cominciano a dirsi favorevoli al decreto (che nel frattempo è diventato legge).
Favorevoli, cioè, alle nuove e contestate regole introdotte nel mondo accademico
dal ministro Mariastella Gelmini. «Forse l'ostilità
nei confronti di questa legge era ed è dettata, almeno in parte, da motivi
ideologici. Questo si spiega anche con il fatto che il ministro, all'inizio,
non si è mosso molto bene. Invece di cercare il dialogo, ha creato un muro
contro muro. Ma ora mi pare che le cose siano decisamente migliorate». Michele
Marsonet, ex preside di Lettere dirige ora il dipartimento di filosofia
dell'Università di Genova. L'autunno scorso, ancora alla guida della facoltà,
Marsonet aveva si era pronunciato sulla rivolta contro la cosiddetta riforma Gelmini, dichiarandosi contrario alla forma ma favorevole
alla sostanza della protesta studentesca. Oggi ha cambiato parere. Persino la
tanto temuta possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni private,
contestastissima dagli studenti, non lo scandalizza più. «Non mi ha mai
scandalizzato: un po' di sana concorrenza tra università pubbliche e private
non può che far bene al nostro sistema», dice Marsonet, che da ragazzo ha studiato
negli Usa dove università pubbliche e private convivono. Tra gli obiettivi
principali del nuovo rettore Giacomo Deferrari, c'è la creazione di una
fondazione - formata da enti locali, banche e imprese - che affianchi
l'università e raccolga fondi per la ricerca. «Condivido questa scelta - dice
Marsonet - a patto ovviamente che la fondazione non interferisca nell'attività
di ricerca dell'ateneo». Un altro contestatissimo punto della
"riforma" riguarda il futuro dei precari tecnico-amministrativi. Un
esercito che, a Genova, conta circa duecento impiegati co.co.co. al servizio
nei vari uffici e biblioteche d'università. La Finanziaria
( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Cecina
Scuola, l'incontro organizzato dal Comitato VOLTERRA. Genitori preoccupati per
il prossimo anno scolastico. Sempre più serrate le riunioni e i consigli aperti
per fare chiarezza. Così questa sera alle
( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Cecina
Nessuno dà il
( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Cecina. Il consiglio
d'istituto ha deciso: «Insufficienza solo a chi ha 15 giorni consecutivi di
sospensione» Voti, nessun
( da "Repubblica, La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Palermo
L´annuncio L´Università avvia i tagli addio a un corso su cinque Un taglio ai
corsi di laurea del 21,2 per cento, un numero minimo di iscritti per avviare le
lezioni: l´Università comincia ad applicare le disposizioni
del decreto Gelmini. Il
piano, che scatterà nel 2009-2010, è stato approvato dal Senato accademico e
inviato al ministero dell´Università per il via libera. I corsi di laurea, che
erano 184 nel 2007-2008, fra triennali o a ciclo unico (116) e specialistici
(68), si riducono a 145: 63 triennali o a ciclo unico, 61 magistrali (gli ex
specialistici). Il parlamento d´ateneo ha anche deciso di attivare
esclusivamente quei corsi di laurea che raggiungano un tetto minimo di iscritti
(10, 20, 36, 50 iscritti a seconda degli ambiti disciplinari). Per questo le
iscrizioni dovranno essere definite entro il 30 settembre. «Abbiamo avviato la
razionalizzazione dell´offerta didattica - dice il rettore Roberto Lagalla -
verificando le dotazioni di docenti e di strutture, ma anche lavorando a
percorsi di studio basati su specifiche competenze, sulle tradizioni formative
e culturali e sulle esigenze formative del territorio, nonché sui parametri di
qualità previsti dal ministero». A dimagrire di più, dell´83 per cento, è la
facoltà di Giurisprudenza (da sei corsi a un solo corso magistrale). Seguono
Scienze politiche (da
( da "Tirreno, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Continuano gli
incontri dei genitori Iscrizioni a scuola, istruzioni per l'uso CARMIGNANO. Per
saperne di più sulla scuola che sarà a settembre (o quantomeno per confrontarsi
su dubbi e perplessità) non ci saranno solo gli incontri organizzati dalla
direzione didattiva. Proseguono infatti le iniziative anche del comitato di
genitori: un gruppo di mamme volenterose, rappresentanti di
tante altre mamme e babbi, critiche verso la riforma Gelmini e che hanno dato vita ad un blog. L'indirizzo è
genitoricarmignano.wordpress.com. La settimana scorsa aveva organizzato il
primo incontro nella sala consiliare del palazzo comunale e la sala era piena:
una partecipazione di cui ringraziano. Ora vogliono continuare a parlare
di scuola, di orari e di iscrizioni dei loro bambini. «Non vi aspettate troppo,
- dicono - siamo genitori come voi e abbiamo più domande che risposte. Ma
abbiamo anche tanta voglia di provare a fare qualcosa. E così tante voci
perplesse per una riforma ancora poco chiara e incompleta hanno delegato chi
può, per tempo o passione, a cercare informazioni». Incontri da genitore a
genitore insomma, autogestiti. Le mamme saranno in palazzo comunale, dalle 9.30
alle 12.30, il 6, 11, 13, 18, 20, 23 e 25 febbraio, a disposizione di chi si
accinge a iscrivere i propri figli. Organizzeranno inoltre un incontro presso
la biblioteca comunale di Seano il 13 febbraio alle 20.30. Parteciperà, quando
possibile, anche la dottoressa Serena Nieri, laureata in psicologia e
psicomotricista. W.F.
( da "Repubblica, La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Genova
L´allarme La denuncia della Cgil: "Abbiamo fatto i calcoli sulla base
della bozza di riorganizzazione uscita venti giorni fa" Elementari e
riforma, l´ultima debacle "Perderanno il posto da
( da "Sicilia, La" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
la flc cgil è per il
«no» Assemblee nelle scuole per il nuovo contratto Per la
Flc Cgil, la riforma Gelmini è una «controriforma che non guarda al futuro del Paese». Lo
sostiene il segretario provinciale Mimma Castronovo per la quale «occorrono
scelte coraggiose e condivise che vadano nella direzione di un sistema
formativo di qualità, inclusivo e per tutto l'arco della vita». «Il
prezzo da pagare - ha proseguito l'esponente della Flc Cgil - sarà altissimo
soprattutto per la nostra regione perché mentre le scuole del nord riusciranno
a limitare i danni, in quanto c'è una forte presenza di classi a tempo pieno
(59.000 su un totale di 68.000), quelle del sud, con appena 9.000 classi (in
Sicilia 529), registreranno un calo generalizzato dell'offerta formativa e una
contrazione di organico che intaccherà il posto di tanti precari». Mimma
Castronovo ha annunciato che, «per tali ragioni e per presentare i contenuti
del contratto per il rinnovo del secondo biennio economico 2008/2009 non
firmato dalla Flc Cgil, nei prossimi giorni le azioni di contrasto del
sindacato continueranno con una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro. Al
termine di ciascuna assemblea i lavoratori saranno chiamati a partecipare al
referendum e ad esprimersi con un voto sul contratto e sul nuovo modello
contrattuale». La Flc Cgil invita a votare per il no. Saranno inoltre
costituiti seggi mobili che permetteranno la consultazione di tutte le scuole
della provincia ed un seggio permanente presso la Camera del Lavoro di
Caltanissetta. Insomma, una mobilitazione forte, quella della Flc Cgil con un
piano di assemblee in tutta la provincia. Le assemblee sono previste lunedì 9
febbraio nelle scuole di Serradifalco, Resuttano, San Cataldo, Santa Caterina
Villarmosa, Sommatino e Delia, ma anche a Caltanissetta presso l'Itg Da Vinci,
l'Ita Di Rocco e l'Itas Russo, nonché presso l'Itis Mottura, il Liceo Classico,
l'Ipia Galilei, l'Itc Rapisardi e le scuole medie. Il giorno successivo sono
previste assemblee a Mussomeli, Campofranco, Milena, Montedoro, Sutera e Bompensiere,
Mazzarino, Riesi, Vallelunga, Villalba e Marianopoli; l'11 febbraio a Gela e
Niscemi e il 12 febbraio a Butera. Carmelo Locurto
( da "Sestopotere.com" del 05-02-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, Nervegna
(Fi/PdL): "I buchi neri del prof.Balzani" (5/2/2009 16:54) | (Sesto
Potere) - Forlì - 5 febbraio 2009 - "Lentamente, ma inesorabilmente, viene
alla luce la filosofia che ispira se non lui stesso o il suo programma per le
prossime amministrative, comunque la sua squadra e chi lo ha sospinto alla
vittoria all?interno del partito. Una cultura più che laica: laicistica , un
massimalismo barricadiero anni Settanta e il mai sopito anelito statalista e
tutto sommato post – comunista. Di chi stiamo parlando? Di Roberto Balzani e
delle sue proposte per ?innovare? (ma sarebbe meglio dire peggiorare) il mondo
della scuola Forlivese”. Con queste parole Antonio
Nervegna , consigliere regionale e capogruppo comunale di Forza Italia/PdL,
lancia di fatto il primo affondo contro il candidato della sinistra in quella
che si prefigura una lunga campagna elettorale in vista delle prossime elezioni
locali del giugno
( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Iscrizioni a scuola,
è caosMancano certezze sugli orari l'allarme Le novità introdotte dal ministro Gelmini non sono ancora in vigore e
dunque non applicabili. Dubbi anche sugli organici 06/02/2009 ROMA. Iscrivere i
figli a scuola? Per tanti genitori è come un «lancio di dadi». Molti istituti,
infatti, non sono in grado di garantire al momento (il termine per presentare
le domande scade il 28 febbraio) il modulo orario richiesto né sanno dare
informazioni precise su laboratori e attività extracurricolari. A
rendere più farraginoso il meccanismo quest'anno sono le novità introdotte dal
ministro Gelmini (dal maestro unico all'inglese
potenziato alle medie) e le incertezze sugli organici. Oltre al fatto che il
regolamento che introduce le nuove disposizioni riguardanti la scuola dell'infanzia
e il ciclo primario non ha completato i passaggi e non è ancora entrato in
vigore (su questo associazioni di genitori, insegnanti e sindacati hanno
presentato un ricorso al Tar perché la circolare sulle iscrizioni anticipa
disposizioni non ancora previste). «Le difficoltà maggiori - conferma Angela
Nava, presidente del Coordinamento genitori democratici - si incontrano per le
iscrizioni alla scuola elementare e, in particolare, per il tempo scuola di 30
o 40 ore. Ci arrivano mail da genitori che hanno bisogno di sapere, per
organizzare la vita familiare, se la loro scelta di tempo-scuola sarà accolta
e, invece, ricevono risposte evasive dai dirigenti scolastici». Anche le
iscrizioni alla secondaria di primo grado, vengono fatte, a volte, incrociando
le dita. «A oggi ancora non so - racconta la mamma di una bambina che l'anno
prossimo andrà in prima media all'istituto Alberto Sordi di Roma - quali
attività extracurricolari potrebbe svolgere mia figlia e di conseguenza mi è
difficile scegliere il tempo-scuola: 30, 36 o 40 ore settimanali». «C'è una
profonda incertezza legata agli organici che sta creando problemi. Le scuole
non sanno - spiega il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna -
se avranno organici adeguati a garantire il tempo chiesto dalle famiglie. Si
può dare un consiglio pratico: poiché ragionevolmente le scuole che lo scorso
anno avevano il tempo prolungato lo vedranno confermato è preferibile, invece
di andare in giro a caso, rivolgersi a scuole che già hanno questo modello in
atto: c'è un servizio mensa assicurato e modalità didattiche già sperimentate».
Secondo Di Menna un secondo aspetto, «di confusione totale», è quello legato
alle attività da svolgere nei laboratori didattici. «Si tratta di attività
pomeridiane che le scuole hanno organizzato per laboratori ma se gli istituti
non sanno esattamente di quale organico potranno disporre il prossimo anno, la
programmazione diventa impossibile. Siamo di fronte - osserva Di Menna - a una
situazione paradossale: non si può costringere i ragazzi, per tagliare gli
organici, a fare otto ore di lezione». Più fiducioso appare il presidente
dell'Associazione nazionale presidi (Anp) Giorgio Rembado. «Le scuole stanno
registrando orientamenti e attese delle famiglie per poi confrontarle con la
possibilità di realizzarle quando avranno chiari gli organici, da parte del
ministero, e certezze sul servizio-mensa». «Credo che nella stragrande
maggioranza dei casi le richieste verranno accolte» conclude Rembado
sottolineando come, in ogni caso, dalla richiesta delle famiglie non scaturisca
un diritto assoluto ad avere quel che si è scelto. 06/02/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, nella
giungladei voti in condotta tra decreto e realtà
Criteri diversi da istituto a istituto. C'è anche chi considera il profitto
FIOCCANO i cinque in condotta. In alcuni istituti
soprattutto tecnici e professionali. Non una bufera, però un segnale. I presidi
da pochi giorni hanno sulla scrivania il decreto ministeriale che stabilisce
che il 5 venga dato in presenza di una espulsione da scuola per oltre 15
giorni. Nella confusione generale, nell'andazzo autonomo per cui c'è chi ha già
concluso gli scrutini dopo Natale e chi deve ancora consegnare le pagelle, il
decreto ministeriale, esplicitamente voluto per arginare il bullismo, per ora
non ha rigidamente indirizzato i voti. I "dolori" si faranno sentire
a maggio. E intanto si scopre che ogni istituto si dà un regolamento, dei
parametri, dei criteri per stabilire i vari voti di condotta.
Dal
( da "Secolo XIX, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Gli
istitutiaspettanole regole il testo nMA COSA dice il decreto Gelmini sul voto in
condotta? Nel testo di legge non si specifica se il cinque in condotta faccia o
no media. Il ministro ne ha parlato più volte, ma non lo ha "messo nero su
bianco". Ed è questa l'indicazione che i dirigenti aspettavano nel
successivo decreto attuativo. Nel decreto ministeriale si legge di sostanza che il
( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Prima
Pagina Scuole primarie, «tagliati» 39 maestri Legge Gelmini: ecco le previsioni della Cgil
per il prossimo anno In tutta la provincia sono 89 gli insegnanti che rischiano
il posto LIVORNO. Dopo tanto parlare sull'eventuale sconquasso alla scuola che
procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di
lavoro: secondo i calcoli della Flc-Cgil livornese, al via del prossimo
anno scolastico alle primarie (ex elementari) rischiano il posto in città da un
minimo di
( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Cecina. Allarmanti
previsioni per il prossimo anno scolastico. «I più colpiti saranno i precari»
Rischio tagli per 89 maestri Scuola primaria: le stime Cgil per la nostra provincia
CECINA. Dopo tanto parlare (e manifestare) sull'eventuale
sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le prime proiezioni sulla
maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli della Flc-Cgil
livornese, al via del prossimo anno scolastico alle primarie (ex elementari)
rischiano il posto in provincia da un minimo di 32 ad un massimo di 89
insegnanti. Un terremoto che - secondo la Cgil - rischia di abbattersi
soprattutto sui precari che saranno i primi a risentire dei tagli. In cronaca
SEGUE A PAGINA 1
( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 17 - Esteri
Roberto Perotti, economista alla università Bocconi "Sorprendente che
abbia parlato così ma il nostro Paese deve cambiare" "Il diplomatico
americano voleva togliersi qualche sassolino dalle scarpe" ANAIS GINORI
«Cambiare l´Italia è difficile perché baronati e lobby paralizzano tutto». Nel
suo saggio "L´Università truccata", Roberto Perotti ha denunciato
nepotismo e inefficienze del nostro sistema universitario. Economista alla
Bocconi, ha vissuto quindici anni negli Stati Uniti, passando per il Mit e la
Columbia University. Signor Perotti, è sorpreso dalle parole dell´ambasciatore
Spogli? «Un po´ sì. Si vede che aveva voglia di togliersi qualche sassolino
dalle scarpe prima di andar via». Condivide la diagnosi sul nostro Paese? «Sono
cose abbastanza generiche. L´università italiana non brilla, anche se ci sono
poli di eccellenza». L´Italia è in fondo a tutte le classifiche. C´è un modo
per ricominciare a competere con l´estero? «Certamente questa idea tipicamente
italiana per cui gli atenei debbano essere tutti uguali è sbagliata. Non
possono esserci 90 università eccellenti. Oppure significa condannarle tutte
alla mediocrità». Bisogna imitare il sistema anglosassone? «Nessun modello è
perfetto, sarebbe sciocco dirlo. Ma penso sia giusto creare elementi di
competizione interni per ottenere le risorse pubbliche. Di
tanti spunti della riforma Gelmini, sono d´accordo sull´assegnazione del 7% dei fondi in base ai
risultati della ricerca». Il nostro paese è bloccato, dice ancora Spogli. «è il
problema eterno delle società in crisi. Nel caso dell´università, ci sono veti
incrociati, professori baroni che hanno interessi a non cambiare. Ma
anche studenti che temono un sistema più selettivo dove bisognerebbe pagare un
po´ di più e laurearsi in meno tempo». L´ambasciatore americano auspica un
maggiore legame tra università e imprese. «Mi sembra un´affermazione vaga.
Quando un´università va bene produce studenti apprezzati dalle imprese. Le
migliori università americane si occupano soprattutto di offrire stimoli
intellettuali». Il declino dell´Italia è segnato? «L´università è peggiorata,
ma anche le infrastrutture, la giustizia, le privatizzazioni: basta guardare il
caso Alitalia». è pessimista su tutta la linea. «L´Irlanda negli anni Ottanta
stava andava a scatafascio, poi l´hanno rigirata come un calzino. Certo, per un
piccolo Paese è più facile. Ma anche la Spagna ha fatto una trasformazione
enorme. Il problema è che in Italia ci sono ancora persone che ragionano come
nell´Ottocento. La speranza è nel cambio di mentalità delle nuove generazioni».
( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Empoli
«Non si possono fare comizi a scuola» Il consigliere
Tricarico contro il comitato anti-Gelmini CASTELFIORENTINO. Questa sera alle 21,30 al circolo del Pdl si
terrà una conferenza sulla scuola. E' tempo di iscrizioni, il tema è attuale «e
le famiglie hanno necessità di conoscere il disegno che sta nella legge Gelmini», spiegano gli organizzatori
dell'incontro. «Con l'occasione devo intervenire su quanto avvenuto
mercoledì pomeriggio alla scuola Tilli - spiega il consigliere comunale del Pdl
Vincenzo Tricarico (nella foto) - si è tenuta infatti una riunione alla
presenza del dirigente scolastico il quale, come da convocazione recapitata a
tutti i genitori interessati, avrebbe dovuto fornire i primi chiarimenti sulle
modalità di iscrizione alla scuola dell'infanzia ed alla scuola primaria se non
che al termine del suo breve intervento, il comitato locale contro la legge Gelmini si è appropriato, della scena». «Al di là dei
faziosissimi contenuti degli interventi pronunciati dagli insegnanti appartenenti
al comitato è inaccettabile che una riunione sia stata trasformata, in una
occasione per tenere un comizio - continua ancora Tricarico - nessuno può
arrogarsi il diritto di utilizzare la scuola di tutti per rappresentare
posizioni di parte. La dimostrazione sta nelle proteste espresse dai genitori,
oltre al sottoscritto, che hanno ritenuto di essere stati vittima di un sopruso
insopportabile quale quello di fare propaganda e politica sulle teste dei
propri figli». A seguito di quanto accaduto «presenterò una interrogazione al
sindaco riservandomi inoltre qualsiasi iniziativa in ogni sede - conclude -
affinché i locali delle scuole non possano essere più usati per le medesime
finalità dei fatti a cui faccio riferimento».
( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Roma
"Il voto con i numeri? Meglio i giudizi" I maestri delle elementari:
"No alla legge Gelmini, non torniamo indietro" "In una riunione del collegio
dei docenti abbiamo chiarito che non siamo d´accordo" TEA MAISTO Voti
decimali o i classici giudizi: sufficiente, buono e ottimo? E´ tempo di pagelle
nelle scuole elementari. Ma in questi giorni maestre e presidi hanno una
difficoltà in più nel decidere la valutazione dei propri alunni: in
seguito alla legge 169 il ministero dell´Istruzione ha emanato due circolari
che chiedono di usare i voti numerici, per la scuola primaria «accompagnati
anche da giudizi sintetici o analitici». In pratica spiega la preside della
Iqbal Masih, la scuola del Casilino che per prima ha iniziato la
"battaglia" contro la riforma Gelmini:
«Siamo tenuti a mettere i voti in decimali ai quali possiamo affiancare il
giudizio». E così le scuole si sono ritrovate in questi giorni, durante il
collegio dei docenti, a ragionare sul da farsi e il "vecchio"
giudizio sembra avere la meglio. All´istituto Pietro Maffi, zona Primavalle, i
maestri hanno deciso con una delibera di mantenere «per quest´anno scolastico
l´adozione del documento di valutazione preesistente», ovvero i classici
giudizi. Si legge tra l´altro nella delibera: «Ci si chiede se sia sufficiente
declinare i giudizi in termini numerici, quale forma di valutazione sia più
comprensibile per l´utenza». Spiega ancora il direttore amministrativo Domenico
Montuori: «La legge 169 prevede che debba essere emanato un regolamento di
coordinamento di tutte le norme sulla valutazione. Al momento non esiste nessun
schema di regolamento definitivo emanato dal governo quindi qualsiasi decisione
che venga presa dai dirigenti scolastici per il documento di valutazione su
scala decimale è da ritenersi illegittima». Alla elementare Leopardi, di via
Parco della Vittoria, spiega una delle maestre, Amalia Cappelli: «In un primo
collegio docenti avevamo votato per mantenere il giudizio, poi con l´arrivo
della circolare abbiamo dovuto mettere in pagella anche il voto. Ma nella nuova
delibera abbiamo inserito una nota in cui spieghiamo che non siamo d´accordo
con il sistema dei voti decimali. Insegno da 33 anni, il voto è davvero
restrittivo, mentre con il giudizio si valutano tutte le sfaccettature
dell´alunno». Anche al 138esimo circolo Basile a Torre Angela utilizzeranno il voto
in decimali e vi affiancheranno il giudizio utilizzato fino ad ora. Spiega il
preside Salvatore Sasso: «E´ difficile far corrispondere il giudizio a un voto
perché con i bambini devi considerare molte variabili». E poi la scuola
Pistelli, quartiere Prati: «La norma parla chiaro, i voti devono essere in
decimi - spiega la preside Bruna Maiolini - il collegio docenti ha votato per
una scheda in cui al decimale ci sia una corrispondenza con il vecchio giudizio
in modo che i genitori abbiano anche la valutazione. I voti più bassi, 1-2-3,
non saranno utilizzati». Leggermente diversa la situazione per l´elementare Pio
La Torre di Torrevecchia: «Ci sono le disposizioni ministeriali, come si può
non mettere i voti numerici? - si chiede la dirigente scolastica Renata Farina
- manterremo il vecchio strumento di comunicazione con i genitori in altro
modo. Questo per non mettere in difficoltà ad esempio i bambini che si spostano
da una scuola a un´altra e in periferia il loro numero è consistente». Spiega
la preside: «Compileremo un documento non ufficiale con il giudizio che daremo
alle famiglie e, nel caso di trasferimento degli alunni, alle scuole che ce ne
faranno richiesta». All´Ada Negri, zona Appio Latino, le maestre hanno deciso
martedì: «Quasi metà del collegio docenti avrebbe voluto mettere per protesta
il voto politico unico per tutti gli alunni - ha spiegato la preside Lia Zene -
Ma poi abbiamo deciso di soprassedere perché le famiglie hanno diritto di
sapere come vanno i propri figli ed è anche più giusto per i bambini». E ha
aggiunto: «Abbiamo deciso di mettere i voti da
( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Roma
Parla Simonetta Salacone, preside dell´Iqbal Masih "Scriveremo ai genitori
che una cifra non dice nulla" Indicheremo nella prima pagina della scheda
un profilo dell´alunno All´Iqbal Masih, la scuola del Casilino da cui è partita
la protesta delle elementari romane contro la Riforma Gelmini, si deciderà nel prossimo
collegio docenti come valutare i propri alunni nella pagella del primo
quadrimestre. Ma un primo orientamento già c´è. Preside Simonetta Salacone,
come pensate di regolarvi? «Indicheremo nella prima pagina della scheda un
profilo dell´alunno in base alla partecipazione alla vita della classe,
alla modalità di apprendimento, alla costanza e all´impegno nello svolgimento
dei compiti, alla relazione con i compagni e con gli adulti e al rispetto delle
regole. Sono le informazioni che più ci interessa trasmettere ai genitori. Sarà
comunque il collegio docenti dell´11 febbraio a decidere il da farsi». E non
metterete in pagella i voti numerici? «Nella parte inferiore della scheda ci
sarà una legenda che spiegherà a quale indicatore numerico corrisponde il
giudizio scritto accanto a ogni disciplina. Non utilizzeremo comunque i voti
numerici nella valutazione quotidiana di compiti, esercizi, test».E ai genitori
che cosa direte? «La pagella sarà accompagnata da una lettera in cui spieghiamo
ai genitori come attueremo la valutazione. Li avvertiremo che questa traduzione
da giudizi a numeri non solo non può essere scientifica ma è anche discutibile
in quanto nessuno ci ha detto a quale giudizio corrisponde quale voto, che il
nostro è "un atteggiamento di obbedienza coatta e dissenso
consapevole"». Insomma il voto numerico non riscuote molto successo� «Il
voto è troppo sintetico, non riesce a riassumere tutti gli aspetti di un
alunno. Rischia di essere selettivo e non aiuta i genitori a far capire come va
il proprio figlio. Nella lettera abbiamo anche scritto che non riusciamo a
vedere alcuna correlazione tra i voti e una "più chiara e trasparente
valutazione". Vi leggiamo una semplificazione rispetto alla ricchezza
delle osservazioni espresse attraverso l´attuale scheda di valutazione, e
infine vi scorgiamo il rischio di un uso del voto in senso meramente
sanzionatorio quando non punitivo ed escludente degli alunni più fragili». (t.
m.)
( da "Unita, L'" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Classi multietniche,
è caos Proteste alla «Pisacane» Scade oggi il bando per l'iscrizione alle
scuole comunali dell'infanzia per l'anno scolastico 2009/2010. Ma sul numero di
ragazzini stranieri per classe si sta giocando una partita delicatissima. È
caos per l'iscrizione alle scuole comunali dell'infanzia. Oggi scade il bando,
sul tappeto il nodo della creazione di piccoli gruppi di inserimento di bambini
stranieri nelle classi «per garantire - parole dell'assessore alla Scuola,
Laura Marsilio - un'efficace integrazione e un buon livello di opportunità
educative e formative». Nel bando si ipotizza «l'assegnazione alle classi di
bambini stranieri è effettuata, ove possibile, raggruppando bambini dello
stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare, di norma, il
numero di 5 per ogni classe». Proprio il numero di bimbi stranieri nelle classi
ha provocato ieri la rivolta di 30 mamme della «Pisacane» - VI Municipio - che
hanno brandito l'italianità per minacciare che non iscriveranno i propri bimbi
per il prossimo anno: troppi bimbi immigrati. «I nostri figli hanno diritto a
fare e a vedere un presepe con il bambino Gesù, la madonnina e san Giuseppe - hanno scritto i genitori alla Gelmini invitando anche gli altri di tutta Italia a "fare
obiezione" - mentre il "Villaggio globale" organizzato lo scorso
anno aveva moschee, minareti e donne in burqa mischiati ai pastori e ai re
magi». Alla «Pisacane» su 133 alunni, 113 sono migranti (provenienti
soprattutto dal Bangladesh). «Ci sentiamo straniere in una scuola-ghetto
fatta ormai solo per stranieri - dice Flora Arcangeli, presidente del Comitato
- nella classe della materna dei miei due figli, su 24 alunni solo 5 sono
italiani. E le comunità straniere sono chiuse, non socializzano con noi»».
Secca la replica della dirigente scolastica della «Pisacane» Nunzia Marciano:
«Tutti gli alunni stranieri della scuola sono immigrati di seconda generazione,
che parlano correttamente l'italiano e sono perfettamente integrati». GHETTI E
NUMERO CHIUSO E non è un caso che la lettera della «Pisacane» sia stata inviata
proprio nel giorno in cui era in discussione nella sede dell'assessorato
capitolino alla Scuola un accordo tra i dirigenti scolastici del VI, il Direttore
dell'Ufficio Scolastico Regionale, il Comune e il presidente Giammarco
Palmieri. Con questo accordo - siglato ieri sera - i dirigenti scolastici si
impegnano a orientare le famiglie non italiane a iscrivere i loro figli in
altre scuole del Municipio VI: saranno spostati con gli scuolabus. «Nello
stesso tempo, però - risponde polemicamente la dirigente dell'Iqbal Masiq del
quartiere Casilino, Simonetta Salacone - nella mia scuola accetteremo con
riserva le richieste di iscrizione provenienti da genitori italiani di altri
quartieri, come il Pigneto, orientandoli a vivere come un valore positivo
l'integrazione e la multiculturalità». Ma non è stato lasciato che alla
«Pisacane» si creasse una situazione esplosiva? «Avevamo anche noi avviato
degli incontri con il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per una
diverso orientamento delle iscrizioni - risponde l'ex assessore comunale alla
Scuola, Maria Coscia, ora deputata Pd - Quanto all'utilizzo degli scuolabus,
non vorrei che si arrivasse alle deportazioni dei bimbi stranieri. I bambini
sono tutti uguali, e deve essere rispettato il diritto alla studio di tutti,
senza discriminazioni». MICHELA BEVERE ROMA roma@unita.it
( da "Unita, L'" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Riforma della
scuola: è di nuovo strappo tra Rete e Gelmini L'incontro di ieri tra il
ministro dell'Istruzione Gelmini e il Forum degli studenti «si è concluso ancora una volta con un
risultato negativo». Lo riferisce la Rete, annunciando una nuova stagione di
mobilitazioni per la «forte difficoltà che la scuola vive per le conseguenze
dei tagli» e della «mancanza di dialogo sulle scelte cruciali». Gli
studenti riferiscono di avere chiesto al ministro di poter intervenire sui
procedimenti ancora in corso: i regolamenti attuativi sulla secondaria e il
progetto di legge Aprea. Inoltre, che sia dato potere agli studenti di
contribuire al piano sull'edilizia scolastica proposto la settimana scorsa dal
ministro. Il forum, inoltre, ha chiesto di evitare nuovi provvedimenti sulla
regolamentazione del
( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna
La protesta Al Sant´Orsola arriva Brunetta "Onda" e Cgil si
mobilitano ALESSANDRO CORI L´Onda si prepara a rendere "inospitale"
la città ai rappresentanti del governo Berlusconi. Oltre ai lavoratori della
Cgil, quelli della corrente di sinistra della rete 28 aprile e gli insegnati
del comitato "Scuola e Costituzione" che contesteranno il ministro
della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, oggi in visita al Sant´Orsola-Malpighi
per la presentazione del progetto "Smart inclusion", anche gli
studenti metteranno in scena alcune proteste in centro e davanti al
policlinico. Alla presentazione del progetto doveva esserci
anche il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini, obiettivo numero uno dell´Onda, ma da Roma, tranne sorprese
dell´ultimo minuto, fanno sapere che non ci sarà. L´appuntamento dei lavoratori
del policlinico è per le 14 davanti al padiglione nuove patologie. «Rimarremo
lì finché non si faranno vedere», dice Giulio Tiberio. «Ci saranno
volantini e striscioni ma anche un tentativo di premiazione stile tapiro
d´oro». L´idea è di consegnare ai due ministri, ribattezzati «Bonnie e Clyde»,
un oggetto che si richiama sì ad un animale, ma che in realtà simboleggia certe
difficoltà sanitarie: un pappagallo di cartone. I due ministri lo
"vincono" per le «benemerenze in termini di tagli alla sanità» e lo
consegnano i lavoratori in quanto sono «i primi a pagare le loro politiche».
Una premiazione, che difficilmente andrà a buon fine. Tiberio conta
sull´appoggio di altri settori della Cgil (funzione pubblica, pensionati,
insegnanti, metalmeccanici) e semplici cittadini, per arrivare ad un centinaio
di persone. Più misteriosa, come sempre, la contestazione che porterà in piazza
l´Onda. «Faremo diverse iniziative per rendere inospitale la città ai ministri
- dice Simone, dell´Onda - prima in centro e poi davanti al policlinico. Forse,
anche dentro. La Gelmini non ci sarà? Allora ci faremo
sentire e vedere da Brunetta».
( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Bari Il caso
Bimbo disabile escluso dalla recita scuola denunciata dai genitori FRANCESCA
SAVINO Sul palcoscenico mancava solo lui. Ma alla recita scolastica dei suoi
compagni di classe Manuel non era stato invitato neanche come spettatore:
unico, fra tutti i bambini di una quinta elementare del Barese, a non ricevere
il cartoncino colorato qualche giorno prima dello spettacolo. Perché disabile,
denunciano i genitori che attraverso il loro avvocato hanno
spedito una lettera al ministro Gelmini, alla direttrice dell´istituto scolastico e all´ufficio
scolastico provinciale. E adesso non escludono di chiedere i danni, anche se la
priorità, scrive il legale Luca Italiano, «è non la punizione ma la formazione
di quanti sono preposti all´educazione, istruzione e integrazione scolastica
dei nostri figli». Manuel (il nome è di fantasia) ha nove anni e
un´idrocefalia congenita, con sindrome ipertonica da leucomalacia. In classe
cammina, studia, parla, gioca come i suoi coetanei ma è sempre seguito da una
insegnante di sostegno che si siede al suo fianco. Proprio fra i banchi di
scuola a dicembre ha visto gli inviti rivolti alle famiglie degli alunni: uno
per ciascuno dei 28 bambini che nel pomeriggio del 22 avrebbero partecipato
alla rappresentazione natalizia organizzata dalla scuola nella chiesa di San
Paolo. Per lui però non era stato previsto alcun invito. Il bambino si è
chiesto il perché e ha raccontato l´episodio ai genitori. Loro hanno deciso di
non restare a guardare e si sono rivolti all´avvocato: «Perché non deve succedere,
né a noi né a nessuno». Il dirigente dell´ufficio scolastico provinciale
Giovanni Lacoppola, ha inviato le scuse, a nome personale e di tutta la
comunità, e ha pubblicato una circolare sull´integrazione scolastica. Manuel,
intanto, è tornato in classe: quest´anno ha il giudizio finale da affrontare.
( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Cecina
Scuola primaria, 39 maestri a casa Le proiezioni-choc della Cgil per il
prossimo anno scolastico E in tutta la provincia sono 89 gli insegnanti che
rischiano il posto LIVORNO. Dopo tanto parlare (e manifestare) sull'eventuale sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione
della Legge Gelmini ecco le
prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli
della Flc-Cgil livornese, al via del prossimo anno scolastico alle primarie (ex
elementari) rischiano il posto in città da un minimo di
( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
MANIFESTAZIONE L'11
FEBBRAIO «No al voto in condotta» C'è chi crede che con
le videocamere nelle scuole si possa combattere il bullismo, che con i tagli si
possa creare una buona scuola, che con il voto in condotta
si possa educare una persona. Noi invece continuiamo a batterci ogni giorno
purchè venga cancellata la legge Gelmini. Vogliamo una scuola dove si possa imparare la vera educazione
quella che serve per la vita, e non per essere il futuro tassello-schiavo di un
sistema industriale. Per questo diciamo: No ad una scuola repressiva - No al voto in condotta - No ai continui tagli
alla nostra educazione Per questo continuiamo a scendere in piazza e per questo
11 Febbraio saremo ancora a batterci per la nostra scuola. Collettivo
Istituto Nautico
( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 21 - Cronaca
"Troppi bimbi stranieri, via dalla scuola" Roma, protesta di mamme in
un istituto elementare: integrazione impossibile Il Comune: tra le ipotesi un
tetto al numero di studenti immigrati per ogni classe FEDERICA ANGELI ROMA -
«Troppi scolari stranieri, siamo costrette a migrare in altre scuole. Nessuna
di noi iscriverà, entro il 18 febbraio, in quell´istituto i nostri figli». La
protesta delle mamme della scuola elementare "Carlo Pisacane",
istituto che sorge tra Torpignattara e il Pigneto, borgate storiche e popolari
di Roma, è esplosa in una lettera inviata al ministro per l´Istruzione Maria Stella Gelmini. Non è questione di razzismo, secondo il Comitato �mamme per
l´integrazione´ della scuola Pisacane, ma di «un´integrazione impossibile» e di
«diritti negati ai propri figli». Come quello, tanto per fare un esempio, di
fare e di vedere un presepe con Bambin Gesù invece di moschee, minareti e donne
in burka mischiati ai pastori e ai Re Magi, come è stato lo scorso anno.
«Quindici bambini italiani su un totale di 180 allievi stranieri e classi come
l´attuale prima elementare, con un solo bambino italiano su 23 - spiegano nella
lettera - significa negare ai nostri figli il diritto ad avere degli amichetti
con cui giocare anche al di fuori dell´orario canonico, mentre le comunità di
stranieri presenti nel nostro istituto sono chiuse e non si lasciano frequentare».
I problemi sono anche altri: «I nostri figli hanno diritto ad andare in gita
scolastica, mentre anche per motivi economici i bambini stranieri non possono
mai partecipare ai viaggi che, di tanto in tanto, si provano a organizzare.
Niente città d´arte, nessun soggiorno sulla neve: non si raggiunge mai il
numero minimo per partire». La lettera delle mamme della "Pisacane"
al ministro si conclude con un interrogativo. «Quanti tra coloro che mettono la
testa sotto la sabbia e spacciano questo terribile aborto di scuola-ghetto per
modello multietnico portano i loro figli in istituti come la Carlo Pisacane di
Roma? Sospettiamo che la risposta sia nessuno». A rivendicare l´eccellenza
dell´elementare di Torpignattara, sottolineando le innumerevoli attività svolte
negli anni passati - dai corsi di jazz per i bambini tenuti da musicisti di
fama internazionale a rassegne estive di concerti, a dibattiti sul confronto
tra culture - è la dirigente scolastica Nunzia Marciano. «I pregiudizi degli
adulti nascono da un deficit di informazioni - spiega Marciano - qui offriamo
un´istruzione d´eccellenza per tutti, che ha ricevuto riconoscimenti e premi.
Le istituzioni ci aiutino a fare sapere che è una scuola di buona qualità per
tutti». Appello respinto. Il deputato romano del Pdl-An, Fabio Rampelli,
componente della commissione Cultura e Istruzione, parla di «emergenza
culturale» e di «squilibri nello svolgimento dei programmi». «Occorre stabilire
- ha dichiarato il deputato - una quota massima di stranieri per classe». Così
nel pomeriggio arriva un accordo firmato dai dirigenti del VI Municipio e
dall´assessore capitolino alle politiche scolastiche, Laura Marsilio che
prevede una più equa distribuzione di stranieri nelle scuole. In sostanza si
tratta di uno "scambio" di iscrizioni tra le scuole della rete del VI
Municipio di Roma per creare un equilibrio tra bambini italiani e non italiani
nelle classi, in modo da evitare concentrazioni di alunni stranieri in una sola
scuola. «Ma - ha spiegato l´assessore - stiamo anche valutando l´ipotesi di
fissare un eventuale tetto sulla presenza di alunni stranieri per ogni classe».
( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 21 - Cronaca
Bari Alunno disabile per lui niente recita BARI - Né sul palcoscenico né in
platea: recita scolastica negata a un bambino disabile di nove anni, affetto da
un´idrocefalia congenita, che frequenta la quinta elementare in una scuola
della provincia di Bari. Il piccolo non era stato nemmeno invitato, come tutti
i suoi compagni di classe. I suoi genitori si sono rivolti
a un avvocato e hanno denunciato l´accaduto in una lettera al ministro
dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. Il dirigente dell´ufficio scolastico provinciale, Giovanni
Lacoppola, ha inviato le scuse alla famiglia.
( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 22 -
Spettacolo La sfilata raggiungerà poi piazza Mazzini, vero e proprio epicentro
dei festeggimenti. Qui, ... Domani la cerimonia di apertura con 1300 figuranti
La sfilata raggiungerà poi piazza Mazzini, vero e proprio epicentro dei
festeggimenti. Qui, dopo una coloratissima passerella di gruppi mascherati,
bande musicali e ospiti, intorno alle 19 verranno simbolicamente consegnate le
chiavi della città a Burlamacco (maschera ufficiale di Viareggio). Subito dopo
via all'alzabandiera e per tre settimane sul pennone più alto di piazza Mazzini
sventolerà il vessillo del Carnevale. Gran finale, poi, con i fuochi
d'artificio che, dal mare, illumineranno il cielo di Viareggio. Il primo corso.
Domenica pomeriggio (ore 15) spazio invece ai carri mascherati. Sul viale a
mare faranno finalmente il loro debutto le grandi costruzioni di cartapesta che
rendono unico il Carnevale di Viareggio. Protagonista, naturalmente, sarà la
satira politica. Il premier Silvio Berlusconi si conferma anche quest'anno il
più bersagliato dai «maghi» viareggini. Ma sono previsti anche molti esordi
eccellenti. Il più importante sarà quello del neoeletto presidente degli Stati
Uniti Barack Obama, presente su ben tre costruzioni in concorso. Ma non
mancheranno volti noti della politica di casa nostra, alla loro prima
apparizione sui viali a mare di Viareggio. Fra i tanti, vale la pena segnalare
il ministro Brunetta. Ma un trattamento tutt'altro che... galante
è stato riservato anche alle colleghe Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. Fra i politici presi di mira ci
sarà anche un ritorno eccellente: Giulio Andreotti (atteso in carne ed ossa
anche ad una delle cinque sfilate: le altre quattro sono il 15, 22 e 24
febbraio e il 1º marzo), protagonista dopo tanti anni di assenza di una
costruzione di prima categoria. Sui carri anche tanta satira sociale
(fra i più attesi un carro sul fenomeno dell'immigrazione), ma anche argomenti
più leggeri. Ospiti. Il più atteso in tribuna d'onore è Massimo Ranieri, a cui
quest'anno la Fondazione Carnevale ha voluto attribuire il premio Burlamacco
d'oro. Ma fra i personaggi che potrebbero affacciarsi sui viali a mare ci sono
anche due bellezze straniere: l'attrice e modella Milla Jovovich (musa del
regista francese Luc Besson) e la showgirl Ramona Badescu. Claudio Vecoli
( da "Corriere della Sera" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2009-02-06
num: - pag: 62 categoria: BREVI Giovani e violenza Ne parla Paragone La noia
giustifica la violenza? Che cosa manca ai giovani? Gianluigi Paragone (foto) ne
parla con Mariastella Gelmini, Pina Picierno, Feltri, Sansonetti, Lidia Ravera, Sgarbi.
Malpensa, Italia Raidue, ore 23.45
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2009-02-06 - pag: 1 autore: Speciale tv Inchiesta su Raitre,
parla la dirigente del circolo Viviani a Caivano La «preside coraggio» del
Parco Verde NAPOLI — Una scuola d'eccellenza con tutti i fattori ambientali
contro, all'interno del «famigerato» Rione Parco Verde di Caivano: quattromila
abitanti e il 30 per cento con precedenti, soprattutto donne e per spaccio di
droga; 12 piazze di spaccio per 12 lotti nello storico territorio dei Moccia,
teatro di regolamenti di conti. Eppure c'è una scuola che funziona, il Viviani,
che trattiene i ragazzi strutturalmente «difficili» nei banchi, che ha ripulito
i giardini antistanti l'istituto anche di pistole Beretta, trovate sepolte nel
terreno. E che quindi ha attirato l'attenzione dei giornalisti di Presadiretta:
la seconda puntata in onda su RaiTre domenica sera avrà per protagonista la scuola,
afflitta dai suoi mali cronici e alle prese con le novità
della riforma Gelmini. Un
racconto-inchiesta di Domenico Iannone che dall'hinterland napoletano raggiunge
il modello formativo svedese, passando per i precari pendolari salernitani in
viaggio su treni di discutibile efficienza o che, pur di non perdere il posto
in graduatoria e rimanere disoccupati, finiscono «ostaggio» dei diplomifici
prestando lavoro senza alcun compenso. Ed ancora: edifici scolastici
moderni e attrezzati ma mai utilizzati a confronto con fatiscenti aule
scolastiche ricavate all'interno di condomini. E quindi l'eccezione di una
«preside coraggio» campana, una donna solare che ha rimesso in piedi una scuola
battendosi col sorriso affinché i ragazzi del Rione Parco Verde frequentino,
imparando già con questo semplice gesto d'azione a riscattare una difficile
condizione. «La scuola media Viviani del Parco Verde non è agibile, ma non la
chiudo per amore materno verso i ragazzi che vivono nel quartiere più sensibile
della città», era il grido d'allarme lanciato dalla preside Eugenia Carfora al
sindaco quando, nel 2007, prendeva posto nella scuola. E tuttora la Carfora
lavora duramente perché venga garantito il diritto allo studio ai circa 200
studenti del rione. Una operazione non facile, in un quartiere dove ad una
educatrice che tentava di convincere una mamma a mandare la bambina a scuola è
stato risposto: « A pèccerella resta a casa e se tornate un'altra volta vi
buttiamo per le scale »; o dove, quando va bene, la rabbia del ragazzo è contro
il padre carcerato o disoccupato che molesta la madre. Sciocchezze, luoghi
comuni, per la preside Carfora. «Al Parco Verde ho tre meravigliose classi
costituite da ragazzi vivi, veri, frequentanti e quando non lo fanno li cerco,
vado a prenderli a casa — dice —. Insieme a loro ho vissuto momenti
indimenticabili. Abbiamo ripulito ogni angolo della scuola, colorandola con la
continua invidia di chi vedeva rialzarsi un fiore appassito e che tutti
calpestavano senza mai voltarsi o allungare una mano per una carezza dovuta.
Abbiamo riempito la scuola di emozioni che lasciano il segno nei cuori ancora
teneri e, perché no, anche nei cuori duri, ma pur sempre dei cuori». Luca
Marconi Pistole nell'erba La preside Carfora, la pulizia dei giardini della scuola
e il ritrovamento di una pistola Dodici piazze di spaccio Dodici lotti e 12
piazze di spaccio, 4 mila abitanti, il 30 per cento con precedenti penali: è il
Rione Parco Verde di Caivano Carfora: classi «meravigliose» «Al Parco Verde ho
tre meravigliose classi costituite da ragazzi vivi, veri, frequentanti e quando
non lo fanno li cerco, vado a prenderli a casa»
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
06-02-2009)
Argomenti: Scuola
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2009-02-06 - pag: 1 autore: Raid Aggredita davanti al Galilei
finisce sanguinante al Pellegrini, dovrà essere sottoposta a intervento Lancio
di uova, ragazza rischia un occhio I bulli erano in motorino, la 14enne ha
avuto il distacco della retina La Onlus antibullismo «Forza Bambini» agli
studenti: «Collaborate, fotografate gli aggressori» NAPOLI — Per uno stupido
scherzo ma violentissimo una quattordicenne rischia di perdere un occhio. Un
gruppo di ragazzi dai motorini in corsa ha bersagliato con uova alcune
studentesse dello scientifico Galilei di via San Domenico a Soccavo. Erano le 8
del mattino di lunedì scorso. Un uovo ha colpito l'occhio destro della
quattordicenne, che ha cominciato subito a sanguinare. è stata portata al
Vecchio Pellegrini dove al pronto intervento dell'Oftalmologia le è stata
diagnosticata una lesione della retina. La ragazza dovrà operarsi e restare a
riposo per evitare danni peggiori. La madre, una libera professionista, ha
denunciato tutto alla polizia e all'associazione Forza Bambini, una Onlus
impegnata sulle violenze su minori (bullismo e pedofilia) che in passato ha
collaborato col Governo ed il capo della polizia Manganelli, quindi il presidente Giulio Attanasio ha scritto direttamente al
premier Berlusconi e al ministro Gelmini chiedendo provocatoriamente «l'esercito» per le scuole
napoletane. La preside del Galilei, Renata Gelmi, precisa che il fatto è
accaduto ben fuori i cancelli dell'istituto ma pure chiede una «maggiore
attenzione delle forze dell'ordine » nei pressi della scuola. Tuttavia
l'associazione registra «decine di proteste da parte di genitori delle scuole
di tutte le municipalità, che chiedono maggiore sicurezza temendo gravissime
conseguenze per questi stupidi scherzi che si moltiplicheranno fino a Carnevale
e minacciano di non mandare i figli a scuola». La Onlus chiede ai ragazzi di
collaborare «fotografando e denunciando gli aggressori », ai commercianti di
«esimersi dal vendere uova a minorenni» e rivolge una domanda al Governo: «Chi
pagherà i danni?». «Per un carnevale senza incidenti e violenze» l'assessore
provinciale alla Protezione Civile Francesco Borrelli ha chiesto un incontro
urgente al prefetto Pansa, spiegando: «Vorremmo predisporre una task force per
tentare di arginare gli attacchi delle baby gang che ogni anno si divertono a
scagliare uova dai motorini, senza timore di provocare danni anche permanenti:
purtroppo con l'approssimarsi del Carnevale è diventato un rischio uscire di
casa ». L. M.
( da "Stampaweb, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Blocco degli
scrutini il prossimo 12 Febbraio, blocco della consegna e compilazione delle
schede di valutazione, sciopero generale della scuola e manifestazione
nazionale a Roma, venerdì 13 con appuntamento alle ore 9.30, al Ministero
Dell?Istruzione. Sono le iniziative dell?Unicobas in segno di protesta contro
le indicazioni del MIUR giunte nelle scuole in questi giorni, per la formazione
degli organici con i criteri derivanti dai regolamenti attuativi della legge Gelmini. «Proprio in questi giorni - spiega il sindacato - i
genitori della scuola elementare si stanno accorgendo che le promesse sul
mantenimento del tempo pieno erano solo una farsa: lo stravolgimento
dell?unitarietà e del valore didattico di quello che fu il tempo pieno e
l?assoluta incertezza rispetto ad un?effettiva approvazione di un tempo scuola
di 40 ore (sottoposta dal governo a valutazioni di compatibilità di spesa),
stanno favorendo le scuole private e tutti cominciano a capire con estrema
chiarezza l?entità del disastro che rappresenta la controriforma per
l?istruzione pubblica italiana». L?Unicobas denuncia che: «nella scuola
dell?infanzia, gli organici calano, prevale l?incubo di un tempo scuola che
sale a 50 h. con le classi “primavera” di alunni in età da asilo-nido che stravolgono
la funzione docente; nella primaria inoltre, dall?anno scolastico 2009/2010,
tagli pari al 25% degli organici. Si eliminano da settembre 58.700 cattedre
delle 87.500 da eliminare in 3 anni. Del “Tempo Pieno” viene stravolta
l?unitarietà didattica, con l?utilizzazione dei due insegnanti per una sola
parte del proprio orario. Ad esempio, su 40 ore settimanali, 18 le potrà fare
un insegnante, 18 un altro, 2 ore saranno di religione cattolica e 2 di lingua
straniera. Ciò comporta per i due insegnanti curricolari lo svolgimento di 8
ore su altre classi. I moduli vengono completamente stravolti; alle Medie, Il
tempo prolungato segue la stessa sorte del tempo pieno. Il Governo delle ?3 ì
elimina di fatto il bilinguismo. L?organizzazione oraria diviene impossibile (e
vergognosa ad un tempo). Con le cattedre costituite obbligatoriamente a 18 h.
avviene una perdita secca per Lettere ed Educazione Tecnica;. per le superiori,
dal 2009-2010, riduzione generalizzata delle ore per materia. Il “riordino”
delle classi di concorso farà il resto, tanto che, per risparmiare, potrà
insegnare scienze chi non ha mai fatto neanche un esame nel merito: nasce la
scuola ultra-minimalista. Si “salvano” solo i Licei tradizionali (da
( da "Stampaweb, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA L?incontro di
ieri pomeriggio tra il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini
e la Rete studenti «si è concluso ancora una volta con un risultato nettamente
negativo». Lo afferma in una nota l?organizzazione giovanile, spiegando di aver
«evidenziato - al ministro - la forte difficoltà che la scuola vive per le
conseguenze dei tagli» e di aver «denunciato la permanenza della mancanza di
dialogo sulle scelte cruciali nonostante le mobilitazioni autunnali». «Abbiamo
chiesto al ministro - spiega Luca De Zolt, portavoce del movimento - che gli
studenti siano messi in grado di intervenire sui procedimenti ancora in corso:
i regolamenti attuativi sulla secondaria e il progetto di legge Aprea. Abbiamo
inoltre chiesto che sia dato potere agli studenti di contribuire al piano
sull?edilizia scolastica proposto la settimana scorso dal ministro». Si queste
richieste, prosegue De Zolt, «il ministro ha dato risposte insoddisfacenti e
parziali, negando addirittura l?esistenza di tagli e accusando ancora una volta
la stampa e i sindacati. Per questo motivo la Rete degli studenti medi si
impegna nei prossimi mesi a moltiplicare le iniziative di mobilitazione nelle
scuole e nelle piazze, nelle quali porteremo le nostre richieste e proposte per
cambiare la politica del governo sulla scuola e per esigere nuove soluzioni
alla crisi che penalizza soprattutto noi studenti». «La prossima settimana -
annuncia - saremo in piazza a partire dal 12 febbraio con il sit in sotto il
ministero indetto dalla Flc-Cgil e con la grande manifestazione del 13 febbraio
indetta da Fiom e Fp-Cgil. A partire dal 27 febbraio daremo il via a una
campagna di mobilitazione in tutte le scuole, che prevederà anche un?assemblea
nazionale studentesca nei primi giorni di marzo».
( da "Stampa, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
IL SINDACO La storia
Maestre chiedono aiuto alle famiglie di Prarostino L'eredità Beckwith UN'INSEGNANTE
"Non mandate i vostri figli in altre scuole" «La montagna si tiene
viva anche salvando e aiutando servizi come questo» LUISA GIAIMO Da metà del
( da "Stampa, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
CLAVIERE TRAFFICO
FERMO A CAUSA DI UNA SLAVINA TRA LE GALLERIE Neve sulla strada del Monginevro Anas
blocca, scoppia la polemica CLAVIERE La nevicata che tra giovedì e ieri mattina
ha depositato 30-
( da "Unita, L'" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola e Atenei
Riparte la protesta contro i tagli Gelmini-Tremonti Torna la protesta anti-Gelmini. «Torneremo a riempire le piazze il 27 febbraio. Ci siamo
ancora», sottolinea l'Unione degli studenti che annunciando la mobilitazione
nazionale. «Di nuovo in piazza perché - sottolineano gli studenti - non
possiamo accettare l'idea per cui la Gelmini continui a demolire la scuola italiana nel silenzio generale e
addirittura godendo di visibilità rispetto ad alcune iniziative spot,
come ad esempio la creazione del canale su Youtube. È necessario tornare a
mobilitarsi per proseguire nella lotta iniziata in autunno, per opporre ai
disegni del Governo la nostra idea di scuola, quella che abbiamo costruito
nelle occupazioni e nelle lezioni in piazza d'autunno: una scuola degli
studenti e per gli studenti, inclusiva e partecipata». L'Onda dunque torna in
piazza e protesta anche il sindacato Flc-Cgil. La Federazione dei lavoratori
della conoscenza guidata dal segretario Mimmo Pantaleo giovedì prossimo sarà
sotto il ministero dell'Istruzione. Un sit-in per rivendicare l'immediato
ripristino dei fondi per il funzionamento e amministrativo della scuola
pubblica. Non solo. La Flc-Cgil è decisa a proclamare uno sciopero per metà
marzo. E si fa risentire anche l'Onda universitaria, pronta a contestare il
ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il 16 febbrario, giorno in cui
l'esponente di governo è atteso alla Sapienza per un seminario sulla crisi.
( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Torino
Iniziativa in difesa del tempo pieno nella scuola Un modulo
extra contro la Gelmini Un
modulo extra, da accompagnare a quello ufficiale che va presentato per
iscrivere il proprio figlio alla scuola elementare o alle medie. è lo strumento
con cui i genitori intendono lanciare un segnale all´Ufficio regionale
scolastico: «Dobbiamo essere messi nella condizione di esprimere fino in fondo
la nostra scelta». L´iniziativa è promossa dal Coordinamento genitori
democratici Piemonte (Cgd) e il Coordinamento Genitori Torino (Coogen), ma ha
trovato l´appoggio di una serie di altri soggetti: si va dal Forum regionale
della scuola all´Associazione dei comuni italiani, dai sindacati (Flc Cgil,
Cisl Scuola, Cub, Cobas) alle associazioni di studenti, dal gruppo Abele a
Legambiente. Il meccanismo è semplice. Ai genitori verrà dato un modulo
d´iscrizione aggiuntivo, nel quale potranno richiedere la scuola che realmente
vogliono per i loro figli. Una scuola, cioè, con le caratteristiche che non
sono evidenziati nei moduli istituzionali perché "tagliati" dalla
legge Gelmini. Elementi come le compresenze tra
docenti, i rientri pomeridiani, il servizio mensa. Questo perché i genitori
vogliono che nel prossimo anno scolastico l´offerta formativa resti uguale a
quella attuale e che non venga ridotta. «Non chiediamo un tempo lungo perché
vogliamo che la scuola badi ai nostri figli, ma vogliamo che venga mantenuta la
qualità dell´istruzione», spiega Elisa Trovò del Cdg Piemonte. L´iniziativa ha
già diversi sostenitori: «Hanno già aderito in molti, addirittura Comuni interi
si stanno muovendo - dice Silvia Bodoardo del Coogen - . Quando li avremo
raccolti tutti li consegneremo direttamente ai direttori degli uffici
scolastici provinciale e regionale. Lo facciamo perché i dirigenti scolastici
devono prima di tutto ascoltare i genitori e le loro esigenze». Anche perché,
secondo il segretario della Flc-Cgil di Torino, Igor Piotto, «la direzione
scolastica regionale sta assumendo un atteggiamento intimidatorio nei confronti
dei dirigenti scolasti. Un comportamento che come sindacato non possiamo
accettare». (ste. p.)
( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Roma
"Cappellini antisionisti per i bimbi della scuola Pisacane"
Cappellini realizzati con manifesti antisionisti fatti indossare ai bambini
della scuola elementare Carlo Pisacane in via dell´Acqua Bullicante. E´ la
denuncia fatta da alcune madri di un istituto dove è alta la presenza di alunni
stranieri, che ieri sono state protagoniste di un servizio di "Studio
Aperto". Le mamme, che già avevano segnalato al
ministro Gelmini la presenza
nella scuola di un presepe con figurine musulmane (donne in burqa al posto dei
re Magi e minareto), hanno portato davanti alle telecamere i cappellini
realizzati con i manifesti con l´appello al boicottaggio dei prodotti
israeliani. SEGUE A PAGINA IX
( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Roma
L´accusa di alcune madri della scuola "Cappellini antisionisti per i bimbi
della Pisacane" Tra i vari istituti della rete del Municipio sarà operato
uno "scambio" di iscrizioni affinché ci sia un equilibrio tra alunni
italiani e non (segue dalla prima di cronaca) giovedì il comitato delle mamme
del circolo didattico Pisacane aveva indirizzato un lettera al ministro
dell´Istruzione Maria Stella Gelimini e ai parlamentari. I genitori hanno
lamentato i troppi scolari stranieri nell´istituto, annunciando l´iscrizione
dei loro figli in altre scuole e invitando «le mamme di tutte le scuole
italiane che si trovano nelle nostre stesse condizioni a fare la stessa cosa».
Tra i motivi della scelta di cambiare scuola, alcuni disagi che sarebbero
dovuti alla presenza delle comunità di stranieri nell´istituto. «Lasceremo a
lei e ai parlamentari del nostro Stato - hanno detto le mamme rivolgendosi al ministro Gelmini - la prima scuola pubblica d´Italia composta solo da stranieri».
E proprio ieri è stato raggiunto un accordo che prevede una più equa
distribuzione degli alunni stranieri nelle scuole elementari del VI Municipio.
Tra le varie scuole della rete del Municipio sarà operato uno
"scambio" di iscrizioni affinché ci sia un equilibrio tra bambini
italiani e non italiani, in modo da evitare concentrazioni di alunni
stranieri in una sola scuola, come succede al Pisacane. Il documento
dell´accordo è stato sottoscritto dai dirigenti scolastici del I ciclo del VI
Municipio e dall´assessore capitolino alle politiche scolastiche Laura
Marsilio. L´accordo di rete, che è stato firmato anche in presenza direttore
generale dell´Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, Raffaele Sanzo,
prevede che le scuole a bassa concentrazione di stranieri e che hanno ricevuto
iscrizioni con riserva di alunni italiani fuori zona indirizzino questi ultimi
nelle scuole di zona, rendendosi disponibili ad accogliere eventuali alunni
stranieri.
( da "Tirreno, Il" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 -
Pontedera Scuola, i mali della riforma Gelmini L'associazione "Per La
Sinistra" di S. Miniato ha organizzato una serata sulla scuola. Il prof.
M. Baldacci ha tracciato le linee essenziali dei provvedimenti messi fin qui in
atto. Ha invitato tutti con forza a prendersi cura e a non far cadere
l'attenzione su un problema che investe la società nella sua completezza.
La dirigente scolastica Di Vita ha mostrato gli interventi relativi alla scuola
dell'obbligo facendo una comparazione tra la situazione attuale e i cambiamenti
conseguenti alla legge: aumento di alunni per classe (dalla scuola
dell'infanzia alla scuola secondaria), diminuzione del tempo scuola, scomparsa
delle contemporaneità nella scuola primaria. Alla base di tutto l'assenza di
una struttura concettuale che motivi gli interventi e la presenza di un grosso
taglio economico, il più grande messo in atto dal governo, dall'Italia
repubblicana a oggi. Questo punto è stato sottolineato anche dal rappresentante
Cobas, Moretto, il quale ha ribadito l'importanza da parte della popolazione di
porre un freno ove possibile e opporsi a quegli interventi distruttivi che
riportano la scuola al passato, con un'operazione "di facciata" e
fortemente ideologica. L'assessore al sapere del Comune, R.Grana, ha
manifestato la volontà, da parte dell'amministrazione, di fornire l'appoggio
necessario alla realizzazione dell'ampliamento delle scuole a tempo pieno del
Comune, dato che questa volontà sembra essere presente in molti genitori che
iscrivono i figli per la prima volta. La scelta del tempo pieno rende forse
possibile impedire una forte riduzione degli organici e una frantumazione del
corpo docente: "Insegnanti tappabuchi" l'esatto contrario cioè, di
quello che va sbandierando la ministra quando parla di insegnante unico.
Maurizio Cianetti portavoce Per La Sinistra
( da "Repubblica, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Milano
"I presidi non possono indicare attualmente il numero di insegnanti"
Caos iscrizioni nella scuola Adamo: c´è troppa confusione è sempre PROTESTA
nelle scuole contro il decreto Gelmini. All´elementare di via Pisa, l´associazione di genitori e
insegnanti Retescuole si è riunita per parlare «del rischio che il tempo pieno
sia sacrificato dai tagli al personale». Marilena Adamo, senatrice Pd presente
alla riunione, segnala un altro disagio: «Oggi le scuole dovrebbero comunicare
al ministero quanti insegnanti serviranno il prossimo anno - dice - ma
le iscrizioni chiudono a fine mese, quindi i presidi non sanno quanti alunni
avranno. Nella storia non si era mai vista una simile disorganizzazione». Altra
questione aperta rimane quella delle visite fiscali ai docenti assenti: il
decreto Brunetta le impone ma le scuole non hanno soldi per pagarle. Nelle
prossime settimane la protesta di Retescuole proseguirà con due camper che
gireranno le elementari milanesi per raccogliere richieste dei genitori a
difesa del tempo pieno.
( da "Corriere della Sera" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2009-02-07 num: - pag: 33
categoria: BREVI ELEZIONI IN SARDEGNA L'intervista del premier Caro Romano, è
lecito che a 10 giorni dal voto regionale in Sardegna, Silvio Berlusconi,
presidente del Consiglio dei ministri, abbia rilasciato un'intervista,
ritrasmessa anche tramite le reti private, tesa a voler influenzare la scelta
degli elettori in una Regione a Statuto Speciale, quale è la Sardegna? Come
devo interpretare lo screditamento mediatico di uno dei protagonisti del voto
in Sardegna da parte di Silvio Berlusconi alla luce dell'art. 5 della nostra
Costituzione? Claudia Tamellini claudia.tamellini@tiscali.it L'art. 5 della
Costituzione dice: «La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le
autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio
decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua
legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento». Non mi sembra
opportuno che il presidente del Consiglio impegni in una campagna elettorale
regionale tanta parte del tempo che dovrebbe dedicare al Paese, ma non vedo
alcunché, nella lettera della Costituzione, che gli impedisca di farlo. E
osservo che la vittoria di Soru, a questo punto, sarebbe la clamorosa sconfitta
di Berlusconi: una riflessione che non dovrebbe spiacere ai suoi avversari.
DEFINIZIONI Un tono «zitellesco» Caro Romano, nella lettera del 2 febbraio
afferma che non le piace il tono «tartufesco e zitellesco di certi esponenti della
vita pubblica». Mi domando che cosa lei intenda esattamente per zitellesco. Si
riferisce solo al carattere delle donne non sposate? O non sposate e anche
senza vita sessuale attiva? Zitellesco si applica anche agli uomini o solo alle
donne? Si riferisce solo allo stato civile o anche a uomini e donne senza
rapporti sessuali a cui si è rovinato il carattere? Mi scusi se glielo chiedo
ma l'unica volta che ho avuto l'occasione di vederla di persona in sala
Montanelli, presso il Corriere, lei, chissà perché, mi ha ricordato una mia
vecchia zia zitella insegnante di matematica al liceo. E quindi sarebbe
interessante capire che connotazione lei dà al termine zitellesco. Ovviamente
per capire meglio chi sono gli esponenti della vita pubblica di cui non sopporta
il tono. Annarita Levorani, Milano Sono convinto che zitellesco si applichi
indifferentemente a uomini e donne. Applicandolo a me lei mi dimostra che ho
ragione. MEDIO ORIENTE La natura di Hamas Caro Romano, nella sua articolata
risposta sulla natura di Hamas ( Corriere, 5 febbraio) lei arriva alla
«dimostrazione» che Hamas non è organizzazione terroristica e che vi è una
asimmetria tra Israele e questa organizzazione. Mi limito dunque alla seconda
parte, alla prima ha già risposto, tra gli altri, l'Europa includendo Hamas
nell'elenco ufficiale dei movimenti terroristici. Certo la vera doppia
asimmetria tra Hamas e Israele è che Israele è un Paese basato sulla democrazia
e sul rispetto dei diritti umani e della vita (credo non abbiamo mai visto
nella storia un esercito che telefona a casa del nemico per avvisarlo). Hamas è
un sanguinario movimento che non esita a farsi scudo dei civili e a uccidere
selvaggiamente i propri nemici interni e infine a predicare odio e insegnarlo
anche ai bambini. E ancora più asimmetrico è che Israele ha atteso nel silenzio
del mondo alcuni anni e 9200 missili prima di reagire. Questo dopo aver
sgombrato dal 2005 ogni metro di Gaza. Mi domando come mai, se Hamas è un
movimento politico tendente al benessere della popolazione palestinese, questa
viva in miseria nonostante miliardi in aiuti internazionali e infine perché si
accusa Israele di assediare i palestinesi quando l'Egitto potrebbe aprire la
frontiera. Chi ha mai rimproverato l'Egitto di chiudere in «un campo di
concentramento» i palestinesi? Mi sembra che tutti applichino nel caso di
Israele due pesi e due misure a danno dello Stato ebraico. Andrea Jarach,
Milano SOLDATI IN CITTà Meglio mimetizzarsi Con la proroga del piano sulla
sicurezza nei prossimi sei mesi ci sarà un aumento dei soldati impiegati nelle
città in servizio di ordine pubblico. La presenza di militari in divisa in
mezzo alla gente dà senso di sicurezza ai cittadini ma, secondo me, ne dà di
più ai malavitosi che così sanno dove non operare. Quel che rende più insicuri
i malviventi è il dubbio che tra i civili ci siano agenti mimetizzati in
borghese. Come mai non si adotta questo sistema? Forse perché non concede
alcunché alla «scenografia»? Vittorio Cravotta Selargius (Ca) IN VENETO Tecnici
inglesi Con riferimento alla posizione assunta dai sindacati inglesi
relativamente ai nostri lavoratori, mi chiedo come mai i nostri sindacati non
reagiscano alla presenza di un centinaio di tecnici inglesi in un
rigassificatore Edison in Veneto. Se è indubbio che i nostri sindacati sono
molto corretti, lo è anche che quelli inglesi ottengono risultati. Germano
Valentini germano.valentini@ fastwebnet.it CASO BATTISTI Eurodeputati al voto
L'Europarlamento vota a sostegno dell'estradizione di Battisti dal Brasile, che
bel successo! Poi scopro che erano presenti alla votazione 6 italiani su 78 e
che in aula c'erano 54 eurodeputati su 785. Questi sono gli eletti che prendono
una remunerazione complessiva di oltre 25 mila euro al mese, che sia Berlusconi
sia Veltroni in campagna elettorale avevano promesso di ridurre in numero e
stipendio. Angelo Tirelli antirelli@tiscali.it A CARNEVALE
Lanci di uova Una studentessa a Napoli ferita a un occhio dal lancio di un
uovo: lesione alla retina. Bene ha fatto una associazione per l'infanzia a
chiedere di vietare la vendita di uova ai minorenni a Carnevale. è stata
informata di questo episodio il ministro Gelmini: attendo nuovi provvedimenti anti bullismo. Romolo Ricapito,
Bari
( da "Corriere della Sera" del 07-02-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-02-07 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE
La scuola del Prenestino Si ripropone la querelle proprio quando era stato
raggiunto un compromesso «Cappellini antisionisti ai bambini» Le mamme della
Pisacane riaprono la polemica su classi e stranieri La denuncia a Studio
Aperto: i cappellini confezionati a scuola su manifestini con inviti al
boicottaggio dei prodotti israeliani Cappellini di carta colorati con su
scritto il nome del bambino. Tanti bambini stranieri, soprattutto di religione
musulmana. Ma una volta ridotto nuovamente a semplice pezzo di carta, quel
foglio è apparso subito un po' sospetto. «Abbiamo scoperto che si trattava di
manifesti anti- sionisti - hanno denunciato ieri le mamme della Scuola
elementare Carlo Pisacane al Prenestino in un servizio di "Studio Aperto"
- In uno si legge l'appello per il boicottaggo dei prodotti israeliani. In un
altro, il presidente americano Bush è raffigurato con una pistola alla tempia
sullo sfondo della bandiera americana in fiamme». Il comitato delle mamme della
Pisacane (80 % di bambini stranieri) che nei giorni scorsi aveva «minacciato»
di non iscrivere più i propri figli in quell'istituto se questo «affollamento »
fosse continuato, ieri sono tornate a manifestare la loro insofferenza. «In
serata siamo state ricevute dal sindaco Alemanno - ha dichiarato Flora
Arcangeli, presidente del comitato mamme della Pisacane - c'era anche
l'assessore Marsilio e c' hanno assicurato il loro aiuto
promettedoci anche un incontro con il ministro Gelmini. Il nostro obiettivo è avere delle classi come tutti gli altri,
invece i nostri figli sono due italiani su 20 stranieri». Da giorni l'assessore
Laura Marsilio stava lavorando a un progetto per una più equa distribuzione dei
ragazzi stranieri nella scuole del VI municipio. E giovedì è stato
raggiunto un primo accordo tra diverse componenti scolastiche del territorio e
l'assessorato che permetterà di «indirizzare » le iscrizioni in modo da
equilibrare la presenza degli alunni stranieri per classe. «Per il momento - ha
precisato Marsilio - le scuole accoglieranno con riserva le iscrizioni degli
alunni fuori zona e contemporaneamente, a partire dalle prime classi, i
genitori verranno orientati a iscrivere i propri figli nelle scuole più vicine
all'abitazione ». L'assessore ha poi precisato che se l'obiettivo non sarà
raggiunto, «si valuterà l'ipotesi di fissare un eventuale tetto sulla presenza
di studenti migranti per classe». L'Ufficio scolastico regionale si è invece
impegnato a mantenere invariati, nei limiti del possibile, gli organici delle
scuole. Secondo l'analisi del territorio, condotta dall'assessorato e
dall'Ufficio scolastico regionale, si evidenziano istituti con altissima
concentrazione di alunni stranieri con cittadinanza non italiana (Carlo
Pisacane: 80%); scuole con media concentrazione (Toti-Deledda : 27%; Istituto
comprensivo Manzi: 16% primaria e 56% secondaria di I grado); scuole con bassa
concentrazione di alunni stranieri (Giulio Cesare: 14%; 126Ë? Circolo
didattico:13%; 77Ë? Circolo: 11%; Trilussa: 1%; Valente: 13%; Toniolo, Pinelli
e Piranesi: meno del 5%). «Nelle zone ad alta e media concentrazione - è
scritto nel documento - nonostante tutte le scuole garantiscano un'offerta
formativa di qualità, le iscrizioni di alunni italiani tendono a collocarsi in
scuole di altri quartieri. «Il Municipio ha accolto l'istanza di andare
incontro all'esigenza di una composizione più equilibrata degli alunni italiani
e non all'interno delle nostre scuole - ha dichiarato il presidente del VI
municipio Giammarco Palmieri - ma proprio per la grande rilevanza dell'accordo,
il nostro municipio, sostenuto dalla stragrande maggioranza dei dirigenti degli
istituti scolastici, ha però rifiutato l'inserimento nell'accordo di un tetto
alla presenza di bambini non italiani, in quanto tale scelta, proposta
dall'assessorato alla Scuola, avrebbe svuotato l'accordo stesso offrendo una
soluzione meccanica a un processo che deve tener conto di diversi elementi».
Flavia Fiorentino Altri tempi Una foto degli anni Novanta dei primi bimbi
immigrati in classe