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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DEL  1-6 gennaio 2009      #TOP



Report "Scuola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Scuola (39)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Web: su Facebook Berlusconi stravince la sfida dei fans ( da "Giornale.it, Il" del 01-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini resta fuori dal podio, ma è in ascesa con oltre 23mila amici. Al quinto posto si è confermato il segretario del Pd Walter Veltroni con 17.678 sostenitori, seguito dal presidente della Camera Gianfranco Fini, in forte crescita con quasi 10mila sostenitori.

Rai 1 di notte Rai 1 di giorno. ( da "Giornale.it, Il" del 01-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sfilato per protesta contro la Gelmini, nel sens del ministro della Pubblica Istruzione. Erano accompagnati, i pupi, dai genitori e dai maestri o maestre. Una bella immagine, davvero una bella idea, lo sfruttamento dei minori per fini di propaganda politica. Non ricordo analoghe manifestazioni, chessò, contro la pedofilia, oppure l'utilizzo di minori da parte delle multinazionali o,

Duecentonovanta felici ( da "Giornale.it, Il" del 01-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sfilato per protesta contro la Gelmini, nel sens del ministro della Pubblica Istruzione. Erano accompagnati, i pupi, dai genitori e dai maestri o maestre. Una bella immagine, davvero una bella idea, lo sfruttamento dei minori per fini di propaganda politica. Non ricordo analoghe manifestazioni, chessò, contro la pedofilia, oppure l'utilizzo di minori da parte delle multinazionali o,

"report a rischio? raitre mi difende ma in futuro chissà" - leandro palestini ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gabanelli, è vero che si sta occupando del ministro Gelmini? «Non solo. Prenderemo il testo delle riforme della Sanità e della Pubblica istruzione: andremo a verificare. Vedremo dove la Gelmini ha tagliato, con la sua riforma, e dove avrebbe potuto tagliare». Il modello produttivo di "Report" è unico.

maestro unico, 1.800 cattedre in meno - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ciclone Gelmini travolgerà la scuola elementare siciliana già dal prossimo mese di settembre. Le previsioni fatte in questi giorni dai sindacati fanno intravedere per l´Isola un futuro di "lacrime e sangue" non solo per il corpo docente. Guai in vista anche per genitori e bambini che assisteranno al balletto delle insegnanti.

"liberazione costa e vende poco accusare fagioli è schizofrenia" - umberto rosso ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In Calabria l´assessore ha ratificato il piano Gelmini». Liberazione così non dura? «La metto in un altro modo: quanto dura così il partito della Rifondazione comunista? Buttiamo dentro il giornale più quattrini che per le nostre iniziative politiche. E´ come L´Unità che andava trascinando nel baratro anche il Pci».

Si comincia a Pescara con lo sviluppo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il 19 aprile a Cison di Valmarino (Treviso), Luca Zaia il G-8 agricoltura, il 22 aprile a Siracusa, Stefania Prestigiacomo il G-8 Ambiente, il 28 maggio a Lampedusa, Roberto Maroni e Angelino Alfano il G-8 Giustizia e Affari interni e a metà giugno a Lucca, Maria Stella Gelmini il G-8 della Scienza. Ge.P.

Frati: mille alloggi per studenti fuorisede ( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Frati è poi tornato a parlare di «riforma Gelmini» e del Protocollo d'intesa con la Regione Lazio per l'Umberto I. Sulla riforma: «Il 7 e l'8 gennaio sarà alla Camera, mi auguro sia approvata rapidamente senza altri impedimenti». Mentre sul «protocollo» ha ribadito: «Per ora dal fronte Regione Lazio tutto tace.

Bondi: "Non vorrei mai mio figlio in politica" ( da "Giornale.it, Il" del 02-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è partita la coraggiosa iniziativa del ministro Gelmini, che deve essere sostenuta e incoraggiata da tutti. Questa situazione danneggia innanzitutto i figli delle classi sociali meno abbienti, e mi aspetto perciò che la sinistra partecipi e contribuisca al progetto di rinnovamento». Come inquadra la vicenda di Cristiano Di Pietro, che lascia l?

Bondi: Berlusconi sul Colle? Non credo lo voglia ( da "Giornale.it, Il" del 02-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è partita la coraggiosa iniziativa del ministro Gelmini, che deve essere sostenuta e incoraggiata da tutti. Questa situazione danneggia innanzitutto i figli delle classi sociali meno abbienti, e mi aspetto perciò che la sinistra partecipi e contribuisca al progetto di rinnovamento». Come inquadra la vicenda di Cristiano Di Pietro, che lascia l?

Ferrero attacca "Liberazione" "Costa molto e vende poco" ( da "Repubblica.it" del 02-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In Calabria l'assessore ha ratificato il piano Gelmini". Liberazione così non dura? "La metto in un altro modo: quanto dura così il partito della Rifondazione comunista? Buttiamo dentro il giornale più quattrini che per le nostre iniziative politiche. E' come L'Unità che andava trascinando nel baratro anche il Pci".

la lezione di napolitano - nadia urbinati ( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: disparità e diseguaglianza sociale attraverso scelte dissennate che penalizzano le scuole pubbliche (mentre elargiscono finanziamenti alle scuole private cattoliche) e quindi condizionano negativamente il destino dei cittadini "fin dai primi anni" di vita. Se queste idee fossero davvero "bipartisan" i partiti di centro-destra dovrebbero rivedere radicalmente la loro politica sociale.

studenti in piazza con corde e cappi ( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non ci sono più soltanto la legge 133 e la riforma Gelmini sulla scuola. «La crisi che stiamo vivendo - spiega Giulio, uno dei ragazzi del Coordinamento - è una crisi che investe l´intero sistema, che sta letteralmente implodendo su se stesso. E a pagarne le conseguenze sono gli strati più deboli della società: noi studenti, i precari, i migranti, gli operai: tutti coloro,

scritte contro tremonti e la gelmini ( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Writer in azione tra via Petroni e via San Vitale Scritte contro Tremonti e la Gelmini SCRITTE contro i ministri Gelmini e Tremonti e una che incita chi legge a sparare alle forze dell´ordine. I messaggi, tutti tracciati sui muri con una mascherina e vernice spray, sono stati notati ieri mattina sulla parete di un palazzo all´angolo fra via Petroni e San Vitale.

Sraffa e Calamandrei La Provincia "salva" le due presidenze ( da "Stampa, La" del 03-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla luce del decreto Gelmini, di dare nel prossimo futuro un giusto equilibrio numerico alla scuole. Per quanto riguarda l'istituto comprensivo di Asigliano (con 1120 allievi e 22 plessi scolastici) abbiamo proposto il dimensionamento secondo le richieste pervenute e quindi il distacco di Motta dei Conti, Pezzana e Stroppiana con annessione alla media "

Non tradire la scuola ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini è come se noi non fossimo mai esistiti, dimenticando che, negli ultimi anni, la scuola pubblica statale è andata avanti anche grazie a noi. Ho spedito una lettera - che allego anche a lei al ministro Gelmini e in copia a Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Aprea dove sostengo che la scuola non migliorerà con la politica dei tagli e che togliendo il lavoro a 87mila precari il

L'università si autovaluta: le nuove regole per insegnare ( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Il documento Il Cun consegna alla Gelmini il primo dossier su ricercatori e prof L'università si autovaluta: le nuove regole per insegnare Può cadere l'obbligo delle pubblicazioni accademiche I requisiti per i concorsi nelle aree disciplinari degli atenei. «Ma se si presenta un Einstein ci saranno eccezioni» MILANO —

I cittadini rifanno Nervi più bella di Genova ( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Meno male che la Gelmini l'ha introdotta», non ha dubbi il presidente del municipio che si stende sul mare da Sturla a Nervi. E il mare è il principale problema del quartiere. Mareggiate ed esondazioni dei torrenti hanno più volte messo in ginocchio il levante genovese.

Elementari, slittano le iscrizioni ( da "Stampa, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini e obiettivo risparmi) se, infatti, sono precise riguardo ai tagli (la Liguria si è vista cancellare in un colpo 200 cattedre), appaiono assai più nebulose se si passa alla loro applicazione: «Di fatto, si rovescia ogni responsabilità sull'autonomia scolastica», denuncia Paola Repetto, segretario generale della Cgil Scuola-

oliva: "basta volontariato servono imprese culturali" - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «è tempo che la cultura smetta di essere afona, non è abituata ad alzare la voce com´è accaduto invece per la riforma Gelmini. Per questo giovedì ci sarà ancora un incontro per organizzare una manifestazione di protesta sui tagli del governo».

La campagna dell'odio ( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quelli che Mariastella Gelmini non è un essere umano e cosa sia bisogna chiederlo a un professore di chimica, Condi Rice non è una donna, è una scimmia. Nella sinistra orba di voti e di idee rischia di diventare una nuova anche se vecchissima forma di polemica. Per i moltissimi che a ragion veduta quel giornale non guardano,

Concorsi in cerca di una svolta ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini che potrà (o meno) tradurlo, in tutto o in parte, in legge o regolamento. L'iniziativa nasce da un input dello stesso ministro che il 5 settembre scorso ha affidato all'organismo presieduto da Lenzi il compito di formulare alcune proposte per l'elaborazione degli indicatori con cui «determinare standard minimi di qualità necessari per un ottimale svolgimento delle procedure

Camera al via Subito la fiducia sull'università ( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di fine anno il governo non è riuscito a convertire in legge il decreto Gelmini sulle università, nel testo modificato e approvato dal Senato. Per le 16 è stata quindi convocata la seduta di Montecitorio per l'avvio della discussione generale sul decreto legge approvato — fra le proteste dell'opposizione che abbandonò i lavori lamentando l'impossibilità di confronto —

Università, il governo pone la fiducia sul decreto ( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il governo pone la fiducia sul decreto di Redazione Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto Gelmini sull?università in discussione in Aula alla Camera. Il provvedimento, già approvato dal Senato deve essere convertito entro il 9 gennaio. Vito: "La fiducia è un atto indispensabile" Roma - Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto Gelmini sull?

Dl Gelmini, il governo pone la fiducia ( da "Stampaweb, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dice il ministro Gelmini. Il governo accelera, e mette la fiducia dl sull?Università, dl che, secondo la titolare dell'Istruzione, rappresenta un «provvedimento importante» verso la meritocrazia, perché distingue le università virtuose dalle altre, agevola il ricambio generazionale assumendo giovani ricercatori e assicura più trasparenza nei concorsi»

"Mobilitiamoci contro la scure sull'istruzione" ( da "Stampa, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini non razionalizza la scuola. Taglia, ridimensiona, chiude. Toglie oltre otto miliardi di euro a un bilancio di 41. Incide su qualità, offerta didattica, sui posti di lavoro a tutti i livelli. Saltano le compresenze di docenti. Non è vero che si potrà scegliere tra maestro unico o altro: perché gli organici saranno ridotti.

Anno nuovo, più tagli del previsto ( da "Italia Oggi" del 06-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, e il collega dell'Economia Tremonti declineranno nel decreto sugli organici criteri del piano e del regolamento. Ed è su questo fronte che le colombe della maggioranza e le diplomazie sindacali sono già all'opera per evitare che il 2009 sia un anno troppo duro anche per la scuola.

Pensioni, decreto bloccato ( da "Italia Oggi" del 06-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Mentre il ministro della pubblica istruzione Gelmini sarebbe orientato ad applicare le disposizioni contenute nei predetti commi 7 e 11 solo in presenza di personale in esubero, gli altri due ministri propenderebbero, allo scopo di ridurre la spesa, per una applicazione molto più ampia, escludendola solo a fronte di documentate esigenze didattiche o organizzative.

Scrutini intermedi vecchio stile ( da "Italia Oggi" del 06-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Indietro Scrutini intermedi vecchio stile AZIENDA SCUOLA Di Mario D'Adamo Per gli studenti di scuola media le novità della riforma Gelmini devono attendere fine anno Il voto in decimi solo per la promozione alla classe successiva Tempo degli scrutini ma in materia di valutazione non si dovranno applicare tutte e subito le nuove disposizioni contenute nella riforma Gelmini (dl n.

Atenei spendaccioni, domani il voto di fiducia alla Camera ( da "Italia Oggi" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ha voluto metter mano alle questioni più urgenti del sistema universitario, sarà legge. Nella giornata di ieri, infatti, si è aperta la discussione nella aula di Montecitorio dove il governo, con il ministro per i rapporti con il parlamento Elio Vito, ha posto la fiducia sul testo del Senato senza emendamenti aggiuntivi per evitare il rischio che scadano i tempi per la conversione

fallito il piano accorpamenti un flop i risparmi nella scuola - franco vanni a pagina iv ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina I - Milano I veti delle amministrazioni vanificano la riforma Gelmini Fallito il piano accorpamenti un flop i risparmi nella scuola FRANCO VANNI A PAGINA IV SEGUE A PAGINA IV

salve le scuole con pochi iscritti i comuni fermano i tagli 2009 - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L´accorpamento delle scuole con pochi iscritti, previsto dalla riforma Gelmini per risparmiare, si è infranto contro gli interessi di Comuni e Province. In teoria le scuole con meno di 500 studenti avrebbero dovuto condividere preside e segreterie con altre più grandi. Ma le amministrazioni locali hanno posto veti.

e sul decreto gelmini il governo pone la fiducia ( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Alla Camera E sul decreto Gelmini il governo pone la fiducia ROMA - Voto di fiducia sul decreto università alla Camera. Domani pomeriggio le dichiarazioni voto. Giovedì mattina il voto finale sull´intero provvedimento. Il governo ha fretta perché l´ultimo giorno utile per convertire il decreto in legge è il 9 gennaio.

Colpi di fiducia sull'università Domani voto sul Gelmini bis ( da "Unita, L'" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Colpi di fiducia sull'università Domani voto sul Gelmini bis Domani il voto di fiducia sul decreto Gelmini. È la nona volta in sette mesi di governo. Il ministro Vito spiega che la discussione era stata esauriente. Ma l'opposizione protesta: «Impossibile il confronto». Ancora una fiducia. La nona di questa legislatura.

Università all'ultimo passaggio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini: «Il decreto rappresenta un passo importante. Si tratta – ha spiegato – di un provvedimento assolutamente utile e necessario. Un passo in avanti verso la meritocrazia, perché distingue le università virtuose dalle altre, agevola il ricambio generazionale assumendo giovani ricercatori e assicura più trasparenza nei concorsi »

Scadenze ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-06 num: - pag: 23 categoria: BREVI Scadenze Il provvedimento scade il 9 gennaio e il governo teme di non arrivare in tempo per l'approvazione Il ministro Per il ministro Gelmini si tratta di un passo avanti verso la meritocrazia e il ricambio generazionale

Università, il governo accelera: fiducia sul decreto Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il governo accelera: fiducia sul decreto Gelmini ROMA — Fiducia domani pomeriggio, voto finale giovedì alle ore 13. Chiede la fiducia il governo, e non è certo una sorpresa, sul decreto che riguarda l'Università e che scade il 9 gennaio. Il decreto aveva già ricevuto il via libera dal Senato lo scorso 12 dicembre.

VOTO IN CONDOTTA ( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: poiché le nuove regole introdotte dal ministro Gelmini stabiliscono che tale voto possa determinare, se inferiore a 6, la bocciatura di uno studente, e soprattutto perché esso concorre alla media dalla quale procede l'attribuzione del credito scolastico ai fini dell'esame di Stato. Il ministro Gelmini, però, ha trascurato di disporre per tempo dei parametri di riferimento per l'

Sapienza L'università sta con Alemanno ( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: novembre di scontri vivacissimi a piazza Navona contro il ministro Gelmini. E ieri non sono mancate le reazioni. A dare ragione ad Alemanno è innanzitutto il mondo universitario che sta dall'altra parte della barricata rispetto ai «trecento» a cui fa riferimento il sindaco. «A Roma non solo le università sono luoghi interdetti a chi non è allineato con un certo radicalismo di sinistra,


Articoli

Web: su Facebook Berlusconi stravince la sfida dei fans (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 01-01-2009)

Argomenti: Scuola

n. 1 del 2009-01-01 pagina 0 Web: su Facebook Berlusconi stravince la sfida dei fans di Paola Setti Oltre 40mila i contatti del premier sul social network. Al secondo posto c?è il ministro Brunetta, mentre il leader del Pd è fermo a metà classifica E dopo i sondaggi, ecco Facebook. Trionfa anche lì, Silvio Berlusconi, e dire che è il politico italiano che meno si appassiona alla “vita” on line. Walter Veltroni, per dire, è stato uno dei primi a sbarcare sul “libro delle facce”, e ogni giorno aggiorna la sua home page, si iscrive a gruppi di discussione, interagisce con i suoi contatti. Nella famiglia Facebook però, è il premier a contare più “parenti”: oltre 40mila, contro i 17.678 sostenitori del leader del Pd. La classifica l?ha stilata il sito Clandestinoweb. Dopo il suo appello, assicura il sito che ha tra i curatori Luigi Crespi, Silvio Berlusconi è riuscito a superare i 40mila fans e arrivare in vetta alla classifica. Al secondo posto si è piazzato il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta che, con quasi 26mila fans, è vicino al testa a testa con Umberto Bossi a oltre 25mila sostenitori. Del resto, il ministro anti-fannulloni ha preso molto sul serio la possibilità che il social network offre ai politici per comunicare, soprattutto con i giovani, e infatti non ha mancato di “postare” on line, scatenando un dibattito che ha raccolto centinaia di commenti in poche ore, la sua proposta di portare a 65 anni l?età pensionabile delle donne. E che facebook sia considerato ormai un modo per “avvicinarsi” all?elettorato, lo confermano anche gli auguri di Natale che sulla sua home page ha lasciato, con un video, anche il ministro degli Esteri Franco Frattini. Tornando alla classifica, il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini resta fuori dal podio, ma è in ascesa con oltre 23mila amici. Al quinto posto si è confermato il segretario del Pd Walter Veltroni con 17.678 sostenitori, seguito dal presidente della Camera Gianfranco Fini, in forte crescita con quasi 10mila sostenitori. Settimo è il governatore Sardo Renato Soru con oltre 8mila fans. è scivolato invece all?ottavo posto Antonio di Pietro, unico ad avere perso negli ultimi giorni quasi 3.000 sostenitori, circa un terzo dei suoi fans. Al nono posto, il ministro alla Difesa Ignazio La Russa, che si difende bene con i suoi 8.376 fans, seguito dal titolare dell?Economia Giulio Tremonti con 6.115, Massimo D?Alema con 4.390, Romano Prodi con 3.154, Anna Finocchiaro con 2.497, Pier Ferdinando Casini con 2.335, Roberto Calderoli con 2.295 e Marco Pannella con 1.686. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Rai 1 di notte Rai 1 di giorno. (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 01-01-2009)

Argomenti: Scuola

Serata di fine anno da Rimini, diretta su Rai 1, canti, balli, femmine, altra roba e sempre, come prima, più di prima, il Direttore, sì, Lui, Fabrizio Del Noce, presente, partecipante, con la bottiglia di Dom Perignon in mano a brindare davanti a telecamere e spalti gremiti, un tocco di classe in più. Mattinata di inizio d'anno da Venezia, teatro La Fenice, concerto diretto da Petre, finale con Giuseppe Verdi e "Libiamo", calici in alto del direttore Petre, brindisi di eleganza unica. La stessa rete, le stesse bollicine, due facce distanti non una notte ma un secolo. Prime ore del pomeriggio, in onda gli spot che annunciano Sanremo, il festival, canta Frank Sinatra, My Way mentre scorrono le immagini di Gabriela Andersen-Scheiss, olimpiadi di Los Angeles 1984, l'atleta svizzera che chiude la sua maratona barcollando, in preda a una crisi di disidratazione, il suo zigzagare verso il traguardo, è prima comico, poi drammatico. Qualsiasi riferimento allo stato dei telespettatori di Rai 1 è puramente voluto. Scritto in Nessuna categoria Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 30Dec 08 Duecentonovanta felici Volgio dire ancora cose sulla vicenda di Civitavecchia. Cose che ci riguardano, nessuno escluso, anche gli orfani, anche i genitori senza figli, anche chi è celibe o nubile, diconsi singles. I duecentonovanta, dico dei parenti e affini, che sono tornati a casa dalla visita all'obitorio, che cosa pensano di avere risolto? Sono felici di non aver visto e immaginato i resti dei loro figli, bene. Sono dispiaciuti o affranti per la tragedia che ha colpito amici e conoscenti, bene, anzi male. Sono di nuovo nel reality show quotidiano, i loro figli e figlie insieme, gli orfani e i singles di cui sopra, perchè in fondo i morti fanno parte della vita, un ossimoro agghiacciante, i disastri autostradali sono all'ordine del giorno, lo sballo del sabato sera anche, la cinematografia supporta la convinzione, dai tempi di Gassman-Trintignant ne Il Sorpasso fine all'ultimo fotogramma di un qualunque film, tra un'orgia e l'altra, un tiro di cocaina e l'altro, un viaggio di ecstasy, un giro di fumo, l'importante è sfinire. Che cosa altro insegnano quelli di Civitavecchia? Che cosa altro suggeriscono gli attori universitari, volgari e violenti, di Perugia? Che cosa altro certi show televisivi dove la parola droga provoca il sorriso, la battuta, l'allusione? Una volta bastava dire che eri scemo, poi venne il momento del fuori di testa, quindi, per essere di tendenza "che cosa assumi?" "quale è il tuo pusher?" "ti sei bevuto il cervello" "ti fai come una scimmia", si ride, si scherza, che bello, che sballo, il tachimetro della vita segnala il fuorigiri machissenefrega, faccio un tiro, reagisco, mi presento in ufficio, nessuno mi può licenziare, a scuola poi meglio non dire, a casa, infine, so come tenere a distanza il gruppo, padre, madre, o, in caso inverso, la figlia o figlio preoccupati, la moglie inquieta, tanto c'ho l'amante. Vado troppo con la fantasia? Meglio questa, antica, genuina, a volte infantile, di quella chimica, surreale, bastarda. I duecentonovanta sono contenti, trascorreranno buone feste, tutti con loro. I dieci disperati? Piangano pure, sta arrivando un nuovo anno! Qualcuno urlerà anche "Auguri!". Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 29Dec 08 Trecento persone e quattro vite finite Trecento persone davanti all'ospedale. davanti all'obitorio. Trecento visi di cera, le mani tremanti, una fotografia mostrata a infermieri, barellieri, poliziotti. Civitavecchia, un posto come mille altri, stavolta il posto della tragedia, quattro ragazzi morti in un incidente stradale, di notte, quasi all'alba, reduci dal ballo e dallo sballo, cocaina, ecstasy, i timbri maledetti di questa generazione maledetta. Trecento persone davanti a una porta per sapere, per piangere la propria disperazione o per liberarsi dall'angoscia. Che vita è diventata mai questa? Che cosa significa essere un padre, essere una madre, oggi? Che cosa significa essere un figlio, una figlia? Poco, sempre più nulla. Un rapporto di comodo, un contratto di affitto e sostentamento. Ci fu il tempo in cui ai genitori bastava un gesto, l'ombra di una mano, il suono della voce per incutere rispetto, in alcuni casi la paura, anche il terrore. C'è adesso il tempo in cui un padre, una madre proteggono l'errore, difendono la bravata, tutelano il colpevole e loro, i ragazzi, le ragazze ne approfittano, sfruttano il potere dell'affetto, convivono per necessità, vivono per fatti loro, l'ombra della loro mano, il suono della loro voce, uno sguardo perfido ecco che il rapporto è ribaltato, padroni della esistenza loro e altrui. La droga come fuga maligna, la droga come gioco, la droga come motivetto da cantare, la droga come un giocattolo per divertirsi. Non esiste la vergogna, non esiste il castigo, non esiste il pentimento vero, non quello spettacolare, volgare, mediatico, davanti alle telecamere. Trecento persone davanti all'obitorio di Civitavecchia, il fotogramma di un Paese che finge di vivere e invece sopravvive soltanto. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 8 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Dec 08 Mercanti di football e di parole Avete presente quelli che vendevano pentole, penne stilografiche, arnesi da cucina e affini, nei mercati rionali? Venghino, venghino. Esistono e resistono al logorio dell'economia moderna ma hanno trovato, a loro insaputa, dei meravigliosi colleghi: i telecronisti di calcio, soprattutto quelli di Sky Italia, i migliori nel settore. Non c'è partita che non offra grandi emozioni, non c'è incontro che non sia una sfida per conoscere la verità, non c'è pubblico se non delle migliori occasioni, non c'è coregografia che poi, in italiano, si dovrebbe dire scenografia, non essendo previsto il balletto. Se arriva un gol questo è straordinario, se un portiere effettua una parata se non è straordinaria è clamorosa, un calciatore ormai non "passa" più il pallone ma lo "scarica", come fosse immondizia, letame, rifiuto; un avversario non viene più dribblato (o scartato) ma saltato, Fosbury è stato avvisato; anzi c'è l'uno contro uno, una nuova formuletta aritmetica e geometrica, vuole dire tutto e nulla, pensate all'uno contro tutti, all'uno contro cinque, a un'orgia tattica. Come il resto, fuffa ma riempie la bocca; così dicesi intensità, densità, transizione, traffico, coast to coast, si frequenta l'inglese, nel senso della lingua, ma davanti all'inglese, nel senso del giocatore modello, arriva la domanda straordinaria, clamorosa(parole, pensieri e voce di Ilaria D'Amico) a David Beckham :"Lei conosce O mia bela madunina?",chissà che cosa avranno tradotto, in cuffia, al ragazzo in leasing. E' un bell'udire, tra tubini e frasi fatte, riverenze con i potenti e penitenze per i peones del calcio, talc show più che talk show. E poi protestano se gli aumentano l'iva. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 11 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 20Dec 08 La crisi, da repertorio Code chilometriche, in città mica in autostrada. Folla nei negozi, quelli con prezzi alti, abbigliamento e affini, il capitone va via come il pane, non dico delle ostriche e dei capponi, sulle lenticchie si potrebbe aprire un dibattito. Poi, sfogli un giornale e scopri che c'è la crisi, che non si arriva a fine mese, che ormai siamo alla svolta, che la recessione è entrata in camera da letto, insomma non c'è più un centesimo, dicevasi lira. Chi sta dicendo una bugia, non dico una menzogna? Chi bluffa? Chi esagera? Puntualmente, sotto le feste, suona l'antifurto, così come l'allarme si era acceso la scora estate, vedi alla voce agosto, meno italiani in vacanza, ombrelloni incenduti, spiagge deserte. Poi, vigliacco se riuscivi a trovare un posto anche in ultima fila, fianco Aurelia, o alla pensione Eldorado, quadrucci in brodo compreso. Ci risiamo, brava gente, il generale inverno, la coltre bianca, la crisi, le vacanze intelligenti, il cinepanettone, la voglia di Maldive però a prezzi contenuti. Tra due settimane apriti anno, prepariamoci alla stangata, tasse, acqua, luce, gas, dentro la calza della befana che si porta via tutte le feste. Dimenticavo, poi ci sarà carnevale. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 4 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 11Dec 08 Piove, governo ladro Piove a Roma. E diventa un fatto politico. Meglio, di propaganda politica. Rutelli attacca Alemanno, il centrodestra riattacca a sinistra, in mezzo si nuota, spesso nell'aria fradicia. Che bel Paese. Anche il maltempo è roba da talk show, da riunione di partito, da intervento parlamentare. Piove in tutta Europa, dall'Irlanda a Malta eppure da noi si fa battaglia da arruffapopoli, per farsi riconoscere, per avere il privilegio dì una telecamera, di un microfono. Piove e il politicante ne approfitta, non apre l'ombrello ma la bocca. Speriamo che smetta. Non di piovere. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 10 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 11Dec 08 Gaber e Indro C'è un Gaberificio preoccupante. Lo chiamo così, con il massimo rispetto e amore per Giorgio, di cui ero amico, quasi badante folkloristico per certe occasioni, così tanto per ridere, per trascorrere un paio di ore di bonifica esistenziale. Lo chiamo Gaberificio perchè a quasi sei anni dalla sua scomparsa vedo, leggo, ascolto attori, cantanti, personaggi vari, occuparsi di Lui, celebrarlo con una chitarra, con una lettura, partecipando a un evento costruito apposta, la gigantografia di Giorgio, i suoi testi, anche inediti, la memoria dolce, così si stema la coscienza e si avanti con il lavoro. Sono quelli che lo avevano tenuto in disparte, che lo avevano preso in giro, perchè aveva sposato l'Ombretta, la destroide Colli, la fascistona amica del Berlusconi, quella lì, perchè non partecipava ai cortei, perchè non mostrava il pugno chiuso e non scendeva in lotta. Era un ex cantante ancorato a una malinconica idea della vita, tra uno shampoo e una Porta Romana bella, mentre, attorno, dicevano i suddetti, i menestrelli e attori di oggi, attorno, dunque,la stessa vita pulsava, fremeva, la sinistra ringhiava, qualcuno era comunista e la destra agonizzava. Giorgio Gaber non aveva bisogno di salire sul carro e, secondo me, non ha affatto bisogno oggi di tornare sul palconoscenico per essere dipinto da imbianchini spacciati per pittori. Resta la sua voce, in qualche disco trasformato in cd, resta, in alcuni dvd, quel corpo che sembrava un olivo secolare frustato dal vento, resta una memoria forte. Il resto non mi piace, il resto è illustrato, letto, cantato da molti di coloro i quali non lo avevano a genio, erano infastiditi dalla sua "assenza" pubblica che, per chi invece lo frequentava davvero, era "presenza" forte, continua, direi vigile, senza mai strillare alla luna. Lo stesso accade da tempo per Indro Montanelli, oggi attorniato da amici, fedeli, estimatori, il popolo del "Vecchio", bastava questo aggettivo per noi, così come lo chiamavano a Il Giornale Nuovo. Ma dovevate vederli, sentire, sotto la redazione, in via Negri, all'inizio in piazza Cavour, con i megafoni, le uova marce, gli striscioni, le contestazioni contro il Fascista, il Nostalgico. Era pericoloso passeggiare tenendo in mano una copia de Il Giornale Nuovo, era bello, invece, esibire la lettura de La repubblica, ai giardini di via Palestro lo aspettarono per scaricargli addosso le pallottole, il Corriere della Sera scrisse di un giornalista ferito, una certa sinistra, oggi piena di nastri a lutto, fece festa perchè, come dicevano gli okkupanti delle Università, "ai fascisti non si parla, si spara!". Il resto andrebbe raccontato meglio, con una verità anche scomoda. Da tempo, e oggi ancora, si contano i cortei, i partigiani, i semprealfianco, del Vecchio e di Giorgio. E' l'Italia di sempre, da piazza Venezia a piazzale Loreto. Ripenso a Gaber. Il primo giorno di gennaio saranno passati sei anni. Sceglierò di giocare con la memoria, appena mossa dall'eco della sua voce disarmante, e fascinosa assieme. Così rispondeva al telefono"GABER, lasciare messaggio". Ne lascerò ancora. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 7 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 09Dec 08 Il prato di San Siro e le ossa rotte Gattuso, il centrocampisa del Milan, resterà fuori per alcuni mesi a causa di una lesione al ginocchio. Si era infortunato durante la partita di domenica scorsa contro il Catania. Cose che accadono nel calcio, si dice così. Balle. Gattuso è caduto, come tantialtri colleghi suoi, nella trappola del prato di San Siro, la vergogna dei campi di football italiani. Sono anni che questa storia va avanti, si contano i calciatori infortunati, si contano i soldi spesi per la cosidetta rizollatura del prato, si contano i balletti di responsabilità Comune, le due società Milan e Inter, senza che nessuno faccia un passo avanti assumendo l'impegno di affrontare e risolvere definitivamente il problema. La copertura dello stadio ha creato problemi prevedibili, se mettete una pianta dentro un vaso e la coprite per due terzi difficilmente la pianta respirerà. Ma ciò che è "pubblico" in Italia è marginale, è di tutti e di nessuno. Date un'occhiata appunto ai giardini pubblici, alla loro manutenzione e controllate invece i parchi privati, capirete la differenza. L'infortunio di Rino Gattuso è uno dei mille, altri ce ne saranno, Milano è pronta per l'Expo 2015, la vetrina è pulita, il retrobottega fa schifo. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 07Dec 08 La Scala e i bambini Grandi novità per la prima a La Scala di Milano. A parte il licenziamento del tenore, la solita passerella di damazze, smoking, abiti da mutuo ventennale sono spuntati i bambini. Quelli dell'asilo. Non hanno partecipato al Don Carlo che, per alcuni di essi potrebbe essere un personaggio da cartoni animati, ma hanno sfilato per protesta contro la Gelmini, nel sens del ministro della Pubblica Istruzione. Erano accompagnati, i pupi, dai genitori e dai maestri o maestre. Una bella immagine, davvero una bella idea, lo sfruttamento dei minori per fini di propaganda politica. Non ricordo analoghe manifestazioni, chessò, contro la pedofilia, oppure l'utilizzo di minori da parte delle multinazionali o, proprio a Milano, da parte dei commercianti cinesi nel loro quartiere. No, lì il governo non c'entra, lì i bambini dell'asilo non capirebbero. Invece hanno capito che il giorno di Sant'Ambrogio è bello andare in centro, urlare contro la Gelmini, dimostrare che il maestro unico è una violenza alla cultura e al libero impiego, hanno capito forse che con questi genitori la vita è bella. Quando saranno grandi ricorderanno questa domenica di dicembre. C'erano anche loro. Purtroppo. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 04Dec 08 Camoranesi, Platini e Maradona Ho riacciuffato su you tube il giochino che Maurizio Mosca propone ad alcuni calciatori, chiedendo loro di sceglire tra questo e quello. L'ospite in questione era Mauro German Camoranesi. Una delle domande stuzzicava: Maradona o Platini? Lo juventino, dopo una smorfia e un sussurro2Ma che paragoni fai.." ha replicato così:"Platini gli portava le borse a Maradona". Ora qualcuno della Juventus, dico della dirigenza, dovrebbe spiegare a Camoranesi che si possono avere delle opinioni, e quella di Mauro German è rispettabile, ma c'è anche un modo o uno stile per confortarle. Dire, ad esempio, che Michel Platini portava le borse a Maradona è una frase ad effetto, va bene tra i tifosi, provoca il sorriso e l'applauso ma se qualcuno dicesse che Camoranesi porterebbe le borse a Franco Causio lui come reagirebbe, essendo caliente e imprevedibile? Calma, dunque, di certo oggi Diego Armando Maradona, il più grande dopo Pelè (nero di pelle in un periodo storico un po' difficile, a diciotto anni campione del mondo), vive una nuova vita, pur avendo sempre bisogno di qualcuno che gli porti le borse. Non certo Michel Platini che nella vita riesce a fare anche altro. Senza rancore. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles, Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni. Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti Categorie costume Nessuna categoria I più inviati fischi - 4 Emails Piove, governo ladro - 2 Emails La piuma e Omar - 1 Emails La crisi, da repertorio - 1 Emails Ultime discussioni mauro: Leggo che Ugo suggerisce di chiudere tutte le discoteche e ritrovi notturni. Credo che facendo ciò si passi... Talita: Aggiungo un altro particolare: ho appena visto al Tg i funerali dei ragazzi di Civitavecchia. I partecipanti... ugo: Mi accingo a proporre quanto segue. Io non ho figli, però rispetto tutti i giovani e ancorpiù i più piccoli... Talita: Tony, vedo che la vicenda ti ha colpito profondamente e che continui a sentire il bisogno di uno sfogo... marcopagliarino: purtoppo viviama in mondo di gente pigra ahse hob ho la macchina non mi sposto bus sei matto con... 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Duecentonovanta felici (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 01-01-2009)

Argomenti: Scuola

Serata di fine anno da Rimini, diretta su Rai 1, canti, balli, femmine, altra roba e sempre, come prima, più di prima, il Direttore, sì, Lui, Fabrizio Del Noce, presente, partecipante, con la bottiglia di Dom Perignon in mano a brindare davanti a telecamere e spalti gremiti, un tocco di classe in più. Mattinata di inizio d'anno da Venezia, teatro La Fenice, concerto diretto da Petre, finale con Giuseppe Verdi e "Libiamo", calici in alto del direttore Petre, brindisi di eleganza unica. La stessa rete, le stesse bollicine, due facce distanti non una notte ma un secolo. Prime ore del pomeriggio, in onda gli spot che annunciano Sanremo, il festival, canta Frank Sinatra, My Way mentre scorrono le immagini di Gabriela Andersen-Scheiss, olimpiadi di Los Angeles 1984, l'atleta svizzera che chiude la sua maratona barcollando, in preda a una crisi di disidratazione, il suo zigzagare verso il traguardo, è prima comico, poi drammatico. Qualsiasi riferimento allo stato dei telespettatori di Rai 1 è puramente voluto. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 4 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 30Dec 08 Duecentonovanta felici Volgio dire ancora cose sulla vicenda di Civitavecchia. Cose che ci riguardano, nessuno escluso, anche gli orfani, anche i genitori senza figli, anche chi è celibe o nubile, diconsi singles. I duecentonovanta, dico dei parenti e affini, che sono tornati a casa dalla visita all'obitorio, che cosa pensano di avere risolto? Sono felici di non aver visto e immaginato i resti dei loro figli, bene. Sono dispiaciuti o affranti per la tragedia che ha colpito amici e conoscenti, bene, anzi male. Sono di nuovo nel reality show quotidiano, i loro figli e figlie insieme, gli orfani e i singles di cui sopra, perchè in fondo i morti fanno parte della vita, un ossimoro agghiacciante, i disastri autostradali sono all'ordine del giorno, lo sballo del sabato sera anche, la cinematografia supporta la convinzione, dai tempi di Gassman-Trintignant ne Il Sorpasso fine all'ultimo fotogramma di un qualunque film, tra un'orgia e l'altra, un tiro di cocaina e l'altro, un viaggio di ecstasy, un giro di fumo, l'importante è sfinire. Che cosa altro insegnano quelli di Civitavecchia? Che cosa altro suggeriscono gli attori universitari, volgari e violenti, di Perugia? Che cosa altro certi show televisivi dove la parola droga provoca il sorriso, la battuta, l'allusione? Una volta bastava dire che eri scemo, poi venne il momento del fuori di testa, quindi, per essere di tendenza "che cosa assumi?" "quale è il tuo pusher?" "ti sei bevuto il cervello" "ti fai come una scimmia", si ride, si scherza, che bello, che sballo, il tachimetro della vita segnala il fuorigiri machissenefrega, faccio un tiro, reagisco, mi presento in ufficio, nessuno mi può licenziare, a scuola poi meglio non dire, a casa, infine, so come tenere a distanza il gruppo, padre, madre, o, in caso inverso, la figlia o figlio preoccupati, la moglie inquieta, tanto c'ho l'amante. Vado troppo con la fantasia? Meglio questa, antica, genuina, a volte infantile, di quella chimica, surreale, bastarda. I duecentonovanta sono contenti, trascorreranno buone feste, tutti con loro. I dieci disperati? Piangano pure, sta arrivando un nuovo anno! Qualcuno urlerà anche "Auguri!". Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 7 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 29Dec 08 Trecento persone e quattro vite finite Trecento persone davanti all'ospedale. davanti all'obitorio. Trecento visi di cera, le mani tremanti, una fotografia mostrata a infermieri, barellieri, poliziotti. Civitavecchia, un posto come mille altri, stavolta il posto della tragedia, quattro ragazzi morti in un incidente stradale, di notte, quasi all'alba, reduci dal ballo e dallo sballo, cocaina, ecstasy, i timbri maledetti di questa generazione maledetta. Trecento persone davanti a una porta per sapere, per piangere la propria disperazione o per liberarsi dall'angoscia. Che vita è diventata mai questa? Che cosa significa essere un padre, essere una madre, oggi? Che cosa significa essere un figlio, una figlia? Poco, sempre più nulla. Un rapporto di comodo, un contratto di affitto e sostentamento. Ci fu il tempo in cui ai genitori bastava un gesto, l'ombra di una mano, il suono della voce per incutere rispetto, in alcuni casi la paura, anche il terrore. C'è adesso il tempo in cui un padre, una madre proteggono l'errore, difendono la bravata, tutelano il colpevole e loro, i ragazzi, le ragazze ne approfittano, sfruttano il potere dell'affetto, convivono per necessità, vivono per fatti loro, l'ombra della loro mano, il suono della loro voce, uno sguardo perfido ecco che il rapporto è ribaltato, padroni della esistenza loro e altrui. La droga come fuga maligna, la droga come gioco, la droga come motivetto da cantare, la droga come un giocattolo per divertirsi. Non esiste la vergogna, non esiste il castigo, non esiste il pentimento vero, non quello spettacolare, volgare, mediatico, davanti alle telecamere. Trecento persone davanti all'obitorio di Civitavecchia, il fotogramma di un Paese che finge di vivere e invece sopravvive soltanto. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 8 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Dec 08 Mercanti di football e di parole Avete presente quelli che vendevano pentole, penne stilografiche, arnesi da cucina e affini, nei mercati rionali? Venghino, venghino. Esistono e resistono al logorio dell'economia moderna ma hanno trovato, a loro insaputa, dei meravigliosi colleghi: i telecronisti di calcio, soprattutto quelli di Sky Italia, i migliori nel settore. Non c'è partita che non offra grandi emozioni, non c'è incontro che non sia una sfida per conoscere la verità, non c'è pubblico se non delle migliori occasioni, non c'è coregografia che poi, in italiano, si dovrebbe dire scenografia, non essendo previsto il balletto. Se arriva un gol questo è straordinario, se un portiere effettua una parata se non è straordinaria è clamorosa, un calciatore ormai non "passa" più il pallone ma lo "scarica", come fosse immondizia, letame, rifiuto; un avversario non viene più dribblato (o scartato) ma saltato, Fosbury è stato avvisato; anzi c'è l'uno contro uno, una nuova formuletta aritmetica e geometrica, vuole dire tutto e nulla, pensate all'uno contro tutti, all'uno contro cinque, a un'orgia tattica. Come il resto, fuffa ma riempie la bocca; così dicesi intensità, densità, transizione, traffico, coast to coast, si frequenta l'inglese, nel senso della lingua, ma davanti all'inglese, nel senso del giocatore modello, arriva la domanda straordinaria, clamorosa(parole, pensieri e voce di Ilaria D'Amico) a David Beckham :"Lei conosce O mia bela madunina?",chissà che cosa avranno tradotto, in cuffia, al ragazzo in leasing. E' un bell'udire, tra tubini e frasi fatte, riverenze con i potenti e penitenze per i peones del calcio, talc show più che talk show. E poi protestano se gli aumentano l'iva. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 11 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 20Dec 08 La crisi, da repertorio Code chilometriche, in città mica in autostrada. Folla nei negozi, quelli con prezzi alti, abbigliamento e affini, il capitone va via come il pane, non dico delle ostriche e dei capponi, sulle lenticchie si potrebbe aprire un dibattito. Poi, sfogli un giornale e scopri che c'è la crisi, che non si arriva a fine mese, che ormai siamo alla svolta, che la recessione è entrata in camera da letto, insomma non c'è più un centesimo, dicevasi lira. Chi sta dicendo una bugia, non dico una menzogna? Chi bluffa? Chi esagera? Puntualmente, sotto le feste, suona l'antifurto, così come l'allarme si era acceso la scora estate, vedi alla voce agosto, meno italiani in vacanza, ombrelloni incenduti, spiagge deserte. Poi, vigliacco se riuscivi a trovare un posto anche in ultima fila, fianco Aurelia, o alla pensione Eldorado, quadrucci in brodo compreso. Ci risiamo, brava gente, il generale inverno, la coltre bianca, la crisi, le vacanze intelligenti, il cinepanettone, la voglia di Maldive però a prezzi contenuti. Tra due settimane apriti anno, prepariamoci alla stangata, tasse, acqua, luce, gas, dentro la calza della befana che si porta via tutte le feste. Dimenticavo, poi ci sarà carnevale. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 4 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 11Dec 08 Piove, governo ladro Piove a Roma. E diventa un fatto politico. Meglio, di propaganda politica. Rutelli attacca Alemanno, il centrodestra riattacca a sinistra, in mezzo si nuota, spesso nell'aria fradicia. Che bel Paese. Anche il maltempo è roba da talk show, da riunione di partito, da intervento parlamentare. Piove in tutta Europa, dall'Irlanda a Malta eppure da noi si fa battaglia da arruffapopoli, per farsi riconoscere, per avere il privilegio dì una telecamera, di un microfono. Piove e il politicante ne approfitta, non apre l'ombrello ma la bocca. Speriamo che smetta. Non di piovere. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 10 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 11Dec 08 Gaber e Indro C'è un Gaberificio preoccupante. Lo chiamo così, con il massimo rispetto e amore per Giorgio, di cui ero amico, quasi badante folkloristico per certe occasioni, così tanto per ridere, per trascorrere un paio di ore di bonifica esistenziale. Lo chiamo Gaberificio perchè a quasi sei anni dalla sua scomparsa vedo, leggo, ascolto attori, cantanti, personaggi vari, occuparsi di Lui, celebrarlo con una chitarra, con una lettura, partecipando a un evento costruito apposta, la gigantografia di Giorgio, i suoi testi, anche inediti, la memoria dolce, così si stema la coscienza e si avanti con il lavoro. Sono quelli che lo avevano tenuto in disparte, che lo avevano preso in giro, perchè aveva sposato l'Ombretta, la destroide Colli, la fascistona amica del Berlusconi, quella lì, perchè non partecipava ai cortei, perchè non mostrava il pugno chiuso e non scendeva in lotta. Era un ex cantante ancorato a una malinconica idea della vita, tra uno shampoo e una Porta Romana bella, mentre, attorno, dicevano i suddetti, i menestrelli e attori di oggi, attorno, dunque,la stessa vita pulsava, fremeva, la sinistra ringhiava, qualcuno era comunista e la destra agonizzava. Giorgio Gaber non aveva bisogno di salire sul carro e, secondo me, non ha affatto bisogno oggi di tornare sul palconoscenico per essere dipinto da imbianchini spacciati per pittori. Resta la sua voce, in qualche disco trasformato in cd, resta, in alcuni dvd, quel corpo che sembrava un olivo secolare frustato dal vento, resta una memoria forte. Il resto non mi piace, il resto è illustrato, letto, cantato da molti di coloro i quali non lo avevano a genio, erano infastiditi dalla sua "assenza" pubblica che, per chi invece lo frequentava davvero, era "presenza" forte, continua, direi vigile, senza mai strillare alla luna. Lo stesso accade da tempo per Indro Montanelli, oggi attorniato da amici, fedeli, estimatori, il popolo del "Vecchio", bastava questo aggettivo per noi, così come lo chiamavano a Il Giornale Nuovo. Ma dovevate vederli, sentire, sotto la redazione, in via Negri, all'inizio in piazza Cavour, con i megafoni, le uova marce, gli striscioni, le contestazioni contro il Fascista, il Nostalgico. Era pericoloso passeggiare tenendo in mano una copia de Il Giornale Nuovo, era bello, invece, esibire la lettura de La repubblica, ai giardini di via Palestro lo aspettarono per scaricargli addosso le pallottole, il Corriere della Sera scrisse di un giornalista ferito, una certa sinistra, oggi piena di nastri a lutto, fece festa perchè, come dicevano gli okkupanti delle Università, "ai fascisti non si parla, si spara!". Il resto andrebbe raccontato meglio, con una verità anche scomoda. Da tempo, e oggi ancora, si contano i cortei, i partigiani, i semprealfianco, del Vecchio e di Giorgio. E' l'Italia di sempre, da piazza Venezia a piazzale Loreto. Ripenso a Gaber. Il primo giorno di gennaio saranno passati sei anni. Sceglierò di giocare con la memoria, appena mossa dall'eco della sua voce disarmante, e fascinosa assieme. Così rispondeva al telefono"GABER, lasciare messaggio". Ne lascerò ancora. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 7 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 09Dec 08 Il prato di San Siro e le ossa rotte Gattuso, il centrocampisa del Milan, resterà fuori per alcuni mesi a causa di una lesione al ginocchio. Si era infortunato durante la partita di domenica scorsa contro il Catania. Cose che accadono nel calcio, si dice così. Balle. Gattuso è caduto, come tantialtri colleghi suoi, nella trappola del prato di San Siro, la vergogna dei campi di football italiani. Sono anni che questa storia va avanti, si contano i calciatori infortunati, si contano i soldi spesi per la cosidetta rizollatura del prato, si contano i balletti di responsabilità Comune, le due società Milan e Inter, senza che nessuno faccia un passo avanti assumendo l'impegno di affrontare e risolvere definitivamente il problema. La copertura dello stadio ha creato problemi prevedibili, se mettete una pianta dentro un vaso e la coprite per due terzi difficilmente la pianta respirerà. Ma ciò che è "pubblico" in Italia è marginale, è di tutti e di nessuno. Date un'occhiata appunto ai giardini pubblici, alla loro manutenzione e controllate invece i parchi privati, capirete la differenza. L'infortunio di Rino Gattuso è uno dei mille, altri ce ne saranno, Milano è pronta per l'Expo 2015, la vetrina è pulita, il retrobottega fa schifo. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 07Dec 08 La Scala e i bambini Grandi novità per la prima a La Scala di Milano. A parte il licenziamento del tenore, la solita passerella di damazze, smoking, abiti da mutuo ventennale sono spuntati i bambini. Quelli dell'asilo. Non hanno partecipato al Don Carlo che, per alcuni di essi potrebbe essere un personaggio da cartoni animati, ma hanno sfilato per protesta contro la Gelmini, nel sens del ministro della Pubblica Istruzione. Erano accompagnati, i pupi, dai genitori e dai maestri o maestre. Una bella immagine, davvero una bella idea, lo sfruttamento dei minori per fini di propaganda politica. Non ricordo analoghe manifestazioni, chessò, contro la pedofilia, oppure l'utilizzo di minori da parte delle multinazionali o, proprio a Milano, da parte dei commercianti cinesi nel loro quartiere. No, lì il governo non c'entra, lì i bambini dell'asilo non capirebbero. Invece hanno capito che il giorno di Sant'Ambrogio è bello andare in centro, urlare contro la Gelmini, dimostrare che il maestro unico è una violenza alla cultura e al libero impiego, hanno capito forse che con questi genitori la vita è bella. Quando saranno grandi ricorderanno questa domenica di dicembre. C'erano anche loro. Purtroppo. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 04Dec 08 Camoranesi, Platini e Maradona Ho riacciuffato su you tube il giochino che Maurizio Mosca propone ad alcuni calciatori, chiedendo loro di sceglire tra questo e quello. L'ospite in questione era Mauro German Camoranesi. Una delle domande stuzzicava: Maradona o Platini? Lo juventino, dopo una smorfia e un sussurro2Ma che paragoni fai.." ha replicato così:"Platini gli portava le borse a Maradona". Ora qualcuno della Juventus, dico della dirigenza, dovrebbe spiegare a Camoranesi che si possono avere delle opinioni, e quella di Mauro German è rispettabile, ma c'è anche un modo o uno stile per confortarle. Dire, ad esempio, che Michel Platini portava le borse a Maradona è una frase ad effetto, va bene tra i tifosi, provoca il sorriso e l'applauso ma se qualcuno dicesse che Camoranesi porterebbe le borse a Franco Causio lui come reagirebbe, essendo caliente e imprevedibile? Calma, dunque, di certo oggi Diego Armando Maradona, il più grande dopo Pelè (nero di pelle in un periodo storico un po' difficile, a diciotto anni campione del mondo), vive una nuova vita, pur avendo sempre bisogno di qualcuno che gli porti le borse. Non certo Michel Platini che nella vita riesce a fare anche altro. Senza rancore. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles, Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni. Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti Categorie costume Nessuna categoria I più inviati fischi - 4 Emails Piove, governo ladro - 2 Emails La piuma e Omar - 1 Emails La crisi, da repertorio - 1 Emails Ultime discussioni Margherita: PRETRE !!!!! Margherita: sei sicuro che si chiami così il direttore d'orchestra che ha diretto il concerto dalla Fenice di... Americo: Questi rituali di fine d'anno come quelli di altre festività sono inutili e ridicoli, solo rivelano... dellelmodiscipio: Dato che ci porta nelle alte sfere della TV di Capodanno, egregio Damascelli, voglio esprimere il... Talita: Caro Ugo, ho letto la tua proposta con un sorriso. Se fosse così facile, avremmo già trovato la quadratura... 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"report a rischio? raitre mi difende ma in futuro chissà" - leandro palestini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 38 - Spettacoli La tv pubblica Le interviste La politica Il futuro "Report a rischio? RaiTre mi difende ma in futuro chissà" Credo che la nostra tv pubblica non sia complessivamente così disastrosa. La decenza riesce ancora ad arginare il disastro Chi parla con noi sa di parlare con un giornalista e se vuole che alcune cose non escano allora sta zitto Il Paese esprime ciò che è, negli ultimi 15 anni abbiamo saputo dare il peggio. Tuttavia credo che arriverà un cambiamento La partita si giocherà sul web, devi essere in grado di poter intervenire in tempo reale. Se impieghi due giorni hai già perso Ha successo, suscita polemiche, riceve denunce e minacce: a marzo la giornalista tornerà in video con un nuovo ciclo di Report Tra i temi si parlerà delle riforme della scuola e della sanità LEANDRO PALESTINI Milena Gabanelli è ormai la giornalista più temuta della tv italiana. Cattura ogni domenica sera, su RaiTre, l´attenzione di 3/4 milioni di italiani. Telespettatori che si sintonizzano su Report per vedere quale scandalo scoperchierà, il potente di turno che sarà castigato. Milena colpisce a destra come a sinistra (la passata giunta romana di Veltroni ne sa qualcosa), tanti politici la considerano una gran rompiscatole (ha avuto conflitti con Bassolino, Cuffaro, Giovanardi, Moratti, Sgarbi e Urbani) colleziona cause giudiziarie («trenta attive fra civili e penali, ma finora non ne abbiamo persa neanche una»), riceve delle minacce ma non demorde: «è nel conto». Report tornerà in marzo, Milena e il suo gruppo anche durante le feste continua a produrre le inchieste "ustionanti": come è scritto nella motivazione del premio "è giornalismo", da poco assegnatole. Ma, con i prossimi cambiamenti ai vertici Rai, la "Robin Hood" del servizio pubblico, che ha nel suo mirino anche il governo, vede più incerto il suo futuro. Gabanelli, è vero che si sta occupando del ministro Gelmini? «Non solo. Prenderemo il testo delle riforme della Sanità e della Pubblica istruzione: andremo a verificare. Vedremo dove la Gelmini ha tagliato, con la sua riforma, e dove avrebbe potuto tagliare». Il modello produttivo di "Report" è unico. La sua redazione è composta da free lance come lei. è questo il prezzo della libertà? «Il nostro modello produttivo è razionale, competitivo, in grado di offrire un grande risultato al minor costo possibile. Se la complessa regolamentazione del lavoro fosse meno rigida potremmo anche noi avere qualche garanzia in più, senza costi aggiuntivi, ma questo con la libertà non c´entra nulla. Al momento, ognuno lavora a casa per conto suo, non c´è una redazione dove si fanno regolari riunioni. Siamo un gruppo molto unito... da patologia compatibile». Voi girate con la telecamerina sempre accesa, anche nelle pause, raccogliendo sfoghi di intervistati ignari (da Bassolino a Di Carlo). Si tratta di "agguati"? «Chi contesta di solito è abituato a concordare respiri e sospiri. Un giornalista che lavora per la carta stampata, di fronte allo sfogo off the record del suo interlocutore cosa fa? si tappa le orecchie e fa finta di non sentire? Se si tratta di informazioni importanti le riferisce, e se non lo fa sbaglia. No, Report non fa agguati, chi parla con noi sa di parlare con un giornalista e se vuole che alcune considerazioni non escano, sta zitto. Se non ce la fa, e dopo averti dato la versione ufficiale ti dice "adesso che ha spento la camera la verità gliela dico", è nostro dovere riferire, visto che il politico viene intervistato proprio per conoscere la verità. Il patto di riservatezza è un´altra cosa». Molti utenti si lamentano della decadenza della tv italiana... «Non sono una divoratrice di tv, ho poco tempo, la guardo quando posso. Ma guardo anche quella che fanno in altri Paesi e credo che la nostra tv pubblica non è complessivamente così disastrosa. La decenza riesce ancora ad arginare il disastro. Per quanto, ancora non lo so, ma nulla avviene per caso. In genere un buon prodotto ha dei buoni autori, quindi un buon capostruttura. Un cattivo prodotto ha dei pessimi autori che non sono arrivati lì per magia». Quanto incide la politica? «In Rai, come in tutte le aziende, ci sono gerarchie, che partono dalla direzione generale e arrivano al funzionario della messa in onda del prodotto. Ogni passaggio è occupato da una figura che esercita un ruolo ed un potere. Se metti su una poltrona un portaborse di partito, certamente sa come funziona la politica, ma magari capisce poco di tv. E allora quando si sceglierà i collaboratori, non saprà tanto distinguere fra quelli che sanno fare tv e quelli che invece non la sanno fare. Il problema è che basta un anello "anomalo" della catena, per rallentare il lavoro di tutti, per mortificarlo, oppure costringerti a fare salti mortali. Nessuno è così ingenuo da sperare nella fine della "spartizione", e non è nemmeno fondamentale sapere quali siano le simpatie politiche di questo o quel dirigente, ciò che interessa invece è sapere se tizio sa fare il mestiere per cui è pagato, oppure no». Non si fanno più le inchieste vecchio stile, alla "Tv7". Perché gli approfondimenti giornalistici dei Tg non sono "ustionanti"? «è già abbastanza difficile parlare di sé, figuriamoci entrare dentro ai problemi degli altri! Se qualcuno crede che gli spazi dei Tg dedicati all´approfondimento non siano abbastanza "ustionanti", la domanda va girata ai direttori di testata o ai giornalisti». Se le offrissero "Annozero" o "Ballarò", lei accetterebbe? «No, mi inventerei qualcos´altro. Perché io non so fare quello che fanno Michele Santoro o Giovanni Floris». Il governo Berlusconi presto metterà mano al Cda Rai. Se salta la il suo direttore, Paolo Ruffini, "Report" sarà a rischio? «Paolo Ruffini ha costruito una rete con una programmazione da vero servizio pubblico, premiata dagli ascolti. Ha saputo creare un clima di grande lealtà con i singoli gruppi di lavoro. Mi dispiacerebbe vedere andar via una persona che ha lavorato bene. Il futuro? Chissà... in politica il Paese esprime ciò che è, negli ultimi 15 anni abbiamo saputo dare il peggio. Tuttavia credo che arriverà un cambiamento, improvviso, e a nessuno verrà più voglia di girare la testa dall´altra parte. Sarà un giorno interessante, ma temo che avremo le pezze al culo».

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maestro unico, 1.800 cattedre in meno - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Palermo Maestro unico, 1.800 cattedre in meno La scure della riforma sui supplenti, trasferimento per mille insegnanti Addio ai "moduli" diminuiscono le ore di lezione. La Cgil "Effetti negativi per i bambini" SALVO INTRAVAIA Supplenti al palo, insegnanti di ruolo sotto la scure del "trasferimento d´ufficio", valzer di maestre nelle classi. Il ciclone Gelmini travolgerà la scuola elementare siciliana già dal prossimo mese di settembre. Le previsioni fatte in questi giorni dai sindacati fanno intravedere per l´Isola un futuro di "lacrime e sangue" non solo per il corpo docente. Guai in vista anche per genitori e bambini che assisteranno al balletto delle insegnanti. A svelare le novità sulla scuola primaria (l´ex elementare) è stato lo stesso ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, che lo scorso 18 dicembre ha presentato in Consiglio dei ministri il regolamento sulla riforma della scuola dell´infanzia e del primo ciclo, lanciando il "maestro di riferimento" nelle elementari. «Siamo preoccupati - dice Maria Giovanna Granata, dirigente scolastico della elementare De Gasperi - perché si riforma un segmento della scuola italiana che funzionava bene, senza un modello pedagogico di riferimento. Sarà un salto nel vuoto - continua il capo d´istituto - cercheremo di salvare il salvabile». Per comprendere i termini della questione bisogna conoscere l´organizzazione della scuola elementare con i cosiddetti "moduli" di tre insegnanti su due classi. Attualmente in Sicilia la maggior parte delle classi (il 91 per cento) funziona con 27 o 30 ore settimanali. Nel primo caso tre insegnanti devono coprire le 54 ore delle due classi con un impegno di 18 ore settimanali. Nella seconda ipotesi (60 ore per due classi) le tre insegnanti svolgono 20 ore di lezione a settimana. E siccome l´orario settimanale degli insegnanti di scuola elementare è di 22 ore, restano quattro o due ore da utilizzare in compresenze, supplenze, corsi di recupero per i bambini in difficoltà e per gli alunni stranieri. Il taglio riguarda proprio queste ore «che permettono - spiega la Granata - di gestire l´organico in maniera funzionale alle esigenze dell´utenza». Il prossimo anno in tutte le classi sarà presente un insegnante "di riferimento" per 22 ore settimanali. La restante parte dell´orario (24, 27 o 30 ore) verrà completato da un´altra maestra cui si affiancherà l´insegnante di Religione (per due ore a settimana) e quella di Inglese (un´ora in prima, due in seconda e tre ore nelle classi successive). Il giudizio sulla manovra del governo da parte del segretario regionale della Flc-Cgil, Giusto Scozzaro, è netto: «I regolamenti licenziati dal Consiglio dei ministri il 18 dicembre cancellano l´attività per moduli nella scuola elementare ed eliminano migliaia di posti di lavoro. Dal prossimo anno scolastico - continua il sindacalista - i bambini della scuola elementare avranno meno ore di scuola e un insegnante di riferimento: una rivoluzione nel modello didattico-pedagogico che produrrà sconcerto e disorientamento tra i bambini e le loro famiglie». In Sicilia nel 2009-2010 si perderanno 1.800 cattedre. Saranno quasi 1.300 le supplenze in meno rispetto a quest´anno e oltre mille insegnanti di ruolo andranno in "soprannumero": dovranno cercarsi cioè una cattedra in un´altra scuola o saranno trasferiti d´ufficio.

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"liberazione costa e vende poco accusare fagioli è schizofrenia" - umberto rosso (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 13 - Interni Ferrero: l´editore Bonaccorsi va bene quando fa la rivista di Bertinotti ma se tratto io con lui mi massacrano "Liberazione costa e vende poco accusare Fagioli è schizofrenia" "La cooperativa di giornalisti è una ipotesi, ma ci dicano come ripianare il buco" UMBERTO ROSSO ROMA - Segretario, e il suo viaggio in Palestina? Pure su quello si è sentito trattato male da Liberazione? «No, no, hanno coperto bene. Laggiù c´è una situazione talmente grave. Però, non è mica una questione personale fra me e il giornale». Paolo Ferrero, come segretario del partito, versus Sansonetti, direttore. Si arrabbia ancora ogni giorno aprendo il quotidiano? «Certo capita. Però oggi, primo dell´anno, sono a sciare sul Bianco, tremila metri... ». Ma la valanga sta per abbattersi sul direttore. «Se mi trovano tre milioni e mezzo di euro sono pronto pure al passo indietro. Quello lì è il buco 2008 che il partito è chiamato a coprire. E non ce la facciamo più. Anche perché la minoranza gioca scientificamente allo sfascio». Scissione vicina? «Non so se la minoranza la voglia davvero: un quarto mini-partitino in nome dell´unità a sinistra? Boh. Comunque, io non caccio nessuno. Perché sono un vero democratico. Ma certo non mi suicido». Il Prc non si scioglie. «Ma certo che no. Tutti questi attacchi hanno in realtà anche la funzione di coprire porcherie, di subalternità al Pd. A Firenze i due consiglieri fuoriusciti hanno bocciato la commissione d´inchiesta sulla Fondiaria. In Calabria l´assessore ha ratificato il piano Gelmini». Liberazione così non dura? «La metto in un altro modo: quanto dura così il partito della Rifondazione comunista? Buttiamo dentro il giornale più quattrini che per le nostre iniziative politiche. E´ come L´Unità che andava trascinando nel baratro anche il Pci». Coraggio, arrivano i nostri. L´editore Bonaccorsi, da lei stesso lanciato a sorpresa. Un kamikaze o uno che punta ai soldi pubblici dell´editoria? «Qui voglio fare chiarezza. Perché il buco di tre milioni e mezzo è già al netto degli introiti per l´editoria, già calcolati in quel deficit. Non si possono perciò fare giochetti con i contributi, non mi pare aria di furbetti del quartierino». Un kamikaze, allora? «Un editore. Che rischia, perchè intravede un mercato. Che esiste. Prima di Sansonetti del resto eravamo a diecimila copie. Ora circa a metà». Ai vendoliani non piace. E Luxuria protesta perché teme un ritorno all´omofobia, sentite anche le parole di Massimo Fagioli. «Che debbo rispondere, che siamo alla schizofrenia? Quanto è figo il guru Fagioli se Bertinotti va nella sua libreria "Amore e psiche" nientemeno ad aprire la campagna elettorale. Ma quanto è stronzo se invece incoraggia Bonaccorsi, che tratta con Ferrero per Liberazione. E non basta». Che altro? «Bonaccorsi è l´editore di "Alternative per il socialismo", la rivista di Bertinotti, bravissimo allora. Ha finanziato la riunione della minoranza, a Roma, a metà dicembre. Un grande. E fa "Left", punto di riferimento per i vendoliani. Eccezionale. Poi, ne parlo io, e patatrac, tutti questi stessi compagni mi massacrano. Stalinista. Affossatore del giornale. Imbroglione». L´editore non ha presentato un piano. «Perché siamo ancora nella fase della "manifestazione di interesse". Il piano arriverà presto, subito dopo le feste. Vedremo. Valuteremo. Insieme ad altre eventuali offerte». C´è quella di Sansonetti: date il giornale ai giornalisti, con un comitato di garanti. «Discuteremo anche dell´ipotesi cooperativa. Ma sempre che ci dicano anche come ripianare il buco».

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Si comincia a Pescara con lo sviluppo (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-01-02 - pag: 8 autore: L'AGENDA Si comincia a Pescara con lo sviluppo ROMA Crisi a Gaza e ricette per uscire dalla recessione mondiale campeggiano sul tavolo del premier Silvio Berlusconi, da ieri, alla guida del G-8. Molte le priorità della presidenza italiana a cominciare dalla lotta alla povertà, come sottolinea il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un messaggio al segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, in occasione della giornata della pace. Frattini sottolinea che, nella difficile congiuntura finanziaria, «occorre un approccio mirato a una più efficace e razionale utilizzazione di tutte le risorse disponibili». Dunque non solo aiuto pubblico allo sviluppo, ma anche risorse private. Su questi temi presiederà la riunione dei ministri dello Sviluppo del G- 8, che si terrà a fine maggio a Pescara. Frattini coordinerà anche i lavori del G-8 Esteri il 26 giugno a Trieste e che avrà un'importante coda nella conferenza su Afghanistan e Pakistan. Intenso anche il calendario del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che in febbraio a Roma presiederà il G- 7 della finanza con i governatori delle Banche centrali e il 12 giugno a Venezia la riunione dei ministri delle Finanze del G-8. A fine maggio, a Roma, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, coordinerà il G-8 energia, il 29 marzo a Roma, Maurizio Sacconi il G-8 lavoro, il 19 aprile a Cison di Valmarino (Treviso), Luca Zaia il G-8 agricoltura, il 22 aprile a Siracusa, Stefania Prestigiacomo il G-8 Ambiente, il 28 maggio a Lampedusa, Roberto Maroni e Angelino Alfano il G-8 Giustizia e Affari interni e a metà giugno a Lucca, Maria Stella Gelmini il G-8 della Scienza. Ge.P.

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Frati: mille alloggi per studenti fuorisede (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-01-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-01-02 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Università Il rettore de «La Sapienza»: se ci saranno occupazioni dovrò prendere provvedimenti Frati: mille alloggi per studenti fuorisede «Mille nuovi alloggi, d'intesa con il Comune di Roma, per studenti fuorisede e spazi autogestiti». Ad annunciarlo per il 2009 è il rettore dell'università «La Sapienza» Luigi Frati. Che ha spiegato: «Spazi comuni autogestiti, non solo dai collettivi, ma dai rappresentanti delle varie liste, per svolgere riunioni e attività di approfondimento. Le aule sono adibite solo alle lezioni e non si occupano, se poi ci saranno occupazioni mi vedrò costretto a prender provvedimenti contro l'interruzione di pubblico servizio». Frati ha anche replicato alle critiche mosse al sistema universitario in generale e alla sua persona in particolare, arrivate (tra gli altri) dal filosofo e docente di Estetica, Stefano Zecchi: «Il merito da tempo è sparito — aveva affermato Zecchi — pensiamo al rettore della Sapienza di Roma. Costui è riuscito a mettere in cattedra, a medicina, la moglie laureata in lettere e la figlia laureata in legge. Io insegno da 40 anni e non ho mai visto così calpestato come ora il merito». Questa la replica del «magnifico »: «Zecchi dovrebbe informarsi, andare ad analizzare sulle banche dati internazionali, le pubblicazioni dei singoli professori, altrimenti dà giudizi senza quel minimo indispensabile di conoscenza dei problemi. Quanto poi al merito, Zecchi non lo sa, ma è la parte preponderante del mio programma e sarà la bussola della mia gestione». Sul tema, assai dibattuto, del «merito», il rettore ha aggiunto: «Io la scommessa voglio vincerla perché sono convinto che sia, nella stragrande maggioranza di studenti e docenti, il sentimento prevalente. Come voglio vincere la sfida della ricerca e formazione: non è che, da noi, non si faccia o non ci sia. Al contrario forse se ne fa troppa, purtroppo non è adeguatamente assorbita dal sistema produttivo con cui vogliamo creare nuove sinergie». Frati è poi tornato a parlare di «riforma Gelmini» e del Protocollo d'intesa con la Regione Lazio per l'Umberto I. Sulla riforma: «Il 7 e l'8 gennaio sarà alla Camera, mi auguro sia approvata rapidamente senza altri impedimenti». Mentre sul «protocollo» ha ribadito: «Per ora dal fronte Regione Lazio tutto tace. Un protocollo in cui non siano chiare le cose non lo firmo. Perché l'università dovrebbe pagare il personale medico? A noi spettano solo le spese per la didattica. Al Policlinico vanno dati gli stessi fondi versati agli altri ospedali di Roma». Il protocollo con la Regione «Al Policlinico vanno dati gli stessi fondi versati agli altri ospedali di Roma. A noi spettano solo le spese per la didattica»

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Bondi: "Non vorrei mai mio figlio in politica" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 02-01-2009)

Argomenti: Scuola

n. 2 del 2009-01-02 pagina 11 Bondi: "Non vorrei mai mio figlio in politica" di Vincenzo La Manna Il ministro dei Beni culturali: "Incoraggiarli sulla nostra stessa strada è legittimo, ma disdicevole". "Berlusconi al Colle? Non credo sia un epilogo che desidera. Ora comunque pensa solo al governo" Roma - Ministro Bondi, c?è chi dissente sull?allarme che ha lanciato sul disagio dei bambini dinanzi alle notizie catastrofiche diffuse dai tg. L?accusano pure di censura. Cosa risponde? «Credo di avere posto una questione reale e seria. Non a caso tutti coloro che sono intervenuti nel dibattito hanno riconosciuto l?esistenza di un problema culturale riguardante la forma ed i contenuti dell?informazione televisiva in generale, non soltanto quella attinente ai telegiornali». C?è pure chi, come Maria Giovanna Maglie, afferma su «il Giornale» che non spetta ai notiziari il compito di «filtrare ed edulcorare la realtà», invitando i genitori ad assumersi la «responsabilità dell?educazione» e lei a spostare l?attenzione sull?intrattenimento «scosciato». «Condivido interamente le sue intelligenti osservazioni e osservo che le sue critiche all?informazione televisiva sono ancora più puntute e impietose delle mie. Forse la mia presa di posizione può essere sembrata parziale e unilaterale, e forse lo era. Sono assolutamente cosciente che il problema riguarda l?intero sistema dell?informazione e richiede soluzioni coerenti e complessive. Penso anch?io che l?informazione non possa nascondere la realtà, anche quella più cruda e spiacevole. Resto tuttavia dell?opinione che le modalità e le forme di questa informazione, soprattutto in certe fasce orario disciplinate da un codice di autoregolamentazione, spesso non rispettato, dovrebbero rifuggire una sorta di compiacimento per l?orrore e per la violenza». Capitolo scuola. Come giudica la proposta di liberalizzare il settore pubblico? Provocazione o strada percorribile? «Si tratta di una provocazione, che però segnala una condizione al limite del collasso della scuola italiana. Da qui, tuttavia, è partita la coraggiosa iniziativa del ministro Gelmini, che deve essere sostenuta e incoraggiata da tutti. Questa situazione danneggia innanzitutto i figli delle classi sociali meno abbienti, e mi aspetto perciò che la sinistra partecipi e contribuisca al progetto di rinnovamento». Come inquadra la vicenda di Cristiano Di Pietro, che lascia l?Idv guidata dal papà Antonio? Cosa avrebbe consigliato al suo, di figlio, se fosse stato chiamato in causa da un?indagine giudiziaria? «Innanzitutto, considero certamente legittimo ma disdicevole incoraggiare la carriera politica dei figli di esponenti politici. Personalmente non sarei felice di un impegno politico di mio figlio. Preferirei che fosse attratto da un lavoro artistico, oppure da una qualsiasi altra carriera professionale». Nella sinistra, soprattutto nel Pd, è esplosa da settimane la questione morale. Le dispiace un po?, visti i suoi passati trascorsi nel Pci di Enrico Berlinguer? «La cosiddetta questione morale fu posta da Berlinguer per evitare di fare i conti con la storia del comunismo italiano e per tentare di imboccare l?ennesima scorciatoia al potere. Ricordo che allora uno dei pochi esponenti del Pci a porre in discussione la sua linea fu Giorgio Napolitano, per il quale essa poteva diventare un alibi per non affrontare una coraggiosa scelta di rinnovamento del partito. è paradossale inoltre che Berlinguer la giustificasse parlando dell?intreccio perverso tra il potere dei partiti e la loro occupazione delle istituzioni e dello Stato, tralasciando di considerare che l'intreccio più stretto e totalizzante tra la funzione dei partiti e lo Stato era avvenuto ad opera del Pci nelle regioni rosse del centro Italia e a livello nazionale con il consociativismo, cioè la gestione del potere in connubio con la Dc». Problema antico ma questione sempre attuale? «La questione morale e l?uso della giustizia sono stati due gravi errori che hanno impedito agli eredi del Pci di diventare, attraverso un profondo rinnovamento e scelte davvero coraggiose, un moderno partito riformista europeo. Oggi questi errori li stanno pagando fino in fondo, senza avere una bussola di orientamento culturale capace di aiutarli a trovare la strada giusta». Non crede che bisognerebbe rivedere anche gli statuti interni dei partiti, per evitare che i cittadini voltino sempre di più le spalle alla politica? «In un partito politico serio, democratico, si sa perfettamente chi è in odore di corruzione o chi è sospettabile di comportamenti discutibili nell?amministrazione della cosa pubblica. Da questo punto di vista sono d'accordo con Luciano Violante, quando ricorda che l?accertamento delle responsabilità giudiziarie non può sostituire un codice morale della classe politica». L?anno appena iniziato potrebbe rappresentare la svolta sul fronte riforme. Ma al di là degli intenti dichiarati, nessuno può dirsi certo che il dialogo tra maggioranza e opposizione vada davvero a buon fine. Chi dovrebbe fare un passo avanti? «Oggi si è imposta la cultura del fare, cioè l?azione tesa al raggiungimento di obiettivi che non aspettano i tempi del dialogo e delle discussioni politiche. Un governo ha delle responsabilità verso il Paese e i suoi elettori, e deve giustamente avere a cuore e promuovere anche un clima politico nuovo, fondato su un confronto costruttivo. Ma deve soprattutto badare al conseguimento dei risultati che l?Italia attende. è l?opposizione, perciò, che deve dimostrare di essere all'altezza delle proprie responsabilità e delle necessità del Paese, con scelte coraggiose e coerenti». Federalismo, riforma della giustizia, presidenzialismo. Secondo lei, cosa è davvero prioritario per il Paese? «Il federalismo, la riforma della giustizia, la riforma della scuola, le misure annunciate dagli ottimi ministri Brunetta e Sacconi sulla pubblica amministrazione e sul mercato del lavoro, costituiscono i banchi di prova principali della capacità riformatrice di questo governo. Un governo che vive uno stato di grazia, soprattutto perché Berlusconi ha saputo mettere le persone giuste al posto giusto». A proposito di presidenzialismo, Berlusconi al Colle è un?ipotesi peregrina, possibile o addirittura auspicabile? «Non credo che questo sia un pensiero sul quale si concentri il presidente del Consiglio. Berlusconi è giunto ad una fase nuova e importante della sua vita. Lo trovo sereno, con uno sguardo diverso sulla vita e sui propri doveri, concentrato sull?impegno volto a restituire credibilità e autorevolezza all?Italia sullo scenario internazionale e a completare le riforme necessarie per modernizzarla. Quello che verrà dopo non si può predeterminare, anche perché è legato ad una serie di elementi tali da far pensare ad un destino personale, piuttosto che ad un epilogo desiderato». A marzo, se la road-map verrà rispettata, nascerà il Pdl. Da ex coordinatore di Forza Italia, le dispiacerà un po? non avere incarichi diretti di partito? «In questi ultimi quattordici anni ho vissuto esperienze politiche straordinarie. Il momento più difficile e drammatico per me è stato, dal punto di vista umano ancor più che politico, nel 2006, dopo la sconfitta elettorale per 24mila voti in meno alla Camera. Il momento più bello è stato il successo nel 2008. Questo è l?obiettivo che più mi stava a cuore. Ora non ho più grandi ambizioni politiche, se non quella di poter continuare ad offrire il contributo della mia sensibilità personale». Sul fronte alleanze, si deve davvero continuare nel tentativo di far entrare l?Udc nel Pdl? «è molto difficile, perché l?Udc è un partito con la testa rivolta indietro e con una forte presunzione che non trova corrispondenza nella realtà». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Bondi: Berlusconi sul Colle? Non credo lo voglia (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 02-01-2009)

Argomenti: Scuola

n. 2 del 2009-01-02 pagina 11 Bondi: Berlusconi sul Colle? Non credo lo voglia di Vincenzo La Manna Il ministro dei Beni culturali: "Berlusconi al Colle? Non credo sia un epilogo che desidera. Ora comunque pensa solo al governo". Sul rapporto coi figli: "Incoraggiarli sulla nostra stessa strada è legittimo, ma disdicevole" Roma - Ministro Bondi, c?è chi dissente sull?allarme che ha lanciato sul disagio dei bambini dinanzi alle notizie catastrofiche diffuse dai tg. L?accusano pure di censura. Cosa risponde? «Credo di avere posto una questione reale e seria. Non a caso tutti coloro che sono intervenuti nel dibattito hanno riconosciuto l?esistenza di un problema culturale riguardante la forma ed i contenuti dell?informazione televisiva in generale, non soltanto quella attinente ai telegiornali». C?è pure chi, come Maria Giovanna Maglie, afferma su «il Giornale» che non spetta ai notiziari il compito di «filtrare ed edulcorare la realtà», invitando i genitori ad assumersi la «responsabilità dell?educazione» e lei a spostare l?attenzione sull?intrattenimento «scosciato». «Condivido interamente le sue intelligenti osservazioni e osservo che le sue critiche all?informazione televisiva sono ancora più puntute e impietose delle mie. Forse la mia presa di posizione può essere sembrata parziale e unilaterale, e forse lo era. Sono assolutamente cosciente che il problema riguarda l?intero sistema dell?informazione e richiede soluzioni coerenti e complessive. Penso anch?io che l?informazione non possa nascondere la realtà, anche quella più cruda e spiacevole. Resto tuttavia dell?opinione che le modalità e le forme di questa informazione, soprattutto in certe fasce orario disciplinate da un codice di autoregolamentazione, spesso non rispettato, dovrebbero rifuggire una sorta di compiacimento per l?orrore e per la violenza». Capitolo scuola. Come giudica la proposta di liberalizzare il settore pubblico? Provocazione o strada percorribile? «Si tratta di una provocazione, che però segnala una condizione al limite del collasso della scuola italiana. Da qui, tuttavia, è partita la coraggiosa iniziativa del ministro Gelmini, che deve essere sostenuta e incoraggiata da tutti. Questa situazione danneggia innanzitutto i figli delle classi sociali meno abbienti, e mi aspetto perciò che la sinistra partecipi e contribuisca al progetto di rinnovamento». Come inquadra la vicenda di Cristiano Di Pietro, che lascia l?Idv guidata dal papà Antonio? Cosa avrebbe consigliato al suo, di figlio, se fosse stato chiamato in causa da un?indagine giudiziaria? «Innanzitutto, considero certamente legittimo ma disdicevole incoraggiare la carriera politica dei figli di esponenti politici. Personalmente non sarei felice di un impegno politico di mio figlio. Preferirei che fosse attratto da un lavoro artistico, oppure da una qualsiasi altra carriera professionale». Nella sinistra, soprattutto nel Pd, è esplosa da settimane la questione morale. Le dispiace un po?, visti i suoi passati trascorsi nel Pci di Enrico Berlinguer? «La cosiddetta questione morale fu posta da Berlinguer per evitare di fare i conti con la storia del comunismo italiano e per tentare di imboccare l?ennesima scorciatoia al potere. Ricordo che allora uno dei pochi esponenti del Pci a porre in discussione la sua linea fu Giorgio Napolitano, per il quale essa poteva diventare un alibi per non affrontare una coraggiosa scelta di rinnovamento del partito. è paradossale inoltre che Berlinguer la giustificasse parlando dell?intreccio perverso tra il potere dei partiti e la loro occupazione delle istituzioni e dello Stato, tralasciando di considerare che l'intreccio più stretto e totalizzante tra la funzione dei partiti e lo Stato era avvenuto ad opera del Pci nelle regioni rosse del centro Italia e a livello nazionale con il consociativismo, cioè la gestione del potere in connubio con la Dc». Problema antico ma questione sempre attuale? «La questione morale e l?uso della giustizia sono stati due gravi errori che hanno impedito agli eredi del Pci di diventare, attraverso un profondo rinnovamento e scelte davvero coraggiose, un moderno partito riformista europeo. Oggi questi errori li stanno pagando fino in fondo, senza avere una bussola di orientamento culturale capace di aiutarli a trovare la strada giusta». Non crede che bisognerebbe rivedere anche gli statuti interni dei partiti, per evitare che i cittadini voltino sempre di più le spalle alla politica? «In un partito politico serio, democratico, si sa perfettamente chi è in odore di corruzione o chi è sospettabile di comportamenti discutibili nell?amministrazione della cosa pubblica. Da questo punto di vista sono d'accordo con Luciano Violante, quando ricorda che l?accertamento delle responsabilità giudiziarie non può sostituire un codice morale della classe politica». L?anno appena iniziato potrebbe rappresentare la svolta sul fronte riforme. Ma al di là degli intenti dichiarati, nessuno può dirsi certo che il dialogo tra maggioranza e opposizione vada davvero a buon fine. Chi dovrebbe fare un passo avanti? «Oggi si è imposta la cultura del fare, cioè l?azione tesa al raggiungimento di obiettivi che non aspettano i tempi del dialogo e delle discussioni politiche. Un governo ha delle responsabilità verso il Paese e i suoi elettori, e deve giustamente avere a cuore e promuovere anche un clima politico nuovo, fondato su un confronto costruttivo. Ma deve soprattutto badare al conseguimento dei risultati che l?Italia attende. è l?opposizione, perciò, che deve dimostrare di essere all'altezza delle proprie responsabilità e delle necessità del Paese, con scelte coraggiose e coerenti». Federalismo, riforma della giustizia, presidenzialismo. Secondo lei, cosa è davvero prioritario per il Paese? «Il federalismo, la riforma della giustizia, la riforma della scuola, le misure annunciate dagli ottimi ministri Brunetta e Sacconi sulla pubblica amministrazione e sul mercato del lavoro, costituiscono i banchi di prova principali della capacità riformatrice di questo governo. Un governo che vive uno stato di grazia, soprattutto perché Berlusconi ha saputo mettere le persone giuste al posto giusto». A proposito di presidenzialismo, Berlusconi al Colle è un?ipotesi peregrina, possibile o addirittura auspicabile? «Non credo che questo sia un pensiero sul quale si concentri il presidente del Consiglio. Berlusconi è giunto ad una fase nuova e importante della sua vita. Lo trovo sereno, con uno sguardo diverso sulla vita e sui propri doveri, concentrato sull?impegno volto a restituire credibilità e autorevolezza all?Italia sullo scenario internazionale e a completare le riforme necessarie per modernizzarla. Quello che verrà dopo non si può predeterminare, anche perché è legato ad una serie di elementi tali da far pensare ad un destino personale, piuttosto che ad un epilogo desiderato». A marzo, se la road-map verrà rispettata, nascerà il Pdl. Da ex coordinatore di Forza Italia, le dispiacerà un po? non avere incarichi diretti di partito? «In questi ultimi quattordici anni ho vissuto esperienze politiche straordinarie. Il momento più difficile e drammatico per me è stato, dal punto di vista umano ancor più che politico, nel 2006, dopo la sconfitta elettorale per 24mila voti in meno alla Camera. Il momento più bello è stato il successo nel 2008. Questo è l?obiettivo che più mi stava a cuore. Ora non ho più grandi ambizioni politiche, se non quella di poter continuare ad offrire il contributo della mia sensibilità personale». Sul fronte alleanze, si deve davvero continuare nel tentativo di far entrare l?Udc nel Pdl? «è molto difficile, perché l?Udc è un partito con la testa rivolta indietro e con una forte presunzione che non trova corrispondenza nella realtà». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Ferrero attacca "Liberazione" "Costa molto e vende poco" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 02-01-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Segretario, e il suo viaggio in Palestina? Pure su quello si è sentito trattato male da Liberazione? "No, no, hanno coperto bene. Laggiù c'è una situazione talmente grave. Però, non è mica una questione personale fra me e il giornale". Paolo Ferrero, come segretario del partito, versus Sansonetti, direttore. Si arrabbia ancora ogni giorno aprendo il quotidiano? "Certo capita. Però oggi, primo dell'anno, sono a sciare sul Bianco, tremila metri... ". Ma la valanga sta per abbattersi sul direttore. "Se mi trovano tre milioni e mezzo di euro sono pronto pure al passo indietro. Quello lì è il buco 2008 che il partito è chiamato a coprire. E non ce la facciamo più. Anche perché la minoranza gioca scientificamente allo sfascio". Scissione vicina? "Non so se la minoranza la voglia davvero: un quarto mini-partitino in nome dell'unità a sinistra? Boh. Comunque, io non caccio nessuno. Perché sono un vero democratico. Ma certo non mi suicido". Il Prc non si scioglie. "Ma certo che no. Tutti questi attacchi hanno in realtà anche la funzione di coprire porcherie, di subalternità al Pd. A Firenze i due consiglieri fuoriusciti hanno bocciato la commissione d'inchiesta sulla Fondiaria. In Calabria l'assessore ha ratificato il piano Gelmini". Liberazione così non dura? "La metto in un altro modo: quanto dura così il partito della Rifondazione comunista? Buttiamo dentro il giornale più quattrini che per le nostre iniziative politiche. E' come L'Unità che andava trascinando nel baratro anche il Pci". Coraggio, arrivano i nostri. L'editore Bonaccorsi, da lei stesso lanciato a sorpresa. Un kamikaze o uno che punta ai soldi pubblici dell'editoria? "Qui voglio fare chiarezza. Perché il buco di tre milioni e mezzo è già al netto degli introiti per l'editoria, già calcolati in quel deficit. Non si possono perciò fare giochetti con i contributi, non mi pare aria di furbetti del quartierino". Un kamikaze, allora? "Un editore. Che rischia, perché intravede un mercato. Che esiste. Prima di Sansonetti del resto eravamo a diecimila copie. Ora circa a metà". Ai vendoliani non piace. E Luxuria protesta perché teme un ritorno all'omofobia, sentite anche le parole di Massimo Fagioli. "Che debbo rispondere, che siamo alla schizofrenia? Quanto è figo il guru Fagioli se Bertinotti va nella sua libreria 'Amore e psiche' nientemeno ad aprire la campagna elettorale. Ma quanto è stronzo se invece incoraggia Bonaccorsi, che tratta con Ferrero per Liberazione. E non basta". Che altro? "Bonaccorsi è l'editore di 'Alternative per il socialismo', la rivista di Bertinotti, bravissimo allora. Ha finanziato la riunione della minoranza, a Roma, a metà dicembre. Un grande. E fa 'Left', punto di riferimento per i vendoliani. Eccezionale. Poi, ne parlo io, e patatrac, tutti questi stessi compagni mi massacrano. Stalinista. Affossatore del giornale. Imbroglione". L'editore non ha presentato un piano. "Perché siamo ancora nella fase della manifestazione di interesse. Il piano arriverà presto, subito dopo le feste. Vedremo. Valuteremo. Insieme ad altre eventuali offerte". C'è quella di Sansonetti: date il giornale ai giornalisti, con un comitato di garanti. "Discuteremo anche dell'ipotesi cooperativa. Ma sempre che ci dicano anche come ripianare il buco". (2 gennaio 2009

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la lezione di napolitano - nadia urbinati (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 21 - Commenti LA LEZIONE DI NAPOLITANO Se le sue idee fossero davvero "bipartisan" il centro-destra dovrebbe rivedere la sua politica sociale Su eutanasia, aborto e maternità non si registra finora nessuna nuova disponibilità della Chiesa NADIA URBINATI Il messaggio di fine d´anno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato esemplare per molte ragioni importanti, alcune delle quali sottolineate dai numerosi commenti che si sono succeduti in questi due giorni. è stato esemplare per la correttezza stilistica (è stato un piacere immenso sentire la nostra lingua cosÍ ben usata da un uomo pubblico), per la chiarezza concettuale, infine per l´importanza e la gravità del contenuto. Il discorso ha messo in primo piano le ingiustizie, non soltanto la crisi; anzi ha denunciato il fatto che la crisi si riflette in maniera molto diseguale sulla vita e le condizioni degli italiani. Questo ha fatto da introduzione al richiamo urgente affinché la politica torni a fare il proprio lavoro bene e onestamente; che torni cioè ad occuparsi delle questioni che sono rilevanti nella vita degli italiani: la povertà, la disoccupazione, la crescita della diseguaglianza e, segno di una stridente contraddizione, la paurosa decadenza nella quale sono lasciate cadere le nostre istituzioni di ricerca, scolastiche e accademiche, fattori imprescindibili per ogni ragionevole politica che voglia essere di contrasto della crisi e di rinnovamento sociale ed economico. Se non si rimuoveranno questi macigni, non sarà possibile trasformare la crisi in un´occasione per fare dell´Italia una società più giusta. A commento del pregevole discorso del nostro presidente, molti leader politici hanno usato l´espressione "bipartisan". è ammirevole che le parole di Giorgio Napolitano riescano a infondere un clima unitario in quello che è generalmente un campo di battaglia sterile e piuttosto povero di idealità. Ma il discorso del presidente è stato davvero "bipartisan", cioè di compromesso tra le idee condivise dai diversi partiti? Ha senza dubbio espresso un´opinione del bene comune e della giustizia che dovrebbe essere condivisa da tutti i partiti, anche da quelli che compongono la coalizione di governo; il fatto è che se davvero così fosse, questi ultimi non sarebbero più i partiti che sono. Il discorso del presidente è stato severamente e senza ombra di dubbio costituzionale, più che semplicemente bipartisan - una difesa a tutto tondo di questa costituzione, dei suoi principi fondamentali e della struttura parlamentare dello Stato. Innanzitutto una difesa forte e senza ambiguità dell´Articolo 3 della Costituzione, il quale definisce l´eguaglianza democratica, cioè non soltanto eguaglianza di fronte alla legge ma anche di rispetto della persona nella vita sociale concreta e quindi nelle opportunità di esprimere se stessa. Napolitano ci ha fatto una splendida lezione di democrazia sociale. E lo ha fatto partendo proprio dalla crisi economica. Queste le sue parole: «Dalla crisi deve, e può, uscire un´Italia più giusta. Facciamo della crisi un´occasione per impegnarci a ridurre le sempre più acute disparità che si sono determinate nei redditi e nelle condizioni di vita; per riformare un sistema di protezione sociale squilibrato e carente; per elevare, a favore dei figli delle famiglie più modeste, le possibilità di istruzione fin dai primi anni e di ascesa nella scala sociale». Il richiamo al principio costituzionale delle eguali opportunità suona come una critica forte della politica del governo, la cui strategia è stata fin dall´inizio volta a introdurre elementi di disparità e diseguaglianza sociale attraverso scelte dissennate che penalizzano le scuole pubbliche (mentre elargiscono finanziamenti alle scuole private cattoliche) e quindi condizionano negativamente il destino dei cittadini "fin dai primi anni" di vita. Se queste idee fossero davvero "bipartisan" i partiti di centro-destra dovrebbero rivedere radicalmente la loro politica sociale. Il presidente Napolitano ha poi ribadito in uno stile magistrale il carattere parlamentare della nostra democrazia. Lo ha fatto attraverso due passaggi cruciali. Prima di tutto sottolineando che la «capacità di giudizio e di proposta [del Parlamento] resta fondamentale nel nostro sistema democratico»; in secondo luogo, chiarendo quale è il ruolo del presidente della Repubblica nella nostra costituzione: quello di rappresentare l´unità della nazione (meglio, degli italiani) «col massimo scrupolo d´imparzialità e indipendenza». Il presidente non con una funzione di governo («tenendosi fuori dalla competizione tra le opposte parti politiche di governo») ma con una funzione simbolica di generalità, a garanzia di ogni cittadino/a, senza distinzione di idee politiche, sesso, religione, condizione sociale. Il presidente come potere neutro non come potere politico attivo. Se questo cruciale passaggio del discorso del presidente fosse davvero "bipartisan" ciò significherebbe che la maggioranza che ci governa ha fatto una revisione di trecentosessanta gradi convertendosi alla centralità del Parlamento. Infine, il presidente della Repubblica si è rivolto alle forze politiche per ricordare loro che «possono guadagnare fiducia solo mostrandosi aperte all´esigenza di un impegno comune, ed esprimendo un nuovo costume, ispirato davvero e solo all´interesse pubblico». Le forze politiche possono contribuire a far sì che le istituzioni guadagnino consenso tra i cittadini solo se saranno in grado, loro per prime, di esprimere "davvero" l´interesse pubblico. Anche in questo caso, se questo discorso fosse da tutti condiviso ciò significherebbe che gli interessi patrimoniali e di fazione cesserebbero finalmente di essere la spina nel fianco del nostro stato di diritto. Se davvero ciascun partito che siede in Parlamento potesse senza eccezione ripetere le parole del presidente potremmo dire che nella notte di Capodanno è avvenuta una trasformazione radicale nella vita politica italiana. Diversamente, le dichiarazioni che parlano di "bipartisanship" sarebbero puramente retoriche. è realistico pensare che la seconda sia l´ipotesi più credibile. Il discorso di fine anno del Capo dello Stato è stato un grande discorso costituzionale, di affermazione del valore e della legittimità di questa costituzione, qualcosa di più e di meglio di una retorica e compromissoria dichiarazione "bipartsan".

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studenti in piazza con corde e cappi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Firenze Torna l´Onda Studenti in piazza con corde e cappi L´Onda fiorentina torna in piazza, questo pomeriggio, con un flash-mob organizzato dal Coordinamento degli studenti medi e intitolato «Assassini del nostro futuro». Protagonisti vittime e carnefici, corde e cappi, e lo slogan che ormai tutti gli studenti d´Italia conoscono: «Noi la crisi non la paghiamo». L´invito a partecipare è aperto a tutti: basterà presentarsi alle 16.30 in piazza Strozzi, vestiti di bianco e portando con sé una corda da trekking. Una volta radunato, il gruppo si sposterà in piazza della Repubblica, dove andrà in scena la performance vera e propria: qui i partecipanti, seguendo le mosse degli allievi dei laboratori teatrali delle varie scuole, dovranno simulare un´impiccagione collettiva, dividendosi in vittime e boia (questi ultimi interpretati dai ragazzi del Coordinamento, vestiti di nero). L´obiettivo- spiegano gli studenti - «è quello di dare un senso spettacolare a ciò che realmente sta accadendo, e cioè all´assassinio del futuro sociale e umano». Al centro della protesta studentesca, non ci sono più soltanto la legge 133 e la riforma Gelmini sulla scuola. «La crisi che stiamo vivendo - spiega Giulio, uno dei ragazzi del Coordinamento - è una crisi che investe l´intero sistema, che sta letteralmente implodendo su se stesso. E a pagarne le conseguenze sono gli strati più deboli della società: noi studenti, i precari, i migranti, gli operai: tutti coloro, insomma, che, non hanno più un futuro davanti». Per spiegare le loro ragioni, i ragazzi hanno preparato un volantino, che hanno anche tradotto in inglese per poterlo distribuire ai tanti turisti che affollano il centro il sabato pomeriggio «e che di solito - racconta ancora Giulio- si fermano a guardarci incuriositi senza capire cosa stiamo facendo». Alte le aspettative di partecipazione, nonostante le vacanze scolastiche non siano ancora finite: «Abbiamo diffuso l´invito su Facebook, dove già una settantina di persone hanno assicurato la loro presenza e duecento sono in forse. E abbiamo contattato i collettivi di tutte le scuole e le facoltà universitarie fiorentine. Insomma, speriamo di replicare il successo dell´ultimo flash-mob, quello con le barchette di carta in piazza della Signoria». L´obiettivo, dicono i ragazzi, è quello di continuare a tenere alta l´attenzione sulla protesta: «Vorremmo riuscire - spiegano - a organizzare un´iniziativa ogni settimana, tutte diverse l´una dall´altra». Nel frattempo, continuano le assemblee e le riunioni del Coordinamento: oggetto di studio, in questi giorni, è il disegno di legge Aprea, che prevede l´ingresso dei privati nella scuola. «Ci piacerebbe organizzare un forum qui a Firenze: ne discuteremo con la consulta provinciale degli studenti». (g.r.)

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scritte contro tremonti e la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna "Tagliati la testa". Writer in azione tra via Petroni e via San Vitale Scritte contro Tremonti e la Gelmini SCRITTE contro i ministri Gelmini e Tremonti e una che incita chi legge a sparare alle forze dell´ordine. I messaggi, tutti tracciati sui muri con una mascherina e vernice spray, sono stati notati ieri mattina sulla parete di un palazzo all´angolo fra via Petroni e San Vitale. Alcune, a vernice rossa, sono siglate col logo del "Movimento No Gelmini Antifascista" e una di queste raffigura il ministro Tremonti e la scritta "Tagliati la testa", seguita dal disegno di una forbice. Decisamente più inquietante quella tracciata con la vernice nera, sempre con la tecnica dello "stencil", che mostra la figura stilizzata di un poliziotto, col cappello a visiera e un manganello, e una persona che gli punta una pistola alla testa, il tutto sormontato dalla scritta: "Do it". Come a dire: spara, uccidi la gente in divisa. Sullo stesso muro un altro disegno incita alla rivolta e a resistere alle forze dell´ordine: in primo piano una figura che sta per lanciare una molotov contro gli agenti.

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Sraffa e Calamandrei La Provincia "salva" le due presidenze (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-01-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. IL PIANO DI DIMENSIONAMENTO Sraffa e Calamandrei La Provincia "salva" le due presidenze [FIRMA]LAURA DI CARO CRESCENTINO Mantenute le presidenze negli istituti Calamandrei di Crescentino e Sraffa di Santhià. Dopo la conferenza provinciale per l'organizzazione della rete scolastica che si è tenuta martedì nella Sala delle Tarsie, con il presidente Masoero e l'assessore al Dimensionamento scolastico, Massimo Simion, la giunta si è riunita confermando il piano di dimensionamento scolastico approvato all'inizio di dicembre e rettificato la posizione della parte occidentale della provincia, appunto mantenendo le presidenze a Crescentino e Santhià. La vicenda del dimensionamento scolastico provinciale, con le proposte da inoltrare alla Regione dopo che la legge ha trasferito alle Province funzioni di programmazione scolastica, è stata al centro di decisi interventi dei diversi fronti politici. «La giunta regionale il 22 dicembre - commentano il consigliere regionale Alessandro Bizjak ed il consigliere provinciale Alessandro Portinaro, del Pd - non ha approvato il piano proposto dalla Provincia di Vercelli perché non era stato preceduto da una formale conferenza: si è rimediato in extremis con la riunione del 30 dicembre». E sulla vicenda, chiedendo la conferenza dei sindaci, era intervenuto il sindaco di Crescentino, Fabrizio Greppi, ora soddisfatto del risultato così importante per il territorio. Soddisfatti anche i consiglieri di opposizione di Crescentino, che avevano presentato un interpellanza a Greppi sulla deliberazione assunta a dicembre dalla Provincia. «Tengo a precisare - commenta Renzo Masoero - che questa riunione in altre province non è stata fatta: e l'iter per accogliere i pareri dei Comuni del territorio è iniziato già ad agosto. Abbiamo accolto la giusta proposta di Greppi e abbiamo preso atto delle altre richieste: è un risultato positivo rispetto a chi paventava la chiusura delle scuole». «La conferenza di martedì - conclude Simion - è il culmine di un percorso concertato e condiviso tra gli Enti: abbiamo anche valutato la prospettiva, alla luce del decreto Gelmini, di dare nel prossimo futuro un giusto equilibrio numerico alla scuole. Per quanto riguarda l'istituto comprensivo di Asigliano (con 1120 allievi e 22 plessi scolastici) abbiamo proposto il dimensionamento secondo le richieste pervenute e quindi il distacco di Motta dei Conti, Pezzana e Stroppiana con annessione alla media "Ferraris" di Vercelli e Ronsecco, Tricerro e Costanzana con Trino. Per non impoverire le zone di montagna abbiamo mantenuto tra l'altro l'istituto comprensivo di Balmuccia: in conclusione abbiamo operato ragionando nell'ottica della difesa della scuola e di tutte le autonomie».

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Non tradire la scuola (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-03 - pag: 8 autore: Non tradire la scuola Sono una precaria della scuola primaria pluriabilitata di Palermo, che lo Stato considera un fantasma. Per il ministro Maria Stella Gelmini è come se noi non fossimo mai esistiti, dimenticando che, negli ultimi anni, la scuola pubblica statale è andata avanti anche grazie a noi. Ho spedito una lettera - che allego anche a lei al ministro Gelmini e in copia a Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Aprea dove sostengo che la scuola non migliorerà con la politica dei tagli e che togliendo il lavoro a 87mila precari il ministro contribuirà a bloccare l'economia italiana. Aspetto una risposta. Antonella Trupia Palermo L a lettera che allega per il mini-stro Gelmini, per la verità, non aggiunge molto, a parte l'inflazione di punti esclamativi, a quanto è stato scritto, proclamato, manifestato dagli avversari della riforma sul maestro unico, peraltro già emendata. E quindi questa missiva sarà sufficiente per ribadire che, da parte di molti precari, l'insofferenza resta intatta. Mi permetta però di aggiungere che l'interlocutore principe del Governo resta sempre il Parlamento, e non può essere rappresentato da movimenti, lobby e gruppi d'interesse specifici: la politica democratica serve proprio a incanalare pressioni, tensioni, orientamenti dell'opinione pubblica per poi trovare la sintesi che meglio risponda all'interesse generale. In questo caso, i destinatari finali del servizio pubblico dell'istruzione restano gli studenti. La scuola serve a trasmettere saperi e a formare cittadini responsabili. E non, come la sua lettera adombra, per svolgere funzioni sociali diverse, come quella di colossale agenzia di collocamento. Quello dell'occupazione intellettuale, soprattutto nel Sud, è un altro problema: drammatico, ma da affrontare conaltristrumenti. • L'assurdità del conguaglio L'assurda norma fiscale che prevede,in caso di conguaglio, l'azzeramento o quasi degli emolumenti percepiti da lavoratori dipendentie pensionati, dovrebbe essere abolita. Se lo stipendio o la pensione sono erogati per il soddisfacimento dei bisogni primari, non si comprende come si possa vivere nel mese in cui lo stipendio o pensione diventano irrisori. Del resto il pignoramento non può superare il quinto dello stipendio. Perché con il conguaglio fiscale non si fà altrettanto, magari "spalmando" la trattenuta su più mesi? Enrico Mercuri Roma Come complicare l'Iva Uno dei provvedimenti più sbandierati per agevolare le piccole attività è l'Iva per cassa che dovrebbe entrare in vigore quest'anno.Il Sole 24 ore del 29 dicembre 2008 ne traccia le linee guida e si evince chiaramente che di fatto poi coinvolge tute le aziende italiane dalla Fiat (come cliente del piccolo artigiano) allo stesso piccolo artigiano,teorico beneficiario del provvedimento. Non credo che l'Italia avesse bisogno di un'altra costosa complicazione contabile delirante; non era forse sufficiente eliminare gli interessi sulle liquidazioni Iva trimestrali o portare la scadenza delle liquidazioni senza interessia quadrimestrale senza inutili assurde complicazioni? Michele Ragusa Recupero evasione Nel commento di Alberto Quadrio Curzio sul Pil e i conti pubblici pubblicato ieri in prima pagina per un taglio è saltata la seguente frase: «Speriamo tuttavia che prosegua il recupero dell'evasione che nei primi 11 mesi del 2008 ha già confermato una progressione poliennale con un gettito di 700 milioni sopra quello del 2007». Ci scusiamo con l'autore e i lettori.

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L'università si autovaluta: le nuove regole per insegnare (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-01-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-03 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Il documento Il Cun consegna alla Gelmini il primo dossier su ricercatori e prof L'università si autovaluta: le nuove regole per insegnare Può cadere l'obbligo delle pubblicazioni accademiche I requisiti per i concorsi nelle aree disciplinari degli atenei. «Ma se si presenta un Einstein ci saranno eccezioni» MILANO — Ci sono voluti quattro mesi. Che potranno, ad alcuni, sembrare parecchi per il parto di un «documento di lavoro». Che sono, in realtà, molto pochi se l'esito è quello di depositare sul tavolo del ministro Gelmini la prima griglia di «autovalutazione » mai prodotta dall'università italiana. Un bel precedente, che arriva giusto a ridosso dei mesi di scontri e polemiche sulla gestione degli atenei, sulla qualità della ricerca, sulla sua competitività internazionale. A mettere le mani in questo ginepraio è stato il Cun, il Consiglio universitario nazionale. Organo elettivo con il compito di formulare «pareri e proposte» destinate al ministero di viale Trastevere, nel Cun coesistono rappresentanti di tutto il mondo accademico, dagli studenti ai docenti, passando per rettori, personale tecnico amministrativo, presidi... «Siamo l'unico organismo rappresentativo della collettività accademico-scientifica — chiosa il presidente Andrea Lenzi, endocrinologo bolognese trapiantato alla Sapienza —. Ed è questo il motivo per cui il ministro Gelmini, a inizio settembre, ci ha scritto, chiedendo al Cun di fare questo tentativo». E il Cun ha, ovviamente, accettato. «L'università è sempre stata restia su questi temi; ma siamo in un'epoca in cui il nostro mondo è sotto assedio. Così gli universitari, dopo aver detto più volte "valutateci", sono passati dalla teoria alla pratica». Ogni area disciplinare — delle 14 che compongono il «pantheon» accademico — si è rimboccata le mani. Sono stati mesi di confronti, dialoghi, raccolta di idee. «Come Cun, abbiamo voluto privilegiare la libertà delle singole aree piuttosto che imporre uno schema omogeneo». «Abbiamo scelto — spiega Lenzi — di definire i limiti del problema. Va bene elencare il numero di lavori e di pubblicazioni, l'"età accademica" necessaria per adire a un concorso; ma bisogna contemplare l'eccezione. Se per diventare ordinari di Fisica servono 10 pubblicazioni, ma poi si presenta un certo Einstein che di articoli ne ha uno solo ed è l'enunciazione della teoria della relatività...». Insomma, i minimi sono stati posti, senza escludere però che qualcuno possa scardinarli. «Del resto, abbiamo solo messo per iscritto le "buone pratiche" concorsuali degli ultimi 10-15 anni; al di là dei fatti che possono essere di competenza della magistratura, questo è quello che gli atenei hanno sempre fatto, nel buio delle loro stanze». Ci sono altri passaggi importanti, nel documento che il Cun pubblicherà sul proprio sito ( www.cun.it) per permettere a tutti di intervenire nel dibattito, e che sarà presumibilmente inserito nei lavori del Parlamento sul decreto 180 e sulle procedure di valutazione dei progetti di interesse nazionale. Per ogni area è previsto un preambolo di «autodefinizione» delle caratteristiche fondanti della disciplina, «anche all'estero lo hanno fatto in pochissimi»; i parametri non sono fissi ma «rivedibili nel tempo, indicatori trasparenti, da usare con intelligenza»; le definizioni sono chiare e, per una volta, non in «accademichese»; l'apertura verso l'estero è evidente, con una netta sterzata anti-iperspecializzazione... Insomma, per essere un «abbecedario», come lo definisce Lenzi, il documento è ambizioso. E in quanto tale, a rischio critiche. «Me ne aspetto molte, insieme ai plausi. Le regole, però, sono regole. Anche tra pari». Se questa non è una rivoluzione... Gabriela Jacomella

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I cittadini rifanno Nervi più bella di Genova (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 03-01-2009)

Argomenti: Scuola

n. 3 del 2009-01-03 pagina 2 I cittadini rifanno Nervi più bella di Genova di Redazione Lavori di manutenzione eseguiti anche grazie all'autotassazione dei commercianti «Quando vengono amici da Genova, dicono: è un'altra città». A parlare è Massimiliano Segala, presidente del civ (centro integrato di via) «Nervi 2005» che comprende i commercianti di via Marco Sala, della piazzetta e parte di Via Oberdan. Quella di Segala non è malinconia di quando Nervi e la maggior parte dei quartieri del Municipio IX Levante erano ancora separati dalla Superba. Di quando, prima di quel famoso 1926, Genova non era ancora «La Grande Genova». Quella di Segala è una semplice constatazione: «la qualità della vita, il clima sono diversi da Genova. C'è una dimensione più umana». Certamente i problemi non mancano e a elencarli ci pensa uno che a Nervi ha dedicato quasi una vita intera: Francesco Carleo, per 25 anni comandante della locale stazione dei carabinieri e dal 28 maggio del 2007 presidente del municipio. «Il mio municipio, lo dicono tutti, ha meno problemi degli altri. Però questo non vuol dire: i problemi dei marciapiedi li abbiamo qui come nel resto della città». Problemi profondi come crateri in certi casi. Tanto che, nonostante la crisi economica, il presidente del Civ «Quinto al mare», Davio Di Giorgi, non esita a dire, «quest'anno il Natale è andato bene». Affari d'oro? Macché! A celebrare le feste dei commercianti che vanno da via Majorana a via Giannelli, è l'ultimazione dei lavori di riqualificazione urbana. Marciapiedi nuovi, panchine, aiuole, alberi, palme, sottopassaggio di via Bagnara, abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili, ringhiere. Tutto realizzato con 108 mila euro pubblici e 76 mila degli stessi commercianti che si sono autotassati. Un intervento analogo dovrebbe partire nel 2009 nella zona del civ di Nervi. Ma il municipio non è immune neanche dal vandalismo. Il quartiere aveva chiesto al Comune 16 telecamere, ma ne sono state concesse solo 4 che verranno messe in funzione alla stazione di Nervi, lungo la passeggiata, a Sant'Ilario e nei giardini di via Bottini. «D'altra parte sul depuratore di Sturla abbiamo messo dei giochi e li hanno bruciati. La gente deve imparare ad avere più rispetto e bisogna educare i bambini delle scuole con l'educazione civica. Meno male che la Gelmini l'ha introdotta», non ha dubbi il presidente del municipio che si stende sul mare da Sturla a Nervi. E il mare è il principale problema del quartiere. Mareggiate ed esondazioni dei torrenti hanno più volte messo in ginocchio il levante genovese. Ancora lo scorso 30 ottobre il mare ha causato oltre 15 milioni di danni accertati. Dalla piscina di Nervi a quella di Sturla, al depuratore di Quinto. E poi i danni ai privati. È lungo l'elenco dei prossimi interventi per mettere in sicurezza la costa: «dalla soffolta di Quinto al frangiflutti dello sporting già finanziati con 850 mila euro. A Sturla sono già stati recuperati 450 mila euro per la difesa del depuratore con massi che vanno dagli 8 ai 15 quintali. Poi ci saranno i pennelli a Priaruggia, al porticciolo di Nervi e a Capolungo», spiega Carleo. E i soldi? «Stiamo preparando dei progetti da finanziare con gli arretrati dei ripascimenti non utilizzati», assicura il presidente del municipio che, di concerto con l'assessore comunale ai parchi, Roberta Morgana, è riuscito anche a recuperare quasi 4 milioni, in tre anni, per i parchi di Nervi. Si parte nel 2009 col Roseto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Elementari, slittano le iscrizioni (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 04-01-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA LE FAMIGLIE DOVRANNO ANCHE SCEGLIERE L'ORARIO SULLA BASE DI QUATTRO PROPOSTE Elementari, slittano le iscrizioni [FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA Il riordino degli ordinamenti scolastici e in special modo quello delle Elementari ha prodotto il posticipo delle iscrizioni scolastiche che quest'anno scivolano di un mese: non più gennaio, come tradizione, ma febbraio: dal 1° al 28. Le innovazioni apportate (riforma Gelmini e obiettivo risparmi) se, infatti, sono precise riguardo ai tagli (la Liguria si è vista cancellare in un colpo 200 cattedre), appaiono assai più nebulose se si passa alla loro applicazione: «Di fatto, si rovescia ogni responsabilità sull'autonomia scolastica», denuncia Paola Repetto, segretario generale della Cgil Scuola-Università della Liguria. In parole povere, saranno le scuole (i presidi) a decidere, nei limiti delle risorse disponibili (che sono sempre meno). In pratica, si chiede alle famiglie di scegliere il tempo orario sulla carta in base alle quattro offerte: dal minimo di 24 ore settimanali (20 frontali con il maestro unico, due di inglese, una di religione, una non si sa bene, forse di educazione fisica) ad un massimo di 40. In mezzo: 27 o 30 ore. «Un tempo orario ampio e che non prevede compresenze», aggiunge Repetto, ma non si sa quanto realmente realizzabile perché se tutti, o comunque, la maggioranza dovessero scegliere l'opzione massima, e cioè quella delle 40 ore, per la scuola sarebbe difficile decidere perché, come osserva la dirigente sindacale genovese «bisognerebbe stabilire dei criteri perché le risorse per accontentare tutti non ci sono visto che le elementari sono quelle che, nel taglio di cattedre, hanno pagato il prezzo più elevato». Il pronostico è che la scuola procederà con una sorta di trattativa-mediazione e alla fine la maggior parte di alunni, in Liguria, verrà convogliata sulle 27 ore. In questo modo, però, si verrà a realizzare una situazione scivolosa per gli insegnati. Intanto, torna in primo piano il tutor (altra definizione del maestro prevalente o unico) e poi perché mette in moto un puzzle riguardo la composizione delle cattedre. Il vero problema però è un altro: il contratto degli insegnanti prevede, nel ciclo primario, un orario frontale di 20 ore settimanali per i maestri. Aggiungendo le due ore dell'insegnante di inglese e l'ora di religione si raggiunge quota 23: «Ne mancano 4», sottolinea Paola Repetto. E allora, da Ventimiglia a Sarzana, si procederà alla costruzione di cattedre intere di 20 ore e, ogni cinque, ad una che raccoglie altrettanti spezzoni, ricorrendo ad insegnanti già in ruolo, in quanto non è possibile procedere a nuove assunzioni. Ma chi, in un consesso di docenti di pari dignità, accetterà la «retrocessione» allo spezzone in cinque parti, mentre i colleghi diventeranno maestri unici? Un altro, non l'unico, quesito al quale dare una risposta entro febbraio.

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oliva: "basta volontariato servono imprese culturali" - sara strippoli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Torino L´esempio Il futuro Oliva: "Basta volontariato servono imprese culturali" I fondi li daremo solo a contratto L´intervista La strada ce la indica lo Stabile che ha ridotto da 23 a 16 milioni il bilancio aumentando però spettatori e entrate In arrivo ci sono 70 milioni dei fondi Ue Tra i progetti da ridimensionare quello del Science Center che forse andrà alle Ogr SARA STRIPPOLI Assessore Oliva, Repubblica ha dedicato alla cultura un´inchiesta che ha fatto emergere contraddizioni e suscitato molte reazioni. Lei non crede che in tempi di crisi sia ora di cambiare qualcosa? «Lo faremo, già da quest´anno. Invece di dare contributi faremo contratti. Contratti anche pluriennali, in cui si specificano con chiarezza i parametri che riteniamo significativi: quanto pubblico, qualità o innovazione della proposta, capacità di coinvolgere scuole e giovani, di attivare co-produzioni e trovare sponsor privati, presenza sul territorio. Vogliamo sempre meno associazioni di volontariato e sempre più imprese culturali e al termine faremo le verifiche. Cito per tutti il caso dello Stabile, che ha ridotto da 23 milioni a 16 milioni il bilancio aumentando spettatori ed entrate». Parla di contratti che coinvolgano tutti, dalla grande Fondazione Musei alla piccola associazione teatrale? «Certo, partendo però da una sperimentazione. Una rivoluzione progressiva». Voi avete distribuito fondi su tutto il territorio. Non crede che sia una rivisitazione dei contributi a pioggia di Giampiero Leo? «Non credo proprio che questa scelta possa essere definita in questo modo. Con la Guggenheim di Vercelli abbiamo valorizzato un´area dove c´era pochissimo e i risultati in termini di spettatori si sono visti. Così a Cuneo con Marcovaldo». Il Comune taglia e tutti piangono. La Regione per ora resiste ma lei stesso dice di voler rivedere il sistema. Dove cadrà la scure dell´assessore alla cultura? «In primo luogo bisogna precisare che oltre ai 44 milioni per lo spettacolo che voi avete elencato ci sono altri 15 milioni di Finpiemonte e 40 milioni per i musei, le ristrutturazioni, le società di mutuo soccorso. E con la delibera del 29 dicembre ci sono 70 milioni di fondi europei, i fondi Fesr, che in parte saranno destinati a completare il circuito delle residenze sabaude e in parte saranno destinate alla cultura scientifica. Faremo un Centro per la Scienza, che inizialmente si pensava di collocare a Torino Esposizioni. Con la totale incertezza sui fondi del governo per il 2011, il progetto potrebbe invece nascere alle Ogr». Fatta la premessa sui fondi del 2009, lei rifarebbe tutto quello che ha fatto? «Diciamo che essendo arrivato in tempi di vacche magre ho avuto meno occasioni di sbagliare. E credo che qualcosa sia stato fatto sin da subito, se ricordiamo il commissariamento della Fondazione per la Fotografia, gli interventi sul circuito teatrale. Inoltre, abbiamo subito approvato una delibera secondo la quale un direttore di un ente culturale non può guadagnare più di un direttore regionale, circa 120 mila euro lorde all´anno». Tentiamo un po´ di autocritica. Cosa si poteva evitare? Giovanna Cattaneo avrebbe voluto rimandare l´apertura del Mao. Condivide? «Difficile dire che un museo ora vivo non avrebbe dovuto essere aperto. Probabilmente però l´apertura del Teatro delle Piane a Tortona, 800 posti, avrebbe anche potuto essere evitata in una città dove c´è un altro Teatro storico di 400 posti. Posti che peraltro pare non si riesca a riempire. Ma è un´operazione avviata dal centrodestra». Ci sono stati dei flop, non propriamente la risposta positiva a quei parametri che lei prima indicava. Il centrosinistra non ha commesso errori? «Diciamo che Torino capitale mondiale del libro ci ha fatto spendere. Abbiamo lavorato bene, ma eventi di quel tipo rendono soltanto se si spendono capitali enormi». Su che altro ha dei dubbi? «La Triennale di arte contemporanea costa molto e non ha dimostrato di avere un valore aggiunto». Alla Gam collezioni e niente più mostre? «Fino a che c´è la crisi questa è una ipotesi concreta per contenere le spese. Certo non per sempre». Non le sembra discutibile che la Regione finanzi una mostra di un´azienda come la Ferrero? «La Fondazione Ferrero si autofinanzia mostre ad anni alternati che portano ad Alba moltissimi visitatori, questa volta abbiamo deciso di co-finanziare una mostra su come il cioccolato è stato rappresentato dall´arte. è andata molto bene, perché no?» Il Teatro europeo e il suo progetto di Teatro a Corte vi ha soddisfatto? «Ha avuto molto pubblico e buone recensioni e comunque per Teatro a Corte si tratta di un co-finanziamento del ministero che già per il 2009 non ci sarà più. La Regione non può certo coprire i costi». Il Grinzane Cavour costa parecchio, non crede? «è vero che il Grinzane non porta pubblico, ma crea un sistema di relazioni molto alto e comunque il contributo della Regione è solo un quinto del budget del Grinzane. Ma per tirare le fila mi permette una riflessione?». Prego. «è tempo che la cultura smetta di essere afona, non è abituata ad alzare la voce com´è accaduto invece per la riforma Gelmini. Per questo giovedì ci sarà ancora un incontro per organizzare una manifestazione di protesta sui tagli del governo».

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La campagna dell'odio (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)

Argomenti: Scuola

n. 4 del 2009-01-04 pagina 1 La campagna dell?odio di Maria Giovanna Maglie è partita la consueta logora campagna di odio contro Israele. La sinistra filo terrorista italiana la combatte nel modo abituale: bruciando bandiere israeliane e disegnando come una svastica la stella di David, come ha fatto ieri a Milano, rievocando massacri finti come quello di Genin, stampando titoli e foto truculente dalle quali si evinca che l?azione armata, invece di essere la risposta inevitabile a mesi di attacchi di missili Grad, sia preordinata strage di bambini, assoldando i peggiori pennivendoli della pseudo satira per dimostrare che a Gerusalemme comandano tiranni assetati di sangue e non rappresentanti di uno Stato democratico che difende il proprio diritto alla sopravvivenza. Non importa che questa volta anche tra i palestinesi ci sia una critica dura del terrorismo di Hamas, non conta che perfino Mahmoud Abbas, capo dell?Autorità palestinese, subito dopo l?inizio della rappresaglia israeliana, abbia trovato la voce per imputare a Hamas la rottura continuata della tregua e dunque la principale responsabilità della tragedia dei civili a Gaza, che vengono usati come scudi umani senza la minima remora. Non importa neanche che Hamas non riconosca il diritto di esistere a Israele, e che sia finanziato da Iran e Siria, come un tempo era finanziato da Saddam Hussein. Niente, le ragioni della cronaca e della storia non vengono prese in considerazione. Il copione dei cattivi guerrafondai contro il popolo armato solo di sassi e disperazione si replica sempre uguale a se medesimo. A me Vauro non piaceva neanche quando si provava a far ridere, figuratevi oggi che fa il vignettista reporter di pace, comizieggia da Santoro, regge lo strascico a Gino Strada, e si è messo «Emergency» a stemma nobiliare sul biglietto da visita. è quello che enuncia pensoso che «purtroppo Obama non è Che Guevara», senza percepire di aver detto per una volta un?autentica frase spiritosa. Ma a rendere odiosa e infame la sua performance di ieri sulla prima pagina de il manifesto, che qui vedete ripubblicata, c?è qualcosa di più e di peggio, una sindrome maschilista volgare che ha già visto prodursi grandi firme come Andrea Camilleri e Lidia Ravera, quelli che Mariastella Gelmini non è un essere umano e cosa sia bisogna chiederlo a un professore di chimica, Condi Rice non è una donna, è una scimmia. Nella sinistra orba di voti e di idee rischia di diventare una nuova anche se vecchissima forma di polemica. Per i moltissimi che a ragion veduta quel giornale non guardano, mi provo a spiegare che la macellaia sanguinante è Tzipi Livni, ministro israeliano degli Esteri, e che a commento delle sue mani lorde il Vauro tira fuori nientemeno che la seguente frase, frutto sudato di reminiscenze letterarie: «Se questa è una donna...».Già, perché una donna, per questi signori, deve o stare a casa a fare la calzetta tra una poppata e l?altra, o vestire l?abito di vestale di pace e scendere in piazza contro i maschi cattivi. Intendiamoci, se fa la kamikaze e sotto il burqa si infila l?esplosivo, quella è pure una richiesta di pace, disperata ed estrema, ma in ogni caso nobile. Tanto è vero che velo e burqa, secondo loro, andrebbero consentiti anche in Italia, e sulle foto dei documenti di identità. Intendiamoci, il pregiudizio anti israeliano è molto ben diffuso anche nel resto dei media italiani ed europei, e piaga le dichiarazioni di politici e diplomatici quando denunciano la presunta sproporzione della reazione, o piagnucolano sulla sorte di civili che proprio da Hamas andrebbero difesi. Ma nei toni dei cattivi presunti maestri della sinistra c?è ormai uno svaccamento, una disperazione che fa gettare loro la maschera del politically correct per ricorrere all?insulto sessista e razzista. Sono ridotti proprio male, ma sono ancora pericolosi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Concorsi in cerca di una svolta (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME data: 2009-01-04 - pag: 17 autore: Università. Il libro bianco del Consiglio nazionale sul sistema di valutazione Concorsi in cerca di una svolta Eugenio Bruno ROMA «Un libro bianco sul sistema di valutazione delle diverse aree e dei vari livelli concorsuali». è così che il presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun), l'endocrinologo Andrea Lenzi, definisce il documento di lavoro del Cun sugli «indicatori di attività scientifica e di ricerca »:un testo contenente i requisiti minimi di accesso alla docenza sui cui si pronuncerà il ministro Mariastella Gelmini che potrà (o meno) tradurlo, in tutto o in parte, in legge o regolamento. L'iniziativa nasce da un input dello stesso ministro che il 5 settembre scorso ha affidato all'organismo presieduto da Lenzi il compito di formulare alcune proposte per l'elaborazione degli indicatori con cui «determinare standard minimi di qualità necessari per un ottimale svolgimento delle procedure concorsuali». Il risultato è un papier di 30 pagine in cui, per ognuna delle 14 aree scientifiche che compongono il nostro sistema universitario,vengono individuati il numero, il tipo e le qualità dei titoli necessari a partecipare ai bandi di ricercatore, associato o ordinario. Come dimostra anche la tabella qui accanto ( che prende in esame i requisiti- base di 8 aree su 14, ndr), le scelte fatte sono estremamente eterogenee. Si va da una monografia e tre saggi (senza specificare in quale arco di tempo) richiesti ai laureati in lettere che aspirano al posto di ricercatore alle 45 pubblicazioni su riviste Isi, di cui 15 negli ultimi cinque anni, previste per i chimici che vogliono diventare ordinari. Il perché di una tale disomogeneità è spiegato dallo stesso presidente del Cun: «Si è voluto lasciare alle diverse aree la libertà di esprimersi». Interrogato sul fine del documento, Lenzi precisa che non «è una norma né un parere ma solo un documento di lavoro». Il suo augurio è che più che un testo di legge diventi «un codice di comportamento », che serva ai candidati per un'autovalutazione e agli atenei per la valutazione comparativa dei candidati. In cui ci sarà il giusto spazio anche per le eccezioni («purché motivate », sottolinea). Ad esempio, aggiunge, «dinanzi a Salvatore Quasimodo che vince il Nobel della letteratura, o a Guglielmo Marconi che inventa la radio, il numero di pubblicazioni non conta». In attesa di conoscere (forse già la settimana prossima) il parere della Gelmini, dal mondo accademico giungono alcune perplessità sulla " ricetta" del Cun. I timori manifestati sono soprattutto due. Innanzitutto che si vada verso una "quantizzazione" della ricerca, in cui viene data scarsa importanza alla qualità dei lavori e al loro respiro internazionale. E poi che si verifichino eccessi come quello di un ricercatore che, avendo i titoli richiesti ad associati o ordinari, si rivolga al giudice del lavoro per essere promosso. PUBBLICAZIONI DECISIVE In ognuna delle 14 aree scientifiche è richiesto un numero fisso di lavori per accedere ai bandi per ricercatore od ordinario

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Camera al via Subito la fiducia sull'università (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 05-01-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-01-05 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Governo e Aula Camera al via Subito la fiducia sull'università MILANO — La Camera riapre oggi. Prima dello stop di fine anno il governo non è riuscito a convertire in legge il decreto Gelmini sulle università, nel testo modificato e approvato dal Senato. Per le 16 è stata quindi convocata la seduta di Montecitorio per l'avvio della discussione generale sul decreto legge approvato — fra le proteste dell'opposizione che abbandonò i lavori lamentando l'impossibilità di confronto — in commissione Cultura senza modifiche rispetto al Senato. Una seduta destinata a durare ben poco: con ogni probabilità il governo porrà la fiducia (la nona) sul testo del Senato, per evitare il rischio di decadenza del decreto che scade venerdì e la possibilità di dover lavorare anche il giorno dell'Epifania. Se ciò accadrà, il voto non potrà tenersi che dopo 24 ore perché la Presidenza sospenderà la seduta e riunirà la conferenza dei capigruppo, calendarizzando per mercoledì il voto sulla fiducia e per giovedì il voto finale sul provvedimento.

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Università, il governo pone la fiducia sul decreto (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 05-01-2009)

Argomenti: Scuola

n. 1 del 2009-01-05 pagina 0 Università, il governo pone la fiducia sul decreto di Redazione Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto Gelmini sull?università in discussione in Aula alla Camera. Il provvedimento, già approvato dal Senato deve essere convertito entro il 9 gennaio. Vito: "La fiducia è un atto indispensabile" Roma - Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto Gelmini sull?università in discussione in Aula alla Camera. Il provvedimento, già approvato dal Senato deve essere convertito entro il 9 gennaio. "La fiducia è un atto indispensabile", ha commentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Le pincipali modifiche per l?università Il testo si articola nei seguenti punti: - Trasparenza nei concorsi Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari di prima e seconda fascia saranno composte, a differenza di quanto accadeva fino ad ora, da 4 professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Si evita così il rischio di predeterminare l?esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare. In attesa di un riordino organico del sistema di reclutamento dei ricercatori universitari le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso saranno composte da 1 professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale. - Assunzioni Le università con una spesa per il personale troppo elevata (più del 90% dello stanziamento statale) non potranno effettuare nuove assunzioni. La norma pone un freno alle gestioni finanziarie non adeguate di alcune università (soprattutto nel rapporto entrate-uscite). Da oggi le università che spendono più del 90% dei finanziamenti statali (Fondo di Finanziamento Ordinario) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. - Ricercatori Per favorire l?assunzione dei giovani ricercatori, il blocco del turn over (a quota 20% nelle altre amministrazioni) viene elevato al 50%. Delle possibili assunzioni presso le Università, almeno il 60% dovrà essere riservato ai nuovi ricercatori. I bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal turn over. 2300 ricercatori dunque saranno esclusi dal blocco del turn over. Gli enti di ricerca sono esclusi dal blocco delle assunzioni che è entrato in vigore per tutte le amministrazioni pubbliche. Queste tre iniziative permetteranno di assumere 4000 nuovi ricercatori. - Finanziamenti alle università migliori Più finanziamenti (cioè il 7% del Fondo del Finanziamento Ordinario e del Fondo Straordinario della Finanziaria 2008) saranno distribuiti alle Università migliori: quelle con offerta formativa, con qualità della ricerca scientifica, qualità, efficacia ed efficienza delle sedi didattiche migliori. Le università più virtuose saranno individuate in tempi molto brevi attraverso i parametri di valutazione Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca) e Cnvsu (Comitato nazionale valutazione del sistema universitario). Per la prima volta in Italia si distribuiscono soldi alle Università in base a standard di qualità. - Diritto allo studio Per la priva volta in Italia tutti gli aventi diritto avranno la borsa di studio. L?incremento di 135 milioni di euro sarà destinato ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici. 180 mila ragazzi oggi sono idonei a ricevere la borsa di studio e l?esonero dalle tasse universitarie, ma solo 140mila li ottengono di fatto già oggi. 65 milioni di euro sono stanziati per nuove strutture per il 2009: 1700 posti letto in più per studenti universitari. Saranno realizzati progetti per le residenze universitarie. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Dl Gelmini, il governo pone la fiducia (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 05-01-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA «Aspettiamo il voto del Parlamento, ma di certo il decreto rappresenta un passo importante. Si tratta di un provvedimento assolutamente utile e necessario» dice il ministro Gelmini. Il governo accelera, e mette la fiducia dl sull?Università, dl che, secondo la titolare dell'Istruzione, rappresenta un «provvedimento importante» verso la meritocrazia, perché distingue le università virtuose dalle altre, agevola il ricambio generazionale assumendo giovani ricercatori e assicura più trasparenza nei concorsi». Il voto di fiducia si terrà alla Camera mercoledì 7 gennaio. «E' un atto indispensabile» spiega il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, perchè la scadenza del provvedimento è «prevista per il prossimo 9 gennaio». Ma la fretta del governo non convince l'opposizione. «Il ricorso alla fiducia per il decreto Gelmini in discussione alla Camera rappresenta un atto grave con il quale la maggioranza pone un ostacolo enorme ad ogni possibile opzione di dialogo su un tema fondamentale come l?università» dice la senatrice del Pd Mariapia Garavaglia. «Ogni volta che viene approvato un provvedimento d?urgenza, il governo dichiara che sarà l?ultimo e che da quel momento si procederà secondo le norme previste dalla Costituzione, con la presentazione cioè di disegni di legge - aggiunge -. Il risultato di questa strategia dell?inganno dell?opinione pubblica è l?ennesima fiducia posta a cavallo delle Feste. Il Partito Democratico denuncia questo comportamento anticostituzionale e non rispettoso degli impegni presi in precedenza preparandosi a una dura battaglia parlamentare. Al contrario, se l?esecutivo comprenderà la gravità della violazione che si appresta a compiere, il Pd è pronto a un confronto duro ma aperto». Tra le novità introdotte dal decreto Gelmini sull?università, c?è una stretta sui «baronati» negli atenei. Per fare carriera e ottenere scatti di anzianità i professori dovranno dimostrare di aver effettuato ricerca scientifica; le pubblicazioni saranno certificata da un?anagrafe nazionale aggiornata annualmente dal ministero. Gli scatti biennali che matureranno dal 1 gennaio 2011 «sono disposti previo accertamento da parte dell?autorità accademica della effettuazione nel biennio precedente di pubblicazioni scientifiche». Un?altra norma importante riguarda il rientro dei «cervelli» italiani fuggiti all?estero. Le università potranno procedere alla copertura di posti di professore ordinario e associato o di ricercatore tramite la «chiamata diretta» di studiosi «stabilmente impegnati all?estero» o di «chiara fama».

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"Mobilitiamoci contro la scure sull'istruzione" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 06-01-2009)

Argomenti: Scuola

L'APPELLO.NUOVO COMITATO Prima iniziativa "Mobilitiamoci contro la scure sull'istruzione" Martedì 13 con Schettini e Ambel [FIRMA]MARIA PAOLA ARBEIA NOVARA «Cari genitori, colleghi e cittadini, vi chiediamo pochi minuti oggi e un po' d'impegno nei mesi a venire. La posta in palio è altissima: l'istruzione dei nostri figli e nipoti. Il loro e il nostro futuro. Il comitato "Salviamo la scuola pubblica" si rivolge a tutti. Educazione e formazione delle future generazioni sono investimenti che un Paese civile deve mettere al primo posto tra gli obiettivi». Ieri l'appello. Già da novembre un centinaio di fondatori del comitato è al lavoro, come in altre città. Lanciano l'appello l'ex parlamentare, già assessore provinciale all'Istruzione e docente Anna Cardano, poi persone impegnate in politica e insegnanti, altri addetti ai lavori, studenti: per esempio Antonella Braga, Nicola Fonzo, Sergio Ferrario, Domenico Argirò, Gianni Galli, Angelo Vecchi, Daniela Mortarotti, Serena Ceccucchi, Roberto Leggero. Il comitato è attivo in tutto il Novarese. Braga: «La riforma Gelmini non razionalizza la scuola. Taglia, ridimensiona, chiude. Toglie oltre otto miliardi di euro a un bilancio di 41. Incide su qualità, offerta didattica, sui posti di lavoro a tutti i livelli. Saltano le compresenze di docenti. Non è vero che si potrà scegliere tra maestro unico o altro: perché gli organici saranno ridotti. Diciamo sì a una seria riforma. Stop, invece, agli inganni. Invitiamo tutti il 13. E' un inizio». Per Novara, secondo «Il Sole 14 Ore», salteranno 349 docenti e oltre 200 addetti tecnico-amministrativi. Saranno cancellate classi e piccole scuole di paese: «Che spesso assieme alla Posta o all'ambulatorio - chiosa Fonzo - sono testimonianza della presenza dello Stato, indispensabili riferimenti sociali oltre che didattico-culturali. E non è vero che il ministro ha fatto marcia indietro, anzi: i regolamenti sono peggiorativi. Molte scuole scompariranno». Cardano: «In ogni plesso ci sono già iniziative. Ci riuniamo con frequenza per portare avanti questa battaglia di civiltà e diritto, come la Costituzione detta. Anche gli istituti tecnici rischiano di essere snaturati. Chiediamo a tutti gli studenti di partecipare». Ferrario: «Pure la qualità di vita delle famiglie e delle donne madri lavoratrici è a rischio. La mente di tanto sfacelo non è solo Gelmini ma pure il ministro Tremonti, soprattutto lui. Dobbiamo saper leggere quello che non è scritto o sbandierato: vanno a colpire il senso della democrazia, il diritto allo studio, la formazione del pensiero libero e laico. La posta in palio, appunto, è altissima».Prima iniziativa ufficiale di «Salviamo la scuola pubblica» martedì 13 dalle 21 al Quartiere Sud (via Monte S. Gabriele 50c, vicino all'Uni) a Novara per l'incontro-dibattito «Riprendiamo la scuola» contro la riforma Gelmini. Interverranno Mario Ambel, insegnante e direttore della rivista «Insegnare» del Centro Iniziativa Democratica Insegnanti (Cidi), e Renato Schettini, dirigente scolastico. Obiettivo: «Fare il punto e capire come andare avanti insieme per una scuola pubblica di qualità». Dettagli: www.scuolapertutti.net e novara@scuolapertutti.net.

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Anno nuovo, più tagli del previsto (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 06-01-2009)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi (Azienda Scuola))

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ItaliaOggi Numero 004  pag. 13 del 6/1/2009 | Indietro Anno nuovo, più tagli del previsto AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi ItaliaOggi ha simulato gli effetti del regolamento sulla scuola primaria per il 2009/2010 Da 16 mila a 30 mila le cattedre che rischiano di saltare La premessa è che, per scoprire una volta per tutte le carte sui tagli alle cattedre che il regolamento sulla nuova scuola primaria produrrà dal prossimo anno, è necessario attendere i dati sulle iscrizioni per il 2009/2010, il cui termine è slittato a fine febbraio, e avere il decreto interministeriale Istruzione-Economia sugli organici, che chiarirà i criteri applicativi per la definizione degli organici. Intanto, però, il ministero dell'istruzione si è già mosso nelle elaborazioni. E altrettanto stanno facendo-su binari più instransigenti dei colleghi di viale Trastevere- all'Economia. Perché la partita del taglio di cattedre alle elementari per il 2009 rappresenta il pacchetto più consistente della manovra di riduzione di spesa per la scuola messa in calendario dalla Finanziaria estiva. E l'applicazione più o meno rigida dei criteri previsti può produrre effetti diversi. Anche ItaliaOggi ha provato a stimare gli effetti sulla scuola primaria. E lo ha fatto alla luce di quanto previsto dal piano programmatico Istruzione-Economia e dal regolamento varato a fine anno dal consiglio dei ministri. E, con una lettura rigorosa dei dati normativi e stimando un numero di alunni analogo a quello iscritto nell'anno in corso, i risultati sono peggiori delle previsioni. Rispetto infatti ai tagli preventivati con il piano programmatico collegato al decreto legge 112, pari a 10 mila cattedre per il 2009, le stime elaborate da ItaliaOggi portano a una oscillazione tra le 16 mila e le 30 mila cattedre in meno, se il riferimento per l'anno in corso è all'organico di fatto fissato sul modello dei 3 insegnanti ogni due classi (team). In media, il 10% di insegnanti in meno, dietro cui si nasconde l'abolizione per tutta la scuola elementare, e non solo per la prima classe dove potrà debuttare il maestro unico, dell'organizzazione per team-tre maestri su due classi-per far posto al rispristino della scuola morattiana. Anche dove l'orario settimanale sarà di 30 ore, insomma, si avrà un prof per 22 ore+ altro prof per coprire il rimanente spezzone. Si parte dalle prime classi a cui si applica l'articolo 4, comma 3 del regolamento: tempo scuola secondo il modello dell'insegnante unico, via il modulo e le compresenze. Per le classi successive ci si attiene a quanto previsto dal comma 4, articolo 4 e cioè si applica, aggiungendovi l'eliminazione delle compresenze, la normativa del decreto legislativo 59/04, art- 7, comma 1 (ovvero la riforma morattiana che non richiama il team). Dunque sia le classi prime che le successive devono abolire i team, già dal prossimo anno. E così, alla luce dei dati sul numero di classi funzionanti con team nell'anno in corso, le previsioni contenute nella elaborazione tecnica allo schema di Piano programmatico (pag. 18) -che otteneva i richiesti tagli all'organico (10 mila posti nel 2009-10) riducendo di 3 ore alla settimana l'orario di funzionamento di 102.694 classi a team- risultano superate in maniera molto drastica e con effetti dirompenti. Ma si diceva che è importante conoscere il numero degli iscritti e soprattutto vedere come il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, e il collega dell'Economia Tremonti declineranno nel decreto sugli organici criteri del piano e del regolamento. Ed è su questo fronte che le colombe della maggioranza e le diplomazie sindacali sono già all'opera per evitare che il 2009 sia un anno troppo duro anche per la scuola.

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Pensioni, decreto bloccato (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 06-01-2009)
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ItaliaOggi Numero 004  pag. 15 del 6/1/2009 | Indietro Pensioni, decreto bloccato AZIENDA SCUOLA Di Nicola Mondelli il giallo Non c'è il sì di Tesoro e Funzione pubblica Per una parte del personale della scuola il 2009 si è aperto con un giallo. Non si hanno, infatti, più notizie del decreto, la cui pubblicazione era prevista per la fine del mese di dicembre, con il quale il ministro della pubblica istruzione avrebbe dovuto stabilire ufficialmente il termine entro il quale il personale a tempo indeterminato può presentare o revocare la domanda di collocamento a riposo per compimento del 40° anno di servizio utile al pensionamento, per dimissioni volontarie dal servizio, per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale congiuntamente al trattamento pensionistico di anzianità ovvero di trattenimento in servizio oltre il 65° anno di età avente effetto dal 1° settembre 2009. Il termine, secondo anticipazioni ai sindacati, doveva essere fissato al 26 gennaio con un decreto di fine anno unitamente alla circolare contenente le indicazioni operative. Il ministero aveva inoltre preannunciato che entro la prima decade del mese di gennaio sarebbe stata emanata un direttiva contenente i criteri e le modalità di applicazione delle disposizioni contenute nei commi 7 e 11 dell'articolo 72 del decreto legge 25 giugno 2008, n.112. Al momento di andare in macchina, di tali atti amministrativi non si ha ancora alcuna notizia. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, il ritardo nella emanazione sia del decreto che della circolare e della direttiva sarebbe dovuto al mancato concerto tra il ministero della pubblica istruzione e i ministeri dell'economia e delle finanze e della funzione pubblica sulla natura delle disposizioni da inserire nei tre documenti con particolare riferimento alle modalità di applicazione proprio delle disposizioni contenute nei due citati commi dell'articolo 72. Mentre il ministro della pubblica istruzione Gelmini sarebbe orientato ad applicare le disposizioni contenute nei predetti commi 7 e 11 solo in presenza di personale in esubero, gli altri due ministri propenderebbero, allo scopo di ridurre la spesa, per una applicazione molto più ampia, escludendola solo a fronte di documentate esigenze didattiche o organizzative. Ma il problema da risolvere sembra essere principalmente quello che riguarda i dirigenti scolastici che hanno compiuto il 65° anno di età e quelli che vantano 40 anni di contribuzione utile a pensione. Una applicazione rigida delle disposizioni( possibilità di permanere in servizio per un massimo di un biennio oltre i limiti di età a discrezione dell'amministrazione e soprattutto risoluzione del rapporto di lavoro d'ufficio con un preavviso di 6 mesi per chi ha già maturato i 40 anni di contribuzione) rischia, infatti, di ridurre di circa un terzo i dirigenti scolastici attualmente in servizio. Sarebbero circa 3 mila su 8 mila, secondo i dati in possesso di ItaliaOggi, i presidi a tempo indetemrinato a dover lasciare.

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Scrutini intermedi vecchio stile (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 06-01-2009)
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ItaliaOggi Numero 004  pag. 18 del 6/1/2009 | Indietro Scrutini intermedi vecchio stile AZIENDA SCUOLA Di Mario D'Adamo Per gli studenti di scuola media le novità della riforma Gelmini devono attendere fine anno Il voto in decimi solo per la promozione alla classe successiva Tempo degli scrutini ma in materia di valutazione non si dovranno applicare tutte e subito le nuove disposizioni contenute nella riforma Gelmini (dl n. 137/2008 conv. nella legge 169). Dopo più di trent'anni la votazione decimale, ritornerà anche su pagelle e schede degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado (ma per la religione cattolica si continueranno ad usare giudizi invece di voti), mentre, per quanto riguarda la scuola media, le nuove procedure decisionali troveranno attuazione solo al momento dello scrutinio finale. Ecco perché. L'art. 3, terzo comma, della l. 169/2008 stabilisce che sono ammessi alla classe successiva o all'esame di terza media gli studenti che abbiano conseguito, «con decisione assunta a maggioranza del consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline». La norma fa quindi riferimento esclusivo alle decisioni da assumere in sede di scrutinio finale e non a quelle degli scrutini intermedi, quadrimestrali o trimestrali che essi siano, e solo relativamente ai voti e non al giudizio di ammissione alla classe successiva o all'esame finale. Il quale diventa così un fatto automatico, determinato dalla consistenza di ciascun voto. Prima il consiglio di classe deliberava sia i voti od i giudizi sulle discipline, ancorché eccezionalmente quando c'era dissenso con la proposta di ciascun insegnante (art. 79 r.d. n. 653/1925), sia l'ammissione o meno (art. 176, quinto comma, d.l.vo n. 297/1994). Con le nuove norme, valide solo per lo scrutinio finale, oggi è solo il voto a dover essere deciso a maggioranza, non l'ammissione o la non ammissione alla classe successiva o all'esame finale. Nello scrutinio intermedio continuano a valere le vecchie disposizioni, contenute nel citato articolo del regio decreto. Secondo alcuni dirigenti scolastici, nella redazione della nuova norma ci sarebbe un refuso, perché il momento deliberativo sarebbe stato inutilmente collocato nella fase di attribuzione dei voti o dei giudizi, dove già esisteva, e non è stato confermato invece in quella riguardante l'ammissione o la non ammissione, ciò che sarebbe servito ad attenuare il carattere automatico della promozione o bocciatura, carattere automatico che quindi permane. La saggezza dei consigli di classe, allora, suggerirà di spostare alla fase deliberativa del voto quel che prima era affrontato in sede di giudizio di ammissione: i progressi compiuti, la provenienza socio-culturale, i modi dell'apprendimento, ecc. Giudizio o voto di religione? I voti espressi in decimi devono fare i conti con il concordato del 1984 e la successiva intesa del 14 dicembre 1985 tra il ministro dell'istruzione Falcucci ed il presidente della Cei Poletti. Stabilisce l'art. 2.7 dell'intesa che «resta fermo quanto previsto dalla normativa statale in ordine al profitto e alla valutazione» dell'insegnamento religioso. La normativa statale è quella contenuta nell'art. 309, quarto comma, del testo unico (d.l.vo n. 297/1994), non abrogata né dal d.l. n. 137/2008 né dalla legge 169/2008 di conversione. Essa stabilisce: «in luogo di voti e di esami, viene redatta (_) una speciale nota, da consegnare unitamente alla scheda o alla pagella scolastica, riguardante l'interesse (_) e il profitto». La norma, avendo carattere di specialità ed in mancanza di una sua abrogazione esplicita, continuerebbe in ogni caso a mantenere la sua efficacia, anche senza il sostegno rafforzato dell'intesa concordataria. Per dirla tutta, poi, essa proviene, pari pari, dall'art. 4 della legge 824/1930, successiva al Concordato del 1929 e dalla quale è passata nel testo unico del 1994.

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Atenei spendaccioni, domani il voto di fiducia alla Camera (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 06-01-2009)

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ItaliaOggi Numero 004  pag. 27 del 6/1/2009 | Indietro Atenei spendaccioni, domani il voto di fiducia alla Camera GIUSTIZIA E SOCIETA' Di Benedetta P. Pacelli Il decreto sull'università allunga il passo. E tra pochi giorni, il testo con cui il ministero dell'istruzione e dell'università Mariastella Gelmini ha voluto metter mano alle questioni più urgenti del sistema universitario, sarà legge. Nella giornata di ieri, infatti, si è aperta la discussione nella aula di Montecitorio dove il governo, con il ministro per i rapporti con il parlamento Elio Vito, ha posto la fiducia sul testo del Senato senza emendamenti aggiuntivi per evitare il rischio che scadano i tempi per la conversione in legge prevista per il 9 gennaio. Domani il voto sulla fiducia per un testo di riforma che prevede diverse novità per il sistema universitario a partire dalle nuove procedure per le commissioni di concorso, alla stretta sugli atenei spendaccioni, dai finanziamenti legati al merito alle norme antibaroni. Le prime novità evidenti riguarderanno proprio le procedure per formare le prossime commissioni d' esame: d'ora in poi, infatti, saranno composte da 4 professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Il provvedimento prevede, poi, che le università con una spesa per il personale troppo elevata (più del 90% del Fondo del finanziamento ordinario) non potranno effettuare nuove assunzioni. E ancora, per favorire quelle dei giovani ricercatori, il blocco del turn over (a quota 20% nelle altre amministrazioni) viene elevato al 50%. Delle possibili assunzioni presso le università, almeno il 60% dovrà essere riservato ai nuovi ricercatori. Più finanziamenti e cioè il 7% dell'Ffo e del Fondo straordinario della Finanziaria 2008, saranno distribuiti alle università migliori: quelle con offerta formativa, con qualità della ricerca scientifica, qualità, efficacia ed efficienza delle sedi didattiche migliori. Le università più virtuose saranno individuate attraverso i parametri di valutazione Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca) e Cnvsu (Comitato nazionale valutazione del sistema universitario). L'incremento di 135 milioni sarà destinato ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici. Il provvedimento stanzia, infine 65 milioni per nuove strutture per il 2009 consentendo la creazione di 1700 posti letto in più per studenti universitari.

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fallito il piano accorpamenti un flop i risparmi nella scuola - franco vanni a pagina iv (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

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Pagina I - Milano I veti delle amministrazioni vanificano la riforma Gelmini Fallito il piano accorpamenti un flop i risparmi nella scuola FRANCO VANNI A PAGINA IV SEGUE A PAGINA IV

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salve le scuole con pochi iscritti i comuni fermano i tagli 2009 - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

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Pagina IV - Milano Salve le scuole con pochi iscritti i Comuni fermano i tagli 2009 Previste sette fusioni di istituti tra Milano e provincia: ne restano solo due Accorpamento per Marelli e Dudovich nelle superiori e per la media di Pieve Emanuele FRANCO VANNI Doveva essere una rivoluzione, invece niente. L´accorpamento delle scuole con pochi iscritti, previsto dalla riforma Gelmini per risparmiare, si è infranto contro gli interessi di Comuni e Province. In teoria le scuole con meno di 500 studenti avrebbero dovuto condividere preside e segreterie con altre più grandi. Ma le amministrazioni locali hanno posto veti. L´istituto tecnico Meroni di Lissone, ad esempio, conserverà un preside tutto suo perché «è l´unica scuola in zona con un laboratorio di falegnameria». Parola del sindaco. E nemmeno l´istituto tecnico Gramsci/Don Minzoni di Paderno Dugnano sarà accorpato ad altre scuole. Ha pochi studenti, è vero, ma «nel distretto si prevede un aumento demografico». La nota è della giunta comunale, il Consiglio l´appoggia compatto. In provincia di Milano le scuole con meno di 500 iscritti destinate per legge a dividere preside e segreteria con altre sono sette. Ma nel piano di dimensionamento scolastico per il 2009-2010, presentato dalla Regione il 30 dicembre, risultano due soli accorpamenti: gli istituti professionali Marelli e Dudovich di Milano condivideranno un preside, e la scuola media di Pieve Emanuele sarà aggregata ad altri due istituti. Tutto qui, il resto non si tocca. E c´è di più: lo stesso piano crea fra Milano e hinterland tre nuovi centri di formazione per adulti. Quindi, a conti fatti, le presidenze anziché diminuire aumentano. E presumibilmente anche i costi. A consentire ai Comuni di fare ostruzione è un accordo dell´autunno scorso fra Regione e ministero dell´Istruzione: si stabiliva che la lista delle scuole da accorpare ad altre sarebbe stata definita «in accordo con gli enti locali». Individuato il principio, sindaci e assessori si sono dati da fare. E così il limite dei 500 studenti è diventato un principio vuoto, fatto a pezzi dalle «eccezioni». L´accorpamento dell´Ipsia Molaschi di Cusano Milanino con altri istituti è stato bocciato dopo che il Comune ha dichiarato l´operazione «decisamente inopportuna» per mancanza di «un quadro organico di proposte e scelte condivise». Il Comune di Milano si è opposto alla fusione amministrativa della scuola media di via Vivaio con il circolo didattico Radice: «Pur ritenendo opportuna una considerazione delle due scuole alla luce della normativa vigente - scrive in una nota del 12 dicembre Palazzo Marino - la questione va affrontata con il nuovo piano». In pratica, non se ne parla fino al 2010-2011. A raccogliere il dossier di lamentele che ha convinto la Regione a non chiudere le presidenze è stato l´assessore provinciale all´Istruzione Giansandro Barzaghi, che ora mette le mani avanti: «Speriamo che il ministro non voglia fare atti di forza, imponendo di accorpare gli istituti. Scuole e Comuni hanno dimostrato che su quella legge non c´era consenso». Per Rita Frigerio, segretario regionale di Cisl Scuola, «in tutta la Lombardia le scuole da aggregare erano 20, ma non è successo nulla. Il fatto che le amministrazioni abbiano avuto la meglio prova che non si possono prendere decisioni affrettate come il decreto Tremonti». E sul fatto che aprano tre nuovi centri di istruzione per adulti in provincia di Milano rilancia: «Siamo soddisfatti, ma ne servivano nove». Rimane da capire cosa ne pensi il ministero dell´Istruzione, visto che il risparmio previsto non ci sarà. E anche l´altra strategia di riduzione della spesa della riforma Gelmini, la chiusura delle scuole con meno di 50 studenti, è stata rimandata al 2010. SEGUE A PAGINA V

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e sul decreto gelmini il governo pone la fiducia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)

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Pagina 17 - Cronaca Alla Camera E sul decreto Gelmini il governo pone la fiducia ROMA - Voto di fiducia sul decreto università alla Camera. Domani pomeriggio le dichiarazioni voto. Giovedì mattina il voto finale sull´intero provvedimento. Il governo ha fretta perché l´ultimo giorno utile per convertire il decreto in legge è il 9 gennaio. I punti chiave del provvedimento: blocco del turn over per gli atenei con i bilanci in rosso, deroga parziale per quelli che hanno i conti in ordine, modifiche delle commissioni di concorso a cattedra, 135 milioni per le borse di studio e 65 per le residenze destinate ai fuori sede. Il Pd protesta: «Il ricorso alla fiducia del governo - afferma Mariapia Garavaglia, ministro ombra dell´università - rappresenta un atto grave che blocca qualsiasi dialogo su un tema fondamentale. In aula, comunque, ribadiremo gli emendamenti che sono stati bocciati in commissione».

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Colpi di fiducia sull'università Domani voto sul Gelmini bis (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 06-01-2009)

Argomenti: Scuola

Colpi di fiducia sull'università Domani voto sul Gelmini bis Domani il voto di fiducia sul decreto Gelmini. È la nona volta in sette mesi di governo. Il ministro Vito spiega che la discussione era stata esauriente. Ma l'opposizione protesta: «Impossibile il confronto». Ancora una fiducia. La nona di questa legislatura. Questa volta su un tema delicatissimo come l'università, che ha scatenato nei mesi scorsi la protesta degli studenti dell'Onda. Anno nuovo, governo vecchio. Ieri la Camera ha riaperto i battenti, in un'atmosfera ancora decisamente festiva (pochi i presenti) proprio per l'esame del decreto Gelmini sull'università, già convertito in legga dal Senato e in scadenza il 9 gennaio. Subito il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha posto la questione di fiducia, che sarà votata domani, spiegando che «in commissione è stato svolto un esame compiuto» e che «in Senato ci sono state alcune rilevanti modifiche, anche sulla base di proposte dell'opposizione». Insomma, per il governo «gran parte dei temi oggetto di polemica sono stati pienamente chiariti con soddisfazione dei gruppi». Dunque stop alla discussione. Le parole di Vito non sono per nulla piaciute alle opposizioni. «Giudichiamo offensivo che il ministro Vito usi come motivazione della richiesta di fiducia una sostanziale condivisione del provvedimento», protesta la capogruppo Pd in commissione Cultura Manuela Ghizzoni. «In realtà al Senato sono stati accolti solo pochi emendamenti formali e qui alla Camera non è stato possibile alcun confronto di merito. Il tempo a disposizione ci sarebbe stato, ma il governo ha scelto un'altra strada». Soddisfatto il ministro Gelmini, che parla di un «provvedimento importante, utile e necessario, che rappresenta un passo avanti in direzione della meritocrazia, con una distinzione tra università virtuose e non». Dura la ministra ombra Maria Pia Garavaglia: «Il ricorso alla fiducia è un atto grave, con il quale la maggioranza pone un ostacolo enorme ad ogni possibile dialogo sull'università». «Ci sono solo 120 emendamenti, ci sarebbe stato tutto il tempo per esaminarli», ha tuonato in aula il Pd Giachetti. «Ma voi considerate il dibattito in Parlamento come un intralcio». Il Pd ha deciso di illustrare comunque in aula i propri emendamenti, anche se non saranno votati. Il decreto è frutto di una sostanziale retromarcia del governo, che ai primi di novembre aveva deciso di anticipare solo alcune norme, ma di rinviare il nocciolo della riforma dell'università a un pacchetto di disegni di legge da varare «dopo un ampio confronto con docenti e studenti con l'opposizione», come aveva spiegato la Gelmini ai primi di novembre. Giovedì il voto finale sul decreto, con le dichiarazioni di voto in diretta tv dalle 12. ANDREA CARUGATI ROMA acarugati@unita.it

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Università all'ultimo passaggio (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-01-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-01-06 - pag: 22 autore: Dal Parlamento. Domani la fiducia sul decreto legge - Giovedì voto finale sul provvedimento Università all'ultimo passaggio Nuove regole sui concorsi - Riaperti i bandi in atto al 31 gennaio Eugenio Bruno ROMA Tutto come previsto. Alla Camera il Governo porrà la fiducia sulla legge di conversione del Dl 180 con le disposizioni urgenti in materia di università e ricerca. Il voto è fissato per domani pomeriggio alle 17 mentre l'ok definitivo dell'assemblea di Montecitorio è atteso per giovedì alle 13. Interamente confermate, dunque, le misure già approvate al Senato: dal blocco delle assunzioni per gli atenei non virtuosi alle nuove regole per i concorsi di ricercatori e ordinari; dagli incentivi al merito ai fondi per borse di studio e residenze universitarie. Ad annunciare la scelta dell'Esecutivo di chiedere la nona fiducia dall'inizio della legislatura è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Che, ricordando la scadenza ormai imminente per la conversione ( 9 gennaio), ha definito «indispensabile » la decisione. Aggiungendo: «In commissione è stato svolto un esame compiuto e in Senato ci sono state alcune rilevanti modifiche, anche sulla base di proposte di gruppi dell'opposizione». Soddisfatta la titolare del-l'Istruzione, Mariastella Gelmini: «Il decreto rappresenta un passo importante. Si tratta – ha spiegato – di un provvedimento assolutamente utile e necessario. Un passo in avanti verso la meritocrazia, perché distingue le università virtuose dalle altre, agevola il ricambio generazionale assumendo giovani ricercatori e assicura più trasparenza nei concorsi ». Critico, invece, il Pd. Con la fiducia, ha commentato il ministro- ombra Maria Pia Garavaglia, «la maggioranza pone un ostacolo enorme a ogni possibile opzione di dialogo su un tema fondamentale come l'università ». Quanto al merito del provvedimento, resta ferma la versione del testo uscita da Palazzo Madama il 28 novembre scorso. E, quindi, niente assunzioni per le università che spendono più del 90% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) laddove gli atenei virtuosi non solo si vedranno innalzare dal 20 al 50% la soglia del turn over ammesso, ma potranno anche dividersi i circa 550 milioni di euro destinati a premiare il merito. Altro tema affrontato: i concorsi. Sia per quanto riguarda le scadenze, visto che sono stati riaperti i termini per i bandi in atto fino al 31 gennaio 2009, sia per la composizione delle commissioni. A giudicare sui docenti di I e II fascia, infatti, sarà una commissione con cinque ordinari (uno nominato dalla facoltà che bandisce il posto e altri quattro sorteggiati); nel caso dei ricercatori, invece, la valutazione sarà affidata a un ordinario e un associato scelti "in house" e altri due ordinari estratti a sorte. Oltre ai 65 milioni di euro per le nuove residenze universitarie e ai 135 per le borse di studio agli studenti meritevoli, vengono confermate, infine, le norme "anti baroni" e "pro cervelli". Da un lato, vedrà la luce un'anagrafe nazionale, aggiornata ogni 12 mesi, dove a ogni nome di ordinario, associato e ricercatore corrisponderà l'elenco delle pubblicazioni scientifiche. Dati che verranno anche utilizzati per l'attribuzione degli scatti di stipendio biennali, tant'è che, in caso di un biennio in stand by, l'entità dell'adeguamento salariale sarà dimezzata. Dall'altro, gli atenei potranno ricorrere alla chiamata diretta per studiosi «stabilmente impegnati all'estero», anche se impegnati nel programma ministeriale di rientro dei cervelli, o «di chiara fama». Fin qui l'università. Ma ieri è stato un giorno importante anche ai fini dell'agenda parlamentare post festività. Come annunciato in Aula dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, il decreto "taglia- leggi", che era già stato depositato a Palazzo Madama, comincerà il suo iter a Montecitorio. Dove, intanto, sono approdati anche il Dl "milleproroghe" e quelli sulle risorse idriche e la protezione ambientale e sulla proroga delle missioni internazionali.

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Scadenze (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-06 num: - pag: 23 categoria: BREVI Scadenze Il provvedimento scade il 9 gennaio e il governo teme di non arrivare in tempo per l'approvazione Il ministro Per il ministro Gelmini si tratta di un passo avanti verso la meritocrazia e il ricambio generazionale

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Università, il governo accelera: fiducia sul decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-06 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Scuola Giovedì il voto. Il ministro Vito: accolte anche proposte del centrosinistra. L'opposizione: un atto grave che impedisce il dialogo Università, il governo accelera: fiducia sul decreto Gelmini ROMA — Fiducia domani pomeriggio, voto finale giovedì alle ore 13. Chiede la fiducia il governo, e non è certo una sorpresa, sul decreto che riguarda l'Università e che scade il 9 gennaio. Il decreto aveva già ricevuto il via libera dal Senato lo scorso 12 dicembre. Ancora una volta il governo pone la fiducia (è la nona volta) per evitare rischi e far presto. «La scadenza è troppo vicina — ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito — e in commissione si è già sviluppato un esame compiuto del testo». Inoltre, conclude Vito «il Senato aveva già apportato rilevanti modifiche accogliendo anche proposte dell'opposizione ». «è un provvedimento assolutamente utile e necessario — l'ha definito il ministro Mariastella Gelmini —. Un passo in avanti verso la meritocrazia, perché distingue le università virtuose dalle altre, agevola il ricambio generazionale assumendo giovani ricercatori e assicura più trasparenza nei concorsi». Insorge l'opposizione. Il ministro ombra dell'Istruzione Maria Pia Garavaglia denuncia questa «strategia dell'inganno dell'opinione pubblica» e aggiunge che «il ricorso alla fiducia rappresenta un atto grave con il quale il governo pone un ostacolo enorme a ogni possibile opzione di dialogo ». Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura giudica «offensivo che il ministro Vito dichiari che c'è sostanziale condivisione tra maggioranza e opposizione sul decreto. In realtà al Senato sono stati accolti solo pochi emendamenti formali. Abbiamo perciò chiesto di illustrare comunque in aula i nostri emendamenti perché fosse chiara la nostra posizione. Questo è un decreto peggiorativo che rischia di non raggiungere nessuno dei risultati che si prefigge». Ma quali sono le novità del decreto Gelmini sull'università? Eccole: le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori ordinari saranno composte da quattro professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da un solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. In attesa di un riordino organico, le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso di ricercatore saranno composte da un professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da due professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. Le università sprecone (spesa per il personale oltre il 90 per cento dello stanziamento statale) non potranno fare nuove assunzioni. Per favorire l'assunzione dei giovani ricercatori, il blocco del turnover (20 per cento nelle altre amministrazioni) sale al 50 per cento. Il 60 per cento delle assunzioni dovrà essere riservato ai nuovi ricercatori. Gli atenei migliori, quelli con offerta formativa efficienza e qualità della ricerca più alte, avranno più fondi e tutti gli aventi diritto (180 mila circa) avranno la borsa di studio, per questo sono stati stanziati 135 milioni di euro. Mariolina Iossa

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VOTO IN CONDOTTA (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2009-01-06 num: - pag: 37 categoria: BREVI VOTO IN CONDOTTA Parametri insufficienti Fra venti giorni io e altre centinaia di migliaia di docenti ci troveremo a dover decidere il voto di condotta dei nostri studenti, poiché le nuove regole introdotte dal ministro Gelmini stabiliscono che tale voto possa determinare, se inferiore a 6, la bocciatura di uno studente, e soprattutto perché esso concorre alla media dalla quale procede l'attribuzione del credito scolastico ai fini dell'esame di Stato. Il ministro Gelmini, però, ha trascurato di disporre per tempo dei parametri di riferimento per l'attribuzione del voto di condotta. Nel liceo in cui insegno ho provato a elaborare una griglia con parametri e indicatori ma temo resterà lettera morta, nell'assenza di norme. Furio Durando Montepulciano (Si)

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Sapienza L'università sta con Alemanno (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)

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n. 5 del 2009-01-06 pagina 3 Sapienza L'università sta con Alemanno di Marcello Viaggio Il sindaco: «L'ateneo è in mano a trecento piccoli criminali, dobbiamo liberarcene». Ed è subito polemica Azione Giovani: «Protagonisti di tutte le manifestazioni violente in città». Iadicicco (Pdl): «Teppisti da isolare» «La Sapienza è in mano a 300 piccoli criminali, dobbiamo liberarcene». Duro, secco, determinato, il sindaco Gianni Alemanno due giorni fa ha animato con queste parole la convention «Cortina Incontra». E ieri Cesare Giardina, presidente di Azione Giovani, ha alzato il tiro: «Quei 300 facinorosi sono gli stessi che tengono in scacco l'ordine pubblico in città». Dopo il no alla lezione dell'ex Br Morucci alla facoltà di Lettere, pronunciato l'altro ieri dal rettore Luigi Frati e dal preside Nicolai, il clima attorno all'ateneo torna a infuocarsi. «Alla Sapienza vengono invitati i terroristi rossi, al Papa è impedito di parlare», ha rimarcato Alemanno a Cortina. Un affondo perentorio. Bersaglio l'estrema sinistra universitaria de l'Onda, protagonista il 1° novembre di scontri vivacissimi a piazza Navona contro il ministro Gelmini. E ieri non sono mancate le reazioni. A dare ragione ad Alemanno è innanzitutto il mondo universitario che sta dall'altra parte della barricata rispetto ai «trecento» a cui fa riferimento il sindaco. «A Roma non solo le università sono luoghi interdetti a chi non è allineato con un certo radicalismo di sinistra, ma in alcuni quartieri è difficile camminare incolumi se si indossa una maglietta con il tricolore - ha dichiarato il presidente di Azione Giovani Cesare Giardina -. Quei 300 sono protagonisti di tutte le manifestazioni violente, occupano gli immobili pubblici con Action, compiono raid contro i giovani di destra. Questa cultura dell'intolleranza va combattuta». «Bisogna isolare questi teppisti - ha ribadito Federico Iadicicco, consigliere provinciale del Pdl -. La violenza serve solo a impedire il formarsi di una nuova e giovane classe dirigente». Ma è anche il mondo politico a reagire. «Alemanno solleva un problema vero - assicura il deputato del Pdl, Marco Marsilio -. Era ora che qualcuno stracciasse il velo d'ipocrisia. Anche in altri atenei d'Italia la libertà di espressione e il confronto sono impediti da piccoli, ma violenti gruppi di facinorosi estremisti di sinistra. La situazione è ormai inaccettabile. Ci auguriamo che la stessa condanna di Alemanno arrivi da tutte le forze politiche, a cominciare da quelle che hanno negli anni colpevolmente spalleggiato questi violenti». «L'università - afferma il sottosegretario ai beni culturali, Francesco Giro - è un patrimonio di tutti che non può essere lasciato nelle mani di un gruppo oltretutto minoritario di irresponsabili, che, a diverso titolo, esercitano una pressione e un controllo sulla vita dell'ateneo». Secondo Giro, «da Alemanno giunge segnale contro un degrado che purtroppo ha intaccato anche la nostra università. Bisogna ristabilire le regole e puntare innanzitutto alla ricerca e allo studio. In Europa l'appello di Alemanno sarebbe considerato normale, qui a Roma diventa motivo di una paradossale disputa ideologica, prova anch'essa di assoluta ignoranza e degrado». Di segno diametralmente opposto le reazioni a sinistra. «Alemanno vuole reprimere il dissenso - ha sostiene Sandro Medici, Rifondazione, minisindaco del X Municipio -. È difficile per Alemanno contenere i suoi impulsi fascisti, che attribuiscono a chi la pensa diversamente un profilo criminale. Le sue dichiarazioni contro studenti e docenti della Sapienza alludono chiaramente a una volontà repressiva». Nessuna parola, tuttavia, da Medici per condannare chi impedì un anno fa la visita del Papa alla Sapienza. Pochi giorni fa il neorettore Frati - che a proposito delle frasi di Alemanno si dice convinto che si sia trattato «solo di una battuta», ha annunciato l'intenzione di invitare nuovamente Benedetto XVI all'ateneo: «Attendiamo una sua visita, in quanto il Pontefice è studioso raffinato di filosofia oltre vescovo di questa città». «Confesso di non aver capito come ricercatore oltre che come credente, l'opposizione alla visita che doveva fare lo scorso gennaio», ha aggiunto il rettore. Manifestazioni, accuse e sit-in avvelenarono in quei giorni il clima all'ateneo finchè Benedetto XVI rinunciò a parlare. L'allora rettore Guarini non ebbe nulla da obiettare. Veltroni non alzò un dito. La notizia fece il giro del mondo: la sinistra sbarrava l'ingresso nella più grande università romana al capo della Cristianità. Pochi mesi più tardi alle Politiche la stessa sinistra sarebbe andata incontro alla disfatta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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