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Fioroni:
crolla pure Sanremo, lasciate stare almeno la scuola
( da "Italia
Oggi" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il caso Fioroni: crolla pure Sanremo, lasciate stare
almeno la scuola Appello del ministro a non cambiare nuovamente le regole. Come invece ha fatto lui con la
Moratti Lui non lo segue. Che sia questione di gusti o di impegni, Beppe
Fioroni non fa parte di quell'ancora nutrito, seppur calante, popolo di aficionados - in prima
serata ieri sono stati in media circa otto milioni-
Fioroni
accusa: basta riformite , così la scuola frana Il
ministro: non sia un perenne Colosseo. E lancia la parità. Ma la Cgil contesta:
prima la laicità ( da "Unita, L'"
del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: edizione del Fioroni accusa: basta "riformite",
così la scuola frana Il ministro: non sia un perenne Colosseo. E lancia la parità. Ma la Cgil
contesta: prima la laicità di Maristella Iervasi / Roma RILEGGE le politiche
scolastiche ripercorrendo la vita dei 500mila studenti italiani che a giugno
faranno l'esame di maturità.
I
promossi doc scendono sotto il 50%
( da "Tirreno,
Il" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro
Fioroni ha promesso che non sarà più così ma chissà chi sarà a guidare la
pubblica istruzione dopo le elezioni di primavera... Il boom dei
"debiti" scolastici assomiglia più di quanto non si creda
all'espansione del "debito" sul fronte della spesa pubblica.
Walter
<boccia> i temi in classe e divide i suoi
( da "Corriere
della Sera" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anche il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni,
andava bene a scuola, allo scientifico di Viterbo: "I temi erano sempre un
momento di elaborazione e di creatività. Ero fortunato perché i miei
docenti erano moderni: spesso prendevano spunto da articoli di giornale".
E i racconti di cui parla Veltroni?
Scuola
e radici cristiane, ok alla riforma
( da "Corriere
Alto Adige" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
per esempio
le scuole musicali) per quanto riguarda le materie opzionali. Particolare valore è dato all'autonomia delle scuole e dei circoli
scolastici, nell'ambito delle linee guida emanate dalla Giunta".
L'assessora alla scuola Luisa Gnecchi ribadisce le sue perplessità
sull'articolo 1, che contiene il famoso comma "religioso" chiesto
esplicitamente dalla Curia.
Istituti
tecnici, prove di svolta ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Giuseppe
Fioroni, ha iniziato a mettere a segno ieri e che concluderà entro lunedì. Il
patto "Facciamo un patto: chiunque vinca le elezioni metta al primo posto
il tema dell'educazione e della scuola", ha detto ieri Fioroni
partecipando al convegno "Scuola insieme, un patto per l'educazione",
promosso da Cisl Scuola e Istituto Irsef-
L'appello
bipartisan del ministro Fioroni: <La scuola non sia terreno di battaglia>
( da "Avvenire"
del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
"Prima
blocca la riforma e poi copia ", secondo Valentina A- prea, responsabile
scuola di Forza Italia. "Fioroni è il ministro che ha
bloccato la prima vera riforma della scuola dopo ottant'anni: quella del
governo Berlusconi. La sinistra fa sempre così, prima distrugge tutto
quello che fa il centrodestra e poi copia.
Gli
studenti: vacanze in pericolo ( da "Gazzetta di Parma, La"
del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: introdotto dal decreto Fioroni, ma anche una sostanziale
novità: corsi di recupero estivi mirati a "redimere " gli studenti
"sospesi", ovvero quelli che, a causa di una o più insufficienze in
pagella, alla fine del prossimo anno scolastico non saranno né bocciati né
promossi, ma rimandati a settembre.
FIORONI:
NO A SCONTRI SULLA SCUOLA ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni: no a scontri sulla scuola "La scuola non può
essere il terreno di battaglia delle opposte fazioni politiche". È l'appello bipartisan lanciato
ieri dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. "La
scuola - aggiunge - non può essere un perenne Colosseo.
Genitori
sotto accusa. I presidi: <Bisogna educare anche loro>
( da "Corriere
Di Como, Il" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ne ha fatto
un cavallo di battaglia il ministro Giuseppe Fioroni e anche Adriano Celentano
ha voluto fare riferimento al tema. Il messaggio lanciato
ieri è stato iperbolico, ma si è trattato di una provocazione, come è nello
stile di questo grande artista". Pasquale Clemente, preside della
Ripamonti, commenta così l'intervento del molleggiato durante il Festival di
San Ripa.
( da "Italia Oggi" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 052,
pag. 8 del 1/3/2008 Autore: Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF
il caso Fioroni: crolla
pure Sanremo, lasciate stare almeno la scuola Appello del ministro a non
cambiare nuovamente le regole. Come invece ha fatto lui con la Moratti Lui non
lo segue. Che sia questione di gusti o di impegni, Beppe Fioroni non fa parte di quell'ancora nutrito,
seppur calante, popolo di aficionados - in prima serata ieri sono stati in
media circa otto milioni- che la sera davanti alla tv guarda il festival
di Sanremo. Ma è proprio la kermesse sanremese, con il coriandolo di attacchi
al vetriolo alla conduzione di Pippo Baudo, a essere usata dal ministro della
pubblica istruzione come paradigma dei tempi che cambiano. "Crolla tutto,
è crollato il muro di Berlino, è crollato pure il festival di Sanremo, sarebbe
ora che cambiasse anche la politica, che la smettessimo di farci la guerra
sulla scuola", diceva ieri Fioroni. Nell'illustrare
il buono fatto dal suo governo nel settore istruzione ("sono arrivato a
questo ministero da neofita ma in 20 mesi mi sono reso conto che la scuola è
una grande lente di ingrandimento del nostro paese"), Fioroni,
ex Margherita, uomo forte in quota mariniana all'interno del Pd, lancia un
appello bipartisan perché la scuola non sia un cantiere, perché il prossimo
governo, se di colore Pdl, non rimetta mano alle regole. "E non lo dico
per difendere la mia riforma, che io non ne ho fatte", tiene a precisare Fioroni. Tentando di far passare sotto silenzio il suo
smantellamento della riforma Moratti: dalle nuove superiori
ai programmi riscritti per intero. "Facciamo un patto, chiunque vinca
metta al primo posto il tema dell'educazione", propone. E guai a parlare
di inciucio o di larghe intese o, peggio ancora, di pastrocchi in salsa
“ma-anchista”. "Noi siamo chiamati ad educare e non a
litigare. E sulla scuola si litiga troppo".
Fioroni fa un po' di conti. Dal
( da "Unita, L'" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Stai
consultando l'edizione del Fioroni accusa:
basta "riformite", così la scuola frana Il ministro: non sia un
perenne Colosseo. E lancia la parità. Ma la Cgil
contesta: prima la laicità di Maristella Iervasi / Roma RILEGGE le politiche
scolastiche ripercorrendo la vita dei 500mila studenti italiani che a giugno
faranno l'esame di maturità. Ragazzi nati nel 1989 mentre cadeva il muro di Berlino, e
che hanno già sul "groppone" 14 ministri della scuola, 6 cambiamenti
di linea politica, 6 riforme degli esami. Il ministro della Pubblica Istruzione
Giuseppe Fioroni, sceglie questa immagine e il
convegno "Scuola insieme, un patto per l'educazione" presso l'antica
scuola dei padri Scolopi a Roma, per addossare alla "furia
riformatrice" il "disastro" scolastico su competenze e saperi
degli studenti di oggi. "È ora di dire basta alla "riformite"
dei governi che si sussegono!". Una "riformite" che secondo il
ministro ha portato alla "perdita della bussola e di punti di riferimento
valoriali" nei ragazzi, negli educatori e nelle famiglie. "La scuola - ha sottolineato Fioroni
- non può essere il terreno di battaglia delle opposte fazioni politiche.
La scuola non può essere un perenne Colosseo". Da
qui l'appello per un patto bipartisan, affinchè chiunque vinca le prossime elezioni
metta al primo posto nell'agenda l'emergenza educativa e della scuola,
invervendo la rotta. "Sono maturi i tempi - ha detto Fioroni - per prendere un impegno su alcune questioni
fondamentali. Non si tratta di fare larghe intese, nè
inciuci nè pastrocchi in salsa "ma-anchista": siamo chiamati ad
educare non a litigare". Ed ecco i 4 punti da condividere, pur con
la propria peculiarità politica, "ma senza cambiare i cardini della
bussola": serietà e merito, vera autonomia, realizzazione della parità, nuovo
sistema di formazione, reclutamento e carriera dei docenti. Tutti
principi "che ho raccolto in questi 20 mesi da ministro - si è affrettato
a precisare Fioroni -. Sos
che la scuola stessa ha lanciato e ha chiesto di raccogliere". Una
mossa di equilibrismo senza uguali, visto che il tema della parità è tra i 4
indicati il punto più delicato. Immediata dunque la presa di
posizione di Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil: "La legge
sulla parità fissa già un confine netto e non introduce alcun principio di
sussidiarietà. La proposta Fioroni significa
privatizzare ciò che oggi è pubblico. Le priorità per
l'istruzione sono altre e devono partire dalla Costituzione: laicità-libertà,
istruzione statale, qualità e personale: formazione, reclutamento e
retribuzioni".
( da "Tirreno, Il" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Di Mauro Zucchelli I
promossi doc scendono sotto il 50% Alle superiori il boom dei debiti formativi.
Bocciato un alunno su 7 Cifre choc. I dati dell'Osservatorio di Palazzo
Granducale LIVORNO. Il sorpasso è avvenuto: alle scuole superiori i
"promossi doc" agli scrutini di giugno - quelli cioè senza debiti -
sono stati messi in minoranza da ragazzi e ragazze che o sono risultati
respinti o comunque si sono salvati solo perché si sono visti appioppare almeno
un debito formativo. Nel resto della provincia no: negli istituti di Cecina e
Rosignano l'insuccesso scolastico (bocciature più debiti)
arriva al 47,4%, a Piombino siamo al 48,4%, all'isola d'Elba si raggiunge il
49,1%. Ma è a Livorno città che le cose vanno peggio: il 50,8% degli
scrutinati. Non solo: è nel capoluogo che su questo fronte caldissimo
nell'ultimo anno si riscontra una impennata da record
(più 5,3%), uguagliato solo dall'analogo dato riguardante la Val di Cornia.
Dovrebbe togliere il sonno a genitori, prof e assessori (ma prima di tutto agli
stessi studenti...) l'identikit che salta fuori dal "Rapporto" appena
pubblicato dall'Osservatorio scolastico della Provincia. In realtà, nessuno
soffrirà d'insonnia. Anche perché a gonfiare la statistica degli insuccessi è
una spia della quale, alla fin fine, a nessuno importa granché: i debiti
formativi. Cioè le materie in cui un alunno non merita la promozione ma basta
l'annotazione di questo "peccatuccio" e si passa ugualmente alla
classe successiva. Il ministro Fioroni ha
promesso che non sarà più così ma chissà chi sarà a guidare la pubblica
istruzione dopo le elezioni di primavera... Il boom dei "debiti"
scolastici assomiglia più di quanto non si creda all'espansione del
"debito" sul fronte della spesa pubblica. Nell'immediato tutti
contenti: gli studenti che arrivano perfino a programmare l'insufficienza in
una-due materie; i prof possono mettere in pagella il "debito" a cuor
leggero perché tanto non avrà conseguenze reali sui ragazzi; le famiglie non
avranno le ferie rovinate dal figlio rimandato in tre materie. Solo che, così
come per il deficit pubblico, il conto da pagare arriverà a lunga scadenza: i
livelli medi di preparazione scenderanno ancora più in basso. Non dev'essere un
caso, insomma, se la percentuale dei "debiti" in pagella schizza
all'insù: fra Elba e Piombino supera d'un soffio la soglia del 30%, a
Cecina-Rosignano oltrepassa quella dei 35 punti ma a Livorno città raggiunge
addirittura il 37,2%. Con un balzo shock di quasi sei punti rispetto a dodici
mesi prima. E le bocciature? A Livorno restano più o meno sullo stesso livello
(13,5%), a Cecina-Rosignano scendono di quattro punti (all'11,7%) in un sol
colpo, al contrario crescono sia a Piombino (17,8%, due punti e mezzo in più)
sia, soprattutto, all'Elba (sfiorando il 19%, con un incremento di 4 punti). Il
"Rapporto 2007" fotografa anche l'identikit dei ripetenti: sono più
del 26% degli alunni di una classe tipo. Ma con una fortissima oscillazione: ha
perso per strada almeno un anno neanche il 5% dei ragazzi al liceo Enriques di
via della Bassata e quasi il 79% degli alunni dell'Ipc Colombo (o il 64% di
quelli dell'Ipsia Orlando). In tutta la provincia si contano più di cento
ragazzi (119) che sono in ritardo di almeno quattro anni rispetto alla tabella
di marcia: la fetta più grande è negli istituti della città capoluogo (45), ma
se ne contano altri
( da "Corriere della Sera" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-01 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Scuola Walter "boccia" i
temi in classe e divide i suoi ROMA - Il sindaco non cancella il professore. E così, di fronte ad un Walter Veltroni che propone di andare
"oltre" i temi, Massimo Cacciari lancia il suo anatema:
"Lasciamo perdere la fantasia e altre puttanate. I
temi servivano ai miei tempi e servono ancora oggi a capire se uno studente è
preparato su uno specifico argomento". Insomma, niente creatività?
"Ci manca pure questo: così gli studenti si montano la testa e magari si
sentono tanti Leopardi". Proprio il contrario
dell'entusiasmo di Fabio Fazio di fronte alle idee veltroniane sulla scuola:
"Quello di Walter è un discorso molto concreto. Scuola
e tv sono opposte e complementari: una forma nel tempo, l'altra può educare in
un modo più rapido". Ma come se la cavava Fazio con i temi? "Ero bravo. Ma da grande, un tema
come "il mio quartiere" non saprei farlo". E cita Daniel
Pennac, venuto di recente a Che tempo fa: "La scuola è così importante che
bisognerebbe riandarci dopo i 40 anni". Anche il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, andava bene a scuola, allo scientifico di Viterbo: "I temi
erano sempre un momento di elaborazione e di creatività. Ero fortunato perché i miei docenti erano
moderni: spesso prendevano spunto da articoli di giornale". E i
racconti di cui parla Veltroni? "C'è già ora la possibilità di
usare molteplici strumenti, ma vanno incentivati: sì, bisogna stimolare la curiosità
e la creatività". Ma chi rivendica di avere già aperto
la strada a tante novità quando era ministro, con il primo governo Prodi, è
Luigi Berlinguer: "Aimiei tempi il tema era un momento di autodisciplina.
Andavo bene: avevo tutti otto. Poi, da ministro, ho proposto anche altre forme
espressive. Penso alla musica: tutti devono imparare a cantare e suonare. La norma già esiste: occorre solo fornire i mezzi per
attuarla". R. Zuc.
( da "Corriere Alto Adige" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-03-01 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Provincia Il disegno di legge è
stato approvato dalla commissione legislativa Scuola e radici cristiane, ok
alla riforma BOLZANO - La prima Commissione
legislativa ha dato parere positivo (3 sì, 1 no ed 1 astensione) al disegno di
legge provinciale degli assessori Saurer, Gnecchi e Mussner. La legge di riforma della scuola dell'infazia, elementare e media è
dunque pronta per passare all'esame del consiglio provinciale, con la famosa
norma secondo cui la Provincia si impegna ad adottare "politiche
dell'educazione indirizzate alla diffusione e consolidamento di una cultura e
cittadinanza europea fondata su radici cristiane". Riunita sotto la
presidenza di Herbert Denicolò, ha dato dunque parere positivo al disegno di
legge provinciale "Obiettivi formativi generali ed ordinamento della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione".
A favore si sono espressi lo stesso Denicolò ed i consiglieri Franz Pahl e
Hermann Thaler, mentre Eva Klotz si è astenuta ed An ha espresso voto
contrario. Il disegno di legge costituisce "una regolamentazione unitaria
- si legge nella nota - per il percorso formativo dalla scuola
dell'infanzia alla scola media, definisce gli
obiettivi della formazione, prevede il diritto al posto nella scuola materna, e questo anche per bambini diversamente
abili, promuove a principio l'individualizzazione e la personalizzazione
dell'apprendimento, contempla lo sviluppo della personalità di alunne ed alunni
ed un apprendimento globale, interdisciplinare e dialogico. è
previsto anche il dialogo regolare con le famiglie ed il coinvolgimento nelle
lezioni di organizzazioni formative accreditate (per
esempio le scuole musicali) per quanto riguarda le materie opzionali. Particolare valore è dato all'autonomia delle scuole e dei circoli
scolastici, nell'ambito delle linee guida emanate dalla Giunta".
L'assessora alla scuola Luisa Gnecchi ribadisce le sue perplessità sull'articolo 1, che
contiene il famoso comma "religioso" chiesto esplicitamente dalla
Curia. "Quell'articolo è tutto sbagliato, perché, come riteneva
anche il consiglio scolastico provinciale, non serviva inserire principi
generali in una riforma "non integrale. Ma la
legge contiene anche cose piuttosto positive. Le sperimentazioni linguistiche
che noi abbiamo fatto non saranno più tali. Si prevedono veri "progetti
integrati di insegnamento delle lingue". Ci sarà dunque
spazio per l'innovazione". Alessandro Urzì, leader di An, motra
diverse preoccupazioni: "Due emendamenti, infilati in coda al dlp,
disegnano una autentica rivoluzione: anche le
valutazioni quadrimestrali e di fine anno nelle scuole elementari e medie
saranno autonome, ossia non seguiranno necessariamente i criteri indicati a
livello nazionale. Si profila una autentica giungla,
con condizioni molti diverse da scuola a scuola". Gnecchi: "Non condivido
la parte sui principi generali, ma avremo progetti innovativi per le
lingue" Urzì: "Assurdo concedere criteri di valutazione diversi da
quelli statali".
( da "Sole 24 Ore, Il" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-03-01 - pag: 29 autore:
Istruzione. Proposta di riduzione a 10 indirizzi Istituti tecnici, prove di
svolta Luigi Illiano ROMA Appello bipartisan in favore della scuola e nuovi
indirizzi per gli istituti tecnici e per i professionali. è
il doppio colpo che il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe
Fioroni, ha iniziato a mettere a segno ieri e che concluderà entro
lunedì. Il patto "Facciamo un patto: chiunque vinca le elezioni metta al
primo posto il tema dell'educazione e della scuola", ha detto ieri Fioroni partecipando al convegno "Scuola insieme, un patto per
l'educazione", promosso da Cisl Scuola e Istituto Irsef-Irfed. Il
ministro ha anche elencato i quattro punti sui quali occorrerebbe trovare un'intesa:
riportare serietà e merito; realizzare una vera autonomia delle scuole, prima
di tutto finanziaria e di gestione del personale, rafforzandone il sistema di
governo dei singoli istituti in funzione dell'efficacia di risultati
valutabili; completare la realizzazione di un sistema di istruzione integrato statale e non statale (parità). E, infine,
ripensare a un nuovo sistema di formazione, reclutamento e carriera dei
docenti. Auspici che, a giudicare dalle prime reazioni, non sembrano destinati
a raccogliere consenso. "L'appello di Fioroni
arriva fuori tempo massimo e guarda caso proprio quando sta per lasciare il
ministero – replica Valentina Aprea, responsabile scuola di Forza Italia – il
suo mandato si è contraddistinto per l'assoluta mancanza di dialogo con
l'opposizione e perfino con il Parlamento. Noi le
riforme le faremo continuando sui principi della qualità degli studi e delle
sfide europee". Tecnici e professionali Lunedì
prossimo il ministro proporrà di tagliare drasticamentei percorsi
attuali (molte centinaia) degli istituti tecnici e dei professionali.
L'annuncio arriverà quando sarà presentato il documento "Persona,
tecnologie e professionalità - Gli istituti tecnici e professionali come scuole
dell'innovazione",testo elaborato dalla commissione
nominata lo scorso 14 dicembre. Questo lo schema che ridurrebbe a dieci gli
indirizzi di studio per gli istituti tecnici: Meccanica, meccatronica ed
energia; Elettrotecnica ed elettronica; Informatica e telecomunicazioni;
Chimica e materiali: Tecnologie e design del sistema moda; Costruzioni,
ambiente e territorio; Trasporti e logistica; Biotecnologie e tecnologie agro-
alimentari; Comunicazione; Economia, finanza, commercio e turismo. Nove,
invece, sono gli indirizzi previsti per gli istituti professionali: Agricoltura
e agroindustria; Industria meccanica; Industria elettrico-elettronica;
Industria chimica; Industria della moda; Artigianato e arti applicate; Servizi economico- aziendali; Servizi turistici, alberghieri
e della ristorazione; Servizi alla persona e alla comunità. Spetterà al
prossimo Governo decidere se e cosa prendere realmente in considerazione.
L'APPELLO Il ministro Fioroni propone un patto:
chiunque vinca le elezioni metta scuola ed educazione al primo posto.
( da "Avvenire" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 01-03-2008
istruzione Le reazioni però sono contrastanti Fi: copia le nostre idee. An: ma
è serio? Sa: troppe distanze L'appello bipartisan del
ministro Fioroni: "La scuola
non sia terreno di battaglia" DA MILANO GIUSEPPE MATARAZZO L a scuola "non può essere il terreno di battaglia delle
opposte fazioni politiche": è l'appello bipartisan lanciato dal ministro
della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni.
"La scuola ha detto il ministro intervenendo ieri
al convegno 'Scuola insieme, un patto per l'educazione',
presso l'Antica scuola dei padri Scolopi non può
essere un perenne Colosseo. Sono maturi i tempi per prendere un impegno su
alcune questioni fondamentali: serietà e merito, una vera autonomia, la
realizzazione della parità, un nuovo sistema di formazione e reclutamento degli
insegnanti. Qui ha tenuto a precisare non si tratta di fare né larghe intese,
né inciuci, né pastrocchi in salsa 'maanchista'. Siamo chiamati a educare e non
a litigare e dunque facciamo un patto: chiunque vinca metta al primo posto il
tema dell'educazione e della scuola. Sono convinto che anche all'interno di questo confronto elettorale
ci siano spazi non per cogestire o per larghe intese, ma per condividere alcuni
punti cardine su cui orientare la bussola". Ma l'appello bipartisan
del ministro piace di fatto soltanto alle associazioni
legate al mondo della scuola. Dai presidi l'ok e la
richiesta di un segno di discontinuità col passato. Il Moige: "Giusto
mettere la scuola al centro della programmazione
politica del futuro". Nel mondo politico invece le reazioni sono contrastanti.
"Prima blocca la riforma e poi
copia ", secondo Valentina A- prea, responsabile scuola di Forza
Italia. "Fioroni è il ministro che ha bloccato la prima vera riforma della scuola dopo ottant'anni: quella del governo Berlusconi. La sinistra fa
sempre così, prima distrugge tutto quello che fa il centrodestra e poi copia.
I quattro punti che Fioroni propone
sono sempre stati i cavalli di battaglia di Forza Italia, oggi Pdl. Non
mancheremo attraverso ogni concreta azione, di rilanciarli nel dibattito politico
e parlamentare". Dubbi arrivano anche dalla Sinistra Arcobaleno.
Una convergenza bipartisan sulla scuola? "Mi
sembra difficile", risponde la deputata Alba Sasso: "Il problema è
che su alcune priorità indicate dal ministro ci sono delle posizioni molto
distanti tra centrodestra e centrosinistra". Per il
responsabile scuola e università di Alleanza
Nazionale, Giuseppe Valditara, il problema invece "è capire se l'appello
di Fioroni è solo propaganda o se corrisponde a un
impegno serio".
( da "Gazzetta di Parma, La" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
GLI EFFETTI DELLE
RIFORME PROMOZIONI A RISCHIO GLI EFFETTI DELLE RIFORME Gli studenti: vacanze in
pericolo Pareri univoci sulle nuove regole che costringeranno molti giovani a
studiare anche nei mesi estivi Qualche perplessità sui corsi di recupero e tanta
fiducia "nel buon senso degli insegnanti" Alessia Tannoia II Finisce
l'era dei debiti formativi e ricomincia quella degli esami di riparazione. Un
ritorno al passato, introdotto dal decreto Fioroni, ma anche una sostanziale novità: corsi di recupero estivi
mirati a "redimere " gli studenti "sospesi", ovvero quelli
che, a causa di una o più insufficienze in pagella, alla fine del prossimo anno
scolastico non saranno né bocciati né promossi, ma rimandati a settembre.
Ed è proprio questa sorta di "purgatorio", forse ancor più del
rischio di non superare l'anno o di non essere ammessi all'esame di maturità, a
spaventare il popolo del Lungoparma. continua... Per
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( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Fioroni: no a scontri sulla scuola
"La scuola non può essere il terreno di battaglia delle opposte fazioni
politiche". È l'appello bipartisan lanciato ieri dal ministro
dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. "La scuola - aggiunge - non può essere un perenne Colosseo. Sono maturi i tempi per prendere
un impegno su alcune questioni fondamentali: serietà e merito, una vera
autonomia, la realizzazione della parità, un nuovo sistema di formazione e
reclutamento degli insegnanti. Qui non si tratta di fare né larghe intese né
inciuci né pastrocchi in salsa "ma anchista". Chiunque vinca, quindi,
metta al primo posto il tema dell'educazione e della scuola. Sono
convinto che anche all'interno di questo confronto elettorale ci siano spazi
non per cogestire o per larghe intese, ma per condividere alcuni punti cardine
su cui orientare la bussola".
( da "Corriere Di Como, Il" del
01-03-2008)
Argomenti: Scuola
Genitori sotto accusa.
I presidi: "Bisogna educare anche loro" Il commento
dei dirigenti scolastici Il provveditore: "Andiamo avanti nonostante la
mancanza di continuità e stabilità" "La severità da qualche anno è
diventato il leit-motiv della scuola. Ne ha fatto un
cavallo di battaglia il ministro Giuseppe Fioroni e anche
Adriano Celentano ha voluto fare riferimento al tema. Il
messaggio lanciato ieri è stato iperbolico, ma si è trattato di una
provocazione, come è nello stile di questo grande artista".
Pasquale Clemente, preside della Ripamonti, commenta così l'intervento del
molleggiato durante il Festival di San Ripa. "È
un richiamo all'impegno, alla severità, alla valutazione oggettiva del
rendimento dei ragazzi - sottolinea - La scuola ha perso progressivamente il
suo valore di luogo di apprendimento ma anche di rigore e quando manca l'ordine
e il rispetto tra le persone non c'è la possibilità di trasmettere un messaggio
educativo. In questo senso si inserisce un corretto
richiamo a una scuola che sia sempre meritocratica, perché è normale e giusto
che chi non raggiunge i livelli minimi di apprendimento debba essere fermato e
aiutato a recuperare". Il provveditore di Como, Benedetto
Scaglione, ha seguito l'intervento di Celentano seduto in prima fila tra il
pubblico del Festival di San Ripa. "Quando si parla di
scuola e professori è fondamentale non generalizzare. Bocciare
tutti non è certo la soluzione ai mali del nostro sistema educativo, costretto
a subire la politica e a cercare di andare avanti nonostante la mancanza di
continuità e stabilità di cui invece avremmo bisogno", commenta. "La manifestazione organizzata alla Ripamonti - aggiunge
Scaglione - è la prova del fatto che ci sono molti docenti capaci di dare tutto
ai ragazzi, di trasmettere entusiasmo e voglia di fare. Ci sono istituti in cui i ragazzi imparano a crescere come persone
e questo è il messaggio davvero interessante". Bruno Saladino,
preside del Volta, conferma che, come riferito da Celentano, oggi troppo spesso
i genitori sono pronti a incolpare i docenti del cattivo rendimento dei figli. "Ci sono due categorie di genitori - dice - quelli in sintonia
con la scuola e quelli che invece insistono sul fatto che sono i professori a
non capire i ragazzi. Purtroppo sono in preoccupante aumento i secondi. La scuola ha il dovere di educare anche i genitori su questo
terreno e di opporsi a una pedagogia blanda e permissiva". "Bocciare è un dovere sacrosanto ma è l'extrema ratio e non
deve essere mai una minaccia - dice Benedetto Colella, preside del Romagnosi -
Il primo scopo della scuola è dare una motivazione ai ragazzi e aiutarli a
proseguire nel loro percorso scolastico. Oggi ci
troviamo a dover educare spesso anche le famiglie, che delegano tutto alla
scuola e incolpano i docenti per gli eventuali fallimenti dei figli".
Anna Campaniello Nella foto: Benedetto Scaglione,
provveditore di Como Home La Pirotta verso Montecitorio Nel Pd è scontro sulle
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