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DOSSIER “SCUOLA”

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Report "Schola"

Fioroni: crolla pure Sanremo, lasciate stare almeno la scuola ( da "Italia Oggi" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il caso Fioroni: crolla pure Sanremo, lasciate stare almeno la scuola Appello del ministro a non cambiare nuovamente le regole. Come invece ha fatto lui con la Moratti Lui non lo segue. Che sia questione di gusti o di impegni, Beppe Fioroni non fa parte di quell'ancora nutrito, seppur calante, popolo di aficionados - in prima serata ieri sono stati in media circa otto milioni-

Fioroni accusa: basta riformite , così la scuola frana Il ministro: non sia un perenne Colosseo. E lancia la parità. Ma la Cgil contesta: prima la laicità ( da "Unita, L'" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: edizione del Fioroni accusa: basta "riformite", così la scuola frana Il ministro: non sia un perenne Colosseo. E lancia la parità. Ma la Cgil contesta: prima la laicità di Maristella Iervasi / Roma RILEGGE le politiche scolastiche ripercorrendo la vita dei 500mila studenti italiani che a giugno faranno l'esame di maturità.

I promossi doc scendono sotto il 50% ( da "Tirreno, Il" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Fioroni ha promesso che non sarà più così ma chissà chi sarà a guidare la pubblica istruzione dopo le elezioni di primavera... Il boom dei "debiti" scolastici assomiglia più di quanto non si creda all'espansione del "debito" sul fronte della spesa pubblica.

Walter <boccia> i temi in classe e divide i suoi ( da "Corriere della Sera" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, andava bene a scuola, allo scientifico di Viterbo: "I temi erano sempre un momento di elaborazione e di creatività. Ero fortunato perché i miei docenti erano moderni: spesso prendevano spunto da articoli di giornale". E i racconti di cui parla Veltroni?

Scuola e radici cristiane, ok alla riforma ( da "Corriere Alto Adige" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per esempio le scuole musicali) per quanto riguarda le materie opzionali. Particolare valore è dato all'autonomia delle scuole e dei circoli scolastici, nell'ambito delle linee guida emanate dalla Giunta". L'assessora alla scuola Luisa Gnecchi ribadisce le sue perplessità sull'articolo 1, che contiene il famoso comma "religioso" chiesto esplicitamente dalla Curia.

Istituti tecnici, prove di svolta ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Fioroni, ha iniziato a mettere a segno ieri e che concluderà entro lunedì. Il patto "Facciamo un patto: chiunque vinca le elezioni metta al primo posto il tema dell'educazione e della scuola", ha detto ieri Fioroni partecipando al convegno "Scuola insieme, un patto per l'educazione", promosso da Cisl Scuola e Istituto Irsef-

L'appello bipartisan del ministro Fioroni: <La scuola non sia terreno di battaglia> ( da "Avvenire" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Prima blocca la riforma e poi copia ", secondo Valentina A- prea, responsabile scuola di Forza Italia. "Fioroni è il ministro che ha bloccato la prima vera riforma della scuola dopo ottant'anni: quella del governo Berlusconi. La sinistra fa sempre così, prima distrugge tutto quello che fa il centrodestra e poi copia.

Gli studenti: vacanze in pericolo ( da "Gazzetta di Parma, La" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: introdotto dal decreto Fioroni, ma anche una sostanziale novità: corsi di recupero estivi mirati a "redimere " gli studenti "sospesi", ovvero quelli che, a causa di una o più insufficienze in pagella, alla fine del prossimo anno scolastico non saranno né bocciati né promossi, ma rimandati a settembre.

FIORONI: NO A SCONTRI SULLA SCUOLA ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni: no a scontri sulla scuola "La scuola non può essere il terreno di battaglia delle opposte fazioni politiche". È l'appello bipartisan lanciato ieri dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. "La scuola - aggiunge - non può essere un perenne Colosseo.

Genitori sotto accusa. I presidi: <Bisogna educare anche loro> ( da "Corriere Di Como, Il" del 01-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ne ha fatto un cavallo di battaglia il ministro Giuseppe Fioroni e anche Adriano Celentano ha voluto fare riferimento al tema. Il messaggio lanciato ieri è stato iperbolico, ma si è trattato di una provocazione, come è nello stile di questo grande artista". Pasquale Clemente, preside della Ripamonti, commenta così l'intervento del molleggiato durante il Festival di San Ripa.


Articoli

Fioroni: crolla pure Sanremo, lasciate stare almeno la scuola (sezione: Schola)

( da "Italia Oggi" del 01-03-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 052, pag. 8 del 1/3/2008 Autore: Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       il caso Fioroni: crolla pure Sanremo, lasciate stare almeno la scuola Appello del ministro a non cambiare nuovamente le regole. Come invece ha fatto lui con la Moratti Lui non lo segue. Che sia questione di gusti o di impegni, Beppe Fioroni non fa parte di quell'ancora nutrito, seppur calante, popolo di aficionados - in prima serata ieri sono stati in media circa otto milioni- che la sera davanti alla tv guarda il festival di Sanremo. Ma è proprio la kermesse sanremese, con il coriandolo di attacchi al vetriolo alla conduzione di Pippo Baudo, a essere usata dal ministro della pubblica istruzione come paradigma dei tempi che cambiano. "Crolla tutto, è crollato il muro di Berlino, è crollato pure il festival di Sanremo, sarebbe ora che cambiasse anche la politica, che la smettessimo di farci la guerra sulla scuola", diceva ieri Fioroni. Nell'illustrare il buono fatto dal suo governo nel settore istruzione ("sono arrivato a questo ministero da neofita ma in 20 mesi mi sono reso conto che la scuola è una grande lente di ingrandimento del nostro paese"), Fioroni, ex Margherita, uomo forte in quota mariniana all'interno del Pd, lancia un appello bipartisan perché la scuola non sia un cantiere, perché il prossimo governo, se di colore Pdl, non rimetta mano alle regole. "E non lo dico per difendere la mia riforma, che io non ne ho fatte", tiene a precisare Fioroni. Tentando di far passare sotto silenzio il suo smantellamento della riforma Moratti: dalle nuove superiori ai programmi riscritti per intero. "Facciamo un patto, chiunque vinca metta al primo posto il tema dell'educazione", propone. E guai a parlare di inciucio o di larghe intese o, peggio ancora, di pastrocchi in salsa “ma-anchista”. "Noi siamo chiamati ad educare e non a litigare. E sulla scuola si litiga troppo". Fioroni fa un po' di conti. Dal 1989, l'anno in cui sono nati i ragazzi che quest'anno faranno gli esami di maturità, ad oggi sono cambiati 14 ministri -in media uno ogni 18 mesi-, 6 linee politiche e 6 riforme degli esami: 3 della maturità, 1 dell'esame di quinta e 2 di quello di terza media. E, intanto, il rendimento degli studenti, secondo le rilevazioni internazionali, è crollato in tre parametri fondamentali: lettura, matematica, scienze. La scuola "non può essere il terreno di battaglia delle opposte fazioni politiche", incalza Fioroni, "sono convinto che anche all' interno di questo confronto elettorale ci siano spazi non per cogestire o per larghe intese, ma per condividere alcuni punti cardine su cui orientare la bussola". A stretto giro la risposta del responsabile scuola di An, Giuseppe Valditara: "Anch'io nel 2006 proposi un lavoro congiunto. Fioroni ora fa propaganda o dice sul serio?". In fondo dal 1989 a oggi sono crollate le ideologie che hanno diviso l'Italia, è crollato il muro di Berlino. E pure il festival di Sanremo.

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Fioroni accusa: basta riformite , così la scuola frana Il ministro: non sia un perenne Colosseo. E lancia la parità. Ma la Cgil contesta: prima la laicità (sezione: Schola)

( da "Unita, L'" del 01-03-2008)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del Fioroni accusa: basta "riformite", così la scuola frana Il ministro: non sia un perenne Colosseo. E lancia la parità. Ma la Cgil contesta: prima la laicità di Maristella Iervasi / Roma RILEGGE le politiche scolastiche ripercorrendo la vita dei 500mila studenti italiani che a giugno faranno l'esame di maturità. Ragazzi nati nel 1989 mentre cadeva il muro di Berlino, e che hanno già sul "groppone" 14 ministri della scuola, 6 cambiamenti di linea politica, 6 riforme degli esami. Il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, sceglie questa immagine e il convegno "Scuola insieme, un patto per l'educazione" presso l'antica scuola dei padri Scolopi a Roma, per addossare alla "furia riformatrice" il "disastro" scolastico su competenze e saperi degli studenti di oggi. "È ora di dire basta alla "riformite" dei governi che si sussegono!". Una "riformite" che secondo il ministro ha portato alla "perdita della bussola e di punti di riferimento valoriali" nei ragazzi, negli educatori e nelle famiglie. "La scuola - ha sottolineato Fioroni - non può essere il terreno di battaglia delle opposte fazioni politiche. La scuola non può essere un perenne Colosseo". Da qui l'appello per un patto bipartisan, affinchè chiunque vinca le prossime elezioni metta al primo posto nell'agenda l'emergenza educativa e della scuola, invervendo la rotta. "Sono maturi i tempi - ha detto Fioroni - per prendere un impegno su alcune questioni fondamentali. Non si tratta di fare larghe intese, nè inciuci nè pastrocchi in salsa "ma-anchista": siamo chiamati ad educare non a litigare". Ed ecco i 4 punti da condividere, pur con la propria peculiarità politica, "ma senza cambiare i cardini della bussola": serietà e merito, vera autonomia, realizzazione della parità, nuovo sistema di formazione, reclutamento e carriera dei docenti. Tutti principi "che ho raccolto in questi 20 mesi da ministro - si è affrettato a precisare Fioroni -. Sos che la scuola stessa ha lanciato e ha chiesto di raccogliere". Una mossa di equilibrismo senza uguali, visto che il tema della parità è tra i 4 indicati il punto più delicato. Immediata dunque la presa di posizione di Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil: "La legge sulla parità fissa già un confine netto e non introduce alcun principio di sussidiarietà. La proposta Fioroni significa privatizzare ciò che oggi è pubblico. Le priorità per l'istruzione sono altre e devono partire dalla Costituzione: laicità-libertà, istruzione statale, qualità e personale: formazione, reclutamento e retribuzioni".

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I promossi doc scendono sotto il 50% (sezione: Schola)

( da "Tirreno, Il" del 01-03-2008)

Argomenti: Scuola

Di Mauro Zucchelli I promossi doc scendono sotto il 50% Alle superiori il boom dei debiti formativi. Bocciato un alunno su 7 Cifre choc. I dati dell'Osservatorio di Palazzo Granducale LIVORNO. Il sorpasso è avvenuto: alle scuole superiori i "promossi doc" agli scrutini di giugno - quelli cioè senza debiti - sono stati messi in minoranza da ragazzi e ragazze che o sono risultati respinti o comunque si sono salvati solo perché si sono visti appioppare almeno un debito formativo. Nel resto della provincia no: negli istituti di Cecina e Rosignano l'insuccesso scolastico (bocciature più debiti) arriva al 47,4%, a Piombino siamo al 48,4%, all'isola d'Elba si raggiunge il 49,1%. Ma è a Livorno città che le cose vanno peggio: il 50,8% degli scrutinati. Non solo: è nel capoluogo che su questo fronte caldissimo nell'ultimo anno si riscontra una impennata da record (più 5,3%), uguagliato solo dall'analogo dato riguardante la Val di Cornia. Dovrebbe togliere il sonno a genitori, prof e assessori (ma prima di tutto agli stessi studenti...) l'identikit che salta fuori dal "Rapporto" appena pubblicato dall'Osservatorio scolastico della Provincia. In realtà, nessuno soffrirà d'insonnia. Anche perché a gonfiare la statistica degli insuccessi è una spia della quale, alla fin fine, a nessuno importa granché: i debiti formativi. Cioè le materie in cui un alunno non merita la promozione ma basta l'annotazione di questo "peccatuccio" e si passa ugualmente alla classe successiva. Il ministro Fioroni ha promesso che non sarà più così ma chissà chi sarà a guidare la pubblica istruzione dopo le elezioni di primavera... Il boom dei "debiti" scolastici assomiglia più di quanto non si creda all'espansione del "debito" sul fronte della spesa pubblica. Nell'immediato tutti contenti: gli studenti che arrivano perfino a programmare l'insufficienza in una-due materie; i prof possono mettere in pagella il "debito" a cuor leggero perché tanto non avrà conseguenze reali sui ragazzi; le famiglie non avranno le ferie rovinate dal figlio rimandato in tre materie. Solo che, così come per il deficit pubblico, il conto da pagare arriverà a lunga scadenza: i livelli medi di preparazione scenderanno ancora più in basso. Non dev'essere un caso, insomma, se la percentuale dei "debiti" in pagella schizza all'insù: fra Elba e Piombino supera d'un soffio la soglia del 30%, a Cecina-Rosignano oltrepassa quella dei 35 punti ma a Livorno città raggiunge addirittura il 37,2%. Con un balzo shock di quasi sei punti rispetto a dodici mesi prima. E le bocciature? A Livorno restano più o meno sullo stesso livello (13,5%), a Cecina-Rosignano scendono di quattro punti (all'11,7%) in un sol colpo, al contrario crescono sia a Piombino (17,8%, due punti e mezzo in più) sia, soprattutto, all'Elba (sfiorando il 19%, con un incremento di 4 punti). Il "Rapporto 2007" fotografa anche l'identikit dei ripetenti: sono più del 26% degli alunni di una classe tipo. Ma con una fortissima oscillazione: ha perso per strada almeno un anno neanche il 5% dei ragazzi al liceo Enriques di via della Bassata e quasi il 79% degli alunni dell'Ipc Colombo (o il 64% di quelli dell'Ipsia Orlando). In tutta la provincia si contano più di cento ragazzi (119) che sono in ritardo di almeno quattro anni rispetto alla tabella di marcia: la fetta più grande è negli istituti della città capoluogo (45), ma se ne contano altri 28 a Piombino, 26 a Cecina-Rosignano e 20 all'Elba. Per un esercito di altri trecento studenti con "targa" livornese sono tre gli anni persi cammin facendo, soprattutto per bocciature: 110 di essi li troviamo negli istituti cittadini. Ma il ventaglio dei guai scolastici dei nostri ragazzi non può lasciare in un cono d'ombra i ritiri: 494, sono 37 in più rispetto allo scorso anno. Anche qui va messo l'accento sulla differenza fra Livorno città e il resto della provincia: è un fenomeno che riguarda quasi esclusivamente il capoluogo e rappresenta il 5,3% degli iscritti alle superiori (però nei licei sono praticamente zero). A Cecina si arriva a malapena alla metà, quasi inesistenti a Portoferraio e appena sopra l'1% a Piombino.

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Walter <boccia> i temi in classe e divide i suoi (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 01-03-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-01 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Scuola Walter "boccia" i temi in classe e divide i suoi ROMA - Il sindaco non cancella il professore. E così, di fronte ad un Walter Veltroni che propone di andare "oltre" i temi, Massimo Cacciari lancia il suo anatema: "Lasciamo perdere la fantasia e altre puttanate. I temi servivano ai miei tempi e servono ancora oggi a capire se uno studente è preparato su uno specifico argomento". Insomma, niente creatività? "Ci manca pure questo: così gli studenti si montano la testa e magari si sentono tanti Leopardi". Proprio il contrario dell'entusiasmo di Fabio Fazio di fronte alle idee veltroniane sulla scuola: "Quello di Walter è un discorso molto concreto. Scuola e tv sono opposte e complementari: una forma nel tempo, l'altra può educare in un modo più rapido". Ma come se la cavava Fazio con i temi? "Ero bravo. Ma da grande, un tema come "il mio quartiere" non saprei farlo". E cita Daniel Pennac, venuto di recente a Che tempo fa: "La scuola è così importante che bisognerebbe riandarci dopo i 40 anni". Anche il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, andava bene a scuola, allo scientifico di Viterbo: "I temi erano sempre un momento di elaborazione e di creatività. Ero fortunato perché i miei docenti erano moderni: spesso prendevano spunto da articoli di giornale". E i racconti di cui parla Veltroni? "C'è già ora la possibilità di usare molteplici strumenti, ma vanno incentivati: sì, bisogna stimolare la curiosità e la creatività". Ma chi rivendica di avere già aperto la strada a tante novità quando era ministro, con il primo governo Prodi, è Luigi Berlinguer: "Aimiei tempi il tema era un momento di autodisciplina. Andavo bene: avevo tutti otto. Poi, da ministro, ho proposto anche altre forme espressive. Penso alla musica: tutti devono imparare a cantare e suonare. La norma già esiste: occorre solo fornire i mezzi per attuarla". R. Zuc.

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Scuola e radici cristiane, ok alla riforma (sezione: Schola)

( da "Corriere Alto Adige" del 01-03-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-03-01 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Provincia Il disegno di legge è stato approvato dalla commissione legislativa Scuola e radici cristiane, ok alla riforma BOLZANO - La prima Commissione legislativa ha dato parere positivo (3 sì, 1 no ed 1 astensione) al disegno di legge provinciale degli assessori Saurer, Gnecchi e Mussner. La legge di riforma della scuola dell'infazia, elementare e media è dunque pronta per passare all'esame del consiglio provinciale, con la famosa norma secondo cui la Provincia si impegna ad adottare "politiche dell'educazione indirizzate alla diffusione e consolidamento di una cultura e cittadinanza europea fondata su radici cristiane". Riunita sotto la presidenza di Herbert Denicolò, ha dato dunque parere positivo al disegno di legge provinciale "Obiettivi formativi generali ed ordinamento della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione". A favore si sono espressi lo stesso Denicolò ed i consiglieri Franz Pahl e Hermann Thaler, mentre Eva Klotz si è astenuta ed An ha espresso voto contrario. Il disegno di legge costituisce "una regolamentazione unitaria - si legge nella nota - per il percorso formativo dalla scuola dell'infanzia alla scola media, definisce gli obiettivi della formazione, prevede il diritto al posto nella scuola materna, e questo anche per bambini diversamente abili, promuove a principio l'individualizzazione e la personalizzazione dell'apprendimento, contempla lo sviluppo della personalità di alunne ed alunni ed un apprendimento globale, interdisciplinare e dialogico. è previsto anche il dialogo regolare con le famiglie ed il coinvolgimento nelle lezioni di organizzazioni formative accreditate (per esempio le scuole musicali) per quanto riguarda le materie opzionali. Particolare valore è dato all'autonomia delle scuole e dei circoli scolastici, nell'ambito delle linee guida emanate dalla Giunta". L'assessora alla scuola Luisa Gnecchi ribadisce le sue perplessità sull'articolo 1, che contiene il famoso comma "religioso" chiesto esplicitamente dalla Curia. "Quell'articolo è tutto sbagliato, perché, come riteneva anche il consiglio scolastico provinciale, non serviva inserire principi generali in una riforma "non integrale. Ma la legge contiene anche cose piuttosto positive. Le sperimentazioni linguistiche che noi abbiamo fatto non saranno più tali. Si prevedono veri "progetti integrati di insegnamento delle lingue". Ci sarà dunque spazio per l'innovazione". Alessandro Urzì, leader di An, motra diverse preoccupazioni: "Due emendamenti, infilati in coda al dlp, disegnano una autentica rivoluzione: anche le valutazioni quadrimestrali e di fine anno nelle scuole elementari e medie saranno autonome, ossia non seguiranno necessariamente i criteri indicati a livello nazionale. Si profila una autentica giungla, con condizioni molti diverse da scuola a scuola". Gnecchi: "Non condivido la parte sui principi generali, ma avremo progetti innovativi per le lingue" Urzì: "Assurdo concedere criteri di valutazione diversi da quelli statali".

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Istituti tecnici, prove di svolta (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-03-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-03-01 - pag: 29 autore: Istruzione. Proposta di riduzione a 10 indirizzi Istituti tecnici, prove di svolta Luigi Illiano ROMA Appello bipartisan in favore della scuola e nuovi indirizzi per gli istituti tecnici e per i professionali. è il doppio colpo che il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha iniziato a mettere a segno ieri e che concluderà entro lunedì. Il patto "Facciamo un patto: chiunque vinca le elezioni metta al primo posto il tema dell'educazione e della scuola", ha detto ieri Fioroni partecipando al convegno "Scuola insieme, un patto per l'educazione", promosso da Cisl Scuola e Istituto Irsef-Irfed. Il ministro ha anche elencato i quattro punti sui quali occorrerebbe trovare un'intesa: riportare serietà e merito; realizzare una vera autonomia delle scuole, prima di tutto finanziaria e di gestione del personale, rafforzandone il sistema di governo dei singoli istituti in funzione dell'efficacia di risultati valutabili; completare la realizzazione di un sistema di istruzione integrato statale e non statale (parità). E, infine, ripensare a un nuovo sistema di formazione, reclutamento e carriera dei docenti. Auspici che, a giudicare dalle prime reazioni, non sembrano destinati a raccogliere consenso. "L'appello di Fioroni arriva fuori tempo massimo e guarda caso proprio quando sta per lasciare il ministero – replica Valentina Aprea, responsabile scuola di Forza Italia – il suo mandato si è contraddistinto per l'assoluta mancanza di dialogo con l'opposizione e perfino con il Parlamento. Noi le riforme le faremo continuando sui principi della qualità degli studi e delle sfide europee". Tecnici e professionali Lunedì prossimo il ministro proporrà di tagliare drasticamentei percorsi attuali (molte centinaia) degli istituti tecnici e dei professionali. L'annuncio arriverà quando sarà presentato il documento "Persona, tecnologie e professionalità - Gli istituti tecnici e professionali come scuole dell'innovazione",testo elaborato dalla commissione nominata lo scorso 14 dicembre. Questo lo schema che ridurrebbe a dieci gli indirizzi di studio per gli istituti tecnici: Meccanica, meccatronica ed energia; Elettrotecnica ed elettronica; Informatica e telecomunicazioni; Chimica e materiali: Tecnologie e design del sistema moda; Costruzioni, ambiente e territorio; Trasporti e logistica; Biotecnologie e tecnologie agro- alimentari; Comunicazione; Economia, finanza, commercio e turismo. Nove, invece, sono gli indirizzi previsti per gli istituti professionali: Agricoltura e agroindustria; Industria meccanica; Industria elettrico-elettronica; Industria chimica; Industria della moda; Artigianato e arti applicate; Servizi economico- aziendali; Servizi turistici, alberghieri e della ristorazione; Servizi alla persona e alla comunità. Spetterà al prossimo Governo decidere se e cosa prendere realmente in considerazione. L'APPELLO Il ministro Fioroni propone un patto: chiunque vinca le elezioni metta scuola ed educazione al primo posto.

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L'appello bipartisan del ministro Fioroni: <La scuola non sia terreno di battaglia> (sezione: Schola)

( da "Avvenire" del 01-03-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 01-03-2008 istruzione Le reazioni però sono contrastanti Fi: copia le nostre idee. An: ma è serio? Sa: troppe distanze L'appello bipartisan del ministro Fioroni: "La scuola non sia terreno di battaglia" DA MILANO GIUSEPPE MATARAZZO L a scuola "non può essere il terreno di battaglia delle opposte fazioni politiche": è l'appello bipartisan lanciato dal ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni. "La scuola ha detto il ministro intervenendo ieri al convegno 'Scuola insieme, un patto per l'educazione', presso l'Antica scuola dei padri Scolopi non può essere un perenne Colosseo. Sono maturi i tempi per prendere un impegno su alcune questioni fondamentali: serietà e merito, una vera autonomia, la realizzazione della parità, un nuovo sistema di formazione e reclutamento degli insegnanti. Qui ha tenuto a precisare non si tratta di fare né larghe intese, né inciuci, né pastrocchi in salsa 'maanchista'. Siamo chiamati a educare e non a litigare e dunque facciamo un patto: chiunque vinca metta al primo posto il tema dell'educazione e della scuola. Sono convinto che anche all'interno di questo confronto elettorale ci siano spazi non per cogestire o per larghe intese, ma per condividere alcuni punti cardine su cui orientare la bussola". Ma l'appello bipartisan del ministro piace di fatto soltanto alle associazioni legate al mondo della scuola. Dai presidi l'ok e la richiesta di un segno di discontinuità col passato. Il Moige: "Giusto mettere la scuola al centro della programmazione politica del futuro". Nel mondo politico invece le reazioni sono contrastanti. "Prima blocca la riforma e poi copia ", secondo Valentina A- prea, responsabile scuola di Forza Italia. "Fioroni è il ministro che ha bloccato la prima vera riforma della scuola dopo ottant'anni: quella del governo Berlusconi. La sinistra fa sempre così, prima distrugge tutto quello che fa il centrodestra e poi copia. I quattro punti che Fioroni propone sono sempre stati i cavalli di battaglia di Forza Italia, oggi Pdl. Non mancheremo attraverso ogni concreta azione, di rilanciarli nel dibattito politico e parlamentare". Dubbi arrivano anche dalla Sinistra Arcobaleno. Una convergenza bipartisan sulla scuola? "Mi sembra difficile", risponde la deputata Alba Sasso: "Il problema è che su alcune priorità indicate dal ministro ci sono delle posizioni molto distanti tra centrodestra e centrosinistra". Per il responsabile scuola e università di Alleanza Nazionale, Giuseppe Valditara, il problema invece "è capire se l'appello di Fioroni è solo propaganda o se corrisponde a un impegno serio".

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Gli studenti: vacanze in pericolo (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 01-03-2008)

Argomenti: Scuola

GLI EFFETTI DELLE RIFORME PROMOZIONI A RISCHIO GLI EFFETTI DELLE RIFORME Gli studenti: vacanze in pericolo Pareri univoci sulle nuove regole che costringeranno molti giovani a studiare anche nei mesi estivi Qualche perplessità sui corsi di recupero e tanta fiducia "nel buon senso degli insegnanti" Alessia Tannoia II Finisce l'era dei debiti formativi e ricomincia quella degli esami di riparazione. Un ritorno al passato, introdotto dal decreto Fioroni, ma anche una sostanziale novità: corsi di recupero estivi mirati a "redimere " gli studenti "sospesi", ovvero quelli che, a causa di una o più insufficienze in pagella, alla fine del prossimo anno scolastico non saranno né bocciati né promossi, ma rimandati a settembre. Ed è proprio questa sorta di "purgatorio", forse ancor più del rischio di non superare l'anno o di non essere ammessi all'esame di maturità, a spaventare il popolo del Lungoparma. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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FIORONI: NO A SCONTRI SULLA SCUOLA (sezione: Schola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-03-2008)

Argomenti: Scuola

Fioroni: no a scontri sulla scuola "La scuola non può essere il terreno di battaglia delle opposte fazioni politiche". È l'appello bipartisan lanciato ieri dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. "La scuola - aggiunge - non può essere un perenne Colosseo. Sono maturi i tempi per prendere un impegno su alcune questioni fondamentali: serietà e merito, una vera autonomia, la realizzazione della parità, un nuovo sistema di formazione e reclutamento degli insegnanti. Qui non si tratta di fare né larghe intese né inciuci né pastrocchi in salsa "ma anchista". Chiunque vinca, quindi, metta al primo posto il tema dell'educazione e della scuola. Sono convinto che anche all'interno di questo confronto elettorale ci siano spazi non per cogestire o per larghe intese, ma per condividere alcuni punti cardine su cui orientare la bussola".

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Genitori sotto accusa. I presidi: <Bisogna educare anche loro> (sezione: Schola)

( da "Corriere Di Como, Il" del 01-03-2008)

Argomenti: Scuola

Genitori sotto accusa. I presidi: "Bisogna educare anche loro" Il commento dei dirigenti scolastici Il provveditore: "Andiamo avanti nonostante la mancanza di continuità e stabilità" "La severità da qualche anno è diventato il leit-motiv della scuola. Ne ha fatto un cavallo di battaglia il ministro Giuseppe Fioroni e anche Adriano Celentano ha voluto fare riferimento al tema. Il messaggio lanciato ieri è stato iperbolico, ma si è trattato di una provocazione, come è nello stile di questo grande artista". Pasquale Clemente, preside della Ripamonti, commenta così l'intervento del molleggiato durante il Festival di San Ripa. "È un richiamo all'impegno, alla severità, alla valutazione oggettiva del rendimento dei ragazzi - sottolinea - La scuola ha perso progressivamente il suo valore di luogo di apprendimento ma anche di rigore e quando manca l'ordine e il rispetto tra le persone non c'è la possibilità di trasmettere un messaggio educativo. In questo senso si inserisce un corretto richiamo a una scuola che sia sempre meritocratica, perché è normale e giusto che chi non raggiunge i livelli minimi di apprendimento debba essere fermato e aiutato a recuperare". Il provveditore di Como, Benedetto Scaglione, ha seguito l'intervento di Celentano seduto in prima fila tra il pubblico del Festival di San Ripa. "Quando si parla di scuola e professori è fondamentale non generalizzare. Bocciare tutti non è certo la soluzione ai mali del nostro sistema educativo, costretto a subire la politica e a cercare di andare avanti nonostante la mancanza di continuità e stabilità di cui invece avremmo bisogno", commenta. "La manifestazione organizzata alla Ripamonti - aggiunge Scaglione - è la prova del fatto che ci sono molti docenti capaci di dare tutto ai ragazzi, di trasmettere entusiasmo e voglia di fare. Ci sono istituti in cui i ragazzi imparano a crescere come persone e questo è il messaggio davvero interessante". Bruno Saladino, preside del Volta, conferma che, come riferito da Celentano, oggi troppo spesso i genitori sono pronti a incolpare i docenti del cattivo rendimento dei figli. "Ci sono due categorie di genitori - dice - quelli in sintonia con la scuola e quelli che invece insistono sul fatto che sono i professori a non capire i ragazzi. Purtroppo sono in preoccupante aumento i secondi. La scuola ha il dovere di educare anche i genitori su questo terreno e di opporsi a una pedagogia blanda e permissiva". "Bocciare è un dovere sacrosanto ma è l'extrema ratio e non deve essere mai una minaccia - dice Benedetto Colella, preside del Romagnosi - Il primo scopo della scuola è dare una motivazione ai ragazzi e aiutarli a proseguire nel loro percorso scolastico. Oggi ci troviamo a dover educare spesso anche le famiglie, che delegano tutto alla scuola e incolpano i docenti per gli eventuali fallimenti dei figli". Anna Campaniello Nella foto: Benedetto Scaglione, provveditore di Como Home La Pirotta verso Montecitorio Nel Pd è scontro sulle candidate Accesso in centro: cambiano le regole Cancellati 5mila pass La Notte Bianca sfratta il mercato degli ambulanti Controlli più rigidi, 143 multe in 7 giorni Comici, stilisti e cantanti. La scuola è un palcoscenico Comaschi al voto per il programma del Popolo della Libertà Furti e rapine in crescita nell'Olgiatese Un "City Porto" per le consegne dentro le mura.

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