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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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TUTTI I DOSSIER


Report "Scuola"   1-3-2009

Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Aula magna occupata tensione all'Università ( da "Stampa, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aderenti all'«Onda», per contestare la riforma Gelmini. Armati di fischietti, pentole e striscioni, gli aderenti al movimento hanno costretto Rettore e professori a posticipare l'inizio della cerimonia di una quindicina di minuti. La polizia ha poi sgomberato di peso i manifestanti dall'aula senza tensioni.

I politici conoscono il mondo reale? Che va dicendo il governatore della Banca d'Ital... ( da "Stampa, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Ministro Gelmini ha detto che è d'accordo su un orario «logico» 8,20-12,20. Va bene per tutti e mettendo i mezzi di trasporto con gli orari giusti lo studente avrebbe la possibilità di rientrare a casa con tutta tranquillità. Il Ministro ha anche detto che i Presidi hanno il dovere di rilasciare il permesso di uscita anticipata,

Contro il maestro unico 2mila famiglie firmano la petizione di Buonascuola ( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: senza le novità introdotte dal decreto Gelmini. Solamente nelle scuole di Carpi, in poco tempo, è stato raccolto il 52% di richieste per la scuola attuale. «Visto che il target della raccolta firme era composto solo da genitori con bambini dai 5 ai 9 anni delle scuole pubbliche statali dei tre Comuni (Carpi, Soliera e Campogalliano) - sottolinea il coordinamento Buona Scuola Carpi -

Elementari, a rischio la prima ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: oggi come oggi non si può proprio costituire perchè le iscrizioni sono solo 8 e la nuova legge Gelmini prevede che siano formate da almeno 15 bambini. Il problema, è vero, si pone solo per quest'anno e non per quelli successivi, ma chiudere una classe adesso potrebbe voler dire creare i presupposti per cancellare in breve l'intero plesso scolastico.

i genitori bocciano il maestro unico - ottavia giustetti stefano parola ( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: elementari scarse richieste per il modello Gelmini OTTAVIA GIUSTETTI STEFANO PAROLA Le iscrizioni alle scuole elementari si sono chiuse ieri e presto arriveranno le prime statistiche. Ma basta ascoltare qualche dirigente scolastico per arrivare a una prima, incontrovertibile, sentenza: i genitori torinesi hanno evitato in massa di scegliere il modello che prevede 24 ore settimanali,

cinque in condotta a 400 studenti ( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Insufficienze presenti nell´80 per cento delle pagelle del primo quadrimestre, sulle quali pesa l´effetto Gelmini. Bullismo in crescita: all´Iti Volta boom di punizioni. Uno studente bengalese picchiato dai compagni. SALVO INTRAVAIA A PAGINA IV

cinque in condotta a 400 studenti - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Palermo Cinque in condotta a 400 studenti Effetto Gelmini sui voti del primo quadrimestre. Stangata nei tecnici Ottanta su cento hanno insufficienze In 1.700 rischiano la bocciatura per le numerose assenze SALVO INTRAVAIA Quasi sei studenti palermitani su cento rischiano di perdere l´anno per la condotta o per le assenze.

la scuola dei duri botte in classe e insulti ai prof ( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha ripristinato l´insufficienza in condotta. Al Volta i ragazzi che rischiano la bocciatura per il solo comportamento sono una ventina. La punizione, secondo la normativa vigente, deve avere valore educativo, ma alcuni comportamenti evidentemente non possono passare inosservati: ecco perché i professori hanno appioppato svariati cinque in condotta.

bocciato il maestro unico quasi nessuno vuole le 24 ore - giorgio cecchetti ( da "Nuova Venezia, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nonostante le richieste dei genitori e le promesse della Gelmini, il ministero concederà un solo insegnante per 22 ore. Le altre 18 ore dovranno essere coperte da altri insegnanti che due ore ognuno - il contratto prevede 24 ore - dovranno coprire ciò che manca e, paradossalmente, i bambini rischiano così di avere addirittura più dei due insegnanti che adesso gestiscono il tempo pieno.

tempo pieno, genitori anti-gelmini ( da "Nuova Venezia, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitori anti-Gelmini MOGLIANO. Genitori «disobbedienti» per salvare il tempo pieno, larga adesione alla proposta del secondo circolo didattico di Mogliano. Si sono chiusi ieri i termini di iscrizione degli alunni al prossimo anno e, per scongiurare i tagli sull'orario molti genitori hanno ignorato i vincoli della riforma Gelmini,

g8, an chiede spiegazioni a roma ( da "Tirreno, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini; i deputati locali con interrogazioni al Parlamento. Ma dove erano i politici del Pdl quando si decideva il cambio della sede del G8 della scienza e si riteneva Lucca non meritevole della scelta precedentemente fatta? Come sempre è più facile fare propaganda che rispondere ai problemi del territorio che ci ha eletti.

scuola, quattromila cattedre in meno il pd veneto: la gelmini si dimetta ( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 10 - Regione Scuola, quattromila cattedre in meno Il Pd veneto: la Gelmini si dimetta PADOVA. Quattromila cattedre tagliate nell'arco di due anni. Il nove per cento degli insegnanti verrà congedato dalla scuola. Addio al tempo lungo, alla continuità didattica, alle gite scolastiche, agli investimenti sugli edifici.

Giocare con la storia, studenti e insegnanti a lezione ( da "Provincia Pavese, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola di specializzazione per docenti chiusa dalla riforma Gelmini, in collaborazione con il Comune di Pavia e la scuola media Casorati, oltre alla rivista Mudus e le edizioni La Meridiana, per dimostrare che la Silsis ha lavorato bene e portato a casa ottimi risultati. Da mercoledì 4 marzo gli studenti della Silsis - che hanno inventato il gioco «Il commercio nella Pavia Medievale»

università, lo schiaffo dell'onda ( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel mirino la riforma Gelmini e i privati nell´Ateneo Università, lo schiaffo dell´Onda Assedio all´Aula Magna, fischietti e pentole "oscurano" la cerimonia Inaugurazione dell´anno accademico con polemiche. La protesta dell´Onda, con gli studenti armati di fischietti, pentole e striscioni, ha costretto gli organizzatori a posticipare l´inizio della cerimonia.

i sindaci del veneto strangolati dal patto di stabilità di tremonti - albino salmaso ( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: prodotto la riforma Gelmini, speriamo di poterla bloccare, ma non è possibile che la scelta del tipo di scuola sia una sorta di lotteria con le famiglie chiamate ad esprimere 4 opzioni». Passiamo al federalismo: inizia la battaglia degli emendamenti? «Entro il 4 marzo dovranno essere depositati in commissione e Franceschini ha già avviato col caso Malpensa la riscossa del Pd al Nord.

anno accademico, falsa partenza l'onda sommerge deferrari - raffaele niri ( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini in fonderia/ è questa la nostra democrazia", dentro non si sente una parola, ma gli ermellini e tutti gli altri spengono diligentemente i telefonini. Ora, finalmente, si comincia. Saggiamente il Magnifico prova a tagliare i tempi. «Avete la mia relazione nella cartellina, se volete leggervela con calma» spiega Giacomo Deferrari,

Scuola, verso i tagli negli organici ( da "Provincia Pavese, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: negli organici Approvati i regolamenti della Gelmini. Cisl: «Pronti allo sciopero» «A rischio i moduli delle elementari La riduzione di docenti peserà sulle famiglie» MARIANNA BRUSCHI PAVIA. Ultimo giorno di iscrizioni ieri. E venerdì, nel consiglio dei ministri che ha approvato il disegno di legge sulla riforma degli scioperi, sono passati anche i regolamenti del ministro Gelmini.

i ragazzi e il disagio di un'istituzione - vittorio coletti ( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: arrendersi o a far buon viso al cattivo gioco di Tremonti e Gelmini, apprestando i pannicelli necessari a rendere il berlusconismo compatibile con la sopravvivenza dell´università. L´imbarazzante episodio dei prepensionamenti forzati è stato uno di questi tentativi fatti da una gestione delle università che ha presto rinunciato a battere la via della protesta politica e ha cercato,

Insulti a mio figlio , scrive alla Gelmini ( da "Provincia Pavese, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Stefano Romano «Insulti a mio figlio», scrive alla Gelmini La madre: «Costretta a cambiare istituto» La scuola replica subito: «E' tutto falso» Lei ricorda: «L'avrei lasciato qui ma non hanno voluto spostarlo in una sezione differente» STRADELLA. «Mio figlio deriso e insultato da un'insegnante.

Centro storico vietato agli studenti: è tensione ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma Gelmini e i tagli della Finanziaria alla scuola pubblica) sono passate in secondo piano. L'obiettivo del «Kollettivo» si è presto trasformato nella contestazione del divieto. E se alla fine hanno dovuto deviare verso i viali, sono riusciti comunque ad arrivare alla chetichella davanti al Teatro Grande con uno striscione e inscenare una protesta.

I genitori salvano il tempo pieno La scure Gelmini non passa ( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I genitori salvano il tempo pieno La scure Gelmini non «passa» MOGLIANO. Genitori «disobbedienti» per salvare il tempo pieno, larga adesione alla proposta del secondo circolo didattico di Mogliano. Si sono chiusi ieri i termini di iscrizione degli alunni al prossimo anno e, per scongiurare i tagli sull'orario molti genitori hanno ignorato i vincoli della riforma Gelmini,

tempo lungo a rischio per busa e peraga il comune fa sua la battaglia di 340 famiglie ( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se il decreto Gelmini viene approvato senza modifiche sostanziali le scuole elementari di Busa e Peraga, a tempo lungo, dovranno dire addio alla mensa: l'eliminazione delle compresenze non garantirebbe la copertura dei docenti. Busa ha provato a tutelarsi avanzando la richiesta opzionale del tempo pieno.

corsi di giornalismo in alternativa all'ora di religione ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: proposta finirà presto sul tavolo del ministro Gelmini attraverso i canali della politica romana. «Ne ho parlato con il ministro Rotondi - spiega Iodice, suo compagno di partito nella nuova Dc ora confluita nel Pdl - si tratta di dare una risposta alle giovani generazioni sempre molto interessate al mondo dell'informazione e alla comunicazione.

una scuola rischia di chiudere alunni sulla via di pernumia - francesca segato ( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GLI EFFETTI DELLA RIFORMA GELMINI A MONSELICE Una scuola rischia di chiudere Alunni sulla via di Pernumia Ieri chiuse le iscrizioni al comprensivo Zanellato e in settimana saranno stilate le prime ipotesi per la formazione delle classi della scuola primaria FRANCESCA SEGATO MONSELICE.

scuola, tutti contro la gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tutti contro la Gelmini L'assessore Piron: «Senza tempo lungo sarà il caos» Sarà presente una folta delegazione di deputati e amministratori locali Domani, in occasione del convegno nazionale sull'orientamento organizzato dal preside dell'Itis Marconi Maddalena Carraro, arriva all'hotel Alexander di Abano il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.

tagli obbligati all'educazione ( da "Tirreno, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le nefaste conseguenze dei provvedimenti Gelmini. Mi auguro che la consapevolezza che seguirà alla concreta riduzione di prestazioni essenziali e il prevedibile disagio e dissenso che l'accompagneranno possano indurre i nostri governanti a recedere da un processo che lascia intravedere il definitivo svuotamento degli enti locali e un vero e proprio scardinamento del sistema dell'

Impresa dell'Anspi La Famiglia ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GOZZOLINA: Berteni, Caserta, Fezzardi, Gelmini, Semmah, Guerinoni, Hairech, Maghella, Pedrali, Piazza, Tagliani, Tosadori. All.: Fezzardi. ANSPI: Mouhine, Sammou, Gandini, Piadena, Varini, Hadir, Bassignani, Moubarrir. All.: Franceschetti. ARBITRO: Bigi.

Sei su dieciin attesadi contratto ( da "Secolo XIX, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accademico non sono mancate le proteste e le dimostrazioni di dissenso da parte di precari e studenti in protesta contro i tagli della riforma Gelmini. Già dalle 9,45 i precari dei servizi tecnico amministrativo, che dallo scorso gennaio hanno perso il posto di lavoro, si sono dati appuntamento di fronte a Balbi 5 per consegnare ai passanti volantini informativi sulla loro situazione.

Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini Il suo regolamento sui plessi scolastici m... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini Il suo regolamento sui plessi scolastici mette a rischio l'esistenza di numerose scuole nella provincia di Rieti Contro i rigidi parametri si stanno mobilitando i sindaci dei comuni dove si opereranno i tagli

Scuola, i sindaci preparano la difesa ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi All'ordine del giorno una delibera di osservazione al regolamento da spedire urgentemente al ministro Gelmini Scuola, i sindaci preparano la difesa Ad Accumoli consiglio comunale straordinario, mobilitazione a Montopoli

Si muove tra indignazione e rabbia l'onda di protesta che arriva da ogni angolo della p... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini, spazzerà via i punti di erogazione sottodimensionati. Per la materna del paese (11 bambini) e l'elementare (13 alunni), allo stato attuale, non c'è storia. «I criteri stabiliti del Ministero costringono alla chiusura di scuole come la nostra e se non si provvederà a rivedere la norma - sottolinea Petrucci - plessi piccoli e vitali come Accumoli spariranno per sempre»

Gli spogliatoi delle palestre talvolta hanno affreschi, palchi, microfoni e telecamere ( da "Riformista, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E mica solo la Carfagna, la Brambilla, la Gelmini, la Russo, la Troise, la Manna, la Ferranti, la Sanjust o la Gaggioli. Non solo ministre o starlette. Anche cantanti come la Bruni. Di questo passo possono sperare tutte: commercialiste, avvocate, notaie commesse e magari anche taxiste.

Corteo anti-Gelmini bloccato dagli agenti Tensione e spintoni ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 5 Corteo anti-Gelmini bloccato dagli agenti Tensione e spintoni BRESCIA CI SONO STATI MOMENTI di forte tensione ieri mattina fra gli studenti in corteo e la polizia: spintoni, strattonamenti, qualcuno a terra. I ragazzi del Kollettivo studentesco erano partiti alle 10 da piazza Garibaldi, dove si erano concentrati.

A rischio due scuole ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: recente decreto del ministro Maria Stella Gelmini in base al quale dal prossimo anno scolastico per il mantenimento delle prime classi si dovrà registrare un minimo di quindici alunni. NELLE PROSSIME settimane - quando i dati delle iscrizioni saranno completati - si conoscerà in maniera più dettagliata la situazione in particolare delle scuole situate nelle frazioni periferiche,

Il grande psicoanalista Jung - dice Uto Ughi - ha scritto nelle sue memorie che quando... ( da "Messaggero, Il" del 01-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: E sono lieto di aver ricevuto un invito per discutere di questo problema dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Suggerirò di fare regolarmente concerti nelle scuole, anche con giovani di talento. Sono convinto che molti miei colleghi aderiranno, per reazione verso un disfacimento della cultura musicale che si manifesta anche sotto l'aspetto organizzativo».

Il Pd: <A casa ottomila insegnanti veneti> ( da "Corriere del Veneto" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: REGIONE - data: 2009-03-01 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Riforma Gelmini Democratici e Cgil lanciano l'allarme per i tagli alle cattedre ed il caos tempo pieno Il Pd: «A casa ottomila insegnanti veneti» PADOVA — Pochi mesi fa le manifestazioni di piazza, gli scioperi, le mobilitazioni. Oggi i primi bilanci.

scuole, due istituti comprensivi per 4 comuni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ambito della riforma Gelmini. Visto che l'attuale scuola media non raggiunge i 500 alunni, le alternative possibili sarebbero state un unico istituto comprensivo con 1400 alunni (con la perdita di un dirigente scolastico, una segreteria e con aumentate difficoltà di gestione), oppure l'accorpamento della scuola media a uno degli istituti dei Comuni limitrofi,

in città 4 sole richieste per l'insegnante unico ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della riforma Gelmini nelle primarie di Pordenone: 4 richieste su 418 pre-iscritti 2009-2010 nei tre circoli didattici. Dati provvisori e ufficiosi, tutti alla verifica a 24 ore dal termine delle iscrizioni di fine febbraio. Le novità emergenti in città: boom delle richieste di 30 ore di lezione settimanale o del tempo pieno nelle ex elementari e liste di attesa nelle scuole dell'

La Scala, Toscanini e Muti Il diario dei ricordi della signora della lirica ( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Vorrei far arrivare al ministro Gelmini una richiesta che mi sta molto a cuore, quella di introdurre nei licei la storia della musica. L'opera è importantissima: serve anche a diffondere l'italiano all'estero. Qualche settimana fa a Stoccolma ho assistito al "Serse" di Haendel che ha il libretto in italiano.

avezzano. sembrava un'allegra gita scolastica. strimpellate alla chitarra, barzellette, ... ( da "Centro, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: oggi con la Gelmini si è pensato solo a tagliare. Si nega la possibilità di fare supplenze a tanti precari. E il voto in condotta? Non è un utile deterrente perché il bullismo si combatte con le lezioni vive, dinamiche, che sanno coinvolgere i ragazzi. La disciplina va mantenuta con il lavoro e le famiglie devono essere più partecipi.

Aula Magna ostaggio dei contestatori per mezz'ora ( da "Giornale.it, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Tremonti in un call centre, Gelmini in fonderia, questa è democrazia», «la privatizzazione è una truffa, l'ermellino sa di muffa» è il contenuto degli striscioni che si sono visti per pochi minuti dagli scranni dell'aula magna, insieme con un drago di cartapesta, azzeccato per la giornata di fine carnevale.

Insulti sui muri e aula magna occupata il rettore sgombra gli ultras con la polizia ( da "Giornale.it, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il movimento studentesco contro la riforma Gelmini, ieri mattina ha cercato di movimentare la cerimonia genovese. Ma il gruppo di manifestanti - qualche decina, compresi i soliti giovani dei centri sociali e i contestatori fuori corso per vocazione - è riuscito nell'opera di disturbo per una mezz'ora soltanto.

Bidelli al metro quadrato ( da "Stampaweb, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini lo gridò già alcuni mesi fa che era uno scandalo. «Ci sono più bidelli che carabinieri», disse. Sono oltre 160 mila in tutt?Italia, uno ogni due classi. «Troppi, anche perché in realtà molti servizi sono svolti da ditte private, dalla mensa, alla pulizia vera e propria», fanno sapere dal ministero.

Nelle segrete stanze che custodiscono la cultura camuna ( da "Giornale di Brescia" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è annunciata la presenza del ministro Mariastella Gelmini e di Vincenzo Gheroldi, curatore dell'allestimento. Per completare il quadro di queste prime attività del Distretto, è da ricordare il bando appena emesso per l'assegnazione di tre borse di studio, da 3mila euro ciascuna, per attività di ricerca inerenti il patrimonio immateriale della Valle.

Stupri: Carfagna, banca Dna e pene speciali a branco ( da "KataWeb News" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ancora una cultura che nega pari diritti e pari dignità alle donne: io sto lavorando con il ministro dell'Istruzione Gelmini perché nelle scuole venga insegnato il rispetto dell'altro sesso e la cultura della non violenza e nei prossimi mesi usciremo con una campagna, su Tv e stampa, per far capire alle donne che quando si subisce qualcosa del genere bisogna denunciare immediatamente.

SCUOLA: ELEMENTARI, 56% FAMIGLIE SCEGLIE 30 ORE ( da "Agi" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dichiara il ministro Mariastella Gelmini, che ricorda come tutti i modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento "e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa". "Il maestro unico di riferimento - afferma - sara' una figura indispensabile per la formazione del bambino cosi' come accade in tutti i paesi europei.

No alla liquidazione della scuola ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: presidio in piazza Vittorio per i maestri della scuola contro la riforma Gelmini. «Stanno liquidando la scuola pubblica statale e calpestando la Costituzione - spiegano dal presidio - vogliono tornare al tempo in cui c'era un unico maestro, ai tempi in cui 40 bambini su 100 non arrivavano alla terza media. Ogni insegnate tornerà così a essere solo di fronte alla classe, alla didattica,

Siede al posto di comando dell'ente che promuove e supporta la sede universitaria vicentina e c... ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini in fondo sta tagliando le università che non producono, che hanno corsi inutili, con bassa frequenza, prive di strutture di ricerca. Insomma, sta riducendo gli sprechi». Il polo universitario vicentino non subirà alcuna ripercussione?

Scuola Il Pd presenta i numeri: 600 mila famiglie non potranno contare sul tempo lungo ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: presentato i numeri significativi del Decreto Gelmini, chiedendo le dimissioni del ministro. In tutto il Veneto saranno 600.000 le famiglie che dovranno confrontarsi con le conseguenze del provvedimento, e 1431 gli insegnanti ai quali non verrà rinnovato il contratto di lavoro per il prossimo anno scolastico: questi i dati messi in luce dalla simulazione del taglio degli organici,

Cordignano Il consiglio comunale di Cordignano chiede, all'unanimità, il tempo... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Pinidello e di Villa di Villa oppure la possibilità di salvaguardare le attuali 35 ore settimanali, a rischio a causa della riforma Gelmini. L'ordine del giorno approvato venerdì sera, sarà inviato ai Presidenti della Repubblica, del Consiglio dei Ministri, della Regione e della Provincia, al Ministro della Pubblica Istruzione e al Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale.

L'ON. DE POLI: NON TOCCATE IL TEMPO LUNGO ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E per colpa di questa nuova legge del Ministro Gelmini che ridimensiona il sistema scolastico con l'avvio del nuovo anno scolastico in Veneto rischiano di scomparire più di mille classi a tempo lungo. Di questo migliaio di classi a tempo lungo, più della metà, circa 550, sono nella Provincia di Padova, e di queste, 149 si trovano nel capoluogo.

Scuola, tutti vogliono il tempo pieno ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che si ripetono puntualmente nei regolamenti di attuazione della riforma Gelmini, che danno la dimensione di quello che succederà. «In una classe - spiega il dirigente Giuseppe Babini - ci sono due insegnanti, per un totale di 44 ore settimanali. L'orario è di 40 ore, così già qui 4 ore saltano; un'altra compresenza è quella della lingua inglese e della religione cattolica,

SCUOLA: GELMINI, PER FAMIGLIE PIU' LIBERTA' SCELTA ORARI ( da "Adnkronos" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA: GELMINI, PER FAMIGLIE PIU' LIBERTA' SCELTA ORARI commenta 0 vota 1 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 01 marzo, ore 14:44

Crisi economia/ Fioroni: Subito ammortizzatori per precari ( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È il minimo che si possa garantire a chi per anni ha lavorato al servizio dell'educazione dei nostri figli. Non è pensabile che il combinato disposto della riforma Gelmini e della manovra finanziaria di Tremonti tolgano ai precari della scuola contemporaneamente la dignità del presente e le prospettive del futuro".

Stupri/ Carfagna: Banca dati Dna e punizioni speciali per ( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ancora una cultura che nega pari diritti e pari dignità alle donne: io sto lavorando con il ministro dell'Istruzione Gelmini perché nelle scuole venga insegnato il rispetto dell'altro sesso e la cultura della non violenza e nei prossimi mesi usciremo con una campagna, su Tv e stampa, per far capire alle donne che quando si subisce qualcosa del genere bisogna denunciare immediatamente.

Scuola/ Scrutini intermedi, pioggia di 5 in condotta ( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini dichiara in una nota: "Dal 2009/2010 dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadroorario più adatto per i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa.

01/03/2009 14:44 SCUOLA: GELMINI, PER FAMIGLIE PIU' LIBERTA' SCELTA ORARI ( da "ITnews.it" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Solo in Italia erano previsti piu' maestri per alunno e da quando e' stata introdotta questa modalita' l'Italia e' scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualita' delle elementari". Lo dichiara in un comunicato stampa il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini.

Scrutini, fioccano i 5 in condotta ( da "Stampaweb, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini dichiara in una nota: «Dal 2009/2010 dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa.

Scuola, pioggia di 5 in condotta. Più insufficienze nelle lingue che in matematica ( da "Adnkronos" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per la prima elementare oltre la metà delle famiglie ha optato per le 30 ore. Per tutti ci sarà il maestro unico. Gelmini: ''Più libertà nella scelta degli orari'' commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 01 marzo, ore 15:49

Scuola/ Aderenti (Lega): Fioroni non puo' parlare per slogan ( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: organico per poi accusare il ministro Gelmini, in modo strumentale, di effettuare tagli". Sul modello delle 30 ore la senatrice del Carroccio sottolinea come "era prevedibile che le famiglie avrebbero optato per questo modello alle prime elementari". E, per quanto riguarda lo standard di qualità, Aderenti spiega come questo non è compito dello Stato: "Quest'

Castelnovo Sotto, la pioggia guasta la festa: annullata l'ultima sfilata del carnevale ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dedicato alla riforma Gelmini mentre la grande rivale dell?Olimpia 2 ha proposto un carro dedicato al territorio con il Po a fare da contorno a simpatici animali come rane, lontre e pesci siluro. La Montagnola e la Girasole Palomar hanno portato in piazza decine di irriverenti pelli rossa e La Fenice ha invece dedicato il suo carro alle note vicende dell?

Scuola: Pantaleo (cgil), bocciata riforma gelmini ( da "KataWeb News" del 01-03-2009)
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Abstract: bocciata riforma gelmini 1 marzo 2009 alle 18:17 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti I dati diffusi dal ministero sulle iscrizioni alla prima elementare dimostrano che "le famiglie chiedono i tempi prolungati e bocciano il maestro prevalente". Questo il giudizio di Mimmo Pantaleo, segretario generale della FlpCgil,


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Aula magna occupata tensione all'Università (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 01-03-2009)

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ANNO ACCADEMICO LA CERIMONIA D'INAUGURAZIONE DISTURBATA DALL'«ONDA» Aula magna occupata tensione all'Università Il Rettore: "Esiste la libertà d'opinione in questo Paese" GENOVA Tormentata inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Genova. Ieri mattina l'aula magna di via Balbi è stata occupata da una cinquantina di studenti, aderenti all'«Onda», per contestare la riforma Gelmini. Armati di fischietti, pentole e striscioni, gli aderenti al movimento hanno costretto Rettore e professori a posticipare l'inizio della cerimonia di una quindicina di minuti. La polizia ha poi sgomberato di peso i manifestanti dall'aula senza tensioni. Il Magnifico Rettore Giacomo Deferrari si è scusato per quello che era accaduto. E ha aggiunto: «Non una cerimonia, non una festa come sostengono i contestatori dell'Onda, ma un momento importante di riflessione e indirizzo per l'università. Sono pochi gli studenti con opinioni molto contestatrici contro il sistema universitario. Ne abbiamo visto una trentina. Gli altri quarantamila studenti hanno opinioni diverse. Quindi la protesta inscenata nell'aula magna per me non è un gran problema». I giovani, allontanati dalla Digos, hanno continuato a disturbare la cerimonia dall'esterno con fischietti e pentole. «Esiste la libertà d'opinione - ha detto Deferrari - e ci chiamiamo università proprio perchè universitas significa luogo dov'è possibile esprimere ogni idee. Se queste sono espresse in modo corretto c'è possibilità di confronto. Sarei stato più preoccupato se gli studenti non fossero stati una minoranza. In più questo numero limitato di studenti ha stretto un'alleanza solo con un gruppo ristretto di precari. Le sfide 2009 dell'Università di Genova saranno il nuovo piano edilizio per le facoltà, i lavori all'Albergo dei Poveri, la modifica del sistema di governo dell'ateneo, l'accorpamento di poli e dipartimenti, la razionalizzazione delle spese e i prepensionamenti. Intendiamo razionalizzare al meglio l'uso degli edifici - ha ribadito Deferrari - eliminando quelli che non servono e valorizzando quelli inutilizzati». Ha proseguito il rettore: «Insieme al governo ridiscuteremo la gestione degli atenei. Punto a consigli d'amministrazione e senati più ristretti, che siano davvero distinti. Prevedendo anche l'impeachment del Rettore. L'Università poi deve accorparsi in cinque poli e 20-30 nuove strutture di didattica e ricerca». La cerimonia si è conclusa con l'intervento del senatore Ignazio Marino che ha detto tra l'altro: «Parlare di riforma dell'Università con il governo Berlusconi mi sembra esagerato. Si tratta solo di tagli a ricerca e istruzione. Francia e Svezia durante la crisi economica aumentano gli investimenti. L'Italia purtroppo no». \

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I politici conoscono il mondo reale? Che va dicendo il governatore della Banca d'Ital... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

I politici conoscono il mondo reale? Che va dicendo il governatore della Banca d'Italia? «Il peggio deve ancora arrivare, l'impatto della crisi sull'occupazione non si è ancora pienamente manifestato, ma si farà sentire a stretto giro con un aumento della cassa integrazione e la perdita di altri posti di lavoro. La crisi colpirà soprattutto le categorie più deboli, quelle meno protette come i precari, i giovani e le famiglie a basso reddito». A quanto pare nessuno ha il tempo e la voglia di ascoltarlo, forse per chè «l'Italia è fatta da tempo, quindi continuano a farsi gli affari loro» (frase riadattata ai tempi nostri, tratta dal libro «I viceré» (1894) di F.De Roberto). Il Pd riparte da Franceschini che dichiara: «Ora si guarda al futuro». La vedo nera perché se ha fallito Veltroni ci vuole riuscire lui che decidevano in simbiosi? Nel contempo Pier Ferdinando Casini mette di fronte all'Udc l'obiettivo di una nuova formazione politica e pensa già al nome: «Il partito della nazione»; sarà una sigla tipo PdN? Ci mancava una nuova confusione. Gli altri partiti sono galvanizzati da esigue percentuali di voto ottenute in crescita, quindi ognuno di loro sta stilando la «lista della spesa» da presentare nella coalizione di appartenenza, con annesse minacce velate di trasmigrazioni. L'opinione pubblica, quindi gli elettori, sono sempre più confusi e privi di bussola. Vaste fasce della popolazione si sentono tradite da tutti i partiti e sono profondamente indignate e frustrate dalle manovre politiche atte ad occupare il tempo per gli affari di partito e propri. Ed ecco il quesito: questa belal gente è corrente di ciò che sta accadendo nel mondo reale? GRAZIELLA ZACCONE LANGUZZI ALESSANDRIA Festa del decennale grazie ai tifosi amici I Supporters 1999 Alessandria ringraziano di cuore tutti coloro che hanno partecipato alla festa del Decennale svoltasi al RistoPub Wild Cats. In particolar modo, vogliamo ringraziare i gruppi della Nord e le tifoserie amiche (Viareggio e Genoa) per aver presenziato a questa importantissima festa del nostro gruppo. Dopo questo appuntamento svoltosi perfettamente, non possiamo non guardare al nostro futuro con fiducia per proseguire l'avventura iniziata dieci anni fa e che ci ha portato a «macinare» oltre 55.000 chilometri per amore della maglia grigia! Grazie a tutti e appuntamento come sempre in Gradinata Nord e in ogni stadio solcato dal mitico Orso Grigio! DIRETTIVO SUPPORTERS 1999 ALESSANDRIA Gli studenti pendolari vanno agevolati Il furto del telefonino avvenuto alla stazione di Alessandria ai danni dello studente in attesa del treno per rientrare a Tortona porta alla ribalta il problema orari-scuola e trasporti. L'uscita anticipata su richiesta firmata dei genitori è un modo accettabile per evitar che i ragazzi restino ore e ore in giro con tutti i pericoli che ne conseguono. Il Ministro Gelmini ha detto che è d'accordo su un orario «logico» 8,20-12,20. Va bene per tutti e mettendo i mezzi di trasporto con gli orari giusti lo studente avrebbe la possibilità di rientrare a casa con tutta tranquillità. Il Ministro ha anche detto che i Presidi hanno il dovere di rilasciare il permesso di uscita anticipata, se motivato e se rientra nei 10 minuti. FRANCO MUTTI TORTONA La multa al mendicante Per la prima volta, ho visto multare un mendicante. Pensavo che la propaganda messa in atto a tal proposito dal sindaco fosse solo una delle tante favole raccontate al suo popolo votante. Invece mi sono dovuto ricredere! Esiste davvero qualche vigile urbano che invece di fare contravvenzioni alle auto in divieto di sosta cerca gli indigenti per multarli! Nello specifico, mentre il tutore della legge infliggeva l'ammenda al pericoloso barbone, a meno di 200 metri, sulle strisce pedonali di piazza della libertà angolo Via dei Martiri, due auto con conducente (disinteressato) a bordo stanziavano comodamente impedendo il passaggio ai pedoni e costringendoli ad inutili peripezie! Potremmo riunirci in gran numero davanti al Comune, seduti in terra, a mendicare. Chissà se ci multerebbero tutti quanti! ROBERTO CRISPINO ALESSANDRIA

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Contro il maestro unico 2mila famiglie firmano la petizione di Buonascuola (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

LA PROTESTA Contro il maestro unico 2mila famiglie firmano la petizione di Buonascuola In poche settimane duemila famiglie si sono espresse a favore della scuola attuale. E' un modello che continua a piacere. E' questo il risultato di una mobilitazione dei genitori per mantenere la scuola a modulo con tre insegnanti e a tempo pieno con le ore di compresenza (sono ore in cui in aula sono presenti più insegnanti in modo da poter svolgere anche attività di recupero o consolidamento). Un solo circolo di Carpi, il III, ha raccolto 624 moduli firmati con i quali si esprime la preferenza per la scuola così com'è, senza le novità introdotte dal decreto Gelmini. Solamente nelle scuole di Carpi, in poco tempo, è stato raccolto il 52% di richieste per la scuola attuale. «Visto che il target della raccolta firme era composto solo da genitori con bambini dai 5 ai 9 anni delle scuole pubbliche statali dei tre Comuni (Carpi, Soliera e Campogalliano) - sottolinea il coordinamento Buona Scuola Carpi - l'aver raccolto il 52% delle domande complessive rappresenta un dato significativo, accresciuto dal fatto che il coordinamento ha potuto contare solo sulla collaborazione volontaria di rappresentanti e genitori». Si tratta infatti di un movimento spontaneo e basato sull'impegno di volontari. Solo nelle ultime settimane il coordinamento Buona Scuola di Carpi, formato da genitori e anche da insegnanti, ha raccolto quasi duemila richieste di famiglie che per il prossimo anno preferiscono l'assetto organizzativo attuale. Insomma «la maggioranza dei genitori di Carpi, Soliera e Campogalliano è contraria alla riforma Gelmini». Nei primi giorni di marzo, inoltre, i moduli raccolti saranno protocollati dalle segreterie delle scuole di appartenenza per rendere ufficiali le iscrizioni e le riconferme. Le richieste saranno portate al Provveditorato Regionale. In foto: genitori davanti alle Collodi. (dlc)

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Elementari, a rischio la prima (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Elementari, a rischio la prima Soave: 8 iscritti, ne servono 15. Soluzioni al vaglio GIOVANNI BENVENUTI PORTO MANTOVANO (Soave). Col nuovo anno scolastico la prima classe elementare di Soave è fortemente a rischio. Anzi, oggi come oggi non si può proprio costituire perchè le iscrizioni sono solo 8 e la nuova legge Gelmini prevede che siano formate da almeno 15 bambini. Il problema, è vero, si pone solo per quest'anno e non per quelli successivi, ma chiudere una classe adesso potrebbe voler dire creare i presupposti per cancellare in breve l'intero plesso scolastico. Ecco perchè i genitori degli otto bambini già iscritto alla classe prima della frazione di Soave sono sul piede di guerra. Stanno alzando le barricate a difesa sia della classe d'avvio del percorso scolastico che della scuola stessa. Si oppongono con tutte le loro forze alla eventualità di trasferire i figlioletti a S. Antonio o Marmirolo. L'unica via d'uscita - come ha sottolineato ieri la vice preside dell'Istituto Comprensivo di Porto Mantovano - è quella di trovare la disponibilità di un gruppetto di genitori di S. Antonio di trasferire i loro figli alla scuola di Soave. In questo caso il Comune di Porto assicurerebbe tutta la disponibilità nel mettere a disposizione un pullmino con tanto di autista per il servizio di trasporto a suo carico in modo da salvare la prima classe di quella scuola e il futuro della scuola stessa. A tal proposito è stato fissato un incontro per martedì tra i genitori dei remigini dei due centri al quale parteciperanno il dirigente del Comprensivo, i suoi più stretti collaboratori e i responsabili dell'amministrazione comunale, nella speranza di poter trovare un punto d'incontro e quindi una soluzione. Soluzione ad un problema delicatissimo che altrimenti non avrebbe, purtroppo sbocchi, perchè la legge Gelmini è tassativa in materia e non concede deroghe per cui servono assolutamente quindici bambini per poter formare la prima classe.

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i genitori bocciano il maestro unico - ottavia giustetti stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Torino I genitori bocciano il maestro unico Boom del tempo pieno: in pochi scelgono il modulo delle 24 ore Alla chiusura delle iscrizioni per le elementari scarse richieste per il modello Gelmini OTTAVIA GIUSTETTI STEFANO PAROLA Le iscrizioni alle scuole elementari si sono chiuse ieri e presto arriveranno le prime statistiche. Ma basta ascoltare qualche dirigente scolastico per arrivare a una prima, incontrovertibile, sentenza: i genitori torinesi hanno evitato in massa di scegliere il modello che prevede 24 ore settimanali, quello su cui il ministro all´Istruzione Maria Stella Gelmini conta per ridurre in maniera sostanziosa i costi della scuola pubblica italiana. In altre parole, Torino ha bocciato il maestro unico. Certo, dalla città in cui è nato il tempo pieno era un risultato prevedibile. Ma dalle prime impressioni sembra proprio che a scegliere le "24 ore" sia stata una manciata di genitori o poco più. «Il sentore generale - spiega Nunzia Del Vento, presidente dell´associazione di presidi Asapi e dirigente della scuola Gabelli - è che la richiesta di 24 ore è stata minima. Su nove istituti della Circoscrizione 6, a sceglierle saranno state si e no tre famiglie, così come sono diminuiti gli alunni per i quali sono stati chiesti i modelli a 27 o a 30 ore. è invece aumentata moltissimo la richiesta di tempo pieno. Nella mia scuola, su 130 nuovi iscritti lo hanno scelto tutti, tranne due famiglie che hanno richiesto le 30 ore». Ora la presidente Asapi è preoccupata: «Per assurdo, questa grande richiesta rischia di smontare davvero il tempo pieno, perché per esigenza potremmo essere costretti a rinunciare a tutte le compresenze». Altra zona, altra scuola, stesso risultato. Anche al circolo didattico Franca Mazzarello, quartiere Mirafiori Nord, il tempo-scuola a 40 ore ha ottenuto un plebiscito: «Tutti i 120 iscritti alle elementari - anticipa la dirigente Maria Angela Bucci - hanno richiesto il tempo pieno. Solo un genitore ha espresso la preferenza per le 30 ore, ma ha già detto che nel caso in cui non fosse possibile attivare una classe di questo tipo accetterà comunque le 40 ore». E neppure nella cintura di Torino le cose cambiano. Ad esempio, al Quarto circolo didattico di Moncalieri in 12 hanno chiesto il modello a 30 ore, tutti gli altri 82 si sono riversati sul tempo pieno. E con 12 alunni sarà difficile offrire ai genitori una classe, visto che le tabelle ministeriali prevedono un minimo di 15 studenti per classe. «Nella mia scuola nessuno ha chiesto le 24 ore e da quello che sento in giro le richieste sono pochissime. Tra le elementari della mia zona ho saputo solo della Casalegno, che ha 4-5 iscritti che hanno optato per quel modello», afferma Nicola Puttilli, a capo della scuola Mazzini di corso Orbassano, nonché presidente regionale dell´Andis, altra associazione di dirigenti scolastici. Puttilli racconta che nessuna delle 110 domande che gli sono arrivate richiede i modelli a 24 e a 27 ore, mentre quasi tutte chiedono il tempo pieno, a parte 18 che vorrebbero le 30 ore: «In quest´ultimo caso, però - continua il dirigente della Mazzini - tutti hanno segnalato la volontà di avere anche la mensa. è un bel problema, perché nel modulo di iscrizione non è prevista, così come l´opzione non è presente sui moduli che dobbiamo inviare all´Ufficio scolastico provinciale. Senza il servizio ristorazione i genitori dovranno attrezzarsi per far tornare i figli a scuola per i rientri pomeridiani. Come? Immagino con baby sitter o con servizi coperti da cooperative. Oppure, semplicemente, scegliendo a loro volta il tempo pieno».

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cinque in condotta a 400 studenti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo Cinque in condotta a 400 studenti Cinque in condotta per quattrocento studenti palermitani. Altri 1.700 rischiano la bocciatura per le numerose assenze. Insufficienze presenti nell´80 per cento delle pagelle del primo quadrimestre, sulle quali pesa l´effetto Gelmini. Bullismo in crescita: all´Iti Volta boom di punizioni. Uno studente bengalese picchiato dai compagni. SALVO INTRAVAIA A PAGINA IV

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cinque in condotta a 400 studenti - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Palermo Cinque in condotta a 400 studenti Effetto Gelmini sui voti del primo quadrimestre. Stangata nei tecnici Ottanta su cento hanno insufficienze In 1.700 rischiano la bocciatura per le numerose assenze SALVO INTRAVAIA Quasi sei studenti palermitani su cento rischiano di perdere l´anno per la condotta o per le assenze. E oltre tre ragazzi su quattro hanno rimediato una o più insufficienze che dovranno recuperare prima della fine dell´anno scolastico se non vorranno passare l´estate sui libri. Ecco i risultati degli scrutini del primo quadrimestre nelle scuole superiori della città. L´inasprimento delle regole voluto due anni fa dall´allora ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, che ha reintrodotto gli esami di riparazione, e ora dal suo successore Mariastella Gelmini, che ha ripristinato la bocciatura con il cinque in condotta, ha messo alle strette gli studenti delle superiori. Ma loro al momento non sembrano troppo preoccupati. Sono i numeri a parlare. Secondo i primi dati, quasi 81 studenti su cento hanno collezionato agli scrutini del primo quadrimestre una o più insufficienze. La maglia nera spetta agli istituti tecnici, dove soltanto l´8 per cento dei ragazzi vanta una pagella senza neppure un´insufficienza. I più bravi sono gli studenti dei licei, dove coloro che devono recuperare in una o più discipline sono 74 su cento. In media, gli oltre 45 mila studenti delle scuole cittadine hanno rimediato quattro insufficienze a testa. Un bel fardello (180 mila debiti singoli in totale) sia per le scuole che devono organizzare i corsi di recupero sia per i ragazzi che devono risalire la china. Ma la grande novità di quest´anno è costituita dal cinque in condotta introdotto dalla Gelmini. Sono quasi 400 i malcapitati che i professori hanno considerato un po´ troppo vivaci, appioppando loro un´insufficienza in condotta che li porterà dritto alla bocciatura se non ci sarà stato un cambio di rotta. Il grosso si registra negli istituti tecnici e professionali, che hanno registrato rispettivamente 16 e 24 studenti "irrequieti" su mille. Ma la valutazione intermedia mette in luce anche un altro fenomeno: 1.700 studenti risultano "non classificati" per l´eccessivo numero di assenze. Quasi tutti andranno a ingrossare i numeri della dispersione scolastica, perché è molto probabile che a giugno risulteranno bocciati. Anche per la maggior parte dei ragazzi che hanno seguito le lezioni è tempo di bilanci. Latino e Greco rappresentano le autentiche bestie nere per gli studenti del liceo classico. Quasi metà degli iscritti ha rimediato un´insufficienza in una di queste due materie, parecchi in entrambe. Lo scoglio per gli studenti dei licei scientifici è invece la Matematica. Sono oltre metà (il 52 per cento) coloro che non riusciti a raggiungere la sufficienza. Negli istituti tecnici le cose cambiano: due ragazzi su tre dovranno darsi da fare con l´Italiano e la Matematica se vorranno passare l´estate tranquilli. Ora la palla passa alle scuole, che dovranno avviare i corsi di recupero con risorse limitate. Per questa ragione alcuni istituti preferiscono organizzare i corsi pomeridiani soltanto per le materie più importanti, mentre altri faranno una pausa nelle lezioni per dare la possibilità ai ragazzi di seguire i corsi di recupero di mattina. All´istituto professionale Ascione, a Borgo Nuovo, si faranno tutte e due le cose. «Dal 2 al 16 marzo - dice il preside Gaetano Bonaccorso - si svolgeranno attività di recupero e approfondimento. Successivamente, nelle discipline in cui si registra il maggior numero di insufficienze, organizzeremo corsi di recupero pomeridiani».

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la scuola dei duri botte in classe e insulti ai prof (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Palermo Il racconto All´Iti Volta record di punizioni La scuola dei duri botte in classe e insulti ai prof «Rieduchiamo punendo», dice Roberto Tripodi, preside dell´istituto tecnico industriale Alessandro Volta, a Settecannoli. è la logica del bastone e della carota applicata alla scuola dopo che il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha ripristinato l´insufficienza in condotta. Al Volta i ragazzi che rischiano la bocciatura per il solo comportamento sono una ventina. La punizione, secondo la normativa vigente, deve avere valore educativo, ma alcuni comportamenti evidentemente non possono passare inosservati: ecco perché i professori hanno appioppato svariati cinque in condotta. Ma di quali colpe si sono macchiati gli studenti del Volta? «In genere si tratta di atti di violenza, furti o atti vandalici», racconta Tripodi, uno di quei presidi che certo non le mandano a dire ai ragazzi. Dallo scorso anno è lui stesso che appioppa multe agli alunni che vengono sorpresi a fumare nei corridoi o in bagno. «I professori hanno attribuito cinque in condotta a coloro che sono stati sospesi più di una volta nel corso del quadrimestre», spiega. E racconta qualcuno degli episodi che hanno fatto scattare il pugno di ferro. Nel bel mezzo dell´ora di Educazione fisica, mentre la classe era intenta a giocare a ping pong, un ragazzo tira una racchetta in faccia al compagno facendogli saltare due incisivi. «Il ragazzo - ricorda il preside - è finito in ospedale. E anche se più tardi il compagno ha chiesto scusa sia a lui sia alla famiglia, la punizione è stata necessaria. Simili atti di violenza non sono tollerabili». In un altro caso un ragazzo ha lanciato un banco al compagno facendogli saltare due denti. Poi ci sono i furti all´interno delle classi. «Alcuni ragazzi rubano telefonini o libri», dice Tripodi. E quando si riesce a scoprire il colpevole scatta la sospensione. E che dire di quegli studenti che perdono il controllo e vanno in escandescenze gridando parolacce al professore? Anche in questi casi scatta la punizione. Un primo effetto il decreto sembra averlo prodotto: «Gli atti di vandalismo sono diminuiti drasticamente», dice Tripodi. s. i.

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bocciato il maestro unico quasi nessuno vuole le 24 ore - giorgio cecchetti (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 15 - Cronaca Bocciato il maestro unico quasi nessuno vuole le 24 ore GIORGIO CECCHETTI I genitori veneziani bocciano Maria Stella Gemini o, almeno, la sua riforma della scuola e in particolare il maestro unico alle elementari. Nessun volantino, nessun corteo o protesta, ma ancor peggio: sono i numeri a parlare. Ieri era l'ultimo giorno di iscrizioni e in poche ore alcuni dirigenti hanno già potuto fare un primo bilancio: al Lido, nei cinque plessi della scuola primaria, nessuno ha chiesto le 24 ore settimanali proposte dal ministro e neppure le 27 ore, tutti si sono indirizzati al tempo pieno e alle 30 ore. In centro storico mancano ancora i dati definitivi del circolo San Girolamo, che comunque da un primo esame non appaiono sostanzialmente differenti dalle richieste dei genitori che hanno iscritto i figli al circolo Diaz: nei quattro plessi soltanto due famiglie hanno chiesto le 24 ore, quattro le 27, tutti gli altri si dividono tra tempo pieno con 40 ore e 30 ore. A conferma di questa tendenza altri dati. A Marghera, ad esempio, su 130 iscritti alla prima elementare nessuno ha chiesto le 24 ore, una famiglia soltanto le 27, tutti gli altri tempo pieno o 30 ore. E se questo non bastasse, il Tg1, ieri nell'edizione di metà giornata, ha reso noto il risultato di un sondaggio effettuato su un campione di genitori: il 75 per cento avrebbe chiesto il tempo pieno, quasi il 18 le 30 ore, poco meno del 2 per cento le 24, il resto le 27 ore. Questi i dati disaggregati del centro storico e del Lido. Circolo Diaz: su 124 iscritti 86 genitori hanno chiesto le 30 ore (il modello che ora si chiama a modulo), 34 il tempo pieno con 40 ore, quattro 27 e infine due 24 ore. Al Lido invece, su 143 iscritti 93 hanno chiesto il tempo pieno e 53 le 30 ore. Nessuna richiesta per i modelli con orario scolastico settimanale inferiore. Negli istituti dove la richiesta di tempo pieno è aumentata, come sembra dai primi dati, i dirigenti scolastici saranno costretti a gestire una situazione difficile: il ministro, nonostante i proclami televisivi in cui ha affermato che tutti coloro che chiederanno il tempo pieno lo avranno, nelle circolari attuative ha scritto che non verranno concessi in organico insegnanti in più in caso le richieste di tempo pieno aumentino. Che cosa accadrà? Per quelle classi, nonostante le richieste dei genitori e le promesse della Gelmini, il ministero concederà un solo insegnante per 22 ore. Le altre 18 ore dovranno essere coperte da altri insegnanti che due ore ognuno - il contratto prevede 24 ore - dovranno coprire ciò che manca e, paradossalmente, i bambini rischiano così di avere addirittura più dei due insegnanti che adesso gestiscono il tempo pieno. Lo stesso potrebbe accadere per quelli che hanno scelto le 30 ore: 22 con il maestro prevalente le altre otto con altri tre o quattro insegnanti. Per spiegare lo sconvolgimento della scuola elementare, un mese fa, il dirigente del circolo Diaz Riccardo Carlon ha spedito a tutti i genitori in cui afferma addirittura che è il diritto allo studio ad essere messo in discussione, oltre alla continutà didattica. Si è mossa anche l'assessore comunale alle Politiche educative Anna Maria Miraglia, che ha presentato, per farlo approvare, un ordine del giorno al Consiglio comunale in cui si chiede maggior attenzione da parte dello Stato e della Regione. Nel documento si descrive prima di tutto il disagio delle famiglie nella scelta del tempo scuola perchè gli stessi dirigenti scolastici non sono in grado di assicurare quali modelli organizzativi e temporali potranno essere garantiti. Tutto questo a causa dei tagli agli organici e ai finanziamenti (87 mila docenti in meno e 7 miliardi di euro in tre anni) e conseguentemente al tempo scuola. L'ordine del giorno sostiene che la scelta del maestro unico produrrà un'impoverimento della didattica perchè mancherà il confronto tra i docenti e anche perchè non saranno più possibili laboratori e uscite. «Il Comune farà quello che può - ha spiegato l'assessore Miraglia - ma vogliamo chiedere allo Stato e alla Regione un impegno maggiore in modo che la scuola primaria italiana, giudicata tra le migliori a livello europeo, non subisca un degrado».

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tempo pieno, genitori anti-gelmini (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

PROTESTA A MOGLIALO Tempo pieno, genitori anti-Gelmini MOGLIANO. Genitori «disobbedienti» per salvare il tempo pieno, larga adesione alla proposta del secondo circolo didattico di Mogliano. Si sono chiusi ieri i termini di iscrizione degli alunni al prossimo anno e, per scongiurare i tagli sull'orario molti genitori hanno ignorato i vincoli della riforma Gelmini, chiedendo la conferma dell'orario ai sensi di legge. L'iniziativa era stata lanciata dal Consiglio del secondo circolo (Verdi, Valeri, Frank e Polo): «La nostra mobilitazione ha ottenuto l'effetto desiderato - spiega il presidente Pietro Scomparin - la quasi totalità dei genitori ha iscritto i propri figli per il prossimo anno richiedendo lo stesso orario di scuola degli anni precedenti». Tali richieste sono in difformità a quanto previsto dalle circolari ministeriali. La riforma prevede un orario di 24 o 27 ore settimanali contro le 33 attuali, ma stabilisce comunque che ogni famiglia possa scegliere il tempo scuola che preferisce. Su questo hanno giocato i genitori moglianesi: «Non abbiamo considerato vincolanti le circolari ministeriali in quanto non suffragate da una legge dello Stato - continua Scomparin - e abbiamo approvato una delibera che stabilisce la possibilità di garantire anche per il prossimo anno l'attuale tempo scuola, questi orari si sono conquistati negli anni a fronte delle richieste delle famiglie nelle quali entrambi i genitori lavorano». «Ci auguriamo che in tutti i plessi si sia raggiunta la soglia minima dei 15 iscritti per le prime classi - conclude Scomparin - le famiglie sono sempre più sole con i loro problemi, alla faccia di tutte le forze politiche che dicono di mettere al centro della loro azione la famiglia». (m.ma.)

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g8, an chiede spiegazioni a roma (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Lucca G8, An chiede spiegazioni a Roma Interpellerà i parlamentari per avere chiarimenti sul trasferimento Sichi (Rifondazione) attacca: «Ma dov'erano gli onorevoli del Pdl quando il governo decideva all'insaputa di tutti di spostare l'appuntamento internazionale da Lucca alla Brianza?» LUCCA. Domani o martedì al più tardi An si metterà in contatto con i parlamentari romani. Giuliana Baudone, in persona - sia come consigliere comunale di Lucca che come consigliere regionale della Toscana - chiederà spiegazioni ai vertici del partito sulle ragioni che hanno portato il governo a trasferire il G8 della Scienza da palazzo Ducale a Lesmo. Neppure il centrodestra capisce perché a Lucca sia stato preferito un comune da poche migliaia di abitanti nel cuore della Brianza. A sorpresa, infatti, l'evento internazionale è stato spostato non solo nel comune che confina con Arcore e Macherio (i luoghi di residenza del premier), ma addirittura nella villa che Fininvest ha acquistato da Unicredit per 35 milioni, allo scopo di creare (in prima battuta) l'università del libero pensiero e oggi (che il progetto dell'ateneo sembra tramontato) per creare un centro di alta specializzazione post-universitaria oltre che un centro per meeting di livello internazionale. Il primo dei quali, appunto, dovrebbe essere il G8 della Scienza cancellato a Lucca. «Considerando l'attenzione che da sempre il ministro Altero Matteoli ha per la Toscana - osserva Giuliana Baudone - è nostra volontà capire quali siano le ragioni che hanno portato al trasferimento di questo appuntamento importante. Una spiegazione è doverosa alla città che ci chiede come mai abbiamo perso il G8 della Scienza». La domanda - insiste Alessandro Tambellini consigliere comunale del Pd - è legittima soprattutto se si considera che Lucca, «comune amministrato dal centrodestra nel cuore della rossa Toscana - dovrebbe essere al centro dell'attenzione del Pdl. Invece, neppure il fatto che Lucca abbia una giunta di centrodestra basta a evitare lo scippo di un evento che per noi sarebbe stato importante. E il fatto ancora più grave è che la città viene impoverita perché il grande capo (Silvio Berlusconi, ndr) vuole il G8 della Scienza nella sua villa di Lesmo. Di fronte a questi episodi ho deciso di non inquietarmi più, anche perché purtroppo sono lo specchio dell'Italia di oggi. Nutro, però, la speranza che la situazione cambi». Se questo accadrà - evidenzia Tambellini - «allora avremo di nuovo l'opportunità di ospitare grandi eventi che se organizzati bene possono gettare semi per far nascere esperienze scientifiche, tecnologiche sul territorio, magari collegate anche all'occupazione. Questi eventi internazionali sono importanti perché possono mostrarci che cosa faccia l'innovazione applicata alla tecnologia. Senza questo collegamento concreto, sennò, i discorsi sull'innovazione, sulla formazione, sul ritorno territoriale dei meeting G8 restano vuoti». Anche per Antonio Sichi, capogruppo di Rc in consiglio comunale, c'è solo da sperare in nuovi appuntamenti, visto che il G8 della Scienza ormai è perduto. «Dopo le promesse - commenta Sichi - arriva la beffa. Il G8 della scienza viene spostato senza che nessuno, apparentemente, ne sappia nulla, da Lucca in Brianza. Ora tutti si rendono conto dello smacco subito e tentano, in fretta e furia, di correre ai ripari. Il sindaco con una comunicazione urgente al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini; i deputati locali con interrogazioni al Parlamento. Ma dove erano i politici del Pdl quando si decideva il cambio della sede del G8 della scienza e si riteneva Lucca non meritevole della scelta precedentemente fatta? Come sempre è più facile fare propaganda che rispondere ai problemi del territorio che ci ha eletti. Criticare la Regione e la Provincia per inefficienza, e sottacere ai voleri superiori quando è la nostra parte politica a decidere, è più facile. Non ho sentito alcuna voce fuori dal coro di quelle che contano a Roma e che nel fine settimana tornano a Lucca a curare il proprio seggio». E così il G8 se ne va da Lucca in Brianza senza grandi proteste. I.B.

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scuola, quattromila cattedre in meno il pd veneto: la gelmini si dimetta (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Regione Scuola, quattromila cattedre in meno Il Pd veneto: la Gelmini si dimetta PADOVA. Quattromila cattedre tagliate nell'arco di due anni. Il nove per cento degli insegnanti verrà congedato dalla scuola. Addio al tempo lungo, alla continuità didattica, alle gite scolastiche, agli investimenti sugli edifici. Accorpamenti delle classi con un'impennata del numero di alunni costretti a stringersi tra i banchi. Il Pd dipinge un ritratto a tinte fosche del futuro prossimo della scuola veneta. Al grido di «No al maestro unico, sì al maestro bravo» chiedono le dimissioni del ministro della Pubblica istruzione Maristella Gelmini, secondo il Pd origine di tutti i mali presenti e futuri della scuola. Maria Pia Garavaglia (nella foto), senatore del Pd, ed Andrea Ferrazzi, responsabile Formazione del Pd Veneto, snocciolano dati, invitano a scendere in piazza e a diffidare da quanti prima lodavano la riforma come panacea per i mali della scuola e ora sposano la protesta. «Dovremo dire addio al tempo prolungato», commenta Garavaglia e aggiunge: «Oggi (ieri, ndr) si chiudono le iscrizioni scolastiche e presto migliaia di famiglie venete avranno bruttissime sorprese. Non otterranno per i propri figli l'orario scolastico richiesto, soprattutto alle elementari. La possibilità di attivare classi a tempo prolungato è infatti condizionata, così come stabiliscono i decreti attuativi della Legge Gelmini, dalla disponibilità degli organici. E questi subiranno pesantissimi tagli». I dati forniti dalla Cgil per l'anno scolastico 2009/2010 sono ancora più allarmanti: nella scuola elementare veneta prevedono 1.500 insegnanti in meno, 1.200 in meno nella scuola media, 800 nella superiore: un calo complessivo di 3.500 docenti in un solo anno. «La riforma Moratti - sottolinea Garavaglia - aveva presto una riduzione di 350 insegnanti in tre anni». «Tutto quello che abbiamo paventato lo scorso autunno oggi sta vedendo la luce - denuncia Ferrazzi -. I tagli indiscriminati al settore scolastico metteranno le famiglie del Veneto in grandissima difficoltà». Secondo il Pd veneto ci saranno, inoltre, più bambini in classe (fino a 27 alle elementari, fino a 29 all'asilo), arriverà il maestro tuttologo che dovrà conoscere 11 materie, gli alunni dovranno dire addio alle visite d'istruzione (per legge sono possibili con un insegnante ogni 15 bambini) e salterà la continuità didattica: i tagli costringeranno al cambio d'insegnante in corso d'opera. (Fabiana Pesci)

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Giocare con la storia, studenti e insegnanti a lezione (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Attività, laboratori e un convegno per riscoprire l'importanza del gioco nella didattica. A partire da mercoledì Giocare con la storia, studenti e insegnanti a lezione PAVIA. Capire la rivoluzione industriale o i problemi per governare una città antica con un gioco invece che con una lezione frontale, divertendosi mentre si impara, non è un'utopia da paese dei balocchi: i giochi didattici ormai sono diffusi dalle scuole primarie ai master. Pavia giocherà la storia, insegnerà ai professori di trenta scuole medie e superiori della provincia come fare per sfruttare al meglio questo strumento, e ospiterà un convegno internazionale. «Pavia gioca la storia» è organizzata dal laboratorio di Didattica della storia della Silsis di Pavia, la scuola di specializzazione per docenti chiusa dalla riforma Gelmini, in collaborazione con il Comune di Pavia e la scuola media Casorati, oltre alla rivista Mudus e le edizioni La Meridiana, per dimostrare che la Silsis ha lavorato bene e portato a casa ottimi risultati. Da mercoledì 4 marzo gli studenti della Silsis - che hanno inventato il gioco «Il commercio nella Pavia Medievale» - faranno giocare oltre 30 classi della provincia. Il 4 pomeriggio saranno i docenti a studiare la didattica del gioco applicata a storia e filosofia e il 5 si inaugurerà il convegno internazionale di studi sul gioco didattico per matematica, storia, scienze, geografia, con esperti nazionali e internazionali che, il giorno seguente, replicheranno a Modena. Ma che ruolo può avere il gioco a scuola? Risponde Antonio Brusa, docente Silsis e membro del comitato scientifico del convegno: «Dal secondo dopoguerra in poi il gioco come strumento didattico è stato molto studiato. I vantaggi sono quello di imparare divertendosi e di riuscire a trasmettere più facilmente una complessità che scritta sui libri di testo rischia di scivolare sugli studenti senza lasciare tracce». Il problema sono le resistenze da parte di tanti docenti, che lo vivono come una perdita di tempo quando invece, continua Brusa, «fa guadagnare tempo perché permette di far sedimentare le conoscenze che vengono acquisite giocando». Le resistenze si incontrano perché il docente deve diventare anche animatore. E per condurre un gioco è necessario conoscere l'argomento a menadito perché «stimola l'iniziativa e apre interrogativi che, spesso, con la lezione frontale non vengono posti».

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università, lo schiaffo dell'onda (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Genova Dura contestazione all´inaugurazione dell´Anno accademico. Nel mirino la riforma Gelmini e i privati nell´Ateneo Università, lo schiaffo dell´Onda Assedio all´Aula Magna, fischietti e pentole "oscurano" la cerimonia Inaugurazione dell´anno accademico con polemiche. La protesta dell´Onda, con gli studenti armati di fischietti, pentole e striscioni, ha costretto gli organizzatori a posticipare l´inizio della cerimonia. La polizia ha sgomberato di peso i manifestanti dall´aula. Il rettore Giacomo Deferrari ha preso subito la parola «chiedendo scusa per la tormentata inaugurazione. Non una cerimonia, non una festa come sostengono i contestatori dell´Onda, ma un momento importante di riflessione e indirizzo per l´università». NIRI ALLE PAGINE II E III

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i sindaci del veneto strangolati dal patto di stabilità di tremonti - albino salmaso (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 21 - Cronaca «I sindaci del Veneto strangolati dal patto di stabilità di Tremonti» Il 4 marzo depositati gli emendamenti alla riforma Calderoli Il Nord ha grandi aspettative, basta coi regali a Palermo ALBINO SALMASO Il federalismo? «In aula il 4 marzo presenteremo gli emendamenti, ma la vera emergenza si chiama bilanci dei Comuni e nella fase transitoria il 20% dell'Irpef va lasciato ai sindaci, che oggi sono strangolati del patto di stabilità imposto da Tremonti». Le primarie? «Vanno fatte per scegliere i candidati sindaci e i presidenti di Provincia del Pd: sono previste dallo statuto». Margherita Miotto ha attraversato molte stagioni della politica: nel 1992 con Rosy Bindi ha demolito la Dc dorotea travolta da tangentopoli e fatto nascere il Ppi con Martinazzoli. E nel 1996 ha aderito all'Ulivo, schierandosi a fianco di Romano Prodi. Ex assessore veneto alla Sanità, eletta deputato nel 2008, qualche giorno fa è entrata nella stanza dei bottoni del Pd: Dario Franceschini le ha affidato la responsabilità delle Regioni. Onorevole Miotto, tre mesi per vincere una sfida impossibile e rimontare dal 24 al 30%? «Abbiamo 88 giorni per cancellare la grande delusione: il Pd è partito molto bene, poi si è bloccato per dei risultati elettorali non soddisfacenti. In Sardegna abbiamo perso con un ottimo presidente, Renato Soru, che è stato sfiduciato dalla sua maggioranza. In Abruzzo invece la questione morale è stata devastante e poi sono arrivate le dimissioni di Veltroni, del tutto inattese». Veltroni ha mollato perché non ce le faceva più a reggere psicologicamente e politicamente... «Veltroni si è dimesso per dare una scossa al Pd, ma aveva il dovere di spiegare e di mettere ai voti il suo addio in direzione. Io le avrei respinte le sue dimissioni e credo anche la larghissima maggioranza del Pd. Invece se n'è andato con una conferenza stampa e abbiamo rischiato grosso la settimana scorsa. Per fortuna l'assemblea costituente composta da 2800 persone ha dato un mandato nettissimo a Dario Franceschini che guiderà il partito fino al congresso di ottobre». Franceschini ha ricompattato il Pd che però non sembra attrezzato a contrastare il Pdl in Parlamento con un'opposizione efficace. Come mai? «Credo che in questi tre mesi il Pd saprà organizzare una opposizione durissima su quattro fronti: la crisi economica, la sicurezza, il decreto sulle intercettazioni telefoniche e il federalismo fiscale». Partiamo dalla crisi. «Appare evidente che le misure adottate dal governo sono inadeguate a fronteggiare la crisi economica, soprattutto se confrontate con quelle di Francia, Germania e Inghilterra. In Veneto c'è una situazione particolare perché le piccole imprese con meno di 15 dipendenti stanno licenziando e ai dipendenti non è riconosciuta la Cig. L'attacco alle famiglie è pesantissimo, basti pensare alla scuola coi tagli del tempo prolungato. Ora Pdl e Udc hanno capito quali disastri abbia prodotto la riforma Gelmini, speriamo di poterla bloccare, ma non è possibile che la scelta del tipo di scuola sia una sorta di lotteria con le famiglie chiamate ad esprimere 4 opzioni». Passiamo al federalismo: inizia la battaglia degli emendamenti? «Entro il 4 marzo dovranno essere depositati in commissione e Franceschini ha già avviato col caso Malpensa la riscossa del Pd al Nord. Il federalismo fiscale è la questione centrale e il testo uscito dal Senato è assai lontano da quello iniziale con cui il Pdl ha vinto le elezioni: Bossi e Berlusconi volevano lasciare alle Regioni l'80% del gettito Irpef e Iva». Invece com'è finita? «Il testo approvato al Senato è in sintonia con le riforme del governo Prodi. Siamo stati noi a cambiare il titolo V della Costituzione e a introdurre l'articolo 119, ad accogliere le proposte delle Regioni e il terzo comma dell'articolo 116 sul federalismo a geometria variabile nasce da un emendamento di Giancarlo Bressa. Galan ha potuto disporre di molte deleghe e non le ha mai utilizzate». La novità del ddl Calderoli sta in due parole: passaggio dalla spesa storica al costo standard. Lei che ne pensa? «Che il federalismo dovrà garantire risorse adeguate alle regioni e ai comuni e solo con i decreti attuativi si potrà capire il vero flusso di risorse col fondo di perequazione. Il costo standard verrà applicato a 4 servizi fondamentali: sanità, sociale, scuola e trasporti. Manca ancora lo statuto delle autonomie locali e la riforma istituzionale per trasformare il Senato nella camera delle regioni. La strada è molto lunga e in aula faremo di tutto per migliorare il ddl Calderoli». La perequazione come funzionerà? «Su base orizzontale, sarà lo Stato a distribuire le risorse agli enti locali, ma il Veneto si trova in una situazione paradossale. E' una delle regioni che storicamente ha speso meno e quindi riceve meno fondi dallo Stato, tanto che i Comuni non sanno come chiudere i bilanci per rispettare il patto di stabilità. I sindaci del Veneto sono strangolati da Tremonti. Il governo continua a fare regali a Roma, Catania e Palermo e nega i fondi al Veneto, i cui sindaci chiedono di trattenere il 20% di Irpef. Credo che per la fase transitoria del federalismo fiscale prevista in 5-7 anni quel 20% di Irpef vada lasciato ai Comuni: possiamo discutere e portarlo al 18-15%, ma la richiesta è sacrosanta». Pd deluso e sotto choc dopo l'addio di Veltroni: le primarie si debbono fare? «Vanno salvate come metodo di scelta democratica dei candidati, le primarie sono previste dallo statuto del Pd e indietro non si torna. Capisco che i gruppi dirigenti frenino, ma vanno fatte. Tranne in due casi: quando c'è un sindaco già in carica che si ripresenta e quando, come per la Provincia di Padova, il Pd sulla base di un accordo di coalizione, cede la presidenza all'Idv».

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anno accademico, falsa partenza l'onda sommerge deferrari - raffaele niri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Genova Anno accademico, falsa partenza l´Onda sommerge Deferrari Contestazioni e tensione. Il rettore: "Sono solo una minoranza" RAFFAELE NIRI Quando scoccano le undici e il caos è indescrivibile, ti aspetti solo che si apra la porta ed irrompa il Settimo Cavalleggeri. O - come in Helzapoppin´ - si palesi qualche comparsa storica, un centurione romano in aspettativa o un Faraone in disarmo. Perché gli altri, fuori e dentro l´Aula Magna dell´Università, ci sono già tutti. Ma, come in una gigantesca Torre di Babele, nessuno riesce a parlare con nessuno. In ordine di apparizione: un centinaio abbondante di studenti dell´assemblea permanente delle facoltà in lotta (che si danno appuntamento alle dieci, vedono che nessuno li ferma e, camminando allegramente sulla passatoia rossa delle grande occasioni, spingendo un drago di carta appollaiato precariamente su un carrello della spesa, occupano tra frizzi e lazzi l´Aula Magna stessa, nello sconcerto dei pochi funzionari presenti). Poi arrivano i carabinieri in alta uniforme ("con i pennacchi e con le armi" avrebbe cantato il Maestro) che diligentemente si mettono ai lati della porta, a guardia del nulla (l´interno è già occupato, chissà se qualcuno li ha avvisati). Poi, in ordine sparso, arrivano i professori: "Vestiti da pagliacci, con le loro facce cadenti e rugose, avvolti in ridicoli ermellini" dice il micidiale volantino degli occupanti. Parole dure, ma certo gli ermellini sono un po´ démodé. Poi entrano i goliardi e sembrano tirati fuori da una gigantesco Freezer del Tempo: larghe piume di struzzo, medagliette ciondolanti, nasi rossi da pagliaccio, qualche volgarotto richiamo di natura sessuale, un tuffo nei primi Anni Sessanta, quando Mario Capanna andava ancora alle medie. Viene distribuito un volantino color salmone, col testo di Gaudeamus igitur: «Post iucundam iuventutem/ post molestam senectutem/vivat Academia/ vivant Professores». Poi arrivano quelli della Digos - giubbotti e jeans, riconoscibilissimi dalla divisa casual Digos - e allora il tuffo indietro è di soli sette anni. Spinte, strattoni, qualche ragazzo che si siede sulle scrivanie ma - che diamine - questa non è la Diaz, è l´Aula Magna dell´Ateneo. E così - anche se sui due fronti alcuni dei protagonisti sono gli stessi di quei giorni - finisce con qualche parolaccia di troppo ma senza teste rotte all´ospedale. Ed è già un passo avanti. Poi arrivano le Autorità. Meglio, le Autorità di Sinistra, perché quelle di Destra disertano in massa l´appuntamento (Scajola - da Varazze - manda un immenso telegramma, seguito da pochi e stanchi applausi di circostanza). La Sinistra di governo (locale) c´è tutta: c´è la Vincenzi (particolarmente aperta con gli studenti contestatori: "chi la fa, l´aspetti: personalmente ho occupato tanti anni fa"), c´è Burlando, c´è Repetto, c´è Ronzitti, da Roma è rientrato lo stato maggiore del Pd (Roberta Pinotti, Andrea Orlando, Mario Tullo) per far sentire ad Ignazio Marino che "il partito c´è". C´è la Signora Prefetto, c´è il Questore, in seconda fila - defilato - c´è don Gallese. Don chi? «Gallese, è il prelato che segue, in Curia, i problemi dell´Università» è la risposta ufficiale. Ma come, ci sono tutti e non l´Arcivescovo Bagnasco? «Precedenti impegni» e si capisce che - forse - un confronto pubblico tra il medico-politico paladino della libertà di scelta e il presidente della Cei no, non era proprio il caso. Ma c´è il senatore Gustavino - area cattolica del Pd - a dimostrare, anche fisicamente, che nel partito di Franceschini non è più stagione di muro contro muro. Mentre non c´è Comunione e Liberazione, a dimostrare che qualcuno - ai piani alti - stia provando a rilanciare il dialogo. I minuti passano, a decine. L´imbarazzo sotto gli ermellini è palpabile e sudato. I ragazzi leggono il loro documento contro "l´inaugurazione del (d) anno accademico" e la parola "merda" risuona - per la prima volta a memoria d´uomo - ad una inaugurazione di Anno Accademico (ma i busti di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Goffredo Mameli, Nino Bixio, Cesare Parodi e Cesare Cabella non fanno un plissè). Succede quando i ragazzi attaccano i "responsabili dell´Ateneo che non hanno avuto la decenza di garantire un lavoro a chi da anni era al servizio dell´Università con contratti di merda". Appunto. Poi gli spintoni, i ragazzi che sgomberano ed è già mezzogiorno quando - come a teatro - i signori in sala vengono pregati di spegnere i loro telefonini. Fuori c´è un caos indescrivibile, i ragazzi urlano "Maroni in un call center/ Gelmini in fonderia/ è questa la nostra democrazia", dentro non si sente una parola, ma gli ermellini e tutti gli altri spengono diligentemente i telefonini. Ora, finalmente, si comincia. Saggiamente il Magnifico prova a tagliare i tempi. «Avete la mia relazione nella cartellina, se volete leggervela con calma» spiega Giacomo Deferrari, al suo esordio. Per una volta, le azzecca tutte: frasi concise, poche promesse, qualche record esibito con orgoglio (siamo tra le prime dieci Università italiane, siamo secondi solo al Politecnico di Torino come numero di studenti stranieri). E la soddisfazione, la lungimiranza di aver chiamato - ad aprire l´anno - la Star del giorno, Ignazio Marino. Che, a sua volta, parla poco e dice cose sensatissime (vedi intervista). L´Aula Magna adesso è tutta per lui, e lo interrompe per tre volte, applaudendolo a scena aperta. Quando ricorda che Calamandrei e Moro, nell´articolo 32 della Costituzione, scrissero "gli individui hanno diritto alla salute" e non "gli italiani". Quando legge la domanda di Paolo VI° al Cardinal Villot (1970): "In molti casi non sarebbe forse un´inutile tortura imporre la rianimazione vegetativa nella fase terminale di una malattia incurabile?". E, terzo applauso, quando scandisce: "Non si può definire per legge il concetto di accanimento terapeutico». Poi un applauso finale lunghissimo, caldo, solidale. Una standing ovation liberatoria. E l´amarezza di aver buttato via - nei meandri di incomunicabilità della Torre di Babele - l´ennesima occasione: tra i ragazzi che vogliono "salvare un´idea di Università come spazio pubblico" e Marino che rivendica con orgoglio di essere "figlio di uno che lavorava all´Ansaldo e figlio di una città che mi ha insegnato a guardare le esigenze dell´altro" la distanza non pare proprio incolmabile.

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Scuola, verso i tagli negli organici (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, verso i tagli negli organici Approvati i regolamenti della Gelmini. Cisl: «Pronti allo sciopero» «A rischio i moduli delle elementari La riduzione di docenti peserà sulle famiglie» MARIANNA BRUSCHI PAVIA. Ultimo giorno di iscrizioni ieri. E venerdì, nel consiglio dei ministri che ha approvato il disegno di legge sulla riforma degli scioperi, sono passati anche i regolamenti del ministro Gelmini. Sono sfumate le speranze di qualche modifica, in positivo, della riforma della scuola. Tutto approvato: il maestro unico, le 30 ore alle medie. E l'annullamento delle compresenze. Cosa significa? Saranno difficili attività come l'informatica. E non si riuscirà a garantire l'ora alternativa a chi non fa religione. «Si va ad aprire la strada a una riduzione degli organici», spiega Elena Maga, sindacalista della Cisl. Uno dei tasti dolenti della riforma riguarda le compresenze. «C'è il problema dell'ora di religione - spiega Maga - Deve essere garantita una compresenza, altrimenti non si può dare l'ora alternativa alla religione. Ma non ci sono più nemmeno le compresenze per coprire la mensa. Non hanno capito cosa si fa in queste ore: i due insegnanti sono contemporaneamente sulla stessa classe, ma fanno cose diverse, per esempio informatica». E il tempo pieno? «E' evidente la grossa menzogna sostenuta dalla Gelmini - spiega Maga - che il tempo pieno sarebbe aumentato del 50%, nel momento in cui fissa il tetto 2008/2009». Cosa significa? «Che devono esserci tante classi quante l'anno scorso, quindi non aumentano - spiega la sindacalista - E poi nel tempo pieno togliere le compresenze crea dei problemi». Nei regolamenti si fa più volte riferimento alla formula «su richiesta delle famiglie» o «se ci sarà la disponibilità economica». Cosa significa? Cosa ne sarà del tempo scuola attuale? «Finirà che i moduli non li farà nessuno per il problema degli organici - riflette Maga - Se escono due quinte con i moduli ci sono tre insegnanti sulle due classi. Se entrano due prime ci saranno solo due maestri unici, uno per classe. Saltano quindi i precari e chi deve andare in pensione, ma non so se basteranno. Secondo me ne salteranno tre o quattro per circolo». Quale sarà la situazione per la provincia? «Ho idea che sarà significativa - riflette Maga - Rischiano molto le sedi periferiche». E ora? «Ci riuniamo a livello nazionale - spiega la sindacalista - e credo decideremo per lo sciopero». E' passato anche il secondo regolamento, quello sul ridimensionamento delle strutture scolastiche: «Le scelte saranno oggetto di un confronto condiviso con gli enti locali e le regioni». A Pavia ci sono in ballo, per esempio, gli accorpamenti del secondo circolo, quello della Gabelli, e del liceo Foscolo. «La situazione della Gabelli è caduta con l'istituzione dell'istituto comprensivo di San Martino - riflette Elena Maga - una cosa inspiegabile». Un'altra preoccupazione. «Il ministero di deve impegnare a monitorare l'effettiva attuazione dei due regolamenti - spiega Maga - Non vorrei che la Lombardia e Pavia li attuino subito, al contrario di altre province, come è già successo». Ora manca l'ultimo passo: La direttiva sugli organici, che deve arrivare dal ministero. Le indicazioni delle famiglie al momento della scelta per la prima elementare forse non saranno del tutto prese in considerazione. «Mentre prima il modulo per le iscrizioni chiedeva ai genitori di scegliere il modello - spiega Maga - adesso chiede di "graduare" la scelta». Significa che se anche tutti scelgono le 40 ore, ma poi per problemi di organico la scuola non le può dare, si passa alla seconda e alla terza "scelta", quindi a 30, 27 o 24 ore.

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i ragazzi e il disagio di un'istituzione - vittorio coletti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Genova I ragazzi e il disagio di un´istituzione VITTORIO COLETTI (segue dalla prima di cronaca) Ha cominciato ad arrendersi o a far buon viso al cattivo gioco di Tremonti e Gelmini, apprestando i pannicelli necessari a rendere il berlusconismo compatibile con la sopravvivenza dell´università. L´imbarazzante episodio dei prepensionamenti forzati è stato uno di questi tentativi fatti da una gestione delle università che ha presto rinunciato a battere la via della protesta politica e ha cercato, magari anche per apprezzabile senso del dovere, di adeguarsi ai concetti di "virtù" in voga nell´era berlusconiana, quando, come si sa, il costo del lavoro e le stesse persone che lavorano, massime se anche pensano, sono un "vizio", un peso che la collettività non può più permettersi. Peraltro, quelli che hanno invaso l´aula magna sono vittime di stanchi automatismi da vecchia sinistra e si preoccupano di fantasmi come le fondazioni, nel timore di vedere entrare nelle università dei privati, che, data la assoluta non redditività di quelle pubbliche, non si faranno vedere neanche da lontano. Nessun privato si interesserà dell´università, cui, semplicemente, non si interesserà più nessuno, come sta succedendo ai teatri lirici. Ma, a parte le ineducazioni e gli ideologismi superati, questi ragazzi ci mettono sotto gli occhi il disagio di un´istituzione che perde ovunque il senso del servizio (l´università dovrebbe esserlo), flirta col linguaggio delle aziende, cerca di adeguarsi a uno spirito dei tempi che, invece, ne nega la legittimità per principio (non servono masse di cittadini colti e preparati, ma solo consumatori da acquisti a rate). L´Onda ha sbagliato a prendersela con l´operoso De Ferrari, che, al massimo, può avere la stessa colpa di un Baricco quando escogita un intelligente sistema per far convivere il disinteresse del governo per la cultura con la cultura stessa. Col loro radicalismo anche eccessivo, gli studenti certificano però le insuperate contraddizioni del riformismo italiano, impegnato da anni, con tanta buona volontà e, ovviamente, nessun risultato, a far stare insieme il diavolo con l´acqua santa.

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Insulti a mio figlio , scrive alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Stefano Romano «Insulti a mio figlio», scrive alla Gelmini La madre: «Costretta a cambiare istituto» La scuola replica subito: «E' tutto falso» Lei ricorda: «L'avrei lasciato qui ma non hanno voluto spostarlo in una sezione differente» STRADELLA. «Mio figlio deriso e insultato da un'insegnante. Costretto a cambiare scuola, visto che il preside non ha dato risposte plausibili alla mia richiesta di spostarlo dalla sezione dove si erano verificati i problemi»: l'accusa di Ornella Usai, mamma di Stradella, finisce sulla scrivania del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Filippo Dezza, preside della media «De Pretis», respinge le accuse, parla apertamente di falsità, e annuncia azioni giudiziarie per tutelare la scuola. Le accuse che la mamma mette in fila nella lettera al ministro, in effetti, sono pesanti. «Sono mamma di un bambino di 12 anni che a Stradella ha molti amici ed ha frequentato tutte le scuole - scrive al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini la mamma di Stradella -. Mio figlio è un ragazzino educato al rispetto di tutte le persone (siano bambini o adulti), partecipa a molte attività sportive, che pratica con la passione e l'irruenza dell'età. Sappiamo che il passaggio dalle elementari alle medie è il primo passo verso il raffronto con realtà diverse, qualche volta anche problematiche. Ma sappiamo che se noi adulti sappiamo indirizzare e guidare i ragazzi in modo appropriato, questo percorso arriverà senza problemi. Gli adulti preposti a questo compito si trovano in famiglia, certamente, ma anche nella scuola dove i ragazzi trascorrono la maggior parte del tempo e dove instaurano i primi veri contatti con il mondo esterno». Da questa premessa, che si può definire di metodo, la lettera passa all'attacco della scuola, ma in particolare di una insegnante: «Quando questi contatti avvengono in modo non corretto e falsato da atteggiamenti discriminatori, i danni che i ragazzi possono riportare sono gravi e avolte irreparabili - taglia corto la mamma -. Questo purtroppo è quanto accaduto a mio figlio. Lo strumento della comunicazione all'interno della scuola è stato utilizzato da un'insegnante per metterlo in imbarazzo, deriderlo, insultarlo e infine costringerlo ad abbandonalre gli amici e l'istituto il cui preside non ha voluto intervenire». Scrivendo la lettera al ministro, la mamma di Stradella scende nei dettagli: «Sin dal primo giorno di scuola, gli insegnamenti (esclusi i didattici) che l'insegnante ha cercato di inculcare nei ragazzini sono stati di non difendere i compagni più deboli per essere degli "sfigati" nella vita, e che la famgilia deve rimanere estranea all'ambito scolastico mentre i ragazzi non devono riportare ai genitori tutto quello che avviene in classe. L'insegnante, inoltre, invitava i ragazzini a fare gruppo con un compagno ritenuto da alcuni, mio figlio incluso, maleducato, prepotente, che si esprime in modo volgare». Da queste premesse la scelta di trasferire il figlio dalla scuola media di Stradella: «Di fronte a questa situazione - conclude la mamma - all'inizio di febbraio mio figlio mi ha comunicato che non intendeva assolutamente continuare a frequentare la classe. Ho chiesto al preside un cambio di sezione all'interno della stessa scuola di Stradella, oppure un trasferimento alla scuola media di Broni (con la stessa presidenza ndr), ma ho ottenuto un secco e netto rifiuto senza una spiegazione logica. A quel punto ho preferito iscrivere mio figlio in un paese a circa 10 chilometri di distanza con i disagi immaginabili per raggiungere la scuola». (Ha collaborato Pierangela Ravizza)

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Centro storico vietato agli studenti: è tensione (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

LA PROTESTA. Le forze dell'ordine hanno opposto ai manifestanti una circolare del ministro dell'Interno Roberto Maroni. E subito è scattata la contestazione Centro storico «vietato» agli studenti: è tensione di Mimmo Varone Spintonate strattonate, fumogeni. Ieri mattina Kollettivo studenti in lotta e Polizia sono arrivati molto vicini allo scontro fisico. Alla fine ha vinto la mediazione e tutto si è risolto per il meglio. Tutto perché il «salotto buono» della città è diventato off limits per i cortei di protesta. Ma gli studenti (dai tre a quattrocento secondo gli organizzatori, duecento per le forze dell'ordine) che si sono vista sbarrata la via per il centro, hanno bloccato i viali e il traffico del sabato mattina è finito nel caos. ORA RESTA UN CLIMA di tensione che sarà difficile stemperare. Molti cittadini hanno protestato per i disagi, gli studenti non hanno a intenzione di farsi cacciare dalle vie storiche. E nei prossimi giorni si prevedono altri «muro contro muro». Anche perché a vietare le manifestazioni in corso Zanardelli, via Mazzini e piazza Duomo non c'è solo l'indirizzo della giunta Paroli. Nei giorni scorsi è intervenuta pure una circolare del ministro dell'Interno Roberto Maroni alle questure che più genericamente vieta ai cortei di sfilare nei centri storici. È la circolare che la questura di Brescia ha opposto al «Kollettivo». Gli studenti, però, hanno risposto picche al divieto, e le originarie motivazioni della protesta (contro la riforma Gelmini e i tagli della Finanziaria alla scuola pubblica) sono passate in secondo piano. L'obiettivo del «Kollettivo» si è presto trasformato nella contestazione del divieto. E se alla fine hanno dovuto deviare verso i viali, sono riusciti comunque ad arrivare alla chetichella davanti al Teatro Grande con uno striscione e inscenare una protesta. Erano partiti intorno alle 9.30 da piazzale Garibaldi alla volta del centro. Dopo via Pace hanno tirato dritto, superato corso Martiri e imboccato il tratto pedonalizzato di corso Palestro. Poi un cordone di una dozzina di poliziotti li ha bloccati all'altezza di contrada Cavallotti per impedirgli l'accesso in corso Zanardelli. E lì che, alle 10.30 circa, per una ventina di minuti la tensione sale in modo pericoloso. Studenti sedicenni o giù di lì, cercano di forzare il blocco. Ci sono spintonamenti e strattonate da entrambe le parti. Qualcuno finisce in terra. SUBITO ARRIVANO rinforzi di altri agenti di polizia e carabinieri, e si crea una situazione di stallo carica di tensione. Dal corteo studentesco si urlano slogan e si lanciano fumogeni. Sembra che la situazione debba precipitare, ma per fortuna vince la mediazione. Le forze dell'ordine arretrano fino all'incrocio con via Gramsci, e gli studenti accettano di scendere verso i viali. Non è finita, però. Il corteo si ferma al centro dell'incrocio tra via XX Settembre e via Saffi, e per almeno un quarto d'ora blocca completamente il traffico. Solo verso mezzogiorno, e sotto la pressione degli agenti, si sposta verso piazzale Cremona dove si scioglie. E le auto rimaste imbottigliate possono lentamente defluire. Gli studenti, ad ogni modo, non si danno per vinti. Alcuni raggiungono corso Zanardelli con striscione e megafono e scandiscono che «denunce e repressione non ci fanno paura, la lotta sarà sempre più dura«. Ai pochi passanti dell'ora di pranzo spiegano che stanno protestando «perché hanno impedito al corteo di passare per il centro», e che «la libertà della Casa delle libertà è vietare la protesta». «Non siamo disposti ad accettare divieti di questo genere quando non c'è nessun problema di ordine pubblico», dice Michele, uno degli organizzatori del «Kollettivo». E Umberto Gobbi (Radio Onda d'urto) aggiunge che «sul Corso non c'erano banchetti della Lega o di altri, e tre minuti di corteo non avrebbero creato alcun disagio». Quanto è accaduto ieri mattina, dunque «è da attribuire alla volontà di restringere la possibilità di esercizio democratico della critica e del dissenso - sottolinea Gobbi -. Oggi vietano corso Zanardelli, domani piazza Loggia, e pur di mantenere ferma la loro volontà politica mettono a repentaglio l'incolumità dei ragazzi senza interesse per il disagio che creano alla città intera». Per Gobbi il corteo è stato «deviato con la forza per difendere gli interessi presunti dei commercianti del Corso», e quanto alle voci secondo cui all'interno del Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico si starebbe mettendo in discussione la festa della Radio, «difenderemo il nostro diritto con assoluta determinazione - promette - contro una Giunta che si dichiara liberale ma si sta dimostrando autoritaria». C'è tensione.

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I genitori salvano il tempo pieno La scure Gelmini non passa (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

I genitori salvano il tempo pieno La scure Gelmini non «passa» MOGLIANO. Genitori «disobbedienti» per salvare il tempo pieno, larga adesione alla proposta del secondo circolo didattico di Mogliano. Si sono chiusi ieri i termini di iscrizione degli alunni al prossimo anno e, per scongiurare i tagli sull'orario molti genitori hanno ignorato i vincoli della riforma Gelmini, chiedendo la conferma dell'orario ai sensi di legge. L'iniziativa era stata lanciata dal Consiglio del secondo circolo (Verdi, Valeri, Frank e Polo): «La nostra mobilitazione ha ottenuto l'effetto desiderato - spiega il presidente Pietro Scomparin - la quasi totalità dei genitori ha iscritto i propri figli per il prossimo anno richiedendo lo stesso orario di scuola degli anni precedenti». Tali richieste sono in difformità a quanto previsto dalle circolari ministeriali. La riforma prevede un orario di 24 o 27 ore settimanali contro le 33 attuali, ma stabilisce comunque che ogni famiglia possa scegliere il tempo scuola che preferisce. Su questo hanno giocato i genitori moglianesi: «Non abbiamo considerato vincolanti le circolari ministeriali in quanto non suffragate da una legge dello Stato - continua Scomparin - e abbiamo approvato una delibera che stabilisce la possibilità di garantire anche per il prossimo anno l'attuale tempo scuola, questi orari si sono conquistati negli anni a fronte delle richieste delle famiglie nelle quali entrambi i genitori lavorano». «Ci auguriamo che in tutti i plessi si sia raggiunta la soglia minima dei 15 iscritti per le prime classi - conclude Scomparin - le famiglie sono sempre più sole con i loro problemi, alla faccia di tutte le forze politiche che dicono di mettere al centro della loro azione la famiglia». (m.ma.)

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tempo lungo a rischio per busa e peraga il comune fa sua la battaglia di 340 famiglie (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 31 - Provincia Tempo lungo a rischio per Busa e Peraga Il Comune fa sua la battaglia di 340 famiglie VIGONZA. Se il decreto Gelmini viene approvato senza modifiche sostanziali le scuole elementari di Busa e Peraga, a tempo lungo, dovranno dire addio alla mensa: l'eliminazione delle compresenze non garantirebbe la copertura dei docenti. Busa ha provato a tutelarsi avanzando la richiesta opzionale del tempo pieno. A Peraga c'è ancora incertezza. I problemi sarebbero invece minori a Vigonza, Perarolo, Pionca e Codiverno che hanno scelto le 30 ore del modulo base. Curiosa la soluzione adottata da Codiverno, dove invece si va a scuola 10 sabati d'inverno. «Sono 340 le famiglie che usufruiscono del tempo lungo» ha esordito la direttrice didattica Francesca Mazzocco, l'altra sera al consiglio comunale. Costi e disagi. «Se verrà a mancare il tempo mensa - ha spiegato la dirigente - gli scolari di Busa e Peraga dovranno fare dai 2 ai 4 rientri settimanali, qualora l'intenzione fosse di rimanere nell'ambito dei 5 giorni. Ma troveranno a casa qualcuno per il pranzo?» Il Comune poi spenderebbe 70.000 euro in più di trasporto. L'alternativa. E' riprendere in considerazione la frequenza al sabato. «Per la primaria di Codiverno, che non ha la mensa, credo riusciremo a mantenere le 30 ore settimanali» ha precisato Virginia Spinato, preside dell'Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani, che aggrega alle 2 sezioni delle medie l'elementare. I numeri. La direzione didattica conta 5 elementari con 825 scolari, l'Istituto Comprensivo 3 plessi con 550. S'è detto «fiducioso in un accoglimento delle nostre istanze» l'assessore alla scuola Stefano Marangon, promotore dell'ordine del giorno di sostegno al tempo lungo e al mantenimento delle 30 ore o, in subordine, la trasformazione del tempo lungo in tempo pieno dove richiesto: «Dal '90 il tempo lungo ha consentito allo Stato di risparmiare nel Veneto 26 milioni di euro. Con il meccanismo delle compresenze, 4 classi hanno bisogno di 6 insegnanti anziché gli 8 del tempo pieno». Le critiche. Dai banchi dell'opposizione Patrizio Zanella ha ricordato che non di riforma si tratta ma di «un decreto che pure introduce aspetti positivi come il voto espresso in decimali, il grembiule, il taglio dei rami secchi nell'Università», ma vanifica «investimenti fatti negli anni per crearsi le strutture». Quasi tutti hanno espresso la contrarietà alla soppressione del tempo lungo. «Non è sufficiente mantenere la situazione, bisogna migliorarla» ha aggiunto Antonino Stivanello. «Non è in discussione la legge nella sua interezza ma la parte che riguarda il tempo scuola elementare - ha avvertito il sindaco Nunzio Tacchetto - Siamo riusciti a mobilitare i parlamentari: una legge nazionale non può esser uguale per tutti».

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corsi di giornalismo in alternativa all'ora di religione (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

La proposta dell'assessore Uccio Iodice «Corsi di giornalismo in alternativa all'ora di religione» OLBIA. Lezioni di giornalismo in alternativa alla canonica ora di religione? Il sogno nel cassetto di molti studenti delle scuole medie inferiori ha trovato un sostenitore autorevole nell'assessore comunale alla Pubblica istruzione, Uccio Iodice. La sua idea-proposta finirà presto sul tavolo del ministro Gelmini attraverso i canali della politica romana. «Ne ho parlato con il ministro Rotondi - spiega Iodice, suo compagno di partito nella nuova Dc ora confluita nel Pdl - si tratta di dare una risposta alle giovani generazioni sempre molto interessate al mondo dell'informazione e alla comunicazione. L'esperienza amministrativa nel mondo della scuola mi ha portato a confrontarmi di persona con la curiosità e la voglia di sapere degli studenti che sempre più spesso leggono il giornale in rete e che vogliono sapere tutto sul mondo dell'informazione e sulla sua evoluzione». Insomma, i giornali e la tv (ma anche internet e i new media) sono ormai parte integrate dell'educazione scolastica. Per ora sono confinati in progetti speciali all'interno dei programmi didattici, ma presto potrebbero anche diventare regolare materia d'insegnamento.

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una scuola rischia di chiudere alunni sulla via di pernumia - francesca segato (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

GLI EFFETTI DELLA RIFORMA GELMINI A MONSELICE Una scuola rischia di chiudere Alunni sulla via di Pernumia Ieri chiuse le iscrizioni al comprensivo Zanellato e in settimana saranno stilate le prime ipotesi per la formazione delle classi della scuola primaria FRANCESCA SEGATO MONSELICE. Riforma Gelmini: a Monselice una scuola sarebbe a rischio chiusura. Approvata la delibera di giunta che chiede il mantenimento del personale docente e Ata, rimane l'incertezza sul tempo prolungato. Erano almeno un'ottantina i genitori riuniti, mercoledì sera, nella sala parrocchiale di San Cosma. Preoccupati per i tagli agli organici, che mettono a rischio il mantenimento del tempo prolungato, ma non solo. Lo spettro è quello della chiusura di una scuola a Monselice. Dipende dagli iscritti. Tutto dipenderà dal numero degli iscritti (le iscrizioni si sono chiuse ieri) e soprattutto da come verranno assegnati gli organici. La doccia fredda arriva da una norma contenuta negli schemi di regolamento in attuazione della riforma Gelmini, e ribadita dalla circolare sulle iscrizioni. «La formazione delle classi non verrà più fatta distribuendo gli iscritti scuola per scuola, ma a livello di istituto comprensivo» spiega Carlo Salmaso, del Comitato genitori e insegnanti per la scuola pubblica di Padova. E con le nuove regole, la determinazione dell'organico si fa dividendo il numero di iscritti per 25 (ma si può arrivare fino a 30 alunni per classe). La matematica è semplice e nella sala si diffonde un brusio allarmato. Il rischio Pernumia. Le scuole primarie dell'istituto comprensivo «Zanellato» sono cinque: «Vittorio Emanuele II», «Vittorio Cini», «Daniele Manin» a San Cosma, «Bruno Bussolin» a San Bortolo e «Angelo Beolco» a Pernumia. Con un numero di iscritti poco oltre il centinaio, le classi potrebbero essere quattro, non cinque. La legge inoltre non fa salvo l'ambito comunale: un genitore di Monselice che ha iscritto il proprio figlio a questo istituto comprensivo potrebbe, almeno in teoria, doverlo portare a scuola a Pernumia. Boetto rassicura. Il dirigente scolastico Cesare Boetto, tuttavia, rassicura: «L'andamento delle iscrizioni è regolare, riusciremo a mantenere le cinque scuole primarie». Ma ammette: «Molto incerto è l'organico, che non resterà pari a quello attuale. Ci aspettiamo una diminuzione di cinque unità». Il tempo prolungato. Nel frattempo rimane, come per gli altri comuni del Padovano, il problema del tempo prolungato: modello prevalente anche a Monselice, con una sola scuola a tempo pieno e cinque che hanno un orario settimanale, compreso tra le 31 e le 38 ore. Il decreto Gelmini ne prevede al massimo 30. E' del 24 febbraio la delibera con cui la giunta comunale chiede al ministro un organico tale da garantire il mantenimento del tempo prolungato. Monselice ha investito molto per mense, palestre e laboratori: in dieci anni, oltre quattro milioni e mezzo di euro. «La speranza è che sia riconosciuto il modello Veneto, che ha limitato i costi dando l'offerta adeguata alle richieste delle famiglie» afferma l'assessore Giovanni Belluco. Monselice è stato il primo comune della Bassa a muoversi in questo senso, con la delibera approvata dal consiglio comunale lo scorso novembre, e ora aderisce con convinzione al movimento «trasversale» promosso da Albignasego. Il problema mensa. Non sembra invece concreta l'ipotesi che il Comune intervenga a finanziare le ore di mensa. Anche perché, come ricorda il dirigente dell'istituto «Guinizzelli», Franco Costa, «il contratto degli insegnanti dice chiaramente che il tempo mensa è un tempo educativo: non può essere delegato ad altro personale». Tutto si deciderà, quindi, in sede di assegnazione degli organici. I genitori della Onlus di San Cosma rimangono vigili: non vogliono creare allarmismi ma difendono la qualità della loro scuola, che oggi gode di un contributo comunale per tre rientri a settimana. Il parroco, don Giuliano, commenta: «Se scompare la scuola, scompare anche il paese».

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scuola, tutti contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

DOMANI AD ABANO IL CONVEGNO COL MINISTRO Scuola, tutti contro la Gelmini L'assessore Piron: «Senza tempo lungo sarà il caos» Sarà presente una folta delegazione di deputati e amministratori locali Domani, in occasione del convegno nazionale sull'orientamento organizzato dal preside dell'Itis Marconi Maddalena Carraro, arriva all'hotel Alexander di Abano il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Confermate anche le presenze di Giancarlo Galan, Elena Donazzan, Silvia Costa e Carmela Palumbo. Nell'occasione il ministro riceverà una folta delegazione di deputati, sindaci e presidi del Veneto e consiglieri regionali del centrodestra, che esterneranno alla responsabile del ministero di viale Trastevere le preoccupazioni di circa 25.000 famiglie della nostra regione in merito alle mancate risorse per confermare il tempo lungo per il prossimo anno scolastico. Una mobilitazione dell'ultima ora guidata anche dai deputati Filippo Ascierto, Maurizio Saia, dal consigliere regionale Leonardo Padrin e anche da un gruppo di sindaci: Gastaldon (Cadoneghe), Barison (Albignasego), Bronzato (Abano), Pedron (Mestrino), Ravazzolo (Teolo), Fattore (Villanova), Tacchetto (Vigonza), Fecchio (Correzzola), Piovan (Villafranca). Durante i lavori del convegno, a nome dell'Anci, prenderà la parola anche l'assessore comunale alla pubblica istruzione, Claudio Piron: «In questa, importantissima, battaglia per salvare il tempo lungo nelle scuole del Veneto (da 33 a 37 ore settimanali) gli esponenti del centrodestra si sono svegliati in grave ritardo, ma ben vengano ugualmente perchè in ballo ci sono i bisogni di 25.000 famiglie nel Veneto, delle quali 12.000 in tutta la provincia e 3.000 in città. Per non far morire il tempo lungo (il tempo pieno, che corrisponde a 40 ore settimanali, invece, è garantito, almeno sino all'anno prossimo) occorre nominare 600 docenti. Invece il ministro, spronato da Tremonti, punta tutto sul maestro unico. Noi amministratori del centrosinistra, assieme a migliaia di genitori, presidi, docenti e non docenti, sindacati del settore, siamo mobilitati da oltre cinque mesi. Negli ultimi tempi abbiamo tenuto molte assemblee, sempre difendendo il tempo lungo, una pecularietà tutta padovana». Intanto, ieri, è stato l'ultimo giorno utile per le iscrizioni in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Tra qualche giorno si saprà esattamente quanti genitori hanno scelto il tempo normale, quanti il lungo e quanti quello pieno. «All'Istituto comprensivo di Sant'Angelo di Piove sono a rischio ben 20 classi - sottolinea il preside Francesco Arnau - Il tempo lungo è stato scelto dal 92% dei genitori. Spero che il ministro, proprio da Abano, possa annunciare a tutti noi la bella notizia di avere già individuato le risorse necessarie per la continuità del tempo lungo».

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tagli obbligati all'educazione (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Pistoia Tagli obbligati all'educazione PISTOIA. Il rammarico espresso dagli insegnanti dell'istituto tecnico commerciale statale Pacini è uguale al mio rammarico e a quello degli operatori impegnati da anni in un progetto bello e importante. Credo che l'impegno pluridecennale dell'amministrazione sul versante dell'educazione, istruzione, formazione basti a testimoniare la convinzione del rilevante valore strategico attribuito alla realizzazione e diffusione di opportunità e strumenti di conoscenza. Purtroppo questa profonda e radicata convinzione si scontra da tempo con condizioni di bilancio sempre più difficili, con politiche nazionali orientate a ridurre progressivamente e massicciamente le risorse degli enti locali, con la miopia di quanti, anche in ambito governativo, non considerano una priorità la costruzione di quella società della conoscenza considerata dall'Unione europea un obiettivo fondamentale degli stati membri. Pistoia vuole ancora essere una città "amica dei bambini" (anche degli adolescenti e dei giovani) e cerca di utilizzare al meglio le risorse disponibili, ma un bilancio con un disavanzo strutturale di oltre 12 milioni di euro impone inevitabili sacrifici e le spese comprimibili sono sostanzialmente quelle dei servizi alla persona: sociali, educativi, culturali. Da diversi anni le leggi finanziarie (e non solo) impongono riduzioni della spesa corrente, del personale, degli investimenti, ma finora le conseguenze sono state poco percepite dai cittadini grazie a un enorme sforzo di riorganizzazione, alla disponibilità degli operatori, all'inventiva (anche quella, sì) dei dirigenti, a margini di azione ormai definitivamente esauriti. Sapevamo (e l'abbiamo spesso annunciato, inascoltati) che saremmo arrivati ad un momento in cui le possibilità di salvaguardare qualità e quantità dei servizi si sarebbero pressoché azzerate. Da anni anche la sottoscritta denuncia un disegno di annichilimento dei comuni, di ridimensionamento del loro storico ruolo istituzionale, di orientamento al mercato di servizi pubblici che attengono a fondamentali diritti di cittadinanza. Siamo arrivati al dunque. Quest'anno siamo stati costretti a ridurre ancora la spesa per la cultura e l'istruzione e, per la prima volta, per il sociale. Non abbiamo sospeso (questa è la nostra speranza) solo il progetto Gong (del cui valore siamo stati e siamo tuttora fermamente convinti), ma anche ridotto altre opportunità, come i laboratori di Pistoia ragazzi. L'abbiamo fatto a malincuore, con un doloroso senso di impotenza e con profonda amarezza, sapendo - e questo è, forse, il dato peggiore - che non è ancora finita, che ancora dovremo subire (comuni e scuole) le nefaste conseguenze dei provvedimenti Gelmini. Mi auguro che la consapevolezza che seguirà alla concreta riduzione di prestazioni essenziali e il prevedibile disagio e dissenso che l'accompagneranno possano indurre i nostri governanti a recedere da un processo che lascia intravedere il definitivo svuotamento degli enti locali e un vero e proprio scardinamento del sistema dell'istruzione. Rosanna Moroni assessore alla educazione e alla formazione del Comune

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Impresa dell'Anspi La Famiglia (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Impresa dell'Anspi La Famiglia Probios Quistello chiude in vetta. Spirito Divino affonda MANTOVA. Impresa dell'Anspi La Famiglia che, trascinata da un grande Gandini, batte la Nuova Gozzolina e accede alla fase successiva del torneo. Non perde colpi la capolista Edilbox che surclassa il Casalromano nell'atteso match d'alta quota. Il team di Gozzolina chiude il girone imbattuto dopo aver dominato per l'intera stagione. Si morde le mani il Calzificio Tre Re Barchi Calcio, vittorioso a valanga a Cerlongo con il General Lift ma estromesso per un solo punto dalle fasi finali. Vittoria esterna di valore quella ottenuta dal Celobar Piubega sul campo della Fioravazzi Porte. Il quadro sarà completato dal posticipo di domani sera in programma alle 21 a Marmirolo fra AEP e Medole. NUOVA GOZZOLINA - ANSPI: 3 - 5 RETI: 2 Semmah, Pedrali, 3 Gandini, Moubarrir, Hadir. N. GOZZOLINA: Berteni, Caserta, Fezzardi, Gelmini, Semmah, Guerinoni, Hairech, Maghella, Pedrali, Piazza, Tagliani, Tosadori. All.: Fezzardi. ANSPI: Mouhine, Sammou, Gandini, Piadena, Varini, Hadir, Bassignani, Moubarrir. All.: Franceschetti. ARBITRO: Bigi.

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Sei su dieciin attesadi contratto (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sei su dieciin attesadi contratto i precari nNEL GIORNO della presentazione del nuovo anno accademico non sono mancate le proteste e le dimostrazioni di dissenso da parte di precari e studenti in protesta contro i tagli della riforma Gelmini. Già dalle 9,45 i precari dei servizi tecnico amministrativo, che dallo scorso gennaio hanno perso il posto di lavoro, si sono dati appuntamento di fronte a Balbi 5 per consegnare ai passanti volantini informativi sulla loro situazione. Il Comitato dei lavoratori precari Universitari ha infatti scelto il giorno dell'apertura del nuovo anno accademico per presentare le cifre raccolte. Da quello che risulta, di tutti i precari con contratti scaduti il 31 dicembre, solo il 35% ha trovato una soluzione, anche se momentanea. Di questa percentuale fanno parte un 10% di assunti con contratti di tre mesi da cooperative sociali, un 10% con contratti co.co.pro di tre o sei mesi, un 5% di assunti con contratti co.co.pro fino al 31 dicembre 2009 e infine un 10% di assunti con contratti fino a marzo in ditte di servizi. Il restante 65% non ha ancora trovato una collocazione, il tutto a discapito di servizi come le biblioteche e gli sportelli per gli studenti, che negli ultimi mesi hanno lavorato a regime ridotto o, in alcuni casi sono stati chiusi. «L'università ha bisogno di noi ma si continua, nei casi migliori, a vedere contratti di tre mesi. Le promesse che ci sono state fatte nei mesi scorsi non sono state mantenute - spiega Milad Amini, coordinatore del Comitato dei Lavoratori Precari Universitari presente ieri mattina in Balbi 5 - Inoltre si sta facendo riferimento alle cooperative, scelta che aumenta i costi per l'ateneo e diminuisce gli stipendi». Matteo Politanò 01/03/2009

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Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini Il suo regolamento sui plessi scolastici m... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini Il suo regolamento sui plessi scolastici mette a rischio l'esistenza di numerose scuole nella provincia di Rieti Contro i rigidi parametri si stanno mobilitando i sindaci dei comuni dove si opereranno i tagli

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Scuola, i sindaci preparano la difesa (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi All'ordine del giorno una delibera di osservazione al regolamento da spedire urgentemente al ministro Gelmini Scuola, i sindaci preparano la difesa Ad Accumoli consiglio comunale straordinario, mobilitazione a Montopoli

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Si muove tra indignazione e rabbia l'onda di protesta che arriva da ogni angolo della p... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 01-03-2009)

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Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Si muove tra indignazione e rabbia l'onda di protesta che arriva da ogni angolo della provincia, dove i sindaci di comuni più o meno piccoli si preparano a serrare le fila per difendere le scuole. Il primo a rispondere all'appello dell'amministrazione provinciale è Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli, che ha convocato per mercoledì un consiglio comunale straordinario dove si discuterà del decreto di riorganizzazione della rete scolastica. Un regolamento che, nei piani del ministro Gelmini, spazzerà via i punti di erogazione sottodimensionati. Per la materna del paese (11 bambini) e l'elementare (13 alunni), allo stato attuale, non c'è storia. «I criteri stabiliti del Ministero costringono alla chiusura di scuole come la nostra e se non si provvederà a rivedere la norma - sottolinea Petrucci - plessi piccoli e vitali come Accumoli spariranno per sempre». Una situazione tanto più assurda se si pensa che nel paese la crisi strisciante degli ultimi anni ha ridotto notevolmente la presenza di servizi essenziali: manca il trasporto Cotral e le distanze tra le frazioni e il centro sono già di per sé considerevoli. Ora, come si può pensare di mettere bambini di tre o quattro anni su uno scuolabus e costringerli a viaggiare anche per più di mezzora al giorno? «Chi ha dei figli o prevede di averne in futuro - nota Petrucci - dovrà ripensare l'organizzazione della propria vita e magari trasferirsi in posti meglio serviti, con scuole aperte e funzionali». E' per far presente una condizione di profondo disagio vissuta in generale dalle piccole realtà dei territori interni che il consiglio di Accumoli mercoledì stilerà una delibera d'osservazione da far pervenire d'urgenza al ministero dell'Istruzione. L'obiettivo è capire se vi siano margini entro i quali operare per salvare dall'estinzione le scuole. «Spero che iniziative simili - si augura Petrucci - verranno immediatamente intraprese anche da altri sindaci. Tutti insieme dimostreremo la necessità delle "scuole di frontiera" al pari della nostra». Tutti insieme, appunto. Ed allora ecco che anche Giancarlo Felici, sindaco di Montopoli, abbraccia con convinzione la battaglia. L'istituto comprensivo di Montopoli non figura nella lista dei condannati ma il sindaco guarda lontano: «I tagli che il territorio sta subendo ricadranno a cascata su tutti procurando un danno enorme non solo alle scuole ma alle municipalità nel loro complesso. Chiaro che i giovani non potranno far altro che trasferirsi in comuni dove ci sono scuole e servizi e gli sforzi delle amministrazioni che hanno investito in un'istruzione di qualità andranno vanificati».

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Gli spogliatoi delle palestre talvolta hanno affreschi, palchi, microfoni e telecamere (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 01-03-2009)

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Gli spogliatoi delle palestre talvolta hanno affreschi, palchi, microfoni e telecamere Gli spogliatoi delle palestre talvolta hanno affreschi, palchi, microfoni e telecamere. Il vertice italo francese per una battutaccia tra maschi? La versione ufficiale della frase sussurrata da Berlusconi a Sarkozy è "Tu sais que j'ai ètudiè à la Sorbonnè" (tu sai che ho studiato alla Sorbona). Quella sotto accusa, "Moi je t'ai donné la tua donna" (io ti ho dato la tua donna ), mix linguistico a parte, ci sembra più in stile con l'uomo. E il sorriso imbarazzato di risposta di Sarkò conferma la versione palestra. Rassegnamoci, l'atmosfera "out off record" degli spogliatoi gli uomini se la portano dentro. Un trucco per sentirsi sul palcoscenico della storia e insieme a casa propria. E poi erano d'accordo su tutto: nucleare, infrastrutture, politica europea. Perché non anche sull'import-export? I giornalisti francesi hanno assegnato a Berlusconi l'"Oscar della volgarità". Moderiamo i termini. La vita è un derby. Il labiale Materazzi-Zidane vale quello Berlusconi-Sarkozy. Madre, sorella o moglie, sempre di proprietà si parla. E mica solo la Carfagna, la Brambilla, la Gelmini, la Russo, la Troise, la Manna, la Ferranti, la Sanjust o la Gaggioli. Non solo ministre o starlette. Anche cantanti come la Bruni. Di questo passo possono sperare tutte: commercialiste, avvocate, notaie commesse e magari anche taxiste. Il Berlusconi califfo ci fa sentire meno sole. La sindrome dell'harem ci da speranze. E non ci si finisce solo se si è strafighe. Il presidente del Consiglio è uomo di larghe vedute. Ha fatto cucù persino a quella buzzicona della Merkel e ha definito la Thatcher una gran gnocca. Basta aspettare. Prima o poi toccherà anche a noi. Una gaffe non si rifiuta a nessuno. 01/03/2009

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Corteo anti-Gelmini bloccato dagli agenti Tensione e spintoni (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 01-03-2009)

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VETRINA pag. 5 Corteo anti-Gelmini bloccato dagli agenti Tensione e spintoni BRESCIA CI SONO STATI MOMENTI di forte tensione ieri mattina fra gli studenti in corteo e la polizia: spintoni, strattonamenti, qualcuno a terra. I ragazzi del Kollettivo studentesco erano partiti alle 10 da piazza Garibaldi, dove si erano concentrati. Avevano percorso via Garibaldi e via Pace, imboccando corso Palestro, con l'intenzione di dirigersi verso corso Zanardelli che però era off limits su diniego del questore. Infatti una circolare del ministro Roberto Maroni e un'ordinanza del sindaco Adriano Paroli vietano le sfilate nelle vie del centro storico e davanti a monumenti e chiese. Gli agenti hanno bloccato la manifestazione all'altezza di via Cavallotti e sono cominciate le scaramucce. Il clima rovente si è protratto, sono sopraggiunti anche i carabinieri ma alla fine tutto si è risolto con una mediazione. LE DIVISE SONO arretrate fino a via Gramsci per consentire ai giovani di defluire verso sud. Non potendo entrare nel nucleo antico, i manifestanti si sono riversati sul ring, attorno alla statua di Zanardelli, di fatto bloccando la circolazione che a quell'ora - ormai si era fatto mezzogiorno - era particolarmente intensa. Molte proteste da parte degli automobilisti inferociti sono arrivate persino in questura. Il corteo del Kollettivo ha mantenuto la posizione, lanciando i suoi slogan contro la riforma Gelmini, i tagli della Finanziaria, lo smantellamento della scuola pubblica. Poi si è diretto verso piazzale Cremona dove si è sciolto. M. B.

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A rischio due scuole (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 15 A rischio due scuole Vallone e S.Angelo: solo 10 alunni per le prime SENIGALLIA ULTIMO giorno ieri per le pre iscrizioni scolastiche e segreterie dei vari istituti aperte per fornire informazioni e moduli ai genitori. C'era particolare attesa quest'anno soprattutto per le prime classi delle elementari, alla luce del recente decreto del ministro Maria Stella Gelmini in base al quale dal prossimo anno scolastico per il mantenimento delle prime classi si dovrà registrare un minimo di quindici alunni. NELLE PROSSIME settimane - quando i dati delle iscrizioni saranno completati - si conoscerà in maniera più dettagliata la situazione in particolare delle scuole situate nelle frazioni periferiche, messe più a rischio dalla nuova normativa. Stando ad alcune anticipazioni, nessun problema presenterebbe il plesso di Cesanella che potrebbe addirittura avere due prime classi; raggiunto il numero anche a Cesano, mentre per Scapezzano ieri ad iscrizioni non concluse si era a quota quattordici; e quindi con buone possibilità di arrivare al quindicesimo iscritto. Più problematiche invece si presenterebbero le pre-iscrizioni nei plessi di Vallone e S. Angelo, dove sembra che le iscrizioni raggiungano la decina per entrambe le scuole. Ma come detto, sono solo dati non ufficiali che dovranno essere poi confermati. In ogni caso l'attesa nelle frazioni è forte, come sottolinea il portavoce del comitato dei genitori di Scapezzano, Francesco Simoncioni (foto). «AL DI LA' delle singole iscrizioni in ogni scuola dice Simoncioni riteniamo che l'Amministrazione comunale in collaborazione con le varie direzioni possa svolgere un ruolo importante per la redistribuzione degli alunni nel territorio, cercando di mantenere tutti i plessi delle frazioni. Da parte dei vari comitati c'è comunque un impegno per la salvaguardia delle scuole. Per quanto riguarda Scapezzano, se non verrà accolto il tempo pieno, attiveremo comunque il tempo prolungato dal lunedì al venerdì fino alle 14''. Image: 20090301/foto/231.jpg

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Il grande psicoanalista Jung - dice Uto Ughi - ha scritto nelle sue memorie che quando... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 01-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Civitavecchia))

Argomenti: Scuola

Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi di ALFREDO GASPONI «Il grande psicoanalista Jung - dice Uto Ughi - ha scritto nelle sue memorie che quando veniva a Roma sentiva una tale carica di energia positiva che doveva andar via perché l'emozione lo sconvolgeva. Io a Roma sto bene, in ogni luogo e in ogni momento della giornata. Mi piace tutto, anche se il mio sogno è un appartamento con vista sulla cupola di San Pietro: come avere Michelangelo in casa». Il famoso violinista parla del suo rapporto con Roma, che approfondirà stamattina alle 11.30 all'Auditorium Parco della musica (Sala Sinopoli; tel. 060608; 2 euro) nel concerto di Romàntìca. Accenti sulle storie di Roma, la rassegna di spettacoli di parole e note guidati da Umberto Broccoli, sovrintendente ai Beni culturali del Comune. «Con Broccoli - spiega Ughi - sto facendo un ciclo di programmi per Radiouno, la domenica alle 11: trasmissioni non troppo lunghe in cui presento brani musicali in modo un po' divulgativo, con qualche parola sugli autori e sul periodo storico. Broccoli mi fa delle domande e io rispondo. Qualcosa di simile accadrà all'Auditorium domenica mattina (oggi, Ndr); in più parleremo di Roma e dei suoi suoni: le campane, le fontane...». In programma musiche di Kreisler, Tartini, Beethoven e Paganini. Con Ughi il pianista Marco Grisanti; le parole di Broccoli saranno accompagnate dal pianista Luca Bernardini. E probabilmente il violinista coglierà l'occasione per parlare anche delle difficoltà che attraversa la musica. «Ho letto della proposta di Alessandro Baricco di dare i finanziamenti pubblici alla scuola e alla tv anziché ai teatri. Penso si tratti di un paradosso: la musica dal vivo in teatro ha una sua unicità per il carisma dell'interprete che non potrà essere sostituito dal mezzo meccanico. Ma Baricco non ha tutti i torti perché è vero che bisognerebbe dare più soldi alla scuola, anche per aumentare la presenza della musica, attualmente trascurata. E sono lieto di aver ricevuto un invito per discutere di questo problema dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Suggerirò di fare regolarmente concerti nelle scuole, anche con giovani di talento. Sono convinto che molti miei colleghi aderiranno, per reazione verso un disfacimento della cultura musicale che si manifesta anche sotto l'aspetto organizzativo». Un esempio? «La vicenda della sostituzione del sovrintendente dell'Opera di Roma, Francesco Ernani, una delle poche persone che hanno sempre avuto i bilanci in pareggio. Adesso, con i tagli spaventosi alla cultura, è in difficoltà: ma fargli dare le dimissioni per questo motivo, che non dipende da lui, è un'ingiustizia. Il potere non si sta comportando bene».

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Il Pd: <A casa ottomila insegnanti veneti> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-03-01 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Riforma Gelmini Democratici e Cgil lanciano l'allarme per i tagli alle cattedre ed il caos tempo pieno Il Pd: «A casa ottomila insegnanti veneti» PADOVA — Pochi mesi fa le manifestazioni di piazza, gli scioperi, le mobilitazioni. Oggi i primi bilanci. Nel giorno in cui si chiudono le iscrizioni scolastiche, il Partito Democratico, con il supporto della Cgil, valuta i primi effetti del maestro unico e della riduzione del tempo lungo, pilastri della riforma Gelmini. Su tutti, il pesantissimo giudizio di Maria Pia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione, nei confronti di una scuola che «ritorna agli anni '50, povera di insegnanti, di soldi, di tempo, di strutture» e rischia di dire definitivamente addio a quella classifica (fonte Ocse) che, almeno qui in Veneto, la poneva al primo posto nel mondo per qualità. A farne le spese soprattutto quelle famiglie (12 mila solo a Padova) che hanno richiesto il tempo prolungato per i propri figli ma che si sono sentiti rispondere: «Compili la domanda di iscrizione con almeno quattro preferenze, poi le faremo sapere ». Va da sè che nell'organizzazione famigliare quel «le faremo sapere se suo figlio uscirà di scuola alle 12, alle 15 o alle 17» fa una certa differenza. Dall'altra parte della cattedra 8 mila insegnanti veneti si preparano a cercare un nuovo lavoro nei prossimi quattro anni. Tra i tagli previsti, i docenti in soprannumero e la riduzione delle supplenze le stime elaborate dalla Cgil parlano di più di 100 mila posti di lavoro in tutta Italia, quando la riforma Gelmini sarà operativa. Tra le province più penalizzate quella di Vicenza, con 1.513 docenti che non saranno riconfermati, seguita a ruota da Padova, che ne vede a rischio 1.445. La scelta del maestro unico, da sola, costringerà all'ufficio di collocamento 11.500 insegnanti di inglese. Ma anche per chi conserverà la propria cattedra non saranno tutte rose e fiori. Non è difficile capire infatti che dopo 10, 15 anni passati a specializzarsi in una materia trovarsi da un giorno all'altro a doverne insegnare altre 10 (ecco il famoso maestro unico) non sarà una passeggiata. A tendere una mano agli insegnanti un mini corso che, almeno per quanto riguarda la lingua inglese (non certo conosciuta da tutti gli insegnanti), non supererà però le 200 ore. Non solo. Visto che il numero degli alunni per le scuole d'infanzia salirà fino a 29, le visite d'istruzione o i laboratori diventeranno un lontano ricordo visto che la legge impone che per questi debba essere rispettato un rapporto di un insegnante ogni 15 studenti. Colpo di grazia la manutenzione degli edifici scolastici. Al posto dei 14 miliardi di euro stimati per mettere in sicurezza tutti i complessi scolastici italiani il governo ha stanziato 20 milioni. Il che si traduce in 1.800 euro per scuola, insufficienti anche solo per cambiare una porta. Un «effetto domino» che vede i Comuni e le Province (già provati dal taglio dell'Ici e dal patto di stabilità) costretti a mettere mano ai bilanci per sopperire a queste mancanze di fondi. «Tutto ciò significa uccidere l'istruzione italiana, togliere il futuro ai nostri figli – ha commentato il vicepresidente della Provincia di Venezia Andrea Ferrazzi – chiediamo le dimissioni del ministro Gelmini, la modifica della legge e una grande mobilitazione dei sindaci che altrimenti si troveranno costretti a stravolgere i loro bilanci per sopperire alle assurdità di questa riforma». Riccardo Bastianello \\ Andrea Ferrazzi Chiediamo ai sindaci di mobilitarsi contro la legge Primi bilanci Secondo le stime del Pd, la provincia più penalizzata sarà quella di Venezia, con 1513 docenti non confermati

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scuole, due istituti comprensivi per 4 comuni (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Dirigente scolastico e segreteria amministrativa saranno portate a Mortegliano e a Lestizza, con sedi associate a Castions di Strada e a Talmassons Scuole, due istituti comprensivi per 4 comuni Un decreto riorganizza i poli didattici scongiurando il rischio di accorpamento per le medie LESTIZZA. È decreto: si riorganizzano in verticale le strutture scolastiche di Castions di Strada, Lestizza, Mortegliano e Talmassons. Al posto di una direzione didattica per le scuole dell'infanzia e primarie dei 4 Comuni, e della presidenza delle scuole medie, ci saranno due istituti comprensivi, uno a Mortegliano con la sede associata di Castions e uno a Lestizza con Talmassons. Ciascun Ic raggrupperà le scolaresche di ogni ordine e grado di due Comuni; Mortegliano e Lestizza saranno rispettivamente sede di dirigente scolastico e segreteria amministrativa. Il cambiamento è la soluzione meno indolore alla razionalizzazione, che da tempo era nell'aria, diventata necessità nell'ambito della riforma Gelmini. Visto che l'attuale scuola media non raggiunge i 500 alunni, le alternative possibili sarebbero state un unico istituto comprensivo con 1400 alunni (con la perdita di un dirigente scolastico, una segreteria e con aumentate difficoltà di gestione), oppure l'accorpamento della scuola media a uno degli istituti dei Comuni limitrofi, ipotesi che avrebbe reso ulteriormente complessa la gestione dei servizi. La soluzione individuata è stata condivisa dai sindaci dei 4 Comuni e dalle attuali dirigenti scolastiche, professoresse Irma Fratini (per le medie) e Margherita Cencig (circolo didattico). «L'Ic faciliterà la continuità scolastica fra ordini di scuole»: questa la prima valutazione positiva, espressa dal sindaco di Talmassons, Anna Maria Toneatto. Il primo cittadino, che è anche docente alla locale scuola secondaria di primo grado, si dice convinta che un collegio dei docenti unico per gli ordini di scuola potrà valorizzare la specificità della scuola talmassonese, orientata all'approfondimento scientifico, grazie alla presenza del biotopo e dell'osservatorio astronomico. Ora si tratta di lavorare sodo, per arrivare a settembre con tutto pronto per il nuovo assetto: «In un incontro recente - spiega il vice sindaco di Mortegliano, Alberto Pinzani, che ha seguito da vicino il processo di riorganizzazione scolastica - amministratori comunali, dirigenti scolastiche, ufficio tecnico comunale, direttrici dei servizi amministrativi della scuola e responsabili per la sicurezza hanno studiato le problematiche di ordine tecnico. L'edificio della scuola media di Mortegliano ospiterà nei quattro locali fronte strada la segreteria, mentre la presidenza sarà insediata in quello che ora è magazzino; alle elementari invece, negli uffici smantellati recuperiamo spazi didattici per il plesso che nei prossimi anni incrementa gli alunni. Sono allo studio ulteriori servizi per gli alunni». La valutazione sul nuovo assetto, al di là della soddisfazione di aver salvato l'autonomia della scuola media e di aver creato migliore continuità, non riscuote il giudizio positivo di Pinzani, preoccupato perché la riforma Gelmini sottrarrà importanti risorse. Il Comune di Mortegliano è comunque disponibile a un progetto di integrazione per sostenere la qualità della scuola. Paola Beltrame

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in città 4 sole richieste per l'insegnante unico (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Pordenone In città 4 sole richieste per l'insegnante unico PRIMARIE Bocciato il maestro unico della riforma Gelmini nelle primarie di Pordenone: 4 richieste su 418 pre-iscritti 2009-2010 nei tre circoli didattici. Dati provvisori e ufficiosi, tutti alla verifica a 24 ore dal termine delle iscrizioni di fine febbraio. Le novità emergenti in città: boom delle richieste di 30 ore di lezione settimanale o del tempo pieno nelle ex elementari e liste di attesa nelle scuole dell'infanzia. Il bilancio si traccerà con l'assessore all'istruzione comunale Gianantonio Collaoni entro marzo, per verificare eventuali doppie e triple iscrizioni in più plessi. In attesa del regolamento sugli organici 2009-2010, cioè la bibbia ministeriale per formare le classi e definire la titolarità delle maestre. Compresenze in cattedra in estinzione e problema della sorveglianza durante la mensa dei bambini: chi la gestirà? PRIMO CIRCOLO. «Sono 147 le richieste di iscrizione nelle scuole primarie e 193 nel settore dell'infanzia - ha rilevato i primi dati da verificare la dirigente Loredana Marcuz -. Liste di attesa nei plessi Vittorio Emanuele e Torre». I numeri al dettaglio nelle ex elementari: 39 neo-iscritti nelle prime classi della Gabelli, 16 alla Collodi, 48 nella Odorico e 44 per la Narvesa. Un'unica richiesta per le 24 ore del tempo scuola e sarà, probabilmente, impossibile soddisfarla. Nell'infanzia si concentrano le liste d'attesa: 79 domande nella Vittorio Emanuele (sono 28 i posti disponibili in aula), 24 in via San Vito e 90 a Torre (sono una cinquantina i banchi liberi). SECONDO CIRCOLO. «Dati provvisori - ha sottolineato la dirigente Nadia Poletto - e straordinario flusso di richieste nella scuola dell'infanzia, con 135 iscritti. Nelle primarie conteggiamo 134 matricole». La mappa dei plessi ex elementari non registra richieste di lezione settimanale a 24 ore: i genitori preferiscono il tempo scuola a 30 o 40 ore. Liste di attesa nei plessi dell'infanzia: 135 iscritti e 97 posti disponibili. I dati incrociati delle iscrizioni nei tre circoli cittadini scioglieranno l'enigma delle iscrizioni plurime, per snellire le code e dare scuola a tutti. TERZO CIRCOLO. Tre richieste per il tempo scuola a 24 ore settimanali: nella IV novembre e nella Grigoletti. Prevale il modello di tempo pieno oppure con tre rientri pomeridiani: 40 matricole nella IV novembre, 61 per la Lombardo-Radice, 36 nella Grigoletti. «Nel settore dell'infanzia registriamo 80 iscrizioni nel plesso di via Fiamme gialle - hanno rilevato nell'efficiente segreteria del circolo diretto da Stefania Mamprin -, a fronte di 61 posti disponibili. In via Selvatico 20 iscritti, con 37 posti liberi. Esamineremo le situazioni, per rispondere ai bisogni delle famiglie». Chiara Benotti

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La Scala, Toscanini e Muti Il diario dei ricordi della signora della lirica (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

LA SIGNORA DELLA DOMENICA pag. 15 La Scala, Toscanini e Muti Il diario dei ricordi della signora della lirica Gioia Marchi Falck, dalle acciaierie all'opera di LUISELLA SEVESO MILANO IL PRIMO ad accogliere gli ospiti all'ingresso è Giuseppe Verdi: il busto del maestro è al posto d'onore nella casa di Gioia Marchi Falck, omaggio di una appassionata che con modestia si dichiara musicalmente incompetente ma che ha frequentato (e frequenta) tutti i teatri d'opera del mondo. La Scala, naturalmente, è il luogo dove Gioia ha scoperto la magia dello spettacolo che si godeva dal palco di famiglia con papà Nanni Falck, erede delle acciaierie di Sesto San Giovanni e la bellissima mamma Mali. Un teatro al quale è rimasta legata anche durante gli anni in cui ha vissuto a Firenze: nella sua casa di via Gesù erano spesso ospitati i direttori d'orchestra che arrivavano a Milano. Ma non c'è solo Scala nel suo cuore. E se al teatro milanese va un sostegno importante attraverso la Fondazione Milano per la Scala, Gioia Marchi Falck ha un posto di rilievo anche tra gli Amici del Ravenna Festival, è tra i sostenitori del Premio Bagutta e tra i più generosi sponsor del Fai. Ma il mecenatismo non appaga questa signora molto spiritosa che ha un "miraggio", e vorrebbe vederlo realizzato. Quale miraggio, signora Marchi? «Vorrei far arrivare al ministro Gelmini una richiesta che mi sta molto a cuore, quella di introdurre nei licei la storia della musica. L'opera è importantissima: serve anche a diffondere l'italiano all'estero. Qualche settimana fa a Stoccolma ho assistito al "Serse" di Haendel che ha il libretto in italiano. È stata un'emozione sentir cantare nella nostra lingua. Che è bellissima e che noi tendiamo a trascurare, mescolandola con parole straniere». Lei ha studiato a Milano? «Sì. Io e mio fratello Giorgio siamo nati qui, e io ho fatto il liceo Berchet. Non sono stata un gran che: ci ho messo 4 anni invece dei 3 canonici. Il mio incubo era la mamma. Lei è stata incredibile. Ha sposato mio padre molto giovane, era figlia di un agricoltore di origine ebrea. Aveva un carattere difficile, ma era intelligentissima e io l'ammiravo molto. Lei il liceo l'ha fatto in due anni. Poi si è iscritta a filosofia. Ha avuto noi figli, poi è tornata all'università. Una cosa molto rara all'epoca. Quando è mancata, Silvana Ottieri che la conosceva mi ha scritto una lettera bellissima raccontandomi lo scalpore che faceva questa signora bella ed elegante che entrava all'Università Statale con le perle e la veletta. Un'apparizione». Come ricorda la sua infanzia? «Tranquilla, nonostante la guerra. Nel '43 abbiamo abitato a Portofino e nel '44 a Pian dei Resinelli. Papà invece è rimasto a Milano, e alla fine ha partecipato al Comitato di Liberazione Nazionale. Ma per noi bambini non era strano che la guerra avesse separato i nostri genitori, non potevamo fare confronti, era quella la nostra esperienza di vita». Si è sposata giovane? «A 23 anni. Ho conosciuto mio marito Carlo a New York e ci siamo sposati, 49 anni fa. Abbiamo tre figli maschi, Ferruccio, Filippo, Federico, tutti sposati. Ho 6 nipoti e uno in arrivo». Ha mai lavorato fuori casa? «Poco e male. Ho collaborato con "Novità", una rivista poi assorbita da Vogue, un po' a Domus con Giò Ponti. Papà ci teneva che facessi esperienza lavorativa, ma a me non interessava. Adesso so di aver sbagliato: il lavoro è ordine e concentrazione». Chi apprezza di più tra le celebrità che ha conosciuto? «Beh, Toscanini, mi intimoriva moltissimo ma ne ho un ricordo molto bello. Una volta andai da lui col mio diario dei ricordi e lui mi scrisse le note dell'Inno alla Gioia di Beethoven. Poi Riccardo Muti. Ha abitato in questa casa per un po' mentre noi eravamo a Firenze, con la moglie Cristina. Peccato per la lite con la Scala: Muti è il più grande direttore che abbiamo, insieme ad Abbado». Lei è anche sostenitrice del Fai. «Sì, sono presidente dei "Duecento" (il gruppo di coloro che hanno versato più fondi, ndr). Ammiro moltissimo Giulia Maria Crespi, che sa fare quel che fa con tanta passione. Anche io amo molto il patrimonio italiano, abbiamo tutto ciò che è bello». Cosa non le piace invece? «L'eccesso di critica. Non amo chi si compiace nel criticare pensando sia elegante, e non trova soluzioni. Preferisco pensare in positivo. Come mia suocera, che diceva sempre, in milanese: "Alegher e mai stracch". Mi sembra un pensiero perfetto».

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avezzano. sembrava un'allegra gita scolastica. strimpellate alla chitarra, barzellette, ... (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Roberto Raschiatore AVEZZANO. Sembrava un'allegra gita scolastica. Strimpellate alla chitarra, barzellette, ... LA SCUOLA AVEZZANO. Sembrava un'allegra gita scolastica. Strimpellate alla chitarra, barzellette, brindisi e molliche di pane lanciate per dispetto ai tavoli vicini. Dove non erano seduti studenti burloni, ma ottanta presidi della provincia arrivati a festeggiare tredici colleghi dirigenti andati in pensione. Una festa contagiosa condita dalle risate e scandita da quarant'anni di ricordi sui cambiamenti nelle scuole. Oggi i presidi finiti sul libro paga dell'Istituto di previdenza per dipendenti dell'amministrazione pubblica hanno capelli grigi e qualche ruga a solcare i volti. Hanno lasciato le aule dove i ragazzi mostrano con disinvoltura ombelichi e piercing, portano i-Pod e nascondono ai "prof" gli ultimi telefonini sfornati dal mercato dell'alta tecnologia. Quando hanno preso servizio guadagnavano 48mila lire al mese, qualche ragazzo ribelle indossava jeans a zampa d'elefante, volavano scappellotti per mantenere la disciplina. Altri tempi, altri ricordi. Enea Di Ianni, dirigente scolastico alla Radice di Sulmona, li ha racchiusi in un lavoro in prosa e musica presentato durante la festa nel salone dell'istituto alberghiero dell'Aquila e dedicato ai capi d'istituto pensionati. Oltre al direttore dell'Alberghiero, Domenico Evangelista, alla manifestazione è intervenuto Carlo Petracca, direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale. Dopo il banchetto, curato dagli studenti-cuochi, Rita Vitucci, dirigente dell'Ufficio scolastico, ha consegnato ai presidi pensionati i lavori realizzati dall'artista Procopio. La festa curata dai dirigenti Gabriello D'Antonio, Abramo Frigioni, Armando Rossini e Paola Giagnacovo ha raggiunto l'apice con un'esibizione canora. Frigioni al banjo, Di Ianni alla tastiera e Ilio Leonio, preside del Classico di Avezzano, alla chitarra hanno eseguito una serie di brani musicali, alcuni rielaborati e dedicati ai tredici capi d'istituto festeggiati. «Una giornata indimenticabile e irripetibile», racconta Abramo Frigioni, capo d'istituto della media Vivenza di Avezzano, «siamo tornati ragazzi per dimostrare tutto il nostro affetto a colleghi che hanno dato tanto alla scuola». Vite spese tra i banchi. Come quella di Pasquale Del Pinto, per un quarto di secolo preside del liceo classico Torlonia di Avezzano. «Penso di essere uno dei pochi dirigenti in Italia, se non l'unico, ad avere guidato una stessa scuola per tanti anni», commenta un orgoglioso Del Pinto, «la scuola mi ha dato tanto e devo tanto alla scuola. Mi mancherà il contatto con tanti ragazzi diventati uomini. Con alcuni ho conservato ottimi rapporti, come per esempio Valerio D'Orazi e Francesco Serafini. Uno insegna al Policlinico di Roma, l'altro è primario in un ospedale di Napoli. Una volta li ho anche sospesi. Che cosa è cambiato nella scuola? Ha perso la propria autorevolezza. La scuola la devono fare i bravi professori e non i sindacalisti o i politici». Di cambiamenti ne ha vissuti tanti anche Pasqualina Bellotta. «Due terzi della mia vita li ho trascorsi a scuola», racconta l'ex dirigente della Vivenza, per anni a Trasacco, a Magliano dei Marsi e alla Giovanni XXIII di Avezzano, «sono cambiate molte cose e ho notato che negli anni sono aumentati i disagi dei ragazzi. Alcuni non hanno una famiglia solida alle spalle e ciò si ripercuote sul rendimento o il comportamento. Ricordo il caso di un genitore che voleva assolutamente riprendere il figlio dalla scuola ma non poteva perché il tribunale lo aveva affidato esclusivamente alla madre. Però la scuola ha anche meriti. Me ne accorgo con un po' di orgoglio quando incontro ex alunni diventati medici o ingegneri». Tornando alla festa all'Alberghiero, è stata doppia quella in casa Baldascino. In pensione sono andati moglie e marito, Emilia De Vecchis e Saverio Baldascino, rispettivamente presidi a Civitella Roveto e Capistrello. «Già mi mancano i ragazzi», confessa la professoressa De Vecchis, «ho vissuto una vita nella scuola e in trenta anni la scuola è stata stravolta. E' cambiata la società, sono cambiati i rapporti genitori-figli, le classi continuano a ospitare alunni extracomunitari». La chiusura spetta a Dante Capaldi, che dopo cinque anni ha lasciato la direzione dell'Itc Rendina dell'Aquila. I neopensionati Capaldi e Piergiorgio Gatti, coi loro 46 anni di servizio di ruolo, detengono il record in provincia. «Iniziai a Capistrello, altri tempi, quanti ricordi», sottolinea Capaldi mentre sfoglia il registro dei ricordi, «la scuola è stata e sarà sempre scuola nei limiti in cui sa essere viva. Ho visto passare tanti ministri, oggi con la Gelmini si è pensato solo a tagliare. Si nega la possibilità di fare supplenze a tanti precari. E il voto in condotta? Non è un utile deterrente perché il bullismo si combatte con le lezioni vive, dinamiche, che sanno coinvolgere i ragazzi. La disciplina va mantenuta con il lavoro e le famiglie devono essere più partecipi. Quando ho iniziato i ragazzi potevano andare incontro anche a qualche sberla. I genitori davano il resto. Ora se ti permetti un rimprovero si rischiano le denunce. C'è un eccesso di protezionismo». Capaldi tiene a evidenziare un proprio merito: «Fui il primo in Abruzzo a introdurre un computer. Era il 1983 e lavoravo a Civitella Roveto. Oggi la scuola non ha soldi per acquistare computer e lavagne elettroniche. Viaggia col carretto quando è tempo di volare in jet».

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Aula Magna ostaggio dei contestatori per mezz'ora (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 52 del 2009-03-01 pagina 3 Aula Magna ostaggio dei contestatori per mezz'ora di Monica Bottino (...) relatori. «Fuori le mummie dall'Università», «Università-Fondazione nessuna inaugurazione», «Comitato lavoratori precari Università», «Tremonti in un call centre, Gelmini in fonderia, questa è democrazia», «la privatizzazione è una truffa, l'ermellino sa di muffa» è il contenuto degli striscioni che si sono visti per pochi minuti dagli scranni dell'aula magna, insieme con un drago di cartapesta, azzeccato per la giornata di fine carnevale. Il resto è stato un concerto di fischietti e dei soliti slogan triti e ritriti che si sono sentiti negli ultimi tempi. Dopo scambi di battute anche forti con qualche professore, gli studenti sono stati allontanati su richiesta del rettore che ha così potuto cominciare l'inaugurazione. Il magnifico rettore Giacomo Deferrari ha preso subito la parola «chiedendo scusa ai presenti per la tormentata inaugurazione. Non una cerimonia, non una festa come sostengono i contestatori dell'Onda, ma un momento importante di riflessione e indirizzo per l'università». E ha aggiunto: «sono pochi gli studenti con opinioni molto contestatrici contro il sistema universitario. Oggi ne abbiamo visto una trentina. Gli altri quarantamila studenti hanno opinioni diverse. Quindi la protesta inscenata stamani in Aula Magna per me non è un gran problema. Esiste la libertà d'opinione - ha detto Deferrari - ci chiamiamo università proprio perché universitas significa luogo dov'è possibile esprimere ogni idee. Se queste sono espresse in modo corretto c'è possibilità di confronto. Il ritardo causato oggi all'inaugurazione non mi preoccupa. Sarei stato più preoccupato se gli studenti non fossero stati una minoranza. In più questi numero limitato di studenti ha stretto un'alleanza solo con un gruppo ristretto di precari». Il rettore ha quindi potuto iniziare la cerimonia parlando delle sfide che attendono l'ateneo genovese nel 2009 « il nuovo piano edilizio per le facoltà, i lavori all'Albergo dei Poveri, la modifica del sistema di governo dell'ateneo, l'accorpamento di poli e dipartimenti, la razionalizzazione delle spese e i prepensionamenti». Guest star della mattinata, il senatore del Pd Ignazio Marino, non ha lesinato attacchi alla riforma Gelmini dicendo che non si tratta di riforma ma soltanto di tagli per risparmiare. Marino ha illustrato la propria contrarietà sulla proposta di legge sul testamento biologico che lede, a suo parere, la libera scelta di ciascuno di noi. Il senatore, medico specialista nei trapianti d'organo, ha ricordato alcuni casi umani incontrati nella carriera per spiegare come il paziente debba poter scegliere sempre le cure. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Insulti sui muri e aula magna occupata il rettore sgombra gli ultras con la polizia (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 52 del 2009-03-01 pagina 8 Insulti sui muri e aula magna occupata il rettore sgombra gli ultras con la polizia di Monica Bottino GenovaHanno imbrattato di scritte i muri dei palazzi storici della strada universitaria, hanno dipinto l'asfalto di insulti e poi hanno occupato l'aula magna dove stava per cominciare l'inaugurazione dell'anno accademico con il magnifico rettore insediatosi solo tre mesi fa. L'Onda, il movimento studentesco contro la riforma Gelmini, ieri mattina ha cercato di movimentare la cerimonia genovese. Ma il gruppo di manifestanti - qualche decina, compresi i soliti giovani dei centri sociali e i contestatori fuori corso per vocazione - è riuscito nell'opera di disturbo per una mezz'ora soltanto. Dopodiché il rettore Giacomo Deferrari ha preso di petto la situazione chiedendo ai poliziotti della Digos che presidiavano le aule di intervenire a liberare il campo. E senza prendere nessuno di peso, ma spingendoli fuori con una certa decisione, gli agenti hanno consentito ai professori, agli altri studenti e ai rappresentanti del personale amministrativo di procedere con gli interventi programmati. Il magnifico rettore Giacomo Deferrari ha preso subito la parola chiedendo «scusa ai presenti per la tormentata inaugurazione. Non una cerimonia, non una festa come sostengono i contestatori dell'Onda, ma un momento importante di riflessione e indirizzo per l'università». Mentre fuori i manifestanti picchiavano su pentole e coperchi e fischiavano a tutta forza per disturbare, il rettore ha ridimensionato la protesta: «Sono pochi gli studenti con opinioni molto contestatrici contro il sistema universitario. Oggi ne abbiamo visto una trentina. Gli altri quarantamila studenti hanno opinioni diverse. Quindi la protesta inscenata stamani in Aula Magna per me non è un gran problema. Esiste la libertà d'opinione, ci chiamiamo università proprio perché universitas significa luogo dov'è possibile esprimere ogni idea. Se queste sono espresse in modo corretto c'è possibilità di confronto. Il ritardo causato oggi all'inaugurazione non mi preoccupa. Sarei stato più preoccupato se gli studenti non fossero stati una minoranza. In più questo numero limitato di studenti ha stretto un'alleanza solo con un gruppo ristretto di precari». Ospite d'onore dell'inaugurazione genovese il senatore del Pd Ignazio Marino, noto medico specialista di trapianti e amico personale del rettore Deferrari. Marino, la cui presenza all'inaugurazione non era stata ben accolta da alcuni professori contrari alle sue posizioni in tema di testamento biologico, ha ribadito che «il ddl Calabrò è contro la libertà di scelta». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Bidelli al metro quadrato (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Il ministro dell?Istruzione Maria Stella Gelmini lo gridò già alcuni mesi fa che era uno scandalo. «Ci sono più bidelli che carabinieri», disse. Sono oltre 160 mila in tutt?Italia, uno ogni due classi. «Troppi, anche perché in realtà molti servizi sono svolti da ditte private, dalla mensa, alla pulizia vera e propria», fanno sapere dal ministero. E così la Gelmini procedette con i tagli. In realtà all?interno della galassia dei bidelli si nasconde una situazione confusa, sommersa, dove i controlli sono frammentari e spesso aggirati. La normativa che subordina l?organico dei bidelli al numero degli allievi è spesso disattesa, e che in molte città i bidelli sono assunti «al metro», sulla base della superficie della scuola, cortili e palestre comprese. Perché esistono i bidelli di ruolo, regolarmente assunti e ufficiali, ma anche i lavoratori addetti alle pulizie assunti con appalti privati. Sono gli Lsu, i lavoratori socialmente utili, o quelli provenienti da cooperative sociali. Possono essere ex-detenuti o tossicodipendenti in fase di recupero, disabili o extracomunitari ed è la loro percentuale ad essere diversa da regione a regione e a provocare, a volte, alcuni picchi di spesa rispetto alla media. Prendiamo la Campania e il Lazio, ad esempio: nel 2007 rappresentano da sole la metà dei soldi richiesti da tutte le regioni italiane per appalti privati di pulizia: su 534 milioni e 500 mila euro la Campania ne chiede 160 milioni e il Lazio 88 milioni. Cifre considerevoli, soprattutto se andiamo a considerare la spesa per ciascuna classe. La Campania in quell?anno chiede 5631,81 euro per ogni classe, e il Lazio 4558,4. Molto più della media italiana di 3818,45 euro. In alcune regioni, insomma, o i bidelli assunti con appalti privati costano di più, oppure sono troppi rispetto alle classi, oppure qualcosa non va. Oltre a Campania e Lazio ad avere dati al di sopra della media sono la Basilicata (4733,72 euro chiesti per classe), l?Abruzzo (4431,05 euro), la Calabria (4129,6 euro). E qualcosa non va davvero in questo denaro richiesto perché a fine 2007 di fronte alle proteste del ministero perché si spende troppo qualcuna delle scuole ridimensiona le pretese tanto che dalle casse dello Stato la cifra spesa è inferiore ai 534 milioni e mezzo di un buon 20% circa. I conti non tornano, insomma, e basta dare uno sguardo ad alcune scuole per rendersene conto. Al Circolo Didattico di Cesa, in provincia di Caserta, nel 2007 hanno 75 classi e 75 collaboratori scolastici, uno per classe insomma, e uno ogni 20 alunni, almeno il doppio rispetto alla media italiana che il ministro Gelmini considera già eccessiva. Mentre la spesa è sette-otto volte più alta rispetto alla media: 24.034 euro per classe. La dirigente Adriana Mincione la considera, invece, una situazione normale: «Nel 2007 avevamo almeno 62-63 persone che venivano dai lavori socialmente utili e comunque non è sulla base degli alunni o delle classi che va fatto il calcolo altrimenti non ci si trova più». Secondo la dirigente di Cesa il calcolo va fatto «sulla base dei metri quadrati dell?istituto e comprende anche cortili e palestre». In realtà il ministero da dieci anni ha fatto piazza pulita di calcoli che non siano quelli decisi a Roma. E? dal ?99 che gli enti locali non hanno più voce nella questione «bidelli» nelle scuole ed è il ministero ad aver stabilito parametri per il numero dei lavoratori in base al numero degli alunni che dalle parti di Napoli ma anche del Lazio e di alcune altre regioni si rifiutano di prendere in considerazione lasciando campo libero alle interpretazioni private. A Palermo il regolamento comunale prevede un addetto per ogni 180 metri quadrati negli appalti privati, in provincia di Trento si calcola un lavoratore ogni 1455 metri quadrati e in Campania uno ogni 700 metri quadrati di «superficie calpestabile», come chiarisce la Associazione scuole autonome della Campania in una nota ai dirigenti scolastici. Nelle condizioni di Cesa ci sono altre scuole, dal circolo didattico di Teverola, sempre in provincia di Napoli, dove nel 2007 lavorano in 72 collaboratori scolastici, anche qui quasi uno per classe, e la spesa media per classe è quasi di 23.663 euro. La dirigente di Teverola, come anche quella di Cesa precisa che alcuni lavoratori sono stati pensionati, altri trasferiti ad altre scuole anche se le cifre sembrano chieste dal loro circolo didattico, una pratica che comunque la normativa sugli appalti non considera corretta. Ma le scuole con richieste superiori alla media sono anche in altre regioni. A Torino c?è il Duca D?Aosta dove le spese per appalti privati per classe sono di 16.275 euro, cinque volte di più rispetto alla media italiana. O c?è il Novaro, con 12.992 euro per classe, quattro volte di più rispetto alla media. «Abbiamo sempre sostenuto che le esternalizzazioni finiscono per creare problemi in termini di costo - avverte Mimmo Pantaleo segretario nazionale della Flc-Cgil - e chiediamo che appalti e assunzioni siano fatti in modo trasparente come anche i tagli, e non vorremmo che ora si scateni una guerra tra poveri, tra bidelli di ruolo e lavoratori esterni. Bisogna garantire il reddito a chi lavora».

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Nelle segrete stanze che custodiscono la cultura camuna (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 01/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:valcamonica Nelle segrete stanze che custodiscono la cultura camuna La Comunità montana si appresta a raccogliere i frutti del Distretto che promuoverà il territorio e le sue iniziative promuove il progetto del Distretto culturale" title="La sede della Comunità montana: l'Ente comprensoriale promuove il progetto del Distretto culturale" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090301/foto/full_brescia_405.jpg',600,594)"> La sede della Comunità montana: l'Ente comprensoriale promuove il progetto del Distretto culturale VALCAMONICAL'acqua del Distretto culturale della Valcamonica è in ebollizione. È arrivato il momento di buttare le decine di iniziative, per preparare «piatti» ed interventi davvero unici. In questi giorni, nella «cucina» della Comunità montana c'è un gran fermento: il maxi-progetto per la realizzazione del primo Distretto culturale della Lombardia (finanziato dalla Fondazione Cariplo con 4 milioni di euro) è davvero partito. L'ora «X» della cultura camuna è quindi scoccata. Si fa fatica a scegliere da quale iniziativa partire per descrivere quanto sta accadendo in Valle in queste settimane. Dato il paragone gastronomico, iniziamo da «Valle Camonica sulla carta», una campagna di comunicazione che ha a che fare con farina, lievito e forni. In diverse panetterie della zona, infatti, il pane viene distribuito in sacchetti di carta appositamente realizzati, con loghi, slogan e immagini dei quattro più importanti eventi culturali dell'anno: la nascita del Distretto, il decennale della «Funsciù» di Gianico, il centenario della ferrovia Brescia-Edolo e quello della scoperta delle incisioni rupestri. Tra cultura ed edilizia Ogni istituzione che si rispetti, poi, ha una propria sede decorosa e rappresentativa. Il Distretto sarà ospitato presso il rinnovato Centro camuno di studi preistorici a Capo di Ponte, dove le opere di ammodernamento dell'edificio sono ormai finite e in questi giorni si stanno sostituendo gli arredi; nelle prossime settimane è attesa l'inaugurazione. Nella struttura, ampliata e resa più funzionale, si trasferiranno i nuovi uffici del Distretto, finora ospitati in Comunità montana a Breno, da dove saranno coordinate tutte le iniziative in programma quest'anno. In particolare, saranno organizzate le celebrazioni per i due centenari dell'arrivo della ferrovia in Valle e della scoperta delle incisioni rupestri, compreso il trentennale dell'ingresso nell'Unesco. A questo proposito, la Comunità ha indetto il bando di gara per la realizzazione di «Archeoweek. Festival della preistoria», che avrà luogo dal 5 al 13 settembre, per individuare un soggetto cui affidare la progettazione, realizzazione e gestione della rassegna interamente dedicata all'archeologia e alla preistoria. Sono previsti incontri, laboratori, visite tematiche ai parchi delle incisioni, spettacoli musicali e teatrali e mostre di pittura ispirate alle immagini preistoriche. Sono a disposizione 100mila euro e le offerte andranno presentate entro il 24 marzo (info www.cmvallecamonica.bs.it). Aspettando «CaMus» Il primo evento culturale che attende la Valle tra pochi giorni è l'inaugurazione di «CaMus», il nuovo museo d'arte della Valcamonica, che ha sede nel Palazzo della cultura a Breno. All'evento, in calendario per sabato 7 marzo, è annunciata la presenza del ministro Mariastella Gelmini e di Vincenzo Gheroldi, curatore dell'allestimento. Per completare il quadro di queste prime attività del Distretto, è da ricordare il bando appena emesso per l'assegnazione di tre borse di studio, da 3mila euro ciascuna, per attività di ricerca inerenti il patrimonio immateriale della Valle. Gli assegnatari, studenti universitari e giovani laureati, dovranno effettuare una ricognizione del patrimonio culturale immateriale (tradizioni, riti, feste, espressioni artistiche) presente sul territorio camuno e individuarne nuove modalità di fruizione culturale e turistica. La Comunità montana sta infatti elaborando un «Registro delle eredità immateriali», che consentirà l'identificazione, promozione e valorizzazione dei beni immateriali del territorio. Giuliana Mossoni

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Stupri: Carfagna, banca Dna e pene speciali a branco (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Stupri: Carfagna, banca Dna e pene speciali a branco 1 marzo 2009 alle 13:17 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Una banca del Dna e una punizione "speciale" per il branco: sono le misure che il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna vuole introdurre nel decreto anti-stupri varato dal governo il 20 febbraio, come annuncia in un'intervista al settimanale "Gente" in edicola lunedì 2 marzo. "Chiederò d'introdurre con un emendamento la banca dati del Dna, che richiede regolamenti attuativi che mal si sarebbero adattati allo strumento del provvedimento d'urgenza, e la punizione speciale per il branco: a rischiare l'ergastolo non sarà più solo chi commette lo stupro, ma anche il palo, per esempio". Nell'intervista, il ministro Carfagna annuncia anche un ulteriore giro di vite sulle pene per i responsabili di violenze sessuali: "In commissione Giustizia c'è un testo unico che contiene alcune mie proposte, tra cui aggravanti e ulteriore inasprimento della pena se lo stupratore ha usato armi o sostanze atte a modificare la lucidità della vittima, nel caso in cui il colpevole abbia fatto uso della propria autorità, o ancora quando la vittima è un minore, un soggetto instabile o una donna in stato di gravidanza". L'emergenza stupri, tuttavia, non riguarda solo la sicurezza, ma è anche un problema culturale, se è vero che l'80 per cento dei colpevoli è conosciuto dalla vittima. "È evidente", osserva il ministro Carfagna, "che in Italia c'è ancora una cultura che nega pari diritti e pari dignità alle donne: io sto lavorando con il ministro dell'Istruzione Gelmini perché nelle scuole venga insegnato il rispetto dell'altro sesso e la cultura della non violenza e nei prossimi mesi usciremo con una campagna, su Tv e stampa, per far capire alle donne che quando si subisce qualcosa del genere bisogna denunciare immediatamente. Ancora: vogliamo potenziare il numero verde antiviolenza 1522, creando una sinergia col ministero dell'Interno collegandolo alle centrali operative delle forze dell'ordine". AGI

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SCUOLA: ELEMENTARI, 56% FAMIGLIE SCEGLIE 30 ORE (sezione: Scuola)

( da "Agi" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: ELEMENTARI, 56% FAMIGLIE SCEGLIE 30 ORE (AGI) - Roma, 1 mar. - Quasi sei famiglie su dieci hanno scelto l'orario scolastico delle 30 ore nell'iscrivere il figlio alla prima elementare. Lo riferisce il ministero dell'Istruzione, analizzando le iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010 di un campione di circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. L'anno precedente le richieste non erano state rilevate dal ministero ma si stimano le seguenti tendenze: -le 24 e le 27 sono richieste da 1 famiglia su 10; -le 30 ore dunque sono la modalita' piu' richiesta dalle famiglie (6 famiglie su 10 circa); -le 40 ore sono sul livello della richiesta dell'anno scorso con un lieve aumento (3 famiglie su 10). "Dal 2009/2010 dunque piu' liberta' per le famiglie che hanno scelto il quadro orario piu' adatto per i propri figli", dichiara il ministro Mariastella Gelmini, che ricorda come tutti i modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento "e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa". "Il maestro unico di riferimento - afferma - sara' una figura indispensabile per la formazione del bambino cosi' come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti piu' maestri per alunno e da quando e' stata introdotta questa modalita' l'Italia e' scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualita' delle elementari."

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No alla liquidazione della scuola (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

«No alla liquidazione della scuola» Domenica 1 Marzo 2009, (m.b.e.) Terzo sabato di presidio in piazza Vittorio per i maestri della scuola contro la riforma Gelmini. «Stanno liquidando la scuola pubblica statale e calpestando la Costituzione - spiegano dal presidio - vogliono tornare al tempo in cui c'era un unico maestro, ai tempi in cui 40 bambini su 100 non arrivavano alla terza media. Ogni insegnate tornerà così a essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia, alle problematiche dei bambini senza possibilità di confronto. La scuola sarà certamente peggio qualificata con meno docenti, meno personale Ata e un elevato numero di alunni per classe. Noi non vogliamo tornare indietro: devono ridarci il tempo pieno e soprattutto il nostro ruolo e la nostra dignità. Vogliamo il ritiro delle leggi Gelmini - Aprea - Tremonti e per questo chiediamo a tutti i cittadini di difendere con noi la scuola che è di tutti. Ecco perché chiediamo a tutti di firmare l'appello alla mobilitazione contro la privatizzazione della scuola pubblica, in difesa della libertà di insegnamento e dei diritti dei lavoratori».

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Siede al posto di comando dell'ente che promuove e supporta la sede universitaria vicentina e c... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 1 Marzo 2009, Siede al posto di comando dell'ente che promuove e supporta la sede universitaria vicentina e che svolge un ruolo di collegamento con l'economia locale. Silvio Fortuna, 58 anni, presidente della Fondazione Studi Universitari di Vicenza, tiene le fila di una realtà in forte crescita, con un bacino di 3500 studenti (il 13 per cento in più rispetto allo scorso anno) suddivisi nei corsi di studio di Ingegneria, Economia e Sicurezza degli Alimenti. Tra qualche mese taglierà il nastro del nuovo edificio di viale Margherita che a partire dall'anno prossimo ospiterà i 1500 studenti di Economia. Ma il suo sogno nel cassetto è realizzare nell'area dello stadio, se andrà in porto il suo trasferimento, un polo nazionale della Meccatronica. Presidente Fortuna, qual è al momento lo stato di salute del polo universitario vicentino? «Direi ottimo. Abbiamo richieste di iscrizione da tutto il Veneto. La crescita di studenti supera le nostre capacità ricettive, proprio in un momento in cui i numeri delle altre università segnano un calo. Questo è dovuto senz'altro al successo dei corsi di laurea che abbiamo creato. Corsi che sono tra i più avanzati all'interno dell'offerta formativa italiana, strettamente legati come sono all'attività di ricerca. Ciò che contraddistingue la sede universitaria vicentina è proprio il fatto che didattica e ricerca vanno di pari passo. Un altro pregio è dato dall'attinenza dei corsi di studio con ciò che richiede il mondo del lavoro. Chi esce da qui, trova immediatamente un impiego». Com'è il rapporto tra università e territorio? «Strettissimo se si pensa che le nostre attività di ricerca sono commissionate dalle aziende del territorio. Il solo Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali riesce ad accaparrarsi contratti di ricerca per un valore di un milione e mezzo di euro all'anno». Quali sono gli ambiti di ricerca più attivi? «Il principale è la Meccatronica, poi sempre nel campo dell'Ingegneria seguono Meccanica, Elettronica, Gestionale. Anche il settore di studio legato a Sicurezza alimentare sta avendo una crescita enorme: d'altra parte il concetto della sicurezza alimentare per le aziende si traduce anche in capacità di marketing del prodotto. Infine, gli studi economici, anch'essi molto vivaci. Quelli in particolar modo che sono diretti al tessuto delle piccole medie imprese. Il Dipartimento di Studi sull'Impresa ha dato vita ad un osservatorio per studiare il mondo delle Pmi, le loro necessità, le scelte di mercato, il fabbisogno di risorse umane». A che punto è la caccia ai 16 milioni di euro per la realizzazione del secondo e terzo stralcio della nuova cittadella universitaria di viale Margherita? «È la Provincia che se ne sta occupando, cercando di ottenere parte dei finanziamenti dalla Fondazione Cariverona e parte dalle categorie economiche del territorio». Ancora nulla di fatto, sembra di capire «Diciamo che bisogna darsi molto da fare. Il momento è quello che è e Cariverona ha bloccato l'erogazione di risorse sul territorio». E se queste risorse non si trovassero? «Staremo fermi. Senza denaro non si costruisce». Intanto l'edificio già realizzato è idoneo a ospitare una popolazione studentesca in continua crescita? «L'edificio per certi aspetti è sufficiente per la didattica e la ricerca. Non lo è invece per tutta una serie di servizi, come alloggi per gli studenti, servizio mensa, attrezzature sportive. Da quest'ultimo punto di vista, anzi, qui a Vicenza siamo proprio sotto zero». Quindi? «Quindi l'area dell'ex Caserma Borghesi potrebbe essere la soluzione ideale dove collocare non solo la mensa, ma anche un campo da tennis, uno da volley, degli alloggi, così da creare un vero e proprio campus universitario. È un'ipotesi che continuiamo a coltivare». E l'altra ipotesi? Quella di ospitare nell'ex Caserma Borghesi gli studenti di Sicurezza Alimentare del complesso di Santa Maria Nova che il Comune intende trasformare in polo della scuola dell'obbligo? «Il prossimo anno accademico gli studenti di Economia che finora in parte erano collocati a Santa Maria Nova si insedieranno nella nuova struttura di viale Margherita. Ne resteranno 400 di Sicurezza Alimentare. Siccome però l'università ha un tasso di frequenza attorno al 60 per cento, nell'edificio ogni giorno si troveranno al massimo 200-250 persone. Essendoci poi un ingresso separato rispetto a quello della scuola, non vediamo alcun problema di convivenza». Nessuno trasferimento, allora? «Spero proprio di no. Abbiamo fatto richiesta al Comune di poter utilizzare Santa Maria Nova ancora per due anni. Siamo in attesa di risposta». Lei insiste molto sull'idea di trasformare la sede vicentina di Ingegneria da satellite di Padova a realtà autonoma. Qual è lo stato di avanzamento di questa proposta e questo nei fatti cosa comporterebbe? «La proposta per ora rimane lì. Oggi a Vicenza c'è un Dipartimento autonomo di Ingegneria che dipende dall'Università di Padova. Il nostro obiettivo sarebbe quello di avere anche una didattica autonoma. Si tratterebbe insomma di "duplicare" la facoltà di Ingegneria. Certo, bisogna trovarsi d'accordo con Padova. Se ciò si realizzasse, tutte le decisioni sui nostri corsi di laurea di Ingegneria verrebbero prese qui a Vicenza, senza mediazioni. Questo si tradurrebbe in maggiore dinamismo, più autonomia e velocità nelle scelte». Vuol dire che questa "subordinazione" vi sta creando problemi? «No, finora non abbiamo mai avuto problemi, anche se dipendere da qualcuno crea sempre un certo rallentamento». Da una parte i tagli imposti dal governo all'università, dall'altra questo grande impulso a crescere che si avverte qui a Vicenza. Come vanno d'accordo le due cose? «Magari se ne facessero di più di tagli. Il ministro Gelmini in fondo sta tagliando le università che non producono, che hanno corsi inutili, con bassa frequenza, prive di strutture di ricerca. Insomma, sta riducendo gli sprechi». Il polo universitario vicentino non subirà alcuna ripercussione? «No, non siamo sottoposti ad alcun taglio. Siamo all'interno di tutti i parametri. Anzi siamo anche partiti con due corsi di laurea in più quest'anno, il percorso triennale in Ingegneria Meccanica e Meccatronica e il magistrale in Ingegneria dell'Innovazione del prodotto. Inoltre, ogni anno inseriamo ricercatori. Per esempio tutta l'area della Meccatronica è cresciuta anche attraverso l'assunzione di nuovi ricercatori». Quali sono ora le sue speranze? «Quella di realizzare come ho già detto un campus universitario incluso nella città, proseguendo nella logica del completamento del polo di viale Margherita. Poi si potrebbero aprire nuove possibilità in seguito ad esempio al trasferimento dello stadio. Al suo posto potrebbe nascere un polo nazionale della Meccatronica. Si potrebbero portare lì anche gli istituti tecnici, mettere i laboratori in comune, aprire alla formazione professionale. Qui però siamo sul piano del futuribile, anche se è un progetto che entro i prossimi dieci anni ci può stare». Laura Pilastro

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Scuola Il Pd presenta i numeri: 600 mila famiglie non potranno contare sul tempo lungo (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola Il Pd presenta i numeri: 600 mila famiglie non potranno contare sul tempo lungo Domenica 1 Marzo 2009, Ieri si sono chiuse le iscrizioni scolastiche, e migliaia di famiglie si troveranno a settembre senza il tempo lungo. In questa occasione, il Partito Democratico ha presentato i numeri significativi del Decreto Gelmini, chiedendo le dimissioni del ministro. In tutto il Veneto saranno 600.000 le famiglie che dovranno confrontarsi con le conseguenze del provvedimento, e 1431 gli insegnanti ai quali non verrà rinnovato il contratto di lavoro per il prossimo anno scolastico: questi i dati messi in luce dalla simulazione del taglio degli organici, sulla base del Piano Programmatico del Ministero dell'Istruzione in applicazione al decreto 112. Incredulità, ieri, da parte della senatrice Maria Pia Garavaglia che, nella sede padovana del Pd, ha usato parole dure nei confronti del provvedimento: «Sarà una scuola povera di insegnanti, povera di attività, povera di tempo, e povera di strutture. Si calcola che in tre anni ci siano 84700 insegnanti in meno in tutta Italia, e che rimangano a casa anche 44500 tra bidelli, tecnici di laboratorio e impiegati amministrativi». Preoccupazione anche da parte di Andrea Ferrazzi, responsabile del settore formazione del Pd: «E' la scuola più povera che si potesse immaginare. A settembre, a Padova, 12.000 famiglie non sapranno come gestire la situazione e dovranno andare a prendere i figli alle 12.15. Non ci saranno le gite: con il maestro unico queste visite didattiche non saranno possibili». Maria Pia Garavaglia non si risparmia niente, e accusa chi la legge l'ha votata, e oggi chiede al ministro di rivederla: «Questo decreto è stato votato senza discussione in aula, in soli 9 minuti. Ascierto e Saia erano tra coloro che hanno votato a favore, e oggi si permettono di invitare a Padova il ministro Gelmini, per chiedere di rivedere la legge. Ci stanno prendendo in giro. E' vergognoso». Eva Franceschini

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Cordignano Il consiglio comunale di Cordignano chiede, all'unanimità, il tempo... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 1 Marzo 2009, Cordignano Il consiglio comunale di Cordignano chiede, all'unanimità, il tempo pieno per le scuole elementari di Pinidello e di Villa di Villa oppure la possibilità di salvaguardare le attuali 35 ore settimanali, a rischio a causa della riforma Gelmini. L'ordine del giorno approvato venerdì sera, sarà inviato ai Presidenti della Repubblica, del Consiglio dei Ministri, della Regione e della Provincia, al Ministro della Pubblica Istruzione e al Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale. In particolare il documento sollecita la Regione Veneto ad attivarsi per far sì che venga mantenuto il modulo orario introdotto un decennio fa nei due plessi. I 104 alunni di Villa di Villa e i 105 di Pinidello che frequentano la scuola dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 15 per un totale di 35 ore dal prossimo anno, secondo il decreto recentemente approvato, dovrebbero seguire le lezioni per un massimo di 30 ore. C'è sì l'opportunità di chiedere il tempo pieno di 40 ore, ma la possibilità di ottenerlo dove non sia già istituito è molto ridotta. "La maggior parte della famiglie che hanno i propri figli presso la scuola primaria locale - si legge nella delibera - è rappresentato da nuclei in cui entrambi i genitori lavorano. E' per questo che chiedono la trasformazione del tempo lungo in tempo pieno e in subordine il mantenimento delle 35 ore. Inoltre è necessario che venga mantenuto o potenziato il livello quantitativo e qualitativo dei servizi scolastici erogati sul territorio". Unanime il voto favorevole da parte di tutti i consiglieri. Il Polo per Cordignano - Udc ha rimarcato però che la reazione da parte del sindaco rispetto ai problemi della scuola è stata tardiva oltre che finalizzata ad avere il numero di insegnanti per coprire il tempo mensa, onde evitare l'esigenza di trovare soluzioni alternative per l'assistenza agli alunni durante il pranzo. Particolarmente numerosa la presenza di cittadini al consiglio comunale durante il quale è stata respinta la mozione di sfiducia presentata dai sette consiglieri comunali di Polo - Udc, Insieme per Cordignano e dai due ex assessori. Il sindaco Roberto Campagna, dopo la fiducia espressa dalla sua maggioranza, continuerà ora a governare il paese. "Nel tentativo di mandare a casa questa Amministrazione comunale - ha detto il sindaco - sinistra, Udc ed ex assessori eletti con i nostri voti, si sono messi insieme calpestando i valori e il voto dei loro elettori. Ma il nostro gruppo è compatto e andremo avanti a prescindere dalle opposizioni".

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L'ON. DE POLI: NON TOCCATE IL TEMPO LUNGO (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'ON. DE POLI: «NON TOCCATE IL TEMPO LUNGO» Domenica 1 Marzo 2009, "Sembra che vogliano far scomparire la buona scuola, quella per cui il Veneto è ai primi posti nella classifica europea per la qualità dell'insegnamento e della preparazione dei ragazzi. Il Governo vuole ridimensionare le risorse umane ridistribuendo il numero degli insegnanti da assegnare a ciascuna regione. E per colpa di questa nuova legge del Ministro Gelmini che ridimensiona il sistema scolastico con l'avvio del nuovo anno scolastico in Veneto rischiano di scomparire più di mille classi a tempo lungo. Di questo migliaio di classi a tempo lungo, più della metà, circa 550, sono nella Provincia di Padova, e di queste, 149 si trovano nel capoluogo. Il maggior numero delle famiglie che hanno i propri figli presso la scuola primaria è rappresentato da nuclei in cui entrambi i genitori lavorano, solo in Veneto la situazione riguarda 12mila famiglie, pertanto cancellare il tempo lungo creerebbe il problema dell'affidamento dei bambini, senza contare la perdita della qualità di istruzione e della vita. La Regione Veneto si è sempre dimostrata virtuosa. Infatti nonostante il numero ridotto di plessi gestiti a tempo pieno, le dirigenze scolastiche sono state in grado di assicurare importanti servizi a favore delle famiglie con l'organizzazione del tempo lungo. La nostra regione, inoltre, negli ultimi anni ha assistito ad un aumento di nascite per effetto delle famiglie immigrate, a cui non è corrisposto un aumento del corpo docente. È necessario, quindi, che la distribuzione degli insegnanti a livello nazionale tenga conto degli squilibri tra regione e regione. Chiedo al Ministro della Pubblica Istruzione che assicuri alla Regione Veneto un numero adeguato di docenti in maniera da continuare a garantire il tempo prolungato." Con queste parole l'onorevole Antonio De Poli, segretario regionale dell'Udc in Veneto, è intervenuto ad un dibattito sulla Riforma scolastica alla presenza di sindaci del territorio padovano. L'onorevole De Poli fa inoltre sapere che in questi giorni ha provveduto ad inviare al Ministro Gelmini un'interrogazione a risposta scritta descrivendo il problema del tempo lungo nella nostra regione.

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Scuola, tutti vogliono il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, tutti vogliono il tempo pieno Non ci sono garanzie sull'organizzazione. Chiuse le adesioni all'Istituto comprensivo Domenica 1 Marzo 2009, Aviano Si sono chiuse ieri le iscrizioni, all'Istituto comprensivo di Aviano e Budoia. Non sembra ci saranno flessioni nei numeri, nonostante il 2003 sia un anno con una lieve diminuzione nelle nascite. Gli uffici stanno valutando le iscrizioni ed effettuando le prime proiezioni di dati, dai quali emerge con forza la richiesta di tempo pieno per la scuola primaria. «Le richieste dei genitori - spiega la vice dirigente Paola Fabbro - sono tutte orientate sul tempo pieno, modulato come è stato fino ad ora. Una sola la richiesta di orario ridotto, ma nell'Istituto, da Giais a Budoia, tutte le scuole adottano ormai da anni l'orario lungo». Se la garanzia del tempo pieno pare ormai scontata, non ci sono ancora certezze su come sarà organizzato o, meglio, su come sarà possibile proseguire tutta una serie di attività messe in cantiere fino ad oggi. Sono le due parole chiave "senza compresenze", che si ripetono puntualmente nei regolamenti di attuazione della riforma Gelmini, che danno la dimensione di quello che succederà. «In una classe - spiega il dirigente Giuseppe Babini - ci sono due insegnanti, per un totale di 44 ore settimanali. L'orario è di 40 ore, così già qui 4 ore saltano; un'altra compresenza è quella della lingua inglese e della religione cattolica, così in totale si vengono ad eliminare circa 7 ore per classe. Il problema - chiarisce Babini - è che proprio grazie alla sovrapposizione degli orari si riescono a fare tutta una serie di attività fondamentali. Le ore di attività alternativa alla religione cattolica, per chi sceglie di non avvalersi dell'insegnamento; laboratori di italiano come seconda lingua e corsi di recupero, per i nuovi arrivati che non hanno ancora acquisito le competenze di base, o ancora le supplenze, che fino a 5 giorni di assenza non possono essere nominate e venivano quindi coperte dagli insegnanti a disposizione. L'eliminazione della compresenza priva la scuola di tutta una serie di supporti fondamentali per lavorare in qualità». Non ne risentirà più di tanto l'organizzazione del tempo pieno, ma sicuramente la qualità del servizio: ci saranno anche perdite di posti, circa 8 insegnanti per la scuola primaria dalle prime proiezioni, un insegnante di lettere e mezzo di tecnica nella scuola secondaria. Francesca Giannelli

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SCUOLA: GELMINI, PER FAMIGLIE PIU' LIBERTA' SCELTA ORARI (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: GELMINI, PER FAMIGLIE PIU' LIBERTA' SCELTA ORARI commenta 0 vota 1 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 01 marzo, ore 14:44

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Crisi economia/ Fioroni: Subito ammortizzatori per precari (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 1 mar. (Apcom) - Il governo metta dentro al primo decreto l'estensione degli ammortizzatori sociali ai precari della scuola. Lo chiede in una nota Giuseppe Fioroni, responsabile Educazione del Pd. "La crisi - afferma l'esponente democratico - è sempre più pesante e drammatica, bisogna affrontarla con determinazione. Il governo continua a sbandierare gli otto miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali che oltre ad essere insufficienti, non considerano minimamente i precari della scuola, 220mila docenti e oltre 70mila Assistenti tecnici e amministrativi. Già quest'anno circa 20mila docenti perderanno l'incarico annuale ed insieme 10mila Ata. E questa cifra aumenterà ogni anno. Non possono essere figli di un Dio minore". "Chiediamo al governo - insiste Fioroni - di mettere dentro il primo decreto, ad esempio quello che riguarda la Fiat, l'estensione degli ammortizzatori sociali ai precari della scuola riuscendo a coprire almeno l'80% dello stipendio. È il minimo che si possa garantire a chi per anni ha lavorato al servizio dell'educazione dei nostri figli. Non è pensabile che il combinato disposto della riforma Gelmini e della manovra finanziaria di Tremonti tolgano ai precari della scuola contemporaneamente la dignità del presente e le prospettive del futuro".

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Stupri/ Carfagna: Banca dati Dna e punizioni speciali per (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 1 mar. (Apcom) - Una banca dati del Dna e una punizione 'speciale' per il branco: sono le misure che il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna vuole introdurre nel decreto anti-stupri varato dal governo il 20 febbraio, come annuncia in un'intervista al settimanale 'Gente' in edicola domani. "Chiederò d'introdurre con un emendamento la banca dati del Dna, che richiede regolamenti attuativi che mal si sarebbero adattati allo strumento del provvedimento d'urgenza, e la punizione speciale per il branco: a rischiare l'ergastolo - dice il ministro - non sarà più solo chi commette lo stupro, ma anche il palo, per esempio". Il ministro Carfagna annuncia anche un ulteriore giro di vite sulle pene per i responsabili di violenze sessuali: "In commissione Giustizia c'è un testo unico che contiene alcune mie proposte, tra cui aggravanti e ulteriore inasprimento della pena se lo stupratore ha usato armi o sostanze atte a modificare la lucidità della vittima, nel caso in cui il colpevole abbia fatto uso della propria autorità, o ancora quando la vittima è un minore, un soggetto instabile o una donna in stato di gravidanza". L'emergenza stupri, tuttavia, non riguarda solo la sicurezza, ma è anche un problema culturale, se è vero che l'80 per cento dei colpevoli è conosciuto dalla vittima. "È evidente - osserva il ministro Carfagna - che in Italia c'è ancora una cultura che nega pari diritti e pari dignità alle donne: io sto lavorando con il ministro dell'Istruzione Gelmini perché nelle scuole venga insegnato il rispetto dell'altro sesso e la cultura della non violenza e nei prossimi mesi usciremo con una campagna, su Tv e stampa, per far capire alle donne che quando si subisce qualcosa del genere bisogna denunciare immediatamente. Ancora: vogliamo potenziare il numero verde antiviolenza 1522, creando una sinergia col ministero dell'Interno collegandolo alle centrali operative delle forze dell'ordine".

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Scuola/ Scrutini intermedi, pioggia di 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 1 mar. (Apcom) - Scrutini intermedi: pioggia di 5 in condotta. Le lingue sorpassano la matematica nelle insufficienze dei ragazzi. Più insufficienze rispetto all'anno scorso: alle superiori il 72% degli studenti ha riportato un'insufficienza. I dati diffusi dal ministero parlano chiaro. Al termine degli scrutini del primo quadrimestre ci sono poche cose positive. Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%). Anche se le insufficienze al sud crescono. Tra le discipline, in cui si registrano più difficoltà, sono le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%). Il tipo di istruzione che riporta la situazione maggiormente negativa continua ad essere quella professionale, con l'80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (dato peggiore del 76,4% dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d'arte 77,2% (73,8%), gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%) ed infine i licei linguistici con 59,9% (67,4% lo scorso anno). I "più bravi" sono comunque i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze. Invece è stata una pioggia di "5 in condotta": 34.311, 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. I più indisciplinati agli istituti professionali, seguono i tecnici. A livello complessivo, 34.311 alunni degli scrutinati ha registrato insufficienze nel comportamento, in particolare al sud. Nei licei classici e scientifici 3.000 alunni hanno riportato una insufficienza nel comportamento. A livello di aree geografiche i ragazzi più indisciplinati sono nel sud (15.683 studenti con insufficienza in comportamento più 4.175 con insufficienza solo in comportamento). Seguono le isole (5.677 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.100 con insufficienza solo in comportamento), il centro (con 5.777 studenti con insufficienza in comportamento più 1.089 con insufficienza solo nel comportamento) ed il nord (costituito da 7.174 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.681 con insufficienza solo nel comportamento). Per le medie ci sono più insufficienze in matematica. I ragazzi con almeno un 5 sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%). Il ministero ha eseguito un campione su circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. L'anno precedente le richieste non erano state rilevate dal ministero ma si stimano le seguenti tendenze: le 24 e le 27 sono richieste da 1 famiglia su 10; le 30 ore dunque sono la modalità più richiesta dalle famiglie (6 famiglie su 10 circa); le 40 ore sono sul livello della richiesta dell'anno scorso con un lieve aumento (3 famiglie su 10). Ogni quadro orario prevede il maestro unico di riferimento. Il ministro Mariastella Gelmini dichiara in una nota: "Dal 2009/2010 dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadroorario più adatto per i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno e da quando è stata introdotta questa modalità l'Italia è scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari".

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01/03/2009 14:44 SCUOLA: GELMINI, PER FAMIGLIE PIU' LIBERTA' SCELTA ORARI (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 1 mar. - (Adnkronos) - "Dal 2009/2010 dunque piu' liberta' per le famiglie che hanno scelto il quadro orario piu' adatto per i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari (24, 27, 30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sara' una figura indispensabile per la formazione del bambino cosi' come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti piu' maestri per alunno e da quando e' stata introdotta questa modalita' l'Italia e' scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualita' delle elementari". Lo dichiara in un comunicato stampa il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini.

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Scrutini, fioccano i 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Scrutini intermedi: pioggia di 5 in condotta. Le lingue sorpassano la matematica nelle insufficienze dei ragazzi. Più insufficienze rispetto all?anno scorso: alle superiori il 72% degli studenti ha riportato un?insufficienza. I dati diffusi dal ministero parlano chiaro. Al termine degli scrutini del primo quadrimestre ci sono poche cose positive. Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%). Anche se le insufficienze al sud crescono. Tra le discipline, in cui si registrano più difficoltà, sono le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%). Il tipo di istruzione che riporta la situazione maggiormente negativa continua ad essere quella professionale, con l'80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (dato peggiore del 76,4% dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d'arte 77,2% (73,8%), gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%) ed infine i licei linguistici con 59,9% (67,4% lo scorso anno). I «più bravi» sono comunque i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze. Invece è stata una pioggia di «5 in condotta»: 34.311, 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. I più indisciplinati agli istituti professionali, seguono i tecnici. A livello complessivo, 34.311 alunni degli scrutinati ha registrato insufficienze nel comportamento, in particolare al sud. Nei licei classici e scientifici 3.000 alunni hanno riportato una insufficienza nel comportamento. A livello di aree geografiche i ragazzi più indisciplinati sono nel sud (15.683 studenti con insufficienza in comportamento più 4.175 con insufficienza solo in comportamento). Seguono le isole (5.677 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.100 con insufficienza solo in comportamento), il centro (con 5.777 studenti con insufficienza in comportamento più 1.089 con insufficienza solo nel comportamento) ed il nord (costituito da 7.174 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.681 con insufficienza solo nel comportamento). Per le medie ci sono più insufficienze in matematica. I ragazzi con almeno un 5 sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%). Il ministero ha eseguito un campione su circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. L`anno precedente le richieste non erano state rilevate dal ministero ma si stimano le seguenti tendenze: le 24 e le 27 sono richieste da 1 famiglia su 10; le 30 ore dunque sono la modalità più richiesta dalle famiglie (6 famiglie su 10 circa); le 40 ore sono sul livello della richiesta dell'anno scorso con un lieve aumento (3 famiglie su 10). Ogni quadro orario prevede il maestro unico di riferimento. Il ministro Mariastella Gelmini dichiara in una nota: «Dal 2009/2010 dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno e da quando è stata introdotta questa modalità l?Italia è scesa dal terzo all?ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari».

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Scuola, pioggia di 5 in condotta. Più insufficienze nelle lingue che in matematica (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, pioggia di 5 in condotta. Più insufficienze nelle lingue che in matematica Più del 70% degli studenti ha riportato almeno un voto inferiore al 6 negli scrutini intermedi. Gli istituti professionali registrano la situazione peggiore, seguono i tecnici. Per la prima elementare oltre la metà delle famiglie ha optato per le 30 ore. Per tutti ci sarà il maestro unico. Gelmini: ''Più libertà nella scelta degli orari'' commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 01 marzo, ore 15:49

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Scuola/ Aderenti (Lega): Fioroni non puo' parlare per slogan (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 1 mar. (Apcom) - "Fioroni non può parlare per slogan. Il modello di 24 ore non era comunque un modello con il maestro unico, perchè gli insegnanti devono lavorare sulla classe, per contratto, 22 ore alla settimana. Gli organici attuali del tempo pieno saranno garantiti sul territorio nazionali, quindi al Sud non saranno tolte classi a tempo pieno per darle al Nord". Dopo la nota dell'ex ministro dell'Istruzione che critica la riforma del governo sulla scuola, pronta la replica della senatrice Irene Aderenti, componente della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, la quale precisa inoltre che "ogni scuola manterrà in organico le classi a tempo pieno esistenti; piuttosto al Nord - aggiunge - molti dirigenti scolastici hanno indotto i genitori a optare per il tempo pieno pur sapendo che non sarebbe aumentato l'organico per poi accusare il ministro Gelmini, in modo strumentale, di effettuare tagli". Sul modello delle 30 ore la senatrice del Carroccio sottolinea come "era prevedibile che le famiglie avrebbero optato per questo modello alle prime elementari". E, per quanto riguarda lo standard di qualità, Aderenti spiega come questo non è compito dello Stato: "Quest'ultimo detta gli standard minimi; compito nell'offrire maggiore qualità è dell'autonomia scolastica che sarà chiamata ad utilizzare l'organico e le proprie risorse in modo molto flessibile dovendo essere in grado di recepire i bisogni reali del territorio e programmarli per venire incontro ad essi". Sul 5 in condotta la parlamentare del Carroccio ricorda: "Tocca ad ogni singolo insegnante essere responsabile, con un alto profilo professionale, affinchè possa educare i ragazzi ad avere un comportamento civile e corretto nella scuola. Non servono risorse in più, quindi, per insegnare ai nostri ragazzi l'educazione, basta che la si insegni. Chi si è preso 5 in condotta faccia una riflessione insieme alla propria famiglia e agli insegnanti per poter recuperare l'insufficienza. Dovere dell'alunno - conclude - è essere rispettoso e non che lo Stato debba pagare perchè l'alunno sia rispettoso e l'insegnante faccia il suo dovere...".

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Castelnovo Sotto, la pioggia guasta la festa: annullata l'ultima sfilata del carnevale (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Castelnovo Sotto, la pioggia guasta la festa: annullata l'ultima sfilata del carnevale Niente sfilata finale per le scuderie del carnevale di Castelnovo di Sotto. La pioggia ha impedito ai carri di cartapesta di uscire dai capannoni di via Prati Landi e le maschere hanno dovuto arrendersi al maltempo. Rinviata a data da destinarsi anche la votazione finale e la proclamazione del carro vincitore dell?edizione 2009. L'unico aspetto positivo della giornata, dicono gli organizzatori, è stata la presenza delle delegazioni provenienti dai Castelnovo di tutta Italia che, nonostante non abbiano potuto sfilare, hanno allestito i loro stand di prodotti tipici in piazza e hanno pranzato in compagnia dei membri della cooperativa del carnevale e dell?Amministrazione comunale sotto un grande tendone. "L?edizione 2009 del carnevale del Castlein si è comunque chiusa con un gran successo di pubblico nelle prime tre domeniche di sfilate che hanno visto le scuderie darsi battaglia a suon di musica e coriandoli - dice una nota del Comune -. La Belvedere, detentrice del titolo vinto lo scorso anno, ha riportato tutti a scuola con il suo “High school carneval” dedicato alla riforma Gelmini mentre la grande rivale dell?Olimpia 2 ha proposto un carro dedicato al territorio con il Po a fare da contorno a simpatici animali come rane, lontre e pesci siluro. La Montagnola e la Girasole Palomar hanno portato in piazza decine di irriverenti pelli rossa e La Fenice ha invece dedicato il suo carro alle note vicende dell?Alitalia proponendo un improbabile team di piloti ed assistenti di volo. Avis ha invece festeggiato i suoi trent?anni con torte giganti e candeline assieme alla scuola materna Villa Gaia mentre la Junior ha ricordato i musicisti e gli artisti della storica banda musicale Sintomo ?66. La Maestrina ha proposto gli intramontabili Puffi blu e la Fiac ha messo per le strade dei simpatici artisti rock. Infine il Club 69 ha festeggiato i suoi quaranta anni con un divertentissimo circo colorato e chiassoso".

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Scuola: Pantaleo (cgil), bocciata riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 01-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola: Pantaleo (cgil), bocciata riforma gelmini 1 marzo 2009 alle 18:17 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti I dati diffusi dal ministero sulle iscrizioni alla prima elementare dimostrano che "le famiglie chiedono i tempi prolungati e bocciano il maestro prevalente". Questo il giudizio di Mimmo Pantaleo, segretario generale della FlpCgil, secondo cui ora il governo è chiamato "a sciogliere le contraddizioni". "Chiediamo a Berlusconi di rispettare l'impegno preso, cioé di garantire quello che le famiglie avrebbero chiesto -- afferma Pantaleo -- Appare però difficile che possano assicurare al 90% delle famiglie il tempo prolungato con i tagli previsti. Il ministero ha fatto gli organici prevedendo classi di 27 ore ed ora non potrà soddisfare la domanda delle famiglie". Anche per questo -- prosegue Pantaleo -- la FlpCgil ha indetto uno sciopero il 18 marzo prossimo di tutto il settore della conoscenza, per dire "un chiaro no ai tagli, che colpiranno anche tantissimi precari". In merito ai dati sui 5 in condotta e sulle insufficienze emersi dai primi scrutini, Pantaleo ritiene che "il governo dovrebbe preoccuparsi: la scuola deve avere una missione formativa, didattica, pedagogica e non solo sanzionatoria". AGI

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