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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Aula magna
occupata tensione all'Università
( da "Stampa, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: aderenti all'«Onda», per contestare la riforma Gelmini. Armati di
fischietti, pentole e striscioni, gli aderenti al movimento hanno costretto
Rettore e professori a posticipare l'inizio della cerimonia di una quindicina
di minuti. La polizia ha poi sgomberato di peso i manifestanti dall'aula senza
tensioni.
I politici
conoscono il mondo reale? Che va dicendo il governatore della Banca d'Ital...
( da "Stampa, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Ministro Gelmini ha detto che è d'accordo su un orario «logico»
8,20-12,20. Va bene per tutti e mettendo i mezzi di trasporto con gli orari
giusti lo studente avrebbe la possibilità di rientrare a casa con tutta
tranquillità. Il Ministro ha anche detto che i Presidi hanno il dovere di rilasciare
il permesso di uscita anticipata,
Contro il maestro
unico 2mila famiglie firmano la petizione di Buonascuola
( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: senza le novità introdotte dal decreto Gelmini. Solamente nelle scuole
di Carpi, in poco tempo, è stato raccolto il 52% di richieste per la scuola
attuale. «Visto che il target della raccolta firme era composto solo da
genitori con bambini dai 5 ai 9 anni delle scuole pubbliche statali dei tre
Comuni (Carpi, Soliera e Campogalliano) - sottolinea il coordinamento Buona
Scuola Carpi -
Elementari, a
rischio la prima ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: oggi come oggi non si può proprio costituire perchè le iscrizioni sono
solo 8 e la nuova legge Gelmini prevede che siano formate da almeno 15 bambini.
Il problema, è vero, si pone solo per quest'anno e non per quelli successivi,
ma chiudere una classe adesso potrebbe voler dire creare i presupposti per
cancellare in breve l'intero plesso scolastico.
i genitori
bocciano il maestro unico - ottavia giustetti stefano parola
( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: elementari scarse richieste per il modello Gelmini OTTAVIA GIUSTETTI
STEFANO PAROLA Le iscrizioni alle scuole elementari si sono chiuse ieri e
presto arriveranno le prime statistiche. Ma basta ascoltare qualche dirigente
scolastico per arrivare a una prima, incontrovertibile, sentenza: i genitori
torinesi hanno evitato in massa di scegliere il modello che prevede 24 ore
settimanali,
cinque in condotta
a 400 studenti ( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Insufficienze presenti nell´80 per cento delle pagelle del primo
quadrimestre, sulle quali pesa l´effetto Gelmini. Bullismo in crescita: all´Iti
Volta boom di punizioni. Uno studente bengalese picchiato dai compagni. SALVO
INTRAVAIA A PAGINA IV
cinque in condotta
a 400 studenti - salvo intravaia
( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Palermo Cinque in condotta a 400 studenti Effetto Gelmini sui voti del
primo quadrimestre. Stangata nei tecnici Ottanta su cento hanno insufficienze
In 1.700 rischiano la bocciatura per le numerose assenze SALVO INTRAVAIA Quasi
sei studenti palermitani su cento rischiano di perdere l´anno per la condotta o
per le assenze.
la scuola dei duri
botte in classe e insulti ai prof
( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ha ripristinato l´insufficienza in condotta. Al
Volta i ragazzi che rischiano la bocciatura per il solo comportamento sono una
ventina. La punizione, secondo la normativa vigente, deve avere valore
educativo, ma alcuni comportamenti evidentemente non possono passare inosservati:
ecco perché i professori hanno appioppato svariati cinque in condotta.
bocciato il
maestro unico quasi nessuno vuole le 24 ore - giorgio cecchetti
( da "Nuova Venezia, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nonostante le richieste dei genitori e le promesse della Gelmini, il
ministero concederà un solo insegnante per 22 ore. Le altre 18 ore dovranno
essere coperte da altri insegnanti che due ore ognuno - il contratto prevede 24
ore - dovranno coprire ciò che manca e, paradossalmente, i bambini rischiano
così di avere addirittura più dei due insegnanti che adesso gestiscono il tempo
pieno.
tempo pieno,
genitori anti-gelmini ( da "Nuova Venezia, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: genitori anti-Gelmini MOGLIANO. Genitori «disobbedienti» per salvare
il tempo pieno, larga adesione alla proposta del secondo circolo didattico di
Mogliano. Si sono chiusi ieri i termini di iscrizione degli alunni al prossimo
anno e, per scongiurare i tagli sull'orario molti genitori hanno ignorato i
vincoli della riforma Gelmini,
g8, an chiede
spiegazioni a roma ( da "Tirreno, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini; i deputati locali con interrogazioni al
Parlamento. Ma dove erano i politici del Pdl quando si decideva il cambio della
sede del G8 della scienza e si riteneva Lucca non meritevole della scelta
precedentemente fatta? Come sempre è più facile fare propaganda che rispondere
ai problemi del territorio che ci ha eletti.
scuola,
quattromila cattedre in meno il pd veneto: la gelmini si dimetta
( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 10 - Regione Scuola, quattromila cattedre in meno Il Pd veneto:
la Gelmini si dimetta PADOVA. Quattromila cattedre tagliate nell'arco di due
anni. Il nove per cento degli insegnanti verrà congedato dalla scuola. Addio al
tempo lungo, alla continuità didattica, alle gite scolastiche, agli
investimenti sugli edifici.
Giocare con la
storia, studenti e insegnanti a lezione
( da "Provincia Pavese, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola di specializzazione per docenti chiusa dalla riforma Gelmini,
in collaborazione con il Comune di Pavia e la scuola media Casorati, oltre alla
rivista Mudus e le edizioni La Meridiana, per dimostrare che la Silsis ha
lavorato bene e portato a casa ottimi risultati. Da mercoledì 4 marzo gli
studenti della Silsis - che hanno inventato il gioco «Il commercio nella Pavia
Medievale»
università, lo
schiaffo dell'onda ( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nel mirino la riforma Gelmini e i privati nell´Ateneo Università, lo
schiaffo dell´Onda Assedio all´Aula Magna, fischietti e pentole
"oscurano" la cerimonia Inaugurazione dell´anno accademico con
polemiche. La protesta dell´Onda, con gli studenti armati di fischietti,
pentole e striscioni, ha costretto gli organizzatori a posticipare l´inizio
della cerimonia.
i sindaci del
veneto strangolati dal patto di stabilità di tremonti - albino salmaso
( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: prodotto la riforma Gelmini, speriamo di poterla bloccare, ma non è
possibile che la scelta del tipo di scuola sia una sorta di lotteria con le
famiglie chiamate ad esprimere 4 opzioni». Passiamo al federalismo: inizia la
battaglia degli emendamenti? «Entro il 4 marzo dovranno essere depositati in
commissione e Franceschini ha già avviato col caso Malpensa la riscossa del Pd
al Nord.
anno accademico,
falsa partenza l'onda sommerge deferrari - raffaele niri
( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini in fonderia/ è questa la nostra democrazia", dentro non
si sente una parola, ma gli ermellini e tutti gli altri spengono diligentemente
i telefonini. Ora, finalmente, si comincia. Saggiamente il Magnifico prova a
tagliare i tempi. «Avete la mia relazione nella cartellina, se volete
leggervela con calma» spiega Giacomo Deferrari,
Scuola, verso i
tagli negli organici ( da "Provincia Pavese, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: negli organici Approvati i regolamenti della Gelmini. Cisl: «Pronti
allo sciopero» «A rischio i moduli delle elementari La riduzione di docenti
peserà sulle famiglie» MARIANNA BRUSCHI PAVIA. Ultimo giorno di iscrizioni
ieri. E venerdì, nel consiglio dei ministri che ha approvato il disegno di
legge sulla riforma degli scioperi, sono passati anche i regolamenti del
ministro Gelmini.
i ragazzi e il
disagio di un'istituzione - vittorio coletti
( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: arrendersi o a far buon viso al cattivo gioco di Tremonti e Gelmini,
apprestando i pannicelli necessari a rendere il berlusconismo compatibile con
la sopravvivenza dell´università. L´imbarazzante episodio dei prepensionamenti
forzati è stato uno di questi tentativi fatti da una gestione delle università
che ha presto rinunciato a battere la via della protesta politica e ha cercato,
Insulti a mio
figlio , scrive alla Gelmini
( da "Provincia Pavese, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Stefano Romano «Insulti a mio figlio», scrive alla Gelmini La
madre: «Costretta a cambiare istituto» La scuola replica subito: «E' tutto
falso» Lei ricorda: «L'avrei lasciato qui ma non hanno voluto spostarlo in una
sezione differente» STRADELLA. «Mio figlio deriso e insultato da un'insegnante.
Centro storico
vietato agli studenti: è tensione
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini e i tagli della Finanziaria alla scuola
pubblica) sono passate in secondo piano. L'obiettivo del «Kollettivo» si è
presto trasformato nella contestazione del divieto. E se alla fine hanno dovuto
deviare verso i viali, sono riusciti comunque ad arrivare alla chetichella
davanti al Teatro Grande con uno striscione e inscenare una protesta.
I genitori salvano
il tempo pieno La scure Gelmini non passa
( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I genitori salvano il tempo pieno La scure Gelmini non «passa»
MOGLIANO. Genitori «disobbedienti» per salvare il tempo pieno, larga adesione
alla proposta del secondo circolo didattico di Mogliano. Si sono chiusi ieri i
termini di iscrizione degli alunni al prossimo anno e, per scongiurare i tagli
sull'orario molti genitori hanno ignorato i vincoli della riforma Gelmini,
tempo lungo a
rischio per busa e peraga il comune fa sua la battaglia di 340 famiglie
( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Se il decreto Gelmini viene approvato senza modifiche sostanziali le
scuole elementari di Busa e Peraga, a tempo lungo, dovranno dire addio alla
mensa: l'eliminazione delle compresenze non garantirebbe la copertura dei
docenti. Busa ha provato a tutelarsi avanzando la richiesta opzionale del tempo
pieno.
corsi di
giornalismo in alternativa all'ora di religione
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: proposta finirà presto sul tavolo del ministro Gelmini attraverso i
canali della politica romana. «Ne ho parlato con il ministro Rotondi - spiega
Iodice, suo compagno di partito nella nuova Dc ora confluita nel Pdl - si
tratta di dare una risposta alle giovani generazioni sempre molto interessate al
mondo dell'informazione e alla comunicazione.
una scuola rischia
di chiudere alunni sulla via di pernumia - francesca segato
( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GLI EFFETTI DELLA RIFORMA GELMINI A MONSELICE Una scuola rischia di
chiudere Alunni sulla via di Pernumia Ieri chiuse le iscrizioni al comprensivo
Zanellato e in settimana saranno stilate le prime ipotesi per la formazione
delle classi della scuola primaria FRANCESCA SEGATO MONSELICE.
scuola, tutti
contro la gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tutti contro la Gelmini L'assessore Piron: «Senza tempo lungo sarà il
caos» Sarà presente una folta delegazione di deputati e amministratori locali
Domani, in occasione del convegno nazionale sull'orientamento organizzato dal
preside dell'Itis Marconi Maddalena Carraro, arriva all'hotel Alexander di
Abano il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
tagli obbligati
all'educazione ( da "Tirreno, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le nefaste conseguenze dei provvedimenti Gelmini. Mi auguro che la
consapevolezza che seguirà alla concreta riduzione di prestazioni essenziali e
il prevedibile disagio e dissenso che l'accompagneranno possano indurre i
nostri governanti a recedere da un processo che lascia intravedere il
definitivo svuotamento degli enti locali e un vero e proprio scardinamento del
sistema dell'
Impresa dell'Anspi
La Famiglia ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GOZZOLINA: Berteni, Caserta, Fezzardi, Gelmini, Semmah, Guerinoni,
Hairech, Maghella, Pedrali, Piazza, Tagliani, Tosadori. All.: Fezzardi. ANSPI:
Mouhine, Sammou, Gandini, Piadena, Varini, Hadir, Bassignani, Moubarrir. All.:
Franceschetti. ARBITRO: Bigi.
Sei su dieciin
attesadi contratto ( da "Secolo XIX, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accademico non sono mancate le proteste e le dimostrazioni di dissenso
da parte di precari e studenti in protesta contro i tagli della riforma
Gelmini. Già dalle 9,45 i precari dei servizi tecnico amministrativo, che dallo
scorso gennaio hanno perso il posto di lavoro, si sono dati appuntamento di
fronte a Balbi 5 per consegnare ai passanti volantini informativi sulla loro
situazione.
Il ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini Il suo regolamento sui plessi scolastici
m... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi Il ministro dell'Istruzione, Maria
Stella Gelmini Il suo regolamento sui plessi scolastici mette a rischio
l'esistenza di numerose scuole nella provincia di Rieti Contro i rigidi
parametri si stanno mobilitando i sindaci dei comuni dove si opereranno i tagli
Scuola, i sindaci
preparano la difesa ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi All'ordine del giorno una delibera di
osservazione al regolamento da spedire urgentemente al ministro Gelmini Scuola,
i sindaci preparano la difesa Ad Accumoli consiglio comunale straordinario,
mobilitazione a Montopoli
Si muove tra
indignazione e rabbia l'onda di protesta che arriva da ogni angolo della p...
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini, spazzerà via i punti di erogazione
sottodimensionati. Per la materna del paese (11 bambini) e l'elementare (13
alunni), allo stato attuale, non c'è storia. «I criteri stabiliti del Ministero
costringono alla chiusura di scuole come la nostra e se non si provvederà a
rivedere la norma - sottolinea Petrucci - plessi piccoli e vitali come Accumoli
spariranno per sempre»
Gli spogliatoi
delle palestre talvolta hanno affreschi, palchi, microfoni e telecamere
( da "Riformista, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E mica solo la Carfagna, la Brambilla, la Gelmini, la Russo, la
Troise, la Manna, la Ferranti, la Sanjust o la Gaggioli. Non solo ministre o
starlette. Anche cantanti come la Bruni. Di questo passo possono sperare tutte:
commercialiste, avvocate, notaie commesse e magari anche taxiste.
Corteo
anti-Gelmini bloccato dagli agenti Tensione e spintoni
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 5 Corteo anti-Gelmini bloccato dagli agenti Tensione e spintoni
BRESCIA CI SONO STATI MOMENTI di forte tensione ieri mattina fra gli studenti
in corteo e la polizia: spintoni, strattonamenti, qualcuno a terra. I ragazzi
del Kollettivo studentesco erano partiti alle 10 da piazza Garibaldi, dove si
erano concentrati.
A rischio due
scuole ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: recente decreto del ministro Maria Stella Gelmini in base al quale dal
prossimo anno scolastico per il mantenimento delle prime classi si dovrà
registrare un minimo di quindici alunni. NELLE PROSSIME settimane - quando i
dati delle iscrizioni saranno completati - si conoscerà in maniera più
dettagliata la situazione in particolare delle scuole situate nelle frazioni
periferiche,
Il grande
psicoanalista Jung - dice Uto Ughi - ha scritto nelle sue memorie che quando...
( da "Messaggero, Il" del 01-03-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: E sono lieto di aver ricevuto un invito per discutere di questo
problema dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Suggerirò di fare
regolarmente concerti nelle scuole, anche con giovani di talento. Sono convinto
che molti miei colleghi aderiranno, per reazione verso un disfacimento della
cultura musicale che si manifesta anche sotto l'aspetto organizzativo».
Il Pd: <A casa
ottomila insegnanti veneti>
( da "Corriere del Veneto" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: REGIONE - data: 2009-03-01 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE
Riforma Gelmini Democratici e Cgil lanciano l'allarme per i tagli alle cattedre
ed il caos tempo pieno Il Pd: «A casa ottomila insegnanti veneti» PADOVA —
Pochi mesi fa le manifestazioni di piazza, gli scioperi, le mobilitazioni. Oggi
i primi bilanci.
scuole, due
istituti comprensivi per 4 comuni
( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ambito della riforma Gelmini. Visto che l'attuale scuola media non
raggiunge i 500 alunni, le alternative possibili sarebbero state un unico
istituto comprensivo con 1400 alunni (con la perdita di un dirigente
scolastico, una segreteria e con aumentate difficoltà di gestione), oppure
l'accorpamento della scuola media a uno degli istituti dei Comuni limitrofi,
in città 4 sole
richieste per l'insegnante unico
( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della riforma Gelmini nelle primarie di Pordenone: 4 richieste su 418
pre-iscritti 2009-2010 nei tre circoli didattici. Dati provvisori e ufficiosi,
tutti alla verifica a 24 ore dal termine delle iscrizioni di fine febbraio. Le
novità emergenti in città: boom delle richieste di 30 ore di lezione
settimanale o del tempo pieno nelle ex elementari e liste di attesa nelle
scuole dell'
La Scala,
Toscanini e Muti Il diario dei ricordi della signora della lirica
( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Vorrei far arrivare al ministro Gelmini una richiesta che mi sta
molto a cuore, quella di introdurre nei licei la storia della musica. L'opera è
importantissima: serve anche a diffondere l'italiano all'estero. Qualche
settimana fa a Stoccolma ho assistito al "Serse" di Haendel che ha il
libretto in italiano.
avezzano. sembrava
un'allegra gita scolastica. strimpellate alla chitarra, barzellette, ...
( da "Centro, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: oggi con la Gelmini si è pensato solo a tagliare. Si nega la
possibilità di fare supplenze a tanti precari. E il voto in condotta? Non è un
utile deterrente perché il bullismo si combatte con le lezioni vive, dinamiche,
che sanno coinvolgere i ragazzi. La disciplina va mantenuta con il lavoro e le
famiglie devono essere più partecipi.
Aula Magna
ostaggio dei contestatori per mezz'ora
( da "Giornale.it, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Tremonti in un call centre, Gelmini in fonderia, questa è
democrazia», «la privatizzazione è una truffa, l'ermellino sa di muffa» è il
contenuto degli striscioni che si sono visti per pochi minuti dagli scranni
dell'aula magna, insieme con un drago di cartapesta, azzeccato per la giornata
di fine carnevale.
Insulti sui muri e
aula magna occupata il rettore sgombra gli ultras con la polizia
( da "Giornale.it, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il movimento studentesco contro la riforma Gelmini, ieri mattina ha
cercato di movimentare la cerimonia genovese. Ma il gruppo di manifestanti -
qualche decina, compresi i soliti giovani dei centri sociali e i contestatori
fuori corso per vocazione - è riuscito nell'opera di disturbo per una mezz'ora
soltanto.
Bidelli al metro
quadrato ( da "Stampaweb, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini lo gridò già alcuni mesi fa che era
uno scandalo. «Ci sono più bidelli che carabinieri», disse. Sono oltre 160 mila
in tutt?Italia, uno ogni due classi. «Troppi, anche perché in realtà molti
servizi sono svolti da ditte private, dalla mensa, alla pulizia vera e
propria», fanno sapere dal ministero.
Nelle segrete
stanze che custodiscono la cultura camuna (
da "Giornale di Brescia" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è annunciata la presenza del ministro Mariastella Gelmini e di
Vincenzo Gheroldi, curatore dell'allestimento. Per completare il quadro di
queste prime attività del Distretto, è da ricordare il bando appena emesso per
l'assegnazione di tre borse di studio, da 3mila euro ciascuna, per attività di
ricerca inerenti il patrimonio immateriale della Valle.
Stupri: Carfagna,
banca Dna e pene speciali a branco
( da "KataWeb News" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ancora una cultura che nega pari diritti e pari dignità alle donne: io
sto lavorando con il ministro dell'Istruzione Gelmini perché nelle scuole venga
insegnato il rispetto dell'altro sesso e la cultura della non violenza e nei
prossimi mesi usciremo con una campagna, su Tv e stampa, per far capire alle
donne che quando si subisce qualcosa del genere bisogna denunciare
immediatamente.
SCUOLA:
ELEMENTARI, 56% FAMIGLIE SCEGLIE 30 ORE
( da "Agi" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dichiara il ministro Mariastella Gelmini, che ricorda come tutti i
modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento "e
non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa".
"Il maestro unico di riferimento - afferma - sara' una figura
indispensabile per la formazione del bambino cosi' come accade in tutti i paesi
europei.
No alla
liquidazione della scuola ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: presidio in piazza Vittorio per i maestri della scuola contro la
riforma Gelmini. «Stanno liquidando la scuola pubblica statale e calpestando la
Costituzione - spiegano dal presidio - vogliono tornare al tempo in cui c'era
un unico maestro, ai tempi in cui 40 bambini su 100 non arrivavano alla terza
media. Ogni insegnate tornerà così a essere solo di fronte alla classe, alla
didattica,
Siede al posto di
comando dell'ente che promuove e supporta la sede universitaria vicentina e
c... ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini in fondo sta tagliando le università che non
producono, che hanno corsi inutili, con bassa frequenza, prive di strutture di
ricerca. Insomma, sta riducendo gli sprechi». Il polo universitario vicentino
non subirà alcuna ripercussione?
Scuola Il Pd
presenta i numeri: 600 mila famiglie non potranno contare sul tempo lungo
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: presentato i numeri significativi del Decreto Gelmini, chiedendo le
dimissioni del ministro. In tutto il Veneto saranno 600.000 le famiglie che
dovranno confrontarsi con le conseguenze del provvedimento, e 1431 gli insegnanti
ai quali non verrà rinnovato il contratto di lavoro per il prossimo anno
scolastico: questi i dati messi in luce dalla simulazione del taglio degli
organici,
Cordignano Il
consiglio comunale di Cordignano chiede, all'unanimità, il tempo...
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Pinidello e di Villa di Villa oppure la possibilità di
salvaguardare le attuali 35 ore settimanali, a rischio a causa della riforma
Gelmini. L'ordine del giorno approvato venerdì sera, sarà inviato ai Presidenti
della Repubblica, del Consiglio dei Ministri, della Regione e della Provincia,
al Ministro della Pubblica Istruzione e al Dirigente dell'Ufficio Scolastico
Regionale.
L'ON. DE POLI: NON
TOCCATE IL TEMPO LUNGO ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E per colpa di questa nuova legge del Ministro Gelmini che
ridimensiona il sistema scolastico con l'avvio del nuovo anno scolastico in
Veneto rischiano di scomparire più di mille classi a tempo lungo. Di questo
migliaio di classi a tempo lungo, più della metà, circa 550, sono nella Provincia
di Padova, e di queste, 149 si trovano nel capoluogo.
Scuola, tutti
vogliono il tempo pieno ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che si ripetono puntualmente nei regolamenti di attuazione della
riforma Gelmini, che danno la dimensione di quello che succederà. «In una
classe - spiega il dirigente Giuseppe Babini - ci sono due insegnanti, per un
totale di 44 ore settimanali. L'orario è di 40 ore, così già qui 4 ore saltano;
un'altra compresenza è quella della lingua inglese e della religione cattolica,
SCUOLA: GELMINI,
PER FAMIGLIE PIU' LIBERTA' SCELTA ORARI
( da "Adnkronos" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: SCUOLA: GELMINI, PER FAMIGLIE PIU' LIBERTA' SCELTA ORARI commenta 0
vota 1 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 01 marzo, ore 14:44
Crisi economia/
Fioroni: Subito ammortizzatori per precari
( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: È il minimo che si possa garantire a chi per anni ha lavorato al
servizio dell'educazione dei nostri figli. Non è pensabile che il combinato
disposto della riforma Gelmini e della manovra finanziaria di Tremonti tolgano
ai precari della scuola contemporaneamente la dignità del presente e le
prospettive del futuro".
Stupri/ Carfagna:
Banca dati Dna e punizioni speciali per
( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ancora una cultura che nega pari diritti e pari dignità alle donne: io
sto lavorando con il ministro dell'Istruzione Gelmini perché nelle scuole venga
insegnato il rispetto dell'altro sesso e la cultura della non violenza e nei
prossimi mesi usciremo con una campagna, su Tv e stampa, per far capire alle
donne che quando si subisce qualcosa del genere bisogna denunciare
immediatamente.
Scuola/ Scrutini
intermedi, pioggia di 5 in condotta
( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini dichiara in una nota: "Dal
2009/2010 dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadroorario
più adatto per i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari
(24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24
ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa.
01/03/2009 14:44
SCUOLA: GELMINI, PER FAMIGLIE PIU' LIBERTA' SCELTA ORARI
( da "ITnews.it" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Solo in Italia erano previsti piu' maestri per alunno e da quando e'
stata introdotta questa modalita' l'Italia e' scesa dal terzo all'ottavo posto
nelle classifiche internazionali della qualita' delle elementari". Lo
dichiara in un comunicato stampa il ministro della Pubblica Istruzione
Mariastella Gelmini.
Scrutini, fioccano
i 5 in condotta ( da "Stampaweb, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini dichiara in una nota: «Dal 2009/2010
dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto
per i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari (24,27,30 ore)
prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come
qualcuno sostiene in maniera imprecisa.
Scuola, pioggia di
5 in condotta. Più insufficienze nelle lingue che in matematica
( da "Adnkronos" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per la prima elementare oltre la metà delle famiglie ha optato per le
30 ore. Per tutti ci sarà il maestro unico. Gelmini: ''Più libertà nella scelta
degli orari'' commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo
aggiornamento: 01 marzo, ore 15:49
Scuola/ Aderenti
(Lega): Fioroni non puo' parlare per slogan
( da "Virgilio Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: organico per poi accusare il ministro Gelmini, in modo strumentale, di
effettuare tagli". Sul modello delle 30 ore la senatrice del Carroccio
sottolinea come "era prevedibile che le famiglie avrebbero optato per
questo modello alle prime elementari". E, per quanto riguarda lo standard
di qualità, Aderenti spiega come questo non è compito dello Stato: "Quest'
Castelnovo Sotto,
la pioggia guasta la festa: annullata l'ultima sfilata del carnevale
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dedicato alla riforma Gelmini mentre la grande rivale dell?Olimpia
Scuola: Pantaleo
(cgil), bocciata riforma gelmini
( da "KataWeb News" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: bocciata riforma gelmini 1 marzo 2009 alle 18:17 — Fonte:
repubblica.it — 0 commenti I dati diffusi dal ministero sulle iscrizioni alla
prima elementare dimostrano che "le famiglie chiedono i tempi prolungati e
bocciano il maestro prevalente". Questo il giudizio di Mimmo Pantaleo,
segretario generale della FlpCgil,
( da "Stampa,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
ANNO ACCADEMICO LA CERIMONIA D'INAUGURAZIONE DISTURBATA
DALL'«ONDA» Aula magna occupata tensione all'Università Il Rettore:
"Esiste la libertà d'opinione in questo Paese" GENOVA Tormentata
inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Genova. Ieri mattina
l'aula magna di via Balbi è stata occupata da una cinquantina di studenti, aderenti all'«Onda», per contestare la riforma Gelmini. Armati di fischietti, pentole e
striscioni, gli aderenti al movimento hanno costretto Rettore e professori a
posticipare l'inizio della cerimonia di una quindicina di minuti. La polizia ha
poi sgomberato di peso i manifestanti dall'aula senza tensioni. Il
Magnifico Rettore Giacomo Deferrari si è scusato per quello che era accaduto. E
ha aggiunto: «Non una cerimonia, non una festa come sostengono i contestatori
dell'Onda, ma un momento importante di riflessione e indirizzo per
l'università. Sono pochi gli studenti con opinioni molto contestatrici contro
il sistema universitario. Ne abbiamo visto una trentina. Gli altri quarantamila
studenti hanno opinioni diverse. Quindi la protesta inscenata nell'aula magna
per me non è un gran problema». I giovani, allontanati dalla Digos, hanno
continuato a disturbare la cerimonia dall'esterno con fischietti e pentole.
«Esiste la libertà d'opinione - ha detto Deferrari - e ci chiamiamo università
proprio perchè universitas significa luogo dov'è possibile esprimere ogni idee.
Se queste sono espresse in modo corretto c'è possibilità di confronto. Sarei
stato più preoccupato se gli studenti non fossero stati una minoranza. In più
questo numero limitato di studenti ha stretto un'alleanza solo con un gruppo
ristretto di precari. Le sfide 2009 dell'Università di Genova saranno il nuovo
piano edilizio per le facoltà, i lavori all'Albergo dei Poveri, la modifica del
sistema di governo dell'ateneo, l'accorpamento di poli e dipartimenti, la
razionalizzazione delle spese e i prepensionamenti. Intendiamo razionalizzare
al meglio l'uso degli edifici - ha ribadito Deferrari - eliminando quelli che
non servono e valorizzando quelli inutilizzati». Ha proseguito il rettore:
«Insieme al governo ridiscuteremo la gestione degli atenei. Punto a consigli
d'amministrazione e senati più ristretti, che siano davvero distinti.
Prevedendo anche l'impeachment del Rettore. L'Università poi deve accorparsi in
cinque poli e 20-30 nuove strutture di didattica e ricerca». La cerimonia si è
conclusa con l'intervento del senatore Ignazio Marino che ha detto tra l'altro:
«Parlare di riforma dell'Università con il governo Berlusconi mi sembra
esagerato. Si tratta solo di tagli a ricerca e istruzione. Francia e Svezia
durante la crisi economica aumentano gli investimenti. L'Italia purtroppo no».
\
( da "Stampa,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
I politici conoscono il mondo reale? Che va dicendo il
governatore della Banca d'Italia? «Il peggio deve ancora arrivare, l'impatto
della crisi sull'occupazione non si è ancora pienamente manifestato, ma si farà
sentire a stretto giro con un aumento della cassa integrazione e la perdita di
altri posti di lavoro. La crisi colpirà soprattutto le categorie più deboli,
quelle meno protette come i precari, i giovani e le famiglie a basso reddito».
A quanto pare nessuno ha il tempo e la voglia di ascoltarlo, forse per chè
«l'Italia è fatta da tempo, quindi continuano a farsi gli affari loro» (frase
riadattata ai tempi nostri, tratta dal libro «I viceré» (1894) di F.De
Roberto). Il Pd riparte da Franceschini che dichiara: «Ora si guarda al
futuro». La vedo nera perché se ha fallito Veltroni ci vuole riuscire lui che
decidevano in simbiosi? Nel contempo Pier Ferdinando Casini mette di fronte
all'Udc l'obiettivo di una nuova formazione politica e pensa già al nome: «Il
partito della nazione»; sarà una sigla tipo PdN? Ci mancava una nuova
confusione. Gli altri partiti sono galvanizzati da esigue percentuali di voto
ottenute in crescita, quindi ognuno di loro sta stilando la «lista della spesa»
da presentare nella coalizione di appartenenza, con annesse minacce velate di
trasmigrazioni. L'opinione pubblica, quindi gli elettori, sono sempre più
confusi e privi di bussola. Vaste fasce della popolazione si sentono tradite da
tutti i partiti e sono profondamente indignate e frustrate dalle manovre
politiche atte ad occupare il tempo per gli affari di partito e propri. Ed ecco
il quesito: questa belal gente è corrente di ciò che sta accadendo nel mondo
reale? GRAZIELLA ZACCONE LANGUZZI ALESSANDRIA Festa del decennale grazie ai
tifosi amici I Supporters 1999 Alessandria ringraziano di cuore tutti coloro
che hanno partecipato alla festa del Decennale svoltasi al RistoPub Wild Cats.
In particolar modo, vogliamo ringraziare i gruppi della Nord e le tifoserie
amiche (Viareggio e Genoa) per aver presenziato a questa importantissima festa
del nostro gruppo. Dopo questo appuntamento svoltosi perfettamente, non
possiamo non guardare al nostro futuro con fiducia per proseguire l'avventura
iniziata dieci anni fa e che ci ha portato a «macinare» oltre
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
LA PROTESTA Contro il maestro unico 2mila famiglie firmano
la petizione di Buonascuola In poche settimane duemila famiglie si sono
espresse a favore della scuola attuale. E' un modello che continua a piacere.
E' questo il risultato di una mobilitazione dei genitori per mantenere la
scuola a modulo con tre insegnanti e a tempo pieno con le ore di compresenza
(sono ore in cui in aula sono presenti più insegnanti in modo da poter svolgere
anche attività di recupero o consolidamento). Un solo circolo di Carpi, il III,
ha raccolto 624 moduli firmati con i quali si esprime la preferenza per la
scuola così com'è, senza le novità introdotte dal decreto Gelmini. Solamente nelle scuole di
Carpi, in poco tempo, è stato raccolto il 52% di richieste per la scuola
attuale. «Visto che il target della raccolta firme era composto solo da
genitori con bambini dai 5 ai 9 anni delle scuole pubbliche statali dei tre
Comuni (Carpi, Soliera e Campogalliano) - sottolinea il coordinamento Buona
Scuola Carpi - l'aver raccolto il 52% delle domande complessive
rappresenta un dato significativo, accresciuto dal fatto che il coordinamento
ha potuto contare solo sulla collaborazione volontaria di rappresentanti e
genitori». Si tratta infatti di un movimento spontaneo e basato sull'impegno di
volontari. Solo nelle ultime settimane il coordinamento Buona Scuola di Carpi,
formato da genitori e anche da insegnanti, ha raccolto quasi duemila richieste
di famiglie che per il prossimo anno preferiscono l'assetto organizzativo
attuale. Insomma «la maggioranza dei genitori di Carpi, Soliera e Campogalliano
è contraria alla riforma Gelmini». Nei primi giorni di
marzo, inoltre, i moduli raccolti saranno protocollati dalle segreterie delle
scuole di appartenenza per rendere ufficiali le iscrizioni e le riconferme. Le
richieste saranno portate al Provveditorato Regionale. In foto: genitori
davanti alle Collodi. (dlc)
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Elementari, a rischio la prima Soave: 8 iscritti, ne
servono 15. Soluzioni al vaglio GIOVANNI BENVENUTI PORTO MANTOVANO (Soave). Col
nuovo anno scolastico la prima classe elementare di Soave è fortemente a rischio.
Anzi, oggi come oggi non si può proprio costituire perchè
le iscrizioni sono solo 8 e la nuova legge Gelmini prevede che siano formate da almeno 15 bambini. Il problema, è vero,
si pone solo per quest'anno e non per quelli successivi, ma chiudere una classe
adesso potrebbe voler dire creare i presupposti per cancellare in breve
l'intero plesso scolastico. Ecco perchè i genitori degli otto bambini
già iscritto alla classe prima della frazione di Soave sono sul piede di
guerra. Stanno alzando le barricate a difesa sia della classe d'avvio del
percorso scolastico che della scuola stessa. Si oppongono con tutte le loro
forze alla eventualità di trasferire i figlioletti a S. Antonio o Marmirolo.
L'unica via d'uscita - come ha sottolineato ieri la vice preside dell'Istituto
Comprensivo di Porto Mantovano - è quella di trovare la disponibilità di un
gruppetto di genitori di S. Antonio di trasferire i loro figli alla scuola di
Soave. In questo caso il Comune di Porto assicurerebbe tutta la disponibilità
nel mettere a disposizione un pullmino con tanto di autista per il servizio di
trasporto a suo carico in modo da salvare la prima classe di quella scuola e il
futuro della scuola stessa. A tal proposito è stato fissato un incontro per
martedì tra i genitori dei remigini dei due centri al quale parteciperanno il
dirigente del Comprensivo, i suoi più stretti collaboratori e i responsabili
dell'amministrazione comunale, nella speranza di poter trovare un punto
d'incontro e quindi una soluzione. Soluzione ad un problema delicatissimo che
altrimenti non avrebbe, purtroppo sbocchi, perchè la legge Gelmini
è tassativa in materia e non concede deroghe per cui servono assolutamente
quindici bambini per poter formare la prima classe.
( da "Repubblica,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Torino I genitori bocciano il maestro unico
Boom del tempo pieno: in pochi scelgono il modulo delle 24 ore Alla chiusura
delle iscrizioni per le elementari scarse richieste per il
modello Gelmini OTTAVIA
GIUSTETTI STEFANO PAROLA Le iscrizioni alle scuole elementari si sono chiuse
ieri e presto arriveranno le prime statistiche. Ma basta ascoltare qualche
dirigente scolastico per arrivare a una prima, incontrovertibile, sentenza: i
genitori torinesi hanno evitato in massa di scegliere il modello che prevede 24
ore settimanali, quello su cui il ministro all´Istruzione Maria Stella Gelmini conta per ridurre in maniera sostanziosa i costi
della scuola pubblica italiana. In altre parole, Torino ha bocciato il maestro
unico. Certo, dalla città in cui è nato il tempo pieno era un risultato
prevedibile. Ma dalle prime impressioni sembra proprio che a scegliere le
"24 ore" sia stata una manciata di genitori o poco più. «Il sentore
generale - spiega Nunzia Del Vento, presidente dell´associazione di presidi
Asapi e dirigente della scuola Gabelli - è che la richiesta di 24 ore è stata
minima. Su nove istituti della Circoscrizione
( da "Repubblica,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo Cinque in condotta a 400 studenti
Cinque in condotta per quattrocento studenti palermitani. Altri 1.700 rischiano
la bocciatura per le numerose assenze. Insufficienze
presenti nell´80 per cento delle pagelle del primo quadrimestre, sulle quali
pesa l´effetto Gelmini.
Bullismo in crescita: all´Iti Volta boom di punizioni. Uno studente bengalese
picchiato dai compagni. SALVO INTRAVAIA A PAGINA IV
( da "Repubblica,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Palermo Cinque in condotta
a 400 studenti Effetto Gelmini sui voti del primo quadrimestre. Stangata nei tecnici Ottanta su
cento hanno insufficienze In 1.700 rischiano la bocciatura per le numerose
assenze SALVO INTRAVAIA Quasi sei studenti palermitani su cento rischiano di
perdere l´anno per la condotta o per le assenze. E oltre tre ragazzi su
quattro hanno rimediato una o più insufficienze che dovranno recuperare prima
della fine dell´anno scolastico se non vorranno passare l´estate sui libri.
Ecco i risultati degli scrutini del primo quadrimestre nelle scuole superiori
della città. L´inasprimento delle regole voluto due anni fa dall´allora
ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, che ha reintrodotto gli
esami di riparazione, e ora dal suo successore Mariastella Gelmini,
che ha ripristinato la bocciatura con il cinque in condotta, ha messo alle
strette gli studenti delle superiori. Ma loro al momento non sembrano troppo
preoccupati. Sono i numeri a parlare. Secondo i primi dati, quasi 81 studenti
su cento hanno collezionato agli scrutini del primo quadrimestre una o più
insufficienze. La maglia nera spetta agli istituti tecnici, dove soltanto l´8
per cento dei ragazzi vanta una pagella senza neppure un´insufficienza. I più
bravi sono gli studenti dei licei, dove coloro che devono recuperare in una o più
discipline sono 74 su cento. In media, gli oltre 45 mila studenti delle scuole
cittadine hanno rimediato quattro insufficienze a testa. Un bel fardello (180
mila debiti singoli in totale) sia per le scuole che devono organizzare i corsi
di recupero sia per i ragazzi che devono risalire la china. Ma la grande novità
di quest´anno è costituita dal cinque in condotta introdotto dalla Gelmini. Sono quasi 400 i malcapitati che i professori hanno
considerato un po´ troppo vivaci, appioppando loro un´insufficienza in condotta
che li porterà dritto alla bocciatura se non ci sarà stato un cambio di rotta.
Il grosso si registra negli istituti tecnici e professionali, che hanno
registrato rispettivamente 16 e 24 studenti "irrequieti" su mille. Ma
la valutazione intermedia mette in luce anche un altro fenomeno: 1.700 studenti
risultano "non classificati" per l´eccessivo numero di assenze. Quasi
tutti andranno a ingrossare i numeri della dispersione scolastica, perché è
molto probabile che a giugno risulteranno bocciati. Anche per la maggior parte
dei ragazzi che hanno seguito le lezioni è tempo di bilanci. Latino e Greco
rappresentano le autentiche bestie nere per gli studenti del liceo classico.
Quasi metà degli iscritti ha rimediato un´insufficienza in una di queste due
materie, parecchi in entrambe. Lo scoglio per gli studenti dei licei
scientifici è invece la Matematica. Sono oltre metà (il 52 per cento) coloro
che non riusciti a raggiungere la sufficienza. Negli istituti tecnici le cose
cambiano: due ragazzi su tre dovranno darsi da fare con l´Italiano e la
Matematica se vorranno passare l´estate tranquilli. Ora la palla passa alle
scuole, che dovranno avviare i corsi di recupero con risorse limitate. Per
questa ragione alcuni istituti preferiscono organizzare i corsi pomeridiani
soltanto per le materie più importanti, mentre altri faranno una pausa nelle
lezioni per dare la possibilità ai ragazzi di seguire i corsi di recupero di
mattina. All´istituto professionale Ascione, a Borgo Nuovo, si faranno tutte e
due le cose. «Dal 2 al 16 marzo - dice il preside Gaetano Bonaccorso - si
svolgeranno attività di recupero e approfondimento. Successivamente, nelle
discipline in cui si registra il maggior numero di insufficienze, organizzeremo
corsi di recupero pomeridiani».
( da "Repubblica,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Palermo Il racconto All´Iti Volta record di
punizioni La scuola dei duri botte in classe e insulti ai prof «Rieduchiamo
punendo», dice Roberto Tripodi, preside dell´istituto tecnico industriale
Alessandro Volta, a Settecannoli. è la logica del bastone e della carota
applicata alla scuola dopo che il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha ripristinato l´insufficienza in condotta. Al Volta i ragazzi
che rischiano la bocciatura per il solo comportamento sono una ventina. La
punizione, secondo la normativa vigente, deve avere valore educativo, ma alcuni
comportamenti evidentemente non possono passare inosservati: ecco perché i
professori hanno appioppato svariati cinque in condotta. Ma di quali
colpe si sono macchiati gli studenti del Volta? «In genere si tratta di atti di
violenza, furti o atti vandalici», racconta Tripodi, uno di quei presidi che
certo non le mandano a dire ai ragazzi. Dallo scorso anno è lui stesso che
appioppa multe agli alunni che vengono sorpresi a fumare nei corridoi o in
bagno. «I professori hanno attribuito cinque in condotta a coloro che sono
stati sospesi più di una volta nel corso del quadrimestre», spiega. E racconta
qualcuno degli episodi che hanno fatto scattare il pugno di ferro. Nel bel
mezzo dell´ora di Educazione fisica, mentre la classe era intenta a giocare a
ping pong, un ragazzo tira una racchetta in faccia al compagno facendogli
saltare due incisivi. «Il ragazzo - ricorda il preside - è finito in ospedale.
E anche se più tardi il compagno ha chiesto scusa sia a lui sia alla famiglia,
la punizione è stata necessaria. Simili atti di violenza non sono tollerabili».
In un altro caso un ragazzo ha lanciato un banco al compagno facendogli saltare
due denti. Poi ci sono i furti all´interno delle classi. «Alcuni ragazzi rubano
telefonini o libri», dice Tripodi. E quando si riesce a scoprire il colpevole
scatta la sospensione. E che dire di quegli studenti che perdono il controllo e
vanno in escandescenze gridando parolacce al professore? Anche in questi casi scatta
la punizione. Un primo effetto il decreto sembra averlo prodotto: «Gli atti di
vandalismo sono diminuiti drasticamente», dice Tripodi. s. i.
( da "Nuova
Venezia, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 15 - Cronaca Bocciato il maestro unico quasi
nessuno vuole le 24 ore GIORGIO CECCHETTI I genitori veneziani bocciano Maria
Stella Gemini o, almeno, la sua riforma della scuola e in particolare il
maestro unico alle elementari. Nessun volantino, nessun corteo o protesta, ma
ancor peggio: sono i numeri a parlare. Ieri era l'ultimo giorno di iscrizioni e
in poche ore alcuni dirigenti hanno già potuto fare un primo bilancio: al Lido,
nei cinque plessi della scuola primaria, nessuno ha chiesto le 24 ore
settimanali proposte dal ministro e neppure le 27 ore, tutti si sono
indirizzati al tempo pieno e alle 30 ore. In centro storico mancano ancora i
dati definitivi del circolo San Girolamo, che comunque da un primo esame non
appaiono sostanzialmente differenti dalle richieste dei genitori che hanno
iscritto i figli al circolo Diaz: nei quattro plessi soltanto due famiglie
hanno chiesto le 24 ore, quattro le 27, tutti gli altri si dividono tra tempo
pieno con 40 ore e 30 ore. A conferma di questa tendenza altri dati. A
Marghera, ad esempio, su 130 iscritti alla prima elementare nessuno ha chiesto
le 24 ore, una famiglia soltanto le 27, tutti gli altri tempo pieno o 30 ore. E
se questo non bastasse, il Tg1, ieri nell'edizione di metà giornata, ha reso
noto il risultato di un sondaggio effettuato su un campione di genitori: il 75
per cento avrebbe chiesto il tempo pieno, quasi il 18 le 30 ore, poco meno del
2 per cento le 24, il resto le 27 ore. Questi i dati disaggregati del centro
storico e del Lido. Circolo Diaz: su 124 iscritti 86 genitori hanno chiesto le
30 ore (il modello che ora si chiama a modulo), 34 il tempo pieno con 40 ore,
quattro 27 e infine due 24 ore. Al Lido invece, su 143 iscritti 93 hanno
chiesto il tempo pieno e 53 le 30 ore. Nessuna richiesta per i modelli con
orario scolastico settimanale inferiore. Negli istituti dove la richiesta di
tempo pieno è aumentata, come sembra dai primi dati, i dirigenti scolastici
saranno costretti a gestire una situazione difficile: il ministro, nonostante i
proclami televisivi in cui ha affermato che tutti coloro che chiederanno il
tempo pieno lo avranno, nelle circolari attuative ha scritto che non verranno
concessi in organico insegnanti in più in caso le richieste di tempo pieno
aumentino. Che cosa accadrà? Per quelle classi, nonostante
le richieste dei genitori e le promesse della Gelmini, il ministero concederà un solo insegnante per 22 ore. Le altre
18 ore dovranno essere coperte da altri insegnanti che due ore ognuno - il
contratto prevede 24 ore - dovranno coprire ciò che manca e, paradossalmente, i
bambini rischiano così di avere addirittura più dei due insegnanti che adesso
gestiscono il tempo pieno. Lo stesso potrebbe accadere per quelli che
hanno scelto le 30 ore: 22 con il maestro prevalente le altre otto con altri
tre o quattro insegnanti. Per spiegare lo sconvolgimento della scuola
elementare, un mese fa, il dirigente del circolo Diaz Riccardo Carlon ha
spedito a tutti i genitori in cui afferma addirittura che è il diritto allo
studio ad essere messo in discussione, oltre alla continutà didattica. Si è
mossa anche l'assessore comunale alle Politiche educative Anna Maria Miraglia,
che ha presentato, per farlo approvare, un ordine del giorno al Consiglio
comunale in cui si chiede maggior attenzione da parte dello Stato e della
Regione. Nel documento si descrive prima di tutto il disagio delle famiglie
nella scelta del tempo scuola perchè gli stessi dirigenti scolastici non sono
in grado di assicurare quali modelli organizzativi e temporali potranno essere
garantiti. Tutto questo a causa dei tagli agli organici e ai finanziamenti (87
mila docenti in meno e 7 miliardi di euro in tre anni) e conseguentemente al
tempo scuola. L'ordine del giorno sostiene che la scelta del maestro unico
produrrà un'impoverimento della didattica perchè mancherà il confronto tra i
docenti e anche perchè non saranno più possibili laboratori e uscite. «Il
Comune farà quello che può - ha spiegato l'assessore Miraglia - ma vogliamo
chiedere allo Stato e alla Regione un impegno maggiore in modo che la scuola
primaria italiana, giudicata tra le migliori a livello europeo, non subisca un
degrado».
( da "Nuova
Venezia, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
PROTESTA A MOGLIALO Tempo pieno, genitori
anti-Gelmini MOGLIANO.
Genitori «disobbedienti» per salvare il tempo pieno, larga adesione alla
proposta del secondo circolo didattico di Mogliano. Si sono chiusi ieri i
termini di iscrizione degli alunni al prossimo anno e, per scongiurare i tagli
sull'orario molti genitori hanno ignorato i vincoli della riforma Gelmini, chiedendo la conferma
dell'orario ai sensi di legge. L'iniziativa era stata lanciata dal Consiglio
del secondo circolo (Verdi, Valeri, Frank e Polo): «La nostra mobilitazione ha
ottenuto l'effetto desiderato - spiega il presidente Pietro Scomparin - la
quasi totalità dei genitori ha iscritto i propri figli per il prossimo anno
richiedendo lo stesso orario di scuola degli anni precedenti». Tali richieste
sono in difformità a quanto previsto dalle circolari ministeriali. La riforma
prevede un orario di 24 o 27 ore settimanali contro le 33 attuali, ma
stabilisce comunque che ogni famiglia possa scegliere il tempo scuola che
preferisce. Su questo hanno giocato i genitori moglianesi: «Non abbiamo
considerato vincolanti le circolari ministeriali in quanto non suffragate da
una legge dello Stato - continua Scomparin - e abbiamo approvato una delibera
che stabilisce la possibilità di garantire anche per il prossimo anno l'attuale
tempo scuola, questi orari si sono conquistati negli anni a fronte delle
richieste delle famiglie nelle quali entrambi i genitori lavorano». «Ci
auguriamo che in tutti i plessi si sia raggiunta la soglia minima dei 15
iscritti per le prime classi - conclude Scomparin - le famiglie sono sempre più
sole con i loro problemi, alla faccia di tutte le forze politiche che dicono di
mettere al centro della loro azione la famiglia». (m.ma.)
( da "Tirreno,
Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Lucca G8, An chiede spiegazioni a Roma
Interpellerà i parlamentari per avere chiarimenti sul trasferimento Sichi
(Rifondazione) attacca: «Ma dov'erano gli onorevoli del Pdl quando il governo
decideva all'insaputa di tutti di spostare l'appuntamento internazionale da
Lucca alla Brianza?» LUCCA. Domani o martedì al più tardi An si metterà in
contatto con i parlamentari romani. Giuliana Baudone, in persona - sia come
consigliere comunale di Lucca che come consigliere regionale della Toscana -
chiederà spiegazioni ai vertici del partito sulle ragioni che hanno portato il
governo a trasferire il G8 della Scienza da palazzo Ducale a Lesmo. Neppure il
centrodestra capisce perché a Lucca sia stato preferito un comune da poche
migliaia di abitanti nel cuore della Brianza. A sorpresa, infatti, l'evento
internazionale è stato spostato non solo nel comune che confina con Arcore e
Macherio (i luoghi di residenza del premier), ma addirittura nella villa che
Fininvest ha acquistato da Unicredit per 35 milioni, allo scopo di creare (in
prima battuta) l'università del libero pensiero e oggi (che il progetto
dell'ateneo sembra tramontato) per creare un centro di alta specializzazione
post-universitaria oltre che un centro per meeting di livello internazionale.
Il primo dei quali, appunto, dovrebbe essere il G8 della Scienza cancellato a
Lucca. «Considerando l'attenzione che da sempre il ministro Altero Matteoli ha
per la Toscana - osserva Giuliana Baudone - è nostra volontà capire quali siano
le ragioni che hanno portato al trasferimento di questo appuntamento
importante. Una spiegazione è doverosa alla città che ci chiede come mai
abbiamo perso il G8 della Scienza». La domanda - insiste Alessandro Tambellini
consigliere comunale del Pd - è legittima soprattutto se si considera che
Lucca, «comune amministrato dal centrodestra nel cuore della rossa Toscana -
dovrebbe essere al centro dell'attenzione del Pdl. Invece, neppure il fatto che
Lucca abbia una giunta di centrodestra basta a evitare lo scippo di un evento
che per noi sarebbe stato importante. E il fatto ancora più grave è che la
città viene impoverita perché il grande capo (Silvio Berlusconi, ndr) vuole il
G8 della Scienza nella sua villa di Lesmo. Di fronte a questi episodi ho deciso
di non inquietarmi più, anche perché purtroppo sono lo specchio dell'Italia di
oggi. Nutro, però, la speranza che la situazione cambi». Se questo accadrà -
evidenzia Tambellini - «allora avremo di nuovo l'opportunità di ospitare grandi
eventi che se organizzati bene possono gettare semi per far nascere esperienze
scientifiche, tecnologiche sul territorio, magari collegate anche
all'occupazione. Questi eventi internazionali sono importanti perché possono
mostrarci che cosa faccia l'innovazione applicata alla tecnologia. Senza questo
collegamento concreto, sennò, i discorsi sull'innovazione, sulla formazione,
sul ritorno territoriale dei meeting G8 restano vuoti». Anche per Antonio
Sichi, capogruppo di Rc in consiglio comunale, c'è solo da sperare in nuovi
appuntamenti, visto che il G8 della Scienza ormai è perduto. «Dopo le promesse
- commenta Sichi - arriva la beffa. Il G8 della scienza viene spostato senza
che nessuno, apparentemente, ne sappia nulla, da Lucca in Brianza. Ora tutti si
rendono conto dello smacco subito e tentano, in fretta e furia, di correre ai
ripari. Il sindaco con una comunicazione urgente al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini; i deputati locali con interrogazioni al Parlamento. Ma dove
erano i politici del Pdl quando si decideva il cambio della sede del G8 della
scienza e si riteneva Lucca non meritevole della scelta precedentemente fatta?
Come sempre è più facile fare propaganda che rispondere ai problemi del
territorio che ci ha eletti. Criticare la Regione e la Provincia per
inefficienza, e sottacere ai voleri superiori quando è la nostra parte politica
a decidere, è più facile. Non ho sentito alcuna voce fuori dal coro di quelle
che contano a Roma e che nel fine settimana tornano a Lucca a curare il proprio
seggio». E così il G8 se ne va da Lucca in Brianza senza grandi proteste. I.B.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Regione Scuola,
quattromila cattedre in meno Il Pd veneto: la Gelmini si dimetta PADOVA. Quattromila cattedre tagliate nell'arco di due
anni. Il nove per cento degli insegnanti verrà congedato dalla scuola. Addio al
tempo lungo, alla continuità didattica, alle gite scolastiche, agli
investimenti sugli edifici. Accorpamenti delle classi con
un'impennata del numero di alunni costretti a stringersi tra i banchi. Il Pd
dipinge un ritratto a tinte fosche del futuro prossimo della scuola veneta. Al
grido di «No al maestro unico, sì al maestro bravo» chiedono le dimissioni del
ministro della Pubblica istruzione Maristella Gelmini,
secondo il Pd origine di tutti i mali presenti e futuri della scuola. Maria Pia
Garavaglia (nella foto), senatore del Pd, ed Andrea Ferrazzi, responsabile
Formazione del Pd Veneto, snocciolano dati, invitano a scendere in piazza e a
diffidare da quanti prima lodavano la riforma come panacea per i mali della
scuola e ora sposano la protesta. «Dovremo dire addio al tempo prolungato»,
commenta Garavaglia e aggiunge: «Oggi (ieri, ndr) si chiudono le iscrizioni
scolastiche e presto migliaia di famiglie venete avranno bruttissime sorprese.
Non otterranno per i propri figli l'orario scolastico richiesto, soprattutto
alle elementari. La possibilità di attivare classi a tempo prolungato è infatti
condizionata, così come stabiliscono i decreti attuativi della Legge Gelmini, dalla disponibilità degli organici. E questi
subiranno pesantissimi tagli». I dati forniti dalla Cgil per l'anno scolastico
2009/2010 sono ancora più allarmanti: nella scuola elementare veneta prevedono
1.500 insegnanti in meno,
( da "Provincia
Pavese, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Attività, laboratori e un convegno per riscoprire
l'importanza del gioco nella didattica. A partire da mercoledì Giocare con la
storia, studenti e insegnanti a lezione PAVIA. Capire la rivoluzione
industriale o i problemi per governare una città antica con un gioco invece che
con una lezione frontale, divertendosi mentre si impara, non è un'utopia da
paese dei balocchi: i giochi didattici ormai sono diffusi dalle scuole primarie
ai master. Pavia giocherà la storia, insegnerà ai professori di trenta scuole
medie e superiori della provincia come fare per sfruttare al meglio questo
strumento, e ospiterà un convegno internazionale. «Pavia gioca la storia» è
organizzata dal laboratorio di Didattica della storia della Silsis di Pavia, la
scuola di specializzazione per docenti chiusa dalla riforma
Gelmini, in collaborazione
con il Comune di Pavia e la scuola media Casorati, oltre alla rivista Mudus e
le edizioni La Meridiana, per dimostrare che la Silsis ha lavorato bene e
portato a casa ottimi risultati. Da mercoledì 4 marzo gli studenti della Silsis
- che hanno inventato il gioco «Il commercio nella Pavia Medievale» -
faranno giocare oltre 30 classi della provincia. Il 4 pomeriggio saranno i
docenti a studiare la didattica del gioco applicata a storia e filosofia e il 5
si inaugurerà il convegno internazionale di studi sul gioco didattico per
matematica, storia, scienze, geografia, con esperti nazionali e internazionali
che, il giorno seguente, replicheranno a Modena. Ma che ruolo può avere il
gioco a scuola? Risponde Antonio Brusa, docente Silsis e membro del comitato
scientifico del convegno: «Dal secondo dopoguerra in poi il gioco come
strumento didattico è stato molto studiato. I vantaggi sono quello di imparare
divertendosi e di riuscire a trasmettere più facilmente una complessità che
scritta sui libri di testo rischia di scivolare sugli studenti senza lasciare
tracce». Il problema sono le resistenze da parte di tanti docenti, che lo
vivono come una perdita di tempo quando invece, continua Brusa, «fa guadagnare
tempo perché permette di far sedimentare le conoscenze che vengono acquisite
giocando». Le resistenze si incontrano perché il docente deve diventare anche
animatore. E per condurre un gioco è necessario conoscere l'argomento a
menadito perché «stimola l'iniziativa e apre interrogativi che, spesso, con la
lezione frontale non vengono posti».
( da "Repubblica,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Genova Dura contestazione all´inaugurazione
dell´Anno accademico. Nel mirino la riforma Gelmini e i privati nell´Ateneo
Università, lo schiaffo dell´Onda Assedio all´Aula Magna, fischietti e pentole
"oscurano" la cerimonia Inaugurazione dell´anno accademico con
polemiche. La protesta dell´Onda, con gli studenti armati di fischietti,
pentole e striscioni, ha costretto gli organizzatori a posticipare l´inizio
della cerimonia. La polizia ha sgomberato di peso i manifestanti
dall´aula. Il rettore Giacomo Deferrari ha preso subito la parola «chiedendo
scusa per la tormentata inaugurazione. Non una cerimonia, non una festa come
sostengono i contestatori dell´Onda, ma un momento importante di riflessione e
indirizzo per l´università». NIRI ALLE PAGINE II E III
( da "Mattino
di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 21 - Cronaca «I sindaci del Veneto strangolati dal
patto di stabilità di Tremonti» Il 4 marzo depositati gli emendamenti alla
riforma Calderoli Il Nord ha grandi aspettative, basta coi regali a Palermo
ALBINO SALMASO Il federalismo? «In aula il 4 marzo presenteremo gli
emendamenti, ma la vera emergenza si chiama bilanci dei Comuni e nella fase
transitoria il 20% dell'Irpef va lasciato ai sindaci, che oggi sono strangolati
del patto di stabilità imposto da Tremonti». Le primarie? «Vanno fatte per
scegliere i candidati sindaci e i presidenti di Provincia del Pd: sono previste
dallo statuto». Margherita Miotto ha attraversato molte stagioni della politica:
nel 1992 con Rosy Bindi ha demolito la Dc dorotea travolta da tangentopoli e
fatto nascere il Ppi con Martinazzoli. E nel
( da "Repubblica,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Genova Anno accademico, falsa partenza l´Onda
sommerge Deferrari Contestazioni e tensione. Il rettore: "Sono solo una
minoranza" RAFFAELE NIRI Quando scoccano le undici e il caos è
indescrivibile, ti aspetti solo che si apra la porta ed irrompa il Settimo
Cavalleggeri. O - come in Helzapoppin´ - si palesi qualche comparsa storica, un
centurione romano in aspettativa o un Faraone in disarmo. Perché gli altri,
fuori e dentro l´Aula Magna dell´Università, ci sono già tutti. Ma, come in una
gigantesca Torre di Babele, nessuno riesce a parlare con nessuno. In ordine di
apparizione: un centinaio abbondante di studenti dell´assemblea permanente
delle facoltà in lotta (che si danno appuntamento alle dieci, vedono che
nessuno li ferma e, camminando allegramente sulla passatoia rossa delle grande
occasioni, spingendo un drago di carta appollaiato precariamente su un carrello
della spesa, occupano tra frizzi e lazzi l´Aula Magna stessa, nello sconcerto
dei pochi funzionari presenti). Poi arrivano i carabinieri in alta uniforme
("con i pennacchi e con le armi" avrebbe cantato il Maestro) che
diligentemente si mettono ai lati della porta, a guardia del nulla (l´interno è
già occupato, chissà se qualcuno li ha avvisati). Poi, in ordine sparso, arrivano
i professori: "Vestiti da pagliacci, con le loro facce cadenti e rugose,
avvolti in ridicoli ermellini" dice il micidiale volantino degli
occupanti. Parole dure, ma certo gli ermellini sono un po´ démodé. Poi entrano
i goliardi e sembrano tirati fuori da una gigantesco Freezer del Tempo: larghe
piume di struzzo, medagliette ciondolanti, nasi rossi da pagliaccio, qualche
volgarotto richiamo di natura sessuale, un tuffo nei primi Anni Sessanta,
quando Mario Capanna andava ancora alle medie. Viene distribuito un volantino
color salmone, col testo di Gaudeamus igitur: «Post iucundam iuventutem/ post
molestam senectutem/vivat Academia/ vivant Professores». Poi arrivano quelli
della Digos - giubbotti e jeans, riconoscibilissimi dalla divisa casual Digos -
e allora il tuffo indietro è di soli sette anni. Spinte, strattoni, qualche
ragazzo che si siede sulle scrivanie ma - che diamine - questa non è la Diaz, è
l´Aula Magna dell´Ateneo. E così - anche se sui due fronti alcuni dei
protagonisti sono gli stessi di quei giorni - finisce con qualche parolaccia di
troppo ma senza teste rotte all´ospedale. Ed è già un passo avanti. Poi
arrivano le Autorità. Meglio, le Autorità di Sinistra, perché quelle di Destra
disertano in massa l´appuntamento (Scajola - da Varazze - manda un immenso
telegramma, seguito da pochi e stanchi applausi di circostanza). La Sinistra di
governo (locale) c´è tutta: c´è la Vincenzi (particolarmente aperta con gli
studenti contestatori: "chi la fa, l´aspetti: personalmente ho occupato
tanti anni fa"), c´è Burlando, c´è Repetto, c´è Ronzitti, da Roma è
rientrato lo stato maggiore del Pd (Roberta Pinotti, Andrea Orlando, Mario
Tullo) per far sentire ad Ignazio Marino che "il partito c´è". C´è la
Signora Prefetto, c´è il Questore, in seconda fila - defilato - c´è don
Gallese. Don chi? «Gallese, è il prelato che segue, in Curia, i problemi
dell´Università» è la risposta ufficiale. Ma come, ci sono tutti e non
l´Arcivescovo Bagnasco? «Precedenti impegni» e si capisce che - forse - un
confronto pubblico tra il medico-politico paladino della libertà di scelta e il
presidente della Cei no, non era proprio il caso. Ma c´è il senatore Gustavino
- area cattolica del Pd - a dimostrare, anche fisicamente, che nel partito di
Franceschini non è più stagione di muro contro muro. Mentre non c´è Comunione e
Liberazione, a dimostrare che qualcuno - ai piani alti - stia provando a
rilanciare il dialogo. I minuti passano, a decine. L´imbarazzo sotto gli
ermellini è palpabile e sudato. I ragazzi leggono il loro documento contro "l´inaugurazione
del (d) anno accademico" e la parola "merda" risuona - per la
prima volta a memoria d´uomo - ad una inaugurazione di Anno Accademico (ma i
busti di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Goffredo Mameli, Nino Bixio,
Cesare Parodi e Cesare Cabella non fanno un plissè). Succede quando i ragazzi
attaccano i "responsabili dell´Ateneo che non hanno avuto la decenza di
garantire un lavoro a chi da anni era al servizio dell´Università con contratti
di merda". Appunto. Poi gli spintoni, i ragazzi che sgomberano ed è già
mezzogiorno quando - come a teatro - i signori in sala vengono pregati di
spegnere i loro telefonini. Fuori c´è un caos indescrivibile, i ragazzi urlano
"Maroni in un call center/ Gelmini in fonderia/ è questa la nostra democrazia", dentro non si
sente una parola, ma gli ermellini e tutti gli altri spengono diligentemente i
telefonini. Ora, finalmente, si comincia. Saggiamente il Magnifico prova a
tagliare i tempi. «Avete la mia relazione nella cartellina, se volete
leggervela con calma» spiega Giacomo Deferrari, al suo esordio. Per una
volta, le azzecca tutte: frasi concise, poche promesse, qualche record esibito
con orgoglio (siamo tra le prime dieci Università italiane, siamo secondi solo
al Politecnico di Torino come numero di studenti stranieri). E la
soddisfazione, la lungimiranza di aver chiamato - ad aprire l´anno - la Star
del giorno, Ignazio Marino. Che, a sua volta, parla poco e dice cose
sensatissime (vedi intervista). L´Aula Magna adesso è tutta per lui, e lo
interrompe per tre volte, applaudendolo a scena aperta. Quando ricorda che
Calamandrei e Moro, nell´articolo 32 della Costituzione, scrissero "gli
individui hanno diritto alla salute" e non "gli italiani".
Quando legge la domanda di Paolo VI° al Cardinal Villot (1970): "In molti
casi non sarebbe forse un´inutile tortura imporre la rianimazione vegetativa
nella fase terminale di una malattia incurabile?". E, terzo applauso,
quando scandisce: "Non si può definire per legge il concetto di
accanimento terapeutico». Poi un applauso finale lunghissimo, caldo, solidale.
Una standing ovation liberatoria. E l´amarezza di aver buttato via - nei
meandri di incomunicabilità della Torre di Babele - l´ennesima occasione: tra i
ragazzi che vogliono "salvare un´idea di Università come spazio pubblico"
e Marino che rivendica con orgoglio di essere "figlio di uno che lavorava
all´Ansaldo e figlio di una città che mi ha insegnato a guardare le esigenze
dell´altro" la distanza non pare proprio incolmabile.
( da "Provincia
Pavese, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, verso i tagli negli organici
Approvati i regolamenti della Gelmini. Cisl: «Pronti allo sciopero» «A rischio i moduli delle
elementari La riduzione di docenti peserà sulle famiglie» MARIANNA BRUSCHI
PAVIA. Ultimo giorno di iscrizioni ieri. E venerdì, nel consiglio dei ministri
che ha approvato il disegno di legge sulla riforma degli scioperi, sono passati
anche i regolamenti del ministro Gelmini. Sono sfumate le speranze di qualche modifica, in
positivo, della riforma della scuola. Tutto approvato: il maestro unico, le 30
ore alle medie. E l'annullamento delle compresenze. Cosa significa? Saranno
difficili attività come l'informatica. E non si riuscirà a garantire l'ora
alternativa a chi non fa religione. «Si va ad aprire la strada a una riduzione
degli organici», spiega Elena Maga, sindacalista della Cisl. Uno dei tasti
dolenti della riforma riguarda le compresenze. «C'è il problema dell'ora di
religione - spiega Maga - Deve essere garantita una compresenza, altrimenti non
si può dare l'ora alternativa alla religione. Ma non ci sono più nemmeno le
compresenze per coprire la mensa. Non hanno capito cosa si fa in queste ore: i
due insegnanti sono contemporaneamente sulla stessa classe, ma fanno cose
diverse, per esempio informatica». E il tempo pieno? «E' evidente la grossa
menzogna sostenuta dalla Gelmini - spiega Maga - che
il tempo pieno sarebbe aumentato del 50%, nel momento in cui fissa il tetto
2008/2009». Cosa significa? «Che devono esserci tante classi quante l'anno
scorso, quindi non aumentano - spiega la sindacalista - E poi nel tempo pieno
togliere le compresenze crea dei problemi». Nei regolamenti si fa più volte
riferimento alla formula «su richiesta delle famiglie» o «se ci sarà la
disponibilità economica». Cosa significa? Cosa ne sarà del tempo scuola
attuale? «Finirà che i moduli non li farà nessuno per il problema degli
organici - riflette Maga - Se escono due quinte con i moduli ci sono tre
insegnanti sulle due classi. Se entrano due prime ci saranno solo due maestri
unici, uno per classe. Saltano quindi i precari e chi deve andare in pensione,
ma non so se basteranno. Secondo me ne salteranno tre o quattro per circolo».
Quale sarà la situazione per la provincia? «Ho idea che sarà significativa -
riflette Maga - Rischiano molto le sedi periferiche». E ora? «Ci riuniamo a
livello nazionale - spiega la sindacalista - e credo decideremo per lo
sciopero». E' passato anche il secondo regolamento, quello sul
ridimensionamento delle strutture scolastiche: «Le scelte saranno oggetto di un
confronto condiviso con gli enti locali e le regioni». A Pavia ci sono in
ballo, per esempio, gli accorpamenti del secondo circolo, quello della Gabelli,
e del liceo Foscolo. «La situazione della Gabelli è caduta con l'istituzione
dell'istituto comprensivo di San Martino - riflette Elena Maga - una cosa
inspiegabile». Un'altra preoccupazione. «Il ministero di deve impegnare a
monitorare l'effettiva attuazione dei due regolamenti - spiega Maga - Non
vorrei che la Lombardia e Pavia li attuino subito, al contrario di altre
province, come è già successo». Ora manca l'ultimo passo: La direttiva sugli
organici, che deve arrivare dal ministero. Le indicazioni delle famiglie al
momento della scelta per la prima elementare forse non saranno del tutto prese
in considerazione. «Mentre prima il modulo per le iscrizioni chiedeva ai genitori
di scegliere il modello - spiega Maga - adesso chiede di "graduare"
la scelta». Significa che se anche tutti scelgono le 40 ore, ma poi per
problemi di organico la scuola non le può dare, si passa alla seconda e alla
terza "scelta", quindi a 30, 27 o 24 ore.
( da "Repubblica,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Genova I ragazzi e il disagio di
un´istituzione VITTORIO COLETTI (segue dalla prima di cronaca) Ha cominciato ad
arrendersi o a far buon viso al cattivo gioco di Tremonti e
Gelmini, apprestando i
pannicelli necessari a rendere il berlusconismo compatibile con la
sopravvivenza dell´università. L´imbarazzante episodio dei prepensionamenti
forzati è stato uno di questi tentativi fatti da una gestione delle università
che ha presto rinunciato a battere la via della protesta politica e ha cercato,
magari anche per apprezzabile senso del dovere, di adeguarsi ai concetti di
"virtù" in voga nell´era berlusconiana, quando, come si sa, il costo
del lavoro e le stesse persone che lavorano, massime se anche pensano, sono un
"vizio", un peso che la collettività non può più permettersi.
Peraltro, quelli che hanno invaso l´aula magna sono vittime di stanchi
automatismi da vecchia sinistra e si preoccupano di fantasmi come le
fondazioni, nel timore di vedere entrare nelle università dei privati, che,
data la assoluta non redditività di quelle pubbliche, non si faranno vedere
neanche da lontano. Nessun privato si interesserà dell´università, cui,
semplicemente, non si interesserà più nessuno, come sta succedendo ai teatri
lirici. Ma, a parte le ineducazioni e gli ideologismi superati, questi ragazzi ci
mettono sotto gli occhi il disagio di un´istituzione che perde ovunque il senso
del servizio (l´università dovrebbe esserlo), flirta col linguaggio delle
aziende, cerca di adeguarsi a uno spirito dei tempi che, invece, ne nega la
legittimità per principio (non servono masse di cittadini colti e preparati, ma
solo consumatori da acquisti a rate). L´Onda ha sbagliato a prendersela con
l´operoso De Ferrari, che, al massimo, può avere la stessa colpa di un Baricco
quando escogita un intelligente sistema per far convivere il disinteresse del
governo per la cultura con la cultura stessa. Col loro radicalismo anche
eccessivo, gli studenti certificano però le insuperate contraddizioni del
riformismo italiano, impegnato da anni, con tanta buona volontà e, ovviamente,
nessun risultato, a far stare insieme il diavolo con l´acqua santa.
( da "Provincia
Pavese, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Stefano Romano «Insulti a mio
figlio», scrive alla Gelmini La madre: «Costretta a cambiare istituto» La scuola
replica subito: «E' tutto falso» Lei ricorda: «L'avrei lasciato qui ma non
hanno voluto spostarlo in una sezione differente» STRADELLA. «Mio figlio deriso
e insultato da un'insegnante. Costretto a
cambiare scuola, visto che il preside non ha dato risposte plausibili alla mia
richiesta di spostarlo dalla sezione dove si erano verificati i problemi»:
l'accusa di Ornella Usai, mamma di Stradella, finisce sulla scrivania del
ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Filippo
Dezza, preside della media «De Pretis», respinge le accuse, parla apertamente
di falsità, e annuncia azioni giudiziarie per tutelare la scuola. Le accuse che
la mamma mette in fila nella lettera al ministro, in effetti, sono pesanti.
«Sono mamma di un bambino di 12 anni che a Stradella ha molti amici ed ha
frequentato tutte le scuole - scrive al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini la mamma di Stradella -. Mio figlio è un ragazzino
educato al rispetto di tutte le persone (siano bambini o adulti), partecipa a
molte attività sportive, che pratica con la passione e l'irruenza dell'età.
Sappiamo che il passaggio dalle elementari alle medie è il primo passo verso il
raffronto con realtà diverse, qualche volta anche problematiche. Ma sappiamo
che se noi adulti sappiamo indirizzare e guidare i ragazzi in modo appropriato,
questo percorso arriverà senza problemi. Gli adulti preposti a questo compito
si trovano in famiglia, certamente, ma anche nella scuola dove i ragazzi
trascorrono la maggior parte del tempo e dove instaurano i primi veri contatti
con il mondo esterno». Da questa premessa, che si può definire di metodo, la
lettera passa all'attacco della scuola, ma in particolare di una insegnante:
«Quando questi contatti avvengono in modo non corretto e falsato da
atteggiamenti discriminatori, i danni che i ragazzi possono riportare sono
gravi e avolte irreparabili - taglia corto la mamma -. Questo purtroppo è quanto
accaduto a mio figlio. Lo strumento della comunicazione all'interno della
scuola è stato utilizzato da un'insegnante per metterlo in imbarazzo,
deriderlo, insultarlo e infine costringerlo ad abbandonalre gli amici e
l'istituto il cui preside non ha voluto intervenire». Scrivendo la lettera al
ministro, la mamma di Stradella scende nei dettagli: «Sin dal primo giorno di
scuola, gli insegnamenti (esclusi i didattici) che l'insegnante ha cercato di
inculcare nei ragazzini sono stati di non difendere i compagni più deboli per
essere degli "sfigati" nella vita, e che la famgilia deve rimanere
estranea all'ambito scolastico mentre i ragazzi non devono riportare ai
genitori tutto quello che avviene in classe. L'insegnante, inoltre, invitava i
ragazzini a fare gruppo con un compagno ritenuto da alcuni, mio figlio incluso,
maleducato, prepotente, che si esprime in modo volgare». Da queste premesse la
scelta di trasferire il figlio dalla scuola media di Stradella: «Di fronte a
questa situazione - conclude la mamma - all'inizio di febbraio mio figlio mi ha
comunicato che non intendeva assolutamente continuare a frequentare la classe.
Ho chiesto al preside un cambio di sezione all'interno della stessa scuola di
Stradella, oppure un trasferimento alla scuola media di Broni (con la stessa
presidenza ndr), ma ho ottenuto un secco e netto rifiuto senza una spiegazione
logica. A quel punto ho preferito iscrivere mio figlio in un paese a circa
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
LA PROTESTA. Le forze dell'ordine hanno opposto ai
manifestanti una circolare del ministro dell'Interno Roberto Maroni. E subito è
scattata la contestazione Centro storico «vietato» agli studenti: è tensione di
Mimmo Varone Spintonate strattonate, fumogeni. Ieri mattina Kollettivo studenti
in lotta e Polizia sono arrivati molto vicini allo scontro fisico. Alla fine ha
vinto la mediazione e tutto si è risolto per il meglio. Tutto perché il
«salotto buono» della città è diventato off limits per i cortei di protesta. Ma
gli studenti (dai tre a quattrocento secondo gli organizzatori, duecento per le
forze dell'ordine) che si sono vista sbarrata la via per il centro, hanno
bloccato i viali e il traffico del sabato mattina è finito nel caos. ORA RESTA
UN CLIMA di tensione che sarà difficile stemperare. Molti cittadini hanno
protestato per i disagi, gli studenti non hanno a intenzione di farsi cacciare
dalle vie storiche. E nei prossimi giorni si prevedono altri «muro contro
muro». Anche perché a vietare le manifestazioni in corso Zanardelli, via
Mazzini e piazza Duomo non c'è solo l'indirizzo della giunta Paroli. Nei giorni
scorsi è intervenuta pure una circolare del ministro dell'Interno Roberto
Maroni alle questure che più genericamente vieta ai cortei di sfilare nei
centri storici. È la circolare che la questura di Brescia ha opposto al
«Kollettivo». Gli studenti, però, hanno risposto picche al divieto, e le
originarie motivazioni della protesta (contro la riforma Gelmini e i tagli della Finanziaria alla
scuola pubblica) sono passate in secondo piano. L'obiettivo del «Kollettivo» si
è presto trasformato nella contestazione del divieto. E se alla fine hanno
dovuto deviare verso i viali, sono riusciti comunque ad arrivare alla
chetichella davanti al Teatro Grande con uno striscione e inscenare una
protesta. Erano partiti intorno alle 9.30 da piazzale Garibaldi alla
volta del centro. Dopo via Pace hanno tirato dritto, superato corso Martiri e
imboccato il tratto pedonalizzato di corso Palestro. Poi un cordone di una dozzina
di poliziotti li ha bloccati all'altezza di contrada Cavallotti per impedirgli
l'accesso in corso Zanardelli. E lì che, alle 10.30 circa, per una ventina di
minuti la tensione sale in modo pericoloso. Studenti sedicenni o giù di lì,
cercano di forzare il blocco. Ci sono spintonamenti e strattonate da entrambe
le parti. Qualcuno finisce in terra. SUBITO ARRIVANO rinforzi di altri agenti
di polizia e carabinieri, e si crea una situazione di stallo carica di
tensione. Dal corteo studentesco si urlano slogan e si lanciano fumogeni.
Sembra che la situazione debba precipitare, ma per fortuna vince la mediazione.
Le forze dell'ordine arretrano fino all'incrocio con via Gramsci, e gli
studenti accettano di scendere verso i viali. Non è finita, però. Il corteo si
ferma al centro dell'incrocio tra via XX Settembre e via Saffi, e per almeno un
quarto d'ora blocca completamente il traffico. Solo verso mezzogiorno, e sotto
la pressione degli agenti, si sposta verso piazzale Cremona dove si scioglie. E
le auto rimaste imbottigliate possono lentamente defluire. Gli studenti, ad
ogni modo, non si danno per vinti. Alcuni raggiungono corso Zanardelli con
striscione e megafono e scandiscono che «denunce e repressione non ci fanno
paura, la lotta sarà sempre più dura«. Ai pochi passanti dell'ora di pranzo
spiegano che stanno protestando «perché hanno impedito al corteo di passare per
il centro», e che «la libertà della Casa delle libertà è vietare la protesta».
«Non siamo disposti ad accettare divieti di questo genere quando non c'è nessun
problema di ordine pubblico», dice Michele, uno degli organizzatori del
«Kollettivo». E Umberto Gobbi (Radio Onda d'urto) aggiunge che «sul Corso non
c'erano banchetti della Lega o di altri, e tre minuti di corteo non avrebbero
creato alcun disagio». Quanto è accaduto ieri mattina, dunque «è da attribuire
alla volontà di restringere la possibilità di esercizio democratico della
critica e del dissenso - sottolinea Gobbi -. Oggi vietano corso Zanardelli,
domani piazza Loggia, e pur di mantenere ferma la loro volontà politica mettono
a repentaglio l'incolumità dei ragazzi senza interesse per il disagio che
creano alla città intera». Per Gobbi il corteo è stato «deviato con la forza
per difendere gli interessi presunti dei commercianti del Corso», e quanto alle
voci secondo cui all'interno del Comitato provinciale per la sicurezza e
l'ordine pubblico si starebbe mettendo in discussione la festa della Radio,
«difenderemo il nostro diritto con assoluta determinazione - promette - contro
una Giunta che si dichiara liberale ma si sta dimostrando autoritaria». C'è
tensione.
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
I genitori salvano il tempo pieno
La scure Gelmini non «passa» MOGLIANO. Genitori «disobbedienti» per
salvare il tempo pieno, larga adesione alla proposta del secondo circolo
didattico di Mogliano. Si sono chiusi ieri i termini di iscrizione degli alunni
al prossimo anno e, per scongiurare i tagli sull'orario molti genitori hanno
ignorato i vincoli della riforma Gelmini, chiedendo la
conferma dell'orario ai sensi di legge. L'iniziativa era stata lanciata dal
Consiglio del secondo circolo (Verdi, Valeri, Frank e Polo): «La nostra
mobilitazione ha ottenuto l'effetto desiderato - spiega il presidente Pietro
Scomparin - la quasi totalità dei genitori ha iscritto i propri figli per il
prossimo anno richiedendo lo stesso orario di scuola degli anni precedenti».
Tali richieste sono in difformità a quanto previsto dalle circolari
ministeriali. La riforma prevede un orario di 24 o 27 ore settimanali contro le
33 attuali, ma stabilisce comunque che ogni famiglia possa scegliere il tempo
scuola che preferisce. Su questo hanno giocato i genitori moglianesi: «Non
abbiamo considerato vincolanti le circolari ministeriali in quanto non
suffragate da una legge dello Stato - continua Scomparin - e abbiamo approvato
una delibera che stabilisce la possibilità di garantire anche per il prossimo
anno l'attuale tempo scuola, questi orari si sono conquistati negli anni a
fronte delle richieste delle famiglie nelle quali entrambi i genitori
lavorano». «Ci auguriamo che in tutti i plessi si sia raggiunta la soglia
minima dei 15 iscritti per le prime classi - conclude Scomparin - le famiglie
sono sempre più sole con i loro problemi, alla faccia di tutte le forze
politiche che dicono di mettere al centro della loro azione la famiglia».
(m.ma.)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 31 - Provincia Tempo lungo a rischio per Busa e
Peraga Il Comune fa sua la battaglia di 340 famiglie VIGONZA. Se il decreto Gelmini viene approvato senza modifiche sostanziali le scuole elementari
di Busa e Peraga, a tempo lungo, dovranno dire addio alla mensa: l'eliminazione
delle compresenze non garantirebbe la copertura dei docenti. Busa ha provato a
tutelarsi avanzando la richiesta opzionale del tempo pieno. A Peraga c'è
ancora incertezza. I problemi sarebbero invece minori a Vigonza, Perarolo, Pionca
e Codiverno che hanno scelto le 30 ore del modulo base. Curiosa la soluzione
adottata da Codiverno, dove invece si va a scuola 10 sabati d'inverno. «Sono
340 le famiglie che usufruiscono del tempo lungo» ha esordito la direttrice
didattica Francesca Mazzocco, l'altra sera al consiglio comunale. Costi e
disagi. «Se verrà a mancare il tempo mensa - ha spiegato la dirigente - gli
scolari di Busa e Peraga dovranno fare dai 2 ai 4 rientri settimanali, qualora
l'intenzione fosse di rimanere nell'ambito dei 5 giorni. Ma troveranno a casa
qualcuno per il pranzo?» Il Comune poi spenderebbe 70.000 euro in più di
trasporto. L'alternativa. E' riprendere in considerazione la frequenza al
sabato. «Per la primaria di Codiverno, che non ha la mensa, credo riusciremo a
mantenere le 30 ore settimanali» ha precisato Virginia Spinato, preside
dell'Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani, che aggrega alle 2 sezioni delle
medie l'elementare. I numeri. La direzione didattica conta 5 elementari con 825
scolari, l'Istituto Comprensivo 3 plessi con 550. S'è detto «fiducioso in un
accoglimento delle nostre istanze» l'assessore alla scuola Stefano Marangon,
promotore dell'ordine del giorno di sostegno al tempo lungo e al mantenimento
delle 30 ore o, in subordine, la trasformazione del tempo lungo in tempo pieno
dove richiesto: «Dal '90 il tempo lungo ha consentito allo Stato di risparmiare
nel Veneto 26 milioni di euro. Con il meccanismo delle compresenze, 4 classi
hanno bisogno di 6 insegnanti anziché gli 8 del tempo pieno». Le critiche. Dai
banchi dell'opposizione Patrizio Zanella ha ricordato che non di riforma si
tratta ma di «un decreto che pure introduce aspetti positivi come il voto
espresso in decimali, il grembiule, il taglio dei rami secchi nell'Università»,
ma vanifica «investimenti fatti negli anni per crearsi le strutture». Quasi
tutti hanno espresso la contrarietà alla soppressione del tempo lungo. «Non è
sufficiente mantenere la situazione, bisogna migliorarla» ha aggiunto Antonino
Stivanello. «Non è in discussione la legge nella sua interezza ma la parte che
riguarda il tempo scuola elementare - ha avvertito il sindaco Nunzio Tacchetto
- Siamo riusciti a mobilitare i parlamentari: una legge nazionale non può esser
uguale per tutti».
( da "Nuova
Sardegna, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
La proposta dell'assessore Uccio Iodice «Corsi di
giornalismo in alternativa all'ora di religione» OLBIA. Lezioni di giornalismo
in alternativa alla canonica ora di religione? Il sogno nel cassetto di molti
studenti delle scuole medie inferiori ha trovato un sostenitore autorevole
nell'assessore comunale alla Pubblica istruzione, Uccio Iodice. La sua idea-proposta finirà presto sul tavolo del ministro Gelmini attraverso i canali della
politica romana. «Ne ho parlato con il ministro Rotondi - spiega Iodice, suo
compagno di partito nella nuova Dc ora confluita nel Pdl - si tratta di dare
una risposta alle giovani generazioni sempre molto interessate al mondo
dell'informazione e alla comunicazione. L'esperienza amministrativa nel
mondo della scuola mi ha portato a confrontarmi di persona con la curiosità e
la voglia di sapere degli studenti che sempre più spesso leggono il giornale in
rete e che vogliono sapere tutto sul mondo dell'informazione e sulla sua
evoluzione». Insomma, i giornali e la tv (ma anche internet e i new media) sono
ormai parte integrate dell'educazione scolastica. Per ora sono confinati in
progetti speciali all'interno dei programmi didattici, ma presto potrebbero
anche diventare regolare materia d'insegnamento.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
GLI EFFETTI DELLA RIFORMA GELMINI A
MONSELICE Una scuola rischia di chiudere Alunni sulla via di Pernumia Ieri
chiuse le iscrizioni al comprensivo Zanellato e in settimana saranno stilate le
prime ipotesi per la formazione delle classi della scuola primaria FRANCESCA
SEGATO MONSELICE. Riforma Gelmini:
a Monselice una scuola sarebbe a rischio chiusura. Approvata la delibera di
giunta che chiede il mantenimento del personale docente e Ata, rimane
l'incertezza sul tempo prolungato. Erano almeno un'ottantina i genitori
riuniti, mercoledì sera, nella sala parrocchiale di San Cosma. Preoccupati per
i tagli agli organici, che mettono a rischio il mantenimento del tempo
prolungato, ma non solo. Lo spettro è quello della chiusura di una scuola a
Monselice. Dipende dagli iscritti. Tutto dipenderà dal numero degli iscritti
(le iscrizioni si sono chiuse ieri) e soprattutto da come verranno assegnati
gli organici. La doccia fredda arriva da una norma contenuta negli schemi di
regolamento in attuazione della riforma Gelmini, e
ribadita dalla circolare sulle iscrizioni. «La formazione delle classi non
verrà più fatta distribuendo gli iscritti scuola per scuola, ma a livello di
istituto comprensivo» spiega Carlo Salmaso, del Comitato genitori e insegnanti
per la scuola pubblica di Padova. E con le nuove regole, la determinazione
dell'organico si fa dividendo il numero di iscritti per 25 (ma si può arrivare
fino a 30 alunni per classe). La matematica è semplice e nella sala si diffonde
un brusio allarmato. Il rischio Pernumia. Le scuole primarie dell'istituto
comprensivo «Zanellato» sono cinque: «Vittorio Emanuele II», «Vittorio Cini»,
«Daniele Manin» a San Cosma, «Bruno Bussolin» a San Bortolo e «Angelo Beolco» a
Pernumia. Con un numero di iscritti poco oltre il centinaio, le classi
potrebbero essere quattro, non cinque. La legge inoltre non fa salvo l'ambito
comunale: un genitore di Monselice che ha iscritto il proprio figlio a questo
istituto comprensivo potrebbe, almeno in teoria, doverlo portare a scuola a
Pernumia. Boetto rassicura. Il dirigente scolastico Cesare Boetto, tuttavia,
rassicura: «L'andamento delle iscrizioni è regolare, riusciremo a mantenere le
cinque scuole primarie». Ma ammette: «Molto incerto è l'organico, che non
resterà pari a quello attuale. Ci aspettiamo una diminuzione di cinque unità».
Il tempo prolungato. Nel frattempo rimane, come per gli altri comuni del
Padovano, il problema del tempo prolungato: modello prevalente anche a
Monselice, con una sola scuola a tempo pieno e cinque che hanno un orario settimanale,
compreso tra le 31 e le 38 ore. Il decreto Gelmini ne
prevede al massimo 30. E' del 24 febbraio la delibera con cui la giunta
comunale chiede al ministro un organico tale da garantire il mantenimento del
tempo prolungato. Monselice ha investito molto per mense, palestre e
laboratori: in dieci anni, oltre quattro milioni e mezzo di euro. «La speranza
è che sia riconosciuto il modello Veneto, che ha limitato i costi dando
l'offerta adeguata alle richieste delle famiglie» afferma l'assessore Giovanni
Belluco. Monselice è stato il primo comune della Bassa a muoversi in questo
senso, con la delibera approvata dal consiglio comunale lo scorso novembre, e
ora aderisce con convinzione al movimento «trasversale» promosso da
Albignasego. Il problema mensa. Non sembra invece concreta l'ipotesi che il
Comune intervenga a finanziare le ore di mensa. Anche perché, come ricorda il
dirigente dell'istituto «Guinizzelli», Franco Costa, «il contratto degli
insegnanti dice chiaramente che il tempo mensa è un tempo educativo: non può
essere delegato ad altro personale». Tutto si deciderà, quindi, in sede di
assegnazione degli organici. I genitori della Onlus di San Cosma rimangono
vigili: non vogliono creare allarmismi ma difendono la qualità della loro
scuola, che oggi gode di un contributo comunale per tre rientri a settimana. Il
parroco, don Giuliano, commenta: «Se scompare la scuola, scompare anche il
paese».
( da "Mattino
di Padova, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
DOMANI AD ABANO IL CONVEGNO COL MINISTRO Scuola, tutti contro la Gelmini L'assessore Piron: «Senza tempo lungo sarà il caos» Sarà
presente una folta delegazione di deputati e amministratori locali Domani, in
occasione del convegno nazionale sull'orientamento organizzato dal preside
dell'Itis Marconi Maddalena Carraro, arriva all'hotel Alexander di Abano il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Confermate anche le presenze di Giancarlo Galan, Elena
Donazzan, Silvia Costa e Carmela Palumbo. Nell'occasione il ministro riceverà
una folta delegazione di deputati, sindaci e presidi del Veneto e consiglieri
regionali del centrodestra, che esterneranno alla responsabile del ministero di
viale Trastevere le preoccupazioni di circa 25.000 famiglie della nostra
regione in merito alle mancate risorse per confermare il tempo lungo per il
prossimo anno scolastico. Una mobilitazione dell'ultima ora guidata anche dai
deputati Filippo Ascierto, Maurizio Saia, dal consigliere regionale Leonardo
Padrin e anche da un gruppo di sindaci: Gastaldon (Cadoneghe), Barison
(Albignasego), Bronzato (Abano), Pedron (Mestrino), Ravazzolo (Teolo), Fattore
(Villanova), Tacchetto (Vigonza), Fecchio (Correzzola), Piovan (Villafranca).
Durante i lavori del convegno, a nome dell'Anci, prenderà la parola anche
l'assessore comunale alla pubblica istruzione, Claudio Piron: «In questa,
importantissima, battaglia per salvare il tempo lungo nelle scuole del Veneto
(da
( da "Tirreno,
Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Pistoia Tagli obbligati all'educazione PISTOIA.
Il rammarico espresso dagli insegnanti dell'istituto tecnico commerciale
statale Pacini è uguale al mio rammarico e a quello degli operatori impegnati
da anni in un progetto bello e importante. Credo che l'impegno pluridecennale
dell'amministrazione sul versante dell'educazione, istruzione, formazione basti
a testimoniare la convinzione del rilevante valore strategico attribuito alla
realizzazione e diffusione di opportunità e strumenti di conoscenza. Purtroppo
questa profonda e radicata convinzione si scontra da tempo con condizioni di
bilancio sempre più difficili, con politiche nazionali orientate a ridurre
progressivamente e massicciamente le risorse degli enti locali, con la miopia
di quanti, anche in ambito governativo, non considerano una priorità la
costruzione di quella società della conoscenza considerata dall'Unione europea
un obiettivo fondamentale degli stati membri. Pistoia vuole ancora essere una
città "amica dei bambini" (anche degli adolescenti e dei giovani) e
cerca di utilizzare al meglio le risorse disponibili, ma un bilancio con un
disavanzo strutturale di oltre 12 milioni di euro impone inevitabili sacrifici
e le spese comprimibili sono sostanzialmente quelle dei servizi alla persona:
sociali, educativi, culturali. Da diversi anni le leggi finanziarie (e non
solo) impongono riduzioni della spesa corrente, del personale, degli
investimenti, ma finora le conseguenze sono state poco percepite dai cittadini
grazie a un enorme sforzo di riorganizzazione, alla disponibilità degli
operatori, all'inventiva (anche quella, sì) dei dirigenti, a margini di azione
ormai definitivamente esauriti. Sapevamo (e l'abbiamo spesso annunciato,
inascoltati) che saremmo arrivati ad un momento in cui le possibilità di
salvaguardare qualità e quantità dei servizi si sarebbero pressoché azzerate.
Da anni anche la sottoscritta denuncia un disegno di annichilimento dei comuni,
di ridimensionamento del loro storico ruolo istituzionale, di orientamento al
mercato di servizi pubblici che attengono a fondamentali diritti di
cittadinanza. Siamo arrivati al dunque. Quest'anno siamo stati costretti a
ridurre ancora la spesa per la cultura e l'istruzione e, per la prima volta,
per il sociale. Non abbiamo sospeso (questa è la nostra speranza) solo il
progetto Gong (del cui valore siamo stati e siamo tuttora fermamente convinti),
ma anche ridotto altre opportunità, come i laboratori di Pistoia ragazzi. L'abbiamo
fatto a malincuore, con un doloroso senso di impotenza e con profonda amarezza,
sapendo - e questo è, forse, il dato peggiore - che non è ancora finita, che
ancora dovremo subire (comuni e scuole) le nefaste
conseguenze dei provvedimenti Gelmini. Mi auguro che la consapevolezza che seguirà alla concreta
riduzione di prestazioni essenziali e il prevedibile disagio e dissenso che
l'accompagneranno possano indurre i nostri governanti a recedere da un processo
che lascia intravedere il definitivo svuotamento degli enti locali e un vero e
proprio scardinamento del sistema dell'istruzione. Rosanna Moroni
assessore alla educazione e alla formazione del Comune
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Impresa dell'Anspi La Famiglia Probios Quistello chiude in
vetta. Spirito Divino affonda MANTOVA. Impresa dell'Anspi La Famiglia che,
trascinata da un grande Gandini, batte la Nuova Gozzolina e accede alla fase
successiva del torneo. Non perde colpi la capolista Edilbox che surclassa il
Casalromano nell'atteso match d'alta quota. Il team di Gozzolina chiude il
girone imbattuto dopo aver dominato per l'intera stagione. Si morde le mani il
Calzificio Tre Re Barchi Calcio, vittorioso a valanga a Cerlongo con il General
Lift ma estromesso per un solo punto dalle fasi finali. Vittoria esterna di
valore quella ottenuta dal Celobar Piubega sul campo della Fioravazzi Porte. Il
quadro sarà completato dal posticipo di domani sera in programma alle
( da "Secolo
XIX, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sei su dieciin attesadi contratto i precari nNEL GIORNO
della presentazione del nuovo anno accademico non sono
mancate le proteste e le dimostrazioni di dissenso da parte di precari e
studenti in protesta contro i tagli della riforma Gelmini. Già dalle 9,45 i precari dei servizi tecnico amministrativo,
che dallo scorso gennaio hanno perso il posto di lavoro, si sono dati
appuntamento di fronte a Balbi 5 per consegnare ai passanti volantini
informativi sulla loro situazione. Il Comitato dei lavoratori precari
Universitari ha infatti scelto il giorno dell'apertura del nuovo anno
accademico per presentare le cifre raccolte. Da quello che risulta, di tutti i
precari con contratti scaduti il 31 dicembre, solo il 35% ha trovato una
soluzione, anche se momentanea. Di questa percentuale fanno parte un 10% di
assunti con contratti di tre mesi da cooperative sociali, un 10% con contratti
co.co.pro di tre o sei mesi, un 5% di assunti con contratti co.co.pro fino al
31 dicembre 2009 e infine un 10% di assunti con contratti fino a marzo in ditte
di servizi. Il restante 65% non ha ancora trovato una collocazione, il tutto a
discapito di servizi come le biblioteche e gli sportelli per gli studenti, che
negli ultimi mesi hanno lavorato a regime ridotto o, in alcuni casi sono stati
chiusi. «L'università ha bisogno di noi ma si continua, nei casi migliori, a
vedere contratti di tre mesi. Le promesse che ci sono state fatte nei mesi
scorsi non sono state mantenute - spiega Milad Amini, coordinatore del Comitato
dei Lavoratori Precari Universitari presente ieri mattina in Balbi 5 - Inoltre
si sta facendo riferimento alle cooperative, scelta che aumenta i costi per
l'ateneo e diminuisce gli stipendi». Matteo Politanò 01/03/2009
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi Il
ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini Il suo regolamento sui plessi scolastici mette a rischio l'esistenza
di numerose scuole nella provincia di Rieti Contro i rigidi parametri si stanno
mobilitando i sindaci dei comuni dove si opereranno i tagli
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi
All'ordine del giorno una delibera di osservazione al regolamento da spedire urgentemente
al ministro Gelmini Scuola, i sindaci preparano la difesa Ad Accumoli
consiglio comunale straordinario, mobilitazione a Montopoli
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Si muove
tra indignazione e rabbia l'onda di protesta che arriva da ogni angolo della
provincia, dove i sindaci di comuni più o meno piccoli si preparano a serrare
le fila per difendere le scuole. Il primo a rispondere all'appello
dell'amministrazione provinciale è Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli, che
ha convocato per mercoledì un consiglio comunale straordinario dove si
discuterà del decreto di riorganizzazione della rete scolastica. Un regolamento
che, nei piani del ministro Gelmini, spazzerà via i punti di erogazione sottodimensionati. Per la
materna del paese (11 bambini) e l'elementare (13 alunni), allo stato attuale,
non c'è storia. «I criteri stabiliti del Ministero costringono alla chiusura di
scuole come la nostra e se non si provvederà a rivedere la norma - sottolinea
Petrucci - plessi piccoli e vitali come Accumoli spariranno per sempre».
Una situazione tanto più assurda se si pensa che nel paese la crisi strisciante
degli ultimi anni ha ridotto notevolmente la presenza di servizi essenziali:
manca il trasporto Cotral e le distanze tra le frazioni e il centro sono già di
per sé considerevoli. Ora, come si può pensare di mettere bambini di tre o
quattro anni su uno scuolabus e costringerli a viaggiare anche per più di
mezzora al giorno? «Chi ha dei figli o prevede di averne in futuro - nota
Petrucci - dovrà ripensare l'organizzazione della propria vita e magari
trasferirsi in posti meglio serviti, con scuole aperte e funzionali». E' per
far presente una condizione di profondo disagio vissuta in generale dalle
piccole realtà dei territori interni che il consiglio di Accumoli mercoledì
stilerà una delibera d'osservazione da far pervenire d'urgenza al ministero
dell'Istruzione. L'obiettivo è capire se vi siano margini entro i quali operare
per salvare dall'estinzione le scuole. «Spero che iniziative simili - si augura
Petrucci - verranno immediatamente intraprese anche da altri sindaci. Tutti
insieme dimostreremo la necessità delle "scuole di frontiera" al pari
della nostra». Tutti insieme, appunto. Ed allora ecco che anche Giancarlo
Felici, sindaco di Montopoli, abbraccia con convinzione la battaglia.
L'istituto comprensivo di Montopoli non figura nella lista dei condannati ma il
sindaco guarda lontano: «I tagli che il territorio sta subendo ricadranno a
cascata su tutti procurando un danno enorme non solo alle scuole ma alle
municipalità nel loro complesso. Chiaro che i giovani non potranno far altro
che trasferirsi in comuni dove ci sono scuole e servizi e gli sforzi delle
amministrazioni che hanno investito in un'istruzione di qualità andranno
vanificati».
( da "Riformista,
Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Gli spogliatoi delle palestre talvolta hanno affreschi,
palchi, microfoni e telecamere Gli spogliatoi delle palestre talvolta hanno
affreschi, palchi, microfoni e telecamere. Il vertice italo francese per una
battutaccia tra maschi? La versione ufficiale della frase sussurrata da
Berlusconi a Sarkozy è "Tu sais que j'ai ètudiè à la Sorbonnè" (tu
sai che ho studiato alla Sorbona). Quella sotto accusa, "Moi je t'ai donné
la tua donna" (io ti ho dato la tua donna ), mix linguistico a parte, ci
sembra più in stile con l'uomo. E il sorriso imbarazzato di risposta di Sarkò
conferma la versione palestra. Rassegnamoci, l'atmosfera "out off
record" degli spogliatoi gli uomini se la portano dentro. Un trucco per
sentirsi sul palcoscenico della storia e insieme a casa propria. E poi erano
d'accordo su tutto: nucleare, infrastrutture, politica europea. Perché non
anche sull'import-export? I giornalisti francesi hanno assegnato a Berlusconi
l'"Oscar della volgarità". Moderiamo i termini. La vita è un derby.
Il labiale Materazzi-Zidane vale quello Berlusconi-Sarkozy. Madre, sorella o
moglie, sempre di proprietà si parla. E mica solo la
Carfagna, la Brambilla, la Gelmini, la Russo, la Troise, la Manna, la Ferranti, la Sanjust o la
Gaggioli. Non solo ministre o starlette. Anche cantanti come la Bruni. Di
questo passo possono sperare tutte: commercialiste, avvocate, notaie commesse e
magari anche taxiste. Il Berlusconi califfo ci fa sentire meno sole. La
sindrome dell'harem ci da speranze. E non ci si finisce solo se si è strafighe.
Il presidente del Consiglio è uomo di larghe vedute. Ha fatto cucù persino a
quella buzzicona della Merkel e ha definito la Thatcher una gran gnocca. Basta
aspettare. Prima o poi toccherà anche a noi. Una gaffe non si rifiuta a
nessuno. 01/03/2009
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
VETRINA pag. 5 Corteo anti-Gelmini bloccato dagli agenti Tensione e
spintoni BRESCIA CI SONO STATI MOMENTI di forte tensione ieri mattina fra gli
studenti in corteo e la polizia: spintoni, strattonamenti, qualcuno a terra. I
ragazzi del Kollettivo studentesco erano partiti alle 10 da piazza Garibaldi,
dove si erano concentrati. Avevano percorso via Garibaldi e via Pace,
imboccando corso Palestro, con l'intenzione di dirigersi verso corso Zanardelli
che però era off limits su diniego del questore. Infatti una circolare del
ministro Roberto Maroni e un'ordinanza del sindaco Adriano Paroli vietano le
sfilate nelle vie del centro storico e davanti a monumenti e chiese. Gli agenti
hanno bloccato la manifestazione all'altezza di via Cavallotti e sono
cominciate le scaramucce. Il clima rovente si è protratto, sono sopraggiunti
anche i carabinieri ma alla fine tutto si è risolto con una mediazione. LE
DIVISE SONO arretrate fino a via Gramsci per consentire ai giovani di defluire
verso sud. Non potendo entrare nel nucleo antico, i manifestanti si sono
riversati sul ring, attorno alla statua di Zanardelli, di fatto bloccando la
circolazione che a quell'ora - ormai si era fatto mezzogiorno - era
particolarmente intensa. Molte proteste da parte degli automobilisti inferociti
sono arrivate persino in questura. Il corteo del Kollettivo ha mantenuto la
posizione, lanciando i suoi slogan contro la riforma Gelmini,
i tagli della Finanziaria, lo smantellamento della scuola pubblica. Poi si è
diretto verso piazzale Cremona dove si è sciolto. M. B.
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
SENIGALLIA pag.
( da "Messaggero,
Il" del 01-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Civitavecchia))
Argomenti: Scuola
Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi di ALFREDO GASPONI «Il
grande psicoanalista Jung - dice Uto Ughi - ha scritto nelle sue memorie che
quando veniva a Roma sentiva una tale carica di energia positiva che doveva
andar via perché l'emozione lo sconvolgeva. Io a Roma sto bene, in ogni luogo e
in ogni momento della giornata. Mi piace tutto, anche se il mio sogno è un
appartamento con vista sulla cupola di San Pietro: come avere Michelangelo in
casa». Il famoso violinista parla del suo rapporto con Roma, che approfondirà
stamattina alle 11.30 all'Auditorium Parco della musica (Sala Sinopoli; tel.
060608; 2 euro) nel concerto di Romàntìca. Accenti sulle storie di Roma, la
rassegna di spettacoli di parole e note guidati da Umberto Broccoli, sovrintendente
ai Beni culturali del Comune. «Con Broccoli - spiega Ughi - sto facendo un
ciclo di programmi per Radiouno, la domenica alle 11: trasmissioni non troppo
lunghe in cui presento brani musicali in modo un po' divulgativo, con qualche
parola sugli autori e sul periodo storico. Broccoli mi fa delle domande e io
rispondo. Qualcosa di simile accadrà all'Auditorium domenica mattina (oggi,
Ndr); in più parleremo di Roma e dei suoi suoni: le campane, le fontane...». In
programma musiche di Kreisler, Tartini, Beethoven e Paganini. Con Ughi il
pianista Marco Grisanti; le parole di Broccoli saranno accompagnate dal
pianista Luca Bernardini. E probabilmente il violinista coglierà l'occasione
per parlare anche delle difficoltà che attraversa la musica. «Ho letto della
proposta di Alessandro Baricco di dare i finanziamenti pubblici alla scuola e
alla tv anziché ai teatri. Penso si tratti di un paradosso: la musica dal vivo
in teatro ha una sua unicità per il carisma dell'interprete che non potrà
essere sostituito dal mezzo meccanico. Ma Baricco non ha tutti i torti perché è
vero che bisognerebbe dare più soldi alla scuola, anche per aumentare la
presenza della musica, attualmente trascurata. E sono lieto
di aver ricevuto un invito per discutere di questo problema dal ministro
dell'istruzione Mariastella Gelmini. Suggerirò di fare regolarmente concerti nelle scuole, anche con
giovani di talento. Sono convinto che molti miei colleghi aderiranno, per
reazione verso un disfacimento della cultura musicale che si manifesta anche
sotto l'aspetto organizzativo». Un esempio? «La vicenda della
sostituzione del sovrintendente dell'Opera di Roma, Francesco Ernani, una delle
poche persone che hanno sempre avuto i bilanci in pareggio. Adesso, con i tagli
spaventosi alla cultura, è in difficoltà: ma fargli dare le dimissioni per
questo motivo, che non dipende da lui, è un'ingiustizia. Il potere non si sta
comportando bene».
( da "Corriere
del Veneto" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data:
2009-03-01 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Riforma Gelmini
Democratici e Cgil lanciano l'allarme per i tagli alle cattedre ed il caos
tempo pieno Il Pd: «A casa ottomila insegnanti veneti» PADOVA — Pochi mesi fa
le manifestazioni di piazza, gli scioperi, le mobilitazioni. Oggi i primi
bilanci. Nel giorno in cui si chiudono le iscrizioni scolastiche, il Partito
Democratico, con il supporto della Cgil, valuta i primi effetti del maestro
unico e della riduzione del tempo lungo, pilastri della riforma Gelmini. Su tutti, il pesantissimo giudizio di Maria Pia
Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione, nei confronti di una scuola che
«ritorna agli anni '50, povera di insegnanti, di soldi, di tempo, di strutture»
e rischia di dire definitivamente addio a quella classifica (fonte Ocse) che,
almeno qui in Veneto, la poneva al primo posto nel mondo per qualità. A farne
le spese soprattutto quelle famiglie (12 mila solo a Padova) che hanno
richiesto il tempo prolungato per i propri figli ma che si sono sentiti rispondere:
«Compili la domanda di iscrizione con almeno quattro preferenze, poi le faremo
sapere ». Va da sè che nell'organizzazione famigliare quel «le faremo sapere se
suo figlio uscirà di scuola alle 12, alle 15 o alle 17» fa una certa
differenza. Dall'altra parte della cattedra 8 mila insegnanti veneti si
preparano a cercare un nuovo lavoro nei prossimi quattro anni. Tra i tagli
previsti, i docenti in soprannumero e la riduzione delle supplenze le stime
elaborate dalla Cgil parlano di più di 100 mila posti di lavoro in tutta
Italia, quando la riforma Gelmini sarà operativa. Tra
le province più penalizzate quella di Vicenza, con 1.513 docenti che non
saranno riconfermati, seguita a ruota da Padova, che ne vede a rischio 1.445.
La scelta del maestro unico, da sola, costringerà all'ufficio di collocamento
11.500 insegnanti di inglese. Ma anche per chi conserverà la propria cattedra
non saranno tutte rose e fiori. Non è difficile capire infatti che dopo 10, 15
anni passati a specializzarsi in una materia trovarsi da un giorno all'altro a
doverne insegnare altre 10 (ecco il famoso maestro unico) non sarà una
passeggiata. A tendere una mano agli insegnanti un mini corso che, almeno per
quanto riguarda la lingua inglese (non certo conosciuta da tutti gli
insegnanti), non supererà però le 200 ore. Non solo. Visto che il numero degli
alunni per le scuole d'infanzia salirà fino a 29, le visite d'istruzione o i
laboratori diventeranno un lontano ricordo visto che la legge impone che per
questi debba essere rispettato un rapporto di un insegnante ogni 15 studenti.
Colpo di grazia la manutenzione degli edifici scolastici. Al posto dei 14
miliardi di euro stimati per mettere in sicurezza tutti i complessi scolastici
italiani il governo ha stanziato 20 milioni. Il che si traduce in 1.800 euro
per scuola, insufficienti anche solo per cambiare una porta. Un «effetto
domino» che vede i Comuni e le Province (già provati dal taglio dell'Ici e dal
patto di stabilità) costretti a mettere mano ai bilanci per sopperire a queste
mancanze di fondi. «Tutto ciò significa uccidere l'istruzione italiana,
togliere il futuro ai nostri figli – ha commentato il vicepresidente della
Provincia di Venezia Andrea Ferrazzi – chiediamo le dimissioni del ministro Gelmini, la modifica della legge e una grande mobilitazione
dei sindaci che altrimenti si troveranno costretti a stravolgere i loro bilanci
per sopperire alle assurdità di questa riforma». Riccardo Bastianello \\ Andrea
Ferrazzi Chiediamo ai sindaci di mobilitarsi contro la legge Primi bilanci Secondo
le stime del Pd, la provincia più penalizzata sarà quella di Venezia, con 1513
docenti non confermati
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Dirigente scolastico e segreteria amministrativa saranno
portate a Mortegliano e a Lestizza, con sedi associate a Castions di Strada e a
Talmassons Scuole, due istituti comprensivi per 4 comuni Un decreto riorganizza
i poli didattici scongiurando il rischio di accorpamento per le medie LESTIZZA.
È decreto: si riorganizzano in verticale le strutture scolastiche di Castions
di Strada, Lestizza, Mortegliano e Talmassons. Al posto di una direzione didattica
per le scuole dell'infanzia e primarie dei 4 Comuni, e della presidenza delle
scuole medie, ci saranno due istituti comprensivi, uno a Mortegliano con la
sede associata di Castions e uno a Lestizza con Talmassons. Ciascun Ic
raggrupperà le scolaresche di ogni ordine e grado di due Comuni; Mortegliano e
Lestizza saranno rispettivamente sede di dirigente scolastico e segreteria
amministrativa. Il cambiamento è la soluzione meno indolore alla
razionalizzazione, che da tempo era nell'aria, diventata necessità nell'ambito della riforma Gelmini. Visto che l'attuale scuola media non raggiunge i 500 alunni, le
alternative possibili sarebbero state un unico istituto comprensivo con 1400
alunni (con la perdita di un dirigente scolastico, una segreteria e con aumentate
difficoltà di gestione), oppure l'accorpamento della scuola media a uno degli
istituti dei Comuni limitrofi, ipotesi che avrebbe reso ulteriormente
complessa la gestione dei servizi. La soluzione individuata è stata condivisa
dai sindaci dei 4 Comuni e dalle attuali dirigenti scolastiche, professoresse
Irma Fratini (per le medie) e Margherita Cencig (circolo didattico). «L'Ic
faciliterà la continuità scolastica fra ordini di scuole»: questa la prima
valutazione positiva, espressa dal sindaco di Talmassons, Anna Maria Toneatto.
Il primo cittadino, che è anche docente alla locale scuola secondaria di primo
grado, si dice convinta che un collegio dei docenti unico per gli ordini di
scuola potrà valorizzare la specificità della scuola talmassonese, orientata
all'approfondimento scientifico, grazie alla presenza del biotopo e
dell'osservatorio astronomico. Ora si tratta di lavorare sodo, per arrivare a
settembre con tutto pronto per il nuovo assetto: «In un incontro recente -
spiega il vice sindaco di Mortegliano, Alberto Pinzani, che ha seguito da
vicino il processo di riorganizzazione scolastica - amministratori comunali,
dirigenti scolastiche, ufficio tecnico comunale, direttrici dei servizi
amministrativi della scuola e responsabili per la sicurezza hanno studiato le
problematiche di ordine tecnico. L'edificio della scuola media di Mortegliano
ospiterà nei quattro locali fronte strada la segreteria, mentre la presidenza
sarà insediata in quello che ora è magazzino; alle elementari invece, negli
uffici smantellati recuperiamo spazi didattici per il plesso che nei prossimi
anni incrementa gli alunni. Sono allo studio ulteriori servizi per gli alunni».
La valutazione sul nuovo assetto, al di là della soddisfazione di aver salvato
l'autonomia della scuola media e di aver creato migliore continuità, non
riscuote il giudizio positivo di Pinzani, preoccupato perché la riforma Gelmini sottrarrà importanti risorse. Il Comune di
Mortegliano è comunque disponibile a un progetto di integrazione per sostenere
la qualità della scuola. Paola Beltrame
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Pordenone In città 4 sole richieste per
l'insegnante unico PRIMARIE Bocciato il maestro unico della
riforma Gelmini nelle
primarie di Pordenone: 4 richieste su 418 pre-iscritti 2009-2010 nei tre
circoli didattici. Dati provvisori e ufficiosi, tutti alla verifica a 24 ore
dal termine delle iscrizioni di fine febbraio. Le novità emergenti in città:
boom delle richieste di 30 ore di lezione settimanale o del tempo pieno nelle
ex elementari e liste di attesa nelle scuole dell'infanzia. Il bilancio
si traccerà con l'assessore all'istruzione comunale Gianantonio Collaoni entro
marzo, per verificare eventuali doppie e triple iscrizioni in più plessi. In
attesa del regolamento sugli organici 2009-2010, cioè la bibbia ministeriale
per formare le classi e definire la titolarità delle maestre. Compresenze in
cattedra in estinzione e problema della sorveglianza durante la mensa dei
bambini: chi la gestirà? PRIMO CIRCOLO. «Sono 147 le richieste di iscrizione
nelle scuole primarie e 193 nel settore dell'infanzia - ha rilevato i primi
dati da verificare la dirigente Loredana Marcuz -. Liste di attesa nei plessi
Vittorio Emanuele e Torre». I numeri al dettaglio nelle ex elementari: 39
neo-iscritti nelle prime classi della Gabelli, 16 alla Collodi, 48 nella Odorico
e 44 per la Narvesa. Un'unica richiesta per le 24 ore del tempo scuola e sarà,
probabilmente, impossibile soddisfarla. Nell'infanzia si concentrano le liste
d'attesa: 79 domande nella Vittorio Emanuele (sono 28 i posti disponibili in
aula),
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
LA SIGNORA DELLA DOMENICA pag. 15 La Scala, Toscanini e
Muti Il diario dei ricordi della signora della lirica Gioia Marchi Falck, dalle
acciaierie all'opera di LUISELLA SEVESO MILANO IL PRIMO ad accogliere gli
ospiti all'ingresso è Giuseppe Verdi: il busto del maestro è al posto d'onore
nella casa di Gioia Marchi Falck, omaggio di una appassionata che con modestia
si dichiara musicalmente incompetente ma che ha frequentato (e frequenta) tutti
i teatri d'opera del mondo. La Scala, naturalmente, è il luogo dove Gioia ha
scoperto la magia dello spettacolo che si godeva dal palco di famiglia con papà
Nanni Falck, erede delle acciaierie di Sesto San Giovanni e la bellissima mamma
Mali. Un teatro al quale è rimasta legata anche durante gli anni in cui ha
vissuto a Firenze: nella sua casa di via Gesù erano spesso ospitati i direttori
d'orchestra che arrivavano a Milano. Ma non c'è solo Scala nel suo cuore. E se
al teatro milanese va un sostegno importante attraverso la Fondazione Milano
per la Scala, Gioia Marchi Falck ha un posto di rilievo anche tra gli Amici del
Ravenna Festival, è tra i sostenitori del Premio Bagutta e tra i più generosi
sponsor del Fai. Ma il mecenatismo non appaga questa signora molto spiritosa
che ha un "miraggio", e vorrebbe vederlo realizzato. Quale miraggio,
signora Marchi? «Vorrei far arrivare al ministro Gelmini una richiesta che mi sta molto a
cuore, quella di introdurre nei licei la storia della musica. L'opera è
importantissima: serve anche a diffondere l'italiano all'estero. Qualche settimana
fa a Stoccolma ho assistito al "Serse" di Haendel che ha il libretto
in italiano. È stata un'emozione sentir cantare nella nostra lingua. Che
è bellissima e che noi tendiamo a trascurare, mescolandola con parole
straniere». Lei ha studiato a Milano? «Sì. Io e mio fratello Giorgio siamo nati
qui, e io ho fatto il liceo Berchet. Non sono stata un gran che: ci ho messo 4
anni invece dei 3 canonici. Il mio incubo era la mamma. Lei è stata
incredibile. Ha sposato mio padre molto giovane, era figlia di un agricoltore
di origine ebrea. Aveva un carattere difficile, ma era intelligentissima e io
l'ammiravo molto. Lei il liceo l'ha fatto in due anni. Poi si è iscritta a
filosofia. Ha avuto noi figli, poi è tornata all'università. Una cosa molto
rara all'epoca. Quando è mancata, Silvana Ottieri che la conosceva mi ha
scritto una lettera bellissima raccontandomi lo scalpore che faceva questa
signora bella ed elegante che entrava all'Università Statale con le perle e la
veletta. Un'apparizione». Come ricorda la sua infanzia? «Tranquilla, nonostante
la guerra. Nel '43 abbiamo abitato a Portofino e nel '
( da "Centro,
Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Roberto Raschiatore AVEZZANO. Sembrava un'allegra gita
scolastica. Strimpellate alla chitarra, barzellette, ... LA SCUOLA AVEZZANO.
Sembrava un'allegra gita scolastica. Strimpellate alla chitarra, barzellette,
brindisi e molliche di pane lanciate per dispetto ai tavoli vicini. Dove non
erano seduti studenti burloni, ma ottanta presidi della provincia arrivati a
festeggiare tredici colleghi dirigenti andati in pensione. Una festa contagiosa
condita dalle risate e scandita da quarant'anni di ricordi sui cambiamenti
nelle scuole. Oggi i presidi finiti sul libro paga dell'Istituto di previdenza
per dipendenti dell'amministrazione pubblica hanno capelli grigi e qualche ruga
a solcare i volti. Hanno lasciato le aule dove i ragazzi mostrano con
disinvoltura ombelichi e piercing, portano i-Pod e nascondono ai
"prof" gli ultimi telefonini sfornati dal mercato dell'alta
tecnologia. Quando hanno preso servizio guadagnavano 48mila lire al mese,
qualche ragazzo ribelle indossava jeans a zampa d'elefante, volavano
scappellotti per mantenere la disciplina. Altri tempi, altri ricordi. Enea Di
Ianni, dirigente scolastico alla Radice di Sulmona, li ha racchiusi in un
lavoro in prosa e musica presentato durante la festa nel salone dell'istituto
alberghiero dell'Aquila e dedicato ai capi d'istituto pensionati. Oltre al
direttore dell'Alberghiero, Domenico Evangelista, alla manifestazione è
intervenuto Carlo Petracca, direttore generale dell'Ufficio scolastico
regionale. Dopo il banchetto, curato dagli studenti-cuochi, Rita Vitucci,
dirigente dell'Ufficio scolastico, ha consegnato ai presidi pensionati i lavori
realizzati dall'artista Procopio. La festa curata dai dirigenti Gabriello
D'Antonio, Abramo Frigioni, Armando Rossini e Paola Giagnacovo ha raggiunto
l'apice con un'esibizione canora. Frigioni al banjo, Di Ianni alla tastiera e
Ilio Leonio, preside del Classico di Avezzano, alla chitarra hanno eseguito una
serie di brani musicali, alcuni rielaborati e dedicati ai tredici capi
d'istituto festeggiati. «Una giornata indimenticabile e irripetibile», racconta
Abramo Frigioni, capo d'istituto della media Vivenza di Avezzano, «siamo
tornati ragazzi per dimostrare tutto il nostro affetto a colleghi che hanno
dato tanto alla scuola». Vite spese tra i banchi. Come quella di Pasquale Del
Pinto, per un quarto di secolo preside del liceo classico Torlonia di Avezzano.
«Penso di essere uno dei pochi dirigenti in Italia, se non l'unico, ad avere
guidato una stessa scuola per tanti anni», commenta un orgoglioso Del Pinto,
«la scuola mi ha dato tanto e devo tanto alla scuola. Mi mancherà il contatto
con tanti ragazzi diventati uomini. Con alcuni ho conservato ottimi rapporti,
come per esempio Valerio D'Orazi e Francesco Serafini. Uno insegna al Policlinico
di Roma, l'altro è primario in un ospedale di Napoli. Una volta li ho anche
sospesi. Che cosa è cambiato nella scuola? Ha perso la propria autorevolezza.
La scuola la devono fare i bravi professori e non i sindacalisti o i politici».
Di cambiamenti ne ha vissuti tanti anche Pasqualina Bellotta. «Due terzi della
mia vita li ho trascorsi a scuola», racconta l'ex dirigente della Vivenza, per
anni a Trasacco, a Magliano dei Marsi e alla Giovanni XXIII di Avezzano, «sono
cambiate molte cose e ho notato che negli anni sono aumentati i disagi dei
ragazzi. Alcuni non hanno una famiglia solida alle spalle e ciò si ripercuote
sul rendimento o il comportamento. Ricordo il caso di un genitore che voleva
assolutamente riprendere il figlio dalla scuola ma non poteva perché il
tribunale lo aveva affidato esclusivamente alla madre. Però la scuola ha anche
meriti. Me ne accorgo con un po' di orgoglio quando incontro ex alunni
diventati medici o ingegneri». Tornando alla festa all'Alberghiero, è stata
doppia quella in casa Baldascino. In pensione sono andati moglie e marito,
Emilia De Vecchis e Saverio Baldascino, rispettivamente presidi a Civitella
Roveto e Capistrello. «Già mi mancano i ragazzi», confessa la professoressa De
Vecchis, «ho vissuto una vita nella scuola e in trenta anni la scuola è stata
stravolta. E' cambiata la società, sono cambiati i rapporti genitori-figli, le
classi continuano a ospitare alunni extracomunitari». La chiusura spetta a
Dante Capaldi, che dopo cinque anni ha lasciato la direzione dell'Itc Rendina
dell'Aquila. I neopensionati Capaldi e Piergiorgio Gatti, coi loro 46 anni di
servizio di ruolo, detengono il record in provincia. «Iniziai a Capistrello,
altri tempi, quanti ricordi», sottolinea Capaldi mentre sfoglia il registro dei
ricordi, «la scuola è stata e sarà sempre scuola nei limiti in cui sa essere
viva. Ho visto passare tanti ministri, oggi con la Gelmini si è pensato solo a tagliare. Si
nega la possibilità di fare supplenze a tanti precari. E il voto in condotta?
Non è un utile deterrente perché il bullismo si combatte con le lezioni vive,
dinamiche, che sanno coinvolgere i ragazzi. La disciplina va mantenuta con il
lavoro e le famiglie devono essere più partecipi. Quando ho iniziato i
ragazzi potevano andare incontro anche a qualche sberla. I genitori davano il
resto. Ora se ti permetti un rimprovero si rischiano le denunce. C'è un eccesso
di protezionismo». Capaldi tiene a evidenziare un proprio merito: «Fui il primo
in Abruzzo a introdurre un computer. Era il 1983 e lavoravo a Civitella Roveto.
Oggi la scuola non ha soldi per acquistare computer e lavagne elettroniche.
Viaggia col carretto quando è tempo di volare in jet».
( da "Giornale.it,
Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 52 del 2009-03-01 pagina 3 Aula Magna ostaggio dei
contestatori per mezz'ora di Monica Bottino (...) relatori. «Fuori le mummie
dall'Università», «Università-Fondazione nessuna inaugurazione», «Comitato
lavoratori precari Università», «Tremonti in un call
centre, Gelmini in
fonderia, questa è democrazia», «la privatizzazione è una truffa, l'ermellino
sa di muffa» è il contenuto degli striscioni che si sono visti per pochi minuti
dagli scranni dell'aula magna, insieme con un drago di cartapesta, azzeccato
per la giornata di fine carnevale. Il resto è stato un concerto di
fischietti e dei soliti slogan triti e ritriti che si sono sentiti negli ultimi
tempi. Dopo scambi di battute anche forti con qualche professore, gli studenti
sono stati allontanati su richiesta del rettore che ha così potuto cominciare
l'inaugurazione. Il magnifico rettore Giacomo Deferrari ha preso subito la
parola «chiedendo scusa ai presenti per la tormentata inaugurazione. Non una
cerimonia, non una festa come sostengono i contestatori dell'Onda, ma un
momento importante di riflessione e indirizzo per l'università». E ha aggiunto:
«sono pochi gli studenti con opinioni molto contestatrici contro il sistema
universitario. Oggi ne abbiamo visto una trentina. Gli altri quarantamila
studenti hanno opinioni diverse. Quindi la protesta inscenata stamani in Aula
Magna per me non è un gran problema. Esiste la libertà d'opinione - ha detto
Deferrari - ci chiamiamo università proprio perché universitas significa luogo
dov'è possibile esprimere ogni idee. Se queste sono espresse in modo corretto
c'è possibilità di confronto. Il ritardo causato oggi all'inaugurazione non mi
preoccupa. Sarei stato più preoccupato se gli studenti non fossero stati una
minoranza. In più questi numero limitato di studenti ha stretto un'alleanza
solo con un gruppo ristretto di precari». Il rettore ha quindi potuto iniziare
la cerimonia parlando delle sfide che attendono l'ateneo genovese nel 2009 « il
nuovo piano edilizio per le facoltà, i lavori all'Albergo dei Poveri, la
modifica del sistema di governo dell'ateneo, l'accorpamento di poli e
dipartimenti, la razionalizzazione delle spese e i prepensionamenti». Guest
star della mattinata, il senatore del Pd Ignazio Marino, non ha lesinato
attacchi alla riforma Gelmini dicendo che non si
tratta di riforma ma soltanto di tagli per risparmiare. Marino ha illustrato la
propria contrarietà sulla proposta di legge sul testamento biologico che lede,
a suo parere, la libera scelta di ciascuno di noi. Il senatore, medico
specialista nei trapianti d'organo, ha ricordato alcuni casi umani incontrati
nella carriera per spiegare come il paziente debba poter scegliere sempre le
cure. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it,
Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 52 del 2009-03-01 pagina 8 Insulti sui muri e aula
magna occupata il rettore sgombra gli ultras con la polizia di Monica Bottino
GenovaHanno imbrattato di scritte i muri dei palazzi storici della strada
universitaria, hanno dipinto l'asfalto di insulti e poi hanno occupato l'aula
magna dove stava per cominciare l'inaugurazione dell'anno accademico con il
magnifico rettore insediatosi solo tre mesi fa. L'Onda, il
movimento studentesco contro la riforma Gelmini, ieri mattina ha cercato di movimentare la cerimonia genovese.
Ma il gruppo di manifestanti - qualche decina, compresi i soliti giovani dei
centri sociali e i contestatori fuori corso per vocazione - è riuscito
nell'opera di disturbo per una mezz'ora soltanto. Dopodiché il rettore
Giacomo Deferrari ha preso di petto la situazione chiedendo ai poliziotti della
Digos che presidiavano le aule di intervenire a liberare il campo. E senza
prendere nessuno di peso, ma spingendoli fuori con una certa decisione, gli
agenti hanno consentito ai professori, agli altri studenti e ai rappresentanti
del personale amministrativo di procedere con gli interventi programmati. Il
magnifico rettore Giacomo Deferrari ha preso subito la parola chiedendo «scusa
ai presenti per la tormentata inaugurazione. Non una cerimonia, non una festa
come sostengono i contestatori dell'Onda, ma un momento importante di
riflessione e indirizzo per l'università». Mentre fuori i manifestanti
picchiavano su pentole e coperchi e fischiavano a tutta forza per disturbare,
il rettore ha ridimensionato la protesta: «Sono pochi gli studenti con opinioni
molto contestatrici contro il sistema universitario. Oggi ne abbiamo visto una
trentina. Gli altri quarantamila studenti hanno opinioni diverse. Quindi la
protesta inscenata stamani in Aula Magna per me non è un gran problema. Esiste
la libertà d'opinione, ci chiamiamo università proprio perché universitas
significa luogo dov'è possibile esprimere ogni idea. Se queste sono espresse in
modo corretto c'è possibilità di confronto. Il ritardo causato oggi
all'inaugurazione non mi preoccupa. Sarei stato più preoccupato se gli studenti
non fossero stati una minoranza. In più questo numero limitato di studenti ha
stretto un'alleanza solo con un gruppo ristretto di precari». Ospite d'onore
dell'inaugurazione genovese il senatore del Pd Ignazio Marino, noto medico
specialista di trapianti e amico personale del rettore Deferrari. Marino, la
cui presenza all'inaugurazione non era stata ben accolta da alcuni professori
contrari alle sue posizioni in tema di testamento biologico, ha ribadito che
«il ddl Calabrò è contro la libertà di scelta». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Stampaweb,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Il ministro dell?Istruzione Maria Stella Gelmini lo gridò già alcuni mesi fa che era uno scandalo.
«Ci sono più bidelli che carabinieri», disse. Sono oltre 160 mila in
tutt?Italia, uno ogni due classi. «Troppi, anche perché in realtà molti servizi
sono svolti da ditte private, dalla mensa, alla pulizia vera e propria», fanno
sapere dal ministero. E così la Gelmini procedette con
i tagli. In realtà all?interno della galassia dei bidelli si nasconde una
situazione confusa, sommersa, dove i controlli sono frammentari e spesso
aggirati. La normativa che subordina l?organico dei bidelli al numero degli
allievi è spesso disattesa, e che in molte città i bidelli sono assunti «al
metro», sulla base della superficie della scuola, cortili e palestre comprese.
Perché esistono i bidelli di ruolo, regolarmente assunti e ufficiali, ma anche
i lavoratori addetti alle pulizie assunti con appalti privati. Sono gli Lsu, i
lavoratori socialmente utili, o quelli provenienti da cooperative sociali.
Possono essere ex-detenuti o tossicodipendenti in fase di recupero, disabili o
extracomunitari ed è la loro percentuale ad essere diversa da regione a regione
e a provocare, a volte, alcuni picchi di spesa rispetto alla media. Prendiamo
la Campania e il Lazio, ad esempio: nel 2007 rappresentano da sole la metà dei
soldi richiesti da tutte le regioni italiane per appalti privati di pulizia: su
534 milioni e 500 mila euro la Campania ne chiede 160 milioni e il Lazio 88
milioni. Cifre considerevoli, soprattutto se andiamo a considerare la spesa per
ciascuna classe. La Campania in quell?anno chiede 5631,81 euro per ogni classe,
e il Lazio 4558,4. Molto più della media italiana di 3818,45 euro. In alcune
regioni, insomma, o i bidelli assunti con appalti privati costano di più,
oppure sono troppi rispetto alle classi, oppure qualcosa non va. Oltre a
Campania e Lazio ad avere dati al di sopra della media sono la Basilicata
(4733,72 euro chiesti per classe), l?Abruzzo (4431,05 euro), la Calabria
(4129,6 euro). E qualcosa non va davvero in questo denaro richiesto perché a
fine 2007 di fronte alle proteste del ministero perché si spende troppo
qualcuna delle scuole ridimensiona le pretese tanto che dalle casse dello Stato
la cifra spesa è inferiore ai 534 milioni e mezzo di un buon 20% circa. I conti
non tornano, insomma, e basta dare uno sguardo ad alcune scuole per rendersene
conto. Al Circolo Didattico di Cesa, in provincia di Caserta, nel 2007 hanno 75
classi e 75 collaboratori scolastici, uno per classe insomma, e uno ogni 20
alunni, almeno il doppio rispetto alla media italiana che il ministro Gelmini considera già eccessiva. Mentre la spesa è
sette-otto volte più alta rispetto alla media: 24.034 euro per classe. La
dirigente Adriana Mincione la considera, invece, una situazione normale: «Nel
2007 avevamo almeno 62-63 persone che venivano dai lavori socialmente utili e
comunque non è sulla base degli alunni o delle classi che va fatto il calcolo
altrimenti non ci si trova più». Secondo la dirigente di Cesa il calcolo va
fatto «sulla base dei metri quadrati dell?istituto e comprende anche cortili e
palestre». In realtà il ministero da dieci anni ha fatto piazza pulita di
calcoli che non siano quelli decisi a Roma. E? dal ?99 che gli enti locali non
hanno più voce nella questione «bidelli» nelle scuole ed è il ministero ad aver
stabilito parametri per il numero dei lavoratori in base al numero degli alunni
che dalle parti di Napoli ma anche del Lazio e di alcune altre regioni si
rifiutano di prendere in considerazione lasciando campo libero alle
interpretazioni private. A Palermo il regolamento comunale prevede un addetto
per ogni
( da "Giornale
di Brescia" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 01/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:valcamonica Nelle segrete stanze che custodiscono la cultura camuna La
Comunità montana si appresta a raccogliere i frutti del Distretto che
promuoverà il territorio e le sue iniziative promuove il progetto del Distretto
culturale" title="La sede della Comunità montana: l'Ente
comprensoriale promuove il progetto del Distretto culturale"
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090301/foto/full_brescia_405.jpg',600,594)">
La sede della Comunità montana: l'Ente comprensoriale promuove il progetto del
Distretto culturale VALCAMONICAL'acqua del Distretto culturale della
Valcamonica è in ebollizione. È arrivato il momento di buttare le decine di
iniziative, per preparare «piatti» ed interventi davvero unici. In questi
giorni, nella «cucina» della Comunità montana c'è un gran fermento: il maxi-progetto
per la realizzazione del primo Distretto culturale della Lombardia (finanziato
dalla Fondazione Cariplo con 4 milioni di euro) è davvero partito. L'ora «X»
della cultura camuna è quindi scoccata. Si fa fatica a scegliere da quale
iniziativa partire per descrivere quanto sta accadendo in Valle in queste
settimane. Dato il paragone gastronomico, iniziamo da «Valle Camonica sulla
carta», una campagna di comunicazione che ha a che fare con farina, lievito e
forni. In diverse panetterie della zona, infatti, il pane viene distribuito in
sacchetti di carta appositamente realizzati, con loghi, slogan e immagini dei
quattro più importanti eventi culturali dell'anno: la nascita del Distretto, il
decennale della «Funsciù» di Gianico, il centenario della ferrovia Brescia-Edolo
e quello della scoperta delle incisioni rupestri. Tra cultura ed edilizia Ogni
istituzione che si rispetti, poi, ha una propria sede decorosa e
rappresentativa. Il Distretto sarà ospitato presso il rinnovato Centro camuno
di studi preistorici a Capo di Ponte, dove le opere di ammodernamento
dell'edificio sono ormai finite e in questi giorni si stanno sostituendo gli
arredi; nelle prossime settimane è attesa l'inaugurazione. Nella struttura,
ampliata e resa più funzionale, si trasferiranno i nuovi uffici del Distretto,
finora ospitati in Comunità montana a Breno, da dove saranno coordinate tutte
le iniziative in programma quest'anno. In particolare, saranno organizzate le
celebrazioni per i due centenari dell'arrivo della ferrovia in Valle e della
scoperta delle incisioni rupestri, compreso il trentennale dell'ingresso
nell'Unesco. A questo proposito, la Comunità ha indetto il bando di gara per la
realizzazione di «Archeoweek. Festival della preistoria», che avrà luogo dal 5
al 13 settembre, per individuare un soggetto cui affidare la progettazione,
realizzazione e gestione della rassegna interamente dedicata all'archeologia e
alla preistoria. Sono previsti incontri, laboratori, visite tematiche ai parchi
delle incisioni, spettacoli musicali e teatrali e mostre di pittura ispirate
alle immagini preistoriche. Sono a disposizione 100mila euro e le offerte
andranno presentate entro il 24 marzo (info www.cmvallecamonica.bs.it).
Aspettando «CaMus» Il primo evento culturale che attende la Valle tra pochi
giorni è l'inaugurazione di «CaMus», il nuovo museo d'arte della Valcamonica,
che ha sede nel Palazzo della cultura a Breno. All'evento, in calendario per
sabato 7 marzo, è annunciata la presenza del ministro
Mariastella Gelmini e di
Vincenzo Gheroldi, curatore dell'allestimento. Per completare il quadro di
queste prime attività del Distretto, è da ricordare il bando appena emesso per
l'assegnazione di tre borse di studio, da 3mila euro ciascuna, per attività di
ricerca inerenti il patrimonio immateriale della Valle. Gli assegnatari,
studenti universitari e giovani laureati, dovranno effettuare una ricognizione
del patrimonio culturale immateriale (tradizioni, riti, feste, espressioni
artistiche) presente sul territorio camuno e individuarne nuove modalità di
fruizione culturale e turistica. La Comunità montana sta infatti elaborando un
«Registro delle eredità immateriali», che consentirà l'identificazione,
promozione e valorizzazione dei beni immateriali del territorio. Giuliana
Mossoni
( da "KataWeb
News" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Stupri: Carfagna, banca Dna e pene speciali a branco 1
marzo 2009 alle 13:17 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Una banca del Dna e
una punizione "speciale" per il branco: sono le misure che il
ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna vuole introdurre nel decreto
anti-stupri varato dal governo il 20 febbraio, come annuncia in un'intervista
al settimanale "Gente" in edicola lunedì 2 marzo. "Chiederò
d'introdurre con un emendamento la banca dati del Dna, che richiede regolamenti
attuativi che mal si sarebbero adattati allo strumento del provvedimento
d'urgenza, e la punizione speciale per il branco: a rischiare l'ergastolo non
sarà più solo chi commette lo stupro, ma anche il palo, per esempio".
Nell'intervista, il ministro Carfagna annuncia anche un ulteriore giro di vite
sulle pene per i responsabili di violenze sessuali: "In commissione
Giustizia c'è un testo unico che contiene alcune mie proposte, tra cui
aggravanti e ulteriore inasprimento della pena se lo stupratore ha usato armi o
sostanze atte a modificare la lucidità della vittima, nel caso in cui il
colpevole abbia fatto uso della propria autorità, o ancora quando la vittima è
un minore, un soggetto instabile o una donna in stato di gravidanza".
L'emergenza stupri, tuttavia, non riguarda solo la sicurezza, ma è anche un
problema culturale, se è vero che l'80 per cento dei colpevoli è conosciuto
dalla vittima. "È evidente", osserva il ministro Carfagna, "che
in Italia c'è ancora una cultura che nega pari diritti e
pari dignità alle donne: io sto lavorando con il ministro dell'Istruzione Gelmini perché nelle scuole venga
insegnato il rispetto dell'altro sesso e la cultura della non violenza e nei
prossimi mesi usciremo con una campagna, su Tv e stampa, per far capire alle
donne che quando si subisce qualcosa del genere bisogna denunciare
immediatamente. Ancora: vogliamo potenziare il numero verde antiviolenza
1522, creando una sinergia col ministero dell'Interno collegandolo alle
centrali operative delle forze dell'ordine". AGI
( da "Agi"
del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA: ELEMENTARI, 56% FAMIGLIE SCEGLIE 30 ORE (AGI) -
Roma, 1 mar. - Quasi sei famiglie su dieci hanno scelto l'orario scolastico
delle 30 ore nell'iscrivere il figlio alla prima elementare. Lo riferisce il
ministero dell'Istruzione, analizzando le iscrizioni per l'anno scolastico
2009/2010 di un campione di circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra
tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo
considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che
il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
«No alla liquidazione della scuola» Domenica 1 Marzo 2009,
(m.b.e.) Terzo sabato di presidio in piazza Vittorio per i
maestri della scuola contro la riforma Gelmini. «Stanno liquidando la scuola pubblica statale e calpestando la
Costituzione - spiegano dal presidio - vogliono tornare al tempo in cui c'era
un unico maestro, ai tempi in cui 40 bambini su 100 non arrivavano alla terza
media. Ogni insegnate tornerà così a essere solo di fronte alla classe, alla
didattica, alla psicologia, alle problematiche dei bambini senza
possibilità di confronto. La scuola sarà certamente peggio qualificata con meno
docenti, meno personale Ata e un elevato numero di alunni per classe. Noi non
vogliamo tornare indietro: devono ridarci il tempo pieno e soprattutto il
nostro ruolo e la nostra dignità. Vogliamo il ritiro delle leggi Gelmini - Aprea - Tremonti e per questo chiediamo a tutti i
cittadini di difendere con noi la scuola che è di tutti. Ecco perché chiediamo
a tutti di firmare l'appello alla mobilitazione contro la privatizzazione della
scuola pubblica, in difesa della libertà di insegnamento e dei diritti dei
lavoratori».
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 1 Marzo 2009, Siede al posto di comando dell'ente
che promuove e supporta la sede universitaria vicentina e che svolge un ruolo
di collegamento con l'economia locale. Silvio Fortuna, 58 anni, presidente
della Fondazione Studi Universitari di Vicenza, tiene le fila di una realtà in
forte crescita, con un bacino di 3500 studenti (il 13 per cento in più rispetto
allo scorso anno) suddivisi nei corsi di studio di Ingegneria, Economia e
Sicurezza degli Alimenti. Tra qualche mese taglierà il nastro del nuovo
edificio di viale Margherita che a partire dall'anno prossimo ospiterà i 1500
studenti di Economia. Ma il suo sogno nel cassetto è realizzare nell'area dello
stadio, se andrà in porto il suo trasferimento, un polo nazionale della
Meccatronica. Presidente Fortuna, qual è al momento lo stato di salute del polo
universitario vicentino? «Direi ottimo. Abbiamo richieste di iscrizione da
tutto il Veneto. La crescita di studenti supera le nostre capacità ricettive,
proprio in un momento in cui i numeri delle altre università segnano un calo.
Questo è dovuto senz'altro al successo dei corsi di laurea che abbiamo creato.
Corsi che sono tra i più avanzati all'interno dell'offerta formativa italiana,
strettamente legati come sono all'attività di ricerca. Ciò che contraddistingue
la sede universitaria vicentina è proprio il fatto che didattica e ricerca
vanno di pari passo. Un altro pregio è dato dall'attinenza dei corsi di studio
con ciò che richiede il mondo del lavoro. Chi esce da qui, trova immediatamente
un impiego». Com'è il rapporto tra università e territorio? «Strettissimo se si
pensa che le nostre attività di ricerca sono commissionate dalle aziende del
territorio. Il solo Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali
riesce ad accaparrarsi contratti di ricerca per un valore di un milione e mezzo
di euro all'anno». Quali sono gli ambiti di ricerca più attivi? «Il principale
è la Meccatronica, poi sempre nel campo dell'Ingegneria seguono Meccanica,
Elettronica, Gestionale. Anche il settore di studio legato a Sicurezza
alimentare sta avendo una crescita enorme: d'altra parte il concetto della
sicurezza alimentare per le aziende si traduce anche in capacità di marketing
del prodotto. Infine, gli studi economici, anch'essi molto vivaci. Quelli in
particolar modo che sono diretti al tessuto delle piccole medie imprese. Il
Dipartimento di Studi sull'Impresa ha dato vita ad un osservatorio per studiare
il mondo delle Pmi, le loro necessità, le scelte di mercato, il fabbisogno di
risorse umane». A che punto è la caccia ai 16 milioni di euro per la
realizzazione del secondo e terzo stralcio della nuova cittadella universitaria
di viale Margherita? «È la Provincia che se ne sta occupando, cercando di
ottenere parte dei finanziamenti dalla Fondazione Cariverona e parte dalle
categorie economiche del territorio». Ancora nulla di fatto, sembra di capire
«Diciamo che bisogna darsi molto da fare. Il momento è quello che è e
Cariverona ha bloccato l'erogazione di risorse sul territorio». E se queste
risorse non si trovassero? «Staremo fermi. Senza denaro non si costruisce».
Intanto l'edificio già realizzato è idoneo a ospitare una popolazione
studentesca in continua crescita? «L'edificio per certi aspetti è sufficiente
per la didattica e la ricerca. Non lo è invece per tutta una serie di servizi,
come alloggi per gli studenti, servizio mensa, attrezzature sportive. Da
quest'ultimo punto di vista, anzi, qui a Vicenza siamo proprio sotto zero».
Quindi? «Quindi l'area dell'ex Caserma Borghesi potrebbe essere la soluzione
ideale dove collocare non solo la mensa, ma anche un campo da tennis, uno da
volley, degli alloggi, così da creare un vero e proprio campus universitario. È
un'ipotesi che continuiamo a coltivare». E l'altra ipotesi? Quella di ospitare
nell'ex Caserma Borghesi gli studenti di Sicurezza Alimentare del complesso di
Santa Maria Nova che il Comune intende trasformare in polo della scuola
dell'obbligo? «Il prossimo anno accademico gli studenti di Economia che finora
in parte erano collocati a Santa Maria Nova si insedieranno nella nuova
struttura di viale Margherita. Ne resteranno 400 di Sicurezza Alimentare.
Siccome però l'università ha un tasso di frequenza attorno al 60 per cento,
nell'edificio ogni giorno si troveranno al massimo 200-250 persone. Essendoci
poi un ingresso separato rispetto a quello della scuola, non vediamo alcun
problema di convivenza». Nessuno trasferimento, allora? «Spero proprio di no.
Abbiamo fatto richiesta al Comune di poter utilizzare Santa Maria Nova ancora
per due anni. Siamo in attesa di risposta». Lei insiste molto sull'idea di
trasformare la sede vicentina di Ingegneria da satellite di Padova a realtà
autonoma. Qual è lo stato di avanzamento di questa proposta e questo nei fatti
cosa comporterebbe? «La proposta per ora rimane lì. Oggi a Vicenza c'è un
Dipartimento autonomo di Ingegneria che dipende dall'Università di Padova. Il
nostro obiettivo sarebbe quello di avere anche una didattica autonoma. Si
tratterebbe insomma di "duplicare" la facoltà di Ingegneria. Certo,
bisogna trovarsi d'accordo con Padova. Se ciò si realizzasse, tutte le
decisioni sui nostri corsi di laurea di Ingegneria verrebbero prese qui a
Vicenza, senza mediazioni. Questo si tradurrebbe in maggiore dinamismo, più
autonomia e velocità nelle scelte». Vuol dire che questa
"subordinazione" vi sta creando problemi? «No, finora non abbiamo mai
avuto problemi, anche se dipendere da qualcuno crea sempre un certo
rallentamento». Da una parte i tagli imposti dal governo all'università,
dall'altra questo grande impulso a crescere che si avverte qui a Vicenza. Come vanno
d'accordo le due cose? «Magari se ne facessero di più di tagli. Il ministro Gelmini in fondo sta tagliando le università che non producono, che
hanno corsi inutili, con bassa frequenza, prive di strutture di ricerca.
Insomma, sta riducendo gli sprechi». Il polo universitario vicentino non subirà
alcuna ripercussione? «No, non siamo sottoposti ad alcun taglio. Siamo
all'interno di tutti i parametri. Anzi siamo anche partiti con due corsi di
laurea in più quest'anno, il percorso triennale in Ingegneria Meccanica e
Meccatronica e il magistrale in Ingegneria dell'Innovazione del prodotto.
Inoltre, ogni anno inseriamo ricercatori. Per esempio tutta l'area della
Meccatronica è cresciuta anche attraverso l'assunzione di nuovi ricercatori».
Quali sono ora le sue speranze? «Quella di realizzare come ho già detto un
campus universitario incluso nella città, proseguendo nella logica del
completamento del polo di viale Margherita. Poi si potrebbero aprire nuove
possibilità in seguito ad esempio al trasferimento dello stadio. Al suo posto
potrebbe nascere un polo nazionale della Meccatronica. Si potrebbero portare lì
anche gli istituti tecnici, mettere i laboratori in comune, aprire alla
formazione professionale. Qui però siamo sul piano del futuribile, anche se è un
progetto che entro i prossimi dieci anni ci può stare». Laura Pilastro
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola Il Pd presenta i numeri: 600 mila famiglie non
potranno contare sul tempo lungo Domenica 1 Marzo 2009, Ieri si sono chiuse le
iscrizioni scolastiche, e migliaia di famiglie si troveranno a settembre senza
il tempo lungo. In questa occasione, il Partito Democratico ha presentato i numeri significativi del Decreto Gelmini, chiedendo le dimissioni del
ministro. In tutto il Veneto saranno 600.000 le famiglie che dovranno
confrontarsi con le conseguenze del provvedimento, e 1431 gli insegnanti ai
quali non verrà rinnovato il contratto di lavoro per il prossimo anno
scolastico: questi i dati messi in luce dalla simulazione del taglio degli
organici, sulla base del Piano Programmatico del Ministero
dell'Istruzione in applicazione al decreto 112. Incredulità, ieri, da parte
della senatrice Maria Pia Garavaglia che, nella sede padovana del Pd, ha usato
parole dure nei confronti del provvedimento: «Sarà una scuola povera di
insegnanti, povera di attività, povera di tempo, e povera di strutture. Si
calcola che in tre anni ci siano 84700 insegnanti in meno in tutta Italia, e
che rimangano a casa anche 44500 tra bidelli, tecnici di laboratorio e
impiegati amministrativi». Preoccupazione anche da parte di Andrea Ferrazzi,
responsabile del settore formazione del Pd: «E' la scuola più povera che si
potesse immaginare. A settembre, a Padova, 12.000 famiglie non sapranno come
gestire la situazione e dovranno andare a prendere i figli alle 12.15. Non ci
saranno le gite: con il maestro unico queste visite didattiche non saranno
possibili». Maria Pia Garavaglia non si risparmia niente, e accusa chi la legge
l'ha votata, e oggi chiede al ministro di rivederla: «Questo decreto è stato
votato senza discussione in aula, in soli 9 minuti. Ascierto e Saia erano tra
coloro che hanno votato a favore, e oggi si permettono di invitare a Padova il
ministro Gelmini, per chiedere di rivedere la legge.
Ci stanno prendendo in giro. E' vergognoso». Eva Franceschini
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Domenica 1 Marzo 2009, Cordignano Il consiglio comunale di
Cordignano chiede, all'unanimità, il tempo pieno per le scuole elementari di Pinidello e di Villa di Villa oppure la possibilità di
salvaguardare le attuali 35 ore settimanali, a rischio a causa della riforma Gelmini. L'ordine del giorno approvato
venerdì sera, sarà inviato ai Presidenti della Repubblica, del Consiglio dei
Ministri, della Regione e della Provincia, al Ministro della Pubblica
Istruzione e al Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale. In
particolare il documento sollecita la Regione Veneto ad attivarsi per far sì che
venga mantenuto il modulo orario introdotto un decennio fa nei due plessi. I
104 alunni di Villa di Villa e i 105 di Pinidello che frequentano la scuola dal
lunedì al venerdì dalle 8 alle 15 per un totale di 35 ore dal prossimo anno,
secondo il decreto recentemente approvato, dovrebbero seguire le lezioni per un
massimo di 30 ore. C'è sì l'opportunità di chiedere il tempo pieno di 40 ore,
ma la possibilità di ottenerlo dove non sia già istituito è molto ridotta.
"La maggior parte della famiglie che hanno i propri figli presso la scuola
primaria locale - si legge nella delibera - è rappresentato da nuclei in cui
entrambi i genitori lavorano. E' per questo che chiedono la trasformazione del
tempo lungo in tempo pieno e in subordine il mantenimento delle 35 ore. Inoltre
è necessario che venga mantenuto o potenziato il livello quantitativo e
qualitativo dei servizi scolastici erogati sul territorio". Unanime il
voto favorevole da parte di tutti i consiglieri. Il Polo per Cordignano - Udc
ha rimarcato però che la reazione da parte del sindaco rispetto ai problemi
della scuola è stata tardiva oltre che finalizzata ad avere il numero di
insegnanti per coprire il tempo mensa, onde evitare l'esigenza di trovare
soluzioni alternative per l'assistenza agli alunni durante il pranzo.
Particolarmente numerosa la presenza di cittadini al consiglio comunale durante
il quale è stata respinta la mozione di sfiducia presentata dai sette
consiglieri comunali di Polo - Udc, Insieme per Cordignano e dai due ex
assessori. Il sindaco Roberto Campagna, dopo la fiducia espressa dalla sua
maggioranza, continuerà ora a governare il paese. "Nel tentativo di
mandare a casa questa Amministrazione comunale - ha detto il sindaco -
sinistra, Udc ed ex assessori eletti con i nostri voti, si sono messi insieme
calpestando i valori e il voto dei loro elettori. Ma il nostro gruppo è
compatto e andremo avanti a prescindere dalle opposizioni".
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'ON. DE POLI: «NON TOCCATE IL TEMPO LUNGO» Domenica 1
Marzo 2009, "Sembra che vogliano far scomparire la buona scuola, quella
per cui il Veneto è ai primi posti nella classifica europea per la qualità
dell'insegnamento e della preparazione dei ragazzi. Il Governo vuole
ridimensionare le risorse umane ridistribuendo il numero degli insegnanti da
assegnare a ciascuna regione. E per colpa di questa nuova
legge del Ministro Gelmini
che ridimensiona il sistema scolastico con l'avvio del nuovo anno scolastico in
Veneto rischiano di scomparire più di mille classi a tempo lungo. Di questo
migliaio di classi a tempo lungo, più della metà, circa 550, sono nella
Provincia di Padova, e di queste, 149 si trovano nel capoluogo. Il
maggior numero delle famiglie che hanno i propri figli presso la scuola
primaria è rappresentato da nuclei in cui entrambi i genitori lavorano, solo in
Veneto la situazione riguarda 12mila famiglie, pertanto cancellare il tempo
lungo creerebbe il problema dell'affidamento dei bambini, senza contare la
perdita della qualità di istruzione e della vita. La Regione Veneto si è sempre
dimostrata virtuosa. Infatti nonostante il numero ridotto di plessi gestiti a
tempo pieno, le dirigenze scolastiche sono state in grado di assicurare
importanti servizi a favore delle famiglie con l'organizzazione del tempo
lungo. La nostra regione, inoltre, negli ultimi anni ha assistito ad un aumento
di nascite per effetto delle famiglie immigrate, a cui non è corrisposto un
aumento del corpo docente. È necessario, quindi, che la distribuzione degli
insegnanti a livello nazionale tenga conto degli squilibri tra regione e
regione. Chiedo al Ministro della Pubblica Istruzione che assicuri alla Regione
Veneto un numero adeguato di docenti in maniera da continuare a garantire il
tempo prolungato." Con queste parole l'onorevole Antonio De Poli,
segretario regionale dell'Udc in Veneto, è intervenuto ad un dibattito sulla
Riforma scolastica alla presenza di sindaci del territorio padovano.
L'onorevole De Poli fa inoltre sapere che in questi giorni ha provveduto ad
inviare al Ministro Gelmini un'interrogazione a
risposta scritta descrivendo il problema del tempo lungo nella nostra regione.
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, tutti vogliono il tempo pieno Non ci sono garanzie
sull'organizzazione. Chiuse le adesioni all'Istituto comprensivo Domenica 1
Marzo 2009, Aviano Si sono chiuse ieri le iscrizioni, all'Istituto comprensivo
di Aviano e Budoia. Non sembra ci saranno flessioni nei numeri, nonostante il
2003 sia un anno con una lieve diminuzione nelle nascite. Gli uffici stanno
valutando le iscrizioni ed effettuando le prime proiezioni di dati, dai quali
emerge con forza la richiesta di tempo pieno per la scuola primaria. «Le
richieste dei genitori - spiega la vice dirigente Paola Fabbro - sono tutte
orientate sul tempo pieno, modulato come è stato fino ad ora. Una sola la
richiesta di orario ridotto, ma nell'Istituto, da Giais a Budoia, tutte le
scuole adottano ormai da anni l'orario lungo». Se la garanzia del tempo pieno
pare ormai scontata, non ci sono ancora certezze su come sarà organizzato o,
meglio, su come sarà possibile proseguire tutta una serie di attività messe in
cantiere fino ad oggi. Sono le due parole chiave "senza compresenze",
che si ripetono puntualmente nei regolamenti di attuazione
della riforma Gelmini, che
danno la dimensione di quello che succederà. «In una classe - spiega il
dirigente Giuseppe Babini - ci sono due insegnanti, per un totale di 44 ore
settimanali. L'orario è di 40 ore, così già qui 4 ore saltano; un'altra
compresenza è quella della lingua inglese e della religione cattolica,
così in totale si vengono ad eliminare circa 7 ore per classe. Il problema -
chiarisce Babini - è che proprio grazie alla sovrapposizione degli orari si
riescono a fare tutta una serie di attività fondamentali. Le ore di attività
alternativa alla religione cattolica, per chi sceglie di non avvalersi
dell'insegnamento; laboratori di italiano come seconda lingua e corsi di
recupero, per i nuovi arrivati che non hanno ancora acquisito le competenze di
base, o ancora le supplenze, che fino a 5 giorni di assenza non possono essere
nominate e venivano quindi coperte dagli insegnanti a disposizione.
L'eliminazione della compresenza priva la scuola di tutta una serie di supporti
fondamentali per lavorare in qualità». Non ne risentirà più di tanto
l'organizzazione del tempo pieno, ma sicuramente la qualità del servizio: ci
saranno anche perdite di posti, circa 8 insegnanti per la scuola primaria dalle
prime proiezioni, un insegnante di lettere e mezzo di tecnica nella scuola
secondaria. Francesca Giannelli
( da "Adnkronos"
del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA: GELMINI, PER FAMIGLIE PIU'
LIBERTA' SCELTA ORARI commenta 0 vota 1 tutte le notizie di CRONACA ultimo
aggiornamento: 01 marzo, ore 14:44
( da "Virgilio
Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 1 mar. (Apcom) - Il governo metta dentro al primo
decreto l'estensione degli ammortizzatori sociali ai precari della scuola. Lo
chiede in una nota Giuseppe Fioroni, responsabile Educazione del Pd. "La
crisi - afferma l'esponente democratico - è sempre più pesante e drammatica,
bisogna affrontarla con determinazione. Il governo continua a sbandierare gli
otto miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali che oltre ad essere
insufficienti, non considerano minimamente i precari della scuola, 220mila
docenti e oltre 70mila Assistenti tecnici e amministrativi. Già quest'anno circa
20mila docenti perderanno l'incarico annuale ed insieme 10mila Ata. E questa
cifra aumenterà ogni anno. Non possono essere figli di un Dio minore".
"Chiediamo al governo - insiste Fioroni - di mettere dentro il primo
decreto, ad esempio quello che riguarda la Fiat, l'estensione degli
ammortizzatori sociali ai precari della scuola riuscendo a coprire almeno l'80%
dello stipendio. È il minimo che si possa garantire a chi
per anni ha lavorato al servizio dell'educazione dei nostri figli. Non è
pensabile che il combinato disposto della riforma Gelmini e della manovra finanziaria di Tremonti tolgano ai precari della
scuola contemporaneamente la dignità del presente e le prospettive del
futuro".
( da "Virgilio
Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 1 mar. (Apcom) - Una banca dati del Dna e una
punizione 'speciale' per il branco: sono le misure che il ministro per le Pari
Opportunità Mara Carfagna vuole introdurre nel decreto anti-stupri varato dal
governo il 20 febbraio, come annuncia in un'intervista al settimanale 'Gente'
in edicola domani. "Chiederò d'introdurre con un emendamento la banca dati
del Dna, che richiede regolamenti attuativi che mal si sarebbero adattati allo
strumento del provvedimento d'urgenza, e la punizione speciale per il branco: a
rischiare l'ergastolo - dice il ministro - non sarà più solo chi commette lo
stupro, ma anche il palo, per esempio". Il ministro Carfagna annuncia
anche un ulteriore giro di vite sulle pene per i responsabili di violenze
sessuali: "In commissione Giustizia c'è un testo unico che contiene alcune
mie proposte, tra cui aggravanti e ulteriore inasprimento della pena se lo
stupratore ha usato armi o sostanze atte a modificare la lucidità della
vittima, nel caso in cui il colpevole abbia fatto uso della propria autorità, o
ancora quando la vittima è un minore, un soggetto instabile o una donna in
stato di gravidanza". L'emergenza stupri, tuttavia, non riguarda solo la
sicurezza, ma è anche un problema culturale, se è vero che l'80 per cento dei
colpevoli è conosciuto dalla vittima. "È evidente - osserva il ministro
Carfagna - che in Italia c'è ancora una cultura che nega
pari diritti e pari dignità alle donne: io sto lavorando con il ministro
dell'Istruzione Gelmini
perché nelle scuole venga insegnato il rispetto dell'altro sesso e la cultura
della non violenza e nei prossimi mesi usciremo con una campagna, su Tv e
stampa, per far capire alle donne che quando si subisce qualcosa del genere
bisogna denunciare immediatamente. Ancora: vogliamo potenziare il numero
verde antiviolenza 1522, creando una sinergia col ministero dell'Interno
collegandolo alle centrali operative delle forze dell'ordine".
( da "Virgilio
Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 1 mar. (Apcom) - Scrutini intermedi: pioggia di
( da "ITnews.it"
del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 1 mar. - (Adnkronos) - "Dal 2009/2010 dunque
piu' liberta' per le famiglie che hanno scelto il quadro orario piu' adatto per
i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari (24, 27, 30 ore)
prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come
qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sara'
una figura indispensabile per la formazione del bambino cosi' come accade in
tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti piu'
maestri per alunno e da quando e' stata introdotta questa modalita' l'Italia e'
scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della
qualita' delle elementari". Lo dichiara in un comunicato stampa il
ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini.
( da "Stampaweb,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Scrutini intermedi: pioggia di
( da "Adnkronos"
del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, pioggia di
( da "Virgilio
Notizie" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 1 mar. (Apcom) - "Fioroni non può parlare per
slogan. Il modello di 24 ore non era comunque un modello con il maestro unico,
perchè gli insegnanti devono lavorare sulla classe, per contratto, 22 ore alla
settimana. Gli organici attuali del tempo pieno saranno garantiti sul
territorio nazionali, quindi al Sud non saranno tolte classi a tempo pieno per
darle al Nord". Dopo la nota dell'ex ministro dell'Istruzione che critica
la riforma del governo sulla scuola, pronta la replica della senatrice Irene
Aderenti, componente della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato, la
quale precisa inoltre che "ogni scuola manterrà in organico le classi a
tempo pieno esistenti; piuttosto al Nord - aggiunge - molti dirigenti
scolastici hanno indotto i genitori a optare per il tempo pieno pur sapendo che
non sarebbe aumentato l'organico per poi accusare il
ministro Gelmini, in modo
strumentale, di effettuare tagli". Sul modello delle 30 ore la senatrice
del Carroccio sottolinea come "era prevedibile che le famiglie avrebbero
optato per questo modello alle prime elementari". E, per quanto riguarda
lo standard di qualità, Aderenti spiega come questo non è compito dello Stato:
"Quest'ultimo detta gli standard minimi; compito nell'offrire
maggiore qualità è dell'autonomia scolastica che sarà chiamata ad utilizzare
l'organico e le proprie risorse in modo molto flessibile dovendo essere in
grado di recepire i bisogni reali del territorio e programmarli per venire
incontro ad essi". Sul
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Castelnovo Sotto, la pioggia guasta la festa: annullata
l'ultima sfilata del carnevale Niente sfilata finale per le scuderie del
carnevale di Castelnovo di Sotto. La pioggia ha impedito ai carri di cartapesta
di uscire dai capannoni di via Prati Landi e le maschere hanno dovuto
arrendersi al maltempo. Rinviata a data da destinarsi anche la votazione finale
e la proclamazione del carro vincitore dell?edizione
( da "KataWeb
News" del 01-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola: Pantaleo (cgil), bocciata riforma gelmini 1 marzo
2009 alle 18:17 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti I dati diffusi dal
ministero sulle iscrizioni alla prima elementare dimostrano che "le
famiglie chiedono i tempi prolungati e bocciano il maestro prevalente".
Questo il giudizio di Mimmo Pantaleo, segretario generale della FlpCgil,
secondo cui ora il governo è chiamato "a sciogliere le
contraddizioni". "Chiediamo a Berlusconi di rispettare l'impegno
preso, cioé di garantire quello che le famiglie avrebbero chiesto -- afferma
Pantaleo -- Appare però difficile che possano assicurare al 90% delle famiglie
il tempo prolungato con i tagli previsti. Il ministero ha fatto gli organici
prevedendo classi di 27 ore ed ora non potrà soddisfare la domanda delle
famiglie". Anche per questo -- prosegue Pantaleo -- la FlpCgil ha indetto
uno sciopero il 18 marzo prossimo di tutto il settore della conoscenza, per
dire "un chiaro no ai tagli, che colpiranno anche tantissimi
precari". In merito ai dati sui