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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  16 settembre 2008      #TOP



Report "Scuola"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Scuola (61)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Diritto di cronaca ( da "Stampaweb, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: quelle in serbo grazie al ministro Gelmini di cui abbiamo già parlato, il primo giorno del nuovo anno scolastico ne ha riservate molte, in tutt'Italia. A Torino c'è una prima elementare di soli bimbi di origine straniera anche se tutti italiani come cittadinanza. A Roma genitori e bambini hanno occupato una scuola elementare e hanno annunciato che resteranno lì per una settimana.

Alunni in classe. E bidelli a casa ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini attua la manovra finanziaria estiva (anticipato in esclusiva da ItaliaOggi mercoledì scorso) si tradurrà in un taglio in tre anni di 87.400 cattedre, la stangata per gli Ata sarà di 44.500 posti. E, anche in questo caso, a pagare pegno saranno i precari, ai quali le speranze di agguantare nei prossimi anni un contratto a tempo indeterminato vengono del tutto spente.

Alle superiori boom di bocciati ( da "Italia Oggi" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 35 mila non sono stati in grado di recuperare. Nello specifico, a giugno scorso, il 59,4% degli studenti è stato promosso, il 13,8% no e il 26,8% ha ottenuto i debiti formativi. Il giudizio degli ultimi è stato, quindi, lasciato in sospeso. Nell'anno scolastico 2007/2008, tra l'altro, sono diminuiti gli alunni modello, dal momento che la percentuale dei promossi si è fermata all'

Ai prof cultura gratis ( da "Italia Oggi" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ora del duo Gelmini-Bondi. Con intenzioni decisamente diverse rispetto al duo Gelmini-Tremonti: dotare i docenti italiani di una “Carta Oro” che consenta loro di accedere con sconti e agevolazioni ai consumi culturali: musei, cinema, teatri. L'annuncio è arrivato negli scorsi giorni dalla responsabile di Viale Trastevere.

E i dirigenti scolastici battono cassa ( da "Italia Oggi" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: impegno del ministro MariaStella Gelmini (istruzione) di scrivere una lettera al collega Renato Brunetta (Funzione pubblica). Un po' poco. Così i sindacati hanno deciso di organizzare assemblee regionali o territoriali unitarie dal 22 settembre al 10 ottobre 2008; una manifestazione nazionale a Roma davanti ai ministeri interessati il 15 ottobre 2008;

Scuole&autonomia ( da "Italia Oggi" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E in apertura la presentazione di un manifesto con il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. "Vorremmo che Educa diventasse un appuntamento annuale fisso", afferma Carlo Basani, dirigente servizio istruzione della provincia di Trento. Info:educaonline.it.

La scuola che comincia con il lutto al braccio - francesco merlo ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che comincia con il lutto al braccio FRANCESCO MERLO La ministra Gelmini li voleva in rosso-Stalin, ma i maestri italiani non sono caduti nella trappola e si sono listati il braccio di nero-Gelmini. Viva, dunque, questa elegante protesta dei maestri che ha messo in lutto il governo e ha spiazzato la ministra che, con la sua corona di neo addetti stampa (ricordate gli utili idioti?

La scuola che comincia con il lutto al braccio - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono spesso neri i tailleur della Gelmini. Le permettono, grazie alla tinta del rigore, di esporre con dignità tranquillizzante la propria maliziosa femminilità. Anche i maestri italiani, ben lontani dallo stile straccione che la Gelmini vede in loro, hanno scelto il rigore del nero per denunziare, con la stessa dignità tranquillizzante dei sornioni tailleur ministeriali,

Accossato, sindaco-maestra per un giorno "docenti molto preoccupati ma agguerriti" ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: commenta così il suo inizio d'anno scolastico da "maestra per un giorno" alla elementare Marconi della sua città. Il primo cittadino ha condiviso con insegnanti e bambini le prime ore del mattino e il momento del pranzo, che, secondo lei, "è il più a rischio" a causa delle modifiche annunciate dal ministro dell'Istruzione Gelmini.

Nelle aule rabbia e malumori "comincia un anno difficile" - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini: drastico taglio al personale e ritorno al maestro unico, tanto per citare i due punti più caldi. Una tensione palpabile e diffusa, manifestata in varie forme: alla scuola elementare Fontana di via Buniva alcuni maestri si sono presentanti con una fascia bianca al braccio, in segno di lutto;

"qualcuno ha già fondato il fan club anti-gelmini" - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Qualcuno ha già fondato il fan club anti-Gelmini" "L'argomento che va per la maggiore è il voltafaccia di chi sosteneva che era ora di finirla con tutti quei maestri" VERA SCHIAVAZZI Ci siamo ritrovati tutti, gli amici della scuola, quelli che vedi soltanto al mattino presto e (più raramente) all'uscita: si parla di figli, naturalmente, ma anche di politica,

Liceo breve e voto condotta sit-in degli studenti al ministero - valentina monarco ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Dietro lo striscione "Non è che l'inizio", con in testa orecchie d'asino fatte di cartone, i ragazzi romani dell'Unione degli Studenti mettono in scena sulle gradinate del ministero il loro malumore. Ieri anche striscioni di protesta sulla terrazza del Pincio, mentre altri studenti distribuivano volantini nelle scuole,

"no al maestro unico, non rubate il futuro" - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini" era in bella vista sulla facciata della scuola, mentre nel cortile i genitori con magliette con lo stesso slogan dello striscione si alternavano a docenti con fiocchi nei al braccio o vestiti di nero. Come la maestra Silvia Zangrilli, un nastro nero al braccio: "L'eliminazione del maestro unico in passato ha permesso l'

Maestri in lutto contro la Gelmini ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Regionale Pagina 110 Maestri in lutto contro la Gelmini La ministra contestata: "Non si strumentalizzano i bimbi" --> La ministra contestata: "Non si strumentalizzano i bimbi" La riforma di Mariastella Gelmini non piace al mondo della scuola italiana che ieri ha contestato la ministra. ROMA Proteste in tutta Italia per i primo giorno di scuola, in gran parte delle regioni,

La scuola si veste a lutto ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Chiederò aiuto al ministro Gelmini perché intervenga personalmente", ha assicurato il prefetto Pansa. Alla "Madonna Assunta" di Bagnoli le maestre si sono vestite a lutto. Mentre l'assessore regionale all'Istruzione Gabriele ha denunciato ai carabinieri mille genitori per tenere a freno il fenomeno dell'evasione scolastica.

Quell'ossessione anticomunista - marco lombardi ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ossessione anticomunista MARCO LOMBARDI L'editoriale di Ernesto Galli della Loggia, apparso domenica sul "Corriere della Sera", dedica alla scuola nel Mezzogiorno valutazioni negative, che richiamano i recenti giudizi non esattamente lusinghieri del ministro Gelmini. Fin qui tutto nella norma, o quasi. SEGUE A PAGINA X.

Suona la campana della protesta - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E se il ministro Maria Stella Gelmini ha dato forfait preferendo non essere qui per la prima campanella, notizie della scuola campana le sono giunte comunque negli uffici di viale Trastevere. è stata proprio il ministro, ad esempio, a dare l'ok perché venisse pagato il primo dei risarcimenti (per circa 3.

Specializzandi beffati dal ministro - luigi carbone ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini non ha accolto la richiesta di inserimento nelle graduatorie ad esaurimento che verranno aggiornate in primavera. La scuola di specializzazione, poi, è stata sospesa: non partirà dunque il nono ciclo. Questo significa che chi negli anni passati aveva congelato il diritto a prendere parte ai corsi ora non potrà conseguire l'

A bagnoli le maestre si vestono a lutto ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il punto è: si dovrà andare necessariamente nelle scuole private per ottenere ciò che perde la scuola pubblica. Resta la domanda: a chi conviene questo? Siamo sicuri che ciò che stanno facendo alla scuola in questo momento convenga ai nostri figli, e al sistema Italia?". (co.sa.).

Gelmini: tra un anno le superiori partiranno riformate ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: tra un anno le superiori partiranno riformate di Luigi Illiano P r imo giorno di scuola e pioggia di domande via web per il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Lo "ScuolaD@y" organizzato dal Sole 24 Ore è stato anche questo, oltre che piazza online dalle 8 alle 18 di ieri,

I presidi: non lasciateci soli contro contestazioni e danni ( da "Corriere della Sera" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: allarme I capi d'istituto temono l'allargamento delle proteste anti-Gelmini I presidi: non lasciateci soli contro contestazioni e danni Appello al provveditore: sanzioni per chi blocca le scuole "Sbagliato sottovalutare come una "goliardata" la gravità dell'assalto agli uffici scolastici di via Ripamonti" "Sarà un autunno caldissimo ".

Settanta scuole a lutto La Marsilio: <Punitele> ( da "Corriere della Sera" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE In nero contro la riforma Gelmini: avvio tra polemiche. L'assessore chiede provvedimenti Settanta scuole a lutto La Marsilio: "Punitele" è suonata la prima campanella del nuovo anno scolastico, tra proteste e polemiche. L'assessore comunale alla scuola Laura Marsilio ha chiesto sanzioni per i docenti che hanno manifestato con il lutto.

La Marsilio: <Questa contestazione è un abuso> ( da "Corriere della Sera" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini" e "Siam bambini, siam piccini ma bocciamo la Gelmini". Nell'abbigliamento delle insegnanti c'era sempre qualcosa di nero. Una maglietta, una spilla a forma di rosa sulla camicia, la classica fascia al braccio o anche il tailleur, vivacizzato però da un sottogiacca colorato.

Al Visconti premiamo il merito Gli ispettori ministeriali? Benvenuti ( da "Corriere della Sera" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha preannunciato la presentazione di un'interrogazione al ministro Gelmini per l'invio di ispettori ministeriali al Visconti. Salvo poi correggere il tiro: è stato lo stesso parlamentare, dopo un incontro con il sottoscritto, a precisare in una lettera pubblicata sul suo blog e consultabile da tutti che i suoi precedenti giudizi erano stati "ingenerosi".

Primo giorno in classe tra novità e proteste ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: misure introdotte di recente e sulle intenzioni del ministro Mariastella Gelmini. Il pacchetto targato Gelmini ieri è stato bersagliato dalle proteste: in tutta Italia sono stati organizzati sit- in, girotondi e manifestazioni e gli insegnanti sono entrati in classe con il lutto al braccio. Un'iniziativa, quest'ultima, "grave e di cattivo gusto", ha commentato il ministro Gelmini,

L'anticipazione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Su questi indirizzi punta il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, (già firmataria di un Ddl sul tema nella scorsa legislatura), ma anche un disegno di legge già in discussione alla Camera. Intanto, al ministero ha avviato i suoi lavori la commissione tecnica che entro fine novembre dovrà ridefinire i percorsi accademici.

I PUNTI CRITICI ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ha disposto da subito il ritorno ai voti in forma di numero e la valutazione della condotta dello studente. Nello stesso provvedimento si prevede di riportare, dal prossimo anno, il maestro unico nelle scuole primarie.Quest'ultima scelta sta suscitando molte critiche: secondo i detrattori non avrebbe un fondamento pedagogico ma risponderebbe solo alla necessità di contenere

Riforma per le superiori ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, durante lo "Scuola day", la maratona del Sole 24 Ore dedicata al primo giorno di scuola. E le nuove superiori seguiranno il modello predisposto da Letizia Moratti, con le modifiche introdotte dall'ex ministro Giuseppe Fioroni. L'anno scolastico è partito con molte novità: dal voto in condotta all'educazione civica.

Berlusconi giovedì a San Giuliano ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, che giovedì sarà insieme a Berlusconi. Ad attenderli anche alcuni comitati di protesta per la sicurezza e i tagli inferti al settore dal Governo. Il 31 ottobre 2002 sotto le macerie rimasero 27 bambini e una maestra. Per ricordare le vittime del terremoto nell'atrio dell'istituto sono state posizionate due fontane.

Dal Cei di Palermo arrivano critiche ai tagli per la formazione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: netta la contestazione che sul piano-Gelmini arriva da Palermo, dalle parole di padre Vincenzo Sibilio, rettore del Cei (la sigla sta per Centro educativo ignaziano), scuola paritaria cattolica che accoglie pure studenti ebrei, musulmani, ortodossi e che da quest'anno ha una sezione di scuola internazionale di inglese.

LE VOCI DAL WEB ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma proposta dal ministro Mariestella Gelmini ha l'unico obiettivo di risparmiare 8 miliardi in tre anni. La classe dirigente e ricca non ne soffrirà: ma una scuola pubblica degradata non garantirà né il merito né l'intelligenza. Franco Vecchiatti Insegnante Scuole medie di Ficarolo e Stienta POCA QUALITà/3 Imboccata la strada della severità Le novità della scuola sono ottime,

Al classico Mameli di Roma porte aperte al voto di condotta ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per gli studenti delle scuole superiori la riforma Gelmini vuol dire soprattutto il ritorno al voto in condotta. E tutto sommato non l'hanno presa male: i giovani intervistati davanti al liceo classico Goffredo Mameli di Roma accolgono favorevolmente il provvedimento. Il comportamento fa media ed è un bene, sostengono gli studenti: chi vuole stare in classe deve lavorare,

Pronti, via: la scuola è già in piazza ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è già in piazza Si alza il livello della protesta contro la Riforma-Gelmini, diventando perfino spontanea. Dalla "Daneo" alla "Borsi", dalla "Anna Frank" alla "Giano Grillo". La mattina, prima dell'ingresso in aula, striscioni, volantinaggi, maestri vestiti a lutto. Nel pomeriggio un corteo spontaneo ben nutrito che ha mobilitato un migliaio di maestri, genitori e anche bambini.

<Colpa solo di piloti e sindacati se salta il salvataggio di Alitalia> ( da "Giornale.it, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mentre la riforma della scuola la difende a spada tratta perché quelle contro il ministro Gelmini "sono manifestazioni organizzate da minoranze". Il Cavaliere, invece, si dilunga sulla necessità di tornare al nucleare, tema che la scorsa settimana è stato al centro del bilaterale a Downing Street con il premier britannico Gordon Brown.

<Fuori i nostri figli dalla battaglia politica e no alla vendita delle t-shirt ( da "Giornale.it, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: vogliono farle indossare le magliette contro la Gelmini: mi chiedo quale sia il modello educativo al quale queste insegnanti si ispirano". La mamma si sfoga ma lontano dalle orecchie delle insegnanti e della preside della scuola romana Iqbal Masih, teatro della protesta antigovernativa. "Guardi io sono contraria al maestro unico, preferisco il team perché mi sembra funzioni bene.

<Assurdo che i docenti occupino la scuola Ma molte mamme hanno paura di parlare> ( da "Giornale.it, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Assurdo che i docenti occupino la scuola Ma molte mamme hanno paura di parlare" di Redazione da Roma "Il ministro Gelmini deve farci il favore di venire nella nostra scuola (la Iqbal Masih ndr) perché qui nessuno ha il coraggio di protestare apertamente ma io sono sicura che sono tanti i genitori che pensano sia sbagliato occupare la scuola e coinvolgere i bambini nella protesta".

Costa attacca. plinio: "pensi al degrado" ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è tornato a criticare la riforma del ministro Gelmini. "Abbiamo una scuola seria di qualità che nonostante le polemiche ha voglia di lavorare - ha affermato Costa - ma non condivido l'impostazione della Gelmini, che è poi quella di Tremonti e quindi si parte con i tagli. Le inefficienze ci sono ma bisogna sedersi a un tavolo, ragionare e rafforzare pezzo per pezzo".

Scuola, anche pinocchio contro la gelmini - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche Pinocchio contro la Gelmini Istituti listati a lutto, cortei, volantinaggi. E alla Daneo va in scena la fiaba Insegnanti in piazza fino in via Assarotti per replicare al direttore Massara: "No ad aumenti sulla pelle dei licenziati" GIUSEPPE FILETTO Scuole listate a lutto, maestre travestite da maghe che trasformano i bambini in asini,

"la chiusura un disastro per i bambini" ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini seguirà un criterio prettamente numerico vedo un futuro nero per i nostri bambini". La direzione didattica è già accorpata a quella di Marradi, il centro più vicino che dista 16 chilometri. Sedici chilometri di curve, sottolinea Cavini, senza contare l'enorme disagio per le famiglie e anche per i piccoli delle elementari costretti ad alzatacce col freddo e la neve.

L'insegnante ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina VII - Firenze L'insegnante L'assessore Se passa la riforma Gelmini chi farà lezione di teatro, disegno e ambiente? Rischiamo di perdere progetti che sono l'eccellenza delle nostre elementari.

Scuola, lacrime e polemiche - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'opposizione alle ultime riforme volute dal ministro Gelmini andranno avanti con incontri in calendario già nei prossimi giorni e, per esempio, con un'assemblea all'istituto Marco Polo dove si riuniranno tutte le sigle sindacali degli insegnanti. (Hanno collaborato Stefania La Malfa e Mario Neri).

Pagina IV - Bologna ARRIVA direttamente da Roma, in ritardo, per inaugurare l'anno scolastico alle A... ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tv locali sulla riforma Gelmini: "Non posso parlare di riforme, eseguo quello che il ministro pro tempore dice di fare". Luigi Catalano, direttore dell'ufficio scolastico regionale, ieri ha scelto gli istituti professionali e tecnici bolognesi appena passati dal Comune allo Stato per dare il saluto ai circa 490mila studenti e 50mila docenti rientrati in classe in Emilia Romagna.

Scuola, primo giorno nel caos - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma Gelmini. E poi striscioni fuori dalle finestre delle aule - "no al maestro unico, no ai tagli" - e volantini distribuiti all'ingresso delle elementari e medie per spiegare alle famiglie gli effetti dei nuovi provvedimenti sulla scuola. Il primo giorno tra i banchi per oltre centomila alunni della Provincia di Bologna è segnato dalla protesta della scuola di base.

Ltb fa un giornale contro la giunta festa pdl, gelmini ospite d'onore ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sulle promesse non mantenute del sindaco Ltb fa un giornale contro la giunta Festa Pdl, Gelmini ospite d'onore Un free-press contro Cofferati da distribuire per strada, nei bar e nei centri commerciali a partire dal 3 ottobre. La Tua Bologna aggiunge un'altra iniziativa a quelle già in campo per preparare il terreno alla discesa in campo di Giorgio Guazzaloca nel 2009.

Berlusconi cerca la sorpresa Lufthansa partner per Alitalia ( da "Unita, L'" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sogghigna), esalta la scure della Gelmini sui mastri unici. Gli dà una mano Miss Italia, la rossa Miriam Leone che si ricorda come scolaretta felice con un maestro solo. Silvio non ricambia: "il presidente del consiglio si astiene" dal riconoscere la longilinea siciliana come bellezza italiana tipo.

Il pd va a scuola: "contro i tagli" - camilla povia ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in particolare i ministri Tremonti e Gelmini - ha spiegato Dario Ginefra, deputato del Pd, schierato ieri in prima fila davanti agli istituti - considerano la scuola una riserva finanziaria dove tagliare in modo indiscriminato per tentare di far tornare i conti del bilancio dello stato a danno del futuro dei nostri figli e dunque del futuro del Paese".

Questa scuola senza pace - marco lodoli ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: accetta della ministra Gelmini, che per rispettare le esigenze di risparmio non ha immaginato nient'altro che la maestra unica: come dire suicidiamoci per consumare meno ossigeno. Altrettanto assurde sono le punizioni economiche agli insegnanti assenti per pochi giorni: giustamente una mia collega mi ha fatto notare che adesso chi è malato,

Ritorno a scuola con le maestre a lutto - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: vergognoso strumentalizzare i bambini Il ministro: "Alcuni docenti in esubero passino ad insegnare una lingua straniera" MARIO REGGIO ROMA - Sit in, nastri neri legati al braccio in segno di lutto, girotondi, manifestazioni. E a Roma la prima occupazione di una scuola elementare.

Aule occupate nell'istituto ribelle "il docente unico non deve passare" - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: inizio di settembre ha visto genitori e insegnanti uniti contro la riforma Gelmini. La Iqbal Masih, l'istituto intitolato al bimbo pakistano simbolo della rivolta contro il lavoro minorile, infatti, è stata la prima scuola romana a riunirsi in comitato contro la riforma Gelmini, ha poi organizzato un'assemblea aperta con genitori e rappresentanti di altre elementari.

Primo giorno di scuola con il lutto al braccio ( da "Stampa, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: CONTRO LE RIFORME ANNUNCIATE DAL MINISTRO GELMINI Primo giorno di scuola con il lutto al braccio Maestre in rivolta: "Così si rovinano le elementari" [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA Sorriso sulle labbra, lutto al braccio. Così, ieri mattina, si sono presentate al cancello alcune delle maestre delle scuole elementari "Maria Peron" di Sant'Anna, a Verbania.

Imperia, un avvio senza le mense ( da "Stampa, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: consegnato al provveditorato agli Studi per il ministro Gelmini e al presidente della Provincia Giuliano, nel quale attaccano il Governo sui tagli operati nel settore della pubblica istruzione. Afferma il coordinatore provinciale del Pd, Giancarlo Manti: "L'iniziativa è chiara: "La scuola passa da settore strategico a solo capitolo di spesa.

Scuola al via con una protesta ( da "Stampa, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal ministro Gelmini (subito il ritorno del voto di condotta, maestro unico dal prossimo anno) e su cui si allunga l'ombra dei tagli della finanziaria Padoa Schioppa e di quella, ancora più pesante, di Tremonti. Nel primo pomeriggio c'è stato il presidio di oltre cinquanta insegnanti, in maggioranza precari, davanti all'ex provveditorato,

Scuole al via le maestre vestite a lutto ( da "Stampaweb, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini" c'era scritto ieri sulle magliette di alcune delle migliaia di mamme che hanno protestato in tutt'Italia contro i tagli di 130 mila posti in tre anni e il ritorno al maestro unico. Era il primo giorno di scuola per l'80% delle regioni: in centinaia di istituti gli insegnanti, soprattutto della primaria,

Tagli nella scuola, il piano Tremonti-Gelmini ( da "Italia Oggi" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Visualizza la pagina in PDF Tagli nella scuola, il piano Tremonti-Gelmini ItaliaOggi pubblica il testo della relazione tecnico-illustrativafinanziaria allegata allo "Schema di piano programmatico del ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze" giugno 2008, n.

Scuola, la rivolta contro il maestro unico ( da "Giornale.it, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: "Vergognoso strumentalizzare i bambini" Roma - Maestre vestite a lutto a Firenze. Banchetti allestiti all'ingresso della scuola per vendere magliette con scritte antigovernative a Roma. Candele accese a simboleggiare il cimitero della conoscenza lungo gli scalini del ministero dell'Istruzione in viale Trastevere a Roma.

Nei sondaggi Ipr il governo vola al 60 per cento: è record ( da "Giornale.it, Il" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fa registrare uno scatto in positivo, aumentando la fiducia del 3% e passando dal 35 al 38%. Così come Roberto Calderoli che, forse anche in seguito al lavoro estivo sulla bozza del federalismo, fa registrare un incremento di fiducia del 2%.

Piano GelminiAnticipialle materne ( da "Sicilia, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Piano Gelmini Anticipi alle materne Ritorno degli anticipi di iscrizione nella scuola dell'infanzia e conferma delle 'sezioni primavera': prevederebbe anche questo il piano programmatico sulla scuola che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, presenterà alle parti sociali venerdì prossimo.

<Prof bravi in Sicilia oscurati dai precari>L'analisi ( da "Sicilia, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: se per caso non abbiano ragione la ministra Gelmini, l'ex ministro Berlinguer e Galli della Loggia quando parlano di buonismo eccessivo della scuola meridionale e di professori non proprio e non sempre all'altezza. "Non si può generalizzare, ma se parliamo con dati di fatto e numeri, purtroppo, quel che viene fuori non depone a favore del Sud e della Sicilia.

L'analisi ( da "Sicilia, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: programmati dalla ministra della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, che sta assolvendo alla perfezione l'incarico di tagliatrice di teste. I bambini avranno invece chiara la sensazione della scuola come istituzione moribonda alla cui utilità diventa difficile credere. Se la Gelmini applica criteri esclusivamente economicisti per far quadrare anche a spese dell'istruzione i bilanci,

Roma, 18:31 - SCUOLA: GELMINI, COMMISSIONE AD HOC PER PRECARI ( da "Repubblica.it" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

All'appello erano assenti 625 "prof." ( da "Stampa, La" del 16-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: arriva al paradosso perché il ministro Gelmini intende ridurre il numero degli insegnanti, mentre quello degli allievi sta salendo". Con 81 mila alunni, la "Granda" è la seconda provincia piemontese, seconda solo a Torino, dove ci sono 260 mila iscritti. Nel Cuneese l'incremento è dovuto soprattuto ai ragazzi stranieri, il 9% del totale, con una forte concentrazione alle materne.


Articoli

Diritto di cronaca (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Da ieri quasi tutti i ragazzi e i bambini italiani sono tornati a scuola, oltre otto su dieci. Le novità? Parecchie. A parte quelle in serbo grazie al ministro Gelmini di cui abbiamo già parlato, il primo giorno del nuovo anno scolastico ne ha riservate molte, in tutt'Italia. A Torino c'è una prima elementare di soli bimbi di origine straniera anche se tutti italiani come cittadinanza. A Roma genitori e bambini hanno occupato una scuola elementare e hanno annunciato che resteranno lì per una settimana. Mentre a San Giuliano di Puglia è stata finalmente riaperta la nuova scuola in linea con tutti gli standard antisismici dopo che nel 2002 un terremoto aveva distrutto la vecchia. Grande entusiasmo tra le famiglie che finalmente tornano ad avere una scuola elementare in paese, peccato che per il momento siano solo 99 gli alunni che la frequentano, un numero inferiore rispetto agli standard (minimo 100 alunni) richiesti dalla riforma annunciata dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. E quindi, nuova come è, potrebbe essere chiusa e gli alunni costretti di nuovo a emigrare nei paesi vicini. In Campania un migliaio di genitori sono stati denunciati perché non hanno iscritto i loro figli a scuola anche se erano ancora nell'età dell'obbligo. E a Napoli i bambini della scuola elementare Emilia Nobile hanno avuto un giorno di vacanza in più perché all'apertura l'istituto era allagato anche se il guasto all'impianto idraulico era stato segnalato da oltre un mese. Davanti alle scuole di Cantagallo (Po) e Sasso di Castalda (Pz), hanno srotolato uno striscione con su scritto ''Chiuso per tagli''. Da ieri infatti è partita una mobilitazione nazionale contro i tagli che penalizzano in modo grave gli istituti più piccoli. "Nei piccoli comuni oltre 20mila plessi scolastici sono a rischio chiusura. Se, come previsto - afferma Legambiente in un suo dossier - il criterio per stabilire la sopravvivenza dei plessi scolastici sarà quello del numero degli alunni, facendo una proiezione sui plessi che hanno un numero inferiore ai 100 alunni, in Calabria potrebbero chiudere i battenti il 92,5% delle materne e quasi il 70% delle elementari, visto che su 989 scuole di primo grado ben 680 sono plessi sottodimensionati. In Umbria i tagli riguarderanno il 91% delle materne e il 50% delle elementari, in Molise l'88,9% delle materne e il 73,8 delle elementari, in Basilicata l'86,6% delle materne e il 58% delle elementari, in Sardegna il 90% delle materne e il 50,5% delle elementari. E al riparo dalle forbici non sono neanche gli istituti del nord: in Piemonte sono a rischio l'80,3% delle materne e in Veneto il 74,6%". "Una vera scure dunque che riguarda il 77,2% delle scuole per l'infanzia - prosegue Legambiente - il 41,3 % delle elementari, il 31,6% delle medie, il 24,3% delle superiori per quasi la metà del totale di tutti i punti di erogazione del servizio scolastico italiano". commenti (1) scrivi.

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Alunni in classe. E bidelli a casa (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 220, pag. 17 del 16/9/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Avvio d'anno amaro non solo per i docenti: in tre anni il governo taglierà 44.500 posti agli Ata Alunni in classe. E bidelli a casa Tutti i numeri del piano che farà risparmiare 8 miliardi Non solo i prof, ma anche i bidelli, gli assistenti e i segretari dovranno stringere la cinghia. Se per i docenti la mannaia del piano con cui il tandem Tremonti-Gelmini attua la manovra finanziaria estiva (anticipato in esclusiva da ItaliaOggi mercoledì scorso) si tradurrà in un taglio in tre anni di 87.400 cattedre, la stangata per gli Ata sarà di 44.500 posti. E, anche in questo caso, a pagare pegno saranno i precari, ai quali le speranze di agguantare nei prossimi anni un contratto a tempo indeterminato vengono del tutto spente. Un avvio di anno scolastico dunque amaro per tutto il personale del settore. Lo "schema di piano programmatico del ministero dell'istruzione, dell'università e ricerca, di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze", di cui IO pubblica l'attuale relazione finanziaria allegata, sarà presentato nei prossimi giorni ai sindacati. Un faccia a faccia, quello con il ministro dell'istruzione, MariaStella Gelmini, che si annuncia al fulmicotone, viste le dichiarazioni di guerra già fatte pervenire dalle sigle e le manifestazioni di protesta che sono andate in scena in questi giorni. Perché le riduzioni di spesa coinvolgono tutti i gradi di scuola e tutti i dipendenti. E i margini di manovra sono veramente ridotti: il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, è stato inflessibile su quegli 8 miliardi di risparmi che in Finanziaria ha accollato alla scuola. Ecco tutte le misure previste. Infanzia. L'orario obbligatorio dovrà essere rivisto perché le attività educative potranno svolgersi "anche solamente nella fascia antimeridiana". Il che vuol dire dimezzare il servizio che oggi prosegue il pomeriggio e impegna due insegnanti per classe. In questo caso, però, i risparmi saranno utilizzati per estendere il servizio. è reintrodotto, con successivo intervento normativo, l'istituto dell'anticipo previsto dalla legge n. 53/2003. Primaria. Torna il maestro unico, per 24 ore di servizio settimanale a docente. "Le economie derivanti da tale modello didattico, al momento non quantificabili, consentono di ottenere ulteriori risorse che potranno ridurre l'incidenza degli altri interventi", si legge nel documento. L'insegnamento della lingua inglese sarà affidato a un docente di classe opportunamente formato con un corso di 150/200 ore. Medie. L'orario obbligatorio della scuola secondaria di primo grado è fissato, in via ordinaria, a 29 ore settimanali, rispetto alle 32 ore attuali. Le classi funzionanti con tempo prolungato saranno ricondotte all'orario normale qualora non dispongano di servizi e strutture adeguate per dare il servizio pomeridiano per almeno tre giorni a settimana. Comunque, lì dove si farà il tempo prolungato, l'orario scenderà a 36 ore settimanali. Superiori. L'orario obbligatorio dei licei classici, linguistici, scientifici e delle scienze umane sarà pari a 30 ore a settimanali, 32 per gli artistici e i musicali, così come per tecnici e professionali, comprese le attività di laboratorio. La presenza del docente tecnico pratico dovrà essere ridotta del 30%. Possibile anche la riduzione delle superiori da 5 a 4 anni, con un quinto anno ballerino, solo per coloro che proseguiranno la formazione all'università. I dettagli operativi di questa misura in un successivo provvedimento. Rete scolastica. Per costituire una scuola autonoma (sono 10.760) servono tra i 500 e i 900 alunni, tra i 300 e i 500 se si trovano in zone montane o nelle piccole isole e se si tratta di istituti comprensivi del 1° ciclo o scuole superiori del 2° ciclo. Ad oggi, rileva il piano, circa 700 istituzioni hanno una popolazione studentesca inferiore ai minimi: meno di 300 alunni, in media. Per queste sedi è previsto il ritorno nei parametri,pena la soppressione. Discorso analogo per le sedi scolastiche che hanno meno di 50 alunni: sono il 15% dei 41.862 punti di erogazione del servizio, probabilmente saranno soppresse. Alunni per classe. Il rapporto di alunni per classe sarà elevato di uno 0,2% per il 2009/2010 (taglio di 6 mila cattedre) e di un ulteriore 0,1% per ciascuno dei due anni successivi (3400 posti in meno per anno). Ata. Il taglio complessivo è del 17% dei posti, in tre anni. I più penalizzati saranno i bidelli: -29.076. Gli assistenti amministrativi perderanno oltre 1.040 posti, 3.965 i tecnici, 700 i direttori amministrativi, ovvero i vecchi segretari. La durata. Il prossimo anno il taglio più duro:42.100 cattedre in meno, prevedono in tabella. Si tratta di 6 mila frutto dell'aumento degli alunni per classe, 14 mila dalle elementari (10 mila in meno con il maestro unico e 4 mila con l'eliminazione del prof specialista di inglese), 10 mila alle medie (con l'orario ridotto), 5 mila posti salteranno con la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore settimanali, 3.300 grazie alla revisione dei programmi e degli orari delle superiori. Anche i corsi serali daranno il loro contributo:1500 docenti in meno. Nel 2010-2011, il taglio aggiuntivo sarà di 25.600. Di 19.700 nel terzo e ultimo anno.

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Alle superiori boom di bocciati (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Azienda Scuola Numero 220, pag. 20 del 16/9/2008 Autore: di Sara Del Vecchio Visualizza la pagina in PDF       Ma gli studenti non ci stanno: tutta colpa dei corsi di recupero che non hanno funzionato Alle superiori boom di bocciati Su 570 mila alunni con debiti, 35 mila ripeteranno l'anno I ciucci non muoiono mai, soprattutto in matematica. E col passare del tempo, sembrano, addirittura, aumentare. Nell'anno scolastico 2007/2008, infatti, è cresciuta la percentuale degli studenti bocciati nelle scuole secondarie superiori, passando dal 14,2% dello scorso anno, al 16,2%. Tutta colpa dell'obbligo, scattato per la prima volta da quest'anno, di recuperare t i debiti, pena appunto la bocciatura. Le verifiche fatte entro fine agosto hanno dimostrato uno zoccolo duro di asini: il 6% aveva debiti che non ha recuperato. Così, sono stati bocciati e hanno perso l'ultima possibilità per evitare di ripetere l'anno. I dati sono stati riportati dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, sabato scorso, a soli due giorni dalla riapertura delle scuole in quasi tutte le regioni d'Italia. La riforma, introdotta da Giuseppe Fioroni, dei debiti formativi ha mostrato che i dati degli anni passati relativi alle promozioni erano gonfiati. Quest'anno, su circa 570 mila studenti a cui è stata data la possibilità di colmare le lacune in una o più materie, quasi 35 mila non sono stati in grado di recuperare. Nello specifico, a giugno scorso, il 59,4% degli studenti è stato promosso, il 13,8% no e il 26,8% ha ottenuto i debiti formativi. Il giudizio degli ultimi è stato, quindi, lasciato in sospeso. Nell'anno scolastico 2007/2008, tra l'altro, sono diminuiti gli alunni modello, dal momento che la percentuale dei promossi si è fermata all'83,8%. Lo scorso anno è stata dell'85,8%. Uno dei noccioli duri resta, senza dubbio, la matematica. La materia che, secondo quanto ha rilevato il ministero della pubblica istruzione a luglio scorso, rappresenta un'emergenza didattica nazionale. Il 45, 7% dei ragazzi è stato rimandato in questa materia. Rispetto allo scorso anno, in cui c'era il 43,1% dei ragazzi con debito nella stessa disciplina, c'è stato un ulteriore aumento del 2,6%. A incontrare maggiori difficoltà sono i ragazzi delle prime classi. Quest'anno, la percentuale dei bocciati al primo anno di scuola superiore è stata del 21,8%, quella del 2006/2007, del 18,7%. Spostando lo aguardo sulla tipologia di corsi, gli alunni con giudizio sospeso che non hanno superato le prove di verifica, sono stati i ragazzi degli istituti professionali e quelli dell'istruzione artistica, di cui rispettivamente il 7,6% e il 6,7% non è stato ammesso alla classe successiva. Per gli studenti dei licei, invece, la quota dei non ammessi dopo il test finale è inferiore (5% circa). Questi dati si riferiscono a un campione relativo all'89% delle scuole. Al momento, il ministero dichiara di non avere disponibili i disaggregati per singole regioni. Fra i primi a commentare i risultati degli scrutini sono stati gli studenti stessi, in particolare quelli dell'Unione degli studenti (Uds), vicini alla sinistra giovanile. "L'incremento dei bocciati", ha dichiarato il coordiantore nazionale, Roberto Iovino, "dimostra l'impossibilità, da parte delle scuole, di assicurare i corsi di recupero e piani personalizzati di studio per mancanza di fondi". Secondo l'unione degli studenti, insomma, "i debiti formativi sono un vero fallimento". "In sostanza", ha aggiunto Iovino, "l'obbligo di recuperare i debiti formativi non induce gli studenti a studiare di più e meglio, come sostenuto dalla Gelmini, ma crea solo nuove barriere che non hanno nulla a che vedere con il merito. Per questo chiediamo con forza di ridiscutere nel merito il sistema dei debiti/crediti, che mostra limiti, incongruenze e contraddizioni".

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Ai prof cultura gratis (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - azienda scuola Numero 220, pag. 19 del 16/9/2008 Autore: Alessandra Migliozzi Visualizza la pagina in PDF       riforme in itinere Ai prof cultura gratis Ma servono finanziatori privati è l'ora del duo Gelmini-Bondi. Con intenzioni decisamente diverse rispetto al duo Gelmini-Tremonti: dotare i docenti italiani di una “Carta Oro” che consenta loro di accedere con sconti e agevolazioni ai consumi culturali: musei, cinema, teatri. L'annuncio è arrivato negli scorsi giorni dalla responsabile di Viale Trastevere. Dopo gli studenti (ad aprile l'ex ministro Fioroni ha lanciato IoStudio, una Card per ottenere sconti su viaggi, cinema e libri e per entrare gratis nei musei), dunque, tocca ai prof. Ma stavolta a finanziare il progetto, visti i tempi di vacche magre, non sarà solo il ministero dell'Istruzione, in collaborazione con il dicastero guidato da Sandro Bondi. MariaStella Gelmini lo ha detto chiaro e tondo: "Il paese dovrà darci una mano. So che susciterò scandalo- ha spiegato, ma chiederò un aiuto ai privati". Perché, sottolinea, banche e aziende "fanno bene a sponsorizzare le squadre di calcio, ma farebbero bene anche a dare una mano alla scuola". Il ministro che vuole trasformare gli istituti in fondazioni, dunque, torna all'attacco: i soldi scarseggiano e c'è bisogno di sostegni esterni per rilanciare la qualità dell'istruzione. I dati del rapporto del ministero “La scuola in cifre 2007” parlano chiaro: lo stato resta il principale finanziatore. Ma siccome la maggior parte del bilancio dell'Istruzione (97%) va in stipendi il ministro ha deciso di giocare la carta dei privati per poter sostenere i nuovi progetti. Come la Carta Oro per i docenti. Che, secondo le ipotesi a cui sta lavorando il ministro (una parte del suo staff è già al lavoro per elaborare i dettagli dell'iniziativa), servirà anche come strumento di ulteriore formazione degli insegnanti. Il modello a cui guarda Gelmini sono i paesi esteri in cui "un docente che va in un museo non paga perché quella viene concepita come una forma di aggiornamento".

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E i dirigenti scolastici battono cassa (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Azienda Scuola Numero 220, pag. 21 del 16/9/2008 Autore: Mario D'Adamo Visualizza la pagina in PDF       diritti&denari E i dirigenti scolastici battono cassa Sciopero il 31 ottobre per il rinnovo del contratto, scaduto 32 mesi fa Oltre alle proteste e alle manifestazione di genitori e precari -uniti nel motto "no ai tagli, no al maestro unico" (con sciopero indetto dai Cobas il prossimo 17 ottobre)- ad accendere la miccia a questo inizio di anno ci si son messi pure i dirigenti scolastici. Che hanno proclamato lo sciopero della categoria per il prossimo 31 ottobre se il governo non aprirà subito le trattative per la definizione del loro contratto di lavoro, scaduto da 32 mesi. I circa 10 mila presidi richiedono l'emanazione immediata del cosiddetto atto di indirizzo-propedeutico all'avvio delle trattative-, che deve prevedere tra le altre clausole l'equiparazione della retribuzione della dirigenza scolastica (area V) a quella amministrativa (area I). La differenza tra le due fasce oggi è di circa 10 mila euro l'anno: circa 43 mila euro è la retribuzione dei direttori, 33 mila quella dei dirigenti. E la differenza la fa la retribuzione di risultato, che per i primi è di oltre 8 mila euro in più. L' 8° settembre scorso le segreterie nazionali dei sindacati scuola Flc-Cgil, Cisl scuola, Snals confsal, in sede di procedura di raffreddamento e conciliazione, hanno ritenuto del tutto inconsistenti le argomentazioni ministeriali sui due punti fondamentali oggetto di rivendicazione: i rappresentanti del dicastero dell'istruzione si sarebbero limitati a dichiarare l'impegno del ministro MariaStella Gelmini (istruzione) di scrivere una lettera al collega Renato Brunetta (Funzione pubblica). Un po' poco. Così i sindacati hanno deciso di organizzare assemblee regionali o territoriali unitarie dal 22 settembre al 10 ottobre 2008; una manifestazione nazionale a Roma davanti ai ministeri interessati il 15 ottobre 2008; uno sciopero nazionale dei dirigenti scolastici il 31 ottobre 2008. L'equiparazione della retribuzione dei dirigenti scolastici ai colleghi amministrativi di seconda fascia, per altro, è una promessa risalente al primo contratto dei dirigenti scolastici ed è stata accolta in vari ordini del giorno delle camere. Il 29 luglio scorso, in sede di discussione del cosiddetto decreto milleproroghe, il governo ha fatto proprio l'ordine del giorno presentato dal presidente e dal vice presidente della VII commissione cultura della camera dei deputati, rispettivamente, Valentina Aprea ed Luigi Nicolais, impegnandosi a realizzare l'equiparazione retributiva dei dirigenti Scolastici alle altre dirigenze dello stato entro il quadriennio contrattuale 2006-2009. Nel merito, la questione dell'equiparazione non riguarda lo stipendio base, che è uguale sia per i dirigenti scolastici che per quelli amministrativi di sedonda fascia, ma la retribuzione di posizione. La tabella mette a confronto le posizioni stipendiali. La posta in gioco, dunque, è di diecimila euro annui, anche se, per i meccanismi di attribuzione della retribuzione di posizione, parte variabile, il valore massimo raramente viene raggiunto.

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Scuole&autonomia (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Azienda Scuola Numero 220, pag. 24 del 16/9/2008 Autore: Emanuela Micucci Visualizza la pagina in PDF     Scuole&autonomia In Trentino la prima festa nazionale sull'educazione Sarà uno dei testimoni di Educa, il primo incontro nazionale sull'educazione che dal 26 al 28 settembre trasformerà Rovereto in una città educativa. Nel seminario sulla dispersione scolastica, Carolina Gavazza, una suora coraggio, racconterà l'esperienza del centro di aggregazione giovanile “Buon Samaritano” che ha fondato nel 2001 ai piedi dell'Aspromonte, a Bosco Bovalino, comune della Locride ad alta densità mafiosa. Una sfida per accompagnare gli adolescenti a una vita normale, insegnargli il valore della persona e dell'ambiente, l'aiuto reciproco. Dialogo ed educazione civile: elemento caratterizzante e filo conduttore di Educa. "Abbiamo in mente un'educazione come bene comune ma anche come atto comune", spiega Michele Odorizzi, coordinatore del gruppo promotore della manifestazione. Docenti, educatori, ragazzi, genitori, ricercatori, scrittori metteranno al centro l'educazione che è passione, entusiasmo, gioia e fiducia. E lo faranno discutendo di scuola, famiglia, cittadinanza attiva, immigrazione, interculturalità, solidarietà, pace. "L'educazione", continua Odorizzi, "è confinata spesso nei luoghi seriosi. Ed infatti è una questione seria. Questo non significa però che non possa essere trattata con gioia e con diversi linguaggi". Quindi, accanto a convegni, seminari, ci saranno laboratori creativi, spettacoli, giochi e animazione. E in apertura la presentazione di un manifesto con il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. "Vorremmo che Educa diventasse un appuntamento annuale fisso", afferma Carlo Basani, dirigente servizio istruzione della provincia di Trento. Info:educaonline.it.

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La scuola che comincia con il lutto al braccio - francesco merlo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

La polemica La scuola che comincia con il lutto al braccio FRANCESCO MERLO La ministra Gelmini li voleva in rosso-Stalin, ma i maestri italiani non sono caduti nella trappola e si sono listati il braccio di nero-Gelmini. Viva, dunque, questa elegante protesta dei maestri che ha messo in lutto il governo e ha spiazzato la ministra che, con la sua corona di neo addetti stampa (ricordate gli utili idioti?) cerca, sogna e brama una sgangherata violenza sessantottina. Si era insomma allenata, la signora di Brescia, per affrontare gli insegnanti sbracati di cui sparla da quando è diventata ministro. Perciò ora non sa come prendere la contestazione ironica e sobria espressa con quel nero, che lei stessa ama molto indossare e che non strumentalizza proprio nulla, meno che mai i bambini. E ci pare mal consigliata la Gelmini quando sostiene che, con quel nero al braccio, i maestri usano i bambini contro di lei. Gli insegnanti non si sono listati di nero né contro i bambini né insieme ai bambini. Sono in nero perché orfani di chi, meglio di tutti, dovrebbe rappresentarli e proteggerli; sono a lutto del buon governatore comprensivo come un padre di famiglia; protestano perché il ministro, che dovrebbe schierarsi con la scuola tutta, si è invece schierato contro l'anima della scuola. Viene dunque il sospetto che, spiazzata dalla civiltà e dalla compostezza della protesta, la Gelmini abbia usato ? lei ? i bambini come nascondiglio retorico per il suo disagio, per la sua prima sconfitta. Capita, del resto, alla Gelmini di imputare agli altri i propri peccati. Gian Antonio Stella ci ha raccontato sul Corriere di come proprio lei, che ha sprezzantemente accusato il Sud di regalare titoli di studio agli incompetenti, avesse raccattato un'abilitazione professionale ? avvocato ? in un dirupo di Reggio Calabria. SEGUE A PAGINA 28 REGGIO E MAISTO A PAGINA 16.

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La scuola che comincia con il lutto al braccio - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Commenti LA SCUOLA CHE COMINCIA CON IL LUTTO AL BRACCIO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono spesso neri i tailleur della Gelmini. Le permettono, grazie alla tinta del rigore, di esporre con dignità tranquillizzante la propria maliziosa femminilità. Anche i maestri italiani, ben lontani dallo stile straccione che la Gelmini vede in loro, hanno scelto il rigore del nero per denunziare, con la stessa dignità tranquillizzante dei sornioni tailleur ministeriali, che la scuola italiana è orfana, anzi è 'adespota', senza capo, parola di etimo greco che abbiamo imparato in quel liceo che la Gelmini vorrebbe ? anche questo! ? rimpicciolire, avvelenare e dunque far sparire introducendo ? come ha fatto sapere ? 'il liceo breve', che diventerebbe un'altra morte lenta ma, intanto, è già un'altra provocazione. Alle orecchie di chi conosce l'importanza del liceo italiano, ? "la sartoria della vita" diceva Lucio Colletti ? l'espressione "liceo breve" suona infatti come 'gigante nano'. E vale a poco sostenere che altri ministri dell'Istruzione, di destra di centro o di sinistra, avevano già avuto qualcuna delle pensate della Gelmini. La signora di Brescia non è la prima che, da ministro, maltratta la scuola, che la sottopone alla violenza dell'incompetenza. E ovviamente si capisce che il liceo breve, il liceo ridotto di un anno, farebbe risparmiare altro danaro. Ma non c'è solo la bassa ragioneria all'origine di queste provocazioni. La Gelmini provoca per dimostrare che dietro la formazione italiana, dietro il liceo ? soprattutto classico ? c'è ancora il sessantotto, ci sono i fannulloni fradici di ideologia comunista, anzi classico-comunista. Ma il liceo italiano non è 'la scuola quadri' dei rivoluzionari frustrati. Stia attenta la Gelmini a toccare il meglio dell'Italia e della sua memoria, la nostra eccellenza, il modello nazionale per il quale ancora, ogni tanto, ci distinguiamo nel mondo. E stia attenta a ripetere che bisogna fare come la Francia o come l'Inghilterra, o ancora come gli Stati Uniti o come la Germania. In realtà una virtù che bisognerebbe a tutti i costi 'rubare' a questi Paesi è il non inseguire modelli stranieri, quasi sempre incomparabili, ma di sostenere e di rafforzare un proprio sistema nazionale. Gli inglesi non vogliono diventare come gli americani né i francesi come i tedeschi (con la stessa, insopportabile retorica si potrebbe consigliare alla Gelmini di farsi... protestante). E poi, andiamo!, avvocato Gelmini: l'adulto italiano che ripensa al liceo non si ferma alle manifestazioni, alle occupazioni e al 6 politico, ma si abbandona al ricordo della scoperta dei libri, della capacità di resuscitare i morti, dell'universo pieno di miti e di simboli, di quei professori ai quali i maestri che lei umilia devono per esempio l'ironia e l'arguzia di vedere in lei non il nemico di classe, ma la linguaccia lunga di Santippe che, surrogando il linguaggio intelligente, importuna Socrate e infastidisce la decenza (anche se per la verità si sospetta che Socrate si sia convinto a bere la cicuta proprio per liberarsi dalle angherie di Santippe). è grazie al liceo che i maestri italiani stanno affrontando le provocazioni della ministra non con la violenza della demagogia che la Gelmini a tutti i costi vuole (re) suscitare, non con il ritorno di Potere operaio e di Lotta continua che la signora ha bisogno di avere come nemici, ma con il nero dell'educazione civica, con il nero del catechismo morale, con il nero della scienza greca ? mélas cholé è lo spleen inglese, l'umor nero, la malinconia della scuola ?, e con il nero della scienza latina ? nigri sed formosi, neri ma belli direbbe Orazio dei maestri in cromatica rivolta. La verità è che la Gelmini sta cercando con tutte le sue forze la protesta di piazza per poter dire che nella scuola italiana sono tutti comunisti, tutti fuori dalla storia prima che dal mercato. Ne ha bisogno per affrontare la scuola con lo sproloquio di Bossi, con la in-cultura della Lega, con il bisturi economicistico e con la demolizione della presunta egemonia culturale. Insomma la Gelmini si vede già protagonista di una specie di neo maccartismo alle vongole, anzi alla polenta. Speriamo dunque che si diffonda questo tipo di protesta fantasiosa ed efficace. I colori infatti esprimono benissimo gli umori e rispondono alla regola delle opposizioni. Nei colori c'è l'idea relativista ? laica ? che anche la protesta è governata da quel principio di indeterminazione che abbiamo imparato al liceo: tutto dipende dalla dose e dal contesto e si può stare con il nero che rimanda al caos dell'inizio o con il nero che rimanda alla dolente compostezza della fine. Come abbiamo imparato ad usare la gobba di Leopardi contro quella di Andreotti così sappiamo che il rosso è allarme ma è anche sangue versato, è aggressività violenta ma è anche amore. E dunque, per esempio, contro Brunetta che sogna l'ipercinesi mercuriale del colore aragosta o del blu elettrico, gli statali potrebbero presentarsi in ufficio con una bandana celeste da fannulloni in relax. E i dipendenti dell'Alitalia potrebbero viaggiare con un arcobaleno di protesta sulla giacca verde... Infine, se la Gelmini dovesse davvero insistere nella volontà di accorciare il liceo, ebbene tutti quelli che lo hanno amato e vorrebbero ancora mandarci i propri figli potrebbero fondare il movimento delle camicie blu cobalto, che è il colore della gonna di quella bellissima dark lady che piaceva da morire al Falcone Maltese, romanzo ovviamente noir.

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Accossato, sindaco-maestra per un giorno "docenti molto preoccupati ma agguerriti" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Torino Il personaggio Accossato, sindaco-maestra per un giorno "Docenti molto preoccupati ma agguerriti" "Ho trovato i docenti molto preoccupati e agguerriti. Hanno colto positivamente la presenza forte al loro fianco dell'amministrazione comunale". Silvana Accossato, sindaco di Collegno, commenta così il suo inizio d'anno scolastico da "maestra per un giorno" alla elementare Marconi della sua città. Il primo cittadino ha condiviso con insegnanti e bambini le prime ore del mattino e il momento del pranzo, che, secondo lei, "è il più a rischio" a causa delle modifiche annunciate dal ministro dell'Istruzione Gelmini.

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Nelle aule rabbia e malumori "comincia un anno difficile" - stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Torino Nelle aule rabbia e malumori "Comincia un anno difficile" Classe record alla Lessona: tutti stranieri i 18 alunni Alla Fontana insegnanti con la fascia bianca per lutto, a Collegno cartelli di protesta STEFANO PAROLA Mentre fuori pioveva a dirotto, nelle aule si celebrava il rito solenne del primo giorno di scuola. Per più di 550 mila studenti di elementari, medie e superiori ieri è giunto il momento di ritornare nei banchi. Maltempo fuori, malumori dentro. Soprattutto da parte dei docenti: "Gli ultimi due inizi d'anno sono stati molto più tranquilli. Quest'anno invece il ministero ha voluto concentrare tutta una serie di tensioni negative nei primi giorni di scuola", dice il segretario della Cisl scuola di Torino, Andrea Colombo. A creare incertezza sono le modifiche al sistema scolastico annunciate nei giorni scorsi dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: drastico taglio al personale e ritorno al maestro unico, tanto per citare i due punti più caldi. Una tensione palpabile e diffusa, manifestata in varie forme: alla scuola elementare Fontana di via Buniva alcuni maestri si sono presentanti con una fascia bianca al braccio, in segno di lutto; alle elementari Muratori di via Ricasoli hanno scelto delle coccarde; in tante scuole, soprattutto quelle di provincia, ci si è affidati soprattutto ai cartelloni ("Pericolo caduta tempo pieno", si leggeva davanti a una scuola di Collegno) e ai volantini. Piccoli segnali di una preoccupazione che aumenta di giorno in giorno. La si percepisce anche nei discorsi fatti ieri dal direttore scolastico regionale, Francesco De Sanctis, e dal direttore provinciale di Torino, Paolo Iennaco, nel corso dell'inaugurazione dell'anno scolastico alla scuola media Viotti di corso Vercelli. Il primo si è sentito in dovere di rassicurare: "Non sarà un anno tormentato. E poi la scuola funziona, educa, forma", ha detto. Iennaco, invece, è stato più diretto: "Parte un anno tra mille preoccupazioni. Spero che non vengano trasmesse in aula". Le medie Viotti sono state la seconda tappa di un giro d'inaugurazione iniziato alle elementari Lessona di via Fiochetto, a due passi da Porta palazzo, una delle scuole a più alta densità di studenti stranieri. De Sanctis e Iennaco, con l'assessore regionale all'Istruzione Gianna Pentenero e l'assessore comunale ai Servizi educativi Luigi Saragnese, hanno conosciuto i bimbi della 1E: 18 alunni, tutti con nomi stranieri. Un melting pot di culture che parla già con un po' di accento piemontese: "Undici di loro sono nati in Italia e comunque tutti parlano benissimo italiano e sono perfettamente integrati", spiega la direttrice Giulia Guglielmini. Poi l'ultima tappa, all'istituto Beccari di via Paganini, alberghiero specializzato in arti bianche con 1.100 studenti, di cui circa cento disabili: "Abbiamo scelto queste tre scuole perché lavorano in situazioni particolari dal punto di vista sociale", ha detto il direttore regionale De Sanctis. Intanto i sindacati hanno accompagnato i rappresentanti delle istituzioni distribuendo volantini in ciascuna sede dei loro "viaggi inaugurali": la Flc-Cgil alle elementari Lessona, la Cisl Scuola alla media Viotti, la Uil Scuola a Oulx, dove il l'assessore provinciale all'Istruzione Umberto D'Ottavio e il presidente della Provincia Antonio Saitta hanno visitato il cantiere della nuova sede del liceo De Ambrois, che verrà inaugurato a dicembre. Per oggi alle 17 al palazzetto Moro di via Sant'Ottavio è in programma un'assemblea tra i leader sindacali e i rappresentanti delle Rsu di tutte le scuole della provincia per confrontarsi e valutare manifestazioni e scioperi futuri. Oltre alle questioni didattiche, si parlerà anche di altro: "Il governo dice di essere attento ai problemi della scuola ma in Italia abbiamo 1 milione e 300 mila persone con il contratto scaduto e nella Finanziaria non stanno mettendo i soldi per il rinnovo", spiega il presidente regionale Uil scuola, Diego Meli. Anche i genitori sono all'erta: "Dopo l'emozione del ritorno a scuola resta la preoccupazione", ha detto Silvia Bodoardo del Coordinamento genitori, che domani sera alle 20.45 alla Gam ha organizzato un'assemblea cittadina per confrontarsi sulle novità della riforma Gelmini.

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"qualcuno ha già fondato il fan club anti-gelmini" - vera schiavazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Torino Discorsi impegnati davanti all'ingresso della Tommaseo "Qualcuno ha già fondato il fan club anti-Gelmini" "L'argomento che va per la maggiore è il voltafaccia di chi sosteneva che era ora di finirla con tutti quei maestri" VERA SCHIAVAZZI Ci siamo ritrovati tutti, gli amici della scuola, quelli che vedi soltanto al mattino presto e (più raramente) all'uscita: si parla di figli, naturalmente, ma anche di politica, sport (il lunedì) e traffico. Così, ieri mattina alle 8,20 puntuali il Circolo Genitori Tommaseo era già lì ad affollare l'incrocio tra via Mazzini e via San Massimo, con la sua varietà di tipi umani, la timida ansiosa che stringe la mano di una bimba sottile, la burbera esasperata che i suoi li manda avanti a colpi di urlacci e su tutti l'anti-Gelmini fans club che qui va per la maggiore e si nutre di qualsiasi argomento, compreso il (legittimo) voltafaccia di quelli che esattamente un anno fa sostenevano che era ora di finirla con la confusione bestiale di tutti quei maestri? C'è anche qualche Suv in doppia fila, minoritario, però, dato che qui prevale un umore genericamente di sinistra, roba da fare un sondaggio, girare al contrario i risultati e sapere esattamente come andrà a finire nel resto del Paese. Le ultime mamme sciamano via lentamente dopo le 9, spingendo la bicicletta attraverso piazza Cavour: mentre i bambini rivedono i compagni, anche loro hanno 'socializzato'. Nascono amicizie vere sui marciapiedi della scuola e nel piccolo baretto della viuzza frequentato solo da quelli della Tommaseo, solo che sono amicizie a tempo, tranne qualcuno che a furia di incontrarsi si è anche sposato e poi è tornato con altri figli e altri ministri da criticare. Solo i nonni-vigile, ieri, mancavano all'appello (nessuna differenza rispetto all'ingorgo in via Dei Mille, ma una vaga inquietudine: saranno andati in pensione per la seconda volta?), per il resto tutto funzionava, perfino l'orario quasidefinitivo. Verrebbe da decidere di cominciare sempre così, a metà mese, quando c'è stato un po' di tempo per pensare.

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Liceo breve e voto condotta sit-in degli studenti al ministero - valentina monarco (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Roma E al Mamiani i ragazzi distribuiscono i cd con i libri di testo clonati Liceo breve e voto condotta sit-in degli studenti al ministero VALENTINA MONARCO Lo slogan è preso in prestito dal '68, di cui forse hanno sentito parlare dai genitori, ma il destinatario è il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Dietro lo striscione "Non è che l'inizio", con in testa orecchie d'asino fatte di cartone, i ragazzi romani dell'Unione degli Studenti mettono in scena sulle gradinate del ministero il loro malumore. Ieri anche striscioni di protesta sulla terrazza del Pincio, mentre altri studenti distribuivano volantini nelle scuole, dall'Augusto fino al Cicerone di Frascati. Nel mirino, il 7 in condotta, l'obbligatorietà a 14 anni e il "liceo breve". "è criminale eliminare un anno di liceo - attacca Diego, 17 anni, studente del Gullace - aumenterà solo la dispersione scolastica". Quando raccontano i disagi vissuti, scompare il sospetto che questo sia il loro personale "Sessantotto anti Gelmini": "Meno tempo si passa a scuola - commenta Andrea, 17 anni, del Gullace - peggio è per noi". Sulle scale del ministero, lumini davanti a pile di libri: è il "cimitero della conoscenza", quello che, secondo gli studenti romani, diventerà la scuola. Il 10 ottobre, a Roma, la manifestazione nazionale. Ieri, primo giorno di scuola al classico Mamiani, in un'atmosfera tesa. Ingresso presidiato dalla guardia di finanza, con i cani per i controlli antidroga. Il coordinamento studentesco ha distribuito i cd gratuiti con i libri di testo, come avvenuto al Virgilio nei giorni scorsi. E oggi è già tempo di assemblea. "Sono contrario agli esami di riparazione - commenta Edoardo Martella, III C - meglio essere subito promossi o bocciati". Gli fa eco Silvia Schippa, III G, che però precisa "è giusto che la condotta influisca sulla promozione". (ha collaborato viola giannoli).

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"no al maestro unico, non rubate il futuro" - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Roma "No al maestro unico, non rubate il futuro" Genitori e insegnanti con il fiocco nero al braccio. "Una riforma sbagliata" "Senza tempo pieno, guai per le famiglie in cui i genitori lavorano" TEA MAISTO UNA scuola occupata, assemblee tra genitori e docenti, fasce nere al braccio in segno di lutto, raccolte firme davanti agli istituti. L'inizio dell'anno scolastico nella capitale è stato accompagnato da proteste in più di 70 scuole contro il maestro unico alle elementari. Promotore dell'iniziativa è il coordinamento "Non rubateci il futuro": mamme, papà e maestre che ieri, al suono della campanella, erano già pronti con magliette e striscioni, per far sentire la loro voce. Nel pomeriggio erano più di 100 le persone che avevano occupato la scuola Iqbal Masih: "è una riforma restauratrice - spiega Antonello Casalini, nella scuola del Casalino con due figli - che andrà a cambiare anche l'assetto familiare. Se vanno a eliminare il tempo pieno, come faranno le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano?". La mattinata alla Iqbal Masih si era aperta con un'assemblea e una raccolta di firme. Un grande striscione "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini" era in bella vista sulla facciata della scuola, mentre nel cortile i genitori con magliette con lo stesso slogan dello striscione si alternavano a docenti con fiocchi nei al braccio o vestiti di nero. Come la maestra Silvia Zangrilli, un nastro nero al braccio: "L'eliminazione del maestro unico in passato ha permesso l'inserimento nelle classi di bambini con handicap e stranieri". Aggiunge una mamma: "Ho deciso di occupare anche io - dichiara Elsa Losi, al suo fianco la figlia Alice - è fondamentale fare battaglia fin da ora. La scuola elementare deve rimanere come è adesso perché così funziona". Nella scuola occupata ieri si è tenuto un dibattito con Alberto Alberti, pedagogista e ispettore tecnico del Miur. Dopo si è esibito il coro multietnico della scuola. E nei prossimi giorni ci saranno proiezioni di film e dibattiti fino alla fiaccolata per le vie del quartiere e alla tavola rotonda di venerdì: "Ho chiesto agli assessori comunale e regionale alla scuola di intervenire - spiega la direttrice Simonetta Salacone - così come a rappresentanti dei gruppi parlamentari". Stamattina, infatti il coordinamento sarà in sit in davanti a Montecitorio. Mentre giovedì sarà la scuola Trilussa a organizzare in largo Agosta una manifestazione: ci sarà una sfilata del "Pazzariello napoletano" accompagnato da alunni flautisti. Intanto ieri mattina alla scuola di Tor de Schiavi i genitori hanno raccolto firme all'esterno. "Sono già più di 100 in poche ore - spiega Dina Mazzone - è una lotta per il futuro dei nostri bambini, non è una lotta di categoria". Nel cortile i maestri indossano la maglietta "Siamo già maestri unici". Il significato lo spiega una docente: Maria Antonietta Creanza: "E' per la nostra voglia di approfondire, di conoscenza e proprio perché crediamo nel lavoro di squadra". Raccolte di firme anche alla scuola Balzani del Casilino, mentre alla Gandhi di San Basilio le maestre hanno aspettato i genitori con magliette "No al maestro unico" e nel pomeriggio si sono riuniti in assemblea.

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Maestri in lutto contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Regionale Pagina 110 Maestri in lutto contro la Gelmini La ministra contestata: "Non si strumentalizzano i bimbi" --> La ministra contestata: "Non si strumentalizzano i bimbi" La riforma di Mariastella Gelmini non piace al mondo della scuola italiana che ieri ha contestato la ministra. ROMA Proteste in tutta Italia per i primo giorno di scuola, in gran parte delle regioni, dopo l'avvio in Lombardia della scorsa settimana. Sit in, lutto al braccio, girotondi, manifestazioni, anche davanti a viale Trastevere con l'Unione degli Studenti, hanno caratterizzato la giornata con ragazzi, sindacati, professori e centrosinistra schierati in vario modo, ma compatti contro la "riforma Gelmini". Riforma che è stata difesa, invece, a spada tratta dalla Pdl e dal Governo. PROTESTA Le iniziative di protesta sono arrivate fino all'occupazione della scuola elementare Iqbal Masiq di Roma da parte dei genitori e dei loro bambini. Proteste che hanno attirato le critiche del ministro dell'Istruzione: "Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche. Per tutti i bambini - ha rimarcato con decisione Mariastella Gelmini - il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un'occasione per terrorizzarli. Sembra non conoscere limite, invece, l'opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende lo status quo di una scuola che, per come è strutturata oggi, non può avere un futuro. La scuola non può essere utilizzata come un luogo di battaglie politiche". PICCOLI COMUNI Critiche al piano sono venute anche dai piccoli comuni, che hanno esposto uno striscione "Chiusa per tagli", in relazione all'annunciato decisione di chiudere gli istituti che hanno un numero inferiore ai 100 alunni. Secondo i comuni e Legambiente, sommando i dati relativi a tutte le Regioni gli istituti coinvolti sarebbero il 77,2% delle scuole dell'infanzia, il 41,3% delle elementari, il 31,6% delle medie e il 24,3% delle superiori, quasi la metà del sistema scolastico nazionale. MINISTRO OMBRA Dura la polemica politica sulla scuola: se da una parte il centrosinistra accusa, con il ministro ombra Pina Picierno, la Gelmini di "distruggere il sistema scolastico italiano", il centrodestra critica come "irresponsabile" la protesta del lutto al braccio degli insegnanti contro il maestro unico. In particolare, Daniele Capezzone ha auspicato che "Veltroni voglia dissociarsi al più presto da manifestazioni che non si sono fatte scrupolo di usare e coinvolgere dei bambini". SINDACATI La protesta, comunque, sta andando avanti con gli appuntamenti previsti dai sindacati confederali e dai Cobas. In particolare, la Flc Cgil annuncia un inizio di anno scolastico "molto caldo", con iniziative, proprie e con gli altri sindacati, organizzate in tutte le province e le regioni. I Cobas, dal canto loro, hanno avviato una raccolta di firme (attraverso il centro studi Cesp) contro il maestro unico, arrivate a quota 10 mila, e hanno indetto una mobilitazione in tutta Italia per il 26 settembre, mentre il 17 ottobre si svolgerà lo sciopero generale della scuola, convocato dai Cobas e dalle altre strutture del sindacalismo alternativo, con la manifestazione nazionale a Roma. GELMINI L'individuazione di una spesa standard per ogni studente, cioè il minimo indispensabile per farlo andare a scuola, "non un euro di più e non uno di meno": è questo il "principio cardine" del piano programmatico che Mariastella Gelmini presenterà in settimana alle parti sociali. Lo ha rivelato, in un'intervista televisiva sul sito del Sole 24 Ore, lo stesso ministro dell'Istruzione, che ha anche accennato alla possibilità di far apprendere ai docenti in materie umanistiche in esubero una lingua straniera. Il principio cardine del piano programmatico sulla scuola, ha spiegato Gelmini, è "il passaggio dal finanziamento della spesa storica al finanziamento della spesa standard". In passato, ha spiegato, il costo per studente cambiava di realtà in realtà: il piano "prevede invece una spesa standard, il minimo indispensabile per far andare a scuola uno studente, e lo finanzia". "È una scelta che si impone" ha insistito il ministro, perché "negli ultimi 10 anni la spesa per la scuola è cresciuta del 30% senza che vi fosse una crescita della qualità".

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La scuola si veste a lutto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Napoli Al via tra le proteste il nuovo anno scolastico. L'assessore Gabriele denuncia ai carabinieri mille genitori La scuola si veste a lutto Settemila docenti in meno. Il prefetto: "Intervenga il ministro" Un milione di studenti campani ha fatto ritorno in classe. Ma in cattedra siedono circa 7.000 docenti in meno. Contro i tagli è stato organizzato un sit-in da insegnanti precari e sindacati davanti alla prefettura. "Chiederò aiuto al ministro Gelmini perché intervenga personalmente", ha assicurato il prefetto Pansa. Alla "Madonna Assunta" di Bagnoli le maestre si sono vestite a lutto. Mentre l'assessore regionale all'Istruzione Gabriele ha denunciato ai carabinieri mille genitori per tenere a freno il fenomeno dell'evasione scolastica. CARBONE, DE FAZIO E SANNINO ALLE PAGINE II E III.

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Quell'ossessione anticomunista - marco lombardi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Napoli La polemica Quell'ossessione anticomunista MARCO LOMBARDI L'editoriale di Ernesto Galli della Loggia, apparso domenica sul "Corriere della Sera", dedica alla scuola nel Mezzogiorno valutazioni negative, che richiamano i recenti giudizi non esattamente lusinghieri del ministro Gelmini. Fin qui tutto nella norma, o quasi. SEGUE A PAGINA X.

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Suona la campana della protesta - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Napoli Suona la campana della protesta In classe un milione di studenti, in piazza tornano i precari Manifestazione davanti alla prefettura. Pansa: sui tagli chiederò aiuto al ministro BIANCA DE FAZIO Un milione di studenti ha fatto ritorno in classe. Ieri è ufficialmente partito il nuovo anno scolastico in Campania, ma in cattedra siedono circa 7.000 docenti in meno, 5.000 solo a Napoli e provincia. E se il ministro Maria Stella Gelmini ha dato forfait preferendo non essere qui per la prima campanella, notizie della scuola campana le sono giunte comunque negli uffici di viale Trastevere. è stata proprio il ministro, ad esempio, a dare l'ok perché venisse pagato il primo dei risarcimenti (per circa 3.600 euro) predisposti dal Tar per i bambini disabili che lo scorso anno hanno fatto ricorso alla magistratura contro i tagli al sostegno. Una vicenda per la quale il Tribunale amministrativo ha già condannato l'amministrazione scolastica a risarcire 12 studenti disabili, e che nelle prossime settimane vedrà giungere sul tavolo del ministro richieste analoghe per oltre 100 ragazzi. A parlare al ministro, ieri, seppur da lontano, sono stati anche gli insegnanti precari finiti sotto la mannaia del governo. Docenti che dopo aver insegnato per anni, talvolta per decenni, si sono ritrovati, quest'anno, senza cattedra. I precari disoccupati hanno tenuto un sit-in alle porte della prefettura sin dalle prime ore del mattino, chiedendo al prefetto Pansa un incontro perché ascoltasse - e portasse sino a Roma - le loro richieste. Accompagnati dai sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil e Gilda, hanno strappato al prefetto la sua disponibilità ad intervenire presso il governo sui tagli. Si tratta, questa è in concreto la posizione dei sindacati, di chiedere il rispetto del protocollo firmato dalla Regione con l'allora ministro Fioroni. Un accordo che prevedeva che Regione e governo finanziassero con 20 milioni a testa la creazione di 760 nuove cattedre, ma mentre la Regione ha confermato l'impegno, Roma si è defilata. "Questo quadro mi preoccupa: chiederò aiuto al ministro Gelmini perché intervenga personalmente - sottolinea in una nota il prefetto Alessandro Pansa - Una scuola napoletana inefficiente rappresenta un handicap notevole per il futuro della provincia". Pansa aggiunge: "A Napoli la scuola ricopre il ruolo di presidio fondamentale contro il degrado civile e la malavita organizzata. Non può esistere sviluppo senza istruzione". E poi c'è la questione della messa a norma delle mense scolastiche, un provvedimento che permetterebbe di aumentare il tempo scuola, di ampliare, anche in Campania, quel tempo pieno che altrove è nella maggioranza degli istituti e qui è solo marginale. E anche per questo i sindacati hanno voluto che il primo giorno di scuola, in Campania, fosse accompagnato da presidi dinanzi ai luoghi istituzionali, da volantinaggi alle porte delle scuole, da assemblee e petizioni. "Bisogna fermare la demolizione della scuola pubblica", ha sostenuto Giuseppe Vassallo, segretario regionale della Cgil scuola. La mobilitazione dei precari proseguirà nei prossimi giorni - con manifestazioni che non escludono, ad esempio, proteste dinanzi al Duomo, il giorno di San Gennaro, e scioperi della fame. Mentre per oggi Michele Ragosta, coordinatore nazionale dei Verdi e consigliere regionale, ha indetto una manifestazione alle 11 dinanzi alla sede del ministero, a Roma. Per non parlare dei tanti disabili che sin dal primo giorno di scuola devono vedersela col sostegno concesso col contagocce o con situazioni che impediscono loro, di fatto, di frequentare regolarmente. Nella scuola elementare "Giancarlo Siani", a Marano, un piccolo di 8 anni non può stare in classe perché gli manca il seggiolone indispensabile a tenerlo diritto. Il sedile usato negli anni scorsi è ormai troppo piccolo, ma il Comune, che dovrebbe acquistare quello nuovo, nicchia. All'istituto d'arte Boccioni, a Capodimonte, non c'è né ascensore né scivolo, e Maria, che siede in carrozzella, non può frequentare i laboratori (indispensabili in un istituto d'arte), tutti al II piano. E c'è poi il caso di Antonio, allievo del 73esimo circolo didattico di Napoli. L'ascensore è rotto, il Comune deve provvedere alla gara per l'affidamento della manutenzione e intanto il bambino può arrivare in classe solo portato in braccio dalla madre. Che prima porta su suo figlio, poi si carica anche la carrozzella nella quale sederlo. Ed è stata lei stessa a procurarsi un banchetto più grande, da adattare - grazie al lavoro di un falegname - alle esigenze del piccolo. Intanto Legambiente ha contato i plessi scolastici che sono a rischio chiusura, alla luce dei tagli previsti dalla Finanziaria: "Se il criterio resta quello di chiudere i plessi con meno di 100 alunni, in Campania, nei piccoli comuni, potrebbero sparire il 71.6 per cento delle materne, il 40 delle elementari, il 31 delle medie ed il 13.4 delle superiori, per un totale di 2.189 plessi".

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Specializzandi beffati dal ministro - luigi carbone (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Napoli La rabbia degli aspiranti prof della Sicsi: "In 1200 fuori dalle graduatorie" Specializzandi beffati dal ministro LUIGI CARBONE Dentro le aule ma fuori dalle graduatorie. In Campania sono un esercito di 1200 laureati, in molti si sentono sconfitti ancora prima di diventare precari. Altri invece sulle cattedre ci sono già da anni, ma ancora inseguono l'abilitazione per l'insegnamento. Gli studenti dell'ottavo ciclo della Sicsi, la scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario, sono sul piede di guerra. Frequentano il secondo anno del ciclo di studi biennale nei sette atenei campani e pagano le tasse universitarie. Ora sono infuriati. Il ministro dell'Istruzione Gelmini non ha accolto la richiesta di inserimento nelle graduatorie ad esaurimento che verranno aggiornate in primavera. La scuola di specializzazione, poi, è stata sospesa: non partirà dunque il nono ciclo. Questo significa che chi negli anni passati aveva congelato il diritto a prendere parte ai corsi ora non potrà conseguire l'agognata abilitazione. Una beffa visto che ha già pagato circa mille euro di tasse. Di più. Una nota del ministero stabilisce che i semestri aggiuntivi per gli specializzandi iscritti a due classi di concorso non partiranno. Così in centinaia rischiano ora di perdere l'abilitazione per la seconda classe. Arturo De Vivo, direttore della Sicsi, è convinto che la riapertura delle graduatorie sia "l'unica soluzione per non lasciare gli specializzandi in un limbo e non compiere così una discriminazione".

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A bagnoli le maestre si vestono a lutto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Napoli L'iniziativa Singolare protesta nel 73esimo circolo didattico Madonna Assunta. E la manifestazione arriva su "Youtube" A Bagnoli le maestre si vestono a lutto veli scuri, maestre come "vedove" e un video, lanciato su "Youtube", che illustra chiaramente il messaggio: "Dopo lo "spezzatino" della Moratti, con la Gelmini siamo ormai alla "frutta"". La più ferma e "silenziosa" protesta anti-Gelmini viene lanciata ieri da Bagnoli, 73esimo circolo didattico di via di Pozzuoli, plesso nominato "Madonna Assunta", esempio di scuola pubblica, a tempo pieno e all'avanguardia, tre identità che per una volta non sono in antitesi, ma tenacemente saldate in un'unica visione strategica della formazione per i più piccoli. è la scuola dove i bambini portano con sé ciascuno un libro diverso, dove si impara a leggere e a scrivere non partendo dai singoli fonemi ma semplicemente facendolo, dove si esce per lezioni pratiche ogni 15 giorni, per esempio si studia il Medioevo e si va a Caserta Vecchia, ci si immerge tra i romani e si finisce a passeggiare per Santa Maria Capua Vetere. Obiettivo: fare in modo che il bambino raggiunga autonomamente le sue competenze, strategia del metodo naturale, quello nato dal Movimento cooperazione educativa (Mce). è lì, nell'arioso istituto guidato dalla direttrice Marcella Raucci, dove il tempo pieno è costruito come lungo percorso e non come contenitore-riempitivo, nelle aule dove si incontrano bambini di tutti i ceti sociali e dove per ogni classe c'è un disabile percepito come "ricchezza del gruppo", che le maestre - Olga Mautone, Aurora Garra, Silvana Doriano, Laura Savoia, Marina Farina - si sono presentate ieri mattina tutte vestite a lutto. La riforma Gelmini, raccontano infatti insegnanti e operatori, con la reintroduzione del maestro unico e la riduzione del tempo pieno a una "mera suddivisione di segmenti tra scuola e doposcuola", rischia di "devastare progetti costati anni di lavoro, e di sperimentazione". Il corpo insegnante è compatto, ma soprattutto sostenuto fino in fondo dai genitori dei circa 600 allievi del plesso Madonna Assunta. Costanza Boccardi, presidente di consiglio, e come rappresentante dei genitori da sempre al fianco della mobilitazione dell'istituto, spiega il senso di quest'altra battaglia con un dato significativo. "A Napoli solo il 4 per cento delle scuole è a tempo pieno, a Milano lo è al 90 per cento. Ma da noi non sono mai cresciute, per la mancanza di fondi. Oggi i nostri bambini si relazionano non con 3, ma con 6 insegnanti. Ne avranno uno solo con le nuove disposizioni. E rischiamo di perdere, noi come il resto d'Italia, il tempo pieno, se lo si intende come un progetto di 40 ore distribuite lungo un percorso già individuato e unitario. Il punto è: si dovrà andare necessariamente nelle scuole private per ottenere ciò che perde la scuola pubblica. Resta la domanda: a chi conviene questo? Siamo sicuri che ciò che stanno facendo alla scuola in questo momento convenga ai nostri figli, e al sistema Italia?". (co.sa.).

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Gelmini: tra un anno le superiori partiranno riformate (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-09-16 - pag: 1 autore: ... IL MINISTRO ALLO "SCUOLAD@Y" DEL SOLE 24 ORE ... Gelmini: tra un anno le superiori partiranno riformate di Luigi Illiano P r imo giorno di scuola e pioggia di domande via web per il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Lo "ScuolaD@y" organizzato dal Sole 24 Ore è stato anche questo, oltre che piazza online dalle 8 alle 18 di ieri, per studenti, famiglie, presidi e insegnanti. Domande sulle novità introdotte per il nuovo anno scolastico, ma anche richieste di rassicurazioni e chiarezza su questioni scottanti come la sorte dei precari e l'esiguità dei finanziamenti destinati al funzionamento degli istituti. Gelmini non si è tirata indietro e ha risposto spiegando che, prima di tutto, sui risparmi non si può trat-tare: "La situazione è al collasso ". Gelmini ha anche confermato che la riforma Moratti della secondaria partirà a settembre 2009. La scommessa è contro il tempo: a fine gennaio ci saranno le iscrizioni al 2009/10 e le famiglie dovranno sapere quale modello delle superiori si troveranno di fronte. Servizi u pagine 20 e 21 l'articolo prosegue alle pagine 20 21.

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I presidi: non lasciateci soli contro contestazioni e danni (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-16 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'allarme I capi d'istituto temono l'allargamento delle proteste anti-Gelmini I presidi: non lasciateci soli contro contestazioni e danni Appello al provveditore: sanzioni per chi blocca le scuole "Sbagliato sottovalutare come una "goliardata" la gravità dell'assalto agli uffici scolastici di via Ripamonti" "Sarà un autunno caldissimo ". Tremano, i presidi delle superiori. Sulle loro scuole sta per abbattersi uno tsunami di proteste, picchetti, occupazioni. "Il movimento contro il ministro Gelmini sta crescendo ", dicono depressi. La prova l'hanno avuta venerdì, un drappello di studenti del collettivo sotto il provveditorato. "Primo segnale di pericolo", ammettono i dirigenti. Che adesso chiedono aiuto: "Non vogliamo essere lasciati soli". Più poteri, un tavolo permanente per discutere (e omologare) sanzioni e regolamenti, sostegno da parte della direzione scolastica regionale. A chiederlo sono i docenti dell'Anp, Associazione nazionale presidi, in una lettera aperta che denuncia i fatti di venerdì: "è un copione che a Milano è stato replicato per anni". Condanna ferma. Anche al provveditore Antonio Lupacchino che avrebbe "sottovalutato la gravità dell'episodio". Massimo Spinelli, segretario lombardo dell'associazione, scrive: "Di queste "goliardate" nelle prossime settimane ne vedremo parecchie e catalogarle alla voce "genio e sregolatezza" potrebbe rivelarsi un grave errore. Si ripeteranno davanti e dentro le scuole; assumeranno diverse forme: occupazioni, picchetti, autogestione, assemblee permanenti e produrranno, in ogni caso, un'interruzione del servizio pubblico erogato dalla scuola ". Da qui il dilemma: in caso di manifestazioni, i presidi cosa devono fare? "Non possiamo dimenticare - continua la lettera - di essere garanti del servizio scolastico, dei diritti di coloro che legittimamente non desiderano associarsi alle proteste, del rispetto delle strutture e degli arredi ". Più "etica della responsabilità ", ecco la parola chiave. E non è solo questione di condotta: "Vogliamo capire se c'è una presa di posizione sul problema, e in questo caso il provveditorato deve fare la sua parte, o se ancora una volta i dirigenti scolastici resteranno da soli a esporsi e a rischiare". Appello ai genitori: "Mettiamoci tutti quanti insieme per affrontare questa emergenza ". Anche con la prevenzione. Agostino Miele, dirigente del tecnico Gentileschi, spiega: "Mi aspetto un autunno difficile, ma io voglio affrontarlo con l'arma del dialogo. In certi casi o si decide di chiamare la polizia o si parla". La collega Annamaria Indinimeo del Kandinsky aggiunge: "I ragazzi devono imparare che ci sono limiti e regole. L'ora di educazione civica non è quella di battaglia navale e il patto di corresponsabilità non è un pezzo di carta". Annachiara Sacchi.

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Settanta scuole a lutto La Marsilio: <Punitele> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-16 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE In nero contro la riforma Gelmini: avvio tra polemiche. L'assessore chiede provvedimenti Settanta scuole a lutto La Marsilio: "Punitele" è suonata la prima campanella del nuovo anno scolastico, tra proteste e polemiche. L'assessore comunale alla scuola Laura Marsilio ha chiesto sanzioni per i docenti che hanno manifestato con il lutto. A PAGINA 3 Simona De Santis e Clarida Salvatori Segni Un'insegnante dell'Iqbal Masih appunta una coccarda a una collega.

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La Marsilio: <Questa contestazione è un abuso> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-16 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La Marsilio: "Questa contestazione è un abuso" Maestri con lutto anti-Gelmini, bimbi con slogan sulle magliette. L'assessore invoca provvedimenti Secondo l'assessore capitolino alla scuola i contestatori, in quanto dipendenti ministeriali, sono sanzionabili Fasce nere al braccio e occupazioni, striscioni e manifestazioni di protesta hanno segnato il primo giorno di scuola. E, visti gli esordi, il nuovo anno scolastico si preannuncia "caldo ". Tanto più che c'è chi (l'assessore Marsilio) contesta i contestatori. Arrivando a chiedere per dirigenti scolastici e docenti che hanno aderito alla giornata di lutto delle sanzioni. "Sbagliano e abusano del loro potere - queste le ragioni dell'assessore comunale alla Scuola Laura Marsilio - Sono dipendenti ministeriali e per questo sono sanzionabili. Mi auguro che l'ufficio scolastico provveda in tal senso". Ma niente, neanche il pericolo di possibili ripercussioni sulla carriera scolastica, ha fermato le manifestazioni in programma per ieri mattina. Così all'Iqbal Masih, la scuola del Casilino che per prima ha lanciato la proposta del lutto - proposta a cui hanno poi aderito settanta scuole romane - l'accoglienza era affidata a due grandi striscioni colorati, ovviamente anti-ministro: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini" e "Siam bambini, siam piccini ma bocciamo la Gelmini". Nell'abbigliamento delle insegnanti c'era sempre qualcosa di nero. Una maglietta, una spilla a forma di rosa sulla camicia, la classica fascia al braccio o anche il tailleur, vivacizzato però da un sottogiacca colorato. "è per non impressionare i bambini - spiegano le maestre - se fossimo venute vestite di nero o tutte con la fascia scura al braccio magari si sarebbero impressionati". Fuori dal cancello un banchetto accoglieva i genitori con la richiesta di accettare il volantino informativo e di partecipare alla raccolta di firme. Ma al di là dei colori e della folla di cronisti che la protesta del 126º circolo ha attirato, per i bambini della materna e delle elementari di via Ferraironi, alcuni dei quali indossavano le magliette stampate apposta per l'occasione, è stata un'apertura di anno scolastico del tutto normale. Anche se, appena finito l'orario di lezione, è scattata l'occupazione dell'istituto. "Andremo avanti finché ce la facciamo - hanno spiegato Paola Arduini e Antonietta La Rocca - Nel frattempo abbiamo organizzato incontri con pedagogisti, registi e anche genitori, per far capire cosa intende fare questa riforma del ministro Gelmini". A vegliare sull'andamento dell'occupazione penserà la preside, Simonetta Salacone. "Il mio compito sarà vigilare e garantire l'attività scolastica. Come è successo per l'iniziativa del lutto, spero che anche altri istituti seguano quella dell'occupazione, perché tornare indietro, cosa che vuole fare questa riforma, offende davvero tutti". Grande la partecipazione dei genitori. "Sono qui a manifestare e a occupare perché questa riforma rischia di minare seriamente la scuola - le motivazioni di Antonello Casalini - Al di là del grembiule il problema è la mancanza di idee e il ritorno al passato. In Iran nel '72 le donne portavano le minigonne e guarda oggi. Non vogliamo finire così anche noi". Un altro attacco condotto per altro proprio in casa del ministro Gelmini, è stato sferrato all'ingresso del dicastero di viale Trastevere dall'Unione degli studenti. In mutande, con la testa ornata da grandi orecchie d'asino e davanti a piccole tombe improvvisate con libri per lapide, candele accese e cartelli illustrativi del "Cimitero della conoscenza", una rappresentanza del sindacato studentesco ha avvisato che questo "Non è che l'inizio " (uno striscione che durante la mattinata è stato srotolato anche al Pincio, vicino all'Isola Tiberina e in via Cavour), lasciando presagire il prosieguo di una battaglia appena iniziata. "Il 10 ottobre saremo in piazza - ha spiegato Roberto Savino, coordinatore nazionale dell'Uds - per manifestare contro gli 8 miliardi di tagli in Finanziaria, l'abbassamento dell'età dell'obbligo a 14 anni e il decreto 137, ovvero il voto in condotta e il maestro unico ". Clarida Salvatori.

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Al Visconti premiamo il merito Gli ispettori ministeriali? Benvenuti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-09-16 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Lettere e interventi Al Visconti premiamo il merito Gli ispettori ministeriali? Benvenuti SEGUE DALLA PRIMA Il problema è che le parole, come spesso accade, sono andate ben oltre una corretta rappresentazione dei fatti, al punto da far emergere un quadro desolante per il liceo che dirigo. Anaffettività del contesto relazionale, logiche di valutazione di tipo contabile, rudimentalità negli approcci psicopedagogici: insomma, una scuola di aguzzini! Tant'è che un esponente del Partito democratico, l'onorevole Roberto Giachetti, ha preannunciato la presentazione di un'interrogazione al ministro Gelmini per l'invio di ispettori ministeriali al Visconti. Salvo poi correggere il tiro: è stato lo stesso parlamentare, dopo un incontro con il sottoscritto, a precisare in una lettera pubblicata sul suo blog e consultabile da tutti che i suoi precedenti giudizi erano stati "ingenerosi". Al di là delle polemiche, ritengo dunque utile riaffermare alcuni principi ispiratori del nostro lavoro e impegno quotidiano. 1) Il Visconti ha svolto e svolge un compito educativo e formativo di alto livello. I livelli di competenza raggiunti nelle discipline dagli studenti costituiscono oggetto di verifica seria e severa. 2) La qualità della relazione umana, il "milieu" nel quale si realizza ogni trasmissione intellettuale e morale, al Visconti rimane alta e appassionata. 3) La società civile, il Parlamento, il governo, debbono indicare una rotta sicura alla scuola italiana. Ci debbono consentire un lavoro sereno, tenendoci fuori dagli scontri ideologici e dai conflitti strumentali. Non giovano ai nostri studenti, al processo della loro formazione umana e culturale. 4) è motivo di soddisfazione sapere che molti dei nostri studenti superano i test di ammissione alle facoltà universitarie, vincono concorsi e partecipano a esperienze formative che arricchiscono intelletto e cuore. 5) Gli ispettori verranno accolti a braccia aperte. è un diritto del ministro inviarli, è un diritto della società civile controllare i luoghi strategici dove avviene la formazione dei nostri giovani. C'è una cosa che non mi piace. Mentre a fatica si fa strada un'idea trasversale di una scuola seria, impegnata, una scuola del merito e della responsabilità, partono attacchi volti a colpire un liceo storico del nostro Paese. Come diceva Mao, colpirne uno, educarne cento. Ho convocato il Collegio Docenti e lì, in libertà, discuteremo e definiremo le iniziative da assumere. Questi attacchi costituiscono una messa in mora per tutte le famiglie che hanno scelto il Visconti e la sua offerta formativa. I risultati dei successi e degli insuccessi scolastici sono perfettamente in linea con le percentuali nazionali fornite dal ministero della Pubblica istruzione. Allora, perché? Rosario Salamone Dirigente scolastico del Liceo ginnasio statale "Ennio Quirino Visconti " Pagina a cura di Ester Palma.

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Primo giorno in classe tra novità e proteste (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA SCUOLA data: 2008-09-16 - pag: 20 autore: Primo giorno in classe tra novità e proteste Genitori più fiduciosi verso gli istituti del Nord Valentina Maglione MILANO Il precariato, gli annunciati tagli al personale e il destino degli iscritti alle Ssis (le Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario). Ma anche gli interventi nel segno del ritorno al passato, dal maestro unico per la scuola primaria al voto in condotta. E poi le aspettative degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie. Si è snodato intorno a questi temi lo ScuolaD@y, la maratona di dieci ore – dalle 8 alle 18 – con cui ieri "Il Sole 24 Ore" ha scelto di celebrare il primo giorno di scuola. L'evento è stato seguito da 3mila navigatori: le pagine visitate dello speciale online sono state 18.200 e più di mille gli utenti unici. I navigatori non si sono limitati ad ascoltare e guardare la diretta in streaming, ma hanno partecipato attivamente allo ScuolaD@y inviando centinaia di domande e contributi tramite e-mail. Un successo che testimonia la domanda di chiarezza, ma anche la voglia dei navigatori e dei lettori di far sentire la propria voce sulle misure introdotte di recente e sulle intenzioni del ministro Mariastella Gelmini. Il pacchetto targato Gelmini ieri è stato bersagliato dalle proteste: in tutta Italia sono stati organizzati sit- in, girotondi e manifestazioni e gli insegnanti sono entrati in classe con il lutto al braccio. Un'iniziativa, quest'ultima, "grave e di cattivo gusto", ha commentato il ministro Gelmini, nel corso del suo intervento allo ScuolaD@y (si veda l'intervista nella pagina seguente). In serata, a difendere la riforma dell'istruzione, è sceso in campo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, a "Porta a porta", ha definito "importante" il ritorno al maestro unico, spiegando che "sarà affiancato da insegnanti di inglese ed educazione fisica ". Anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha spezzato una lancia a favore dello "sforzo del ministro Gelmini di parlare dei problemi veri dell'istruzione " e ha sostenuto l'esigenza di "riportare l'attenzione soprattutto verso gli istituti tecnici". Le critiche agli interventi varati dal Governo sono state portate allo ScuolaD@y da Giuseppe Fioroni, deputato del Pd ed ex ministro della Pubblica istruzione. Nel suo intervento di ieri, Fioroni ha detto "no" al ritorno del maestro unico perché "si tratta di una scelta inadeguata per i ragazzi di oggi, fatta con gli occhi puntati al bilancio dello Stato". Fioroni è stato più possibilista sul voto in condotta: "Il rispetto delle regole a scuola è essenziale –ha ammesso –, ma lesanzioni sono già state inasprite da poco". L'ex ministro ha invece attaccato con durezza la "strategia della distrazione" messa in campo dal Governo Berlusconi: "dietro provvedimenti marginali e che stuzzicano l'immaginario collettivo, come il ritorno del maestro unico o del grembiulino, si nasconde l'aggressione al sistema scolastico e la volontà di tornare a un'istruzione elitaria", ha accusato. Sul pacchetto Gelmini si sono divisi gli esperti del mondo della scuola e i sindacalisti che ieri mattina, insieme con gli esperti del Sole 24 Ore Carlo Barbieri e Giovanni Scaminaci, si sono alternati intorno alla tavola rotonda dello ScuolaD@y: i docenti Giuseppe Bertagna, Daniele Checchi e Luciano Corradini e i sindacalisti Marco Bianchi (Cisl), Piero Bottale (Uil), Achille Massenti (Snals), Antonino Petrolino (Anp) e Attilio Paparazzo ( Cgil). I partecipanti al dibattito si sono però trovati sostanzialmente concordi nel chiedere una "moratoria delle riforme ": uno stop degli interventi sulla scuola, sottoposta negli ultimi anni a un costante riordino. Molto critiche le voci dei navigatori, veicolate dalle e-mail inviate alla casella postale attivata per lo ScuolaD@y. Il modello Gelmini è stato attaccato dai genitori, preoccupati dalla possibilità di affidare i figli al maestro unico. Ma il tema protagonista dei messaggi inviati allo ScuolaD@y è stato il destino dei precari e, soprattutto, quello degli iscritti all'ultimo ciclo della Ssis, esclusi dalle graduatorie per accedere all'insegnamento. La voce di studenti, insegnanti e genitori è entrata in redazione direttamente dagli istituti: da Milano a Roma, da Padova a Palermo, sono state 15 le scuole che si sono collegate nel corso della giornata allo ScuolaD@y. Infine, le opinioni sulla scuola sono state raccolte da un sondaggio realizzato ( su un campione di 500 italiani con almeno un figlio che frequenta la scuola primaria o secondaria) da Ipr Marketing per "Il Sole 24 Ore". I risultati, in parte sintetizzati a fianco, hanno evidenziato, tra l'altro,una maggiore fiducia nelle scuole del nord (migliori di quelle del sud per il 45% degli intervistati) e la diffusa convinzione (sostenuta dal 70% del campione) che la scuola e gli insegnanti non siano preparati ad affrontare la crescente ondata di studenti stranieri. Per ridere. Una delle vignette realizzate da Massimo Giacon durante la diretta di Scuolad@y.

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L'anticipazione (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA SCUOLA data: 2008-09-16 - pag: 21 autore: L'anticipazione Insegnanti chiamati e "provati" dalle scuole, dopo una laurea magistrale che abilita alla professione e cancella le scuole superiori per l'insegnamento. Sono i cardini, anticipati dal "Sole 24 Ore del lunedì", del piano che Governo e maggioranza stanno mettendo a punto per cambiare l'iter che conduce alla cattedra. Su questi indirizzi punta il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, (già firmataria di un Ddl sul tema nella scorsa legislatura), ma anche un disegno di legge già in discussione alla Camera. Intanto, al ministero ha avviato i suoi lavori la commissione tecnica che entro fine novembre dovrà ridefinire i percorsi accademici. La fretta è dettata dall'esigenza di colmare un vuoto legislativo, visto che dopo il blocco delle graduatorie non c'è una strada definita per diventare insegnante. Sul reclutamento pesa il problema del precariato arretrato: secondo le ultime analisi ministeriali, per smaltire tutte le vecchie graduatorie potrebbero servire più di 21 anni.

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I PUNTI CRITICI (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA SCUOLA data: 2008-09-16 - pag: 21 autore: I PUNTI CRITICI Le retribuzioni Risorse spese male, stipendi troppo bassi, poco tempo passato in aula dai docenti. Il rapporto dell'Ocse"Education at a glance", diffuso nei giorni scorsi, ha riportato l'attenzione su alcuni punti dolenti del nostro sistema scolastico. I dati sugli stipendi dei docenti, in particolare, risultano inferiori alla media Ocse (un insegnante della secondaria con 15 anni di esperienza ha uno stipendio medio di 31.890 dollari l'anno,contro i 40.682 dell'area Ocse).L'analisi Ocse salva però la scuola primaria, giudicata tra le migliori al mondo I precari La scuola italiana poggia su una quota consistente di docenti precari. I circa 700mila insegnanti assunti a tempo indeterminato negli istituti statali sono infatti affiancati da 22mila docenti a tempo determinato annuale(concontrattidal1Ú settembre al 31 agosto) e da altri 120mila colleghi con contratti che scadono alla fine dell'anno scolastico(cioè, dal1Úsettembre al 30 giugno).L'attesa per una cattedra stabile, secondo i calcoli del ministero dell'Istruzione anticipati ieri dal Sole 24 Ore del lunedì, può arrivare a 21 anni I tagli I precari subiranno i maggiori effetti dei tagli al personale decisi dal Dl 112/08, la "manovra d'estate",che prevede di ridurre la spesa di 7,8 miliardi entro il 2012 La formazione degli insegnanti Per insegnare nelle scuole dell'infanzia e primaria serve la laurea in scienze della formazione primaria. Ma va riorganizzato il sistema per formare e reclutare gli insegnanti della scuola superiore. Il Dl 112/08 ha infatti stabilito la chiusura delle Ssis (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario),ma non è stato individuato un altro canale di formazionee reclutamento. è critica la situazione dei quasi 12mila iscritti al Nono ciclo delle Ssis (2007-2009) che stanno frequentando il secondo anno di corso ma che, a meno di un cambio di rotta, non potranno accedere alle graduatorie per l'insegnamento Il maestro unico Con il Dl 137/08, il ministro Mariastella Gelmini ha disposto da subito il ritorno ai voti in forma di numero e la valutazione della condotta dello studente. Nello stesso provvedimento si prevede di riportare, dal prossimo anno, il maestro unico nelle scuole primarie.Quest'ultima scelta sta suscitando molte critiche: secondo i detrattori non avrebbe un fondamento pedagogico ma risponderebbe solo alla necessità di contenere le spese Il bullismo Contro i bulli è operativo il nuovo Statuto delle studentessee degli studenti, con sanzioni più dure. Debutta anche il Patto educativo di corresponsabilità, che fisserà i casi in cui le famiglie dovranno risarcire i danni causati dai figli Quindicenni in ritardo Da anni ormai sono pessimi per l'Italia gli esiti del test di valutazione Pisa-Ocse, che misura la preparazione dei quindicenni. In particolare, siamo agli ultimi posti in scienze, matematica e lettura.

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Riforma per le superiori (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA SCUOLA data: 2008-09-16 - pag: 21 autore: "Riforma per le superiori" Il ministro annuncia la riduzione delle ore nei licei dal 2009 Maria Piera Ceci Luigi Illiano MILANO Da settembre 2009 partirà la riforma delle superiori: lo ha annunciato ieri il titolare di viale Trastevere, Mariastella Gelmini, durante lo "Scuola day", la maratona del Sole 24 Ore dedicata al primo giorno di scuola. E le nuove superiori seguiranno il modello predisposto da Letizia Moratti, con le modifiche introdotte dall'ex ministro Giuseppe Fioroni. L'anno scolastico è partito con molte novità: dal voto in condotta all'educazione civica. Si può parlare di riforma Gelmini? Non direi. Non credo sia utile pensare a una grande riforma della scuola. Il decreto legge con le innovazioni contiene solo alcuni provvedimenti di buon senso: l'introduzione dell'educazione civica risponde a un'esigenza precisa che trova il consenso anche del presidente della Repubblica, che ne aveva auspicato il ritorno. Credo sia utile anche per i tanti studenti stranieri. Mi sto avvalendo di una commissione presieduta dal professor Luciano Corradini, voluta dal ministro Fioroni. Per quanto riguarda il voto in condotta, si parla spesso di bullismo, di cattiva educazione e soprattutto della necessità di educare i ragazzi. La scuola non è solo un luogo dove si apprendono competenze ma anche un luogo dove si formano le persone. La maggior parte dei nostri ragazzi ha comportamenti corretti e allora perché non premiarli? Quelli che invece danneggiano le cose e mancano di rispetto ai professori vanno educati. Non è con il lassismo e il buonismo che si aiutano i ragazzi a migliorare. La scelta di tornare al maestro unico, dal prossimo anno, ha scatenato molte proteste, soprattutto per il timore di non poter più contare sul tempo pieno... Con l'insegnamento a modulo avevamo tre docenti per due classi. Eliminando la compresenza di insegnanti per la stesse ore, possiamo utilizzarli meglio. è ingiustificato l'allarmismo della sinistra. Con questo piano siamo in grado di mantenere il tempo pieno, ma anche di migliorarne la qualità e di estenderne l'orario del 50 per cento. Con un miglior impiego delle risorse, garantendo anche la presenza dell'insegnante di lingua straniera, di informatica, educazione fisica. Le famiglie non hanno niente di cui preoccuparsi. Altra preoccupazione è sul futuro dei precari. Tutte guide turistiche? I precari hanno diritto di essere arrabbiati con la politica ma non devono pensare che questo Governo sia insensibile alla loro situazione. Ho 35 anni e sono più vicina ai precari di chi ne ha 50 o 60 e ha un posto fisso. Ho preferito raccontare delle verità scomode perché non voglio diventare corresponsabile di un meccanismo distorto che ha prodotto il precariato e lo ha moltiplicato. Comunque, ad alcuni docenti che risultassero in esubero, chiederemo uno sforzo per apprendere altri insegnamenti. E, in futuro - dopo la chiusura delle Siss - vi anticipo che ridurremo da due anni a un anno il corso per accedere all'insegnamento. E daremo una mano ai precari anche con la riforma delle classi di concorso. In questi giorni si sono moltiplicate anticipazioni sulle sue prossime mosse. Quanto c'è di vero? Sono voci infondate. Nessuna decisione è stata presa. Posso dire che la riforma Moratti del secondo ciclo contiene molti spunti positivi e quindi rappresenta una base di lavoro che non va sprecata. Partiremo da lì, poi faremo tesoro del lavoro del ministro Fioroni. Il nostro obiettivo è affiancare al sistema dei licei, che funziona benissimo, una riqualificazione della formazione professionale e degli istituti tecnici che non devono essere considerati una scuola di serie B. è nostra intenzione applicare la riforma dal 2009. Stiamo valutando di ridurre le ore settimanali delle superiori. La"manovra d'estate" prevede il taglio di 87mila cattedre in tre anni. Per la scuola un costo alto. Negli ultimi dieci anni la spesa per l'istruzione è cresciuta del 30%, fatto destinato a incidere sugli investimenti. Il principio cardine del mio piano è l'individuazione del costo standard, in modo che questo costo venga finanziato in ogni Regione. Senza spendere un euro in più del necessario. Non incidere sui meccanismi di spesa vuol dire assumersi la responsabilità di un tracollo nel breve periodo. Voglio ricordare, infine, che la manovra riserva una quota del 30% dei risparmi da destinare agli insegnanti migliori. Tra i risparmi si troveranno risorse per l'edilizia scolastica, che versa in condizioni disastrose? Sto lavorando con il sottosegretario Guido Bertolaso per individuare le scuole a rischio. In modo che enti locali e Governo possano fare uno sforzo per liberare finanziamenti per l'edilizia. Servono somme gigantesche, non si può fare tutto e subito, ma dobbiamo fare dell'edilizia scolastica una priorità. D. FORTI Le risposte. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante lo ScuolaD@y L'OBIETTIVO "Puntiamo anche alla riqualificazione della formazione professionale e degli istituti tecnici".

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Berlusconi giovedì a San Giuliano (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA SCUOLA data: 2008-09-16 - pag: 21 autore: DOPO IL SISMA DEL 2002 Berlusconi giovedì a San Giuliano Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarà giovedì a San Giuliano di Puglia per inaugurare la nuova scuola Jovine, ricostruita dopo il crollo per il terremoto del 31 ottobre 2002. La scuola, appena terminata, tuttavia rischia già la chiusura. Al momento, infatti, sono solo 99 gli alunni che frequentano l'istituto e che ieri hanno ripreso le lezioni. Un numero di studenti inferiore rispetto agli standard (minimo 100) richiesti dalla riforma annunciata dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che giovedì sarà insieme a Berlusconi. Ad attenderli anche alcuni comitati di protesta per la sicurezza e i tagli inferti al settore dal Governo. Il 31 ottobre 2002 sotto le macerie rimasero 27 bambini e una maestra. Per ricordare le vittime del terremoto nell'atrio dell'istituto sono state posizionate due fontane. La nuova struttura è anti-sismica e con sistemi di sicurezza tra i più avanzati. Le novità partono dalle fondamenta dell'edificio. Speciali molle, studiate dall'Enea, simili a quelle usate in Giappone, fanno galleggiare la struttura sopra le basi in cemento. è stata studiata per resistere a veri e propri cataclismi, molto più intensi di quello di Messinao dell'Irpinia. Le simulazioni al computer hanno dimostrato che, nel 2002, questa struttura non avrebbe subito nemmeno una crepa.

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Dal Cei di Palermo arrivano critiche ai tagli per la formazione (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA SCUOLA data: 2008-09-16 - pag: 20 autore: Dal "Cei" di Palermo arrivano critiche ai tagli per la formazione Alessia Bivona PALERMO tagli alla scuola si "C on i penalizza la formazione e si dirottano risorse su altri ministeri, non solo turismo e ambiente, ma anche sulla produzione di armi. Dunque si preferisce produrre distruzione e morte, piuttosto che cultura, cioè futuro e vita". E' netta la contestazione che sul piano-Gelmini arriva da Palermo, dalle parole di padre Vincenzo Sibilio, rettore del Cei (la sigla sta per Centro educativo ignaziano), scuola paritaria cattolica che accoglie pure studenti ebrei, musulmani, ortodossi e che da quest'anno ha una sezione di scuola internazionale di inglese. Il Cei ha cominciato ieri le lezioni, malgrado il calendario ufficiale preveda che in Sicilia si torni in classe domani. Il termometro dell'umore segnava un clima di temperata allegria tra gli studenti, per lo più indifferenti al nuovo corso nel segno della Gelmini. Diverso l'atteggiamento tra gli insegnanti, come Gianluigi Votino che approva "senza riserve il ritorno del voto in condotta", ma solleva più di una perplessità sui tagli e sulla riorganizzazione che "ha mandato nel caos i provveditorati e che, così come finora è stata descritta, appare umiliante per il corpo docente".

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LE VOCI DAL WEB (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA SCUOLA data: 2008-09-16 - pag: 20 autore: LE VOCI DAL WEB POCA QUALITà/1 Valutazioni omogenee Da quando gli alunni sono divenuti utenti e i risultati positivi raggiunti da una scuola vanno valutati considerando i successi scolastici, non si riescono a respingere nemmeno gli studenti semianalfabeti. Perché i licei sono presi d'assalto dagli studenti e gli istituti tecnici si svuotano? I ragazzi, con un bagaglio così leggero di conoscenze e competenze, difficilmente riesconoa portare a termine gli studi universitari. E alcuni diplomati di oggi saranno i docenti di domani. Una proposta: valutazioni biennali uguali su tutto il territorio italiano, inviate contestualmente nelle scuola collegate in rete con telecamera di sorveglianza. Elisa Secolo POCA QUALITà/2 I tagli indiscriminati non sono la soluzione Sul Sole 24 Ore del 7 settembre sono stati anticipati i risultati di una ricerca sulla scuola italiana commissionata dalla Siemens all'Ambrosetti, che dimostra che la scuola del Nord-Est è seconda tra i Paesi occidentali solo alla Finlandia. Ad avere difficoltà sono le scuole del Centro e del Sud. Io non credo che sia un problema di insegnanti, ma di atteggiamento culturale nei confronti della scuola del tessuto sociale nel suo complesso: istituzioni, famiglie e anche motivazioni degli insegnanti. Vedendo le differenze di risultati nella scuola italiana, certificata dalle indagini internazionali Ocse e Pisa, non è possibile proporre le stesse soluzioni nella scuola del Nord-Est e nel Sud. Nonè diminuendo le ore di insegnamento e aumentando il numero degli alunni per classe nel Nord-Est che si farà crescere la qualità della scuola. La riforma proposta dal ministro Mariestella Gelmini ha l'unico obiettivo di risparmiare 8 miliardi in tre anni. La classe dirigente e ricca non ne soffrirà: ma una scuola pubblica degradata non garantirà né il merito né l'intelligenza. Franco Vecchiatti Insegnante Scuole medie di Ficarolo e Stienta POCA QUALITà/3 Imboccata la strada della severità Le novità della scuola sono ottime, a mio parere. Finalmente è stato reintrodotto lo studio dell'educazione civica, la materia più importante di tutte. Vorrei però ricordare che in Francia a scuola si studia anche l'uso del "Lei": quanto ce ne sarebbe bisogno anche in Italia! Bene la riforma, ma l'Italia è ancora indietro rispetto all'Europa Jonathan Nobis PRECARIATO/1 Insegneranno ancora i docenti "annuali"? Come docente della scuola secondaria inferiore, sono molto preoccupata per le politiche adottate dal Governo. Infatti, per risparmiare sulla spesa pubblica, ha stabilito di sacrificare migliaia di professionisti della scuola. A essere sacrificati saranno i docenti di ruolo, ma soprattutto quelli specializzati e abilitati, iscritti nelle graduatorie a esaurimento e quindi precari. Vorrei far notare che è anche grazie al lavoro svolto dai docenti precari, attraverso incarichi annuali, che la scuola può garantire i suoi servizi. Ora, non solo si eliminano con un colpo di spugna graduatorie e posti di lavoro, ma si mostra un atteggiamento quanto meno ambiguo: da una parte infatti il Governo ritiene eccessivo il numero di docenti (docenti che negli ultimi anni la stessa Università italiana su indicazione ministeriale ha formato e che lavorano attualmente nelle scuole garantendo il servizio pubblico); dall'altra organizza commissioni per ideare nuovi corsi-concorsi per formare e illudere altri italiani che vogliano svolgere la professione di docente. L'amarezza e l'ansia per il prossimo futuro non aiutano a lavorare meglio nelle scuole. Felicia Marotta PRECARIATO/2 Quando non si boccia per non rischiare Oggi molti insegnanti, prima di bocciare, pensano al futuro del proprio posto di lavoro. Cioè, non respingono gli studenti per evitare che le classi, assottigliate, vengano accorpate e che loro, insegnanti precari, vengano spostati altroveo perdano il posto. Come si può garantire la necessaria severità per il bene dei ragazzi e non trasformare la scuola in un ente assistenziale? Carlo Argenti.

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Al classico Mameli di Roma porte aperte al voto di condotta (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA SCUOLA data: 2008-09-16 - pag: 20 autore: Casi di scuola Al classico "Mameli" di Roma porte aperte al voto di condotta Donata Marrazzo ROMA al suono S ono eccitati della prima campanella. Tornano fra i banchie sanno bene quest'anno che cosa c'è di nuovo. Per gli studenti delle scuole superiori la riforma Gelmini vuol dire soprattutto il ritorno al voto in condotta. E tutto sommato non l'hanno presa male: i giovani intervistati davanti al liceo classico Goffredo Mameli di Roma accolgono favorevolmente il provvedimento. Il comportamento fa media ed è un bene, sostengono gli studenti: chi vuole stare in classe deve lavorare, è in sintesi il parere prevalente. Se ne avvantaggia la didattica ma anche le relazioni fra gli studenti: lo spauracchio della bocciatura con il 5 in condotta dovrebbe funzionare da deterrente per i casi di bullismo. Che per alcuni sono solo una montatura. Scherzi un po' pesanti che non possono pregiudicare la promozione. Meglio imparare l'educazione civica, le regole del vivere civile e la Costituzione. Sono tutti d'accordo: è una materia che serve per la crescita personale. Sospiri di sollievo anche per l'adozione quinquennale dei libri di testo: finalmente si riuscirà a contenere il caro-libri. E l'usato avrà un futuro migliore senza il rischio di continui aggiornamenti.

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Pronti, via: la scuola è già in piazza (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova Pronti, via: la scuola è già in piazza Si alza il livello della protesta contro la Riforma-Gelmini, diventando perfino spontanea. Dalla "Daneo" alla "Borsi", dalla "Anna Frank" alla "Giano Grillo". La mattina, prima dell'ingresso in aula, striscioni, volantinaggi, maestri vestiti a lutto. Nel pomeriggio un corteo spontaneo ben nutrito che ha mobilitato un migliaio di maestri, genitori e anche bambini. Alle 15 il raduno in piazza De Ferrari, poi la manifestazione attraverso via XX Settembre per finire sotto le finestre della Direzione Scolastica Regionale, in via Assarotti. GIUSEPPE FILETTO A PAGINA II.

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<Colpa solo di piloti e sindacati se salta il salvataggio di Alitalia> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 221 del 2008-09-16 pagina 2 "Colpa solo di piloti e sindacati se salta il salvataggio di Alitalia" di Adalberto Signore "Non ci sono diminuzioni di stipendio, ai dipendenti si chiede maggior produttività" da Roma "È il momento di chiedere senso di responsabilità a tutti quelli che indugiano e sembrano non sapere che l'ipotesi alternativa è il fallimento, 20mila posti di lavoro in meno". Lo scenario della vertenza Alitalia, Silvio Berlusconi lo disegna senza troppi giri di parole. Negli studi di via Teulada sono quasi le otto di sera mentre si registra Porta a Porta e proprio in quegli stessi minuti a Palazzo Chigi continuano a susseguirsi incontri su incontri. Insomma, la vertenza non è affatto chiusa e il premier decide di dare un segnale piuttosto chiaro soprattutto all'Anpac, il sindacato dei piloti. Ce n'è anche per la Cgil e per il "suo capo" (Guglielmo Epifani) che, dice il Cavaliere, "in diverse fasi della trattativa" ha fatto "interventi che parevano influenzati dalla politica". E proprio nei confronti dell'opposizione Berlusconi usa toni niente affatto teneri. "Per il dialogo serve un'altra generazione di sinistra. Questa - attacca - mi fa cadere le braccia perché sembra che siano felici che questi problemi non vadano a soluzione. Insomma, hanno scelto la politica del tanto peggio tanto meglio". Il riferimento è alle recriminazioni sulla trattativa Air France che è saltata a inizio anno, con in carica il governo Prodi. Ma, ribadisce il premier, "sono loro che hanno detto di no" ed è dunque "inutile polemizzare". Eppoi, aggiunge, "questo piano industriale prevede 3.250 esuberi, la metà di quelli che ci sarebbero stati con Air France". Per il presidente del Consiglio, insomma, "strade alternative non ce ne sono". Il governo, spiega, "ha fatto ciò che aveva promesso" e "ha trovato 16 imprenditori che hanno investito un miliardo di euro e messo a punto un piano industriale in modo tale che la compagnia possa operare in attivo". Gli industriali impegnati nella cordata, fa poi sapere, "ove fosse necessario, si apprestano a un'ulteriore immissione di capitale". Inoltre "non ci saranno diminuzioni di stipendio, ai dipendenti si chiede solo una maggior produttività". Per quanto riguarda gli scenari futuri, invece, il Cavaliere immagina per "la nuova Alitalia" anche "alleanze con compagnie internazionali". "Pensando al destino di Malpensa - spiega - noi guardiamo a Lufthansa. Tutte le compagnie straniere interessate avranno comunque un capitale di minoranza". Nel nuovo statuto, infatti, si prevede che la posizione di maggioranza per i prossimi cinque anni debba essere ricoperta dagli attuali soci e, comunque, anche dopo questi cinque anni, eventuali cambi dovranno essere approvati con una maggioranza del 66%. Insomma, "l'italianità della compagnia mi pare sia garantita". Ora il punto resta solo "chiudere la trattativa". "Il fallimento è una questione di giorni, qualcuno pensa addirittura di ore. Mi auguro - è l'auspicio di Berlusconi - che si trovi un accordo nel più breve tempo possibile". Non solo di Alitalia si parla nella prima puntata di Porta a Porta dopo la pausa estiva. Domanda d'obbligo sul fallimento della banca d'affari statunitense Lehman Brothers e sul lunedì nero delle Borse mondiali. "In Italia - risponde il premier - non può succedere la stessa cosa: gli italiani non sono come gli americani e non spendono più di quanto hanno. Sono prudenti e risparmiatori". "Da noi - aggiunge -, a differenza di quanto accade negli Usa, gli immobili non hanno perso il loro valore. E gli italiani, nella stragrande maggioranza, sono proprietari di case". Che l'economia mondiale sia in un periodo di recessione, però, non è un mistero. E quanto durerà "nessuno lo sa dire". Però, la crisi "non toccherà i risparmiatori, ma chi interviene sui titoli a fine speculativo". Insomma, "i risparmiatori devono tenersi i titoli e aspettare che tornino al loro valore attuale". E, sempre in tema di stabilità del sistema finanziario italiano, Berlusconi affronta la questione Telecom che da mesi vive in una fase di stallo. "Credo che sia importante - spiega il Cavaliere - che Telecom resti in mani italiane". Si affronta anche il capitolo federalismo. E Berlusconi ha parole di apprezzamento per Umberto Bossi ("tra noi una amicizia fraterna") che "alla fine ha sempre buon senso". "Ci vorrà un po' di pazienza", magari "due anni" per i decreti attuativi, ma "grazie al federalismo sarà possibile ridurre l'evasione fiscale e abbassare le tasse". Per quanto riguarda le polemiche sull'omicidio del giovane italiano di colore a Milano, invece, esclude la matrice razziale. "Ho parlato con i responsabili del ministero dell'Interno e sono convinti che il razzismo non c'entri niente". Sul fronte immigrazione, invece, l'accordo con Tripoli prevede un controllo italiano delle coste libiche e "presto verranno inviate sei nostre motovedette". Breve accenno anche alla polemica sul fascismo. Ma, dice il premier, "in questa discussione non voglio entrare" perché "sono abituato a guardare avanti e non mi attardo in questi problemi che non mi toccano". Mentre la riforma della scuola la difende a spada tratta perché quelle contro il ministro Gelmini "sono manifestazioni organizzate da minoranze". Il Cavaliere, invece, si dilunga sulla necessità di tornare al nucleare, tema che la scorsa settimana è stato al centro del bilaterale a Downing Street con il premier britannico Gordon Brown. "Credo che entro la fine di questa legislatura - spiega - avremo delle centrali nel nostro Paese. Ciò non vuol dire che rinunceremo alle fonti alternative, ma, visto il loro maggiore know how nel settore, siamo già al lavoro con francesi e inglesi". Infine, un voto al governo. "Penso che la lode - chiosa - sia una cosa possibile. Sa, io sono autoironico". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Fuori i nostri figli dalla battaglia politica e no alla vendita delle t-shirt (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 221 del 2008-09-16 pagina 8 "Fuori i nostri figli dalla battaglia politica e no alla vendita delle t-shirt anti-ministro" di Redazione da Roma "Quando mia figlia andava alla materna le facevano disegnare gli striscioni contro la riforma Moratti, adesso che è in quarta vogliono farle indossare le magliette contro la Gelmini: mi chiedo quale sia il modello educativo al quale queste insegnanti si ispirano". La mamma si sfoga ma lontano dalle orecchie delle insegnanti e della preside della scuola romana Iqbal Masih, teatro della protesta antigovernativa. "Guardi io sono contraria al maestro unico, preferisco il team perché mi sembra funzioni bene. Però giudico inaccettabile coinvolgere dei bambini in una protesta chiaramente politica", spiega la mamma che chiede di restare anonima come tutti gli altri genitori contattati, spaventati all'idea di creare problemi ai loro figli. "Stamattina davanti a scuola gli stessi insegnanti vendevano a cinque euro magliette con la scritta "non ci rubate il futuro", racconta la signora. "Mi sono trovata in difficoltà di fronte a mia figlia che non sapeva se doveva o no comprare la maglietta e indossarla come stavano facendo altri bambini. Io le ho detto no, che doveva stare tranquilla perché nessuno poteva obbligarla a fare qualcosa senza il mio permesso. Però inevitabilmente questa mia decisione l'ha fatta sentire diversa da tutti gli altri". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Assurdo che i docenti occupino la scuola Ma molte mamme hanno paura di parlare> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 221 del 2008-09-16 pagina 8 "Assurdo che i docenti occupino la scuola Ma molte mamme hanno paura di parlare" di Redazione da Roma "Il ministro Gelmini deve farci il favore di venire nella nostra scuola (la Iqbal Masih ndr) perché qui nessuno ha il coraggio di protestare apertamente ma io sono sicura che sono tanti i genitori che pensano sia sbagliato occupare la scuola e coinvolgere i bambini nella protesta". A questa giovane mamma non va proprio giù dover lasciare la figlia di sette anni in una scuola dove si tiene un'assemblea permanente e i bambini sono stati invitati a indossare la fascia nera al braccio. "Se mettono qualcosa addosso a mia figlia senza chiedermelo li denuncio subito - sbotta esasperata -. Le maestre hanno diritto di protestare ma fuori dai cancelli della scuola che ospita bambini piccolissimi. Ma chi è tutta questa gente che entra ed esce?I docenti ci hanno rassicurato, ci hanno detto che le lezioni si terranno regolarmente e che quindi non potranno essere accusati di interruzione di pubblico servizio ma intanto pare che una decina di persone, tra docenti e genitori, stanotte dormiranno qui per occupare simbolicamente la scuola: useranno bagni dei bambini e i servizi. Ecco non mi sembra giusto ma pochi di noi hanno avuto il coraggio di dire che non erano d'accordo alla preside perché tutti temono poi che i loro figli vengano additati come diversi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Costa attacca. plinio: "pensi al degrado" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Genova La polemica Costa attacca. Plinio: "Pensi al degrado" L'assessore regionale alla scuola Massimiliano Costa ieri mattina, durante l'inaugurazione dell'anno scolastico all'Istituto Nautico San Giorgio, è tornato a criticare la riforma del ministro Gelmini. "Abbiamo una scuola seria di qualità che nonostante le polemiche ha voglia di lavorare - ha affermato Costa - ma non condivido l'impostazione della Gelmini, che è poi quella di Tremonti e quindi si parte con i tagli. Le inefficienze ci sono ma bisogna sedersi a un tavolo, ragionare e rafforzare pezzo per pezzo". Dopo poche ore, non si è fatta attendere la riposta di Gianni Plinio, capogruppo di An in Regione. "L'assessore regionale Costa anziché criticare la riforma della scuola della ministro Gelmini, dovrebbe pensare alle tante strutture scolastiche liguri che versano in condizioni di grave degrado anche a causa della sua colpevole negligenza". "Non è con le falsità e con iniziative strumentali tipiche del vetero sindacalismo di sinistra - conclude il capogruppo di An - che si rimedia ai tanti mali della scuola italiana, allineandola a quella delle più moderne nazioni europee". Al "San Giorgio", davanti a 163 nuovi iscritti, l'assessore ha ricordato che a Genova abbiamo una delle tre accademie della marina mercantile in Europa e il primo istituto nautico d'Italia: "Non tutte le scuole hanno un'eccellenza simile", ha aggiunto Costa. Il preside dell'Istituto nautico Wladimiro Iozzi ha sottolineato l'impegno della Regione nella filiera marittimo-nautica per la formazione dei giovani. L'istituto ha quest'anno più di 900 iscritti tra la sede di Genova e quella di Camogli.

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Scuola, anche pinocchio contro la gelmini - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Genova Scuola, anche Pinocchio contro la Gelmini Istituti listati a lutto, cortei, volantinaggi. E alla Daneo va in scena la fiaba Insegnanti in piazza fino in via Assarotti per replicare al direttore Massara: "No ad aumenti sulla pelle dei licenziati" GIUSEPPE FILETTO Scuole listate a lutto, maestre travestite da maghe che trasformano i bambini in asini, insegnanti con t-shirt disegnate a denunciare la fine della scuola pubblica. Il primo giorno di scuola, già prima delle 8, inizia sotto il segno della protesta e nel pomeriggio sfocia in un raduno in piazza De Ferrari, si trasforma in un corteo spontaneo che raccoglie un migliaio di persone. Dalle 15 e fino alle 18 il centro città diventa un serpente di insegnanti, genitori e bambini che sfila da piazza Dante a via Fieschi, poi risale via XX Settembre, via Roma, fino in via Assarotti, per placarsi sotto le finestre della Direzione Scolastica Regionale. "Vorremmo dare una risposta al direttore regionale, Attilio Massara, che afferma che con la riforma ci guadagneranno gli stipendi degli insegnanti - dice il maestro Marco Scannavini - noi diciamo che non è concepibile che si possa avere un aumento di stipendio sulla pelle dei colleghi licenziati". Nelle stesse ore anche a Savona, nei pressi della sede dell'Ufficio Scolastico Provinciale, una manifestazione spontanea di insegnanti, per la maggior parte precari (ma c'erano anche queli di ruolo ed anche qualche genitore) riempie via Trilussa. Il tamtam è stato diffuso attraverso i messaggini telefonici, scambiati tra colleghi. La giornata, annunciata difficile dai sindacati confederali, dallo Snals e dai Cobas che contestano la Riforma-Gelmini, diventa perfino rovente. In diverse scuole sono partite iniziative spontanee. Alla elementare "Anna Frank" di Marassi il personale scolastico ha appeso striscioni e lenzuola alle inferriate contro il maestro unico e accolto gli alunni indossando magliette bianche con le scritte "No ai tagli", "Più scuola pubblica per tutti". Alle mamme ed ai papà è stato consegnato il testo della mozione approvata negli scorsi giorni dal collegio docenti. Circa centoventi genitori hanno sottoscritto un documento di protesta nei confronti del "Decreto-Gelmini" e si sono impegnati a partecipare alle iniziative di zona, cittadine e nazionali che si stanno organizzando quasi ovunque. Alla elementare "Daneo" del Centro Storico i maestri hanno inscenato la fiaba di Pinocchio e Lucignolo, i due personaggi di Collodi che abbandonano la scuola e nel Paese del Bengodi ad entrambi spuntano le orecchie da asini; alla "Borsi" di Quezzi è stato effettuato un volantinaggio prima dell'ingresso in aula dei bambini; in alcune scuole di Sestri Ponente gli insegnanti sono entrati con la fascia nera al braccio. Tutti a contrastare la riforma e difendere invece il modello organizzativo sperimentato e consolidato da anni: i due maestri su una classe a tempo pieno, i tre che ruotano su due classi a tempo prolungato (il modulo). Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, denunciano la pericolosità delle scelte governative, che secondo loro "precludono ad una diminuzione della qualità e della quantità dell'offerta scolastica e formativa"; si impegnano a mettere in campo ogni possibile iniziativa. In proposito il Coordinamento Precari annuncia azioni più incisive, che potrebbero portare al blocco di alcune scuole già prima dello sciopero generale indetto per il 17 ottobre. Intanto, il circolo didattico Maddalena (oltre la Daneo raggruppa la "Giano-Grillo" e la "De Scalzi) promette di boicottare il Festival della Scienza.

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"la chiusura un disastro per i bambini" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Firenze L'intervista Il sindaco di Palazzuolo sul Senio "La chiusura un disastro per i bambini" Palazzuolo sul Senio, ultima propaggine del Mugello fiorentino a confine con la Romagna. Tra elementari e medie sessanta scolari, natalità annuale media dai 2 ai 10 bambini, abitanti circa 1250. "Palazzuolo è uno dei paesi di montagna che rischia di vedere azzerato il servizio scolastico", dice il sindaco Paola Cavini. "Qui la classe più numerosa ha 9 alunni, se il ministro Gelmini seguirà un criterio prettamente numerico vedo un futuro nero per i nostri bambini". La direzione didattica è già accorpata a quella di Marradi, il centro più vicino che dista 16 chilometri. Sedici chilometri di curve, sottolinea Cavini, senza contare l'enorme disagio per le famiglie e anche per i piccoli delle elementari costretti ad alzatacce col freddo e la neve. "L'unica altra strada che non sia quella di mettere un bus scolastico per Marradi è quella di ricorrere alle pluriclassi, mettendo insieme ragazzi di età diverse nelle ore di ginnastica e in quelle di laboratorio. Ma è ovvio che siamo preoccupati per la qualità dell'insegnamento in un'area in cui già i ragazzi hanno meno possibilità di altri di scambi culturali e grandi difficoltà di spostamento per frequentare le superiori". (s.p.).

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L'insegnante (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Firenze L'insegnante L'assessore Se passa la riforma Gelmini chi farà lezione di teatro, disegno e ambiente? Rischiamo di perdere progetti che sono l'eccellenza delle nostre elementari.

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Scuola, lacrime e polemiche - laura montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Firenze Scuola, lacrime e polemiche Maestre in lutto, genitori preoccupati: addio tempo pieno LAURA MONTANARI (segue dalla prima di cronaca) Qualcuno pensa ai posti di lavoro che andranno persi, qualcuno a conquistarsi spiccioli di punti per salire un po' in graduatoria: "Ci sono insegnanti che vengono a Firenze da Salerno o da Napoli - racconta una maestra - per nove o dodici ore di lezione e guadagnare 500 euro lorde, a volte vengono ospitate da altre maestre perché altrimenti fra spese di viaggio e pernottamento non ce la farebbero". Insomma non c'è una scuola, ma tante scuole, non un primo giorno, ma tanti primi giorni. L'assessore all'Istruzione di Palazzo Vecchio, Daniela Lastri ieri è andata in "tour" nelle aule a salutare alunni e insegnanti: "Il ritorno del maestro unico - ha detto - significa togliere il tempo pieno nelle scuole proprio quando sono cresciute le iscrizioni, e verrebbero meno anche tanti progetti educativi che sono parte integrante dell'attività didattica e hanno costruito l'eccellenza delle nostre elementari". L'assessore ha ricordato che malgrado i tagli ai Comuni, Firenze "assicura tutti i servizi scolastici: mense (da oggi ndr), trasporti in pullmino, pre e post scuola, corsi di alfabetizzazione, la stampa delle pagelle... ". A questo proposito, sarà l'anno del ritorno dei voti numerici, del voto in condotta e del grembiule. "Ma non sono questi i problemi, questo è fumo, la divisa c'era già" dice Silvia Signorini dirigente del Circolo 13 e pensa ai contributi "volontari" che ogni anno deve chiedere ai genitori (10 euro) perché tra spese di pulizia, aggiornamento dei programmi delle aule di informatica, contributi mensa per gli insegnanti, attrezzature per i laboratori e materiali vari (carta igienica compresa) quello che arriva dal ministero ("14mila euro per le scuole di tutto il circolo") non basta mai. Alla media Carducci, così contesa che quest'anno avrebbe avuto iscrizioni per formare due classi in più, il contributo "volontario" chiesto alle famiglie sale a quota 60 euro, in cambio di corsi di recupero, di latino, di metodologia di studio, atletica, ping pong. La protesta delle maestre vestite di nero contro la riforma ha scatenato le polemiche politiche: il senatore Achille Totaro (An-Pdl) ha annunciato che presenterà un esposto alla magistratura: "Una protesta vergognosa. Una sceneggiata finalizzata alla strumentalizzazione dei piccoli alunni" ha scritto in una nota. "Le proteste politiche devono svolgersi nelle piazze, non certo all'interno delle scuole, davanti ai minori ai quali viene così lanciato un messaggio ben preciso. Gli insegnati - ha aggiunto - hanno un ruolo educativo e formativo, e il loro compito non è certo quello di imbastire ridicole proteste di carattere politico davanti agli alunni". E Giovanni Donzelli, stesso partito, ha sottolineato: "un'iniziativa irresponsabile e diseducativa. In molte parti d'Italia la protesta si è limitata a una fascia al braccio, a Firenze l'ottusità estremista di alcuni sindacati ha spinto le maestre a vestirsi completamente di nero traumatizzando i bambini che invece dovrebbero vivere il primo giorno con serenità e gioia". Non si è fatta attendere la replica dalle scuole della protesta: "Sono posizioni ridicole - dice Anna Marcolini, Rsu delle insegnanti della Enriquez-Capponi - i bambini erano divertiti, le mamme ci hanno anche sostenuto e in classe abbiamo parlato delle vacanze". Nella mattinata di ieri in molti licei e medie superiori di Firenze, i giovani del Pd hanno distribuito volantini contro i tagli e il ripristino del maestro unico nella primaria. Volantinaggio anche da parte del Partito Socialista davanti alla "Città Pestalozzi" e nello stesso posto manifestazione dei Verdi. L'opposizione alle ultime riforme volute dal ministro Gelmini andranno avanti con incontri in calendario già nei prossimi giorni e, per esempio, con un'assemblea all'istituto Marco Polo dove si riuniranno tutte le sigle sindacali degli insegnanti. (Hanno collaborato Stefania La Malfa e Mario Neri).

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Pagina IV - Bologna ARRIVA direttamente da Roma, in ritardo, per inaugurare l'anno scolastico alle A... (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bologna ARRIVA direttamente da Roma, in ritardo, per inaugurare l'anno scolastico alle Aldini. E sbotta alla prima domanda delle tv locali sulla riforma Gelmini: "Non posso parlare di riforme, eseguo quello che il ministro pro tempore dice di fare". Luigi Catalano, direttore dell'ufficio scolastico regionale, ieri ha scelto gli istituti professionali e tecnici bolognesi appena passati dal Comune allo Stato per dare il saluto ai circa 490mila studenti e 50mila docenti rientrati in classe in Emilia Romagna. E la sua è una lettura positiva, mentre sindacati e scuole bolognesi protestano: "Le risorse assegnate possono garantire il regolare svolgimento dell'anno scolastico, tutti i posti sono stati coperti". Catalano parla di "accorgimenti tecnici" e di "ottimizzazione delle risorse". Con lui gli assessori alla scuola Paolo Rebaudengo (Provincia) e Milli Virgilio (Comune) e il direttore dell'Usp Vincenzo Aiello. Catalano incontra una classe di studenti, "in Emilia Romagna la scuola è viva", dice. Rebaudengo ricorda "la preoccupazione, che resta alta, per come parte l'anno scolastico espressa dal consiglio provinciale". E i sindacati replicano: "Tutto a posto? Che Catalano ce lo dimostri con i fatti. A noi ancora non risulta". A parlare è Sandra Soster, segretaria provinciale della Flc-Cgil, all'uscita dall'incontro sugli organici all'ufficio scolastico provinciale. "Sull'inglese alle elementari la situazione non è risolta. I trenta posti che mancavano alle medie sono stati coperti con il completamento delle cattedre a 18 ore e con ore eccedenti, ma intanto le ore di inglese, seconda lingua straniera e tecnica sono state ridotte. Ci hanno promesso che vigileranno sull'utilizzo improprio di insegnanti. Noi invitiamo a denunciare le situazioni irregolari". Cub scuola sciopera venerdì 19 settembre (l'assemblea è oggi alle 17.30 in via dello Scalo 21), mentre il 27 settembre la Cgil scende in piazza a livello nazionale. (il. ve.).

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Scuola, primo giorno nel caos - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bologna Scuola, primo giorno nel caos Le proteste hanno segnato l'avvio dell'anno scolastico "Poveri bambini, avranno poche maestre, ma tanti grembiulini" recita un cartello Striscioni e volantini contro la riforma sono apparsi alle scuole Acri, Fiorini, Moro e 2 Agosto ILARIA VENTURI I MAESTRI delle elementari XXI Aprile, Avogli e Manzolini hanno accolto i bambini vestiti di nero, a lutto. In una sola mattina alle Fortuzzi più di cento genitori hanno firmato contro la riforma Gelmini. E poi striscioni fuori dalle finestre delle aule - "no al maestro unico, no ai tagli" - e volantini distribuiti all'ingresso delle elementari e medie per spiegare alle famiglie gli effetti dei nuovi provvedimenti sulla scuola. Il primo giorno tra i banchi per oltre centomila alunni della Provincia di Bologna è segnato dalla protesta della scuola di base. Mentre l'ufficio scolastico provinciale corre ai ripari e, a lezioni avviate, cerca di coprire i buchi sull'inglese alle elementari con una nuova ricognizione in quasi trenta istituti. Ma posti in più non arriveranno da Roma, per nessun ordine di scuola. Ieri il nuovo direttore Vincenzo Aiello ha promesso ai sindacati fondi aggiuntivi per pagare le supplenze o le ore eccedenti e assicurare così l'inglese in tutte le classi. Non una risposta invece per gli oltre cinquanta lavoratori-studenti ai quali sono stati soppressi i corsi serali dopo il biennio, mentre a Bentivoglio e a Sala Bolognese una cinquantina di bambini rimarrà a casa perché due sezioni di materna non sono state concesse. L'incontro tra Aiello e i sindacati è avvenuto ieri pomeriggio, con oltre duecento insegnanti e genitori a protestare sotto il portico e in strada, in via de' Castagnoli. Molti i precari che temono per il posto di lavoro. Una giovane insegnante ricorda, su un cartellone, l'esame da avvocato del ministro: "Il mio esame in Calabria? Avevo bisogno di lavorare. E perché, noi no?". Chiara Perazzo, sindacalista di lungo corso (il presidio è di Cgil, Cisl, Snal, con Cub-Rdb) indossa il cartello: "Poveri bambini, avranno poche maestre, ma tanti grembiulini". Gli striscioni e i volantini contro la riforma che porterà al maestro unico alle elementari ("e quindi alla fine del tempo pieno", traducono gli insegnanti per le famiglie) e contro i tagli sono apparsi alle scuole Acri, Fiorini, Moro, 2 Agosto, Lipparini, Fortuzzi ("E noi che credevamo di essere già maestri unici"), Cremonini Ongaro, Don Minzoni, Don Milani ("maestro unico, pensiero unico"), alle materne del Savena, all'istituto comprensivo 9 e 11, al terzo, quinto e tredicesimo circolo e all'istituto comprensivo 11, negli istituti della provincia tra cui Calderara di Reno e Crespellano. In montagna gli insegnanti si stanno organizzando in collettivo, per avere più voce, annuncia Valentina Grande che insegna a Grizzana. Con lei le colleghe di Marzabotto. "Mi chiamo Anna, 15 anni di precariato alla materna e la paura di perdere il lavoro il prossimo anno; sono Antonia, di ruolo, ma non più sicura di nulla nemmeno io", si presentano. "Così si svilisce la scuola pubblica", protesta Franco Taddia, genitore della scuola di Calderara. L'istituto comprensivo 16 firma lo striscione: "Tagliano i servizi, ma non i loro privilegi. Salviamo la scuola pubblica". E' solo l'inizio della protesta. Oggi, ad ogni fermata dello scuolabus che va alle Longhena, altro volantinaggio dei genitori. L'assemblea delle scuole di Bologna si riunirà venerdì alle ore 17 alle Guido Reni. Per la manifestazione del 26 settembre in piazza.

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Ltb fa un giornale contro la giunta festa pdl, gelmini ospite d'onore (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna La lista civica prepara un "freepress" sulle promesse non mantenute del sindaco Ltb fa un giornale contro la giunta Festa Pdl, Gelmini ospite d'onore Un free-press contro Cofferati da distribuire per strada, nei bar e nei centri commerciali a partire dal 3 ottobre. La Tua Bologna aggiunge un'altra iniziativa a quelle già in campo per preparare il terreno alla discesa in campo di Giorgio Guazzaloca nel 2009. Dopo i banchetti per le firme, il porta-a-porta, e la convention di fine anno (la data è ancora indefinita) con l'ex sindaco, la lista civica prepara un dossier di promesse non mantenute dalla giunta Cofferati da distribuire gratuitamente nei luoghi pubblici. Mentre il Pdl prosegue con i preparativi della sua festa clonata sul modello "Unità", e invita quattro ministri, tra cui la primadonna della scuola Mariastella Gelmini. "In un primo tempo avevo pensato a un libro" spiega il coordinatore di Ltb Carlo Monaco. Ma dopo il vertice di ieri mattina è prevalsa la linea del giornale. "Cominceremo il 3 ottobre - annuncia - e lo distribuiremo un po' ovunque. Dai banchetti ai supermercati". Non un quotidiano, ma un dossier gratuito sul quel che Cofferati non ha fatto in quattro anni di mandato, proprio mentre il sindaco sta per partire per il suo tour non-elettorale nei quartieri da 90mila euro. Un tour inutile e "offensivo" ribadisce il deputato Udc Gianluca Galletti che, citando il leader dei Democratici americani Barak Obamam, dice: "La cattiva amministrazione di Cofferati può mettere tutto il rossetto che vuole, ma a fine giornata resta sempre una cattiva amministrazione". Ma fervono i preparativi anche nel centrodestra, che sta preparando una Festa alla Borgatella di San Lazzaro. "Slittiamo a ottobre - ammette l'organizzatore Lorenzo Tomassini, FI - e abbiamo in mente di invitare quattro ministri, tutti di Forza Italia per ora". Probabile tra loro la presenza della ministra della scuola Gelmini, al centro delle polemiche per il suo decreto che reintroduce il maestro unico alle elementari. (s. b.).

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Berlusconi cerca la sorpresa Lufthansa partner per Alitalia (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Berlusconi cerca la sorpresa "Lufthansa partner per Alitalia" di Natalia Lombardo/ Roma Tutta la campagna per l'italianità garantita di Alitalia si potrebbe ridurre in pochi giorni dopo la firma di un accordo con l'ingresso di un marchio straniero: Lufthansa, la compagnia che vorrebbe la Lega. Silvio Berlusconi, naturalmente, è stato chiamato da Bruno Vespa ad aprire la stagione. Peccato che il premier lo chiami "dottor Fede"... E al ministro dell'Interno, il leghista Maroni, il premier dà soddisfazione nel dire che per l'omicidio del ragazzo nero e italiano "non c'entra nulla il colore della pelle". Sul fondale campeggia il titolo: Alitalia ore decisive: Ce la farete? Va al sodo il conduttore, e il premier lancia un aut aut, caricando già sulle spalle del "capo della Cgil" la responsabilità di un eventuale fallimento. Parole rilanciate dalle agenzie, mentre i sindacati dei piloti erano seduti al tavolo col governo a Palazzo Chigi. A loro, che accusa di voler difendere "privilegi di categoria" e di essere "irresponsabili", chiede "un segno di responsabilità, vedo che molti indugiano, ma non ci sono scusanti. Non ci sono strade alternative". Accettino di lavorare di piu' con lo stesso stipendio. Ma l'italianità è a termine: qualche giorno dopo l'accordo potranno scendere in campo compagnie straniere. E Berlusconi sceglie quella che preferisce la Lega: "per noi, per Malpensa e il Nord, guardiamo come partner a Lufthansa", accordi commerciali o "ingresso del capitale, ma solo per una posizione minoritaria". Torna a puntar il dito sulla sinistra: "durante la trattativa ci sono stati interventi del capo della Cgil - non nomina Epifani - che parevano influenzati dalla politica". E rincara: "la sinistra sembra felice della crisi". Berlusconi si rifiuta di scambiare un colpo di fioretto con Valentina Vezzali che gliene regala uno con le sigle Sb, omaggio della Polizia di Stato. Lui le donne "non le tocca neppure con un dito". La campionessa olimpica sorprende: "Presidente, da lei mi farei toccare...". Dalla lama. Il fioretto cade quando il premier torna sull'addio di Air France: "gli esuberi erano tra 6 e 7mila, ora sono 3250, i sindacati hanno detto no e i francesi hanno pensato: ma chi me lo fa fare?". Poi si spazientisce e ammette: "sto perdendo tempo a convincere i 16 imprenditori a non fare come Air France...". E a mettere sul piatto cento milioni di euro. Alla ripresa di un Porta a Porta sempre uguale (con un vignettista in diretta, Federico Delle Rose, idea presa da Anno Zero di Santoro col piu' dissacrante Vauro) Berlusconi si dà la lode. Il dieci è sottinteso. Per i rifiuti, per la lotta all'immigrazione che intende colpire con rimpatri eseguiti anche se i paesi d'origine non sono d'accordo. Ma non sia mai di intervenire sul "libero mercato" per i prezzi alle stelle: "non si può, neppure in una dittatura". Semmai "ridurre la filiera" con banchi dei produttori al supermercato. Piu' rassicurante sul crollo delle Borse e della Lehman negli Usa: "in Italia non può accadere", noi non siamo "spenditori" come gli americani sui mutui le banche sono piu' caute. Ma su molti punti fa il vago: dal presidenzialismo nelle riforme all'abolizione delle Province (che non vuole la Lega), se la cava con un "non ne abbiamo mai parlato". Il fascismo? Roba vecchia. Non prende nettamente le distanze, dopo aver difeso Italo Balbo con i giovani di An: "Io non guardo al passato, per me sono cose scontate, l'importante è che ci si riconosca nella democrazia e nella Costituzione". Però ha parole dolci per Bossi: "Fra Umberto e me amicizia fraterna, ha un gran buon senso". Così cancella l'ombra nera del razzismo nel brutale assassinio di Abdul: dalle indagini del ministero. Mi ha detto Maroni, non c'entra il colore della pelle". Non arriva a giustificare gli assassini, "che hanno un'attitudine alla violenza", però certo "avevano subito una serie di furti". Non accetta critiche, Silvio IV, anche se glielo chiede Ferruccio De Bortoli (ospite insieme a Mario Orfeo). Niente. Non cede neppure sulla soglia del 5% senza preferenze alle europee. E sbatte la porta a Veltroni. Si vanta ancora invece per la prima vittoria sui rifiuti(quando va a Napoli "non se ne accorge nessuno", sogghigna), esalta la scure della Gelmini sui mastri unici. Gli dà una mano Miss Italia, la rossa Miriam Leone che si ricorda come scolaretta felice con un maestro solo. Silvio non ricambia: "il presidente del consiglio si astiene" dal riconoscere la longilinea siciliana come bellezza italiana tipo. O del suo tipo. Alla fine non poteva mancare il servizio su Silvio e Veronica manina nella manina. Berlusconi punzecchia il conduttore: "Domani l'Unità titolerà su di lei, Vespa". Bruno dirotta. Ha cercato di essere ficcante, ma al cuore azzurro non si comanda.

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Il pd va a scuola: "contro i tagli" - camilla povia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Bari Il Pd va a scuola: "Contro i tagli" Volantinaggi e incontri con gli studenti. "Presto gli scioperi" L'ufficio scolastico convoca i presidi per fine settembre "è bene che ci siano tutti" CAMILLA POVIA Primo giorno di scuola all'insegna della protesta. Ieri in quasi tutte le scuole di Bari e provincia, il Partito democratico ha consegnato volantini e materiale informativo per continuare la battaglia contro i tagli del governo Berlusconi. Davanti al liceo scientifico Scacchi e al liceo classico Flacco, le maggiori concentrazioni. Ma poi anche davanti alle scuole dei quartieri Poggiofranco, Murat, Palese e Santo Spirito. "La verità è che il governo, in particolare i ministri Tremonti e Gelmini - ha spiegato Dario Ginefra, deputato del Pd, schierato ieri in prima fila davanti agli istituti - considerano la scuola una riserva finanziaria dove tagliare in modo indiscriminato per tentare di far tornare i conti del bilancio dello stato a danno del futuro dei nostri figli e dunque del futuro del Paese". Il Pd, quindi, scende in campo. E lo fa sostenendo e affiancando le proteste delle scuole elementari, previste per il 26, il 27 e il 29 settembre. "I tagli previsti, per il triennio 2009/2011 - ha continuato l'onorevole Ginefra - sono di ben 7 miliardi e 832 milioni e di 130mila posti negli organici del personale (87mila docenti e 43mila tecnici, bidelli, amministrativi). Forse questo i ragazzi non lo sanno. Per questo pensiamo che non bisogna tagliare ma operare per qualificare di più la spesa". Intanto gli enti locali pugliesi sono in fermento. L'assessorato regionale per il diritto allo studio ha già scritto le norme per creare la nuova rete scolastica dell'anno 2008/2009. In questi giorni il piano sarà portato in giunta regionale per la prima volta e la sua approvazione assumerà il valore di una decisione collegiale. "Aspetto il decreto del ministro Gelmini - ha confermato l'assessore Lomelo - e poi passeremo al contrattacco". Anche l'Ufficio scolastico regionale si sta organizzando per far fronte ai tagli a pioggia che l'anno prossimo colpiranno le 926 scuole pugliesi. "Dal 30 settembre al 4 ottobre abbiamo convocato tutti i dirigenti scolastici pugliesi - ha detto Lucrezia Stellacci, direttore generale dell'ufficio scolastico - per confrontarci sui nostri obiettivi. Sarà importante soprattutto la partecipazione dei presidi dei piccoli comuni, che saranno i più colpiti dai tagli". Ma ieri era anche giornata di protesta a livello nazionale. L'invito era mettere una fascia nera al braccio o vestirsi di nero, come iniziativa simbolica. "In Puglia non ci risulta che alcuna scuola l'abbia fatto - ha detto Lena Gissi, segretario generale Cisl scuola - quello che sappiamo per certo e che tutti gli istituti sono in fermento. Minacciano scioperi e promettono assemblee". Nei prossimi giorni potrebbero essere indette manifestazioni all'interno delle scuole: dopo il sit-in di sabato davanti alla Fiera del Levante, la battaglia può dirsi cominciata.

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Questa scuola senza pace - marco lodoli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XXI - Roma QUESTA SCUOLA SENZA PACE MARCO LODOLI (segue dalla prima di cronaca) A fine carriera è arrivato a 1800 euro, e gli dispiace che quei soldi con cui a Roma è quasi impossibile pagarsi un affitto, mantenere dei figli, comprare libri e riviste per rimanere aggiornati, siano considerati dai detrattori del lavoro pubblico biada per fannulloni. La credibilità dei professori, già corrosa dalla ruggine del disprezzo sociale, dalla commiserazione di tanti studenti educati dalla tv al mito del successo, dall'ostilità di troppi genitori schierati sempre e comunque in difesa dei propri figlioli, anche se ciucci, quella minima credibilità conquistata in anni di lavoro dietro una cattedra oggi è tristemente minacciata. La scuola risulta solo come un'emorragia inarrestabile di denaro, e allora bisogna amputare, cancellare posti. Le elementari, fiore all'occhiello del nostro sistema educativo, sono finite sotto l'accetta della ministra Gelmini, che per rispettare le esigenze di risparmio non ha immaginato nient'altro che la maestra unica: come dire suicidiamoci per consumare meno ossigeno. Altrettanto assurde sono le punizioni economiche agli insegnanti assenti per pochi giorni: giustamente una mia collega mi ha fatto notare che adesso chi è malato, pur di non perdere i soldi, verrà ugualmente a scuola, senza preoccuparsi di contagiare le persone studenti, insegnanti, bidelli. Insomma, siamo nel caos e non sorprende che chi ha possibilità economiche maggiori, qui a Roma, iscriva i propri figli in qualche istituto privato, meglio se americano o tedesco o francese, perché ormai è chiaro per tutti che la scuola italiana sta tornando a essere il primo passo verso la separazione sociale tra ricchi e poveri. Tutto ormai si gioca sulla costruzione di un curriculum eccellente, chi può permettersi studi migliori avrà un futuro migliore, gli altri pane e cipolla. Gli anni di una istruzione democratica, diffusa, sembrano preistoria. Oggi la scuola pubblica arranca sotto le mazzate del ministero, mentre la privata vola verso l'America. Poveri bambini, poveri ragazzi che non hanno le spalle coperte: si ritrovano a studiare in una società sempre più competitiva e classista, che pare aver deciso già dal primo giorno di scuola chi viaggerà in prima classe e chi in un vagone scassato.

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Ritorno a scuola con le maestre a lutto - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

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Cronaca Ritorno a scuola con le maestre a lutto Proteste in tutta Italia. Gelmini: vergognoso strumentalizzare i bambini Il ministro: "Alcuni docenti in esubero passino ad insegnare una lingua straniera" MARIO REGGIO ROMA - Sit in, nastri neri legati al braccio in segno di lutto, girotondi, manifestazioni. E a Roma la prima occupazione di una scuola elementare. "Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche", è stato il commento del ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Malgrado l'ira del ministro, maestre e genitori hanno dato vita alla protesta contro il maestro unico ed i tagli di organico, proprio il primo giorno di scuola. Una cosa che non si vedeva da molti anni. L'azione più massiccia a Roma: 70 scuole hanno da giorni aderito alla protesta e la scuola elementare "Iqbal Masih" è stata occupata da maestre e genitori. Al suono della prima campanella le mamme si sono presentate con indosso una maglietta con su scritto "il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". Maestre vestite a lutto anche alle materne Andrea del Sarbo e Giotto ed all'elementare Capponi di Firenze. L'aria di rivolta contro i tagli ed il ritorno al maestro unico ha raggiunto anche Venezia: duecento genitori hanno indossato, accompagnando i loro figli a scuola, una maglietta bianca con la scritta in nero "Sos la scuola crolla". Girotondi e sit in a Genova attorno alla fontana di piazza De Ferrari, nel cuore della città. Insegnanti, genitori, piccoli studenti in corteo per le strade del centro. Svettano grandi cappelli da Pinocchio e spiccano le scritte "Maestro unico? No Grazie". Precari della scuola in piazza a Napoli e Benevento contro il piano programmatico del governo che di fatto congela le graduatorie. E cosa risponde il ministro Gelmini? "I precari hanno il diritto di essere arrabbiati con la politica, ma ho preferito raccontare delle verità scomode perché non voglio diventare corresponsabile di un meccanismo distorto che ha prodotto il precariato scolastico". Poi lancia una ciambella di salvataggio per i docenti di ruolo in "esubero", quasi 90 mila, che perderanno la cattedra: "Forse, ad alcuni docenti nelle materie umanistiche, chiederemo uno sforzo per apprendere l'insegnamento della lingua straniera". Intanto è iniziata anche la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori. I giovani dell'Uds hanno distribuito in tutte le scuole il volantino "Jurassic School. Benvenuti nella scuola del passato". Ma il vero show anti Gelmini è iniziato alle 11 e mezza davanti al ministero della Pubblica Istruzione. Un gruppo di studenti si è presentato con indosso orecchie d'asino di cartone, capitanato da un giovane in mutande e canottiera, come simbolo della "povertà della scuola pubblica". Poi ha srotolato uno striscione: "Non è che l'inizio, mobilitazione nazionale studentesca il 10 ottobre". E nei prossimi giorni scenderanno in campo i sindacati della scuola. La Cgil ha già lanciato l'offensiva in decine di città. Come i Cobas che hanno annunciato lo sciopero generale per il 17 ottobre.

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Aule occupate nell'istituto ribelle "il docente unico non deve passare" - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Roma, caposaldo della protesta la elementare Iqbal Masih del Casilino. "Andremo avanti fino a quando ce la faremo" Aule occupate nell'istituto ribelle "Il docente unico non deve passare" Cento persone pronte a passare la notte nell'istituto. "Poi una fiaccolata" TEA MAISTO ROMA - Occupazione già dal primo giorno di scuola contro il maestro unico. Si chiama scuola elementare Iqbal Masih e si trova in zona Casilina, nella periferia est della Capitale: è l'istituto capofila del coordinamento "Non rubateci il futuro" che conta circa 70 scuole a Roma e provincia, che dall'inizio di settembre ha visto genitori e insegnanti uniti contro la riforma Gelmini. La Iqbal Masih, l'istituto intitolato al bimbo pakistano simbolo della rivolta contro il lavoro minorile, infatti, è stata la prima scuola romana a riunirsi in comitato contro la riforma Gelmini, ha poi organizzato un'assemblea aperta con genitori e rappresentanti di altre elementari. Da qui la nascita del coordinamento che ieri ha visto istituti in tutta Roma protestare con raccolte firme, assemblee e striscioni. E ieri nella scuola del Casilino genitori e insegnanti indossavano magliette con su scritto "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". Lo stesso slogan dello striscione affisso sulla facciata della scuola. Alcune maestre portavano al braccio anche il nastro nero in segno di lutto. E così hanno iniziato il nuovo anno scolastico: assemblea la prima ora, poi lezioni regolari e infine l'occupazione con riunioni, dibattiti e iniziative con bambini. La scuola, dove ieri pomeriggio erano riunite più di 100 persone, ha in programma per i prossimi giorni riunioni e una fiaccolata per le vie del quartiere. E di notte resteranno mamme, papà, alunni e maestre. "Andremo avanti fino a quando ce la faremo - ha spiegato la maestra Paola Arduini - La protesta contro il maestro unico è troppo importante per tutti noi". "L'eliminazione del maestro unico - aggiunge la collega Silvia Zangrilli, nastro nero al braccio - ha permesso l'inserimento dei bambini con handicap e degli stranieri". Del resto, la Iqbal Masih ha da anni programmi di integrazione per i bambini rom (ce ne sono circa 40), ha un responsabile per i progetti interculturali (sono rappresentate 23 nazionalità diverse) ed è anche un punto di riferimento per i diversi abili (è il 6 per cento della popolazione scolastica). Inoltre ha un coro multietnico composto dai bambini della scuola. "Il maestro unico è fuori tempo e fuori luogo - spiega un'altra maestra, Nadia Ferretti - La società è cambiata: ci sono più messaggi da decodificare. Le stesse discipline sono diverse e sono diversi i mezzi che comunicano queste cose. Il maestro unico da solo e con la riduzione a 24 ore riuscirebbe a insegnare ben poco. E sarebbe in questo caso una scuola selettiva, non avendo a disposizione un numero di ore sufficiente a spiegare tutto rispettando i tempi di apprendimento di ciascun bambino ". Sulle dichiarazioni del ministro dell'istruzione - "Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche" - i genitori del coordinamento chiamati in causa hanno preso carta e penna e hanno scritto alla Gelmini: "Abbiamo letto con dispiacere le parole delle sue dichiarazioni. Noi genitori non saremmo mai capaci di strumentalizzare i nostri figli. Noi genitori siamo scesi in campo per continuare a garantire a tutti i bambini il diritto ad avere una scuola elementare importante per loro e per tutta la società italiana. E' questo che i nostri figli hanno capito ed è per questo che i nostri figli stanno, sempre di più, insieme a noi: per affetto e per orgoglio". Di qui la richiesta: "Noi genitori di Roma domani (oggi per chi legge, ndr) ci incontreremo dalle 10 alle 20 a piazza Montecitorio; sarebbe bello, seppure utopico, poterla incontrare per presentarle le nostre ragioni".

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Primo giorno di scuola con il lutto al braccio (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

VERBANIA. CONTRO LE RIFORME ANNUNCIATE DAL MINISTRO GELMINI Primo giorno di scuola con il lutto al braccio Maestre in rivolta: "Così si rovinano le elementari" [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA Sorriso sulle labbra, lutto al braccio. Così, ieri mattina, si sono presentate al cancello alcune delle maestre delle scuole elementari "Maria Peron" di Sant'Anna, a Verbania. La campanella suona non solo per il nuovo anno scolastico, ma anche per una stagione di proteste destinata ad accompagnare i prossimi mesi: la rivolta degli insegnanti contro le riforme annunciate dal ministro Gelmini è cominciata. "Il maestro unico è quanto di meno pedagogico ci sia - commenta Viviana Obertini, maestra da 32 anni -. E' assurdo dire che con due insegnanti i bambini si confondono: alle materne sono due, alle medie sei o sette. E il taglio delle ore settimanali, dalle attuali 40 a 24? A farne le spese saranno le famiglie". Un passo indietro non da poco, insomma: "Sia con i moduli che con il tempo pieno lavoriamo in gruppo, offrendo recupero ai bimbi in difficoltà e incentivi a chi può fare di più. Il ministro prevede di aumentare il numero degli alunni per classe, come faranno i maestri a seguire i bambini che fanno fatica con 25/26 studenti alla volta? Inoltre non ci saranno più gite, perché serve un adulto ogni 15 bimbi. I motivi di questo decreto non sono pedagogici ma finanziari". Maria Varini, dietro la cattedra da 23 anni, rincara: "Il modello del maestro unico è improponibile, sparirebbero i progetti, i laboratori e le iniziative che oggi siamo in grado di offrire". Stesso parere per Tiziana Minazzi, maestra da 25 anni: "In questi anni ci siamo creati competenze specifiche, tornare a insegnare tutte le materie significherà necessariamente una perdita di qualità". Ai bimbi che chiedono il motivo di quelle fasce nere al braccio, la maestra Lorella Maurizi, tra i banchi da 25 anni, risponde: "Siamo tristi perché il ministro sta cercando di riorganizzare la scuola in malo modo". Poi, insieme alle colleghe, aggiunge: "In un paese democratico non si prendono provvedimenti del genere senza convocare le parti sociali, è un modo di agire dittatoriale". Al fianco delle maestre ci sono anche genitori. Come Savino Bombace e Sara Coduri, membri del consiglio del 1° circolo: "Il tempo pieno non è un modo per "parcheggiare" i figli ma un arricchimento didattico che ora verrà a mancare - dice Bombace -. E' assurdo cercare di risparmiare su una delle poche istituzioni che funziona, in altri Paesi non farebbero mai tagli all'istruzione perché è la base del futuro". E Coduri aggiunge: "La scuola elementare italiana è tra quelle con gli standard più alti, perché andarla a rovinare?". Le maestre, intanto, continueranno a portare il lutto e protestare "perché non si deve pensare che questa riforma finirà in niente. Se diventa legge ricadrà sulle spalle di tutti".

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Imperia, un avvio senza le mense (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]STEFANO DELFINO IMPERIA Il via ieri mattina, tra novità e qualche immancabile "mugugno": un "esercito" di 24.907 studenti ha occupato le 1.216 aule a disposizione nella provincia di Imperia. Ma nel capoluogo, a Cervo, San Bartolomeo al Mare e Diano San Pietro l'inizio è stato contrassegnato dall'assenza delle mense per gli alunni, sia pure per ragioni diverse. Mense. A Imperia, Giuseppe Fossati, assessore alle Attività educative, comunica: "I servizi di ristorazione di pre-scuola e dopo-scuola saranno erogati in modo completo a partire da lunedì prossimo, al massimo da martedì". Il ritardo è legato anche alla creazione della Seris, una Srl controllata dal Comune e incaricata di gestire le mense. Proprio ieri, il dottor Gianluca Lisa, già nominato come amministratore unico della società, ha rassegnato le dimissioni "per motivi di ordine professionale". Constatata la necessità "di un'immediata operatività della Seris", l'Amministrazione comunale ha individuato nel dottor Sergio Roggero, dirigente del settore legale commerciale del Comune il nuovo amministratore unico: "Con ciò si conferma la volontà di ribadire il forte legame tra la Seris e l'ente stesso". Nel Golfo Dianese, pranzo al sacco o a casa per centinaia di alunni. A Cervo (scuole materne ed elemenmtari) e San Bartolomeo (elementari e medie), il servizio mensa scatterà lunedì prossimo. Spiega Vittorio Desiglioli, sindaco di Cervo: "La gara d'appalto è stata vinta da un'azienda nuova, che non è stata in grado di cominciare l'attività in contemporanea con le lezioni scolastiche". A Diano San Pietro, invece, bisognerà attendere ottobre, perchè i lavori di ristrutturazione dell'edificio non piotranno essere completati prima di un paio di settimane. Asili. A Imperia, sono operativi da ieri gli gli asili nido per 73 bambini nelle tre strutture comunali. Precisa Nicola Falciola, assessore alle Politiche sociali: "Altri 75 verranno inseriti in base alla graduatoria e alla programmazione da parte del coordinatore psico-pedagogico e degli educatori dei tre asili nido comunali fino alla copertura completa dei 148 posti previsti". Con l'intervento del sindaco Luigi Sappa e degli assessori Falciola e Fossati sono proseguiti gli incontri sindacali per completare la copertura di tutti i servizi (ristorazione scolastica, educativi e asili nido). Settimana corta. É la novità introdotta quest'anno dalla Scuola Media "Boine" di Imperia. Le lezioni si articoleranno su cinque mattinate, da lunedì a venerdì, con orario dalle 8 alle 12.55 e un rientro pomeridiano dalle 13.50 alle 17.10. Salvaguardata al massimo la durata delle ore di lezione, che per quanto possibile rimane di 60 minuti. "Il mondo del lavoro ormai da tempo ha scelto in moltissimi casi questa soluzione e la nostra scuola ha voluto adeguarsi venendo incontro anche alle richieste delle famiglie", spiega Luciano Calzamiglia, il dirigente scolastico. Critiche. Sono quelle che Pd, attraverso il gruppo consiliare in Provincia (Fulvio Vassallo, Sergio Scibilia e Angelo Toscano) e la segreteria provinciale del partito, hanno evidenziato in un Ordine del Giorno, consegnato al provveditorato agli Studi per il ministro Gelmini e al presidente della Provincia Giuliano, nel quale attaccano il Governo sui tagli operati nel settore della pubblica istruzione. Afferma il coordinatore provinciale del Pd, Giancarlo Manti: "L'iniziativa è chiara: "La scuola passa da settore strategico a solo capitolo di spesa. Con conseguenze disastrose. Non c'è nessuna ispirazione strategica dietro queste scelte, ma solo drammatici effetti".

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Scuola al via con una protesta (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]MAURIZIO FICO SAVONA Ieri mattina la prima campanella ha aperto, per 34 mila studenti della provincia, un anno scolastico nel segno delle novità, già introdotte o annunciate, dal ministro Gelmini (subito il ritorno del voto di condotta, maestro unico dal prossimo anno) e su cui si allunga l'ombra dei tagli della finanziaria Padoa Schioppa e di quella, ancora più pesante, di Tremonti. Nel primo pomeriggio c'è stato il presidio di oltre cinquanta insegnanti, in maggioranza precari, davanti all'ex provveditorato, con la distribuzione di volantini tra cui quelli della Cisl "Mobilitazione a difesa della scuola del Paese" e della Flc Cgil Liguria, che ha definito tra l'altro la reintroduzione del maestro unico "un calcio nei denti alle bambine a i bambini". Un manifestazione spontanea, a cui hanno partecipato anche alcuni genitori. La mattinata era trascorsa però senza particolari emergenze. Per la dirigente scolastica provinciale, Carla Barzaghi e la trentina di suoi collaboratori della sede di via Trilussa, verso le 13, un sospiro di sollievo: "Anche per noi si è ripetuta l'emozione del primo giorno di scuola", ha detto la dirigente, che ha invitato a tutti gli auguri di buon lavoro, con un pensiero speciale rivolto ai bambini di prima elementare, ai ragazzi di prima media e alle "matricole" delle superiori: "Per quanto riguarda il presidio, che rispetto pur non entrando nel merito, preciso soltanto che non c'è stata alcuna richiesta di incontro con la sottoscritta". Sul piano tecnico i dirigenti dei vari istituti affidano le ultime cattedre disponibili e su quello più "politico", alla luce dei progetti ministeriali di tagli e accorpamenti, sta per partire il confronto tra l'Ufficio scolastico, i dirigenti, la Provincia, i Comuni e i sindacati per trovare un punto di equilibrio. Gli incontri partiranno a ottobre. "Le risorse sono diminuite e l'obiettivo è una riorganizzazione nel segno dell'equità. Dialogo, trasparenza e senso di responsabilità sono le parole chiave": questo l'invito della Barzaghi. Il primo giorno di scuola ha anche riacceso le proteste del sindacato. La Cgil annuncia una serie di presìdi a Savona, Albenga e in altre località contro i provvedimenti del ministro Gelmini. "Già quest'anno stiamo facendo i conti con i primi effetti dei tagli. Il sovraffollamento pesa soprattutto sulle primarie, dove non poche classi sfiorano o superano i trenta alunni. La presenza di bambini disabili e la crescente percentuale di extracomunitari, per il cui inserimento occorrerebbe moltiplicare il numero dei mediatori culturali, rende la situazione ancora più difficile. In queste condizioni la qualità dell'insegnamento va a farsi friggere", ha detto Gianni Cazzola, responsabile provinciale della Cgil-scuola. Per gli accorpamenti la Cgil non annuncia un no di principio, "ma si dovrà valutare caso per caso. Il vice presidente della Regione, Costa, sta predisponendo un piano di razionalizzazione di cui il ministero dovrà necessariamente tenere conto".

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Scuole al via le maestre vestite a lutto (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini" c'era scritto ieri sulle magliette di alcune delle migliaia di mamme che hanno protestato in tutt'Italia contro i tagli di 130 mila posti in tre anni e il ritorno al maestro unico. Era il primo giorno di scuola per l'80% delle regioni: in centinaia di istituti gli insegnanti, soprattutto della primaria, hanno accolto i loro alunni con il lutto al braccio, il grembiule nero, volantini e striscioni contro il ministro Gelmini. Davanti al ministero dell'Istruzione alcuni studenti hanno indossato delle orecchie d'asino di cartone con, davanti a tutti, uno studente vestito solo di mutande e canottiera per sottolineare la "povertà della scuola pubblica". "Manifestazioni organizzate da minoranze", è il giudizio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha sottolineato come con il governo di centrodestra "lo Stato è tornato a fare lo Stato" mentre il governo di centrosinistra "aveva portato a considerare azioni di minoranze organizzate contro decisioni prese da organismi istituzionali democraticamente eletti come forme di democrazia". Le proteste non sono piaciute nemmeno al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: "è vergognoso strumentalizzare i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche. Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un'occasione per terrorizzarli". Le maggiori contestazioni si sono svolte nella capitale, dove, secondo i sindacati, sono stati coinvolti almeno settanta istituti e genitori e figli occuperanno per una settimana una scuola primaria. Ma iniziative di protesta si sono organizzate nelle province della Sicilia, in Calabria, in Puglia, nel Casertano, a Napoli, Firenze, nelle Marche, a Genova e a Venezia. I tagli contro cui protestano i docenti derivano sia dalle scelte fatte dall'ultimo governo Prodi (30 mila cattedre in meno in tre anni), sia, soprattutto, dalla politica avviata dall'attuale esecutivo: attraverso il decreto legge n. 112 è prevista una riduzione di oltre 87.341 cattedre in tre anni. Il ritorno al maestro unico e la riduzione del modello base d'insegnamento alla primaria rientrerebbero in questa dieta complessiva e, secondo alcune stime sindacali, coprirebbero circa la metà dei tagli. A questi numeri, che riguardano i docenti, si va ad aggiungere il 17% del personale Ata (altri 42.500 posti): qualora il numero di studenti non dovesse innalzarsi, il governo prevede quindi di tagliare entro il 2012 complessivamente quasi 130 mila posti. E ieri il ministro ha annunciato che ad alcuni docenti in esubero nelle materie umanistiche "chiederemo uno sforzo per apprendere l'insegnamento della lingua straniera". Nei prossimi giorni si annunciano altre proteste e scioperi. I sindacati confederali attendono l'esito dell'incontro di venerdì con il ministro Gelmini. Ma alcune rappresentanze sindacali e associazioni di docenti hanno già deciso: il 19 settembre, la Cub ha proclamato lo sciopero dei precari di tutta la pubblica amministrazione; il 2 ottobre scenderanno in piazza gli specializzandi dell'Anief; il 3 si ferma l'Unicobas; il 16 ottobre tocca alla Gilda degli insegnanti; il giorno dopo ai Cobas. Enrico Panini, segretario generale dell Flc Cgil ripete: "Il ministro spaccia per modernizzazione e qualificazione un'operazione di puro taglio, togliendo a questo Paese risorse che appartengono a tutti i cittadini perché realizzano il diritto universale alla conoscenza". SCRIVI Diritto di cronaca FLAVIA AMABILE.

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Tagli nella scuola, il piano Tremonti-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - azienda scuola Numero 220, pag. 18 del 16/9/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF     Tagli nella scuola, il piano Tremonti-Gelmini ItaliaOggi pubblica il testo della relazione tecnico-illustrativafinanziaria allegata allo "Schema di piano programmatico del ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze" giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, prevede l'adozione con decorrenza dall'a.s. 2009/10, di interventi e misure da portare a compimento, nell'arco di un triennio, volti a: - incrementare gradualmente di un punto il rapporto alunni/docenti da realizzare comunque entro il 2011/2012; - ridurre nel triennio 2009/11 del 17% la consistenza del personale ATA determinata per l'anno scolastico 2007/08. Sono, altresì, confermate le riduzioni previste dalla Legge n. 244/2007 (finanziaria per il 2008). Gli obiettivi attesi sono quelli indicati nella relazione tecnica di accompagnamento al decreto legge n. 112/2008 e nel totale generale si quantifi cano in (si veda tab 1). Il piano programmatico individua una sequenza organica di azioni strettamente correlate e interdipendenti, secondo una logica unitaria riferite alle seguenti macro aree, riconducibili alle fattispecie e tipologie previste dal D.L. 112/2008: - Revisione degli ordinamenti scolastici; - Riorganizzazione della rete scolastica ivi compresi i centri territoriali per l'educazione degli adulti e i corsi serali; - Razionale ed effi cace utilizzo delle risorse umane delle scuole. Di seguito si illustrano l'incidenza, nel triennio, degli interventi previsti: PERSONALE DOCENTE 1) Innalzamento del rapporto alunni/classe dell'0,40 I criteri e i parametri alla base della formazione delle classi, a seguito della continua evoluzione del sistema scolastico, necessitano di un aggiornamento, anche introducendo idonei elementi di flessibilità. La modifica di tali parametri e la prevista introduzione di una maggiore fl essibilità sono alla base dell'azione per l'innalzamento dei rapporto alunni classe. L'intervento, che si lega anche a quello sulla rete scolastica, produce una riduzione totale di 12.800 unità: nel primo anno di 6.000 unità che si correla ad un innalzamento del rapporto di uno 0,20, nel secondo anno di 3.400, correlata all'innalzamento dello 0,10, nel terzo anno di 3.400 pure correlato ad un innalzamento dello 0,10 . La modifi ca dei parametri, con riferimento ai dati di organico di fatto dell'a.s. 2007/08, determina il contenimento di personale sopra descritto suddiviso per i seguenti gradi di istruzione (si veda tab 2). L'intervento riguarderà anche la scuola dell'infanzia ma eventuali risparmi verranno reinvestiti nel servizio al fi ne di pervenire alla sua generalizzazione. 2) Determinazione organico della scuola primaria tenendo conto del solo orario obbligatorio Il totale di 13.000 posti è dato dalla differenza dell'attuale orario di lezione nel tempo normale (30 ore) e quello programmato di 27 ore settimanali: il maggior risultato è previsto per il primo anno raggiungendosi una riduzione di 10.000 posti. Una ulteriore riduzione per assestamento del sistema si raggiunge nel secondo anno con ulteriori 4.000 unità. La ripartizione in due tranche si rende necessaria per valutare attentamente l'impatto e procedere ad eventuali interventi correttivi. L'operazione di riduzione riguarda solo le classi a tempo normale considerato che per quelle a tempo pieno è previsto un doppio docente (si veda tab 3). 3) Eliminazione dei posti di specialista di lingua inglese nella scuola primaria L'insegnamento della lingua inglese dovrà essere affi dato all' insegnante della classe opportunamente specializzato. Sarà previsto, pertanto, un piano di formazione linguistica obbligatoria della durata di 150/200 ore attraverso parzialmente utilizzando all'uopo gli stanziamenti già iscritti in bilancio per le attività di formazione a favore dei docenti. Si prede di eliminare, nel triennio, gli 11.200 posti di specialista, con una riduzione di 4.000 unità per il primo anno, 3.900 per il secondo e 3.300 unità nel terzo anno. 4) Determinazione dell'organico della scuola di I grado secondo i parametri previsti dal decreto legislativo n. 59/2004 e tenendo conto del solo orario obbligatorio. Il totale di 13.300 posti è dato dalla differenza dell'attuale orario di lezione nel tempo normale (attualmente 32 ore (33 nei corsi bilingue) per l'introduzione nel fatto della seconda lingua comunitaria) e quello programmato di 29 ore settimanali e dal risparmio delle 3 ore a disposizione di una delle due cattedre di lettere presenti in ogni corso. Il maggior risultato è previsto per il primo anno con una riduzione di 10.300 posti, cui si aggiunge una ulteriore quota di riduzione per ulteriori 3.000 unità . La ripartizione in due tranche si rende necessaria per valutare attentamente l'impatto e procedere ad eventuali interventi correttivi. L'operazione di riduzione riguarda solo le classi a tempo normale considerato che per quelle a tempo prolungato è prevista una diversa organizzazione (si veda tab 4). - Nell'ambito delle revisione degli ordinamenti scolastici è prevista anche la ridefinizione dell'organizzazione e dei quadri orario del tempo prolungato che saranno opportunamente fi ssati in un orario massimo di 36 ore per insegnamenti e attività, superando il sistema delle compresenze. La revisione comporta una riduzione complessiva di 13.600 posti, di cui 10.600 il primo anno e 3.000 il secondo anno. La riduzione si otterrà portando a 36 ore il curricolo delle classi a tempo prolungato in luogo delle attuali 45 ore complessive di comprensive della mensa ecc. (si veda tab 5). 5) Eliminazione della clausola della salvaguardia della titolarità prevista dall'art. 35 delle legge 289/2002 (fi nanziaria 2003). Detta disposizione stabilisce che la riconduzione delle cattedre a 18 ore non deve comportare situazioni di soprannumerarietà, con conseguente permanenza nella scuola dei docenti eventualmente in esubero. L'eliminazione della clausola consentirà di trasferire d'uffi cio i docenti in soprannumero che dopo le operazione di trasferimento per l'a.s. 2008/09 risultano ancora essere circa 2.000. Ciò consentirà di recuperare 2.000 posti. 6) La Riconduzione di tutte le cattedre dell' istruzione secondaria a 18 ore di insegnamento L'operazione di riconduzione delle cattedre a 18 ore di insegnamento, iniziata con l'a.s. 2003/04, non ha interessato tutte le classi di concorso. Dopo la definizione dell'organico relativo all'a.s. 2008/09 residuano ancora alcune classi di concorso da ricondurre a 18 ore con un recupero di oltre 5.000 posti. Il piano prevede la generalizzazione della riconduzione a 18 ore di tutte le cattedre comprese quelle conseguenti alla revisione degli ordinamenti in corso di defi nizione. 7) Revisione dei curricoli e dell'orario settimanale di lezione degli istituti di II grado La revisione dei curricoli dei licei, degli istituti tecnici e professionali e degli istituti d'arte comporterà mediamente una riduzione di 3 ore settimanali di lezione pari ad una riduzione complessiva di 14.000 posti. La riduzione riguarderà circa il 70% della 118.000 classi funzionanti nell'istruzione di II grado, vale a dire 83.600 classi: nel primo anno, in cui gli effetti della riforma sono ancora agli inizi, si quantifi cano in 3.800 posti; 3.200 nel secondo anno e 7.000 a regime nel terzo anno. La revisione dei curricoli comporterà anche la revisione del ruolo degli insegnanti tecnico pratici. 8) razionalizzazione dell'organico dei corsi serali e dei corsi per l'istruzione degli adulti L'attivazione delle classi dei corsi serali degli istituti di II grado e dell'istruzione degli adulti non più sulla base degli iscritti ma in relazione alla seria storica degli scrutinati, nonché l'utilizzo del docente di tali corsi in soprannumero, esclusivamente in attività di insegnamento anche in orario antimeridiano, comporterà una drastica riduzione dei docenti impegnati in detti corsi. La riduzione è quantifi cata in 1.500 posti. PERSONALE ATA Anche per il personale ATA si dovrà procedere ad una revisione dei criteri e parametri che presiedono alla determinazione dell'organico e alla sua assegnazione. L'operazione verrà realizzata su tutti i profi li professionali, salvaguardando, per quanto possibile, le fi gure amministrative necessarie allo sviluppo dell'autonomia. L'azione di contenimento avverrà nella misura media del 17 % della dotazione organica di ciascun profi lo. L'azione sarà coadiuvata anche dalla revisione dell'orario degli assistenti tecnici, ai fi ni di una sua maggiore fl essibilità in relazione alla specifi che esigenze delle scuole con particolare riferimento alla funzionalità dei laboratori. Si riporta di seguito la distribuzione a livello regionale delle riduzione che verranno operate nel triennio, comprese quelle ancora da operare in applicazione della legge fi nanziaria per il 2008 pari a 2.000 unità (si veda tab 6). Si riporta, altresì la riduzione per profi lo professionale (si veda tab 7).

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Scuola, la rivolta contro il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-09-2008)

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N. 221 del 2008-09-16 pagina 0 Scuola, la rivolta contro il maestro unico di Francesca Angeli Manifestazioni in tutta Italia, ma aderiscono in pochi. A Roma è un'ex candidata di Sinistra Arcobaleno a mobilitare la piazz. A Genova i più agguerriti. La Gelmini: "Vergognoso strumentalizzare i bambini" Roma - Maestre vestite a lutto a Firenze. Banchetti allestiti all'ingresso della scuola per vendere magliette con scritte antigovernative a Roma. Candele accese a simboleggiare il cimitero della conoscenza lungo gli scalini del ministero dell'Istruzione in viale Trastevere a Roma. Nella maggioranza degli istituti che ieri hanno riaperto i battenti l'inizio delle lezioni si è svolto in modo regolare nel rispetto del diritto dei bambini a vivere il loro primo giorno di scuola con tranquillità e lontano dalle polemiche. Ad aderire alla protesta un numero limitato di docenti e di scuole che però si sono fatte notare come se fossero invece tantissime, anche convocando stampa e tv quasi fosse la prima di uno spettacolo. Le insegnanti più integraliste nella città di Giotto dove in una scuola un gruppetto ha deciso di presentarsi in total black esibendo uno striscione con la scritta "no ai tagli, no al maestro unico". A Roma invece la protesta è partita da un istituto primario del Casilino, l'Iqbal Masih, dove già ai tempi del precedente governo Berlusconi era stata accesa la miccia per innescare le manifestazioni contro la riforma dell'allora ministro, Letizia Moratti. Anche stavolta il dirigente scolastico, Simonetta Salacone, candidata con la Sinistra Arcobaleno alle ultime elezioni amministrative, ha promosso la protesta della piazza romana coinvolgendo insegnanti e famiglie. Dunque maestre rigorosamente con lutto al braccio, magliette già pronte con le scritte contro la Gelmini in vendita a 5 euro, convocazione di un'assemblea permanente e occupazione della scuola da parte di docenti, genitori e pure di bambini già a partire da ieri sera. Ufficialmente i genitori dei bambini che frequentano la scuola sarebbero tutti d'accordo con la protesta organizzata dalla preside. Molti in realtà non la condividono come raccontano alcuni di loro nelle testimonianze riportate in questa pagina. La messa in scena degli insegnanti a lutto e soprattutto il coinvolgimento dei bambini nelle proteste suscita l'indignazione del ministro Mariastella Gelmini. "è vergognoso strumentalizzare i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche - sostiene il ministro -. Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un'occasione per terrorizzarli". Il piano programmatico per la scuola deve ancora essere presentato ai sindacati ed il ministro si è già detto più volte disponibile al confronto ed al dialogo ma l'ascia è stata già dissotterrata. "Sembra non conoscere limite l'opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende lo status quo di una scuola che per come è strutturata oggi non può avere un futuro. - si rammarica la Gelmini -. La scuola non può essere utilizzata come un luogo di battaglie politiche". Anche a Venezia una gruppo di genitori ha indossato una maglietta con la scritta "SOS la scuola crolla" per accompagnare i figli a scuola. Sotto accusa da parte del mondo della scuola soprattutto il ritorno al maestro unico. L'Unione degli studenti che respinge il ritorno del voto in condotta ha scelto di manifestare sotto al ministero accendendo simboliche candele accanto ad altrettanti libri per significare la morte della conoscenza. Un ragazzo con tanto di orecchie d'asino poi si è messo in mutande per protestare contro la riduzione dei fondi destinati alla scuola pubblica. Oggi si replica a Montecitorio dove studenti e insegnanti si sono dati appuntamento per una nuova manifestazione antiGelmini. E mentre il Partito democratico plaude all'iniziativa luttuosa dei docenti dal centrodestra si sono levate voci molto critiche: il diritto alla contestazione ed al dissenso non viene messo in discussione ma si ritiene inaccettabile coinvolgere i bambini. Il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone auspica che "Veltroni si dissoci al più presto dalle manifestazioni che non si sono fatte scrupolo di usare i bambini a scopo di propaganda". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Nei sondaggi Ipr il governo vola al 60 per cento: è record (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-09-2008)

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N. 221 del 2008-09-16 pagina 0 Nei sondaggi Ipr il governo vola al 60 per cento: è record di Redazione Il presidente del Consiglio stacca tutti nell'ultima rilevazione mensile dell'Istituto Ipr Marketing per Repubblica.it sulla fiducia a governo, ministri e partiti. Sale così di 5 punti su luglio e tocca quota 60%, il livello massimo di fiducia raggiunto finora Roma - Silvio Berlusconi stacca tutti nell'ultima rilevazione mensile dell'Istituto Ipr Marketing per Repubblica.it sulla fiducia a governo, ministri e partiti. Il presidente del Consiglio, a settembre, sale di 5 punti su luglio e tocca quota 60%, il livello massimo di fiducia raggiunto finora. Governo sempre più amato Cresce anche il governo, seppure di meno, (54%, +2%); tra i ministri, Roberto Maroni sale al primo posto con il 62%, davanti a Franco Frattini (60%) e, appaiati al 58%, Giulio Tremonti, Renato Brunetta e Maurizio Sacconi. Anche la fiducia nei partiti rafforza al comando il Pdl (53%, +3), mentre vede in difficoltà le opposizioni con Pd e Idv in calo. Il sondaggio (interviste, con il sistema Tempo Reale, a un campione di mille italiani, rappresentativo per età, sesso ed area di residenza della popolazione maggiorenne residente) indica che il livello di fiducia per il premier supera quello per governo e ministri; solo per 5 di loro su 21, infatti, il segno è positivo tra luglio e settembre, mentre per 8 dicasteri la fiducia diminuisce e per gli altri 8 rimane invariata. Indice di gradimento per i ministri Per quanto riguarda i ministri, il trend registra molte oscillazioni soprattutto nella fiducia di quei ministri che si sono maggiormente esposti nel dibattito estivo o nelle prime misure seguenti la ripresa dell'attività politico-parlamentare. Al primo posto c'è Maroni (+2% rispetto a luglio), mentre Frattini (Esteri) e Tremonti (Economia), nonostante una lieve flessione, sono al secondo e terzo posto. Ta i ministri che perdono maggiori punti c'è Sacconi (Welfare) che, forse vittima del problema Alitalia, negli ultimi due mesi ha perso il 6%, scendendo dal 64 al 58%, ed ha lasciato a Maroni lo scettro della classifica. Al contrario, chi guadagna il livello maggiore di fiducia è Mara Carfagna (Pari Opportunità) che passa dal 38 al 42% (+4%), probabilmente anche in virtù della visibilità avuta nei giorni scorsi dal ddl contro la prostituzione. Anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fa registrare uno scatto in positivo, aumentando la fiducia del 3% e passando dal 35 al 38%. Così come Roberto Calderoli che, forse anche in seguito al lavoro estivo sulla bozza del federalismo, fa registrare un incremento di fiducia del 2%. La fiducia ai partiti In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti rappresentati in Parlamento (da non confondere con le intenzioni di voto), si rafforza il primato del Pdl che continua ad essere solitario al primo posto e per la prima volta, superando la soglia del 50%, arriva al 53%. Il momento positivo per la maggioranza è confermato anche dal risultato stabile della Lega (30%). Mentre sembra essere in difficoltà l'opposizione, con la sola eccezione dell'Udc che rimane stabile al 20%. Infatti il Pd, con un calo del 4%, scende al suo risultato peggiore (30%) e l'Idv, che aveva finora bilanciato i cali del Pd con una crescita costante, scende per la prima volta di tre punti, attestandosi al 44%. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Piano GelminiAnticipialle materne (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 16-09-2008)

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Piano Gelmini Anticipi alle materne Ritorno degli anticipi di iscrizione nella scuola dell'infanzia e conferma delle 'sezioni primavera': prevederebbe anche questo il piano programmatico sulla scuola che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, presenterà alle parti sociali venerdì prossimo. Nel documento, oltre al docente unico (o quasi) per le classi di scuola primaria funzionanti a 24 ore settimanali, viene prevista la figura del docente con orario prevalente nelle classi funzionanti con orario più lungo. Si privilegia, inoltre, dove possibile, il modello degli istituti comprensivi, quelli cioè che uniscono sotto un'unica istituzione scolastica (e sotto un'unica presidenza) scuole dell'infanzia, elementari e medie. Gli istituti tecnici e professionali passeranno a 32 ore settimanali (dalle attuali 36 in media) e per essi, come per i licei, il ministro Gelmini dovrà decidere, poi, se la riforma Moratti del secondo ciclo partirà effettivamente dall'anno 2009-2010.

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<Prof bravi in Sicilia oscurati dai precari>L'analisi (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 16-09-2008)

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"Prof bravi in Sicilia oscurati dai precari"L'analisi. "C'è anche un problema sociale - spiega il dirigente regionale dell'Anp, Indelicato - che ci penalizza" Andrea Lodato Catania. "Esistono professori anche in Sicilia che viaggiano sui livelli dell'eccellenza, né più e né meno seguendo i parametri nazionali. Ma da queste parti la folla di precari che ha scelto di insegnare non per una vera e propria mission, ma per necessità, oscura il lavoro dei migliori". L'analisi è del prof. Salvatore Indelicato, che guida l'Associazione nazionale dei presidi in Sicilia e che due anni fa in un'inchiesta del nostro giornale tuonò: "Troppi analfabeti arrivano alla scuola superiore, così non si può andare avanti". E allora c'è da chiedere al preside dell'Istituto Tenico industriale di Catania Cannizzaro, se per caso non abbiano ragione la ministra Gelmini, l'ex ministro Berlinguer e Galli della Loggia quando parlano di buonismo eccessivo della scuola meridionale e di professori non proprio e non sempre all'altezza. "Non si può generalizzare, ma se parliamo con dati di fatto e numeri, purtroppo, quel che viene fuori non depone a favore del Sud e della Sicilia. Perché qui al di là di carenze strutturali e logistiche, ci troviamo spesso di fronte a professori che non riescono a far raggiungere agli studenti nemmeno livelli medi, non diciamo di eccellenza. Penso a matematica e scienze, ai concorsi che ci vedono schiacciati dalle scuole del Centro e del Nord". Che cosa c'è dietro questo gap? Il preside parla della situazione che si registra in Sicilia e che ha valutato costantemente anche con i colleghi presidi di tante scuole dell'Isola: "Abbiamo professori molto bravi anche noi, ma la loro abilità, la loro passione, il loro lavoro spesso viene oscurato da quella marea di precari che hanno scelto di fare gli insegnanti non per vocazione, ma per necessità. E quando entrano in una scuola e cominciano ad insegnare, non sempre lo fanno con voglia, interesse, serietà. E, purtroppo, da noi questa presenza destabilizzante è più massiccia che al Nord". Proviamo a strappare qualche percentuale, non scientifica, ma indicativa. Secondo il preside Indelicato in Sicilia possiamo considerare che c'è un buon 30% di professori che stanno sull'eccellenza e nulla hanno da invidiare ai colleghi del Centro-Nord. Poi segue un 60% circa di professori che fanno il loro mestiere cercando di metterci serietà, ondeggiando tra mediocrità e sforzo, impegno e tirare a campare, senza far troppo danno. Manca un quasi 10%. "E' quello che ci mette più seriamente in difficoltà, gente che, spesso, non potrebbe nemmeno entrare in una classe, affrontare gli studenti, perché ci troviamo di fronte a vere e proprie patologie. Che possiamo farci? Licenziare no, e spesso quando i dirigenti presentano esposti finiscono loro sul banco degli imputati dagli ispettori. Dunque questo 10%, che è quello per cui arrivano centinaia di denunce dai genitori, vanno utilizzati senza nuocere. Poche classi e, magari, sempre diverse di anno in anno". Ma non c'è solo questo, il preside Indelicato lo sa. C'è che quando lanciò l'allarme sugli analfabeti che sbarcano alle Superiori parlava anche di allarme sociale: "E' così, anche questa è una realtà vera e triste ed appartiene prevalentemente al Sud. Noi ci troviamo al primo anno di Superiori alle prese con studenti non ancora scolarizzati, che faticano a stare seduti nei banchi, che spesso si iscrivono ma non vengono a scuola. E dobbiamo andare a prenderli a domicilio, di casa in casa". Su questo converrebbe riflettere molto, così come sulle opportunità che tessuti sociali profondamente diversi offrono agli studenti. "Il mio collega dell'Iti di Verona - conclude Indelicato - ha la possibilità di scegliere tra centinaia di imprese per far svolgere agli studenti stage e, di conseguenza, enormi sono le prospettive occupazionali che si aprono. Anche questo aiuta a far studiare meglio".

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L'analisi (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 16-09-2008)

Argomenti: Scuola

Le maestre che al primo giorno di scuola accolgono i bambini delle elementari vestite a lutto: ecco un'immagine che dà immediatamente l'idea del disastro. Innanzitutto perché le magliette nere indossate per protesta contro i tagli del governo costituiscono la negazione del concetto dell'accoglienza e danneggiano indirettamente l'istituzione che si vuole salvare. Nessuno di quei tantissimi bambini ricorderà il perché, ammesso che lo abbia saputo o capito, ma conserverà nella memoria la sensazione sgradevole della scuola come luogo cupo e respingente. E' inoltre difficile per gli insegnanti sfuggire alle accuse di strumentalizzazione degli innocenti, così com'è impossibile immaginare che gli scolari possano essere consapevolmente coinvolti nel dibattito sul maestro unico o sui tagli programmati dalla ministra della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, che sta assolvendo alla perfezione l'incarico di tagliatrice di teste. I bambini avranno invece chiara la sensazione della scuola come istituzione moribonda alla cui utilità diventa difficile credere. Se la Gelmini applica criteri esclusivamente economicisti per far quadrare anche a spese dell'istruzione i bilanci, la risposta migliore non consiste nell'ispirare sfiducia a chi ha tutta la vita davanti.

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Roma, 18:31 - SCUOLA: GELMINI, COMMISSIONE AD HOC PER PRECARI (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 16-09-2008)

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All'appello erano assenti 625 "prof." (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-09-2008)

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Alba SCUOLA All'appello erano assenti 625 "prof." Arredi colorati per la Materna IL PRIMO GIORNO Ruolo. Sono trecento i docenti entrati a tempo indeterminato Meno della metà dell'anno scorso La campionessa Rigaudo fra gli alunni a Roccavione Molte graduatorie sono andate esaurite Ora nomine ai presidi. Sette pluriclasse [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Tutti presenti, tranne i professori: fra materne, elementari, medie e superiori, erano 625 gli insegnanti assenti ieri al primo giorno di scuola, perché ancora non avevano ricevuto l'incarico. Dopo le nomine dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Cuneo, molte graduatorie provinciali sono state esaurite. Ora tocca ai singoli istituti assegnare le cattedre rimaste scoperte. Alcuni lo hanno fatto proprio ieri, altri completeranno le nomine in questi giorni perché hanno ricevuto gli elenchi dei docenti con i punteggi aggiornati solo venerdì. In gran parte si tratterà di supplenze: 777 quelle coperte dal Provveditorato, mentre i professori entrati in ruolo (ossia a tempo indeterminato) per il 2008/2009 sono stati 300, meno della metà di quelli nominati lo scorso anno. "Così anche chi ha parecchi anni di precariato alle spalle rischia di rimanere fuori - dice Graziella Dogliani, Snals -. Da tempo, ogni Finanziaria ha progressivamente tagliato le risorse destinate alla scuola: stavolta si arriva al paradosso perché il ministro Gelmini intende ridurre il numero degli insegnanti, mentre quello degli allievi sta salendo". Con 81 mila alunni, la "Granda" è la seconda provincia piemontese, seconda solo a Torino, dove ci sono 260 mila iscritti. Nel Cuneese l'incremento è dovuto soprattuto ai ragazzi stranieri, il 9% del totale, con una forte concentrazione alle materne. Tiziana Gabutto è la dirigente dell'istituto comprensivo di Dronero: "Nella nostra scuola dell'infanzia siamo vicini al 30% di alunni stranieri. La comunità maggiore è quella ivoriana, ma se l'inizio della materna insieme ai compagni italiani non dà problemi, più difficile è l'integrazione dei bambini che arrivano a metà dell'anno scolastico, in genere una decina l'anno anche all'elementare". A Bagnolo invece l'etnia più rappresentata è quella cinese: dei 185 iscritti alla media, gli stranieri sono 45, di cui 35 asiatici. "Arrivano tutti dall'area a sud di Shangaj - conferma la vicepreside Laura Marchisio -: per loro vengono semplificati testi e argomenti, organizzate ore supplementari per l'alfabetizzazione: attività che costano e sono a rischio con i tagli prospettati dal ministero". Obiettivo del governo è risparmiare riducendo il numero di insegnanti: 87 mila in meno in 4 anni, 629 nella Granda. Ci sarà chi avrà classi di 30 elementi, difficili da gestire, e chi invece avrà pochi alunni. Magari in pluriclasse, le piccole scuole dove convivono nella stessa aula 4 o 5 ragazzini di età diverse: sono le uniche presenti a Bossolasco, Scagnello, Lisio, Montaldo Mondovì, Gorzegno, Serra Pamparato, Casteldelfino. A Casteldelfino la scuola riceverà dallo Stato 22,35 euro, come rimborso della tassa rifiuti pagata lo scorso anno. "Una beffa - protesta il sindaco Domenico Amorisco -. Il rimborso è calcolato sul numero degli alunni, solo 4 nel nostro caso, e non sul meccanismo della Tarsu, che si paga in base ai metri quadrati dell'edificio". Divanetti, sedie, lavandini, tutto colorato e a misura di bambino di 2-3 anni: è la nuova struttura inaugurata alla materna "Città di Alba", di via Accademia. La nuova area è destinata alla "sezione primavera" dell'asilo e sfrutta una parte del cortile. Il risultato è un grande locale luminoso con vetrate che s'affacciano su un parco giochi con pavimentazione rivestita di materiale in gomma a prova di caduta. Ma non è l'unico edificio rinnovato a inizio anno scolastico. Se un'altra sezione primavera è attiva nella materna "Fenoglio" in corso Europa, nell'estate i locali dell'asilo del Mussotto sono stati ampliati con nuove aule e laboratori, è stato inserito l'ascensore nella media "Vida", è stato aperto un nuovo lotto di lavori per ampliare gli spazi nell'ex caserma Govone. Infine il Comune ha trasferito in altri uffici municipali la sede dei Giudici di pace, contribuendo a creare nuove aule per il liceo psicopedagogico "Da Vinci". L'investimento complessivo degli interventi strutturali è di 5 milioni di euro. Primo giorno di scuola con la campionessa Elisa Rigaudo: la marciatrice, bronzo alle Olimpiadi di Pechino, ieri mattina ha trascorso un paio d'ore con bambini e ragazzi delle Elementari e Medie di Roccavione, paese in cui è nata. Elisa ha raccontato la sua esperienza, ma soprattutto firmato autografi su diari e foglietti. E dedica alla scuola anche su una maglietta delle Olimpiadi. Una mattina speciale, proposta alla scuola dalla giunta comunale, di cui è vicesindaco Germana Avena, "regista" dell'iniziativa anche come insegnante dell'istituto.

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