HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli   

DOSSIER “RIFORMA ELETTORALE!”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DAL   24 al 29 marzo 2008       #TOP


Report "Riforma elettorale"

Mezza riforma l'ha gia fatta Veltroni ( da "Nuova Ferrara, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Proposte di legge

Abstract: forse il governo di larghe intese per fare una nuova legge elettorale e alcune fondamentali riforme si sarebbe fatto. Oggi questi partiti non si troverebbero alle prese con il tormento dell'8% al Senato". Il primo effetto di questa riforma di fatto sarà, dice Vassallo, che al Senato non approderanno più di 3-4 gruppi e alla Camera non più di 6,

Walter ci esclude, è peggio della Dc ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Proposte di legge

Abstract: popolo italiano che tre anni fa ha respinto con il referendum le riforme costituzionali della destra. E se si limitassero alla riforma elettorale? Se pensano di fare un bipartitismo coatto per legge sappiano che ciò non sarà senza conseguenze. Non si può pensare di governare città, province e regioni con la sinistra al mattino e cancellarla per legge a livello nazionale la sera.

La sicilia cambierà ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Proposte di legge

Abstract: il nostro non è un bipolarismo in grado di vivere fecondamente una stagione di grandi intese. Se ci fosse il pareggio la soluzione sarebbe una sola: fare subito la riforma elettorale, approvare il pacchetto di riforme già in discussione alla Camera (la riduzione del numero dei parlamentari, il rafforzamento del potere del premier, la riforma dei regolamenti parlamentari)

Mussi: "Pd disonesto, addossa ad altri il fallimento Prodi" Fabio Mussi, ministro dell'Università e della Ricerca ed esponente de la Sinistra l'Arcobaleno, accusa il Pd di non esse ( da "Dire" del 28-03-2008)
Argomenti: Proposte di legge

Abstract: Quanto alla possibilita' di un accordo Pd-Pdl sulla riforma elettorale, Mussi e' categorico: "Se pensano di fare un bipartitismo coatto per legge sappiano che cio' non sara' senza conseguenze. Non si puo' pensare di governare citta', province e regioni con la sinistra al mattino e cancellarla per legge a livello nazionale la sera".

Motta: <Berlusconi? Fa i suoi interessi> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-03-2008)
Argomenti: Proposte di legge

Abstract: 9 Chi in campagna elettorale ha raccontato la La campagna elettorale ci riserverà sicuramente altre promesse; per ora mi sembra Veltroni quando dice di realizzare in due anni centonove università. Mi auguro che si possano varare le riforme istituzionali più urgenti: la riforma elettorale e quella parlamentare.


Articoli

Mezza riforma l'ha gia fatta Veltroni (sezione: Riforma elettorale)

( da "Nuova Ferrara, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Proposte di legge

"Mezza riforma l'ha gia fatta Veltroni" Pd, il professor Vassallo interviene su legge elettorale e costi della politica "Se la politica vuole ritrovare un po' della credibilità persa negli ultimi anni dovrà affrontare nella prossima legislatura alcuni temi istituzionali". Ne è convinto Salvatore Vassallo, 42 anni, docente di Scienze politiche a Bologna, ieri a Ferrara per partecipare a un'iniziativa elettorale del Pd dal titolo Istituzioni che funzionano. Democrazia che decide; ne ha approfittato anche per visitare la mostra di Mirò con il sindaco Sateriale e con Luigi Marattin, collega di partito e di università. Vassallo sarà eletto alla Camera e comunque vadano le elezioni avrà un ruolo di primo piano sulle annunciate riforme istituzionali. Un ruolo importante l'ha già avuto definendo per Veltroni e il Pd l'ipotesi di riforma elettorale, il "Vassallum", che doveva essere alla base del governo di larghe intese. C'è la sua mano pure nello statuto del Pd. Vassallo sostiene che "una mezza riforma" di fatto del sistema politico l'ha varata Veltroni e che sarà difficile per tutti tornare indietro: "La scelta di non ripresentarsi con coalizioni eterogenee ha creato le premesse per ripensare e ridefinire il bipolarismo italiano con nuovi partiti più coesi e con programmi chiari che consentano domani di governare. Non si è compreso quanto Veltroni fosse determinato a seguire questa strada. Se Rifondazione e in particolare l'Udc avessero capito che davvero il Pd sarebbe andato solo, forse il governo di larghe intese per fare una nuova legge elettorale e alcune fondamentali riforme si sarebbe fatto. Oggi questi partiti non si troverebbero alle prese con il tormento dell'8% al Senato". Il primo effetto di questa riforma di fatto sarà, dice Vassallo, che al Senato non approderanno più di 3-4 gruppi e alla Camera non più di 6, il che dovrebbe rendere più facile ragionare di riforme e regolamenti parlamentari. "Speriamo che il filo del dialogo sia ripreso e sviluppato. Sarà più facile riannodarlo se vincerà il Pd che ha una linea coerente e definita sulle riforme (doppio turno alla francese, revisione del bicameralismo, riduzione del numero dei parlamentari...), più difficile se vincerà il centro destra dove Fi, An e Lega hanno idee diverse". Ma sulla legge elettorale la politica, pronostica Vassallo, sarà comunque costretta a decidere, poichè fra un anno esatto ci sarà il referendum. Vassallo prevede anche che Veltroni nei prossimi giorni affinerà le proposte per la riduzione dei costi della politica: il bisturi verrà usato per tagliare le spese di funzionamento del Parlamento e per sbarazzarsi di pletoriche strutture amministrative sub regionali e sub provinciali. (m.p.).

Torna all'inizio


Walter ci esclude, è peggio della Dc (sezione: Riforma elettorale)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Proposte di legge

Dopo la chiusura totale del leader del Pd all'Arcobaleno Fabio Mussi avverte: "Se pensa di fare le riforme solo con Berlusconi sappia che le giunte locali sono a rischio. Non può allearsi con la sinistra di giorno e cancellarla di notte" Walter ci esclude, è peggio della Dc Matteo Bartocci "Mi pare che Veltroni ribadisca il tema chiave della sua campagna elettorale: annientare la sinistra. Anche all'opposizione". Fabio Mussi e il leader del Pd si conoscono da trent'anni. Eppure il coordinatore di Sinistra democratica non riesce a nascondere tutta la sua sorpresa e l'indignazione per l'intervista all'amico Walter pubblicata ieri sul manifesto. "Quando lo incontrammo all'indomani della caduta del governo per verificare se c'erano le condizioni di un accordo programmatico tra il Pd e la Sinistra arcobaleno - ricorda il ministro uscente dell'università - lui respinse l'intesa con noi quasi come in un gentlemen' agreement, presentandola come una separazione consensuale. Invece via via, nella campagna elettorale, il suo progetto è venuto fuori perfino con una certa crudezza". "Da soli si può". Cioè senza sinistra. Esatto. Naturalmente quel suo "andiamo da soli", come se fosse un cavaliere senza macchia e senza paura, era un falso. Poi non solo si è alleato con Di Pietro ma ha anche imbarcato i radicali nel Pd con un'operazione perfino spregiudicata. Se pensiamo alla legge 40 o a temi biopolitici come la ricerca sulle staminali il Pd si è sostanzialmente comprato il silenzio dei radicali in cambio di un po' di posti e di finanziamenti. Non voglio sembrare un nostalgico ma la Dc era un partito di centro che guardava alla sua sinistra. Oggi il Pd si è spostato al centro e guarda Di Pietro. Non tutte le innovazioni dunque sono positive. Aver rotto i ponti a sinistra non è di per sé un male. Vi consegna una responsabilità doppia? Se il tema è cancellare la sinistra ci possono essere due conseguenze: o la sinistra perde e allora sarà ininfluente. O la Sinistra arcobaleno avrà un risultato soddisfacente e allora potrà costringere il Pd a cambiare le sue posizioni. Se infatti vince la linea "il deserto a sinistra" credo che non ci sarà nessun argine allo slittamento centrista del Pd. Eppure ricordo che la scorsa estate, alla festa di Sinistra democratica a Orvieto, Veltroni vi disse che in futuro vi avrebbe sorpreso e che prima o poi vi sarete rivisti. Me lo ricordo bene. E oggi invece parla della sinistra come se fosse chissà quale diavoleria sconosciuta. Certo, nel tempo si può cambiare idea ma fino a pochi anni fa eravamo tutti insieme nel Pci. A proposito di tempi che cambiano. L'Unità di oggi (ieri per chi legge, ndr) esulta in prima pagina: "Anche il Wall Street Journal tifa Veltroni". Certo un po' fa impressione: il quotidiano di Antonio Gramsci e quello di Rupert Murdoch "tifano" entrambi per Veltroni. Sono giornali autorevoli tutti e due, ovviamente, ma il Pd è proprio sicuro che quei fortissimi poteri economici gli chiedono cose che è in grado di mantenere? Ma una chiusura così netta a sinistra, anche se sarete all'opposizione e vincesse Berlusconi, non annuncia un'apertura a destra, almeno sulle riforme? Questo il Pd lo dice esplicitamente. Berlusconi e Veltroni possono benissimo fare le riforme anche da soli. La sinistra allora ha il dovere di mandare a entrambi un messaggio forte e chiaro: il tavolo delle riforme non può essere a due. A chi ci chiede noi da che parte stiamo rispondo che ci batteremo con la maggioranza del popolo italiano che tre anni fa ha respinto con il referendum le riforme costituzionali della destra. E se si limitassero alla riforma elettorale? Se pensano di fare un bipartitismo coatto per legge sappiano che ciò non sarà senza conseguenze. Non si può pensare di governare città, province e regioni con la sinistra al mattino e cancellarla per legge a livello nazionale la sera. Approvare una riforma elettorale attraverso un patto scellerato con Berlusconi innescherà un effetto domino ovunque governiamo insieme. Chiedo che dicano subito quali sono le loro intenzioni, perché quello che prometti agli elettori poi lo devi fare.

Torna all'inizio


La sicilia cambierà (sezione: Riforma elettorale)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)

Argomenti: Proposte di legge

Attualità ELEZIONI / LA DOPPIA CORSA DELLA FINOCCHIARO La sicilia cambierà di marco damilano La sfida in Regione. La lotta alla mafia. Ma anche la battaglia nazionale. Il probabile pareggio al Senato. E il no alla grande coalizione. Parla la candidata Pd colloquio con anna finocchiaro Per Anna Finocchiaro sono i giorni cruciali di una doppia campagna elettorale: nazionale e regionale. Il pullman verde di Walter Veltroni sbarca in Sicilia e lei, candidata del centrosinistra alla presidenza dell'isola contro il centrodestra di Raffaele Lombardo che punta a fare il pieno, ragiona sulle due settimane che mancano al voto, sull'eventualità di un nulla di fatto al Senato: "Se ci fosse il pareggio la soluzione sarebbe una sola: fare subito la riforma elettorale e poi tornare a votare", dice la ex capogruppo del Pd a palazzo Madama e anche candidata al Senato in Emilia-Romagna. Alla denuncia di Roberto Saviano ("sulla mafia c'è un silenzio bipartisan") replica: "Non è affatto vero. E comunque scrivere sui muri 'la mafia fa schifo' non serve". La rimonta del Pd si è fermata, come dicono alcuni sondaggi? "Abbiamo avuto una prima fase di premio alla scelta del Pd di correre da solo alle elezioni. La gente l'ha vissuta come una liberazione, una novità a lungo attesa. Ora c'è un assestamento, era prevedibile. In questa seconda fase della campagna elettorale c'è da convincere l'alta fascia di indecisi che vive con spaesamento un'offerta politica profondamente cambiata, grazie alla novità del Pd. Ci sono nuovi partiti da metabolizzare, c'è il Popolo delle libertà che segna uno spostamento a destra dello schieramento avversario. Non sono per niente pessimista: anzi". Le ricerche segnalano un Pd in difficoltà sui ceti popolari: operai, casalinghe, pensionati. è un campanello d'allarme? "è un segnale che ci impone di scendere più a fondo sulle questioni. Nell'elettorato c'è una sospensione di giudizio, un'attenzione alle questioni concrete. Noi dobbiamo puntare su due versanti: la condizione materiale delle persone, l'estremo presente, e la visione, il futuro. Tenere le due cose insieme". Basterà per strappare almeno il pareggio al Senato? Da ex capogruppo a palazzo Madama è un risultato che lei si augura? "Il pareggio è un'eventualità possibile, anzi, altamente probabile. La responsabilità di un'eventuale situazione di ingovernabilità sarebbe tutta di chi ha impedito di fare le riforme necessarie prima del voto, non certo nostra". In caso di pareggio ci sarà il governo di grande coalizione? "Francamente non ci credo. Non la vedo una grande coalizione all'italiana, il nostro non è un bipolarismo in grado di vivere fecondamente una stagione di grandi intese. Se ci fosse il pareggio la soluzione sarebbe una sola: fare subito la riforma elettorale, approvare il pacchetto di riforme già in discussione alla Camera (la riduzione del numero dei parlamentari, il rafforzamento del potere del premier, la riforma dei regolamenti parlamentari) e poi tornare a votare. A chi invoca la grande coalizione dico che è questo il banco di prova: affrontare subito i problemi strutturali e approvare le riforme attese da decenni". Tra le riforme da fare c'è anche l'eliminazione dell'obbligatorietà dell'azione penale? Appena Veltroni ne ha parlato l'alleato Antonio Di Pietro ha alzato il muro: non si può fare. "Da anni si discute di limitare l'area di intervento del giudice penale, che dovrebbe essere messo nelle condizioni di occuparsi a fondo delle questioni davvero importanti, quelle che mutano l'ordine della civile convenienza, a partire dai reati di criminalità organizzata. E poi bisogna intervenire sui tempi del processo, la vera emergenza della giustizia italiana. Le priorità sono queste: un'area più ristretta di azione per il giudice e un processo penale più snello. Abbiamo gli armadi pieni di proposte: passiamo ai fatti". Ma l'azione penale obbligatoria prevista in Costituzione per lei resta intoccabile? "Dobbiamo trovare una strada salvaguardando il nucleo del principio costituzionale che difende l'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge di fronte alle tante posizioni di forza e ai poteri che esistono in questo paese. Guardiamo la realtà: già ora l'azione penale è indebolita nei fatti, si fanno prima i processi più importanti o quelli a rischio prescrizione. A me sembra che ci siano due strade: una, più difficile da percorrere, richiede un passaggio di riforma costituzionale. Un'altra, più prudente e senz'altro più moderna, intende spostare in alcuni campi i controlli e le sanzioni dalla giurisdizione penale ad altre forme di giustizia non meno efficaci e più tempestive". E se qualcuno intendesse riscrivere la Costituzione su questo punto? "Rischierebbe di aprire una guerra civile...". A proposito di giustizia, lo scrittore Roberto Saviano accusa: sulla mafia in questa campagna elettorale c'è una rimozione bipartisan. Racconta che Veltroni gli aveva promesso di mettere la lotta alla criminalità al primo posto del programma. Invece, niente. "Non è affatto vero. Noi del Pd non ci siamo dimenticati della mafia, non me ne posso dimenticare io quaggiù in Sicilia. La mafia è la rete che stringe l'isola in fondo al pozzo insieme alla cattiva politica. Max Weber ha scritto che il mercato senza regole è il capitalismo di rapina. è quello che succede in Sicilia: l'impresa ci guadagna a farsi fare i prestiti dalla mafia, quelli che non riesce a ottenere dalle banche, si fa proteggere i cantieri, recluta forza lavoro a basso costo con il caporalato, smaltisce i rifiuti tossici... Insomma, si crea un circolo vizioso per cui l'illegalità conviene. Noi dobbiamo invertire il circuito, dobbiamo far diventare conveniente la legalità. Nel mio programma c'è la certificazione di qualità per le imprese che non pagano il pizzo, non si avvalgono di capitali a partecipazione mafiosa, non inquinano, non sfruttano il lavoro. Un'idea innovativa, molto apprezzata dalla Confindustria siciliana". Sarà. Ma tra i dodici punti del programma del Pd la lotta alla criminalità non c'è. E la parola mafia compare solo due volte, per inciso. "Guardi, si può anche decidere che domani scriviamo 'la mafia fa schifo' su tutti i muri della Sicilia. E però...". E però? "Però, poi, per sconfiggere la mafia serve la credibilità e l'autorevolezza della classe dirigente". Appunto. Le liste presentate dal Pd in Sicilia rispondono a questi criteri? Prima c'è stato il caso di Giuseppe Lumia, all'inizio escluso e poi recuperato. E le liste sono piene di nomi discussi, paracadutati... "Il caso Lumia l'abbiamo risolto subito e brillantemente. Quanto alle liste, il trenta per cento dei nomi è stato deciso a livello nazionale, non si poteva fare di più. Anch'io ho protestato quando ho visto che province importanti come Ragusa e Siracusa sarebbero rimaste senza parlamentari. Ma quando le liste sono complicate, come in questo caso, gli errori si moltiplicano. Non accetto critiche, però, da chi non sta qui tutti i giorni, a faticare nella realtà siciliana". Nominare deputata la figlia dell'ex ministro Totò Cardinale è un segno di credibilità? "Ripeto: sono stati commessi degli errori". Come sta vivendo la campagna elettorale senza Prodi in Italia, senza Bassolino in Campania, senza un bel pezzo di classe dirigente che ha guidato il centrosinistra? "C'è una certa morbosità in questa ricostruzione: abbiamo avuto due anni di governo Prodi importanti, hanno risanato il paese e il tempo lo dimostrerà. Il Pd è una storia nuova, ma non nasce dal nulla. Ci sono i candidati, sono tutti in campo. Nel programma sono state riprese molte proposte che sono nate nel gruppo parlamentare del Senato da me presieduto nella scorsa legislatura". Che impressione le fanno le piazze che accolgono Veltroni, senza i simboli del passato? "La scelta del Pd l'ho metabolizzata. Ci ho pensato due anni, magari sono stata un po' lenta, ma adesso non ho il senso della mancanza di quello che c'era prima. Al contrario, sono proiettata con entusiasmo verso il futuro, verso quello che ci sarà dopo". Cosa ci sarà dopo il 13 aprile per lei? Due anni fa disse che se non fosse stata donna sarebbe stata eletta alla prima carica dello Stato. E per la seconda? è possibile una presidente del Senato donna? "Io sono impegnata perché ci sia per la prima volta una donna alla presidenza della Sicilia. Sarebbe, mi creda, una novità enorme per tutta la politica italiana". n.

Torna all'inizio


Mussi: "Pd disonesto, addossa ad altri il fallimento Prodi" Fabio Mussi, ministro dell'Università e della Ricerca ed esponente de la Sinistra l'Arcobaleno, accusa il Pd di non esse (sezione: Riforma elettorale)

( da "Dire" del 28-03-2008)

Argomenti: Proposte di legge

Mussi: "Pd disonesto, addossa ad altri il fallimento Prodi" Fabio Mussi ROMA - "Trovo sconcertante e doloroso il fatto che il Pd non si sia mai assunto alcuna responsabilita' delle cose che non sono andate durante il governo Prodi e le abbia addossate tutte ai partiti minori. Lo trovo non onesto". Cosi' Fabio Mussi, ministro dell'Universita' e della Ricerca ed esponente de la Sinistra l'Arcobaleno. "In 20 mesi di governo il Pd aveva 18 ministri su 25, il presidente del Consiglio, due vicepresidenti del Consiglio e tutti i ministeri chiave", ricorda Mussi che infine avverte: "In guardia da chi promette tutto a tutti perche' rischia di non dare niente a nessuno". Per quanto riguarda il capitolo riforme, per Mussi "il tavolo delle riforme non puo' essere a due. A chi ci chiede- aggiunge- noi da che parte stiamo, rispondo che ci batteremo con la maggioranza del popolo italiano che tre anni fa ha respinto con il referendum le riforme costituzionali della destra". Quanto alla possibilita' di un accordo Pd-Pdl sulla riforma elettorale, Mussi e' categorico: "Se pensano di fare un bipartitismo coatto per legge sappiano che cio' non sara' senza conseguenze. Non si puo' pensare di governare citta', province e regioni con la sinistra al mattino e cancellarla per legge a livello nazionale la sera". 28 marzo 2008.

Torna all'inizio


Motta: <Berlusconi? Fa i suoi interessi> (sezione: Riforma elettorale)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 29-03-2008)

Argomenti: Proposte di legge

CRONACA 29-03-2008 Il confronto: Faccia a faccia tra i candidati di Pdl e Pd di MARCO FEDERICI Pietro Lunardi Carmen Motta Candidato alla Camera per il Pdl Candidata alla Camera per il Pd Nato il 19 luglio 1939 a Parma, ingegnere, è senatore uscente di Forza Italia (è componente del comitato direttivo del gruppo). Nella legislatura appena terminata è stato membro della terza Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione). Dal 2001 al 2006 è stato ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Berlusconi. Nata a Parma il 6 aprile 1952, è laureata in lettere e filosofia. Già assessore provinciale alla Formazione professionale. Eletta deputata nelle file dell'Ulivo nel 2001 e confermata nel 2006, nell'ultima legislatura è stata vice presidente della Commissione sul Lavoro pubblico e privato e componente delle Commissione speciale per l'esame di disegni di legge di conversione di decreti legge. Lunardi: "Veltroni? Solo parole" Motta: "Berlusconi? Fa i suoi interessi" 1 Perché si è candidat o/a? Da ministro mi sono impegnato per ammodernare il nostro paese e dotarlo di infrastrutture all'avanguardia. Sento ora di essere chiamato a continuare ad impegnarmi per il futuro dell'Italia. Mi sono candidata per contribuire, nel nostro territorio, a far vincere la proposta di cambiamento del Pd: per un Paese dinamico, finalmente libero da spiriti di conservazione e dalle logiche di veto. Sì, il presidente Berlusconi. 2 Mi è stata chiesta la disponibilità dal livello nazionale a quello territoriale del Pd. Glielo ha chiesto qualcuno o si è propos to/a? 3 Quale sarà il suo primo atto in parlamento Continuerò il mio impegno a finanziare le opere che rendono la nostra città più accogliente: penso all'ultimazione del potenziamento della Pontremolese, all'aeroporto e alla piastra logistica. su Parma? Due proposte di legge: la prima per finanziare il Festival Verdi del 2013. La seconda per istituire una sede distaccata della Corte d'Appello di Parma (già presentata nella legislatura appena conclusa). Berlusconi ha sempre anteposto i propri interessi personali e delle aziende di sua proprietà a quelli del Paese. Veltroni spesso alle parole non fa seguire azioni concrete. 4 Veltroni e Berlusconi: un difetto del candidato premier avversario? 5 Berlusconi ha sempre utilizzato in modo efficace la comunicazione. Veltroni e Berlusconi: un pregio del candidato premier avversario? La scelta di non continuare l'alleanza con le forze della sinistra comunista e dei verdi che hanno bloccato da decenni lo sviluppo di questo Paese. E' finita una triste nottata per il Paese. Ora di nuovo al lavoro. 6La prima cosa che ha pensato quando è caduto il governo Prodi? Ho pensato che chi si è assunto la responsabilità di tale decisione commetteva un gesto di irresponsabilità nei confronti del Paese e ne avrebbe pagato le conseguenze. Tornerò a lavorare nell'amministrazione pubblica di cui sono dipendente: 7Lei sarà eletto/a per la seconda volta: cosa farà Mi ritiro alla vita privata con la consapevolezza di avere fatto la mia parte nella vita pubblica e lasciare ai più giovani il compito di continuare a produrre risultati significativi per il bene del Paese. il Comune di Parma. finita la legislatura? Sono fiducioso che non ci sarà questo problema. 8Se dopo le elezioni non ci fosse una maggioranza al Senato cosa auspica? 9 Chi in campagna elettorale ha raccontato la La campagna elettorale ci riserverà sicuramente altre promesse; per ora mi sembra Veltroni quando dice di realizzare in due anni centonove università. Mi auguro che si possano varare le riforme istituzionali più urgenti: la riforma elettorale e quella parlamentare. E i provvedimenti indispensabili per sostenere la ripresa economica, i salari e le pensioni. Berlusconi, quando ha sostenuto che il Popolo della libertà è un nuovo partito. In realtà è solo un cartello elettorale, in quanto nessuno dei partiti del centro-destra si è sciolto. La riforma del bicameralismo: diminuzione del numero dei parlamentari, adeguamento delle loro indennità ai livelli europei. "bugia" più grossa? Abolire le province, una inutile duplicazione di ruoli e competenze. 10 Il suo primo provvedimento per diminuire i costi della politica? 11 Da dove comincerebbe ad abbassare le tasse? 12 Evasione fiscale: un'idea concreta per combatterla... Si devono e si possono abbassare di un punto percentuale ad anno per almeno tre anni tutte le aliquote fiscali; va aumentata la detrazione Irpef per i lavoratori dipendenti. Prevedere, oltre ai controlli e alle sanzioni, l'introduzione di misure "premianti" per chi rispetta le regole, ovvero premiare la fedeltà fiscale. Il Pd pone al centro del programma la valorizzazione di tutto il lavoro e le risorse più straordinarie di questo Paese: le donne e i giovani. Certamente. Ad esempio: rendere maggiormente efficiente la pubblica amministrazione ed operare per ridurne gli sprechi. 13 La principale differenza tra i vostri Le tasse vanno abbassate gradualmente con l'introduzione del quoziente familiare a partire dalle famiglie più numerose e poi sulle imprese. Innanzitutto sono per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Sarà opportuno consentire alle famiglie di scaricare nella denuncia dei redditi oltre alle spese sanitarie e scolastiche, anche le spese apparentemente superflue ma che oggi le impoveriscono. La principale differenza è che noi mettiamo al centro del nostro programma la famiglia tradizionale con i suoi bisogni e con le sue esigenze. Anche da Ministro ho dimostrato di non badare alle differenze politiche quando l'interesse generale mi portava a finanziare opere infrastrutturali in città o regioni governate dal centrosinistra. Credo che ai cittadini vada restituita la possibilità di scegliersi direttamente i propri rappresentanti come avviene negli enti locali e ritengo essenziale una legge che garantisca un vero bipolarismo. programmi... 14 Potrebbe mai trovarsi a lavorare assieme al suo avversario? 15 Riforma della legge elettorale: quale modello vorrebbe? 16 Lavoro: abolirebbe la legge Biagi? Assolutamente no. Questa legge ha fatto fare passi avanti per l'introduzione nel mondo del lavoro di persone che un lavoro prima non avevano ancora. No, però vorrei la sua completa attuazione. 17 Aborto: abolirebbe la legge 194? Non esiste un modello perfetto, ma il doppio turno con i collegi uninominali ha dato prova di garantire la stabilità del quadro politico. Il Governo Prodi ha approvato il protocollo sul welfare che ne ha corretto sensibilmente gli aspetti più negativi, meno tutelanti per i lavoratori e meno vantaggiosi per le imprese. No: sarebbe un errore grave. La legge va applicata integralmente, ha contribuito a diminuire di oltre il 50% gli aborti e ha sconfitto la piaga dell'aborto clandestino. In politica esistono i voti che possono cambiare radicalmente il quadro politico: oggi un voto al Pd offre la possibilità di dare finalmente un governo stabile al Paese. Nel nostro Paese, purtroppo, esistono tante caste. Bisogna uscire dalla logica autoreferenziale. C'è bisogno di una politica che decida e che non scarichi sul Paese le proprie contraddizioni. Sì. In un momento di grave difficoltà economica quale l'attuale, l'esempio deve partire da chi guadagna di più. 18 Esistono i voti inutili e i voti utili? Per garantire governabilità non possiamo disperdere voti su forze minimali. Occorre concentrare la scelta su Pdl e Pd, i più radicati nel territorio. Così si anticipa il vero bipolarismo. No, in Italia ci sono caste ben più potenti e autoreferenziali. 19 I politici appartengano ad una casta? 20 Diminuirebbe gli stipendi ai parlamentari? E' un falso problema; sarebbe però auspicabile che gli stipendi dei parlamentari italiani fossero in linea con quelli dei colleghi europei. Sono favorevole alla diminuzione del numero dei parlamentari.

Torna all'inizio