HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “RIFORMA ELETTORALE!” |
|
tARTICOLI DEL 20 e 21 aprile 2008
#TOP
·
Articoli
A lungo senza patente
( da "Corriere
delle Alpi" del 20-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: futuro premier affermare che quella che gli stessi autori definivano una "porcata" è diventata improvvisamente "una legge che ha funzionato". Se invece di vincere alla grande, il Cavaliere avesse perso le elezioni, molto probabilmente avrebbe riparlato di brogli e di una legge elettorale da cambiare a tamburo battente... Ora invece di riforme, probabilmente, non sentiremo più parlare.
L'esito
del voto ora allontana il referendum elettorale
( da "Arena,
L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: esito del voto ora allontana il referendum elettorale Luca Tentoni Il netto successo del centrodestra pone in secondo piano la riforma elettorale, almeno fino a quando, nel 2009, saremo chiamati alle urne per i referendum sulle norme per l'elezione di Camera e Senato. Non solo perché Berlusconi ha i numeri per governare fino al 2013,
L'esito
del voto ora allontana il referendum elettorale
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 20-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: esito del voto ora allontana il referendum elettorale Luca Tentoni Il netto successo del centrodestra pone in secondo piano la riforma elettorale, almeno fino a quando, nel 2009, saremo chiamati alle urne per i referendum sulle norme per l'elezione di Camera e Senato. Non solo perché Berlusconi ha i numeri per governare fino al 2013,
La
riforma elettorale non è più una priorità
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: DOPO IL VOTO La riforma elettorale non è più una priorità Il netto successo del centrodestra pone in secondo piano la riforma elettorale, almeno fino a quando, nel 2009, saremo chiamati alle urne per i referendum sulle norme per l'elezione di Camera e Senato.
I
sindacati si difendono ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 20-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: PRIMA PAGINA 20-04-2008 EDITORIALE Ora la legge elettorale non è più una priorità Luca Tentoni I l netto successo del centrodestra pone in secondo piano la riforma elettorale, almeno fino a quando, nel 2009, saremo chiamati alle urne per i referendum sulle norme per l'elezione di Camera e Senato.
Ora
la legge elettorale non è più una priorità
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 21-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: pone in secondo piano la riforma elettorale, almeno fino a quando, nel 2009, saremo chiamati alle urne per i referendum sulle norme per l'elezione di Camera e Senato. Non solo perché Berlusconi ha i numeri per governare fino al 2013, ma anche perché le forze politiche presenti in Parlamento sembrano concordi sulla revisione delle norme costituzionali riguardanti il bicameralismo.
( da "Corriere delle Alpi" del 20-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
A lungo senza
patente per una piccola infrazione LA CACCIA all'automobilista che i vigili urbani
stanno ingaggiando nei rispettivi territori comunali di competenza sta
diventando un vero e proprio incubo per l'automobilista che si mette al volante
della propria macchina. Il motivo è chiaro: lo Stato ha sempre più ristretto i
cordoni della borsa nei confronti dei Comuni e in qualche modo gli enti locali
devono pur far cassa. Con questa lettera voglio, però, sollecitare l'opinione
pubblica con una riflessione. Non è possibile che un automobilista si ponga
alla guida della propria auto con l'incubo che se schiaccia il pedale
dell'acceleratore appena oltre i limiti oppure con un tasso alcolemico appena
oltre il consentito (valori come 0.60 o 0.70 fino a pochi anni fa erano leciti
in quanto il limite era fissato a 0.80 milligrammi di alcol per litro di
sangue) sia da considerarsi guida in stato di ubriachezza. E qui vengo al
punto. Io sono stato vittima di un recente ritiro della patente per aver
superato di qualche chilometro il limite di velocità in un centro abitato, in
provincia di Vicenza. I vigili, muniti di telelaser, mi hanno contestato
l'infrazione buttandosi in mezzo alla strada e quasi facendomi sentire un
ladro. Ora, va bene tutto, ma essere costretti a stare senza patente per un
periodo da sei mesi ad un anno è troppo penalizzante soprattutto per persone
che per lavoro hanno bisogno della propria automobile e che magari abitano in
paesi dove non c'è un servizio di mezzi pubblici adeguato che gli permetta di
andare al lavoro negli orari più disparati. Io che sono imprenditore e che devo
mandare avanti una azienda che dà lavoro ad una ventina di famiglie, devo stare
a lungo senza patente per rispettare le leggi di chi ha auto blu e magari dei
limiti di velocità se ne infischia. Non potrebbero esserci punizioni giuste e
congrue al tipo di infrazione commessa? Non si potrebbe almeno creare leggi che
permettano al lavoratore, se non è recidivo ed ha commesso un'infrazione appena
oltre i limiti consentiti, di percorrere il tragitto da casa al lavoro in
determinate fasce orarie? Accetto la punizione ma stare per sei mesi senza
patente per piccole infrazioni sinceramente non lo trovo giusto. Se il mezzo
sta fermo per mesi, perché lo Stato non rimborsa all'automobilista la tassa di
circolazione? Nel 2008 non si può trattare gli automobilisti come dei criminali
e non si possono rispettare leggi che risalgono all'anteguerra. Gianfranco
Baggio Democrazia malata e non guarirà presto IL CORPO elettorale
si è pronunciato ed il responso uscito dalle urne va rispettato. Tuttavia tanti
sono convinti che la democrazia in Italia sia molto malata e molto sarebbe da
riflettere sulla qualità della informazione, sulle modalità e completezza della
comunicazione politica (e quindi sulla formazione del consenso). Questi
strumenti indispensabili alla dialettica politica di un paese autenticamente
democratico appaiono infatti attuati ed applicati nel nostro paese in modo del
tutto anomalo e pertanto siamo incapaci di uscire da questa continua ricerca
del superamento di una fase di transizione infinita. Quando mai l'Italia approderà
ad un quadro politico-istituzionale definitivo? Sotto questo profilo il
risultato delle urne allontana vieppiù, a mio avviso, questo auspicato approdo.
Se fino al 12 aprile la riforma elettorale era da
tutti ritenuta urgente e necessaria (ma perché mai non è stata fatta prima del
voto?), il 15 aprile abbiamo sentito il futuro premier
affermare che quella che gli stessi autori definivano una "porcata" è
diventata improvvisamente "una legge che ha
funzionato". Se invece di vincere alla grande, il Cavaliere avesse perso
le elezioni, molto probabilmente avrebbe riparlato di brogli e di una legge elettorale da cambiare a tamburo battente... Ora invece di riforme,
probabilmente, non sentiremo più parlare. Quello che va comunque
sottolineato osservando le cose in una ottica futura di medio/lungo periodo, è
che dall'eclatante risultato uscito dalle urne emerge chiaro un fatto: ora non
ci sono più scuse ed attenuanti alla realizzazione delle "riforme"
berlusconiane. Ora infatti non c'è più il vituperato Prodi; non ci sono più gli
odiati "comunisti" a bloccare ogni disegno di modernizzazione del
paese; non ci sono più i democristiani alla Casini a mettere il bastone fra le
ruote del grande carro della PDL. Ora l'Italia può contare sulla volontà del nostro
di procedere per tappe forzate a sanare la "eredità infausta di 20 mesi di
governo delle sinistre". Personalmente, nutro seri dubbi che la attuale
compagine sia la più adatta ad affrontare le gravose sfide che sono davanti a
tutti noi. Buona parte degli elettori ha dimenticato le sozzure ed i misfatti
di una miriadi di leggi vergogna approvate nel periodo 2001/2006. Io non le ho
dimenticate! Come non ho dimenticato i vaticini di Montanelli e Biagi (che pure
si sono rilevati troppo ottimistici). Penso al discorso sul vaccino; penso a
quanto Biagi disse a Prodi nel 1998 prefigurando il suo ritorno in una
situazione politica deteriorata. Ma al peggio, si sa, dobbiamo ancora
abituarci. La "nuttata" eduardiana sarà ancora lunga. Sulle così
dette riforme che il nostro ha programmato ce ne sono un paio che la dicono
lunga su quel "Rialzati Italia": la revisione delle aliquote Irpef
riguarderà il solo abbattimento dal 43 al 33% della aliquota massima, ossia
verranno, al solito, favoriti solo i ricchi; la riforma istituzionale
riguarderà il presidenzialismo (già bocciato al referendum)
e sarà, purtroppo, il trampolino di lancio per l'approdo al Quirinale di chi
era già approdato alla P2 con la qualifica di "apprendista muratore",
tessera, se non ricordo male, n. 1816. Giuseppe Zanella Ecco perchè la Lega ha
vinto le elezioni DOPO le ultime elezioni tutti a discutere sul fenomeno Lega e
la scomparsa della sinistra radicale a mio avviso scontato. Io per primo ho
votato varie volte la sinistra radicale con la speranza di un sistema migliore.
Tutte le volte sono stato deluso dalla non attuazione di quanto promesso. Per
la ricerca di lavoro mi sono rivolto a tutte le agenzie di lavoro interinale
che adducendo varie motivazioni non mi hanno mai inviato presso un azienda per
un colloquio di assunzione, poi vedo che inviano e collocano extracomunitari
col risultato che io ero disoccupato e gli extracomunitari occupati. Mi rivolgo
all'Ater per fare domanda di casa popolare o ad affitto calmierato e vedo che
all'interno dell' ufficio a fare domanda sono extracomunitari. L'unico italiano
ero io, e vengo pure superato in graduatoria. Il risultato finale è
l'extracomunitario col lavoro e la casa popolare io disoccupato e senza casa. E
non è finita qui, aspettiamo le elezioni per la Provincia. Che senso ha votare
una giunta di sinistra adesso in maggioranza ma che nei fatti di sinistra non
è. Non sono gli extracomunitari a essere discriminati ma gli italiani vittime
del razzismo all'incontrario a esserlo cosa dovevano votare se non Lega nord? Giovanni
Tessarolo BELLUNO Il Nevegal deve avere gli impianti del Toront GENTILE signor
sindaco. In questi giorni si legge sulla stampa della
grave situazione dell'impiantistica del Col Nevegal. Noi sciatori bellunesi
sappiamo che l'impianto di risalita del Col Toront è a rischio chiusura per
vetustà, senza che la sua amministrazione ci assicuri che sia rifatto per
essere pronto per la stagione invernale. La stagione che è appena terminata
penso sia stata soddisfacente sia per gli impianti che per gli operatori e, se
volete valorizzare il Nevegal, come del resto è sempre scritto nei programmi
elettorali, e come viene sempre assicurato ogni qualvolta se ne parla, il
minimo che potete garantire è un Col Toront funzionante. I bellunesi, che come
me rinnovano ogni anno l'abbonamento stagionale nel mese di luglio o agosto
dimostrano fiducia nel Nevegal, per cui vorrei sperare che altrettanto faccia
lei. Senza il Nevegal non so se Belluno potrà ancora essere considerata città
alpina. Grazia Garna Ci sono tanti bellunesi che non sono razzisti LEGGO con
rammarico l'articolo che riporta della brutta avventura della famiglia
meridionale, il 50% del mio sangue bellunese si vergogna... ma penso.. quando
ho perso il mio piccolo Marzio, tutti i bellunesi si sono stretti a me e mio
marito in un caldo abbraccio. E ripenso a quante volte rido con loro. In
particolare quando con il mio spiccato accento meridionale parlo di Federalismo
e Autonomia. Ed allora.. allora per un povero, piccolo, inutile omuncolo non ci
si deve perdere di animo.. siate orgogliosi delle vostre origini e vedrete che
presto una casa ci sarà e vi sarà data con la stima che meritate, Belluno non
può essere rappresentata da chi non ha rispetto per la nostra Patria. E a quel
"signore" dico: si vergogni! Titti Monteleone.
( da "Arena, L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
L'EDITORIALE L'esito del voto ora allontana il referendum elettorale Luca Tentoni Il netto successo del centrodestra pone in secondo
piano la riforma elettorale, almeno fino a quando, nel 2009, saremo chiamati alle urne per i
referendum sulle norme per l'elezione di Camera e Senato. Non solo perché
Berlusconi ha i numeri per governare fino al 2013, ma anche perché le
forze politiche presenti in Parlamento sembrano concordi sulla revisione delle
norme costituzionali sul bicameralismo. Già dalla prossima legislatura potrebbe
essere solo la Camera a dare e revocare la fiducia al governo, mentre il Senato
diverrebbe l'Assemblea delle Regioni. Del sistema elettorale
per il Senato, se le intenzioni si trasformeranno in fatti, non dovremo più occuparci.
Molto presto l'attenzione dei poli sarà rivolta alla revisione costituzionale:
fra i punti programmatici in comune figurano il superamento del bicameralismo
perfetto, il rafforzamento di governo e premier, il federalismo (non solo
fiscale). Solo dopo si studierà la legge elettorale più appropriata, che probabilmente sarà quella
spagnola, molto favorevole ai due partiti maggiori (Pdl, Pd) e a quelli che
hanno un forte insediamento sul territorio (Lega, Mpa). Salvo sorprese, dunque,
quella del 13-14 aprile è stata l'ultima prova del "modello
Calderoli", il cosiddetto "porcellum". Per una serie di
circostanze favorevoli al Pdl, il sistema ha "prodotto" a Palazzo
Madama - diversamente rispetto al 2006 - una maggioranza ampia che permetterà
al Cavaliere di governare senza patemi: il centrodestra ha avuto 174 senatori
(55,2 per cento dei posti in palio) e 344 deputati (54,6 per cento) a
Montecitorio. È stata la "tempesta perfetta" che ha permesso questo
esito al Senato: diversi studi avevano dimostrato che persino con un vantaggio
del Pdl sul Pd al 10 per cento, il polo berlusconiano avrebbe avuto al massimo
166 senatori se l'Udc avesse raggiunto il 6 per cento e soprattutto se la
Sinistra Arcobaleno (che era nel 2006 all'11) si fosse attestata al 7 (ha avuto
il 3,1). Il vero pericolo per Berlusconi era la Sinistra (come ha scritto
l'autorevole professor D'Alimonte sul Sole-24 Ore) che avrebbe potuto sottrarre
al Pdl molti preziosi seggi nelle regioni dove ha vinto il Pd.7.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 20-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
IL COMMENTO L'esito del voto ora allontana il referendum elettorale Luca Tentoni Il netto successo del centrodestra pone in secondo
piano la riforma elettorale, almeno fino a quando, nel 2009, saremo chiamati alle urne per i
referendum sulle norme per l'elezione di Camera e Senato. Non solo perché Berlusconi
ha i numeri per governare fino al 2013, ma anche perché le forze
politiche presenti in Parlamento sembrano concordi sulla revisione delle norme
costituzionali sul bicameralismo. Già dalla prossima legislatura potrebbe
essere solo la Camera a dare e revocare la fiducia al governo, e il Senato
diverrebbe l'Assemblea delle Regioni. Del sistema elettorale
per il Senato, se le intenzioni si trasformeranno in fatti, non dovremo più
occuparci. Molto presto l'attenzione dei poli sarà rivolta alla revisione
costituzionale: fra i punti programmatici in comune figurano il superamento del
bicameralismo perfetto, il rafforzamento di governo e premier, il federalismo
(non solo fiscale). Solo dopo si studierà la legge elettorale più appropriata, che probabilmente sarà quella
spagnola, molto favorevole ai due partiti maggiori (Pdl, Pd) e a quelli che
hanno un forte insediamento sul territorio (Lega, Mpa). Salvo sorprese, dunque,
quella del 13-14 aprile è stata l'ultima prova del "modello
Calderoli", il cosiddetto "porcellum". Per una serie di
circostanze favorevoli al Pdl, il sistema ha "prodotto" a Palazzo
Madama - diversamente rispetto al 2006 - una maggioranza ampia che permetterà
al Cavaliere di governare senza patemi: il centrodestra ha avuto 174 senatori
(55,2 per cento dei posti in palio) e 344 deputati (54,6 per cento) a
Montecitorio. È stata la "tempesta perfetta" che ha permesso questo
esito al Senato: diversi studi avevano dimostrato che persino con un vantaggio
del Pdl sul Pd al 10 per cento, il polo berlusconiano avrebbe avuto al massimo
166 senatori se l'Udc avesse raggiunto il 6 per cento e soprattutto se la
Sinistra Arcobaleno (che era nel 2006 all'11) si fosse attestata al 7 (ha avuto
il 3,1). Il vero pericolo per Berlusconi era la Sinistra (come ha scritto
l'autorevole professor D'Alimonte sul Sole-24 Ore) che avrebbe potuto sottrarre
al Pdl molti preziosi seggi nelle regioni dove ha vinto il Pd.7.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
DOPO
IL VOTO La riforma elettorale non è più una
priorità Il netto successo del centrodestra pone in secondo piano la riforma elettorale, almeno fino a
quando, nel 2009, saremo chiamati alle urne per i referendum sulle norme
per l'elezione di Camera e Senato. Non solo perchè Berlusconi ha i numeri per governare fino
al 2013, ma anche perchè le forze politiche presenti in Parlamento sembrano
concordi sulla revisione delle norme costituzionali riguardanti il
bicameralismo. Già dalla prossima legislatura potrebbe essere solo la Camera a
dare e revocare la fiducia al governo, mentre il Senato diverrebbe l'Assemblea
delle Regioni. Del sistema elettorale per il Senato,
se le intenzioni si trasformeranno in fatti, non dovremo più occuparci. Molto
presto l'attenzione dei poli sarà rivolta alla revisione costituzionale: fra i
punti programmatici in comune figurano il superamento del bicameralismo perfetto,
il rafforzamento di governo e premier, il federalismo (non solo fiscale). Solo
dopo si studierà la legge elettorale
più appropriata, che probabilmente sarà quella spagnola, molto favorevole ai
due partiti maggiori (Pdl, Pd) e a quelli che hanno un forte insediamento sul
territorio (Lega, Mpa). Salvo sorprese, dunque, quella del 13-14 aprile è stata
l'ultima prova del "modello Calderoli". Per una serie di circostanze
favorevoli al Pdl, il sistema ha "prodotto" a Palazzo Madama -
diversamente rispetto al 2006 - una maggioranza ampia che permetterà al
Cavaliere di governare senza patemi: il centrodestra ha avuto 174 senatori
(55,2% dei posti in palio) e 344 deputati (54,6%) a Montecitorio. È stata la
"tempesta perfetta" che ha permesso questo esito al Senato: diversi
studi avevano dimostrato che persino con un vantaggio del Pdl sul Pd al 10%, il
polo berlusconiano avrebbe avuto al massimo 166 senatori se l'Udc avesse
raggiunto il 6% e soprattutto se la Sinistra Arcobaleno (che era nel 2006
all'11%) si fosse attestata al 7% (ha avuto il 3,1%). Il vero pericolo per
Berlusconi era la Sinistra (come ha scritto l'autorevole professor D'Alimonte
sul "Sole-24 Ore") che avrebbe potuto sottrarre al Pdl parecchi
preziosi seggi nelle regioni dove ha vinto il Pd. Inoltre, il mancato
raggiungimento del quorum (8% regionale) da parte di Udc e Sinistra ha permesso
a Pdl e Lega di ottenere 5 seggi extra in Lombardia e Veneto. Gli elettori
(soprattutto quelli di Bertinotti) riducendo ad un complessivo 8,7% il dato dei
due partiti (17,7 nel 2006) hanno di fatto permesso che la competizione
diventasse bipolare in tutte le regioni dove si assegnava il premio di
maggioranza, Sicilia esclusa. Detto questo - e ribadito che probabilmente la
prossima volta non voteremo per il Senato o che a Palazzo Madama non si
decideranno più le sorti del governo - resta il problema del referendum
elettorale, che i partiti maggiori potrebbero avere
interesse a far fallire. Il "ritaglio referendario", infatti,
attribuirebbe il premio di maggioranza solo al partito più votato, non più alla
coalizione. Il che spingerebbe Pd e Idv da una parte e Pdl, Lega e Mpa
dall'altra a fondersi oppure a presentarsi con un solo simbolo. Alla Camera non
si potrebbero nemmeno tentare soluzioni "alla tedesca" (presentare al
Nord il solo simbolo della Lega per tutta la coalizione e al Centrosud quello
del Pdl) poichè il premio è nazionale. Ecco perchè Berlusconi giudica superato
il referendum e perchè anche Veltroni potrebbe essere
tentato di farlo fallire facendo mancare il quorum. In ogni caso, è facile
prevedere che quando si cambierà la nuova legge elettorale si introdurranno meccanismi capaci di preservare
e rafforzare il sistema dei partiti disegnato dal voto del 13-14 aprile.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
20-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
PRIMA
PAGINA 20-04-2008 EDITORIALE Ora la legge elettorale non è più una
priorità Luca Tentoni I l netto successo del centrodestra pone in secondo piano
la riforma elettorale, almeno fino a
quando, nel 2009, saremo chiamati alle urne per i referendum sulle norme
per l'elezione di Camera e Senato. Non solo perché Berlusconi ha i numeri per governare fino
al 2013, ma anche perché le forze politiche presenti in Parlamento sembrano
concordi sulla revisione delle norme costituzionali riguardanti il
bicameralismo. Già dalla prossima legislatura potrebbe essere solo la Camera a
dare e revocare I sindacati si difendono Lega e Marini "frenano"
Montezemolo: no allo scontro PAG. 4 la fiducia al governo, mentre il Senato
diverrebbe l'Assemblea delle Regioni. Del sistema elettorale
per il Senato, se le intenzioni si trasformeranno in fatti, non dovremo più
occuparci. Molto presto l'attenzione dei poli sarà rivolta alla revisione
costituzionale: fra i punti programmatici in comune figurano il superamento del
bicameralismo perfetto, il rafforzamento di governo e premier, il federalismo
(non solo fiscale). Solo dopo si studierà la legge elettorale più appropriata, che probabilmente sarà quella
spagnola, molto favorevole ai due partiti maggiori (Pdl, Pd) e a quelli che
hanno un forte insediamento sul territorio (Lega, Mpa). Salvo sorprese, dunque,
quella del 13-14 aprile è stata l'ul - tima prova del "modello Calderoli
". Per una serie di circostanze favorevoli al Pdl, il sistema ha
"prodotto" a Palazzo Madama - diversamente rispetto al 2006 - una
maggioranza ampia. segue PAG. 4.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 21-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Il netto successo del
centrodestra pone in secondo piano la riforma elettorale, almeno fino a quando, nel 2009, saremo chiamati alle urne per i
referendum sulle norme per l'elezione di Camera e Senato. Non solo perché
Berlusconi ha i numeri per governare fino al 2013, ma anche perché le forze
politiche presenti in Parlamento sembrano concordi sulla revisione delle norme
costituzionali riguardanti il bicameralismo. Già dalla prossima
legislatura potrebbe essere solo la Camera a dare e revocare la fiducia al
governo, mentre il Senato diverrebbe l'Assemblea delle Regioni. Del sistema elettorale per il Senato, se le intenzioni si trasformeranno
in fatti, non dovremo più occuparci. Molto presto l'attenzione dei poli sarà
rivolta alla revisione costituzionale: fra i punti programmatici in comune
figurano il superamento del bicameralismo perfetto, il rafforzamento di governo
e premier, il federalismo (non solo fiscale). continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo
"sfogliatore" online.