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DOSSIER “RIFORMA ELETTORALE!”

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Report "Riforma elettorale"

DENTISTI ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Proposte di legge

Abstract: ma anche perché toglie ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Questi sono i motivi principali per i quali i cittadini vogliono una riforma elettorale: esplicitamente, lo hanno chiesto gli oltre 800mila italiani che hanno firmato per il referendum. Ma, per il centrodestra, il bene del Paese è secondario rispetto all'interesse di partito.

Dal ballo ai rifiuti: senatori al lavoro ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 17-02-2008)
Argomenti: Proposte di legge

Abstract: lavoro Disegni di legge: a destra ne ha presentati di più Costa (58), a sinistra Nardini (84) L'attività parlamentare obbliga a occuparsi di tutto: dalla riforma elettorale ai temi economici ROMA - "Shall we dance?". Rosario, balliamo? Il senatore Costa non è Richard Gere, ma magari gli piace volteggiare sulle onde della musica di Piazzolla in un tango appassionato come faceva l'

Lo spirito di casta della terza repubblica ( da "Centro, Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Proposte di legge

Abstract: quale giaceva quasi pronta la proposta di riforma elettorale (bozza Bianco) sulla quale un accordo trasversale poteva essere trovato in pochi giorni. Democrazia è rinnovamento, la nostra, purtroppo, è una pseudo-democrazia, perché la classe politica, grazie alle leggi che la tutelano, quando perde non è costretta né a dimettersi, ad assumersi la responsabilità della sconfitta,


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DENTISTI (sezione: Riforma elettorale)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Proposte di legge

DENTISTI Addio alle cure a basso costo La caduta del Governo ha letteralmente tolto la possibilità di sorridere a moltissimi italiani; si sono, infatti, interrotte, a un passo dalla conclusione, le trattative del Ministro Turco con l'ANDI, associazione di dentisti, per la fornitura di cure odontoiatriche low cost alle famiglie con meno di 8000 euro di reddito. La proposta è sicuramente interessante perché permetterebbe a tante persone con limitate disponibilità economiche di accedere agli studi dentistici a tariffe certe e calmierate con indubbio beneficio sia per la propria salute orale che per il bilancio familiare, contribuendo inoltre a creare nuovo lavoro non solo per i giovani medici odontoiatri ma anche per tutto il comparto oggi in grave crisi e minato dalla concorrenza sleale di abusivi, services, e cure all'estero. Riteniamo tuttavia che il diritto alla salute, anche odontoiatrica, solennemente sancito dalla Costituzione debba essere garantito dal Servizio sanitario regionale di Asl e aziende ospedaliere, soprattutto per i più poveri e per i casi più gravi. Auspichiamo pertanto un deciso impegno dei nuovi direttori generali per una maggiore efficienza della rete dei poliambulatori di città e provincia aperti oggi poche ore alla settimana e senza possibilità di riabilitazioni protesiche nemmeno rimovibili (dentiere), necessarie a tanti nostri anziani, benché già previste da una delibera regionale del '98. Basterebbe potenziare e finalizzare a queste priorità il personale, aumentare i giorni di apertura e promuovere la libera professione intraospedaliera a pagamento con un (modesto) contributo per le spese odontotecniche come già avviene nella vicina e altrettanto lombarda Cremona. La riduzione delle incredibili liste di attesa per le cure più urgenti e necessarie permetterebbe oltretutto un indispensabile recupero della credibilità, oggi immeritatamente compromessa, dei pur validi e preparati dentisti della mutua. Ma la proposta di aprire le porte degli studi dentistici privati per permettere a tutti di avere visite gratuite e cure essenziali ed indispensabili come estrazioni e medicazioni antidolore o detartraggi a 50 euro e protesi mobili a 800 euro ad arcata è sicuramente lodevole e interessante. Se non è passata a livello nazionale possiamo riprenderla nella nostra provincia. Chi fosse interessato può contattare la nostra associazione di volontariato al "Tel.Nientemale" 3337207817. Centro Studi di Medicina e Odontoiatria Sociale AUTOSTRADA Duecento aziende saranno saccheggiate Ho seguito il dibattito sull'autostrada Mantova-Cremona, tuttora in corso, e mi sono ancor più convinto che questa autostrada, che devasta il nostro territorio da Bozzolo a S. Biagio, e saccheggia 200 aziende agricole non la vuole nessuno. Non ho letto richieste di autotrasportatori, non ho registrato petizioni di gruppi commerciali, o di realtà economiche che rivendicassero una nuova autostrada; tutto il dibattito è incentrato sui problemi della viabilità locale della cintura periferica della città, che ancora soffre per il mancato completamento dell'asse sud. Sono problemi che si trascinano da tempo, e da tempo dilazionati per mancanza di pianificazioni concordate tra i comuni dell'interland, e per l'assenza di un progetto complessivo e lungimirante di chi ha pianificato lo sviluppo urbanistico. Le proteste dei cittadini di Cerese, della Spolverina e della Romana sono più che condivisibili ma dovrebbero chieder conto a chi li ha amministrati in questi anni a chi li ha illusi di abitare nella verde periferia di Mantova scoprendosi poi prigionieri di una gabbia urbana a respirare smog. A chi non ha saputo pianificare una viabilità esterna che li preservasse dal traffico e che ora non sa fare di meglio che scaricare i propri problemi sul comune vicino! Perciò è inammissibile il progetto di deviare tutto il traffico sull'abitato di S. Biagio già congestionato da Romana e Autobrennero, e sottoposto periodicamente a paralisi dalle massicce affluenze alla Città della moda. Anche i cittadini di S. Biagio hanno diritto a respirare e ad avere un habitat vivibile! La proposta del Comune di Bagnolo prevede un percorso intermedio che da una più razionale soluzione al problema; auspico venga accolta senza riserve e con la consapevolezza responsabile che tutti devono dare un contributo fattivo senza trincerarsi dietro posizioni pregiudiziali ma operando scelte ispirate a concretezza. Peccato sia mancata in questo dibattito una riflessione sul sistema mantovano: avremmo potuto convenire che forse alla economia della nostra provincia anziché nuove autostrade di asfalto servono rondò organizzativi, ponti promozionali e autostrade commerciali per raggiungere nuovi mercati portando di ritorno nuovo sviluppo e occupazione. Ma forse a chi adora gli dei etruschi e preferisce alla nostra agricoltura le canne palustri questi pensieri non interessano. Carlo Lasagna BERLUSCONI Quando la Cdl era un ectoplasma L'ultimo guaio del governo Berlusconi è stata la legge elettorale approvata nelle ultime ore di legislatura. Legge che il suo stesso estensore Calderol ha definito una "porcata" e che, fino all'altro ieri, tutto il Parlamento dichiarava di voler cestinare. Era diffusa la consapevolezza che, tornare al voto con l'attuale legge elettorale, sarebbe stata una vergogna davanti all'Europa e una sciagura per l'Italia. La rapidità con cui gli esponenti del centrodestra hanno cambiato opinione è vergognosa e immorale. Non solo perché il "porcellum" ha dimostrato di essere la prima causa dell'instabilità del governo, ma anche perché toglie ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Questi sono i motivi principali per i quali i cittadini vogliono una riforma elettorale: esplicitamente, lo hanno chiesto gli oltre 800mila italiani che hanno firmato per il referendum. Ma, per il centrodestra, il bene del Paese è secondario rispetto all'interesse di partito. I leader di An e Udc per mesi hanno attaccato Berlusconi, accusandolo tra l'altro di dilettantismo politico, e da par suo Berlusconi ha persino definito la Cdl un ectoplasma. Ora i tre hanno ripreso a parlar d'amore, anestetizzati dalla speranza di tornare al governo. Il premio per l'incoerenza va ad An, che prima ha approvato il "porcellum", poi ha raccolto le firme per il referendum e infine ha fatto di tutto per sabotarlo. Stigmatizziamo questo atteggiamento incoerente e contraddittorio del centrodestra, che ancora una volta si è dimostrato privo di ogni senso di responsabilità. Non è certo il desiderio di risolvere i problemi nazionali a mettere fretta alla ricomposta congrega "Berlusconi & C". Se fosse così, il centrodestra avrebbe accettato la sfida acconsentendo ad un governo di condurre, in pochi mesi, al varo della riforma elettorale. Ma il centrodestra soffre di ansia da prestazione e perciò, ancora una volta, ha agito puntando al proprio tornaconto e trascurando l'interesse generale del Paese. Siamo certi che gli italiani se ne ricorderanno al momento opportuno. Partito Democratico ECONOMIA Il nostro futuro ricco di incognite Gli artigiani hanno il fiato corto non solo per il clima di incertezza sulle aspettative di ripresa economica dal momento che il dato sull'inflazione rischia di associarsi a una fase di bassa crescita economica ma anche per altri fattori come il caro energia, l'aumento delle materie prime, l'aumento della pressione fiscale, la burocrazia che non li lascia lavorare. Senza l'eccessiva burocrazia si avrebbe un incremento di produttività del 5,8% e degli eccessivi ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali sia pubbliche che private. I tempi di pagamento delle commesse di lavoro si sono allungati, divenendo i più lunghi dì Europa, con una media che va da cento giorni ad addirittura, un anno. Anche se non mancano casi eclatanti come il giovane falegname di un paese dell'Alto mantovano che da sei anni aspetta di portare a casa i soldi da una commessa di lavoro. Un vero e proprio calvario fatto di carte bollate, di costi aggiuntivi, e di udienze in tribunale. Ma casi come quello del giovane falegname si registrano quotidianamente all'ufficio legale dell'Upa. E' evidente che tale situazione porti gravi conseguenze nella gestione amministrativa delle piccole imprese in termini di danni economici, produttivi ed occupazionali. Tra l'altro la situazione di stallo in determinati settori dell'artigianato di servizio e di produzione porta il piccolo imprenditore ad essere maggiormente accondiscende con la propria clientela, accettando dilazioni nei pagamenti che determinano in ultima analisi a ridefinire o meglio riorganizzare la struttura aziendale. Tutto ciò ha come paradossale conseguenza che l'impresa titolare di crediti da incassare sia costretta a contrarre finanziamenti con le banche per riuscire a rimanere a galla. Franco Bruno Capo ufficio stampa Upa.

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Dal ballo ai rifiuti: senatori al lavoro (sezione: Riforma elettorale)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 17-02-2008)

Argomenti: Proposte di legge

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-02-17 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Dal ballo ai rifiuti: senatori al lavoro Disegni di legge: a destra ne ha presentati di più Costa (58), a sinistra Nardini (84) L'attività parlamentare obbliga a occuparsi di tutto: dalla riforma elettorale ai temi economici ROMA - "Shall we dance?". Rosario, balliamo? Il senatore Costa non è Richard Gere, ma magari gli piace volteggiare sulle onde della musica di Piazzolla in un tango appassionato come faceva l'attore americano con Jennifer Lopez, nel film di un paio d'anni fa. L'attività parlamentare obbliga a occuparsi di tutto: dalla riforma elettorale (su cui si sono cimentati, tra gli altri, Nicola Latorre e Alfredo Mantovano) alla disciplina dell'attività dei maestri di ballo, per cui Costa ha presentato un disegno di legge. Generalmente i parlamentari (oggi occupiamo solo dei senatori pugliesi eletti in Puglia, poi toccherà ai deputati) si cimentano con materie legate alla propria esperienza professionale (per esempio Giannicola Sinisi, da ex sindaco, è attento all'ordinamento degli enti locali, mentre Giovanni Procacci, da insegnante, ha presentato progetti che riguardano la scuola e Vincenzo Barba, che in Salento si occupa di carburante, ne ha proposti alcuni sulla pesca). Soprattutto si guarda al territorio in cui si è eletti (Mantovano ha proposto, per esempio, l'istituzione della zona franca a Lecce), ma non essendoci più il vincolo di collegio, come era con la precedente legge elettorale detta "Mattarellum ", è più facile che si "spazi" di qua e di là, che si volteggi tra la Puglia e altre regioni e, dato che una firma in calce ad una richiesta di provvedimento non si nega a nessuno, accade di trovare quella del gallipolino Barba in coda alla proposta di alcuni senatori veneti che spingono per l'istituzione della Provincia di Bassano del Grappa. Non importa che il partito, cioè Forza Italia, si stia spendendo - come ha ribadito Giulio Tremonti - affinché le Province vengano ridotte (e su questo anche il Pd è d'accordo), alcune iniziative nascono davvero sulla spinta di gruppi di pressione da accontentare manifestando quanto meno interesse e buona volontà legislativa. Lo scarto tra il dire e il fare, tra le proposte di legge parlamentari (da distinguersi da quelle governative, di iniziativa popolare, regionale e del Cnel)e le leggi vere e proprie è enorme: nei ventuno mesi di legislatura ne sono stati presentati 4987, mentre sono state approvate 93 leggi, in media una ogni cinque mesi. Nelle migliaia di progetti bisogna considerare quelli "trascinati": i parlamentari con alle spalle altre legislature appena arrivano in una delle due Camere presentano i testi che in precedenza non avevano raggiunto risultato. E' facile scoprire la "magagna " (serve a dimostrare che si è prolifici) perchè hanno un ordine numerico in sequenza: 422, 423, 424, ecc. Questo ragionamento dà ragione a chi identifica i politici come una "casta" sprecona e arraffona. Ma, come per tutte le categorie, compresa quella che ha inventato il fortunatissimo "logo", non si può fare di tutta un'erba un fascio. C'è chi lavora sodo, in aula come in commissione (Donato Piglionica in commissione bicamerale rifiuti, assieme al deputato pugliese Pietro Franzoso, ha contribuito alla stesura del rapporto sull'emergenza campana) e spesso senza guardare al partito di provenienza. Un ordine del giorno sulla soppressione di alcune linee ferroviarie è stato firmato da deputati e senatori di centrosinistra e centrodestra, di tutte le regioni: i veneti Testa (Pd) e Fratta Pasini (Fi), i pugliesi Ruggeri (Udc) e Vico (Pd). E c'è chi lavora "di sponda" tra Senato e Camera. Corre l'obbligo di segnalare due leggi, nate a cavallo delle due assemblee. La prima, di importanza generale, ha iniziato l'iter a Montecitorio, per spinta delle deputate Pd Teresa Bellanova e Marisa Nicchi ed è approdata al Senato, relazionata dalla Pd Colomba Mongiello, votata convintamente anche da An. Grazie a questa legge d'ora in poi le lavoratrici, meridionali sopprattutto, non dovranno più firmare, al momento dell'assunzione, un foglio in bianco per future dimissioni, documento utilizzabile a totale discrezione dai datori di lavoro. Insomma, una conquista importante per le lavoratrici grazie ad una legge diventata, strada facendo, bipartisan. Altro esempio di collaborazione tradotta in legge è l'istituzione dell'Authority alimentare a Foggia, per iniziativa di Mongiello e del deputato Michele Bordo. Rosanna Lampugnani Il Senato della Repubblica durante i lavori.

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Lo spirito di casta della terza repubblica (sezione: Riforma elettorale)

( da "Centro, Il" del 17-02-2008)

Argomenti: Proposte di legge

Di Antonio Porto * Lo spirito di casta della Terza Repubblica Lo spirito di casta sta caratterizzando la Terza Repubblica. Con questa legge elettorale "la casta" sta per rafforzarsi a dispetto e forse come reazione ad una sua credibilità vicina allo zero. La destra due anni fa approvò la "porcellum" con lo scopo di vincere le elezioni o di mettere in difficoltà la sinistra, non essendovi riuscita ci riprova. La paralisi decisionale che caratterizza il sistema politico, la frammentazione del sistema politico, il blocco del sistema sociale che spinge il Paese verso la decadenza economica e sociale, spinge anche la Confindustria a censurare la classe politica ed a sollecitare la riforma elettorale. Tornare alle elezioni con la stessa legge significa raggirare i cittadini che non hanno la libertà di scelta. Il problema elettorale insieme con quello della casta è il più sentito ed indigna la maggioranza degli italiani perché non sanno come incidere per provocare il cambiamento. Il popolo sovrano si diceva una volta, un eufemismo oggi, perchè non è mai stato così incastrato e castrato. Alla destra è convenuto saltare la riforma elettorale perché è certa di vincere; alla sinistra conviene la riforma per il motivo opposto. La differenza è che l'utile del Cavaliere configge con l'interesse del Paese, il suo sì gli avrebbe fatto fare l'unica figura positiva istituzionale della sua carriera, ma il suo "mal di potere" glielo ha impedito. Il Parlamento eletto con questo sistema, inoltre, dopo pochi mesi potrebbe essere cancellato con il referendum, con la sua conseguente delegittimazione. Non è un caso che l'esigenza della riforma, sottolineata anche dalla Corte Costituzionale per le carenze della legge elettorale, è sostenuta da tutte le rappresentanze del mondo dell'impresa e del lavoro. Mentre l'impresa si rinnova e chiede maggiore concorrenza, la politica si dimostra conservatrice dei propri privilegi. Il carattere della "porcellum": liste bloccate con nomina dei candidati da parte delle segreterie di partito; elezioni multiple dei leaders che in questo modo cooptano gli eletti; controllo dell'80% degli eletti in Parlamento da parte dei segretari di partito; alleanze dei piccoli partiti con quelli capofila che consente loro di ottenere più seggi di quelli derivanti dalla percentuale dei voti riportati, con la conseguenza che acquisiscono il potere di condizionare la stabilità dei governi. Ciò fa riflettere sul ruolo della democrazia italiana di fronte alla rinnovata deriva partitocratica che consente ai privilegiati trombati, di essere nominati in posizioni apicali pubbliche, utilizzate come discarica. Lo strapotere dei leaders inamovibili, che per restare tali si circondano di soggetti di basso calibro, è il frutto di un mercato politico clientelare, alla faccia della governabilità e della partecipazione. Non stupisce più nulla, neanche che i moderati, i democratici e i liberals siano insensibili a questioni così delicate. L'interesse di casta prevale su quello del Paese e la sua trasversalità, ha provocato nel tempo un sistema politico-sociale immobile ma funzionale al mantenimento del potere personale. La soluzione era già sul tavolo del senato, sul quale giaceva quasi pronta la proposta di riforma elettorale (bozza Bianco) sulla quale un accordo trasversale poteva essere trovato in pochi giorni. Democrazia è rinnovamento, la nostra, purtroppo, è una pseudo-democrazia, perché la classe politica, grazie alle leggi che la tutelano, quando perde non è costretta né a dimettersi, ad assumersi la responsabilità della sconfitta, tutti alla fine sono vincitori e come premio conservano la poltrona. Un pericolo che s'intravede è che i cittadini sfiduciati e demotivati finiscano per disertare le elezioni. La sovranità non appartiene più al popolo e la rappresentanza avviene su nomina dei partiti. Questo è l'aggiornamento che, di fatto, è avvenuto dell'articolo 1º, comma secondo della Costituzione della Seconda Repubblica, violando il principio d'immodificabilità assoluta dei primi 12 articoli della carta costituzionale. Con queste caratteristiche che la contraddistinguono siamo ormai in piena Terza Repubblica. * Economista.

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