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L'ostruzionismo
minaccia l'approvazione della riforma della legge elettorale, proposta dalla
giunta Dellai, di prevedere le quote di genere per
assicurare un minimo del 30% alle do
( da "Adige,
L'" del 15-02-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: approvazione della riforma della
legge elettorale, proposta dalla giunta Dellai, di
prevedere le quote di genere per assicurare un minimo del 30% alle donne nella
composizione delle liste per le prossime elezioni provinciali. Ieri infatti nella riunione dei capigruppo del consiglio
provinciale, le forze politiche di opposizione avevano chiesto di rinviare l'
Lo
scioglimento delle Camere fa emergere l'inadeguatezza del "sistema
Italia" ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 15-02-2008)
Argomenti: Esempi esteri
Abstract: Francia, Gran Bretagna, Germania e
la Spagna ci insegnano che le scelte di fondo per lo sviluppo di una na-zione
sono indipendenti dal colore del Governo. Mille, invece, sono gli esempi
'negativi che dimostrano la difficoltà nel decidere e
nel programmare da parte dei nostri politici di turno.
( da "Adige, L'" del 15-02-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Nne nella composizione delle liste per
le prossime elezioni provinciali L'ostruzionismo minaccia l'approvazione della riforma della legge elettorale, proposta dalla giunta Dellai, di
prevedere le quote di genere per assicurare un minimo del 30% alle donne nella
composizione delle liste per le prossime elezioni provinciali. Ieri infatti nella riunione dei capigruppo del consiglio
provinciale, le forze politiche di opposizione avevano chiesto di rinviare l'esame
del disegno di legge sulle quote rosa e gli altri in
materia di riforma elettorale, già all'ordine del
giorno per la tornata di lavori del consiglio dal 26 al 28 febbraio, a dopo le
elezioni politiche del 13 aprile. Carlo Andreotti (Trentino autonomista) ha
motivato la richiesta dicendo che non si può trattare "una materia
squisitamente politica come questa in un clima pre-elettorale"
per timore di una strumentalizzazione. Andreotti ha aggiunto di non ritenere
che si tratti per altro di una vera riforma, in quanto "l'interesse della
maggioranza è solo quello di approvare la norma che regolamenta l'introduzione
delle quote rosa". A sostegno di questa tesi si sono espressi anche
Marcello Carli (Udc), firmatario di un disegno di legge di riforma della legge elettorale, Nerio Giovanazzi
(Forza Italia) e Enzo Erminio Boso (Lega). La
maggioranza, rappresentata dai capigruppo Giorgio Casagranda (Margherita) e Roberto Pinter (Sdr), e dall'assessore Ottorino Bressanini hanno invece definito la discussione della
riforma per le "quote rosa" un adempimento necessario, perché
previsto dalla Costituzione, e da fare entro marzo per consentire l'eventuale referendum sulle modifiche prima delle elezioni d'ottobre.
La maggioranza ha dunque deciso di mantenere la riforma
all'ordine del giorno dei lavori di febbraio e per tutta risposta
Andreotti, Boso e Giovanazzi
hanno chiesto l'applicazione del vecchio regolamento, ovvero la non
applicazione di tempi contingentati per la discussione della legge,
che vuol dire che l'opposizione potrà fare ostruzionismo per cercare di bloccare
la legge. I capogruppo hanno
concordato invece di sospendere i lavori del consiglio per tutto marzo e nei
primi quindici giorni di aprile e di recuperare le sedute saltate nei giorni
dal 22 al 24 aprile e dal 22 al 24 luglio. 15/02/2008.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 15-02-2008)
Argomenti: Esempi esteri
L'INTERVENTO Lo
scioglimento delle Camere fa emergere l'inadeguatezza del "sistema Italia" di Girolamo Astolfi
* La crisi politica nazionale, latente da mesi, si è
manifestata in tutta la sua ampiezza e abbiamo sen-tito la necessità di fare un
commento su questo momento politico ed economico italiano.Dopo
mesi di discussione sul nuovo sistema elettorale,
ancora una volta, come purtroppo siamo stati abituati nei decenni scor-si, si è
aperta una crisi insanabile all'interno della maggioranza di Governo sfociata
nello scioglimento delle Camere.Noi
non vogliamo entrare nel merito dei motivi che hanno portato alla scelta di un
partito di ritirare la pro-pria fiducia all'esecutivo ma vogliamo invece
sottolineare la fragilità del no-stro assetto politico ed elettorale.
Questa fragilità non ha ripercussioni solo a livello di gestione e
amministrazione del paese ma sicuramente influenza negativamente anche
l'economia nazionale.Conferma
inoltre negli osservatori stranieri il parere, non certamente lusinghiero, di
scarsa affida-bilità dell'Italia. In questo Paese, dove i candidati alle
elezioni sono decisi centralmente dalle segreterie nazionali dei partiti e
quindi non sempre rappresentano i cittadini che sono chiamati al voto, non si
porta avanti alcuna riforma.Per
fare solo un esempio concreto: da anni sosteniamo che occorrono politiche
energetiche che ci rendano meno dipendenti dai paesi produttori di petrolio.
Purtroppo però, per una ragione o l'altra, vincono resistenze che portano
imprese e famiglie a pagare l'energia elettrica e il gas oltre il 50\% in più
rispetto agli altri paesi europei.Dobbiamo
quindi arrenderci al fatto che siamo un paese dove le privatizzazioni non
vengono fatte oppure compiute a metà. Dove la macchina burocratica costa al
cittadino molto di più rispetto agli altri paesi, dove tutte le inefficienze
della pubblica amministrazione costano, dove tutte queste cose sono un freno a
mano tirato per un 'economia che stenta a tenere il
passo con i paesi più virtuosi.Non possiamo pensare
che possa essere il ricorso alle elezioni anticipate il rimedio a questi
problemi. Servono modifiche strutturali al nostro sistema
politico ed economico, riforme vere, privatizzazioni iniziate
ed ultimate, scelte lungimiranti, una politica energetica ed ambientale diversa.
Le condizioni e le tecnologie ci sono per attuare tutto ciò, manca ed è mancata
la volontà di fare e di decidere. Francia, Gran Bretagna, Germania e la Spagna ci insegnano che le scelte di fondo per lo sviluppo
di una na-zione sono indipendenti dal colore del Governo. Mille, invece, sono
gli esempi 'negativi che dimostrano la difficoltà nel
decidere e nel programmare da parte dei nostri politici di turno. Il
corridoio 5, con la linea ad alta velocità in Piemonte, il problema rifiuti in
Campania: sono solo alcuni esempi per dimostrare che pur nell'alternanza delle
maggioranze, i proble-mi restano irrisolti. Una dimostrazione ancora una volta
dell'incapacità del nostro sistema politico di attuare
scelte.*Presidente Confartigianatoimprese Rovigo.