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tARTICOLI DEL 15 e 16 aprile
2008 #TOP
Terza
Repubblica, stesso cavaliere ( da "Repubblica.it"
del 15-04-2008)
Argomenti: Esempi esteri
Abstract: Dalla Francia alla Germania, dalla Gran Bretagna alla Spagna, due partiti maggiori si ripartiscono un bacino di consensi che oscilla tra il 70 e il 90%. Pdl e Pd insieme, due partiti maggioritari e quasi "presidenziali", raccolgono intorno al 73% dei voti. Il prezzo di questa forte polarizzazione dei consensi è la polverizzazione delle "terze forze"
Via
Emilia bis e sviluppo dell'impresa
( da "Gazzetta
di Reggio" del 16-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: quello che riguarda la riforma elettorale". "Non siamo più al governo - conclude - ma non abbandoniamo l'impegno per il miglioramento della viabilità nella nostra provincia. A partire dalla via Emilia bis e della Cispadana". "Ho intenzione di proporre il pacchetto di iniziative che avevo presentato durante la campagna elettorale - sottolinea Maino Marchi,
Successo
in Spagna poche settimane fa; in Germania la quota & in Germania la quota è
del 69, in Gran Bretagna ( da "Alto Adige"
del 16-04-2008)
Argomenti: Esempi esteri
Abstract:
caratterizzate
da due grandi partiti su cui poggia il sistema di rappresentanza degli
interessi; partiti che nei rispettivi Parlamenti, pur con sistemi elettorali
diversi, possono contare su un'ampia quota di seggi, superiore alla somma del
loro peso specifico (73% in Germania,
AL
70 ( da "Corriere delle Alpi"
del 16-04-2008)
Argomenti: Esempi esteri
Abstract:
caratterizzate
da due grandi partiti su cui poggia il sistema di rappresentanza degli
interessi; partiti che nei rispettivi Parlamenti, pur con sistemi elettorali
diversi, possono contare su un'ampia quota di seggi, superiore alla somma del
loro peso specifico (73% in Germania,
Bisogna
ritornare sul territorio - francesco jori
( da "Mattino
di Padova, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Esempi esteri
Abstract:
caratterizzate
da due grandi partiti su cui poggia il sistema di rappresentanza degli interessi;
partiti che nei rispettivi Parlamenti, pur con sistemi elettorali diversi,
possono contare su un'ampia quota di seggi, superiore alla somma del loro peso
specifico (73% in Germania,
Di
FEDERICO D'ASCOLI <L A RIFORMA elettorale gli italiani se la son
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 16-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: 4 di FEDERICO D'ASCOLI "L A RIFORMA elettorale gli italiani se la son ... di FEDERICO D'ASCOLI "L A RIFORMA elettorale gli italiani se la son fatta da soli". Rolando Nannicini, 62 anni, analizza senza peli sulla lingua il voto che l'ha condotto, contro i pronostici della vigilia, alla terza legislatura alla Camera dei deputati.
Martini:
nientedivorzio dall'Arcobaleno, ma basta veti
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 16-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: astesione dei tre assessori della Sinistra Arcobaleno sulla proposta di legge di riforma dei servizi pubblici. Dopo la batosta la sinistra sarà più compiacente? Approverà, senza se e senza ma, i provvedimenti urgenti? Cioè piano dei rifiuti e nuovi inceneritori; piano energetico; legge sull'acqua. E ancora: sottopasso di Firenze per l'Alta velocità, autostrada tirrenica,
Come
diventare un paese normale ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-04-2008)
Argomenti: Esempi esteri
Abstract:
caratterizzate
da due grandi partiti su cui poggia il sistema di rappresentanza degli
interessi; partiti che nei rispettivi Parlamenti, pur con sistemi elettorali
diversi, possono contare su un'ampia quota di seggi, superiore alla somma del
loro peso specifico (73% in Germania,
<Si
parte subito con l'abolizione dell'Ici>
( da "Avvenire"
del 16-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: alla riforma della giustizia e al referendum elettorale. Dopo aver sottolineato che "è un momento importante per la storia politica del Paese", Berlusconi ha esposto la necessità di introdurre la divisione delle carriere in magistratura: "È un obiettivo imprescindibile: essendo stato inquisito tantissime volte e sempre assolto non posso che dare un giudizio positivo dei giudici,
ELEZIONI/
VELINA ROSSA: D'ALEMA RASSICURA CASINI SU TEDESCO
( da "Virgilio
Notizie" del 16-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Abstract: di tutto il Pd e di questo, in primo luogo, dovrebbe persuadersi l'onorevole Veltroni". "Non possiamo permettere a Berlusconi di fare la riforma elettorale a suo piacimento al solo scopo di evitare il referendum, né d'altra parte si può pretendere da Casini e dagli altri che possano aderire con entusiasmo a un sistema su modello francese che avrebbe come immediato scopo quello di
( da "Repubblica.it" del 15-04-2008)
Argomenti: Esempi esteri
La Terza Repubblica
nasce oggi com'era nata la Seconda, quattordici anni fa. Una vittoria netta e
indiscutibile di Silvio Berlusconi. Uno spostamento massiccio e inequivocabile
dei consensi verso destra. La storia politica della nazione si compie così, con
un moto perfettamente circolare. L'eterna transizione italiana riparte
dall'eterna rigenerazione berlusconiana. Tutto era iniziato con i referendum
maggioritari del '93 e la pirotecnica "discesa in campo" del '94.
Dopo quattro travagliatissime legislature si ritorna al punto di partenza. Il
Cavaliere si riprende l'Italia. Sarà vecchio. Sarà spompato. Sarà
"unfit". Ma la maggioranza degli italiani ha deciso di riconsegnargli
comunque le chiavi del governo, sanando per la terza volta, con la
legittimazione di un voto che equivale ancora una volta a un "condono
tombale", le sue inadeguatezze, i suoi conflitti di interesse, le sue
traversie giudiziarie. È il verdetto del popolo sovrano che, piaccia o no, in
democrazia è l'unica cosa che conta. Dal punto di vista "sistemico",
queste elezioni rivoluzionano la geografia politica nazionale. Segnano un
deciso passo avanti dell'Italia sul terreno della semplificazione coalizionale
e gettano le basi per una conseguente modernizzazione istituzionale. E di
questo, al di là del responso dell'urna, va dato pieno merito al Pd e alla
svolta che ha impresso al sistema, con la
disaggregazione delle vecchie alleanze e le riaggregazione dei nuovi partiti.
Il Paese ritorna sui binari di un solido bipolarismo, dopo il deragliamento
neo-proporzionalista prodotto due anni fa dal "porcellum". Per la
quarta volta in cinque elezioni cambia lo schieramento al governo, e questo è
un sintomo che rafforza il meccanismo dell'alternanza. Di più: con
un'evoluzione più consona alle moderne democrazie europee, anche la nostra si
avvicina a un modello di bipartitismo tendenziale. Dalla Francia alla Germania, dalla Gran Bretagna alla Spagna, due partiti maggiori si ripartiscono un bacino di consensi
che oscilla tra il 70 e il 90%. Pdl e Pd insieme, due partiti maggioritari e
quasi "presidenziali", raccolgono intorno al 73% dei voti. Il prezzo
di questa forte polarizzazione dei consensi è la polverizzazione delle
"terze forze" e la desertificazione dei "cespugli".
In Parlamento si salva appena l'Udc, ma spariscono la Destra, la Sinistra
arcobaleno, i socialisti. Al Senato, di fatto, avranno accesso solo quattro
gruppi parlamentari: Pdl, Pd, Lega e Udc. È un esito che può generare un impoverimento
della dialettica democratica, e far riaccendere persino una
extra-parlamentarizzazione del conflitto sociale. Ma di sicuro aiuta la
governabilità politica e l'efficienza legislativa. Berlusconi ha perso la
campagna elettorale, ma ha vinto le elezioni (al
contrario di quello che accadde nel 2006). Secondo la felice definizione di
Ilvo Diamanti, il Cavaliere non è più "il nuovo che avanza", ma
semmai "il vecchio avanzato". Eppure si conferma il più magnetico
catalizzatore dei sogni della nazione, e il più carismatico affabulatore dei
suoi bisogni. Le critiche e le perplessità che questo giornale ha manifestato
nei suoi confronti restano tutte. Il leader di Forza Italia è il campione di
un'Italia populista, insofferente alle regole e diffidente nelle istituzioni. È
il videocrate che riduce l'etica ad estetica, e che vive la politica come
opportunità e non come responsabilità. Ma nonostante tutto questo, bisogna
prendere atto che la "pancia" del Paese è con lui. Il muro di Arcore
è caduto per sempre: le demonizzazioni e le ghettizzazioni non servono più a
niente e a nessuno. E stavolta, a giustificare il suo terzo trionfo solitario,
non basta nemmeno il "tesoretto" dei fallimenti del governo Prodi,
sul quale ha utilmente speculato in questa campagna elettorale.
La forza che questo voto gli conferisce è inequivoca. La "rivoluzione del
predellino", uguale e contraria alla scelta del Pd di correre da solo, è
stata un salto nel cerchio di fuoco. Ha obbligato la ex Cdl alla sterzata a
destra. Ha regalato a Bossi un nuovo patto di sangue. Ha imposto a Fini
l'annessione di An, a Casini la cacciata dal tempio. Per il Pdl è stata una
scelta potenzialmente arrischiata: ha reciso le già logore radici moderate al
suo centro (con l'Udc) e ha aperto un'insidiosa deriva radicale alla sua destra
(con Storace-Santanché). Ma se alla fine il rischio è stato ben ripagato dagli
elettori, questo è il segno che nel voto c'è qualcosa di più di una semplice
sanzione verso il governo precedente. E se il Pdl stravince al Nord grazie alla
Lega, ma vince anche nelle regioni del Centro-Sud dove la Lega non c'è, questo
è il segno che un vasto bacino sociale, di borghesia produttiva ma anche di
lavoro dipendente, di uomini spaventati del ricco Settentrione ma anche di
pubblici salariati del povero Meridione, si raccoglie ormai strutturalmente
intorno al Cavaliere, e all'anomalo impasto di
"rivoluzione-protezione" che continua a promettergli. Solo così si
spiega il perché, dopo quindici anni di anomalie istituzionali e di ordalie
politiche intorno alla sua persona, lui resti saldamente in campo. E il suo
partito, personale o di plastica quanto si vuole, sia ancora capace di
aggregare consensi. E di vincere con un margine amplissimo, a dispetto dei
nemici interni sempre più basiti e degli osservatori internazionali sempre più
stupiti. Tanto ampio da neutralizzare la possibile incognita di una impropria
"golden share" consegnata in mano alla Lega. È vero che con oltre 20
senatori il Carroccio tiene in ostaggio la coalizione, ma mai come stavolta il
Cavaliere ha la possibilità di stringere (se già non l'ha fatto) un
"concordato preventivo" con il Senatur. Ha molto da offrirgli, in
cambio della sua fedeltà per un'intera legislatura. Dalla presidenza di Palazzo
Madama alla poltrona da vicepremier unico, da un altro ministero per le Riforme
alla poltrona di governatore della Lombardia, che nell'immaginario delle camice
verdi trasformerebbe finalmente la "Madre Padania" da mito virtuale a
luogo reale. Veltroni ha vinto la campagna elettorale,
ma ha perso le elezioni. Il bilancio del Pd ha indubbiamente più di una posta
al passivo. Forse il leader ha pagato una rincorsa breve, e troppo tarata sul
modulo dell'"one man show". Forse non è riuscito a tracciare un
perimetro credibile per la nuova constituency valoriale e sociale del partito,
usando nel suo tour nelle 100 province italiane troppi messaggi generali e
frullando nel suo programma troppe promesse particolari. "Il viaggio è il
messaggio": parafrasando McLuhan, forse anche questo è stato l'errore.
Così non è riuscito a drenare consensi al centro (sfilandoli al fronte avverso)
e ha finito per cannibalizzare i consensi a sinistra. Ma per il Pd le poste
all'attivo valgono forse anche di più. In questo complicato Paese non è mai
esistito un partito riformista che può contare su uno zoccolo duro vicino al
35% dei voti. Nella Prima Repubblica solo la Dc (e neanche il Pci) ha potuto
contare su un risultato così ampio. Questo è un solido "gancio" sul
quale continuare la scalata verso il governo del Paese. Ora si misurerà la
capacità dei gruppi dirigenti di stabilizzare il Pd, e di trasformarlo in una
realtà strutturale, che resterà e crescerà nel panorama politico nazionale, e
non di svilirlo a un episodico espediente elettorale,
come sono stati la Gad, la Fed, o persino lo stesso Ulivo. Non è un esito
scontato, dopo la sconfitta di ieri. Conosciamo bene la propensione
all'autolesionismo di quel ceto politico. Ma alzi la mano chi, tra i
democratici, ha voglia di purghe staliniste o di nostalgie autonomiste, e ha la
solita tentazione di mettersi a sparare sul quartier generale. Alzi la mano chi
si illude che sarebbe stato o sarebbe tuttora meglio tornare alla divisione
Ds-Margherita, due chiodi arrugginiti buoni per impiccarsi, non per riprendere
la salita verso la vetta. Certo, nella metà campo della nuova opposizione non
si può non registrare con inquietudine il tracollo delle sinistre alternative e
l'estinzione definitiva ben quattro sigle coalizzate. Rifondazione, il Pdci, i
Verdi e Mussi pagano i veti continui e le estenuanti mediazioni al ribasso cui
hanno obbligato Prodi. Agli occhi degli elettori, evidentemente, proprio loro
sono stati la "malattia" di quel governo, mentre Mastella ne è stato
solo la "febbre". Ora, con loro, è in gioco non solo il destino di un
leader storico come Bertinotti, ma la nozione stessa di sinistra. Ci vorrà una
riflessione severa, e una lunga traversata nel deserto, per riaffacciarsi sul
mercato politico con un'offerta convincente. Possono accusare finché vogliono
il Pd e la sua "vocazione maggioritaria", ma i vari Giordano,
Diliberto e Pecoraro Scanio devono prendere atto, risultati alla mano, che
l'Arcobaleno non lo era affatto. Cosa accadrà adesso? Berlusconi ha una
maggioranza più che solida. I numeri a sua disposizione autorizzano la previsione
di un governo di legislatura. La domanda cruciale è se sarà una anche
legislatura costituente, come servirebbe al Paese. Le prime mosse del Cavaliere
sembrano concilianti. Parla di riforme condivise, ipotizza la riesumazione
della Bicamerale, si dichiara diverso dal premier che vinse nel 2001, dice di
volersi consegnare alla storia come statista. Nella sua terza reincarnazione,
l'unto del Signore sembra voler impersonare l'idea di un populismo morbido, di
un bipolarismo mite. Contiamo sulla sua sincerità. Conviene a lui, se vuole
davvero ascendere al soglio del Quirinale. Ma soprattutto conviene all'Italia,
se vuole smettere una volta per tutte di essere una Repubblica
preterintenzionale. (15 aprile 2008.
( da "Gazzetta di Reggio" del 16-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Dalle promesse della
campagna elettorale ai fatti: ecco cosa hanno intenzione
di fare gli onorevoli reggiani che siederanno in parlamento "Via Emilia
bis e sviluppo dell'impresa" Viabilità e sostegno a giovani e famiglie tra
gli impegni dei sette eletti LINDA PIGOZZI REGGIO. Porteranno a Roma le
questioni e le problematiche che affliggono la nostra provincia: dei sette
parlamentari reggiani eletti nella consultazione elettorale
di domenica e lunedì, solo il leghista Angelo Alessandri e l'esponente del Pdl
Emerenzio Barbieri andranno però a sedersi nei banchi della maggioranza. Per i
cinque eletti del Pd - i deputati Castagnetti, Marchi e Lusetti e le senatrici
Soliani e Pignedoli - si apre un intenso lavoro d'opposizione. A tutti abbiamo
però posto le stesse domande. E cioé: quale, o quali, saranno le prime
iniziative che intende prendere in parlamento e come si concretizzerà l'impegno
per la realtà reggiana. "Detassazione degli straordinari e bonus bebé -
dice Emerenzio Barbieri - sono le prime mosse che il nuovo governo intende
fare. Da parte mia intendo recuperare quelle proposte di
legge che avevo già preparato. Su tutte l'allestimento del museo della
psichiatria nell'ex padiglione San Lazzaro, a Reggio. Per la mia città voglio
anche lavorare per migliorarne la viabilità". "Voglio aiutare Reggio
e tutti i paesi della provincia - conclude il deputato del Pdl - venendo in
soccorso ai gruppi all'opposizione nelle varie giunte di sinistra".
"Sono diverse le inziative che ho intenzione di intraprendere - esordisce
il leghista Angelo Alessandri - non appena si sarà insediato il nuovo
parlamento. In primis una legge che venga in aiuto ai
familiari di malati e disabili che, ora come ora, si trovano soli nelle
difficoltà, senza alcun appoggio reale. Come ho promesso in campagna elettorale, mi occuperò della moratoria delle moschee, da
mantenersi fino a che non sarà stata valutata fino in fondo la pericolosità di
certi gruppi islamici". Le questioni relative all'immigrazione sono al
centro dell'attenzione del parlamentare anche relativamente a Reggio e
provincia. "Serve un cambio assoluto di direzione - dice - e il mio primo
impegno per Reggio riguarderà proprio il problema degli immigrati. Non possiamo
più permettere che la cittadinanza viva nel terrore perché sono stati importati
troppi criminali". E' a Roma, impegnato a preparare l'insediamento della
sedicesima legislatura, l'onorevole Pierluigi Castagnetti. Il regolamento della
Camera prevede infatti che questa sia presieduta dal vice-presidente, ruolo che
Castagnetti ha mantenuto nei due anni del governo Prodi, fino all'insediamento
del nuovo presidente. "Fermo restando che è sempre il gruppo parlamentare
e non il singolo a decidere le inziative da prendere - premette - ritengo
urgente ripresentare alcuni progetti cui stavamo lavorando. Tra questi, quello che riguarda la riforma elettorale".
"Non siamo più al governo - conclude - ma non abbandoniamo l'impegno per
il miglioramento della viabilità nella nostra provincia. A partire dalla via
Emilia bis e della Cispadana". "Ho intenzione di proporre il
pacchetto di iniziative che avevo presentato durante la campagna elettorale - sottolinea Maino Marchi, confermato a Montecitorio -.
Sono convinto sia necessario un patto fra produttori per lo sviluppo del paese.
Un patto cioé fra imprese e lavoro per dar fiato alla domanda e aumentare il potere
d'acquisto. Importante sarà anche l'opera di contrasto alle mafie".
"Sono molti gli impegni che in campagna elettorale
mi sono assunto per la nostra provincia. Fra questi, per la città mi darò da
fare per l'apertura del museo della psichiatria all'ex San Lazzaro. Per la
provincia, penso sia importantissimo, sia per il turismo sia per il trasporto
delle merci, ottenere risorse per lo sviluppo della navigazione fluviale sul
Po". Eletto nella circoscrizione Lombardia II, anche il reggianissimo Renzo
Lusetti tornerà a sedere sui banchi di Montecitorio. "Alla caduta del
governo Prodi - spiega - stavo lavorando assieme a Francesco Rutelli alla nuova
legge sulla musica. Nei mesi scorsi avevamo già
incontrato un gruppo di cantanti italiani, fra cui Ligabue, Andrea Bocelli e
Claudio Baglioni, e da questo confronto erano scaturiti spunti
interessantissimi. La legge prevede più spazi musicali
a disposizione dei giovani, più visibilità nelle televisioni per cantanti e
gruppi ancora sconosciuti". "Per quanto riguarda la realtà reggiana -
conclude il deputato del Pd - un discorso specifico che intendo affrontare
riguarda la piccola e media impresa, grande forza del Reggiano. Il mio impegno,
per quello che sarà possibile fare stando all'opposizione, è di lavorare per aiutare
i piccoli e medi imprenditori con sgravi fiscali". Pensa alle fasce deboli
della popolazione, la senatrice del Partito democratico Albertina Soliani.
"Al governo, purtroppo, non ci siamo noi - sottolinea - ragion per cui
dobbiamo innanzitutto vigilare su quanto farà il centrodestra. Da parte mia,
ora mi sento ancora più impegnata nella difesa delle fasce deboli della
popolazione perché sono fortemente convinta che il centrodestra andrà a colpire
soprattutto loro". "Mi impegnerò per la valorizzazione del territorio
reggiano - prosegue - muovendomi su più fronti. Da una parte ritengo importante
lavorare sullo sviluppo delle terre matildiche, una zona che ha enormi
potenzialità. Così come le ha l'area del Po per la quale servono strategie
specifiche. Il mio impegno sarà anche per il potenziamento del Parco nazionale
dell'Appennino. La valorizzazione del territorio non può ovviamente prescindere
da economia e innovazione. Dobbiamo quindi lavorare ancora di più sul
Parmigiano Reggiano, oltre che potenziare l'università". Pensa ai giovani,
la senatrice del Pd Leana Pignedoli, alla sua seconda volta a Palazzo Madama.
"Bisogna lottare contro il precariato - spiega l'ex presidente della
Comunità montana - per garantire un futuro migliore ai nostri ragazzi. Sono convinta
infatti che la questione dell'occupazione sia prioritaria in questo particolare
momento". "Sono altrettanto convinta che si debbano superare i limiti
infrastrutturali attualmente presenti per garantire uno sviluppo della piccola
e media impresa, vera forza del nostro territorio e di tutta la nazione. Per
aumentare la competitività internazionale delle nostre aziende bisgna abbattere
gli ostacoli allo sviluppo, ad esempio semplificando e deburocrattizzando il
sistema e migliorando la mobilità".
( da "Alto Adige" del 16-04-2008)
Argomenti: Esempi esteri
Successo in Spagna
poche settimane fa; in Germania la quota & in Germania la quota è del
( da "Corriere delle Alpi" del 16-04-2008)
Argomenti: Esempi esteri
Al 70. Soprattutto,
queste elezioni hanno mantenuto una delle due caratteristiche di fondo presenti
dal '94 (l'alto tasso di bipolarismo), e hanno cancellato la seconda (l'elevato
livello di frammentazione): un binomio che aveva raggiunto l'apice nel 2006,
quando Unione e Cdl insieme avevano addirittura sfiorato il 100 per cento dei
consensi (99,8%), ma a prezzo di mettere assieme ciascuna una dozzina di liste.
Con il risultato di dar vita a un governo, quello di Prodi, composto da ben 12
sigle, a fronte del massimo di 4 presente nelle democrazie di tutto il mondo. E
tuttavia, la natura del voto di domenica e lunedì non è così lineare come
suggerito dai soli numeri. C'è soprattutto un interrogativo di fondo cui dare
risposta: come mai la stessa legge elettorale
utilizzata nel
( da "Mattino di Padova, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Esempi esteri
LE LEZIONI Bisogna
ritornare sul territorio Legge elettorale sbagliata e
partiti politici invadenti FRANCESCO JORI Una partita dal risultato nitido, nel
pieno rispetto dei pronostici. Con quali effetti sul lungo campionato della
politica in corso dal 1994? Sicuramente un grande passo avanti nella sfibrante
transizione italiana, ma non ancora l'ultimo atto, vale a dire l'allineamento
alla cultura istituzionale delle altre democrazie occidentali. Certo, gli
elettori hanno premiato la logica bipartitica in misura addirittura superiore.
I due principali contendenti hanno ottenuto l'84 per cento dei voti, come è
successo in Spagna poche settimane fa; in Germania la
quota è del
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 16-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
ELEZIONI pag. 4 di FEDERICO D'ASCOLI "L A RIFORMA elettorale gli italiani se la son ... di FEDERICO D'ASCOLI "L A
RIFORMA elettorale gli italiani se la son fatta da soli". Rolando Nannicini,
62 anni, analizza senza peli sulla lingua il voto che l'ha condotto, contro i
pronostici della vigilia, alla terza legislatura alla Camera dei deputati.
Il naufragio della Sinistra Arcobaleno ha avuto l'effetto di
"allungare" la lista dei toscani del Pd eletti. L'ex sindaco di
Montevarchi doveva essere il primo dei non eletti, in base ai sondaggi
accreditati alla vigilia, si è trovato ad approdare a Montecitorio senza
problemi. Grazie alla riforma "autogestita" degli italiani alle urne:
"La gente ha preferito dare il voto alle due grandi coalizioni in campo
per avere quella stabilità politica che è mancata con l'ultimo governo. Il
partito di Berlusconi è riuscito ad intercettare la grande esigenza di
sicurezza dell'elettorato ? spiega Nannicini ? e anche il risultato sorprendente
della Lega non può essere soltanto confinato nel voto di protesta ma nell'aver
interpretato certi temi che gli italiani vivono come emergenze". LA
SCONFITTA, a livello nazionale, è inequivocabile anche se le attenuanti, per
Nannicini ci sono tutte: "Il Partito democratico era la grande sfida di
questa votazione, nato nel giro di pochi mesi ha raggiunto un risultato che non
giudico negativo. Adesso c'è da affrontare con rinnovato spirito il ruolo di
opposizione in maniera seria e compatta". Il primo tema nell'agenda dei
governi da qualche anno a questa parte è quello delle riforme, il deputato del
Pd vede nero nelle prime proposte del premier Silvio
Berlusconi: "Sento parlare di Bicamerale, ma sarebbe più serio affrontare
uno per uno i temi che sono già sul campo senza evocare progetti che nel
recente passato sono mestamente naufragati". Il primo obiettivo della
terza esperienza di Nannicini a Roma è un'accelerazione per
l'"eterna" Due Mari: "Per ora sono previsti solo 33 milioni di
euro per il 2008, la cosa da fare è arrivare al triplo, spalmandolo sulle leggi
Finanziarie del 2009 e 2010".
( da "Nazione, La (Empoli)" del 16-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
PRIMO PIANO pag. 22
Martini: nientedivorzio dall'Arcobaleno, ma basta veti La Regione dopo lo choc
dellepolitiche. Al posto della Cenni all'Agricoltura in corsa Pugnalini,
Mammuccini, Magnolfi di SANDRO BENNUCCI ? FIRENZE ? "NON CI SONO ragioni
per trarre conclusioni sull'alleanza con la Sinistra Arcobaleno, che deve
continuare e mi auguro che certi toni della campagna elettorale,
che presagivano la cancellazione di scelte fatte sul territorio vengano messe
da parte e prevalga la volontà di realizzare tutte le opere ritenute
prioritarie", dichiara il governatore Claudio Martini (nella foto). Che ha
davanti la questione, spinosa, dell'alleanza con Rifondazione, imbarcata
"a tempo scaduto", ma anche molti altri problemi: a cominciare dalle
scelte sul suo futuro. La larga vittoria di Berlusconi lascia intendere che il
centrodestra governerà per 5 anni e non si tornerà a votare per il Parlamento
fino al 2013. E allora, l'unica strada per Martini sembra la candidatura per le
europee del 2009. Ma nel Pd non tutti sono d'accordo. Si dice che lo stesso
segretario regionale, Andrea Manciulli, vorrebbe che il presidente arrivasse
alla fina naturale della legislatura (primavera 2010) perdendo il treno per
Strasburgo. ALTRA INCOGNITA: un forzato rimpasto di giunta, dovuto all'elezione
alla Camera di Susanna Cenni, assessore all'agricoltura. Sembra una formalità e
invece è un groviglio. Martini potrebbe affidare la delega all'agricoltura a un
altro assessore, ma la federazione Pd di Siena non vuole perdere il suo unico
rappresentante in giunta. La soluzione interna sarebbe la promozione, da
consigliere ad assessore, di Rosanna Pugnalini di Sarteano. Ma si sussurrano
movimenti e scambi di poltrone fra una provincia e l'altra capaci di far
affidare l'agricoltura toscana a un'esperta come Maria Grazia Mammuccini,
presidente dell'Arsia, o addirittura alla pratese Beatrice Magnolfi,
sottosegretario uscente e non ricandidata in Parlamento. Fantapolitica? Le voci
corrono. E Martini potrebbe essere costretto a non tenere la giunta ingessata.
Ufficialmente, come detto all'inizio, difende la scelta di aver accolto
Rifondazione quand'era già tardi, proprio nel momento in cui si profilava il
declino del governo Prodi e il tramonto dell'Unione. E c'è chi gli fa notare
che a Firenze, Prato e Pisa i rifondatori sono rimasti fuori. Senza scosse.
Mentre lui, giusto qualche settimana fa, in giunta, ha dovuto sopportare l'astesione dei tre assessori della Sinistra Arcobaleno sulla
proposta di legge di riforma dei servizi pubblici. Dopo la batosta la sinistra
sarà più compiacente? Approverà, senza se e senza ma, i provvedimenti urgenti?
Cioè piano dei rifiuti e nuovi inceneritori; piano energetico; legge sull'acqua. E ancora: sottopasso di Firenze per l'Alta velocità,
autostrada tirrenica, riforma elettorale e
taglio dei consiglieri regionali. Fermiamoci su quest'ultimo punto: per venerdì
è fissato un incontro di Martini con il gruppo del Pd e il partito. E' scontato
che prenderà forma la proposta per tornare a 50 seggi e mettere uno sbarramento
elettorale al 4%. Meno scontata l'ipotesi di scegliere
gli eletti attraverso collegi uninominali, come accadeva un tempo per la
Camera. Su taglio e sbarramento, il Pd dovrebbe incontrare il favore del Pdl,
visto che Berlusconi è stato categorico: "I consiglieri regionali vanno
dimezzati". MEDICINA AMARA, ma se è il "capo" a imporla come
faranno i gruppi di Forza Italia e An a ostinarsi nel no? In fondo, attraverso
il voto, la gente ha lanciato un messaggio chiaro: basta sprechi e basta
giochini della politica. La Nazione, vogliamo ricordarlo senza enfasi, conduce
questa battaglia dai giorni dell'inciucio del 2004. Intanto dentro An cambierà
qualcosa. Maurizio Bianconi, eletto in Parlamento, lascerà il seggio ad Angela
Notaro di Montevarchi. E capogruppo, al posto di Bianconi, diventerà molto
probabilmente Roberto Benedetti. Per il momento non si parla di unificazione
fra i gruppi di An e Forza Italia per dar vita al gruppone unico del Pdl. Ma torniamo
a Martini. Se l'Italia sta attraversando un momento di grave sofferenza per il
cauro euro e il caro petrolio, la Toscana risulta più affannata della media
nazionale. Per questo il governatore afferma: "Penso alla necessità di
mantenere alto l'impegno sui temi dell'economia, del lavoro e del costo della
vita, delle grandi questioni sociali, della riduzione dei costi della politica
e dell'amministrazione, a partire dalla riduzione del numero dei consiglieri
regionali e degli assessori". E i rapporti con Berlusconi? Martini non
perde l'occasione per ricordare le priorità toscane. IL GOVERNO Prodi le aveva
praticamente ignorate. Sono cinque: finanziamento del piano per mettere in
sicurezza l'Arno (Matteoli, quand'era ministro promise 100 milioni, Pecoraro
Scanio ne ha dati appena sette); sotto passo di Firenze per l'Alta velocità;
completamento della Due Mari; terza corsia della Firenze-Mare; sostegno
all'economia dei distretti. Ma dietro a tutto campeggiano due interrogativi
pressanti: Martini cercherà di andare in Europa o arriverà in fondo alla
legislatura? Con o senza la Sinistra Arcobaleno in giunta?.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-04-2008)
Argomenti: Esempi esteri
IL TERREMOTO
ELETTORALE/1 COME DIVENTARE UN PAESE NORMALE di FRANCESCO JORI Una partita dal
risultato nitido, nel pieno rispetto dei pronostici. Con quali effetti sul lungo
campionato della politica in corso dal 1994? Sicuramente un grande passo avanti
nella sfibrante transizione italiana. Ma non ancora l'ultimo atto, vale a dire
l'allineamento alla cultura istituzionale delle altre democrazie occidentali.
Certo, gli elettori hanno premiato la logica bipartitica in misura addirittura
superiore. I due principali contendenti hanno ottenuto l'84% dei voti, come è
successo in Spagna poche settimane fa; in Germania la
quota è del
( da "Avvenire" del 16-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
CRONACA 16-04-2008
"Si parte subito con l'abolizione dell'Ici" Berlusconi fissa l'agenda:
cordata per l'Alitalia, emergenza rifiuti e bonus bebè le priorità DA ROMA
ROBERTO I. ZANINI I l Berlusconi delle mille cose da fare. Si è presentato così
ai cittadini, fin dalla prima mattina di ieri, sottolineando di essere molto
più operativo che nel 2001, perché "ora conosco bene la macchina dello
Stato". "Questa mattina alle 7,15 ero già al lavoro come sempre. Io
non conosco la stanchezza, non so come faccio, è merito di mio padre e di mia
madre", ha spiegato nelle prime interviste radiofoniche, pur dicendosi
consapevole delle tante difficoltà che lo attendono. "La prima cosa che ho
fatto subito dopo a- ver avuto la certezza della vittoria? Lunedì sera mi sono
occupato di A- litalia e ho avuto una seduta di lavoro con Bruno Ermolli di Sinergetica
per parlare della cordata di imprenditori italiani che si sono detti
interessati e del rilancio di Malpensa ". Poi ha insistito sulle altre
priorità del suo governo: abolizione dell'Ici sulla prima casa e bonus bebè già
al primo Consiglio dei ministri, che si riunirà a Napoli fino alla soluzione
del problema rifiuti; approvazione di un piano per la lotta alla criminalità
organizzata cominciando dalle estorsioni; avvio di una fase riformatrice delle
istituzioni del Paese, partendo dai risultati della Bicamerale ma senza bisogno
di rifarla, possibilmente in sintonia col Pd; porte aperte a Storace, Casini e
a chiunque voglia condividere il programma del Pdl. Tutto questo lo ha ribadito
in più salse per quasi l'intera giornata. Poi nella conferenza stampa serale,
tenuta all'auditorium della Scienza e della tecnica all'Eur, ha aggiunto due
nuovi fondamentali tasselli relativi alla riforma della
giustizia e al referendum elettorale. Dopo aver sottolineato che "è un momento importante per la
storia politica del Paese", Berlusconi ha esposto la necessità di
introdurre la divisione delle carriere in magistratura: "È un obiettivo
imprescindibile: essendo stato inquisito tantissime volte e sempre assolto non
posso che dare un giudizio positivo dei giudici, non la stessa cosa dei
Pm". Quindi ha sostanzialmente sposato la causa dell'inutilità della
riforma elettorale: "Mi sembra che questa legge abbia dato dei risultati storici e credo che si possa
migliorare, facendo sì che il premio di maggioranza al Senato venga dato su
base nazionale. Vedremo se sarà necessario apportare alcune modifiche per
evitare il referendum, oppure affrontarlo, poiché
immagino che, con i buoni risultati che ha dato questa legge,
possa essere tranquillamente bocciato dai cittadini". Un Berlusconi che
ostenta sicurezza nel sottolineare di aver già avuto contatti con i principali
leader internazionali: "Tutti mi hanno detto che questo risultato è
foriero di grandi cambiamenti". A chi gli fa notare che Veltroni ha
criticato la scelta di non dare una Camera all'opposizione, risponde
seccamente: "Fatemi domande sulla realtà e non sul teatrino della
politica, ne ho le scatole piene". E non teme di rilanciare anche
argomenti che sono stati i cavalli di battaglia della sinistra, come quello dell'evasione
fiscale: "Continueremo nel forte contrasto all'elusione e all'evasione
fiscale. È sommamente ingiusto, nonostante le favole che raccontano su di noi,
che ci siano cittadini che possano non pagare le tasse perché se tutti le
pagano è possibile pagarle meno". Sposa persino la logica del governo
ombra. Anzi, afferma di sperare "in una chiarezza dei ruoli e che i nostri
ministri si possano confrontare con i ministri di un governo ombra. Auspico che
l'opposizione tenga fede al suo programma e aggiunga i suoi voti ai nostri
provvedimenti". Se il Pd sarà coerente col suo programma "sarebbe
meraviglioso" dare insieme una nuova struttura al Paese. "Sarei
felice di un confronto costruttivo con loro", ha aggiunto nell'auspicare
un prossimo incontro con i vertici del Pd. Un Berlusconi che conferma una dopo
l'altra le promesse fatte in campagna elettorale.
"Immagino che resterò a lavorare a Napoli tre giorni alla settimana,
almeno fino a quando non sarà risolto il problema della spazzatura". Un
tema delicatissimo sul quale sia il sindaco Jervolino che il governatore
Bassolino, pur non nascondendo un certo scetticismo, hanno assicurato la loro
massima disponibilità. Riguardo all'Ici, ha detto ricordato di essere
"convinto dell'importanza del ruolo della proprietà privata. Così, man
mano che i conti dello Stato ce lo consentiranno, aboliremo le imposte su
donazioni, successioni e bollo, per auto e per moto. Elimineremo l'Irap e
introdurremo il quoziente familiare, che è una cosa sommamente giusta".
Sulle riforme istituzionali riprende il discorso abbandonato nel 2006.
"Dobbiamo modificare la nostra architettura istituzionale per consentire
all'Italia di correre come le maggiori democrazie occidentali. Occorre una
riforma che dia più poteri al premier, con una sola Camera legislativa, il
dimezzamento dei parlamentari, dei consiglieri regionali e comunali con la
progressiva eliminazione delle province". E per quel che riguarda il
futuro del Pdl, "è stata una scelta indovinata ed entro un anno faremo il
congresso fondativo. È il mio grande sogno dal giorno in cui ho deciso di
entrare in politica".
( da "Virgilio Notizie" del 16-04-2008)
Argomenti: Proposte di legge
Lo faccia anche
Veltroni. Collaborazione parlamentare Pd-Udc postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Roma, 16 apr. (Apcom) - Collaborazione nell'attività parlamentare e
dialogo sulla riforma elettorale su modello tedesco.
Sarebbero questi, secondo la Velina Rossa di Pasquale Laurito, i temi al centro
dell'incontro tra Pier Ferdinando Casini e Massimo D'Alema che si è svolto
questa mattina a casa dell'ex presidente della Camera. "Oggi la novità
politica principale - scrive la Velina Rossa - non è la continua cantilena
posta sul termine collaborazione con Berlusconi sulle riforme ma l'iniziativa
presa nei confronti dell'onorevole Casini per avviare un discorso serio su un
confronto per quel che riguarda l'attività parlamentare e la costruzione di
progetti e iniziative in comune tra Pd e Udc". "A nostro avviso però
- prosegue Laurito - il discorso con Casini non può limitarsi soltanto
all'attività parlamentare ma proprio in vista dell'urgenza di alcune riforme
sarebbe necessario tenere conto dell'atteggiamento dei centristi soprattutto
sulla legge elettorale. Non
può essere soltanto Massimo D'Alema a fornire assicurazioni a Casini per quanto
riguarda la possibile introduzione del sistema tedesco in Italia. Su questo
fronte dovrebbe esserci l'accordo di tutto il Pd e di
questo, in primo luogo, dovrebbe persuadersi l'onorevole Veltroni".
"Non possiamo permettere a Berlusconi di fare la riforma elettorale a suo piacimento al solo scopo di evitare il referendum, né d'altra parte si può pretendere da Casini e dagli altri che
possano aderire con entusiasmo a un sistema su modello francese che avrebbe
come immediato scopo quello di soddisfare le continue ed ripetute
ambizioni del cavaliere per la sua ascesa al Quirinale", conclude.