HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “RIFORMA ELETTORALE!” |
|
top ARTICOLI DEL 14-3-2008
#TOP
Madrid,
esempio virtuoso di bipartitismo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Esempi esteri
Abstract: Germania e Gran Bretagna oltre che
in Spagna, avranno non solo i numeri ma anche la legittimità necessaria a
imporre una riforma elettorale che consolidi il bipolarismo e contribuisca a
dare all'Italia quella stabilità politica che è certamente uno dei fattori più
importanti del successo spagnolo di questi ultimi vent'anni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2008)
Argomenti: Esempi esteri
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-03-11 - pag: 7 autore:
OSSERVATORIO POLITICO di Roberto D'Alimonte Madrid,
esempio virtuoso di bipartitismo L a politica è fatta anche di numeri. La
differenza tra Spagna e Italia sta in pochi dati. Le recenti elezioni spagnole
hanno visto i due maggiori partiti raccogliere insieme quasi l'84% dei voti e
il 92% dei seggi. Nel 2006 Ds e Fi, i due maggiori
partiti italiani, hanno raccolto il 41% dei voti e il 45% dei seggi (dati del
Senato). Tra le grandi democrazie europee la Spagna è la più bipartitica e meno
frammentata, l'Italia è in fondo a questa classifica. Sono molti i fattori che hannocontribuito in Spagna al radicamento di un bipolarismo
virtuoso fondato su due grandi partiti e non su due grandi coalizioni. Il sistema elettorale è uno di questi. A differenza di Gran Bretagna e Francia,
dove il bipolarismo è affidato ai collegi uninominali a un turno o a due turni,
in Spagna il sistema di voto è proporzionale, senza
premio di maggioranza, ma corretto in modo tale da produrre un chiaro effetto
maggioritario a favore dei grandi partiti. I 350 seggi del Congresso dei
deputati sono assegnati in 52 circoscrizioni che coincidono con le province. La
dimensione media di queste circoscrizioni è 6,7 seggi. Si tratta quindi di
circoscrizioni piccole, con l'eccezione di Madrid e Barcellona, dove i seggi da
assegnare sono più di trenta. La formula elettorale
utilizzata per la conversione dei voti in seggi è il d'Hondt.
Circoscrizioni piccole e formula d'Hondt producono la
sistematica sovrarappresentazione
dei due partiti maggiori, il Psoe
e il Pp, e la sottorappresentazione dei partiti più
piccoli, in particolare di quelli, come la Sinistra unita (ormai scesa a due
seggi), con un voto diffuso a livello nazionale anziché concentrato in
determinate province. Il risultato è un sistema
partitico con un numero relativamente elevato di partiti ma con un basso
livello di frammentazione complessiva in quanto la stragrande maggioranza dei
seggi, come si vede nella tabella in pagina, è sempre stata appannaggio del Psoe e del Pp. Non sempre
questi due partiti sono riusciti a conquistare la maggioranza assoluta (non è
successo nemmeno questa volta) ma il loro peso relativo rispetto a qualunque
altro partito del sistema è sempre stato tale da
garantire loro la possibilità di governare da soli cercando all'occasione i
voti necessari tra i piccoli partiti presenti in Parlamento. Quindi il
risultato sistemico rilevante della proporzionale spagnola è quello di produrre
chiari effetti maggioritari e bipolari salvaguardando allo stesso tempo una
specie di diritto di tribuna per i partiti con una base regionale. Cosa
succederebbe se questo sistema fosse introdotto in
Italia? Durante il confuso dibattito dei mesi scorsi sulla riforma elettorale il modello spagnolo è stato spesso citato come
una delle possibili alternative insieme a quello tedesco. In realtà non
esistevano allora le condizioni politiche perché potesse essere approvato.
Troppi gli attori in gioco e troppo forte l'opposizione di tutti quei partiti
piccoli e medi che sarebbero stati penalizzati dalla combinazione di
circoscrizioni piccole e formula d'Hondt. Oggi però
le cose sono cambiate. Senza modificare il sistema elettorale
si sono formati due grandi partiti che hanno sostituito nella
attuale competizione elettorale le
"coalizioni acchiappatutto" del passato.
Questi due grandi partiti hanno tutto da guadagnare da un sistema
di voto come quello spagnolo che li mette in condizionedi
governare senza dover costantemente negoziare sotto il ricatto di tanti piccoli
partiti o di un partito di centro pivotale. Saranno
le prossime elezioni a decidere la questione. Se Pd e Pdl
riusciranno a raccogliere circa il 70% dei voti e dei seggi, come avviene in Francia, Germania e Gran Bretagna oltre che in Spagna, avranno non solo i numeri ma anche la
legittimità necessaria a imporre una riforma elettorale che
consolidi il bipolarismo e contribuisca a dare all'Italia quella stabilità
politica che è certamente uno dei fattori più importanti del successo spagnolo
di questi ultimi vent'anni.