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DOSSIER “RAI-MEDIASET: miserabilia”

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tARTICOLI DEL 30-6-2008       #TOP



Report "RAI MEDIASET"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

RAI MEDIASET (21)


Indice degli articoli

Sezione principale: RAI MEDIASET

La strana cura della democrazia - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: è visto nell'affare Saccà ? l'intero sistema televisivo, un arsenale che gli permette di "creare" la realtà, inoculare affetti o fobie, insufflare o determinare la necessità di improrogabili decisioni. è l'uomo che, alla prima occasione (1994), propone come ministro di giustizia un suo avvocato e sodale (Cesare Previti),

Di Pietro esagerato: Silvio magnaccia ( da "Manifesto, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Saccà, il più battagliero tra gli esponenti dell'opposizione non si tiene: "L'allora aspirante capo del governo mi sembra facesse una lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina". Prima di tutto, dà una stoccatina ai colleghi di minoranza, troppo morbidi a suo avviso, anche se ultimamente persino il dialogante Walter Veltroni ha alzato la voce:

Ma il Mister Europa è sempre Ronaldo ( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: " GIORGIA FERRAJOLO Mediaset 1) Cristiano Ronaldo (Portogallo): È il calciatore che esprime al meglio il divertimento e l'imprevedibilità. 2) Robben (Olanda): Calciatore che ha una grande tecnica, rivelandosi una delle sorprese più positive. 3) Pirlo (Italia): È una bellezza calcistica, ha grazia, sostanza, tecnica.

Rai Milano perde ascolti. <Ora il rilancio> ( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: 1 autore: di RITA QUERZE' categoria: REDAZIONALE Il caso / 1 Marano: attenti alle lobby romane, il personale tecnico va rinforzato Rai Milano perde ascolti. "Ora il rilancio" La Lombardia snobba la Rai. La "locomotiva d'Italia" è battuta solo dalla Campania per disaffezione alla tv. Imbattibili gli ascolti Mediaset. A PAGINA 4.

Un'intesa bipartisan per rilanciare corso Sempione ( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: questo, un ottimo impegno per il prossimo assessore alla cultura: occuparsi di tv anziché andare in tv. Altrimenti, per i lombardi, vale come indiretta forma di protesta guardare Mediaset e le tv locali: almeno quest'ultime un servizio sul Cenacolo illuminato da Greenway lo faranno! Pierluigi Panza.

Crisi Rai? Marano: colpa delle lobby romane ( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Lo share medio giornaliero della Rai in Lombardia è del 36,05 per cento. Mediaset registra un 43,78 per cento. La tv di Stato viene battuta con un distacco di otto punti. Per la Rai va peggio solo in Campania: 37,66 per cento di share contro 45,73 di Mediaset. Nel 2000 in Lombardia la situazione era simile: Mediaset in testa con un distacco pari a 7 punti di share.

Radicali, Casu e Mellano i nuovi vertici ( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: prosegue la nota, "secondo i dati del Centro di Ascolto dell'Informazione Radiotelevisiva, nel periodo dal 15 aprile al 31 maggio 2008" le testate Rai hanno dedicato ai Radicali 4 minuti e 25 secondi su più di 9 ore di interventi, mentre le testate Mediaset 2 minuti e 23 secondi su più di 7 ore di tempo di parola.

D iciamo ( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: La Rai non si è resa conto che ormai esiste la concorrenza, che le telecronache di Sky e Mediaset sono più moderne, che "seconde voci" come Bergomi, Marchegiani e Serena rappresentano l'eccellenza. Alcuni protagonisti hanno reagito alle critiche in maniera scomposta (penso a Civoli o a Mattioli che mi ha riempito d'insulti in diretta)

Nell'estate bollente, la tv gela il pubblico. Ma non c'è da stare allegri. Tranne qua ( da "Messaggero, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: per errore forse) in prima o seconda serata, Rai e Mediaset continuano a propinare fiction paleozoiche - serie dopo serie - senza interruzione. Pensano di rispiarmiare, le emittenti. Mentre stanno solo inflazionando un genere che è la loro ancora di salvezza, più dell'informazione e di quei programmi che scimmiottano il varietà.

IN BREVE ( da "Manifesto, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: RAI CDA, SCONTRO A SINISTRA SULL'ONORE DI SACCA' "Con Saccà abbiamo sbagliato, avremmo dovuto lasciarlo al suo posto e poi capire il senso di quelle carte". Un'intervista del consigliere di amministrazione Rai Sandro Curzi (in quota Prc) ha aperto la polemica ieri tra i consiglieri del centrosinistra.

Intervista a Willer Bordon/L'Incantesimo di Willer ( da "Opinione, L'" del 30-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Devo dire che per fortuna mia moglie non lavora da oltre un anno né con la Rai né con Mediaset. Non mi sembra dispiaciuto.. La signora che cosa fa? Guardi, mia moglie non nasce certo ieri, ha oltre vent'anni di carriera alle spalle, si è diplomata in teatro con Gassman e ha lavorato nei più autorevoli teatri stabili d'Italia.

Se ci scandalizziamo tanto è meglio chiudere la Rai ( da "Opinione, L'" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: rispetto alla contingenza di questa buffonata di intercettazioni di dialoghi privati tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, l'unica morale che sembra potersene trarre, visto che di reati sembrano non essercene, e che i politici e i potenti d'Italia non hanno un immaginario superiore a quello dell'italiano medio: rigatoni, mamma e gnocca sempre in testa.

I sondaggi affondano il Pd. E Veltroni rincorre Tonino ( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: è tornato alla carica due giorni fa, nel pieno del polverone sulle telefonate a Saccà: "Su un punto di civiltà non si può transigere: i contenuti delle intercettazioni devono restare fuori dalla lotta politica". Le aperture di Luciano Violante sull'obbligatorietà dell'azione penale e sul lodo Schifani sono state assai decise.

Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni ( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Saccà: "Può tornare al lavoro"Obbligavano i figli a rubare: presi 8 romArizona, due elicotteri si scontrano: 7 mortiGermania-Spagna 0-1: decide el Niñ o TorresGiustizia, Berlusconi: "Vado avanti" Veltroni attacca: "Pensi alle famiglie"L'inflazione vola al 3,8%: è record dal '96 Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola

Enrico Vanzina: "Missione compiuta Il nostro film fa risalire il box office" ( da "Quotidiano.net" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Minacciavano figli di violenza sessuale se non rubavano, arrestati otto rom12:33:38 - berlusconi sarebbe più opportuno che non parlasse più; tanto avrà sempre torto perchè le ha sempre c[...] Berlusconi: "Giudici politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano: "Basta con questi scontri"12:32:52 - per il signor Saccà.

Berlusconi: "Polemiche dannose al Paese" Veltroni: "Il governo pensi alle famiglie" ( da "Quotidiano.net" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Minacciavano figli di violenza sessuale se non rubavano, arrestati otto rom12:33:38 - berlusconi sarebbe più opportuno che non parlasse più; tanto avrà sempre torto perchè le ha sempre c[...] Berlusconi: "Giudici politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano: "Basta con questi scontri"12:32:52 - per il signor Saccà.

Il giudice dà ragione a Saccà "Deve tornare al lavoro in Rai" ( da "Quotidiano.net" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Minacciavano figli di violenza sessuale se non rubavano, arrestati otto rom12:33:38 - berlusconi sarebbe più opportuno che non parlasse più; tanto avrà sempre torto perchè le ha sempre c[...] Berlusconi: "Giudici politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano: "Basta con questi scontri"12:32:52 - per il signor Saccà.

Sacca' torna in Rai ( da "Voce d'Italia, La" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Sacca' torna in Rai Il giudice del lavoro ha decretato che il dirigente cointinui il suo lavoro a Rai Fiction Roma, 30 giu.- Deve essere reintegrato nelle sue mansioni Agostino Saccà, ossia nel ruolo di direttore di Rai Fiction: lo ha deciso il giudice per il lavoro Giuseppina Vetritto, accogliendo l'appello dei suoi legali.

L'ex amica: "La Jolie ama le donne Avrà sicuramente altre storie saffiche" ( da "Quotidiano.net" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: La Rai reintegri Saccà" "Sono felice, c'è tanto da fare"18:28:40 - I rappresentanti di questo governo di sciocchezze ne hanno dette tante. Berlusconi docet.[...] Serve un po' di fiducia per rilanciare il Paese18:28:25 - un articolo da grande giornalista grazie direttore se avessero un po' di dignita' tutti i giocatori [.

Saccà reintegrato: "Sono felice" La Rai impugnerà la sentenza ( da "Quotidiano.net" del 30-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Ma il cavaliere invece di raccomandare gente nella televisione di stato, perchè non le fà lavorare in mediaset? Ho la vaga sensazione che Berlusconi sia propietario anche della rai, altrimenti uno dovrebbe spiegarmi i vari cambiamenti di direttori mediaset confluiti in rai e viceversa:Il reintegro di Saccà puzza di bruciato, o meglio di scheletri nell'armadio.

Le tappe della vicenda ( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: movimentato dalla pubblicazione di stralci di intercettazioni telefoniche tra Saccà e Berlusconi - è prevista l'8 luglio. Il procedimento disciplinare Parallelamente all'indagine, la Rai ha aperto il 21 dicembre 2007 un procedimento disciplinare a carico di Saccà, che si era intanto autosospeso da responsabile di Rai Fiction, per valutare le eventuali violazioni del codice etico aziendale.


Articoli

La strana cura della democrazia - (segue dalla prima pagina) (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Commenti LA STRANA CURA DELLA DEMOCRAZIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) La chiave è la consueta, è musica vecchia. Oltre ogni ragionevolezza, non si vede e nulla si dice del fatto più scomodo: l'interesse privatissimo del capo del governo, padrone di un Parlamento obbediente, a legiferare per proteggere se stesso a prezzo della distruzione del processo penale, dell'indebolimento della sicurezza nazionale, dell'incostituzionalità delle norme che gli garantiscono una impunità perpetua. Si chiudono gli occhi dinanzi allo "scandalo" berlusconiano: gli affari privati del presidente del Consiglio sono la sola voce nell'agenda di un governo alle prese con un Paese impoverito, stagnante, in declino, impaurito da una crisi di cui non avverte né la fine né le vie d'uscita. L'oratore non sembra interessato a capire che cosa avviene e che cosa può avvenire. Non gl'importa. Il suo bersaglio è concreto. Vuole indicare all'opinione pubblica dov'è "la patologia"; da chi e che cosa deve guardarsi il Paese; chi minaccia con passi eversivi la legittimità del potere politico. Non ci sono "i bolscevichi" oggi alle porte, come nel 1919/1924 quando Luigi Albertini, direttore e comproprietario del Corriere, applaudì l'"anticorpo fascista" salvando l'Italia da "gorghi del comunismo" (possono avere delle costanti le storie collettive). Oggi, per l'oratore pseudo-equanime, l'orda barbarica che minaccia il Paese e la democrazia, è nientedimeno che la magistratura. Sono quelle toghe nere che con "l'arbitrio dell'azione penale, con la mancanza di terzietà, con la ricerca di visibilità dei pubblici ministeri", imbrigliano Berlusconi "con un'immane mole di procedimenti giudiziari". Lasciamo perdere che all'oratore sfugge come la plastica dimostrazione della terzietà dei giudici italiani sia proprio la storia giudiziaria dell'uomo di Arcore, assolto e liberato dalla prescrizione, mai condannato. Dimentichiamo che, se di Berlusconi si sono dovuti occupare centinaia di giudici in migliaia di udienze, è per la scelta dell'imputato di fuggire dal processo e dai suoi "giudici naturali" verso altri giudici, verso altri tribunali e Corti in attesa di manipolare a suo beneficio codice penale (i reati), codice di procedura penale (i processi), Costituzione (i poteri, il loro equilibrio). Andiamo al sodo. L'idea che trapela dal sermone è che c'è una sola cura, e necessaria: fine dell'obbligatorietà dell'azione penale; separazione della funzione requirente da quella giudicante; ridimensionamento del Consiglio superiore della magistratura. Osserviamo il mostro che questa "terapia" partorisce. Carriere distinte, dunque. I pubblici ministeri diventano, come nel codice napoleonico, procureurs impériaux o avvocati dell'accusa scelti, istruiti, promossi, puniti dal ministro perché stanno al guardasigilli come il prefetto al ministro dell'Interno (soltanto per pudicizia, forse, l'oratore non lo spiega). L'azione penale non è più obbligatoria. Il pubblico ministero sceglie a mano libera i suoi oggetti, guidato e consigliato dal potere esecutivo. Difficile credere a qualche processo molesto che scuota l'alveare o affondi il bisturi nella diffusa corruzione nazionale. Più facile immaginare che i "non conformi", le teste storte, gli "erranti" rischino qualcosa, magari soltanto vivere con un bastone a poca distanza dalla testa. Naturalmente, in teoria, anche il modello che prevede il pubblico ministero diretto dall'esecutivo ha delle virtù (può bluffare il pubblico ministero indipendente come essere ineccepibile il requirente che risponde al ministro), ma ogni disegno normativo non nasce nel vuoto pneumatico. Quello che si augura l'oratore pseudo-neutrale dovrebbe prendere forma nell'Italia 2008 dove un uomo, che viene dal capitalismo d'avventura, governa una signoria populista: possiede direttamente ? e direttamente controlla, come s'è visto nell'affare Saccà ? l'intero sistema televisivo, un arsenale che gli permette di "creare" la realtà, inoculare affetti o fobie, insufflare o determinare la necessità di improrogabili decisioni. è l'uomo che, alla prima occasione (1994), propone come ministro di giustizia un suo avvocato e sodale (Cesare Previti), barattiere giudiziario, condannato poi per aver corrotto un giudice regalando la più grande impresa editoriale del Paese (la Mondadori) al suo Capo. è il presidente del consiglio che, nel suo quarto governo, sceglie come guardasigilli non Giustiniano o Tommaso Moro, ma un ragazzo che gli è stato segretario (Angelino Alfano). Ora, da quel pulpito liberale, si vorrebbe sapere se questo conflitto d'interessi, che scarnifica l'ordinata architettura dei quattro poteri (governo, Parlamento, magistratura, informazione), rende possibile mettere in discussione l'autonomia e indipendenza della magistratura liquidando tre norme costituzionali: 104 ("La magistratura", pubblico ministero incluso, "costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere"); 107 (inamovibilità dal grado e dalla sede); 112 (obbligo d'agire). Come è ovvio e legittimo, lo si può pensare. Lo si dovrebbe dire in trasparenza, però. Il Corriere della Sera, come il Luigi Albertini del discorso alla Corona, Palazzo Madama, 18 giugno 1921, dovrebbe dire ai suoi lettori: noi qui, in via Solferino, tempio della cultura liberale, crediamo che per migliorare la qualità della nostra democrazia, e "salvare l'Italia", i pubblici ministeri debbano essere diretti dall'esecutivo. Cioè, oggi, da Silvio Berlusconi. Sono le parole che non si ascoltano nel sermone finto neutrale. Con un paradosso guignolesco, l'oratore chiede che a dire questa affabile bestialità da mondo sublunare debba essere la "sinistra riformista": dovrebbe "mettere una buona volta fine alla devastante patologia che affligge da decenni il nostro sistema giudiziario". Già incapace a tempo debito di risolvere il conflitto d'interessi, dovrebbe dunque essere la sinistra, il Partito democratico, a sacrificare all'Egoarca anche l'autonomia della magistratura perché la politica ? questa politica, già monca del Parlamento ridotto a rifugio di statue di gesso ? viene prima del feticcio legalistico. è proprio vero che "i maghi ingrassano dove esistono le anime fioche".

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Di Pietro esagerato: Silvio magnaccia (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

GIUSTIZIA Corsa alla camera per la norma salva premier Di Pietro esagerato: "Silvio magnaccia" "Silvio magnaccia" Il leader Idv si propone come unico oppositore Federico D'Ambrosio ROMA Direttamente dai campi di Montenero di Bisaccia, Antonio Di Pietro si presenta a Campobasso a metà mattina con tutta l'energia necessaria a riempire di catartici improperi il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Sarà il ricordo di Cincinnato (il console romano, però, arava, l'ex pm invece abbandona la trebbiatrice), ma il tema scelto è quello della pubblica morale. Dopo due giorni di intercettazioni dedicate al triangolo Berlusconi, attricette, Saccà, il più battagliero tra gli esponenti dell'opposizione non si tiene: "L'allora aspirante capo del governo mi sembra facesse una lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina". Prima di tutto, dà una stoccatina ai colleghi di minoranza, troppo morbidi a suo avviso, anche se ultimamente persino il dialogante Walter Veltroni ha alzato la voce: "Il nostro compito è quello di fare un'opposizione responsabile, che non ha gli occhi chiusi". Quindi, la sfilza di accuse al leader della maggioranza. Pidduisti, perché applicano il programma "di Previti e Gelli", garantendo l'impunità alla "casta" mentre per i cittadini comuni resta l'azione ordinaria e prevede un ridimensionamento degli organi di controllo dello stato dal Csm al parlamento: "L'azione politica di questo governo mi sembra piduista e non so fino a che punto la volontà sia solo di Berlusconi, viene da chiedersi se lui sia l'esecutore o il mandante". Infine quella valanga di intercettazioni napoletane che da giorni riempiono i giornali: "Offrono uno spaccato di questa classe dirigente italiana che ci fa vergognare, e dicono anche che non si devono pubblicare le intercettazioni. Voglio dire: vendevano parti di film piuttosto che di fiction e quant'altro utilizzando i soldi della Rai, soldi nostri, soldi del canone. In cambio di che cosa? Quella è bona, quella è bella, quella c'ha le tette grosse. Ma insomma, abbiate pazienza, fate gli statisti o i magnaccia?". Basta così. Di Pietro torna alla sua trebbiatrice, in attesa della querela che Niccolò Ghedini ha già promesso, e lasciando spazio al nervosismo di Paolo Bonaiuti, che lo accusa di usare linguaggio "da osteria". O dell'ex segretario del Prc Franco Giordano e del leader di Sd Claudio Fava che fanno sapere di non condividere "il ragionamento scomposto" dell'ex pm. La polemica sul nuovo lodo Alfano, intanto, non accenna a placarsi. Maurizio Gasparri accusa "i militanti di Veltroni vestiti da giudici", Cossiga manda una interpellanza parlamentare contro il pm palermitano Antonino Ingroia e le sue critiche alle politiche del governo. Ma detto questo, il testo approvato venerdì non sembra destinato ad essere modificato. Salverà le quattro più alte cariche dello stato e non è ancora chiaro se si bloccherà oppure no nel passaggio da una carica all'altra (è noto a tutti che il Cavaliere punta al Quirinale). Ci sarà tempo per limarlo e renderlo inespugnabile, dato che la discussione in aula partirà il prossimo 28 luglio. Al momento le attenzioni parlamentari sono concentrate soprattutto sul decreto sicurezza e sulla sua norma blocca processi. Le commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia sono convocate lunedì pomeriggio in seduta straordinaria e per tutta la settimana hanno il "salvapremier" come primo punto all'ordine del giorno. Le tensioni con quel che accade fuori da Montecitorio non mancheranno. Martedì su quel documento si pronuncerà anche il plenum del Consiglio superiore della magistratura e che contro quel testo parla anche il segretario dell'Unione camere penali, Renato Borzone: "A differenza dei magistrati, noi criticammo anche la direttiva Maddalena. Si può ragionare sui limiti dell'azione penale, ma non stabilire dei criteri arbitrari ed estemporanei legati a ragioni contingenti". Berlusconi dal canto suo l'ha messa sull'aulico. Ha scritto una lettera ai "liberali del Pdl" riuniti ieri a Cuneo, per ricordare che la libertà non è un dono dello stato, ma "viene prima dello stato. E' un diritto naturale che ci appartiene in quanto esseri umani. Lo Stato deve difendere la libertà e difenderla in tutte le forme: ciò per essere uno stato legittimo libero e democratico e non un tiranno. Noi crediamo nell'impresa cui è demandato il grande lavoro sociale di creare il lavoro, il benessere, la ricchezza così come crediamo nei valori della solidarietà e della giustizia nonché della tolleranza verso tutti a cominciare verso i nostri avversari".

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Ma il Mister Europa è sempre Ronaldo (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

N. 26 del 2008-06-30 pagina 29 Ma il Mister Europa è sempre Ronaldo di Redazione Il voto di 10 telegiornaliste premia il portoghese: "Ha un bel sorriso..." GIORGIA FERRAJOLO Mediaset 1) Cristiano Ronaldo (Portogallo): È il calciatore che esprime al meglio il divertimento e l'imprevedibilità. 2) Robben (Olanda): Calciatore che ha una grande tecnica, rivelandosi una delle sorprese più positive. 3) Pirlo (Italia): È una bellezza calcistica, ha grazia, sostanza, tecnica. LUCIA BLINI Mediaset 1) Luca Toni (Italia): Nonostante quest'Europeo, credo che rimanga uno dei bomber più forti in circolazione. 2) Mellberg (Svezia): Anche se è uscito al primo turno, resta comunque uno "svedesone" bellissimo. 3) Van Nistelrooy (Olanda): È un bellissimo olandese: in più è allenato dal grande Van Basten che ha fatto la storia di questo sport. MONICA VANALI Mediaset 1) Henry (Francia): Orfana di Zidane, sarà lui il futuro della Francia. 2) Torres (Spagna): Una bella presenza dal punto di vista fisico, ma è anche il giocatore sul quale la Spagna punterà per anni. 3) Del Piero (Italia): Un premio per la grandissima stagione che ha regalato ai tifosi della Juventus. IRMA D'ALESSANDRO Mediaset 1) C. Ronaldo (Portogallo): È la stella del Portogallo. 2) Torres (Spagna): È il leader di una Spagna, finalmente presente nelle grandi occasioni. 3) Van Nistelrooy (Olanda): Un grande campione, un grande goleador. DONATELLA SCARNATI Rai 1) Van Basten (ct Olanda): La mia passione, l'attaccante più forte del mondo. 2) Bilic (ct Croazia): Ha carisma, laureato in legge, porta l'orecchino, gli piace la musica heavy metal: è un esempio per tutti i giocatori. 3) Löw (ct Germania): Ha accumulato una grande esperienza lavorando al fianco di Klinsmann. SIMONA ROLANDI Rai 1) Cristiano Ronaldo (Portogallo): È la stella del Portogallo, un calciatore che piace a tantissimi. 2) Toni (Italia): È uno di quelli che ha dimostrato che giocando fuori dall'Italia non ha avuto bisogno di ambientarsi. 3) Cassano (Italia): Non è certo un bellone, ma incarna l'estetica del calcio: gli ho visto fare dal vivo numeri incredibili. PAOLA FERRARI Rai 1) Van Basten (ct Olanda): Ho avuto la fortuna di conoscerlo: un uomo straordinario. 2) Del Piero (Italia): Una bellezza che non colpisce subito, ma comunque molto attraente. 3) C. Ronaldo (Portogallo): Ha un bel viso, che piace soprattuto alle ventenni: grande fisico, bellissimo sorriso. ALESSIA TARQUINIO Sky 1) Mutu (Romania): Bello e affascinante: ha la tipica espressione del mascalzone che piace sempre. 2) Nuno Gomes (Portogallo): Il calciatore "della porta accanto". 3) Ljungberg (Svezia): Una bellezza che non passa mai di moda: un biondo affascinante. ROBERTA NOÈ Sky 1) Cristiano Ronaldo: Per bellezza non ha rivali, gli altri sono anni indietro. 2) Toni: L'abbiamo visto festeggiare con il Bayern Monaco, ma non è sembrato felice come al Mondiale. Speriamo abbia modo di rifarsi in azzurro... 3) Donadoni: Ha preso la nazionale nel momento "peggiore" e per questo si merita una citazione. LAURA GOBBETTI Sky 1) Raul (Spagna): Un premio alla carriera, nonostante non sia stato convocato, nonostante non sia più giovanissimo. 2) Van Nistelrooy (Olanda): È il bel ragazzo a prescindere; una volta l'ho incontrato e gli ho urlato: "Sei un bell'uomo!". 3) Ibrahimovic (Svezia): Non è bellissimo, ma ha un fascino particolare: la classica aria tenebrosa da ragazzo di strada. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Rai Milano perde ascolti. <Ora il rilancio> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-06-30 num: - pag: 1 autore: di RITA QUERZE' categoria: REDAZIONALE Il caso / 1 Marano: attenti alle lobby romane, il personale tecnico va rinforzato Rai Milano perde ascolti. "Ora il rilancio" La Lombardia snobba la Rai. La "locomotiva d'Italia" è battuta solo dalla Campania per disaffezione alla tv. Imbattibili gli ascolti Mediaset. A PAGINA 4.

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Un'intesa bipartisan per rilanciare corso Sempione (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-30 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Il punto Un'intesa bipartisan per rilanciare corso Sempione SEGUE DA PAGINA 1 Qual è il risultato dell'oblio del servizio pubblico a Milano? Ad esempio, che non ci sia un tg nazionale, o un programma, capace di uscire dal rocambolesco attorcigliamento sulla politica o sul gossip per parlare di cultura, scienza, lavoro, ambiente con un linguaggio televisivo fresco. Il sindaco di Milano è stato presidente della Rai e, dopo aver assicurato l'Expo alla città, potrebbe impegnarsi per assicurarle l'autostrada informativa necessaria perché ciò che accade a Milano (Expo compresa) venga reso noto non solo sulla Tgr. Sarebbe, questo, un ottimo impegno per il prossimo assessore alla cultura: occuparsi di tv anziché andare in tv. Altrimenti, per i lombardi, vale come indiretta forma di protesta guardare Mediaset e le tv locali: almeno quest'ultime un servizio sul Cenacolo illuminato da Greenway lo faranno! Pierluigi Panza.

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Crisi Rai? Marano: colpa delle lobby romane (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-30 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Il caso Per il direttore di Rai2 bisogna rinforzare il personale tecnico della sede di Milano Crisi Rai? Marano: colpa delle lobby romane Rosati, Cgil: intervenga Berlusconi. In Lombardia la tv pubblica surclassata da Mediaset Otto punti di share di differenza con la tv di Stato. Salvini, Lega: troppe canzoni napoletane, cambio canale Nella battaglia degli ascolti la Rai dà per persa la Lombardia. Per trovare una regione in cui la tv pubblica è vista meno bisogna sbarcare in Campania. Le percentuali dello share rinfocolano la discussione sul futuro della sede di Milano. "Da rilanciare " per tutti, almeno a parole: maggioranza, opposizione e sindacato. Ma poi, nei fatti, nulla si muove. E da settembre i programmi prodotti a Milano saranno sempre i soliti. Lo share medio giornaliero della Rai in Lombardia è del 36,05 per cento. Mediaset registra un 43,78 per cento. La tv di Stato viene battuta con un distacco di otto punti. Per la Rai va peggio solo in Campania: 37,66 per cento di share contro 45,73 di Mediaset. Nel 2000 in Lombardia la situazione era simile: Mediaset in testa con un distacco pari a 7 punti di share. Oggi l'unica novità è che tutta la tv generalista - sia privata che pubblica - perde spettatori. Secondo un'analisi di Geca Italia, dal 2005 a oggi Mediaset ha perso il 2,17 per cento di share in Lombardia contro lo 0,47 per cento della Rai. Per Antonio Marano, direttore di Raidue in quota Lega, negli ultimi anni sono stati comunque fatti passi avanti "tant'è che quando sono arrivato le ore prodotte a Milano su Raidue erano 160 mentre mentre oggi abbiamo superato quota 900". Certo, Mediaset non ha interesse a perdere spettatori in una piazza pubblicitariamente appetitosa come la Lombardia. C'è un conflitto di interessi a fare da zavorra al decollo di corso Sempione? "Assolutamente no - risponde Marano -. Il problema vero sono le lobby romane". Della stessa idea Matteo Salvini, capogruppo della Lega in consiglio: "Più concorrenza farebbe bene a tutti, anche a Mediaset". Marano dà ragione al sindacato su un punto: la Rai di Milano ha bisogno di nuove assunzioni, soprattutto tecnici. Se le promesse del centrodestra per la Rai milanese sono rimaste sulla carta è anche vero che il centrosinistra negli ultimi due anni non ha lasciato tutto com'era. Conclude il segretario della Cgil, Onorio Rosati: "Ora Berlusconi dimostri che i conflitto di interessi non esiste". Rita Querzé rquerze@corriere.it.

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Radicali, Casu e Mellano i nuovi vertici (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-30 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Voto unanime Radicali, Casu e Mellano i nuovi vertici MILANO - Il Comitato nazionale dei Radicali italiani ieri a Roma ha approvato all'unanimità la mozione generale che, fino al prossimo congresso di novembre, assegna le funzioni di segretario, tesoriere e presidente del movimento ad Antonella Casu, Michele De Lucia e Bruno Mellano, col compito straordinario di avviare "la grande riforma istituzionale dell'anagrafe pubblica degli eletti". La presidente Maria Antonietta Farina Coscioni, la segretaria Rita Bernardini e la tesoriera Elisabetta Zamparutti avevano rassegnato le dimissioni dopo la loro elezione alla Camera. Nella mozione si ribadisce, tra l'altro, la giustezza dell'analisi radicale sulla "pluriennale mancanza di democrazia nel Paese" e si denuncia "una situazione di vero e proprio regime, che si sostanzia nella sistematica negazione del diritto dei cittadini a conoscere per deliberare, e che colpisce in particolare ogni iniziativa dei radicali". Infatti, prosegue la nota, "secondo i dati del Centro di Ascolto dell'Informazione Radiotelevisiva, nel periodo dal 15 aprile al 31 maggio 2008" le testate Rai hanno dedicato ai Radicali 4 minuti e 25 secondi su più di 9 ore di interventi, mentre le testate Mediaset 2 minuti e 23 secondi su più di 7 ore di tempo di parola.

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D iciamo (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-06-30 num: - pag: 37 autore: di ALDO GRASSO categoria: REDAZIONALE Rai bocciata Brutto segno se il migliore è Teocoli D iciamo che la Rai, nella sua storia, ha conosciuto momenti migliori. Eppure qualcosa di più poteva fare, gli Europei dovevano rappresentare un salto di qualità. I programmi sugli Europei sono stati sbeffeggiati in lungo e in largo, hanno alimentato rubriche giornaliere dedicate agli svarioni, hanno fornito a "Blob" materiale impietoso. Persino un settimanale cauto (ma non cieco) come Sorrisi e Canzoni è stato molto severo, elargendo una fila di insufficienze da bocciatura completa. E Umberto Brindani ha scritto: "Mi rendo conto che criticare Civoli&Bagni, Mazzola&Bartoletti, Variale&Scarnati è un po' come sparare sulla Croce Rossa. Ma se l'ambulanza è vuota e alla guida c'è "Bisteccone" Galeazzi forse si può, forse non è così politicamente scorretto". La Rai non si è resa conto che ormai esiste la concorrenza, che le telecronache di Sky e Mediaset sono più moderne, che "seconde voci" come Bergomi, Marchegiani e Serena rappresentano l'eccellenza. Alcuni protagonisti hanno reagito alle critiche in maniera scomposta (penso a Civoli o a Mattioli che mi ha riempito d'insulti in diretta) ma quando un'azienda permette che Tombolini inventi il semaforo del fuorigioco significa che siamo allo sbando; questo angoscia. Gli errori più clamorosi sono stati tre: non aver imposto uno stile editoriale alle telecronache (ognuno andava per conto suo, preoccupato solo di tifare Italia); aver sbagliato la scelta delle seconde voci (perché Ubaldo Righetti?); aver richiamato Marino Bartoletti, freddurista da tv locale. Qualcosa vorrà pur dire se il migliore è stato Teo Teocoli.

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Nell'estate bollente, la tv gela il pubblico. Ma non c'è da stare allegri. Tranne qua (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Messaggero, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Lche film regalato (per errore forse) in prima o seconda serata, Rai e Mediaset continuano a propinare fiction paleozoiche - serie dopo serie - senza interruzione. Pensano di rispiarmiare, le emittenti. Mentre stanno solo inflazionando un genere che è la loro ancora di salvezza, più dell'informazione e di quei programmi che scimmiottano il varietà. Senza un attimo di tregua passano in tv i vari poliziotti, e i marescialli, e poi ripassano, in un estenuante gioco senza fine. Non fai in tempo a leggere fine sui titoli di coda di un lavoro su Canale 5, che quella ricomincia dal principio, ossia da sette serie fa, su Retequattro. Non solo, tra poco, anticipata da trailer ogni due per tre, gli spettatori ritroveranno (in prima serata) Un medico in famiglia. Se però la strategia di Rai e Mediaset, mira a distruggere la fiction, la strada sembra proprio quella giusta. Se proprio replica deve essere, che sia almeno in seconda serata, o in terza. Su Raidue, per esempio stanno ridando Un figlio a metà che, nonostante sia stato sbattuto sempre sulla stessa rete, appena qualche mese fa, almeno offre la possibilità di godere di un attore come Gigi Proietti. Un istrione superlativo da sempre, che ha dovuto attendere di diventare maresciallo per diventare popolare. Non ci era riuscito con il cinema di Lattuada, Bolognini, Steno, Citti, ma con la fiction sì. Incredibile. Però le repliche non hanno fatto bene nemmeno a lui. Se Rocca non avesse vissuto in tv ininterrottamente per una decina d'anni e più, Proietti sarebbe diventato una leggenda.

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IN BREVE (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

A cura della Redazione politica sardegna la maddalena del premier "800 milioni per il g8" Silvio Berlusconi ha fatto un sopralluogo ieri all'isola della Maddalena, a pochi chilometri dalla sua tenuta in Costa smeralda, per verificare le strutture dove sarà ospitato il G8 del prossimo anno. Ha ascoltato la relazione del responsabile della protezione civile Bertolaso e i programmi del presidente sardo Soru, dando il suo via libera. Il costo complessivo per lo stato e la regione Sardegna saranno di 800 milioni di euro, ha spiegato Soru, di cui 500 per le infrastrutture nel nord dell'isola e 300 per la riconversione di vecchie strutture militari dell'arcipelago. "Il presidente del Consiglio - ha detto il presidente Soru - si è dimostrato entusiasta del luogo e dei progetti". RIFORMISTI internazionAlE Socialista D'ALEMA CI VA A NOME DS Ovviamente Massimo D'Alema ci va, perché dell'Internazionale socialista è pure vicepresidente. E la sua Italianieuropei è appena stata ammessa alla prestigiosa Feps, la fondazione del Pse. Ad Atene, al congresso dell'internazionale socialista, il 30 giugno sbarcherà una delegazione di democratici al massimo livello. Accompagna l'ex ministro degli esteri l'attuale ministro degli esteri ombra, Piero Fassino. I due vanno in rappresentanza dei vecchi Ds, e non del Pd che dopo una feroce battaglia interna - ha scelto, nel parlamento europeo, di sedere fuori dal Pse, e quindi niente o poco potrebbe spartire con l'unione mondiale dei partiti socialisti e laburisti. La trasferta greca non mancherà di riaprire la ferita sulle alleanze internazionali del Pd. In Italia l'unico membro a pieno titolo è il Ps, che sarà rappresentato da Bobo Craxi e Pia Locatelli. rifondazione nel circolo di bertinotti vince la mozione ferrero E' il circolo dedicato alla partigiana romana Marisa Musu, nel quartiere "Nomentano" della Capitale. E' il circolo dove è iscritto il leader carismatico di Rifondazione, l'ex segretario ed ex presidente della camera Fausto Bertinotti, ora impegnato nella campagna congressuale per sostenere la mozione di Nichi Vendola. E' anche il circolo dove anni fa prese la tessera Pietro Ingrao che con Bertinotti è in buona sintonia. Ma alla fine nel conteggio dei voti ha prevalso la mozione di Paolo Ferrero con 41 preferenze contro le 7 che sono andate a Vendola. Bertinotti aveva partecipato al congresso, la mozione Vendola era stata presentata dall'ex sottosegretario Alfonso Gianni. RAI CDA, SCONTRO A SINISTRA SULL'ONORE DI SACCA' "Con Saccà abbiamo sbagliato, avremmo dovuto lasciarlo al suo posto e poi capire il senso di quelle carte". Un'intervista del consigliere di amministrazione Rai Sandro Curzi (in quota Prc) ha aperto la polemica ieri tra i consiglieri del centrosinistra. Immediata la replica di Carlo Rognoni (in quota Ds) secondo il quale "In un'azienda normale ci sarebbero state le condizioni per licenziare Saccà". Mentre per il consigliere Nino Rizzo Nervo (area Margherita) "l'onore va restituito alla Rai, unitamente a un congruo risarcimento per i danni subiti dall'azienda".

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Intervista a Willer Bordon/L'Incantesimo di Willer (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Opinione, L'" del 30-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Oggi è Lun, 30 Giu 2008 Edizione 132 del 28-06-2008 L'ex senatore Bordon racconta la sua verità sul caso Saccà Intervista a Willer Bordon/L'Incantesimo di Willer di Aldo Torchiaro Paginate di casi. Attori, comparse, show-girl: tutti in un vortice di raccomandazioni, spintarelle e segnalazioni speciali nel meta-Grande Fratello involontario del mondo Rai. E quando si parla di intercettazioni nel mondo dello spettacolo, si tira sempre fuori un caso che ha riguardato Willer Bordon e la sua compagna, Rosa Ferraiolo. Di che vicenda si tratta? Di nessuna vicenda, perché non ci sono i fatti. Non solo lei non ha paura delle intercettazioni ma le auspica, sperando che le sue telefonate siano intercettate? Eh si, perché se c'è una pratica che aborro è quella delle raccomandazioni. E se c'è qualcuno così bravo da trovare una mia pressione di qualsivoglia natura, che lo dica. Non avendo ombre, però, non sono ricattabile. Posso essere stato vittima di telefonate di altri, ma protagonista mai, assolutamente. E questa vicenda che riguarda sua moglie, l'attrice Rosa Ferraiolo? E' uscita qualche mese fa, e l'abbiamo non solo smentita, ma abbiamo querelato immediatamente. La voce è quella secondo la quale mia moglie avrebbe chiesto una parte nella fiction Rai Incantesimo. Bene, lo chiarisco qui una volta per tutte: mia moglie non è mai stata interessata a quel lavoro, non ha mai contattato il regista, non ha dato la sua disponibilità, non ha mai neanche chiesto di fare il provino, come testimonia la produzione di Incantesimo stesso. Devo dire che per fortuna mia moglie non lavora da oltre un anno né con la Rai né con Mediaset. Non mi sembra dispiaciuto.. La signora che cosa fa? Guardi, mia moglie non nasce certo ieri, ha oltre vent'anni di carriera alle spalle, si è diplomata in teatro con Gassman e ha lavorato nei più autorevoli teatri stabili d'Italia. Niente a che vedere con veline e letterine, e posso garantire che non si è mai interessata alla fiction di cui qualcuno parla a vanvera. Malgrado ciò, il Tg1 l'ha messa sulla berlina. Appunto, un fatto di una gravità inaudita, calcando palesemente un falso. In prima serata ieri (giovedì, ndr) mi sono visto al Tg1 con la notizia: "Novemila telefonate in cui si parla di raccomandazioni e favori, tra le quali quella di Willer Bordon". Qui come si fa a tutelarsi, se non con una blanda querela che arriva in tribunale tra chissà quanto tempo, da chi le spara grosse su di te davanti a molti milioni di italiani? Lei con Saccà ha avuto rapporti diretti? Vi conoscete? Io Saccà l'ho incontrato come qualsiasi altro membro della vigilanza Rai, insieme a tutti e con tutti i dirigenti Rai. Mai incontrato al di fuori del lavoro. E sono certamente nel mondo parlamentare tra quelli che lo conoscono di meno: forse sono tra i pochissimi che quando si è rivolto a Saccà gli ha dato del lei, mentre vedo che tantissimi, a destra, al centro e a sinistra, gli danno del tu e vantano un rapporto confidenziale. Io no, per niente. Ma questa vicenda di Incantesimo come nasce? E' una storia che veramente grida vendetta al cielo. Io intervenni con Beppe Giulietti in commissione di vigilanza Rai perché la rappresentanza sindacale dei lavoratori di Incantesimo, che era una serie che impegnava circa 500 persone tra maestranze, attori e addetti indiretti ed era a rischio di sospensione, dati i costi, e che poi in effetti chiuse. Come si mosse la produzione? Provando a sensibilizzare molti, nel mondo della politica, basta andarsi a rileggere i giornali. Veltroni scrisse una lettera per sposarne la causa. E con lei, come si sono fatti avanti? Vennero a trovarmi in delegazione al Senato e nello stesso giorno parlarono con Sandro Curzi e con Beppe Giulietti. Illogico supporre che avrebbe sponsorizzato qualcuno, con la prospettiva di chiudere. Esatto. Ma le pare possibile, a lume di logica, che un politico a conoscenza dello stato di grave crisi di una produzione, che sta per chiudere, fa interrompere a sua moglie impegni teatrali molto seri per imbarcarsi su una nave che affonda? Certo. Più che Incantesimo, una maledizione. Ho visto anch'io sui giornali le tante dichiarazioni degli intercettati: ce ne sono molti che, citati come amici di Berlusconi e Gianni Letta, non lavorano da due anni e più. Vuol dire che Saccà, al quale non ho mai chiesto nulla, non garantiva politicamente nessuno. Nemmeno coloro che lo chiamavano davvero. E nel suo futuro, Bordon, cosa c'è? Insegno ad un Master in comunicazione politica all'università di Roma, svolgo attività giornalistica come analista delle vicende politiche, e sto appena finendo la prima stesura di un libro che racconterà alcune verità sul governo Prodi, e sulle ragioni che mi hanno portato a concludere la mia esperienza parlamentare. Nessun impegno politico? No. Oggi per fare politica concretamente, bisogna uscire dal mondo politico.

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Se ci scandalizziamo tanto è meglio chiudere la Rai (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Opinione, L'" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Oggi è Lun, 30 Giu 2008 Edizione 132 del 28-06-2008 Se ci scandalizziamo tanto è meglio chiudere la Rai Così i magistrati smetterebbero di sperperare denaro per intercettare qualche capo struttura di Dimitri Buffa Zapatero che non è uno scemo e che nel proprio paese, al contrario di quanto succede al premier eletto in Italia, comanda un po' più di un amministratore di condominio, ha già ben studiato la soluzione per evitare nella magistratura spagnola il contagio dell'Aids italiano: mettere gli organismi inquirenti sotto il diretto controllo dell'esecutivo nella persona del ministro di Grazia e Giustizia. Punto. Altri paesi europei studiano il modello della magistratura italiana, e quello della sua anarcoide indipendenza, per evitare che qualcosa del genere possa mai accadere a casa loro. In Italia tutto è precipitato quando, dopo l'emergenza terrorismo e quella mafiosa, si iniziò a santificare con inaudita foga retorica i martiri in toga di quelle due stagioni. Di qui a dare agli altri, i "sopravvissuti", la patente di reduci di una guerra da combattere sempre in "prima linea" (dimenticando che si trattava pur sempre di super pagati funzionari dello stato) è stata breve. E i vivi, magari immeritevoli, hanno fatto carriera all'ombra delle bare dei morti. Che invece meritavano la stima di tutti ma che semplicemente non c'erano più e non potevano lasciare eredi. Insomma maledetto il paese che ha avuto bisogno di eroi. Specie di eroi in toga. Premesso questo, rispetto alla contingenza di questa buffonata di intercettazioni di dialoghi privati tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, l'unica morale che sembra potersene trarre, visto che di reati sembrano non essercene, e che i politici e i potenti d'Italia non hanno un immaginario superiore a quello dell'italiano medio: rigatoni, mamma e gnocca sempre in testa. E così sia. Così capita di leggere demi vierges di sinistra come la Norma Rangeri sul "manifesto" che deprecano "lo stile di vita dell'allegra brigata". Ma se il problema è la Rai, la cui occupazione militar-lottizzatoria diventa un'ossessione, l'unica per qualunque governo in carica un minuto dopo il giuramento dei propri ministri, perché non abolirla tout court? E perché indignarsi se chi lavora nel "gran troiaio" va avanti mediante acrobazie e astuzie vaginali o con le raccomandazioni politiche da parte di esponenti di questo o di quel partito, i cui esponenti, al di là delle prediche retoriche sulla famiglia, pensano solo ed esclusivamente a trombare 24 ore su 24? Sono appunto lo specchio fedele dell'italiano medio. E soprattutto non compiono reati. Piuttosto che delegare a uno come Di Pietro il compito di scegliere colui che in politica può scagliare la prima pietra, se la Rai è una casa chiusa di merliniana memoria, basta solo chiuderla e mandare tutti e tutte a battere per strada. Lo spettacolo non sarebbe più indecoroso di quello della via Salaria a Roma in qualunque ora del giorno e della notte. Il tutto senza inutili e ipocrite indignazioni di repertorio. Che qui, per citare i latini, "casta est quam nemo rogavit". In questa maniera si toglierebbe anche l'alibi ai magistrati protagonisti di sperperare milioni di euro per intercettare il telefono di qualche capo struttura che raccomanda l'amante per una miniserie o l'amica del politico per tenerselo buono. Vogliamo islamizzare la politica italiana? Veramente si vuole subappaltare la scelta dei meritevoli a Di Pietro e alle vecchie zie inacidite della sinistra come Furio Colombo, Paolo Flores D'Arcais e Antonio Padellaro? O a quelli che nei loro pensieri reconditi rimpiangono i tempi in cui gli scandali erano solo dell'élite? O a quelli che sono sinceramente convinti che solo gli amici dell'Avvocato avevano il diritto di fare la bella vita tirando la coca insieme alle entreneuse al Number One o negli alberghi di via Veneto, mentre, ora che lo fanno anche quelli dell'Udc, signora mia, "come è diventato volgare questo paese berlusconizzato?".

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I sondaggi affondano il Pd. E Veltroni rincorre Tonino (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

N. 26 del 2008-06-30 pagina 0 I sondaggi affondano il Pd. E Veltroni rincorre Tonino di Laura Cesaretti Il leader dei democratici spezza il dialogo con il Pdl. E Di Pietro rilancia: "Non mi scuso con Berlusconi" Roma - Di certo non è un caso che Walter Veltroni, ieri, abbia scelto le colonne di Repubblica per liquidare definitivamente la breve stagione del fair play con la maggioranza. E per dichiarare riaperta la stagione del "Caimano": certo lui si guarda dal chiamarlo così, il premier, "non ho mai dato giudizi personali e continuo a non darli", ma ci pensa l'intervistatore. Il terreno scelto dal leader del Pd per dichiarare "sepolto" il dialogo, come Repubblica gli chiede incalzante da settimane, è quello dell'emergenza giudiziaria che affligge il Paese e che tiene da circa tre lustri nel mirino innanzitutto Berlusconi. Un'emergenza che, dice Veltroni, non può diventare in alcun modo una "priorità" politica, perché è solo una "urgenza" personale del premier che vuole "norme per sé e non per la democrazia". Di qui la chiusura netta ad ogni disponibilità dell'opposizione non solo sull'emendamento "blocca-processi", ma anche sul lodo che dovrebbe mettere al riparo le alte cariche dello Stato. Per Veltroni se ne può anche discutere, ma deve essere trasformato in legge costituzionale (dunque con tempi assai più lunghi e maggioranze blindate) e deve "scattare dalla prossima legislatura". In sintesi, non deve riguardare Berlusconi. Un muro, insomma. Nell'imboccare la strada del muro contro muro, Veltroni è incalzato da ragioni contingenti: basta scorrere le cifre del sondaggio pubblicato ieri dal Corriere della Sera per capirlo. Il Pd in pochi mesi ha perso 5 punti (dal 33,1 % del 13 aprile al 28%), e Di Pietro ne ha guadagnati 3 (dal 4,4% al 7,4%). La Sinistra recupera almeno 1 punto, e intanto il Pdl schizza di oltre 7 punti: dal 37,4% al 44,6%. Sia pur fatta la tara sull'attendibilità dei sondaggi (questo è stato realizzato il 25 giugno scorso, il giorno dopo l'approvazione in Senato della norma "salva-premier"), resta il trend preoccupante per il Pd, schiacciato tra il protagonismo di Berlusconi e quello dell'ex pm, che si è entusiasticamente auto-incoronato nel ruolo di antagonista del Caimano, e non ha alcuna intenzione di mollare la presa: "Io scusarmi con Berlusconi? è lui a dover chiedere scusa agli italiani perché obbliga il Parlamento a fare leggi nel suo interesse". E però, all'interno del Pd, il timore che per frenare l'emorragia di consensi Veltroni ceda alla tentazione di inseguire il trebbiatore Tonino sul terreno del giustizialismo e dell'antiberlusconismo d'antan inizia a circolare. Qualche allarme si è levato ieri dall'area post Dc, con Fioroni che avverte: basta "risse", perché "le urla fanno solo un favore a Berlusconi"; con Follini che invita a non passare dal "sogno del dialogo" con Berlusconi all'"incubo del giustizialismo alla Di Pietro"; con Soro che assicura che "il Pd non inseguirà nessuno sulla strada inutile e perdente del giustizialismo e degli insulti gratuiti e volgari". Tace invece l'area dalemiana del Pd. Che in verità, sul tema giustizia, ha più volte mostrato, recentemente, spiragli di disponibilità. Sulla questione intercettazioni, dopo la presentazione del progetto di legge della maggioranza, Nicola Latorre è stato esplicito: "Se i magistrati diffondono le intercettazioni devono essere puniti penalmente". Marco Minniti, ministro ombra agli Interni, è tornato alla carica due giorni fa, nel pieno del polverone sulle telefonate a Saccà: "Su un punto di civiltà non si può transigere: i contenuti delle intercettazioni devono restare fuori dalla lotta politica". Le aperture di Luciano Violante sull'obbligatorietà dell'azione penale e sul lodo Schifani sono state assai decise. E le riflessioni di Felice Casson sul ruolo abnorme di una certa magistratura, chiarissime. Del resto, l'insofferenza di Massimo D'Alema verso un certo giustizialismo data a ben prima del caso Unipol, tuttora aperto visto che il Parlamento europeo deve deliberare sulla richiesta di autorizzazione nei suoi confronti. E mentre Veltroni indurisce la linea sulla giustizia, nel Pdl c'è chi pensa che proprio tra i suoi antagonisti interni, riuniti sotto le bandiere della dalemiana "Red", possa aprirsi una nuova sponda. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate? Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (da Tonino) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una letterà all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni - che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Non commentato " (5 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (22 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (25 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (48 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (54 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (50 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (123 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alberto Taliani: per PietroB. La libertà di parola esiste eccome, dipende però da quali parole si usano. Alberto Taliani: Caro Stefano, le rispondo volentieri: non amo la politica fatta in questo modo, spiando dal buco... gianroberto: Secondo voi , per quale ragione Valter ha imbarcato il Dott.On.Di Pietro?, " non poteva non sapere... Pietro.b: Non avevo dubbi,non appena una persona si permette di esprimere un opinione diversa dalla Sua,CARO... stefano: Sono di Sinistra, quindi un comunista. Scusatemi tanto se sono fuori tema, ma una bella discussione sul... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Enrico Vanzina: "Missione compiuta Il nostro film fa risalire il box office" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Quotidiano.net" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

In sala da soli tre giorni, il film-cocomero vince, scalzando l''Incredibile Hulk' e soprattutto facendo rifiatare il botteghino, che, a dispetto delle temperature africane, incassa addirittura il 29% in più rispetto alla scorsa settimana

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Berlusconi: "Polemiche dannose al Paese" Veltroni: "Il governo pensi alle famiglie" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Quotidiano.net" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

In un messaggio alla federazione tabaccai il premier torna a parlare della polemica sulla giustizia. Il leader del Pd: "Basta pensare solamente ai problemi del premier"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica&Economia Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo Giochi&Scommesse SCONTRO SULLA GIUSTIZIA Berlusconi: "Polemiche dannose al Paese" Veltroni: "Il governo pensi alle famiglie" In un messaggio alla federazione tabaccai il premier torna a parlare della polemica sulla giustizia. Il leader del Pd: "Basta pensare solamente ai problemi del premier" Roma, 30 giugno 2008 - "Tante polemiche strumentali finiscono col mettere in secondo piano l'interesse collettivo". è quanto afferma il premier Silvio Berlusconi in un messaggio inviato al convegno della Federazione italiana tabaccai, facendo un chiaro riferimento alla questione della giustizia. "è certo però che profonderemo ogni sforzo - ha sottolineato Berlusconi - perchè l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti, continuando nella direzione che era indicata nei nostri programmi e si incarna nella nostra azione". Il presidente del Consiglio ha quindi spiegato che "il governo ha scelto di mettere la sicurezza e l'ordine pubblico fra le priorità della propria azione, compresa la volontà di ridare efficienza e forza credibile ad una giustizia che, troppo spesso, delude le aspettative in essa legittimamente riposte". VELTRONI Il governo si occupi di un Paese sempre più sull'orlo del baratro, piuttosto che dei problemi del presidente del Consiglio. E' il duro affondo di Walter Veltroni, che in una nota osserva: "L'inflazione sale come non accadeva da anni. I prezzi al consumo hanno raggiunto valori che non vedevamo da dodici anni e a salire sono soprattutto quelli del pane, della pasta e degli altri generi di prima necessità. Salgono i prezzi alla produzione del 7,5%. Frena il mercato dell'auto e la produttività del Paese continua a decrescere. A questo si aggiunga la crisi di Alitalia che dopo mesi non ha ancora una soluzione e i quattromila esuberi prospettati. Ieri ho parlato di un Paese che è sull'orlo di un tracollo e questi dati confermano quella valutazione". "Il governo - attacca il segretario del Pd - sembra invece non accorgersi della gravità della situazione ed è preoccupato solo dei problemi del presidente del Consiglio. Noi chiediamo immediatamente un intervento a sostegno di salari, stipendi e pensioni. E' questa la vera priorità del Pese e non il lodo Schifani". Favorevole alla salva-premier? - Favorevole all'immunità per le alte cariche? Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Alla fine con mezza squadra e arrivato ai quarti di finale ...e con chi ha perso ai rigori? [...] Donadoni, un gigante in un mondo di lillipuziani12:49:32 - Quanti di questi fatti dovremo sentire ancora prima che anche ue prenda una posizione decisa? E c'è [...] Minacciavano figli di violenza sessuale se non rubavano, arrestati otto rom12:46:09 - Chi dice che si sta cementificando o speculando fa solo critche inutili e non ha capito nulla del pr[...] Il sogno di Foster: di fronte al mare un grattacielo tutto 'felliniano'12:41:09 - perche limitare solo ai rom le impronte digitali e non a tutti ? chi delinque non ha razza ! certo c[...] Minacciavano figli di violenza sessuale se non rubavano, arrestati otto rom12:33:38 - berlusconi sarebbe più opportuno che non parlasse più; tanto avrà sempre torto perchè le ha sempre c[...] Berlusconi: "Giudici politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano: "Basta con questi scontri"12:32:52 - per il signor Saccà. abbiamo letto e sentito le Sue esternazioni telefoniche. Alla Sua età... Si ver[...] Il giudice dà ragione a Saccà "Deve tornare al lavoro in Rai" Tav Torino-Lione, sei d'accordo?Quanta responsabilità hanno i genitori per i comportamenti sbagliati dei figli?Giusto multare chi acquista oggetti falsi o contraffatti?I tre progetti sul lungomare di Rimini: quale preferisci?Oscar a Heath Ledger, sei d'accordo?E' giusto che gli atleti italiani alle Olimpiadi indossino un braccialetto con i colori del Tibet?Butelli può essere l'uomo giusto per rilanciare la Spal?Quali sono i baffi più belli del grande schermo?Forlì:nuove aree commercialiPrendere le impronte ai minorenni rom: sei d'accordo?Giusto concedere l'immunità alle più alte cariche dello Stato?Vorresti il ritorno di Totti e Nesta in Nazionale?Credi nell'esistenza degli Ufo?Credi che per una maggiore sicurezza Rimini abbia bisogno di rinforzi estivi?Il Governo ha bloccato i finanziamenti dell'Inail per completare l'ospedale di Cona, cosa è meglio fare ora? LA FOTO DEL GIORNO Due metri di pizza Il pizzaiolo siciliano Pasqualino Barbasso si prepara per lo show di pizza acrobatica, riuscendo a far roteare un 'disco' di pasta del diametro di due metri. Barbasso, che ha vinto il titolo nel 2002, gira il mondo con il suo show. Qui è a Ostrava, nella repubblica RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Il giudice dà ragione a Saccà "Deve tornare al lavoro in Rai" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Quotidiano.net" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Accolto il ricorso contro la sospensione da direttore di RaiFiction. Il giudice ha ordinato la riammissione in servizio

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Sacca' torna in Rai (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Voce d'Italia, La" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Cronaca "Sono felice, c'e' molto lavoro da fare" Sacca' torna in Rai Il giudice del lavoro ha decretato che il dirigente cointinui il suo lavoro a Rai Fiction Roma, 30 giu.- Deve essere reintegrato nelle sue mansioni Agostino Saccà, ossia nel ruolo di direttore di Rai Fiction: lo ha deciso il giudice per il lavoro Giuseppina Vetritto, accogliendo l'appello dei suoi legali. Dal 21 dicembre del 2007, infatti Saccà era stato sospeso dal suo incarico in forma cautelativa da parte dell'azienza di viale Mazzini a seguito delle notizie emerse dall'inchiesta di Napoli nella quale il dirigente era indagato per corruzione e al contenuto delle intercettazioni di telefonate con Silvio Berlusconi.

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L'ex amica: "La Jolie ama le donne Avrà sicuramente altre storie saffiche" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Quotidiano.net" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

La modella statunitense di origine giapponese, con la quale Angelina ebbe un'avventura lesbo, mette in dubbio la stabilità del rapporto della Jolie con Brad Pitt e pronostica per l'attrice un ritorno di fiamma verso le donne

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Saccà reintegrato: "Sono felice" La Rai impugnerà la sentenza (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Quotidiano.net" del 30-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Accolto il ricorso contro la sospensione da direttore di RaiFiction. Il giudice ha ordinato la riammissione in servizio

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Quella di Berlusconi ovviamente, oggi noi Italiani siamo nelle sue tasche al 100%...come uscirne? Basterebbe aprire gli occhi e svegliarsi finchè c'è tempo. 30/06/2008 13:37 GIOIR AVERE DETTO DI NON FARE LAVORARE DELLE RAGAZZE, E' UNA COSA, MA RACCOMANDARLE PER FARLE LAVORARE ?!?!?! - DOV'E' IL REATO ??? - PENSO CHE NEI CONFRONTI DI BERLUSCONI E' REATO ANCHE SE AUGURA LA BUONA GIORNATA A QUALCUNO !!! E PENSARE CHE HA RACCOMANDATO PERSONAGGI POLITICAMENTE DI SINISTRA (COMUNISTI),NON TENENDONE CONTO, PER FARLI LAVORARE PERCHE' BRAVI E CAPACI....NESSUNO NE PARLA, SAREBBE UNA COSA A FAVORE DEL PREMIER !!!PAZIENZA, FINIRA' --- SI STANNO DISTRUGGENDO DA SOLI...!!! 30/06/2008 13:40 A.T. Certo che avrà un bel da fare ora che è ritornato Berlusconi al governo...ci sono i nuovi palinsesti da organizzare, le ragazze da raccomandare, un posto in parlamento non te lo toglie nessuno...la Bergamini insegna, è tutto molto bello adesso!!! 30/06/2008 13:59 maurizio dal colle Scusate ma io di fronte a certe notizie rimango allibito. Ma come questo signore viene trovato con le mani nella marmellata e dopo due giorni si parla di un suo reintegro? Sbalorditivo!Poi dice che in rai c'è molto da lavorare, certo con le duecentesime repliche che mandano in onda quotidianamente in queto periodo, cosa ci faccia tutta quella gente in azienda rai non si sa.Ma il cavaliere invece di raccomandare gente nella televisione di stato, perchè non le fà lavorare in mediaset? Ho la vaga sensazione che Berlusconi sia propietario anche della rai, altrimenti uno dovrebbe spiegarmi i vari cambiamenti di direttori mediaset confluiti in rai e viceversa:Il reintegro di Saccà puzza di bruciato, o meglio di scheletri nell'armadio. Ce ne fossero di Di Pietro meglio anche se sguaiati . Meglio un contadino onesto, che mille furbetti del quartierino, che in italia abbondano, di destra e di sinistra, sia chiaro. 30/06/2008 14:24 sara ahahhaha alien davvero!! pensavo non esistessero giudici non comunisti! 30/06/2008 14:46 Arcangelo Dunque riassumiamo: Berlusconi telefona a Sacca' per raccomandare qualche starletta. Se questo fosse successo in America, si sarebbero dimessi entrambi. In Italia, invece, il governo Berlusconi propone una legge per limitare le intercettazioni e anche per evitare che vengano pubblicate. Sacca' viene reintegrato nella sua funzione di selezionare starlette. Chissa' come mai l'Italia e' cosi' piena di corruzione? Finche' gli elettori di destra difenderanno i farabutti di destra e gli elettori di sinistra difenderanno i farabutti di sinistra, saremo sempre governati da farabutti. 30/06/2008 16:39 anonimo E' normale che gli italiani difendano Agostino Saccà.In italia il lavoro funziona cosi',lavori se sei raccomandato,oppure se sei donna se "la dai" a qualcuno. Questa e' la mentalita' italiana! Mi raccomando fate sparire le intercettazioni,cosi' questi fatti non verranno piu' a galla. 30/06/2008 16:49 IL PRETE Forse, come ho sentito dire in giro, l'Espresso se ogni tanto non viene fuori conqualche notizia scandalo ( scandalo poi ), non vende più giornali. Se fosse vero, sarebbe VERGOGNOSO ! 30/06/2008 17:03 adriana Forse non ho capito molto la feccenda o ne ho perso un pezzo per strada. Saccà è stato reintegrato in Rai, quindi non è colpevole, allora non lo è neanche Berlusconi, o sbaglio? Forse i giudici di Napoli farebberomeglio a pensare alla spazzatura o no? Quelle nelle strade. 30/06/2008 17:36 ALE ... Senza commento !!! ... Finchè la barca và, lasciala andare, finchè la barca và, tu non remare ........... 30/06/2008 17:49 Fausto Il giudice che ha reintegrato Saccà è una donna.Forse è giovane e bella ed ansiosa di apparire in TV.Non ci meravigliamo queste son o notizie palesi.Provate invece an andare sul Web digitando: " i raccomandati rai".Vedrete chi ci confeziona le notizie.Prendete prima un chucchiao di Maaalox per evitare il mal di stomaco. 30/06/2008 18:33 giovanni La spazzatura deve gestirla il tuo premier non la magistratura. Evidentemente è capace solo di farla sparire dalla televisione. Sono presenti 14 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Berlusconi: "Giudici politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano: "Basta con questi scontri" (117 commenti) Scatta l'immunità per le alte cariche Di Pietro: "La parola ai cittadini" (63 commenti) Donadoni, un gigante in un mondo di lillipuziani (50 commenti) Giustizia per Clementina Forleo E' stata assolta, non sarà trasferita (33 commenti) La Ue:"Schedatura non consentita" Maroni: "E' un censimento" (32 commenti) "Il mercato del Milan è un disastro" Minacce a Berlusconi e Galliani (28 commenti) Decreto sicurezza, sì del Senato Ok anche alla blocca-processi (26 commenti) L'ultimo schiaffo di Donadoni ad Abete Se licenziato, il ct non prenderà 1 euro (24 commenti) 18:36:43 - Premesso che dai tempi di Panatta non ho mai più visto un tennista italiano di livello giocare d'att[...] Wimbledon Junior, eliminato un buon Miccini18:33:22 - La spazzatura deve gestirla il tuo premier non la magistratura. Evidentemente è capace solo di farla[...] Il giudice: "La Rai reintegri Saccà" "Sono felice, c'è tanto da fare"18:28:40 - I rappresentanti di questo governo di sciocchezze ne hanno dette tante. Berlusconi docet.[...] Serve un po' di fiducia per rilanciare il Paese18:28:25 - un articolo da grande giornalista grazie direttore se avessero un po' di dignita' tutti i giocatori [...] Donadoni, un gigante in un mondo di lillipuziani18:22:25 - Io so di avere tante colpe. Una di queste è quella di essere un grande appassionato di tennis femmin[...] Che Federer! Jankovic out18:17:03 - Indecente è che grassi sottanoni interferiscano nelle decisioni del governo di uno Stato libero e so[...] "Indecente prendere le impronte ai bimbi rom"18:12:51 - Spero che l'italia venga prima o poi esclusa dalla comunita' europea,un popolo cosi' non merita di f[...] La Ue:"Schedatura non consentita" Maroni: "E' un censimento" Quale soluzione vorreste per il caso Palasport?Quali le emergenze delle Mura?Dove andrai in vacanza questa estate?Sei favorevole al ritorno di Lippi in Nazionale?Tav Torino-Lione, sei d'accordo?Quanta responsabilità hanno i genitori per i comportamenti sbagliati dei figli?Giusto multare chi acquista oggetti falsi o contraffatti?I tre progetti sul lungomare di Rimini: quale preferisci?Oscar a Heath Ledger, sei d'accordo?E' giusto che gli atleti italiani alle Olimpiadi indossino un braccialetto con i colori del Tibet?Butelli può essere l'uomo giusto per rilanciare la Spal?Quali sono i baffi più belli del grande schermo?Forlì:nuove aree commercialiPrendere le impronte ai minorenni rom: sei d'accordo?Giusto concedere l'immunità alle più alte cariche dello Stato? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Le tappe della vicenda (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

N. 26 del 2008-06-30 pagina 0 Le tappe della vicenda di Redazione Agostino Saccà è indagato per corruzione dalla procura di Napoli, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio perché - secondo i magistrati - avrebbe favorito alcune attrici segnalate da Silvio Berlusconi in cambio della promessa di un sostegno da parte del Cavaliere alle sue attività private Roma - Agostino Saccà è indagato per corruzione dalla procura di Napoli, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio perché - secondo i magistrati - avrebbe favorito alcune attrici segnalate da Silvio Berlusconi in cambio della promessa di un sostegno da parte del Cavaliere alle sue attività private. La pronuncia del gup sul caso - movimentato dalla pubblicazione di stralci di intercettazioni telefoniche tra Saccà e Berlusconi - è prevista l'8 luglio. Il procedimento disciplinare Parallelamente all'indagine, la Rai ha aperto il 21 dicembre 2007 un procedimento disciplinare a carico di Saccà, che si era intanto autosospeso da responsabile di Rai Fiction, per valutare le eventuali violazioni del codice etico aziendale. Una prima fase dell'indagine interna - che ha preso in esame circa 1.500 pagine di documentazione, messe a disposizione di Viale Mazzini dalla procura di Napoli - si è conclusa senza decisioni da parte del vertice aziendale. Il 30 aprile, infatti, dopo la discussione in consiglio di amministrazione sulle carte dell'indagine, dalle quali sarebbero emerse alcune violazioni del codice etico da parte del dirigente, il direttore generale Claudio Cappon ha deciso di attendere gli esiti del procedimento penale - e dunque la pronuncia del gup - per acquisire "ulteriori elementi probatori". Una documentazione arrivata in Rai nelle scorse settimane e ora all'esame delle strutture competenti. Il ricorso di Saccà Saccà, che attraverso i suoi legali ha contestato in più di un'occasione le "violazioni di ordine procedurale e sostanziale" della procedura disciplinare, si è rivolto così al giudice del lavoro con un ricorso d'urgenza (ex articolo 700 del Codice di Procedura Civile) per costringere la Rai a pronunciarsi sul suo destino. Oggi il deposito della pronuncia del giudice. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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