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DOSSIER “RAI-MEDIASET: miserabilia”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL 25-29 giugno 2008      #TOP



Report "RAI MEDIASET"

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Indice delle sezioni

RAI MEDIASET (120)


Indice degli articoli

Sezione principale: RAI MEDIASET

Europei, la maledizione dei ct da sacchi a zoff quanti guai - fabrizio bocca roma ( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: si dimise perché il presidente del consiglio Berlusconi lo aveva definito "indegno" per il solo fatto di non aver fatto marcare Zidane a uomo. L'Europeo in Inghilterra nel '96 non costò subito il posto a Sacchi, ma certo spezzò il feeling con l'Italia. Il ct ne combinò una delle sue, stravolse la squadra dopo aver vinto con la Russia e perse con la Repubblica Ceca,

"basta discriminazioni voglio fare l'annunciatore" - silvia fumarola roma ( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: sono stato licenziato così ho avuto la brillante idea di chiamare Rai e Mediaset, ma si sono messi a ridere. Ho studiato la Costituzione fino a tutte le leggi sul servizio televisivo, la 223 all'articolo 11 dice che tutte le emittenti pubbliche e private devono promuovere azioni per le pari opportunità". E via con le carte bollate all'Authority, al suo fianco un avvocato,

Modifiche al blocca-processi per discutere di immunità ( da "Unita, L'" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: predisposta dal presidente del Consiglio Berlusconi si stia lentamente dipanando per metterlo al riparo sia dal processo milanese per corruzione giudiziaria che in quello, probabile, napoletano per le telefonate intercorse con il dirigente Rai Agostino Saccà. Dopo il muro contro muro delle scorse settimane, infatti, l'aria ha iniziato a calmarsi e sono ricominciati gli "

Financial Gaffes ( da "Unita, L'" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Comunque nel resto del mondo il problema si pone per i reati commessi nell'esercizio delle funzioni, non fuori (come le presunte tangenti a Mills e Saccà). Mai accaduto che, a fare una legge di immunità, fosse colui che ne aveva bisogno. Si sarebbe parlato di conflitto d'interessi e di uso privato del potere. Vero Mr.Caldwell? Ora d'Aria.

Un paese per vecchi, anche nel calcio ( da "Manifesto, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: italiano non riesca a staccarsi dal cordone ombelicale di una tradizione che nessuno, salvo - in parte - Sacchi, ha mai provato a recidere. È l'idea che anche in questo settore, come in tutti gli altri, le giovani generazioni siano state soffocate nella culla, lasciando tutto quanto in mano ai gerontocrati di sempre, a loro volta incapaci di affidarsi ad altri che a gente anziana.

Mediaset batte la Rai ( da "Opinione, L'" del 25-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Italia 1 e Rete 4 fanno il boom di ascolti e vincono la serata Mediaset batte la Rai di Guido Del Duca Nel primo giorno di pausa dall'inizio degli Europei, Canale 5 torna a prevalere nel prime time dopo 16 giorni in cui Rai Uno ha inanellato altrettante vittorie grazie ai match della rassegna calcistica continentale.

Berlusconi: "Giudici politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano: "Basta con questi scontri" ( da "Quotidiano.net" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: che spero torni al più presto a faccia pulizia 25/06/2008 14:57 vanni Sono vecchio: un sacco d'anni fa si facevano film che denunciavano la corruzione della magistratura, c'era soccorso rosso (avvocati che difendevano i "comunisti perseguitati" dal potere giudiziario schierato con i "padroni" e i "democristiani mafiosi"). Nessuno si stracciava le vesti.

Rai-mediaset la guardia di finanza a viale mazzini - aldo fontanarosa a pagina 11 ( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: La Corte dei Conti indaga sul "patto" tra concorrenti Rai-Mediaset la Guardia di Finanza a viale Mazzini ALDO FONTANAROSA A PAGINA 11 SEGUE A PAGINA 11.

Sms dal Cinema: Bondi vattene ( da "Unita, L'" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: sempre più stretti tra duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e le grandi distribuzioni americane, rimangano nella condizione di questuanti della politica". Alla protesta si associa l'Anac, la storica associazione degli autori che sottolinea anche "il forsennato spoil system che viene attuato in questi giorni nelle istituzioni cinematografiche,

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-26 num: - pag: 3 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: indigna riferendosi al caso Rai-Saccà, quando ricorda che "l'attività di un premier non può dipendere da qualche intercettazione, magari pruriginosa, ma senza alcuna rilevanza penale. è una vergogna, è necessario reagire". Ghedini è il depositario dei segreti del Cavaliere, "quella storia delle intercettazioni è una strana storia", commenta.

Nella tenaglia Napoli-Milano il luglio bollente del Cavaliere ( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Saccà. "Da Napoli potrebbe arrivargli un brutto regalo", sussurra amareggiato Amedeo Laboccetta, deputato del Pdl che conosce persone e storie del palazzo di giustizia partenopeo. Napoli e Milano. Come una tenaglia. Ecco il motivo per cui il premier ha scatenato l'offensiva contro le toghe "sovversive" e non accetta "transazioni"

Buio in sala ( da "Manifesto, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: i due unici soggetti di riferimento produttivo sono Rai e Mediaset, ovvero campi da gioco del presidente del consiglio. Paralizzati anche loro di fronte allo sciopero delle forze creative che si sono viste sottratti i fondi destinati ai film per coprire il buco provocato dall'abolizione della tassa-specchietto per allodole, l'Ici.

Tende che volano e tovaglie, stoviglie, bouquet, tutto immacolatissimo. Vestiti delle ragazz ( da "Messaggero, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Un sacco di soldi raccolti e un sacco di bianco, per Marco Mazzocchi, Sofia Bruscoli, Claudia Peroni e mille altri tra cui Paolo Brosio, organizzatore della serata che ha raccolto fondi per bambini. Ma la festa più glamour-candida del reame, la più aristo-immacolata è stata quella che ha portato in Sicilia,

Mentana: Matrix non va in vacanza ( da "Tempo, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: intervenuto in un programma Mediaset". Il politico più simpatico al suo pubblico? "Piace molto Giulio Tremonti, è venuto a trovarci varie volte sempre con risultati di grandi ascolti. La sorpresa però, è stata la presenza del ministro della Funzione Pubblica e dell'Innovazione Renato Brunetta: il suo recente intervento a "Matrix" ha ottenuto un successo superiore a qualsiasi aspettativa"

ROMA - Sembrava dovesse filare tutto abbastanza liscio per le tasche e le speranze dell’ ( da "Messaggero, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: sempre più stretti tra duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e grandi distribuzioni americane, rimangano nella condizione di questuanti della politica". Da più parti si levano dure critiche alla cancellazione degli incentivi fiscali: "L'esecutivo mantenga gli impegni presi" sottolinea Giovanna Melandri del Pd alla quale fa eco la senatrice Vittoria Franco:

Rai-mediaset, indaga la corte dei conti - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Rai-Mediaset, indaga la Corte dei Conti La Finanza chiede intercettazioni e documenti sui rapporti tra dirigenti dei due network I magistrati sospettano un danno alla tv di Stato. Vigilanza, è fumata nera ALDO FONTANAROSA ROMA - Quasi in cronaca diretta, il direttore generale della Rai Claudio Cappon riporta i suoi consiglieri di amministrazione al più fragoroso scandalo che abbia

Malumori in an e lega ( da "Riformista, Il" del 26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: ultima parola sulle vicende di An) ha visto tre caselle del cda di Viale Mazzini occupate dai forzisti si è messo di traverso. Risultato: tutto rinviato a settembre con intima soddisfazione, tutto sommato, dello stesso premier, cui non sfugge che una Rai congelata non può altro che favorire la concorrenza di Mediaset. 26/06/2008.

Via il calcio avanti Miss ( da "Opinione, L'" del 26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: emittente Mediaset riesce a portare a casa il 10,65% di share, con un seguito di 2.141.000 telespettatori, prevalentemente donne (11,75% di share). Ultimo appuntamento per "Mai dire martedì", il divertente show condotto dal Mago Forest e dalla Gialappa's Band, che tra un siparietto comico ed un servizio irriverente regalano ad Italia 1 una platea di 2.

Sfida tra Rai e Mediaset: Matrix non va in vacanza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Mentana si parla del caso Orlandi Sfida tra Rai e Mediaset: Matrix non va in vacanza Televisione. Oggi nel programma di Enrico Mentana si parla del caso Orlandi --> In controtendenza rispetto a una tv che assomiglia sempre più "alla scuola elementare, per cui si va in vacanza agli inizi di giugno per tornare sui banchi il primo ottobre", Enrico Mentana non chiude i battenti di Matrix.

No tax credit? No festival nazionali ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: sempre più stretti tra duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e le grandi distribuzioni americane, rimangano nella condizione di questuanti della politica". Anche Giovanna Melandri (Pd) è intervenuta sull'emendamento della finanziaria: "Auspico che il Governo non voglia, nei fatti, mortificare il Cinema italiano, un'importante settore per la vita culturale ed economica del Paese.

Piacere, signorino buonasera ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: gli uffici personale di Rai e Mediaset mi hanno detto no, quando mi sono proposto. Mi hanno spiegato che quel ruolo è riservato alle donne". Ma come mai ci teneva tanto, a fare l'annunciatore? "L'avevo fatto per un anno e mezzo sul canale satellitare EcoTv: poi, causa tagli al personale, la mia collaborazione si è interrotta".

Nuove intercettazioni Berlusconi-Sacca' ( da "Voce d'Italia, La" del 26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Politica Il direttore delle fiction Rai ascoltava le raccomandazioni Nuove intercettazioni Berlusconi-Sacca' Pressioni anche su Willer Bordon Napoli, 26 giu. - Nuove intercettazioni saranno messe in luce domani dal settimanale l'Espresso sui rapporti tra l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi e il direttore delle fiction Rai Agostino Saccà.

Berlusconie Saccà,nuovetelefonate ( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract:

Truffatoil Comunedi Milano ( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Pubblicate altre telefonate tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, all'epoca alto dirigente Rai: intrighi per reclutare senatori e abbattere il governo Prodi, ma anche raccomandazioni per attrici e showgirl da far lavorare in televisione. bocconetti >> 2 27/06/2008 Genova. "Io c'ero quando si svolsero le gare segnate da irregolarità".

Berlusconi-Saccà,manovre al telefono ( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: questi ultimi si rivolgono a Saccà soltanto per raccomandazioni o sollecitare investimenti su loro progetti di fiction. Il rapporto con l'allora capo dell'opposizione è diverso: Berlusconi, attraverso Saccà, utilizzando anche Giancarlo Innocenzi (già ex sottosegretario alle Comunicazioni del governo di centrodestra del 2001, e, ora membro dell'Autorità garante delle Comunicazioni)

Il Tex Willer che ha cambiato otto partiti in 30 anni ( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: di settimane dopo lo scoppio del caso intercettazioni tra Berlusconi e Saccà su presunte raccomandazioni di attrici per le fiction Rai. La battaglia di Bordon per la difesa di "Incantesimo" dal rischio chiusura era stata collegata ad un contatto tra la moglie, l'attrice Rosa Ferraiolo e la produzione: le era stata proposta una parte in Incantesimo, che l'attrice aveva rifiutato.

Se al telefono si piazzano ragazze e fiction ( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Berlusconi, Saccà le veline offerte in regalo o raccomandate. Il povero Emilio Fede fa finta di scandalizzarsi, difende il suo padrone e insiste: "Sono fatti privati, ah...". Strana idea: il Caimano Raccomandatore (e gli altri) che parla con Saccà, un dirigente della Rai (ente di proprietà statale) per piazzare belle ragazze come letterine,

Il politico che governa Mediaset e Rai, e vuol comprare parlamentari ( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Stai consultando l'edizione del Il "politico" che governa Mediaset e Rai, e vuol comprare parlamentari "Agostino, ti contraccambierò quando sarai imprenditore", così il Cavaliere ringrazia Saccà. Impegnato nel convincere senatori di centrosinistra a passare nel centrodestra, l'"operazione libertaggio" Silvio Berlusconi.

Ecco perché Berlusconi vuole abolire le intercettazioni ( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: edizione del Ecco perché Berlusconi vuole abolire le intercettazioni Attrici da sistemare, senatori da convincere a dare la "spallata" a Prodi e affari tv. Corre lungo il telefono lo speciale rapporto fra Berlusconi , il direttore di Rai Fiction (poi sospeso) Saccà e altri personaggi tra cui un membro dell'Autorità delle Comunicazioni.

Le raccomandazioni di Silvio a Saccà Altre intercettazioni. Il coinvolgimento anche di un membro dell'Authority tlc, Giancarlo Innocenzi ( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: e lo ripaga chiedendo a Piersilvio e a Alessandro Salem, direttore generale Mediaset di "riequilibrare" le produzioni di fiction. Innocenzi si attiva. La raccomandazione è un antico vizio Rai, L'Espresso le mette in ordine: Giuliano Urbani, consigliere Rai, chiama Saccà per sostenere le fiction della casa di produzione di Ida Di Bendetto;

Il 10 luglio la Cassazione decide sulla ricusazione ( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: di Rai Fiction Agostino Saccà. Ma sul processo Mills pende l'istanza di ricusazione avanzata dai legali di Berlusconi nei confronti del presidente della decima sezione del Tribunale di Milano Nicoletta Gandus. Ricusazione a cui il sostituto procuratore del capoluogo lombardo ha già dato parere negativo: spetta ora alla Corte di Cassazione esprimersi (

Nuove intercettazioni, è scontro ( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Coinvolto anche un membro dell'Agcom Nuove intercettazioni, è scontro Rai-Mediaset, ecco le telefonate di Berlusconi su politici e attrici ROMA - L'Espresso rende note nuove intercettazioni fra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, da cui risulta l'intreccio di interessi fra Rai e Mediaset. E la polemica torna a infiammarsi.

De angelis: "nessuna raccomandazione e poi sui cast decidevano tutto loro" ( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Il produttore televisivo Guido De Angelis ("Elisa di Rivombrosa" per Mediaset e "Incantesimo" per la Rai), è anche un cantautore e compositore di successo (con il fratello ha composto molte colonne sonore, tra cui quella di Sandokan), può vantare una buona amicizia con Silvio Berlusconi, complice anche la comune passione per la musica.

Berlusconi intercettato, è bufera pdl: "in azione il partito della crisi" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Rai, Mediaset e il Senato L'inchiesta Pubblicate sull'Espresso nuove registrazioni. Ghedini annuncia una querela L'Associazione magistrati: diffusione deprecabile GIANLUCA LUZI ROMA - E' altissima la tensione tra il Pdl e la magistratura e fra la maggioranza e l'opposizione alla vigilia del consiglio dei ministri che stamattina darà via libera al Lodo sulla sospensione dei processi

"è un vero ricatto, ci voleva un decreto" ma il cavaliere teme che le toghe non si fermino - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Semmai la vicenda delle telefonate con Saccà ha confermato il Cavaliere nell'idea che, riguardo al provvedimento blocca intercettazioni, occorresse procedere con un decreto d'urgenza e non con un disegno di legge, "perché sarebbe stato l'unico modo per evitare questo stillicidio, questa barbarie, che io avevo ampiamente previsto".

Il luglio del cavaliere - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Nella Rai, impresa concorrente, e nell'Autorità di controllo sulle comunicazioni, dove sistema un famiglio che lo chiama "il Gran Capo" Nelle conversazioni, pubblicate ora da l'Espresso, Berlusconi ? manco fosse ancora a Palazzo Chigi e in Mediaset ?

Se telefonando nel pieno della tempesta su processi e csm, finiscono sui giornali gli atti dell'inchiesta di Napoli ( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: BUGIE E AUDIOTAPE Nuove intercettazioni Rai si abbattono su Berlusconi. Saccà: ci provavano, ma io ero incorruttibile Nuova bufera sulle intercettazioni: stavolta quelle dell'inchiesta su Rai e Mediaset di Napoli, in cui i protagonisti sono Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, al centro di un presunto intrigo fatto di attrici raccomandate e manovre per far cadere il governo Prodi l'

Intercettazioni Nuove rivelazioni dell'Espresso sull'inchiesta di Napoli: Rai, Mediaset, raccomandazioni ( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: oltre alla presunta collusione tra Rai e Mediaset, la parte più rilevante riguarda "il gioco grosso", come lo definisce al telefono Saccà: quello che doveva riportare Berlusconi a Palazzo Chigi, grazie alla spallata contro Romano Prodi di un manipolo di senatori transfughi del centrosinistra, con un uomo chiave finora rimasto nell'ombra,

Tex <Mia moglie esce come un'eroina in questa vicenda. le intercettazioni sono necessarie> ( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Espresso sulle trame Rai-Mediaset. A leggere i verbali, Giancarlo Innocenzi, ex sottosegretario forzista in forza all'Agcom, lo avrebbe tampinato per conto di Berlusconi per portarlo a votare contro il governo Prodi. Un aiuto alla spallata in cambio di un contratto di lavoro per la moglie di Bordon, l'attrice Rosa Ferrariolo.

Reazioni si torna a parlare di riforma delle indagini telefoniche ( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: dimentica le polemiche scoppiate quando avvenne la pubblicazione della ormai famosa telefonata tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Si era quasi alla vigilia di Natale del 2007. Anche allora al centro del caso ci fu l'Espresso . Sui giornali, anche allora, si scriveva di dialogo tra Veltroni e Berlusconi. E ci fu chi interpretò l'uscita di quelle intercettazioni come un segnale.

Conversazione Lo sfogo di Agostino Saccà dopo aver letto l'articolo ( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: sospetto di finto duopolio televisivo che viene fuori dalla lettura delle intercettazioni: "Io ho fatto della Rai un'azienda cazzuta, che a Mediaset ha spaccato il c..o. Da gennaio a oggi nelle prime dieci fiction più viste nove sono nostre e una sola di Mediaset. La stessa cosa nel 2007: ma non su dieci, stavolta la concorrenza compariva una sola volta su venticinque produzioni.

Segue dalla prima il leader dell'italia dei valori: <berlusconi ha una mente luciferina> ( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Che ne pensa delle intercettazioni con Saccà pubblicate dall'Espresso? "Si capisce che Berlusconi vuole il controllo totale dell'informazione e che si comporta da padrone anche con il servizio pubblico". Con Veltroni siete alleati, ma le vostre posizioni sono assai distanti. Basta ascoltarla.

Il settimanale Espresso pubblica oggi nuove ( da "Tempo, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: nuove intercettazioni relative ai rapporti tra il Premier Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà. Risalgono al 2007 e fanno parte delle 9 mila telefonate depositate nell'inchiesta napoletana per corruzione contro il Cavaliere e lo stesso Saccà. L'onorevole Ghedini, legale di Berlusconi, ha annunciato che sarà presentata una denuncia.

Berlusconi-Saccà, diffuse nuove intercettazioni ( da "Messaggero, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract:

ROMA - Ci sono novemila telefonate private. Intercettate con i soldi dell'Erario e tras ( da "Messaggero, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Saccà replica che il nuovo materiale arrivato da Napoli di cui parla il Dg della Rai, "non ha rilevanza penale e disciplinare". Intanto, sulle altre intercettazioni che risalgono al 2005 relative al presunto patto Rai-Mediaset, indaga la Corte dei Conti, come conferma Cappon che ne ha parlato anche durante il consiglio di amministrazione di due giorni fa.

Ministro, la legislatura èiniziata da poco, cosa si augura ( da "Tempo, Il" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Le assicuro che esistono sacche di disperazione enormi. Famiglie di quattro-cinque persone che vivono in 35 metri quadri e questo accade in un comune, come quello di Orbetello, che viene solitamente considerato ricco. è un problema serio che va affrontato subito. Ho già ricevuto la disponibilità di diversi privati".

Berlusconi, Saccà e la Rai Le nuove intercettazioni ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: ex dirigente Mediaset. I due (soprannominati Inox e Tex Willer) si muovono per trovare un lavoro alla moglie di Bordon ma il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce frena per questione di costi. Così nelle telefonate successive si sentono gli insulti a Del Noce e anche una certa apprensione di Saccà: perché "quello potrebbe capire che c'

<Raccomandato da Letta, fantastico> ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: sì ma di striscio quest'anno a una festa natalizia di Mediaset, Buon Natale e via" e che non gli ha mai chiesto niente. E se fosse stata, metti caso, mamma Simona? "Boh, tutto può essere, che ne so di quello che succede a casa sua". Arrabbiato? "Mah, da una parte la capirei. Dall'altra... Che poi che fai, ti ci incavoli?

<Silvio, che bello il tuo disco> <La Manna e la Troise vanno aiutate> ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: presidente, quando io parlo di lei, dico: ma a Berlusconi non gliene frega, l'importante è che i gatti pigliano i topi...". Poi Berlusconi e Saccà parlano dell'attrice Antonella Troise. "La Troise diventa pericolosa" . Silvio Berlusconi (B.) e Agostino Saccà (S.) parlano dell'attrice Antonella Troise.

Anticipazioni ( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: INTERCETTAZIONI | PAGINA 5 Berlusconi-Saccà, nell'intrigo della spallata un membro dell'Autority SCHEDATURE ROM | PAGINA 4 Il Garante della privacy: rischio discriminazioni Maroni: andiamo avanti SALVA-PREMIER | PAGINA 5 Il primo no del Csm Pdl, attacco a Mancino.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2 categoria: ALTRI OGGETTI \\ Saccà: "Fabiani? Uscito dalla Rai ha venduto l'Alfa Romeo". E Berlusconi: "Comunque mi sembra uno capace".

# ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Il 27 giugno 2007 Saccà incontra Berlusconi e sponsorizza la nomina di Minoli a direttore generale al posto di Cappon. Poi chiama Minoli e gli riferisce tutto. Il 24 luglio Saccà torna sull'argomento con Minoli e gli spiega che ne ha riparlato con Berlusconi. Minoli dice che bisogna forzare su Urbani e Saccà conferma che Urbani ha un margine molto forte sul presidente.

L'indagine ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2 categoria: BREVI L'indagine La procura di Napoli La procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per Agostino Saccà: avrebbe favorito alcune attrici segnalate da Berlusconi in cambio della promessa di un sostegno alle sue attività private.

<Pericolosa> ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 5 categoria: BREVI "Pericolosa" Nella foto grande Antonella Troise. Nelle intercettazioni tra Berlusconi e Saccà pubblicate dall'Espresso, il Cavaliere dice di lei: "Si è messa in testa che io la odio. Sta diventando pericolosa".

La <pazza pericolosa>, la frustrata e i ruoli di serie B ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: si apprende dalle telefonate segrete tra il Cavaliere e Saccà) che qualcuno (il premier) la odi e le voglia bloccare l'ascesa artistica. Inducendola forse a qualche chiacchiera di troppo (Berlusconi a Saccà: "è andata a dire delle cose pazzesche in giro"). Intanto ha girato con Ricky Tognazzi la fiction "I segreti dell'isola di Korè" (11 luglio prima al cinema Adriano),

Il Pdl insorge: vogliono sovvertire il voto ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: telefonate con Saccà. Insomma "la gente capirà che allora non è Berlusconi a lottare contro dei mulini a vento e capirà anche che chi tocca certi fili muore... Subisce prima avvertimenti e poi processi. Ma poi a governare è il governo, non i magistrati". Parole insomma durissime, confidate ai suoi assieme a un duro sfogo anche contro il Financial Times che è tornato ad attaccarlo,

Il premier: vergogna Questo è un regime ma io non mollerò ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: La diffusione dei colloqui tra Berlusconi e il dirigente della Rai Saccà - che fanno parte dell'inchiesta aperta dalla procura di Napoli - ha alimentato ieri lo scontro sulla giustizia, ostruendo le ultime vie di mediazione, allargando il fossato tra maggioranza e opposizione.

Lo sfogo di Saccà: è una farsa Sulle attrici ho detto no a tutti ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Veniamo alle intercettazioni, Saccà. Perché per Berlusconi la signorina Antonella Troise era diventata "pericolosa"? "Veramente non saprei... Però so che la Troise non ha lavorato in Rai. Questo è il punto, questo è il punto! Ho sempre applicato regole rigorosissime. Un provino non va bene?

Il Cavaliere, il commisario e la hot line di Saccà ( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Il dg Rai conferma poi che la Corte dei conti ha chiesto alla Rai una documentazione su un altro caso, quello delle telefonate sui palinsesti tra dirigenti Rai e Mediaset che ha portato all'uscita dall'azienda di Deborah Bergamini, attuale deputata del Pdl.

La torta Rai-Mediaset ( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: COMMENTO La torta Rai-Mediaset Norma Rangeri O si tratta di una sceneggiatura scritta da una penna sopraffina, o siamo di fronte a una nauseante pagina di spazzatura politica. Le carte della procura di Napoli sugli affari Rai-Mediaset, confermano che un membro dell'Autorità di garanzia per le comunicazioni, organo di controllo della tv italiana,

Tripoli oh cara ( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: sacchi di yuta per gli annegati. Tutte bufale. Nonostante il delicato momento, Berlusconi corre a Tripoli perché c'è la quotidiana fuga di migranti disperati dalla costa libica. Il nome del porto di Zuwarah è quello più tragico. La Libia, pur disponibile a gestire "centri d'accoglienza", ricorda che ha tremila chilometri di confine con l'

Il maneggione romano ( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Abbiamo eliminato per esempio il personaggio del maneggione romano che promette di scritturare le ragazze", disse il regista. Che a pensarci bene è un po' come fare un film di fantascienza senza marziani, un western senza indiani, o una fiction senza le telefonate tra Berlusconi e Saccà. Poi dice la crisi del cinema italiano.

Il tramonto del Festivalbar: a rischio anche la serata finale ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: trasmesso dalla Rai dal 1968 al 1982, poi passato a Mediaset, il Festivalbar ha fatto ballare tantissime piazze italiane, colonna sonora dell'estate di diverse generazioni con i suoi tormentoni: da "Credi a me" con cui Bobby Solo vinse la prima edizione a "Parlami d'amore" dei Negramaro l'anno scorso.

Anni d'oro da Bosé ai Righeira. Linus: piazze da sogno ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: è un peccato che Mediaset non sappia o non voglia tenerlo in vita. Anche se è nato in Rai, il Festivalbar è un marchio storico di Italia 1". Linus, la voce glam di Radio Deejay, sa di cosa parla. La colonna sonora degli anni '80 l'hanno cantata Bosé e i Righeira, Ivana Spagna e Donatella Rettore, Vasco Rossi e Gianna Nannini.

Intercettazioni: la vita infernale di Saccà ( da "Liberazione" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Che Berlusconi aveva ancora "qualche" interesse a gestire Mediaset? Interessante. Che c'era un losco traffico di attricette desiderose di diventare dive? Facile da supporre. La faccenda veramente drammatica è che il telefono di Saccà trillava in ogni momento e non sapeva mai chi poteva esserci alla cornetta.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: scorso aveva fatto scandalo per i contenuti delle conversazioni fra il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi. Il punto di partenza resta lo stesso, l'ipotesi di corruzione per tutti e due. Polemiche. Esteri Il nucleare nordcoreano Il regime della Corea del Nord ha ceduto e consegna ai cinesi i dettagli del suo programma nucleare.

Mentana: Matrix non va in vacanza, la politica si racconta sotto il solleone ( da "Tempo, Il" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: intervenuto in un programma Mediaset". Il politico più simpatico al suo pubblico? "Piace molto Giulio Tremonti, è venuto a trovarci varie volte sempre con risultati di grandi ascolti. La sorpresa però, è stata la presenza del ministro della Funzione Pubblica e dell'Innovazione Renato Brunetta: il suo recente intervento a "Matrix" ha ottenuto un successo superiore a qualsiasi aspettativa"

Berlusconi è sempre nel mirino Ecco altre intercettazioni-gossip ( da "Giornale.it, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: aver chiesto a Berlusconi di potergli far avere (a De Angelis) contratti fiction per 30 milioni di euro: ma con Mediaset, non con la Rai. Le carte spiegano che Berlusconi avrebbe amichevolmente incontrato De Angelis sino a portarlo a pranzo col vicepresidente di Mediaset, suo figlio Pier Silvio, e col direttore generale Alessandro Salem: così da favorirlo.

"un ruolo alla troise, sennò fa pazzie" il pressing di berlusconi su saccà ( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Ti dico che Alessandro Salem (dirigente di Mediaset-ndr) sa già tutto quanto. In più tieni presente che non è niente di così esagerato. Perché c'ha già "Elisa" che da sola ne vale 16. Si tratta di mettere insieme un paio di altre robe. "Tu sai che lui è un amico, è una persona per bene".

"perché google ci fa diventare un po' più stupidi" - qual è la vostra inflazione personale? ( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: R2 Reportage Internet Repubblica Tv Il video A Lampedusa la porta della solidarietà Torna Baccini e fa il partigiano in un film Lostmania i naufraghi di successo "Perché Google ci fa diventare un po' più stupidi" Le telefonate Berlusconi-Saccà lo speciale QUAL è LA VOSTRA INFLAZIONE PERSONALE?.

Approvato il 'Lodo Schifani bis' Sospesi i processi per le alte cariche ( da "Quotidiano.net" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Berlusconi-Saccà:"Agostino, fai lavorare queste ragazze. Dopo saprò come contraccambiare"ASCOLTA L'AUDIO DA L'ESPRESSOGiusto pubblicare le intercettazioni? - Giusto eliminare le intercettazioni? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra:

Raccomandazioni in Rai: riesplode la polemica ( da "Voce d'Italia, La" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: pubblica nuove intercettazioni Berlusconi-Sacca' Raccomandazioni in Rai: riesplode la polemica Diversi esponenti politici avrebbero fatto pressione sui vertici Rai per garantire trattamenti di favore ai propri protetti Roma, 27 giu. - Riesplode la polemica sulle intercettazioni telefoniche avvenute nel 2007 tra Silvio Berlusconi e alcuni responsabili dei vertici della Rai.

Pd-Idv, il duello continua. Rai nuovo fronte di scontro ( da "Campanile, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Intanto, sempre sulla Rai, si abbatte l'indagine della Corte dei Conti sui contatti sospetti fra dirigenti Rai e Mediaset (quelle delle intercettazioni del 2005). I magistrati contabili sospettano un danno alle casse della tv di Stato. (27-06-2008).

Giustizia, è l'ora della saggezza ( da "Campanile, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: anche se fonti ministeriali sostengono che probabilmente sarà esaminato fuori sacco. Una su tutte, la dichiarazione del ministro per l'Attuazione del programma, Elio Vito, al termine della conferenza dei capigruppo della Camera: "Il ddl per la sospensione dei processi per le più alte cariche sarà domani (oggi, ndr) all'Odg dei Cdm".

E così ripiombiamo nei miasmi da Sud America ( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Agostino Saccà, le voci insistenti su un rinvio a giudizio del Presidente del Consiglio Berlusconi nell'ambito dello stesso procedimento giudiziario e la ripresa dell'attività poliziesca, anche nel linguaggio, da parte del deputato del centro sinistra Antonio Di Pietro, capo del movimento familiar-familistico chiamato Italia dei Valori (

L'ossessione delle gonne ( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Procura di Napoli sul caso Saccà-Berlusconi. La prima è rilevare che non può essere affatto casuale che queste nuove badilate di cacca giudiziaria tornino a cadere sulla testa di Berlusconi nel bel mezzo del suo furibondo scontro con i magistrati politicizzati. E quindi sottolineare come il Cavaliere non abbia tutti i torti quando denuncia la persecuzione giudiziaria ai suoi anni.

Silvio, i giudici e le intercettazioni Benvenuti nella Repubblica delle Fiction ( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: di una parte della giustizia italiana nei confronti di Berlusconi. Le nuove intercettazioni, ancora su alcune telefonate tra il Cavaliere ed Agostino Saccà, sono lì a testimoniare. Come sono lì a testimoniare che taluni editori, e di conseguenza alcune testate, sono proprio ossessionate dal Cav. Non è un caso che sia l'Espresso a pubblicare le ultime telefonate "incriminate"

Intervista a Miriam Pisani/Iris: nicchia economica su Dtt ( da "Opinione, L'" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: è la prima donna direttore di rete di Mediaset. Unica donna. Difficile lavorare in un universo maschile? A livello di lavoro non ho mai avvertito una significativa differenza nei rapporti. O, per lo meno, non percepisco questa divisione tra manager (uomini) e operative (donne). Certo devi impegnarti, importi e magari devi insistere un po'.

Berlusconi e Saccà, nuove telefonate ( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Pubblicate altre telefonate tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, all'epoca alto dirigente Rai: intrighi per reclutare senatori e abbattere il governo Prodi, ma anche raccomandazioni per attrici e showgirl da far lavorare in televisione. Bocconetti >> 2 27/06/2008.

Intercettazioni, Ghedini: "Faremo denuncia" ( da "Giornale.it, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: relative ad alcune conversazioni tra il premier Silvio Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà. Il settimanale pone l'accento sui rapporti tra Berlusconi e un componente dell'Autorità delle Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, e alcune presunte pressioni su "Tex Willer" (soprannome del senatore Willer Bordon),

Intercettazioni Berlusconi-Sacca': 'Quella parte li', per una Troise non andava bene?' ( da "Voce d'Italia, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Politica Intercettazioni Berlusconi-Sacca': "Quella parte li', per una Troise non andava bene?" Telefonata del 30.10.07 ore 17.41 A.: Agostino Saccà; S.: segretaria Saccà; P.: presidente Berlusconi A. : Pronto? S. : Pronto, buonasera dottor Saccà, le passo il presidente Berlusconi A.

Intercettazione Berlusconi-Sacca': 'Sto lavorando per far cadere il governo e conto di riuscirci' ( da "Voce d'Italia, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: 18 da Silvio Berlusconi ad Agostino Saccà A.: Agostino Saccà; S.: segretaria Saccà; P.: presidente Berlusconi A. : Chi è?... Pronto? S. : Direttore Saccà, buonasera, la segreteria del presidente Berlusconi. A. : Ah sì, grazie. S. : Glielo posso passare? A. : Certamente. S. : Grazie.

Berlusconi intercettato, nuova puntata ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Espresso La trascrizione su un settimanale di alcune conversazioni fra Berlusconi e Saccà scatenano la polemica fra maggioranza e opposizione. ROMA Nuova rovente polemica sulle intercettazioni. Il caso è nato in seguito alla pubblicazione, da parte de L'Espresso , di nuove telefonate tra Silvio Berlusconi all'allora capo di Rai Fiction Agostino Saccà.

LA MOGLIE ATTRICE DI BORDON PER LA SPALLATA A PRODI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: ex sottosegretario alle Comunicazioni nel governo Berlusconi, ex dirigente Mediaset, poi membro dell'Autorità delle Comunicazioni. Nell'agosto del 2007, Innocenzi lavora ai fianchi il senatore del centrosinistra Willer Bordon (a sua volta intercettato durante un colloquio con Saccà per difendere la fiction di De Angelis "Incantesimo" a rischio chiusura).

TELEFONATE BERLUSCONI-SACCà CONDANNA ANCHE DALL'ANM ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: I NODI DELLA POLITICA Telefonate Berlusconi-Saccà condanna anche dall'Anm Gli stralci rivelano le pressioni del Cav per un'attrice napoletana Un componente dell'Authority tlc coinvolto per far cadere il Prof ALMERICO DI MEGLIO Ancora intercettazioni - agli atti di un'inchiesta della Procura di Napoli - pubblicate dai giornali.

Giustizia, guerra a colpi di telefono ( da "Stampa, La" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Espresso di altre telefonate di politici tra cui Silvio Berlusconi e l'allora capo di Rai Fiction Agostino Saccà, molte delle quali di raccomandazione. Durissime le reazioni dei deputati della maggioranza, che fanno quadrato: "È la conferma che Berlusconi ha avuto ragione con le sue denunce", commenta a caldo Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.

Dialoghi Berlusconi-Saccà,la "stretta" sarà legge in settembre ( da "Secolo XIX, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, gli esponenti del centrodestra sono i primi a ribadire che, anche con il disegno di legge in vigore, i verbali sarebbero stati pubblicati. Il provvedimento arriverà all'esame del Parlamento a settembre, con la ripresa dei lavori, perché ora per governo e Pdl le priorità sono altre: decreto sicurezza e "lodo Schifani bis"

Sul teleschermo einstein incontra terminator e i cesaroni - silvia fumarola ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Grazie alla collaborazione con Rai, Mediaset, Sky e le major internazionali, che nonostante lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood ci hanno aiutato a organizzare, abbiamo costruito un ricco programma". Un festival, come lo definisce il direttore, "nazionalpopolare", per tutti i gusti.

Nani, telefoni e ballerine ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: In pratica: visto che le hanno messe on line le telefonate di Saccà con Berlusconi, e poi con i produttori, con le attrici e con i consiglieri di amministrazione, tanto vale sentirle, come un tempo si leggeva un romanzo di Arbasino e si sfogliava una rivista di gossip. Con un certo imbarazzo, va detto.segue a pagina 4.

Veltroni: i problemi del Paese messi in un angolo Ma il premier tira dritto: La gente è con me, se pensano di fermarmi sbagliano ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Berlusconi se fosse condannato non sarebbe giuridicamente costretto a dimettersi", spiega garbatamente Alfano. Il ministro conferma però l'intenzione di dare una stretta sulle intercettazioni. Il secondo round del Silvio-Saccà, uscito ieri su L'Espresso, ha fatto crescere la rabbia di Berlusconi, intenzionato a girare ancora di piu'

Il potere al telefono per l'ultima divetta Il circo Barnum della gnocca ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: La Moratti, Berlusconi, Minoli che ci prova a fare il direttore generale della Rai, Urbani con la sua Di Benedetto. Chiacchiere, chiacchiere, un po' di gnocca, la solita gnocca, di un paese così. Dove Saccà dirige il traffico. E tutti vorrebbero stare in quel posto là.

Ora nessuno lo può giudicare Varato il Lodo Alfano sull'immunità alle alte cariche dello Stato. Berlusconi protetto a vita ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: di Rai Fiction Agostino Saccà per arrivare alla caduta del governo Prodi. Ecco perché tanta fretta in questo sprint di giugno. Ecco il perché dell'innalzamento dei toni e dell'escalation di accuse contro la magistratura per rinsaldare le fila del proprio elettorato e far accettare le nuove leggi ad personam contro "il golpe giudiziario" delle procure.

Non si smonta così la credibilità ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: ha avuto parti in fiction prodotte nel 2007 e nel 2008 dalla Rai e da Mediaset. A questo punto anch'io sarò costretto a querelare, anche se preferirei di gran lunga, se non altro per i tempi infiniti di un procedimento giudiziario, una sorta di gran giurì che stabilisse, di fronte a fatti così facilmente acquisibili, chi ha ragione e chi ha torto.

Che bella festa se si mettono insieme fiction e cinema ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: e una per Mediaset (Anna e i cinque di Monica Vullo). Al Multisala Adriano, invece, si terranno le anteprime internazionali: tra le altre, The Tudors di Jeremy Podesna e Medium di Aaron Lipstadt e David Acquette. Ci sarà anche una sezione "Lavori in corso", dedicata alle anticipazioni: da Puccini di Giorgio Capitani a Chirurgia d'

Intercettazioni la mortificazione di Fede ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Falso, non sono state intercettate persone non indagate, ma solo i telefoni di Saccà, su ordine della magistratura per un'indagine per corruzione, quindi tutto legittimo. La stampa fa solo il suo mestiere (finché potrà), le pubblica e scoperchia un sottobosco schifoso.

Quelle richieste al cavaliere per entrare in paradiso - (segue dalla prima pagina) natalia aspesi ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: non solo in quelle Mediaset di cui Berlusconi è direttamente padrone, ma anche in quelle della cosiddetta concorrenza, attraverso i premurosi servigi del povero Agostino Saccà, allora direttore di Rai Fiction. Ognuna di queste questuanti, come tante altre raccomandate da centinaia di altri potenti, non avevano, non hanno,

"chi si scandalizza mi fa ridere l'italia è corrotta, lo sanno tutti" - silvia fumarola ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Hanno tirato in ballo Berlusconi e Saccà, ma parliamo di tutti. Berlusconi è quello demonizzato - non sono dalla parte di qualcuno, si figuri, non sono neanche di centrodestra - però cose come queste sono sempre successe, è un paese corrotto. Nel '94 recitavo nell'"Agamennone" di De Simone a Siracusa, avevo un film a Cannes.

Rete4, la ue chiede chiarimenti - alberto d'argenio ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: misure per evitare che il duopolio Rai-Mediaset si trascini nella tv digitale (destinata a sostituire quella analogica dal 2012), i provvedimenti per mettere fine allo stato di illegalità della legge Gasparri e, soprattutto, sul futuro di Rete4, emittente che secondo una recente sentenza della Corte di giustizia Ue dovrebbe andare sul satellite per lasciare le frequenze ad Europa7.

E saccà spiegò i conti rai a berlusconi ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: Se si vende una rete della Rai, Rai 1 o Rai 2, è chiaro che esplode il sistema. Mediaset non resta così com'è. Cambia tutto. Entrano in campo altri competitor. Certamente il cambiamento ci sarà, è inevitabile. Ma una cosa è governare i tempi, un'altra è se ti prendono di sorpresa.

La Troise e le altre nella fiction di Tognazzi ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: ruoli nella produzione Mediaset La Troise e le altre nella fiction di Tognazzi ROMA - La polizia, in effetti, è già sul posto. L'ispettore Maria da sola non ce la fa e da Roma è arrivato addirittura il commissario Vasco insieme ai suoi uomini. Tutti al lavoro per svelare I segreti dell'isola di Korè, che a questo punto rischia di passare alla storia come la fiction dei raccomandati.

<Si parlava dell'addio di Cappon Ma poi sono stato io la vittima> ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: In questo quadro i manager Rai fanno miracoli ad affrontare la competizione con Mediaset. E Saccà, che ha vinto sempre contro la fiction della concorrenza, appare un eroe. Ecco perché i dirigenti dell'azienda si sono ribellati per i sette mesi di sospensione di Agostino.

Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta ( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: INTERCETTAZIONI SACCÀ Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta "Una vergogna da fermare a tutti i costi". Silvio Berlusconi non si riferiva al contenuto delle sue telefonate con l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, ma al fatto che quelle telefonate oggetto di un'inchiesta che lo coinvolge siano state pubblicate dal settimanale "

Veltroni: no alle intercettazioni sui giornali ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: troppe leggi cruciali sono già all'esame, e la precedenza, di questo è convinto Berlusconi, deve andare al lodo per le immunità, dunque non se ne riparlerà prima della ripresa autunnale. E però, si commenta ancora la pubblicazione delle intercettazioni tra il premier e Saccà e molti altri personaggi politici e dirigenti Rai.

Curzi <pentito>: abbiamo sbagliato a sospenderlo ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: C'è però Saccà che parla bene di Minoli a Silvio Berlusconi e tenta di farlo nominare direttore generale al posto di Claudio Cappon. "Anch'io penso che Minoli sia bravissimo. Quando venne mandato via Flavio Cattaneo, il mio candidato alla sua successione era proprio lui.

<Aiuta Ida o saranno guai> <I capi? Due mezze calzette> ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: E se si vende una rete della Rai è chiaro che esplode il sistema, cambia il sistema, non è che resta Mediaset così com'è ". U: "Non potrebbe". S: "Cambia tutto, entrano in campo altri competitor. Certo, il cambiamento ci sarà comunque, ma una cosa è governarlo, e un'altra è se ti pigliano di sorpresa".

Il premier ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: BREVI Il premier Silvio Berlusconi chiede ad Agostino Saccà di fare una telefonata all'attrice Antonella Troise (a sinistra): "Quella pazza si è messa in testa che io la odio, che ho bloccato la sua carriera... Fammi questa cortesia perché sta diventando pericolosa".

<Povero Saccà>. E la sinistra diventa solidale ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: è la riprova di un sordido intreccio Rai-Mediaset....". Conclude Giuseppe Giulietti: "Non mi appassiono al destino dell'ultima attrice da piazzare... è ininfluente. Dico che l'aspetto più grave è il sistema chiuso, non concorrenziale della tv italiana in cui dieci persone concludono accordi di cartello.

Declinazioni nazional popolari ( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: la Rai in prima fila fra gli altri con Raccontami - Capitolo II con Massimo Ghini e Lunetta Savino, Bakhita di Giacomo Campiotti, Einstein di Liliana Cavani e la versione televisiva di Soneatula di Salvatore Mereu. Mediaset risponde con l'anteprima di Anna e i cinque dove Sabrina Ferilli è santa e peccatrice;

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: intercettazioni Ancora polemiche sulle intercettazioni del 2007 tra Silvio Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, pubblicate sull'Espresso. Duro il premier: "Una vergogna da fermare". Walter Veltroni: "I magistrati devono essere liberi di compiere intercettazioni telefoniche, purché non finiscano sulla stampa danneggiando la privacy".

Segue dalla prima perché Feltri dice che c'entra <la gnocca> ( da "Riformista, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: letteralmente e precisò che tra le novemila intercettazioni depositate contro Saccà solo cinque riguardavano il premier. In realtà, ci sarebbero anche trascrizioni non rilevanti dal punto di vista penale. E su quelle che si concentrerebbe l'attenzione morbosa di tanti. Insomma, Berlusconi e le donne. Che parafrasa il titolo di un libro bellissimo di Gian Carlo Fusco, Mussolini e le donne .

Telefonate <Saccà costretto a lavorare sotto la pressione delle raccomandazioni> ( da "Riformista, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: che io parli delle intercettazioni tra me e Saccà. Le pare che si possa lavorare così?". Già, le intercettazioni tra Minoli e Saccà. I due parlavano degli assetti dell'azienda e Saccà diceva di aver suggerito a Berlusconi di sostituire il dg della Rai Cappon con Minoli stesso. "Secondo lei due dirigenti di un'azienda possono parlare di che fare dell'azienda e della sua direzione?

RomaFictionFest: ecco il menu Della Casa ( da "Liberazione" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Se Rai e Mediaset monopolizzano le grandi anteprime dell'Auditorium della Conciliazione ( Raccontami 2 di Aristarco e Donna, Einstein di Liliana Cavani e Bakhita di Giacomo Campiotti per la prima, Anna e i cinque di Monica Vullo per la seconda), a Sky sarà riservato un momento per illustrare i suoi prossimi progetti nella fiction.

Matteoli: "Entro il 2011 daremo una casa a chi non può averla" ( da "Tempo, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Le assicuro che esistono sacche di disperazione enormi. Famiglie di quattro-cinque persone che vivono in 35 metri quadri e questo accade in un comune, come quello di Orbetello, che viene solitamente considerato ricco. è un problema serio che va affrontato subito. Ho già ricevuto la disponibilità di diversi privati".

Intercettazioni, è di nuovo bufera ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, gli esponenti del centrodestra sono i primi a ribadire che, anche con il disegno di legge in vigore, i verbali sarebbero stati pubblicati. Il provvedimento arriverà all'esame del Parlamento a settembre, con la ripresa dei lavori, perché ora per governo e Pdl le priorità sono altre: decreto sicurezza e "lodo Schifani bis"

TROISE SUL SET DI UNA FICTION PER MEDIASET ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà - è pressochè irraggiungibile sul set di una fiction Mediaset ("I segreti dell'isola di Korè", per Canale 5, che Ricky Tognazzi sta girando da un paio di settimane in Sicilia. Alcune scene saranno mostrate nella sezione Lavori in corso al Romafictionfest, in programma dal 7 al 12 luglio,

Di Pietro: "Berlusconi fa il magnaccia" ( da "Quotidiano.net" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Berlusconi fa il magnaccia" Il leader dell'Italia dei valori attacca il premier dopo le nuove conversazioni telefoniche con Agostino Saccà: "E' più impegnato a piazzare veline che a fare lo statista" Roma, 28 giugno 2008 - "Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia,

Di Pietro: Berlusoni 'magnaccia' ( da "Voce d'Italia, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Sulle intercettazioni delle telefonate tra Saccà e Berlusconi il leader dell'Italia dei Valori dichiara che l'allora aspirante capo del governo "mi sembra facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina". E su Berlusconi, aggiunge che "sta utilizzando tutto questo tempo per fare le leggi che servono a lui, per non essere processato,

Di Pietro: Berlusoni "magnaccia" ( da "Voce d'Italia, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Sulle intercettazioni delle telefonate tra Saccà e Berlusconi il leader dell'Italia dei Valori dichiara che l'allora aspirante capo del governo "mi sembra facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina". E su Berlusconi, aggiunge che "sta utilizzando tutto questo tempo per fare le leggi che servono a lui, per non essere processato,

STRATEGIA DELLA FRETTA ( da "Stampa, La" del 28-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: per capire che accanto ai due maggiori protagonisti, Saccà e Berlusconi, delle novemila telefonate intercettate, ce ne sono tanti altri, da Rutelli a Bordon, a (di nuovo) Fassino per tramite dei suoi più stretti collaboratori, quanti basta per capire che la fiction-mania, e gli affari ad essa legati, interessavano un quadro politico da larghe intese.


Articoli

Europei, la maledizione dei ct da sacchi a zoff quanti guai - fabrizio bocca roma (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Sport Europei, la maledizione dei ct da Sacchi a Zoff quanti guai FABRIZIO BOCCA ROMA Ma sì, è una maledizione: la maledizione dell'Europeo, il torneo che non solo non riusciamo a vincere quasi mai, ma che è anche la trappola dei nostri ct. Ora tocca a Donadoni, ma in passato è toccato a Trapattoni, Zoff, perfino Sacchi. Storie e tempi diversi, certo, ma l'Europeo ha segnato comunque i destini di quei tecnici. Riusciamo a conquistare il mondo, non il continente cui apparteniamo. E se proprio vogliamo essere spietati con noi stessi, anche sul famoso Europeo 1968 bisogna distinguere. Lo vincemmo, e va bene, ma era una fase finale con 4 squadre. Erano i primordi del campionato attuale. Non esistendo i rigori superammo l'Urss al sorteggio con la monetina. L'arbitro tedesco Tschencher ha svelato da poco che fu usata una lira turca e che il sorteggio avvenne davanti ad Artemio Franchi. In ogni caso la finale con la Jugoslavia dovemmo giocarla due volte, battendola alla ripetizione con Riva e Anastasi. Ci sono nazioni che l'Europeo lo hanno vinto tre volte come la Germania, noi siamo rimasti fermi al '68. Nel '60 non ci eravamo iscritti, non ci siamo qualificati nel '64, '72, '76, '84 e '92. Per il resto un terzo posto nell'80 in casa, un altro nell' '88 e la finale del 2000. In realtà dal '68 è un calvario. Trapattoni, già salvato da Carraro dopo il fallimento ai Mondiali in Giappone e Corea, crollò agli Europei in Portogallo nel 2004 davanti al famoso biscotto tra Svezia e Danimarca. Finì fuori con 5 punti (pareggi con Danimarca e Svezia e una vittoria contro la Bulgaria): uno in più dell'ultima Italia qualificatasi ai quarti con 4 punti. Il Trap si sarebbe tolto una soddisfazione rimanendo in Portogallo e vincendo lo scudetto proprio col Benfica, ma questa è un'altra storia. La volta precedente - Belgio Olanda 2000 - è stata la volta che ci siamo andati più vicini. Arrivammo in finale, ma anche lì il ct Dino Zoff troncò con l'azzurro. Non fu cacciato via, si dimise perché il presidente del consiglio Berlusconi lo aveva definito "indegno" per il solo fatto di non aver fatto marcare Zidane a uomo. L'Europeo in Inghilterra nel '96 non costò subito il posto a Sacchi, ma certo spezzò il feeling con l'Italia. Il ct ne combinò una delle sue, stravolse la squadra dopo aver vinto con la Russia e perse con la Repubblica Ceca, compromettendo la qualificazione. A fine anno, dopo mesi di un rapporto ormai logoro, si dimise e tornò al Milan. Nel '92 in Svezia non eravamo proprio andati. La mancata qualificazione era costata il posto ad Azeglio Vicini, che aveva superato lo scoglio di Italia '90, ma non quello degli Europei. Giocò le ultime partite di qualificazione - fallendola - con l'ombra di Sacchi addosso. Un po' come Donadoni e Lippi oggi: il biennio mondiale porta bene, quello europeo no.

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"basta discriminazioni voglio fare l'annunciatore" - silvia fumarola roma (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Spettacoli Teleschermo "Basta discriminazioni voglio fare l'annunciatore" Il "signorino buonasera" scrive al ministro SILVIA FUMAROLA ROMA Non si sa come si muoverà il neo ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, ma Massimiliano Cordeddu, 32 anni, di San Basilio (Cagliari) non ha l'aria di voler mollare. "Basta con le discriminazioni, voglio diventare annunciatore televisivo. Ho chiesto d'incontrare il ministro, voglio capire come intende risolvere il problema, spero che mi convochi al più presto". Che nel 2008 qualcuno aspiri a diventare "signorino buonasera" di per sé fa un po' sorridere, ma Cordeddu non ride: "Questa cosa non mi fa dormire la notte. Facevo l'annunciatore a Eco tv" racconta "ma purtroppo ha chiuso, sono stato licenziato così ho avuto la brillante idea di chiamare Rai e Mediaset, ma si sono messi a ridere. Ho studiato la Costituzione fino a tutte le leggi sul servizio televisivo, la 223 all'articolo 11 dice che tutte le emittenti pubbliche e private devono promuovere azioni per le pari opportunità". E via con le carte bollate all'Authority, al suo fianco un avvocato, il professor Paolo Dell'Anno "inizialmente perplesso". "Ma poi mi ha dato ragione, ci sono leggi non derogabili". Quello di Max non è certo il caso di Guglielmo il dentone, mitico speaker interpretato da Alberto Sordi che nel film I complessi, vinceva tutti in concorsi ma suscitava perplessità per la dentatura smisurata. Cordeddu, laureato in Scienze politiche a Bologna, otto fratelli, non si considera un Adone ma "gradevole" ("sta alla gente decidere"). "Sono pronto a perfezionarmi, per presentare come le annunciatrici di una volta che avevano classe e stile, anche rinnovando il ruolo. In Germania ci sono gli annunciatori, perché in Italia no?". In Germania il capo del Governo è Angela Merkel, in Italia no, verrebbe da dire. Rosanna Vaudetti, storica annunciatrice Rai (poi conduttrice e ora attrice nella soap Incantesimo) sorride: "Non è vero che gli uomini sono discriminati: ci sono stati gli annunciatori su RaiTre ma non hanno avuto molto successo. Il mestiere non ha più senso, la gente ha il telecomando sceglie quello che vuole. Prima la presentazione era un rito, non c'erano tanti canali, noi "eravamo" l'azienda... Forse questo ragazzo potrebbe provare con Sky... E poi gli direi di battersi per cose per cui vale la pena". Oggi la Vaudetti fa l'attrice: "Mi diverto come una pazza, da ragazzina recitavo in una compagnia amatoriale. Sono una persona curiosa, sapevo che non mi sarei fermata agli annunci".

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Modifiche al blocca-processi per discutere di immunità (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 25-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del IL RETROSCENACome superare lo stallo: alla Camera si studiano cambiamenti al decreto per ridare al Csm la gestione dello stop ai procedimenti Modifiche al "blocca-processi" per discutere di immunità Massimo Solani L'impressione è che le tessere del mosaico stiano lentamente trovando il proprio posto, e che "la tela di ragno" predisposta dal presidente del Consiglio Berlusconi si stia lentamente dipanando per metterlo al riparo sia dal processo milanese per corruzione giudiziaria che in quello, probabile, napoletano per le telefonate intercorse con il dirigente Rai Agostino Saccà. Dopo il muro contro muro delle scorse settimane, infatti, l'aria ha iniziato a calmarsi e sono ricominciati gli "abboccamenti" nel tentativo di trovare una via d'uscita dall'empasse in cui politica e magistratura erano state trascinate dal gioco a rilancio e dalle accuse di Berlusconi. Ma c'è ancora un sasso che impedisce agli ingranaggi di sincronizzarsi: i due emendamenti blocca processi approvati al Senato su proposta di Vizzini e Berselli, infatti, sono lo scoglio su cui si può ancora infrangere un dialogo interrotto ma non chiuso definitivamente. E non è un caso che nei giorni scorsi sia stato Pierferdinando Casini ad avanzare la proposta di "stralciare" dal testo del decreto (approvato ieri al Senato) le nuove norme sullo stop ai processi per i reati commessi prima del 30 giugno 2002 e puniti con una pena inferiore ai dieci anni. Una proposta che, dopo le freddezze iniziali, ha via via riscosso più successo. Fino a diventare la via più gettonata per sbloccare uno stallo pericoloso per tutti. Per l'opposizione, che teme ancora che Berlusconi voglia forzare la mano al grido di "tutto o niente", e per Berlusconi stesso che vede invece avvicinarsi pericolosamente la prima settimana di luglio quando il processo Mills ripartirà per lo sprint finale verso la sentenza. "Quando il provvedimento arriverà alla Camera - spiegava ieri in una intervista al Sole 24 Ore il ministro della Giustizia Angelino Alfano - ascolteremo con attenzione tutte le considerazioni che facciano riferimento a vicende organizzative e funzionali degli uffici". Parole che in Transatlantico sono suonate come la definitiva conferma alla bontà della strada che si sta battendo in queste ore. Ossia quella di modificare di nuovo il testo della legge di conversione (obbligando quindi ad un secondo passaggio a Palazzo Madama) eliminando i paletti imposti da Vizzini e Berselli e affidando al Csm il compito di definire le priorità per i processi più urgenti e le fattispecie dei procedimenti per i quali è invece possibile uno slittamento. Una novità che permetterebbe di "dribblare" le critiche al decreto sicurezza che saranno contenute nel parere che probabilmente domani la sesta commissione del Csm approverà, per poi portarlo al Plenum la prossima settimana, insistendo sull'incostituzionalità delle nuove norme e sull'invasione di campo ad opera del Parlamento. E in questo modo sarebbero eliminate anche le ultime pregiudiziali che impediscono il confronto su quel Lodo Schifani che appare a molti ormai una strada inevitabile. E non è un caso se ieri il deputato del Pd di area rutelliana Pierluigi Mantini ha depositato un ddl che prevede la votazione a maggioranza assoluta della sospensione dell'azione penale per il tempo della legislatura per un parlamentare rinviato a giudizio (fatta salva la prescrizione). Una norma che prevederebbe poi l'incandidabilità dello stesso deputato fino alla chiusura del procedimento. "Una iniziativa di carattere personale o correntizio", si è affrettata a commentare non senza polemica la vicecapogruppo del Pd alla Camera Marina Sereni. E che risolta la questione delle norme blocca processi si possa tornare a discutere in un clima decisamente meno incandescente lo farebbero pensare anche le parole del segretario generale dell'Associazione Nazionale Magistrati Giuseppe Cascini, che in una intervista concessa ieri a Repubblica, a proposito di un nuovo Lodo Schifani ha commentato: "la scelta dell'immunità temporanea o permanente di chi ha alte responsabilità istituzionali spetta all'autonomia della politica che valuterà le forme e i modi di un eventuale provvedimento tenendo conto delle indicazioni della Corte Costituzionale". Che non significa affatto "avete il nostro consenso, fatelo", ma non somiglia nemmeno alle dure prese di posizione delle scorse settimane sugli altri temi scottanti.

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Financial Gaffes (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 25-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Financial Gaffes Marco Travaglio Alla vigilia del voto il Financial Times paventava "il ritorno del magnate esibizionista e pacchiano, considerato un buffone menagramo nel resto d'Europa". Parlava di Berlusconi. Ma nessuno lo seppe, perché quando i giornali stranieri parlano male di lui, nessun tg li riprende. Sono prevenuti, comunisti, sciovinisti, anti-italiani, non riescono a capire che cosa si perde il resto del mondo che non può permettersi capi del governo come il nostro. Ora il Financial Times ha scritto a favore dell'immunità al premier e all'improvviso quell'unico articolo dopo anni di durissime critiche censurate viene citato dai tg di regime. Purtroppo quell'articolo - tantoque dormitat Homerus ­ è disinformato. Non perché dia ragione ad Al Tappone. Ma perché l'editorialista Christopher Caldwell scrive varie sciocchezze, che si spera vorrà correggere. 1) "L'emendamento sospende i processi iniziati prima della metà del 2002, eccetto quelli per i reati più gravi. Ciò servirà a focalizzare le limitate risorse dello Stato su di una serie di reati violenti che hanno allarmato il pubblico". Tra le decine di migliaia di processi sospesi per bloccare il processo Mills, vi sono proprio quelli per i reati gravi e violenti che allarmano la gente: sequestro di persona, estorsione, rapina, furto, ricettazione, associazione a delinquere, stupro, violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione, usura, violenza privata, materiale pedo-pornografico, detenzione abusiva d'armi, immigrazione clandestina, omicidio colposo per colpa medica o stradale, maltrattamenti in famiglia, incendio (anche boschivo), molestie, traffico di rifiuti; poi quelli finanziari e contro la PA: bancarotta fraudolenta, corruzione (anche giudiziaria), frode fiscale, peculato, truffa comunitaria. Poco scrupolosamente, Caldwell s'è fidato della propaganda berlusconiana senza verificare quel che scriveva. 2) "Le accuse a Berlusconi scaturiscono da una disinteressata richiesta di giustizia o da un desiderio, da parte di una certa parte dell'élite italiana, di rovesciare una scelta popolare non gradita? Domande che quasi mai ricevono una risposta che soddisfi il pubblico". Quella risposta c'è: la lettera di Mills al suo commercialista in cui confessa di aver ricevuto 600 mila dollari da Mr.B per "tenerlo fuori da un mare di guai" in due processi con testimonianze reticenti. Anche Mills fa parte di "una certa parte dell'élite italiana"? 3) "Non è pacifico che (i magistrati) abbiano ragione. Spagna, Francia, Germania e Ue hanno, tutte, una legge che prevede l'immunità. Anche l'Italia ne aveva una per i parlamentari, venne abolita nel 1993. Nel 2003 i sostenitori di Berlusconi approvarono una legge sull'immunità, ma la Consulta la bocciò, sostenendo (ragionevolmente) che violasse il principio di uguaglianza e (irragionevolmente) il diritto dei cittadini a confrontarsi con chi li accusa... ". Se Caldwell avesse letto la Costituzione italiana saprebbe che l'art. 24 recita: "Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi... ". Col lodo Schifani, se un'alta carica passa a un'altra, gode di un'immunità a vita, non può rinunciarvi e le vittime dei suoi reati non avranno mai giustizia. Inoltre, non è affatto vero che in Spagna, Francia, Germania e Ue esista l'immunità che si vuole istituire in Italia. In Francia c'è una prassi che copre solo il presidente della Repubblica, non il primo ministro (vedi Chirac). In Spagna i deputati sono perseguibili, anche se il giudice, per il rinvio a giudizio, deve chiedere il nullaosta al Parlamento. Che in 30 anni l'ha negato una sola volta (per un ex giudice eletto che, per errore, aveva diffuso la foto del fratello di un latitante anziché quella del latitante). Quanto ai membri del governo, sono processati anche durante il mandato dalla Corte suprema. Anche in Germania nessuna particolare protezione per premier e ministri. Il Parlamento, per prassi, autorizza preventivamente le indagini a carico dei suoi membri, con una delibera assunta una volta per tutte all'apertura di ogni sessione parlamentare. Comunque nel resto del mondo il problema si pone per i reati commessi nell'esercizio delle funzioni, non fuori (come le presunte tangenti a Mills e Saccà). Mai accaduto che, a fare una legge di immunità, fosse colui che ne aveva bisogno. Si sarebbe parlato di conflitto d'interessi e di uso privato del potere. Vero Mr.Caldwell? Ora d'Aria.

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Un paese per vecchi, anche nel calcio (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

ITALIA Un paese per vecchi, anche nel calcio Il ritorno di Lippi come ct cioé guardare il futuro con le lenti del passato Andrea De Benedetti Sarà che nell'ultimo anno sono tornati Berlusconi, l'incredibile Hulk, la Cinquecento, Indiana Jones e persino il pulcino Calimero, di sicuro non si può dire che il ritorno di Lippi sulla panchina della Nazionale ci abbia meravigliati. Un po' delusi, semmai. Siamo un popolo strabico e ottuso, che quando dovrebbe guardare in direzione del futuro non può evitare di torcere gli occhi verso il passato, che quando si mette a fare la rivoluzione è già lì che rimugina su come organizzare la successiva restaurazione. Si può dire che quello tra Lippi e la Nazionale sia stato un divorzio mai consumato, una di quelle storie finite senza un vero perché come certe relazioni tardo-adolescenziali. Si amavano. Si amano. Perché farsi tanti pipponi? Perché, soprattutto, far soffrire quel povero cristo di Donadoni che non c'entrava niente, che non aveva mai chiesto a nessuno di essere coinvolto in una storia che non lo riguardava, che pur conoscendo il suo futuro, non ha mai cessato di fare con dignità e dedizione il cavalier servente a una donzella che si era già (ri)promessa al precedente amante? Tutte domande che mai si sono affacciate sul davanzale della coscienza di Abete e dei funzionari di via Allegri, troppo impegnati a concepire e a proporgli un contratto tipo quelli delle star hollywoodiane, che prima di sposarsi hanno già messo un prezzo al divorzio. Non eredita, il bel Marcello, una squadra così diversa da quella di Germania 2006, e anzi già si dice che potrebbe provare a convincere Totti e Nesta a cambiare idea e a tornare a vestire in azzurro, come se lui per primo, nel dover progettare la Nazionale del futuro, non riuscisse a immaginare altro che un'idea venuta dal passato, a figurarsi altri modi e altre strade per arrivare allo stesso traguardo. La delusione è anche, e soprattutto, questa. È il pensiero che il calcio italiano non riesca a staccarsi dal cordone ombelicale di una tradizione che nessuno, salvo - in parte - Sacchi, ha mai provato a recidere. È l'idea che anche in questo settore, come in tutti gli altri, le giovani generazioni siano state soffocate nella culla, lasciando tutto quanto in mano ai gerontocrati di sempre, a loro volta incapaci di affidarsi ad altri che a gente anziana. In tutto questo, naturalmente, la colpa è anche un po' nostra. Nostra dei giornalisti, si intende. Che ci indigniamo quando leggiamo l'eta media della nostra squadra ma che poi, dovendo indicare i giocatori che avremmo voluto vedere in Austria e Svizzera al posto di Del Piero e Aquilani - peraltro convocati a furor di popolo - riusciamo a fare solo il nome di Inzaghi Filippo, 35 anni all'anagrafe. Cioè a dire che ormai ragioniamo tutti come Abete, come Matarrese, come Lippi e - diciamolo -come lo stesso Donadoni, il cui errore più grande non è stato quello di non aver chiamato Superpippo, ma semmai quello opposto, ovvero di non essersi fidato abbastanza dei giovani; di aver voluto guardare anche lui al futuro con le lenti del passato; di aver pensato e agito come avrebbe pensato e agito Lippi; di aver fatto giocare Aquilani solo nella partita decisiva, investendolo di responsabilità enormi, e non dalla prima contro l'Olanda, quando avrebbe avuto senso; di aver insomma tradito le speranze di quelli - ed erano tanti - che con l'addio di Lippi magari non si aspettavano necessariamente di rivincere subito qualcosa ma almeno di trovare qualcosa di nuovo a cui appassionarsi. Perché lui, almeno, era giovane. Mentre adesso torneremo ad essere il solito paese per vecchi.

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Mediaset batte la Rai (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Opinione, L'" del 25-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: RAI MEDIASET

Oggi è Mer, 25 Giu 2008 Edizione 129 del 25-06-2008 Senza le partite degli Europei Canale 5, Italia 1 e Rete 4 fanno il boom di ascolti e vincono la serata Mediaset batte la Rai di Guido Del Duca Nel primo giorno di pausa dall'inizio degli Europei, Canale 5 torna a prevalere nel prime time dopo 16 giorni in cui Rai Uno ha inanellato altrettante vittorie grazie ai match della rassegna calcistica continentale. L'ammiraglia Mediaset vince la serata con la prima visione del film "The weather man - L'uomo della previsioni", pellicola del 2005 con Nicolas Cage. "The weather man", una prima visione all'interno del ciclo "Primissima", ha totalizzato 3.660.000 spettatori con il 18,62% di share, ed è stato seguito in prevalenza dal pubblico femminile (20,08% di share) appartenente alle fasce di età 8-14 (26,50%) e 15-24 (30,49%). L'ascolto del film di Canale 5, pur non entusiasmante, è sufficiente per superare il primo appuntamento di questa estate con "Super Quark" di Piero Angela. La puntata, intitolata "Il paese senza figli" e dedicata all'invecchiamento della società italiana, è stata seguita da 2.973.000 spettatori con il 15,29% di share. A seguire i reportage un pubblico maschile di età superiore ai 55 anni, anche se con percentuali sempre inferiori al 20%. Il terzo programma più visto della serata è "Chi l'ha visto?", dedicato in buona parte alle recenti novità sui sequestri di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori e seguito da 2.753.000 spettatori pari al 13,49% di share. Non sono mancate interviste ai familiari di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, durante le quali la trasmissione ha superato i 3 milioni di spettatori e il 15% di share. A seguire "Chi l'ha visto?" sono state in prevalenza le donne (16,57%) e gli spettatori con più di 65 anni (ben il 22,56% di share). Buon risultato su Rete 4 anche per le repliche della prima serie de "Il giudice Mastrangelo", andata in onda originariamente su Canale 5 nel dicembre del 2005. La fiction con Diego Abatantuono e Amanda Sandrelli ha totalizzato 2.489.000 spettatori con il 12,22% di share, superando di poco "Lucignolo" su Italia 1, che è stato seguito da 2.351.000 spettatori pari al 12,03% di share, con un picco del 22,61% tra i 15 e i 24 anni di età. Non va altrettanto bene a "Scorie", su Rai Due. La trasmissione comica condotta da Nicola Savino, in onda eccezionalmente in prima serata per la sua ultima puntata stagionale, è stata vista da appena 1.297.000 spettatori con il 6,74% di share, e ha ottenuto i riscontri peggiori proprio tra gli spettatori più giovani, ovvero quelli che dovrebbero rappresentare il target di riferimento. In access, le aspiranti showgirl di "Veline" raccolgono 5.210.000 spettatori con il 25,28% di share, surclassando le aspiranti reginette di "Miss Italia nel mondo", ferme a 2.800.000 spettatori e il 13,79% di share.

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Berlusconi: "Giudici politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano: "Basta con questi scontri" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Quotidiano.net" del 25-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Ancora accuse pesanti del premier all'assemblea annuale della Confesercenti: dalla platea partono i fischi. Veltroni commenta: "Un premier non deve fare questi comizi imbarazzanti..."

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"I giudici ideoligizzati - spiega il presidente del Consiglio - sono una metastasi della democrazia". Di fronte alla reazione della platea della Confesercenti, che ha risposto alle affermazioni del premier con diversi fischi, Berlusconi conclude il suo intervento dicendo: "Mi avete invitato voi...". Cercando di spiegare oltre il motivo dei suoi attacchi alla magistratura politicizzata Berlusconi ha detto: "Vi do un dato: dal 1994 al 2006 ci sono stati più di 789 tra pm e magistrati che si sono interessati del 'pericolo Berlusconì, per sovvertire la democrazia, non ci sono riusciti e non ci riusciranno. I cittadini hanno il diritto di vedere governare chi hanno deciso, tramite libere elezioni, di scegliere per la guida del Paese". Dalla platea della Confesercenti, però, arrivano reazioni negative alle accuse che il capo del Governo torna a rinnovare. Ai fischi Berlusconi replica: "Mi indigna quando qualcuno si lascia trasportare dall'ala giustizialista della magistratura, ho anche fiducia nella magistratura, ma dopo un calvario simile in me c'è indignazione". Per Berlusconi la democrazia è a rischio, il Paese "in libertà vigilata", ed è categorico nel giudicare "folli le accuse provenienti dai giudici" nei suoi confronti, "giudici ideologizzati, che cercano di sovvertire la democrazia". Il Presidente del Consiglio spiega inoltre di essere sceso in politica per difendere gli interessi degli italiani: "Il mio interesse - rivendica - sarebbe stato quello di godermi i soldi che mi sono meritatamente conquistato", invece di fare i conti con "un ordine dello Stato che pretende di cambiare chi è al governo. Ho avuto 587 visite dalla polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, una spesa che dal 1994 è più di 174 milioni di euro". Dopo aver elencato numeri e date torna a ribadire che non ci sarà più la possibilità che si ripeta il 1994, Berlusconi dice: "Noi andiamo avanti". Immediata la replica del leader dell'opposizione. "Non è un problema di dialogo, ma di rispetto dei ruoli che non c'è stato", spiega il numero uno del Pd, Walter Veltroni. "Non mi è mai capitato - ha detto - di trovarmi di fronte ad un Presidente del Consiglio che fa un comizio ad una categoria di persone che lavorano e aiutano il Paese a crescere. Chi ha quella responsabilità, dovrebbe rispettare le persone che si trova davanti, l'opposizione e il suo ruolo che è quello di Presidente del Consiglio. L'APPELLO DI NAPOLITANO ''Misura ed equilibrio''. Li chiede - per l'ennesima volta - il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al mondo politico e alla magistratura, insieme a un ''clima di ascolto reciproco'', sottolineando che, ''in questo momento di tensione'', ''nessuno'' rinunci a cercare il dialogo. Il capo dello Stato è intervenutto nel corso di un incontro al Quirinale con il Consiglio nazionale forense, prima dell'intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all'Assemblea di Confesercenti. LA RISPOSTA DI VELTRONI "Non è un problema di dialogo, ma di rispetto dei ruoli che non c'è stato". Così il leader del Pd, Walter Veltroni commenta la contestazione della platea di Confesercenti all'intervento del premier Silvio Berlusconi. "Non mi è mai capitato - ha detto - di trovarmi di fronte a un Presidente del Consiglio che fa un comizio a una categoria di persone che lavorano e aiutano il Paese a crescere. Chi ha quella responsabilità, dovrebbe rispettare le persone che si trova davanti, l'opposizione e il suo ruolo che è quello di Presidente del Consiglio. Se avesse detto che - ha proseguito - la pressione fiscale nel Dpef cresce dello 0,2% sarebbe stato più sincero". A chi gli chiedeva dei fischi venuti dalla platea al premier, Veltroni ha risposto: "La platea ha provato un grande imbarazzo e anche io l'ho provato". GUARDA IL VIDEO Il discorso del premierSENATO Ok al decreto sicurezza: c'è anche il blocca-processiSalva-premier, cosa ne pensi? - Immunità alle più alte cariche dello Stato, sì o no? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 25/06/2008 12:55 mauro toselli i veri politicizzati sono quelli che oltre a fare gli industriali fanno anche politica ad alti livelli .I GIUDICI SONO GIUDICI E BASTA E DEVONO GIUDICARE SERENANAMENTE E IN MODO INDIPENDENTE 25/06/2008 12:55 jetset Perfettamente d'accordo, la magistratura è da sempre stata il manganello della sinistra ed ora più che mai, visto che essa è putrefatta politicamente e gli italiani l'hanno condannata a non nuocere più in parlamento. 25/06/2008 13:02 Mafia Rossa Silvio ha ragione, la giustizia non é uguale per tutti, vedasi i casi fassino, d'alema, coop, iri-cirio, bassolino-iervolino-pecoraro ecc ecc nessuno dei magistrati rossi ha mai mosso un dito... che schifo!!!! 25/06/2008 13:16 Gregorio Si proprio cosi, sono cosi sereni Di Pietro / Violante / Gerardo Colombo / La Boccasini / Saverio Borelli... e guarda te, sono cosi sereni che sono tutti a sinistra, loro si che sono democratici e possono giudicare serenamente.... 25/06/2008 13:24 Daniele "sono sempre stato assolto - rivendica Berlusconi ".....si..ma grazie alle leggi che ha fatto durante il suo precedente governo..grazie all'aiuto dei suoi amici...grazie alla corruzione dei giudici o dei testimoni(vedi processo mills)...uno che è stato processato 97 volte deve essere sicuramente un uomo per bene...quest'uomo se non fosse entrato in politica sarebbe in carcere da un bel pezzo...uno che ha problemi con la giustiza come fa a ripristinare il sistema giudiziario italiano? 25/06/2008 13:50 marco ora basta questi giudici ci hanno rotto veramente 25/06/2008 14:11 Laura Ristori Berlusconi stamani alla confesercenti ha parlato in maniera chiarissima, beccandosi anche dei fischi. Ha denunciato la giustizia di parte e la politica giustizialista. Una cosa è certa così com'è questa giustizia non va bene ed anche nel CSM dovranno prima o poi comprenderlo. Le raccomandazioni del capo dello Stato Napolitano? Sono giuste se tutti le definiscono tali. Altrimenti si perderanno nel vuoto 25/06/2008 14:11 secondosalvatore Giusto è vero quello che dice il Signore Mauro Toselli " I GIUDICI SONO GIUDICI E BASTA E DEVONO GIUDICARE SERENANAMENTE ED IN MODO INDIPENDENTE" anche della loro morale politica alla quale nella loro autocoscienza si specchiano. 25/06/2008 14:15 Daniele "Silvio ha ragione, la giustizia non é uguale per tutti, vedasi i casi fassino, d'alema, coop, iri-cirio, bassolino-iervolino-pecoraro ecc ecc nessuno ha mai mosso un dito... che schifo!!!!"....dimentichi il caso di clementina forleo e di de magistris...informati prima di dire queste cose... 25/06/2008 14:41 realjustice Un uomo che è entrato in politica solo per salvarsi e cosi non essere processato non ha la mia stima ne la mia approvazione. La sinistra in ciò è connivente. Ma vi sembra che i problemi dell 'italia sono questi ? Uno di vera destra ...che spero torni al più presto a faccia pulizia 25/06/2008 14:57 vanni Sono vecchio: un sacco d'anni fa si facevano film che denunciavano la corruzione della magistratura, c'era soccorso rosso (avvocati che difendevano i "comunisti perseguitati" dal potere giudiziario schierato con i "padroni" e i "democristiani mafiosi"). Nessuno si stracciava le vesti... oggigiorno, dopo anni di penetrazione gramsciana, a dire qualcosa di critico contro la magistratura si diventa (speriamo solo mediaticamente) dei rèprobi, e l'odore di santità dei magistrati (non tutti però, non la Forleo per esempio) è diventato veramente penetrante. Risulta che ci siano in cantiere film che accennino magari a un certo strabismo della magistratura? 25/06/2008 15:50 maurizio dal colle quando toccano il premier sono comunisti.Solidarietà a tutta la magistratura che prima di tutto credo stia fuori dalla politica, ma la lotta ai giudici si è trovata al primo posto nel programma di questo governo, e questo particolare non è sfuggito a nessuno, questa non è democrazia, fà comodo dirlo e scriverlo al popolo bue, che più bue non si può, nemmeno col candeggio.Dormino sogni d'oro i nostri amministratori, cuba è lontana, molto lontana. 25/06/2008 15:59 future certo... i giudici sono brutti e cattivi perchè se la prendono con chi commette reati... accidenti come discriminano... qualcuno deve avere la sindrome di Calimero... da oggi è deciso che il cancro della democrazia è chi la vuole preservare... insomma è il dottore la causa del cancro... non le metastasi. 25/06/2008 16:18 Mafia Rossa si infatti si vede come i giudici di sinistra preservano la giustizia: criminali che prendono 6 mesi o solo i domiciliari, clandestini liberati il giorno dopo l'arresto per stupri/rapine, processi che durano più di 12 anni, chi si difende dai delinquenti va in galera per essersi difeso... funziona tutto davvero bene, questa magistratura di sinistra é ottima, non ci sono dubbi, e oggi ci sono anche 40 gradi, é sicuramente colpa di berlusconi!! 25/06/2008 16:30 paolo Caro Veltroni, imbarazzante è l'atteggiamento persecutoria di alcuni PM. Quando per evitare la prescrizione si afferma che la stessa decorre non dal momento in cui l'eventuale dazione di denaro è stata effettuata (causa Mills) ma da quando il denaro viene utilizzato (2 anni dopo) siamo al grottesco. Sono presenti 15 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Ora mi auguro che[...] "Papà picchia la mamma, io piango" Arrestato per l'Sos fuori dalla porta16:40:43 - ma stai a casa che e' meglio....otto miliardi di debiti a roma te li farei pagare tutti a te facendo[...] Veltroni: "In autunno tutti in piazza Con la salva-premier finito il dialogo"16:38:33 - Sono daccordo con chloe de lissier,sembra quasi un incessante tiramento di piedi quello su federer! [...] Federer, attento a Soderling Prendere le impronte ai minorenni rom: sei d'accordo?Giusto concedere l'immunità alle più alte cariche dello Stato?Vorresti il ritorno di Totti e Nesta in Nazionale?Credi nell'esistenza degli Ufo?Credi che per una maggiore sicurezza Rimini abbia bisogno di rinforzi estivi?Il Governo ha bloccato i finanziamenti dell'Inail per completare l'ospedale di Cona, cosa è meglio fare ora?Pesaro, vorresti un'altra Notte bianca in città?Sei favorevole che il viareggino Marcello Lippi riprenda la guida della nazionale?Euro 2008, dopo la sconfitta con la Spagna quale ct vorresti?Azzurri fuori dagli Europei: resta Donadoni o l'Italia deve cambiare ct?Negozi aperti 24 ore su 24, sei d'accordo?Premio Strega 2008, tu chi voteresti?Sei d'accordo che Gaia spa interrompa il servizio idrico a chi non paga le bollette?Convegno di Renato Curcio in una sala della provincia di Ascoli, sei d'accordo?Notifiche telematiche per i processi civili, sei d'accordo? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec script>.

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Rai-mediaset la guardia di finanza a viale mazzini - aldo fontanarosa a pagina 11 (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

La Corte dei Conti indaga sul "patto" tra concorrenti Rai-Mediaset la Guardia di Finanza a viale Mazzini ALDO FONTANAROSA A PAGINA 11 SEGUE A PAGINA 11.

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Sms dal Cinema: Bondi vattene (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 26-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stai consultando l'edizione del Sms dal Cinema: "Bondi vattene" di Gabriella Gallozzi I l ministro dei beni culturali Bondi se ne deve andare. A chiederlo a gran voce è il movimento dei Centoautori. Mentre tutte le associazioni industriali del cinema italiano (Anica, Agis e Api) e non i "soliti comunisti" proclamano il boicottaggio totale di tutti i festival nazionali (Venezia, Roma, Torino). E persino Barbareschi, del Pdl, si schiera contro il governo. La rivolta è scoppiata ieri a seguito delle promesse non mantenute dal ministro. Ossia la mancata reintroduzione del tax credit nel maxiemendamento presentato l'altra sera dal governo. Quella importantissima misura di sgravi fiscali abolita da Tremonti in cerca di "fondi" per coprire il buco dell'abolizione dell'Ici e che Bondi aveva giurato e spergiurato avrebbe resuscitato in questa sede parlamentare. "Deve essere chiaro a tutti che il Governo - si legge in un comunicato congiunto delle associazioni industriali - , venendo meno a impegni precisi, ha deciso di infliggere un colpo mortale al cinema italiano nel momento in cui dimostra appieno, anche a livello internazionale, la sua vitalità artistica e industriale. Ulteriori azioni saranno decise al più presto". Anica, Api e Agis si dicono "unite nel manifestare lo sgomento per l'eliminazione delle misure di incentivo fiscale per il cinema decisa dal governo, in incomprensibile contraddizione con la dichiarata volontà di abbandonare le politiche assistenzialistiche del passato per dar vita a un circolo virtuoso di nuovi investimenti, nuova occupazione, nuovi film". Contro quest'"atto devastante", dunque, tutto il cinema italiano è mobilitato. I Centoautori, dal canto loro, chiedono le dimissioni di Bondi: "Il ministro - dice Paolo Virzì, tra gli esponenti di punta del movimento - ha fatto una figura ridicola e se ne deve andare". Il regista di Tutta la vita davanti, ricorda che "quando gli è stato detto che il ministro Tremonti aveva tagliato gli unici due provvedimenti a sostegno del cinema italiano, fatti dal governo precedente e approvati con una grandissima maggioranza, "tax credit" e "tax shelter", ha parlato di svista. Bondi si è impegnato a ripristinarli. Cosa che poi si è rimangiato immediatamente". Quindi, d'accordo con le altre associazioni i Centoautori invitano "registi, produttori, e attori, al boicottaggio di tutti i festival italiani, rifiutandosi di partecipare a giurie, concorsi e premi. Non festeggiamo il cinema, mentre il governo fa di tutto per affondarlo". Secondo i Centautori, infatti, "non c'è nulla di tecnico, nulla di economico in questa decisione. Tutti gli studi, anche a livello internazionale, indicano che queste misure generano un "ritorno di cassa" superiore a quanto lo Stato perde in tasse". I "nostri" film, conclude la nota del movimento "è meglio non farli. Potrebbero, come hanno fatto anche recentemente con riconoscimenti internazionali e successo di pubblico, rappresentare un paese che la televisione ha smesso di raccontare. Meglio, molto meglio che tutti coloro che fanno il cinema, sempre più stretti tra duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e le grandi distribuzioni americane, rimangano nella condizione di questuanti della politica". Alla protesta si associa l'Anac, la storica associazione degli autori che sottolinea anche "il forsennato spoil system che viene attuato in questi giorni nelle istituzioni cinematografiche, nella totale assenza di qualsiasi forma di consultazione con le categorie interessate". Tutto questo rende più "visibile - prosegue l'Anac - la strategia di questo governo: azzeramento di qualsiasi voce libera e imposizione di un rigido controllo su tutte le attività espressive, tipico di incipienti forme di dittatura mediatici". Mobilitazione unitaria, quindi, per "contrastare questa deriva pericolosa non solo per il cinema ma per la vita democratica del paese". Le promesse non mantenute di Bondi "confermano lo scippo di oltre 150 milioni di euro al cinema italiano", sottolinea Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione cultura alla Camera. "Cifra prevista dall'ultima finanziaria licenziata dall'esecutivo Prodi nell'ottobre 2007". Per la senatrice Pd Vittoria Franco "Berlusconi è responsabile di un pesantissimo ritorno indietro. Le promesse di Bondi in Commissione culturale al Senato sul ripristino del tax credit per il cinema erano solo auspici e tali restano. Continueremo la nostra pressione perché venga ripristinato il tax credit quando il decreto fiscale arriverà al Senato". Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 e parlamentare dell'Italia dei valori, si "augura che il governo voglia almeno recepire gli impegni già assunti in ordine alla copertura del tax credit, misura indispensabile per il rilancio dell'intero comparto cinematografico". Così come si augura Giovanna Melandri, ministro della Comunicazione del governo ombra Pd. Mentre Vincenzo Cerami, ministro ombra della cultura, annuncia "l'impegno del Partito democratico in una dura lotta contro chi vuole spegnere la nostra prestigiosa cinematografia". Quella cinematografia che secondo Barbareschi aveva la colpa di "lavare i nostri panni sporchi" sulla scena internazionale ma che ora, si rende conto anche lui, con questa mazzata del governo rischia di veder "vanificata tutta la fatica fatta in questi anni". Motivo per cui, assicura, "cercherà di convincere il ministro Tremonti" a tornare sui suoi passi. CONFLITTI Il ministro Bondi viene a gran voce invitato a dare le dimissioni dal mondo del cinema del quale dovrebbe curare gli interessi. Abolendo la credit tax il governo ha minato l'intero settore che ora annuncia: niente film italiani ai festival.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-26 num: - pag: 3 categoria: A... (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-26 num: - pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI tanto sarà diventato legge il provvedimento sulle intercettazioni. E c'è un motivo se anche su questo tema c'è stata una corsa contro il tempo. Lo lascia intuire Laboccetta quando s'indigna riferendosi al caso Rai-Saccà, quando ricorda che "l'attività di un premier non può dipendere da qualche intercettazione, magari pruriginosa, ma senza alcuna rilevanza penale. è una vergogna, è necessario reagire". Ghedini è il depositario dei segreti del Cavaliere, "quella storia delle intercettazioni è una strana storia", commenta. Strana e insidiosa per Berlusconi, specie dopo che un magistrato napoletano ha denunciato il furto di alcune trascrizioni. "Una denuncia - precisa Ghedini - che è avvenuta dopo un nostro esposto. E il furto sarebbe avvenuto a casa del magistrato. Cosa ci fanno delle intercettazioni a casa di un magistrato?". L'interrogativo del deputato-avvocato rimanda ad altri interrogativi: di che conversazioni si tratta? E c'è qualcuno che ora ne è in possesso? Umberto Bossi avrà le sue ragioni se invita Berlusconi a "tenere un profilo più basso", "ma è comprensibile il motivo per cui il presidente morde il freno", ribatte Ghedini. La posta in palio nel luglio caldo del Cavaliere non incrocia solo i destini della legislatura. Va oltre. Perché è evidente che il premier verrebbe azzoppato da un'eventuale richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura di Napoli, e sarebbe costretto a dimettersi se fosse colpito da una sentenza di condanna nel processo Mills. Ma c'è di più. E Berlusconi l'ha capito: "Con questa manovra giudiziaria mi vogliono marchiare, vogliono impedirmi in futuro di aspirare al Quirinale ". Dinanzi a una sfida di tale portata che non contempla il pari, ogni altra scadenza a palazzo Chigi viene derubricata. Compresa la sentenza che proprio all'inizio di luglio giungerà dalla Consulta sul "caso Petroni", il consigliere Rai dimissionato dal ministro dell'Unione Tommaso Padoa-Schioppa, che venne poi reintegrato nel Cda di viale Mazzini. Per un paradosso politico, se la Corte costituzionale dovesse dar ragione al centrodestra che a suo tempo impugnò il provvedimento, s'incepperebbe il meccanismo del rinnovo ai vertici dell'emittente di Stato. Salterebbe così un tassello importante nel mosaico del potere. In più ci sarebbe il rischio di una messa in mora della legge Gasparri, tanto cara al Cavaliere. Pensando allo scontro istituzionale in atto sulla giustizia, il sottosegretario Alfredo Mantovano si è lasciato sfuggire un sorriso sui problemi Rai: "Tanto in estate trasmettono solo repliche...". Francesco Verderami "Imbarazzante" Così Veltroni riferendosi all'affondo di Berlusconi (di spalle).

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Nella tenaglia Napoli-Milano il luglio bollente del Cavaliere (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-26 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il retroscena "Una manovra giudiziaria per marchiarmi e togliermi la possibilità di arrivare al Colle" Nella tenaglia Napoli-Milano il luglio bollente del Cavaliere SEGUE DALLA PRIMA E non c'è dubbio che il 10 luglio sarà la giornata più torrida del mese, perché in quella data la corte d'Appello di Milano dovrà decidere se accogliere o meno l'istanza di ricusazione presentata dai legali del premier contro il giudice Nicoletta Gandus al processo Mills. Ma il Cavaliere in quegli stessi giorni dovrà difendersi anche su un altro fronte, dato che a Napoli rischia il rinvio a giudizio per il caso Rai-Saccà. "Da Napoli potrebbe arrivargli un brutto regalo", sussurra amareggiato Amedeo Laboccetta, deputato del Pdl che conosce persone e storie del palazzo di giustizia partenopeo. Napoli e Milano. Come una tenaglia. Ecco il motivo per cui il premier ha scatenato l'offensiva contro le toghe "sovversive" e non accetta "transazioni", ecco perchè ieri Niccolò Ghedini era alla Camera da deputato per votare la fiducia al governo di Berlusconi, ma da legale di Berlusconi portava sottobraccio un codice di procedura penale pieno di annotazioni. "Devo portarmi il lavoro appresso", ha spiegato. "Tra il primo e il 18 luglio avrò otto udienze tra Milano e Napoli. Il presidente mi ha chiesto: "Che faccio, ti seguo? Ogni volta però dovrei impegnare un'intera giornata per prepararmi. Bloccherei l'attività di governo". Non ne può più. Continua a ripetere: "Devo andare a Napoli per l'emergenza rifiuti o per difendermi?". Noi cerchiamo di calmarlo, ma come si fa...". Il luglio caldo del Cavaliere si avvicina, e Berlusconi ha capito che doveva giocare d'anticipo per pararsi il fianco. Perciò si è mosso con gli emendamenti bloccaprocessi al decreto sulla sicurezza, perciò ha impresso un'accelerazione allo "scudo" per le cariche istituzionali, "che non è mai stato un decreto - precisa il ministro per i Rapporti con il Parlamento - ma un disegno di legge". Ciò non toglie che il premier voglia accelerarne l'iter in Parlamento, "chiederemo che venga calendarizzato già a luglio ", annuncia infatti Elio Vito. In.

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Buio in sala (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 26-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Mariuccia Ciotta La platea fischia questo governo da hit-parade. A fischiare non sono solo i suoi nemici storici, ma ieri anche gli amici bottegai che hanno sommerso Berlusconi di un sonoro dissenso all'assemblea della Confesercenti, un "buuh" di anticipo alla dichiarazione del Csm sulla legge blocca-processi, incostituzionale. E la rivolta assume un valore altamente simbolico nella clamorosa decisione presa ieri dal cinema italiano. Nessun film sarà inviato alla Mostra di Venezia, al Festival di Torino e alla Festa di Roma (che Alemanno vuole tutta tricolore) in polemica con l'abolizione del tax credit e del tax shelter dalla finanziaria. Le associazioni di categoria annunciano un boicottaggio senza precedenti se le misure di incentivo fiscale a favore dell'industria cinematografica, istituite dal precedente governo, non saranno reintrodotte. I produttori (Anica), compresi gli indipendenti (Api), i distributori e gli esercenti (Agis) hanno manifestato "sgomento" per l'abrogazione "di una legge decisiva per il futuro del nostro cinema", quel cinema che i ministri in carica si erano precipitati a osannare a Cannes, come se i film vincitori fossero materiale immaginario di loro appartenenza. Dopo averli visti, ci avranno ripensato. Gomorra e Il divo massacravano l'Italia dei faccendieri e dei mafiosi, dello strapotere politico e dell'immondizia reale e morale, ed è stato un tragi-comico paradosso quella passerella istituzionale sulla Costa azzurra. Meglio tagliare le gambe a produttori e registi, che di fede berlusconiana ce ne sono pochi, sempre quei due o tre che rispuntano a ogni cambio di stagione, e ora occupano di nuovo i vertici di Cinecittà Holding. La maggioranza avrà pure il tele-popolo dalla sua, ma quello visionario no. La sua cultura è quella dei bulldozer, dei bambini marchiati e delle ronde in divisa, nessuna ispirazione da mettere in pellicola. La mobilitazione contro la cancellazione degli sgravi fiscali è ancor più significativa dal momento che, nel disastro dell'industria cinematografica italiana, i due unici soggetti di riferimento produttivo sono Rai e Mediaset, ovvero campi da gioco del presidente del consiglio. Paralizzati anche loro di fronte allo sciopero delle forze creative che si sono viste sottratti i fondi destinati ai film per coprire il buco provocato dall'abolizione della tassa-specchietto per allodole, l'Ici. Anche il movimento dei Centoautori (composta dai più prestigiosi cineasti italiani, tra cui Bernardo Bertolucci) si è schierato con la protesta e invita autori, attori, registi a disertare giurie, concorsi, premi e chiede le dimissioni del ministro dei beni culturali Bondi. Il boicottaggio della "fabbrica dei sogni" vale anche da antidoto al consenso delle parti basse di un paese che vota egoismo, xenofobia, nazionalismo. Vista allo specchio, l'Italia non si vede più, non ha immagine. La minaccia di privare il grande schermo del suo doppio virtuale e migliore forse rientrerà, forse il tax credit sarà ripescato, ma resta lo shock di questa mancanza, che è già vertigine. Buio in sala.

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Tende che volano e tovaglie, stoviglie, bouquet, tutto immacolatissimo. Vestiti delle ragazz (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Messaggero, Il" del 26-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Di PAOLA PISA Tende che volano e tovaglie, stoviglie, bouquet, tutto immacolatissimo. Vestiti delle ragazze e delle signore, nella stessa tinta abbagliante e lunare. Pallidi i visi, lattiginose le auto. Alle feste poi, si va in bianco: lo dicono i mille eventi e cartoncini che impongono: White al cento per cento. E che non si pensi di trasgredire. Che trend quello del colore del latte e della purezza, quello che unisce tutte le sfumature insieme. Prendiamo la famiglia Gori a Taormina, come si è fatta fotografare la bella Cristina Parodi col marito Giorgio e i pargoli Alessandro, Benedetta e Angelica? In chiaro: che di più non si può, tutti coordinati. Quello era un White charity party, al quale Cristina e Benedetta, le sorelle Parodi, hanno cantato e vinto gorgheggiando. Un sacco di soldi raccolti e un sacco di bianco, per Marco Mazzocchi, Sofia Bruscoli, Claudia Peroni e mille altri tra cui Paolo Brosio, organizzatore della serata che ha raccolto fondi per bambini. Ma la festa più glamour-candida del reame, la più aristo-immacolata è stata quella che ha portato in Sicilia, genere Gattopardo, tutta la society più sofisticata del globo. Hanno invitato per i venticinque anni di matrimonio Lucio Bonaccorsi e la moglie Luisa Beccaria, celebre stilista romantica e un po' anglo. Nel loro castello di Castelluccio, vicino a Noto, hanno chiamato ottocento e più persone. Tre giorni di festa, anche questo è un trend: una sera c'è stato il teatro, un'altra il ballo e il terzo giorno, una colazione in bianco. Tutte le signore erano candide, un abiti corti e lunghi, in caftani e pantaloni. Luisa Beccaria e le figlie Lucilla, Lucrezia e Luna, vestite in organza candida, ma ci sono anche due maschi Ludovico e Luchino (tutti i nomi iniziano per "L") anche loro bianchi come papà Lucio. L'aeroporto di Catania è andato in tilt per gli arrivi di jet privati, c'era il gotha della ricchezza mondiale. I Brachetti Peretti sono atterrati con l'elicottero, i Falcon erano di una solfa. E c'erano i Miller, e c'era lady Abramovich (prima moglie) e c'era l'armatore greco Chandris, e c'era Juan Antonio Samaransh, e c'era Verde Visconti, e c'era Aliai Forte, e ancora Bambi Parodi Delfino e Osanna Visconti, e le giovincelle Barbara Berlusconi e Allegra Versace. I Ligresti, e tanta nobiltà siciliana e mondiale. Gli uomini la sera sfoggiavano la giacca bianca dello smoking, tornata in auge. Ve lo ricordate Humphrey Bogart in Casablanca? Perché bianco? Fatevelo dire da Coco Chanel: "Ad un ballo si guarderanno solo le donne in bianco o nero", diceva e lei sì che ci ha sempre azzeccato. Raccomanda Renato Balestra: "Il bianco è pericoloso, bisogna essere perfetti per sfoggiarlo". Laura Biagiotti non lo teme, lo indossa sempre. E così Carla Fracci. Andiamo più sul popular white? Prendete i fratelli Galliano, Umberto e Massimo di "Capri", come portavano i pantaloni? Immacolati, come tanti uomini hanno ripreso a indossare d'estate e un po' anche d'inverno. Il bianco è il sostituto del nero, quando il sole calienta. Il bianco è lusso, perché mantenerlo tale vuol dire un sacco di spese in tintorie. Popular? Ecco anche Parigi che per una notte, all'inizio di giuigno, fa la sua "fete en blanhe", quest'anno era agli Champs Elysees, tutta la Ville Lumiere color mozzarella. All'Argentario le feste bianche si sprecano. Sul litorale romano se ne prepara una a giorni. Sul cartoncino la scritta: Cento per cento white. Nemmeno un po' di colore per un centinaio di chiamati all'evento. Tintarella perfino quasi al bando, vedi la faccia di Cate Blanchett e impara: una lampadina. Gambe bianche? E chi se ne infischia. Auto bianche? Vanno per la maggiore, sono la mania dopo quelle argento e ora costano altrettanto. Per averle c'è la lista d'attesa e una soprattassa.

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Mentana: Matrix non va in vacanza (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Tempo, Il" del 26-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stampa L'intervista Il programma di approfondimento su Canale 5 non ferma l'informazione Mentana: "Matrix" non va in vacanza la politica si racconta sotto il solleone Marida Caterini Riflettori accesi anche d'estate su politica, attualità, cronaca. "Matrix", il programma di approfondimento condotto da Enrico Mentana su Canale 5, non si ferma per ferie e terrà informati i telespettatori su quanto avverrà in Italia durante i mesi di luglio ed agosto. "Continueremo fino alla ripresa della quarta edizione, agli inizi di settembre, nella solita collocazione trisettimanale", afferma Mentana che intanto sarà in video durante l'estate con 10 nuove puntate di Matrix ognuna in onda il mercoledì. Lei sfata la consuetudine che da giugno a settembre anche sul piccolo schermo si va tutti in ferie. "La tv italiana ha una scansione da scuola elementare: a giugno tutti in vacanza fino a settembre inoltrato. Già lo scorso anno con la prima edizione di Matrix in estate, siamo stati tra i pochi a tenere informati gli italiani. Ma quest'anno non ci saranno repliche in agosto, come nel 2007, tutte le puntate saranno ancorate alla più stretta attualità politica e di cronaca". Anche Bruno Vespa sarà in onda dal 1 luglio al 18 agosto con 8 con puntate speciali di "Porta a porta estate: i grandi amori del secolo". Concorrenza sotto il solleone? "La competizione tra me e Bruno Vespa non esiste. Ognuno fa il proprio lavoro e va per la sua strada. Ciascuno di noi ha il proprio pubblico. Non però lo scorso anno con il prolungamento di Matrix in estate abbiamo indubbiamente aperto una strada. In momenti così caldi per la politica italiana come quelli attuali, sarebbe davvero insensato abbassare i riflettori e rimandare tutto a settembre". In trasmissioni di approfondimento come Matrix i politici giocano un ruolo essenziale. C'è un criterio in base al quale vengono invitati? "La loro presenza è legata a quanto avviene in quel momento Ma ce ne sono alcuni che sono stati ospiti più degli altri. Antonio Di Pietro, ad esempio, ha partecipato ben 25 volte alla trasmissione in tutta la storia di "Matrix". Lo abbiamo fatto interagire con i più differenti personaggi e sempre con ottimi risultati di audience. Il Premier Silvio Berlusconi, invece, ha partecipato solo 5 volte. Ma non c'è protagonista della scena politica che non sia venuto. Siamo riusciti ad avere anche Romano Prodi nonostante avesse affermato che mai sarebbe intervenuto in un programma Mediaset". Il politico più simpatico al suo pubblico? "Piace molto Giulio Tremonti, è venuto a trovarci varie volte sempre con risultati di grandi ascolti. La sorpresa però, è stata la presenza del ministro della Funzione Pubblica e dell'Innovazione Renato Brunetta: il suo recente intervento a "Matrix" ha ottenuto un successo superiore a qualsiasi aspettativa". La puntata più seguita della triennale storia di "Matrix"? "Quella prima delle ultime elezioni con i doppi interventi di Berlusconi e Veltroni. Tra le puntate di cronaca ed attualità da segnalare quella sulla Tissen Krup la fabbrica torinese in cui persero la vita sei operai. Ma non esiste alcun settore nel quale i nostri ascolti non siano di grande prestigio". Qual è stata l'audience media delle puntate estive andate in onda nel 2007? "Tra il 19 ed il 21% è la media dello share. Io sono convinto che in estate il pubblico non diminuisce dinanzi al piccolo schermo, se si trovano di fronte all'offerta televisiva adatta". Quante volte è stato contattato dalla Rai per cambiare casacca? "In dieci anni parecchie volte. Mi era stata offerta anche la direzione del Tg1. ma ho sempre declinato l'invito che adesso sarebbe del tutto improponibile", ha concluo Mentana, mentre in una saletta riservata di un noto locale del centro storico di Roma, all'improvviso è arrivato il Presidente della Rai Claudio Petruccioli che si è affacciato a salutarlo.

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ROMA - Sembrava dovesse filare tutto abbastanza liscio per le tasche e le speranze dell’ (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Messaggero, Il" del 26-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Di LEONARDO JATTARELLI ROMA - Sembrava dovesse filare tutto abbastanza liscio per le tasche e le speranze dell'industria cinematografica italiana, soprattutto dopo i trionfi di Cannes con Gomorra e Il divo, e invece ora è nuovamente rivoluzione, furiosa protesta. Si chiedono addirittura a gran voce le dimissioni del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi. Proprio di quel ministro che qualche giorno fa aveva rasserenato gli animi di produttori, imprenditori, registi di casa nostra sul ripristino del tax credit, cioè del credito di imposta per il cinema a favore della crescita industriale del settore, e quella del tax shelter, cioè la possibilità, per i produttori, di detassare parte degli utili reinvestiti. Ieri, la tempesta. In merito alle decisioni del Governo e al maxiemendamento della Finanziaria del ministro Tremonti, le maggiori associazioni industriali del cinema, Anica, Api, Agis, Anec si sono unite "nel manifestare lo sgomento per l'eliminazione delle misure di incentivo fiscale per il cinema decisa dal Governo, in incomprensibile contraddizione con la dichiarata volontà di abbandonare le politiche assistenzialistiche del passato per dar vita ad un circolo virtuoso di nuovi investimenti...Nonostante le più ampie rassicurazioni del ministro Bondi, viene abrogata una legge, quella del tax credit, decisiva per il futuro del cinema. Ed è incredibile - continua il comunicato - che tale abrogazione passi attraverso il divieto di presentazione di emendamenti di parlamentari della maggioranza stessa". Dunque tutto il cinema, ora, si mobilita. E' di nuovo scontro aperto col Governo: si minaccia il boicottaggio di tutti i festival nazionali attraverso la non presenza di pellicole italiane alla Mostra di Venezia, alla Festa di Roma, al Torino Filmfestival. Sul piede di guerra anche i Centoautori che chiedono le "immediate dimissioni del ministro Bondi il quale ha ceduto alle istanze del Governo. Tax credit e tax shelter avevano messo il nostro cinema - dicono i Centoautori - al passo con gli altri Paesi e lasciavano sperare in un rilancio. Oggi il paradosso è che un governo liberista, che dice di voler aiutare l'imprenditoria del nostro Paese, cancella queste norme lasciando solo quelle che aiutano il cinema Usa e le ristrutturazioni delle sale". Il finale del comunicato è amarissimo: "Meglio, molto meglio che tutti coloro che fanno cinema, sempre più stretti tra duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e grandi distribuzioni americane, rimangano nella condizione di questuanti della politica". Da più parti si levano dure critiche alla cancellazione degli incentivi fiscali: "L'esecutivo mantenga gli impegni presi" sottolinea Giovanna Melandri del Pd alla quale fa eco la senatrice Vittoria Franco: "Il governo Berlusconi è responsabile di un pesantissimo ritorno indietro", mentre Vincenzo Cerami, ministro della cultura del governo ombra parla di "pessima notizia che dimostra la volontà di mortificare la creatività e la vitalità del nostro Paese". Un ammonimento arriva anche da Luca Barbareschi, vicepresidente della Commissione Trasporti e Comunicazioni della Camera: "C'è il rischio - dice - che, con il maxiemendamento della Finanziaria, tutta la fatica fatta in questi anni per ridare ossigeno al cinema italiano venga vanificata. Cercherò di convincere il minsitro Tremonti - afferma ancora Barbareschi - a ripensare questa posizione". Nel pomeriggio, la replica del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi durante l'audizione alla commissione Cultura del Senato: "Sulla questione dell'abolizione del tax credit - dice - voglio nuovamente sottolineare che ho esercitato il massimo impegno possibile per la reintroduzione di questa utile innovazione a favore del cinema italiano. Il mio auspicio è che nel corso dell'iter parlamentare al Senato, questa norma venga reintrodotta".

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Rai-mediaset, indaga la corte dei conti - aldo fontanarosa (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Economia Rai-Mediaset, indaga la Corte dei Conti La Finanza chiede intercettazioni e documenti sui rapporti tra dirigenti dei due network I magistrati sospettano un danno alla tv di Stato. Vigilanza, è fumata nera ALDO FONTANAROSA ROMA - Quasi in cronaca diretta, il direttore generale della Rai Claudio Cappon riporta i suoi consiglieri di amministrazione al più fragoroso scandalo che abbia investito la tv di Stato negli ultimi mesi. Alle 11 di ieri, durante la riunione settimanale del consiglio della Rai, Cappon riceve e subito legge un appunto del suo staff. C'è scritto che la Corte dei Conti - sentinella della corretta gestione dei beni pubblici - indaga sui contatti sospetti tra dirigenti Rai (di nomina polista) e dirigenti di Mediaset. Sono le telefonate pericolose tra Viale Mazzini e Cologno Monzese che la Procura di Milano intercettò nel 2005. La Repubblica ne svelò i contenuti in un'inchiesta di novembre. Ed ora la Corte dei Conti chiede ogni atto possa fare luce sul caso. Titolare del fascicolo è Guido Patti, viceprocuratore generale della Corte. Patti vuole ricostruire i cambiamenti nella programmazione che la Rai decise per la morte di Giovanni Paolo II (informando di molte scelte i dirigenti concorrenti di Mediaset). E vuole anche capire se la televisione pubblica comunicò in ritardo i risultati elettorali delle amministrative soltanto perché sfavorevoli al Polo. Il presunto ritardo spinse tre parlamentari del centrosinistra (Ferrante, Villari e Lion) a denunciare alla Procura di Roma l'ex direttore del Marketing Strategico della Rai, Deborah Bergamini, ora parlamentare del Pdl, e l'allora direttore generale Flavio Cattaneo (benché solo citato nelle telefonate e mai intercettato in prima persona). Quello era il binario penale. La Corte dei Conti si muove invece quando immagina un danno alle casse di un ente pubblico come è la Rai. Anche solo il sospetto di un contraccolpo di immagine può motivare la sua azione. Non risulta, al momento, che dirigenti o ex dirigenti al centro di quelle telefonate abbiano ricevuto contestazioni della Corte. Ma certo un brivido correrà lungo la schiena delle persone toccate dal caso, visto che la Corte può istruire procedimenti severi e chiedere risarcimenti importanti. L'iniziativa della Corte dei Conti cade in un momento di passaggio per la televisione pubblica, il cui consiglio di amministrazione ha ormai concluso il suo mandato alla fine di maggio. Per nominare un nuovo presidente, un nuovo direttore generale e nuovi consiglieri di amministrazione ci sarebbe bisogno di un'intesa politica. Il Pdl e le opposizioni dovrebbero accordarsi intanto sul nome del presidente della commissione di parlamentari che vigila sulla tv di Stato. Ma ieri - per la terza volta consecutiva in una settimana - il centrodestra ha fatto mancare il numero legale in commissione di Vigilanza, mandando a gambe per aria l'elezione del candidato unico alla presidenza. E' l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ora deputato dipietrista. Se il centrodestra diserta l'elezione è per l'ostilità che Forza Italia nutre verso Di Pietro e i suoi uomini. Non solo. All'interno del centrodestra si apre una battaglia proprio sulla nomina dei futuri consiglieri a Rai. Per legge, il Pdl ha diritto a cinque poltrone su 8 complessive. Come dividerle? Nel consiglio appena scaduto, Forza Italia ha due persone mentre An, Lega e Udc ne hanno uno a testa. Nel futuro consiglio, Forza Italia ne chiede addirittura tre. Mentre Alleanza Nazionale e i leghisti dovrebbero accontentarsi di una sola casella (l'Udc intanto è passata all'opposizione in Parlamento). La pretesa forzista allarma la Lega che chiede per sé due poltrone, mentre le altre tre andrebbe suddivise tra Forza Italia ed An che Bossi considera un'unica entità. Sotto accusa, dunque, c'è la voracità dei forzisti che si starebbe manifestando in decine di altre nomine di competenza ministeriale. In questo clima, l'intera pratica Rai slitta alle prossime settimane, forse addirittura a settembre.

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Malumori in an e lega (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Riformista, Il" del 26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

Argomenti: RAI MEDIASET

Malumori in an e lega Salta di nuovo Orlando La Rai rimandata a settembre In politica quando finisce un amore, anzi un dialogo, la prima a soffrirne è la povera Rai. Così è stato anche stavolta. Ieri, infatti, doveva essere la volta buona per eleggere in maniera bipartisan il dipietrista Leoluca Orlando a presidente della Vigilanza Rai. L'accordo tra Pdl e Pd prevedeva poi la conferma di Claudio Petruccioli a Viale Mazzini, Stefano Parisi alla direzione generale e un cda composto da tre consiglieri indicati da Forza Italia di uno in quota Tesoro (Gorla, Melograni e Petroni), uno da An (Paglia), uno dalla Lega (Bianchi Clerici), due dal Pd (Calabrese e Rizzo Nervo), uno infine dall'Udc (De Laurentiis). E invece il banco è saltato: per la seconda volta consecutiva il Pdl ha mandato all'aria la seduta della Vigilanza per eleggere Orlando. Che cosa è successo? Dall'opposizione dicono che il Cavaliere sarebbe stato incerto sino all'ultimo sull'accordo per via del clima di scontro sulla giustizia, optando alla fine per la rottura. Senza contare, infine, che i falchi berlusconiani continuano a ripetere che "il presidente uno come Orlando non lo accetterà mai". In realtà, dietro ci sarebbero anche i soliti litigi furibondi per la spartizione delle poltrone. Sia su un fronte, sia sull'altro. A far mancare il numero legale in Vigilanza sarebbero stati però i mal di pancia di Lega e An. In particolare, il partito di Fini (ma non c'era il Pdl?) non ne potrebbe più dello strapotere azzurro in fatto di nomine. Si racconta che i ministri di An avrebbero protestato con il premier per una serie di rinnovi fatti in gran segreto senza informare nessuno da Tremonti e Scajola. Il malcontento coverebbe da due settimane e così quando il presidente della Camera (che continua ad avere sempre l'ultima parola sulle vicende di An) ha visto tre caselle del cda di Viale Mazzini occupate dai forzisti si è messo di traverso. Risultato: tutto rinviato a settembre con intima soddisfazione, tutto sommato, dello stesso premier, cui non sfugge che una Rai congelata non può altro che favorire la concorrenza di Mediaset. 26/06/2008.

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Via il calcio avanti Miss (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Opinione, L'" del 26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: RAI MEDIASET

Oggi è Gio, 26 Giu 2008 Edizione 130 del 26-06-2008 Il programma su Rai Uno dedicato alle più belle straniere vince la serata, ma va bene anche Canale 5 Via il calcio avanti Miss di Elisa Ferrini Seconda giornata di riposo per gli Europei di calcio 2008 su Rai Uno che, anche senza il seguitissimo evento sportivo, riesce a vincere la serata di martedì 24 con "Miss Italia nel Mondo", seguito da 3.873.000 spettatori, pari al 24,22% di share. A condurre Caterina Balivo (ex concorrente di Miss Italia), con la collaborazione del comico Biagio Izzo, il concorso di bellezza dedicato alle più belle straniere con origini italiane ottiene i maggiori consensi tra le donne (27,55% di share), gli adolescenti tra gli 8 e i 14 anni (27,12% di share) e gli over 65enni, tra i quali arriva a toccare il 41,03% di share. Secondo posto per Canale 5, che propone all'interno del ciclo "Facce da Hollywood" la replica del film "Ocean's Eleven". La pellicola americana diretta da Steven Soderbergh ed interpretata da un poker di celebri attori tra cui Brad Pitt, George Clooney, Matt Damon e Julia Roberts, raccoglie i favori di 3.444.000 spettatori, regalando alla rete il 18,17% di share. A seguire gli undici di Ocean è un pubblico prevalentemente giovane, tra i 4 ed i 44 anni, con un picco tra i 15-24enni che toccano il 32,83%. Buoni risultati anche per un'altra pellicola hollywoodiana, "The Rock", che regala a Rai Tre la terza posizione nella classifica delle emittenti più viste nel prime time. Con il fiato sospeso 2.354.000 spettatori, curiosi di vedere gli esiti dello scontro nella celebre prigione di Alcatraz. Segue a breve distanza Rai Due, che propone il legal drama americano "Close to home", conquistando con i due episodi in prima visione oltre 2 milioni e 200 mila spettatori, appassionati alle vicende del vice procuratore Annabeth Chase, interpretata da Jennifer Finnigan, affiancata in questa seconda stagione da David James Elliot (già protagonista della serie "Jag - Avvocati in divisa"). Anche Rete 4 si affida alla fiction, un genere particolarmente privilegiato nella programmazione estiva delle reti generaliste, proponendo le repliche della prima serie de "Il giudice Mastrangelo", interpretata da Diego Abatantuono e Amanda Sandrelli. Con l'episodio dal titolo "Sotto il ponte", l'emittente Mediaset riesce a portare a casa il 10,65% di share, con un seguito di 2.141.000 telespettatori, prevalentemente donne (11,75% di share). Ultimo appuntamento per "Mai dire martedì", il divertente show condotto dal Mago Forest e dalla Gialappa's Band, che tra un siparietto comico ed un servizio irriverente regalano ad Italia 1 una platea di 2.030.000 spettatori, con una share pari al 9,89%. Piacciono i documentari di "Atlantide", il programma di approfondimento condotto da Francesca Mazzalai su La7, che con uno speciale su Leonardo Da Vinci e la famiglia De Medici consegna all'emittente il 3,45% di share.

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Sfida tra Rai e Mediaset: Matrix non va in vacanza (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: RAI MEDIASET

Spettacoli Estate Pagina 10206 Televisione Oggi nel programma di Enrico Mentana si parla del caso Orlandi Sfida tra Rai e Mediaset: Matrix non va in vacanza Televisione. Oggi nel programma di Enrico Mentana si parla del caso Orlandi --> In controtendenza rispetto a una tv che assomiglia sempre più "alla scuola elementare, per cui si va in vacanza agli inizi di giugno per tornare sui banchi il primo ottobre", Enrico Mentana non chiude i battenti di Matrix. Concluso venerdì 20 giugno il ciclo da tre appuntamenti alla settimana, da questa sera l'approfondimento di punta di Canale 5 resta in onda il mercoledì per occuparsi della stretta attualità: l'argomento di oggi è il caso Emanuela Orlandi. "Gira l'idea della bufala, ma i riscontri ci sono e quindi ci sembra interessante affrontare questo tema", dice Enrico Mentana che stasera avrà in studio, tra gli ospiti, Giancarlo De Cataldo e che nelle prossime settimane punterà ancora su temi "da prima pagina dei quotidiani. L'importante - sottolinea il giornalista - è non levare le tende". E a differenza del 2007, quando il ciclo estivo di Matrix (in onda il venerdì), premiato dal pubblico (con una media del 19 per cento sul pubblico totale e del 21 per cento sul target commerciale), ad agosto lasciò spazio ad alcune repliche, quest'anno ci saranno soltanto "puntate vere". "È incomprensibile - spiega ancora Mentana - che l'approfondimento chiuda, per di più dopo una stagione di polemiche terribili su temi come la giustizia, la sicurezza. A questo punto la gente - aggiunge sul filo della provocazione - immagina Travaglio e Schifani in vacanza insieme, o magari Floris con la Prestigiacomo". Pressochè inutile provare a trascinare Mentana sul terreno del confronto con Porta a Porta, che quest'anno interrompe l'abituale digiuno estivo dedicando da martedì primo luglio otto speciali ai grandi amori del secolo: "Sono fatti di Vespa e delle coppie che verranno evocate. E soprattutto non penso che sia tra gli obblighi del pingue stipendio che percepiamo sia io sia Vespa ci sia il dover parlare l'uno dell'altro. Siamo stati noi i battistrada dell'impegno estivo - taglia corto - e mi fa piacere che l'esempio sia seguito da altri". Resterà per ora un esperimento la docufiction che Matrix dedicò a giugno 2007 alla strage di Erba: "Non possiamo ignorare le polemiche, alcune legittime altre no - spiega Mentana - che ci sono state. E poi sono operazioni che costano. In ogni caso la docufiction non ci ha impedito di fare altro, come l'importante documento sulla confessione di Rosa Bazzi al criminologo Picozzi". Enrico Mentana tira anche le somme della stagione appena conclusa e che ha visto la puntata pre-elezioni con i due candidati premier Silvio Berlusconi eWalter Veltroni al top dell'approfondimento di quest'anno, con quasi 6 milioni di spettatori e oltre il 24 per cento di share. "A premiare sono soprattutto i temi di grande attualità, le vicende sociali, le questioni che riguardano le tasche della gente. La politica? Non ha tanti protagonisti, anche perchè i leader centellinano le presenze in tv con il contagocce: in tre anni di Matrix, Berlusconi è venuto cinque volte". La superstar del programma resta Antonio Di Pietro, con 25 presenze su 350 puntate: "È un personaggio spendibile su più temi - dice Mentana - e funziona. Altro ospite al quale sono molto legato è Tremonti: è venuto sempre nei momenti topici. Ma anche Brunetta ha avuto un boom clamoroso". A settembre Matrix tornerà in onda il lunedì, mercoledì e venerdì "con la possibilità di incursioni in prime time - annuncia il direttore di Canale 5, Massimo Donelli - su eventi di grande importanza".

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No tax credit? No festival nazionali (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: RAI MEDIASET

Spettacoli Estate Pagina 10205 No tax credit? No festival nazionali Autori e produttori indipendenti contro la decisione del Governo --> Autori e produttori indipendenti contro la decisione del Governo Boicottaggio di tutti i festival nazionali: nessun film italiano sarà presente a Venezia, Roma, Torino. È quanto hanno stabilito le associazioni industriali del cinema Anica, Agis e Api riunite ieri a Roma, invitando tutto il mondo dell'industria culturale a unirsi a questa forte protesta contro l'abolizione del tax credit. "Deve essere chiaro a tutti che il Governo, venendo meno a impegni precisi, ha deciso di infliggere un colpo mortale al cinema italiano nel momento in cui dimostra appieno, anche a livello internazionale, la sua vitalità artistica e industriale. Ulteriori azioni saranno decise al più presto", dice un loro comunicato congiunto. "Le rappresentanze dell'industria cinematografica italiana, Anica, Api, Agis - continua il comunicato - sono unite nel manifestare lo sgomento per l'eliminazione delle misure di incentivo fiscale per il cinema decisa dal Governo, in incomprensibile contraddizione con la dichiarata volontà di abbandonare le politiche assistenzialistiche del passato per dar vita a un circolo virtuoso di nuovi investimenti, nuova occupazione, nuovi film". "Nonostante le più ampie rassicurazioni al riguardo fornite dal Ministro Bondi, anche a nome del Governo, viene quindi abrogata una legge decisiva per il futuro del nostro cinema. È incredibile che tale abrogazione passi attraverso il divieto di presentazione di emendamenti di parlamentari della maggioranza stessa che, tra l'altro, avevano individuato con precisione l'adeguata copertura finanziaria. Tutto il cinema italiano è mobilitato contro questo atto devastante". Conclude la nota congiunta. Anche il movimento dei Centoautori invita autori, registi, produttori, attori, al boicottaggio di tutti i festival italiani, rifiutandosi di partecipare a giurie, concorsi e premi. "Non festeggiamo il cinema, mentre il governo fa di tutto per affondarlo", spiegano in una nota. E sempre da loro arriva la richiesta delle "immediate dimissioni del ministro Bondi, il quale pur essendosi impegnato a difendere questi incentivi con dichiarazioni alte e ispirate sul ruolo della cultura e della bellezza, alla fine ha ceduto alle istanze del governo". Dopo anni, spiegano I Centoautori: "il cinema italiano era riuscito a ottenere dal precedente governo due norme vitali per il suo sviluppo - tax credit e tax shelter - che lo mettevano alla pari con gli altri paesi e lasciavano sperare in un rilancio e in una crescita artistica e industriale. Oggi siamo al paradosso: un governo liberista, che dice di voler aiutare l'imprenditoria del nostro paese, cancella queste norme lasciando solo quelle che aiutano il cinema Usa e le ristrutturazioni delle sale cinematografiche". La verità è che "non c'è nulla di tecnico, nulla di economico in questa decisione. Infatti tutti gli studi, anche a livello internazionale, indicano che queste misure generano un ritorno di cassa superiore a quanto lo Stato perde in tasse". I nostri film, concludono I Centoautori, "è meglio non farli. Potrebbero, come hanno fatto anche recentemente con riconoscimenti internazionali e successo di pubblico, rappresentare un Paese che la televisione ha smesso di raccontare. Meglio, molto meglio che tutti coloro che fanno il cinema, sempre più stretti tra duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e le grandi distribuzioni americane, rimangano nella condizione di questuanti della politica". Anche Giovanna Melandri (Pd) è intervenuta sull'emendamento della finanziaria: "Auspico che il Governo non voglia, nei fatti, mortificare il Cinema italiano, un'importante settore per la vita culturale ed economica del Paese. Il tax credit è uno strumento moderno ed efficace per sostenere questo comparto che merita tutto il sostegno dello Stato. L'esecutivo, pertanto, mantenga fede agli impegni presi".

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Piacere, signorino buonasera (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-06-2008)
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Argomenti: RAI MEDIASET

Spettacoli Estate Pagina 10204 Piacere, signorino buonasera --> Provocazione? No, vera e propria vocazione. Massimiliano (Max) Cordeddu ci tiene davvero, a fare il signorino buonasera. E se nelle ultime settimane ha, nell'ordine, presentato un'istanza all'Authority per le Telecomunicazioni, chiesto un incontro al ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna e, infine, depositato alla Siae un format televisivo (per un'ipotetica trasmissione di casting: Signorine e signorini buonasera ), l'ha fatto solo "per una questione di principio": basta con l'asfissiante predominio femminile sul ruolo dell'annunciatore. Dopo le Orsomando, le Elmi, le Vaudetti e le loro giovani eredi ("di cui nessuno, però, ricorda un nome: resta solo quel dito infilato nell'occhio del telespettatore a fine annuncio"), in Italia è giunta l'ora di aprire ai maschi. E basta discriminazioni. Rilanciata da agenzie, quotidiani e tv, l'iniziativa del trentatreenne nato a San Basilio ma trapiantato a Roma dopo aver studiato a Bologna ("Mi sono laureato in Scienze Politiche"), ha fatto il giro d'Italia. "Da due giorni il mio telefono è rovente - confida lui - e ci sono tantissimi contatti sul mio sito internet: www.signorinobuonasera.it ". Fra i link, uno alla normativa: apre delle finestre in cui sono riportati, fra l'altro, l'articolo 3 della Costituzione ("Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso...") e parte della legge 223 del 1990, che all'articolo 11 impone alle tv pubbliche e private di "promuovere azioni positive volte ad eliminare condizioni di disparità tra i due sessi". E invece? "E invece - risponde Cordeddu - gli uffici personale di Rai e Mediaset mi hanno detto no, quando mi sono proposto. Mi hanno spiegato che quel ruolo è riservato alle donne". Ma come mai ci teneva tanto, a fare l'annunciatore? "L'avevo fatto per un anno e mezzo sul canale satellitare EcoTv: poi, causa tagli al personale, la mia collaborazione si è interrotta". E lui, mica ha pensato a fare, come va di moda in questi tempi, il vj: "Quello è un altro ruolo. Chissà, magari in futuro. Umilmente, penso di fare qualcosa di più semplice. Il signorino buonasera". Ora che succede? "L'Authority, per legge, è tenuta a chiamarmi entro trenta giorni. Il ministro dovrà ricevermi, anche se non mi aspetto certo di essere la priorità assoluta, nella sua agenda". Nel frattempo ha depositato alla Siae il format: "E se qualcuno vorrà fare un programma basato sul casting di annunciatori, sul modello di Amici o Veline, dovrà chiamare me. Nel frattempo, chi vuole partecipare al concorso può postare un proprio video su Youtube e mettere come tag "signorinobuonasera", scritto tutto attaccato. Una giuria, di cui farà parte Dario Ballantini, sceglierà le annunciatrici e gli annunciatori migliori". In palio? "Mi piacerebbe organizzare un corso. Con Nicoletta Orsomando come insegnante". MARCO NOCE.

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Nuove intercettazioni Berlusconi-Sacca' (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Voce d'Italia, La" del 26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Voce d'Italia, La)

Argomenti: Berlu Saccà

Politica Il direttore delle fiction Rai ascoltava le raccomandazioni Nuove intercettazioni Berlusconi-Sacca' Pressioni anche su Willer Bordon Napoli, 26 giu. - Nuove intercettazioni saranno messe in luce domani dal settimanale l'Espresso sui rapporti tra l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi e il direttore delle fiction Rai Agostino Saccà. Le telefonate sarebbero state depositate agli atti del processo di Napoli: si riferiscono al telefono in Rai di Agostino Saccà, capo del reparto dal budget più ricco della televisione pubblica. Per i magistrati il direttore lavorava nell'azienda statale progettando un futuro da imprenditore privato. Adesso rischia un procedimento penale; ed ecco quindi che veniva chiamato per raccomandare attrici i fiction e soubrette per gli show. E così Confalonieri raccomanda l'attrice di Vivere Simona Borioni per la fiction il "Bene e il Male", il sindaco di Milano Moratti la moglie del suo braccio destro Glisenti, Barbareschi neo-diputato del Pdl chiede aiuti per una fiction da girare in Sicilia con i contributi della Regione e chi più ne ha più ne metta. E lo stesso dicasi per i politici Fassino e Rutelli, a proporre le loro idee e le loro candidate. Il settimanale risalta anche i rapporti tra Berlusconi e un componente dell'Autorità delle Comunicazioni Giancarlo Innocenzi, oltre alle note pressioni sul senatore Willer Bordon, chiamato anche "Tex Willer", che ha una moglie attrice, affinchè abbandoni la maggioranza. Andrea Morelli.

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Berlusconie Saccà,nuovetelefonate (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Intercettazioni in primo piano2 attualità4 dal mondo6 cronache7 liguria9 economia11 marittimo13 cultura & spettacoli17 lettere e rubriche20 commenti21 genova23 lettere e città29 album31 agenda32 cinema & teatri34 televisione36 sport37 genova sport41 affari42 meteo - lotto43 27/06/2008.

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Truffatoil Comunedi Milano (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Caso derivati Esplode il caso della vendita dei derivati agli enti pubblici. La Finanza ha perquisito 4 banche e indagato 10 funzionari 27/06/2008 Roma. Pubblicate altre telefonate tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, all'epoca alto dirigente Rai: intrighi per reclutare senatori e abbattere il governo Prodi, ma anche raccomandazioni per attrici e showgirl da far lavorare in televisione. bocconetti >> 2 27/06/2008 Genova. "Io c'ero quando si svolsero le gare segnate da irregolarità". La super-teste che ha portato la Procura di Genova ad aprire un'inchiesta per corruzione nell'ambito dell'appalto mense al San Martino parla e accusa con cognizione di causa: era amministratore delegato della Serenissima di Vicenza proprio in quegli anni di aumento boom del fatturato. Dopo le rivelazioni del Secolo XIX, Giacomo Guerrera, presidente della commissione che decise l'affidamento dell'appalto da 50 mila euro alla Serenissima, si difende e ricostruisce nei minimi particolari la gara finita sotto la lente del pm Francesco Pinto. cetara e indice >> 3 27/06/2008 rapporto dell'anticorruzione 27/06/2008 "SPINTARELLE ALLA CROCE ROSSA" 27/06/2008 Roma. In Italia servono spintarelle e raccomandazioni anche per entrare nella Croce Rossa. Lo rivela un rapporto dell'Alto Commissario anticorruzione, inviato nelle settimane scorse al ministro del Lavoro. L'indagine conoscitiva si riferisce a irregolarità nelle assunzioni in un centro della Croce Rossa a Roma: commissioni d'esame approssimative, requisiti non rispettati, e-mail sospette. lenzi >> 3 27/06/2008.

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Berlusconi-Saccà,manovre al telefono (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Intercettazioni Raccomandazioni di attrici e trame per ribaltare il governo Prodi Roma. Affari e politica: raccomandazioni in cambio di un voto sfavorevole al governo Prodi. In uno dei momenti più difficili dei rapporti tra Politica e Giustizia, irrompono sulla scena una valanga di intercettazioni telefoniche, pubblicate oggi sull' Espresso: ad attirare l'attenzione sono soprattutto quelle tra l'attuale premier, Silvio Berlusconi, e il direttore generale della Rai, Agostino Saccà, e risalgono alla fine del 2007. Fanno parte della inchiesta che vede imputati sia il presidente del Consiglio che il dirigente di viale Mazzini: quasi 9.000 colloqui depositati agli atti. Non c'è, però, solo la voce di Berlusconi su quei nastri: ci sono anche quelle dei collaboratori di Francesco Rutelli e Piero Fassino, di Gianni Letta, di Giuliano Urbani, Luca Barbareschi (attore e neodeputato Pdl), Maurizio Costanzo, Fedele Confalonieri, Letizia Moratti. Ma questi ultimi si rivolgono a Saccà soltanto per raccomandazioni o sollecitare investimenti su loro progetti di fiction. Il rapporto con l'allora capo dell'opposizione è diverso: Berlusconi, attraverso Saccà, utilizzando anche Giancarlo Innocenzi (già ex sottosegretario alle Comunicazioni del governo di centrodestra del 2001, e, ora membro dell'Autorità garante delle Comunicazioni), stava cercando di convincere Willer Bordon, senatore del centrosinistra a votare contro il governo Prodi: nella scorsa legislatura, a Palazzo Madama, il vantaggio del centrosinistra si contava a malapena sulle dita di una mano. Le pressioni si incentrarono sulla possibilità di opportunità di lavoro per la moglie del senatore, Rosa Ferraiolo. "Operazione gioco grosso" era definito, nei colloqui, questo tentativo, andato peraltro a vuoto; anche se Bordon, effettivamente, era uscito dalla maggioranza nelle ultime settimane di vita del governo di centrosinistra, dando vita ad un piccolo partito. Berlusconi, secondo alcune indiscrezioni che filtrano da Palazzo Chigi, avrebbe accolto la notizia come l'ennesimo attacco alla sua persona. "Presenteremo denuncia penale. Già ora, la diffusione di queste intercettazioni, è illegale. Lo sarà ancor di più dopo che sarà approvato il disegno di legge che abbiamo presentato - ha fatto sapere Niccolò Ghedini, deputato Pdl ed avvocato personale del premier - E' la prova che questo governo ha fatto bene a varare quella norma, e, se ve ne fosse ancora la necessità, è arrivata anche la riprova che occorre fare presto". "Guardate la luna e non il dito - lo ha corretto Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori - Berlusconi non è finito nel mirino di un settimanale: è finito nel mirino della democrazia. Come giudicare una persona, proprietaria di Tv, presidente del Consiglio, che interviene a chiedere favori ed ottenerli dal servizio pubblico? Se non è conflitto di interessi questo, quale lo è? Noi non smetteremo un minuto di denunciare l'uso privato che il premier fa delle istituzioni pubbliche". Queste due posizioni si scontreranno, inevitabilmente, in aula, quando si arriverà a discutere il disegno di legge che limita non solo la diffusione sui giornali (per chi le pubblica c'è anche la possibilità del carcere), ma anche la stessa possibilità di disporre i controlli telefonici da parte della magistratura. Ieri, avvertendo il pericolo di questa nuova crisi, l'Associazione nazionale magistrati ha denunciato la pubblicazione illegittima di quelle trascrizioni: "deprecabile diffusione". " Siamo solo all'inizio di una torbida operazione che vuole modificare il quadro plitico uscito dalle elezioni. E' all'opera di un nuovo partito della crisi e dell'avventura"è la denuncia di Fabrizio Cicchitto, numero tre di Fi. "Serve dialogo per fare le riforme - ha ammonito, ieri, Roberto Maroni, ministro leghista degli Interni, al termine di una giornata difficile - Sia quella della giustizia che quella federale: ci attendono grandi sfide. Tornare a dialogare sarebbe utile per maggioranza ed opposizione". Di sicuro, però, questa nuova serie di intercettazioni potrebbe lasciare sul campo almeno una vittima: "Dal tono e dal contenuto dei colloqui appare evidente che Giancarlo Innocenzi non può ricoprire alcun incarico all'interno dell'Autorità per le comunicazioni. Avrebbe dovuto essere assolutamente imparziale" denuncia Riccardo Villari, Pd. Tutte le persone coinvolte si sono difese. "Non ho fatto nessuna raccomandazione. Ho solo suggerito di fare una serie Tv sulla Loren": Rutelli; "Erano normali colloqui di lavoro": Barbareschi; "Sono estraneo a questa forma di politica tritacarne": Bordon. A. M. B. bocconetti@ilsecoloxix.it 27/06/2008 LE REAZIONI 27/06/2008 conflittod'interesseÈ finito nel mirino della democrazia a. di pietro leader Idv 27/06/2008 premier difesoÈ la prova che questa norma è utile n. ghedinideputato Pdl 27/06/2008 12 settembre 2007 27/06/2008 12 settembre 2007 27/06/2008 bordons'indignaEstraneo a questa politica tritacarne w. bordonex deputato 27/06/2008.

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Il Tex Willer che ha cambiato otto partiti in 30 anni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del IL CASOBordon annuncia querele e ripete: ho sempre votato Prodi. È vero. Oggi scrive su "Libero" Il "Tex Willer" che ha cambiato otto partiti in 30 anni Nel gennaio scorso, Willer Bordon e sua moglie erano finiti sui giornali un paio di settimane dopo lo scoppio del caso intercettazioni tra Berlusconi e Saccà su presunte raccomandazioni di attrici per le fiction Rai. La battaglia di Bordon per la difesa di "Incantesimo" dal rischio chiusura era stata collegata ad un contatto tra la moglie, l'attrice Rosa Ferraiolo e la produzione: le era stata proposta una parte in Incantesimo, che l'attrice aveva rifiutato. Ora la storia torna in ballo, con le nuove intercettazioni pubblicate dall'Espresso, che raccontano di come l'ingaggio della moglie fosse finalizzato ad ammorbidire il marito per far cadere il governo Prodi. Bordon smentisce duramente e annuncia querele, richiamando a un fatto oggettivo: "Mai in alcun momento ho fatto mancare il mio voto di fiducia al governo Prodi, anche nei momenti più tempestosi". In effetti è così. Alla fine il "grilletto" contro il governo Prodi, più volte annunciato, Bordon non l'ha premuto, anche in quella triste sera di gennaio la fiducia l'ha votata. E non è il solo annuncio di quei mesi bollenti a essere rimasto sulla carta: non è riuscito neppure a dimettersi dal Senato, perché le Camere sono state sciolte prima che la sua richiesta (presentata il 16 gennaio, giorno del suo compleanno) arrivasse al voto dell'Aula. Né si è candidato a sindaco di Roma, o meglio si è ritirato dalla corsa dopo un accordo con Francesco Rutelli. E così lui, che si è autodefinito "esperto mondiale di campagne elettorali" si è potuto risparmiare la faticaccia annunciata: un mese in camper in ognuno dei quartieri di Roma per ascoltare i cittadini. E tuttavia l'ultimo anno è stato piuttosto intenso per Tex Willer, otto partiti all'attivo di una trentennale carriera politica, dal Pci di Muggia (Trieste) al Pds, i radicali (doppia tessera, un caso politico nel Pci, dovette intervenire Petruccioli), Alleanza democratica, l'Idv, i Democratici, la Margherita, fino all'Unione democratica (simbolo simile all'Unione originale), in aperta ostilità a come si stava costruendo il Pd. Un anno intenso, si diceva: imboscate al governo in aula al Senato, il divorzio dalla Margherita, le accuse al Pd nascente di essere una "somma di nomenklature, un rospo che neppure il bacio di Veltroni potrà trasformare in principe". E poi a novembre l'alleanza in Senato con il gruppetto di Dini per "fare un pacchetto di mischia". Un anno ad alta tensione, finito con "l'uscita dalla casta". Ora Bordon scrive di politica per Libero, e promuove referendum contro i soldi pubblici ai partiti. Per chi ne avesse nostalgia come dirigente politico, resta il film di Ettore Scola "Mario Maria e Mario": triangolo amoroso ai tempi della scolta di Occhetto, in cui Tex Willer interpreta un segretario di sezione. a.c.

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Se al telefono si piazzano ragazze e fiction (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Se al telefono si piazzano ragazze e fiction... Ed ecco che arriva L'Espresso carico di intercettazioni ("veleni" dice il Tg5, il Tg1 omette particolari su Berlusconi, ma rivela telefonate anche di Rutelli e Willer Bordon). L'avvocato Ghedini minaccia sanzioni e sfracelli. Sarà la prima prova per la sopravvivenza della libertà di stampa. Le intercettazioni sono un "sequel" di quelle già note: Berlusconi, Saccà le veline offerte in regalo o raccomandate. Il povero Emilio Fede fa finta di scandalizzarsi, difende il suo padrone e insiste: "Sono fatti privati, ah...". Strana idea: il Caimano Raccomandatore (e gli altri) che parla con Saccà, un dirigente della Rai (ente di proprietà statale) per piazzare belle ragazze come letterine, meteorine, veline (magari, col tempo, ministre) che prenderanno soldi pubblici pagati dal canone, ebbene, cosa c'è di "privato" in tutto questo? È vero, ci sono cose più penose che transitano nei tg: la Corte dei Conti non perdona e sentenzia che la finanza pubblica è fuori controllo dal 2001 (l'anno del ritorno del Cavaliere), il paese è allo stremo, saranno cavoli amari. Però il Cavaliere che raccomanda, sia consentito, è più eccitante. Paolo Ojetti.

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Il politico che governa Mediaset e Rai, e vuol comprare parlamentari (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Il "politico" che governa Mediaset e Rai, e vuol comprare parlamentari "Agostino, ti contraccambierò quando sarai imprenditore", così il Cavaliere ringrazia Saccà. Impegnato nel convincere senatori di centrosinistra a passare nel centrodestra, l'"operazione libertaggio" Silvio Berlusconi.

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Ecco perché Berlusconi vuole abolire le intercettazioni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Ecco perché Berlusconi vuole abolire le intercettazioni Attrici da sistemare, senatori da convincere a dare la "spallata" a Prodi e affari tv. Corre lungo il telefono lo speciale rapporto fra Berlusconi , il direttore di Rai Fiction (poi sospeso) Saccà e altri personaggi tra cui un membro dell'Autorità delle Comunicazioni. E si capisce perché Berlusconi vuole bloccare le intercettazioni. Lombardo e Carugati a pagina 3.

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Le raccomandazioni di Silvio a Saccà Altre intercettazioni. Il coinvolgimento anche di un membro dell'Authority tlc, Giancarlo Innocenzi (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Le "raccomandazioni" di Silvio a Saccà Altre intercettazioni. Il coinvolgimento anche di un membro dell'Authority tlc, Giancarlo Innocenzi di Natalia Lombardo/ Roma SECONDO ROUND Corrono sul filo del telefono tra Arcore, l'ex direttore di RaiFiction, Agostino Saccà e un membro dell'Authority per Tlc, le trame di Silvio Berlusconi per far far cadere il governo Prodi; le raccomandazioni per "le fanciulle" e il controllo su Rai e Mediaset. La seconda tranche di intercettazioni che provengono dagli atti della Procura di Napoli è sulle pagine de L'Espresso in edicola oggi. telefonate avvenute dal settembre all'ottobre 2007, anticipate ieri sul sito del settimanale. Dev'essere per questo che il presidente del Consiglio, martedì, è sbottatp con l'editore Carlo De Benedetti. E ora darà la stretta alla legge sulle intercettazioni. Dalla seconda parte di telefonate (che è stata anche acquistita dalla Rai per l'Internal Auditing ) emerge un nome nuovo: quello di Giancarlo Innocenzi, ex dirigente Mediaset ed ex sottosegretario alle Comunicazioni del Silvio III (per il varo della legge Gasparri) e ora membro dell'Autorità per le Comunicazioni. In palese "incompatibilità" e "violazione del codice etico", denunciano Villari e Zampa, parlamentari Pd. 12 Settembre 2007: Berlusconi chiama Saccà (dandogli del tu, l'altro mantiene il lei) e spiega che sta "lavorando a far cadere il governo". Chiede e ottiene informazioni su Fabiano Fabiani, consigliere Rai nominato al posto di Petroni: "Ho un buon rapporto con lui...non sarà un disastro.." dice Silvio. Poi va al sodo: "Due cose ti devo chiedere, Agostino...", dice Berlusconi "tu mi hai parlato di quel calabrese eletto in Australia..(...) Sto cercando di aggregare più senatori possibili...". Saccà fornisce dettagliate notizie sul senatore e si attiva per mettere in contatto il cavaliere con un intermediario. Berlusconi passa al secondo favore: "Far lavorare la Troise". L'attrice Antonella Troise che Silvio chiama: "quella pazza (...) si è messa in testa che la odio... che le ho bloccato la carriera artistica", motivo per cui "è andata in giro a dire cose pazzesche" su di lui. Raccomanda anche per altre attrici, ma, spiega L'Espresso, i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi per "il sostegno economico alle iniziative private di Saccà" promesso nella "sua duplice veste di leader politico e maggiore imprenditore privato" nel settore tv. Nel "gioco grosso", come lo chiama Saccà, si attiva Innocenzi: "Sono reduce da un incontro col grande capo. Ha deciso di dare una spallata a questi qua" e tira in ballo Willer Bordon, allora senatore ulivista dissidente; "io sto lavorando con Tex...", dice Innocenzi e suggerisce a Saccà di far lavorare la moglie di Bordon nella fiction Incantesimo. Escamotage nel quale ha coinvolto il produttore Guido De Angelis (che con la musica conquista Silvio, che lo porta a Arcore). Innocenzi il 2 agosto si sfoga con Saccà: a bloccare tutto è stato "quel pirla di Fabrizio" (De Noce, direttore di RaiUno). I due temono che capisca che "c'è un gioco più grosso". Grazie a De Angelis Berlusconi raccomanda le attrici ("le fanciulle mie...") e lo ripaga chiedendo a Piersilvio e a Alessandro Salem, direttore generale Mediaset di "riequilibrare" le produzioni di fiction. Innocenzi si attiva. La raccomandazione è un antico vizio Rai, L'Espresso le mette in ordine: Giuliano Urbani, consigliere Rai, chiama Saccà per sostenere le fiction della casa di produzione di Ida Di Bendetto; Letizia Moratti, sindaco di Milano, "raccomanda la moglie del suo braccio destro, Paolo Glisenti"; Luca Barbareschi, ora deputato Pdl reclama più soldi per una produzione fiction (negati da De Noce) e Saccà promette che farà chiamare Cappon da Andrea Ronchi, portavoce di An. Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, chiama la concorrenza per raccomandare un'amica attrice; anche l'irreprensibile Gianni Letta chiama più volte Saccà, per un provino a Giuditta Saltarini, vedova di Rascel, e altri due. Idem Maurizio Costanzo, per altre due attrici. Mario Landolfi, presidente della Vigilanza (An) avverte che un produttore ha speso più di quanto gli darà la Rai. Gennaro Malgieri, consigliere Rai di An chiama Saccà per spingere la società di Gabriella Bontempo, moglie di Italo Bocchino: Marano direttore leghista di RaiDue, lo accontenta ma chiede una ragazza di Luino nel cast. Claudio Petruccioli, presidente Rai, chiede che la fiction sulle Fiamme Gialle vada in onda quando lo ha chiesto il comando Gdf, e Matilde Bernabei segnala a Saccà "un attore a cui è interessato il presidente". Il contatti di Gianni Minoli, direttore di RaiEducational sono diversi: Saccà incontra Berlusconi, rivela il settimanale, e "sponsorizza la nomina di Minoli a direttore generale al posto di Cappon". Si passa poi a nomi del centrosinistra: De Angelis annuncia a Saccà che "Piero Fassino ha telefonato alla De Santis (capostruttura Rai) per "perorare la loro causa". Ci finisce pure il Ds Roberto Cuillo: chiede a una collaboratrice di Saccà l'anteprima della fiction "Il cielo è sempre più blu" per la Festa dell'Unità di Pesaro. E suggerisce una fiction su Anna Magnani. Tutto qui. Francesco Rutelli: il vicedirettore generale, Giancarlo Leone ricorda a Saccà di aver ricevuto il produttore Saraceni e Maria Scicolone per una fiction sulla famiglia Loren, alla quale teneva l'allora ministro della Cultura. Rutelli ieri replica di avere proposto "pubblicamente" a Leone una fiction Rai sulla Loren. Alessandra Martinez insiste con Saccà per interpretare Coco Chanel e si gioca la carta Mastella. A vuoto. Saccà ieri si difende come sempre: le raccomandazioni "non sono andate a buon fine".

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Il 10 luglio la Cassazione decide sulla ricusazione (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Il 10 luglio la Cassazione decide sulla ricusazione Milano e Napoli. È dai tribunali dei due capoluoghi che arrivano le notizie peggiori per Silvio Berlusconi. E se il processo milanese per corruzione in atti giudiziari nel caso Mills, leggi ad personam permettendo, riprenderà il 7 luglio ed è giunto ormai ad un niente dalla sentenza, il 18 gennaio scorso il pm napoletano Vincenzo Piscitelli ha chiesto il rinvio a giudizio del premier per corruzione insieme al direttore (autosospeso) di Rai Fiction Agostino Saccà. Ma sul processo Mills pende l'istanza di ricusazione avanzata dai legali di Berlusconi nei confronti del presidente della decima sezione del Tribunale di Milano Nicoletta Gandus. Ricusazione a cui il sostituto procuratore del capoluogo lombardo ha già dato parere negativo: spetta ora alla Corte di Cassazione esprimersi (10 luglio). Ma nella sua "carriera" giudiziaria Berlusconi ha presentato ben sei istanze di ricusazione. Da quella del 1996 nel processo per le tangenti alla Guardia di Finanza passando per il processo All Iberian a quello Sme. Mills.

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Nuove intercettazioni, è scontro (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Le rivelazioni sull'Espresso. Il centrodestra insorge: "Subito la legge per bloccarle". Coinvolto anche un membro dell'Agcom Nuove intercettazioni, è scontro Rai-Mediaset, ecco le telefonate di Berlusconi su politici e attrici ROMA - L'Espresso rende note nuove intercettazioni fra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, da cui risulta l'intreccio di interessi fra Rai e Mediaset. E la polemica torna a infiammarsi. Durissimi i toni del centrodestra: "Bisogna accelerare l'iter della legge per vietare la pubblicazione delle telefonate", dice la maggioranza mentre il legale del premier Ghedini annuncia querele. Nelle conversazioni, nelle quali si parla anche di raccomandazioni per attrici e di incontri per far cadere il governo Prodi, coinvolto anche un componente dell'Authority per le Comunicazioni. BEI, CAPORALE, LUZI E PALESTINI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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De angelis: "nessuna raccomandazione e poi sui cast decidevano tutto loro" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

De Angelis: "Nessuna raccomandazione e poi sui cast decidevano tutto loro" ROMA -Il produttore televisivo Guido De Angelis ("Elisa di Rivombrosa" per Mediaset e "Incantesimo" per la Rai), è anche un cantautore e compositore di successo (con il fratello ha composto molte colonne sonore, tra cui quella di Sandokan), può vantare una buona amicizia con Silvio Berlusconi, complice anche la comune passione per la musica. Giancarlo Innocenzi, dell'Autorità garante delle Comunicazioni, si interessò per far lavorare in tv la signora Rosa Bordon. Ricorda? "Conosco e apprezzo l'attrice Rosa Bordon. Ha partecipato soltanto alla seconda serie di "Elisa di Rivombrosa". Non è raccomandata". Segnalazioni per Evelina Manna o Antonella Troise? "Non ricordo. La Manna non ha mai lavorato in fiction prodotte da me. E la Troisi non la conosco proprio". Lei è amico di Berlusconi. Non le ha mai parlato di attrici da inserire in qualche fiction... "Silvio Berlusconi lo conosco da anni. Certo abbiamo parlato anche di tv. Ma nessuna raccomandazione. Tra l'altro, quando si lavora con Mediaset il cast lo fanno loro, è il loro ufficio "Risorse umane" a occuparsene". (le.pa).

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Berlusconi intercettato, è bufera pdl: "in azione il partito della crisi" - gianluca luzi (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Berlusconi intercettato, è bufera Pdl: "In azione il partito della crisi" Quei colloqui con Saccà, sullo sfondo Rai, Mediaset e il Senato L'inchiesta Pubblicate sull'Espresso nuove registrazioni. Ghedini annuncia una querela L'Associazione magistrati: diffusione deprecabile GIANLUCA LUZI ROMA - E' altissima la tensione tra il Pdl e la magistratura e fra la maggioranza e l'opposizione alla vigilia del consiglio dei ministri che stamattina darà via libera al Lodo sulla sospensione dei processi alle quattro più alte cariche dello Stato. A surriscaldare ancora di più il clima già rovente dopo i violenti attacchi di Berlusconi ai magistrati "politicizzati" e dopo l'approvazione al Senato della norma salva-premier è stata la pubblicazione di altre conversazioni Berlusconi-Saccà. Il numero dell'Espresso in edicola oggi pubblica alcune intercettazioni del settembre 2007 che riguardano il presidente del consiglio, allora capo dell'opposizione, che sono agli atti di un'inchiesta della procura di Napoli. Oltre alla telefonate fra Berlusconi e l'allora capo di Rai Fiction Agostino Saccà, entra in scena anche il nome di Giancarlo Innocenzi, componente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Tra raccomandazioni per attrici e commenti sulla nomina di Fabiano Fabiani nel Cda di Viale Mazzini, secondo il settimanale l'operazione complessiva sarebbe stata quella di dare una spallata al governo Prodi e in quest'ottica Innocenzi avrebbe dovuto adoperarsi per far lavorare la moglie del senatore Bordon, centrosinistra, nella fiction Incantesimo. La presunta raccomandazione non ebbe risultati. Il centrodestra lancia l'offensiva: l'onorevole Ghedini, legale di Berlusconi, annuncia che "provvederemo a depositare al più presto una denuncia all'autorità giudiziaria competente auspicando che indaghi a fondo per scoprire chi ha consegnato le intercettazioni al settimanale". Per il capogruppo del Pdl alla Camera Cicchitto "siamo all'inizio di una torbida operazione i cui obiettivi politici sono quelli di modificare il quadro politico uscito dalle elezioni. E' all'opera un nuovo partito della crisi e dell'avventura". Anche l'Associazione nazionale magistrati critica "il deprecabile fenomeno della diffusione delle intercettazioni" che "sono uno strumento investigativo indispensabile e irrinunciabile per il contrasto delle forme più insidiose di criminalità", e per questo occorre cercare un punto di equilibrio "tra l'esigenza di tutela della riservatezza, il diritto di cronaca e la repressione dei reati". Di Pietro, leader dell'Idv, sostiene che "le intercettazioni dimostrano l'uso strumentale e personale che Berlusconi fa delle sue funzioni pubbliche". Il contenuto delle intercettazioni dimostra per Di Pietro il conflitto di interessi di Berlusconi. Per questo "non bisogna guardare il dito ma la luna: ovvero il conflitto di interessi e l'abuso di funzioni di poteri di questo presidente del consiglio". Che però all'epoca era capo dell'opposizione. Tirato in ballo dalle intercettazioni, Willer Bordon annuncia querele. Interviene anche Saccà per dire che delle segnalazioni "nessuna è andata a buon fine". Questo "significa semplicemente che le persone segnalate non erano adatte a quei ruoli. Come mi è stato detto, questo vuol dire solo che forse ho saputo dire di no in modo garbato". "Come hanno detto i miei legali, - dice Saccà - le cose in arrivo da Napoli non hanno rilevanza penale e disciplinare, sono relative a intercettazioni chiuse a dicembre e sempre gli avvocati dicono che non c'è niente di nuovo, niente cioè che non si sapesse". Quanto al nome nuovo delle intercettazioni, Innocenzi, secondo la deputata del Pd Zampa "ha violato il codice etico dell'Agcom e dovrebbe trarne le conseguenze".

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"è un vero ricatto, ci voleva un decreto" ma il cavaliere teme che le toghe non si fermino - francesco bei (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Letta irritato per la pubblicazione della sua telefonata. Gli uomini del premier: "La questione seria è a Milano" "è un vero ricatto, ci voleva un decreto" Ma il Cavaliere teme che le toghe non si fermino "Il contenuto delle telefonate non ci preoccupa, ma è assurdo vederle pubblicate" Resta aperto il canale con il Quirinale "Stavolta lì non c'è uno Scalfaro" FRANCESCO BEI ROMA - "Il contenuto delle telefonate, ovviamente, lo conoscevamo e non ci preoccupava. Questo non vuole dire che Berlusconi non si sia inc..ato, e molto, nel vederle pubblicate". La pubblicazione delle intercettazioni telefoniche su l'Espresso, vista con gli occhi dell'avvocato Nicolò Ghedini, non è che l'ennesimo match della partita Berlusconi-giudici. Uno scontro che oggi riguarda la procura di Napoli, depositaria delle bobine, ma che ha nel palazzo di giustizia di Milano il suo punto nevralgico. "La questione seria è Milano", ripetono in coro gli uomini del presidente del Consiglio. E difatti il premier è al processo "Mills" che guarda, convinto che i tempi di uscita delle intercettazioni di Napoli non siano affatto "casuali", ma frutto di un "ricatto". Legati appunto, anche se indirettamente, al braccio di ferro in corso con i pm milanesi. "è il segnale che i magistrati sono in guerra", osserva sconsolato il forzista Mario Valducci, augurandosi ora che "il Parlamento approvi subito" il giro di vite sulle intercettazioni. Semmai la vicenda delle telefonate con Saccà ha confermato il Cavaliere nell'idea che, riguardo al provvedimento blocca intercettazioni, occorresse procedere con un decreto d'urgenza e non con un disegno di legge, "perché sarebbe stato l'unico modo per evitare questo stillicidio, questa barbarie, che io avevo ampiamente previsto". Ragioni di opportunità - preservare il dialogo con il Pd, non entrare in rotta di collisione con il Quirinale - sconsigliarono due settimane fa l'adozione del decreto, ma oggi forse lo stesso Gianni Letta (che, raccontano, abbia perso ieri il tradizionale aplomb vedendo anche una sua telefonata pubblicata sul settimanale) sarebbe di diverso parere. Ormai comunque è tardi e agli uomini di Berlusconi non resta che osservare con preoccupazione l'escalation in corso. "Queste intercettazioni sono la solita vergogna, ma è il quadro complessivo - ammette il sottosegretario Paolo Bonaiuti - a essere preoccupante. Mi chiedo, a questo punto, a chi giovi tutto questo. Ma si può continuare a condizionare la politica con queste cose?". Il livello di allarme a palazzo Chigi è davvero alto, si teme il peggio e tutti gli scenari sono vagliati con attenzione. L'ultima ossessione è che nemmeno la norma blocca-processi, contenuta nel decreto sicurezza, possa stoppare davvero la macchina del processo milanese. è un'ipotesi limite, ma un brivido inizia a correre nella schiena di molti. Soprattutto di quelli convinti che la linea Ghedini, quella del redde rationem finale, alla lunga possa rivelarsi persino controproducente. Il forzista Giuseppe Gargani, presidente della commissione giuridica del Parlamento europeo, ieri solcava il Transatlantico con aria preoccupata: "A questo punto ci sono tre possibilità. La Corte d'Appello accoglie l'istanza di ricusazione della Gandus avanzata da Ghedini e allora scoppia la pace. Ma a questa ipotesi attribuisco solo il 40% di possibilità. Oppure il bloccaprocessi ferma tutto e poi arriva il Lodo Schifani: il risultato è uguale. L'altra ipotesi è che i magistrati vadano avanti lo stesso, con un qualche escamotage, fissando le udienze nonostante il blocca-processi. Allora la vedo brutta, in quel caso finisce in piazza". Lo scenario catastrofico di Gargani, che ricorda quasi le scene finali del "Caimano", con l'assalto al palazzo di Giustizia, trova una qualche rispondenza nei timori di Fabrizio Cicchitto. A chi gli chiede se davvero ci sia la possibilità che il processo "Mills" prosegua nonostante il decreto blocca-processi, il capogruppo del Pdl risponde allargando le braccia: "Tutto è possibile, non mi stupisco di niente". Certo, come dice Gaetano Quagliariello, "in quel caso sarebbe un golpe". Ma la paura resta e Berlusconi è consapevole che ormai dal Pd non può aspettarsi alcuna sponda. Resta aperto invece il canale di comunicazione con il Quirinale, che il premier considera a questo punto un puntello essenziale alla sua strategia. E proprio la presa di posizione di Napolitano sul Csm (la vicenda è quella del parere che ha bocciato la norma blocca processi) e a favore del lodo Schifani ha contribuito ad alzare al massimo il gradimento del Cavaliere per il presidente della Repubblica. "Stavolta al Quirinale non abbiamo uno Scalfaro", dicono soddisfatti a palazzo Grazioli.

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Il luglio del cavaliere - (segue dalla prima pagina) (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Commenti IL LUGLIO DEL CAVALIERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono parole che possono finalmente spiegare la natura della sua odierna, frenetica "ossessione giudiziaria"; la direzione dei passi di oggi, le iniziative di domani imposte come capo del governo a un Parlamento obbediente. è il magnate delle televisioni e, come capo dell'esecutivo (2001/2006), ha promosso i suoi rampanti ovunque. Nella Rai, impresa concorrente, e nell'Autorità di controllo sulle comunicazioni, dove sistema un famiglio che lo chiama "il Gran Capo" Nelle conversazioni, pubblicate ora da l'Espresso, Berlusconi ? manco fosse ancora a Palazzo Chigi e in Mediaset ? tira i fili e li riannoda in uno stesso gomitolo dove si intrecciano sinergie affaristiche; il pubblico e il privato; passioni personali; piccole utilità private; convenienze d'impresa; promesse di favori futuri per chi gli si mostrerà devoto anche se lavora per il competitore (è il caso di Agostino Saccà); oscure trame politiche tese a ribaltare il governo Prodi, a ottenere il "salto della quaglia" di un pugno di senatori "ulivisti" (siamo nel 2007). Tornano utili, in questi casi, anche le fiction dove sistemare le "protette" di questo o di quello o anche le sue personali, magari irritate da un'improvvisa disattenzione e diventate "pericolose". La scena che si scorge è il fondale buio in cui immaginavamo si costruissero gli affari fortunati e i successi politici di Silvio Berlusconi. Controllo pieno dell'intero sistema televisivo; insofferenza alle regole. In una formula ormai affogata nell'oblio, il teatro di un conflitto d'interesse dispiegato e catafratto dove la politica si sovrappone all'impresa; l'impresa alle strategie politiche; addirittura la vita privata alle decisioni pubbliche. Di questo si dovrebbe discutere, no? Di un conflitto d'interesse maligno, ormai metabolizzato dalla politica e dall'opinione pubblica, quasi rivendicato come un diritto sacro. Del risibile fervore di Autorità di controllo (l'Agcom) che nascono servizievoli e quindi morte, se affidate al controllato. Di un mercato e di una concorrenza degradate a beffa per gonzi. Di un servizio pubblico radiotelevisivo appaltato ai potenti di turno per lotti, anche nei più arrischiati angoli. Il premier non se ne dà per inteso. Non conosce alcuno scrupolo, si sa. Nei canoni immaginati dalla iustitia secundum Berlusconem, la privacy è un valore supremo, qualunque cosa, buco nero, gesto gaglioffo, riveli. Donde il divieto di indagare (è già in parlamento il disegno di legge che vieta, per la gran parte, l'uso delle investigazioni acustiche). Come dire che rivendica il diritto di non essere scoperto. Diritto che deve accompagnarsi, dice, al dovere del giornalismo di tacere, nascondere, dimenticare, pena la galera e la disgrazia finanziaria. "Addetti alla corvée dell'urlo", così li chiama Franco Cordero, saltano allora come jack in the box (sono i fantocci a molla che scattano dalla scatola) e gridano forte. Tutto sta nel gridare fino a soverchiare i fatti, a farli fluttuare e a crearne di fittizi, a parlare di quelli. Soltanto di quelli. Naturalmente declinando in ogni lingua la parola "complotto" perché il Capo avverte ogni regola, limite o dissenso come un atto persecutorio. Complottano così la solita opposizione "comunista"; i pubblici ministeri annidati come neoplasie nel corpo sano della magistratura; i giudici infiltrati nei tribunali per staccargli la testa; ogni foglio che non sia laudatore o muto e cieco. Lo strepito, sostenuto dalla rituale tempesta mediatica, dovrebbe farci dimenticare che non vuole essere giudicato. Si considera legibus solutus. Unto dal voto, ritiene di rappresentare un potere intoccabile, "divino" e non solo carismatico perché custode del "potere costituente del popolo" che lo sistema al di là e al di sopra del feticcio costituzionale e di ogni altra autorità dello Stato (figurarsi di funzionari vincitori di un concorso). Il mondo è lui. L'Italia è lui. è agitato perché lo attende un luglio macchinoso. Molti nodi possono venire al pettine. Il 4 luglio a Napoli si decide se chiedere l'utilizzo delle conversazioni registrate con il boss della Rai a cui promette affari. Il 7 luglio, udienza a Milano per l'affare Mills (Berlusconi è accusato di aver comprato una testimonianza: corruzione in atti giudiziari). 8 luglio, udienza preliminare contro Agostino Saccà. Il 10, la Corte d'Appello di Milano avvia la discussione sulla "ricusazione" del presidente del tribunale che, in quella città, lo sta giudicando (il processo è agli sgoccioli). 14 luglio, ultima udienza milanese prima della pausa estiva. 18 luglio, il giudice dell'udienza preliminare di Napoli decide se c'è materia degna per rinviarlo a giudizio per corruzione di Saccà, incaricato di pubblico servizio (se si dovesse decidere di distruggere le intercettazioni, si sarebbe grattato la rogna). Come è già accaduto in passato, con i processi milanesi "Sme" e "Mondadori", Berlusconi ? ritornato a Palazzo Chigi ? gioca su quattro tavoli contemporaneamente. 1. A Milano e a Napoli scatena i suoi avvocati-consiglieri-senatori-quasi ministri con qualche trucco tecnico, cavillo perditempo, asfissia ostruzionistica come la "ricusazione" del giudice. Occorre tempo, è prezioso. 2. Alle Camere corrono i disegni di legge che possono manipolare o addomesticare i giudizi. In passato, si sono aboliti reati (il falso in bilancio) o fonti di prova (le rogatorie). Oggi, è all'approvazione della Camera (il Senato ha già obbedito) la sospensione per un anno del processo milanese (poco conta che è stato necessario congelarne altre migliaia). Domani, prenderanno a correre le norme sulle intercettazioni che avrebbe voluto decreto con forza immediata di legge (se approvato, come si potrà autorizzare l'uso di quelle memorie acustiche che lo imbarazzano e forse lo dannano?). 3. Meglio non fidarsi e dunque a Milano, come già nel passato il suo sodale Previti, proporrà la fuga dal suo giudice naturale: l'ambiente giudiziario milanese è infetto, empio, politicizzato. è sul quarto tavolo, però, che giocherà la carta vincente. Il Parlamento è una bottega sua, è pronto ad approvargli una definitiva legge immunitaria. Recita: il Capo non è giudicabile. I processi si sospendono automaticamente. Finché siede a Palazzo Chigi, la sua posizione resta nel limbo. Rieletto ? magari al Quirinale, come desidera ? recupera l'immunità. La corsa a ostacoli annuncia mostri giuridici e sgorbi costituzionali. Vedremo come reggeranno gli equilibri e quale piega prenderanno le cose italiane.

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Se telefonando nel pieno della tempesta su processi e csm, finiscono sui giornali gli atti dell'inchiesta di Napoli (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Se telefonando nel pieno della tempesta su processi e csm, finiscono sui giornali gli atti dell'inchiesta di Napoli SESSO, BUGIE E AUDIOTAPE Nuove intercettazioni Rai si abbattono su Berlusconi. Saccà: ci provavano, ma io ero incorruttibile Nuova bufera sulle intercettazioni: stavolta quelle dell'inchiesta su Rai e Mediaset di Napoli, in cui i protagonisti sono Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, al centro di un presunto intrigo fatto di attrici raccomandate e manovre per far cadere il governo Prodi l'anno scorso. A pubblicarle è l' Espresso , da oggi in edicola, che chiama in causa anche altri politici "segnalatori": Fassino, Rutelli, Ronchi e Gianni Letta. Per la spallata al Professore, il settimanale punta il dito contro il berlusconiano Giancarlo Innocenzi, definito l'uomo chiave del "gioco grosso" che a sua volta tira in ballo Willer Bordon. Ma in un lungo sfogo raccolto dal Riformista , Saccà rigetta tutte le accuse: "Io ho fatto della Rai un'azienda cazzuta. A Mediaset ho spaccato il c..o. E poi nessuna delle attrici raccomandate ha lavorato. La mia etica è rigorosa". servizi a pagina 3 27/06/2008.

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Intercettazioni Nuove rivelazioni dell'Espresso sull'inchiesta di Napoli: Rai, Mediaset, raccomandazioni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

"Fai lavorare Antonella, sta diventando pericolosa" Non solo Berlusconi. Ma anche Letizia Moratti, Giovanni Minoli, Mario Landolfi e Luca Barbareschi di An, Giuliano Urbani e Ida Di Benedetto, Maurizio Costanzo e Brigitta Boccoli, Piero Fassino e il suo ex portavoce Roberto Cuillo, Francesco Rutelli, Gennaro Malgieri e Italo Bocchino sempre di An, Claudio Petruccioli, Clemente Mastella, Willer Bordon, Giancarlo Innocenzi, l'ex Oliver Onions Guido De Angelis, l'attuale ministro Andrea Ronchi, dulcis in fundo Gianni Letta che segnala Giuditta Saltarini, la vedova di Renato Rascel. L' Espresso ritorna sull'inchiesta di Napoli e pubblica nuove intercettazioni tra il principale accusato Agostino Saccà e parecchi intelocutori politici, a cominciare dal Cavaliere. In pratica tutti avrebbero avuto qualcosa da chiedere al potente ex direttore generale di Viale Mazzini poi a capo della fiction. In particolare modo, l'attenzione di molti è concentrata su attrici da segnalare e serie televisive da salvaguardare. Ma nelle migliaia di intercettazioni agli atti dell'inchiesta, secondo i magistrati, oltre alla presunta collusione tra Rai e Mediaset, la parte più rilevante riguarda "il gioco grosso", come lo definisce al telefono Saccà: quello che doveva riportare Berlusconi a Palazzo Chigi, grazie alla spallata contro Romano Prodi di un manipolo di senatori transfughi del centrosinistra, con un uomo chiave finora rimasto nell'ombra, Giancarlo Innocenzi, già sottosegretario alle Comunicazioni nel governo Berlusconi e prima ancora dirigente di Mediaset, quindi nominato membro dell'Autorità garante delle Comunicazioni, e alcune pressioni sul senatore Willer Bordon che ha un'attrice per moglie, al fine di fargli lasciare la maggioranza in base a quella che era definita "operazione libertaggio". Nell'agosto del 2007, si legge nell'articolo, quando il governo Prodi inizia a scricchiolare, "Innocenzi entra in campo e comincia a lavorare ai fianchi il senatore del centrosinistra Willer Bordon (a sua volta intercettato durante un colloquio con Saccà per difendere la fiction di De Angelis "Incantesimo" a rischio chiusura). Bordon ha una moglie attrice con un buon curriculum, si chiama Rosa Ferraiolo: Innocenzi si rivolge al suo amico produttore cinematografico De Angelis per farla lavorare. È lui stesso a raccontarlo il 2 agosto ad Agostino Saccà, ma a stopparli è il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, per un problema di costi. E Saccà si preoccupa, teme che il capo di RaiUno racconti la vicenda della moglie di Bordon". Parallelamente al "gioco grosso", ne prosegue anche uno piccolo. Berlusconi, afferma sempre il settimanale, avrebbe raccomandato alcune amiche per parti minori nelle fiction Rai trovando una sponda proprio nel produttore Guido De Angelis che manda a casa una attrice selezionata per merito, Sara Zanier, per fare spazio alla raccomandata del Cavaliere. Nascono i contatti tra il Cavaliere e il produttore invitato a pranzo il 25 ottobre dello scorso anno. Ma prima tocca al "gioco grosso", a "Inox" e "Tex", i nomi in codice usati nelle conversazioni intercettate per definire rispettivamente Innocenzi e Willer Bordon. Subito dopo un incontro con Berlusconi, Innocenzi chiama De Angelis al telefono e racconta quello che ha detto al Cavaliere: "Dovete fare a Guido un contratto quadro che sia per lo meno di 30 milioni all'anno. Guarda c'era anche Willer". Infine c'è un'intercettazione inedita nella quale il Cavaliere prega il direttore di Rai fiction Agostino Saccà di fare lavorare l'attrice Antonella Troise perché "sta diventando pericolosa". È il 12 settembre del 2007 quando il leader di Forza Italia chiama dalla sua residenza romana il telefonino di Saccà: "Si è messa in testa che io la odio. Che io ho bloccato la sua carriera artistica, ed è andata in giro a dire delle cose pazzesche... Ti chiedo questa cortesia di farle una telefonata... Perché sta diventando pericolosa". 27/06/2008.

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Tex <Mia moglie esce come un'eroina in questa vicenda. le intercettazioni sono necessarie> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Tex "Mia moglie esce come un'eroina in questa vicenda. le intercettazioni sono necessarie" Bordon: "Ho difeso Incantesimo, ho difeso la cultura" "Mi piacerebbe dire "io in questa storia non c'entro niente". Il problema è che qui manca proprio la storia. E comunque sa che le dico? Nonostante tutto io rimango favorevole alla pubblicazione delle intercettazioni. Purtroppo, nel nostro paese, la decadenza della classe politica è tale da renderla, ahimè, necessaria". L'ex senatore Willer Bordon è rimasto impantanato nell'ultima ondata di intercettazioni dell' Espresso sulle trame Rai-Mediaset. A leggere i verbali, Giancarlo Innocenzi, ex sottosegretario forzista in forza all'Agcom, lo avrebbe tampinato per conto di Berlusconi per portarlo a votare contro il governo Prodi. Un aiuto alla spallata in cambio di un contratto di lavoro per la moglie di Bordon, l'attrice Rosa Ferrariolo. Bordon, sarà su tutti i giornali, lo sa? "Mi romperà le scatole mezzo mondo. E io che pensavo di stare un pomeriggio tranquillo". Commenti? "Ma come faccio a commentare una cosa che non esiste? Quando uscì questa storia per la prima volta, decisi di non querelare l'Espresso . A mia moglie, che invece lo fece, il giudice rispose che bisognava archiviare tutto. E sa perché? Perché, più che danneggiata, ne usciva come un'eroina. Gli era stata fatta un'offerta e lei l'aveva rifiutata. Ecco perché dico che non c'è proprio la storia". Lei tramava contro Prodi? "Ma siamo impazziti? Sono amico di Romano da una vita e lo sono tuttora. Certo, se mi avessero intercettato mentre parlavo con lui, sarebbero emerse tutte le critiche che facevo al suo governo. Ma questo è noto. E poi, comunque sia, a parte che su questioni particolari, non ho mai votato contro di lui". Lo conosce Innocenzi? "Come faccio a non conoscerlo? Tra il 2001 e il 2006 ero il capogruppo più ostile al governo di cui era sottosegretario. Ma può uno dover rispondere anche delle conoscenze tra parlamentari?". C'è un intercettazione di lei che, al telefono con Saccà, difende Incantesimo . "Allora, tra i pericolosi amici di Berlusconi, oltre a me bisognerebbe indicare gente come Giulietti, Curzi, Gasbarra e Marrazzo. Quella battaglia contro la chiusura di Incantesimo la facemmo tutti insieme. Gasbarra e Marrazzo perché la fiction si girava a Roma. Io perché fui contattato da Curzi. C'erano molti posti di lavoro da difendere. Vennero persino a trovarmi i rappresentanti dei sindacati, in Senato. Mi sembra normale che, quando si trova in difficoltà, il mondo della cultura chieda aiuto al centrosinistra. Vivaddio, è sempre stato così. Altro che interesse personale...". E sua moglie? "Né prima né dopo il 2007 mia moglie ha lavorato a Incantesimo . Mai. Né è mai stata in trattativa con la produzione di quella fiction. E poi, mi scusi: il fatto di aver sposato un attrice avrebbe dovuto impedirmi, da politico, di seguire le vicende relative a quel mondo? Ho anche un figlio avvocato a Vicenza, se è per questo. Vuol dire che non potevo presentare una pdl sull'avvocatura o sul Dal Molin?". Come ci è finito, allora, in questa storia? "Se fossi dietrologo, penserei al referendum che ho appena promosso contro il finanziamento ai partiti. Ma rischierei di esagerare, no?". Effettivamente... "E comunque sto scrivendo un bel libro sulla "casta" vista da dentro. Sarà edito da una grande casa editrice. Per fortuna non si tratta di Mondadori , altrimenti al fango si sarebbe aggiunto altro fango. Posso aggiungere una cosa?". Prego. "In decenni di vita politica non sono mai finito sotto inchiesta. Mai, neanche sfiorato. Uno, poco fa, mi ha chiesto cosa risponderò al giudice. Al giudice? Ma quale giudice? Mica sono indagato. E poi, nonostante ci sia finito in mezzo, rimango favorevole alla pubblicazione delle intercettazioni". Tommaso Labate 27/06/2008.

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Reazioni si torna a parlare di riforma delle indagini telefoniche (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Reazioni si torna a parlare di riforma delle indagini telefoniche Ghedini: "Denunceremo". Ma la politica torna a dividersi "Depositeremo una denuncia", annuncia Niccolò Ghedini. La pubblicazione - anticipata nei contenuti già da ieri - di nuove intercettazioni telefoniche da parte dell' Espresso , non è piaciuta al legale di Silvio Berlusconi. Se Ghedini parla come avvocato, dietro di lui sono però in molti a intrecciare questa vicenda con le altre che in queste settimane stanno infiammando la politica: decreto sicurezza con la norma che sospende i processi, lodo Schifani, scontro aperto con la magistratura. Da qualche giorno quello delle intercettazioni sembrava un fronte di retroguardia, anche se, ancora molto di recente, maggioranza e opposizione proprio su questo erano andate allo scontro e anche la categoria dei giornalisti aveva fatto sentire la propria voce. Ebbene, maggioranza, opposizione, giudici e giornalisti ieri sono stati di nuovo chiamati tutti in causa per una vicenda che, ancora una volta, trova l'origine nella pubblicazione di intercettazioni telefoniche. "Sull'ultimo numero dell'Espresso - attacca Ghedini che assiste il presidente del Consiglio per il processo di Napoli insieme all'avvocato Michele Cerabona - con assoluta tempestività e per l'ennesima volta, si assiste ad un nuovo episodio di violazione di legge con la propalazione di intercettazioni telefoniche di cui è assolutamente vietata la pubblicazione. Provvederemo a depositare al più presto una denuncia alla autorità giudiziaria competente auspicando che indaghi a fondo per scoprire chi ha consegnato tali intercettazioni al settimanale". La ragione della decisione dei legali del premier è nel fatto che il procedimento in corso a Napoli è ancora nella fase precedente a quella della udienza preliminare, fissata soltanto per il 18 luglio prossimo. Dunque, si fa notare che, stando a quanto prevede il codice di procedura penale, si tratta di un momento del processo nel quale è ancora fatto divieto alla pubblicazione di atti, anche per riassunto, mentre già da ieri era disponibile anche un file audio delle stesse intercettazioni. Ora si tratterà di capire anche se, per ciò che è stato pubblicato, vige quello che in giurisprudenza viene definito divieto relativo di pubblicazione, che riguarda gli atti di cui l'imputato e il difensore possono avere conoscenza. In tal caso, infatti, si potrebbe dare conto del contenuto dell'atto ma non riprodurre l'atto stesso. Di tutto ciò, però, si occuperanno evidentemente i giudici. La politica, invece, procede spedita verso l'ennesimo scontro. D'altra parte, nessuno dimentica le polemiche scoppiate quando avvenne la pubblicazione della ormai famosa telefonata tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Si era quasi alla vigilia di Natale del 2007. Anche allora al centro del caso ci fu l'Espresso . Sui giornali, anche allora, si scriveva di dialogo tra Veltroni e Berlusconi. E ci fu chi interpretò l'uscita di quelle intercettazioni come un segnale. "In generale sono sempre stato scettico sulla esistenza di una giustizia ad orologeria", spiega però, interrogato sulla vicenda di ieri, Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra targato Pd. "I tempi processuali - aggiunge - non possono seguire quelli della politica e dunque non credo a ricostruzioni dietologiche". Secondo Tenaglia, poi, il dialogo era già stato interrotto, "e non da noi - precisa - ma dalla lettera del presidente del Consiglio al presidente del Senato e dalla presentazione dell'emendamento blocca processi che hanno strappato il filo del dialogo sulle regole". Secondo Fabrizio Cicchitto, invece, "siamo all'inizio di una torbida operazione, i cui obiettivi politici sono quelli di modificare il quadro politico uscito dalle elezioni". Daniele Capezzone parla di "intercettazioni juke-box sulla linea Napoli-Espresso ". Sull'altro fronte, il dipietrista Massimo Donadi insiste sul fatto che "il nuovo capitolo della saga Berlusconi-Saccà spiega la fretta del premier sulle norme per impedire le intercettazioni". Rutelli, infine, annuncia querele e spiega, tra le altre cose, che "quel richiamo al vicedirettore Rai Leone io l'ho fatto in pubblico, e non certo in una intercettazione telefonica: davanti a tanti protagonisti del cinema e della tv nella serata del 70esimo di Cinecittà di cui la Loren fu splendida madrina". Dunque, il tema intercettazioni torna velocemente al centro del dibattito politico. "Quanto accaduto - osserva infatti Ghedini - dimostra ulteriormente, se ve ne fosse stata la necessità, l'urgenza delle nuove norme in tema di pubblicazione delle intercettazioni". Di diversa opinione, naturalmente, Tenaglia, secondo il quale "che ci voglia una legge moderna ed equilibrata sulle intercettazioni è una cosa che prescinde dalle singole vicende giudiziarie". "L'obiettivo - dice il ministro ombra - è di tutelare la privacy senza però sacrificare l'interesse alla repressione dei reati come fa la proposta del governo". "Ancora una volta - si legge in un anota dell'Anm - assistiamo al deprecabile fenomeno della diffusione del contenuto di intercettazioni telefoniche, che, in quanto non più coperte dal segreto, vengono diffuse e pubblicate nella loro interezza ed anche in formato audio". Infine, nella stessa nota si segnala la necessità di un intervento normativo "diretto a garantire la riservatezza delle persone coinvolte con riferimento a notizie ed informazioni non rilevanti per le indagini". 27/06/2008.

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Conversazione Lo sfogo di Agostino Saccà dopo aver letto l'articolo (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Conversazione Lo sfogo di Agostino Saccà dopo aver letto l'articolo "Ma quale gioco grosso, io a Mediaset la spaccavo" Le confessioni di Agostino partono da Karl Marx: "Questa è tutta roba uscita fuori già sei mesi fa. Come dicono i miei avvocati la prima volta la storia si presenta come tragedia, la seconda come farsa. Questo è un paese malato. Ma di che cosa stiamo parlando?". Agostino Saccà, già direttore generale della Rai poi a capo della fiction e oggi autosospesosi per l'inchiesta di Napoli, ieri si è sfogato lungamente coi suoi collaboratori dopo avere letto l'anticipazione del servizio dell' Espresso . I suoi legali hanno parlato di "sconcio giudiziario", di "materiali raffazzonati e non sottoposti al vaglio dei giudici, senza garanzia di trascrizione e veridicità", e sospettato persino "un'uscita non casuale" visto che a breve il giudice del lavoro dovrà decidere sul ricorso del loro assistito per costringere Viale Mazzini a pronunciarsi sulla vicenda dopo "la più lunga internal auditing" della storia dell'azienda. Coi suoi fedelissimi, l'ex dg emblema di quel partitone trasversale della Rai si è difeso a oltranza, rigettando punto per punto le rivelazioni vecchie e nuove del settimanale del gruppo De Benedetti. A cominciare dal sospetto di finto duopolio televisivo che viene fuori dalla lettura delle intercettazioni: "Io ho fatto della Rai un'azienda cazzuta, che a Mediaset ha spaccato il c..o. Da gennaio a oggi nelle prime dieci fiction più viste nove sono nostre e una sola di Mediaset. La stessa cosa nel 2007: ma non su dieci, stavolta la concorrenza compariva una sola volta su venticinque produzioni. La verità è che in questo paese non si può essere amici di Berlusconi e allo stesso tempo essere indipendenti da Mediaset. Quando sono stato direttore generale ho portato la Rai al 47 per cento di ascolti, risparmiando 200 milioni di euro. Oggi con Cappon è al 43. Quando sono arrivato io ho fatto produrre tutto dentro la Rai. Andate a vedere oggi qual è la situazione. Al centro di Napoli non si fa più niente. Eppoi io sono un uomo del sistema. Che devo fare se mi chiama Confalonieri? Non gli devo parlare?". Accanto ai numeri c'è la rivendicazione di "un'etica rigorosa". A chi ha parlato con lui, Saccà ha fatto notare che la sua innocenza è dimostrata dall'esito delle segnalazioni arrivate a lui dal Cavaliere ma anche da alcuni leader del centrosinistra. Un paradosso che dimostra così: "Dalle intercettazioni emerge in maniera limpida la mia etica rigorosa. Nessuna di quelle ragazze segnalate ha lavorato. Né la Troise, né quella di Confalonieri, né la Boccoli proposta da Costanzo, né la Saltarini segnalata da Letta. Nessuna. La Troise non ha fatto nemmeno il provino. Alla mia amica carissima Letizia (Moratti, sindaco di Milano, ndr ) che voleva Eliana Miglio gliel'ho detto chiaramente quando ha chiamato per la seconda volta: "Il rigore me l'hai insegnato tu". Non hanno lavorato perché non erano adatte e poi sono stato io a introdurre i provini collettivi, giudicati da una commissione. L'ho fatto per avere qualità ma anche per proteggermi. Ma sia chiaro, io non un moralista. Viviamo in una società aperta e le segnalazioni arrivano da tutte le parti e non c'è nulla di male. È normale. Ma c'è sempre la prova dei fatti, il rispetto di alcuni standard. Prendete la Martinez. È bravissima e anche Mastella la voleva per Coco Chanel ma alla fine abbiamo scelto la Bobulova per una questione di età". In realtà, secondo le accuse dei magistrati napoletani nei confronti dell'ex dg e dell'attuale premier, le raccomandazioni del Cavaliere per cinque sue stelline (Antonella Troise, Evelina Manna, Elena Russo, Camilla Ferranti, Eleonora Gaggioli) sarebbero state propedeutiche a un sostegno berlusconiano per una futura attività privata di Saccà nel settore delle fiction. Non solo: sullo sfondo ci sarebbe anche "il gioco grosso" per buttare giù Romano Prodi nel 2007, cui Saccà non sarebbe estraneo con manovre su alcuni senatori del centrosinistra: "Lo ripeto sono cose vecchie, uscite sei mesi fa. Ma di che cosa stiamo parlando? Di quelle ragazze nessuna ha lavorato. Dov'è il patto? Non c'è alcuna rilevanza penale. Dov'è il reato? Io ho solo parlato al telefono con un senatore calabrese andato via da Forza Italia. Lui mi ha detto no e la storia è finita lì. Altrimenti sarei indagato per questo. O no? Il problema è che nessuno scrive le accuse per cui vogliono rinviarmi a giudizio. Sono due e basta. Una riguarda il filone per la presunta corruzione nella storia di Proietti, intermediario della Bavaria Film. Nell'inchiesta interna della Rai questa roba non figura nemmeno tra le contestazioni perché è stato dimostrato che quei pagamenti erano legittimi. Poi c'è la storia delle cinque attrici di Berlusconi che non hanno mai lavorato. Ma di che cosa stiamo parlando?". Tra le intercettazioni lette dall'Espresso c'è poi la sponsorizzazione di Giovanni Minoli a dg della Rai nella scorsa estate. A Palazzo Chigi c'è Romano Prodi, cui il direttore di Rai educational si era molto avvicinato, e Saccà fa da ponte con Berlusconi per convincerlo sul nome di Minoli, che tra l'altro è stato già sentito in merito durante l'internal auditing di Viale Mazzini. Anche su questo punto Saccà è stato netto nello sfogo di ieri: "Prodi era scontento di Cappon (attuale dg, ndr ) e voleva sostituirlo con Perricone ma lui era già andato alla Rcs. Quindi voleva Minoli e io ero d'accordo perché in quel posto serve un direttore editoriale. Lo dico coerentemente con la mia storia in questa azienda. Eppoi da quando c'è la tv ogni direttore generale è stato espressione del governo, tranne che con Craxi che invece aveva il capo del personale. Ma di che cosa stiamo parlando?". 27/06/2008.

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Segue dalla prima il leader dell'italia dei valori: <berlusconi ha una mente luciferina> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Segue dalla prima il leader dell'italia dei valori: "berlusconi ha una mente luciferina" "Veltroni gioca a golf, io gioco a rugby" (segue dalla prima pagina) "E invece, anche questa volta, sta usando governo e parlamento per sistemare i suoi affari e risolvere i suoi problemi giudiziari, che sono poi la vera e unica ragione per cui si è messo a fare politica, altro che chiacchiere". Ci risiamo con questa storia. "Altro che ci risiamo. Quattordici anni fa doveva rendere conto alla giustizia. Poteva andare dai giudici e chiarire la sua posizione: è provato che aziende del suo gruppo hanno pagato mazzette a destra e a manca. Oppure poteva andare alle Antille e fare il latitante di lusso. Invece ha deciso di entrare in politica. Dice che i giudici lo assillano. E invece è lui che li assilla da 14 anni, usando la politica come strumento di difesa giudiziaria". Di questo governo non si salva niente? "Stiamo ai fatti. Prima ha fatto una legge "salva Retequattro", che permette alla sua azienda di prosperare alle spalle di un'altra, Europa 7, che ha legittimamente vinto la gara. Poi la "salva premier", che serve a bloccare i processi penali che lo riguardano. E per fare questo si impedisce ai magistrati di utilizzare le intercettazioni per combattere la criminalità; si nega ai giornalisti la possibilità di far sapere all'opinione pubblica cosa succede nelle aule di giustizia; si mette in crisi il funzionamento della giustizia. Tutto per gli interessi di uno solo". Lei ha detto che Berlusconi ha una mente diabolica. Non le sembra troppo? "Guardi che l'uomo ha davvero una mente luciferina: si dice angosciato e ha pronto il lodo Schifani. Si dice preoccupato e poi scrive una lettera al presidente del Senato. Poi cerca in anticipo di buttare in polemica politica quel che pensa possa essere il risultato giudiziario che lo riguarda. Lui sa, e anche bene, che cosa ha fatto insieme al teste Mills e come mai tanti soldi sono passati dalle sue tasche a quelle di quel falso teste giudiziario. E si capisce che Berlusconi ha urgenza visto che, ripeto, quello che ha fatto lo sa più dei giudici. Ecco perché vuole chiudere tutto prima del 10 luglio, data in cui sarà accolta o meno l'istanza di ricusazione presentata dai legali del premier al processo Mills. Bella faccia tosta". Che ne pensa delle intercettazioni con Saccà pubblicate dall'Espresso? "Si capisce che Berlusconi vuole il controllo totale dell'informazione e che si comporta da padrone anche con il servizio pubblico". Con Veltroni siete alleati, ma le vostre posizioni sono assai distanti. Basta ascoltarla. "Mi sembra che, rispetto all'inizio, il Pd ha preso atto che è impossibile dialogare all'inglese col Caimano nostrano. Il gioco all'inglese si fa su un campo da golf, qui si gioca a rugby. Noi c'eravamo arrivati da subito. Io ho letto le carte processuali di Berlusconi. Lo dico sempre: chi si fida di lui sbaglia. Bisogna mettere le cose per iscritto. Ha visto come ha fatto il gioco delle tre carte pure con il presidente della Repubblica? Prima gli ha fatto firmare una cosa, poi l'ha cambiata". Quindi niente dialogo, nemmeno sulle regole del gioco? "Ma quale dialogo. A quello non gliene frega niente del dialogo, delle regole. Pensa solo agli affari suoi. Mi pare che dopo un'apertura di credito a vuoto il Pd ci stia ripensando. Col lupo non bisogna fare gli agnelli. È evidente a cosa serve il lodo Schifani. Voglio dire che un'alta carica dello Stato deve essere innocente, non impunita. Insisto: il processo che riguarda Berlusconi è iniziato prima che diventasse premier. Sarebbe suo dovere farsi giudicare subito. Un presidente del Consiglio che corrompe i giudici i cittadini non lo vogliono". Col Pd, dunque, nessuna rottura? "Io non discuto la leadership di Veltroni. Discuto di come fare opposizione. Noi, come Italia dei valori, facciamo un'opposizione determinata, convinta e senza sconti. Ma sto cominciando a vedere un Pd più reattivo". In piazza però, pur essendo alleati, andate separati. Voi l'8 luglio, il Pd a ottobre. "I tempi della politica li decide la politica. Se il lodo Schifani si discute oggi, oggi vanno informati i cittadini. Inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati". Andrà anche alla manifestazione del 25 luglio di Grillo contro i partiti che "espropriano la democrazia". Che cos'è un altro V-day? "No, è una marcia per la democrazia. I partiti che oggi nominano i propri rappresentanti in Parlamento non sono uno strumento democratico. Servono primarie, trasparenza. Insomma il potere in mano ai cittadini. Per questo andrò". Alessandro De Angelis 27/06/2008.

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Il settimanale Espresso pubblica oggi nuove (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Tempo, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stampa Il settimanale "Espresso" pubblica oggi nuove ... Il settimanale "Espresso" pubblica oggi nuove intercettazioni relative ai rapporti tra il Premier Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà. Risalgono al 2007 e fanno parte delle 9 mila telefonate depositate nell'inchiesta napoletana per corruzione contro il Cavaliere e lo stesso Saccà. L'onorevole Ghedini, legale di Berlusconi, ha annunciato che sarà presentata una denuncia. Intanto il Pdl attacca Mancino e ne chiede le immediate dimissioni dopo la fuga di notizie. Da parte sua, il vicepresidente del Csm richiama l'organo di autogoverno dei magistrati alla riservatezza. a pag. 2.

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Berlusconi-Saccà, diffuse nuove intercettazioni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Messaggero, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

L'inchiesta di Napoli sui presunti "favori" chiesti all'allora direttore della Fiction Rai. Coinvolti nomi bipartisan.

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ROMA - Ci sono novemila telefonate private. Intercettate con i soldi dell'Erario e tras (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Messaggero, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Di MASSIMO MARTINELLI ROMA - Ci sono novemila telefonate private. Intercettate con i soldi dell'Erario e trascritte in atti giudiziari. Poi consegnate al settimanale L'Espresso e persino messe sul web, a disposizione di chiunque abbia il desiderio di sentire le trattative tra due produttori del cinema, oppure le considerazioni private di politici e manager sulle attrici di fiction, o ancora le istanze di guadagno di questo o di quell'altro uomo di spettacolo. E' l'ultima (per ora) puntata del Grande Fratello giudiziario di una procura italiana, quella di Napoli, che ha messo a disposizione della parti del processo tutta la documentazione di una mastodontica inchiesta volta a scoprire se Berlusconi abbia o meno raccomandato un paio di attrici oppure se il direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, abbia o meno favorito questo o quell'altro produttore cinematografico stipulando contratti di fiction. Entrambi sono indagati per il reato di corruzione, per Saccà è in arrivo anche la richiesta di rinvio a giudizio e il processo dirà se sono effettivamente responsabili di un reato così grave. Eppure, negli atti di questa vicenda giudiziaria che in piena guerra di camorra ha assorbito molte energie della procura partenopea, sono rimasti i nomi di politici di maggioranza e opposizione, di mogli dei suddetti politici, di affaristi della tv e di attrici che per uno scherzo del destino si ritrovano citate nelle telefonate di "raccomandazione" ma poi non sono neanche state scritturate. Paradossalmente, come segnala anche l'Associazione nazionale magistrati che ha deprecato la pubblicazione, la documentazione messa a disposizione su internet non è più coperta dal segreto istruttorio poiché l'inchiesta è arrivata alle sue battute finali. Eppure molti dei documenti che sono nel fascicolo sono gravemente lesivi del diritto alla riservatezza di ognuna delle persone citate e - soprattutto - non contengono riferimenti a precise ipotesi di reato. In realtà gli indagati contestano anche l'esistenza delle fattispecie di reato ipotizzate nei loro confronti: Nicolò Ghedini, legale di Berlusconi, annuncia querele: "Sull'ultimo numero dell'Espresso, con assoluta tempestività e per l'ennesima volta, si assiste ad un nuovo episodio di violazione di legge con la propalazione di intercettazioni telefoniche di cui è assolutamente vietata la pubblicazione. Provvederemo a depositare al più presto una denuncia alla autorità giudiziaria competente auspicando che indaghi a fondo per scoprire chi ha consegnato tali intercettazioni al settimanale". Dura anche la reazione di uno dei legali di Saccà, Federico Tedeschini, che parla di "sconcio giudiziario" e di "uscita non casuale" delle nuove intercettazioni. "È un ulteriore abuso e una ulteriore violazione del segreto istruttorio cui speriamo che il legislatore sappia porre rimedio con una legge", aggiunge l'avvocato, che pensa anche a un ricorso al Garante per la privacy. Lo stesso Saccà, fa anche notare come nessuna delle segnalazioni riportate nelle intercettazioni sia "andata a buon fine". Da parte sua, il direttore generale della Rai, Claudio Cappon si trincera dietro un "no comment"; ma annuncia che a Viale Mazzini è arrivata "non molto tempo fa" una ulteriore, "amplissima" documentazione dalla procura di Napoli all'esame degli organi competenti. "Attendo che le strutture completino il lavoro - dice Cappon - mantenendo la massima attenzione alla correttezza delle procedure", che finora sono state applicate "con estremo rigore, a tutela non solo della Rai, ma anche dei singoli". Saccà replica che il nuovo materiale arrivato da Napoli di cui parla il Dg della Rai, "non ha rilevanza penale e disciplinare". Intanto, sulle altre intercettazioni che risalgono al 2005 relative al presunto patto Rai-Mediaset, indaga la Corte dei Conti, come conferma Cappon che ne ha parlato anche durante il consiglio di amministrazione di due giorni fa.

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Ministro, la legislatura èiniziata da poco, cosa si augura (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Tempo, Il" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Tempo, Il)

Argomenti: Berlu Saccà

Stampa Ministro, la legislatura è iniziata da poco, cosa si augura ... Ministro, la legislatura è iniziata da poco, cosa si augura di riuscire a fare? "Il punto che mi sta più a cuore è sicuramente quello di veder ripartire le opere infrastrutturali nel nostro Paese perché sono indispensabili per lo sviluppo. La crisi economica ha colpito tutti i Paesi, ma l'Italia ha due problemi in più da risolvere: il peso del proprio debito pubblico e il ritardo nella realizzazione di grandi opere. Questo non ci rende competitivi". Perché? "Il nostro sistema è in gran parte costituito da piccole e medie imprese che devono reperire materie prime, finire il prodotto e consegnarlo. è chiaro che, in questo processo, il costo del trasporto ha un'incidenza notevole. Ma anche l'industria del turismo ha bisogno di infrastrutture efficienti. Oggi si va in vacanza per pochi giorni e non si possono impiegare tempi biblici per gli spostamenti". Potrebbe indicare alcune opere che considera prioritarie? "Sicuramente finire l'Alta Velocità. Poi ci sono le autostrade che mancano sia al Nord che al Sud. Una cosa che ci sta particolarmente a cuore, visto che stiamo parlando di ritardi ultratrentennali, è l'autostrada Cecina-Civitavecchia. è una vergogna non sia stata ancora realizzata. Anche perché, in questo modo, si penalizza oltremodo l'economia del Lazio. Pensi che dal porto di Livorno parte solo l'1% dei prodotti destinati al mercato laziale e questo perché non esiste un collegamento diretto". Come intendete intervenire? "Per quanto riguarda il progetto relativo alla competenza Toscana c'è già un accordo tra l'allora ministro Lunardi e il governatore Martini e non ho intenzione di rimetterlo in discussione. Per il Lazio, invece, ho recentemente incontrato il presidente Marrazzo che si è detto disponibile a presentare quanto prima un progetto". A quando la posa della prima pietra? "Ricordo che nel 1970 quando fui eletto consigliere comunale a Livorno uno dei primi atti che feci fu un ordine del giorno a favore dell'autostrada Cecina-Civitavecchia. Sono passati 38 anni. Oggi posso dire che, se Marrazzo rispetterà gli impegni presi, poseremo la prima pietra entro la fine del 2009". Sciolto anche il "nodo Capalbio"? "Lo abbiamo sciolto con l'accordo Lunardi-Martini e non intendo tornare indietro anche perché a quel tempo, come ministro dell'Ambiente, feci da mediatore tra le esigenze del governo nazionale e quelle degli enti locali". Tornando al Lazio ci sono quattro opere che attendono di essere completate: la Roma-Latina-Cisterna-Valmontone, le complanari della A24, il raddoppio della Salaria, la Orte-Civitavecchia. Il suo predecessore ha firmato dei protocolli con la Regione Lazio. Vi impegnate a mantenere gli stanziamenti? "Anzitutto vorrei sottolineare che, quando si parla del completamento Cecina-Civitavecchia, si intende fino a Formia. Poi dobbiamo sciogliere il nodo Orte perché Viterbo è tagliata fuori. Certo, dobbiamo fare i conti con le risorse". Passiamo all'Alta Velocità. Dopo due anni di blocco potrete finalmente rimettere mano alla Torino-Lione. "Anzitutto è bene precisare che il tratto di cui stiamo parlando è lungo circa 50 chilometri e, solo per dieci, interessa il nostro Paese. Comunque non è vero che siamo stati fermi. Quando, durante il precedente governo Berlusconi, esplose la protesta delle comunità locali, la nostra decisione fu quella di istituire un osservatorio tecnico presieduto dall'architetto Mario Virano che fu confermato anche da Romano Prodi. Contestualmente però, ed è questo che ha rallentato i lavori, l'esecutivo di centrosinistra decise di togliere l'opera dalla legge Obiettivo. Così siamo tornati alla conferenza dei servizi. In ogni caso, in questi anni, l'osservatorio ha lavorato e si è riunito circa 70 volte". Quali sono i risultati di questo lavoro? "Recentemente mi hanno chiesto di presiedere una seduta. Io ho accettato a patto di poter incontrare, subito dopo, i sindaci della zona. Ebbene, posso dirvi che ad oggi, i sindaci aprioristicamente contrari all'opera sono solo quattro. Tutti di Rifondazione comunista. Comunque lunedì 30 giugno i tecnici finiranno il lavoro e, proprio per questo, ieri si sono riuniti in "conclave" per stilare un progetto che contenga le modifiche necessarie. Da quel momento in poi comincerà la seconda fase che ci porterà alla realizzazione dell'opera. Un'opera che si deve assolutamente fare". Anche qui la domanda è d'obbligo: termine dei lavori previsto? "Servono dai 15 ai 20 anni. Per questo credo che possiamo prenderci 6 mesi di tempo in più per trovare un accordo che soddisfi tutti". Recentemente lei ha parlato di una legge obiettivo per il piano casa. Può spiegarci tempi e modi? "Io credo che, per evitare lungaggini, si possano riprendere alcuni meccanismi della legge obiettivo. In ogni caso vorrei sottolineare che il piano casa inserito dal governo nel Dpef è molto ambizioso. Credo che solo Fanfani, prima di noi, abbia fatto qualcosa di simile. è la prima volta che il problema viene affrontato in maniera strutturale. Il piano partirà subito. Ho già nominato un un sottosegretario che si occuperà solo di questo. Ogni Regione dovrà assegnare delle aree da adibire alla costruzione delle abitazioni e poi farà le graduatorie". Insomma, si procede spediti? "Da sindaco di una cittadina di 15.000 abitanti mi sono trovato ad affrontare molti problemi di questo tipo. Le assicuro che esistono sacche di disperazione enormi. Famiglie di quattro-cinque persone che vivono in 35 metri quadri e questo accade in un comune, come quello di Orbetello, che viene solitamente considerato ricco. è un problema serio che va affrontato subito. Ho già ricevuto la disponibilità di diversi privati". Possiamo dire che, entro la fine della legislatura, avrete consegnato le chiavi di casa a qualche inquilino? "Assolutamente sì anche perché, se così non fosse, avremo fallito". Come farete con quei comuni, come Roma, che hanno poche aree a disposizione: procederete con gli espropri? "Fin quando è possibile è sempre meglio evitare gli espropri perché significa dare il via a un processo fatto di ricorsi al Tar e proteste che, spesso, blocca i lavori per anni. Il punto è che ci sono Comuni che, pur avendo aree disponibili, preferiscono affidarle ai privati. Per questo credo che occorra fare una ricognizione completa". A proposito di velocità. Oggi, per fare una strada, servono 18 autorizzazioni. Crede sia necessaria una nuova legge Urbanistica? "Da anni parliamo di snellire le procedure. Molti sono convinti che questo coinciderebbe con una diminuzione dei controlli, ma non è così. Aumentiamoli pure i controlli, ma snelliamo le procedure. è indubbio, ad esempio, che il meccanismo della conferenza dei servizi fa perdere un sacco di tempo. La nostra priorità è semplificare. Non è un caso che sia stato istituito un dicastero ad hoc". I privati sono molti interessati al piano casa, ma è così anche per le grandi opere? "Partiamo da un assunto: nelle casse dello Stato non ci sono soldi sufficienti per realizzare le grandi opere. I privati sono molto interessati al settore ma, in cambio, chiedono allo Stato date e regole certe. La politica deve dare queste risposte. E io credo che noi possiamo farlo perché davanti abbiamo un'intera legislatura. In ogni modo vorrei ricordare che non esiste Stato in Europa capace di realizzare grandi infrastrutture con i propri soldi". In ogni caso il Ponte sullo Stretto rimane una priorità? "Il governo Prodi aveva accantonato l'opera e, proprio per questo, la società incaricata della costruzione rischiava di chiudere. Il mio primo atto da ministro è stato quello di inviare una lettera ai vertici dell'azienda a cui ho ribadito il carattere prioritario del Ponte. Tra l'altro, dopo la sua nomina, ho incontrato il commissario europeo Tajani che ha la delega ai Trasporti e con il quale ho parlato dei fondi che dovrebbero arrivare dall'Europa. è tutto in itinere, ma credo che entro la fine della legislatura avremo posto la prima pietra. Altrimenti vorrà dire che abbiamo fallito". Dossier Alitalia. Ci sono novità? "Confesso che faccio un pò di difficoltà a parlarne perché la situazione è molto delicata. Ho parlato con il dottor Passera che sta lavorando e mi ha detto che, tra 10 giorni, ci relazionerà sullo stato degli accordi raggiunti. So che ci sono diversi sono privati interessati all'operazione. Non ho parlato invece con Tremonti ma, leggendo le sue dichiarazioni, mi sembra che abbia dato speranza per una soluzione positiva della vicenda. Dalle sue parole, inoltre, ho l'impressione che il piano Ermolli sia decaduto. In ogni caso l'obiettivo del governo resta quello di dare un progetto industriale ad Alitalia. Non ci interessano piani finanziari". Cosa può dirci invece su Ferrovie dello Stato. Il bubbone è pronto a scoppiare? "Lo stato dell'arte è che ci sono alcune linee ampiamente attive e altre no. Detto questo sappiamo che c'è un aspetto sociale che non possiamo ignorare e che quello ferroviario è un servizio che va garantito. In ogni caso vorrei raccontarle un aneddoto. Quando ho incontrato Moretti mi ha detto che c'era una linea ferroviaria da Reggio Calabria a Bari dove, su una capienza potenziale di 600 passeggeri, ne viaggiavano in media 32 e ci costavano complessivamente 3 milioni di euro. Gli ho detto di chiudere immediatamente il collegamento. Certo la stessa cosa non può avvenire per quelle tratte che, pur in rimessa, sono fondamentali per i pendolari. In ogni caso credo che due cose vadano fatte subito: internazionalizzare le nostre ferrovie e prevedere un solo macchinista per treno. Non esistono paesi in Europa in cui ci siano 2 macchinisti. Ma per fare questo, ovviamente, serve un confronto con i sindacati". Lei ha appena siglato un accordo che ha scongiurato lo sciopero dei Tir. Non è che i costi di questa intesa ricadranno sugli utenti finali? "L'accordo prevede aspetti normativi e aspetti economici. Abbiamo sbloccato risorse già previste per l'autotrasporto e, contemporaneamente, ci siamo impegnati a reperirne altre. I rappresentanti degli autotrasportatori hanno firmato, me lo hanno detto chiaramente, perché hanno fiducia nel fatto che manterrò le promesse fatte. E questo mi fa sentire maggiormente responsabile". Lei è stato sempre un fautore del dialogo, anche con i magistrati. Come vive questo momento di scontro? "Io non ho mai fatto dichiarazioni sui magistrati perché rispetto il loro lavoro. Ma certo non posso fare a meno di notare che ce ne sono alcuni che lavorano nella aule dei tribunali e parlano attraverso le sentenze, mentre altri preferiscono parlare e fare processi in televisione. Allo stesso modo mi trovo costretto a sottolineare un certo accanimento nei confronti del presidente Berlusconi. Noi tutti ricordiamo cosa accadde nel 1994: che bisogno c'era di inviare un avviso di garanzia a mezzo stampa colpendo non solo la persona, ma l'immagine di un intero Paese? è evidente che ci sono delle anomalie. Così come trovo anomalo che il Csm esprima il proprio parere senza aspettare che il Parlamento si pronunci. Non era la Corte Costituzionale che doveva esprimere giudizi sulla conformità delle leggi?" Come vede il percorso del Popolo della libertà? "Io sono sempre stato un tifoso del partito unico. Ricordo che, quando con Fini andammo a siglare l'accordo per la lista unica, sentii che si realizzava qualcosa di più di una semplice lista elettorale. Oggi, nonostante coloro che sostenevano che la legge elettorale favoriva la frammentazione, abbiamo un sistema politico semplificato. Certo, nel centrodestra forse siamo stati meno bravi del Pd perché non abbiamo ancora fatto il partito unico, ma è una delle priorità. Tanto che presto comincerà il lavoro della commissione incaricata di stilare lo statuto e poi ci saranno i congressi. Io spero di arrivare alle elezioni europee con un partito unico". E spera anche di recuperare Storace? "Tutti sanno che io, fino all'ultimo, ho cercato di convincere Storace a non andarsene perché pensavo che Francesco potesse dare vita ad una propria corrente. Io non pongo mai veti sulle persone e quindi è chiaro che, se qualcuno vuole condividere idee e programmi del partito unico, è il benvenuto. Questo vale anche per l'Udc". Il suo predecessore Di Pietro è, oggi, il più convinto oppositore del governo. Che eredità le ha lasciato? "Di Pietro deve agitarsi, talvolta anche in maniera scomposta, per guadagnare spazi e non scomparire. Quanto all'eredità ricevuta devo dire che, in molti casi, il mio predecessore è stato costretto a bloccare una serie di opere per i veti di parte della sua maggioranza. L'elenco è abbastanza lungo ma il fatto che Di Pietro abbia condiviso l'impianto della legge obiettivo mi fa dire che ha condiviso anche il nostro progetto di realizzare infrastrutture nel Paese".

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Berlusconi, Saccà e la Rai Le nuove intercettazioni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Berlusconi, Saccà e la Rai Le nuove intercettazioni Napoli, riesplode il caso delle telefonate del premier "L'Espresso" pubblica nove conversazioni dell'inchiesta sulla presunta manovra per la compravendita di voti MILANO - Il settimanale L'Espresso pubblica tutto nel numero in edicola oggi. Sono intercettazioni telefoniche inedite (nove) dell'inchiesta napoletana che già a dicembre dell'anno scorso aveva fatto scandalo per i contenuti delle conversazioni fra il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi. Il punto di partenza resta lo stesso, l'ipotesi di corruzione per tutti e due. Le indagini, focalizzate all'inizio su una presunta compravendita di voti in Senato, incapparono nei colloqui per mettere a punto un piano che facesse cadere l'allora governo Prodi; la procura registrò le chiamate con le quali il Cavaliere segnalava al dirigente Rai (autosospeso) alcune attrici da piazzare nei vari programmi, mise nero su bianco valutazioni su politici e starlette. Quando quelle telefonate divennero pubbliche fu un terremoto politico. E adesso siamo di nuovo nelle stesse condizioni perché le intercettazioni che L'Espresso pubblica ora (anche in audio sul suo sito web) sono materia di un sicuro sconto politico- giudiziario. Ai magistrati di Napoli interessano relativamente le raccomandazioni del premier per Antonella Troise, Evelina Manna, Elena Russo, Camilla Ferranti ed Eleonora Gaggioli. La richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi è legata alla "sua duplice veste di leader politico e di maggiore imprenditore italiano del settore televisivo" che "prometteva al direttore di Rai Fiction il sostegno economico delle iniziative private che Saccà si apprestava a intraprendere". In cambio, scrive il settimanale, Saccà avrebbe fatto per lui il "gioco grosso": favorire politici (con assunzioni in Rai di loro amici o parenti) i quali avrebbero poi ricambiato con azioni politiche anti-prodi. Avrebbe fatto parte di un progetto del genere, per esempio, la moglie del senatore del centrosinistra Willer Bordon, Rosa Ferraiolo. Per aiutare il "grande capo" (Berlusconi) a risalire a Palazzo Chigi Saccà chiede una mano al produttore Guido De Angelis e all'amico Giancarlo - mai chiamato per cognome ma che corrisponde all'utenza telefonica di Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autorità Garante delle telecomunicazioni, ex dirigente Mediaset. I due (soprannominati Inox e Tex Willer) si muovono per trovare un lavoro alla moglie di Bordon ma il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce frena per questione di costi. Così nelle telefonate successive si sentono gli insulti a Del Noce e anche una certa apprensione di Saccà: perché "quello potrebbe capire che c'è un gioco più grosso ". L'"operazione Bordon", alla fine, si rivela impraticabile mentre, a giudicare dalle chiamate intercettate, sembrano più fattibili le raccomandazioni per questa o quella ragazza. Fra giugno e ottobre del 2007 le bobine della procura registrano una rete di raccomandazioni fittissima: ciascuno vuole piazzare la sua star o vuole qualcosa per sé dal palinsesto più ricco, Rai Fiction. Tutti vogliono parlare con Saccà. Da Luca Barbareschi a Gianni Letta, dai funzionari dei vertici Ds a Maurizio Costanzo. Una segnalazione dopo l'altra De Angelis guadagna la fiducia del premier che lo chiama: "Senti per le fanciulle mie ti ringrazio, le avete convocate tutte?". E lui: "Sì, tutte tranne una (...) Sai, queste vogliono fare tutte le dive". Attrici e tv Nei colloqui ricorrono i nomi di politici e starlette e si parla spesso di ruoli nelle fiction televisive Ex Rai Fiction Agostino Saccà Giusi Fasano.

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<Raccomandato da Letta, fantastico> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Francesco Venditti "Raccomandato da Letta, fantastico" ROMA - "Davvero? C'è il mio nome nelle intercettazioni? E si sente Gianni Letta che mi raccomanda? Fantastico". E qui Francesco Venditti, 32 anni, ride proprio de core. " Massì, tesoro, perché io non lavoro più in Rai dall'estate 2006 quando mi tolsero pure la parte da protagonista. Sono felice di essere nei pensieri di Letta. Si vede che quella telefonata però è servita a poco, è come se a Saccà l'avessi chiamato io: zero, appunto. Certo che schifo: la politica sta ormai dovunque, tranne che nella politica". Figlio d'arte al quadrato (Simona Izzo e Antonello Venditti), Francesco dice che il sottosegretario di Palazzo Chigi l'ha conosciuto "sì ma di striscio quest'anno a una festa natalizia di Mediaset, Buon Natale e via" e che non gli ha mai chiesto niente. E se fosse stata, metti caso, mamma Simona? "Boh, tutto può essere, che ne so di quello che succede a casa sua". Arrabbiato? "Mah, da una parte la capirei. Dall'altra... Che poi che fai, ti ci incavoli? E che je dovrei di' ". Passare per raccomandato "mi rimbalza, è da quando sto all'asilo che mi dicono: a te non ti bocciano perché sei il figlio di Antonello, non sarà questo a rovinarmi la carriera, so quello che valgo". A che lavora? "Stavo in doppiaggio". Doppiava chi? "Gianni Letta, no?". Giovanna Cavalli.

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<Silvio, che bello il tuo disco> <La Manna e la Troise vanno aiutate> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE I verbali "Silvio, che bello il tuo disco" "La Manna e la Troise vanno aiutate" MILANO - Ecco alcune delle intercettazioni pubblicate dall'"Espresso". Silvio Berlusconi e Agostino Saccà parlano al telefono, è il 12 settembre 2007, ore 15.18. B: "Questo Fabiano Fabiani è anche uno con cui penso che tu sia amico, no?". S: "Diciamo che lui ama la fiction, perché è stato presidente ed ho un buon rapporto... ". B: "Io anche ho un buon rapporto con lui, non gli telefono per salutarlo perché adesso sono in controcorrente e che in effetti devono darci il presidente, no, ecco, comunque, insomma, credo che, che non sarà disastroso...". S: "Penso che è uno che va a vedere i fatti concretamente e darà giudizio...". B: "Va bene, senti un po', lui è stato direttore generale della Rai, no?". S: "Lui è stato vicedirettore. è stato direttore del Tg1, ma parliamo degli anni Sessanta, poi direttore dei "culturali", poi vicedirettore generale, poi è uscito, è andato in Iri a fare il presidente delle Autostrade... ". B: "Eh". S: "Poi, dopo Autostrade, è passato a fare il direttore di Finmeccanica centrale, poi ha fatto l'amministratore delegato di Finmeccanica e lì ha venduto l'Alfa Romeo alla Fiat, poi è andato a Napoli a fare quel discorso del recupero della ex area Finsider, e non ha cavato un ragno dal buco, e poi Veltroni l'ha nominato prima presidente di Roma Expo, che è una società sulle esposizioni romane, e poi direttore generale di Acea, e da direttore generale di Acea ha fatto una grossa operazione...". B: "Comunque è uno capace...". S: "Sì, sì, no, è uno molto capace e che poi, che giudica sui fatti, allora... è come lei, presidente, quando io parlo di lei, dico: ma a Berlusconi non gliene frega, l'importante è che i gatti pigliano i topi...". Poi Berlusconi e Saccà parlano dell'attrice Antonella Troise. "La Troise diventa pericolosa" . Silvio Berlusconi (B.) e Agostino Saccà (S.) parlano dell'attrice Antonella Troise. B: "Quella pazza della Antonella Troise (...) si è messa in testa che io la odio... che ho bloccato la sua carriera artistica... è andata a dire delle cose pazzesche in giro... Ti chiedo questa cortesia, di farle una telefonata... E di dire che io ti ho tolto la tranquillità perché sono un po' di settimane che continuo a dirti: io devo far lavorare la Troise...". S: "Va bene, la chiamo, la convoco...". B: "Perché io continuo a dirglielo, ma lei dice pensa che io le sia di ostacolo addirittura, che è una cosa folle, io non sono mai stato di ostacolo a nessuno in vita mia... va bene, però è pazza... Fammi questa cortesia perché sta diventando pericolosa ". S: "Va bene...". "Che bello il tuo disco" Silvio Berlusconi parla al telefono con il produttore televisivo Guido De Angelis. L'intercettazione è del 26 ottobre 2007, ore 11.56. D: "Senti ti volevo dare soltanto..., ho sentito il tuo disco, "L'ultimo amore", io t'avevo promesso che ti davo un mio parere". B: "Sì". D: "Allora, le canzoni che io preferisco sono, in ordine: "Il fantasma di un amore", "Mi dici addio" e "L'ultimo amore". Sono belle, sono toccanti". B: "Bene, bene, è un divertimento, mi fa piacere che uno come te abbia, le abbia trovate buone. Io invece ho messo su il disco e sono stato strappato dall'ascolto dalle terribili telefonate che mi venivano ieri sera dal Senato, dove li abbiamo messi sotto per ben sette volte". D: "Ecco benissimo". B: "Se potete fare una telefonata oggi a questa Manna (l'attrice Evelina Manna, ndr.), perché è in uno stato di frustrazione assoluta". D: "Perfetto, facciamo...". B: "Se puoi chiamarla tu personalmente ". D: "La chiamo io personalmente fra cinque minuti". B: "Esatto, dicendole che io sono intervenuto, che ti ho detto, ho fatto insistenza ". Marta Flavi e "Incantesimo" Ancora una telefonata tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. è il 30 ottobre 2007, ore 17.41. B: "Agostino?". S: "Buonasera, presidente, come sta?". B: "Ciao; ti chiedo scusa, se io? Bene, sono diventato nonno stamattina, ho un nipotino di quattro chili". S: "Complimenti". B: "Sì, sì, sembra tutto bene. Senti, sto lavorando bene per il governo, quindi sono abbastanza sereno, senti una cosa, mi telefona la signora Marta Flavi". S: "Sì". B: "E mi dice che sta trattando per "Incantesimo" una parte, e che tutto dipende da te, io non ho nessun rapporto con la signora Flavi, ti riferisco soltanto che lei si è fatta viva telefonando". S: "La Flavi? La Flavi non è un'attrice, quindi è, come dire, un po' complicato, comunque". B: "Ho capito". S: "Me ne occupo e lo vedo". B: "Ma vedi un pochettino, insomma. Soltanto, in questo caso, ti dico la verità, far sapere che ho fatto una telefonata". S: "Va bene". "Vieni con me ad Arcore" Il 5 novembre 2007 Silvio Berlusconi parla al telefono con il produttore tv Guido De Angelis. Sono le 18.47. Gli offre un passaggio aereo da Ciampino a Milano. B: "Ciao Guido, senti, io verrei su a Milano per fare questo tuo incontro domani ad Arcore". D: "Io sono a Roma, parto domani mattina con il primo aereo". B: "Allora vieni su con me...". D: "Ah, va bene, ma da dove? ". B: "Dall'aeroporto militare di Ciampino (...). Devi darmi la targa della tua auto perché lì c'è un controllo, per farti entrare devono avere il nome e la targa". "La moglie di Tex" Agostino Saccà riceve una chiamata da Giancarlo, riconosciuto dall'utenza telefonica in Giancarlo Innocenzi, membro del garante per le Comunicazioni. è il 2 agosto 2007. S: "Pronto...". I: "Ciao direttore, Giancarlo. Sono reduce da un incontro, che poi ti racconterò personalmente, con il grande capo. Abbiamo fatto ragionamenti di politica e si è deciso, ovviamente, di dare una spallata naturalmente a questi qua. Ti ha citato perché ha detto che c'era una persona con la quale tu stai ragionando… Dopodiché siccome io sto lavorando con Tex (Willer Bordon, ndr). Allora mi era venuta un'idea che non si è rivelata geniale. In questo senso. Perché questo signore ha anche la moglie che fa questo mestiere e attraverso Guido (De Angelis, ndr) l'avevamo messa su questa produzione. Solo che quei coglioni.. quel pirla di Fabrizio l'ha stoppata. L'altro neanche ci ha pensato un secondo, ha preso il telefono, ha chiamato Fabrizio". S: "Ma va...". I: "Sì dicendogli ma cazzo scusa qua ma mi serve per la moglie di così e così. E quell'altro ha detto, ma sai, quelli l'hanno fermata, come se lui non c'entrasse un cazzo, perché costava troppo...". S: "Ma che stronzo". I: "Guarda che è una roba. Allora Fabrizio gli ha detto: se è per quella signora lì chi ti può aiutare è Agostino (Saccà. ndr). Allora mi ha detto, fammi avere il nome prima, io manco so come cazzo si chiama questa qui, che io questa sera vedo Agostino e gliene parlo. Io speravo di aver trovato la chiave perché dico l'altro magari si caga addosso e invece ha scaricato il problema, porca troia. Per dirti di questo poi se trovi l'occasione. Io adesso lo chiamerò per dargli il nome, come si chiama, tra l'altro non so nemmeno il nome". S: "Si chiama Ferraiolo… Rosa Ferraiolo". I: "Ah ecco…". S: "Oh, però speriamo che quel coglione di Del Noce non lo dica. Perché se capiscano che dietro c'è in gioco qualcosa di più grosso… capito". I: "Lui ha detto così. Speriamo di no. Siccome lì c'è tutto un ragionamento invece più corposo che appunto poi ti dirò". S: "Esatto, esatto". I: (ride) "Vabbene...". Nelle novemila intercettazioni legate all'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà compaiono personaggi del mondo della politica e dello spettacolo. Ecco, secondo la ricostruzione del settimanale "L'Espresso", chi sono e perché. Giuliano Urbani Giuliano Urbani e Ida Di Benedetto, ovvero il connubio tra l'ex ministro della Cultura, ora nel consiglio della Rai, e l'ex attrice, produttrice di fiction: il 18 giugno del 2007 Saccà riceve una telefonata di Urbani che vuole il via libera ai pagaFabiano Fabiani Eliana Miglio Ida Di Benedetto.

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Anticipazioni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

INTERCETTAZIONI | PAGINA 5 Berlusconi-Saccà, nell'intrigo della spallata un membro dell'Autority SCHEDATURE ROM | PAGINA 4 Il Garante della privacy: rischio discriminazioni Maroni: andiamo avanti SALVA-PREMIER | PAGINA 5 Il primo no del Csm Pdl, attacco a Mancino.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2 categoria: A... (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2 categoria: ALTRI OGGETTI \\ Saccà: "Fabiani? Uscito dalla Rai ha venduto l'Alfa Romeo". E Berlusconi: "Comunque mi sembra uno capace".

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# (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 3 categoria: BREVI # menti di "Angelica", una miniserie della casa si produzione della sua compagna. La stessa mattina, Ida Di Benedetto fa una scenata alla segretaria di Saccà proprio per quella miniserie. Se "Angelica" stenta, c'è un'altra fiction della Di Benedetto della quale Urbani si interessa che invece decolla: "La meravigliosa storia di suor Bakhita". Approvata e girata. Letizia Moratti Il sindaco di Milano raccomanda la moglie del suo braccio destro, Paolo Glisenti. Saccà, per rassicurarla sul fatto che il provino al quale teneva era stato fatto, interrompe una proiezione. Il provino però non dà esito felice, così arriva la telefonata di rimprovero. Nell'intercettazione non si dice il cognome ma tutto fa supporre si tratti di Eliana Miglio, attrice e moglie di Glisenti. Saccà protesta la sua innocenza per l'esclusione. Luca Barbareschi Il neodeputato del Pdl ha una casa di produzione e si mostra assai tenace quando si parla di soldi. Il 19 giugno 2007 discute con Saccà di una fiction da girare in Sicilia con il contributo della Regione. Chiede 3 milioni e 900 mila euro. Saccà ne concede 3,6. Barbareschi protesta. Quando Fabrizio Del Noce, a suo dire, gli blocca il contratto, il 18 settembre chiama infuriato da New York. L'amico Agostino gli promette che, attraverso Andrea Ronchi, farà chiamare il direttore generale Cappon. Fedele Confalonieri Il 21 settembre 2007 Fedele Confalonieri chiama Saccà: "Ti disturbo per due cose. La prima è una "bassa raccomandazione" e la seconda è che vorrei parlare di Valsecchi, De Agostini, per fare un percorso insieme". "Mi dicono - dice Confalonieri - che la società Albatross di Alessandro Jacchia stia facendo per voi la fiction "Il bene e il male". Per la parte del magistrato donna ci starebbe bene Simona Borioni (attrice di "Vivere") e siccome sia l'agente dell'attrice, Pellegrini, che il regista ne hanno parlato con Jacchia, insomma "le chiedevo se poteva interessarsene ". Saccà assicura che chiamerà il capostruttura e il responsabile del progetto. Roberto Cuillo Il 21 giugno la collaboratrice di Saccà, Paola, parla del progetto di Cuillo per una fiction su Anna Magnani. E il 7 agosto il braccio destro di Fassino chiede a Saccà il video della fiction "Il cielo è sempre più blu" da proiettare alla festa dell'Unità. Francesco Rutelli Il 27 giugno la telefonata è quella del vicedirettore generale Rai Giancarlo Leone. Ricorda a Saccà che qualche settimana prima gli aveva inviato una lettera in cui raccontava che erano andati da lui il produttore Saraceni e Maria Scicolone a proporre una fiction sulla famiglia Loren. Leone spiega che vuole dare un segnale di attenzione a Francesco Rutelli, che aveva mandato da lui il produttore e la Scicolone. Clemente Mastella Alessandra Martines insiste con Saccà perché vuole la parte di Coco Chanel. Ottiene il provino e Saccà la sostiene pressando un po' la Lux. Il 27 agosto Alessandra Martines alza il tiro: "Anche Clemente sarebbe felice se facessi quel ruolo". Saccà replica che Clemente lo ha già chiamato ma non è facile. Alla fine la spunta Barbora Bobulova. Gianni Letta Il 4 ottobre 2007 chiama Saccà per raccomandare Giuditta Saltarini, la vedova dell'amico Renato Rascel, per un provino a "Un posto al sole". Quattro giorni dopo Saccà chiama il produttore della fiction, Roberto Sessa, e chiede della Saltarini. Ancora 4 giorni e il 12 ottobre Francesco Nardella, capostruttura fiction, chiama Saccà e gli dice: "Ma quanto tieni a Giuditta Saltarini?". Saccà risponde: "Tanto, perché è segnalata da Letta". Ma la Saltarini non ottiene la parte. Passa un mese e Letta chiama di nuovo, questa volta ricorda a Saccà il figlio di Simona Izzo, Francesco Venditti. Maurizio Costanzo Il 26 giugno Costanzo raccomanda a Saccà Brigitta Boccoli per il provino che ha sostenuto per "Incantesimo". Il 21 settembre del 2007 chiama di nuovo per Giulietta Revel per il cast di "David Copperfield". Mario Landolfi 16 ottobre 2007: Landolfi, presidente della commissione di Vigilanza Rai, chiama per il produttore Piero Di Lorenzo. Segnala che il produttore ha speso più di quanto la Rai vuole riconoscergli. Saccà dice che ci stanno lavorando. Gennaro Malgieri Il consigliere della Rai in quota An chiama per raccomandare la società di Gabriella Bontempo, moglie di Italo Bocchino, parlamentare di An. Gabriella Bontempo vuole la lettera di attivazione che non arriva ed è preoccupata. Sollecitato da Malgieri, Saccà telefona ad Antonio Marano. Claudio Petruccioli Il presidente della Rai interviene per fare andare in onda in un giorno preciso "Il capitano", una fiction sulle Fiamme Gialle che fanno pressioni per quella data. Inoltre il 26 luglio Matilde Bernabei parla di un attore per cui si è interessato il presidente, Claudio. Stanno pensando dove inserirlo. Giovanni Minoli Le telefonate riguardano le manovre per le poltrone chiave di viale Mazzini. Il 27 giugno 2007 Saccà incontra Berlusconi e sponsorizza la nomina di Minoli a direttore generale al posto di Cappon. Poi chiama Minoli e gli riferisce tutto. Il 24 luglio Saccà torna sull'argomento con Minoli e gli spiega che ne ha riparlato con Berlusconi. Minoli dice che bisogna forzare su Urbani e Saccà conferma che Urbani ha un margine molto forte sul presidente. A. Martines Fabrizio Del Noce.

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L'indagine (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2 categoria: BREVI L'indagine La procura di Napoli La procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per Agostino Saccà: avrebbe favorito alcune attrici segnalate da Berlusconi in cambio della promessa di un sostegno alle sue attività private.

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<Pericolosa> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 5 categoria: BREVI "Pericolosa" Nella foto grande Antonella Troise. Nelle intercettazioni tra Berlusconi e Saccà pubblicate dall'Espresso, il Cavaliere dice di lei: "Si è messa in testa che io la odio. Sta diventando pericolosa".

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La <pazza pericolosa>, la frustrata e i ruoli di serie B (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Le attrici "raccomandate" Per la Troise una parte in "Capri" La "pazza pericolosa", la frustrata e i ruoli di serie B ROMA - Ecco forse qual è stato il guaio. Sette anni fa, ad un galà giù a Bari, la presentarono ad Alberto Sordi che forse apprezzò più che altro la stangona bionda ma, da gran signore, le fece tanti cari auguri per una luminosissima carriera. Già da prima e da allora più che mai "quella pazza pericolosa di Antonella Troise", per dirla con Berlusconi, si ripeteva in testa un solo mantra: diventerò una grande attrice. Karma non pervenuto. Lo stringato curriculum (età non specificata) segnala una partecipazione a "Chiavi in mano" con Martufello e un cameo ne "La regina degli uomini pesce" con Ramona Badescu, poi finalmente un ruolo decente in "Casomai" di Alessandro D'Alatri e, finalmente bis, un copioncino tutto suo in "Capri", la superfiction su Raiuno. Lì era Gloria, cattivissima giornalista rosa. Un personaggio che magari non c'era nella sceneggiatura originale ma che sarebbe stato infilato di prepotenza "per far contento chi sai tu". Meno lieti sono stati, pare, i compagni di lavoro con cui ha a turno litigato sul set. Incompreso il talento: "Una cagna spaziale", ricordano. Fraintesa la personalità estrosa: "Mezza matta? Tutta ". La difende il regista Enrico Oldoini: "Con lei ho avuto un ottimo rapporto, era carina e disponibile. Raccomandata? Come altri cento che mi propone il casting. Il ruolo non le piaceva, non era convinta, ho dovuto insistere. Sì, mi raccontava che con altri aveva problemi". Lei, di buona famiglia campana, casa in Prati, affreschi, quadri di pregio, estati in Costa Smeralda, feeling per An, disse allora a Panorama: "Il gossip non mi tocca, sono forse troppo riservata nella vita per esserne una vittima". Certo, sì. Il suo nome e cognome spuntarono fuori già nella prima tornata di intercettazioni, in condominio con Elena Russo, Eleonora Gaggioli, Camilla Ferranti ed Evelina Manna che, ritirata in ballo pure lei ("Telefonatele, è in uno stato di frustrazione assoluta", si raccomanda Berlusconi con il produttore Guido de Angelis), sbotta così: "Quello che dice il presidente del Consiglio al telefono come faccio a controllarlo? La mia carriera cammina spedita comunque". Non quella di Antonella convinta (si apprende dalle telefonate segrete tra il Cavaliere e Saccà) che qualcuno (il premier) la odi e le voglia bloccare l'ascesa artistica. Inducendola forse a qualche chiacchiera di troppo (Berlusconi a Saccà: "è andata a dire delle cose pazzesche in giro"). Intanto ha girato con Ricky Tognazzi la fiction "I segreti dell'isola di Korè" (11 luglio prima al cinema Adriano), è il decimo nome in cartellone, al n. 17 c'è Simona Borioni, segnalata pure lei, vedi tu. Elena Russo Eleonora Gaggioli Giovanna Cavalli.

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Il Pdl insorge: vogliono sovvertire il voto (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il Pdl insorge: vogliono sovvertire il voto Berlusconi: infangato, la gente capirà. Anm: diffusione deprecabile. Ghedini denuncia l' "Espresso" Cicchitto: è l'inizio di una torbida operazione per modificare il quadro politico. Di Pietro: il Pd voterà con il Pdl ROMA - Protestano tutti, ma soprattutto protesta indignato lui, Silvio Berlusconi, il protagonista assoluto della nuova tornata di intercettazioni tra politici e dirigenti Rai pubblicata dall'Espresso oggi in edicola. E se sulla questione si registra la solidarietà del Pdl, con Niccolò Ghedini che chiede a questo punto che la legge sulle intercettazioni venga approvata subito, e denuncia l'Espresso per capire come sono uscite le carte, il Pd tace facendo arrabbiare il portavoce di FI Capezzone che si chiede dove siano "i garantisti" di sinistra, mentre parla eccome Antonio Di Pietro: per indire una manifestazione di protesta contro la politica di Berlusconi l'8 luglio, e per prevedere che la legge passerà anche col voto del Pd, perché nel caso sono coinvolti "trasversalmente " esponenti dei due poli. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, si dice invece convinto che "siamo all'inizio di una torbida operazione, i cui obiettivi sono quelli di modificare il quadro politico uscito dalle elezioni. è all'opera un nuovo partito della crisi e dell'avventura ". Ma è appunto Berlusconi che ha digerito malissimo la lettura dell'Espresso. Inizialmente, dicono, avrebbe voluto protestare direttamente con l'editore del settimanale, Carlo De Benedetti, ma poi - consigliato dai suoi e da Ghedini -, si è via via convinto che anche se l'intenzione è "di infangarmi", alla fine "stanno solo dimostrando che la linea che abbiamo intrapreso è quella giusta" e "anche chi non ha gli occhi per vedere, vedrà, se non oggi domani" quando si conosceranno i contenuti delle telefonate con Saccà. Insomma "la gente capirà che allora non è Berlusconi a lottare contro dei mulini a vento e capirà anche che chi tocca certi fili muore... Subisce prima avvertimenti e poi processi. Ma poi a governare è il governo, non i magistrati". Parole insomma durissime, confidate ai suoi assieme a un duro sfogo anche contro il Financial Times che è tornato ad attaccarlo, ma che in questo caso coincidono - almeno in piccola parte - con quelle dell'Anm, l'associazione nazionale magi-strati, che pure ieri ha stigmatizzato la pubblicazione delle intercettazioni: "Ancora una volta assistiamo al deprecabile fenomeno della diffusione del contenuto di intercettazioni telefoniche, che, in quanto non più coperte dal segreto, vengono diffuse e pubblicate nella loro interezza ed anche in formato audio". Avvocato Niccolò Ghedini Paola Di Caro.

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Il premier: vergogna Questo è un regime ma io non mollerò (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 6 categoria: BREVI Il premier: vergogna Questo è un regime ma io non mollerò L'ira del Cavaliere: andrebbe usato il napalm su chi dà in pasto conversazioni private senza rilevanza penale SEGUE DALLA PRIMA Il presidente della commissione giuridica di Strasburgo rivela che "gli eurodeputati erano sbalorditi per la richiesta della magistratura italiana di utilizzare i colloqui telefonici tra Massimo D'Alema e l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, perché considerano la privacy un tabù inviolabile. "Non si può intercettare un deputato", mi dicevano. Ho dovuto spiegare con un po' di vergogna come da noi la legge viene aggirata. D'Alema mi ha fatto chiamare dagli amici degli amici per capire cosa ne pensavo della faccenda. Gli ho fatto sapere che se ha bisogno può chiamarmi direttamente, dato che ci conosciamo". Se in Europa la violazione delle regole nei casi giudiziari è vissuta come "uno scandalo", in Italia è invece un consolidato strumento di lotta politica. La diffusione dei colloqui tra Berlusconi e il dirigente della Rai Saccà - che fanno parte dell'inchiesta aperta dalla procura di Napoli - ha alimentato ieri lo scontro sulla giustizia, ostruendo le ultime vie di mediazione, allargando il fossato tra maggioranza e opposizione. Anche se nelle file dei democratici c'è chi indirettamente manifesta solidarietà al Cavaliere. Lo s'intuisce da una battuta dell'ex tesoriere ds Sposetti, che ha vissuto sulla propria pelle l'esperienza per il caso Unipol: "Sono ripartite le intercettazioni? E perché, si erano mai fermate?". No. E il premier aveva previsto che - dopo Milano - si sarebbe aperto il fronte giudiziario partenopeo. Aveva messo nel conto anche l'uscita dei suoi colloqui telefonici. Insomma, era preparato. Ma quando ieri l'hanno informato della notizia si è trattenuto a stento: "Dare in pasto alla stampa conversazioni private senza alcuna rilevanza penale è una vergogna. Andrebbe usato il napalm". E mentre il Cavaliere veniva inghiottito in un vertice sull'emergenza rifiuti, alla Camera s'inseguivano le voci. Il deputato napoletano Laboccetta confidava di sapere "con certezza che i magistrati stanno lavorando attorno a una serie di intercettazioni ": "Riguardano il premier, e a quel che mi dicono sono molto private. Se non è una manovra orchestrata...". "Vorrà dire che gli italiani sapranno come anche in quel campo sono il numero uno", è stata la battuta di Berlusconi riferita dai suoi più stretti collaboratori, secondo i quali il Cavaliere alterna sprazzi di ottimismo e buonumore a momenti di profondo sconforto. In questi casi la vittima predestinata è l'avvocato-deputato Ghedini. è con lui che ragiona e si sfoga. "Eccoci", ha esordito anche ieri: "Invece di fare il presidente del Consiglio faccio l'imputato. E devo sentirmi pure la morale da quelli del Pd, che mi invitano a difendermi nei processi. Bene. Allora dovrei chiamare il capo dello Stato e avvisarlo che non potrò andare al G8 perché devo esercitare il mio diritto alla difesa. Dovrei dirgli che purtroppo l'Italia al G8 non sarà rappresentata. E siccome devo studiarmi le carte, non potrò convocare il Consiglio dei ministri, nè firmare atti di governo. Dovrei fare così? Andiamo... La verità è che ormai siamo precipitati in un regime. Ma io non mollerò mai, mai". Più del caso Mills, è la diffusione delle intercettazioni a ferire il Cavaliere, perché teme ne venga ferita la famiglia. Il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha già passato questo "calvario": "Penso a quello che dovette subire mia madre". Ora aspetta di rivalersi "su una giustizia ingiusta", ma il punto è che - politicamente - non è stato ancora trovato un rimedio. Il ddl del governo tarda ad arrivare in Parlamento, perché Berlusconi vorrebbe restringere l'uso delle intercettazioni da parte dei magistrati, altrimenti - è il suo pensiero - resterebbe tutto come prima. Ma c'è chi fa presente che è più importante il controllo sulle richieste dei pm. Il problema comunque è così avvertito che l'Udc, con Luca Volontè, chiede ora che si agisca addirittura per decreto: "Solo in un verminaio può accadere che ogni 6 mesi pseudo-giornalisti, in combutta con magistrati acquiescenti, pubblichino verbali di telefonate private. è una vergogna indegna per un Paese civile, lo stesso editore de l'Espresso dovrebbe vergognarsi". Dice il segretario del Pri, Francesco Nucara: "Se dopo appena due mesi di legislatura siamo già a questo punto, cosa accadrà di qui a cinque anni?". Italia, lontana periferia d'Europa. Video e telefonate La diffusione dei colloqui tra Berlusconi e il dirigente della Rai Agostino Saccà ha ulteriormente inasprito lo scontro politico sulla giustizia ( Cito/Ap) Francesco Verderami.

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Lo sfogo di Saccà: è una farsa Sulle attrici ho detto no a tutti (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'ex direttore fiction "Troise pericolosa? Non so perché" Lo sfogo di Saccà: è una farsa Sulle attrici ho detto no a tutti ROMA - La prima reazione di Agostino Saccà è rotta dall'emozione: "Commenteranno tutto i miei avvocati. Forse sono destinato a diventare ricco, a forza di cause... Qui dal dramma stiamo arrivando alla farsa ". Ma quell'incrinatura nella voce scompare quasi subito. E riecco il Saccà di sempre: "Qualcuno dovrà scrivere che da direttore generale ho ridotto i costi Rai di 200 milioni di euro. Che da direttore della fiction Rai, l'anno scorso, ho voluto nove delle dieci fiction più viste della tv italiana". Veniamo alle intercettazioni, Saccà. Perché per Berlusconi la signorina Antonella Troise era diventata "pericolosa"? "Veramente non saprei... Però so che la Troise non ha lavorato in Rai. Questo è il punto, questo è il punto! Ho sempre applicato regole rigorosissime. Un provino non va bene? Nessuna scrittura. L'estetica del racconto prima di tutto. Berlusconi lo sa, è uomo di prodotto. Trovatemi una sola telefonata in cui mi rimprovera di non aver trovato una parte per una persona....". Il Cavaliere le promette, in quelle telefonate, "un sostegno" quando sarebbe diventato imprenditore di fiction: "Figuriamoci che risarcimento mi avrebbe assicurato, con tutte le attrici segnalate e mai scritturate ". Saccà replica a raffica. Sulla telefonata di Urbani per la fiction di Ida Di Benedetto: ""Angelica" non si teneva in piedi, non ne facemmo nulla, Urbani non poteva "spingere" qualcosa che non esisteva". Su Eliana Miglio "suggerita" dalla Moratti: "Ho rischiato di perdere una vecchia amica come Letizia in nome del rigore. L'ho sottoposta a un secondo provino, niente da fare. "Letizia, questo stile l'ho appreso da te", le ho detto ". La Giuditta Saltarini amica di Gianni Letta? "Nemmeno lei ha ottenuto una parte". Brigitta Boccoli e Giulietta Revel arrivate da Maurizio Costanzo? "Niente, niente, niente". E Simona Borioni cara a Fedele Confalonieri? "Nulla. Più serio di così... Lo stesso ho fatto con la Martinez. Bravissima, ma inadatta al ruolo di Coco Chanel. Che peso l'interessamento di Mastella, eh?". Su alcuni punti l'ex direttore generale della Rai e direttore di Raifiction "sospeso" è particolarmente reattivo. Per esempio sul suo consiglio a Berlusconi di favorire la nomina di Giovanni Minoli al posto di Claudio Cappon un anno e mezzo fa: "Partivo dal presupposto che aver imposto un direttore generale "sgradito" a Prodi era una forzatura. Minoli è uno dei migliori uomini della tv italiana, avrebbe messo politicamente d'accordo tutti sulla professionalità. Cosa c'è di male? Ma come si vede non se n'è fatto nulla ". Altro punto delicato, l'allora presidente della Vigilanza Mario Landolfi che chiama per il produttore Piero Di Lorenzo, nei guai per aver sostenuto spese superiori al compenso promesso: "Ho controllato. Di Lorenzo non ha avuto un solo euro in più del pattuito". Non parliamo del capitolo legato al "gioco più grosso", cioè al lavoro sui senatori che avrebbero potuto far cadere Prodi: "Lì è la parte più grave. Tutte frasi estrapolate. Tutto il senso stravolto. I miei avvocati possono dimostrarlo. La moglie di Bordon? Non ha mai lavorato, figuriamoci, ma cosa c'entriamo noi con le cadute dei governi, una tesi semplicemente non sostenibile... ". E come la mettiamo con questo strettissimo rapporto con Berlusconi, che la chiama "Agostino " mentre lei gli risponde in terza persona? "Siamo amici da vent'anni, cosa c'è di male? E in quel caso io uso un tono di rispetto verso il capo dell'opposizione. Sudditanza? Ma no, semplice educazione". In quanto a Fassino e Cuillo? "Hanno telefonato in tanti, lo assicuro, da tutte le parti. Se solo facessi i nomi". Per favore, almeno qualcuno... "Stiamo scherzando? Così ricominciamo". Giancarlo Innocenzi, commissario dell'Agcom, con Agostino Saccà Paolo Conti.

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Il Cavaliere, il commisario e la hot line di Saccà (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

SULL'ESPRESSO Intercettato anche un membro dell'Agcom. Fi insorge Il Cavaliere, il commisario e la "hot line" di Saccà Micaela Bongi Querele, proteste, ma anche molto imbarazzo diffuso. E preoccupazione. Le nuove intercettazioni pubblicate sull'Espresso in edicola oggi, protagonisti ancora Silvio Berlusconi, il direttore sospeso di Rai fiction Agostino Saccà ma questa volta anche il commissario dell'Authority delle comunicazioni Giancarlo Innocenzi, piombano nel pieno dello scontro sulla giustizia e surriscaldano animi già inquieti. Nelle telefonate del 2007 - che già da ieri si possono ascoltare in rete e che fanno parte delle 9 mila conversazioni depositate nell'inchiesta napoletana per corruzione contro il Cavaliere e lo stesso Saccà - si raccomandano attrici, si spingono produzioni televisive. Ma soprattutto, con triangolazioni a dir poco spericolate, si tramerebbe per dare la famosa spallata al governo Prodi. E proprio con questo obiettivo sarebbe entrato in partita Innocenzi, ex dirigente Fininvest arrivato all'Authority che vigila anche su Mediaset direttamente dal ministero delle comunicazioni, dove rivestiva il ruolo di sottosegretario nel secondo governo Berlusconi. Già allora, il trionfo del conflitto d'interessi, insomma. Il forzista dell'Agcom, nell'agosto 2007, fa sapere a Saccà che si sta lavorando "Tex", nome in codice poco fantasioso per l'allora senatore del centrosinistra Willer Bordon. Nella telefonata intercettata, al dirigente Rai Innocenzi riferisce di essere reduce da un incontro "con il grande capo": i due hanno "ragionato" del fatto che è arrivato il momento di accelerare "la spallata a questi qui". Ogni sistema sembra buono: e così si pensa di piazzare la moglie di Bordon, l'attrice Rosa Ferraiolo, nella fiction di Raiuno Incantesimo. Ma c'è un problema da risolvere perché il direttore della prima rete, Fabrizio Del Noce, solleva questioni di costi, e per questo viene sbeffeggiato dai due che conversano al telefono. L'ex senatore dell'allora maggioranza, Bordon, smentisce di aver subito pressioni: "Mai in alcun momento ho fatto mancare il mio voto di fiducia al governo Prodi, anche nei momenti più tempestosi", protesta. Aggiungendo che sua moglie "non ha mai lavorato nella fiction Incantesimo, né ha mai fatto provini per tale serie". Conclusione: "Querelo e querelerò chiunque si permetterà di mettere in dubbio la mia onorabilità e la verità di queste affermazioni". Ma il primo a muoversi per le vie legali è il forzista-avvocato Niccolò Ghedini, che accusa l'Espresso di aver violato la legge pubblicando quelle intercettazioni: "Provvederemo a depositare al più presto una denuncia alla autorità giudiziaria competente auspicando che indaghi a fondo per scoprire chi ha consegnato tali intercettazioni al settimanale", annuncia Ghedini. Che ne approfitta per portare acqua al mulino del Cavaliere: "Quanto accaduto dimostra ulteriormente l'urgenza delle nuove norme in tema di pubblicazione delle intercettazioni". Norme che potrebbero anche essere ulteriormente inasprite. Del resto lo stesso Silvio Berlusconi, oltre a lamentarsi per come i giornali avevano riportato la sua intemerata contro le toghe alla Confcommercio, in privato si sarebbe detto convinto che alla fine "stanno solo dimostrando che la linea che abbiamo intrapreso è quella giusta". E secondo il premier risulterà che i suoi colloqui con Saccà non hanno nessuna rilevanza penale. A dar voce alla furia del Cavaliere è il capogruppo alla camera del Pdl Fabrizio Cicchitto: "Siamo all'inizio di una torbida operazione i cui obiettivi politici sono quelli di modificare il quadro uscito dalle elezioni". Dal canto suo, anche Saccà si dice convinto (dai suoi avvocati), che dall'inchiesta di Napolia non emergerà nulla di rilevanza penale. Anzi: "Delle segnalazioni ricevute nessuna è andata a buon fine. Uno dei miei legali mi ha detto che mi faranno un monumento come manager". Ma secondo i pm non si tratterebbe di semplici raccomandazioni, perché "Berlusconi nella sua duplice veste di leader politico e di maggiore imprenditore privato italiano del settore televisivo prometteva al direttore di Rai fiction il sostegno economico alle iniziative private che Saccà si apprestava a intraprendere". Su Saccà anche la Rai ha avviato un'indagine interna, ma il direttore generale Claudio Cappon, prima delle conclusioni ha deciso di aspettare che sul capo sospeso di Raifiction si pronunci il Gup di Napoli, l'8 luglio. Per il momento Cappon spiega che "non molto tempo fa" a viale Mazzini è arrivata dalla procura di Napoli "una documentazione amplissima che è all'esame delle strutture competenti". Il dg Rai conferma poi che la Corte dei conti ha chiesto alla Rai una documentazione su un altro caso, quello delle telefonate sui palinsesti tra dirigenti Rai e Mediaset che ha portato all'uscita dall'azienda di Deborah Bergamini, attuale deputata del Pdl. Ma, appunto, ora entra in scena anche Innocenzi: "In base alle intercettazioni ha violato il codice etico dell'Agcom e dovrebbe trarne le conseguenze - sostiene Sandra Zampa, deputata del Pd - A quanto risulta egli contemporaneamente svolgeva il ruolo di controllore e consigliere dei controllati. Ci sono gli elementi affinchè il Comitato etico dell'Agcom intervenga". "Appare evidente l'incompatibilità di Innocenzi con l'incarico che ricopre presso l'Authority", dice anche Riccardo Villari, sempre Pd, membro della commsisione di vigilanza. Commissione che tra l'altro resta bloccata perché la destra continua a far mancare il numero legale nelle votazioni per l'elezione del presidente. E questo fa dire a Antonio Di Pietro che o sarà eletto il candidato dell'opposizione, l'esponente dell'Idv Leoluca Orlando, "oppure se lo prendono in quel posto". Vibrate proteste a destra ma malumore anche nel Pd. E mentre i big democratici sul nuovo caso intercettazioni non si espongono (a parte Francesco Rutelli che rivendica di aver sponsorizzato pubblicamente la fiction su Anna Magnani di cui si parla nelle telefonate), Di Pietro va all'attacco: "Le intercettazioni uscite oggi dimostrano l'uso strumentale e personale che Berlusconi continua a fare delle sue funzioni pubbliche. Il parlamento è un'assemblea di dipendenti imposta dalle segreterie di partito e si sta adagiando ad accettare la dittatura che è sotto gli occhi di tutti".

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La torta Rai-Mediaset (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

COMMENTO La torta Rai-Mediaset Norma Rangeri O si tratta di una sceneggiatura scritta da una penna sopraffina, o siamo di fronte a una nauseante pagina di spazzatura politica. Le carte della procura di Napoli sugli affari Rai-Mediaset, confermano che un membro dell'Autorità di garanzia per le comunicazioni, organo di controllo della tv italiana, è in realtà un fidato consulente di Mediaset e del grande capo in particolare. Uno impegnato a consigliare come distribuire la torta milionaria da assegnare ai vari produttori di fiction che lavorano per l'azienda del premier. Un controllore che lavora sottobanco per il controllato di cui è stato a lungo superpagato dirigente e poi sottosegretario al ministero della Comunicazione. CONTINUA|PAGINA5 "Non è possibile che il produttore di fiction Valsecchi ha 50 milioni di euro di contratto quadro e lui niente. Ma insomma qui si tratta di fare un contratto quadro che per lo meno sia di 30 milioni di euro all'anno per tre anni anche a Guido De Angelis". E' lo stralcio di una telefonata (pubblicata sull'ultimo numero de l'Espresso), di Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autorità presieduta da Corrado Calabrò. Il suo interessamento per Guido De Angelis, produttore di fiction (famoso per la serie Incantesimo) fa miracoli: per De Angelis si aprono le porte di Arcore e anche quelle delll'aereo personale di Berlusconi. In quel momento il Cavaliere, che ha aspiranti attrici da sistemare per i suoi strategici disegni politici, riunisce intorno al tavolo della sua dimora i vertici Mediaset per stabilire con loro la quota da assegnare a De Angelis. E lui, il produttore, si mostrerà estremamente sensibile al parco-attrici. Tanto per chiarire dove abita il plateale conflitto di interessi (altro che mero proprietario: persino le quote della fiction), e perché tanta fretta nel chiudere il capitolo intercettazioni. Ma le intercettazioni, come sempre, rivelano lo stile di vita dell'allegra brigata, lo scambio di potere esercitato attraverso assunzioni e favori, a sua volta elemento trainante di scambi politici e tentativi di comprare, per via televisiva, voti parlamentari. Giancarlo Innocenzi che chiama Agostino Saccà e, ridendo di gusto, gli racconta di quel (parolaccia) Del Noce che non intende il valore squisitamente politico di certe assunzioni, che non capisce "il gioco grosso che poi ti dico a voce". Ecco la stoffa dell'alto funzionario dello stato. In questi giorni la maggioranza sta mettendo in atto una specie di ostruzionismo per impedire l'elezione di Leoluca Orlando alla presidenza della Commissione parlamentare di vigilanza. Sono le prime avvisaglie delle grandi manovre per il rinnovo dei vertici della Rai. Una partita che sembra giocata tutta all'interno della maggioranza su come dividersi cinque degli otto consiglieri del futuro Cda. Naturalmente questo è quel che appare. Poi c'è il sommerso, gli intrecci con gli affari di Mediaset, non la caratura, ma la calibratura dei consiglieri a seconda della loro affidabilità agli accordi di cartello del duopolio televisivo. L'altro giorno il presidente dell'autorità per l'antitrust e la concorrenza è andato in tv a leggere la sua relazione annuale, puntando il dito contro i cartelli che impediscono la trasparenza del mercato. Chissà se lo ha ascoltato il suo collega Calabrò, designato dal precedente governo Berlusconi, collega e supervisore di Giancarlo Innocenzi.

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Tripoli oh cara (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

ITALIA-LIBIA Tripoli oh cara Parla lo storico Angelo Del Boca: "La Libia non è più una colonia ma, per noi, deve bloccare gli immigrati" Tommaso Di Francesco Oggi Berlusconi andrà "migrante" in Libia. All'ordine del giorno dell'incontro con il leader libico Muammar Gheddafi c'è soprattutto la questione dell'immigrazione, ora che il governo italiano l'ha criminalizzata con il "reato di clandestinità" e ora che l'Unione europea avvia rimpatri facili e detenzioni fino a 18 mesi nei Cpt. Dunque non solo vantaggiosi contratti petrolifero-metaniferi per l'Italia, o la sanatoria della provocazione anti-islam che nel 2006 scatenò la rivolta di Bengasi, protagonista il ministro leghista Calderoli, lo stesso che stava per provocare una nuova rottura con Tripoli solo un mese fa. Sul complesso rapporto tra Italia e Libia abbiamo rivolto alcune domande ad Angelo Del Boca, storico del colonialismo italiano. Qual è il contenzioso ancora aperto tra Libia e Italia per l'occupazione coloniale? L'Italia per molti anni ha ritenuto che non esistesse un contenzioso con la Libia. Ritenevamo di avere saldato il conto sia all'epoca del regno di re Idris elargendo alcuni miliardi, sia con le requisizioni senza indennizzo dei beni italiani fatte Gheddafi appena arrivato al potere nel 1970. Quindi non abbiamo mai avuto chiaro che cosa fosse il nostro debito coloniale. Eccolo: ho calcolato che tra il 1911 e il 1932, con l'occupazione integrale della Libia, i morti in combattimento, oppure giustiziati, impiccati, fucilati ecc. furono circa 100 mila, quando la popolazione dell'epoca si aggirava attorno agli 800 mila persone, vuol dire che un libico su 8 è morto per difendere la sua patria. Poi nella seconda guerra mondiale, abbiamo minato buona parte della Cirenaica rendendola in condizioni disastrose. Così siamo arrivati alla prima richiesta "precisa" e onnicomprensiva che Gheddafi ha formulato nel 2004 a Berlusconi, quella di una litoranea che va dalla frontiera tunisina a quella egiziana. Per decenni i libici hanno atteso dal governo italiano non solo riparazioni materiali, ma anche una esplicita ammissione della colpa coloniale. Bisognerà attendere il 1 dicembre del 1999 per la svolta. Il coraggio di pronunciare una chiara condanna del colonialismo l'ha infatti avuto il presidente D'Alema in visita a Tripoli. Rendendo omaggio ai martiri di Sciara Sciat e di Henni, le prime vittime della repressione italiana del 23-'24 ottobre 1911, D'Alema esprimeva una condanna del colonialismo netta: "Qui gli eroi nazionali sono stati giustiziati dagli italiani". Lei ha parlato di "diplomazia delle promesse"... Sì. Perché alle ammissioni di colpa non sono seguiti gesti concreti, come la bonifica dei campi minati in Cirenaica che ogni anno mietono decine di vittime, la costruzione di un ospedale d'avanguardia a Tripoli tante volte annunciato da Giulio Andreotti. L'elenco è lungo. Berlusconi quattro anni fa, riprendendo l'offerta di Andreotti voleva chiudere il contenzioso coloniale donando "un centro medico all'avanguardia" del costo stimato 62milioni di euro. Nulla di nulla. Oggi Gheddafi pretende un'autostrada. Per l'esattezza la costruzione di una litoranea dalla Tunisia al confine con l'Egitto, del costo 20 volte superiore a quello dell'ospedale offerto da Berlusconi. Il cui effetto positivo potrebbe essere proprio verso l'occupazione del nord-Africa disperato. Inoltre abbiamo promesso i radar per individuare le migrazioni che vengono da Ciad, Sudan, Egitto e Corno d'Africa, tutti i paesi che circondano la Libia, e ancora gli equipaggi misti sui guardiacoste, e perfino migliaia di body bag, sacchi di yuta per gli annegati. Tutte bufale. Nonostante il delicato momento, Berlusconi corre a Tripoli perché c'è la quotidiana fuga di migranti disperati dalla costa libica. Il nome del porto di Zuwarah è quello più tragico. La Libia, pur disponibile a gestire "centri d'accoglienza", ricorda che ha tremila chilometri di confine con l'Africa dell'interno, in aperto deserto, impossibili da controllare... Berlusconi non ha solo l'ossessione dei suoi processi, ma anche quella di un Gheddafi pronto ad usare l'arma delle migrazioni e a chiudere un occhio se non tutti e due. Ma tutti sembrano cancellare le vittime: in poco più di tre anni sono morti peggio dei tonni, in fondo al Canale di Sicilia, almeno 2.600 africani. Alcune stime parlano di diecimila morti in dieci anni: per ogni cento "clandestini" arrivati, cinque muoiono annegati. È una realtà che fa parte ancora parte della storia del colonialismo. È il neocolonialismo. L'organismo dei Diritti umani dell'Onu dice che loro hanno il "diritto di fuggire dalla miseria" e di non essere clandestini ma di chiedere asilo politico. Ma l'unica proposta dell'Ue, che chiama la Libia a vigilare, è quella dei centri di detenzione... Non si conosce la storia interna libica. In Libia ci sono un milione e mezzo di clandestini che a un dato momento dell'anno possono anche servire. Poi di colpo magari non servono più. Ero in Libia per intervistare Gheddafi nel '98, all'improvviso scomparvero tutti i camerieri degli alberghi. "Dobbiamo rientrare in 40 mila, siamo quasi tutti tunisini e marocchini", mi risposero, quasi un esodo forzato. E ora li mettono nei "campi d'accoglienza". Secondo alcune testimonianze di organismi non governativi e religiosi le differenze tra questi "centri d'accoglienza" e i campi di concentramento sono assai poche. Non sappiamo quanti ce ne sono con esattezza, ce n'è uno molto grande vicino a Tripoli dove si sta malissimo. Ricordo la testimonianza di europarlamentari che raccontarono una cosa spaventosa: gli internati battevano sulle cancellate per protesta. Poi ce ne sono sicuramente altri vicino a Seba, alle frontiere con l'Africa subsahariana. Di questi campi, chiamiamoli pure di concentramento, sono responsabili anche gli italiani perché quando rimandiamo in Libia i "clandestini", sappiamo bene dove vanno a finire. Nel dicembre dell'anno scorso si è fatto a Tripoli un convegno sui campi di concentramento italiani in Libia, soprattutto nella Sirte. C'ero anch'io, ho fatto l'apertura. Un secondo convegno si è fatto poi a Roma, un terzo lo faremo a Siena ad ottobre. Trovo abbastanza insolito che noi insieme ai libici facciamo convegni sui campi di concentramento per storie di cento anni fa quando, sul piano morale, dovremmo raccontare e controllare questi nuovi campi di concentramento. BERLUSCONI IN LIBIA Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarà oggi a Sirte, dove alle 13 sarà ricevuto dal colonnello Muammar Gheddafi, che poi lo ospiterà a pranzo. "FERMEREMO GLI SBARCHI" Il presidente del Consiglio arriverà oggi in Libia soprattutto "per ottenere l'attuazione dell'accordo stipulato da Amato nel mese di dicembre, che prevede il pattugliamento delle acque libiche con equipaggi misti e navi messe a disposizione dal governo italiano". Lo ha detto il ministro degli interni Roberto Maroni, intervenendo al Senato, precisando che "le navi sono già pronte. È l'unico modo", ha aggiunto, per arginare gli sbarchi clandestini a Lampedusa. PRONTI SISTEMI RADAR In particolare il governo italiano finanzierà parte del sistema radar per il controllo delle frontiere sud della Libia. È quanto ha annunciato nei giorni scorsi sempre il ministro degli interni Maroni ai membri della commissione Affari Costituzionali della Camera, sottolineando che solo con un intervento diretto dell'Italia la Libia darà attuazione all'accordo siglato dal precedente governo Prodi per porre un freno alle partenze degli immigrati clandestini dalle coste libiche. "La Libia - ha detto Maroni - chiede che venga realizzato un sistema di controllo degli ingressi alla sua frontiera sud, perchè è chiaro che se non si bloccano gli ingressi a quella frontiera non si bloccano gli sbarchi in Italia".

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Il maneggione romano (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

VUOTI DI MEMORIA Il maneggione romano Alberto Piccinini "Ragazze che soffrono, scherzano, hanno delle ambizioni, approfittano delle occasioni per realizzare i loro sogni (magari fidanzarsi con un calciatore perché è carriera anche quella)". Così Dino Risi alla conferenza stampa che nel 2002 lanciò quello che doveva essere anche il suo ultimo film: "Le ragazze di Miss Italia". Era rimasto fermo nei magazzini Rai per due anni perché il patron del concorso (il mitico Mirigliani) lo riteneva "lesivo all'immagine della sua manifestazione", e non si capì tanto bene il perché. Andò in onda su Raiuno a mò di fiction un po' funeraria, senza aggiungere niente alla lunga galleria di personaggi che punteggiava la carriera di uno dei registi più caustici della nostra commedia. Pazienza. Colpisce la candida confessione dello stesso Dino Risi, in quell'occasione, su uno dei tagli effettuati per fare uscire il film: "Abbiamo eliminato per esempio il personaggio del maneggione romano che promette di scritturare le ragazze", disse il regista. Che a pensarci bene è un po' come fare un film di fantascienza senza marziani, un western senza indiani, o una fiction senza le telefonate tra Berlusconi e Saccà. Poi dice la crisi del cinema italiano.

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Il tramonto del Festivalbar: a rischio anche la serata finale (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-06-27 num: - pag: 53 categoria: REDAZIONALE Il caso Difficoltà economiche nell'edizione 2008: Mammucari e la Agosti conduttori ma sono già saltate due date. Povia e Baccini: musica umiliata Il tramonto del Festivalbar: a rischio anche la serata finale MILANO - Rischia di chiudere in sordina, tra il disinteresse generale, in soffitta come una giacca fuori moda. Intanto sono saltate due date (quelle dell'11 giugno e del 2 luglio): ne rimane ancora una, all'Arena di Verona, il 5 settembre, regolarmente nel palinsesto di Italia 1, come però lo erano anche le altre due. Dunque il rischio di non vedere più il Festivalbar non è affatto remoto. Nato nel 1964, trasmesso dalla Rai dal 1968 al 1982, poi passato a Mediaset, il Festivalbar ha fatto ballare tantissime piazze italiane, colonna sonora dell'estate di diverse generazioni con i suoi tormentoni: da "Credi a me" con cui Bobby Solo vinse la prima edizione a "Parlami d'amore" dei Negramaro l'anno scorso. Povia e Baccini - ideatori e organizzatori dell'Independent Music Day, la maratona canora itinerante dedicata agli emergenti - sono preoccupati: "La quasi scomparsa del Festivalbar ce l'aspettavamo un po' tutti, noi dell'ambiente. Viene data la colpa alla musica e al fatto che non faccia audience soprattutto in tv. La musica viene tagliata, usata per parlarci sopra, non più criticata ma umiliata, consumata in modo troppo scontato, scaricata illegalmente ". La loro proposta è parlamentare: "Facciamo una legge per creare degli spazi intelligenti nelle tv, nei live, abbattere i costi dei cd". Nell'annunciare che erano saltate le due date di giugno e luglio, location possibili Padova e Palermo, l'organizzatore Andrea Salvetti, figlio del patron storico della manifestazione Vittorio era stato laconico: "In entrambi i casi non si sono venute a verificare quelle condizioni indispensabili per poter affrontare l'impresa, da cui consegue la decisione, presa a malincuore, di non realizzare Festivalbar in queste due località nelle date previste". Per poi aggiungere: "Ci sono le critiche maligne, quelle che vogliono assolutamente evidenziare una crisi che non esiste. Festivalbar, come tutte le manifestazioni storiche, ha i suoi periodi di alti e bassi, ma ci sono persone che provano gusto ad evidenziare solo gli aspetti negativi". Ma cosa succede al Festivalbar? E cosa dicono i maligni? Parlano delle difficoltà economiche di Salvetti che non riesce a coprire i costi della parte che gli spetta. Ma c'è chi sostiene che sia stata Mediaset a chiudere i rubinetti e a chiedere a Salvetti di accollarsi per intero i costi del carrozzone. Così, all'improvviso. Avrà i suoi alti e bassi, ma ora l'altalena del Festivalbar va giù. Nonostante la musica in tv non abbia grande appeal, dopo gli ascolti modesti del 2006 (la difesa: c'erano i Mondiali), l'anno scorso le sei puntate del programma hanno raggiunto la media del 12,6 per cento di share, due punti sopra la media di Italia 1. Mediaset assicura che la volontà di mantenere in vita la manifestazione c'è, perché il marchio è sempre forte e a testimonianza di un investimento convinto le tre serate erano state pensate "live " - sarebbe la prima volta -, ossia con uno sforzo produttivo ed economico maggiore. L'appuntamento è fissato per il 5 settembre. Presentano Teo Mammucari e Lucilla Agosti. Forse. Lucilla Agosti e Andrea Salvetti Renato Franco.

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Anni d'oro da Bosé ai Righeira. Linus: piazze da sogno (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-06-27 num: - pag: 53 categoria: REDAZIONALE Il dj e i favolosi '80 Anni d'oro da Bosé ai Righeira. Linus: piazze da sogno MILANO - "è un peccato che Mediaset non sappia o non voglia tenerlo in vita. Anche se è nato in Rai, il Festivalbar è un marchio storico di Italia 1". Linus, la voce glam di Radio Deejay, sa di cosa parla. La colonna sonora degli anni '80 l'hanno cantata Bosé e i Righeira, Ivana Spagna e Donatella Rettore, Vasco Rossi e Gianna Nannini. E a lanciare quei tormentoni estivi c'era anche la kermesse ideata da Vittorio Salvetti. "Gli anni '80 e '90 sono stati l'epoca d'oro del Festivalbar. Ho partecipato nel 1991 all'edizione condotta da Gerry Scotti - ricorda Linus -: era impressionante vedere quelle piazze strapiene, una festa continua, di colori e suoni. Era un grande evento, la tv era più "facile", ora la musica si adatta ai palinsesti come un Suv nelle città storiche, manca l'agilità". Molti sostengono che sia la musica in tv a non funzionare. "Sono morti Un disco per l'estate e il Cantagiro, ora il Festivalbar non sta bene, vedremo che fine farà Sanremo... - scherza Linus -. La musica in tv funziona quando diventa evento. Ma non penso che si possa solo pensare ai numeri. Se c'è da fare un appunto al Festivalbar è averlo trasformato in un programma tv con comici e soubrette che spesso non sanno di musica". Speranze? "è il Sanremo delle piazze, sarebbe un peccato che venisse buttato via,". (r. fra.) 1980 Miguel Bosé, "Olympic Games" 1985 "L'estate sta finendo" dei Righeira.

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Intercettazioni: la vita infernale di Saccà (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Liberazione" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Antonella Marrone Però insomma, date anche solamente un'occhiata all'elenco di telefonate che riceveva questo povero cristo: uno stillicidio quotidiano. Che cosa provano queste intercettazioni? Che Berlusconi aveva ancora "qualche" interesse a gestire Mediaset? Interessante. Che c'era un losco traffico di attricette desiderose di diventare dive? Facile da supporre. La faccenda veramente drammatica è che il telefono di Saccà trillava in ogni momento e non sapeva mai chi poteva esserci alla cornetta. E, soprattutto, che favore voleva. Metti che uno sta lì, tranquillo tranquillo a pensare come spendere un po' di milioni pubblici per fare un centro di produzione, per fare l'imprenditore, per esempio, dopo anni di lavoro in un'azienda pubblica? Ecco, squilla il telefono e chi c'é? Fedele. Caro Confalonieri come va? bene grazie è giù a chiedergli di piazzare nella fiction Il bene e il male tale Simona Borioni. Non fa in tempo a dire va bene, ci penso, che trilla il cellulare: Letizia Moratti, un po' impicciata tra uno scandalo e l'altro della sua efficiente Milano, gli segnala che c'è la moglie del suo braccio destro, Paolo Glisenti, che deve lavorare e che, sì, gli faccia fare un provino. Ecco. Saccà vorrebbe tornare a riflettere sul suo futuro, sulla Calabria avita. Ma niente da fare. C'è in linea Urbani che vuole sbloccare il finanziamento di "Angelica", una miniserie della casa di produzione della sua compagna, Ida Di Benedetto. Vedremo che si può fare, dice il direttore di rai fiction e sbuffa. Anche perché sul display compare il numero di Gianni Letta e non può non rispondere. Vuole l'indirizzo dell'elettrauto, quello della manicure e sistemare a Un posto al sole, Giuditta Saltarini, vedova Rascel. Ci prova, eccome, Agostino, ma poveraccio, non ottiene niente. Si demotiva anche un po', diciamolo. Per cui quando richiama Letta, questa volta per raccomandare Ruggiero Marino, ex redattore de Il Tempo, che vorrebbe scrivere sceneggiature, Saccà si sente avvilito e ce la mette tutta. E stavolta ce la fa. Il giornalista viene inserito come consulente della sceneggiatura del 'Terremoto di Messina'. Tra giugno e ottobre 2007 non sa a chi dare i resti: Barbareschi vuole i soldi per la sua fiction, Costanzo vuole raccomandare due signorine, Brigitta Boccoli per Incantesimo e Giulietta Ravel per David Coperfield; Minoli vuole spingere su Urbani (vuole la direzione generale della Rai? Siccome Minoli urla Saccà crede di aver capito così); Bordon, la moglie di Bordon e tutto il cast di Incantesimo compreso il produttore De Angelis che vogliono sapere se la fiction chiude o continuerà a rompere le balle ai telespettatori di mezza Italia. E infine quando pensava di aver risolto tutte le grane e stava per addentare la prima tartina dell'Happy Hour, arriva la telefonata di Berlusconi sulla pazza della tv, ignota sino ad oggi. Tale Antonella Troise, sconosciuta ai più, ma una vera "stalking" del Cavaliere. E il povero Agostino, lo vedrete da voi stessi se andate a leggervi la preziosa intercettazione, non sa che dire e sembra che, pure lui, stia rispondendo a un matto. Ecco perché alla fine lo difendiamo. Provateci voi a stare seduti sulla sedia dirigenziale della tv pubblica, favorire la tv di Berlusconi e nel frattempo pensare al proprio futuro da imprenditore! 27/06/2008.

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Notizie in 2 minuti (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-27 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Tornano le intercettazioni L'Espresso pubblica nuove intercettazioni dell'inchiesta napoletana che già a dicembre dell'anno scorso aveva fatto scandalo per i contenuti delle conversazioni fra il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi. Il punto di partenza resta lo stesso, l'ipotesi di corruzione per tutti e due. Polemiche. Esteri Il nucleare nordcoreano Il regime della Corea del Nord ha ceduto e consegna ai cinesi i dettagli del suo programma nucleare. La Casa Bianca chiederà entro 45 giorni al Congresso di revocare le sanzioni previste dal "Trading with the Enemy Acts" e toglierà la Corea del Nord dalla lista dei Paesi-sponsor del terrorismo. Mugabe va avanti Robert Mugabe, il padre padrone dello Zimbabwe, è deciso: andrà avanti con il suo processo elettorale e stamattina i seggi si apriranno regolarmente per le presidenziali, nonostante le accuse della comunità internazionale e di suoi antichi sostenitori, come Nelson mandela. Cronache Foto per i rom Un'ordinanza del governo prevede fotografie d'identificazione per i rom. Ma intanto l'opposizione contesta la decisone di prendere le impronte delle dita dei minori nomadi, preoccupazione anche dell'Unicef. La Cina in Italia L'ambasciatore cinese accusa: troppa burocrazia in Italia, aziende (e persino turisti) della repubblica popolare preferiscono andare altrove. Sulle tracce della Orlandi A Roma la polizia è entrata nei cunicoli che sarebbero stati la prigione di Emanuela Orlandi. Il ritorno del panama Visto sul capo del presidente Giorgio Napolitano e di Silvio Berlusconi, il panama torna in auge. Pezzi da alcune decine di euro o da migliaia. Economia Stagnazione italiana Un Paese fermo, con l'economia in stagnazione. Il Centro Studi di Confindustria prevede per il 2008 una crescita del Prodotto interno lordo (Pil) di appena lo 0,1%. "Prima la frenata, poi il rilancio" si legge nella premessa degli "scenari economici" ma la ripresa arriverà solo alla fine del primo trimestre del 2009 per chiudere l'anno con un aumento di appena lo 0,6%. Commenti Ebraismo di Kissinger Lo storico britannico Niall Ferguson affronta la figura di Henry Kissinger alla luce di una biografia che ne esamina la figura soprattutto in riferimento alle radici ebraiche. Cultura Un inedito di Malerba Pubblicato un racconto inedito di Luigi Malerba, un omaggio al filosofo greco Epicuro immaginato ai giorni nostri. Un estratto sul Corriere. Gli istituti di cultura Il direttore dell'Istituto italiano di cultura a New York, Renato Miracco. Che chiede più fondi e di tagliare le sedi che reputa inutili: come quelle in Francia e in Inghilterra. Spettacoli Il film di Mereghetti Paolo Mereghetti vede "Un'estate al mare ", il nuovo film dei fratelli Vanzina. Nel quale salva la parte di Gigi Proietti. Sport Russia-Spagna 0-3 La Spagna castiga con tre gol la Russia, che aveva già battuto nel girone eliminatorio 4-1. In finale, domenica, trova la Germania. Il ritorno di Lippi Esonerato Roberto Donadoni, alla guida della nazionale italiana torna Marcello Lippi. * Con Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; solo a Milano e provincia con "Mangiar bene a Milano" e 10,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "I Simpson Classici" e 10,99; con "Le avventure di Lucio Battisti e Mogol" e 8,90; con "La Storia del Fascismo" e 10,99; con "Dormi amore la situazione non è buona" e 13,99; con "Il Diritto" e 15,90; con "I Classici dell'avventura" e 7,90; con "Le avventure delle Tea Sisters" e 7,90; con "I Cesaroni" e 13,90; con "Madonna dalle origini al mito" e 10,99; con "Il Mondo" e 2,50. In Puglia, Marche, Lazio (no Roma) e nelle province di TV, MO, PR, RE, CR e MN con la Gazzetta dello Sport e 1,00.

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Mentana: Matrix non va in vacanza, la politica si racconta sotto il solleone (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Tempo, Il" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Tempo, Il)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stampa televisione, L'intervista Mentana: "Matrix" non va in vacanza, la politica si racconta sotto il solleone Riflettori accesi anche d'estate su politica, attualità, cronaca. "Matrix", il programma di approfondimento condotto da Enrico Mentana su Canale 5, non si ferma per ferie e terrà informati i telespettatori su quanto avverrà in Italia durante i mesi di luglio ed agosto. "Continueremo fino alla ripresa della quarta edizione, agli inizi di settembre, nella solita collocazione trisettimanale", afferma Mentana che intanto sarà in video durante l'estate con 10 nuove puntate di Matrix ognuna in onda il mercoledì. Lei sfata la consuetudine che da giugno a settembre anche sul piccolo schermo si va tutti in ferie. "La tv italiana ha una scansione da scuola elementare: a giugno tutti in vacanza fino a settembre inoltrato. Già lo scorso anno con la prima edizione di Matrix in estate, siamo stati tra i pochi a tenere informati gli italiani. Ma quest'anno non ci saranno repliche in agosto, come nel 2007, tutte le puntate saranno ancorate alla più stretta attualità politica e di cronaca". Anche Bruno Vespa sarà in onda dal 1 luglio al 18 agosto con 8 con puntate speciali di "Porta a porta estate: i grandi amori del secolo". Concorrenza sotto il solleone? "La competizione tra me e Bruno Vespa non esiste. Ognuno fa il proprio lavoro e va per la sua strada. Ciascuno di noi ha il proprio pubblico. Non però lo scorso anno con il prolungamento di Matrix in estate abbiamo indubbiamente aperto una strada. In momenti così caldi per la politica italiana come quelli attuali, sarebbe davvero insensato abbassare i riflettori e rimandare tutto a settembre". In trasmissioni di approfondimento come Matrix i politici giocano un ruolo essenziale. C'è un criterio in base al quale vengono invitati? "La loro presenza è legata a quanto avviene in quel momento Ma ce ne sono alcuni che sono stati ospiti più degli altri. Antonio Di Pietro, ad esempio, ha partecipato ben 25 volte alla trasmissione in tutta la storia di "Matrix". Lo abbiamo fatto interagire con i più differenti personaggi e sempre con ottimi risultati di audience. Il Premier Silvio Berlusconi, invece, ha partecipato solo 5 volte. Ma non c'è protagonista della scena politica che non sia venuto. Siamo riusciti ad avere anche Romano Prodi nonostante avesse affermato che mai sarebbe intervenuto in un programma Mediaset". Il politico più simpatico al suo pubblico? "Piace molto Giulio Tremonti, è venuto a trovarci varie volte sempre con risultati di grandi ascolti. La sorpresa però, è stata la presenza del ministro della Funzione Pubblica e dell'Innovazione Renato Brunetta: il suo recente intervento a "Matrix" ha ottenuto un successo superiore a qualsiasi aspettativa". La puntata più seguita della triennale storia di "Matrix"? "Quella prima delle ultime elezioni con i doppi interventi di Berlusconi e Veltroni. Tra le puntate di cronaca ed attualità da segnalare quella sulla Tissen Krup la fabbrica torinese in cui persero la vita sei operai. Ma non esiste alcun settore nel quale i nostri ascolti non siano di grande prestigio". Qual è stata l'audience media delle puntate estive andate in onda nel 2007? "Tra il 19 ed il 21% è la media dello share. Io sono convinto che in estate il pubblico non diminuisce dinanzi al piccolo schermo, se si trovano di fronte all'offerta televisiva adatta". Quante volte è stato contattato dalla Rai per cambiare casacca? "In dieci anni parecchie volte. Mi era stata offerta anche la direzione del Tg1. ma ho sempre declinato l'invito che adesso sarebbe del tutto improponibile", ha concluo Mentana, mentre in una saletta riservata di un noto locale del centro storico di Roma, all'improvviso è arrivato il Presidente della Rai Claudio Petruccioli che si è affacciato a salutarlo.

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Berlusconi è sempre nel mirino Ecco altre intercettazioni-gossip (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

N. 152 del 2008-06-27 pagina 2 Berlusconi è sempre nel mirino Ecco altre intercettazioni-gossip di Filippo Facci L'Espresso si avvia a pubblicare una serie di intercettazioni telefoniche come cento altre volte ha fatto, e come cento altri giornali avrebbero fatto al suo posto: questa è una prima e semplicistica versione delle cose. La seconda versione, di questi tempi, e viste le intercettazioni, è che l'Espresso probabilmente non si è reso conto di aver fatto un formidabile favore a quanti vorrebbero approvare una legge che vieti la pubblicazione delle intercettazioni di nessuna o dubbia rilevanza penale: ciò che sono, appunto, queste intercettazioni sulle pagine dell'Espresso. L'inchiesta è quella della Procura di Napoli che indaga per corruzione Silvio Berlusconi nonché il direttore di Raifiction Agostino Saccà: il primo è accusato d'aver promesso al secondo "il sostegno economico alle iniziative private che si apprestava a intraprendere". Per la stessa inchiesta Saccà è stato anche sospeso dalla Rai. Di nuovo c'è poco: le telefonate parrebbero delle seconde scelte rispetto a quelle già pubblicate mesi orsono. Ma vediamo subito la telefonata che l'Espresso ritiene più grave: quella dove Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autorità garante delle Comunicazioni, parla al telefono col produttore di fiction Guido De Angelis e racconta d'aver chiesto a Berlusconi di potergli far avere (a De Angelis) contratti fiction per 30 milioni di euro: ma con Mediaset, non con la Rai. Le carte spiegano che Berlusconi avrebbe amichevolmente incontrato De Angelis sino a portarlo a pranzo col vicepresidente di Mediaset, suo figlio Pier Silvio, e col direttore generale Alessandro Salem: così da favorirlo. La gravità starebbe nel fatto che Innocenzi, come detto, era membro dell'Autorità garante delle comunicazioni: "Ma più che un arbitro sembra un giocatore", scrive l'Espresso; inoltre le telefonate "smontano la teoria di Berlusconi sul suo totale disinteresse sulla gestione di Mediaset", accusa ancora l'Espresso. Se Berlusconi si interessa della Rai è quindi grave, se si interessa di Mediaset è pure grave. E la parte "grave" si conclude con fumosi e inspiegati accenni a un ruolo di questo Innocenzi nel "gioco grosso" (lo chiama Saccà) che doveva corrispondere all'arruolamento di alcuni senatori del centrosinistra per dare una spallata al governo Prodi. Vi sono accenni, pure inspiegati, a un ruolo del senatore Willer Bordon in questa direzione. Il resto, se possibile, è meno rilevante. Si apre, anzi si spalanca, un ordinario capitolo raccomandazioni. Due le linee-guida: la prima è che in Rai la raccomandazione pare un sistema non tanto per superare gli altri ma per essere come loro, ossia raccomandati a loro volta; la seconda, consolante, è che alcune raccomandazioni si concludono positivamente, altre negativamente, altre non si sa. Cominciamo con Berlusconi: il premier raccomanda che Saccà faccia almeno una telefonata di interessamento a certa Antonella Troise, attrice. Altre segnalazioni, ma a De Angelis, riguardano Evelina Manna, Elena Russo, Camilla Ferranti ed Eleonora Gaggioli: e anche qui a qualcuna è andata bene, a qualcuna male eccetera. Poi. Il senatore Willer Bordon raccomanda a De Angelis sua moglie Rosa Ferraiolo, attrice. L'ex ministro della Cultura Giuliano Urbani raccomanda Ida Di Benedetto, attrice: andrà male per la fiction Angelica ma andrà bene per una dedicata a Suor Bakhità. Il sindaco di Milano Letizia Moratti raccomanda Luciana Barazzoni, moglie del suo braccio destro Paolo Glisenti: ma il provino va male. Luca Barbareschi, attraverso un giro di telefonate tra Saccà-Andrea Ronchi-Cappon, cerca di farsi ben pagare una fiction girata in Sicilia. Il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri raccomanda l'attrice Simona Borioni per la fiction "Il bene e il male". Gianni Letta raccomanda la vedova di Renato Rascel per un provino e il giornalista Ruggiero Marino perché possa scrivere sceneggiature. Maurizio Costanzo raccomanda Brigitta Boccoli per la fiction "Incantesimo". L'onorevole Mario Landolfi di An segnala un cattivo trattamento economico riservato al suo amico produttore Piero Di Lorenzo. Il consigliere della Rai Gennaro Malgieri (An) chiama per raccomandare la società di Gabriella Bontempo, moglie di Italo Bocchino. Antonio Marano chiede di far lavorare una ragazza di Luino. Il presidente Claudio Petruccioli si raccomanda che la fiction "Il capitano" vada in onda il giovedì come chiesto dal comando della Guardia di finanza. Una serie di triangolazioni telefoniche Saccà-Berlusconi-Gianni Minoli sponsorizzano quest'ultimo come nuovo direttore generale Rai. Piero Fassino, a una capostruttura Rai, perora una causa non ben individuata. Il vicedirettore generale della Rai Giancarlo Leone, attraverso la segnalazione di una fiction sulla famiglia Loren, vuole dare un segnale di attenzione a Francesco Rutelli. L'attrice Alessandra Martinez tormenta ripetutamente Saccà perché vuole la parte di Coco Chanel e spiega che "anche Clemente sarebbe felice"; ma la parte andrà a un'altra, Barbara Bobulova. Fine, per ora, delle piccole miserie della Rai e dell'Espresso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"un ruolo alla troise, sennò fa pazzie" il pressing di berlusconi su saccà (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

"Un ruolo alla Troise, sennò fa pazzie" il pressing di Berlusconi su Saccà Anche da Letta e Moratti segnalazioni di attrici per le fiction I verbali Quella PAZZA DELLA TROISE Silvio Berlusconi (B) chiama Agostino Saccà (S), all'epoca direttore di Rai Fiction - 12 settembre 2007, ore 15.18 A. Buonasera, presidente, come sta? Bene, bene... B. Sto lavorando per far cadere il governo e conto di riuscirci. (...) Le due cose per cui ti disturbo, Agostino, sono... Tu mi hai parlato di quel calabrese, eletto in Australia... S. Su quello io ho delle notizie molto importanti. B. Sì, e allora io su quello sono interessato. Sto cercando di aggregare più senatori possibile... (...) C'è una persona che potremmo usare per contattarlo? S. Sì, c'è questo mio amico che è un commercialista importante, di origine calabrese, che sta a Milano, che tra l'altro è nostro proboviro, lì, di Forza Italia a Milano. B. Allora se tu potessi combinare un incontro con questo signore a Milano con me, lunedì o martedì, mi faresti una cortesia... B. Punto secondo, quella pazza della Antonella Troise... Si è messa in testa che la odio... Che ho bloccato la sua carriera artistica... è andata a dire delle cose pazzesche in giro. Ti chiedo questa cortesia, di farle una telefonata... S. La chiamo. B. E di dire... Fissare un appuntamento, non lo so, dire che c'è qualche cosa, e di dire che io ti ho tolto la tranquillità perché sono un po' di settimane che continuo a dirti: "Io devo far lavorare la Troise". S. Va bene, la chiamo, la convoco. B. Scusa, dille, sottolinea un mio ruolo attivo... Perché io continuo a dirglielo ma lei dice, pensa che io le sia di ostacolo, addirittura, che è una cosa folle, io non sono mai stato ostacolo a nessuno in vita mia, in nessun campo... va bene, però è pazza, quindi... Fammi questa cortesia perché sta diventando pericolosa. LA VEDOVA DI RASCEL Tra le telefonate intercettate dalla procura di Napoli e indirizzate a Saccà, oltre a quelle di Berlusconi ce ne sono molte altre di persone che chiedono di inserire attrici e programmi nelle fiction Rai. Il 4 ottobre 2007 Gianni Letta chiama Saccà per raccomandare Giuditta Saltarini, vedova di Renato Rascel, per un provino nella soap "Un posto al sole". Otto giorni dopo, Francesco Nardella, capo struttura fiction, chiama Saccà e gli dice: "Ma quanto tieni a Giuditta Saltarini?". Saccà risponde: "Tanto, perché è segnalata da Letta". Alla fine la Saltarini non ha ottenuto la parte. SI TRATTA DI UN CONTRATTO... Guido De Angelis (D), produttore televisivo, chiama Giancarlo Innocenzi (I), membro dell'Autorità garante delle Comunicazioni - 24 ottobre 2007, ore 16.33 D. Com'è andata lì, col capo? I. è andata bene per te. Gli ho detto: "Guarda, il problema è questo. Lui ti chiederà delle cose per le quali gli ho detto che ho già parlato con Alessandro. Di fare un po' un riequilibrio rispetto alla situazione che c'è oggi. Perché c'è Valsecchi che c'ha 50 milioni di euro di contratto quadro e lui niente. Quindi si tratta di fare invece un contratto quadro che per lo meno sia di 30 milioni di euro l'anno per tre anni, insomma". D. E lui? I. "Ah sì, sì". Ti dico che Alessandro Salem (dirigente di Mediaset-ndr) sa già tutto quanto. In più tieni presente che non è niente di così esagerato. Perché c'ha già "Elisa" che da sola ne vale 16. Si tratta di mettere insieme un paio di altre robe. "Tu sai che lui è un amico, è una persona per bene". C'era anche Willer, c'era anche Tex (Bordon, all'epoca senatore della Margherita-ndr). D. Ah, sì? C'era anche il "rosso" con voi? LA MORATTI E LA MOGLIE DEL CONSULENTE Anche Letizia Moratti, sindaco di Milano, è tra i "segnalatori" per un posto nelle fiction. La raccomandazione a Saccà riguarda Eliana Miglio, moglie del suo braccio destro Paolo Glisenti. Il provino, però, va male e a Saccà arriva una telefonata di rimbrotto. Il direttore di Rai Fiction dice di avercela messa tutta ma che non decide da solo. LA MOGLIE DI TEX WILLER Giancarlo Innocenzi (I), membro dell'Agcom, chiama Agostino Saccà (S), direttore di Rai Fiction - 2 agosto 2007 ore 15.37 I. Sono reduce da un incontro con il grande capo. Ragionamenti di politica. Si è deciso di dare un'accelerazione, una spallata a questi qua. Ti ha citato perché ha detto che c'era una persona sulla quale stavi ragionando. Dopo di che, siccome io sto lavorando con Tex, allora, mi era venuta un'idea che purtroppo non si è rivelata geniale. Gli ho detto: "Questo signore c'ha anche la moglie che fa quel mestiere e attraverso Guido l'avevamo messa su questa produzione. Solo che quei coglioni, quel pirla di Fabrizio l'ha stoppata". L'altro, si vede che c'ha pensato un secondo, ha preso il telefono e ha chiamato Fabrizio. S. Ma va? I. "Ma scusa, qua mi serve per la moglie di...", così, così, così e quell'altro: "Ah, ma sai, scusa, quelli lì l'hanno fermata", come se lui non c'entrasse un cazzo, "perché costava troppo...". S. Ma che stronzi... I. Allora Fabrizio gli ha detto: "Se è per quella persona lì, chi ti può aiutare è Agostino". "Allora fammi avere il nome prima, perché non so nemmeno come si chiama, così stasera quando vedo Agostino gliene parlo". Speravo di aver trovato la chiave... perché così quell'altro magari si caga addosso, appena l'ha chiamato... dico: "Va bene va bene".... C'ha scaricato il problema, porca troia... S. Va bene, va bene. I. Per avvertirti di questo, quindi se tu trovi l'occasione, poi io adesso lo chiamerò per dargli il nome. Come si chiama, tra l'altro? S. Si chiama Ferraiolo, Rosa Ferraiolo. I. Ecco, va bene. S. Oh, ma speriamo che quel coglione di Del Noce non lo dica perché se no, se capiscono che c'è in gioco qualcosa di più grosso... capito? I. Eh... speriamo di no perché lì c'è un ragionamento invece più corposo che appunto poi ti dirò... S. Esatto, esatto. LE RACCOMANDAZIONI DI COSTANZO Il 26 giugno Maurizio Costanzo chiama Saccà per raccomandare Brigitta Boccoli dopo il provino che l'attrice aveva sostenuto per il cast di "Incantesimo". In autunno, poi, richiama per Giulietta Revel nel cast di "David Copperfield". FA' QUALCOSA PER MARTA FLAVI Berlusconi (B) chiama Saccà (S) - 30 ottobre 2007, ore 17.41 B. Senti una cosa: mi telefona la signora Marta Flavi. A. Sì. B. E mi dice che sta trattando per "Incantesimo" una parte, e che tutto dipende da te. Io non ho nessun rapporto con la signora Flavi, ti riferisco soltanto che lei si è fatta viva telefonando. A. La Flavi? La Flavi non è un'attrice, quindi è, come dire, un po' complicato, comunque? B. Ho capito. A. Me ne occupo e lo vedo? B. Ma vedi un pochettino, insomma. Soltanto, in questo caso, ti dico la verità, far sapere che ho fatto una telefonata A. Va bene B. Tutto qui, non ho nessun interesse, se non il fatto di dire sì a chi chiede una cortesia A. Va bene HO VISTO IL SENATORE FUDA Berlusconi (B) chiama Saccà (S) - 12 settembre 2007, ore 15.18 S. Ho visto Pietro Fuda (all'epoca senatore del centrosinistra eletto in Calabria-ndr), le dico quello che mi ha detto: "Ti dico due cose che devi dire a lui, allora, uno che io sto con lui, li odio questi qua, io sono democristiano. (...) Due: che quand'anche io passo, se lui non risolve il problema di Casini, perché io vivo al Senato, in piedi il governo lo tengono i senatori di Casini...". B. No, non possono tenerlo i senatori di Casini, perché Casini si "sputtanerebbe" definitivamente di fronte a tutti. (...) Andrei io in televisione a dire: "Questo Casini è un porco traditore". (...) Io ce ne ho diversi, sto facendo la corte a più di venti...". CONFALONIERI, IL PERCORSO COMUNE E SIMONA Fedele Confalonieri chiama Saccà il 21 settembre 2007: "Ti chiamo per due cose. La prima - dice il presidente di Mediaset - è una bassa raccomandazione e la seconda è che vorrei parlare di Valsecchi, De Agostini, per fare un percorso insieme". Poi Confalonieri spiega: "Mi dicono che la società Albatross di Alessandro Jacchia stia facendo per voi la fiction "Il bene e il male". Per la parte del magistrato donna ci starebbe bene Simona Borioni (attrice di "Vivere"-ndr). Le chiedevo se poteva interessarsene".

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"perché google ci fa diventare un po' più stupidi" - qual è la vostra inflazione personale? (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

R2 Reportage Internet Repubblica Tv Il video A Lampedusa la porta della solidarietà Torna Baccini e fa il partigiano in un film Lostmania i naufraghi di successo "Perché Google ci fa diventare un po' più stupidi" Le telefonate Berlusconi-Saccà lo speciale QUAL è LA VOSTRA INFLAZIONE PERSONALE?.

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Approvato il 'Lodo Schifani bis' Sospesi i processi per le alte cariche (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Quotidiano.net" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge sull'immunita' per le piu' alte cariche istituzionali del Governo, il cosiddetto 'lodo Schifani bis'. Lo si apprende da fonti governative

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Raccomandazioni in Rai: riesplode la polemica (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Voce d'Italia, La)

Argomenti: Berlu Saccà

Politica "L'Espresso" pubblica nuove intercettazioni Berlusconi-Sacca' Raccomandazioni in Rai: riesplode la polemica Diversi esponenti politici avrebbero fatto pressione sui vertici Rai per garantire trattamenti di favore ai propri protetti Roma, 27 giu. - Riesplode la polemica sulle intercettazioni telefoniche avvenute nel 2007 tra Silvio Berlusconi e alcuni responsabili dei vertici della Rai. Il settimanale l'Espresso ha pubblicato oggi un articolo nel quale vengono descritte nuove intercettazioni di consersazioni avvenute tra l'allora leader dell'opposizione e il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà. Dalle trascrizioni emergerebbero pesanti pressioni fatte da diversi esponenti politici, non solo del centro destra, per raccomandare i propri protetti e farli inserire in trasmissioni e fiction prodotte dalla rete nazionale. Tra i nomi eccellenti citati nelle intercettazioni ci sarebbero, oltre al premier, Fedele Confalonieri, Letizia Moratti, Gianni Letta, Piero Fassino e Francesco Rutelli. Giampaolo Mannu.

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Pd-Idv, il duello continua. Rai nuovo fronte di scontro (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Campanile, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

G.Pet. Pd-Idv, il duello continua. Rai nuovo fronte di scontro Di Pietro: "Walter come la pecora con il "lupo" Berlusconi". Follini: "Il Cavaliere e Tonino sono gli opposti estremismi". L'ex pm sulla nomina di Orlando: "O lo prendono o se lo prendono in quel posto". Merlo: "Parole tribali" Di Pietro continua ad attaccare Veltroni. E nel Pd l'atteggiamento del leader di Italia dei Valori provoca irritazione. Sullo sfondo ci sono sempre i temi della giustizia e le contromisure da prendere rispetto a Berlusconi e alla sua maggioranza. Dopo la richiesta di verifica dell'alleanza, l'ex ministro delle Infrastrutture insiste: "Veltroni è un buono, arriverà alle Europee, ma il problema è capire come ci arriverà. Lui è stato scelto con le primarie ed è stato il leader dell'opposizione e di una coalizione" e "tale deve rimanere". Il problema, osserva l'ex pm, "è che lui ha scelto di fare un'opposizione collaborativi. Va bene questo, ma prova a mettere nello stesso ovile una pecora e un lupo". Rimarrà "solo il lupo". Il capo di Idv lancia una battuta pure sulla legge sulle intercettazioni, altro tema caldo del dibattito politico: "Passerà sicuramente perché coinvolge trasversalmente persone di entrambi gli schieramenti". I democratici cercano di frenare l'irruenza dipietrista. "Sul tema del rapporto fra politica e giustizia ho l'impressione che Berlusconi e Di Pietro siano un po' gli opposti estremismi. Forse quello che ci vuole è una ragionevole via di mezzo", commenta Marco Follini. L'ex pm? "Per due anni aveva dimesso il suo abito massimalista, poi rapidamente ha rimosso tutto", dice invece Antonello Soro, capogruppo democratico a Montecitorio. Dunque fra gli alleati della maggioranza si sta per consumare un divorzio definitivo? "Non voglio parlare di rottura, ne riparleremo quando ci sarà un vero confronto interno che vada al di là dei pareri dichiarati", fa sapere Massimo Donadi, capogruppo dipiestrista alla Camera. Sarà. Certo è che le posizioni, ad esempio, sulla questione della legge sull'immunità alle alte cariche dello Stato, non si smussano per nulla. Seppur vincolata alla rimozione del "salva-premier", l'apertura del Pd alla maggioranza è nei fatti. Senza il "macigno delle norme che bloccano i processi", spiega Soro, "si potrà aprire un confronto sul Lodo senza pregiudizi, perché non è scontato il giudizio che noi daremo". Diversa la visione dei dipietristi. Secondo Donadi qualsiasi dialogo è ormai "chiuso" e "non potrebbe essere altrimenti dal momento che ci troviamo in un Parlamento che è costretto a occuparsi non di misure di cui sente bisogno il Paese ma che vengono fatte solo per impedire una sentenza che terrorizza il presidente del Consiglio". Ma è botta e risposta pure sulla Rai. All'indomani dell'ennesima fumata nera sull'elezione di Leoluca Orlando alla presidenza della Commissione di Vigilanza, Di Pietro taglia corto: "O prendono Orlando e se lo prendono in quel posto". Replica del capogruppo democratico in commissione, Giorgio Merlo: queste affermazioni, dice Merlo, "appartengono ad una concezione tribale della politica". Intanto, sempre sulla Rai, si abbatte l'indagine della Corte dei Conti sui contatti sospetti fra dirigenti Rai e Mediaset (quelle delle intercettazioni del 2005). I magistrati contabili sospettano un danno alle casse della tv di Stato. (27-06-2008).

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Giustizia, è l'ora della saggezza (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Campanile, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Mastella: "Il Lodo Schifani? Sarebbe stato auspicabile un accordo con l'opposizione. Illegittima la blocca-processi" Un duplice fronte infiamma il dibattito sulla giustizia. Da un lato la fuga di notizie sulla bozza in cui il Csm criticherebbe il dl sulla questione della cosiddetta norma blocca processi e l'uscita di nuove intercettazioni a carico di Silvio Berlusconi che ha scatenato l'ira della maggioranza; dall'altro il controverso lodo Schifani che è inserito nell'Ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi. Un aspetto, quest'ultimo, abbastanza controverso poiché c'è chi del lodo non ne vede traccia, anche se fonti ministeriali sostengono che probabilmente sarà esaminato fuori sacco. Una su tutte, la dichiarazione del ministro per l'Attuazione del programma, Elio Vito, al termine della conferenza dei capigruppo della Camera: "Il ddl per la sospensione dei processi per le più alte cariche sarà domani (oggi, ndr) all'Odg dei Cdm". E dalla Pdl sperano che l'opposizione decida di approvarlo. "Potremmo andare in tempi brevi all'approvazione del lodo, se l'opposizione si dichiarasse disponibile ad approvarlo, senza nemmeno passare attraverso la sospensione dei processi così come previsto ora dal decreto sulla sicurezza". Lo dice a Radio Radicale Gaetano Pecorella, che aggiunge: "Dal punto di vista politico corriamo il rischio di dovere tornare a votare in tempi molto brevi. Il processo a Silvio Berlusconi terminerà a fine settembre ed è chiaro che un presidente del consiglio che avesse su di sé la condanna per una pena molto grave, come per il tipo di reato contestatogli difficilmente potrebbe continuare a presentare sulla scena internazionale con sufficiente credibilità. Quindi o si corre questo rischio, che per il Paese sarebbe un disastro, o si approva auspicabilmente con l'opposizione una legge che sospende i processi per le alte cariche dello stato". Un'analisi che, messa in questi termini, trova il favore dell'ex Guardasigilli secondo il quale "sarebbe più saggio arrivare al lodo Schifani in accordo con l'opposizione". Fermo restando, aggiunge Clemente Mastella dai microfoni di Otto e mezzo, che "Berlusconi ha timore di qualcosa, altrimenti non si spiega come una legislatura nata con l'idea dialogante, oggi non ci sia più. Berlusconi ha deciso di giocare la partita senza se e senza ma". E questo, è ormai evidente agli occhi di tutti. Quanto alla norma blocca processi, anche per il leader dell'Udeur è "illegittima e incostituzionale". Stessa opinione di Anna Finocchiaro che sbotta: "La norma salva processi è una norma sbagliata e anticostituzionale. La destra deve smettere di alimentare una campagna di disinformazione. I giornali della destra insistono nel dire che la norma blocca processi sarebbe stata già varata dieci anni fa dal governo Prodi e confermata l'anno seguente dal governo D'Alema. ? sbotta il capogruppo del Pd al Senato - tutto questo è falso". Insomma, ricorda ancora, "è evidente che la norma del governo Prodi si proponeva di accelerare i processi e non di sospenderli come fa l'attuale proposta del governo Berlusconi. La decisione restava così interamente nel discrezionale apprezzamento dei magistrati. Cosa ben diversa da un intervento legislativo che peraltro sospende processi per reati gravi per i quali però se commessi adesso aumenta la pena. La verità ? conclude l'esponente del Pd - è una sola quella norma è un obbrobrio e va cancellata". Quanto alla fuga di notizie immediato l'attacco della Pdl che con il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berseli chiede a "Nicola Mancino di dimettersi da Vice presidente del Csm. Sarebbe un atto dovuto, di elementare sensibilità istituzionale, non sarebbe un atto eroico". Sarà. Ma dal fido Antonio Di Pietro, arriva la difesa a spada tratta dei suoi colleghi: "Il Csm è un organo che deve parlare ? sbotta il leader di Idv - ma quando dice quello che deve dire da fastidio alla politica. E' come lamentare a un medico che sta in sala operatoria che opera troppo" (27-06-2008).

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E così ripiombiamo nei miasmi da Sud America (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Oggi è Ven, 27 Giu 2008 Edizione 131 del 27-06-2008 Strettamente confidenziale E così ripiombiamo nei miasmi da Sud America di Hush Hush La pubblicazione sull'Espresso delle intercettazioni legate all'inchiesta di Napoli contro l'ex direttore generale della Rai nonchè capo della Fiction (ancorché sospeso) Agostino Saccà, le voci insistenti su un rinvio a giudizio del Presidente del Consiglio Berlusconi nell'ambito dello stesso procedimento giudiziario e la ripresa dell'attività poliziesca, anche nel linguaggio, da parte del deputato del centro sinistra Antonio Di Pietro, capo del movimento familiar-familistico chiamato Italia dei Valori (e pensando ad alcune vicende che hanno lambito o visto protagonista l'ex pm di Mani Pulite - dai soldi in una scatola di scarpe all'appartamento con vista sul Duomo di Milano affittatogli da un amministratore di un istituto bancario milanese con cui era (?) in rapporti di amicizia e poi arrestato per una notte durante Tangentopoli, verrebbe da dire che davvero di un'Italia dei Valori si tratta, nel senso di valori)... hanno fatto ripiombare nuovamente la politica italiana fra i miasmi di un Sud America, fatto di comisarias de policia, raccoman-dazioni e quant'altro serva al perfetto felleuton estivo. Un Sud America, viene da aggiungere, che quasi quasi non esiste più nella sua terra originaria, ma che sopravvive da noi al di qua dell'Oceano. Lette integralmente, come le abbiamo potute leggere noi, le intercettazioni fanno ridere: ha ragione il Capo del Governo, soldi dei cittadini buttati al cesso. Non ci sono ipotesi di reato, se non arrampicandosi sugli specchi, ma, del resto come ha insegnato buon ultima la vicenda che ha coinvolto Clemente Mastella e Sandra Lonardo, certa magistratura campana è usa e adusa ai grandi polveroni che finiscono in nulla. Certo il Premier è moltissimamente irritato, anche con i suoi alleati ovvero con la Lega, che sulla questione giustizia ha giocato con il fuoco fino a contribuire a provocare questo incendio. Ha voglia Umberto Bossi a garantire la lealtà dei suoi. In realtà nella Lega, e segnatamente in una componente varesina c'è un'area storicamente eversiva rispetto all'allenaza con Silvio Berlusconi. E' una Lega che più di altre in altre zone del nord ha origini di sinistra e con la sinistra, con il Pci, Pds, Ds segnatamente, ci ha fatto pure dei governi a livello locale. Questa fettina di Lega si deve essere fatta un film da TSO, ovvero da matti: pensate che pensano di poter fare un ribaltone che possa portare alcuni di loro al governo in altri ruoli, in presenza di un Premier azzoppato da qualche indagine giudiziaria vagante e vacante. Peccato che questa parte di Lega sia esattamente speculare a Di Pietro, forse per effetto della Sindrome di Stoccolma derivata dai tempi che furono di Patelli e Sama, e quindi, alla fine, scambia la politica con le patate. Per fare un esempio si pensi alla Rai e alla commissione di Vigilanza: da ieri la presidenza della Commissione per il sub comisario de policia Leloluca Orlando Cascio non esiste più e l'orazione funebre l'hanno recitata quelli dell'Udc, ovvero i nemici giurati di Bossi e compagnia nel centro destra. Chissà se Umberto, che la sa molto lunga, ha capito chi ha scritto il copione dell'orazione funebre in memoriam di Leoluca Orlando Cascio?.

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L'ossessione delle gonne (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Oggi è Ven, 27 Giu 2008 Edizione 131 del 27-06-2008 L'ossessione delle gonne di Orso Di Pietra Ci sono due modi per giudicare la nuova raffica di intercettazioni proveniente dalle indagini della Procura di Napoli sul caso Saccà-Berlusconi. La prima è rilevare che non può essere affatto casuale che queste nuove badilate di cacca giudiziaria tornino a cadere sulla testa di Berlusconi nel bel mezzo del suo furibondo scontro con i magistrati politicizzati. E quindi sottolineare come il Cavaliere non abbia tutti i torti quando denuncia la persecuzione giudiziaria ai suoi anni. La seconda è che, come le giri e le rigiri, le intercettazioni delle conversazioni tra Berlusconi e Saccà non mostrano alcun riflesso penale. Al massimo si può rimproverare al Presidente del Consiglio di avere l'ossessione più delle gonne che delle toghe. E allora? C'è l'hanno avuta Cavour, Vittorio Emanuele II, Mazzini, Garibaldi, Crispi, Mussolini, Craxi. Al punto da alimentare il sospetto che dai noi solo se hai una ossessione del genere puoi essere considerato un autentico statista. E poi, diciamocela tutta, anche nel caso ipotetico la norma morale diventasse una norma penale, il Cavaliere verrebbe assolto. Sulla base dello storico broccando: "peccato di pantalone, pronta assoluzione!".

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Silvio, i giudici e le intercettazioni Benvenuti nella Repubblica delle Fiction (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Oggi è Ven, 27 Giu 2008 Edizione 131 del 27-06-2008 MAGNIFICHE OSSESSIONI Silvio, i giudici e le intercettazioni Benvenuti nella Repubblica delle Fiction di Francesco Blasilli Napoli è tutta linda e pinta. I nostri stipendi sono raddoppiati. I servizi pubblici sono eccellenti, i ministeri sono fantastici e ti mandano i certificati che ti servono direttamente a casa nel giro di un paio d'ore. I tassi di mutuo sono ridicoli e la sera, tanto sono sicure le nostre città, si dorme con gli usci spalancati. Quanto è diversa la realtà da appena due mesi fa. Tutto è cambiato. O meglio, tutto sembra cambiato. Perché se si ascoltano i nostri politici e si leggono certi giornali sembra che tutti i problemi siano spariti in un attimo e l'unico tema importante siano i guai giudiziari, veri o presunti, di Berlusconi. Solo che i problemi, per il popolo (che teoricamente sarebbe sovrano) ci sono ancora. Peccato che siano finiti in secondo (o meglio in terzo, quarto, quinto...) piano, perché al centro dell'attenzione sono finite alcune magnifiche ossessioni. C'è l'ossessione numero uno di Berlusconi, quella per i giudici, l'unica rimasta ormai, visto che quella comunista si è squagliata sotto il sole del Pd. Ed allora il Cavaliere lancia un'accusa più grande dell'altra; spesso lasciando ad Arcore l'eleganza. Ma Berlusconi sente che la gente è con lui e soprattutto sente che vogliono fregarlo di nuovo. Non a caso, ecco di nuovo spuntare qualche telefonata, guarda caso proprio sulle pagine dell'Espresso. Ma questo è un altro discorso. Prima c'è da vedere il comportamento di Berlusconi che, indubbiamente, esagera. Lo fa in modo assolutamente cosciente, però, e con una duplice finalità. La prima è quella di mettere le mani avanti. Perché se è vero che con la norma salva premier si toglie dalle scatole il processo-Mills, il nemico (la magistratura) è sempre dietro l'angolo. Meglio allora picchiare duro. Anche perché così facendo costringe Veltroni ad interrompere ogni tentativo di dialogo e a fare l'opposizione forte. E tutto questo conviene al Cavaliere. Perché? Innanzitutto perché rafforza la posizione di Veltroni, che con la sua politica buonista e la sua opposizione morbida (o meglio, ombrosa) aveva perso forza all'interno del Pd. Adesso Veltroni può tornare a rafforzarsi cavalcando l'antiberlusconismo, con soddisfazione del Cavaliere che come interlocutore preferisce sempre e comunque Walter l'africano. Per la serie, se devo fare la guerra, preferisco farla con uno che ? fino ad ora - è stato una marionetta nelle mie mani. Ed infatti Veltroni, fa di tutto pur di piacere ed assomigliare a Silvio, visto che la sua ossessione personale è proprio l'attuale premier. C'è poi anche un altro motivo che fa si che Berlusconi veda di buon occhio un Veltroni di nuovo forte: bloccare Di Pietro. Il quale sin qui sta guadagnando fin troppo spazio politico, anche se, inevitabilmente anche l'ex Pm dovrà frenare la sua corsa. Per colpa di chi? Ma della sua ossessione, naturalmente, che risponde al nome e cognome di Silvio Berlusconi. Giusto ieri ha confermato che "l'Italia dei Valori farà tutto il possibile affinché Berlusconi non vada al Quirinale". E l'ossessione del Tonino nazionale è talmente grande che costringe lui, uomo di destra, a diventare simbolo della sinistra massimalista. Solo che, alla fine, l'incoerenza smetterà di pagare. Quella che, al contrario, sembra non finire mai è l'ossessione (come già detto, reciproca) di una parte della giustizia italiana nei confronti di Berlusconi. Le nuove intercettazioni, ancora su alcune telefonate tra il Cavaliere ed Agostino Saccà, sono lì a testimoniare. Come sono lì a testimoniare che taluni editori, e di conseguenza alcune testate, sono proprio ossessionate dal Cav. Non è un caso che sia l'Espresso a pubblicare le ultime telefonate "incriminate". E visto che Saccà è direttore, seppur sospeso, di Rai Fiction, viene voglia di lanciare un nuovo sceneggiato, dopo "E.R., medici in prima linea", magari "E(spresso) R(epubblica), giudici in prima pagina". Perché, inutile girarci intorno, De Benedetti e Scalfari hanno la stessa ossessione della magistratura: Berlusconi. Certo, viene da ridere a leggere le intercettazioni di questa volta. Ancora pressioni per far lavorare questo e quell'altro. Roba vecchia, roba già nota. Roba che, tra l'altro, la nuova legge sulle intercettazioni metterebbe al bando. Che nessuno se ne abbia a male, ma ci piacerebbe tanto ascoltare qualche telefonata ricevuta da De Benedetti, Scalfari o dal direttore Mauro: ti pare che anche lì non c'era la fila anche per una sola sostituzione estiva? Berlusconi (ma non solo lui, visto che in tanti, sinistra compresa, hanno dimostrato di conoscere il numero telefonico di Saccà) è l'unico che chiama per far lavorare qualcuno? Cerchiamo di essere seri. Come è decisamente labile l'assioma secondo cui se si fa lavorare la moglie di Willer Bordon, lui passa col centrodestra. Roba da fiction, appunto. Anzi, roba da fumetti, visto che nelle telefonate il baffuto senatore veniva chiamato Tex Willer. Ricapitolando. Berlusconi odia i giudici. I giudici a loro volta odiano Berlusconi, il quale è odiato anche da una parte della stampa, Di Pietro e tutta la sinistra massimalista. Ossessione ed odi che occupano tutto lo spazio del dibattito parlamentare e fanno finire in un angolo i problemi reali. In mezzo ci finisce, come sempre, il popolo. Perché gli stipendi sono rimasti bassi, i mutui alti e l'amministrazione pubblica fa schifo. Ah, i rifiuti stanno ancora al loro posto. In strada. Se fosse una fiction, sarebbe una fiction drammatica. Peccato che, invece, è tutto reale. Triste, ma reale.

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Intervista a Miriam Pisani/Iris: nicchia economica su Dtt (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: RAI MEDIASET

Oggi è Ven, 27 Giu 2008 Edizione 131 del 27-06-2008 Intervista a Miriam Pisani/Iris: nicchia economica su Dtt di Alessandra Mieli Per molti ma non per tutti. Per quelli che non sopportano la televisione generalista accusata di ogni nefandezza socio culturale l'alternativa c'è. Di nicchia, elegante, sul digitale terrestre e senza spendere un euro. Non se n'è parlato molto e il palinsesto non ha ancora fatto la sua comparsa nelle pagine dedicate ai programmi televisivi. Eppure c'è più di un motivo di curiosità il primo è che a capo di Iris c'è la prima donna direttore di rete di Mediaset. Unica donna. Difficile lavorare in un universo maschile? A livello di lavoro non ho mai avvertito una significativa differenza nei rapporti. O, per lo meno, non percepisco questa divisione tra manager (uomini) e operative (donne). Certo devi impegnarti, importi e magari devi insistere un po'. Ma forse sono stata fortunata perché ho lavorato con manager che erano anche persone, normali. Parliamo di Iris che appare diverso dalla televisione generalista. Certo. Abbiamo mission diverse. A noi non tocca consegnare un'audience a una concessionaria. E, visto che siamo in onda da fine novembre, ci stiamo divertendo in questa fase che definirei "sperimentale". Ma per fortuna "giochiamo" con una library di 1.000 film che abbiamo in casa e non rincorriamo il box office perché ci siamo mappati in modo del tutto diverso: Iris è cinema d'autore e abbiamo impostato un palinsesto fisso per i prossimi 2 anni in modo da creare quella che viene abitualmente definita come "abitudine al consumo". Oltre a un repertorio di film d'annata che cosa caratterizza Iris? Le rubriche culturali. Noi privilegiamo e diamo più spazio in orari più accessibili a quello che va in onda su una rete generalista magari solo a tarda notte. Ma il cinema è l'elemento caratterizzante e di cinema parlano le rubriche di opinionisti come Anna Praderio, Carlo Rossella, Piera Detassis e i due fratelli Vanzina e Gian Arturo Ferrari. Oltre al cinema però, al venerdì, c'è lo spazio riservato al teatro e, in autunno, una stagione di concerti in prima serata e di opera lirica. Non temete di diventare una rete di nicchia? Dobbiamo essere un'alternativa, questa è la nostra mission, altrimenti farenno solamente una copia di quello che fanno tutti gli altri. Un'ottava rete generalista davvero non servirebbe. Inoltre tra poco più di due settimane (il 14 luglio, ndr) ci sarà anche la Rai con la sua offerta digitale. In compenso fate a tv a basso costo. Perché ci riusciamo e perché abbiamo moltissimo materiale a disposizione che possiamo valorizzare liberamente. Certo, se si escludono i costi fissi della struttura, siamo davvero a basso a costo. Finora non avete molta visibilità, come intendete organizzarvi per far conoscere al pubblico la programmazione? I primi mesi è stato il tam tam, il passa parola. Ora siamo presenti con il palinsesto sui settimanali televisivi e ci stiamo organizzando per mettere in rete sul nostro sito, a partire da luglio, i dettagli dei programmi. Stiamo anche studiando azioni mirate con la free press e poi cercheremo di farci spazio anche sui quotidiani, soprattutto nelle aree "all digital". Vi siete fatti un'idea del pubblico che vi segue? Non abbiamo, come sapete, dati Auditel, tuttavia dai ritorni che ci riporta il marketing ci sembra di avere un pubblico molto allargato come età. Oltre la fascia commerciale che va dai 15 ai 64 anni. C'è anche una componente di studenti universitari che scelgono film d'autore che altrimenti non avrebbero opportunità di vedere altrove. Nel palinsesto troverà spazio anche l'informazione? Abbiamo "sposato" Paolo Liguori e il suo TgCom. Ne mandiamo in onda cinque edizioni al giorno e in più abbiamo una rubricata in esclusiva curata dallo stesso Liguori sul cinema.

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Berlusconi e Saccà, nuove telefonate (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Intercettazioni Roma. Pubblicate altre telefonate tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, all'epoca alto dirigente Rai: intrighi per reclutare senatori e abbattere il governo Prodi, ma anche raccomandazioni per attrici e showgirl da far lavorare in televisione. Bocconetti >> 2 27/06/2008.

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Intercettazioni, Ghedini: "Faremo denuncia" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

N. 152 del 2008-06-27 pagina 0 Intercettazioni, Ghedini: "Faremo denuncia" di Redazione Il settimanale l'Espresso pubblica altre conversazioni tra il Cavaliere e l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà del settembre 2007. L'avvocato del premier: "Vie legali. Torbida operazione, vogliono modificare il quadro politico uscito dal voto" Milano - Nuove intercettazioni sul settimanale "Espresso" relative ad alcune conversazioni tra il premier Silvio Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà. Il settimanale pone l'accento sui rapporti tra Berlusconi e un componente dell'Autorità delle Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, e alcune presunte pressioni su "Tex Willer" (soprannome del senatore Willer Bordon), la cui moglie fa l'attrice, per indurlo a lasciare la maggioranza. Ci sarebbero anche brani di conversazioni che riguardano la possibilità di far lavorare in Rai alcune soubrette. Nelle intercettazioni relative direttamente al premier, inoltre, Berlusconi parla dell'attrice Antonella Troise chiedendo di farla lavorare perché "pericolosa". Sono poi riportate altre telefonate a Saccà di Confalonieri, Minoli, Letta, Barbareschi, Costanzo, Moratti, Landolfi e Urbani. Ghedini: "Faremo una denuncia" "Sull'ultimo numero dell'Espresso, con assoluta tempestività e per l'ennesima volta, si assiste ad un nuovo episodio di violazione di legge con la propalazione di intercettazioni telefoniche di cui è assolutamente vietata la pubblicazione. Provvederemo a depositare al più presto una denuncia alla autorità giudiziaria competente auspicando che indaghi a fondo per scoprire chi ha consegnato tali intercettazioni al settimanale. Quanto accaduto dimostra ulteriormente, se ve ne fosse stata la necessità, l'urgenza delle nuove norme in tema di pubblicazione delle intercettazioni". Lo dichiara Niccolò Ghedini (Pdl), avvocato del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Capezzone: "Aggressione contro il governo" "Quello che accade è ormai evidente a tutti: tra un Csm ispirato anche da magistrati in conflitto di interessi, intercettazioni juke-box sulla linea Napoli-Espresso, e le solite inchieste a orologeria, si sta tentando una complessiva e concertata aggressione giudiziaria contro Silvio Berlusconi, il suo governo e la maggioranza politica liberamente scelta dagli elettori il 13-14 aprile". Lo afferma in una nota Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia. "Ma gli italiani - conclude - non ci cascano: e la maggioranza andrà avanti, con il consenso dei cittadini". Cicchitto: "Berlusconi aveva ragione" "Come volevasi dimostrare. Riparte dall'Espresso la pubblicazione di intercettazioni riguardanti Berlusconi. è la conferma che Berlusconi ha avuto ragione con le sue denunce". Lo afferma il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. "Siamo all'inizio di una torbida operazione - sottolinea Cicchitto - i cui obiettivi politici sono quelli di modificare il quadro politico uscito dalle elezioni. è all'opera un nuovo partito della crisi e dell'avventura. Adesso attendiamo i commenti dei giustizialisti da quattro soldi che stanno devastando la vita politica italiana". Di Pietro: "E' la democrazia" "Le intercettazioni che sono uscite oggi dimostrano l'uso strumentale e personale che Berlusconi fa delle sue funzioni pubbliche". è il commento di Antonio Di Pietro, leader dell'Idv. "Non finisce nel mirino del settimanale il presidente del Consiglio - dice Di Pietro ai giornalisti - ma finisce nel mirino della democrazia il comportamento di uno che è proprietario di televisioni, fa il presidente del Consiglio e interviene per chiedere favori e ottenere favori dalla Rai come servizio pubblico. Se non è conflitto di interessi questo, qual è?. Non bisogna guardare il dito - conclude - ma la luna: ovvero di un conflitto di interessi e di un abuso di funzione di poteri di questo presidente del Consiglio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Intercettazioni Berlusconi-Sacca': 'Quella parte li', per una Troise non andava bene?' (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Politica Intercettazioni Berlusconi-Sacca': "Quella parte li', per una Troise non andava bene?" Telefonata del 30.10.07 ore 17.41 A.: Agostino Saccà; S.: segretaria Saccà; P.: presidente Berlusconi A. : Pronto? S. : Pronto, buonasera dottor Saccà, le passo il presidente Berlusconi A. : Grazie S. : Grazie P. : Agostino... A. : Buonasera, presidente, come sta? P. : Ciao; ti chiedo scusa, se io... bene, sono diventato nonno stamattina, ho un nipotino di quattro chili... A. : Complimenti! P. : Sì, sì, sembra tutto bene... senti, sto lavorando bene per il Governo, quindi sono abbastanza sereno. Senti una cosa, mi telefona la signora Marta Flavi... A. : Sì P. : E mi dice che sta trattando per "Incantesimo" una parte, e che tutto dipende da te, io non ho nessun rapporto con la signora Flavi, ti riferisco soltanto che lei si è fatta viva telefonando... A. : La Flavi... la Flavi non è un'attrice, quindi è, come dire, un po' complicato, comunque... P. : Ho capito A. : Me ne occupo e lo vedo... P. : Ma vedi un pochettino, insomma... soltanto, in questo caso, ti dico la verità, far sapere che ho fatto una telefonata... A. : Va bene P. : Tutto qui, non ho nessuna... interesse se non il fatto di dire sì a chi chiede una cortesia... A. : Va bene... P. : Tutto qua A. : Presidente P. : Ecco, quella parte lì, tra l'altro, per una... quella là, per una Troise non andava bene? A. : Non credo, non credo P. : No? Va bene, vediamo un po' A. : Adesso vedo P. : Va bene, scu... A. : Mi metto d'accordo con Marinella per la settimana prossima, per quando ci si vede P. : Sì, benissimo, benissimo A. : Arrivederla, presidente P. : Ti chiedo scusa, ma quando uno è nella mia posizione riceve queste cose... A. : Non c'è problema, presidente P. : E non può, non può che smistarle A. : E poi non ha mai fatto pressioni, che è così gentile sempre, se le cose si possono fare, bene, se no... P. : Eh... A. : Bene, presidente P. : Allora vedi tu di dargli un riscontro, comunque A. : Grazie, ci sentiamo P. : Grazie di tutto.

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Intercettazione Berlusconi-Sacca': 'Sto lavorando per far cadere il governo e conto di riuscirci' (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Politica Intercettazione Berlusconi-Sacca': "Sto lavorando per far cadere il governo e conto di riuscirci" Il Cav.: "Quella pazza della Antonella Troise, si e' messa in testa che io la odio" La telefonata del 12.09.07 delle ore 15.18 da Silvio Berlusconi ad Agostino Saccà A.: Agostino Saccà; S.: segretaria Saccà; P.: presidente Berlusconi A. : Chi è?... Pronto? S. : Direttore Saccà, buonasera, la segreteria del presidente Berlusconi. A. : Ah sì, grazie. S. : Glielo posso passare? A. : Certamente. S. : Grazie. (Dopo qualche secondo di attesa:) S. :Direttore, ancora un istante, grazie. A.: Sì, grazie, certo. (Dopo qualche secondo di attesa:) P. : Pronto? A.: Buonasera, presidente, come sta? Bene, bene... P.: Sto lavorando per far cadere il governo e conto di riuscirci. A. : E credo che ce la può fare... io le volevo... P. : lo le telefono per due cose... A. : Sì, sì. P. : Oltre... ti telefono per due cose oltre alla vicenda della Rai, naturalmente, per cui... A.:Sì, si. P. :Questo Fabiano Fabiani è anche uno con cui penso che tu sia amico, no? A. :Diciamo che lui ama la fiction, perché è stato presidente ed ho un buon rapporto... P. :Io anche ho un buon rapporto con lui, non gli telefono per salutarlo perché adesso sono in contro corrente e che in effetti devono darci il presidente, no, ecco, comunque, insomma, credo che, che non sarà disastroso... A.: No. P. :Credo che non sarà disastroso. A. :Penso che è uno che va a vedere i fatti concretamente e darà giudizio... P. :Va bene, senti un po', lui è stato direttore generale della Rai, no? A. :Lui è stato vice direttore. P.:Vice direttore generale. A. :è stato direttore del Tg1, ma parliamo degli anni Sessanta, poi direttore dei "culturali", poi vice direttore generale, poi è uscito, è andato in lri a fare il presidente delle autostrade... P. :Eh. A.: Poi dopo Autostrade, è passato a fare il direttore di Finmeccanica centrale, poi ha fatto l'amministratore delegato di Finmeccanica e lì ha venduto l'Alfa Romeo alla Fiat, e c'è questa cosa, tutta questa vicenda qui, e poi è andato a Napoli a ge... a fare quel discorso dei recupero dell'ex area Finsider, no, e non ha cavato un ragno dal buco, e poi Veltroni l'ha nominato prima presidente di Roma expo, che è una società sulle esposizioni romane, e poi direttore generale di coso, di... di... di Acea, e da direttore generale di Acea ha fatto una grossa operazione, questa se la faccia tirare fuori, di, come dire, di affidamento a... a, come dire, a Copservizi, è una cosa molto grossa, molto, molto grossa di un carico importante, e... e... e di tutte le municipalizzate di Roma, eccetera... P. :Comunque è uno capace... A. :è uno che è molto capace. P. :è uno che mi "faceva" ricordo perché diceva che i figli li picchiava con i pugni... A. :Sì, sì, no, è uno molto capace e che poi, che giudica sui fatti, allora... è come lei, presidente, quando io parlo di lei, dico: ma a Berlusconi non gliene frega, l'importante è che i gatti pigliano i topi... P.:Sì, sì. A. : Se sono neri, sono rossi, sono bianchi... P. :Va bene... A. :Per lui... P.:Grazie, grazie mille... allora, le due cose per cui ti disturbo, Agostino, sono... A. :Sì, sì. P. :Una, e... e... e perché, e... e... e tu mi hai parlato di quel calabrese... A.:Sì. P. :Eletto in Australia... A. :E lì, su quello io ho delle notizie importanti, molto importanti... P. :Ecco... A.:E possibilmente positive, se governata la situazione... P. :Sì, e allora io su quello sono interessato, che sto facendo l'operazione, sto cercando di aggregare più senatori possibili, no... A. :Sì. P. :Ecco, quindi su quello se hai delle cose da dirmi, se poi ti... A. :lo delle cose, se vuole gliele posso già dire al telefono e poi... P. :Sì, sì, dimmele, vai, dimmele, dimmele. A. :Allora, lui era il direttore... non è vero quello che mi avevano detto, perché lui in realtà di cultura era più, come dire, laburista, lì, no... P. :Uhm. A. : Questo è il dato, però, però, però... e dirigeva, non come mi è stato detto, "La Fiamma di Sidney", ma l'altro giornale della stessa proprietà, che è una proprietà di italiani che vengono dal Veneto, importanti, che sono grandi importatori dall'Italia di prodotti alimentari... P. : Eh. A. :E lui è un uomo di questi, signori, praticamente, di questi signori qua... lui ha fatto due cose... intanto sta tornando poco in Australia, sta tornado molto poco, se vi dico come... perché fu un mio amico, e... e... e carissimo, che tra l'altro vive a Milano, è noto, eccetera, è cugino di un grande ristoratore australiano, e questo signore andava tutte le sere a mangiare quando usciva dal giornale, a mangiare... e quindi so tutto proprio... e allora, lui ha fatto due cose, uno, ha dichiarato alla radio degli italiani in Australia che se il governo non fa entro quest'autunno, non approva comunque un disegno di legge sulla doppia cittadinanza per gli italiani d'Australia, lui lascia... evidentemente dice l'amico, e... e... e come dire, ristoratore, si sta preparando il modo per uscire, perché, evidentemente, sta riflettendo chi lo rielegge la prossima volta, ed è chiaro che il governo non ce la fa a fare un disegno di legge, approvarlo sulla doppia cittadinanza in Australia, e poi perché agli italiani e non ai sudamericani, eccetera, eccetera... l'altra cosa è che, e... e... e, lui torna pochissimo in Australia, sta motto qui in Italia, il giornalismo per lui è importante, è importante il futuro, chi l'aiuti... quindi, glielo vorrei dire meglio a voce, diciamo, presidente... P. :Sì, ma senti un po', c'è una persona che potrebbe, che potremmo usare per contattarlo...? A. :Sì, c'è questo mio amico, questo mio amico che è un commercialista importante, di origine calabrese, che sta a Milano, che tra l'altro è nostro proboviro, lì, di Forza Italia a Milano, quindi è uno proprio nostro... P. : Di casa. A. :Nostro, importante, che io mi sono rivolto a lui sapendo che lui aveva questo cugino che era... aveva una catena di ristoranti importanti in Australia, e lui subito mi ha detto tutto... P.: Allora se tu puoi... A. :E lui si propone proprio per dire: allora se devo essere l'uomo di contatto, allora divento l'uomo di contatto... P.: Se tu potessi combinare un incontro con Marinella di questo signore a Milano con me lunedì o martedì prossimo, mi faresti una cortesia. A. :è troppo presto, presidente, ci dobbiamo dare... non ce fa faccio in così pochissimo tempo. P. :No, ma no del... del dep... del senatore... A. :Ah. P. : Del proboviro. A.:Ah, certo, del nostro amico, del nostro, e... e... e del commercialista, subito... P. :Va bene. A.:Questo lo faccio immediatamente. P. :Va bene; punto primo, e questo grazie e moltissimo... A. :Sì. P. :Punto secondo, quella pazza della Antonella Troise... A. : Sì. P. :Si è messa in testa che io la odio... A. :Sì. P.: Che io ho bloccato la sua carriera artistica... A. :Ma... P. :è andata a dire delle cose pazzesche in giro... ti chiedo questa cortesia, di farle una telefonata... A.:La chiamo... P. :E di dire: guarda che, e... e... e fissare un appuntamento, non lo so, dire che c'è qualche cosa, e di dire che io ti ho tolto la tranquillità perché sono un po' dì settimane che continuo a dirti: io devo far lavorare la Troise... A.:Va bene. P. :Perché c'è il padre che sta morendo e ha bisogno di soldi... A.: Va bene, la chiamo, la convoco... P.:Scusa, dille, sottolinea un mio ruolo attivo... A. :Va bene. P. : Perché io continuo a dirglielo, ma lei dice pensa che io le sia di ostacolo addirittura, che è una cosa folle, io non sono mai stato di ostacolo a nessuno in vita mia in nessun campo... va bene, però è pazza e quindi... A. : Sì. P. : Fammi questa cortesia perché sta diventando pericolosa. A. : Va bene; ho un'altra cosa da dirle io, perché io ho visto pure Pietro Fusa, però so che lì sta andando anche un altro discorso avanti, eccetera, quelle due.... P. : No, lì così siamo fermi invece. A. : Allora le dico quello che mi ha detto, glielo dico rapidissimamente, eccetera, lui mi ha detto, dice: guarda, Agostino... lui poi è di poche parole, è stato due ore a casa mia, è venuto lui a casa mia in Calabria, a casa di mia sorella, ha detto: guarda, Agostino, intanto apprezzo questa cosa che Silvio ha messo te, che vuoi dire che allora mi rispetta e mi stima, perché io ti consi... le dico quello che mi ha detto, ti considero un grande intellettuale, un uomo importante... P. : Bene. A. : E quindi vuol dire che, che mi valuta per quello che io merito, eccetera, però ti dico due cose che devi dire a lui, allora, uno, che io sto con lui, cioè, voglio dire, li odio questi qua, io sono democristiano, dico, non sono che so stato costretto a finire lì... due, che quand'anche io passo, se luì non risolve il problema di Casini, perché io vivo al Senato, in piedi il governo lo tengono i senatori di Casini... P. : No, non possono tenerlo i senatori di Casini, perché Casini si sputtanerebbe definitivamente di fronte a tutti... A. : No, però di fatto, sotto sotto... P. : No, no, ma sotto sotto noi denunceremmo con grande violenza tutto questo, andrei io in televisione a dire: questo Casini è un porco traditore e, quindi, squalificato per sempre della scena politica dei liberali. A. :Però lui mi ha detto: questo è il problema, perché siamo in dieci, non ce la facciamo più, mi ha detto... P. : Sì, sì, sì... A. : Non ce la facciamo più. P. : Infatti io ce ne ho diversi, io sto facendo la corte a più di venti. A. : Un'altra cosa che lui mi ha detto... io ho detto: sì, però io... se Berlusconi si è scomodato per chiamarmi, io la cosa gliela devo portare, dico: Pietro, mica ci muoviamo, perdiamo tempo, voglio dire, dai, dico io gli posso comunque dire una cosa, che se lo aggredissero personalmente sulle sue sostanze, sulla sua azienda, sulle sue cose, tu non ci stai, garantisciglielo, m'ha detto, questo glielo puoi garantire... P. : Grazie. A. : Poi sul resto vediamo... questo garantisciglielo, che su questo io non ci sto, e lo dichiaro, perché è una persecuzione, sarebbe una persecuzione personale... P. : Va bene, grazie mille; senti... A. : Il resto, io... P. : Allora adesso io Fusa penso di cucinarmelo io, gli telefono direttamente io, lo invito io. A. : Eh, io so che, che lui... qualcosa c'è, perché lui mi ha detto: e ma io poi lo vedo... cioè, capito, lui me l'ha detto questo... P. : Va bene. A. : Dico: benissimo... va benissimo, così gli ho detto... P. : Va bene... va bene. A. : Poi, presidente, quando può e quando vuole, io le devo dire anche altre cose, la Rai, ma comunque... P. : Va bene, quando vuoi telefona alla Marinella... A. : Va bene, va bene. P. : Glielo dico e fissiamo un appuntamento subito. A. : Intanto io con Marinella mi metto d'accordo per mandarle il Pilello... P. : Come si chiama? A. : Pilello, Pietro Pilello P. : Pivello? A. : Pietro Pilello. P. : Pilello. A. : Tra l'altro è un personaggio anche importante a Milano, perché è nella commissione tributaria di Milano... P. : Benissimo, benissimo. A. : è una persona seria... P. : Grazie mille. A. : Va bene, presidente... P. : Grazie. A. : Buon lavoro. P. : Grazie moltissimo, Agostino, ciao. A. : Comunque le voglio dire una cosa, che sul territorio ho trovato un consenso verso di lei, in Calabria, per cui è papa subito. (ride) P. : (Ride) Va bene. A. : Ma è una cosa meravigliosa. P. : Va bene, grazie mille. A. : Arrivederla. P. : Ciao, grazie molto, grazie.

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Berlusconi intercettato, nuova puntata (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Berlu Saccà

Primo Piano Pagina 102 Berlusconi intercettato, nuova puntata Rovente scontro politico per i testi delle telefonate su L'Espresso --> Rovente scontro politico per i testi delle telefonate su L'Espresso La trascrizione su un settimanale di alcune conversazioni fra Berlusconi e Saccà scatenano la polemica fra maggioranza e opposizione. ROMA Nuova rovente polemica sulle intercettazioni. Il caso è nato in seguito alla pubblicazione, da parte de L'Espresso , di nuove telefonate tra Silvio Berlusconi all'allora capo di Rai Fiction Agostino Saccà. Dalle intercettazioni emerge un Berlusconi impegnato nel tentativo di reclutare senatori della maggioranza per far cadere il governo Prodi. In questo senso, entra in gioco Giancarlo Innocenzi, uno dei componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: da lui parte una segnalazione all'amico Guido De Angelis per far lavorare nella serie Rai Incantesimo la moglie del senatore Willer Bordon, uno dei dissidenti del centrosinistra che sembrava sul punto di lasciare Prodi. L'interessato, Bordon, smentisce tutto e annuncia querele, ricordando che da senatore non fece mai mancare il suo voto a Prodi e che la moglie, attrice professionista, "non ha mai lavorato a Incantesimo . In altre intercettazioni, Berlusconi chiede di far lavorare Antonella Troise e commenta con Saccà la nomina di Fabiano Fabiani a consigliere di Viale Mazzini. IL CENTRODESTRA Durissime le reazioni dei deputati della maggioranza, che fanno quadrato. "È la conferma che Berlusconi ha avuto ragione con le sue denunce", commenta a caldo Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, che punta l'indice contro "il partito della crisi e dell'avventura". Secondo l'esponente del Pdl, infatti, la pubblicazione delle nuove intercettazioni è "l'inizio di una torbida operazione i cui obiettivi politici sono quelli di modificare il quadro politico uscito dalle elezioni". Di "sconcertante aggressione al premier" parla il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone, che denuncia "l'assordante silenzio dei garantisti di sinistra" di fronte alla nuova ondata di intercettazioni. Mentre si mostra ottimista il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, convinto che la pubblicazione delle intercettazioni sia in realtà "un favore a Berlusconi". Dal Cavaliere, nessuna risposta ufficiale, ma l'uscita delle intercettazioni sarebbe stata considerata come una reazione prevedibile alle iniziative del governo sulla giustizia. L'indicazione sarebbe quella di tirare dritto e non lasciarsi intimorire. GIRO DI VITE Torna così d'attualità il ddl anti-intercettazioni approvato dal Consiglio dei ministri dello scorso 13 giugno, ma da allora non ancora arrivato all'esame del Parlamento. A quanto sembra, il ddl dovrebbe approdare all'esame della commissione Giustizia del Senato i primi giorni della prossima settimana. Il giro di vite (che va dal divieto di intercettare per i reati puniti con meno di dieci anni al carcere per i giornalisti) è chiesto a gran voce da Niccolò Ghedini, esponente del Pdl e avvocato di Berlusconi, che ha anche annunciato di voler portare in tribunale chi ha dato i verbali all' Espresso . IL CENTROSINISTRA Sul versante dell'opposizione, l'Italia dei Valori si scaglia contro Berlusconi: è inutile che protesti, dice Antonio Di Pietro, perché è normale che "finisca nel mirino della democrazia chi interviene per chiedere e ottenere favori dalla Rai". Mentre linea opposta è quella dell'Udc. Luca Volontè, deputato centrista, definisce "una vergogna indegna" la pubblicazione delle nuove intercettazioni. E chiede addirittura al governo di riprendere il testo del ddl Mastella e varare un decreto, con l'immediato divieto della pubblicazione.

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LA MOGLIE ATTRICE DI BORDON PER LA SPALLATA A PRODI (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

La moglie attrice di Bordon per la "spallata" a Prodi Reclutare senatori della maggioranza per far cadere il governo Prodi, ma anche attenzione altissima per i vertici in casa Rai. È il "gioco grosso" tra le novemila telefonate dell'inchiesta che vede imputati a Napoli Berlusconi e Saccà. "Il gioco grosso", spiega Saccà, per riportare Berlusconi a Palazzo Chigi, grazie alla spallata contro Romano Prodi. L'uomo chiave è Giancarlo Innocenzi, ex sottosegretario alle Comunicazioni nel governo Berlusconi, ex dirigente Mediaset, poi membro dell'Autorità delle Comunicazioni. Nell'agosto del 2007, Innocenzi lavora ai fianchi il senatore del centrosinistra Willer Bordon (a sua volta intercettato durante un colloquio con Saccà per difendere la fiction di De Angelis "Incantesimo" a rischio chiusura). Bordon ha una moglie attrice con un buon curriculum, (Rosa Ferraiolo): Innocenzi fa entrare in gioco l'amico produttore cinematografico De Angelis per farla lavorare. L'8 luglio, dinanzi al gup Laviano è atteso Saccà, dieci giorni dopo tocca all'imputato Berlusconi. L'accusa è corruzione. Non solo il premier avrebbe chiesto favori a Saccà. Ecco alcuni casi: Giovanni Minoli. Grandi manovre per viale Mazzini. Il 27 giugno 2007 Saccà incontra Berlusconi e sponsorizza la nomina di Minoli a direttore generale al posto di Cappon. Giuliano Urbani. Saccà riceve una telefonata di Urbani per sbloccare i pagamenti di "Angelica", miniserie della casa di produzione della sua compagna, Ida Di Benedetto. Letizia Moratti. Il sindaco di Milano raccomanda Eliana Miglio, moglie del suo braccio destro Paolo Glisenti. Luca Barbareschi. Il neo deputato del Pdl (titolare di una casa di produzione) discute con Saccà di una fiction in Sicilia. Chiede 3 milioni e 900 mila euro. Saccà non versa più di 3,6 milioni. Fedele Confalonieri. Il presidente Mediaset raccomanda Simoma Borioni ne "Il Bene e il male". Gianni Letta. Raccomanda Giuditta Saltarini, vedova dell'amico Renato Rascel, per "Un posto al sole". Poi chiede di inserire Ruggiero Marino come consulente in una sceneggiatura; e raccomanda il figlio di Simona Izzo, Francesco Venditti. Maurizio Costanzo. Raccomanda Brigitta Boccoli per il provino di "Incantesimo", e Giulietta Revel per "David Copperfield". Mario Landolfi. L'ex presidente della commissione di Vigilanza Rai chiama per il produttore Piero Di Lorenzo, che ha speso più di quanto la Rai vuole riconoscergli. Gennaro Malgieri. Il consigliere Rai di An chiama per la società di produzione cinematografica di Gabriella Buontempo, moglie di Bocchino (An). Claudio Petruccioli. Il presidente Rai interviene per fare andare in onda "Il capitano". Piero Fassino. Il produttore di "Incantesimo" Guido De Angelis annuncia a Saccà che "Piero Fassino ha telefonato alla De Santis (capostruttura Rai) per perorare la loro causa". Francesco Rutelli. Chiama il vicedirettore Rai Leone e manifesta interesse per la fiction sulla famiglia Loren. Clemente Mastella. Alessandra Martinez tormenta Saccà per la parte di Coco Chanel: "Anche Clemente sarebbe felice se facessi quel ruolo".

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TELEFONATE BERLUSCONI-SACCà CONDANNA ANCHE DALL'ANM (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

I NODI DELLA POLITICA Telefonate Berlusconi-Saccà condanna anche dall'Anm Gli stralci rivelano le pressioni del Cav per un'attrice napoletana Un componente dell'Authority tlc coinvolto per far cadere il Prof ALMERICO DI MEGLIO Ancora intercettazioni - agli atti di un'inchiesta della Procura di Napoli - pubblicate dai giornali. Ancora di Silvio Berlusconi (ma non solo, perché in folta compagnia e, secondo alcuni dei suoi collaboratori, per un sapiente bilanciamento politico). E ancora nel bel mezzo dell'ennesima, furiosa polemica tra il presidente del Consiglio e "i giudici politicizzati". Per di più, nello stesso giorno in cui veniva confermata che la "bozza di parere" dei relatori del Csm sostiene l'incostituzionalità della norma che sospende i processi per reati punibili con meno di dieci anni di carcere; e alla vigilia dell'approvazione, in consiglio dei ministri, del disegno di legge sulla sospensione dei procedimenti giudiziari contro le alte cariche dello Stato. Le intercettazioni - pubblicate dall'"Espresso" oggi in edicola - rivelano, tra l'altro, due novità di una vecchia inchiesta. La prima, l'interessamento dell'allora leader dell'opposizione presso l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, a favore di un'attrice napoletana, una raccomandazione neppure troppo convinta per Antonella Troise. "Pensa che io le sia di ostacolo - spiega Berlusconi - È una cosa folle, io non sono mai stato di ostacolo a nessuno in vita mia... però è pazza e quindi falle una telefonata, fissa un appuntamento, dille che ti tolgo il sonno per farla lavorare e che c'è qualcosa...fammi questa cortesia perché sta diventando pericolosa"). La seconda, le relazioni tra il Cavaliere e un componente dell'Autorità delle comunicazioni, Giancarlo Innocenzi (e tra i due e il produttore Guido De Angelis), per favorire alcune soubrette ed attrici, tra le quali Rosa Ferraiolo, moglie di Willer Bordon. Il contesto è l'"operazione libertinaggio" volta a spingere l'esponente politico a uscire dalla maggioranza. Le pressioni su Saccà appaiono, in realtà, numerose e provenienti dal centrodestra come dal centrosinistra. Si accavallano le telefonate dello stesso Bordon (timoroso che si ponga fine a "Incantesimo") e di Letizia Moratti, di Piero Fassino e di Francesco Rutelli, di Giuliano Urbani e di Gianni Letta, di Fedele Confalonieri e di Gianni Minoli, di Luca Barbareschi e di Maurizio Costanzo. Raccomandazioni di "aspiranti dive e divi", amiche o parenti; sollecitazioni a liquidare pagamenti che ritardano; esortazioni a "equilibrare" situazioni particolari (Innocenzi a Berlusconi: "Non è possibile che il produttore di fiction Valsecchi ha 50 milioni di euro. Qui occorre un contratto quadro per lo meno di 30 milioni di euro all'anno per tre anni anche a Guido De Angelis"). Si preannunciano non poche querele. Secca la replica di Saccà: "Nessuna delle segnalazioni ricevute è andata a buon fine. Questo significa semplicemente che le persone segnalate non erano adatte a quei ruoli e che ho saputo dire di no in modo garbato". Il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, ha informato che una "nuova, corposa documentazione dalla Procura di Napoli sul caso Saccà è attualmente all'esame delle strutture interne competenti". Bordon ha smentito che la moglie - "come da querela della stessa nei confronti dei primi articoli dell'"Espresso"" - abbia "mai lavorato nella fiction "Incantesimo"" o "fatto provini" e ha sottolineato di non aver mai fatto mancare il sostegno al governo Prodi. Anche i legali di Saccà e Berlusconi hanno annunciato denunce: per l'avvocato Federico Teschini si tratta di "uno sconcio giudiziario e un'uscita non casuale, un ulteriore abuso e una ulteriore violazione del segreto istruttorio" e per l'avvocato Niccolò Ghedini "quanto è avvenuto dimostra ulteriormente l'urgenza delle nuove norme sulla pubblicazione delle intercettazioni". Durissimo il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: "Siamo all'inizio di una torbida operazione il cui obiettivo è di modificare il quadro politico uscito dalle elezioni. È all'opera un nuovo partito della crisi e dell'avventura". Di avviso opposto, manco a dirlo, Antonio Di Pietro: "Le intercettazioni dimostrano l'uso strumentale e personale che Berlusconi fa delle sue funzioni pubbliche". Da Rutelli sarcasmo e minacce di querele: "Per il ministro italiano della Cultura dovrebbe essere un punto d'onore chiedere al servizio pubblico della Rai perché stia lasciando in un cassetto il progetto di una serie tv sulla leggendaria vita di Sophia Loren e della sua famiglia". Da parte sua, l'Anm ha definito "deprecabile fenomeno" la diffusione delle intercettazioni e sottolineato la "necessità di un intervento normativo diretto a garantire la riservatezza".

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Giustizia, guerra a colpi di telefono (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Stampa, La" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Berlu Saccà

Raccomandazioni da politici all'ex manager Rai Saccà. Il centrodestra attacca Mancino e prepara la riforma del Csm Giustizia, guerra a colpi di telefono Spuntano nuove intercettazioni di Berlusconi. Il Pdl: una vergogna farle uscire Nuova rovente polemica sulle intercettazioni telefoniche. Il caso è nato in seguito alla pubblicazione su L'Espresso di altre telefonate di politici tra cui Silvio Berlusconi e l'allora capo di Rai Fiction Agostino Saccà, molte delle quali di raccomandazione. Durissime le reazioni dei deputati della maggioranza, che fanno quadrato: "È la conferma che Berlusconi ha avuto ragione con le sue denunce", commenta a caldo Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. Torna così d'attualità il ddl anti-intercettazioni approvato dal Consiglio dei ministri dello scorso 13 giugno, ma da allora non ancora arrivato all'esame del Parlamento. Dovrebbe approdare all'esame della commissione Giustizia del Senato nei primi giorni della prossima settimana. Dopo le polemiche sulla fuga di notizie, ora il centrodestra attacca il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, e si prepara alla riforma dell'organo di autogoverno della magistratura.Grignetti, Magri, Martini, Rampino e Ruotolo DA PAG. 2 A PAG. 5.

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Dialoghi Berlusconi-Saccà,la "stretta" sarà legge in settembre (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Inchiesta dell'espresso Per il Cavaliere le telefonate pubblicate sono "una vergogna". Ma il ddl del governo deve essere convertito dal Parlamento 28/06/2008 ROMA. Una vergogna da fermare a tutti i costi. Dopo la pubblicazione su L'Espresso delle intercettazioni che lo riguardano, Silvio Berlusconi è sempre più convinto della necessità di approvare il disegno di legge che ne limita il ricorso e ne vieta la pubblicazione. Una posizione ribadita anche nella riunione del Consiglio dei ministri, chiamato ad approvare il "lodo Schifani bis". Difficilmente però l'indicazione del premier potrà tradursi in atti concreti prima dell'estate. Il disegno di legge sulle intercettazioni, approvato dal Cdm il 13 giugno, infatti, non è mai stato trasmesso al Parlamento. La causa del ritardo di ben due settimane, spiegano diversi esponenti della maggioranza, è soprattutto la presa d'atto del rischio di un vero ingorgo parlamentare, con una pioggia di provvedimenti ad intasare il lavoro delle Camere. Il ddl, spiegano nel Pdl, non subirà nessun inasprimento per evitare di riaprire la polemica con la Lega e, per quanto riguarda la pubblicazione delle ultime intercettazioni che coinvolgono il Cavaliere e l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, gli esponenti del centrodestra sono i primi a ribadire che, anche con il disegno di legge in vigore, i verbali sarebbero stati pubblicati. Il provvedimento arriverà all'esame del Parlamento a settembre, con la ripresa dei lavori, perché ora per governo e Pdl le priorità sono altre: decreto sicurezza e "lodo Schifani bis" innanzitutto. A ribadire però la "bonta"' del ddl è il ministro della Giustizia Angelino Alfano che, prendendo spunto dagli ultimi fatti che riguardano Berlusconi, si dice convinto della "ratio politica" del provvedimento. Intanto, nella maggioranza si rafforza la convinzione della necessità di norme più rigorose. È l'auspicio, ad esempio, del capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, convinto che il provvedimento sia "la risposta all'uso strumentale delle intercettazioni". Per il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, invece, il provvedimento dovrebbe essere "ancora più duro". Che occorra una regolamentazione delle intercettazioni, soprattutto per quanto riguarda la loro pubblicazione, è anche l'opinione del Pd, ma non come chiede il governo. "I magistrati devono poter fare tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini delle indagini", mette in chiaro Walter Veltroni, "ma noi siamo perché non finiscano sui giornali e per salvaguardia della privacy dei cittadini". L'opposizione è disposta a discutere ed Anna Finocchiaro definisce anche il punto di partenza: il disegno di legge dell'ex Guardasigilli Clemente Mastella. "È un' ottima base", dice il capogruppo del Pd al Senato. 28/06/2008.

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Sul teleschermo einstein incontra terminator e i cesaroni - silvia fumarola (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Pagina XIII - Roma Sul teleschermo Einstein incontra Terminator e i Cesaroni Fra gli italiani Bova Banfi, Ferilli, Cavani Buy, le coppie Vianello-Mondaini e Tieri-Lojodice Anteprime e serie cult da "Sex and the city" a "Star Trek". Dal 7-12 luglio con tante star dagli Usa SILVIA FUMAROLA Una grande attrice inglese, il premio Oscar Helen Mirren, e un'invasione di divi americani - Patricia Arquette, Kim Catrall di Sex and the city, gli interpreti di Csi New York, Chris Meloni di Law and order - accanto ai volti più famosi della fiction made in Italy. è un appuntamento pensato per il grande pubblico con proiezioni gratuite e tanti ospiti la seconda edizione del Romafictionfest, che si svolgerà dal 7 al 12 luglio anche in alcune province del Lazio. Il nuovo direttore artistico Steve Della Casa, che ha preso il posto di Felice Laudadio, ha scelto un programma curioso, misto, dando spazio a commedia, fenomeni come Ugly Betty, Star Trek e novità come Tell me you love e In treatment, serie cult della Hbo, sul mondo della psicanalisi. "Abbiamo scandagliato le nostre produzioni e quelle degli altri paesi" spiega Della Casa "pensando alla fiction come allo spettacolo più popolare. Grazie alla collaborazione con Rai, Mediaset, Sky e le major internazionali, che nonostante lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood ci hanno aiutato a organizzare, abbiamo costruito un ricco programma". Un festival, come lo definisce il direttore, "nazionalpopolare", per tutti i gusti. Circa 200 titoli da 24 paesi per un evento che il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo propone di gemellare con la Festa del Cinema: "Sarebbe giusto avere un un'unica cabina di regia per cinema e fiction. La Regione Lazio ha investito nella filiera dell'audiovisivo 20 milioni di euro, vorrei fare di più e per questo proporrò al presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti di far rinascere i vecchi studi De Laurentiis alla Vasca navale, ma integrati con Cinecittà: la tv non mangia il cinema, anzi, nel mondo vanno a braccetto". Le proiezioni si divideranno tra l'Auditorium della Conciliazione, dedicato alle première della fiction italiana, e il cinema Adriano per le prime internazionali, il concorso, gli eventi speciali e i documentari. Tra i titoli internazionali The Tudors e Terminator: the Sarah Connor chronicles, spin-off del film, in anteprima assoluta per l'Italia. Tra gli eventi speciali Elizabeth I di Tom Hooper, miniserie sulla vita della regina in versione tv, per cui arriverà a Roma Helen Mirren (Oscar per The Queen), che riceverà il premio alla carriera. Per il filone fantascientifico due serie cult anni Settanta come La donna bionica e L'uomo da sei milioni di dollari, oltre alla versione rimasterizzata di Star Trek. A contendersi il premio saranno molti prodotti già noti: Csi, Medicina generale 2, Distretto di polizia 8, La nuova squadra, Boris 2, ma anche novità. Anteprime: Raccontami, Bakhita di Giacomo Campiotti, Einstein di Liliana Cavani, Anna e i cinque con Sabrina Ferilli spogliarellista di notte e tata di giorno. Tra le novità "Lavori in corso", con assaggi dei titoli dell'autunno: da Puccini con Alessio Boni ad Amiche mie con Luisa Ranieri, Margherita Buy, Elena Sofia Ricci e Cecilia Dazzi, Scusate il disturbo con Lino Banfi e I Cesaroni. La sezione noonnight, ovvero "Mezzanotte", è dedicata all'horror, con thriller e fantascienza. "è difficile trovare linee di tendenza generali, emerge che non fanno più paura ai produttori temi scomodi. La fiction, ormai fenomeno globale, assorbe l'evoluzione del costume" osserva Della Casa "C'è una grande capacità di prendere ciò che succede intorno a noi e farlo diventare spettacolo". Oltre alla Mirren saranno premiati Lino Banfi, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello e a Giuseppe Fiorello. Madrina d'eccezione Elena Sofia Ricci, star dei Cesaroni "onorata del ruolo". "La festa è il giusto riconoscimento alla tv, sempre considerata la sorellina del cinema ma ora finalmente vista coma forma d'arte. Mi ha dato la popolarità e mi ha poi permesso di riempire anche i teatri". Due le premiazioni: l'8 luglio con Lorella Cuccarini sarà assegnato il gran premio della fiction e il 12 con Fabio Fazio e la Ricci il gala conclusivo.

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Nani, telefoni e ballerine (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Nani, telefoni e ballerine Roberto Cotroneo Intercettazioni Rilevanza penale: da accertare. Vero voyeurismo: certo. Eppure è tutto molto interessante per capire cosa succede in questo Paese. In pratica: visto che le hanno messe on line le telefonate di Saccà con Berlusconi, e poi con i produttori, con le attrici e con i consiglieri di amministrazione, tanto vale sentirle, come un tempo si leggeva un romanzo di Arbasino e si sfogliava una rivista di gossip. Con un certo imbarazzo, va detto.segue a pagina 4.

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Veltroni: i problemi del Paese messi in un angolo Ma il premier tira dritto: La gente è con me, se pensano di fermarmi sbagliano (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Veltroni: i problemi del Paese messi in un angolo Ma il premier tira dritto: "La gente è con me, se pensano di fermarmi sbagliano" di Natalia Lombardo/ Roma LO SCUDO DOPPIO per Silvio è stato varato con il voto di Berlusconi in Consiglio dei ministri: il Lodo Alfano, l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato, crea una corazza a prova di giudici e di legislatura per il premier, anche se da Palazzo Chigi riuscisse a traghettare al Quirinale. E lo scudo diventa blindato con il supporto della norma "blocca-processi" infilato nel decreto sicurezza, infatti i colonnelli del Pdl cercano di far approvare entro luglio entrambi i provvedimenti in Parlamento, per anticipare la sentenza Mills. Di ritirare l'emendamento "salva-Silvio" non se ne parla, fra il Lodo "non c'è alcun nesso col decreto sicurezza", ha detto ieri il Guardasigilli Angelino Alfano nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. E nel consiglio lampo che in otto minuti ha varato il disegno di legge (non era neppure all'ordine del giorno, bensì "fuori sacco") "non abbiamo parlato di ritirare l'emendamento". La mossa del governo accresce la polemica. Il segretario del Pd dichiara "archiviato" il dialogo ma fa una proposta: "sarebbe necessario" togliere dal campo la norma che blocca i processi per un anno e che "costituisce un elemento di inasprimento del clima", sostiene Walter Veltroni. E sfida il Pdl ad accettare che l'immunità venga affrontata con una modifica costituzionale nella prossima legislatura. Il che darebbe "il senso di un provvedimento non fatto per questioni aperte in questo momento e che riguardano cariche istituzionali in carica. Vorrei che ci si occupasse di più dei problemi sociali del Paese. Basta di occuparsi, come succede da 15 anni a questa parte della magistratura con lo spirito di contrapposizione che il presidente del Consiglio sa mettere in campo". Ma il presidente del Consiglio non cerca di nascondere l'esigenza personale, e da giorni si giustifica così: "Se dovessi stare dietro a tutte le udienze che ho, non potrei governare. Pensate, da qui al 18 ho udienze ogni due giorni.... Se dovessi passare il tempo a prepararle non potrei fare il presidente del Consiglio. Ecco perché questo provvedimento è necessario", ha ripetuto ai ministri ieri. Il vero timore è quello di governare con una condanna a sei anni, anche se in primo grado. Già i suoi fanno altri scudi (umani): "Berlusconi se fosse condannato non sarebbe giuridicamente costretto a dimettersi", spiega garbatamente Alfano. Il ministro conferma però l'intenzione di dare una stretta sulle intercettazioni. Il secondo round del Silvio-Saccà, uscito ieri su L'Espresso, ha fatto crescere la rabbia di Berlusconi, intenzionato a girare ancora di piu' la chiave e mettere il bavaglio alla stampa. E peccato che la definizione "decreto" fu solo "un refuso", sembra pensare il premier imbufalito. Salvo fare una battuta ai ministri che chiacchieravano mentre lui era al telefono: "Zitti, sennò non mi intercettano bene.". Secondo Veltroni invece i magistrati possono fare "tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini dell'indagine, purché non finiscano sui giornali" in una violazione della privacy. Anche per l'Udc il doppio scudo "compromette il dialogo sulle riforme", e per Casini non è uno scandalo l'immunità, ma i problemi del paese sono altri. Enrico Letta, Pd, è convinto che il dialogo debba riprendere "se Berlusconi smette di fare il Berlusconi". Secondo Minniti, ministro ombra dell'Interno, "la tela del dialogo è stata strappata prepotentemente dal Presidente del Consiglio, che ha inteso anteporre le sue esigenze personali a quelle del Paese venendo meno al suo ruolo di uomo di Stato''. Berlusconi, invece, vuole chiudere il cerchio: disarmare i giudici e far calare un silenzio stampa di marca Putin. Tanto, ha detto ieri a Palazzo Chigi, "io vado avanti, ho il consenso dei cittadini, la gente è con me. Se pensano di fermarmi sbagliano". Le truppe Pdl fanno muro: per il capogruppo al Senato, Gasparri, si deve approvare ancora piu' in fretta; il suo vice Quagliariello dà dello "stalinista" al Pd. Il Lodo è stato già calendarizzato in aula alla Camera per il 28 luglio ancora prima che venisse varato in Cdm. Qui non c'è stata alcuna obiezione, soltanto Altero Matteoli ha chiesto chiarimenti sulla possibilità di rinuncia alla sospensione del processo, pensando alla Consulta: "L'immunità viene considerata sulla carica o sulla persona?.

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Il potere al telefono per l'ultima divetta Il circo Barnum della gnocca (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del SPUNTI Il potere al telefono per l'ultima divetta Il circo Barnum della "gnocca" di Roberto Cotroneo / Segue dalla prima Perché poi alla fine Agostino Saccà, capo della fiction della Rai, una certa tenerezza te la fa. Sta là a rispondere a tutti, gentile, paziente, sull'attenti con il presidente, che lo tiene in attesa con musichetta da anticamera da dentista, che gli chiede di telefonare a un'attrice mai sentita perché quella sta fuori di testa. L'attrice è tal Antonella Troise, "che ha preso parte in alcune fiction in ruoli secondari". Berlusconi pare afflitto, perché lei sostiene di essere stata danneggiata dal presidente. E il presidente prega il capo della fiction della più importante azienda culturale italiana, la Rai, di fargli una telefonata, e dirgli che lui insiste, che lui, Berlusconi, chiede di farla lavorare. Ma cos'è questa storia qui? Il problema che mi interessa in questa cosa non è se sia giusto o no pubblicare queste intercettazioni. Obbiettivamente pare un po' di origliare dietro una porta. Il problema è il contenuto. Ma può il capo dell'opposizione, ex presidente del consiglio dei ministri telefonare per (aspettate che mi rileggo il nome se no non mi entra in testa), Antonella Troise? Poi se guardo la foto oltre al nome, comincio a capire. E bando alle ipocrisie, ai moralismi, alle mezze frasi. Questa è una repubblica fondata sulla gnocca. L'ho detto. Andava detto. E non se ne esce. Gnocche di vario genere e di varie gradazioni, ma la sostanza è quella e soltanto quella. Nessuno si scandalizza, nessuno fa del moralismo. È del tutto comprensibile professare interesse nei confronti di avvenenti fanciulle, che all'occasione possono rendere più piacevole la vita, possono darti motivazioni a lavorare meglio, e tutto quello che sappiamo. Ma santo cielo, ma si può telefonare per dire: mi ha chiamato Marta Flavi, io non ho nulla a che spartire con Marta Flavi, ma sai, però. E poi il presidente, sempre al telefono con il produttore De Angelis: "Llo fai tu "Vivere", ah no, è di Endemol, perché ieri mi hanno presentato un'attrice di "Vivere"". E poi il presidente si ferma, perché deve parlarne con il vero produttore. Di cosa? Di un'attrice che ha incontrato in un corridoio? E che forse voleva una parte migliore nella fiction. Nel frattempo il paese va a rotoli, e pazienza. Nel frattempo dovrebbe fare opposizione, il presidente, ma se becca una in un corridoio della fiction "Vivere" se la ricorda e telefona. Nel frattempo il grande capo della fiction Agostino Saccà deve usare il pallottoliere, perché tutti gli rompono le scatole. Giuliano Urbani, che non è passato alla storia come ministro dei beni culturali, e che ha querelato Sgarbi negando di avere una relazione con l'attrice Ida Di Benedetto, chiama Saccà, anche lui, ma "per Ida". Perché c'è una serie, una miniserie anzi, sui pittori, che non parte, e Ida si infuria, e il povero Saccà deve chiamare la segretaria, controllare il budget, capire di che cavolo di miniserie si tratta, vedere che si può fare. E poi nessuno ci capisce niente: che pittori sono, cosa hanno dipinto, e perché il popolo italiano deve sorbirsi questa roba. Saccà sembra il capro espiatorio. La Troise, la Flavi: "si può mettere la Flavi a "Incantesimo"". Non è un'attrice, risponde il povero Agostino. Ah neanche la Troise? La Troise? Eh beh. no. forse, vediamo, magari, chissà. E Letizia Moratti, il sindaco di Milano? Chiama pure lei, e Saccà ferma la proiezione. Perché la Moratti vuole sapere se la moglie di Paolo Glisenti, suo collaboratore a Milano, una certa Eliana Miglio, anche lei con voce quasi assente su Wikipedia, può fare il provino per non so che cosa. Il che cosa non è una parte nel prossimo film in concorso a Venezia, a Berlino o a Cannes. Qui siamo a fictionucce, a puntatine del giovedì sera, dove, quando va bene, reciti in tutto mezz'ora, e non gliene importa niente a nessuno. C'è una piccola Italia, l'Italia dei balocchi, del luna park dello spettacolo, un'Italia media, un po' insulsa persino, dove cercano tutti di ingozzarsi di quello che è rimasto; tutti, come fossero di fronte a un buffet di quelli immortalati da Umberto Pizzi. Un buffet da poco: attrici senza nome, amanti di consiglieri di amministrazione, proteste per robe da niente. E poi idee strampalate, con il potere della politica che si interessa, e va a sapere perché, di cose di piccolo conto, che non servono a niente, che non ti emozionano neppure. Una fiction sulla famiglia Scicolone? Diamo un segnale a Francesco Rutelli che ci tiene tanto. E diamoglielo questo segnale a Rutelli, certo. E Alessandra Martines che vuole fare Coco Chanel, e vuole la parte? Cosa ci facciamo con la Martines? Perché Clemente (inteso come Mastella) "ne sarebbe contento". E uno poi dice: ma la Martines non è la moglie di uno dei miti del cinema francese, di Claude Lelouch? Non la immaginiamo romanticamente su una spiaggia della Normandia, genere "Un homme et une femme"? Ma figuriamoci: al massimo a Ceppaloni a farsi raccomandare da Mastella per fare Coco Chanel? Che pare un ossimoro stilistico, vista così. Ma la cosa più divertente di questo circo Barnum è che nessuno, dopo telefonate su telefonate, riesce a ottenere nulla. Ma nessuno, ma nemmeno Berlusconi. Stanno tutti là a dire, ma a quella glielo fai un provino? Quell'altra si potrebbe per caso. Ohi ma senti, a me non è che me ne importa nulla. Io te l'ho detto, il mio dovere l'ho fatto e poi vedi tu. Eh certo. Che poi tutte queste con i tacchi a spillo, le tette... E il presidente: proponigli di fare Madre Teresa di Calcutta, vedi come poi si tirano tutte indietro. E va bene, così, senza parole, direbbe Vasco. Nessuna ottiene niente. La Moratti, Berlusconi, Minoli che ci prova a fare il direttore generale della Rai, Urbani con la sua Di Benedetto. Chiacchiere, chiacchiere, un po' di gnocca, la solita gnocca, di un paese così. Dove Saccà dirige il traffico. E tutti vorrebbero stare in quel posto là. Ad azionare la giostra gigolante e arrugginita di questo paese dei Balocchi. www.robertocotroneo.net.

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Ora nessuno lo può giudicare Varato il Lodo Alfano sull'immunità alle alte cariche dello Stato. Berlusconi protetto a vita (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Ora nessuno lo può giudicare Varato il Lodo Alfano sull'immunità alle alte cariche dello Stato. Berlusconi "protetto" a vita NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE Due emendamenti di poche righe inseriti alla chetichella nel testo di conversione del "decreto sicurezza" e un disegno di legge di una paginetta scarsa per reintrodurre "la sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello stato". Tanto è bastato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per tessere "la tela di ragno" necessaria a mettersi al riparo da processi e magistrati. Il più è fatto, adesso tocca soltanto ai parlamentari della maggioranza fare il proprio dovere e trasformare in legge l'immunità a vita che Berlusconi si è ritagliato addosso. Ultimo passo il disegno di legge approvato ieri in consiglio dei ministri che garantisce l'immunità alle alte cariche dello Stato. Due semplici articoli e poche modifiche rispetto al precedente Lodo Schifani per evitare, è la speranza dei "berluscones", la bocciatura della Consulta. Protetti dallo scudo del Lodo Alfano "i soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, presidente del Senato della Repubblica, Presidente della camera dei Deputati e presidente del Consiglio dei ministri". Per i quali gli eventuali processi sono "sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione". "La sospensione - si legge all'ultima riga dell'articolo 1 comma 1 del ddl - si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o funzione". Nel periodo di sospensione del processo, secondo il disegno di legge, si arrestano anche i tempi per la prescrizione, ma (art.1 comma 4) "l'imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare" all'immunità. Che "opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso si nuova nomina nel corso della stessa legislatura". Il che vuol dire che sarebbe un domani applicabile a Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica, ma non a Silvio Berlusconi di nuovo presidente del Consiglio nella prossima legislatura. E considerando che il leader del Pdl non ha mai fatto mistero di puntare al "trasloco" sul Quirinale, basta poco per capire che lo scudo del Lodo Alfano potrebbe metterlo al sicuro da ogni pericolo giudiziario per i prossimi 12 anni. Una immunità a vita, in pratica. Perché, si legge al comma 7 dell'articolo 1, le disposizioni contenute nel disegno di legge "si applicano anche ai processi in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore". Ossia al processo Mills dove il presidente del Consiglio è imputato di corruzione in atti giudiziari e la sentenza è ormai all'orizzonte. Ma, eventualmente, anche a quello di Napoli. Dove Berlusconi rischia di essere rinviato a giudizio (la procura ha depositato la richiesta nel gennaio scorso, il gup si esprimerà il 18 luglio) per corruzione nella vicenda intrecciata delle attrici segnalate al direttore (autosospeso) di Rai Fiction Agostino Saccà per arrivare alla caduta del governo Prodi. Ecco perché tanta fretta in questo sprint di giugno. Ecco il perché dell'innalzamento dei toni e dell'escalation di accuse contro la magistratura per rinsaldare le fila del proprio elettorato e far accettare le nuove leggi ad personam contro "il golpe giudiziario" delle procure. Un piano che sembra ormai realizzato, non fosse per due piccoli "dettagli" che già in passato hanno più volte intralciato i progetti di impunità di Berlusconi. Ossia il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale, garanti di quella Carta che il leader del Pdl ha spesso dimostrato di sopportare con fastidio. Il primo esame passerà per il Colle per la firma di promulgazione della legge, mentre il secondo scatterà non appena un magistrato solleverà la questione di Costituzionalità della nuova norma. Basteranno le modifiche apportate al Lodo Schifani per garantire il superamento di entrambi?.

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Non si smonta così la credibilità (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stai consultando l'edizione del Non si smonta così la credibilità Willer Bordon Caro Direttore, la cosa che ho di più prezioso è la mia credibilità, personale e politica. Per difenderla sono giunto fino al punto di dare le mie dimissioni il 16 gennaio dal Senato convinto come ero e sono che il sistema non fosse più autoriformabile dall'interno, e che occorresse mettere in discussione le proprie posizioni, i propri posti, gli eventuali privilegi per recuperare nei confronti dell'opinione pubblica quel tanto di credibilità, oggi praticamente precluso a quanti stanno all'interno del palazzo. Posizioni nette, crude e quindi discutibili e per taluni perfino da combattere duramente. Mi aspetto però che tutti lo facciano nel merito e in forma diretta, e non con forme maliziose, indirette o avvalendosi di notizie non vere, quando non di vere e proprie porcherie. Veniamo dunque ai fatti! Già qualche mese fa l'Espresso mise in risalto il mio interessamento perché la Rai non sospendesse la produzione di "Incantesimo", collegandola ad un'offerta di lavoro a mia moglie, attrice professionista, e ad un provino. La parte che riguarda mia moglie l'ha chiarita lei stessa nella querela che è stata costretta a fare: non ha mai lavorato in "Incantesimo" né è mai stata chiamata a fare provini. Due fatti come si vede inesistenti! Io stesso ho poi chiarito che il mio intervento, assieme a Beppe Giulietti in Commissione Vigilanza Rai, è stato tra gli ultimi, come si può dedurre facilmente dalle cronache di quei giorni, dopo che già erano intervenuti nell'ordine Veltroni, Gasbarra, Marrazzo. E questo solo dopo aver ricevuto, in Senato, una delegazione delle maestranze impegnate in quella fiction, al Senato, come può confermare Sandro Curzi che ho immediatamente chiamato per avere il suo parere, ricevendone conforto e l'invito ad andare avanti. Oggi si ritorna, addirittura con la mia foto sulla copertina dell'Espresso in cui mi si vede al telefono, sotto il titolo Pronto Rai: deduzione logica anche Bordon ha telefonato per raccomandazioni. Non c'è nessun riscontro che questo sia mai avvenuto, a dire la verità, nemmeno nel pezzo interno. Ma intanto il danno è fatto! Giovedì sera addirittura il Tg1 nell'edizione delle 20 ha testualmente detto "c'è anche Willer Bordon che insiste per la moglie Rosa Ferraiolo". Come si vede non c'e alcun dato che dimostri che è vero, ma che importa in tanto abbiamo coinvolto anche Bordon nel polverone. Ma quello che è più grave è che si vuole compromettere la mia coerenza politica, che mi ha sempre portato ad essere rigidamente contrario a qualsivoglia tipo di ribaltino o ribaltone. Sulla base di un principio molto semplice: con il sistema in vigore da molti anni in Italia, i cittadini non votano soltanto il singolo parlamentare, ma scelgono maggioranza e governo; e quindi è davanti agli elettori e per tutta la durata della legislatura che si sceglie da che parte stare. Se si cambia idea, in corso di legislatura, ci si dimette, permettendo a chi segue di subentrare. Si è arrivati sino al punto di ipotizzare uno scambio osceno, il mio voto, per contribuire alla caduta di Prodi, in cambio di un lavoro per mia moglie. Peccato che né l'uno né l'altro ci siano mai stati. Come pure ricorda l'Unità in un pezzo peraltro tutt'altro che benevolo nei miei confronti: mai ho votato contro Prodi. E soprattutto mai mia moglie - a questo punto dovrei dire per fortuna - ha avuto parti in fiction prodotte nel 2007 e nel 2008 dalla Rai e da Mediaset. A questo punto anch'io sarò costretto a querelare, anche se preferirei di gran lunga, se non altro per i tempi infiniti di un procedimento giudiziario, una sorta di gran giurì che stabilisse, di fronte a fatti così facilmente acquisibili, chi ha ragione e chi ha torto.

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Che bella festa se si mettono insieme fiction e cinema (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stai consultando l'edizione del ROMAFICTIONFEST Marrazzo lancia l'idea di combinare le due manifestazioni. Dal 7 luglio a Roma la kermesse dedicata all'audiovisivo Che bella festa se si mettono insieme fiction e cinema di Andrea Barolini Una manifestazione strategica per la cultura, ma anche per lo sviluppo dell'industria dell'audiovisivo: una grande iniziativa in cui crediamo fortemente". Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha presentato ieri all'Auditorium della Capitale, la seconda edizione della RomaFictionFest, manifestazione interamente dedicata al mondo della fiction, che si svolgerà dal 7 al 12 luglio. "Una festa - ha proseguito Marrazzo - anche per ricordare che è qui che viene prodotta la gran parte della fiction italiane" E nel presentarla, ha lanciato la proposta di "unire in un'unica cabina di regia la Festa del Cinema per Roma e la Festa della Fiction affinché corrano parallele". L'industria dell'audiovisivo nel Lazio "vale" infatti quasi il 70% del totale nazionale del settore e il 27% del totale degli occupati (che nella sola città di Roma sono oltre 150 mila). La stessa Regione ha investito nella filiera oltre 20 milioni di euro: "Proporrò al presidente della Provincia Nicola Zingaretti - ha aggiunto ancora Marrazzo - di far rinascere i vecchi studi De Laurentiis alla Vasca navale, ma integrandoli con Cinecittà, per unire cinema e televisione". Il "governatore" del Lazio lancia anche una proposta: "Mi piacerebbe che sull'audiovisivo ci fosse un'alleanza tra Roma e Milano". Come? Puntando al rilancio del Mifed (il Mercato internazionale del cinema e del multimediale): "Il festival milanese è stato soppiantato da altre manifestazioni europee. E poiché io credo che non serva a nessuno una competizione fra Roma e Milano, la mia idea è quella di chiedere al presidente Formigoni, al sindaco Moratti e al presidente della Fiera di Milano di provare a fare qualcosa insieme. Il Mifed non è utilizzato da anni e l'idea è farlo rinascere lavorando insieme". Tornando all'attualità, ecco il programma dell'edizione 2008 della Romafictionfest: oltre 200 titoli per un totale di quasi 700 ore di programmazione. Nel corso dell'evento saranno presentate prime internazionali, fiction in concorso, eventi speciali, documentari, "docu-fiction" e una retrospettiva intitolata Quando la Rai parlava inglese, dedicata agli sceneggiati italiani tratti dalla letteratura anglosassone. L'Auditorium della Conciliazione ospiterà quattro "prime" di fiction italiana: tre per la Rai (Raccontami II di Tiziana Aristarco e Riccardo Donna, Einstein di Liliana Cavani, Bakhita di Giacomo Campitoti) e una per Mediaset (Anna e i cinque di Monica Vullo). Al Multisala Adriano, invece, si terranno le anteprime internazionali: tra le altre, The Tudors di Jeremy Podesna e Medium di Aaron Lipstadt e David Acquette. Ci sarà anche una sezione "Lavori in corso", dedicata alle anticipazioni: da Puccini di Giorgio Capitani a Chirurgia d'urgenza di Alessandro Piva o Provaci ancora prof 3 di Rossella Izzo. Madrina della rassegna sarà Elena Sofia Ricci. Tra i premiati alla carriera con il Maximo Award anche Lino Banfi, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, mentre un premio speciale sarà assegnato a Beppe Fiorello. Due le serate principali, entrambe all'Auditorium della Conciliazione: l'8 luglio, il Gran premio della fiction italiana, presentato da Lorella Cuccarini; il 12 luglio, la serata finale con Fabio Fazio.

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Intercettazioni la mortificazione di Fede (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Intercettazioni la "mortificazione" di Fede Paolo Ojetti Buttata fuori dalla porta l'idea incostituzionale di rinviare i processi che fanno comodo al Cavaliere, rientra dalla finestra la Grande Immunità per le tre alte cariche dello Stato più la quarta, più bassa, la carica di Berlusconi. Il Tg1 se la cava con un'intervista compiacente al ministro Alfano e il Tg5 insiste: immunità per dare "serenità" a Berlusconi, ovviamente. Il Tg3 adopera toni neutri. Emilio Fede, con aria mesta, si dice "mortificato" per la pubblicità data alle intercettazioni dove il suo padrone vuol piazzare "le fanciulle" e dove si intrecciano raccomandazioni, voti di scambio, promesse di soldi e appalti, tutto a carico dei bilanci Rai, il che rende questo mercimonio di interesse davvero "pubblico". L'avvocatessa Bongiorno, ieri spalla occasionale di Fede, ha sostenuto che si sono intercettate persone che non c'entrano niente e che non sono indagate. Falso, non sono state intercettate persone non indagate, ma solo i telefoni di Saccà, su ordine della magistratura per un'indagine per corruzione, quindi tutto legittimo. La stampa fa solo il suo mestiere (finché potrà), le pubblica e scoperchia un sottobosco schifoso.

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Quelle richieste al cavaliere per entrare in paradiso - (segue dalla prima pagina) natalia aspesi (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Quelle richieste al Cavaliere per entrare in paradiso (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) NATALIA ASPESI Nel tempo le richieste di favori si sono banalizzate: dal titolo nobiliare e dal diritto di mettere il naso negli affari di stato, a gioielli, carrozze e ville, da un ferreo contratto da star per grandi film con registi celebri a, adesso, una comparsata nel luogo più buio della televisione italiana, la fiction casereccia, l'ultimo angoscioso paradiso dell'agognata facile celebrità. Dalle intercettazioni delle telefonate negli ultimi mesi del 2007 tra i protagonisti di questa storia umiliante, appare per prima cosa stupefacente che sia stato così facile, in questo caso per non poche giovani donne, mettersi direttamente in contatto con un uomo di massimo potere politico e mediatico, in quel periodo non a capo del governo ma che comunque si poteva immaginare superindaffarato sia col business che con gli avvocati che con la potente macchina per vincere le vicine elezioni (che comprendeva anche un gran lavoro per l'ingaggio di alcuni esponenti avversari). Antonella, Evelina, Elena, Eleonora, Camilla e certamente altre, sapevano di avere tutto il diritto di abusare della sua generosità e di intasargli i cellulari tempestandolo di telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, di pretendere favori e raccomandazioni, di comportarsi da 'pazza pericolosa' o da 'frustrata assoluta', di spaventarlo con le minacce, di obbligarlo a chiedere per loro, a suoi dipendenti o a persone ansiose di compiacerlo, particine nel mare di fiction che intasano la televisione; non solo in quelle Mediaset di cui Berlusconi è direttamente padrone, ma anche in quelle della cosiddetta concorrenza, attraverso i premurosi servigi del povero Agostino Saccà, allora direttore di Rai Fiction. Ognuna di queste questuanti, come tante altre raccomandate da centinaia di altri potenti, non avevano, non hanno, almeno per ora, delle carriere folgoranti. Elena ha un suo sito ufficiale bilingue in cui racconta di essere venuta a Roma da Napoli nel 1993 e di aver partecipato al film 'Baciami Piccina' di Ciampanelli, Camilla ha un blog e ha iniziato come tronista a 'Uomini e donne', Evelina è apparsa un secondo in 'Alessandro Magno' di Oliver Stone, su una copertina di Panorama e in un 'Padre Pio' televisivo; Antonella non ha lasciato grandi tracce in 'Casomai' di D'Alatri, né alcun dizionario del cinema segnala 'Balcancan' del macedone Mitrevski in cui ha iniziato la sua carriera: finalmente Saccà ottiene qualcosa e per lei si inventa un apposita particina nella superfiction Rai 'Capri'. Ma non sempre Agostino ce la fa: per quanto potente sia lui e soprattutto chi gli chiede questi modesti favori, capita che i provini delle ragazze pur raccomandate si dimostrino un tale sfacelo che registi e produttori eroicamente si ribellino all'imposizione. E tuttavia si capisce perché spesso una parte della nostra fiction pur amata dal pubblico, sia così desolata. C'è questa folla sempre più inquieta di ragazze che sarebbero belle se non fossero tutte uguali, con le stesse pettinature e le stesse boccone e gli stessi reggipetti e lo stesso sorriso privo di seduzione; per uscire dalla palude dell'intercambialità non viene loro in mente magari di studiare, la via più facile è sempre quella, l'aiutino del potente, forse con uno scambio di cortesie. Tanto capita che nessuno chieda a queste 'attrici' non si dice di saper recitare, ma neppure di essere in grado di scandire l'italiano e di esprimere anche a caso una qualsiasi emozione.

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"chi si scandalizza mi fa ridere l'italia è corrotta, lo sanno tutti" - silvia fumarola (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Ida di Benedetto, compagna di Urbani: "Su di me tutte bugie, non ho bisogno di nessuno" "Chi si scandalizza mi fa ridere l'Italia è corrotta, lo sanno tutti" I ricatti sessuali ci sono sempre stati: ma oggi sono le ragazze che cercano i potenti SILVIA FUMAROLA ROMA - "Non mi devo né difendere né giustificare: divento una vittima nel momento in cui mi mettono nel calderone. A me tutta questa gente che si scandalizza, i puritani mi fanno ridere: che ipocrisia. Lo scopriamo adesso come vanno le cose?". Ida Di Benedetto è un fiume in piena, di essere stata tirata in ballo non le va giù. Compagna di Giuliano Urbani "da 14 anni, ma io, sia chiaro, non ho bisogno di nessuno", attrice e produttrice con la Titania, è finita nei verbali per una telefonata di Urbani a Saccà. "Avevo proposto alla Rai un progetto sulla vita della pittrice Angelica Kauffman, così come ho fatto con Caravaggio. Ho avuto un primo sì, poi un no e ci sono rimasta male, ma non ho fatto scenate al telefono: sono bugie". Signora Di Benedetto, le intercettazioni raccontano un paese che vive di raccomandazioni e intrallazzi. "L'Associazione nazionale magistrati ha condannato questa diffusione deprecabile delle intercettazioni e l'uso strumentale che se ne fa... Ma poi, i giornali importanti che vanno dietro a queste cose. Si può violare la vita delle persone e fare scoop da Novella 2000? Su di me sono uscite solo menzogne: siccome Urbani è una persona senza macchia, colpiscono me per colpire lui". Non è stata favorita? "La mia è una personalità spiccata, non ho mai avuto e non ho bisogno di favoritismi. Caravaggio, la mia fiction, è stata una sfida alla qualità e ha battuto Grande fratello. Vengo da una grande scuola, non mi toccate, che vi faccio a pezzi. Ma poi, tutto 'sto scandalo...". Scusi, ma non la colpisce che il presidente del Consiglio si preoccupi di sistemare le aspiranti attrici nelle fiction? "Hanno tirato in ballo Berlusconi e Saccà, ma parliamo di tutti. Berlusconi è quello demonizzato - non sono dalla parte di qualcuno, si figuri, non sono neanche di centrodestra - però cose come queste sono sempre successe, è un paese corrotto. Nel '94 recitavo nell'"Agamennone" di De Simone a Siracusa, avevo un film a Cannes. Un giornalista mi fa: "Come sono questi della tv?". Com'erano? Chiedevano: "Chi ti manda?". "Ma come chi ti manda? Io vengo da sola!". E poi: "Stasera che fai?". Guardi, ho anche picchiato le persone, non ho peli sulla lingua, lavoro da quando ho 17 anni, la vita la conosco". Vuol dire che in Rai funziona il ricatto sessuale? "Le racconto una cosa divertente: giro l'ultima fiction di Majano, nell'82, "L'amante dell'Orsa maggiore". Faccio il provino, va bene. Mi chiama un funzionario: "Ho detto io che dovevi avere quel ruolo", "Veramente ho fatto il provino" ribatto. Mi dice di andare a prendere le sceneggiature. Vado, poi sorpresa: "Mi fai vedere le tette?". Sa cosa ho risposto? "Senz'altro, ma prima mi fai vedere il tuo culo". Il malcostume c'è sempre stato lì dentro, ma le donne si difendevano". Dice che è cambiata la situazione? "E certo che è cambiata: oggi sono le ragazze che vanno a cercare gli uomini potenti".

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Rete4, la ue chiede chiarimenti - alberto d'argenio (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Rete4, la Ue chiede chiarimenti L'Antitrust: continua a trasmettere in chiaro senza concessione Confronto sulle norme approvate in Italia per evitare la procedura d'infrazione sulla legge Gasparri ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Potrebbe decidersi in extremis la partita tra Ue e governo Berlusconi sul futuro della tv italiana. è quanto emerge da una lettera inviata a Roma dai funzionari europei con venti quesiti sulle misure per evitare che il duopolio Rai-Mediaset si trascini nella tv digitale (destinata a sostituire quella analogica dal 2012), i provvedimenti per mettere fine allo stato di illegalità della legge Gasparri e, soprattutto, sul futuro di Rete4, emittente che secondo una recente sentenza della Corte di giustizia Ue dovrebbe andare sul satellite per lasciare le frequenze ad Europa7. La vertenza televisiva si è aperta due anni fa, quando la Ue ha messo sotto procedura d'infrazione il governo italiano - anche allora guidato da Silvio Berlusconi - per la legge Gasparri, giudicata contraria alle regole comunitarie. Una procedura congelata grazie alla stesura della legge di riforma del governo Prodi, la Gentiloni, giudicata in linea con le regole comunitarie ma mai approvata dal Parlamento. Per arrivare ad oggi, con la Ue pronta mandare l'Italia davanti alla Corte di giustizia Ue per non aver messo fine alla situazione di illegalità della Gasparri e il governo che lo scorso 6 giugno ha approvato il decreto in cui, tra l'altro, si cercava di far archiviare la procedura comunitaria. Il famoso emendamento salva-Rete4. Ebbene, di fronte a quel provvedimento la scorsa settimana Bruxelles ha mandato un questionario a Roma per capirci qualcosa di più. Anche perché il tempo stringe e il deferimento in Corte è in calendario per i primi di luglio. E ieri, in un incontro tra emissari del governo e tecnici Ue, sono state consegnate le risposte. Quanto allo spauracchio Corte di giustizia, la delegazione italiana spera di avere guadagnato tempo, visto che il provvedimento del governo dovrebbe avere chiuso quasi tutti i problemi rendendo così necessario un esame più approfondito delle nuove norme. Ma il nodo che potrebbe venire al pettine è quello di Rete4, come conferma la lettera di Bruxelles. Con un chiaro riferimento all'emittente di Mediaset, l'Antitrust comunitario chiede a che titolo continuino a trasmettere "gli operatori che non sono titolari di una concessione analogica (Rete4, ndr): si prega di indicare quali eventuali misure le autorità italiane intendono adottare per porre fine a tale autorizzazione". Come dire, il terzo canale del Biscione deve lasciare spazio a Europa 7. Ma attenzione, perché questo capitolo è staccato da quello relativo alla procedura Ue e potrebbe, al più, sfociare in una nuova vertenza.

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E saccà spiegò i conti rai a berlusconi (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Il film sui Loren Murdoch si allarga è pericolosa Mi serve un miracolo E Saccà spiegò i conti Rai a Berlusconi La "consulenza" al Cavaliere: Sky può far male a noi e alla tua Mediaset I verbali Maria Scicolone ha proposto una fiction sulla famiglia Loren: serve un gesto d'attenzione Murdoch si vuole allargare troppo e allora in Rai bisogna cambiare il direttore Cappon Se si vende una rete pubblica anche Mediaset non resta così com'è E Sky è pericolosa Mi serve un miracolo, Agostino: Ida non ha mai avuto il contratto per Bakhita, è tutto in alto mare Sul sito online dell'Espresso ieri sono state rese disponibili le versioni audio di altre intercettazioni ? dopo quelle diffuse giovedì ? disposte dalla procura di Napoli nell'inchiesta per corruzione nella quale sono indagati Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Ne pubblichiamo alcuni brani. I CONTI RAI A BERLUSCONI Agostino Saccà (S), all'epoca direttore della Fiction Rai, chiama Giuliano Urbani (U), membro del Cda Rai, al quale riferisce il contenuto di una telefonata con Berlusconi ? 28 giugno 2007 ore 19.07 U. Dimmi solo il voto da 1 a 10 sul colloquio di oggi. S. Otto, molto bene. Ho esordito dicendo che la situazione è difficilissima. Gli ho fatto vedere i dati di conto economico e gli ho detto: "Attenzione, perché se esplode la Rai esplode il sistema e i pezzi arrivano addosso a tutto il resto". E lui di questo era consapevole, ha capito la posta in gioco, ha detto: "Sì, Murdoch si vuole allargare troppo". (...) Lui mi ha detto: "E come si fa a tentare di ritirare su l'azienda?". "Eh ? dico ? bisognerebbe cambiare direttore generale". "Ma è vero ? mi dice ? che litigano pure tra di loro?". "Ma anche se andassero d'accordo ? gli ho detto ? in Rai dicono che due mezze calzette non fanno un paio di calzini". E lui si è fatto una risata. "E allora ? gli ho detto ? si potrebbe fare così, perché questo (probabilmente Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, ndr) è uno che si impegnerebbe molto a tirare fuori l'azienda da questa condizione difficile". (...) E poi lui mi ha chiesto di altre cose. "C'è questa cosa del palinsesto", dico. "Noi perdiamo, forse, quella posizione, perché Nardello... ". E lui: "Ma Nardello è nostro". E dico: "E vabbè, e così sembrava". Dice: "Ma lì quella è una posizione strategica". "E sì, soprattutto quest'anno, perché da lì filtra l'offerta, si condiziona tutto". Lui mi ha chiesto: "E allora?". E io gli ho fatto il discorso di Giuliana (Del Bufalo, attuale direttore delle Testate parlamentari, ndr). Gli ho detto: "Giuliana potrebbe essere giusta, ha temperamento. è legata a lei e lei lo sa". Lui su questo ascoltava con attenzione e prendeva nota. (...) Soprattutto ha percepito due dati. Uno: la pericolosità per il sistema della debolezza della Rai. Se la Rai diventa troppo debole allora in pericolo è il sistema. Esplode il sistema. Questo lui l'ha capito con sufficiente preoccupazione. Gli ho spiegato la situazione del conto economico, gli ho spiegato che rischiamo di perdere la metà del capitale che abbiamo, 600 milioni di capitale, di dimezzarlo, di indebitarci. Inizia una spirale dalla quale rischi di non uscirne e ci può essere qualcuno che dice: "Vendiamo una rete". Se si vende una rete della Rai, Rai 1 o Rai 2, è chiaro che esplode il sistema. Mediaset non resta così com'è. Cambia tutto. Entrano in campo altri competitor. Certamente il cambiamento ci sarà, è inevitabile. Ma una cosa è governare i tempi, un'altra è se ti prendono di sorpresa. Lui mi ha detto: "Tu Sky come la vedi? è pericolosa?". Dico: "Sì, Sky sicuramente produrrà fiction, io lo dico da un anno. L'avevo detto anche a Confalonieri, suo figlio pensava che non poteva essere vero". (...) La fiction è strategica. Certamente per Rai, ma anche per Mediaset. (...) Devo dire che è stato molto carino con me... UN SOS PER IDA Urbani (U) chiama Saccà (S) e gli chiede una mano per la sua compagna Ida di Benedetto, titolare della Titania Produzioni ? 18 giugno 2007 ore 17.51 U. Ti lancio un sos per Ida. Lei è in una situazione delicatissima. Come sai, lei non ha mai avuto il contratto per "Bakhita". Le altre due cose non so se sono in marcia o no, sono la Venturi e poi c'era il contratto di attivazione di Angelica perché questa condizione aziendale di Cappon ingessato ingessa tutto. (...) U. Capisco, capisco. Vedi tu se riesci a sbloccare l'attivazione. Non ti dico nulla, poi per telefono è inutile... Ma questo miracolo, Agostino, dovresti farlo. S. Va bene. CON LE TETTE NON PUO' FARE MADRE TERESA Silvio Berlusconi (B), chiama Guido De Angelis (D), protuttore tv ? 4 novembre 2007 ore 17.11 B. Senti, per le fanciulle mie, ti ringrazio, le avete convocate, credo, tutte, quelle che vi ho dato? D. Eh, quasi tutte meno che una. Volevo un attimo capire...? B. Avere la dimensione dell'impegno... Vogliono fare le dive? D. Si, vogliono fare... B. Marilyn Monroe...! D. Si, (ride) B. Sono tutte Marilyn Monroe... D. Mata Hari, tutti questi personaggi, Giovanna D'Arco, non so se te ne ho già parlato.. B. Guido, tu proponi Madre Teresa di Calcutta, vedi che si tirano indietro... D. No, (ride), veramente c'è stata, mi è stata proposta Madre Teresa di Calcutta, ma io ho detto: sì, con quelle tette, con i tacchi a spillo... (ride) BISOGNA CAMBIARE IL DG Giovanni Minoli (M), direttore di Rai Educational, chiama Agostino Saccà (S) ? 19 giugno 2007 ore 15: 31 M. Mi ha detto Cuillo (viceresponsabile informazione del Pd, ndr) che gli hai espresso il tuo piano strategico, sei micidiale te. S. Siccome lui mi ha detto "E' una situazione brutta?" Io gli ho risposto: "E' una situazione pessima perché manca una guida. Cambiate ? gli ho detto ? rapidamente, anche nell'interesse di chi sta lassù che non ce la fa, è in angoscia". "Vabbè ? mi ha detto ? ma mancano i voti?". "No, no...", gli ho detto. FICTION SU SOFIA LOREN Giancarlo Leone (L), vicedirettore generale della Rai, chiama Agostino Saccà (S) ? 27 giugno 2007 ore 12.17 L. Un mese fa ti ho mandato una lettera nella quale ti segnalavo che sono venuti da me, mandati da Rutelli, ma impropriamente venuti da me, il produttore Saraceni e Maria Scicolone, la sorella di Sofia Loren. Hanno un progetto di fiction sulla storia della famiglia Loren. Indipendentemente dal fatto che interessi o non interessi, poiché è Rutelli che li ha mandati, io ti avevo scritto se comunque, per dare un segnale quantomeno di attenzione... S. Sì, se davamo un'interlocuzione... L. Perché io mi guardo bene dal dirti che è una cosa che va fatta. Se è interessante va bene, se non è interessante va bene lo stesso. Non abbiamo obblighi. La cosa importante è che entro qualche settimana voi chiamate qualcuno. Per dare un segno di attenzione. Perché queste persone hanno messo in mezzo il vicepresidente del Consiglio... Dopo di che, vada come vada. LETTA PER IL FIGLIO DI VENDITTI Tra le varie telefonate intercorse tra Gianni Letta e Agostino Saccà ce n'è una in cui il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio chiede al direttore di Rai Fiction di raccomandare il figlio di Simona Izzo e Antonello Venditti, Francesco. Saccà si impegna a chiamarlo presto.

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La Troise e le altre nella fiction di Tognazzi (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Mini ruoli nella produzione Mediaset La Troise e le altre nella fiction di Tognazzi ROMA - La polizia, in effetti, è già sul posto. L'ispettore Maria da sola non ce la fa e da Roma è arrivato addirittura il commissario Vasco insieme ai suoi uomini. Tutti al lavoro per svelare I segreti dell'isola di Korè, che a questo punto rischia di passare alla storia come la fiction dei raccomandati. Nello sceneggiato in quattro puntate che andrà in onda su Canale 5, l'ispettore Maria è Romina Mondello, il commissario Vasco è Adriano Giannini. Le loro indagini procedono a fatica. Pare che non abbiano fatto mettere sotto controllo nemmeno un cellulare, forse perché a scorrere il cast c'è più di un nome fra quelli avvistati nelle telefonate fra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Prima fra tutte Antonella Troise, la biondona che preoccupa Berlusconi ("una pazza pericolosa") e che il direttore di Rai Fiction promette di convocare. Si deve accontentare di una piccola parte, però, poco più di un cameo. Attrice non protagonista anche Ida Di Benedetto, pure lei finita nelle intercettazioni assieme al suo compagno Giuliano Urbani. Altro nome, stavolta in via indiretta, quello di Francesco Venditti. Non recita nella fiction ma la sceneggiatura è opera della mamma, Simona Izzo, e la regia del marito di lei, Ricky Tognazzi. "Nel cuore dell'intrigo, l'isola rivelerà i suoi misteri e i segreti dei suoi abitanti", racconta la trama dello sceneggiato girato fra Trapani e Siracusa. Alcune scene saranno mostrate fra pochi giorni al Romafictionfest. Ci sarà un assaggio di un'altra fiction dello stesso produttore, Albatross. Nel Bene e il male recita Simona Borioni, scivolata nelle intercettazioni anche lei. L. Sal.

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<Si parlava dell'addio di Cappon Ma poi sono stato io la vittima> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'intervista Giovanni Minoli e i colloqui con l'ex capo di RaiFiction "Si parlava dell'addio di Cappon Ma poi sono stato io la vittima" ROMA - "Sono a Palermo, ho appena ottenuto dalla Regione Sicilia un fondo di 13,7 milioni di euro per la fiction Agrodolce, primo caso di un seriale finanziato in questo modo. Ora rispondo perché un dirigente di un servizio pubblico ha un dovere in più rispetto agli altri", esordisce Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational. Dunque Saccà un anno fa sponsorizzava lei come direttore generale al posto di Cappon. E ne parlava con Berlusconi. "Era il momento in cui il direttore generale era stato bocciato dal Consiglio, a maggioranza di centrodestra, su un cospicuo pacchetto di sue importanti proposte editoriali. Sui giornali, nel mondo politico, si parlava di probabili dimissioni di Cappon o della possibilità di un voto di sfiducia del Cda. In questo quadro è nata la telefonata". Ne sapeva niente, prima? "No. Era una personale iniziativa di Saccà che riteneva, nel caso di un ricambio, che l'ideale sarebbe stato scegliere un uomo di prodotto e non di gestione. L'altra telefonata di Saccà, al consigliere Urbani, è molto lusinghiera". E perché chiamare Berlusconi? "Chiedetelo a Saccà. Posso immaginare perché sono amici. E perché, ripeto, c'era un Cda a maggioranza di centrodestra ". Ma il tutto non sembra un gran complotto contro Cappon? "Complotto? Eventualmente contro di me che ero stato proposto come direttore di Raidue, bocciato e abbandonato. Comunque, della possibilità di un ricambio alla direzione generale parlai, fra le tante cose, in un pranzo con Petruccioli e lo stesso Cappon anche delle voci che circolavano. Dissi che nulla sarebbe avvenuto se non ci fosse stato un voto unanime". E il suo suggerimento a Saccà di parlare con Urbani? "Nessuna pressione. Il Cda era a maggioranza di centrodestra. Saccà voleva capire l'orientamento di quell'area e la possibilità di arrivare comunque a un possibile voto unanime". L'immagine della Rai è a dir poco incrinata in questo momento. "Un Consiglio che in tre anni ha cambiato tre direttori generali ma non ha modificato il palinsesto, pur giudicandolo inadeguato a un servizio pubblico, incarna suo malgrado un modello di governance inefficace. In Cda siedono sei ex parlamentari. Il che significa che la guida della tv pubblica è affidata a un'emanazione del sistema dei partiti. In questo quadro i manager Rai fanno miracoli ad affrontare la competizione con Mediaset. E Saccà, che ha vinto sempre contro la fiction della concorrenza, appare un eroe. Ecco perché i dirigenti dell'azienda si sono ribellati per i sette mesi di sospensione di Agostino. Mesi in cui nulla è stato deciso". Cosa pensa delle intercettazioni pubblicate? "Penso ciò che scrive con ironia Liberazione. Se le intercettazioni sono quelle, e magari avremo a che fare con le carte ancora per vent'anni, c'è solo da sorridere. E da riflettere sull'indubbia professionalità di un Saccà che, resistendo a mille sollecitazioni, ha realizzato prodotti vincenti. è verg ognoso che un'azienda non riesca a decidere se licenziare un manager o se tenerlo al suo posto. Il punto è ovvio: occorre un amministratore unico che risolva l'equivoco di una governance legata alla politica, faccia pulizia e chiarezza intorno a questo problema. Ora la Rai è una balena spiaggiata. O arriva un rimorchiatore, cioè l'amministratore unico, o sarà sbranata dagli interessi di chi vuole massacrarla. La scelta a Silvio Berlusconi e a Walter Veltroni" Comer giudica, in generale, il sistema delle intercettazioni? "Sono uno strumento di indagine. Ma usato così rappresenta una autentica vergogna per qualsiasi Paese moderno. " Paolo Conti \\ Eroe Quel manager è un eroe, contro Mediaset ha fatto miracoli. Il problema è il cda con 6 politici: in tre anni non ha cambiato nulla.

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Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

INTERCETTAZIONI SACCÀ Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta "Una vergogna da fermare a tutti i costi". Silvio Berlusconi non si riferiva al contenuto delle sue telefonate con l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, ma al fatto che quelle telefonate oggetto di un'inchiesta che lo coinvolge siano state pubblicate dal settimanale "l'Espresso". A tutti i costi, ma non a quello di mandare avanti il disegno di legge sulle intercettazioni così da rallentare l'approvazione di due leggi che stanno ancora più a cuore al cavaliere: il decreto sicurezza dov'è contenuta la norma che blocca i processi per un anno - il premier è in attesa della sentenza Mills - e lo "scudo" per le alte cariche che sospende per tutta la durata del mandato ogni procedimento. Il risultato è che il ddl sulle intercettazioni, varato in Consiglio dei ministri il 13 giugno, non è ancora all'ordine del giorno del parlamento e non ci andrà prima dell'arrivo delle ferie estive. E nella maggioranza già si parla di correzioni, in peggio.

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Veltroni: no alle intercettazioni sui giornali (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Veltroni: no alle intercettazioni sui giornali Il leader del Pd e l'ipotesi di una nuova legge. Berlusconi: prima o poi dirò quel che so sulle toghe ROMA - Prima ha scherzato: "Zitti - ha apostrofato i suoi ministri in Consiglio mentre parlava al telefono - fate piano, sennò non riescono a intercettarmi bene...", poi è tornato a rabbuiarsi Silvio Berlusconi. E ieri, durante la discussione in Cdm che ha preceduto il varo del ddl sull'immunità delle cariche istituzionali, è tornato a lamentarsi per il trattamento che gli riservano i giudici, dal caso Mills alla vicenda intercettazioni: "Ma che dovrei fare? O ci si difende, o si lavora e si governa. E questa roba delle intercettazioni è una vergogna da fermare". Per poi concludere, minaccioso: "Per ora non faccio la conferenza stampa. Ma vi assicuro che prima o poi dirò tutto quello che so sui magistrati". Insomma, è ancora caldissimo il clima sul tema giustizia, ma il ddl intercettazioni, varato settimane fa dal Cdm, non è ancora stato trasformato in articolato né affidato all'esame delle Camere, e non sembra proprio lo sarà a breve. Il motivo è quello dell'ingorgo parlamentare: troppe leggi cruciali sono già all'esame, e la precedenza, di questo è convinto Berlusconi, deve andare al lodo per le immunità, dunque non se ne riparlerà prima della ripresa autunnale. E però, si commenta ancora la pubblicazione delle intercettazioni tra il premier e Saccà e molti altri personaggi politici e dirigenti Rai. Nel centrosinistra - a parte Antonio Di Pietro che difende a spada tratta il diritto a intercettare da parte dei magi-strati, e a parte Arturo Parisi, che denuncia come si dimentichi il fatto che "i comportamenti all'origine dell'indagine (che ha portato alle intercettazioni) sarebbero stati, questi sì, finalizzati proprio a modificare il quadro politico uscito dalle elezioni precedenti " -, in realtà si apre alla possibilità di arrivare a un testo legislativo condiviso. "Noi siamo perché i magistrati possano fare tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini dell'indagine, ma siamo anche perché non finiscano sui giornali a salvaguardia della privacy dei cittadini ", dice il segretario del Pd Walter Veltroni, mentre la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro conferma: "Il ddl Mastella, che la scorsa legislatura si fermò al Senato, può essere un'ottima base di partenza " per un lavoro comune. E anche l'Udc manda segnali chiari di voler essere della partita: "Una legge sulle intercettazioni - dice Francesco Pionati - è urgente e necessaria ". Paola Di Caro La fiction sulla diva Maria Scicolone (sotto, a destra), sorella di Sofia Loren e mamma di Alessandra Mussolini, è sostenuta da Francesco Rutelli, che perora la causa di una fiction sulla famiglia Loren La coppia L'ex ministro della Cultura, ora nel consiglio Rai, Giuliano Urbani, perora con Saccà la causa della compagna, l'ex attrice e ora produttrice Ida Di Benedetto.

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Curzi <pentito>: abbiamo sbagliato a sospenderlo (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il consigliere di viale Mazzini Curzi "pentito": abbiamo sbagliato a sospenderlo ROMA - Cosa pensa Sandro Curzi di Liberazione che definisce ironicamente Agostino Saccà "un povero Cristo"? Sandrone è un vecchio navigatore del giornalismo e sa bene come creare paralleli efficaci e spendibili: "Fa il paio col mio amico Vittorio Feltri che titola "Il guaio è la gnocca"... Di fronte a un certo tipo di intercettazioni siamo tutti portati a scherzare. Se io dirigessi un giornale, non pubblicherei mai molto di quel materiale. Roba privata. Il vero punto è che esce un'Italia in cui tutti siamo amici, ai vertici. Dalla destra alla sinistra". C'è però Saccà che parla bene di Minoli a Silvio Berlusconi e tenta di farlo nominare direttore generale al posto di Claudio Cappon. "Anch'io penso che Minoli sia bravissimo. Quando venne mandato via Flavio Cattaneo, il mio candidato alla sua successione era proprio lui. Ma non avrei mai votato per la sostituzione di Cappon un anno fa, in quelle condizioni. Non avrebbe avuto senso. Cappon non andava d'accordo con Prodi? E chi lo ha detto? E poi, che importanza avrebbe avuto per la Rai? Avremmo sostituito Cappon solo e soltanto nel caso di sfiducia verso il direttore generale... E dire che io avevo votato per un altro candidato, al momento della scelta di Cappon. Avevo indicato Antonello Perricone. Ma ora difendo Cappon". Inevitabile a questo punto un quesito. Vista con gli occhi di oggi, il consigliere Sandro Curzi (area sinistra radicale) sarebbe ancora d'accordo con la sospensione di Agostino Saccà da Rai Fiction? "Ecco, qui veramente abbiamo sbagliato tutti. Il direttore generale Claudio Cappon così come noi del Consiglio di amministrazione. Delle due l'una. O avremmo dovuto preparare il suo licenziamento disponendo di prove inoppugnabili. O, al contrario, avremmo dovuto lasciarlo al suo posto e poi capire il senso di quelle carte. Tenere in piedi un provvedimento disciplinare per sette mesi in un'azienda senza decidere nulla, non ha veramente alcun senso. Anche se è vero che il direttore generale Claudio Cappon continua a ricevere materiale giudiziario a pezzi e a bocconi... Anche la sua situazione, lo capisco, è complessa" P. Co.

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<Aiuta Ida o saranno guai> <I capi? Due mezze calzette> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE I verbali "Aiuta Ida o saranno guai" "I capi? Due mezze calzette" MILANO - Ecco alcune delle intercettazioni messe online sul sito dell'"Espresso". L'ex ministro della Cultura Giuliano Urbani chiama l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e gli chiede un aiuto per dei progetti che coinvolgono la sua compagna Ida Di Benedetto, ex attrice e ora produttrice (17 giugno 2007). U: "Ti lanciavo un Sos per Ida, lei è in una situazione delicatissima per via della Sicilia, però ha tre spade di Damocle sulla testa, l'importante è che non diventino negative. Come sai, lei non ha mai avuto il contratto. Il regista è in Senegal...". S: "Sì, sì, lo so". U: "Le altre due cose sono la Venturi (un'autrice per la Di Benedetto, ndr) e quel contratto di attivazione di "Angelica" (una miniserie della Di Benedetto, ndr) ". S: "Eh, "Angelica" ancora è un po' in alto mare". U: "Ahi ahi ah... Perché anche lì stanno lavorando, ecco, è un po' un problema". S: "è in alto mare perché c'è...". U: "è successo un guaio?" S: "No no no, assolutamente, è questa condizione aziendale di Cappon ingessato che ingessa tutto quanto, non c'è duttilità nei piani (...), lui è angosciato dai conti, angosciato è dire poco, è terrorizzato. D'accordo, è una situazione che ti può preoccupare, ma non terrorizzare...". U: "Vedi tu se riesci comunque a sbloccare l'attivazione perché... non dico niente per telefono". S: "Ne parliamo quando ci vediamo ". U: "Più che parlarne, ci pensi però, eh? Purtroppo questa è una cosa che se non facciamo sono guai grossi...". "Quel provino lo facciamo" Il sindaco di Milano Letizia Moratti chiama Agostino Saccà per chiedergli di un provino. Non si dice il nome della persona in questione, ma si suppone che si tratti dell'attrice Eliana Miglio, moglie di Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco (19 giugno 2007). S: "Ti volevo dire che quel provino poi lo stiamo facendo, e di stare tranquilla che stiamo facendo tutto il possibile, perché ti avevo sentito un po'...". M: "Eh sì, perché...". S: "Io ce la metto tutta, non è facile ma ce la metto tutta". M: "Ti ringrazio, perché per me sarebbe davvero un grande aiuto a una situazione che... che...". S: "Lo so, lo so, non è facile ma io ce la metto tutta. Poi ti volevo chiedere se con calma riuscivo a venire a parlarti. Perché io sto riflettendo anche con degli interlocutori importanti - Banca Intesa, Passera, Montezemolo - sulla possibilità di fare qualcosa di serio, di importante. Te ne volevo parlare, chiedere un consiglio... riguarda proprio me personalmente, come promotore, perché non è che devo restare per sempre in Rai". "Io o lui, lo dico a Berlusconi" Il vicedirettore generale della Rai Giancarlo Leone chiama Saccà. Devono parlare con Del Noce per discutere della serie "Medicina generale". Saccà si dimostra infastidito dal momento che il serial va benissimo e non dovrebbe perciò essere messo in discussione (27 giugno 2007). L: "Entro qualche giorno, credo lunedì, ci vediamo con Del Noce per fare il punto sulle attivazioni che ancora sono ferme. In particolare "Medicina generale"". S: "E perché "Medicina generale"? è un successo... la considero una piccola provocazione... cioè su questo faccio... dopodiché me ne vado, metto una bomba sotto il palazzo (...) no no, o io o lui, mi sono rotto veramente i coglioni, o io o lui, lo porrò all'azienda, lo porrò a Berlusconi, lo porrò a tutti (...) io capisco su una cosa che non funziona, che non va, ma "Medicina generale" la considero un fiore all'occhiello (...)". L: "Senti, l'altra cosa invece che ti volevo dire era che sono venuti da me il produttore, mi pare Saraceni, e la Maria Scicolone, che è la sorella di Sofia Loren... hanno il progetto di una fiction, che è la storia della famiglia Loren. Indipendentemente dal fatto che interessi o non interessi, poiché è Rutelli che li ha mandati, io ti avevo detto se comunque, per dare un segnale quantomeno di attenzione... ". S: "Sì, davamo un'interlocuzione, vabbene, vabbene". "Con la Rai esplode tutto" Agostino Saccà chiama Giuliano Urbani e gli racconta della sua conversazione con Silvio Berlusconi (28 giugno 2007). S: "Io gli ho fatto pure quell'accenno, e mi è venuto bene, perché lui mi ha domandato: "Come si fa a ritirare su l'azienda?". "Bisogna cambiare direttore generale", gli ho detto io. "Proprio non funzionano quei due?", m'ha detto. "No", gli ho fatto io. "Ma è vero che litigano anche tra di loro?", mi ha chiesto. "Sì, non vanno più nemmeno d'accordo", ho risposto, "ma anche se andassero d'accordo in Rai dicono che due mezze calzette non fanno un paio di calzini". E lui ha fatto una risata... (...) Ha percepito la pericolosità della debolezza della Rai: se la Rai diventa troppo debole è tutto il sistema ad essere in pericolo ". U: "L'equilibrio, l'equilibrio". S: "Esplode tutto il sistema: questo lui l'ha capito con sufficiente preoccupazione. Non si deve far degradare la situazione. Mi ha chiesto: "Qual è la situazione del conto economico?". Io gliel'ho spiegata: rischiamo di perdere la metà del capitale e di indebitarci. Inizia una spirale dalla quale si rischia di non uscire, e a qual punto ci può essere chi dice: "Bene, bene, vendiamo una rete". E se si vende una rete della Rai è chiaro che esplode il sistema, cambia il sistema, non è che resta Mediaset così com'è ". U: "Non potrebbe". S: "Cambia tutto, entrano in campo altri competitor. Certo, il cambiamento ci sarà comunque, ma una cosa è governarlo, e un'altra è se ti pigliano di sorpresa".

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Il premier (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: BREVI Il premier Silvio Berlusconi chiede ad Agostino Saccà di fare una telefonata all'attrice Antonella Troise (a sinistra): "Quella pazza si è messa in testa che io la odio, che ho bloccato la sua carriera... Fammi questa cortesia perché sta diventando pericolosa".

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<Povero Saccà>. E la sinistra diventa solidale (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE "Povero Saccà". E la sinistra diventa solidale Liberazione: vita infernale e non ottiene nulla. Gentiloni: le attrici? Cattivo gusto ma fatti marginali Il pd Merlo: suggerire una fiction non è criminale. Morri: risibile il 99% dei colloqui pubblicati ma lui non è una mammoletta ROMA - "Solidarietà ad Agostino Saccà". In prima pagina. E non è un foglio vicino al Pdl ma si tratta di Liberazione, un "giornale comunista " come si legge sulla testata. Il tono è più che ironico, si ride sulla "vita infernale di Saccà" tra una telefonata di Berlusconi e l'altra, tra una segnalazione per la moglie di Bordon e una chiamata di Letizia Moratti. Attrici da piazzare nelle fiction. Ma molto spesso "Agostino, poveraccio, non ottiene nulla". Quasi "un povero cristo... ". Che ne dicono nel centrosinistra, per esempio nella commissione di Vigilanza? Ride Giorgio Merlo, ex Margherita: "La mia concezione politica, culturale e istituzionale è lontana mille miglia dal giustizialismo girotondino. Mi chiedo: se avessi telefonato a Saccà per suggerirgli di girare una fiction su Gigi Meroni, il primo calciatore Beat che rivoluzionò i costumi sportivi nostrani, sarebbe stato un atto criminale? Non giudico gli altri filoni... ". Concorda Fabrizio Morri, capogruppo Pd nella commissione: "Ammetto che il 99% della roba pubblicata appare abbastanza risibile, mi riferisco a tutto il comparto attrici. Saccà povero cristo? Non è una mammoletta, gestiva un budget da 400 milioni di euro". Altro capitolo, afferma Morri, riguarda "quelle telefonate che prefigurano un accordo di palinsesto tra aziende che dovrebbero essere concorrenti. Lì vedo una lesione di autonomia editoriale nel nome di un asservimento concordato" La parola a Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni: "Le attrici? Di certe fenomenologie del cattivo gusto non farei alcuna strumentalizzazione di natura politica perché non c'è dubbio che siano del tutto marginali, anche se sono il sintomo di un degrado. Gravissimo è invece il coinvolgimento di un membro dell'autorità garante delle Comunicazioni come Innocenzi ". Gentiloni conclude con una riflessione: "Eccolo, il pericolo di queste antologie generiche. Che non si distingua la sciocchezza dal dato molto rilevante". Molto più severo Vincenzo Vita, Pd ex Ds, che da anni si occupa di comunicazione: "Lo capisco, esistono reati più gravi di ciò che appare in quelle intercettazioni. Ma emerge comunque un quadro a tinte squallidissime, una gelatina orrenda, il contesto di una lottizzazione minore e veramente penosa che nell'immaginario collettivo deturpa il volto della tv pubblica". Anche Vita indica nel caso Innocenzi l'aspetto "più inquietante" della vicenda Saccà: "Lì si apre un problema istituzionale, si tratta di un'autorità prossima a una magistratura del proprio campo. è la riprova di un sordido intreccio Rai-Mediaset....". Conclude Giuseppe Giulietti: "Non mi appassiono al destino dell'ultima attrice da piazzare... è ininfluente. Dico che l'aspetto più grave è il sistema chiuso, non concorrenziale della tv italiana in cui dieci persone concludono accordi di cartello. E sono sempre le stesse da anni e anni. L'agenda Rai è ferma a quarant'anni fa...". P. Co. Su "Liberazione" Ieri il quotidiano di Rifondazione comunista ha dedicato la prima pagina al caso intercettazioni, con un articolo sulla vita "infernale" di Agostino Saccà.

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Declinazioni nazional popolari (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

ROMAFICTIONFEST Seconda edizione dal 7 al 12 luglio Declinazioni nazional popolari Stefano Crippa ROMA Steve Della Casa, che da quest'anno è subentrato alla direzione artistica a Felice Laudadio, definisce questa seconda edizione del Roma Fiction Fest che dal 7 al 12 luglio occuperà la multisala Adriano e l'Auditorium Conciliazione, nazional popolare. "Sia nel senso gramsciano del termine che in quello reso celebre da Pippo Baudo...". Definizione azzeccata perché sempre più la fiction è diventata genere di consumo non più confinata al piccolo schermo ma vero fenomeno sociologico. Ne beneficiano in primo luogo gli attori, come Elena Sofia Ricci alias "signora Cesaroni", madrina del festival che senza troppi giri di parole dice: "Devo molto alla televisione perché mi ha regalato una grande popolarità e mi ha permesso di riempire le sale dei teatri. E poi permette a noi attori di sperimentarci in ruoli molto diversi". Fenomeno artistico e (soprattutto) commerciale, come dimostrano i numeri del settore audiovisivo che conta oltre 150 mila occupati a Roma, e nel Lazio vanta quasi il 70% del totale nazionale del settore e il 27% del totale nazionale degli occupati. Successo regionale, tanto che la manifestazione si terrà anche nelle quattro province laziali che, dopo il successo della prima edizione seguita da 33 mila spettatori, nutre nel 2008 ancor maggiori ambizioni. 200 titoli per quasi 700 ore di programmazione caratterizzano le sei giornate; in più, la logica è quella da prime time, con la scansione pomeriggio, sera e notte. "Il programma - sottolinea Della Casa - tiene conto di quanto la fiction possa avere declinazioni diverse". Grande spazio alla fiction made in Italy tra le première; la Rai in prima fila fra gli altri con Raccontami - Capitolo II con Massimo Ghini e Lunetta Savino, Bakhita di Giacomo Campiotti, Einstein di Liliana Cavani e la versione televisiva di Soneatula di Salvatore Mereu. Mediaset risponde con l'anteprima di Anna e i cinque dove Sabrina Ferilli è santa e peccatrice; tata di giorno e spogliarellista di notte, e la fiction ricavata da Romanzo criminale. Molte le anteprime con una sezione ad hoc intitolata Lavori in corso, che proporrà assaggi di produzioni ancora in fieri come Puccini con Alessio Boni, Amiche mie con Luisa Ranieri, Margherita Buy e Elena Sofia Ricci e la terza serie de I Cesaroni, il cui cast al completo sarà ospite l'11 luglio all'Adriano. Tanta fiction e telefilm stranieri, in prevalenza a stelle e strisce: Terminator dall'omonimo film, il secondo ciclo di The Tudors scritta dall'autore di Elizabeth Michael Hirst e l'evento speciale Elizabeth I di Tom Hooper, con Helen Mirren protagonista nei panni della sovrana della miniserie divisa in due parti. E la stessa attrice inglese sarà premiata insieme a Lino Banfi, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello che riceverà il Maximo Award alla carriera. Fra gli ospiti anche Kim Cattrall, Samantha in Sex and the City, Lindsay Wagner e Lee Majors, interpreti di due serie cult come La donna bionica e L'uomo dai sette milioni di dollari. Per gli amanti, verrà riproposta nella Noon night (dove troveranno spazio anche thriller e horror) la versione rimasterizzata di Star Trek. L'ingresso per il pubblico a tutte le proiezioni è gratuito.

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Notizie in 2 minuti (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-28 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Governo, sì al lodo Schifani Il Consiglio dei ministri ha approvato il lodo Schifani-bis, il disegno di legge sull' immunità delle quattro più alte cariche istituzionali (capo dello Stato, primo ministro e presidenti di Camera e Senato). Il caso intercettazioni Ancora polemiche sulle intercettazioni del 2007 tra Silvio Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, pubblicate sull'Espresso. Duro il premier: "Una vergogna da fermare". Walter Veltroni: "I magistrati devono essere liberi di compiere intercettazioni telefoniche, purché non finiscano sulla stampa danneggiando la privacy". Unipol, Csm assolve la Forleo Il gip di Milano Clementina Forleo è stata assolta dal Csm dall'accusa di aver violato i suoi doveri. Nel luglio del 2007 chiese alle Camere l'autorizzazione all' uso di intercettazioni di alcuni parlamentari nel caso Unipol. "Avere fiducia nella giustizia - ha detto la Forleo - prima o poi paga". Esteri Zimbabwe, voto farsa Voto in un clima pesante ieri in Zimbabwe. Le squadracce del presidente Mugabe hanno minacciato gli elettori che non si recavano al seggio ma, nonostante la paura e le intimidazioni, in molti hanno disertato le urne. Il ministro Franco Frattini: "Elezioni farsa, la Ue ritiri gli ambasciatori". Cronache Impronte ai bimbi rom Maroni: vado avanti La Ue contesta il provvedimento proposto dal ministro dell'Interno Roberto Maroni di prendere le impronte digitali ai bimbi rom. Per la Commissione la schedatura dei piccoli nomadi viola le norme comunitarie in materia. Scienze Meteo, troppe previsioni Concorrenza tra i siti che prevedono il meteo. "Esistono oltre trecento siti meteo italiani - afferma il colonnello Giuliacci - e, a parte qualche eccezione, spesso sono frutto di improvvisazione". Economia Tariffe, stangata su luce e gas Nuovo record del petrolio quotato ieri a 141,98 dollari al barile. E il caro petrolio pesa anche sulle bollette: dal 1Ë? luglio le tariffe aumenteranno del 4,3% per l'elettricità e del 4,7% per il gas. Mario Draghi lancia l'allarme mutui: "La situazione continua ad essere critica. Il quadro finanziario è fragile" Cultura Garibaldi, eroe laico Dopo l'unità, l'Italia laica provò a crescere contrapponendosi all'Italia cattolica per trasformare venti milioni di contadini cattolici in altrettanti cittadini italiani. Mal si prestava Giuseppe Mazzini, nemico della monarchia; molto più adatto Giuseppe Garibaldi. Perciò, nel 1882, gli ex capi garibaldini divenuti uomini di Stato non esitarono ad appropriarsi del suo cadavere per gestire le spoglie del rivoluzionario simbolo dell'Italia sabauda. Spettacoli Batman sotto accusa Batman non possiede superpoteri e per combattere il crimine usa marchingegni tecnologici: nel nuovo film The Dark Knight di Christopher Nolan viene messo sotto accusa perché "è un eroe ambiguo - spiega il regista - con un'identità doppia. La sua lotta ai cattivi rischia di renderlo più un "vigilante" che un eroe". Sport Thuram malato, fine carriera Un problema cardiaco congenito: per questo Lilian Thuram, il difensore di 36 anni che ha giocato in Parma e Juventus non potrà più scendere in campo. Tutto pronto per la finale degli Europei 2008 tra Germania e Spagna.

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Segue dalla prima perché Feltri dice che c'entra <la gnocca> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Riformista, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Segue dalla prima perché Feltri dice che c'entra "la gnocca" Le donne del premier e il ricorso lewinskyano Chi è? Il nome circola con insistenza. Per certi versi è facile indovinarlo. Ma a colpire è soprattutto il contesto. Anzi la piega impressa da alcune indiscrezioni alla falsa partenza della Terza Repubblica dopo il voto di aprile. Come se stavolta a contare non fossero i guai giudiziari del premier, che alla lunga stancano e risultano per essere noiosi persino ai filo-giustizialisti, ma la sua vita privata. La prima a fare un'allusione pubblica e un po' pesante fu Daniela Santanché, in piena campagna elettorale. Passata da An alla Destra di Francesco Storace, si dice grazie proprio all'interessamento del Cavaliere, Santanché iniziò a giocare duro e sentenziò: "Al mio amico Silvio le donne piacciono solo in posizione orizzontale". E anche allora lui se la cavò con una battuta. Quando gli portarono il take di agenzia con le parole dell'amica Daniela, Berlusconi osservò: "Perché non si può fare pure in modo verticale?". Insomma, sempre quella cosa lì, che ormai a detta di chi lo conosce per lui sarebbe diventata un'ossessione. Non a caso le intercettazioni inedite che sarebbero in qualche caso già arrivate a destinazione, non si capisce se fuori sacco dall'inchiesta o no, sarebbero zeppe di dettagli a luci rosse. Si parlerebbe di posizioni, non politiche ma del kamasutra. Ci sarebbero accurate descrizione anatomiche con tanto di vezzeggiativi. Altro che i complimenti da educanda che causarono la risentita missiva di Veronica Lario al quotidiano-partito del centrosinistra, Repubblica . In quell'occasione, la first lady del centrodestra si sentì ferita nell'orgoglio per alcuni commenti del marito durante una serata ad Aida Yespica, stellina divenuta nota con l'Isola dei Famosi, e a Mara Carfagna, ex attrice e oggi primadonna forzista. Alla prima, Aida: "Con te andrei ovunque". Alla seconda, Mara: "Guardate come è bella, se non fossi già sposato me la sposerei". Feltri, dunque, è convinto che queste intercettazioni usciranno. E se lo dice lui... In ogni caso, tra vari esponenti azzurri non mancano in queste ore sorrisini maligni, di soddisfazione. Pura invidia per la compagnia di giro frequentata dal Cavaliere, composta da attricette come quelle dell'inchiesta napoletana (e una di loro, giurano, giovedì sera, giorno dell'anticipazione dell'Espresso aveva una depressione con istinti suicidi) e da parlamentari. Come la giovane biondina Barbara Mannucci, che Berlusconi volle accanto a sé sugli scranni di Montecitorio il primo giorno di legislatura. Oppure la sexy-secchiona Elvira Savino, ribattezzata Topolona da Dagospia. Entrambe, sempre secondo il sito gossip di Roberto D'Agostino, furono avvistate la prima settimana di giugno a una cena a Palazzo Grazioli, residenza romana del Cavaliere. Berlusconi e nove commensali femmine, di cui sette deputate. Savino smentì, dicendo che quel giorno era a Napoli con il suo fidanzato che sposerà a breve, testimone Berlusconi of course. Le altre no. Oltre a Mannucci, le altre cinque deputate erano: Gabriella Giammanco, Nunzia De Girolamo, Mariarosaria Rossi, Fiorella Ceccacci Rubino, Laura Ravetto. Dagospia, infine, aggiungeva che due di loro non furono viste uscire da Palazzo Grazioli alla fine della cena. Leggenda? Realtà? Fatto sta che i bene informati parlano di un corso lewinskyano della sedicesima legislatura e al di là delle battute resta il fatto che poco dopo quella cena Berlusconi andò a Santa Margherita Ligure per il tradizionale convegno confindustriale ed ebbe un problema di pressione. Qualcuno sostiene che l'ossessione di Silvio sarebbe antica, risalente cioè alla Seconda repubblica. Ma è adesso che le voci si rincorrono una dopo l'altra. Soprattutto su input delle intercettazioni venute fuori dall'inchiesta di Napoli. Quando due settimane fa, il Riformista riferì che il premier temeva "dettagli scabrosi" dalla procura partenopea e per questo voleva mettersi al riparo con scudi vari d'immunità, il suo legale Niccolò Ghedini, ministro ombra della Giustizia, di solito calmo, s'infuriò letteralmente e precisò che tra le novemila intercettazioni depositate contro Saccà solo cinque riguardavano il premier. In realtà, ci sarebbero anche trascrizioni non rilevanti dal punto di vista penale. E su quelle che si concentrerebbe l'attenzione morbosa di tanti. Insomma, Berlusconi e le donne. Che parafrasa il titolo di un libro bellissimo di Gian Carlo Fusco, Mussolini e le donne . Riletto andrebbe bene anche per la destra televisiva della Rai, dopo il caso Sottile-Gregoraci. Oppure, per stare all'attualità, fornirebbe una guida alle foto di Novella 2000 su Fini e la Tulliani che si toccano e poi fanno il ritocco. Ma questa è un'altra storia. Fabrizio d'Esposito 28/06/2008.

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Telefonate <Saccà costretto a lavorare sotto la pressione delle raccomandazioni> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Riformista, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Telefonate "Saccà costretto a lavorare sotto la pressione delle raccomandazioni" Minoli: Rai balena spiaggiata, i politici la sbranano Gianni Minoli è un fiume in piena. Autore qualche mese fa, sul Riformista , di un articolo che fece rumore in cui chiedeva alla Rai di decidere una buona volta, o licenziava Saccà o le reintegrava con le scuse, ora dice che dopo la nuova raffica di intercettazioni è ancora più contento di averlo scritto. "Che cosa mostrano queste intercettazioni, almeno quelle che abbiamo letto, perché io non so e non lo sanno nemmeno i lettori che cosa c'è nelle altre e perché alcune sì e altre no? Mostrano un dirigente della Rai, Agostino Saccà, impegnato a passare il suo tempo a rispondere a pressioni della politica sul suo lavoro. Che faceva molto bene tra l'altro, in modo vincente sul mercato. Pressioni e raccomandazioni. Non c'è un solo politico che in quelle telefonate si informi su come va l'azienda e che cosa si può fare per l'azienda. Solo raccomandazioni. E bisogna dedurne che Saccà doveva essere proprio un mago se riusciva a far bene il suo lavoro sotto una pressione costante di questo genere, e oggi, dopo sette mesi, non sa ancora se verrà reintegrato o licenziato. Guardi me. Io sono oggi a Palermo, a stringere un accordo di collaborazione con la Regione Sicilia per una iniziativa che sia chiamerà Agrodolce . Sono qui per portare a casa un accordo da dodici milioni di euro per l'azienda, sto facendo il dirigente della mia azienda, e devo rispondere al telefono ai giornalisti che vogliono che io parli delle intercettazioni tra me e Saccà. Le pare che si possa lavorare così?". Già, le intercettazioni tra Minoli e Saccà. I due parlavano degli assetti dell'azienda e Saccà diceva di aver suggerito a Berlusconi di sostituire il dg della Rai Cappon con Minoli stesso. "Secondo lei due dirigenti di un'azienda possono parlare di che fare dell'azienda e della sua direzione? Era successo che Cappon era stato bocciato dal cda in alcune sue proposte, e tutti parlavano della possibilità che fosse costretto alle dimissioni. Ne parlavamo anche noi. Lui, Saccà, mi dice che io sarei l'ideale. E io lo ringrazio. Ma saranno fatti nostri quello di cui discutiamo al telefono? D'altra parte mi par di capire che i magistrati di Napoli hanno ritenuto queste conversazioni ininfluenti ai fini dell'inchiesta e le hanno spedite alla Rai. Alla vigilia di importanti decisioni per l'assetto della Rai, manco a farlo apposta sono uscite". A proposito di Rai, come si mettono adesso le cose nel carrozzone della tv di Stato? "La pubblicazione di queste intercettazioni almeno a una cosa è servita: a dimostrare che la legge Gasparri è fallita. Perché la presa dei partiti e dei politici sulla Rai è aumentata, non diminuita, e dunque la situazione dell'azienda è peggiorata. È una Rai in ostaggio della politica. Su nove consiglieri di amministrazione, sei sono ex parlamentari. Si sono avvicendati tre direttori generali e non è cambiato mai nulla nel palinsesto. La Rai oggi è una balena spiaggiata. O arriva un rimorchiatore forte e potente che la porta al largo, la cura e la rimette in mare aperto come si conviene a un'azienda, o la si lascia lì, sulla spiaggia, a farsi sbranare e fare a pezzi da tutti quelli che passano. Berlusconi e Veltroni dovrebbero rimorchiarla fuori dalla condizione in cui è. Serve l'amministratore unico, e subito". 28/06/2008.

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RomaFictionFest: ecco il menu Della Casa (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Liberazione" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Seconda edizione della rassegna, dal 7 al 12 luglio RomaFictionFest: ecco il menu Della Casa Squadra che vince non si cambia. O quasi. Magari l'allenatore, specialmente se ha un carattere forte (nella storia del calcio, da Sacchi a Bianchi abbiamo esempi a bizzeffe). E così la seconda edizione del RomaFictionFest (7-12 luglio) trova come direttore Steve Della Casa, erede di quel Felice Laudadio che in pochi mesi l'aveva tirata su dal nulla. "Ho voluto dare più spazio a esperienze produttive importanti, emblematiche delle loro realtà, e privilegiare commedia e opere di genere, a cui sono da sempre legato. Ciò non vuol dire che l'aspetto sociale e politico non sia rimasto, anzi". Così risponde Della Casa a chi gli chiedeva conto di un impegno minore. "La nuova sezione Factual (la "drammaturgia della realtà tra docu-soap, docu-fiction e simili), peraltro, vedrà molti lavori sperimentali, nelle forme e nei contenuti, e dotate di un certo coraggio, anche politico. Da qualche anno le fiction sono più coraggiose e trasgressive". Il programma, più snello, è stato composto con i tre selezionatori (Alessandro Boschi, Serafino Murri e Marco Spagnoli) e sembra fortemente indirizzato a un legame (troppo?) stretto con le major. Da quelle italiane a quelle internazionali. Se Rai e Mediaset monopolizzano le grandi anteprime dell'Auditorium della Conciliazione ( Raccontami 2 di Aristarco e Donna, Einstein di Liliana Cavani e Bakhita di Giacomo Campiotti per la prima, Anna e i cinque di Monica Vullo per la seconda), a Sky sarà riservato un momento per illustrare i suoi prossimi progetti nella fiction. Per il buon programma d'oltreoceano, fatto di una retrospettiva (per i nostalgici da non perdere L'uomo da 6 milioni di dollari , La donna bionica e Star Trek , con tanto di sfilata dei fan in costume) e di tante novità, passate in mezzo a difficoltà come lo sciopero degli sceneggiatori e persino l'incendio agli studi Universal. Premi alla carriera a Lino Banfi, Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Beppe Fiorello e a Helen Mirren, oltre alle sezioni dello scorso anno arrivano anche le "Noon@night" (a mezzanotte horror, thriller, fantascienza e trasgressione) e "Lavori in corso" (le fiction in fieri vengono a raccontarsi e presentarsi con cast e regista). Potete trovare tutto (persino una fiction da telefonino!) su www.romafictionfest.it. Piace l'ingresso gratuito a tutti gli eventi, molto meno la "politica delle grandi Feste" preannunciata e auspicata da Marrazzo, presidente della Regione, promotrice della manifestazione. Manlio Dolinar 28/06/2008.

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Matteoli: "Entro il 2011 daremo una casa a chi non può averla" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Tempo, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stampa i forum de il tempo Matteoli: "Entro il 2011 daremo una casa a chi non può averla" Il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli spiega a Il Tempo gli obiettivi del suo dicastero, senza rinunciare a commentare l'attualità politica Ministro, la legislatura è iniziata da poco, cosa si augura di riuscire a fare? "Il punto che mi sta più a cuore è sicuramente quello di veder ripartire le opere infrastrutturali nel nostro Paese perché sono indispensabili per lo sviluppo. La crisi economica ha colpito tutti i Paesi, ma l'Italia ha due problemi in più da risolvere: il peso del proprio debito pubblico e il ritardo nella realizzazione di grandi opere. Questo non ci rende competitivi". Perché? "Il nostro sistema è in gran parte costituito da piccole e medie imprese che devono reperire materie prime, finire il prodotto e consegnarlo. è chiaro che, in questo processo, il costo del trasporto ha un'incidenza notevole. Ma anche l'industria del turismo ha bisogno di infrastrutture efficienti. Oggi si va in vacanza per pochi giorni e non si possono impiegare tempi biblici per gli spostamenti". Potrebbe indicare alcune opere che considera prioritarie? "Sicuramente finire l'Alta Velocità. Poi ci sono le autostrade che mancano sia al Nord che al Sud. Una cosa che ci sta particolarmente a cuore, visto che stiamo parlando di ritardi ultratrentennali, è l'autostrada Cecina-Civitavecchia. è una vergogna non sia stata ancora realizzata. Anche perché, in questo modo, si penalizza oltremodo l'economia del Lazio. Pensi che dal porto di Livorno parte solo l'1% dei prodotti destinati al mercato laziale e questo perché non esiste un collegamento diretto". Come intendete intervenire? "Per quanto riguarda il progetto relativo alla competenza Toscana c'è già un accordo tra l'allora ministro Lunardi e il governatore Martini e non ho intenzione di rimetterlo in discussione. Per il Lazio, invece, ho recentemente incontrato il presidente Marrazzo che si è detto disponibile a presentare quanto prima un progetto". A quando la posa della prima pietra? "Ricordo che nel 1970 quando fui eletto consigliere comunale a Livorno uno dei primi atti che feci fu un ordine del giorno a favore dell'autostrada Cecina-Civitavecchia. Sono passati 38 anni. Oggi posso dire che, se Marrazzo rispetterà gli impegni presi, poseremo la prima pietra entro la fine del 2009". Sciolto anche il "nodo Capalbio"? "Lo abbiamo sciolto con l'accordo Lunardi-Martini e non intendo tornare indietro anche perché a quel tempo, come ministro dell'Ambiente, feci da mediatore tra le esigenze del governo nazionale e quelle degli enti locali". Tornando al Lazio ci sono quattro opere che attendono di essere completate: la Roma-Latina-Cisterna-Valmontone, le complanari della A24, il raddoppio della Salaria, la Orte-Civitavecchia. Il suo predecessore ha firmato dei protocolli con la Regione Lazio. Vi impegnate a mantenere gli stanziamenti? "Anzitutto vorrei sottolineare che, quando si parla del completamento Cecina-Civitavecchia, si intende fino a Formia. Poi dobbiamo sciogliere il nodo Orte perché Viterbo è tagliata fuori. Certo, dobbiamo fare i conti con le risorse". Passiamo all'Alta Velocità. Dopo due anni di blocco potrete finalmente rimettere mano alla Torino-Lione. "Anzitutto è bene precisare che il tratto di cui stiamo parlando è lungo circa 50 chilometri e, solo per dieci, interessa il nostro Paese. Comunque non è vero che siamo stati fermi. Quando, durante il precedente governo Berlusconi, esplose la protesta delle comunità locali, la nostra decisione fu quella di istituire un osservatorio tecnico presieduto dall'architetto Mario Virano che fu confermato anche da Romano Prodi. Contestualmente però, ed è questo che ha rallentato i lavori, l'esecutivo di centrosinistra decise di togliere l'opera dalla legge Obiettivo. Così siamo tornati alla conferenza dei servizi. In ogni caso, in questi anni, l'osservatorio ha lavorato e si è riunito circa 70 volte". Quali sono i risultati di questo lavoro? "Recentemente mi hanno chiesto di presiedere una seduta. Io ho accettato a patto di poter incontrare, subito dopo, i sindaci della zona. Ebbene, posso dirvi che ad oggi, i sindaci aprioristicamente contrari all'opera sono solo quattro. Tutti di Rifondazione comunista. Comunque lunedì 30 giugno i tecnici finiranno il lavoro e, proprio per questo, ieri si sono riuniti in "conclave" per stilare un progetto che contenga le modifiche necessarie. Da quel momento in poi comincerà la seconda fase che ci porterà alla realizzazione dell'opera. Un'opera che si deve assolutamente fare". Anche qui la domanda è d'obbligo: termine dei lavori previsto? "Servono dai 15 ai 20 anni. Per questo credo che possiamo prenderci 6 mesi di tempo in più per trovare un accordo che soddisfi tutti". Recentemente lei ha parlato di una legge obiettivo per il piano casa. Può spiegarci tempi e modi? "Io credo che, per evitare lungaggini, si possano riprendere alcuni meccanismi della legge obiettivo. In ogni caso vorrei sottolineare che il piano casa inserito dal governo nel Dpef è molto ambizioso. Credo che solo Fanfani, prima di noi, abbia fatto qualcosa di simile. è la prima volta che il problema viene affrontato in maniera strutturale. Il piano partirà subito. Ho già nominato un un sottosegretario che si occuperà solo di questo. Ogni Regione dovrà assegnare delle aree da adibire alla costruzione delle abitazioni e poi farà le graduatorie". Insomma, si procede spediti? "Da sindaco di una cittadina di 15.000 abitanti mi sono trovato ad affrontare molti problemi di questo tipo. Le assicuro che esistono sacche di disperazione enormi. Famiglie di quattro-cinque persone che vivono in 35 metri quadri e questo accade in un comune, come quello di Orbetello, che viene solitamente considerato ricco. è un problema serio che va affrontato subito. Ho già ricevuto la disponibilità di diversi privati". Possiamo dire che, entro la fine della legislatura, avrete consegnato le chiavi di casa a qualche inquilino? "Assolutamente sì anche perché, se così non fosse, avremo fallito". Come farete con quei comuni, come Roma, che hanno poche aree a disposizione: procederete con gli espropri? "Fin quando è possibile è sempre meglio evitare gli espropri perché significa dare il via a un processo fatto di ricorsi al Tar e proteste che, spesso, blocca i lavori per anni. Il punto è che ci sono Comuni che, pur avendo aree disponibili, preferiscono affidarle ai privati. Per questo credo che occorra fare una ricognizione completa". A proposito di velocità. Oggi, per fare una strada, servono 18 autorizzazioni. Crede sia necessaria una nuova legge Urbanistica? "Da anni parliamo di snellire le procedure. Molti sono convinti che questo coinciderebbe con una diminuzione dei controlli, ma non è così. Aumentiamoli pure i controlli, ma snelliamo le procedure. è indubbio, ad esempio, che il meccanismo della conferenza dei servizi fa perdere un sacco di tempo. La nostra priorità è semplificare. Non è un caso che sia stato istituito un dicastero ad hoc". I privati sono molti interessati al piano casa, ma è così anche per le grandi opere? "Partiamo da un assunto: nelle casse dello Stato non ci sono soldi sufficienti per realizzare le grandi opere. I privati sono molto interessati al settore ma, in cambio, chiedono allo Stato date e regole certe. La politica deve dare queste risposte. E io credo che noi possiamo farlo perché davanti abbiamo un'intera legislatura. In ogni modo vorrei ricordare che non esiste Stato in Europa capace di realizzare grandi infrastrutture con i propri soldi". In ogni caso il Ponte sullo Stretto rimane una priorità? "Il governo Prodi aveva accantonato l'opera e, proprio per questo, la società incaricata della costruzione rischiava di chiudere. Il mio primo atto da ministro è stato quello di inviare una lettera ai vertici dell'azienda a cui ho ribadito il carattere prioritario del Ponte. Tra l'altro, dopo la sua nomina, ho incontrato il commissario europeo Tajani che ha la delega ai Trasporti e con il quale ho parlato dei fondi che dovrebbero arrivare dall'Europa. è tutto in itinere, ma credo che entro la fine della legislatura avremo posto la prima pietra. Altrimenti vorrà dire che abbiamo fallito". Dossier Alitalia. Ci sono novità? "Confesso che faccio un pò di difficoltà a parlarne perché la situazione è molto delicata. Ho parlato con il dottor Passera che sta lavorando e mi ha detto che, tra 10 giorni, ci relazionerà sullo stato degli accordi raggiunti. So che ci sono diversi sono privati interessati all'operazione. Non ho parlato invece con Tremonti ma, leggendo le sue dichiarazioni, mi sembra che abbia dato speranza per una soluzione positiva della vicenda. Dalle sue parole, inoltre, ho l'impressione che il piano Ermolli sia decaduto. In ogni caso l'obiettivo del governo resta quello di dare un progetto industriale ad Alitalia. Non ci interessano piani finanziari". Cosa può dirci invece su Ferrovie dello Stato. Il bubbone è pronto a scoppiare? "Lo stato dell'arte è che ci sono alcune linee ampiamente attive e altre no. Detto questo sappiamo che c'è un aspetto sociale che non possiamo ignorare e che quello ferroviario è un servizio che va garantito. In ogni caso vorrei raccontarle un aneddoto. Quando ho incontrato Moretti mi ha detto che c'era una linea ferroviaria da Reggio Calabria a Bari dove, su una capienza potenziale di 600 passeggeri, ne viaggiavano in media 32 e ci costavano complessivamente 3 milioni di euro. Gli ho detto di chiudere immediatamente il collegamento. Certo la stessa cosa non può avvenire per quelle tratte che, pur in rimessa, sono fondamentali per i pendolari. In ogni caso credo che due cose vadano fatte subito: internazionalizzare le nostre ferrovie e prevedere un solo macchinista per treno. Non esistono paesi in Europa in cui ci siano 2 macchinisti. Ma per fare questo, ovviamente, serve un confronto con i sindacati". Lei ha appena siglato un accordo che ha scongiurato lo sciopero dei Tir. Non è che i costi di questa intesa ricadranno sugli utenti finali? "L'accordo prevede aspetti normativi e aspetti economici. Abbiamo sbloccato risorse già previste per l'autotrasporto e, contemporaneamente, ci siamo impegnati a reperirne altre. I rappresentanti degli autotrasportatori hanno firmato, me lo hanno detto chiaramente, perché hanno fiducia nel fatto che manterrò le promesse fatte. E questo mi fa sentire maggiormente responsabile". Lei è stato sempre un fautore del dialogo, anche con i magistrati. Come vive questo momento di scontro? "Io non ho mai fatto dichiarazioni sui magistrati perché rispetto il loro lavoro. Ma certo non posso fare a meno di notare che ce ne sono alcuni che lavorano nella aule dei tribunali e parlano attraverso le sentenze, mentre altri preferiscono parlare e fare processi in televisione. Allo stesso modo mi trovo costretto a sottolineare un certo accanimento nei confronti del presidente Berlusconi. Noi tutti ricordiamo cosa accadde nel 1994: che bisogno c'era di inviare un avviso di garanzia a mezzo stampa colpendo non solo la persona, ma l'immagine di un intero Paese? è evidente che ci sono delle anomalie. Così come trovo anomalo che il Csm esprima il proprio parere senza aspettare che il Parlamento si pronunci. Non era la Corte Costituzionale che doveva esprimere giudizi sulla conformità delle leggi?" Come vede il percorso del Popolo della libertà? "Io sono sempre stato un tifoso del partito unico. Ricordo che, quando con Fini andammo a siglare l'accordo per la lista unica, sentii che si realizzava qualcosa di più di una semplice lista elettorale. Oggi, nonostante coloro che sostenevano che la legge elettorale favoriva la frammentazione, abbiamo un sistema politico semplificato. Certo, nel centrodestra forse siamo stati meno bravi del Pd perché non abbiamo ancora fatto il partito unico, ma è una delle priorità. Tanto che presto comincerà il lavoro della commissione incaricata di stilare lo statuto e poi ci saranno i congressi. Io spero di arrivare alle elezioni europee con un partito unico". E spera anche di recuperare Storace? "Tutti sanno che io, fino all'ultimo, ho cercato di convincere Storace a non andarsene perché pensavo che Francesco potesse dare vita ad una propria corrente. Io non pongo mai veti sulle persone e quindi è chiaro che, se qualcuno vuole condividere idee e programmi del partito unico, è il benvenuto. Questo vale anche per l'Udc". Il suo predecessore Di Pietro è, oggi, il più convinto oppositore del governo. Che eredità le ha lasciato? "Di Pietro deve agitarsi, talvolta anche in maniera scomposta, per guadagnare spazi e non scomparire. Quanto all'eredità ricevuta devo dire che, in molti casi, il mio predecessore è stato costretto a bloccare una serie di opere per i veti di parte della sua maggioranza. L'elenco è abbastanza lungo ma il fatto che Di Pietro abbia condiviso l'impianto della legge obiettivo mi fa dire che ha condiviso anche il nostro progetto di realizzare infrastrutture nel Paese".

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Intercettazioni, è di nuovo bufera (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Berlu Saccà

Primo Piano Pagina 102 Il premier: vergogna da fermare a qualunque costo. Il Pd: le usino i pm, non la stampa Intercettazioni, è di nuovo bufera Il premier: vergogna da fermare a qualunque costo. Il Pd: le usino i pm, non la stampa --> ROMA Una vergogna da fermare a tutti i costi. Dopo la pubblicazione su L'Espresso delle intercettazioni che lo riguardano, Silvio Berlusconi è sempre più convinto della necessità di approvare il disegno di legge che ne limita il ricorso e ne vieta la pubblicazione. Una posizione ribadita anche nella riunione del Consiglio dei ministri, chiamato ad approvare il "lodo Schifani bis". Difficilmente però l'indicazione del premier potrà tradursi in atti concreti prima dell'estate. Il disegno di legge sulle intercettazioni, approvato dal Cdm il 13 giugno, infatti, non è mai stato trasmesso al Parlamento. La causa del ritardo di ben due settimane, spiegano diversi esponenti della maggioranza, è soprattutto la presa d'atto del rischio di un vero ingorgo parlamentare, con una pioggia di provvedimenti ad intasare il lavoro delle Camere. Il ddl, spiegano nel Pdl, non subirà nessun inasprimento per evitare di riaprire la polemica con la Lega e, per quanto riguarda la pubblicazione delle ultime intercettazioni che coinvolgono il Cavaliere e l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, gli esponenti del centrodestra sono i primi a ribadire che, anche con il disegno di legge in vigore, i verbali sarebbero stati pubblicati. Il provvedimento arriverà all'esame del Parlamento a settembre, con la ripresa dei lavori, perché ora per governo e Pdl le priorità sono altre: decreto sicurezza e "lodo Schifani bis" innanzitutto. A ribadire però la "bontà" del ddl è il ministro della Giustizia Angelino Alfano che, prendendo spunto dagli ultimi fatti che riguardano Berlusconi, si dice convinto della "ratio politica" del provvedimento. Intanto, nella maggioranza si rafforza la convinzione della necessità di norme più rigorose. È l'auspicio, ad esempio, del capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, convinto che il provvedimento sia "la risposta all'uso strumentale delle intercettazioni". Francesco Nitto Palma, sottosegretario all'Interno, non esita invece a definire "singolare" la tempistica con cui siano state pubblicate le intercettazioni in cui è coinvolto il Cavaliere. "È singolare - dice - che a fronte di una polemica apertasi tra autorità politica e magistratura nei confronti di un provvedimento giusto come la sospensione per un anno di processi destinati alla prescrizione, escano, guarda caso, le intercettazioni". Per il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, invece, il provvedimento dovrebbe essere "ancora più duro". Che occorra una regolamentazione delle intercettazioni, soprattutto per quanto riguarda la loro pubblicazione, è anche l'opinione del Pd, ma non come chiede il governo. "I magistrati devono poter fare tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini delle indagini", mette in chiaro Walter Veltroni, "ma noi siamo perché non finiscano sui giornali e per salvaguardia della privacy dei cittadini". L'opposizione è disposta a discutere e Anna Finocchiaro definisce anche il punto di partenza: il disegno di legge dell'ex Guardasigilli Clemente Mastella. "È un'ottima base", dice il capogruppo del Pd al Senato. Un invito alla prudenza arriva invece da Paolo Gentiloni. Il rischio che vede l'esponente del Pd è quello di una "strumentalizzazione. La discussione sul proposito di limitare fortemente le intercettazioni - osserva - a mio avviso contiene elementi di pericolosità".

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TROISE SUL SET DI UNA FICTION PER MEDIASET (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 28-06-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

LA CURIOSITÀ Roma. Attrici blindate sui set, quasi tutte le bocche cucite, e qualche produttore, come Carlo Bixio, che pensa di lasciare l'Italia: è il clima che si respira nel mondo della tv il giorno dopo la bufera delle intercettazioni telefoniche diffuse dal settimanale L'Espresso. In tanti l'hanno cercata, ma Antonella Troise (nella foto) - citata in una delle telefonate tra l'allora leader dell'opposizione Silvio Berlusconi e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà - è pressochè irraggiungibile sul set di una fiction Mediaset ("I segreti dell'isola di Korè", per Canale 5, che Ricky Tognazzi sta girando da un paio di settimane in Sicilia. Alcune scene saranno mostrate nella sezione Lavori in corso al Romafictionfest, in programma dal 7 al 12 luglio, dove sarà proposto anche un assaggio di un'altra produzione Albatross, stavolta per la Rai, nel cui cast c'è Simona Borioni, anche lei citata nelle intercettazioni. . Parla invece Ida Di Benedetto, citata nelle telefonate tra il consigliere Rai Giuliano Urbani, suo compagno, e Saccà. "Avevo proposto alla Rai - sottolinea - un progetto di alto livello, dedicato alla vita della pittrice Angelica Kauffman, così come ho fatto con Caravaggio. Ho avuto un primo sì, poi un no alla realizzazione e ci sono rimasta male, ma non ho fatto certo scenate al telefono: sono tutte bugie". "Il problema vero - commenta Bixio - è che nel nostro Paese mancano, o non si applicano, regole e regolamenti che permettano ai produttori di proteggere il proprio prodotto. È per questo che sto pensando di non utilizzare più l'Italia come punto di partenza delle mie produzioni ma di venderci solo i prodotti". Il produttore di "Un medico in famiglia" assicura comunque di non aver "mai subito pressioni" ma semplici segnalazioni per qualche attore o attrice.

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Di Pietro: "Berlusconi fa il magnaccia" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Quotidiano.net" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Il leader dell'Italia dei valori attacca il premier dopo le nuove conversazioni telefoniche con Agostino Saccà: "E' più impegnato a piazzare veline che a fare lo statista"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica&Economia Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo Giochi&Scommesse INTERCETTAZIONI Di Pietro: "Berlusconi fa il magnaccia" Il leader dell'Italia dei valori attacca il premier dopo le nuove conversazioni telefoniche con Agostino Saccà: "E' più impegnato a piazzare veline che a fare lo statista" Roma, 28 giugno 2008 - "Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo, che da statista". Antonio Di Pietro a Skyg24 attacca il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo le rivelazioni emerse sulle telefonate con l'allora direttore di Rai Ficton, Agostino Saccà e in seguito alle quali il governo ha espresso la necessità di intervenire con una legge che regole l'uso delle intercettazioni telefoniche. "Agostino, fai lavorare queste ragazze"Giusto eliminare le intercettazioni? - Giusto pubblicarle? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Berlusconi: "Giudici politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano: "Basta con questi scontri" (89 commenti) La lucciola che deve pagare le tasse: "Non posso, a casa mantengo 4 bimbi" (79 commenti) No del Papa a Berlusconi "La Comunione solo ai puri" (41 commenti) Donadoni, un gigante in un mondo di lillipuziani (40 commenti) Scatta l'immunità per le alte cariche Di Pietro: "La parola ai cittadini" (38 commenti) Maturità, il Codacons ricorre al Tar "Chiediamo 500 euro a studente" (37 commenti) Giustizia per Clementina Forleo E' stata assolta, non sarà trasferita (27 commenti) "Il mercato del Milan è un disastro" Minacce a Berlusconi e Galliani (26 commenti) 18:10:47 - silvius ed altri: i proventi della prostituzione non sono illeciti ! prostituirsi non è reato. solo [...] La lucciola che deve pagare le tasse: "Non posso, a casa mantengo 4 bimbi"18:07:53 - Mi pare sia ora di smetterla!!!! Gli italiani e l'Italia hanno bisogno di brava gente onesta che met[...] Scatta l'immunità per le alte cariche Di Pietro: "La parola ai cittadini"18:04:43 - Sono solo scusanti per giustificare l'ennesima stupidaggine a danno degli animali: diventiamo vegeta[...] Namibia, parte la caccia alle foche Verranno uccisi 80mila cuccioli18:02:18 - Basta con questo pseudo ex magistrato di pietro.Basta con la solita frasetta del xxxxx "Noi dell'ita[...] Scatta l'immunità per le alte cariche Di Pietro: "La parola ai cittadini"18:01:29 - è singolare che, ogni volta qualcuno prova a cambiare le regole, e a fare qualcosa a favore degli on[...] Il primo passo per aiutare i più deboli17:53:53 - Così si fa, ottimo!!![...] I militari presidiano l'area del termovalorizzatore di Acerra17:49:55 - Non ne possiamo più di questi giudici politicizzati,mai colpevoli perchè sono controllati e giudicat[...] Berlusconi: "Giudici politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano: "Basta con questi scontri" Quanta responsabilità hanno i genitori per i comportamenti sbagliati dei figli?Giusto multare chi acquista oggetti falsi o contraffatti?I tre progetti sul lungomare di Rimini: quale preferisci?Oscar a Heath Ledger, sei d'accordo?E' giusto che gli atleti italiani alle Olimpiadi indossino un braccialetto con i colori del Tibet?Butelli può essere l'uomo giusto per rilanciare la Spal?Quali sono i baffi più belli del grande schermo?Forlì:nuove aree commercialiPrendere le impronte ai minorenni rom: sei d'accordo?Giusto concedere l'immunità alle più alte cariche dello Stato?Vorresti il ritorno di Totti e Nesta in Nazionale?Credi nell'esistenza degli Ufo?Credi che per una maggiore sicurezza Rimini abbia bisogno di rinforzi estivi?Il Governo ha bloccato i finanziamenti dell'Inail per completare l'ospedale di Cona, cosa è meglio fare ora?Pesaro, vorresti un'altra Notte bianca in città? LA FOTO DEL GIORNO Due metri di pizza Il pizzaiolo siciliano Pasqualino Barbasso si prepara per lo show di pizza acrobatica, riuscendo a far roteare un 'disco' di pasta del diametro di due metri. Barbasso, che ha vinto il titolo nel 2002, gira il mondo con il suo show. Qui è a Ostrava, nella repubblica RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec /div>.

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Di Pietro: Berlusoni 'magnaccia' (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Voce d'Italia, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Politica Presa di posizione del leader dell'Idv sulle intercettazioni Sacca'-Berlusconi Di Pietro: Berlusoni "magnaccia" E aggiunge che il Cavaliere si crede il padreterno Campobasso, 28 giu - Esternazioni che sono destinate a fare molto rumore quelle rilasciate oggi da Antonio Di Pietro. Sulle intercettazioni delle telefonate tra Saccà e Berlusconi il leader dell'Italia dei Valori dichiara che l'allora aspirante capo del governo "mi sembra facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina". E su Berlusconi, aggiunge che "sta utilizzando tutto questo tempo per fare le leggi che servono a lui, per non essere processato, fosse neanche il padreterno". Il leader dell'Italia dei Valori ha parlato molto delle intercettazioni tra Berlusconi e Sacca' nel corso di una conferenza stampa a Campobasso. 'Il nostro compito e' quello di fare un'opposizione responsabile, che non ha gli occhi chiusi, che conoscendo chi c'e' dall'altra parte sa che se lo si lascia fare ci portera' a essere piu' sudditi e meno cittadini'. Ha aggiunto poi: "Le intercettazioni offrono uno spaccato di questa classe dirigente italiana che ci fa vergognare, e dicono anche che non si devono pubblicare le intercettazioni. Per un giochetto a Clinton gliene hanno fatte e dette di tutti i colori, qui se senti le intercettazioni telefoniche...". Furiose le repliche della maggioranza di governo.

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Di Pietro: Berlusoni "magnaccia" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Voce d'Italia, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Politica Presa di posizione del leader dell'Idv sulle intercettazioni Sacca'-Berlusconi Di Pietro: Berlusoni "magnaccia" E aggiunge che il Cavaliere si crede il padreterno Campobasso, 28 giu - Esternazioni che sono destinate a fare molto rumore quelle rilasciate oggi da Antonio Di Pietro. Sulle intercettazioni delle telefonate tra Saccà e Berlusconi il leader dell'Italia dei Valori dichiara che l'allora aspirante capo del governo "mi sembra facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina". E su Berlusconi, aggiunge che "sta utilizzando tutto questo tempo per fare le leggi che servono a lui, per non essere processato, fosse neanche il padreterno". Il leader dell'Italia dei Valori ha parlato molto delle intercettazioni tra Berlusconi e Sacca' nel corso di una conferenza stampa a Campobasso. 'Il nostro compito e' quello di fare un'opposizione responsabile, che non ha gli occhi chiusi, che conoscendo chi c'e' dall'altra parte sa che se lo si lascia fare ci portera' a essere piu' sudditi e meno cittadini'. Ha aggiunto poi: "Le intercettazioni offrono uno spaccato di questa classe dirigente italiana che ci fa vergognare, e dicono anche che non si devono pubblicare le intercettazioni. Per un giochetto a Clinton gliene hanno fatte e dette di tutti i colori, qui se senti le intercettazioni telefoniche...". Furiose le repliche della maggioranza di governo.

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STRATEGIA DELLA FRETTA (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Berlu Saccà

Marcello Sorgi STRATEGIA DELLA FRETTA Silvio Berlusconi non ha avuto certo grande sensibilità politica nel volere a tutti i costi che il Consiglio dei ministri approvasse il disegno di legge sull'immunità per le quattro maggiori cariche dello Stato proprio ieri, all'indomani della pubblicazione delle nuove intercettazioni telefoniche sul caso Saccà-Rai in cui è coinvolto, e dopo due settimane di scontri e polemiche sulla giustizia, che rievocano il clima della legislatura 2001-2006 e la stagione delle "leggi ad personam". Anche senza cedimenti, di cui peraltro il presidente del consiglio non ha alcuna intenzione, un breve rinvio avrebbe significato un segno d'attenzione per l'accorto lavoro di mediazione che dal Quirinale il presidente della Repubblica sta svolgendo, con le frange più radicali della magistratura e con le anime più dialoganti dell'opposizione, per arrivare a conseguire, se non lo stesso, un risultato simile a quello che si propone il governo: ma senza rotture e conflitti istituzionali come quelli sfiorati tante volte negli ultimi giorni. Sbaglierebbe tuttavia chi pensasse che il premier si muova con tanta fretta perché teme di essere messo fuori gioco a sorpresa da un improvviso rovescio giudiziario nei processi che lo riguardano, o da un inizio di logoramento politico come quelli a cui prima o poi vanno soggette anche le maggioranze più granitiche. Al contrario il Cavaliere accelera, e chiude la porta a qualsiasi compromesso, perché è convinto che gli obiettivi che si è proposto siano ormai a portata di mano, e il conseguirli dipenda solo dalla sua determinazione. Berlusconi sa, in altre parole, che il suo programma è in larga parte quello che Prodi ha provato a realizzare senza riuscirci, e che i problemi che ha deciso di affrontare sono gli stessi che i governi, tutti i governi prima del suo, si sono trovati davanti, nei quindici anni di transizione in cui la Seconda Repubblica non è mai riuscita a decollare. A cominciare dall'immunità parlamentare, che già Amato provò a restaurare nel '93, prima di essere travolto dal rifiuto di Di Pietro e degli allora suoi colleghi magistrati di Tangentopoli, e che anche Flick, ministro di giustizia del primo governo Prodi del '96, tentò di riproporre, salvo a perderci il posto per l'opposizione del potente partito dei magistrati in Parlamento. Dopo di lui, fu Maccanico a fallire. Così che, con la lunga lista delle vittime che comincia da Conso e finisce con Mastella, il ruolo del Guardasigilli, quale che sia la persona chiamata a ricoprirlo, è diventato ormai quello di un morto che cammina. Uno schema del genere non cambia se si parla di sicurezza o di intercettazioni. Che una larga parte del decreto varato da Berlusconi e dal ministro Maroni come primo atto di governo corrisponda ai piani anticriminalità messi a punto (e rivelatisi impraticabili per i "no" della sinistra radicale) da Amato ministro dell'interno, è notorio. Ed è altrettanto acclarato che una limitazione nell'uso delle intercettazioni fosse già tra gli obiettivi dei Ds, colpiti ai massimi livelli, con Fassino e D'Alema, dall'inchiesta Fiorani-Consorte-Bnl. Se non fosse sufficiente, si consiglia la lettura degli ultimi verbali, per capire che accanto ai due maggiori protagonisti, Saccà e Berlusconi, delle novemila telefonate intercettate, ce ne sono tanti altri, da Rutelli a Bordon, a (di nuovo) Fassino per tramite dei suoi più stretti collaboratori, quanti basta per capire che la fiction-mania, e gli affari ad essa legati, interessavano un quadro politico da larghe intese. Allo stesso modo non sono una novità le ingerenze o i conflitti con il Consiglio superiore della magistratura: non a caso i procedimenti interni all'organo di autogoverno dei giudici contro magistrati come la Forleo o De Magistris sono avvenuti (e concluso, il primo, ieri, con l'assoluzione della gip) sotto il governo Prodi, annunciati o sollecitati da ispezioni e procedimenti disciplinari che era il ministro di giustizia ad innescare. Per non dire di quella volta, ma è storia ormai di molti anni fa, che Cossiga dal Quirinale dovette minacciare di mandare i carabinieri a Palazzo dei Marescialli, sede del Csm, per impedire che il Consiglio si riunisse con all'ordine del giorno la censura al governo. Per finire (o per continuare, visto che l'elenco è molto lungo) si potrebbe fare l'esempio dell'immondizia di Napoli. Se il governo riesce davvero a eliminare, o almeno a ridurre, i cumuli di rifiuti che da mesi marciscono sulle strade, i primi beneficiari, oltre ai cittadini partenopei, saranno il governatore Bassolino e il sindaco Iervolino, fin qui incapaci di superare l'emergenza, e accusati per questo dal centrosinistra di aver fatto perdere le elezioni al Pd. Questo è il punto. E qui sta la contraddizione in cui si trova il Pd: se l'opposizione, per fare il suo mestiere, deve opporsi anche a quel che Prodi e i suoi ministri volevano realizzare fino a qualche mese fa, diventa alto il rischio di far confusione e più ampi i margini del Cavaliere di guadagnare consensi. Berlusconi dunque accelera perché si sente in una posizione di vantaggio. Quando invece, davanti a una strada in discesa, avrebbe tutto l'interesse a percorrerla con prudenza. Evitando forzature, come quelle degli ultimi giorni, che paradossalmente rischiano di trasformarlo in ostacolo di sé stesso.

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