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DOSSIER “RAI-MEDIASET: miserabilia” |
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tARTICOLI DEL 25-29 giugno 2008
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Articoli
RAI MEDIASET (120)
Europei,
la maledizione dei ct da sacchi a zoff quanti guai - fabrizio bocca roma
( da "Repubblica,
La" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
si dimise
perché il presidente del consiglio Berlusconi lo aveva definito
"indegno" per il solo fatto di non aver fatto marcare Zidane a uomo.
L'Europeo in Inghilterra nel '96 non costò subito il posto a Sacchi, ma certo
spezzò il feeling con l'Italia. Il ct ne combinò una delle sue, stravolse la
squadra dopo aver vinto con la Russia e perse con la Repubblica Ceca,
"basta
discriminazioni voglio fare l'annunciatore" - silvia fumarola roma
( da "Repubblica,
La" del 25-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
sono stato
licenziato così ho avuto la brillante idea di chiamare Rai e Mediaset, ma si
sono messi a ridere. Ho studiato la Costituzione fino a tutte le leggi sul
servizio televisivo, la 223 all'articolo 11 dice che tutte le emittenti
pubbliche e private devono promuovere azioni per le pari opportunità". E
via con le carte bollate all'Authority, al suo fianco un avvocato,
Modifiche
al blocca-processi per discutere di immunità
( da "Unita,
L'" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
predisposta
dal presidente del Consiglio Berlusconi si stia lentamente dipanando per
metterlo al riparo sia dal processo milanese per corruzione giudiziaria che in
quello, probabile, napoletano per le telefonate intercorse con il dirigente Rai
Agostino Saccà. Dopo il muro contro muro delle scorse settimane, infatti,
l'aria ha iniziato a calmarsi e sono ricominciati gli "
Financial
Gaffes ( da "Unita, L'"
del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Comunque nel
resto del mondo il problema si pone per i reati commessi nell'esercizio delle
funzioni, non fuori (come le presunte tangenti a Mills e Saccà). Mai accaduto
che, a fare una legge di immunità, fosse colui che ne aveva bisogno. Si sarebbe
parlato di conflitto d'interessi e di uso privato del potere. Vero Mr.Caldwell?
Ora d'Aria.
Un
paese per vecchi, anche nel calcio
( da "Manifesto,
Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
italiano non
riesca a staccarsi dal cordone ombelicale di una tradizione che nessuno, salvo
- in parte - Sacchi, ha mai provato a recidere. È l'idea che anche in questo
settore, come in tutti gli altri, le giovani generazioni siano state soffocate
nella culla, lasciando tutto quanto in mano ai gerontocrati di sempre, a loro
volta incapaci di affidarsi ad altri che a gente anziana.
Mediaset
batte la Rai ( da "Opinione, L'"
del 25-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
Italia 1 e
Rete 4 fanno il boom di ascolti e vincono la serata Mediaset batte la Rai di
Guido Del Duca Nel primo giorno di pausa dall'inizio degli Europei, Canale 5
torna a prevalere nel prime time dopo 16 giorni in cui Rai Uno ha inanellato
altrettante vittorie grazie ai match della rassegna calcistica continentale.
Berlusconi:
"Giudici politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano:
"Basta con questi scontri"
( da "Quotidiano.net"
del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
che spero
torni al più presto a faccia pulizia 25/06/2008 14:57 vanni Sono vecchio: un
sacco d'anni fa si facevano film che denunciavano la corruzione della
magistratura, c'era soccorso rosso (avvocati che difendevano i "comunisti
perseguitati" dal potere giudiziario schierato con i "padroni" e
i "democristiani mafiosi"). Nessuno si stracciava le vesti.
Rai-mediaset
la guardia di finanza a viale mazzini - aldo fontanarosa a pagina 11
( da "Repubblica,
La" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
La Corte dei
Conti indaga sul "patto" tra concorrenti Rai-Mediaset la Guardia di
Finanza a viale Mazzini ALDO FONTANAROSA A PAGINA 11 SEGUE A PAGINA 11.
Sms
dal Cinema: Bondi vattene ( da "Unita, L'"
del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
sempre più
stretti tra duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e le grandi distribuzioni
americane, rimangano nella condizione di questuanti della politica". Alla
protesta si associa l'Anac, la storica associazione degli autori che sottolinea
anche "il forsennato spoil system che viene attuato in questi giorni nelle
istituzioni cinematografiche,
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-26 num: - pag: 3
categoria: A... ( da "Corriere della Sera"
del 26-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
indigna
riferendosi al caso Rai-Saccà, quando ricorda che "l'attività di un
premier non può dipendere da qualche intercettazione, magari pruriginosa, ma
senza alcuna rilevanza penale. è una vergogna, è necessario reagire".
Ghedini è il depositario dei segreti del Cavaliere, "quella storia delle
intercettazioni è una strana storia", commenta.
Nella
tenaglia Napoli-Milano il luglio bollente del Cavaliere
( da "Corriere
della Sera" del 26-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Saccà.
"Da Napoli potrebbe arrivargli un brutto regalo", sussurra
amareggiato Amedeo Laboccetta, deputato del Pdl che conosce persone e storie
del palazzo di giustizia partenopeo. Napoli e Milano. Come una tenaglia. Ecco
il motivo per cui il premier ha scatenato l'offensiva contro le toghe
"sovversive" e non accetta "transazioni"
Buio
in sala ( da "Manifesto, Il"
del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
i due unici
soggetti di riferimento produttivo sono Rai e Mediaset, ovvero campi da gioco
del presidente del consiglio. Paralizzati anche loro di fronte allo sciopero
delle forze creative che si sono viste sottratti i fondi destinati ai film per
coprire il buco provocato dall'abolizione della tassa-specchietto per allodole,
l'Ici.
Tende
che volano e tovaglie, stoviglie, bouquet, tutto immacolatissimo. Vestiti delle
ragazz ( da "Messaggero, Il"
del 26-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Un sacco di
soldi raccolti e un sacco di bianco, per Marco Mazzocchi, Sofia Bruscoli,
Claudia Peroni e mille altri tra cui Paolo Brosio, organizzatore della serata
che ha raccolto fondi per bambini. Ma la festa più glamour-candida del reame,
la più aristo-immacolata è stata quella che ha portato in Sicilia,
Mentana:
Matrix non va in vacanza ( da "Tempo, Il"
del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
intervenuto
in un programma Mediaset". Il politico più simpatico al suo pubblico?
"Piace molto Giulio Tremonti, è venuto a trovarci varie volte sempre con
risultati di grandi ascolti. La sorpresa però, è stata la presenza del ministro
della Funzione Pubblica e dell'Innovazione Renato Brunetta: il suo recente intervento
a "Matrix" ha ottenuto un successo superiore a qualsiasi
aspettativa"
ROMA
- Sembrava dovesse filare tutto abbastanza liscio per le tasche e le speranze
dell’ ( da "Messaggero, Il"
del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
sempre più
stretti tra duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e grandi distribuzioni
americane, rimangano nella condizione di questuanti della politica". Da
più parti si levano dure critiche alla cancellazione degli incentivi fiscali:
"L'esecutivo mantenga gli impegni presi" sottolinea Giovanna Melandri
del Pd alla quale fa eco la senatrice Vittoria Franco:
Rai-mediaset,
indaga la corte dei conti - aldo fontanarosa
( da "Repubblica,
La" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
Rai-Mediaset,
indaga la Corte dei Conti La Finanza chiede intercettazioni e documenti sui
rapporti tra dirigenti dei due network I magistrati sospettano un danno alla tv
di Stato. Vigilanza, è fumata nera ALDO FONTANAROSA ROMA - Quasi in cronaca
diretta, il direttore generale della Rai Claudio Cappon riporta i suoi
consiglieri di amministrazione al più fragoroso scandalo che abbia
Malumori
in an e lega ( da "Riformista, Il"
del 26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
ultima parola
sulle vicende di An) ha visto tre caselle del cda di Viale Mazzini occupate dai
forzisti si è messo di traverso. Risultato: tutto rinviato a settembre con
intima soddisfazione, tutto sommato, dello stesso premier, cui non sfugge che
una Rai congelata non può altro che favorire la concorrenza di Mediaset.
26/06/2008.
Via
il calcio avanti Miss ( da "Opinione, L'"
del 26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
emittente
Mediaset riesce a portare a casa il 10,65% di share, con un seguito di
2.141.000 telespettatori, prevalentemente donne (11,75% di share). Ultimo
appuntamento per "Mai dire martedì", il divertente show condotto dal
Mago Forest e dalla Gialappa's Band, che tra un siparietto comico ed un
servizio irriverente regalano ad Italia 1 una platea di 2.
Sfida
tra Rai e Mediaset: Matrix non va in vacanza
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
Mentana si
parla del caso Orlandi Sfida tra Rai e Mediaset: Matrix non va in vacanza
Televisione. Oggi nel programma di Enrico Mentana si parla del caso Orlandi
--> In controtendenza rispetto a una tv che assomiglia sempre più "alla
scuola elementare, per cui si va in vacanza agli inizi di giugno per tornare
sui banchi il primo ottobre", Enrico Mentana non chiude i battenti di
Matrix.
No
tax credit? No festival nazionali
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
sempre più stretti
tra duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e le grandi distribuzioni americane,
rimangano nella condizione di questuanti della politica". Anche Giovanna
Melandri (Pd) è intervenuta sull'emendamento della finanziaria: "Auspico
che il Governo non voglia, nei fatti, mortificare il Cinema italiano,
un'importante settore per la vita culturale ed economica del Paese.
Piacere,
signorino buonasera ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
gli uffici
personale di Rai e Mediaset mi hanno detto no, quando mi sono proposto. Mi
hanno spiegato che quel ruolo è riservato alle donne". Ma come mai ci
teneva tanto, a fare l'annunciatore? "L'avevo fatto per un anno e mezzo sul
canale satellitare EcoTv: poi, causa tagli al personale, la mia collaborazione
si è interrotta".
Nuove
intercettazioni Berlusconi-Sacca'
( da "Voce
d'Italia, La" del 26-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Politica Il
direttore delle fiction Rai ascoltava le raccomandazioni Nuove intercettazioni
Berlusconi-Sacca' Pressioni anche su Willer Bordon Napoli, 26 giu. - Nuove
intercettazioni saranno messe in luce domani dal settimanale l'Espresso sui rapporti
tra l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi e il direttore delle
fiction Rai Agostino Saccà.
Berlusconie
Saccà,nuovetelefonate ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Truffatoil
Comunedi Milano ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Pubblicate
altre telefonate tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, all'epoca alto
dirigente Rai: intrighi per reclutare senatori e abbattere il governo Prodi, ma
anche raccomandazioni per attrici e showgirl da far lavorare in televisione.
bocconetti >> 2 27/06/2008 Genova. "Io c'ero quando si svolsero le
gare segnate da irregolarità".
Berlusconi-Saccà,manovre
al telefono ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
questi ultimi
si rivolgono a Saccà soltanto per raccomandazioni o sollecitare investimenti su
loro progetti di fiction. Il rapporto con l'allora capo dell'opposizione è
diverso: Berlusconi, attraverso Saccà, utilizzando anche Giancarlo Innocenzi
(già ex sottosegretario alle Comunicazioni del governo di centrodestra del
2001, e, ora membro dell'Autorità garante delle Comunicazioni)
Il
Tex Willer che ha cambiato otto partiti in 30 anni
( da "Unita,
L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
di settimane
dopo lo scoppio del caso intercettazioni tra Berlusconi e Saccà su presunte
raccomandazioni di attrici per le fiction Rai. La battaglia di Bordon per la
difesa di "Incantesimo" dal rischio chiusura era stata collegata ad
un contatto tra la moglie, l'attrice Rosa Ferraiolo e la produzione: le era
stata proposta una parte in Incantesimo, che l'attrice aveva rifiutato.
Se
al telefono si piazzano ragazze e fiction
( da "Unita,
L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Berlusconi,
Saccà le veline offerte in regalo o raccomandate. Il povero Emilio Fede fa
finta di scandalizzarsi, difende il suo padrone e insiste: "Sono fatti
privati, ah...". Strana idea: il Caimano Raccomandatore (e gli altri) che
parla con Saccà, un dirigente della Rai (ente di proprietà statale) per
piazzare belle ragazze come letterine,
Il
politico che governa Mediaset e Rai, e vuol comprare parlamentari
( da "Unita,
L'" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Il "politico" che governa Mediaset e Rai,
e vuol comprare parlamentari "Agostino, ti contraccambierò quando sarai
imprenditore", così il Cavaliere ringrazia Saccà. Impegnato nel convincere
senatori di centrosinistra a passare nel centrodestra, l'"operazione
libertaggio" Silvio Berlusconi.
Ecco
perché Berlusconi vuole abolire le intercettazioni
( da "Unita,
L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
edizione del
Ecco perché Berlusconi vuole abolire le intercettazioni Attrici da sistemare,
senatori da convincere a dare la "spallata" a Prodi e affari tv.
Corre lungo il telefono lo speciale rapporto fra Berlusconi , il direttore di
Rai Fiction (poi sospeso) Saccà e altri personaggi tra cui un membro
dell'Autorità delle Comunicazioni.
Le
raccomandazioni di Silvio a Saccà Altre intercettazioni. Il coinvolgimento
anche di un membro dell'Authority tlc, Giancarlo Innocenzi
( da "Unita,
L'" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
e lo ripaga
chiedendo a Piersilvio e a Alessandro Salem, direttore generale Mediaset di
"riequilibrare" le produzioni di fiction. Innocenzi si attiva. La
raccomandazione è un antico vizio Rai, L'Espresso le mette in ordine: Giuliano
Urbani, consigliere Rai, chiama Saccà per sostenere le fiction della casa di
produzione di Ida Di Bendetto;
Il
10 luglio la Cassazione decide sulla ricusazione
( da "Unita,
L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
di Rai
Fiction Agostino Saccà. Ma sul processo Mills pende l'istanza di ricusazione
avanzata dai legali di Berlusconi nei confronti del presidente della decima
sezione del Tribunale di Milano Nicoletta Gandus. Ricusazione a cui il
sostituto procuratore del capoluogo lombardo ha già dato parere negativo:
spetta ora alla Corte di Cassazione esprimersi (
Nuove
intercettazioni, è scontro ( da "Repubblica, La"
del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
Coinvolto
anche un membro dell'Agcom Nuove intercettazioni, è scontro Rai-Mediaset, ecco
le telefonate di Berlusconi su politici e attrici ROMA - L'Espresso rende note
nuove intercettazioni fra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, da cui risulta
l'intreccio di interessi fra Rai e Mediaset. E la polemica torna a infiammarsi.
De
angelis: "nessuna raccomandazione e poi sui cast decidevano tutto
loro" ( da "Repubblica, La"
del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
Il produttore
televisivo Guido De Angelis ("Elisa di Rivombrosa" per Mediaset e
"Incantesimo" per la Rai), è anche un cantautore e compositore di
successo (con il fratello ha composto molte colonne sonore, tra cui quella di
Sandokan), può vantare una buona amicizia con Silvio Berlusconi, complice anche
la comune passione per la musica.
Berlusconi
intercettato, è bufera pdl: "in azione il partito della crisi" -
gianluca luzi ( da "Repubblica, La"
del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
Rai, Mediaset
e il Senato L'inchiesta Pubblicate sull'Espresso nuove registrazioni. Ghedini
annuncia una querela L'Associazione magistrati: diffusione deprecabile GIANLUCA
LUZI ROMA - E' altissima la tensione tra il Pdl e la magistratura e fra la
maggioranza e l'opposizione alla vigilia del consiglio dei ministri che
stamattina darà via libera al Lodo sulla sospensione dei processi
"è
un vero ricatto, ci voleva un decreto" ma il cavaliere teme che le toghe
non si fermino - francesco bei ( da "Repubblica, La"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Semmai la
vicenda delle telefonate con Saccà ha confermato il Cavaliere nell'idea che,
riguardo al provvedimento blocca intercettazioni, occorresse procedere con un
decreto d'urgenza e non con un disegno di legge, "perché sarebbe stato
l'unico modo per evitare questo stillicidio, questa barbarie, che io avevo
ampiamente previsto".
Il
luglio del cavaliere - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
Nella Rai,
impresa concorrente, e nell'Autorità di controllo sulle comunicazioni, dove
sistema un famiglio che lo chiama "il Gran Capo" Nelle conversazioni,
pubblicate ora da l'Espresso, Berlusconi ? manco fosse ancora a Palazzo Chigi e
in Mediaset ?
Se
telefonando nel pieno della tempesta su processi e csm, finiscono sui giornali
gli atti dell'inchiesta di Napoli
( da "Riformista,
Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
BUGIE E
AUDIOTAPE Nuove intercettazioni Rai si abbattono su Berlusconi. Saccà: ci
provavano, ma io ero incorruttibile Nuova bufera sulle intercettazioni:
stavolta quelle dell'inchiesta su Rai e Mediaset di Napoli, in cui i
protagonisti sono Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, al centro di un presunto
intrigo fatto di attrici raccomandate e manovre per far cadere il governo Prodi
l'
Intercettazioni
Nuove rivelazioni dell'Espresso sull'inchiesta di Napoli: Rai, Mediaset,
raccomandazioni ( da "Riformista, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
oltre alla
presunta collusione tra Rai e Mediaset, la parte più rilevante riguarda
"il gioco grosso", come lo definisce al telefono Saccà: quello che
doveva riportare Berlusconi a Palazzo Chigi, grazie alla spallata contro Romano
Prodi di un manipolo di senatori transfughi del centrosinistra, con un uomo
chiave finora rimasto nell'ombra,
Tex
<Mia moglie esce come un'eroina in questa vicenda. le intercettazioni sono
necessarie> ( da "Riformista, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
Espresso
sulle trame Rai-Mediaset. A leggere i verbali, Giancarlo Innocenzi, ex
sottosegretario forzista in forza all'Agcom, lo avrebbe tampinato per conto di
Berlusconi per portarlo a votare contro il governo Prodi. Un aiuto alla
spallata in cambio di un contratto di lavoro per la moglie di Bordon, l'attrice
Rosa Ferrariolo.
Reazioni
si torna a parlare di riforma delle indagini telefoniche
( da "Riformista,
Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
dimentica le
polemiche scoppiate quando avvenne la pubblicazione della ormai famosa
telefonata tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Si era quasi alla vigilia di
Natale del 2007. Anche allora al centro del caso ci fu l'Espresso . Sui
giornali, anche allora, si scriveva di dialogo tra Veltroni e Berlusconi. E ci
fu chi interpretò l'uscita di quelle intercettazioni come un segnale.
Conversazione
Lo sfogo di Agostino Saccà dopo aver letto l'articolo
( da "Riformista,
Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
sospetto di
finto duopolio televisivo che viene fuori dalla lettura delle intercettazioni:
"Io ho fatto della Rai un'azienda cazzuta, che a Mediaset ha spaccato il
c..o. Da gennaio a oggi nelle prime dieci fiction più viste nove sono nostre e
una sola di Mediaset. La stessa cosa nel 2007: ma non su dieci, stavolta la
concorrenza compariva una sola volta su venticinque produzioni.
Segue
dalla prima il leader dell'italia dei valori: <berlusconi ha una mente
luciferina> ( da "Riformista, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Che ne pensa
delle intercettazioni con Saccà pubblicate dall'Espresso? "Si capisce che
Berlusconi vuole il controllo totale dell'informazione e che si comporta da
padrone anche con il servizio pubblico". Con Veltroni siete alleati, ma le
vostre posizioni sono assai distanti. Basta ascoltarla.
Il
settimanale Espresso pubblica oggi nuove
( da "Tempo,
Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
nuove
intercettazioni relative ai rapporti tra il Premier Berlusconi, allora capo
dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà. Risalgono al
2007 e fanno parte delle 9 mila telefonate depositate nell'inchiesta napoletana
per corruzione contro il Cavaliere e lo stesso Saccà. L'onorevole Ghedini,
legale di Berlusconi, ha annunciato che sarà presentata una denuncia.
Berlusconi-Saccà,
diffuse nuove intercettazioni ( da "Messaggero, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
ROMA
- Ci sono novemila telefonate private. Intercettate con i soldi dell'Erario e
tras ( da "Messaggero, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
Saccà replica
che il nuovo materiale arrivato da Napoli di cui parla il Dg della Rai,
"non ha rilevanza penale e disciplinare". Intanto, sulle altre
intercettazioni che risalgono al 2005 relative al presunto patto Rai-Mediaset,
indaga la Corte dei Conti, come conferma Cappon che ne ha parlato anche durante
il consiglio di amministrazione di due giorni fa.
Ministro,
la legislatura èiniziata da poco, cosa si augura
( da "Tempo,
Il" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Le assicuro
che esistono sacche di disperazione enormi. Famiglie di quattro-cinque persone
che vivono in
Berlusconi,
Saccà e la Rai Le nuove intercettazioni
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
ex dirigente
Mediaset. I due (soprannominati Inox e Tex Willer) si muovono per trovare un
lavoro alla moglie di Bordon ma il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce frena
per questione di costi. Così nelle telefonate successive si sentono gli insulti
a Del Noce e anche una certa apprensione di Saccà: perché "quello potrebbe
capire che c'
<Raccomandato
da Letta, fantastico> ( da "Corriere della Sera"
del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
sì ma di
striscio quest'anno a una festa natalizia di Mediaset, Buon Natale e via"
e che non gli ha mai chiesto niente. E se fosse stata, metti caso, mamma
Simona? "Boh, tutto può essere, che ne so di quello che succede a casa
sua". Arrabbiato? "Mah, da una parte la capirei. Dall'altra... Che
poi che fai, ti ci incavoli?
<Silvio,
che bello il tuo disco> <La Manna e la Troise vanno aiutate>
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
presidente,
quando io parlo di lei, dico: ma a Berlusconi non gliene frega, l'importante è
che i gatti pigliano i topi...". Poi Berlusconi e Saccà parlano
dell'attrice Antonella Troise. "La Troise diventa pericolosa" .
Silvio Berlusconi (B.) e Agostino Saccà (S.) parlano dell'attrice Antonella
Troise.
Anticipazioni
( da "Manifesto,
Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
INTERCETTAZIONI
| PAGINA 5 Berlusconi-Saccà, nell'intrigo della spallata un membro
dell'Autority SCHEDATURE ROM | PAGINA 4 Il Garante della privacy: rischio
discriminazioni Maroni: andiamo avanti SALVA-PREMIER | PAGINA 5 Il primo no del
Csm Pdl, attacco a Mancino.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2
categoria: A... ( da "Corriere della Sera"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2
categoria: ALTRI OGGETTI \\ Saccà: "Fabiani? Uscito dalla Rai ha venduto
l'Alfa Romeo". E Berlusconi: "Comunque mi sembra uno capace".
#
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Il 27 giugno
2007 Saccà incontra Berlusconi e sponsorizza la nomina di Minoli a direttore
generale al posto di Cappon. Poi chiama Minoli e gli riferisce tutto. Il 24
luglio Saccà torna sull'argomento con Minoli e gli spiega che ne ha riparlato
con Berlusconi. Minoli dice che bisogna forzare su Urbani e Saccà conferma che
Urbani ha un margine molto forte sul presidente.
L'indagine
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2
categoria: BREVI L'indagine La procura di Napoli La procura di Napoli ha
chiesto il rinvio a giudizio per Agostino Saccà: avrebbe favorito alcune
attrici segnalate da Berlusconi in cambio della promessa di un sostegno alle sue
attività private.
<Pericolosa>
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 5
categoria: BREVI "Pericolosa" Nella foto grande Antonella Troise.
Nelle intercettazioni tra Berlusconi e Saccà pubblicate dall'Espresso, il
Cavaliere dice di lei: "Si è messa in testa che io la odio. Sta diventando
pericolosa".
La
<pazza pericolosa>, la frustrata e i ruoli di serie B
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
si apprende
dalle telefonate segrete tra il Cavaliere e Saccà) che qualcuno (il premier) la
odi e le voglia bloccare l'ascesa artistica. Inducendola forse a qualche
chiacchiera di troppo (Berlusconi a Saccà: "è andata a dire delle cose
pazzesche in giro"). Intanto ha girato con Ricky Tognazzi la fiction
"I segreti dell'isola di Korè" (11 luglio prima al cinema Adriano),
Il
Pdl insorge: vogliono sovvertire il voto
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
telefonate
con Saccà. Insomma "la gente capirà che allora non è Berlusconi a lottare
contro dei mulini a vento e capirà anche che chi tocca certi fili muore...
Subisce prima avvertimenti e poi processi. Ma poi a governare è il governo, non
i magistrati". Parole insomma durissime, confidate ai suoi assieme a un
duro sfogo anche contro il Financial Times che è tornato ad attaccarlo,
Il
premier: vergogna Questo è un regime ma io non mollerò
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
La diffusione
dei colloqui tra Berlusconi e il dirigente della Rai Saccà - che fanno parte
dell'inchiesta aperta dalla procura di Napoli - ha alimentato ieri lo scontro
sulla giustizia, ostruendo le ultime vie di mediazione, allargando il fossato
tra maggioranza e opposizione.
Lo
sfogo di Saccà: è una farsa Sulle attrici ho detto no a tutti
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Veniamo alle
intercettazioni, Saccà. Perché per Berlusconi la signorina Antonella Troise era
diventata "pericolosa"? "Veramente non saprei... Però so che la
Troise non ha lavorato in Rai. Questo è il punto, questo è il punto! Ho sempre
applicato regole rigorosissime. Un provino non va bene?
Il
Cavaliere, il commisario e la hot line di Saccà
( da "Manifesto,
Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
Il dg Rai
conferma poi che la Corte dei conti ha chiesto alla Rai una documentazione su
un altro caso, quello delle telefonate sui palinsesti tra dirigenti Rai e
Mediaset che ha portato all'uscita dall'azienda di Deborah Bergamini, attuale
deputata del Pdl.
La
torta Rai-Mediaset ( da "Manifesto, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
COMMENTO La
torta Rai-Mediaset Norma Rangeri O si tratta di una sceneggiatura scritta da
una penna sopraffina, o siamo di fronte a una nauseante pagina di spazzatura
politica. Le carte della procura di Napoli sugli affari Rai-Mediaset,
confermano che un membro dell'Autorità di garanzia per le comunicazioni, organo
di controllo della tv italiana,
Tripoli
oh cara ( da "Manifesto, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
sacchi di
yuta per gli annegati. Tutte bufale. Nonostante il delicato momento, Berlusconi
corre a Tripoli perché c'è la quotidiana fuga di migranti disperati dalla costa
libica. Il nome del porto di Zuwarah è quello più tragico. La Libia, pur
disponibile a gestire "centri d'accoglienza", ricorda che ha tremila
chilometri di confine con l'
Il
maneggione romano ( da "Manifesto, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Abbiamo
eliminato per esempio il personaggio del maneggione romano che promette di scritturare
le ragazze", disse il regista. Che a pensarci bene è un po' come fare un
film di fantascienza senza marziani, un western senza indiani, o una fiction
senza le telefonate tra Berlusconi e Saccà. Poi dice la crisi del cinema
italiano.
Il
tramonto del Festivalbar: a rischio anche la serata finale
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
trasmesso
dalla Rai dal 1968 al 1982, poi passato a Mediaset, il Festivalbar ha fatto
ballare tantissime piazze italiane, colonna sonora dell'estate di diverse
generazioni con i suoi tormentoni: da "Credi a me" con cui Bobby Solo
vinse la prima edizione a "Parlami d'amore" dei Negramaro l'anno
scorso.
Anni
d'oro da Bosé ai Righeira. Linus: piazze da sogno
( da "Corriere
della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
è un peccato
che Mediaset non sappia o non voglia tenerlo in vita. Anche se è nato in Rai,
il Festivalbar è un marchio storico di Italia 1". Linus, la voce glam di
Radio Deejay, sa di cosa parla. La colonna sonora degli anni '
Intercettazioni:
la vita infernale di Saccà ( da "Liberazione"
del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
Che
Berlusconi aveva ancora "qualche" interesse a gestire Mediaset?
Interessante. Che c'era un losco traffico di attricette desiderose di diventare
dive? Facile da supporre. La faccenda veramente drammatica è che il telefono di
Saccà trillava in ogni momento e non sapeva mai chi poteva esserci alla
cornetta.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
scorso aveva
fatto scandalo per i contenuti delle conversazioni fra il direttore di Rai
Fiction Agostino Saccà e l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi. Il
punto di partenza resta lo stesso, l'ipotesi di corruzione per tutti e due.
Polemiche. Esteri Il nucleare nordcoreano Il regime della Corea del Nord ha
ceduto e consegna ai cinesi i dettagli del suo programma nucleare.
Mentana:
Matrix non va in vacanza, la politica si racconta sotto il solleone
( da "Tempo,
Il" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
intervenuto
in un programma Mediaset". Il politico più simpatico al suo pubblico?
"Piace molto Giulio Tremonti, è venuto a trovarci varie volte sempre con
risultati di grandi ascolti. La sorpresa però, è stata la presenza del ministro
della Funzione Pubblica e dell'Innovazione Renato Brunetta: il suo recente
intervento a "Matrix" ha ottenuto un successo superiore a qualsiasi
aspettativa"
Berlusconi
è sempre nel mirino Ecco altre intercettazioni-gossip
( da "Giornale.it,
Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
aver chiesto
a Berlusconi di potergli far avere (a De Angelis) contratti fiction per 30
milioni di euro: ma con Mediaset, non con la Rai. Le carte spiegano che
Berlusconi avrebbe amichevolmente incontrato De Angelis sino a portarlo a
pranzo col vicepresidente di Mediaset, suo figlio Pier Silvio, e col direttore
generale Alessandro Salem: così da favorirlo.
"un
ruolo alla troise, sennò fa pazzie" il pressing di berlusconi su saccà
( da "Repubblica,
La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
Ti dico che
Alessandro Salem (dirigente di Mediaset-ndr) sa già tutto quanto. In più tieni
presente che non è niente di così esagerato. Perché c'ha già "Elisa"
che da sola ne vale 16. Si tratta di mettere insieme un paio di altre robe.
"Tu sai che lui è un amico, è una persona per bene".
"perché
google ci fa diventare un po' più stupidi" - qual è la vostra inflazione
personale? ( da "Repubblica, La"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
R2 Reportage
Internet Repubblica Tv Il video A Lampedusa la porta della solidarietà Torna
Baccini e fa il partigiano in un film Lostmania i naufraghi di successo
"Perché Google ci fa diventare un po' più stupidi" Le telefonate
Berlusconi-Saccà lo speciale QUAL è LA VOSTRA INFLAZIONE PERSONALE?.
Approvato
il 'Lodo Schifani bis' Sospesi i processi per le alte cariche
( da "Quotidiano.net"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Berlusconi-Saccà:"Agostino,
fai lavorare queste ragazze. Dopo saprò come contraccambiare"ASCOLTA
L'AUDIO DA L'ESPRESSOGiusto pubblicare le intercettazioni? - Giusto eliminare
le intercettazioni? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta
Riscrivi il codice che compare qui sopra:
Raccomandazioni
in Rai: riesplode la polemica ( da "Voce d'Italia, La"
del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
pubblica
nuove intercettazioni Berlusconi-Sacca' Raccomandazioni in Rai: riesplode la
polemica Diversi esponenti politici avrebbero fatto pressione sui vertici Rai
per garantire trattamenti di favore ai propri protetti Roma, 27 giu. -
Riesplode la polemica sulle intercettazioni telefoniche avvenute nel 2007 tra
Silvio Berlusconi e alcuni responsabili dei vertici della Rai.
Pd-Idv,
il duello continua. Rai nuovo fronte di scontro
( da "Campanile,
Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
Intanto,
sempre sulla Rai, si abbatte l'indagine della Corte dei Conti sui contatti
sospetti fra dirigenti Rai e Mediaset (quelle delle intercettazioni del 2005).
I magistrati contabili sospettano un danno alle casse della tv di Stato.
(27-06-2008).
Giustizia,
è l'ora della saggezza ( da "Campanile, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
anche se
fonti ministeriali sostengono che probabilmente sarà esaminato fuori sacco. Una
su tutte, la dichiarazione del ministro per l'Attuazione del programma, Elio
Vito, al termine della conferenza dei capigruppo della Camera: "Il ddl per
la sospensione dei processi per le più alte cariche sarà domani (oggi, ndr)
all'Odg dei Cdm".
E
così ripiombiamo nei miasmi da Sud America
( da "Opinione,
L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Agostino
Saccà, le voci insistenti su un rinvio a giudizio del Presidente del Consiglio
Berlusconi nell'ambito dello stesso procedimento giudiziario e la ripresa
dell'attività poliziesca, anche nel linguaggio, da parte del deputato del
centro sinistra Antonio Di Pietro, capo del movimento familiar-familistico
chiamato Italia dei Valori (
L'ossessione
delle gonne ( da "Opinione, L'"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Procura di
Napoli sul caso Saccà-Berlusconi. La prima è rilevare che non può essere
affatto casuale che queste nuove badilate di cacca giudiziaria tornino a cadere
sulla testa di Berlusconi nel bel mezzo del suo furibondo scontro con i
magistrati politicizzati. E quindi sottolineare come il Cavaliere non abbia
tutti i torti quando denuncia la persecuzione giudiziaria ai suoi anni.
Silvio,
i giudici e le intercettazioni Benvenuti nella Repubblica delle Fiction
( da "Opinione,
L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
di una parte
della giustizia italiana nei confronti di Berlusconi. Le nuove intercettazioni,
ancora su alcune telefonate tra il Cavaliere ed Agostino Saccà, sono lì a
testimoniare. Come sono lì a testimoniare che taluni editori, e di conseguenza
alcune testate, sono proprio ossessionate dal Cav. Non è un caso che sia
l'Espresso a pubblicare le ultime telefonate "incriminate"
Intervista
a Miriam Pisani/Iris: nicchia economica su Dtt
( da "Opinione,
L'" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
è la prima
donna direttore di rete di Mediaset. Unica donna. Difficile lavorare in un
universo maschile? A livello di lavoro non ho mai avvertito una significativa
differenza nei rapporti. O, per lo meno, non percepisco questa divisione tra
manager (uomini) e operative (donne). Certo devi impegnarti, importi e magari
devi insistere un po'.
Berlusconi
e Saccà, nuove telefonate ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Pubblicate
altre telefonate tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, all'epoca alto
dirigente Rai: intrighi per reclutare senatori e abbattere il governo Prodi, ma
anche raccomandazioni per attrici e showgirl da far lavorare in televisione.
Bocconetti >> 2 27/06/2008.
Intercettazioni,
Ghedini: "Faremo denuncia"
( da "Giornale.it,
Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
relative ad
alcune conversazioni tra il premier Silvio Berlusconi, allora capo
dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà. Il settimanale
pone l'accento sui rapporti tra Berlusconi e un componente dell'Autorità delle
Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, e alcune presunte pressioni su "Tex
Willer" (soprannome del senatore Willer Bordon),
Intercettazioni
Berlusconi-Sacca': 'Quella parte li', per una Troise non andava bene?'
( da "Voce
d'Italia, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Politica
Intercettazioni Berlusconi-Sacca': "Quella parte li', per una Troise non
andava bene?" Telefonata del 30.10.07 ore
Intercettazione
Berlusconi-Sacca': 'Sto lavorando per far cadere il governo e conto di
riuscirci' ( da "Voce d'Italia, La"
del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
18 da Silvio
Berlusconi ad Agostino Saccà A.: Agostino Saccà; S.: segretaria Saccà; P.:
presidente Berlusconi A. : Chi è?... Pronto? S. : Direttore Saccà, buonasera,
la segreteria del presidente Berlusconi. A. : Ah sì, grazie. S. : Glielo posso
passare? A. : Certamente. S. : Grazie.
Berlusconi
intercettato, nuova puntata ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Espresso La
trascrizione su un settimanale di alcune conversazioni fra Berlusconi e Saccà scatenano
la polemica fra maggioranza e opposizione. ROMA Nuova rovente polemica sulle
intercettazioni. Il caso è nato in seguito alla pubblicazione, da parte de
L'Espresso , di nuove telefonate tra Silvio Berlusconi all'allora capo di Rai
Fiction Agostino Saccà.
LA
MOGLIE ATTRICE DI BORDON PER LA SPALLATA A PRODI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
ex
sottosegretario alle Comunicazioni nel governo Berlusconi, ex dirigente
Mediaset, poi membro dell'Autorità delle Comunicazioni. Nell'agosto del 2007,
Innocenzi lavora ai fianchi il senatore del centrosinistra Willer Bordon (a sua
volta intercettato durante un colloquio con Saccà per difendere la fiction di
De Angelis "Incantesimo" a rischio chiusura).
TELEFONATE
BERLUSCONI-SACCà CONDANNA ANCHE DALL'ANM
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
I NODI DELLA
POLITICA Telefonate Berlusconi-Saccà condanna anche dall'Anm Gli stralci
rivelano le pressioni del Cav per un'attrice napoletana Un componente
dell'Authority tlc coinvolto per far cadere il Prof ALMERICO DI MEGLIO Ancora
intercettazioni - agli atti di un'inchiesta della Procura di Napoli - pubblicate
dai giornali.
Giustizia,
guerra a colpi di telefono ( da "Stampa, La"
del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Espresso di
altre telefonate di politici tra cui Silvio Berlusconi e l'allora capo di Rai
Fiction Agostino Saccà, molte delle quali di raccomandazione. Durissime le
reazioni dei deputati della maggioranza, che fanno quadrato: "È la
conferma che Berlusconi ha avuto ragione con le sue denunce", commenta a
caldo Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera.
Dialoghi
Berlusconi-Saccà,la "stretta" sarà legge in settembre
( da "Secolo
XIX, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
ex direttore
di Rai Fiction Agostino Saccà, gli esponenti del centrodestra sono i primi a
ribadire che, anche con il disegno di legge in vigore, i verbali sarebbero
stati pubblicati. Il provvedimento arriverà all'esame del Parlamento a
settembre, con la ripresa dei lavori, perché ora per governo e Pdl le priorità
sono altre: decreto sicurezza e "lodo Schifani bis"
Sul
teleschermo einstein incontra terminator e i cesaroni - silvia fumarola
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
Grazie alla
collaborazione con Rai, Mediaset, Sky e le major internazionali, che nonostante
lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood ci hanno aiutato a organizzare,
abbiamo costruito un ricco programma". Un festival, come lo definisce il
direttore, "nazionalpopolare", per tutti i gusti.
Nani,
telefoni e ballerine ( da "Unita, L'"
del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
In pratica:
visto che le hanno messe on line le telefonate di Saccà con Berlusconi, e poi con
i produttori, con le attrici e con i consiglieri di amministrazione, tanto vale
sentirle, come un tempo si leggeva un romanzo di Arbasino e si sfogliava una
rivista di gossip. Con un certo imbarazzo, va detto.segue a pagina 4.
Veltroni:
i problemi del Paese messi in un angolo Ma il premier tira dritto: La gente è
con me, se pensano di fermarmi sbagliano
( da "Unita,
L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Berlusconi se
fosse condannato non sarebbe giuridicamente costretto a dimettersi",
spiega garbatamente Alfano. Il ministro conferma però l'intenzione di dare una
stretta sulle intercettazioni. Il secondo round del Silvio-Saccà, uscito ieri
su L'Espresso, ha fatto crescere la rabbia di Berlusconi, intenzionato a girare
ancora di piu'
Il
potere al telefono per l'ultima divetta Il circo Barnum della gnocca
( da "Unita,
L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
La Moratti,
Berlusconi, Minoli che ci prova a fare il direttore generale della Rai, Urbani
con la sua Di Benedetto. Chiacchiere, chiacchiere, un po' di gnocca, la solita
gnocca, di un paese così. Dove Saccà dirige il traffico. E tutti vorrebbero
stare in quel posto là.
Ora
nessuno lo può giudicare Varato il Lodo Alfano sull'immunità alle alte cariche
dello Stato. Berlusconi protetto a vita
( da "Unita,
L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
di Rai
Fiction Agostino Saccà per arrivare alla caduta del governo Prodi. Ecco perché
tanta fretta in questo sprint di giugno. Ecco il perché dell'innalzamento dei
toni e dell'escalation di accuse contro la magistratura per rinsaldare le fila
del proprio elettorato e far accettare le nuove leggi ad personam contro
"il golpe giudiziario" delle procure.
Non
si smonta così la credibilità ( da "Unita, L'"
del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
ha avuto
parti in fiction prodotte nel 2007 e nel 2008 dalla Rai e da Mediaset. A questo
punto anch'io sarò costretto a querelare, anche se preferirei di gran lunga, se
non altro per i tempi infiniti di un procedimento giudiziario, una sorta di
gran giurì che stabilisse, di fronte a fatti così facilmente acquisibili, chi
ha ragione e chi ha torto.
Che
bella festa se si mettono insieme fiction e cinema
( da "Unita,
L'" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
e una per
Mediaset (Anna e i cinque di Monica Vullo). Al Multisala Adriano, invece, si
terranno le anteprime internazionali: tra le altre, The Tudors di Jeremy
Podesna e Medium di Aaron Lipstadt e David Acquette. Ci sarà anche una sezione
"Lavori in corso", dedicata alle anticipazioni: da Puccini di Giorgio
Capitani a Chirurgia d'
Intercettazioni
la mortificazione di Fede ( da "Unita, L'"
del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Falso, non
sono state intercettate persone non indagate, ma solo i telefoni di Saccà, su
ordine della magistratura per un'indagine per corruzione, quindi tutto
legittimo. La stampa fa solo il suo mestiere (finché potrà), le pubblica e
scoperchia un sottobosco schifoso.
Quelle
richieste al cavaliere per entrare in paradiso - (segue dalla prima pagina)
natalia aspesi ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
non solo in
quelle Mediaset di cui Berlusconi è direttamente padrone, ma anche in quelle
della cosiddetta concorrenza, attraverso i premurosi servigi del povero
Agostino Saccà, allora direttore di Rai Fiction. Ognuna di queste questuanti,
come tante altre raccomandate da centinaia di altri potenti, non avevano, non
hanno,
"chi
si scandalizza mi fa ridere l'italia è corrotta, lo sanno tutti" - silvia
fumarola ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Hanno tirato
in ballo Berlusconi e Saccà, ma parliamo di tutti. Berlusconi è quello
demonizzato - non sono dalla parte di qualcuno, si figuri, non sono neanche di
centrodestra - però cose come queste sono sempre successe, è un paese corrotto.
Nel '94 recitavo nell'"Agamennone" di De Simone a Siracusa, avevo un
film a Cannes.
Rete4,
la ue chiede chiarimenti - alberto d'argenio
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
misure per
evitare che il duopolio Rai-Mediaset si trascini nella tv digitale (destinata a
sostituire quella analogica dal 2012), i provvedimenti per mettere fine allo
stato di illegalità della legge Gasparri e, soprattutto, sul futuro di Rete4,
emittente che secondo una recente sentenza della Corte di giustizia Ue dovrebbe
andare sul satellite per lasciare le frequenze ad Europa7.
E
saccà spiegò i conti rai a berlusconi
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
Se si vende
una rete della Rai, Rai 1 o Rai 2, è chiaro che esplode il sistema. Mediaset
non resta così com'è. Cambia tutto. Entrano in campo altri competitor.
Certamente il cambiamento ci sarà, è inevitabile. Ma una cosa è governare i
tempi, un'altra è se ti prendono di sorpresa.
La
Troise e le altre nella fiction di Tognazzi
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
ruoli nella
produzione Mediaset La Troise e le altre nella fiction di Tognazzi ROMA - La
polizia, in effetti, è già sul posto. L'ispettore Maria da sola non ce la fa e
da Roma è arrivato addirittura il commissario Vasco insieme ai suoi uomini.
Tutti al lavoro per svelare I segreti dell'isola di Korè, che a questo punto
rischia di passare alla storia come la fiction dei raccomandati.
<Si
parlava dell'addio di Cappon Ma poi sono stato io la vittima>
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
In questo
quadro i manager Rai fanno miracoli ad affrontare la competizione con Mediaset.
E Saccà, che ha vinto sempre contro la fiction della concorrenza, appare un
eroe. Ecco perché i dirigenti dell'azienda si sono ribellati per i sette mesi
di sospensione di Agostino.
Il
premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta
( da "Manifesto,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
INTERCETTAZIONI
SACCÀ Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta "Una vergogna
da fermare a tutti i costi". Silvio Berlusconi non si riferiva al
contenuto delle sue telefonate con l'ex direttore di Rai Fiction Agostino
Saccà, ma al fatto che quelle telefonate oggetto di un'inchiesta che lo
coinvolge siano state pubblicate dal settimanale "
Veltroni:
no alle intercettazioni sui giornali
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
troppe leggi
cruciali sono già all'esame, e la precedenza, di questo è convinto Berlusconi,
deve andare al lodo per le immunità, dunque non se ne riparlerà prima della
ripresa autunnale. E però, si commenta ancora la pubblicazione delle
intercettazioni tra il premier e Saccà e molti altri personaggi politici e
dirigenti Rai.
Curzi
<pentito>: abbiamo sbagliato a sospenderlo
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
C'è però
Saccà che parla bene di Minoli a Silvio Berlusconi e tenta di farlo nominare
direttore generale al posto di Claudio Cappon. "Anch'io penso che Minoli
sia bravissimo. Quando venne mandato via Flavio Cattaneo, il mio candidato alla
sua successione era proprio lui.
<Aiuta
Ida o saranno guai> <I capi? Due mezze calzette>
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
E se si vende
una rete della Rai è chiaro che esplode il sistema, cambia il sistema, non è
che resta Mediaset così com'è ". U: "Non potrebbe". S:
"Cambia tutto, entrano in campo altri competitor. Certo, il cambiamento ci
sarà comunque, ma una cosa è governarlo, e un'altra è se ti pigliano di
sorpresa".
Il
premier ( da "Corriere della Sera"
del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Primo Piano -
data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: BREVI Il premier Silvio Berlusconi
chiede ad Agostino Saccà di fare una telefonata all'attrice Antonella Troise (a
sinistra): "Quella pazza si è messa in testa che io la odio, che ho
bloccato la sua carriera... Fammi questa cortesia perché sta diventando
pericolosa".
<Povero
Saccà>. E la sinistra diventa solidale
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
è la riprova
di un sordido intreccio Rai-Mediaset....". Conclude Giuseppe Giulietti:
"Non mi appassiono al destino dell'ultima attrice da piazzare... è
ininfluente. Dico che l'aspetto più grave è il sistema chiuso, non
concorrenziale della tv italiana in cui dieci persone concludono accordi di
cartello.
Declinazioni
nazional popolari ( da "Manifesto, Il"
del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
la Rai in
prima fila fra gli altri con Raccontami - Capitolo II con Massimo Ghini e
Lunetta Savino, Bakhita di Giacomo Campiotti, Einstein di Liliana Cavani e la
versione televisiva di Soneatula di Salvatore Mereu. Mediaset risponde con
l'anteprima di Anna e i cinque dove Sabrina Ferilli è santa e peccatrice;
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
intercettazioni
Ancora polemiche sulle intercettazioni del 2007 tra Silvio Berlusconi, allora
capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà,
pubblicate sull'Espresso. Duro il premier: "Una vergogna da fermare".
Walter Veltroni: "I magistrati devono essere liberi di compiere
intercettazioni telefoniche, purché non finiscano sulla stampa danneggiando la
privacy".
Segue
dalla prima perché Feltri dice che c'entra <la gnocca>
( da "Riformista,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
letteralmente
e precisò che tra le novemila intercettazioni depositate contro Saccà solo
cinque riguardavano il premier. In realtà, ci sarebbero anche trascrizioni non
rilevanti dal punto di vista penale. E su quelle che si concentrerebbe
l'attenzione morbosa di tanti. Insomma, Berlusconi e le donne. Che parafrasa il
titolo di un libro bellissimo di Gian Carlo Fusco, Mussolini e le donne .
Telefonate
<Saccà costretto a lavorare sotto la pressione delle raccomandazioni>
( da "Riformista,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
che io parli
delle intercettazioni tra me e Saccà. Le pare che si possa lavorare
così?". Già, le intercettazioni tra Minoli e Saccà. I due parlavano degli
assetti dell'azienda e Saccà diceva di aver suggerito a Berlusconi di
sostituire il dg della Rai Cappon con Minoli stesso. "Secondo lei due
dirigenti di un'azienda possono parlare di che fare dell'azienda e della sua
direzione?
RomaFictionFest:
ecco il menu Della Casa ( da "Liberazione"
del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract:
Se Rai e
Mediaset monopolizzano le grandi anteprime dell'Auditorium della Conciliazione
( Raccontami 2 di Aristarco e Donna, Einstein di Liliana Cavani e Bakhita di
Giacomo Campiotti per la prima, Anna e i cinque di Monica Vullo per la
seconda), a Sky sarà riservato un momento per illustrare i suoi prossimi
progetti nella fiction.
Matteoli:
"Entro il 2011 daremo una casa a chi non può averla"
( da "Tempo,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Le assicuro che
esistono sacche di disperazione enormi. Famiglie di quattro-cinque persone che
vivono in
Intercettazioni,
è di nuovo bufera ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 28-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
ex direttore
di Rai Fiction Agostino Saccà, gli esponenti del centrodestra sono i primi a
ribadire che, anche con il disegno di legge in vigore, i verbali sarebbero
stati pubblicati. Il provvedimento arriverà all'esame del Parlamento a
settembre, con la ripresa dei lavori, perché ora per governo e Pdl le priorità
sono altre: decreto sicurezza e "lodo Schifani bis"
TROISE
SUL SET DI UNA FICTION PER MEDIASET
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract:
ex direttore
di Rai Fiction, Agostino Saccà - è pressochè irraggiungibile sul set di una
fiction Mediaset ("I segreti dell'isola di Korè", per Canale 5, che
Ricky Tognazzi sta girando da un paio di settimane in Sicilia. Alcune scene
saranno mostrate nella sezione Lavori in corso al Romafictionfest, in programma
dal 7 al 12 luglio,
Di
Pietro: "Berlusconi fa il magnaccia"
( da "Quotidiano.net"
del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Berlusconi fa
il magnaccia" Il leader dell'Italia dei valori attacca il premier dopo le
nuove conversazioni telefoniche con Agostino Saccà: "E' più impegnato a
piazzare veline che a fare lo statista" Roma, 28 giugno 2008 - "Le
intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo
che fa un lavoro più da magnaccia,
Di
Pietro: Berlusoni 'magnaccia' ( da "Voce d'Italia, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Sulle
intercettazioni delle telefonate tra Saccà e Berlusconi il leader dell'Italia
dei Valori dichiara che l'allora aspirante capo del governo "mi sembra
facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina". E
su Berlusconi, aggiunge che "sta utilizzando tutto questo tempo per fare
le leggi che servono a lui, per non essere processato,
Di
Pietro: Berlusoni "magnaccia"
( da "Voce
d'Italia, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Sulle
intercettazioni delle telefonate tra Saccà e Berlusconi il leader dell'Italia
dei Valori dichiara che l'allora aspirante capo del governo "mi sembra
facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina". E
su Berlusconi, aggiunge che "sta utilizzando tutto questo tempo per fare
le leggi che servono a lui, per non essere processato,
STRATEGIA
DELLA FRETTA ( da "Stampa, La"
del 28-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
per capire
che accanto ai due maggiori protagonisti, Saccà e Berlusconi, delle novemila
telefonate intercettate, ce ne sono tanti altri, da Rutelli a Bordon, a (di
nuovo) Fassino per tramite dei suoi più stretti collaboratori, quanti basta per
capire che la fiction-mania, e gli affari ad essa legati, interessavano un
quadro politico da larghe intese.
( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Sport Europei, la
maledizione dei ct da Sacchi a Zoff quanti guai FABRIZIO BOCCA ROMA Ma sì, è
una maledizione: la maledizione dell'Europeo, il torneo che non solo non
riusciamo a vincere quasi mai, ma che è anche la trappola dei nostri ct. Ora
tocca a Donadoni, ma in passato è toccato a Trapattoni, Zoff, perfino Sacchi.
Storie e tempi diversi, certo, ma l'Europeo ha segnato comunque i destini di
quei tecnici. Riusciamo a conquistare il mondo, non il continente cui
apparteniamo. E se proprio vogliamo essere spietati con noi stessi, anche sul
famoso Europeo 1968 bisogna distinguere. Lo vincemmo, e va bene, ma era una
fase finale con 4 squadre. Erano i primordi del campionato attuale. Non
esistendo i rigori superammo l'Urss al sorteggio con la monetina. L'arbitro
tedesco Tschencher ha svelato da poco che fu usata una lira turca e che il
sorteggio avvenne davanti ad Artemio Franchi. In ogni caso la finale con la
Jugoslavia dovemmo giocarla due volte, battendola alla ripetizione con Riva e
Anastasi. Ci sono nazioni che l'Europeo lo hanno vinto tre volte come la
Germania, noi siamo rimasti fermi al '68. Nel '60 non ci eravamo iscritti, non
ci siamo qualificati nel '64, '72, '76, '84 e '92. Per il resto un terzo posto
nell'
( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Spettacoli
Teleschermo "Basta discriminazioni voglio fare l'annunciatore" Il
"signorino buonasera" scrive al ministro SILVIA FUMAROLA ROMA Non si
sa come si muoverà il neo ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, ma
Massimiliano Cordeddu, 32 anni, di San Basilio (Cagliari) non ha l'aria di
voler mollare. "Basta con le discriminazioni, voglio diventare
annunciatore televisivo. Ho chiesto d'incontrare il ministro, voglio capire
come intende risolvere il problema, spero che mi convochi al più presto". Che
nel 2008 qualcuno aspiri a diventare "signorino buonasera" di per sé
fa un po' sorridere, ma Cordeddu non ride: "Questa cosa non mi fa dormire
la notte. Facevo l'annunciatore a Eco tv" racconta "ma purtroppo ha
chiuso, sono stato licenziato così ho avuto la brillante
idea di chiamare Rai e Mediaset, ma si sono messi a ridere. Ho
studiato la Costituzione fino a tutte le leggi sul servizio televisivo, la 223
all'articolo 11 dice che tutte le emittenti pubbliche e private devono
promuovere azioni per le pari opportunità". E via con le carte bollate all'Authority,
al suo fianco un avvocato, il professor Paolo Dell'Anno
"inizialmente perplesso". "Ma poi mi ha dato ragione, ci sono
leggi non derogabili". Quello di Max non è certo il caso di Guglielmo il
dentone, mitico speaker interpretato da Alberto Sordi che nel film I complessi,
vinceva tutti in concorsi ma suscitava perplessità per la dentatura smisurata.
Cordeddu, laureato in Scienze politiche a Bologna, otto fratelli, non si
considera un Adone ma "gradevole" ("sta alla gente decidere").
"Sono pronto a perfezionarmi, per presentare come le annunciatrici di una
volta che avevano classe e stile, anche rinnovando il ruolo. In Germania ci
sono gli annunciatori, perché in Italia no?". In Germania il capo del
Governo è Angela Merkel, in Italia no, verrebbe da dire. Rosanna Vaudetti,
storica annunciatrice Rai (poi conduttrice e ora
attrice nella soap Incantesimo) sorride: "Non è vero che gli uomini sono
discriminati: ci sono stati gli annunciatori su RaiTre
ma non hanno avuto molto successo. Il mestiere non ha più senso, la gente ha il
telecomando sceglie quello che vuole. Prima la presentazione era un rito, non
c'erano tanti canali, noi "eravamo" l'azienda... Forse questo ragazzo
potrebbe provare con Sky... E poi gli direi di battersi per cose per cui vale
la pena". Oggi la Vaudetti fa l'attrice: "Mi diverto come una pazza,
da ragazzina recitavo in una compagnia amatoriale. Sono una persona curiosa,
sapevo che non mi sarei fermata agli annunci".
( da "Unita, L'" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del IL RETROSCENACome superare lo stallo: alla Camera si studiano
cambiamenti al decreto per ridare al Csm la gestione dello stop ai procedimenti
Modifiche al "blocca-processi" per discutere di immunità Massimo
Solani L'impressione è che le tessere del mosaico stiano lentamente trovando il
proprio posto, e che "la tela di ragno" predisposta
dal presidente del Consiglio Berlusconi si stia lentamente dipanando per metterlo al riparo sia dal
processo milanese per corruzione giudiziaria che in quello, probabile,
napoletano per le telefonate intercorse con il dirigente Rai Agostino Saccà. Dopo il muro contro muro delle
scorse settimane, infatti, l'aria ha iniziato a calmarsi e sono ricominciati
gli "abboccamenti" nel tentativo di trovare una via d'uscita
dall'empasse in cui politica e magistratura erano state trascinate dal gioco a
rilancio e dalle accuse di Berlusconi. Ma c'è ancora
un sasso che impedisce agli ingranaggi di sincronizzarsi: i due emendamenti
blocca processi approvati al Senato su proposta di Vizzini e Berselli, infatti,
sono lo scoglio su cui si può ancora infrangere un dialogo interrotto ma non
chiuso definitivamente. E non è un caso che nei giorni scorsi sia stato
Pierferdinando Casini ad avanzare la proposta di "stralciare" dal
testo del decreto (approvato ieri al Senato) le nuove norme sullo stop ai
processi per i reati commessi prima del 30 giugno 2002 e puniti con una pena
inferiore ai dieci anni. Una proposta che, dopo le freddezze iniziali, ha via
via riscosso più successo. Fino a diventare la via più gettonata per sbloccare
uno stallo pericoloso per tutti. Per l'opposizione, che teme ancora che Berlusconi voglia forzare la mano al grido di "tutto o
niente", e per Berlusconi stesso che vede invece
avvicinarsi pericolosamente la prima settimana di luglio quando il processo
Mills ripartirà per lo sprint finale verso la sentenza. "Quando il
provvedimento arriverà alla Camera - spiegava ieri in una intervista al Sole 24
Ore il ministro della Giustizia Angelino Alfano - ascolteremo con attenzione
tutte le considerazioni che facciano riferimento a vicende organizzative e
funzionali degli uffici". Parole che in Transatlantico sono suonate come
la definitiva conferma alla bontà della strada che si sta battendo in queste
ore. Ossia quella di modificare di nuovo il testo della legge di conversione
(obbligando quindi ad un secondo passaggio a Palazzo Madama) eliminando i
paletti imposti da Vizzini e Berselli e affidando al Csm il compito di definire
le priorità per i processi più urgenti e le fattispecie dei procedimenti per i
quali è invece possibile uno slittamento. Una novità che permetterebbe di
"dribblare" le critiche al decreto sicurezza che saranno contenute
nel parere che probabilmente domani la sesta commissione del Csm approverà, per
poi portarlo al Plenum la prossima settimana, insistendo
sull'incostituzionalità delle nuove norme e sull'invasione di campo ad opera
del Parlamento. E in questo modo sarebbero eliminate anche le ultime pregiudiziali
che impediscono il confronto su quel Lodo Schifani che appare a molti ormai una
strada inevitabile. E non è un caso se ieri il deputato del Pd di area
rutelliana Pierluigi Mantini ha depositato un ddl che prevede la votazione a
maggioranza assoluta della sospensione dell'azione penale per il tempo della
legislatura per un parlamentare rinviato a giudizio (fatta salva la
prescrizione). Una norma che prevederebbe poi l'incandidabilità dello stesso
deputato fino alla chiusura del procedimento. "Una iniziativa di carattere
personale o correntizio", si è affrettata a commentare non senza polemica
la vicecapogruppo del Pd alla Camera Marina Sereni. E che risolta la questione
delle norme blocca processi si possa tornare a discutere in un clima decisamente
meno incandescente lo farebbero pensare anche le parole del segretario generale
dell'Associazione Nazionale Magistrati Giuseppe Cascini, che in una intervista
concessa ieri a Repubblica, a proposito di un nuovo Lodo Schifani ha
commentato: "la scelta dell'immunità temporanea o permanente di chi ha
alte responsabilità istituzionali spetta all'autonomia della politica che
valuterà le forme e i modi di un eventuale provvedimento tenendo conto delle
indicazioni della Corte Costituzionale". Che non significa affatto
"avete il nostro consenso, fatelo", ma non somiglia nemmeno alle dure
prese di posizione delle scorse settimane sugli altri temi scottanti.
( da "Unita, L'" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Financial Gaffes Marco Travaglio Alla vigilia del voto il
Financial Times paventava "il ritorno del magnate esibizionista e
pacchiano, considerato un buffone menagramo nel resto d'Europa". Parlava
di Berlusconi. Ma nessuno lo seppe, perché quando i
giornali stranieri parlano male di lui, nessun tg li riprende. Sono prevenuti,
comunisti, sciovinisti, anti-italiani, non riescono a capire che cosa si perde
il resto del mondo che non può permettersi capi del governo come il nostro. Ora
il Financial Times ha scritto a favore dell'immunità al premier e
all'improvviso quell'unico articolo dopo anni di durissime critiche censurate
viene citato dai tg di regime. Purtroppo quell'articolo - tantoque dormitat
Homerus è disinformato. Non perché dia ragione ad Al Tappone. Ma perché
l'editorialista Christopher Caldwell scrive varie sciocchezze, che si spera
vorrà correggere. 1) "L'emendamento sospende i processi iniziati prima della
metà del 2002, eccetto quelli per i reati più gravi. Ciò servirà a focalizzare
le limitate risorse dello Stato su di una serie di reati violenti che hanno
allarmato il pubblico". Tra le decine di migliaia di processi sospesi per
bloccare il processo Mills, vi sono proprio quelli per i reati gravi e violenti
che allarmano la gente: sequestro di persona, estorsione, rapina, furto,
ricettazione, associazione a delinquere, stupro, violenza sessuale,
sfruttamento della prostituzione, usura, violenza privata, materiale
pedo-pornografico, detenzione abusiva d'armi, immigrazione clandestina,
omicidio colposo per colpa medica o stradale, maltrattamenti in famiglia,
incendio (anche boschivo), molestie, traffico di rifiuti; poi quelli finanziari
e contro la PA: bancarotta fraudolenta, corruzione (anche giudiziaria), frode
fiscale, peculato, truffa comunitaria. Poco scrupolosamente, Caldwell s'è
fidato della propaganda berlusconiana senza verificare quel che scriveva. 2)
"Le accuse a Berlusconi scaturiscono da una disinteressata
richiesta di giustizia o da un desiderio, da parte di una certa parte
dell'élite italiana, di rovesciare una scelta popolare non gradita? Domande che
quasi mai ricevono una risposta che soddisfi il pubblico". Quella risposta
c'è: la lettera di Mills al suo commercialista in cui confessa di aver ricevuto
600 mila dollari da Mr.B per "tenerlo fuori da un mare di guai" in
due processi con testimonianze reticenti. Anche Mills fa parte di "una
certa parte dell'élite italiana"? 3) "Non è pacifico che (i
magistrati) abbiano ragione. Spagna, Francia, Germania e Ue hanno, tutte, una
legge che prevede l'immunità. Anche l'Italia ne aveva una per i parlamentari,
venne abolita nel 1993. Nel 2003 i sostenitori di Berlusconi
approvarono una legge sull'immunità, ma la Consulta la bocciò, sostenendo
(ragionevolmente) che violasse il principio di uguaglianza e
(irragionevolmente) il diritto dei cittadini a confrontarsi con chi li
accusa... ". Se Caldwell avesse letto la Costituzione italiana saprebbe
che l'art. 24 recita: "Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei
propri diritti e interessi legittimi... ". Col lodo Schifani, se un'alta
carica passa a un'altra, gode di un'immunità a vita, non può rinunciarvi e le
vittime dei suoi reati non avranno mai giustizia. Inoltre, non è affatto vero
che in Spagna, Francia, Germania e Ue esista l'immunità che si vuole istituire
in Italia. In Francia c'è una prassi che copre solo il presidente della
Repubblica, non il primo ministro (vedi Chirac). In Spagna i deputati sono
perseguibili, anche se il giudice, per il rinvio a giudizio, deve chiedere il
nullaosta al Parlamento. Che in 30 anni l'ha negato una sola volta (per un ex
giudice eletto che, per errore, aveva diffuso la foto del fratello di un
latitante anziché quella del latitante). Quanto ai membri del governo, sono
processati anche durante il mandato dalla Corte suprema. Anche in Germania
nessuna particolare protezione per premier e ministri. Il Parlamento, per
prassi, autorizza preventivamente le indagini a carico dei suoi membri, con una
delibera assunta una volta per tutte all'apertura di ogni sessione
parlamentare. Comunque nel resto del mondo il problema si
pone per i reati commessi nell'esercizio delle funzioni, non fuori (come le
presunte tangenti a Mills e Saccà). Mai accaduto che, a fare una legge di immunità, fosse colui
che ne aveva bisogno. Si sarebbe parlato di conflitto d'interessi e di uso
privato del potere. Vero Mr.Caldwell? Ora d'Aria.
( da "Manifesto, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
ITALIA Un paese per
vecchi, anche nel calcio Il ritorno di Lippi come ct cioé guardare il futuro
con le lenti del passato Andrea De Benedetti Sarà che nell'ultimo anno sono
tornati Berlusconi, l'incredibile Hulk, la
Cinquecento, Indiana Jones e persino il pulcino Calimero, di sicuro non si può
dire che il ritorno di Lippi sulla panchina della Nazionale ci abbia
meravigliati. Un po' delusi, semmai. Siamo un popolo strabico e ottuso, che
quando dovrebbe guardare in direzione del futuro non può evitare di torcere gli
occhi verso il passato, che quando si mette a fare la rivoluzione è già lì che
rimugina su come organizzare la successiva restaurazione. Si può dire che
quello tra Lippi e la Nazionale sia stato un divorzio mai consumato, una di
quelle storie finite senza un vero perché come certe relazioni
tardo-adolescenziali. Si amavano. Si amano. Perché farsi tanti pipponi? Perché,
soprattutto, far soffrire quel povero cristo di Donadoni che non c'entrava
niente, che non aveva mai chiesto a nessuno di essere coinvolto in una storia
che non lo riguardava, che pur conoscendo il suo futuro, non ha mai cessato di
fare con dignità e dedizione il cavalier servente a una donzella che si era già
(ri)promessa al precedente amante? Tutte domande che mai si sono affacciate sul
davanzale della coscienza di Abete e dei funzionari di via Allegri, troppo
impegnati a concepire e a proporgli un contratto tipo quelli delle star
hollywoodiane, che prima di sposarsi hanno già messo un prezzo al divorzio. Non
eredita, il bel Marcello, una squadra così diversa da quella di Germania 2006,
e anzi già si dice che potrebbe provare a convincere Totti e Nesta a cambiare
idea e a tornare a vestire in azzurro, come se lui per primo, nel dover
progettare la Nazionale del futuro, non riuscisse a immaginare altro che
un'idea venuta dal passato, a figurarsi altri modi e altre strade per arrivare
allo stesso traguardo. La delusione è anche, e soprattutto, questa. È il
pensiero che il calcio italiano non riesca a staccarsi dal
cordone ombelicale di una tradizione che nessuno, salvo - in parte - Sacchi, ha
mai provato a recidere. È l'idea che anche in questo settore, come in tutti gli
altri, le giovani generazioni siano state soffocate nella culla, lasciando
tutto quanto in mano ai gerontocrati di sempre, a loro volta incapaci di
affidarsi ad altri che a gente anziana. In tutto questo, naturalmente,
la colpa è anche un po' nostra. Nostra dei giornalisti, si intende. Che ci
indigniamo quando leggiamo l'eta media della nostra squadra ma che poi, dovendo
indicare i giocatori che avremmo voluto vedere in Austria e Svizzera al posto di
Del Piero e Aquilani - peraltro convocati a furor di popolo - riusciamo a fare
solo il nome di Inzaghi Filippo, 35 anni all'anagrafe. Cioè a dire che ormai
ragioniamo tutti come Abete, come Matarrese, come Lippi e - diciamolo -come lo
stesso Donadoni, il cui errore più grande non è stato quello di non aver
chiamato Superpippo, ma semmai quello opposto, ovvero di non essersi fidato
abbastanza dei giovani; di aver voluto guardare anche lui al futuro con le
lenti del passato; di aver pensato e agito come avrebbe pensato e agito Lippi;
di aver fatto giocare Aquilani solo nella partita decisiva, investendolo di
responsabilità enormi, e non dalla prima contro l'Olanda, quando avrebbe avuto
senso; di aver insomma tradito le speranze di quelli - ed erano tanti - che con
l'addio di Lippi magari non si aspettavano necessariamente di rivincere subito
qualcosa ma almeno di trovare qualcosa di nuovo a cui appassionarsi. Perché
lui, almeno, era giovane. Mentre adesso torneremo ad essere il solito paese per
vecchi.
( da "Opinione, L'" del 25-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: RAI MEDIASET
Oggi è Mer, 25 Giu
2008 Edizione 129 del 25-06-2008 Senza le partite degli Europei Canale 5, Italia 1 e Rete 4 fanno il boom di ascolti e vincono la serata Mediaset batte la Rai di Guido Del Duca Nel primo giorno
di pausa dall'inizio degli Europei, Canale 5 torna a prevalere nel prime time
dopo 16 giorni in cui Rai
Uno ha inanellato altrettante vittorie grazie ai match della rassegna
calcistica continentale. L'ammiraglia Mediaset
vince la serata con la prima visione del film "The weather man - L'uomo
della previsioni", pellicola del 2005 con Nicolas Cage. "The weather
man", una prima visione all'interno del ciclo "Primissima", ha
totalizzato 3.660.000 spettatori con il 18,62% di share, ed è stato seguito in
prevalenza dal pubblico femminile (20,08% di share) appartenente alle fasce di
età 8-14 (26,50%) e 15-24 (30,49%). L'ascolto del film di Canale 5, pur non
entusiasmante, è sufficiente per superare il primo appuntamento di questa
estate con "Super Quark" di Piero Angela. La puntata, intitolata
"Il paese senza figli" e dedicata all'invecchiamento della società
italiana, è stata seguita da 2.973.000 spettatori con il 15,29% di share. A
seguire i reportage un pubblico maschile di età superiore ai 55 anni, anche se
con percentuali sempre inferiori al 20%. Il terzo programma più visto della
serata è "Chi l'ha visto?", dedicato in buona parte alle recenti
novità sui sequestri di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori e seguito da
2.753.000 spettatori pari al 13,49% di share. Non sono mancate interviste ai
familiari di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, durante le quali la
trasmissione ha superato i 3 milioni di spettatori e il 15% di share. A seguire
"Chi l'ha visto?" sono state in prevalenza le donne (16,57%) e gli
spettatori con più di 65 anni (ben il 22,56% di share). Buon risultato su Rete
4 anche per le repliche della prima serie de "Il giudice
Mastrangelo", andata in onda originariamente su Canale 5 nel dicembre del
2005. La fiction con Diego Abatantuono e Amanda Sandrelli ha totalizzato
2.489.000 spettatori con il 12,22% di share, superando di poco
"Lucignolo" su Italia 1, che è stato seguito da 2.351.000 spettatori
pari al 12,03% di share, con un picco del 22,61% tra i 15 e i 24 anni di età.
Non va altrettanto bene a "Scorie", su Rai
Due. La trasmissione comica condotta da Nicola Savino, in onda eccezionalmente
in prima serata per la sua ultima puntata stagionale, è stata vista da appena
1.297.000 spettatori con il 6,74% di share, e ha ottenuto i riscontri peggiori
proprio tra gli spettatori più giovani, ovvero quelli che dovrebbero
rappresentare il target di riferimento. In access, le aspiranti showgirl di
"Veline" raccolgono 5.210.000 spettatori con il 25,28% di share,
surclassando le aspiranti reginette di "Miss Italia nel mondo", ferme
a 2.800.000 spettatori e il 13,79% di share.
( da "Quotidiano.net" del 25-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Ancora accuse
pesanti del premier all'assemblea annuale della Confesercenti: dalla platea
partono i fischi. Veltroni commenta: "Un premier non deve fare questi
comizi imbarazzanti..."
"
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CON LE MANETTE AI POLSI Berlusconi: "Giudici
politicizzati sono il cancro della democrazia" Napolitano: "Basta con
questi scontri" Ancora accuse pesanti del premier all'assemblea annuale
della Confesercenti: dalla platea partono i fischi. Veltroni commenta: "Un
premier non deve fare questi comizi imbarazzanti..." Milano, 25 giugno
2008 - "Prima passavo i sabati ad andare a trovare i miei collaboratori
malati in ospedale, ora li passo con i miei legali, a preparare le udienze per
contrastare i pm che mi attaccano". Silvio Berlusconi
parla all'assemblea della Confesercenti e improvvisamente apre il capitolo
giustizia. "I giudici ideoligizzati - spiega il presidente del Consiglio -
sono una metastasi della democrazia". Di fronte alla reazione della platea
della Confesercenti, che ha risposto alle affermazioni del premier con diversi
fischi, Berlusconi conclude il suo intervento dicendo:
"Mi avete invitato voi...". Cercando di spiegare oltre il motivo dei
suoi attacchi alla magistratura politicizzata Berlusconi
ha detto: "Vi do un dato: dal 1994 al 2006 ci sono stati più di 789 tra pm
e magistrati che si sono interessati del 'pericolo Berlusconì, per sovvertire
la democrazia, non ci sono riusciti e non ci riusciranno. I cittadini hanno il
diritto di vedere governare chi hanno deciso, tramite libere elezioni, di
scegliere per la guida del Paese". Dalla platea della Confesercenti, però,
arrivano reazioni negative alle accuse che il capo del Governo torna a
rinnovare. Ai fischi Berlusconi replica: "Mi
indigna quando qualcuno si lascia trasportare dall'ala giustizialista della
magistratura, ho anche fiducia nella magistratura, ma dopo un calvario simile
in me c'è indignazione". Per Berlusconi la
democrazia è a rischio, il Paese "in libertà vigilata", ed è
categorico nel giudicare "folli le accuse provenienti dai giudici"
nei suoi confronti, "giudici ideologizzati, che cercano di sovvertire la
democrazia". Il Presidente del Consiglio spiega inoltre di essere sceso in
politica per difendere gli interessi degli italiani: "Il mio interesse -
rivendica - sarebbe stato quello di godermi i soldi che mi sono meritatamente
conquistato", invece di fare i conti con "un ordine dello Stato che
pretende di cambiare chi è al governo. Ho avuto 587 visite dalla polizia
giudiziaria della Guardia di Finanza, una spesa che dal 1994 è più di 174
milioni di euro". Dopo aver elencato numeri e date torna a ribadire che
non ci sarà più la possibilità che si ripeta il 1994, Berlusconi
dice: "Noi andiamo avanti". Immediata la replica del leader dell'opposizione.
"Non è un problema di dialogo, ma di rispetto dei ruoli che non c'è
stato", spiega il numero uno del Pd, Walter Veltroni. "Non mi è mai
capitato - ha detto - di trovarmi di fronte ad un Presidente del Consiglio che
fa un comizio ad una categoria di persone che lavorano e aiutano il Paese a
crescere. Chi ha quella responsabilità, dovrebbe rispettare le persone che si
trova davanti, l'opposizione e il suo ruolo che è quello di Presidente del
Consiglio. L'APPELLO DI NAPOLITANO ''Misura ed equilibrio''. Li chiede - per
l'ennesima volta - il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al mondo
politico e alla magistratura, insieme a un ''clima di ascolto reciproco'',
sottolineando che, ''in questo momento di tensione'', ''nessuno'' rinunci a
cercare il dialogo. Il capo dello Stato è intervenutto nel corso di un incontro
al Quirinale con il Consiglio nazionale forense, prima dell'intervento del
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
all'Assemblea di Confesercenti. LA RISPOSTA DI VELTRONI "Non è un problema
di dialogo, ma di rispetto dei ruoli che non c'è stato". Così il leader
del Pd, Walter Veltroni commenta la contestazione della platea di Confesercenti
all'intervento del premier Silvio Berlusconi.
"Non mi è mai capitato - ha detto - di trovarmi di fronte a un Presidente
del Consiglio che fa un comizio a una categoria di persone che lavorano e
aiutano il Paese a crescere. Chi ha quella responsabilità, dovrebbe rispettare
le persone che si trova davanti, l'opposizione e il suo ruolo che è quello di Presidente
del Consiglio. Se avesse detto che - ha proseguito - la pressione fiscale nel
Dpef cresce dello 0,2% sarebbe stato più sincero". A chi gli chiedeva dei
fischi venuti dalla platea al premier, Veltroni ha risposto: "La platea ha
provato un grande imbarazzo e anche io l'ho provato". GUARDA IL VIDEO Il
discorso del premierSENATO Ok al decreto sicurezza: c'è anche il
blocca-processiSalva-premier, cosa ne pensi? - Immunità alle più alte cariche
dello Stato, sì o no? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 25/06/2008
12:55 mauro toselli i veri politicizzati sono quelli che oltre a fare gli
industriali fanno anche politica ad alti livelli .I GIUDICI SONO GIUDICI E
BASTA E DEVONO GIUDICARE SERENANAMENTE E IN MODO INDIPENDENTE 25/06/2008 12:55
jetset Perfettamente d'accordo, la magistratura è da sempre stata il manganello
della sinistra ed ora più che mai, visto che essa è putrefatta politicamente e
gli italiani l'hanno condannata a non nuocere più in parlamento. 25/06/2008
13:02 Mafia Rossa Silvio ha ragione, la giustizia non é uguale per tutti,
vedasi i casi fassino, d'alema, coop, iri-cirio, bassolino-iervolino-pecoraro
ecc ecc nessuno dei magistrati rossi ha mai mosso un dito... che schifo!!!!
25/06/2008 13:16 Gregorio Si proprio cosi, sono cosi sereni Di Pietro /
Violante / Gerardo Colombo / La Boccasini / Saverio Borelli... e guarda te,
sono cosi sereni che sono tutti a sinistra, loro si che sono democratici e
possono giudicare serenamente.... 25/06/2008 13:24 Daniele "sono sempre
stato assolto - rivendica Berlusconi ".....si..ma
grazie alle leggi che ha fatto durante il suo precedente governo..grazie
all'aiuto dei suoi amici...grazie alla corruzione dei giudici o dei
testimoni(vedi processo mills)...uno che è stato processato 97 volte deve
essere sicuramente un uomo per bene...quest'uomo se non fosse entrato in
politica sarebbe in carcere da un bel pezzo...uno che ha problemi con la
giustiza come fa a ripristinare il sistema giudiziario italiano? 25/06/2008
13:50 marco ora basta questi giudici ci hanno rotto veramente 25/06/2008 14:11
Laura Ristori Berlusconi stamani alla confesercenti ha
parlato in maniera chiarissima, beccandosi anche dei fischi. Ha denunciato la
giustizia di parte e la politica giustizialista. Una cosa è certa così com'è
questa giustizia non va bene ed anche nel CSM dovranno prima o poi
comprenderlo. Le raccomandazioni del capo dello Stato Napolitano? Sono giuste
se tutti le definiscono tali. Altrimenti si perderanno nel vuoto 25/06/2008
14:11 secondosalvatore Giusto è vero quello che dice il Signore Mauro Toselli
" I GIUDICI SONO GIUDICI E BASTA E DEVONO GIUDICARE SERENANAMENTE ED IN
MODO INDIPENDENTE" anche della loro morale politica alla quale nella loro
autocoscienza si specchiano. 25/06/2008 14:15 Daniele "Silvio ha ragione,
la giustizia non é uguale per tutti, vedasi i casi fassino, d'alema, coop,
iri-cirio, bassolino-iervolino-pecoraro ecc ecc nessuno ha mai mosso un dito...
che schifo!!!!"....dimentichi il caso di clementina forleo e di de
magistris...informati prima di dire queste cose... 25/06/2008 14:41 realjustice
Un uomo che è entrato in politica solo per salvarsi e cosi non essere
processato non ha la mia stima ne la mia approvazione. La sinistra in ciò è
connivente. Ma vi sembra che i problemi dell 'italia sono questi ? Uno di vera
destra ...che spero torni al più presto a faccia pulizia
25/06/2008 14:57 vanni Sono vecchio: un sacco d'anni fa si facevano film che
denunciavano la corruzione della magistratura, c'era soccorso rosso (avvocati
che difendevano i "comunisti perseguitati" dal potere giudiziario
schierato con i "padroni" e i "democristiani mafiosi").
Nessuno si stracciava le vesti... oggigiorno, dopo anni di penetrazione
gramsciana, a dire qualcosa di critico contro la magistratura si diventa
(speriamo solo mediaticamente) dei rèprobi, e l'odore di santità dei magistrati
(non tutti però, non la Forleo per esempio) è diventato veramente penetrante.
Risulta che ci siano in cantiere film che accennino magari a un certo strabismo
della magistratura? 25/06/2008 15:50 maurizio dal colle quando toccano il
premier sono comunisti.Solidarietà a tutta la magistratura che prima di tutto
credo stia fuori dalla politica, ma la lotta ai giudici si è trovata al primo
posto nel programma di questo governo, e questo particolare non è sfuggito a
nessuno, questa non è democrazia, fà comodo dirlo e scriverlo al popolo bue,
che più bue non si può, nemmeno col candeggio.Dormino sogni d'oro i nostri
amministratori, cuba è lontana, molto lontana. 25/06/2008 15:59 future certo...
i giudici sono brutti e cattivi perchè se la prendono con chi commette reati...
accidenti come discriminano... qualcuno deve avere la sindrome di Calimero...
da oggi è deciso che il cancro della democrazia è chi la vuole preservare...
insomma è il dottore la causa del cancro... non le metastasi. 25/06/2008 16:18
Mafia Rossa si infatti si vede come i giudici di sinistra preservano la
giustizia: criminali che prendono 6 mesi o solo i domiciliari, clandestini
liberati il giorno dopo l'arresto per stupri/rapine, processi che durano più di
12 anni, chi si difende dai delinquenti va in galera per essersi difeso...
funziona tutto davvero bene, questa magistratura di sinistra é ottima, non ci
sono dubbi, e oggi ci sono anche 40 gradi, é sicuramente colpa di berlusconi!!
25/06/2008 16:30 paolo Caro Veltroni, imbarazzante è l'atteggiamento
persecutoria di alcuni PM. Quando per evitare la prescrizione si afferma che la
stessa decorre non dal momento in cui l'eventuale dazione di denaro è stata
effettuata (causa Mills) ma da quando il denaro viene utilizzato (2 anni dopo)
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tipo di gente che abita regolarmente in italia e che in teoria si è integrata e
che ri[...] Sedicenne finge un sequestro e fugge Era stata promessa in sposa a
un 60enne16:46:49 - Safinatooooor!! Che gioia,ragazzi. Speriamo bene per
dopo.[...] Chi gioca oggi Roger vs Robin16:43:08 - povero luca...che pena. la
coppa dello US Open è l'unica che non può mettere all'asta il sig.Bertè s[...]
Nadal, progressi sull'erba16:41:51 - la polizia ha fatto, come sempre, il suo
dovere e ha arrestato questo delinquente. Ora mi auguro che[...] "Papà
picchia la mamma, io piango" Arrestato per l'Sos fuori dalla porta16:40:43
- ma stai a casa che e' meglio....otto miliardi di debiti a roma te li farei
pagare tutti a te facendo[...] Veltroni: "In autunno tutti in piazza Con
la salva-premier finito il dialogo"16:38:33 - Sono daccordo con chloe de
lissier,sembra quasi un incessante tiramento di piedi quello su federer! [...]
Federer, attento a Soderling Prendere le impronte ai minorenni rom: sei
d'accordo?Giusto concedere l'immunità alle più alte cariche dello
Stato?Vorresti il ritorno di Totti e Nesta in Nazionale?Credi nell'esistenza
degli Ufo?Credi che per una maggiore sicurezza Rimini abbia bisogno di rinforzi
estivi?Il Governo ha bloccato i finanziamenti dell'Inail per completare l'ospedale
di Cona, cosa è meglio fare ora?Pesaro, vorresti un'altra Notte bianca in
città?Sei favorevole che il viareggino Marcello Lippi riprenda la guida della
nazionale?Euro 2008, dopo la sconfitta con la Spagna quale ct vorresti?Azzurri
fuori dagli Europei: resta Donadoni o l'Italia deve cambiare ct?Negozi aperti
24 ore su 24, sei d'accordo?Premio Strega 2008, tu chi voteresti?Sei d'accordo
che Gaia spa interrompa il servizio idrico a chi non paga le bollette?Convegno
di Renato Curcio in una sala della provincia di Ascoli, sei d'accordo?Notifiche
telematiche per i processi civili, sei d'accordo? LA FOTO DEL GIORNO Quante
sono le intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al
nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni,
ma anche quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI pubblicità
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( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
La
Corte dei Conti indaga sul "patto" tra concorrenti Rai-Mediaset la Guardia di
Finanza a viale Mazzini ALDO FONTANAROSA A PAGINA 11 SEGUE A PAGINA 11.
( da "Unita, L'" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Stai consultando
l'edizione del Sms dal Cinema: "Bondi vattene" di Gabriella Gallozzi
I l ministro dei beni culturali Bondi se ne deve andare. A chiederlo a gran
voce è il movimento dei Centoautori. Mentre tutte le associazioni industriali
del cinema italiano (Anica, Agis e Api) e non i "soliti comunisti"
proclamano il boicottaggio totale di tutti i festival nazionali (Venezia, Roma,
Torino). E persino Barbareschi, del Pdl, si schiera contro il governo. La
rivolta è scoppiata ieri a seguito delle promesse non mantenute dal ministro.
Ossia la mancata reintroduzione del tax credit nel maxiemendamento presentato
l'altra sera dal governo. Quella importantissima misura di sgravi fiscali
abolita da Tremonti in cerca di "fondi" per coprire il buco
dell'abolizione dell'Ici e che Bondi aveva giurato e spergiurato avrebbe
resuscitato in questa sede parlamentare. "Deve essere chiaro a tutti che
il Governo - si legge in un comunicato congiunto delle associazioni industriali
- , venendo meno a impegni precisi, ha deciso di infliggere un colpo mortale al
cinema italiano nel momento in cui dimostra appieno, anche a livello
internazionale, la sua vitalità artistica e industriale. Ulteriori azioni
saranno decise al più presto". Anica, Api e Agis si dicono "unite nel
manifestare lo sgomento per l'eliminazione delle misure di incentivo fiscale
per il cinema decisa dal governo, in incomprensibile contraddizione con la
dichiarata volontà di abbandonare le politiche assistenzialistiche del passato
per dar vita a un circolo virtuoso di nuovi investimenti, nuova occupazione,
nuovi film". Contro quest'"atto devastante", dunque, tutto il
cinema italiano è mobilitato. I Centoautori, dal canto loro, chiedono le
dimissioni di Bondi: "Il ministro - dice Paolo Virzì, tra gli esponenti di
punta del movimento - ha fatto una figura ridicola e se ne deve andare".
Il regista di Tutta la vita davanti, ricorda che "quando gli è stato detto
che il ministro Tremonti aveva tagliato gli unici due provvedimenti a sostegno
del cinema italiano, fatti dal governo precedente e approvati con una
grandissima maggioranza, "tax credit" e "tax shelter", ha
parlato di svista. Bondi si è impegnato a ripristinarli. Cosa che poi si è
rimangiato immediatamente". Quindi, d'accordo con le altre associazioni i
Centoautori invitano "registi, produttori, e attori, al boicottaggio di
tutti i festival italiani, rifiutandosi di partecipare a giurie, concorsi e
premi. Non festeggiamo il cinema, mentre il governo fa di tutto per
affondarlo". Secondo i Centautori, infatti, "non c'è nulla di
tecnico, nulla di economico in questa decisione. Tutti gli studi, anche a
livello internazionale, indicano che queste misure generano un "ritorno di
cassa" superiore a quanto lo Stato perde in tasse". I
"nostri" film, conclude la nota del movimento "è meglio non
farli. Potrebbero, come hanno fatto anche recentemente con riconoscimenti
internazionali e successo di pubblico, rappresentare un paese che la televisione
ha smesso di raccontare. Meglio, molto meglio che tutti coloro che fanno il
cinema, sempre più stretti tra duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e le grandi distribuzioni americane, rimangano
nella condizione di questuanti della politica". Alla protesta si associa
l'Anac, la storica associazione degli autori che sottolinea anche "il
forsennato spoil system che viene attuato in questi giorni nelle istituzioni
cinematografiche, nella totale assenza di qualsiasi forma di
consultazione con le categorie interessate". Tutto questo rende più
"visibile - prosegue l'Anac - la strategia di questo governo: azzeramento
di qualsiasi voce libera e imposizione di un rigido controllo su tutte le
attività espressive, tipico di incipienti forme di dittatura mediatici".
Mobilitazione unitaria, quindi, per "contrastare questa deriva pericolosa
non solo per il cinema ma per la vita democratica del paese". Le promesse
non mantenute di Bondi "confermano lo scippo di oltre 150 milioni di euro
al cinema italiano", sottolinea Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in
commissione cultura alla Camera. "Cifra prevista dall'ultima finanziaria
licenziata dall'esecutivo Prodi nell'ottobre 2007". Per la senatrice Pd
Vittoria Franco "Berlusconi è responsabile di un pesantissimo ritorno
indietro. Le promesse di Bondi in Commissione culturale al Senato sul
ripristino del tax credit per il cinema erano solo auspici e tali restano.
Continueremo la nostra pressione perché venga ripristinato il tax credit quando
il decreto fiscale arriverà al Senato". Giuseppe Giulietti, portavoce di
Articolo 21 e parlamentare dell'Italia dei valori, si "augura che il
governo voglia almeno recepire gli impegni già assunti in ordine alla copertura
del tax credit, misura indispensabile per il rilancio dell'intero comparto
cinematografico". Così come si augura Giovanna Melandri, ministro della
Comunicazione del governo ombra Pd. Mentre Vincenzo Cerami, ministro ombra
della cultura, annuncia "l'impegno del Partito democratico in una dura
lotta contro chi vuole spegnere la nostra prestigiosa cinematografia".
Quella cinematografia che secondo Barbareschi aveva la colpa di "lavare i
nostri panni sporchi" sulla scena internazionale ma che ora, si rende
conto anche lui, con questa mazzata del governo rischia di veder
"vanificata tutta la fatica fatta in questi anni". Motivo per cui,
assicura, "cercherà di convincere il ministro Tremonti" a tornare sui
suoi passi. CONFLITTI Il ministro Bondi viene a gran voce invitato a dare le
dimissioni dal mondo del cinema del quale dovrebbe curare gli interessi.
Abolendo la credit tax il governo ha minato l'intero settore che ora annuncia:
niente film italiani ai festival.
( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-26 num: - pag: 3 categoria:
ALTRI OGGETTI tanto sarà diventato legge il provvedimento sulle
intercettazioni. E c'è un motivo se anche su questo tema c'è stata una corsa
contro il tempo. Lo lascia intuire Laboccetta quando s'indigna
riferendosi al caso Rai-Saccà, quando ricorda che "l'attività di un premier non può
dipendere da qualche intercettazione, magari pruriginosa, ma senza alcuna
rilevanza penale. è una vergogna, è necessario reagire". Ghedini è il
depositario dei segreti del Cavaliere, "quella storia delle
intercettazioni è una strana storia", commenta. Strana e insidiosa
per Berlusconi, specie dopo che un magistrato
napoletano ha denunciato il furto di alcune trascrizioni. "Una denuncia -
precisa Ghedini - che è avvenuta dopo un nostro esposto. E il furto sarebbe
avvenuto a casa del magistrato. Cosa ci fanno delle intercettazioni a casa di
un magistrato?". L'interrogativo del deputato-avvocato rimanda ad altri
interrogativi: di che conversazioni si tratta? E c'è qualcuno che ora ne è in
possesso? Umberto Bossi avrà le sue ragioni se invita Berlusconi
a "tenere un profilo più basso", "ma è comprensibile il motivo
per cui il presidente morde il freno", ribatte Ghedini. La posta in palio
nel luglio caldo del Cavaliere non incrocia solo i destini della legislatura.
Va oltre. Perché è evidente che il premier verrebbe azzoppato da un'eventuale
richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura di Napoli, e sarebbe
costretto a dimettersi se fosse colpito da una sentenza di condanna nel
processo Mills. Ma c'è di più. E Berlusconi l'ha
capito: "Con questa manovra giudiziaria mi vogliono marchiare, vogliono
impedirmi in futuro di aspirare al Quirinale ". Dinanzi a una sfida di
tale portata che non contempla il pari, ogni altra scadenza a palazzo Chigi
viene derubricata. Compresa la sentenza che proprio all'inizio di luglio
giungerà dalla Consulta sul "caso Petroni", il consigliere Rai
dimissionato dal ministro dell'Unione Tommaso Padoa-Schioppa, che venne poi reintegrato
nel Cda di viale Mazzini. Per un paradosso politico, se la Corte costituzionale
dovesse dar ragione al centrodestra che a suo tempo impugnò il provvedimento,
s'incepperebbe il meccanismo del rinnovo ai vertici dell'emittente di Stato.
Salterebbe così un tassello importante nel mosaico del potere. In più ci
sarebbe il rischio di una messa in mora della legge Gasparri, tanto cara al
Cavaliere. Pensando allo scontro istituzionale in atto sulla giustizia, il
sottosegretario Alfredo Mantovano si è lasciato sfuggire un sorriso sui
problemi Rai: "Tanto in estate trasmettono solo repliche...".
Francesco Verderami "Imbarazzante" Così Veltroni riferendosi
all'affondo di Berlusconi (di spalle).
( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-26 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena "Una manovra giudiziaria per marchiarmi e
togliermi la possibilità di arrivare al Colle" Nella tenaglia
Napoli-Milano il luglio bollente del Cavaliere SEGUE DALLA PRIMA E non c'è
dubbio che il 10 luglio sarà la giornata più torrida del mese, perché in quella
data la corte d'Appello di Milano dovrà decidere se accogliere o meno l'istanza
di ricusazione presentata dai legali del premier contro il giudice Nicoletta
Gandus al processo Mills. Ma il Cavaliere in quegli stessi giorni dovrà difendersi
anche su un altro fronte, dato che a Napoli rischia il rinvio a giudizio per il
caso Rai-Saccà. "Da Napoli
potrebbe arrivargli un brutto regalo", sussurra amareggiato Amedeo
Laboccetta, deputato del Pdl che conosce persone e storie del palazzo di giustizia
partenopeo. Napoli e Milano. Come una tenaglia. Ecco il motivo per cui il
premier ha scatenato l'offensiva contro le toghe "sovversive" e non
accetta "transazioni", ecco perchè ieri Niccolò Ghedini era
alla Camera da deputato per votare la fiducia al governo di Berlusconi,
ma da legale di Berlusconi portava sottobraccio un
codice di procedura penale pieno di annotazioni. "Devo portarmi il lavoro
appresso", ha spiegato. "Tra il primo e il 18 luglio avrò otto
udienze tra Milano e Napoli. Il presidente mi ha chiesto: "Che faccio, ti
seguo? Ogni volta però dovrei impegnare un'intera giornata per prepararmi.
Bloccherei l'attività di governo". Non ne può più. Continua a ripetere:
"Devo andare a Napoli per l'emergenza rifiuti o per difendermi?". Noi
cerchiamo di calmarlo, ma come si fa...". Il luglio caldo del Cavaliere si
avvicina, e Berlusconi ha capito che doveva giocare
d'anticipo per pararsi il fianco. Perciò si è mosso con gli emendamenti
bloccaprocessi al decreto sulla sicurezza, perciò ha impresso un'accelerazione
allo "scudo" per le cariche istituzionali, "che non è mai stato
un decreto - precisa il ministro per i Rapporti con il Parlamento - ma un
disegno di legge". Ciò non toglie che il premier voglia accelerarne l'iter
in Parlamento, "chiederemo che venga calendarizzato già a luglio ",
annuncia infatti Elio Vito. In.
( da "Manifesto, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Mariuccia Ciotta La
platea fischia questo governo da hit-parade. A fischiare non sono solo i suoi
nemici storici, ma ieri anche gli amici bottegai che hanno sommerso Berlusconi
di un sonoro dissenso all'assemblea della Confesercenti, un "buuh" di
anticipo alla dichiarazione del Csm sulla legge blocca-processi,
incostituzionale. E la rivolta assume un valore altamente simbolico nella
clamorosa decisione presa ieri dal cinema italiano. Nessun film sarà inviato alla
Mostra di Venezia, al Festival di Torino e alla Festa di Roma (che Alemanno
vuole tutta tricolore) in polemica con l'abolizione del tax credit e del tax
shelter dalla finanziaria. Le associazioni di categoria annunciano un
boicottaggio senza precedenti se le misure di incentivo fiscale a favore
dell'industria cinematografica, istituite dal precedente governo, non saranno
reintrodotte. I produttori (Anica), compresi gli indipendenti (Api), i
distributori e gli esercenti (Agis) hanno manifestato "sgomento" per
l'abrogazione "di una legge decisiva per il futuro del nostro
cinema", quel cinema che i ministri in carica si erano precipitati a
osannare a Cannes, come se i film vincitori fossero materiale immaginario di
loro appartenenza. Dopo averli visti, ci avranno ripensato. Gomorra e Il divo
massacravano l'Italia dei faccendieri e dei mafiosi, dello strapotere politico
e dell'immondizia reale e morale, ed è stato un tragi-comico paradosso quella
passerella istituzionale sulla Costa azzurra. Meglio tagliare le gambe a produttori
e registi, che di fede berlusconiana ce ne sono pochi, sempre quei due o tre
che rispuntano a ogni cambio di stagione, e ora occupano di nuovo i vertici di
Cinecittà Holding. La maggioranza avrà pure il tele-popolo dalla sua, ma quello
visionario no. La sua cultura è quella dei bulldozer, dei bambini marchiati e
delle ronde in divisa, nessuna ispirazione da mettere in pellicola. La
mobilitazione contro la cancellazione degli sgravi fiscali è ancor più
significativa dal momento che, nel disastro dell'industria cinematografica
italiana, i due unici soggetti di riferimento produttivo
sono Rai e Mediaset, ovvero campi da gioco del
presidente del consiglio. Paralizzati anche loro di fronte allo sciopero delle
forze creative che si sono viste sottratti i fondi destinati ai film per
coprire il buco provocato dall'abolizione della tassa-specchietto per allodole,
l'Ici. Anche il movimento dei Centoautori (composta dai più prestigiosi
cineasti italiani, tra cui Bernardo Bertolucci) si è schierato con la protesta
e invita autori, attori, registi a disertare giurie, concorsi, premi e chiede
le dimissioni del ministro dei beni culturali Bondi. Il boicottaggio della
"fabbrica dei sogni" vale anche da antidoto al consenso delle parti
basse di un paese che vota egoismo, xenofobia, nazionalismo. Vista allo
specchio, l'Italia non si vede più, non ha immagine. La minaccia di privare il
grande schermo del suo doppio virtuale e migliore forse rientrerà, forse il tax
credit sarà ripescato, ma resta lo shock di questa mancanza, che è già
vertigine. Buio in sala.
( da "Messaggero, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Di PAOLA PISA Tende
che volano e tovaglie, stoviglie, bouquet, tutto immacolatissimo. Vestiti delle
ragazze e delle signore, nella stessa tinta abbagliante e lunare. Pallidi i
visi, lattiginose le auto. Alle feste poi, si va in bianco: lo dicono i mille eventi
e cartoncini che impongono: White al cento per cento. E che non si pensi di
trasgredire. Che trend quello del colore del latte e della purezza, quello che
unisce tutte le sfumature insieme. Prendiamo la famiglia Gori a Taormina, come
si è fatta fotografare la bella Cristina Parodi col marito Giorgio e i pargoli
Alessandro, Benedetta e Angelica? In chiaro: che di più non si può, tutti
coordinati. Quello era un White charity party, al quale Cristina e Benedetta,
le sorelle Parodi, hanno cantato e vinto gorgheggiando. Un
sacco di soldi raccolti e un sacco di bianco, per Marco Mazzocchi, Sofia
Bruscoli, Claudia Peroni e mille altri tra cui Paolo Brosio, organizzatore
della serata che ha raccolto fondi per bambini. Ma la festa più glamour-candida
del reame, la più aristo-immacolata è stata quella che ha portato in Sicilia,
genere Gattopardo, tutta la society più sofisticata del globo. Hanno invitato
per i venticinque anni di matrimonio Lucio Bonaccorsi e la moglie Luisa
Beccaria, celebre stilista romantica e un po' anglo. Nel loro castello di
Castelluccio, vicino a Noto, hanno chiamato ottocento e più persone. Tre giorni
di festa, anche questo è un trend: una sera c'è stato il teatro, un'altra il
ballo e il terzo giorno, una colazione in bianco. Tutte le signore erano
candide, un abiti corti e lunghi, in caftani e pantaloni. Luisa Beccaria e le
figlie Lucilla, Lucrezia e Luna, vestite in organza candida, ma ci sono anche
due maschi Ludovico e Luchino (tutti i nomi iniziano per "L") anche
loro bianchi come papà Lucio. L'aeroporto di Catania è andato in tilt per gli
arrivi di jet privati, c'era il gotha della ricchezza mondiale. I Brachetti
Peretti sono atterrati con l'elicottero, i Falcon erano di una solfa. E c'erano
i Miller, e c'era lady Abramovich (prima moglie) e c'era l'armatore greco
Chandris, e c'era Juan Antonio Samaransh, e c'era Verde Visconti, e c'era Aliai
Forte, e ancora Bambi Parodi Delfino e Osanna Visconti, e le giovincelle
Barbara Berlusconi e Allegra Versace. I Ligresti, e
tanta nobiltà siciliana e mondiale. Gli uomini la sera sfoggiavano la giacca
bianca dello smoking, tornata in auge. Ve lo ricordate Humphrey Bogart in
Casablanca? Perché bianco? Fatevelo dire da Coco Chanel: "Ad un ballo si
guarderanno solo le donne in bianco o nero", diceva e lei sì che ci ha
sempre azzeccato. Raccomanda Renato Balestra: "Il bianco è pericoloso,
bisogna essere perfetti per sfoggiarlo". Laura Biagiotti non lo teme, lo
indossa sempre. E così Carla Fracci. Andiamo più sul popular white? Prendete i
fratelli Galliano, Umberto e Massimo di "Capri", come portavano i
pantaloni? Immacolati, come tanti uomini hanno ripreso a indossare d'estate e
un po' anche d'inverno. Il bianco è il sostituto del nero, quando il sole
calienta. Il bianco è lusso, perché mantenerlo tale vuol dire un sacco di spese
in tintorie. Popular? Ecco anche Parigi che per una notte, all'inizio di
giuigno, fa la sua "fete en blanhe", quest'anno era agli Champs
Elysees, tutta la Ville Lumiere color mozzarella. All'Argentario le feste
bianche si sprecano. Sul litorale romano se ne prepara una a giorni. Sul
cartoncino la scritta: Cento per cento white. Nemmeno un po' di colore per un
centinaio di chiamati all'evento. Tintarella perfino quasi al bando, vedi la
faccia di Cate Blanchett e impara: una lampadina. Gambe bianche? E chi se ne
infischia. Auto bianche? Vanno per la maggiore, sono la mania dopo quelle
argento e ora costano altrettanto. Per averle c'è la lista d'attesa e una
soprattassa.
( da "Tempo, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Stampa L'intervista
Il programma di approfondimento su Canale 5 non ferma l'informazione Mentana:
"Matrix" non va in vacanza la politica si racconta sotto il solleone
Marida Caterini Riflettori accesi anche d'estate su politica, attualità,
cronaca. "Matrix", il programma di approfondimento condotto da Enrico
Mentana su Canale 5, non si ferma per ferie e terrà informati i telespettatori
su quanto avverrà in Italia durante i mesi di luglio ed agosto.
"Continueremo fino alla ripresa della quarta edizione, agli inizi di
settembre, nella solita collocazione trisettimanale", afferma Mentana che
intanto sarà in video durante l'estate con 10 nuove puntate di Matrix ognuna in
onda il mercoledì. Lei sfata la consuetudine che da giugno a settembre anche
sul piccolo schermo si va tutti in ferie. "La tv italiana ha una scansione
da scuola elementare: a giugno tutti in vacanza fino a settembre inoltrato. Già
lo scorso anno con la prima edizione di Matrix in estate, siamo stati tra i
pochi a tenere informati gli italiani. Ma quest'anno non ci saranno repliche in
agosto, come nel 2007, tutte le puntate saranno ancorate alla più stretta
attualità politica e di cronaca". Anche Bruno Vespa sarà in onda dal 1
luglio al 18 agosto con 8 con puntate speciali di "Porta a porta estate: i
grandi amori del secolo". Concorrenza sotto il solleone? "La
competizione tra me e Bruno Vespa non esiste. Ognuno fa il proprio lavoro e va
per la sua strada. Ciascuno di noi ha il proprio pubblico. Non però lo scorso
anno con il prolungamento di Matrix in estate abbiamo indubbiamente aperto una
strada. In momenti così caldi per la politica italiana come quelli attuali,
sarebbe davvero insensato abbassare i riflettori e rimandare tutto a
settembre". In trasmissioni di approfondimento come Matrix i politici
giocano un ruolo essenziale. C'è un criterio in base al quale vengono invitati?
"La loro presenza è legata a quanto avviene in quel momento Ma ce ne sono
alcuni che sono stati ospiti più degli altri. Antonio Di Pietro, ad esempio, ha
partecipato ben 25 volte alla trasmissione in tutta la storia di
"Matrix". Lo abbiamo fatto interagire con i più differenti personaggi
e sempre con ottimi risultati di audience. Il Premier Silvio Berlusconi,
invece, ha partecipato solo 5 volte. Ma non c'è protagonista della scena
politica che non sia venuto. Siamo riusciti ad avere anche Romano Prodi
nonostante avesse affermato che mai sarebbe intervenuto in
un programma Mediaset".
Il politico più simpatico al suo pubblico? "Piace molto Giulio Tremonti, è
venuto a trovarci varie volte sempre con risultati di grandi ascolti. La
sorpresa però, è stata la presenza del ministro della Funzione Pubblica e
dell'Innovazione Renato Brunetta: il suo recente intervento a
"Matrix" ha ottenuto un successo superiore a qualsiasi
aspettativa". La puntata più seguita della triennale storia di
"Matrix"? "Quella prima delle ultime elezioni con i doppi
interventi di Berlusconi e Veltroni. Tra le puntate di cronaca ed attualità da
segnalare quella sulla Tissen Krup la fabbrica torinese in cui persero la vita
sei operai. Ma non esiste alcun settore nel quale i nostri ascolti non siano di
grande prestigio". Qual è stata l'audience media delle puntate estive
andate in onda nel 2007? "Tra il 19 ed il 21% è la media dello share. Io
sono convinto che in estate il pubblico non diminuisce dinanzi al piccolo
schermo, se si trovano di fronte all'offerta televisiva adatta". Quante
volte è stato contattato dalla Rai per cambiare
casacca? "In dieci anni parecchie volte. Mi era stata offerta anche la
direzione del Tg1. ma ho sempre declinato l'invito che adesso sarebbe del tutto
improponibile", ha concluo Mentana, mentre in una saletta riservata di un
noto locale del centro storico di Roma, all'improvviso è arrivato il Presidente
della Rai Claudio Petruccioli che si è affacciato a
salutarlo.
( da "Messaggero, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Di LEONARDO
JATTARELLI ROMA - Sembrava dovesse filare tutto abbastanza liscio per le tasche
e le speranze dell'industria cinematografica italiana, soprattutto dopo i
trionfi di Cannes con Gomorra e Il divo, e invece ora è nuovamente rivoluzione,
furiosa protesta. Si chiedono addirittura a gran voce le dimissioni del
ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi. Proprio di quel ministro che qualche
giorno fa aveva rasserenato gli animi di produttori, imprenditori, registi di
casa nostra sul ripristino del tax credit, cioè del credito di imposta per il
cinema a favore della crescita industriale del settore, e quella del tax
shelter, cioè la possibilità, per i produttori, di detassare parte degli utili
reinvestiti. Ieri, la tempesta. In merito alle decisioni del Governo e al
maxiemendamento della Finanziaria del ministro Tremonti, le maggiori
associazioni industriali del cinema, Anica, Api, Agis, Anec si sono unite
"nel manifestare lo sgomento per l'eliminazione delle misure di incentivo
fiscale per il cinema decisa dal Governo, in incomprensibile contraddizione con
la dichiarata volontà di abbandonare le politiche assistenzialistiche del
passato per dar vita ad un circolo virtuoso di nuovi investimenti...Nonostante
le più ampie rassicurazioni del ministro Bondi, viene abrogata una legge,
quella del tax credit, decisiva per il futuro del cinema. Ed è incredibile - continua
il comunicato - che tale abrogazione passi attraverso il divieto di
presentazione di emendamenti di parlamentari della maggioranza stessa".
Dunque tutto il cinema, ora, si mobilita. E' di nuovo scontro aperto col
Governo: si minaccia il boicottaggio di tutti i festival nazionali attraverso
la non presenza di pellicole italiane alla Mostra di Venezia, alla Festa di
Roma, al Torino Filmfestival. Sul piede di guerra anche i Centoautori che
chiedono le "immediate dimissioni del ministro Bondi il quale ha ceduto
alle istanze del Governo. Tax credit e tax shelter avevano messo il nostro
cinema - dicono i Centoautori - al passo con gli altri Paesi e lasciavano
sperare in un rilancio. Oggi il paradosso è che un governo liberista, che dice
di voler aiutare l'imprenditoria del nostro Paese, cancella queste norme
lasciando solo quelle che aiutano il cinema Usa e le ristrutturazioni delle
sale". Il finale del comunicato è amarissimo: "Meglio, molto meglio
che tutti coloro che fanno cinema, sempre più stretti tra
duopolio Rai e Mediaset, monopolio Sky e grandi
distribuzioni americane, rimangano nella condizione di questuanti della
politica". Da più parti si levano dure critiche alla cancellazione degli
incentivi fiscali: "L'esecutivo mantenga gli impegni presi"
sottolinea Giovanna Melandri del Pd alla quale fa eco la senatrice Vittoria
Franco: "Il governo Berlusconi è responsabile di un pesantissimo ritorno
indietro", mentre Vincenzo Cerami, ministro della cultura del governo
ombra parla di "pessima notizia che dimostra la volontà di mortificare la
creatività e la vitalità del nostro Paese". Un ammonimento arriva anche da
Luca Barbareschi, vicepresidente della Commissione Trasporti e Comunicazioni
della Camera: "C'è il rischio - dice - che, con il maxiemendamento della
Finanziaria, tutta la fatica fatta in questi anni per ridare ossigeno al cinema
italiano venga vanificata. Cercherò di convincere il minsitro Tremonti -
afferma ancora Barbareschi - a ripensare questa posizione". Nel
pomeriggio, la replica del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi durante
l'audizione alla commissione Cultura del Senato: "Sulla questione
dell'abolizione del tax credit - dice - voglio nuovamente sottolineare che ho
esercitato il massimo impegno possibile per la reintroduzione di questa utile
innovazione a favore del cinema italiano. Il mio auspicio è che nel corso
dell'iter parlamentare al Senato, questa norma venga reintrodotta".
( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Economia Rai-Mediaset, indaga la Corte dei Conti La Finanza chiede intercettazioni e
documenti sui rapporti tra dirigenti dei due network I magistrati sospettano un
danno alla tv di Stato. Vigilanza, è fumata nera ALDO FONTANAROSA ROMA - Quasi
in cronaca diretta, il direttore generale della Rai Claudio Cappon riporta i suoi consiglieri di amministrazione al
più fragoroso scandalo che abbia investito la tv di Stato negli ultimi
mesi. Alle 11 di ieri, durante la riunione settimanale del consiglio della Rai, Cappon riceve e subito legge un appunto del suo staff.
C'è scritto che la Corte dei Conti - sentinella della corretta gestione dei
beni pubblici - indaga sui contatti sospetti tra dirigenti Rai
(di nomina polista) e dirigenti di Mediaset. Sono le
telefonate pericolose tra Viale Mazzini e Cologno Monzese che la Procura di
Milano intercettò nel 2005. La Repubblica ne svelò i contenuti in un'inchiesta
di novembre. Ed ora la Corte dei Conti chiede ogni atto possa fare luce sul
caso. Titolare del fascicolo è Guido Patti, viceprocuratore generale della
Corte. Patti vuole ricostruire i cambiamenti nella programmazione che la Rai decise per la morte di Giovanni Paolo II (informando di
molte scelte i dirigenti concorrenti di Mediaset). E
vuole anche capire se la televisione pubblica comunicò in ritardo i risultati
elettorali delle amministrative soltanto perché sfavorevoli al Polo. Il
presunto ritardo spinse tre parlamentari del centrosinistra (Ferrante, Villari
e Lion) a denunciare alla Procura di Roma l'ex direttore del Marketing
Strategico della Rai, Deborah Bergamini, ora
parlamentare del Pdl, e l'allora direttore generale Flavio Cattaneo (benché
solo citato nelle telefonate e mai intercettato in prima persona). Quello era
il binario penale. La Corte dei Conti si muove invece quando immagina un danno
alle casse di un ente pubblico come è la Rai. Anche
solo il sospetto di un contraccolpo di immagine può motivare la sua azione. Non
risulta, al momento, che dirigenti o ex dirigenti al centro di quelle
telefonate abbiano ricevuto contestazioni della Corte. Ma certo un brivido
correrà lungo la schiena delle persone toccate dal caso, visto che la Corte può
istruire procedimenti severi e chiedere risarcimenti importanti. L'iniziativa
della Corte dei Conti cade in un momento di passaggio per la televisione
pubblica, il cui consiglio di amministrazione ha ormai concluso il suo mandato
alla fine di maggio. Per nominare un nuovo presidente, un nuovo direttore
generale e nuovi consiglieri di amministrazione ci sarebbe bisogno di un'intesa
politica. Il Pdl e le opposizioni dovrebbero accordarsi intanto sul nome del
presidente della commissione di parlamentari che vigila sulla tv di Stato. Ma
ieri - per la terza volta consecutiva in una settimana - il centrodestra ha
fatto mancare il numero legale in commissione di Vigilanza, mandando a gambe
per aria l'elezione del candidato unico alla presidenza. E' l'ex sindaco di
Palermo Leoluca Orlando, ora deputato dipietrista. Se il centrodestra diserta
l'elezione è per l'ostilità che Forza Italia nutre verso Di Pietro e i suoi
uomini. Non solo. All'interno del centrodestra si apre una battaglia proprio
sulla nomina dei futuri consiglieri a Rai. Per legge,
il Pdl ha diritto a cinque poltrone su 8 complessive. Come dividerle? Nel
consiglio appena scaduto, Forza Italia ha due persone mentre An, Lega e Udc ne
hanno uno a testa. Nel futuro consiglio, Forza Italia ne chiede addirittura
tre. Mentre Alleanza Nazionale e i leghisti dovrebbero accontentarsi di una
sola casella (l'Udc intanto è passata all'opposizione in Parlamento). La
pretesa forzista allarma la Lega che chiede per sé due poltrone, mentre le
altre tre andrebbe suddivise tra Forza Italia ed An che Bossi considera
un'unica entità. Sotto accusa, dunque, c'è la voracità dei forzisti che si
starebbe manifestando in decine di altre nomine di competenza ministeriale. In
questo clima, l'intera pratica Rai slitta alle
prossime settimane, forse addirittura a settembre.
( da "Riformista, Il" del 26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)
Argomenti: RAI MEDIASET
Malumori in an e
lega Salta di nuovo Orlando La Rai rimandata a
settembre In politica quando finisce un amore, anzi un dialogo, la prima a
soffrirne è la povera Rai. Così è stato anche
stavolta. Ieri, infatti, doveva essere la volta buona per eleggere in maniera
bipartisan il dipietrista Leoluca Orlando a presidente della Vigilanza Rai. L'accordo tra Pdl e Pd prevedeva poi la conferma di
Claudio Petruccioli a Viale Mazzini, Stefano Parisi alla direzione generale e
un cda composto da tre consiglieri indicati da Forza Italia di uno in quota
Tesoro (Gorla, Melograni e Petroni), uno da An (Paglia), uno dalla Lega
(Bianchi Clerici), due dal Pd (Calabrese e Rizzo Nervo), uno infine dall'Udc
(De Laurentiis). E invece il banco è saltato: per la seconda volta consecutiva
il Pdl ha mandato all'aria la seduta della Vigilanza per eleggere Orlando. Che
cosa è successo? Dall'opposizione dicono che il Cavaliere sarebbe stato incerto
sino all'ultimo sull'accordo per via del clima di scontro sulla giustizia,
optando alla fine per la rottura. Senza contare, infine, che i falchi
berlusconiani continuano a ripetere che "il presidente uno come Orlando
non lo accetterà mai". In realtà, dietro ci sarebbero anche i soliti
litigi furibondi per la spartizione delle poltrone. Sia su un fronte, sia
sull'altro. A far mancare il numero legale in Vigilanza sarebbero stati però i
mal di pancia di Lega e An. In particolare, il partito di Fini (ma non c'era il
Pdl?) non ne potrebbe più dello strapotere azzurro in fatto di nomine. Si
racconta che i ministri di An avrebbero protestato con il premier per una serie
di rinnovi fatti in gran segreto senza informare nessuno da Tremonti e Scajola.
Il malcontento coverebbe da due settimane e così quando il presidente della
Camera (che continua ad avere sempre l'ultima parola sulle
vicende di An) ha visto tre caselle del cda di Viale Mazzini occupate dai
forzisti si è messo di traverso. Risultato: tutto rinviato a settembre con
intima soddisfazione, tutto sommato, dello stesso premier, cui non sfugge che
una Rai congelata non può
altro che favorire la concorrenza di Mediaset. 26/06/2008.
( da "Opinione, L'" del 26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: RAI MEDIASET
Oggi è Gio, 26 Giu
2008 Edizione 130 del 26-06-2008 Il programma su Rai
Uno dedicato alle più belle straniere vince la serata, ma va bene anche Canale
5 Via il calcio avanti Miss di Elisa Ferrini Seconda giornata di riposo per gli
Europei di calcio 2008 su Rai Uno che, anche senza il
seguitissimo evento sportivo, riesce a vincere la serata di martedì 24 con
"Miss Italia nel Mondo", seguito da 3.873.000 spettatori, pari al
24,22% di share. A condurre Caterina Balivo (ex concorrente di Miss Italia),
con la collaborazione del comico Biagio Izzo, il concorso di bellezza dedicato
alle più belle straniere con origini italiane ottiene i maggiori consensi tra
le donne (27,55% di share), gli adolescenti tra gli 8 e i 14 anni (27,12% di
share) e gli over 65enni, tra i quali arriva a toccare il 41,03% di share.
Secondo posto per Canale 5, che propone all'interno del ciclo "Facce da
Hollywood" la replica del film "Ocean's Eleven". La pellicola
americana diretta da Steven Soderbergh ed interpretata da un poker di celebri
attori tra cui Brad Pitt, George Clooney, Matt Damon e Julia Roberts, raccoglie
i favori di 3.444.000 spettatori, regalando alla rete il 18,17% di share. A
seguire gli undici di Ocean è un pubblico prevalentemente giovane, tra i 4 ed i
44 anni, con un picco tra i 15-24enni che toccano il 32,83%. Buoni risultati
anche per un'altra pellicola hollywoodiana, "The Rock", che regala a Rai Tre la terza posizione nella classifica delle emittenti
più viste nel prime time. Con il fiato sospeso 2.354.000 spettatori, curiosi di
vedere gli esiti dello scontro nella celebre prigione di Alcatraz. Segue a
breve distanza Rai Due, che propone il legal drama
americano "Close to home", conquistando con i due episodi in prima
visione oltre 2 milioni e 200 mila spettatori, appassionati alle vicende del
vice procuratore Annabeth Chase, interpretata da Jennifer Finnigan, affiancata
in questa seconda stagione da David James Elliot (già protagonista della serie
"Jag - Avvocati in divisa"). Anche Rete 4 si affida alla fiction, un
genere particolarmente privilegiato nella programmazione estiva delle reti
generaliste, proponendo le repliche della prima serie de "Il giudice
Mastrangelo", interpretata da Diego Abatantuono e Amanda Sandrelli. Con
l'episodio dal titolo "Sotto il ponte", l'emittente
Mediaset riesce a portare a
casa il 10,65% di share, con un seguito di 2.141.000 telespettatori,
prevalentemente donne (11,75% di share). Ultimo appuntamento per "Mai dire
martedì", il divertente show condotto dal Mago Forest e dalla Gialappa's
Band, che tra un siparietto comico ed un servizio irriverente regalano ad
Italia 1 una platea di 2.030.000 spettatori, con una share pari al
9,89%. Piacciono i documentari di "Atlantide", il programma di
approfondimento condotto da Francesca Mazzalai su La7, che con uno speciale su
Leonardo Da Vinci e la famiglia De Medici consegna all'emittente il 3,45% di
share.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: RAI MEDIASET
Spettacoli Estate
Pagina 10206 Televisione Oggi nel programma di Enrico Mentana si parla del caso
Orlandi Sfida tra Rai e Mediaset:
Matrix non va in vacanza Televisione. Oggi nel programma di Enrico Mentana si
parla del caso Orlandi --> In controtendenza rispetto a una tv che
assomiglia sempre più "alla scuola elementare, per cui si va in vacanza
agli inizi di giugno per tornare sui banchi il primo ottobre", Enrico
Mentana non chiude i battenti di Matrix. Concluso venerdì 20 giugno il ciclo da
tre appuntamenti alla settimana, da questa sera l'approfondimento di punta di
Canale 5 resta in onda il mercoledì per occuparsi della stretta attualità:
l'argomento di oggi è il caso Emanuela Orlandi. "Gira l'idea della bufala,
ma i riscontri ci sono e quindi ci sembra interessante affrontare questo tema",
dice Enrico Mentana che stasera avrà in studio, tra gli ospiti, Giancarlo De
Cataldo e che nelle prossime settimane punterà ancora su temi "da prima
pagina dei quotidiani. L'importante - sottolinea il giornalista - è non levare
le tende". E a differenza del 2007, quando il ciclo estivo di Matrix (in
onda il venerdì), premiato dal pubblico (con una media del 19 per cento sul
pubblico totale e del 21 per cento sul target commerciale), ad agosto lasciò
spazio ad alcune repliche, quest'anno ci saranno soltanto "puntate
vere". "È incomprensibile - spiega ancora Mentana - che
l'approfondimento chiuda, per di più dopo una stagione di polemiche terribili
su temi come la giustizia, la sicurezza. A questo punto la gente - aggiunge sul
filo della provocazione - immagina Travaglio e Schifani in vacanza insieme, o
magari Floris con la Prestigiacomo". Pressochè inutile provare a
trascinare Mentana sul terreno del confronto con Porta a Porta, che quest'anno
interrompe l'abituale digiuno estivo dedicando da martedì primo luglio otto
speciali ai grandi amori del secolo: "Sono fatti di Vespa e delle coppie
che verranno evocate. E soprattutto non penso che sia tra gli obblighi del
pingue stipendio che percepiamo sia io sia Vespa ci sia il dover parlare l'uno
dell'altro. Siamo stati noi i battistrada dell'impegno estivo - taglia corto -
e mi fa piacere che l'esempio sia seguito da altri". Resterà per ora un
esperimento la docufiction che Matrix dedicò a giugno 2007 alla strage di Erba:
"Non possiamo ignorare le polemiche, alcune legittime altre no - spiega
Mentana - che ci sono state. E poi sono operazioni che costano. In ogni caso la
docufiction non ci ha impedito di fare altro, come l'importante documento sulla
confessione di Rosa Bazzi al criminologo Picozzi". Enrico Mentana tira anche
le somme della stagione appena conclusa e che ha visto la puntata pre-elezioni
con i due candidati premier Silvio Berlusconi eWalter Veltroni al top
dell'approfondimento di quest'anno, con quasi 6 milioni di spettatori e oltre
il 24 per cento di share. "A premiare sono soprattutto i temi di grande
attualità, le vicende sociali, le questioni che riguardano le tasche della
gente. La politica? Non ha tanti protagonisti, anche perchè i leader
centellinano le presenze in tv con il contagocce: in tre anni di Matrix,
Berlusconi è venuto cinque volte". La superstar del programma resta
Antonio Di Pietro, con 25 presenze su 350 puntate: "È un personaggio
spendibile su più temi - dice Mentana - e funziona. Altro ospite al quale sono
molto legato è Tremonti: è venuto sempre nei momenti topici. Ma anche Brunetta
ha avuto un boom clamoroso". A settembre Matrix tornerà in onda il lunedì,
mercoledì e venerdì "con la possibilità di incursioni in prime time -
annuncia il direttore di Canale 5, Massimo Donelli - su eventi di grande
importanza".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: RAI MEDIASET
Spettacoli Estate
Pagina 10205 No tax credit? No festival nazionali Autori e produttori
indipendenti contro la decisione del Governo --> Autori e produttori
indipendenti contro la decisione del Governo Boicottaggio di tutti i festival
nazionali: nessun film italiano sarà presente a Venezia, Roma, Torino. È quanto
hanno stabilito le associazioni industriali del cinema Anica, Agis e Api
riunite ieri a Roma, invitando tutto il mondo dell'industria culturale a unirsi
a questa forte protesta contro l'abolizione del tax credit. "Deve essere
chiaro a tutti che il Governo, venendo meno a impegni precisi, ha deciso di
infliggere un colpo mortale al cinema italiano nel momento in cui dimostra
appieno, anche a livello internazionale, la sua vitalità artistica e
industriale. Ulteriori azioni saranno decise al più presto", dice un loro
comunicato congiunto. "Le rappresentanze dell'industria cinematografica
italiana, Anica, Api, Agis - continua il comunicato - sono unite nel manifestare
lo sgomento per l'eliminazione delle misure di incentivo fiscale per il cinema
decisa dal Governo, in incomprensibile contraddizione con la dichiarata volontà
di abbandonare le politiche assistenzialistiche del passato per dar vita a un
circolo virtuoso di nuovi investimenti, nuova occupazione, nuovi film".
"Nonostante le più ampie rassicurazioni al riguardo fornite dal Ministro
Bondi, anche a nome del Governo, viene quindi abrogata una legge decisiva per
il futuro del nostro cinema. È incredibile che tale abrogazione passi
attraverso il divieto di presentazione di emendamenti di parlamentari della
maggioranza stessa che, tra l'altro, avevano individuato con precisione
l'adeguata copertura finanziaria. Tutto il cinema italiano è mobilitato contro
questo atto devastante". Conclude la nota congiunta. Anche il movimento
dei Centoautori invita autori, registi, produttori, attori, al boicottaggio di
tutti i festival italiani, rifiutandosi di partecipare a giurie, concorsi e
premi. "Non festeggiamo il cinema, mentre il governo fa di tutto per
affondarlo", spiegano in una nota. E sempre da loro arriva la richiesta
delle "immediate dimissioni del ministro Bondi, il quale pur essendosi
impegnato a difendere questi incentivi con dichiarazioni alte e ispirate sul ruolo
della cultura e della bellezza, alla fine ha ceduto alle istanze del
governo". Dopo anni, spiegano I Centoautori: "il cinema italiano era
riuscito a ottenere dal precedente governo due norme vitali per il suo sviluppo
- tax credit e tax shelter - che lo mettevano alla pari con gli altri paesi e
lasciavano sperare in un rilancio e in una crescita artistica e industriale.
Oggi siamo al paradosso: un governo liberista, che dice di voler aiutare
l'imprenditoria del nostro paese, cancella queste norme lasciando solo quelle
che aiutano il cinema Usa e le ristrutturazioni delle sale
cinematografiche". La verità è che "non c'è nulla di tecnico, nulla
di economico in questa decisione. Infatti tutti gli studi, anche a livello
internazionale, indicano che queste misure generano un ritorno di cassa
superiore a quanto lo Stato perde in tasse". I nostri film, concludono I
Centoautori, "è meglio non farli. Potrebbero, come hanno fatto anche
recentemente con riconoscimenti internazionali e successo di pubblico,
rappresentare un Paese che la televisione ha smesso di raccontare. Meglio,
molto meglio che tutti coloro che fanno il cinema, sempre
più stretti tra duopolio Rai e Mediaset,
monopolio Sky e le grandi distribuzioni americane, rimangano nella condizione
di questuanti della politica". Anche Giovanna Melandri (Pd) è intervenuta
sull'emendamento della finanziaria: "Auspico che il Governo non voglia,
nei fatti, mortificare il Cinema italiano, un'importante settore per la vita
culturale ed economica del Paese. Il tax credit è uno strumento moderno
ed efficace per sostenere questo comparto che merita tutto il sostegno dello
Stato. L'esecutivo, pertanto, mantenga fede agli impegni presi".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: RAI MEDIASET
Spettacoli Estate
Pagina 10204 Piacere, signorino buonasera --> Provocazione? No, vera e
propria vocazione. Massimiliano (Max) Cordeddu ci tiene davvero, a fare il
signorino buonasera. E se nelle ultime settimane ha, nell'ordine, presentato
un'istanza all'Authority per le Telecomunicazioni, chiesto un incontro al
ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna e, infine, depositato alla Siae
un format televisivo (per un'ipotetica trasmissione di casting: Signorine e
signorini buonasera ), l'ha fatto solo "per una questione di
principio": basta con l'asfissiante predominio femminile sul ruolo
dell'annunciatore. Dopo le Orsomando, le Elmi, le Vaudetti e le loro giovani
eredi ("di cui nessuno, però, ricorda un nome: resta solo quel dito
infilato nell'occhio del telespettatore a fine annuncio"), in Italia è
giunta l'ora di aprire ai maschi. E basta discriminazioni. Rilanciata da
agenzie, quotidiani e tv, l'iniziativa del trentatreenne nato a San Basilio ma
trapiantato a Roma dopo aver studiato a Bologna ("Mi sono laureato in
Scienze Politiche"), ha fatto il giro d'Italia. "Da due giorni il mio
telefono è rovente - confida lui - e ci sono tantissimi contatti sul mio sito
internet: www.signorinobuonasera.it ". Fra i link, uno alla normativa:
apre delle finestre in cui sono riportati, fra l'altro, l'articolo 3 della
Costituzione ("Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali
davanti alla legge, senza distinzione di sesso...") e parte della legge
223 del 1990, che all'articolo 11 impone alle tv pubbliche e private di
"promuovere azioni positive volte ad eliminare condizioni di disparità tra
i due sessi". E invece? "E invece - risponde Cordeddu - gli uffici personale di Rai e Mediaset
mi hanno detto no, quando mi sono proposto. Mi hanno spiegato che quel ruolo è
riservato alle donne". Ma come mai ci teneva tanto, a fare l'annunciatore?
"L'avevo fatto per un anno e mezzo sul canale satellitare EcoTv: poi,
causa tagli al personale, la mia collaborazione si è interrotta". E
lui, mica ha pensato a fare, come va di moda in questi tempi, il vj:
"Quello è un altro ruolo. Chissà, magari in futuro. Umilmente, penso di
fare qualcosa di più semplice. Il signorino buonasera". Ora che succede?
"L'Authority, per legge, è tenuta a chiamarmi entro trenta giorni. Il
ministro dovrà ricevermi, anche se non mi aspetto certo di essere la priorità
assoluta, nella sua agenda". Nel frattempo ha depositato alla Siae il
format: "E se qualcuno vorrà fare un programma basato sul casting di
annunciatori, sul modello di Amici o Veline, dovrà chiamare me. Nel frattempo,
chi vuole partecipare al concorso può postare un proprio video su Youtube e
mettere come tag "signorinobuonasera", scritto tutto attaccato. Una
giuria, di cui farà parte Dario Ballantini, sceglierà le annunciatrici e gli
annunciatori migliori". In palio? "Mi piacerebbe organizzare un corso.
Con Nicoletta Orsomando come insegnante". MARCO NOCE.
( da "Voce d'Italia, La" del 26-06-2008)
Pubblicato anche in: (Voce d'Italia, La)
Argomenti: Berlu Saccà
Politica
Il direttore delle fiction Rai ascoltava le raccomandazioni Nuove
intercettazioni Berlusconi-Sacca' Pressioni anche su Willer
Bordon Napoli, 26 giu. - Nuove intercettazioni saranno messe in luce domani dal
settimanale l'Espresso sui rapporti tra l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi e il direttore
delle fiction Rai Agostino Saccà. Le telefonate sarebbero state
depositate agli atti del processo di Napoli: si riferiscono al telefono in Rai
di Agostino Saccà, capo del reparto dal budget più
ricco della televisione pubblica. Per i magistrati il direttore lavorava
nell'azienda statale progettando un futuro da imprenditore privato. Adesso
rischia un procedimento penale; ed ecco quindi che veniva chiamato per
raccomandare attrici i fiction e soubrette per gli show. E così Confalonieri
raccomanda l'attrice di Vivere Simona Borioni per la fiction il "Bene e il
Male", il sindaco di Milano Moratti la moglie del suo braccio destro
Glisenti, Barbareschi neo-diputato del Pdl chiede aiuti per una fiction da
girare in Sicilia con i contributi della Regione e chi più ne ha più ne metta.
E lo stesso dicasi per i politici Fassino e Rutelli, a proporre le loro idee e
le loro candidate. Il settimanale risalta anche i rapporti tra Berlusconi e un componente dell'Autorità delle Comunicazioni
Giancarlo Innocenzi, oltre alle note pressioni sul senatore Willer Bordon,
chiamato anche "Tex Willer", che ha una moglie attrice, affinchè
abbandoni la maggioranza. Andrea Morelli.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Intercettazioni in
primo piano2 attualità4 dal mondo6 cronache7 liguria9 economia11 marittimo13
cultura & spettacoli17 lettere e rubriche20 commenti21 genova23 lettere e
città29 album31 agenda32 cinema & teatri34 televisione36 sport37 genova
sport41 affari42 meteo - lotto43 27/06/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Caso derivati
Esplode il caso della vendita dei derivati agli enti pubblici. La Finanza ha
perquisito 4 banche e indagato 10 funzionari 27/06/2008 Roma. Pubblicate altre
telefonate tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, all'epoca alto dirigente Rai: intrighi per reclutare
senatori e abbattere il governo Prodi, ma anche raccomandazioni per attrici e
showgirl da far lavorare in televisione. bocconetti >> 2 27/06/2008
Genova. "Io c'ero quando si svolsero le gare segnate da
irregolarità". La super-teste che ha portato la Procura di Genova ad
aprire un'inchiesta per corruzione nell'ambito dell'appalto mense al San
Martino parla e accusa con cognizione di causa: era amministratore delegato
della Serenissima di Vicenza proprio in quegli anni di aumento boom del
fatturato. Dopo le rivelazioni del Secolo XIX, Giacomo Guerrera, presidente
della commissione che decise l'affidamento dell'appalto da 50 mila euro alla
Serenissima, si difende e ricostruisce nei minimi particolari la gara finita
sotto la lente del pm Francesco Pinto. cetara e indice >> 3 27/06/2008
rapporto dell'anticorruzione 27/06/2008 "SPINTARELLE ALLA CROCE
ROSSA" 27/06/2008 Roma. In Italia servono spintarelle e raccomandazioni
anche per entrare nella Croce Rossa. Lo rivela un rapporto dell'Alto
Commissario anticorruzione, inviato nelle settimane scorse al ministro del Lavoro.
L'indagine conoscitiva si riferisce a irregolarità nelle assunzioni in un
centro della Croce Rossa a Roma: commissioni d'esame approssimative, requisiti
non rispettati, e-mail sospette. lenzi >> 3 27/06/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Intercettazioni
Raccomandazioni di attrici e trame per ribaltare il governo Prodi Roma. Affari
e politica: raccomandazioni in cambio di un voto sfavorevole al governo Prodi.
In uno dei momenti più difficili dei rapporti tra Politica e Giustizia,
irrompono sulla scena una valanga di intercettazioni telefoniche, pubblicate
oggi sull' Espresso: ad attirare l'attenzione sono soprattutto quelle tra
l'attuale premier, Silvio Berlusconi, e il direttore
generale della Rai, Agostino Saccà, e risalgono alla
fine del 2007. Fanno parte della inchiesta che vede imputati sia il presidente
del Consiglio che il dirigente di viale Mazzini: quasi 9.000 colloqui
depositati agli atti. Non c'è, però, solo la voce di Berlusconi
su quei nastri: ci sono anche quelle dei collaboratori di Francesco Rutelli e
Piero Fassino, di Gianni Letta, di Giuliano Urbani, Luca Barbareschi (attore e
neodeputato Pdl), Maurizio Costanzo, Fedele Confalonieri, Letizia Moratti. Ma questi ultimi si rivolgono a Saccà soltanto per raccomandazioni o sollecitare investimenti su loro
progetti di fiction. Il rapporto con l'allora capo dell'opposizione è diverso: Berlusconi, attraverso Saccà, utilizzando anche Giancarlo
Innocenzi (già ex sottosegretario alle Comunicazioni del governo di
centrodestra del 2001, e, ora membro dell'Autorità garante delle Comunicazioni),
stava cercando di convincere Willer Bordon, senatore del centrosinistra a
votare contro il governo Prodi: nella scorsa legislatura, a Palazzo Madama, il
vantaggio del centrosinistra si contava a malapena sulle dita di una mano. Le
pressioni si incentrarono sulla possibilità di opportunità di lavoro per la
moglie del senatore, Rosa Ferraiolo. "Operazione gioco grosso" era
definito, nei colloqui, questo tentativo, andato peraltro a vuoto; anche se
Bordon, effettivamente, era uscito dalla maggioranza nelle ultime settimane di
vita del governo di centrosinistra, dando vita ad un piccolo partito. Berlusconi, secondo alcune indiscrezioni che filtrano da
Palazzo Chigi, avrebbe accolto la notizia come l'ennesimo attacco alla sua
persona. "Presenteremo denuncia penale. Già ora, la diffusione di queste
intercettazioni, è illegale. Lo sarà ancor di più dopo che sarà approvato il
disegno di legge che abbiamo presentato - ha fatto sapere Niccolò Ghedini,
deputato Pdl ed avvocato personale del premier - E' la prova che questo governo
ha fatto bene a varare quella norma, e, se ve ne fosse ancora la necessità, è
arrivata anche la riprova che occorre fare presto". "Guardate la luna
e non il dito - lo ha corretto Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori
- Berlusconi non è finito nel mirino di un
settimanale: è finito nel mirino della democrazia. Come giudicare una persona,
proprietaria di Tv, presidente del Consiglio, che interviene a chiedere favori
ed ottenerli dal servizio pubblico? Se non è conflitto di interessi questo,
quale lo è? Noi non smetteremo un minuto di denunciare l'uso privato che il
premier fa delle istituzioni pubbliche". Queste due posizioni si
scontreranno, inevitabilmente, in aula, quando si arriverà a discutere il
disegno di legge che limita non solo la diffusione sui giornali (per chi le
pubblica c'è anche la possibilità del carcere), ma anche la stessa possibilità
di disporre i controlli telefonici da parte della magistratura. Ieri, avvertendo
il pericolo di questa nuova crisi, l'Associazione nazionale magistrati ha
denunciato la pubblicazione illegittima di quelle trascrizioni:
"deprecabile diffusione". " Siamo solo all'inizio di una torbida
operazione che vuole modificare il quadro plitico uscito dalle elezioni. E'
all'opera di un nuovo partito della crisi e dell'avventura"è la denuncia
di Fabrizio Cicchitto, numero tre di Fi. "Serve dialogo per fare le
riforme - ha ammonito, ieri, Roberto Maroni, ministro leghista degli Interni,
al termine di una giornata difficile - Sia quella della giustizia che quella
federale: ci attendono grandi sfide. Tornare a dialogare sarebbe utile per
maggioranza ed opposizione". Di sicuro, però, questa nuova serie di
intercettazioni potrebbe lasciare sul campo almeno una vittima: "Dal tono
e dal contenuto dei colloqui appare evidente che Giancarlo Innocenzi non può
ricoprire alcun incarico all'interno dell'Autorità per le comunicazioni.
Avrebbe dovuto essere assolutamente imparziale" denuncia Riccardo Villari,
Pd. Tutte le persone coinvolte si sono difese. "Non ho fatto nessuna
raccomandazione. Ho solo suggerito di fare una serie Tv sulla Loren":
Rutelli; "Erano normali colloqui di lavoro": Barbareschi; "Sono
estraneo a questa forma di politica tritacarne": Bordon. A. M. B.
bocconetti@ilsecoloxix.it 27/06/2008 LE REAZIONI 27/06/2008
conflittod'interesseÈ finito nel mirino della democrazia a. di pietro leader
Idv 27/06/2008 premier difesoÈ la prova che questa norma è utile n.
ghedinideputato Pdl 27/06/2008 12 settembre 2007 27/06/2008 12 settembre 2007
27/06/2008 bordons'indignaEstraneo a questa politica tritacarne w. bordonex
deputato 27/06/2008.
( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del IL CASOBordon annuncia querele e ripete: ho sempre votato Prodi.
È vero. Oggi scrive su "Libero" Il "Tex Willer" che ha
cambiato otto partiti in 30 anni Nel gennaio scorso, Willer Bordon e sua moglie
erano finiti sui giornali un paio di settimane dopo lo
scoppio del caso intercettazioni tra Berlusconi e Saccà su
presunte raccomandazioni di attrici per le fiction Rai. La battaglia di Bordon
per la difesa di "Incantesimo" dal rischio chiusura era stata
collegata ad un contatto tra la moglie, l'attrice Rosa Ferraiolo e la
produzione: le era stata proposta una parte in Incantesimo, che l'attrice aveva
rifiutato. Ora la storia torna in ballo, con le nuove intercettazioni
pubblicate dall'Espresso, che raccontano di come l'ingaggio della moglie fosse
finalizzato ad ammorbidire il marito per far cadere il governo Prodi. Bordon
smentisce duramente e annuncia querele, richiamando a un fatto oggettivo:
"Mai in alcun momento ho fatto mancare il mio voto di fiducia al governo
Prodi, anche nei momenti più tempestosi". In effetti è così. Alla fine il
"grilletto" contro il governo Prodi, più volte annunciato, Bordon non
l'ha premuto, anche in quella triste sera di gennaio la fiducia l'ha votata. E
non è il solo annuncio di quei mesi bollenti a essere rimasto sulla carta: non
è riuscito neppure a dimettersi dal Senato, perché le Camere sono state sciolte
prima che la sua richiesta (presentata il 16 gennaio, giorno del suo
compleanno) arrivasse al voto dell'Aula. Né si è candidato a sindaco di Roma, o
meglio si è ritirato dalla corsa dopo un accordo con Francesco Rutelli. E così
lui, che si è autodefinito "esperto mondiale di campagne elettorali"
si è potuto risparmiare la faticaccia annunciata: un mese in camper in ognuno
dei quartieri di Roma per ascoltare i cittadini. E tuttavia l'ultimo anno è
stato piuttosto intenso per Tex Willer, otto partiti all'attivo di una
trentennale carriera politica, dal Pci di Muggia (Trieste) al Pds, i radicali
(doppia tessera, un caso politico nel Pci, dovette intervenire Petruccioli),
Alleanza democratica, l'Idv, i Democratici, la Margherita, fino all'Unione
democratica (simbolo simile all'Unione originale), in aperta ostilità a come si
stava costruendo il Pd. Un anno intenso, si diceva: imboscate al governo in aula
al Senato, il divorzio dalla Margherita, le accuse al Pd nascente di essere una
"somma di nomenklature, un rospo che neppure il bacio di Veltroni potrà
trasformare in principe". E poi a novembre l'alleanza in Senato con il
gruppetto di Dini per "fare un pacchetto di mischia". Un anno ad alta
tensione, finito con "l'uscita dalla casta". Ora Bordon scrive di
politica per Libero, e promuove referendum contro i soldi pubblici ai partiti.
Per chi ne avesse nostalgia come dirigente politico, resta il film di Ettore
Scola "Mario Maria e Mario": triangolo amoroso ai tempi della scolta
di Occhetto, in cui Tex Willer interpreta un segretario di sezione. a.c.
( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Se al telefono si piazzano ragazze e fiction... Ed ecco che
arriva L'Espresso carico di intercettazioni ("veleni" dice il Tg5, il
Tg1 omette particolari su Berlusconi, ma rivela
telefonate anche di Rutelli e Willer Bordon). L'avvocato Ghedini minaccia
sanzioni e sfracelli. Sarà la prima prova per la sopravvivenza della libertà di
stampa. Le intercettazioni sono un "sequel" di quelle già note: Berlusconi, Saccà le veline offerte in regalo o raccomandate. Il povero Emilio
Fede fa finta di scandalizzarsi, difende il suo padrone e insiste: "Sono
fatti privati, ah...". Strana idea: il Caimano Raccomandatore (e gli
altri) che parla con Saccà,
un dirigente della Rai (ente di proprietà statale) per piazzare belle ragazze
come letterine, meteorine, veline (magari, col tempo, ministre) che
prenderanno soldi pubblici pagati dal canone, ebbene, cosa c'è di
"privato" in tutto questo? È vero, ci sono cose più penose che
transitano nei tg: la Corte dei Conti non perdona e sentenzia che la finanza
pubblica è fuori controllo dal 2001 (l'anno del ritorno del Cavaliere), il
paese è allo stremo, saranno cavoli amari. Però il Cavaliere che raccomanda,
sia consentito, è più eccitante. Paolo Ojetti.
( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Stai
consultando l'edizione del Il "politico" che governa Mediaset e Rai, e vuol
comprare parlamentari "Agostino, ti contraccambierò quando sarai
imprenditore", così il Cavaliere ringrazia Saccà. Impegnato nel
convincere senatori di centrosinistra a passare nel centrodestra,
l'"operazione libertaggio" Silvio Berlusconi.
( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando l'edizione del Ecco perché Berlusconi vuole abolire le intercettazioni Attrici da sistemare, senatori
da convincere a dare la "spallata" a Prodi e affari tv. Corre lungo
il telefono lo speciale rapporto fra Berlusconi , il direttore di Rai Fiction (poi sospeso) Saccà e altri personaggi tra cui un
membro dell'Autorità delle Comunicazioni. E si capisce perché Berlusconi vuole bloccare le intercettazioni. Lombardo e
Carugati a pagina 3.
( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Le "raccomandazioni" di Silvio a Saccà
Altre intercettazioni. Il coinvolgimento anche di un membro dell'Authority tlc,
Giancarlo Innocenzi di Natalia Lombardo/ Roma SECONDO ROUND Corrono sul filo
del telefono tra Arcore, l'ex direttore di RaiFiction,
Agostino Saccà e un membro dell'Authority per Tlc, le
trame di Silvio Berlusconi per far far cadere il
governo Prodi; le raccomandazioni per "le fanciulle" e il controllo
su Rai e Mediaset. La seconda
tranche di intercettazioni che provengono dagli atti della Procura di Napoli è
sulle pagine de L'Espresso in edicola oggi. telefonate avvenute dal settembre
all'ottobre 2007, anticipate ieri sul sito del settimanale. Dev'essere per
questo che il presidente del Consiglio, martedì, è sbottatp con l'editore Carlo
De Benedetti. E ora darà la stretta alla legge sulle intercettazioni. Dalla
seconda parte di telefonate (che è stata anche acquistita dalla Rai per l'Internal Auditing ) emerge un nome nuovo: quello
di Giancarlo Innocenzi, ex dirigente Mediaset ed ex
sottosegretario alle Comunicazioni del Silvio III (per il varo della legge
Gasparri) e ora membro dell'Autorità per le Comunicazioni. In palese
"incompatibilità" e "violazione del codice etico", denunciano
Villari e Zampa, parlamentari Pd. 12 Settembre 2007: Berlusconi
chiama Saccà (dandogli del tu, l'altro mantiene il
lei) e spiega che sta "lavorando a far cadere il governo". Chiede e
ottiene informazioni su Fabiano Fabiani, consigliere Rai
nominato al posto di Petroni: "Ho un buon rapporto con lui...non sarà un
disastro.." dice Silvio. Poi va al sodo: "Due cose ti devo chiedere,
Agostino...", dice Berlusconi "tu mi hai
parlato di quel calabrese eletto in Australia..(...) Sto cercando di aggregare
più senatori possibili...". Saccà fornisce
dettagliate notizie sul senatore e si attiva per mettere in contatto il
cavaliere con un intermediario. Berlusconi passa al
secondo favore: "Far lavorare la Troise". L'attrice Antonella Troise
che Silvio chiama: "quella pazza (...) si è messa in testa che la odio...
che le ho bloccato la carriera artistica", motivo per cui "è andata
in giro a dire cose pazzesche" su di lui. Raccomanda anche per altre
attrici, ma, spiega L'Espresso, i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi per "il sostegno economico alle iniziative
private di Saccà" promesso nella "sua
duplice veste di leader politico e maggiore imprenditore privato" nel
settore tv. Nel "gioco grosso", come lo chiama Saccà,
si attiva Innocenzi: "Sono reduce da un incontro col grande capo. Ha
deciso di dare una spallata a questi qua" e tira in ballo Willer Bordon,
allora senatore ulivista dissidente; "io sto lavorando con Tex...",
dice Innocenzi e suggerisce a Saccà di far lavorare la
moglie di Bordon nella fiction Incantesimo. Escamotage nel quale ha coinvolto
il produttore Guido De Angelis (che con la musica conquista Silvio, che lo
porta a Arcore). Innocenzi il 2 agosto si sfoga con Saccà:
a bloccare tutto è stato "quel pirla di Fabrizio" (De Noce, direttore
di RaiUno). I due temono che capisca che "c'è un
gioco più grosso". Grazie a De Angelis Berlusconi
raccomanda le attrici ("le fanciulle mie...") e
lo ripaga chiedendo a Piersilvio e a Alessandro Salem, direttore generale Mediaset di "riequilibrare" le
produzioni di fiction. Innocenzi si attiva. La raccomandazione è un antico
vizio Rai, L'Espresso le
mette in ordine: Giuliano Urbani, consigliere Rai, chiama Saccà per sostenere le fiction della casa di produzione di Ida Di
Bendetto; Letizia Moratti, sindaco di Milano, "raccomanda la moglie
del suo braccio destro, Paolo Glisenti"; Luca Barbareschi, ora deputato
Pdl reclama più soldi per una produzione fiction (negati da De Noce) e Saccà promette che farà chiamare Cappon da Andrea Ronchi,
portavoce di An. Fedele Confalonieri, presidente Mediaset,
chiama la concorrenza per raccomandare un'amica attrice; anche l'irreprensibile
Gianni Letta chiama più volte Saccà, per un provino a
Giuditta Saltarini, vedova di Rascel, e altri due. Idem Maurizio Costanzo, per
altre due attrici. Mario Landolfi, presidente della Vigilanza (An) avverte che
un produttore ha speso più di quanto gli darà la Rai.
Gennaro Malgieri, consigliere Rai di An chiama Saccà per spingere la società di Gabriella Bontempo, moglie
di Italo Bocchino: Marano direttore leghista di RaiDue,
lo accontenta ma chiede una ragazza di Luino nel cast. Claudio Petruccioli,
presidente Rai, chiede che la fiction sulle Fiamme
Gialle vada in onda quando lo ha chiesto il comando Gdf, e Matilde Bernabei
segnala a Saccà "un attore a cui è interessato il
presidente". Il contatti di Gianni Minoli, direttore di RaiEducational
sono diversi: Saccà incontra Berlusconi,
rivela il settimanale, e "sponsorizza la nomina di Minoli a direttore
generale al posto di Cappon". Si passa poi a nomi del centrosinistra: De
Angelis annuncia a Saccà che "Piero Fassino ha
telefonato alla De Santis (capostruttura Rai) per
"perorare la loro causa". Ci finisce pure il Ds Roberto Cuillo:
chiede a una collaboratrice di Saccà l'anteprima della
fiction "Il cielo è sempre più blu" per la Festa dell'Unità di
Pesaro. E suggerisce una fiction su Anna Magnani. Tutto qui. Francesco Rutelli:
il vicedirettore generale, Giancarlo Leone ricorda a Saccà
di aver ricevuto il produttore Saraceni e Maria Scicolone per una fiction sulla
famiglia Loren, alla quale teneva l'allora ministro della Cultura. Rutelli ieri
replica di avere proposto "pubblicamente" a Leone una fiction Rai sulla Loren. Alessandra Martinez insiste con Saccà per interpretare Coco Chanel e si gioca la carta
Mastella. A vuoto. Saccà ieri si difende come sempre:
le raccomandazioni "non sono andate a buon fine".
( da "Unita, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Il 10 luglio la Cassazione decide sulla ricusazione Milano e
Napoli. È dai tribunali dei due capoluoghi che arrivano le notizie peggiori per
Silvio Berlusconi. E se il processo milanese per
corruzione in atti giudiziari nel caso Mills, leggi ad personam permettendo,
riprenderà il 7 luglio ed è giunto ormai ad un niente dalla sentenza, il 18
gennaio scorso il pm napoletano Vincenzo Piscitelli ha chiesto il rinvio a
giudizio del premier per corruzione insieme al direttore (autosospeso) di Rai Fiction Agostino Saccà. Ma sul processo Mills pende l'istanza di ricusazione avanzata
dai legali di Berlusconi
nei confronti del presidente della decima sezione del Tribunale di Milano
Nicoletta Gandus. Ricusazione a cui il sostituto procuratore del capoluogo
lombardo ha già dato parere negativo: spetta ora alla Corte di Cassazione
esprimersi (10 luglio). Ma nella sua "carriera" giudiziaria Berlusconi ha presentato ben sei istanze di ricusazione. Da
quella del 1996 nel processo per le tangenti alla Guardia di Finanza passando
per il processo All Iberian a quello Sme. Mills.
( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Le rivelazioni
sull'Espresso. Il centrodestra insorge: "Subito la legge per
bloccarle". Coinvolto anche un membro dell'Agcom Nuove
intercettazioni, è scontro Rai-Mediaset,
ecco le telefonate di Berlusconi su politici e attrici ROMA - L'Espresso rende note nuove
intercettazioni fra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, da cui risulta l'intreccio di interessi fra Rai e Mediaset. E la polemica torna a infiammarsi. Durissimi i toni del
centrodestra: "Bisogna accelerare l'iter della legge per vietare la
pubblicazione delle telefonate", dice la maggioranza mentre il legale del
premier Ghedini annuncia querele. Nelle conversazioni, nelle quali si parla
anche di raccomandazioni per attrici e di incontri per far cadere il governo Prodi,
coinvolto anche un componente dell'Authority per le Comunicazioni. BEI,
CAPORALE, LUZI E PALESTINI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.
( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
De Angelis:
"Nessuna raccomandazione e poi sui cast decidevano tutto loro" ROMA -Il produttore televisivo Guido De Angelis ("Elisa di
Rivombrosa" per Mediaset e "Incantesimo" per la Rai), è anche un cantautore e compositore di successo (con il
fratello ha composto molte colonne sonore, tra cui quella di Sandokan), può
vantare una buona amicizia con Silvio Berlusconi, complice anche la comune
passione per la musica. Giancarlo Innocenzi, dell'Autorità garante delle
Comunicazioni, si interessò per far lavorare in tv la signora Rosa Bordon.
Ricorda? "Conosco e apprezzo l'attrice Rosa Bordon. Ha partecipato
soltanto alla seconda serie di "Elisa di Rivombrosa". Non è
raccomandata". Segnalazioni per Evelina Manna o Antonella Troise?
"Non ricordo. La Manna non ha mai lavorato in fiction prodotte da me. E la
Troisi non la conosco proprio". Lei è amico di Berlusconi. Non le ha mai
parlato di attrici da inserire in qualche fiction... "Silvio Berlusconi lo
conosco da anni. Certo abbiamo parlato anche di tv. Ma nessuna raccomandazione.
Tra l'altro, quando si lavora con Mediaset il cast lo
fanno loro, è il loro ufficio "Risorse umane" a occuparsene".
(le.pa).
( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Berlusconi intercettato, è bufera Pdl:
"In azione il partito della crisi" Quei colloqui con Saccà, sullo sfondo Rai, Mediaset e
il Senato L'inchiesta Pubblicate sull'Espresso nuove registrazioni. Ghedini
annuncia una querela L'Associazione magistrati: diffusione deprecabile GIANLUCA
LUZI ROMA - E' altissima la tensione tra il Pdl e la magistratura e fra la
maggioranza e l'opposizione alla vigilia del consiglio dei ministri che
stamattina darà via libera al Lodo sulla sospensione dei processi alle
quattro più alte cariche dello Stato. A surriscaldare ancora di più il clima
già rovente dopo i violenti attacchi di Berlusconi ai
magistrati "politicizzati" e dopo l'approvazione al Senato della
norma salva-premier è stata la pubblicazione di altre conversazioni Berlusconi-Saccà. Il numero
dell'Espresso in edicola oggi pubblica alcune intercettazioni del settembre
2007 che riguardano il presidente del consiglio, allora capo dell'opposizione,
che sono agli atti di un'inchiesta della procura di Napoli. Oltre alla telefonate
fra Berlusconi e l'allora capo di Rai
Fiction Agostino Saccà, entra in scena anche il nome
di Giancarlo Innocenzi, componente dell'Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni. Tra raccomandazioni per attrici e commenti sulla nomina di
Fabiano Fabiani nel Cda di Viale Mazzini, secondo il settimanale l'operazione
complessiva sarebbe stata quella di dare una spallata al governo Prodi e in
quest'ottica Innocenzi avrebbe dovuto adoperarsi per far lavorare la moglie del
senatore Bordon, centrosinistra, nella fiction Incantesimo. La presunta
raccomandazione non ebbe risultati. Il centrodestra lancia l'offensiva:
l'onorevole Ghedini, legale di Berlusconi, annuncia
che "provvederemo a depositare al più presto una denuncia all'autorità
giudiziaria competente auspicando che indaghi a fondo per scoprire chi ha
consegnato le intercettazioni al settimanale". Per il capogruppo del Pdl
alla Camera Cicchitto "siamo all'inizio di una torbida operazione i cui
obiettivi politici sono quelli di modificare il quadro politico uscito dalle
elezioni. E' all'opera un nuovo partito della crisi e dell'avventura".
Anche l'Associazione nazionale magistrati critica "il deprecabile fenomeno
della diffusione delle intercettazioni" che "sono uno strumento
investigativo indispensabile e irrinunciabile per il contrasto delle forme più
insidiose di criminalità", e per questo occorre cercare un punto di
equilibrio "tra l'esigenza di tutela della riservatezza, il diritto di
cronaca e la repressione dei reati". Di Pietro, leader dell'Idv, sostiene
che "le intercettazioni dimostrano l'uso strumentale e personale che Berlusconi fa delle sue funzioni pubbliche". Il
contenuto delle intercettazioni dimostra per Di Pietro il conflitto di
interessi di Berlusconi. Per questo "non bisogna
guardare il dito ma la luna: ovvero il conflitto di interessi e l'abuso di
funzioni di poteri di questo presidente del consiglio". Che però all'epoca
era capo dell'opposizione. Tirato in ballo dalle intercettazioni, Willer Bordon
annuncia querele. Interviene anche Saccà per dire che
delle segnalazioni "nessuna è andata a buon fine". Questo
"significa semplicemente che le persone segnalate non erano adatte a quei
ruoli. Come mi è stato detto, questo vuol dire solo che forse ho saputo dire di
no in modo garbato". "Come hanno detto i miei legali, - dice Saccà - le cose in arrivo da Napoli non hanno rilevanza
penale e disciplinare, sono relative a intercettazioni chiuse a dicembre e
sempre gli avvocati dicono che non c'è niente di nuovo, niente cioè che non si
sapesse". Quanto al nome nuovo delle intercettazioni, Innocenzi, secondo
la deputata del Pd Zampa "ha violato il codice etico dell'Agcom e dovrebbe
trarne le conseguenze".
( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Letta irritato per
la pubblicazione della sua telefonata. Gli uomini del premier: "La
questione seria è a Milano" "è un vero ricatto, ci voleva un
decreto" Ma il Cavaliere teme che le toghe non si fermino "Il
contenuto delle telefonate non ci preoccupa, ma è assurdo vederle
pubblicate" Resta aperto il canale con il Quirinale "Stavolta lì non
c'è uno Scalfaro" FRANCESCO BEI ROMA - "Il contenuto delle
telefonate, ovviamente, lo conoscevamo e non ci preoccupava. Questo non vuole
dire che Berlusconi non si sia inc..ato, e molto, nel
vederle pubblicate". La pubblicazione delle intercettazioni telefoniche su
l'Espresso, vista con gli occhi dell'avvocato Nicolò Ghedini, non è che
l'ennesimo match della partita Berlusconi-giudici. Uno
scontro che oggi riguarda la procura di Napoli, depositaria delle bobine, ma
che ha nel palazzo di giustizia di Milano il suo punto nevralgico. "La
questione seria è Milano", ripetono in coro gli uomini del presidente del
Consiglio. E difatti il premier è al processo "Mills" che guarda,
convinto che i tempi di uscita delle intercettazioni di Napoli non siano
affatto "casuali", ma frutto di un "ricatto". Legati
appunto, anche se indirettamente, al braccio di ferro in corso con i pm
milanesi. "è il segnale che i magistrati sono in guerra", osserva
sconsolato il forzista Mario Valducci, augurandosi ora che "il Parlamento
approvi subito" il giro di vite sulle intercettazioni. Semmai la vicenda delle telefonate con Saccà ha confermato il Cavaliere nell'idea che, riguardo al
provvedimento blocca intercettazioni, occorresse procedere con un decreto
d'urgenza e non con un disegno di legge, "perché sarebbe stato l'unico
modo per evitare questo stillicidio, questa barbarie, che io avevo ampiamente
previsto". Ragioni di opportunità - preservare il dialogo con il
Pd, non entrare in rotta di collisione con il Quirinale - sconsigliarono due
settimane fa l'adozione del decreto, ma oggi forse lo stesso Gianni Letta (che,
raccontano, abbia perso ieri il tradizionale aplomb vedendo anche una sua
telefonata pubblicata sul settimanale) sarebbe di diverso parere. Ormai
comunque è tardi e agli uomini di Berlusconi non resta
che osservare con preoccupazione l'escalation in corso. "Queste
intercettazioni sono la solita vergogna, ma è il quadro complessivo - ammette
il sottosegretario Paolo Bonaiuti - a essere preoccupante. Mi chiedo, a questo
punto, a chi giovi tutto questo. Ma si può continuare a condizionare la
politica con queste cose?". Il livello di allarme a palazzo Chigi è
davvero alto, si teme il peggio e tutti gli scenari sono vagliati con
attenzione. L'ultima ossessione è che nemmeno la norma blocca-processi,
contenuta nel decreto sicurezza, possa stoppare davvero la macchina del
processo milanese. è un'ipotesi limite, ma un brivido inizia a correre nella schiena
di molti. Soprattutto di quelli convinti che la linea Ghedini, quella del redde
rationem finale, alla lunga possa rivelarsi persino controproducente. Il
forzista Giuseppe Gargani, presidente della commissione giuridica del
Parlamento europeo, ieri solcava il Transatlantico con aria preoccupata:
"A questo punto ci sono tre possibilità. La Corte d'Appello accoglie
l'istanza di ricusazione della Gandus avanzata da Ghedini e allora scoppia la
pace. Ma a questa ipotesi attribuisco solo il 40% di possibilità. Oppure il
bloccaprocessi ferma tutto e poi arriva il Lodo Schifani: il risultato è
uguale. L'altra ipotesi è che i magistrati vadano avanti lo stesso, con un
qualche escamotage, fissando le udienze nonostante il blocca-processi. Allora
la vedo brutta, in quel caso finisce in piazza". Lo scenario catastrofico
di Gargani, che ricorda quasi le scene finali del "Caimano", con
l'assalto al palazzo di Giustizia, trova una qualche rispondenza nei timori di
Fabrizio Cicchitto. A chi gli chiede se davvero ci sia la possibilità che il
processo "Mills" prosegua nonostante il decreto blocca-processi, il
capogruppo del Pdl risponde allargando le braccia: "Tutto è possibile, non
mi stupisco di niente". Certo, come dice Gaetano Quagliariello, "in
quel caso sarebbe un golpe". Ma la paura resta e Berlusconi
è consapevole che ormai dal Pd non può aspettarsi alcuna sponda. Resta aperto
invece il canale di comunicazione con il Quirinale, che il premier considera a
questo punto un puntello essenziale alla sua strategia. E proprio la presa di
posizione di Napolitano sul Csm (la vicenda è quella del parere che ha bocciato
la norma blocca processi) e a favore del lodo Schifani ha contribuito ad alzare
al massimo il gradimento del Cavaliere per il presidente della Repubblica. "Stavolta
al Quirinale non abbiamo uno Scalfaro", dicono soddisfatti a palazzo
Grazioli.
( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Commenti IL LUGLIO
DEL CAVALIERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono parole che possono finalmente
spiegare la natura della sua odierna, frenetica "ossessione
giudiziaria"; la direzione dei passi di oggi, le iniziative di domani
imposte come capo del governo a un Parlamento obbediente. è il magnate delle
televisioni e, come capo dell'esecutivo (2001/2006), ha promosso i suoi
rampanti ovunque. Nella Rai, impresa concorrente, e nell'Autorità di controllo sulle
comunicazioni, dove sistema un famiglio che lo chiama "il Gran Capo"
Nelle conversazioni, pubblicate ora da l'Espresso, Berlusconi ? manco fosse ancora a Palazzo Chigi e in Mediaset ? tira i fili e li
riannoda in uno stesso gomitolo dove si intrecciano sinergie affaristiche; il
pubblico e il privato; passioni personali; piccole utilità private; convenienze
d'impresa; promesse di favori futuri per chi gli si mostrerà devoto anche se
lavora per il competitore (è il caso di Agostino Saccà);
oscure trame politiche tese a ribaltare il governo Prodi, a ottenere il
"salto della quaglia" di un pugno di senatori "ulivisti"
(siamo nel 2007). Tornano utili, in questi casi, anche le fiction dove
sistemare le "protette" di questo o di quello o anche le sue
personali, magari irritate da un'improvvisa disattenzione e diventate
"pericolose". La scena che si scorge è il fondale buio in cui
immaginavamo si costruissero gli affari fortunati e i successi politici di
Silvio Berlusconi. Controllo pieno dell'intero sistema
televisivo; insofferenza alle regole. In una formula ormai affogata nell'oblio,
il teatro di un conflitto d'interesse dispiegato e catafratto dove la politica
si sovrappone all'impresa; l'impresa alle strategie politiche; addirittura la
vita privata alle decisioni pubbliche. Di questo si dovrebbe discutere, no? Di
un conflitto d'interesse maligno, ormai metabolizzato dalla politica e
dall'opinione pubblica, quasi rivendicato come un diritto sacro. Del risibile
fervore di Autorità di controllo (l'Agcom) che nascono servizievoli e quindi
morte, se affidate al controllato. Di un mercato e di una concorrenza degradate
a beffa per gonzi. Di un servizio pubblico radiotelevisivo appaltato ai potenti
di turno per lotti, anche nei più arrischiati angoli. Il premier non se ne dà
per inteso. Non conosce alcuno scrupolo, si sa. Nei canoni immaginati dalla
iustitia secundum Berlusconem, la privacy è un valore supremo, qualunque cosa,
buco nero, gesto gaglioffo, riveli. Donde il divieto di indagare (è già in
parlamento il disegno di legge che vieta, per la gran parte, l'uso delle
investigazioni acustiche). Come dire che rivendica il diritto di non essere
scoperto. Diritto che deve accompagnarsi, dice, al dovere del giornalismo di
tacere, nascondere, dimenticare, pena la galera e la disgrazia finanziaria.
"Addetti alla corvée dell'urlo", così li chiama Franco Cordero,
saltano allora come jack in the box (sono i fantocci a molla che scattano dalla
scatola) e gridano forte. Tutto sta nel gridare fino a soverchiare i fatti, a
farli fluttuare e a crearne di fittizi, a parlare di quelli. Soltanto di
quelli. Naturalmente declinando in ogni lingua la parola "complotto"
perché il Capo avverte ogni regola, limite o dissenso come un atto
persecutorio. Complottano così la solita opposizione "comunista"; i
pubblici ministeri annidati come neoplasie nel corpo sano della magistratura; i
giudici infiltrati nei tribunali per staccargli la testa; ogni foglio che non
sia laudatore o muto e cieco. Lo strepito, sostenuto dalla rituale tempesta mediatica,
dovrebbe farci dimenticare che non vuole essere giudicato. Si considera legibus
solutus. Unto dal voto, ritiene di rappresentare un potere intoccabile,
"divino" e non solo carismatico perché custode del "potere
costituente del popolo" che lo sistema al di là e al di sopra del feticcio
costituzionale e di ogni altra autorità dello Stato (figurarsi di funzionari
vincitori di un concorso). Il mondo è lui. L'Italia è lui. è agitato perché lo
attende un luglio macchinoso. Molti nodi possono venire al pettine. Il 4 luglio
a Napoli si decide se chiedere l'utilizzo delle conversazioni registrate con il
boss della Rai a cui promette affari. Il 7 luglio,
udienza a Milano per l'affare Mills (Berlusconi è
accusato di aver comprato una testimonianza: corruzione in atti giudiziari). 8
luglio, udienza preliminare contro Agostino Saccà. Il
10, la Corte d'Appello di Milano avvia la discussione sulla
"ricusazione" del presidente del tribunale che, in quella città, lo
sta giudicando (il processo è agli sgoccioli). 14 luglio, ultima udienza
milanese prima della pausa estiva. 18 luglio, il giudice dell'udienza
preliminare di Napoli decide se c'è materia degna per rinviarlo a giudizio per
corruzione di Saccà, incaricato di pubblico servizio
(se si dovesse decidere di distruggere le intercettazioni, si sarebbe grattato
la rogna). Come è già accaduto in passato, con i processi milanesi
"Sme" e "Mondadori", Berlusconi ?
ritornato a Palazzo Chigi ? gioca su quattro tavoli contemporaneamente.
( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Se telefonando nel
pieno della tempesta su processi e csm, finiscono sui giornali gli atti
dell'inchiesta di Napoli SESSO, BUGIE E AUDIOTAPE Nuove
intercettazioni Rai si
abbattono su Berlusconi. Saccà: ci provavano, ma io ero
incorruttibile Nuova bufera sulle intercettazioni: stavolta quelle
dell'inchiesta su Rai e Mediaset di Napoli, in cui i
protagonisti sono Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, al centro di un presunto intrigo fatto di attrici raccomandate
e manovre per far cadere il governo Prodi l'anno scorso. A pubblicarle è
l' Espresso , da oggi in edicola, che chiama in causa anche altri politici
"segnalatori": Fassino, Rutelli, Ronchi e Gianni Letta. Per la
spallata al Professore, il settimanale punta il dito contro il berlusconiano
Giancarlo Innocenzi, definito l'uomo chiave del "gioco grosso" che a
sua volta tira in ballo Willer Bordon. Ma in un lungo sfogo raccolto dal
Riformista , Saccà rigetta tutte le accuse: "Io
ho fatto della Rai un'azienda cazzuta. A Mediaset ho spaccato il c..o. E poi nessuna delle attrici
raccomandate ha lavorato. La mia etica è rigorosa". servizi a pagina 3
27/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
"Fai lavorare
Antonella, sta diventando pericolosa" Non solo Berlusconi.
Ma anche Letizia Moratti, Giovanni Minoli, Mario Landolfi e Luca Barbareschi di
An, Giuliano Urbani e Ida Di Benedetto, Maurizio Costanzo e Brigitta Boccoli,
Piero Fassino e il suo ex portavoce Roberto Cuillo, Francesco Rutelli, Gennaro
Malgieri e Italo Bocchino sempre di An, Claudio Petruccioli, Clemente Mastella,
Willer Bordon, Giancarlo Innocenzi, l'ex Oliver Onions Guido De Angelis,
l'attuale ministro Andrea Ronchi, dulcis in fundo Gianni Letta che segnala
Giuditta Saltarini, la vedova di Renato Rascel. L' Espresso ritorna
sull'inchiesta di Napoli e pubblica nuove intercettazioni tra il principale
accusato Agostino Saccà e parecchi intelocutori
politici, a cominciare dal Cavaliere. In pratica tutti avrebbero avuto qualcosa
da chiedere al potente ex direttore generale di Viale Mazzini poi a capo della
fiction. In particolare modo, l'attenzione di molti è concentrata su attrici da
segnalare e serie televisive da salvaguardare. Ma nelle migliaia di
intercettazioni agli atti dell'inchiesta, secondo i magistrati, oltre alla presunta collusione tra Rai e Mediaset,
la parte più rilevante riguarda "il gioco grosso", come lo definisce
al telefono Saccà: quello
che doveva riportare Berlusconi a Palazzo Chigi, grazie alla spallata contro Romano Prodi di un
manipolo di senatori transfughi del centrosinistra, con un uomo chiave finora
rimasto nell'ombra, Giancarlo Innocenzi, già sottosegretario alle
Comunicazioni nel governo Berlusconi e prima ancora
dirigente di Mediaset, quindi nominato membro
dell'Autorità garante delle Comunicazioni, e alcune pressioni sul senatore
Willer Bordon che ha un'attrice per moglie, al fine di fargli lasciare la
maggioranza in base a quella che era definita "operazione
libertaggio". Nell'agosto del 2007, si legge nell'articolo, quando il
governo Prodi inizia a scricchiolare, "Innocenzi entra in campo e comincia
a lavorare ai fianchi il senatore del centrosinistra Willer Bordon (a sua volta
intercettato durante un colloquio con Saccà per
difendere la fiction di De Angelis "Incantesimo" a rischio chiusura).
Bordon ha una moglie attrice con un buon curriculum, si chiama Rosa Ferraiolo:
Innocenzi si rivolge al suo amico produttore cinematografico De Angelis per
farla lavorare. È lui stesso a raccontarlo il 2 agosto ad Agostino Saccà, ma a stopparli è il direttore di RaiUno,
Fabrizio Del Noce, per un problema di costi. E Saccà
si preoccupa, teme che il capo di RaiUno racconti la
vicenda della moglie di Bordon". Parallelamente al "gioco
grosso", ne prosegue anche uno piccolo. Berlusconi,
afferma sempre il settimanale, avrebbe raccomandato alcune amiche per parti
minori nelle fiction Rai trovando una sponda proprio
nel produttore Guido De Angelis che manda a casa una attrice selezionata per
merito, Sara Zanier, per fare spazio alla raccomandata del Cavaliere. Nascono i
contatti tra il Cavaliere e il produttore invitato a pranzo il 25 ottobre dello
scorso anno. Ma prima tocca al "gioco grosso", a "Inox" e
"Tex", i nomi in codice usati nelle conversazioni intercettate per
definire rispettivamente Innocenzi e Willer Bordon. Subito dopo un incontro con
Berlusconi, Innocenzi chiama De Angelis al telefono e
racconta quello che ha detto al Cavaliere: "Dovete fare a Guido un
contratto quadro che sia per lo meno di 30 milioni all'anno. Guarda c'era anche
Willer". Infine c'è un'intercettazione inedita nella quale il Cavaliere
prega il direttore di Rai fiction Agostino Saccà di fare lavorare l'attrice Antonella Troise perché
"sta diventando pericolosa". È il 12 settembre del 2007 quando il
leader di Forza Italia chiama dalla sua residenza romana il telefonino di Saccà: "Si è messa in testa che io la odio. Che io ho
bloccato la sua carriera artistica, ed è andata in giro a dire delle cose
pazzesche... Ti chiedo questa cortesia di farle una telefonata... Perché sta
diventando pericolosa". 27/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Tex "Mia moglie
esce come un'eroina in questa vicenda. le intercettazioni sono necessarie"
Bordon: "Ho difeso Incantesimo, ho difeso la cultura" "Mi
piacerebbe dire "io in questa storia non c'entro niente". Il problema
è che qui manca proprio la storia. E comunque sa che le dico? Nonostante tutto
io rimango favorevole alla pubblicazione delle intercettazioni. Purtroppo, nel
nostro paese, la decadenza della classe politica è tale da renderla, ahimè, necessaria".
L'ex senatore Willer Bordon è rimasto impantanato nell'ultima ondata di
intercettazioni dell' Espresso sulle trame Rai-Mediaset. A leggere i verbali, Giancarlo Innocenzi, ex sottosegretario
forzista in forza all'Agcom, lo avrebbe tampinato per conto di Berlusconi per portarlo a votare contro
il governo Prodi. Un aiuto alla spallata in cambio di un contratto di lavoro
per la moglie di Bordon, l'attrice Rosa Ferrariolo. Bordon, sarà su
tutti i giornali, lo sa? "Mi romperà le scatole mezzo mondo. E io che
pensavo di stare un pomeriggio tranquillo". Commenti? "Ma come faccio
a commentare una cosa che non esiste? Quando uscì questa storia per la prima
volta, decisi di non querelare l'Espresso . A mia moglie, che invece lo fece,
il giudice rispose che bisognava archiviare tutto. E sa perché? Perché, più che
danneggiata, ne usciva come un'eroina. Gli era stata fatta un'offerta e lei
l'aveva rifiutata. Ecco perché dico che non c'è proprio la storia". Lei
tramava contro Prodi? "Ma siamo impazziti? Sono amico di Romano da una
vita e lo sono tuttora. Certo, se mi avessero intercettato mentre parlavo con
lui, sarebbero emerse tutte le critiche che facevo al suo governo. Ma questo è
noto. E poi, comunque sia, a parte che su questioni particolari, non ho mai
votato contro di lui". Lo conosce Innocenzi? "Come faccio a non
conoscerlo? Tra il 2001 e il 2006 ero il capogruppo più ostile al governo di cui
era sottosegretario. Ma può uno dover rispondere anche delle conoscenze tra
parlamentari?". C'è un intercettazione di lei che, al telefono con Saccà, difende Incantesimo . "Allora, tra i pericolosi
amici di Berlusconi, oltre a me bisognerebbe indicare
gente come Giulietti, Curzi, Gasbarra e Marrazzo. Quella battaglia contro la
chiusura di Incantesimo la facemmo tutti insieme. Gasbarra e Marrazzo perché la
fiction si girava a Roma. Io perché fui contattato da Curzi. C'erano molti
posti di lavoro da difendere. Vennero persino a trovarmi i rappresentanti dei
sindacati, in Senato. Mi sembra normale che, quando si trova in difficoltà, il
mondo della cultura chieda aiuto al centrosinistra. Vivaddio, è sempre stato
così. Altro che interesse personale...". E sua moglie? "Né prima né
dopo il 2007 mia moglie ha lavorato a Incantesimo . Mai. Né è mai stata in
trattativa con la produzione di quella fiction. E poi, mi scusi: il fatto di
aver sposato un attrice avrebbe dovuto impedirmi, da politico, di seguire le
vicende relative a quel mondo? Ho anche un figlio avvocato a Vicenza, se è per
questo. Vuol dire che non potevo presentare una pdl sull'avvocatura o sul Dal
Molin?". Come ci è finito, allora, in questa storia? "Se fossi
dietrologo, penserei al referendum che ho appena promosso contro il
finanziamento ai partiti. Ma rischierei di esagerare, no?".
Effettivamente... "E comunque sto scrivendo un bel libro sulla
"casta" vista da dentro. Sarà edito da una grande casa editrice. Per
fortuna non si tratta di Mondadori , altrimenti al fango si sarebbe aggiunto
altro fango. Posso aggiungere una cosa?". Prego. "In decenni di vita
politica non sono mai finito sotto inchiesta. Mai, neanche sfiorato. Uno, poco
fa, mi ha chiesto cosa risponderò al giudice. Al giudice? Ma quale giudice?
Mica sono indagato. E poi, nonostante ci sia finito in mezzo, rimango
favorevole alla pubblicazione delle intercettazioni". Tommaso Labate
27/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Reazioni si torna a
parlare di riforma delle indagini telefoniche Ghedini: "Denunceremo".
Ma la politica torna a dividersi "Depositeremo una denuncia",
annuncia Niccolò Ghedini. La pubblicazione - anticipata nei contenuti già da
ieri - di nuove intercettazioni telefoniche da parte dell' Espresso , non è
piaciuta al legale di Silvio Berlusconi. Se Ghedini
parla come avvocato, dietro di lui sono però in molti a intrecciare questa
vicenda con le altre che in queste settimane stanno infiammando la politica:
decreto sicurezza con la norma che sospende i processi, lodo Schifani, scontro
aperto con la magistratura. Da qualche giorno quello delle intercettazioni
sembrava un fronte di retroguardia, anche se, ancora molto di recente,
maggioranza e opposizione proprio su questo erano andate allo scontro e anche
la categoria dei giornalisti aveva fatto sentire la propria voce. Ebbene,
maggioranza, opposizione, giudici e giornalisti ieri sono stati di nuovo
chiamati tutti in causa per una vicenda che, ancora una volta, trova l'origine
nella pubblicazione di intercettazioni telefoniche. "Sull'ultimo numero dell'Espresso
- attacca Ghedini che assiste il presidente del Consiglio per il processo di
Napoli insieme all'avvocato Michele Cerabona - con assoluta tempestività e per
l'ennesima volta, si assiste ad un nuovo episodio di violazione di legge con la
propalazione di intercettazioni telefoniche di cui è assolutamente vietata la
pubblicazione. Provvederemo a depositare al più presto una denuncia alla
autorità giudiziaria competente auspicando che indaghi a fondo per scoprire chi
ha consegnato tali intercettazioni al settimanale". La ragione della
decisione dei legali del premier è nel fatto che il procedimento in corso a
Napoli è ancora nella fase precedente a quella della udienza preliminare,
fissata soltanto per il 18 luglio prossimo. Dunque, si fa notare che, stando a
quanto prevede il codice di procedura penale, si tratta di un momento del
processo nel quale è ancora fatto divieto alla pubblicazione di atti, anche per
riassunto, mentre già da ieri era disponibile anche un file audio delle stesse
intercettazioni. Ora si tratterà di capire anche se, per ciò che è stato
pubblicato, vige quello che in giurisprudenza viene definito divieto relativo
di pubblicazione, che riguarda gli atti di cui l'imputato e il difensore
possono avere conoscenza. In tal caso, infatti, si potrebbe dare conto del
contenuto dell'atto ma non riprodurre l'atto stesso. Di tutto ciò, però, si
occuperanno evidentemente i giudici. La politica, invece, procede spedita verso
l'ennesimo scontro. D'altra parte, nessuno dimentica le
polemiche scoppiate quando avvenne la pubblicazione della ormai famosa
telefonata tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Si era quasi alla vigilia di Natale del 2007. Anche allora al
centro del caso ci fu l'Espresso . Sui giornali, anche allora, si scriveva di
dialogo tra Veltroni e Berlusconi. E ci fu chi interpretò l'uscita di quelle intercettazioni come
un segnale. "In generale sono sempre stato scettico sulla esistenza
di una giustizia ad orologeria", spiega però, interrogato sulla vicenda di
ieri, Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra targato
Pd. "I tempi processuali - aggiunge - non possono seguire quelli della
politica e dunque non credo a ricostruzioni dietologiche". Secondo
Tenaglia, poi, il dialogo era già stato interrotto, "e non da noi -
precisa - ma dalla lettera del presidente del Consiglio al presidente del
Senato e dalla presentazione dell'emendamento blocca processi che hanno
strappato il filo del dialogo sulle regole". Secondo Fabrizio Cicchitto,
invece, "siamo all'inizio di una torbida operazione, i cui obiettivi
politici sono quelli di modificare il quadro politico uscito dalle
elezioni". Daniele Capezzone parla di "intercettazioni juke-box sulla
linea Napoli-Espresso ". Sull'altro fronte, il dipietrista Massimo Donadi
insiste sul fatto che "il nuovo capitolo della saga Berlusconi-Saccà spiega la fretta del premier sulle norme per impedire
le intercettazioni". Rutelli, infine, annuncia querele e spiega, tra le
altre cose, che "quel richiamo al vicedirettore Rai Leone io l'ho fatto in
pubblico, e non certo in una intercettazione telefonica: davanti a tanti
protagonisti del cinema e della tv nella serata del 70esimo di Cinecittà di cui
la Loren fu splendida madrina". Dunque, il tema intercettazioni torna
velocemente al centro del dibattito politico. "Quanto accaduto - osserva
infatti Ghedini - dimostra ulteriormente, se ve ne fosse stata la necessità,
l'urgenza delle nuove norme in tema di pubblicazione delle
intercettazioni". Di diversa opinione, naturalmente, Tenaglia, secondo il
quale "che ci voglia una legge moderna ed equilibrata sulle
intercettazioni è una cosa che prescinde dalle singole vicende
giudiziarie". "L'obiettivo - dice il ministro ombra - è di tutelare
la privacy senza però sacrificare l'interesse alla repressione dei reati come
fa la proposta del governo". "Ancora una volta - si legge in un anota
dell'Anm - assistiamo al deprecabile fenomeno della diffusione del contenuto di
intercettazioni telefoniche, che, in quanto non più coperte dal segreto,
vengono diffuse e pubblicate nella loro interezza ed anche in formato
audio". Infine, nella stessa nota si segnala la necessità di un intervento
normativo "diretto a garantire la riservatezza delle persone coinvolte con
riferimento a notizie ed informazioni non rilevanti per le indagini".
27/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Conversazione Lo
sfogo di Agostino Saccà dopo aver letto l'articolo
"Ma quale gioco grosso, io a Mediaset la
spaccavo" Le confessioni di Agostino partono da Karl Marx: "Questa è
tutta roba uscita fuori già sei mesi fa. Come dicono i miei avvocati la prima
volta la storia si presenta come tragedia, la seconda come farsa. Questo è un
paese malato. Ma di che cosa stiamo parlando?". Agostino Saccà, già direttore generale della Rai
poi a capo della fiction e oggi autosospesosi per l'inchiesta di Napoli, ieri
si è sfogato lungamente coi suoi collaboratori dopo avere letto l'anticipazione
del servizio dell' Espresso . I suoi legali hanno parlato di "sconcio
giudiziario", di "materiali raffazzonati e non sottoposti al vaglio
dei giudici, senza garanzia di trascrizione e veridicità", e sospettato
persino "un'uscita non casuale" visto che a breve il giudice del
lavoro dovrà decidere sul ricorso del loro assistito per costringere Viale
Mazzini a pronunciarsi sulla vicenda dopo "la più lunga internal
auditing" della storia dell'azienda. Coi suoi fedelissimi, l'ex dg emblema
di quel partitone trasversale della Rai si è difeso a
oltranza, rigettando punto per punto le rivelazioni vecchie e nuove del
settimanale del gruppo De Benedetti. A cominciare dal sospetto
di finto duopolio televisivo che viene fuori dalla lettura delle
intercettazioni: "Io ho fatto della Rai un'azienda cazzuta, che a Mediaset ha spaccato il c..o. Da gennaio a oggi nelle prime dieci fiction
più viste nove sono nostre e una sola di Mediaset. La stessa cosa nel 2007: ma non su dieci, stavolta la
concorrenza compariva una sola volta su venticinque produzioni. La
verità è che in questo paese non si può essere amici di Berlusconi
e allo stesso tempo essere indipendenti da Mediaset.
Quando sono stato direttore generale ho portato la Rai
al 47 per cento di ascolti, risparmiando 200 milioni di euro. Oggi con Cappon è
al 43. Quando sono arrivato io ho fatto produrre tutto dentro la Rai. Andate a vedere oggi qual è la situazione. Al centro di
Napoli non si fa più niente. Eppoi io sono un uomo del sistema. Che devo fare
se mi chiama Confalonieri? Non gli devo parlare?". Accanto ai numeri c'è
la rivendicazione di "un'etica rigorosa". A chi ha parlato con lui, Saccà ha fatto notare che la sua innocenza è dimostrata
dall'esito delle segnalazioni arrivate a lui dal Cavaliere ma anche da alcuni
leader del centrosinistra. Un paradosso che dimostra così: "Dalle
intercettazioni emerge in maniera limpida la mia etica rigorosa. Nessuna di
quelle ragazze segnalate ha lavorato. Né la Troise, né quella di Confalonieri,
né la Boccoli proposta da Costanzo, né la Saltarini segnalata da Letta.
Nessuna. La Troise non ha fatto nemmeno il provino. Alla mia amica carissima
Letizia (Moratti, sindaco di Milano, ndr ) che voleva Eliana Miglio gliel'ho
detto chiaramente quando ha chiamato per la seconda volta: "Il rigore me
l'hai insegnato tu". Non hanno lavorato perché non erano adatte e poi sono
stato io a introdurre i provini collettivi, giudicati da una commissione. L'ho
fatto per avere qualità ma anche per proteggermi. Ma sia chiaro, io non un
moralista. Viviamo in una società aperta e le segnalazioni arrivano da tutte le
parti e non c'è nulla di male. È normale. Ma c'è sempre la prova dei fatti, il
rispetto di alcuni standard. Prendete la Martinez. È bravissima e anche
Mastella la voleva per Coco Chanel ma alla fine abbiamo scelto la Bobulova per
una questione di età". In realtà, secondo le accuse dei magistrati
napoletani nei confronti dell'ex dg e dell'attuale premier, le raccomandazioni
del Cavaliere per cinque sue stelline (Antonella Troise, Evelina Manna, Elena
Russo, Camilla Ferranti, Eleonora Gaggioli) sarebbero state propedeutiche a un
sostegno berlusconiano per una futura attività privata di Saccà
nel settore delle fiction. Non solo: sullo sfondo ci sarebbe anche "il
gioco grosso" per buttare giù Romano Prodi nel 2007, cui Saccà non sarebbe estraneo con manovre su alcuni senatori
del centrosinistra: "Lo ripeto sono cose vecchie, uscite sei mesi fa. Ma
di che cosa stiamo parlando? Di quelle ragazze nessuna ha lavorato. Dov'è il
patto? Non c'è alcuna rilevanza penale. Dov'è il reato? Io ho solo parlato al
telefono con un senatore calabrese andato via da Forza Italia. Lui mi ha detto
no e la storia è finita lì. Altrimenti sarei indagato per questo. O no? Il
problema è che nessuno scrive le accuse per cui vogliono rinviarmi a giudizio.
Sono due e basta. Una riguarda il filone per la presunta corruzione nella
storia di Proietti, intermediario della Bavaria Film. Nell'inchiesta interna
della Rai questa roba non figura nemmeno tra le
contestazioni perché è stato dimostrato che quei pagamenti erano legittimi. Poi
c'è la storia delle cinque attrici di Berlusconi che
non hanno mai lavorato. Ma di che cosa stiamo parlando?". Tra le
intercettazioni lette dall'Espresso c'è poi la sponsorizzazione di Giovanni
Minoli a dg della Rai nella scorsa estate. A Palazzo
Chigi c'è Romano Prodi, cui il direttore di Rai
educational si era molto avvicinato, e Saccà fa da
ponte con Berlusconi per convincerlo sul nome di
Minoli, che tra l'altro è stato già sentito in merito durante l'internal
auditing di Viale Mazzini. Anche su questo punto Saccà
è stato netto nello sfogo di ieri: "Prodi era scontento di Cappon (attuale
dg, ndr ) e voleva sostituirlo con Perricone ma lui era già andato alla Rcs.
Quindi voleva Minoli e io ero d'accordo perché in quel posto serve un direttore
editoriale. Lo dico coerentemente con la mia storia in questa azienda. Eppoi da
quando c'è la tv ogni direttore generale è stato espressione del governo,
tranne che con Craxi che invece aveva il capo del personale. Ma di che cosa
stiamo parlando?". 27/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Segue dalla prima il
leader dell'italia dei valori: "berlusconi ha una mente luciferina"
"Veltroni gioca a golf, io gioco a rugby" (segue dalla prima pagina)
"E invece, anche questa volta, sta usando governo e parlamento per sistemare
i suoi affari e risolvere i suoi problemi giudiziari, che sono poi la vera e
unica ragione per cui si è messo a fare politica, altro che chiacchiere".
Ci risiamo con questa storia. "Altro che ci risiamo. Quattordici anni fa
doveva rendere conto alla giustizia. Poteva andare dai giudici e chiarire la
sua posizione: è provato che aziende del suo gruppo hanno pagato mazzette a
destra e a manca. Oppure poteva andare alle Antille e fare il latitante di
lusso. Invece ha deciso di entrare in politica. Dice che i giudici lo assillano.
E invece è lui che li assilla da 14 anni, usando la politica come strumento di
difesa giudiziaria". Di questo governo non si salva niente? "Stiamo
ai fatti. Prima ha fatto una legge "salva Retequattro", che permette
alla sua azienda di prosperare alle spalle di un'altra, Europa 7, che ha
legittimamente vinto la gara. Poi la "salva premier", che serve a
bloccare i processi penali che lo riguardano. E per fare questo si impedisce ai
magistrati di utilizzare le intercettazioni per combattere la criminalità; si
nega ai giornalisti la possibilità di far sapere all'opinione pubblica cosa
succede nelle aule di giustizia; si mette in crisi il funzionamento della
giustizia. Tutto per gli interessi di uno solo". Lei ha detto che Berlusconi ha una mente diabolica. Non le sembra troppo?
"Guardi che l'uomo ha davvero una mente luciferina: si dice angosciato e
ha pronto il lodo Schifani. Si dice preoccupato e poi scrive una lettera al
presidente del Senato. Poi cerca in anticipo di buttare in polemica politica
quel che pensa possa essere il risultato giudiziario che lo riguarda. Lui sa, e
anche bene, che cosa ha fatto insieme al teste Mills e come mai tanti soldi
sono passati dalle sue tasche a quelle di quel falso teste giudiziario. E si
capisce che Berlusconi ha urgenza visto che, ripeto,
quello che ha fatto lo sa più dei giudici. Ecco perché vuole chiudere tutto
prima del 10 luglio, data in cui sarà accolta o meno l'istanza di ricusazione
presentata dai legali del premier al processo Mills. Bella faccia tosta". Che ne pensa delle intercettazioni con Saccà pubblicate dall'Espresso? "Si capisce che Berlusconi vuole il controllo totale
dell'informazione e che si comporta da padrone anche con il servizio
pubblico". Con Veltroni siete alleati, ma le vostre posizioni sono assai distanti.
Basta ascoltarla. "Mi sembra che, rispetto all'inizio, il Pd ha
preso atto che è impossibile dialogare all'inglese col Caimano nostrano. Il
gioco all'inglese si fa su un campo da golf, qui si gioca a rugby. Noi
c'eravamo arrivati da subito. Io ho letto le carte processuali di Berlusconi. Lo dico sempre: chi si fida di lui sbaglia.
Bisogna mettere le cose per iscritto. Ha visto come ha fatto il gioco delle tre
carte pure con il presidente della Repubblica? Prima gli ha fatto firmare una
cosa, poi l'ha cambiata". Quindi niente dialogo, nemmeno sulle regole del
gioco? "Ma quale dialogo. A quello non gliene frega niente del dialogo,
delle regole. Pensa solo agli affari suoi. Mi pare che dopo un'apertura di
credito a vuoto il Pd ci stia ripensando. Col lupo non bisogna fare gli
agnelli. È evidente a cosa serve il lodo Schifani. Voglio dire che un'alta
carica dello Stato deve essere innocente, non impunita. Insisto: il processo
che riguarda Berlusconi è iniziato prima che
diventasse premier. Sarebbe suo dovere farsi giudicare subito. Un presidente
del Consiglio che corrompe i giudici i cittadini non lo vogliono". Col Pd,
dunque, nessuna rottura? "Io non discuto la leadership di Veltroni.
Discuto di come fare opposizione. Noi, come Italia dei valori, facciamo
un'opposizione determinata, convinta e senza sconti. Ma sto cominciando a
vedere un Pd più reattivo". In piazza però, pur essendo alleati, andate
separati. Voi l'8 luglio, il Pd a ottobre. "I tempi della politica li
decide la politica. Se il lodo Schifani si discute oggi, oggi vanno informati i
cittadini. Inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati". Andrà
anche alla manifestazione del 25 luglio di Grillo contro i partiti che
"espropriano la democrazia". Che cos'è un altro V-day? "No, è
una marcia per la democrazia. I partiti che oggi nominano i propri
rappresentanti in Parlamento non sono uno strumento democratico. Servono
primarie, trasparenza. Insomma il potere in mano ai cittadini. Per questo
andrò". Alessandro De Angelis 27/06/2008.
( da "Tempo, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stampa Il
settimanale "Espresso" pubblica oggi nuove ... Il settimanale
"Espresso" pubblica oggi nuove intercettazioni
relative ai rapporti tra il Premier Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction,
Agostino Saccà. Risalgono al
2007 e fanno parte delle 9 mila telefonate depositate nell'inchiesta napoletana
per corruzione contro il Cavaliere e lo stesso Saccà. L'onorevole Ghedini, legale di Berlusconi, ha annunciato che sarà presentata una denuncia. Intanto
il Pdl attacca Mancino e ne chiede le immediate dimissioni dopo la fuga di
notizie. Da parte sua, il vicepresidente del Csm richiama l'organo di
autogoverno dei magistrati alla riservatezza. a pag. 2.
( da "Messaggero, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
L'inchiesta di
Napoli sui presunti "favori" chiesti all'allora direttore della
Fiction Rai. Coinvolti nomi bipartisan.
( da "Messaggero, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Di MASSIMO
MARTINELLI ROMA - Ci sono novemila telefonate private. Intercettate con i soldi
dell'Erario e trascritte in atti giudiziari. Poi consegnate al settimanale
L'Espresso e persino messe sul web, a disposizione di chiunque abbia il
desiderio di sentire le trattative tra due produttori del cinema, oppure le
considerazioni private di politici e manager sulle attrici di fiction, o ancora
le istanze di guadagno di questo o di quell'altro uomo di spettacolo. E'
l'ultima (per ora) puntata del Grande Fratello giudiziario di una procura
italiana, quella di Napoli, che ha messo a disposizione della parti del
processo tutta la documentazione di una mastodontica inchiesta volta a scoprire
se Berlusconi abbia o meno raccomandato un paio di
attrici oppure se il direttore di Rai Fiction,
Agostino Saccà, abbia o meno favorito questo o
quell'altro produttore cinematografico stipulando contratti di fiction.
Entrambi sono indagati per il reato di corruzione, per Saccà
è in arrivo anche la richiesta di rinvio a giudizio e il processo dirà se sono
effettivamente responsabili di un reato così grave. Eppure, negli atti di
questa vicenda giudiziaria che in piena guerra di camorra ha assorbito molte
energie della procura partenopea, sono rimasti i nomi di politici di maggioranza
e opposizione, di mogli dei suddetti politici, di affaristi della tv e di
attrici che per uno scherzo del destino si ritrovano citate nelle telefonate di
"raccomandazione" ma poi non sono neanche state scritturate.
Paradossalmente, come segnala anche l'Associazione nazionale magistrati che ha
deprecato la pubblicazione, la documentazione messa a disposizione su internet
non è più coperta dal segreto istruttorio poiché l'inchiesta è arrivata alle
sue battute finali. Eppure molti dei documenti che sono nel fascicolo sono
gravemente lesivi del diritto alla riservatezza di ognuna delle persone citate
e - soprattutto - non contengono riferimenti a precise ipotesi di reato. In
realtà gli indagati contestano anche l'esistenza delle fattispecie di reato ipotizzate
nei loro confronti: Nicolò Ghedini, legale di Berlusconi,
annuncia querele: "Sull'ultimo numero dell'Espresso, con assoluta
tempestività e per l'ennesima volta, si assiste ad un nuovo episodio di
violazione di legge con la propalazione di intercettazioni telefoniche di cui è
assolutamente vietata la pubblicazione. Provvederemo a depositare al più presto
una denuncia alla autorità giudiziaria competente auspicando che indaghi a
fondo per scoprire chi ha consegnato tali intercettazioni al settimanale".
Dura anche la reazione di uno dei legali di Saccà,
Federico Tedeschini, che parla di "sconcio giudiziario" e di
"uscita non casuale" delle nuove intercettazioni. "È un
ulteriore abuso e una ulteriore violazione del segreto istruttorio cui speriamo
che il legislatore sappia porre rimedio con una legge", aggiunge
l'avvocato, che pensa anche a un ricorso al Garante per la privacy. Lo stesso Saccà, fa anche notare come nessuna delle segnalazioni
riportate nelle intercettazioni sia "andata a buon fine". Da parte
sua, il direttore generale della Rai, Claudio Cappon
si trincera dietro un "no comment"; ma annuncia che a Viale Mazzini è
arrivata "non molto tempo fa" una ulteriore, "amplissima"
documentazione dalla procura di Napoli all'esame degli organi competenti.
"Attendo che le strutture completino il lavoro - dice Cappon - mantenendo
la massima attenzione alla correttezza delle procedure", che finora sono
state applicate "con estremo rigore, a tutela non solo della Rai, ma anche dei singoli". Saccà replica che il nuovo materiale arrivato da Napoli di cui parla
il Dg della Rai, "non
ha rilevanza penale e disciplinare". Intanto, sulle altre intercettazioni
che risalgono al 2005 relative al presunto patto Rai-Mediaset,
indaga la Corte dei Conti, come conferma Cappon che ne ha parlato anche durante
il consiglio di amministrazione di due giorni fa.
( da "Tempo, Il" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Tempo, Il)
Argomenti: Berlu Saccà
Stampa Ministro, la
legislatura è iniziata da poco, cosa si augura ... Ministro, la legislatura è
iniziata da poco, cosa si augura di riuscire a fare? "Il punto che mi sta
più a cuore è sicuramente quello di veder ripartire le opere infrastrutturali
nel nostro Paese perché sono indispensabili per lo sviluppo. La crisi economica
ha colpito tutti i Paesi, ma l'Italia ha due problemi in più da risolvere: il
peso del proprio debito pubblico e il ritardo nella realizzazione di grandi
opere. Questo non ci rende competitivi". Perché? "Il nostro sistema è
in gran parte costituito da piccole e medie imprese che devono reperire materie
prime, finire il prodotto e consegnarlo. è chiaro che, in questo processo, il
costo del trasporto ha un'incidenza notevole. Ma anche l'industria del turismo
ha bisogno di infrastrutture efficienti. Oggi si va in vacanza per pochi giorni
e non si possono impiegare tempi biblici per gli spostamenti". Potrebbe
indicare alcune opere che considera prioritarie? "Sicuramente finire
l'Alta Velocità. Poi ci sono le autostrade che mancano sia al Nord che al Sud.
Una cosa che ci sta particolarmente a cuore, visto che stiamo parlando di
ritardi ultratrentennali, è l'autostrada Cecina-Civitavecchia. è una vergogna
non sia stata ancora realizzata. Anche perché, in questo modo, si penalizza
oltremodo l'economia del Lazio. Pensi che dal porto di Livorno parte solo l'1%
dei prodotti destinati al mercato laziale e questo perché non esiste un
collegamento diretto". Come intendete intervenire? "Per quanto
riguarda il progetto relativo alla competenza Toscana c'è già un accordo tra
l'allora ministro Lunardi e il governatore Martini e non ho intenzione di
rimetterlo in discussione. Per il Lazio, invece, ho recentemente incontrato il
presidente Marrazzo che si è detto disponibile a presentare quanto prima un
progetto". A quando la posa della prima pietra? "Ricordo che nel 1970
quando fui eletto consigliere comunale a Livorno uno dei primi atti che feci fu
un ordine del giorno a favore dell'autostrada Cecina-Civitavecchia. Sono
passati 38 anni. Oggi posso dire che, se Marrazzo rispetterà gli impegni presi,
poseremo la prima pietra entro la fine del 2009". Sciolto anche il "nodo
Capalbio"? "Lo abbiamo sciolto con l'accordo Lunardi-Martini e non
intendo tornare indietro anche perché a quel tempo, come ministro
dell'Ambiente, feci da mediatore tra le esigenze del governo nazionale e quelle
degli enti locali". Tornando al Lazio ci sono quattro opere che attendono
di essere completate: la Roma-Latina-Cisterna-Valmontone, le complanari della
A24, il raddoppio della Salaria, la Orte-Civitavecchia. Il suo predecessore ha
firmato dei protocolli con la Regione Lazio. Vi impegnate a mantenere gli
stanziamenti? "Anzitutto vorrei sottolineare che, quando si parla del
completamento Cecina-Civitavecchia, si intende fino a Formia. Poi dobbiamo
sciogliere il nodo Orte perché Viterbo è tagliata fuori. Certo, dobbiamo fare i
conti con le risorse". Passiamo all'Alta Velocità. Dopo due anni di blocco
potrete finalmente rimettere mano alla Torino-Lione. "Anzitutto è bene
precisare che il tratto di cui stiamo parlando è lungo circa
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Berlusconi, Saccà
e la Rai Le nuove intercettazioni Napoli, riesplode il
caso delle telefonate del premier "L'Espresso" pubblica nove
conversazioni dell'inchiesta sulla presunta manovra per la compravendita di
voti MILANO - Il settimanale L'Espresso pubblica tutto nel numero in edicola
oggi. Sono intercettazioni telefoniche inedite (nove) dell'inchiesta napoletana
che già a dicembre dell'anno scorso aveva fatto scandalo per i contenuti delle
conversazioni fra il direttore di Rai Fiction Agostino
Saccà e l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi. Il punto di partenza resta lo stesso, l'ipotesi
di corruzione per tutti e due. Le indagini, focalizzate all'inizio su una
presunta compravendita di voti in Senato, incapparono nei colloqui per mettere
a punto un piano che facesse cadere l'allora governo Prodi; la procura registrò
le chiamate con le quali il Cavaliere segnalava al dirigente Rai
(autosospeso) alcune attrici da piazzare nei vari programmi, mise nero su
bianco valutazioni su politici e starlette. Quando quelle telefonate divennero
pubbliche fu un terremoto politico. E adesso siamo di nuovo nelle stesse
condizioni perché le intercettazioni che L'Espresso pubblica ora (anche in
audio sul suo sito web) sono materia di un sicuro sconto politico- giudiziario.
Ai magistrati di Napoli interessano relativamente le raccomandazioni del
premier per Antonella Troise, Evelina Manna, Elena Russo, Camilla Ferranti ed
Eleonora Gaggioli. La richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi
è legata alla "sua duplice veste di leader politico e di maggiore
imprenditore italiano del settore televisivo" che "prometteva al
direttore di Rai Fiction il sostegno economico delle
iniziative private che Saccà si apprestava a
intraprendere". In cambio, scrive il settimanale, Saccà
avrebbe fatto per lui il "gioco grosso": favorire politici (con
assunzioni in Rai di loro amici o parenti) i quali
avrebbero poi ricambiato con azioni politiche anti-prodi. Avrebbe fatto parte
di un progetto del genere, per esempio, la moglie del senatore del
centrosinistra Willer Bordon, Rosa Ferraiolo. Per aiutare il "grande
capo" (Berlusconi) a risalire a Palazzo Chigi Saccà chiede una mano al produttore Guido De Angelis e
all'amico Giancarlo - mai chiamato per cognome ma che corrisponde all'utenza
telefonica di Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autorità Garante delle
telecomunicazioni, ex dirigente Mediaset. I due (soprannominati Inox e Tex Willer) si muovono per trovare
un lavoro alla moglie di Bordon ma il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce frena per questione di costi. Così nelle
telefonate successive si sentono gli insulti a Del Noce e anche una certa
apprensione di Saccà:
perché "quello potrebbe capire che c'è un gioco più grosso ".
L'"operazione Bordon", alla fine, si rivela impraticabile mentre, a
giudicare dalle chiamate intercettate, sembrano più fattibili le
raccomandazioni per questa o quella ragazza. Fra giugno e ottobre del 2007 le
bobine della procura registrano una rete di raccomandazioni fittissima:
ciascuno vuole piazzare la sua star o vuole qualcosa per sé dal palinsesto più
ricco, Rai Fiction. Tutti vogliono parlare con Saccà. Da Luca Barbareschi a Gianni Letta, dai funzionari
dei vertici Ds a Maurizio Costanzo. Una segnalazione dopo l'altra De Angelis
guadagna la fiducia del premier che lo chiama: "Senti per le fanciulle mie
ti ringrazio, le avete convocate tutte?". E lui: "Sì, tutte tranne
una (...) Sai, queste vogliono fare tutte le dive". Attrici e tv Nei
colloqui ricorrono i nomi di politici e starlette e si parla spesso di ruoli
nelle fiction televisive Ex Rai Fiction Agostino Saccà Giusi Fasano.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Francesco Venditti "Raccomandato da Letta, fantastico"
ROMA - "Davvero? C'è il mio nome nelle intercettazioni? E si sente Gianni
Letta che mi raccomanda? Fantastico". E qui Francesco Venditti, 32 anni,
ride proprio de core. " Massì, tesoro, perché io non lavoro più in Rai dall'estate 2006 quando mi tolsero pure la parte da
protagonista. Sono felice di essere nei pensieri di Letta. Si vede che quella
telefonata però è servita a poco, è come se a Saccà l'avessi chiamato io: zero,
appunto. Certo che schifo: la politica sta ormai dovunque, tranne che nella
politica". Figlio d'arte al quadrato (Simona Izzo e Antonello Venditti),
Francesco dice che il sottosegretario di Palazzo Chigi l'ha conosciuto "sì ma di striscio quest'anno a una festa natalizia di Mediaset, Buon Natale e via" e che
non gli ha mai chiesto niente. E se fosse stata, metti caso, mamma Simona?
"Boh, tutto può essere, che ne so di quello che succede a casa sua".
Arrabbiato? "Mah, da una parte la capirei. Dall'altra... Che poi che fai,
ti ci incavoli? E che je dovrei di' ". Passare per raccomandato
"mi rimbalza, è da quando sto all'asilo che mi dicono: a te non ti
bocciano perché sei il figlio di Antonello, non sarà questo a rovinarmi la
carriera, so quello che valgo". A che lavora? "Stavo in
doppiaggio". Doppiava chi? "Gianni Letta, no?". Giovanna
Cavalli.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE I verbali "Silvio, che bello il tuo disco" "La Manna
e la Troise vanno aiutate" MILANO - Ecco alcune delle intercettazioni
pubblicate dall'"Espresso". Silvio Berlusconi
e Agostino Saccà parlano al telefono, è il 12
settembre 2007, ore 15.18. B: "Questo Fabiano Fabiani è anche uno con cui
penso che tu sia amico, no?". S: "Diciamo che lui ama la fiction,
perché è stato presidente ed ho un buon rapporto... ". B: "Io anche
ho un buon rapporto con lui, non gli telefono per salutarlo perché adesso sono
in controcorrente e che in effetti devono darci il presidente, no, ecco,
comunque, insomma, credo che, che non sarà disastroso...". S: "Penso
che è uno che va a vedere i fatti concretamente e darà giudizio...". B:
"Va bene, senti un po', lui è stato direttore generale della Rai,
no?". S: "Lui è stato vicedirettore. è stato direttore del Tg1, ma
parliamo degli anni Sessanta, poi direttore dei "culturali", poi
vicedirettore generale, poi è uscito, è andato in Iri a fare il presidente
delle Autostrade... ". B: "Eh". S: "Poi, dopo Autostrade, è
passato a fare il direttore di Finmeccanica centrale, poi ha fatto
l'amministratore delegato di Finmeccanica e lì ha venduto l'Alfa Romeo alla
Fiat, poi è andato a Napoli a fare quel discorso del recupero della ex area
Finsider, e non ha cavato un ragno dal buco, e poi Veltroni l'ha nominato prima
presidente di Roma Expo, che è una società sulle esposizioni romane, e poi
direttore generale di Acea, e da direttore generale di Acea ha fatto una grossa
operazione...". B: "Comunque è uno capace...". S: "Sì, sì,
no, è uno molto capace e che poi, che giudica sui fatti, allora... è come lei, presidente, quando io parlo di lei, dico: ma a Berlusconi non gliene frega,
l'importante è che i gatti pigliano i topi...". Poi Berlusconi e Saccà parlano dell'attrice Antonella Troise. "La Troise diventa
pericolosa" . Silvio Berlusconi (B.) e Agostino Saccà (S.) parlano dell'attrice Antonella Troise. B:
"Quella pazza della Antonella Troise (...) si è messa in testa che io la
odio... che ho bloccato la sua carriera artistica... è andata a dire delle cose
pazzesche in giro... Ti chiedo questa cortesia, di farle una telefonata... E di
dire che io ti ho tolto la tranquillità perché sono un po' di settimane che continuo
a dirti: io devo far lavorare la Troise...". S: "Va bene, la chiamo,
la convoco...". B: "Perché io continuo a dirglielo, ma lei dice pensa
che io le sia di ostacolo addirittura, che è una cosa folle, io non sono mai
stato di ostacolo a nessuno in vita mia... va bene, però è pazza... Fammi
questa cortesia perché sta diventando pericolosa ". S: "Va
bene...". "Che bello il tuo disco" Silvio Berlusconi
parla al telefono con il produttore televisivo Guido De Angelis.
L'intercettazione è del 26 ottobre 2007, ore 11.56. D: "Senti ti volevo
dare soltanto..., ho sentito il tuo disco, "L'ultimo amore", io
t'avevo promesso che ti davo un mio parere". B: "Sì". D:
"Allora, le canzoni che io preferisco sono, in ordine: "Il fantasma
di un amore", "Mi dici addio" e "L'ultimo amore". Sono
belle, sono toccanti". B: "Bene, bene, è un divertimento, mi fa
piacere che uno come te abbia, le abbia trovate buone. Io invece ho messo su il
disco e sono stato strappato dall'ascolto dalle terribili telefonate che mi
venivano ieri sera dal Senato, dove li abbiamo messi sotto per ben sette
volte". D: "Ecco benissimo". B: "Se potete fare una
telefonata oggi a questa Manna (l'attrice Evelina Manna, ndr.), perché è in uno
stato di frustrazione assoluta". D: "Perfetto, facciamo...". B: "Se
puoi chiamarla tu personalmente ". D: "La chiamo io personalmente fra
cinque minuti". B: "Esatto, dicendole che io sono intervenuto, che ti
ho detto, ho fatto insistenza ". Marta Flavi e "Incantesimo"
Ancora una telefonata tra Silvio Berlusconi e Agostino
Saccà. è il 30 ottobre 2007, ore 17.41. B:
"Agostino?". S: "Buonasera, presidente, come sta?". B:
"Ciao; ti chiedo scusa, se io? Bene, sono diventato nonno stamattina, ho
un nipotino di quattro chili". S: "Complimenti". B: "Sì,
sì, sembra tutto bene. Senti, sto lavorando bene per il governo, quindi sono
abbastanza sereno, senti una cosa, mi telefona la signora Marta Flavi". S:
"Sì". B: "E mi dice che sta trattando per
"Incantesimo" una parte, e che tutto dipende da te, io non ho nessun
rapporto con la signora Flavi, ti riferisco soltanto che lei si è fatta viva
telefonando". S: "La Flavi? La Flavi non è un'attrice, quindi è, come
dire, un po' complicato, comunque". B: "Ho capito". S: "Me
ne occupo e lo vedo". B: "Ma vedi un pochettino, insomma. Soltanto,
in questo caso, ti dico la verità, far sapere che ho fatto una
telefonata". S: "Va bene". "Vieni con me ad Arcore" Il
5 novembre 2007 Silvio Berlusconi parla al telefono
con il produttore tv Guido De Angelis. Sono le 18.47. Gli offre un passaggio
aereo da Ciampino a Milano. B: "Ciao Guido, senti, io verrei su a Milano
per fare questo tuo incontro domani ad Arcore". D: "Io sono a Roma,
parto domani mattina con il primo aereo". B: "Allora vieni su con
me...". D: "Ah, va bene, ma da dove? ". B: "Dall'aeroporto
militare di Ciampino (...). Devi darmi la targa della tua auto perché lì c'è un
controllo, per farti entrare devono avere il nome e la targa". "La
moglie di Tex" Agostino Saccà riceve una chiamata
da Giancarlo, riconosciuto dall'utenza telefonica in Giancarlo Innocenzi,
membro del garante per le Comunicazioni. è il 2 agosto 2007. S:
"Pronto...". I: "Ciao direttore, Giancarlo. Sono reduce da un
incontro, che poi ti racconterò personalmente, con il grande capo. Abbiamo
fatto ragionamenti di politica e si è deciso, ovviamente, di dare una spallata
naturalmente a questi qua. Ti ha citato perché ha detto che c'era una persona
con la quale tu stai ragionando… Dopodiché siccome io sto lavorando con Tex
(Willer Bordon, ndr). Allora mi era venuta un'idea che non si è rivelata
geniale. In questo senso. Perché questo signore ha anche la moglie che fa
questo mestiere e attraverso Guido (De Angelis, ndr) l'avevamo messa su questa
produzione. Solo che quei coglioni.. quel pirla di Fabrizio l'ha stoppata.
L'altro neanche ci ha pensato un secondo, ha preso il telefono, ha chiamato
Fabrizio". S: "Ma va...". I: "Sì dicendogli ma cazzo scusa
qua ma mi serve per la moglie di così e così. E quell'altro ha detto, ma sai,
quelli l'hanno fermata, come se lui non c'entrasse un cazzo, perché costava
troppo...". S: "Ma che stronzo". I: "Guarda che è una roba.
Allora Fabrizio gli ha detto: se è per quella signora lì chi ti può aiutare è
Agostino (Saccà. ndr). Allora mi ha detto, fammi avere
il nome prima, io manco so come cazzo si chiama questa qui, che io questa sera
vedo Agostino e gliene parlo. Io speravo di aver trovato la chiave perché dico
l'altro magari si caga addosso e invece ha scaricato il problema, porca troia.
Per dirti di questo poi se trovi l'occasione. Io adesso lo chiamerò per dargli
il nome, come si chiama, tra l'altro non so nemmeno il nome". S: "Si
chiama Ferraiolo… Rosa Ferraiolo". I: "Ah ecco…". S: "Oh,
però speriamo che quel coglione di Del Noce non lo dica. Perché se capiscano
che dietro c'è in gioco qualcosa di più grosso… capito". I: "Lui ha
detto così. Speriamo di no. Siccome lì c'è tutto un ragionamento invece più
corposo che appunto poi ti dirò". S: "Esatto, esatto". I: (ride)
"Vabbene...". Nelle novemila intercettazioni legate all'ex direttore
di Rai Fiction Agostino Saccà compaiono personaggi del
mondo della politica e dello spettacolo. Ecco, secondo la ricostruzione del
settimanale "L'Espresso", chi sono e perché. Giuliano Urbani Giuliano
Urbani e Ida Di Benedetto, ovvero il connubio tra l'ex ministro della Cultura,
ora nel consiglio della Rai, e l'ex attrice, produttrice di fiction: il 18
giugno del 2007 Saccà riceve una telefonata di Urbani
che vuole il via libera ai pagaFabiano Fabiani Eliana Miglio Ida Di Benedetto.
( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
INTERCETTAZIONI
| PAGINA 5 Berlusconi-Saccà, nell'intrigo
della spallata un membro dell'Autority SCHEDATURE ROM | PAGINA 4 Il Garante
della privacy: rischio discriminazioni Maroni: andiamo avanti SALVA-PREMIER |
PAGINA 5 Il primo no del Csm Pdl, attacco a Mancino.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2
categoria: ALTRI OGGETTI \\ Saccà:
"Fabiani? Uscito dalla Rai ha venduto l'Alfa Romeo". E Berlusconi:
"Comunque mi sembra uno capace".
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 3 categoria:
BREVI # menti di "Angelica", una miniserie della casa si produzione
della sua compagna. La stessa mattina, Ida Di Benedetto fa una scenata alla segretaria
di Saccà proprio per quella miniserie. Se
"Angelica" stenta, c'è un'altra fiction della Di Benedetto della
quale Urbani si interessa che invece decolla: "La meravigliosa storia di
suor Bakhita". Approvata e girata. Letizia Moratti Il sindaco di Milano
raccomanda la moglie del suo braccio destro, Paolo Glisenti. Saccà,
per rassicurarla sul fatto che il provino al quale teneva era stato fatto,
interrompe una proiezione. Il provino però non dà esito felice, così arriva la
telefonata di rimprovero. Nell'intercettazione non si dice il cognome ma tutto
fa supporre si tratti di Eliana Miglio, attrice e moglie di Glisenti. Saccà protesta la sua innocenza per l'esclusione. Luca
Barbareschi Il neodeputato del Pdl ha una casa di produzione e si mostra assai
tenace quando si parla di soldi. Il 19 giugno 2007 discute con Saccà di una fiction da girare in Sicilia con il contributo
della Regione. Chiede 3 milioni e 900 mila euro. Saccà
ne concede 3,6. Barbareschi protesta. Quando Fabrizio Del Noce, a suo dire, gli
blocca il contratto, il 18 settembre chiama infuriato da New York. L'amico
Agostino gli promette che, attraverso Andrea Ronchi, farà chiamare il direttore
generale Cappon. Fedele Confalonieri Il 21 settembre 2007 Fedele Confalonieri
chiama Saccà: "Ti disturbo per due cose. La prima
è una "bassa raccomandazione" e la seconda è che vorrei parlare di
Valsecchi, De Agostini, per fare un percorso insieme". "Mi dicono -
dice Confalonieri - che la società Albatross di Alessandro Jacchia stia facendo
per voi la fiction "Il bene e il male". Per la parte del magistrato
donna ci starebbe bene Simona Borioni (attrice di "Vivere") e siccome
sia l'agente dell'attrice, Pellegrini, che il regista ne hanno parlato con
Jacchia, insomma "le chiedevo se poteva interessarsene ". Saccà assicura che chiamerà il capostruttura e il
responsabile del progetto. Roberto Cuillo Il 21 giugno la collaboratrice di Saccà, Paola, parla del progetto di Cuillo per una fiction
su Anna Magnani. E il 7 agosto il braccio destro di Fassino chiede a Saccà il video della fiction "Il cielo è sempre più
blu" da proiettare alla festa dell'Unità. Francesco Rutelli Il 27 giugno
la telefonata è quella del vicedirettore generale Rai Giancarlo Leone. Ricorda
a Saccà che qualche settimana prima gli aveva inviato
una lettera in cui raccontava che erano andati da lui il produttore Saraceni e
Maria Scicolone a proporre una fiction sulla famiglia Loren. Leone spiega che
vuole dare un segnale di attenzione a Francesco Rutelli, che aveva mandato da
lui il produttore e la Scicolone. Clemente Mastella Alessandra Martines insiste
con Saccà perché vuole la parte di Coco Chanel.
Ottiene il provino e Saccà la sostiene pressando un
po' la Lux. Il 27 agosto Alessandra Martines alza il tiro: "Anche Clemente
sarebbe felice se facessi quel ruolo". Saccà
replica che Clemente lo ha già chiamato ma non è facile. Alla fine la spunta
Barbora Bobulova. Gianni Letta Il 4 ottobre 2007 chiama Saccà
per raccomandare Giuditta Saltarini, la vedova dell'amico Renato Rascel, per un
provino a "Un posto al sole". Quattro giorni dopo Saccà
chiama il produttore della fiction, Roberto Sessa, e chiede della Saltarini.
Ancora 4 giorni e il 12 ottobre Francesco Nardella, capostruttura fiction,
chiama Saccà e gli dice: "Ma quanto tieni a
Giuditta Saltarini?". Saccà risponde:
"Tanto, perché è segnalata da Letta". Ma la Saltarini non ottiene la
parte. Passa un mese e Letta chiama di nuovo, questa volta ricorda a Saccà il figlio di Simona Izzo, Francesco Venditti. Maurizio
Costanzo Il 26 giugno Costanzo raccomanda a Saccà
Brigitta Boccoli per il provino che ha sostenuto per "Incantesimo".
Il 21 settembre del 2007 chiama di nuovo per Giulietta Revel per il cast di
"David Copperfield". Mario Landolfi 16 ottobre 2007: Landolfi,
presidente della commissione di Vigilanza Rai, chiama per il produttore Piero
Di Lorenzo. Segnala che il produttore ha speso più di quanto la Rai vuole
riconoscergli. Saccà dice che ci stanno lavorando.
Gennaro Malgieri Il consigliere della Rai in quota An chiama per raccomandare
la società di Gabriella Bontempo, moglie di Italo Bocchino, parlamentare di An.
Gabriella Bontempo vuole la lettera di attivazione che non arriva ed è
preoccupata. Sollecitato da Malgieri, Saccà telefona
ad Antonio Marano. Claudio Petruccioli Il presidente della Rai interviene per
fare andare in onda in un giorno preciso "Il capitano", una fiction
sulle Fiamme Gialle che fanno pressioni per quella data. Inoltre il 26 luglio
Matilde Bernabei parla di un attore per cui si è interessato il presidente,
Claudio. Stanno pensando dove inserirlo. Giovanni Minoli Le telefonate
riguardano le manovre per le poltrone chiave di viale Mazzini. Il 27 giugno 2007 Saccà incontra Berlusconi e sponsorizza la nomina di Minoli a direttore generale al posto
di Cappon. Poi chiama Minoli e gli riferisce tutto. Il 24 luglio Saccà torna sull'argomento con Minoli e
gli spiega che ne ha riparlato con Berlusconi. Minoli dice che bisogna forzare su Urbani e Saccà conferma che Urbani ha un margine
molto forte sul presidente. A. Martines Fabrizio Del Noce.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 2
categoria: BREVI L'indagine La procura di Napoli La procura di Napoli ha
chiesto il rinvio a giudizio per Agostino Saccà: avrebbe
favorito alcune attrici segnalate da Berlusconi in cambio
della promessa di un sostegno alle sue attività private.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 5
categoria: BREVI "Pericolosa" Nella foto grande Antonella Troise.
Nelle intercettazioni tra Berlusconi e Saccà pubblicate
dall'Espresso, il Cavaliere dice di lei: "Si è messa in testa che io la
odio. Sta diventando pericolosa".
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Le attrici "raccomandate" Per la Troise una parte in
"Capri" La "pazza pericolosa", la frustrata e i ruoli di
serie B ROMA - Ecco forse qual è stato il guaio. Sette anni fa, ad un galà giù
a Bari, la presentarono ad Alberto Sordi che forse apprezzò più che altro la
stangona bionda ma, da gran signore, le fece tanti cari auguri per una
luminosissima carriera. Già da prima e da allora più che mai "quella pazza
pericolosa di Antonella Troise", per dirla con Berlusconi,
si ripeteva in testa un solo mantra: diventerò una grande attrice. Karma non
pervenuto. Lo stringato curriculum (età non specificata) segnala una
partecipazione a "Chiavi in mano" con Martufello e un cameo ne
"La regina degli uomini pesce" con Ramona Badescu, poi finalmente un
ruolo decente in "Casomai" di Alessandro D'Alatri e, finalmente bis,
un copioncino tutto suo in "Capri", la superfiction su Raiuno. Lì era
Gloria, cattivissima giornalista rosa. Un personaggio che magari non c'era
nella sceneggiatura originale ma che sarebbe stato infilato di prepotenza
"per far contento chi sai tu". Meno lieti sono stati, pare, i
compagni di lavoro con cui ha a turno litigato sul set. Incompreso il talento:
"Una cagna spaziale", ricordano. Fraintesa la personalità estrosa:
"Mezza matta? Tutta ". La difende il regista Enrico Oldoini:
"Con lei ho avuto un ottimo rapporto, era carina e disponibile. Raccomandata?
Come altri cento che mi propone il casting. Il ruolo non le piaceva, non era
convinta, ho dovuto insistere. Sì, mi raccontava che con altri aveva
problemi". Lei, di buona famiglia campana, casa in Prati, affreschi,
quadri di pregio, estati in Costa Smeralda, feeling per An, disse allora a
Panorama: "Il gossip non mi tocca, sono forse troppo riservata nella vita
per esserne una vittima". Certo, sì. Il suo nome e cognome spuntarono
fuori già nella prima tornata di intercettazioni, in condominio con Elena
Russo, Eleonora Gaggioli, Camilla Ferranti ed Evelina Manna che, ritirata in
ballo pure lei ("Telefonatele, è in uno stato di frustrazione
assoluta", si raccomanda Berlusconi con il
produttore Guido de Angelis), sbotta così: "Quello che dice il presidente
del Consiglio al telefono come faccio a controllarlo? La mia carriera cammina
spedita comunque". Non quella di Antonella convinta (si
apprende dalle telefonate segrete tra il Cavaliere e Saccà) che qualcuno (il premier) la odi e le voglia bloccare l'ascesa
artistica. Inducendola forse a qualche chiacchiera di troppo (Berlusconi a Saccà: "è andata a dire delle cose pazzesche in giro").
Intanto ha girato con Ricky Tognazzi la fiction "I segreti dell'isola di
Korè" (11 luglio prima al cinema Adriano), è il decimo nome in
cartellone, al n. 17 c'è Simona Borioni, segnalata pure lei, vedi tu. Elena
Russo Eleonora Gaggioli Giovanna Cavalli.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il Pdl insorge: vogliono sovvertire il voto Berlusconi:
infangato, la gente capirà. Anm: diffusione deprecabile. Ghedini denuncia l'
"Espresso" Cicchitto: è l'inizio di una torbida operazione per
modificare il quadro politico. Di Pietro: il Pd voterà con il Pdl ROMA -
Protestano tutti, ma soprattutto protesta indignato lui, Silvio Berlusconi, il protagonista assoluto della nuova tornata di
intercettazioni tra politici e dirigenti Rai pubblicata dall'Espresso oggi in
edicola. E se sulla questione si registra la solidarietà del Pdl, con Niccolò
Ghedini che chiede a questo punto che la legge sulle intercettazioni venga
approvata subito, e denuncia l'Espresso per capire come sono uscite le carte,
il Pd tace facendo arrabbiare il portavoce di FI Capezzone che si chiede dove
siano "i garantisti" di sinistra, mentre parla eccome Antonio Di
Pietro: per indire una manifestazione di protesta contro la politica di Berlusconi l'8 luglio, e per prevedere che la legge passerà
anche col voto del Pd, perché nel caso sono coinvolti "trasversalmente
" esponenti dei due poli. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla
Camera, si dice invece convinto che "siamo all'inizio di una torbida
operazione, i cui obiettivi sono quelli di modificare il quadro politico uscito
dalle elezioni. è all'opera un nuovo partito della crisi e dell'avventura
". Ma è appunto Berlusconi che ha digerito
malissimo la lettura dell'Espresso. Inizialmente, dicono, avrebbe voluto
protestare direttamente con l'editore del settimanale, Carlo De Benedetti, ma
poi - consigliato dai suoi e da Ghedini -, si è via via convinto che anche se
l'intenzione è "di infangarmi", alla fine "stanno solo
dimostrando che la linea che abbiamo intrapreso è quella giusta" e
"anche chi non ha gli occhi per vedere, vedrà, se non oggi domani"
quando si conosceranno i contenuti delle telefonate con Saccà. Insomma "la gente capirà che
allora non è Berlusconi a
lottare contro dei mulini a vento e capirà anche che chi tocca certi fili
muore... Subisce prima avvertimenti e poi processi. Ma poi a governare è il
governo, non i magistrati". Parole insomma durissime, confidate ai suoi
assieme a un duro sfogo anche contro il Financial Times che è tornato ad
attaccarlo, ma che in questo caso coincidono - almeno in piccola parte -
con quelle dell'Anm, l'associazione nazionale magi-strati, che pure ieri ha
stigmatizzato la pubblicazione delle intercettazioni: "Ancora una volta
assistiamo al deprecabile fenomeno della diffusione del contenuto di
intercettazioni telefoniche, che, in quanto non più coperte dal segreto,
vengono diffuse e pubblicate nella loro interezza ed anche in formato
audio". Avvocato Niccolò Ghedini Paola Di Caro.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 6 categoria:
BREVI Il premier: vergogna Questo è un regime ma io non mollerò L'ira del
Cavaliere: andrebbe usato il napalm su chi dà in pasto conversazioni private
senza rilevanza penale SEGUE DALLA PRIMA Il presidente della commissione
giuridica di Strasburgo rivela che "gli eurodeputati erano sbalorditi per
la richiesta della magistratura italiana di utilizzare i colloqui telefonici
tra Massimo D'Alema e l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, perché
considerano la privacy un tabù inviolabile. "Non si può intercettare un
deputato", mi dicevano. Ho dovuto spiegare con un po' di vergogna come da
noi la legge viene aggirata. D'Alema mi ha fatto chiamare dagli amici degli
amici per capire cosa ne pensavo della faccenda. Gli ho fatto sapere che se ha
bisogno può chiamarmi direttamente, dato che ci conosciamo". Se in Europa
la violazione delle regole nei casi giudiziari è vissuta come "uno
scandalo", in Italia è invece un consolidato strumento di lotta politica. La diffusione dei colloqui tra Berlusconi e il dirigente della Rai Saccà - che fanno parte dell'inchiesta aperta dalla procura di Napoli
- ha alimentato ieri lo scontro sulla giustizia, ostruendo le ultime vie di
mediazione, allargando il fossato tra maggioranza e opposizione. Anche
se nelle file dei democratici c'è chi indirettamente manifesta solidarietà al
Cavaliere. Lo s'intuisce da una battuta dell'ex tesoriere ds Sposetti, che ha
vissuto sulla propria pelle l'esperienza per il caso Unipol: "Sono
ripartite le intercettazioni? E perché, si erano mai fermate?". No. E il
premier aveva previsto che - dopo Milano - si sarebbe aperto il fronte
giudiziario partenopeo. Aveva messo nel conto anche l'uscita dei suoi colloqui
telefonici. Insomma, era preparato. Ma quando ieri l'hanno informato della
notizia si è trattenuto a stento: "Dare in pasto alla stampa conversazioni
private senza alcuna rilevanza penale è una vergogna. Andrebbe usato il napalm".
E mentre il Cavaliere veniva inghiottito in un vertice sull'emergenza rifiuti,
alla Camera s'inseguivano le voci. Il deputato napoletano Laboccetta confidava
di sapere "con certezza che i magistrati stanno lavorando attorno a una
serie di intercettazioni ": "Riguardano il premier, e a quel che mi
dicono sono molto private. Se non è una manovra orchestrata...".
"Vorrà dire che gli italiani sapranno come anche in quel campo sono il
numero uno", è stata la battuta di Berlusconi
riferita dai suoi più stretti collaboratori, secondo i quali il Cavaliere
alterna sprazzi di ottimismo e buonumore a momenti di profondo sconforto. In
questi casi la vittima predestinata è l'avvocato-deputato Ghedini. è con lui
che ragiona e si sfoga. "Eccoci", ha esordito anche ieri: "Invece
di fare il presidente del Consiglio faccio l'imputato. E devo sentirmi pure la
morale da quelli del Pd, che mi invitano a difendermi nei processi. Bene.
Allora dovrei chiamare il capo dello Stato e avvisarlo che non potrò andare al
G8 perché devo esercitare il mio diritto alla difesa. Dovrei dirgli che
purtroppo l'Italia al G8 non sarà rappresentata. E siccome devo studiarmi le
carte, non potrò convocare il Consiglio dei ministri, nè firmare atti di
governo. Dovrei fare così? Andiamo... La verità è che ormai siamo precipitati
in un regime. Ma io non mollerò mai, mai". Più del caso Mills, è la
diffusione delle intercettazioni a ferire il Cavaliere, perché teme ne venga
ferita la famiglia. Il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha
già passato questo "calvario": "Penso a quello che dovette
subire mia madre". Ora aspetta di rivalersi "su una giustizia
ingiusta", ma il punto è che - politicamente - non è stato ancora trovato
un rimedio. Il ddl del governo tarda ad arrivare in Parlamento, perché Berlusconi vorrebbe restringere l'uso delle intercettazioni
da parte dei magistrati, altrimenti - è il suo pensiero - resterebbe tutto come
prima. Ma c'è chi fa presente che è più importante il controllo sulle richieste
dei pm. Il problema comunque è così avvertito che l'Udc, con Luca Volontè,
chiede ora che si agisca addirittura per decreto: "Solo in un verminaio
può accadere che ogni 6 mesi pseudo-giornalisti, in combutta con magistrati
acquiescenti, pubblichino verbali di telefonate private. è una vergogna indegna
per un Paese civile, lo stesso editore de l'Espresso dovrebbe
vergognarsi". Dice il segretario del Pri, Francesco Nucara: "Se dopo
appena due mesi di legislatura siamo già a questo punto, cosa accadrà di qui a
cinque anni?". Italia, lontana periferia d'Europa. Video e telefonate La
diffusione dei colloqui tra Berlusconi e il dirigente
della Rai Agostino Saccà ha ulteriormente inasprito lo
scontro politico sulla giustizia ( Cito/Ap) Francesco Verderami.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-27 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE L'ex direttore fiction "Troise pericolosa? Non so perché"
Lo sfogo di Saccà: è una farsa Sulle attrici ho detto
no a tutti ROMA - La prima reazione di Agostino Saccà
è rotta dall'emozione: "Commenteranno tutto i miei avvocati. Forse sono
destinato a diventare ricco, a forza di cause... Qui dal dramma stiamo
arrivando alla farsa ". Ma quell'incrinatura nella voce scompare quasi
subito. E riecco il Saccà di sempre: "Qualcuno
dovrà scrivere che da direttore generale ho ridotto i costi Rai di 200 milioni
di euro. Che da direttore della fiction Rai, l'anno scorso, ho voluto nove
delle dieci fiction più viste della tv italiana". Veniamo
alle intercettazioni, Saccà.
Perché per Berlusconi la
signorina Antonella Troise era diventata "pericolosa"?
"Veramente non saprei... Però so che la Troise non ha lavorato in Rai.
Questo è il punto, questo è il punto! Ho sempre applicato regole rigorosissime.
Un provino non va bene? Nessuna scrittura. L'estetica del racconto prima
di tutto. Berlusconi lo sa, è uomo di prodotto.
Trovatemi una sola telefonata in cui mi rimprovera di non aver trovato una
parte per una persona....". Il Cavaliere le promette, in quelle telefonate,
"un sostegno" quando sarebbe diventato imprenditore di fiction:
"Figuriamoci che risarcimento mi avrebbe assicurato, con tutte le attrici
segnalate e mai scritturate ". Saccà replica a
raffica. Sulla telefonata di Urbani per la fiction di Ida Di Benedetto:
""Angelica" non si teneva in piedi, non ne facemmo nulla, Urbani
non poteva "spingere" qualcosa che non esisteva". Su Eliana
Miglio "suggerita" dalla Moratti: "Ho rischiato di perdere una
vecchia amica come Letizia in nome del rigore. L'ho sottoposta a un secondo
provino, niente da fare. "Letizia, questo stile l'ho appreso da te",
le ho detto ". La Giuditta Saltarini amica di Gianni Letta? "Nemmeno
lei ha ottenuto una parte". Brigitta Boccoli e Giulietta Revel arrivate da
Maurizio Costanzo? "Niente, niente, niente". E Simona Borioni cara a
Fedele Confalonieri? "Nulla. Più serio di così... Lo stesso ho fatto con
la Martinez. Bravissima, ma inadatta al ruolo di Coco Chanel. Che peso
l'interessamento di Mastella, eh?". Su alcuni punti l'ex direttore
generale della Rai e direttore di Raifiction "sospeso" è
particolarmente reattivo. Per esempio sul suo consiglio a Berlusconi
di favorire la nomina di Giovanni Minoli al posto di Claudio Cappon un anno e
mezzo fa: "Partivo dal presupposto che aver imposto un direttore generale
"sgradito" a Prodi era una forzatura. Minoli è uno dei migliori
uomini della tv italiana, avrebbe messo politicamente d'accordo tutti sulla
professionalità. Cosa c'è di male? Ma come si vede non se n'è fatto nulla
". Altro punto delicato, l'allora presidente della Vigilanza Mario
Landolfi che chiama per il produttore Piero Di Lorenzo, nei guai per aver
sostenuto spese superiori al compenso promesso: "Ho controllato. Di
Lorenzo non ha avuto un solo euro in più del pattuito". Non parliamo del
capitolo legato al "gioco più grosso", cioè al lavoro sui senatori
che avrebbero potuto far cadere Prodi: "Lì è la parte più grave. Tutte
frasi estrapolate. Tutto il senso stravolto. I miei avvocati possono
dimostrarlo. La moglie di Bordon? Non ha mai lavorato, figuriamoci, ma cosa
c'entriamo noi con le cadute dei governi, una tesi semplicemente non
sostenibile... ". E come la mettiamo con questo strettissimo rapporto con Berlusconi, che la chiama "Agostino " mentre lei
gli risponde in terza persona? "Siamo amici da vent'anni, cosa c'è di
male? E in quel caso io uso un tono di rispetto verso il capo dell'opposizione.
Sudditanza? Ma no, semplice educazione". In quanto a Fassino e Cuillo?
"Hanno telefonato in tanti, lo assicuro, da tutte le parti. Se solo facessi
i nomi". Per favore, almeno qualcuno... "Stiamo scherzando? Così
ricominciamo". Giancarlo Innocenzi, commissario dell'Agcom, con Agostino Saccà Paolo Conti.
( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
SULL'ESPRESSO
Intercettato anche un membro dell'Agcom. Fi insorge Il Cavaliere, il commisario
e la "hot line" di Saccà Micaela Bongi
Querele, proteste, ma anche molto imbarazzo diffuso. E preoccupazione. Le nuove
intercettazioni pubblicate sull'Espresso in edicola oggi, protagonisti ancora
Silvio Berlusconi, il direttore sospeso di Rai fiction Agostino Saccà ma
questa volta anche il commissario dell'Authority delle comunicazioni Giancarlo
Innocenzi, piombano nel pieno dello scontro sulla giustizia e surriscaldano
animi già inquieti. Nelle telefonate del 2007 - che già da ieri si possono
ascoltare in rete e che fanno parte delle 9 mila conversazioni depositate
nell'inchiesta napoletana per corruzione contro il Cavaliere e lo stesso Saccà - si raccomandano attrici, si spingono produzioni
televisive. Ma soprattutto, con triangolazioni a dir poco spericolate, si
tramerebbe per dare la famosa spallata al governo Prodi. E proprio con questo
obiettivo sarebbe entrato in partita Innocenzi, ex dirigente Fininvest arrivato
all'Authority che vigila anche su Mediaset
direttamente dal ministero delle comunicazioni, dove rivestiva il ruolo di
sottosegretario nel secondo governo Berlusconi. Già
allora, il trionfo del conflitto d'interessi, insomma. Il forzista dell'Agcom,
nell'agosto 2007, fa sapere a Saccà che si sta
lavorando "Tex", nome in codice poco fantasioso per l'allora senatore
del centrosinistra Willer Bordon. Nella telefonata intercettata, al dirigente Rai Innocenzi riferisce di essere reduce da un incontro
"con il grande capo": i due hanno "ragionato" del fatto che
è arrivato il momento di accelerare "la spallata a questi qui". Ogni
sistema sembra buono: e così si pensa di piazzare la moglie di Bordon,
l'attrice Rosa Ferraiolo, nella fiction di Raiuno
Incantesimo. Ma c'è un problema da risolvere perché il direttore della prima
rete, Fabrizio Del Noce, solleva questioni di costi, e per questo viene
sbeffeggiato dai due che conversano al telefono. L'ex senatore dell'allora
maggioranza, Bordon, smentisce di aver subito pressioni: "Mai in alcun
momento ho fatto mancare il mio voto di fiducia al governo Prodi, anche nei
momenti più tempestosi", protesta. Aggiungendo che sua moglie "non ha
mai lavorato nella fiction Incantesimo, né ha mai fatto provini per tale
serie". Conclusione: "Querelo e querelerò chiunque si permetterà di
mettere in dubbio la mia onorabilità e la verità di queste affermazioni".
Ma il primo a muoversi per le vie legali è il forzista-avvocato Niccolò
Ghedini, che accusa l'Espresso di aver violato la legge pubblicando quelle
intercettazioni: "Provvederemo a depositare al più presto una denuncia
alla autorità giudiziaria competente auspicando che indaghi a fondo per
scoprire chi ha consegnato tali intercettazioni al settimanale", annuncia
Ghedini. Che ne approfitta per portare acqua al mulino del Cavaliere:
"Quanto accaduto dimostra ulteriormente l'urgenza delle nuove norme in
tema di pubblicazione delle intercettazioni". Norme che potrebbero anche
essere ulteriormente inasprite. Del resto lo stesso Silvio Berlusconi,
oltre a lamentarsi per come i giornali avevano riportato la sua intemerata
contro le toghe alla Confcommercio, in privato si sarebbe detto convinto che
alla fine "stanno solo dimostrando che la linea che abbiamo intrapreso è
quella giusta". E secondo il premier risulterà che i suoi colloqui con Saccà non hanno nessuna rilevanza penale. A dar voce alla
furia del Cavaliere è il capogruppo alla camera del Pdl Fabrizio Cicchitto:
"Siamo all'inizio di una torbida operazione i cui obiettivi politici sono
quelli di modificare il quadro uscito dalle elezioni". Dal canto suo,
anche Saccà si dice convinto (dai suoi avvocati), che
dall'inchiesta di Napolia non emergerà nulla di rilevanza penale. Anzi:
"Delle segnalazioni ricevute nessuna è andata a buon fine. Uno dei miei
legali mi ha detto che mi faranno un monumento come manager". Ma secondo i
pm non si tratterebbe di semplici raccomandazioni, perché "Berlusconi nella sua duplice veste di leader politico e di
maggiore imprenditore privato italiano del settore televisivo prometteva al
direttore di Rai fiction il sostegno economico alle
iniziative private che Saccà si apprestava a
intraprendere". Su Saccà anche la Rai ha avviato un'indagine interna, ma il direttore generale
Claudio Cappon, prima delle conclusioni ha deciso di aspettare che sul capo
sospeso di Raifiction si pronunci il Gup di Napoli,
l'8 luglio. Per il momento Cappon spiega che "non molto tempo fa" a
viale Mazzini è arrivata dalla procura di Napoli "una documentazione
amplissima che è all'esame delle strutture competenti". Il dg Rai
conferma poi che la Corte dei conti ha chiesto alla Rai una documentazione su un altro caso, quello delle telefonate sui
palinsesti tra dirigenti Rai e Mediaset
che ha portato all'uscita dall'azienda di Deborah Bergamini, attuale deputata
del Pdl. Ma, appunto, ora entra in scena anche Innocenzi: "In base
alle intercettazioni ha violato il codice etico dell'Agcom e dovrebbe trarne le
conseguenze - sostiene Sandra Zampa, deputata del Pd - A quanto risulta egli
contemporaneamente svolgeva il ruolo di controllore e consigliere dei
controllati. Ci sono gli elementi affinchè il Comitato etico dell'Agcom
intervenga". "Appare evidente l'incompatibilità di Innocenzi con
l'incarico che ricopre presso l'Authority", dice anche Riccardo Villari,
sempre Pd, membro della commsisione di vigilanza. Commissione che tra l'altro resta
bloccata perché la destra continua a far mancare il numero legale nelle
votazioni per l'elezione del presidente. E questo fa dire a Antonio Di Pietro
che o sarà eletto il candidato dell'opposizione, l'esponente dell'Idv Leoluca
Orlando, "oppure se lo prendono in quel posto". Vibrate proteste a
destra ma malumore anche nel Pd. E mentre i big democratici sul nuovo caso
intercettazioni non si espongono (a parte Francesco Rutelli che rivendica di
aver sponsorizzato pubblicamente la fiction su Anna Magnani di cui si parla nelle
telefonate), Di Pietro va all'attacco: "Le intercettazioni uscite oggi
dimostrano l'uso strumentale e personale che Berlusconi
continua a fare delle sue funzioni pubbliche. Il parlamento è un'assemblea di
dipendenti imposta dalle segreterie di partito e si sta adagiando ad accettare
la dittatura che è sotto gli occhi di tutti".
( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
COMMENTO
La torta Rai-Mediaset Norma Rangeri
O si tratta di una sceneggiatura scritta da una penna sopraffina, o siamo di
fronte a una nauseante pagina di spazzatura politica. Le carte della procura di
Napoli sugli affari Rai-Mediaset, confermano
che un membro dell'Autorità di garanzia per le comunicazioni, organo di
controllo della tv italiana, è in realtà un fidato consulente di Mediaset
e del grande capo in particolare. Uno impegnato a consigliare come distribuire
la torta milionaria da assegnare ai vari produttori di fiction che lavorano per
l'azienda del premier. Un controllore che lavora sottobanco per il controllato
di cui è stato a lungo superpagato dirigente e poi sottosegretario al ministero
della Comunicazione. CONTINUA|PAGINA5 "Non è possibile che il produttore
di fiction Valsecchi ha 50 milioni di euro di contratto quadro e lui niente. Ma
insomma qui si tratta di fare un contratto quadro che per lo meno sia di 30
milioni di euro all'anno per tre anni anche a Guido De Angelis". E' lo
stralcio di una telefonata (pubblicata sull'ultimo numero de l'Espresso), di
Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autorità presieduta da Corrado Calabrò. Il suo
interessamento per Guido De Angelis, produttore di fiction (famoso per la serie
Incantesimo) fa miracoli: per De Angelis si aprono le porte di Arcore e anche
quelle delll'aereo personale di Berlusconi. In quel
momento il Cavaliere, che ha aspiranti attrici da sistemare per i suoi
strategici disegni politici, riunisce intorno al tavolo della sua dimora i
vertici Mediaset per stabilire con loro la quota da
assegnare a De Angelis. E lui, il produttore, si mostrerà estremamente
sensibile al parco-attrici. Tanto per chiarire dove abita il plateale conflitto
di interessi (altro che mero proprietario: persino le quote della fiction), e
perché tanta fretta nel chiudere il capitolo intercettazioni. Ma le
intercettazioni, come sempre, rivelano lo stile di vita dell'allegra brigata,
lo scambio di potere esercitato attraverso assunzioni e favori, a sua volta
elemento trainante di scambi politici e tentativi di comprare, per via
televisiva, voti parlamentari. Giancarlo Innocenzi che chiama Agostino Saccà e, ridendo di gusto, gli racconta di quel (parolaccia)
Del Noce che non intende il valore squisitamente politico di certe assunzioni,
che non capisce "il gioco grosso che poi ti dico a voce". Ecco la
stoffa dell'alto funzionario dello stato. In questi giorni la maggioranza sta
mettendo in atto una specie di ostruzionismo per impedire l'elezione di Leoluca
Orlando alla presidenza della Commissione parlamentare di vigilanza. Sono le
prime avvisaglie delle grandi manovre per il rinnovo dei vertici della Rai. Una partita che sembra giocata tutta all'interno della
maggioranza su come dividersi cinque degli otto consiglieri del futuro Cda.
Naturalmente questo è quel che appare. Poi c'è il sommerso, gli intrecci con
gli affari di Mediaset, non la caratura, ma la
calibratura dei consiglieri a seconda della loro affidabilità agli accordi di
cartello del duopolio televisivo. L'altro giorno il presidente dell'autorità
per l'antitrust e la concorrenza è andato in tv a leggere la sua relazione
annuale, puntando il dito contro i cartelli che impediscono la trasparenza del
mercato. Chissà se lo ha ascoltato il suo collega Calabrò, designato dal
precedente governo Berlusconi, collega e supervisore
di Giancarlo Innocenzi.
( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
ITALIA-LIBIA Tripoli
oh cara Parla lo storico Angelo Del Boca: "La Libia non è più una colonia
ma, per noi, deve bloccare gli immigrati" Tommaso Di Francesco Oggi Berlusconi andrà "migrante" in Libia. All'ordine
del giorno dell'incontro con il leader libico Muammar Gheddafi c'è soprattutto
la questione dell'immigrazione, ora che il governo italiano l'ha criminalizzata
con il "reato di clandestinità" e ora che l'Unione europea avvia
rimpatri facili e detenzioni fino a 18 mesi nei Cpt. Dunque non solo
vantaggiosi contratti petrolifero-metaniferi per l'Italia, o la sanatoria della
provocazione anti-islam che nel 2006 scatenò la rivolta di Bengasi,
protagonista il ministro leghista Calderoli, lo stesso che stava per provocare
una nuova rottura con Tripoli solo un mese fa. Sul complesso rapporto tra
Italia e Libia abbiamo rivolto alcune domande ad Angelo Del Boca, storico del
colonialismo italiano. Qual è il contenzioso ancora aperto tra Libia e Italia
per l'occupazione coloniale? L'Italia per molti anni ha ritenuto che non
esistesse un contenzioso con la Libia. Ritenevamo di avere saldato il conto sia
all'epoca del regno di re Idris elargendo alcuni miliardi, sia con le
requisizioni senza indennizzo dei beni italiani fatte Gheddafi appena arrivato
al potere nel 1970. Quindi non abbiamo mai avuto chiaro che cosa fosse il
nostro debito coloniale. Eccolo: ho calcolato che tra il 1911 e il 1932, con
l'occupazione integrale della Libia, i morti in combattimento, oppure
giustiziati, impiccati, fucilati ecc. furono circa 100 mila, quando la
popolazione dell'epoca si aggirava attorno agli 800 mila persone, vuol dire che
un libico su 8 è morto per difendere la sua patria. Poi nella seconda guerra
mondiale, abbiamo minato buona parte della Cirenaica rendendola in condizioni
disastrose. Così siamo arrivati alla prima richiesta "precisa" e
onnicomprensiva che Gheddafi ha formulato nel
( da "Manifesto, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
VUOTI DI MEMORIA Il
maneggione romano Alberto Piccinini "Ragazze che soffrono, scherzano,
hanno delle ambizioni, approfittano delle occasioni per realizzare i loro sogni
(magari fidanzarsi con un calciatore perché è carriera anche quella)".
Così Dino Risi alla conferenza stampa che nel 2002 lanciò quello che doveva
essere anche il suo ultimo film: "Le ragazze di Miss Italia". Era
rimasto fermo nei magazzini Rai per due anni perché il patron del concorso (il
mitico Mirigliani) lo riteneva "lesivo all'immagine della sua
manifestazione", e non si capì tanto bene il perché. Andò in onda su
Raiuno a mò di fiction un po' funeraria, senza aggiungere niente alla lunga
galleria di personaggi che punteggiava la carriera di uno dei registi più
caustici della nostra commedia. Pazienza. Colpisce la candida confessione dello
stesso Dino Risi, in quell'occasione, su uno dei tagli effettuati per fare
uscire il film: "Abbiamo eliminato per esempio il
personaggio del maneggione romano che promette di scritturare le ragazze",
disse il regista. Che a pensarci bene è un po' come fare un film di
fantascienza senza marziani, un western senza indiani, o una fiction senza le
telefonate tra Berlusconi e
Saccà. Poi dice la crisi
del cinema italiano.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-06-27 num: - pag: 53 categoria:
REDAZIONALE Il caso Difficoltà economiche nell'edizione 2008: Mammucari e la
Agosti conduttori ma sono già saltate due date. Povia e Baccini: musica
umiliata Il tramonto del Festivalbar: a rischio anche la serata finale MILANO -
Rischia di chiudere in sordina, tra il disinteresse generale, in soffitta come
una giacca fuori moda. Intanto sono saltate due date (quelle dell'11 giugno e
del 2 luglio): ne rimane ancora una, all'Arena di Verona, il 5 settembre,
regolarmente nel palinsesto di Italia 1, come però lo erano anche le altre due.
Dunque il rischio di non vedere più il Festivalbar non è affatto remoto. Nato nel
1964, trasmesso dalla Rai dal 1968 al 1982, poi passato a Mediaset, il Festivalbar ha fatto ballare tantissime piazze italiane,
colonna sonora dell'estate di diverse generazioni con i suoi tormentoni: da
"Credi a me" con cui Bobby Solo vinse la prima edizione a
"Parlami d'amore" dei Negramaro l'anno scorso. Povia e Baccini
- ideatori e organizzatori dell'Independent Music Day, la maratona canora
itinerante dedicata agli emergenti - sono preoccupati: "La quasi scomparsa
del Festivalbar ce l'aspettavamo un po' tutti, noi dell'ambiente. Viene data la
colpa alla musica e al fatto che non faccia audience soprattutto in tv. La
musica viene tagliata, usata per parlarci sopra, non più criticata ma umiliata,
consumata in modo troppo scontato, scaricata illegalmente ". La loro
proposta è parlamentare: "Facciamo una legge per creare degli spazi
intelligenti nelle tv, nei live, abbattere i costi dei cd".
Nell'annunciare che erano saltate le due date di giugno e luglio, location
possibili Padova e Palermo, l'organizzatore Andrea Salvetti, figlio del patron
storico della manifestazione Vittorio era stato laconico: "In entrambi i
casi non si sono venute a verificare quelle condizioni indispensabili per poter
affrontare l'impresa, da cui consegue la decisione, presa a malincuore, di non
realizzare Festivalbar in queste due località nelle date previste". Per
poi aggiungere: "Ci sono le critiche maligne, quelle che vogliono
assolutamente evidenziare una crisi che non esiste. Festivalbar, come tutte le
manifestazioni storiche, ha i suoi periodi di alti e bassi, ma ci sono persone
che provano gusto ad evidenziare solo gli aspetti negativi". Ma cosa
succede al Festivalbar? E cosa dicono i maligni? Parlano delle difficoltà
economiche di Salvetti che non riesce a coprire i costi della parte che gli
spetta. Ma c'è chi sostiene che sia stata Mediaset a
chiudere i rubinetti e a chiedere a Salvetti di accollarsi per intero i costi
del carrozzone. Così, all'improvviso. Avrà i suoi alti e bassi, ma ora
l'altalena del Festivalbar va giù. Nonostante la musica in tv non abbia grande
appeal, dopo gli ascolti modesti del 2006 (la difesa: c'erano i Mondiali),
l'anno scorso le sei puntate del programma hanno raggiunto la media del 12,6
per cento di share, due punti sopra la media di Italia 1. Mediaset
assicura che la volontà di mantenere in vita la manifestazione c'è, perché il
marchio è sempre forte e a testimonianza di un investimento convinto le tre
serate erano state pensate "live " - sarebbe la prima volta -, ossia
con uno sforzo produttivo ed economico maggiore. L'appuntamento è fissato per
il 5 settembre. Presentano Teo Mammucari e Lucilla Agosti. Forse. Lucilla
Agosti e Andrea Salvetti Renato Franco.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-06-27 num: - pag: 53 categoria:
REDAZIONALE Il dj e i favolosi '80 Anni d'oro da Bosé ai Righeira. Linus:
piazze da sogno MILANO - "è un peccato che Mediaset non sappia o non voglia tenerlo
in vita. Anche se è nato in Rai, il Festivalbar è un marchio storico di Italia 1". Linus,
la voce glam di Radio Deejay, sa di cosa parla. La colonna sonora degli anni '
( da "Liberazione" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Antonella Marrone
Però insomma, date anche solamente un'occhiata all'elenco di telefonate che
riceveva questo povero cristo: uno stillicidio quotidiano. Che cosa provano
queste intercettazioni? Che Berlusconi aveva ancora "qualche" interesse a gestire Mediaset? Interessante. Che c'era un
losco traffico di attricette desiderose di diventare dive? Facile da supporre.
La faccenda veramente drammatica è che il telefono di Saccà trillava in ogni momento e non sapeva mai chi poteva esserci
alla cornetta. E, soprattutto, che favore voleva. Metti che uno sta lì,
tranquillo tranquillo a pensare come spendere un po' di milioni pubblici per
fare un centro di produzione, per fare l'imprenditore, per esempio, dopo anni
di lavoro in un'azienda pubblica? Ecco, squilla il telefono e chi c'é? Fedele.
Caro Confalonieri come va? bene grazie è giù a chiedergli di piazzare nella
fiction Il bene e il male tale Simona Borioni. Non fa in tempo a dire va bene,
ci penso, che trilla il cellulare: Letizia Moratti, un po' impicciata tra uno
scandalo e l'altro della sua efficiente Milano, gli segnala che c'è la moglie
del suo braccio destro, Paolo Glisenti, che deve lavorare e che, sì, gli faccia
fare un provino. Ecco. Saccà vorrebbe tornare a
riflettere sul suo futuro, sulla Calabria avita. Ma niente da fare. C'è in
linea Urbani che vuole sbloccare il finanziamento di "Angelica", una
miniserie della casa di produzione della sua compagna, Ida Di Benedetto.
Vedremo che si può fare, dice il direttore di rai fiction e sbuffa. Anche
perché sul display compare il numero di Gianni Letta e non può non rispondere.
Vuole l'indirizzo dell'elettrauto, quello della manicure e sistemare a Un posto
al sole, Giuditta Saltarini, vedova Rascel. Ci prova, eccome, Agostino, ma
poveraccio, non ottiene niente. Si demotiva anche un po', diciamolo. Per cui
quando richiama Letta, questa volta per raccomandare Ruggiero Marino, ex
redattore de Il Tempo, che vorrebbe scrivere sceneggiature, Saccà
si sente avvilito e ce la mette tutta. E stavolta ce la fa. Il giornalista
viene inserito come consulente della sceneggiatura del 'Terremoto di Messina'.
Tra giugno e ottobre 2007 non sa a chi dare i resti: Barbareschi vuole i soldi
per la sua fiction, Costanzo vuole raccomandare due signorine, Brigitta Boccoli
per Incantesimo e Giulietta Ravel per David Coperfield; Minoli vuole spingere
su Urbani (vuole la direzione generale della Rai?
Siccome Minoli urla Saccà crede di aver capito così);
Bordon, la moglie di Bordon e tutto il cast di Incantesimo compreso il
produttore De Angelis che vogliono sapere se la fiction chiude o continuerà a
rompere le balle ai telespettatori di mezza Italia. E infine quando pensava di
aver risolto tutte le grane e stava per addentare la prima tartina dell'Happy
Hour, arriva la telefonata di Berlusconi sulla pazza
della tv, ignota sino ad oggi. Tale Antonella Troise, sconosciuta ai più, ma
una vera "stalking" del Cavaliere. E il povero Agostino, lo vedrete
da voi stessi se andate a leggervi la preziosa intercettazione, non sa che dire
e sembra che, pure lui, stia rispondendo a un matto. Ecco perché alla fine lo
difendiamo. Provateci voi a stare seduti sulla sedia dirigenziale della tv
pubblica, favorire la tv di Berlusconi e nel frattempo
pensare al proprio futuro da imprenditore! 27/06/2008.
( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-27 num: - pag: 64 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Tornano le intercettazioni L'Espresso
pubblica nuove intercettazioni dell'inchiesta napoletana che già a dicembre
dell'anno scorso aveva fatto scandalo per i contenuti delle
conversazioni fra il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e l'allora capo dell'opposizione
Silvio Berlusconi. Il punto
di partenza resta lo stesso, l'ipotesi di corruzione per tutti e due.
Polemiche. Esteri Il nucleare nordcoreano Il regime della Corea del Nord ha
ceduto e consegna ai cinesi i dettagli del suo programma nucleare. La
Casa Bianca chiederà entro 45 giorni al Congresso di revocare le sanzioni
previste dal "Trading with the Enemy Acts" e toglierà la Corea del
Nord dalla lista dei Paesi-sponsor del terrorismo. Mugabe va avanti Robert
Mugabe, il padre padrone dello Zimbabwe, è deciso: andrà avanti con il suo
processo elettorale e stamattina i seggi si apriranno regolarmente per le
presidenziali, nonostante le accuse della comunità internazionale e di suoi
antichi sostenitori, come Nelson mandela. Cronache Foto per i rom Un'ordinanza
del governo prevede fotografie d'identificazione per i rom. Ma intanto
l'opposizione contesta la decisone di prendere le impronte delle dita dei
minori nomadi, preoccupazione anche dell'Unicef. La Cina in Italia
L'ambasciatore cinese accusa: troppa burocrazia in Italia, aziende (e persino
turisti) della repubblica popolare preferiscono andare altrove. Sulle tracce
della Orlandi A Roma la polizia è entrata nei cunicoli che sarebbero stati la
prigione di Emanuela Orlandi. Il ritorno del panama Visto sul capo del
presidente Giorgio Napolitano e di Silvio Berlusconi,
il panama torna in auge. Pezzi da alcune decine di euro o da migliaia. Economia
Stagnazione italiana Un Paese fermo, con l'economia in stagnazione. Il Centro
Studi di Confindustria prevede per il 2008 una crescita del Prodotto interno
lordo (Pil) di appena lo 0,1%. "Prima la frenata, poi il rilancio" si
legge nella premessa degli "scenari economici" ma la ripresa arriverà
solo alla fine del primo trimestre del 2009 per chiudere l'anno con un aumento
di appena lo 0,6%. Commenti Ebraismo di Kissinger Lo storico britannico Niall
Ferguson affronta la figura di Henry Kissinger alla luce di una biografia che
ne esamina la figura soprattutto in riferimento alle radici ebraiche. Cultura
Un inedito di Malerba Pubblicato un racconto inedito di Luigi Malerba, un
omaggio al filosofo greco Epicuro immaginato ai giorni nostri. Un estratto sul
Corriere. Gli istituti di cultura Il direttore dell'Istituto italiano di
cultura a New York, Renato Miracco. Che chiede più fondi e di tagliare le sedi
che reputa inutili: come quelle in Francia e in Inghilterra. Spettacoli Il film
di Mereghetti Paolo Mereghetti vede "Un'estate al mare ", il nuovo
film dei fratelli Vanzina. Nel quale salva la parte di Gigi Proietti. Sport
Russia-Spagna 0-3 La Spagna castiga con tre gol la Russia, che aveva già
battuto nel girone eliminatorio 4-
( da "Tempo, Il" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Tempo, Il)
Argomenti: RAI MEDIASET
Stampa televisione,
L'intervista Mentana: "Matrix" non va in vacanza, la politica si
racconta sotto il solleone Riflettori accesi anche d'estate su politica,
attualità, cronaca. "Matrix", il programma di approfondimento
condotto da Enrico Mentana su Canale 5, non si ferma per ferie e terrà
informati i telespettatori su quanto avverrà in Italia durante i mesi di luglio
ed agosto. "Continueremo fino alla ripresa della quarta edizione, agli
inizi di settembre, nella solita collocazione trisettimanale", afferma
Mentana che intanto sarà in video durante l'estate con 10 nuove puntate di
Matrix ognuna in onda il mercoledì. Lei sfata la consuetudine che da giugno a
settembre anche sul piccolo schermo si va tutti in ferie. "La tv italiana
ha una scansione da scuola elementare: a giugno tutti in vacanza fino a
settembre inoltrato. Già lo scorso anno con la prima edizione di Matrix in
estate, siamo stati tra i pochi a tenere informati gli italiani. Ma quest'anno
non ci saranno repliche in agosto, come nel 2007, tutte le puntate saranno
ancorate alla più stretta attualità politica e di cronaca". Anche Bruno
Vespa sarà in onda dal 1 luglio al 18 agosto con 8 con puntate speciali di
"Porta a porta estate: i grandi amori del secolo". Concorrenza sotto
il solleone? "La competizione tra me e Bruno Vespa non esiste. Ognuno fa
il proprio lavoro e va per la sua strada. Ciascuno di noi ha il proprio
pubblico. Non però lo scorso anno con il prolungamento di Matrix in estate
abbiamo indubbiamente aperto una strada. In momenti così caldi per la politica
italiana come quelli attuali, sarebbe davvero insensato abbassare i riflettori
e rimandare tutto a settembre". In trasmissioni di approfondimento come
Matrix i politici giocano un ruolo essenziale. C'è un criterio in base al quale
vengono invitati? "La loro presenza è legata a quanto avviene in quel
momento Ma ce ne sono alcuni che sono stati ospiti più degli altri. Antonio Di
Pietro, ad esempio, ha partecipato ben 25 volte alla trasmissione in tutta la
storia di "Matrix". Lo abbiamo fatto interagire con i più differenti
personaggi e sempre con ottimi risultati di audience. Il Premier Silvio
Berlusconi, invece, ha partecipato solo 5 volte. Ma non c'è protagonista della
scena politica che non sia venuto. Siamo riusciti ad avere anche Romano Prodi
nonostante avesse affermato che mai sarebbe intervenuto in
un programma Mediaset".
Il politico più simpatico al suo pubblico? "Piace molto Giulio Tremonti, è
venuto a trovarci varie volte sempre con risultati di grandi ascolti. La
sorpresa però, è stata la presenza del ministro della Funzione Pubblica e
dell'Innovazione Renato Brunetta: il suo recente intervento a
"Matrix" ha ottenuto un successo superiore a qualsiasi
aspettativa". La puntata più seguita della triennale storia di
"Matrix"? "Quella prima delle ultime elezioni con i doppi
interventi di Berlusconi e Veltroni. Tra le puntate di cronaca ed attualità da
segnalare quella sulla Tissen Krup la fabbrica torinese in cui persero la vita
sei operai. Ma non esiste alcun settore nel quale i nostri ascolti non siano di
grande prestigio". Qual è stata l'audience media delle puntate estive
andate in onda nel 2007? "Tra il 19 ed il 21% è la media dello share. Io
sono convinto che in estate il pubblico non diminuisce dinanzi al piccolo
schermo, se si trovano di fronte all'offerta televisiva adatta". Quante
volte è stato contattato dalla Rai per cambiare
casacca? "In dieci anni parecchie volte. Mi era stata offerta anche la
direzione del Tg1. ma ho sempre declinato l'invito che adesso sarebbe del tutto
improponibile", ha concluo Mentana, mentre in una saletta riservata di un
noto locale del centro storico di Roma, all'improvviso è arrivato il Presidente
della Rai Claudio Petruccioli che si è affacciato a
salutarlo.
( da "Giornale.it, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
N. 152 del
2008-06-27 pagina 2 Berlusconi è sempre nel mirino
Ecco altre intercettazioni-gossip di Filippo Facci L'Espresso si avvia a pubblicare
una serie di intercettazioni telefoniche come cento altre volte ha fatto, e
come cento altri giornali avrebbero fatto al suo posto: questa è una prima e
semplicistica versione delle cose. La seconda versione, di questi tempi, e
viste le intercettazioni, è che l'Espresso probabilmente non si è reso conto di
aver fatto un formidabile favore a quanti vorrebbero approvare una legge che
vieti la pubblicazione delle intercettazioni di nessuna o dubbia rilevanza
penale: ciò che sono, appunto, queste intercettazioni sulle pagine
dell'Espresso. L'inchiesta è quella della Procura di Napoli che indaga per
corruzione Silvio Berlusconi nonché il direttore di Raifiction Agostino Saccà: il primo
è accusato d'aver promesso al secondo "il sostegno economico alle iniziative
private che si apprestava a intraprendere". Per la stessa inchiesta Saccà è stato anche sospeso dalla Rai.
Di nuovo c'è poco: le telefonate parrebbero delle seconde scelte rispetto a
quelle già pubblicate mesi orsono. Ma vediamo subito la telefonata che
l'Espresso ritiene più grave: quella dove Giancarlo Innocenzi, membro
dell'Autorità garante delle Comunicazioni, parla al telefono col produttore di
fiction Guido De Angelis e racconta d'aver chiesto a Berlusconi di potergli far avere (a De
Angelis) contratti fiction per 30 milioni di euro: ma con Mediaset, non con la Rai. Le carte spiegano che Berlusconi avrebbe amichevolmente
incontrato De Angelis sino a portarlo a pranzo col vicepresidente di Mediaset, suo figlio Pier Silvio, e col
direttore generale Alessandro Salem: così da favorirlo. La gravità
starebbe nel fatto che Innocenzi, come detto, era membro dell'Autorità garante
delle comunicazioni: "Ma più che un arbitro sembra un giocatore",
scrive l'Espresso; inoltre le telefonate "smontano la teoria di Berlusconi sul suo totale disinteresse sulla gestione di Mediaset", accusa ancora l'Espresso. Se Berlusconi si interessa della Rai è
quindi grave, se si interessa di Mediaset è pure
grave. E la parte "grave" si conclude con fumosi e inspiegati accenni
a un ruolo di questo Innocenzi nel "gioco grosso" (lo chiama Saccà) che doveva corrispondere all'arruolamento di alcuni
senatori del centrosinistra per dare una spallata al governo Prodi. Vi sono
accenni, pure inspiegati, a un ruolo del senatore Willer Bordon in questa
direzione. Il resto, se possibile, è meno rilevante. Si apre, anzi si spalanca,
un ordinario capitolo raccomandazioni. Due le linee-guida: la prima è che in Rai la raccomandazione pare un sistema non tanto per
superare gli altri ma per essere come loro, ossia raccomandati a loro volta; la
seconda, consolante, è che alcune raccomandazioni si concludono positivamente,
altre negativamente, altre non si sa. Cominciamo con Berlusconi:
il premier raccomanda che Saccà faccia almeno una
telefonata di interessamento a certa Antonella Troise, attrice. Altre
segnalazioni, ma a De Angelis, riguardano Evelina Manna, Elena Russo, Camilla
Ferranti ed Eleonora Gaggioli: e anche qui a qualcuna è andata bene, a qualcuna
male eccetera. Poi. Il senatore Willer Bordon raccomanda a De Angelis sua
moglie Rosa Ferraiolo, attrice. L'ex ministro della Cultura Giuliano Urbani
raccomanda Ida Di Benedetto, attrice: andrà male per la fiction Angelica ma
andrà bene per una dedicata a Suor Bakhità. Il sindaco di Milano Letizia
Moratti raccomanda Luciana Barazzoni, moglie del suo braccio destro Paolo
Glisenti: ma il provino va male. Luca Barbareschi, attraverso un giro di
telefonate tra Saccà-Andrea Ronchi-Cappon, cerca di
farsi ben pagare una fiction girata in Sicilia. Il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri raccomanda l'attrice Simona
Borioni per la fiction "Il bene e il male". Gianni Letta raccomanda
la vedova di Renato Rascel per un provino e il giornalista Ruggiero Marino
perché possa scrivere sceneggiature. Maurizio Costanzo raccomanda Brigitta
Boccoli per la fiction "Incantesimo". L'onorevole Mario Landolfi di
An segnala un cattivo trattamento economico riservato al suo amico produttore
Piero Di Lorenzo. Il consigliere della Rai Gennaro
Malgieri (An) chiama per raccomandare la società di Gabriella Bontempo, moglie
di Italo Bocchino. Antonio Marano chiede di far lavorare una ragazza di Luino.
Il presidente Claudio Petruccioli si raccomanda che la fiction "Il
capitano" vada in onda il giovedì come chiesto dal comando della Guardia
di finanza. Una serie di triangolazioni telefoniche Saccà-Berlusconi-Gianni Minoli sponsorizzano quest'ultimo come
nuovo direttore generale Rai. Piero Fassino, a una
capostruttura Rai, perora una causa non ben
individuata. Il vicedirettore generale della Rai
Giancarlo Leone, attraverso la segnalazione di una fiction sulla famiglia
Loren, vuole dare un segnale di attenzione a Francesco Rutelli. L'attrice
Alessandra Martinez tormenta ripetutamente Saccà
perché vuole la parte di Coco Chanel e spiega che "anche Clemente sarebbe
felice"; ma la parte andrà a un'altra, Barbara Bobulova. Fine, per ora,
delle piccole miserie della Rai e dell'Espresso. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
"Un ruolo alla
Troise, sennò fa pazzie" il pressing di Berlusconi
su Saccà Anche da Letta e Moratti segnalazioni di
attrici per le fiction I verbali Quella PAZZA DELLA TROISE Silvio Berlusconi (B) chiama Agostino Saccà
(S), all'epoca direttore di Rai Fiction - 12 settembre
2007, ore
( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
R2
Reportage Internet Repubblica Tv Il video A Lampedusa la porta della
solidarietà Torna Baccini e fa il partigiano in un film Lostmania i naufraghi
di successo "Perché Google ci fa diventare un po' più stupidi" Le
telefonate Berlusconi-Saccà lo speciale
QUAL è LA VOSTRA INFLAZIONE PERSONALE?.
( da "Quotidiano.net" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Il Consiglio dei
ministri ha dato via libera al disegno di legge sull'immunita' per le piu'
alte cariche istituzionali del Governo, il cosiddetto 'lodo Schifani bis'. Lo
si apprende da fonti governative
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Approvato il 'Lodo Schifani bis' Sospesi i processi per le alte cariche Il
Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge sull'immunita'
per le piu' alte cariche istituzionali del Governo, il cosiddetto 'lodo
Schifani bis'. Lo si apprende da fonti governative ROMA, 27 GIUGNO 2008 - Il
Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge sull'immunita'
delle piu' alte cariche istituzionali, il cosiddetto 'lodo Schifani bis'. Lo si
apprende da fonti governative. LE REAZIONI CALDEROLI "Il ddl sui processi
alle alte cariche recepisce i rilievi della Corte costituzionale". Lo ha
affermato il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, al termine
della riunione del Consiglio dei ministri che ha approvato il cosiddetto lodo
Schifani. "Sarà un disegno di legge - ha precisato il ministro del
Carroccio - non lo chiamiamo più lodo, perchè il lodo implica la partecipazione
di tutti e non so se sarà così. Vedremo se sarà un lodo o un'allodola..."
ha concluso Calderoli con una battuta. INTERCETTAZIONI Scoppia la rissa - Berlusconi-Saccà:"Agostino, fai lavorare queste ragazze. Dopo saprò come
contraccambiare"ASCOLTA L'AUDIO DA L'ESPRESSOGiusto pubblicare le
intercettazioni? - Giusto eliminare le intercettazioni? Segnala ad un amico Tuo
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detto bene nadal ha avuto in sorte uan parte di tabellone ricco di mine vaganti
e tutt[...] Maria shock Fuori anche Roddick10:22:14 - sono stanco di leggere sàtupidaggini
sul conto di nadal. federer è un fondocampista mascherato lo sa[...] Nadal,
avanti con fatica10:14:48 - Credo Nadal sia il migliore giocatore da terra che
c'è in giro in questo momento. Per il resto mi se[...] Nadal, avanti con
fatica09:58:06 - A super roger faccio una domanda: Come fa il RE, IL GIOCATORE
PIU' GRANDE DITUTTI I TEMPI a perdere [...] Nadal, avanti con fatica Quali sono
i baffi più belli del grande schermo?Forlì:nuove aree commercialiPrendere le
impronte ai minorenni rom: sei d'accordo?Giusto concedere l'immunità alle più
alte cariche dello Stato?Vorresti il ritorno di Totti e Nesta in
Nazionale?Credi nell'esistenza degli Ufo?Credi che per una maggiore sicurezza
Rimini abbia bisogno di rinforzi estivi?Il Governo ha bloccato i finanziamenti
dell'Inail per completare l'ospedale di Cona, cosa è meglio fare ora?Pesaro,
vorresti un'altra Notte bianca in città?Sei favorevole che il viareggino
Marcello Lippi riprenda la guida della nazionale?Euro 2008, dopo la sconfitta
con la Spagna quale ct vorresti?Azzurri fuori dagli Europei: resta Donadoni o
l'Italia deve cambiare ct?Negozi aperti 24 ore su 24, sei d'accordo?Premio
Strega 2008, tu chi voteresti?Sei d'accordo che Gaia spa interrompa il servizio
idrico a chi non paga le bollette? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le
intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl.
Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche
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( da "Voce d'Italia, La" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Voce d'Italia, La)
Argomenti: Berlu Saccà
Politica
"L'Espresso" pubblica nuove intercettazioni Berlusconi-Sacca' Raccomandazioni in
Rai: riesplode la polemica Diversi esponenti politici avrebbero fatto pressione
sui vertici Rai per garantire trattamenti di favore ai propri protetti Roma, 27
giu. - Riesplode la polemica sulle intercettazioni telefoniche avvenute nel
2007 tra Silvio Berlusconi
e alcuni responsabili dei vertici della Rai. Il settimanale l'Espresso
ha pubblicato oggi un articolo nel quale vengono descritte nuove
intercettazioni di consersazioni avvenute tra l'allora leader dell'opposizione
e il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà. Dalle
trascrizioni emergerebbero pesanti pressioni fatte da diversi esponenti
politici, non solo del centro destra, per raccomandare i propri protetti e
farli inserire in trasmissioni e fiction prodotte dalla rete nazionale. Tra i
nomi eccellenti citati nelle intercettazioni ci sarebbero, oltre al premier,
Fedele Confalonieri, Letizia Moratti, Gianni Letta, Piero Fassino e Francesco
Rutelli. Giampaolo Mannu.
( da "Campanile, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
G.Pet. Pd-Idv, il
duello continua. Rai nuovo fronte di scontro Di
Pietro: "Walter come la pecora con il "lupo" Berlusconi".
Follini: "Il Cavaliere e Tonino sono gli opposti estremismi". L'ex pm
sulla nomina di Orlando: "O lo prendono o se lo prendono in quel
posto". Merlo: "Parole tribali" Di Pietro continua ad attaccare
Veltroni. E nel Pd l'atteggiamento del leader di Italia dei Valori provoca irritazione.
Sullo sfondo ci sono sempre i temi della giustizia e le contromisure da
prendere rispetto a Berlusconi e alla sua maggioranza. Dopo la richiesta di
verifica dell'alleanza, l'ex ministro delle Infrastrutture insiste:
"Veltroni è un buono, arriverà alle Europee, ma il problema è capire come
ci arriverà. Lui è stato scelto con le primarie ed è stato il leader
dell'opposizione e di una coalizione" e "tale deve rimanere". Il
problema, osserva l'ex pm, "è che lui ha scelto di fare un'opposizione
collaborativi. Va bene questo, ma prova a mettere nello stesso ovile una pecora
e un lupo". Rimarrà "solo il lupo". Il capo di Idv lancia una
battuta pure sulla legge sulle intercettazioni, altro tema caldo del dibattito
politico: "Passerà sicuramente perché coinvolge trasversalmente persone di
entrambi gli schieramenti". I democratici cercano di frenare l'irruenza
dipietrista. "Sul tema del rapporto fra politica e giustizia ho
l'impressione che Berlusconi e Di Pietro siano un po' gli opposti estremismi.
Forse quello che ci vuole è una ragionevole via di mezzo", commenta Marco
Follini. L'ex pm? "Per due anni aveva dimesso il suo abito massimalista,
poi rapidamente ha rimosso tutto", dice invece Antonello Soro, capogruppo
democratico a Montecitorio. Dunque fra gli alleati della maggioranza si sta per
consumare un divorzio definitivo? "Non voglio parlare di rottura, ne
riparleremo quando ci sarà un vero confronto interno che vada al di là dei
pareri dichiarati", fa sapere Massimo Donadi, capogruppo dipiestrista alla
Camera. Sarà. Certo è che le posizioni, ad esempio, sulla questione della legge
sull'immunità alle alte cariche dello Stato, non si smussano per nulla. Seppur
vincolata alla rimozione del "salva-premier", l'apertura del Pd alla
maggioranza è nei fatti. Senza il "macigno delle norme che bloccano i
processi", spiega Soro, "si potrà aprire un confronto sul Lodo senza
pregiudizi, perché non è scontato il giudizio che noi daremo". Diversa la
visione dei dipietristi. Secondo Donadi qualsiasi dialogo è ormai "chiuso"
e "non potrebbe essere altrimenti dal momento che ci troviamo in un
Parlamento che è costretto a occuparsi non di misure di cui sente bisogno il
Paese ma che vengono fatte solo per impedire una sentenza che terrorizza il
presidente del Consiglio". Ma è botta e risposta pure sulla Rai. All'indomani dell'ennesima fumata nera sull'elezione di
Leoluca Orlando alla presidenza della Commissione di Vigilanza, Di Pietro
taglia corto: "O prendono Orlando e se lo prendono in quel posto".
Replica del capogruppo democratico in commissione, Giorgio Merlo: queste
affermazioni, dice Merlo, "appartengono ad una concezione tribale della
politica". Intanto, sempre sulla Rai, si abbatte l'indagine della Corte
dei Conti sui contatti sospetti fra dirigenti Rai e Mediaset (quelle
delle intercettazioni del 2005). I magistrati contabili sospettano un danno
alle casse della tv di Stato. (27-06-2008).
( da "Campanile, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Mastella: "Il
Lodo Schifani? Sarebbe stato auspicabile un accordo con l'opposizione.
Illegittima la blocca-processi" Un duplice fronte infiamma il dibattito
sulla giustizia. Da un lato la fuga di notizie sulla bozza in cui il Csm
criticherebbe il dl sulla questione della cosiddetta norma blocca processi e
l'uscita di nuove intercettazioni a carico di Silvio Berlusconi
che ha scatenato l'ira della maggioranza; dall'altro il controverso lodo Schifani
che è inserito nell'Ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi. Un
aspetto, quest'ultimo, abbastanza controverso poiché c'è chi del lodo non ne
vede traccia, anche se fonti ministeriali sostengono che
probabilmente sarà esaminato fuori sacco. Una su tutte, la dichiarazione del
ministro per l'Attuazione del programma, Elio Vito, al termine della conferenza
dei capigruppo della Camera: "Il ddl per la sospensione dei processi per
le più alte cariche sarà domani (oggi, ndr) all'Odg dei Cdm". E dalla
Pdl sperano che l'opposizione decida di approvarlo. "Potremmo andare in
tempi brevi all'approvazione del lodo, se l'opposizione si dichiarasse
disponibile ad approvarlo, senza nemmeno passare attraverso la sospensione dei
processi così come previsto ora dal decreto sulla sicurezza". Lo dice a
Radio Radicale Gaetano Pecorella, che aggiunge: "Dal punto di vista
politico corriamo il rischio di dovere tornare a votare in tempi molto brevi.
Il processo a Silvio Berlusconi terminerà a fine
settembre ed è chiaro che un presidente del consiglio che avesse su di sé la
condanna per una pena molto grave, come per il tipo di reato contestatogli
difficilmente potrebbe continuare a presentare sulla scena internazionale con
sufficiente credibilità. Quindi o si corre questo rischio, che per il Paese
sarebbe un disastro, o si approva auspicabilmente con l'opposizione una legge
che sospende i processi per le alte cariche dello stato". Un'analisi che,
messa in questi termini, trova il favore dell'ex Guardasigilli secondo il quale
"sarebbe più saggio arrivare al lodo Schifani in accordo con
l'opposizione". Fermo restando, aggiunge Clemente Mastella dai microfoni
di Otto e mezzo, che "Berlusconi ha timore di
qualcosa, altrimenti non si spiega come una legislatura nata con l'idea
dialogante, oggi non ci sia più. Berlusconi ha deciso
di giocare la partita senza se e senza ma". E questo, è ormai evidente
agli occhi di tutti. Quanto alla norma blocca processi, anche per il leader
dell'Udeur è "illegittima e incostituzionale". Stessa opinione di
Anna Finocchiaro che sbotta: "La norma salva processi è una norma
sbagliata e anticostituzionale. La destra deve smettere di alimentare una
campagna di disinformazione. I giornali della destra insistono nel dire che la
norma blocca processi sarebbe stata già varata dieci anni fa dal governo Prodi
e confermata l'anno seguente dal governo D'Alema. ? sbotta il capogruppo del Pd
al Senato - tutto questo è falso". Insomma, ricorda ancora, "è
evidente che la norma del governo Prodi si proponeva di accelerare i processi e
non di sospenderli come fa l'attuale proposta del governo Berlusconi.
La decisione restava così interamente nel discrezionale apprezzamento dei
magistrati. Cosa ben diversa da un intervento legislativo che peraltro sospende
processi per reati gravi per i quali però se commessi adesso aumenta la pena.
La verità ? conclude l'esponente del Pd - è una sola quella norma è un
obbrobrio e va cancellata". Quanto alla fuga di notizie immediato
l'attacco della Pdl che con il presidente della Commissione Giustizia del
Senato, Filippo Berseli chiede a "Nicola Mancino di dimettersi da Vice
presidente del Csm. Sarebbe un atto dovuto, di elementare sensibilità
istituzionale, non sarebbe un atto eroico". Sarà. Ma dal fido Antonio Di
Pietro, arriva la difesa a spada tratta dei suoi colleghi: "Il Csm è un
organo che deve parlare ? sbotta il leader di Idv - ma quando dice quello che
deve dire da fastidio alla politica. E' come lamentare a un medico che sta in
sala operatoria che opera troppo" (27-06-2008).
( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Oggi è Ven, 27 Giu
2008 Edizione 131 del 27-06-2008 Strettamente confidenziale E così ripiombiamo
nei miasmi da Sud America di Hush Hush La pubblicazione sull'Espresso delle
intercettazioni legate all'inchiesta di Napoli contro l'ex direttore generale
della Rai nonchè capo della Fiction (ancorché sospeso) Agostino
Saccà, le voci insistenti
su un rinvio a giudizio del Presidente del Consiglio Berlusconi nell'ambito dello stesso procedimento giudiziario e la ripresa
dell'attività poliziesca, anche nel linguaggio, da parte del deputato del
centro sinistra Antonio Di Pietro, capo del movimento familiar-familistico
chiamato Italia dei Valori (e pensando ad alcune vicende che hanno
lambito o visto protagonista l'ex pm di Mani Pulite - dai soldi in una scatola
di scarpe all'appartamento con vista sul Duomo di Milano affittatogli da un
amministratore di un istituto bancario milanese con cui era (?) in rapporti di
amicizia e poi arrestato per una notte durante Tangentopoli, verrebbe da dire
che davvero di un'Italia dei Valori si tratta, nel senso di valori)... hanno
fatto ripiombare nuovamente la politica italiana fra i miasmi di un Sud
America, fatto di comisarias de policia, raccoman-dazioni e quant'altro serva
al perfetto felleuton estivo. Un Sud America, viene da aggiungere, che quasi
quasi non esiste più nella sua terra originaria, ma che sopravvive da noi al di
qua dell'Oceano. Lette integralmente, come le abbiamo potute leggere noi, le
intercettazioni fanno ridere: ha ragione il Capo del Governo, soldi dei
cittadini buttati al cesso. Non ci sono ipotesi di reato, se non arrampicandosi
sugli specchi, ma, del resto come ha insegnato buon ultima la vicenda che ha
coinvolto Clemente Mastella e Sandra Lonardo, certa magistratura campana è usa
e adusa ai grandi polveroni che finiscono in nulla. Certo il Premier è
moltissimamente irritato, anche con i suoi alleati ovvero con la Lega, che
sulla questione giustizia ha giocato con il fuoco fino a contribuire a
provocare questo incendio. Ha voglia Umberto Bossi a garantire la lealtà dei
suoi. In realtà nella Lega, e segnatamente in una componente varesina c'è
un'area storicamente eversiva rispetto all'allenaza con Silvio Berlusconi. E' una Lega che più di altre in altre zone del
nord ha origini di sinistra e con la sinistra, con il Pci, Pds, Ds
segnatamente, ci ha fatto pure dei governi a livello locale. Questa fettina di
Lega si deve essere fatta un film da TSO, ovvero da matti: pensate che pensano
di poter fare un ribaltone che possa portare alcuni di loro al governo in altri
ruoli, in presenza di un Premier azzoppato da qualche indagine giudiziaria
vagante e vacante. Peccato che questa parte di Lega sia esattamente speculare a
Di Pietro, forse per effetto della Sindrome di Stoccolma derivata dai tempi che
furono di Patelli e Sama, e quindi, alla fine, scambia la politica con le
patate. Per fare un esempio si pensi alla Rai e alla commissione di Vigilanza:
da ieri la presidenza della Commissione per il sub comisario de policia
Leloluca Orlando Cascio non esiste più e l'orazione funebre l'hanno recitata
quelli dell'Udc, ovvero i nemici giurati di Bossi e compagnia nel centro
destra. Chissà se Umberto, che la sa molto lunga, ha capito chi ha scritto il
copione dell'orazione funebre in memoriam di Leoluca Orlando Cascio?.
( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Oggi è Ven, 27 Giu
2008 Edizione 131 del 27-06-
( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Oggi è Ven, 27 Giu
2008 Edizione 131 del 27-06-2008 MAGNIFICHE OSSESSIONI Silvio, i giudici e le
intercettazioni Benvenuti nella Repubblica delle Fiction di Francesco Blasilli
Napoli è tutta linda e pinta. I nostri stipendi sono raddoppiati. I servizi
pubblici sono eccellenti, i ministeri sono fantastici e ti mandano i
certificati che ti servono direttamente a casa nel giro di un paio d'ore. I
tassi di mutuo sono ridicoli e la sera, tanto sono sicure le nostre città, si
dorme con gli usci spalancati. Quanto è diversa la realtà da appena due mesi
fa. Tutto è cambiato. O meglio, tutto sembra cambiato. Perché se si ascoltano i
nostri politici e si leggono certi giornali sembra che tutti i problemi siano
spariti in un attimo e l'unico tema importante siano i guai giudiziari, veri o
presunti, di Berlusconi. Solo che i problemi, per il
popolo (che teoricamente sarebbe sovrano) ci sono ancora. Peccato che siano
finiti in secondo (o meglio in terzo, quarto, quinto...) piano, perché al
centro dell'attenzione sono finite alcune magnifiche ossessioni. C'è
l'ossessione numero uno di Berlusconi, quella per i
giudici, l'unica rimasta ormai, visto che quella comunista si è squagliata
sotto il sole del Pd. Ed allora il Cavaliere lancia un'accusa più grande
dell'altra; spesso lasciando ad Arcore l'eleganza. Ma Berlusconi
sente che la gente è con lui e soprattutto sente che vogliono fregarlo di
nuovo. Non a caso, ecco di nuovo spuntare qualche telefonata, guarda caso
proprio sulle pagine dell'Espresso. Ma questo è un altro discorso. Prima c'è da
vedere il comportamento di Berlusconi che,
indubbiamente, esagera. Lo fa in modo assolutamente cosciente, però, e con una
duplice finalità. La prima è quella di mettere le mani avanti. Perché se è vero
che con la norma salva premier si toglie dalle scatole il processo-Mills, il
nemico (la magistratura) è sempre dietro l'angolo. Meglio allora picchiare
duro. Anche perché così facendo costringe Veltroni ad interrompere ogni tentativo
di dialogo e a fare l'opposizione forte. E tutto questo conviene al Cavaliere.
Perché? Innanzitutto perché rafforza la posizione di Veltroni, che con la sua
politica buonista e la sua opposizione morbida (o meglio, ombrosa) aveva perso
forza all'interno del Pd. Adesso Veltroni può tornare a rafforzarsi cavalcando
l'antiberlusconismo, con soddisfazione del Cavaliere che come interlocutore
preferisce sempre e comunque Walter l'africano. Per la serie, se devo fare la
guerra, preferisco farla con uno che ? fino ad ora - è stato una marionetta
nelle mie mani. Ed infatti Veltroni, fa di tutto pur di piacere ed assomigliare
a Silvio, visto che la sua ossessione personale è proprio l'attuale premier.
C'è poi anche un altro motivo che fa si che Berlusconi
veda di buon occhio un Veltroni di nuovo forte: bloccare Di Pietro. Il quale
sin qui sta guadagnando fin troppo spazio politico, anche se, inevitabilmente
anche l'ex Pm dovrà frenare la sua corsa. Per colpa di chi? Ma della sua
ossessione, naturalmente, che risponde al nome e cognome di Silvio Berlusconi. Giusto ieri ha confermato che "l'Italia dei
Valori farà tutto il possibile affinché Berlusconi non
vada al Quirinale". E l'ossessione del Tonino nazionale è talmente grande
che costringe lui, uomo di destra, a diventare simbolo della sinistra
massimalista. Solo che, alla fine, l'incoerenza smetterà di pagare. Quella che,
al contrario, sembra non finire mai è l'ossessione (come già detto, reciproca) di una parte della giustizia italiana nei confronti di Berlusconi. Le nuove intercettazioni,
ancora su alcune telefonate tra il Cavaliere ed Agostino Saccà, sono lì a testimoniare. Come sono
lì a testimoniare che taluni editori, e di conseguenza alcune testate, sono
proprio ossessionate dal Cav. Non è un caso che sia l'Espresso a pubblicare le
ultime telefonate "incriminate". E visto che Saccà è direttore, seppur sospeso, di Rai Fiction, viene
voglia di lanciare un nuovo sceneggiato, dopo "E.R., medici in prima
linea", magari "E(spresso) R(epubblica), giudici in prima pagina".
Perché, inutile girarci intorno, De Benedetti e Scalfari hanno la stessa
ossessione della magistratura: Berlusconi. Certo,
viene da ridere a leggere le intercettazioni di questa volta. Ancora pressioni
per far lavorare questo e quell'altro. Roba vecchia, roba già nota. Roba che,
tra l'altro, la nuova legge sulle intercettazioni metterebbe al bando. Che
nessuno se ne abbia a male, ma ci piacerebbe tanto ascoltare qualche telefonata
ricevuta da De Benedetti, Scalfari o dal direttore Mauro: ti pare che anche lì
non c'era la fila anche per una sola sostituzione estiva? Berlusconi
(ma non solo lui, visto che in tanti, sinistra compresa, hanno dimostrato di
conoscere il numero telefonico di Saccà) è l'unico che
chiama per far lavorare qualcuno? Cerchiamo di essere seri. Come è decisamente
labile l'assioma secondo cui se si fa lavorare la moglie di Willer Bordon, lui
passa col centrodestra. Roba da fiction, appunto. Anzi, roba da fumetti, visto
che nelle telefonate il baffuto senatore veniva chiamato Tex Willer.
Ricapitolando. Berlusconi odia i giudici. I giudici a
loro volta odiano Berlusconi, il quale è odiato anche
da una parte della stampa, Di Pietro e tutta la sinistra massimalista.
Ossessione ed odi che occupano tutto lo spazio del dibattito parlamentare e
fanno finire in un angolo i problemi reali. In mezzo ci finisce, come sempre,
il popolo. Perché gli stipendi sono rimasti bassi, i mutui alti e
l'amministrazione pubblica fa schifo. Ah, i rifiuti stanno ancora al loro
posto. In strada. Se fosse una fiction, sarebbe una fiction drammatica. Peccato
che, invece, è tutto reale. Triste, ma reale.
( da "Opinione, L'" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: RAI MEDIASET
Oggi è Ven, 27 Giu
2008 Edizione 131 del 27-06-2008 Intervista a Miriam Pisani/Iris: nicchia
economica su Dtt di Alessandra Mieli Per molti ma non per tutti. Per quelli che
non sopportano la televisione generalista accusata di ogni nefandezza socio
culturale l'alternativa c'è. Di nicchia, elegante, sul digitale terrestre e
senza spendere un euro. Non se n'è parlato molto e il palinsesto non ha ancora
fatto la sua comparsa nelle pagine dedicate ai programmi televisivi. Eppure c'è
più di un motivo di curiosità il primo è che a capo di Iris c'è la prima donna direttore di rete di Mediaset. Unica donna. Difficile lavorare in un universo maschile? A
livello di lavoro non ho mai avvertito una significativa differenza nei
rapporti. O, per lo meno, non percepisco questa divisione tra manager (uomini)
e operative (donne). Certo devi impegnarti, importi e magari devi insistere un
po'. Ma forse sono stata fortunata perché ho lavorato con manager che
erano anche persone, normali. Parliamo di Iris che appare diverso dalla televisione
generalista. Certo. Abbiamo mission diverse. A noi non tocca consegnare
un'audience a una concessionaria. E, visto che siamo in onda da fine novembre,
ci stiamo divertendo in questa fase che definirei "sperimentale". Ma
per fortuna "giochiamo" con una library di 1.000 film che abbiamo in
casa e non rincorriamo il box office perché ci siamo mappati in modo del tutto
diverso: Iris è cinema d'autore e abbiamo impostato un palinsesto fisso per i
prossimi 2 anni in modo da creare quella che viene abitualmente definita come
"abitudine al consumo". Oltre a un repertorio di film d'annata che
cosa caratterizza Iris? Le rubriche culturali. Noi privilegiamo e diamo più
spazio in orari più accessibili a quello che va in onda su una rete generalista
magari solo a tarda notte. Ma il cinema è l'elemento caratterizzante e di
cinema parlano le rubriche di opinionisti come Anna Praderio, Carlo Rossella,
Piera Detassis e i due fratelli Vanzina e Gian Arturo Ferrari. Oltre al cinema
però, al venerdì, c'è lo spazio riservato al teatro e, in autunno, una stagione
di concerti in prima serata e di opera lirica. Non temete di diventare una rete
di nicchia? Dobbiamo essere un'alternativa, questa è la nostra mission,
altrimenti farenno solamente una copia di quello che fanno tutti gli altri.
Un'ottava rete generalista davvero non servirebbe. Inoltre tra poco più di due
settimane (il 14 luglio, ndr) ci sarà anche la Rai con
la sua offerta digitale. In compenso fate a tv a basso costo. Perché ci
riusciamo e perché abbiamo moltissimo materiale a disposizione che possiamo
valorizzare liberamente. Certo, se si escludono i costi fissi della struttura,
siamo davvero a basso a costo. Finora non avete molta visibilità, come
intendete organizzarvi per far conoscere al pubblico la programmazione? I primi
mesi è stato il tam tam, il passa parola. Ora siamo presenti con il palinsesto
sui settimanali televisivi e ci stiamo organizzando per mettere in rete sul
nostro sito, a partire da luglio, i dettagli dei programmi. Stiamo anche
studiando azioni mirate con la free press e poi cercheremo di farci spazio
anche sui quotidiani, soprattutto nelle aree "all digital". Vi siete
fatti un'idea del pubblico che vi segue? Non abbiamo, come sapete, dati
Auditel, tuttavia dai ritorni che ci riporta il marketing ci sembra di avere un
pubblico molto allargato come età. Oltre la fascia commerciale che va dai 15 ai
64 anni. C'è anche una componente di studenti universitari che scelgono film
d'autore che altrimenti non avrebbero opportunità di vedere altrove. Nel palinsesto
troverà spazio anche l'informazione? Abbiamo "sposato" Paolo Liguori
e il suo TgCom. Ne mandiamo in onda cinque edizioni al giorno e in più abbiamo
una rubricata in esclusiva curata dallo stesso Liguori sul cinema.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Intercettazioni
Roma. Pubblicate altre telefonate tra Silvio Berlusconi
e Agostino Saccà, all'epoca alto dirigente Rai:
intrighi per reclutare senatori e abbattere il governo Prodi, ma anche
raccomandazioni per attrici e showgirl da far lavorare in televisione.
Bocconetti >> 2 27/06/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
N. 152 del
2008-06-27 pagina 0 Intercettazioni, Ghedini: "Faremo denuncia" di
Redazione Il settimanale l'Espresso pubblica altre conversazioni tra il
Cavaliere e l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà
del settembre
( da "Voce d'Italia, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Politica
Intercettazioni Berlusconi-Sacca': "Quella parte li',
per una Troise non andava bene?" Telefonata del 30.10.07 ore
( da "Voce d'Italia, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Politica
Intercettazione Berlusconi-Sacca': "Sto lavorando
per far cadere il governo e conto di riuscirci" Il Cav.: "Quella
pazza della Antonella Troise, si e' messa in testa che io la odio" La
telefonata del 12.09.07 delle ore 15.18 da Silvio Berlusconi ad Agostino Saccà A.: Agostino Saccà; S.: segretaria Saccà; P.: presidente Berlusconi A. : Chi è?... Pronto? S. :
Direttore Saccà, buonasera,
la segreteria del presidente Berlusconi. A. : Ah sì, grazie. S. : Glielo posso passare? A. : Certamente.
S. : Grazie. (Dopo qualche secondo di attesa:) S. :Direttore, ancora un
istante, grazie. A.: Sì, grazie, certo. (Dopo qualche secondo di attesa:) P. :
Pronto? A.: Buonasera, presidente, come sta? Bene, bene... P.: Sto lavorando
per far cadere il governo e conto di riuscirci. A. : E credo che ce la può
fare... io le volevo... P. : lo le telefono per due cose... A. : Sì, sì. P. :
Oltre... ti telefono per due cose oltre alla vicenda della Rai, naturalmente,
per cui... A.:Sì, si. P. :Questo Fabiano Fabiani è anche uno con cui penso che
tu sia amico, no? A. :Diciamo che lui ama la fiction, perché è stato presidente
ed ho un buon rapporto... P. :Io anche ho un buon rapporto con lui, non gli
telefono per salutarlo perché adesso sono in contro corrente e che in effetti
devono darci il presidente, no, ecco, comunque, insomma, credo che, che non
sarà disastroso... A.: No. P. :Credo che non sarà disastroso. A. :Penso che è
uno che va a vedere i fatti concretamente e darà giudizio... P. :Va bene, senti
un po', lui è stato direttore generale della Rai, no? A. :Lui è stato vice
direttore. P.:Vice direttore generale. A. :è stato direttore del Tg1, ma
parliamo degli anni Sessanta, poi direttore dei "culturali", poi vice
direttore generale, poi è uscito, è andato in lri a fare il presidente delle
autostrade... P. :Eh. A.: Poi dopo Autostrade, è passato a fare il direttore di
Finmeccanica centrale, poi ha fatto l'amministratore delegato di Finmeccanica e
lì ha venduto l'Alfa Romeo alla Fiat, e c'è questa cosa, tutta questa vicenda
qui, e poi è andato a Napoli a ge... a fare quel discorso dei recupero dell'ex
area Finsider, no, e non ha cavato un ragno dal buco, e poi Veltroni l'ha
nominato prima presidente di Roma expo, che è una società sulle esposizioni
romane, e poi direttore generale di coso, di... di... di Acea, e da direttore
generale di Acea ha fatto una grossa operazione, questa se la faccia tirare
fuori, di, come dire, di affidamento a... a, come dire, a Copservizi, è una
cosa molto grossa, molto, molto grossa di un carico importante, e... e... e di
tutte le municipalizzate di Roma, eccetera... P. :Comunque è uno capace... A.
:è uno che è molto capace. P. :è uno che mi "faceva" ricordo perché
diceva che i figli li picchiava con i pugni... A. :Sì, sì, no, è uno molto
capace e che poi, che giudica sui fatti, allora... è come lei, presidente,
quando io parlo di lei, dico: ma a Berlusconi non
gliene frega, l'importante è che i gatti pigliano i topi... P.:Sì, sì. A. : Se
sono neri, sono rossi, sono bianchi... P. :Va bene... A. :Per lui... P.:Grazie,
grazie mille... allora, le due cose per cui ti disturbo, Agostino, sono... A.
:Sì, sì. P. :Una, e... e... e perché, e... e... e tu mi hai parlato di quel
calabrese... A.:Sì. P. :Eletto in Australia... A. :E lì, su quello io ho delle
notizie importanti, molto importanti... P. :Ecco... A.:E possibilmente
positive, se governata la situazione... P. :Sì, e allora io su quello sono
interessato, che sto facendo l'operazione, sto cercando di aggregare più
senatori possibili, no... A. :Sì. P. :Ecco, quindi su quello se hai delle cose
da dirmi, se poi ti... A. :lo delle cose, se vuole gliele posso già dire al
telefono e poi... P. :Sì, sì, dimmele, vai, dimmele, dimmele. A. :Allora, lui
era il direttore... non è vero quello che mi avevano detto, perché lui in
realtà di cultura era più, come dire, laburista, lì, no... P. :Uhm. A. : Questo
è il dato, però, però, però... e dirigeva, non come mi è stato detto, "La
Fiamma di Sidney", ma l'altro giornale della stessa proprietà, che è una
proprietà di italiani che vengono dal Veneto, importanti, che sono grandi
importatori dall'Italia di prodotti alimentari... P. : Eh. A. :E lui è un uomo
di questi, signori, praticamente, di questi signori qua... lui ha fatto due
cose... intanto sta tornando poco in Australia, sta tornado molto poco, se vi
dico come... perché fu un mio amico, e... e... e carissimo, che tra l'altro
vive a Milano, è noto, eccetera, è cugino di un grande ristoratore australiano,
e questo signore andava tutte le sere a mangiare quando usciva dal giornale, a
mangiare... e quindi so tutto proprio... e allora, lui ha fatto due cose, uno,
ha dichiarato alla radio degli italiani in Australia che se il governo non fa
entro quest'autunno, non approva comunque un disegno di legge sulla doppia
cittadinanza per gli italiani d'Australia, lui lascia... evidentemente dice
l'amico, e... e... e come dire, ristoratore, si sta preparando il modo per
uscire, perché, evidentemente, sta riflettendo chi lo rielegge la prossima
volta, ed è chiaro che il governo non ce la fa a fare un disegno di legge,
approvarlo sulla doppia cittadinanza in Australia, e poi perché agli italiani e
non ai sudamericani, eccetera, eccetera... l'altra cosa è che, e... e... e, lui
torna pochissimo in Australia, sta motto qui in Italia, il giornalismo per lui
è importante, è importante il futuro, chi l'aiuti... quindi, glielo vorrei dire
meglio a voce, diciamo, presidente... P. :Sì, ma senti un po', c'è una persona
che potrebbe, che potremmo usare per contattarlo...? A. :Sì, c'è questo mio
amico, questo mio amico che è un commercialista importante, di origine
calabrese, che sta a Milano, che tra l'altro è nostro proboviro, lì, di Forza
Italia a Milano, quindi è uno proprio nostro... P. : Di casa. A. :Nostro,
importante, che io mi sono rivolto a lui sapendo che lui aveva questo cugino che
era... aveva una catena di ristoranti importanti in Australia, e lui subito mi
ha detto tutto... P.: Allora se tu puoi... A. :E lui si propone proprio per
dire: allora se devo essere l'uomo di contatto, allora divento l'uomo di
contatto... P.: Se tu potessi combinare un incontro con Marinella di questo
signore a Milano con me lunedì o martedì prossimo, mi faresti una cortesia. A.
:è troppo presto, presidente, ci dobbiamo dare... non ce fa faccio in così
pochissimo tempo. P. :No, ma no del... del dep... del senatore... A. :Ah. P. :
Del proboviro. A.:Ah, certo, del nostro amico, del nostro, e... e... e del
commercialista, subito... P. :Va bene. A.:Questo lo faccio immediatamente. P.
:Va bene; punto primo, e questo grazie e moltissimo... A. :Sì. P. :Punto secondo,
quella pazza della Antonella Troise... A. : Sì. P. :Si è messa in testa che io
la odio... A. :Sì. P.: Che io ho bloccato la sua carriera artistica... A.
:Ma... P. :è andata a dire delle cose pazzesche in giro... ti chiedo questa
cortesia, di farle una telefonata... A.:La chiamo... P. :E di dire: guarda che,
e... e... e fissare un appuntamento, non lo so, dire che c'è qualche cosa, e di
dire che io ti ho tolto la tranquillità perché sono un po' dì settimane che
continuo a dirti: io devo far lavorare la Troise... A.:Va bene. P. :Perché c'è
il padre che sta morendo e ha bisogno di soldi... A.: Va bene, la chiamo, la
convoco... P.:Scusa, dille, sottolinea un mio ruolo attivo... A. :Va bene. P. :
Perché io continuo a dirglielo, ma lei dice pensa che io le sia di ostacolo
addirittura, che è una cosa folle, io non sono mai stato di ostacolo a nessuno
in vita mia in nessun campo... va bene, però è pazza e quindi... A. : Sì. P. :
Fammi questa cortesia perché sta diventando pericolosa. A. : Va bene; ho
un'altra cosa da dirle io, perché io ho visto pure Pietro Fusa, però so che lì
sta andando anche un altro discorso avanti, eccetera, quelle due.... P. : No,
lì così siamo fermi invece. A. : Allora le dico quello che mi ha detto, glielo
dico rapidissimamente, eccetera, lui mi ha detto, dice: guarda, Agostino... lui
poi è di poche parole, è stato due ore a casa mia, è venuto lui a casa mia in
Calabria, a casa di mia sorella, ha detto: guarda, Agostino, intanto apprezzo
questa cosa che Silvio ha messo te, che vuoi dire che allora mi rispetta e mi
stima, perché io ti consi... le dico quello che mi ha detto, ti considero un
grande intellettuale, un uomo importante... P. : Bene. A. : E quindi vuol dire
che, che mi valuta per quello che io merito, eccetera, però ti dico due cose
che devi dire a lui, allora, uno, che io sto con lui, cioè, voglio dire, li
odio questi qua, io sono democristiano, dico, non sono che so stato costretto a
finire lì... due, che quand'anche io passo, se luì non risolve il problema di
Casini, perché io vivo al Senato, in piedi il governo lo tengono i senatori di
Casini... P. : No, non possono tenerlo i senatori di Casini, perché Casini si
sputtanerebbe definitivamente di fronte a tutti... A. : No, però di fatto,
sotto sotto... P. : No, no, ma sotto sotto noi denunceremmo con grande violenza
tutto questo, andrei io in televisione a dire: questo Casini è un porco
traditore e, quindi, squalificato per sempre della scena politica dei liberali.
A. :Però lui mi ha detto: questo è il problema, perché siamo in dieci, non ce
la facciamo più, mi ha detto... P. : Sì, sì, sì... A. : Non ce la facciamo più.
P. : Infatti io ce ne ho diversi, io sto facendo la corte a più di venti. A. :
Un'altra cosa che lui mi ha detto... io ho detto: sì, però io... se Berlusconi si è scomodato per chiamarmi, io la cosa gliela
devo portare, dico: Pietro, mica ci muoviamo, perdiamo tempo, voglio dire, dai,
dico io gli posso comunque dire una cosa, che se lo aggredissero personalmente
sulle sue sostanze, sulla sua azienda, sulle sue cose, tu non ci stai,
garantisciglielo, m'ha detto, questo glielo puoi garantire... P. : Grazie. A. :
Poi sul resto vediamo... questo garantisciglielo, che su questo io non ci sto,
e lo dichiaro, perché è una persecuzione, sarebbe una persecuzione personale...
P. : Va bene, grazie mille; senti... A. : Il resto, io... P. : Allora adesso io
Fusa penso di cucinarmelo io, gli telefono direttamente io, lo invito io. A. :
Eh, io so che, che lui... qualcosa c'è, perché lui mi ha detto: e ma io poi lo
vedo... cioè, capito, lui me l'ha detto questo... P. : Va bene. A. : Dico:
benissimo... va benissimo, così gli ho detto... P. : Va bene... va bene. A. :
Poi, presidente, quando può e quando vuole, io le devo dire anche altre cose,
la Rai, ma comunque... P. : Va bene, quando vuoi telefona alla Marinella... A.
: Va bene, va bene. P. : Glielo dico e fissiamo un appuntamento subito. A. :
Intanto io con Marinella mi metto d'accordo per mandarle il Pilello... P. :
Come si chiama? A. : Pilello, Pietro Pilello P. : Pivello? A. : Pietro Pilello.
P. : Pilello. A. : Tra l'altro è un personaggio anche importante a Milano,
perché è nella commissione tributaria di Milano... P. : Benissimo, benissimo.
A. : è una persona seria... P. : Grazie mille. A. : Va bene, presidente... P. :
Grazie. A. : Buon lavoro. P. : Grazie moltissimo, Agostino, ciao. A. : Comunque
le voglio dire una cosa, che sul territorio ho trovato un consenso verso di
lei, in Calabria, per cui è papa subito. (ride) P. : (Ride) Va bene. A. : Ma è
una cosa meravigliosa. P. : Va bene, grazie mille. A. : Arrivederla. P. : Ciao,
grazie molto, grazie.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Berlu Saccà
Primo Piano Pagina
102 Berlusconi intercettato, nuova puntata Rovente
scontro politico per i testi delle telefonate su L'Espresso --> Rovente
scontro politico per i testi delle telefonate su L'Espresso
La trascrizione su un settimanale di alcune conversazioni fra Berlusconi e Saccà scatenano la polemica fra maggioranza e opposizione. ROMA Nuova
rovente polemica sulle intercettazioni. Il caso è nato in seguito alla
pubblicazione, da parte de L'Espresso , di nuove telefonate tra Silvio Berlusconi all'allora capo di Rai
Fiction Agostino Saccà.
Dalle intercettazioni emerge un Berlusconi impegnato
nel tentativo di reclutare senatori della maggioranza per far cadere il governo
Prodi. In questo senso, entra in gioco Giancarlo Innocenzi, uno dei componenti
dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: da lui parte una
segnalazione all'amico Guido De Angelis per far lavorare nella serie Rai
Incantesimo la moglie del senatore Willer Bordon, uno dei dissidenti del
centrosinistra che sembrava sul punto di lasciare Prodi. L'interessato, Bordon,
smentisce tutto e annuncia querele, ricordando che da senatore non fece mai
mancare il suo voto a Prodi e che la moglie, attrice professionista, "non ha
mai lavorato a Incantesimo . In altre intercettazioni, Berlusconi
chiede di far lavorare Antonella Troise e commenta con Saccà
la nomina di Fabiano Fabiani a consigliere di Viale Mazzini. IL CENTRODESTRA
Durissime le reazioni dei deputati della maggioranza, che fanno quadrato.
"È la conferma che Berlusconi ha avuto ragione
con le sue denunce", commenta a caldo Fabrizio Cicchitto, capogruppo del
Pdl alla Camera, che punta l'indice contro "il partito della crisi e
dell'avventura". Secondo l'esponente del Pdl, infatti, la pubblicazione
delle nuove intercettazioni è "l'inizio di una torbida operazione i cui
obiettivi politici sono quelli di modificare il quadro politico uscito dalle
elezioni". Di "sconcertante aggressione al premier" parla il
portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone, che denuncia "l'assordante
silenzio dei garantisti di sinistra" di fronte alla nuova ondata di
intercettazioni. Mentre si mostra ottimista il ministro per l'Attuazione del
programma Gianfranco Rotondi, convinto che la pubblicazione delle
intercettazioni sia in realtà "un favore a Berlusconi".
Dal Cavaliere, nessuna risposta ufficiale, ma l'uscita delle intercettazioni
sarebbe stata considerata come una reazione prevedibile alle iniziative del
governo sulla giustizia. L'indicazione sarebbe quella di tirare dritto e non
lasciarsi intimorire. GIRO DI VITE Torna così d'attualità il ddl
anti-intercettazioni approvato dal Consiglio dei ministri dello scorso 13
giugno, ma da allora non ancora arrivato all'esame del Parlamento. A quanto sembra,
il ddl dovrebbe approdare all'esame della commissione Giustizia del Senato i
primi giorni della prossima settimana. Il giro di vite (che va dal divieto di
intercettare per i reati puniti con meno di dieci anni al carcere per i
giornalisti) è chiesto a gran voce da Niccolò Ghedini, esponente del Pdl e
avvocato di Berlusconi, che ha anche annunciato di
voler portare in tribunale chi ha dato i verbali all' Espresso . IL
CENTROSINISTRA Sul versante dell'opposizione, l'Italia dei Valori si scaglia
contro Berlusconi: è inutile che protesti, dice
Antonio Di Pietro, perché è normale che "finisca nel mirino della
democrazia chi interviene per chiedere e ottenere favori dalla Rai".
Mentre linea opposta è quella dell'Udc. Luca Volontè, deputato centrista, definisce
"una vergogna indegna" la pubblicazione delle nuove intercettazioni.
E chiede addirittura al governo di riprendere il testo del ddl Mastella e
varare un decreto, con l'immediato divieto della pubblicazione.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
La moglie attrice di
Bordon per la "spallata" a Prodi Reclutare senatori della maggioranza
per far cadere il governo Prodi, ma anche attenzione altissima per i vertici in
casa Rai. È il "gioco grosso" tra le
novemila telefonate dell'inchiesta che vede imputati a Napoli Berlusconi e Saccà. "Il gioco
grosso", spiega Saccà, per riportare Berlusconi a Palazzo Chigi, grazie alla spallata contro
Romano Prodi. L'uomo chiave è Giancarlo Innocenzi, ex
sottosegretario alle Comunicazioni nel governo Berlusconi, ex dirigente Mediaset, poi membro dell'Autorità delle Comunicazioni. Nell'agosto del
2007, Innocenzi lavora ai fianchi il senatore del centrosinistra Willer Bordon
(a sua volta intercettato durante un colloquio con Saccà per difendere la fiction di De Angelis "Incantesimo" a
rischio chiusura). Bordon ha una moglie attrice con un buon curriculum,
(Rosa Ferraiolo): Innocenzi fa entrare in gioco l'amico produttore
cinematografico De Angelis per farla lavorare. L'8 luglio, dinanzi al gup
Laviano è atteso Saccà, dieci giorni dopo tocca
all'imputato Berlusconi. L'accusa è corruzione. Non
solo il premier avrebbe chiesto favori a Saccà. Ecco
alcuni casi: Giovanni Minoli. Grandi manovre per viale Mazzini. Il 27 giugno
2007 Saccà incontra Berlusconi
e sponsorizza la nomina di Minoli a direttore generale al posto di Cappon.
Giuliano Urbani. Saccà riceve una telefonata di Urbani
per sbloccare i pagamenti di "Angelica", miniserie della casa di
produzione della sua compagna, Ida Di Benedetto. Letizia Moratti. Il sindaco di
Milano raccomanda Eliana Miglio, moglie del suo braccio destro Paolo Glisenti.
Luca Barbareschi. Il neo deputato del Pdl (titolare di una casa di produzione)
discute con Saccà di una fiction in Sicilia. Chiede 3
milioni e 900 mila euro. Saccà non versa più di 3,6
milioni. Fedele Confalonieri. Il presidente Mediaset
raccomanda Simoma Borioni ne "Il Bene e il male". Gianni Letta.
Raccomanda Giuditta Saltarini, vedova dell'amico Renato Rascel, per "Un
posto al sole". Poi chiede di inserire Ruggiero Marino come consulente in
una sceneggiatura; e raccomanda il figlio di Simona Izzo, Francesco Venditti.
Maurizio Costanzo. Raccomanda Brigitta Boccoli per il provino di
"Incantesimo", e Giulietta Revel per "David Copperfield".
Mario Landolfi. L'ex presidente della commissione di Vigilanza Rai chiama per il produttore Piero Di Lorenzo, che ha speso
più di quanto la Rai vuole riconoscergli. Gennaro
Malgieri. Il consigliere Rai di An chiama per la
società di produzione cinematografica di Gabriella Buontempo, moglie di
Bocchino (An). Claudio Petruccioli. Il presidente Rai
interviene per fare andare in onda "Il capitano". Piero Fassino. Il
produttore di "Incantesimo" Guido De Angelis annuncia a Saccà che "Piero Fassino ha telefonato alla De Santis
(capostruttura Rai) per perorare la loro causa".
Francesco Rutelli. Chiama il vicedirettore Rai Leone e
manifesta interesse per la fiction sulla famiglia Loren. Clemente Mastella.
Alessandra Martinez tormenta Saccà per la parte di
Coco Chanel: "Anche Clemente sarebbe felice se facessi quel ruolo".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
I
NODI DELLA POLITICA Telefonate Berlusconi-Saccà condanna anche
dall'Anm Gli stralci rivelano le pressioni del Cav per un'attrice napoletana Un
componente dell'Authority tlc coinvolto per far cadere il Prof ALMERICO DI
MEGLIO Ancora intercettazioni - agli atti di un'inchiesta della Procura di
Napoli - pubblicate dai giornali. Ancora di Silvio Berlusconi (ma
non solo, perché in folta compagnia e, secondo alcuni dei suoi collaboratori,
per un sapiente bilanciamento politico). E ancora nel bel mezzo dell'ennesima,
furiosa polemica tra il presidente del Consiglio e "i giudici
politicizzati". Per di più, nello stesso giorno in cui veniva confermata
che la "bozza di parere" dei relatori del Csm sostiene
l'incostituzionalità della norma che sospende i processi per reati punibili con
meno di dieci anni di carcere; e alla vigilia dell'approvazione, in consiglio
dei ministri, del disegno di legge sulla sospensione dei procedimenti
giudiziari contro le alte cariche dello Stato. Le intercettazioni - pubblicate
dall'"Espresso" oggi in edicola - rivelano, tra l'altro, due novità
di una vecchia inchiesta. La prima, l'interessamento dell'allora leader
dell'opposizione presso l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, a favore di un'attrice napoletana, una
raccomandazione neppure troppo convinta per Antonella Troise. "Pensa che
io le sia di ostacolo - spiega Berlusconi - È una cosa
folle, io non sono mai stato di ostacolo a nessuno in vita mia... però è pazza
e quindi falle una telefonata, fissa un appuntamento, dille che ti tolgo il
sonno per farla lavorare e che c'è qualcosa...fammi questa cortesia perché sta
diventando pericolosa"). La seconda, le relazioni tra il Cavaliere e un
componente dell'Autorità delle comunicazioni, Giancarlo Innocenzi (e tra i due
e il produttore Guido De Angelis), per favorire alcune soubrette ed attrici,
tra le quali Rosa Ferraiolo, moglie di Willer Bordon. Il contesto è
l'"operazione libertinaggio" volta a spingere l'esponente politico a
uscire dalla maggioranza. Le pressioni su Saccà
appaiono, in realtà, numerose e provenienti dal centrodestra come dal
centrosinistra. Si accavallano le telefonate dello stesso Bordon (timoroso che
si ponga fine a "Incantesimo") e di Letizia Moratti, di Piero Fassino
e di Francesco Rutelli, di Giuliano Urbani e di Gianni Letta, di Fedele
Confalonieri e di Gianni Minoli, di Luca Barbareschi e di Maurizio Costanzo.
Raccomandazioni di "aspiranti dive e divi", amiche o parenti;
sollecitazioni a liquidare pagamenti che ritardano; esortazioni a
"equilibrare" situazioni particolari (Innocenzi a Berlusconi:
"Non è possibile che il produttore di fiction Valsecchi ha 50 milioni di
euro. Qui occorre un contratto quadro per lo meno di 30 milioni di euro
all'anno per tre anni anche a Guido De Angelis"). Si preannunciano non
poche querele. Secca la replica di Saccà:
"Nessuna delle segnalazioni ricevute è andata a buon fine. Questo
significa semplicemente che le persone segnalate non erano adatte a quei ruoli
e che ho saputo dire di no in modo garbato". Il direttore generale della
Rai, Claudio Cappon, ha informato che una "nuova, corposa documentazione
dalla Procura di Napoli sul caso Saccà è attualmente
all'esame delle strutture interne competenti". Bordon ha smentito che la
moglie - "come da querela della stessa nei confronti dei primi articoli
dell'"Espresso"" - abbia "mai lavorato nella fiction
"Incantesimo"" o "fatto provini" e ha sottolineato di
non aver mai fatto mancare il sostegno al governo Prodi. Anche i legali di Saccà e Berlusconi hanno annunciato
denunce: per l'avvocato Federico Teschini si tratta di "uno sconcio giudiziario
e un'uscita non casuale, un ulteriore abuso e una ulteriore violazione del
segreto istruttorio" e per l'avvocato Niccolò Ghedini "quanto è
avvenuto dimostra ulteriormente l'urgenza delle nuove norme sulla pubblicazione
delle intercettazioni". Durissimo il capogruppo del Pdl alla Camera,
Fabrizio Cicchitto: "Siamo all'inizio di una torbida operazione il cui
obiettivo è di modificare il quadro politico uscito dalle elezioni. È all'opera
un nuovo partito della crisi e dell'avventura". Di avviso opposto, manco a
dirlo, Antonio Di Pietro: "Le intercettazioni dimostrano l'uso strumentale
e personale che Berlusconi fa delle sue funzioni
pubbliche". Da Rutelli sarcasmo e minacce di querele: "Per il
ministro italiano della Cultura dovrebbe essere un punto d'onore chiedere al
servizio pubblico della Rai perché stia lasciando in un cassetto il progetto di
una serie tv sulla leggendaria vita di Sophia Loren e della sua famiglia".
Da parte sua, l'Anm ha definito "deprecabile fenomeno" la diffusione
delle intercettazioni e sottolineato la "necessità di un intervento
normativo diretto a garantire la riservatezza".
( da "Stampa, La" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Berlu Saccà
Raccomandazioni da
politici all'ex manager Rai Saccà. Il centrodestra
attacca Mancino e prepara la riforma del Csm Giustizia, guerra a colpi di
telefono Spuntano nuove intercettazioni di Berlusconi.
Il Pdl: una vergogna farle uscire Nuova rovente polemica sulle intercettazioni
telefoniche. Il caso è nato in seguito alla pubblicazione su L'Espresso di altre telefonate di politici tra cui Silvio Berlusconi e l'allora capo di Rai Fiction
Agostino Saccà, molte delle
quali di raccomandazione. Durissime le reazioni dei deputati della maggioranza,
che fanno quadrato: "È la conferma che Berlusconi ha avuto ragione con le sue denunce", commenta a caldo
Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. Torna così
d'attualità il ddl anti-intercettazioni approvato dal Consiglio dei ministri
dello scorso 13 giugno, ma da allora non ancora arrivato all'esame del
Parlamento. Dovrebbe approdare all'esame della commissione Giustizia del Senato
nei primi giorni della prossima settimana. Dopo le polemiche sulla fuga di
notizie, ora il centrodestra attacca il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino,
e si prepara alla riforma dell'organo di autogoverno della
magistratura.Grignetti, Magri, Martini, Rampino e Ruotolo DA PAG.
( da "Secolo XIX, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Inchiesta
dell'espresso Per il Cavaliere le telefonate pubblicate sono "una
vergogna". Ma il ddl del governo deve essere convertito dal Parlamento
28/06/2008 ROMA. Una vergogna da fermare a tutti i costi. Dopo la pubblicazione
su L'Espresso delle intercettazioni che lo riguardano, Silvio Berlusconi è sempre più convinto della necessità di
approvare il disegno di legge che ne limita il ricorso e ne vieta la
pubblicazione. Una posizione ribadita anche nella riunione del Consiglio dei
ministri, chiamato ad approvare il "lodo Schifani bis". Difficilmente
però l'indicazione del premier potrà tradursi in atti concreti prima
dell'estate. Il disegno di legge sulle intercettazioni, approvato dal Cdm il 13
giugno, infatti, non è mai stato trasmesso al Parlamento. La causa del ritardo
di ben due settimane, spiegano diversi esponenti della maggioranza, è
soprattutto la presa d'atto del rischio di un vero ingorgo parlamentare, con
una pioggia di provvedimenti ad intasare il lavoro delle Camere. Il ddl,
spiegano nel Pdl, non subirà nessun inasprimento per evitare di riaprire la
polemica con la Lega e, per quanto riguarda la pubblicazione delle ultime
intercettazioni che coinvolgono il Cavaliere e l'ex
direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, gli esponenti del centrodestra sono i primi a ribadire che,
anche con il disegno di legge in vigore, i verbali sarebbero stati pubblicati.
Il provvedimento arriverà all'esame del Parlamento a settembre, con la ripresa
dei lavori, perché ora per governo e Pdl le priorità sono altre: decreto
sicurezza e "lodo Schifani bis" innanzitutto. A ribadire però
la "bonta"' del ddl è il ministro della Giustizia Angelino Alfano
che, prendendo spunto dagli ultimi fatti che riguardano Berlusconi,
si dice convinto della "ratio politica" del provvedimento. Intanto,
nella maggioranza si rafforza la convinzione della necessità di norme più
rigorose. È l'auspicio, ad esempio, del capogruppo del Pdl al Senato Maurizio
Gasparri, convinto che il provvedimento sia "la risposta all'uso
strumentale delle intercettazioni". Per il ministro del Welfare Maurizio
Sacconi, invece, il provvedimento dovrebbe essere "ancora più duro".
Che occorra una regolamentazione delle intercettazioni, soprattutto per quanto
riguarda la loro pubblicazione, è anche l'opinione del Pd, ma non come chiede
il governo. "I magistrati devono poter fare tutte le intercettazioni che
ritengono necessarie ai fini delle indagini", mette in chiaro Walter
Veltroni, "ma noi siamo perché non finiscano sui giornali e per
salvaguardia della privacy dei cittadini". L'opposizione è disposta a
discutere ed Anna Finocchiaro definisce anche il punto di partenza: il disegno
di legge dell'ex Guardasigilli Clemente Mastella. "È un' ottima
base", dice il capogruppo del Pd al Senato. 28/06/2008.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Pagina XIII - Roma
Sul teleschermo Einstein incontra Terminator e i Cesaroni Fra gli italiani Bova
Banfi, Ferilli, Cavani Buy, le coppie Vianello-Mondaini e Tieri-Lojodice
Anteprime e serie cult da "Sex and the city" a "Star Trek".
Dal 7-12 luglio con tante star dagli Usa SILVIA FUMAROLA Una grande attrice
inglese, il premio Oscar Helen Mirren, e un'invasione di divi americani -
Patricia Arquette, Kim Catrall di Sex and the city, gli interpreti di Csi New
York, Chris Meloni di Law and order - accanto ai volti più famosi della fiction
made in Italy. è un appuntamento pensato per il grande pubblico con proiezioni
gratuite e tanti ospiti la seconda edizione del Romafictionfest, che si
svolgerà dal 7 al 12 luglio anche in alcune province del Lazio. Il nuovo
direttore artistico Steve Della Casa, che ha preso il posto di Felice Laudadio,
ha scelto un programma curioso, misto, dando spazio a commedia, fenomeni come
Ugly Betty, Star Trek e novità come Tell me you love e In treatment, serie cult
della Hbo, sul mondo della psicanalisi. "Abbiamo scandagliato le nostre
produzioni e quelle degli altri paesi" spiega Della Casa "pensando
alla fiction come allo spettacolo più popolare. Grazie alla
collaborazione con Rai, Mediaset, Sky e le major internazionali,
che nonostante lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood ci hanno aiutato a
organizzare, abbiamo costruito un ricco programma". Un festival, come lo
definisce il direttore, "nazionalpopolare", per tutti i gusti.
Circa 200 titoli da 24 paesi per un evento che il presidente della regione
Lazio Piero Marrazzo propone di gemellare con la Festa del Cinema:
"Sarebbe giusto avere un un'unica cabina di regia per cinema e fiction. La
Regione Lazio ha investito nella filiera dell'audiovisivo 20 milioni di euro,
vorrei fare di più e per questo proporrò al presidente della Provincia di Roma
Nicola Zingaretti di far rinascere i vecchi studi De Laurentiis alla Vasca
navale, ma integrati con Cinecittà: la tv non mangia il cinema, anzi, nel mondo
vanno a braccetto". Le proiezioni si divideranno tra l'Auditorium della
Conciliazione, dedicato alle première della fiction italiana, e il cinema
Adriano per le prime internazionali, il concorso, gli eventi speciali e i
documentari. Tra i titoli internazionali The Tudors e Terminator: the Sarah
Connor chronicles, spin-off del film, in anteprima assoluta per l'Italia. Tra
gli eventi speciali Elizabeth I di Tom Hooper, miniserie sulla vita della
regina in versione tv, per cui arriverà a Roma Helen Mirren (Oscar per The
Queen), che riceverà il premio alla carriera. Per il filone fantascientifico
due serie cult anni Settanta come La donna bionica e L'uomo da sei milioni di
dollari, oltre alla versione rimasterizzata di Star Trek. A contendersi il premio
saranno molti prodotti già noti: Csi, Medicina generale 2, Distretto di polizia
8, La nuova squadra, Boris 2, ma anche novità. Anteprime: Raccontami, Bakhita
di Giacomo Campiotti, Einstein di Liliana Cavani, Anna e i cinque con Sabrina
Ferilli spogliarellista di notte e tata di giorno. Tra le novità "Lavori
in corso", con assaggi dei titoli dell'autunno: da Puccini con Alessio
Boni ad Amiche mie con Luisa Ranieri, Margherita Buy, Elena Sofia Ricci e
Cecilia Dazzi, Scusate il disturbo con Lino Banfi e I Cesaroni. La sezione
noonnight, ovvero "Mezzanotte", è dedicata all'horror, con thriller e
fantascienza. "è difficile trovare linee di tendenza generali, emerge che
non fanno più paura ai produttori temi scomodi. La fiction, ormai fenomeno globale,
assorbe l'evoluzione del costume" osserva Della Casa "C'è una grande
capacità di prendere ciò che succede intorno a noi e farlo diventare
spettacolo". Oltre alla Mirren saranno premiati Lino Banfi, Sandra
Mondaini e Raimondo Vianello e a Giuseppe Fiorello.
Madrina d'eccezione Elena Sofia Ricci, star dei Cesaroni "onorata del
ruolo". "La festa è il giusto riconoscimento alla tv, sempre
considerata la sorellina del cinema ma ora finalmente vista coma forma d'arte.
Mi ha dato la popolarità e mi ha poi permesso di riempire anche i teatri".
Due le premiazioni: l'8 luglio con Lorella Cuccarini sarà assegnato il gran
premio della fiction e il 12 con Fabio Fazio e la Ricci il gala conclusivo.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Nani, telefoni e ballerine Roberto Cotroneo Intercettazioni
Rilevanza penale: da accertare. Vero voyeurismo: certo. Eppure è tutto molto
interessante per capire cosa succede in questo Paese. In
pratica: visto che le hanno messe on line le telefonate di Saccà con Berlusconi, e poi con i produttori, con le attrici e con i consiglieri di
amministrazione, tanto vale sentirle, come un tempo si leggeva un romanzo di
Arbasino e si sfogliava una rivista di gossip. Con un certo imbarazzo, va
detto.segue a pagina 4.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Veltroni: i problemi del Paese messi in un angolo Ma il premier
tira dritto: "La gente è con me, se pensano di fermarmi sbagliano" di
Natalia Lombardo/ Roma LO SCUDO DOPPIO per Silvio è stato varato con il voto di
Berlusconi in Consiglio dei ministri: il Lodo Alfano,
l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato, crea una corazza a
prova di giudici e di legislatura per il premier, anche se da Palazzo Chigi
riuscisse a traghettare al Quirinale. E lo scudo diventa blindato con il
supporto della norma "blocca-processi" infilato nel decreto
sicurezza, infatti i colonnelli del Pdl cercano di far approvare entro luglio
entrambi i provvedimenti in Parlamento, per anticipare la sentenza Mills. Di
ritirare l'emendamento "salva-Silvio" non se ne parla, fra il Lodo
"non c'è alcun nesso col decreto sicurezza", ha detto ieri il
Guardasigilli Angelino Alfano nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. E nel
consiglio lampo che in otto minuti ha varato il disegno di legge (non era
neppure all'ordine del giorno, bensì "fuori sacco") "non abbiamo
parlato di ritirare l'emendamento". La mossa del governo accresce la
polemica. Il segretario del Pd dichiara "archiviato" il dialogo ma fa
una proposta: "sarebbe necessario" togliere dal campo la norma che
blocca i processi per un anno e che "costituisce un elemento di
inasprimento del clima", sostiene Walter Veltroni. E sfida il Pdl ad
accettare che l'immunità venga affrontata con una modifica costituzionale nella
prossima legislatura. Il che darebbe "il senso di un provvedimento non
fatto per questioni aperte in questo momento e che riguardano cariche
istituzionali in carica. Vorrei che ci si occupasse di più dei problemi sociali
del Paese. Basta di occuparsi, come succede da 15 anni a questa parte della
magistratura con lo spirito di contrapposizione che il presidente del Consiglio
sa mettere in campo". Ma il presidente del Consiglio non cerca di
nascondere l'esigenza personale, e da giorni si giustifica così: "Se
dovessi stare dietro a tutte le udienze che ho, non potrei governare. Pensate,
da qui al 18 ho udienze ogni due giorni.... Se dovessi passare il tempo a
prepararle non potrei fare il presidente del Consiglio. Ecco perché questo
provvedimento è necessario", ha ripetuto ai ministri ieri. Il vero timore
è quello di governare con una condanna a sei anni, anche se in primo grado. Già
i suoi fanno altri scudi (umani): "Berlusconi se fosse condannato non sarebbe giuridicamente costretto a
dimettersi", spiega garbatamente Alfano. Il ministro conferma però
l'intenzione di dare una stretta sulle intercettazioni. Il secondo round del
Silvio-Saccà, uscito ieri
su L'Espresso, ha fatto crescere la rabbia di Berlusconi, intenzionato a girare ancora di piu' la chiave e mettere
il bavaglio alla stampa. E peccato che la definizione "decreto" fu
solo "un refuso", sembra pensare il premier imbufalito. Salvo fare
una battuta ai ministri che chiacchieravano mentre lui era al telefono:
"Zitti, sennò non mi intercettano bene.". Secondo Veltroni invece i magistrati
possono fare "tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini
dell'indagine, purché non finiscano sui giornali" in una violazione della
privacy. Anche per l'Udc il doppio scudo "compromette il dialogo sulle
riforme", e per Casini non è uno scandalo l'immunità, ma i problemi del
paese sono altri. Enrico Letta, Pd, è convinto che il dialogo debba riprendere
"se Berlusconi smette di fare il Berlusconi". Secondo Minniti, ministro ombra
dell'Interno, "la tela del dialogo è stata strappata prepotentemente dal
Presidente del Consiglio, che ha inteso anteporre le sue esigenze personali a
quelle del Paese venendo meno al suo ruolo di uomo di Stato''. Berlusconi, invece, vuole chiudere il cerchio: disarmare i
giudici e far calare un silenzio stampa di marca Putin. Tanto, ha detto ieri a
Palazzo Chigi, "io vado avanti, ho il consenso dei cittadini, la gente è
con me. Se pensano di fermarmi sbagliano". Le truppe Pdl fanno muro: per
il capogruppo al Senato, Gasparri, si deve approvare ancora piu' in fretta; il
suo vice Quagliariello dà dello "stalinista" al Pd. Il Lodo è stato
già calendarizzato in aula alla Camera per il 28 luglio ancora prima che
venisse varato in Cdm. Qui non c'è stata alcuna obiezione, soltanto Altero Matteoli
ha chiesto chiarimenti sulla possibilità di rinuncia alla sospensione del
processo, pensando alla Consulta: "L'immunità viene considerata sulla
carica o sulla persona?.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
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l'edizione del SPUNTI Il potere al telefono per l'ultima divetta Il circo
Barnum della "gnocca" di Roberto Cotroneo / Segue dalla prima Perché
poi alla fine Agostino Saccà, capo della fiction della
Rai, una certa tenerezza te la fa. Sta là a rispondere a tutti, gentile,
paziente, sull'attenti con il presidente, che lo tiene in attesa con musichetta
da anticamera da dentista, che gli chiede di telefonare a un'attrice mai
sentita perché quella sta fuori di testa. L'attrice è tal Antonella Troise,
"che ha preso parte in alcune fiction in ruoli secondari". Berlusconi pare afflitto, perché lei sostiene di essere stata
danneggiata dal presidente. E il presidente prega il capo della fiction della
più importante azienda culturale italiana, la Rai, di fargli una telefonata, e
dirgli che lui insiste, che lui, Berlusconi, chiede di
farla lavorare. Ma cos'è questa storia qui? Il problema che mi interessa in
questa cosa non è se sia giusto o no pubblicare queste intercettazioni.
Obbiettivamente pare un po' di origliare dietro una porta. Il problema è il
contenuto. Ma può il capo dell'opposizione, ex presidente del consiglio dei
ministri telefonare per (aspettate che mi rileggo il nome se no non mi entra in
testa), Antonella Troise? Poi se guardo la foto oltre al nome, comincio a
capire. E bando alle ipocrisie, ai moralismi, alle mezze frasi. Questa è una
repubblica fondata sulla gnocca. L'ho detto. Andava detto. E non se ne esce.
Gnocche di vario genere e di varie gradazioni, ma la sostanza è quella e
soltanto quella. Nessuno si scandalizza, nessuno fa del moralismo. È del tutto
comprensibile professare interesse nei confronti di avvenenti fanciulle, che
all'occasione possono rendere più piacevole la vita, possono darti motivazioni
a lavorare meglio, e tutto quello che sappiamo. Ma santo cielo, ma si può
telefonare per dire: mi ha chiamato Marta Flavi, io non ho nulla a che spartire
con Marta Flavi, ma sai, però. E poi il presidente, sempre al telefono con il
produttore De Angelis: "Llo fai tu "Vivere", ah no, è di
Endemol, perché ieri mi hanno presentato un'attrice di
"Vivere"". E poi il presidente si ferma, perché deve parlarne
con il vero produttore. Di cosa? Di un'attrice che ha incontrato in un
corridoio? E che forse voleva una parte migliore nella fiction. Nel frattempo
il paese va a rotoli, e pazienza. Nel frattempo dovrebbe fare opposizione, il
presidente, ma se becca una in un corridoio della fiction "Vivere" se
la ricorda e telefona. Nel frattempo il grande capo della fiction Agostino Saccà deve usare il pallottoliere, perché tutti gli rompono
le scatole. Giuliano Urbani, che non è passato alla storia come ministro dei
beni culturali, e che ha querelato Sgarbi negando di avere una relazione con
l'attrice Ida Di Benedetto, chiama Saccà, anche lui,
ma "per Ida". Perché c'è una serie, una miniserie anzi, sui pittori,
che non parte, e Ida si infuria, e il povero Saccà
deve chiamare la segretaria, controllare il budget, capire di che cavolo di
miniserie si tratta, vedere che si può fare. E poi nessuno ci capisce niente:
che pittori sono, cosa hanno dipinto, e perché il popolo italiano deve sorbirsi
questa roba. Saccà sembra il capro espiatorio. La
Troise, la Flavi: "si può mettere la Flavi a
"Incantesimo"". Non è un'attrice, risponde il povero Agostino.
Ah neanche la Troise? La Troise? Eh beh. no. forse, vediamo, magari, chissà. E
Letizia Moratti, il sindaco di Milano? Chiama pure lei, e Saccà
ferma la proiezione. Perché la Moratti vuole sapere se la moglie di Paolo
Glisenti, suo collaboratore a Milano, una certa Eliana Miglio, anche lei con
voce quasi assente su Wikipedia, può fare il provino per non so che cosa. Il
che cosa non è una parte nel prossimo film in concorso a Venezia, a Berlino o a
Cannes. Qui siamo a fictionucce, a puntatine del giovedì sera, dove, quando va
bene, reciti in tutto mezz'ora, e non gliene importa niente a nessuno. C'è una
piccola Italia, l'Italia dei balocchi, del luna park dello spettacolo,
un'Italia media, un po' insulsa persino, dove cercano tutti di ingozzarsi di
quello che è rimasto; tutti, come fossero di fronte a un buffet di quelli
immortalati da Umberto Pizzi. Un buffet da poco: attrici senza nome, amanti di
consiglieri di amministrazione, proteste per robe da niente. E poi idee
strampalate, con il potere della politica che si interessa, e va a sapere
perché, di cose di piccolo conto, che non servono a niente, che non ti
emozionano neppure. Una fiction sulla famiglia Scicolone? Diamo un segnale a
Francesco Rutelli che ci tiene tanto. E diamoglielo questo segnale a Rutelli,
certo. E Alessandra Martines che vuole fare Coco Chanel, e vuole la parte? Cosa
ci facciamo con la Martines? Perché Clemente (inteso come Mastella) "ne
sarebbe contento". E uno poi dice: ma la Martines non è la moglie di uno
dei miti del cinema francese, di Claude Lelouch? Non la immaginiamo
romanticamente su una spiaggia della Normandia, genere "Un homme et une
femme"? Ma figuriamoci: al massimo a Ceppaloni a farsi raccomandare da
Mastella per fare Coco Chanel? Che pare un ossimoro stilistico, vista così. Ma
la cosa più divertente di questo circo Barnum è che nessuno, dopo telefonate su
telefonate, riesce a ottenere nulla. Ma nessuno, ma nemmeno Berlusconi.
Stanno tutti là a dire, ma a quella glielo fai un provino? Quell'altra si
potrebbe per caso. Ohi ma senti, a me non è che me ne importa nulla. Io te l'ho
detto, il mio dovere l'ho fatto e poi vedi tu. Eh certo. Che poi tutte queste
con i tacchi a spillo, le tette... E il presidente: proponigli di fare Madre
Teresa di Calcutta, vedi come poi si tirano tutte indietro. E va bene, così,
senza parole, direbbe Vasco. Nessuna ottiene niente. La
Moratti, Berlusconi, Minoli
che ci prova a fare il direttore generale della Rai, Urbani con la sua Di
Benedetto. Chiacchiere, chiacchiere, un po' di gnocca, la solita gnocca, di un
paese così. Dove Saccà
dirige il traffico. E tutti vorrebbero stare in quel posto là. Ad azionare
la giostra gigolante e arrugginita di questo paese dei Balocchi.
www.robertocotroneo.net.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
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l'edizione del Ora nessuno lo può giudicare Varato il Lodo Alfano sull'immunità
alle alte cariche dello Stato. Berlusconi "protetto"
a vita NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE Due emendamenti di poche righe inseriti alla
chetichella nel testo di conversione del "decreto sicurezza" e un
disegno di legge di una paginetta scarsa per reintrodurre "la sospensione
del processo penale nei confronti delle alte cariche dello stato". Tanto è
bastato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
per tessere "la tela di ragno" necessaria a mettersi al riparo da
processi e magistrati. Il più è fatto, adesso tocca soltanto ai parlamentari
della maggioranza fare il proprio dovere e trasformare in legge l'immunità a
vita che Berlusconi si è ritagliato addosso. Ultimo
passo il disegno di legge approvato ieri in consiglio dei ministri che
garantisce l'immunità alle alte cariche dello Stato. Due semplici articoli e
poche modifiche rispetto al precedente Lodo Schifani per evitare, è la speranza
dei "berluscones", la bocciatura della Consulta. Protetti dallo scudo
del Lodo Alfano "i soggetti che rivestono la qualità di Presidente della
Repubblica, presidente del Senato della Repubblica, Presidente della camera dei
Deputati e presidente del Consiglio dei ministri". Per i quali gli
eventuali processi sono "sospesi dalla data di assunzione e fino alla
cessazione della carica o della funzione". "La sospensione - si legge
all'ultima riga dell'articolo 1 comma 1 del ddl - si applica anche ai processi
penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o funzione". Nel
periodo di sospensione del processo, secondo il disegno di legge, si arrestano
anche i tempi per la prescrizione, ma (art.1 comma 4) "l'imputato o il suo
difensore munito di procura speciale può rinunciare" all'immunità. Che
"opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è
reiterabile, salvo il caso si nuova nomina nel corso della stessa
legislatura". Il che vuol dire che sarebbe un domani applicabile a Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica, ma non a Silvio Berlusconi di nuovo presidente del Consiglio nella prossima
legislatura. E considerando che il leader del Pdl non ha mai fatto mistero di
puntare al "trasloco" sul Quirinale, basta poco per capire che lo
scudo del Lodo Alfano potrebbe metterlo al sicuro da ogni pericolo giudiziario
per i prossimi 12 anni. Una immunità a vita, in pratica. Perché, si legge al
comma 7 dell'articolo 1, le disposizioni contenute nel disegno di legge
"si applicano anche ai processi in corso, in ogni fase, stato o grado,
alla data di entrata in vigore". Ossia al processo Mills dove il
presidente del Consiglio è imputato di corruzione in atti giudiziari e la
sentenza è ormai all'orizzonte. Ma, eventualmente, anche a quello di Napoli.
Dove Berlusconi rischia di essere rinviato a giudizio
(la procura ha depositato la richiesta nel gennaio scorso, il gup si esprimerà
il 18 luglio) per corruzione nella vicenda intrecciata delle attrici segnalate
al direttore (autosospeso) di Rai Fiction Agostino Saccà per arrivare alla caduta del
governo Prodi. Ecco perché tanta fretta in questo sprint di giugno. Ecco il
perché dell'innalzamento dei toni e dell'escalation di accuse contro la
magistratura per rinsaldare le fila del proprio elettorato e far accettare le
nuove leggi ad personam contro "il golpe giudiziario" delle procure.
Un piano che sembra ormai realizzato, non fosse per due piccoli
"dettagli" che già in passato hanno più volte intralciato i progetti
di impunità di Berlusconi. Ossia il Presidente della
Repubblica e la Corte Costituzionale, garanti di quella Carta che il leader del
Pdl ha spesso dimostrato di sopportare con fastidio. Il primo esame passerà per
il Colle per la firma di promulgazione della legge, mentre il secondo scatterà
non appena un magistrato solleverà la questione di Costituzionalità della nuova
norma. Basteranno le modifiche apportate al Lodo Schifani per garantire il
superamento di entrambi?.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
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l'edizione del Non si smonta così la credibilità Willer Bordon Caro Direttore,
la cosa che ho di più prezioso è la mia credibilità, personale e politica. Per
difenderla sono giunto fino al punto di dare le mie dimissioni il 16 gennaio
dal Senato convinto come ero e sono che il sistema non fosse più
autoriformabile dall'interno, e che occorresse mettere in discussione le
proprie posizioni, i propri posti, gli eventuali privilegi per recuperare nei
confronti dell'opinione pubblica quel tanto di credibilità, oggi praticamente
precluso a quanti stanno all'interno del palazzo. Posizioni nette, crude e
quindi discutibili e per taluni perfino da combattere duramente. Mi aspetto
però che tutti lo facciano nel merito e in forma diretta, e non con forme
maliziose, indirette o avvalendosi di notizie non vere, quando non di vere e
proprie porcherie. Veniamo dunque ai fatti! Già qualche mese fa l'Espresso mise
in risalto il mio interessamento perché la Rai non
sospendesse la produzione di "Incantesimo", collegandola ad
un'offerta di lavoro a mia moglie, attrice professionista, e ad un provino. La
parte che riguarda mia moglie l'ha chiarita lei stessa nella querela che è
stata costretta a fare: non ha mai lavorato in "Incantesimo" né è mai
stata chiamata a fare provini. Due fatti come si vede inesistenti! Io stesso ho
poi chiarito che il mio intervento, assieme a Beppe Giulietti in Commissione
Vigilanza Rai, è stato tra gli ultimi, come si può
dedurre facilmente dalle cronache di quei giorni, dopo che già erano
intervenuti nell'ordine Veltroni, Gasbarra, Marrazzo. E questo solo dopo aver
ricevuto, in Senato, una delegazione delle maestranze impegnate in quella
fiction, al Senato, come può confermare Sandro Curzi che ho immediatamente
chiamato per avere il suo parere, ricevendone conforto e l'invito ad andare
avanti. Oggi si ritorna, addirittura con la mia foto sulla copertina
dell'Espresso in cui mi si vede al telefono, sotto il titolo Pronto Rai: deduzione logica anche Bordon ha telefonato per
raccomandazioni. Non c'è nessun riscontro che questo sia mai avvenuto, a dire
la verità, nemmeno nel pezzo interno. Ma intanto il danno è fatto! Giovedì sera
addirittura il Tg1 nell'edizione delle
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
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l'edizione del ROMAFICTIONFEST Marrazzo lancia l'idea di combinare le due
manifestazioni. Dal 7 luglio a Roma la kermesse dedicata all'audiovisivo Che
bella festa se si mettono insieme fiction e cinema di Andrea Barolini Una
manifestazione strategica per la cultura, ma anche per lo sviluppo dell'industria
dell'audiovisivo: una grande iniziativa in cui crediamo fortemente". Il
presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha presentato ieri
all'Auditorium della Capitale, la seconda edizione della RomaFictionFest,
manifestazione interamente dedicata al mondo della fiction, che si svolgerà dal
7 al 12 luglio. "Una festa - ha proseguito Marrazzo - anche per ricordare
che è qui che viene prodotta la gran parte della fiction italiane" E nel
presentarla, ha lanciato la proposta di "unire in un'unica cabina di regia
la Festa del Cinema per Roma e la Festa della Fiction affinché corrano
parallele". L'industria dell'audiovisivo nel Lazio "vale"
infatti quasi il 70% del totale nazionale del settore e il 27% del totale degli
occupati (che nella sola città di Roma sono oltre 150 mila). La stessa Regione
ha investito nella filiera oltre 20 milioni di euro: "Proporrò al
presidente della Provincia Nicola Zingaretti - ha aggiunto ancora Marrazzo - di
far rinascere i vecchi studi De Laurentiis alla Vasca navale, ma integrandoli
con Cinecittà, per unire cinema e televisione". Il "governatore"
del Lazio lancia anche una proposta: "Mi piacerebbe che sull'audiovisivo
ci fosse un'alleanza tra Roma e Milano". Come? Puntando al rilancio del
Mifed (il Mercato internazionale del cinema e del multimediale): "Il
festival milanese è stato soppiantato da altre manifestazioni europee. E poiché
io credo che non serva a nessuno una competizione fra Roma e Milano, la mia
idea è quella di chiedere al presidente Formigoni, al sindaco Moratti e al
presidente della Fiera di Milano di provare a fare qualcosa insieme. Il Mifed
non è utilizzato da anni e l'idea è farlo rinascere lavorando insieme".
Tornando all'attualità, ecco il programma dell'edizione 2008 della
Romafictionfest: oltre 200 titoli per un totale di quasi 700 ore di
programmazione. Nel corso dell'evento saranno presentate prime internazionali,
fiction in concorso, eventi speciali, documentari, "docu-fiction" e
una retrospettiva intitolata Quando la Rai parlava
inglese, dedicata agli sceneggiati italiani tratti dalla letteratura
anglosassone. L'Auditorium della Conciliazione ospiterà quattro
"prime" di fiction italiana: tre per la Rai
(Raccontami II di Tiziana Aristarco e Riccardo Donna, Einstein di Liliana
Cavani, Bakhita di Giacomo Campitoti) e una per Mediaset (Anna e i cinque di Monica
Vullo). Al Multisala Adriano, invece, si terranno le anteprime internazionali:
tra le altre, The Tudors di Jeremy Podesna e Medium di Aaron Lipstadt e David
Acquette. Ci sarà anche una sezione "Lavori in corso", dedicata alle
anticipazioni: da Puccini di Giorgio Capitani a Chirurgia d'urgenza di
Alessandro Piva o Provaci ancora prof 3 di Rossella Izzo. Madrina della
rassegna sarà Elena Sofia Ricci. Tra i premiati alla carriera con il Maximo
Award anche Lino Banfi, Sandra Mondaini e Raimondo
Vianello, mentre un premio speciale sarà assegnato a Beppe Fiorello. Due le
serate principali, entrambe all'Auditorium della Conciliazione: l'8 luglio, il
Gran premio della fiction italiana, presentato da Lorella Cuccarini; il 12
luglio, la serata finale con Fabio Fazio.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Intercettazioni la "mortificazione" di Fede Paolo
Ojetti Buttata fuori dalla porta l'idea incostituzionale di rinviare i processi
che fanno comodo al Cavaliere, rientra dalla finestra la Grande Immunità per le
tre alte cariche dello Stato più la quarta, più bassa, la carica di Berlusconi. Il Tg1 se la cava con un'intervista compiacente
al ministro Alfano e il Tg5 insiste: immunità per dare "serenità" a Berlusconi, ovviamente. Il Tg3 adopera toni neutri. Emilio
Fede, con aria mesta, si dice "mortificato" per la pubblicità data
alle intercettazioni dove il suo padrone vuol piazzare "le fanciulle"
e dove si intrecciano raccomandazioni, voti di scambio, promesse di soldi e
appalti, tutto a carico dei bilanci Rai, il che rende questo mercimonio di
interesse davvero "pubblico". L'avvocatessa Bongiorno, ieri spalla
occasionale di Fede, ha sostenuto che si sono intercettate persone che non
c'entrano niente e che non sono indagate. Falso, non sono
state intercettate persone non indagate, ma solo i telefoni di Saccà, su ordine della magistratura per
un'indagine per corruzione, quindi tutto legittimo. La stampa fa solo il suo
mestiere (finché potrà), le pubblica e scoperchia un sottobosco schifoso.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Quelle richieste al
Cavaliere per entrare in paradiso (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) NATALIA ASPESI Nel
tempo le richieste di favori si sono banalizzate: dal titolo nobiliare e dal
diritto di mettere il naso negli affari di stato, a gioielli, carrozze e ville,
da un ferreo contratto da star per grandi film con registi celebri a, adesso,
una comparsata nel luogo più buio della televisione italiana, la fiction
casereccia, l'ultimo angoscioso paradiso dell'agognata facile celebrità. Dalle
intercettazioni delle telefonate negli ultimi mesi del 2007 tra i protagonisti
di questa storia umiliante, appare per prima cosa stupefacente che sia stato
così facile, in questo caso per non poche giovani donne, mettersi direttamente
in contatto con un uomo di massimo potere politico e mediatico, in quel periodo
non a capo del governo ma che comunque si poteva immaginare superindaffarato
sia col business che con gli avvocati che con la potente macchina per vincere
le vicine elezioni (che comprendeva anche un gran lavoro per l'ingaggio di
alcuni esponenti avversari). Antonella, Evelina, Elena, Eleonora, Camilla e
certamente altre, sapevano di avere tutto il diritto di abusare della sua
generosità e di intasargli i cellulari tempestandolo di telefonate ad ogni ora
del giorno e della notte, di pretendere favori e raccomandazioni, di
comportarsi da 'pazza pericolosa' o da 'frustrata assoluta', di spaventarlo con
le minacce, di obbligarlo a chiedere per loro, a suoi dipendenti o a persone
ansiose di compiacerlo, particine nel mare di fiction che intasano la
televisione; non solo in quelle Mediaset di cui Berlusconi è direttamente padrone, ma anche in quelle della cosiddetta
concorrenza, attraverso i premurosi servigi del povero Agostino Saccà, allora direttore di Rai Fiction. Ognuna di queste
questuanti, come tante altre raccomandate da centinaia di altri potenti, non
avevano, non hanno, almeno per ora, delle carriere folgoranti. Elena ha
un suo sito ufficiale bilingue in cui racconta di essere venuta a Roma da
Napoli nel 1993 e di aver partecipato al film 'Baciami Piccina' di Ciampanelli,
Camilla ha un blog e ha iniziato come tronista a 'Uomini e donne', Evelina è
apparsa un secondo in 'Alessandro Magno' di Oliver Stone, su una copertina di
Panorama e in un 'Padre Pio' televisivo; Antonella non ha lasciato grandi
tracce in 'Casomai' di D'Alatri, né alcun dizionario del cinema segnala
'Balcancan' del macedone Mitrevski in cui ha iniziato la sua carriera:
finalmente Saccà ottiene qualcosa e per lei si inventa
un apposita particina nella superfiction Rai 'Capri'.
Ma non sempre Agostino ce la fa: per quanto potente sia lui e soprattutto chi
gli chiede questi modesti favori, capita che i provini delle ragazze pur
raccomandate si dimostrino un tale sfacelo che registi e produttori eroicamente
si ribellino all'imposizione. E tuttavia si capisce perché spesso una parte
della nostra fiction pur amata dal pubblico, sia così desolata. C'è questa
folla sempre più inquieta di ragazze che sarebbero belle se non fossero tutte
uguali, con le stesse pettinature e le stesse boccone e gli stessi reggipetti e
lo stesso sorriso privo di seduzione; per uscire dalla palude
dell'intercambialità non viene loro in mente magari di studiare, la via più
facile è sempre quella, l'aiutino del potente, forse con uno scambio di
cortesie. Tanto capita che nessuno chieda a queste 'attrici' non si dice di
saper recitare, ma neppure di essere in grado di scandire l'italiano e di
esprimere anche a caso una qualsiasi emozione.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Ida di Benedetto,
compagna di Urbani: "Su di me tutte bugie, non ho bisogno di nessuno"
"Chi si scandalizza mi fa ridere l'Italia è corrotta, lo sanno tutti"
I ricatti sessuali ci sono sempre stati: ma oggi sono le ragazze che cercano i
potenti SILVIA FUMAROLA ROMA - "Non mi devo né difendere né giustificare:
divento una vittima nel momento in cui mi mettono nel calderone. A me tutta
questa gente che si scandalizza, i puritani mi fanno ridere: che ipocrisia. Lo
scopriamo adesso come vanno le cose?". Ida Di Benedetto è un fiume in
piena, di essere stata tirata in ballo non le va giù. Compagna di Giuliano
Urbani "da 14 anni, ma io, sia chiaro, non ho bisogno di nessuno",
attrice e produttrice con la Titania, è finita nei verbali per una telefonata
di Urbani a Saccà. "Avevo proposto alla Rai un
progetto sulla vita della pittrice Angelica Kauffman, così come ho fatto con
Caravaggio. Ho avuto un primo sì, poi un no e ci sono rimasta male, ma non ho
fatto scenate al telefono: sono bugie". Signora Di Benedetto, le
intercettazioni raccontano un paese che vive di raccomandazioni e intrallazzi.
"L'Associazione nazionale magistrati ha condannato questa diffusione
deprecabile delle intercettazioni e l'uso strumentale che se ne fa... Ma poi, i
giornali importanti che vanno dietro a queste cose. Si può violare la vita
delle persone e fare scoop da Novella 2000? Su di me sono uscite solo menzogne:
siccome Urbani è una persona senza macchia, colpiscono me per colpire
lui". Non è stata favorita? "La mia è una personalità spiccata, non
ho mai avuto e non ho bisogno di favoritismi. Caravaggio, la mia fiction, è
stata una sfida alla qualità e ha battuto Grande fratello. Vengo da una grande
scuola, non mi toccate, che vi faccio a pezzi. Ma poi, tutto 'sto
scandalo...". Scusi, ma non la colpisce che il presidente del Consiglio si
preoccupi di sistemare le aspiranti attrici nelle fiction? "Hanno tirato in ballo Berlusconi e Saccà, ma
parliamo di tutti. Berlusconi è quello demonizzato - non sono dalla parte di qualcuno, si
figuri, non sono neanche di centrodestra - però cose come queste sono sempre
successe, è un paese corrotto. Nel '94 recitavo nell'"Agamennone" di
De Simone a Siracusa, avevo un film a Cannes. Un giornalista mi fa:
"Come sono questi della tv?". Com'erano? Chiedevano: "Chi ti
manda?". "Ma come chi ti manda? Io vengo da sola!". E poi:
"Stasera che fai?". Guardi, ho anche picchiato le persone, non ho
peli sulla lingua, lavoro da quando ho 17 anni, la vita la conosco". Vuol
dire che in Rai funziona il ricatto sessuale? "Le racconto una cosa
divertente: giro l'ultima fiction di Majano, nell'82, "L'amante dell'Orsa
maggiore". Faccio il provino, va bene. Mi chiama un funzionario: "Ho
detto io che dovevi avere quel ruolo", "Veramente ho fatto il
provino" ribatto. Mi dice di andare a prendere le sceneggiature. Vado, poi
sorpresa: "Mi fai vedere le tette?". Sa cosa ho risposto?
"Senz'altro, ma prima mi fai vedere il tuo culo". Il malcostume c'è
sempre stato lì dentro, ma le donne si difendevano". Dice che è cambiata
la situazione? "E certo che è cambiata: oggi sono le ragazze che vanno a
cercare gli uomini potenti".
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Rete4, la Ue chiede
chiarimenti L'Antitrust: continua a trasmettere in chiaro senza concessione
Confronto sulle norme approvate in Italia per evitare la procedura d'infrazione
sulla legge Gasparri ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Potrebbe decidersi in extremis
la partita tra Ue e governo Berlusconi sul futuro della tv italiana. è quanto
emerge da una lettera inviata a Roma dai funzionari europei con venti quesiti
sulle misure per evitare che il duopolio Rai-Mediaset si trascini nella tv digitale (destinata a sostituire quella
analogica dal 2012), i provvedimenti per mettere fine allo stato di illegalità
della legge Gasparri e, soprattutto, sul futuro di Rete4, emittente che secondo
una recente sentenza della Corte di giustizia Ue dovrebbe andare sul satellite
per lasciare le frequenze ad Europa7. La vertenza televisiva si è aperta
due anni fa, quando la Ue ha messo sotto procedura d'infrazione il governo
italiano - anche allora guidato da Silvio Berlusconi - per la legge Gasparri,
giudicata contraria alle regole comunitarie. Una procedura congelata grazie
alla stesura della legge di riforma del governo Prodi, la Gentiloni, giudicata
in linea con le regole comunitarie ma mai approvata dal Parlamento. Per
arrivare ad oggi, con la Ue pronta mandare l'Italia davanti alla Corte di
giustizia Ue per non aver messo fine alla situazione di illegalità della
Gasparri e il governo che lo scorso 6 giugno ha approvato il decreto in cui,
tra l'altro, si cercava di far archiviare la procedura comunitaria. Il famoso
emendamento salva-Rete4. Ebbene, di fronte a quel provvedimento la scorsa
settimana Bruxelles ha mandato un questionario a Roma per capirci qualcosa di
più. Anche perché il tempo stringe e il deferimento in Corte è in calendario
per i primi di luglio. E ieri, in un incontro tra emissari del governo e
tecnici Ue, sono state consegnate le risposte. Quanto allo spauracchio Corte di
giustizia, la delegazione italiana spera di avere guadagnato tempo, visto che
il provvedimento del governo dovrebbe avere chiuso quasi tutti i problemi
rendendo così necessario un esame più approfondito delle nuove norme. Ma il
nodo che potrebbe venire al pettine è quello di Rete4, come conferma la lettera
di Bruxelles. Con un chiaro riferimento all'emittente di Mediaset,
l'Antitrust comunitario chiede a che titolo continuino a trasmettere "gli
operatori che non sono titolari di una concessione analogica (Rete4, ndr): si
prega di indicare quali eventuali misure le autorità italiane intendono
adottare per porre fine a tale autorizzazione". Come dire, il terzo canale
del Biscione deve lasciare spazio a Europa 7. Ma attenzione, perché questo
capitolo è staccato da quello relativo alla procedura Ue e potrebbe, al più,
sfociare in una nuova vertenza.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Il film sui Loren
Murdoch si allarga è pericolosa Mi serve un miracolo E Saccà
spiegò i conti Rai a Berlusconi
La "consulenza" al Cavaliere: Sky può far male a noi e alla tua Mediaset I verbali Maria Scicolone ha proposto una fiction
sulla famiglia Loren: serve un gesto d'attenzione Murdoch si vuole allargare
troppo e allora in Rai bisogna cambiare il direttore
Cappon Se si vende una rete pubblica anche Mediaset
non resta così com'è E Sky è pericolosa Mi serve un miracolo, Agostino: Ida non
ha mai avuto il contratto per Bakhita, è tutto in alto mare Sul sito online
dell'Espresso ieri sono state rese disponibili le versioni audio di altre
intercettazioni ? dopo quelle diffuse giovedì ? disposte dalla procura di
Napoli nell'inchiesta per corruzione nella quale sono indagati Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Ne
pubblichiamo alcuni brani. I CONTI RAI A BERLUSCONI Agostino Saccà
(S), all'epoca direttore della Fiction Rai, chiama
Giuliano Urbani (U), membro del Cda Rai, al quale
riferisce il contenuto di una telefonata con Berlusconi
? 28 giugno 2007 ore 19.07 U. Dimmi solo il voto da
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Mini ruoli nella produzione Mediaset La Troise e le altre nella
fiction di Tognazzi ROMA - La polizia, in effetti, è già sul posto. L'ispettore
Maria da sola non ce la fa e da Roma è arrivato addirittura il commissario
Vasco insieme ai suoi uomini. Tutti al lavoro per svelare I segreti dell'isola
di Korè, che a questo punto rischia di passare alla storia come la fiction dei
raccomandati. Nello sceneggiato in quattro puntate che andrà in onda su
Canale
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
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REDAZIONALE L'intervista Giovanni Minoli e i colloqui con l'ex capo di RaiFiction "Si parlava dell'addio di Cappon Ma poi sono
stato io la vittima" ROMA - "Sono a Palermo, ho appena ottenuto dalla
Regione Sicilia un fondo di 13,7 milioni di euro per la fiction Agrodolce,
primo caso di un seriale finanziato in questo modo. Ora rispondo perché un
dirigente di un servizio pubblico ha un dovere in più rispetto agli
altri", esordisce Giovanni Minoli, direttore di Rai
Educational. Dunque Saccà un anno fa sponsorizzava lei
come direttore generale al posto di Cappon. E ne parlava con Berlusconi.
"Era il momento in cui il direttore generale era stato bocciato dal
Consiglio, a maggioranza di centrodestra, su un cospicuo pacchetto di sue
importanti proposte editoriali. Sui giornali, nel mondo politico, si parlava di
probabili dimissioni di Cappon o della possibilità di un voto di sfiducia del Cda.
In questo quadro è nata la telefonata". Ne sapeva niente, prima? "No.
Era una personale iniziativa di Saccà che riteneva,
nel caso di un ricambio, che l'ideale sarebbe stato scegliere un uomo di
prodotto e non di gestione. L'altra telefonata di Saccà,
al consigliere Urbani, è molto lusinghiera". E perché chiamare Berlusconi? "Chiedetelo a Saccà.
Posso immaginare perché sono amici. E perché, ripeto, c'era un Cda a
maggioranza di centrodestra ". Ma il tutto non sembra un gran complotto
contro Cappon? "Complotto? Eventualmente contro di me che ero stato
proposto come direttore di Raidue, bocciato e
abbandonato. Comunque, della possibilità di un ricambio alla direzione generale
parlai, fra le tante cose, in un pranzo con Petruccioli e lo stesso Cappon
anche delle voci che circolavano. Dissi che nulla sarebbe avvenuto se non ci
fosse stato un voto unanime". E il suo suggerimento a Saccà
di parlare con Urbani? "Nessuna pressione. Il Cda era a maggioranza di
centrodestra. Saccà voleva capire l'orientamento di
quell'area e la possibilità di arrivare comunque a un possibile voto
unanime". L'immagine della Rai è a dir poco
incrinata in questo momento. "Un Consiglio che in tre anni ha cambiato tre
direttori generali ma non ha modificato il palinsesto, pur giudicandolo inadeguato
a un servizio pubblico, incarna suo malgrado un modello di governance
inefficace. In Cda siedono sei ex parlamentari. Il che significa che la guida
della tv pubblica è affidata a un'emanazione del sistema dei partiti. In questo quadro i manager Rai fanno miracoli ad affrontare la competizione con Mediaset. E Saccà, che ha vinto sempre contro la fiction della concorrenza, appare
un eroe. Ecco perché i dirigenti dell'azienda si sono ribellati per i sette
mesi di sospensione di Agostino. Mesi in cui nulla è stato deciso".
Cosa pensa delle intercettazioni pubblicate? "Penso ciò che scrive con
ironia Liberazione. Se le intercettazioni sono quelle, e magari avremo a che
fare con le carte ancora per vent'anni, c'è solo da sorridere. E da riflettere
sull'indubbia professionalità di un Saccà che,
resistendo a mille sollecitazioni, ha realizzato prodotti vincenti. è verg
ognoso che un'azienda non riesca a decidere se licenziare un manager o se
tenerlo al suo posto. Il punto è ovvio: occorre un amministratore unico che
risolva l'equivoco di una governance legata alla politica, faccia pulizia e
chiarezza intorno a questo problema. Ora la Rai è una
balena spiaggiata. O arriva un rimorchiatore, cioè l'amministratore unico, o
sarà sbranata dagli interessi di chi vuole massacrarla. La scelta a Silvio Berlusconi e a Walter Veltroni" Comer giudica, in
generale, il sistema delle intercettazioni? "Sono uno strumento di
indagine. Ma usato così rappresenta una autentica vergogna per qualsiasi Paese
moderno. " Paolo Conti \\ Eroe Quel manager è un eroe, contro Mediaset ha fatto miracoli. Il problema è il cda con 6
politici: in tre anni non ha cambiato nulla.
( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
INTERCETTAZIONI
SACCÀ Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta "Una vergogna
da fermare a tutti i costi". Silvio Berlusconi non si
riferiva al contenuto delle sue telefonate con l'ex direttore di Rai Fiction
Agostino Saccà, ma al fatto che quelle telefonate
oggetto di un'inchiesta che lo coinvolge siano state pubblicate dal settimanale
"l'Espresso".
A tutti i costi, ma non a quello di mandare avanti il disegno di legge sulle
intercettazioni così da rallentare l'approvazione di due leggi che stanno
ancora più a cuore al cavaliere: il decreto sicurezza dov'è contenuta la norma
che blocca i processi per un anno - il premier è in attesa della sentenza Mills
- e lo "scudo" per le alte cariche che sospende per tutta la durata
del mandato ogni procedimento. Il risultato è che il ddl sulle intercettazioni,
varato in Consiglio dei ministri il 13 giugno, non è ancora all'ordine del
giorno del parlamento e non ci andrà prima dell'arrivo delle ferie estive. E
nella maggioranza già si parla di correzioni, in peggio.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Veltroni: no alle intercettazioni sui giornali Il leader del Pd e
l'ipotesi di una nuova legge. Berlusconi: prima o poi
dirò quel che so sulle toghe ROMA - Prima ha scherzato: "Zitti - ha
apostrofato i suoi ministri in Consiglio mentre parlava al telefono - fate
piano, sennò non riescono a intercettarmi bene...", poi è tornato a
rabbuiarsi Silvio Berlusconi. E ieri, durante la
discussione in Cdm che ha preceduto il varo del ddl sull'immunità delle cariche
istituzionali, è tornato a lamentarsi per il trattamento che gli riservano i
giudici, dal caso Mills alla vicenda intercettazioni: "Ma che dovrei fare?
O ci si difende, o si lavora e si governa. E questa roba delle intercettazioni
è una vergogna da fermare". Per poi concludere, minaccioso: "Per ora
non faccio la conferenza stampa. Ma vi assicuro che prima o poi dirò tutto
quello che so sui magistrati". Insomma, è ancora caldissimo il clima sul
tema giustizia, ma il ddl intercettazioni, varato settimane fa dal Cdm, non è
ancora stato trasformato in articolato né affidato all'esame delle Camere, e
non sembra proprio lo sarà a breve. Il motivo è quello dell'ingorgo
parlamentare: troppe leggi cruciali sono già all'esame, e
la precedenza, di questo è convinto Berlusconi, deve andare al lodo per le immunità, dunque non se ne riparlerà
prima della ripresa autunnale. E però, si commenta ancora la pubblicazione
delle intercettazioni tra il premier e Saccà e molti altri personaggi politici e dirigenti Rai. Nel
centrosinistra - a parte Antonio Di Pietro che difende a spada tratta il
diritto a intercettare da parte dei magi-strati, e a parte Arturo Parisi, che
denuncia come si dimentichi il fatto che "i comportamenti all'origine
dell'indagine (che ha portato alle intercettazioni) sarebbero stati, questi sì,
finalizzati proprio a modificare il quadro politico uscito dalle elezioni
precedenti " -, in realtà si apre alla possibilità di arrivare a un testo
legislativo condiviso. "Noi siamo perché i magistrati possano fare tutte
le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini dell'indagine, ma siamo
anche perché non finiscano sui giornali a salvaguardia della privacy dei
cittadini ", dice il segretario del Pd Walter Veltroni, mentre la
capogruppo al Senato Anna Finocchiaro conferma: "Il ddl Mastella, che la
scorsa legislatura si fermò al Senato, può essere un'ottima base di partenza
" per un lavoro comune. E anche l'Udc manda segnali chiari di voler essere
della partita: "Una legge sulle intercettazioni - dice Francesco Pionati -
è urgente e necessaria ". Paola Di Caro La fiction sulla diva Maria
Scicolone (sotto, a destra), sorella di Sofia Loren e mamma di Alessandra
Mussolini, è sostenuta da Francesco Rutelli, che perora la causa di una fiction
sulla famiglia Loren La coppia L'ex ministro della Cultura, ora nel consiglio
Rai, Giuliano Urbani, perora con Saccà la causa della
compagna, l'ex attrice e ora produttrice Ida Di Benedetto.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
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REDAZIONALE Il consigliere di viale Mazzini Curzi "pentito": abbiamo
sbagliato a sospenderlo ROMA - Cosa pensa Sandro Curzi di Liberazione che
definisce ironicamente Agostino Saccà "un povero
Cristo"? Sandrone è un vecchio navigatore del giornalismo e sa bene come
creare paralleli efficaci e spendibili: "Fa il paio col mio amico Vittorio
Feltri che titola "Il guaio è la gnocca"... Di fronte a un certo tipo
di intercettazioni siamo tutti portati a scherzare. Se io dirigessi un
giornale, non pubblicherei mai molto di quel materiale. Roba privata. Il vero punto
è che esce un'Italia in cui tutti siamo amici, ai vertici. Dalla destra alla
sinistra". C'è però Saccà che parla bene di Minoli a Silvio Berlusconi e tenta di farlo nominare direttore generale al posto di Claudio
Cappon. "Anch'io penso che Minoli sia bravissimo. Quando venne mandato via
Flavio Cattaneo, il mio candidato alla sua successione era proprio lui.
Ma non avrei mai votato per la sostituzione di Cappon un anno fa, in quelle
condizioni. Non avrebbe avuto senso. Cappon non andava d'accordo con Prodi? E
chi lo ha detto? E poi, che importanza avrebbe avuto per la Rai? Avremmo
sostituito Cappon solo e soltanto nel caso di sfiducia verso il direttore
generale... E dire che io avevo votato per un altro candidato, al momento della
scelta di Cappon. Avevo indicato Antonello Perricone. Ma ora difendo
Cappon". Inevitabile a questo punto un quesito. Vista con gli occhi di
oggi, il consigliere Sandro Curzi (area sinistra radicale) sarebbe ancora
d'accordo con la sospensione di Agostino Saccà da Rai
Fiction? "Ecco, qui veramente abbiamo sbagliato tutti. Il direttore
generale Claudio Cappon così come noi del Consiglio di amministrazione. Delle
due l'una. O avremmo dovuto preparare il suo licenziamento disponendo di prove
inoppugnabili. O, al contrario, avremmo dovuto lasciarlo al suo posto e poi
capire il senso di quelle carte. Tenere in piedi un provvedimento disciplinare
per sette mesi in un'azienda senza decidere nulla, non ha veramente alcun
senso. Anche se è vero che il direttore generale Claudio Cappon continua a
ricevere materiale giudiziario a pezzi e a bocconi... Anche la sua situazione,
lo capisco, è complessa" P. Co.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
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REDAZIONALE I verbali "Aiuta Ida o saranno guai" "I capi? Due
mezze calzette" MILANO - Ecco alcune delle intercettazioni messe online
sul sito dell'"Espresso". L'ex ministro della Cultura Giuliano Urbani
chiama l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e gli chiede un aiuto per dei progetti che coinvolgono
la sua compagna Ida Di Benedetto, ex attrice e ora produttrice (17 giugno
2007). U: "Ti lanciavo un Sos per Ida, lei è in una situazione
delicatissima per via della Sicilia, però ha tre spade di Damocle sulla testa,
l'importante è che non diventino negative. Come sai, lei non ha mai avuto il
contratto. Il regista è in Senegal...". S: "Sì, sì, lo so". U:
"Le altre due cose sono la Venturi (un'autrice per la Di Benedetto, ndr) e
quel contratto di attivazione di "Angelica" (una miniserie della Di
Benedetto, ndr) ". S: "Eh, "Angelica" ancora è un po' in
alto mare". U: "Ahi ahi ah... Perché anche lì stanno lavorando, ecco,
è un po' un problema". S: "è in alto mare perché c'è...". U:
"è successo un guaio?" S: "No no no, assolutamente, è questa
condizione aziendale di Cappon ingessato che ingessa tutto quanto, non c'è
duttilità nei piani (...), lui è angosciato dai conti, angosciato è dire poco,
è terrorizzato. D'accordo, è una situazione che ti può preoccupare, ma non
terrorizzare...". U: "Vedi tu se riesci comunque a sbloccare
l'attivazione perché... non dico niente per telefono". S: "Ne
parliamo quando ci vediamo ". U: "Più che parlarne, ci pensi però,
eh? Purtroppo questa è una cosa che se non facciamo sono guai grossi...".
"Quel provino lo facciamo" Il sindaco di Milano Letizia Moratti
chiama Agostino Saccà per chiedergli di un provino.
Non si dice il nome della persona in questione, ma si suppone che si tratti
dell'attrice Eliana Miglio, moglie di Paolo Glisenti, braccio destro del
sindaco (19 giugno 2007). S: "Ti volevo dire che quel provino poi lo
stiamo facendo, e di stare tranquilla che stiamo facendo tutto il possibile,
perché ti avevo sentito un po'...". M: "Eh sì, perché...". S:
"Io ce la metto tutta, non è facile ma ce la metto tutta". M:
"Ti ringrazio, perché per me sarebbe davvero un grande aiuto a una
situazione che... che...". S: "Lo so, lo so, non è facile ma io ce la
metto tutta. Poi ti volevo chiedere se con calma riuscivo a venire a parlarti.
Perché io sto riflettendo anche con degli interlocutori importanti - Banca
Intesa, Passera, Montezemolo - sulla possibilità di fare qualcosa di serio, di
importante. Te ne volevo parlare, chiedere un consiglio... riguarda proprio me
personalmente, come promotore, perché non è che devo restare per sempre in Rai". "Io o lui, lo dico a Berlusconi"
Il vicedirettore generale della Rai Giancarlo Leone
chiama Saccà. Devono parlare con Del Noce per
discutere della serie "Medicina generale". Saccà
si dimostra infastidito dal momento che il serial va benissimo e non dovrebbe perciò
essere messo in discussione (27 giugno 2007). L: "Entro qualche giorno,
credo lunedì, ci vediamo con Del Noce per fare il punto sulle attivazioni che
ancora sono ferme. In particolare "Medicina generale"". S:
"E perché "Medicina generale"? è un successo... la considero una
piccola provocazione... cioè su questo faccio... dopodiché me ne vado, metto
una bomba sotto il palazzo (...) no no, o io o lui, mi sono rotto veramente i
coglioni, o io o lui, lo porrò all'azienda, lo porrò a Berlusconi,
lo porrò a tutti (...) io capisco su una cosa che non funziona, che non va, ma
"Medicina generale" la considero un fiore all'occhiello (...)".
L: "Senti, l'altra cosa invece che ti volevo dire era che sono venuti da
me il produttore, mi pare Saraceni, e la Maria Scicolone, che è la sorella di
Sofia Loren... hanno il progetto di una fiction, che è la storia della famiglia
Loren. Indipendentemente dal fatto che interessi o non interessi, poiché è
Rutelli che li ha mandati, io ti avevo detto se comunque, per dare un segnale
quantomeno di attenzione... ". S: "Sì, davamo un'interlocuzione,
vabbene, vabbene". "Con la Rai esplode
tutto" Agostino Saccà chiama Giuliano Urbani e
gli racconta della sua conversazione con Silvio Berlusconi
(28 giugno 2007). S: "Io gli ho fatto pure quell'accenno, e mi è venuto
bene, perché lui mi ha domandato: "Come si fa a ritirare su
l'azienda?". "Bisogna cambiare direttore generale", gli ho detto
io. "Proprio non funzionano quei due?", m'ha detto. "No",
gli ho fatto io. "Ma è vero che litigano anche tra di loro?", mi ha
chiesto. "Sì, non vanno più nemmeno d'accordo", ho risposto, "ma
anche se andassero d'accordo in Rai dicono che due
mezze calzette non fanno un paio di calzini". E lui ha fatto una risata...
(...) Ha percepito la pericolosità della debolezza della Rai:
se la Rai diventa troppo debole è tutto il sistema ad
essere in pericolo ". U: "L'equilibrio, l'equilibrio". S:
"Esplode tutto il sistema: questo lui l'ha capito con sufficiente
preoccupazione. Non si deve far degradare la situazione. Mi ha chiesto:
"Qual è la situazione del conto economico?". Io gliel'ho spiegata:
rischiamo di perdere la metà del capitale e di indebitarci. Inizia una spirale
dalla quale si rischia di non uscire, e a qual punto ci può essere chi dice: "Bene,
bene, vendiamo una rete". E se si vende una rete della
Rai è chiaro che esplode il
sistema, cambia il sistema, non è che resta Mediaset così com'è ". U: "Non potrebbe". S: "Cambia
tutto, entrano in campo altri competitor. Certo, il cambiamento ci sarà
comunque, ma una cosa è governarlo, e un'altra è se ti pigliano di
sorpresa".
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num:
- pag: 5 categoria: BREVI Il premier Silvio Berlusconi chiede ad Agostino Saccà di fare una telefonata all'attrice Antonella Troise (a
sinistra): "Quella pazza si è messa in testa che io la odio, che ho
bloccato la sua carriera... Fammi questa cortesia perché sta diventando
pericolosa".
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE "Povero Saccà". E la sinistra
diventa solidale Liberazione: vita infernale e non ottiene nulla. Gentiloni: le
attrici? Cattivo gusto ma fatti marginali Il pd Merlo: suggerire una fiction
non è criminale. Morri: risibile il 99% dei colloqui pubblicati ma lui non è
una mammoletta ROMA - "Solidarietà ad Agostino Saccà".
In prima pagina. E non è un foglio vicino al Pdl ma si tratta di Liberazione,
un "giornale comunista " come si legge sulla testata. Il tono è più
che ironico, si ride sulla "vita infernale di Saccà"
tra una telefonata di Berlusconi e l'altra, tra una
segnalazione per la moglie di Bordon e una chiamata di Letizia Moratti. Attrici
da piazzare nelle fiction. Ma molto spesso "Agostino, poveraccio, non
ottiene nulla". Quasi "un povero cristo... ". Che ne dicono nel
centrosinistra, per esempio nella commissione di Vigilanza? Ride Giorgio Merlo,
ex Margherita: "La mia concezione politica, culturale e istituzionale è
lontana mille miglia dal giustizialismo girotondino. Mi chiedo: se avessi
telefonato a Saccà per suggerirgli di girare una
fiction su Gigi Meroni, il primo calciatore Beat che rivoluzionò i costumi
sportivi nostrani, sarebbe stato un atto criminale? Non giudico gli altri
filoni... ". Concorda Fabrizio Morri, capogruppo Pd nella commissione:
"Ammetto che il 99% della roba pubblicata appare abbastanza risibile, mi
riferisco a tutto il comparto attrici. Saccà povero
cristo? Non è una mammoletta, gestiva un budget da 400 milioni di euro".
Altro capitolo, afferma Morri, riguarda "quelle telefonate che prefigurano
un accordo di palinsesto tra aziende che dovrebbero essere concorrenti. Lì vedo
una lesione di autonomia editoriale nel nome di un asservimento
concordato" La parola a Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni:
"Le attrici? Di certe fenomenologie del cattivo gusto non farei alcuna strumentalizzazione
di natura politica perché non c'è dubbio che siano del tutto marginali, anche
se sono il sintomo di un degrado. Gravissimo è invece il coinvolgimento di un
membro dell'autorità garante delle Comunicazioni come Innocenzi ".
Gentiloni conclude con una riflessione: "Eccolo, il pericolo di queste
antologie generiche. Che non si distingua la sciocchezza dal dato molto
rilevante". Molto più severo Vincenzo Vita, Pd ex Ds, che da anni si
occupa di comunicazione: "Lo capisco, esistono reati più gravi di ciò che
appare in quelle intercettazioni. Ma emerge comunque un quadro a tinte
squallidissime, una gelatina orrenda, il contesto di una lottizzazione minore e
veramente penosa che nell'immaginario collettivo deturpa il volto della tv
pubblica". Anche Vita indica nel caso Innocenzi l'aspetto "più
inquietante" della vicenda Saccà: "Lì si
apre un problema istituzionale, si tratta di un'autorità prossima a una
magistratura del proprio campo. è la riprova di un sordido
intreccio Rai-Mediaset....". Conclude Giuseppe Giulietti:
"Non mi appassiono al destino dell'ultima attrice da piazzare... è
ininfluente. Dico che l'aspetto più grave è il sistema chiuso, non
concorrenziale della tv italiana in cui dieci persone concludono accordi di
cartello. E sono sempre le stesse da anni e anni. L'agenda Rai è ferma a quarant'anni fa...". P. Co. Su
"Liberazione" Ieri il quotidiano di Rifondazione comunista ha
dedicato la prima pagina al caso intercettazioni, con un articolo sulla vita
"infernale" di Agostino Saccà.
( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
ROMAFICTIONFEST
Seconda edizione dal 7 al 12 luglio Declinazioni nazional popolari Stefano
Crippa ROMA Steve Della Casa, che da quest'anno è subentrato alla direzione
artistica a Felice Laudadio, definisce questa seconda edizione del Roma Fiction
Fest che dal 7 al 12 luglio occuperà la multisala Adriano e l'Auditorium
Conciliazione, nazional popolare. "Sia nel senso gramsciano del termine
che in quello reso celebre da Pippo Baudo...". Definizione azzeccata
perché sempre più la fiction è diventata genere di consumo non più confinata al
piccolo schermo ma vero fenomeno sociologico. Ne beneficiano in primo luogo gli
attori, come Elena Sofia Ricci alias "signora Cesaroni", madrina del
festival che senza troppi giri di parole dice: "Devo molto alla
televisione perché mi ha regalato una grande popolarità e mi ha permesso di
riempire le sale dei teatri. E poi permette a noi attori di sperimentarci in
ruoli molto diversi". Fenomeno artistico e (soprattutto) commerciale, come
dimostrano i numeri del settore audiovisivo che conta oltre 150 mila occupati a
Roma, e nel Lazio vanta quasi il 70% del totale nazionale del settore e il 27%
del totale nazionale degli occupati. Successo regionale, tanto che la
manifestazione si terrà anche nelle quattro province laziali che, dopo il
successo della prima edizione seguita da 33 mila spettatori, nutre nel 2008
ancor maggiori ambizioni. 200 titoli per quasi 700 ore di programmazione
caratterizzano le sei giornate; in più, la logica è quella da prime time, con
la scansione pomeriggio, sera e notte. "Il programma - sottolinea Della
Casa - tiene conto di quanto la fiction possa avere declinazioni diverse".
Grande spazio alla fiction made in Italy tra le première; la
Rai in prima fila fra gli
altri con Raccontami - Capitolo II con Massimo Ghini e Lunetta Savino, Bakhita
di Giacomo Campiotti, Einstein di Liliana Cavani e la versione televisiva di
Soneatula di Salvatore Mereu. Mediaset risponde con l'anteprima di Anna e i cinque dove Sabrina Ferilli
è santa e peccatrice; tata di giorno e spogliarellista di notte, e la
fiction ricavata da Romanzo criminale. Molte le anteprime con una sezione ad
hoc intitolata Lavori in corso, che proporrà assaggi di produzioni ancora in
fieri come Puccini con Alessio Boni, Amiche mie con Luisa Ranieri, Margherita
Buy e Elena Sofia Ricci e la terza serie de I Cesaroni, il cui cast al completo
sarà ospite l'11 luglio all'Adriano. Tanta fiction e telefilm stranieri, in
prevalenza a stelle e strisce: Terminator dall'omonimo film, il secondo ciclo
di The Tudors scritta dall'autore di Elizabeth Michael Hirst e l'evento
speciale Elizabeth I di Tom Hooper, con Helen Mirren protagonista nei panni
della sovrana della miniserie divisa in due parti. E la stessa attrice inglese
sarà premiata insieme a Lino Banfi, Sandra Mondaini e Raimondo
Vianello che riceverà il Maximo Award alla carriera. Fra gli ospiti anche Kim
Cattrall, Samantha in Sex and the City, Lindsay Wagner e Lee Majors, interpreti
di due serie cult come La donna bionica e L'uomo dai sette milioni di dollari.
Per gli amanti, verrà riproposta nella Noon night (dove troveranno spazio anche
thriller e horror) la versione rimasterizzata di Star Trek. L'ingresso per il
pubblico a tutte le proiezioni è gratuito.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
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- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-28 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Governo, sì al lodo Schifani Il Consiglio
dei ministri ha approvato il lodo Schifani-bis, il disegno di legge sull' immunità
delle quattro più alte cariche istituzionali (capo dello Stato, primo ministro
e presidenti di Camera e Senato). Il caso intercettazioni
Ancora polemiche sulle intercettazioni del 2007 tra Silvio Berlusconi, allora capo
dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, pubblicate sull'Espresso. Duro il
premier: "Una vergogna da fermare". Walter Veltroni: "I
magistrati devono essere liberi di compiere intercettazioni telefoniche, purché
non finiscano sulla stampa danneggiando la privacy". Unipol, Csm
assolve la Forleo Il gip di Milano Clementina Forleo è stata assolta dal Csm
dall'accusa di aver violato i suoi doveri. Nel luglio del 2007 chiese alle
Camere l'autorizzazione all' uso di intercettazioni di alcuni parlamentari nel
caso Unipol. "Avere fiducia nella giustizia - ha detto la Forleo - prima o
poi paga". Esteri Zimbabwe, voto farsa Voto in un clima pesante ieri in
Zimbabwe. Le squadracce del presidente Mugabe hanno minacciato gli elettori che
non si recavano al seggio ma, nonostante la paura e le intimidazioni, in molti
hanno disertato le urne. Il ministro Franco Frattini: "Elezioni farsa, la
Ue ritiri gli ambasciatori". Cronache Impronte ai bimbi rom Maroni: vado
avanti La Ue contesta il provvedimento proposto dal ministro dell'Interno
Roberto Maroni di prendere le impronte digitali ai bimbi rom. Per la
Commissione la schedatura dei piccoli nomadi viola le norme comunitarie in
materia. Scienze Meteo, troppe previsioni Concorrenza tra i siti che prevedono
il meteo. "Esistono oltre trecento siti meteo italiani - afferma il
colonnello Giuliacci - e, a parte qualche eccezione, spesso sono frutto di
improvvisazione". Economia Tariffe, stangata su luce e gas Nuovo record
del petrolio quotato ieri a 141,98 dollari al barile. E il caro petrolio pesa
anche sulle bollette: dal 1Ë? luglio le tariffe aumenteranno del 4,3% per
l'elettricità e del 4,7% per il gas. Mario Draghi lancia l'allarme mutui:
"La situazione continua ad essere critica. Il quadro finanziario è
fragile" Cultura Garibaldi, eroe laico Dopo l'unità, l'Italia laica provò
a crescere contrapponendosi all'Italia cattolica per trasformare venti milioni
di contadini cattolici in altrettanti cittadini italiani. Mal si prestava
Giuseppe Mazzini, nemico della monarchia; molto più adatto Giuseppe Garibaldi.
Perciò, nel 1882, gli ex capi garibaldini divenuti uomini di Stato non
esitarono ad appropriarsi del suo cadavere per gestire le spoglie del
rivoluzionario simbolo dell'Italia sabauda. Spettacoli Batman sotto accusa
Batman non possiede superpoteri e per combattere il crimine usa marchingegni
tecnologici: nel nuovo film The Dark Knight di Christopher Nolan viene messo
sotto accusa perché "è un eroe ambiguo - spiega il regista - con
un'identità doppia. La sua lotta ai cattivi rischia di renderlo più un
"vigilante" che un eroe". Sport Thuram malato, fine carriera Un
problema cardiaco congenito: per questo Lilian Thuram, il difensore di 36 anni
che ha giocato in Parma e Juventus non potrà più scendere in campo. Tutto
pronto per la finale degli Europei 2008 tra Germania e Spagna.
( da "Riformista, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Segue dalla prima
perché Feltri dice che c'entra "la gnocca" Le donne del premier e il
ricorso lewinskyano Chi è? Il nome circola con insistenza. Per certi versi è
facile indovinarlo. Ma a colpire è soprattutto il contesto. Anzi la piega
impressa da alcune indiscrezioni alla falsa partenza della Terza Repubblica
dopo il voto di aprile. Come se stavolta a contare non fossero i guai
giudiziari del premier, che alla lunga stancano e risultano per essere noiosi
persino ai filo-giustizialisti, ma la sua vita privata. La prima a fare
un'allusione pubblica e un po' pesante fu Daniela Santanché, in piena campagna
elettorale. Passata da An alla Destra di Francesco Storace, si dice grazie
proprio all'interessamento del Cavaliere, Santanché iniziò a giocare duro e sentenziò:
"Al mio amico Silvio le donne piacciono solo in posizione
orizzontale". E anche allora lui se la cavò con una battuta. Quando gli
portarono il take di agenzia con le parole dell'amica Daniela, Berlusconi osservò: "Perché non si può fare pure in
modo verticale?". Insomma, sempre quella cosa lì, che ormai a detta di chi
lo conosce per lui sarebbe diventata un'ossessione. Non a caso le
intercettazioni inedite che sarebbero in qualche caso già arrivate a
destinazione, non si capisce se fuori sacco dall'inchiesta o no, sarebbero
zeppe di dettagli a luci rosse. Si parlerebbe di posizioni, non politiche ma
del kamasutra. Ci sarebbero accurate descrizione anatomiche con tanto di
vezzeggiativi. Altro che i complimenti da educanda che causarono la risentita
missiva di Veronica Lario al quotidiano-partito del centrosinistra, Repubblica
. In quell'occasione, la first lady del centrodestra si sentì ferita
nell'orgoglio per alcuni commenti del marito durante una serata ad Aida
Yespica, stellina divenuta nota con l'Isola dei Famosi, e a Mara Carfagna, ex
attrice e oggi primadonna forzista. Alla prima, Aida: "Con te andrei
ovunque". Alla seconda, Mara: "Guardate come è bella, se non fossi
già sposato me la sposerei". Feltri, dunque, è convinto che queste
intercettazioni usciranno. E se lo dice lui... In ogni caso, tra vari esponenti
azzurri non mancano in queste ore sorrisini maligni, di soddisfazione. Pura
invidia per la compagnia di giro frequentata dal Cavaliere, composta da
attricette come quelle dell'inchiesta napoletana (e una di loro, giurano,
giovedì sera, giorno dell'anticipazione dell'Espresso aveva una depressione con
istinti suicidi) e da parlamentari. Come la giovane biondina Barbara Mannucci,
che Berlusconi volle accanto a sé sugli scranni di
Montecitorio il primo giorno di legislatura. Oppure la sexy-secchiona Elvira
Savino, ribattezzata Topolona da Dagospia. Entrambe, sempre secondo il sito
gossip di Roberto D'Agostino, furono avvistate la prima settimana di giugno a
una cena a Palazzo Grazioli, residenza romana del Cavaliere. Berlusconi
e nove commensali femmine, di cui sette deputate. Savino smentì, dicendo che
quel giorno era a Napoli con il suo fidanzato che sposerà a breve, testimone Berlusconi of course. Le altre no. Oltre a Mannucci, le
altre cinque deputate erano: Gabriella Giammanco, Nunzia De Girolamo,
Mariarosaria Rossi, Fiorella Ceccacci Rubino, Laura Ravetto. Dagospia, infine,
aggiungeva che due di loro non furono viste uscire da Palazzo Grazioli alla
fine della cena. Leggenda? Realtà? Fatto sta che i bene informati parlano di un
corso lewinskyano della sedicesima legislatura e al di là delle battute resta
il fatto che poco dopo quella cena Berlusconi andò a
Santa Margherita Ligure per il tradizionale convegno confindustriale ed ebbe un
problema di pressione. Qualcuno sostiene che l'ossessione di Silvio sarebbe
antica, risalente cioè alla Seconda repubblica. Ma è adesso che le voci si
rincorrono una dopo l'altra. Soprattutto su input delle intercettazioni venute
fuori dall'inchiesta di Napoli. Quando due settimane fa, il Riformista riferì
che il premier temeva "dettagli scabrosi" dalla procura partenopea e
per questo voleva mettersi al riparo con scudi vari d'immunità, il suo legale
Niccolò Ghedini, ministro ombra della Giustizia, di solito calmo, s'infuriò letteralmente e precisò che tra le novemila intercettazioni
depositate contro Saccà
solo cinque riguardavano il premier. In realtà, ci sarebbero anche trascrizioni
non rilevanti dal punto di vista penale. E su quelle che si concentrerebbe
l'attenzione morbosa di tanti. Insomma, Berlusconi e le donne. Che parafrasa il titolo di un libro bellissimo di
Gian Carlo Fusco, Mussolini e le donne . Riletto andrebbe bene anche per
la destra televisiva della Rai, dopo il caso Sottile-Gregoraci. Oppure, per
stare all'attualità, fornirebbe una guida alle foto di Novella 2000 su Fini e
la Tulliani che si toccano e poi fanno il ritocco. Ma questa è un'altra storia.
Fabrizio d'Esposito 28/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Telefonate "Saccà costretto a lavorare sotto la pressione delle
raccomandazioni" Minoli: Rai balena spiaggiata, i politici la sbranano
Gianni Minoli è un fiume in piena. Autore qualche mese fa, sul Riformista , di
un articolo che fece rumore in cui chiedeva alla Rai di decidere una buona
volta, o licenziava Saccà o le reintegrava con le
scuse, ora dice che dopo la nuova raffica di intercettazioni è ancora più
contento di averlo scritto. "Che cosa mostrano queste intercettazioni,
almeno quelle che abbiamo letto, perché io non so e non lo sanno nemmeno i
lettori che cosa c'è nelle altre e perché alcune sì e altre no? Mostrano un
dirigente della Rai, Agostino Saccà, impegnato a
passare il suo tempo a rispondere a pressioni della politica sul suo lavoro.
Che faceva molto bene tra l'altro, in modo vincente sul mercato. Pressioni e
raccomandazioni. Non c'è un solo politico che in quelle telefonate si informi
su come va l'azienda e che cosa si può fare per l'azienda. Solo
raccomandazioni. E bisogna dedurne che Saccà doveva
essere proprio un mago se riusciva a far bene il suo lavoro sotto una pressione
costante di questo genere, e oggi, dopo sette mesi, non sa ancora se verrà
reintegrato o licenziato. Guardi me. Io sono oggi a Palermo, a stringere un
accordo di collaborazione con la Regione Sicilia per una iniziativa che sia
chiamerà Agrodolce . Sono qui per portare a casa un accordo da dodici milioni
di euro per l'azienda, sto facendo il dirigente della mia azienda, e devo
rispondere al telefono ai giornalisti che vogliono che io
parli delle intercettazioni tra me e Saccà. Le pare che si possa lavorare così?". Già, le
intercettazioni tra Minoli e Saccà. I due parlavano degli assetti dell'azienda e Saccà diceva di aver suggerito a Berlusconi di sostituire il dg della Rai
Cappon con Minoli stesso. "Secondo lei due dirigenti di un'azienda possono
parlare di che fare dell'azienda e della sua direzione? Era successo che
Cappon era stato bocciato dal cda in alcune sue proposte, e tutti parlavano
della possibilità che fosse costretto alle dimissioni. Ne parlavamo anche noi.
Lui, Saccà, mi dice che io sarei l'ideale. E io lo
ringrazio. Ma saranno fatti nostri quello di cui discutiamo al telefono?
D'altra parte mi par di capire che i magistrati di Napoli hanno ritenuto queste
conversazioni ininfluenti ai fini dell'inchiesta e le hanno spedite alla Rai.
Alla vigilia di importanti decisioni per l'assetto della Rai, manco a farlo
apposta sono uscite". A proposito di Rai, come si mettono adesso le cose
nel carrozzone della tv di Stato? "La pubblicazione di queste
intercettazioni almeno a una cosa è servita: a dimostrare che la legge Gasparri
è fallita. Perché la presa dei partiti e dei politici sulla Rai è aumentata,
non diminuita, e dunque la situazione dell'azienda è peggiorata. È una Rai in
ostaggio della politica. Su nove consiglieri di amministrazione, sei sono ex
parlamentari. Si sono avvicendati tre direttori generali e non è cambiato mai
nulla nel palinsesto. La Rai oggi è una balena spiaggiata. O arriva un
rimorchiatore forte e potente che la porta al largo, la cura e la rimette in
mare aperto come si conviene a un'azienda, o la si lascia lì, sulla spiaggia, a
farsi sbranare e fare a pezzi da tutti quelli che passano. Berlusconi
e Veltroni dovrebbero rimorchiarla fuori dalla condizione in cui è. Serve
l'amministratore unico, e subito". 28/06/2008.
( da "Liberazione" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Seconda edizione
della rassegna, dal 7 al 12 luglio RomaFictionFest: ecco il menu Della Casa
Squadra che vince non si cambia. O quasi. Magari l'allenatore, specialmente se
ha un carattere forte (nella storia del calcio, da Sacchi a Bianchi abbiamo
esempi a bizzeffe). E così la seconda edizione del RomaFictionFest (7-12
luglio) trova come direttore Steve Della Casa, erede di quel Felice Laudadio
che in pochi mesi l'aveva tirata su dal nulla. "Ho voluto dare più spazio
a esperienze produttive importanti, emblematiche delle loro realtà, e
privilegiare commedia e opere di genere, a cui sono da sempre legato. Ciò non
vuol dire che l'aspetto sociale e politico non sia rimasto, anzi". Così
risponde Della Casa a chi gli chiedeva conto di un impegno minore. "La
nuova sezione Factual (la "drammaturgia della realtà tra docu-soap,
docu-fiction e simili), peraltro, vedrà molti lavori sperimentali, nelle forme
e nei contenuti, e dotate di un certo coraggio, anche politico. Da qualche anno
le fiction sono più coraggiose e trasgressive". Il programma, più snello,
è stato composto con i tre selezionatori (Alessandro Boschi, Serafino Murri e
Marco Spagnoli) e sembra fortemente indirizzato a un legame (troppo?) stretto
con le major. Da quelle italiane a quelle internazionali. Se
Rai e Mediaset monopolizzano le grandi
anteprime dell'Auditorium della Conciliazione ( Raccontami 2 di Aristarco e
Donna, Einstein di Liliana Cavani e Bakhita di Giacomo Campiotti per la prima,
Anna e i cinque di Monica Vullo per la seconda), a Sky sarà riservato un
momento per illustrare i suoi prossimi progetti nella fiction. Per il
buon programma d'oltreoceano, fatto di una retrospettiva (per i nostalgici da
non perdere L'uomo da 6 milioni di dollari , La donna bionica e Star Trek , con
tanto di sfilata dei fan in costume) e di tante novità, passate in mezzo a
difficoltà come lo sciopero degli sceneggiatori e persino l'incendio agli studi
Universal. Premi alla carriera a Lino Banfi, Sandra Mondaini, Raimondo Vianello, Beppe Fiorello e a Helen Mirren, oltre
alle sezioni dello scorso anno arrivano anche le "Noon@night" (a
mezzanotte horror, thriller, fantascienza e trasgressione) e "Lavori in
corso" (le fiction in fieri vengono a raccontarsi e presentarsi con cast e
regista). Potete trovare tutto (persino una fiction da telefonino!) su
www.romafictionfest.it. Piace l'ingresso gratuito a tutti gli eventi, molto
meno la "politica delle grandi Feste" preannunciata e auspicata da
Marrazzo, presidente della Regione, promotrice della manifestazione. Manlio
Dolinar 28/06/2008.
( da "Tempo, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stampa i forum de il
tempo Matteoli: "Entro il 2011 daremo una casa a chi non può averla"
Il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli spiega a Il Tempo gli
obiettivi del suo dicastero, senza rinunciare a commentare l'attualità politica
Ministro, la legislatura è iniziata da poco, cosa si augura di riuscire a fare?
"Il punto che mi sta più a cuore è sicuramente quello di veder ripartire
le opere infrastrutturali nel nostro Paese perché sono indispensabili per lo
sviluppo. La crisi economica ha colpito tutti i Paesi, ma l'Italia ha due
problemi in più da risolvere: il peso del proprio debito pubblico e il ritardo
nella realizzazione di grandi opere. Questo non ci rende competitivi".
Perché? "Il nostro sistema è in gran parte costituito da piccole e medie imprese
che devono reperire materie prime, finire il prodotto e consegnarlo. è chiaro
che, in questo processo, il costo del trasporto ha un'incidenza notevole. Ma
anche l'industria del turismo ha bisogno di infrastrutture efficienti. Oggi si
va in vacanza per pochi giorni e non si possono impiegare tempi biblici per gli
spostamenti". Potrebbe indicare alcune opere che considera prioritarie?
"Sicuramente finire l'Alta Velocità. Poi ci sono le autostrade che mancano
sia al Nord che al Sud. Una cosa che ci sta particolarmente a cuore, visto che
stiamo parlando di ritardi ultratrentennali, è l'autostrada
Cecina-Civitavecchia. è una vergogna non sia stata ancora realizzata. Anche
perché, in questo modo, si penalizza oltremodo l'economia del Lazio. Pensi che
dal porto di Livorno parte solo l'1% dei prodotti destinati al mercato laziale
e questo perché non esiste un collegamento diretto". Come intendete
intervenire? "Per quanto riguarda il progetto relativo alla competenza
Toscana c'è già un accordo tra l'allora ministro Lunardi e il governatore
Martini e non ho intenzione di rimetterlo in discussione. Per il Lazio, invece,
ho recentemente incontrato il presidente Marrazzo che si è detto disponibile a
presentare quanto prima un progetto". A quando la posa della prima pietra?
"Ricordo che nel 1970 quando fui eletto consigliere comunale a Livorno uno
dei primi atti che feci fu un ordine del giorno a favore dell'autostrada
Cecina-Civitavecchia. Sono passati 38 anni. Oggi posso dire che, se Marrazzo
rispetterà gli impegni presi, poseremo la prima pietra entro la fine del
2009". Sciolto anche il "nodo Capalbio"? "Lo abbiamo
sciolto con l'accordo Lunardi-Martini e non intendo tornare indietro anche
perché a quel tempo, come ministro dell'Ambiente, feci da mediatore tra le esigenze
del governo nazionale e quelle degli enti locali". Tornando al Lazio ci
sono quattro opere che attendono di essere completate: la
Roma-Latina-Cisterna-Valmontone, le complanari della A24, il raddoppio della
Salaria, la Orte-Civitavecchia. Il suo predecessore ha firmato dei protocolli
con la Regione Lazio. Vi impegnate a mantenere gli stanziamenti?
"Anzitutto vorrei sottolineare che, quando si parla del completamento
Cecina-Civitavecchia, si intende fino a Formia. Poi dobbiamo sciogliere il nodo
Orte perché Viterbo è tagliata fuori. Certo, dobbiamo fare i conti con le
risorse". Passiamo all'Alta Velocità. Dopo due anni di blocco potrete
finalmente rimettere mano alla Torino-Lione. "Anzitutto è bene precisare
che il tratto di cui stiamo parlando è lungo circa
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Berlu Saccà
Primo Piano Pagina
102 Il premier: vergogna da fermare a qualunque costo. Il Pd: le usino i pm,
non la stampa Intercettazioni, è di nuovo bufera Il premier: vergogna da
fermare a qualunque costo. Il Pd: le usino i pm, non la stampa --> ROMA Una
vergogna da fermare a tutti i costi. Dopo la pubblicazione su L'Espresso delle
intercettazioni che lo riguardano, Silvio Berlusconi è
sempre più convinto della necessità di approvare il disegno di legge che ne
limita il ricorso e ne vieta la pubblicazione. Una posizione ribadita anche
nella riunione del Consiglio dei ministri, chiamato ad approvare il "lodo
Schifani bis". Difficilmente però l'indicazione del premier potrà tradursi
in atti concreti prima dell'estate. Il disegno di legge sulle intercettazioni,
approvato dal Cdm il 13 giugno, infatti, non è mai stato trasmesso al Parlamento.
La causa del ritardo di ben due settimane, spiegano diversi esponenti della
maggioranza, è soprattutto la presa d'atto del rischio di un vero ingorgo
parlamentare, con una pioggia di provvedimenti ad intasare il lavoro delle
Camere. Il ddl, spiegano nel Pdl, non subirà nessun inasprimento per evitare di
riaprire la polemica con la Lega e, per quanto riguarda la pubblicazione delle
ultime intercettazioni che coinvolgono il Cavaliere e l'ex
direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, gli esponenti del centrodestra sono i primi a ribadire che,
anche con il disegno di legge in vigore, i verbali sarebbero stati pubblicati.
Il provvedimento arriverà all'esame del Parlamento a settembre, con la ripresa
dei lavori, perché ora per governo e Pdl le priorità sono altre: decreto
sicurezza e "lodo Schifani bis" innanzitutto. A ribadire però
la "bontà" del ddl è il ministro della Giustizia Angelino Alfano che,
prendendo spunto dagli ultimi fatti che riguardano Berlusconi,
si dice convinto della "ratio politica" del provvedimento. Intanto,
nella maggioranza si rafforza la convinzione della necessità di norme più
rigorose. È l'auspicio, ad esempio, del capogruppo del Pdl al Senato Maurizio
Gasparri, convinto che il provvedimento sia "la risposta all'uso
strumentale delle intercettazioni". Francesco Nitto Palma, sottosegretario
all'Interno, non esita invece a definire "singolare" la tempistica
con cui siano state pubblicate le intercettazioni in cui è coinvolto il
Cavaliere. "È singolare - dice - che a fronte di una polemica apertasi tra
autorità politica e magistratura nei confronti di un provvedimento giusto come
la sospensione per un anno di processi destinati alla prescrizione, escano,
guarda caso, le intercettazioni". Per il ministro del Welfare Maurizio
Sacconi, invece, il provvedimento dovrebbe essere "ancora più duro".
Che occorra una regolamentazione delle intercettazioni, soprattutto per quanto
riguarda la loro pubblicazione, è anche l'opinione del Pd, ma non come chiede
il governo. "I magistrati devono poter fare tutte le intercettazioni che
ritengono necessarie ai fini delle indagini", mette in chiaro Walter
Veltroni, "ma noi siamo perché non finiscano sui giornali e per
salvaguardia della privacy dei cittadini". L'opposizione è disposta a discutere
e Anna Finocchiaro definisce anche il punto di partenza: il disegno di legge
dell'ex Guardasigilli Clemente Mastella. "È un'ottima base", dice il
capogruppo del Pd al Senato. Un invito alla prudenza arriva invece da Paolo
Gentiloni. Il rischio che vede l'esponente del Pd è quello di una
"strumentalizzazione. La discussione sul proposito di limitare fortemente
le intercettazioni - osserva - a mio avviso contiene elementi di
pericolosità".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 28-06-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
LA CURIOSITÀ Roma.
Attrici blindate sui set, quasi tutte le bocche cucite, e qualche produttore,
come Carlo Bixio, che pensa di lasciare l'Italia: è il clima che si respira nel
mondo della tv il giorno dopo la bufera delle intercettazioni telefoniche
diffuse dal settimanale L'Espresso. In tanti l'hanno cercata, ma Antonella
Troise (nella foto) - citata in una delle telefonate tra l'allora leader
dell'opposizione Silvio Berlusconi e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà - è pressochè irraggiungibile sul set di una fiction Mediaset ("I segreti dell'isola di
Korè", per Canale 5, che Ricky Tognazzi sta girando da un paio di
settimane in Sicilia. Alcune scene saranno mostrate nella sezione Lavori in
corso al Romafictionfest, in programma dal 7 al 12 luglio, dove sarà
proposto anche un assaggio di un'altra produzione Albatross, stavolta per la Rai, nel cui cast c'è Simona Borioni, anche lei citata nelle
intercettazioni. . Parla invece Ida Di Benedetto, citata nelle telefonate tra
il consigliere Rai Giuliano Urbani, suo compagno, e Saccà. "Avevo proposto alla Rai
- sottolinea - un progetto di alto livello, dedicato alla vita della pittrice
Angelica Kauffman, così come ho fatto con Caravaggio. Ho avuto un primo sì, poi
un no alla realizzazione e ci sono rimasta male, ma non ho fatto certo scenate
al telefono: sono tutte bugie". "Il problema vero - commenta Bixio -
è che nel nostro Paese mancano, o non si applicano, regole e regolamenti che
permettano ai produttori di proteggere il proprio prodotto. È per questo che
sto pensando di non utilizzare più l'Italia come punto di partenza delle mie
produzioni ma di venderci solo i prodotti". Il produttore di "Un
medico in famiglia" assicura comunque di non aver "mai subito
pressioni" ma semplici segnalazioni per qualche attore o attrice.
( da "Quotidiano.net" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Il leader
dell'Italia dei valori attacca il premier dopo le nuove conversazioni
telefoniche con Agostino Saccà: "E' più
impegnato a piazzare veline che a fare lo statista"
"
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Pietro: "Berlusconi fa il
magnaccia" Il leader dell'Italia dei valori attacca il premier dopo le
nuove conversazioni telefoniche con Agostino Saccà: "E' più impegnato a piazzare veline che a fare lo
statista" Roma, 28 giugno 2008 - "Le intercettazioni che loro
vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da
magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo, che da
statista". Antonio Di Pietro a Skyg24 attacca il presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi, dopo le rivelazioni emerse sulle
telefonate con l'allora direttore di Rai Ficton, Agostino Saccà
e in seguito alle quali il governo ha espresso la necessità di intervenire con
una legge che regole l'uso delle intercettazioni telefoniche. "Agostino,
fai lavorare queste ragazze"Giusto eliminare le intercettazioni? - Giusto
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impronte ai minorenni rom: sei d'accordo?Giusto concedere l'immunità alle più
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vorresti un'altra Notte bianca in città? LA FOTO DEL GIORNO Due metri di pizza
Il pizzaiolo siciliano Pasqualino Barbasso si prepara per lo show di pizza
acrobatica, riuscendo a far roteare un 'disco' di pasta del diametro di due
metri. Barbasso, che ha vinto il titolo nel 2002, gira il mondo con il suo
show. Qui è a Ostrava, nella repubblica RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci
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( da "Voce d'Italia, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Politica Presa di
posizione del leader dell'Idv sulle intercettazioni Sacca'-Berlusconi
Di Pietro: Berlusoni "magnaccia" E aggiunge che il Cavaliere si crede
il padreterno Campobasso, 28 giu - Esternazioni che sono destinate a fare molto
rumore quelle rilasciate oggi da Antonio Di Pietro. Sulle
intercettazioni delle telefonate tra Saccà e Berlusconi
il leader dell'Italia dei Valori dichiara che l'allora aspirante capo del
governo "mi sembra facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa
o quella velina". E su Berlusconi, aggiunge che "sta utilizzando tutto questo tempo per fare
le leggi che servono a lui, per non essere processato, fosse neanche il
padreterno". Il leader dell'Italia dei Valori ha parlato molto delle
intercettazioni tra Berlusconi e Sacca' nel corso di
una conferenza stampa a Campobasso. 'Il nostro compito e' quello di fare
un'opposizione responsabile, che non ha gli occhi chiusi, che conoscendo chi
c'e' dall'altra parte sa che se lo si lascia fare ci portera' a essere piu'
sudditi e meno cittadini'. Ha aggiunto poi: "Le intercettazioni offrono
uno spaccato di questa classe dirigente italiana che ci fa vergognare, e dicono
anche che non si devono pubblicare le intercettazioni. Per un giochetto a
Clinton gliene hanno fatte e dette di tutti i colori, qui se senti le
intercettazioni telefoniche...". Furiose le repliche della maggioranza di
governo.
( da "Voce d'Italia, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Politica Presa di
posizione del leader dell'Idv sulle intercettazioni Sacca'-Berlusconi
Di Pietro: Berlusoni "magnaccia" E aggiunge che il Cavaliere si crede
il padreterno Campobasso, 28 giu - Esternazioni che sono destinate a fare molto
rumore quelle rilasciate oggi da Antonio Di Pietro. Sulle
intercettazioni delle telefonate tra Saccà e Berlusconi
il leader dell'Italia dei Valori dichiara che l'allora aspirante capo del
governo "mi sembra facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa
o quella velina". E su Berlusconi, aggiunge che "sta utilizzando tutto questo tempo per fare
le leggi che servono a lui, per non essere processato, fosse neanche il
padreterno". Il leader dell'Italia dei Valori ha parlato molto delle
intercettazioni tra Berlusconi e Sacca' nel corso di
una conferenza stampa a Campobasso. 'Il nostro compito e' quello di fare
un'opposizione responsabile, che non ha gli occhi chiusi, che conoscendo chi
c'e' dall'altra parte sa che se lo si lascia fare ci portera' a essere piu'
sudditi e meno cittadini'. Ha aggiunto poi: "Le intercettazioni offrono
uno spaccato di questa classe dirigente italiana che ci fa vergognare, e dicono
anche che non si devono pubblicare le intercettazioni. Per un giochetto a
Clinton gliene hanno fatte e dette di tutti i colori, qui se senti le
intercettazioni telefoniche...". Furiose le repliche della maggioranza di
governo.
( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Berlu Saccà
Marcello Sorgi
STRATEGIA DELLA FRETTA Silvio Berlusconi non ha avuto
certo grande sensibilità politica nel volere a tutti i costi che il Consiglio
dei ministri approvasse il disegno di legge sull'immunità per le quattro
maggiori cariche dello Stato proprio ieri, all'indomani della pubblicazione
delle nuove intercettazioni telefoniche sul caso Saccà-Rai
in cui è coinvolto, e dopo due settimane di scontri e polemiche sulla
giustizia, che rievocano il clima della legislatura 2001-2006 e la stagione
delle "leggi ad personam". Anche senza cedimenti, di cui peraltro il
presidente del consiglio non ha alcuna intenzione, un breve rinvio avrebbe
significato un segno d'attenzione per l'accorto lavoro di mediazione che dal
Quirinale il presidente della Repubblica sta svolgendo, con le frange più
radicali della magistratura e con le anime più dialoganti dell'opposizione, per
arrivare a conseguire, se non lo stesso, un risultato simile a quello che si
propone il governo: ma senza rotture e conflitti istituzionali come quelli
sfiorati tante volte negli ultimi giorni. Sbaglierebbe tuttavia chi pensasse
che il premier si muova con tanta fretta perché teme di essere messo fuori
gioco a sorpresa da un improvviso rovescio giudiziario nei processi che lo
riguardano, o da un inizio di logoramento politico come quelli a cui prima o
poi vanno soggette anche le maggioranze più granitiche. Al contrario il
Cavaliere accelera, e chiude la porta a qualsiasi compromesso, perché è
convinto che gli obiettivi che si è proposto siano ormai a portata di mano, e
il conseguirli dipenda solo dalla sua determinazione. Berlusconi
sa, in altre parole, che il suo programma è in larga parte quello che Prodi ha
provato a realizzare senza riuscirci, e che i problemi che ha deciso di
affrontare sono gli stessi che i governi, tutti i governi prima del suo, si
sono trovati davanti, nei quindici anni di transizione in cui la Seconda
Repubblica non è mai riuscita a decollare. A cominciare dall'immunità
parlamentare, che già Amato provò a restaurare nel '93, prima di essere
travolto dal rifiuto di Di Pietro e degli allora suoi colleghi magistrati di
Tangentopoli, e che anche Flick, ministro di giustizia del primo governo Prodi
del '96, tentò di riproporre, salvo a perderci il posto per l'opposizione del
potente partito dei magistrati in Parlamento. Dopo di lui, fu Maccanico a
fallire. Così che, con la lunga lista delle vittime che comincia da Conso e
finisce con Mastella, il ruolo del Guardasigilli, quale che sia la persona
chiamata a ricoprirlo, è diventato ormai quello di un morto che cammina. Uno
schema del genere non cambia se si parla di sicurezza o di intercettazioni. Che
una larga parte del decreto varato da Berlusconi e dal
ministro Maroni come primo atto di governo corrisponda ai piani anticriminalità
messi a punto (e rivelatisi impraticabili per i "no" della sinistra
radicale) da Amato ministro dell'interno, è notorio. Ed è altrettanto acclarato
che una limitazione nell'uso delle intercettazioni fosse già tra gli obiettivi
dei Ds, colpiti ai massimi livelli, con Fassino e D'Alema, dall'inchiesta
Fiorani-Consorte-Bnl. Se non fosse sufficiente, si consiglia la lettura degli
ultimi verbali, per capire che accanto ai due maggiori
protagonisti, Saccà e Berlusconi, delle novemila telefonate
intercettate, ce ne sono tanti altri, da Rutelli a Bordon, a (di nuovo) Fassino
per tramite dei suoi più stretti collaboratori, quanti basta per capire che la
fiction-mania, e gli affari ad essa legati, interessavano un quadro politico da
larghe intese. Allo stesso modo non sono una novità le ingerenze o i
conflitti con il Consiglio superiore della magistratura: non a caso i
procedimenti interni all'organo di autogoverno dei giudici contro magistrati
come la Forleo o De Magistris sono avvenuti (e concluso, il primo, ieri, con l'assoluzione
della gip) sotto il governo Prodi, annunciati o sollecitati da ispezioni e
procedimenti disciplinari che era il ministro di giustizia ad innescare. Per
non dire di quella volta, ma è storia ormai di molti anni fa, che Cossiga dal
Quirinale dovette minacciare di mandare i carabinieri a Palazzo dei
Marescialli, sede del Csm, per impedire che il Consiglio si riunisse con
all'ordine del giorno la censura al governo. Per finire (o per continuare,
visto che l'elenco è molto lungo) si potrebbe fare l'esempio dell'immondizia di
Napoli. Se il governo riesce davvero a eliminare, o almeno a ridurre, i cumuli
di rifiuti che da mesi marciscono sulle strade, i primi beneficiari, oltre ai
cittadini partenopei, saranno il governatore Bassolino e il sindaco Iervolino,
fin qui incapaci di superare l'emergenza, e accusati per questo dal
centrosinistra di aver fatto perdere le elezioni al Pd. Questo è il punto. E
qui sta la contraddizione in cui si trova il Pd: se l'opposizione, per fare il
suo mestiere, deve opporsi anche a quel che Prodi e i suoi ministri volevano
realizzare fino a qualche mese fa, diventa alto il rischio di far confusione e
più ampi i margini del Cavaliere di guadagnare consensi. Berlusconi
dunque accelera perché si sente in una posizione di vantaggio. Quando invece,
davanti a una strada in discesa, avrebbe tutto l'interesse a percorrerla con
prudenza. Evitando forzature, come quelle degli ultimi giorni, che
paradossalmente rischiano di trasformarlo in ostacolo di sé stesso.