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DOSSIER “RAI-MEDIASET: miserabilia” |
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tARTICOLI DEL 1°- 26 agosto
2008 #TOP
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Articoli
RAI MEDIASET (63)
Rai pronta per il calcio in chiaro torna novantesimo
minuto - fulvio bianchi roma ( da "Repubblica, La"
del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: io al posto della Rai mi preoccuperei se non prendesse il calcio, ha un'occasione unica che non può non cogliere. Dico la Rai, e non Mediaset o Sky cui siamo comunque aperti, perché con la Rai ho un rapporto storico". Matarrese è stato già da Gianni Letta, a Palazzo Chigi, e ora si augura che intervenga Silvio Berlusconi per convincere la tv di Stato a fare un'
Riforme,
berlusconi frena sul dialogo - silvio buzzanca
( da "Repubblica,
La" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Il canale Mediaset ha mandato in onda il Cavaliere che, fra le altre cose, ha detto: "Noi restiamo aperti al dialogo, però per dialogare bisogna essere in due e serve che ci sia un sia un comportamento leale, cosa che non trovo nell'altra parte". Comunque, ha spiegato il premier, "se ci sarà la possibilità di dialogare saremo felici.
Dal
dialogo ai rifiuti, l'assolo del premier sul Tg5 Nella lunga intervista: poche
vacanze, drizzone al Paese. Melandri: uso privatistico di Mediaset
( da "Unita,
L'" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: uso privatistico di Mediaset / Roma INTERVISTATO dal Tg5, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha aperto, a suo modo, al dialogo con l'opposizione sulla medesima linea tracciata ore prima dal presidente del Senato Renato Schifani: "Credo che la persona più facile con cui potere avere un dialogo aperto sia il presidente Berlusconi -
Esercito
per le strade Operazione di facciata Cara Unità, intervengo premettendo che d
( da "Unita,
L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: Mario Sacchi, Milano Accusato, Olmert si dimette Berlusconi che cosa fa? Cara Unità, il premier israeliano ha annunciato le proprie dimissioni perché i giudici lo stanno indagando per corruzione? Il premier italiano, sotto processo per gli stessi ed altri reati, afferma che i giudici sono il "cancro della democrazia",
Radio
Londra ( da "Unita, L'"
del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: inserirei subito nei programmi ore messe a disposizione dei giornali morenti e delle loro voci che potrebbero finire per sempre nel polpettone quotidiano Rai-Mediaset. In un mondo di regime (che - ti dicono a Radio Radicale - non comincia con Berlusconi, è più radicato e più antico) potrebbe essere un'idea di salvezza. furiocolombo@unita.it.
Vigilanza
Rai, il voto slitta a settembre ( da "Giornale.it, Il"
del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: giacché ieri sono saltati sia il consiglio di amministrazione convocato per rimuovere il direttore di RaiFiction Agostino Saccà sia la riunione della commissione di Vigilanza ancora senza presidente. Al cda di ieri mattina è mancato il numero legale per l'assenza dei cinque consiglieri riferibili al centrodestra Malgieri, Bianchi Clerici, Staderini, Petroni e Urbani.
Rai,
oggi Cda su Saccà Petruccioli decisivo ma forse dovrà astenersi
( da "Corriere
della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: oggi Cda su Saccà Petruccioli decisivo ma forse dovrà astenersi ROMA - La matematica sarebbe pure una scienza esatta, ma non in Rai e non con Saccà. Al consiglio riconvocato oggi alle 14 per il terzo giorno consecutivo, salvo improvvisi impedimenti naturali o strategici, si presenteranno in 8 perché Gennaro Malgieri non può: "Ho impegni già presi"
Sky
compie 5 anni e lancia il primo quiz
( da "Corriere
della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Rai e Mediaset con un game show A Milano la registrazione delle prime puntate del programma ambientato in una classe delle elementari MILANO - Cinque anni per radicarsi in Italia e insidiare il duopolio televisivo di Rai e Mediaset. è questa la candelina che Sky ha spento ieri sulla sua torta di compleanno: il 31 luglio 2003 partivano infatti le trasmissioni della pay tv del tycoon
La
Lega apre l'asta ma non si fa illusioni
( da "Corriere
della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: viste le posizioni di Rai e Mediaset, che giocano al ribasso, schiacciate dalla concorrenza di Sky e del digitale terrestre, è facile immaginare che l'asta andrà disattesa e allora si dovrà ripartire il 7 agosto, attraverso una trattativa privata, fra le più complicate da quando la Lega vende i diritti tv (1981).
Anche
in Italia chi è di centrodestra è più felice?
( da "Giornale.it,
Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: il cda sposta Saccà: "Illegale, farò ricorso" A Rai Fiction Del NoceEsami a settembre, grembiule e condotta: le novità sui banchiDal Molin, tensione davanti alla prefetturaRifiuti, Berlusconi: "L'emergenza è superata"Week end da bollino nero: caldo, afa e trafficoLa Grande Mela finisce in bolletta: il ponte di Brooklyn è in venditaPatente,
"Se
vuoi rimanere giovane, cerca Cristo"
( da "Giornale.it,
Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: il cda sposta Saccà: "Illegale, farò ricorso" A Rai Fiction Del NoceEsami a settembre, grembiule e condotta: le novità sui banchiDal Molin, tensione davanti alla prefetturaRifiuti, Berlusconi: "L'emergenza è superata"Week end da bollino nero: caldo, afa e trafficoLa Grande Mela finisce in bolletta: il ponte di Brooklyn è in venditaPatente,
Rai,
il cda sposta saccà del noce va alla fiction - aldo fontanarosa
( da "Repubblica,
La" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: Arrivano a consolare Saccà le parole di Berlusconi: "Non entro negli affari degli altri - dice il premier - perché la Rai ha una sua autonomia. Certo Saccà è un grande professionista". Per fargli sentire il suo appoggio, il presidente del Consiglio manda all'ex capo della Fiction anche una sua fotografia con dedica elogiativa ("sei il più bravo di tutti"
"tv
e legge per le europee ultima chance per walter" - claudio tito
( da "Repubblica,
La" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: persino il siluramento di Agostino Saccà da RaiFiction non ha per niente infastidito il Cavaliere. Così come non lo ha preoccupato l'asse che lentamente si sta componendo tra Pd e Udc. Una pre-intesa tra Veltroni e Casini che ieri ha preso le forme dello spostamento del consigliere centrista Marco Staderini verso i membri del centrosinistra.
Rai,
Saccà rimossodalla direzionedelle Fiction
( da "Secolo
XIX, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: Saccà, l'azienda di Viale Mazzini che ricorre al Tribunale del lavoro, la mancanza del numero legale nei cda), ha approvato il trasferimento di Agostino Saccà dalla direzione di Rai Fiction alla Direzione commerciale con quattro voti a favore e uno contrario: hanno votato a favore del trasferimento di Saccà alla direzione commerciale il presidente Claudio Petruccioli e i consiglieri
"il
pesce più gustoso? solo da pino al mare"
( da "Repubblica,
La" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: ottava serie della fiction Mediaset, "Distretto di Polizia", dove interpreta l'agente Raffaele Marchetti. "Poi appena avrò finito di girare le ultime puntate di 'Distretto', inizierò subito a preparare la trasmissione Rai 'Affari tuoi', dove sarò il nuovo conduttore e poi, come sempre, c'è l'appuntamento fisso con 'Quelli che il calcio'".
Diritti
tv, per ora la rai dice "no"
( da "Repubblica,
La" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: ha deciso di non depositare alcuna offerta per i sei pacchetti disponibili. L'asta si chiuderà il 6 agosto, ma la sensazione è che andrà deserta: neanche Mediaset, infatti, è disposta a fare follie. In questo caso, dal 7 agosto via alla trattativa privata con Matarrese. Il braccio di ferro è appena cominciato.
Rai
fiction: via Saccà, arriva Del Noce Raffica di colpi di scena, il Cda decide
grazie al consigliere Udc. Poi Berlusconi telefona al nuovo direttore
( da "Unita,
L'" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract: e probabilmente si è giocato anche la possibilità di poter collaborare con la Rai (e con Mediaset?) attraverso una sua società di produzione. E rischia anche con la Corte dei Conti, visto che ha già aperto un fascicolo per un altro caso di danno d'immagine alla Rai, "Calciopoli". Del Noce, invece, accumula incarichi: resta infatti, ad interim, anche alla direzione di Raiuno.
Sfogo
del premier: ecco quanto lavoro E una foto <svela> gli appuntamenti
( da "Corriere
della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: nelle telefonate con Agostino Saccà, ovvero le attrici Evelina Manna e Antonella Troise (quella che nelle intercettazioni il premier definì "pazza pericolosa"). E ancora Staderini, ovvero Marco Staderini, il consigliere d'amministrazione Rai di area Udc. Più sotto si legge "Di Girolamo", cognome che evoca un altro bigliettino còlto dai fotografi: quello che il premier,
Rai,
Saccà rimosso Il manager: ricorrerò
( da "Corriere
della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract: che ha sempre lavorato bene, è stimato nel suo mondo e per la Rai ha ottenuto risultati positivi". Con lui la fiction Rai ha vinto 9 volte su 10 contro Mediaset. Sant'Agostino (così lo chiamano per certe letture) ci tiene a far sapere che "sono serenissimo, ne ho subite tante, sono tre anni che provavano a togliermi di lì".
Staderini:
ho votato per l'azienda, ora via Petruccioli
( da "Corriere
della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: "Saccà è stato tenuto sulla graticola otto mesi con accuse che si sono poi sgonfiate". E il rapporto privilegiato con Berlusconi, principale concorrente Rai? "A me interessano i risultati e Rai Fiction con Saccà ha battuto la concorrenza. Ora la Rai è stata "liberata" da Saccà.
Mediaset,
YouTube e il futuro di <Blob>
( da "Corriere
della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Mediaset. Che spesso utilizza materiale Rai e che ha addirittura una rubrica sui filmati che girano in rete. La Rai non ha mai fatto causa a Mediaset, e viceversa. Come si dice, una mano lava l'altra... Insomma in Italia è valso estensivamente, e forse giustamente, una sorta di diritto di cronaca (ma è impossibile trasmettere spezzoni di Disney Channel senza autorizzazione scritta)
Blitz
al cda Rai, trasferito Saccà Il manager: illegittimo, ricorrerò
( da "Giornale.it,
Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: non ha offuscato la gratitudine nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Entrambi, infatti, sono sottoposti al severo scrutinio dei propri atti da parte dei magistrati. "Mi sono sempre sentito sostenuto dal centrodestra - ha aggiunto Saccà - e da Berlusconi: mi ha mandato una sua foto con una dedica, "Ad Agostino, il più bravo di tutti"".
Tonino
rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni
( da "Giornale.it,
Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
diritto a
morireBlitz al cda della Rai trasferito Saccà Il manager: ricorreròBaby
spacciatori estivi: "Così mi pago le vacanze"Olimpiadi, scoppia il
caso ItaliaUccisa dai fidanzatini solo per una bugia Lorena non era
incintaChampions, sorteggio fortunato La Juve ritorna e l'Europa le
sorrideConcerto a
Blitz
al cda della Rai trasferito Saccà Il manager: ricorrerò
( da "Giornale.it,
Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: non ha offuscato la gratitudine nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Entrambi, infatti, sono sottoposti al severo scrutinio dei propri atti da parte dei magistrati. "Mi sono sempre sentito sostenuto dal centrodestra - ha aggiunto Saccà - e da Berlusconi: mi ha mandato una sua foto con una dedica, “
Triste
consolazione ( da "Unita, L'"
del 03-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: che si è lasciato sfuggire o ha emarginato i maggiori talenti televisivi e che dalle intercettazioni risulta non meno berlusconiano, ma solo meno furbo di Saccà. Ecco il clima umano e professionale prodotto da questi signori e dai loro referenti privati dentro l'azienda che per legge dovrebbe essere pubblica. I soliti cinici dicono che, tanto, la Rai è sempre stata lottizzata.
La
dura vita del premier Mercoledì Manna, giovedì gnocca
( da "Unita,
L'" del 03-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract: quello col produttore di Endemol Marco Bassetti e quello con il consigliere Rai Marco Staderini (Udc), incerto fino all'altroieri sul caso Saccà. Come a dire: lo vedete o no che continuo a occuparmi delle mie tv, Mediaset e soprattutto Rai? Devo proprio insegnarvelo io come si fa l'opposizione? Completa il papello una noticina autografa a pie' di pagina: "Il Presidente N°1.
Gasparri
su Montalbano: esclusiva inutile e costosa Camilleri: straparla
( da "Corriere
della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: possa pensare di passare a Mediaset. Insomma, per Gasparri sono "soldi dei cittadini regalati a Degli Esposti e soci". Andrea Camilleri taglia corto: "Gasparri come al solito parla a vanvera visto che molti dei miei romanzi sono pubblicati per Mondadori", casa editrice della famiglia Berlusconi e presieduta dalla primogenita del premier Marina.
Rai,
il caso Saccà scatena i veleni ( da "Corriere della Sera"
del 03-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: Saccà rivolta la frittata, paga per quello che ha fatto, non sono io l'uomo nero". E Saccà ricambia: "Non rispondo, quei documenti sono a disposizione di chiunque e se è vero anche il 20 per cento... I miei legali stanno valutando se, in quanto mi è stato fatto, ricorrano gli estremi di abuso d'ufficio,
<Separare
le carriere> Firme <prodiane> alla mozione bipartisan
( da "Corriere
della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: La mozione chiede al governo un sacco di cose. Una vera e propria riforma della giustizia, appunto. A cominciare dall'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, la separazione delle carriere dei magistrati, la revisione della composizione del sistema elettorale del Csm, la modifica della legge sulla responsabilità civile dei pm,
Un
numero 10 tutto genio e sregolatezza
( da "Giornale.it,
Il" del 04-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Non poteva che essere così per uno che, nell'80, con quella maglia ha vinto pure uno scudetto, "giocando in una squadra tutta italiana" tiene lui stesso a far notare. Adesso fa l'opinionista tv a Telelombardia e Antenna 3, oltre al commentatore per Rai e Mediaset. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Montalbano
in esclusiva Rai Gasparri insiste: uno spreco Il produttore: lo denuncio
( da "Corriere
della Sera" del 04-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: non andrebbe mai a Mediaset. Lo scrittore taglia corto: "Gasparri straparla". La puntata in corso. Primo tempo: Gasparri rinnova "al silente Petruccioli" la domanda sull'ipotesi della Rai di pagare quella cifra; quasi difende Camilleri perché "forse parla di cose di cui non lo informano completamente i produttori delle fiction tratte dai suoi apprezzati libri"
Expo,
perché la Moratti vuole decidere da sola
( da "Unita,
L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: presso Agostino Saccà (come da intercettazioni). Ma nel grande affare Expo Paolo Glisenti diventa non solo "l'uomo dei pieni poteri" sotto l'ala del sindaco, ma anche l'uomo della famiglia Moratti, cioè dei poteri petrolieri che hanno da riaffermare una sorta di supremazia cittadina (anche di fronte agli arabi degli emirati che paiono disposti a investire ben più di dieci miliardi)
Rai
all'attacco contro saccà azione di risarcimento danni
( da "Repubblica,
La" del 06-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: Saccà azione di risarcimento danni ROMA - La Rai è intenzionata ad avviare un'azione legale per risarcimento danni nei confronti di Agostino Saccà, azione imperniata sulle interviste e le esternazioni dell'ex direttore di Rai Fiction. Dopo la nomina di Fabrizio del Noce al suo posto (provvedimento contro il quale gli avvocati di Saccà stanno per presentare ricorso al giudice del
<Social
card> e tagli, la manovra è legge
( da "Corriere
della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: fatti così, creeranno un sacco di problemi ", ha detto Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. Malumore e aria di mobilitazione fra i sindacati. Soprattutto nel pubblico impiego: "Se le risorse sono quelle definite in manovra, non sarà possibile il rinnovo dei contratti", ha detto Rino Tarelli, della Cisl.
Oggi
replica a san piero in campo i panchinari - leonardo petri
( da "Repubblica,
La" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: allo Slavia Praga ma nelle ultime ore Rai, Sky, Mediaset o La7 potrebbero decidere di acquistare il match dei viola e, a quel punto, stabilirebbero la data più consona ai loro palinsesti fra il 26 o il 27 agosto. Intanto i cechi ieri hanno vinto1-0 nella seconda di campionato. E continua a salire la febbre per la gara d'andata, sono oltre 12mila i biglietti venduti in due giorni.
Diritti
tv per la a, asta deserta ma parte la trattativa privata
( da "Repubblica,
La" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Mediaset ha già fatto una proposta di 31 milioni, mentre per il momento la Rai latita: "Sono convinto che la Rai troverà le risorse e vorrà partecipare e accontentare i tifosi italiani - ha affermato il presidente della Lega Antonio Matarrese - le emittenti, e soprattutto quella del servizio pubblico,
Le
nuove fiction? Fanno flop ( da "Unita, L'"
del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: anno Rai e Mediaset hanno scelto l'estate per "provare" alcune serie, anche particolarmente ambiziose. Ma, fin qui, si corre da un flop all'altro... Dopo l'inattesa diserzione del pubblico per i pompatissimi Tudors (spostati dal palinsesto per far posto a un intervento - poi annullato - di Berlusconi sulle intercettazioni),
Diritti
del calcio in tv: Rai e Mediaset non ci sono
( da "Unita,
L'" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Rai e Mediaset non ci sono Nulla di fatto per l'asta dei diritti televisivi del calcio, indetta dalla Lega. Sono lontanissimi i tempi della guerra al rialzo tra le tv, che svenava la Rai. Il Cda di viale Mazzini, nell'ultima riunione, ha addirittura deciso di non partecipare con le basi d'asta proposte dalla Lega (70 milioni solo per le cosiddette "
Eco
a Praga nel '68 non si accorse della repressione
( da "Giornale.it,
Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract:
Per colpire
Berlusconi, invece, Asor Rosa rivaluta Mussolini Matteo Sacchi Due giorni fa è
esplosa una polemica che covava dal
Segue
dalla Prima M a anche un Paese forse pronto, secondo un altro tipo di esperti,
a far str ( da "Unita, L'"
del 08-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: la sensibilità degli atleti quando basterebbe che fosse la tv (Rai, Mediaset, La7, le locali) a incrociare due strisce nere sul teleschermo per ricordare che cosa avviene e perché sono a rischio i Giochi di Pechino? Per carità, questo non vuol dire che gli atleti non possano (debbano è un'altra faccenda, assai scivolosa.
(segue
dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La"
del 09-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: Lungo la strada un sacco di neri, ma anche un poco chiari, non poche donne, che raccoglievano i pomodori. è successo un casino solo perché il nonno, a proposito degli extracomunitari, ha detto che il presidente della regione Puglia ha creato degli alloggi che servono per loro, quando vengono a fare i lavori che noi non vogliamo fare.
NOVE
MILIONI di euro all'anno, per tre anni. È questa la cifra della discordia, che
vo ( da "Unita, L'"
del 09-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Anche la Rai si sta rendendo conto che il festival è un evento molto costoso - ha dichiarato mesi fa - e che non si può dare alla città di Sanremo questa quantità di denaro per un evento che ha il destino segnato". E Mediaset, che negli anni di gloria del Festival aveva contribuito a far alzare il prezzo, mettendosi in concorrenza per acquisire l'
Quando
l'uomo non fa notizia ( da "Giornale.it, Il"
del 09-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: Non erano solo al femminile le segnalazioni fatte dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad Agostino Saccà per un lavoro alla Rai. A dirlo è lo stesso Saccà, intervenuto al "Cortina Incontra 2008". "Berlusconi mi ha chiamato per raccomandare anche 5 o 6 uomini, non solo donne. Però queste intercettazioni non sono uscite".
Saccà-show:
le raccomandazioni? Il premier le chiese anche per uomini
( da "Corriere
della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Abstract: di aver lanciato Panariello e rilanciato Fiorello dopo che uscì da Mediaset, con le ossa rotte. Si vanta di aver fatto l'interesse dell'azienda pubblica, tagliando i costi e stroncando la pratica degli appalti. E il progetto di costituzione di una società di produzione di fiction extra Rai, con la promessa di un aiutino da parte di Berlusconi?
Il
"tesoretto" targato Sanremo rende alla Rai ben 62 milioni
( da "Stampa,
La" del 10-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: targato Sanremo rende alla Rai ben 62 milioni E' vero che nella trattativa con la Rai per il rinnovo della convenzione Festival, dopo il dichiarato disinteresse di Mediaset, il Comune ha perso un po' del suo potere contrattuale ma è altresì una realtà consolidata che a Viale Mazzini l'evento rende una somma irrinunciabile in termini di pubblicità.
L'amico
Saccà e le ragazze di Silvio ( da "Unita, L'"
del 18-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: Stai consultando l'edizione del L'amico Saccà e le ragazze di Silvio Tutto bloccato a viale Mazzini. Il Cda Rai non è riuscito a "licenziare" Agostino Saccà. il direttore di Raifiction che dal suo posto di dirigente stava costruendo una società che avrebbe fatto concorrenza all'azienda e "sistemava" attrici per conto di Berlusconi.
Affari,
processi e bugie I primi tre mesi di Silvio IV
( da "Unita,
L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: gli appuntamenti privati aggiunti a penna da Berlusconi (Previti, le attrici raccomandate a Saccà, fino alla misteriosa "20,30 Selvaggia") cancellavano gli impegni istituzionali fissati dallo staff di Palazzo Chigi. Silvio gioca (mica tanto, manovra sempre la gestione della Rai) e affida ai ministri in prima linea il compito di un attivismo sfrenato per raggiungere l'
"non
fidatevi dei medici eroi della tv" i camici bianchi accusano le fiction -
mario reggio ( da "Repubblica, La"
del 18-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Finite le Olimpiadi e prima della ripresa del campionato di calcio, Rai e Mediaset sono pronte a lanciare le nuove fiction che tanto piacciono al grande pubblico. Da "Terapia d'urgenza" a "Medicina generale", da "Crimini bianchi" ai tormentoni americani come "E.R. Medici in prima linea" e al "Seattle Grace Hospital" della serie "Grey's anatomy".
Su
ogni frequenza viaggiano più segnali
( da "Stampa,
La" del 19-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: digitale terrestre è balzato agli onori della cronaca perché è il mezzo sul quale Rai, Mediaset e La7 (ma non soltanto) hanno puntato per entrare sugli schermi delle case degli italiani. E' digitale perché consente, al contrario del "classico" sistema analogico, di far viaggiare più di un segnale per ogni frequenza. Fatto che permette di trasmettere molti più canali rispetto al passato,
Referendum,
di pietro attacca i democratici "siete nel torpore". la replica:
"arrogante" - luciano nigro
( da "Repubblica,
La" del 19-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: mette in lista è decisivo in una regione dove un sacco di gente può finire dentro prima del voto, o subito dopo". Perché Di Pietro, al contrario di Nanni Moretti, non pensa che in Italia ci sia due opposizioni, una autodistruttiva e una in letargo. Ma tre, e lui incarna "quella attiva e propositiva che vuole dare la sveglia al Pd che semina parole al vento quando serve il solco dell'
E
adesso bossi riabilita craxi "mi chiese aiuto, non feci nulla" -
paolo berizzi ( da "Repubblica, La"
del 20-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: a un sacco di poveri politicanti mancano i coglioni, non hanno cuore". Il confronto era con Berlusconi, che all'epoca il Senatur chiamava "il mafioso di Arcore" e "il servo dei padroni americani". Di più: "il portaborse di Craxi". Ma anche col resto della Seconda Repubblica: "Craxi - diceva il leader del carroccio all'epoca -
Casini,
petizione in spiaggia <Rivogliamo le preferenze>
( da "Corriere
della Sera" del 21-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: sono arrivati un sacco di elettori di Pd e Pdl..." G. G. V. A Otranto Pier Ferdinando Casini in posa con due sostenitrici al lido Atlantis di Otranto. Il leader centrista ha dato vita all'iniziativa in spiaggia per ribadire la necessità della preferenza nella nuova legge elettorale per le Politiche: "Si può pensare alla preferenza singola o a due di genere"
"vi
faccio sentire la voce di michelangelo" - paolo d'agostini roma
( da "Repubblica,
La" del 21-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: pur dominando la conoscenza della materia utilizzata (Rai, Mediaset, telegiornali, ritratti e documentari di Gianfranco Mingozzi e Alberto Grifi: ha partecipato alla ricerca Ciro Giorgini), questo risultato dall'effetto così "inedito" non abbia sorpreso lo stesso Di Carlo. "Sorpreso no, ricordavo bene queste interviste e conoscevo bene Michelangelo.
La
cinepresa riscopre milano ( da "Repubblica, La"
del 21-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: occupazione degli spazi pubblici e reso più appetibile alle cineprese la capitale della moda e della pubblicità. Anche per questo tornano a frequentarla le fiction della Rai e di Mediaset, le produzioni dei film italiani, i kolossal internazionali. Da Aldo, Giovanni e Giacomo a Banderas, è tutto un ciak. SERVIZIO A PAGINA IX.
Cinema
e tv, la città diventa un set - stefano rossi
( da "Repubblica,
La" del 21-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Mediaset promette milanesità anche per la fiction Anna e i cinque con Sabrina Ferilli (location in Duomo e in Galleria) e per due tv movie con Gerry Scotti e Maria Amelia Monti (Castello Sforzesco). Passando al cinema, terminano in questi giorni le riprese di Generazione mille euro di Massimo Venier che in effetti,
De
luca attacca "non possiamo più aspettare" - roma
( da "Repubblica,
La" del 22-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: La Rai teme davvero che finisca come tre stagioni fa quando Mediaset si prese tutto: ma la tv berlusconiana offrì per tre stagioni 185 milioni di euro, una cifra che adesso è impensabile. Matarrese si è già appellato a Gianni Letta: "Il calcio in chiaro è un diritto degli italiani".
Calcio
in chiaro oscurato braccio di ferro lega-rai - fulvio bianchi roma
( da "Repubblica,
La" del 22-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Per Sky e il digitale di Mediaset Premium e La7 invece nessun problema. Ieri in Lega Calcio sono state aperte le buste con le offerte per i diritti tv: assegnata la Supercoppa. La Rai ha pagato 600.000 euro, battendo la concorrenza di Conto Tv, ferma a 410.000 euro. I diritti esteri della Coppa Italia sono andati a Be4.
Diritti
tv, la rai vuole ritirarsi appello al governo di curzi
( da "Repubblica,
La" del 23-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: allora la Rai ritirerà le sue offerte e uscirà da qualsiasi trattativa futura. L'ente di Stato non ha alcuna intenzione di rilanciare, né accetterà che venga riaperta un'asta: ha offerto più di Mediaset sia per la fascia pomeridiana che per quella serale, convinto quindi di poter trasmettere sia "Novantesimo" che la "Domenica Sportiva"
"il
sud non deve temere vigilerò io su bossi" - paolo berizzi
( da "Repubblica,
La" del 24-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: Solo così il Mezzogiorno potrà uscire dalle sacche in cui si trova". Anche lei chiede che il periodo di transizione tenga conto della situazione in cui si trovano le regioni più povere del Paese? "Sì, il processo di adeguamento dev'essere graduale. Ma questo non significa ritardare l'attuazione della riforma, che è fuori discussione.
Berlusconi
chiama abramovich ribaltone sheva: torna al milan
( da "Repubblica,
La" del 24-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: permangono un sacco di dubbi. Si vedrà. Sheva torna in prestito gratuito dal Chelsea e il Milan ha ottenuto anche il diritto di riscatto tra un anno, non l'obbligo come chiedeva il Chelsea. Decisivo il nuovo colloquio tra Berlusconi e Abramovich venerdì sera, ma è chiaro che il Chelsea non regala Sheva, costato 45 milioni due anni fa,
E
dopo l'overdose olimpica verso il blackout dei gol in tv - fulvio bianchi roma
( da "Repubblica,
La" del 26-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Abstract: Qualcuno tenterà di mettere d'accordo in extremis Rai e Mediaset ad alzare la posta e dividersi una parte di diritti (magari facendosi concorrenza con la Ds e Controcampo). In questo caso i presidenti potrebbero arrivare a 50 milioni complessivi. Ma la Rai ha offerto di più, perché dovrebbe accettare?
Giornalisti
di sinistra: la serietà è un optional
( da "Giornale.it,
Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: incontri un sacco di persone, cameriere di bar, portieri di motel, camionisti in sosta in qualche sperduto "Baghdad Café", addetti ai distributori di benzina, autostoppisti e, naturalmente, anziani professori un po' razzisti. Non faccio pertanto fatica a immaginare la quantità di gente alla quale l'editorialista della Repubblica ha posto la fatidica domanda:
<No
ai tagli, il governo salvi la città della salute>
( da "Corriere
della Sera" del 26-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Abstract: Sacco, Besta e Istituto tumori a Vialba. I direttori: grave danno per Milano L'accusa: la Finanziaria danneggia lo sviluppo e la ricerca, ma il progetto è un bene per Milano, non va fermato L'operazione, al momento, è "congelata". La nuova cittadella della salute è a secco: il governo ha tolto dal decreto fiscale i fondi Inail per la ricerca e ora il presidente Roberto Formigoni,
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Sport Diritti tv: bando
per 70 mln ed embargo fino a mezzanotte Rai pronta per
il calcio in chiaro torna Novantesimo minuto FULVIO BIANCHI ROMA La Rai è pronta: vuole riprendersi tutto il calcio in chiaro.
In esclusiva: spazzando via la concorrenza (Mediaset e
anche le emittenti private) che non potrà trasmettere i gol sino alle ore 24
della domenica. Questa la grande novità: l'embargo assoluto, esteso sino alla
mezzanotte. Tre anni fa la Rai era stata battuta da Mediaset che aveva strapagato (185 milioni) i diritti tv
della serie A. Il bando d'asta è stato pubblicato ieri dalla Lega e Antonio
Matarrese chiede almeno 70 milioni a stagione per gli highligths della serie A.
Cifra alta ma con la possibilità, per la prima volta, di avere tutta
l'esclusiva del calcio in chiaro. Si possono presentare le offerte (sei in
tutto, ci sono anche la B, la Coppa Italia, la Supercoppa, la radio) sino al 6
agosto: sembra che Mediaset giochi al ribasso (poco
più di 31 milioni), la Rai aspetta prima di svelare le
sue mosse ma pensa di arrivare sino a 35-40 milioni a stagione. Il bando quindi
ha buone possibilità di andare deserto: il giorno dopo inizierebbe una
lunghissima trattativa privata. "Si concluderà la sera prima dell'inizio
del campionato...", scherza ma non troppo Matarrese. "Se non si
presenta nessuno non faremo certo drammi: io al posto della
Rai mi preoccuperei se non prendesse il calcio, ha un'occasione
unica che non può non cogliere. Dico la Rai, e non Mediaset o Sky cui siamo comunque aperti, perché con la Rai ho un rapporto storico". Matarrese è stato già da Gianni
Letta, a Palazzo Chigi, e ora si augura che intervenga Silvio Berlusconi per
convincere la tv di Stato a fare un'offerta consistente. Il format del
campionato non cambia: niente "spezzatino" in più per ora. Due gare
al sabato e il posticipo serale della domenica. La Rai
avrebbe la possibilità di mandare di nuovo in onda Novantesimo Minuto e non
avere più la concorrenza di Controcampo alla sua Domenica Sportiva. Altro tema
d'attualità: ieri ultimo consiglio federale, ripescate tre squadre in Prima
Divisione (Pro Patria, Spal e Lanciano) e cinque in Seconda Divisione
(Sambonifacese, Andria, Colligiana, Rovigo e Montichiari). Restano alcune
situazioni in sospeso, fra cui il Messina (forse riparte dell'Eccellenza).
Dalla prossima stagione, su proposta di Matarrese, niente più ripescaggi: così
inizia la riforma dei campionati. "Io lo proposi un paio di anni fa - dice
Mario Macalli, presidente della Lega Pro - e mi diedero del matto: ora sono per
una B a due gironi da 18 e una Prima Divisione con 3 gironi da 18. Così i
presidenti non andrebbero più falliti". La A dovrebbe restare a 20: nel
giro di un paio d'anni si arriverebbe a tagliare qualche decina di club
professionistici.
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Riforme, Berlusconi
frena sul dialogo Ma Schifani oggi vede Veltroni. E Napolitano: bene l'incontro
Fini-D'Alema Il presidente del Senato: non è uno scandalo pensare a una riforma
del Csm SILVIO BUZZANCA ROMA - Silvio Berlusconi vorrebbe dialogare, ma non
vede nell'opposizione la voglia di farlo in modo leale. E così annuncia al Tg5
che senza fatti nuovi tirerà avanti. Ma più o meno contemporaneamente, dal Tg1,
il presidente della Repubblica invita a riformare le istituzioni e la giustizia
e plaude al dialogo Fini-D'Alema. E pochi minuti dopo Renato Schifani annuncia,
sempre dal Tg1, che oggi vedrà a colazione Walter Veltroni e Anna Finocchiaro.
L'evidente contraddizione fra il premier e le due più alte cariche dello Stato
è andata in onda ieri sera. Il canale Mediaset ha mandato in onda il Cavaliere che, fra le altre cose, ha
detto: "Noi restiamo aperti al dialogo, però per dialogare bisogna essere
in due e serve che ci sia un sia un comportamento leale, cosa che non trovo
nell'altra parte". Comunque, ha spiegato il premier, "se ci sarà la
possibilità di dialogare saremo felici. Ma se non ci sarà andremo avanti
a realizzare tutte le riforme promesse agli italiani". Intanto sul canale Rai parlava il presidente della Repubblica. "L'Italia
ha bisogno di convergenze sulle questioni su cui per poter decidere è
indispensabile aver una larga condivisione: in modo particolare, riforme
istituzionali, riforma della giustizia, funzionamento del Parlamento", ha
detto Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato ha anche dato un giudizio
positivo sulle prove di dialogo in corso. "Che ci sia stato un incontro tra
il presidente della Camera e l'onorevole D'Alema mi pare un segno
positivo", ha spiegato. Poco dopo, ospite in studio del Tg1, Renato
Schifani ha annunciato che oggi vedrà a colazione Walter Veltroni e Anna
Finocchiaro. Motivo dell'incontro, il tentativo di "cercare di comporre,
studiare, un percorso, creare un'atmosfera di legislatura costituente della
quale abbiamo bisogno". Un faccia a faccia che sembra figlio di quello che
il presidente del Senato ha detto ieri durante la cerimonia di consegna del ventaglio
da parte dei giornalisti parlamentari. "Io credo e continuerò a credere
quotidianamente che questa sia una legislatura costituente e possa essere
diversa da quelle che ci hanno preceduto", ha spiegato Schifani. Che ha
citato proprio il presidente della Repubblica: "L'obiettivo di questa
presidenza è quello che si prefigge anche Napolitano quotidianamente: una
moderazione di toni in politica e un confronto tra maggioranza e
opposizione". Il presidente del Senato ha ricordato il clima di dialogo
che si era creato durante la campagna elettorale e subito dopo il voto.
"Bisogna tentare di tornare al clima post-elettorale che nasceva dalla
reciproca legittimazione tra Berlusconi e Veltroni - ha sottolineato - in
quell'incontro che ebbero. Una legittimazione reciproca che era mancata tra
forze politiche opposte fin dal 1994". Schifani ha anche ribadito anche il
suo no al ritorno dell'immunità parlamentare, motivandolo proprio con la
necessità di tornare a parlarsi. "La politica - ha detto il presidente del
Senato - non deve tornare a difendersi attraverso il vecchio istituto
dell'autorizzazione a procedere" perché questo provocherebbe uno scontro
tra maggioranza ed opposizione, allontanando così ogni possibilità di dialogo.
Ma il presidente del Senato ha subito aggiunto che "nel rispetto
dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura", "non è uno
scandalo parlare di riforma del Csm. Lo si fece nella Bicamerale voluta da
Massimo D'Alema e c'è stata una proposta ad hoc di Luciano Violante".
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Stai consultando
l'edizione del Dal dialogo ai rifiuti, l'assolo del premier sul Tg5 Nella lunga
intervista: poche vacanze, "drizzone" al Paese. Melandri: uso privatistico di Mediaset / Roma INTERVISTATO
dal Tg5, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha aperto, a suo modo,
al dialogo con l'opposizione sulla medesima linea tracciata ore prima dal
presidente del Senato Renato Schifani: "Credo che la persona più facile
con cui potere avere un dialogo aperto sia il presidente Berlusconi - ha
detto di se stesso il Cavaliere - e noi restiamo aperti al dialogo. Ma per
dialogare bisogna essere in due, e servono un minimo di rispetto e un
comportamento leale, cose che non trovo nell'altra parte. Se ci sarà la
possibilità di dialogare saremo felici, se non ci sarà andremo avanti con tutte
le riforme promesse agli italiani" visto che "gli italiani ci hanno
dato un'ampia maggioranza per governare". La lunga intervista di tono
pacato è tutta improntata al fare: "Farò poche vacanze. Preparerò la
ripresa autunnale perché l'Italia ha bisogno di un drizzone per essere
competitiva con gli altri Paesi e perché i cittadini abbiano garantiti i loro
diritti. In autunno faremo la riforma della giustizia, la riforma della legge
elettorale europea ed il federalismo fiscale". E continua: "Tutti
dovremo rimboccarci le maniche, perché la crisi esiste, ma gli uomini di buona
volontà potranno superarla lavorando di più. Dobbiamo essere ottimisti, perché
un pessimista non raggiunge risultati. La crisi è mondiale, perché Cina, India
e Russia hanno incrementato il loro livello di vita e chiedono materie prime,
petrolio e derrate alimentari. I momenti di crisi si alternano sempre a momenti
di sviluppo. Oggi l'Italia ha in campo un'ottima squadra che sta intervenendo
con misure efficaci e sta mantenendo tutte le promesse con rapidità". Una
battuta anche sulla questione dei rifiuti di Napoli, data per risolta già
alcune settimane addietro: "Me ne sono fatto carico dicendo che la zona
doveva essere ripulita dai rifiuti entro luglio. Lo abbiamo fatto con due
settimane di anticipo. A Napoli è tornato lo Stato dopo che i governi di
centrosinistra si erano assentati. Napoli è fuori dall'emergenza acuta, ma per
uscirne definitivamente bisogna aspettare che entrino in funzione i
termovalorizzatori". L'opposizione alza la voce con Giovanna Melandri,
ministro della Comunicazione nel governo ombra del Pd che attacca:
"Abbiamo apprezzato la lunga intervista di circa 7 minuti al Tg5 del presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi. Siamo convinti che Mediaset
durante la legislatura del "suo presidente" non vorrà fare un uso
privatistico delle sue testate giornalistiche, pertanto siamo certi che presto
arriverà da parte del direttore del Tg5 la richiesta di un'intervista, ci basta
duri anche sei minuti, al segretario del Pd, Walter Veltroni". Giorgio
Merlo, dalla Commissione di Vigilanza Rai, usa
l'ironia: "La lunga, meditata, argomentata ed approfondita intervista del
direttore Mimun al presidente del Consiglio sarà sicuramente controbilanciata
con un esponente dell'opposizione. Non abbiamo alcun dubbio. Abbiamo, nel
merito, tre curiosità: quando sarà fatta l'intervista; a chi sarà fatta e in
quale edizione del Tg".
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Esercito per le strade Operazione di facciata Cara Unità,
intervengo premettendo che da un po' di tempo, da cittadino non mi sento
affatto sicuro sia per la strada che all'interno della mia abitazione. Comunque
non sono affatto d'accordo con il Governo per l'impiego dei militari in questo
settore. Si tratta solo di una operazione di "facciata" come lo fu
per il famoso poliziotto di quartiere, quando risultò poi alla sua attuazione
che venivano interessate le sole zone centrali delle città e nelle "sole
ore giornaliere". È ora, a mio avviso, di smetterla con le solite
operazioni demagogiche tendenti ad aumentare indiscriminatamente gli organici
dei vari Corpi di Polizia e di prendere il coraggio per promuovere una vera
riforma dei Corpi di polizia che vada verso il loro accorpamento od
alloggiamento in uniche strutture, sia locali che centrali, con il risultato di
ottenere un loro impiego più efficiente e responsabile (unici Dirigenti locali
e centrali) (non negli uffici come accade oggi ma sul territorio per la sua vigilanza
continua) a beneficio esclusivo di una "vera sicurezza" per tutti i
cittadini. Distinti saluti. Luciano Ronchini, Lugo (Ra) Scajola, un ministro
non può dire quelle cose Cara Unità, è chiaro, ora, perché Scajola è tornato a
fare il ministro; chi meglio di lui può rappresentare Berlusconi
ed il suo governo "del fare"... gli interessi propri e quelli delle
lobby al seguito, passando come un rullo compressore su tutto e tutti: l'etica
pubblica, gli interessi generali, la legalità, la legittimità delle nuove
leggi, i sentimenti umani. Tutti orpelli insopportabili per chi riconosce solo
il "valore" dei soldi. Basta osservare la vicenda Alitalia, lasciata
marcire per i propri interessi elettorali, per poi scaricare sui lavoratori ed
il bilancio pubblico, il prezzo salato di un pugno di voti. L'arroganza è nel
loro Dna; nel paese dei furbi loro si sentono i migliori, tanto da non
soppesare l'effetto delle parole che pronunciano e far ritenere che gliene
sfugga il significato. Così il ministro poté considerare una vittima del
terrorismo un "rompicoglioni", così come ora può dire di due vittime
sul lavoro "dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita
umana." senza neppure ricordare il loro nome e spendere una parola di
cordoglio per i familiari. Poi, anziché scusarsi rilancia la propria arroganza
con un freddo e burocratico comunicato ministeriale. Questa è la loro
concezione del valore e della dignità del lavoro. Un ministro non può, dopo
aver giurato fedeltà alla Costituzione, esprimere in un discorso pubblico
parole che contrastano con lo spirito dell'art. 1: "...Repubblica fondata
sul lavoro...", dove il valore riconosciuto al lavoro è base della vita
umana; e dell'art. 3: "...tutti i cittadini hanno pari dignità
sociale." senza distinzione alcuna. Si dimetta sig. Ministro. Mario Sacchi, Milano Accusato, Olmert si dimette Berlusconi che cosa fa? Cara Unità, il premier israeliano ha annunciato le
proprie dimissioni perché i giudici lo stanno indagando per corruzione? Il
premier italiano, sotto processo per gli stessi ed altri reati, afferma che i
giudici sono il "cancro della democrazia", una
"metastasi" da estirpare, e va avanti per la sua strada. Il premier
israeliano si dichiara "orgoglioso di vivere in un paese dove anche un
primo ministro può essere posto sotto indagine"? Quello italiano fa
approvare in fretta e furia dal Parlamento il Lodo Orwell (come lo chiama
Antonio Tabucchi), che stabilisce che quattro cittadini sono più uguali degli
altri. Negli atti compiuti e nelle parole pronunciate, la superiorità di una
democrazia sulla dolce dittatura italiana è schiacciante. Alberto Antonetti,
Roma Alitalia, non ci resta che piangere Cara Unità, Alitalia deve essere
salvata, altrimenti il cosidetto premier perderà anche l'ultimo briciolo di
credibilità rimasto. Ma da chi verrà salvata? Si parla di Benetton (tutt'altra
mission aziendale e, si vociferà, con alcune difficoltà di carattere
finanziario), di Banca Intesa (quindi soldi dei risparmiatori italiani), di
AirOne (i debiti sono il piatto forte di questa nano-compagnia che ha così
l'opportunità di ripianarli vendendo i suoi aeromobili alla nuova alitalia),
infine di Ligresti, il famoso finanziere siciliano dalle origini misteriose,
pregiudicato di tangentopoli e affidato ai servizi sociali, già sull'orlo del
fallimento e salvato dalle banche anche lui, spesso indicato da varie fonti
come il "cavallo di Troia" di Berlusconi per
entrare nel Corriere della Sera. Dopo avere dilapidato l'opportunità Air France
per misere speculazioni politiche e vedere ora più che raddoppiati i possibili
licenziamenti, non ci resta che piangere e sperare in un miracolo... cosa ardua
da realizzarsi con tale ipotesi sul piatto e con la concorrenza che ogni giorno
diventa sempre più forte e potente come la fusione tra Iberia e British airways
sta lì a testimoniare. Oreste Ferri, Ariccia (Roma).
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Stai consultando l'edizione
del Radio Londra Furio Colombo Ha ragione Il manifesto a definire
"misteriosa" Radio Radicale. Come spiegare una radio simile in un
Paese che ha subito (e subisce da tempo) un pauroso blocco delle informazioni,
nel Paese della Rai visiva e della Rai
parlata, in cui una questione testamento biologico te la spiega un vescovo, una
di sospetta finanza viene affidata al presunto imputato, il presidente
dell'azienda di un vasto spionaggio telefonico viene intervistato per
scagionare se stesso, l'immigrazione si chiama "sicurezza", l'estate
nelle città deserte "emergenza", con pattuglioni di lancieri e
granatieri fra turisti storditi, l'immondizia a tonnellate scompare quando ti
dicono che è scomparsa, senza uno straccio di spiegazione e di prova, e la frase:
"le impronte digitali fanno bene ai bambini" viene ripetuta come un
fatto ovvio, che balza agli occhi, e le reti oscurano i raid nei campi nomadi
(che però l'Europa, che ha altre radio e altre televisioni, vede bene), in un
Paese così una radio che non apre le notizie con il Papa, ti racconta tutto
delle sofferenze di Coscioni e di Welby (e del corpo di Welby abbandonato fuori
dalla chiesa), fa parlare una parte e l'altra senza giro rituale e infinto di
voci fisse, ti dà le dirette dei fatti veri, ti racconta la guerra in Iraq (la
vera storia) e il tentativo di salvare la vita a Tareq Aziz, questa è senza
dubbio una radio misteriosa. Diciamo: estranea alla prevalente cultura
italiana. Riceve, certo, contributi per esistere. Ma trasmette tutto da tutto rendendo
trasparente un Paese opaco fatto di realtà sovrapposte e impenetrabili, un
Paese con le finestre murate a cura di editori, partiti, caste, e interessi
speciali. Non è né gradevole né gentile, Radio Radicale, e non è neppure la
cosa più bella del mondo. Personalmente, e professionalmente, mi manca una
terza parte (tutte le notizie che segnano un giorno, ripetute più volte al
giorno). Ma mi mancano perché penso al solo modello "perfetto" che
conosco, la "National Public Radio" americana che quasi ogni giorno
dispiace ai politici di potere non perché sia di sinistra (è appena un po'
liberal) ma perché non tace su nulla. Radio Radicale, per i miei gusti, è un
poco di destra (è appena un po' troppo "di mercato") e come la PBS
non nasconde nulla. Ma gli manca il grande notiziario. Però come saprei di
Israele e Medio Oriente e della Cambogia, di Cina e Tibet e Birmania, di
sperdute e abbandonate minoranze nel mondo, senza Radio Radicale? E come
comincerebbe la giornata politica di molti italiani (va bene, parlo soprattutto
di addetti ai lavori) senza "Stampa e regime", la celebre rassegna
stampa mattutina di Radio Radicale? * * * D'altra parte il 31 luglio, mentre
questa nota viene scritta, è anche il giorno in cui il governo
"liberale" ha tagliato tutti i sostegni a tutti i giornali
considerati "politici", a cominciare da Libero e dal Foglio, fino a
l'Unità. Perché la questione è diversa da una normale decisione di un normale
governo? Perché è presa dal titolare del più grande conflitto di interessi del
mondo. Quale conflitto di interessi? Quello del proprietario di quasi tutto ciò
che si vede e quasi tutto ciò che si legge, che abolisce - o tenta di abolire -
anche la minima concorrenza. La questione "sostenere o no la stampa di
partito" specialmente in momenti difficili è grave e seria e degna di
dibattito. Il taglio di Berlusconi però finisce per apparire una museruola, una
finestra murata in più. Se fossi Radio Radicale - che viene preservata, credo,
soprattutto grazie alle dirette dalla Camera, dal Senato e moltissimi eventi
politici del Paese (a volte unica fonte di cose veramente dette) - inserirei subito nei programmi ore messe a disposizione dei
giornali morenti e delle loro voci che potrebbero finire per sempre nel
polpettone quotidiano Rai-Mediaset. In un mondo di regime (che - ti dicono a Radio Radicale - non
comincia con Berlusconi, è più radicato e più antico) potrebbe essere un'idea
di salvezza. furiocolombo@unita.it.
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
N. 182 del
2008-08-01 pagina 7 Vigilanza Rai, il voto slitta a settembre di Redazione
Conclusa l'occupazione dei radicali. Casini: "I direttori di testata? Sono
"a pecora"" da Roma Scambi di accuse senza fair play. Più la
situazione della Rai ristagna, più la politica mette da parte il fioretto e
imbraccia la scimitarra. L'impasse di Viale Mazzini, però, non può essere
risolta solo con le parole, giacché ieri sono saltati sia
il consiglio di amministrazione convocato per rimuovere il direttore di
RaiFiction Agostino Saccà sia la riunione della commissione di Vigilanza ancora senza
presidente. Al cda di ieri mattina è mancato il numero legale per l'assenza dei
cinque consiglieri riferibili al centrodestra Malgieri, Bianchi Clerici,
Staderini, Petroni e Urbani. Gli ultimi quattro mercoledì sera hanno
inviato una lettera al presidente Petruccioli per contestare l'aggiornamento
dei lavori. Il primo punto all'ordine del giorno, infatti, era la nomina di
Agostino Saccà alla direzione commerciale.
Petruccioli, preso atto del fallimento, ha riconvocato il consiglio oggi alle
14 per "motivi di urgenza". Questa volta, però, il primo punto sarà
rappresentato dall'acquisizione dei diritti tv del campionato di calcio.
Staderini ha già assicurato la propria presenza e il proprio voto anche sul
"caso Saccà". Il manager ha scritto ai
consiglieri rilevando che la rimozione si basa su "presupposti infondati e
illegittimi". Riunione rinviata anche per la commissione di Vigilanza Rai.
L'occupazione dell'aula di San Macuto da parte dei Radicali, che guidati da
Marco Pannella presidiano da giorni la commissione, ha impedito lo svolgimento
dei lavori. Indispettiti anche gli altri componenti dell'opposizione. I
democratici Merlo e Morri hanno stigmatizzato l'iniziativa dei pannelliani,
mentre Donadi (Idv) ha definito il loro comportamento "paradossale".
Il presidente del Senato, Renato Schifani, e il presidente della Camera,
Gianfranco Fini, hanno rimandato tutti al 17 settembre. "Ove in tale
seduta non si dovesse procedere alla elezione della presidenza - si legge in
una nota - la commissione sarà quotidianamente convocata fino alla dovuta
elezione". I radicali hanno smobilitato. Le polemiche non si placano. Il
sottosegretario Paolo Bonaiuti ha ribadito che la maggioranza non avallerà la
nomina dell'Idv Orlando perché non si può mettere un'istituzione "nelle
mani di un partito in cui si dice "ci vuole la mazza"". Non s'è
risparmiato neppure l'udc Casini. Cambiare i direttori Rai? "Sono talmente
a pecora sul governo, che meglio di così Berlusconi
non potrebbe averli". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-01 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Casini: direttori "a pecora" sul governo Rai, oggi Cda su Saccà Petruccioli decisivo ma forse
dovrà astenersi ROMA - La matematica sarebbe pure una scienza esatta, ma non in
Rai e non con Saccà. Al consiglio riconvocato oggi alle 14 per il terzo giorno
consecutivo, salvo improvvisi impedimenti naturali o strategici, si
presenteranno in 8 perché Gennaro Malgieri non può: "Ho impegni già
presi". Giuliano Urbani, Giovanna Bianchi Clerici, Angelo Maria
Petroni e Marco Staderini stavolta invece sì. Il numero legale non mancherà.
Per prima cosa andrà affrontata la questione urgente dei diritti sportivi su
calcio e ciclismo. Poi si passerà alla proposta di rimozione per Agostino Saccà, promossa dal dg Claudio Cappon, ma che l'interessato,
in una lettera ai consiglieri, definisce "illegittima e infondata",
oltreché persecutoria. E qui i voti di centrosinistra e centrodestra saranno 4
contro 4. Ma in caso di parità quello del presidente Claudio Petruccioli vale
doppio. Quindi per il sospeso-reintegrato-impugnato direttore di Raifiction la
sorte parrebbe segnata
( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-08-01 num: - pag: 43 categoria:
REDAZIONALE Pay tv Dieci per cento di share e 4,5 milioni di abbonati Sky
compie 5 anni e lancia il primo quiz Sfida a Rai e Mediaset con un game show A Milano la registrazione delle prime puntate
del programma ambientato in una classe delle elementari MILANO - Cinque anni
per radicarsi in Italia e insidiare il duopolio televisivo di Rai e Mediaset. è questa la candelina che Sky ha spento ieri sulla sua torta di
compleanno: il 31 luglio 2003 partivano infatti le trasmissioni della pay tv
del tycoon Rupert Murdoch, nata dalla fusione tra Stream e Tele +. Il
guanto di sfida satellitare di NewsCorp alla tv generalista e in chiaro era lanciato.
Cinque anni dopo Sky festeggia con numeri da terzo polo tv: abbonati più che
raddoppiati, da due a oltre 4 milioni e mezzo; una platea di spettatori che
oggi raggiunge 14 milioni di persone, contro i 6 iniziali; un bouquet che
supera i 170 canali tematici e pay per view. Tutto ciò si traduce in uno share
complessivo del network che sfiora ormai il 10%, ed era solo il 2% cinque anni
fa. Ma non finisce certo qui. Basta andare dalle parti di via Feltre, periferia
nord-est di Milano, per scoprirlo. è lì che si stanno producendo le puntate
della nuova sfida targata Sky: un quiz show, che dal 6 ottobre andrà in onda su
Sky Vivo, da lunedì al venerdì alle ore 18. Titolo: "Sei più bravo di un
ragazzino di 5^?". Nello studio televisivo che ricostruisce un'aula
scolastica (lavagna, mappamondo, cartine alle pareti, banchi e cattedra),
l'"insegnante" Massimiliano Ossini fa la sua domanda a un alunno
sorprendente: un uomo decisamente non più in età scolastica. "Quanto dura
il mandato del presidente della Repubblica?". Sul volto dell'uomo, una
trentina d'anni e due lauree alle spalle, scompare il sorriso. Annaspa. La
risposta non arriva. Ma al suo fianco, baldanzoso come può essere un
"sapientino" di appena dieci anni, un ragazzino scrive sicuro e poi
schiaccia un bottone rosso. Lui sì che sa la risposta. Quando l'uomo si
arrende, il prof. Ossini autorizza a proiettare sulla lavagna la risposta
scritta dal ragazzino: sette anni. Esatto. Il ragazzino gongola, il pubblico in
studio applaude, mentre l'uomo finisce (metaforicamente) dietro la lavagna con
il cappello da somaro. Per rendere più saporito il gioco non ci sono opzioni
multiple (che aiutano a orientarsi), ma la risposta secca: proprio come nel
quiz classico, tipo "Lascia o raddoppia?", che ha fatto la fortuna
prima della Rai e poi di Rai
e Mediaset. "Sì, proprio così - sottolinea
Stefano Orsucci, direttore di Sky Vivo - è un cerchio che si chiude. O meglio,
che si riapre. Sky, la tv del futuro, si cimenta con il gioco a premi, uno dei
programmi che hanno fatto la storia della tv italiana, quella
generalista". E lo fa, aggiunge, "con un grande sforzo
produttivo". La cifra precisa è top secret, ma si parla di un budget di
milioni di euro. Soldi che servono a "far diventare questa rete, che si
occupa di intrattenimento, sempre più forte, concorrendo all'obiettivo di
consolidare il network Sky come terzo polo televisivo italiano", chiude
Orsucci. La pausa è finita, si torna al lavoro. C'è un nuovo concorrente da
interrogare: sotto le grinfie del sadico prof. Ossini arriva una donna. Anche
lei viene impietosamente e presto eliminata. Ma sarà tutto vero? Oppure la
bocciatura di massa è frutto di un copione scritto a tavolino?
"Assolutamente no - giura il conduttore del quiz - non voglio certo
mettere a rischio la mia carriera (Ossini è anche volto noto della Rai, conduce Linea Verde, ndr.)". Maurizio Pluda.
( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-08-01 num: - pag: 45 categoria:
REDAZIONALE Diritti tv Per il calcio in chiaro chiesti 130 milioni La Lega apre
l'asta ma non si fa illusioni Matarrese: "Siamo pronti a trattare"
"Nessun dramma se non arriveranno offerte entro mercoledì. Ma mi
dispiacerebbe se la Rai non cogliesse
l'occasione" MILANO - Sei bandi d'asta per vendere il calcio in chiaro,
per le prossime due stagioni (2008-2010), prima che entri in vigore la legge
Melandri (dal 2010), quando tutto verrà ceduto in forma collettiva (anche il
criptato). La Lega di Milano ha presentato le proprie richieste per la cessione
dei diritti tv e adesso aspetta risposte. Gli highlights della serie A valgono
70 milioni all'anno; quelli della B 16 milioni. In più chi è interessato può
acquistare i diritti radiofonici dei due campionati, le dirette criptate delle
gare di B, la Coppa Italia e la Supercoppa (Inter-Roma, 24 agosto a San Siro).
Se tutto fosse venduto nel rispetto del bando, la Lega arriverebbe ad incassare
129.850.000 euro. "Le offerte per l'acquisto dovranno essere presentate
entro mezzogiorno del 6 agosto". Ma, viste le
posizioni di Rai e Mediaset, che giocano al ribasso, schiacciate dalla concorrenza di Sky e
del digitale terrestre, è facile immaginare che l'asta andrà disattesa e allora
si dovrà ripartire il 7 agosto, attraverso una trattativa privata, fra le più
complicate da quando la Lega vende i diritti tv (1981). La metà dei
soldi del "chiaro" è destinata alla serie B, in base ad una vecchia
delibera tuttora in vigore; i club di A sono anche disponibili ad alzare la
quota destinata ai 22 club di B, rimasti senza contratto tv nell'ultima
stagione, purché si arrivi ad un ricavo consistente. Nel triennio 2005-2008, Mediaset per i diritti in chiaro della A ha versato 184,5
milioni, ma ora offre 30 milioni a stagione e la Rai
ha fatto sapere di averli valutati intorno ai 35. La metà di quanto chiede la
Lega. Matarrese, ieri a Roma al Consiglio federale, ha chiarito la linea dei
vertici del pallone: "Siamo pronti alle trattative; se non dovessero
arrivare offerte entro mercoledì non sarebbe un dramma, perché apriremmo una
trattativa privata. Invece mi preoccuperei e mi dispiacerebbe se la Rai, che ha la possibilità di farlo, non dovesse cogliere
questa occasione storica di riprendere i diritti in chiaro. Noi siamo aperti a
tutto, ma parlo della Rai, perché ho un rapporto
storico. Le nostre richieste sono in funzione di un prodotto che vale moltissimo,
come ha sottolineato anche il presidente dell'Uefa, Platini e che non va
assolutamente svilito. Siamo pronti a qualunque iniziativa, se vedremo che il
prezzo non è quello che ci aspettiamo. L'azienda calcio tira ancora, dobbiamo
essere grati ai presidenti che hanno investito nel pallone profitti di altri
tipi di aziende. Quando nel 2010 entrerà in vigore la nuova legge, l'equilibrio
tra i club sarà ideale. Quella legge è stata una grande vittoria della Lega.
Adesso abbiamo Infront come advisor e speriamo di incassare un miliardo di
euro". Per questo biennio di transizione, Matarrese, atteso da un mese di
agosto molto agitato, non è disposto a fare "sconti. La serie A non può
non aiutare la B. Ma la B non può pretendere dalla A se non quei fondi che vengono
dai diritti in chiaro. Per discutere di tutto, abbiamo ancora in programma
un'assemblea nell'ultima settimana di agosto. Quando decideremo se il
campionato può partire? La notte prima...". E forse non è soltanto una
battuta. f. mo.
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Negli Stati Uniti
diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici
dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione
più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur
C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo
stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute.
La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei
neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo
una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della
libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla
sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia
nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali
conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente,
sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo
con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra
liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo
nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice
di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il
mondo 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul
08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza,
approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la
confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La
norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in
teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono
le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli
appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e
pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento,
inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai
militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese
civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i
carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per
intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver
paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice
controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari.
La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il
pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il
clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze
dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia,
immigrazione Commenti ( 50 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è
insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes
Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli
di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari
se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero,
ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta
studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il
suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo
sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel
marzo
( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Cari amici, mi trovo
in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete
e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della
splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non
mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa
a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog
di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 25Jul 08 Quel "vivo desiderio" di felicità Cari
amici, da domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con
queste parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una volta
camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la mia
mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri non
erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il
pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in
relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al
di sopra di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e
attrattive fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo,
provavo un vivo desiderio d'una felicità non legata al misero fango della
terra. E a me stesso davo la risposta: "Sei destinato ad essere assunto
principe nel regno che governa il cielo". Scritto in Varie Commenti ( 368
) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 22Jul 08 Sono tornato. Nuove regole per il blog Cari amici, ieri sera
alle 23 il Jumbo della Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è
atterrano all'aeroporto di Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore
(anche durante lo scalo tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere).
Poco dopo la partenza, Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per
il lavoro che abbiamo svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi
invitavano a moderare certi scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato
impossibilitato a fare alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto
tutti i commenti, e ci sono rimasto piuttosto male per la piega che hanno
preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non
intendo più lasciare spazio agli "off topic": il blog "Sacri
Palazzi" non è una pubblica arena dove mettere in piazza scontri o
risolvere beghe private o partire per la tangente montando polemiche. Vi chiedo
dunque di intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più
possibile di non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni
rispettose nei confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più
radicale senza offendere colui o colei dalla quale si prendono le distanze.
Fino ad oggi sono stato troppo tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
" (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 20Jul 08 La veglia di Randwick, la messa finale Cari amici, ieri sera (in
Italia era sabato pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia, all'ippodromo
di Randwick. Abbiamo girato tra i ragazzi accampati che attendevano Benedetto
XVI. Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai sacerdoti per le
confessioni, e la presenza di famiglie con bambini. Hanno dormito nei sacchi a
pelo, sotto le tende o ripari di fortuna. Ora - da voi sono le tre di notte -
il Papa sta celebrando la messa conclusiva della Gmg. Nell'omelia ha detto:
"Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca visione di fede, una
nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all'edificazione di un
mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non
respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta". Scritto in Varie
Commenti ( 248 ) " (13 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog
di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 18Jul
( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Rai, il Cda sposta Saccà Del Noce va alla Fiction "Farò ricorso".
Decisiva la presenza di Staderini Il dirigente va allo Sviluppo Commerciale con
il sì dei consiglieri di centrosinistra Berlusconi:
"Non giudico, ma io lo conosco, è un ottimo professionista" ALDO
FONTANAROSA ROMA - Ci sono voluti otto mesi di scontro nel consiglio della Rai,
nella politica, nelle aule di giustizia. Ma alla fine Agostino Saccà cade sconfitto. Il più potente dirigente di area berlusconiana
lascia la direzione di Rai Fiction, dove si era asserragliato. Da oggi, è
trasferito allo Sviluppo Commerciale. Il nuovo incarico è comunque di assoluto
rilievo, ma è anche ben lontano dal mondo dorato dei lustrini e delle attrici. Saccà, insomma, non naviga più nel suo mare. Il più deluso è
proprio Berlusconi, che conferma tutta la sua
"stima" nel dirigente affondato. Ora nuovo capo di Rai Fiction è
Fabrizio Del Noce, che manterrà la carica di direttore di RaiUno fino a
settembre. Determinante per il siluramento di Saccà è
il consigliere Marco Staderini, in Rai con la casacca dell'Udc di Casini. Per
anni, Staderini ha votato ogni delibera insieme ai consiglieri di An, Lega Nord
e Forza Italia. D'altra parte, quando lui è arrivato a Viale Mazzini, Casini
era ancora alleato di Berlusconi. Ieri invece
Staderini apre un varco alla defenestrazione di Saccà.
Resta seduto in consiglio quando i due consiglieri forzisti (Urbani e Petroni)
e la leghista Bianchi Clerici lasciano la seduta. La presenza di Staderini
permette al consiglio di continuare i lavori perché in numero legale, e di
votare sulla proposta di trasferire Saccà. Alla fine,
l'allontanamento passa con 4 voti a favore (quelli del presidente Petruccioli e
dei consiglieri Curzi, Rizzo Nervo e Rognoni). Mentre Marco Staderini -
attenzione - si oppone al trasferimento. Ma il suo "no" formale è un
"sì" sostanziale. Il consigliere Curzi (Rifondazione) dà atto a
Staderini di aver agito nel solo interesse del servizio pubblico, "libero
da quelle logiche di schieramento che tanto hanno ferito l'azienda".
Subito dopo questa prima votazione, i consiglieri polisti rientrano in
consiglio. Sono Urbani, Petroni e Bianchi Clerici (manca Malgieri di An perché
eletto parlamentare e incompatibile ormai con il ruolo di consigliere della
Rai). A quel punto, il consiglio deve pronunciarsi sulla proposta di
rimpiazzare Saccà con Del Noce. Il via libera è quasi
unanime. I voti a favore sono 7 su otto. Si oppone il forzista Petroni, in
solitudine, per rimarcare la "illegittimità di tutta questa storia".
La sconfitta di Saccà è duplice: lui viene allontanato
e il suo sostituito (Del Noce) ottiene un consenso quasi totale. Arrivano a consolare Saccà le parole di
Berlusconi: "Non entro negli affari degli altri - dice il premier -
perché la Rai ha una sua autonomia. Certo Saccà è un grande
professionista". Per fargli sentire il suo appoggio, il presidente del
Consiglio manda all'ex capo della Fiction anche una sua fotografia con dedica
elogiativa ("sei il più bravo di tutti"). Rinvigorito, Saccà annuncia ricorso contro il trasferimento che sarebbe
arrivato quando il procedimento disciplinare ai suoi danni era ormai esaurito.
Il dirigente accusa poi la Rai di averlo declassato con il nuovo incarico allo
Sviluppo Commerciale. In realtà, Viale Mazzini destina Saccà
ad un nuovo ruolo di direttore proprio per allontanare il sospetto di una
persecuzione, di un declassamento. Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione
del Pd, parla ora di una Rai "più serena e credibile dopo che interessi
politici ed economici l'hanno tenuta in scacco per mesi". Vincenzo Vita
ironizza: "Siamo passati dalla brace alla padella, da un male a un male
minore. Ora servirebbe un riassetto sostanziale del servizio pubblico".
( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
"Tv e legge per
le europee ultima chance per Walter" L'attesa del premier. E a Viale
Mazzini asse Pd-Udc Centristi e Democratici verso la definizione di una
strategia comune sull'azienda di Stato per settembre CLAUDIO TITO ROMA -
"Non bisogna attaccare Cofferati, con lui abbiamo dialogato bene. E comunque
in questa fase non è il caso di esagerare. Non ci serve...". Quella frase
buttata là da Silvio Berlusconi durante il consiglio
dei ministri ha colpito molti dei presenti alla riunione. Le polemiche
sull'anniversario della strage di Bologna avevano innervosito buona parte del
centrodestra. Quell'invito ad abbassare i toni, allora, sembrava in
controtendenza. Eppure il Cavaliere ha fatto di tutto per sdrammatizzare. Per
non acuire una tensione già alta. Forse è stata solo una mossa
"istituzionale". Un modo per "andare in vacanza
tranquilli". Al momento, infatti, il premier non scommette nemmeno un
centesimo sul dialogo bipartisan. Ma è pronto a tenersi un "piano di
riserva". A offrire "un'ultima chance" a Walter Veltroni. Dopo
lo scontro al fulmicotone delle ultime settimane, dunque, non vuole chiudere
definitivamente le porte in vista della ripresa estiva. Quando, cioè, si
affastelleranno una serie di nodi che possono strangolare l'attività
dell'esecutivo: l'Alitalia, il pubblico impiego, la riforma della Giustizia, la
Finanziaria. E poi il Cda della Rai e la legge elettorale europea. Anzi,
proprio questi due ultimi argomenti per l'inquilino di Palazzo Chigi
rappresentano il vero test "per capire se si può riprendere il
dialogo". "Io non ci scommetto - ripete - ma se fosse
possibile...". Anche per questo l'altro ieri ha dato il suo placet
all'incontro tra il presidente del Senato, Renato Schifani, e il segretario de
( da "Secolo XIX, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Caso intercettazioni
Al suo posto nominato Fabrizio Del Noce che resta al vertice di Raiuno.
L'esonerato: "Siamo alla farsa" Roma. "Sant'Agostino" (come
lo chiamano affettuosamente gli amici) Saccàè stato
rimosso dalla direzione di Rai Fiction ed il suo posto verrà preso dal
direttore di Rai Uno Fabrizio Del Noce. Ieri il consiglio di amministrazione
della Rai, dopo una via crucis durata settimane in cui si sono alternati colpi
di scena e di politica (il cda che boccia la proposta di licenziamento avanzata
dal direttore generale Claudio Cappon, il giudice del lavoro che reintegra Saccà, l'azienda di Viale Mazzini che ricorre al Tribunale del lavoro,
la mancanza del numero legale nei cda), ha approvato il trasferimento di
Agostino Saccà dalla direzione di Rai Fiction alla Direzione commerciale con
quattro voti a favore e uno contrario: hanno votato a favore del trasferimento
di Saccà alla direzione commerciale il presidente Claudio Petruccioli e i
consiglieri Alessandro Curzi, Carlo Rognoni e Nino Rizzo Nervo (area
centrosinistra). Contrario il consigliere Marco Staderini (Udc), la cui
presenza alla riunione però ha reso valido il voto garantendo il numero legale.
Assente dalla seduta Gennaro Malgieri (sul quale ieri il comitato per le
incompatibilità della Giunta delle elezioni della Camera ha sostenuto
l'incompatibilità tra le cariche di consigliere cda Rai e di deputato;
Malgieri, eletto col Pdl, le ricopre entrambe), gli altri tre consiglieri
vicini al Popolo della libertà, Giuliano Urbani, Giovanna Bianchi Clerici e
Angelo Maria Petroni, che erano collegati telefonicamente con il consiglio, non
hanno partecipato al voto, scollegandosi dalla teleconferenza. Dopo aver
approvato lo spostamento di Agostino Saccà dalla
direzione di Rai Fiction alla Direzione commerciale della Rai, il consiglio di
amministrazione ha poi nominato, su proposta del direttore generale Claudio
Cappon, (con 6 voti a favore, Petroni contrario e Bianchi Clerici astenuta)
Fabrizio Del Noce nuovo direttore di Rai Fiction. Del Noce mantiene, per il
momento, pure l'interim della direzione di Raiuno. Dura la reazione di Saccà sulla propria rimozione e sul voto del consiglio:
"Siamo alla farsa - avverte - ma io sono sereno e ho la consapevolezza di
essere nel giusto. La scelta del cda è illegittima e infondata ed è la
prosecuzione di un provvedimento disciplinare che si era concluso. Farò
ricorso, ho fiducia nei giudici, quanto accaduto va contro la legge". L'ex
direttore di Rai Fiction ha poi ricordato di essersi sempre sentito sostenuto
dal centrodestra e, in particolare, dal premier Silvio Berlusconi:
"Mi ha mandato - nota - una sua foto, con una bellissima dedica: "Ad
Agostino, il più bravo di tutti". Non ci vedo nulla di male. Nessuno
riattacca il telefono se chiama Berlusconi o Prodi:
chi lo dice è un ipocrita". Quanto alle intercettazioni telefoniche, Saccà fa notare che era del tutto normale ricevere
segnalazioni da uomini politici. Rai, di tutto, di più. Massimiliano Lenzi
02/08/2008.
( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Pagina XIII - Roma
"Il pesce più gustoso? Solo da Pino al Mare" "Il pesce da Pino
al Mare? Buonissimo". Non ha bisogno di altre parole l'attore romano Max
Giusti per descrivere lo storico ristorante di Santa Severa, aperto negli anni
Cinquanta da Pino Quartiere e diventato con il tempo una vera istituzione del posto.
"Devo riconoscere che si mangia davvero molto bene, per non parlare poi
delle specialità di pesce: una vera squisitezza". E per Max Giusti questa
sarà un'estate all'insegna del lavoro. In questi giorni è impegnato nelle
riprese dell'ottava serie della fiction Mediaset, "Distretto di Polizia", dove interpreta l'agente
Raffaele Marchetti. "Poi appena avrò finito di girare le ultime puntate di
'Distretto', inizierò subito a preparare la trasmissione Rai 'Affari tuoi', dove sarò il nuovo conduttore e poi, come sempre,
c'è l'appuntamento fisso con 'Quelli che il calcio'".
( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Sport L'asta Diritti
tv, per ora la Rai dice "no" ROMA - La Rai rinuncia, per ora, ai diritti tv del campionato: troppo
cari i prezzi fissati dal bando della Lega Calcio (70 milioni la base per gli
highlights in chiaro della serie A: esclusiva per programmi come 90° minuto e
La Domenica Sportiva). Il Cda di viale Mazzini, ieri mattina, ha deciso di non depositare alcuna offerta per i sei pacchetti
disponibili. L'asta si chiuderà il 6 agosto, ma la sensazione è che andrà
deserta: neanche Mediaset, infatti, è disposta a fare follie. In questo caso, dal 7 agosto
via alla trattativa privata con Matarrese. Il braccio di ferro è appena
cominciato.
( da "Unita, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Rai fiction: via Saccà,
arriva Del Noce Raffica di colpi di scena, il Cda decide grazie al consigliere
Udc. Poi Berlusconi telefona al nuovo direttore di
Silvia Garambois / Roma FINALMENTE Fabrizio Del Noce è il nuovo direttore della
fiction targata Rai. Agostino Saccà
ha perso la sua battaglia. Ha giocato il tutto per tutto fino alla fine.
Un'ultima lettera a tutto il consiglio. Un'ultima minaccia di querela per
incompatibilità a Petruccioli: ha giocato sull'"effetto annuncio", ma
non è bastato. A partita ormai chiusa l'ultimo atto di devozione a Berlusconi ("Mi ha mandato una sua foto, con una
bellissima dedica: "Ad Agostino, il più bravo di tutti"", ha
detto intervistato da Sky). Ieri, con quattro voti a favore della proposta del
direttore generale Claudio Cappon e uno contrario, il Cda Rai
ha chiuso il capitolo. E Saccà forse ha perso più che
una battaglia: per ora è stato spostato alla Direzione commerciale (che sarebbe
però destinata a chiudere), ma di fatto, non rimettendosi volontariamente, ha
"rinunciato" a un corposo scivolo - di cui ha invece approfittato a
fine anno Deborah Bergamini - e probabilmente si è giocato
anche la possibilità di poter collaborare con la Rai (e con Mediaset?) attraverso una sua società di produzione. E rischia anche con
la Corte dei Conti, visto che ha già aperto un fascicolo per un altro caso di
danno d'immagine alla Rai, "Calciopoli". Del Noce, invece, accumula incarichi:
resta infatti, ad interim, anche alla direzione di Raiuno. Ci
penserà il nuovo Cda, quando sarà eletto, quando avrà deciso, a trovargli un
successore per la rete ammiraglia. E intanto, si dice, Del Noce ha già avuto
anche i complimenti di Berlusconi: un'ennesima
telefonata del premier alla Rai. "Dalla brace
alla padella", ha chiosato Vincenzo Vita, senatore Pd. A chiudere il
fascicolo Saccà è stato un consiglio d'amministrazione
pieno di colpi di scena e per giunta via etere: Sandro Curzi era a Bari,
Giovanna Bianchi Clerici a Milano, collegati in audio e video; invece Angelo
Maria Petroni era addirittura negli Usa e Giuliano Urbani in viaggio in
automobile, collegati con il consiglio attraverso il telefono cellulare. Tutto
regolare: il regolamento lo consente. Gennaro Malgeri assente: ufficialmente
per "precedenti impegni", ma la cui presenza in realtà è incompatibile
con la carica di deputato. Saccà non era il primo
punto all'ordine del giorno (come aveva chiesto Marco Staderini): si discuteva
invece di diritti sportivi. Giudicati troppo costosi: è stato così deciso che
la Rai non presenterà un'offerta per i sei pacchetti
dei diritti tv messi all'asta dalla Lega Calcio. Anche se ora sono a rischio
persino "Novantesimo minuto" e "La domenica sportiva" (le
cosiddette "higlights" delle partite, infatti, avevano una base
d'asta di 70 milioni). È a questo punto che inizia la tenzone. Petroni, Urbani
e Bianchi Clerici annunciano che non parteciperanno alla votazione su Saccà. Semplicemente, si "scollegano". Staderini
vuole spiegazioni sulla lettera di Saccà: c'è scritto
che Petruccioli è incompatibile "per inimicizia grave" nei suoi
confronti, e quindi non può votare. Oggetto del contendere un'intervista del
presidente Rai in cui parla dell'allontanamento di
Biagi e Santoro e in cui l'ex direttore di Rai Fiction
si sente accusato, perché a quel tempo era direttore generale. Petruccioli
praticamente fa volantinaggio dell'intervista, distribuendone copie ai
consiglieri: "Leggete e commentate - dice - se il mio voto fosse
determinante, voglio arrivare fino in fondo, in tribunale, per chiarire come
stanno le cose". Ma nell'intervista non si fanno nomi, e se si vuole
individuare un responsabile, non è Saccà. C'è un altro
problema: la lettera di Saccà. Sono contenute
invettive, velate minacce. Ma si tratta di accuse generiche e non
personalizzate. Si va avanti. Altro colpo di scena: Staderini - ago della
bilancia, l'indispensabile "quinto uomo" che dà validità al Consiglio
- chiede un quarto d'ora di sospensione. È un quarto d'ora al cardiopalma: si
rischia l'ennesima fumata nera. Siamo al finale. Si vota su Saccà:
4 sì, Staderini contrario. Si vota su Del Noce, e il Consiglio è di nuovo al
completo, partecipa anche la Cdl:
( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-02 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Lo show con ministri e parlamentari Sfogo del premier: ecco quanto
lavoro E una foto "svela" gli appuntamenti Dura, la vita del premier.
Sono le 12.40, Silvio Berlusconi ha finito di parlare,
la conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri volge al termine, Mara
Carfagna interviene e ringrazia Telefono Azzurro. Mentre il Cavaliere si volta
esausto verso il ministro Giorgia Meloni e le mostra un foglio, "guarda
come mi fanno lavorare!". Davanti al palco, in prima fila, ci sono Paolo
Bonaiuti e il deputato Sestino Giacomoni, "guardate quanti impegni
ho!", ripete sventolando loro il testo. Solo che tra il presidente del
Consiglio e i due sono appostati, callidi, i fotografi. Che hanno un riflesso
olimpico e colgono l'attimo. Ed ecco, parte dattiloscritta e parte autografa,
la giornata di appuntamenti esibita a mo' di esempio da Berlusconi.
Sono gli impegni, invero fitti, di mercoledì 30 luglio. Una lista colma di nomi
femminili, quasi fosse una beffa. E meno male che Berlusconi
s'è risparmiato il "decollo in elicottero" delle 10 verso
Civitavecchia e l'inaugurazione della centrale Enel, visto che ci ha mandato il
ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Poi non c'è un attimo di
tregua. Tra gli impegni, alle 13 c'è il segretario generale Mauro Masi.
Mezz'ora più tardi la "colazione" al Senato per gli 80 anni di
Cossiga, peraltro disertata dal festeggiato "per non trovarmi in imbarazzo
e non creare imbarazzo". Accanto sono segnati appuntamenti con il
deputato-avvocato Niccolò Ghedini e Gianni Letta. C'è un "tel.
Bossi". Segue, alle 16, Cesare Previti. Quindi "Manna" e "Troise",
due cognomi che richiamano le contestate "raccomandazioni" nelle telefonate con Agostino Saccà, ovvero le
attrici Evelina Manna e Antonella Troise (quella che nelle intercettazioni il
premier definì "pazza pericolosa"). E ancora Staderini, ovvero Marco
Staderini, il consigliere d'amministrazione Rai di area Udc. Più sotto si legge
"Di Girolamo", cognome che evoca un altro bigliettino còlto dai
fotografi: quello che il premier, alla Camera, inviò due mesi e mezzo fa
alla deputata Nunzia De Girolamo e a una collega ("...vi autorizzo ad
andarvene! Molti baci a tutte e due!!!"). La giornata si conclude con una
nota familiare: "Sardegna per compleanno Barbara", la figlia. E un
appunto a mano dove Berlusconi scrive del "Milan
a. c. campione del mondo" e di se stesso: "Al presidente nË?1. Al
presidente più vittorioso nella storia del calcio. NË?1 nella storia del
calcio...".
( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-02 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Rai, Saccà
rimosso Il manager: ricorrerò Il Cda lo trasferisce, Del Noce a Rai Fiction Il manager spostato alla Direzione commerciale
con 4 voti contro 1. Berlusconi: è un ottimo
professionista ROMA - Dai e dai ce l'hanno fatta. Agostino Saccà
non è più il direttore di Rai Fiction. Farà ricorso.
Ma intanto dovrà cambiare ufficio. Con 4 sì contro 1 no il Cda l'ha spostato
alla Direzione commerciale. Al suo posto sale Fabrizio Del Noce che per ora
conserva la guida di Raiuno. E così 30 giorni dopo il
suo rientro in viale Mazzini, propiziato dal giudice del lavoro, Saccà ha riperso la scrivania, sua da 5 anni. La maggioranza
che finora lo aveva sostenuto, impedendone il licenziamento proposto dal dg
Cappon e supportato dal presidente Petruccioli, si è scomposta. Ha pesato
l'assenza voluta di Gennaro Malgieri (An), l'ha affossato la presenza di Marco
Staderini (Udc) che ha votato no però, restando in sala, ha consentito il
numero legale. Gli altri del Pdl, Giovanna Bianchi Clerici, Angelo Maria
Petroni e Giuliano Urbani, in videoconferenza, avevano chiuso la comunicazione.
Oltre alle vie legali, l'ormai ex può trovare consolazione nelle parole spese
per lui da Berlusconi: "Non entro mai nelle cose
degli altri, la Rai ha una sua entità e autonomia, non
posso dare giudizi", ha premesso il premier che dicono piuttosto irritato
per il cambio Del Noce- Saccà. E poi: "Posso dire
però che Saccà è un ottimo professionista, che ha sempre lavorato bene, è stimato nel suo mondo e per la Rai ha ottenuto risultati positivi". Con lui la fiction Rai ha vinto 9 volte su 10 contro Mediaset.
Sant'Agostino (così lo chiamano per certe letture) ci tiene a far sapere che
"sono serenissimo, ne ho subite tante, sono tre anni che provavano a
togliermi di lì". Ci sono riusciti. "Momentaneamente. Questa
decisione è illegittima e infondata, è tutto inconsistente, la vicenda penale è
stata montata ad arte, le intercettazioni a cui si sono aggrappati non solo
sono illegali ma pure sbagliate. Mi cacciano per incompatibilità ambientale con
Del Noce e poi alla Fiction ci mettono proprio lui? Ma nemmeno nel Paese di
Campanelli ". Superfluo chiedergli che pensi del suo successore: "Che
dire di uno che mi ha accusato, sulla base di una frase mal riportata, per
prendersi il mio posto? ". Non ce l'ha con i consiglieri Pdl:
"Malgieri ha ubbidito a una scelta politica. Come Staderini. Siamo amici,
mi vuole bene, è stato costretto. Era uscito e poi è rientrato. Non ha potuto
dire di no. Gli devo l'onore delle armi. Ci siamo sentiti al telefono, era
commosso, quasi ero io a doverlo consolare". Petroni parla di
"rimozione illegittima ". Urbani di "una delle pagine più nere
di Viale Mazzini, non siamo riusciti a salvare il soldato Saccà.
Non l'abbiamo mollato, non noi. Le intercettazioni erano robaccia: l'80 per
cento non si sente proprio. Il resto è come la spazzatura napoletana ". I
legali di Saccà, Federico Tedeschini e Nicola
Petracca, sono pronti a contestare un demansionamento di fatto del loro
assistito. E valutano un ricorso anche alla Corte dei Conti per danno erariale.
Lui: "Ho fiducia nei giudici. Quando vedranno perché mi hanno rimosso gli
diranno che sono matti". Giovanna Cavalli Guarda il video di Saccà su www.corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-02 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Decisivo Il consigliere udc ha difeso Saccà
ma è stato determinante per il numero legale Staderini: ho votato per
l'azienda, ora via Petruccioli ROMA - "Ho dovuto farlo. Ora smetteremo di
guardare il dito e guarderemo alla luna: i problemi della Rai". Esce
turbato, Marco Staderini dal cda che ha rimosso Agostino Saccà
da Rai Fiction grazie alla sua presenza al momento del voto. Fosse uscito con i
consiglieri Pdl sarebbe mancato il numero legale. Perché non l'ha fatto?
"Lo avevo annunciato. Sono di parola, io. Al contrario di
Petruccioli". Il presidente non lo è? "Sulla nomina di Meocci aveva
promesso il sì, poi si è astenuto. L'avessi fatto io i giornali avrebbero
parlato di voltafaccia". Difendere Saccà e poi
contribuire al suo trasferimento non lo è? "Io ho fatto una scelta da
amministratore. Petruccioli, il peggiore presidente Rai della storia, teneva
bloccata l'azienda. Decisioni vitali erano subordinate al caso Saccà". Non c'entra l'Udc che "molla" il Pdl?
"Sono un manager. E penso in proprio. Ero contrario al trasferimento ma la
Rai deve andare avanti". Perché era contrario? "Da pareri esterni sappiamo
che il trasferimento può essere illegittimo ed espone la Rai a pagargli i
danni. E poi, che senso ha, a un mese dal rinnovo del cda, indebolire Raiuno e
concentrare nelle mani di Del Noce Raiuno e Rai Fiction, tutto per mandare via Saccà?". Ma lei non ha votato sì a Del Noce? "E'
validissimo. Ma a Rai Fiction parte da zero. Saccà ci
avrebbe almeno potuto dire perché in sua assenza il budget di Rai Fiction è
stato sforato di 20 di milioni di euro". Erano stati sollevati dubbi
sull'opportunità che restasse al suo posto dopo l'inchiesta. "Saccà è stato tenuto sulla graticola otto mesi con accuse che si sono
poi sgonfiate". E il rapporto privilegiato con Berlusconi,
principale concorrente Rai? "A me interessano i risultati e Rai Fiction
con Saccà ha battuto la concorrenza. Ora la Rai è stata
"liberata" da Saccà. Vedremo cosa saprà fare. Mi auguro che il futuro cda
venga liberata dal presidente Petruccioli". Virginia Piccolillo.
( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-08-02 num: - pag: 53
categoria: REDAZIONALE A fil di rete di Aldo Grasso Mediaset,
YouTube e il futuro di "Blob" C om'è noto, Mediaset
ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. L'accusa è di illecita
diffusione e sfruttamento commerciale di file audio- video di proprietà delle
tre reti televisive Mediaset. Secondo i legali del
Biscione, al 10 giugno, sarebbero 4.643 i filmati caricati sul sito web nato
poco più di tre anni fa per condividere gratuitamente video, spesso amatoriali.
è molto probabile che l'azione intrapresa da Mediaset
miri, come hanno fatto altri network, a trovare un accordo di massima per lo
sfruttamento dei filmati. Però questa clamorosa azione legale pone un problema
fondamentale che in Italia finora è stato in larga parte disatteso: quello del
copyright. Ad esempio, una domanda che tante volte abbiamo posto senza ottenere
risposta è questa: come mai "Blob", che nasce da una idea geniale,
che mette a nudo il cuore della tv, non viene fatto in altri Paesi? Per una
ragione molto semplice: costerebbe troppo e richiederebbe tempi di realizzazione
infiniti. Per ogni sequenza che si prende a prestito, bisogna infatti chiedere
permessi e, nel caso, pagare diritti d'autore. Lo stesso discorso vale per
"Mai dire Web" dei Gialappi o per "Striscia la notizia", la
trasmissione di punta di Mediaset. Che spesso utilizza materiale Rai e che ha
addirittura una rubrica sui filmati che girano in rete. La Rai non ha mai fatto causa a Mediaset, e
viceversa. Come si dice, una mano lava l'altra... Insomma in Italia è valso
estensivamente, e forse giustamente, una sorta di diritto di cronaca (ma è
impossibile trasmettere spezzoni di Disney Channel senza autorizzazione
scritta). Mettiamo che Mediaset ottenga il
risarcimento chiesto a YouTube, come auspicato anche dal presidente della Siae
Giorgio Assumma. Ma dopo, si potrà ancora mandare in onda "Blob" o
"Mai dire... qualcosa" o "Striscia" nella loro forma
attuale? E il web è uguale a un network?.
( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
N. 183 del
2008-08-02 pagina 12 Blitz al cda Rai, trasferito Saccà
Il manager: illegittimo, ricorrerò di Gian Maria De Francesco I consiglieri in
quota Pd approfittano dell'assenza di Malgieri (An) e spostano il dirigente al
commerciale. A Rai Fiction va Fabrizio Del Noce da Roma La telenovela
"made in Rai" sui destini di Agostino Saccà,
il manager indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla
Procura di Napoli, si avvicina all'epilogo, ma non mancheranno altri colpi di
scena. Dopo due tentativi andati a vuoto per mancanza del numero legale, ieri
il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini è riuscito a rimuovere il
dirigente trasferendolo da RaiFiction alla direzione commerciale. L'assenza del
consigliere in quota An Gennaro Malgieri, del quale la Giunta delle elezioni
della Camera ha stabilito l'incompatibilità visto il suo ruolo di deputato, e
la partecipazione alla votazione del collega Marco Staderini hanno consentito
ai 4 amministratori di centrosinistra (il presidente Petruccioli, Rizzo Nervo,
Curzi e Rognoni) di "defenestrare" Saccà. Il
posto di quest'ultimo sarà preso da Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno. A
favore della nomina si sono espressi anche due consiglieri di centrodestra
(Urbani e Staderini). Bianchi Clerici si è astenuta e il rappresentante del
Tesoro, Petroni, ha votato contro. L'ex direttore di RaiFiction, però, non è
rimasto a guardare. "Quello che ha fatto il consiglio di amministrazione
della Rai è illegittimo, è il proseguimento del provvedimento disciplinare che
si era concluso con la bocciatura del mio licenziamento ed è una violazione
delle leggi. Se i miei avvocati sono d'accordo farò ricorso", ha
dichiarato. Il risentimento, però, non ha offuscato la
gratitudine nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Entrambi, infatti, sono sottoposti al severo scrutinio dei
propri atti da parte dei magistrati. "Mi sono sempre sentito sostenuto dal
centrodestra - ha aggiunto Saccà - e da Berlusconi: mi ha mandato una sua foto con una dedica, "Ad Agostino,
il più bravo di tutti"". Saccà ha
inoltre precisato che "Berlusconi non si è
arrabbiato se non prendevo le persone (segnalate, ndr) perché per lui quello
che conta è la bravura". Stima ricambiata dal premier. "Non entro mai
nelle cose degli altri, la Rai ha una sua entità e autonomia e non posso dare
giudizi. Posso dire però che Saccà è un ottimo
professionista e per la Rai ha ottenuto risultati positivi", ha
dichiarato. Il centrosinistra ha comunque tirato un sospiro di sollievo.
"La Rai non è più ostaggio di una singola persona, e la conclusione di questo
incredibile braccio di ferro le restituisce serenità e maggiore
credibilità", ha detto il responsabile comunicazione del Pd, Paolo
Gentiloni. Ma nel Cda il clima non è migliorato. "La decisione è
illegittima", ha asserito Angelo Maria Petroni, sostenendo che ai
consiglieri non è mai pervenuto il parere della direzione Affari legali sul
caso. Secondo Petroni, la rimozione, oltre a rappresentare un
"depauperamento", rischia di determinare negative conseguenze dal
punto di vista giudiziario e patrimoniale considerato che Saccà
è stato assegnato a un incarico meno prestigioso del precedente. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto
di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come
finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso.
Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la
sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è
andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e
trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche
Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che
distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a
Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro.
Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il
Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della
politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani
conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm
leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni.
Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del
loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra
giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono
affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno
ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche
D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia
il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando
si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra,
sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano
si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà
Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership
vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca
a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da
quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel
sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se
e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli
avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche
se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
N. 183 del
2008-08-02 pagina 0 Blitz al cda della Rai trasferito Saccà
Il manager: ricorrerò di Gian Maria De Francesco I consiglieri in quota Pd
approfittano dell'assenza di Malgieri (An) e spostano il dirigente al
commerciale Roma - La telenovela "made in Rai" sui destini di
Agostino Saccà, il manager indagato per corruzione
nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura di Napoli, si avvicina
all'epilogo, ma non mancheranno altri colpi di scena. Dopo due tentativi andati
a vuoto per mancanza del numero legale, ieri il consiglio di amministrazione di
Viale Mazzini è riuscito a rimuovere il dirigente trasferendolo da RaiFiction
alla direzione commerciale. L'assenza del consigliere in quota An Gennaro
Malgieri, del quale la Giunta delle elezioni della Camera ha stabilito
l'incompatibilità visto il suo ruolo di deputato, e la partecipazione alla
votazione del collega Marco Staderini hanno consentito ai 4 amministratori di
centrosinistra (il presidente Petruccioli, Rizzo Nervo, Curzi e Rognoni) di
"defenestrare" Saccà. Il posto di
quest'ultimo sarà preso da Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno. A favore
della nomina si sono espressi anche due consiglieri di centrodestra (Urbani e
Staderini). Bianchi Clerici si è astenuta e il rappresentante del Tesoro,
Petroni, ha votato contro. L'ex direttore di RaiFiction, però, non è rimasto a
guardare. "Quello che ha fatto il consiglio di amministrazione della Rai è
illegittimo, è il proseguimento del provvedimento disciplinare che si era
concluso con la bocciatura del mio licenziamento ed è una violazione delle
leggi. Se i miei avvocati sono d'accordo farò ricorso", ha dichiarato. Il
risentimento, però, non ha offuscato la gratitudine nei
confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Entrambi, infatti, sono sottoposti al severo scrutinio dei propri atti da parte
dei magistrati. "Mi sono sempre sentito sostenuto dal centrodestra - ha
aggiunto Saccà - e da Berlusconi: mi ha mandato una sua foto con una dedica, “Ad Agostino,
il più bravo di tutti”". Saccà ha inoltre
precisato che "Berlusconi non si è arrabbiato se
non prendevo le persone (segnalate, ndr) perché per lui quello che conta è la
bravura". Stima ricambiata dal premier. "Non entro mai nelle cose
degli altri, la Rai ha una sua entità e autonomia e non posso dare giudizi.
Posso dire però che Saccà è un ottimo professionista e
per la Rai ha ottenuto risultati positivi", ha dichiarato. Il
centrosinistra ha comunque tirato un sospiro di sollievo. "La Rai non è
più ostaggio di una singola persona, e la conclusione di questo incredibile
braccio di ferro le restituisce serenità e maggiore credibilità", ha detto
il responsabile comunicazione del Pd, Paolo Gentiloni. Ma nel Cda il clima non
è migliorato. "La decisione è illegittima", ha asserito Angelo Maria
Petroni, sostenendo che ai consiglieri non è mai pervenuto il parere della
direzione Affari legali sul caso. Secondo Petroni, la rimozione, oltre a
rappresentare un "depauperamento", rischia di determinare negative
conseguenze dal punto di vista giudiziario e patrimoniale considerato che Saccà è stato assegnato a un incarico meno prestigioso del
precedente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Triste consolazione Maria Novella Oppo VERAMENTE consolante la
situazione della Rai. Saccà è stato spostato ad altro
incarico e Fabrizio Del Noce, pur restando ancora per qualche mese il peggior
direttore di Raiuno mai visto, dirigerà anche Rai fiction. E il vantaggio qual
è? Che almeno Saccà sapeva quel che faceva, mentre Del
Noce no. Ha riempito la sua rete di natiche sculettanti e gare canore, con il
risultato storico di aver inflazionato e svilito anche l'appuntamento di
Sanremo. Questo è l'uomo che si è auto-sospeso contro Celentano, che si è lasciato sfuggire o ha emarginato i maggiori talenti
televisivi e che dalle intercettazioni risulta non meno berlusconiano, ma solo
meno furbo di Saccà. Ecco il clima umano e professionale prodotto da questi signori
e dai loro referenti privati dentro l'azienda che per legge dovrebbe essere
pubblica. I soliti cinici dicono che, tanto, la Rai è sempre stata lottizzata.
Dimenticano che un tempo si lottizzavano le poltrone, coi berluscones pure le
natiche. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Stai consultando l'edizione
del La dura vita del premier Mercoledì Manna, giovedì gnocca di Marco Travaglio
/ Segue dalla prima Così l'altroieri, stufo dei continui equivoci che lo
gabellano ora per uno statista, ora per un riformatore, ora per un cultore del
dialogo sulla giustizia e sulla legge elettorale, ora per un marito modello e
un padre esemplare, ha voluto smentirli tutti insieme mostrando ai fotografi
l'agenda di una sua giornata-tipo a Palazzo Chigi (quella di mercoledì 30
luglio). Una sorta di auto-intercettazione in diretta: non potendo più esser
processato grazie all'auto-immunità, ha pensato bene di auto-intercettarsi,
divulgando il calendario della dura vita da premier ("Vedete come mi fanno
lavorare!?"). "Berlusconi diceva
Montanelli - non delude mai: quanto ti aspetti che faccia una scempiaggine, la
fa". Ma sempre oltrepassando le peggiori aspettative. Non si riesce mai a
pensarne abbastanza male: lui riesce sempre a trasformare il più accanito
detrattore in un ingenuo minimalista. L'Agenda del Presidente è doppia, nel
solco della tradizione di Milano2, della P2, di Olbia2 e prossimamente di
Arcore2. L'Agenda 1, curata dal suo staff, è riconoscibile da due
caratteristiche: è scritta al computer e contiene appuntamenti con soggetti di
esclusivo sesso maschile, in genere molto noiosi (Schifani, Letta, Fini,
Scajola). Nell'Agenda 2 invece, annotata di Suo pugno, gran preponderanza del
genere femminile. Pochissimi i maschi, perlopiù avvocati (Ghedini) o
pregiudicati (Bossi e Previti). Col vecchio Cesarone, che si ripropone sempre
come la peperonata, l'appuntamento è alle ore 16. Seguono un paio d'ore di
assoluto relax con "Manna", nel senso di Evelina, la grande attrice
oggetto di frenetiche trattative con Saccà; e poi con
"Troise", nel senso di Antonella, la nota artista anch'essa
raccomandata a Raifiction perché stava
"diventando pericolosa" (s'era messa a parlare). Così ritemprato dal
doppio incontro al vertice, il premier ha potuto affrontare alle 19 un altro
summit: con Nunzia Di Girolamo, la procace neodeputata di 32 anni, già
destinataria di pizzini amorosi in pieno emiciclo. Completa la giornata
dell'insigne latrin lover, alle 20.30, una tipa dal nome più che promettente:
Selvaggia. Manca la Carfagna, ma è anche vero che la settimana è fatta di sette
giorni e questo è solo il programma del mercoledì. Segue il giovedì (gnocca).
Chi aveva pensato di agevolargli il Lodo Alfano perché "un primo ministro
non ha tempo per governare e seguire i processi", è servito: ora che è
libero dai processi, egli si dedica come prima e più di prima al suo passatempo
preferito. Che non è proprio quello di governare. Così la stampa della servitù,
tipo "Chi" e "Il Giornale", la pianterà finalmente di
screditarlo con quelle umilianti foto della Sacra Famiglia piccolo-borghese,
lui mano nella mano con Veronica e tutto il cucuzzaro riunito intorno al
focolare. Marito esemplare un par di palle, lui riceve anche quattro ragazze al
giorno, alla facciazza dei bacchettoni che gli ronzano intorno. Ce n'è anche
per la cosiddetta opposizione che astutamente ha smesso da un pezzo di
ricordargli il conflitto d'interessi perché pare brutto demonizzare. Ad essa ha
dedicato un paio di appuntamenti: quello col produttore di
Endemol Marco Bassetti e quello con il consigliere Rai Marco
Staderini (Udc), incerto fino all'altroieri sul caso Saccà. Come a
dire: lo vedete o no che continuo a occuparmi delle mie tv, Mediaset e soprattutto Rai? Devo proprio insegnarvelo io
come si fa l'opposizione? Completa il papello una noticina autografa a pie' di
pagina: "Il Presidente N°1. Al Presidente con più vittorie/più
vittorioso nella storia del calcio. Milan A.C. Campione del Mondo. N°1 nella
storia del calcio". Se l'è scritto da solo: un caso di auto-training
vagamente inquietante, almeno dal punto di vista psichiatrico. In compenso,
nemmeno un cenno ai temi che tanto appassionano il resto, cioè la parte
inutile, del mondo politico e della stampa al seguito: dialogo sulle riforme,
modello alla tedesca corretto all'austro-ungarica, bicameralismo imperfetto,
federalismo fiscale, simposii e seminari delle fondazioni, patti della spigola
sulla "fase costituente". Lui non ha tempo per simili menate.
"Ore 16, Previti". Poi "Manna-Troise". La sua Bicamerale.
La sua fase ricostituente.
( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-03 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE La serie tv di Raiuno Gasparri su
Montalbano: esclusiva inutile e costosa Camilleri: straparla MILANO - Forse
Camilleri ormai ci ha fatto il callo. Il suo Montalbano versione tv è tornato
al centro di polemiche. Nel 2005 era stato Mario Landolfi (An) a bollarlo
sbrigativamente come "fiction che trasuda comunismo". Questa volta
l'affondo arriva dal collega di partito Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl
al Senato e componente della commissione di Vigilanza della Rai.
Chiede spiegazioni a Petruccioli sulla "scelta singolare" di Viale
Mazzini di pagare "un'ingente somma, ben superiore a un milione di euro,
alla società di produzione di Degli Esposti per l'esclusiva di Montalbano
": sarebbe "improbabile" che Camilleri, "noto frequentatore
della manifestazione di Piazza Navona", possa pensare
di passare a Mediaset. Insomma, per Gasparri sono "soldi dei cittadini regalati a
Degli Esposti e soci". Andrea Camilleri taglia corto: "Gasparri come
al solito parla a vanvera visto che molti dei miei romanzi sono pubblicati per
Mondadori", casa editrice della famiglia Berlusconi e presieduta dalla
primogenita del premier Marina. L'ultimo libro fresco di stampa - luglio
- è la raccolta dei Racconti di Montalbano per gli Oscar. E comunque il
prestigioso Meridiano su Camilleri è dedicato proprio al commissario
interpretato da Luca Zingaretti, che però è fratello di quel Nicola del Pd,
presidente della Provincia di Roma. Per Gasparri la militanza del Camilleri
girotondino basterebbe a blindare sul mercato la fiction di Montalbano e
sottrarla all'eventuale concorrenza, motivo per cui chiede "a Petruccioli
parole rassicuranti: gestisce i soldi dei cittadini, la Rai
è una società pubblica che non ha certo il diritto di pagare presunte esclusive
inesistenti ". La cifra un po' fa impressione: un milione e 600 mila euro.
Il consigliere del Cda Rai Giuliano Urbani (area FI) è
cauto: "Aspettiamo la risposta, così vedremo se è congruo o meno questo
prezzo o sovrapprezzo ". E non si sbilancia nemmeno l'azzurro Giorgio
Lainati (Pdl), che si limita a registrare che "se lo scrittore Camilleri è
un irriducibile avversario di Berlusconi e non perde occasione di dichiararlo,
è pur vero che Montalbano è un prodotto di grande successo, perfetto per la Rai e soprattutto per Raiuno: i
dati d'ascolto parlano chiaro e non c'entrano nulla con le scelte politiche
dell'autore". E in effetti i tv movie del Commissario Montalbano sono
andati in onda oltre 50 volte, tra prime tv e repliche, registrando uno share
medio intorno al 27%, facendo sempre vincere la guerra degli ascolti. Resta
però un altro nodo da sciogliere per Gasparri: "è singolare la decisione
di Cappon di nominare suo consulente per la Fiction tale Gusberti, che ha fatto
a lungo il dirigente della società di Degli Esposti". L'accusa che muove
l'ex ministro delle Comunicazioni è di "conflitto di interessi":
"Questo triangolo Degli Esposti - Cappon - Gusberti è tutt'altro che
trasparente". Fiction L'attore Luca Zingaretti con lo scrittore Andrea
Camilleri Francesca Basso.
( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-03 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Rai, il caso Saccà scatena i veleni Ira di
Petruccioli su Staderini. Il manager trasferito attacca Paglia e Urbani Lotta in
tribunale tra il consigliere di area An e il manager. Urbani: "Se si è
risentito mi spiace" ROMA - Manco più gli stracci, qui volano proprio i
coltelli. Detronizzato Saccà, su viale Mazzini non è
scesa per incanto la pace. Anzi, sciolti dal caldo i freni inibitori, ci si
esprime tutta la propria disistima, ci si promettono carte bollate, si procede
per rinfacci incrociati, veleni contro veleni. Ovvio che lui, Saccà, sia carico a pallettoni. Ieri (su La Stampa) se l'è
presa con Guido Paglia, uomo An alle Relazioni esterne Rai: "Il mio vero
nemico. Se avessi letto, sul suo conto, la relazione della Commissione Stragi
di piazza Fontana non l'avrei assunto". L'altro l'ha subito invitato in
tribunale: "Non sono mai stato arrestato, incriminato, processato e tantomeno
condannato per atti di terrorismo, eversione o violenza politica, la mia fedina
penale è a disposizione. Saccà rivolta la frittata, paga per quello che ha fatto, non sono io
l'uomo nero". E Saccà ricambia: "Non rispondo, quei documenti sono a disposizione
di chiunque e se è vero anche il 20 per cento... I miei legali stanno valutando
se, in quanto mi è stato fatto, ricorrano gli estremi di abuso d'ufficio,
se nelle lettere di Del Noce e Paglia quelli di violenza privata e in genere
anche l'ipotesi di associazione a delinquere". Precisa: "Contro
ignoti, per ora. Non c'entrano Petruccioli nè il Consiglio, sia chiaro. Ma in
azienda ho visto un brulichio indecente, qualcosa di molto malato, tecniche da
servizi segreti deviati, riconosco una certa mano". Cambiamo duo. Marco
Staderini (che pure ha fatto cadere "l'amico Agostino ma tanto sicuro lo
reintegrano, l'abbiamo reso un martire, comunque le cose migliori le ha fatte
lui") ha detto e ridice volentieri che "sì, Petruccioli è stato il peggior
presidente che la Rai abbia mai avuto, si erge a paladino del bello e del
pulito ma con Saccà ha fatto sciacallaggio mediatico e
non ha mai saputo tenere uniti noi consiglieri, si sono insultati tutti, prima
o poi". E il presidente no che non ha apprezzato (e non riapprezzerà)
queste confidenze. Chi ci ha parlato ne "termometra" una rovente
arrabbiatura. Staderini era in lista sulla pagina d'agenda di Berlusconi fotografata e ingrandita. Il giorno prima del
Cda. "Ci siamo sentiti, non ci siamo sentiti, che cambia?". Cambia
sì. "Forse voleva chiamarmi perché sto all'Inpdap". Sì, come no. Con
il consigliere Udc, raccontano, avrebbe perso la pazienza pure il collega
Giuliano Urbani: "Me ne vado, non voglio più stare a sentire certe
scemenze". Il rimosso Saccà lo assolve: "So
per certo che lui era uscito. Poi deve aver ricevuto una telefonata ed è
rientrato". All'insaputa, pare, di Urbani, Petroni e Bianchi Clerici. Chi
poteva, non li ha richiamati indietro. Oppure, anche questo si spiffera, in
fondo la mazzata a Saccà gliel'hanno data proprio loro
tre, che avrebbero potuto restare, votare no, fare
( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-03 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE "Separare le carriere" Firme "prodiane" alla
mozione bipartisan Nel testo dei radicali anche azione penale e Csm
L'iniziativa nata contro "l'inefficienza intollerabile" della
giustizia riprende molti punti delle proposte pdl ROMA - Quattro paginette
fitte e una premessa che non ammette repliche: "E' un dato oggettivo, e
non più un'opinione di alcuni, che lo stato della giustizia nel nostro Paese ha
raggiunto livelli di inefficienza assolutamente intollerabili, sconosciuti in
altri paesi democratici... ". Poi giù una serie di punti (quattordici) per
qualcosa che, a leggerla così, potrebbe sembrare la proposta di riforma della
giustizia di Silvio Berlusconi. Per capire basta
prenderlo tra le mani questo documento, che è invece una mozione parlamentare:
a farla girare tra le Camere ci hanno pensato i radicali, Emma Bonino e Rita Bernardini
in testa. E lo hanno firmato da destra e da sinistra, molti del Partito
democratico, in prima fila l'ex portavoce di Prodi, Silvio Sircana, ma anche le
senatrici Franca Chiaromonte e Luciana Sbarbati e i deputati Cesare Marini e
Fabio Porta. La mozione chiede al governo un sacco di cose.
Una vera e propria riforma della giustizia, appunto. A cominciare
dall'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, la separazione delle
carriere dei magistrati, la revisione della composizione del sistema elettorale
del Csm, la modifica della legge sulla responsabilità civile dei pm, la
reintroduzione del vaglio di professionalità... "Sono tutte proposte
farina del nostro sacco che da anni cerchiamo di introdurre", difende il
documento Rita Bernardini, già segretaria del partito di Marco Pannella. E
ricorda la storia dei referendum. Dice, infatti la Bernardini: "Quello
sulla responsabilità civile dei magistrati è stato un referendum che abbiamo
vinto nell'84. Sull'obbligatorietà dell'azione penale non abbiamo mai proposto
un referendum perché avrebbe previsto la modifica della Costituzione. Ma nel
2000 ci furono i referendum: sugli incarichi extragiudiziali, sul sistema
elettorale del Csm, sulla separazione delle carriere. E fu proprio Berlusconi che ce li fece fallire invitando tutti ad andare
al mare: non raggiungemmo il quorum". Adesso invece è Francesco Cossiga,
presidente emerito e senatore a vita, a puntare il dito contro Berlusconi: "Non vuole più fare la riforma della
giustizia, lo ha promesso ai giudici, al giudice Gandus per ottenere benefici
al processo Mills". La smentita del premier arriva secca per bocca del suo
avvocato (parlamentare del Pdl) Niccolò Ghedini: "Nessuna inversione di
rotta del presidente del Consiglio, nessuno scambio coi magistrati: la riforma
è praticamente pronta e sarà realizzata entro l'anno". Alessandra Arachi.
( da "Giornale.it, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
N. 31 del 2008-08-04
pagina 6 Un numero 10 tutto genio e sregolatezza di Redazione Segni
particolari: fantasista. Evaristo Beccalossi - classe 1956, coniugato e padre di
una splendida ragazza, Nagaja - è stato il classico numero 10. Genio e
sregolatezza, ha fatto impazzire di goduria i tifosi nerazzurri per tutte le
sei stagioni, dal 1978 all'
( da "Corriere della Sera" del 04-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-04 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE La serie tv di successo Montalbano in esclusiva Rai
Gasparri insiste: uno spreco Il produttore: lo denuncio MILANO - La vicenda di
Montalbano sta diventando una soap opera. Gli episodi precedenti. Gasparri
attacca la Rai disposta a pagare 1 milione e 600 mila
euro alla società di produzione di Carlo Degli Esposti per l'"esclusiva immotivata"
su Montalbano, visto che Camilleri - a suo giudizio - non
andrebbe mai a Mediaset. Lo scrittore taglia corto: "Gasparri straparla". La
puntata in corso. Primo tempo: Gasparri rinnova "al silente
Petruccioli" la domanda sull'ipotesi della Rai di pagare
quella cifra; quasi difende Camilleri perché "forse parla di cose di cui
non lo informano completamente i produttori delle fiction tratte dai suoi
apprezzati libri"; poi risponde anche a Giuseppe Giulietti
(Articolo 21) che aveva proposto di attivare un osservatorio sulle fiction, e
gli consiglia di "avere conferma di queste notizie dallo stesso
commissario Montalbano". Secondo tempo: scontro a distanza tra Degli
Esposti e Gasparri. Il produttore di Montalbano ha chiesto al senatore del Pdl
di "rinunciare all'immunità parlamentare rispetto alle dichiarazioni fatte
sulla mia persona, la mia società e i miei film" e ha auspicato "un
sereno confronto", ricordando il successo ottenuto "grazie ai 18 film
su Montalbano e al film su Perlasca". Gasparri ha replicato di essere
pronto a "rinunciare a qualsiasi cosa ma Degli Esposti rinunci ai
soldi" e sarà "lieto" di accoglierlo in uno degli incontri
estivi. Degli Esposti aspetta l'invito: "Spero di proporgli io, a breve,
un incontro con un magistrato". "Il magistrato è quello che riceverà
da me la documentazione degli sprechi" ha chiuso Gasparri. La soap
continua. Francesca Basso Letterato Andrea Camilleri Politico Maurizio
Gasparri.
( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando
l'edizione del Expo, perché la Moratti vuole decidere da sola di Oreste Pivetta
/ Milano La vicenda dell'Expo che era nata e cresciuta sotto la stella
dell'unità nazionale sta già invecchiando con le rughe della politica, cioè dei
pasticci di potere per il potere e per i soldi. Film di quart'ordine con la
Moratti che recita sempre la stessa parte: che faccia il ministro o che faccia
il sindaco si sente sempre il commissario straordinario che non deve rendere
conto a nessuno. Per accontentarla Gianni Letta aveva messo in piedi una
piramide sbilenca, per metà Comitato di indirizzo e di programmazione (Cipem),
inzeppato di ministeri con l'aggiunta delle rappresentanze locali, per l'altra
metà un consiglio di gestione capitanato da un amministratore unico che avrebbe
dovuto rispondere solo a lei. Insomma un padrone (il Cipem) che non può alzare
un dito: tutto nella mani dell'accoppiata commissario straordinario -
amministratore unico. Tremonti, dopo averci riflettuto una notte, aveva mandato
all'aria il progetto di Letta ( progetto giudicato dai più, anche da Berlusconi un mostro giuridico) e aveva fatto piangere
un'altra volta la Moratti, che non gli è mai stata simpatica. Così che si torna
da capo, con una riunione programmata per mercoledì a Roma e non ancora
convocata e il ritardo lascia intendere che si possa rinviare tutto a settembre.
Per quale soluzione? Tutto dipende da quanti passi indietro sarà a disposta a
compiere la Moratti e in primo luogo se saprà accettare l'accantonamento di
Paolo Glisenti, l'uomo che si porta appresso dai tempi della Rai e di Murdoch,
al ministero e a Palazzo Marino (il co.co.co, come denunciò l'Unità, più ricco
d'Italia, a 180 euro l'ora). Perchè proprio Paolo Glisenti sarebbe dovuto
diventare l'amministratore unico della Soge, cioè della società di gestione
dell'Expo, che secondo il sindaco-commissario avrebbe dovuto governare tutto,
proprio tutto: dalle infrastrutture fino all'ultimo degli eventi... Paolo
Glisenti vanta una bella tradizione di famiglia (il padre Giuseppe, morto tre
anni fa, fu tra i manager democristiani più influenti dagli anni cinquanta agli
anni ottanta, tra l'altro direttore generale dell'Iri, direttore della Rai ai
tempi di Paolo Grassi, presidente di Finmeccanica, consigliere
dell'amministrazione nell'Iri di Prodi), ma non altrettanto bei risultati
quando si è messo in proprio. Si potrebbero ricordare la sua avventura alla
guida di Rcs Video, dopo Luca di Montezemolo, e il disastro della Carolco, casa
cinematografica americana, di cui la Rcs Video con Montezemolo aveva acquistato
un 3,7% poi salito fino al 12% e svalutato più volte. La partecipazione si
rivelò fallimentare e alla fine, nel 1995, fu ceduta alla 20th Century Fox di
Murdoch, evitando ulteriori danni, danni che il bilancio di Rcs valutò in quasi
44 miliardi di lire (ma Mediobanca, sui conti di Rcs Video tra il 1992 e il 1998,
con Montezemolo prima e con Glisenti poi, arrivò a sommare 350 miliardi
perdite). Naturalmente Glisenti continuò tra alti e bassi imprenditoriali e
consulenze, fino ad arrivare alla corte della Moratti, ai tempi in cui il
sindaco di Milano stava alla Rai. Amore a prima vista. Glisenti seguirà la
Moratti prima al ministero e poi a Milano. La Moratti non gli ha negato ruoli
di primo piano (ad esempio nella costituzione della utility bresciano-milanese
A2A) e non ha temuto di spendere una parola di incoraggiamento a favore di
Eliana Miglio, attrice e seconda moglie di Glisenti, per un provino presso Agostino Saccà (come da intercettazioni). Ma
nel grande affare Expo Paolo Glisenti diventa non solo "l'uomo dei pieni
poteri" sotto l'ala del sindaco, ma anche l'uomo della famiglia Moratti,
cioè dei poteri petrolieri che hanno da riaffermare una sorta di supremazia
cittadina (anche di fronte agli arabi degli emirati che paiono disposti a
investire ben più di dieci miliardi). Così nel gioco delle cordate, non
è un caso che salti fuori il nome di Bruno Ferrante, ex questore, candidato
sindaco del centrosinistra proprio contro la Moratti, in ottimi rapporti con
tante e diverse aree della maggioranza di centrodestra (vedi le belle parole di
La Russa) e assai vicino a Salvatore Ligresti, che tanto ha avuto dalla
Moratti, ma soprattutto dal suo predecessore, Gabriele Albertini, e che tanto
s'attende dall'Expo. E visto che proprio Ligresti sì è fatto colonna
dell'impresa salva Alitalia promessa da Berlusconi,
tante attese non possono andare deluse. Certo Ferrante di consensi potrebbe
ottenerne molti, anche se per capire se la sua sia una candidatura reale o se
si tratti semplicemente di un colpo per affondare quella di Glisenti bisognerà
attendere il famoso decreto della presidenza del consiglio, a questo punto più
probabile in settembre, e quindi una soluzione meno infernale di quella ideata
da Letta. La strada più semplice sarebbe quella indicata dal presidente della
provincia di Milano, Filippo Penati: un consiglio d'amministrazione
rappresentativo e un amministratore delegato, una cultura della collegialità
che sappia coinvolgere tante voci a partire da quelle degli enti locali. E cita
gli esempi positivo del Giubileo e delle Olimpiadi di Torino. L'augurio di
Penati: "Che si chiuda definitivamente questa fase di dibattito, che
definerei lunare".
( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Rai all'attacco
contro Saccà azione di risarcimento danni ROMA - La Rai è intenzionata ad
avviare un'azione legale per risarcimento danni nei confronti di Agostino Saccà, azione imperniata sulle interviste e le esternazioni dell'ex
direttore di Rai Fiction. Dopo la nomina di Fabrizio del Noce al suo posto
(provvedimento contro il quale gli avvocati di Saccà stanno per
presentare ricorso al giudice del lavoro), l'azienda di Viale Mazzini
vuole far causa e non esclude di rivolgersi anche alla Corte dei Conti per
verificare se il dirigente - accusato di "slealtà" per le
intercettazioni che coinvolgono anche Silvio Berlusconi
- abbia provocato un danno erariale. L'azienda ha infatti dato mandato ai suoi
legali di valutare un'azione civile di risarcimento danni nei confronti dell'ex
direttore di Rai Fiction. Sono allo studio anche iniziative perché la vicenda
sia esaminata dalla magistratura contabile.
( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-06 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE "Social card" e tagli, la manovra è legge Via libera
della Camera. Berlusconi: abbiamo il consenso del
Paese, in vacanza soddisfatti Primo esame della Finanziaria nel consiglio dei
ministri. Per il pubblico impiego previsti 2,9 miliardi ROMA - "Abbiamo il
consenso, possiamo andare in vacanza soddisfatti": Silvio Berlusconi era raggiante, al termine della giornata di ieri,
che ha segnato due passaggi importanti per la politica economica. La manovra
triennale da 36 miliardi è diventata legge. E ha cominciato a prendere forma la
Finanziaria. Dopo aver approvato la fiducia, la Camera ha infatti dato il via
libera definitivo al decreto legge da 36 miliardi (314 sì, 240 no, un astenuto)
che introduce fra le varie misure la Robin Hood Tax e la social card, ma che
taglia anche 15 miliardi ai ministeri, 9 agli enti locali, 3,2 alla sicurezza.
Poi in serata il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha illustrato la bozza
della Finanziaria, che però sarà approvata a settembre come chiesto dal
Quirinale. Il nuovo provvedimento, composto di tre articoli, è però ancora
senza i saldi netti, che saranno definiti con la legge di bilancio. Secondo
quanto trapelato, ci sarebbero 2,9 miliardi per i contratti del pubblico
impiego, 200 milioni in più del previsto (ricavati da risparmi vari), che
potrebbero andare alla sicurezza. Inoltre la detassazione degli straordinari
potrebbe essere estesa dal settore privato agli statali. Le polemiche però non
si placano. E non solo per la contestata norma anti-precari. "è una
manovra depressiva ", ha detto Dario Franceschini, vicesegretario del
partito di Veltroni. "è un provvedimento frettoloso e anomalo, alcune
misure sono inapplicabili ", ha aggiunto Matteo Colaninno. "Questa
manovra non ci convince perché fare tagli virtuosi significa disboscare dove ci
sono nefandezze e salvaguardare dove ci sono risorse per i nostri figli. I
tagli alla scuola, fatti così, creeranno un sacco di
problemi ", ha detto Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. Malumore e
aria di mobilitazione fra i sindacati. Soprattutto nel pubblico impiego:
"Se le risorse sono quelle definite in manovra, non sarà possibile il
rinnovo dei contratti", ha detto Rino Tarelli, della Cisl. I
ministri Renato Brunetta (Pubblica amministrazione) e Maurizio Sacconi
(Welfare) hanno invece difeso il decreto: "Con la sola semplificazione
delle norme sul lavoro le imprese risparmieranno 4 miliardi di costi della
burocrazia ". Paolo Foschi.
( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Pagina XI - Firenze
Oggi replica a San Piero in campo i panchinari Mutu, ora è ufficiale: ha
firmato Asta fra le tv per il ritorno del preliminare: e la data resta ancora
incerta LEONARDO PETRI Adesso la telenovela Mutu può davvero dirsi conclusa, ci
sono le firme di entrambe le parti sul contratto ed anche l'ufficialità:
"La Fiorentina comunica l'ufficializzazione del prolungamento del
contratto dell'attaccante rumeno Adrian Mutu fino al 2012". Intanto ieri
la Fiorentina ha vissuto da osservatrice la sentenza del Tas di Ginevra in base
alla quale le società di calcio non sono tenute a cedere i loro tesserati under
23 alle nazionali che partecipano alle Olimpiadi di Pechino. Pienamente accolti
quindi ricorsi di Werder Brema, Schalke 04 e Barcellona (Messi era partito per
la Cina subito dopo la gara di Firenze). La domanda sorta immediatamente è se
anche la Fiorentina, a questo punto, potrebbe far qualcosa per riprendersi
Montolivo. La risposta è negativa. Innanzi tutto i viola non hanno mai
presentato ricorso contro la convocazione del loro giocatore. Inoltre la
società viola ha scelto di instaurare un rapporto di collaborazione con la
Federazione e il Coni e, in quest'ottica, nessun ripensamento sulla
partecipazione di Montolivo alle Olimpiadi. Il centrocampista sarà quindi
escluso dal preliminare, sulla cui data del ritorno resta qualche dubbio.
L'incognita sono i diritti televisivi, il cui termine massimo per
l'assegnazione scade domani. Al momento sul tavolo c'è un'offerta di Conto Tv allo Slavia Praga ma nelle ultime ore Rai, Sky, Mediaset o La7 potrebbero decidere di acquistare il match dei viola e, a quel
punto, stabilirebbero la data più consona ai loro palinsesti fra il 26 o il 27
agosto. Intanto i cechi ieri hanno vinto1-0 nella seconda di campionato. E
continua a salire la febbre per la gara d'andata, sono oltre 12mila i biglietti
venduti in due giorni. Dopo il match di ieri a Viareggio oggi alle
( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Sport Matarrese:
"La Rai non può abbandonare i tifosi"
Diritti tv per la A, asta deserta ma parte la trattativa privata ROMA - L'asta
per la vendita dei diritti televisivi e radiofonici della serie A (in chiaro) e
della serie B (in chiaro e sul satellite) per le prossime due stagioni è andata
deserta. D'altra parte la base d'asta, soprattutto i 70 milioni per la A, era
abbastanza alta. I cosiddetti diritti per gli highlights, le immagini delle
partite che da quest'anno saranno in esclusiva fino alla mezzanotte della domenica.
Cosa che farà scomparire la Domenica Sportiva oppure Controcampo. Il prossimo
passaggio è intavolare trattative private con la Lega, con le società
eventualmente interessate che dovranno manifestare la propria volontà a
partecipare entro la mezzanotte di oggi. Mediaset ha già
fatto una proposta di 31 milioni, mentre per il momento la Rai latita: "Sono convinto che la Rai troverà le
risorse e vorrà partecipare e accontentare i tifosi italiani - ha affermato il
presidente della Lega Antonio Matarrese - le emittenti, e soprattutto quella
del servizio pubblico, devono aprire una trattativa con la Lega, per
tener conto dell'interesse dei tifosi che vogliono vedere il calcio su una
televisione libera. Non si può non tenere conto dei tifosi, perché poi la gente
si chiede: "Ma come, spendete soldi per certe trasmissioni e poi non
tenete conto che c'è un prodotto calcio di cui il popolo italiano ha bisogno
come una medicina, in un momento in cui le amarezze della vita sono
tante"". (a.d.m.).
( da "Unita, L'" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Stai consultando
l'edizione del GLI ASCOLTI Bassi per i telefilm d'estate Le nuove fiction? Fanno
flop s. gar. Quest'anno Rai e Mediaset hanno scelto l'estate per "provare" alcune serie,
anche particolarmente ambiziose. Ma, fin qui, si corre da un flop all'altro...
Dopo l'inattesa diserzione del pubblico per i pompatissimi Tudors (spostati dal
palinsesto per far posto a un intervento - poi annullato - di Berlusconi sulle
intercettazioni), anche Dirty sexy money, l'altra sera, non ha avuto
grande fortuna: il primo episodio è stato visto da poco più di 2milioni e
300mila telespettatori (13,26%), il secondo è crollato di oltre 500mila
spettatori (11,53%). Martedì sera anche Raidue si
giocava una novità, la nuova serie di Squadra speciale cobra 11, e anche in
questo caso l'Auditel non è stato particolarmente positivo: 14,45% della platea
tv il primo episodio, 12,24 il secondo. A giugno e luglio sono andati in onda
tutta una serie di nuovi telefilm, tra cui Brothers and sisters, The nine,
Robin Hood (tre puntate in una sola sera), Vanished, Big Shots. A questi si
sono aggiunti altri telefilm già visti negli anni scorsi (Lost, Close to home,
Numb3rs e Supernatural), che non hanno avuto migliore fortuna: Ugly Betty, che
è il nuovo caso televisivo mondiale - e proprio mentre si cerca una
"Ugly" italiana - è stato addirittura spostato in fretta e furia in
seconda serata per evitare il flop.
( da "Unita, L'" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Stai consultando
l'edizione del È ANDATA DESERTA LA PRIMA GIORNATA DI ASTA DELLA LEGA Diritti
del calcio in tv: Rai e Mediaset non ci sono Nulla di fatto per l'asta dei diritti televisivi del
calcio, indetta dalla Lega. Sono lontanissimi i tempi della guerra al rialzo tra
le tv, che svenava la Rai. Il Cda di viale Mazzini, nell'ultima riunione, ha addirittura
deciso di non partecipare con le basi d'asta proposte dalla Lega (70 milioni
solo per le cosiddette "higlights", cioé le immagini salienti
utilizzate per trasmissioni come Novantesimo minuto e La Domenica sportiva). Ma
neppure Mediaset sembra interessata, dopo che per lo
scorso triennio ha speso 61 milioni a campionato. Alle 12 di ieri erano
pervenute solo due offerte per i diritti televisivi della Coppa Italia e della
Supercoppa, ma per l'estero. Nessun operatore tv si è invece fatto avanti per i
"pacchetti" in chiaro dei campionato di calcio di serie A e B, della
Coppa Italia e della Supercoppa. Oggi nuovo round: seconda fase della
"gara" per i diritti tv con la trattativa privata con le singole
emittenti. A questa fase sembra intenzionata a partecipare sicuramente la Rai, interessata agli highlights della A, alla Coppa Italia
e ai diritti radiofonici. Anche Mediaset potrebbe
decidere di andare "a vedere". Le offerte saranno comunque, a questo
punto, ben lontane dalla base d'asta fissata dalla Lega, visto che per la tv di
Stato il consiglio di amministrazione ha dato un mandato molto preciso: si
parla di non più di 15-20 milioni di euro per le immagini necessarie per
realizzare i programmi.
( da "Giornale.it, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
N. 187 del 2008-08-07
pagina 0 Eco a Praga nel '68 non si accorse della repressione di Redazione Le
sbandate degli intellettuali: nel reportage del semiologo dalla Cecoslovacchia
invasa dai sovietici nell'agosto del 1968, non c'è traccia della repressione. Per colpire Berlusconi, invece, Asor Rosa
rivaluta Mussolini Matteo Sacchi Due giorni fa è esplosa una polemica che
covava dal
( da "Unita, L'" del 08-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Stai consultando
l'edizione del Segue dalla Prima M a anche un Paese forse pronto, secondo un
altro tipo di esperti, a far strame degli americani nel medagliere di queste
Olimpiadi entro quindici giorni... La Cina come mercato imperdibile detta
tempi, esigenze e priorità nel calendario internazionale, compreso quello
olimpico che lo influenza e ne viene influenzato: sempre di merci si tratta...
La Cina come sterminato (nei due sensi) popolo reclutabile sportivamente, su
cui fare esperimenti muscolari ed organici in una sorta di doping a tutto campo
e senza scrupoli, come a dire "siamo i migliori anche in questo". Gli
ideali olimpici, la lealtà sportiva? Ma via, vi va di scherzare? Vedete, per
fare un po' di memoria soprattutto per l'ultima generazione per la quale questa
di Pechino è un'edizione formidabile, con pochi confronti, proviamo proprio a
confrontare, a mettere a fuoco qualcosa a proposito del tema "boicottaggio".
Quello sportivo per antonomasia è avvenuto nel 1980, Giochi di Mosca, assegnati
come di rito assai prima. Solo che non era stata prevista l'invasione
dell'Afghanistan, nel 1979, e così a Mosca non andarono négli Usa né la
Germania (Federale, ovviamente) né la Cina, tanto per dire. Fu una clamorosa
dimostrazione politica nel nome del leggendario capitano ottocentesco Charles
Boycott, curiosamente solo due anni dopo i Mondiali di calcio d'Argentina
giocati in serenità sotto gli occhi di Videla e tra i morti, e quattro anni
dopo la finale di Coppa Davis benedetta da Pinochet: ma si sa, politica e sport
debbono restare divisi... Nel caso di Pechino, cui proprio a Mosca nel 2001 dal
furbo e plutocratico Comitato Olimpico Internazionale sono stati attribuiti
questi Giochi allo smog, al terrorismo e ai diritti umani e civili vacanti,
della sdrucciolissima "questione cinese" si sapeva già tutto da
allora. E da allora il business ha trionfato. E da allora c'è stato e si è
evidenziato sempre più quel problemuccio del Tibet, e del Dalhai Lama in giro
per il mondo ricevuto per esempio in Italia solo "privatamente" (né
da destra né da sinistra...). Ebbene, se uno avesse visto tv, ascoltato radio e
letto i giornali italiani in questa settimana, avrebbe pensato a un risveglio
dal letargo politico-diplomatico cialtronesco e assai tardivo di una parte
della casta nostrana, a colpi di Gasparri e Meloni, nel sonno circostante:
l'ammonimento che arrivava dal pulpito era che dovevano essere gli atleti a
dare dei segnali di consapevolezza umana e civile, mentre gli altri, i
dirigenti politici e politici sportivi, indigeni ed estrogeni, se ne fregano e
se ne sono fregati. Grottesco, eppure utile, detto con disperazione ma senza
ironia: almeno sia pure con toni e bersagli sbagliati, si è parlato del
problema Cina, e l'effetto che in giro in Italia e fuori si sia capito che non
è una Olimpiade "normale", forse è stato raggiunto. Del resto, se le
notizie arrivano da noi e dappertutto via tv, perché "scomodare" la sensibilità degli atleti quando basterebbe che fosse la tv (Rai, Mediaset, La7, le locali) a incrociare due strisce nere sul teleschermo
per ricordare che cosa avviene e perché sono a rischio i Giochi di Pechino? Per
carità, questo non vuol dire che gli atleti non possano (debbano è un'altra
faccenda, assai scivolosa...) avere sortite personali democratiche e
protestatarie. Ma non ci si dimentichi mai che mentre la politica mette in
campo parole, gli atleti mettono in campo se stessi, la propria vita del
momento, del passato e spesso del futuro,e parole e vita non sono grandezze
commensurabili. Insomma Tommy Smith l'ha fatto. Basta. Nel frattempo
l'adolescente Gasparri faceva altro, I presume, mentre la Meloni non era nata.
Il punto è naturalmente che la politica è vuota, e non può darsi carne e sangue
con il corpo e l'anima degli atleti. In realtà nessuna presa di posizione seria
avverso il totalitarismo economico della Cina è stata assunta né dall'Italia né
dall'Europa, mostrando o debolezza o - peggio - asservimento dell'una e
dell'altra alle priorità economiche. Adesso in extremis si ciancia, abbaiando
in poltrona da posizioni di tranquillo potere alla luna e magari alla recente
eclissi di sole che in Cina porta jella: meglio gareggiare da oggi, continuando
a parlare della "questione cinese" anche durante e dopo le gare.
Oppure molto meglio sarebbe stato nel 2001 opporsi a una candidatura interna
alle esigenze del business sportivo (prossimi Giochi a Londra, 2012, alè) che è
solo una faccia di un business più generale, quello del fondamentalismo
economico di un pianeta che ogni quattro anni recita una parte con gli
attori/atleti immersi nel denaro con uno spirito ormai esattamente opposto a
quello di quando ricominciarono le Olimpiadi moderne con De Coubertin. In Grecia
antica, in termini di democrazia etimologica, di fronte alla Cina di oggi
avrebbero già tirato giù il sipario. www.olivierobeha.it.
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Pagina XV - Bari
(SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Q uello famoso per i girotondi: ho sentito dire dal
professore di Filosofia. Dopo tante pagine, ho letto quando l'uomo, per salvare
la donna, nel mare, la stringe e ha la menna da fuori, ma poi ho visto che non
c'era più niente?allora ho smesso di leggere. Il nonno, dalle otto, ha
cominciato a togliere il mestiere allo zio: s'è messo a fare lui il cicerone,
perché tutta la zona di Barletta, Canosa, Cerignola, era una zona dove andava
spesso con la nonna, perché in ognuna di queste cittadine la nonna e il nonno
avevano gli amici. Meno male che guida lo zio e che stiamo con la sua macchina,
anche perché i cd che ha lo zio, sono diversi da quelli di papà. E' un fissato
lo zio di Fabrizio De André e di uno che canta con una voce da far paura, che
si chiama Giovanni Lindo Ferretti, ma è sempre meglio di Fausto Papetti,
Mariano Apicella, Laura Pausini e Tiziano Ferro, tutti cantanti che sentono
mamma e babbo. Anche a Marina le piace Tiziano Ferro, secondo me perché fa le
canzoni per i ragazzini sfigati. Allora vuol dire che anche mamma e papà si
sentono un poco sfigati, nonostante hanno tutto nella vita. Dopo un'ora e
mezza, siamo arrivati in una città bellissima. Il mare, il castello, Eraclio,
la cattedrale, la basilica del Santo Sepolcro. L'abbiamo visitata tutta
Barletta, che è una città che fa sempre lite con Andria, per chi deve essere
più potente, mi ha detto lo zio. Madonna, nella cattedrale di San Sabino, che
addirittura lo zio ha letto essere più antica della cattedrale di Bari, mamma
ha ricominciato con il benedetto latino. Io, per non essere interrogato in
macchina e per distrarre lei e lo zio dal latino, ho chiesto come mai
sull'altare maggiore c'è il ciborio, che è una specie di ombrello con le
colonne di marmo, uguale a quello della Basilica di San Nicola di Bari. Bravo -
mi ha detto lo zio, ma guardando anche papà e mamma - avete visto che vostro
figlio, già a quest'età è capace di fare dei giusti confronti? Sì, pure io l'ho
pensato, ha detto il nonno. è bello quando qualcuno ti dice che vali, che sei
capace, perché è importante l'auto-stima (mi ha detto il professore di
Filosofia che si dice così). Ci siamo rimessi in viaggio. è bastato un grande manifesto
in strada, con la scritta "Italia, rialzati!" e la faccia del
presidente del consiglio, che il nonno ha cominciato a bestemmiare i morti, gli
stramorti, uno dietro l'altro, come un rosario. Ha attaccato papà, cominciando
a parlare di mortadella e finendo con il presidente gay. Mamma, subito s'è
messa a parlare della riforma Moratti, poi dei debiti formativi di Fioroni, poi
anche della Gelmini. Io ho chiesto allo zio Puoi alzare il volume? Povera
patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos'è il
pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno e tutto gli
appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è
devastato dal dolore... ma non vi danno un po' di dispiacere quei corpi in terra
senza più calore? Non cambierà, non cambierà, no cambierà, forse cambierà. In
macchina, all'improvviso, è calato il silenzio. Zio, e chi è questo cantante
che canta queste cose proprio mo che c'azzecca? Ha un poco la voce di un prete,
ma mi piace. è Franco Battiato e non è comunista, come pensa tuo padre e tutti
quelli che considerano la verità come delle fissazioni di quelli della
sinistra. Siamo andati alla casa di un amico del nonno a Foggia. Una persona
che ha messo su un'associazione che riunisce tutte le famiglie vittime delle
stragi, anche quella dell'11 settembre a New York. Forte quest'uomo! S'è messo
a parlare di Memoria condivisa. Non ho capito bene, però ha parlato di tutti i
morti e i vivi vittime delle stragi, che il nostro paese scorda e che qualche
volta lascia morire anche di povertà. Mi ha colpito Mario. Lungo
la strada un sacco di neri, ma anche un poco chiari, non poche donne, che
raccoglievano i pomodori. è successo un casino solo perché il nonno, a
proposito degli extracomunitari, ha detto che il presidente della regione
Puglia ha creato degli alloggi che servono per loro, quando vengono a fare i
lavori che noi non vogliamo fare. è partito babbo: è gente che toglie il
lavoro anche a tuo nipote. Ha detto così al nonno. Si, come figlio d'ingegnere
- ha detto lo zio - dopo il diploma, ricordati di mandare tuo figlio da noi
perché venga a raccogliere i pomodori: voglio proprio vedere! Mamma taceva.
Loro hanno continuato ad urlare e sentivo tanti nomi di personaggi
Fitto-Vendola-Emiliano-Di Cagno Abbrescia-Prodi-Berlusconi-Zapatero-Maroni,
fino a quando ho pigiato il play: Ma poi non scende dalla macchina, é come un
ateo praticante. Seduto in chiesa alla domenica, si mette apposta un po' in disparte,
per dissentire dalla predica. Ho chiesto ad alta voce: volete sentire lo
scrutatore non votante? Nessuno mi ha risposto. Allora io ho continuato a
sentirmi il cd di Samuele Bersani. Poi veniva la quinta traccia Sicuro
Precariato. Con queste promesse tristi, anche da parte delle canzoni, come i
discorsi che gli altri facevano in auto, siamo arrivati in piazza Cavour, dove
c'era la casa di un cugino della nonna. Nel salone aveva un sacco di madri di
Gesù. Un tipo fissato. Questa è la patrona di Foggia, la Madonna dei sette
veli, poi c'è l'Incoronata, questa è l'Immacolata. Scusa, posso fare una
domanda? Ma quante madonne esistono? Due - ha risposto lo zio - la madre di
Gesù e la cantante, che fra un po' devo andare a sentire in concerto a Roma. "?abbiamo
visitato un sacco di chiese a Foggia: quella delle Croci, la Cattedrale, e la
Villa comunale con il pronao neoclassico, non ho capito cos'è, ma lo zio ha
detto che si chiama così. Caro diario, questi sono gli ultimi miei giorni di
libertà e vacanza in Puglia. Faremo un salto a Taranto nei prossimi giorni.
Tristezza tanta. Babbo ha cominciato già a cambiare umore e faccia. Mamma
chiama in continuazione le colleghe di lavoro. Forse, lei non vede l'ora di
cominciare la scuola. Ma, per fortuna, siamo diversi". (fine).
( da "Unita, L'" del 09-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Stai consultando
l'edizione del di Silvia Garambois / Roma NOVE MILIONI di euro all'anno, per
tre anni. È questa la cifra della discordia, che vola a 35milioni quando parte
la diretta tv. Una lunga sfilza di "zeri" sotto i quali rischia di
finire, miserevolmente, il Festival di Sanremo: le polemiche sulla conduzione
affidata a Paolo Bonolis, ormai, sembrano preistoria. Ieri, infatti, il comune
di Sanremo ha detto l'ultimo no all'accordo con la Rai,
rifiutandone la proposta, e i tempi per allestire e organizzare la rassegna
canora (con quel che costa) sono scaduti. Così almeno era scritto
nell'ultimatum del direttore generale di viale Mazzini, Claudio Cappon. Il
prossimo Consiglio d'amministrazione, il 10 settembre, è quello al quale devono
arrivare le carte per il varo del programma, con tutti i contratti pronti alla
firma. Stavolta il tira-e-molla con Comune sembra finire male: nella storia del
festival ci sono già state edizioni organizzate all'ultimo minuto, ma mai così
in ritardo... Sarà una primavera senza il Festival della canzone, per la prima
volta dopo 58 anni? A dire il vero, abbiamo già passato quest'estate senza
Festivalbar (che pure era annunciato e previsto sulle reti Mediaset),
e non se ne è accorto nessuno. Certo, Sanremo è altra cosa, "Sanremo è
sempre Sanremo": ma stavolta sono in tanti a considerare esaurita la sua
stagione. A partire da Enzo Mazza, presidente della Fimi, la Federazione
dell'industria musicale, che da tempo ha profetizzato la scomparsa dell'evento
entro cinque anni, travolto dal declino della tv generalista: "Anche la Rai si sta rendendo conto che il festival è un evento molto costoso
- ha dichiarato mesi fa - e che non si può dare alla città di Sanremo questa
quantità di denaro per un evento che ha il destino segnato". E Mediaset, che negli anni di gloria del Festival aveva contribuito a far
alzare il prezzo, mettendosi in concorrenza per acquisire l'accordo col
Comune, ormai si tiene alla larga da una manifestazione che considera datata,
inadatta alla sua programmazione. Ma qual è il nodo del contendere? Da un lato
la Rai, non vuole più un accordo per cinque anni, ma
per tre; non vuole più neppure il "Dopofestival" (che neppure, si
dice, a Bonolis piacerebbe...), né tutto il corollario di trasmissioni
rilanciate da Sanremo che di solito facevano parte dell'accordo con la Città
dei Fiori. Dall'altra il Comune. Il sindaco Claudio Borea insiste molto sul
fatto che "il marchio del Festival deve rimanere di proprietà del Comune
di Sanremo", come se fosse il tema del contendere, mentre sulla parte
economica sostiene: "Non abbiamo chiesto aumenti, ma soltanto la conferma
delle condizioni contrattuali della vecchia convenzione appena scaduta, quindi
circa 9 milioni di euro all'anno, per i prossimi tre anni". In realtà
dalla Rai fanno notare che a quella cifra va aggiunta
l'indicizzazione, una parte dei proventi degli sponsor, e le mega-spese di
organizzazione. Insomma, il gioco forse incomincia a non valere più la candela.
Anche perché del complicatissimo accordo fanno parte una serie di varie ed
eventuali piuttosto onerose: gli spot per Sanremo (la città, non il Festival)
disseminati nella programmazione, le temperature meteo nei principali tg, e via
elencando. Altro che "marchio", che per altro la Rai
non ha mai utilizzato per il marketing! Da segnalare che, alla notizia della
rottura tra Rai e Sanremo, si è immediatamente fatto
avanti il Comune di Viareggio per ospitare il Festival: per non perdere tempo,
addirittura con un telegramma.
( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
N. 189 del
2008-08-09 pagina 8 Quando l'uomo non fa notizia di Redazione Quando si dice la
par condicio. Non erano solo al femminile le segnalazioni
fatte dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad
Agostino Saccà per un lavoro alla Rai. A dirlo è lo stesso Saccà, intervenuto al "Cortina Incontra 2008". "Berlusconi mi ha chiamato per raccomandare anche 5 o 6 uomini, non solo
donne. Però queste intercettazioni non sono uscite". Fatto che non
stupisce, visto che evidenziare l'interessamento del premier per la carriera di
una donna dà certamente più adito a illazioni pruriginose. A rassicurare sulle
buone intenzioni del Cavaliere è lo stesso Saccà:
"Quelli di Berlusconi non erano segnalati
speciali, tant'è che poi nessuno ha lavorato. Berlusconi
chiedeva sempre "se possibile"". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-09 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE L'ex capo di Rai Fiction "Ho
inventato Panariello e rilanciato Fiorello" Saccà-show:
le raccomandazioni? Il premier le chiese anche per uomini DAL NOSTRO INVIATO
CORTINA D'AMPEZZO - La sintesi fulminante è di Fred, il vignettista di
CortinaIncontra: Agostino Saccà, prima e dopo, nelle
nuvolette di parole appiccicate alla sua caricatura. "Ho fatto le fiction
su padre Pio", "Sono padre Pio". Il santo con le stigmate. Così
si è raccontato il dirigente Rai, un tempo potente e
poi caduto nella polvere, al folto pubblico di villeggianti che, al Palalexus,
segue i dibattiti organizzati da Jole ed Enrico Cisnetto. Quello di ieri
pomeriggio, in verità, non è stato un contraddittorio ma un lungo e
appassionato monologo. Autodifesa gagliarda, puntigliosa, che ha toccato le
tappe salienti della vicenda umana e giudiziaria di Saccà,
oggi direttore commerciale della tv pubblica. Salvato dal licenziamento, dopo
una vita passata a viale Mazzini, dalla gavetta fino agli incarichi più
prestigiosi. Ma ormai l'ex direttore di Rai Fiction
per il pubblico resta colui che, intercettato, parlava con Berlusconi
(allora capo dell'opposizione) di attrici da collocare ("Silvio
interloquiva con tratto gentile e comunque non ne ho assunta una",
precisa) in cambio di favori. Lui non ci sta. E, protestando l'illegalità dello
spionaggio telefonico, rivela che il cavaliere, oltre alle signorine,
raccomandava anche uomini. Cinque o sei. Ma - sottolinea - di ciò non si è
scritto. Nota: "Bando alle ipocrisie, tutti chiamano e raccomandano, a
destra e a sinistra ". Corregge, inoltre, la vulgata sul caso Biagi
("a qualcuno conveniva che fosse il censurato di Berlusconi")
rispedendo al mittente (Claudio Petruccioli, "querelato") l'accusa di
essere stato lui l'esecutore dell'editto bulgaro nei confronti del giornalista.
Rivendicando il ruolo di talent scout, ricorda, tra l'altro, di aver lanciato Panariello e rilanciato Fiorello dopo che uscì
da Mediaset, con le ossa rotte. Si vanta di aver fatto l'interesse
dell'azienda pubblica, tagliando i costi e stroncando la pratica degli appalti.
E il progetto di costituzione di una società di produzione di fiction extra Rai, con la promessa di un aiutino da parte di Berlusconi? Saccà si spazientisce:
"Figurarsi, avevo l'appoggio del banchiere Corrado Passera e
dell'imprenditore Luca di Montezemolo, che credevano in me". E aggiunge:
"Altri dirigenti del servizio pubblico lasciarono l'azienda per mettersi
in proprio. Senza creare, com'è giusto che sia, scandalo. Due pesi e due
misure?". Saccà è convinto di essere diventato un
personaggio molto scomodo e, senza dirlo apertamente, lancia un messaggio: i
miei nemici sono dentro la Rai. Non solo a sinistra.
Marisa Fumagalli Direttore commerciale Agostino Saccà.
( da "Stampa, La" del 10-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
PIOGGIA DI QUATTRINI
DALLA PUBBLICITÀ Il "tesoretto" targato Sanremo
rende alla Rai ben 62 milioni E' vero che nella trattativa con la Rai per il rinnovo della convenzione Festival, dopo il dichiarato
disinteresse di Mediaset, il Comune ha perso un po' del suo potere contrattuale ma è
altresì una realtà consolidata che a Viale Mazzini l'evento rende una somma
irrinunciabile in termini di pubblicità. E quindi le minacce del
direttore generale Cappon - "Sanremo rischia di saltare" - non sono
altro che ulteriori pressioni per indurre il sindaco Borea a ridimensionare le
richieste e ad accettare le proposte che arrivano da Roma. Alla vigilia di
Sanremo 2008 il direttore Del Noce aveva ammesso che il Festival rende 40
milioni di euro. Ma un'inchiesta de La Stampa, che era andata a spulciare nei
listini della Sipra, la concessionaria di pubblicità della Rai,
aveva dimostrato che il Festivalone, sia pure con ascolti ridotti rispetto al
passato, di milioni ne vale 62. E per chi avesse difficoltà nel tradurre la
somma in vecchie lire, ricordiamo che si tratta di poco meno di 124 miliardi.
Sessantadue milioni di euro in cinque sere che derivano dai blocchi di
telepromozioni da due minuti venduti a 1 milione. Poi ci sono le
"vetrine" da 4 secondi, in apertura e chiusura della trasmissione,
del genere "Il Festival è offerto da..." che fruttano 210 mila euro.
E gli spot al Dopofestival, solitamente venduti a 12 mila euro che, se sullo
schermo c'è Baudo con la casacca del Festival, svettano fra i 75 e i 160 mila euro.
E ancora il Festival su Rai International dove, con
pochissima fantasia, i pubblicitari hanno semplicemente tolto uno zero:
centomila invece di un milione. Ultima voce: Radiorai con spot da 30 secondi
venduti a 3 mila euro. Robetta, si potrebbe dire, ma fanno cumulo. Alla fine il
"tesoretto" Rai sale a 62 milioni. Non sono
spiccioli. Calcolando la quota che la Rai versa al
Comune per assicurarsi l'esclusiva della manifestazione (9 milioni la richiesta
del Comune), le spese per scenografia, per pagare l'esercito di dipendenti
trasferiti a Sanremo e per il noleggio dell'Ariston, nel forziere di Viale
Mazzini restano tanti milioni. Troppi per rinunciare al Festival.\.
( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai
consultando l'edizione del L'amico Saccà e le ragazze
di Silvio Tutto bloccato a viale Mazzini. Il Cda Rai non è riuscito a
"licenziare" Agostino Saccà. il direttore
di Raifiction che dal suo posto di dirigente stava costruendo una società che
avrebbe fatto concorrenza all'azienda e "sistemava" attrici per conto
di Berlusconi. Il 1° agosto 2008 è stato
trasferito al settore commerciale della Rai, Rai Fiction è stata affidata al
direttore di RaiUno Del Noce. Quanto alla Vigilanza, la commissione
parlamentare non è riuscita a insediare il suo presidente. Il Pdl fa da tempo
mancare il numero legale per bloccare il candidato del centrosinistra, Leoluca
Orlando. Rai.
( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Stai consultando l'edizione
del Affari, processi e bugie I primi tre mesi di Silvio IV di Natalia Lombardo
Con la ramazza alzata come Mary Poppins in una piazza di Napoli per farsi
immolare dalle telecamere nel monumento al Presidente Spazzino, versione in
bretelle blu del mussoliniano torso nudo, Silvio Berlusconi
ha spazzato via la "monnezza" ma anche 5.000 esuberi Alitalia. Allo
scadere dei primi cento giorni di governo, il presidente del Consiglio ha vinto
la prima battaglia della guerra ai rifiuti, ma lascia sull'orlo della voragine
fallimentare la compagnia di bandiera. Una partita più rischiosa di una mano
giocata a poker da un incallito bluffatore. È stato il cavallo di battaglia
della campagna elettorale: far saltare la trattativa con Air France in nome
della "cordata italiana", poi sciolta come una medusa al sole.
Surclassata la filosofia liberista dalla coazione statalista a rifondere aiuti
pubblici. In questi tre mesi solo una sequenza di annunci incartati nello
slogan semplice semplice coniato dal Gran Comunicatore: "Io amo l'Italia,
io volo Alitalia". Bello e impossibile, giacché ora il premier ammette che
nella trattativa rientrerà una compagnia straniera. La prossima mossa a
settembre; sugli esuberi Silvio fa lo Smemorato di Cologno e bluffa ancora:
"Con Air France erano 7000, ora saranno molti di meno". Lo corregge
Bersani dal Pd, mostrandogli la bilancia impazzita: "Con Air France erano
solo 2150". Coerente con la sua testa mediatica, Berlusconi
ha voluto esordire con un Consiglio dei ministri evento andato in scena a
Napoli il 31 maggio nella pomposa cornice di Palazzo Reale, location borbonica
inadeguata e troppo scomoda per trasformarsi in una dependance di Palazzo
Chigi. In Piazza Plebiscito il premier disegnò i primi tratti di governo funzionali
a modellare il consenso: la carota (togliere l'Ici sulla prima casa)e il
bastone sulle discariche equiparate a zone militari, il pugno di ferro
sull'immigrazione e le concessioni xenofobe alla Lega. Con l'amico Umberto
Bossi il rapporto è sempre privilegiato, come lo fu nel quinquennio 2001-2006. Berlusconi al Senatur perdona il fucile e il dito medio
sempre branditi, confidando nell'alleato "leale" se pure è il
Gianburrasca di governo. L'altro puntello delle certezze è il superministro
dell'Economia, della cui autonomia diffidano già gli alleati. Silvio invece ha
dato di nuovo carta bianca a Giulio Tremonti oer la "rivoluzione"
culturale: una Finanziaria blindata da qui a tre anni, zeppa di tagli alla
spesa pubblica che faranno versare parecchie "lacrime" agli italiani
ormai in vuoto pneumatico di soldi e speranze, passioni e cultura. Nella gara
fra ministri si vuole far notare Maurizio Sacconi, ex socialista che demolisce
i tasselli dei diritti sindacali conquistati in anni di lotte dei lavoratori e
istituzionalizza come norma l'eccezione del lavoro a tempo determinato. Ma Berlusconi si vende lo smantellamento dei diritti come
"azioni di sinistra", efficacemente rese da quella Robin Tax,
travestita da penalizzazione dei "poteri forti". Ma alla terza visita
di Silvio IV nella città partenopea, ecco che il politico si confonde nel
personale: mentre il presidente del Consiglio è in Prefettura in veste
istituzionale, è quel "refuso" nel fax spedito da Palazzo Chigi per
annunciare il "decreto" sulle intercettazioni a rivelare le vere
intenzioni del cavaliere sulla giustizia. Il "refuso" subito corretto
("decreto" anziché "disegno di legge") proietta su un
maxischermo ideale l'assurdità di una rabbiosa campagna contro i giudici,
intrapresa da Berlusconi senza curarsi di quel
conflitto d'interessi gigantesco che, come un panzer, incrina il rapporto con
il Colle. Il capo impone agli alleati la Priorità indicata dall'Azzeccagarbugli
Ghedini, ministro ombra del giovane Guardasigilli Alfano. Il cui nome è diventato
un Lodo per congelare ogni processo. Passaggio obbligato imposto dal
premier-padrone, male minore rispetto a quel trabocchetto feudale ad personam
infilato a tradimento che avrebbe bloccato 100mila processi per evitare una
condanna. In realtà, a parte quella che chiama lui stesso la "fissa"
dei rifiuti a Napoli (tanto da aver fatto l'ennesima gaffe immaginando come in
una vignetta di Mordillo di riempirci il Quirinale), Silvio IV si è occupato
prevalentemente dei suoi Affari & Processi, Veline & Veroniche. Tanto
da mettere nei guai le sue ministre, le opportunità svelate di Mara Carfagna e
la "quanto sei bella" Gelmini che corre ai ripari con il grembiulino
della castità. Una prova lampante si può leggere in quel foglio di agenda
mostrato senza pudore alla ministra Meloni e colto da velocissimi fotografi: gli appuntamenti privati aggiunti a penna da Berlusconi (Previti, le attrici raccomandate a Saccà, fino alla
misteriosa "20,30 Selvaggia") cancellavano gli impegni istituzionali
fissati dallo staff di Palazzo Chigi. Silvio gioca (mica tanto, manovra sempre
la gestione della Rai) e affida ai ministri in prima linea il compito di un
attivismo sfrenato per raggiungere l'esaltate verdetto dal suo oracolo
statistico: il 62,8 per cento di popolarità, per sé, e di riflesso per il
governo. La campagna capeggiata dalla Lega sulla sicurezza (gonfiata come
emergenza virtuale in campagna elettorale tanto da far scappare i turisti dalle
città, come sta verificando Alemanno a Roma) col ministro dell'Interno Maroni,
che cerca di sintetizzare il razzismo delle impronte prese ai bambini rom con
assistenzialismo caritatevole. La tolleranza zero sugli immigrati azzera anche
le pensioni sociali rischiando che a tanti vecchietti venisse un
"coccolone" estivo. Altro errore di zelo, recuperato per un pelo.
Maroni poi ha dotato i sindaci di super poteri da super sceriffi, anche se si è
sempre dovuto misurare in un braccio di ferro con Ignazio La Russa, ministro
della Difesa e "reggente" di An, altalenante nel proteggere le sue
truppe dall'uso domestico (tipo spazzare la munnezza a Napoli) e la
dimostrazione di forza messa in scena con i soldati nelle città. Con il
risultato di creare uno Stato poliziesco, autoritario se non fascista, con una
pesante azione revisionista e censoria sulla cultura e sullo spettacolo. Uno
Stato Controllore & Bacchettone che annoia e contraddice persino lo spirito
libertino e giocherellone del cavaliere di Arcore. Attivissimo anche Renato
Brunetta, più Savonarola moralizzatore dei Fannulloni che Davide contro
l'assenteista Golia. In pieno agosto viene esaltata l'efficacia dell'effetto
deterrente (farcito di strafalcioni pericolosi, come le punizioni per le
assenze motivate dei donatori di sangue). Il Fannullone, ora, ha paura. Di
veder circolare Brunetta e le sue circolari che parcellizzano anche i permessi
pagati, in modo incalcolabile. L'autunno, per Silvio, "non sarà
caldo" e l'opposizione manifesterà "contro la grandine". È
durato sei mesi da novembre ad aprile, si è consumato nello spazio dal
"predellino" di San Babila a Palazzo Chigi, l'altro bluff di Silvio:
quello del "dialogo" con Walter Veltroni, del confronto adulto fra i
due grandi partiti, il Pd e la sua ultima invenzione, il Pdl. Populista anche
nel nome (scelto da finte primarie nei gazebo), un regno più che un partito,
nel quale il cavaliere è riuscito ad annichilire Alleanza Nazionale e a
liberarsi della destra storaciana (salvo recuperi, già avvenuti con Daniela
Santanchè). E ci ha messo un attimo, Berlusconi, a
buttare a mare la retorica del confronto, con lo stesso disprezzo col quale,
all'apertura della campagna elettorale a Milano, strappò il programma del Pd
sul palco. Sul collo di Veltroni Re Silvio ha piazzato la pietra del Di Pietro
"giustizialista" per affondarlo. Operazione da due soldi, per un
miliardario, nella pretesa che l'opposizione "più riformatrice", come
dice lui, accettasse con un sorriso le sue leggi ad personam. Questa volta
varate a tempo di record nei primi cento giorni. Ed è solo l'inizio.
( da "Repubblica, La" del 18-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Cronaca "Non
fidatevi dei medici eroi della tv" i camici bianchi accusano le fiction
"Troppo spazio alle emergenze. I più credibili quelli di famiglia"
Cozza (Cgil): "C'è il rischio di alimentare false aspettative nei
cittadini" MARIO REGGIO ROMA - Ambulanze a sirene spiegate, pazienti in fin
di vita, sale operatorie in frenetica attività, parenti in lacrime e medici
eroi. La saga sugli ospedali, pronti soccorsi, vite appese ad un filo riprende
sul piccolo schermo. Finite le Olimpiadi e prima della
ripresa del campionato di calcio, Rai e Mediaset sono pronte a lanciare le nuove fiction che tanto piacciono al
grande pubblico. Da "Terapia d'urgenza" a "Medicina
generale", da "Crimini bianchi" ai tormentoni americani come
"E.R. Medici in prima linea" e al "Seattle Grace Hospital"
della serie "Grey's anatomy". Un'offensiva mediatica che ha
provocato non poche reazioni. Luigi Frati, preside di medicina alla Sapienza:
"In nome dell'audience non si può ridurre la sanità alla stregua di un
serial killer". E Massimo Cozza, segretario della Cgil Medici e direttore
del servizio psichiatrico del Sant'Eugenio di Roma: "C'è il rischio di
alimentare un'idea di onnipotenza del medico ospedaliero e quindi false
aspettative nei cittadini". Mario Falconi, presidente dell'Ordine dei
medici di Roma ed ex segretario della Federazione dei medici di famiglia:
"Un grande pronto soccorso romano, per esempio, è un caos, c'è una
pressione spaventosa - commenta - ma oggi sembra l'unica soluzione, si trovano
infatti i farmaci che altrimenti si dovrebbero pagare e si fanno subito gli
esami. Ma in un Paese che invecchia come il nostro bisognerebbe investire
sull'assistenza domiciliare. Comunque la figura più credibile resta sempre il
medico di famiglia". Perché le reti tv producono serial che ambientano le
loro storie negli ospedali e non negli ambulatori del medico di famiglia?
"La scelta non è casuale - è la risposta di Rai
Fiction - perché l'argomento è più avvincente", niente a che vedere con un
anonimo ambulatorio dove un gruppo di anziani in attesa della ricetta o di una
visita chiacchiera e parla dei propri guai e di malattie. Molto meglio scene
movimentate con persone in fin di vita che lottano con la morte mentre
l'ambulanza a sirene spiegate punta verso l'ospedale. E poi tutto quello che
succede nel pronto soccorso: l'ansia dei medici e degli infermieri, la scelte
da prendere in pochi secondi, sfidando il destino. è una scelta giusta?
"In nome dell'audience non si può ridurre la sanità alla stregua di un
serial killer. Se lo fanno le reti commerciali nulla da dire - afferma il
professor Luigi Frati, preside della facoltà di Medicina della Sapienza e
prorettore dell'università romana - ma non accetto che le reti pubbliche si
adeguino a questa falsa visione della sanità che disegna medici eroi o
assassini. A nessuno viene in mente di fare una trasmissione sul disastro alla
metro di Roma di un anno fa, quando 40 persone gravemente ferite vennero
ricoverate al San Giovanni e 30 al Policlinico. Un'emergenza che ha mobilitato
tutto il personale dei due ospedali con ottimi risultati. Non si deve
dimenticare che il medico, nei casi d'emergenza - conclude - deve prendere una
decisione entro 30 secondi e non sempre può salvare la vita del paziente".
Eppure le fiction sulle emergenze sanitarie fanno molta audience e le reti tv
si adeguano. Ma con quali risultati? Dice ancora Massimo Cozza. "I luoghi
rappresentati in queste fiction non corrispondono alla realtà delle strutture
ospedaliere, che nella maggioranza dei casi dovrebbero essere ammodernate. La
spettacolarizzazione in nome dell'audience - conclude - esaspera la
realtà".
( da "Stampa, La" del 19-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Il sistema Su ogni
frequenza viaggiano più segnali Il digitale terrestre è
balzato agli onori della cronaca perché è il mezzo sul quale Rai, Mediaset e La7 (ma non soltanto) hanno puntato per entrare sugli schermi
delle case degli italiani. E' digitale perché consente, al contrario del
"classico" sistema analogico, di far viaggiare più di un segnale per
ogni frequenza. Fatto che permette di trasmettere molti più canali rispetto al
passato, con opzioni come quelle di ascoltare i film doppiati oppure in
lingua orginale. Il termine terrestre è legato al fatto che il segnale non
viaggia via satellite. Per riceverlo non ci vogliono parabole, basta la normale
antenna che faceva da "ponte" al segnale analogico. Per tradurre le
immagini digitali per gli schermi dei televisori, che parlano la lingua
analogica, è necessario un apparecchio elettronico che si chiama decoder. In
Valle d'Aosta e Sardegna, regioni pilota per la sperimentazione del digitale
terrestre, erano stati dati dei contributi statali e regionali per l'acquisto
del decoder. L'operazione era stata fatta in previsione della prima migrazione
del segnale, che ha interessaro Raidue e Rete4. I
televisori dell'ultima generazione hanno già incorporato il sistema elettronico
che permette di ricevere il segnale digitale. \.
( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Il leader
dell'Italia dei Valori definisce inutile la raccolta di firme contro il governo
e prepara la campagna contro il lodo Alfano Referendum, Di Pietro attacca i
democratici "Siete nel torpore". La replica: "Arrogante"
"Io candidato in Abruzzo? Sto aspettando un segnale da Veltroni"
LUCIANO NIGRO ROMA - "Un milione di firme inutili quelle del Pd contro Berlusconi". Parola di Antonio di Pietro che lancia la
campagna d'autunno per abrogare con un referendum il lodo Alfano, ma
soprattutto parte all'attacco di Walter Veltroni al quale contesta ritardi
anche in Abruzzo che il leader dell'Italia dei valori, che non esclude di
candidarsi a governatore, definisce "un banco di prova per il Pd". Un
guanto di sfida, firma contro firma, che il segretario del Partito democratico
non raccoglie, anche se uno degli uomini a lui più vicini, il senatore Giorgio
Tonini, ribatte per le rime: "Insopportabile il tono arrogante e saccente
di Di Pietro verso gli alleati". Passate le vacanze d'estate, insomma, i
due partiti sono già ai ferri corti, ancora più conflittuali che nei giorni
della manifestazione con Grillo e Sabina Guzzanti a Piazza Navona. "Io
sono amareggiato con il Pd e con il suo leader ? dice senza mezze misure Di
Pietro da Montenero di Bisaccia, interrompendo la riparazione del cingolo di un
trattore ? ma non si può stare nel torpore, mentre avremmo la possibilità di
mandare a casa Berlusconi per una legge immorale. Non
capisco come Veltroni possa vantarsi del milione di firme quando con la metà
potremmo mettere il governo in discussione sul piano morale, del conflitto
d'interesse, dell'anomalia di un signore che si fa le leggi per non farsi
processare". Non per questo l'ex magistrato si fermerà. "Sia chiaro ?
dice - io non ho bisogno di aiuti. Ce la faccio da solo. Il 12 settembre alla
festa dell'Idv di Vasto lancerò il referendum. Abbiamo già diviso l'Italia in
120 sezioni assegnando a ciascuna un numero di firme da raccogliere".
Stessa cosa in Abruzzo. "Io sono pronto, ho già tre liste civiche, ne occorrono
un grappolo con le migliori professionalità". Si candiderà? "E come
posso dirlo? Ancora non ho capito cosa intende fare il Pd. Il tempo stringe
perché il 30 novembre si vota e sapere chi si mette in
lista è decisivo in una regione dove un sacco di gente può finire dentro prima
del voto, o subito dopo". Perché Di Pietro, al contrario di Nanni Moretti,
non pensa che in Italia ci sia due opposizioni, una autodistruttiva e una in
letargo. Ma tre, e lui incarna "quella attiva e propositiva che vuole dare
la sveglia al Pd che semina parole al vento quando serve il solco dell'aratro
per seminare l'alternativa". Metafore bucoliche che non piacciono agli
uomini di Veltroni. "Pensare di abbattere il governo con una spallata è un
errore ? dice Tonini ? non ha mai funzionato, neppure quando ci provò Berlusconi. Per noi che l'alternativa di governo si
costruire sui temi economici e sociali, non con il referendum, tantopiù che la
Corte Costituzionale non si è ancora espressa nel merito". Ma quello che
il Pd trova "irricevibile", precisa Tonini, è il tono di Di Pietro:
"Si può dissentire, ma parlare di "opposizione che non c'è" è
insopportabile".
( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Lunga chiaccherata
con il leader leghista dopo la festa di Tremonti tra sigari, spumante e battute
E adesso Bossi riabilita Craxi "Mi chiese aiuto, non feci nulla" I
ricordi notturni del Senatur: il ricovero sotto falso nome e il partito di
Montanelli PAOLO BERIZZI dal nostro inviato calalzo di cadore (belluno) - Hotel
Ferrovia, tre di notte. Tavolo e panca di legno. Un bicchiere di acqua e menta,
un paio di lattine di Coca, due caffè. Sulla parete in fondo alla sala, la
bandiera con il Leone di San Marco. Umberto Bossi tamburella con le dita
sull'immancabile pacchetto di toscani "Garibaldi". Uno, ovviamente, è
acceso, ed è a fine corsa. Gli serve per disegnare delle linee di fumo
nell'aria. Intorno al Senatùr ci sono i cronisti, un collaboratore e un agente
della scorta. "Poveretto, che brutta fine che ha fatto?". Bossi si
stringe nelle spalle. Abbassa la voce in segno di rispetto. "Povero
Craxi?". Sì, dice proprio Craxi, abbiamo capito bene, inutile sgranare gli
occhi. Sta parlando di lui, del vecchio nemico Bettino ora riabilitato con un
racconto che, snocciolato così, a quest'ora della notte e da un uomo che da
quando è stato in coma ha affinato la sua sensibilità umana facendola
prevalere, in molti casi, sul freddo cinismo del leader politico, fa un certo
effetto: "Un giorno venne da me, mi disse: "Umberto, mi devi
aiutare". Le cose per lui si stavano mettendo male, era evidente. Mi pregò:
"Se non ci diamo una mano a vicenda, finirà che ci faranno fuori tutti e
due"". Pausa, lungo sospiro. Il ministro per le Riforme va fino in
fondo: "Ma io non intervenni, non feci nulla. All'epoca Craxi era un
nemico, e i miei non avrebbero capito, mi avrebbero dato del matto?". Per
un attimo cala un velo di silenzio. Bossi si rende conto di avere spiazzato. Ma
è come se con il suo sguardo chiedesse di capire, di avere pietà per l'uomo e,
forse, chissà, anche per il politico. "Poveretto", ripete. La festa
di compleanno di Giulio Tremonti è finita una paio d'ore. Di colpo, nella
pancia di questo albergo ai piedi delle Dolomiti, tra un mucchio di ricordi
"leghisti" - quelli ormai epici della prima ora - alternati a battute
e a ragionamenti politici, sembra di essere tornati indietro a dieci anni fa.
All'estate del '98 quando di Bettino Craxi, Bossi diceva: "Almeno lui
aveva i coglioni, era un politico puro, sapeva dire di no ai potenti di turno,
vedi Sigonella?". Perché, aggiunse, "a un sacco
di poveri politicanti mancano i coglioni, non hanno cuore". Il confronto
era con Berlusconi, che all'epoca il Senatur chiamava "il mafioso di
Arcore" e "il servo dei padroni americani". Di più: "il
portaborse di Craxi". Ma anche col resto della Seconda Repubblica:
"Craxi - diceva il leader del carroccio all'epoca - è stato dipinto
come l'immagine del supermale, in realtà nessuno ricorda quanto avevano rubato
Dc e Pci". Le immagini, i fatti, i nomi che riempiono la chiacchierata con
il capo leghista sono le tappe e i colori di una vita dove c'è un prima e c'è
un dopo. Prima e dopo l'ictus che lo ha colpito l'11 marzo del 2004. Bossi
ritorna senza imbarazzo ai giorni più neri, quelli che "chiedevo a mia
moglie di lasciarmi morire, perché con quello che mi era successo sarebbe stato
troppo lungo e faticoso riprendermi". Il ricovero all'ospedale di Varese,
subito dopo il "coccolone". Il trasferimento in gran segreto,
all'alba, in una clinica svizzera. Il mistero che lo ha accompagnato per
giorni. "A Sion sono entrato sotto falso nome, altrimenti mi avreste
trovato - dice sorridendo ai giornalisti - Mi chiamavo Roberto? Un giorno il
medico, per capire se ragionavo ancora, mi fa: "Roberto, quanti anni
ha?" A me venne subito in mente mio figlio Roberto, e risposi: 14 anni?
(quanti ne aveva all'epoca). Non ho mai mollato. Oggi posso dire che la Lega è
forte, e che ci sarà sempre, perché ho un sacco di figli che possono portarla
avanti". Glielo diceva anche Indro Montanelli che ce l'avrebbe fatta:
"Andavamo a pranzo, mi diceva che voleva fare un partito. E invece l'ho
fatto io. Lui era sicuro che avrei sfondato?". Brucia un altro
"Garibaldi". Giù con le bollicine dolci più famose del mondo:
"La forza della Lega è la famiglia. Io dico quello che pensano e dicono le
famiglie del Nord: è vero o no?" - chiede al giovane portiere dell'albergo
di provata fede leghista. Ci tiene, l'Umberto, a marcare la differenza tra la
sua creatura e altri partiti. Per esempio Forza Italia. "Noi siamo un partito
vero, fatto dalla gente, dal territorio, dalle feste. Chi si allea con noi
vince, non c'è niente da fare. E il Nord va dove dico io". Anche Berlusconi nel '94 andò dove disse Bossi. "Andai ad
Arcore di notte, mi ricevette in pigiama. C'era in ballo la questione dell'autodromo
di Monza, che rischiava di scomparire. Avremmo perso il "nostro" Gp.
La Fiat aveva interessi a portarlo in Toscana. Feci pressioni su Silvio. E
Monza si salvò".
( da "Corriere della Sera" del 21-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-21 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Campagna estiva "Pd e Pdl, due finti partiti che temono
scontri interni" Casini, petizione in spiaggia "Rivogliamo le
preferenze" MILANO - C'è chi prende il sole, chi fa il bagno, chi si legge
in santa pace un libro o la Gazzetta dello Sport. La spiaggia non parrebbe il
luogo ideale per la propaganda politica ma Pier Ferdinando Casini esce dalla
sabbia di Otranto entusiasta, "ci ha avvicinato una marea di gente,
centinaia di persone, pure una signora che diceva "mi raccomando, noi
l'abbiamo votata ma non vada con Berlusconi!" e
un altro con le lacrime agli occhi, giuro, che mi fa: "La prego, non lasci
solo Silvio!", come se avesse di questi problemi...". Cavaliere a
parte, la sgambata sul bagnasciuga di Casini, Rocco Buttiglione e militanti
vari dell'Udc era spiegata a chiare lettere sulle magliette indossate dai
medesimi: "Preferisco la preferenza ". In sostanza, una raccolta di
firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare che l'Udc ha
lanciato per reintrodurre le preferenze alle Politiche, "noi lo facciamo
per le elezioni nazionali ma in realtà la nostra proposta vale anche per le
Europee", chiarisce Casini. "C'è un limite anche per i politici, in
campagna elettorale non ce n'è stato uno che non sia andato in tv a
scandalizzarsi perché la legge non permetteva alla gente di scegliere i
parlamentari, e adesso che fanno? Sotto sotto pensano di continuare a
toglierle". Il motivo, considera il leader udc, è fin troppo semplice:
"Due finti grandi partiti, per reggere, hanno bisogno di evitare lo
scontro interno tra apparati. E poi è più comodo selezionare dall'alto i più
affidabili...". Di qui la proposta dell'Udc: "Noi non abbiamo paura
dello sbarramento, è giusto pensare a un limite del 4 o 5 per cento, ma la
preferenza non si tocca ". La preferenza o le preferenze? "Si può
pensare alla preferenza singola o a due di genere: se si vogliono votare due
persone, devono essere un uomo e una donna e non due donne o due uomini".
In ogni caso l'Udc farà il punto alla festa nazionale di Chianciano Terme,
dall'11 al 14 settembre, "i parlamentari stanno raccogliendo le
sottoscrizioni nelle spiagge, poi lo faremo nelle città, per arrivare al più
presto alle 50 mila firme da presentare a Camera e Senato ". Casini
sorride: "In spiaggia, a firmare, sono arrivati un sacco
di elettori di Pd e Pdl..." G. G. V. A Otranto Pier Ferdinando Casini in
posa con due sostenitrici al lido Atlantis di Otranto. Il leader centrista ha
dato vita all'iniziativa in spiaggia per ribadire la necessità della preferenza
nella nuova legge elettorale per le Politiche: "Si può pensare alla
preferenza singola o a due di genere", ha sostenuto.
( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Spettacoli "Vi
faccio sentire la voce di Michelangelo" A un anno dalla morte del grande
regista la Mostra lo ricorda con un documentario, una galleria di interviste
televisive, curato da Carlo Di Carlo con la Cineteca di Bologna Le interviste
di Costanzo, Pippo Baudo, Gianni Minà e Raffaella Carrà La posta in gioco era
restituirgli la capacità comunicativa a lungo negata PAOLO D'AGOSTINI ROMA Il
30 luglio 2007, vicino al novantacinquesimo compleanno e dopo oltre vent'anni
di condanna al silenzio causata da un ictus che lo aveva privato della voce, se
n'è andato Michelangelo Antonioni. Questa Mostra di Venezia lo ricorderà
attraverso una galleria di sue interviste televisive curata e montata, per la
Cineteca di Bologna per la prima volta produttrice, dal regista Carlo di Carlo
che di Michelangelo è stato per decenni frequentatore assiduo, caro amico,
stretto collaboratore, e della sua opera massimo filologo e studioso,
meticolosa quanto acuta memoria vivente. S'intitola Antonioni su Antonioni. La
posta in gioco era quella di restituirgli la parola e - chi non ne ha avuto
esperienza o ne ha perso memoria, o si ostina a perpetuare un luogo comune, si
stupirà - la capacità comunicativa a lungo e dolorosamente negate. All'uomo
prima che al maestro, prima che all'artista "della modernità": hanno
un effetto più incisivo le interviste di costume a Maurizio Costanzo (1985,
alla vigilia della malattia), a Raffaella Carrà, a Pippo Baudo, a Gianni Minà, che
non quelle più specifiche e critiche a Pietro Pintus o Gianluigi Rondi:
l'ultima volta, quest'ultima, che un intervistatore ha ascoltato le risposte di
Antonioni. Si mette in gioco, risponde volentieri e spesso spiritosamente alle
abili sollecitazioni smentendo la sua presunta cupezza, freddezza, astrattezza,
indifferenza alla realtà comune e quotidiana, il suo presunto pessimismo. E da
settantenne quale è già al momento della maggior parte di queste testimonianze
comunica (appunto: "sono stato perseguitato da questa benedetta
incomunicabilità: ma se tanto se n'è parlato e se ne continua a parlare allora
vuol dire che qualcosa sono riuscito a comunicare!") un senso di
disponibilità, giovinezza, vitalità, curiosità e slancio notevoli e contagiosi.
Colpisce, tra gli altri, quel momento in cui confessa a Costanzo, con il suo
stile timido ma anche semplice e diretto al medesimo tempo, l'incontro e
l'amicizia con una monaca di clausura; un racconto intenso e pervaso di una
speciale ed elegante, rispettosa sensualità. Viene da chiedersi se, pur dominando la conoscenza della materia utilizzata (Rai, Mediaset, telegiornali, ritratti e documentari di Gianfranco Mingozzi e
Alberto Grifi: ha partecipato alla ricerca Ciro Giorgini), questo risultato
dall'effetto così "inedito" non abbia sorpreso lo stesso Di Carlo.
"Sorpreso no, ricordavo bene queste interviste e conoscevo bene
Michelangelo. è però vero, credo, che risulta molto forte l'impatto con
questi 53 minuti durante i quali Michelangelo parla ininterrottamente. E il mio
scopo era proprio quello di far risentire dopo ventidue anni di silenzio la
voce che molti non ricordavano più o non avevano mai ascoltata. Soprattutto mi
sembrava importante che colui che è sempre passato per introverso e schivo, per
l'artista chiuso in sé che rifiutava di raccontarsi e aveva difficoltà a
relazionarsi, si svelasse invece per quello che era davvero. Vorrei tra l'altro
che si desse atto alla bravura dei Costanzo, Raffaella, Pippo. è vero che alla
fine l'insieme produce un effetto di "inedito", malgrado si tratti
spesso di brani da trasmissioni popolarissime come "Domenica in".
Comporre questo mosaico, senza alcun intervento da parte mia, mi ha permesso di
dare l'idea di quanto Antonioni fosse un uomo pieno di vita". Antonioni è
stato inseguito, perseguitato dalla convenzione che ne aveva fatto una figura
lugubre, cui non poco hanno contribuito incomprensioni e rivalità interne al
mondo del cinema. La "missione" di questo documentario è dunque
quella di restituirgli l'interezza della sua umanità? "Precisamente.
Michelangelo è stato un compagno di giochi ineguagliabile, con nessuno io mi
sono divertito come con lui. Presentissima nella sua vita era la dimensione
ludica come quella competitiva. Lo dichiara anche a Minà, nell'intervista dal
festival di Cannes - dove aveva subito un trattamento molto aggressivo ai tempi
dell'Avventura - che ho inserito nel documentario, quando parla del piacere di
concorrere e del disagio ad essere trattato come un "mostro sacro".
Posso ricordare un episodio. Campione di tennis in gioventù, giocava benissimo
a ping pong e dopo che una volta perse smise di giocare e tolse il saluto
all'amico che lo aveva battuto. Molto tempo dopo lo risfidò confessandomi che
per tutto quel tempo si era costantemente allenato con dei cinesi, qui a
Roma". Dunque è sbagliato credere che soffrisse dell'accanimento, delle
battute cattive, dei luoghi comuni caricaturali? In queste testimonianze
ironizza volentieri e serenamente. "Non è sbagliato. Ne aveva sofferto
molto. Ma negli anni di queste interviste i tempi sono cambiati. I tempi duri
cominciano a finire dopo il Leone d'oro a Deserto rosso per dissolversi con le
grandi affermazioni internazionali da Blow up in poi. Nessuno osa più parlar
male di lui e anzi si rovescia il luogo comune: è improvvisamente diventato per
tutti un "grande". Voglio aggiungere un'altra cosa: io non gli ho mai
sentito dire una battuta cattiva su nessuno dei suoi colleghi".
( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Pagina I - Milano Il
caso Cinema e fiction, dopo anni la metropoli torna a essere un set frequentato
da registi e attori La cinepresa riscopre Milano Milano torna protagonista al
cinema e in tv. La città, a lungo ignorata nella scelta delle location per gli
esterni delle produzioni cinematografiche e televisive, è stata rilanciata
dagli incentivi del Comune, che ha abbassato le tariffe dell'occupazione degli spazi pubblici e reso più appetibile alle
cineprese la capitale della moda e della pubblicità. Anche per questo tornano a
frequentarla le fiction della Rai e di Mediaset, le
produzioni dei film italiani, i kolossal internazionali. Da Aldo, Giovanni e Giacomo
a Banderas, è tutto un ciak. SERVIZIO A PAGINA IX.
( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Pagina IX - Milano
Cinema e tv, la città diventa un set Dalle fiction ai film di denuncia, i
registi hanno riscoperto Milano Troupe in strada sempre più frequenti, domani
su Raidue esordio di "Terapia d'urgenza" con
location a San Siro STEFANO ROSSI Fra medici che gridano "lo stiamo
perdendo" e quarantenni problematiche, Milano torna protagonista al cinema
e alla tv. E dire che il passato sembrava davvero sepolto. Basti pensare che la
portineria dell'Alfa al Portello, inquadrata da Luchino Visconti in Rocco e i
suoi fratelli e minacciata da lavori stradali, che molti chiedevano di
conservare, è stata demolita alla chetichella lo scorso Ferragosto. Era dal
1981, dallo sceneggiato Storia di Anna diretto da Salvatore Nocita, varesino di
Arcisate, protagonista la milanese Laura Lattuada, che la città era scomparsa
dalle produzioni televisive e si vedeva sempre più raramente al cinema, sia
pure con eccezioni: A casa nostra di Francesca Comencini, che suscitò polemiche
per l'immagine corrotta della città, e L'uomo perfetto, uno dei film che ha
lanciato Riccardo Scamarcio. Ora, invece, c'è un fervore di iniziative. Domani
su Raidue va in onda la prima puntata di Terapia
d'urgenza, serial con Rodolfo Corsato, Antonella Fattori e Cesare Bocci,
ambientato in un pronto soccorso della Bovisa e con location a San Siro, Sesto,
Monza e al Niguarda, che presta le sembianze all'immaginario ospedale
Morandini: "Il motivo è anche commerciale - spiega il produttore
Alessandro Ippolito - la fiction Rai è molto romana e
poco seguita al Nord. Così abbiamo riscoperto un territorio dimenticato. La
Bovisa è un quartiere in espansione, offre un'immagine nuova. E c'è un aspetto
curioso: i milanesi danno un'occhiata al set e tirano dritto, non fanno ressa
per curiosare come altrove. Abbiamo girato in esterni con grande
tranquillità". C'è pure un risvolto economico: 18 puntate da 100 minuti
l'una significano 500 buste paga per dieci mesi e scritture per centinaia di
attori lombardi nei ruoli dei caratteristi: "Ne abbiamo scoperti tanti
davvero bravi", conclude Ippolito. Ambientata in centro è la fiction
Amiche mie di Canale
( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Sport De Luca
attacca "Non possiamo più aspettare" ROMA "è una vicenda
sconcertante". Il direttore di Rai Sport, Massimo
De Luca, è seccato. Lo scontro con la Lega Calcio è sempre più duro. "Ci
comunicheranno se avremo gli highlights solo a quattro giorni dai primi
anticipi di campionato, è una vicenda sconcertante". De Luca era tornato
in anticipo dalle Olimpiadi di Pechino per seguire da vicino l'esito delle
trattative e organizzare di conseguenza i palinsesti per la prossima stagione
calcistica. "Qualche segnale ci aveva fatto capire che la Lega avrebbe
preso altro tempo per decidere - aggiunge - ma noi nel frattempo dobbiamo
decidere se fare due o quattro o cinque trasmissioni con tutto quello che
comporta: studi, scenografie, giornalisti e opinionisti. A questo punto siamo
costretti ad andare avanti con progetti ipotetici, e questo è folle". La
Lega ha fatto il bando solo adesso perché prima ha dovuto attendere i pareri di
due autorithy (comunicazioni e concorrenza): non aveva alternative. De Luca
però è preoccupato: Mediaset potrebbe
"spegnere" per la prima volta una trasmissione storica come la
Domenica Sportiva, di cui il direttore è stato conduttore la scorsa stagione.
Gli ascolti erano stati abbastanza buoni, sul 9% medio di share, considerata la
concorrenza di "Controcampo Diritto di replica" e anche il fatto che
il calcio in chiaro è stato messo in crisi dal calcio-spezzatino. Da viale
Mazzini, conferma De Luca, sono arrivate "due offerte significative alla
Lega: una per i diritti in esclusiva fino alle 22.30, per fare tornare in onda
'Novantesimo minuto'. E un'altra anche per la fascia di seconda serata per la
'Domenica sportiva'. Ora ci facciano sapere". La Lega adesso potrebbe
proporre un nuovo pacchetto: niente chiaro sino alle 22,30. La Rai teme davvero che finisca come tre stagioni fa quando Mediaset si prese tutto: ma la tv berlusconiana offrì per tre stagioni
185 milioni di euro, una cifra che adesso è impensabile. Matarrese si è già
appellato a Gianni Letta: "Il calcio in chiaro è un diritto degli
italiani". E i soldi servono anche per convincere i ventidue
presidenti di B ad iniziare il loro campionato. Altrimenti è il caos. (f. bi.).
( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Sport Calcio in
chiaro oscurato braccio di ferro Lega-Rai Assegnati
solo i diritti della Supercoppa E la Coppa Italia è a luci rosse... FULVIO
BIANCHI ROMA La Supercoppa, Inter-Roma, domenica prossima si vedrà su RaiUno, la Coppa Italia da domani va sulla tv a luci rosse
Conto Tv ma la prima giornata di campionato - sabato 30 (con i due anticipi
Udinese-Palermo e Samp-Inter) e domenica 31 agosto (con il posticipo
Fiorentina-Juventus) - potrebbe essere oscurata per la prima volta. Niente gol
in chiaro, e forse non si potranno seguire nemmeno le partite per radio. Per Sky e il digitale di Mediaset Premium e
La7 invece nessun problema. Ieri in Lega Calcio sono state aperte le buste con
le offerte per i diritti tv: assegnata la Supercoppa. La Rai ha pagato 600.000 euro, battendo la concorrenza di Conto Tv,
ferma a 410.000 euro. I diritti esteri della Coppa Italia sono andati a Be4.
La Coppa Italia sino agli ottavi a Conto Tv (poi si vedrà). Per il resto, stop.
Ritenute insufficienti tutte le altre offerte: la "palla" passa
adesso ai presidenti di serie A e B che si riuniscono martedì
( da "Repubblica, La" del 23-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Sport Il caso Diritti
tv, la Rai vuole ritirarsi appello al governo di Curzi
ROMA - La Rai minaccia di ritirarsi. La strategia di
Viale Mazzini è chiara: se martedì 26 agosto, come è ormai probabile,
l'assemblea generale della Lega Calcio non assegnerà i diritti tv e radio in
chiaro, allora la Rai ritirerà le
sue offerte e uscirà da qualsiasi trattativa futura. L'ente di Stato non ha
alcuna intenzione di rilanciare, né accetterà che venga riaperta un'asta: ha
offerto più di Mediaset sia per la fascia pomeridiana che per quella serale, convinto
quindi di poter trasmettere sia "Novantesimo" che la "Domenica
Sportiva". Ma il problema è che l'offerta complessiva della Rai è di 30 milioni, la metà di quello che vogliono i presidenti:
che faranno adesso? L'orientamento è quello di oscurare la prima giornata di
campionato (radio compresa), anche se si sta muovendo il mondo della politica.
Primo a scendere in campo è stato il consigliere di amministrazione, Sandro
Curzi che si appellato a Berlusconi. Ha risposto il sottosegretario Romani:
"Il governo segue già con attenzione la vicenda". (f.bi.).
( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Pedaggi Il ministro
Fitto: il testo sul federalismo lo rivedremo insieme a Otranto "Il Sud non
deve temere vigilerò io su Bossi" Castelli vuol farci pagare i pedaggi? Prima
costruiamo le strade, poi ci porremo il problema PAOLO BERIZZI ROMA - Raffaele
Fitto è appena rientrato in Puglia dopo dieci giorni di vacanza in Val Senales,
nel Trentino Alto Adige. Ma in tema di federalismo fiscale, il ministro per gli
Affari Regionali, è decisamente sul pezzo. "Con la bozza Calderoli siamo a
buon punto, c'è solo qualcosina da sistemare. Bisogna perfezionare l'intesa con
le Regioni". Uomo del Sud, Fitto è uno dei più influenti rappresentati
della politica del Mezzogiorno. Eppure sulla riforma federale dice di parlare
lo stesso linguaggio della Lega. Con Bossi i rapporti sono ottimi e nell'agenda
del ministro l'appuntamento più importante è proprio la visita del Senatùr in
Puglia: "Scriveremo gli ultimi passaggi della riforma a Otranto". La
data non è ancora stata fissata, ma dovrebbe essere entro la prima settimana di
settembre. Com'è nata l'idea del tour pugliese di Bossi? "Un giorno mi
disse: voglio venire a Otranto. Ti aspetto, gli risposi. E' il modo migliore
per far capire alla gente che la riforma federalista è importante e strategica
anche per il Mezzogiorno". Bossi-Fitto, la strana coppia. Come nasce il
feeling con la Lega? "Con Umberto c'è sempre stato un rapporto di stima. E
poi i ministri leghisti sanno che, avendo governato una regione per cinque
anni, di leggi regionali, di devoluzione, di tecnicismi, ne capisco. All'inizio
erano un po' guardinghi, ma anche coinvolgenti. Io mi riconosco in pieno nel
testo del disegno di legge. Lo sostengo perché è una grossa occasione anche per
le nostre regioni". Ecco, il Sud. Berlusconi, che
la definì una sua "protesi", le ha affidato una missione delicata:
vigilare affinché il federalismo fiscale non penalizzi il Mezzogiorno. E tenere
a bada la Lega. Insomma le tocca fare il guardiano nel passaggio forse più
delicato per l'alleanza di governo. "Io vigilerò, certo. Ma la migliore
garanzia per il Mezzogiorno è che per portare avanti il federalismo si è scelta
la strada del disegno di legge. Dunque bisogna stare nei parametri della Costituzione.
Che vuol dire: assicurare a tutte le Regioni i livelli essenziali di
assistenza. Fare riferimento alla perequazione nazionale. E mantenere le
risorse speciali aggiuntive. Sembrano ovvietà, ma sono punti fermi
importanti". Nella marcia verso la riforma federale c'è qualche aspetto
che la preoccupa? "L'approccio del Sud. Mentre al Centro-Nord tra
centrosinistra e centrodestra c'è un confronto positivo sul tema, al Sud si
gioca ancora una battaglia di retroguardia. Mi auguro che anche qui ci sia un colpo
di reni. Bisogna avere il coraggio di accettare la sfida, smetterla di lagnarsi
e giocare la partita. Solo così il Mezzogiorno potrà uscire
dalle sacche in cui si trova". Anche lei chiede che il periodo di
transizione tenga conto della situazione in cui si trovano le regioni più
povere del Paese? "Sì, il processo di adeguamento dev'essere graduale. Ma
questo non significa ritardare l'attuazione della riforma, che è fuori
discussione. Dire che il Sud è in grossa difficoltà è un eufemismo. Con
questo progetto avvieremo una fase nuova, lo accompagneremo verso un percorso
di riforme strutturali". Il sottosegretario ai Trasporti Castelli vuole
estendere il pedaggio anche a tutte le autostrade del Sud. E' d'accordo?
"Prima facciamo le strade, poi ci porremo il problema del pedaggio".
( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Sport Berlusconi chiama Abramovich ribaltone Sheva: torna al Milan
Galliani: "E' il giocatore che in 50 anni ha fatto più gol per noi".
Oggi sarà a Milano MILANO - All'ora di pranzo Carlo Ancelotti era un allenatore
rilassato, persino felice, perché la grande minaccia sembrava lontana, così
discettava leggero su quello che credeva essere un passato ormai lontano:
"Non ci sono mai state possibilità concrete di un ritorno al Milan di
Shevchenko. Se mi dispiacerebbe il suo arrivo? Diciamo che sono dispiaciuto da
due anni perché lui se n'è andato...". Poche ore dopo, invece, arrivava la
notizia ufficiale, annunciata dai siti di Chelsea e Milan: Shevchenko torna in
rossonero. La reazione di Ancelotti non dev'essere stata esattamente di gioia:
il ritorno del figliol prodigo, 173 gol in 297 presenze al Milan tra il 1999 e
il 2006 (ma appena 22 gol in 76 infelicissimi spezzoni di partita al Chelsea),
rende quantomeno perplesso il tecnico, perché complica il traffico nel reparto
d'attacco e ripropone un giocatore di 32 anni sulle cui motivazioni, e
soprattutto sulla cui tenuta atletica dopo due anni di molto golf e poco calcio
ufficiale, permangono un sacco di dubbi. Si vedrà. Sheva
torna in prestito gratuito dal Chelsea e il Milan ha ottenuto anche il diritto
di riscatto tra un anno, non l'obbligo come chiedeva il Chelsea. Decisivo il
nuovo colloquio tra Berlusconi e Abramovich venerdì sera, ma è chiaro che il Chelsea non regala
Sheva, costato 45 milioni due anni fa, senza chiedere nulla in cambio: la
valutazione del riscatto di Sheva, tra un anno, entrerà nella trattativa per il
trasferimento di Kakà a Londra. Nel frattempo il Chelsea, dopo essere stato
vicino all'ingaggio dell'interista Adriano, prenderà Robinho dal Real Madrid.
Ieri è stata una giornata di febbrili telefonate tra l'Inghilterra e l'Italia
sull'asse Kenyon-Galliani, con Shevchenko che attendeva la notizia a Londra,
nervosissimo. Il giocatore arriverà a Milano oggi, lunedì sosterrà le visite
mediche e da martedì tornerà ad allenarsi sui ben conosciuti sentieri di
Milanello, insieme ai compagni di una vita e a Ronaldinho e Pato, di ritorno
dalle Olimpiadi. Sheva commenta così: "Sono felice. Era tempo che speravo
di tornare. Per me è come aver vinto una Champions League". Adriano
Galliani, che gli intimi descrivono "perplesso" per sua parte
sull'operazione-Shevchenko, interamente voluta da Berlusconi,
ha comunque commentato con toni sereni la notizia a Milan Channel: "Siamo
riusciti a riportare a casa il giocatore che negli ultimi 50 anni ha fatto più
gol con la nostra maglia. Il presidente Berlusconi ed
io siamo felici, lo è anche il nostro allenatore e credo debbano esserlo anche
i nostri tifosi. Credo che il Milan sia l'unico club al mondo ad avere tre
Palloni d'oro in squadra. Sì, Andriy è tornato a casa e ne sono felice. Sono un
tifoso del Milan e sono molto contento". (a.s.).
( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET
Sport Cassina, il
più visto Italia-Belgio Russo d'argento Notti magiche Supercoppa E dopo
l'overdose olimpica verso il blackout dei gol in tv Diritti, Lega contro Rai: stop ai programmi Oggi assemblea a Milano. Matarrese:
"Mi dispiace ma così non li assegniamo" FULVIO BIANCHI ROMA Dallo
show tv da Pechino al blackout nel calcio. Oggi pomeriggio i 42 presidenti di
serie A e B possono spegnere radio e tv pubblica: se - come è ormai quasi
sicuro - non accetteranno l'offerta della Rai (30,6
milioni di euro), da sabato e domenica prossimi non si potranno più vedere i
gol in chiaro. Trasmissioni che resistono dal 1953 come la Domenica Sportiva (è
nata con la tv), o dal '59 come Tutto il calcio minuto per minuto, saranno
oscurate. Almeno per la prima giornata di campionato: poi, è quasi certo, che
scenderanno in campo i politici. Antonio Matarrese, n.1 della Lega, è
convalescente a Roma. Non potrà essere a Milano ma ci spiega: "Lo dico con
amarezza, ma a queste condizioni non si assegna nulla. Ai presidenti ho chiesto
fermezza ma senza rompere i rapporti con la Rai: anzi,
sono pronto a ricevere a casa mia il direttore generale Cappon quando
vuole". Chi vuole pagare si può sempre rivolgere a Sky (satellite), Mediaset Premium e La7 (digitale terrestre). Per la
radiocronache invece ci sono le locali. Ma un pezzo di storia, sarebbe
cancellata: e così il diritto di avere il calcio gratis. Quasi certo ormai che
in assemblea generale vinceranno i "falchi" della Lega Calcio,
guidati da Galliani e Cellino. In mattinata a Milano si riunisce la serie B: i
22 presidenti, che hanno già disertato i calendari per protesta, potrebbero
anche decidere la serrata. Nel primo pomeriggio summit per A e B. "Noi non
svendiamo il prodotto", assicurano i padri-padroni del pallone: la Lega
voleva almeno 70 milioni dai diritti tv. Ma la Rai si
è fermata a 30,6 e non ha intenzione di salire. Anzi, ha già annunciato di
essere pronta a ritrarsi dal mercato. L'offerta migliore l'ha fatta, appunto,
la Rai: 30,6 milioni di euro, come detto. Seicentomila
euro sono già stati assegnati per la Supercoppa. Il resto del pacchetto
comprende 7 milioni per la fascia della domenica pomeriggio (quella di 90°
minuto, per capirci), 13,5 per la fascia serale (la Domenica Sportiva), 1 per
gli highlights di B e 6,5 per la Coppa Italia dagli ottavi in avanti e 2
milioni per la radio (Tutto il calcio). Mediaset ha
risposto con zero euro per il Controcampo pomeridiano (addio alla Canalis e
Mughini) e 11 per cercare di salvare quello serale (lo condurrebbe Piccinini su
Italia con l'ex miss Italia, Cristina Chiabotto). La Lega è pronta a riaprire
il bando, ma solo per 24 ore. Qualcuno tenterà di mettere
d'accordo in extremis Rai e Mediaset ad alzare la posta e dividersi una parte di diritti (magari
facendosi concorrenza con la Ds e Controcampo). In questo caso i presidenti
potrebbero arrivare a 50 milioni complessivi. Ma la Rai ha offerto di
più, perché dovrebbe accettare? Potrebbe farlo solo se arrivasse una
telefonata da Palazzo Chigi... Si cercherà invece di assegnare i diritti della
serie B, lo scorso anno sempre oscurata: andrebbero a Sky. Ma Conto Tv (la
porno tv) ha già presentato un esposto all'Antritrust per le comunicazioni e la
concorrenza. La formula era stata trovata (7,5 di minimo garantito e
percentuale sugli utili) ora rischia di tornare tutto in ballo. Già stabilito
comunque quale sarebbe la prima gara della stagione: l'anticipo Parma-Rimini di
venerdì sera. Sempre che si giochi.
( da "Giornale.it, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
N. 203 del
2008-08-26 pagina 38 Giornalisti di sinistra: la serietà è un optional di Paolo
Granzotto Caro Granzotto, il giorno precedente al mesto ritorno a casa dopo le
ferie, ho letto sul nostro Giornale dello "sputtanamento", mi si
passi il termine, di quel fighetta di Furio Colombo: il giornalista di Nesweek
Jacopo Bigazzi esiste. Non solo, ma abbiamo anche la sua foto. E adesso, dopo
questa tremenda figuraccia, Colombo reciterà il mea culpa e la sinistra
riconoscerà la sempre sottolineata autorevolezza di Nesweek? Ma figuriamoci,
caro Fabbricini! Non si usa, fra i "sinceri democratici", riconoscere
d'averla fatta fuori dal vaso. Essi si piccano d'aver infallibile mira (caso
mai è il vaso che non sta al posto suo) e dunque su Jacopo Bigazzi non
cederanno d'un passo: non esiste un giornalista di tal nome e l'articolo
pubblicato da Newsweek è nient'altro che un raffazzonamento di inesattezze e di
cretinate. Solo le menti più lucide della sinistra - fra le quali si segnalano,
per sfavillio, i "repubblicones" - battono un'altra strada. Non
sostengono che Newsweek racconti balle, ma che, per inadeguatezza linguistica,
a quei beoti dei giornalisti italiani non accasati a Largo Focchetti è sfuggito
il senso dell'articolo. "Newsweek e gli elogi a Berlusconi?
Leggete meglio..." ghigna uno dei "repubblicones" dal cervello
extra large: "Il tanto strombazzato articolo di elogi a Berlusconi
era in realtà pieno di ironia e dubbi sulla tenuta dello show alla prova dei
veri problemi economici. Ma si capisce che nella traduzione dell'Italietta dei
media l'ironia e i dubbi si sono persi per strada". Insomma, masticando
male l'inglese, dell'articolo di Newsweek la stampa dell'Italietta non ha
capito un tubo. Al contrario della Repubblica, campione dell'Italiona e dove
dal direttore ai fattorini è tutto uno spichingliscche Beppe Severgnini può
andare a nascondersi. Ma non basta. Dopo aver fornito la lettura autentica di
Newsweek, l'esegeta di Largo Focchetti passa a dimostrare che non ci son santi
né Bigazzi: l'America è antiberlusconiana da cima a fondo. E ne porta le prove:
"In un lungo viaggio negli Stati Uniti, da una costa all'altra - egli
scrive - l'unico estimatore di Berlusconi incontrato
era un anziano professore un po' razzista". Tutti gli altri "erano
antiberlusconiani convinti", e sottolineo convinti. Da costa a costa degli
Stati Uniti sono cinque-seimila chilometri e anche più, dipende
dall'itinerario. Nel viaggio, incontri un sacco di persone,
cameriere di bar, portieri di motel, camionisti in sosta in qualche sperduto
"Baghdad Café", addetti ai distributori di benzina, autostoppisti e,
naturalmente, anziani professori un po' razzisti. Non faccio pertanto fatica a
immaginare la quantità di gente alla quale l'editorialista della Repubblica ha
posto la fatidica domanda: "Scusi, lei, cosa ne pensa di Berlusconi?". Sulla valenza dell'indagine niente da
dire. L'unico dubbio riguarda il campione: ma davvero Berlusconi
è al centro dell'interesse di cameriere, portieri, camionisti, benzinai e,
ovviamente, vecchi professori razzisti tra, mettiamo, Ponca City e Colby? Non
so, non ho pratica di quel genere di giornalismo turistico d'inchiesta, ma a me
pare sia come se un Tizio si fosse rivolto a un cocomeraio di Afragola (ma
anche a un vecchio professore un po' razzista di Passerano Marmorito)
chiedendogli: "Scusi, cosa ne pensa di Gloria Macapagal-Arroyo?" per
poi trarne l'indice di gradimento italiano sulla presidente delle Filippine.
Grande giornalismo all'Italiona, certo, ma in quanto ad attendibilità, tutto un
altro paio di maniche. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 26-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-26 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE "No ai tagli, il governo salvi la città della
salute" Stop ai fondi, congelato il piano per Sacco,
Besta e Istituto tumori a Vialba. I direttori: grave danno per Milano L'accusa:
la Finanziaria danneggia lo sviluppo e la ricerca, ma il progetto è un bene per
Milano, non va fermato L'operazione, al momento, è "congelata". La
nuova cittadella della salute è a secco: il governo ha tolto dal decreto
fiscale i fondi Inail per la ricerca e ora il presidente Roberto Formigoni,
per dirla col suo staff, sta valutando tutte le iniziative per convincere il
governo a tornare sui suoi passi. Tradotto: è una fase così, i tagli di
Tremonti saranno pur necessari, ma il progetto deve andare avanti e la
compartecipazione statale è strategica. In giunta si usa la metafora
"niente è impossibile, qualche volta è difficile". è il caso.
"La progettazione è bloccata" attacca il Pd. L'ospedale neurologico
Besta e l'Istituto dei tumori dovrebbero trasferirsi nell'area del Sacco nel
2014, il via ai lavori è previsto nel 2010 e "l'opera è indispensabile per
Milano", sottolineano i due direttori. Al nuovo polo sanitario pubblico di
Vialba, tra Quarto Oggiaro e Baranzate, al confine nord-ovest, mancano oltre
380 milioni di euro. Nella cittadella della cura e della ricerca sono previsti
laboratori medico- scientifici e oltre 1.400 posti letto. "Settembre sarà
un mese decisivo per definire le strategie " dicono all'assessorato alla
Salute. Si parte col pressing di Formigoni sul governo ("Il presidente non
si tirerà indietro", assicurano i suoi), ma si valuta anche l'ipotesi di
recuperare risorse dal bilancio regionale. "Difficile, se non
impossibile" riflette l'opposizione. Non sono esclusi neppure contatti con
investitori privati, intervento che cambierebbe la natura del polo da pubblico
a misto. La partita è delicata. Il Pirellone studia e non prende ufficialmente
posizione. "A oggi non sono arrivate né rassicurazioni né cambi di rotta"
spiega Alberto Scanni, direttore generale dell'Istituto dei tumori: "Ma
penso che la Regione, indipendentemente dalla finanziaria, abbia forza e
progettualità per realizzare il polo, magari partecipando al 50% della spesa o
coinvolgendo i privati". Tutto purché si faccia, insiste Giuseppe De Leo,
dg del Besta: "Per noi è indispensabile trovare una sede adeguata".
Il centro di via Celoria non basta più, "soffre la mancanza di spazi"
nonostante siano già stati trasferiti alcuni laboratori al Sacco e gli uffici
spostati in via Clericetti consentano di potenziare l'attività clinica in sede.
Ecco: "Il polo di Vialba è un'occasione unica, anche in prospettiva
Expo". Il caso nasce a giugno, quando il decreto fiscale
"congela" i fondi Inail per la sanità. "Abbiamo semplicemente
corretto il decreto elettoralistico del governo Prodi secondo quanto prescrive
l'Unione Europea" aveva chiarito Luigi Casero, sottosegretario
all'Economia. Chiosa Carlo Porcari, capogruppo Pd: "Il governo Berlusconi non ha ancora investito nulla in edilizia
sanitaria pubblica". Armando Stella.