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DOSSIER “RAI-MEDIASET: miserabilia”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL  1°- 26 agosto 2008      #TOP



Report "RAI MEDIASET"

·                     Indice delle sezioni

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·                     Articoli

Indice delle sezioni

RAI MEDIASET (63)


Indice degli articoli

Sezione principale: RAI MEDIASET

Rai pronta per il calcio in chiaro torna novantesimo minuto - fulvio bianchi roma ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: io al posto della Rai mi preoccuperei se non prendesse il calcio, ha un'occasione unica che non può non cogliere. Dico la Rai, e non Mediaset o Sky cui siamo comunque aperti, perché con la Rai ho un rapporto storico". Matarrese è stato già da Gianni Letta, a Palazzo Chigi, e ora si augura che intervenga Silvio Berlusconi per convincere la tv di Stato a fare un'

Riforme, berlusconi frena sul dialogo - silvio buzzanca ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Il canale Mediaset ha mandato in onda il Cavaliere che, fra le altre cose, ha detto: "Noi restiamo aperti al dialogo, però per dialogare bisogna essere in due e serve che ci sia un sia un comportamento leale, cosa che non trovo nell'altra parte". Comunque, ha spiegato il premier, "se ci sarà la possibilità di dialogare saremo felici.

Dal dialogo ai rifiuti, l'assolo del premier sul Tg5 Nella lunga intervista: poche vacanze, drizzone al Paese. Melandri: uso privatistico di Mediaset ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: uso privatistico di Mediaset / Roma INTERVISTATO dal Tg5, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha aperto, a suo modo, al dialogo con l'opposizione sulla medesima linea tracciata ore prima dal presidente del Senato Renato Schifani: "Credo che la persona più facile con cui potere avere un dialogo aperto sia il presidente Berlusconi -

Esercito per le strade Operazione di facciata Cara Unità, intervengo premettendo che d ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Mario Sacchi, Milano Accusato, Olmert si dimette Berlusconi che cosa fa? Cara Unità, il premier israeliano ha annunciato le proprie dimissioni perché i giudici lo stanno indagando per corruzione? Il premier italiano, sotto processo per gli stessi ed altri reati, afferma che i giudici sono il "cancro della democrazia",

Radio Londra ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: inserirei subito nei programmi ore messe a disposizione dei giornali morenti e delle loro voci che potrebbero finire per sempre nel polpettone quotidiano Rai-Mediaset. In un mondo di regime (che - ti dicono a Radio Radicale - non comincia con Berlusconi, è più radicato e più antico) potrebbe essere un'idea di salvezza. furiocolombo@unita.it.

Vigilanza Rai, il voto slitta a settembre ( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: giacché ieri sono saltati sia il consiglio di amministrazione convocato per rimuovere il direttore di RaiFiction Agostino Saccà sia la riunione della commissione di Vigilanza ancora senza presidente. Al cda di ieri mattina è mancato il numero legale per l'assenza dei cinque consiglieri riferibili al centrodestra Malgieri, Bianchi Clerici, Staderini, Petroni e Urbani.

Rai, oggi Cda su Saccà Petruccioli decisivo ma forse dovrà astenersi ( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: oggi Cda su Saccà Petruccioli decisivo ma forse dovrà astenersi ROMA - La matematica sarebbe pure una scienza esatta, ma non in Rai e non con Saccà. Al consiglio riconvocato oggi alle 14 per il terzo giorno consecutivo, salvo improvvisi impedimenti naturali o strategici, si presenteranno in 8 perché Gennaro Malgieri non può: "Ho impegni già presi"

Sky compie 5 anni e lancia il primo quiz ( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Rai e Mediaset con un game show A Milano la registrazione delle prime puntate del programma ambientato in una classe delle elementari MILANO - Cinque anni per radicarsi in Italia e insidiare il duopolio televisivo di Rai e Mediaset. è questa la candelina che Sky ha spento ieri sulla sua torta di compleanno: il 31 luglio 2003 partivano infatti le trasmissioni della pay tv del tycoon

La Lega apre l'asta ma non si fa illusioni ( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: viste le posizioni di Rai e Mediaset, che giocano al ribasso, schiacciate dalla concorrenza di Sky e del digitale terrestre, è facile immaginare che l'asta andrà disattesa e allora si dovrà ripartire il 7 agosto, attraverso una trattativa privata, fra le più complicate da quando la Lega vende i diritti tv (1981).

Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? ( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: il cda sposta Saccà: "Illegale, farò ricorso" A Rai Fiction Del NoceEsami a settembre, grembiule e condotta: le novità sui banchiDal Molin, tensione davanti alla prefetturaRifiuti, Berlusconi: "L'emergenza è superata"Week end da bollino nero: caldo, afa e trafficoLa Grande Mela finisce in bolletta: il ponte di Brooklyn è in venditaPatente,

"Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" ( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: il cda sposta Saccà: "Illegale, farò ricorso" A Rai Fiction Del NoceEsami a settembre, grembiule e condotta: le novità sui banchiDal Molin, tensione davanti alla prefetturaRifiuti, Berlusconi: "L'emergenza è superata"Week end da bollino nero: caldo, afa e trafficoLa Grande Mela finisce in bolletta: il ponte di Brooklyn è in venditaPatente,

Rai, il cda sposta saccà del noce va alla fiction - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Arrivano a consolare Saccà le parole di Berlusconi: "Non entro negli affari degli altri - dice il premier - perché la Rai ha una sua autonomia. Certo Saccà è un grande professionista". Per fargli sentire il suo appoggio, il presidente del Consiglio manda all'ex capo della Fiction anche una sua fotografia con dedica elogiativa ("sei il più bravo di tutti"

"tv e legge per le europee ultima chance per walter" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: persino il siluramento di Agostino Saccà da RaiFiction non ha per niente infastidito il Cavaliere. Così come non lo ha preoccupato l'asse che lentamente si sta componendo tra Pd e Udc. Una pre-intesa tra Veltroni e Casini che ieri ha preso le forme dello spostamento del consigliere centrista Marco Staderini verso i membri del centrosinistra.

Rai, Saccà rimossodalla direzionedelle Fiction ( da "Secolo XIX, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Saccà, l'azienda di Viale Mazzini che ricorre al Tribunale del lavoro, la mancanza del numero legale nei cda), ha approvato il trasferimento di Agostino Saccà dalla direzione di Rai Fiction alla Direzione commerciale con quattro voti a favore e uno contrario: hanno votato a favore del trasferimento di Saccà alla direzione commerciale il presidente Claudio Petruccioli e i consiglieri

"il pesce più gustoso? solo da pino al mare" ( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: ottava serie della fiction Mediaset, "Distretto di Polizia", dove interpreta l'agente Raffaele Marchetti. "Poi appena avrò finito di girare le ultime puntate di 'Distretto', inizierò subito a preparare la trasmissione Rai 'Affari tuoi', dove sarò il nuovo conduttore e poi, come sempre, c'è l'appuntamento fisso con 'Quelli che il calcio'".

Diritti tv, per ora la rai dice "no" ( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: ha deciso di non depositare alcuna offerta per i sei pacchetti disponibili. L'asta si chiuderà il 6 agosto, ma la sensazione è che andrà deserta: neanche Mediaset, infatti, è disposta a fare follie. In questo caso, dal 7 agosto via alla trattativa privata con Matarrese. Il braccio di ferro è appena cominciato.

Rai fiction: via Saccà, arriva Del Noce Raffica di colpi di scena, il Cda decide grazie al consigliere Udc. Poi Berlusconi telefona al nuovo direttore ( da "Unita, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: e probabilmente si è giocato anche la possibilità di poter collaborare con la Rai (e con Mediaset?) attraverso una sua società di produzione. E rischia anche con la Corte dei Conti, visto che ha già aperto un fascicolo per un altro caso di danno d'immagine alla Rai, "Calciopoli". Del Noce, invece, accumula incarichi: resta infatti, ad interim, anche alla direzione di Raiuno.

Sfogo del premier: ecco quanto lavoro E una foto <svela> gli appuntamenti ( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: nelle telefonate con Agostino Saccà, ovvero le attrici Evelina Manna e Antonella Troise (quella che nelle intercettazioni il premier definì "pazza pericolosa"). E ancora Staderini, ovvero Marco Staderini, il consigliere d'amministrazione Rai di area Udc. Più sotto si legge "Di Girolamo", cognome che evoca un altro bigliettino còlto dai fotografi: quello che il premier,

Rai, Saccà rimosso Il manager: ricorrerò ( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: che ha sempre lavorato bene, è stimato nel suo mondo e per la Rai ha ottenuto risultati positivi". Con lui la fiction Rai ha vinto 9 volte su 10 contro Mediaset. Sant'Agostino (così lo chiamano per certe letture) ci tiene a far sapere che "sono serenissimo, ne ho subite tante, sono tre anni che provavano a togliermi di lì".

Staderini: ho votato per l'azienda, ora via Petruccioli ( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: "Saccà è stato tenuto sulla graticola otto mesi con accuse che si sono poi sgonfiate". E il rapporto privilegiato con Berlusconi, principale concorrente Rai? "A me interessano i risultati e Rai Fiction con Saccà ha battuto la concorrenza. Ora la Rai è stata "liberata" da Saccà.

Mediaset, YouTube e il futuro di <Blob> ( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Mediaset. Che spesso utilizza materiale Rai e che ha addirittura una rubrica sui filmati che girano in rete. La Rai non ha mai fatto causa a Mediaset, e viceversa. Come si dice, una mano lava l'altra... Insomma in Italia è valso estensivamente, e forse giustamente, una sorta di diritto di cronaca (ma è impossibile trasmettere spezzoni di Disney Channel senza autorizzazione scritta)

Blitz al cda Rai, trasferito Saccà Il manager: illegittimo, ricorrerò ( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: non ha offuscato la gratitudine nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Entrambi, infatti, sono sottoposti al severo scrutinio dei propri atti da parte dei magistrati. "Mi sono sempre sentito sostenuto dal centrodestra - ha aggiunto Saccà - e da Berlusconi: mi ha mandato una sua foto con una dedica, "Ad Agostino, il più bravo di tutti"".

Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni ( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: diritto a morireBlitz al cda della Rai trasferito Saccà Il manager: ricorreròBaby spacciatori estivi: "Così mi pago le vacanze"Olimpiadi, scoppia il caso ItaliaUccisa dai fidanzatini solo per una bugia Lorena non era incintaChampions, sorteggio fortunato La Juve ritorna e l'Europa le sorrideConcerto a 3000 metri d'altezza: il pianoforte disturba le muccheLa sfida del governo di Bagdad:

Blitz al cda della Rai trasferito Saccà Il manager: ricorrerò ( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: non ha offuscato la gratitudine nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Entrambi, infatti, sono sottoposti al severo scrutinio dei propri atti da parte dei magistrati. "Mi sono sempre sentito sostenuto dal centrodestra - ha aggiunto Saccà - e da Berlusconi: mi ha mandato una sua foto con una dedica, “

Triste consolazione ( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: che si è lasciato sfuggire o ha emarginato i maggiori talenti televisivi e che dalle intercettazioni risulta non meno berlusconiano, ma solo meno furbo di Saccà. Ecco il clima umano e professionale prodotto da questi signori e dai loro referenti privati dentro l'azienda che per legge dovrebbe essere pubblica. I soliti cinici dicono che, tanto, la Rai è sempre stata lottizzata.

La dura vita del premier Mercoledì Manna, giovedì gnocca ( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: quello col produttore di Endemol Marco Bassetti e quello con il consigliere Rai Marco Staderini (Udc), incerto fino all'altroieri sul caso Saccà. Come a dire: lo vedete o no che continuo a occuparmi delle mie tv, Mediaset e soprattutto Rai? Devo proprio insegnarvelo io come si fa l'opposizione? Completa il papello una noticina autografa a pie' di pagina: "Il Presidente N°1.

Gasparri su Montalbano: esclusiva inutile e costosa Camilleri: straparla ( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: possa pensare di passare a Mediaset. Insomma, per Gasparri sono "soldi dei cittadini regalati a Degli Esposti e soci". Andrea Camilleri taglia corto: "Gasparri come al solito parla a vanvera visto che molti dei miei romanzi sono pubblicati per Mondadori", casa editrice della famiglia Berlusconi e presieduta dalla primogenita del premier Marina.

Rai, il caso Saccà scatena i veleni ( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Saccà rivolta la frittata, paga per quello che ha fatto, non sono io l'uomo nero". E Saccà ricambia: "Non rispondo, quei documenti sono a disposizione di chiunque e se è vero anche il 20 per cento... I miei legali stanno valutando se, in quanto mi è stato fatto, ricorrano gli estremi di abuso d'ufficio,

<Separare le carriere> Firme <prodiane> alla mozione bipartisan ( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: La mozione chiede al governo un sacco di cose. Una vera e propria riforma della giustizia, appunto. A cominciare dall'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, la separazione delle carriere dei magistrati, la revisione della composizione del sistema elettorale del Csm, la modifica della legge sulla responsabilità civile dei pm,

Un numero 10 tutto genio e sregolatezza ( da "Giornale.it, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Non poteva che essere così per uno che, nell'80, con quella maglia ha vinto pure uno scudetto, "giocando in una squadra tutta italiana" tiene lui stesso a far notare. Adesso fa l'opinionista tv a Telelombardia e Antenna 3, oltre al commentatore per Rai e Mediaset. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Montalbano in esclusiva Rai Gasparri insiste: uno spreco Il produttore: lo denuncio ( da "Corriere della Sera" del 04-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: non andrebbe mai a Mediaset. Lo scrittore taglia corto: "Gasparri straparla". La puntata in corso. Primo tempo: Gasparri rinnova "al silente Petruccioli" la domanda sull'ipotesi della Rai di pagare quella cifra; quasi difende Camilleri perché "forse parla di cose di cui non lo informano completamente i produttori delle fiction tratte dai suoi apprezzati libri"

Expo, perché la Moratti vuole decidere da sola ( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: presso Agostino Saccà (come da intercettazioni). Ma nel grande affare Expo Paolo Glisenti diventa non solo "l'uomo dei pieni poteri" sotto l'ala del sindaco, ma anche l'uomo della famiglia Moratti, cioè dei poteri petrolieri che hanno da riaffermare una sorta di supremazia cittadina (anche di fronte agli arabi degli emirati che paiono disposti a investire ben più di dieci miliardi)

Rai all'attacco contro saccà azione di risarcimento danni ( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Saccà azione di risarcimento danni ROMA - La Rai è intenzionata ad avviare un'azione legale per risarcimento danni nei confronti di Agostino Saccà, azione imperniata sulle interviste e le esternazioni dell'ex direttore di Rai Fiction. Dopo la nomina di Fabrizio del Noce al suo posto (provvedimento contro il quale gli avvocati di Saccà stanno per presentare ricorso al giudice del

<Social card> e tagli, la manovra è legge ( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: fatti così, creeranno un sacco di problemi ", ha detto Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. Malumore e aria di mobilitazione fra i sindacati. Soprattutto nel pubblico impiego: "Se le risorse sono quelle definite in manovra, non sarà possibile il rinnovo dei contratti", ha detto Rino Tarelli, della Cisl.

Oggi replica a san piero in campo i panchinari - leonardo petri ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: allo Slavia Praga ma nelle ultime ore Rai, Sky, Mediaset o La7 potrebbero decidere di acquistare il match dei viola e, a quel punto, stabilirebbero la data più consona ai loro palinsesti fra il 26 o il 27 agosto. Intanto i cechi ieri hanno vinto1-0 nella seconda di campionato. E continua a salire la febbre per la gara d'andata, sono oltre 12mila i biglietti venduti in due giorni.

Diritti tv per la a, asta deserta ma parte la trattativa privata ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Mediaset ha già fatto una proposta di 31 milioni, mentre per il momento la Rai latita: "Sono convinto che la Rai troverà le risorse e vorrà partecipare e accontentare i tifosi italiani - ha affermato il presidente della Lega Antonio Matarrese - le emittenti, e soprattutto quella del servizio pubblico,

Le nuove fiction? Fanno flop ( da "Unita, L'" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: anno Rai e Mediaset hanno scelto l'estate per "provare" alcune serie, anche particolarmente ambiziose. Ma, fin qui, si corre da un flop all'altro... Dopo l'inattesa diserzione del pubblico per i pompatissimi Tudors (spostati dal palinsesto per far posto a un intervento - poi annullato - di Berlusconi sulle intercettazioni),

Diritti del calcio in tv: Rai e Mediaset non ci sono ( da "Unita, L'" del 07-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Rai e Mediaset non ci sono Nulla di fatto per l'asta dei diritti televisivi del calcio, indetta dalla Lega. Sono lontanissimi i tempi della guerra al rialzo tra le tv, che svenava la Rai. Il Cda di viale Mazzini, nell'ultima riunione, ha addirittura deciso di non partecipare con le basi d'asta proposte dalla Lega (70 milioni solo per le cosiddette "

Eco a Praga nel '68 non si accorse della repressione ( da "Giornale.it, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Per colpire Berlusconi, invece, Asor Rosa rivaluta Mussolini Matteo Sacchi Due giorni fa è esplosa una polemica che covava dal 1968. A dirsele di santa ragione, su un momento capitale della storia contemporanea, due pezzi da 90 della cultura italiana: Enzo Bettiza (autore de La Primavera di Praga che proprio ieri veniva presentato a Cortina)

Segue dalla Prima M a anche un Paese forse pronto, secondo un altro tipo di esperti, a far str ( da "Unita, L'" del 08-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: la sensibilità degli atleti quando basterebbe che fosse la tv (Rai, Mediaset, La7, le locali) a incrociare due strisce nere sul teleschermo per ricordare che cosa avviene e perché sono a rischio i Giochi di Pechino? Per carità, questo non vuol dire che gli atleti non possano (debbano è un'altra faccenda, assai scivolosa.

(segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Lungo la strada un sacco di neri, ma anche un poco chiari, non poche donne, che raccoglievano i pomodori. è successo un casino solo perché il nonno, a proposito degli extracomunitari, ha detto che il presidente della regione Puglia ha creato degli alloggi che servono per loro, quando vengono a fare i lavori che noi non vogliamo fare.

NOVE MILIONI di euro all'anno, per tre anni. È questa la cifra della discordia, che vo ( da "Unita, L'" del 09-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Anche la Rai si sta rendendo conto che il festival è un evento molto costoso - ha dichiarato mesi fa - e che non si può dare alla città di Sanremo questa quantità di denaro per un evento che ha il destino segnato". E Mediaset, che negli anni di gloria del Festival aveva contribuito a far alzare il prezzo, mettendosi in concorrenza per acquisire l'

Quando l'uomo non fa notizia ( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Non erano solo al femminile le segnalazioni fatte dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad Agostino Saccà per un lavoro alla Rai. A dirlo è lo stesso Saccà, intervenuto al "Cortina Incontra 2008". "Berlusconi mi ha chiamato per raccomandare anche 5 o 6 uomini, non solo donne. Però queste intercettazioni non sono uscite".

Saccà-show: le raccomandazioni? Il premier le chiese anche per uomini ( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Abstract: di aver lanciato Panariello e rilanciato Fiorello dopo che uscì da Mediaset, con le ossa rotte. Si vanta di aver fatto l'interesse dell'azienda pubblica, tagliando i costi e stroncando la pratica degli appalti. E il progetto di costituzione di una società di produzione di fiction extra Rai, con la promessa di un aiutino da parte di Berlusconi?

Il "tesoretto" targato Sanremo rende alla Rai ben 62 milioni ( da "Stampa, La" del 10-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: targato Sanremo rende alla Rai ben 62 milioni E' vero che nella trattativa con la Rai per il rinnovo della convenzione Festival, dopo il dichiarato disinteresse di Mediaset, il Comune ha perso un po' del suo potere contrattuale ma è altresì una realtà consolidata che a Viale Mazzini l'evento rende una somma irrinunciabile in termini di pubblicità.

L'amico Saccà e le ragazze di Silvio ( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Stai consultando l'edizione del L'amico Saccà e le ragazze di Silvio Tutto bloccato a viale Mazzini. Il Cda Rai non è riuscito a "licenziare" Agostino Saccà. il direttore di Raifiction che dal suo posto di dirigente stava costruendo una società che avrebbe fatto concorrenza all'azienda e "sistemava" attrici per conto di Berlusconi.

Affari, processi e bugie I primi tre mesi di Silvio IV ( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: gli appuntamenti privati aggiunti a penna da Berlusconi (Previti, le attrici raccomandate a Saccà, fino alla misteriosa "20,30 Selvaggia") cancellavano gli impegni istituzionali fissati dallo staff di Palazzo Chigi. Silvio gioca (mica tanto, manovra sempre la gestione della Rai) e affida ai ministri in prima linea il compito di un attivismo sfrenato per raggiungere l'

"non fidatevi dei medici eroi della tv" i camici bianchi accusano le fiction - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 18-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Finite le Olimpiadi e prima della ripresa del campionato di calcio, Rai e Mediaset sono pronte a lanciare le nuove fiction che tanto piacciono al grande pubblico. Da "Terapia d'urgenza" a "Medicina generale", da "Crimini bianchi" ai tormentoni americani come "E.R. Medici in prima linea" e al "Seattle Grace Hospital" della serie "Grey's anatomy".

Su ogni frequenza viaggiano più segnali ( da "Stampa, La" del 19-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: digitale terrestre è balzato agli onori della cronaca perché è il mezzo sul quale Rai, Mediaset e La7 (ma non soltanto) hanno puntato per entrare sugli schermi delle case degli italiani. E' digitale perché consente, al contrario del "classico" sistema analogico, di far viaggiare più di un segnale per ogni frequenza. Fatto che permette di trasmettere molti più canali rispetto al passato,

Referendum, di pietro attacca i democratici "siete nel torpore". la replica: "arrogante" - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: mette in lista è decisivo in una regione dove un sacco di gente può finire dentro prima del voto, o subito dopo". Perché Di Pietro, al contrario di Nanni Moretti, non pensa che in Italia ci sia due opposizioni, una autodistruttiva e una in letargo. Ma tre, e lui incarna "quella attiva e propositiva che vuole dare la sveglia al Pd che semina parole al vento quando serve il solco dell'

E adesso bossi riabilita craxi "mi chiese aiuto, non feci nulla" - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: a un sacco di poveri politicanti mancano i coglioni, non hanno cuore". Il confronto era con Berlusconi, che all'epoca il Senatur chiamava "il mafioso di Arcore" e "il servo dei padroni americani". Di più: "il portaborse di Craxi". Ma anche col resto della Seconda Repubblica: "Craxi - diceva il leader del carroccio all'epoca -

Casini, petizione in spiaggia <Rivogliamo le preferenze> ( da "Corriere della Sera" del 21-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: sono arrivati un sacco di elettori di Pd e Pdl..." G. G. V. A Otranto Pier Ferdinando Casini in posa con due sostenitrici al lido Atlantis di Otranto. Il leader centrista ha dato vita all'iniziativa in spiaggia per ribadire la necessità della preferenza nella nuova legge elettorale per le Politiche: "Si può pensare alla preferenza singola o a due di genere"

"vi faccio sentire la voce di michelangelo" - paolo d'agostini roma ( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: pur dominando la conoscenza della materia utilizzata (Rai, Mediaset, telegiornali, ritratti e documentari di Gianfranco Mingozzi e Alberto Grifi: ha partecipato alla ricerca Ciro Giorgini), questo risultato dall'effetto così "inedito" non abbia sorpreso lo stesso Di Carlo. "Sorpreso no, ricordavo bene queste interviste e conoscevo bene Michelangelo.

La cinepresa riscopre milano ( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: occupazione degli spazi pubblici e reso più appetibile alle cineprese la capitale della moda e della pubblicità. Anche per questo tornano a frequentarla le fiction della Rai e di Mediaset, le produzioni dei film italiani, i kolossal internazionali. Da Aldo, Giovanni e Giacomo a Banderas, è tutto un ciak. SERVIZIO A PAGINA IX.

Cinema e tv, la città diventa un set - stefano rossi ( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Mediaset promette milanesità anche per la fiction Anna e i cinque con Sabrina Ferilli (location in Duomo e in Galleria) e per due tv movie con Gerry Scotti e Maria Amelia Monti (Castello Sforzesco). Passando al cinema, terminano in questi giorni le riprese di Generazione mille euro di Massimo Venier che in effetti,

De luca attacca "non possiamo più aspettare" - roma ( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: La Rai teme davvero che finisca come tre stagioni fa quando Mediaset si prese tutto: ma la tv berlusconiana offrì per tre stagioni 185 milioni di euro, una cifra che adesso è impensabile. Matarrese si è già appellato a Gianni Letta: "Il calcio in chiaro è un diritto degli italiani".

Calcio in chiaro oscurato braccio di ferro lega-rai - fulvio bianchi roma ( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Per Sky e il digitale di Mediaset Premium e La7 invece nessun problema. Ieri in Lega Calcio sono state aperte le buste con le offerte per i diritti tv: assegnata la Supercoppa. La Rai ha pagato 600.000 euro, battendo la concorrenza di Conto Tv, ferma a 410.000 euro. I diritti esteri della Coppa Italia sono andati a Be4.

Diritti tv, la rai vuole ritirarsi appello al governo di curzi ( da "Repubblica, La" del 23-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: allora la Rai ritirerà le sue offerte e uscirà da qualsiasi trattativa futura. L'ente di Stato non ha alcuna intenzione di rilanciare, né accetterà che venga riaperta un'asta: ha offerto più di Mediaset sia per la fascia pomeridiana che per quella serale, convinto quindi di poter trasmettere sia "Novantesimo" che la "Domenica Sportiva"

"il sud non deve temere vigilerò io su bossi" - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Solo così il Mezzogiorno potrà uscire dalle sacche in cui si trova". Anche lei chiede che il periodo di transizione tenga conto della situazione in cui si trovano le regioni più povere del Paese? "Sì, il processo di adeguamento dev'essere graduale. Ma questo non significa ritardare l'attuazione della riforma, che è fuori discussione.

Berlusconi chiama abramovich ribaltone sheva: torna al milan ( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: permangono un sacco di dubbi. Si vedrà. Sheva torna in prestito gratuito dal Chelsea e il Milan ha ottenuto anche il diritto di riscatto tra un anno, non l'obbligo come chiedeva il Chelsea. Decisivo il nuovo colloquio tra Berlusconi e Abramovich venerdì sera, ma è chiaro che il Chelsea non regala Sheva, costato 45 milioni due anni fa,

E dopo l'overdose olimpica verso il blackout dei gol in tv - fulvio bianchi roma ( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)
Argomenti: RAI MEDIASET

Abstract: Qualcuno tenterà di mettere d'accordo in extremis Rai e Mediaset ad alzare la posta e dividersi una parte di diritti (magari facendosi concorrenza con la Ds e Controcampo). In questo caso i presidenti potrebbero arrivare a 50 milioni complessivi. Ma la Rai ha offerto di più, perché dovrebbe accettare?

Giornalisti di sinistra: la serietà è un optional ( da "Giornale.it, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: incontri un sacco di persone, cameriere di bar, portieri di motel, camionisti in sosta in qualche sperduto "Baghdad Café", addetti ai distributori di benzina, autostoppisti e, naturalmente, anziani professori un po' razzisti. Non faccio pertanto fatica a immaginare la quantità di gente alla quale l'editorialista della Repubblica ha posto la fatidica domanda:

<No ai tagli, il governo salvi la città della salute> ( da "Corriere della Sera" del 26-08-2008)
Argomenti: Berlu Saccà

Abstract: Sacco, Besta e Istituto tumori a Vialba. I direttori: grave danno per Milano L'accusa: la Finanziaria danneggia lo sviluppo e la ricerca, ma il progetto è un bene per Milano, non va fermato L'operazione, al momento, è "congelata". La nuova cittadella della salute è a secco: il governo ha tolto dal decreto fiscale i fondi Inail per la ricerca e ora il presidente Roberto Formigoni,


Articoli

Rai pronta per il calcio in chiaro torna novantesimo minuto - fulvio bianchi roma (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Sport Diritti tv: bando per 70 mln ed embargo fino a mezzanotte Rai pronta per il calcio in chiaro torna Novantesimo minuto FULVIO BIANCHI ROMA La Rai è pronta: vuole riprendersi tutto il calcio in chiaro. In esclusiva: spazzando via la concorrenza (Mediaset e anche le emittenti private) che non potrà trasmettere i gol sino alle ore 24 della domenica. Questa la grande novità: l'embargo assoluto, esteso sino alla mezzanotte. Tre anni fa la Rai era stata battuta da Mediaset che aveva strapagato (185 milioni) i diritti tv della serie A. Il bando d'asta è stato pubblicato ieri dalla Lega e Antonio Matarrese chiede almeno 70 milioni a stagione per gli highligths della serie A. Cifra alta ma con la possibilità, per la prima volta, di avere tutta l'esclusiva del calcio in chiaro. Si possono presentare le offerte (sei in tutto, ci sono anche la B, la Coppa Italia, la Supercoppa, la radio) sino al 6 agosto: sembra che Mediaset giochi al ribasso (poco più di 31 milioni), la Rai aspetta prima di svelare le sue mosse ma pensa di arrivare sino a 35-40 milioni a stagione. Il bando quindi ha buone possibilità di andare deserto: il giorno dopo inizierebbe una lunghissima trattativa privata. "Si concluderà la sera prima dell'inizio del campionato...", scherza ma non troppo Matarrese. "Se non si presenta nessuno non faremo certo drammi: io al posto della Rai mi preoccuperei se non prendesse il calcio, ha un'occasione unica che non può non cogliere. Dico la Rai, e non Mediaset o Sky cui siamo comunque aperti, perché con la Rai ho un rapporto storico". Matarrese è stato già da Gianni Letta, a Palazzo Chigi, e ora si augura che intervenga Silvio Berlusconi per convincere la tv di Stato a fare un'offerta consistente. Il format del campionato non cambia: niente "spezzatino" in più per ora. Due gare al sabato e il posticipo serale della domenica. La Rai avrebbe la possibilità di mandare di nuovo in onda Novantesimo Minuto e non avere più la concorrenza di Controcampo alla sua Domenica Sportiva. Altro tema d'attualità: ieri ultimo consiglio federale, ripescate tre squadre in Prima Divisione (Pro Patria, Spal e Lanciano) e cinque in Seconda Divisione (Sambonifacese, Andria, Colligiana, Rovigo e Montichiari). Restano alcune situazioni in sospeso, fra cui il Messina (forse riparte dell'Eccellenza). Dalla prossima stagione, su proposta di Matarrese, niente più ripescaggi: così inizia la riforma dei campionati. "Io lo proposi un paio di anni fa - dice Mario Macalli, presidente della Lega Pro - e mi diedero del matto: ora sono per una B a due gironi da 18 e una Prima Divisione con 3 gironi da 18. Così i presidenti non andrebbero più falliti". La A dovrebbe restare a 20: nel giro di un paio d'anni si arriverebbe a tagliare qualche decina di club professionistici.

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Riforme, berlusconi frena sul dialogo - silvio buzzanca (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Riforme, Berlusconi frena sul dialogo Ma Schifani oggi vede Veltroni. E Napolitano: bene l'incontro Fini-D'Alema Il presidente del Senato: non è uno scandalo pensare a una riforma del Csm SILVIO BUZZANCA ROMA - Silvio Berlusconi vorrebbe dialogare, ma non vede nell'opposizione la voglia di farlo in modo leale. E così annuncia al Tg5 che senza fatti nuovi tirerà avanti. Ma più o meno contemporaneamente, dal Tg1, il presidente della Repubblica invita a riformare le istituzioni e la giustizia e plaude al dialogo Fini-D'Alema. E pochi minuti dopo Renato Schifani annuncia, sempre dal Tg1, che oggi vedrà a colazione Walter Veltroni e Anna Finocchiaro. L'evidente contraddizione fra il premier e le due più alte cariche dello Stato è andata in onda ieri sera. Il canale Mediaset ha mandato in onda il Cavaliere che, fra le altre cose, ha detto: "Noi restiamo aperti al dialogo, però per dialogare bisogna essere in due e serve che ci sia un sia un comportamento leale, cosa che non trovo nell'altra parte". Comunque, ha spiegato il premier, "se ci sarà la possibilità di dialogare saremo felici. Ma se non ci sarà andremo avanti a realizzare tutte le riforme promesse agli italiani". Intanto sul canale Rai parlava il presidente della Repubblica. "L'Italia ha bisogno di convergenze sulle questioni su cui per poter decidere è indispensabile aver una larga condivisione: in modo particolare, riforme istituzionali, riforma della giustizia, funzionamento del Parlamento", ha detto Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato ha anche dato un giudizio positivo sulle prove di dialogo in corso. "Che ci sia stato un incontro tra il presidente della Camera e l'onorevole D'Alema mi pare un segno positivo", ha spiegato. Poco dopo, ospite in studio del Tg1, Renato Schifani ha annunciato che oggi vedrà a colazione Walter Veltroni e Anna Finocchiaro. Motivo dell'incontro, il tentativo di "cercare di comporre, studiare, un percorso, creare un'atmosfera di legislatura costituente della quale abbiamo bisogno". Un faccia a faccia che sembra figlio di quello che il presidente del Senato ha detto ieri durante la cerimonia di consegna del ventaglio da parte dei giornalisti parlamentari. "Io credo e continuerò a credere quotidianamente che questa sia una legislatura costituente e possa essere diversa da quelle che ci hanno preceduto", ha spiegato Schifani. Che ha citato proprio il presidente della Repubblica: "L'obiettivo di questa presidenza è quello che si prefigge anche Napolitano quotidianamente: una moderazione di toni in politica e un confronto tra maggioranza e opposizione". Il presidente del Senato ha ricordato il clima di dialogo che si era creato durante la campagna elettorale e subito dopo il voto. "Bisogna tentare di tornare al clima post-elettorale che nasceva dalla reciproca legittimazione tra Berlusconi e Veltroni - ha sottolineato - in quell'incontro che ebbero. Una legittimazione reciproca che era mancata tra forze politiche opposte fin dal 1994". Schifani ha anche ribadito anche il suo no al ritorno dell'immunità parlamentare, motivandolo proprio con la necessità di tornare a parlarsi. "La politica - ha detto il presidente del Senato - non deve tornare a difendersi attraverso il vecchio istituto dell'autorizzazione a procedere" perché questo provocherebbe uno scontro tra maggioranza ed opposizione, allontanando così ogni possibilità di dialogo. Ma il presidente del Senato ha subito aggiunto che "nel rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura", "non è uno scandalo parlare di riforma del Csm. Lo si fece nella Bicamerale voluta da Massimo D'Alema e c'è stata una proposta ad hoc di Luciano Violante".

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Dal dialogo ai rifiuti, l'assolo del premier sul Tg5 Nella lunga intervista: poche vacanze, drizzone al Paese. Melandri: uso privatistico di Mediaset (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stai consultando l'edizione del Dal dialogo ai rifiuti, l'assolo del premier sul Tg5 Nella lunga intervista: poche vacanze, "drizzone" al Paese. Melandri: uso privatistico di Mediaset / Roma INTERVISTATO dal Tg5, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha aperto, a suo modo, al dialogo con l'opposizione sulla medesima linea tracciata ore prima dal presidente del Senato Renato Schifani: "Credo che la persona più facile con cui potere avere un dialogo aperto sia il presidente Berlusconi - ha detto di se stesso il Cavaliere - e noi restiamo aperti al dialogo. Ma per dialogare bisogna essere in due, e servono un minimo di rispetto e un comportamento leale, cose che non trovo nell'altra parte. Se ci sarà la possibilità di dialogare saremo felici, se non ci sarà andremo avanti con tutte le riforme promesse agli italiani" visto che "gli italiani ci hanno dato un'ampia maggioranza per governare". La lunga intervista di tono pacato è tutta improntata al fare: "Farò poche vacanze. Preparerò la ripresa autunnale perché l'Italia ha bisogno di un drizzone per essere competitiva con gli altri Paesi e perché i cittadini abbiano garantiti i loro diritti. In autunno faremo la riforma della giustizia, la riforma della legge elettorale europea ed il federalismo fiscale". E continua: "Tutti dovremo rimboccarci le maniche, perché la crisi esiste, ma gli uomini di buona volontà potranno superarla lavorando di più. Dobbiamo essere ottimisti, perché un pessimista non raggiunge risultati. La crisi è mondiale, perché Cina, India e Russia hanno incrementato il loro livello di vita e chiedono materie prime, petrolio e derrate alimentari. I momenti di crisi si alternano sempre a momenti di sviluppo. Oggi l'Italia ha in campo un'ottima squadra che sta intervenendo con misure efficaci e sta mantenendo tutte le promesse con rapidità". Una battuta anche sulla questione dei rifiuti di Napoli, data per risolta già alcune settimane addietro: "Me ne sono fatto carico dicendo che la zona doveva essere ripulita dai rifiuti entro luglio. Lo abbiamo fatto con due settimane di anticipo. A Napoli è tornato lo Stato dopo che i governi di centrosinistra si erano assentati. Napoli è fuori dall'emergenza acuta, ma per uscirne definitivamente bisogna aspettare che entrino in funzione i termovalorizzatori". L'opposizione alza la voce con Giovanna Melandri, ministro della Comunicazione nel governo ombra del Pd che attacca: "Abbiamo apprezzato la lunga intervista di circa 7 minuti al Tg5 del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Siamo convinti che Mediaset durante la legislatura del "suo presidente" non vorrà fare un uso privatistico delle sue testate giornalistiche, pertanto siamo certi che presto arriverà da parte del direttore del Tg5 la richiesta di un'intervista, ci basta duri anche sei minuti, al segretario del Pd, Walter Veltroni". Giorgio Merlo, dalla Commissione di Vigilanza Rai, usa l'ironia: "La lunga, meditata, argomentata ed approfondita intervista del direttore Mimun al presidente del Consiglio sarà sicuramente controbilanciata con un esponente dell'opposizione. Non abbiamo alcun dubbio. Abbiamo, nel merito, tre curiosità: quando sarà fatta l'intervista; a chi sarà fatta e in quale edizione del Tg".

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Esercito per le strade Operazione di facciata Cara Unità, intervengo premettendo che d (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Esercito per le strade Operazione di facciata Cara Unità, intervengo premettendo che da un po' di tempo, da cittadino non mi sento affatto sicuro sia per la strada che all'interno della mia abitazione. Comunque non sono affatto d'accordo con il Governo per l'impiego dei militari in questo settore. Si tratta solo di una operazione di "facciata" come lo fu per il famoso poliziotto di quartiere, quando risultò poi alla sua attuazione che venivano interessate le sole zone centrali delle città e nelle "sole ore giornaliere". È ora, a mio avviso, di smetterla con le solite operazioni demagogiche tendenti ad aumentare indiscriminatamente gli organici dei vari Corpi di Polizia e di prendere il coraggio per promuovere una vera riforma dei Corpi di polizia che vada verso il loro accorpamento od alloggiamento in uniche strutture, sia locali che centrali, con il risultato di ottenere un loro impiego più efficiente e responsabile (unici Dirigenti locali e centrali) (non negli uffici come accade oggi ma sul territorio per la sua vigilanza continua) a beneficio esclusivo di una "vera sicurezza" per tutti i cittadini. Distinti saluti. Luciano Ronchini, Lugo (Ra) Scajola, un ministro non può dire quelle cose Cara Unità, è chiaro, ora, perché Scajola è tornato a fare il ministro; chi meglio di lui può rappresentare Berlusconi ed il suo governo "del fare"... gli interessi propri e quelli delle lobby al seguito, passando come un rullo compressore su tutto e tutti: l'etica pubblica, gli interessi generali, la legalità, la legittimità delle nuove leggi, i sentimenti umani. Tutti orpelli insopportabili per chi riconosce solo il "valore" dei soldi. Basta osservare la vicenda Alitalia, lasciata marcire per i propri interessi elettorali, per poi scaricare sui lavoratori ed il bilancio pubblico, il prezzo salato di un pugno di voti. L'arroganza è nel loro Dna; nel paese dei furbi loro si sentono i migliori, tanto da non soppesare l'effetto delle parole che pronunciano e far ritenere che gliene sfugga il significato. Così il ministro poté considerare una vittima del terrorismo un "rompicoglioni", così come ora può dire di due vittime sul lavoro "dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana." senza neppure ricordare il loro nome e spendere una parola di cordoglio per i familiari. Poi, anziché scusarsi rilancia la propria arroganza con un freddo e burocratico comunicato ministeriale. Questa è la loro concezione del valore e della dignità del lavoro. Un ministro non può, dopo aver giurato fedeltà alla Costituzione, esprimere in un discorso pubblico parole che contrastano con lo spirito dell'art. 1: "...Repubblica fondata sul lavoro...", dove il valore riconosciuto al lavoro è base della vita umana; e dell'art. 3: "...tutti i cittadini hanno pari dignità sociale." senza distinzione alcuna. Si dimetta sig. Ministro. Mario Sacchi, Milano Accusato, Olmert si dimette Berlusconi che cosa fa? Cara Unità, il premier israeliano ha annunciato le proprie dimissioni perché i giudici lo stanno indagando per corruzione? Il premier italiano, sotto processo per gli stessi ed altri reati, afferma che i giudici sono il "cancro della democrazia", una "metastasi" da estirpare, e va avanti per la sua strada. Il premier israeliano si dichiara "orgoglioso di vivere in un paese dove anche un primo ministro può essere posto sotto indagine"? Quello italiano fa approvare in fretta e furia dal Parlamento il Lodo Orwell (come lo chiama Antonio Tabucchi), che stabilisce che quattro cittadini sono più uguali degli altri. Negli atti compiuti e nelle parole pronunciate, la superiorità di una democrazia sulla dolce dittatura italiana è schiacciante. Alberto Antonetti, Roma Alitalia, non ci resta che piangere Cara Unità, Alitalia deve essere salvata, altrimenti il cosidetto premier perderà anche l'ultimo briciolo di credibilità rimasto. Ma da chi verrà salvata? Si parla di Benetton (tutt'altra mission aziendale e, si vociferà, con alcune difficoltà di carattere finanziario), di Banca Intesa (quindi soldi dei risparmiatori italiani), di AirOne (i debiti sono il piatto forte di questa nano-compagnia che ha così l'opportunità di ripianarli vendendo i suoi aeromobili alla nuova alitalia), infine di Ligresti, il famoso finanziere siciliano dalle origini misteriose, pregiudicato di tangentopoli e affidato ai servizi sociali, già sull'orlo del fallimento e salvato dalle banche anche lui, spesso indicato da varie fonti come il "cavallo di Troia" di Berlusconi per entrare nel Corriere della Sera. Dopo avere dilapidato l'opportunità Air France per misere speculazioni politiche e vedere ora più che raddoppiati i possibili licenziamenti, non ci resta che piangere e sperare in un miracolo... cosa ardua da realizzarsi con tale ipotesi sul piatto e con la concorrenza che ogni giorno diventa sempre più forte e potente come la fusione tra Iberia e British airways sta lì a testimoniare. Oreste Ferri, Ariccia (Roma).

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Radio Londra (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stai consultando l'edizione del Radio Londra Furio Colombo Ha ragione Il manifesto a definire "misteriosa" Radio Radicale. Come spiegare una radio simile in un Paese che ha subito (e subisce da tempo) un pauroso blocco delle informazioni, nel Paese della Rai visiva e della Rai parlata, in cui una questione testamento biologico te la spiega un vescovo, una di sospetta finanza viene affidata al presunto imputato, il presidente dell'azienda di un vasto spionaggio telefonico viene intervistato per scagionare se stesso, l'immigrazione si chiama "sicurezza", l'estate nelle città deserte "emergenza", con pattuglioni di lancieri e granatieri fra turisti storditi, l'immondizia a tonnellate scompare quando ti dicono che è scomparsa, senza uno straccio di spiegazione e di prova, e la frase: "le impronte digitali fanno bene ai bambini" viene ripetuta come un fatto ovvio, che balza agli occhi, e le reti oscurano i raid nei campi nomadi (che però l'Europa, che ha altre radio e altre televisioni, vede bene), in un Paese così una radio che non apre le notizie con il Papa, ti racconta tutto delle sofferenze di Coscioni e di Welby (e del corpo di Welby abbandonato fuori dalla chiesa), fa parlare una parte e l'altra senza giro rituale e infinto di voci fisse, ti dà le dirette dei fatti veri, ti racconta la guerra in Iraq (la vera storia) e il tentativo di salvare la vita a Tareq Aziz, questa è senza dubbio una radio misteriosa. Diciamo: estranea alla prevalente cultura italiana. Riceve, certo, contributi per esistere. Ma trasmette tutto da tutto rendendo trasparente un Paese opaco fatto di realtà sovrapposte e impenetrabili, un Paese con le finestre murate a cura di editori, partiti, caste, e interessi speciali. Non è né gradevole né gentile, Radio Radicale, e non è neppure la cosa più bella del mondo. Personalmente, e professionalmente, mi manca una terza parte (tutte le notizie che segnano un giorno, ripetute più volte al giorno). Ma mi mancano perché penso al solo modello "perfetto" che conosco, la "National Public Radio" americana che quasi ogni giorno dispiace ai politici di potere non perché sia di sinistra (è appena un po' liberal) ma perché non tace su nulla. Radio Radicale, per i miei gusti, è un poco di destra (è appena un po' troppo "di mercato") e come la PBS non nasconde nulla. Ma gli manca il grande notiziario. Però come saprei di Israele e Medio Oriente e della Cambogia, di Cina e Tibet e Birmania, di sperdute e abbandonate minoranze nel mondo, senza Radio Radicale? E come comincerebbe la giornata politica di molti italiani (va bene, parlo soprattutto di addetti ai lavori) senza "Stampa e regime", la celebre rassegna stampa mattutina di Radio Radicale? * * * D'altra parte il 31 luglio, mentre questa nota viene scritta, è anche il giorno in cui il governo "liberale" ha tagliato tutti i sostegni a tutti i giornali considerati "politici", a cominciare da Libero e dal Foglio, fino a l'Unità. Perché la questione è diversa da una normale decisione di un normale governo? Perché è presa dal titolare del più grande conflitto di interessi del mondo. Quale conflitto di interessi? Quello del proprietario di quasi tutto ciò che si vede e quasi tutto ciò che si legge, che abolisce - o tenta di abolire - anche la minima concorrenza. La questione "sostenere o no la stampa di partito" specialmente in momenti difficili è grave e seria e degna di dibattito. Il taglio di Berlusconi però finisce per apparire una museruola, una finestra murata in più. Se fossi Radio Radicale - che viene preservata, credo, soprattutto grazie alle dirette dalla Camera, dal Senato e moltissimi eventi politici del Paese (a volte unica fonte di cose veramente dette) - inserirei subito nei programmi ore messe a disposizione dei giornali morenti e delle loro voci che potrebbero finire per sempre nel polpettone quotidiano Rai-Mediaset. In un mondo di regime (che - ti dicono a Radio Radicale - non comincia con Berlusconi, è più radicato e più antico) potrebbe essere un'idea di salvezza. furiocolombo@unita.it.

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Vigilanza Rai, il voto slitta a settembre (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

N. 182 del 2008-08-01 pagina 7 Vigilanza Rai, il voto slitta a settembre di Redazione Conclusa l'occupazione dei radicali. Casini: "I direttori di testata? Sono "a pecora"" da Roma Scambi di accuse senza fair play. Più la situazione della Rai ristagna, più la politica mette da parte il fioretto e imbraccia la scimitarra. L'impasse di Viale Mazzini, però, non può essere risolta solo con le parole, giacché ieri sono saltati sia il consiglio di amministrazione convocato per rimuovere il direttore di RaiFiction Agostino Saccà sia la riunione della commissione di Vigilanza ancora senza presidente. Al cda di ieri mattina è mancato il numero legale per l'assenza dei cinque consiglieri riferibili al centrodestra Malgieri, Bianchi Clerici, Staderini, Petroni e Urbani. Gli ultimi quattro mercoledì sera hanno inviato una lettera al presidente Petruccioli per contestare l'aggiornamento dei lavori. Il primo punto all'ordine del giorno, infatti, era la nomina di Agostino Saccà alla direzione commerciale. Petruccioli, preso atto del fallimento, ha riconvocato il consiglio oggi alle 14 per "motivi di urgenza". Questa volta, però, il primo punto sarà rappresentato dall'acquisizione dei diritti tv del campionato di calcio. Staderini ha già assicurato la propria presenza e il proprio voto anche sul "caso Saccà". Il manager ha scritto ai consiglieri rilevando che la rimozione si basa su "presupposti infondati e illegittimi". Riunione rinviata anche per la commissione di Vigilanza Rai. L'occupazione dell'aula di San Macuto da parte dei Radicali, che guidati da Marco Pannella presidiano da giorni la commissione, ha impedito lo svolgimento dei lavori. Indispettiti anche gli altri componenti dell'opposizione. I democratici Merlo e Morri hanno stigmatizzato l'iniziativa dei pannelliani, mentre Donadi (Idv) ha definito il loro comportamento "paradossale". Il presidente del Senato, Renato Schifani, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, hanno rimandato tutti al 17 settembre. "Ove in tale seduta non si dovesse procedere alla elezione della presidenza - si legge in una nota - la commissione sarà quotidianamente convocata fino alla dovuta elezione". I radicali hanno smobilitato. Le polemiche non si placano. Il sottosegretario Paolo Bonaiuti ha ribadito che la maggioranza non avallerà la nomina dell'Idv Orlando perché non si può mettere un'istituzione "nelle mani di un partito in cui si dice "ci vuole la mazza"". Non s'è risparmiato neppure l'udc Casini. Cambiare i direttori Rai? "Sono talmente a pecora sul governo, che meglio di così Berlusconi non potrebbe averli". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Rai, oggi Cda su Saccà Petruccioli decisivo ma forse dovrà astenersi (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-01 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Casini: direttori "a pecora" sul governo Rai, oggi Cda su Saccà Petruccioli decisivo ma forse dovrà astenersi ROMA - La matematica sarebbe pure una scienza esatta, ma non in Rai e non con Saccà. Al consiglio riconvocato oggi alle 14 per il terzo giorno consecutivo, salvo improvvisi impedimenti naturali o strategici, si presenteranno in 8 perché Gennaro Malgieri non può: "Ho impegni già presi". Giuliano Urbani, Giovanna Bianchi Clerici, Angelo Maria Petroni e Marco Staderini stavolta invece sì. Il numero legale non mancherà. Per prima cosa andrà affrontata la questione urgente dei diritti sportivi su calcio e ciclismo. Poi si passerà alla proposta di rimozione per Agostino Saccà, promossa dal dg Claudio Cappon, ma che l'interessato, in una lettera ai consiglieri, definisce "illegittima e infondata", oltreché persecutoria. E qui i voti di centrosinistra e centrodestra saranno 4 contro 4. Ma in caso di parità quello del presidente Claudio Petruccioli vale doppio. Quindi per il sospeso-reintegrato-impugnato direttore di Raifiction la sorte parrebbe segnata 5 a 4. Al suo posto salirebbe Fabrizio Del Noce, per lui il contentino della Direzione commerciale (che forse poi chiude). Ma i conti potrebbero sballare. Nessun dubbio sulla volontà di Petruccioli di degradare il capo della Fiction, ma proprio il voto del presidente potrebbe essere in bilico. Proprio ieri infatti, con tempismo merito dell'avvocato Amorosino, ottavo legale di Saccà, gli è stata notificata una denuncia per via di un'intervista in cui Petruccioli imputava al dirigente l'allontanamento di Enzo Biagi. Si configurerebbe dunque l'incompatibilità "per inimicizia grave". Il presidente potrebbe astenersi (e Saccà sarebbe salvo). O votare lo stesso ma con il rischio che la decisione del Cda possa essere impugnata (e lo sarà) e poi annullata. Che nemmeno questo Cda fili liscio lo sente pure Dagospia che ieri ipotizzava un blitz per defenestrare non Saccà ma Cappon nominando al suo posto Stefano Parisi. Operazione complessa: per cambiare dg ci vuole l'intesa con l'azionista Tesoro e l'ok dell'assemblea dei soci. Si vedrà. Da registrare (e anche videoregistrare, stamattina alle 7 a Omnibus Estate su La7) l'esternazione di Pier Ferdinando Casini che a domanda: "Se lei fosse Berlusconi farebbe saltare qualche direttore in Rai?" ha così risposto: "Io no, sono talmente a pecora sul governo che meglio di così non potrebbe averli". Il leader Udc ha poi riconosciuto che trattasi di "espressione brutta e casareccia" ma che "la sostanza è quella". Intanto la nomina del nuovo presidente della Vigilanza Rai è rimandata a dopo le vacanze. I presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, viste le continue fumate nere, hanno fissato la prossima seduta per il 17 settembre. Ma basta ostruzionismo: la commissione verrà riconvocata a oltranza ogni giorno fino a elezione avvenuta. Date le circostanze, anche il drappello di Radicali Italiani che per protesta aveva occupato l'aula ha sciolto le righe. Nel 2005 Agostino Saccà (di spalle) con Claudio Petruccioli Pier Ferdinando Casini Giovanna Cavalli.

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Sky compie 5 anni e lancia il primo quiz (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-08-01 num: - pag: 43 categoria: REDAZIONALE Pay tv Dieci per cento di share e 4,5 milioni di abbonati Sky compie 5 anni e lancia il primo quiz Sfida a Rai e Mediaset con un game show A Milano la registrazione delle prime puntate del programma ambientato in una classe delle elementari MILANO - Cinque anni per radicarsi in Italia e insidiare il duopolio televisivo di Rai e Mediaset. è questa la candelina che Sky ha spento ieri sulla sua torta di compleanno: il 31 luglio 2003 partivano infatti le trasmissioni della pay tv del tycoon Rupert Murdoch, nata dalla fusione tra Stream e Tele +. Il guanto di sfida satellitare di NewsCorp alla tv generalista e in chiaro era lanciato. Cinque anni dopo Sky festeggia con numeri da terzo polo tv: abbonati più che raddoppiati, da due a oltre 4 milioni e mezzo; una platea di spettatori che oggi raggiunge 14 milioni di persone, contro i 6 iniziali; un bouquet che supera i 170 canali tematici e pay per view. Tutto ciò si traduce in uno share complessivo del network che sfiora ormai il 10%, ed era solo il 2% cinque anni fa. Ma non finisce certo qui. Basta andare dalle parti di via Feltre, periferia nord-est di Milano, per scoprirlo. è lì che si stanno producendo le puntate della nuova sfida targata Sky: un quiz show, che dal 6 ottobre andrà in onda su Sky Vivo, da lunedì al venerdì alle ore 18. Titolo: "Sei più bravo di un ragazzino di 5^?". Nello studio televisivo che ricostruisce un'aula scolastica (lavagna, mappamondo, cartine alle pareti, banchi e cattedra), l'"insegnante" Massimiliano Ossini fa la sua domanda a un alunno sorprendente: un uomo decisamente non più in età scolastica. "Quanto dura il mandato del presidente della Repubblica?". Sul volto dell'uomo, una trentina d'anni e due lauree alle spalle, scompare il sorriso. Annaspa. La risposta non arriva. Ma al suo fianco, baldanzoso come può essere un "sapientino" di appena dieci anni, un ragazzino scrive sicuro e poi schiaccia un bottone rosso. Lui sì che sa la risposta. Quando l'uomo si arrende, il prof. Ossini autorizza a proiettare sulla lavagna la risposta scritta dal ragazzino: sette anni. Esatto. Il ragazzino gongola, il pubblico in studio applaude, mentre l'uomo finisce (metaforicamente) dietro la lavagna con il cappello da somaro. Per rendere più saporito il gioco non ci sono opzioni multiple (che aiutano a orientarsi), ma la risposta secca: proprio come nel quiz classico, tipo "Lascia o raddoppia?", che ha fatto la fortuna prima della Rai e poi di Rai e Mediaset. "Sì, proprio così - sottolinea Stefano Orsucci, direttore di Sky Vivo - è un cerchio che si chiude. O meglio, che si riapre. Sky, la tv del futuro, si cimenta con il gioco a premi, uno dei programmi che hanno fatto la storia della tv italiana, quella generalista". E lo fa, aggiunge, "con un grande sforzo produttivo". La cifra precisa è top secret, ma si parla di un budget di milioni di euro. Soldi che servono a "far diventare questa rete, che si occupa di intrattenimento, sempre più forte, concorrendo all'obiettivo di consolidare il network Sky come terzo polo televisivo italiano", chiude Orsucci. La pausa è finita, si torna al lavoro. C'è un nuovo concorrente da interrogare: sotto le grinfie del sadico prof. Ossini arriva una donna. Anche lei viene impietosamente e presto eliminata. Ma sarà tutto vero? Oppure la bocciatura di massa è frutto di un copione scritto a tavolino? "Assolutamente no - giura il conduttore del quiz - non voglio certo mettere a rischio la mia carriera (Ossini è anche volto noto della Rai, conduce Linea Verde, ndr.)". Maurizio Pluda.

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La Lega apre l'asta ma non si fa illusioni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-08-01 num: - pag: 45 categoria: REDAZIONALE Diritti tv Per il calcio in chiaro chiesti 130 milioni La Lega apre l'asta ma non si fa illusioni Matarrese: "Siamo pronti a trattare" "Nessun dramma se non arriveranno offerte entro mercoledì. Ma mi dispiacerebbe se la Rai non cogliesse l'occasione" MILANO - Sei bandi d'asta per vendere il calcio in chiaro, per le prossime due stagioni (2008-2010), prima che entri in vigore la legge Melandri (dal 2010), quando tutto verrà ceduto in forma collettiva (anche il criptato). La Lega di Milano ha presentato le proprie richieste per la cessione dei diritti tv e adesso aspetta risposte. Gli highlights della serie A valgono 70 milioni all'anno; quelli della B 16 milioni. In più chi è interessato può acquistare i diritti radiofonici dei due campionati, le dirette criptate delle gare di B, la Coppa Italia e la Supercoppa (Inter-Roma, 24 agosto a San Siro). Se tutto fosse venduto nel rispetto del bando, la Lega arriverebbe ad incassare 129.850.000 euro. "Le offerte per l'acquisto dovranno essere presentate entro mezzogiorno del 6 agosto". Ma, viste le posizioni di Rai e Mediaset, che giocano al ribasso, schiacciate dalla concorrenza di Sky e del digitale terrestre, è facile immaginare che l'asta andrà disattesa e allora si dovrà ripartire il 7 agosto, attraverso una trattativa privata, fra le più complicate da quando la Lega vende i diritti tv (1981). La metà dei soldi del "chiaro" è destinata alla serie B, in base ad una vecchia delibera tuttora in vigore; i club di A sono anche disponibili ad alzare la quota destinata ai 22 club di B, rimasti senza contratto tv nell'ultima stagione, purché si arrivi ad un ricavo consistente. Nel triennio 2005-2008, Mediaset per i diritti in chiaro della A ha versato 184,5 milioni, ma ora offre 30 milioni a stagione e la Rai ha fatto sapere di averli valutati intorno ai 35. La metà di quanto chiede la Lega. Matarrese, ieri a Roma al Consiglio federale, ha chiarito la linea dei vertici del pallone: "Siamo pronti alle trattative; se non dovessero arrivare offerte entro mercoledì non sarebbe un dramma, perché apriremmo una trattativa privata. Invece mi preoccuperei e mi dispiacerebbe se la Rai, che ha la possibilità di farlo, non dovesse cogliere questa occasione storica di riprendere i diritti in chiaro. Noi siamo aperti a tutto, ma parlo della Rai, perché ho un rapporto storico. Le nostre richieste sono in funzione di un prodotto che vale moltissimo, come ha sottolineato anche il presidente dell'Uefa, Platini e che non va assolutamente svilito. Siamo pronti a qualunque iniziativa, se vedremo che il prezzo non è quello che ci aspettiamo. L'azienda calcio tira ancora, dobbiamo essere grati ai presidenti che hanno investito nel pallone profitti di altri tipi di aziende. Quando nel 2010 entrerà in vigore la nuova legge, l'equilibrio tra i club sarà ideale. Quella legge è stata una grande vittoria della Lega. Adesso abbiamo Infront come advisor e speriamo di incassare un miliardo di euro". Per questo biennio di transizione, Matarrese, atteso da un mese di agosto molto agitato, non è disposto a fare "sconti. La serie A non può non aiutare la B. Ma la B non può pretendere dalla A se non quei fondi che vengono dai diritti in chiaro. Per discutere di tutto, abbiamo ancora in programma un'assemblea nell'ultima settimana di agosto. Quando decideremo se il campionato può partire? La notte prima...". E forse non è soltanto una battuta. f. mo.

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Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 50 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 42 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 47 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 99 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 79 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.11 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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"Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Cari amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Quel "vivo desiderio" di felicità Cari amici, da domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con queste parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una volta camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la mia mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri non erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al di sopra di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e attrattive fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo, provavo un vivo desiderio d'una felicità non legata al misero fango della terra. E a me stesso davo la risposta: "Sei destinato ad essere assunto principe nel regno che governa il cielo". Scritto in Varie Commenti ( 368 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Jul 08 Sono tornato. Nuove regole per il blog Cari amici, ieri sera alle 23 il Jumbo della Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è atterrano all'aeroporto di Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore (anche durante lo scalo tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere). Poco dopo la partenza, Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per il lavoro che abbiamo svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi invitavano a moderare certi scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato impossibilitato a fare alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto tutti i commenti, e ci sono rimasto piuttosto male per la piega che hanno preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non intendo più lasciare spazio agli "off topic": il blog "Sacri Palazzi" non è una pubblica arena dove mettere in piazza scontri o risolvere beghe private o partire per la tangente montando polemiche. Vi chiedo dunque di intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più possibile di non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni rispettose nei confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più radicale senza offendere colui o colei dalla quale si prendono le distanze. Fino ad oggi sono stato troppo tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jul 08 La veglia di Randwick, la messa finale Cari amici, ieri sera (in Italia era sabato pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia, all'ippodromo di Randwick. Abbiamo girato tra i ragazzi accampati che attendevano Benedetto XVI. Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai sacerdoti per le confessioni, e la presenza di famiglie con bambini. Hanno dormito nei sacchi a pelo, sotto le tende o ripari di fortuna. Ora - da voi sono le tre di notte - il Papa sta celebrando la messa conclusiva della Gmg. Nell'omelia ha detto: "Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca visione di fede, una nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all'edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta". Scritto in Varie Commenti ( 248 ) " (13 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Jul 08 L'accoglienza di Sydney e il tassista musulmano Sul Giornale di oggi troverete due cronache dedicate agli eventi di ieri, in particolare la festa di accoglienza dei giovani al Papa e l'importante discorso che Benedetto ha rivolto loro; e un approfondimento sul tema degli aborigeni australiani, pure citati nei discorsi papali. Vi volevo raccontare un piccolo episodio accaduto sempre ieri: due volontari italiani della Gmg hanno preso un taxi nel centro di Sydney chiedendo di essere accompagnati al centro stampa, nella baia di Darling Harbour. Il tassista era un fedele musulmano. Quando è arrivato il momento di pagare, si sono sentiti rispondere: "Non mi dovete nulla, siete miei ospiti". E' un piccolo segno che bene descrive l'ottima accoglienza degli australiani nei confronti dei giovani che hanno invaso Sydney. Durante tutto il percorso che ha riportato ieri sera il Papa nella sua residenza a fianco della cattedrale, c'era una grande folla che si accalcava lungo le transenne. Cari amici, mi dispiace che per tutto ieri e tutt'oggi non sia consultabile sul nostro sito Internet il pezzo principale di cronaca che ho scritto sulla festa di accoglienza con le parole del Papa. Copio il testo come commento di questo post, che se a quest'ora avrete letto i testi di Benedetto XVI e molti altri servizi. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (15 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Jul 08 Il Papa tra koala e serpenti Cari amici, tra qualche ora il Papa termina le due giornate di riposo a Richmond e arriva a Sydney: visiterà la cattedrale, quindi da domani si entra nel vivo della Gmg con la festa di accoglienza. Stamattina gli addetti dello zoo di Sidney hanno portato nella residenza papale un po' di fauna tipica australiana: un cucciolo di canguro, dei koala, una specie di istrice e anche un serpente. Benedetto XVI appariva molto divertito. Immagino che vedrete queste scene sui prossimi tg. Sul Giornale di oggi trovate il mio resoconto della conferenza stampa che ieri ha fatto Bagnasco. Questa mattina sono iniziate le varie catechesi per i gruppi nazionali e nel pomeriggio (qui la giornata è ormai alla fine.) si è svolta la festa degli italiani, preceduta da una breve liturgia della parola, presieduta da Bagnasco. Quella dei telefoni sembra una maledizione: è andato in tilt il sistema dell'operatore gsm a cui si "agganciano" i telefonini Tim, e per ore non siamo riusciti a comunicare neanche tra noi. Poi abbiamo scoperto che bastava selezionare un altro operatore. Scritto in Varie Commenti ( 98 ) " (18 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jul 08 Da Sydney un abbraccio a Gianluca Apprendo dal giornale online Petrus che il suo direttore Gianluca Barile, è stato colpito da un ictus. Gli sono vicino, anche se mi trovo dall'altra parte del globo. Oggi il Papa si è riposato e noi abbiamo visitato i luoghi della Gmg. Nella cattedrale di Sydney, come sapete, c'è un pellegrino speciale che non si muoveva da Torino dal 1925, anno della sua morte prematura: è il beato Pier Giorgio Frassati, uno dei patroni della Giornata mondiale della Gioventù, davanti alla cui bara i giovani si fermano a pregare. La sua vita è un esempio di come seguendo Cristo si può trasformare il mondo iniziando da se stessi. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" Siamo arrivati a Sydney, dopo il lunghissimo viaggio e la sosta per il carburante a Darwin. L'aereo papale, essendo in anticipo di mezz'ora, ha girato un po' intorno per permettere alle autorità di essere presenti ad accogliere Benedetto XVI. Noi giornalisti, con un viaggio di circa un'ora di pulmann, abbiamo raggiunto il Novotel di Sidney on Darling Harbour; il seguito papale (cardinali, monsignori, etc) invece si è fermata al Sofitel, in una zona poco distante. Papa Ratzinger e il suo seguito più ristretto, invece, hanno ragiunto Richmond, un sobborgo semirurale dove si trova il centro dell'Opsu Dei che ospiterà Benedetto XVI nei tre giorni di riposo (fino a mercoledì sera) che precederanno le cerimonie della Gmg. Il Papa si è fatto precedere di qualche ora in Australia da un messaggio. Ve ne riporto un passo. "Molti giovani oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro in modo sempre più incalzante in un mondo che li confonde, e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare risposte. Vedono la povertà e l'ingiustizia e desiderano trovare soluzioni. Sono sfidati dagli argomenti di coloro che negano l'esistenza di Dio e si domandano come rispondervi. Vedono i grandi danni recati all'ambiente naturale dall'avidità umana e lottano per trovare modi per vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri. Dove possiamo cercare risposte? Lo Spirito ci orienta verso la via che conduce alla vita, all'amore e alla verità. Lo Spirito ci orienta verso Gesù Cristo. Vi è un detto attribuito a Sant'Agostino: "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo". In lui troviamo le risposte che cerchiamo, troviamo le mete per le quali vale veramente la pena di vivere, troviamo la forza per continuare il cammino con cui far nascere un mondo migliore". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (19 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 Papa Ratzinger prega per gli anglicani Benedetto XVI è "vicino" ai vescovi anglicani con la preghiera e si augura che possono essere evitate "nuove fratture" e scismi, dopo la contestata decisione della Chiesa d'Inghilterra, baluardo della tradizione anglicana, di ammettere le donne all'episcopato. Sul lungo volo che lo conduce a Sydney, dove arriverà stamattina per la 23 Giornata mondiale della Gioventù, Papa Ratzinger incontra i 43 giornalisti che lo accompagnano. Per la prima volta il Pontefice, rispondendo a una domanda, interviene sul dibattito in corso nella Chiesa anglicana: nei giorni scorsi il sinodo di York ha dato il via libera all'ordinazione delle donne vescovo e la comunione anglicana che si riunisce il 16 luglio nella Lambeth Conference è attraversata da minacce di scismi da parte delle comunità più tradizionali che non accettano la decisione. Tre vescovi anglicani hanno avuto contatti con i responsabili della Congregazione per la dottrina della fede, chiedendo di essere ammessi nella Chiesa cattolica. La risposta vaticana è stata attendista, dato che i problemi da affrontare sono molteplici, e ai prelati che chiedono di entrare nella comunione con Roma verrà a loro volta chiesto di accettare integralmente la dottrina cattolica."Il mio essenziale contributo ha detto il Papa parlando della prossima riunione generale della Chiesa anglicana può essere solo la preghiera, e la mia preghiera sarà molto vicina ai vescovi anglicani che si riuniscono. Noi non possiamo e non dobbiamo ha aggiunto intervenire immediatamente nelle loro discussioni, rispettiamo la loro responsabilità". Benedetto XVI ha quindi spiegato: "Il desiderio è che possano evitare nuove fratture e si trovi la soluzione nella responsabilità davanti al nostro tempo e al Vangelo. Le due cose devono andare assieme. Il cristianesimo contemporaneo deve rendere presente tutto il messaggio di Cristo e dare il proprio contributo essendo fedele a questo messaggio. Speriamo ha detto ancora il Papa che trovino insieme la strada per rendere presente il vangelo nel nostro tempo, questo è il mio augurio per la comunione anglicana". Scritto in Varie Commenti ( 136 ) " (12 votes, average: 2.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 Volo papale, 20 ore con i telefoni muti Sono le due di notte ora italiana e siamo appena atterrati a Darwin, in Australia, per uno scalo tecnico di un'ora e mezza. Qui è pieno giorno. Vi scrivo due righe per informarvi sul perché su Giornale e negli altri quotidiani di oggi non troverete pezzi firmati dagli inviati sul Volo Papale. I telefoni di bordo del Boeing 777 dell'Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo, abbiamo passato l'intero giorno attaccati a telefoni che non funzionavano, dicendoci che la linea satellitare era assente. Ora chiudo, augurandovi buona notte. In giornata vi racconterò delle parole di Benedetto XVI. Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (9 votes, average: 2.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (227) Ultime discussioni Remo Di Medio: @ Savigni scrive: ".un atteggiamento più cordiale ed evangelico (che non vuol dire per... Remo Di Medio: Raffaele Savigni Scrive ".mons. Marcinkus (che non voglio mandare all'inferno: ma un... Parrocchiano: Sono proprio convinto che se Torniellino postasse un thread sulle parole e l'azione di Gesù... vincent!: mi domando: quale attinenza hanno la stragrande maggioranza degli ultimi post con la frase del 17enne... bo,mario: Savigni penso che sia contenta anche Marina della piega della discussione. Almeno si parla di fatti e non... 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Rai, il cda sposta saccà del noce va alla fiction - aldo fontanarosa (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Rai, il Cda sposta Saccà Del Noce va alla Fiction "Farò ricorso". Decisiva la presenza di Staderini Il dirigente va allo Sviluppo Commerciale con il sì dei consiglieri di centrosinistra Berlusconi: "Non giudico, ma io lo conosco, è un ottimo professionista" ALDO FONTANAROSA ROMA - Ci sono voluti otto mesi di scontro nel consiglio della Rai, nella politica, nelle aule di giustizia. Ma alla fine Agostino Saccà cade sconfitto. Il più potente dirigente di area berlusconiana lascia la direzione di Rai Fiction, dove si era asserragliato. Da oggi, è trasferito allo Sviluppo Commerciale. Il nuovo incarico è comunque di assoluto rilievo, ma è anche ben lontano dal mondo dorato dei lustrini e delle attrici. Saccà, insomma, non naviga più nel suo mare. Il più deluso è proprio Berlusconi, che conferma tutta la sua "stima" nel dirigente affondato. Ora nuovo capo di Rai Fiction è Fabrizio Del Noce, che manterrà la carica di direttore di RaiUno fino a settembre. Determinante per il siluramento di Saccà è il consigliere Marco Staderini, in Rai con la casacca dell'Udc di Casini. Per anni, Staderini ha votato ogni delibera insieme ai consiglieri di An, Lega Nord e Forza Italia. D'altra parte, quando lui è arrivato a Viale Mazzini, Casini era ancora alleato di Berlusconi. Ieri invece Staderini apre un varco alla defenestrazione di Saccà. Resta seduto in consiglio quando i due consiglieri forzisti (Urbani e Petroni) e la leghista Bianchi Clerici lasciano la seduta. La presenza di Staderini permette al consiglio di continuare i lavori perché in numero legale, e di votare sulla proposta di trasferire Saccà. Alla fine, l'allontanamento passa con 4 voti a favore (quelli del presidente Petruccioli e dei consiglieri Curzi, Rizzo Nervo e Rognoni). Mentre Marco Staderini - attenzione - si oppone al trasferimento. Ma il suo "no" formale è un "sì" sostanziale. Il consigliere Curzi (Rifondazione) dà atto a Staderini di aver agito nel solo interesse del servizio pubblico, "libero da quelle logiche di schieramento che tanto hanno ferito l'azienda". Subito dopo questa prima votazione, i consiglieri polisti rientrano in consiglio. Sono Urbani, Petroni e Bianchi Clerici (manca Malgieri di An perché eletto parlamentare e incompatibile ormai con il ruolo di consigliere della Rai). A quel punto, il consiglio deve pronunciarsi sulla proposta di rimpiazzare Saccà con Del Noce. Il via libera è quasi unanime. I voti a favore sono 7 su otto. Si oppone il forzista Petroni, in solitudine, per rimarcare la "illegittimità di tutta questa storia". La sconfitta di Saccà è duplice: lui viene allontanato e il suo sostituito (Del Noce) ottiene un consenso quasi totale. Arrivano a consolare Saccà le parole di Berlusconi: "Non entro negli affari degli altri - dice il premier - perché la Rai ha una sua autonomia. Certo Saccà è un grande professionista". Per fargli sentire il suo appoggio, il presidente del Consiglio manda all'ex capo della Fiction anche una sua fotografia con dedica elogiativa ("sei il più bravo di tutti"). Rinvigorito, Saccà annuncia ricorso contro il trasferimento che sarebbe arrivato quando il procedimento disciplinare ai suoi danni era ormai esaurito. Il dirigente accusa poi la Rai di averlo declassato con il nuovo incarico allo Sviluppo Commerciale. In realtà, Viale Mazzini destina Saccà ad un nuovo ruolo di direttore proprio per allontanare il sospetto di una persecuzione, di un declassamento. Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd, parla ora di una Rai "più serena e credibile dopo che interessi politici ed economici l'hanno tenuta in scacco per mesi". Vincenzo Vita ironizza: "Siamo passati dalla brace alla padella, da un male a un male minore. Ora servirebbe un riassetto sostanziale del servizio pubblico".

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"tv e legge per le europee ultima chance per walter" - claudio tito (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

"Tv e legge per le europee ultima chance per Walter" L'attesa del premier. E a Viale Mazzini asse Pd-Udc Centristi e Democratici verso la definizione di una strategia comune sull'azienda di Stato per settembre CLAUDIO TITO ROMA - "Non bisogna attaccare Cofferati, con lui abbiamo dialogato bene. E comunque in questa fase non è il caso di esagerare. Non ci serve...". Quella frase buttata là da Silvio Berlusconi durante il consiglio dei ministri ha colpito molti dei presenti alla riunione. Le polemiche sull'anniversario della strage di Bologna avevano innervosito buona parte del centrodestra. Quell'invito ad abbassare i toni, allora, sembrava in controtendenza. Eppure il Cavaliere ha fatto di tutto per sdrammatizzare. Per non acuire una tensione già alta. Forse è stata solo una mossa "istituzionale". Un modo per "andare in vacanza tranquilli". Al momento, infatti, il premier non scommette nemmeno un centesimo sul dialogo bipartisan. Ma è pronto a tenersi un "piano di riserva". A offrire "un'ultima chance" a Walter Veltroni. Dopo lo scontro al fulmicotone delle ultime settimane, dunque, non vuole chiudere definitivamente le porte in vista della ripresa estiva. Quando, cioè, si affastelleranno una serie di nodi che possono strangolare l'attività dell'esecutivo: l'Alitalia, il pubblico impiego, la riforma della Giustizia, la Finanziaria. E poi il Cda della Rai e la legge elettorale europea. Anzi, proprio questi due ultimi argomenti per l'inquilino di Palazzo Chigi rappresentano il vero test "per capire se si può riprendere il dialogo". "Io non ci scommetto - ripete - ma se fosse possibile...". Anche per questo l'altro ieri ha dato il suo placet all'incontro tra il presidente del Senato, Renato Schifani, e il segretario demcoratico. Non è neppure un caso che prima del consiglio dei ministri, Berlusconi abbia chiesto al ministro leghista Roberto Calderoli di rinviare l'approvazione del testo sul nuovo sistema per le europee. Di mezzo ci sono le perplessità sullo sbarramento (che il capo del governo vuole al 5%) e sulle preferenze ("non voglio dare vantaggi a Casini". Ma c'è anche dell'altro. "Vediamo - è stato il suo ragionamento - se può rientrare nella trattativa". Perché "se si può aprire un discorso" lo si può "verificare" già su quel provvedimento. Una piattaforma, insomma, su cui poggiare tutto il resto. Compresa la riforma elettorale nazionale. E soprattutto un clima meno infuocato per affrontare il temuto "autunno caldo". Superabile con una stagione di "non belligeranza". Anche "a tempo". Che duri qualche mese non di più. Del resto, il presidente del consiglio non si scorda mai di rammentare a tutti i suoi ministri che "bisogna essere concreti". E quindi ricorrere a tutti gli strumenti per raggiungere gli obiettivi. Sta di fatto, che al di là delle dichiarazioni ufficiali, persino il siluramento di Agostino Saccà da RaiFiction non ha per niente infastidito il Cavaliere. Così come non lo ha preoccupato l'asse che lentamente si sta componendo tra Pd e Udc. Una pre-intesa tra Veltroni e Casini che ieri ha preso le forme dello spostamento del consigliere centrista Marco Staderini verso i membri del centrosinistra. E che a settembre dovrebbe produrre un altro passo: la definizione di una comune strategia sulla tv di Stato. Con l'addio alla candidatura di Leoluca Orlando per la Vigilanza e la presentazione di un rappresentante democratico: Nicola Latorre, Gianni Cuperlo o Giovanna Melandri (in alternativa ci potrebbe essere anche il centrista Roberto Rao). Quindi la ricerca di un presidente della Rai che raccolga il gradimento dell'intera opposizione. "è evidente - ammette allora Paolo Bonaiuti, il portavoce di Berlusconi - che se rinunciano a Orlando, l'accordo lo troviamo in un secondo. Sicuramente a quel punto il dialogo verrebbe facilitato anche sul resto". Allo stato, certo, l'unico punto fermo è che Pd e Udc stanno concordando la linea in vista della prossima riunione della commissione di Vigilanza. A settembre, però, il presidente del Consiglio metterà sullo stesso tavolo di trattativa l'assetto di Viale Mazzini e la legge elettorale europea. "A quel punto - è la riflessione che il premier sta compiendo con i suoi fedelissimi - capirò se si può riprendere a discutere. Capirò se Veltroni riesce a resistere a Di Pietro, se si decide a impegnarsi su questa strada. O se dovrò aspettare che arrivi un altro leader del Pd. In quel caso, andremo avanti da soli".

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Rai, Saccà rimossodalla direzionedelle Fiction (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Caso intercettazioni Al suo posto nominato Fabrizio Del Noce che resta al vertice di Raiuno. L'esonerato: "Siamo alla farsa" Roma. "Sant'Agostino" (come lo chiamano affettuosamente gli amici) Saccàè stato rimosso dalla direzione di Rai Fiction ed il suo posto verrà preso dal direttore di Rai Uno Fabrizio Del Noce. Ieri il consiglio di amministrazione della Rai, dopo una via crucis durata settimane in cui si sono alternati colpi di scena e di politica (il cda che boccia la proposta di licenziamento avanzata dal direttore generale Claudio Cappon, il giudice del lavoro che reintegra Saccà, l'azienda di Viale Mazzini che ricorre al Tribunale del lavoro, la mancanza del numero legale nei cda), ha approvato il trasferimento di Agostino Saccà dalla direzione di Rai Fiction alla Direzione commerciale con quattro voti a favore e uno contrario: hanno votato a favore del trasferimento di Saccà alla direzione commerciale il presidente Claudio Petruccioli e i consiglieri Alessandro Curzi, Carlo Rognoni e Nino Rizzo Nervo (area centrosinistra). Contrario il consigliere Marco Staderini (Udc), la cui presenza alla riunione però ha reso valido il voto garantendo il numero legale. Assente dalla seduta Gennaro Malgieri (sul quale ieri il comitato per le incompatibilità della Giunta delle elezioni della Camera ha sostenuto l'incompatibilità tra le cariche di consigliere cda Rai e di deputato; Malgieri, eletto col Pdl, le ricopre entrambe), gli altri tre consiglieri vicini al Popolo della libertà, Giuliano Urbani, Giovanna Bianchi Clerici e Angelo Maria Petroni, che erano collegati telefonicamente con il consiglio, non hanno partecipato al voto, scollegandosi dalla teleconferenza. Dopo aver approvato lo spostamento di Agostino Saccà dalla direzione di Rai Fiction alla Direzione commerciale della Rai, il consiglio di amministrazione ha poi nominato, su proposta del direttore generale Claudio Cappon, (con 6 voti a favore, Petroni contrario e Bianchi Clerici astenuta) Fabrizio Del Noce nuovo direttore di Rai Fiction. Del Noce mantiene, per il momento, pure l'interim della direzione di Raiuno. Dura la reazione di Saccà sulla propria rimozione e sul voto del consiglio: "Siamo alla farsa - avverte - ma io sono sereno e ho la consapevolezza di essere nel giusto. La scelta del cda è illegittima e infondata ed è la prosecuzione di un provvedimento disciplinare che si era concluso. Farò ricorso, ho fiducia nei giudici, quanto accaduto va contro la legge". L'ex direttore di Rai Fiction ha poi ricordato di essersi sempre sentito sostenuto dal centrodestra e, in particolare, dal premier Silvio Berlusconi: "Mi ha mandato - nota - una sua foto, con una bellissima dedica: "Ad Agostino, il più bravo di tutti". Non ci vedo nulla di male. Nessuno riattacca il telefono se chiama Berlusconi o Prodi: chi lo dice è un ipocrita". Quanto alle intercettazioni telefoniche, Saccà fa notare che era del tutto normale ricevere segnalazioni da uomini politici. Rai, di tutto, di più. Massimiliano Lenzi 02/08/2008.

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"il pesce più gustoso? solo da pino al mare" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Pagina XIII - Roma "Il pesce più gustoso? Solo da Pino al Mare" "Il pesce da Pino al Mare? Buonissimo". Non ha bisogno di altre parole l'attore romano Max Giusti per descrivere lo storico ristorante di Santa Severa, aperto negli anni Cinquanta da Pino Quartiere e diventato con il tempo una vera istituzione del posto. "Devo riconoscere che si mangia davvero molto bene, per non parlare poi delle specialità di pesce: una vera squisitezza". E per Max Giusti questa sarà un'estate all'insegna del lavoro. In questi giorni è impegnato nelle riprese dell'ottava serie della fiction Mediaset, "Distretto di Polizia", dove interpreta l'agente Raffaele Marchetti. "Poi appena avrò finito di girare le ultime puntate di 'Distretto', inizierò subito a preparare la trasmissione Rai 'Affari tuoi', dove sarò il nuovo conduttore e poi, come sempre, c'è l'appuntamento fisso con 'Quelli che il calcio'".

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Diritti tv, per ora la rai dice "no" (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Sport L'asta Diritti tv, per ora la Rai dice "no" ROMA - La Rai rinuncia, per ora, ai diritti tv del campionato: troppo cari i prezzi fissati dal bando della Lega Calcio (70 milioni la base per gli highlights in chiaro della serie A: esclusiva per programmi come 90° minuto e La Domenica Sportiva). Il Cda di viale Mazzini, ieri mattina, ha deciso di non depositare alcuna offerta per i sei pacchetti disponibili. L'asta si chiuderà il 6 agosto, ma la sensazione è che andrà deserta: neanche Mediaset, infatti, è disposta a fare follie. In questo caso, dal 7 agosto via alla trattativa privata con Matarrese. Il braccio di ferro è appena cominciato.

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Rai fiction: via Saccà, arriva Del Noce Raffica di colpi di scena, il Cda decide grazie al consigliere Udc. Poi Berlusconi telefona al nuovo direttore (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 02-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Rai fiction: via Saccà, arriva Del Noce Raffica di colpi di scena, il Cda decide grazie al consigliere Udc. Poi Berlusconi telefona al nuovo direttore di Silvia Garambois / Roma FINALMENTE Fabrizio Del Noce è il nuovo direttore della fiction targata Rai. Agostino Saccà ha perso la sua battaglia. Ha giocato il tutto per tutto fino alla fine. Un'ultima lettera a tutto il consiglio. Un'ultima minaccia di querela per incompatibilità a Petruccioli: ha giocato sull'"effetto annuncio", ma non è bastato. A partita ormai chiusa l'ultimo atto di devozione a Berlusconi ("Mi ha mandato una sua foto, con una bellissima dedica: "Ad Agostino, il più bravo di tutti"", ha detto intervistato da Sky). Ieri, con quattro voti a favore della proposta del direttore generale Claudio Cappon e uno contrario, il Cda Rai ha chiuso il capitolo. E Saccà forse ha perso più che una battaglia: per ora è stato spostato alla Direzione commerciale (che sarebbe però destinata a chiudere), ma di fatto, non rimettendosi volontariamente, ha "rinunciato" a un corposo scivolo - di cui ha invece approfittato a fine anno Deborah Bergamini - e probabilmente si è giocato anche la possibilità di poter collaborare con la Rai (e con Mediaset?) attraverso una sua società di produzione. E rischia anche con la Corte dei Conti, visto che ha già aperto un fascicolo per un altro caso di danno d'immagine alla Rai, "Calciopoli". Del Noce, invece, accumula incarichi: resta infatti, ad interim, anche alla direzione di Raiuno. Ci penserà il nuovo Cda, quando sarà eletto, quando avrà deciso, a trovargli un successore per la rete ammiraglia. E intanto, si dice, Del Noce ha già avuto anche i complimenti di Berlusconi: un'ennesima telefonata del premier alla Rai. "Dalla brace alla padella", ha chiosato Vincenzo Vita, senatore Pd. A chiudere il fascicolo Saccà è stato un consiglio d'amministrazione pieno di colpi di scena e per giunta via etere: Sandro Curzi era a Bari, Giovanna Bianchi Clerici a Milano, collegati in audio e video; invece Angelo Maria Petroni era addirittura negli Usa e Giuliano Urbani in viaggio in automobile, collegati con il consiglio attraverso il telefono cellulare. Tutto regolare: il regolamento lo consente. Gennaro Malgeri assente: ufficialmente per "precedenti impegni", ma la cui presenza in realtà è incompatibile con la carica di deputato. Saccà non era il primo punto all'ordine del giorno (come aveva chiesto Marco Staderini): si discuteva invece di diritti sportivi. Giudicati troppo costosi: è stato così deciso che la Rai non presenterà un'offerta per i sei pacchetti dei diritti tv messi all'asta dalla Lega Calcio. Anche se ora sono a rischio persino "Novantesimo minuto" e "La domenica sportiva" (le cosiddette "higlights" delle partite, infatti, avevano una base d'asta di 70 milioni). È a questo punto che inizia la tenzone. Petroni, Urbani e Bianchi Clerici annunciano che non parteciperanno alla votazione su Saccà. Semplicemente, si "scollegano". Staderini vuole spiegazioni sulla lettera di Saccà: c'è scritto che Petruccioli è incompatibile "per inimicizia grave" nei suoi confronti, e quindi non può votare. Oggetto del contendere un'intervista del presidente Rai in cui parla dell'allontanamento di Biagi e Santoro e in cui l'ex direttore di Rai Fiction si sente accusato, perché a quel tempo era direttore generale. Petruccioli praticamente fa volantinaggio dell'intervista, distribuendone copie ai consiglieri: "Leggete e commentate - dice - se il mio voto fosse determinante, voglio arrivare fino in fondo, in tribunale, per chiarire come stanno le cose". Ma nell'intervista non si fanno nomi, e se si vuole individuare un responsabile, non è Saccà. C'è un altro problema: la lettera di Saccà. Sono contenute invettive, velate minacce. Ma si tratta di accuse generiche e non personalizzate. Si va avanti. Altro colpo di scena: Staderini - ago della bilancia, l'indispensabile "quinto uomo" che dà validità al Consiglio - chiede un quarto d'ora di sospensione. È un quarto d'ora al cardiopalma: si rischia l'ennesima fumata nera. Siamo al finale. Si vota su Saccà: 4 sì, Staderini contrario. Si vota su Del Noce, e il Consiglio è di nuovo al completo, partecipa anche la Cdl: 6 a favore, Bianchi Clerici astenuta, a sorpresa Petroni contrario. Alla storia, quali che siano le motivazioni, resta il suo no a Del Noce. Segue telefonata - così si dice - di Berlusconi a Del Noce. E segue soprattutto l'intervista ad alzo zero di Saccà a Sky: "Siamo alla farsa - dichiara -. Sono sereno e ho la consapevolezza di essere nel giusto". Non solo: per Saccà la scelta del Cda è "illegittima e infondata" ed è la "prosecuzione di un provvedimento disciplinare che si era concluso". Ma dopo che, solo qualche giorno fa, il tribunale del lavoro ha giudicato "ragionevole e legittima" la decisione di sospendere Saccà, alla Rai considerano la partita del tutto chiusa. Con Saccà e con i suoi otto avvocati.

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Sfogo del premier: ecco quanto lavoro E una foto <svela> gli appuntamenti (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-02 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Lo show con ministri e parlamentari Sfogo del premier: ecco quanto lavoro E una foto "svela" gli appuntamenti Dura, la vita del premier. Sono le 12.40, Silvio Berlusconi ha finito di parlare, la conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri volge al termine, Mara Carfagna interviene e ringrazia Telefono Azzurro. Mentre il Cavaliere si volta esausto verso il ministro Giorgia Meloni e le mostra un foglio, "guarda come mi fanno lavorare!". Davanti al palco, in prima fila, ci sono Paolo Bonaiuti e il deputato Sestino Giacomoni, "guardate quanti impegni ho!", ripete sventolando loro il testo. Solo che tra il presidente del Consiglio e i due sono appostati, callidi, i fotografi. Che hanno un riflesso olimpico e colgono l'attimo. Ed ecco, parte dattiloscritta e parte autografa, la giornata di appuntamenti esibita a mo' di esempio da Berlusconi. Sono gli impegni, invero fitti, di mercoledì 30 luglio. Una lista colma di nomi femminili, quasi fosse una beffa. E meno male che Berlusconi s'è risparmiato il "decollo in elicottero" delle 10 verso Civitavecchia e l'inaugurazione della centrale Enel, visto che ci ha mandato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Poi non c'è un attimo di tregua. Tra gli impegni, alle 13 c'è il segretario generale Mauro Masi. Mezz'ora più tardi la "colazione" al Senato per gli 80 anni di Cossiga, peraltro disertata dal festeggiato "per non trovarmi in imbarazzo e non creare imbarazzo". Accanto sono segnati appuntamenti con il deputato-avvocato Niccolò Ghedini e Gianni Letta. C'è un "tel. Bossi". Segue, alle 16, Cesare Previti. Quindi "Manna" e "Troise", due cognomi che richiamano le contestate "raccomandazioni" nelle telefonate con Agostino Saccà, ovvero le attrici Evelina Manna e Antonella Troise (quella che nelle intercettazioni il premier definì "pazza pericolosa"). E ancora Staderini, ovvero Marco Staderini, il consigliere d'amministrazione Rai di area Udc. Più sotto si legge "Di Girolamo", cognome che evoca un altro bigliettino còlto dai fotografi: quello che il premier, alla Camera, inviò due mesi e mezzo fa alla deputata Nunzia De Girolamo e a una collega ("...vi autorizzo ad andarvene! Molti baci a tutte e due!!!"). La giornata si conclude con una nota familiare: "Sardegna per compleanno Barbara", la figlia. E un appunto a mano dove Berlusconi scrive del "Milan a. c. campione del mondo" e di se stesso: "Al presidente nË?1. Al presidente più vittorioso nella storia del calcio. NË?1 nella storia del calcio...".

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Rai, Saccà rimosso Il manager: ricorrerò (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-02 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Rai, Saccà rimosso Il manager: ricorrerò Il Cda lo trasferisce, Del Noce a Rai Fiction Il manager spostato alla Direzione commerciale con 4 voti contro 1. Berlusconi: è un ottimo professionista ROMA - Dai e dai ce l'hanno fatta. Agostino Saccà non è più il direttore di Rai Fiction. Farà ricorso. Ma intanto dovrà cambiare ufficio. Con 4 sì contro 1 no il Cda l'ha spostato alla Direzione commerciale. Al suo posto sale Fabrizio Del Noce che per ora conserva la guida di Raiuno. E così 30 giorni dopo il suo rientro in viale Mazzini, propiziato dal giudice del lavoro, Saccà ha riperso la scrivania, sua da 5 anni. La maggioranza che finora lo aveva sostenuto, impedendone il licenziamento proposto dal dg Cappon e supportato dal presidente Petruccioli, si è scomposta. Ha pesato l'assenza voluta di Gennaro Malgieri (An), l'ha affossato la presenza di Marco Staderini (Udc) che ha votato no però, restando in sala, ha consentito il numero legale. Gli altri del Pdl, Giovanna Bianchi Clerici, Angelo Maria Petroni e Giuliano Urbani, in videoconferenza, avevano chiuso la comunicazione. Oltre alle vie legali, l'ormai ex può trovare consolazione nelle parole spese per lui da Berlusconi: "Non entro mai nelle cose degli altri, la Rai ha una sua entità e autonomia, non posso dare giudizi", ha premesso il premier che dicono piuttosto irritato per il cambio Del Noce- Saccà. E poi: "Posso dire però che Saccà è un ottimo professionista, che ha sempre lavorato bene, è stimato nel suo mondo e per la Rai ha ottenuto risultati positivi". Con lui la fiction Rai ha vinto 9 volte su 10 contro Mediaset. Sant'Agostino (così lo chiamano per certe letture) ci tiene a far sapere che "sono serenissimo, ne ho subite tante, sono tre anni che provavano a togliermi di lì". Ci sono riusciti. "Momentaneamente. Questa decisione è illegittima e infondata, è tutto inconsistente, la vicenda penale è stata montata ad arte, le intercettazioni a cui si sono aggrappati non solo sono illegali ma pure sbagliate. Mi cacciano per incompatibilità ambientale con Del Noce e poi alla Fiction ci mettono proprio lui? Ma nemmeno nel Paese di Campanelli ". Superfluo chiedergli che pensi del suo successore: "Che dire di uno che mi ha accusato, sulla base di una frase mal riportata, per prendersi il mio posto? ". Non ce l'ha con i consiglieri Pdl: "Malgieri ha ubbidito a una scelta politica. Come Staderini. Siamo amici, mi vuole bene, è stato costretto. Era uscito e poi è rientrato. Non ha potuto dire di no. Gli devo l'onore delle armi. Ci siamo sentiti al telefono, era commosso, quasi ero io a doverlo consolare". Petroni parla di "rimozione illegittima ". Urbani di "una delle pagine più nere di Viale Mazzini, non siamo riusciti a salvare il soldato Saccà. Non l'abbiamo mollato, non noi. Le intercettazioni erano robaccia: l'80 per cento non si sente proprio. Il resto è come la spazzatura napoletana ". I legali di Saccà, Federico Tedeschini e Nicola Petracca, sono pronti a contestare un demansionamento di fatto del loro assistito. E valutano un ricorso anche alla Corte dei Conti per danno erariale. Lui: "Ho fiducia nei giudici. Quando vedranno perché mi hanno rimosso gli diranno che sono matti". Giovanna Cavalli Guarda il video di Saccà su www.corriere.it.

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Staderini: ho votato per l'azienda, ora via Petruccioli (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-02 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Decisivo Il consigliere udc ha difeso Saccà ma è stato determinante per il numero legale Staderini: ho votato per l'azienda, ora via Petruccioli ROMA - "Ho dovuto farlo. Ora smetteremo di guardare il dito e guarderemo alla luna: i problemi della Rai". Esce turbato, Marco Staderini dal cda che ha rimosso Agostino Saccà da Rai Fiction grazie alla sua presenza al momento del voto. Fosse uscito con i consiglieri Pdl sarebbe mancato il numero legale. Perché non l'ha fatto? "Lo avevo annunciato. Sono di parola, io. Al contrario di Petruccioli". Il presidente non lo è? "Sulla nomina di Meocci aveva promesso il sì, poi si è astenuto. L'avessi fatto io i giornali avrebbero parlato di voltafaccia". Difendere Saccà e poi contribuire al suo trasferimento non lo è? "Io ho fatto una scelta da amministratore. Petruccioli, il peggiore presidente Rai della storia, teneva bloccata l'azienda. Decisioni vitali erano subordinate al caso Saccà". Non c'entra l'Udc che "molla" il Pdl? "Sono un manager. E penso in proprio. Ero contrario al trasferimento ma la Rai deve andare avanti". Perché era contrario? "Da pareri esterni sappiamo che il trasferimento può essere illegittimo ed espone la Rai a pagargli i danni. E poi, che senso ha, a un mese dal rinnovo del cda, indebolire Raiuno e concentrare nelle mani di Del Noce Raiuno e Rai Fiction, tutto per mandare via Saccà?". Ma lei non ha votato sì a Del Noce? "E' validissimo. Ma a Rai Fiction parte da zero. Saccà ci avrebbe almeno potuto dire perché in sua assenza il budget di Rai Fiction è stato sforato di 20 di milioni di euro". Erano stati sollevati dubbi sull'opportunità che restasse al suo posto dopo l'inchiesta. "Saccà è stato tenuto sulla graticola otto mesi con accuse che si sono poi sgonfiate". E il rapporto privilegiato con Berlusconi, principale concorrente Rai? "A me interessano i risultati e Rai Fiction con Saccà ha battuto la concorrenza. Ora la Rai è stata "liberata" da Saccà. Vedremo cosa saprà fare. Mi auguro che il futuro cda venga liberata dal presidente Petruccioli". Virginia Piccolillo.

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Mediaset, YouTube e il futuro di <Blob> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-08-02 num: - pag: 53 categoria: REDAZIONALE A fil di rete di Aldo Grasso Mediaset, YouTube e il futuro di "Blob" C om'è noto, Mediaset ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. L'accusa è di illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio- video di proprietà delle tre reti televisive Mediaset. Secondo i legali del Biscione, al 10 giugno, sarebbero 4.643 i filmati caricati sul sito web nato poco più di tre anni fa per condividere gratuitamente video, spesso amatoriali. è molto probabile che l'azione intrapresa da Mediaset miri, come hanno fatto altri network, a trovare un accordo di massima per lo sfruttamento dei filmati. Però questa clamorosa azione legale pone un problema fondamentale che in Italia finora è stato in larga parte disatteso: quello del copyright. Ad esempio, una domanda che tante volte abbiamo posto senza ottenere risposta è questa: come mai "Blob", che nasce da una idea geniale, che mette a nudo il cuore della tv, non viene fatto in altri Paesi? Per una ragione molto semplice: costerebbe troppo e richiederebbe tempi di realizzazione infiniti. Per ogni sequenza che si prende a prestito, bisogna infatti chiedere permessi e, nel caso, pagare diritti d'autore. Lo stesso discorso vale per "Mai dire Web" dei Gialappi o per "Striscia la notizia", la trasmissione di punta di Mediaset. Che spesso utilizza materiale Rai e che ha addirittura una rubrica sui filmati che girano in rete. La Rai non ha mai fatto causa a Mediaset, e viceversa. Come si dice, una mano lava l'altra... Insomma in Italia è valso estensivamente, e forse giustamente, una sorta di diritto di cronaca (ma è impossibile trasmettere spezzoni di Disney Channel senza autorizzazione scritta). Mettiamo che Mediaset ottenga il risarcimento chiesto a YouTube, come auspicato anche dal presidente della Siae Giorgio Assumma. Ma dopo, si potrà ancora mandare in onda "Blob" o "Mai dire... qualcosa" o "Striscia" nella loro forma attuale? E il web è uguale a un network?.

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Blitz al cda Rai, trasferito Saccà Il manager: illegittimo, ricorrerò (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

N. 183 del 2008-08-02 pagina 12 Blitz al cda Rai, trasferito Saccà Il manager: illegittimo, ricorrerò di Gian Maria De Francesco I consiglieri in quota Pd approfittano dell'assenza di Malgieri (An) e spostano il dirigente al commerciale. A Rai Fiction va Fabrizio Del Noce da Roma La telenovela "made in Rai" sui destini di Agostino Saccà, il manager indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura di Napoli, si avvicina all'epilogo, ma non mancheranno altri colpi di scena. Dopo due tentativi andati a vuoto per mancanza del numero legale, ieri il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini è riuscito a rimuovere il dirigente trasferendolo da RaiFiction alla direzione commerciale. L'assenza del consigliere in quota An Gennaro Malgieri, del quale la Giunta delle elezioni della Camera ha stabilito l'incompatibilità visto il suo ruolo di deputato, e la partecipazione alla votazione del collega Marco Staderini hanno consentito ai 4 amministratori di centrosinistra (il presidente Petruccioli, Rizzo Nervo, Curzi e Rognoni) di "defenestrare" Saccà. Il posto di quest'ultimo sarà preso da Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno. A favore della nomina si sono espressi anche due consiglieri di centrodestra (Urbani e Staderini). Bianchi Clerici si è astenuta e il rappresentante del Tesoro, Petroni, ha votato contro. L'ex direttore di RaiFiction, però, non è rimasto a guardare. "Quello che ha fatto il consiglio di amministrazione della Rai è illegittimo, è il proseguimento del provvedimento disciplinare che si era concluso con la bocciatura del mio licenziamento ed è una violazione delle leggi. Se i miei avvocati sono d'accordo farò ricorso", ha dichiarato. Il risentimento, però, non ha offuscato la gratitudine nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Entrambi, infatti, sono sottoposti al severo scrutinio dei propri atti da parte dei magistrati. "Mi sono sempre sentito sostenuto dal centrodestra - ha aggiunto Saccà - e da Berlusconi: mi ha mandato una sua foto con una dedica, "Ad Agostino, il più bravo di tutti"". Saccà ha inoltre precisato che "Berlusconi non si è arrabbiato se non prendevo le persone (segnalate, ndr) perché per lui quello che conta è la bravura". Stima ricambiata dal premier. "Non entro mai nelle cose degli altri, la Rai ha una sua entità e autonomia e non posso dare giudizi. Posso dire però che Saccà è un ottimo professionista e per la Rai ha ottenuto risultati positivi", ha dichiarato. Il centrosinistra ha comunque tirato un sospiro di sollievo. "La Rai non è più ostaggio di una singola persona, e la conclusione di questo incredibile braccio di ferro le restituisce serenità e maggiore credibilità", ha detto il responsabile comunicazione del Pd, Paolo Gentiloni. Ma nel Cda il clima non è migliorato. "La decisione è illegittima", ha asserito Angelo Maria Petroni, sostenendo che ai consiglieri non è mai pervenuto il parere della direzione Affari legali sul caso. Secondo Petroni, la rimozione, oltre a rappresentare un "depauperamento", rischia di determinare negative conseguenze dal punto di vista giudiziario e patrimoniale considerato che Saccà è stato assegnato a un incarico meno prestigioso del precedente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... Alì Babà: La truffa rossa continua Vorrei capire perché quando leggete la parola comunista vi offendete , oppure... Alì Babà: Truffatori e truffati rossi Il comunismo ha avuto un enorme successo, non in paesi come quelli... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Bologna, fischiati Rotondi e CofferatiIl papà di Eluana sfida il parlamento: ha diritto a morireBlitz al cda della Rai trasferito Saccà Il manager: ricorreròBaby spacciatori estivi: "Così mi pago le vacanze"Olimpiadi, scoppia il caso ItaliaUccisa dai fidanzatini solo per una bugia Lorena non era incintaChampions, sorteggio fortunato La Juve ritorna e l'Europa le sorrideConcerto a 3000 metri d'altezza: il pianoforte disturba le muccheLa sfida del governo di Bagdad: si riparte con le "vacanze irachene"Sulla riviera romagnola le olimpiadi da spiaggia Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. 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Blitz al cda della Rai trasferito Saccà Il manager: ricorrerò (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

N. 183 del 2008-08-02 pagina 0 Blitz al cda della Rai trasferito Saccà Il manager: ricorrerò di Gian Maria De Francesco I consiglieri in quota Pd approfittano dell'assenza di Malgieri (An) e spostano il dirigente al commerciale Roma - La telenovela "made in Rai" sui destini di Agostino Saccà, il manager indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura di Napoli, si avvicina all'epilogo, ma non mancheranno altri colpi di scena. Dopo due tentativi andati a vuoto per mancanza del numero legale, ieri il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini è riuscito a rimuovere il dirigente trasferendolo da RaiFiction alla direzione commerciale. L'assenza del consigliere in quota An Gennaro Malgieri, del quale la Giunta delle elezioni della Camera ha stabilito l'incompatibilità visto il suo ruolo di deputato, e la partecipazione alla votazione del collega Marco Staderini hanno consentito ai 4 amministratori di centrosinistra (il presidente Petruccioli, Rizzo Nervo, Curzi e Rognoni) di "defenestrare" Saccà. Il posto di quest'ultimo sarà preso da Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno. A favore della nomina si sono espressi anche due consiglieri di centrodestra (Urbani e Staderini). Bianchi Clerici si è astenuta e il rappresentante del Tesoro, Petroni, ha votato contro. L'ex direttore di RaiFiction, però, non è rimasto a guardare. "Quello che ha fatto il consiglio di amministrazione della Rai è illegittimo, è il proseguimento del provvedimento disciplinare che si era concluso con la bocciatura del mio licenziamento ed è una violazione delle leggi. Se i miei avvocati sono d'accordo farò ricorso", ha dichiarato. Il risentimento, però, non ha offuscato la gratitudine nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Entrambi, infatti, sono sottoposti al severo scrutinio dei propri atti da parte dei magistrati. "Mi sono sempre sentito sostenuto dal centrodestra - ha aggiunto Saccà - e da Berlusconi: mi ha mandato una sua foto con una dedica, “Ad Agostino, il più bravo di tutti”". Saccà ha inoltre precisato che "Berlusconi non si è arrabbiato se non prendevo le persone (segnalate, ndr) perché per lui quello che conta è la bravura". Stima ricambiata dal premier. "Non entro mai nelle cose degli altri, la Rai ha una sua entità e autonomia e non posso dare giudizi. Posso dire però che Saccà è un ottimo professionista e per la Rai ha ottenuto risultati positivi", ha dichiarato. Il centrosinistra ha comunque tirato un sospiro di sollievo. "La Rai non è più ostaggio di una singola persona, e la conclusione di questo incredibile braccio di ferro le restituisce serenità e maggiore credibilità", ha detto il responsabile comunicazione del Pd, Paolo Gentiloni. Ma nel Cda il clima non è migliorato. "La decisione è illegittima", ha asserito Angelo Maria Petroni, sostenendo che ai consiglieri non è mai pervenuto il parere della direzione Affari legali sul caso. Secondo Petroni, la rimozione, oltre a rappresentare un "depauperamento", rischia di determinare negative conseguenze dal punto di vista giudiziario e patrimoniale considerato che Saccà è stato assegnato a un incarico meno prestigioso del precedente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Triste consolazione (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Triste consolazione Maria Novella Oppo VERAMENTE consolante la situazione della Rai. Saccà è stato spostato ad altro incarico e Fabrizio Del Noce, pur restando ancora per qualche mese il peggior direttore di Raiuno mai visto, dirigerà anche Rai fiction. E il vantaggio qual è? Che almeno Saccà sapeva quel che faceva, mentre Del Noce no. Ha riempito la sua rete di natiche sculettanti e gare canore, con il risultato storico di aver inflazionato e svilito anche l'appuntamento di Sanremo. Questo è l'uomo che si è auto-sospeso contro Celentano, che si è lasciato sfuggire o ha emarginato i maggiori talenti televisivi e che dalle intercettazioni risulta non meno berlusconiano, ma solo meno furbo di Saccà. Ecco il clima umano e professionale prodotto da questi signori e dai loro referenti privati dentro l'azienda che per legge dovrebbe essere pubblica. I soliti cinici dicono che, tanto, la Rai è sempre stata lottizzata. Dimenticano che un tempo si lottizzavano le poltrone, coi berluscones pure le natiche. FRONTE DEL VIDEO.

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La dura vita del premier Mercoledì Manna, giovedì gnocca (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del La dura vita del premier Mercoledì Manna, giovedì gnocca di Marco Travaglio / Segue dalla prima Così l'altroieri, stufo dei continui equivoci che lo gabellano ora per uno statista, ora per un riformatore, ora per un cultore del dialogo sulla giustizia e sulla legge elettorale, ora per un marito modello e un padre esemplare, ha voluto smentirli tutti insieme mostrando ai fotografi l'agenda di una sua giornata-tipo a Palazzo Chigi (quella di mercoledì 30 luglio). Una sorta di auto-intercettazione in diretta: non potendo più esser processato grazie all'auto-immunità, ha pensato bene di auto-intercettarsi, divulgando il calendario della dura vita da premier ("Vedete come mi fanno lavorare!?"). "Berlusconi ­ diceva Montanelli - non delude mai: quanto ti aspetti che faccia una scempiaggine, la fa". Ma sempre oltrepassando le peggiori aspettative. Non si riesce mai a pensarne abbastanza male: lui riesce sempre a trasformare il più accanito detrattore in un ingenuo minimalista. L'Agenda del Presidente è doppia, nel solco della tradizione di Milano2, della P2, di Olbia2 e prossimamente di Arcore2. L'Agenda 1, curata dal suo staff, è riconoscibile da due caratteristiche: è scritta al computer e contiene appuntamenti con soggetti di esclusivo sesso maschile, in genere molto noiosi (Schifani, Letta, Fini, Scajola). Nell'Agenda 2 invece, annotata di Suo pugno, gran preponderanza del genere femminile. Pochissimi i maschi, perlopiù avvocati (Ghedini) o pregiudicati (Bossi e Previti). Col vecchio Cesarone, che si ripropone sempre come la peperonata, l'appuntamento è alle ore 16. Seguono un paio d'ore di assoluto relax con "Manna", nel senso di Evelina, la grande attrice oggetto di frenetiche trattative con Saccà; e poi con "Troise", nel senso di Antonella, la nota artista anch'essa raccomandata a Raifiction perché stava "diventando pericolosa" (s'era messa a parlare). Così ritemprato dal doppio incontro al vertice, il premier ha potuto affrontare alle 19 un altro summit: con Nunzia Di Girolamo, la procace neodeputata di 32 anni, già destinataria di pizzini amorosi in pieno emiciclo. Completa la giornata dell'insigne latrin lover, alle 20.30, una tipa dal nome più che promettente: Selvaggia. Manca la Carfagna, ma è anche vero che la settimana è fatta di sette giorni e questo è solo il programma del mercoledì. Segue il giovedì (gnocca). Chi aveva pensato di agevolargli il Lodo Alfano perché "un primo ministro non ha tempo per governare e seguire i processi", è servito: ora che è libero dai processi, egli si dedica come prima e più di prima al suo passatempo preferito. Che non è proprio quello di governare. Così la stampa della servitù, tipo "Chi" e "Il Giornale", la pianterà finalmente di screditarlo con quelle umilianti foto della Sacra Famiglia piccolo-borghese, lui mano nella mano con Veronica e tutto il cucuzzaro riunito intorno al focolare. Marito esemplare un par di palle, lui riceve anche quattro ragazze al giorno, alla facciazza dei bacchettoni che gli ronzano intorno. Ce n'è anche per la cosiddetta opposizione che astutamente ha smesso da un pezzo di ricordargli il conflitto d'interessi perché pare brutto demonizzare. Ad essa ha dedicato un paio di appuntamenti: quello col produttore di Endemol Marco Bassetti e quello con il consigliere Rai Marco Staderini (Udc), incerto fino all'altroieri sul caso Saccà. Come a dire: lo vedete o no che continuo a occuparmi delle mie tv, Mediaset e soprattutto Rai? Devo proprio insegnarvelo io come si fa l'opposizione? Completa il papello una noticina autografa a pie' di pagina: "Il Presidente N°1. Al Presidente con più vittorie/più vittorioso nella storia del calcio. Milan A.C. Campione del Mondo. N°1 nella storia del calcio". Se l'è scritto da solo: un caso di auto-training vagamente inquietante, almeno dal punto di vista psichiatrico. In compenso, nemmeno un cenno ai temi che tanto appassionano il resto, cioè la parte inutile, del mondo politico e della stampa al seguito: dialogo sulle riforme, modello alla tedesca corretto all'austro-ungarica, bicameralismo imperfetto, federalismo fiscale, simposii e seminari delle fondazioni, patti della spigola sulla "fase costituente". Lui non ha tempo per simili menate. "Ore 16, Previti". Poi "Manna-Troise". La sua Bicamerale. La sua fase ricostituente.

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Gasparri su Montalbano: esclusiva inutile e costosa Camilleri: straparla (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-03 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE La serie tv di Raiuno Gasparri su Montalbano: esclusiva inutile e costosa Camilleri: straparla MILANO - Forse Camilleri ormai ci ha fatto il callo. Il suo Montalbano versione tv è tornato al centro di polemiche. Nel 2005 era stato Mario Landolfi (An) a bollarlo sbrigativamente come "fiction che trasuda comunismo". Questa volta l'affondo arriva dal collega di partito Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato e componente della commissione di Vigilanza della Rai. Chiede spiegazioni a Petruccioli sulla "scelta singolare" di Viale Mazzini di pagare "un'ingente somma, ben superiore a un milione di euro, alla società di produzione di Degli Esposti per l'esclusiva di Montalbano ": sarebbe "improbabile" che Camilleri, "noto frequentatore della manifestazione di Piazza Navona", possa pensare di passare a Mediaset. Insomma, per Gasparri sono "soldi dei cittadini regalati a Degli Esposti e soci". Andrea Camilleri taglia corto: "Gasparri come al solito parla a vanvera visto che molti dei miei romanzi sono pubblicati per Mondadori", casa editrice della famiglia Berlusconi e presieduta dalla primogenita del premier Marina. L'ultimo libro fresco di stampa - luglio - è la raccolta dei Racconti di Montalbano per gli Oscar. E comunque il prestigioso Meridiano su Camilleri è dedicato proprio al commissario interpretato da Luca Zingaretti, che però è fratello di quel Nicola del Pd, presidente della Provincia di Roma. Per Gasparri la militanza del Camilleri girotondino basterebbe a blindare sul mercato la fiction di Montalbano e sottrarla all'eventuale concorrenza, motivo per cui chiede "a Petruccioli parole rassicuranti: gestisce i soldi dei cittadini, la Rai è una società pubblica che non ha certo il diritto di pagare presunte esclusive inesistenti ". La cifra un po' fa impressione: un milione e 600 mila euro. Il consigliere del Cda Rai Giuliano Urbani (area FI) è cauto: "Aspettiamo la risposta, così vedremo se è congruo o meno questo prezzo o sovrapprezzo ". E non si sbilancia nemmeno l'azzurro Giorgio Lainati (Pdl), che si limita a registrare che "se lo scrittore Camilleri è un irriducibile avversario di Berlusconi e non perde occasione di dichiararlo, è pur vero che Montalbano è un prodotto di grande successo, perfetto per la Rai e soprattutto per Raiuno: i dati d'ascolto parlano chiaro e non c'entrano nulla con le scelte politiche dell'autore". E in effetti i tv movie del Commissario Montalbano sono andati in onda oltre 50 volte, tra prime tv e repliche, registrando uno share medio intorno al 27%, facendo sempre vincere la guerra degli ascolti. Resta però un altro nodo da sciogliere per Gasparri: "è singolare la decisione di Cappon di nominare suo consulente per la Fiction tale Gusberti, che ha fatto a lungo il dirigente della società di Degli Esposti". L'accusa che muove l'ex ministro delle Comunicazioni è di "conflitto di interessi": "Questo triangolo Degli Esposti - Cappon - Gusberti è tutt'altro che trasparente". Fiction L'attore Luca Zingaretti con lo scrittore Andrea Camilleri Francesca Basso.

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Rai, il caso Saccà scatena i veleni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-03 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Rai, il caso Saccà scatena i veleni Ira di Petruccioli su Staderini. Il manager trasferito attacca Paglia e Urbani Lotta in tribunale tra il consigliere di area An e il manager. Urbani: "Se si è risentito mi spiace" ROMA - Manco più gli stracci, qui volano proprio i coltelli. Detronizzato Saccà, su viale Mazzini non è scesa per incanto la pace. Anzi, sciolti dal caldo i freni inibitori, ci si esprime tutta la propria disistima, ci si promettono carte bollate, si procede per rinfacci incrociati, veleni contro veleni. Ovvio che lui, Saccà, sia carico a pallettoni. Ieri (su La Stampa) se l'è presa con Guido Paglia, uomo An alle Relazioni esterne Rai: "Il mio vero nemico. Se avessi letto, sul suo conto, la relazione della Commissione Stragi di piazza Fontana non l'avrei assunto". L'altro l'ha subito invitato in tribunale: "Non sono mai stato arrestato, incriminato, processato e tantomeno condannato per atti di terrorismo, eversione o violenza politica, la mia fedina penale è a disposizione. Saccà rivolta la frittata, paga per quello che ha fatto, non sono io l'uomo nero". E Saccà ricambia: "Non rispondo, quei documenti sono a disposizione di chiunque e se è vero anche il 20 per cento... I miei legali stanno valutando se, in quanto mi è stato fatto, ricorrano gli estremi di abuso d'ufficio, se nelle lettere di Del Noce e Paglia quelli di violenza privata e in genere anche l'ipotesi di associazione a delinquere". Precisa: "Contro ignoti, per ora. Non c'entrano Petruccioli nè il Consiglio, sia chiaro. Ma in azienda ho visto un brulichio indecente, qualcosa di molto malato, tecniche da servizi segreti deviati, riconosco una certa mano". Cambiamo duo. Marco Staderini (che pure ha fatto cadere "l'amico Agostino ma tanto sicuro lo reintegrano, l'abbiamo reso un martire, comunque le cose migliori le ha fatte lui") ha detto e ridice volentieri che "sì, Petruccioli è stato il peggior presidente che la Rai abbia mai avuto, si erge a paladino del bello e del pulito ma con Saccà ha fatto sciacallaggio mediatico e non ha mai saputo tenere uniti noi consiglieri, si sono insultati tutti, prima o poi". E il presidente no che non ha apprezzato (e non riapprezzerà) queste confidenze. Chi ci ha parlato ne "termometra" una rovente arrabbiatura. Staderini era in lista sulla pagina d'agenda di Berlusconi fotografata e ingrandita. Il giorno prima del Cda. "Ci siamo sentiti, non ci siamo sentiti, che cambia?". Cambia sì. "Forse voleva chiamarmi perché sto all'Inpdap". Sì, come no. Con il consigliere Udc, raccontano, avrebbe perso la pazienza pure il collega Giuliano Urbani: "Me ne vado, non voglio più stare a sentire certe scemenze". Il rimosso Saccà lo assolve: "So per certo che lui era uscito. Poi deve aver ricevuto una telefonata ed è rientrato". All'insaputa, pare, di Urbani, Petroni e Bianchi Clerici. Chi poteva, non li ha richiamati indietro. Oppure, anche questo si spiffera, in fondo la mazzata a Saccà gliel'hanno data proprio loro tre, che avrebbero potuto restare, votare no, fare 4 a 4, perdere perché il voto di Petruccioli in parità valeva doppio, ma contare sull'annullamento della decisione viziata da "palese inimicizia", per via di una pregressa querela, tra il presidente e l'ex direttore di Raifiction. Il quale, seccato con Urbani per il sì a Del Noce che gli prende il posto, dopo l'avrebbe strapazzato al telefono. "Non è così, se si è risentito mi spiace", smorza Urbani. "Chi l'ha fatto fuori però sono altri". Leggi: Gennaro Malgieri (che non c'era) e Staderini (che c'era). "I veleni in Rai sono figli della sua struttura feudale". Si ripromette una bonifica Maurizio Gasparri che proclama l'innocenza del suo consigliere ("Come parlamentare era incompatibile") e del partito ("Dubito proprio che c'entri Fini"). E poi conferma: "In Rai c'è un verminaio di rapporti personali, funzionari in lotta tra di loro, occorre intervenire dalla Vigilanza. Io Agostino lo stimo, gli hanno fatto una cosa barbarica, una nefandezza di cui certo terrò conto nel valutare i dirigenti della Rai". Giovanna Cavalli.

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<Separare le carriere> Firme <prodiane> alla mozione bipartisan (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-03 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE "Separare le carriere" Firme "prodiane" alla mozione bipartisan Nel testo dei radicali anche azione penale e Csm L'iniziativa nata contro "l'inefficienza intollerabile" della giustizia riprende molti punti delle proposte pdl ROMA - Quattro paginette fitte e una premessa che non ammette repliche: "E' un dato oggettivo, e non più un'opinione di alcuni, che lo stato della giustizia nel nostro Paese ha raggiunto livelli di inefficienza assolutamente intollerabili, sconosciuti in altri paesi democratici... ". Poi giù una serie di punti (quattordici) per qualcosa che, a leggerla così, potrebbe sembrare la proposta di riforma della giustizia di Silvio Berlusconi. Per capire basta prenderlo tra le mani questo documento, che è invece una mozione parlamentare: a farla girare tra le Camere ci hanno pensato i radicali, Emma Bonino e Rita Bernardini in testa. E lo hanno firmato da destra e da sinistra, molti del Partito democratico, in prima fila l'ex portavoce di Prodi, Silvio Sircana, ma anche le senatrici Franca Chiaromonte e Luciana Sbarbati e i deputati Cesare Marini e Fabio Porta. La mozione chiede al governo un sacco di cose. Una vera e propria riforma della giustizia, appunto. A cominciare dall'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, la separazione delle carriere dei magistrati, la revisione della composizione del sistema elettorale del Csm, la modifica della legge sulla responsabilità civile dei pm, la reintroduzione del vaglio di professionalità... "Sono tutte proposte farina del nostro sacco che da anni cerchiamo di introdurre", difende il documento Rita Bernardini, già segretaria del partito di Marco Pannella. E ricorda la storia dei referendum. Dice, infatti la Bernardini: "Quello sulla responsabilità civile dei magistrati è stato un referendum che abbiamo vinto nell'84. Sull'obbligatorietà dell'azione penale non abbiamo mai proposto un referendum perché avrebbe previsto la modifica della Costituzione. Ma nel 2000 ci furono i referendum: sugli incarichi extragiudiziali, sul sistema elettorale del Csm, sulla separazione delle carriere. E fu proprio Berlusconi che ce li fece fallire invitando tutti ad andare al mare: non raggiungemmo il quorum". Adesso invece è Francesco Cossiga, presidente emerito e senatore a vita, a puntare il dito contro Berlusconi: "Non vuole più fare la riforma della giustizia, lo ha promesso ai giudici, al giudice Gandus per ottenere benefici al processo Mills". La smentita del premier arriva secca per bocca del suo avvocato (parlamentare del Pdl) Niccolò Ghedini: "Nessuna inversione di rotta del presidente del Consiglio, nessuno scambio coi magistrati: la riforma è praticamente pronta e sarà realizzata entro l'anno". Alessandra Arachi.

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Un numero 10 tutto genio e sregolatezza (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

N. 31 del 2008-08-04 pagina 6 Un numero 10 tutto genio e sregolatezza di Redazione Segni particolari: fantasista. Evaristo Beccalossi - classe 1956, coniugato e padre di una splendida ragazza, Nagaja - è stato il classico numero 10. Genio e sregolatezza, ha fatto impazzire di goduria i tifosi nerazzurri per tutte le sei stagioni, dal 1978 all'84, in cui ha indossato la maglia dell'Inter, squadra di cui è rimasto tifoso. Non poteva che essere così per uno che, nell'80, con quella maglia ha vinto pure uno scudetto, "giocando in una squadra tutta italiana" tiene lui stesso a far notare. Adesso fa l'opinionista tv a Telelombardia e Antenna 3, oltre al commentatore per Rai e Mediaset. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Montalbano in esclusiva Rai Gasparri insiste: uno spreco Il produttore: lo denuncio (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 04-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-04 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE La serie tv di successo Montalbano in esclusiva Rai Gasparri insiste: uno spreco Il produttore: lo denuncio MILANO - La vicenda di Montalbano sta diventando una soap opera. Gli episodi precedenti. Gasparri attacca la Rai disposta a pagare 1 milione e 600 mila euro alla società di produzione di Carlo Degli Esposti per l'"esclusiva immotivata" su Montalbano, visto che Camilleri - a suo giudizio - non andrebbe mai a Mediaset. Lo scrittore taglia corto: "Gasparri straparla". La puntata in corso. Primo tempo: Gasparri rinnova "al silente Petruccioli" la domanda sull'ipotesi della Rai di pagare quella cifra; quasi difende Camilleri perché "forse parla di cose di cui non lo informano completamente i produttori delle fiction tratte dai suoi apprezzati libri"; poi risponde anche a Giuseppe Giulietti (Articolo 21) che aveva proposto di attivare un osservatorio sulle fiction, e gli consiglia di "avere conferma di queste notizie dallo stesso commissario Montalbano". Secondo tempo: scontro a distanza tra Degli Esposti e Gasparri. Il produttore di Montalbano ha chiesto al senatore del Pdl di "rinunciare all'immunità parlamentare rispetto alle dichiarazioni fatte sulla mia persona, la mia società e i miei film" e ha auspicato "un sereno confronto", ricordando il successo ottenuto "grazie ai 18 film su Montalbano e al film su Perlasca". Gasparri ha replicato di essere pronto a "rinunciare a qualsiasi cosa ma Degli Esposti rinunci ai soldi" e sarà "lieto" di accoglierlo in uno degli incontri estivi. Degli Esposti aspetta l'invito: "Spero di proporgli io, a breve, un incontro con un magistrato". "Il magistrato è quello che riceverà da me la documentazione degli sprechi" ha chiuso Gasparri. La soap continua. Francesca Basso Letterato Andrea Camilleri Politico Maurizio Gasparri.

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Expo, perché la Moratti vuole decidere da sola (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 05-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Expo, perché la Moratti vuole decidere da sola di Oreste Pivetta / Milano La vicenda dell'Expo che era nata e cresciuta sotto la stella dell'unità nazionale sta già invecchiando con le rughe della politica, cioè dei pasticci di potere per il potere e per i soldi. Film di quart'ordine con la Moratti che recita sempre la stessa parte: che faccia il ministro o che faccia il sindaco si sente sempre il commissario straordinario che non deve rendere conto a nessuno. Per accontentarla Gianni Letta aveva messo in piedi una piramide sbilenca, per metà Comitato di indirizzo e di programmazione (Cipem), inzeppato di ministeri con l'aggiunta delle rappresentanze locali, per l'altra metà un consiglio di gestione capitanato da un amministratore unico che avrebbe dovuto rispondere solo a lei. Insomma un padrone (il Cipem) che non può alzare un dito: tutto nella mani dell'accoppiata commissario straordinario - amministratore unico. Tremonti, dopo averci riflettuto una notte, aveva mandato all'aria il progetto di Letta ( progetto giudicato dai più, anche da Berlusconi un mostro giuridico) e aveva fatto piangere un'altra volta la Moratti, che non gli è mai stata simpatica. Così che si torna da capo, con una riunione programmata per mercoledì a Roma e non ancora convocata e il ritardo lascia intendere che si possa rinviare tutto a settembre. Per quale soluzione? Tutto dipende da quanti passi indietro sarà a disposta a compiere la Moratti e in primo luogo se saprà accettare l'accantonamento di Paolo Glisenti, l'uomo che si porta appresso dai tempi della Rai e di Murdoch, al ministero e a Palazzo Marino (il co.co.co, come denunciò l'Unità, più ricco d'Italia, a 180 euro l'ora). Perchè proprio Paolo Glisenti sarebbe dovuto diventare l'amministratore unico della Soge, cioè della società di gestione dell'Expo, che secondo il sindaco-commissario avrebbe dovuto governare tutto, proprio tutto: dalle infrastrutture fino all'ultimo degli eventi... Paolo Glisenti vanta una bella tradizione di famiglia (il padre Giuseppe, morto tre anni fa, fu tra i manager democristiani più influenti dagli anni cinquanta agli anni ottanta, tra l'altro direttore generale dell'Iri, direttore della Rai ai tempi di Paolo Grassi, presidente di Finmeccanica, consigliere dell'amministrazione nell'Iri di Prodi), ma non altrettanto bei risultati quando si è messo in proprio. Si potrebbero ricordare la sua avventura alla guida di Rcs Video, dopo Luca di Montezemolo, e il disastro della Carolco, casa cinematografica americana, di cui la Rcs Video con Montezemolo aveva acquistato un 3,7% poi salito fino al 12% e svalutato più volte. La partecipazione si rivelò fallimentare e alla fine, nel 1995, fu ceduta alla 20th Century Fox di Murdoch, evitando ulteriori danni, danni che il bilancio di Rcs valutò in quasi 44 miliardi di lire (ma Mediobanca, sui conti di Rcs Video tra il 1992 e il 1998, con Montezemolo prima e con Glisenti poi, arrivò a sommare 350 miliardi perdite). Naturalmente Glisenti continuò tra alti e bassi imprenditoriali e consulenze, fino ad arrivare alla corte della Moratti, ai tempi in cui il sindaco di Milano stava alla Rai. Amore a prima vista. Glisenti seguirà la Moratti prima al ministero e poi a Milano. La Moratti non gli ha negato ruoli di primo piano (ad esempio nella costituzione della utility bresciano-milanese A2A) e non ha temuto di spendere una parola di incoraggiamento a favore di Eliana Miglio, attrice e seconda moglie di Glisenti, per un provino presso Agostino Saccà (come da intercettazioni). Ma nel grande affare Expo Paolo Glisenti diventa non solo "l'uomo dei pieni poteri" sotto l'ala del sindaco, ma anche l'uomo della famiglia Moratti, cioè dei poteri petrolieri che hanno da riaffermare una sorta di supremazia cittadina (anche di fronte agli arabi degli emirati che paiono disposti a investire ben più di dieci miliardi). Così nel gioco delle cordate, non è un caso che salti fuori il nome di Bruno Ferrante, ex questore, candidato sindaco del centrosinistra proprio contro la Moratti, in ottimi rapporti con tante e diverse aree della maggioranza di centrodestra (vedi le belle parole di La Russa) e assai vicino a Salvatore Ligresti, che tanto ha avuto dalla Moratti, ma soprattutto dal suo predecessore, Gabriele Albertini, e che tanto s'attende dall'Expo. E visto che proprio Ligresti sì è fatto colonna dell'impresa salva Alitalia promessa da Berlusconi, tante attese non possono andare deluse. Certo Ferrante di consensi potrebbe ottenerne molti, anche se per capire se la sua sia una candidatura reale o se si tratti semplicemente di un colpo per affondare quella di Glisenti bisognerà attendere il famoso decreto della presidenza del consiglio, a questo punto più probabile in settembre, e quindi una soluzione meno infernale di quella ideata da Letta. La strada più semplice sarebbe quella indicata dal presidente della provincia di Milano, Filippo Penati: un consiglio d'amministrazione rappresentativo e un amministratore delegato, una cultura della collegialità che sappia coinvolgere tante voci a partire da quelle degli enti locali. E cita gli esempi positivo del Giubileo e delle Olimpiadi di Torino. L'augurio di Penati: "Che si chiuda definitivamente questa fase di dibattito, che definerei lunare".

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Rai all'attacco contro saccà azione di risarcimento danni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Rai all'attacco contro Saccà azione di risarcimento danni ROMA - La Rai è intenzionata ad avviare un'azione legale per risarcimento danni nei confronti di Agostino Saccà, azione imperniata sulle interviste e le esternazioni dell'ex direttore di Rai Fiction. Dopo la nomina di Fabrizio del Noce al suo posto (provvedimento contro il quale gli avvocati di Saccà stanno per presentare ricorso al giudice del lavoro), l'azienda di Viale Mazzini vuole far causa e non esclude di rivolgersi anche alla Corte dei Conti per verificare se il dirigente - accusato di "slealtà" per le intercettazioni che coinvolgono anche Silvio Berlusconi - abbia provocato un danno erariale. L'azienda ha infatti dato mandato ai suoi legali di valutare un'azione civile di risarcimento danni nei confronti dell'ex direttore di Rai Fiction. Sono allo studio anche iniziative perché la vicenda sia esaminata dalla magistratura contabile.

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<Social card> e tagli, la manovra è legge (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE "Social card" e tagli, la manovra è legge Via libera della Camera. Berlusconi: abbiamo il consenso del Paese, in vacanza soddisfatti Primo esame della Finanziaria nel consiglio dei ministri. Per il pubblico impiego previsti 2,9 miliardi ROMA - "Abbiamo il consenso, possiamo andare in vacanza soddisfatti": Silvio Berlusconi era raggiante, al termine della giornata di ieri, che ha segnato due passaggi importanti per la politica economica. La manovra triennale da 36 miliardi è diventata legge. E ha cominciato a prendere forma la Finanziaria. Dopo aver approvato la fiducia, la Camera ha infatti dato il via libera definitivo al decreto legge da 36 miliardi (314 sì, 240 no, un astenuto) che introduce fra le varie misure la Robin Hood Tax e la social card, ma che taglia anche 15 miliardi ai ministeri, 9 agli enti locali, 3,2 alla sicurezza. Poi in serata il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha illustrato la bozza della Finanziaria, che però sarà approvata a settembre come chiesto dal Quirinale. Il nuovo provvedimento, composto di tre articoli, è però ancora senza i saldi netti, che saranno definiti con la legge di bilancio. Secondo quanto trapelato, ci sarebbero 2,9 miliardi per i contratti del pubblico impiego, 200 milioni in più del previsto (ricavati da risparmi vari), che potrebbero andare alla sicurezza. Inoltre la detassazione degli straordinari potrebbe essere estesa dal settore privato agli statali. Le polemiche però non si placano. E non solo per la contestata norma anti-precari. "è una manovra depressiva ", ha detto Dario Franceschini, vicesegretario del partito di Veltroni. "è un provvedimento frettoloso e anomalo, alcune misure sono inapplicabili ", ha aggiunto Matteo Colaninno. "Questa manovra non ci convince perché fare tagli virtuosi significa disboscare dove ci sono nefandezze e salvaguardare dove ci sono risorse per i nostri figli. I tagli alla scuola, fatti così, creeranno un sacco di problemi ", ha detto Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. Malumore e aria di mobilitazione fra i sindacati. Soprattutto nel pubblico impiego: "Se le risorse sono quelle definite in manovra, non sarà possibile il rinnovo dei contratti", ha detto Rino Tarelli, della Cisl. I ministri Renato Brunetta (Pubblica amministrazione) e Maurizio Sacconi (Welfare) hanno invece difeso il decreto: "Con la sola semplificazione delle norme sul lavoro le imprese risparmieranno 4 miliardi di costi della burocrazia ". Paolo Foschi.

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Oggi replica a san piero in campo i panchinari - leonardo petri (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Pagina XI - Firenze Oggi replica a San Piero in campo i panchinari Mutu, ora è ufficiale: ha firmato Asta fra le tv per il ritorno del preliminare: e la data resta ancora incerta LEONARDO PETRI Adesso la telenovela Mutu può davvero dirsi conclusa, ci sono le firme di entrambe le parti sul contratto ed anche l'ufficialità: "La Fiorentina comunica l'ufficializzazione del prolungamento del contratto dell'attaccante rumeno Adrian Mutu fino al 2012". Intanto ieri la Fiorentina ha vissuto da osservatrice la sentenza del Tas di Ginevra in base alla quale le società di calcio non sono tenute a cedere i loro tesserati under 23 alle nazionali che partecipano alle Olimpiadi di Pechino. Pienamente accolti quindi ricorsi di Werder Brema, Schalke 04 e Barcellona (Messi era partito per la Cina subito dopo la gara di Firenze). La domanda sorta immediatamente è se anche la Fiorentina, a questo punto, potrebbe far qualcosa per riprendersi Montolivo. La risposta è negativa. Innanzi tutto i viola non hanno mai presentato ricorso contro la convocazione del loro giocatore. Inoltre la società viola ha scelto di instaurare un rapporto di collaborazione con la Federazione e il Coni e, in quest'ottica, nessun ripensamento sulla partecipazione di Montolivo alle Olimpiadi. Il centrocampista sarà quindi escluso dal preliminare, sulla cui data del ritorno resta qualche dubbio. L'incognita sono i diritti televisivi, il cui termine massimo per l'assegnazione scade domani. Al momento sul tavolo c'è un'offerta di Conto Tv allo Slavia Praga ma nelle ultime ore Rai, Sky, Mediaset o La7 potrebbero decidere di acquistare il match dei viola e, a quel punto, stabilirebbero la data più consona ai loro palinsesti fra il 26 o il 27 agosto. Intanto i cechi ieri hanno vinto1-0 nella seconda di campionato. E continua a salire la febbre per la gara d'andata, sono oltre 12mila i biglietti venduti in due giorni. Dopo il match di ieri a Viareggio oggi alle 18 a San Piero a Sieve (5 euro il prato, 10 euro la tribuna) la Fiorentina replica contro la Primavera con interpreti diversi. Nel possibile undici di partenza Storari in porta; Da Costa, Mazuch, Dainelli e Pasqual in difesa; Semioli, Donadel e Gobbi a centrocampo; Papa Waigo, Pazzini e Osvaldo in attacco. In Mugello ci sarà anche Corvino che ieri ha preferito seguire la prima uscita stagionale degli Allievi nazionali, impegnati a Barberino del Mugello contro i Giovanissimi.

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Diritti tv per la a, asta deserta ma parte la trattativa privata (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Sport Matarrese: "La Rai non può abbandonare i tifosi" Diritti tv per la A, asta deserta ma parte la trattativa privata ROMA - L'asta per la vendita dei diritti televisivi e radiofonici della serie A (in chiaro) e della serie B (in chiaro e sul satellite) per le prossime due stagioni è andata deserta. D'altra parte la base d'asta, soprattutto i 70 milioni per la A, era abbastanza alta. I cosiddetti diritti per gli highlights, le immagini delle partite che da quest'anno saranno in esclusiva fino alla mezzanotte della domenica. Cosa che farà scomparire la Domenica Sportiva oppure Controcampo. Il prossimo passaggio è intavolare trattative private con la Lega, con le società eventualmente interessate che dovranno manifestare la propria volontà a partecipare entro la mezzanotte di oggi. Mediaset ha già fatto una proposta di 31 milioni, mentre per il momento la Rai latita: "Sono convinto che la Rai troverà le risorse e vorrà partecipare e accontentare i tifosi italiani - ha affermato il presidente della Lega Antonio Matarrese - le emittenti, e soprattutto quella del servizio pubblico, devono aprire una trattativa con la Lega, per tener conto dell'interesse dei tifosi che vogliono vedere il calcio su una televisione libera. Non si può non tenere conto dei tifosi, perché poi la gente si chiede: "Ma come, spendete soldi per certe trasmissioni e poi non tenete conto che c'è un prodotto calcio di cui il popolo italiano ha bisogno come una medicina, in un momento in cui le amarezze della vita sono tante"". (a.d.m.).

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Le nuove fiction? Fanno flop (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 07-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stai consultando l'edizione del GLI ASCOLTI Bassi per i telefilm d'estate Le nuove fiction? Fanno flop s. gar. Quest'anno Rai e Mediaset hanno scelto l'estate per "provare" alcune serie, anche particolarmente ambiziose. Ma, fin qui, si corre da un flop all'altro... Dopo l'inattesa diserzione del pubblico per i pompatissimi Tudors (spostati dal palinsesto per far posto a un intervento - poi annullato - di Berlusconi sulle intercettazioni), anche Dirty sexy money, l'altra sera, non ha avuto grande fortuna: il primo episodio è stato visto da poco più di 2milioni e 300mila telespettatori (13,26%), il secondo è crollato di oltre 500mila spettatori (11,53%). Martedì sera anche Raidue si giocava una novità, la nuova serie di Squadra speciale cobra 11, e anche in questo caso l'Auditel non è stato particolarmente positivo: 14,45% della platea tv il primo episodio, 12,24 il secondo. A giugno e luglio sono andati in onda tutta una serie di nuovi telefilm, tra cui Brothers and sisters, The nine, Robin Hood (tre puntate in una sola sera), Vanished, Big Shots. A questi si sono aggiunti altri telefilm già visti negli anni scorsi (Lost, Close to home, Numb3rs e Supernatural), che non hanno avuto migliore fortuna: Ugly Betty, che è il nuovo caso televisivo mondiale - e proprio mentre si cerca una "Ugly" italiana - è stato addirittura spostato in fretta e furia in seconda serata per evitare il flop.

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Diritti del calcio in tv: Rai e Mediaset non ci sono (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 07-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stai consultando l'edizione del È ANDATA DESERTA LA PRIMA GIORNATA DI ASTA DELLA LEGA Diritti del calcio in tv: Rai e Mediaset non ci sono Nulla di fatto per l'asta dei diritti televisivi del calcio, indetta dalla Lega. Sono lontanissimi i tempi della guerra al rialzo tra le tv, che svenava la Rai. Il Cda di viale Mazzini, nell'ultima riunione, ha addirittura deciso di non partecipare con le basi d'asta proposte dalla Lega (70 milioni solo per le cosiddette "higlights", cioé le immagini salienti utilizzate per trasmissioni come Novantesimo minuto e La Domenica sportiva). Ma neppure Mediaset sembra interessata, dopo che per lo scorso triennio ha speso 61 milioni a campionato. Alle 12 di ieri erano pervenute solo due offerte per i diritti televisivi della Coppa Italia e della Supercoppa, ma per l'estero. Nessun operatore tv si è invece fatto avanti per i "pacchetti" in chiaro dei campionato di calcio di serie A e B, della Coppa Italia e della Supercoppa. Oggi nuovo round: seconda fase della "gara" per i diritti tv con la trattativa privata con le singole emittenti. A questa fase sembra intenzionata a partecipare sicuramente la Rai, interessata agli highlights della A, alla Coppa Italia e ai diritti radiofonici. Anche Mediaset potrebbe decidere di andare "a vedere". Le offerte saranno comunque, a questo punto, ben lontane dalla base d'asta fissata dalla Lega, visto che per la tv di Stato il consiglio di amministrazione ha dato un mandato molto preciso: si parla di non più di 15-20 milioni di euro per le immagini necessarie per realizzare i programmi.

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Eco a Praga nel '68 non si accorse della repressione (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

N. 187 del 2008-08-07 pagina 0 Eco a Praga nel '68 non si accorse della repressione di Redazione Le sbandate degli intellettuali: nel reportage del semiologo dalla Cecoslovacchia invasa dai sovietici nell'agosto del 1968, non c'è traccia della repressione. Per colpire Berlusconi, invece, Asor Rosa rivaluta Mussolini Matteo Sacchi Due giorni fa è esplosa una polemica che covava dal 1968. A dirsele di santa ragione, su un momento capitale della storia contemporanea, due pezzi da 90 della cultura italiana: Enzo Bettiza (autore de La Primavera di Praga che proprio ieri veniva presentato a Cortina) e Umberto Eco. Questo il nodo del contendere. Bettiza, parlando del suo libro ha ricordato un suo "faccia a faccia" con il futuro autore del Nome della Rosa. I due si incontrarono all'hotel Sacher di Vienna nel pieno della crisi praghese del '68. Il socialismo dal volto umano di Dubcek stava per essere schiacciato dai carri armati di Mosca. Nel ricordo di Bettiza il destino dei poveri cecoslovacchi non faceva piangere lacrime amare al serafico Eco: "A lui non importava niente degli studenti, dei lavoratori di Praga; a lui importava solo che il blocco sovietico rimanesse compatto". Lapidaria la risposta del maÎtre à penser da best seller: "Quel dialogo avvenne dopo e non prima del 21 agosto, giorno dell'invasione sovietica. Io ne scrissi sull'Espresso soltanto dopo essere fuggito da Praga in direzione Linz... Eravamo più o meno tutti per Dubcek. E poi come avrei potuto preoccuparmi per l'unità del mondo comunista, dal momento che si era già spezzata? Io credo che Bettiza mi confonda con qualcuno degli stalinisti che lui frequentava allora". E ognuno dei due ha citato dei testimoni: Alberto Ronchey (che dà ragione a Bettiza) e il poeta Nanni Balestrini (che dà ragione al suo amico Eco). Uno di quei casi in cui sarà difficile arrivare a una verità condivisa. Chi non era al Sacher non può dire la sua e chi c'era giura e spergiura di avere ragione. Una cosa però la si può fare: andare a rileggere l'articolo che Umberto Eco pubblicò sul numero dell'1 settembre 1968 de L'Espresso e intitolato "Li ho visti danzare attorno ai carri armati". Magari aiuta a farsi un'idea. E dopo averlo letto l'impressione è che se Umberto Eco stava dalla parte degli insorti lo faceva a modo suo: un modo flebile flebile e tutto intellettuale. Che se Eco è passato dalle strade della capitale cecoslovacca nel mezzo di una delle repressioni più feroci del mondo lo ha fatto con l'aria distratta, e un po' timida, di chi in una rivolta antitotalitaria non si trova a proprio agio quanto in una biblioteca o in un'abbazia benedettina. Per accorgersene basta l'excusatio non petita che fa da cappello all'articolo: "Adesso che sono uscito, e qui a Vienna mi arrivano telefonate dall'Italia, tutti mi chiedono perché non sono restato. Ero sul posto... non dovevo rinunciare al colpo. Potrei rispondere che avevo problemi di famiglia, e che avevo benzina appena sufficiente per raggiungere la frontiera austriaca. La ragione però è un'altra: potranno ancora succedere molte cose a Praga, ma i due giorni prima e dopo l'occupazione mi hanno dato tutto quello che occorreva sapere...". Un ragionamento da far mettere le mani nei capelli a qualunque inviato, figurarsi a uno come Bettiza. Certo, Umberto Eco inviato non è mai stato, nessuno aveva il diritto di chiedergli di rischiare la pelle. Ma già dalla necessità di giustificarsi sembra di poter capire che qualcuno ebbe da ridire anche allora. Però parliamo di un intellettuale ficcante, di un cervello sopraffino a cui basta un nulla per capire. Quindi magari i due giorni gli bastarono davvero... Ecco qualche stralcio echiano sulla Praga messa a ferro e fuoco dai sovietici, del coprifuoco: "Un gruppo di redattori s'era asserragliato negli studi e i russi, ho saputo dopo, non trovavano la chiave del posto giusto. Così sin verso mezzogiorno la televisione ha funzionato... Ho il serbatoio a metà, la benzina non basta... mi spingo per la grande via dell'Armata Rossa, svicolando tra i carri armati. Al primo distributore mi accorgo che di benzina non se ne parla più. Ai negozi di alimentari grandi code... La gente parla in russo coi soldati, gli chiede perché sono lì. I soldati rispondono che a Praga c'è il colpo di stato fascista, la gente ride... La tensione è spasmodica ma la città brulica di folla come a una festa patronale, e ogni carro armato è un comizio... E così succede qui coi russi, sono degli amici, dal governo antipatico, ma buoni se presi uno a uno... Sono le due e mangiamo al ristorante dell'Hotel Paris, tutto una fioritura di liberty dal di fuori... La polemica non è con il comunismo è con l'alleato troppo forte che li sta colonizzando". Se non è la descrizione di Disneyland poco ci manca. Non serve sapere cosa Eco ha detto a Bettiza nelle stanze del Sacher. Basta quello che ha scritto facendo benzina a Praga. E se a qualcuno venisse il dubbio che all'Espresso i pezzi glieli chiedessero così, basta ricordare che il settimanale il 25 agosto titolò in prima: "Praga muore". Che Angelo Maria Ripellino iniziava sulla stessa testata un suo articolo con: "Sono tornato da Praga con disperazione e con rabbia. Dopo aver vissuto per due mesi le speranze e le apprensioni di un popolo, alla cui cultura ho dedicato gran parte della mia esistenza". Che un articolo scritto con lo pseudonimo di Telesio Malaspina aveva come occhiello "Chi sono i Quisling di cui l'Unione Sovietica si servirà per ridurre all'obbedienza il popolo cecoslovacco?". Eco vide Praga a modo suo e chiuse il pezzo a modo suo: "Che devo fare? Suonare la marcia dei Marines? Ma i socialisti traditi che ho lasciato a Praga, questo non lo vorrebbero". E nel dubbio andò a mangiarsi una Sacher, a preoccuparsi dei destini del blocco sovietico con Bettiza (forse), a scrivere un articolo vacuo e assolutorio, a meditare su futuri, più redditizi, best seller (di sicuro). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Segue dalla Prima M a anche un Paese forse pronto, secondo un altro tipo di esperti, a far str (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 08-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stai consultando l'edizione del Segue dalla Prima M a anche un Paese forse pronto, secondo un altro tipo di esperti, a far strame degli americani nel medagliere di queste Olimpiadi entro quindici giorni... La Cina come mercato imperdibile detta tempi, esigenze e priorità nel calendario internazionale, compreso quello olimpico che lo influenza e ne viene influenzato: sempre di merci si tratta... La Cina come sterminato (nei due sensi) popolo reclutabile sportivamente, su cui fare esperimenti muscolari ed organici in una sorta di doping a tutto campo e senza scrupoli, come a dire "siamo i migliori anche in questo". Gli ideali olimpici, la lealtà sportiva? Ma via, vi va di scherzare? Vedete, per fare un po' di memoria soprattutto per l'ultima generazione per la quale questa di Pechino è un'edizione formidabile, con pochi confronti, proviamo proprio a confrontare, a mettere a fuoco qualcosa a proposito del tema "boicottaggio". Quello sportivo per antonomasia è avvenuto nel 1980, Giochi di Mosca, assegnati come di rito assai prima. Solo che non era stata prevista l'invasione dell'Afghanistan, nel 1979, e così a Mosca non andarono négli Usa né la Germania (Federale, ovviamente) né la Cina, tanto per dire. Fu una clamorosa dimostrazione politica nel nome del leggendario capitano ottocentesco Charles Boycott, curiosamente solo due anni dopo i Mondiali di calcio d'Argentina giocati in serenità sotto gli occhi di Videla e tra i morti, e quattro anni dopo la finale di Coppa Davis benedetta da Pinochet: ma si sa, politica e sport debbono restare divisi... Nel caso di Pechino, cui proprio a Mosca nel 2001 dal furbo e plutocratico Comitato Olimpico Internazionale sono stati attribuiti questi Giochi allo smog, al terrorismo e ai diritti umani e civili vacanti, della sdrucciolissima "questione cinese" si sapeva già tutto da allora. E da allora il business ha trionfato. E da allora c'è stato e si è evidenziato sempre più quel problemuccio del Tibet, e del Dalhai Lama in giro per il mondo ricevuto per esempio in Italia solo "privatamente" (né da destra né da sinistra...). Ebbene, se uno avesse visto tv, ascoltato radio e letto i giornali italiani in questa settimana, avrebbe pensato a un risveglio dal letargo politico-diplomatico cialtronesco e assai tardivo di una parte della casta nostrana, a colpi di Gasparri e Meloni, nel sonno circostante: l'ammonimento che arrivava dal pulpito era che dovevano essere gli atleti a dare dei segnali di consapevolezza umana e civile, mentre gli altri, i dirigenti politici e politici sportivi, indigeni ed estrogeni, se ne fregano e se ne sono fregati. Grottesco, eppure utile, detto con disperazione ma senza ironia: almeno sia pure con toni e bersagli sbagliati, si è parlato del problema Cina, e l'effetto che in giro in Italia e fuori si sia capito che non è una Olimpiade "normale", forse è stato raggiunto. Del resto, se le notizie arrivano da noi e dappertutto via tv, perché "scomodare" la sensibilità degli atleti quando basterebbe che fosse la tv (Rai, Mediaset, La7, le locali) a incrociare due strisce nere sul teleschermo per ricordare che cosa avviene e perché sono a rischio i Giochi di Pechino? Per carità, questo non vuol dire che gli atleti non possano (debbano è un'altra faccenda, assai scivolosa...) avere sortite personali democratiche e protestatarie. Ma non ci si dimentichi mai che mentre la politica mette in campo parole, gli atleti mettono in campo se stessi, la propria vita del momento, del passato e spesso del futuro,e parole e vita non sono grandezze commensurabili. Insomma Tommy Smith l'ha fatto. Basta. Nel frattempo l'adolescente Gasparri faceva altro, I presume, mentre la Meloni non era nata. Il punto è naturalmente che la politica è vuota, e non può darsi carne e sangue con il corpo e l'anima degli atleti. In realtà nessuna presa di posizione seria avverso il totalitarismo economico della Cina è stata assunta né dall'Italia né dall'Europa, mostrando o debolezza o - peggio - asservimento dell'una e dell'altra alle priorità economiche. Adesso in extremis si ciancia, abbaiando in poltrona da posizioni di tranquillo potere alla luna e magari alla recente eclissi di sole che in Cina porta jella: meglio gareggiare da oggi, continuando a parlare della "questione cinese" anche durante e dopo le gare. Oppure molto meglio sarebbe stato nel 2001 opporsi a una candidatura interna alle esigenze del business sportivo (prossimi Giochi a Londra, 2012, alè) che è solo una faccia di un business più generale, quello del fondamentalismo economico di un pianeta che ogni quattro anni recita una parte con gli attori/atleti immersi nel denaro con uno spirito ormai esattamente opposto a quello di quando ricominciarono le Olimpiadi moderne con De Coubertin. In Grecia antica, in termini di democrazia etimologica, di fronte alla Cina di oggi avrebbero già tirato giù il sipario. www.olivierobeha.it.

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(segue dalla prima pagina) (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Pagina XV - Bari (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Q uello famoso per i girotondi: ho sentito dire dal professore di Filosofia. Dopo tante pagine, ho letto quando l'uomo, per salvare la donna, nel mare, la stringe e ha la menna da fuori, ma poi ho visto che non c'era più niente?allora ho smesso di leggere. Il nonno, dalle otto, ha cominciato a togliere il mestiere allo zio: s'è messo a fare lui il cicerone, perché tutta la zona di Barletta, Canosa, Cerignola, era una zona dove andava spesso con la nonna, perché in ognuna di queste cittadine la nonna e il nonno avevano gli amici. Meno male che guida lo zio e che stiamo con la sua macchina, anche perché i cd che ha lo zio, sono diversi da quelli di papà. E' un fissato lo zio di Fabrizio De André e di uno che canta con una voce da far paura, che si chiama Giovanni Lindo Ferretti, ma è sempre meglio di Fausto Papetti, Mariano Apicella, Laura Pausini e Tiziano Ferro, tutti cantanti che sentono mamma e babbo. Anche a Marina le piace Tiziano Ferro, secondo me perché fa le canzoni per i ragazzini sfigati. Allora vuol dire che anche mamma e papà si sentono un poco sfigati, nonostante hanno tutto nella vita. Dopo un'ora e mezza, siamo arrivati in una città bellissima. Il mare, il castello, Eraclio, la cattedrale, la basilica del Santo Sepolcro. L'abbiamo visitata tutta Barletta, che è una città che fa sempre lite con Andria, per chi deve essere più potente, mi ha detto lo zio. Madonna, nella cattedrale di San Sabino, che addirittura lo zio ha letto essere più antica della cattedrale di Bari, mamma ha ricominciato con il benedetto latino. Io, per non essere interrogato in macchina e per distrarre lei e lo zio dal latino, ho chiesto come mai sull'altare maggiore c'è il ciborio, che è una specie di ombrello con le colonne di marmo, uguale a quello della Basilica di San Nicola di Bari. Bravo - mi ha detto lo zio, ma guardando anche papà e mamma - avete visto che vostro figlio, già a quest'età è capace di fare dei giusti confronti? Sì, pure io l'ho pensato, ha detto il nonno. è bello quando qualcuno ti dice che vali, che sei capace, perché è importante l'auto-stima (mi ha detto il professore di Filosofia che si dice così). Ci siamo rimessi in viaggio. è bastato un grande manifesto in strada, con la scritta "Italia, rialzati!" e la faccia del presidente del consiglio, che il nonno ha cominciato a bestemmiare i morti, gli stramorti, uno dietro l'altro, come un rosario. Ha attaccato papà, cominciando a parlare di mortadella e finendo con il presidente gay. Mamma, subito s'è messa a parlare della riforma Moratti, poi dei debiti formativi di Fioroni, poi anche della Gelmini. Io ho chiesto allo zio Puoi alzare il volume? Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos'è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è devastato dal dolore... ma non vi danno un po' di dispiacere quei corpi in terra senza più calore? Non cambierà, non cambierà, no cambierà, forse cambierà. In macchina, all'improvviso, è calato il silenzio. Zio, e chi è questo cantante che canta queste cose proprio mo che c'azzecca? Ha un poco la voce di un prete, ma mi piace. è Franco Battiato e non è comunista, come pensa tuo padre e tutti quelli che considerano la verità come delle fissazioni di quelli della sinistra. Siamo andati alla casa di un amico del nonno a Foggia. Una persona che ha messo su un'associazione che riunisce tutte le famiglie vittime delle stragi, anche quella dell'11 settembre a New York. Forte quest'uomo! S'è messo a parlare di Memoria condivisa. Non ho capito bene, però ha parlato di tutti i morti e i vivi vittime delle stragi, che il nostro paese scorda e che qualche volta lascia morire anche di povertà. Mi ha colpito Mario. Lungo la strada un sacco di neri, ma anche un poco chiari, non poche donne, che raccoglievano i pomodori. è successo un casino solo perché il nonno, a proposito degli extracomunitari, ha detto che il presidente della regione Puglia ha creato degli alloggi che servono per loro, quando vengono a fare i lavori che noi non vogliamo fare. è partito babbo: è gente che toglie il lavoro anche a tuo nipote. Ha detto così al nonno. Si, come figlio d'ingegnere - ha detto lo zio - dopo il diploma, ricordati di mandare tuo figlio da noi perché venga a raccogliere i pomodori: voglio proprio vedere! Mamma taceva. Loro hanno continuato ad urlare e sentivo tanti nomi di personaggi Fitto-Vendola-Emiliano-Di Cagno Abbrescia-Prodi-Berlusconi-Zapatero-Maroni, fino a quando ho pigiato il play: Ma poi non scende dalla macchina, é come un ateo praticante. Seduto in chiesa alla domenica, si mette apposta un po' in disparte, per dissentire dalla predica. Ho chiesto ad alta voce: volete sentire lo scrutatore non votante? Nessuno mi ha risposto. Allora io ho continuato a sentirmi il cd di Samuele Bersani. Poi veniva la quinta traccia Sicuro Precariato. Con queste promesse tristi, anche da parte delle canzoni, come i discorsi che gli altri facevano in auto, siamo arrivati in piazza Cavour, dove c'era la casa di un cugino della nonna. Nel salone aveva un sacco di madri di Gesù. Un tipo fissato. Questa è la patrona di Foggia, la Madonna dei sette veli, poi c'è l'Incoronata, questa è l'Immacolata. Scusa, posso fare una domanda? Ma quante madonne esistono? Due - ha risposto lo zio - la madre di Gesù e la cantante, che fra un po' devo andare a sentire in concerto a Roma. "?abbiamo visitato un sacco di chiese a Foggia: quella delle Croci, la Cattedrale, e la Villa comunale con il pronao neoclassico, non ho capito cos'è, ma lo zio ha detto che si chiama così. Caro diario, questi sono gli ultimi miei giorni di libertà e vacanza in Puglia. Faremo un salto a Taranto nei prossimi giorni. Tristezza tanta. Babbo ha cominciato già a cambiare umore e faccia. Mamma chiama in continuazione le colleghe di lavoro. Forse, lei non vede l'ora di cominciare la scuola. Ma, per fortuna, siamo diversi". (fine).

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NOVE MILIONI di euro all'anno, per tre anni. È questa la cifra della discordia, che vo (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 09-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Stai consultando l'edizione del di Silvia Garambois / Roma NOVE MILIONI di euro all'anno, per tre anni. È questa la cifra della discordia, che vola a 35milioni quando parte la diretta tv. Una lunga sfilza di "zeri" sotto i quali rischia di finire, miserevolmente, il Festival di Sanremo: le polemiche sulla conduzione affidata a Paolo Bonolis, ormai, sembrano preistoria. Ieri, infatti, il comune di Sanremo ha detto l'ultimo no all'accordo con la Rai, rifiutandone la proposta, e i tempi per allestire e organizzare la rassegna canora (con quel che costa) sono scaduti. Così almeno era scritto nell'ultimatum del direttore generale di viale Mazzini, Claudio Cappon. Il prossimo Consiglio d'amministrazione, il 10 settembre, è quello al quale devono arrivare le carte per il varo del programma, con tutti i contratti pronti alla firma. Stavolta il tira-e-molla con Comune sembra finire male: nella storia del festival ci sono già state edizioni organizzate all'ultimo minuto, ma mai così in ritardo... Sarà una primavera senza il Festival della canzone, per la prima volta dopo 58 anni? A dire il vero, abbiamo già passato quest'estate senza Festivalbar (che pure era annunciato e previsto sulle reti Mediaset), e non se ne è accorto nessuno. Certo, Sanremo è altra cosa, "Sanremo è sempre Sanremo": ma stavolta sono in tanti a considerare esaurita la sua stagione. A partire da Enzo Mazza, presidente della Fimi, la Federazione dell'industria musicale, che da tempo ha profetizzato la scomparsa dell'evento entro cinque anni, travolto dal declino della tv generalista: "Anche la Rai si sta rendendo conto che il festival è un evento molto costoso - ha dichiarato mesi fa - e che non si può dare alla città di Sanremo questa quantità di denaro per un evento che ha il destino segnato". E Mediaset, che negli anni di gloria del Festival aveva contribuito a far alzare il prezzo, mettendosi in concorrenza per acquisire l'accordo col Comune, ormai si tiene alla larga da una manifestazione che considera datata, inadatta alla sua programmazione. Ma qual è il nodo del contendere? Da un lato la Rai, non vuole più un accordo per cinque anni, ma per tre; non vuole più neppure il "Dopofestival" (che neppure, si dice, a Bonolis piacerebbe...), né tutto il corollario di trasmissioni rilanciate da Sanremo che di solito facevano parte dell'accordo con la Città dei Fiori. Dall'altra il Comune. Il sindaco Claudio Borea insiste molto sul fatto che "il marchio del Festival deve rimanere di proprietà del Comune di Sanremo", come se fosse il tema del contendere, mentre sulla parte economica sostiene: "Non abbiamo chiesto aumenti, ma soltanto la conferma delle condizioni contrattuali della vecchia convenzione appena scaduta, quindi circa 9 milioni di euro all'anno, per i prossimi tre anni". In realtà dalla Rai fanno notare che a quella cifra va aggiunta l'indicizzazione, una parte dei proventi degli sponsor, e le mega-spese di organizzazione. Insomma, il gioco forse incomincia a non valere più la candela. Anche perché del complicatissimo accordo fanno parte una serie di varie ed eventuali piuttosto onerose: gli spot per Sanremo (la città, non il Festival) disseminati nella programmazione, le temperature meteo nei principali tg, e via elencando. Altro che "marchio", che per altro la Rai non ha mai utilizzato per il marketing! Da segnalare che, alla notizia della rottura tra Rai e Sanremo, si è immediatamente fatto avanti il Comune di Viareggio per ospitare il Festival: per non perdere tempo, addirittura con un telegramma.

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Quando l'uomo non fa notizia (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

N. 189 del 2008-08-09 pagina 8 Quando l'uomo non fa notizia di Redazione Quando si dice la par condicio. Non erano solo al femminile le segnalazioni fatte dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad Agostino Saccà per un lavoro alla Rai. A dirlo è lo stesso Saccà, intervenuto al "Cortina Incontra 2008". "Berlusconi mi ha chiamato per raccomandare anche 5 o 6 uomini, non solo donne. Però queste intercettazioni non sono uscite". Fatto che non stupisce, visto che evidenziare l'interessamento del premier per la carriera di una donna dà certamente più adito a illazioni pruriginose. A rassicurare sulle buone intenzioni del Cavaliere è lo stesso Saccà: "Quelli di Berlusconi non erano segnalati speciali, tant'è che poi nessuno ha lavorato. Berlusconi chiedeva sempre "se possibile"". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Saccà-show: le raccomandazioni? Il premier le chiese anche per uomini (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET , Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-09 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE L'ex capo di Rai Fiction "Ho inventato Panariello e rilanciato Fiorello" Saccà-show: le raccomandazioni? Il premier le chiese anche per uomini DAL NOSTRO INVIATO CORTINA D'AMPEZZO - La sintesi fulminante è di Fred, il vignettista di CortinaIncontra: Agostino Saccà, prima e dopo, nelle nuvolette di parole appiccicate alla sua caricatura. "Ho fatto le fiction su padre Pio", "Sono padre Pio". Il santo con le stigmate. Così si è raccontato il dirigente Rai, un tempo potente e poi caduto nella polvere, al folto pubblico di villeggianti che, al Palalexus, segue i dibattiti organizzati da Jole ed Enrico Cisnetto. Quello di ieri pomeriggio, in verità, non è stato un contraddittorio ma un lungo e appassionato monologo. Autodifesa gagliarda, puntigliosa, che ha toccato le tappe salienti della vicenda umana e giudiziaria di Saccà, oggi direttore commerciale della tv pubblica. Salvato dal licenziamento, dopo una vita passata a viale Mazzini, dalla gavetta fino agli incarichi più prestigiosi. Ma ormai l'ex direttore di Rai Fiction per il pubblico resta colui che, intercettato, parlava con Berlusconi (allora capo dell'opposizione) di attrici da collocare ("Silvio interloquiva con tratto gentile e comunque non ne ho assunta una", precisa) in cambio di favori. Lui non ci sta. E, protestando l'illegalità dello spionaggio telefonico, rivela che il cavaliere, oltre alle signorine, raccomandava anche uomini. Cinque o sei. Ma - sottolinea - di ciò non si è scritto. Nota: "Bando alle ipocrisie, tutti chiamano e raccomandano, a destra e a sinistra ". Corregge, inoltre, la vulgata sul caso Biagi ("a qualcuno conveniva che fosse il censurato di Berlusconi") rispedendo al mittente (Claudio Petruccioli, "querelato") l'accusa di essere stato lui l'esecutore dell'editto bulgaro nei confronti del giornalista. Rivendicando il ruolo di talent scout, ricorda, tra l'altro, di aver lanciato Panariello e rilanciato Fiorello dopo che uscì da Mediaset, con le ossa rotte. Si vanta di aver fatto l'interesse dell'azienda pubblica, tagliando i costi e stroncando la pratica degli appalti. E il progetto di costituzione di una società di produzione di fiction extra Rai, con la promessa di un aiutino da parte di Berlusconi? Saccà si spazientisce: "Figurarsi, avevo l'appoggio del banchiere Corrado Passera e dell'imprenditore Luca di Montezemolo, che credevano in me". E aggiunge: "Altri dirigenti del servizio pubblico lasciarono l'azienda per mettersi in proprio. Senza creare, com'è giusto che sia, scandalo. Due pesi e due misure?". Saccà è convinto di essere diventato un personaggio molto scomodo e, senza dirlo apertamente, lancia un messaggio: i miei nemici sono dentro la Rai. Non solo a sinistra. Marisa Fumagalli Direttore commerciale Agostino Saccà.

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Il "tesoretto" targato Sanremo rende alla Rai ben 62 milioni (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Stampa, La" del 10-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

PIOGGIA DI QUATTRINI DALLA PUBBLICITÀ Il "tesoretto" targato Sanremo rende alla Rai ben 62 milioni E' vero che nella trattativa con la Rai per il rinnovo della convenzione Festival, dopo il dichiarato disinteresse di Mediaset, il Comune ha perso un po' del suo potere contrattuale ma è altresì una realtà consolidata che a Viale Mazzini l'evento rende una somma irrinunciabile in termini di pubblicità. E quindi le minacce del direttore generale Cappon - "Sanremo rischia di saltare" - non sono altro che ulteriori pressioni per indurre il sindaco Borea a ridimensionare le richieste e ad accettare le proposte che arrivano da Roma. Alla vigilia di Sanremo 2008 il direttore Del Noce aveva ammesso che il Festival rende 40 milioni di euro. Ma un'inchiesta de La Stampa, che era andata a spulciare nei listini della Sipra, la concessionaria di pubblicità della Rai, aveva dimostrato che il Festivalone, sia pure con ascolti ridotti rispetto al passato, di milioni ne vale 62. E per chi avesse difficoltà nel tradurre la somma in vecchie lire, ricordiamo che si tratta di poco meno di 124 miliardi. Sessantadue milioni di euro in cinque sere che derivano dai blocchi di telepromozioni da due minuti venduti a 1 milione. Poi ci sono le "vetrine" da 4 secondi, in apertura e chiusura della trasmissione, del genere "Il Festival è offerto da..." che fruttano 210 mila euro. E gli spot al Dopofestival, solitamente venduti a 12 mila euro che, se sullo schermo c'è Baudo con la casacca del Festival, svettano fra i 75 e i 160 mila euro. E ancora il Festival su Rai International dove, con pochissima fantasia, i pubblicitari hanno semplicemente tolto uno zero: centomila invece di un milione. Ultima voce: Radiorai con spot da 30 secondi venduti a 3 mila euro. Robetta, si potrebbe dire, ma fanno cumulo. Alla fine il "tesoretto" Rai sale a 62 milioni. Non sono spiccioli. Calcolando la quota che la Rai versa al Comune per assicurarsi l'esclusiva della manifestazione (9 milioni la richiesta del Comune), le spese per scenografia, per pagare l'esercito di dipendenti trasferiti a Sanremo e per il noleggio dell'Ariston, nel forziere di Viale Mazzini restano tanti milioni. Troppi per rinunciare al Festival.\.

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L'amico Saccà e le ragazze di Silvio (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 18-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del L'amico Saccà e le ragazze di Silvio Tutto bloccato a viale Mazzini. Il Cda Rai non è riuscito a "licenziare" Agostino Saccà. il direttore di Raifiction che dal suo posto di dirigente stava costruendo una società che avrebbe fatto concorrenza all'azienda e "sistemava" attrici per conto di Berlusconi. Il 1° agosto 2008 è stato trasferito al settore commerciale della Rai, Rai Fiction è stata affidata al direttore di RaiUno Del Noce. Quanto alla Vigilanza, la commissione parlamentare non è riuscita a insediare il suo presidente. Il Pdl fa da tempo mancare il numero legale per bloccare il candidato del centrosinistra, Leoluca Orlando. Rai.

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Affari, processi e bugie I primi tre mesi di Silvio IV (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Unita, L'" del 18-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Stai consultando l'edizione del Affari, processi e bugie I primi tre mesi di Silvio IV di Natalia Lombardo Con la ramazza alzata come Mary Poppins in una piazza di Napoli per farsi immolare dalle telecamere nel monumento al Presidente Spazzino, versione in bretelle blu del mussoliniano torso nudo, Silvio Berlusconi ha spazzato via la "monnezza" ma anche 5.000 esuberi Alitalia. Allo scadere dei primi cento giorni di governo, il presidente del Consiglio ha vinto la prima battaglia della guerra ai rifiuti, ma lascia sull'orlo della voragine fallimentare la compagnia di bandiera. Una partita più rischiosa di una mano giocata a poker da un incallito bluffatore. È stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale: far saltare la trattativa con Air France in nome della "cordata italiana", poi sciolta come una medusa al sole. Surclassata la filosofia liberista dalla coazione statalista a rifondere aiuti pubblici. In questi tre mesi solo una sequenza di annunci incartati nello slogan semplice semplice coniato dal Gran Comunicatore: "Io amo l'Italia, io volo Alitalia". Bello e impossibile, giacché ora il premier ammette che nella trattativa rientrerà una compagnia straniera. La prossima mossa a settembre; sugli esuberi Silvio fa lo Smemorato di Cologno e bluffa ancora: "Con Air France erano 7000, ora saranno molti di meno". Lo corregge Bersani dal Pd, mostrandogli la bilancia impazzita: "Con Air France erano solo 2150". Coerente con la sua testa mediatica, Berlusconi ha voluto esordire con un Consiglio dei ministri evento andato in scena a Napoli il 31 maggio nella pomposa cornice di Palazzo Reale, location borbonica inadeguata e troppo scomoda per trasformarsi in una dependance di Palazzo Chigi. In Piazza Plebiscito il premier disegnò i primi tratti di governo funzionali a modellare il consenso: la carota (togliere l'Ici sulla prima casa)e il bastone sulle discariche equiparate a zone militari, il pugno di ferro sull'immigrazione e le concessioni xenofobe alla Lega. Con l'amico Umberto Bossi il rapporto è sempre privilegiato, come lo fu nel quinquennio 2001-2006. Berlusconi al Senatur perdona il fucile e il dito medio sempre branditi, confidando nell'alleato "leale" se pure è il Gianburrasca di governo. L'altro puntello delle certezze è il superministro dell'Economia, della cui autonomia diffidano già gli alleati. Silvio invece ha dato di nuovo carta bianca a Giulio Tremonti oer la "rivoluzione" culturale: una Finanziaria blindata da qui a tre anni, zeppa di tagli alla spesa pubblica che faranno versare parecchie "lacrime" agli italiani ormai in vuoto pneumatico di soldi e speranze, passioni e cultura. Nella gara fra ministri si vuole far notare Maurizio Sacconi, ex socialista che demolisce i tasselli dei diritti sindacali conquistati in anni di lotte dei lavoratori e istituzionalizza come norma l'eccezione del lavoro a tempo determinato. Ma Berlusconi si vende lo smantellamento dei diritti come "azioni di sinistra", efficacemente rese da quella Robin Tax, travestita da penalizzazione dei "poteri forti". Ma alla terza visita di Silvio IV nella città partenopea, ecco che il politico si confonde nel personale: mentre il presidente del Consiglio è in Prefettura in veste istituzionale, è quel "refuso" nel fax spedito da Palazzo Chigi per annunciare il "decreto" sulle intercettazioni a rivelare le vere intenzioni del cavaliere sulla giustizia. Il "refuso" subito corretto ("decreto" anziché "disegno di legge") proietta su un maxischermo ideale l'assurdità di una rabbiosa campagna contro i giudici, intrapresa da Berlusconi senza curarsi di quel conflitto d'interessi gigantesco che, come un panzer, incrina il rapporto con il Colle. Il capo impone agli alleati la Priorità indicata dall'Azzeccagarbugli Ghedini, ministro ombra del giovane Guardasigilli Alfano. Il cui nome è diventato un Lodo per congelare ogni processo. Passaggio obbligato imposto dal premier-padrone, male minore rispetto a quel trabocchetto feudale ad personam infilato a tradimento che avrebbe bloccato 100mila processi per evitare una condanna. In realtà, a parte quella che chiama lui stesso la "fissa" dei rifiuti a Napoli (tanto da aver fatto l'ennesima gaffe immaginando come in una vignetta di Mordillo di riempirci il Quirinale), Silvio IV si è occupato prevalentemente dei suoi Affari & Processi, Veline & Veroniche. Tanto da mettere nei guai le sue ministre, le opportunità svelate di Mara Carfagna e la "quanto sei bella" Gelmini che corre ai ripari con il grembiulino della castità. Una prova lampante si può leggere in quel foglio di agenda mostrato senza pudore alla ministra Meloni e colto da velocissimi fotografi: gli appuntamenti privati aggiunti a penna da Berlusconi (Previti, le attrici raccomandate a Saccà, fino alla misteriosa "20,30 Selvaggia") cancellavano gli impegni istituzionali fissati dallo staff di Palazzo Chigi. Silvio gioca (mica tanto, manovra sempre la gestione della Rai) e affida ai ministri in prima linea il compito di un attivismo sfrenato per raggiungere l'esaltate verdetto dal suo oracolo statistico: il 62,8 per cento di popolarità, per sé, e di riflesso per il governo. La campagna capeggiata dalla Lega sulla sicurezza (gonfiata come emergenza virtuale in campagna elettorale tanto da far scappare i turisti dalle città, come sta verificando Alemanno a Roma) col ministro dell'Interno Maroni, che cerca di sintetizzare il razzismo delle impronte prese ai bambini rom con assistenzialismo caritatevole. La tolleranza zero sugli immigrati azzera anche le pensioni sociali rischiando che a tanti vecchietti venisse un "coccolone" estivo. Altro errore di zelo, recuperato per un pelo. Maroni poi ha dotato i sindaci di super poteri da super sceriffi, anche se si è sempre dovuto misurare in un braccio di ferro con Ignazio La Russa, ministro della Difesa e "reggente" di An, altalenante nel proteggere le sue truppe dall'uso domestico (tipo spazzare la munnezza a Napoli) e la dimostrazione di forza messa in scena con i soldati nelle città. Con il risultato di creare uno Stato poliziesco, autoritario se non fascista, con una pesante azione revisionista e censoria sulla cultura e sullo spettacolo. Uno Stato Controllore & Bacchettone che annoia e contraddice persino lo spirito libertino e giocherellone del cavaliere di Arcore. Attivissimo anche Renato Brunetta, più Savonarola moralizzatore dei Fannulloni che Davide contro l'assenteista Golia. In pieno agosto viene esaltata l'efficacia dell'effetto deterrente (farcito di strafalcioni pericolosi, come le punizioni per le assenze motivate dei donatori di sangue). Il Fannullone, ora, ha paura. Di veder circolare Brunetta e le sue circolari che parcellizzano anche i permessi pagati, in modo incalcolabile. L'autunno, per Silvio, "non sarà caldo" e l'opposizione manifesterà "contro la grandine". È durato sei mesi da novembre ad aprile, si è consumato nello spazio dal "predellino" di San Babila a Palazzo Chigi, l'altro bluff di Silvio: quello del "dialogo" con Walter Veltroni, del confronto adulto fra i due grandi partiti, il Pd e la sua ultima invenzione, il Pdl. Populista anche nel nome (scelto da finte primarie nei gazebo), un regno più che un partito, nel quale il cavaliere è riuscito ad annichilire Alleanza Nazionale e a liberarsi della destra storaciana (salvo recuperi, già avvenuti con Daniela Santanchè). E ci ha messo un attimo, Berlusconi, a buttare a mare la retorica del confronto, con lo stesso disprezzo col quale, all'apertura della campagna elettorale a Milano, strappò il programma del Pd sul palco. Sul collo di Veltroni Re Silvio ha piazzato la pietra del Di Pietro "giustizialista" per affondarlo. Operazione da due soldi, per un miliardario, nella pretesa che l'opposizione "più riformatrice", come dice lui, accettasse con un sorriso le sue leggi ad personam. Questa volta varate a tempo di record nei primi cento giorni. Ed è solo l'inizio.

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"non fidatevi dei medici eroi della tv" i camici bianchi accusano le fiction - mario reggio (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 18-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Cronaca "Non fidatevi dei medici eroi della tv" i camici bianchi accusano le fiction "Troppo spazio alle emergenze. I più credibili quelli di famiglia" Cozza (Cgil): "C'è il rischio di alimentare false aspettative nei cittadini" MARIO REGGIO ROMA - Ambulanze a sirene spiegate, pazienti in fin di vita, sale operatorie in frenetica attività, parenti in lacrime e medici eroi. La saga sugli ospedali, pronti soccorsi, vite appese ad un filo riprende sul piccolo schermo. Finite le Olimpiadi e prima della ripresa del campionato di calcio, Rai e Mediaset sono pronte a lanciare le nuove fiction che tanto piacciono al grande pubblico. Da "Terapia d'urgenza" a "Medicina generale", da "Crimini bianchi" ai tormentoni americani come "E.R. Medici in prima linea" e al "Seattle Grace Hospital" della serie "Grey's anatomy". Un'offensiva mediatica che ha provocato non poche reazioni. Luigi Frati, preside di medicina alla Sapienza: "In nome dell'audience non si può ridurre la sanità alla stregua di un serial killer". E Massimo Cozza, segretario della Cgil Medici e direttore del servizio psichiatrico del Sant'Eugenio di Roma: "C'è il rischio di alimentare un'idea di onnipotenza del medico ospedaliero e quindi false aspettative nei cittadini". Mario Falconi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma ed ex segretario della Federazione dei medici di famiglia: "Un grande pronto soccorso romano, per esempio, è un caos, c'è una pressione spaventosa - commenta - ma oggi sembra l'unica soluzione, si trovano infatti i farmaci che altrimenti si dovrebbero pagare e si fanno subito gli esami. Ma in un Paese che invecchia come il nostro bisognerebbe investire sull'assistenza domiciliare. Comunque la figura più credibile resta sempre il medico di famiglia". Perché le reti tv producono serial che ambientano le loro storie negli ospedali e non negli ambulatori del medico di famiglia? "La scelta non è casuale - è la risposta di Rai Fiction - perché l'argomento è più avvincente", niente a che vedere con un anonimo ambulatorio dove un gruppo di anziani in attesa della ricetta o di una visita chiacchiera e parla dei propri guai e di malattie. Molto meglio scene movimentate con persone in fin di vita che lottano con la morte mentre l'ambulanza a sirene spiegate punta verso l'ospedale. E poi tutto quello che succede nel pronto soccorso: l'ansia dei medici e degli infermieri, la scelte da prendere in pochi secondi, sfidando il destino. è una scelta giusta? "In nome dell'audience non si può ridurre la sanità alla stregua di un serial killer. Se lo fanno le reti commerciali nulla da dire - afferma il professor Luigi Frati, preside della facoltà di Medicina della Sapienza e prorettore dell'università romana - ma non accetto che le reti pubbliche si adeguino a questa falsa visione della sanità che disegna medici eroi o assassini. A nessuno viene in mente di fare una trasmissione sul disastro alla metro di Roma di un anno fa, quando 40 persone gravemente ferite vennero ricoverate al San Giovanni e 30 al Policlinico. Un'emergenza che ha mobilitato tutto il personale dei due ospedali con ottimi risultati. Non si deve dimenticare che il medico, nei casi d'emergenza - conclude - deve prendere una decisione entro 30 secondi e non sempre può salvare la vita del paziente". Eppure le fiction sulle emergenze sanitarie fanno molta audience e le reti tv si adeguano. Ma con quali risultati? Dice ancora Massimo Cozza. "I luoghi rappresentati in queste fiction non corrispondono alla realtà delle strutture ospedaliere, che nella maggioranza dei casi dovrebbero essere ammodernate. La spettacolarizzazione in nome dell'audience - conclude - esaspera la realtà".

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Su ogni frequenza viaggiano più segnali (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Stampa, La" del 19-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Il sistema Su ogni frequenza viaggiano più segnali Il digitale terrestre è balzato agli onori della cronaca perché è il mezzo sul quale Rai, Mediaset e La7 (ma non soltanto) hanno puntato per entrare sugli schermi delle case degli italiani. E' digitale perché consente, al contrario del "classico" sistema analogico, di far viaggiare più di un segnale per ogni frequenza. Fatto che permette di trasmettere molti più canali rispetto al passato, con opzioni come quelle di ascoltare i film doppiati oppure in lingua orginale. Il termine terrestre è legato al fatto che il segnale non viaggia via satellite. Per riceverlo non ci vogliono parabole, basta la normale antenna che faceva da "ponte" al segnale analogico. Per tradurre le immagini digitali per gli schermi dei televisori, che parlano la lingua analogica, è necessario un apparecchio elettronico che si chiama decoder. In Valle d'Aosta e Sardegna, regioni pilota per la sperimentazione del digitale terrestre, erano stati dati dei contributi statali e regionali per l'acquisto del decoder. L'operazione era stata fatta in previsione della prima migrazione del segnale, che ha interessaro Raidue e Rete4. I televisori dell'ultima generazione hanno già incorporato il sistema elettronico che permette di ricevere il segnale digitale. \.

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Referendum, di pietro attacca i democratici "siete nel torpore". la replica: "arrogante" - luciano nigro (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Il leader dell'Italia dei Valori definisce inutile la raccolta di firme contro il governo e prepara la campagna contro il lodo Alfano Referendum, Di Pietro attacca i democratici "Siete nel torpore". La replica: "Arrogante" "Io candidato in Abruzzo? Sto aspettando un segnale da Veltroni" LUCIANO NIGRO ROMA - "Un milione di firme inutili quelle del Pd contro Berlusconi". Parola di Antonio di Pietro che lancia la campagna d'autunno per abrogare con un referendum il lodo Alfano, ma soprattutto parte all'attacco di Walter Veltroni al quale contesta ritardi anche in Abruzzo che il leader dell'Italia dei valori, che non esclude di candidarsi a governatore, definisce "un banco di prova per il Pd". Un guanto di sfida, firma contro firma, che il segretario del Partito democratico non raccoglie, anche se uno degli uomini a lui più vicini, il senatore Giorgio Tonini, ribatte per le rime: "Insopportabile il tono arrogante e saccente di Di Pietro verso gli alleati". Passate le vacanze d'estate, insomma, i due partiti sono già ai ferri corti, ancora più conflittuali che nei giorni della manifestazione con Grillo e Sabina Guzzanti a Piazza Navona. "Io sono amareggiato con il Pd e con il suo leader ? dice senza mezze misure Di Pietro da Montenero di Bisaccia, interrompendo la riparazione del cingolo di un trattore ? ma non si può stare nel torpore, mentre avremmo la possibilità di mandare a casa Berlusconi per una legge immorale. Non capisco come Veltroni possa vantarsi del milione di firme quando con la metà potremmo mettere il governo in discussione sul piano morale, del conflitto d'interesse, dell'anomalia di un signore che si fa le leggi per non farsi processare". Non per questo l'ex magistrato si fermerà. "Sia chiaro ? dice - io non ho bisogno di aiuti. Ce la faccio da solo. Il 12 settembre alla festa dell'Idv di Vasto lancerò il referendum. Abbiamo già diviso l'Italia in 120 sezioni assegnando a ciascuna un numero di firme da raccogliere". Stessa cosa in Abruzzo. "Io sono pronto, ho già tre liste civiche, ne occorrono un grappolo con le migliori professionalità". Si candiderà? "E come posso dirlo? Ancora non ho capito cosa intende fare il Pd. Il tempo stringe perché il 30 novembre si vota e sapere chi si mette in lista è decisivo in una regione dove un sacco di gente può finire dentro prima del voto, o subito dopo". Perché Di Pietro, al contrario di Nanni Moretti, non pensa che in Italia ci sia due opposizioni, una autodistruttiva e una in letargo. Ma tre, e lui incarna "quella attiva e propositiva che vuole dare la sveglia al Pd che semina parole al vento quando serve il solco dell'aratro per seminare l'alternativa". Metafore bucoliche che non piacciono agli uomini di Veltroni. "Pensare di abbattere il governo con una spallata è un errore ? dice Tonini ? non ha mai funzionato, neppure quando ci provò Berlusconi. Per noi che l'alternativa di governo si costruire sui temi economici e sociali, non con il referendum, tantopiù che la Corte Costituzionale non si è ancora espressa nel merito". Ma quello che il Pd trova "irricevibile", precisa Tonini, è il tono di Di Pietro: "Si può dissentire, ma parlare di "opposizione che non c'è" è insopportabile".

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E adesso bossi riabilita craxi "mi chiese aiuto, non feci nulla" - paolo berizzi (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Lunga chiaccherata con il leader leghista dopo la festa di Tremonti tra sigari, spumante e battute E adesso Bossi riabilita Craxi "Mi chiese aiuto, non feci nulla" I ricordi notturni del Senatur: il ricovero sotto falso nome e il partito di Montanelli PAOLO BERIZZI dal nostro inviato calalzo di cadore (belluno) - Hotel Ferrovia, tre di notte. Tavolo e panca di legno. Un bicchiere di acqua e menta, un paio di lattine di Coca, due caffè. Sulla parete in fondo alla sala, la bandiera con il Leone di San Marco. Umberto Bossi tamburella con le dita sull'immancabile pacchetto di toscani "Garibaldi". Uno, ovviamente, è acceso, ed è a fine corsa. Gli serve per disegnare delle linee di fumo nell'aria. Intorno al Senatùr ci sono i cronisti, un collaboratore e un agente della scorta. "Poveretto, che brutta fine che ha fatto?". Bossi si stringe nelle spalle. Abbassa la voce in segno di rispetto. "Povero Craxi?". Sì, dice proprio Craxi, abbiamo capito bene, inutile sgranare gli occhi. Sta parlando di lui, del vecchio nemico Bettino ora riabilitato con un racconto che, snocciolato così, a quest'ora della notte e da un uomo che da quando è stato in coma ha affinato la sua sensibilità umana facendola prevalere, in molti casi, sul freddo cinismo del leader politico, fa un certo effetto: "Un giorno venne da me, mi disse: "Umberto, mi devi aiutare". Le cose per lui si stavano mettendo male, era evidente. Mi pregò: "Se non ci diamo una mano a vicenda, finirà che ci faranno fuori tutti e due"". Pausa, lungo sospiro. Il ministro per le Riforme va fino in fondo: "Ma io non intervenni, non feci nulla. All'epoca Craxi era un nemico, e i miei non avrebbero capito, mi avrebbero dato del matto?". Per un attimo cala un velo di silenzio. Bossi si rende conto di avere spiazzato. Ma è come se con il suo sguardo chiedesse di capire, di avere pietà per l'uomo e, forse, chissà, anche per il politico. "Poveretto", ripete. La festa di compleanno di Giulio Tremonti è finita una paio d'ore. Di colpo, nella pancia di questo albergo ai piedi delle Dolomiti, tra un mucchio di ricordi "leghisti" - quelli ormai epici della prima ora - alternati a battute e a ragionamenti politici, sembra di essere tornati indietro a dieci anni fa. All'estate del '98 quando di Bettino Craxi, Bossi diceva: "Almeno lui aveva i coglioni, era un politico puro, sapeva dire di no ai potenti di turno, vedi Sigonella?". Perché, aggiunse, "a un sacco di poveri politicanti mancano i coglioni, non hanno cuore". Il confronto era con Berlusconi, che all'epoca il Senatur chiamava "il mafioso di Arcore" e "il servo dei padroni americani". Di più: "il portaborse di Craxi". Ma anche col resto della Seconda Repubblica: "Craxi - diceva il leader del carroccio all'epoca - è stato dipinto come l'immagine del supermale, in realtà nessuno ricorda quanto avevano rubato Dc e Pci". Le immagini, i fatti, i nomi che riempiono la chiacchierata con il capo leghista sono le tappe e i colori di una vita dove c'è un prima e c'è un dopo. Prima e dopo l'ictus che lo ha colpito l'11 marzo del 2004. Bossi ritorna senza imbarazzo ai giorni più neri, quelli che "chiedevo a mia moglie di lasciarmi morire, perché con quello che mi era successo sarebbe stato troppo lungo e faticoso riprendermi". Il ricovero all'ospedale di Varese, subito dopo il "coccolone". Il trasferimento in gran segreto, all'alba, in una clinica svizzera. Il mistero che lo ha accompagnato per giorni. "A Sion sono entrato sotto falso nome, altrimenti mi avreste trovato - dice sorridendo ai giornalisti - Mi chiamavo Roberto? Un giorno il medico, per capire se ragionavo ancora, mi fa: "Roberto, quanti anni ha?" A me venne subito in mente mio figlio Roberto, e risposi: 14 anni? (quanti ne aveva all'epoca). Non ho mai mollato. Oggi posso dire che la Lega è forte, e che ci sarà sempre, perché ho un sacco di figli che possono portarla avanti". Glielo diceva anche Indro Montanelli che ce l'avrebbe fatta: "Andavamo a pranzo, mi diceva che voleva fare un partito. E invece l'ho fatto io. Lui era sicuro che avrei sfondato?". Brucia un altro "Garibaldi". Giù con le bollicine dolci più famose del mondo: "La forza della Lega è la famiglia. Io dico quello che pensano e dicono le famiglie del Nord: è vero o no?" - chiede al giovane portiere dell'albergo di provata fede leghista. Ci tiene, l'Umberto, a marcare la differenza tra la sua creatura e altri partiti. Per esempio Forza Italia. "Noi siamo un partito vero, fatto dalla gente, dal territorio, dalle feste. Chi si allea con noi vince, non c'è niente da fare. E il Nord va dove dico io". Anche Berlusconi nel '94 andò dove disse Bossi. "Andai ad Arcore di notte, mi ricevette in pigiama. C'era in ballo la questione dell'autodromo di Monza, che rischiava di scomparire. Avremmo perso il "nostro" Gp. La Fiat aveva interessi a portarlo in Toscana. Feci pressioni su Silvio. E Monza si salvò".

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Casini, petizione in spiaggia <Rivogliamo le preferenze> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 21-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-21 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Campagna estiva "Pd e Pdl, due finti partiti che temono scontri interni" Casini, petizione in spiaggia "Rivogliamo le preferenze" MILANO - C'è chi prende il sole, chi fa il bagno, chi si legge in santa pace un libro o la Gazzetta dello Sport. La spiaggia non parrebbe il luogo ideale per la propaganda politica ma Pier Ferdinando Casini esce dalla sabbia di Otranto entusiasta, "ci ha avvicinato una marea di gente, centinaia di persone, pure una signora che diceva "mi raccomando, noi l'abbiamo votata ma non vada con Berlusconi!" e un altro con le lacrime agli occhi, giuro, che mi fa: "La prego, non lasci solo Silvio!", come se avesse di questi problemi...". Cavaliere a parte, la sgambata sul bagnasciuga di Casini, Rocco Buttiglione e militanti vari dell'Udc era spiegata a chiare lettere sulle magliette indossate dai medesimi: "Preferisco la preferenza ". In sostanza, una raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare che l'Udc ha lanciato per reintrodurre le preferenze alle Politiche, "noi lo facciamo per le elezioni nazionali ma in realtà la nostra proposta vale anche per le Europee", chiarisce Casini. "C'è un limite anche per i politici, in campagna elettorale non ce n'è stato uno che non sia andato in tv a scandalizzarsi perché la legge non permetteva alla gente di scegliere i parlamentari, e adesso che fanno? Sotto sotto pensano di continuare a toglierle". Il motivo, considera il leader udc, è fin troppo semplice: "Due finti grandi partiti, per reggere, hanno bisogno di evitare lo scontro interno tra apparati. E poi è più comodo selezionare dall'alto i più affidabili...". Di qui la proposta dell'Udc: "Noi non abbiamo paura dello sbarramento, è giusto pensare a un limite del 4 o 5 per cento, ma la preferenza non si tocca ". La preferenza o le preferenze? "Si può pensare alla preferenza singola o a due di genere: se si vogliono votare due persone, devono essere un uomo e una donna e non due donne o due uomini". In ogni caso l'Udc farà il punto alla festa nazionale di Chianciano Terme, dall'11 al 14 settembre, "i parlamentari stanno raccogliendo le sottoscrizioni nelle spiagge, poi lo faremo nelle città, per arrivare al più presto alle 50 mila firme da presentare a Camera e Senato ". Casini sorride: "In spiaggia, a firmare, sono arrivati un sacco di elettori di Pd e Pdl..." G. G. V. A Otranto Pier Ferdinando Casini in posa con due sostenitrici al lido Atlantis di Otranto. Il leader centrista ha dato vita all'iniziativa in spiaggia per ribadire la necessità della preferenza nella nuova legge elettorale per le Politiche: "Si può pensare alla preferenza singola o a due di genere", ha sostenuto.

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"vi faccio sentire la voce di michelangelo" - paolo d'agostini roma (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Spettacoli "Vi faccio sentire la voce di Michelangelo" A un anno dalla morte del grande regista la Mostra lo ricorda con un documentario, una galleria di interviste televisive, curato da Carlo Di Carlo con la Cineteca di Bologna Le interviste di Costanzo, Pippo Baudo, Gianni Minà e Raffaella Carrà La posta in gioco era restituirgli la capacità comunicativa a lungo negata PAOLO D'AGOSTINI ROMA Il 30 luglio 2007, vicino al novantacinquesimo compleanno e dopo oltre vent'anni di condanna al silenzio causata da un ictus che lo aveva privato della voce, se n'è andato Michelangelo Antonioni. Questa Mostra di Venezia lo ricorderà attraverso una galleria di sue interviste televisive curata e montata, per la Cineteca di Bologna per la prima volta produttrice, dal regista Carlo di Carlo che di Michelangelo è stato per decenni frequentatore assiduo, caro amico, stretto collaboratore, e della sua opera massimo filologo e studioso, meticolosa quanto acuta memoria vivente. S'intitola Antonioni su Antonioni. La posta in gioco era quella di restituirgli la parola e - chi non ne ha avuto esperienza o ne ha perso memoria, o si ostina a perpetuare un luogo comune, si stupirà - la capacità comunicativa a lungo e dolorosamente negate. All'uomo prima che al maestro, prima che all'artista "della modernità": hanno un effetto più incisivo le interviste di costume a Maurizio Costanzo (1985, alla vigilia della malattia), a Raffaella Carrà, a Pippo Baudo, a Gianni Minà, che non quelle più specifiche e critiche a Pietro Pintus o Gianluigi Rondi: l'ultima volta, quest'ultima, che un intervistatore ha ascoltato le risposte di Antonioni. Si mette in gioco, risponde volentieri e spesso spiritosamente alle abili sollecitazioni smentendo la sua presunta cupezza, freddezza, astrattezza, indifferenza alla realtà comune e quotidiana, il suo presunto pessimismo. E da settantenne quale è già al momento della maggior parte di queste testimonianze comunica (appunto: "sono stato perseguitato da questa benedetta incomunicabilità: ma se tanto se n'è parlato e se ne continua a parlare allora vuol dire che qualcosa sono riuscito a comunicare!") un senso di disponibilità, giovinezza, vitalità, curiosità e slancio notevoli e contagiosi. Colpisce, tra gli altri, quel momento in cui confessa a Costanzo, con il suo stile timido ma anche semplice e diretto al medesimo tempo, l'incontro e l'amicizia con una monaca di clausura; un racconto intenso e pervaso di una speciale ed elegante, rispettosa sensualità. Viene da chiedersi se, pur dominando la conoscenza della materia utilizzata (Rai, Mediaset, telegiornali, ritratti e documentari di Gianfranco Mingozzi e Alberto Grifi: ha partecipato alla ricerca Ciro Giorgini), questo risultato dall'effetto così "inedito" non abbia sorpreso lo stesso Di Carlo. "Sorpreso no, ricordavo bene queste interviste e conoscevo bene Michelangelo. è però vero, credo, che risulta molto forte l'impatto con questi 53 minuti durante i quali Michelangelo parla ininterrottamente. E il mio scopo era proprio quello di far risentire dopo ventidue anni di silenzio la voce che molti non ricordavano più o non avevano mai ascoltata. Soprattutto mi sembrava importante che colui che è sempre passato per introverso e schivo, per l'artista chiuso in sé che rifiutava di raccontarsi e aveva difficoltà a relazionarsi, si svelasse invece per quello che era davvero. Vorrei tra l'altro che si desse atto alla bravura dei Costanzo, Raffaella, Pippo. è vero che alla fine l'insieme produce un effetto di "inedito", malgrado si tratti spesso di brani da trasmissioni popolarissime come "Domenica in". Comporre questo mosaico, senza alcun intervento da parte mia, mi ha permesso di dare l'idea di quanto Antonioni fosse un uomo pieno di vita". Antonioni è stato inseguito, perseguitato dalla convenzione che ne aveva fatto una figura lugubre, cui non poco hanno contribuito incomprensioni e rivalità interne al mondo del cinema. La "missione" di questo documentario è dunque quella di restituirgli l'interezza della sua umanità? "Precisamente. Michelangelo è stato un compagno di giochi ineguagliabile, con nessuno io mi sono divertito come con lui. Presentissima nella sua vita era la dimensione ludica come quella competitiva. Lo dichiara anche a Minà, nell'intervista dal festival di Cannes - dove aveva subito un trattamento molto aggressivo ai tempi dell'Avventura - che ho inserito nel documentario, quando parla del piacere di concorrere e del disagio ad essere trattato come un "mostro sacro". Posso ricordare un episodio. Campione di tennis in gioventù, giocava benissimo a ping pong e dopo che una volta perse smise di giocare e tolse il saluto all'amico che lo aveva battuto. Molto tempo dopo lo risfidò confessandomi che per tutto quel tempo si era costantemente allenato con dei cinesi, qui a Roma". Dunque è sbagliato credere che soffrisse dell'accanimento, delle battute cattive, dei luoghi comuni caricaturali? In queste testimonianze ironizza volentieri e serenamente. "Non è sbagliato. Ne aveva sofferto molto. Ma negli anni di queste interviste i tempi sono cambiati. I tempi duri cominciano a finire dopo il Leone d'oro a Deserto rosso per dissolversi con le grandi affermazioni internazionali da Blow up in poi. Nessuno osa più parlar male di lui e anzi si rovescia il luogo comune: è improvvisamente diventato per tutti un "grande". Voglio aggiungere un'altra cosa: io non gli ho mai sentito dire una battuta cattiva su nessuno dei suoi colleghi".

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La cinepresa riscopre milano (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Pagina I - Milano Il caso Cinema e fiction, dopo anni la metropoli torna a essere un set frequentato da registi e attori La cinepresa riscopre Milano Milano torna protagonista al cinema e in tv. La città, a lungo ignorata nella scelta delle location per gli esterni delle produzioni cinematografiche e televisive, è stata rilanciata dagli incentivi del Comune, che ha abbassato le tariffe dell'occupazione degli spazi pubblici e reso più appetibile alle cineprese la capitale della moda e della pubblicità. Anche per questo tornano a frequentarla le fiction della Rai e di Mediaset, le produzioni dei film italiani, i kolossal internazionali. Da Aldo, Giovanni e Giacomo a Banderas, è tutto un ciak. SERVIZIO A PAGINA IX.

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Cinema e tv, la città diventa un set - stefano rossi (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Pagina IX - Milano Cinema e tv, la città diventa un set Dalle fiction ai film di denuncia, i registi hanno riscoperto Milano Troupe in strada sempre più frequenti, domani su Raidue esordio di "Terapia d'urgenza" con location a San Siro STEFANO ROSSI Fra medici che gridano "lo stiamo perdendo" e quarantenni problematiche, Milano torna protagonista al cinema e alla tv. E dire che il passato sembrava davvero sepolto. Basti pensare che la portineria dell'Alfa al Portello, inquadrata da Luchino Visconti in Rocco e i suoi fratelli e minacciata da lavori stradali, che molti chiedevano di conservare, è stata demolita alla chetichella lo scorso Ferragosto. Era dal 1981, dallo sceneggiato Storia di Anna diretto da Salvatore Nocita, varesino di Arcisate, protagonista la milanese Laura Lattuada, che la città era scomparsa dalle produzioni televisive e si vedeva sempre più raramente al cinema, sia pure con eccezioni: A casa nostra di Francesca Comencini, che suscitò polemiche per l'immagine corrotta della città, e L'uomo perfetto, uno dei film che ha lanciato Riccardo Scamarcio. Ora, invece, c'è un fervore di iniziative. Domani su Raidue va in onda la prima puntata di Terapia d'urgenza, serial con Rodolfo Corsato, Antonella Fattori e Cesare Bocci, ambientato in un pronto soccorso della Bovisa e con location a San Siro, Sesto, Monza e al Niguarda, che presta le sembianze all'immaginario ospedale Morandini: "Il motivo è anche commerciale - spiega il produttore Alessandro Ippolito - la fiction Rai è molto romana e poco seguita al Nord. Così abbiamo riscoperto un territorio dimenticato. La Bovisa è un quartiere in espansione, offre un'immagine nuova. E c'è un aspetto curioso: i milanesi danno un'occhiata al set e tirano dritto, non fanno ressa per curiosare come altrove. Abbiamo girato in esterni con grande tranquillità". C'è pure un risvolto economico: 18 puntate da 100 minuti l'una significano 500 buste paga per dieci mesi e scritture per centinaia di attori lombardi nei ruoli dei caratteristi: "Ne abbiamo scoperti tanti davvero bravi", conclude Ippolito. Ambientata in centro è la fiction Amiche mie di Canale 5, in onda in data da definire fra settembre e ottobre. Le quattro protagoniste alla Sex and the City sono Margherita Buy, Cecilia Dazzi, Luisa Ranieri ed Elena Sofia Ricci, coinquiline dello stesso palazzo nel più esclusivo set urbano e modaiolo di corso Como. Con professioni molto trendy e milanesi: una è anchorwoman in tv, un'altra organizza feste. Mediaset promette milanesità anche per la fiction Anna e i cinque con Sabrina Ferilli (location in Duomo e in Galleria) e per due tv movie con Gerry Scotti e Maria Amelia Monti (Castello Sforzesco). Passando al cinema, terminano in questi giorni le riprese di Generazione mille euro di Massimo Venier che in effetti, parlando di giovani precari dal futuro a tempo determinato, trova qui la collocazione ideale. Fra università - la Statale e la Bicocca - la stazione Centrale, l'aeroporto di Malpensa, i fortunati avranno incrociato le fulgide Valentina Lodovini e Carolina Crescentini. Infine, Aldo, Giovanni e Giacomo. Milano Beach è il titolo di uno degli episodi del loro Il cosmo sul comò, in uscita a dicembre. Il trio, del resto, ha fatto della città una presenza costante in tutte le sue pellicole. Certo più che nel milanesissimo (a parole) kolossal su Alberto da Giussano, girato in Romania con comparse di etnia rom nel ruolo dei prodi lombardi. Questo revival ha una spiegazione: le agevolazioni, anche economiche, concesse dal Comune, dove l'assessore Giovanni Terzi sta cercando di rilanciare l'appetibilità cinematografica di Milano. "Abbiamo abbassato le tariffe dell'occupazione di suolo pubblico - spiega Terzi - sosteniamo le produzioni che vengono qui, e il cinema indipendente, le cui pellicole presentate al Milano Film Festival saranno trasmesse da La7". I risultati si vedono. Allo stesso Milano Film Festival, dal 12 al 21 settembre, verranno Terry Gilliam e Vincent Gallo. Ancora a settembre, una prestigiosa anteprima della Mostra del Cinema di Venezia, Il papà di Giovanna di Pupi Avati. E tornano le grosse produzioni internazionali. The other man con Liam Neeson e Antonio Banderas, e una spy story con Clive Owen e Naomi Watts, sono state girate (anche) qui. Ormai, uscendo di casa, si deve fare attenzione a non inciampare nella sedia del regista.

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De luca attacca "non possiamo più aspettare" - roma (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Sport De Luca attacca "Non possiamo più aspettare" ROMA "è una vicenda sconcertante". Il direttore di Rai Sport, Massimo De Luca, è seccato. Lo scontro con la Lega Calcio è sempre più duro. "Ci comunicheranno se avremo gli highlights solo a quattro giorni dai primi anticipi di campionato, è una vicenda sconcertante". De Luca era tornato in anticipo dalle Olimpiadi di Pechino per seguire da vicino l'esito delle trattative e organizzare di conseguenza i palinsesti per la prossima stagione calcistica. "Qualche segnale ci aveva fatto capire che la Lega avrebbe preso altro tempo per decidere - aggiunge - ma noi nel frattempo dobbiamo decidere se fare due o quattro o cinque trasmissioni con tutto quello che comporta: studi, scenografie, giornalisti e opinionisti. A questo punto siamo costretti ad andare avanti con progetti ipotetici, e questo è folle". La Lega ha fatto il bando solo adesso perché prima ha dovuto attendere i pareri di due autorithy (comunicazioni e concorrenza): non aveva alternative. De Luca però è preoccupato: Mediaset potrebbe "spegnere" per la prima volta una trasmissione storica come la Domenica Sportiva, di cui il direttore è stato conduttore la scorsa stagione. Gli ascolti erano stati abbastanza buoni, sul 9% medio di share, considerata la concorrenza di "Controcampo Diritto di replica" e anche il fatto che il calcio in chiaro è stato messo in crisi dal calcio-spezzatino. Da viale Mazzini, conferma De Luca, sono arrivate "due offerte significative alla Lega: una per i diritti in esclusiva fino alle 22.30, per fare tornare in onda 'Novantesimo minuto'. E un'altra anche per la fascia di seconda serata per la 'Domenica sportiva'. Ora ci facciano sapere". La Lega adesso potrebbe proporre un nuovo pacchetto: niente chiaro sino alle 22,30. La Rai teme davvero che finisca come tre stagioni fa quando Mediaset si prese tutto: ma la tv berlusconiana offrì per tre stagioni 185 milioni di euro, una cifra che adesso è impensabile. Matarrese si è già appellato a Gianni Letta: "Il calcio in chiaro è un diritto degli italiani". E i soldi servono anche per convincere i ventidue presidenti di B ad iniziare il loro campionato. Altrimenti è il caos. (f. bi.).

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Calcio in chiaro oscurato braccio di ferro lega-rai - fulvio bianchi roma (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Sport Calcio in chiaro oscurato braccio di ferro Lega-Rai Assegnati solo i diritti della Supercoppa E la Coppa Italia è a luci rosse... FULVIO BIANCHI ROMA La Supercoppa, Inter-Roma, domenica prossima si vedrà su RaiUno, la Coppa Italia da domani va sulla tv a luci rosse Conto Tv ma la prima giornata di campionato - sabato 30 (con i due anticipi Udinese-Palermo e Samp-Inter) e domenica 31 agosto (con il posticipo Fiorentina-Juventus) - potrebbe essere oscurata per la prima volta. Niente gol in chiaro, e forse non si potranno seguire nemmeno le partite per radio. Per Sky e il digitale di Mediaset Premium e La7 invece nessun problema. Ieri in Lega Calcio sono state aperte le buste con le offerte per i diritti tv: assegnata la Supercoppa. La Rai ha pagato 600.000 euro, battendo la concorrenza di Conto Tv, ferma a 410.000 euro. I diritti esteri della Coppa Italia sono andati a Be4. La Coppa Italia sino agli ottavi a Conto Tv (poi si vedrà). Per il resto, stop. Ritenute insufficienti tutte le altre offerte: la "palla" passa adesso ai presidenti di serie A e B che si riuniscono martedì 26 in assemblea generale a Milano. Ma l'aria che tira, al momento, è quella di non assegnare i diritti in chiaro, almeno per la prima giornata di campionato. Matarrese tuona: "Noi non svendiamo niente e siamo pronti a ritirare il prodotto dal mercato". Verrebbero oscurate così Mediaset (Controcampo) ma anche le trasmissioni radiofoniche (Tutto il calcio minuto per minuto) e televisive (Novantesimo e Domenica Sportiva) della Rai. L'ente di Stato è in lite con la Lega: ha alzato la sua offerta, passando da 25 a 30 milioni. Ma questa cifra comprende tutti i pacchetti (highglights di serie A e serie B, diritti radiofonici, Coppa Italia e la stessa Supercoppa) ed è lontanissima da quanto chiede Matarrese, almeno 70 milioni. La Lega aveva fissato due nuovi pacchetti per stimolare la concorrenza fra Rai e Mediaset. La tv di Piersilvio Berlusconi torna adesso in piena corsa. E' disposta ad offrire una decina di milioni per la fascia 22,30-24: così avrebbe campo libero con "Controcampo Diritto di replica", che tornerebbe su Italia 1 (adesso è stato relegato su Rete 4), mentre è stata già scelta l'ex Miss Italia, Cristina Chiabotto, per sostituire Elisabetta Canalis. Ma per la Rai, questo vorrebbe dire la fine della Domenica Sportiva: la prima puntata ufficiale della storica trasmissione è del 3 gennaio 1954 con le immagini della partita Inter-Palermo. La Rai, se dovesse davvero perdere i diritti serali, rinuncerebbe al calcio e dedicherebbe la Ds soltanto agli altri sport (chissà con quali ascolti...). L'azienda di Viale Mazzini però non si arrende ancora e vuole anche rilanciare la trasmissione pomeridiana della domenica, "90° Minuto". Ma quanto può valere adesso? Anni fa, ai tempi felici della Rai, superava abbondantemente il 30-35% di share. Nelle ultime tre stagioni, come noto, è toccato a Mediaset con "Serie A" prima (un flop) e "Controcampo" dopo (massimo ascolto: 29,21%). Sui diritti radio niente emittenti private, c'è solo la Rai in corsa, ma li valuta 1-2 milioni, la metà di quanto pretende la Lega: "Tutto il calcio" però è una trasmissione storica, come si fa a rinunciare? La Coppa Italia per ora va su Conto Tv, dagli ottavi (novembre) potrebbe subentrare la Rai. Perché fa ascolti da Champions League: la scorsa stagione la finale, Roma-Inter, era stata vista da 7 milioni e mezzo di persone con uno share del 33,14%. La Serie B, dopo un anno di black out, dovrebbe trovare una soluzione: sarà "spezzettata" fra Sky, La7 e forse Sportitalia. Con una novità: verrà distribuito ai club sino al 90% dei proventi, al netto dei costi di produzione.

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Diritti tv, la rai vuole ritirarsi appello al governo di curzi (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 23-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Sport Il caso Diritti tv, la Rai vuole ritirarsi appello al governo di Curzi ROMA - La Rai minaccia di ritirarsi. La strategia di Viale Mazzini è chiara: se martedì 26 agosto, come è ormai probabile, l'assemblea generale della Lega Calcio non assegnerà i diritti tv e radio in chiaro, allora la Rai ritirerà le sue offerte e uscirà da qualsiasi trattativa futura. L'ente di Stato non ha alcuna intenzione di rilanciare, né accetterà che venga riaperta un'asta: ha offerto più di Mediaset sia per la fascia pomeridiana che per quella serale, convinto quindi di poter trasmettere sia "Novantesimo" che la "Domenica Sportiva". Ma il problema è che l'offerta complessiva della Rai è di 30 milioni, la metà di quello che vogliono i presidenti: che faranno adesso? L'orientamento è quello di oscurare la prima giornata di campionato (radio compresa), anche se si sta muovendo il mondo della politica. Primo a scendere in campo è stato il consigliere di amministrazione, Sandro Curzi che si appellato a Berlusconi. Ha risposto il sottosegretario Romani: "Il governo segue già con attenzione la vicenda". (f.bi.).

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"il sud non deve temere vigilerò io su bossi" - paolo berizzi (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Pedaggi Il ministro Fitto: il testo sul federalismo lo rivedremo insieme a Otranto "Il Sud non deve temere vigilerò io su Bossi" Castelli vuol farci pagare i pedaggi? Prima costruiamo le strade, poi ci porremo il problema PAOLO BERIZZI ROMA - Raffaele Fitto è appena rientrato in Puglia dopo dieci giorni di vacanza in Val Senales, nel Trentino Alto Adige. Ma in tema di federalismo fiscale, il ministro per gli Affari Regionali, è decisamente sul pezzo. "Con la bozza Calderoli siamo a buon punto, c'è solo qualcosina da sistemare. Bisogna perfezionare l'intesa con le Regioni". Uomo del Sud, Fitto è uno dei più influenti rappresentati della politica del Mezzogiorno. Eppure sulla riforma federale dice di parlare lo stesso linguaggio della Lega. Con Bossi i rapporti sono ottimi e nell'agenda del ministro l'appuntamento più importante è proprio la visita del Senatùr in Puglia: "Scriveremo gli ultimi passaggi della riforma a Otranto". La data non è ancora stata fissata, ma dovrebbe essere entro la prima settimana di settembre. Com'è nata l'idea del tour pugliese di Bossi? "Un giorno mi disse: voglio venire a Otranto. Ti aspetto, gli risposi. E' il modo migliore per far capire alla gente che la riforma federalista è importante e strategica anche per il Mezzogiorno". Bossi-Fitto, la strana coppia. Come nasce il feeling con la Lega? "Con Umberto c'è sempre stato un rapporto di stima. E poi i ministri leghisti sanno che, avendo governato una regione per cinque anni, di leggi regionali, di devoluzione, di tecnicismi, ne capisco. All'inizio erano un po' guardinghi, ma anche coinvolgenti. Io mi riconosco in pieno nel testo del disegno di legge. Lo sostengo perché è una grossa occasione anche per le nostre regioni". Ecco, il Sud. Berlusconi, che la definì una sua "protesi", le ha affidato una missione delicata: vigilare affinché il federalismo fiscale non penalizzi il Mezzogiorno. E tenere a bada la Lega. Insomma le tocca fare il guardiano nel passaggio forse più delicato per l'alleanza di governo. "Io vigilerò, certo. Ma la migliore garanzia per il Mezzogiorno è che per portare avanti il federalismo si è scelta la strada del disegno di legge. Dunque bisogna stare nei parametri della Costituzione. Che vuol dire: assicurare a tutte le Regioni i livelli essenziali di assistenza. Fare riferimento alla perequazione nazionale. E mantenere le risorse speciali aggiuntive. Sembrano ovvietà, ma sono punti fermi importanti". Nella marcia verso la riforma federale c'è qualche aspetto che la preoccupa? "L'approccio del Sud. Mentre al Centro-Nord tra centrosinistra e centrodestra c'è un confronto positivo sul tema, al Sud si gioca ancora una battaglia di retroguardia. Mi auguro che anche qui ci sia un colpo di reni. Bisogna avere il coraggio di accettare la sfida, smetterla di lagnarsi e giocare la partita. Solo così il Mezzogiorno potrà uscire dalle sacche in cui si trova". Anche lei chiede che il periodo di transizione tenga conto della situazione in cui si trovano le regioni più povere del Paese? "Sì, il processo di adeguamento dev'essere graduale. Ma questo non significa ritardare l'attuazione della riforma, che è fuori discussione. Dire che il Sud è in grossa difficoltà è un eufemismo. Con questo progetto avvieremo una fase nuova, lo accompagneremo verso un percorso di riforme strutturali". Il sottosegretario ai Trasporti Castelli vuole estendere il pedaggio anche a tutte le autostrade del Sud. E' d'accordo? "Prima facciamo le strade, poi ci porremo il problema del pedaggio".

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Berlusconi chiama abramovich ribaltone sheva: torna al milan (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Sport Berlusconi chiama Abramovich ribaltone Sheva: torna al Milan Galliani: "E' il giocatore che in 50 anni ha fatto più gol per noi". Oggi sarà a Milano MILANO - All'ora di pranzo Carlo Ancelotti era un allenatore rilassato, persino felice, perché la grande minaccia sembrava lontana, così discettava leggero su quello che credeva essere un passato ormai lontano: "Non ci sono mai state possibilità concrete di un ritorno al Milan di Shevchenko. Se mi dispiacerebbe il suo arrivo? Diciamo che sono dispiaciuto da due anni perché lui se n'è andato...". Poche ore dopo, invece, arrivava la notizia ufficiale, annunciata dai siti di Chelsea e Milan: Shevchenko torna in rossonero. La reazione di Ancelotti non dev'essere stata esattamente di gioia: il ritorno del figliol prodigo, 173 gol in 297 presenze al Milan tra il 1999 e il 2006 (ma appena 22 gol in 76 infelicissimi spezzoni di partita al Chelsea), rende quantomeno perplesso il tecnico, perché complica il traffico nel reparto d'attacco e ripropone un giocatore di 32 anni sulle cui motivazioni, e soprattutto sulla cui tenuta atletica dopo due anni di molto golf e poco calcio ufficiale, permangono un sacco di dubbi. Si vedrà. Sheva torna in prestito gratuito dal Chelsea e il Milan ha ottenuto anche il diritto di riscatto tra un anno, non l'obbligo come chiedeva il Chelsea. Decisivo il nuovo colloquio tra Berlusconi e Abramovich venerdì sera, ma è chiaro che il Chelsea non regala Sheva, costato 45 milioni due anni fa, senza chiedere nulla in cambio: la valutazione del riscatto di Sheva, tra un anno, entrerà nella trattativa per il trasferimento di Kakà a Londra. Nel frattempo il Chelsea, dopo essere stato vicino all'ingaggio dell'interista Adriano, prenderà Robinho dal Real Madrid. Ieri è stata una giornata di febbrili telefonate tra l'Inghilterra e l'Italia sull'asse Kenyon-Galliani, con Shevchenko che attendeva la notizia a Londra, nervosissimo. Il giocatore arriverà a Milano oggi, lunedì sosterrà le visite mediche e da martedì tornerà ad allenarsi sui ben conosciuti sentieri di Milanello, insieme ai compagni di una vita e a Ronaldinho e Pato, di ritorno dalle Olimpiadi. Sheva commenta così: "Sono felice. Era tempo che speravo di tornare. Per me è come aver vinto una Champions League". Adriano Galliani, che gli intimi descrivono "perplesso" per sua parte sull'operazione-Shevchenko, interamente voluta da Berlusconi, ha comunque commentato con toni sereni la notizia a Milan Channel: "Siamo riusciti a riportare a casa il giocatore che negli ultimi 50 anni ha fatto più gol con la nostra maglia. Il presidente Berlusconi ed io siamo felici, lo è anche il nostro allenatore e credo debbano esserlo anche i nostri tifosi. Credo che il Milan sia l'unico club al mondo ad avere tre Palloni d'oro in squadra. Sì, Andriy è tornato a casa e ne sono felice. Sono un tifoso del Milan e sono molto contento". (a.s.).

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E dopo l'overdose olimpica verso il blackout dei gol in tv - fulvio bianchi roma (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)

Argomenti: RAI MEDIASET

Sport Cassina, il più visto Italia-Belgio Russo d'argento Notti magiche Supercoppa E dopo l'overdose olimpica verso il blackout dei gol in tv Diritti, Lega contro Rai: stop ai programmi Oggi assemblea a Milano. Matarrese: "Mi dispiace ma così non li assegniamo" FULVIO BIANCHI ROMA Dallo show tv da Pechino al blackout nel calcio. Oggi pomeriggio i 42 presidenti di serie A e B possono spegnere radio e tv pubblica: se - come è ormai quasi sicuro - non accetteranno l'offerta della Rai (30,6 milioni di euro), da sabato e domenica prossimi non si potranno più vedere i gol in chiaro. Trasmissioni che resistono dal 1953 come la Domenica Sportiva (è nata con la tv), o dal '59 come Tutto il calcio minuto per minuto, saranno oscurate. Almeno per la prima giornata di campionato: poi, è quasi certo, che scenderanno in campo i politici. Antonio Matarrese, n.1 della Lega, è convalescente a Roma. Non potrà essere a Milano ma ci spiega: "Lo dico con amarezza, ma a queste condizioni non si assegna nulla. Ai presidenti ho chiesto fermezza ma senza rompere i rapporti con la Rai: anzi, sono pronto a ricevere a casa mia il direttore generale Cappon quando vuole". Chi vuole pagare si può sempre rivolgere a Sky (satellite), Mediaset Premium e La7 (digitale terrestre). Per la radiocronache invece ci sono le locali. Ma un pezzo di storia, sarebbe cancellata: e così il diritto di avere il calcio gratis. Quasi certo ormai che in assemblea generale vinceranno i "falchi" della Lega Calcio, guidati da Galliani e Cellino. In mattinata a Milano si riunisce la serie B: i 22 presidenti, che hanno già disertato i calendari per protesta, potrebbero anche decidere la serrata. Nel primo pomeriggio summit per A e B. "Noi non svendiamo il prodotto", assicurano i padri-padroni del pallone: la Lega voleva almeno 70 milioni dai diritti tv. Ma la Rai si è fermata a 30,6 e non ha intenzione di salire. Anzi, ha già annunciato di essere pronta a ritrarsi dal mercato. L'offerta migliore l'ha fatta, appunto, la Rai: 30,6 milioni di euro, come detto. Seicentomila euro sono già stati assegnati per la Supercoppa. Il resto del pacchetto comprende 7 milioni per la fascia della domenica pomeriggio (quella di 90° minuto, per capirci), 13,5 per la fascia serale (la Domenica Sportiva), 1 per gli highlights di B e 6,5 per la Coppa Italia dagli ottavi in avanti e 2 milioni per la radio (Tutto il calcio). Mediaset ha risposto con zero euro per il Controcampo pomeridiano (addio alla Canalis e Mughini) e 11 per cercare di salvare quello serale (lo condurrebbe Piccinini su Italia con l'ex miss Italia, Cristina Chiabotto). La Lega è pronta a riaprire il bando, ma solo per 24 ore. Qualcuno tenterà di mettere d'accordo in extremis Rai e Mediaset ad alzare la posta e dividersi una parte di diritti (magari facendosi concorrenza con la Ds e Controcampo). In questo caso i presidenti potrebbero arrivare a 50 milioni complessivi. Ma la Rai ha offerto di più, perché dovrebbe accettare? Potrebbe farlo solo se arrivasse una telefonata da Palazzo Chigi... Si cercherà invece di assegnare i diritti della serie B, lo scorso anno sempre oscurata: andrebbero a Sky. Ma Conto Tv (la porno tv) ha già presentato un esposto all'Antritrust per le comunicazioni e la concorrenza. La formula era stata trovata (7,5 di minimo garantito e percentuale sugli utili) ora rischia di tornare tutto in ballo. Già stabilito comunque quale sarebbe la prima gara della stagione: l'anticipo Parma-Rimini di venerdì sera. Sempre che si giochi.

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Giornalisti di sinistra: la serietà è un optional (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Giornale.it, Il" del 26-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

N. 203 del 2008-08-26 pagina 38 Giornalisti di sinistra: la serietà è un optional di Paolo Granzotto Caro Granzotto, il giorno precedente al mesto ritorno a casa dopo le ferie, ho letto sul nostro Giornale dello "sputtanamento", mi si passi il termine, di quel fighetta di Furio Colombo: il giornalista di Nesweek Jacopo Bigazzi esiste. Non solo, ma abbiamo anche la sua foto. E adesso, dopo questa tremenda figuraccia, Colombo reciterà il mea culpa e la sinistra riconoscerà la sempre sottolineata autorevolezza di Nesweek? Ma figuriamoci, caro Fabbricini! Non si usa, fra i "sinceri democratici", riconoscere d'averla fatta fuori dal vaso. Essi si piccano d'aver infallibile mira (caso mai è il vaso che non sta al posto suo) e dunque su Jacopo Bigazzi non cederanno d'un passo: non esiste un giornalista di tal nome e l'articolo pubblicato da Newsweek è nient'altro che un raffazzonamento di inesattezze e di cretinate. Solo le menti più lucide della sinistra - fra le quali si segnalano, per sfavillio, i "repubblicones" - battono un'altra strada. Non sostengono che Newsweek racconti balle, ma che, per inadeguatezza linguistica, a quei beoti dei giornalisti italiani non accasati a Largo Focchetti è sfuggito il senso dell'articolo. "Newsweek e gli elogi a Berlusconi? Leggete meglio..." ghigna uno dei "repubblicones" dal cervello extra large: "Il tanto strombazzato articolo di elogi a Berlusconi era in realtà pieno di ironia e dubbi sulla tenuta dello show alla prova dei veri problemi economici. Ma si capisce che nella traduzione dell'Italietta dei media l'ironia e i dubbi si sono persi per strada". Insomma, masticando male l'inglese, dell'articolo di Newsweek la stampa dell'Italietta non ha capito un tubo. Al contrario della Repubblica, campione dell'Italiona e dove dal direttore ai fattorini è tutto uno spichingliscche Beppe Severgnini può andare a nascondersi. Ma non basta. Dopo aver fornito la lettura autentica di Newsweek, l'esegeta di Largo Focchetti passa a dimostrare che non ci son santi né Bigazzi: l'America è antiberlusconiana da cima a fondo. E ne porta le prove: "In un lungo viaggio negli Stati Uniti, da una costa all'altra - egli scrive - l'unico estimatore di Berlusconi incontrato era un anziano professore un po' razzista". Tutti gli altri "erano antiberlusconiani convinti", e sottolineo convinti. Da costa a costa degli Stati Uniti sono cinque-seimila chilometri e anche più, dipende dall'itinerario. Nel viaggio, incontri un sacco di persone, cameriere di bar, portieri di motel, camionisti in sosta in qualche sperduto "Baghdad Café", addetti ai distributori di benzina, autostoppisti e, naturalmente, anziani professori un po' razzisti. Non faccio pertanto fatica a immaginare la quantità di gente alla quale l'editorialista della Repubblica ha posto la fatidica domanda: "Scusi, lei, cosa ne pensa di Berlusconi?". Sulla valenza dell'indagine niente da dire. L'unico dubbio riguarda il campione: ma davvero Berlusconi è al centro dell'interesse di cameriere, portieri, camionisti, benzinai e, ovviamente, vecchi professori razzisti tra, mettiamo, Ponca City e Colby? Non so, non ho pratica di quel genere di giornalismo turistico d'inchiesta, ma a me pare sia come se un Tizio si fosse rivolto a un cocomeraio di Afragola (ma anche a un vecchio professore un po' razzista di Passerano Marmorito) chiedendogli: "Scusi, cosa ne pensa di Gloria Macapagal-Arroyo?" per poi trarne l'indice di gradimento italiano sulla presidente delle Filippine. Grande giornalismo all'Italiona, certo, ma in quanto ad attendibilità, tutto un altro paio di maniche. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<No ai tagli, il governo salvi la città della salute> (sezione: RAI MEDIASET)

( da "Corriere della Sera" del 26-08-2008)

Argomenti: Berlu Saccà

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-26 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE "No ai tagli, il governo salvi la città della salute" Stop ai fondi, congelato il piano per Sacco, Besta e Istituto tumori a Vialba. I direttori: grave danno per Milano L'accusa: la Finanziaria danneggia lo sviluppo e la ricerca, ma il progetto è un bene per Milano, non va fermato L'operazione, al momento, è "congelata". La nuova cittadella della salute è a secco: il governo ha tolto dal decreto fiscale i fondi Inail per la ricerca e ora il presidente Roberto Formigoni, per dirla col suo staff, sta valutando tutte le iniziative per convincere il governo a tornare sui suoi passi. Tradotto: è una fase così, i tagli di Tremonti saranno pur necessari, ma il progetto deve andare avanti e la compartecipazione statale è strategica. In giunta si usa la metafora "niente è impossibile, qualche volta è difficile". è il caso. "La progettazione è bloccata" attacca il Pd. L'ospedale neurologico Besta e l'Istituto dei tumori dovrebbero trasferirsi nell'area del Sacco nel 2014, il via ai lavori è previsto nel 2010 e "l'opera è indispensabile per Milano", sottolineano i due direttori. Al nuovo polo sanitario pubblico di Vialba, tra Quarto Oggiaro e Baranzate, al confine nord-ovest, mancano oltre 380 milioni di euro. Nella cittadella della cura e della ricerca sono previsti laboratori medico- scientifici e oltre 1.400 posti letto. "Settembre sarà un mese decisivo per definire le strategie " dicono all'assessorato alla Salute. Si parte col pressing di Formigoni sul governo ("Il presidente non si tirerà indietro", assicurano i suoi), ma si valuta anche l'ipotesi di recuperare risorse dal bilancio regionale. "Difficile, se non impossibile" riflette l'opposizione. Non sono esclusi neppure contatti con investitori privati, intervento che cambierebbe la natura del polo da pubblico a misto. La partita è delicata. Il Pirellone studia e non prende ufficialmente posizione. "A oggi non sono arrivate né rassicurazioni né cambi di rotta" spiega Alberto Scanni, direttore generale dell'Istituto dei tumori: "Ma penso che la Regione, indipendentemente dalla finanziaria, abbia forza e progettualità per realizzare il polo, magari partecipando al 50% della spesa o coinvolgendo i privati". Tutto purché si faccia, insiste Giuseppe De Leo, dg del Besta: "Per noi è indispensabile trovare una sede adeguata". Il centro di via Celoria non basta più, "soffre la mancanza di spazi" nonostante siano già stati trasferiti alcuni laboratori al Sacco e gli uffici spostati in via Clericetti consentano di potenziare l'attività clinica in sede. Ecco: "Il polo di Vialba è un'occasione unica, anche in prospettiva Expo". Il caso nasce a giugno, quando il decreto fiscale "congela" i fondi Inail per la sanità. "Abbiamo semplicemente corretto il decreto elettoralistico del governo Prodi secondo quanto prescrive l'Unione Europea" aveva chiarito Luigi Casero, sottosegretario all'Economia. Chiosa Carlo Porcari, capogruppo Pd: "Il governo Berlusconi non ha ancora investito nulla in edilizia sanitaria pubblica". Armando Stella.

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