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toARTICOLI DEL 9-4-2008
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PROVINCE:
INSOSTITUIBILI ( da "marketpress.info"
del 09-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ai fautori dell'abolizione delle
province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto
all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia
promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra
strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Urso
attacca: ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 09-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: La soluzione non è l'abolizione
delle Province. Certo, servono semplificazioni, ma guardiamo al vero problema.
Sono la clientela e l'inefficienza nelle Pubbliche amministrazioni i peggiori
nemici della meritocrazia. E tale inefficienza è provocata dai mille rivoli in
cui è divisa la finanza pubblica.
Di
MATTEO ZANICHELLI UN MODO di tagliare la spesa pubblica? Tre schieramenti,
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del 09-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: La soluzione non è l'abolizione
delle Province. Certo, servono semplificazioni, ma guardiamo al vero problema.
Sono la clientela e l'inefficienza nelle Pubbliche amministrazioni i peggiori
nemici della meritocrazia. E tale inefficienza è provocata dai mille rivoli in
cui è divisa la finanza pubblica.
Di
STEFANO LOLLI <BENE, BRAVO: 7+!>. Il 'tormentone'
di Co ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 09-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: questione essenziale per la fusione
che la futura azienda torni al cosiddetto sistema 'net cost',
in cui i proventi della biglietteria vengono incassati direttamente dalla
società di trasporto pubblico, e non dall'Agenzia per la Mobilità. Ciò rischia
di comportare l'automatica abolizione dell'Ami di Ferrara: il personale tecnico
e operativo tornerebbe di fatto alle dipendenze dell'Acft ?
Casini:
<Via le Province, risparmiamo 11 miliardi>
( da "Provincia
di Sondrio, La" del
09-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ponendo merito e risultato al
centro del sistema della spesa, la riforma della pubblica amministrazione con
l'abolizione delle province e l'accorpamento di ministeri, agenzie, enti,
l'abolizione del Cnel? I 30 miliardi che se ne
ricaveranno serviranno a ridurre il debito pubblico, i risparmi liberati dai
minori interessi saranno investiti per ridurre le tasse e rilanciare l'
Casini:
"Puntiamo ad essere determinanti in Senato, a Pechino si
agli atleti no ai politici ( da "Rai News 24"
del 09-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province e del Cnel che tocca rendite di
posizioni consolidate": lo sottolinea Pier Ferdinando Casini, candidato
premier dell'Unione di centro intervenuto a Tribuna elettorale. Casini ha
sottolineato la necessita' di adottare finalmente una
politica della famiglia e la dismissione delle partecipazioni pubbliche degli
Enti di Stato.
( da "marketpress.info"
del 09-04-2008)
Argomenti: Province
Rovigo, 9 aprile
2008 - Sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i
costi della politica, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle
Province. Di seguito alcuni stralci del testo inviato ai giornali dal
presidente dell'Upi (Unione italiana province) Fabio Melilli.
"Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli
riflessioni si mescolano a superficialità: una cosa è infatti
l'eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica
amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio
che il nostro paese non può più permettersi l'attuale
livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero
difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che
cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Di fronte
a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo.
Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere
funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa
un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli
o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo
centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio
del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno
di un livello istituzionale come le Province. D'altronde la città metropolitana
prevista dalla costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta
che, sostituendo la provincia, da' risposte più efficaci a temi che superano i
confini comunali? Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio
mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di
ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e
ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione,
può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema
credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo
iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle province,
soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di
nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per
costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata,
realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i
veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni
il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società
che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una
normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in
capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben più
significativi della eliminazione di un livello di
governo, peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo ad
iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di
grande utilità". . <<BACK.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 09-04-2008)
Argomenti: Province
REGGIO PRIMO PIANO
pag. 6 Urso attacca: Summit Assindustria, nel mirino di MATTEO ZANICHELLI UN
MODO di tagliare la spesa pubblica? Tre schieramenti, tre soluzioni diverse.
Abolire le Province, le Comunità montane e i Consigli di quartiere: questa la
proposta di Adolfo Urso, ex vice Ministro alle attività produttive del governo
Berlusconi e candidato alla Camera per il Pdl,
all'incontro organizzato dagli Industriali reggiani nell'Aula Magna
dell'Università di Modena e Reggio, dal titolo "Gli impegni per la
crescita". Il dibattito - sviluppatosi sui dieci punti proposti da
Confindustria per rilanciare il Paese - ha visto il confronto fra Urso, Marco Stradiotto, Sottosegretario allo Sviluppo economico e
candidato Pd al Senato ed Elvio Ubaldi, ex sindaco di
Parma e candidato Udc al Senato. Ha moderato la discussione Marco Alfieri del
Sole 24 Ore. "La riduzione della spesa pubblica ? dice
Urso ? può derivare anche dai tagli amministrativi. Per esempio abolire le le Province, le Comunità
montane e i Comitati di quartiere. In questo modo diminuiscono i costi e si
semplifica la vita dei cittadini. Non solo. E' necessaria la liberalizzazione
dei servizi pubblici locali che riguardano i trasporti, le utilities e
l'energia. Sono aumentate in modo esponenziale anche le società di scopo. Si
deve sentire meno la mano pubblica e aprire i mercati locali alle imprese. Per poi non parlare del merito e dell'efficienza che hanno
l'obbligo di essere parte integrante della Pubblica amministazione,
della scuola e dell'università". DI
DIVERSO avviso è Stradiotto. "Bisogna
entrare con il cacciavite e smontare pezzo per pezzo - afferma -. Non
cadiamo nella logica ministeriale di Roma, secondo cui la colpa è sempre degli
enti locali. Il tumore non si colloca in periferia. La
soluzione non è l'abolizione delle Province. Certo, servono semplificazioni, ma
guardiamo al vero problema. Sono la clientela e l'inefficienza nelle Pubbliche
amministrazioni i peggiori nemici della meritocrazia. E tale inefficienza è
provocata dai mille rivoli in cui è divisa la finanza pubblica. Si può risparmiare eliminando tante procedure inutili e un carico
burocratico incredibile". "Bisogna sgombrare i Comuni dalle
società di scopo - sostiene Ubaldi - La spesa
pubblica va ridotta ma senza interventi sulla pubblica amministrazione. Non è
lì il giro di interessi. Va, bensì, ripianato il debito dei Comuni. Si utilizzi
il patrimonio pubblico mobiliare e immobiliare, privatizzando le ex società
municipalizzate. Trasformarle in Spa sarebbe stato un primo passo. Esse non rispettano più le logiche dei concorsi e danno gli appalti
a chi vogliono".
(
da
"Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 09-04-2008)
Argomenti: Province
REGGIO PRIMO PIANO
pag. 7 di MATTEO ZANICHELLI UN MODO di tagliare la spesa pubblica? Tre
schieramenti,... di MATTEO ZANICHELLI UN MODO di
tagliare la spesa pubblica? Tre schieramenti, tre soluzioni diverse. Abolire le
Province, le Comunità montane e i Consigli di quartiere: questa la proposta di
Adolfo Urso, ex vice Ministro alle attività produttive del governo Berlusconi e
candidato alla Camera per il Pdl, all'incontro
organizzato dagli Industriali reggiani nell'Aula Magna dell'Università di
Modena e Reggio, dal titolo "Gli impegni per la crescita". Il
dibattito - sviluppatosi sui dieci punti proposti da Confindustria per
rilanciare il Paese - ha visto il confronto fra Urso, Marco Stradiotto,
Sottosegretario allo Sviluppo economico e candidato Pd al Senato ed Elvio Ubaldi, ex sindaco di Parma e candidato Udc al Senato. Ha moderato
la discussione Marco Alfieri del Sole 24 Ore. "La riduzione della spesa
pubblica ? dice Urso ? può derivare anche dai tagli amministrativi. Per esempio
abolire le le Province, le
Comunità montane e i Comitati di quartiere. In questo modo diminuiscono i costi
e si semplifica la vita dei cittadini. Non solo. E' necessaria la
liberalizzazione dei servizi pubblici locali che riguardano i trasporti, le
utilities e l'energia. Sono aumentate in modo esponenziale anche le società di
scopo. Si deve sentire meno la mano pubblica e aprire i mercati locali alle
imprese. Per poi non parlare del merito e dell'efficienza che
hanno l'obbligo di essere parte integrante della Pubblica amministazione,
della scuola e dell'università". DI
DIVERSO avviso è Stradiotto. "Bisogna
entrare con il cacciavite e smontare pezzo per pezzo - afferma -. Non
cadiamo nella logica ministeriale di Roma, secondo cui la colpa è sempre degli
enti locali. Il tumore non si colloca in periferia. La
soluzione non è l'abolizione delle Province. Certo, servono semplificazioni, ma
guardiamo al vero problema. Sono la clientela e l'inefficienza nelle Pubbliche
amministrazioni i peggiori nemici della meritocrazia. E tale inefficienza è
provocata dai mille rivoli in cui è divisa la finanza pubblica. Si può risparmiare eliminando tante procedure inutili e un carico
burocratico incredibile". "Bisogna sgombrare i Comuni dalle
società di scopo - sostiene Ubaldi - La spesa
pubblica va ridotta ma senza interventi sulla pubblica amministrazione. Non è
lì il giro di interessi. Va, bensì, ripianato il debito dei Comuni. Si utilizzi
il patrimonio pubblico mobiliare e immobiliare, privatizzando le ex società
municipalizzate. Trasformarle in Spa sarebbe stato un primo passo. Esse non rispettano più le logiche dei concorsi e danno gli appalti
a chi vogliono".
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 09-04-2008)
Argomenti: Province
FERRARA ECONOMIA E
POLITICA pag. 7 di STEFANO LOLLI "BENE, BRAVO: 7+!". Il 'tormentone' di Co... di STEFANO LOLLI "BENE, BRAVO:
7+!". Il 'tormentone' di Cochi
e Renato si trasforma nel moto di soddisfazione di Gabriele Melchiorri,
presidente dell'Acft. In questi giorni è stata
completata la 'pagella' degli utenti, che rispetto al
( da "Provincia di Sondrio, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Province
Casini:
"Via le Province, risparmiamo 11 miliardi" Il candidato premier
dell'Udc insiste su un programma serio di risanamento dei conti, senza ricadute
sui bilanci familiari "Agevolazioni fiscali ai nuclei con figli. E poi sicurezza con più soldi
alla polizia. No al federalismo miope che spacca
l'Italia" Pierferdinando Casini affronta una delle battaglie elettorali
più dure della sua carriera. Ha abbandonato il centrodestra, ma
soprattutto Berlusconi e ha scelto di andare da solo (con la Rosa Bianca)
contro il bipolarismo. Una campagna ardua la sua, tutta all'attacco dei leader
dei principali partiti, ma anche sotto il tiro concentrico del Cavaliere e di
Veltroni: i voti centristi, del resto, potrebbero rivelarsi decisivi al Senato.
Onorevole Casini, a un elettore del centrodestra come spieghereste la vostra
decisione di abbandonare lo schieramento e correre da soli? Spero che non mi
faccia solo domande semplici? Noi ci siamo trovati da un giorno all'altro di
fronte a un ultimatum: o dentro, o fuori. Dentro significava confluire in un
partito unico annunciato in piazza dal predellino di un automobile,
senza averci prima consultato e senza un programma. Per anni ho sperato che il
centrodestra evolvesse verso una forma di partito di moderato nel solco del
popolarismo europeo, con quel proclama consegnato in piazza alle Tv nasceva
invece un partito populista schiacciato a destra e fondato sull'asse con la
Lega. A noi si chiedeva di rinunciare al simbolo, cioè alla nostra identità, ai
nostri valori, alle idee. In cambio avremmo avuto poltrone sicure e vantaggi
personali. Abbiamo detto di no. Altri, come Fini, che fino al giorno prima
parlavano di "comiche finali", si sono arruolati. Con pochi deputati
e pochi senatori - se i sondaggi fossero esatti - rischiate di contare comunque
poco. O sperate di diventare l'ago della bilancia al Senato come furono l'Udeur
o i diniani per Prodi? Non m'interessa fare l'ago
della bilancia. Noi siamo l'unico partito in grado di parlare di temi
eticamente sensibili, perché abbiamo le idee chiare e nessuno tra noi la pensa
diversamente su questioni fondamentali come l'identità cristiana dell'Italia,
la difesa della famiglia, della vita, il merito? Chi vota per noi sa per cosa vota.
Solo noi abbiamo questa compattezza sui valori di centro nei quali crediamo:
siamo da un lato per la tradizione, dall'altro per l'economia liberale e la
modernizzazione del Paese. Approveremo solo le leggi che ci sembreranno giuste.
Nessuno sembra voler condividere la vostra idea di una coalizione larga, alla
tedesca. Come pensate di superare questa barriera dei no? Se si creerà uno
stallo al Senato, saremo le sentinelle contro la Grande Coalizione delle
Poltrone, il Grande Inciucio che già vedo dietro l'angolo tra Berlusconi e
Veltroni. Diverso è se dovesse maturare la necessità di un serio governo di
responsabilità nazionale, un accordo virtuoso per compiere le scelte
indispensabili per il Paese. No, quindi, al trasformismo, il cancro della
politica italiana degli ultimi anni. Se al Pdl al
Senato mancassero o fossero necessari pochi senatori per avere o blindare la
maggioranza, sareste pronti a tornare al vecchio alleato? Le alleanze si fanno
prima del voto, non dopo. Berlusconi oggi vi accusa di tutto quanto non è stato
fatto durante i cinque anni di governo. Possibile abbia torto su tutto?
Considero un limite, per un politico, non essere capace di fare autocritica.
Noi siamo gli unici ad averla fatta. In più occasioni ho detto che il governo
di centrodestra avrebbe dovuto fare di più, essere più coraggioso sulle
riforme, certamente qualche responsabilità l'abbiamo avuta anche noi. Aspetto
da Berlusconi un po' di sana autocritica. Altrimenti
gli errori non insegnano nulla. Se l'Udc dovesse fare autocritica, su quali
aspetti punterebbe? Il nostro programma è il più liberale fra tutti. Noi siamo
per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali per avere più concorrenza e
bollette più leggere, siano per la vendita delle partecipazioni statali, delle
ex municipalizzate, degli immobili non strategici. Siamo per un nuovo Piano
energetico nazionale che dia risposta all'esigenza dell'Italia di non dipendere
più per l'85% dall'importazione di energia (soprattutto gas) da Paesi
politicamente instabili. I partiti maggiori promettono tagli delle tasse,
dell'Ici, aumenti di detrazioni e delle pensioni. Voi siete più cauti, anzi
parlate di taglio delle spese il che potrebbe tradursi, per le fasce più
deboli, in un ulteriore peggioramento dei bilanci familiari. Qual è la vostra
ricetta per ridurre il debito e non penalizzare le fasce più deboli? No,
guardi, deve aver letto il programma di qualcun altro. Nessun peggioramento dei
bilanci familiari, esattamente il contrario. Ha ragione quando dice che noi
siamo cauti e non facciamo promesse assurde. I partiti maggiori, per
rastrellare consenso, la sparano ogni giorno più grossa: diminuzione
indiscriminata delle tasse, 1000 euro di salario minimo garantito per tutti,
100 campus universitari da costruire entro il 2010, aumento delle pensioni? Noi
partiamo, invece, da un programma di risanamento dello Stato che prevede il
congelamento delle spese correnti primarie già nella Finanziaria 2009, la
revisione radicale di tutte le spese sostenute nel bilancio pubblico, come ha
fatto Gordon Brown in Gran Bretagna, ponendo merito e risultato al centro del sistema della spesa, la
riforma della pubblica amministrazione con l'abolizione delle province e l'accorpamento di ministeri, agenzie, enti, l'abolizione del Cnel? I 30 miliardi che se ne ricaveranno serviranno a
ridurre il debito pubblico, i risparmi liberati dai minori interessi saranno
investiti per ridurre le tasse e rilanciare l'economia. Uno dei vostri
punti di forza - la tassazione in base al nucleo familiare - è contestata da alcuni
economisti perché favorirebbe solo le fasce più abbienti. Come rispondete? Le
fasce più abbienti sono favorite da riduzioni indiscriminate delle imposte, che
si applicherebbero a tutti. Noi, invece, vogliamo concentrare la politica di
agevolazione fiscale sulle famiglie con figli, che oggi sono il soggetto più
penalizzato. Lo diciamo da tempi non sospetti, a differenza di chi oggi, a
pochi giorni al voto, si affanna a dire lo stesso senza convinzione e,
francamente, senza credibilità. Noi abbiamo proposto il raddoppio degli assegni
familiari per ogni figlio a carico, la deduzione dal reddito delle spese
mediche, di quelle per gli asili nido, le scuole elementari e i libri di testo,
l'aumento delle detrazioni fiscali per gli interessi dei mutui prima casa, una
cedolare secca del 20 per cento dell'Irpef sugli affitti, buoni
affitto per le famiglie con redditi più bassi, l'azzeramento dell'Ici
per chi affitta a canoni concertati, il blocco delle addizionali regionali e
comunali Irap e Irpef, la detassazione degli straordinari sui redditi di
lavoro? Il tema del lavoro precario è particolarmente dibattuto in questa
campagna: come conciliare le esigenze dei giovani a una maggiore stabilità e
sicurezza con quelle delle aziende a contenere i costi e modulare l'occupazione
in base alle esigenze del mercato? Due proposte. La prima riguarda l'uso degli
ammortizzatori sociali per trasformare in flessibilità il precariato, che
comunque non è stato inventato dalla Legge Biagi ma al quale la Legge Biagi ha
riconosciuto, anzi, diritti che non aveva. Il secondo: uno schema di
inserimento dei giovani nel mondo del lavoro in tre fasi, dallo stage di un
mese in una azienda già nell'ultimo anno di superiori,
poi un contratto a tempo di un mese, quindi il contratto fisso con 5 anni di
dotazione fiscale per l'impresa che assume. Berlusconi insiste nel voler
togliere la par condicio e accusa voi di averlo bloccato. Ma, in effetti,
queste regole rigide stanno ingessando un po' troppo la campagna. Conflitto
d'interessi e tv, avete cambiato idea rispetto a quando eravate al governo?
Berlusconi è stato il primo a riconoscere che c'è un'anomalia nel sistema
italiano, e che non è normale che un grande editore televisivo si candidi alla
guida del governo, ma l'ha giustificata con l'emergenza "rossa" in
Italia. Un Paese maturo non può vivere nell'emergenza. S'immagina quale libertà
potrebbe esserci oggi in Italia se non vi fosse neppure la par condicio?
Questione morale: Cuffaro è stato condannato, ma voi
lo difendete lo stesso e lo ricandidate. Non pensate che questo finisca per
dare ragione a chi accusa le istituzioni di aver perso credibilità? Cuffaro è stato assolto dall'accusa di mafia, è stato
invece condannato in primo grado per favoreggiamento. Già due volte ha
rinunciato all'immunità parlamentare, è pronto a farlo di nuovo, comunque
troppo spesso in passato processi clamorosi si sono risolti in altrettanto
clamorose assoluzioni. Ho il massimo rispetto, la massima fiducia per i giudici
che fanno bene e in silenzio il loro lavoro. Non è accettabile che magistrati
magari politicamente impegnati possano decidere chi può candidarsi e chi no.
Sarà la giustizia, quando avrà compiuto il suo percorso, a stabilire chi ha
torto e chi ragione. Criminalità mafiosa e criminalità comune: non ritenete che
si preferisca andare a caccia solo dei ladruncoli piuttosto che affrontare il
problema di intere zone del Paese in mano a Cosa Nostra o alle altre
organizzazioni, rischiando anche di portarne alla luce gli intrecci con la
politica e gli affari? La sicurezza è al primo posto nel nostro programma. Con
l'Udc si sono candidati autorevoli esponenti delle forze dell'ordine. Qui
parlano i fatti. Noi proponiamo di ripristinare gli stanziamenti in questo
settore tagliati dalle ultime due finanziarie, pari a circa un miliardo di
euro. Siamo arrivati al punto che a volte manca la benzina per le volanti... Vogliamo che le forze dell'ordine siano pagate
di più, anche per i rischi che corrono. Vogliamo riportare nelle strade, a
tutela delle persone per bene, tutti i poliziotti che oggi si trovano dietro le
scrivanie a smaltire pratiche amministrative. Riguardo poi alla criminalità
organizzata, abbiamo messo nero su bianco il potenziamento della Procura
nazionale antimafia e della Direzione investigativa antimafia, prevedendo anche
un allargamento di competenze nel contrasto al terrorismo internazionale e alla
tratta dei clandestini. I costi della politica. Come tagliarli? Sarebbe giusto
eliminare le Province? Si è chiesto perché l'Udc è l'unico partito a proporre
in modo secco l'abolizione delle Province? Bersani è contrario. Il Pdl è ambiguo, la Lega non vuole. Noi siamo assolutamente a
favore. Abbiamo calcolato in 11 miliardi di euro i risparmi possibili.
Oltretutto, non si perderebbero posti di lavoro, i dipendenti verrebbero
trasferiti con le rispettive competenze alle altre amministrazioni locali.
Energia, voi chiedete il ritorno al nucleare, ma se tutto va bene all'Italia
servirebbero almeno una decina di centrali per costruire le quali i tempi
stimati sono attorno ai 10 anni e più. Inoltre nel mondo, anche negli stessi
Usa, la costruzione di centrali avviene a rilento, spesso bloccata o ritardata
dai governi e con costi crescenti. E' davvero un affare o piuttosto uno slogan
dal valore più politico-culturale? Mi dispiace, sono allergico agli slogan.
Chiediamo subito un nuovo Piano energetico nazionale che includa il nucleare.
Sull'onda emotiva di Chernobyl, nell'
( da "Rai News 24" del
09-04-2008)
Argomenti: Province
Roma | 9 aprile 2008
Casini: "Puntiamo ad essere determinanti in Senato, a Pechino si agli atleti no ai politici Pierferdinando Casini "Il
mio programma e' fatto di provvedimenti impopolari come quello che riguarda i
giovani ed il merito e l'abolizione delle Province e del Cnel che tocca rendite di posizioni consolidate": lo
sottolinea Pier Ferdinando Casini, candidato premier dell'Unione di centro
intervenuto a Tribuna elettorale. Casini ha sottolineato la necessita'
di adottare finalmente una politica della famiglia e la dismissione delle
partecipazioni pubbliche degli Enti di Stato. Le risorse cosi' reperite devono andare al ripianamento del debito
pubblico. Determinanti al Senato "Spero che Pdl e Pd non siano autosufficienti" afferma Casini che
aggiunge: "Fare opposizione non mi spaventa. Ma
non abbiamo la vocazione all'opposizione, spero che Pdl
e Pd non siano autosufficienti". "Noi puntiamo ad essere
determinanti al Senato. Ma non daremo i nostri voti ne' a
Berlusconi ne' a Veltroni. Se nessuno di loro avra'
una maggioranza vera a Palazzo Madama devono andare entrambi a casa. Poi ci siederemo a un tavolo, ascolteremo cio'
che dira' il presidente della Repubblica e, se ci
saranno le condizioni, tenteremo di dare vita a un governo di larghe
intese". "Gli atleti vadano a Pechino, ma il Presidente del
Consiglio, il ministro degli Esteri ed i politici restino a casa". Questa
la linea di Casini, per le olimpiadi di Pechino. Privatizzare una rete Rai "Io privatizzerei una rete Rai -
continua Casini - questo cambierebbe tutto e romperebbe il duopolio. La privatizzazione di una rete Rai, pero',
non la vogliono Berlusconi, Mediaset, la sinistra ed il sindacato".
Berlusconi uguale Lega "Al nord ed al sud devono saperlo.
Chi vota Berlusconi, - sostiene casini - vota Lega. Da' alla Lega la golden share del Governo".
"E' diventato obiettivamente difficile stare dietro ai discorsi di
Berlusconi - ha concluso Casini - stamattina ha dichiarato che l'Udc non superera' il 4%, piu' tardi ha
detto che spera di non perdere per colpa dell'Udc e nel pomeriggio ha
assicurato che vincera' con 10 punti di
vantaggio".