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Pdl
troppo ambiguo, impossibile fidarsi
( da "Alto
Adige" del
07-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: C'è chi parla bene dell'autonomia,
ma poi c'è un Fini che se ne esce dicendo che bisogna tagliare i bilanci delle
regioni autonome, e altri che ne chiedono addirittura l'abolizione. Che
giudizio dovremmo ricavarne? Ma l'allora Cdl ha già governato e su
quell'esperienza un giudizio può darlo.
La
goffaggine di renzi
( da "Tirreno,
Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: perlomeno atipico che un presidente
di Provincia, nella fattispecie Renzi, presidente
della Provincia di Firenze si esprima sull'abolizione delle Provincie e che nel
farlo in maniera un po' goffa lo faccia chiedendo l'abolizione di Province
limitrofe come quella di Prato. E se la fame vien mangiando potrebbe chiedere
anche l'abolizione di quella di Pistoia.
FERMO
Le province debbono esserci ma vanno rivisitate .
Parola del ministro alle I ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 07-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province nelle
grandi città come Roma, Napoli e Milano. In quelle realtà, cioè, in cui
verranno introdotte le cosiddette "aree metropolitane". "Anche
l'Unione Province Italiane (Upi) è d'accordo a
sostituire la "città metropolitana" alla provincia - ha affermato
Massimo Rossi, presidente della provincia di Ascoli e vicepresidente Upi -
Province,
un ente da sopprimere ( da "Centro, Il"
del 07-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: si battè per
l'abolizione delle province per ridurre le spese e non creare superfetazioni
burocratiche. Con lui Enrico Berlinguer. Anche nella Bicamerale diretta da
D'Alema si discusse seriamente dell'abolizione. Recentemente, Gianfranco Fini
ha sostenuto che le province "servono solo al ceto politico, dovrebbero
essere abolite".
<Con
Hüllweck faremo cose buone per Vicenza>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Dieci anni da presidente della
Provincia: e se si troverà davanti una proposta di abolizione dell'ente? All'esordio, la Lega bocciava le
Province "enti inutili". Trovato consenso elettorale, le ha fatte
diventare un caposaldo. Resterà questa la linea? Le Province sono necessarie
nell'attuale architettura istituzionale e ben prima di loro vanno abolite altri
centri di spesa pubblica.
ELEZIONI:
ALEMANNO E CIOCCHETTI, SNELLIRE APPARATO GOVERNO
( da "Asca" del 07-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Dello stesso parere Luciano Ciocchetti, candidato a sindaco per l'Udc, che ha
sottolineato la necessita' di procedere ad una
diminuzione del numero dei parlamentari, in generale dello snellimento
dell'apparato ministeriale. Per quanto riguarda Roma, Ciocchetti
ha proposto l'abolizione della Provincia. bet/sam/rob (Asca).
Abolizione
delle province scontro tra Lega e Pdl
( da "Opinione,
L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 2008 La proposta entra a pieno
titolo nell'agone della campagna elettorale Abolizione delle province scontro
tra Lega e Pdl di Matteo Villanova Rizzetto La proposta di abolizione delle Province entra a
pieno titolo nell'agone della campagna elettorale con un botta e risposta che
coinvolge l'Ente e i candidati alle politiche del 13 e 14 aprile.
( da "Alto Adige" del
07-04-2008)
Argomenti: Province
Di Marco Rizza
"Pdl troppo ambiguo, impossibile fidarsi" Pichler Rolle corregge Durnwalder "Silvio ha attaccato l'autonomia"
BOLZANO. In questo momento il dibattito è sui denti di Berlusconi. Mordono,
come sostengono gli Arbeitnehmer Svp
invitando a tenersi alla larga dal Cavaliere? Oppure il Pdl
abbaia e basta, come dice Durnwalder? L'Obmann Elmar Pichler
Rolle cerca una via di mezzo - "il Pdl è molto ambivalente, qui come a Roma" - ma poi
affonda: "Non posso dimenticare che quando erano al governo hanno cercato,
con la riforma della Costituzione, di attaccare l'autonomia". Le aperture
di Luis Durnwalder nei confronti del Pdl, poi parzialmente ridimensionate dallo stesso
presidente della Provincia, hanno provocato dure reazioni sia nel Pd che in
diversi settori della Svp, a partire dagli Arbeitnehmer. E così tocca a Elmar
Pichler Rolle cercare di
calmare le acque. "Partiamo da un concetto: Berlusconi
non ha la minima idea di cosa sia l'Alto Adige. E come lui molti dei
"big" romani, non solo nel centrodestra. Per loro siamo solo
"quelli di lassù". In effetti l'unico
partito che pensa solo agli interessi dell'Alto Adige e della sua gente siamo
noi". Ma secondo lei il Pdl morde o abbaia
soltanto? Lei si fida di Berlusconi o no? Per me il centrodestra è molto ambivalente.
Intanto vive il problema di quasi tutti i partiti italiani in Alto Adige, ossia
che è Roma-dipendente. Le cose vengono fatte e
disfatte a Roma. Non solo: vengono decise dall'alto. Guardate la vicenda Biancofiore, o quella Urzì: la
base sceglie un candidato e Roma lo cambia. Allucinante. Io verrei preso a
calci dai miei, se ci provassi... Però la loro organizzazione interna non
riguarda la Svp. Qual è il suo giudizio politico su
questo Pdl? L'ho detto: il Pdl
mi sembra ambivalente. Devo attenermi ai fatti concreti qui in Alto Adige e
quindi dovrei dire che l'aria è cambiata. Però devo anche dire che così come la
Biancofiore è stata spostata d'improvviso in
Campania, allo stesso modo domani Berlusconi potrebbe farla tornare, e poi
toglierla ancora... Idem per Roma. C'è chi parla bene
dell'autonomia, ma poi c'è un Fini che se ne esce dicendo che bisogna tagliare
i bilanci delle regioni autonome, e altri che ne chiedono addirittura
l'abolizione. Che giudizio dovremmo ricavarne? Ma l'allora Cdl ha già governato
e su quell'esperienza un giudizio può darlo. Avevano fatto una riforma
della Costituzione, poi bocciata al referendum. Nel testo finale c'erano cose
positive e cose negative, ma quello iniziale era un attacco diretto alla nostra
autonomia, con la proposta di rendere facile e quasi unilaterale la possibilità
di cambiare lo Statuto. Cose folli. Ci salvammo solo perché intervennero la
diplomazia austriaca (senza rompere la cristalleria), Casini e anche il
presidente Ciampi, oltre al nostro pressing. E anche per il fattore C: nella
settimana della riunione decisiva scoppiò il caso Buttiglione in Europa e, per
evitare altre brutte figure, la Cdl decise di non insistere. Ecco: io non so se
nel frattempo sono cambiati, ma certe cose non si dimenticano. E non posso
giurare che domani, con un Galan a palazzo Madama,
qualcuno non ripresenti idee simili. Berlusconi in fin dei conti c'entra poco.
Quindi a Roma cosa farà la Volkspartei? Quello che
abbiamo sempre fatto: valuteremo legge per legge. Niente ideologie, abbiamo
l'unico obiettivo di tutelare la nostra autonomia e migliorare le condizioni di
vita di tutti gli altoatesini. è per questo che
chiediamo i voti, ed è di questo che rispondiamo ai cittadini. Stop. Voterete
la fiducia a un eventuale governo Pdl? Di solito
abbiamo sempre votato la fiducia ai governi, quando hanno assicurato di volere
tutelare le minoranze. Una sorta di bonus: "Intanto iniziate a lavorare,
poi giudicheremo di volta in volta". Vedremo se farlo anche questa volta.
Oggi è presto per dirlo. Non faremo comunque parte di un governo e neppure di
una coalizione.
( da "Tirreno, Il" del
07-04-2008)
Argomenti: Province
Prato La goffaggine
di Renzi E' perlomeno atipico che
un presidente di Provincia, nella fattispecie Renzi,
presidente della Provincia di Firenze si esprima sull'abolizione delle
Provincie e che nel farlo in maniera un po' goffa lo faccia chiedendo l'abolizione
di Province limitrofe come quella di Prato. E se la fame vien mangiando
potrebbe chiedere anche l'abolizione di quella di Pistoia. Io che sono
stato tra quanti lavorarono per l'autonomia della Provincia di Prato da Firenze
allora capogruppo a palazzo Medici Riccardi della
D.C., e che conosco come ancora Firenze non abbia pagato quanto dovuto a Prato
nella divisione, vorrei ricordare a Renzi che
l'autonomia Provinciale Prato l'ha conquistata con un processo politico che ha
richiesto l'impegno di tutti i partitio dell'area. Ma
che soprattutto Prato se l'è conquistata con un processo di crescita economica,
logistica,culturale che l'ha resa centro di uno spazio
urbanistico metropolitano da molti decenni. Vorrei ricordare a Renzi che la divisione tra Prato e Firenze si era resa
necessaria da inadempienze che la Provincia di Firenze aveva perpetrato nei
riguardi dell'area pratese, in materia di viabilità, arredo scolastico,
formazione professionale, turismo, sviluppo agricoloturistico,
smaltimento rifiuti, aiuti all'impresa, faunistica, assetto idrogeologico.
L'autonomia pratese è nata per un modo goffo di considerare Prato alla stregua
di Marradi o Fucecchio, che dico di Firenzuola, o Palazzolo. Noi però caro Renzi
l'autonomia provinciale l'abbiamo e ce la teniamo. Se la sua intenzione era
un'altra, forse avrebbe dovuta spiegarla meglio: se proponeva anche
l'abolizione della Provincia di Firenze e magari quella di Pistoia per la
nascita dell'area metropolitana ne potremmo parlare. Enrico Mencattini
segretario provinciale Udc.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 07-04-2008)
Argomenti: Province
Di DIANA MARILUNGO
FERMO"Le province debbono esserci ma vanno
rivisitate". Parola del ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Le
autonomie locali intermedie ed i loro costi sono nell'occhio del ciclone. In
tanti vorrebbero eliminarle. Ma a sparire, se il Pd andrà al Governo, saranno solo
quelle province che interessano le aree metropolitane.
Le altre rimarranno. L'ex Pm di "Mani Pulite" ha spiegato nel corso
della sua visita fermana di qualche giorno fa che il
livello provinciale va, anzi, potenziato. Ciò senza venir meno al programma del
Pd cui l'Italia dei Valori di Di Pietro ha aderito ed
in cui si propone l'abolizione delle province nelle grandi città come Roma, Napoli e Milano. In quelle realtà,
cioè, in cui verranno introdotte le cosiddette "aree metropolitane".
"Anche l'Unione Province Italiane (Upi) è
d'accordo a sostituire la "città metropolitana" alla provincia - ha
affermato Massimo Rossi, presidente della provincia di Ascoli e vicepresidente Upi - Il problema sarà vedere come attuare la
sostituzione". Dunque la nuova provincia di Fermo può continuare spedita
verso la sua attuazione che avrà luogo il prossimo anno. "Alla luce di
tutti gli attacchi strumentali, demagogici e insipienti sul ruolo delle province, comunque - ha proseguito Rossi - sono tiepidamente
ottimista sul fatto che dopo le elezioni, spero entro l'estate, verrà
completata la questione inerente la divisione tra
Fermo e Ascoli. E' interesse di tutti, visto come stanno le cose, chiudere
quanto prima questa vicenda Ora stiamo affrontando la problematica di Palazzo San
Filippo che nell'ascolano è l'elemento di criticità e quella sui fondi a
destinazione vincolata. Dovremo parlarne presto anche in Giunta ed entro un
paio di settimane aver chiara l'intera situazione. Prima della fine del mese
organizzeremo un'altra riunione della Commissione Paritetica. In questi giorni
ci siamo concentrati anche sulla questione del personale che è un po' più
complessa di quella del patrimonio. Stiamo vagliando delle ipotesi e lavorando
con i sindacati che, fortunatamente, si mostrano unitari. Ci stiamo mettendo,
dunque, nell'ottica che entro giugno o al massimo prima dell'estate tutto possa
dirsi concluso Siamo determinati a raggiungere il
nostro obiettivo. Si tratta, in questo caso, di far appello
alla ragionevolezza di tutti".
( da "Centro, Il" del
07-04-2008)
Argomenti: Province
Di Ezio Pelino
Province, un ente da sopprimere L'articolo di Fabio Melilli
su Il Centro del 4 aprile, dal titolo "Province, l'utilità di un ente
intermedio", riapre una questione sfiorata appena dalla campagna
elettorale. L'autore, presidente dell'Unione Province Italiane, intervenendo
per una difesa non petita delle province,
dimostra di temere che qualche forza politica possa minacciarne la
sopravvivenza. Lo vorremmo tranquillizzare. Ci risulta che solo Berlusconi ha
parlato di soppressione, ma il suo è sembrato solo un passaggio del discorso
teso ad accattivarsi quella parte dell'opinione pubblica ormai insofferente di
costi, sprechi e privilegi della politica e della pubblica amministrazione.
Tutti o quasi tutti i politici sono consapevoli della inutilità
delle province. Le competenze di questo ente
territoriale potrebbero essere affidate ai Comuni e alle Regioni. Sono,
infatti, sostanzialmente limitate all'edilizia scolastica di alcuni istituti
superiori e a quella viabilità che l'Anas reputa meno importante. I migliori
politici ne vorrebbero la soppressione, ma solo in interiore homine. Nessuno ama suicidarsi sfidando l'insurrezione
delle città capoluogo. Per la generalità dei politici le province
sono più che utili, sono indispensabili: assicurano reddito e carriera a
migliaia di loro nonchè a una schiera di portaborse,
consulenti, assistenti e occupazione a circa 60.000 burocrati. La questione province è antica, comincia con l'unità d'Italia. Minghetti prefigurava uno Stato senza province,
articolato per autonomie regionali. Ma, per timore che il potere rischiasse di
tornare alle reazionarie classi dirigenti locali preunitarie, si preferì
governare dal centro tramite i prefetti. De Gasperi, nel primo discorso alla
Camera del giugno 1921, criticò, scandalizzato, la
moltiplicazioni degli impiegati e la lievitazione delle spese nella sua
provincia di Trento italiana rispetto alla Trento austriaca. Nel secondo
dopoguerra, la soppressione fu decisa dalla Commissione dei 75,
ma respinta dall'Assemblea Costituente. Nel '70, con l'istituzione
dell'ordinamento regionale, un grande politico di un piccolo partito, Ugo La
Malfa, si battè per l'abolizione
delle province per ridurre le spese e non creare superfetazioni burocratiche.
Con lui Enrico Berlinguer. Anche nella Bicamerale diretta da D'Alema si
discusse seriamente dell'abolizione. Recentemente, Gianfranco Fini ha sostenuto
che le province "servono solo al ceto politico, dovrebbero essere
abolite". L'elenco di coloro che hanno avuto il coraggio di
dichiararlo apertis verbis
comprende il presidente del Friuli Riccardo Illy, il demoproletario Franco
Russo, i diessini Augusto Barbera, Cesare Salvi,
Massimo Villone, il presidente di Roma Metropolitane,
Chicco Testa, i giornalisti Sergio Rizzo, Mario Cervi, Nicola Porro, Gian
Antonio Stella. Quest'ultimo scrive, ironicamente:"
Guai a dire che sono superflue, saltano su tutte le furie come le beate vergini
a difesa dell'onore." Nessuno dei Paesi simili al nostro è articolato per province. In Francia, i Dipartimenti hanno una dimensione
analoga alle province ma si collocano fra i Comuni e
lo Stato. In Germania, le uniche realtà sotto lo Stato federale sono i Lander e i Comuni. In Gran
Bretagna, le Contee hanno carattere tecnico-amministrativo e non politico.
Analogamente negli Usa, dove le stesse hanno competenze giudiziarie o di
polizia. In Italia, le province, invece di abolirle,
si aumentano. E' tutta una corsa alla provincia: non c'è cittadina che non
abbia il suo comitato di lotta e il suo parlamentare di riferimento. Erano 92
nel 1960, sono passate a 110 del 2005. Solo durante l'ultima legislatura le
proposte presentate sono state 40 e, forse, solo la brevità della stessa ne ha
impedito il varo di nuove. Nel
( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 07-04-2008)
Argomenti: Province
MANUELA DAL LAGO
(Lega Nord). Approdo a Montecitorio dopo le ipotesi degli anni scorsi: "Né
un premio né un risarcimento, ma una scelta fatta dal partito" "Con Hüllweck faremo cose buone per Vicenza" È capolista
anche per il Comune: "Farò in modo di conciliare impegni
romani e la presenza in sala Bernarda"
Antonio Trentin A un posto di onorevole
Manuela Dal Lago aveva rinunciato dodici anni fa, nel 1996 che fu l'anno della
sorpresa leghista, perché nessuno all'inizio della campagna elettorale pensava
ai successi: tanti onorevoli vicentini a Roma, lei neanche candidata. Nel
( da "Asca" del 07-04-2008)
Argomenti: Province
(ASCA) - Roma, 7 apr - ''Serve un ridimensionamento
della presenza ministeriale e il PdL snellira' l'apparato di Governo che sara'
piu' leggero''. A dirlo Gianni
Alemanno, candidato per il PdL al Comune di Roma, nel
corso di un confronto promosso dall'Associazione Stampa Romana e moderato dal
Presidente, Fabio Morabito. Dello
stesso parere Luciano Ciocchetti, candidato a sindaco
per l'Udc, che ha sottolineato la necessita' di
procedere ad una diminuzione del numero dei parlamentari, in generale dello
snellimento dell'apparato ministeriale. Per quanto riguarda Roma, Ciocchetti ha proposto l'abolizione della Provincia. bet/sam/rob (Asca).
( da "Opinione, L'" del
07-04-2008)
Argomenti: Province
Oggi è Lun, 07 Apr 2008 Edizione 67 del 05-04-2008 La proposta entra a pieno
titolo nell'agone della campagna elettorale Abolizione delle province scontro tra Lega e Pdl di Matteo
Villanova Rizzetto La proposta di abolizione delle
Province entra a pieno titolo nell'agone della campagna elettorale con un botta
e risposta che coinvolge l'Ente e i candidati alle politiche del 13 e 14
aprile. Ma più che diventare tema di scontro tra le opposte fazioni,
rivela i possibili margini di dissonanza tra gli alleati del centrodestra. Tra
un Pdl che mette la propria spinta liberale in prima
fila e quella Lega Nord che, dopo due anni passati all'opposizione, deve
ritrovare sul territorio e nelle spinte localistiche la linfa per ottenere un
risultato percentuale che non la facciano affossare. Episodi sintomatici di questa
situazione emergono dallo scambio di opinioni degli ultimi giorni tra Silvio
Berlusconi e Roberto Maroni, tra il candidato al Senato per il Veneto Maurizio
Sacconi e il presidente leghista della Provincia trevigiana Leonardo Muraro. Il Cavaliere, in una video
intervista per Corriere.it, lo scorso 31 marzo, aveva
espresso la necessità per il proprio futuro governo, di porsi di fronte anche a
scelte impopolari: quelle insomma che non piacciono alla gente, quelle, molto
più probabilmente, che potrebbero non piacere agli alleati padani. Tra queste,
oltre il ridimensionamento dei parlamentari e dei consiglieri regionali, anche
appunto l'abolizione delle Province e della Comunità montane. Il sentimento
degli italiani verso i molti Enti locali, infatti, non è certo quello del
protezionismo esasperato, quanto di un insofferenza
verso la possibilità che questi significhino ancora sprechi di denaro pubblico,
piuttosto che puntuale redistribuzione delle risorse verso i bisogni del
territorio. La proposta che arriva da Silvio Berlusconi e, in Veneto, da
Maurizio Sacconi, dunque non stupisce. Anzi trova sponda nella proposta già
avanzata un paio di settimane fa dal consigliere provinciale di Forza Italia e
candidato alla camera per il Pdl, Alessio De Mitri.
Giustifica inoltre la scelta federalista, in un ottica
di distribuzione delle competenze tra Regioni e Comuni. Esattamente ciò che per
il nordest ha ripromesso di perseguire Maurizio Sacconi che, come il Cavaliere
anni a dietro, ha sottoscritto di fronte agli elettori l'impegno di portare le
necessità venete a Roma. Il presidente della Provincia di
Treviso Leonardo Muraro, anche membro del direttivo Upi (Unione delle Province d'Italia), non ha però lasciato
correre: "Berlusconi mi sembra si stia contraddicendo in questi giorni,
parla di abolizione della Province, quando in un passato recente ha più volte
promesso l'esatto contrario. mi auguro davvero
che non abbia cambiato idea sull'importanza di questi Enti, visto che lui
stesso ne ha fatte approvare 4 di nuove in Sardegna sotto il suo Governo. Concludendo, l'Italia deve ritrovare la sua brillantezza, il
Nord in particolare. Per questo, piuttosto che cercare gli
sprechi nelle Province, pensiamo ad attuare il Federalismo Fiscale e
l'Autonomia". Posizioni che non sono state
gradite nemmeno dall'ex ministro leghista Roberto Maroni che, ha sottolineato:
"Le Province non si toccano. Sappiamo bene che gli sprechi della
politica vanno cercati altrove, sono altri gli Enti da eliminare. Le Province
sono una risorsa per l'Italia, sono le uniche istituzioni in grado di gestire
un'area vasta, con importanti competenze in materia di viabilità, edilizia
scolastica, ambiente, formazione, lavoro, turismo,
urbanistica? solo per citarne alcune. Parlare di abolizione ha dunque davvero poco senso, tranne forse
per quei territori che corrispondono alle aree metropolitane". A
maggior ragione viene da domandarsi, perché non riprendere il dialogo con
Padova e Venezia verso l'ipotesi di Area metropolitana PaTreVe,
abbandonata dopo 15 anni di prove tecniche fallimentari, in cui la Lega ha
giocato la propria parte conservatrice fino in fondo.