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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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toARTICOLI DEL 7-4-2008       #TOP


Report "Province"

Pdl troppo ambiguo, impossibile fidarsi ( da "Alto Adige" del 07-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: C'è chi parla bene dell'autonomia, ma poi c'è un Fini che se ne esce dicendo che bisogna tagliare i bilanci delle regioni autonome, e altri che ne chiedono addirittura l'abolizione. Che giudizio dovremmo ricavarne? Ma l'allora Cdl ha già governato e su quell'esperienza un giudizio può darlo.

La goffaggine di renzi ( da "Tirreno, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: perlomeno atipico che un presidente di Provincia, nella fattispecie Renzi, presidente della Provincia di Firenze si esprima sull'abolizione delle Provincie e che nel farlo in maniera un po' goffa lo faccia chiedendo l'abolizione di Province limitrofe come quella di Prato. E se la fame vien mangiando potrebbe chiedere anche l'abolizione di quella di Pistoia.

FERMO Le province debbono esserci ma vanno rivisitate . Parola del ministro alle I ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 07-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province nelle grandi città come Roma, Napoli e Milano. In quelle realtà, cioè, in cui verranno introdotte le cosiddette "aree metropolitane". "Anche l'Unione Province Italiane (Upi) è d'accordo a sostituire la "città metropolitana" alla provincia - ha affermato Massimo Rossi, presidente della provincia di Ascoli e vicepresidente Upi -

Province, un ente da sopprimere ( da "Centro, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: si battè per l'abolizione delle province per ridurre le spese e non creare superfetazioni burocratiche. Con lui Enrico Berlinguer. Anche nella Bicamerale diretta da D'Alema si discusse seriamente dell'abolizione. Recentemente, Gianfranco Fini ha sostenuto che le province "servono solo al ceto politico, dovrebbero essere abolite".

<Con Hüllweck faremo cose buone per Vicenza> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Dieci anni da presidente della Provincia: e se si troverà davanti una proposta di abolizione dell'ente? All'esordio, la Lega bocciava le Province "enti inutili". Trovato consenso elettorale, le ha fatte diventare un caposaldo. Resterà questa la linea? Le Province sono necessarie nell'attuale architettura istituzionale e ben prima di loro vanno abolite altri centri di spesa pubblica.

ELEZIONI: ALEMANNO E CIOCCHETTI, SNELLIRE APPARATO GOVERNO ( da "Asca" del 07-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Dello stesso parere Luciano Ciocchetti, candidato a sindaco per l'Udc, che ha sottolineato la necessita' di procedere ad una diminuzione del numero dei parlamentari, in generale dello snellimento dell'apparato ministeriale. Per quanto riguarda Roma, Ciocchetti ha proposto l'abolizione della Provincia. bet/sam/rob (Asca).

Abolizione delle province scontro tra Lega e Pdl ( da "Opinione, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 2008 La proposta entra a pieno titolo nell'agone della campagna elettorale Abolizione delle province scontro tra Lega e Pdl di Matteo Villanova Rizzetto La proposta di abolizione delle Province entra a pieno titolo nell'agone della campagna elettorale con un botta e risposta che coinvolge l'Ente e i candidati alle politiche del 13 e 14 aprile.


Articoli

Pdl troppo ambiguo, impossibile fidarsi (sezione: Province)

( da "Alto Adige" del 07-04-2008)

Argomenti: Province

Di Marco Rizza "Pdl troppo ambiguo, impossibile fidarsi" Pichler Rolle corregge Durnwalder "Silvio ha attaccato l'autonomia" BOLZANO. In questo momento il dibattito è sui denti di Berlusconi. Mordono, come sostengono gli Arbeitnehmer Svp invitando a tenersi alla larga dal Cavaliere? Oppure il Pdl abbaia e basta, come dice Durnwalder? L'Obmann Elmar Pichler Rolle cerca una via di mezzo - "il Pdl è molto ambivalente, qui come a Roma" - ma poi affonda: "Non posso dimenticare che quando erano al governo hanno cercato, con la riforma della Costituzione, di attaccare l'autonomia". Le aperture di Luis Durnwalder nei confronti del Pdl, poi parzialmente ridimensionate dallo stesso presidente della Provincia, hanno provocato dure reazioni sia nel Pd che in diversi settori della Svp, a partire dagli Arbeitnehmer. E così tocca a Elmar Pichler Rolle cercare di calmare le acque. "Partiamo da un concetto: Berlusconi non ha la minima idea di cosa sia l'Alto Adige. E come lui molti dei "big" romani, non solo nel centrodestra. Per loro siamo solo "quelli di lassù". In effetti l'unico partito che pensa solo agli interessi dell'Alto Adige e della sua gente siamo noi". Ma secondo lei il Pdl morde o abbaia soltanto? Lei si fida di Berlusconi o no? Per me il centrodestra è molto ambivalente. Intanto vive il problema di quasi tutti i partiti italiani in Alto Adige, ossia che è Roma-dipendente. Le cose vengono fatte e disfatte a Roma. Non solo: vengono decise dall'alto. Guardate la vicenda Biancofiore, o quella Urzì: la base sceglie un candidato e Roma lo cambia. Allucinante. Io verrei preso a calci dai miei, se ci provassi... Però la loro organizzazione interna non riguarda la Svp. Qual è il suo giudizio politico su questo Pdl? L'ho detto: il Pdl mi sembra ambivalente. Devo attenermi ai fatti concreti qui in Alto Adige e quindi dovrei dire che l'aria è cambiata. Però devo anche dire che così come la Biancofiore è stata spostata d'improvviso in Campania, allo stesso modo domani Berlusconi potrebbe farla tornare, e poi toglierla ancora... Idem per Roma. C'è chi parla bene dell'autonomia, ma poi c'è un Fini che se ne esce dicendo che bisogna tagliare i bilanci delle regioni autonome, e altri che ne chiedono addirittura l'abolizione. Che giudizio dovremmo ricavarne? Ma l'allora Cdl ha già governato e su quell'esperienza un giudizio può darlo. Avevano fatto una riforma della Costituzione, poi bocciata al referendum. Nel testo finale c'erano cose positive e cose negative, ma quello iniziale era un attacco diretto alla nostra autonomia, con la proposta di rendere facile e quasi unilaterale la possibilità di cambiare lo Statuto. Cose folli. Ci salvammo solo perché intervennero la diplomazia austriaca (senza rompere la cristalleria), Casini e anche il presidente Ciampi, oltre al nostro pressing. E anche per il fattore C: nella settimana della riunione decisiva scoppiò il caso Buttiglione in Europa e, per evitare altre brutte figure, la Cdl decise di non insistere. Ecco: io non so se nel frattempo sono cambiati, ma certe cose non si dimenticano. E non posso giurare che domani, con un Galan a palazzo Madama, qualcuno non ripresenti idee simili. Berlusconi in fin dei conti c'entra poco. Quindi a Roma cosa farà la Volkspartei? Quello che abbiamo sempre fatto: valuteremo legge per legge. Niente ideologie, abbiamo l'unico obiettivo di tutelare la nostra autonomia e migliorare le condizioni di vita di tutti gli altoatesini. è per questo che chiediamo i voti, ed è di questo che rispondiamo ai cittadini. Stop. Voterete la fiducia a un eventuale governo Pdl? Di solito abbiamo sempre votato la fiducia ai governi, quando hanno assicurato di volere tutelare le minoranze. Una sorta di bonus: "Intanto iniziate a lavorare, poi giudicheremo di volta in volta". Vedremo se farlo anche questa volta. Oggi è presto per dirlo. Non faremo comunque parte di un governo e neppure di una coalizione.

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La goffaggine di renzi (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Province

Prato La goffaggine di Renzi E' perlomeno atipico che un presidente di Provincia, nella fattispecie Renzi, presidente della Provincia di Firenze si esprima sull'abolizione delle Provincie e che nel farlo in maniera un po' goffa lo faccia chiedendo l'abolizione di Province limitrofe come quella di Prato. E se la fame vien mangiando potrebbe chiedere anche l'abolizione di quella di Pistoia. Io che sono stato tra quanti lavorarono per l'autonomia della Provincia di Prato da Firenze allora capogruppo a palazzo Medici Riccardi della D.C., e che conosco come ancora Firenze non abbia pagato quanto dovuto a Prato nella divisione, vorrei ricordare a Renzi che l'autonomia Provinciale Prato l'ha conquistata con un processo politico che ha richiesto l'impegno di tutti i partitio dell'area. Ma che soprattutto Prato se l'è conquistata con un processo di crescita economica, logistica,culturale che l'ha resa centro di uno spazio urbanistico metropolitano da molti decenni. Vorrei ricordare a Renzi che la divisione tra Prato e Firenze si era resa necessaria da inadempienze che la Provincia di Firenze aveva perpetrato nei riguardi dell'area pratese, in materia di viabilità, arredo scolastico, formazione professionale, turismo, sviluppo agricoloturistico, smaltimento rifiuti, aiuti all'impresa, faunistica, assetto idrogeologico. L'autonomia pratese è nata per un modo goffo di considerare Prato alla stregua di Marradi o Fucecchio, che dico di Firenzuola, o Palazzolo. Noi però caro Renzi l'autonomia provinciale l'abbiamo e ce la teniamo. Se la sua intenzione era un'altra, forse avrebbe dovuta spiegarla meglio: se proponeva anche l'abolizione della Provincia di Firenze e magari quella di Pistoia per la nascita dell'area metropolitana ne potremmo parlare. Enrico Mencattini segretario provinciale Udc.

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FERMO Le province debbono esserci ma vanno rivisitate . Parola del ministro alle I (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 07-04-2008)

Argomenti: Province

Di DIANA MARILUNGO FERMO"Le province debbono esserci ma vanno rivisitate". Parola del ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Le autonomie locali intermedie ed i loro costi sono nell'occhio del ciclone. In tanti vorrebbero eliminarle. Ma a sparire, se il Pd andrà al Governo, saranno solo quelle province che interessano le aree metropolitane. Le altre rimarranno. L'ex Pm di "Mani Pulite" ha spiegato nel corso della sua visita fermana di qualche giorno fa che il livello provinciale va, anzi, potenziato. Ciò senza venir meno al programma del Pd cui l'Italia dei Valori di Di Pietro ha aderito ed in cui si propone l'abolizione delle province nelle grandi città come Roma, Napoli e Milano. In quelle realtà, cioè, in cui verranno introdotte le cosiddette "aree metropolitane". "Anche l'Unione Province Italiane (Upi) è d'accordo a sostituire la "città metropolitana" alla provincia - ha affermato Massimo Rossi, presidente della provincia di Ascoli e vicepresidente Upi - Il problema sarà vedere come attuare la sostituzione". Dunque la nuova provincia di Fermo può continuare spedita verso la sua attuazione che avrà luogo il prossimo anno. "Alla luce di tutti gli attacchi strumentali, demagogici e insipienti sul ruolo delle province, comunque - ha proseguito Rossi - sono tiepidamente ottimista sul fatto che dopo le elezioni, spero entro l'estate, verrà completata la questione inerente la divisione tra Fermo e Ascoli. E' interesse di tutti, visto come stanno le cose, chiudere quanto prima questa vicenda Ora stiamo affrontando la problematica di Palazzo San Filippo che nell'ascolano è l'elemento di criticità e quella sui fondi a destinazione vincolata. Dovremo parlarne presto anche in Giunta ed entro un paio di settimane aver chiara l'intera situazione. Prima della fine del mese organizzeremo un'altra riunione della Commissione Paritetica. In questi giorni ci siamo concentrati anche sulla questione del personale che è un po' più complessa di quella del patrimonio. Stiamo vagliando delle ipotesi e lavorando con i sindacati che, fortunatamente, si mostrano unitari. Ci stiamo mettendo, dunque, nell'ottica che entro giugno o al massimo prima dell'estate tutto possa dirsi concluso Siamo determinati a raggiungere il nostro obiettivo. Si tratta, in questo caso, di far appello alla ragionevolezza di tutti".

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Province, un ente da sopprimere (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Province

Di Ezio Pelino Province, un ente da sopprimere L'articolo di Fabio Melilli su Il Centro del 4 aprile, dal titolo "Province, l'utilità di un ente intermedio", riapre una questione sfiorata appena dalla campagna elettorale. L'autore, presidente dell'Unione Province Italiane, intervenendo per una difesa non petita delle province, dimostra di temere che qualche forza politica possa minacciarne la sopravvivenza. Lo vorremmo tranquillizzare. Ci risulta che solo Berlusconi ha parlato di soppressione, ma il suo è sembrato solo un passaggio del discorso teso ad accattivarsi quella parte dell'opinione pubblica ormai insofferente di costi, sprechi e privilegi della politica e della pubblica amministrazione. Tutti o quasi tutti i politici sono consapevoli della inutilità delle province. Le competenze di questo ente territoriale potrebbero essere affidate ai Comuni e alle Regioni. Sono, infatti, sostanzialmente limitate all'edilizia scolastica di alcuni istituti superiori e a quella viabilità che l'Anas reputa meno importante. I migliori politici ne vorrebbero la soppressione, ma solo in interiore homine. Nessuno ama suicidarsi sfidando l'insurrezione delle città capoluogo. Per la generalità dei politici le province sono più che utili, sono indispensabili: assicurano reddito e carriera a migliaia di loro nonchè a una schiera di portaborse, consulenti, assistenti e occupazione a circa 60.000 burocrati. La questione province è antica, comincia con l'unità d'Italia. Minghetti prefigurava uno Stato senza province, articolato per autonomie regionali. Ma, per timore che il potere rischiasse di tornare alle reazionarie classi dirigenti locali preunitarie, si preferì governare dal centro tramite i prefetti. De Gasperi, nel primo discorso alla Camera del giugno 1921, criticò, scandalizzato, la moltiplicazioni degli impiegati e la lievitazione delle spese nella sua provincia di Trento italiana rispetto alla Trento austriaca. Nel secondo dopoguerra, la soppressione fu decisa dalla Commissione dei 75, ma respinta dall'Assemblea Costituente. Nel '70, con l'istituzione dell'ordinamento regionale, un grande politico di un piccolo partito, Ugo La Malfa, si battè per l'abolizione delle province per ridurre le spese e non creare superfetazioni burocratiche. Con lui Enrico Berlinguer. Anche nella Bicamerale diretta da D'Alema si discusse seriamente dell'abolizione. Recentemente, Gianfranco Fini ha sostenuto che le province "servono solo al ceto politico, dovrebbero essere abolite". L'elenco di coloro che hanno avuto il coraggio di dichiararlo apertis verbis comprende il presidente del Friuli Riccardo Illy, il demoproletario Franco Russo, i diessini Augusto Barbera, Cesare Salvi, Massimo Villone, il presidente di Roma Metropolitane, Chicco Testa, i giornalisti Sergio Rizzo, Mario Cervi, Nicola Porro, Gian Antonio Stella. Quest'ultimo scrive, ironicamente:" Guai a dire che sono superflue, saltano su tutte le furie come le beate vergini a difesa dell'onore." Nessuno dei Paesi simili al nostro è articolato per province. In Francia, i Dipartimenti hanno una dimensione analoga alle province ma si collocano fra i Comuni e lo Stato. In Germania, le uniche realtà sotto lo Stato federale sono i Lander e i Comuni. In Gran Bretagna, le Contee hanno carattere tecnico-amministrativo e non politico. Analogamente negli Usa, dove le stesse hanno competenze giudiziarie o di polizia. In Italia, le province, invece di abolirle, si aumentano. E' tutta una corsa alla provincia: non c'è cittadina che non abbia il suo comitato di lotta e il suo parlamentare di riferimento. Erano 92 nel 1960, sono passate a 110 del 2005. Solo durante l'ultima legislatura le proposte presentate sono state 40 e, forse, solo la brevità della stessa ne ha impedito il varo di nuove. Nel 2002, in un solo colpo, la Sardegna ne ha istituite quattro. Regione a statuto speciale, non ha nemmeno chiesto l'autorizzazione al Governo e al Parlamento. A nulla è valso il ricorso di palazzo Chigi alla Corte Costituzionale. Scrivono Rizzo e Stella: "Il punto è che le province sono un formidabile serbatoio di poltrone: 104 presidenti più 104 vicepresidenti più 894 assessori più 104 presidenti delle assemblee consiliari più 3000 consiglieri per un totale di 4206 persone". Guadagnano dai 36 euro a gettone di presenza per i consiglieri delle province più piccole alle 4.531 per gli assessori e ai 7.000 per i presidenti delle più grandi. Solamente le cariche elettive ci costano 120 milioni annui. Gli stipendi dei dipendenti 2 miliardi di euro, senza contare le spese per uffici, telefoni, macchine. Per la Corte dei Conti, dal 2000 al 2005 la spesa totale gestita è passata da 10 miliardi a 17. In conclusione, la soppressione delle province comporterebbe un risparmio di 17 miliardi, il personale potrebbe essere utilizzato diversamente e si farebbe a meno di una classe politica del tutto superflua. Viene in mente l'ammonimento sempre attuale di Max Weber: "Un sistema democratico non regge se tutti vivono di politica e nessuno per la politica".

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<Con Hüllweck faremo cose buone per Vicenza> (sezione: Province)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Province

MANUELA DAL LAGO (Lega Nord). Approdo a Montecitorio dopo le ipotesi degli anni scorsi: "Né un premio né un risarcimento, ma una scelta fatta dal partito" "Con Hüllweck faremo cose buone per Vicenza" È capolista anche per il Comune: "Farò in modo di conciliare impegni romani e la presenza in sala Bernarda"     Antonio Trentin A un posto di onorevole Manuela Dal Lago aveva rinunciato dodici anni fa, nel 1996 che fu l'anno della sorpresa leghista, perché nessuno all'inizio della campagna elettorale pensava ai successi: tanti onorevoli vicentini a Roma, lei neanche candidata. Nel 2006 l'occasione era stata cercata, ma non era arrivata. Un'occasione mancata, quella volta? Nel 1996 ero tra le poche persone convinte di un successo elettorale e fu una mia scelta personale, con grandissima sorpresa di Bossi allora, di non candidarmi. La designazione come vincente sicura, quest'anno, è un premio o un risarcimento? Non mi sembra né un premio né un risarcimento, ma una scelta fatta dalla Lega. Da presidente impegnata in Amministrazione provinciale - dall'altra parte di piazza dei Signori - negli ultimi cinque anni, qualche volta, ha fatto tremare i numeri del centrodestra in sala Bernarda per concomitanti impegni. Adesso che va a Roma, come concilierà il "doppio incarico" che chiede agli elettori, per la Camera e per i Comune? Se verrò eletta, e mi auguro che i cittadini mi eleggano, farò in modo di conciliare gli impegni romani con la mia presenza in Comune. Voglio mantenere ben salde le mie radici, voglio mantenere un contatto con la vita quotidiana dei vicentini e delle istituzioni locali. Un azzardo? Forse, ma abbiamo bisogno di un Parlamento che conosca i problemi veri dei cittadini e degli enti locali. Diciamo poi che il duplice ruolo può essere di gran vantaggio per la città, visto il filo diretto che si può realizzare con i palazzi romani. Gli avversari insinuano: essere capolista comunale è una finta, per acchiappare voti... Lo dicevano, sbagliando in pieno, anche cinque anni fa, pronosticando le mie immediate dimissioni, che mai sono giunte. Se poi parliamo di numeri traballanti in Consiglio comunale, non sono state di certo le mie assenze per motivi istituzionali a far tremare la maggioranza. Si ritroverà alla Camera con Enrico Hüllweck, che - da capogruppo della Lega - ha spesso tenuto in ansia in Comune, alleata determinante ma non remissiva. Farete qualcosa di buono insieme per Vicenza? C'è bisogno di chiedermelo? Certo che faremo qualcosa di buono per Vicenza. Anche perché con Hullweck mi sono sempre confrontata serenamente e abbiamo spesso lavorato bene, anche quando avevamo idee diverse. Alleati non significa essere servi sciocchi o remissivi. La democrazia e la politica hanno bisogno di persone che hanno il coraggio di dire le proprie idee e comportarsi con coerenza, trasparenza e onestà. Dieci anni da presidente della Provincia: e se si troverà davanti una proposta di abolizione dell'ente? All'esordio, la Lega bocciava le Province "enti inutili". Trovato consenso elettorale, le ha fatte diventare un caposaldo. Resterà questa la linea? Le Province sono necessarie nell'attuale architettura istituzionale e ben prima di loro vanno abolite altri centri di spesa pubblica. Einaudi, e non solo lui, già durante la Costituente chiedeva l'abolizione delle Prefetture, ad esempio. Che cosa riuscirà a portare, della sua esperienza da presidente provinciale, a Montecitorio? La conoscenza dei problemi dei cittadini, delle istituzioni locali. Quante volte abbiamo a che fare con leggi astruse, di difficilissima applicazione, con obblighi insostenibili? L'amministratore locale è una persona costretta a fare i conti con la quotidianità, con emergenze, problemi concreti: l'esatto contrario della fumosità burocratica che troppo spesso ispira e spira dai palazzi romani. Arrivando in Parlamento da esordiente ben esperta, quale primo provvedimento vorrebbe firmare? E me lo chiede? L'autonomia del Veneto e della Padania con il federalismo fiscale vero: i soldi nostri a casa nostra e come prima conseguenza, via l'Ici sulla prima casa, agevolazioni per il mercato del lavoro, sgravi fiscali su stipendi, salari e pensioni, incremento della vigilanza pubblica nel territorio per una azione di contrasto alla malavita. Per lei è stato pronosticato anche qualcosa di più di un buon esordio da onorevole: forse un sottosegretariato . Quale settore la stimolerebbe di più? Prima di fare il governo bisogna vincere le elezioni, per il poi si vedrà: io sarei ben felice se, da semplice deputato, riuscirò a fare qualcosa di utile per la mia gente.

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ELEZIONI: ALEMANNO E CIOCCHETTI, SNELLIRE APPARATO GOVERNO (sezione: Province)

( da "Asca" del 07-04-2008)

Argomenti: Province

(ASCA) - Roma, 7 apr - ''Serve un ridimensionamento della presenza ministeriale e il PdL snellira' l'apparato di Governo che sara' piu' leggero''. A dirlo Gianni Alemanno, candidato per il PdL al Comune di Roma, nel corso di un confronto promosso dall'Associazione Stampa Romana e moderato dal Presidente, Fabio Morabito. Dello stesso parere Luciano Ciocchetti, candidato a sindaco per l'Udc, che ha sottolineato la necessita' di procedere ad una diminuzione del numero dei parlamentari, in generale dello snellimento dell'apparato ministeriale. Per quanto riguarda Roma, Ciocchetti ha proposto l'abolizione della Provincia. bet/sam/rob (Asca).

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Abolizione delle province scontro tra Lega e Pdl (sezione: Province)

( da "Opinione, L'" del 07-04-2008)

Argomenti: Province

Oggi è Lun, 07 Apr 2008 Edizione 67 del 05-04-2008 La proposta entra a pieno titolo nell'agone della campagna elettorale Abolizione delle province scontro tra Lega e Pdl di Matteo Villanova Rizzetto La proposta di abolizione delle Province entra a pieno titolo nell'agone della campagna elettorale con un botta e risposta che coinvolge l'Ente e i candidati alle politiche del 13 e 14 aprile. Ma più che diventare tema di scontro tra le opposte fazioni, rivela i possibili margini di dissonanza tra gli alleati del centrodestra. Tra un Pdl che mette la propria spinta liberale in prima fila e quella Lega Nord che, dopo due anni passati all'opposizione, deve ritrovare sul territorio e nelle spinte localistiche la linfa per ottenere un risultato percentuale che non la facciano affossare. Episodi sintomatici di questa situazione emergono dallo scambio di opinioni degli ultimi giorni tra Silvio Berlusconi e Roberto Maroni, tra il candidato al Senato per il Veneto Maurizio Sacconi e il presidente leghista della Provincia trevigiana Leonardo Muraro. Il Cavaliere, in una video intervista per Corriere.it, lo scorso 31 marzo, aveva espresso la necessità per il proprio futuro governo, di porsi di fronte anche a scelte impopolari: quelle insomma che non piacciono alla gente, quelle, molto più probabilmente, che potrebbero non piacere agli alleati padani. Tra queste, oltre il ridimensionamento dei parlamentari e dei consiglieri regionali, anche appunto l'abolizione delle Province e della Comunità montane. Il sentimento degli italiani verso i molti Enti locali, infatti, non è certo quello del protezionismo esasperato, quanto di un insofferenza verso la possibilità che questi significhino ancora sprechi di denaro pubblico, piuttosto che puntuale redistribuzione delle risorse verso i bisogni del territorio. La proposta che arriva da Silvio Berlusconi e, in Veneto, da Maurizio Sacconi, dunque non stupisce. Anzi trova sponda nella proposta già avanzata un paio di settimane fa dal consigliere provinciale di Forza Italia e candidato alla camera per il Pdl, Alessio De Mitri. Giustifica inoltre la scelta federalista, in un ottica di distribuzione delle competenze tra Regioni e Comuni. Esattamente ciò che per il nordest ha ripromesso di perseguire Maurizio Sacconi che, come il Cavaliere anni a dietro, ha sottoscritto di fronte agli elettori l'impegno di portare le necessità venete a Roma. Il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, anche membro del direttivo Upi (Unione delle Province d'Italia), non ha però lasciato correre: "Berlusconi mi sembra si stia contraddicendo in questi giorni, parla di abolizione della Province, quando in un passato recente ha più volte promesso l'esatto contrario. mi auguro davvero che non abbia cambiato idea sull'importanza di questi Enti, visto che lui stesso ne ha fatte approvare 4 di nuove in Sardegna sotto il suo Governo. Concludendo, l'Italia deve ritrovare la sua brillantezza, il Nord in particolare. Per questo, piuttosto che cercare gli sprechi nelle Province, pensiamo ad attuare il Federalismo Fiscale e l'Autonomia". Posizioni che non sono state gradite nemmeno dall'ex ministro leghista Roberto Maroni che, ha sottolineato: "Le Province non si toccano. Sappiamo bene che gli sprechi della politica vanno cercati altrove, sono altri gli Enti da eliminare. Le Province sono una risorsa per l'Italia, sono le uniche istituzioni in grado di gestire un'area vasta, con importanti competenze in materia di viabilità, edilizia scolastica, ambiente, formazione, lavoro, turismo, urbanistica? solo per citarne alcune. Parlare di abolizione ha dunque davvero poco senso, tranne forse per quei territori che corrispondono alle aree metropolitane". A maggior ragione viene da domandarsi, perché non riprendere il dialogo con Padova e Venezia verso l'ipotesi di Area metropolitana PaTreVe, abbandonata dopo 15 anni di prove tecniche fallimentari, in cui la Lega ha giocato la propria parte conservatrice fino in fondo.

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