HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          (www.mauronovelli.it)


DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL  6-4-2008      #TOP


Report "Province"

Sezione principale: Province

Servono persone nuove per rinnovare il sistema ( da "Corriere delle Alpi" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: E per quanto riguarda le tematiche ambientali, sono un sostenitore delle energie rinnovabili". Perchè votare l'Idv? "Perchè si batterà per la riduzione dei costi della politica, del numero dei parlamentari, per l'abolizione delle province e delle Comunità montane". (p.d.a.).

Vogliamo una vera metropoli ricca di infrastrutture e grandi opere ( da "Tirreno, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Molti partiti chiedono a gran voce l'abolizione delle province: sarebbe importante che i nuovi parlamentari eletti si impegnassero a prevedere la nascita della città metropolitana come ente intermedio competente per l'economia, l'agricoltura, il trasporto metropolitano, la cultura, il diritto allo studio, l'istruzione superiore, il turismo.

Prato, provincia inutile ( da "Tirreno, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Provincia), ma certo fra Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze e Massimo Logli, presidente della Provincia di Prato, non c'è, di questi tempi, la massima sintonia. "Non sono d'accordo con l'abolizione in toto delle province - ha detto l'altra sera Renzi durante un incontro elettorale -, ma credo che se riuscissimo ad abolire una trentina di piccole province risparmieremmo

Tagliamo la provincia di prato ( da "Tirreno, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Provincia), ma certo fra Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze e Massimo Logli, presidente della Provincia di Prato, non c'è, di questi tempi, la massima sintonia. "Non sono d'accordo con l'abolizione in toto delle province - ha detto l'altra sera Renzi durante un incontro elettorale -, ma credo che se in Italia riuscissimo ad abolire una trentina di piccole province

Settore edile in sciopero il 24 aprile rotte le trattative su salario e part time ( da "Tirreno, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Ricordiamo che i lavoratori edili della nostra provincia, hanno già conquistato questo diritto, assieme a lavoratori di altre province, lotteremo perché questo principio si affermi e si estenda per tutti i lavoratori del comparto. Part time. Chiediamo l'abolizione di questa tipologia contrattuale nel settore, in quanto è funzionale a far lavorare 8 ore di lavoro retribuendone la metà,

)RIFIUTI `Problema ( da "Nazione, La (Prato)" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ennesima volta questo Comitato dice il suo no alla abolizione selettiva di alcune province: o si aboliscono tutte o nessuna! Comitato provinciale Area pratese )OSPEDALE Il mio grazie VORREI ringraziare il reparto di Chirurgia dell'ospedale di Prato, dal bravissimo primario Scatizzi a tutta la equipe e il personale infermieristico.

<Cantoni e Pensotti: due opportunità per la grande Legnano> ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 3 SONO A FAVORE DELL'ABOLIZIONE delle Province e dell'attribuzione dei poteri in parte alle Regioni e in parte ai Comuni, ma sono anche a favore di un disegno di legge che obblighi i Comuni più piccoli ad unirsi fino a costituire una realtà con un numero di abitanti consistente: questa è l'unica soluzione possibile per risparmiare sui servizi e ottimizzare le spese.

Ubaldi: <Chiedo il voto per me prima ancora che per il partito> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Ma gli esempi potrebbero essere molti altri: Berlusconi è per l'abolizione delle province, la Lega è contraria, Berlusconi è per il voto agli immigrati, la Lega ha detto che è una stramberia. E via di questo passo. Il popolo della libertà non potrà mai governare. Si dice che in caso di pareggio al Senato Pd e Pdl potrebbero governare insieme.

"Ridurre i costi della politica" ( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province che si intreccia, impropriamente, con il giusto dibattito sugli eccessivi costi di un sistema politico e istituzionale sempre meno efficiente. Sono tanti a domandarsi quale giustificazione abbiano i costi elevatissimi della politica e della pubblica amministrazione, se appaiono sempre più lente nel dare risposte chiare ed efficaci alle richieste dei cittadini

Bassano (E.B.) <Mi lascia allibito ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: che ha lanciato un appello a castigare nelle urne D'Agrò "perché è stato il primo oppositore di Bassano Provincia", il candidato dell'Unione di centro fa sapere di non essersi mai pentito di quella scelta: "Anzi, ne vado orgoglioso. Mi risulta che pure Berlusconi, adesso, si sia schierato a favore dell'abolizione delle Province".

Buontempo: "Da presidente Provincia collaborerò con Campidoglio'' ( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Quanto alle ipotesi di abolizione delle Province, per Buontempo la questione da porsi è prima di tutto “quale ente debba essere chiamato a governare i processi, le reti, i servizi inter-comunali. Serve un organo intermedio, per aree omogenee, fra i Comuni e la Regione


Articoli

Servono persone nuove per rinnovare il sistema (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

Parla il candidato dell'Italia dei Valori, Angelo Levis "Servono persone nuove per rinnovare il sistema" BELLUNO. "La nostra è una battaglia per svecchiare la politica". A dirlo è Angelo Levis, candidato alla Camera al 10º posto nella lista dell'Italia dei Valori alle prossime consultazioni elettorali. Trentacinque anni di Ponte nelle Alpi, operaio metalmeccanico, capo frazione di Vic, iscritto all'università di Venezia alla facoltà di storia contemporanea "ormai sono quasi alla fine", a Levis la passione per la politica è scoppiata dopo i fatti di Tangentopoli. "In quell'occasione ho potuto conoscere Antonio Di Pietro e l'ho apprezzato molto per lo sforzo che stava facendo per far emergere i problemi di un sistema politico che ormai arrancava", precisa il giovane. Come nasce la sua candidatura? "Da 3-4 anni ho aderito al movimento e visto che cercava giovani impegnati per queste elezioni sono stato scelto. All'inizio avevo un po' di timore, ma poi ho accettato di buon grado perchè credo che servano facce nuove e idee nuove per cambiare la politica italiana. E in questo ci credo fermamente". Con la legge elettorale attuale, però, le possibilità per lei di arrivare a Roma sono pressochè inesistenti. E' frustrante fare una campagna elettorale per lei già persa in partenza? "No, ho accettato volentieri perchè capisco che è importante la presenza dei giovani nella politica. Anche se non sarò eletto, il messaggio del partito è importante". Quali sono le proposte per il prossimo governo? Sono tre i punti che mi stanno particolarmente a cuore: legalità, federalismo e ambiente. Per prima cosa ci tengo a sottolineare che l'Italia dei valori è l'unico partito alleato del Pd, per cui il il premier è Veltroni, ma importante sarà la scelta della lista. E' inoltre l'unico partito che ha votato contro l'indulto, e sulla giustizia vuole usare le misure forti. Per quanto riguarda il federalismo fiscale, siamo stati i primi a metterlo in pratica e proprio in Veneto. Grazie a Di Pietro, infatti, tutti i proventi del passante di Mestre, della Padova-Venezia e della Padova-Brescia saranno reinvestiti nei territori che li accolgono per la loro rivalutazione. E per quanto riguarda le tematiche ambientali, sono un sostenitore delle energie rinnovabili". Perchè votare l'Idv? "Perchè si batterà per la riduzione dei costi della politica, del numero dei parlamentari, per l'abolizione delle province e delle Comunità montane". (p.d.a.).

Torna all'inizio


Vogliamo una vera metropoli ricca di infrastrutture e grandi opere (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

Pisa Vogliamo una vera metropoli ricca di infrastrutture e grandi opere PISA. Il programma annunciato dal candidato sindaco Filippeschi è improntato sicuramente alla continuità dei grandi progetti del sindaco uscente ma contiene un'idea di città europea, che è necessaria per il decollo di Pisa sia nello sviluppo economico sia sul piano della qualità della vita. Per questo come socialisti autonomisti abbiamo colto elementi di rinnovamento che apprezziamo e per i quali siamo impegnati a lavorare dando forza alle nostre idee programmatiche. Occorre un grande lavoro non solo verso la città dei 200mila abitanti ma, soprattutto, verso la città metropolitana di Pisa Livorno, Lucca, Massa Carrara, una città europea di un milione di abitanti, ricca di infrastrutture (università e centri di ricerca pubblici e privati), beni culturali, turismo sostenuto e grandi infrastrutture di collegamento (porti industriali, mercantili, turistici, centro intermodale, aeroporto) e, speriamo presto, quando la Regione Toscana si convincerà, un'autostrada che ci collegherà velocemente con Roma e il sud d'Italia. Molti partiti chiedono a gran voce l'abolizione delle province: sarebbe importante che i nuovi parlamentari eletti si impegnassero a prevedere la nascita della città metropolitana come ente intermedio competente per l'economia, l'agricoltura, il trasporto metropolitano, la cultura, il diritto allo studio, l'istruzione superiore, il turismo. Sarebbe l'occasione per ripensare il modo di essere delle Regioni che devono tornare all'idea dei Costituenti di istituzioni legislative che governano con le leggi e con atti di alto indirizzo amministrativo, delegando la gestione, secondo il principio della sussidiarietà, a Città metropolitane e Comuni. Tutta un'altra cosa rispetto alla Regione Toscana, lontana dalle istituzioni locali non meno che dalla gente. Giacomino Granchi.

Torna all'inizio


Prato, provincia inutile (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

La proposta dell'amministratore "per ridurre i costi della politica". Dura replica di Logli "Prato, provincia inutile" Il presidente fiorentino Renzi all'attacco: è polemica PRATO. Stesso partito (Pd), stessa provenienza (Margherita), stessa carica (presidente di Provincia), ma certo fra Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze e Massimo Logli, presidente della Provincia di Prato, non c'è, di questi tempi, la massima sintonia. "Non sono d'accordo con l'abolizione in toto delle province - ha detto l'altra sera Renzi durante un incontro elettorale -, ma credo che se riuscissimo ad abolire una trentina di piccole province risparmieremmo molto. Per rimanere in Toscana penso che la Provincia di Prato sia una fra le più inutili che ci siano". CIATTINI e SANTINI in Prato I SEGUE A PAGINA 1.

Torna all'inizio


Tagliamo la provincia di prato (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

Prato "Tagliamo la provincia di Prato" Costi della politica: il presidente fiorentino Renzi ha un'idea Il presidente Logli replica: "Non spetta certo a lui decidere chi è inutile o no" E da 16 anni Prato aspetta 3 milioni di euro PRATO. Stesso partito (Pd), stessa provenienza (Margherita), stessa carica (presidente di Provincia), ma certo fra Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze e Massimo Logli, presidente della Provincia di Prato, non c'è, di questi tempi, la massima sintonia. "Non sono d'accordo con l'abolizione in toto delle province - ha detto l'altra sera Renzi durante un incontro elettorale -, ma credo che se in Italia riuscissimo ad abolire una trentina di piccole province su 110, magari accorpandole ad altre, aboliremmo trenta prefetture, trenta questure, e tutti gli uffici e gli organi che si accompagnano ad ogni ente provinciale, risparmiando molto. Per rimanere in Toscana ad esempio, - ha concluso Renzi - penso che la Provincia di Prato sia una fra le più inutili che ci siano". Insomma ci risiamo. I litigi fra Firenze e Prato sembrano non avere fine. Del resto dalla nascita della Provincia di Prato (16 aprile 1992) ad oggi i due enti non sono riusciti ancora ad accordarsi sulla spartizione dei beni immobiliari. Sedici anni trascorsi e ancora la Provincia di Prato attende che la Provincia di Firenze liquidi circa tre milioni e mezzo di euro. Una richiesta alla quale Firenze ha risposto picche e tutta la vicenda è ormai da tempo davanti al ministero dell'Interno chiamato a fare da arbitro. "Entro la fine della legislatura vorremmo chiudere la questione - ha affermato l'assessore al bilancio Andrea Monni - ci faremo avanti col nuovo governo per sollecitare una rapida soluzione. E' vero, la cifra non è elevatissima, ma potremmo utilizzare quei soldi per delle opere pubbliche". Pensando all'opinione che il più presidente di Provincia d'Italia, Matteo Renzi, ha della provincia pratese, è anche intuibile perché negli ultimi anni questo braccio di ferro non si sia ancora risolto. E le ultime frecciate sulla rete sismica (vedi articolo a fianco) non hanno aiutato a stemperare il clima. Le parole del presidente Renzi non hanno comunque colto di sorpresa il presidente della Provincia di Prato, Massimo Logli. "Le aveva già scritte una decina di giorni fa - ricorda Logli - è una sua personale opinione che naturalmente non condivido affatto. Posso capire che non gradisca l'ipotesi avanzata dall'assessore alle riforme istituzionali della Regione Toscana, Agostino Fragai, di istituire un'Area metropolitana al posto delle tre province di Firenze, Pistoia e Prato, ma sostituire a questo progetto la cancellazione discrezionale delle province, partendo dalla nostra, lo trovo alquanto singolare. Non spetta certo ad un presidente della Provincia stabilire se un'altra è inutile o meno. Se vogliamo intavolare una discussione seria - prosegue Logli - allora dobbiamo valutare l'insieme di tutte le province. E saranno i pratesi, semmai, a decidere se è più o meno conveniente, dopo sedici anni, tornare sotto Firenze. A mio giudizio Prato deve mantenere la propria autonomia e indipendenza, fattori che fino ad oggi hanno garantito ai pratesi servizi elevati ed equilibri di bilancio a fronte di una tassazione ridotta e non al massimo come ha invece Firenze. Si può fare a meno di tante cose, ma ritengo che l'istituzione della Provincia abbia apportato benefici al territorio". Giovanni Ciattini Paolo Santini.

Torna all'inizio


Settore edile in sciopero il 24 aprile rotte le trattative su salario e part time (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

Viareggio Settore edile in sciopero il 24 aprile rotte le trattative su salario e part time SERAVEZZA. Si sono rotte le trattative con l'associazione dei costruttori Ance, per il rinnovo del contratto nazionale del comparto edili, che interessa 1.300.00 addetti, di cui 5.000 circa nella provincia di Lucca. "Le posizioni sono molto distanti - spiega il segretario della Fillea Cgil provinciale Enrico Profetti - e per questo è stato deciso uno sciopero genrale nazionale di otto ore per il 24 aprile". Quali le motivazioni della rottura. Profetti ripercorre punto per punto i temi più caldi della vertenza. "Salario: la richiesta di 105 euro di aumento medio sul 3º livello per il biennio, viene respinta dall'Ance, pur in una condizione complessiva di crescita di profitti e produttività nel comparto. Carenza malattia. Si registra una posizione contraria dei datori di lavoro al riconoscimento al diritto del trattamento economico sui primi tre giorni di malattia. Noi consideriamo questa rivendicazione un principio di civiltà, presente in quasi tutti i contratti di lavoro di altre categorie, non più procrastinabile. Ricordiamo che i lavoratori edili della nostra provincia, hanno già conquistato questo diritto, assieme a lavoratori di altre province, lotteremo perché questo principio si affermi e si estenda per tutti i lavoratori del comparto. Part time. Chiediamo l'abolizione di questa tipologia contrattuale nel settore, in quanto è funzionale a far lavorare 8 ore di lavoro retribuendone la metà, l'Ance è contraria. Se vogliamo combattere lavoro nero ed illegale, bisogna depennare il parttime dall'edilizia, i costruttori siano coerenti con l'indignazione che esprimono sul dilagare della sleale concorrenza e dell'irregolarità nel comparto, accettando coerentemente la nostra proposta".

Torna all'inizio


)RIFIUTI `Problema (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Prato)" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

LETTERE E RUBRICHE PRATO pag. 12 )RIFIUTI 'Problema )RIFIUTI 'Problema rinviato' LA VERGOGNOSA situazione campana ci ha fatto scoprire l'indecenza locale delle discariche abusive al Macrolotto. Questo fatto pone due tipi di questioni che sono legate al passato e al futuro della nostra città. Per quanto riguarda quello che è stato sfido chiunque a negare il fatto straconosciuto che in caso di necessità anche dal nostro territorio (non certo secoli fa ma per esempio negli anni 80), l'immondizia pratese varcava i confini regionali per chissà quali destinazioni meridionali. Facendo sì che il non decidere soluzioni locali spostasse il problema da qualche altra parte. E' fuori discussione che in merito allo smaltimento dei rifiuti abbassare la guardia significa creare le condizioni per un degrado sempre più marcato. In definitiva la situazione è frutto di una politica alla pulcinella, fatta di quell'ignavia istituzionale che per non perdere un pugno di voti ha rinviato la soluzione del problema facendoci pagare i costi economici con tariffe sempre più alte. Francesco Schiavone )SICUREZZA Più protezione AVENDO letto recentemente l'articolo riguardante la sparatoria che si è svolta domenica scorsa in giardini della zona via del Purgatorio, conprotagonisti sei giovani di nazionalità italiana, residenti a Prato, come cittadina pratese, visto che non si tratta assolutamente di un caso isolato,chiedo che ci siano maggiori rinforzi continuativi,da parte della forza dell'ordine, per tutelare maggiormente tutta la cittadinanza pratese, che non si sente affatto protetta in questo periodo così difficile per la città. P.C. )PROVINCIA 'Non toccatela' LA PROVINCIA ha fatto diventare Prato una città "come le altre" con autonomia amministrativa sul proprio territorio, con uffici statali decentrati e con la visibilità e prerogative di un capoluogo. Prato non vuole tornare indietro e pertanto, per l'ennesima volta questo Comitato dice il suo no alla abolizione selettiva di alcune province: o si aboliscono tutte o nessuna! Comitato provinciale Area pratese )OSPEDALE Il mio grazie VORREI ringraziare il reparto di Chirurgia dell'ospedale di Prato, dal bravissimo primario Scatizzi a tutta la equipe e il personale infermieristico. Mi hanno fornito un'assistenza che per disponibilità e professionalità, è stata egregia. Laura Colzi )DEGRADO 'Interveniamo' ANCHE i muri a Prato lo stanno sentendo; soltanto i politici amministratori sembra siano del tutto sordi. La cittadinanza chiede a gran voce il rispetto delle regole, tutti siamo pronti per fare qualcosa. La città lo necessita come non mai. Non sono soltanto i rifiuti abbandonati in modo abusivo, è la microcriminalità, il degrado e l'insensibilità del decoro pubblico, la perdita d'identità del nostro territorio, il tradimento di un convinto senso d'accoglienza. Non è solo dalle forze dell'ordine, dalla vigilanza, che si deve aspettare l'accendersi del rispetto verso la città, è soprattutto dal desiderio e volontà della stragrande maggioranza della popolazione che dobbiamo rifondare Prato. Tutti ne abbiamo profondamente voglia. Non lo percepiscono questo i politici? Cosa fare? Fabrizio Scarselli )APPELLO VESCOVO 'Pronto a mobilitarmi' APPRENDO con piacere della proposta, a margine dell'appello del vescovo, di un imprenditore pratese, che auspica la creazione di un "fondo di solidarietà" che possa affrontare le situazioni più drammatiche determinate dalla profonda crisi della nostra area industriale. Questo non deve risultare un alibi per lavarsi la coscienza, ognuno deve impegnarsi nel proprio ruolo istituzionale e non, a lavorare per favorire il risanamento e la crescita della nostra area, intanto avere a disposizione delle risorse per chi patisce di questa crisi mi sembra cosa buona. Da parte mia, essendo imprenditore di me stesso, dipendente di azienda di servizi, con la fortuna di un lavoro sicuro, aderisco con entusiasmo a questa proposta, mettendo a disposizione una piccola parte del mio stipendio mensile. Lettera.

Torna all'inizio


<Cantoni e Pensotti: due opportunità per la grande Legnano> (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 2 "Cantoni e Pensotti: due opportunità per la grande Legnano" Il futuro: dobbiamo valorizzare le nostre 1 SI TRATTA SENZA DUBBIO di un'opportunità: in questi anni sta nascendo davvero una nuova città che creerà altrettanto occasioni di crescita. Con l'azione delle ultime Amministrazioni sono state sanate alcune ferite importanti e quando dico questo mi riferisco in particolar modo all'area Ce, agli oltre 50mila metri quadri di parco che qui nasceranno e alla ex Pensotti che proprio in questi mesi sta trovando una soluzione. Proprio in quest'ultima area si potrà vedere il primo segnale di una scelta chiara, quella di puntare su un'edificazione in verticale che oggi è diventata l'unica soluzione percorribile per cercare di risparmiare territorio. Questi elementi, così come la realizzazione del nuovo ospedale, contribuiscono a migliorare la qualità complessiva della vita in città. Ci sono state parecchie critiche a proposito del recupero di Cantoni e Pensotti, ma la nostra idea è che in realtà come quelle è impossibile pensare a soluzioni diverse, prima tra tutte la reindustrializzazione delle aree. Recuperare le aree realizzando servizi pubblici è, in linea teorica, una soluzione ideale, ma per poterla mettere in pratica è necessario prima di tutto avere disponibilità economiche che il Comune non ha. Allo stesso modo, il più delle volte ci si è trovati a intervenire per rimediare a situazioni incancrenite che non consentivano lunghe attese. Ambiti diversi, anche di dimensioni minori, potranno suggerire soluzioni diverse. 2 STIAMO PARLANDO DELLA SCOMMESSA di questi anni: credo che abbia senso parlare di legnanesità, di elementi comuni che caratterizzano la zona e, per quanto dimostrato negli ultimi anni, ha senso anche parlare della capacità di cambiare e di cercare una spinta in avanti che altri territori non hanno. Credo che anche l'assegnazione dell'Expo 2015 a Milano costituirà un'occasione importante per il nostro territorio: in questa situazione si capirà anche quanta importanza può avere la buona politica, quella che è fatta di mediazione, per portare nella nostra zona i finanziamenti necessari per far crescere ulteriormente il territorio. 3 SONO A FAVORE DELL'ABOLIZIONE delle Province e dell'attribuzione dei poteri in parte alle Regioni e in parte ai Comuni, ma sono anche a favore di un disegno di legge che obblighi i Comuni più piccoli ad unirsi fino a costituire una realtà con un numero di abitanti consistente: questa è l'unica soluzione possibile per risparmiare sui servizi e ottimizzare le spese. Un Consiglio comunale invece di dieci, un'unica municipalità più snella e capace di gestire un territorio omogeneo senza spezzettare ogni questione in tante piccole realtà. Un esempio pratico di cosa succede quando la situazione e le decisioni sono frammentate in parti troppo piccole la abbiamo proprio i questi mesi con l'affidamento del catasto ai Comuni. Il circondario in linea teorica aveva un senso, ma così come è stato poi concepito ha perso di contenuti. 4 UNA BELLA CITTÀ, con una migliore qualità architettonica e con ancora più verde. Su cosa si deve lavorare? Sulla ricerca delle peculiarità da portare in primo piano e sviluppare perchè è vero che Legnano ha bisogno di trovare una sua forte caratterizzazione così come è stato per il settore elettromeccanico, e non è detto che non continui ad esserlo, oppure come potrebbe essere per il settore della moda.

Torna all'inizio


Ubaldi: <Chiedo il voto per me prima ancora che per il partito> (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

CRONACA 06-04-2008 Intervista: L'ex sindaco capolista al Senato per l'Unione di centro Ubaldi: "Chiedo il voto per me prima ancora che per il partito" La sfida "Dare voce ai ceti medi che non si riconoscono né in Berlusconi né in Veltroni" Giuliano Molossi A Parma la candidatura di Elvio Ubaldi al Senato rappresenta uno dei principali motivi di interesse di questa campagna elettorale così deprimente. La sua è una sfida difficile, quasi una "mission impossible". Per vincere, occorre che l'Udc superi l'8 per cento in regione, un obiettivo molto ambizioso. Lei sa che si tratta di una partita incerta. Perchè ha accettato, col rischio di perdere, anzichè chiedere un posto sicuro come hanno fatto altri? Il posto sicuro se lo riservano quelli della casta. Il voto al Senato, per via di questa legge, è l'unico voto che stabilisce un rapporto diretto fra il candidato e gli elettori. Quello dato a me è come un voto di preferenza. Io chiedo un voto per me, che viene ancora prima del voto per il partito a cui appartengo. Se sarò eletto lo dovrò solo a quegli elettori che liberamente decideranno di aver fiducia in me. E io credo che se la politica non riprende questa dimensione fiduciaria tra eletto ed elettore, non ha futuro. Questa legge elettorale ci priva persino del diritto di scegliere da chi farci rappresentare... Esattamente. E come se ne esce? Che interesse avranno quelli che saranno eletti a scatola chiusa a cambiare le re gole del gioco? Non dimentichiamo che c'è la spada di Damocle del referendum e quindi, prima della primavera dell'anno prossimo, una nuova legge elettorale bisognerà pur farla. E dovrà essere una legge che restituisca ai cittadini il potere di decidere. Non teme che la logica del voto utile possa spingere una parte dei suoi potenziali elettori verso i due schieramenti più forti? Ritengo che sia un'impostazione assolutamente sbagliata. Nel prossimo Parlamento la presenza di un gruppo ragionevole sarà fondamentale e decisiva per far passare le scelte importanti di cui ha bisogno l'Italia. Lei ha detto che il Pdl vincerà le elezioni... Sì, credo che Berlusconi vincerà ma che non riuscirà a governare perché sui temi fondamentali la sua coalizione è divisa. La Lega potrà essere una spina nel fianco di Berlusconi? Sì, ma anche An. Ad esempio sul tema delle liberalizzazioni. An ha candidato il leader dei tassisti romani che è diventato famoso per essersi opposto alla concessione di cento licenze di taxi in più. Oppure, il caso Alitalia: Berlusconi, che pure è un liberista, è stato costretto ad assumere le vesti di statalista perchè Fini deve proteggere le proprie clientele nell'industria pubblica e la Lega ha gli interessi corporativi legati a Malpensa. Ma gli esempi potrebbero essere molti altri: Berlusconi è per l'abolizione delle province, la Lega è contraria, Berlusconi è per il voto agli immigrati, la Lega ha detto che è una stramberia. E via di questo passo. Il popolo della libertà non potrà mai governare. Si dice che in caso di pareggio al Senato Pd e Pdl potrebbero governare insieme. Lei ritiene plausibile questa ipotesi? Sarebbe la soluzione dei disperati. Il consociativismo va sempre a scapito dei cittadini. In quel caso l'Unione di Centro farebbe bene a restare all'opposizione? Certamente. Nel nuovo Parlamento il nostro ruolo sarà quello di far sì che le fondamentali leggi di riforma istituzionali, economiche e sociali possano essere approvate senza essere ostaggio delle componenti dei diversi schieramenti. Sarà importante che su leggi come queste si formi in Aula una maggioranza parlamentare diversa dalla maggioranza di governo. La cosiddetta Seconda Repubblica non regge più. In questi ultimi quattordici anni ogni governo è stato ostaggio della sua stessa maggioranza. Così non si può andare avanti. Noi vogliamo giocare un ruolo importante in Parlamento, dando voce e rappresentanza agli interessi dei ceti medi moderati che non si riconoscono in Berlusconi. E vogliamo anche dare una risposta costruttiva a tutti coloro che sono indignati per l'attuale situazione politica dei due blocchi e intendono ribellarsi ad essa. Potrete essere alleati di Veltroni? No, noi siamo alternativi a que sto tipo di sinistra. E poi non ci interessa fare i gregari di Veltroni, abbiamo ambizioni ben diverse, ben più alte. Lavoro, fisco, sicurezza: sono questi i tre temi forti della campagna elettorale? I problemi che i cittadini sentono di più sono sicuramente questi. Ma io aggiungerei anche quello della burocrazia pubblica che diventa sempre più asfissiante, o quello della riforma della scuola. Lei teme l'astensionismo? Disertare le urne non serve a nulla. Anzi, serve solo a rafforzare quei due schieramenti principali che si ripresentano con le stesse proposte e con pro grammi irrealizzabili. C'è chi dice che la sua discesa in campo, sia che lei venga eletto al Senato oppure no, possa avere ripercussioni sulla tenuta della giunta di Parma... Assolutamente no, lo escludo categoricamente. Uno dei punti di forza dell'amministrazione di Parma negli ultimi dieci anni è stato proprio quello di non identificarsi con uno schiera mento politico. Il senatore Lunardi si rammarica che lei non sia rimasto con loro... Ma io non sono mai stato con loro, io non ho mai votato Berlusconi. Io ho guidato per nove anni una giunta civica, non di centrodestra, che ha collaborato con Forza Italia. Il governo Berlusconi però ha sostenuto molto la città... Sì, ma lo hanno fatto in ugual misura anche i governi di centrosinistra. E il sostegno è arrivato perchè noi avevamo dei buoni progetti, non per altre ragioni. Riconosco il ruolo di Berlusconi per l'assegnazione dell'Efsa alla nostra città e l'impegno di Lunardi per la realizzazione a Parma di importanti opere pubbliche, ma nessuno ci ha mai regalato niente: quello che abbiamo avuto ce lo siamo meritati. Elvio Ubaldi, capolista al Senato per l'Unione di centro.

Torna all'inizio


"Ridurre i costi della politica" (sezione: Province)

( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

Per recuperare un clima di fiduciatra i cittadini occorre comprimere gli aggraviderivanti dalla pubblica amministrazioneMa non ha senso incolpare solo le Province Il presidente Palmiro Ucchielli chiede un impegno ai candidati premier "Ridurre i costi della politica" PESARO Il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli ha scritto ai candidati premier affinché si impegnino a ridurre i costi della politica e a recuperare un clima di fiducia tra i cittadini. Ucchielli torna anche sul ruolo delle Province. "Sta proseguendo, alimentata da estemporanee e semplicistiche esternazioni di alcuni leader politici - scrive il presidente - la campagna mediatica per l'abolizione delle Province che si intreccia, impropriamente, con il giusto dibattito sugli eccessivi costi di un sistema politico e istituzionale sempre meno efficiente. Sono tanti a domandarsi quale giustificazione abbiano i costi elevatissimi della politica e della pubblica amministrazione, se appaiono sempre più lente nel dare risposte chiare ed efficaci alle richieste dei cittadini di prestazioni adeguate nei settori essenziali della vita di ogni giorno: scuola, sanità, giustizia, sicurezza, lavoro, sostegno alle famiglie". Secondo Ucchielli, che è anche Presidente dell'Upi (Unione Province d'Italia) delle Marche, per abbattere i costi della politica non ha senso però chiamare in causa le Province, da molti additate come enti inutili. "Si tratta di una critica ingiusta perché non coglie la metamorfosi che le Province hanno subito negli ultimi 15 anni, con il riconoscimento di funzioni in settori nevralgici per la vita dei cittadini, come la formazione professionale, le politiche del lavoro, la difesa del territorio e la tutela dell'ambiente, la viabilità e i trasporti. Va ricordato inoltre che le Province sono enti costituzionali, riconfermati anche dal referendum popolare". Ad ogni modo, "pur respingendo con fermezza ogni ipotesi abolizionista o di decostituzionalizzazione", Ucchielli riconosce che le Province "sono troppe e che ne andrebbe arrestata la proliferazione incontrollata", assegnando allo stesso tempo a quelle esistenti e ai Comuni, sempre nell'ottica di una semplificazione amministrativa, "le funzioni oggi polverizzate in una pletora di enti strumentali, agenzie, autorità di ambito, consorzi, società, questi sì davvero inutili e costosi". Per incidere in profondità sulle disfunzioni del sistema, Ucchielli indica una serie di azioni riformatrici: riduzione del numero dei deputati e senatori e trasformazione dell'attuale Senato in Camera delle Autonomie; riduzione drastica dei ministeri e sottosegretari; riduzione dei consiglieri regionali e forte riflessione sul ruolo delle Regioni a 37 anni dalla nascita, "essendo ormai diventate pletoriche, costose, centralistiche e burocratiche"; riduzione dei partiti attraverso una riforma della legge elettorale che favorisca l'unificazione degli schieramenti politici secondo un modello autenticamente bipolare e maggioritario, "riducendoli da oltre 30 a non più due, massimo 4-5"; riordino del sistema previdenziale, realizzando anche l'unificazione degli enti; recupero dell'evasione fiscale.

Torna all'inizio


Bassano (E.B.) <Mi lascia allibito (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

Bassano (E.B.) "Mi lascia allibito ... Bassano(E.B.) "Mi lascia allibito che nelle riunioni del Popolo della libertà si parli così tanto di me". A Luigi D'Agrò, mercoledì sera, sono fischiate le orecchie più di una volta. Il deputato uscente dell'Udc, ricandidato dai centristi per la Camera, è stato tirato in ballo a varie riprese in sala Tolio nel botta e risposta fra il senatore Pierantonio Zanettin e la base del Pdl. Zanettin, in particolare, si è raccomandato con i bassanesi di contenere al massimo la dispersione di "voti inutili" all'Udc. "Invece di fare campagna elettorale con le proprie risorse - osserva allora D'Agrò - c'è chi mostra solo paura degli avversari: evidentemente non ha granché da dire. Quando si ha scarso rispetto dell'elettorato altrui, significa che si crede poco nel proprio".Zanettin ha raccontato che l'ex collega, nel 2001, poche settimane dopo essere entrato a Montecitorio con la Casa delle libertà, "alla Camera già parlava male di Berlusconi e di Forza Italia". D'Agrò non nega: "Non criticavo Berlusconi come presidente del Milan, ma per i provvedimenti che portava in aula: ci hanno fatto perdere le elezioni successive". E all'avvocato Alfredo Tessarolo, che ha lanciato un appello a castigare nelle urne D'Agrò "perché è stato il primo oppositore di Bassano Provincia", il candidato dell'Unione di centro fa sapere di non essersi mai pentito di quella scelta: "Anzi, ne vado orgoglioso. Mi risulta che pure Berlusconi, adesso, si sia schierato a favore dell'abolizione delle Province".

Torna all'inizio


Buontempo: "Da presidente Provincia collaborerò con Campidoglio'' (sezione: Province)

( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)

Argomenti: Province

Il candidato de La Destra alla guida di Palazzo Valentini allo 'Speciale Elezioni 2008' dell'Adnkronos: ''Non mi metterò di traverso anche se il sindaco sarà Rutelli o Alemanno''. E sottolinea: ''Rispetto a Pdl con noi valore aggiunto su sicurezza e tutele sociali''. Guarda i video: 1, 2, 3, 4. Vai allo speciale. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 6 apr. (Adnkronos/Ign) - “Se sarò eletto presidente della Provincia di Roma, collaborerò con il Campidoglio anche se, anziché Storace, dovesse essere eletto sindaco Rutelli o Alemanno: non mi metterò di traverso”. E' quanto assicura il candidato de La Destra alla guida di Palazzo Valentini, Teodoro Buontempo(nella foto), nel corso dello 'Speciale Elezioni 2008' dell'Adnkronos. “Con me si trova sicuramente l'accordo sulle cose concrete da fare - rassicura - perché non sono un uomo di potere, non devo lottizzare, non devo comandare la mia 'casta', non devo fare carriera politica; ma solo pensare ai servizi per i cittadini”. Il candidato de La Destra parla poi dell'impossibilità di una candidatura comune di tutto il centrodestra per la poltrona di primo cittadino della capitale: “A Roma – ammette - il centrodestra per una sorta di maledizione o, meglio, di rapporti inconfessabili, da anni sembra aver rinunciato di fatto a conquistare il Campidoglio”. E lamenta: “Quando il piano regolatore di una città come Roma, che ha un'estensione abitativa di 60 chilometri quadrati, viene votato e approvato 48 ore prima dello scioglimento del Consiglio comunale per le dimissioni del sindaco, è davvero inquietante. Vuol dire - osserva Buontempo - che persone, come me o come Storace candidato de La Destra a sindaco di Roma, che vantano una piena autonomia e libertà, risultano essere non addomesticate e dunque scomode, perché non rispondono alle logiche di lottizzazione e di potere”. Quanto alle ipotesi di abolizione delle Province, per Buontempo la questione da porsi è prima di tutto “quale ente debba essere chiamato a governare i processi, le reti, i servizi inter-comunali. Serve un organo intermedio, per aree omogenee, fra i Comuni e la Regione – afferma - Ora, la Provincia ha poteri effettivi sull'urbanistica, sullo smaltimento dei rifiuti, sulla tutela dell'ambiente, sulla viabilità, sulla manutenzione delle scuole, sui trasporti. Mi pare strano che si candidi a guidarla chi vuole abolirla”. Il candidato de La Destra fa poi un appello al voto: “Noi siamo nel centrodestra, ma rappresentiamo un valore aggiunto, sui contenuti, rispetto al Popolo della libertà di Berlusconi”. “Il voto che ci daranno gli elettori di centrodestra – sottolinea - sarà la migliore garanzia che, dopo le elezioni, si rispetterà la loro volontà e non sarà preso in giro chi si sarà recato alle urne”. Quanto ai temi che caratterizzeranno maggiormente l'azione de La Destra nel prossimo Parlamento, Buontempo indica “anzitutto la certezza della pena: senza gli indulti votati anche da buona parte del centrodestra nella legislatura appena terminata. E poi, una forte attenzione ai temi sociali: dal precariato sul lavoro alle pensioni, dall'istituzione del garante per l'infanzia alla tutela fiscale delle famiglie con figli, anziani o portatori di handicap al loro interno”.

Torna all'inizio