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IN EVIDENZA
Treviso. “Berlusconi mi sembra si stia
contraddicendo in questi giorni, parla di abolizione della Province, quando in
un passato recente ha più volte promesso l’esatto contrario”. Il presidente
della Provincia di Treviso e membro del direttivo Upi,
Leonardo Muraro, si riferisce ad un incontro con il
candidato premier della Pdl avvenuto alcuni mesi fa
in una seduta del Parlamento del Nord. In quell’occasione fu proprio il
leghista Muraro a rivolgere una domanda diretta a
Berlusconi sulle future sorti dell’Ente provinciale ottenendo una
rassicurazione in merito alle sue intenzioni programmatiche. “A ‘conferenza
stampa’ Silvio Berlusconi una volta di più si è smentito” ribadisce Muraro.
“Comunque voglio ringraziare personalmente Roberto Maroni – dichiara Leonardo Muraro – perché ha espresso un concetto preciso: le
Province non si toccano. Sappiamo bene che gli sprechi della politica vanno cercati
altrove, sono altri gli Enti da eliminare".
"Comunque – conclude Muraro – mi auguro davvero
che Berlusconi non abbia cambiato idea sull’importanza delle Province, visto
che lui stesso ne ha fatte approvare 4 di nuove in Sardegna sotto il suo
Governo. Concludendo, l’Italia deve ritrovare la sua
brillantezza, il Nord in particolare. Per questo, piuttosto
che cercare gli sprechi nelle Province, pensiamo ad attuare il Federalismo
Fiscale e l’Autonomia”.
Interviente in merito anche il Presidente dell’Upi, Fabio Mellilli:“Sarà bene che i Presidenti di Provincia e ancor più i
candidati alle elezioni provinciali del PDL spieghino al candidato Premier
Silvio Berlusconi l’errore che si ostina a commettere nel definire enti inutili
le Province italiane e nel sostenerne l’abolizione. Chi continua a sostenere
l’abolizione delle Province nasconde con un’operazione demagogica la carenza di proposte realistiche di riduzione dei costi del
sistema burocratico del nostro paese e di una seria riforma della Pubblica amministrazione.
In un paese nel quale negli ultimi anni sono proliferati a
dismisura enti, agenzie e società che assumono decisioni rilevanti in ogni
campo sottraendosi al giudizio degli elettori, sarà bene che le forze politiche
passino dalla demagogia a soluzioni realmente efficaci”.
Di
Pietro: <Abolire le Province? No, bisogna anzi
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del 05-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: come quelli della provincia e delle infrastrutture. Ha affermato non solo di essere contrario all'abolizione delle province, ma anzi di ritenere che vadano potenziate nel contesto di una ridistribuzione di funzioni tra gli enti locali. Riguardo alle infrastrutture ha detto: "Berlusconi ha realizzato le infrastrutture così come ha trovato la cordata per l'
<Un
Catasto basato sulle rendite> ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 05-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: dell'abolizione delle Province alle prospettive di sviluppo dell'Alta Val Brembana e di San Pellegrino, ma anche di Bergamo in vista dell'Expo 2015, all'aumento esponenziale in questi anni dei carichi burocratici per l'apertura di una nuova attività: "Spesso è la lentezza di chi sta dietro lo sportello a complicare le cose quindi sarebbe buona cosa arrivare alla misurazione e al
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 05-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: delle Province Mi riferisco all'intervento del presidente delle Unioni delle Province ( Corriere, 3 aprile) per dire che non si vuole l'abolizione dei compiti assegnati alle province, ma l'abolizione di questa Istituzione con i suoi Consigli, Presidenti, Consiglieri, Assessori ed apparati conseguenti con la loro elezione che portano ad enormi costi sia di spesa che di burocrazia.
ELEZIONI/
FORMIGONI: ABOLIZIONE VOTO PREFERENZA E' UN DELITTO
( da "Virgilio
Notizie" del
05-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: (Apcom) - "L'abolizione del voto di preferenza è un delitto perché la gente ha bisogno di dire 'quello l'ho eletto io'". Così il governatore della Lombardia Roberto Formigoni intervenendo ad un incontro della Compagnia delle opere con il candidato sindaco di Roma Gianni Alemanno.
Abolizione
delle Province, Muraro contro Berlusconi
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del
05-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Mi aveva promesso il contrario" Abolizione delle Province, Muraro contro Berlusconi Che di abolizione delle Province parli il consigliere di Forza Italia Alessio De Mitri può lasciare indifferenti alcuni leghisti e far arrabbiare i suoi colleghi di partito. Ma che a proporre la cancellazione di questi Enti sia il candidato premier Silvio Berlusconi,
Federalismo,
tavolo senza i big ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province? Se davvero si deve partire con qualcosa di serio, guardiamo ai disagi dei nostri paesini di montagna".PerAndrea Dall'O della Liega Veneta Repubblica il primo passo sarebbe quello di avere una maggiore rappresentanza nelle liste dei partiti di deputati veneti, non come ora che molti vengono calati dall'
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 05-04-2008)
Argomenti: Province
FERMO
PRIMO PIANO pag. 19 Di Pietro: "Abolire le Province? No, bisogna anzi VERSO LE
ELEZIONI "L'ITALIA dei valori non è il Pd, si è alleato con il Pd, ha
sottoscritto lo stesso programma, ha lo stesso candidato premier e lo stesso
gruppo parlamentare". La spiegazione del senso e dell'importanza dell'accordo
Pd-Idv ha costituito l'approccio al discorso che il
ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha tenuto giovedì scorso
nella sala riunioni dell'hotel Royal. Una sala gremitissima di gente proveniente un po' da tutto il
territorio fermano. Il ministro ha parlato di temi di politica nazionale,
toccando peraltro argomenti sensibili anche a livello locale, come quelli della provincia e delle infrastrutture. Ha affermato
non solo di essere contrario all'abolizione delle province, ma anzi
di ritenere che vadano potenziate nel contesto di una ridistribuzione di
funzioni tra gli enti locali. Riguardo alle infrastrutture ha
detto: "Berlusconi ha realizzato le infrastrutture così come ha trovato la
cordata per l'Alitalia. Sulla carta una miriade di opere, ma poi siamo
stati noi a progettarle, finanziarle e aprire i cantieri. Nelle
Marche sono arrivati i fondi per la Quadrilatero, il porto di Ancona, la terza
corsia". A proposito di terza corsia, al termine del discorso è
stato contattato dal sindaco di Porto San Giorgio, Claudio Brignocchi,
il quale gli ha ribadito la contrarietà del suo Comune
e di quello di Fermo, senza peraltro riuscire ad avere una risposta, dato che
il ministro è stato sommerso dalla folla e trascinato via poiché aveva in
programma altri due incontri. Tra i temi trattati, la sicurezza e la legalità,
il lavoro e la famiglia. Sui costi della politica, si è detto orgoglioso
"di aver fatto risparmiare in finanziaria un miliardo di euro con una
serie di provvedimenti, come l'abolizione delle Circoscrizioni nei Comuni sotto
i 100mila abitanti e delle Comunità Montane che erano di mare più che di
montagna e la diminuzione dei fondi ai partiti, utilizzando le risorse per
l'edilizia scolastica". Silvio Image:
20080405/foto/588.jpg.
( da "Eco di Bergamo, L'" del
05-04-2008)
Argomenti: Province
"Un Catasto
basato sulle rendite" Un Catasto basato sul censimento dei redditi, una tassazione
separata dei redditi da locazione, e ancora il superamento dei carichi
burocratici e un impegno concreto per sostenere chi ha acceso un mutuo. Questi
i temi principali al centro dell'incontro di ieri, nella sede di Appe-Confedilizia, tra il presidente dell'associazione
provinciale della proprietà edilizia Roberto Margiotta, il direttore Antonello
Pagani, Gianfederico Belotti,
direttore di Case&Terreni, alcuni agenti
immobiliari iscritti ad Appe-Confedilizia nella
sezione della Casa delle professioni immobiliari e Giacomo Stucchi della Lega
Nord candidato alla Camera nel Partito della libertà. "Nei
mesi scorsi ? ha sottolineato Antonello Pagani ? si è discusso circa la messa a
regime di un Catasto patrimoniale, cioè basato sul censimento dei valori degli
immobili. Come Confedilizia chiediamo invece
che il Catasto sia basato, come in tutta Europa, sulla rendita effettiva. Un sistema che garantisce maggior equità di imposizione
fiscale". "L'idea di un Catasto reddituale ?
ha risposto Stucchi ? è esplicitata nel nostro programma. Pensiamo infatti a un Catasto basato su redditi reali perché censiti
sul territorio. Solo così infatti è possibile avere
una giusta imposizione fiscale immobiliare, in linea con il nostro ordinamento
tributario". In sintonia con il programma del Pdl
anche le richieste di Appe-Confedilizia sulla
tassazione degli affitti. Di fronte infatti alla
necessità, fatta presente da Antonello Pagani, di far sì che i redditi dei
canoni di locazione non siano più tassati con una aliquota progressiva, ma che
sia invece istituita una "cedolare secca" con tassazione ad aliquota
fissa, l'onorevole Stucchi ha richiamato il programma del Pdl,
sottoscritto dalla Lega, che prevede una "graduale e progressiva
tassazione separata dei redditi da locazione": "È una richiesta che
ci trova d'accordo ma ci vorrà una certa gradualità per arrivare a una
"cedolare secca", vale a dire ad una percentuale fissa sull'affitto
riscosso senza accumulo con altri redditi. Una percentuale
che ipotizziamo possa essere intorno al 20%". Ma a tenere banco
nell'incontro tra Stucchi e i maggiori rappresentanti di Appe-Confedilizia
ci sono stati anche temi di interesse più generale, dalla possibilità dell'abolizione delle Province alle prospettive di sviluppo
dell'Alta Val Brembana e di
San Pellegrino, ma anche di Bergamo in vista dell'Expo 2015, all'aumento
esponenziale in questi anni dei carichi burocratici per l'apertura di una nuova
attività: "Spesso è la lentezza di chi sta dietro lo sportello a
complicare le cose quindi sarebbe buona cosa arrivare alla misurazione e al
riconoscimento del merito di chi lavora nella pubblica amministrazione e al
contestuale allontanamento dei fannulloni". Tiziana Sallese.
( da "Corriere della Sera" del
05-04-2008)
Argomenti: Province
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-05 num: - pag: 41 categoria: BREVI
Interventi e Repliche Livia Turco: la "pillola del giorno dopo"
"Niente obiezione sulla RU486": questo il titolo sul Corriere di ieri
alle mie dichiarazioni sull'obiezione di coscienza dei medici verso la pillola
del giorno dopo. Quel titolo non corrisponde alla realtà. RU486 è infatti il nome di un farmaco abortivo e pertanto non vi è
alcun dubbio che vi sia diritto all'obiezione di coscienza come previsto dalla
legge 194. Completamente diverso, invece, il discorso sulla "pillola del
giorno dopo" oggetto delle mie dichiarazioni. Siamo
infatti davanti a un contraccettivo d'emergenza, registrato, come tale,
in Italia e in tutta Europa. In questo caso la questione di coscienza posta dai
medici (a prescindere dagli episodi di Pisa) è un dato di cui tener conto ma in
un contesto diverso da quello delle norme della 194. Tant'è che il mio appello
rivolto ai medici italiani è mirato a far sì che prevalga comunque il bene
della donna, anche se non se ne condividono i comportamenti e le richieste.
Penso infatti sia un dovere del medico, anche se
obiettore, quello di adoperarsi comunque perché nessuna donna sia lasciata sola
e affinché possa ricevere una risposta di assistenza appropriata e tempestiva.
Evitando che quell'eventuale gravidanza debba un domani essere interrotta da un
aborto. Livia Turco ministro della Salute Prendiamo atto del chiarimento del
ministro. Ce ne scusiamo con l'interessata e con i lettori. La campagna
elettorale del Pd Nell'occhiello di un articolo sul Pd apparso ieri sul
Corriere della Sera, si virgoletta una frase attribuita a me
:"Il buonismo ha rotto le scatole". Non mi permetterei di
scrivere su una questione che può apparire del tutto marginale, se non fossi
convinto che essa può suscitare qualche
fraintendimento. Con la stima che ho per Maria Teresa Meli che ha firmato il
pezzo, assicuro però che non ho mai pronunciato queste parole né direttamente
ad alcun giornalista, né in sedi pubbliche e private. Tali parole non
corrispondono infatti al mio pensiero. Se per buonismo
si intende la pacatezza e la serenità della campagna elettorale condotta da
Veltroni e fondata esclusivamente su programmi, considero tale scelta come la
vera carta in più che ci ha permesso di rimontare nei
confronti della destra. L'impostazione di Walter, da me molto discussa con lui,
mi pare appassionata, convincente e generosa. E di essa mi sento
corresponsabile al cento per cento. Goffredo Bettini
Coordinatore del Partito democratico Debito pubblico e costo delle Province Mi riferisco all'intervento del presidente delle
Unioni delle Province ( Corriere, 3 aprile) per dire che non si vuole
l'abolizione dei compiti assegnati alle province, ma
l'abolizione di questa Istituzione con i suoi Consigli, Presidenti,
Consiglieri, Assessori ed apparati conseguenti con la loro elezione che portano
ad enormi costi sia di spesa che di burocrazia. Con l'enorme debito
pubblico che abbiamo, che è il più grosso macigno che
pesa su ogni italiano, l'abolizione contribuirà in buona parte ad un
consistente risparmio di denaro pubblico anche perché credo che i loro compiti
possano tranquillamente essere eseguiti dalle Regioni e dai Comuni che già
operano sugli stessi argomenti delle Province e che la maggior parte dei
dipendenti possa essere assorbita dalle predette istituzioni. Benni Moretti,
Roma.
( da "Virgilio Notizie" del
05-04-2008)
Argomenti: Province
05-04-2008 12:20
Potere gestito per disegno di parte può essere dannoso Roma,
5 apr. (Apcom) -
"L'abolizione del voto di preferenza è un delitto perché la gente ha
bisogno di dire 'quello l'ho eletto io'". Così il governatore della
Lombardia Roberto Formigoni intervenendo ad un incontro della Compagnia delle
opere con il candidato sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Nella
politica di oggi - ha poi aggiunto Formigoni - il potere viene utilizzato
spesso per inseguire interessi personali, e quando questo è gestito per se
stesso o per un disegno di parte può risultare dannoso per i cittadini".
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-04-2008)
Argomenti: Province
"Mi aveva promesso il contrario" Abolizione delle
Province, Muraro contro Berlusconi Che di abolizione
delle Province parli il consigliere di Forza Italia Alessio De Mitri può
lasciare indifferenti alcuni leghisti e far arrabbiare i suoi colleghi di
partito. Ma che a proporre la cancellazione di questi Enti sia il candidato
premier Silvio Berlusconi, a Muraro non è
proprio andata giù. Tanto più che il presidente della Provincia di Treviso,
qualche mese fa, aveva incontrato Berlusconi durante una seduta del Parlamento
del Nord, e gli aveva chiesto senza esitazione quali sarebbero state le sorti
del suo Ente. Silvio nell'occasione l'aveva rassicurato: nessuna abolizione. A far imbufalire Muraro, ora, sono le
dichiarazioni rese dallo stesso Berlusconi: "Berlusconi forse dimentica
quanto mi ha promesso in passato? Perchè mi
sembra si stia contraddicendo in questi giorni, parlando di abolizione della
Province, quando in un passato recente ha più volte promesso l'esatto
contrario. Apprendiamo ora dalla stampa che Silvio Berlusconi una volta di più
si è smentito. Piuttosto che cercare gli sprechi nelle
Province, pensiamo ad attuare il federalismo fiscale e l'autonomia",
conclude Muraro, peraltro membro del direttivo dell'Upi (Unione province italiane).Se Silvio gli ha voltato le spalle, però, Muraro
può consolarsi con le dichiarazioni di Roberto Maroni: "Ha espresso il
concetto che le Province non si toccano. Gli sprechi della politica
vanno cercati altrove, sono altri gli Enti da eliminare. Le Province sono una
risorsa per l'Italia: sono le uniche istituzioni in grado di gestire un'area
vasta, con importanti competenze in materia di viabilità, edilizia scolastica, ambiente, formazione, lavoro, turismo, urbanistica. Parlare di abolizione ha dunque davvero poco senso, tranne forse
per le aree metropolitane".Serena Masetto.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Province
Pdl, Pd e Sinistra Arcobaleno assenti al
confronto organizzato dalla Lega fra qualche distinguo Il "patto" per
la Provincia di Belluno, lanciato dalla Lega Nord, raccoglie le adesioni dei
piccoli, ma viene disertato dai grossi partiti. E un tavolo senza le
"gambe" portanti non sta in piedi. All'appuntamento convocato dal
segretario provinciale del CarroccioGianvittore
Vaccari per ieri alle 12.30 al Centro diocesano di Belluno non si sono
presentati i rappresentanti di chi, con tutta probabilità, avrà rappresentanze
in Parlamento nella prossima legslatura. Non si sono
visti Popolo della libertà, Partito democratico e Sinistra Arcobaleno. Al
tavolo in Sala Gaio c'erano, oltre a Vaccari, Franco Gidoni
e Giampaolo Bottacin della Lega, promotori del
tavolo, Michele Reolon dell'Udc, Titti Monteleone de La Destra, Adrea
Dall'O' della Liga Veneta Repubblica, Emilio Isotton
e Nino Deon del Partito Scoialista,
Max pachner della Lid e una
nutrita rappresentanza del Pab, capitanata da Paolo Bampo.Tavolo un po' ristretto, è
stato notato con dispiacere dallo stesso Vaccari, che ha proposto alcuni punti
sui quali trovare un accordo. Federalismo fiscale, autonomia amministrativa e
legislativa, con la proposta di una "lobby" politica per ottenere
queste cose in Parlamento. "Bisogna scardinare un
sistema di imposizione fortemente centralizzato - ha attaccatoGiampaolo
Bottacin - trovando una comune entità su quanto
trattenere a livello locale. Noi partiamo dal 90\% del
gettito erariale".Proposte condivisibili dai presenti, ma ognuno ha
voluto porre qualche distinguo. "Evitiamo in primis le demagogie - ha ammonitoMichele Reolondell'Udc - e cerchiamo di capire quale tipo di
autonomia vogliamo. Quella del Veneto o quella di Belluno? Evitando di fare
ognuno il primo della classe. Ecco perchè il nostro
partito partecipa oggi, ma sarà presente anche lunedì prossimo all'incontro
convocato dal presidente della Provincia Reolon sulla
proposta di legge di autonomi costituzionale".Titti
Monteleonede La Destra chiede coerenza e concretezza.
"Come si può parlare di questo con Pd e Pdl che nei loro programmi indicano l'abolizione
delle Province? Se davvero
si deve partire con qualcosa di serio, guardiamo ai disagi dei nostri paesini
di montagna".PerAndrea Dall'O della Liega Veneta Repubblica il
primo passo sarebbe quello di avere una maggiore rappresentanza nelle liste dei
partiti di deputati veneti, non come ora che molti vengono calati dall'alto e
provengono da altre parti d'Italia". PerEmilio
Isotton del Partito socialista ogni
iniziativa per dare affrontare il problema di maggiore autonomia di
Belluno va vista con favore. Per questo anche noi saremo all'incontro di lunedì
a Palazzo Piloni. Ma è necessario trasferire i messaggi che partono da Belluno
anche alle altre province venete, far loro
capire che non sono privilegi quelli che chiediamo. E nessuna
invidia per eventuali forme di autonomia variabile anche per altre zone del
Veneto".PerMax Pachner
della Lid il problema dell'autonomia ha raggiunto una
maturazione culturale tra la nostra gente. "Ma come
rendere tutti d'accordo, anche i meno convinti? Una proposta può essere
il federalismo fiscale per le Regioni all'interno del quale
chiedere il riconoscimento della specificità per la provincia di Belluno. E in questo i parlamentari debbono dare una mano, sottoscrivendo il
Patto odierno".Ma questo incontro rischia di essere tardivo, ha sottoloneatoFranco Da Ronch del Pab, chiedendosi anche se la Lega
non si farà poi piegare dall'alleanza con il Pdl.
"Noi con il 3,9\% qualcosa lo abbiamo fatto - ha risposto Vaccari - oggi
vogliamo capire chi ci sta per portare a Roma le istanze dei bellunesi". PerPaolo Bampo l'unico modo è
cominciare a fare cartello, come l'Svp
in Alto Adige, magari rinunciando alle tessere dei partiti nazionali per una
vera rappresentanza territoriale.Per il segretario del
Partito socialistaNino Deon non è però possibile cominciare un discorso serio
facendo la gara su chi è più bravo dell'altro. "Andare allo scontro non
serve a nulla, anche perchè già siamo 200.000
abitanti e se ci dividiamo ci si rende ancor più deboli".Maurizio Dorigo.