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Abolire
le province non aiuta a tagliare i costi della politica
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
ai fautori
dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il
loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in
periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è
un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Le
riunioni per il Torneo della Montagna
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Torneo della
Montagna, discutendo anche di alcune novità regolamentari come l'abolizione
delle deroghe, l'aumento di 1 giocatore tra i non locali (da
L'utilita'
delle province ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
ai fautori
dell'abolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il
loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti e in
periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è
un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Ecomuseo
L'apertura slitta a ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
MENTRE poi
Stefania Ballantini ha auspicato Province assimilabili ai Cantoni svizzeri,
Sandro Becheroni ha perorato l'abolizione delle Province e la sopravvivenza
degli Enti comunitari "laddove c'è necessità che sopravvivano, senza però
che siano 'case di riposo per politici trombati'. Il Comune unico è al momento
utopico, ma può far risparmiare denaro pubblico".
Province,
validi motivi per discuterne ( da "Nuova Ferrara, La"
del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Mi pare ve ne
sia abbastanza per non arroccarsi a difesa dello status quo! Vi sono ben validi
motivi per discutere seriamente della abolizione delle province e della
efficienza della pubblica amministrazione. Maria Giulia Simeoli Capogruppo
PdCI, Comune di Ferrara.
APPUNTAMENTO
elettorale, ieri ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
i due
forzisti hanno spaziato dai grandi temi nazionali (come le liberalizzazioni, la
vicenda Alitalia e l'abolizione delle province) a quelli più strettamente
locali (un nuovo modello per il turismo, l'oligopolio di Hera i fondi pubblici
stanziati dall'Emilia Romagna per la cooperazione). "Mi sento ancora più
giornalista che parlamentaree ? ha confessato Mazzuca ?
Province,
l'utilità di un ente intermedio ( da "Centro, Il"
del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
tutti i
fautori dell'abbolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno
lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti
ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare
che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la
pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Un
grande incontro con amici e sostenitori per tracciare un bilancio della sua
campagna elettorale. ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Con questa
battuta il leader del Pdl saluta il candidato alla Provincia, Antoniozzi,
prendendo la parola nel corso della cena di autofinanziamento all'Ergife.
"Dal momento della fondazione delle Regioni - dice Berlusconi - tutti si
aspettavano l'abolizioni delle Province. Abbiamo calcolato che se ne
ricaverebbe un risparmio di dodici miliardi di euro".
Intini
rilancia il Psi unito "Tagli? Via le prefetture"
( da "Stampa,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Nigra,
spiegando i tagli ai costi della politica, ha proposto l'abolizione delle
prefetture ma la tutela di Province e Comunità montane. Da Intini anche un
pensiero al candidato "mancato" Giorgio Quaglia: "Impossibile
per un territorio così piccolo come il vostro pensare di avere il numero
Monfalcone
Le prenotazioni in farmacia lFederfarma apprende, dalle parole del consigliere
comunale d... ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dell'Ici e in seguito della Tarsu sulla prima casa, sgravi fiscali sugli
affitti, controlli sui prezzi dei generi di prima necessità ecc. ecc. Se il
nuovo governo, quale esso sia, "manterrà" quanto promesso, a noi
cittadini italiani, lavoratori pensionati ci avanzeranno soldi dai nostri
stipendi e dalle nostre pensioni.
Melandri-Scajola
( da "Stampa,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province per tagliare i costi della politica. Rivendicando quanto fatto
per la Liguria dal governo Prodi, ovvero il federalismo fiscale attraverso
l'extragettito, Melandri ha sottolineato che il "Patto per la
Liguria" sottoscritto dai candidati del Pd prevede "la proposta per
questa regione degli obiettivi nazionali"
Sanremo:intervista
a De Luca (PCL), il candidato più giovane
( da "Sanremo
news" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
aumento delle
pensioni minime e di invalidità e l'abolizione dei privilegi clericali."
Come vedi la presenza del PCL in provincia? "In questi due anni abbiamo
dimostrato di essere la realtà di sinistra più attiva sul territorio, grazie ad
un gruppo composto prevalentemente da giovani molti dei quali neofiti e a
figure militanti come i compagni Mingione e Ranise della zona intemelia.
"Troppa
burocrazia, ma la Provincia è necessaria"
( da "Corriere
Adriatico" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dell'Ente: "Meglio abbassare i costi della politica" "Troppa
burocrazia, ma la Provincia è necessaria" pesaro - E' una riflessione
"indispensabile e doverosa", quella di Palmiro Ucchielli, presidente
della Provincia di Pesaro e Urbino e dell'Upi (Unione delle Province) delle
Marche, "mentre avanza la campagna elettorale e si fa sempre più acceso il
dibattito sull'
CAFONALINO
CENA DE PAURA PER IL CAVALIERE TRAPIANTATO: ATTOVAGLIATI GIOIA SCOLA, ANNA
BETTOZZI, SILVANA PAMPANINI NON CHIAMATELA CAMPAGNA ELETTORALE, E' UN TUNNEL
DEGLI ORRORI ( da "Dagospia.com"
del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Ergife"
onClick="return popup(this, 'gallery', 800, 800)">
"Dall'abolizione delle province avremo 12 miliardi di euro di
risparmio" dice l'ex premier spiegando di aver fatto una prima stima in
proposito. Il candidato premier del Pdl tuttavia osserva che "non e'
giusto gettare la colpa addosso sempre alla casta dei politici.
Province,
che futuro? <Silvio si contraddice, un tempo era a favore>
( da "Padania,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Premier
Silvio Berlusconi l errore che si ostina a commettere nel definire enti inutili
le Province italiane e nel sostenerne l abolizione. Chi continua a sostenere l
abolizione delle Province nasconde con un operazione demagogica la carenza di
proposte realistiche di riduzione dei costi del sistema burocratico del nostro
paese e di una seria riforma della Pubblica amministrazione.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
FABIO MELILLI *
Mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito
sull'utilità delle province. Più in generale si
discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i
costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale)
autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni
improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci. Faremmo
un buon servizio al paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa
è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica
amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio
che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e
le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini
e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità
della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si
sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi e aumenta
i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un
livello di governo. Potrei con facilità dimostrare l'utilità che a svolgere
funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa
un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli
o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno a un nuovo
centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio
del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno
di un livello istituzionale come le province.
D'altronde la città metropolitana prevista dalla Costituzione, non è forse una
forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, dà risposte
più efficaci a temi che superano i confini comunali? Mi interessa centrare
l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della
nostra burocrazia. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio
mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di
ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e
ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione,
può meglio assolvere ad una funzione, riusciremo a ricostruire un sistema
credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo
iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle province,
soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di
nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per
costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata,
realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i
veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni
il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società
che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli
elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse
drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione
diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi della
eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione. *
(presidente Unione province italiane).
( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Dopo le riunioni
organizzate martedì 18 marzo a Riolunato, alla presenza di Riolunato, Virtus
Pieve, Bortolotti e Fiumalbo, e martedì 25 marzo a Romanoro, con la
partecipazione di Romanoro, Farneta, Boccasuolo, Casola, Frassinoro e
Fontanaluccia, ieri sera è proseguito l'appuntamento con le serate che il Csi
Modena realizza insieme alle società del nostro Appennino. Il terzo incontro in
montagna è stato ospitato dal Polinago e ha visto la partecipazione di diverse
società, tra cui Montefiorino, Squilibrati, Costrignano e Palagano (che avevano
saltato la riunione di Romanoro) Verica, Sant'Antonio, Asd Pavullo, Frantoio
Fondovalle, Balugola Riccò, Monfestino, Pescarola, Prignanese, San Dalmazio,
Serramazzoni, Montebaranzone, Pigneto, Saltino, Val Rossenna, Villa Pineta e
Virtus Pavullese. Il 10 aprile è in calendario l'ultima riunione, che si terrà
a Zocca. Insieme alle società i responsabili del Csi parleranno del Torneo della Montagna, discutendo anche di alcune novità
regolamentari come l'abolizione delle deroghe, l'aumento di 1 giocatore tra i
non locali (da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
LE RIFORME
L'UTILITA' DELLE PROVINCE di FABIO MELILLI Mentre avanza la campagna
elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province.
Si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre
i costi della politica. Come spesso accade (non solo in campagna elettorale)
autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni
improvvisate e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci e incisive.
Per questo mi permetto di chiedere ospitalità al suo giornale nella speranza di
poter offrire un utile contributo. Innanzi tutto credo che faremmo un buon
servizio al paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è
infatti l'eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica
amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema è indubbio
che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e
le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini
e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità
della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si
sovrappongono nell'esercizio delle funzioni e ognuno dilata i tempi e aumenta
inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco
abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso,
l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente
intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla
miriade di Comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle Regioni, pena il
ritorno a un nuovo centralismo non utile ai cittadini e alle imprese. E chi
conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e
periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province. D'altronde,
la città metropolitana prevista dalla Costituzione non è forse una forma di
governo di un'area vasta che, sostituendo la Provincia, dà risposte più
efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a
lungo sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che
interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a
quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità
territoriali, sulla storia del nostro paese o, con un pizzico di polemica,
sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di
cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa,
invece, centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza
della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di
governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo a
identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e
responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il
livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere a una funzione,
credo riusciremmo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare
il cammino verso il federalismo che abbiamo cominciato da oltre un decennio,
mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione
delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto
all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti e in periferia
promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra
strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese
che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di
agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi,
sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza.
Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni
in capo agli enti a elezione diretta ci consentirebbe da subito risparmi ben
più significativi dell'eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto
dalla Costituzione. Proviamo a cominciare da qui e ci accorgeremo che i
risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di
aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa
rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti
le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai
intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà
che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua
parte, con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di
ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi, che
ci sono e sono molti. Perché questi temi possano essere approfonditi in modo
compiuto mi permetto di chiederle di aprire attraverso il suo giornale un
dibattito, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di
Provincia a offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro
ruolo, come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni
condivise, per il bene del nostro paese.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
MONTAGNA PISTOIESE
pag. 9 Ecomuseo L'apertura slitta a MONTAGNA di ALESSANDRO TONARELLI LA NAZIONE
ha messo i politici locali a confronto su temi elettorali. In un salone
Baccarini (gentilmente concesso dalla Società operaia di mutuo soccorso
presieduta da Stefano Gaggini) gremito da un pubblico che, confermando la
disaffezione dei cittadini verso la politica, era composto prevalentemente da
"addetti ai lavori", il nostro giornale aveva chiamato mercoledì sera
a confronto i rappresentanti locali di tutte le forze politiche che concorrono
alla tornata elettorale di domenica 13 e lunedì 14. Appunto il modo di
recuperare, da parte della popolazione, interesse per la gestione della cosa
pubblica è stata la prima domanda che abbiamo rivolto agli ospiti, ottenendo
risposte peraltro diversificate. SECONDO David Luca Ferrari (Socialisti) una
'grande riforma' dovrebbe produrre modalità elettorali e realtà istituzionali
che consentano ai governi di governare, mentre a parere di Luisa Soldati
(Rifondazione comunista) occorre recuperare la voglia di far politica che
caratterizzò il secondo dopoguerra. Carluccio Ceccarelli (An) la disaffezione
per la politica esiste ovunque ed è localmente accentuata dal fatto che in
passato i principali partiti (Dc e Pci) non riuscirono mai ad esprimere
personalità da proiettare sullo scenario politico nazionale. Secondo Alessandro
Becheroni (La Destra/Fiamma Tricolore) devono cambiare i politici, in quanto i
cittadini non si sentono da essi rappresentati, mentre a parere di Stefania Ballantini
(Lega Nord) certi errori hanno impedito ai governi di dare sicurezza ai
cittadini e l'unica soluzione va individuata nel federalismo. Troppe baruffe
tra i partiti hanno caratterizzato finora, a parere di Franceso Filoni (Pd) la
Seconda Repubblica, mentre secondo Roberto Fini (Udc) occorrerebbe aprire una
nuova fase istituzionale che conferisca un ruolo opportuno a tutte le forze
politiche, mentre invece quelle di cui sono rispettivi leader Silvio Berlusconi
e Walter Veltroni stanno catalizzando, grazie ai 'media', l'attenzione
nazionale "e gli altri ? ha aggiunto Fini ? non contano niente". Dopo
alcune brevi battute di tutti sulla 'laicità dello Stato' ? su cui si sono
particolarmente soffermati Lucia Geri (Comunisti italiani) e il candidato
socialista alla Camera David Luca Ferrari ? la successiva domanda riguardava le
proposte rispettivamente relative a soppressione di Province e Comunità
Montane. Si è dichiarato favorevole a entrambe Roberto Fini, auspicando
l'accorpamento dei Comuni e la riduzione dei costi della politica. Su
quest'ultima ha concordato Francesco Filoni, che riguardo alle Comunità Montane
ha però sottolineato che una nuova legge è in proposito discussa dalla Regione.
MENTRE poi Stefania Ballantini ha auspicato Province
assimilabili ai Cantoni svizzeri, Sandro Becheroni ha perorato l'abolizione
delle Province e la sopravvivenza degli Enti comunitari "laddove c'è
necessità che sopravvivano, senza però che siano 'case di riposo per politici
trombati'. Il Comune unico è al momento utopico, ma può far risparmiare denaro
pubblico". Carluccio Ceccarelli, ricordando di essere stato in
passato peronalmente 'bacchettato' dai partiti quando propose di costituire un
unico Comune montano, ha sottolineato che in quest'ottica doveva essere più
attivo il Comune di San Marcello. Alessio Filoni (Verdi) evidenziando le
particolarità industriali che hanno caratterizzato il nostro Appennino nel XX
secolo ha affermato che occorrono adesso razionalizzazione e investimenti.
Mentre anche Filippo Salemi (Forza Italia) rivendicava nuovi e inditi ruolo per
la realtà appenninica, l'interessante dibattito si è concluso con appelli al
voto in proprio favore da parte dei rappresentanti delle varie forze e
coalizioni.
( da "Nuova Ferrara, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
IL DIBATTITO
Province, validi motivi per discuterne Le province
italiane hanno un secolo e mezzo di vita e sono una realtà istituzionale e
organizzativa complessa, incaricata, almeno sulla carta, di molteplici
funzioni. Non è possibile abolirle da un giorno all'altro, con un tratto di
penna. Tuttavia sono anche istituzioni costose: l'ultimo bilancio aggregato
delle province italiane, pubblicato dall'Istat,
riguarda il 2005 e registra una spesa di 16,5 miliardi di euro. Istituzioni
sempre più "schiacciate" tra comuni e regioni, intrecciate e
sovrapposte con una pluralità di altri soggetti (voluti anch'essi da stato e
regioni) per governare il territorio e i servizi. Il discorso sul futuro delle province dovrebbe partire da dati di fatto e schemi di
governo all'altezza dei problemi. E' comprensibile che il presidente della
Provincia di Ferrara, Pier Giorgio Dall'Acqua, apprezzi il ruolo della
provincia, molto meno che voglia evitare una discussione seria e difendere
semplicemente lo status quo. Partiamo dai dati raccolti dall'Istat. Oltre il
51% del bilancio delle province italiane è
rappresentato dalle spese correnti. Di queste, quasi 2,4 miliardi di euro sono
assorbiti dal funzionamento della macchina amministrativa che comprende quasi
la metà dei costi del personale. Questi costi non potrebbero essere tutti
soppressi abolendo le province: il personale ad
esempio dovrebbe e potrebbe essere gradualmente ricollocato in altre funzioni o
presso altri enti territoriali; ma vi sono costi come quelli di segreteria
generale, gestione del personale e dell'organizzazione, gestione economica e
finanziaria, programmazione e controllo dell'ente, gestione delle entrate
tributarie e servizi fiscali che costano oltre 1,1 miliardi di euro. Altro che
i 2 euro all'anno per abitante che sarebbero, secondo Dall'Acqua, il costo
della governance politica delle province! Vogliamo
seriamente discutere di quante centinaia milioni potremmo recuperare solamente
abolendo funzioni amministrative non più necessarie al mantenimento in vita
dell'ente e attraverso la ridistribuzione dei suoi attuali compiti presso altre
strutture? Sempre leggendo le tabelle Istat vediamo che le spese correnti e in
conto capitale rappresentano quasi l'85% del bilancio (il restante 15% è
rappresentato dal rimborso dei prestiti e da spese per servizi per conto di
terzi). Alcune poche voci, tra quante compongono l'ampio e generico elenco
delle attribuzioni delle province, fanno il grosso
della spesa. Sommando alle spese di funzionamento quelle per l'istruzione (in
buona parte edilizia scolastica), i trasporti e la viabilità, la tutela
dell'ambiente e lo sviluppo economico, si arriva a quasi 14 miliardi. Si tratta
di ambiti di governo del territorio (trasporti, reti idriche e energetiche,
rifiuti, sicurezza e protezione ambientale, promozione economica) sul quale
operano nuovi soggetti interistituzionali: in Emilia Romagna, ad esempio, gli
ATO, le Agenzie regionali come l'Arpa, l'Arni, l'Ardsu (ambiente, navigazione
interna, diritto allo studio, rispettivamente), nuove agenzie di scopo come
l'Ami (mobilità), le Aziende sanitarie (servizi per la salute e l'igiene
pubblica), agenzie per lo sviluppo (come la Sipro). Voglio dire che se si
abolissero le province vi sarebbero già strumenti
tecnici, predisposti sia a scala territoriale vasta, che a scala regionale
pronti ad intervenire per rilevarne i compiti e gestirne la spesa, forse con un
migliore livello di specializzazione e di efficacia. O vogliamo sostenere che
comunque la presenza delle province è indispensabile
per la gestione della pesca nelle acque interne, per le quali non mi pare ci
sia un altro ente predisposto? Delle due l'una: o si provvede a ripensare
drasticamente l'articolazione delle province, se non
abolendole, almeno ridimensionandone drasticamente ruolo e bilancio o si
sfoltisce quella rete di strumenti (che ho solo parzialmente passato in
rassegna) e che rappresentano un livello di governo alternativo sul piano
territoriale e settoriale. Le province, obietta Dall'Acqua,
sono però un ente elettivo, democratico, e non derivato e tecnocratico, come
sarebbe una agenzia regionale. Invero la reale rappresentatività democratica
delle province potrebbe essere discussa a fondo.
Innanzitutto perché spesso sono state e sono di fatto il luogo in cui a
rappresentarsi sono i comuni (ovvero sindaci e assessori) assai più che i
cittadini; in secondo luogo perché le province erogano
servizi ai cittadini in misura del tutto marginale (l'Istat assegna alle
entrate per servizi pubblici ben meno dell'1% del bilancio provinciale); infine
perché i bilanci dipendono assai più dai trasferimenti da stato e regioni che
dalla autonomia impositiva delle province. Tuttavia,
obietta ancora Dall'Acqua, svolgono una importante funzione di supporto tecnico
per i comuni, oltre a elaborare e gestire progetti a scala sovracomunale. Ma
nel primo caso c'è da dire che sono nate le Unioni dei comuni (per superare la
eccessiva frammentazione dei piccoli comuni) e sono frequenti i supporti
tecnico-amministrativi che i comuni maggiori prestano ai comuni più piccoli (ne
è esempio il comune di Ferrara). Inoltre bisognerebbe chiedersi se la provincia
sia la dimensione giusta per progettare e gestire progetti che spesso
appartengono a reti territoriali e istituzionali sovra e interprovinciali:
basta pensare alla viabilità e alle strutture logistiche, alle reti
acquedottistiche e energetiche, ai sistemi tecnologici. Molto più efficace
potrebbe essere il coinvolgere le conferenze dei comuni interessati e affidare
alla regione e alle sue agenzie specialistiche la predisposizione e la gestione
di progetti, appalti e lavori. Quanto alle deleghe e alle risorse ricevute
dalle regioni per gestire compiti che esse affidano alle province
bisognerebbe seriamente chiedersi se ciò non risponda semplicemente alla
esigenza di riempire di contenuti strutture che le regioni non possono
sopprimere (e dunque in qualche modo vanno pure usate) e se migliori risultati
di spesa si avrebbero riorganizzando e potenziando le agenzie regionali. Tra i
costi occulti delle province bisognerebbe poi
considerare la complicazione istituzionale. Un livello istituzionale in meno
consentirebbe di semplificare e abbreviare le procedure e tempi delle decisioni
politiche e amministrative: e tutti sappiamo quanto questi costi siano non solo
onerosi, ma anche odiosi, per i cittadini e le imprese. Mi
pare ve ne sia abbastanza per non arroccarsi a difesa dello status quo! Vi sono
ben validi motivi per discutere seriamente della abolizione delle province e della efficienza della pubblica amministrazione. Maria Giulia
Simeoli Capogruppo PdCI, Comune di Ferrara.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
04-04-2008)
Argomenti: Province
RAVENNA CRONACA pag.
9 APPUNTAMENTO elettorale, ieri sera nella sala del Circolo dei Forestieri, per
Giancarlo Mazzuca, ex direttore di Qn e 'Carlino' ora candidato alla Camera dei
Deputati per il Popolo della libertà, intervistato da Pierluigi Visci, attuale
direttore di Qn e 'Carlino'. Assieme a Mazzuca era presente anche Giampaolo
Bettamio, candidato al Senato per il Pdl. Stimolati dalle domande di Visci, i due forzisti hanno spaziato dai grandi temi nazionali (come le
liberalizzazioni, la vicenda Alitalia e l'abolizione delle province) a quelli più strettamente locali (un nuovo modello per il
turismo, l'oligopolio di Hera i fondi pubblici stanziati dall'Emilia Romagna
per la cooperazione). "Mi sento ancora più giornalista che parlamentaree ?
ha confessato Mazzuca ? ma è troppo facile prendersela sempre con i
politici. Ho accettato la candidatura per portare avanti idee nuove".
Giancarlo Mazzuca si prefigge "di dare un apporto ai valori della Romagna,
di diventare un punto di collegamento per sviluppare le potenzialità del
territorio". Il candidato del Pdl affronta temi spinosi come quelli
dell'Alitalia ("Sarebbe un grave errore farla finire in mano francese) e
delle liberalizzazioni ("Servono quelle vere e non quelle finte fatte da
Bersani). Ma si sofferma soprattutto sulle problematiche locali: "Il
nostro turismo sta perdendo colpi, dobbiamo trovare nuove proposte e nuovi
modelli di divertimento per rilanciarlo", Il senatore Giampaolo Bettamio,
dal canto suo, ha sottolineato soprattutto l'importanza di nuove infrastrutture
per il Paese, i problemi della burocrazia, la necessità di supportare le
piccole e medie imprese. Numerose, intanto, le iniziative elettorali in
programma oggi. Per il Pd alle 10 incontro al mercato di Massa Lombarda per
Vidmer Mercatali, che alle 11.30 sarà a Ravenna, insieme a Gabriele Albonetti,
alla conferenza stampa degli Ecodem, al Punto Pd. Alle 20.30, al Circolo Arci
di Punta Marina, incontro con il sottosegretario Guido Tampieri. In mattinata
il candidato alla Camera per la Pdl, Roberto Petri, sarà al mercato di San
Pietro in Vincoli. La sera parteciperà a un incontro con imprenditori e
operatori economici al Circolo dei forestieri. I candidati ravennati dell'Udc,
Giancarlo Frassineti e Daniela Mazzoni saranno impegnati nel tardo pomeriggio
nei lidi sud, con il punto mobile d'informazione. Alle 18.30, al caffè
Grand'Italia di piazza del Popolo, forum socialista con i candidati Maurizio
Miserocchi e Massimo Corbelli. Alle 18, all'Artcafè di via Antica Zecca,
incontro con l'onorevole Gianluca Pini della Lega Nord; e Rodolfo Ridolfi,
candidato al Senato per la Pdl. Alle 21 sarà poi nella sala della 3ª
circoscrizione, in via Aquileia, il candidato premier del Partito comunista dei
lavoratori, Marco Ferrando, affiancato dal capolista per la Camera, Michele
Terra.
( da "Centro, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Di Fabio Melilli *
Province, l'utilità di un ente intermedio Si fa acceso il dibattito
sull'utilità delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di
riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica.
Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al paese evitando generalizzazioni
facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura
burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica.
Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale
livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni. Troppo spesso i livelli di
governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi
ad aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva
davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare,
caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di
rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere
sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tantomeno
dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini
ed alle imprese. D'altronde la città metropolitana, che è prevista dalla nostra
Costituzione repubblicana, non è forse una forma di governo di un'area vista
che, sostituendo la Provincia, dà risposte più efficaci a temi che superano i
confini comunali? Potrei anche argomentare sulla necessità di una
rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le
rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono
organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, o, con un
pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da
centinaia di migliaia di cittadini rispetto ai chi oggi viene semplicemente
nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente
fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema
pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere,
se riuscissimo ad idenditicare con puntualità le competenze di ognuno, tornando
a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente
su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad
una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello,
senza rinnegare il cammino veso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un
decennio. Oltre a ciò, a tutti i fautori dell'abbolizione
delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto
all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia
promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra
strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese
che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di
agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi,
sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza.
Una normativa che ne riducesse il numero e riportasse le funzioni in capo agli
enti ad elezione diretta, ci consentirebbe risparmi ben più significativi della
eliminazione di un livello di governo. Proviamo ad iniziare da qui, e ci accorgeremo
che i risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di
aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa
rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti
le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai
intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà
che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua
parte con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di
ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi che ci
sono, e sono molti. * Presidente dell'Upi (Unione Province Italiane).
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
04-04-2008)
Argomenti: Province
Chiudi Un grande
incontro con amici e sostenitori per tracciare un bilancio della sua campagna
elettorale. Ma anche per ascoltare il suo sostenitore Berlusconi che lo saluta
con una promessa non troppo gradevole: "Alfredo Antoniozzi sa bene che
lavorerà per un ente che presto aboliremo". Con questa
battuta il leader del Pdl saluta il candidato alla Provincia, Antoniozzi,
prendendo la parola nel corso della cena di autofinanziamento all'Ergife.
"Dal momento della fondazione delle Regioni - dice Berlusconi - tutti si
aspettavano l'abolizioni delle Province. Abbiamo calcolato che se ne
ricaverebbe un risparmio di dodici miliardi di euro". Una serata
che diventa per Antoniozzi l'occasione per spiegare i punti più importanti del
suo programma: "Ho percorso
( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
VERSO IL VOTO. CANTI
POPOLARI PER DILIBERTO A PALLANZA Intini rilancia il Psi unito "Tagli? Via
le prefetture" Ministro Damiano a Domo parla di lavoro e Alitalia Il
ministro Cesare Damiano, il segretario dei Comunisti italiani Oliviero
Diliberto, il sottosegretario agli Esteri Ugo Intini, il senatore del Pd (ex
presidente nazionale delle Acli) Luigi Bobba e il vice presidente del Parlamento
europeo Mario Mauro: anche ieri è stata un'intensa giornata di campagna
elettorale in provincia con molti volti noti della politica. Tre le tappe del
tour di Ugo Intini, capolista alla Camera per il Partito socialista: al mercato
di Omegna, al Chiostro di Intra e a Domodossola. A Verbania Intini ha parlato
dell'obiettivo, a suo dire riuscito, di riunire tutti i movimenti nati tra il
'92 e il '94 dopo il ciclone che travolse il Psi di Craxi. Intini ha parlato
con il numero
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Monfalcone Le
prenotazioni in farmacia lFederfarma apprende, dalle parole del consigliere
comunale di Monfalcone Barbara Zilli, che sono stati reperiti i fondi destinati
ad attivare in tutte le farmacie della provincia, nessuna esclusa, le
prenotazioni di esami clinici (cup). Le riserve a suo tempo manifestate da
Federfarma erano infatti riferite alla prima illustrazione del progetto, che
prevedeva l'attivazione del servizio solamente in poche farmacie nell'intera
provincia, anziché in tutte le 41 presenti sul territorio, creando così una
disparità di trattamento fra chi avrebbe avuto la fortuna di risiedere nelle
vicinanze di uno sportello attivato e chi no. A Trieste infatti tutte le
farmacie sono state coinvolte nel progetto, così da offrire un servizio
omogeneo. Federfarma è sempre stata disponibile a offrire un'integrazione
organica delle farmacie nel sistema sanitario regionale, avendo quale obiettivo
l'ottenimento di un servizio al cittadino capillare, ben strutturato ed
omogeneo sul territorio. In tale ambito pensiamo non sia da sottovalutare
l'accordo stipulato dall'assessore regionale alla Salute Beltrame con
Federfarma regionale, che prevede l'acquisto da parte della Regione, tramite
una sua struttura, dei farmaci ad alto costo del prontuario terapeutico
ospedaliero e la loro successiva distribuzione attraverso la rete delle
farmacie, abbinando al massimo risparmio per le casse regionali il miglior
servizio per i cittadini. Anche in questo caso, come ben evidenziato a
proposito del cup, evitare l'affollamento nelle strutture pubbliche, avere una
maggiore disponibilità e flessibilità di orari di accesso, ritirare il farmaco
vicino a casa , saranno misure che il cittadino sicuramente non mancherà di
apprezzare. È appunto nell'ottica di una condivisione delle politiche del
farmaco e degli obiettivi conseguenti, che Federfarma si dichiara pronta a
collaborare con gli enti preposti, per qualificare ulteriormente l'assistenza
farmaceutica, valorizzando i rispettivi ruoli e le professionalità coinvolte,
ma sempre con attenzione alla capillarità e all'omogeneità del servizio sul
territorio. Pierpaolo Marzini Gli idrovolanti e le sigle dei Cant lLeggo sul
Piccolo l'articolo su Umberto Balducci, assunto nel 1938 dal Cantiere aeronautico.
Ad un certo punto l'articolista (se non leggo male) afferma che gli idrovolanti
progettati da Zappata erano della serie Cant Z 500 e Cant Z 1000 "diversi
fra loro perché utlizzati rispettivamente per usi militari e civili". Mi
spiace di dover rettificare, il numero 500 indicava gli idrovolanti ed il
numero 1000 indicava gli aerei terrestri e la rassegna di foto che mi dicono
presentata alla Mostra (non ho avuto ne il piacere ne l'occasione di visitarla
nelle due inaugurazioni, anche se ho collaborato proprio e non solo per la
parte documentativa fotografica) ne è la miglior riprova. Ho letto con molto
interesse anche l'articolo di Domenico Diaco sulla storia dei Cantieri di
Monfalcone ma devo fare una precisazione. L'accenno alla riproduzione in scala
di un idrovolante Cant credo si riferisca al grande modello (scala 1/5)
realizzato dalla Fincantieri per l'occasione, ma in questo caso non si tratta
dell'idrovolante progettato per il trasporto passeggeri a lungo raggio (e del
quale si pensò anche ad un impiego dimostrativo come citato nell'articolo), la
cui denominazione è Cant Z 511; si tratta invece del Cant Z
( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
[FIRMA]ALESSANDRA
PIERACCI GENOVA Acceso faccia a faccia televisivo tra Giovanna Melandri,
capolista alla Camera per il Pd, e Claudio Scajola, di fatto anch'egli
capolista (dietro Berlusconi e Fini) in Liguria, per il Pdl. Intervistati dal
direttore di Primocanale, Mario Paternostro, con Davide Lentini, i due
esponenti politici hanno affrontato i temi principali della campagna
elettorale, e in particolare il caso Alitalia, la questione del carovita, il
problema di stipendi, pensioni, tassazione e aiuti alle famiglie. Unici punti
su cui è stato trovato quasi un accordo, scendendo su temi più locali, il sì
alla realizzazione di un termovalorizzatore a Genova e l'abolizione
delle Province per tagliare i costi della politica. Rivendicando quanto fatto
per la Liguria dal governo Prodi, ovvero il federalismo fiscale attraverso
l'extragettito, Melandri ha sottolineato che il "Patto per la
Liguria" sottoscritto dai candidati del Pd prevede "la proposta per
questa regione degli obiettivi nazionali", mentre Scajola ha parlato
di realizzazione della gronda di Genova, Terzo valico, raddoppio della ferrovia
a Ponente, creazione di un'unica autorità portuale per il sistema porti della
regione. "Ci presentiamo con una proposta politica diversa dalla
coalizione che ha sostenuto Prodi - ha detto Melandri prendendo le distanze dal
governo uscente -. Abbiamo capito che non si può governare il Paese con una
coalizione che va da Mastella a Pecoraro, a Diliberto. Questo ha corroso
l'azione di governo giorno dopo giorno. Avremo dodici ministri di uno stesso
gruppo parlamentare". "Una scelta epocale dovuta alla crisi di un
modello che non funzionava", la replica di Scajola. "Veltroni ha
promesso l'annuncio di alcuni membri del governo prima delle elezioni, Berlusconi
non può perchè siete 10 forze politiche distinte e dovrete mettervi
d'accordo", ha ribattuto Melandri. "Faremo gruppi parlamentari uniti
il 29 aprile quando ci presenteremo in aula e poi faremo il percorso
costituente per la dirigenza del partito", ha detto ancora Scajola. Sulla
scelta delle candidature, l'ex ministro del governo Berlusconi ha dichiarato:
"Abbiamo fatto una lista competitiva, scegliendo persone che hanno
maggiore consenso in ognuna delle province".
"I nostri candidati non sono tutti liguri - ha risposto Melandri -, ma
hanno molto lavorato per questa regione come Stefano Fassina, giovane
economista brillante che ha inventato il meccanismo dell'extragettico. Mi sento
onorata, non catapultata in Liguria". Roventi le reciproche accuse sulla
legge elettorale e sulle previsioni di vittoria. A chi gli chiedeva se fosse
fondamentale nella strategia del Paese l'aeroporto di Albenga, Scajola ha
risposto: "Ritengo strategico aumentare tutte le comunicazione, gli
aeroporti regionali sono risorsa fondamentale. A Genova c'è un aeroporto
scandaloso".
( da "Sanremo news" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
Nel pomeriggio di
ieri in piazzale Rigolè si è svolto il banchetto del PCL, dove abbiamo
raggiunto Daniele De Luca, che è candidato alla camera dei deputati ed è il più
giovane candidato della provincia di Imperia, visti i suoi 25 anni. Che effetto
ti fa ad essere il solo candidato più giovane della provincia? "Sono
contento per la fiducia che mi ha riposto il partito, e questo vale anche per
altri candidati giovani del PCL." Non ti spaventa la candidatura, vista la
tua giovane età? "No, non mi spaventa, anche perchè è un'abitudine del
partito investire sui giovani, a differenza delle altre forze politiche che
concorrono in queste elezioni, che se candidano dei giovani come li definiscono
loro, superano i trent'anni e magari sono figli di industriali, uno su tutti
Collanino nel PD." Se fossi eletto quale sarebbe il tuo primo
provvedimento? "Stabilizzazione dei lavoratori precari, soprattutto di
quei giovani che ogni giorno subiscono angherie sul proprio posto di lavoro, aumento delle pensioni minime e di invalidità e l'abolizione dei
privilegi clericali." Come vedi la presenza del PCL in provincia? "In
questi due anni abbiamo dimostrato di essere la realtà di sinistra più attiva
sul territorio, grazie ad un gruppo composto prevalentemente da giovani molti
dei quali neofiti e a figure militanti come i compagni Mingione e Ranise della
zona intemelia. Inoltre si ha avuto il coraggio di proporre temi di un
determinato spessore sociale e di opporsi con tenacia alla giunta Borea e al
governo 'confindustriale' di Romano Prodi." Ti spaventa più una vittoria
del PDL o del PD? "Ciò ci è indifferente, nel quinquennio in cui ha
governato il centro-destra, Berlusconi si è interessato solo a fare leggi ad
personam e a raddoppiare il suo patrimonio familiare come indicano le statistiche
Forbes. Col governo Prodi, invece, sono stati dati 11 miliardi di euro a
confindustria in cambio di zero assunzioni e questi soldi sono stati usati per
delocalizzare le aziende nazionali in Cina e Romania. Le spese militari sono
aumentate, 30 miliardi di euro, tutti soldi che a nostro modo di vedere
potevano essere investiti nello stato sociale. Nonostante Walter Veltroni
faccia di tutto per spacciarsi come 'nuovo' e come paladino dei precari, è
doveroso ricordare che nel primo governo Prodi, di cui era vice presidente del
consiglio, tramite l'imposizione di un voto di fiducia, anche con la complicità
dei gruppi dirigenti dell'attuale Sinistra Arcobaleno, si fece approvare in
parlamento il 'pacchetto Treu' che diede vita alle prime leggi sul lavoro
precario." In conclusione, quale risultato pensate di ottenere in
provincia? "Per il lavoro compiuto in questi due anni, speriamo di fare un
buon risultato, anche se per un partito rivoluzionario come il nostro è
difficile da quantificare. Sfruttiamo questo momento elettorale per rendere
maggiormente visibile il nostro programma e le nostre azioni sul territorio.
Invito la cittadinanza a sostenerci elettoralmente, ribadendo che il vero voto
utile è il voto non tradito.".
( da "Corriere Adriatico" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
"Penso alle
decine di migliaia di commissari, agenziee società che sono fiorite negli anni
moltiplicando le usciteEvitiamo la demagogia che riduce la democrazia, non gli
sprechi" Il presidente Ucchielli decisamente contrario all'abolizione dell'Ente: "Meglio abbassare i costi della
politica" "Troppa burocrazia, ma la Provincia è necessaria"
pesaro - E' una riflessione "indispensabile e doverosa", quella di
Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e dell'Upi
(Unione delle Province) delle Marche, "mentre avanza la campagna
elettorale e si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle
Province". In realtà, "la discussione generale sottolinea il
presidente Palmiro Ucchielli verte sulla necessità di riformare le nostre
istituzioni e ridurre i costi della politica. Evitiamo, perciò,
generalizzazioni facili e scontate: una cosa è, infatti, l'eccessiva e
insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono
i costi della politica. Sul primo tema è indubbio che il nostro Paese non può
più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni
dei vari livelli di governo, ma è altrettanto vero che, di fronte a tale
situazione, può servire a poco abolire un singolo livello". Quel che
interessa il presidente dell'Upi Marche è, piuttosto, "centrare
l'attenzione su ciò che si può fare realmente per migliorare l'efficienza dei
servizi nell'intero sistema pubblico: se ogni livello di governo fosse
obbligato a fare il proprio mestiere, una volta identificate, con puntualità,
le competenze di ognuno, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale
sia il livello di governo che, per dimensione, possa assolvere al meglio ad una
precisa funzione, credo riusciremmo a ricostruire un sistema credibile e molto
più snello dell'attuale, senza rinnegare il cammino verso il federalismo, iniziato
da oltre un decennio, ma mai concluso". Quindi l'invito a quanti
vorrebbero l'abolizione delle Province. "Vorrei ricordare incalza il
presidente Ucchielli soprattutto a coloro che, addirittura, hanno votato
l'istituzione di nuove amministrazioni provinciali o a quelli che a Roma sono
abolizionisti e in periferia promuovono comitati per costituirne ancora di
nuovi, che c'è un'altra strada, più immediata e concreta, per snellire la
pubblica amministrazione e abbassare i veri costi della politica". Tradotto:
"Penso alle decine di migliaia di commissari, agenzie, enti, società che
il nostro Paese, come la nostra regione, ha visto fiorire negli ultimi anni e
che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli
elettori scelte e decisioni che per il grande rilievo che hanno meriterebbero
tale confronto e giudizio. Una normativa, allora, che ne riducesse
drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione
diretta, ci consentirebbe, da subito, risparmi ben più significativi rispetto
all'eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla
Costituzione". Un ultimo spunto: "Mi permetto di aggiungere chiosa
Ucchielli che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa
rispetto alla riduzione dei costi della politica, fermo restando che su questo
fronte si può e si deve fare molto, recuperando la sobrietà che si è
oggettivamente perduta. Una strada, quest'ultima, percorribile se ognuno farà
la sua parte, evitando soluzioni generalizzate e demagogiche che rischiano di
ridurre soltanto gli spazi della democrazia, e non gli sprechi".
( da "Dagospia.com" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
CAFONALINO ? CENA DE
PAURA PER IL CAVALIERE TRAPIANTATO: ATTOVAGLIATI GIOIA SCOLA, ANNA BETTOZZI,
SILVANA PAMPANINI ? NON CHIAMATELA CAMPAGNA ELETTORALE, E' UN TUNNEL DEGLI
ORRORI... Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo (Agi) - "Oggi ho fatto la piu'
grande maratona della tv. Ho parlato per 9 ore e 20 minuti". Silvio
Berlusconi si presenta alla cena offerta dal candidato del Pdl alla provincia
di Roma Alfredo Antoniozzi e la prima cosa che spiega alla platea e' che vuole
abolire le province. Silvio Berlusconi all'Ergife"
onClick="return popup(this, 'gallery', 800, 800)"> Silvio
Berlusconi all'Ergife" onClick="return popup(this, 'gallery', 800,
800)"> Silvio Berlusconi all'Ergife" onClick="return
popup(this, 'gallery', 800, 800)"> Silvio Berlusconi all'Ergife" onClick="return
popup(this, 'gallery', 800, 800)"> "Dall'abolizione delle province avremo 12 miliardi di euro di risparmio" dice
l'ex premier spiegando di aver fatto una prima stima in proposito. Il candidato
premier del Pdl tuttavia osserva che "non e' giusto gettare la colpa
addosso sempre alla casta dei politici. Lo sapete - aggiunge parlando in una
sala di un albergo romano - io non ho simpatia per la casta. Anzi, mi sento di
rappresentare l'antipolitica, sono un imprenditore prestato alla causa".
Berlusconi nel suo intervento ha ribadito la teoria del 'voto utile': "Se
non abbiamo una vasta maggioranza non riusciremo a cambiare un paese che e' in
declino. Bisogna anche ragionare - ha osservato - che l'economia americana
subira' un arresto. Le famiglie americane hanno speso di piu' di quanto
guadagnavano. Per questo motivo noi dobbiamo far fronte ad una situazione
difficile e dobbiamo ottenere il piu' ampio consenso possibile". Dagospia
04 Aprile 2008.
( da "Padania, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province
LA POLEMICA
Province, che futuro? "Silvio si contraddice, un tempo era a favore"
"Silvio Berlusconi mi sembra si stia contraddicendo in questi giorni,
parla di abolizione della Province, quando in un passato recente ha più volte
promesso l esatto contrario". Il presidente della Provincia di Treviso e
membro del direttivo Upi, Leonardo Muraro, si riferisce ad un incontro con il
candidato premier del Pdl avvenuto alcuni mesi fa in una seduta del Parlamento
del Nord. In quell occasione fu proprio il leghista Muraro a rivolgere una
domanda diretta a Berlusconi sulle future sorti dell Ente provinciale ottenendo
una rassicurazione in merito alle sue intenzioni programmatiche. "Ieri, a
conferenza stampa Silvio Berlusconi una volta di più si è smentito" ribadisce
Muraro. "Comunque voglio ringraziare personalmente Roberto Maroni dichiara
Leonardo Muraro riferendosi ad una intervista rilasciata alla stampa dall
onorevole Maroni perché ha espresso un concetto preciso: le Province non si
toccano. Sappiamo bene che gli sprechi della politica vanno cercati altrove,
sono altri gli Enti da eliminare. Le Province sono una risorsa per l Italia,
sono le uniche istituzioni in grado di gestire un area vasta, con importanti
competenze in materia di viabilità, edilizia scolastica, ambiente, formazione,
lavoro, turismo, urbanistica& solo per citarne alcune. Parlare di
abolizione ha dunque davvero poco senso, tranne forse per quei territori che
corrispondono alle aree metropolitane. Maroni ha dunque ribadito a chiare
lettere quanto aveva già affermato in una riunione cui era presente lo stesso
presidente dell Unione delle Province Italiane, Fabio Melilli. "Comunque
conclude Muraro mi auguro davvero che Berlusconi non abbia cambiato idea sull
importanza delle Province, visto che lui stesso ne ha fatte approvare 4 di
nuove in Sardegna sotto il suo Governo. Concludendo, l Italia deve ritrovare la
sua brillantezza, il Nord in particolare. Per questo, piuttosto che cercare gli
sprechi nelle Province, pensiamo ad attuare il Federalismo Fiscale e l
Autonomia". Anche per il Presidente dell Upi, Fabio Melilli "sarà
bene che i Presidenti di Provincia e ancor più i candidati alle elezioni
provinciali del Pdl spieghino al candidato Premier Silvio
Berlusconi l errore che si ostina a commettere nel definire enti inutili le
Province italiane e nel sostenerne l abolizione. Chi continua a sostenere l
abolizione delle Province nasconde con un operazione demagogica la carenza di
proposte realistiche di riduzione dei costi del sistema burocratico del nostro
paese e di una seria riforma della Pubblica amministrazione. In un paese
nel quale negli ultimi anni sono proliferati a dismisura enti, agenzie e
società che assumono decisioni rilevanti in ogni campo sottraendosi al giudizio
degli elettori, sarà bene che le forze politiche passino dalla demagogia a
soluzioni realmente efficaci". [Data pubblicazione: 03/04/2008].