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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DEL 4-4-2008       #TOP


Report "Province"

Abolire le province non aiuta a tagliare i costi della politica ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ai fautori dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica.

Le riunioni per il Torneo della Montagna ( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Torneo della Montagna, discutendo anche di alcune novità regolamentari come l'abolizione delle deroghe, l'aumento di 1 giocatore tra i non locali (da 4 a 5) e il numero minimo di giocatori locali del Comune in campo (2). Ma si parlerà tanto anche dei prossimi campionati provinciali, Open e giovanili, e dei tanti corsi che il Comitato di Modena del Csi organizza in tutta la provincia.

L'utilita' delle province ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ai fautori dell'abolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti e in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica.

Ecomuseo L'apertura slitta a ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: MENTRE poi Stefania Ballantini ha auspicato Province assimilabili ai Cantoni svizzeri, Sandro Becheroni ha perorato l'abolizione delle Province e la sopravvivenza degli Enti comunitari "laddove c'è necessità che sopravvivano, senza però che siano 'case di riposo per politici trombati'. Il Comune unico è al momento utopico, ma può far risparmiare denaro pubblico".

Province, validi motivi per discuterne ( da "Nuova Ferrara, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Mi pare ve ne sia abbastanza per non arroccarsi a difesa dello status quo! Vi sono ben validi motivi per discutere seriamente della abolizione delle province e della efficienza della pubblica amministrazione. Maria Giulia Simeoli Capogruppo PdCI, Comune di Ferrara.

APPUNTAMENTO elettorale, ieri ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: i due forzisti hanno spaziato dai grandi temi nazionali (come le liberalizzazioni, la vicenda Alitalia e l'abolizione delle province) a quelli più strettamente locali (un nuovo modello per il turismo, l'oligopolio di Hera i fondi pubblici stanziati dall'Emilia Romagna per la cooperazione). "Mi sento ancora più giornalista che parlamentaree ? ha confessato Mazzuca ?

Province, l'utilità di un ente intermedio ( da "Centro, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: tutti i fautori dell'abbolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica.

Un grande incontro con amici e sostenitori per tracciare un bilancio della sua campagna elettorale. ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Con questa battuta il leader del Pdl saluta il candidato alla Provincia, Antoniozzi, prendendo la parola nel corso della cena di autofinanziamento all'Ergife. "Dal momento della fondazione delle Regioni - dice Berlusconi - tutti si aspettavano l'abolizioni delle Province. Abbiamo calcolato che se ne ricaverebbe un risparmio di dodici miliardi di euro".

Intini rilancia il Psi unito "Tagli? Via le prefetture" ( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Nigra, spiegando i tagli ai costi della politica, ha proposto l'abolizione delle prefetture ma la tutela di Province e Comunità montane. Da Intini anche un pensiero al candidato "mancato" Giorgio Quaglia: "Impossibile per un territorio così piccolo come il vostro pensare di avere il numero 2 in lista".

Monfalcone Le prenotazioni in farmacia lFederfarma apprende, dalle parole del consigliere comunale d... ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici e in seguito della Tarsu sulla prima casa, sgravi fiscali sugli affitti, controlli sui prezzi dei generi di prima necessità ecc. ecc. Se il nuovo governo, quale esso sia, "manterrà" quanto promesso, a noi cittadini italiani, lavoratori pensionati ci avanzeranno soldi dai nostri stipendi e dalle nostre pensioni.

Melandri-Scajola ( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province per tagliare i costi della politica. Rivendicando quanto fatto per la Liguria dal governo Prodi, ovvero il federalismo fiscale attraverso l'extragettito, Melandri ha sottolineato che il "Patto per la Liguria" sottoscritto dai candidati del Pd prevede "la proposta per questa regione degli obiettivi nazionali"

Sanremo:intervista a De Luca (PCL), il candidato più giovane ( da "Sanremo news" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: aumento delle pensioni minime e di invalidità e l'abolizione dei privilegi clericali." Come vedi la presenza del PCL in provincia? "In questi due anni abbiamo dimostrato di essere la realtà di sinistra più attiva sul territorio, grazie ad un gruppo composto prevalentemente da giovani molti dei quali neofiti e a figure militanti come i compagni Mingione e Ranise della zona intemelia.

"Troppa burocrazia, ma la Provincia è necessaria" ( da "Corriere Adriatico" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ente: "Meglio abbassare i costi della politica" "Troppa burocrazia, ma la Provincia è necessaria" pesaro - E' una riflessione "indispensabile e doverosa", quella di Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e dell'Upi (Unione delle Province) delle Marche, "mentre avanza la campagna elettorale e si fa sempre più acceso il dibattito sull'

CAFONALINO CENA DE PAURA PER IL CAVALIERE TRAPIANTATO: ATTOVAGLIATI GIOIA SCOLA, ANNA BETTOZZI, SILVANA PAMPANINI NON CHIAMATELA CAMPAGNA ELETTORALE, E' UN TUNNEL DEGLI ORRORI ( da "Dagospia.com" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Ergife" onClick="return popup(this, 'gallery', 800, 800)"> "Dall'abolizione delle province avremo 12 miliardi di euro di risparmio" dice l'ex premier spiegando di aver fatto una prima stima in proposito. Il candidato premier del Pdl tuttavia osserva che "non e' giusto gettare la colpa addosso sempre alla casta dei politici.

Province, che futuro? <Silvio si contraddice, un tempo era a favore> ( da "Padania, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Premier Silvio Berlusconi l errore che si ostina a commettere nel definire enti inutili le Province italiane e nel sostenerne l abolizione. Chi continua a sostenere l abolizione delle Province nasconde con un operazione demagogica la carenza di proposte realistiche di riduzione dei costi del sistema burocratico del nostro paese e di una seria riforma della Pubblica amministrazione.


Articoli

Abolire le province non aiuta a tagliare i costi della politica (sezione: Province)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

FABIO MELILLI * Mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci. Faremmo un buon servizio al paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi e aumenta i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno a un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le province. D'altronde la città metropolitana prevista dalla Costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, dà risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Mi interessa centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione. * (presidente Unione province italiane).

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Le riunioni per il Torneo della Montagna (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

Dopo le riunioni organizzate martedì 18 marzo a Riolunato, alla presenza di Riolunato, Virtus Pieve, Bortolotti e Fiumalbo, e martedì 25 marzo a Romanoro, con la partecipazione di Romanoro, Farneta, Boccasuolo, Casola, Frassinoro e Fontanaluccia, ieri sera è proseguito l'appuntamento con le serate che il Csi Modena realizza insieme alle società del nostro Appennino. Il terzo incontro in montagna è stato ospitato dal Polinago e ha visto la partecipazione di diverse società, tra cui Montefiorino, Squilibrati, Costrignano e Palagano (che avevano saltato la riunione di Romanoro) Verica, Sant'Antonio, Asd Pavullo, Frantoio Fondovalle, Balugola Riccò, Monfestino, Pescarola, Prignanese, San Dalmazio, Serramazzoni, Montebaranzone, Pigneto, Saltino, Val Rossenna, Villa Pineta e Virtus Pavullese. Il 10 aprile è in calendario l'ultima riunione, che si terrà a Zocca. Insieme alle società i responsabili del Csi parleranno del Torneo della Montagna, discutendo anche di alcune novità regolamentari come l'abolizione delle deroghe, l'aumento di 1 giocatore tra i non locali (da 4 a 5) e il numero minimo di giocatori locali del Comune in campo (2). Ma si parlerà tanto anche dei prossimi campionati provinciali, Open e giovanili, e dei tanti corsi che il Comitato di Modena del Csi organizza in tutta la provincia.

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L'utilita' delle province (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

LE RIFORME L'UTILITA' DELLE PROVINCE di FABIO MELILLI Mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci e incisive. Per questo mi permetto di chiedere ospitalità al suo giornale nella speranza di poter offrire un utile contributo. Innanzi tutto credo che faremmo un buon servizio al paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti l'eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni e ognuno dilata i tempi e aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di Comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle Regioni, pena il ritorno a un nuovo centralismo non utile ai cittadini e alle imprese. E chi conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province. D'altronde, la città metropolitana prevista dalla Costituzione non è forse una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la Provincia, dà risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a lungo sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa, invece, centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo a identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere a una funzione, credo riusciremmo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo cominciato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti e in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti a elezione diretta ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi dell'eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo a cominciare da qui e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte, con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi, che ci sono e sono molti. Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di chiederle di aprire attraverso il suo giornale un dibattito, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di Provincia a offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene del nostro paese.

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Ecomuseo L'apertura slitta a (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

MONTAGNA PISTOIESE pag. 9 Ecomuseo L'apertura slitta a MONTAGNA di ALESSANDRO TONARELLI LA NAZIONE ha messo i politici locali a confronto su temi elettorali. In un salone Baccarini (gentilmente concesso dalla Società operaia di mutuo soccorso presieduta da Stefano Gaggini) gremito da un pubblico che, confermando la disaffezione dei cittadini verso la politica, era composto prevalentemente da "addetti ai lavori", il nostro giornale aveva chiamato mercoledì sera a confronto i rappresentanti locali di tutte le forze politiche che concorrono alla tornata elettorale di domenica 13 e lunedì 14. Appunto il modo di recuperare, da parte della popolazione, interesse per la gestione della cosa pubblica è stata la prima domanda che abbiamo rivolto agli ospiti, ottenendo risposte peraltro diversificate. SECONDO David Luca Ferrari (Socialisti) una 'grande riforma' dovrebbe produrre modalità elettorali e realtà istituzionali che consentano ai governi di governare, mentre a parere di Luisa Soldati (Rifondazione comunista) occorre recuperare la voglia di far politica che caratterizzò il secondo dopoguerra. Carluccio Ceccarelli (An) la disaffezione per la politica esiste ovunque ed è localmente accentuata dal fatto che in passato i principali partiti (Dc e Pci) non riuscirono mai ad esprimere personalità da proiettare sullo scenario politico nazionale. Secondo Alessandro Becheroni (La Destra/Fiamma Tricolore) devono cambiare i politici, in quanto i cittadini non si sentono da essi rappresentati, mentre a parere di Stefania Ballantini (Lega Nord) certi errori hanno impedito ai governi di dare sicurezza ai cittadini e l'unica soluzione va individuata nel federalismo. Troppe baruffe tra i partiti hanno caratterizzato finora, a parere di Franceso Filoni (Pd) la Seconda Repubblica, mentre secondo Roberto Fini (Udc) occorrerebbe aprire una nuova fase istituzionale che conferisca un ruolo opportuno a tutte le forze politiche, mentre invece quelle di cui sono rispettivi leader Silvio Berlusconi e Walter Veltroni stanno catalizzando, grazie ai 'media', l'attenzione nazionale "e gli altri ? ha aggiunto Fini ? non contano niente". Dopo alcune brevi battute di tutti sulla 'laicità dello Stato' ? su cui si sono particolarmente soffermati Lucia Geri (Comunisti italiani) e il candidato socialista alla Camera David Luca Ferrari ? la successiva domanda riguardava le proposte rispettivamente relative a soppressione di Province e Comunità Montane. Si è dichiarato favorevole a entrambe Roberto Fini, auspicando l'accorpamento dei Comuni e la riduzione dei costi della politica. Su quest'ultima ha concordato Francesco Filoni, che riguardo alle Comunità Montane ha però sottolineato che una nuova legge è in proposito discussa dalla Regione. MENTRE poi Stefania Ballantini ha auspicato Province assimilabili ai Cantoni svizzeri, Sandro Becheroni ha perorato l'abolizione delle Province e la sopravvivenza degli Enti comunitari "laddove c'è necessità che sopravvivano, senza però che siano 'case di riposo per politici trombati'. Il Comune unico è al momento utopico, ma può far risparmiare denaro pubblico". Carluccio Ceccarelli, ricordando di essere stato in passato peronalmente 'bacchettato' dai partiti quando propose di costituire un unico Comune montano, ha sottolineato che in quest'ottica doveva essere più attivo il Comune di San Marcello. Alessio Filoni (Verdi) evidenziando le particolarità industriali che hanno caratterizzato il nostro Appennino nel XX secolo ha affermato che occorrono adesso razionalizzazione e investimenti. Mentre anche Filippo Salemi (Forza Italia) rivendicava nuovi e inditi ruolo per la realtà appenninica, l'interessante dibattito si è concluso con appelli al voto in proprio favore da parte dei rappresentanti delle varie forze e coalizioni.

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Province, validi motivi per discuterne (sezione: Province)

( da "Nuova Ferrara, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

IL DIBATTITO Province, validi motivi per discuterne Le province italiane hanno un secolo e mezzo di vita e sono una realtà istituzionale e organizzativa complessa, incaricata, almeno sulla carta, di molteplici funzioni. Non è possibile abolirle da un giorno all'altro, con un tratto di penna. Tuttavia sono anche istituzioni costose: l'ultimo bilancio aggregato delle province italiane, pubblicato dall'Istat, riguarda il 2005 e registra una spesa di 16,5 miliardi di euro. Istituzioni sempre più "schiacciate" tra comuni e regioni, intrecciate e sovrapposte con una pluralità di altri soggetti (voluti anch'essi da stato e regioni) per governare il territorio e i servizi. Il discorso sul futuro delle province dovrebbe partire da dati di fatto e schemi di governo all'altezza dei problemi. E' comprensibile che il presidente della Provincia di Ferrara, Pier Giorgio Dall'Acqua, apprezzi il ruolo della provincia, molto meno che voglia evitare una discussione seria e difendere semplicemente lo status quo. Partiamo dai dati raccolti dall'Istat. Oltre il 51% del bilancio delle province italiane è rappresentato dalle spese correnti. Di queste, quasi 2,4 miliardi di euro sono assorbiti dal funzionamento della macchina amministrativa che comprende quasi la metà dei costi del personale. Questi costi non potrebbero essere tutti soppressi abolendo le province: il personale ad esempio dovrebbe e potrebbe essere gradualmente ricollocato in altre funzioni o presso altri enti territoriali; ma vi sono costi come quelli di segreteria generale, gestione del personale e dell'organizzazione, gestione economica e finanziaria, programmazione e controllo dell'ente, gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali che costano oltre 1,1 miliardi di euro. Altro che i 2 euro all'anno per abitante che sarebbero, secondo Dall'Acqua, il costo della governance politica delle province! Vogliamo seriamente discutere di quante centinaia milioni potremmo recuperare solamente abolendo funzioni amministrative non più necessarie al mantenimento in vita dell'ente e attraverso la ridistribuzione dei suoi attuali compiti presso altre strutture? Sempre leggendo le tabelle Istat vediamo che le spese correnti e in conto capitale rappresentano quasi l'85% del bilancio (il restante 15% è rappresentato dal rimborso dei prestiti e da spese per servizi per conto di terzi). Alcune poche voci, tra quante compongono l'ampio e generico elenco delle attribuzioni delle province, fanno il grosso della spesa. Sommando alle spese di funzionamento quelle per l'istruzione (in buona parte edilizia scolastica), i trasporti e la viabilità, la tutela dell'ambiente e lo sviluppo economico, si arriva a quasi 14 miliardi. Si tratta di ambiti di governo del territorio (trasporti, reti idriche e energetiche, rifiuti, sicurezza e protezione ambientale, promozione economica) sul quale operano nuovi soggetti interistituzionali: in Emilia Romagna, ad esempio, gli ATO, le Agenzie regionali come l'Arpa, l'Arni, l'Ardsu (ambiente, navigazione interna, diritto allo studio, rispettivamente), nuove agenzie di scopo come l'Ami (mobilità), le Aziende sanitarie (servizi per la salute e l'igiene pubblica), agenzie per lo sviluppo (come la Sipro). Voglio dire che se si abolissero le province vi sarebbero già strumenti tecnici, predisposti sia a scala territoriale vasta, che a scala regionale pronti ad intervenire per rilevarne i compiti e gestirne la spesa, forse con un migliore livello di specializzazione e di efficacia. O vogliamo sostenere che comunque la presenza delle province è indispensabile per la gestione della pesca nelle acque interne, per le quali non mi pare ci sia un altro ente predisposto? Delle due l'una: o si provvede a ripensare drasticamente l'articolazione delle province, se non abolendole, almeno ridimensionandone drasticamente ruolo e bilancio o si sfoltisce quella rete di strumenti (che ho solo parzialmente passato in rassegna) e che rappresentano un livello di governo alternativo sul piano territoriale e settoriale. Le province, obietta Dall'Acqua, sono però un ente elettivo, democratico, e non derivato e tecnocratico, come sarebbe una agenzia regionale. Invero la reale rappresentatività democratica delle province potrebbe essere discussa a fondo. Innanzitutto perché spesso sono state e sono di fatto il luogo in cui a rappresentarsi sono i comuni (ovvero sindaci e assessori) assai più che i cittadini; in secondo luogo perché le province erogano servizi ai cittadini in misura del tutto marginale (l'Istat assegna alle entrate per servizi pubblici ben meno dell'1% del bilancio provinciale); infine perché i bilanci dipendono assai più dai trasferimenti da stato e regioni che dalla autonomia impositiva delle province. Tuttavia, obietta ancora Dall'Acqua, svolgono una importante funzione di supporto tecnico per i comuni, oltre a elaborare e gestire progetti a scala sovracomunale. Ma nel primo caso c'è da dire che sono nate le Unioni dei comuni (per superare la eccessiva frammentazione dei piccoli comuni) e sono frequenti i supporti tecnico-amministrativi che i comuni maggiori prestano ai comuni più piccoli (ne è esempio il comune di Ferrara). Inoltre bisognerebbe chiedersi se la provincia sia la dimensione giusta per progettare e gestire progetti che spesso appartengono a reti territoriali e istituzionali sovra e interprovinciali: basta pensare alla viabilità e alle strutture logistiche, alle reti acquedottistiche e energetiche, ai sistemi tecnologici. Molto più efficace potrebbe essere il coinvolgere le conferenze dei comuni interessati e affidare alla regione e alle sue agenzie specialistiche la predisposizione e la gestione di progetti, appalti e lavori. Quanto alle deleghe e alle risorse ricevute dalle regioni per gestire compiti che esse affidano alle province bisognerebbe seriamente chiedersi se ciò non risponda semplicemente alla esigenza di riempire di contenuti strutture che le regioni non possono sopprimere (e dunque in qualche modo vanno pure usate) e se migliori risultati di spesa si avrebbero riorganizzando e potenziando le agenzie regionali. Tra i costi occulti delle province bisognerebbe poi considerare la complicazione istituzionale. Un livello istituzionale in meno consentirebbe di semplificare e abbreviare le procedure e tempi delle decisioni politiche e amministrative: e tutti sappiamo quanto questi costi siano non solo onerosi, ma anche odiosi, per i cittadini e le imprese. Mi pare ve ne sia abbastanza per non arroccarsi a difesa dello status quo! Vi sono ben validi motivi per discutere seriamente della abolizione delle province e della efficienza della pubblica amministrazione. Maria Giulia Simeoli Capogruppo PdCI, Comune di Ferrara.

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APPUNTAMENTO elettorale, ieri (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

RAVENNA CRONACA pag. 9 APPUNTAMENTO elettorale, ieri sera nella sala del Circolo dei Forestieri, per Giancarlo Mazzuca, ex direttore di Qn e 'Carlino' ora candidato alla Camera dei Deputati per il Popolo della libertà, intervistato da Pierluigi Visci, attuale direttore di Qn e 'Carlino'. Assieme a Mazzuca era presente anche Giampaolo Bettamio, candidato al Senato per il Pdl. Stimolati dalle domande di Visci, i due forzisti hanno spaziato dai grandi temi nazionali (come le liberalizzazioni, la vicenda Alitalia e l'abolizione delle province) a quelli più strettamente locali (un nuovo modello per il turismo, l'oligopolio di Hera i fondi pubblici stanziati dall'Emilia Romagna per la cooperazione). "Mi sento ancora più giornalista che parlamentaree ? ha confessato Mazzuca ? ma è troppo facile prendersela sempre con i politici. Ho accettato la candidatura per portare avanti idee nuove". Giancarlo Mazzuca si prefigge "di dare un apporto ai valori della Romagna, di diventare un punto di collegamento per sviluppare le potenzialità del territorio". Il candidato del Pdl affronta temi spinosi come quelli dell'Alitalia ("Sarebbe un grave errore farla finire in mano francese) e delle liberalizzazioni ("Servono quelle vere e non quelle finte fatte da Bersani). Ma si sofferma soprattutto sulle problematiche locali: "Il nostro turismo sta perdendo colpi, dobbiamo trovare nuove proposte e nuovi modelli di divertimento per rilanciarlo", Il senatore Giampaolo Bettamio, dal canto suo, ha sottolineato soprattutto l'importanza di nuove infrastrutture per il Paese, i problemi della burocrazia, la necessità di supportare le piccole e medie imprese. Numerose, intanto, le iniziative elettorali in programma oggi. Per il Pd alle 10 incontro al mercato di Massa Lombarda per Vidmer Mercatali, che alle 11.30 sarà a Ravenna, insieme a Gabriele Albonetti, alla conferenza stampa degli Ecodem, al Punto Pd. Alle 20.30, al Circolo Arci di Punta Marina, incontro con il sottosegretario Guido Tampieri. In mattinata il candidato alla Camera per la Pdl, Roberto Petri, sarà al mercato di San Pietro in Vincoli. La sera parteciperà a un incontro con imprenditori e operatori economici al Circolo dei forestieri. I candidati ravennati dell'Udc, Giancarlo Frassineti e Daniela Mazzoni saranno impegnati nel tardo pomeriggio nei lidi sud, con il punto mobile d'informazione. Alle 18.30, al caffè Grand'Italia di piazza del Popolo, forum socialista con i candidati Maurizio Miserocchi e Massimo Corbelli. Alle 18, all'Artcafè di via Antica Zecca, incontro con l'onorevole Gianluca Pini della Lega Nord; e Rodolfo Ridolfi, candidato al Senato per la Pdl. Alle 21 sarà poi nella sala della 3ª circoscrizione, in via Aquileia, il candidato premier del Partito comunista dei lavoratori, Marco Ferrando, affiancato dal capolista per la Camera, Michele Terra.

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Province, l'utilità di un ente intermedio (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

Di Fabio Melilli * Province, l'utilità di un ente intermedio Si fa acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ad aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tantomeno dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. D'altronde la città metropolitana, che è prevista dalla nostra Costituzione repubblicana, non è forse una forma di governo di un'area vista che, sostituendo la Provincia, dà risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto ai chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo ad idenditicare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino veso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio. Oltre a ciò, a tutti i fautori dell'abbolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo. Proviamo ad iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti. * Presidente dell'Upi (Unione Province Italiane).

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Un grande incontro con amici e sostenitori per tracciare un bilancio della sua campagna elettorale. (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

Chiudi Un grande incontro con amici e sostenitori per tracciare un bilancio della sua campagna elettorale. Ma anche per ascoltare il suo sostenitore Berlusconi che lo saluta con una promessa non troppo gradevole: "Alfredo Antoniozzi sa bene che lavorerà per un ente che presto aboliremo". Con questa battuta il leader del Pdl saluta il candidato alla Provincia, Antoniozzi, prendendo la parola nel corso della cena di autofinanziamento all'Ergife. "Dal momento della fondazione delle Regioni - dice Berlusconi - tutti si aspettavano l'abolizioni delle Province. Abbiamo calcolato che se ne ricaverebbe un risparmio di dodici miliardi di euro". Una serata che diventa per Antoniozzi l'occasione per spiegare i punti più importanti del suo programma: "Ho percorso 8.000 chilometri, partecipato a più di 400 eventi - e ogni volta incontro tra la gente un forte desiderio di cambiamento. I Comuni della provincia si sono sentiti abbandonati dalla precedente gestione. Troppo romanocentrica e l'hinterland ha lanciato il suo grido di dolore". Per questo ora si deve puntare su "un unico soggetto istituzionale per unificare la gestione dei problemi del territorio unendo la politica di Palazzo Valentini con quella del Campidoglio. Come nel caso del trasporto pubblico che permette ogni giorni la mobilità di un milione di persone dalla provincia verso la Capitale e viceversa. La mia proposta prevede la realizzazione di linee di metropolitana leggera, corridoi di attraversamento delle aree più urbanizzate. Poi bisogna garantire la sicurezza ai cittadini: in molti Comuni della provincia lavorano tantissimi extracomunitari ma ci sono molti altri che sono senza lavoro e diventano preda della malavita". Be.Pi.

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Intini rilancia il Psi unito "Tagli? Via le prefetture" (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

VERSO IL VOTO. CANTI POPOLARI PER DILIBERTO A PALLANZA Intini rilancia il Psi unito "Tagli? Via le prefetture" Ministro Damiano a Domo parla di lavoro e Alitalia Il ministro Cesare Damiano, il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto, il sottosegretario agli Esteri Ugo Intini, il senatore del Pd (ex presidente nazionale delle Acli) Luigi Bobba e il vice presidente del Parlamento europeo Mario Mauro: anche ieri è stata un'intensa giornata di campagna elettorale in provincia con molti volti noti della politica. Tre le tappe del tour di Ugo Intini, capolista alla Camera per il Partito socialista: al mercato di Omegna, al Chiostro di Intra e a Domodossola. A Verbania Intini ha parlato dell'obiettivo, a suo dire riuscito, di riunire tutti i movimenti nati tra il '92 e il '94 dopo il ciclone che travolse il Psi di Craxi. Intini ha parlato con il numero 2 in lista, il torinese Alberto Nigra, e il candidato locale Maurizio Peruzzo. Nigra, spiegando i tagli ai costi della politica, ha proposto l'abolizione delle prefetture ma la tutela di Province e Comunità montane. Da Intini anche un pensiero al candidato "mancato" Giorgio Quaglia: "Impossibile per un territorio così piccolo come il vostro pensare di avere il numero 2 in lista". A Domodossola Cesare Damiano, accolto al teatro Galletti, ha parlato di lavoro e sicurezza, e fatto un accenno anche al caso Alitalia sostenendo "che deve'essere assolutamente ripreso il filo della trattativa. Non c'è altra soluzione. Siamo in un momento molto delicato. Occorre la massima responsabilità da parte di tutti o si rischia una situazione non più gestibile". "Una politica al servizio del bene comune" è il titolo della conferenza organizzata dalla Compagnia delle Opere con ospite l'europarlamentare Mario Mauro. Il senatore Luigi Bobba ha invece parlato del sostegno alle famiglie nell'incontro di Domodossola organizzato dalle Acli. Per Oliviero Diliberto a Villa Giulia (Pallanza) anche uno spettacolo: si è esibito il gruppo "La Paranza del Geco" con canti e balli del Salento. Per concludere la cronaca della giornata politica, da segnalare il botta e risposta (conferenza stampa di Borghi e Reschigna e comunicato di Zanetta, Zacchera e Cattaneo) sulle autonomie locali con un reciproco scambio di accuse. Taccuino elettorale Un altro giorno oggi, per il Partito democratico, nel segno di Cesare Damiano; il ministro del lavoro sarà alle 9 nella sala consiliare di Pieve Vergonte per incontrare i lavoratori della Tessenderlo. Alle 21 nel salone Santa Marta di Omegna incontro con i candidati locali del Pd Enrico Borghi e Alessandra Gebbia; interverrà il senatore Gianfranco Morgando. Altri appuntamenti con i candidati democratici sono: alle 21 nella sala polivalente di Arizzano; alle 19,30 alle "cene elettorali" in programma al Brigantino di Cannobio e al circolo Pastura nella frazione verbanese di Biganzolo. Incontro con gli elettori verbanesi per il Popolo delle Libertà alle 21 a Palazzo Flaim a Intra: saranno presenti i candidati Valerio Cattaneo, Marco Zacchera e Valter Zanetta. Sarà presentato il programma e si parlerà del territorio nel corso del dibattito "In Parlamento per rilanciare Verbania ed il Vco dai danni della sinistra". La Sinistra Arcobaleno sarà, alle 21, con i suoi candidati Dina Balsamo e Ian Marco Bonapace al cinema di Malesco. In mattinata i militanti di quasi tutti gli schieramenti saranno al mercato di Pallanza. SERVIZI DI Renato Balducci, Ivan Fossati, Filippo Rubertà.

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Monfalcone Le prenotazioni in farmacia lFederfarma apprende, dalle parole del consigliere comunale d... (sezione: Province)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

Monfalcone Le prenotazioni in farmacia lFederfarma apprende, dalle parole del consigliere comunale di Monfalcone Barbara Zilli, che sono stati reperiti i fondi destinati ad attivare in tutte le farmacie della provincia, nessuna esclusa, le prenotazioni di esami clinici (cup). Le riserve a suo tempo manifestate da Federfarma erano infatti riferite alla prima illustrazione del progetto, che prevedeva l'attivazione del servizio solamente in poche farmacie nell'intera provincia, anziché in tutte le 41 presenti sul territorio, creando così una disparità di trattamento fra chi avrebbe avuto la fortuna di risiedere nelle vicinanze di uno sportello attivato e chi no. A Trieste infatti tutte le farmacie sono state coinvolte nel progetto, così da offrire un servizio omogeneo. Federfarma è sempre stata disponibile a offrire un'integrazione organica delle farmacie nel sistema sanitario regionale, avendo quale obiettivo l'ottenimento di un servizio al cittadino capillare, ben strutturato ed omogeneo sul territorio. In tale ambito pensiamo non sia da sottovalutare l'accordo stipulato dall'assessore regionale alla Salute Beltrame con Federfarma regionale, che prevede l'acquisto da parte della Regione, tramite una sua struttura, dei farmaci ad alto costo del prontuario terapeutico ospedaliero e la loro successiva distribuzione attraverso la rete delle farmacie, abbinando al massimo risparmio per le casse regionali il miglior servizio per i cittadini. Anche in questo caso, come ben evidenziato a proposito del cup, evitare l'affollamento nelle strutture pubbliche, avere una maggiore disponibilità e flessibilità di orari di accesso, ritirare il farmaco vicino a casa , saranno misure che il cittadino sicuramente non mancherà di apprezzare. È appunto nell'ottica di una condivisione delle politiche del farmaco e degli obiettivi conseguenti, che Federfarma si dichiara pronta a collaborare con gli enti preposti, per qualificare ulteriormente l'assistenza farmaceutica, valorizzando i rispettivi ruoli e le professionalità coinvolte, ma sempre con attenzione alla capillarità e all'omogeneità del servizio sul territorio. Pierpaolo Marzini Gli idrovolanti e le sigle dei Cant lLeggo sul Piccolo l'articolo su Umberto Balducci, assunto nel 1938 dal Cantiere aeronautico. Ad un certo punto l'articolista (se non leggo male) afferma che gli idrovolanti progettati da Zappata erano della serie Cant Z 500 e Cant Z 1000 "diversi fra loro perché utlizzati rispettivamente per usi militari e civili". Mi spiace di dover rettificare, il numero 500 indicava gli idrovolanti ed il numero 1000 indicava gli aerei terrestri e la rassegna di foto che mi dicono presentata alla Mostra (non ho avuto ne il piacere ne l'occasione di visitarla nelle due inaugurazioni, anche se ho collaborato proprio e non solo per la parte documentativa fotografica) ne è la miglior riprova. Ho letto con molto interesse anche l'articolo di Domenico Diaco sulla storia dei Cantieri di Monfalcone ma devo fare una precisazione. L'accenno alla riproduzione in scala di un idrovolante Cant credo si riferisca al grande modello (scala 1/5) realizzato dalla Fincantieri per l'occasione, ma in questo caso non si tratta dell'idrovolante progettato per il trasporto passeggeri a lungo raggio (e del quale si pensò anche ad un impiego dimostrativo come citato nell'articolo), la cui denominazione è Cant Z 511; si tratta invece del Cant Z 501 a scafo centrale, progettato sempre da Zappata e che conquistò all'epoca due primati mondiali di distanza in linea retta, con la matricola civile I-Agil: il 18/19 ottobre 1934 (Monfalcone-Massaua 4.130 km) e 16/17 luglio 1935 (Monfalcone-Berbera km 4930). Carlo d'Agostino giornalista aeronautico Aspettando nuove stangate lDal prossimo 15 aprile noi cittadini italiani saremmo governati da nuovi politici, politici che in campagna elettorale, tutti o quasi tutti, hanno fatto promesse (con troppa facilità) d'impegnarsi a sveltire, sburocratizzare, cambiare il volto della politica eliminando privilegi, rendere più efficienti enti, istituzioni, far funzionare Scuola, Sanità, Giustizia, Sicurezza, casa per tutti, lavoro eliminando il precariato, aumenti su redditi da lavoro e pensioni, riduzione delle tasse e dei ticket sanitari, abolizione dell'Ici e in seguito della Tarsu sulla prima casa, sgravi fiscali sugli affitti, controlli sui prezzi dei generi di prima necessità ecc. ecc. Se il nuovo governo, quale esso sia, "manterrà" quanto promesso, a noi cittadini italiani, lavoratori pensionati ci avanzeranno soldi dai nostri stipendi e dalle nostre pensioni. Meno male che, inizieremo subito ad avere il nuovo aumento sulle tariffe di luce e gas, e fermiamoci qui. Alessandro Vidoli.

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Melandri-Scajola (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

[FIRMA]ALESSANDRA PIERACCI GENOVA Acceso faccia a faccia televisivo tra Giovanna Melandri, capolista alla Camera per il Pd, e Claudio Scajola, di fatto anch'egli capolista (dietro Berlusconi e Fini) in Liguria, per il Pdl. Intervistati dal direttore di Primocanale, Mario Paternostro, con Davide Lentini, i due esponenti politici hanno affrontato i temi principali della campagna elettorale, e in particolare il caso Alitalia, la questione del carovita, il problema di stipendi, pensioni, tassazione e aiuti alle famiglie. Unici punti su cui è stato trovato quasi un accordo, scendendo su temi più locali, il sì alla realizzazione di un termovalorizzatore a Genova e l'abolizione delle Province per tagliare i costi della politica. Rivendicando quanto fatto per la Liguria dal governo Prodi, ovvero il federalismo fiscale attraverso l'extragettito, Melandri ha sottolineato che il "Patto per la Liguria" sottoscritto dai candidati del Pd prevede "la proposta per questa regione degli obiettivi nazionali", mentre Scajola ha parlato di realizzazione della gronda di Genova, Terzo valico, raddoppio della ferrovia a Ponente, creazione di un'unica autorità portuale per il sistema porti della regione. "Ci presentiamo con una proposta politica diversa dalla coalizione che ha sostenuto Prodi - ha detto Melandri prendendo le distanze dal governo uscente -. Abbiamo capito che non si può governare il Paese con una coalizione che va da Mastella a Pecoraro, a Diliberto. Questo ha corroso l'azione di governo giorno dopo giorno. Avremo dodici ministri di uno stesso gruppo parlamentare". "Una scelta epocale dovuta alla crisi di un modello che non funzionava", la replica di Scajola. "Veltroni ha promesso l'annuncio di alcuni membri del governo prima delle elezioni, Berlusconi non può perchè siete 10 forze politiche distinte e dovrete mettervi d'accordo", ha ribattuto Melandri. "Faremo gruppi parlamentari uniti il 29 aprile quando ci presenteremo in aula e poi faremo il percorso costituente per la dirigenza del partito", ha detto ancora Scajola. Sulla scelta delle candidature, l'ex ministro del governo Berlusconi ha dichiarato: "Abbiamo fatto una lista competitiva, scegliendo persone che hanno maggiore consenso in ognuna delle province". "I nostri candidati non sono tutti liguri - ha risposto Melandri -, ma hanno molto lavorato per questa regione come Stefano Fassina, giovane economista brillante che ha inventato il meccanismo dell'extragettico. Mi sento onorata, non catapultata in Liguria". Roventi le reciproche accuse sulla legge elettorale e sulle previsioni di vittoria. A chi gli chiedeva se fosse fondamentale nella strategia del Paese l'aeroporto di Albenga, Scajola ha risposto: "Ritengo strategico aumentare tutte le comunicazione, gli aeroporti regionali sono risorsa fondamentale. A Genova c'è un aeroporto scandaloso".

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Sanremo:intervista a De Luca (PCL), il candidato più giovane (sezione: Province)

( da "Sanremo news" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

Nel pomeriggio di ieri in piazzale Rigolè si è svolto il banchetto del PCL, dove abbiamo raggiunto Daniele De Luca, che è candidato alla camera dei deputati ed è il più giovane candidato della provincia di Imperia, visti i suoi 25 anni. Che effetto ti fa ad essere il solo candidato più giovane della provincia? "Sono contento per la fiducia che mi ha riposto il partito, e questo vale anche per altri candidati giovani del PCL." Non ti spaventa la candidatura, vista la tua giovane età? "No, non mi spaventa, anche perchè è un'abitudine del partito investire sui giovani, a differenza delle altre forze politiche che concorrono in queste elezioni, che se candidano dei giovani come li definiscono loro, superano i trent'anni e magari sono figli di industriali, uno su tutti Collanino nel PD." Se fossi eletto quale sarebbe il tuo primo provvedimento? "Stabilizzazione dei lavoratori precari, soprattutto di quei giovani che ogni giorno subiscono angherie sul proprio posto di lavoro, aumento delle pensioni minime e di invalidità e l'abolizione dei privilegi clericali." Come vedi la presenza del PCL in provincia? "In questi due anni abbiamo dimostrato di essere la realtà di sinistra più attiva sul territorio, grazie ad un gruppo composto prevalentemente da giovani molti dei quali neofiti e a figure militanti come i compagni Mingione e Ranise della zona intemelia. Inoltre si ha avuto il coraggio di proporre temi di un determinato spessore sociale e di opporsi con tenacia alla giunta Borea e al governo 'confindustriale' di Romano Prodi." Ti spaventa più una vittoria del PDL o del PD? "Ciò ci è indifferente, nel quinquennio in cui ha governato il centro-destra, Berlusconi si è interessato solo a fare leggi ad personam e a raddoppiare il suo patrimonio familiare come indicano le statistiche Forbes. Col governo Prodi, invece, sono stati dati 11 miliardi di euro a confindustria in cambio di zero assunzioni e questi soldi sono stati usati per delocalizzare le aziende nazionali in Cina e Romania. Le spese militari sono aumentate, 30 miliardi di euro, tutti soldi che a nostro modo di vedere potevano essere investiti nello stato sociale. Nonostante Walter Veltroni faccia di tutto per spacciarsi come 'nuovo' e come paladino dei precari, è doveroso ricordare che nel primo governo Prodi, di cui era vice presidente del consiglio, tramite l'imposizione di un voto di fiducia, anche con la complicità dei gruppi dirigenti dell'attuale Sinistra Arcobaleno, si fece approvare in parlamento il 'pacchetto Treu' che diede vita alle prime leggi sul lavoro precario." In conclusione, quale risultato pensate di ottenere in provincia? "Per il lavoro compiuto in questi due anni, speriamo di fare un buon risultato, anche se per un partito rivoluzionario come il nostro è difficile da quantificare. Sfruttiamo questo momento elettorale per rendere maggiormente visibile il nostro programma e le nostre azioni sul territorio. Invito la cittadinanza a sostenerci elettoralmente, ribadendo che il vero voto utile è il voto non tradito.".

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"Troppa burocrazia, ma la Provincia è necessaria" (sezione: Province)

( da "Corriere Adriatico" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

"Penso alle decine di migliaia di commissari, agenziee società che sono fiorite negli anni moltiplicando le usciteEvitiamo la demagogia che riduce la democrazia, non gli sprechi" Il presidente Ucchielli decisamente contrario all'abolizione dell'Ente: "Meglio abbassare i costi della politica" "Troppa burocrazia, ma la Provincia è necessaria" pesaro - E' una riflessione "indispensabile e doverosa", quella di Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e dell'Upi (Unione delle Province) delle Marche, "mentre avanza la campagna elettorale e si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province". In realtà, "la discussione generale sottolinea il presidente Palmiro Ucchielli verte sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e ridurre i costi della politica. Evitiamo, perciò, generalizzazioni facili e scontate: una cosa è, infatti, l'eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema è indubbio che il nostro Paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni dei vari livelli di governo, ma è altrettanto vero che, di fronte a tale situazione, può servire a poco abolire un singolo livello". Quel che interessa il presidente dell'Upi Marche è, piuttosto, "centrare l'attenzione su ciò che si può fare realmente per migliorare l'efficienza dei servizi nell'intero sistema pubblico: se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, una volta identificate, con puntualità, le competenze di ognuno, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, possa assolvere al meglio ad una precisa funzione, credo riusciremmo a ricostruire un sistema credibile e molto più snello dell'attuale, senza rinnegare il cammino verso il federalismo, iniziato da oltre un decennio, ma mai concluso". Quindi l'invito a quanti vorrebbero l'abolizione delle Province. "Vorrei ricordare incalza il presidente Ucchielli soprattutto a coloro che, addirittura, hanno votato l'istituzione di nuove amministrazioni provinciali o a quelli che a Roma sono abolizionisti e in periferia promuovono comitati per costituirne ancora di nuovi, che c'è un'altra strada, più immediata e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e abbassare i veri costi della politica". Tradotto: "Penso alle decine di migliaia di commissari, agenzie, enti, società che il nostro Paese, come la nostra regione, ha visto fiorire negli ultimi anni e che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni che per il grande rilievo che hanno meriterebbero tale confronto e giudizio. Una normativa, allora, che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe, da subito, risparmi ben più significativi rispetto all'eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione". Un ultimo spunto: "Mi permetto di aggiungere chiosa Ucchielli che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica, fermo restando che su questo fronte si può e si deve fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Una strada, quest'ultima, percorribile se ognuno farà la sua parte, evitando soluzioni generalizzate e demagogiche che rischiano di ridurre soltanto gli spazi della democrazia, e non gli sprechi".

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CAFONALINO CENA DE PAURA PER IL CAVALIERE TRAPIANTATO: ATTOVAGLIATI GIOIA SCOLA, ANNA BETTOZZI, SILVANA PAMPANINI NON CHIAMATELA CAMPAGNA ELETTORALE, E' UN TUNNEL DEGLI ORRORI (sezione: Province)

( da "Dagospia.com" del 04-04-2008)

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CAFONALINO ? CENA DE PAURA PER IL CAVALIERE TRAPIANTATO: ATTOVAGLIATI GIOIA SCOLA, ANNA BETTOZZI, SILVANA PAMPANINI ? NON CHIAMATELA CAMPAGNA ELETTORALE, E' UN TUNNEL DEGLI ORRORI... Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo (Agi) - "Oggi ho fatto la piu' grande maratona della tv. Ho parlato per 9 ore e 20 minuti". Silvio Berlusconi si presenta alla cena offerta dal candidato del Pdl alla provincia di Roma Alfredo Antoniozzi e la prima cosa che spiega alla platea e' che vuole abolire le province. Silvio Berlusconi all'Ergife" onClick="return popup(this, 'gallery', 800, 800)"> Silvio Berlusconi all'Ergife" onClick="return popup(this, 'gallery', 800, 800)"> Silvio Berlusconi all'Ergife" onClick="return popup(this, 'gallery', 800, 800)"> Silvio Berlusconi all'Ergife" onClick="return popup(this, 'gallery', 800, 800)"> "Dall'abolizione delle province avremo 12 miliardi di euro di risparmio" dice l'ex premier spiegando di aver fatto una prima stima in proposito. Il candidato premier del Pdl tuttavia osserva che "non e' giusto gettare la colpa addosso sempre alla casta dei politici. Lo sapete - aggiunge parlando in una sala di un albergo romano - io non ho simpatia per la casta. Anzi, mi sento di rappresentare l'antipolitica, sono un imprenditore prestato alla causa". Berlusconi nel suo intervento ha ribadito la teoria del 'voto utile': "Se non abbiamo una vasta maggioranza non riusciremo a cambiare un paese che e' in declino. Bisogna anche ragionare - ha osservato - che l'economia americana subira' un arresto. Le famiglie americane hanno speso di piu' di quanto guadagnavano. Per questo motivo noi dobbiamo far fronte ad una situazione difficile e dobbiamo ottenere il piu' ampio consenso possibile". Dagospia 04 Aprile 2008.

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Province, che futuro? <Silvio si contraddice, un tempo era a favore> (sezione: Province)

( da "Padania, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Province

LA POLEMICA Province, che futuro? "Silvio si contraddice, un tempo era a favore" "Silvio Berlusconi mi sembra si stia contraddicendo in questi giorni, parla di abolizione della Province, quando in un passato recente ha più volte promesso l esatto contrario". Il presidente della Provincia di Treviso e membro del direttivo Upi, Leonardo Muraro, si riferisce ad un incontro con il candidato premier del Pdl avvenuto alcuni mesi fa in una seduta del Parlamento del Nord. In quell occasione fu proprio il leghista Muraro a rivolgere una domanda diretta a Berlusconi sulle future sorti dell Ente provinciale ottenendo una rassicurazione in merito alle sue intenzioni programmatiche. "Ieri, a conferenza stampa Silvio Berlusconi una volta di più si è smentito" ribadisce Muraro. "Comunque voglio ringraziare personalmente Roberto Maroni dichiara Leonardo Muraro riferendosi ad una intervista rilasciata alla stampa dall onorevole Maroni perché ha espresso un concetto preciso: le Province non si toccano. Sappiamo bene che gli sprechi della politica vanno cercati altrove, sono altri gli Enti da eliminare. Le Province sono una risorsa per l Italia, sono le uniche istituzioni in grado di gestire un area vasta, con importanti competenze in materia di viabilità, edilizia scolastica, ambiente, formazione, lavoro, turismo, urbanistica& solo per citarne alcune. Parlare di abolizione ha dunque davvero poco senso, tranne forse per quei territori che corrispondono alle aree metropolitane. Maroni ha dunque ribadito a chiare lettere quanto aveva già affermato in una riunione cui era presente lo stesso presidente dell Unione delle Province Italiane, Fabio Melilli. "Comunque conclude Muraro mi auguro davvero che Berlusconi non abbia cambiato idea sull importanza delle Province, visto che lui stesso ne ha fatte approvare 4 di nuove in Sardegna sotto il suo Governo. Concludendo, l Italia deve ritrovare la sua brillantezza, il Nord in particolare. Per questo, piuttosto che cercare gli sprechi nelle Province, pensiamo ad attuare il Federalismo Fiscale e l Autonomia". Anche per il Presidente dell Upi, Fabio Melilli "sarà bene che i Presidenti di Provincia e ancor più i candidati alle elezioni provinciali del Pdl spieghino al candidato Premier Silvio Berlusconi l errore che si ostina a commettere nel definire enti inutili le Province italiane e nel sostenerne l abolizione. Chi continua a sostenere l abolizione delle Province nasconde con un operazione demagogica la carenza di proposte realistiche di riduzione dei costi del sistema burocratico del nostro paese e di una seria riforma della Pubblica amministrazione. In un paese nel quale negli ultimi anni sono proliferati a dismisura enti, agenzie e società che assumono decisioni rilevanti in ogni campo sottraendosi al giudizio degli elettori, sarà bene che le forze politiche passino dalla demagogia a soluzioni realmente efficaci". [Data pubblicazione: 03/04/2008].

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