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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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Report "Province"

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Province (4)


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

Napolitano: Rafforzare le Province ( da "Corriere delle Alpi" del 31-05-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Unione delle province italiane, anche alla luce del dibattito in corso sull'abolizione delle province. Il Presidente dell'Upi, Fabio Melilli, ha riaffermato la necessità di impedire la nascita di nuove province ed eliminare quelle in cui verranno istituite le città metropolitane, ma quelle già esistenti devono essere rafforzate.

Gorizia e udine, prove di alleanza ( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Province

Abstract: PROVINCE A CONFRONTO "Siamo a capo di enti che vanno potenziati" Appello alla Regione per snellire la burocrazia I presidenti Gherghetta e Fontanini si sono detti d'accordo sull'abolizione delle Aster e degli Ato Abolizione delle Aster e degli Ato, enti sovraccomunali istituiti dalla Regione, sperimentazione condivisa dei dissociatori molecolari per lo smaltimento dei rifiuti e collaborazione

SEGUE DALLA PRIMA ( da "Gazzettino, Il" del 31-05-2008)
Argomenti: Province

Abstract: E che dire del costo di 18 miliardi di euro del personale di Comuni, Province e Comunità montane?Si tratta di circa 500.000 dipendenti, ma ciò che è più significativo è che le spese per il personale pesano sugli enti locali per il 32 per cento della loro spesa complessiva.C'è poi il caso specifico delle 108 province italiane, con 48.

Chiede al Gip di lasciarela Comunità terapeuticae si ritrova in carcere ( da "Sicilia, La" del 31-05-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici. Non avendo più certezze sui tempi di esecuzione dell'importante opera, chiedo al presidente della Regione Raffaele Lombardo, che già alcuni mesi fa, in rappresentanza di tutte le Province siciliane, si mise alla testa di noi sindaci e degli altri colleghi presidenti provinciali per sollecitare il finanziamento per il miglioramento della viabilità secondaria in


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Napolitano: Rafforzare le Province (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 31-05-2008)

Argomenti: Province

Napolitano: "Rafforzare le Province" Il Capo dello Stato ha incontrato anche la vice presidente Claudia Bettiol BELLUNO. La vice-presidente della Provincia Claudia Bettiol è stata ricevuta dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel Salone delle Feste del Quirinale assieme ai rappresentanti delle altre province italiane. Napolitano ha riaffermato il ruolo ricoperto da questi enti: si è dichiarato contrario alla creazione di nuove province, ma favorevole a potenziare le funzioni di area vasta di quelle esistenti. L'incontro era stato chiesto dal'Upi, l'Unione delle province italiane, anche alla luce del dibattito in corso sull'abolizione delle province. Il Presidente dell'Upi, Fabio Melilli, ha riaffermato la necessità di impedire la nascita di nuove province ed eliminare quelle in cui verranno istituite le città metropolitane, ma quelle già esistenti devono essere rafforzate. Il Presidente della Repubblica ha ribadito quanto aveva già dichiarato nel settembre 2006 ossia la sua netta contrarietà all'istituzione di nuove province, mentre ha condiviso la necessità di rafforzare l'area vasta delle province, ente previsto dalla Costituzione. Claudia Bettiol, in rappresentanza di Sergio Reolon in Sudafrica, ha donato al Capo dello stato un catalogo del Tiziano: "Avevo già conosciuto il Capo dello Stato, ma è stato bello ritrovarlo, ho apprezzato il grande stile, l'equilibrio e la sobrietà".

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Gorizia e udine, prove di alleanza (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Province

Gorizia Gorizia e Udine, prove di alleanza Sottoscritta un'intesa che prevede incontri periodici su specifici argomenti PROVINCE A CONFRONTO "Siamo a capo di enti che vanno potenziati" Appello alla Regione per snellire la burocrazia I presidenti Gherghetta e Fontanini si sono detti d'accordo sull'abolizione delle Aster e degli Ato Abolizione delle Aster e degli Ato, enti sovraccomunali istituiti dalla Regione, sperimentazione condivisa dei dissociatori molecolari per lo smaltimento dei rifiuti e collaborazione su progetti riguardanti lo sviluppo dei due territori. Il primo incontro ufficiale fra le giunte provinciali di Gorizia e di Udine, guidate dai rispettivi presidenti, Enrico Gherghetta e Pietro Fontanini, ha già prodotto alcuni risultati concreti, con la condivisione di alcune azioni da intraprendere nei confronti della Regione. Il tutto, è stato detto, "per una riforma complessiva delle istituzioni, con una forte semplificazione degli enti e della burocrazia, al fine di contribuire ad assegnare alle Province un maggior ruolo delle politiche di area vasta". Gherghetta e Fontanini, alla fine dell'incontro, durato circa due ore, hanno siglato un accordo di collaborazione istituzionale, in cui hanno ribadito che "più semplificazione e più area vasta sono la risposta necessaria al compito primario di una crescita economica e sociale condivisa all'interno di questo nuovo attore globale che è l'Europa, in un rinnovato rapporto fra cittadino e istituzioni". In questo contesto viene sollecitato "un rinnovato protagonismo delle Province, vere artefici del governo di area vasta, con un irrobustimento del loro naturale territorio geopolitico che, per natura storica, oltre che di efficienza del sistema, è transfrontaliero e interprovinciale". Di qui la sottoscrizione dell'accordo di collaborazione che prevede incontri periodici fra le due giunte, alternativamente a Udine e a Gorizia, su temi specifici concordati, ma anche faccia a faccia fra i singoli assessori su progetti settoriali. Una concordanza di idee, quella fra Gherghetta e Fontanini, che potrebbe trasformarsi, in futuro, in un vero patto per convincere la giunta Tondo e il consiglio regionale ad accelerare il processo di semplificazione del sistema istituzionale. "Ci sono già riferimenti precisi per i cittadini in quest'ambito - ha rimarcato Gherghetta - e sono i Comuni, le Province e la Regione: non c'è bisogno di altro. Vanno eliminati tutti quegli enti nati in questi anni per foraggiare il sottobosco delle nomine - ha attaccato -: non è possibile che ogni volta in cui si deve affrontare un problema si debba creare un nuovo ente. Noi diciamo no a questa prassi consolidata chiedendo che tutti questi enti che si sovrappongono alle istituzioni già esistenti vengano eliminati". Sulla stessa lunghezza d'onda Fontanini, che ha annunciato la richiesta d'incontri con la Regione "per chiedere una rivisitazione della legge che istituisce organismi come per esempio l'Aster o l'Ato". Inoltre, sempre su questa scia, i due presidenti hanno concordato anche di avviare precise azioni per eliminare le indennità previste per i componenti dell'Upi, ovvero l'associazione delle Province, di cui attualmente è presidente Gherghetta, mentre Fontanini è un componente. "Abbiamo deciso di rinunciare alle nostre indennità: la mia, come presidente, è di 2 mila euro e la sua di mille, per dare un preciso segnale alla politica e ai cittadini - ha evidenziato Gherghetta -, in quanto già percepiamo il compenso per la nostra carica istituzionale ed è giusto che il nostro compito nell'Upi venga considerato come un servizio facente parte del ruolo che abbiamo". Patrizia Artico.

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SEGUE DALLA PRIMA (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 31-05-2008)

Argomenti: Province

Enti localiPoi, dopo poche ore presenta ai sindacati un vero e proprio Piano industriale, basato sulla rivoluzione del merito, sui tagli agli sprechi, su controlli efficaci. Tutte iniziative indubbiamente meritevoli e da sostenere, anche se va ricordato che Clinton e Gore andarono un po' meno veloci. Quanto alle possibilità di attuazione del piano, occorre contare sull'indubbia tenacia e perseveranza del professore veneziano.Nel frattempo, però, mentre i riflettori sembrano illuminati solo sulle amministrazioni centrali, mi sembra il caso di dare una occhiatina anche su quello che avviene nelle amministrazioni locali.Secondo un recente censimento del Viminale, abbiamo, caso unico al mondo, 19.824 rappresentanti pubblici nei consigli di amministrazione delle aziende di servizi locali, che sono ben 5.963, per un bilancio di spesa complessivo di 7,7 miliardi di euro.A questi andrebbero aggiunti poi le decine di migliaia di consulenti, quasi sempre lottizzati.E che dire del costo di 18 miliardi di euro del personale di Comuni, Province e Comunità montane?Si tratta di circa 500.000 dipendenti, ma ciò che è più significativo è che le spese per il personale pesano sugli enti locali per il 32 per cento della loro spesa complessiva.C'è poi il caso specifico delle 108 province italiane, con 48.843 dipendenti.A quando l'abolizione?Ma ciò che è ancora più grave è che il personale "impegnato in attività di supporto agli organi di direzione politica" è passato dal 2004 ad oggi da 4.637 a ben 7.638 unità (ma anche gli altri dipendenti "contaminati" dalla politica sono negli enti locali e regionali molti ma molti di più che nelle amministrazioni centrali).Forse il lettore, a questo punto si è già ubriacato di cifre, e pertanto gliene risparmiamo altre, salvo notare che nei territori locali c'è stato un "miracolo all'italiana". Infatti, man mano che aumentavano le esternalizzazioni di servizi e funzioni da parte di soggetti pubblici, il personale direttamente dipendente da questi rimaneva lo stesso o si allargava ulteriormente.Non si tratta qui di giustificare sprechi, inefficienze e negligenze molto diffuse anche a livello centrale, ma è noto che quando si inizia una terapia occorre concentrarla pure nelle aree in cui la metastasi è più diffusa.Puntare i cannoni quasi esclusivamente verso Roma può anche essere legittimo, ma meglio sarebbe, pur mantenendo le bocche di fuoco orientate verso le Amministrazioni centrali, rivolgere la mira anche verso le 108 province e gli oltre 8 mila comuni dell'Italia dei campanilismi.Luigi Tivelli.

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Chiede al Gip di lasciarela Comunità terapeuticae si ritrova in carcere (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 31-05-2008)

Argomenti: Province

Chiede al Gip di lasciare la Comunità terapeutica e si ritrova in carcere Lino Lacagnina Sebbene sia da sempre considerata strada ad alto rischio di incidentalità (con elevato tasso di mortalità), nascono sempre nuovi ostacoli che costringono gli automobilisti a continuare a percorrere la "640" che collega Agrigento a Caltanissetta sempre a doppio senso. Sappiamo già che il tanto auspicato raddoppio, nella sua indubbia complessità, è stato caratterizzato anche da colpevoli ritardi burocratici e politici. Ora sembrava tutto a posto anche per la parte che ricade in territorio di Caltanissetta (da Grottarossa all'innesto con l'autostrada Palermo-Catania): progetto esecutivo approvato accompagnato dalla indispensabile copertura finanziaria e termini perentori per l'appalto dei lavori (entro il prossimo 31 dicembre) con avvio degli stessi nei sei mesi successivi e obbligo di completare l'opera nei successivi 4 anni e mezzo (entro cioè la fine del 2013). "Invece no - ha tuonato ieri il sindaco Salvatore Messana - perché la somma occorrente per questa prima fase (180 milioni di euro dei complessivi 829 milioni; n.d.r.), assieme a quelle che avrebbero consentito la esecuzioni di altre importanti opere viarie in Sicilia e Calabria (per complessivi 1 miliardo 363 milioni di euro; n.d.r.) è stata stornata dal Governo nazionale per bilanciare il mancato introito conseguente all'abolizione dell'Ici. Non avendo più certezze sui tempi di esecuzione dell'importante opera, chiedo al presidente della Regione Raffaele Lombardo, che già alcuni mesi fa, in rappresentanza di tutte le Province siciliane, si mise alla testa di noi sindaci e degli altri colleghi presidenti provinciali per sollecitare il finanziamento per il miglioramento della viabilità secondaria in Sicilia, di fare la voce grossa con il Governo nazionale". Sulle vicissitudini passate e future della "640" hanno parlato ieri pure, rispettivamente, Giuseppe Dolce (già vicepresidente della Provincia) e Angelo Lomaglio (deputato nazionale di Sinistra Democratica negli ultimi due anni). "Si è molto parlato dei colpevoli ritardi della Provincia regionale di Caltanissetta - ha detto Dolce - ma come stiamo vedendo, tra l'avvio del lavori del primo lotto (agrigentino) e il secondo lotto (quello nisseno) lo stacco di tempo è di pochi mesi. A parte questo fatto nuovo che penalizza soprattutto Caltanissetta. Semmai è risultata vincente, perché abbiamo risparmiato un sacco di soldi, la nostra insistenza affinché la progettazione dell'opera venisse curata direttamente dall'Anas". E Lomaglio ha aggiunto: "Non c'è alcuna certezza, come è stato subito detto, che i soldi verranno restituiti con la Finanziaria 2009 del Governo nazionale. Rilevo due cose: che i soldi tolti a Sicilia e Calabria serviranno a fare risparmiare il pagamento dell'Ici a tutti gli italiani e che, contrariamente a quanto afferma l'on. Pagano che vigilerà affinché la Sicilia non subisca scippi, lo scippo è già avvenuto e che non si ha certezza dei tempi di restituzione del maltolto". Per tutte queste ragioni, oggi alle 11, esponenti del Partito Democratico e di Sinistra Democratica daranno vita ad un sit-in di protesta in una piazzola di sosta della "640" prospiciente l'ingresso della galleria "Sant'Elia". "Sarà - ha puntualizzato il sindaco - una sorta di occupazione simbolica dell'intera strada, al cui raddoppio siamo interessati due volte: perché si potrà percorrere a Agrigento-Caltanissetta, sino all'autostrada in condizioni di maggiore sicurezza e perché avevamo già predisposto tutti gli atti perché l'Anas, attraverso le cosiddette "opere di compensazione" dovute all'impatto ambientale che le nuove opere creerebbero (modeste per la verità, perché verrà realizzata una galleria sotterranea di poco più di 4 chilometri), realizzasse importanti nuove vie di accesso alla nostra città".

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