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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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toARTICOLI DEL   31-3-2008       #TOP



Report "Province"

"Il prossimo Governo dovrà abolire le Province" ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: I nostri onorevoli sono i più cari d'Europa. Serve un adeguamento dei compensi e l'abolizione dei privilegi". Secondo il sindaco di Andora "solo in questo modo si potrà intervenire con tagli alle tasse, diminuzione del costo del lavoro e aumento delle pensioni minime".

L'attacco al parlamento e al Quirinale per un colpo di mano "presidenziale" ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: province, comuni, comunità montane, ecc. è previsto dalla Costituzione, bisogna modificare la Carta, creando una sola camera legislativa di 4 o 500 deputati, un senato delle autonomie costituito di rappresentanti di regioni ecc. E poi l'abolizione delle province, l'obbligo di accorpamento dei comuni piccoli,

<Cancellare le Province, potenziando Comuni e Regioni> ( da "Libertà" del 31-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: la soppressione delle Province le cui competenze possono essere ripartite tra Comuni e Regioni, la diminuzione delle comunità montane e delle circoscrizioni, l'accorpamento dei piccoli comuni e l'abolizione del Cnel, le cui attuali attribuzioni non appaiono essenziali e rispondenti al mondo del lavoro e alle imprese".

Il pdl è ormai ostaggio della lega ( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Il Popolo della libertà sarà ostaggio della Lega nord: sta già succedendo in campagna elettorale sulle questioni degli extracomunitari, dell'aeroporto di Malpensa, dell'abolizione delle Province". Uno stato di fatto che conferma in Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, "la scelta sofferta di correre in solitaria alle elezioni politiche.


Articoli

"Il prossimo Governo dovrà abolire le Province" (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Province

RIVIERA ANTI "CASTA" Il sindaco di Andora propone di diminuire consiglieri regionali e Comunità montane "Il prossimo Governo dovrà abolire le Province" "Il prossimo governo abolisca le province, dimezzi il numero delle comunità montane, diminuisca il numero di consiglieri regionali e dei parlamentari, adeguandone gli stipendi alla media europea". Franco Floris, sindaco di Andora e dirigente regionale dell'Associazione nazionale comuni italiani, lancia la sfida dei piccoli paesi alla "casta", con un programma di tagli ai costi della politica. "L'Italia ha quattro livelli di potere esecutivo, un caso unico al mondo. L'ideale sarebbe eliminare le province, risparmiando dieci miliardi di euro, trasferendo dipendenti e servizi ai comuni e alle regioni", spiega il primo cittadino andorese. La "mannaia" di Floris si abbatte anche sui livelli governativi superiori: "Un parlamentare in Italia prende 149 mila euro di stipendio annuo, in Francia 63 mila e nel Regno Unito 82 mila. I nostri onorevoli sono i più cari d'Europa. Serve un adeguamento dei compensi e l'abolizione dei privilegi". Secondo il sindaco di Andora "solo in questo modo si potrà intervenire con tagli alle tasse, diminuzione del costo del lavoro e aumento delle pensioni minime".

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L'attacco al parlamento e al Quirinale per un colpo di mano "presidenziale" (sezione: Province)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)

Argomenti: Province

FEDERICO ORLANDO Cara Europa, leggo che l'attacco alla Casta da parte di un giornale di punta berlusconiano avrebbe un'intenzione recondita: costringere entro uno o due anni il presidente Napolitano, indicato come il capo o numero 1 della casta, a dimettersi e lasciare il Quirinale a Berlusconi, se questi conquisterà la maggioranza del nuovo parlamento. È una cosa realistica o è un delirio di pazzi ubriachi di denaro e di odio? ANDREA RIGHI, MILANO Caro Righi, i pazzi ci sono, e alcuni anche ubriachi di denaro e di odio. I costi della Casta, denunciati per primi da Salvi e Villone, due senatori della sinistra, e successivamente da Rizzo e Stella, infine da Grillo sul suo blog e da Di Pietro, sono un problema reale, di cui tutti conosciamo le chiavi per risolverlo. Si tratta, per quella piccolissima parte della Casta costituita dai parlamentari, di una decisione interna delle camere, che invece di aumentare le prebende debbono ridurle, e debbono semplificare i regolamenti legislativi. Chi non è d'accordo venga additato al pubblico e farà i conti col paese. L'altra chiave è nella Costituzione: poiché il numero dei deputati e dei senatori, nonché l'esistenza di regioni, province, comuni, comunità montane, ecc. è previsto dalla Costituzione, bisogna modificare la Carta, creando una sola camera legislativa di 4 o 500 deputati, un senato delle autonomie costituito di rappresentanti di regioni ecc. E poi l'abolizione delle province, l'obbligo di accorpamento dei comuni piccoli, la fusione delle regioni marginali con le regioni più grandi, per costituire macroregioni economiche. Infine, drastica riduzione di comunità montane, Asl, e altre associazioni parassitarie per aspiranti a stipendi politici: 4 o 500 mila, secondo i calcoli di Amato e di altri ministri. Solo così la lotta ai costi della Casta diventa un fatto serio. Per realizzarlo, ci vuole ? ripeto ? una revisione della Costituzione. Berlusconi dice che se vincerà le elezioni farà le riforme: ma sa che le riforme deve farle con gli altri, altrimenti non passano nei referendum confermativi. E non passerebbero se, invece di limitarsi a fare le cose che abbiamo indicato, la riforma prevedesse la trasformazione della nostra democrazia rappresentativa, accusata di castismo, in democrazia plebiscitaria, su modello teoricamente francese e praticamente sudamericano. Sapendolo, gli scagnozzi berlusconiani cercano un'altra strada per portare il loro datore di lavoro al Quirinale: invece del plebiscito presidenzialista, la crisi etico-politica, prodotta con la valanga di fango rovesciata sulle istituzioni, Quirinale e parlamento in testa: Napolitano si dimetterebbe (pensano) e Berlusconi verrebbe eletto dal prossimo parlamento, come dice lei. Ma lei se l'immagina cosa succederebbe nel mondo in una simile evenienza? Lei s'immagina cosa sarebbe successo se negli anni della maggioranza assoluta del centrodestra, Berlusconi fosse stato al Quirinale al posto di Ciampi mentre i suoi onorevoli scagnozzi gli votavano le leggi per evitargli condanne, conservargli monopoli, permettergli di privatizzare ciò che appartiene a tutti gli italiani?.

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<Cancellare le Province, potenziando Comuni e Regioni> (sezione: Province)

( da "Libertà" del 31-03-2008)

Argomenti: Province

9 PIACENZA lunedì 31 marzo 2008 riduzione dei costi della politica "Cancellare le Province, potenziando Comuni e Regioni" piacenzaChe cosa pensa di misure come o l'abolazione delle provincee dei consigli di Quartiere? "Bisogna semplificare la struttura istituzionale sopprimendo organi che non rispondono più a reali esigenze. Nel nostro programma noi proponiamo, ad esempio, la riduzione del numero dei consiglieri regionali, la soppressione delle Province le cui competenze possono essere ripartite tra Comuni e Regioni, la diminuzione delle comunità montane e delle circoscrizioni, l'accorpamento dei piccoli comuni e l'abolizione del Cnel, le cui attuali attribuzioni non appaiono essenziali e rispondenti al mondo del lavoro e alle imprese". Petrolio alle stelle, fonti alternative che stentano a decollare. Molti pensano che il nucleare vada ripreso seriamente in considerazione. Lei è d'accordo? "Non solo sono d'accordo, ma sono anche stato il primo a rilanciare il nucleare come una seria opzione di politica industriale ed energetica del Paese, come una scelta strategica e un investimento per il futuro, che vedrà i suoi risultati fra 10-15 anni". "Certo bisogna incentivare l'impiego delle fonti rinnovabili (sole, vento, biomasse), ma non ci si può nascondere dietro un dito. L'Italia paga bollette salatissime e ha una dipendenza energetica dell'85% dagli altri Paesi. Servono soluzioni serie, mirate innanzitutto alla riduzione complessiva del costo energetico. E il nucleare di terza generazione, che garantisce minori costi e maggiore sicurezza, è la migliore risposta". In America i due schieramenti sono in piena corsa per le nomination alle presidenziali. Per chi fa il tifo anche in considerazione della leadership mondiale che gli Usa esercitano in campo economico e in politica estera? "In realtà non tifo per nessuno. Saranno i cittadini americani a scegliere il candidato migliore. Posso solo dire che, fra Obama e Hillary preferisco Hillary: l'ho conosciuta e so che e' una donna di grande qualità e conoscenza della politica internazionale. Obama mi sembra meno preparato degli altri per affrontare questioni complesse come quelle della società americana. Ha fatto una grandissima campagna mediatica, ma questo non può bastare a governare il pianeta". red.cro. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Il pdl è ormai ostaggio della lega (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Province

Il leader dell'Udc in città. Centinaia di persone hanno assistito al comizio in centro. Scattate decine di foto con i simpatizzanti "Il Pdl è ormai ostaggio della Lega" Casini: meglio la corsa da soli, "ma in regione prevalga il centro-destra" Appello di Salvador rivolto ai giovani: votate la coerenza di STEFANO POLZOT "Il Popolo della libertà sarà ostaggio della Lega nord: sta già succedendo in campagna elettorale sulle questioni degli extracomunitari, dell'aeroporto di Malpensa, dell'abolizione delle Province". Uno stato di fatto che conferma in Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, "la scelta sofferta di correre in solitaria alle elezioni politiche. Se avessi accettato di entrare nel Pdl - ha ribadito nel pomeriggio di ieri a Pordenone - avrei avuto il ministero degli Esteri e i miei uomini tutti i posti che volevano. Invece abbiamo fatto prevalere i valori e la coerenza". Una terza via al centro "contro l'inciucio Veltroni-Berlusconi denunciato anche dalla stampa internazionale. Un blocco diviso su tutto, che promette ogni cosa, quando invece è necessario avere il coraggio di dire agli italiani che sarà necessario fare sacrifici". Il leader dell'Udc, giunto da Udine nel pomeriggio, ha inaugurato il Casini point di via Cossetti e quindi ha tenuto un breve discorso al bar Posta davanti a centinaia di persone. Dentro l'ufficio promozionale del partito è stato assalito dai simpatizzanti, tra i quali molte donne, con i quali ha scattato un vero e proprio album fotografico. Casini, che era affiancato dai consiglieri regionali Maurizio Salvador e Gina Fasan e dal parlamentare Angelo Compagnon, ha denunciato "le contraddizioni del Pd e del Pdl. Veltroni tenta di far convivere cattolici e radicali, Berlusconi riciclati e uomini del ribaltone come Dini". Il centro si propone come il partito "dei doveri, del merito e della responsabilità" ha detto, aggiungendo che "se le tasse vanno abbassate, bisogna in primo luogo farlo per le famiglie". Confermata la volontà di riprendere il discorso del nucleare "per evitare di essere dipendenti totalmente dal petrolio". Venendo alle regionali, Casini ha motivato la scelta dell'Udc di correre insieme a Pdl, Lega e Pensionati a sostegno di Renzo Tondo con "il rispetto delle autonomie locali. Qui è necessario battere Illy alleato con la sinistra radicale - ha sostenuto - e i nostri dirigenti hanno scelto questa strada che è coerente con quello che succede in altre parti d'Italia". Infine ha letto un messaggio, inviatogli da un militare della Folgore che ha conosciuto durante la missione in Iraq, che ha paragonato la difesa del simbolo dell'Udc con quella delle insegne dell'Esercito italiano nelle missioni internazionali. Nell'occasione, Salvador ha diffuso un appello alle nuove generazioni, scritto sul modello degli sms, con il quale le si invita a votare per l'Udc: "I giovani non devono rinunciare - ha detto - a scegliere chi dovrà decidere in Regione su questioni che attengono alla vita quotidiana di tutti". Nel Casini-point di via Cossetti, che si aggiunge alla nuova sede di via Beato Odorico, i cittadini potranno trovare programmi, materiale elettorale e gadget dell'Unione di centro.

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