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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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Sezione principale: Province

Inu in difesa delle province ( da "Italia Oggi" del 30-04-2008)
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Inu in difesa delle province (sezione: Province)

( da "Italia Oggi" del 30-04-2008)

Argomenti: Province

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Edilizia e Appalti Numero 103, pag. 18 del 30/4/2008 Autore: di Mila Sichera Visualizza la pagina in PDF       L'istituto pone l'attenzione sui cambiamenti degli equilibri territoriali Inu in difesa delle province Necessarie per progettare lo sviluppo urbanistico Nel dibattito sull'abolizione delle province in corso nella coalizione vincitrice delle elezioni politiche del 13 e del 14 Aprile, Pdl, An e Lega, si inserisce l'Inu (Istituto nazionale di urbanistica) sostenendo la necessità di non abolire le province perché necessarie dal punto di vista della progettazione dello sviluppo urbanistico da realizzare attraverso piani intercomunali, di area vasta, che comportano il nuovo fenomeno della metropolizzazione. "Metropolizzazione" è termine introdotto con forza nell'attuale lessico urbanistico da Federico Oliva, presidente Inu, per porre l'attenzione di tutti, addetti ai lavori e non, sui mutati equilibri territoriali frutto di un'ampliata tendenza alla diffusione insediativa in atto in Italia nell'ultimo decennio. La metropolizzazione è fenomeno di dimensioni ormai non trascurabili (dal 2000 al 2007 gli alloggi sono passati da 160 mila a 300 mila) è stato oggetto di dibattito anche durante l'ultimo Congresso Inu (Ancona, 17-19 aprile) e torna alla ribalta in questi giorni con l'avvio della nuova legislatura e il veto assoluto da parte della Lega di eliminare il livello istituzionale provinciale. Molte città hanno tracimato dai loro confini amministrativi e hanno dato forma a quella che Oliva definisce una "nuova città", nella quale accanto a tessuti storici consolidati e a periferie più o meno recenti si sono insediati tessuti a bassa densità, raramente di qualità, fagocitando quantità sempre crescenti di suolo. è questa la città contemporanea, precisa Oliva, del tutto diversa da quella tradizionale, la cui dimensione geografica non è assolutamente sovrapponibile a quella amministrativa. è una città sviluppata con un modello di crescita assai lontano da quello per fasce concentriche della città tradizionale, con una vera e propria esplosione sul territorio, che necessita comunque di interrelazioni stabili tra le sue parti e comporta nuovi stili di vita per i propri abitanti, pedine mobili su un territorio sempre più ampio in cui si lavora, si studia, si abita, si fa shopping e ci si dedica al tempo libero, utilizzando quei grandi contenitori imposti dalle nuove forme del commercio e dell'intrattenimento di massa. D'altra parte se i confini amministrativi comunali non sono più adeguati per affrontare in maniera congrua la gestione di un territorio comunale, quale potrebbe essere la dimensione territoriale del "nuovo piano" urbanistico? La mostra di progetti allestita dall'Inu alla Mole Vanvitelliana ad Ancona ha mostrato alcune forme sperimentali di piani intercomunali, di area vasta, piani strategici i cui confini non coincidono con quelli provinciali. Sono piani che il presidente dell'Inu definisce a geometria variabile e sui quali nei prossimi mesi sarà avviato un confronto più intenso all'interno dell'Istituto, interpretando la dimensione intercomunale come l'unica possibile per governare il territorio, è infatti "altrettanto necessaria", ha dichiarato Carlo Alberto Barbieri, "la consapevolezza di una rinnovata importanza della dimensione d'area vasta e di quella intercomunale nella nuova pianificazione, per andare oltre quei confini comunali all'interno dei quali è impossibile affrontare la sostanza dei problemi della metropolizzazione; dimensioni insufficientemente ed inefficacemente praticate sia dalle province (che, dopo la legge 142/90, solo in parte vedono un rilancio della propria pianificazione d'area vasta con il dlgs 112/1998 attuativo della riforma Bassanini), sia soprattutto dai comuni (e dalle stesse comunità montane)".

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