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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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Report "Province"

Idee per uscire dall'isolamento I parlamentari Baldassarri e Giovanelli all'iniziativa dei giovani industriali ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 29-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: non è tra le forze politiche che ne chiedono l'abolizione"), di come dovrà crescere; ha aggiunto che, ancor prima delle infrastrutture visibili "deve pensare a quelle culturali e alla classe dirigente". "L'intera regione avrà entro il 2012 la copertura globale della banda larga ? ha detto Giovanelli ?

Casa,una promessa tira l'altra ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: in particolare quella sulla prima casa (oltre l'80%delle famiglie italiane ha una casa in proprietà), di cui da anni, da destra e da sinistra, si promette l'abolizione (quasi fosse un fatto di giustizia) e che è ancora presente nei programmi di questa tornata elettorale (questa volta in quello del Pdl e dell'Udc).

Lupi-Giaretta, scontro sulle Province davanti a Cl ( da "Corriere del Veneto" del 29-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: la Casa delle libertà che ora propugna l'abolizione delle Province, ne creò sei nuove in soli quattro anni – puntualizza Giaretta – certo occorre una riorganizzazione degli apparati amministrativi. Per esempio nel Veneto appare abbastanza ridondante il sistema di amministrazione delle autostrade, con più consiglieri di amministrazione che autogrill.

Longarone <L'unione dei comuni ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 29-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Luca dopo la relazione sul bilancio di previsione 2008 dell'assessore al bilancio Bruno Pradella. "Si parla da anni di eliminare i costi eccessivi della politica attraverso l'abolizione di enti quali Province e Comunità Montane e non si prende un provvedimento molto semplice che obblighi la fusione le decine di piccoli comuni italiani creando delle realtà amministrative di almeno 8/

L'attacco al parlamento e al Quirinale per un colpo di mano "presidenziale" ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: province, comuni, comunità montane, ecc. è previsto dalla Costituzione, bisogna modificare la Carta, creando una sola camera legislativa di 4 o 500 deputati, un senato delle autonomie costituito di rappresentanti di regioni ecc. E poi l'abolizione delle province, l'obbligo di accorpamento dei comuni piccoli,

Al via i lavori in centro, nuovi marciapiedi in paese ( da "Provincia di Como, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: altra rotonda tra la centralissima via Roma e via Carcano con il raddoppio della stessa, l'abolizione del senso unico ed il ritorno al doppio senso di marcia. Per concludere realizzeremo un nuovo parcheggio in zona Dogana dove abbiamo già acquisito le aree e la riqualificazione dell'area di Molino Nuovo con nuovi e più ampi parcheggi.


Articoli

Idee per uscire dall'isolamento I parlamentari Baldassarri e Giovanelli all'iniziativa dei giovani industriali (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 29-03-2008)

Argomenti: Province

IDEE, progetti, opere. "Questa la filiera che, grazie alle tesi dei giovani di Confindustria, dobbiamo mettere in atto per uscire dall'isolamento". Lo ha detto il sindaco di Servigliano, Maurizio Marinozzi, durante la tavola rotonda per individuare le linee strategiche per far crescere la provincia di Fermo. Un pensiero dettato dagli interventi dell'on. Oriano Giovanelli (Pd) e del senatore Mario Baldassarri (Pdl) bollati dal sindaco, come "spot elettorali". Giovanelli ha parlato della nuova Provincia ("Il Pd ? ha detto ? non è tra le forze politiche che ne chiedono l'abolizione"), di come dovrà crescere; ha aggiunto che, ancor prima delle infrastrutture visibili "deve pensare a quelle culturali e alla classe dirigente". "L'intera regione avrà entro il 2012 la copertura globale della banda larga ? ha detto Giovanelli ? di cui le imprese non possono più fare a meno. Bene lo sviluppo dei collegamenti aerei e la vocazione turistica dell'Approdo di P.S.Giorgio". IL PRESIDENTE di Confindustria Fermo, Silvano Lattanzi, prima che Giovanelli abbandonasse l'incontro, ha cercato di strappargli una promessa: "Vede questa forza giovane, è su questa che dobbiamo investire per il futuro. Lei deve garantirci il sostegno della politica". "Sono venuto per questo", la risposta laconica ottenuta. Il senatore Baldassarri, ha esordito così: "Giovannelli ha menato il can per l'aia senza prendere impegni. Io posso garantire, invece, che per questo territorio, dopo aver dato risposte concrete per il nord della regione, abbiamo in animo di ampliare il progetto della Mezzina, per farla diventare bretella autostradale che colleghi il casello di Porto S.Elpidio con la zona collinare fino ad Ascoli e quindi verso Teramo. Questo è l' impegno che intendiamo portare avanti, perché le cose dette vanno fatte". IL SINDACO DI RUSCIO, pur rimanendo fermo sulla posizione dell'arretramento dell'A/14, ha condiviso il passo avanti di Baldassarri ed ha lanciato una nuova idea, sulla situazione ferroviaria: "Anziché due stazioni sottoutilizzate (P.S.Giorgio-P.S.Elpidio, ndr), ne propongo una baricentrica, funzionante sia per i passeggeri che per il trasporto merci". Mauro Nucci - -->.

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Casa,una promessa tira l'altra (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-29 - pag: 10 autore: Casa,una promessa tira l'altra di Innocenzo Cipolletta A d ogni vigilia elettorale è d'uso (purtroppo) promettere riduzioni delle tasse, scegliendo quelle con la maggiore platea di beneficiari, nella speranza di accrescere il proprio bottino di voti. Certo, dopo le elezioni, si può sempre cambiare idea, grazie a qualche alleato "scomodo" che ha altre priorità o grazie alla "diversa" situazione congiunturale che non consente più di mantenere le promesse fatte. Ma intanto l'idea che tale o talaltra tassa sia odiosa e da abolire è entrata in circolo e finisce per costituire una remora forte a un riordino del nostro sistema fiscale. Così è stato per l'Ici (imposta comunale sugli immobili), in particolare quella sulla prima casa (oltre l'80%delle famiglie italiane ha una casa in proprietà), di cui da anni, da destra e da sinistra, si promette l'abolizione (quasi fosse un fatto di giustizia) e che è ancora presente nei programmi di questa tornata elettorale (questa volta in quello del Pdl e dell'Udc). In realtà l'Ici sulla prima casa è stata di fatto abolita, in particolare per i redditi medio-bassi e le case non di lusso, per tappe successive attraverso il meccanismo delle detrazioni. Ma proprio perché si è sempre operato attraverso aggiustamenti e riduzioni non si è mai attuato quello che sarebbe necessario: un riordino della tassazione sugli immobili (oggi completamente distorta) che aprisse la strada a un reale decentramento fiscale (o federalismo fiscale, come ad alcuni piace dire), dove l'elettore sia in grado di decidere se premiare o meno l'amministrazione con il suo voto, sulla base del confronto tra tasse pagate e servizi ricevuti. Gli italiani non pagano troppe tasse sulla casa, ma le pagano male e con ampi margini di evasione ed elusione. Per un malinteso senso di giustizia, che rimonta ai funesti anni 70 quando s'introdusse l'equo canone, nel nostro Paese si è voluto penalizzare la proprietà della casa. è così che la tassazione sulla casa, da allora, si basa essenzialmente sulla proprietà e non sull'uso della stessa, con le citate riduzioni e regimi di favore per la prima casa. Infatti, si pagano molte tasse sui passaggi di proprietà (simbolo allora della speculazione edilizia) e sul possesso della casa, piuttosto che sull'uso della stessa. è il proprietario ( anche se ha affittato ad altri la casa) che paga l'imposta comunale (Ici), pur se essa serve a finanziare i Comuni per le spese inerenti la vita degli abitanti e quindi di chi ha l'uso (in proprietào in affitto) della casa e non il possesso. Nascono da qui molte elusioni: le famiglie italiane intestano una casa ad ogni membro della stessa per non pagare per intero le tasse di acquisto, e spesso denunciano residenze fittizie in località di vacanza per beneficiare del regime " prima casa" anche per la residenza secondaria. Inoltre, si moltiplicano le società immobiliari (familiari) per poter scaricare l'Iva, dedurre le spese, favorire i passaggi di proprietà tra familiari e così via. Già ora la forte riduzione dell'Ici sulla prima casa si traduce di fatto in un grande beneficio dei furbi e in un grande danno per le casse dei Comuni. Invece andrebbe ripensata totalmente la tassazione sulla casa che, in tutti i Paesi avanzati, rappresenta la base imponibile per eccellenza dei Comuni e delle Province. In primo luogo andrebbe favorita la compravendita delle case, riportando il regime ordinario a quello della prima casa, con Iva e Registro al 4% ma sul valore di mercato della casa stessa, senza più distinzione tra prima e seconda casa, così da riportare nel legale tutte le transazioni, semplificando le procedure. In secondo luogo andrebbe istituita un'imposta comunale e provinciale basata sulla disponibilità (in affitto o in proprietà) degli immobili, residenziali e non, e dei terreni allargando e perfezionando i meccanismi dell'attuale Tarsu (la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani). In questa maniera, gli abitanti dei Comuni andrebbero tassati sulla base dei metri quadrati effettivamente occupati o comunque a loro disposizione, sulla localizzazione degli immobili (centro, periferia ecc.) e sul numero delle persone che abitano nella casa. I Comuni finanzierebbero con questa imposta larga parte delle spese che essi stessi devono sostenere per la vita degli abitanti (dalla raccolta dei rifiuti all'illuminazione, alla manutenzione delle strade e così via) e starebbe a loro decidere se e quali esenzioni accordare (per famiglie bisognose, per attività economiche da attrarre o da allontanare ecc.), realizzando così un vero decentramento fiscale. Infatti, saranno poi gli stessi abitanti degli enti locali a decidere, con il loro voto, se quanto hanno pagato era giusto rispetto ai servizi ottenuti, promovendo o bocciando gli amministratori a cui hanno pagato le imposte. Dal canto loro, Stato e Regioni dovrebbero finanziarsi essenzialmente attraverso l'imposta sui redditi (oltre alle imposte indirette) per coprire le loro spese e per fare le necessarie operazioni di perequazione territoriale, superando progressivamente il sistema dell'Irap (la tassa regionale) che ha introdotto elementi di triangolazione spuria nel sistema fiscale italiano, dato che è una tassa sulle imprese che va a finanziare le Regioni, per funzioni in larga misura a favore degli abitanti della Regione stessa (sanità, trasporti ecc.). Si avrebbe così un sistema fiscale più responsabile, dove chi paga è anche detentore della capacità di voto (a livello nazionale e locale) e, quindi, può premiare o punire gli amministratori sulla base di un giudizio più completo e motivato. Ma, forse, è proprio questo il motivo perché si è cercato, e si cerca ancora, di disconnettere la facoltà di voto con il dovere della tassazione, mescolando così le carte, in modo da non far capire agli elettori chi e perché è responsabile delle tasse da pagare e dei servizi offerti sul territorio. icipoll@tin.it.

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Lupi-Giaretta, scontro sulle Province davanti a Cl (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 29-03-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-29 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il dibattito Ospiti della Compagnia delle Opere del Nord Est, i due ieri sera si sono dati battaglia sugli enti Lupi-Giaretta, scontro sulle Province davanti a Cl Il deputato del Pdl: inutili, vanno eliminate. Il senatore del Pd: ma se ne avete create sei? PADOVA - Sussidiarietà verticale, orizzontale ma soprattutto, trasversale. Con qualche distinguo. Sul tema del trasferimento di poteri dallo Stato all'ente pubblico più vicino ai cittadini, in primis il Comune, si sono confrontati ieri sera al centro congressi Papa Luciani davanti al popolo di Comunione e Liberazione il senatore Paolo Giaretta, segretario regionale del Partito Democratico, ed il deputato del Popolo della Libertà Maurizio Lupi, fondatore dell'intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. L'iniziativa era organizzata dalla Compagnia delle Opere del Nord Est, braccio economico di Cl. "Crediamo che un primo esempio concreto di spinta verso la sussidiarietà potrebbe essere l'eliminazione delle Province – spiega Maurizio Lupi – era pacifico già negli anni '70, quando furono istituite le regioni, che le Province diventavano inutili. Occorre tenere in considerazione questo punto: sono enti che molto spesso si duplicano con le Prefetture ed i Comuni. Vanno eliminate con un rafforzamento del potere e delle funzioni dei Comuni che sono il vero ente di riferimento dei cittadini in Italia". Più cauto, pur nella convinzione della necessità di una accelerazione verso la sussidiarietà, il senatore Giaretta. "Va premesso che quando era al governo, la Casa delle libertà che ora propugna l'abolizione delle Province, ne creò sei nuove in soli quattro anni – puntualizza Giaretta – certo occorre una riorganizzazione degli apparati amministrativi. Per esempio nel Veneto appare abbastanza ridondante il sistema di amministrazione delle autostrade, con più consiglieri di amministrazione che autogrill. E' evidente che anche la legge di istituzione delle comunità montane va rivista, per evitare che si prolifichino poltrone e prebende a scapito dell'efficienza degli enti che rischiano di intralciarsi l'uno con l'altro. Certamente bisogna mettere mano alla sussidiarietà verticale, ma io starei altrettanto attento alla sussidiarietà orizzontale". Quindi esistono enti più inutili delle Province? "In astratto non esistono enti utili o inutili, ma pratiche buone e altre dannose per il cittadino – analizza il segretario regionale del Pdl – sono anch'io d'accordo che i comuni sono l'ente di riferimento del cittadino. Ma anche le amministrazioni comunali molte volte non danno buoni esempi. Basti guardare a come sono gestite molte ex municipalizzate ed il proliferare di società che erogano servizi, in cui se andiamo a vedere bene i bilanci, sono maggiori i costi di struttura che quelli di funzionamento. Significa che anche a livello locale molti amministratori devono fare un esame di coscienza. Il problema non sta solo nell'architettura istituzionale ma anche nella coscienziosità di chi l'istituzione la incarna ". Alberto Gottardo Il tavolo Da sinistra Giaretta, Stefanello (pres. Comp. Op.) e Lupi.

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Longarone <L'unione dei comuni (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 29-03-2008)

Argomenti: Province

Longarone "L'unione dei comuni ... Longarone"L'unione dei comuni è l'unica risposta concreta e possibile alle false aspettative di chi vuole emigrare in altri comuni. Io rispetto tutte le azioni di secessione, ma ritengo ormai da anni che per razionalzizare i servizi e garantire un'amministrazione sostenibile bisogna perseguire la strada dell'unione dei comuni". Sono state le parole del sindaco di Longarone, Pierluigi De Cesero nel corso del consiglio comunale di ieri sera, pienamente condivise dal capogruppo di minoranza Piergiacomo De Luca dopo la relazione sul bilancio di previsione 2008 dell'assessore al bilancio Bruno Pradella. "Si parla da anni di eliminare i costi eccessivi della politica attraverso l'abolizione di enti quali Province e Comunità Montane e non si prende un provvedimento molto semplice che obblighi la fusione le decine di piccoli comuni italiani creando delle realtà amministrative di almeno 8/10 mila abitanti in montagna e il doppio in pianura - ha affermato Pradella -. Quest'anno la riduzione dei trasferimenti erariali è di oltre 600 mila euro giustificata dal presunto aumento delle entrate derivanti dall'Ici a seguito del nuovo classamento dei fabbricati agricoli. Nell'agosto scorso è stato emanato il decreto ministreriale che stanziava 25 milioni di euro ai comuni confinanti per poi scoprire che il tetto massimo di 300 mila euro a Comune verrà assegnato in base ad un solo progetto".La seduta ha approvato, come annunciato, la riduzione dell'aliquota Irpef dallo 0.8 allo 0.5 per mille, sale del 6,5 per cento la tassa di raccolta e smaltimento rifiuti, mentre l'Ici rimane al 4 per mille per la prima casa con le confermate detrazioni e al 5,5 per mille come aliquota ordinaria.Roberto Padrin.

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L'attacco al parlamento e al Quirinale per un colpo di mano "presidenziale" (sezione: Province)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)

Argomenti: Province

FEDERICO ORLANDO RISPONDE Cara Europa, leggo che l'attacco alla Casta da parte di un giornale di punta berlusconiano avrebbe un'intenzione recondita: costringere entro uno o due anni il presidente Napolitano, indicato come il capo o numero 1 della casta, a dimettersi e lasciare il Quirinale a Berlusconi, se questi conquisterà la maggioranza del nuovo parlamento. È una cosa realistica o è un delirio di pazzi ubriachi di denaro e di odio? ANDREA RIGHI, MILANO Caro Righi, i pazzi ci sono, e alcuni anche ubriachi di denaro e di odio. I costi della Casta, denunciati per primi da Salvi e Villone, due senatori della sinistra, e successivamente da Rizzo e Stella, infine da Grillo sul suo blog e da Di Pietro, sono un problema reale, di cui tutti conosciamo le chiavi per risolverlo. Si tratta, per quella piccolissima parte della Casta costituita dai parlamentari, di una decisione interna delle camere, che invece di aumentare le prebende debbono ridurle, e debbono semplificare i regolamenti legislativi. Chi non è d'accordo venga additato al pubblico e farà i conti col paese. L'altra chiave è nella Costituzione: poiché il numero dei deputati e dei senatori, nonché l'esistenza di regioni, province, comuni, comunità montane, ecc. è previsto dalla Costituzione, bisogna modificare la Carta, creando una sola camera legislativa di 4 o 500 deputati, un senato delle autonomie costituito di rappresentanti di regioni ecc. E poi l'abolizione delle province, l'obbligo di accorpamento dei comuni piccoli, la fusione delle regioni marginali con le regioni più grandi, per costituire macroregioni economiche. Infine, drastica riduzione di comunità montane, Asl, e altre associazioni parassitarie per aspiranti a stipendi politici: 4 o 500 mila, secondo i calcoli di Amato e di altri ministri. Solo così la lotta ai costi della Casta diventa un fatto serio. Per realizzarlo, ci vuole ? ripeto ? una revisione della Costituzione. Berlusconi dice che se vincerà le elezioni farà le riforme: ma sa che le riforme deve farle con gli altri, altrimenti non passano nei referendum confermativi. E non passerebbero se, invece di limitarsi a fare le cose che abbiamo indicato, la riforma prevedesse la trasformazione della nostra democrazia rappresentativa, accusata di castismo, in democrazia plebiscitaria, su modello teoricamente francese e praticamente sudamericano. Sapendolo, gli scagnozzi berlusconiani cercano un'altra strada per portare il loro datore di lavoro al Quirinale: invece del plebiscito presidenzialista, la crisi etico-politica, prodotta con la valanga di fango rovesciata sulle istituzioni, Quirinale e parlamento in testa: Napolitano si dimetterebbe (pensano) e Berlusconi verrebbe eletto dal prossimo parlamento, come dice lei. Ma lei se l'immagina cosa succederebbe nel mondo in una simile evenienza? Lei s'immagina cosa sarebbe successo se negli anni della maggioranza assoluta del centrodestra, Berlusconi fosse stato al Quirinale al posto di Ciampi mentre i suoi onorevoli scagnozzi gli votavano le leggi per evitargli condanne, conservargli monopoli, permettergli di privatizzare ciò che appartiene a tutti gli italiani?.

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Al via i lavori in centro, nuovi marciapiedi in paese (sezione: Province)

( da "Provincia di Como, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Province

Maslianico Il sindaco: "Siamo in ritardo con via XXV aprile ma abbiamo apportato modifiche fondamentali" Al via i lavori in centro, nuovi marciapiedi in paese MASLIANICO (F. Ai.) - Dopo i lavori di riqualificazione di via Mazzini, al via il rifacimento dell'arteria municipale di via Venticinque aprile. "A differenza della via Mazzini - spiega il sindaco Mario Luppi - questo progetto ha una lunga storia, qualche riunione pubblica alle spalle e una rivisitazione del progetto che inizialmente prevedeva la realizzazione del solo marciapiede a monte e di un'unica pavimentazione rialzata sulla curva, parzialmente finanziato dalla vecchia amministrazione. In collaborazione con il progettista Claudio Cerra, abbiamo apportato alcune importanti modifiche che hanno comportato ritardi, permettendo però di completare il progetto con la realizzazione di tre pavimentazioni rialzate in corrispondenza di altrettanto punti di attraversamento pedonale particolarmente pericolosi. Rifaremo i marciapiedi anche a valle. Sarebbe stato poco coerente intervenire su questa importante via di accesso al centro abitato senza riqualificare anche l'altro lato della strada e senza tralasciare il completo rifacimento dell'illuminazione pubblica con materiali moderni a basso impatto ambientale e con lampade a risparmio energetico che vanno nella direzione indicata dalle normative europee. A regolamentare il flusso di traffico poi sarà creata una rotonda tra la via provinciale e la stessa via Venticinque aprile. Come già sperimentato in occasione dei lavori di via Mazzini, per limitare i disagi alla cittadinanza, sarà premura dell'amministrazione comunicare alla popolazione le modalità di esecuzione dei lavori e i tempi previsti, d'accordo con il direttore dei lavori e i responsabili della ditta che farà l'intervento". Ma ci sono altre opere che riguardano la viabilità cittadina destinate a creare disagi soprattutto ai residenti, disagi inevitabili secondo l'assessore ai lavori pubblici Gian Luigi Miglio, per i quali il comune si scusa in anticipo per i troppi cantieri aperti. Sacrifici compensati poi da una viabilità più "funzionale e gradevole e gradevole per tutti". "Alla via Venticinque aprile - sostiene Miglio- seguirà il rifacimento con rotonda ed illuminazione dell'incrocio al Ponte di Ferro attraverso la compartecipazione economica del comune di Como e della Provincia. Dopo l'acquisizione delle aree prevediamo di indire la gara d'appalto già quest'anno. In tempi più brevi invece riusciremo a realizzare in collaborazione con il comune di Cernobbio un'altra rotonda tra la centralissima via Roma e via Carcano con il raddoppio della stessa, l'abolizione del senso unico ed il ritorno al doppio senso di marcia. Per concludere realizzeremo un nuovo parcheggio in zona Dogana dove abbiamo già acquisito le aree e la riqualificazione dell'area di Molino Nuovo con nuovi e più ampi parcheggi. In autunno saranno asfaltati e creati marciapiedi sulla via Battisti, via Cozzena, via Per Piazza, via Roma e via Venti Settembre, mentre via Verdi sara riqualificata come previsto dalla convenzione con la ditta che sta costruendo nell'ex cava Mondelli". 29/03/2008.

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