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Ubaldi:
bisogna superare le Province ( da "Gazzetta di Reggio"
del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Tornando alla
proposta dell'abolizione delle Province, che spazzerebbe via anche quella di
Parma controllata dal centro sinistra, Ubaldi spiega che "così come sono
oggi sono enti di primo livello eletti dai cittadini a competenza
universale". Titolari quindi di una pletora di funzioni che si
sovrappongono a quelle di altri enti come Ato,
Angelucci
attacca Peterlini Deriva a destra della Svp
( da "Alto
Adige" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
vi sono
presenti forzature ideologiche come la richieste da diminuire il numero delle
forze dell'ordine o l'abolizione della prefettura, con la Svp che certo non
rasserena il clima". Secondo l'Unione di centro "il Pd sbaglia a
firmare cambiali in bianco al partito di raccolta". Infine per la Lega
Nord il "Sender Bozen" non deve passare alla Provincia.
Report
Il prezzo della politica spiegato da Iovene, autore della Gabanelli
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
si pronunciò
a favore dell'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti".
Tangentopoli era appena scoppiata, devastando la prima repubblica: "Da
allora la politica si è sempre data da fare per aggirare quel voto popolare. La
prima mossa fu fatta nel 1997 con la donazione volontaria del quattro per
mille.
PESARO
Infrastrutture: questa la priorità e la ricetta per le Marche. Oriano
Giovanelli candid ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Il dibattito
si è spostato anche sui costi della politica e sull'abolizione delle province.
"Noi siamo per abolire uno dei due rami del parlamento e ridurre il numero
dei deputati - ha spiegato Giovanelli - vorremmo anche chiudere le province là
dove sorgeranno le aree metropolitane".
AGRICOLTURA/
CASINI: MENO BUROCRAZIA,SERVE SUBITO SPORTELLO UNICO
( da "Virgilio
Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
La burocrazia
ha un costo e questo costo - dice il leader dell'Udc - da noi è troppo
elevato". Anche per questo, aggiunge, "una delle nostre battaglie
riguarda l'abolizione delle Province. Riteniamo che si debba al più presto
avere, anche in agricoltura, lo sportello unico".
LA
SUPERCASTA DELLO SPRECO BERNARDO IOVENE ("REPORT") SVELA IL PREZZO
DELLA POLITICA: 8 MILIARDI FANNO UNA LEGGE PER REGOLARIZZARE GLI OPERAI E POI
HANNO L'ASSISTENTE AL NERO ( da "Dagospia.com"
del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
si pronunciò
a favore dell'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti".
Tangentopoli era appena scoppiata, devastando la prima repubblica: "Da
allora la politica si è sempre data da fare per aggirare quel voto popolare. La
prima mossa fu fatta nel 1997 con la donazione volontaria del quattro per
mille.
Giorgetti:
<Aboliamo le prefetture, non le Province che funzionano>
( da "Provincia
di Como, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
a margine
dell'incontro di ieri, è tornato sulla questione dell'abolizione delle
province. "Abolire le amministrazioni provinciali? Solo quelle veramente
inutili, come quelle di Barletta, Trani e Fermo. Le altre, invece, devono
continuare ad esistere, perché hanno una loro forte identità radicata sul
territorio.
( da "Gazzetta di Reggio" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
L'ex sindaco di
Parma (Udc) inaugura in città il "Casini point" Superare le Province
"così come sono concepite ora". Sostituendole con un organismo
"di coordinamento" a competenza definita, a servizio delle necessità
dei Comuni di un territorio. E' questa una delle proposte del capolista in
Senato - per l'Emilia-Romagna - dell'Unione di centro Elvio Ubaldi, ex sindaco
di Parma, per razionalizzare la spesa pubblica. L'ex primo cittadino della
città ducale - che alle ultime amministrative ha ceduto il passo a Pietro
Vignali - è intervenuto ieri a Reggio insieme al candidato alla Camera, il
reggiano Tarcisio Zobbi. Motivo ufficiale dell'appuntamento: l'inaugurazione
del cosiddetto "Casini Point" del capoluogo emiliano. Un luogo -
ubicato in corso Garibaldi, pieno centro storico - che secondo il consigliere
provinciale reggiano "dovrà diventare un salotto della città dove
esercitare discussioni serie sui temi elettorali". La costituenda
formazione dei moderati affila insomma le armi in vista delle elezioni
politiche del 13 e 14 aprile e mira a conquistare in alcune regioni - "tra
cui, appunto, l'Emilia-Romagna" - l'8% dei consensi in modo da accedere al
Senato. Il target elettorale prescelto è invece, dice Ubaldi "il ceto
medio di interesse e di cultura cioè i dipendenti degli enti pubblici, gli
autonomi e i piccoli imprenditori che voteranno per noi perché sanno chi gli
sta davanti e da quale cultura politica è ispirato". Tornando
alla proposta dell'abolizione delle Province, che spazzerebbe via anche quella
di Parma controllata dal centro sinistra, Ubaldi spiega che "così come
sono oggi sono enti di primo livello eletti dai cittadini a competenza
universale". Titolari quindi di una pletora di funzioni che si
sovrappongono a quelle di altri enti come Ato, Comunità montane e
conferenze sociosanitarie provinciali. La proposta è dunque quella "di
definire gli ambiti di intervento dei Comuni, che rimangono la cellula
fondamentale, e creare un'unico ente a competenza definita che se ne
occupi". E' necessario cioè, dice Ubaldi, "sfrondare le competenze
per evitare i costi".
( da "Alto Adige" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Angelucci attacca
Peterlini "Deriva a destra della Svp" Per il candidato della Sinistra
"è il Pd a uscirne sconfitto" BOLZANO. Il programma elettorale della
Svp scatena le critiche della Sinistra arcobaleno, di Lega Nord e Udc. E se gli
ultimi due partiti prendono le distanze da singoli punti programmatici della
Stella alpina, la polemica diventa accesa tra Sandro Angelucci e Oskar
Peterlini, entrambi candidati nel collegio senatoriale Bolzano Bassa Atesina.
"L'accordo per il Senato tra Pd e Volkspartei, anzi con il solo senatore
Peterlini, si rivela sempre più per quello che realmente era: una scatola
vuota, con la Svp libera di fare ciò che vuole". Così, il candidato della
Sinistra arcobaleno, che ri riallaccia "al programma Svp, tutto rivolto all'indietro,
che poco ha a che fare con l'autonomia, quanto piuttosto con una sorta di
secessione strisciante". Una "politica di destra che dovrebbe
realizzare Oskar Peterlini se diventasse ancora senatore. Per il Pd, i cui
vertici forse neppure hanno letto il programma Svp prima di firmare il patto di
Salorno, è una sconfitta su tutto il fronte", chiude Angelucci. Pronta la
replica di Peterlini. "L'accordo tra le forze progressiste e la Svp è
un'intesa che guarda al futuro, che mette in primo piano la convivenza tra i
gruppi linguistici, per dare una prospettiva ai nostri giovani. Questo disegno
si contrappone fortemente a quella parte della destra che persegue una cultura
dello scontro etnico", sottolinea il senatore. Secondo quest'ultimo
l'atteggiamento della Sinistra arcobaleno "è completamente
incomprensibile, perché invece di distinguersi dalla destra ed attaccarne la
politica di scontro etnico, persevera nel criticare chi continua a farsi
portatore di valori da lei stessa condivisa". "Ritengo - conclude
Peterlini - che gli elettori sappiano bene che la vera sfida è tra il nostro
disegno di convivenza e solidarietà sociale da un lato e le politiche di
divisione e mancata sensibilità sociale della destra dall'altro. Per questo
motivo, gli stessi elettori sanno bene che i voti dati ad altri candidati
andranno solo a favorire le forze di destra". Sul programma Svp l'Udc
afferma che "vi sono presenti forzature ideologiche
come la richieste da diminuire il numero delle forze dell'ordine o l'abolizione
della prefettura, con la Svp che certo non rasserena il clima". Secondo
l'Unione di centro "il Pd sbaglia a firmare cambiali in bianco al partito
di raccolta". Infine per la Lega Nord il "Sender Bozen" non deve
passare alla Provincia. Il segretario Kurt Pancheri si dice contrario
anche all'aumento dei pedaggi A22 per i mezzi pesanti e alla diminuzione delle
forze dell'ordine in Alto Adige.
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Report Il prezzo
della politica spiegato da Iovene, autore della Gabanelli Il vero scandalo sono
i trecentomila consulenti Così sistemano i politici trombati, dalla Calabria
vengono spostati fino a Milano. Il tutto costa due miliardi l'anno "Non ci
credi eh?". Risata amara. "Comunque hai scritto bene: diecimila
commissari straordinari che costano un miliardo di euro all'anno".
Bernardo Iovene ha cinquant'anni e fa il giornalista free-lance. Casertano di
provincia, vive a Bologna e lavora per Report di Milena Gabanelli, la
trasmissione di inchieste tv più famosa d'Italia, che va in onda su Raitre. Per
Report , Iovene da anni spulcia i costi della politica. Carte alla mano, le
cifre che dà fanno venire il mal di testa. Numeri da capogiro. Un lavoro
certosino che nell'autunno dello scorso anno è finito anche in un libro con
tanto di dvd: Cara Politica edito da Bur e Rai Trade e firmato da Gabanelli con
Iovene, Giovanna Boursier e Sabrina Giannini . Il sottotitolo è: Come abbiamo
toccato il fondo . Il conto generale. In virtù di tutto questo la prima domanda
della conversazione con Iovene spaventerebbe chiunque: "Quanto costa la
politica in Italia?". Pausa. Risposta: "Cominciamo: il personale
politico tra Senato, Camera, province, regioni, comuni
e altri enti arriva a quattro miliardi di euro. Per le consulenze a tutta la
pubblica amministrazione, l'unico dato disponibile è quello relativo al 2004:
poco più di un miliardo di euro. Un altro miliardo serve per pagare i
commissari straordinari, che sono diecimila. La cosa incredibile è che i
commissari dovrebbero sostituire la politica per risolvere i problemi, tipo i
rifiuti a Napoli". Altra risata amara. Totale, sinora: sei miliardi di
euro. Ma la conta non è finita: "Poi ci sono i bilanci di Camera e Senato,
di cui solo una parte è impiegata per pagare i parlamentari. Quello di
Montecitorio, che risale all'anno scorso, è di un miliardo di euro. Quello di
Palazzo Madama è la metà, relativa però al 2006: 527 milioni di euro. Infine ci
sono i rimborsi elettorali; i finanziamenti alla stampa di partito, tra cui ci
siete anche voi del Riformista , e i contributi ai gruppi parlamentari: un
altro mezzo miliardo circa di euro". Il totale definitivo, allora, è otto
miliardi di euro, sedicimila in lire, cui però vanno sottratti 127 milioni di
euro per i deputati e 65 per i senatori, ché altrimenti verrebbero contati due
volte: sia nel personale politico (quattro miliardi di euro) sia nei bilanci
del Parlamento (un miliardo e mezzo). Otto miliardi: una cifra che peraltro
ricorre spesso nel capitolo sprechi dell'Italia. Tanto, infatti, è costata,
secondo i calcoli della commissione bicamerale sui rifiuti, l'emergenza
munnezza a Napoli in tutti questi anni. Ma questa è un'altra storia. L'esercito
della casta. In Italia ci sono venti regioni, centodieci province
(di cui quindici di recentissima formazione), più di ottomila municipi,
trecentocinquanta comunità montane e altrettante unioni di comuni, che sorgono
tra i paesi più piccoli. Dice Iovene: "Il paradosso è che, se contiamo
pure i deputati e i senatori, sul territorio si verifica un groviglio, una
contrapposizione di competenze e la gente finisce per non avere punti di
riferimenti. Nonostante ci sia sul campo un vero e proprio esercito".
Altri numeri: 1.200 consiglieri regionali, 150mila amministratori comunali,
4mila quelli provinciali, 12.800 consiglieri delle comunità montane, 7mila
quelli circoscrizionali. Falangi di personale politico. Continua Iovene:
"Anche a livello locale, essere eletti in un ente è considerato un punto
d'arrivo perché il seggio è un posto di lavoro certo. A Palermo un presidente
circoscrizionale guadagna 3mila euro al mese e ha anche l'auto blu. Un
consigliere regionale, invece, percepisce 15mila lordi. Tieni presente che in
alcune regioni, a partire dalla Campania, è stato anche aumentato il numero dei
consiglieri. A me non piace fare demagogia contro la casta, però abbiamo
riscontrato un sacco di anomalie. Ci sono spese non rendicontate, manca la
trasparenza. Cambiare? Si può, ma è soprattutto un problema di ricambio della
classe politica. Sono sempre gli stessi". Staff al nero. Sommati agli
stipendi dei mille parlamentari (deputati più senatori), i compensi di questo
esercito di amministratori arrivano a quattro miliardi di euro, che comprendono
persino quindici milioni per i comitati di vigilanza Inps e Inpdap. Tuttavia,
nonostante la vigilanza, il lavoro nero istituzionale non manca. Proprio così.
Dice il giornalista di Report: "Un deputato, di base, guadagna 11mila
lordi, quindi 5.500 netti. Considera pure che dopo le polemiche sui costi della
politica, non è che i parlamentari si sono ridotti lo stipendio, hanno solo
bloccato il meccanismo che li aumenta. Detto questo, un deputato prende anche
4mila euro come diaria, cioè per le spese di soggiorno, peraltro senza nessuna
distinzione tra chi risiede a Roma e chi no, e altri 4.200 per i collaboratori.
Tutti questi rimborsi sono esentasse e ognuno si comporta come gli pare. C'è
chi dà 500 euro in nero al mese al suo assistente e chi invece fa tutto da sé.
In un'azienda privata, di norma, ti viene rimborsato ciò che spendi. In
Parlamento non è così. Poi magari fanno una legge che ti obbliga a
regolarizzare i tuoi operai mentre loro usufruiscono di collaboratori al
nero". In teoria, potrebbero anche essere soldi spesi bene. Spiega Iovene:
"A parte la mancanza di trasparenza, la gran parte dei politici mobilita
gli staff anche per questioni di partito. Ricordo l'ultima campagna elettorale
per le europee del
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Di LUIGI BENELLI
PESARO Infrastrutture: questa la priorità e la ricetta per le Marche. Oriano
Giovanelli candidato alla Camera per il Pd e Francesco Casoli candidato al
Senato nelle liste del Pdl si sono "affrontati" in un dibattito
organizzato dall'Ande (Associazione donne elettrici) a Pesaro. Ma non è stato
uno scontro, semmai più un confronto anche dai toni concilianti. Hanno parlato
di grandi temi, ma non hanno mai perso di vista gli obiettivi per la loro
regione di appartenenza. "Da imprenditore - sottolinea Casoli - dico che è
difficile raggiungere le Marche. Il 20% dei costi per un'azienda riguarda le
spese di trasporto e logistica. L'aspetto infrastrutturale è la spina dorsale
per il rilancio della nostra regione. Ora dobbiamo puntare forte sulla terza
corsia dell'A14, sulla Fano-Grosseto e sulla legge obiettivo che contempla la
Quadrilatero. Ma soprattutto occorre rilanciare l'aeroporto: è
un'infrastruttura importante per l'economia e il turismo". Giovanelli ha
sottolineato come "il governo in questi 18 mesi abbia ripreso in mano la
questione della Fano-Grosseto con il bando di project financing per il tratto
Arezzo-Fano precedentemente escluso dalla legge obiettivo del governo di
centrodestra". "Non abbiamo bloccato la Quadrilatero - sottolinea -
ma riportata in un binario di maggior chiarezza. A livello nazionale sappiamo
che è più importante la Fano-Grosseto. E soprattutto abbiamo sbloccato la
soluzione in uscita dal porto di Ancona che è strategico per le Marche. Ma
dobbiamo pensare anche alla complanare tra Pesaro e Fano. Quanto all'aeroporto
bisogna dire anche che durante la gestione, gli imprenditori hanno investito
poco". Casoli ha poi parlato della questione energetica marchigiana
sottolineando come il piano Pear "non abbia dato risultati. Si parlava di
tante micro centrali elettriche, ma non ne sono state create. Questo costringe
a comprare l'energia e ritrovare forti ricarichi sulla bolletta". In tema
di occupazione Giovanelli ha evidenziato un aumento di lavoro nella regione, ma
ha anche aggiunto che "la stabilità è scarsa per cui dobbiamo fare in modo
che il lavoro indeterminato costi meno al datore rispetto a un contratto
precario". Il dibattito si è spostato anche sui costi
della politica e sull'abolizione delle province.
"Noi siamo per abolire uno dei due rami del parlamento e ridurre il numero
dei deputati - ha spiegato Giovanelli - vorremmo anche chiudere le province là dove sorgeranno le aree metropolitane". Anche per
Casoli "le competenze provinciali vanno ripartite fra Comuni e Regione e
la nostra boicottata legge di riforma costituzionale andava verso la riduzione
del numero di parlamentari". In tema del rilancio economico il candidato
del Pdl ha messo a fuoco "l'importanza di ridurre le tasse per i cittadini
e imprenditori per far ripartire tutta l'economia, abolire l'Ici sulla prima
casa come primo passo per aiutare le famiglie, ma investire anche sugli asili
nido per far sì che le donne non lascino il lavoro". Giovanelli ha puntato
"sulla riduzione della spesa pubblica e sull'aumento di pensioni e redditi
per dipendenti". E ha aggiunto: "bisogna tornare all'edilizia popolare
per sostenere le famiglie".
( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
27-03-2008 14:30 Tra
le nostre battaglie anche l'abolizione delle Province Roma, 27 mar. (Apcom) -
Un settore sviluppato su tutto il territorio nazionale come quello agricolo ha
bisogno di una semplificazione amministrativa. E' l'opinione del leader dell'Udc,
Pier Ferdinando Casini, che, incontrando la Coldiretti a Roma, punto il dito
contro il costo "troppo elevato" della burocrazia e propone di creare
lo 'sportello unico' anche nel settore agricolo. "Non possiamo accettare -
sottolinea Casini - che i nostri imprenditori agricoli passino la maggior parte
del loro tempo a stilare e firmare carte. La burocrazia ha
un costo e questo costo - dice il leader dell'Udc - da noi è troppo
elevato". Anche per questo, aggiunge, "una delle nostre battaglie
riguarda l'abolizione delle Province. Riteniamo che si debba al più presto
avere, anche in agricoltura, lo sportello unico".
( da "Dagospia.com" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
LA SUPERCASTA DELLO
SPRECO ? BERNARDO IOVENE ("REPORT") SVELA IL PREZZO DELLA POLITICA: 8
MILIARDI ? FANNO UNA LEGGE PER REGOLARIZZARE GLI OPERAI E POI HANNO
L'ASSISTENTE AL NERO ? IL TRUCCO DEL RIMBORSEGGIO? Fabrizio d'Esposito per
"Il Riformista" © Foto U.Pizzi"> Bernardo Iovene © Foto
U.Pizzi "Non ci credi eh?". Risata amara. "Comunque hai scritto
bene: diecimila commissari straordinari che costano un miliardo di euro
all'anno". Bernardo Iovene ha cinquant'anni e fa il giornalista
free-lance. Casertano di provincia, vive a Bologna e lavora per Report di
Milena Gabanelli, la trasmissione di inchieste tv più famosa d'Italia, che va
in onda su Raitre. Per Report, Iovene da anni spulcia i costi della politica.
Carte alla mano, le cifre che dà fanno venire il mal di testa. Numeri da
capogiro. Un lavoro certosino che nell'autunno dello scorso anno è finito anche
in un libro con tanto di dvd: "Cara Politica" edito da Bur e Rai
Trade e firmato da Gabanelli con Iovene, Giovanna Boursier e Sabrina Giannini .
Il sottotitolo è: Come abbiamo toccato il fondo. IL CONTO GENERALE. In virtù di
tutto questo la prima domanda della conversazione con Iovene spaventerebbe
chiunque: "Quanto costa la politica in Italia?". Pausa. Risposta:
"Cominciamo: il personale politico tra Senato, Camera, province,
regioni, comuni e altri enti arriva a quattro miliardi di euro. Per le
consulenze a tutta la pubblica amministrazione, l'unico dato disponibile è
quello relativo al 2004: poco più di un miliardo di euro. Un altro miliardo
serve per pagare i commissari straordinari, che sono diecimila. La cosa
incredibile è che i commissari dovrebbero sostituire la politica per risolvere
i problemi, tipo i rifiuti a Napoli". Altra risata amara. Totale, sinora:
sei miliardi di euro. Ma la conta non è finita: "Poi ci sono i bilanci di
Camera e Senato, di cui solo una parte è impiegata per pagare i parlamentari.
Quello di Montecitorio, che risale all'anno scorso, è di un miliardo di euro.
Quello di Palazzo Madama è la metà, relativa però al 2006: 527 milioni di euro.
Infine ci sono i rimborsi elettorali; i finanziamenti alla stampa di partito,
tra cui ci siete anche voi del Riformista, e i contributi ai gruppi
parlamentari: un altro mezzo miliardo circa di euro". Il totale
definitivo, allora, è otto miliardi di euro, sedicimila in lire, cui però vanno
sottratti 127 milioni di euro per i deputati e 65 per i senatori, ché
altrimenti verrebbero contati due volte: sia nel personale politico (quattro
miliardi di euro) sia nei bilanci del Parlamento (un miliardo e mezzo). Otto
miliardi: una cifra che peraltro ricorre spesso nel capitolo sprechi
dell'Italia. Tanto, infatti, è costata, secondo i calcoli della commissione
bicamerale sui rifiuti, l'emergenza munnezza a Napoli in tutti questi anni. Ma
questa è un'altra storia. L'ESERCITO DELLA CASTA. In Italia ci sono venti
regioni, centodieci province (di cui quindici di
recentissima formazione), più di ottomila municipi, trecentocinquanta comunità
montane e altrettante unioni di comuni, che sorgono tra i paesi più piccoli.
Dice Iovene: "Il paradosso è che, se contiamo pure i deputati e i senatori,
sul territorio si verifica un groviglio, una contrapposizione di competenze e
la gente finisce per non avere punti di riferimenti. Nonostante ci sia sul
campo un vero e proprio esercito". Altri numeri: 1.200 consiglieri
regionali, 150mila amministratori comunali, 4mila quelli provinciali, 12.800
consiglieri delle comunità montane, 7mila quelli circoscrizionali. Falangi di
personale politico. Milena Gabanelli Continua Iovene: "Anche a livello
locale, essere eletti in un ente è considerato un punto d'arrivo perché il
seggio è un posto di lavoro certo. A Palermo un presidente circoscrizionale
guadagna 3mila euro al mese e ha anche l'auto blu. Un consigliere regionale,
invece, percepisce 15mila lordi. Tieni presente che in alcune regioni, a
partire dalla Campania, è stato anche aumentato il numero dei consiglieri. A me
non piace fare demagogia contro la casta, però abbiamo riscontrato un sacco di
anomalie. Ci sono spese non rendicontate, manca la trasparenza. Cambiare? Si
può, ma è soprattutto un problema di ricambio della classe politica. Sono
sempre gli stessi". STAFF AL NERO. Sommati agli stipendi dei mille
parlamentari (deputati più senatori), i compensi di questo esercito di
amministratori arrivano a quattro miliardi di euro, che comprendono persino quindici
milioni per i comitati di vigilanza Inps e Inpdap. Tuttavia, nonostante la
vigilanza, il lavoro nero istituzionale non manca. Proprio così. Dice il
giornalista di Report: "Un deputato, di base, guadagna 11mila lordi,
quindi 5.500 netti. Considera pure che dopo le polemiche sui costi della
politica, non è che i parlamentari si sono ridotti lo stipendio, hanno solo
bloccato il meccanismo che li aumenta. Detto questo, un deputato prende anche
4mila euro come diaria, cioè per le spese di soggiorno, peraltro senza nessuna
distinzione tra chi risiede a Roma e chi no, e altri 4.200 per i collaboratori.
Tutti questi rimborsi sono esentasse e ognuno si comporta come gli pare. C'è
chi dà 500 euro in nero al mese al suo assistente e chi invece fa tutto da sé.
In un'azienda privata, di norma, ti viene rimborsato ciò che spendi. In
Parlamento non è così. Poi magari fanno una legge che ti obbliga a
regolarizzare i tuoi operai mentre loro usufruiscono di collaboratori al
nero". In teoria, potrebbero anche essere soldi spesi bene. Spiega Iovene:
"A parte la mancanza di trasparenza, la gran parte dei politici mobilita
gli staff anche per questioni di partito. Ricordo l'ultima campagna elettorale
per le europee del
( da "Provincia di Como, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Province
Politica Il
segretario nazionale del Carroccio in città per la presentazione dei candidati
lumbard. Nicola Molteni ha un seggio alla Camera già in tasca Giorgetti:
"Aboliamo le prefetture, non le Province che funzionano" (d.al.)
"Aboliamo i prefetti e le prefetture e passiamo i loro poteri e le loro
competenze alle Province. Ma solo a quelle che hanno ragione di esistere, come
quella di Como. Le altre, come Barletta e Trani, vengano pure abolite".
Ieri, nel presentare a Villa Gallia i candidati comaschi della Lega per le
elezioni politiche del 13 e 14 aprile, Giancarlo Giorgetti, segretario
nazionale del partito di Bossi, ha lanciato la sua proposta, che suona come una
controbattuta all'ipotesi di abolire le Province ventilata da alcuni esponenti
del centrodestra, tra i quali Silvio Berlusconi. Di Nicola Molteni, giovane
candidato al settimo posto nella lista dei lumbard papabili per Roma, nonché
unico in posizione sicuramente eleggibile per la Camera, Giorgetti ha detto che
"è uno dei tanti giovani su cui la Lega ha scelto di puntare".
"Una scelta premiata proprio dagli elettori più giovani ? ha aggiunto? che
sono in continuo aumento, come dimostra l'accoglienza e le manifestazioni di
sostegno che riceviamo ovunque". Molteni, lo ricordiamo, nell'aprile 2006
mancò l'elezione per un soffio, risultando il primo dei non eletti. E così la
giornata di ieri ha segnato la riscossa ufficiale dei lumbard comaschi che dopo
il ?digiuno parlamentare? della scorsa legislatura (due anni fa la Lega non elesse
né senatori né deputati di Como) avrà un nuovo rappresentante istituzionale a
Roma. Le speranze dei leghisti, però, sono rivolte anche verso altri candidati.
"Ho fiducia che anche Erica Rivolta e Armando Valli ? ha commentato il
segretario nazionale della Lega - possano essere premiati dalle elezioni".
Tra i temi e le problematiche comasche di cui si farà portavoce Molteni, ci
sono innanzitutto, le questioni legate alle infrastrutture. Pedemontana e
tangenziale di Como sono due punti a cuore al leghista comasco. "Ma anche
il collegamento tra Como e Varese che sogna Leonardo Carioni ? ha detto
Giorgetti rivolgendosi con lo sguardo al numero di Villa Saporiti ? è uno dei
progetti che crediamo di potere realizzare". Infine Edgardo Arosio, segretario
provinciale della Lega, ha sottolineato un concetto caro ai leghisti in questa
campagna elettorale: "Andiamo al voto con il nostro simbolo. Siamo l'unico
partito che ha conservato la sua identità. Il nostro ruolo è stato riconosciuto
come fondamentale in questa alleanza". Infine Giorgetti, a margine dell'incontro di ieri, è tornato sulla questione
dell'abolizione delle province. "Abolire le amministrazioni provinciali? Solo quelle
veramente inutili, come quelle di Barletta, Trani e Fermo. Le altre, invece,
devono continuare ad esistere, perché hanno una loro forte identità radicata
sul territorio. Anzi, noi siamo per l'abolizione dei prefetti e delle
prefetture e per il passaggio dei loro poteri e competenze ai presidenti delle
Province". 27/03/2008.