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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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TUTTI I DOSSIER


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Report "Province"

E' INACCETTABILE che l'onorevole Barani abbia l'ardire di pr ( da "Nazione, La (Livorno)" del 26-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: elbani proponendoci una sua minestra riscaldata e lo faccia proprio mentre il suo capo proclama l'abolizione delle province". L'affondo sulla proposta di istituire la provincia autonoma dell'Arcipelago Toscano rilanciata dall'ex deputato del nuovo Psi, dopo la notizia della cancellazione della Comunità Montana isolana porta la firma di Lorenzo Marchetti, ex segretario elbano dei Ds.

Provincia addio?\n I sindacati: daremo battaglia sui 1.200 posti ( da "Corriere di Bologna" del 26-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: REDAZIONALE Il dibattito sull'ente Provincia addio? I sindacati: daremo battaglia sui 1.200 posti "Superare la Provincia non significa superare i suoi dipendenti: non lo permetteremo". I sindacati annunciano battaglia in vista dell'abolizione di Palazzo Malvezzi, prevista dai programmi elettorali di Pd, Pdl e Sinistra Arcobaleno.

<Chiudete la Provincia, ma salvate i posti> ( da "Corriere di Bologna" del 26-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Perché se abolizione della Provincia dovrà essere, come recitano (in modo diverso) i programmi elettorali dei vari partiti: "Dovrà passare da una riqualificazione, non da un taglio del personale esistente". Sul tavolo, dopo le elezioni di aprile, c'è il destino di 1.

Si firma contro le Province ( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: iniziativa di Berlusconi e Veltroni Si firma contro le Province FANO - Forza Italia promuove una raccolta di firme per chiedere al Governo che uscirà in seguito delle prossime elezioni parlamentari l'abolizione della Provincia di Pesaro e Urbino. L'iniziativa è stata resa nota dal vicepresidente del consiglio comunale Fabrizio Neumann che si accinge ad attuarla nei prossimi giorni.

Bersani: un errore abolire le Province E sul nucleare ribadisce: <A certe condizioni si può fare> ( da "Libertà" del 26-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province: "E' giusto partire dalla dimensione metropolitana per semplificare il sistema, ma la mia idea è che abbiano un'importante funzione di programmazione che non può essere sottovalutata: basti pensare al piano rifiuti, a quello delle acque e a quello territoriale, che rendono sistema più efficiente.

Fano futura vuole abolire aset holding ( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province e c'è chi chiede l'abolizione dell'Aset Holding. Quest'ultimo appello è stato diffuso attraverso una raccolta di firme da Fano Futura. Secondo l'associazione la holding costituisce un'azienda inutile e costosa. "A Fano è scritto nell'appello paghiamo l'acqua più cara di tutti gli altri Comuni della Provincia"

Come si tagliano i costi della politica ( da "Italia Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre amministrazioni o istituzioni locali, l'abolizione delle Province consentirebbe un risparmio complessivo pari a ben 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali".

Casellati: <Lavorerò per una Padova più sicura> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: onorevole Berlusconi un disegno di legge che prevede l'abolizione delle Province che, tra l'altro, fa parte del nostro programma elettorale".Quali sono gli obiettivi che si propone ora?"Presenterò alcuni dei disegni di legge che avevo preparato, come quelli riguardanti la trasparenza dei bilanci dei sindacati, l'abolizione del diritto di voto per i senatori a vita,

Meno morti sul lavoro ( da "Avanti!" del 26-03-2008)
Argomenti: Province

Abstract: È quanto ha recentemente rilevato un apposito studio dell'Eurispes. Nell'ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o istituzioni locali, secondo l'Eurispes l'abolizione delle Province consentirebbe un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006,


Articoli

E' INACCETTABILE che l'onorevole Barani abbia l'ardire di pr (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 26-03-2008)

Argomenti: Province

"E' INACCETTABILE che l'onorevole Barani abbia l'ardire di prendere per i fondelli noi elbani proponendoci una sua minestra riscaldata e lo faccia proprio mentre il suo capo proclama l'abolizione delle province". L'affondo sulla proposta di istituire la provincia autonoma dell'Arcipelago Toscano rilanciata dall'ex deputato del nuovo Psi, dopo la notizia della cancellazione della Comunità Montana isolana porta la firma di Lorenzo Marchetti, ex segretario elbano dei Ds. Ma, puntuale, arriva la durissima replica del Pdl affidata al segretari provinciale di Forza Italia Maurizio Zingoni. "SE MARCHETTI avesse dato un'occhiata al programma del Popolo della Libertà ? dice Zingoni ? si sarebbe accorto che non si parla da nessuna parte di abolizione delle Province, ma di abolizione di "Province inutili". Chi non è nuovo della politica, come Marchetti, dovrebbe sapere che la "proposta di legge", una volta presentata, va in commissione e in aula e lì potrà essere discussa, emendata e, infine, respinta o approvata. Marchetti, però, sorvola sul fatto importante che la Comunità Montana dell'Arcipelago è stata fatta sparire proprio da Romano Prodi, cioè il presidente del Pd, il suo partito. Se non "vuol prendere per i fondelli" gli elbani dovrebbe avere il coraggio di dire che per riparare alla cancellazione fatta da Prodi, l'unico strumento possibile è, guarda caso, quello proposto da Forza Italia, vedi emendamenti del senatore Salvatore Lauro alla legge 267/00, cioè la Comunità Isolana". - -->.

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Provincia addio?\n I sindacati: daremo battaglia sui 1.200 posti (sezione: Province)

( da "Corriere di Bologna" del 26-03-2008)

Argomenti: Province

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-03-26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il dibattito sull'ente Provincia addio? I sindacati: daremo battaglia sui 1.200 posti "Superare la Provincia non significa superare i suoi dipendenti: non lo permetteremo". I sindacati annunciano battaglia in vista dell'abolizione di Palazzo Malvezzi, prevista dai programmi elettorali di Pd, Pdl e Sinistra Arcobaleno. La piena occupazione dei 1.200 dipendenti provinciali, dicono Cgil-Cisl-Uil, "non può essere messa in discussione". Quei lavoratori, insomma, andranno riassorbiti "nella futura città metropolitana". Il vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi prova a calmare gli animi: "Lavoriamo per non disperdere il nostro patrimonio". A PAGINA 2 Rosano.

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<Chiudete la Provincia, ma salvate i posti> (sezione: Province)

( da "Corriere di Bologna" del 26-03-2008)

Argomenti: Province

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE "Chiudete la Provincia, ma salvate i posti" Aut aut dei sindacati ai Poli: "Vanno salvaguardate anche le funzioni dell'ente" Ma il vicepresidente Venturi assicura: "Lavoriamo per non disperdere il nostro patrimonio" "Il superamento della Provincia non deve tradursi nel superamento dei suoi dipendenti: noi non lo permetteremo". I sindacati bolognesi fissano dei paletti sul destino di Palazzo Malvezzi. Perché se abolizione della Provincia dovrà essere, come recitano (in modo diverso) i programmi elettorali dei vari partiti: "Dovrà passare da una riqualificazione, non da un taglio del personale esistente". Sul tavolo, dopo le elezioni di aprile, c'è il destino di 1.200 dipendenti provinciali. A cui si aggiungono le 123 assunzioni annunciate nel triennio che si chiude nel 2009. Il Popolo della libertà, come ha detto Silvio Berlusconi, ha l'intenzione di chiudere tutte le Province: "Enti inutili, fonte di costi per i cittadini ". Pd e Sinistra Arcobaleno, in caso di vittoria, puntano a sostituire Palazzo Malvezzi con la città metropolitana: l'ente che nascerà dalla fusione di Bologna con i Comuni della prima cintura. I sindacati hanno già dato il loro assenso alla nascita della città metropolitana. Ma qualunque sia la forza politica che vincerà ad aprile, non accetteranno che i tagli ai costi della politica si traducano in tagli al personale di Palazzo Malvezzi. "Il problema dell'efficacia dell'azione istituzionale - dice il segretario Cgil Cesare Melloni - va risolto senza ricadute negative sui dipendenti: non accetteremo che il superamento della Provincia si traduca nel superamento dei dipendenti provinciali, che devono trovare una nuova collocazione nelle istituzioni che verranno realizzate ". Insomma: nella città metropolitana o altrove, se vincerà il Pdl, bisognerà garantire l'occupazione di chi già lavora a Palazzo Malvezzi. "Non si può pensare di eliminare tout court la Provincia, senza sostituire le funzioni che svolge", taglia corto il segretario Cisl, Alessandro Alberani. I risparmi, aggiunge, "si otterranno sulle economie di scala, non sulla pelle dei dipendenti ". I soggetti politici che dicono di voler cambiare la politica con la falce hanno poca credibilità, conclude Alberani, "abbiamo già visto che dopo annunci del genere si torna indietro, forse il Pdl pensa più che altro a tagliare le province dei colori che non gli sono propri". Sulla stessa trincea stanno anche le Rdb. "I dipendenti provinciali di Bologna non possono essere messi nel tritacarne di questa strana campagna elettorale - dice Massimo Betti - né del dibattito politico in generale: noi non lasceremo passare un taglio del personale, non l'abbiamo fatto in passato e non lo faremo in futuro". Mentre le forze politiche cantano il de profundis di Palazzo Malvezzi, in Provincia provano a stare con i piedi per terra. "A fronte della presunta morte della Provincia - ha detto ieri in aula la presidente, Beatrice Draghetti - c'è il lavoro responsabile dell'ente. Sono disponibile a partecipare alla rivisitazione della governance nella pubblica amministrazione, ma deve essere all'insegna dell'efficacia e dell'adeguatezza dell'ente, portando il governo del territorio più vicino ai cittadini". Il vicepresidente Giacomo Venturi, invece, prova a tranquillizzare gli animi dei sindacati. "La nascita della città metropolitana passerà per un un'assimilazione della Provincia - dice Venturi - sarà importante lavorare per non disperdere quel patrimonio di esperienze e conoscenze che si è accumulato in questi anni". Francesco Rosano Vertice Giacomo Venturi e Beatrice Dragetti guidano la Provincia.

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Si firma contro le Province (sezione: Province)

( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)

Argomenti: Province

Neumann (Fi) rilancia l'iniziativa di Berlusconi e Veltroni Si firma contro le Province FANO - Forza Italia promuove una raccolta di firme per chiedere al Governo che uscirà in seguito delle prossime elezioni parlamentari l'abolizione della Provincia di Pesaro e Urbino. L'iniziativa è stata resa nota dal vicepresidente del consiglio comunale Fabrizio Neumann che si accinge ad attuarla nei prossimi giorni. "Nei programmi presentati in questi giorni dai candidati a premier Veltroni e Berlusconi evidenzia quest'ultimo - si trova un punto in comune: l'abolizione delle Province. Per tagliare i costi della politica, intervento richiesto da tutti i cittadini, invece di prendere provvedimenti inutili, come ha fatto il governo Prodi per le Circoscrizioni, occorrono dei provvedimenti concreti come appunto la chiusura delle Province. In Italia le Province impiegano 62.000 dipendenti, gestiscono 17 miliardi di spesa pubblica e solo in retribuzioni costano 2 miliardi. La politica deve prima di tutto riformare se stessa e dare un buon esempio di sobrietà prima di chiedere ai cittadini i sacrifici che la bassa crescita economica comporterà. "Anche a Fano, come in tante altre città, inizierà una raccolta di firme per chiedere attraverso una petizione popolare l'abolizione della Provincia di Pesaro e Urbino, da inviare al futuro governo che mi auguro sia guidato da Berlusconi, ma anche per un eventuale governo Veltroni che ha inserito, come ho già detto, nel suo programma questo provvedimento. Chiunque sia interessato a collaborare a questa iniziativa può contattarmi conclude l'esponente di Forza Italia che si concentra sulla provincia pesarese - al mio indirizzo di posta elettronica nfabri@libero.it per iniziare al più presto la raccolta di firme per chiedere l'abolizione dell'ente Provincia di Pesaro e Urbino".

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Bersani: un errore abolire le Province E sul nucleare ribadisce: <A certe condizioni si può fare> (sezione: Province)

( da "Libertà" del 26-03-2008)

Argomenti: Province

11 PIACENZA mercoledì 26 marzo 2008 Visite ad aziende, convegno sul Po e taglio del nastro: l'intensa giornata piacentina del ministro per lo Sviluppo economico Bersani: un errore abolire le Province E sul nucleare ribadisce: "A certe condizioni si può fare" Partenza alle 9,30 dalla Jobs di Montale e conclusione a tarda sera alla Volta del vescovo, passando per il convegno sul Po in Provincia, la visita alle aziende di Casoni di Gariga Absolute e Bolzoni, l'inaugurazione del nuovo campo sportivo di Podenzano e infine per il fuoco di fila delle domande dei simpatizzanti di Fiorenzuola al teatro Verdi. A Podenzano il ministro, con l'immancabile sigaro tra le labbra, ha anche tenuto a battesimo la nuova sede del locale circolo del Pd (in via Montegrappa) alla presenza del coordinatore provinciale Paolo Botti, del segretario locale Antonio Maestri, del sindaco Alessandro Ghisoni e del presidente della Provincia Gianluigi Boiardi. Ovunque, Bersani ha voluto lanciare un messaggio molto chiaro: "Noi stiamo mettendo in circolo energie nuove e idee davvero riformiste, per farlo stiamo rischiando perchè presentarsi con un partito tutto nuovo che rompe con la vecchia politica non è facile. La nostra è l'Italia che i cittadini vogliono, mentre dall'altra parte Berlusconi e i suoi dicono cose già note, che magari potranno anche piacere ma che i cittadini si sentono ripetere da ormai 15 anni". Eppure qualcuno dice che i programmi del partito democratico e del Popolo della liberà sono uguali. "Basta leggerli - precisa il ministro - e ci si accorge che non è così. Io l'ho fatto e non li vedo così simili, noto anzi molte differenze: la prima che mi viene in mente è che noi abbiamo scritto nero su bianco "mai più condoni", loro no. Per non parlare di politica estera, liberalizzazioni, politiche sociali. Ma la differenza più grossa è alla base, alla rivoluzione che noi abbiamo iniziato ormai un anno fa". Bersani prima di entrare al convegno in Provincia è anche intervenuto su un tema molto dibattuto sul nostro territorio: il nucleare. "Stiamo creando le condizioni per parlarne con serenità e chiarezza - ha riferendosi al libro sul nucleare pulito scritto da Chicco Testa - dicendo ai cittadini le cose come stanno. C'è sempre più l'opportunità di dialogare su questo tema grazie al lavoro che abbiamo fatto in questo anno e mezzo, che aveva l'obiettivo di portare il Paese a prendere una decisione su basi serie. E' inutile sparare dei sì o dei no a casaccio, il sistema per il momento non è attrezzato, ma è quasi pronto: il nucleare resterà comunque una scelta eventuale, che però avrà paletti molto più definiti. Con un'operazione che trovi un deposito di superficie, che chiarisca il destino del materiale irraggiato e che rimetta l'Italia nel circuito della ricerca sugli impianti di quarta generazione si creeranno le condizioni per decidere e il nucleare pulito diventerebbe un orizzonte su cui riflettere". Una battuta volante anche sul tema della riduzione dei costi della politica, in particolare sull'abolizione delle Province: "E' giusto partire dalla dimensione metropolitana per semplificare il sistema, ma la mia idea è che abbiano un'importante funzione di programmazione che non può essere sottovalutata: basti pensare al piano rifiuti, a quello delle acque e a quello territoriale, che rendono sistema più efficiente. Se poi un'Amministrazione provinciale non funziona a dovere o si carica di compiti impropri, magari sperperando risorse da destinare altrove, è un altro discorso che riguarda le singole realtà". Inevitabile la conclusione sui problemi di Alitalia e delle polemiche collegate, che hanno coinvolto anche i ministri Tommaso Padoa Schioppa, Antonio Di Pietro ed Emma Bonino. "Credere a una cordata italiana non costa fatica, ma è un anno e mezzo che lavoriamo a questa vicenda ed è chiaro a tutti come Alitalia sia difficile da vendere per come è stata ridotta negli anni precedenti. Il Governo italiano desidererebbe una proprietà italiana, così come auspicherebbe l'arrivo di altri compratori, come i tedeschi di Lufthansa, ma sta di fatto che oggi abbiamo solo un proposta concreta sul tavolo ed è quella di Air France, che è tutt'altro che banale. Se ce ne sono altre, vengano fuori alla svelta, perchè la società non può andare avanti sine die. E non c'è bisogno di fare la guerra dei conti - ha aggiunto Bersani - perchè ci sono un consiglio di amministrazione e un azionista che stanno lavorando e controllando, conoscono il codice civile e sapranno benissimo se e quando sarà ora di portare i libri in tribunale. Ho comunque ragione di credere che non ci siamo molto tempo. E per Malpensa - ha concluso - serve un tavolo di transizione in cui governo, forze sociali, enti locali discutano con tranquillità". Michele Rancati © LIBERTA' Da sinistra: la commozione del ministro e dell'anziana bettolese Giulia a Podenzano, l'intervento al convegno in Provincia e "l'assedio" dei giornalisti foto di Emilio Marina e Prospero Cravedi) Da sinistra: la commozione del ministro e dell'anziana bettolese Giulia a Podenzano, l'intervento al convegno in Provincia e "l'assedio" dei giornalisti foto di Emilio Marina e Prospero Cravedi) Da sinistra: la commozione del ministro e dell'anziana bettolese Giulia a Podenzano, l'intervento al convegno in Provincia e "l'assedio" dei giornalisti foto di Emilio Marina e Prospero Cravedi) © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Fano futura vuole abolire aset holding (sezione: Province)

( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)

Argomenti: Province

Fano futura vuole abolire aset holding FANO - C'è chi chiede l'abolizione delle Province e c'è chi chiede l'abolizione dell'Aset Holding. Quest'ultimo appello è stato diffuso attraverso una raccolta di firme da Fano Futura. Secondo l'associazione la holding costituisce un'azienda inutile e costosa. "A Fano è scritto nell'appello paghiamo l'acqua più cara di tutti gli altri Comuni della Provincia" e non è estraneo al costo della bolletta il trasferimento di una grossa cifra dall'Aset spa all'Aset holding. "Oggi tutti vogliono aumentare anche il numero dei parcheggi a pagamento, ci stanno spremendo come limoni. Si pensa solo alle entrate. Mai una proposta di ridurre le spese". Abolendo l'Aset holding, conclude in sintesi l'appello, si potrebbero risparmiare i soldi di un doppio apparato burocratico rispetto all'Aset Spa.

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Come si tagliano i costi della politica (sezione: Province)

( da "Italia Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Province

Cronaca Italiana L'idea di Eurispes è di risparmiare abolendo le Province Come si tagliano i costi della politica di Giacomo Scutiero L'Istituto per studi economici politici e sociali lo dichiara spiegando che "nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 e i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi, il 18,3 per cento sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4 per cento dei consumi intermedi, il 22,3 per cento di investimenti fissi lordi e il 31 per cento di tutte le altre voci di spesa". Al contrario, sottolinea l'Istituto di via Barberini, "nell'ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre amministrazioni o istituzioni locali, l'abolizione delle Province consentirebbe un risparmio complessivo pari a ben 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali". Si tratta di un problema reale ma soprattutto d'attualità, continua l'Eurispes, dato che "nel corso degli ultimi vent'anni i conti economici delle amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento sensibile delle spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte coperto dalle maggiori entrate. Infatti, l'ammontare complessivo di quest'ultime è passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4 per cento. Nello stesso arco temporale, le spese delle amministrazioni pubbliche sono aumentate a un tasso di crescita medio annuo del 10,5 per cento, passando da 241 a 746 miliardi di euro". Senza contare che, aggiunge l'Istituto, "il crescente indebitamento della Pa deriva, in massima parte, dal peggioramento dei conti economici delle amministrazioni centrali". Inoltre, spiega l'Eurispes, dai dati relativi all'andamento dei conti economici provinciali regione per regione, viene anche fuori "una situazione dei conti economici provinciali particolarmente sofferente nel Lazio, nel Veneto, nel Piemonte e nell'Emilia Romagna, le cui Province presentano nel 2000 flussi finanziari in entrata superiori a quelli di spesa e che, nel 2005, hanno fatto segnare viceversa una situazione di indebitamento. Il miglioramento dei conti economici provinciali, invece, ha riguardato sole sei regioni (Toscana, Puglia, Sicilia, Campania, Umbria e Abruzzo), di cui il caso più eclatante è sicuramente quello della Sicilia, che nel 2000 presentava una situazione di indebitamento per 102 milioni di euro e che, nel 2005, ha ottenuto al contrario un accreditamento per 166 milioni di euro". In tutti i casi comunque, chiarisce l'Istituto di analisi di via Barberini, "il crescente indebitamento delle amministrazioni provinciali non è imputabile omogeneamente a tutte le Province, ma è la risultante di due dinamiche opposte tra loro: da un lato, il miglioramento dei conti economici delle Province di alcune regioni come la Sicilia, la Puglia, la Campania e la Toscana. D'altra parte, invece, il peggioramento dei conti economici delle Province di tutte le altre regioni, vedi soprattutto il Lazio, la Lombardia e per ultima l'Emilia Romagna". Nel confronto a livello regionale, "nel 2005 ? spiega l'analisi dell'Eurispes ? la regione che ha contribuito maggiormente alle entrate del conto economico consolidato delle amministrazioni provinciali è stata la Lombardia, le cui Province hanno fatto registrate flussi finanziari in entrata per 2,1 miliardi di euro". Viceversa, "le Province che hanno contribuito meno sono quelle della Basilicata (185 milioni di euro) e del Molise (64 milioni di euro)". Inoltre, sottolinea l'Istituto di via Barberini, "la Lombardia è la regione le cui Province non solo detengono il primato per quanto concerne le entrate, ma anche per le spese, 2,1 miliardi nel 2005. Edizione n. 869 del 26/03/2008.

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Casellati: <Lavorerò per una Padova più sicura> (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2008)

Argomenti: Province

Viaggio tra i candidati/10 Popolo della Libertà. La senatrice ha fatto tre legislature e ora occupa un posto di prestigio nella lista azzurra Casellati: "Lavorerò per una Padova più sicura" Tra gli obiettivi che si prefigge per la sua città c'è anche quello di contribuire a realizzare il nuovo ospedale a Padova Ovest Ha già fatto parte di tre legislature. La XII, la XIV e la XV. Elisabetta Alberti Casellati, 61 anni, laureata in giurisprudenza e in Diritto Canonico, è stata sotto segretario alla Sanità e vice presidente vicario dei senatori di Forza Italia. Nella lista del partito azzurro anche stavolta occupa una posizione di prestigio, che le dà la certezza del risultato.Senatrice, quali sono le cose più significative che ha concretizzato durante i precedenti mandati?"Quella che mi ha dato maggiori soddisfazioni è sicuramente avere portato a Padova, l'Irccs, di cui si discuteva da anni. Il Veneto, un esempio per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, non aveva un Istituto di ricerca. Questa mia iniziativa è stata un modo di fare politica pensando al territorio".Però al entro della sua attenzione non ci sono stati solo i problemi sanitari."Ho avviato una campagna per la prevenzione degli incidenti domestici che hanno un'incidenza più alta di quelli stradali, o sul lavoro. Con un mio studio ho partecipato alla riforma del Codice di Procedura Civile per snellire la burocrazia che paralizza i processi. Ricordo poi la mia proposta di legge per tutelare i diritti dei nonni. Infine ho inviato all'onorevole Berlusconi un disegno di legge che prevede l'abolizione delle Province che, tra l'altro, fa parte del nostro programma elettorale".Quali sono gli obiettivi che si propone ora?"Presenterò alcuni dei disegni di legge che avevo preparato, come quelli riguardanti la trasparenza dei bilanci dei sindacati, l'abolizione del diritto di voto per i senatori a vita, il ripristino del reato di plagio per le sette e la riforma del Diritto di famiglia. E poi mi batterò per la castrazione chimica dei pedofili".Lei ha sempre avuto un rapporto di stretta collaborazione con l'onorevole Berlusconi."È un uomo che ha sempre dimostrato di fare quello che promette. Ha una grande credibilità. Basta fare un raffronto tra la realtà italiana che c'è adesso, di un'economia in progressivo declino, e quella che aveva lasciato il centro destra dopo cinque anni di governo. Berlusconi aveva realizzato l'80\% del programma con cui si era presentato agli elettori. In due anni il centro sinistra, sostenuto da Veltroni, ha creato una situazione disastrosa per gli italiani, considerato che l'80\% della popolazione oggi vive molto peggio rispetto al 2006. D'altro canto lo dice l'Istat che il livello di tassazione è il più alto degli ultimi 15 anni e le famiglie, dopo due settimane, hanno già finito si soldi e non sanno come arrivare a fine mese".Quali progetti intende portare avanti per Padova?"Mi piacerebbe dare un contributo significativo per la realizzazione del nuovo ospedale. Inoltre, vorrei rendere Padova una città più sicura, visto che l'attuale sindaco non lo fa. Il governo di centro sinistra ha lanciato un messaggio inquietante al riguardo: per forza c'è un'illegalità crescente se si dedica una stanza alla memoria di Giuliani e se si sbeffeggiano continuamente le forze dell'ordine. Ormai nel nostro Paese manca la cultura della legalità, della certezza della pena. E si continuano a far arrivare clandestini. Abbiamo avuto al governo soggetti che hanno insanguinato le strade italiane e persino ex terroristi. A Padova la Boccassini ha chiuso un centro sociale, ma si tollerano i no global e non è un caso che nel Veneto si candidi il Caruso di turno".Per garantire la sicurezza servono fondi..."Durante il precedente governo-Berlusconi avevo fatto arrivare a Padova tre milioni di euro extra budget per questa voce. Li avevo consegnati a Zanonato che li ha usati per acquistare apparecchiature per la videosorveglianza. Stavolta spero di far pervenire nella mia città una somma ancora più sostanziosa".Nicoletta Cozza.

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Meno morti sul lavoro (sezione: Province)

( da "Avanti!" del 26-03-2008)

Argomenti: Province

I DATI RELATIVI AL 2007 ELABORATI DALL'INAIL Meno morti sul lavoro 26/03/2008 Nel 2007 le morti sul lavoro in Italia sono calate del 6%, gli infortuni complessivi dell'1,5%, ma il tributo di sangue pagato dai lavoratori per produrre ricchezza nel nostro Paese resta comunque altissimo, con 1.260 vittime totali. La relazione nazionale dell'Inail, presentata recentemente a Torino dal direttore generale, Pietro Giorgini, e dal ministro del lavoro, Cesare Damiano, conferma quindi una situazione che resta di "intollerabile gravità". Proprio l'altro giorno c'è stato l'ennesimo lutto. A perdere la vita è stato Dante Tomanin, 67 anni, contitolare assieme al fratello Luigi di una ditta di Verano Brianza, nel Milanese. L'uomo stava spostando un macchinario con una gru che manovrava lui stesso con un telecomando, quando uno dei due anelli di ferro che reggevano il carico si è spezzato. La macchina ha compiuto un'oscillazione colpendolo alla testa. Dante Tomanin è deceduto all'istante. Dal rapporto Inail emerge anche che nel 2007 le morti bianche sono state 1.130 nell'industria e servizi (295 nel settore delle costruzioni), 115 nell'agricoltura, 15 tra i dipendenti in conto Stato. In 260 casi le vittime non sono spirate sul luogo di lavoro, ma sulla strada da o verso casa. "Questi primi dati sul numero degli incidenti sul lavoro 2007 - ha commentato Pietro Mercandelli, presidente dell'Anmil - pur nella loro provvisorietà, confermano la gravità del fenomeno e testimoniano la necessità di mantenere alta la soglia di attenzione e le iniziative di contrasto. Dopo che il 2006 aveva fatto segnare un netto peggioramento - ha sottolineato il dirigente dell'associazione - il numero di eventi fatali ad oggi stimato per il 2007, se si escludono gli infortuni 'in itinere', si posiziona comunque sui livelli, consolidati, del 2005 senza una significativa inversione che era legittimo attendersi a fronte della forte attenzione istituzionale e dei provvedimenti appena varati dal governo". Il presidente dell'Anmil ha auspicato quindi che "il disco verde del Parlamento e della Conferenza delle Regioni ai nuovi provvedimenti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro" possa finalmente rappresentare "un ulteriore ed importante passo in avanti". 'C'e' tuttavia una percettibile inversione di tendenza, ma la riduzione e' ancora modesta", ha da parte sua dichiarato a caldo il ministro del lavoro Cesare Damiano. È sulla spinosa questione è intervenuto anche il leader del partito comunista dei lavoratori Marco Ferrando, candidato alle prossime consultazioni Politiche a presidente del Consiglio, nel corso dello "Speciale elezioni 2008" dell'Adnkronos. "Pannicelli caldi", ha subito espressamente definito l'esponente di sinistra i provvedimenti contenuti nel testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, attualmente all'esame del Parlamento, dopo il via libera formale ottenuto dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana. Per Ferrando, infatti, anzitutto "vanno eliminate le leggi sulla precarizzazione del lavoro, che espongono fisiologicamente i lavoratori a un oggettivo rischio di sicurezza, perché nessun occupato instabile ha il potere contrattuale per chiedere il rispetto tassativo delle norme antinfortunistiche, che possono essere anche le più severe ma che se non si ha poi la forza di poter imporre" servono relativamente a poco in concreto. In secondo luogo, "bisogna aumentare gli stipendi, perché milioni di lavoratori sono costretti a fare gli straordinari per poter campare e, quanti più se ne fanno, tanto più si incrementa la percentuale del rischio, come ha drammaticamente dimostrato purtroppo il terribile episodio occorso alla Thyssen". Quanto agli stessi aspetti tecnici contenuti nella disposizione unica di legge, "sono assolutamente carenti e per certi versi scandalosi - ha affermato il dirigente del Pcl -. Ad esempio, si trasforma la mancata osservanza delle norme antinfortuni in una sorta di semplice inadempienza amministrativa, mentre dovrebbe essere ritenuto a tutti gli effetti un vero e proprio reato penale. E poi si risparmiano quelle aziende che dimostrano di non sfruttare il lavoro nero oltre la soglia (invero paradossale) del 20%, come se al di sotto di quella quota l'attività sommersa ancorché espletata con impiego illecito di manodopera in Italia fosse di fatto legale. Noi - ha infine sottolineato Ferrando - siamo per l'esproprio, senza indennizzo, di tutte le aziende responsabili di morti bianche". EUSRISPES ? Nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa. È quanto ha recentemente rilevato un apposito studio dell'Eurispes. Nell'ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o istituzioni locali, secondo l'Eurispes l'abolizione delle Province consentirebbe un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali.

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