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E'
INACCETTABILE che l'onorevole Barani abbia l'ardire di pr
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: elbani proponendoci una sua minestra riscaldata e lo
faccia proprio mentre il suo capo proclama l'abolizione delle province". L'affondo sulla proposta di
istituire la provincia autonoma dell'Arcipelago Toscano
rilanciata dall'ex deputato del nuovo Psi, dopo la notizia della cancellazione
della Comunità Montana isolana porta la firma di Lorenzo Marchetti, ex
segretario elbano dei Ds.
Provincia
addio?\n I sindacati: daremo battaglia sui 1.200 posti
( da "Corriere
di Bologna" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
REDAZIONALE
Il dibattito sull'ente Provincia addio? I sindacati: daremo
battaglia sui 1.200 posti "Superare la Provincia non significa superare i
suoi dipendenti: non lo permetteremo". I sindacati annunciano
battaglia in vista dell'abolizione di Palazzo Malvezzi, prevista dai programmi
elettorali di Pd, Pdl e Sinistra Arcobaleno.
<Chiudete
la Provincia, ma salvate i posti>
( da "Corriere
di Bologna" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Perché se abolizione della Provincia dovrà essere, come
recitano (in modo diverso) i programmi elettorali dei vari partiti: "Dovrà
passare da una riqualificazione, non da un taglio del personale
esistente".
Sul tavolo, dopo le elezioni di aprile, c'è il destino di 1.
Si
firma contro le Province ( da "Corriere Adriatico"
del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
iniziativa di
Berlusconi e Veltroni Si firma contro le Province FANO - Forza Italia promuove
una raccolta di firme per chiedere al Governo che uscirà in seguito delle
prossime elezioni parlamentari l'abolizione della Provincia di Pesaro e Urbino.
L'iniziativa è stata resa nota dal vicepresidente del consiglio comunale
Fabrizio Neumann che si accinge ad attuarla nei prossimi giorni.
Bersani:
un errore abolire le Province E sul nucleare ribadisce: <A certe condizioni
si può fare> ( da "Libertà"
del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province: "E' giusto partire dalla dimensione metropolitana per
semplificare il sistema, ma la mia idea è che abbiano un'importante funzione di
programmazione che non può essere sottovalutata: basti pensare al piano rifiuti, a quello delle acque e a quello
territoriale, che rendono sistema più efficiente.
Fano
futura vuole abolire aset holding
( da "Corriere
Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province e c'è chi chiede l'abolizione dell'Aset Holding. Quest'ultimo
appello è stato diffuso attraverso una raccolta di firme da Fano Futura.
Secondo l'associazione la holding costituisce
un'azienda inutile e costosa. "A Fano è scritto nell'appello paghiamo
l'acqua più cara di tutti gli altri Comuni della Provincia"
Come
si tagliano i costi della politica
( da "Italia
Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778
tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre amministrazioni o
istituzioni locali, l'abolizione delle Province consentirebbe un risparmio
complessivo pari a ben 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che
verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali".
Casellati:
<Lavorerò per una Padova più sicura>
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: onorevole Berlusconi un disegno di legge che prevede
l'abolizione delle Province che, tra l'altro, fa parte del nostro programma
elettorale".Quali
sono gli obiettivi che si propone ora?"Presenterò alcuni dei disegni di
legge che avevo preparato, come quelli riguardanti la trasparenza dei bilanci
dei sindacati, l'abolizione del diritto di voto per i senatori a vita,
Meno
morti sul lavoro ( da "Avanti!"
del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
È quanto ha
recentemente rilevato un apposito studio dell'Eurispes. Nell'ipotesi in cui il
personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse
re-impiegato in altre Amministrazioni o istituzioni locali, secondo l'Eurispes
l'abolizione delle Province consentirebbe un risparmio complessivo pari a 10,6
miliardi di euro nel solo 2006,
( da "Nazione, La (Livorno)" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
"E'
INACCETTABILE che l'onorevole Barani abbia l'ardire di prendere per i fondelli
noi elbani proponendoci una sua minestra riscaldata e lo
faccia proprio mentre il suo capo proclama l'abolizione delle province". L'affondo sulla proposta di istituire la provincia
autonoma dell'Arcipelago Toscano rilanciata dall'ex
deputato del nuovo Psi, dopo la notizia della cancellazione della Comunità
Montana isolana porta la firma di Lorenzo Marchetti, ex segretario elbano dei
Ds. Ma, puntuale, arriva la durissima replica del Pdl affidata al segretari provinciale di Forza Italia Maurizio Zingoni. "SE MARCHETTI avesse dato un'occhiata al programma del Popolo
della Libertà ? dice Zingoni ? si sarebbe accorto che non si parla da nessuna
parte di abolizione delle Province, ma di abolizione di "Province
inutili". Chi non è nuovo della politica, come Marchetti, dovrebbe
sapere che la "proposta di legge", una volta presentata, va in
commissione e in aula e lì potrà essere discussa, emendata e, infine, respinta
o approvata. Marchetti, però, sorvola sul fatto importante che la Comunità
Montana dell'Arcipelago è stata fatta sparire proprio da Romano Prodi, cioè il
presidente del Pd, il suo partito. Se non "vuol prendere
per i fondelli" gli elbani dovrebbe avere il coraggio di dire che per
riparare alla cancellazione fatta da Prodi, l'unico strumento possibile è,
guarda caso, quello proposto da Forza Italia, vedi emendamenti del senatore
Salvatore Lauro alla legge 267/00, cioè la Comunità Isolana". -
-->.
( da "Corriere di Bologna" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Corriere
di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-03-26 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Il dibattito sull'ente Provincia
addio? I sindacati: daremo battaglia sui 1.200
posti "Superare la Provincia non significa superare i suoi dipendenti: non
lo permetteremo". I sindacati annunciano battaglia in vista
dell'abolizione di Palazzo Malvezzi, prevista dai programmi elettorali di Pd,
Pdl e Sinistra Arcobaleno. La piena occupazione dei 1.200 dipendenti provinciali,
dicono Cgil-Cisl-Uil, "non può essere messa in
discussione". Quei lavoratori, insomma, andranno riassorbiti "nella
futura città metropolitana". Il vicepresidente della Provincia Giacomo
Venturi prova a calmare gli animi: "Lavoriamo per non disperdere il nostro
patrimonio". A PAGINA 2 Rosano.
( da "Corriere di Bologna" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE "Chiudete la Provincia, ma
salvate i posti" Aut aut dei sindacati ai Poli: "Vanno salvaguardate
anche le funzioni dell'ente" Ma il vicepresidente Venturi assicura:
"Lavoriamo per non disperdere il nostro patrimonio" "Il
superamento della Provincia non deve tradursi nel superamento dei suoi
dipendenti: noi non lo permetteremo". I sindacati bolognesi fissano dei
paletti sul destino di Palazzo Malvezzi. Perché se
abolizione della Provincia dovrà essere, come recitano (in modo diverso) i
programmi elettorali dei vari partiti: "Dovrà passare da una
riqualificazione, non da un taglio del personale esistente". Sul tavolo,
dopo le elezioni di aprile, c'è il destino di 1.200 dipendenti
provinciali. A cui si aggiungono le 123 assunzioni annunciate nel triennio che
si chiude nel 2009. Il Popolo della libertà, come ha detto Silvio Berlusconi,
ha l'intenzione di chiudere tutte le Province: "Enti inutili, fonte di
costi per i cittadini ". Pd e Sinistra Arcobaleno, in caso di vittoria,
puntano a sostituire Palazzo Malvezzi con la città metropolitana: l'ente che
nascerà dalla fusione di Bologna con i Comuni della prima cintura. I sindacati
hanno già dato il loro assenso alla nascita della città metropolitana. Ma qualunque
sia la forza politica che vincerà ad aprile, non accetteranno che i tagli ai
costi della politica si traducano in tagli al personale di Palazzo Malvezzi.
"Il problema dell'efficacia dell'azione istituzionale - dice il segretario
Cgil Cesare Melloni - va risolto senza ricadute negative sui dipendenti: non
accetteremo che il superamento della Provincia si traduca nel superamento dei
dipendenti provinciali, che devono trovare una nuova collocazione nelle
istituzioni che verranno realizzate ". Insomma: nella città metropolitana
o altrove, se vincerà il Pdl, bisognerà garantire l'occupazione di chi già
lavora a Palazzo Malvezzi. "Non si può pensare di eliminare tout court la
Provincia, senza sostituire le funzioni che svolge", taglia
corto il segretario Cisl, Alessandro Alberani. I risparmi, aggiunge,
"si otterranno sulle economie di scala, non sulla pelle dei dipendenti
". I soggetti politici che dicono di voler cambiare la politica con la
falce hanno poca credibilità, conclude Alberani, "abbiamo già visto che
dopo annunci del genere si torna indietro, forse il Pdl pensa più che altro a
tagliare le province dei colori che non gli sono
propri". Sulla stessa trincea stanno anche le Rdb. "I dipendenti
provinciali di Bologna non possono essere messi nel tritacarne di questa strana
campagna elettorale - dice Massimo Betti - né del dibattito politico in
generale: noi non lasceremo passare un taglio del personale, non l'abbiamo
fatto in passato e non lo faremo in futuro". Mentre le forze politiche
cantano il de profundis di Palazzo Malvezzi, in Provincia provano a stare con i
piedi per terra. "A fronte della presunta morte della
Provincia - ha detto ieri in aula la presidente, Beatrice Draghetti - c'è il
lavoro responsabile dell'ente. Sono disponibile a
partecipare alla rivisitazione della governance nella pubblica amministrazione,
ma deve essere all'insegna dell'efficacia e dell'adeguatezza dell'ente,
portando il governo del territorio più vicino ai cittadini". Il
vicepresidente Giacomo Venturi, invece, prova a tranquillizzare gli animi dei
sindacati. "La nascita della città metropolitana passerà per un un'assimilazione della Provincia - dice Venturi - sarà
importante lavorare per non disperdere quel patrimonio di esperienze e
conoscenze che si è accumulato in questi anni". Francesco Rosano Vertice
Giacomo Venturi e Beatrice Dragetti guidano la Provincia.
( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Neumann (Fi)
rilancia l'iniziativa di Berlusconi e Veltroni Si firma
contro le Province FANO - Forza Italia promuove una raccolta di firme per
chiedere al Governo che uscirà in seguito delle prossime elezioni parlamentari
l'abolizione della Provincia di Pesaro e Urbino. L'iniziativa è stata resa nota
dal vicepresidente del consiglio comunale Fabrizio Neumann che si accinge ad
attuarla nei prossimi giorni. "Nei programmi presentati in questi
giorni dai candidati a premier Veltroni e Berlusconi evidenzia quest'ultimo -
si trova un punto in comune: l'abolizione delle Province. Per tagliare i costi
della politica, intervento richiesto da tutti i cittadini, invece di prendere
provvedimenti inutili, come ha fatto il governo Prodi per le Circoscrizioni,
occorrono dei provvedimenti concreti come appunto la chiusura delle Province.
In Italia le Province impiegano 62.000 dipendenti, gestiscono 17 miliardi di spesa pubblica e solo in retribuzioni costano 2 miliardi. La
politica deve prima di tutto riformare se stessa e dare un buon esempio di
sobrietà prima di chiedere ai cittadini i sacrifici che la bassa crescita
economica comporterà. "Anche a Fano, come in tante altre
città, inizierà una raccolta di firme per chiedere attraverso una petizione
popolare l'abolizione della Provincia di Pesaro e Urbino, da inviare al futuro
governo che mi auguro sia guidato da Berlusconi, ma anche per un eventuale
governo Veltroni che ha inserito, come ho già detto, nel suo programma questo
provvedimento. Chiunque sia interessato a collaborare
a questa iniziativa può contattarmi conclude l'esponente di Forza Italia che si
concentra sulla provincia pesarese - al mio indirizzo di posta elettronica
nfabri@libero.it per iniziare al più presto la raccolta di firme per chiedere
l'abolizione dell'ente Provincia di Pesaro e Urbino".
( da "Libertà" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
11
PIACENZA mercoledì 26 marzo 2008 Visite ad aziende, convegno sul Po e taglio
del nastro: l'intensa giornata piacentina del ministro per lo Sviluppo
economico Bersani: un errore abolire le Province E sul nucleare ribadisce:
"A certe condizioni si può fare" Partenza alle 9,30 dalla Jobs di
Montale e conclusione a tarda sera alla Volta del vescovo, passando per il
convegno sul Po in Provincia, la visita alle aziende di Casoni di Gariga
Absolute e Bolzoni, l'inaugurazione del nuovo campo sportivo di Podenzano e
infine per il fuoco di fila delle domande dei simpatizzanti di Fiorenzuola al
teatro Verdi. A
Podenzano il ministro, con l'immancabile sigaro tra le labbra, ha anche tenuto
a battesimo la nuova sede del locale circolo del Pd (in via Montegrappa) alla
presenza del coordinatore provinciale Paolo Botti, del segretario locale
Antonio Maestri, del sindaco Alessandro Ghisoni e del presidente della
Provincia Gianluigi Boiardi. Ovunque, Bersani ha voluto
lanciare un messaggio molto chiaro: "Noi stiamo mettendo in circolo
energie nuove e idee davvero riformiste, per farlo stiamo rischiando perchè
presentarsi con un partito tutto nuovo che rompe con la vecchia politica non è
facile. La nostra è l'Italia che i cittadini vogliono,
mentre dall'altra parte Berlusconi e i suoi dicono cose già note, che magari
potranno anche piacere ma che i cittadini si sentono ripetere da ormai 15
anni". Eppure qualcuno dice che i programmi del partito democratico
e del Popolo della liberà sono uguali. "Basta leggerli - precisa il ministro - e ci si accorge che
non è così. Io l'ho fatto e non li vedo così simili, noto anzi molte
differenze: la prima che mi viene in mente è che noi abbiamo scritto nero su
bianco "mai più condoni", loro no. Per non parlare di politica
estera, liberalizzazioni, politiche sociali. Ma la differenza
più grossa è alla base, alla rivoluzione che noi abbiamo iniziato ormai un anno
fa". Bersani prima di entrare al convegno in Provincia è anche
intervenuto su un tema molto dibattuto sul nostro territorio: il nucleare. "Stiamo creando le condizioni per parlarne con serenità e
chiarezza - ha riferendosi al libro sul nucleare pulito scritto da Chicco Testa
- dicendo ai cittadini le cose come stanno. C'è sempre più l'opportunità
di dialogare su questo tema grazie al lavoro che abbiamo fatto in questo anno e
mezzo, che aveva l'obiettivo di portare il Paese a prendere una decisione su
basi serie. E' inutile sparare dei sì o dei no a casaccio, il sistema per il
momento non è attrezzato, ma è quasi pronto: il nucleare resterà comunque una
scelta eventuale, che però avrà paletti molto più definiti. Con
un'operazione che trovi un deposito di superficie, che chiarisca il destino del
materiale irraggiato e che rimetta l'Italia nel circuito della ricerca sugli
impianti di quarta generazione si creeranno le condizioni per decidere e il
nucleare pulito diventerebbe un orizzonte su cui riflettere". Una
battuta volante anche sul tema della riduzione dei costi della politica, in
particolare sull'abolizione delle Province: "E' giusto
partire dalla dimensione metropolitana per semplificare il sistema, ma la mia
idea è che abbiano un'importante funzione di programmazione che non può essere
sottovalutata: basti pensare al piano rifiuti, a
quello delle acque e a quello territoriale, che rendono sistema più efficiente.
Se poi un'Amministrazione provinciale non funziona a dovere o
si carica di compiti impropri, magari sperperando risorse da destinare altrove,
è un altro discorso che riguarda le singole realtà". Inevitabile la
conclusione sui problemi di Alitalia e delle polemiche collegate, che hanno
coinvolto anche i ministri Tommaso Padoa Schioppa,
Antonio Di Pietro ed Emma Bonino. "Credere a una cordata
italiana non costa fatica, ma è un anno e mezzo che lavoriamo a questa vicenda
ed è chiaro a tutti come Alitalia sia difficile da vendere per come è stata
ridotta negli anni precedenti. Il Governo italiano desidererebbe una
proprietà italiana, così come auspicherebbe l'arrivo di altri compratori, come
i tedeschi di Lufthansa, ma sta di fatto che oggi abbiamo solo un proposta concreta sul tavolo ed è quella di Air France,
che è tutt'altro che banale. Se ce ne sono altre, vengano fuori alla svelta,
perchè la società non può andare avanti sine die. E non c'è bisogno di fare la
guerra dei conti - ha aggiunto Bersani - perchè ci sono un consiglio di
amministrazione e un azionista che stanno lavorando e controllando, conoscono
il codice civile e sapranno benissimo se e quando sarà ora di portare i libri
in tribunale. Ho comunque ragione di credere che non ci siamo molto tempo. E per Malpensa - ha concluso - serve un tavolo di transizione in
cui governo, forze sociali, enti locali discutano con tranquillità".
Michele Rancati © LIBERTA' Da sinistra: la commozione del
ministro e dell'anziana bettolese Giulia a Podenzano, l'intervento al convegno
in Provincia e "l'assedio" dei giornalisti foto di Emilio Marina e
Prospero Cravedi) Da sinistra: la commozione del ministro e dell'anziana
bettolese Giulia a Podenzano, l'intervento al convegno in Provincia e
"l'assedio" dei giornalisti foto di Emilio Marina e Prospero Cravedi)
Da sinistra: la commozione del ministro e dell'anziana bettolese Giulia a
Podenzano, l'intervento al convegno in Provincia e "l'assedio" dei
giornalisti foto di Emilio Marina e Prospero Cravedi) © 1996 - 2007 Libertà On
Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA
01447930338.
( da "Corriere Adriatico" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Fano futura vuole
abolire aset holding FANO - C'è chi chiede l'abolizione
delle Province e c'è chi chiede l'abolizione dell'Aset Holding. Quest'ultimo
appello è stato diffuso attraverso una raccolta di firme da Fano Futura.
Secondo l'associazione la holding costituisce
un'azienda inutile e costosa. "A Fano è scritto nell'appello paghiamo
l'acqua più cara di tutti gli altri Comuni della Provincia" e non è
estraneo al costo della bolletta il trasferimento di una grossa cifra dall'Aset
spa all'Aset holding. "Oggi tutti vogliono aumentare
anche il numero dei parcheggi a pagamento, ci stanno spremendo come limoni.
Si pensa solo alle entrate. Mai una proposta di ridurre le
spese". Abolendo l'Aset holding, conclude in sintesi l'appello, si
potrebbero risparmiare i soldi di un doppio apparato burocratico rispetto
all'Aset Spa.
( da "Italia Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Cronaca
Italiana L'idea di Eurispes è di risparmiare abolendo le Province Come si
tagliano i costi della politica di Giacomo Scutiero L'Istituto per studi
economici politici e sociali lo dichiara spiegando che "nel solo 2006 è
stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13
miliardi di euro, contro gli 11 e i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di
flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13
miliardi, il 18,3 per cento sono costituiti da spese sostenute per i redditi da
lavoro dipendente, contro il 28,4 per cento dei consumi intermedi, il 22,3 per
cento di investimenti fissi lordi e il 31 per cento di tutte le altre voci di spesa".
Al contrario, sottolinea l'Istituto di via Barberini, "nell'ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra
dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre amministrazioni o
istituzioni locali, l'abolizione delle Province consentirebbe un risparmio
complessivo pari a ben 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che
verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali". Si tratta di un problema reale ma soprattutto d'attualità, continua
l'Eurispes, dato che "nel corso degli ultimi vent'anni i conti economici
delle amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento sensibile delle
spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte coperto dalle maggiori
entrate. Infatti, l'ammontare complessivo di quest'ultime è passato dai
185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di
crescita medio annuo del 13,4 per cento. Nello stesso arco
temporale, le spese delle amministrazioni pubbliche sono aumentate a un tasso
di crescita medio annuo del 10,5 per cento, passando da
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
Viaggio tra i
candidati/10 Popolo della Libertà. La senatrice ha fatto tre legislature e ora
occupa un posto di prestigio nella lista azzurra Casellati: "Lavorerò per
una Padova più sicura" Tra gli obiettivi che si prefigge per la sua città
c'è anche quello di contribuire a realizzare il nuovo ospedale a Padova Ovest
Ha già fatto parte di tre legislature. La XII, la XIV
e la XV. Elisabetta Alberti Casellati, 61 anni, laureata in giurisprudenza e in
Diritto Canonico, è stata sotto segretario alla Sanità e vice presidente
vicario dei senatori di Forza Italia. Nella lista del partito azzurro anche
stavolta occupa una posizione di prestigio, che le dà la certezza del
risultato.Senatrice, quali sono le cose più
significative che ha concretizzato durante i precedenti mandati?"Quella
che mi ha dato maggiori soddisfazioni è sicuramente avere portato a Padova,
l'Irccs, di cui si discuteva da anni. Il Veneto, un esempio per
l'Organizzazione Mondiale della Sanità, non aveva un Istituto di ricerca. Questa mia iniziativa è stata un modo di fare politica pensando al
territorio".Però al entro della sua attenzione
non ci sono stati solo i problemi sanitari."Ho avviato
una campagna per la prevenzione degli incidenti domestici che hanno
un'incidenza più alta di quelli stradali, o sul lavoro. Con un mio
studio ho partecipato alla riforma del Codice di Procedura Civile per snellire
la burocrazia che paralizza i processi. Ricordo poi la mia proposta di legge
per tutelare i diritti dei nonni. Infine ho inviato all'onorevole Berlusconi un disegno di legge che prevede l'abolizione
delle Province che, tra l'altro, fa parte del nostro programma elettorale".Quali sono gli obiettivi che si propone
ora?"Presenterò alcuni dei disegni di legge che avevo preparato, come
quelli riguardanti la trasparenza dei bilanci dei sindacati, l'abolizione del
diritto di voto per i senatori a vita, il ripristino del reato di plagio per le
sette e la riforma del Diritto di famiglia. E poi mi
batterò per la castrazione chimica dei pedofili".Lei
ha sempre avuto un rapporto di stretta collaborazione con l'onorevole
Berlusconi."È un uomo che ha sempre dimostrato di fare quello che promette.
Ha una grande credibilità. Basta fare un raffronto tra la realtà italiana che
c'è adesso, di un'economia in progressivo declino, e quella che aveva lasciato il centro destra dopo cinque anni di governo. Berlusconi
aveva realizzato l'80\% del programma con cui si era presentato agli elettori.
In due anni il centro sinistra, sostenuto da Veltroni, ha creato una situazione
disastrosa per gli italiani, considerato che l'80\% della popolazione oggi vive
molto peggio rispetto al 2006. D'altro canto lo dice l'Istat che il livello di
tassazione è il più alto degli ultimi 15 anni e le famiglie, dopo due
settimane, hanno già finito si soldi e non sanno come arrivare a fine mese".Quali progetti intende
portare avanti per Padova?"Mi piacerebbe dare un contributo significativo
per la realizzazione del nuovo ospedale. Inoltre, vorrei rendere Padova
una città più sicura, visto che l'attuale sindaco non lo fa. Il governo di
centro sinistra ha lanciato un messaggio inquietante al riguardo: per forza c'è
un'illegalità crescente se si dedica una stanza alla memoria di Giuliani e se
si sbeffeggiano continuamente le forze dell'ordine. Ormai nel nostro Paese
manca la cultura della legalità, della certezza della pena. E si continuano a
far arrivare clandestini. Abbiamo avuto al governo soggetti
che hanno insanguinato le strade italiane e persino ex terroristi. A Padova la Boccassini ha chiuso un centro sociale, ma si tollerano
i no global e non è un caso che nel Veneto si candidi il Caruso di turno".Per
garantire la sicurezza servono fondi..."Durante
il precedente governo-Berlusconi avevo fatto arrivare a Padova tre milioni di
euro extra budget per questa voce. Li avevo consegnati a Zanonato che li ha usati
per acquistare apparecchiature per la videosorveglianza. Stavolta
spero di far pervenire nella mia città una somma ancora più sostanziosa".Nicoletta
Cozza.
( da "Avanti!" del 26-03-2008)
Argomenti: Province
I DATI RELATIVI AL
2007 ELABORATI DALL'INAIL Meno morti sul lavoro 26/03/2008 Nel 2007 le morti
sul lavoro in Italia sono calate del 6%, gli infortuni complessivi dell'1,5%,
ma il tributo di sangue pagato dai lavoratori per produrre ricchezza nel nostro
Paese resta comunque altissimo, con 1.260 vittime totali. La relazione
nazionale dell'Inail, presentata recentemente a Torino dal direttore generale,
Pietro Giorgini, e dal ministro del lavoro, Cesare Damiano, conferma quindi una
situazione che resta di "intollerabile gravità". Proprio l'altro
giorno c'è stato l'ennesimo lutto. A perdere la vita è stato Dante Tomanin, 67
anni, contitolare assieme al fratello Luigi di una ditta di Verano Brianza, nel
Milanese. L'uomo stava spostando un macchinario con una gru che manovrava lui
stesso con un telecomando, quando uno dei due anelli di ferro che reggevano il
carico si è spezzato. La macchina ha compiuto un'oscillazione colpendolo alla
testa. Dante Tomanin è deceduto all'istante. Dal rapporto Inail emerge anche
che nel 2007 le morti bianche sono state 1.130 nell'industria e servizi (295
nel settore delle costruzioni), 115 nell'agricoltura, 15 tra i dipendenti in
conto Stato. In 260 casi le vittime non sono spirate sul luogo di lavoro, ma
sulla strada da o verso casa. "Questi primi dati sul
numero degli incidenti sul lavoro 2007 - ha commentato Pietro Mercandelli,
presidente dell'Anmil - pur nella loro provvisorietà, confermano la gravità del
fenomeno e testimoniano la necessità di mantenere alta la soglia di attenzione
e le iniziative di contrasto. Dopo che il 2006 aveva
fatto segnare un netto peggioramento - ha sottolineato il dirigente
dell'associazione - il numero di eventi fatali ad oggi stimato per il 2007, se
si escludono gli infortuni 'in itinere', si posiziona comunque sui livelli,
consolidati, del 2005 senza una significativa inversione che era legittimo
attendersi a fronte della forte attenzione istituzionale e dei provvedimenti
appena varati dal governo". Il presidente dell'Anmil ha auspicato
quindi che "il disco verde del Parlamento e della Conferenza delle Regioni
ai nuovi provvedimenti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro" possa
finalmente rappresentare "un ulteriore ed importante passo in
avanti". 'C'e' tuttavia una percettibile inversione di
tendenza, ma la riduzione e' ancora modesta", ha da parte sua dichiarato a
caldo il ministro del lavoro Cesare Damiano. È sulla spinosa questione è
intervenuto anche il leader del partito comunista dei
lavoratori Marco Ferrando, candidato alle prossime consultazioni
Politiche a presidente del Consiglio, nel corso dello "Speciale elezioni
2008" dell'Adnkronos. "Pannicelli caldi", ha subito
espressamente definito l'esponente di sinistra i provvedimenti contenuti nel
testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, attualmente all'esame del
Parlamento, dopo il via libera formale ottenuto dal Consiglio
dei ministri la scorsa settimana. Per Ferrando, infatti, anzitutto
"vanno eliminate le leggi sulla precarizzazione del lavoro, che espongono
fisiologicamente i lavoratori a un oggettivo rischio di sicurezza, perché
nessun occupato instabile ha il potere contrattuale per chiedere il rispetto
tassativo delle norme antinfortunistiche, che possono essere anche le più
severe ma che se non si ha poi la forza di poter imporre" servono
relativamente a poco in concreto. In secondo luogo, "bisogna aumentare gli
stipendi, perché milioni di lavoratori sono costretti a fare gli straordinari
per poter campare e, quanti più se ne fanno, tanto più si incrementa la
percentuale del rischio, come ha drammaticamente dimostrato purtroppo il
terribile episodio occorso alla Thyssen". Quanto agli
stessi aspetti tecnici contenuti nella disposizione unica di legge, "sono
assolutamente carenti e per certi versi scandalosi - ha affermato il dirigente
del Pcl -. Ad esempio, si trasforma la mancata osservanza delle norme
antinfortuni in una sorta di semplice inadempienza amministrativa, mentre
dovrebbe essere ritenuto a tutti gli effetti un vero e proprio reato penale. E
poi si risparmiano quelle aziende che dimostrano di non sfruttare il lavoro
nero oltre la soglia (invero paradossale) del 20%, come se al di sotto di
quella quota l'attività sommersa ancorché espletata con impiego illecito di
manodopera in Italia fosse di fatto legale. Noi - ha infine
sottolineato Ferrando - siamo per l'esproprio, senza indennizzo, di tutte le
aziende responsabili di morti bianche". EUSRISPES
? Nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province
italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro,
rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi
13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi
da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di
investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa. È quanto ha recentemente rilevato un apposito studio
dell'Eurispes. Nell'ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778
tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o
istituzioni locali, secondo l'Eurispes l'abolizione delle Province
consentirebbe un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo
2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa
attuali.