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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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Report "Province"

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Indice delle sezioni

Province (5)


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

"alleanza che ci difenderà" - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Alleanza che ci difenderà" Le Province piemontesi e il patto Nord Ovest I presidenti certi che uniti potranno battersi meglio contro l'abolizione dell'ente locale STEFANO PAROLA L'Expo di Milano del 2015 è un boccone troppo ghiotto per non approfittarne. I ventidue milioni di visitatori attesi fanno gola non solo al capoluogo lombardo,

La Provincia? Abrogarla è complicato ( da "Nuova Ferrara, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Dopo la campagna elettorale le posizioni dei partiti sono più bilanciate La Provincia? Abrogarla è complicato Il passo successivo sarebbe accorpare i Comuni, un tasto dolente Anche chi è favorevole o propenso all'abolizione delle Province non si nasconde le difficoltà di una simile operazione di semplificazione del sistema istituzionale.

Bisogna cambiare la Costituzione ( da "Nuova Ferrara, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ARTICOLO 114 Bisogna cambiare la Costituzione L'abolizione delle Province è stato un argomento usato soprattutto dal Pdl in campagna elettorale. Ne hanno parlato Berlusconi e Tremonti. Localmente il tasto è stato suonato dal senatore Alberto Balboni. Anche nell'Udc si sono levate voci a favore, ad esempio quella dell'ex sindaco di Parma Elvio Ubaldi.

"Le Province non si toccano" ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: hanno fatto dell'abolizione delle Province uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale. Presidenti in trincea: ironici come Filippo Penati (Milano), sconsolati come Raffaele Costa (Cuneo), battaglieri come Antonio Saitta (Torino). Arrivati nell'aula del Consiglio per approvare il testo dello Statuto della Fondazione che rappresenta le 24 Province del Nord Ovest,

Il vescovo difende la nuova Provincia <Abolirla sarebbe un grave danno> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-04-2008)
Argomenti: Province

Abstract: senza lasciarvi prendere dalla tentazione dell'interesse personale, di gruppo, di campanile; quello di fare scelte politiche, culturali, sociali ed economiche adeguate". La nave della Provincia ha comunque preso il largo, secondo un altro messaggio caro al vescovo, e i timonieri debbono condurla al meglio.


Articoli

"alleanza che ci difenderà" - stefano parola (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: Province

Pagina IX - Torino "Alleanza che ci difenderà" Le Province piemontesi e il patto Nord Ovest I presidenti certi che uniti potranno battersi meglio contro l'abolizione dell'ente locale STEFANO PAROLA L'Expo di Milano del 2015 è un boccone troppo ghiotto per non approfittarne. I ventidue milioni di visitatori attesi fanno gola non solo al capoluogo lombardo, ma anche a tutte le aree circostanti. Per questo ieri, nella sala del consiglio provinciale di Torino, i ventidue presidenti che fanno parte della Fondazione delle province del Nord-Ovest, oltre ad approvare ufficialmente lo statuto del nuovo soggetto, hanno parlato soprattutto di come approfittare dell'evento mondiale che andrà in scena a Milano tra sette anni. Ma anche del futuro delle amministrazioni provinciali stesse, sulle quali potrebbe cadere la scure del governo che si insedierà a giorni. "Era volontà condivisa di tutti i membri della Fondazione - ha spiegato il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta - stabilire un rapporto con l'Expo. Partiremo innanzitutto incontrando il comitato organizzatore, mettendogli a disposizione i nostri territori e questa specificità del Nord-Ovest di essere una "food valley". Vogliamo che Milano sia per noi una grande vetrina". Insomma, approfittare dell'occasione sia per godere dei flussi turistici ("per noi sarà fondamentale l'area dei laghi e dovremo cogliere l'opportunità per valorizzarla ulteriormente", ha detto il presidente della Provincia di Novara Sergio Vedovato), ma anche per avere ricadute di lungo periodo, soprattutto in campo alimentare: "Per un'area vocazione agricola e vitivinicola come la nostra - ha detto il presidente della Provincia di Alessandria Paolo Filippi - sarà importante mettere in evidenza l'unicità e la tipicità dei nostri prodotti". Sullo sfondo rimane il chiodo fisso delle infrastrutture, il tema propulsore che tre anni fa ha dato il via alla creazione della Fondazione delle Province del Nord-Ovest: "Siamo una provincia che ha fame di opere a livello nazionale - ha spiegato il presidente alessandrino Filippi - . In questo senso, il lavoro della Fondazione è molto utile perché ci permette di sostenere vicendevolmente le nostre politiche". La volontà è di costituire un soggetto forte in grado di pesare sulle decisioni prese a livello nazionale. Anzi, per il presidente vercellese Renzo Masoero bisognerebbe anche "fare un ragionamento complessivo non solo sulle infrastrutture ma su temi come lo smaltimento dei rifiuti e l'approccio all'ambiente". Gli ha fatto eco Sergio Scaramal, presidente della Provincia di Biella, che ha insistito sul dovere di creare una rete "anche a livello di università, in modo da poter far circolare le conoscenze e poter confrontarci insieme sui mercati internazionali". Le province vogliono fare gruppo, anche per impedire, come ha sostenuto il presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola Paolo Ravaioli, "che le soluzioni che vengono date ai problemi rischino di riguardare solo i grossi centri e che i territori più periferici diventino solo dei soggetti passivi". Parole dietro le quali si cela il timore che, con il nuovo governo, le province possano sparire. Un timore concreto, verso il quale, secondo il presidente cuneese Raffaele Costa, è bene essere preparati: "Questa riunione è stata doverosa e tempestiva per riflettere su quali scelte fare in futuro. Dobbiamo capire in che modo muoverci quando un domani arriverà, un po' per quanto ha affermato la Lega Nord, un po' per quelle che sono state le indicazioni del Pdl, la richiesta di un confronto in ambito di riforma costituzionale". Insomma, il giorno in cui il governo dovrà decidere se abolire o meno le amministrazioni provinciali non è così lontano e sedersi al tavolo della trattativa sotto la bandiera della Fondazione delle Province del Nord-Ovest potrebbe essere un'arma in più.

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La Provincia? Abrogarla è complicato (sezione: Province)

( da "Nuova Ferrara, La" del 24-04-2008)

Argomenti: Province

I pareri di consiglieri e sindaci. Dopo la campagna elettorale le posizioni dei partiti sono più bilanciate La Provincia? Abrogarla è complicato Il passo successivo sarebbe accorpare i Comuni, un tasto dolente Anche chi è favorevole o propenso all'abolizione delle Province non si nasconde le difficoltà di una simile operazione di semplificazione del sistema istituzionale. Si dà per scontato che anche nella migliore delle ipotesi i tempi saranno lunghi e soprattutto si è consapevoli che abolire le Province senza intervenire sui Comuni (accorpando o associando soprattutto i più piccoli) non avrebbe gli effetti sperati. Chi invece ritiene che convenga mantenerle è ugualmente favorevole a sfoltire enti, comunità montane, agenzie. Le distanze sono più corte di quanto si possa immaginare. Più serietà. La posizione di Pier Giorgio Dall'Acqua (Pd), presidente della Provincia, è per certi versi scontata, ma non banale: "Berlusconi diceva una cosa e Maroni l'esatto contrario. La campagna elettorale è finita e con essa le boutade che non servono a niente. Bisogna essere seri e noi lo siamo. Con la Regione lavoriamo per semplificare il quadro istituzionale, per definire meglio i compiti di Regione, Province, Comuni e per ridurre la struttura sub-istituzionale fatta di agenzie e comunità montane in eccesso. Il can can sulle Province è nato per reazione alla nascita di quelle nuove di cui non c'era bisogno, ma rispondevano al clientelismo politico. Noi, come associazione delle Province eravamo contrari, è il Parlamento che le ha approvate. Sa chi si è battuto in prima linea per l'inutile Provincia di Fermo? Glielo dico io, Confindustria. Ecco io cancellerei le Province inventate e quelle che coincidono con le Città metropolitane". Raccomando calma. Giovanni Cavicchi, consigliere provinciale nonchè segretario della Lega Nord, è prudente assai: "Aboliamo le Province dove ci sono le Città metropolitane. A Roma, Milano, Napoli le Province sono una ridicolezza, per il resto ci vuole molta cautela. Se da noi sparisce la Provincia molti Comuni non sarebbero attrezzati per gestire le deleghe che oggi competono alla Provincia. Sventolare la bandiera del risparmio non serve se poi si provocano dei danni a un territorio. Il risparmio vero è possibile solo accorpando i Comuni, tra Ostellato e Massa Fiscaglia ce ne sono 7-8". Conviene fare senza. Neda Barbieri (lista civica Alleanza per Ferrara), è consigliera provinciale ed è vice sindaco di Voghiera dopo esserne stata sindaco: "Sono favorevole all'abolizione perchè credo siano troppi i livelli istituzionali. Scomparsa la Provincia, bisogna certamente costituire dei tavoli di concertazione dei sindaci e degli ambiti territoriali. A guardare bene accade già, prendiamo la nostra realtà dove i territori, i Comuni si organizzano in Alto e Basso e Medio Ferrarese. Il livello provinciale può essere fatto proprio da questi tavoli che si occupano dell'utilizzo dei fondi europei, dei piani territoriali. I tempi saranno lunghi, però se si è convinti dei vantaggi si può cominciare a predisporre un piano di fattibilità che, senza traumi, ci porti verso una semplificazione". Aggiunge che "nella nostra Provincia vi sono ottime competenze professionali da mettere al servizio di questo progetto". Contro i più deboli. Anche Loris Gadda (Pd) può parlare in doppia veste: sta in consiglio provinciale ed è sindaco di Lagosanto: "In Italia si fanno troppe chiacchiere. Le Province hanno funzioni importanti, specialmente in alcuni settori dove opera su delega regionale. In questi anni la Provincia guidata da Dall'Acqua ha svolto un fortissimo ruolo di coordinamento sulle politiche per le infrastrutture, sugli obiettivi europei e i piani d'area. Poi ha imporanti competenze in agricoltura, nella formazione professionale, nell'urbanistica...Purtroppo si discute senza conoscere, senza sapere come funziona la macchina amministrativa. Il tema non sono le Province, che hanno un ruolo difficile da sostituire, la questione vera sono i Comuni messi sul lastrico dalle politiche degli ultimi governi, Comuni che non possono più fare un'assunzione, una politica per i loro cittadini. Il risanamento dei conti pubblici viene fatto non colpendo gli sprechi nazionali e statali, ma massacrando i Comuni. E' uno Stato che mette in difficoltà chi lavora a contatto con i cittadini. Di questo dovremmo parlare, invece viene fuori che abolendo le Province i problemi sono risolti". Sfoltire, sfoltire. Massimo Mazzanti (Fi) nel 2004 si era candidato a presidente della Provincia, delle Province non si sente nemico, ma le ritiene superate: "E' un ente intermedio che ha perso la sua funzione originaria, per quanto lodevoli siano gli sforzi degli amministratori il citadino percepisce la Provincia come un ente sovrapposto. Ma i problemi istituzionali sono molto più complessi. Siamo in presenza orami di una pletora di enti con dispersione di competenze che complicano la vita dei cittadini. Se dipendesse da me farei a meno delle Province e passerei dagli attuali 8.000 Comuni a non più di mille, perchè solo Comuni di una certa consistenza potrebbero avere un rapporto diretto con la propria Regione. Per gli altri enti intermedi, comunità montane, agenzie, Ato di qua, Ato di là via e basta, sfoltire senza pietà". Anche per meno radicali soluzioni Mazzanti è convinto "che ci vorranno anni, ma bisogna pur cominciare da qualche parte, e i dipendenti non dovrebbero temere per il proprio posto, ad esempio chi lavora in Provincia potrebbe essere destinato agli uffici del Tribunale che hanno tanto bisogno di personale". Discorsi velleitari. "L'idea di rinunciare alle Provincie mi sembra piuttosto velleitaria". Lo dice Fausto Balboni, consigliere di An in Castello. "La voglia di sbarazzarsene è venuta perchè ne sono state create alcune ad arte che hanno meno di 100 mila abitanti, semplici assurdità per soddisfare gli appetiti di qualche politico. A mio avviso la Provincia sull'area vasta ha ancora molto da dire, meglio intervenire su comunità montane e altri enti poco utili. E poi si deve sapere che per abolirle bisogna mettere mano alla Costituzione e soprattutto bisogna accorpare i piccoli Comuni, altrimenti non ha senso". Tuteliamo i piccoli. La prospettiva di fare secchi i piccoli Comuni non incontrerebbe certo i favori di Manuela Rescazzi (An), sindaco di Masi Torello: "I Comuni da 100 abitanti non hanno ragione di esistere, ma da sindaco di un paese di 2.430 abitanti mi sento di difendere la territorialità, che è un valore. Per la mia esperienza quadriennale di sindaco posso dire che la Provincia ha funzionato da trade d'union con la Regione. Abolire le Province non mi convince, casomai si potrebbero diminuire".

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Bisogna cambiare la Costituzione (sezione: Province)

( da "Nuova Ferrara, La" del 24-04-2008)

Argomenti: Province

ARTICOLO 114 Bisogna cambiare la Costituzione L'abolizione delle Province è stato un argomento usato soprattutto dal Pdl in campagna elettorale. Ne hanno parlato Berlusconi e Tremonti. Localmente il tasto è stato suonato dal senatore Alberto Balboni. Anche nell'Udc si sono levate voci a favore, ad esempio quella dell'ex sindaco di Parma Elvio Ubaldi. Il Pd ha sostenuto che sono inutili nelle realtà metropolitane come Roma, Milano, Napoli, Torino. Le Province sono previste dall'articolo 114 della Costituzione: "La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato". Quindi per abolirle serve una modifica della "Carta".

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"Le Province non si toccano" (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: Province

Documento Debutta la Fondazione Nord Ovest "Le Province non si toccano" ALESSANDRO MONDO Province, il riscatto passa dall'Expo. Doveva essere una riflessione in vista dell'evento del 2015 come occasione di crescita per l'intero Nord Ovest, che può presentarsi al mondo come la nuova "Food Valley italiana". E' diventato una levata di scudi verso i partiti che - a destra, a sinistra e al centro - hanno fatto dell'abolizione delle Province uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale. Presidenti in trincea: ironici come Filippo Penati (Milano), sconsolati come Raffaele Costa (Cuneo), battaglieri come Antonio Saitta (Torino). Arrivati nell'aula del Consiglio per approvare il testo dello Statuto della Fondazione che rappresenta le 24 Province del Nord Ovest, uno dei traguardi di Saitta, e decisi ad approfittare dell'Expo per centrare un doppio obiettivo: fare rete, trasformando la Fiera in occasione di crescita e di promozione del territorio, e dimostrare che l'ente Provincia non merita di finire in soffitta. Prospettiva pessima, ha esordito Piero Bassetti, presidente dell'associazione di studi "Globus et Locus", scomodando Alessandro Magno. Narra la leggenda che il celebre condottiero, non riuscendo a sciogliere il nodo del giogo di Gordio, lo recise con un colpo di spada. Pensare di eliminare i costi della politica azzerando le Province implica la stessa disinvoltura: con il rischio, nel caso, di creare un danno irreparabile. Questo il ragionamento di Bassetti, accolto in aula come un rullo di tamburo. I presidenti, costretti a digerire per mesi accuse bipartisan sull'inutilità e sui costi dei loro enti, non vedono l'ora di rifarsi. Fabio Melilli, presidente UPI, ha preso atto, non senza sollievo, "che le elezioni sono alle spalle" ma è preoccupato "dalle semplificazioni di questo dibattito". "Ormai non basta nemmeno più spiegare cosa facciamo - è intervenuto Costa con tono cupo -: nemmeno se dico che la mia Provincia ha 3 mila 400 chilometri di strade". "Agiamo localmente ma pensiamo globalmente", ha invitato Gian Luigi Boiardi (Piacenza). Per Alessandro Repetto (Genova) è questione di sopravvivenza: "La Fondazione non deve essere un fortino in cui barricarsi". In vista del centocinquantenario dell'Unità d'Italia chiede a Roma risorse straordinarie per mettere a norma le scuole. Guarda caso, una delle competenze delle Province. I meno preoccupati sono Saitta e Penati. "Abolire le Province sarebbe in controtendenza con quanto accade in Europa - ha commentato il padrone di casa - . In Francia il referendum sull'abolizione dei dipartimenti, proposto da Sarkozy quando era ministro dell'Interno, venne bocciato". Ironico Penati: "Ogni volta questo tormentone si conclude con l'istituzione di nuove Province... Propongo un accordo bipartisan per evitare nuovi ingressi, poi ragioneremo sull'esistente". "La forza del Nord Ovest nasce dalla storia delle sue Province", ha tagliato corto Leonardo Carioni (Como), leghista e amico personale di Bossi. Di questi tempi, una garanzia.

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Il vescovo difende la nuova Provincia <Abolirla sarebbe un grave danno> (sezione: Province)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-04-2008)

Argomenti: Province

Prov Ogliastra Pagina 6026 Lettera d'incoraggiamento e moniti al presidente Carta Il vescovo difende la nuova Provincia "Abolirla sarebbe un grave danno" Lettera d'incoraggiamento e moniti al presidente Carta --> Per alcuni è un ente inutile, per altri la via del riscatto per l'Ogliastra autonoma. In tempi in cui la nuova Provincia è messa fortemente in discussione nella sua stessa essenza, a difenderla si leva la voce autorevole della chiesa. "Potenziarla, non abolirla", è il titolo che campeggia sulla prima pagina del mensile diocesano d'Ogliastra. Il vescovo monsignor Antioco Piseddu e il direttore don Vincenzo Pirarba hanno deciso di parire il giornale proprio con la lettera che il presule ha deciso di indirizzare al presidente della Provincia Piero Carta. "La strada da percorrere ritengo sia quella - scrive monsignor Piseddu - di continuare con rinnovato coraggio a svolgere il proprio compito". Per la Curia ogliastrina è stato fonte di "grande imbarazzo" sentire le voci che sostenevano il fallimento di questa esperienza e sollecitavano l'abolizione. Ritengo che questo - risponde il vescovo - sarebbe un grave danno, sia perché si tornerebbe a una situazione di marginalità e insignificanza che ci pesava molto, sia per la difficoltà concreta di risolvere i problemi nostri che sono ancora tanti". Le difficoltà, le critiche, anche feroci, ai nuovi amministratori provinciali non sono mancate. "Avete iniziato un cammino difficile", riconosce il vescovo: "quello di comprendere i problemi più veri e urgenti,.pensando in grande, senza lasciarvi prendere dalla tentazione dell'interesse personale, di gruppo, di campanile; quello di fare scelte politiche, culturali, sociali ed economiche adeguate". La nave della Provincia ha comunque preso il largo, secondo un altro messaggio caro al vescovo, e i timonieri debbono condurla al meglio. "È chiaro - ammonisce monsignor Piseddu - che non vi è lecito alcuna distrazione, stanchezza, pigrizia. Le attese della popolazione sono tante e non bisogna deluderle.

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