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Programma
Svp, via il prefetto e meno polizia
( da "Alto
Adige" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
alla
Provincia MAURIZIO DALLAGO BOLZANO. Dipendesse solo dal partito di raccolta
l'autonomia subirebbe un'accelerata. Il programma elettorale della Svp non
ammette repliche. Tra gli obiettivi per la nuova legislatura troviamo
l'abolizione del commissariato del governo, la diminuzione delle forze
dell'ordine in Alto Adige,
FANO
Al via anche a Fano una raccolta di firme per chiedere l'abolizione delle
province. A lanciare ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: "L'abolizione delle province - osserva Neumann - è un
punto in comune nei programmi di Pdl e Pd e la documentazione raccolta a Fano
sarà inviata al prossimo governo. In Italia le province impiegano 62 mila dipendenti,
gestiscono 17 miliardi di spesa pubblica e costano due miliardi soltanto in
retribuzioni.
Risposte
dialogo con ricolfi sulle cifre ( da "Riformista, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Abolizione
dello spoils system e superamento degli automatismi retributivi e di carriera.
Rimpiazzo parziale (50%) e selettivo del turnover, ricorrendo alla mobilità. E
ancora: abolizione degli Ato, delle Province dove si costituiscono le Città
metropolitane.
<Siamo
precari, non estinti> ( da "Corriere di Bologna"
del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
da mesi nel
tritacarne mediatico dei costi della politica, non si sentono ancora del tutto
precari. Molti di loro ritengono che l'abolizione della Provincia, con la
contesutale nascita della città metropolitana, potrebbe tradursi di fatto in una semplice "emigrazione politica"
da un palazzo all'altro.
Se
sparisce la Provincia ( da "Corriere di Bologna"
del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: istituzione da 275 milioni di spesa Se sparisce la
Provincia Pdl, Pd, Sinistra: abolizione o snellimento. L'ente ha 1.200
dipendenti Il Pdl, il Pd e anche la Sinistra Arcobaleno: tutti vanno alle urne
con la propria ricetta per snellire (o cancellare) un ente che, sotto le Due
Torri, prevede di spendere nel 2008 oltre 275 milioni di euro: la Provincia.
Elezioni,
Provincia all'ultimo round ( da "Corriere di Bologna"
del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione
tout court delle province. "Inutili e fonte di costi per i cittadini", ha già detto
Silvio Berlusconi. E a Bologna non ci sarà nessuna città metropolitana al posto
di Palazzo Malvezzi. "In Italia le Popolo della libertà, insomma, è pronto
a far tabula rasa di Palazzo Malvezzi: "Le competenze in mano alla
Provincia andranno alle aggregazioni di piccoli comuni.
<Precari?
Sì, ma non spariremo> ( da "Corriere di Bologna"
del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della Provincia, con la contestuale nascita della città metropolitana (prevista
dall'articolo 114 della Costituzione), potrebbe tradursi, di fatto, in una
semplice "emigrazione politica". Massimo Gnudi, vicecapogruppo
provinciale del Pd e tesoriere regionale del partito, difende l'operato di
Palazzo Malvezzi: "
<Eliminiamole
tutte Per fare le stesse cose bastano i municipi>
( da "Corriere
di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ma sulle Province la penso diversamente: sono da sempre
favorevole alla loro eliminazione. So che la mia posizione non è quella di Veltroni, ma è
un'idea che sostengo dalla nascita delle Regioni. Già La Malfa e Berlinguer
erano per la loro abolizione, ma non si è fatto niente per decenni.
Politica,
Eurispes: <abolire le Province per risparmiare>
( da "PrimaDaNoi.it"
del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
il risparmio
nell'ipotesi di abolizione delle province? 10,6 miliardi di euro. Nel solo 2006
è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13
miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di
flussi finanziari in entrata e di indebitamento.
Polemica
sull'abolizione delle provincie ( da "Opinione, L'"
del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
25 Mar 2008
Edizione 58 del 22-03-2008 TRA LEGA E FORZA ITALIA Polemica sull'abolizione
delle provincie di Matteo Villanova Rizzetto L'abolizione delle Province come
passo fondante di una riforma federalista. Questo l'auspicio espresso pochi
giorni fa da Alessio De Mitri, consigliere provinciale di Forza Italia tra i
più giovani della Marca.
BERTINOTTI: IN CAMPANIA VOTO ANTICIPATO CASINI:
AZZURRA SANTA PANNELLA SENATORE A VITA?
- VENDITTI VS DEPUTATO UDC - FLAVIA VELTRONI: SONO GELOSA, WALTER NON RISPARMIA
OCCHIATE ( da "Dagospia.com"
del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
NO AD ABOLIZIONE
PROVINCE? (Ansa) - Il ministro Pierluigi Bersani,
entrando nella sala consiglio della Provincia di Piacenza per partecipare a un
convegno sul fiume Po, ha difeso proprio le Amministrazioni provinciali da chi
le vorrebbe abolire. 'E giusto partire dalla dimensione metropolitana per
semplificare il sistema,
( da "Alto Adige" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Tra gli obiettivi
anche la grazia per gli ex bombaroli e l'autonomia fiscale
Ci sono pure la delega di competenze su Inps e Inail e il passaggio di Rai
"Sender Bozen" alla Provincia MAURIZIO DALLAGO
BOLZANO. Dipendesse solo dal partito di raccolta l'autonomia subirebbe
un'accelerata. Il programma elettorale della Svp non ammette repliche. Tra gli
obiettivi per la nuova legislatura troviamo l'abolizione del commissariato del
governo, la diminuzione delle forze dell'ordine in Alto Adige, la delega
delle competenze per Inps e Inail. Ed ancora la grazia per
tutti gli ex bombaroli degli anni Sessanta, oltre al passaggio alla
Provincia dei beni immobili dello Stato non più utilizzati. Non manca
l'autonomia impositiva con la richieste su Irpef e
Ires, mentre l'Irap sarebbe da portare ai minimi di legge. Subito una
precisazione. Non si tratta come due anni fa di un patto con forze politiche
nazionali - vedi l'accordo con Prodi - i cui contenuti erano stati concordati
tra le parti e quindi occorreva poi soltanto mantenere le promesse
sottoscritte. Adesso la Svp presenta gli obiettivi per la prossima legislatura
e su questi la Stella alpina chiede la famosa crocetta sulla scheda agli
elettori altoatesini. Se poi via Brennero troverà sponde favorevoli nella
capitale, questo è tutto da vedere. Un documento di due cartelle, suddiviso in
12 punti, che parte da quello che viene definito l'ulteriore potenziamento
dell'auto-amministrazione con il passaggio di nuove competenze dallo Stato alla
Provincia. Di seguito: "Il cambiamento dello Statuto deve passare per il
consenso della Provincia, la creazione di un Senato delle Regioni ed il
passaggio da uno Stato centralizzato ad uno federale, l'abolizione del
commissariato del Governo ed il passaggio delle competenze dal prefetto al presidente
della giunta provinciale, la diminuzione della presenza di carabinieri, guardia
di finanza e polizia su livelli pari a quelli delle altre parti d'Italia, la
delega delle competenze di Inps e Inail alla Provincia e la compartecipazione
di quest'ultima sulle scelte in tema di flussi migratori". Poi si passa al
gruppo linguistico ladino, con la richiesta di "una rappresentanza ladina
nelle Commissioni paritetiche dei 6 e dei 12, oltre alla possibilità per i
ladini di accedere a tutti gli uffici istituzionali". Il terzo punto
riguarda il cambiamento della legge elettorale. "Eliminazione della soglia
di sbarramento per le minoranze linguistiche, la reintroduzione del voto di
preferenza, un'apposita circoscrizione Ue per l'Alto Adige, il diritto di voto
ai 16enni, mentre per gli extracomunitari il diritto di voto soltanto dopo
l'ottenimento della cittadinanza che deve rimanere ancorata ai 10 anni di
residenza". A seguire la richiesta della grazia per
"tutti gli attivisti condannati negli anni Sessanta" ed
"il passaggio dei beni espropriati dallo Stato e da anni
inutilizzati". Quindi la lotta al carovita, con aiuti alle famiglie e
rafforzamento del potere d'acquisto. Si chiede maggiore autonomia "in
campo sociale: aiuti alle famiglie sostegno ai giovani e per chi fa figli, su
pensioni e previdenza". Ed ancora una migliore compatibilità tra famiglia
e lavoro con l'aumento dei tempi per il congedo parentale e dei posti part-time
e la diminuzione delle imposte sul reddito per le famiglie con figli a carico.
Sempre in tema di imposte e tasse, la Stella alpina avanza la proposta
dell'autonomia impositiva. "La Provincia deve decidere in piena autonomia
sulle imposte che vengono richieste in Alto Adige, mentenendo invariata la
quota del 90% che ritorna dallo Stato, il passaggio della competenza su Irpef e
Ires, con la possibilità per l'Irap di ridurla al minimo di legge". Sempre
nel programma elettorale troviamo la ratifica di alcuni protocolli della
Convenzione delle Alpi e dell'Accordo di Madrid (collaborazione transfrontaliera).
Per quanto riguarda la Rai in lingua tedesca l'obiettivo è quello di
"programmi senza limiti di tempo per radio e tv, potenziamento delle
trasmissioni in lingua ladina con una redazione autonoma ed il passaggio di
personale e struttura del Sender Bozen alla Provincia, fatto salva
l'indipendenza dei giornalisti". Ultimo tema: il traffico di transito con
le rampe d'accesso all'Eurotunnel e pedaggi A22 maggiorati per mezzi pesanti.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
La proposta è
Fabrizio Neumann, consigliere comunale Pdl, che a livello locale avvierà una
petizione per cancellare quella di Pesaro-Urbino. "L'abolizione delle province - osserva
Neumann - è un punto in comune nei programmi di Pdl e Pd e la documentazione
raccolta a Fano sarà inviata al prossimo governo. In Italia le province impiegano 62 mila
dipendenti, gestiscono 17 miliardi di spesa pubblica e costano due miliardi
soltanto in retribuzioni. Abolirle è un provvedimento
concreto in materia di tagli dei costi della politica che, prima di tutto,
prima cioè di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini, deve riformare sé
stessa e dare un buon esempio di sobrietà". Neumann invita i
cittadini a mettersi in contatto con lui per collaborare all'iniziativa. M.G.
( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Risposte dialogo con
ricolfi sulle cifre Il programma Pdl vuole abrogare il '68 ma non tocca la
spesa corrente primaria Se uno è troppo realistico, l'altro è decisamente
irrealistico I programmi di Pd e Pdl - secondo Luca
Ricolfi (Il Riformista 22/3 e La Stampa 23/3) - sono simili, perché
"entrambi promettono ogni sorta di interventi a favore di innumerevoli categorie
di soggetti"; e perché entrambi "pensano di finanziare le promesse
con dismissioni, contrasto all'evasione e lotta agli sprechi". Vorrei
provare a dimostrare che entrambi i giudizi sono infondati. 1. Cominciamo dalla
dimensione delle "promesse". Davvero comportano oneri analoghi o
almeno paragonabili? Per non tediare troppo il lettore, limiterò l'analisi alla
componente fiscale dei due programmi, iniziando da quello del Pd. L'aumento
della detrazione Irpef per lavoro dipendente, "costa" 4,4 miliardi
nel 2008 e
( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Corriere
di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-03-25 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Palazzo Malvezzi I CONSIGLIERI "Siamo precari, non
estinti" I trentotto consiglieri provinciali, da mesi
nel tritacarne mediatico dei costi della politica, non si sentono ancora del
tutto precari. Molti di loro ritengono che l'abolizione della
Provincia, con la contesutale nascita della città metropolitana, potrebbe
tradursi di fatto in una semplice "emigrazione
politica" da un palazzo all'altro. A PAGINA 2.
( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Corriere
di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-03-25 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE I programmi (e il verdetto) dei partiti su un'istituzione da 275 milioni di spesa Se sparisce la Provincia Pdl,
Pd, Sinistra: abolizione o snellimento. L'ente ha 1.200 dipendenti Il Pdl, il Pd e anche la Sinistra Arcobaleno:
tutti vanno alle urne con la propria ricetta per snellire (o cancellare) un
ente che, sotto le Due Torri, prevede di spendere nel 2008 oltre 275 milioni di
euro: la Provincia. Quarantadue milioni serviranno a pagare i quasi 1.200
dipendenti assunti a tempo determinato e indeterminato. A confronto i
"destini" di Palazzo Malvezzi, nei programmi dei partiti. A PAGINA 2
Rosano Una seduta del consiglio provinciale.
( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Elezioni, Provincia all'ultimo
round I Poli vogliono abolirla: a confronto i "destini" di Palazzo
Malvezzi aree davvero metropolitane sono tre: Roma, Milano e Napoli. Bologna -
dice il deputato azzurro Fabio Garagnani - non è tra queste. Non
ha senso un'area metropolitana con l'Appennino in mezzo e senza continuità di
popolazione". Il Il Partito democratico
punta a sostituirla con la città metropolitana Ma il Pdl: basta con il livello
intermedio Comuni-Regione Si gioca tra meno di un mese, al tavolo delle
elezioni politiche, la partita sul destino di Palazzo Malvezzi. Il Pdl
berlusconiano, il Pd veltroniano e la Sinistra Arcobaleno: tutti vanno alle urne
con la propria ricetta per snellire (o addirittura cancellare) un ente che,
sotto le Due Torri, prevede di spendere nel 2008 oltre 275 milioni di euro.
Quarantadue dei quali, all'incirca, serviranno a pagare i quasi 1.200
dipendenti assunti a tempo determinato e indeterminato. A cui la Provincia
conta di aggiungere altri 123 lavoratori, come stabilito dal piano di
assunzioni licenziato a giugno scorso per il triennio che si chiuderà nel 2009.
La ricetta preparata dal Pd, ben in vista nei dodici punti del programma al
capitolo finanza pubblica, punta a sostituire la Provincia di Bologna con
l'istituzione della città metropolitana. Un obiettivo che sotto le Due Torri si
insegue, con scarso successo, da quasi vent'anni. Al di fuori delle nove città
metropolitane in via di costituzione, le province
invece resteranno. "Ma puntiamo a riassorbire le comunità montane, gli ato
(ambiti territoriali ottimali, ndr) e i consorzi di bonifica - spiega la
candidata bolognese Donata Lenzi - affidando i loro compiti ai comuni". Spendere meno e spendere meglio, sono le parole d'ordine del
senatore Walter Vitali, "cancellare tutte le province
è solo una boutade propagandistica. Qui a Bologna la
città metropolitana prenderà il posto della Provincia, una proposta su cui sono
tutti d'accordo: anche realtà economiche come Unindustria e Legacoop".
La strada indicata dal Pdl, in caso di vittoria elettorale, è un'altra: abolizione tout court delle province.
"Inutili e fonte di costi per i cittadini", ha già detto Silvio
Berlusconi. E a Bologna non ci sarà nessuna città metropolitana al posto di
Palazzo Malvezzi. "In Italia le Popolo della libertà, insomma, è pronto a
far tabula rasa di Palazzo Malvezzi: "Le competenze in mano alla Provincia
andranno alle aggregazioni di piccoli comuni. O
direttamente ai municipi, nel caso dei comuni più grandi". La città
metropolitana, taglia corto il deputato di An Enzo
Raisi, "semplicemente non deve essere realizzata: a Bologna, per giunta,
coinciderebbe di fatto con la Provincia. Un bluff".
Niente corpi intermedi tra il Comune e la Regione, insiste il finiano. E
l'appoggio di realtà economiche, come Unindustria e Legacoop, al progetto di
città metropolitana? "A me risulta che Confindustria, a
livello nazionale, sia contraria al mantenimento delle Province. La città metropolitana ha più o meno le stesse funzioni - ribatte
Raisi - dovrebbero mettersi d'accordo". La Sinistra Arcobaleno,
invece, punta a una semplificazione degli enti locali: "Ma graduale
". Per Bologna "resta valido il ragionamento su un'area metropolitana
- dice la deputata Sd Katia Zanotti - dentro la quale si riorganizzano i
servizi in base ai veri bisogni della popolazione". La dimensione
metropolitana, insiste Zanotti, "resta la più rispondente al territorio di
Bologna ". Ma il vero timore è che, conclusa la campagna
elettorale, il nodo Provincia torni un'altra volta nel cassetto:
"L'argomento è usato in campagna elettorale in modo strumentale - accusa
la deputata Sd - nell'ultima legislatura, con il ministro Lanzillotta, non si è
portato a casa niente. Temo che al prossimo voto del
Parlamento per istituire una Provincia si tornerà a votare sì compatti".
Francesco Rosano Al timone dell'ente locale La presidente della Provincia,
Beatrice Draghetti, e il suo "vice" a Palazzo Malvezzi, Giacomo
Venturi La prima, nella scorsa legislatura, è stata assessore provinciale alla
Scuola; Venturi, invece, ex sindaco di Zola, nell'attuale giunta ha anche la
delega ai Trasporti. Entrambi sono esponenti del Partito democratico.
( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Tra gli eletti Chi è pronto al
trasloco e chi pensa di lasciare "Precari? Sì, ma non
spariremo" Sono trentotto. Guadagnano, al massimo, 2.524 euro lordi
al mese: un terzo dello stipendio della presidente della Provincia, Beatrice
Draghetti. E la loro sopravvivenza (politica) sembra ormai condannata dalle
elezioni di aprile. Eppure i consiglieri provinciali, da mesi nel tritacarne
mediatico dei costi della politica, non si sentono né precari, né panda in via
d'estinzione. Visto che l'abolizione della Provincia, con
la contestuale nascita della città metropolitana (prevista dall'articolo 114
della Costituzione), potrebbe tradursi, di fatto, in una semplice
"emigrazione politica". Massimo Gnudi, vicecapogruppo provinciale del
Pd e tesoriere regionale del partito, difende l'operato di Palazzo Malvezzi:
"L'esigenza dalla città metropolitana non nasce da una valutazione
negativa delle province, ma supera quella realtà per
rendere ancora migliore il governo dell'area vasta ". Il ricoperto dai
consiglieri provinciali, assicura Gnudi, non è comunque in via di estinzione. "No, non mi sento un politico precario: tutta la struttura
della Provincia - sottolinea il vicecapogruppo Pd - dovrà essere assorbita
nella città metropolitana. Anche il piano della
rappresentanza politica istituzionale si potrà realizzare completamente
nell'ambito della città metropolitana, a cui dovranno essere date anche risorse
ulteriori per poter svolgere al meglio le proprie funzioni".
Insomma: più che un'estinzione, quello dei consiglieri provinciali sarà al
massimo un esodo. "In non mi sento precario, se la funzione della
Provincia sparirà noi termineremo la nostra funzione e ci occuperemo di
altro", dice il consigliere provinciale Sd Sergio Caserta. Mala funzione dei consiglieri provinciali, assicura il mussiano,
"non sparirà: dovrà essere ripensata nell'ambito della dimensione
metropolitana. La Provincia non verrà cancellata, non
ci sarà nessun colpo di spugna: verrà reintegrata nella nuova realtà
metropolitana ". Se poi il trasloco nel nuovo ente non andrà in
porto per tutti, c'è già chi la prende con filosofia. "Io sono
innanzitutto un cittadino che ha un'atti.
( da "Corriere di Bologna" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-03-25 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE "Eliminiamole tutte Per fare
le stesse cose bastano i municipi" Il giurista (ex ds) Barbera va oltre
Veltroni "Lo so di non essere in linea con Veltroni: ma sono e resto per
l'eliminazione di tutte le province, non solo a
Bologna e nelle altre aree metropolitane". Il costituzionalista Augusto
Barbera, tra i membri dell'assemblea costituente del Pd, è una voce fuori dal
coro (all'interno del Pd) in fatto di sopravvivenza delle Province: "Dalla
nascita delle Regioni non ha senso che esistano ". Professore, il futuro
di Palazzo Malvezzi sembra ormai segnato, a prescindere da chi vinca le
elezioni. Il programma del Pd, però, salverà le Province in gran parte
dell'Italia. è d'accordo? "Ho
avuto la possibilità di dare il mio contributo al programma del Pd, che è
davvero in grado di innovare il Paese. Ma sulle
Province la penso diversamente: sono da sempre favorevole alla loro
eliminazione. So che la mia posizione non è quella di Veltroni, ma è un'idea
che sostengo dalla nascita delle Regioni. Già La Malfa e Berlinguer erano per
la loro abolizione, ma non si è fatto niente per decenni. Sui programmi
dei partiti bisogna comunque fare attenzione: Berlusconi parla di abolizione, ma Bossi, per ragioni elettorali, si è già detto
contrario". Ma perché tanto accanimento contro le Province? "Per carità: hanno gruppi dirigenti e una burocrazia di
valore, ma rivestono funzioni che potrebbero essere svolte da Comuni e Regioni.
Pensiamo a Bologna. Palazzo Malvezzi si occupa delle scuole medie superiori:
non se ne potrebbe occupare direttamente il Comune? Per la gestione delle
strade basterebbe un'agenzia regionale. E poi ci sono enti di
secondo grado, come le unioni dei Comuni, che devono essere valorizzati".
Il Pd punta a sostituire la Provincia con la città metropolitana. Non si
rischia semplicemente di cambiare nome, ma non diminuire le spese? "La città metropolitana non sarebbe un semplice doppione: è
chiaro che non si licenzierebbero tutti i dipendenti, ma la riorganizzazione
delle competenze garantirebbe dei risparmi. Ormai non
c'è soluzione di continuità tra Bologna e i Comuni della cintura: non si può
pretendere di affrontare i problemi del capoluogo, come il traffico, senza
guardare tutto il territorio". Ma perché, dopo quasi vent'anni di
dibattito, non si è ancora arrivati a costituirla? "Le
difficoltà decisionali del sistema politico italiano sono note: troppi veti
reciproci, troppi organi chiamati a decidere. E alla fine, spesso, non
se ne fa nulla. Ma di mezzo c'è anche un problema politico specifico. La giunta Guazzaloca, di città metropolitana, non ne ha voluto
sentir parlare: perché dalla sua nascita, grazie ai comuni della cintura, la
sinistra ne sarebbe uscita rafforzata". F. Ro. Costituzionalista Il
professor Augusto Barbera.
( da "PrimaDaNoi.it" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
LA RICERCA. il risparmio
nell'ipotesi di abolizione delle province? 10,6
miliardi di euro. Nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa complessiva delle
Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di
euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento.
Di questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per
i redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3%
di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa.
Nell'ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e
impiegati), venisse re-impiegato in altre amministrazioni o istituzioni locali,
l'abolizione delle Province consentirebbe, quindi, un risparmio complessivo
pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno
tutte le altre voci di spesa attuali. VENT'ANNI DI AUMENTI Nel corso degli
ultimi venti anni, i conti economici delle amministrazioni pubbliche hanno
mostrato un incremento sensibile delle spese, generando un fabbisogno
finanziario solo in parte coperto dalle maggiori entrate. L'ammontare
complessivo di quest'ultime è, infatti, passato dai 185 miliardi di euro del
1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del
13,4%. Nello stesso arco temporale, le spese delle Amministrazioni pubbliche
sono aumentate ad un tasso di crescita medio annuo del 10,5%, passando da
( da "Opinione, L'" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
Oggi è Mar, 25 Mar 2008 Edizione 58 del 22-03-2008 TRA LEGA E FORZA ITALIA
Polemica sull'abolizione delle provincie di Matteo Villanova Rizzetto
L'abolizione delle Province come passo fondante di una riforma federalista.
Questo l'auspicio espresso pochi giorni fa da Alessio De Mitri, consigliere
provinciale di Forza Italia tra i più giovani della Marca. Una
dichiarazione che arriva a pochi giorni dall'apertura della campagna elettorale
e che ha fatto tremare i muri del Palazzo di viale Cesare Battisti, riportando
però l'attenzione su di una vexata quaestio che negli ultimi 15 anni ha già
visto il fallimento di numerose proposte. In primo luogo quella
dell'istituzione della Città metropolitana Patreve (Padova-Treviso-Venezia).
In caso di vittoria alle prossime elezioni politiche De Mitri, candidato alla
camera per il Pdl, ha promesso di spendersi per il superamento dell'attuale
attribuzione delle competenze, sostenendo con forza la possibilità di
suddividerle tra i Comuni e la Regione Veneto. Una scelta coraggiosa perché
liberale in una terra che necessità di cambiamenti radicali. E che non dovrebbe
oltretutto stupire, perché non certo nuova. Ciò nonostante quanto espresso da
De Mitri ha attirato gli strali non solamente della minoranza consiliare, ma
della stessa giunta provinciale guidata da Leonardo Muraro. Nemmeno una settimana
prima, il presidente si trovava a Roma per festeggiare il centenario dell'Upi
(Unione Province d'Italia, ndr), cogliendo l'occasione per avanzare al futuro
governo le prime richieste: dare maggiori poteri di amministrazione agli enti
provinciali, andando così verso la via dell'autonomia. I tempi hanno dunque
giocato a sfavore di De Mitri: gli stessi colleghi di schieramento ne hanno
chiesto le dimissioni con una lettera aperta che ricordava il ruolo svolto
dall'ente rispetto al territorio amministrato, mentre la sinistra radicale ha
sottolineato come prima De Mitri abbia sottoscritto la richiesta di autonomia e
poi chieda l'abolizione dello stesso ente di cui è consigliere.
( da "Dagospia.com" del 25-03-2008)
Argomenti: Province
BERTINOTTI: IN
CAMPANIA VOTO ANTICIPATO ? CASINI: AZZURRA SANTA ? PANNELLA SENATORE A VITA? - VENDITTI VS DEPUTATO UDC -
FLAVIA VELTRONI: SONO GELOSA, WALTER NON RISPARMIA OCCHIATE ALLE BELLE DONNE? © Foto U.Pizzi"> Fausto Bertinotti © Foto U.Pizzi 1 -
BERTINOTTI A BASSOLINO: IN CAMPANIA VOTO ANTICIPATO? (Ansa)
- 'Mi appello a Bassolino affinche' non si faccia un atto contro ma un atto
comune per andare alle elezioni anticipate. Un ciclo politico si e' concluso,
ora ci sono solo le elezioni'. Lo afferma il leader della Sinistra arcobaleno
Fausto Bertinotti, ospite di 'Porta a porta', chiedendo che in Campania si vada
ad elezioni anticipate. 2 - BERTINOTTI A VELTRONI: CALEARO NON E' UN EX
OPERAIO? (Apcom) - Il candidato premier della Sinistra
Arcobaleno Fausto Bertinotti rilancia la polemica con il Pd sulle candidature
degli imprenditori. Rispondendo a 'Porta a Porta' a una domanda sulle parole di
Walter Veltroni a proposito dei piccoli imprenditori che hanno iniziato come
operai, Bertinotti ribatte: "Di piccoli imprenditori ne ho conosciuti a migliaia, ma Calearo non è un ex operaio fattosi
imprenditore spezzandosi la schiena". Bertinotti ricorda
come il candidato del Pd nel nord est "è il capo di Federmeccanica, che ha
costretto gli operai a 50 ore di sciopero per avere 127 euro di aumento lordo.
Questo signore - aggiunge il leader Arcobaleno - che guida le liste del Pd non
è un piccolo imprenditore. E con questo signore c'è un
conflitto sociale, se Veltroni non lo vede peggio per lui". 3 -
MOZZARELLA, ANCHE TAIWAN BLOCCA LE IMPORTAZIONI? (Apcom)
- Si allarga il fronte internazionale del rifiuto della mozzarella italiana,
sospettata di nascondere contaminazioni di diossiona dovute ai roghi dei
rifiuti in Campania: dopo la Corea del Sud e il Giappone, sembra che anche
Taiwan abbia chiuso oggi le proprie frontiere al formaggio filante, secondo
quanto riferiscono fonti diplomatiche. A Bruxelles, nel frattempo, la
Commissione europea sembra essere stata colta impreparata da quest'ondata di
misure precauzionali contro la mozzarella, sia vaccina che di bufala. Una
portavoce, intepellata durante il 'briefing'
quotidiano per la stampa dell'Esecutivo comunitario, ha ammesso di non disporre
di altro, per il momento, che delle notizie di stampa pubblicate nelle ultime
ore. 4 - VELTRONI A PRANZO DA PESCATORI TRAPANESI, CON CASSATA? (Agi) - I cannoli no, "quelli se li mangia qualcun
altro", la cassata si'. Anche il dolce che Valter Veltroni ha portato alla
famiglia di pescatori a Trapani dove e' stato ospite, si colora politicamente.
I cannoli ricordano Cuffaro, il leader del Pd si presenta quindi con una
cassata. Un pranzo a base di cous cous di pesce e di frittura con moscardini,
racconta alla fine Anna Finocchiaro, candidata alla guida della Regione Sicilia
che e' al fianco del leader Pd. "E' stata un'occasione -
ha detto al termine del pranzo Veltroni - per parlare del peschereccio Karol W.
affondato un anno fa. Ho parlato con la signora Grimaudo. Cercheremo di
fare il possibile almeno per recuperare i corpi e l'imbarcazione. E' stato possibile portare su' il relitto della tragedia di Ustica
- ha aggiunto - non vedo perche' non sia possibile recuperare i corpi di due
persone che giacciono ancora in fondo al mare insieme al peschereccio".
© Foto U.Pizzi"> Walter e Flavia Veltroni © Foto
U.Pizzi 5 - FLAVIA VELTRONI: SONO GELOSA WALTER NON RISPARMIA OCCHIATE ALLE
BELLE DONNE? (Adnkronos) - "Sono
moderatamente gelosa. So che Walter non risparmia un'occhiata
a una bella donna". Dalle pagine di Donna Moderna, il settimanale
diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall'Orto in edicola giovedi' 27 marzo,
Flavia Veltroni traccia un inedito ritratto privato del marito Walter,
candidato premier del Partito democratico alle prossime elezioni. "Quando litighiamo? Quando lascio le luci accese e gli
armadi aperti, se e' stanco si innervosisce -racconta Flavia Veltroni- E ogni
tanto discutiamo dell'educazione delle figlie. Io sono piu' permissiva. Lui e'
piu' rigido, con regole tipo: non si rientra a quest'ora. Infatti
sta sveglio la notte fino a quando non le sente tornare. Chi fa il primo passo
per fare pace? Sempre lui". "Mio
marito e' un uomo con un alto senso del dovere', aggiunge. E poi, a
conferma della leggenda del Walter buonista, 'e'
tenero ma anche determinato, riflessivo: pensa sempre prima di agire". La moglie del leader del Pd, solitamente molto riservata, parla
anche di se stessa e della propria quotidianita': "Sono una donna che non
sa cucinare, non sa scegliere gli abiti giusti per il marito e neppure le
cravatte. Una che lavora nel suo studio, segue i progetti, va nei
cantieri, quando si ricorda fa la spesa, la fila alla posta o in banca. Come tutti". 6 - CASINI: MIA MOGLIE E' UNA SANTA? (Adnkronos) - "Mia moglie Azzurra e' una santa. Lo sapevo
gia', ma ho la conferma. Ha il pancione, cresce nostra figlia piccola,
Caterina, mi da' una mano nella campagna elettorale. E mi
sopporta pure, sopporta i miei isterismi". Pier
Ferdinando Casini leader e candidato premier dell'Unione di Centro, racconta a
"Gente", in edicola da mercoledi' 26, il suo periodo decisamente
particolare: "E' una campagna elettorale faticosa, impegnativa.
Sono solo, tutto il peso e' su di me. Combatto con la fionda contro i bazooka
dei miei avversari. Se mi sento penalizzato? Lo sono, e' un dato di fatto. Ma la gente inizia a essere stufa di questo dominio dei due
colossi, e' in atto un fenomeno di rigetto". Tra pochi giorni il
leader dell'Udc diventera' papa' per la quarta volta, questa volta di un
maschietto. "Il nome non l'abbiamo ancora deciso, abbiamo qualche ipotesi
ma sceglieremo quando lo terremo tra le braccia", afferma. Casini analizza la situazione della campagna elettorale: "Gli
ultimi sondaggi danno Pd e Pdl fermi, noi siamo in crescita. In alcune
regioni chiave supereremo l'8 per cento. E lo garantisco ai nostri elettori:
saremo le sentinelle contro l'inciucio. Terremo a freno "Veltrusconi"". 7 - BETTINI: VALORIZZEREMO RADICALI E BONINO? (Ansa) - Riunione di lavoro Pd-Radicali in tarda mattinata.
Il vice segretario e il coordinatore del Pd, Dario Franceschini e Goffredo
Bettini, hanno ricevuto al loft di Piazza Santa Anastasia una delegazione dei
Radicali, guidata dal ministro Emma Bonino e con Rita Bernardini, Maurizio
Turco e Gianfranco Spadaccia. 'Abbiamo chiesto questo incontro - ha spiegato al
termine della riunione la Bonino - per valutare alcune
iniziative sinergiche, visto che siamo alle ultime settimane della campagna
elettorale, che arrivino a un elettorato anche diverso. © Foto
U.Pizzi"> Goffredo Bettini © Foto U.Pizzi Abbiamo
fatto delle proposte, anche ad esempio di mailing, e si sono riservati
di valutare, speriamo ci sia una risposta positiva'. Anche se Bonino spiega che
'c'e' stato intanto un via libera di fondo dal punto
di vista organizzativo'. Bettini conferma che 'era un incontro di lavoro' e di
organizzazione anche se 'poi ha avuto un significato politico positivo'. Si e'
studiato, infatti, come utilizzare e valorizzare 'al meglio le personalita'
radicali ma anche Emma Bonino che e' una grande donna'. 'Dopo
la complessa fase di formazione delle liste - ha osservato ancora Bettini - il
contributo dei radicali si e' fatto sentire, ad esempio con l'impegno e le
manifestazioni sul Tibet o ancora per i temi della modernizzazione del Paese,
come per l'Expo