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febbraio 2008 #TOP
La sgobbona batte il sindaco-deputato - antonio de frenza (
da "Centro, Il" del 24-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ha presentato anche un proposta
per Avezzano Provincia. E visto che l'Udc non è con il Pdl non rischia come
Aracu di ritrovarsi un programma elettorale con dentro l'abolizione dell'ente
che vuole istituire. Giovanni Ricevuto (Gruppo misto) è stato paracadutato in
Abruzzo da Silvio Berlusconi e nessuno lo ha mai visto.
IL DECALOGO DI SILVIO (
da "Wall Street Italia" del 25-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: chi cerca tagli ai costi della politica identificati a
tavolino, abolizione delle Province e obiettivi quantitativi di riduzione della
spesa pubblica discrezionale centralizzata, dalle 23 cartelle resta
inevitabilmente ancora deluso. Ieri sera Berlusconi a Matrix su questo terreno
ha preferito restare cauto.
Tagli alle Province senza escamotage (
da "Sole 24 Ore, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: articolazione dello Stato. Come avverrebbe con
l'abolizione delle Province. Ne ha parlato, come di un'ipotesi concreta,
Pierferdinando Casini e vi faceva un riferimento esplicito il programma
originale di Antonio Di Pietro, un programma che tuttavia dopo l'accordo con il
Pd ora parla solo di "abolizione delle Province nelle aree metropolitane"
PROVINCE ( da "Corriere della Sera"
del 25-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al
Corriere - data: 2008-02-25 num: - pag: 25 categoria:
BREVI PROVINCE L'abolizione Nessuno parla più di abolizione delle (inutili)
province. Speriamo se ne ricordino quanti stanno predisponendo i programmi
elettorali.
Per le aree di risulta (
da "Centro, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: tredicesima e
straordinari detassati e, se ne parla dall'avvento delle Regioni, l'abolizione
delle Province. Quanta fantasia, da sovrastare quella creativa di Tremonti, e
forse pari soltanto a quella di Bertinotti, che ci propone una
"opposizione creativa", promettendo (ancora) la cancellazione della
legge Biagi.
PD/ PROGRAMMA, TAGLIO SPESA CORRENTE DI 2,5 PUNTI PIL IN 3
ANNI ( da "Virgilio Notizie"
del 25-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: dello Stato centrale, nelle aree metropolitane abolizione
delle Provincie e unione-fusione dei piccolissimi Comuni. All'operazione di
benchmarking, ha spiegato Morando, "viene dato particolare rilievo: i dati
raccolti dalla commissione tecnica per la spesa pubblica, fanno emergere
l'enorme divario di costi e performances tra i diversi uffici della stessa
amministrazione e tra le
( da "Centro, Il" del 24-02-2008)
Argomenti: Province
Le
pagelle degli eletti. Nel centrodestra Buontempo surclassa tutti
La sgobbona batte il sindaco-deputato Fasciani la più assidua,
D'Ambrosio si vede poco e Legnini è un panzer ANTONIO DE FRENZA PESCARA. La più
sgobbona è Pina Fasciani, il più esuberante Teodoro Buontempo, il più
puntiglioso Lanfranco Tenaglia, quello più tosto Giovanni Legnini, quello che
non incontrerete mai alla bouvette Giorgio D'Ambrosio. A volo d'uccello è
questa la foto di famiglia dei parlamentari abruzzesi della XV legislatura
arrivata agli scampoli di fine stagione. Una pattuglia ben assortita: tre donne
e 18 uomini, alcuni di lungo corso parlamentare, che si stanno preparando a
tornare in pista per la campagna elettorale. Almeno due terzi torneranno a
Montecitorio e a Palazzo Madama, o almeno ci proveranno. Vediamo dunque cosa
hanno fatto in questi due anni scarsi di attività e se si sono ben guadagnati i
13 mila euro di indennità mensile. CAMERA. Pina Fasciani (Pd) è la più assidua
a Montecitorio. è raro che perda una seduta. Ha
resistito all'ironia delle Iene, ai colpi bassi di un giornalista come Riccardo
Iacona, ha resistito soprattutto al partito degli uomini che è il più
trasversale e potente d'Italia. Nel suo primo mandato ha presentato un solo
progetto di legge (misure a favore dei sindaci e amministratori locali per i
rischi legati alle funzioni di protezione civile) ma ne ha firmati ben 80
assieme ad altri deputati. Ha parlato solo due volte in aula, 21 sono state le
interrogazioni. Se fosse ancora sui banchi di scuola la Fasciani passerebbe il
compito in classe a Giorgio D'Ambrosio (Pd), che sugli scranni si è visto
pochino. Ma il potente parlamentare di Pianella ha un paio di scusanti.
Innanzitutto è oberato dagli incarichi. Fino a pochi mesi fa ne assommava
cinque, oggi ne ha solo tre (parlamentare, sindaco uscente e ricandidato,
consigliere provinciale). Ha poi dovuto aspettare mesi prima di subentrare ad
un tormentato Antonio Verini, ultimo degli eletti nella lista dell'Ulivo in
quota Margherita e oggi diniano prossimo a traslocare nel centrodestra, che ha
scelto il consiglio regionale dopo sollecitazioni insistite. Non stupirà dunque
se D'Ambrosio non ha presentato proposte di legge e non ha mai parlato in aula.
Lanfranco Tenaglia (Pd) ha un ruolino di marcia dignitoso: sei progetti di
legge a sua firma (uno dei quali sulla sicurezza nelle città a tutela delle fasce
più deboli della popolazione), 19 di cui è cofirmatario, sette interventi in
aula. Nicola Crisci (Pd) è un cofirmatario compulsivo di progetti di legge: ne
ha firmati 100. Meglio di lui ha fatto solo Paola Pelino (FI) che ne ha firmati
131. Crisci fa meglio della Pelino sui progetti a propria firma, cinque, tra
cui uno che Ottaviano Del Turco certamente non approverebbe: tutela della
ventricina del Vastese ("Gli imprenditori pensano più alla ventricina che
all'innovazione", è una frase celebre dello Zibaldone presidenziale). Si
batte discretamente Maurizio Acerbo (Rifondazione) con i suoi due progetti di
legge presentati e le 26 interrogazioni e mozioni. Pressoché monotematica
l'arrività di Sabatino Aracu (FI), concentrato a proporre leggi sulle discipline
sportive. Ha cofirmato anche una legge per l'istituzione della provincia di
Sulmona, peccato che la sua coalizione le Province vuole abolirle. Teodoro
Buontempo, fresco presidente nazionale della Destra e prossimo candidato alla
provincia di Roma è stato un instancabile oratore (34 interventi in aula) e un
robusto propositore di leggi (
( da "Wall Street Italia" del 25-02-2008)
Argomenti: Province
Di Oscar
Giannino Bisognerà tener conto della frenata economica e dei programmi di
rientro del deficit già concordati a Bruxelles. "Il programma deve dare
l'idea non della Luna a portata di mano, ma di un lavoro già iniziato da
compiere, perché Prodi l'ha interrotto". -->Non promettiamo miracoli.
La chiave della bozza di programma del PdL che Libero vi propone oggi sta nella
frase al termine dell'ultimo punto del decalogo. È la consegna che Berlusconi
ha dato alla squada interforze che, con Tremonti da coordinatore, per Forza
Italia, Alleanza Nazionale e Lega ha steso le 23 cartelle. Manca ancora
qualcosa, come i dettagli della questione giustizia. Ma la sostanza c'è. Quella
di un Berlusconi che evitare ogni accusa di annunci impossibili. "Il
programma deve dare l'idea non della Luna a portata di mano, ma di un lavoro
già iniziato da compiere, perché Prodi l'ha interrotto". Scenderò nel
dettaglio di alcune misure più apprezzabili. Ma sottolineo che il nocciolo
economico sta nelle tre paginette finali, che pongono i paletti di fattibilità
di tutte le proposte. Bisognerà tener conto della frenata economica in atto, di
Maastricht e dei programmi di rientro del deficit già concordati a Bruxelles.
Ma i cinque princìpi a seguire bastano da soli a delineare il cambio
d'orizzonte, rispetto alla strategia di rientro del deficit perseguita con
massicci aggravi fiscali da Prodi e Visco. Non perdere tempo con Piazza Affari.
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INSIDER No, niente più tasse pazze. Anzi, ripresa della delega fiscale già approvata
- e purtroppo inattuata - dal centrodestra nel 2001-06. Perché l'attivo
patrimoniale pubblico resta di molto superiore al debito pubblico. Solo che il
patrimonio pubblico non è messo abbastanza a reddito, né attribuito per quota
agli Enti Locali cui pure sta in capo la parte crescente della spesa pubblica
discrezionale, mentre il prelievo resta centralizzato. La rivoluzione del
federalismo fiscale è base di una diversa politica della responsabilità sia
della spesa pubblica, sia delle entrate, sia del debito. Il contrario del
balletto di questi anni per cui il governo alza le tasse a Roma, taglia i
trasferimenti alle Autonomie, che si rifanno alzando le addizionali e con più
prelievo anch'esse. Torneranno le privatizzazioni, dunque, soprattutto in periferia,
e del debito emesso gli Enti Locali risponderanno in base al proprio
patrimonio, altro che i derivati pazzi sottoscritti in questi anni da Comuni e
Regioni. Dei molti punti da tradurre - gradualmente, anche qui niente miracoli
- in disegni di legge, ci sono quelli già noti, come l'abolizione Ici prima
casa e quella a scaglioni dell'Irap, il rilancio della legge Obiettivo e il
ritorno del Ponte di Messina, la detassazione di tutte le parti variabili del
salario. ma c'è anche il versamento dell'Iva solo a
reale incasso avvenuto delle fatture, il rimborso Iva dovuto dallo Stato ai
contribuenti in tre soli mesi e non ad anni di distanza, e la riforma "dal
basso" degli studi di settore, abbattendo la prassi di fissazione
unilaterale da Roma di cifre d'af fari, reddito imponibile imposta dovuta
avvenuta con la finanziaria 2007. Queste sole tre cose sole sarebbero una
rivoluzione fiscale basata su princìpi di civiltà e di rispetto dello Statuto
del contribuente, la legge più vilipesa dai governi nel nostro ordinamento. Il
cinque per mille Il cinque per mille viene introdotto come pietra angolare del
nostro ordinamento a favore della sussidiarietà, abolendone il furto realizzato
in questi due anni dallo Stato e uscendo dal tetto annuale che la sinistra di volta
in volta fissava in finanziaria. E che la sussidiarietà sia un criterio basato
sul capitale sociale della persona e sui suoi diritti naturali inviolabili -
che vengono prima di quelli dello Stato - lo conferma la scelta netta a favore
del quoziente familiare, l'abbattimento dei mutui bancari alle famiglie basato
su criteri non dirigistici ma attraverso un tavolo tra banche e consumatori, il no a ogni tassazione triennale per ogni impresa fondata
da giovani, con un'aliquota che passa poi al 5% per un successivo lasso di
tempo... Per la sicurezza, il ritorno alla Bossi-Fini è la scelta di fondo sul
terreno dell'immigrazione, insieme al no a ogni indulto, al potenziamento delle
misure di prevenzione. Per gli altri punti, procedo per flash. Al sesto, una casa
per tutti, 100 mila alloggi di edilizia popolare: e attenzione che con l'aria
che tira nell'immobiliare italiano, intorno al quale
gira l'11% del Pil che oggi è in brusca frenata, è una misura più
keynesianamente utile di quanto molti credano. Settimo, sanità: meno tempo in
lista d'attesa per i pazienti e meno politica nelle nomine. Qui siamo al buon
senso. Ottavo: il Sud, torna la Banca del Sud tremontiana. Nono: la scuola e
l'ambiente. Via libera alle libere università trasformate in fondazioni, fuori dall'asfissiante
presa burocratica centralizzata. Sì a tutti i termovalorizzatori per risolvere
la scandalosa emergenza napoletana. Col decimo punto risiamo al federalismo,
cioè da dove tutto si fonda, per l'attuabilità economica del programma. I tagli
Certo, chi cerca tagli ai costi della politica identificati
a tavolino, abolizione delle Province e obiettivi quantitativi di riduzione
della spesa pubblica discrezionale centralizzata, dalle 23 cartelle resta
inevitabilmente ancora deluso. Ieri sera Berlusconi a Matrix su questo terreno
ha preferito restare cauto. Ha parlato di riduzioni di spesa pubblica
nell'ordine di 3-4 punti di Pil in una legislatura, nell'ordine dunque di 40-50
miliardi di euro, ma senza ricorrere al taglio di un solo dipendente. In effetti,
l'obiettivo è un po' sovradimensionato, Internet da sola non basta se non si
realizza una vera e propria cura di dimagrimento dello Stato. L'essenziale non
è tanto dirla prima del voto, ma farla se si vince. Evitando le fesserie del
2001-
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Province
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-02-24 - pag: 10 autore: ... PROGRAMMI ELETTORALI Tagli alle Province
senza escamotage A p iccoli passi, con intonazioni comunque altrettanto leggere
quanto generiche, il tema della riduzione della spesa pubblica e in particolari
dei costi della politica sembra acquistare spazio in un'ormai affollata
campagna elettorale. E così ottiene consensi la necessità di tagli strutturali
incidendo anche sull'articolazione dello Stato. Come
avverrebbe con l'abolizione delle Province. Ne ha parlato, come di un'ipotesi
concreta, Pierferdinando Casini e vi faceva un riferimento esplicito il
programma originale di Antonio Di Pietro, un programma che tuttavia dopo
l'accordo con il Pd ora parla solo di "abolizione delle Province nelle
aree metropolitane". Quest'ultima proposta, rilanciata alcune
settimane fa dallo stesso Veltroni, appare tuttavia puramente declamatoria,almeno fino a quando non s'indicheranno per nome gli enti
da abolire: tutto lascia credere infatti che le nuove aree metropolitane
coincideranno in gran parte con le attuali Province. Con il rischio che la
lotta agli sprechi si limiti a un cambio di targhe e di insegne sui palazzi
pubblici sedi delle Province. Anzi, delle aree metropolitane.
( da "Corriere della Sera" del 25-02-2008)
Argomenti: Province
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere -
data: 2008-02-25 num: - pag: 25 categoria: BREVI
PROVINCE L'abolizione Nessuno parla più di abolizione delle (inutili) province. Speriamo se ne
ricordino quanti stanno predisponendo i programmi elettorali. Antonio Massioni,
Milano.
( da "Centro, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Province
Pagina
Aperta Per le aree di risulta Per le aree di risulta
bravo Di Giuseppantonio Signor direttore, ho letto con molto piacere la
proposta del sindaco di Fossacesia Di Giuseppantonio d'istituire una tassa di
scopo per acquistare le aree di risulta dell'ex ferrovia adriatica, nel tratto
compreso tra Ortona e Vasto. Ho letto, invece, con molto dispiacere la notizia
del finanziamento prima concesso e poi annullato dalla Regione Abruzzo. Mi
chiedo, con vivo rammarico, come sia possibile che i "nostri"
amministratori regionali non abbiano ben capito l'importanza per l'intera
economia abruzzese di un'opera (pista ciclabile e pedonale), che se realizzata
cambierà le sorti del turismo abruzzese. Abito da oltre cinquant'anni a Pescara
e sono originario di Vasto e seguo con particolare attenzione le iniziative che
riguardano il litorale della provincia di Chieti ed in particolare la
suggestiva ed impareggiabile "Costa dei Trabocchi". Mi spiace che
un'opportunità, così grande, offerta dalla dismissione della rete ferroviaria
non venga adeguatamente sfruttata dalle Amministrazioni locali. Ringrazio il
giornale che ogni giorno riporta notizie su quest'argomento e plaudo anche per
l'iniziativa di lanciare un sondaggio tra i lettori sulla tassa di 5 euro.
Chiedo al sindaco Di Giuseppantonio di proseguire nel suo impegno unitamente
agli altri volenterosi amministratori (i sindaci di Rocca San Giovanni, Di Rito
e San Vito Chietino, Catenari) in favore della parte più bella della costa
abruzzese. Infine, mi permetto di suggerire alle Amministrazioni comunali di
Lanciano e dei paesi delle zone interne di far partecipare anche i loro comuni
all'operazione della tassa di scopo. Nicola Marcelletti Pescara Elezioni, sarà una gara di promesse disattese Signor direttore,
e ci risiamo! Tornano le elezioni con le immancabili promesse, quasi sempre
disattese, da tutti i partiti. Una gara a chi le spara più grosse. La più
bella: "Via le mani dalle tasche degli italiani". Ma cosa vi
troverebbero mai? I pensionati le tasche non le usano più. E poi: meno tasse,
più salari, 1000 euro minimo per i precari, 2500 euro per i nascituri e per
diversi anni. Perdonate la nota personale: il mio nipotino 16 mesi, non li ha
avuti prima, non li avrà dopo, che goduria... Proseguendo: via l'Ici per la prima casa, case a volontà per i giovani, tredicesima e straordinari detassati e, se ne parla dall'avvento
delle Regioni, l'abolizione delle Province. Quanta fantasia, da sovrastare
quella creativa di Tremonti, e forse pari soltanto a quella di Bertinotti, che
ci propone una "opposizione creativa", promettendo (ancora) la
cancellazione della legge Biagi. Certo, il dire è più facile che il fare. Ed infine, le ripicche da comari: tu fai lo
scaino, io rifaccio lo scalone. Tu hai bocciato il ponte, ed io lo rifò!
Sconsolante. E noi, se voteremo, dovremo farlo con una croce, magari con il
dito intinto nell'inchiostro. Chi dobbiamo ringraziare se tornerà il governo
Berlusconi? Addio conflitto di interessi, abolizione leggi ad personam,
riduzione dei costi della politica, redistribuzione dei redditi. Addio ad un
lavorio serio, che consenta un percorso di vita dignitoso. Non ci resta che
piangere o, se preferite, ridere... Con l'amena storiella di quel pescatore
napoletano che, graziato da San Gennaro, irriconoscente esclama: "T'aggio
fregato". Perfetta parafrasi del politico che ti alletta con le promesse,
ed eletto, ti ringrazia un un bel "t'aggio
fregato!". Mario D'Amore Montesilvano La Sinistra-Arcobaleno non
dimentichi gli anni 70 Caro direttore, invio questa
lettera per sollevare un problema: il reinserimento e anche la possibilità di
rappresentanza istituzionale per i protagonisti della stagione degli anni 70 e
in particolare di quei trentamila indagati e arrestati in quegli anni. Finora
storicamente solo il Partito radicale ha avuto il coraggio di questa scelta,
candidando una volta Toni Negri e ultimamente Sergio D'Elia. A sinistra invece
mai nulla, è ora di cambiare rotta e dare un segnale in tal senso, la sinistra arcobaleno e il suo candidato premier Bertinotti
potrebbero farlo. Sarebbe un segnale forte di riconciliazione e di sdoganamento
reale per i tanti e le tante spesso discriminati per questa loro storia,
condannati al carcere o al silenzio. Sono passati trent'anni da quella storia e
per chi dice che è troppo presto, rispondiamo solo che allora questa
eventualità non verrà mai data. Pur nella critica forte di quelle scelte di
allora, non si possono condannare per sempre quelle persone, donne ed uomini a
rimanere fuori dai Partiti a non poter avere una rappresentanza istituzionale.
Appena usciti dal carcere tante e tanti di loro hanno dimostrato la loro
intelligenza e sensibilità nella sfera del lavoro, del volontariato e dei
diritti, ma mai c'è stata attenzione nel loro reinserimento nella sfera della
politica. Ecco è come se da questa sfera dovessero tacere, e questa è una sfera
importante e centrale. Visto che oramai purtroppo sono le direzioni dei Partiti
che decidono chi verrà eletto, spero che per una volta nella storia sia data
una possibilità all'etnia degli anni 70. La sinistra
arcobaleno potrebbe farlo. Giulio Petrilli Componente gruppo di lavoro
nazionale carceri Prc.
( da "Virgilio Notizie" del 25-02-2008)
Argomenti: Province
25-02-2008
13:28 E valorizzazione patrimonio pubblico per taglio deficit e debito Roma, 25 feb. (Apcom) - Tagliare la spesa pubblica di
due punti e mezzo in tre anni: mezzo punto di Pil in meno di spesa corrente
primaria nel primo anno; un punto nel secondo; un altro punto nel terzo. E'
questa la prima 'azione di governo' prevista nel programma del Pd che questa
mattina il segretario Walter Veltroni ed Enrico Morando stanno presentando a
Roma. Cui si aggiunge, per "spendere meno e meglio", la valorizzazione
del patrimonio pubblico. I "risparmi di spesa" che ne deriveranno
"serviranno in larga parte a raggiungere gli obiettivi di deficit già
previsti nel Programma di stabilità dell'Italia". Come raggiungere questo
obiettivo? Questi i punti elencati nel programma: benchmarking
"sistematico e generalizzato", nel pubblico impiego valutazione
"per premiare e sanzionare"; i contratti pubblici saranno rinnovati a
scadenza e premi saranno dati "solo a chi consegue gli obiettivi",
via libera alla mobilità e a un turn over selettivo e parziale; no allo spoils
system e automatismi, sì alle centrali di acquisto unificazione degli uffici
periferici dello Stato centrale, nelle aree metropolitane
abolizione delle Provincie e unione-fusione dei piccolissimi Comuni. All'operazione
di benchmarking, ha spiegato Morando, "viene dato particolare rilievo: i
dati raccolti dalla commissione tecnica per la spesa pubblica, fanno emergere
l'enorme divario di costi e performances tra i diversi uffici della stessa
amministrazione e tra le amministrazioni". "Per ridurre
rapidamente il deficit e il debito pubblico sotto il 90 per cento del Pil"
il programma del Pd propone "la valorizzazione della quota non demaniale
del patrimonio pubblico e il massimo rigore nella gestione della spesa pubblica
così da liberare risorse per mezzo punto di Pil l'anno (circa 8 miliardi di
euro) per sostenere la crescita e la lotta alla povertà".