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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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Report "Province"

La sgobbona batte il sindaco-deputato - antonio de frenza ( da "Centro, Il" del 24-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Ha presentato anche un proposta per Avezzano Provincia. E visto che l'Udc non è con il Pdl non rischia come Aracu di ritrovarsi un programma elettorale con dentro l'abolizione dell'ente che vuole istituire. Giovanni Ricevuto (Gruppo misto) è stato paracadutato in Abruzzo da Silvio Berlusconi e nessuno lo ha mai visto.

IL DECALOGO DI SILVIO ( da "Wall Street Italia" del 25-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: chi cerca tagli ai costi della politica identificati a tavolino, abolizione delle Province e obiettivi quantitativi di riduzione della spesa pubblica discrezionale centralizzata, dalle 23 cartelle resta inevitabilmente ancora deluso. Ieri sera Berlusconi a Matrix su questo terreno ha preferito restare cauto.

Tagli alle Province senza escamotage ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: articolazione dello Stato. Come avverrebbe con l'abolizione delle Province. Ne ha parlato, come di un'ipotesi concreta, Pierferdinando Casini e vi faceva un riferimento esplicito il programma originale di Antonio Di Pietro, un programma che tuttavia dopo l'accordo con il Pd ora parla solo di "abolizione delle Province nelle aree metropolitane"

PROVINCE ( da "Corriere della Sera" del 25-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-02-25 num: - pag: 25 categoria: BREVI PROVINCE L'abolizione Nessuno parla più di abolizione delle (inutili) province. Speriamo se ne ricordino quanti stanno predisponendo i programmi elettorali.

Per le aree di risulta ( da "Centro, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: tredicesima e straordinari detassati e, se ne parla dall'avvento delle Regioni, l'abolizione delle Province. Quanta fantasia, da sovrastare quella creativa di Tremonti, e forse pari soltanto a quella di Bertinotti, che ci propone una "opposizione creativa", promettendo (ancora) la cancellazione della legge Biagi.

PD/ PROGRAMMA, TAGLIO SPESA CORRENTE DI 2,5 PUNTI PIL IN 3 ANNI ( da "Virgilio Notizie" del 25-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: dello Stato centrale, nelle aree metropolitane abolizione delle Provincie e unione-fusione dei piccolissimi Comuni. All'operazione di benchmarking, ha spiegato Morando, "viene dato particolare rilievo: i dati raccolti dalla commissione tecnica per la spesa pubblica, fanno emergere l'enorme divario di costi e performances tra i diversi uffici della stessa amministrazione e tra le


Articoli

La sgobbona batte il sindaco-deputato - antonio de frenza (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 24-02-2008)

Argomenti: Province

Le pagelle degli eletti. Nel centrodestra Buontempo surclassa tutti La sgobbona batte il sindaco-deputato Fasciani la più assidua, D'Ambrosio si vede poco e Legnini è un panzer ANTONIO DE FRENZA PESCARA. La più sgobbona è Pina Fasciani, il più esuberante Teodoro Buontempo, il più puntiglioso Lanfranco Tenaglia, quello più tosto Giovanni Legnini, quello che non incontrerete mai alla bouvette Giorgio D'Ambrosio. A volo d'uccello è questa la foto di famiglia dei parlamentari abruzzesi della XV legislatura arrivata agli scampoli di fine stagione. Una pattuglia ben assortita: tre donne e 18 uomini, alcuni di lungo corso parlamentare, che si stanno preparando a tornare in pista per la campagna elettorale. Almeno due terzi torneranno a Montecitorio e a Palazzo Madama, o almeno ci proveranno. Vediamo dunque cosa hanno fatto in questi due anni scarsi di attività e se si sono ben guadagnati i 13 mila euro di indennità mensile. CAMERA. Pina Fasciani (Pd) è la più assidua a Montecitorio. è raro che perda una seduta. Ha resistito all'ironia delle Iene, ai colpi bassi di un giornalista come Riccardo Iacona, ha resistito soprattutto al partito degli uomini che è il più trasversale e potente d'Italia. Nel suo primo mandato ha presentato un solo progetto di legge (misure a favore dei sindaci e amministratori locali per i rischi legati alle funzioni di protezione civile) ma ne ha firmati ben 80 assieme ad altri deputati. Ha parlato solo due volte in aula, 21 sono state le interrogazioni. Se fosse ancora sui banchi di scuola la Fasciani passerebbe il compito in classe a Giorgio D'Ambrosio (Pd), che sugli scranni si è visto pochino. Ma il potente parlamentare di Pianella ha un paio di scusanti. Innanzitutto è oberato dagli incarichi. Fino a pochi mesi fa ne assommava cinque, oggi ne ha solo tre (parlamentare, sindaco uscente e ricandidato, consigliere provinciale). Ha poi dovuto aspettare mesi prima di subentrare ad un tormentato Antonio Verini, ultimo degli eletti nella lista dell'Ulivo in quota Margherita e oggi diniano prossimo a traslocare nel centrodestra, che ha scelto il consiglio regionale dopo sollecitazioni insistite. Non stupirà dunque se D'Ambrosio non ha presentato proposte di legge e non ha mai parlato in aula. Lanfranco Tenaglia (Pd) ha un ruolino di marcia dignitoso: sei progetti di legge a sua firma (uno dei quali sulla sicurezza nelle città a tutela delle fasce più deboli della popolazione), 19 di cui è cofirmatario, sette interventi in aula. Nicola Crisci (Pd) è un cofirmatario compulsivo di progetti di legge: ne ha firmati 100. Meglio di lui ha fatto solo Paola Pelino (FI) che ne ha firmati 131. Crisci fa meglio della Pelino sui progetti a propria firma, cinque, tra cui uno che Ottaviano Del Turco certamente non approverebbe: tutela della ventricina del Vastese ("Gli imprenditori pensano più alla ventricina che all'innovazione", è una frase celebre dello Zibaldone presidenziale). Si batte discretamente Maurizio Acerbo (Rifondazione) con i suoi due progetti di legge presentati e le 26 interrogazioni e mozioni. Pressoché monotematica l'arrività di Sabatino Aracu (FI), concentrato a proporre leggi sulle discipline sportive. Ha cofirmato anche una legge per l'istituzione della provincia di Sulmona, peccato che la sua coalizione le Province vuole abolirle. Teodoro Buontempo, fresco presidente nazionale della Destra e prossimo candidato alla provincia di Roma è stato un instancabile oratore (34 interventi in aula) e un robusto propositore di leggi (12 a sua firma). Carlo Costantini (Idv) gli sta subito dietro con 8 leggi presentate a sua firma. Due i temi ricorrenti: la famiglia e i figli, e l'incandidabilità e l'ineleggibilità di deputati e senatori. Carla Castellani (An) fa il medico e le sue due proposte di legge sono sull'assistenza agli anziani e sull'utilizzo dei defibrillatori. Dante D'Elpidio (Udeur) è attivo nel mondo del volontariato e le due proposte di legge presentate si occupano di servizio civile e malati. L'Udc Rodolfo De Laurentiis è responsabile nazionale del suo partito per le telecomunicazioni e si è dato da fare presentando proposte di legge sulla tutela e la concorrenza del sistema radiotelevisivo. Ha presentato anche un proposta per Avezzano Provincia. E visto che l'Udc non è con il Pdl non rischia come Aracu di ritrovarsi un programma elettorale con dentro l'abolizione dell'ente che vuole istituire. Giovanni Ricevuto (Gruppo misto) è stato paracadutato in Abruzzo da Silvio Berlusconi e nessuno lo ha mai visto. La Camera si chiude con Massimo Cialente che oggi fa il mestiere di sindaco all'Aquila e non potrà ricandidarsi. SENATO. Passando a Palazzo Madama e tralasciando il fuori quota Franco Marini per ovvi motivi istituzionali, è Giovanni Legnini il senatore abruzzese con più medaglie, perché è quello che da relatore della Finanziaria ha portato in salvo (ma per poco) il Governo Prodi con gli oltre mille voti in commissione e i quasi trecento in aula, portando a casa, in Abruzzo, una buona quota di finanziamenti. Il più attivo sul fronte legislativo è stato Andrea Pastore (FI) con 9 proposte di legge tra cui uno sulla istituzione del "Giorno del Ricordo" in memoria delle vittime degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. Non c'è storia per due senatori non abruzzesi come Gavino Angius (Partito socialista) e Marcello De Angelis che poco o nessuna attività hanno fatto per questa regione. Abruzzese d'origine è invece Giuseppe Di Lello che da ex magistrato antimafia si è molto occupato in Senato di criminalità organizzata. Chiude l'elenco il senatore e sindaco di Celano Filippo Piccone (FI) che non ha presentato alcun progetto di legge a propria firma.

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IL DECALOGO DI SILVIO (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 25-02-2008)

Argomenti: Province

Di Oscar Giannino Bisognerà tener conto della frenata economica e dei programmi di rientro del deficit già concordati a Bruxelles. "Il programma deve dare l'idea non della Luna a portata di mano, ma di un lavoro già iniziato da compiere, perché Prodi l'ha interrotto". -->Non promettiamo miracoli. La chiave della bozza di programma del PdL che Libero vi propone oggi sta nella frase al termine dell'ultimo punto del decalogo. È la consegna che Berlusconi ha dato alla squada interforze che, con Tremonti da coordinatore, per Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega ha steso le 23 cartelle. Manca ancora qualcosa, come i dettagli della questione giustizia. Ma la sostanza c'è. Quella di un Berlusconi che evitare ogni accusa di annunci impossibili. "Il programma deve dare l'idea non della Luna a portata di mano, ma di un lavoro già iniziato da compiere, perché Prodi l'ha interrotto". Scenderò nel dettaglio di alcune misure più apprezzabili. Ma sottolineo che il nocciolo economico sta nelle tre paginette finali, che pongono i paletti di fattibilità di tutte le proposte. Bisognerà tener conto della frenata economica in atto, di Maastricht e dei programmi di rientro del deficit già concordati a Bruxelles. Ma i cinque princìpi a seguire bastano da soli a delineare il cambio d'orizzonte, rispetto alla strategia di rientro del deficit perseguita con massicci aggravi fiscali da Prodi e Visco. Non perdere tempo con Piazza Affari. E' a Wall Street dove si fanno i soldi! Dovresti provare ad abbonarti a INSIDER. Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul link INSIDER No, niente più tasse pazze. Anzi, ripresa della delega fiscale già approvata - e purtroppo inattuata - dal centrodestra nel 2001-06. Perché l'attivo patrimoniale pubblico resta di molto superiore al debito pubblico. Solo che il patrimonio pubblico non è messo abbastanza a reddito, né attribuito per quota agli Enti Locali cui pure sta in capo la parte crescente della spesa pubblica discrezionale, mentre il prelievo resta centralizzato. La rivoluzione del federalismo fiscale è base di una diversa politica della responsabilità sia della spesa pubblica, sia delle entrate, sia del debito. Il contrario del balletto di questi anni per cui il governo alza le tasse a Roma, taglia i trasferimenti alle Autonomie, che si rifanno alzando le addizionali e con più prelievo anch'esse. Torneranno le privatizzazioni, dunque, soprattutto in periferia, e del debito emesso gli Enti Locali risponderanno in base al proprio patrimonio, altro che i derivati pazzi sottoscritti in questi anni da Comuni e Regioni. Dei molti punti da tradurre - gradualmente, anche qui niente miracoli - in disegni di legge, ci sono quelli già noti, come l'abolizione Ici prima casa e quella a scaglioni dell'Irap, il rilancio della legge Obiettivo e il ritorno del Ponte di Messina, la detassazione di tutte le parti variabili del salario. ma c'è anche il versamento dell'Iva solo a reale incasso avvenuto delle fatture, il rimborso Iva dovuto dallo Stato ai contribuenti in tre soli mesi e non ad anni di distanza, e la riforma "dal basso" degli studi di settore, abbattendo la prassi di fissazione unilaterale da Roma di cifre d'af fari, reddito imponibile imposta dovuta avvenuta con la finanziaria 2007. Queste sole tre cose sole sarebbero una rivoluzione fiscale basata su princìpi di civiltà e di rispetto dello Statuto del contribuente, la legge più vilipesa dai governi nel nostro ordinamento. Il cinque per mille Il cinque per mille viene introdotto come pietra angolare del nostro ordinamento a favore della sussidiarietà, abolendone il furto realizzato in questi due anni dallo Stato e uscendo dal tetto annuale che la sinistra di volta in volta fissava in finanziaria. E che la sussidiarietà sia un criterio basato sul capitale sociale della persona e sui suoi diritti naturali inviolabili - che vengono prima di quelli dello Stato - lo conferma la scelta netta a favore del quoziente familiare, l'abbattimento dei mutui bancari alle famiglie basato su criteri non dirigistici ma attraverso un tavolo tra banche e consumatori, il no a ogni tassazione triennale per ogni impresa fondata da giovani, con un'aliquota che passa poi al 5% per un successivo lasso di tempo... Per la sicurezza, il ritorno alla Bossi-Fini è la scelta di fondo sul terreno dell'immigrazione, insieme al no a ogni indulto, al potenziamento delle misure di prevenzione. Per gli altri punti, procedo per flash. Al sesto, una casa per tutti, 100 mila alloggi di edilizia popolare: e attenzione che con l'aria che tira nell'immobiliare italiano, intorno al quale gira l'11% del Pil che oggi è in brusca frenata, è una misura più keynesianamente utile di quanto molti credano. Settimo, sanità: meno tempo in lista d'attesa per i pazienti e meno politica nelle nomine. Qui siamo al buon senso. Ottavo: il Sud, torna la Banca del Sud tremontiana. Nono: la scuola e l'ambiente. Via libera alle libere università trasformate in fondazioni, fuori dall'asfissiante presa burocratica centralizzata. Sì a tutti i termovalorizzatori per risolvere la scandalosa emergenza napoletana. Col decimo punto risiamo al federalismo, cioè da dove tutto si fonda, per l'attuabilità economica del programma. I tagli Certo, chi cerca tagli ai costi della politica identificati a tavolino, abolizione delle Province e obiettivi quantitativi di riduzione della spesa pubblica discrezionale centralizzata, dalle 23 cartelle resta inevitabilmente ancora deluso. Ieri sera Berlusconi a Matrix su questo terreno ha preferito restare cauto. Ha parlato di riduzioni di spesa pubblica nell'ordine di 3-4 punti di Pil in una legislatura, nell'ordine dunque di 40-50 miliardi di euro, ma senza ricorrere al taglio di un solo dipendente. In effetti, l'obiettivo è un po' sovradimensionato, Internet da sola non basta se non si realizza una vera e propria cura di dimagrimento dello Stato. L'essenziale non è tanto dirla prima del voto, ma farla se si vince. Evitando le fesserie del 2001-06 in materia di contratti pubblici e relativi regali, rispetto di lavoratori privati. Miracoli non ne vogliamo, caro Cavaliere. Ci basterebbe che non rifacesse gli errori di allora, mica sarebbe poco. Quanto al programma della Destra, sottolineo che punti innovativi ce ne sono più di quanto mi aspettassi. Non solo si condivide il federalismo fiscale spinto, ed è un bene perché esso può e deve convivere con un forte spirito nazionale. Ma si propongono novità come un meccanismo che frenerebbe di molto il caro-benzina, per via di accise - che sono il 7%% del costo alla pompa - che invece si adeguerebbero ai costi del barile due volte sole l'anno. Oppure il rimborso in tempi commerciali dei crediti Iva attraverso titoli del debito pubblico, cioè con patrimonio cedibile più cedole che vi maturano. O ancora il sorteggio tra tutti i settemila magistrati per la scelta dei membri togati del Csm: che taglierebbe le unghie alle correnti politicizzate. La detassazione del 30% delle lavoratrici donne a fini di parità salariale non ci convince per niente, anzi è incostituzionale. Ma non si può dire che la Santanchè non abbia spunti innovativi, nel suo programma da premier. Copyright © Libero. Riproduzione vietata. All rights reserved parla di questo articolo nel Forum di WSI.

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Tagli alle Province senza escamotage (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-02-2008)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-02-24 - pag: 10 autore: ... PROGRAMMI ELETTORALI Tagli alle Province senza escamotage A p iccoli passi, con intonazioni comunque altrettanto leggere quanto generiche, il tema della riduzione della spesa pubblica e in particolari dei costi della politica sembra acquistare spazio in un'ormai affollata campagna elettorale. E così ottiene consensi la necessità di tagli strutturali incidendo anche sull'articolazione dello Stato. Come avverrebbe con l'abolizione delle Province. Ne ha parlato, come di un'ipotesi concreta, Pierferdinando Casini e vi faceva un riferimento esplicito il programma originale di Antonio Di Pietro, un programma che tuttavia dopo l'accordo con il Pd ora parla solo di "abolizione delle Province nelle aree metropolitane". Quest'ultima proposta, rilanciata alcune settimane fa dallo stesso Veltroni, appare tuttavia puramente declamatoria,almeno fino a quando non s'indicheranno per nome gli enti da abolire: tutto lascia credere infatti che le nuove aree metropolitane coincideranno in gran parte con le attuali Province. Con il rischio che la lotta agli sprechi si limiti a un cambio di targhe e di insegne sui palazzi pubblici sedi delle Province. Anzi, delle aree metropolitane.

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PROVINCE (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 25-02-2008)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-02-25 num: - pag: 25 categoria: BREVI PROVINCE L'abolizione Nessuno parla più di abolizione delle (inutili) province. Speriamo se ne ricordino quanti stanno predisponendo i programmi elettorali. Antonio Massioni, Milano.

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Per le aree di risulta (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 25-02-2008)

Argomenti: Province

Pagina Aperta Per le aree di risulta Per le aree di risulta bravo Di Giuseppantonio Signor direttore, ho letto con molto piacere la proposta del sindaco di Fossacesia Di Giuseppantonio d'istituire una tassa di scopo per acquistare le aree di risulta dell'ex ferrovia adriatica, nel tratto compreso tra Ortona e Vasto. Ho letto, invece, con molto dispiacere la notizia del finanziamento prima concesso e poi annullato dalla Regione Abruzzo. Mi chiedo, con vivo rammarico, come sia possibile che i "nostri" amministratori regionali non abbiano ben capito l'importanza per l'intera economia abruzzese di un'opera (pista ciclabile e pedonale), che se realizzata cambierà le sorti del turismo abruzzese. Abito da oltre cinquant'anni a Pescara e sono originario di Vasto e seguo con particolare attenzione le iniziative che riguardano il litorale della provincia di Chieti ed in particolare la suggestiva ed impareggiabile "Costa dei Trabocchi". Mi spiace che un'opportunità, così grande, offerta dalla dismissione della rete ferroviaria non venga adeguatamente sfruttata dalle Amministrazioni locali. Ringrazio il giornale che ogni giorno riporta notizie su quest'argomento e plaudo anche per l'iniziativa di lanciare un sondaggio tra i lettori sulla tassa di 5 euro. Chiedo al sindaco Di Giuseppantonio di proseguire nel suo impegno unitamente agli altri volenterosi amministratori (i sindaci di Rocca San Giovanni, Di Rito e San Vito Chietino, Catenari) in favore della parte più bella della costa abruzzese. Infine, mi permetto di suggerire alle Amministrazioni comunali di Lanciano e dei paesi delle zone interne di far partecipare anche i loro comuni all'operazione della tassa di scopo. Nicola Marcelletti Pescara Elezioni, sarà una gara di promesse disattese Signor direttore, e ci risiamo! Tornano le elezioni con le immancabili promesse, quasi sempre disattese, da tutti i partiti. Una gara a chi le spara più grosse. La più bella: "Via le mani dalle tasche degli italiani". Ma cosa vi troverebbero mai? I pensionati le tasche non le usano più. E poi: meno tasse, più salari, 1000 euro minimo per i precari, 2500 euro per i nascituri e per diversi anni. Perdonate la nota personale: il mio nipotino 16 mesi, non li ha avuti prima, non li avrà dopo, che goduria... Proseguendo: via l'Ici per la prima casa, case a volontà per i giovani, tredicesima e straordinari detassati e, se ne parla dall'avvento delle Regioni, l'abolizione delle Province. Quanta fantasia, da sovrastare quella creativa di Tremonti, e forse pari soltanto a quella di Bertinotti, che ci propone una "opposizione creativa", promettendo (ancora) la cancellazione della legge Biagi. Certo, il dire è più facile che il fare. Ed infine, le ripicche da comari: tu fai lo scaino, io rifaccio lo scalone. Tu hai bocciato il ponte, ed io lo rifò! Sconsolante. E noi, se voteremo, dovremo farlo con una croce, magari con il dito intinto nell'inchiostro. Chi dobbiamo ringraziare se tornerà il governo Berlusconi? Addio conflitto di interessi, abolizione leggi ad personam, riduzione dei costi della politica, redistribuzione dei redditi. Addio ad un lavorio serio, che consenta un percorso di vita dignitoso. Non ci resta che piangere o, se preferite, ridere... Con l'amena storiella di quel pescatore napoletano che, graziato da San Gennaro, irriconoscente esclama: "T'aggio fregato". Perfetta parafrasi del politico che ti alletta con le promesse, ed eletto, ti ringrazia un un bel "t'aggio fregato!". Mario D'Amore Montesilvano La Sinistra-Arcobaleno non dimentichi gli anni 70 Caro direttore, invio questa lettera per sollevare un problema: il reinserimento e anche la possibilità di rappresentanza istituzionale per i protagonisti della stagione degli anni 70 e in particolare di quei trentamila indagati e arrestati in quegli anni. Finora storicamente solo il Partito radicale ha avuto il coraggio di questa scelta, candidando una volta Toni Negri e ultimamente Sergio D'Elia. A sinistra invece mai nulla, è ora di cambiare rotta e dare un segnale in tal senso, la sinistra arcobaleno e il suo candidato premier Bertinotti potrebbero farlo. Sarebbe un segnale forte di riconciliazione e di sdoganamento reale per i tanti e le tante spesso discriminati per questa loro storia, condannati al carcere o al silenzio. Sono passati trent'anni da quella storia e per chi dice che è troppo presto, rispondiamo solo che allora questa eventualità non verrà mai data. Pur nella critica forte di quelle scelte di allora, non si possono condannare per sempre quelle persone, donne ed uomini a rimanere fuori dai Partiti a non poter avere una rappresentanza istituzionale. Appena usciti dal carcere tante e tanti di loro hanno dimostrato la loro intelligenza e sensibilità nella sfera del lavoro, del volontariato e dei diritti, ma mai c'è stata attenzione nel loro reinserimento nella sfera della politica. Ecco è come se da questa sfera dovessero tacere, e questa è una sfera importante e centrale. Visto che oramai purtroppo sono le direzioni dei Partiti che decidono chi verrà eletto, spero che per una volta nella storia sia data una possibilità all'etnia degli anni 70. La sinistra arcobaleno potrebbe farlo. Giulio Petrilli Componente gruppo di lavoro nazionale carceri Prc.

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PD/ PROGRAMMA, TAGLIO SPESA CORRENTE DI 2,5 PUNTI PIL IN 3 ANNI (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 25-02-2008)

Argomenti: Province

25-02-2008 13:28 E valorizzazione patrimonio pubblico per taglio deficit e debito Roma, 25 feb. (Apcom) - Tagliare la spesa pubblica di due punti e mezzo in tre anni: mezzo punto di Pil in meno di spesa corrente primaria nel primo anno; un punto nel secondo; un altro punto nel terzo. E' questa la prima 'azione di governo' prevista nel programma del Pd che questa mattina il segretario Walter Veltroni ed Enrico Morando stanno presentando a Roma. Cui si aggiunge, per "spendere meno e meglio", la valorizzazione del patrimonio pubblico. I "risparmi di spesa" che ne deriveranno "serviranno in larga parte a raggiungere gli obiettivi di deficit già previsti nel Programma di stabilità dell'Italia". Come raggiungere questo obiettivo? Questi i punti elencati nel programma: benchmarking "sistematico e generalizzato", nel pubblico impiego valutazione "per premiare e sanzionare"; i contratti pubblici saranno rinnovati a scadenza e premi saranno dati "solo a chi consegue gli obiettivi", via libera alla mobilità e a un turn over selettivo e parziale; no allo spoils system e automatismi, sì alle centrali di acquisto unificazione degli uffici periferici dello Stato centrale, nelle aree metropolitane abolizione delle Provincie e unione-fusione dei piccolissimi Comuni. All'operazione di benchmarking, ha spiegato Morando, "viene dato particolare rilievo: i dati raccolti dalla commissione tecnica per la spesa pubblica, fanno emergere l'enorme divario di costi e performances tra i diversi uffici della stessa amministrazione e tra le amministrazioni". "Per ridurre rapidamente il deficit e il debito pubblico sotto il 90 per cento del Pil" il programma del Pd propone "la valorizzazione della quota non demaniale del patrimonio pubblico e il massimo rigore nella gestione della spesa pubblica così da liberare risorse per mezzo punto di Pil l'anno (circa 8 miliardi di euro) per sostenere la crescita e la lotta alla povertà".

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