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Via
le Province: dieci miliardi di risparmi
( da "Provincia
di Como, La" del 23-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: Costi della politica Via le
Province: dieci miliardi di risparmi ROMA L'abolizione delle province
produrrebbe un risparmio sui costi della politica di 10,6 miliardi di euro. Lo sostiene uno studio
dell'Eurispes, che segnala che nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa
complessiva delle province italiane pari a 13 miliardi di euro,
Alla
conquista dei "grillini"
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 23-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: è espressione dei salotti
romani" E della politica che si guarda su Dagospia. Intanto, per restare in tema di
riduzione dei costi della politica, l'Eurispes ha calcolato il risparmio per le casse statali che deriverebbe dall'abolizione delle
province. "Nell'ipotesi in cui il personale delle
province (pari a 62.
COSTI
DELLA POLITICA, MURA (IDV): "Sì ALL'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE"
( da "Sestopotere.com"
del 23-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: si debbono eliminare le province,
enti che costituiscono una duplicazione di funzioni rispetto ai comuni e alle
regioni. Non è un caso infatti che l'obiettivo
dell'Italia dei Valori per quanto riguarda i costi della politica è proprio
l'abolizione delle Province, chiaramente senza tralasciare una riduzione degli
stipendi e dei privilegi dei politici nazionali,
"Risparmiamo
all'osso gli enti inutili sono altri"
( da "Stampa,
La" del 23-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ventiquattro aprile 1992, il Verbano Cusio Ossola diventa
Provincia. Sono passati sedici anni e ci troviamo con l'Eurispes (istituto di
studi politici) che individua nell'abolizione di questi enti il modo migliore
per tagliare i costi della politica. Presidente Ravaioli,
intanto, è valsa la pena di staccarsi da Novara?
Meno
sprechi, più efficienza Il decalogo del Pd
( da "Unita,
L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Infine viene proposta l'abolizione
delle province nelle maggiori città italiane che costituiscono aree metropolitane e previsto il divieto di cumulo di
cariche e di indennità ai vari livelli di rappresentanza (regionale, locale,
nazionale).
Provincia,
sul bilancio incontro coi sindacati L'Assessore provinc ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 23-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della tassa sui passi
carrabili. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno, inoltre,
molto apprezzato le nuove poste di bilancio previste per garantire maggiore
sicurezza nei luoghi di lavoro Università, il Consorzio stanzia nuovi fondi per
lo sviluppo del polo universitario ternano ha approvato il bilancio di
previsione per l'
Civitavecchia,
capitale del litorale a nord di Roma . E' questo uno
degli ob
( da "Messaggero,
Il (Civitavecchia)" del 23-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione del pedaggio
autostradale per l'A12 per i residenti locali) hanno poi prospettato un
allargamento, a breve, del Popolo delle Libertà. Ed a
ascoltarli c'era il consigliere comunale, ex dielle,
Sandro De Paolis (per il quale da tempo si parla di un
prossimo ingresso nel partito) e il capogruppo della lista Moscherini
Fabrizio Reginellla,
Manca
il Titolo ( da "Corriere Di Como, Il"
del 23-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ) Abolire le Province: una proposta
che, in piena campagna elettorale, ha scosso le segreterie dei partiti. La risposta degli amministratori
comaschi, però, è secca: un no assoluto. Senza se e senza ma. Prima di tutto,
però, i numeri: l'abolizione delle amministrazioni provinciali comporterebbe un
risparmio di 10,
( da "Provincia di Como, La" del 23-03-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Lecco, La)
Argomenti: Province
Costi
della politica Via le Province: dieci miliardi di risparmi ROMA L'abolizione
delle province produrrebbe un risparmio sui costi
della politica di 10,6 miliardi di euro. Lo sostiene uno studio dell'Eurispes,
che segnala che nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa complessiva delle province italiane pari
a 13 miliardi di euro, contro gli undici ed i due rispettivamente, di flussi finanziari in
entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono
costituiti da spese sostenute per il lavoro dipendente, il 28,4% per i consumi
intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre
voci di spesa. Se il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e
impiegati) venisse re-impiegato in altri enti locali, l'abolizione delle
Province consentirebbe, quindi, un risparmio complessivo di 10,6 miliardi euro
nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa
attuali. L'istituto di ricerca nota che negli ultimi venti anni, i conti
economici delle amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento
sensibile delle spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte
coperto dalle maggiori entrate. L'ammontare complessivo di quest'ultime è,
infatti, passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del
2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%. Nello stesso arco
temporale, le spese delle amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un tasso
di crescita medio annuo del 10,5%, passando da
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 23-03-2008)
Argomenti: Province
CAMPAGNA ELETTORALE
Il Pd batte sull'antipolitica per raccogliere gli anti-casta
di sinistra Alla conquista dei "grillini"
Per il sondaggista Weber (Swg) "due Grillo boys su tre fanno parte del centrosinistra".
"Sono soprattutto i delusi da Prodi" dice Natale (Ipsos).
E quindi "fa bene il Pd a pescare in un bacino che vale il 10 per
cento", precisa Mannheimer (Ispo). GIANNI DEL
VECCHIO Un piatto elettoralmente succulento, che può arrivare anche al dieci
per cento dei votanti. E che guarda più a sinistra che a destra. È questo il
popolo dell'antipolitica, la carica dei Grillo boys,
i simpatizzanti del comico genovese. Non sorprende quindi che Walter Veltroni
guardi proprio a loro per incrementare un dato elettorale che negli ultimi dieci giorni non si è riuscito a schiodare dal 33-34
per cento. Del resto le ultime uscite, sue e della sua squadra, non lasciano
spazio a dubbi: bisogna battere sul tasto dell'antipolitica. Solo un paio di
giorni fa, ad esempio, il braccio destro Bettini ha
presentato cinque riforme per ridurre i costi della politica. "Il
movimento anti-casta è molto variegato ma in linea di massima possiamo dire che
è naturalmente orientato verso centrosinistra ? spiega Roberto Weber,
sondaggista a capo dell'istituto Swg ?. Sinteticamente si può affermare che su
tre voti, due vanno a sinistra e uno a destra". "Si tratta in
particolare di giovani e di delusi dal governo Prodi ", sostiene Paolo
Natale di Ipsos. Insomma, un movimento che farà
sentire il suo effetto nelle urne se si considera che, come spiega Renato
Mannheimer dell'Ispo, "la platea di
simpatizzanti di Beppe Grillo può arrivare a pesare il 10 per cento
dell'elettorato". Fa bene quindi Veltroni ? su questo i tre sondaggisti
concordano ? a non tralasciare questa massa di scontenti e anzi cercare di
coinvolgerli nella propria campagna elettorale. Altrimenti il rischio è che
vadano ad alimentare la frammentazione partitica, dando il loro voto a partiti
piccoli ma fortemente accattivanti, come ad esempio l'Unione dei consumatori o
le varie liste locali che si richiamano al comico genovese. Non a caso quando
Veltroni si rivolge al popolo del V-day, cerca sempre
di abbinare al messaggio anti-casta quello del voto
utile. Unica controindicazione a questa strategia è il fatto che il Pd potrebbe
accavallarsi al suo unico alleato ovvero l'Italia dei valori. "Il partito di Di Pietro ? spiega
Natale ? è quello che ha sempre avuto l'appeal maggiore nei confronti dei
"grillini". Ciò
peraltro giustifica anche le buone percentuali che l'Idv
ha oggi nei sondaggi". La candidatura di Pancho Pardi del resto è
stata una sorta di messaggio in codice verso quel movimento. E la destra? Quale
partito beneficerà della mobilitazione anti-casta? "Non
Berlusconi ? sostiene Weber ? in quanto le istanze antipolitiche che
tradizionalmente ha sempre rappresentato negli ultimi quindici anni si sono in
un certo senso "istituzionalizzate". Insomma,
hanno trovato già perimetro e casa all'interno di Forza Italia prima e Pdl poi". In pole position invece la Lega, che
rappresenta una specie di garanzia per chi è deluso dai giochi di palazzo,
soprattutto se abita sopra il Rubicone. "Mi aspetto che
il partito di Bossi abbia una grande affermazione. Prevedo
che si attesti attorno al sette per cento, dove il quattro è lo zoccolo duro
mentre il tre è tutta antipolitica". Meno attraente invece per i grillini la Destra di Storace. "Si
tratta di una forza nuova ? sottolinea Natale ? ma che è fortemente connotata
con il vecchio ceto politico. Basta considerare che il candidato
premier, Daniela Santanché, è espressione dei salotti
romani" E della politica che si guarda su Dagospia.
Intanto, per restare in tema di riduzione dei costi della politica, l'Eurispes
ha calcolato il risparmio per le casse statali che
deriverebbe dall'abolizione delle province.
"Nell'ipotesi in cui il personale delle province (pari a
62.778 tra dirigenti e impiegati) ? spiegano all'istituto di ricerca ?
venisse reimpiegato in altre amministrazioni locali, l'abolizione consentirebbe
un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento
che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali".
( da "Sestopotere.com" del 23-03-2008)
Argomenti: Province
(04:28) (22/3/2008 21:20) | COSTI
DELLA POLITICA, MURA (IDV): "Sì ALL'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE" (Sesto
Potere) - Bologna - 2 marzo 2008 - In questa legislatura si è iniziato a fare
qualcosa per ridurre i costi della Politica. Per quel poco o tanto che si è
fatto Italia dei Valori rivendica a buon diritto di essere stata tra i
protagonisti di quest'opera che ci ha visto ridurre il numero delle
circoscrizioni comunali, consentendole solo nelle città con 100.000 abitanti,
abolire la legge mancia e ridurre i posti dei cda nei
consorsi di bonifica. ? Lo
dichiara l'on. Silvana Mura - E' evidente che il grosso deve ancora venire e
che dovrà essere realizzato nella prossima legislatura. Oggi l'Eurispes ci dice
chiaramente quello che già sapevamo, ovvero se si vogliono effettuare risparmi
considerevoli, nell'ordine dei 10 miliardi di euro, si
debbono eliminare le province, enti che costituiscono una duplicazione di funzioni rispetto ai
comuni e alle regioni. Non è un caso infatti che
l'obiettivo dell'Italia dei Valori per quanto riguarda i costi della politica è
proprio l'abolizione delle Province, chiaramente senza tralasciare una
riduzione degli stipendi e dei privilegi dei politici nazionali, punto
sul quale ci siamo già impegnati.
( da "Stampa, La"
del 23-03-2008)
Argomenti: Province
Intervista Provincia
nel mirino Il presidente: dallo Stato soltanto 175 mila euro, cifra ridicola
CARLO BOLOGNA "Risparmiamo all'osso gli enti inutili sono altri"
VERBANIA Ivan Guarducci Il primario di ortopedia di Gravellona Toce aveva battuto
(con il centrodestra) Enrico Borghi al ballottaggio del 27 giugno '99. Nel 2004
aveva cercato una conferma e si era trovato al ballottaggio contro Ravaioli. Il 46,5% del primo turno (contro il 38,8% ) non
gli era bastato. Ha 67 anni, è in Consiglio provinciale.Ventiquattro aprile 1992, il Verbano Cusio Ossola diventa Provincia. Sono passati sedici anni e
ci troviamo con l'Eurispes (istituto di studi politici) che individua
nell'abolizione di questi enti il modo migliore per tagliare i costi della
politica. Presidente Ravaioli, intanto, è valsa la
pena di staccarsi da Novara? "Sì. E' stato un modo per anticipare il federalismo locale, distinguere
questo territorio che voleva esprime le proprie peculiarità, le proprie
differenze". Eppure oggi le Province sono nel mirino. "Prima è stata la volta delle Comunità montane, ora tocca ai
nostri enti essere bollati come inutili. E' un disegno trasversale: si
sono pronunciati in questa direzione Fini, Berlusconi, anche Veltroni seppur limitando la considerazione alle città metropolitane. Ma su
un bilancio di 70 milioni di euro lo Stato ci dà 175 mila euro, una cifra
ridicola. Altro che sprechi. Vogliamo invece considerare i costi di Province e
Regioni autonome? O quelli di consorzi vari e ato?
Qui sì che ci sono i costi della politica e opportunità per risparmiare. E poi
io so quanto costa la Provincia del Vco e mi chiedo
se tutti gli altri così virtuosi. Noi risparmiamo all'osso e offriamo un ente
davvero utile al territorio. Il ruolo che viene svolto è
concreto". E' la Provincia soprattutto delle strade e delle scuole.
Non è sostituibile? "Chi contesta i nostri enti fa
discorsi generici e generalisti, come è avvenuto per le Comunità montane.
Gestiamo 600 e più chilometri di strade di montagne e tutti riconoscono che lo
facciamo bene. Chi lo farebbe? Torniamo all'Anas che dava più problemi che
altro? E chi seguirebbe l'edilizia scolastica? Perché invece non si allarga il
discorso? Non sono uno strenuo difensore dell'equivalenza Provincia uguale
Prefettura uguale servizi dello Stato. Queste cose si possono
discutere se vogliamo rendere le spese più efficienti". Qualche
idea? "La Motorizzazione, ad esempio. Perché non
può essere data alle Province? E per il Catasto è davvero necessario fare delle
agenzie del territorio? Anche sul tema delle Prefetture si sono spese un sacco
di parole ma se si può fare una gestione migliore perché dire di no? E poi lo
Stato si decida finalmente a fare la riforma degli enti local
di ogni grado, per decidere chi deve fare che cosa. Pensiamo
a quanti intervengono sulle politiche del turismo". Quanti
dipendenti ha la Provincia? "Circa 220, non è
un'esagerazione. Vorrei vedere alcune Province del Sud come sono
organizzate. Noi stiamo attenti a non fare più di un consiglio al mese pe rnon gravare sul bilancio. Altrove c'è chi sponsorizza squadre di calcio". Ritiene
che oggi il Verbano Cusio
Ossola sia più forte rispetto a quando era l'Alto Novarese? "Sì,
è più forte. Ma ancora non abbiamo superato il tema della definizione
delle risorse. Non tanto con lo Stato ma con la Regione che al trasferimento
delle deleghe non sempre ha fatto seguire gli strumenti adeguati. Questo è il
nostro punto debole. La questione dei canoni idrici, ad
esempio, è ancora aperta". Sull'autonomia, ad un anno dal voto per
il rinnovo del Consiglio provinciale, il dibattito si è già riacceso. La Lega
ha lanciato una raccolta di firme. "Abbiamo posizioni
diverse. Parlare di una Provincia autonoma sul modello di Trento e
Bolzano è fuori luogo e fuori dal tempo. Dobbiamo lottare per
avere risorse per un'autonomia possibile". Quella specificità
riconosciuta dall'articolo 8 dello Statuto del Piemonte? "Sì, va riempita
di contenuti". Però dietro l'angolo ci sarà sempre il rischio di venire
spazzati via: il Vco ha solo 160 mila abitanti. "Se affrontiamo la riorganizzazione con le stesse logiche
delle Comunità montane è un disastro. Questi problemi vanno affrontati
caso per caso. E' vero che siamo in 160 mila abitanti ma distribuiti su un
territorio vastissimo che ci posizione come una media
Provincia. Più che al nostro accorpamento si dovrebbe guardare a certe realtà
di pianura. Noi siamo un presidio fondamentale".
Non è sintomo di debolezza affrontare temi importanti, come sanità o rifiuti,
in termini di quadrante o addirittura sestante coinvolgendo le Province vicine?
"No, è un segno di capacità amministrativa. Sui
rifiuti, ad esempio, si ragiona su un territorio di sei province
perché è un problema che va affrontato su una certa dimensione. E' un modo per rendere più redditivo un
processo di governo di alcuni settori". Le alleanze guardano al
Piemonte. Ma spesso soffia la "voglia di Lombardia". Per sempre con
Torino? "Possiamo restare con il Piemonte, sapendo però
che dobbiamo svolgere un ruolo di cerniera con la Lombardia. Mentre
parliamo sono a Cannero, alla mostra della camelia,
ed è pieno di turisti lombardi. Dobbiamo tenere una "geometria
variabile". Paolo Ravaioli Ha retto la Provicia dopo la morte di Ravasio,
fino alle elezioni del '99. Geometra di Villadossola,
61 anni, governa dal 2004, quando è stato eletto con l'appoggio di Italia dei
Valori, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Democratici di sinistra,
Verdi, Margherita e Sdi.
( da "Unita, L'" del 23-03-2008)
Argomenti: Province
Stai consultando
l'edizione del Meno sprechi, più efficienza Il decalogo del Pd di Andrea Carugati I l decalogo del Pd sui
costi della politica non è ancora pronto, ma le idee-guida ci sono tutte. E
anche l'obiettivo finale: un risparmio per le casse pubbliche di "alcune
centinaia di milioni di euro". Veltroni presenterà la proposta prima del
voto, ma alcuni pilastri del decalogo sono già stati inseriti nel programma
elettorale: la riduzione del numero parlamentari a 470
deputati e 100 senatori (contro i 630 e 315 attuali); la trasformazione da
retributivo a contributivo del meccanismo con cui calcolare le pensioni dei
parlamentari. Molte altre le proposte, che riguardano gli stipendi degli
onorevoli, i rimborsi elettorali, tagli a regioni ed enti locali, soppressione
delle province nelle aree metropolitane, la riforma
del finanziamento pubblico ai giornali di partito, l'unificazione di alcune
strutture di Camera e Senato. STIPENDI Nei giorni scorsi, Veltroni ha detto che
gli stipendi dei parlamentari dovranno "essere adeguati alla media dei
grandi Paesi europei". Detto così, può sembrare
generico: ma se davvero gli stipendi degli onorevoli italiani dovessero essere
omologati alla media di Spagna, Germania, Gran Bretagna e Francia, la riduzione
sarebbe enorme: si passerebbe dagli attuali 16mila euro netti al mese (media
tra deputati e senatori) a meno di 10mila euro. Per fare alcuni esempi:
attualmente gli europarlamentari italiani (lo stipendio è equiparato a quello
dei deputati nazionali) guadagnano 144mila euro l'anno; i tedeschi 84mila, gli
inglesi 81mila, i francesi 62mila e gli spagnoli 35mila. PENSIONI Nel luglio
2007 gli uffici di presidenza di Camera e Senato sono già intervenuti sulle
pensioni degli onorevoli, stabilendo che dalla prossima legislatura solo chi
avrà maturato almeno 5 anni in Parlamento (e non più due
mezzo) e avrà compiuto 65 anni (60 per chi ha dieci anni di
"anzianità" parlamentare), potrà avere diritto al vitalizio. Gli
uffici hanno anche stabilito un nuovo metodo di calcolo: 20% dell'indennità per
chi ha fatto 5 anni, 40% per 10 anni e 60% per chi ha più di tre legislature. Il
tutto naturalmente non riguarda gli attuali parlamentari ma solo i futuri. La
proposta del Pd mira a sradicare il rapporto diretto tra stipendio e pensione:
il parlamentare pensionato riceverà un vitalizio corrispondente,
esclusivamente, ai contributi versati, che corrispondono a circa 1000 euro al
mese. Dunque, per chi ha fatto solo 5 anni la pensione potrebbe essere molto
bassa, ma i contributi potranno essere sommati a quelli versati in altre
attività professionali. RIMBORSI ELETTORALI Attualmente, ogni partito che abbia
raggiunto l'1% alle elezioni per Camera, Senato, regionali e parlamento europeo
ottiene rimborsi elettorali corrispondenti alla percentuale ottenuta alle
elezioni. Per ognuna di queste elezioni, ogni anno è previsto un rimborso di
circa 50 milioni di euro, 200 totali. Dunque un partito che si è presentato a
tutte queste elezioni, e ha superato sempre l'1% (per le europee basta eleggere
un parlamentare, anche con meno dell'1%), riceve una quota di quei 50 milioni
pari alla percentuale raggiunta, anche se non ha conseguito eletti. Il Pd punta
ad abbattere la torta complessiva dei rimborsi, riportandoli alla loro natura
di rimborso elettorale. È prevista inoltre una quota di finanziamento diretta
esclusivamente ai partiti che hanno eletto parlamentari. Infine, il Pd punta ad
incentivare i finanziamenti privati ai partiti, che dovranno essere resi
assolutamente trasparenti (tramite internet) e defiscalizzati in misura
maggiore rispetto a quanto avviene attualmente. Infine si punta ad eliminare il
meccanismo vigente che prevede la continuità dei rimborsi per tutti e 5 gli
anni di legislatura anche in caso di elezioni anticipate. FRAMMENTAZIONE
L'intenzione del Pd è modificare i regolamenti parlamentari, in modo da
impedire a piccoli gruppi di deputati o senatori di dare vita a gruppi diversi
da quelli con cui sono stati eletti. Naturalmente, come prevede la
Costituzione, un parlamentare potrà uscire dal gruppo in cui è stato eletto e
passare ad un altro o al Misto, ma non potranno nascere nuovi gruppi che abbiano
accesso al finanziamento pubblico. Attualmente, infatti, i singoli sottogruppi
del misto hanno accesso ai finanziamenti, ed è stata ampiamente concessa la
deroga anche a gruppi sotto la soglia prevista dagli attuali regolamenti (20
deputati e 10 senatori). Tra questi, ad esempio, Rosa nel Pugno, Pdci, Verdi,
Udeur, Dc-Psi. Nel 2008 la quota di finanziamento per
il lavoro dei gruppi è stata di 36 milioni di euro: di questi una parte è
fissa, e il resto è dipendente dalle dimensioni del gruppo. Secondo il Pd,
l'azione sinergica della riduzione del numero dei parlamentari e i meccanismi
più rigidi per la formazione dei gruppi comporterà un netto risparmio. Anche
con i regolamenti attuali, se la presidenza della Camera non avesse concesso la
deroga ai 5 partiti citati, il risparmio sarebbe stato di 2,3 milioni di euro
l'anno, più le spese di affitto dei locali e per le attrezzature. GIORNALI DI PARTITO La legge in vigore prevede una numerosa serie di
meccanismi (derivanti da altrettante leggi) attraverso cui giornali
riconducibili a forze politiche o a cooperative ricevono finanziamenti
pubblici. Complessivamente (tenendo conto anche dei finanziamenti alle grandi
testate indipendenti), la stampa italiana si spartisce circa 600 milioni di
euro l'anno. La proposta del Pd mira a rendere più rigido il meccanismo: oggi
bastano due parlamentari o un europarlamentare, anche di schieramenti diversi,
per far scattare il finanziamento pubblico per un giornale organo del
"movimento politico" rappresentato dai suddetti parlamentari, anche
se di fatto il movimento non esiste. In questo modo
vengono finanziati anche giornali assenti dalle edicole. Il Pd intende
"alzare nettamente" il numero di parlamentari necessari per poter far
scattare il finanziamento: la proposta ancora non è definitiva, ma si potrebbe
arrivare a finanziare solo i giornali legati a un gruppo parlamentare. E, visto
che le modifiche ai regolamenti parlamentari dovrebbero ridurre nettamente il
numero dei gruppi, così anche il numero dei giornali finanziati si ridurrebbe
drasticamente. Attualmente, infatti, il costo dei giornali realmente legati a
partiti, come l'Unità, La Padania, Il Secolo, Liberazione ed Europa, non va
oltre il 5% di quei 600 milioni, circa 30 milioni l'anno. STRUTTURE DI CAMERA E SENATO L'ultima proposta prevede di unificare
le strutture amministrative di Camera e Senato, che oggi hanno servizi
sdoppiati: due biblioteche, due centri studi, due servizi di bilancio, due
archivi di documentazione internazionale. Questa misura non mira tanto al
risparmio, quanto a una razionalizzazione dei servizi per garantire maggiore
efficienza. REGIONI ED ENTI LOCALI Il Pd propone un patto con le regioni per
ridurre il numero di consiglieri e assessori regionali. Inoltre viene proposta
una riduzione del 20% dei consiglieri comunali e provinciali, che dovrebbe
produrre un risparmio di 200 milioni di euro. Infine viene
proposta l'abolizione delle province nelle maggiori città
italiane che costituiscono aree metropolitane e previsto
il divieto di cumulo di cariche e di indennità ai vari livelli di
rappresentanza (regionale, locale, nazionale).
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 23-03-2008)
Argomenti: Province
Iale al "Bilancio" ha
illustrato ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil il
bilancio di previsione 2008 ed il piano degli investimenti della Provincia per
il triennio 2008/2010. L'incontro ha fatto registrare l'apprezzamento del
sindacato in ordine alle scelte politiche fatte dall'Ente, soprattutto in
materia di fiscalità e di investimenti. Sono rimaste invariate ed al minimo di
legge, infatti, come accade ormai da otto anni, le addizionali sull'imposta di
trascrizione degli autoveicoli e sui consumi di energia elettrica per usi
industriali, così come è stata riconfermata l'abolizione
della tassa sui passi carrabili. I rappresentanti delle organizzazioni
sindacali hanno, inoltre, molto apprezzato le nuove poste di bilancio previste
per garantire maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro Università, il Consorzio
stanzia nuovi fondi per lo sviluppo del polo universitario ternano ha approvato
il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2008 e ha
stanziato un milione e 550.000 euro per interventi funzionali. Sono destinati
in particolare, quali contributo, alla realizzazione
di laboratori per la didattica e per la ricerca. I fondi provengono da
contributi degli enti che fanno parte del Consorzio: Regione, Provincia di
Terni, Comuni di Terni, Narni e Orvieto, Università di Perugia, Fondazione
della Cassa di risparmio di Terni e Narni, Assindustria e Camera di commercio
di Terni.
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
23-03-2008)
Argomenti: Province
Di CRISTINA
GAZZELLINI "Civitavecchia, capitale del litorale a nord di Roma". E'
questo uno degli obiettivi strategici del candidato alla
presidenze della Provincia per il Pdl Alfredo Antoniozzi. Il candidato, ieri mattina in città, insieme a
Francesco Lollobrigida (candidato alla vice presidenza), ha visitato il mercato
insieme a Enrico Zappacosta in corsa per un posto da
consigliere ed ai vertici locali del Pdl. Poi nel
corso di una conferenza ha ribadito la volontà di "creare una Provincia
policentrica, dove oltre a Roma vengano create altre cinque capitali, una della quali sarà Civitavecchia, per evitare, attraverso un
potenziamento di servizi ed infrastrutture, che i territori siano obbligati e
convergere su Roma". Antoniozzi e lo stesso Zappacosta (che nel suo intervento ha ribadito alcuni punti
del suo programma tra cui l'abolizione del pedaggio
autostradale per l'A12 per i residenti locali) hanno poi prospettato un
allargamento, a breve, del Popolo delle Libertà. Ed a
ascoltarli c'era il consigliere comunale, ex dielle,
Sandro De Paolis (per il quale da tempo si parla di
un prossimo ingresso nel partito) e il capogruppo della lista Moscherini Fabrizio Reginellla,
che non pensa a cambi di casacca ma ha giustificato la sua presenza solo
"come sostegno personale alla candidatura di Zappacosta".
Subito dopo Antoniozzi e Lollobrigida hanno
presentato al Sunbay la candidata della lista civica
dello stesso Antoniozzi, l'avvocato
Laura Russino che ha illustrato il suo programma incentrato sulla
famiglia con assegni per giovani madri e aiuti per l'acquisto di libri
scolastici, lo sport, il turismo e l'imprenditoria locale. La Russino ha
inoltre accennato alla creazione di un fondo di assistenza per i giovani
precari da utilizzare come ammortizzatore durante i periodi di disoccupazione.
( da "Corriere Di Como, Il" del 23-03-2008)
Argomenti: Province
(m.pros.) Abolire le Province: una proposta
che, in piena campagna elettorale, ha scosso le segreterie dei partiti. La
risposta degli amministratori comaschi, però, è secca: un no assoluto. Senza se
e senza ma. Prima di tutto, però, i numeri: l'abolizione delle amministrazioni
provinciali comporterebbe un risparmio di 10,6 miliardi all'anno. A dirlo è uno
studio dell'Eurispes, relativo ai dati del 2006. Numeri possenti, dunque, che
hanno indotto qualcuno a rilanciare l'ipotesi. "La Lega
non ha mai nemmeno preso in considerazione l'ipotesi di abolizione - afferma
Leonardo Carioni, presidente di Villa Saporiti - In
qualità di presidente dell'Unione delle Province lombarde, posso affermare che
sono tutte utili. Semmai sarebbe necessario intervenire sulle Province
di minore valenza demografica. Non dobbiamo pensare a quanto costano le
amministrazioni provinciali, ma anche a cosa fanno. La proposta di chiudere le
Province è pura e semplice demagogia. La Regione ha compiti legislativi, mentre
le Province hanno la possibilità di effettuare interventi concreti: su
viabilità, turismo, urbanistica. Il federalismo si crea anche
attraverso enti territoriali di riferimento". "La
questione dei costi della politica non può essere addebitata alle strutture
intermedie - dice Francesco Cattaneo (An), assessore all'Ecologia e
vicepresidente di Villa Saporiti - Novanta comuni della nostra provincia
contano meno di 3mila abitanti: la Provincia si pone per essi anche come un
ente di coordinamento, oltre che di indirizzo per scelte urbanistiche e
ambientali. I veri costi della politica sono legati semmai ad alcune
forme di sottogoverno, anche provinciale. Insomma: sono altre
le strutture da tagliare". "Impossibile non
sorridere, di fronte a certe proposte - sono le parole di Patrizio Tambini, assessore provinciale al Bilancio - Parliamo,
infatti, di strutture che hanno centinaia di dipendenti. Se la proposta
è di ripensare alcuni costi, allora sono favorevole. Ma gli enti statali sono
aboliti soltanto quando tutto il personale è già stato trasferito altrove. Al
di là delle competenze della Provincia, la questione non può proprio essere
posta in questi termini. A questo punto, e lo dico per
provocazione, aboliamo anche le Regioni: risparmieremmo altre decine di
miliardi". Mario Guerra, capogruppo dell'opposizione nel consiglio
provinciale lariano, non chiude alla proposta. Ma insiste: purché sia pensata
secondo modalità e tempi opportuni. "Bisognerebbe prima
ristrutturare l'intero sistema delle autonomie locali - sostiene Guerra -
Sarebbe possibile alleggerire le Province, lasciando loro funzioni di
coordinamento e diminuendo il loro apparato. Nel frattempo, potrebbe
realizzarsi l'unione di più Comuni, che gestirebbero insieme alcune competenze
provinciali. In questo modo i Comuni sarebbero più autonomi e potrebbero fare a
meno delle Province. Sia chiaro, però: parliamo di unione di Comuni per la
gestione di alcune competenze, non di pura e semplice fusione. Proporre oggi di
abolire le Province - conclude Guerra - è solo una battuta: la proposta non
avrebbe gambe per camminare. Tra i piccoli Comuni e la Regione si creerebbe il
vuoto. Prima dobbiamo fare crescere i nostri Comuni".
Nella foto: Villa Saporiti, dove si riunisce il consiglio dell'amministrazione
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