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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!” |
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toARTICOLI DEL 23-24 giugno 2008
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Articoli
Province (6)
Lettere e interventi
( da "Tirreno,
Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Prato LETTERE E INTERVENTI FORZA ITALIA Abolire la Provincia è una cosa giusta Non ci sarebbe da stupirsi se la Provincia di Prato fosse abolita. E questo sia perché nel programma del Pdl era ben chiaro l'impegno ad una riduzione del costo della politica che passasse anche dall'abolizione delle province.
Giulio
mani di forbice ( da "Panorama"
del 23-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, ds, è d'accordo con lei. Plaude invece al governo Nicola Zingaretti, presidente diessino della Provincia di Roma: "L'abolizione delle province nelle aree metropolitane è giustissima, è una nostra riforma costituzionale del 2000".
Abruzzo,
tagli fino a 1,3 miliardi ( da "Centro, Il"
del 24-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: una drastica riduzione delle risorse delle Regioni e una drastica riduzione dei trasferimenti a favore degli enti locali, con la messa in discussione di due pilastri: il patto per la salute e il patto di stabilità". Ma Legnini critica anche l'abolizione dell'utomatismo del credito d'imposta "che rende largamente inefficace lo strumento",
<No
all'abolizione delle Province>
( da "Giorno,
Il (Como)" del 24-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province" A LUGLIO SUMMIT DELL'UPL CON IL MINISTRO DELL'INTERNO ROBERTO MARONI ? COMO ? INCONTRO a metà luglio a Como con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per fare il punto sul sistema delle autonomie. Non vogliono sentir parlare di eliminazione degli enti locali di cui sono alla guida i presidenti delle Province lombarde e così nella giornata di ieri
Bossi,
altolà a Galan e difesa delle Province
( da "Corriere
della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: entrando alla Festa dello Statuto della Regione Lombardia, ha anche detto di aver "sempre pensato che si debbano fare le gabbie salariali, cioè adeguare gli stipendi al costo della vita. E quindi non siglare contratti nazionali ma regionali". E poi, no all'abolizione delle Province: "Forse si può cancellarne qualcuna piccola.
Ci
scrivono ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 24-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: scelte e proposte il rinnovamento della politica, il problema delle alleanze e si chiuda definitivamente l'esperienza politico-amministrativa al Comune e alla Provincia di Napoli. E ancor prima di cercare il consenso con le energie elettorali esterne, si cerchi innanzitutto di non perdere la fiducia dei numerosi delusi che avevano aderito convinti al progetto del Pd.
( da "Tirreno, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Province
Prato
LETTERE E INTERVENTI FORZA ITALIA Abolire la Provincia è una cosa giusta Non ci
sarebbe da stupirsi se la Provincia di Prato fosse abolita. E questo sia perché
nel programma del Pdl era ben chiaro l'impegno ad una riduzione del costo della
politica che passasse anche dall'abolizione delle province. Ma anche perché la struttura
politica dell'ente provincia appare ridondante rispetto alle effettive funzioni
che svolge. I pratesi non dovrebbero stracciarsi le vesti. Poiché l'autonomia
locale non passa dalla struttura burocratica-politica ma dai servizi che
vengono effettivamente resi sul territorio. Ed anche in ipotesi di abolizione
non si tornerebbe alla situazione di venti anni fa con i sevizi accentrati su
Firenze, ma con una maggiore delega di poteri ai Comuni del comprensorio che
confermerebbero il ruolo di veri interlocutori del cittadino. I cittadini sono
giustamente stanchi degli esorbitanti, e talvolta ingiustificati, costi della
politica. E allora ben vengano i tagli di province,
comunità montane e circoscrizioni che troppe volte si caratterizzano per costi
politici eccessivi rispetto ai servizi resi. Servizi che non verrebbero meno ma
sarebbero accentrati su strutture burocratiche già esistenti. Non c'è bisogno
di ritornare sulla retorica della "provincia pratese". Che poteva
avere un senso venti anni fa quando l'autonomia da Firenze era un obiettivo da
raggiungere. Ma ha molto meno significato oggi quando i servizi sono già sul
territorio e quando si deve ragionare in termini di area metropolitana. La difesa
di questi enti decentrati appare più la difesa corporativa della classe
dirigente che vi trova occupazione e stipendi piuttosto che un battaglia in
favore degli interessi dei cittadini elettori. Giovanni Luchetti (coordinatore
provinciale di Forza Italia) COMITATO Difendiamo la Provincia e l'orgoglio
pratese Se esiste, come esiste, l'orgoglio pratese che si respirava alla
investitura di Riccardo Marini, presidente dell'Unione industriale, è
necessario che tale orgoglio venga allo scoperto in questo frangente di attacco
alla nostra autonomia provinciale. L'orgoglio che noi intendiamo e che, siamo
certi, è condiviso da tutti i pratesi, si concretizza in un sano attaccamento
alla nostra terra, più semplicemente definibile con la parola "amore".
E' necessario che i tanti pratesi che contano si facciano parte attiva per
scongiurare la perdita della Provincia. Questo ente, sfidiamo chiunque a
dimostrare il contrario, ha portato solo vantaggi per la città e per gli altri
comuni. Svantaggi? Nessuno. Si obbietterà che si poteva far meglio; certamente,
tutto è perfettibile. Ma attenzione a non buttar via il bambino con l'acqua
sporca. Comitato Provinciale Area Pratese AMBIENTE Le svolte dei Verdi e la
solitudine Ho letto con interesse la lettera di Celso Bargellini di qualche
giorno fa. Credo abbia espresso una posizione interessante e positiva. Sarebbe
stata ancor più interessante e positiva se l'avesse espressa prima delle
elezioni. Anche se, da ambientalista vero e praticante, riconosco che i Verdi
si sono da sempre condraddistinti come un raggruppamento serio e impegnato, che
malvolentieri si son prestati talvolta a far parte di "coalizioni"
elettorali. Ma le leggi elettorali italiane sono quanto di più assurdo ci sia e
quindi comprendo le recenti scelte. Quello che non comprendo è come potrà
Bargellini e il suo amico Fabio Roggiolani in Regione, far convivere la
connotazione movimentista che ha mostrato esplicite espressioni di plauso ai
mille Comitati che nascono e muoiono come funghi in Provincia di Prato, che ha
espresso reiterate critiche alla Giunta Romagnoli in tanti interventi sui
quotidiani locali, con la recente palese richiesta di entrare a far parte del
Pd, che ha sì necessità di avere anche un'anima ambientalista, ma dovrà pur
essere un'anima condivisa, organizzata, scientifica e seria. Cosa che nelle
"marce" anti Termovalorizzatore, nelle accuse di
"cementificatori" all'attuale giunta o nei voli pindarici degli
pseudo ambientalisti "anti Eolico" francamente non mi pareva
scorgere. Magari chissà, la paura della solitudine politica farà il miracolo.
Massimo Calissi SCUOLA Troppi bocciati colpa dei professori Dati
impressionanti. Percentuali da capogiro. Strage degli innocenti... Sono le
sintetiche descrizioni dell'enorme fenomeno delle bocciature scolastiche. Fra
rimandati e bocciati, sia i risultati nazionali che quelli locali si assestano
su un dato vicino al 50% degli studenti delle scuole superiori. Questo fatto è
gravissimo e anche se qualcuno può pensare il contrario, dimostra che la scuola
non funziona. Dimostra che i professori non hanno lavorato bene. Evidentemente
se un istituto tecnico come il Datini, giunge a constatare l'inadeguatezza
della metà dei suoi studenti, vuol dire che è una scuola che non funziona.
Infatti non prepara bene i ragazzi, poi se ne rende conto e, infine, li boccia.
Per completare il quadro, si presenta all'opinione pubblica come se avesse
fatto il suo dovere e volesse anche i complimenti per la severità e la serietà.
Se un fruttivendolo fa marcire le verdure nelle casse, se un allenatore prepara
atleti che hanno scarsi risultati, se un falegname costruisce tavoli
asimmetrici, il giudizio del pubblico è immediatamente negativo. Se un docente
boccia molti studenti, può addirittura essere considerato più bravo degli altri
che respingono un minor numero di alunni. Qual è l'equivoco di fondo che
permette a questo orribile costume sociale di perpetuarsi e di essere
accettato? Come si può ritenere giusto che gli insegnanti di ruolo facciano
lezioni private, anche durante l'anno, e anche ad alunni della loro stessa
scuola, realizzando un perfetto conflitto di interessi e guadagnando dalla loro
stessa incapacità? L'equivoco è profondo e si basa innanzi tutto sull'egoismo
degli adulti che quando pensano ai loro figli, il più delle volte, si
accontentano che passino esperienze simile ai loro trascorsi giovanili: io sono
sopravvissuto, ce la farà anche lui. La vita è così. Intanto il professore,
dall'alto delle sue 18 ore di lavoro, si dimentica che lui è lì per insegnare,
prima di valutare; è lì per spiegare prima che per interrogare. Ha il compito
di attrarre interesse, di stimolare la concentrazione, di pretendere
attenzione, prima di giudicare. Ha il dovere di creare consapevolezza e non di
punire l'incoscienza. Se non sa fare queste cose ha sbagliato lavoro e se anche
si nasconde dietro alle bocciature per sembrare più serio e severo, ha fallito.
Riccardo Buonaiuti (insegnante) URBANISTICA Non c'è partecipazione Noi stiamo
coi Comitati E' incredibile che l'assessorato all'urbanistica continui a dire
che è in atto un processo partecipativo dei cittadini sulle grandi scelte
urbanistiche del Piano Strutturale. E non capiamo perché la giunta si ostini a
non ammettere che sta procedendo in un modo antidemocratico, vecchio e
inadeguato rispetto alle grandi questioni sul tappeto. Se può dimostrarlo ci
dica le finalità, gli obiettivi raggiunti e i temi in cui si è avuta una
condivisione dei processi decisionali. Come si fa a chiamare partecipazione
quella serie di incontri fatti in via Mazzini, all'ex Marconi? Essi avrebbero
senso se fossero concepiti come forum permanente per i cittadini che vogliono
affrontare i problemi ordinari della città, legati al lavoro, alle donne,
all'emigrazione, alla mobilità, alla politica ambientale. Ma qui ci troviamo di
fronte ad un vero specchietto per le allodole: mentre si procede con la grande
Variante Urbanistica alla Declassata, che di fatto decide da sola degli
assetti, degli equilibri, delle trasformazioni che ricadranno su tutta Prato,
si chiamano le persone a discutere di tutt'altro. Se dobbiamo giudicare da
quello che vediamo, ci risulta inaccettabile il metodo di Ciuoffo basato su
questa doppiezza politica: da una parte finge di applicare la politica
regionale della partecipazione, regolata dalla legge Fragai, e intanto, invece
di rappresentare la città fa il coordinatore degli interventi privati,
adattando il piano a interessi di parte. Non si capisce cosa aspettino i Verdi
a salutare questa maggioranza e a prenderne le distanze. Altrimenti rischiano di
finire in tutto e per tutto come il Pdci, cioè a fare i valletti di un sindaco
che rappresenta solo le imprese edili. Municipio Verde ANZIANI La Casa di
riposo non va cancellata In un periodo storico dove la popolazione anziana è
sempre maggiore, grazie alle migliori aspettative della vita, e le nascite
sempre più in calo (purtroppo!), non si capisce il motivo di ridurre gli spazi
di residenza per le persone della terza età. Oltretutto questa struttura è un
lascito alla comunità pratese con lo scopo di adibirlo a residenza per anziani
privi di assistenza e in solitudine. Se il Comune ha l'esigenza di abbassare le
spese per gli affitti, programmi una struttura all'interno dell'area ex Banci,
futuro polo espositivo, che verrà costruita con fondi pubblici e privati.
Comunque l'assessore Frattani è riuscito a tirarsi addosso anche le ire degli
anziani del luogo dopo aver fallito la gestione dell'immigrazione, compito a
cui doveva adempiere come assessore alla società multietnica. Sebastiano Campo
(La Destra).
( da "Panorama" del 23-06-2008)
Argomenti: Province
Giulio mani di forbice
RENZO ROSATI Taglia e scuci Ridurre anche le spese degli enti locali per dare
risorse a famiglia, nucleare, opere pubbliche. Tremonti va all'attacco dei
conti pubblici. Con le comunità montane non si mangia, non si paga il
supermarket né il benzinaio, men che meno il mutuo. Ancora peggio con le province. Tranne, certo, per chi ci fa carriera:
consiglieri, portaborse, consulenti. Con questo ragionamento in testa Giulio
Tremonti ha deciso di abolire le prime e iniziare a cancellare le seconde,
partendo dalle più grosse, le città metropolitane: Roma, Milano, Napoli,
Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Venezia. Saranno infatti gli enti
locali a sobbarcarsi ai tagli maggiori destinati a finanziare la manovra
triennale 2009-2011, annunciata mercoledì 18 giugno dal governo ma su questo
punto subito rinviata a settembre. In totale 17,55 miliardi, la metà dei circa
35 previsti; 3,15 già nel 2009 (vedere tabella). Il resto verrà dalla sanità,
dalla pubblica amministrazione, dai prelievi su petrolieri, banche e
assicurazioni (a cominciare dalla Robin tax sui guadagni del greggio), dalle
tasse sui compensi d'oro dei top manager, dall'accetta sulle consulenze, dalla
cessione o quotazione di aziende pubbliche come Tirrenia e Fincantieri. Il
tutto per finanziare intanto le necessità dei più poveri, dalla reintroduzione
dei bonus per i figli a un piano casa. E, in futuro, per far partire i progetti
più ambiziosi: riduzione delle tasse e quoziente familiare (l'imponibile
fiscale diviso per i familiari a carico), il nucleare, le infrastrutture. Come
pure per mettere il deficit pubblico in totale sicurezza di fronte all'Europa,
rispettando gli impegni presi da Romano Prodi. Questo, però, nelle intenzioni.
Perché le resistenze dei sindaci e dei presidenti di regioni e province sono fortissime e il malumore è trasversale così
come i consensi. Letizia Moratti, sindaco di Milano, teme per i fondi dell'Expo
2015 e non vuole accollarsi neppure un euro del salvataggio dal fallimeno del
Comune di Roma (Panorama 25). Filippo Penati, presidente
della Provincia di Milano, ds, è d'accordo con lei. Plaude invece al governo
Nicola Zingaretti, presidente diessino della Provincia di Roma:
"L'abolizione delle province nelle aree metropolitane è giustissima, è una nostra riforma
costituzionale del 2000". Così come il collega fiorentino Matteo
Renzi: "Era già una proposta di Walter Veltroni. La parola provincia è
associata al concetto di spreco, ma non appartengo a una casta. Sfidiamolo
questo governo, anziché subirlo. E vediamo se sarà capace di passare dalle
parole ai fatti". Proprio questo è il punto. Il centrodestra ha deciso di
capovolgere la filosofia economica dei vari governi Prodi, che hanno puntato su
tagli e aumenti di tasse al centro lasciando la briglia molto lunga agli enti
locali. I quali, prima delle ultime amministrative, erano un tradizionale
serbatoio di consensi per la sinistra. I risultati sono stati, spesso, dissesti
e sprechi. I circa 9 miliardi di debiti lasciati nelle casse del Campidoglio
dalla gestione Rutelli-Veltroni hanno il pendant nella finanza allegra della
Regione Siciliana, dove Pdl e alleati fanno il pieno e nei cui conti è
proibitivo perfino andare a sbirciare, visto lo scudo dello statuto speciale.
Non solo, regioni, province e comuni fanno la parte
del leone nella spesa per consulenze, tema al centro dell'attenzione del
ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta: 741 milioni erogati nel
( da "Centro, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Province
Di Antonio De Frenza
Abruzzo, tagli fino a 1,3 miliardi Del Turco ai parlamentari "Facciamo
fronte comune" L'AQUILA. Se un vecchio socialista come Ottaviano Del Turco
ricorre alla metafora religiosa per parlare di politica vuol dire che la
situazione è davvero grave. Ma la preoccupazione per il "vangelo
apocrifo" della manovra finanziaria del governo, prima annunciata poi in
parte sconfessata, è tanta. Perché se venisse approvato il testo diffuso in bozza
nei giorni scorsi "l'Abruzzo dovrebbe chiudere bottega e riconsegnare le
chiavi al governo". Per questo Del Turco ha chiamato ieri a Palazzo Centi
i parlamentari abruzzesi e i presidenti delle Province per discutere sul da
farsi. Un appello al quale il centrosinistra ha risposto tiepidamente (erano
presenti tre parlamentari: Giovanni Legnini, Giovanni Lolli e Vittoria
D'Incecco, e due presidenti di Provincia, Pino De Dominicis e Ernino
D'Agostino). Il centrodestra invece ha disertato in massa. Il senatore di An
Fabrizio Di Stefano ha invocato motivi formali: "La comunicazione mi è
arrivata via mail, un modo poco istituzionale di comunicare". "E
senza neanche una cortese telefonata", ha rimarcato il forzista Maurizio
Scelli. In realtà nella partita nazionale, si è visto con la sanità, il Pdl
abruzzese preferisce evitare giochi di squadra col centrosinistra. Una
posizione che Lolli giudica rischiosa "perché dire "ci pensiamo noi a
parlare col governo" li carica di responsabilità. Mentre in altre regioni
i parlamentari agiscono tutti insieme". E se dunque Lolli si augura che
anche i parlamentari del centrodestra abruzzese "si uniscano a questa
battaglia" (ammesso che apprezzino la sua analisi sulla sostanza delle
misure economiche del governo: "Dal sud al nord, dalla periferia al
centro, dai poveri ai ricchi"), Del Turco più fatalisticamente spera che
"lo Spirito Santo del dialogo scenda in Abruzzo". Una necessità più
che un augurio. Perché oggi l'Abruzzo e le altre regioni rischiano di ritrovarsi
senza risorse certe né statali né comunitarie, con il rischio anche di dover
coprire con proprie risorse l'abolizione dei ticket sanitari sulla
specialistica, 834 milioni. E già oggi gli uffici che stanno da tempo lavorando
per l'impegno dei fondi europei, i famosi tre miliardi in sette anni, sono di
fatto paralizzati, in attesa che Tremonti vari il testo canonico e non apocrifo
della sua manovra. Resta il fatto che la confusione è grande. E che oggi
nessuno è in grado di dire cosa uscirà fuori dalla manovra. "Ma mi ha impressionato
lo stato di allarme di tutte le Regioni", ha spiegato Del Turco,
"anche della Lombardia e del Veneto. Perché qui non siamo di fronte e
un'altra linea politica ma a un'altra lingua". Quello che sta accadendo o
rischia di accadere, è l'analisi di Del Turco, è che il governo rastrelli
risorse dalla periferia, Regioni, Province, enti locali, per ridistribuirle
diversamente e in parte trattenerle, per far fronte così agli impegni presi in
campagna elettorale (taglio Ici e nuove infrastrutture). Ecco spiegato
l'allarme per il destino del fondo Fas (fondo per le aree sottoutilizzate, 850
milioni per l'Abruzzo), che il governo, ha spiegato Del Turco, vuole
riassegnare a un'autorità centrale, il comitato presieduto da Micciché, che si
incaricherà poi di ridistribuire secondo altre priorità. Ecco di nuovo
l'allarme per i fondi europei Fes che il governo vuole rimettere in discussione
"sulla base della coerenza con le strategie del governo". Ecco la
preoccupazione per i fondi della sanità, che il governo vuole tagliare di un
miliardo nel 2009, e di sei miliardi nei tre anni successivi. In soldoni, se
dovesse passare la versione soft della manovra, l'Abruzzo perderebbe 500
milioni di euro in 3 anni. Se passasse la manovra più pesante il taglio
salirebbe a un miliardo 350 milioni di euro. Alla Regione resterebbero solo un
miliardo e 100 milioni che sono fondi comunitari che non possono essere
toccati. Ma anche nella versione soft l'Abruzzo perderebbe tutti i fondi già
previsti per le infrastrutture (porto di Ortona, fondovalle Sangro, pedemontana
Teramo, ferrovia). Per il senatore Giovanni Legnini il quadro "è molto
preoccupante e i timori degli enti locali sono fondati". Solo "una
battaglia parlamentare", ha ammesso, potrà ridurne gli effetti. "A
fronte di una manovra pesante di 13-14 miliardi, due sono gli elementi di
preoccupazione", ha spiegato Legnini, "una
drastica riduzione delle risorse delle Regioni e una drastica riduzione dei
trasferimenti a favore degli enti locali, con la messa in discussione di due
pilastri: il patto per la salute e il patto di stabilità". Ma Legnini
critica anche l'abolizione dell'utomatismo del credito d'imposta "che
rende largamente inefficace lo strumento", e le misure previste per
il turnover del personale delle amministrazioni pubbliche (1 assunto per ogni 8
che lasciano) "che avrebbe effetti imprevedibili soprattutto nella
sanità".
( da "Giorno, Il (Como)" del 24-06-2008)
Argomenti: Province
COMO CITTA' pag. 2
"No all'abolizione delle Province" A LUGLIO
SUMMIT DELL'UPL CON IL MINISTRO DELL'INTERNO ROBERTO MARONI ? COMO ? INCONTRO a
metà luglio a Como con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per fare il
punto sul sistema delle autonomie. Non vogliono sentir parlare di eliminazione
degli enti locali di cui sono alla guida i presidenti delle Province lombarde e
così nella giornata di ieri a Milano nel corso del direttivo dell'Upl
dopo essersi detti assolutamente contrari a un'ipotesi del genere hanno anche
ufficializzato un vertice che si terrà a Como, a Villa Saporiti,
"probabilmente il 14 luglio", precisa il presidente
dell'associazione, il comasco Leonardo Carioni. All'ordine del giorno della
seduta innanzitutto il sistema delle autonomie locali lombarde in generale - e
il nodo sull'istituenda Provincia di Monza e Brianza "che non è e non deve
essere messa in discussione", spiega Carioni - ma l'occasione servirà
anche come "utile sede di confronto che ci permetterà di sottoporre al
ministro Maroni le nostre questione urgenti, prime fra tutte, anche in vista
dell'Expo 2015, mobilità e infrastrutture". E PROPRIO a questo proposito
Carioni ha chiesto un appuntamento al presidente della Regione, Roberto Formigoni,
affinché il Pirellone "garantisca alle Province lombarde un ruolo attivo
in vista dell'Expo 2015, soprattutto in materia di infrastrutture, tramite
l'istituzione di un apposito tavolo di coordinamento. Questa importante
scadenza rappresenta l'occasione per una programmazione degli interventi che
abbia una ricaduta ampia e positiva per l'intero territorio della nostra
regione, senza escludere nessuna provincia". TRA I PUNTI che saranno
toccati nel corso della visita comasca di Maroni anche il tema del federalismo
fiscale, pure discusso ieri nel corso del direttivo Upl. C.Cat.
( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Province
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-24 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Lega, Consiglio federale Bossi, altolà a Galan e difesa delle
Province MILANO - Giancarlo Galan (nella foto) e Carroccio sempre più ai ferri
corti. Lo scontro con il governatore veneto è stato affrontato con toni molto
duri durante il consiglio federale della Lega che si è svolto ieri a Milano.
All'uscita, Umberto Bossi ha detto di non essere preoccupato dall'offensiva del
governatore del Veneto: "Ma i miei vogliono togliergli la fiducia in
Regione. Se uno ti insulta di continuo, diventa difficile...". Il capo del
Carroccio, entrando alla Festa dello Statuto della Regione
Lombardia, ha anche detto di aver "sempre pensato che si debbano fare le
gabbie salariali, cioè adeguare gli stipendi al costo della vita. E quindi non
siglare contratti nazionali ma regionali". E poi, no all'abolizione delle
Province: "Forse si può cancellarne qualcuna piccola. Ma senza ci sarebbe
il rischio di un centralismo regionale". M. Cre.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-06-2008)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-06-24 num: - pag: 18
categoria: BREVI Ci scrivono PARTITO DEMOCRATICO O segretario, o assessore Caro
direttore, nei giorni 28 e 29 giugno si riunirà l'assemblea provinciale del Pd
napoletano per eleggere il nuovo segretario. Dopo mesi di polemiche e sconfitte
elettorali, i gruppi organizzati hanno raggiunto l'accordo sul nome
dell'assessore regionale Andrea Cozzolino. La partita si è chiusa senza nemmeno
giocarla, considerato che il segretario regionale è un ex popolare e quello di
Napoli "toccherebbe" ad un ex diessino, possibilmente bassoliniano.
Non c'è dubbio che il resto dei posti negli organismi dirigenti del partito
sarà diviso fra i vari gruppi, in proporzione alla percentuale conseguita alle
elezioni primarie del 2007. Nonostante lo scenario politico sia mutato, e
alcuni esponenti di rilievo abbiano cambiato schieramento. Vada pure per
l'elezione di Cozzolino a segretario, ma si faccia un esame di autocoscienza.
Si affronti una volta per tutte, con fatti, scelte e
proposte il rinnovamento della politica, il problema delle alleanze e si chiuda
definitivamente l'esperienza politico-amministrativa al Comune e alla Provincia
di Napoli. E ancor prima di cercare il consenso con le energie elettorali
esterne, si cerchi innanzitutto di non perdere la fiducia dei numerosi delusi
che avevano aderito convinti al progetto del Pd. E voglio pensare che
Cozzolino sia dell'idea che non si possa essere assessore e segretario allo
stesso tempo. Anche per evitare speculazioni legittime, che ne ridurrebbero il
giudizio sulla sua lunga esperienza politica e di partito. Andrea America
Napoli PALAZZO SAN GIACOMO / 1 Un copione già visto Caro direttore, l'ennesima
nomina da parte del sindaco Iervolino di ex suoi assessori a consiglieri di
amministrazione e a presidenti di società municipalizzate, resta un copione,
ahinoi, già visto! Resto scettico dinanzi a tali operazioni, che continuano ad
esprimere un amministrazione comunale dal fiato corto e dalla scarsa
lungimiranza. Fabio Vinci Napoli PALAZZO SAN GIACOMO / 2 Comune riciclone Caro
direttore pare che il ministero dell'Ambiente voglia premiare con menzione
d'onore il Comune di Napoli, nella persona del sindaco Rosa Russo Iervolino,
quale "Comune Riciclone", per la sua indefessa e imperitura opera di
riciclaggio degli assessori solidi urbani. Medaglia-ricordo verrà rilasciata
agli ex assessori: Terracciano Bruno, Gambardella Elisabetta, Gambale Giuseppe,
Papa Rocco, Losa Pasquale, Balzamo Nando, Monti Casimiro, Esposito Luca,
trasformati in dirigenti di enti di sottobosco comunale. Roberto Iossa
Pomigliano d'Arco (Napoli) PROVINCE Aboliamole, ma tutte Caro direttore, un
brivido di piacere per l'ipotesi di abolire le Province coincidenti con le aree
metropolitane, e quindi di abolire in primis la Provincia di Napoli. Siccome,
però, è esperienza comune che ci troviamo di fronte ad enti inutili e
ridondanti, io vorrei rilanciare: sogno, cioè, l'abolizione di tutte le
Province d'Italia, e non solo di quelle di cui si discute. Massimo Coppa Zenari
Napoli CHIAIANO / 1 Decisione scellerata Caro direttore, la scellerata
decisione - come è stata giustamente definita da più parti - di realizzare una
discarica nel quartiere di Chiaiano rappresenta un'altra provocazione per i
cittadini di un quartiere con importanti potenzialità e per una vasta area
ospedaliera che ne verrebbero assai danneggiati per gli evidenti rischi che una
discarica presenterebbe a breve distanza da strutture che devono essere con
grande attenzione tutelate. è auspicabile che il sindaco di Napoli ritiri il
suo avallo a tale iniziativa soprattutto a fronte della compatta opposizione
della gente che non può accettare che con tanta indifferenza vengono calpestati
i diritti alla propria salute e alla propria dignità. L'esempio di Pianura, con
la sua civilissima e vincente protesta dovrebbe insegnare qualcosa a chi per
troppe volte non ha tenuto conto delle fondamentali esigenze dei cittadini.
Gino Collenea Isernia Napoli CHIAIANO / 2 La nostra rabbia Caro direttore, le
autorità hanno deciso per la discarica a Chiaiano che dista poche centinaia di
metri dalla zona ospedaliera: in un parco, in un "polmone verde", che
tutela un paesaggio meraviglioso. Vogliono depositare immondizia in un parco
che sfrutta energia solare e pulita. Vogliono rovinare chi abita lì, vogliono
sminuire Napoli. Noi abitanti della zona gridiamo forte tutta la nostra rabbia.
Alberto di Girolamo Napoli.