HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL 23-24 giugno 2008       #TOP



Report "Province"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Province (6)


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

Lettere e interventi ( da "Tirreno, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Prato LETTERE E INTERVENTI FORZA ITALIA Abolire la Provincia è una cosa giusta Non ci sarebbe da stupirsi se la Provincia di Prato fosse abolita. E questo sia perché nel programma del Pdl era ben chiaro l'impegno ad una riduzione del costo della politica che passasse anche dall'abolizione delle province.

Giulio mani di forbice ( da "Panorama" del 23-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, ds, è d'accordo con lei. Plaude invece al governo Nicola Zingaretti, presidente diessino della Provincia di Roma: "L'abolizione delle province nelle aree metropolitane è giustissima, è una nostra riforma costituzionale del 2000".

Abruzzo, tagli fino a 1,3 miliardi ( da "Centro, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: una drastica riduzione delle risorse delle Regioni e una drastica riduzione dei trasferimenti a favore degli enti locali, con la messa in discussione di due pilastri: il patto per la salute e il patto di stabilità". Ma Legnini critica anche l'abolizione dell'utomatismo del credito d'imposta "che rende largamente inefficace lo strumento",

<No all'abolizione delle Province> ( da "Giorno, Il (Como)" del 24-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province" A LUGLIO SUMMIT DELL'UPL CON IL MINISTRO DELL'INTERNO ROBERTO MARONI ? COMO ? INCONTRO a metà luglio a Como con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per fare il punto sul sistema delle autonomie. Non vogliono sentir parlare di eliminazione degli enti locali di cui sono alla guida i presidenti delle Province lombarde e così nella giornata di ieri

Bossi, altolà a Galan e difesa delle Province ( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: entrando alla Festa dello Statuto della Regione Lombardia, ha anche detto di aver "sempre pensato che si debbano fare le gabbie salariali, cioè adeguare gli stipendi al costo della vita. E quindi non siglare contratti nazionali ma regionali". E poi, no all'abolizione delle Province: "Forse si può cancellarne qualcuna piccola.

Ci scrivono ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: scelte e proposte il rinnovamento della politica, il problema delle alleanze e si chiuda definitivamente l'esperienza politico-amministrativa al Comune e alla Provincia di Napoli. E ancor prima di cercare il consenso con le energie elettorali esterne, si cerchi innanzitutto di non perdere la fiducia dei numerosi delusi che avevano aderito convinti al progetto del Pd.


Articoli

Lettere e interventi (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Province

Prato LETTERE E INTERVENTI FORZA ITALIA Abolire la Provincia è una cosa giusta Non ci sarebbe da stupirsi se la Provincia di Prato fosse abolita. E questo sia perché nel programma del Pdl era ben chiaro l'impegno ad una riduzione del costo della politica che passasse anche dall'abolizione delle province. Ma anche perché la struttura politica dell'ente provincia appare ridondante rispetto alle effettive funzioni che svolge. I pratesi non dovrebbero stracciarsi le vesti. Poiché l'autonomia locale non passa dalla struttura burocratica-politica ma dai servizi che vengono effettivamente resi sul territorio. Ed anche in ipotesi di abolizione non si tornerebbe alla situazione di venti anni fa con i sevizi accentrati su Firenze, ma con una maggiore delega di poteri ai Comuni del comprensorio che confermerebbero il ruolo di veri interlocutori del cittadino. I cittadini sono giustamente stanchi degli esorbitanti, e talvolta ingiustificati, costi della politica. E allora ben vengano i tagli di province, comunità montane e circoscrizioni che troppe volte si caratterizzano per costi politici eccessivi rispetto ai servizi resi. Servizi che non verrebbero meno ma sarebbero accentrati su strutture burocratiche già esistenti. Non c'è bisogno di ritornare sulla retorica della "provincia pratese". Che poteva avere un senso venti anni fa quando l'autonomia da Firenze era un obiettivo da raggiungere. Ma ha molto meno significato oggi quando i servizi sono già sul territorio e quando si deve ragionare in termini di area metropolitana. La difesa di questi enti decentrati appare più la difesa corporativa della classe dirigente che vi trova occupazione e stipendi piuttosto che un battaglia in favore degli interessi dei cittadini elettori. Giovanni Luchetti (coordinatore provinciale di Forza Italia) COMITATO Difendiamo la Provincia e l'orgoglio pratese Se esiste, come esiste, l'orgoglio pratese che si respirava alla investitura di Riccardo Marini, presidente dell'Unione industriale, è necessario che tale orgoglio venga allo scoperto in questo frangente di attacco alla nostra autonomia provinciale. L'orgoglio che noi intendiamo e che, siamo certi, è condiviso da tutti i pratesi, si concretizza in un sano attaccamento alla nostra terra, più semplicemente definibile con la parola "amore". E' necessario che i tanti pratesi che contano si facciano parte attiva per scongiurare la perdita della Provincia. Questo ente, sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario, ha portato solo vantaggi per la città e per gli altri comuni. Svantaggi? Nessuno. Si obbietterà che si poteva far meglio; certamente, tutto è perfettibile. Ma attenzione a non buttar via il bambino con l'acqua sporca. Comitato Provinciale Area Pratese AMBIENTE Le svolte dei Verdi e la solitudine Ho letto con interesse la lettera di Celso Bargellini di qualche giorno fa. Credo abbia espresso una posizione interessante e positiva. Sarebbe stata ancor più interessante e positiva se l'avesse espressa prima delle elezioni. Anche se, da ambientalista vero e praticante, riconosco che i Verdi si sono da sempre condraddistinti come un raggruppamento serio e impegnato, che malvolentieri si son prestati talvolta a far parte di "coalizioni" elettorali. Ma le leggi elettorali italiane sono quanto di più assurdo ci sia e quindi comprendo le recenti scelte. Quello che non comprendo è come potrà Bargellini e il suo amico Fabio Roggiolani in Regione, far convivere la connotazione movimentista che ha mostrato esplicite espressioni di plauso ai mille Comitati che nascono e muoiono come funghi in Provincia di Prato, che ha espresso reiterate critiche alla Giunta Romagnoli in tanti interventi sui quotidiani locali, con la recente palese richiesta di entrare a far parte del Pd, che ha sì necessità di avere anche un'anima ambientalista, ma dovrà pur essere un'anima condivisa, organizzata, scientifica e seria. Cosa che nelle "marce" anti Termovalorizzatore, nelle accuse di "cementificatori" all'attuale giunta o nei voli pindarici degli pseudo ambientalisti "anti Eolico" francamente non mi pareva scorgere. Magari chissà, la paura della solitudine politica farà il miracolo. Massimo Calissi SCUOLA Troppi bocciati colpa dei professori Dati impressionanti. Percentuali da capogiro. Strage degli innocenti... Sono le sintetiche descrizioni dell'enorme fenomeno delle bocciature scolastiche. Fra rimandati e bocciati, sia i risultati nazionali che quelli locali si assestano su un dato vicino al 50% degli studenti delle scuole superiori. Questo fatto è gravissimo e anche se qualcuno può pensare il contrario, dimostra che la scuola non funziona. Dimostra che i professori non hanno lavorato bene. Evidentemente se un istituto tecnico come il Datini, giunge a constatare l'inadeguatezza della metà dei suoi studenti, vuol dire che è una scuola che non funziona. Infatti non prepara bene i ragazzi, poi se ne rende conto e, infine, li boccia. Per completare il quadro, si presenta all'opinione pubblica come se avesse fatto il suo dovere e volesse anche i complimenti per la severità e la serietà. Se un fruttivendolo fa marcire le verdure nelle casse, se un allenatore prepara atleti che hanno scarsi risultati, se un falegname costruisce tavoli asimmetrici, il giudizio del pubblico è immediatamente negativo. Se un docente boccia molti studenti, può addirittura essere considerato più bravo degli altri che respingono un minor numero di alunni. Qual è l'equivoco di fondo che permette a questo orribile costume sociale di perpetuarsi e di essere accettato? Come si può ritenere giusto che gli insegnanti di ruolo facciano lezioni private, anche durante l'anno, e anche ad alunni della loro stessa scuola, realizzando un perfetto conflitto di interessi e guadagnando dalla loro stessa incapacità? L'equivoco è profondo e si basa innanzi tutto sull'egoismo degli adulti che quando pensano ai loro figli, il più delle volte, si accontentano che passino esperienze simile ai loro trascorsi giovanili: io sono sopravvissuto, ce la farà anche lui. La vita è così. Intanto il professore, dall'alto delle sue 18 ore di lavoro, si dimentica che lui è lì per insegnare, prima di valutare; è lì per spiegare prima che per interrogare. Ha il compito di attrarre interesse, di stimolare la concentrazione, di pretendere attenzione, prima di giudicare. Ha il dovere di creare consapevolezza e non di punire l'incoscienza. Se non sa fare queste cose ha sbagliato lavoro e se anche si nasconde dietro alle bocciature per sembrare più serio e severo, ha fallito. Riccardo Buonaiuti (insegnante) URBANISTICA Non c'è partecipazione Noi stiamo coi Comitati E' incredibile che l'assessorato all'urbanistica continui a dire che è in atto un processo partecipativo dei cittadini sulle grandi scelte urbanistiche del Piano Strutturale. E non capiamo perché la giunta si ostini a non ammettere che sta procedendo in un modo antidemocratico, vecchio e inadeguato rispetto alle grandi questioni sul tappeto. Se può dimostrarlo ci dica le finalità, gli obiettivi raggiunti e i temi in cui si è avuta una condivisione dei processi decisionali. Come si fa a chiamare partecipazione quella serie di incontri fatti in via Mazzini, all'ex Marconi? Essi avrebbero senso se fossero concepiti come forum permanente per i cittadini che vogliono affrontare i problemi ordinari della città, legati al lavoro, alle donne, all'emigrazione, alla mobilità, alla politica ambientale. Ma qui ci troviamo di fronte ad un vero specchietto per le allodole: mentre si procede con la grande Variante Urbanistica alla Declassata, che di fatto decide da sola degli assetti, degli equilibri, delle trasformazioni che ricadranno su tutta Prato, si chiamano le persone a discutere di tutt'altro. Se dobbiamo giudicare da quello che vediamo, ci risulta inaccettabile il metodo di Ciuoffo basato su questa doppiezza politica: da una parte finge di applicare la politica regionale della partecipazione, regolata dalla legge Fragai, e intanto, invece di rappresentare la città fa il coordinatore degli interventi privati, adattando il piano a interessi di parte. Non si capisce cosa aspettino i Verdi a salutare questa maggioranza e a prenderne le distanze. Altrimenti rischiano di finire in tutto e per tutto come il Pdci, cioè a fare i valletti di un sindaco che rappresenta solo le imprese edili. Municipio Verde ANZIANI La Casa di riposo non va cancellata In un periodo storico dove la popolazione anziana è sempre maggiore, grazie alle migliori aspettative della vita, e le nascite sempre più in calo (purtroppo!), non si capisce il motivo di ridurre gli spazi di residenza per le persone della terza età. Oltretutto questa struttura è un lascito alla comunità pratese con lo scopo di adibirlo a residenza per anziani privi di assistenza e in solitudine. Se il Comune ha l'esigenza di abbassare le spese per gli affitti, programmi una struttura all'interno dell'area ex Banci, futuro polo espositivo, che verrà costruita con fondi pubblici e privati. Comunque l'assessore Frattani è riuscito a tirarsi addosso anche le ire degli anziani del luogo dopo aver fallito la gestione dell'immigrazione, compito a cui doveva adempiere come assessore alla società multietnica. Sebastiano Campo (La Destra).

Torna all'inizio


Giulio mani di forbice (sezione: Province)

( da "Panorama" del 23-06-2008)

Argomenti: Province

Giulio mani di forbice RENZO ROSATI Taglia e scuci Ridurre anche le spese degli enti locali per dare risorse a famiglia, nucleare, opere pubbliche. Tremonti va all'attacco dei conti pubblici. Con le comunità montane non si mangia, non si paga il supermarket né il benzinaio, men che meno il mutuo. Ancora peggio con le province. Tranne, certo, per chi ci fa carriera: consiglieri, portaborse, consulenti. Con questo ragionamento in testa Giulio Tremonti ha deciso di abolire le prime e iniziare a cancellare le seconde, partendo dalle più grosse, le città metropolitane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Venezia. Saranno infatti gli enti locali a sobbarcarsi ai tagli maggiori destinati a finanziare la manovra triennale 2009-2011, annunciata mercoledì 18 giugno dal governo ma su questo punto subito rinviata a settembre. In totale 17,55 miliardi, la metà dei circa 35 previsti; 3,15 già nel 2009 (vedere tabella). Il resto verrà dalla sanità, dalla pubblica amministrazione, dai prelievi su petrolieri, banche e assicurazioni (a cominciare dalla Robin tax sui guadagni del greggio), dalle tasse sui compensi d'oro dei top manager, dall'accetta sulle consulenze, dalla cessione o quotazione di aziende pubbliche come Tirrenia e Fincantieri. Il tutto per finanziare intanto le necessità dei più poveri, dalla reintroduzione dei bonus per i figli a un piano casa. E, in futuro, per far partire i progetti più ambiziosi: riduzione delle tasse e quoziente familiare (l'imponibile fiscale diviso per i familiari a carico), il nucleare, le infrastrutture. Come pure per mettere il deficit pubblico in totale sicurezza di fronte all'Europa, rispettando gli impegni presi da Romano Prodi. Questo, però, nelle intenzioni. Perché le resistenze dei sindaci e dei presidenti di regioni e province sono fortissime e il malumore è trasversale così come i consensi. Letizia Moratti, sindaco di Milano, teme per i fondi dell'Expo 2015 e non vuole accollarsi neppure un euro del salvataggio dal fallimeno del Comune di Roma (Panorama 25). Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, ds, è d'accordo con lei. Plaude invece al governo Nicola Zingaretti, presidente diessino della Provincia di Roma: "L'abolizione delle province nelle aree metropolitane è giustissima, è una nostra riforma costituzionale del 2000". Così come il collega fiorentino Matteo Renzi: "Era già una proposta di Walter Veltroni. La parola provincia è associata al concetto di spreco, ma non appartengo a una casta. Sfidiamolo questo governo, anziché subirlo. E vediamo se sarà capace di passare dalle parole ai fatti". Proprio questo è il punto. Il centrodestra ha deciso di capovolgere la filosofia economica dei vari governi Prodi, che hanno puntato su tagli e aumenti di tasse al centro lasciando la briglia molto lunga agli enti locali. I quali, prima delle ultime amministrative, erano un tradizionale serbatoio di consensi per la sinistra. I risultati sono stati, spesso, dissesti e sprechi. I circa 9 miliardi di debiti lasciati nelle casse del Campidoglio dalla gestione Rutelli-Veltroni hanno il pendant nella finanza allegra della Regione Siciliana, dove Pdl e alleati fanno il pieno e nei cui conti è proibitivo perfino andare a sbirciare, visto lo scudo dello statuto speciale. Non solo, regioni, province e comuni fanno la parte del leone nella spesa per consulenze, tema al centro dell'attenzione del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta: 741 milioni erogati nel 2006 a esperti veri o presunti, oltre la metà dei 1,3 miliardi accertati per tutta la pubblica amministrazione, tre volte e mezzo rispetto alla sanità, quattro e mezzo l'università, quasi 13 volte la scuola. Di questi compensi ben 228, un terzo, li spende il Lazio, seguito da Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. E le povere comunità montane che hanno fatto di male? Povere, intanto, fino a un certo punto: la maggior parte delle 356 è in Valle d'Aosta, Lombardia, Nord-Est, insomma le aree più ricche d'Italia. In realtà le comunità, istituite nel 1971 con lo scopo di "arginare il calo demografico", scontano tre handicap. Il primo è di aver fallito l'obiettivo originario: la ripopolazione della montagna non c'è stata. Secondo problema: dovevano riguardare i comuni con altitudine media di 1.000 metri, la proliferazione clientelare ne ha prodotte a Palagiano (Taranto), 39 metri sul mare, sulla Riviera di Gallura, a Bova Marina, in Sardegna... Terzo problema: i consiglieri sono un esercito, circa 13 mila, ma politicamente disomogenei, più all'ombra di campanili e liste civiche che dei partiti maggiori. Ragion per cui nessuno le difende, neppure Umberto Bossi, che invece fa quadrato attorno alle province venete e lombarde. La guerra vera, anche con la Lega, si giocherà tra qualche mese. Per gli appetiti e i bisogni di regioni e comuni Tremonti getterà sul tavolo un pacchetto di compensazioni. Intanto l'intero patrimonio del demanio: solo per gli immobili si tratta di 48 miliardi di euro a prezzo di mercato, parte dei quali vincolata, ma per la quota maggiore con ampie possibilità di valorizzazione, a cominciare dall'abbattimento del debito. Maggiori beneficiari: Lazio, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia e Veneto. Soprattutto, da settembre si aprirà il cantiere della riforma federalista, con una parte degli introiti fiscali lasciata agli enti locali. La posta in gioco è enorme: una simulazione della Ragioneria dello Stato stima nel 22 per cento del pil, cioè in 350 miliardi di euro, la quota di tributi diretti e indiretti che potrebbero essere regionalizzati. Intanto si dovrebbe iniziare con percentuali di Iva e Irpef. È la partita che sta più a cuore alla Lega. Tremonti e il centrodestra devono giocarsela con grande attenzione, perché Bossi è Bossi.

Torna all'inizio


Abruzzo, tagli fino a 1,3 miliardi (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Province

Di Antonio De Frenza Abruzzo, tagli fino a 1,3 miliardi Del Turco ai parlamentari "Facciamo fronte comune" L'AQUILA. Se un vecchio socialista come Ottaviano Del Turco ricorre alla metafora religiosa per parlare di politica vuol dire che la situazione è davvero grave. Ma la preoccupazione per il "vangelo apocrifo" della manovra finanziaria del governo, prima annunciata poi in parte sconfessata, è tanta. Perché se venisse approvato il testo diffuso in bozza nei giorni scorsi "l'Abruzzo dovrebbe chiudere bottega e riconsegnare le chiavi al governo". Per questo Del Turco ha chiamato ieri a Palazzo Centi i parlamentari abruzzesi e i presidenti delle Province per discutere sul da farsi. Un appello al quale il centrosinistra ha risposto tiepidamente (erano presenti tre parlamentari: Giovanni Legnini, Giovanni Lolli e Vittoria D'Incecco, e due presidenti di Provincia, Pino De Dominicis e Ernino D'Agostino). Il centrodestra invece ha disertato in massa. Il senatore di An Fabrizio Di Stefano ha invocato motivi formali: "La comunicazione mi è arrivata via mail, un modo poco istituzionale di comunicare". "E senza neanche una cortese telefonata", ha rimarcato il forzista Maurizio Scelli. In realtà nella partita nazionale, si è visto con la sanità, il Pdl abruzzese preferisce evitare giochi di squadra col centrosinistra. Una posizione che Lolli giudica rischiosa "perché dire "ci pensiamo noi a parlare col governo" li carica di responsabilità. Mentre in altre regioni i parlamentari agiscono tutti insieme". E se dunque Lolli si augura che anche i parlamentari del centrodestra abruzzese "si uniscano a questa battaglia" (ammesso che apprezzino la sua analisi sulla sostanza delle misure economiche del governo: "Dal sud al nord, dalla periferia al centro, dai poveri ai ricchi"), Del Turco più fatalisticamente spera che "lo Spirito Santo del dialogo scenda in Abruzzo". Una necessità più che un augurio. Perché oggi l'Abruzzo e le altre regioni rischiano di ritrovarsi senza risorse certe né statali né comunitarie, con il rischio anche di dover coprire con proprie risorse l'abolizione dei ticket sanitari sulla specialistica, 834 milioni. E già oggi gli uffici che stanno da tempo lavorando per l'impegno dei fondi europei, i famosi tre miliardi in sette anni, sono di fatto paralizzati, in attesa che Tremonti vari il testo canonico e non apocrifo della sua manovra. Resta il fatto che la confusione è grande. E che oggi nessuno è in grado di dire cosa uscirà fuori dalla manovra. "Ma mi ha impressionato lo stato di allarme di tutte le Regioni", ha spiegato Del Turco, "anche della Lombardia e del Veneto. Perché qui non siamo di fronte e un'altra linea politica ma a un'altra lingua". Quello che sta accadendo o rischia di accadere, è l'analisi di Del Turco, è che il governo rastrelli risorse dalla periferia, Regioni, Province, enti locali, per ridistribuirle diversamente e in parte trattenerle, per far fronte così agli impegni presi in campagna elettorale (taglio Ici e nuove infrastrutture). Ecco spiegato l'allarme per il destino del fondo Fas (fondo per le aree sottoutilizzate, 850 milioni per l'Abruzzo), che il governo, ha spiegato Del Turco, vuole riassegnare a un'autorità centrale, il comitato presieduto da Micciché, che si incaricherà poi di ridistribuire secondo altre priorità. Ecco di nuovo l'allarme per i fondi europei Fes che il governo vuole rimettere in discussione "sulla base della coerenza con le strategie del governo". Ecco la preoccupazione per i fondi della sanità, che il governo vuole tagliare di un miliardo nel 2009, e di sei miliardi nei tre anni successivi. In soldoni, se dovesse passare la versione soft della manovra, l'Abruzzo perderebbe 500 milioni di euro in 3 anni. Se passasse la manovra più pesante il taglio salirebbe a un miliardo 350 milioni di euro. Alla Regione resterebbero solo un miliardo e 100 milioni che sono fondi comunitari che non possono essere toccati. Ma anche nella versione soft l'Abruzzo perderebbe tutti i fondi già previsti per le infrastrutture (porto di Ortona, fondovalle Sangro, pedemontana Teramo, ferrovia). Per il senatore Giovanni Legnini il quadro "è molto preoccupante e i timori degli enti locali sono fondati". Solo "una battaglia parlamentare", ha ammesso, potrà ridurne gli effetti. "A fronte di una manovra pesante di 13-14 miliardi, due sono gli elementi di preoccupazione", ha spiegato Legnini, "una drastica riduzione delle risorse delle Regioni e una drastica riduzione dei trasferimenti a favore degli enti locali, con la messa in discussione di due pilastri: il patto per la salute e il patto di stabilità". Ma Legnini critica anche l'abolizione dell'utomatismo del credito d'imposta "che rende largamente inefficace lo strumento", e le misure previste per il turnover del personale delle amministrazioni pubbliche (1 assunto per ogni 8 che lasciano) "che avrebbe effetti imprevedibili soprattutto nella sanità".

Torna all'inizio


<No all'abolizione delle Province> (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Como)" del 24-06-2008)

Argomenti: Province

COMO CITTA' pag. 2 "No all'abolizione delle Province" A LUGLIO SUMMIT DELL'UPL CON IL MINISTRO DELL'INTERNO ROBERTO MARONI ? COMO ? INCONTRO a metà luglio a Como con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per fare il punto sul sistema delle autonomie. Non vogliono sentir parlare di eliminazione degli enti locali di cui sono alla guida i presidenti delle Province lombarde e così nella giornata di ieri a Milano nel corso del direttivo dell'Upl dopo essersi detti assolutamente contrari a un'ipotesi del genere hanno anche ufficializzato un vertice che si terrà a Como, a Villa Saporiti, "probabilmente il 14 luglio", precisa il presidente dell'associazione, il comasco Leonardo Carioni. All'ordine del giorno della seduta innanzitutto il sistema delle autonomie locali lombarde in generale - e il nodo sull'istituenda Provincia di Monza e Brianza "che non è e non deve essere messa in discussione", spiega Carioni - ma l'occasione servirà anche come "utile sede di confronto che ci permetterà di sottoporre al ministro Maroni le nostre questione urgenti, prime fra tutte, anche in vista dell'Expo 2015, mobilità e infrastrutture". E PROPRIO a questo proposito Carioni ha chiesto un appuntamento al presidente della Regione, Roberto Formigoni, affinché il Pirellone "garantisca alle Province lombarde un ruolo attivo in vista dell'Expo 2015, soprattutto in materia di infrastrutture, tramite l'istituzione di un apposito tavolo di coordinamento. Questa importante scadenza rappresenta l'occasione per una programmazione degli interventi che abbia una ricaduta ampia e positiva per l'intero territorio della nostra regione, senza escludere nessuna provincia". TRA I PUNTI che saranno toccati nel corso della visita comasca di Maroni anche il tema del federalismo fiscale, pure discusso ieri nel corso del direttivo Upl. C.Cat.

Torna all'inizio


Bossi, altolà a Galan e difesa delle Province (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-24 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Lega, Consiglio federale Bossi, altolà a Galan e difesa delle Province MILANO - Giancarlo Galan (nella foto) e Carroccio sempre più ai ferri corti. Lo scontro con il governatore veneto è stato affrontato con toni molto duri durante il consiglio federale della Lega che si è svolto ieri a Milano. All'uscita, Umberto Bossi ha detto di non essere preoccupato dall'offensiva del governatore del Veneto: "Ma i miei vogliono togliergli la fiducia in Regione. Se uno ti insulta di continuo, diventa difficile...". Il capo del Carroccio, entrando alla Festa dello Statuto della Regione Lombardia, ha anche detto di aver "sempre pensato che si debbano fare le gabbie salariali, cioè adeguare gli stipendi al costo della vita. E quindi non siglare contratti nazionali ma regionali". E poi, no all'abolizione delle Province: "Forse si può cancellarne qualcuna piccola. Ma senza ci sarebbe il rischio di un centralismo regionale". M. Cre.

Torna all'inizio


Ci scrivono (sezione: Province)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-06-24 num: - pag: 18 categoria: BREVI Ci scrivono PARTITO DEMOCRATICO O segretario, o assessore Caro direttore, nei giorni 28 e 29 giugno si riunirà l'assemblea provinciale del Pd napoletano per eleggere il nuovo segretario. Dopo mesi di polemiche e sconfitte elettorali, i gruppi organizzati hanno raggiunto l'accordo sul nome dell'assessore regionale Andrea Cozzolino. La partita si è chiusa senza nemmeno giocarla, considerato che il segretario regionale è un ex popolare e quello di Napoli "toccherebbe" ad un ex diessino, possibilmente bassoliniano. Non c'è dubbio che il resto dei posti negli organismi dirigenti del partito sarà diviso fra i vari gruppi, in proporzione alla percentuale conseguita alle elezioni primarie del 2007. Nonostante lo scenario politico sia mutato, e alcuni esponenti di rilievo abbiano cambiato schieramento. Vada pure per l'elezione di Cozzolino a segretario, ma si faccia un esame di autocoscienza. Si affronti una volta per tutte, con fatti, scelte e proposte il rinnovamento della politica, il problema delle alleanze e si chiuda definitivamente l'esperienza politico-amministrativa al Comune e alla Provincia di Napoli. E ancor prima di cercare il consenso con le energie elettorali esterne, si cerchi innanzitutto di non perdere la fiducia dei numerosi delusi che avevano aderito convinti al progetto del Pd. E voglio pensare che Cozzolino sia dell'idea che non si possa essere assessore e segretario allo stesso tempo. Anche per evitare speculazioni legittime, che ne ridurrebbero il giudizio sulla sua lunga esperienza politica e di partito. Andrea America Napoli PALAZZO SAN GIACOMO / 1 Un copione già visto Caro direttore, l'ennesima nomina da parte del sindaco Iervolino di ex suoi assessori a consiglieri di amministrazione e a presidenti di società municipalizzate, resta un copione, ahinoi, già visto! Resto scettico dinanzi a tali operazioni, che continuano ad esprimere un amministrazione comunale dal fiato corto e dalla scarsa lungimiranza. Fabio Vinci Napoli PALAZZO SAN GIACOMO / 2 Comune riciclone Caro direttore pare che il ministero dell'Ambiente voglia premiare con menzione d'onore il Comune di Napoli, nella persona del sindaco Rosa Russo Iervolino, quale "Comune Riciclone", per la sua indefessa e imperitura opera di riciclaggio degli assessori solidi urbani. Medaglia-ricordo verrà rilasciata agli ex assessori: Terracciano Bruno, Gambardella Elisabetta, Gambale Giuseppe, Papa Rocco, Losa Pasquale, Balzamo Nando, Monti Casimiro, Esposito Luca, trasformati in dirigenti di enti di sottobosco comunale. Roberto Iossa Pomigliano d'Arco (Napoli) PROVINCE Aboliamole, ma tutte Caro direttore, un brivido di piacere per l'ipotesi di abolire le Province coincidenti con le aree metropolitane, e quindi di abolire in primis la Provincia di Napoli. Siccome, però, è esperienza comune che ci troviamo di fronte ad enti inutili e ridondanti, io vorrei rilanciare: sogno, cioè, l'abolizione di tutte le Province d'Italia, e non solo di quelle di cui si discute. Massimo Coppa Zenari Napoli CHIAIANO / 1 Decisione scellerata Caro direttore, la scellerata decisione - come è stata giustamente definita da più parti - di realizzare una discarica nel quartiere di Chiaiano rappresenta un'altra provocazione per i cittadini di un quartiere con importanti potenzialità e per una vasta area ospedaliera che ne verrebbero assai danneggiati per gli evidenti rischi che una discarica presenterebbe a breve distanza da strutture che devono essere con grande attenzione tutelate. è auspicabile che il sindaco di Napoli ritiri il suo avallo a tale iniziativa soprattutto a fronte della compatta opposizione della gente che non può accettare che con tanta indifferenza vengono calpestati i diritti alla propria salute e alla propria dignità. L'esempio di Pianura, con la sua civilissima e vincente protesta dovrebbe insegnare qualcosa a chi per troppe volte non ha tenuto conto delle fondamentali esigenze dei cittadini. Gino Collenea Isernia Napoli CHIAIANO / 2 La nostra rabbia Caro direttore, le autorità hanno deciso per la discarica a Chiaiano che dista poche centinaia di metri dalla zona ospedaliera: in un parco, in un "polmone verde", che tutela un paesaggio meraviglioso. Vogliono depositare immondizia in un parco che sfrutta energia solare e pulita. Vogliono rovinare chi abita lì, vogliono sminuire Napoli. Noi abitanti della zona gridiamo forte tutta la nostra rabbia. Alberto di Girolamo Napoli.

Torna all'inizio