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Tagli
alla politica, si può iniziare da alcune Province
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
in questo
senso abbiamo già cominciato a modificare anche il metodo di calcolo delle
pensioni dei parlamentari, che deve uniformarsi a quello previsto per la
generalità dei lavoratori. Bisogna, inoltre, ridurre la sovrapposizione dei
livelli di governo, a partire dall'abolizione delle province almeno delle città
metropolitane (Bari, Roma, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli,
La
Malfa vuol tagliare tasse e spesa pubblica Prodi ha schiantato l'economia .
Ecco la ricetta ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
contenimento
della spesa pensionistica "con un innalzamento dell'età"; blocco del
turn over nel pubblico impiego; riduzione dei trasferimenti agli enti locali;
tetto di spesa sanitario, abolizione delle province. Facile a dirsi, difficile
a farsi, non ci riuscì il governo Berlusconi con una vasta maggioranza in 5 anni
interi di legislatura:
<Provincia,
De Mitri se ne vada> ( da "Corriere del Veneto"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
lunedì ha
indicato tra le sue priorità in caso di approdo a Montecitorio l'abolizione
delle Province. A sparare su De Mitri è oggi Gianantonio Da Re, consigliere
regionale e segretario provinciale del Carroccio: "Chi non vuole la
Provincia vada a casa - attacca - Non glielo ha ordinato il medico di
candidarsi". Prosegue Da Re, polemico: "Via Cesare Battisti, palazzo
della Provincia,
21/03/2008
12:17 ENTI LOCALI: EURISPES, 10,6 MLD EURO DI RISPARMIO CON ABOLIZIONE PROVINCE
( da "ITnews.it"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
stata
riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di
euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi
finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il
18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente,
contro il 28,4% dei consumi intermedi,
ENTI
LOCALI: EURISPES, 10,6 MLD EURO DI RISPARMIO CON ABOLIZIONE PROVINCE
( da "ADN
Kronos" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
stata
riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di
euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi
finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il
18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente,
contro il 28,4% dei consumi intermedi,
Eurispes,
con l'abolizione delle Province 10,6 mld di euro di risparmio
( da "ADN
Kronos" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
quanto rileva
uno studio dell'Eurispes. Nell'ipotesi in cui il personale delle Province (pari
a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre
Amministrazioni o Istituzioni locali, secondo l'Eurispes l'abolizione delle
Province consentirebbe un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro
nel solo 2006,
PROVINCE:
EURISPES, ABOLENDOLE UN RISPARMIO DI 10,6 MLN EURO
( da "Asca"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
ipotesi in
cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati),
venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o Istituzioni locali,
l'abolizione delle Province consentirebbe, quindi, un risparmio complessivo
pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno
tutte le altre voci di spesa attuali.
COSTI
POLITICA/ EURISPES: RISPARMIO 10 MLD DA ABOLIZIONE .. -2-
( da "Virgilio
Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
un tasso di
crescita delle entrate elevato nelle Province dell'Abruzzo (+125%), della
Calabria (+124,2%) e del Veneto (+118%) e prossimo allo zero in Friuli Venezia
Giulia (+0,6%) ed in Molise (+1,6%); un tasso di crescita della spesa che nelle
Province di sei Regioni (Veneto, Calabria, Piemonte, Abruzzo, Emilia Romagna,
Marche) ha superato il 100%
COSTI
POLITICA/ EURISPES: RISPARMIO 10 MLD DA ABOLIZIONE PROVINCE
( da "Virgilio
Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Apcom) -
L'abolizione delle province consentirebbe un forte risparmio sui costi della
politica, pari a 10,6 miliardi di euro. E quanto rileva l'Eurispes. Nel solo
2006, si ricorda in una nota, è stata riscontrata una spesa complessiva delle
Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di
euro,
PROVINCE:
EURISPES, ABOLENDOLE UN RISPARMIO DI 10,6 MLD EURO (RPT)
( da "Asca"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
ipotesi in
cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati),
venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o Istituzioni locali,
l'abolizione delle Province consentirebbe, quindi, un risparmio complessivo
pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno
tutte le altre voci di spesa attuali.
COSTI
DELLA POLITICA, NUCARA (PRI) CHIEDE L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE
( da "Sestopotere.com"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
COSTI DELLA
POLITICA, NUCARA (PRI) CHIEDE L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE (Sesto Poere) - Roma
- 21 marzo 2008 - Il segretario del Pri, Francesco Nucara, a margine del
comitato di segreteria del Pri, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Se la principale trovata di Veltroni per ridurre i costi della politica è
di diminuire lo stipendio dei parlamentari,
Da
Re e Manzato: <Piuttosto togliamo poteri alla Regione>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dell'Ente Provincia. "Vada in viale Cesare Battisti, nel palazzo della
Provincia, piano ammezzato, seconda porta a destra - suggerisce Toni Da Re
all'alleato forzista -. Lì c'è l'Ufficio protocollo: i consiglieri e gli assessori
che non ritengono utile l'Ente di cui fanno parte passino a lasciare le loro
dimissioni.
Eurispes:
abolendo le province si risparmiano 10,6 mld L'abolizione delle province
produrrebbe un risparmio sui costi della politica di 10,6 miliardi di euro. Lo
riferisce l'Eurisp ( da "Dire"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolendo le
province si risparmiano 10,6 mld Palazzo Valentini ROMA - L'abolizione delle
province produrrebbe un risparmio sui costi della politica di 10,6 miliardi di
euro. Lo riferisce l'Eurispes che segnala che nel solo 2006 e stata riscontrata
una spesa complessiva delle province italiane pari a 13 miliardi di euro.
Eurispes:
senza le Province un risparmio di 10 miliardi l'anno
( da "Rai
News 24" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province consentirebbe appunto - calcola l'Eurispes -, un risparmio
complessivo di 10,6 mld nel 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le
altre voci di spesa. Una scelta radicale, l'abolizione delle Province, che
l'Eurispes propone alla luce, fra l'altro, del loro crescente indebitamento tra
il 2000 e il 2006,
COSTI
POLITICA/ EURISPES CONFERMA, ELIMINARE PROVINCE
( da "Virgilio
Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Non è un caso
infatti che l'obiettivo dell'Italia dei Valori per quanto riguarda i costi
della politica è proprio l'abolizione delle Province, chiaramente senza
tralasciare una riduzione degli stipendi e dei privilegi dei politici
nazionali, punto sul quale ci siamo già impegnati".
GIUSTIZIA:
DDL RIFORMA CODICE PENALE CONFERMA ABOLIZIONE ERGASTOLO
( da "ADN
Kronos" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
(Adnkronos) -
Abolizione dell'ergastolo, una condanna che e "piu simile alla pena di
morte". E la novita tra le piu significative del ddl di riforma della
parte generale del Codice penale, schema presentato oggi al ministro della
Giustizia Luigi Scotti.
Se
si abolissero Province risparmi per 10 mld euro,dice Eurispes
( da "Reuters
Italia" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Nello
scenario immaginato dall'istituto dell'abolizione delle Province, col passaggio
dei loro quasi 63mila dipendenti ad altre amministrazioni locali, si otterrebbe
"un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal
momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali".
Se
si abolissero Province risparmi per 10 mld euro - Eurispes
( da "Websim"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Nello
scenario immaginato dall'istituto dell'abolizione delle Province, col passaggio
dei loro quasi 63mila dipendenti ad altre amministrazioni locali, si otterrebbe
"un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal
momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali".
SE
SI ABOLISSERO PROVINCE RISPARMI PER 10 MLD EURO,DICE EURISPES
( da "Wall
Street Italia" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Nello
scenario immaginato dall'istituto dell'abolizione delle Province, col passaggio
dei loro quasi 63mila dipendenti ad altre amministrazioni locali, si otterrebbe
"un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal
momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali".
21/03/2008
16:30 GIUSTIZIA: DDL RIFORMA CODICE PENALE CONFERMA ABOLIZIONE ERGASTOLO
( da "ITnews.it"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
(Adnkronos) -
Abolizione dell'ergastolo, una condanna che e "piu simile alla pena di
morte". E la novita tra le piu significative del ddl di riforma della
parte generale del Codice penale, schema presentato oggi al ministro della
Giustizia Luigi Scotti.
Eurispes:
"Eliminiamo le Province si risparmiano ogni anno 10 miliardi"
( da "Quotidiano.net"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province farebbe risparmiare alle casse dello Stato 10,6 miliardi
all'anno. Lo sostiene l'Eurispes, basandosi sui dati rilevati nel 2006.
"Nel 2006 - si legge nella nota dell'Istituto di Studi politici, economici
e sociali - è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane
pari a 13 miliardi di euro,
EURISPES:
CON L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE RISPARMI PER 10 MLD
( da "Agi"
del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
DELLE
SPESE" EURISPES: CON L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE RISPARMI PER 10 MLD
L'abolizione delle Province farebbe risparmiare alle casse dello Stato 10,6
miliardi all'anno. Lo sostiene l'Eurispes, basandosi sui dati rilevati nel
2006. "Nel 2006 - si legge nella nota dell'Istituto di Studi politici,
economici e sociali - e stata riscontrata una spesa complessiva delle Province
italiane
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2008-03-21 num: - pag: 18
categoria: REDAZIONALE STRATEGIE Tagli alla politica, si può iniziare da alcune
Province di NICOLA LATORRE* T orna prepotentemente anche in questa campagna
elettorale il dibattito sui costi della politica. Vale la pena subito precisare
che non si devono confondere i costi della democrazia con gli sprechi
insostenibili ai quali abbiamo assistito in questi anni. Che la democrazia ha i
suoi costi, non lo scopriamo di certo oggi. Si tratta semmai di misurarne il
ritorno in termini di produttività, di capacità nel risolvere i problemi e di
mantenere un rapporto forte con la società. In questa chiave, dunque, il tema
può avere impatti diversi. Quindi mettendo da parte ogni demagogia occorre
impegnarsi davvero affinché la politica risponda alle esigenze del Paese e
tenga vivo il dialogo con i cittadini per renderli sempre più protagonisti
della vita democratica. Appare quindi del tutto infondata l'accusa che è stata
lanciata a Walter Veltroni, di strumentalizzare l'abbassamento dei costi della
politica per un puro fino elettorale. Con questo tema ci stiamo già
confrontando da parecchio tempo. Nella Finanziaria 2008 si leggono i primi
provvedimenti in materia, ovvero la riduzione dei componenti del Governo, che
si fermerà a 12 ministri, la riduzione del 20% dei compensi dei commissari
straordinari, la riduzione dei costi per le macchine e le tariffe telefoniche.
Questo dimostra che il percorso verso l'abolizione degli sprechi insostenibili
del sistema è possibile. Certo, bisogna agire di più e non fermarsi ai primi
traguardi. Il successo che ha avuto il libro di Gian Antonio Stella e Sergio
Rizzo, "La Casta", è un chiaro campanello d'allarme che proviene
dall'elettorato, dai cittadini. Il programma del Partito Democratico ne ha
tenuto conto, inserendo tra gli obiettivi principali la netta riduzione del
numero dei parlamentari. A governare il paese, saranno 470 deputati e 100
senatori. Ma non solo, in questo senso abbiamo già
cominciato a modificare anche il metodo di calcolo delle pensioni dei
parlamentari, che deve uniformarsi a quello previsto per la generalità dei
lavoratori. Bisogna, inoltre, ridurre la sovrapposizione dei livelli di
governo, a partire dall'abolizione delle province almeno
delle città metropolitane (Bari, Roma, Bologna, Firenze, Genova, Milano,
Napoli, Torino e Venezia). Tirando le prime somme, sarebbero 185
assessori e 369 consiglieri provinciali in meno, che per il Paese significa più
di tredici milioni di euro l'anno in meno. Questo dimostra che è possibile
quasi dimezzare i costi della politica, alleggerendo soprattutto le indennità
parlamentari. E se è vero che il parlamento è lo specchio del Paese, per una
volta, lo saranno anche le tasche. Questa non è materia di scontro politico, è
uno dei temi su cui sarebbe auspicabile un largo consenso. Perché la politica
ha l'obbligo di fissare le regole, proporre progetti e riforme. Ne va della
tenuta della democrazia. Una politica così concepita deve verificare il
rispetto delle norme e non occuparsi della gestione amministrativa, come ad
esempio le nomine dei primari o cose similari. In questo modo la politica si
occuperà degli interessi del Paese e non costruirà più privilegi. Mi auguro,
infine, che in Italia siano sempre più le donne e gli uomini che vivono per la
politica e non di politica. *Senatore Pd \\ Il percorso verso l'annullamenti
degli sprechi del sistema è possibile Non trascurare i segnali de "La casta".
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
21-03-2008)
Argomenti: Province
La Malfa vuol
tagliare "tasse e spesa pubblica" "Prodi ha schiantato
l'economia". Ecco la ricetta PIU' GRILLO parlante che cassandra, Giorgio
La Malfa si ripresenta nelle Marche come candidato del Pri nelle liste di
Berlusconi (due anni fa FI ora Pdl) con la convinzione che bisogna
"sgonfiare lo Stato" e che, prima o poi, "i debiti si
pagano". Punta tutto sull'economia, lui che è studioso della materia,
nonché numero tre della lista con la sicurezza di rientrare alla Camera, dove
rappresenta il Pri dal lontano 1972. Molto critico con Prodi: "E' riuscito
a schiantare l'economia italiana sotto le tasse, che sono aumentate così tanto
da superare il forte incremento della spesa pubblica". La ricetta di La
Malfa, che lui spera di far transitare nella totalità dell'alleanza di
centro-destra, è abbastanza chiara: "Riduzione della pressione fiscale dal
43% attuale al 35% in una legislatura". Sono 8 punti in percentuale in 4-5
anni, un'enormità, anche perché nel contempo "va ridotto anche il debito
pubblico". "NON E' UNA cosa impossibile, anzi è realistica ? spiega
La Malfa, accompagnato dal segretario regionale del Pri Giuseppe Gambioli ? con
una riduzione media del 2% all'anno. Certo, in contemporanea, va ridotta, nella
stessa misura la spesa". Il che vuol dire: contenimento
della spesa pensionistica "con un innalzamento dell'età"; blocco del
turn over nel pubblico impiego; riduzione dei trasferimenti agli enti locali;
tetto di spesa sanitario, abolizione delle province. Facile a
dirsi, difficile a farsi, non ci riuscì il governo Berlusconi con una vasta
maggioranza in 5 anni interi di legislatura: "E' vero, ma il
programma nasceva da un dato macro-economico di sviluppo che cambiò dopo le
torri gemelle. Adesso invece siamo già in una fase di crescita limitatissima a
livello italiano e con la crisi americana che ci può piombare addosso da un
momento all'altro. Qualcosa dobbiamo fare, perché se no continueremo a
diventare più poveri, tutti". NON ESCLUDE, a dire il vero, nemmeno la
"grande coalizione" Giorgio La Malfa: "Vediamo se il cambiamento
di rotta di Veltroni deriva solo dal panico di allontanarsi il più possibile
dai danni di Prodi oppure ci sono veramente contenuti diversi. A quel punto si
potrebbe anche ragionare diversamente". Si fa presto a dichiararsi nuovi,
ma alla Dc di De Mita questo costò il 6% dei voti". Sorvola sulla mancanza
di candidati locali: "Cercherò di essere più presente qui da voi, le
Marche sono tanto belle...". Al suo fian con i vecchi repubblicani Gerboni
e Montaccini, c'è Claudia Palazzetti, approdata al Pdl, poi arrivano Amone e
Giannotti di Fi e anche Lionello Gabucci. Al cronista sottolineo
l'affiancamento nella stessa lista con Ciarrapico, che ancora si richiama al
fascismo, il leader del Pri risponde senza scomporsi: "Il sistema
elettorale è questo. Comunque il Pri è un partito autonomo, vedremo più avanti
se il Pdl diventerà un nuovo partito in questa Italia bipolare. Io comunque ?
conclude La Malfa ? preferisco il proporzionale". Luigi Luminati - -->.
( da "Corriere del Veneto" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-03-21 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE La polemica "Provincia, De Mitri se ne vada" TREVISO -
Non accenna a placarsi la bufera scatenata dalle dichiarazioni di Alessio De
Mitri, il consigliere provinciale di Forza Italia, candidato alla Camera, che lunedì ha indicato tra le sue priorità in caso di approdo a
Montecitorio l'abolizione delle Province. A sparare su De Mitri è oggi
Gianantonio Da Re, consigliere regionale e segretario provinciale del
Carroccio: "Chi non vuole la Provincia vada a casa - attacca - Non glielo
ha ordinato il medico di candidarsi". Prosegue Da Re, polemico: "Via
Cesare Battisti, palazzo della Provincia, piano ammezzato, seconda porta
a destra. Lì c'è l'Ufficio protocollo, i consiglieri e gli assessori che non
ritengono utile l'Ente di cui fanno parte passino a lasciare le loro
dimissioni. De Mitri abbia il coraggio di andarsene. Dimostri la sua coerenza
e, con un gesto di grande volontà politica, lasci la poltrona che attualmente
occupa a coloro i quali credono nel decentramento amministrativo e nel
federalismo". Contro l'azzurro s'erano già espressi martedì i suoi
compagni di gruppo, Szumski, Marson e Giovine. D'accordo invece con De Mitri i
colonnelli del partito, da Sacconi a Gava, passando per Sernagiotto. Ma.Bo.
( da "ITnews.it" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Roma, 21 mar. -
(Adnkronos) - Nel solo 2006 e' stata riscontrata una spesa
complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11
ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di
indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese
sostenute per i redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi
intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le
altre voci di spesa. E' quanto rileva uno studio dell'Eurispes.
( da "ADN Kronos" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
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commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 21 mar. - (Adnkronos) -
Nel solo 2006 e' stata riscontrata una spesa complessiva
delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2
miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di
indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese
sostenute per i redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi
intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le
altre voci di spesa. E' quanto rileva uno studio dell'Eurispes.
( da "ADN Kronos" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Negli ultimi anni le
spese sono più che quadruplicate. Iindebitamento in preoccupante fase di
crescita. Vai allo speciale. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia
commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 21 mar. - (Adnkronos/Ign)
- Nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province
italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro,
rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi
13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi
da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di
investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa. E' quanto rileva uno studio dell'Eurispes. Nell'ipotesi in cui il
personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse
re-impiegato in altre Amministrazioni o Istituzioni locali, secondo l'Eurispes
l'abolizione delle Province consentirebbe un risparmio complessivo pari a 10,6
miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le
altre voci di spesa attuali. Nel corso degli ultimi venti anni, rimarca
l'istituto di studi politici, economici e socialii diretto da Gian Maria Fara,
i conti economici delle Amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento
sensibile delle spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte
coperto dalle maggiori entrate. L'ammontare complessivo di quest'ultime è,
infatti, passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del
2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%. Nello stesso arco
temporale, rileva l'Eurispes, le spese delle Amministrazioni pubbliche sono
aumentate ad un tasso di crescita medio annuo del 10,5%, passando da
( da "Asca" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
(ASCA) - Roma, 21
mar - Nel solo 2006 e' stata riscontrata una spesa complessiva delle Province
italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro,
rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi
13 miliardi il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro
dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di investimenti
fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa: nell'ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra
dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o
Istituzioni locali, l'abolizione delle Province consentirebbe, quindi, un
risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento
che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali. E' quanto si
legge in un comuniacto dell'Eurispes. Nel corso degli ultimi venti anni, i
conti economici delle Amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento
sensibile delle spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte
coperto dalle maggiori entrate. L'ammontare complessivo di quest'ultime e',
infatti, passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del
2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%. Nello stesso arco temporale,
le spese delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un tasso di crescita
medio annuo del 10,5%, passando da
( da "Virgilio Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
21-03-2008 12:51 Nel
2005 10 indebitate. Soffrono Lazio e Veneto, bene Sicilia Roma, 21 mar. (Apcom)
- Quanto alle cause dell'indebitamento delle province,
per l'Eurispes il 'peso' della gestione corrente è sempre stato preponderante
rispetto a quello della gestione in conto capitale. Nel corso degli anni presi
in considerazione (2000-2006), la gestione in conto capitale ha però acquisito
un ruolo preponderante nell'attività amministrativa delle Province: dal lato
della spesa, il "peso" della gestione corrente è diminuito del 2,9%,
passando dal 74,7% nel 2000, al 71,8% nel 2006. Contestualmente, quello della
gestione in conto capitale è, quindi, aumentato, dal 25,3% al 28,2%;
leggermente superiore all'incremento fatto registrare dal lato delle spese, è
stato l'aumento del contributo delle entrate in conto capitale sulle entrate
totali delle Amministrazioni provinciali (+3,1% dal 2000 al 2006). Nel corso di
7 anni le entrate della gestione corrente sono aumentate da
( da "Virgilio Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
21-03-2008 12:46
Negli ultimi venti anni aumentate loro spese e indebitamento Roma, 21 mar.
(Apcom) - L'abolizione delle province consentirebbe un
forte risparmio sui costi della politica, pari a 10,6 miliardi di euro. E'
quanto rileva l'Eurispes. Nel solo 2006, si ricorda in una nota, è stata
riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di
euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi
finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il
18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente,
contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed
il 31% di tutte le altre voci di spesa. Nell'ipotesi in cui il personale delle
Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in
altre Amministrazioni o Istituzioni locali, l'abolizione delle Province
consentirebbe, quindi, un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel
solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa
attuali. L'Eurispes rileva come, nel complessivo aumento, negli ultimi
ventanni, della spesa delle pubbliche amministrazioni, le Province italiane
presentano negli ultimi anni conti economici in netto peggioramento. Dal 1986
al 2006, le entrate delle Province italiane sono aumentate ad un tasso di
crescita medio annuo del 13,9%, ovvero il 5,3% in più rispetto a quello di
tutte le Amministrazioni pubbliche e lo 0,6% in più rispetto a quello delle
Amministrazioni centrali. A causa del tasso di crescita così elevato, le
entrate provinciali sono quasi quadruplicate nel corso di un ventennio,
raggiungendo, nel corso del 2006, gli 11 miliardi di euro, contro i 2,9 del
1986. Nello stesso arco temporale, tuttavia, oltre alle entrate sono aumentate
anche le spese, tanto che solo in alcuni anni le Province italiane sono state
in grado di soddisfare pienamente il proprio fabbisogno finanziario. Con tasso
di crescita medio annuo del 16,6% (+2,7% rispetto alle entrate), le spese delle
Province sono più che quadruplicate, fino a toccare, nel corso del 2006, i 13
miliardi di euro. Negli ultimi anni l'indebitamento ha iniziato una
preoccupante fase di crescita, che lo ha portato dai 500 milioni di euro del
2001 ai 2 miliardi di euro del 2006. Per la prima volta dopo quasi un
ventennio, una percentuale non irrilevante della crescita dell'indebitamento
delle Amministrazioni pubbliche, è legato al cattivo andamento dei conti
economici delle Province (dei 15 miliardi di euro in più di indebitamento fatto
registrare tra il 2001 ed il 2006 dalle Amministrazioni pubbliche, il 5,5% è
imputabile alle Amministrazioni provinciali). (segue).
( da "Asca" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
(RIPETIZIONE
CORRETTA). (ASCA) - Roma, 21 mar - Nel solo 2006 e' stata riscontrata una spesa
complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11
ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di
indebitamento. Di questi 13 miliardi il 18,3% sono costituiti da spese
sostenute per i redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi
intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre
voci di spesa: nell'ipotesi in cui il personale delle
Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in
altre Amministrazioni o Istituzioni locali, l'abolizione delle Province
consentirebbe, quindi, un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro
nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa
attuali. E' quanto si legge in un comuniacto dell'Eurispes. Nel corso
degli ultimi venti anni, i conti economici delle Amministrazioni pubbliche
hanno mostrato un incremento sensibile delle spese, generando un fabbisogno
finanziario solo in parte coperto dalle maggiori entrate. L'ammontare
complessivo di quest'ultime e', infatti, passato dai 185 miliardi di euro del
1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del
13,4%. Nello stesso arco temporale, le spese delle Amministrazioni pubbliche
sono aumentate ad un tasso di crescita medio annuo del 10,5%, passando da
( da "Sestopotere.com" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
(14:47) (21/3/2008
13:20) | COSTI DELLA POLITICA, NUCARA (PRI) CHIEDE
L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE (Sesto Poere) - Roma - 21 marzo 2008 - Il
segretario del Pri, Francesco Nucara, a margine del comitato di segreteria del
Pri, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Se la principale trovata di
Veltroni per ridurre i costi della politica è di diminuire lo stipendio dei
parlamentari, siamo alla pura propaganda. Se si vuole davvero
intervenire sulla spesa pubblica vi è una strada maestra che pretende
innanzitutto l'abolizione delle province".
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Da Re e Manzato:
"Piuttosto togliamo poteri alla Regione" De Mitri vuole abolire la
Provincia di cui è consigliere? Può tornarsene a casa perchè non gliel'ha
ordinato il dottore di candidarsi. Anzi: se c'è qualcosa da abolire per
decentrare le competenze quella è la Regione. Anche i consiglieri regionali
leghisti Franco Manzato (nella foto) e Gianantonio Da Re entrano nella polemica
sollevata dal forzista Alessio De Mitri che pubblicamente aveva sostenuto di
essere favorevole all'abolizione dell'Ente Provincia.
"Vada in viale Cesare Battisti, nel palazzo della Provincia, piano
ammezzato, seconda porta a destra - suggerisce Toni Da Re all'alleato forzista
-. Lì c'è l'Ufficio protocollo: i consiglieri e gli assessori che non ritengono
utile l'Ente di cui fanno parte passino a lasciare le loro dimissioni.
Abbiano il coraggio di andarsene visto che non vogliono le Province e
dimostrino la loro coerenza e con un gesto di grande volontà politica lascino
le poltrone che attualmente occupano a coloro i quali credono nel decentramento
amministrativo e nel federalismo". Così invece Franco Manzato, capogruppo
della Lega in consiglio Regionale, che risponde a De Mitri con una
provocazione: "Bisogna capire che, come prevede la nostra Costituzione,
l'attività amministrativa non è in capo alle Regioni: queste hanno il compito
di legiferare, di indirizzare e controllare l'attività delle amministrazioni
locali. Voler accentrare in Regione le funzioni proprie di altri Enti è solo un
modo per consegnare ai consiglieri di Palazzo Ferro-Fini un maggior potere
discrezionale mentre si dovrebbe indirizzarsi sempre più verso un
riconoscimento delle funzioni amministrative di Province e Comuni. Nessuno,
però, dagli scranno veneziani è disposto a perdere potere. Attualmente, tanto è
incostituzionale quello che la regione gestisce, tanto è anti-costituzionale
quel che le Province ed i Comuni non gestiscono".S.Mas.
( da "Dire" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Eurispes: abolendo
le province si risparmiano 10,6 mld Palazzo Valentini
ROMA - L'abolizione delle province produrrebbe un
risparmio sui costi della politica di 10,6 miliardi di euro. Lo riferisce
l'Eurispes che segnala che nel solo 2006 e' stata riscontrata una spesa
complessiva delle province italiane pari a 13 miliardi
di euro. Di questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese
sostenute per il lavoro dipendente, il 28,4% per i consumi intermedi, il 22,3%
di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa. Se il
personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati) venisse
re-impiegato in altri enti locali, l'abolizione delle Province consentirebbe,
quindi, un risparmio complessivo di 10,6 miliardi euro nel solo 2006, dal
momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali. L'istituto di
ricerca nota che negli ultimi venti anni, i conti economici delle
amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento sensibile delle spese,
generando un fabbisogno finanziario solo in parte coperto dalle maggiori entrate.
L'ammontare complessivo di quest'ultime e', infatti, passato dai 185 miliardi
di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita
medio annuo del 13,4%. Nello stesso arco temporale, le spese delle
amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un tasso di crescita medio annuo
del 10,5%, passando da
( da "Rai News 24" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Roma | 21 marzo 2008
Eurispes: senza le Province un risparmio di 10 miliardi l'anno Il sito:
www.eurispes.it Abolire le Province per tagliare i costi della politica, con un
risparmio di 10,6 milioni di euro. E' la tesi lanciata dall'Eurispes in piena
campagna elettorale. Nel solo 2006 - rileva l'istituto di ricerche - le
Province hanno speso complessivamente 13 miliardi di euro, contro gli 11 di
flussi finanziari in entrata ed i 2 di indebitamento. Di tali 13 miliardi il
18,3% sono spese per il lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi
intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre
voci di spesa. Nell'ipotesi in cui il personale (62.778 tra dirigenti e
impiegati), venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o Istituzioni locali,
l'abolizione delle Province consentirebbe appunto - calcola
l'Eurispes -, un risparmio complessivo di 10,6 mld nel 2006, dal momento che
verrebbero meno tutte le altre voci di spesa. Una scelta radicale, l'abolizione
delle Province, che l'Eurispes propone alla luce, fra l'altro, del loro
crescente indebitamento tra il 2000 e il 2006, totalmente imputabile,
escluso il 2006, "alle inefficienze nella gestione in conto
capitale", e del fatto che il maggiore bisogno finanziario è dato dai
consumi finali (redditi da lavoro, consumi intermedi e ammortamenti), il 78%
della spesa corrente del 2006.
( da "Virgilio Notizie" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
21-03-2008 15:16 Su
risparmi il grosso sarà da fare in prossima legislatura Roma, 21 mar. (Apcom) -
"Oggi l'Eurispes ci dice chiaramente quello che già sapevamo, ovvero se si
vogliono effettuare risparmi considerevoli, nell'ordine dei 10 miliardi di
euro, si debbono eliminare le province, enti che
costituiscono una duplicazione di funzioni rispetto ai comuni e alle
regioni". Lo afferma Silvana Mura, Idv. "In questa legislatura -
ricorda - si è iniziato a fare qualcosa per ridurre i costi della Politica. Per
quel poco o tanto che si è fatto Italia dei Valori rivendica a buon diritto di
essere stata tra i protagonisti di quest'opera che ci ha visto ridurre il
numero delle circoscrizioni comunali, consentendole solo nelle città con 100
mila abitanti, abolire la legge mancia e ridurre i posti dei cda nei consorsi
di bonifica". "E' evidente - conclude - che il grosso deve ancora
venire e che dovrà essere realizzato nella prossima legislatura. Non è un caso infatti che l'obiettivo dell'Italia dei Valori per
quanto riguarda i costi della politica è proprio l'abolizione delle Province,
chiaramente senza tralasciare una riduzione degli stipendi e dei privilegi dei
politici nazionali, punto sul quale ci siamo già impegnati".
( da "ADN Kronos" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
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commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA Roma, 21 mar. (Adnkronos) - Abolizione dell'ergastolo, una condanna che e' "piu'
simile alla pena di morte". E' la novita' tra le piu' significative del
ddl di riforma della parte generale del Codice penale, schema presentato oggi
al ministro della Giustizia Luigi Scotti. La commissione di studio presieduta
da Giuliano Pisapia stabilisce che il massimo della pena da infliggere ad un
condannato deve essere di 32 anni, elevabili fino a 38 anni per i casi di reati
piu' gravi. La relazione del documento sottolinea che sulla scelta di
sostituire nel Codice l'ergastolo con la "detenzione di massima durata
c'e' stata una lunga e approfondita riflessione".
( da "Reuters Italia" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
ROMA (Reuters) - Le
Province italiane spendono complessivamente più di quanto incassino, nonostante
l'aumento delle entrate. E se fossero abolite, la Pubblica amministrazione
risparmierebbe oltre 10 miliardi di euro l'anno. Lo sostiene un studio diffuso
oggi dall'istituto Eurispes. "Nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa
complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11
ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di
indebitamento", dice una nota dell'Istituto di studi politici economici e
sociali che illustra i risultati della ricerca. Secondo l'Eurispes, "di
questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i
redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3%
di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa". Nello scenario immaginato dall'istituto dell'abolizione delle
Province, col passaggio dei loro quasi 63mila dipendenti ad altre
amministrazioni locali, si otterrebbe "un risparmio complessivo pari a
10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le
altre voci di spesa attuali". La tendenza all'aumento della spesa
negli ultimi 20 anni non è imputabile solo alle Province, ma alle
amministrazioni pubbliche in genere, afferma l'istituto. Se l'ammontare
complessivo delle entrate è passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680
miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%, dice
l'Eurispes, "le spese delle amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un
tasso di crescita medio annuo del 10,5%, passando da
( da "Websim" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
NOTIZIE FLASH 21
Marzo 08 ora 15:19 Se si abolissero Province risparmi per 10 mld euro -
Eurispes ROMA, 21 marzo (Reuters) - Le Province italiane spendono
complessivamente più di quanto incassino, nonostante l'aumento delle entrate. E
se fossero abolite, la Pubblica amministrazione risparmierebbe oltre 10
miliardi di euro l'anno. Lo sostiene un studio diffuso oggi dall'istituto
Eurispes. "Nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa complessiva delle
Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di
euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di
indebitamento", dice una nota dell'Istituto di studi politici economici e
sociali che illustra i risultati della ricerca. Secondo l'Eurispes, "di
questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i
redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3%
di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa". Nello scenario immaginato dall'istituto dell'abolizione delle
Province, col passaggio dei loro quasi 63mila dipendenti ad altre
amministrazioni locali, si otterrebbe "un risparmio complessivo pari a
10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le
altre voci di spesa attuali". La tendenza all'aumento della spesa
negli ultimi 20 anni non è imputabile solo alle Province, ma alle
amministrazioni pubbliche in genere, afferma l'istituto. Se l'ammontare
complessivo delle entrate è passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680
miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%, dice
l'Eurispes, "le spese delle amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un
tasso di crescita medio annuo del 10,5%, passando da
( da "Wall Street Italia" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
Se si abolissero
Province risparmi per 10 mld euro,dice Eurispes -->ROMA (Reuters) - Le
Province italiane spendono complessivamente più di quanto incassino, nonostante
l'aumento delle entrate. E se fossero abolite, la Pubblica amministrazione
risparmierebbe oltre 10 miliardi di euro l'anno. Lo sostiene un studio diffuso
oggi dall'istituto Eurispes. "Nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa
complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11
ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento",
dice una nota dell'Istituto di studi politici economici e sociali che illustra
i risultati della ricerca. Secondo l'Eurispes, "di questi 13 miliardi di
euro, il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro
dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di investimenti
fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa". Nello scenario immaginato dall'istituto dell'abolizione delle
Province, col passaggio dei loro quasi 63mila dipendenti ad altre
amministrazioni locali, si otterrebbe "un risparmio complessivo pari a
10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le
altre voci di spesa attuali". La tendenza all'aumento della spesa
negli ultimi 20 anni non è imputabile solo alle Province, ma alle
amministrazioni pubbliche in genere, afferma l'istituto. Se l'ammontare
complessivo delle entrate è passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680
miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%, dice
l'Eurispes, "le spese delle amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un
tasso di crescita medio annuo del 10,5%, passando da
( da "ITnews.it" del 21-03-2008)
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Roma, 21 mar.
(Adnkronos) - Abolizione dell'ergastolo, una condanna
che e' "piu' simile alla pena di morte". E' la novita' tra le piu'
significative del ddl di riforma della parte generale del Codice penale, schema
presentato oggi al ministro della Giustizia Luigi Scotti. La commissione di
studio presieduta da Giuliano Pisapia stabilisce che il massimo della pena da
infliggere ad un condannato deve essere di 32 anni, elevabili fino a 38 anni
per i casi di reati piu' gravi. La relazione del documento sottolinea che sulla
scelta di sostituire nel Codice l'ergastolo con la "detenzione di massima
durata c'e' stata una lunga e approfondita riflessione".
( da "Quotidiano.net" del 21-03-2008)
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Annunci legali I COSTI DELLA POLITICA Eurispes: "Eliminiamo le Province si
risparmiano ogni anno 10 miliardi" Lo studio si riferisce al 2006, ma
negli ultimi 20 anni la spesa è passata da
( da "Agi" del 21-03-2008)
Argomenti: Province
"NEGLI ULTIMI
VENT'ANNI SENSIBILE INCREMENTO DELLE SPESE" EURISPES: CON L'ABOLIZIONE
DELLE PROVINCE RISPARMI PER 10 MLD L'abolizione delle Province farebbe
risparmiare alle casse dello Stato 10,6 miliardi all'anno. Lo sostiene
l'Eurispes, basandosi sui dati rilevati nel 2006. "Nel 2006 - si legge
nella nota dell'Istituto di Studi politici, economici e sociali - e' stata
riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di
euro, contro gli 11 e i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi
finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il
18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente,
contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed
il 31% di tutte le altre voci di spesa. Nell'ipotesi in cui il personale delle
Province venisse reimpiegato in altre Amministrazioni o Istituzioni locali,
l'abolizione delle Province consentirebbe, quindi, un risparmio complessivo
pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno
tutte le altre voci di spesa attuali".