HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!” |
|
toARTICOLI DEL 2-13 giugno 2008
#TOP
·
Articoli
Province (6)
"Quei tagli fanno male a tutto il Paese"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: straordinaria del Consiglio regionale sul problema dell'abolizione dell'Ici. Chiarella ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Bova motivando la sua richiesta "con l'iniziativa assunta dai presidenti delle Province calabresi, che hanno chiesto la revoca della decisione del Governo di finanziare il taglio dell'Ici con la soppressione di finanziamenti per Calabria e Sicilia"
"Fermate
la Provincia di Fermo": la protesta dei dipendenti
( da "Quotidiano.it,
Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abbiamo rilevato che in tanti si sono espressi per la riduzione della spesa pubblica, a partire in primo luogo dal costo della politica e dell'apparato burocratico, con particolare riferimento agli enti locali, proclamando la razionalizzazione dell'ente Provincia, l'abolizione delle Comunità Montane e di altri enti.
"Un
taglio che pesa ingiustamente"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: dell'abolizione dell'Ici". È quanto si legge in un comunicato della Regione. L'appuntamento era fissato per presentare al Governo il documento politico-programmatico delle Regioni, con la richiesta di un "Patto di legislatura" e per sentire su quali linee strategiche si vorrà indirizzare il nuovo esecutivo rispetto alle materie di interesse regionale e sulle riforme istituzionali.
Stop
alla Provincia, Monza sotto choc ( da "Corriere della Sera"
del 08-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Stop alla proliferazione delle province". Sono le 18 quando le agenzie stampa battono la notizia che tra le ipotesi allo studio per la prossima Finanziaria c'è l'abolizione delle nuove province. Monza e Brianza in testa. Il sindaco della città di Teodolinda, Marco Mariani (Cdl), è allo stadio per la finale del campionato di rugby.
Bilancio
al setaccio, caccia agli sprechi ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 09-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Sorci impegnandola ad una maggiore partecipazione nella stesura della manovra finanziaria, a controllare tra le pieghe di bilancio eventuali sprechi e valutare se esistano o meno le possibilità per l'abolizione della Farmacom. "UN DOCUMENTO molto pesante e quasi imbarazzante per il sindaco e i suoi assessori che durante la discussione sull'argomento non hanno mai preso la parola",
Giunta
Provinciale Milano:"un'assurdità solo pensare di abolire adesso la
Provincia di Monza e Brianza"
( da "Sestopotere.com"
del 09-06-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle tre Province – conclude Ponti - è pura demagogia, considerando gli investimenti e i progetti già partiti. Anzi, se ciò davvero dovesse avvenire, comporterebbe per le Amministrazioni Pubbliche un grave danno economico ma soprattutto una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e di quanti attendono da anni l'
( da "Giornale di Calabria, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Province
Il ministro
"ombra" Colaninno sui fondi dirottati per la copertura
dell'abolizione dell'Ici. Chiarella chiede un Consiglio PALERMO. "In
Sicilia e in Calabria si apre un'emergenza di competitività che ha ricadute
negative sulla competitività dell'intero Paese". L'ha detto a Palermo
Matteo Colaninno, ministro ombra allo Sviluppo economico del Pd, commentando il
taglio di risorse alle due regioni, per circa due miliardi, previsto nel
decreto del governo sul taglio dell'Ici e sulla detassazione degli
straordinari. Colaninno ha tenuto una conferenza stampa con Andrea Martella,
ministro ombra alle Infrastrutture e ai Trasporti, e Antonello Cracolici,
capogruppo del Pd all'Assemblea regionale siciliana. Secondo i dati forniti dal
Pd, i tagli riguardano i fondi ex Fintecna (circa 1,4 miliardi), 500 milioni di
somme destinate alla viabilità secondaria, 50 milioni per i danni della
peronospera ai viticoltori di Trapani e 55 milioni per la stabilizzazione di
3.200 precari al Comune di Palermo. Tutti soldi che erano stati stanziati dal
governo Prodi. "Il Sud è la leva per dare slancio al Paese - ha aggiunto
Colaninno - ma il provvedimento del governo va in senso
contrario".Colaninno, citando alcuni dati di Unioncamere, ha spiegato che
il Sud tra il 2000 e il
( da "Quotidiano.it, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Province
Fermo | Lettera al
Governo per bloccare la provincia di Fermo da parte dei dipendenti dell'ente
ascolano: "E' inutile, ridicolo, dispendioso, assurdo in un periodo in cui
si cerca di limitare i costi della politica". Piazza del Popolo Quella che
segue è una lettera aperta sottoscritta da centinaia di dipendenti della
Provincia di Ascoli Piceno, con cui si scrive ad alcuni esponenti del Governo
Berlusconi, cercando di convincere a stoppare in tempo la nascitsa della nuova
Provincia di Fermo. "Illustrissimi, Onorevoli, a decorrere dalle prossime
elezioni amministrative, previste per la primavera del 2009 sarà data concreta
attuazione alla legge 147/2004, istitutiva della Provincia di Fermo.
L'Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno, attraverso uno specifico
Ufficio provinciale, sta provvedendo ad effettuare la ricognizione del
patrimonio e del personale per poi suddividerli tra i due nuovi enti, in base a
percentuali stabilite da una Commissione paritetica in proporzione alla
popolazione ed al territorio (43% Fermo e 57% Ascoli Piceno). Attualmente la
Provincia di Ascoli Piceno nella sua integrità consta di una popolazione di
369.371 abitanti per un territorio di 2087 Km². Detto territorio sta
attraversando una grave crisi imprenditoriale ed occupazionale ed è in notevole
ritardo rispetto agli standards internazionali dettati dalla globalizzazione.
Noi sottoscrittori della presente, lavoratori interessati dalla divisione della
Provincia di Ascoli Piceno, riuniti in comitato spontaneo, da vari mesi
seguiamo con apprensione le concertazioni che a vario livello si stanno
svolgendo per la costituzione della nuova provincia di Fermo, preoccupati per
le conseguenze non certamente positive che ne deriveranno. Abbiamo ascoltato e
seguito con trepidazione annunci e programmi elettorali e, con molto favore, abbiamo rilevato che in tanti si sono espressi per la riduzione
della spesa pubblica, a partire in primo luogo dal costo della politica e
dell'apparato burocratico, con particolare riferimento agli enti locali,
proclamando la razionalizzazione dell'ente Provincia, l'abolizione delle
Comunità Montane e di altri enti. Avete apertamente e ripetutamente
sostenuto la necessità di procedere all'abolizione delle province
ritenendolo mezzo necessario ad ottenere un risparmio di circa 10 - 13 miliardi
di spese, sia politiche che di apparati, escluse le spese di personale il quale
dovrebbe essere reimpiegato in altri enti. Riteniamo che con un provvedimento
d'urgenza si potrebbe sancire l'immediato blocco della nascita di nuovi enti,
in alcuni casi veramente inutili, come per la istituenda Provincia di Fermo, la
quale sarebbe funzionale solo al soddisfacimento degli interessi di pochi ed
alla tutela di campanilismi e della classe politica locale con conseguenti
aumenti di spesa e danni per lo Stato e per il territorio Piceno, interessato
alla divisione. Ci rendiamo conto che l'operazione di recupero di svariati
miliardi relativa alla eventuale soppressione dell'ente Provincia comporta
tempi lunghi, derivanti dalle necessarie modifiche costituzionali, ma ciò
nonostante, se ci è consentito, vorremmo suggerire e sollecitare l'adozione di
un atto che comporterà un immediato risparmio di spesa, consistente proprio
nella predetta soppressione e/o sospensione della costituzione delle nuove
realtà Provinciali. Con l'attuazione della legge 147/2004 istitutiva della
Provincia di Fermo il territorio verrebbe diviso in due realtà insignificanti
con una popolazione per la nuova Provincia di Fermo di circa 165.000 abitanti,
mentre l'articolo 21 comma 3 lettera c) del D.Lgs. 267/2000 (Testo Unico Enti
Locali) dispone che, di norma, sia indispensabile una popolazione di almeno
200.000 abitanti perché possa procedersi alla revisione delle circoscrizioni
provinciali ed alla istituzione di nuove Province. Dal provvedimento di cui
chiediamo con forza l'adozione deriverebbe un risparmio di spesa pubblica di
circa 45 milioni di euro, non dovendosi più sostenere le spese per uffici
statali da istituire o integrare; le spese dei processi di funzionalizzazione;
le spese per le elezioni delle nuova amministrazione. Per di più, detti 45
milioni di Euro sono oneri parziali che prescindono dalla costituzione del
nuovo ente Provincia di Fermo per il quale, stime ufficiose, fanno ritenere
siano necessari ulteriori 16 milioni di Euro. Quanto sopra, senza tener conto
degli eventuali incentivi per la redistribuzione del personale tra le due nuove
realtà Provinciali, in cui elevatissimo è il numero di dipendenti residenti nel
territorio della nuova Provincia di Ascoli Piceno, tra i quali vi sono anche
145 unità di personale a tempo determinato di cui 105 unità la Provincia di
Ascoli Piceno intende stabilizzare e che nella stragrande maggioranza
risultano, anch'essi, residenti nel territorio della nuova Provincia di Ascoli
Piceno. In totale dunque le spese di impianto, a regime, dovrebbero ammontare a
più di 65 milioni di Euro. A questi costi andrebbero ad aggiungersi i costi
derivanti dall'aumento degli organismi politici e di supporto immediato. Solo
per i consigli provinciali si spenderebbero 560.000,00 euro in più, le Giunte
andrebbero raddoppiate così come i Presidenti di Provincia, i Presidenti dei
Consigli, i Nuclei di valutazione, i revisori dei conti, con costi da
470.000,00 euro a 940.000,00. Nel complesso pertanto, per ogni anno, l'aumento
del costo relativo ai soli organi politici ammonterà ad oltre 1.000.000,00 Euro.
A quanto detto debbono essere aggiunti i maggiori costi di esercizio diversi da
quelli relativi agli organi politici stimabili intorno a 3.000.000,00 di euro.
Stando, quindi, ai dati è chiaro che è indispensabile impedire la nascita di
una assurda nuova realtà Provinciale di dimensioni ridottissime come quella di
Fermo, che non raggiungerebbe il limite di 165.000 abitanti, da più parti e
ricerche ritenuta antieconomica per dimensioni di territorio, cosa che in
analogia accadrebbe anche nella nuova Provincia di Ascoli da sempre considerata
" la cenerentola" della Regione Marche Pertanto, bloccando la nascita
della Provincia di Fermo ci sarebbe un immediato risparmio di circa 65 milioni
di Euro e tale atto avrebbe, inoltre, diverse e significative valenze:
dimostrerebbe che i programmi elettorali, là dove possibile, vengono da subito
onorati; eliminerebbe o attenuerebbe la crisi imprenditoriale ed occupazionale,
sarebbe un atto preliminare alla effettiva eliminazione a livello
costituzionale dell' ente provincia; eliminerebbe le preoccupazioni ed il
disagio di centinaia di lavoratori che sarebbero costretti a dover percorrere
centinaia di chilometri al giorno. Se pertanto, come ripetutamente affermato, è
reale intendimento dare un segnale forte sulla via della riduzione della spesa
pubblica, non potrete non tenere in considerazione la viva preghiera rivolta da
noi tutti, affinché sia evitato il grave danno della costituzione di un nuovo
ed inutile ente Provinciale. La politica locale, sottovalutando le gravi
conseguenze economiche, sociali e familiari a cui questo territorio viene
esposto dividendolo in due micro entità provinciali, non riesce a distaccarsi
dai campanilismi. 03/06/2008.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Province
Il presidente Loiero
si è rivolto a Berlusconi in relazione ai fondi spostati per l'abolizione
dell'Ici CATANZARO. "Al primo confronto istituzionale tra il Governo e le
Regioni, tenutosi a Palazzo Chigi, il presidente della Calabria Agazio Loiero,
ha sottolineato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l'ingiusta
decisione di far pesare su Calabria e Sicilia il costo dell'abolizione
dell'Ici". È quanto si legge in un comunicato della Regione.
L'appuntamento era fissato per presentare al Governo il documento
politico-programmatico delle Regioni, con la richiesta di un "Patto di
legislatura" e per sentire su quali linee strategiche si vorrà indirizzare
il nuovo esecutivo rispetto alle materie di interesse regionale e sulle riforme
istituzionali. Loiero è intervenuto subito dopo la relazione di apertura
del presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni Vasco Errani e
rivolgendosi al capo del Governo ha ricordato che "le risorse per
finanziarie il taglio dell'Ici provengono in gran parte dagli impegni assunti
nella precedente legislatura a favore dello sviluppo infrastrutturale e sociale
di Calabria e Sicilia". "Credo di interpretare anche lo stato d'animo
della Regione Siciliana, che come noi ricorrerà alla Corte Costituzionale per
impugnare il provvedimento, se affermo - ha continuato Loiero - che non è stata
proprio una bella scelta quella di penalizzare le due Regioni del Mezzogiorno
anche per il messaggio inviato al nostro paese, con i significati simbolici che
esso comporta". "Certamente, condivido pienamente il documento
unitario delle Regioni e la presentazione di Errani, quando chiede il rispetto
del principio di leale collaborazione istituzionale e di costruire assieme le
soluzioni ai problemi del paese. E soprattutto - ha detto ancora Loiero - è
utile la disponibilità di tutti a realizzare un confronto preventivo sulle
scelte del Governo che ci coinvolgono direttamente". Apprezzo, pertanto,
la volontà di costituire subito un "tavolo" di confronto sul decreto
di cancellazione dell'Ici, presso il Ministero per gli Affari Regionali, - ha
dichiarato il presidente Loiero - così come mi ha confermato oggi il ministro
Raffaele Fitto". Durante l'incontro il Ministro dell'Economia Giulio
Tremonti, nel replicare al presidente Loiero, ha affermato che una soluzione al
taglio delle risorse per Calabria potrà essere ricercata attraverso un lavoro
congiunto per sbloccare una parte di fondi europei ancora non utilizzati.
"Non mi sembra proprio che la strada indicata da Tremonti sia giusta. Va
chiarito una volta per tutte - ha commentato il presidente Loiero all'uscita di
Palazzo Chigi - che i fondi comunitari, così come prevede l'Unione Europea,
devono essere aggiuntivi e non sostitutivi delle risorse statali, altrimenti
non risponderebbero allo scopo per cui sono stati creati: quello di aiutare i
territori più poveri ad inserirsi nel processo di coesione sociale e per recuperare
il divario sia economico che infrastrutturale. Per quanto riguarda la Calabria,
oltretutto, abbiamo speso fino all'ultimo euro del Por 2000-2006".
"Forse il Governo dovrebbe conoscere meglio la situazione calabrese - ha
commentato Loiero - e ciò che comporta per i suoi cittadini un sacrificio così
pesante ed ingiusto, perché da noi si rischiano tensioni sociali
incontrollabili. Non c'è motivo, per nessuna parte politica, di far pagare ai
calabresi lo sgravio dell'Ici di tutti gli italiani proprietari di casa. È bene
ricordare che con quei fondi avevamo programmato opere ed azioni molto
importanti, concertate anche con le istituzioni locali e con i sindacati, voci
non ammortizzabili con il solo bilancio regionale. Ad esempio: dalle strade
nazionali e provincia alla stabilizzazione di Lpu e Lsu; dall'ammodernamento
della rete idrica ai nuovi servizi marittimi tra Reggio Calabria e Messina e a
tanti altri investimenti infrastrutturali e sociali".
( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Province
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-08 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Stop alla Provincia, Monza sotto choc Il sindaco
Mariani: no al taglio dei fondi. Podestà (FI): era nel programma Il senatore
leghista Monti: Berlusconi non tradirà i brianzoli La Camera di commercio: non
torniamo indietro "Stop alla proliferazione delle province". Sono le 18 quando le agenzie stampa battono la notizia
che tra le ipotesi allo studio per la prossima Finanziaria c'è l'abolizione
delle nuove province. Monza e Brianza in testa. Il sindaco della città di Teodolinda,
Marco Mariani (Cdl), è allo stadio per la finale del campionato di rugby.
La prima reazione è rabbia allo stato puro: "Una follia". Poi sferra
un attacco lucido: "Il primo risparmio è abolire le regioni che hanno
duecentomila abitanti e i bilanci in rosso. Dite a quei signori che hanno avuto
la geniale pensata che la Brianza è la zona industriale più importante
d'Europa, che ha bisogno di autonomia, perché Milano è un moloch che assorbe
tutto". E basta un'ipotesi a prefigurare una crisi politica. Con il
senatore del Carroccio, Cesarino Monti, uno dei "creatori" della
provincia di Monza nel 2004, che aggiunge: "Non credo che Berlusconi
tradirà i brianzoli. Ma chi dovesse fare questa scelta la pagherà politicamente
e pesantemente ". Prudente è solo il presidente della Provincia di Milano,
Filippo Penati, che rimanda all'assessore Gigi Ponti, il cui compito è proprio
l'attuazione della nuova provincia: "Tornare indietro tradirebbe le
aspettative del territorio - dice Ponti -. Comporterebbe una diseconomia e
nessun risparmio, perché la legge istitutiva ha già messo in campo 40 milioni
di euro, utilizzati per organizzare i nuovi uffici, la caserma della Guardia di
finanza e potenziare i vigili del fuoco, la questura, l'Agenzia delle
entrate". Che dire poi ai 50 comuni che si sentono già parte della nuova
provincia e ai cinque in coda per entrare (Lentate sul Seveso, Cornate d'Adda,
Roncello, Caponago e Busnago)? Un territorio di 800 mila abitanti, con 70 mila
imprese, e dove ne nascono 13 nuove al giorno. "La Brianza è un paradigma
dell'imprenditoria italiana e il tema provincia al punto in cui siamo è
metabolizzato dal territorio. Per noi, per esempio, non ha significato costi
aggiuntivi ", chiarisce Renato Mattioni, segretario generale della Camera
di Commercio di Monza che ha appena compiuto un anno di vita. "Scelta
assolutamente grave e irrispettosa. Non si possono prendere in giro i
cittadini. Uno schiaffo alla Brianza dal centrodestra", commenta il
coordinatore pd regionale, Maurizio Martina. Ma il collega coordinatore azzurro,
Guido Podestà, invita a mantenere la calma: "Non ci scordiamo che in
campagna elettorale Berlusconi aveva detto di essere a favore della abolizione
delle province in una logica di contenimento dei
costi. Strada che la pubblica opinione, credo, sia pronta a condividere".
Paola D'Amico.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
09-06-2008)
Argomenti: Province
ANCONA E PROVINCIA pag.
27 Bilancio al setaccio, caccia agli sprechi FABRIANO RIFONDAZIONE INVITA AI
TAGLI. PASSA IL PIANO TRIENNALE ? FABRIANO ? SI TORNA sui banchi del Consiglo
comunale questa mattina (ore 9,30) per la settima seduta nello spazio di dodici
giorni dedicata alla discussione del bilancio di previsione 2008. Una maratona
senza fine in un clima che si annuncia particolarmente caldo dopo che nella
tarda serata di sabato la maggioranza, su proposta di Emanuele Rossi
(Rifondazione comunista), ha presentato un ordine del giorno piuttosto
dettagliato. In quel documento, votato a favore dal solo centrosinistra, si
fissano diversi paletti verso la Giunta Sorci impegnandola
ad una maggiore partecipazione nella stesura della manovra finanziaria, a
controllare tra le pieghe di bilancio eventuali sprechi e valutare se esistano
o meno le possibilità per l'abolizione della Farmacom. "UN DOCUMENTO molto
pesante e quasi imbarazzante per il sindaco e i suoi assessori che durante la
discussione sull'argomento non hanno mai preso la parola", va
all'attacco Silvano D'Innocenzo (Fi). "Personalmente alla luce di quanto
riportato nell'ordine del giorno di chi dovrebbe sostenere la Giunta ho visto
tanta insoddisfazione. Ecco perché mi sono spinto a chiedere le dimissioni
dell'assessore alle finanze Marco Boldrini. Lui ha sempre sostenuto che in
bilancio non ci sono sprechi, invece mi sembra che non solo noi
dell'opposizione ma anche i suoi alleati la pensino diversamente". OGGI,
quindi, si riparte con l'infinito dibattito, dopo che sabato sera è stato
approvato il piano triennale delle opere pubbliche con 51 milioni di
investimento dal 2008 al 2010 per una serie di 48 interventi. In aula nella
giornata odierna si dovrebbe discutere anche l'ordine del giorno della
minoranza per riscuotere i dividendi della Farmacom e per abolire la stessa
società interamente a capitale municipale per la gestione delle farmacie
comunali. Foto, da sinistra, Emanuele Rossi e Silvano D'Innocenzo.
( da "Sestopotere.com" del 09-06-2008)
Argomenti: Province
(9/6/2008 12:13) |
(Sesto Potere) - Milano - 9 giugno 2008 - In merito alle notizie che
riferiscono una presunta volontà del Governo di congelare l'istituzione delle
tre Province di Monza e Brianza, Fermo, Andria-Barletta– Trani, istituite con
legge dello stato nel 2004, Gigi Ponti, Assessore all'attuazione della Provincia
di Monza e Brianza così dichiara: “E' assurdo solo pensare di bloccare oggi un
iter che è ormai quasi completato: infatti le tre Province saranno pronte e
operative tra meno di un anno, nella primavera del 2009. Per quanto riguarda
Monza le sedi istituzionali sono già pronte, parte del personale già
trasferito, ed entro al fine di questo mese sarà completato il processo di
scorporo del patrimonio e del personale con Milano, come previsto dalla legge:
un lavoro lungo durato anni”. Ponti ricorda inoltre che durante la campagna
elettorale appena conclusa, diversi esponenti politici, ora Ministri
dell'attuale governo, avevano promesso che la Provincia MB non sarebbe stata
oggetto di tagli. “Confido che la parola spesa meno di due mesi fa venga
mantenuta e le notizie diffuse oggi siano presto rettificate” continua Ponti.
“Sbandierare oggi un possibile risparmio economico con l'abolizione
delle tre Province – conclude Ponti - è pura demagogia, considerando gli
investimenti e i progetti già partiti. Anzi, se ciò davvero dovesse avvenire,
comporterebbe per le Amministrazioni Pubbliche un grave danno economico ma
soprattutto una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e di quanti
attendono da anni l'attuazione della Provincia: per Monza e Brianza parliamo di
800.000 abitanti!”.