HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL 2-13 giugno 2008       #TOP


 


Report "Province"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Province (6)


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

"Quei tagli fanno male a tutto il Paese" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: straordinaria del Consiglio regionale sul problema dell'abolizione dell'Ici. Chiarella ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Bova motivando la sua richiesta "con l'iniziativa assunta dai presidenti delle Province calabresi, che hanno chiesto la revoca della decisione del Governo di finanziare il taglio dell'Ici con la soppressione di finanziamenti per Calabria e Sicilia"

"Fermate la Provincia di Fermo": la protesta dei dipendenti ( da "Quotidiano.it, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abbiamo rilevato che in tanti si sono espressi per la riduzione della spesa pubblica, a partire in primo luogo dal costo della politica e dell'apparato burocratico, con particolare riferimento agli enti locali, proclamando la razionalizzazione dell'ente Provincia, l'abolizione delle Comunità Montane e di altri enti.

"Un taglio che pesa ingiustamente" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: dell'abolizione dell'Ici". È quanto si legge in un comunicato della Regione. L'appuntamento era fissato per presentare al Governo il documento politico-programmatico delle Regioni, con la richiesta di un "Patto di legislatura" e per sentire su quali linee strategiche si vorrà indirizzare il nuovo esecutivo rispetto alle materie di interesse regionale e sulle riforme istituzionali.

Stop alla Provincia, Monza sotto choc ( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Stop alla proliferazione delle province". Sono le 18 quando le agenzie stampa battono la notizia che tra le ipotesi allo studio per la prossima Finanziaria c'è l'abolizione delle nuove province. Monza e Brianza in testa. Il sindaco della città di Teodolinda, Marco Mariani (Cdl), è allo stadio per la finale del campionato di rugby.

Bilancio al setaccio, caccia agli sprechi ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 09-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Sorci impegnandola ad una maggiore partecipazione nella stesura della manovra finanziaria, a controllare tra le pieghe di bilancio eventuali sprechi e valutare se esistano o meno le possibilità per l'abolizione della Farmacom. "UN DOCUMENTO molto pesante e quasi imbarazzante per il sindaco e i suoi assessori che durante la discussione sull'argomento non hanno mai preso la parola",

Giunta Provinciale Milano:"un'assurdità solo pensare di abolire adesso la Provincia di Monza e Brianza" ( da "Sestopotere.com" del 09-06-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle tre Province – conclude Ponti - è pura demagogia, considerando gli investimenti e i progetti già partiti. Anzi, se ciò davvero dovesse avvenire, comporterebbe per le Amministrazioni Pubbliche un grave danno economico ma soprattutto una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e di quanti attendono da anni l'


Articoli

"Quei tagli fanno male a tutto il Paese" (sezione: Province)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Province

Il ministro "ombra" Colaninno sui fondi dirottati per la copertura dell'abolizione dell'Ici. Chiarella chiede un Consiglio PALERMO. "In Sicilia e in Calabria si apre un'emergenza di competitività che ha ricadute negative sulla competitività dell'intero Paese". L'ha detto a Palermo Matteo Colaninno, ministro ombra allo Sviluppo economico del Pd, commentando il taglio di risorse alle due regioni, per circa due miliardi, previsto nel decreto del governo sul taglio dell'Ici e sulla detassazione degli straordinari. Colaninno ha tenuto una conferenza stampa con Andrea Martella, ministro ombra alle Infrastrutture e ai Trasporti, e Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all'Assemblea regionale siciliana. Secondo i dati forniti dal Pd, i tagli riguardano i fondi ex Fintecna (circa 1,4 miliardi), 500 milioni di somme destinate alla viabilità secondaria, 50 milioni per i danni della peronospera ai viticoltori di Trapani e 55 milioni per la stabilizzazione di 3.200 precari al Comune di Palermo. Tutti soldi che erano stati stanziati dal governo Prodi. "Il Sud è la leva per dare slancio al Paese - ha aggiunto Colaninno - ma il provvedimento del governo va in senso contrario".Colaninno, citando alcuni dati di Unioncamere, ha spiegato che il Sud tra il 2000 e il 2007 ha accumulato ulteriore distanza dal Nord. La media del gap infrastrutturale tra le due aree del Paese "è del 20% - ha detto - che sale a 40 punti per gli aeroporti". Martella ha assicurato che "il Pd farà una battaglia in Parlamento per ripristinare i fondi, vedremo come si comporteranno i deputati siciliani e calabresi del centrodestra. Berlusconi ha operato secondo il sistema di sempre: da una parte annunci (come il ponte sullo Stretto, per il quale non ci sono risorse), e dall'altra tagli reali". Intanto, secondo Cracolici, il decreto del governo è incostituzionale: "il presidente della Regione non è stato invitato al Consiglio dei ministri che ha emanato il provvedimento, aggirando così lo Statuto siciliano. Raffaele Lombardo - ha concluso - dice che ricorrerà alla Consulta, ma stiamo ancora aspettando che lo faccia". Intanto il consigliere regionale Egidio Chiarella ha chiesto una riunione straordinaria del Consiglio regionale sul problema dell'abolizione dell'Ici. Chiarella ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Bova motivando la sua richiesta "con l'iniziativa assunta dai presidenti delle Province calabresi, che hanno chiesto la revoca della decisione del Governo di finanziare il taglio dell'Ici con la soppressione di finanziamenti per Calabria e Sicilia". Chiarella propone che alla riunione del Consiglio regionale partecipino i presidenti delle cinque Province calabresi e i parlamentari calabresi di tutti i partiti. Secondo il consigliere regionale, "é necessario far sentire la voce univoca della classe politica calabrese contro il tentativo di penalizzare lo sviluppo del nostro territorio. È impensabile puntare al ponte sullo Stretto e nello stesso tempo non investire più sulle arterie interne della Calabria".

Torna all'inizio


"Fermate la Provincia di Fermo": la protesta dei dipendenti (sezione: Province)

( da "Quotidiano.it, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Province

Fermo | Lettera al Governo per bloccare la provincia di Fermo da parte dei dipendenti dell'ente ascolano: "E' inutile, ridicolo, dispendioso, assurdo in un periodo in cui si cerca di limitare i costi della politica". Piazza del Popolo Quella che segue è una lettera aperta sottoscritta da centinaia di dipendenti della Provincia di Ascoli Piceno, con cui si scrive ad alcuni esponenti del Governo Berlusconi, cercando di convincere a stoppare in tempo la nascitsa della nuova Provincia di Fermo. "Illustrissimi, Onorevoli, a decorrere dalle prossime elezioni amministrative, previste per la primavera del 2009 sarà data concreta attuazione alla legge 147/2004, istitutiva della Provincia di Fermo. L'Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno, attraverso uno specifico Ufficio provinciale, sta provvedendo ad effettuare la ricognizione del patrimonio e del personale per poi suddividerli tra i due nuovi enti, in base a percentuali stabilite da una Commissione paritetica in proporzione alla popolazione ed al territorio (43% Fermo e 57% Ascoli Piceno). Attualmente la Provincia di Ascoli Piceno nella sua integrità consta di una popolazione di 369.371 abitanti per un territorio di 2087 Km². Detto territorio sta attraversando una grave crisi imprenditoriale ed occupazionale ed è in notevole ritardo rispetto agli standards internazionali dettati dalla globalizzazione. Noi sottoscrittori della presente, lavoratori interessati dalla divisione della Provincia di Ascoli Piceno, riuniti in comitato spontaneo, da vari mesi seguiamo con apprensione le concertazioni che a vario livello si stanno svolgendo per la costituzione della nuova provincia di Fermo, preoccupati per le conseguenze non certamente positive che ne deriveranno. Abbiamo ascoltato e seguito con trepidazione annunci e programmi elettorali e, con molto favore, abbiamo rilevato che in tanti si sono espressi per la riduzione della spesa pubblica, a partire in primo luogo dal costo della politica e dell'apparato burocratico, con particolare riferimento agli enti locali, proclamando la razionalizzazione dell'ente Provincia, l'abolizione delle Comunità Montane e di altri enti. Avete apertamente e ripetutamente sostenuto la necessità di procedere all'abolizione delle province ritenendolo mezzo necessario ad ottenere un risparmio di circa 10 - 13 miliardi di spese, sia politiche che di apparati, escluse le spese di personale il quale dovrebbe essere reimpiegato in altri enti. Riteniamo che con un provvedimento d'urgenza si potrebbe sancire l'immediato blocco della nascita di nuovi enti, in alcuni casi veramente inutili, come per la istituenda Provincia di Fermo, la quale sarebbe funzionale solo al soddisfacimento degli interessi di pochi ed alla tutela di campanilismi e della classe politica locale con conseguenti aumenti di spesa e danni per lo Stato e per il territorio Piceno, interessato alla divisione. Ci rendiamo conto che l'operazione di recupero di svariati miliardi relativa alla eventuale soppressione dell'ente Provincia comporta tempi lunghi, derivanti dalle necessarie modifiche costituzionali, ma ciò nonostante, se ci è consentito, vorremmo suggerire e sollecitare l'adozione di un atto che comporterà un immediato risparmio di spesa, consistente proprio nella predetta soppressione e/o sospensione della costituzione delle nuove realtà Provinciali. Con l'attuazione della legge 147/2004 istitutiva della Provincia di Fermo il territorio verrebbe diviso in due realtà insignificanti con una popolazione per la nuova Provincia di Fermo di circa 165.000 abitanti, mentre l'articolo 21 comma 3 lettera c) del D.Lgs. 267/2000 (Testo Unico Enti Locali) dispone che, di norma, sia indispensabile una popolazione di almeno 200.000 abitanti perché possa procedersi alla revisione delle circoscrizioni provinciali ed alla istituzione di nuove Province. Dal provvedimento di cui chiediamo con forza l'adozione deriverebbe un risparmio di spesa pubblica di circa 45 milioni di euro, non dovendosi più sostenere le spese per uffici statali da istituire o integrare; le spese dei processi di funzionalizzazione; le spese per le elezioni delle nuova amministrazione. Per di più, detti 45 milioni di Euro sono oneri parziali che prescindono dalla costituzione del nuovo ente Provincia di Fermo per il quale, stime ufficiose, fanno ritenere siano necessari ulteriori 16 milioni di Euro. Quanto sopra, senza tener conto degli eventuali incentivi per la redistribuzione del personale tra le due nuove realtà Provinciali, in cui elevatissimo è il numero di dipendenti residenti nel territorio della nuova Provincia di Ascoli Piceno, tra i quali vi sono anche 145 unità di personale a tempo determinato di cui 105 unità la Provincia di Ascoli Piceno intende stabilizzare e che nella stragrande maggioranza risultano, anch'essi, residenti nel territorio della nuova Provincia di Ascoli Piceno. In totale dunque le spese di impianto, a regime, dovrebbero ammontare a più di 65 milioni di Euro. A questi costi andrebbero ad aggiungersi i costi derivanti dall'aumento degli organismi politici e di supporto immediato. Solo per i consigli provinciali si spenderebbero 560.000,00 euro in più, le Giunte andrebbero raddoppiate così come i Presidenti di Provincia, i Presidenti dei Consigli, i Nuclei di valutazione, i revisori dei conti, con costi da 470.000,00 euro a 940.000,00. Nel complesso pertanto, per ogni anno, l'aumento del costo relativo ai soli organi politici ammonterà ad oltre 1.000.000,00 Euro. A quanto detto debbono essere aggiunti i maggiori costi di esercizio diversi da quelli relativi agli organi politici stimabili intorno a 3.000.000,00 di euro. Stando, quindi, ai dati è chiaro che è indispensabile impedire la nascita di una assurda nuova realtà Provinciale di dimensioni ridottissime come quella di Fermo, che non raggiungerebbe il limite di 165.000 abitanti, da più parti e ricerche ritenuta antieconomica per dimensioni di territorio, cosa che in analogia accadrebbe anche nella nuova Provincia di Ascoli da sempre considerata " la cenerentola" della Regione Marche Pertanto, bloccando la nascita della Provincia di Fermo ci sarebbe un immediato risparmio di circa 65 milioni di Euro e tale atto avrebbe, inoltre, diverse e significative valenze: dimostrerebbe che i programmi elettorali, là dove possibile, vengono da subito onorati; eliminerebbe o attenuerebbe la crisi imprenditoriale ed occupazionale, sarebbe un atto preliminare alla effettiva eliminazione a livello costituzionale dell' ente provincia; eliminerebbe le preoccupazioni ed il disagio di centinaia di lavoratori che sarebbero costretti a dover percorrere centinaia di chilometri al giorno. Se pertanto, come ripetutamente affermato, è reale intendimento dare un segnale forte sulla via della riduzione della spesa pubblica, non potrete non tenere in considerazione la viva preghiera rivolta da noi tutti, affinché sia evitato il grave danno della costituzione di un nuovo ed inutile ente Provinciale. La politica locale, sottovalutando le gravi conseguenze economiche, sociali e familiari a cui questo territorio viene esposto dividendolo in due micro entità provinciali, non riesce a distaccarsi dai campanilismi. 03/06/2008.

Torna all'inizio


"Un taglio che pesa ingiustamente" (sezione: Province)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Province

Il presidente Loiero si è rivolto a Berlusconi in relazione ai fondi spostati per l'abolizione dell'Ici CATANZARO. "Al primo confronto istituzionale tra il Governo e le Regioni, tenutosi a Palazzo Chigi, il presidente della Calabria Agazio Loiero, ha sottolineato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l'ingiusta decisione di far pesare su Calabria e Sicilia il costo dell'abolizione dell'Ici". È quanto si legge in un comunicato della Regione. L'appuntamento era fissato per presentare al Governo il documento politico-programmatico delle Regioni, con la richiesta di un "Patto di legislatura" e per sentire su quali linee strategiche si vorrà indirizzare il nuovo esecutivo rispetto alle materie di interesse regionale e sulle riforme istituzionali. Loiero è intervenuto subito dopo la relazione di apertura del presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni Vasco Errani e rivolgendosi al capo del Governo ha ricordato che "le risorse per finanziarie il taglio dell'Ici provengono in gran parte dagli impegni assunti nella precedente legislatura a favore dello sviluppo infrastrutturale e sociale di Calabria e Sicilia". "Credo di interpretare anche lo stato d'animo della Regione Siciliana, che come noi ricorrerà alla Corte Costituzionale per impugnare il provvedimento, se affermo - ha continuato Loiero - che non è stata proprio una bella scelta quella di penalizzare le due Regioni del Mezzogiorno anche per il messaggio inviato al nostro paese, con i significati simbolici che esso comporta". "Certamente, condivido pienamente il documento unitario delle Regioni e la presentazione di Errani, quando chiede il rispetto del principio di leale collaborazione istituzionale e di costruire assieme le soluzioni ai problemi del paese. E soprattutto - ha detto ancora Loiero - è utile la disponibilità di tutti a realizzare un confronto preventivo sulle scelte del Governo che ci coinvolgono direttamente". Apprezzo, pertanto, la volontà di costituire subito un "tavolo" di confronto sul decreto di cancellazione dell'Ici, presso il Ministero per gli Affari Regionali, - ha dichiarato il presidente Loiero - così come mi ha confermato oggi il ministro Raffaele Fitto". Durante l'incontro il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nel replicare al presidente Loiero, ha affermato che una soluzione al taglio delle risorse per Calabria potrà essere ricercata attraverso un lavoro congiunto per sbloccare una parte di fondi europei ancora non utilizzati. "Non mi sembra proprio che la strada indicata da Tremonti sia giusta. Va chiarito una volta per tutte - ha commentato il presidente Loiero all'uscita di Palazzo Chigi - che i fondi comunitari, così come prevede l'Unione Europea, devono essere aggiuntivi e non sostitutivi delle risorse statali, altrimenti non risponderebbero allo scopo per cui sono stati creati: quello di aiutare i territori più poveri ad inserirsi nel processo di coesione sociale e per recuperare il divario sia economico che infrastrutturale. Per quanto riguarda la Calabria, oltretutto, abbiamo speso fino all'ultimo euro del Por 2000-2006". "Forse il Governo dovrebbe conoscere meglio la situazione calabrese - ha commentato Loiero - e ciò che comporta per i suoi cittadini un sacrificio così pesante ed ingiusto, perché da noi si rischiano tensioni sociali incontrollabili. Non c'è motivo, per nessuna parte politica, di far pagare ai calabresi lo sgravio dell'Ici di tutti gli italiani proprietari di casa. È bene ricordare che con quei fondi avevamo programmato opere ed azioni molto importanti, concertate anche con le istituzioni locali e con i sindacati, voci non ammortizzabili con il solo bilancio regionale. Ad esempio: dalle strade nazionali e provincia alla stabilizzazione di Lpu e Lsu; dall'ammodernamento della rete idrica ai nuovi servizi marittimi tra Reggio Calabria e Messina e a tanti altri investimenti infrastrutturali e sociali".

Torna all'inizio


Stop alla Provincia, Monza sotto choc (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-08 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Stop alla Provincia, Monza sotto choc Il sindaco Mariani: no al taglio dei fondi. Podestà (FI): era nel programma Il senatore leghista Monti: Berlusconi non tradirà i brianzoli La Camera di commercio: non torniamo indietro "Stop alla proliferazione delle province". Sono le 18 quando le agenzie stampa battono la notizia che tra le ipotesi allo studio per la prossima Finanziaria c'è l'abolizione delle nuove province. Monza e Brianza in testa. Il sindaco della città di Teodolinda, Marco Mariani (Cdl), è allo stadio per la finale del campionato di rugby. La prima reazione è rabbia allo stato puro: "Una follia". Poi sferra un attacco lucido: "Il primo risparmio è abolire le regioni che hanno duecentomila abitanti e i bilanci in rosso. Dite a quei signori che hanno avuto la geniale pensata che la Brianza è la zona industriale più importante d'Europa, che ha bisogno di autonomia, perché Milano è un moloch che assorbe tutto". E basta un'ipotesi a prefigurare una crisi politica. Con il senatore del Carroccio, Cesarino Monti, uno dei "creatori" della provincia di Monza nel 2004, che aggiunge: "Non credo che Berlusconi tradirà i brianzoli. Ma chi dovesse fare questa scelta la pagherà politicamente e pesantemente ". Prudente è solo il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che rimanda all'assessore Gigi Ponti, il cui compito è proprio l'attuazione della nuova provincia: "Tornare indietro tradirebbe le aspettative del territorio - dice Ponti -. Comporterebbe una diseconomia e nessun risparmio, perché la legge istitutiva ha già messo in campo 40 milioni di euro, utilizzati per organizzare i nuovi uffici, la caserma della Guardia di finanza e potenziare i vigili del fuoco, la questura, l'Agenzia delle entrate". Che dire poi ai 50 comuni che si sentono già parte della nuova provincia e ai cinque in coda per entrare (Lentate sul Seveso, Cornate d'Adda, Roncello, Caponago e Busnago)? Un territorio di 800 mila abitanti, con 70 mila imprese, e dove ne nascono 13 nuove al giorno. "La Brianza è un paradigma dell'imprenditoria italiana e il tema provincia al punto in cui siamo è metabolizzato dal territorio. Per noi, per esempio, non ha significato costi aggiuntivi ", chiarisce Renato Mattioni, segretario generale della Camera di Commercio di Monza che ha appena compiuto un anno di vita. "Scelta assolutamente grave e irrispettosa. Non si possono prendere in giro i cittadini. Uno schiaffo alla Brianza dal centrodestra", commenta il coordinatore pd regionale, Maurizio Martina. Ma il collega coordinatore azzurro, Guido Podestà, invita a mantenere la calma: "Non ci scordiamo che in campagna elettorale Berlusconi aveva detto di essere a favore della abolizione delle province in una logica di contenimento dei costi. Strada che la pubblica opinione, credo, sia pronta a condividere". Paola D'Amico.

Torna all'inizio


Bilancio al setaccio, caccia agli sprechi (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 09-06-2008)

Argomenti: Province

ANCONA E PROVINCIA pag. 27 Bilancio al setaccio, caccia agli sprechi FABRIANO RIFONDAZIONE INVITA AI TAGLI. PASSA IL PIANO TRIENNALE ? FABRIANO ? SI TORNA sui banchi del Consiglo comunale questa mattina (ore 9,30) per la settima seduta nello spazio di dodici giorni dedicata alla discussione del bilancio di previsione 2008. Una maratona senza fine in un clima che si annuncia particolarmente caldo dopo che nella tarda serata di sabato la maggioranza, su proposta di Emanuele Rossi (Rifondazione comunista), ha presentato un ordine del giorno piuttosto dettagliato. In quel documento, votato a favore dal solo centrosinistra, si fissano diversi paletti verso la Giunta Sorci impegnandola ad una maggiore partecipazione nella stesura della manovra finanziaria, a controllare tra le pieghe di bilancio eventuali sprechi e valutare se esistano o meno le possibilità per l'abolizione della Farmacom. "UN DOCUMENTO molto pesante e quasi imbarazzante per il sindaco e i suoi assessori che durante la discussione sull'argomento non hanno mai preso la parola", va all'attacco Silvano D'Innocenzo (Fi). "Personalmente alla luce di quanto riportato nell'ordine del giorno di chi dovrebbe sostenere la Giunta ho visto tanta insoddisfazione. Ecco perché mi sono spinto a chiedere le dimissioni dell'assessore alle finanze Marco Boldrini. Lui ha sempre sostenuto che in bilancio non ci sono sprechi, invece mi sembra che non solo noi dell'opposizione ma anche i suoi alleati la pensino diversamente". OGGI, quindi, si riparte con l'infinito dibattito, dopo che sabato sera è stato approvato il piano triennale delle opere pubbliche con 51 milioni di investimento dal 2008 al 2010 per una serie di 48 interventi. In aula nella giornata odierna si dovrebbe discutere anche l'ordine del giorno della minoranza per riscuotere i dividendi della Farmacom e per abolire la stessa società interamente a capitale municipale per la gestione delle farmacie comunali. Foto, da sinistra, Emanuele Rossi e Silvano D'Innocenzo.

Torna all'inizio


Giunta Provinciale Milano:"un'assurdità solo pensare di abolire adesso la Provincia di Monza e Brianza" (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 09-06-2008)

Argomenti: Province

(9/6/2008 12:13) | (Sesto Potere) - Milano - 9 giugno 2008 - In merito alle notizie che riferiscono una presunta volontà del Governo di congelare l'istituzione delle tre Province di Monza e Brianza, Fermo, Andria-Barletta– Trani, istituite con legge dello stato nel 2004, Gigi Ponti, Assessore all'attuazione della Provincia di Monza e Brianza così dichiara: “E' assurdo solo pensare di bloccare oggi un iter che è ormai quasi completato: infatti le tre Province saranno pronte e operative tra meno di un anno, nella primavera del 2009. Per quanto riguarda Monza le sedi istituzionali sono già pronte, parte del personale già trasferito, ed entro al fine di questo mese sarà completato il processo di scorporo del patrimonio e del personale con Milano, come previsto dalla legge: un lavoro lungo durato anni”. Ponti ricorda inoltre che durante la campagna elettorale appena conclusa, diversi esponenti politici, ora Ministri dell'attuale governo, avevano promesso che la Provincia MB non sarebbe stata oggetto di tagli. “Confido che la parola spesa meno di due mesi fa venga mantenuta e le notizie diffuse oggi siano presto rettificate” continua Ponti. “Sbandierare oggi un possibile risparmio economico con l'abolizione delle tre Province – conclude Ponti - è pura demagogia, considerando gli investimenti e i progetti già partiti. Anzi, se ciò davvero dovesse avvenire, comporterebbe per le Amministrazioni Pubbliche un grave danno economico ma soprattutto una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e di quanti attendono da anni l'attuazione della Provincia: per Monza e Brianza parliamo di 800.000 abitanti!”.

Torna all'inizio