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toARTICOLI DEL 18-19 maggio 2008
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Articoli
Province (3)
Se una trevigiana in Libia
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 18-05-2008)
Argomenti: Province
Abstract: indifferenza se non di disprezzo dei valori tipici della Lega. Dimenticando la via al risanamento dei conti pubblici passando dalla riforma burocratica volta al dimagramento di tutto l'apparato sociale a cominciare dagli enti inutili, le comunità montane, l'abolizione delle province e di tutti, dico tutti, i privilegi concessi in passato da quanti hanno avuto in mano le leve del comando.
Asse
con Bari per bloccare le Province
( da "Corriere
Adriatico" del 18-05-2008)
Argomenti: Province
Abstract: accontenterebbero dell'abolizione delle tre nuove province che nasceranno ufficialmente nella prossima primavera. Se il progetto di Monza, indipendente da Milano, pare essere confluito nella Provincia metropolitana, una soluzione per Fermo Provincia aiuterebbe Palazzo San Filippo ad uscire dal tunnel nel quale si è cacciato: a un mese dalla scadenza dei termini di legge la giunta provinciale,
Intervista
a Franco Melilli / "Regione delle Province? Senza Roma non c'è Lazio"
( da "Opinione,
L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Dico che per fare una Regione delle Province serve un tratto comune che tenga uniti i territori. E questo al momento è la presenza della Capitale. Basta pensare che la provincia di Rieti non confina nemmeno con quelle di Frosinone e Latina. Si parla di abolizione della Provincia di Roma per dare spazio all'area metropolitana.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-05-2008)
Argomenti: Province
Se una trevigiana in
Libia si scopre "clandestina" La trevigiana in viaggio di lavoro in
Libia, trattenuta e poi espulsa, ci riporta sulla Terra. Dopo aver immaginato una
società multietnica perchè siamo moderni e tolleranti. Dopo aver aperto le
porte a migliaia di volonterosi lavoratori extra-comunitari. Dopo tutto questo
e chissà quali altre considerazioni, torniamo sulla Terra per scoprire che
siamo solo noi ad aprire le porte. Scopriamo che in altri Paesi non ci vogliono
perchè il timbro può non piacere ai doganieri. A questo punto, noi, cosa
dovremmo dire? Qui arrivano dopo aver gettato via i documenti. Grazie Libia per
la lezione che ci hai dato sia per intolleranza che di osservanza della legge.
Ne terremo conto quando riusciremo anche noi a rispedirti tutti quelli che
delinquono da noi. I bravi ce li teniamo. Francesco Montagner Treviso Sicurezza
e telecamere "Facciamo un reality" Un canale tv comunale, satellitare,
a pagamento, per abbonati, decriptato con apposito decoder comunale, in cui si
vede quel che riprendono le telecamere di sicurezza del comune, una diretta
non-stop 24 su 24 che di fatto sarebbe un reality di paese in cui, se si è
fortunati, si potrebbe assistere alla diretta di uno scippo, ad esempio, oppure
allo spaccio, o ad uno stupro o ad una rapina o ad un pestaggio. Lo so, c'è già
una vessata questio per i redditi on-line di chi sta reagendo come se fosse
stato sbattuto in piazza con le mutande calate, ma sfido il garante della
privacy a trovare da ridire sulle riprese tv di quel che accade
"live" in strada: perchè non potrei vedere nel monitor di casa, in
sicurezza, quel che vedrei nelle strade della mia città sorvegliate con le
telecamere del comune? Ovviamente, questa mia geniale invenzione registrato!)
servirebbe ai comuni per compensare il gettito perduto col taglio dell'Ici,
grazie all'apposito canone tv comunale. Lo spettacolo di chi passa il semaforo
col giallo-rosso se lo potrebbe godere comodamente in tv persino l'emigrato!
Fabio Morandin Ponte di Piave Redditi su internet e sospetti inconsistenti
Mario Ruffin, del Circolo "Russel" di Treviso esprime il proprio
stupore sulle polemiche della pubblicazione dei redditi in line. Personalmente
ho trovato ridicolo far correre in internet questo lunghissimo elenco italiani.
Le autorità preposte al "controllo fiscale" hanno sempre avuto la
possibilità di conoscere questi elenchi e certamente hanno sempre operato per
verificarli, quindi, il pubblicarli cosa ha risolto? Per essere concreti,
vorrei chiedere a Ruffin, dato che cita varie categorie, come gioiellieri,
artigiani e mercanti, come evasori: potrebbe definirli "non
controllati"? Per conto mio è stato sollevato un polverone che ha dato la
possibilità di dire: "ora sappiamo tutto". Cambia qualcosa?
Cambierebbe se i vari signori Ruffin che esultano per questa pubblicazione
facessero la fila presso la Finanza per portare i documenti che provassero le
falsità di quanto altri hanno dichiarato, altrimenti sono e restano soltanto
dei "bla.. bla". Luciano Castroreale Conegliano Berlusconi, tanti
dubbi sulla volontà di risanare Ora che il nuovo governo Berlusconi si è
insediato, mi viene da pensare a quale futuro ci aspetta se, come dicono i nuovi
governanti, riprenderanno il cammino interrotto dall'avvento del governo Prodi:
governo questo che ha ben operato, malgrado le beghe interne, l'ostruzionismo
quotidiano dell'opposizione fatto di offese, derisioni e di negazione della
legittimità, ed altro ancora, con il consenso pure delle associazioni sindacali
e delle corporazioni varie; ma che alla fine riscuote il plauso delle
istituzioni europee. Mi chiedo e spero? Questo nuovo esecutivo sarà capace di
proseguire nel lavoro di risanamento intrapreso dal governo Prodi o si
riprenderà quell'andazzo di finanza allegra di condoni, utili soprattutto agli
evasori, di indifferenza se non di disprezzo dei valori
tipici della Lega. Dimenticando la via al risanamento dei conti pubblici
passando dalla riforma burocratica volta al dimagramento di tutto l'apparato
sociale a cominciare dagli enti inutili, le comunità montane, l'abolizione
delle province e di tutti, dico tutti, i privilegi concessi in passato da
quanti hanno avuto in mano le leve del comando. Mi chiedo inoltre se un
Paese europeo come il nostro che nelle sue più alte espressioni politiche
(governo e partiti) non ha un granché di rispetto né alta considerazione della
propria unità nazionale, che futuro potrà mai avere? Nessuno! Sergio Dal Zilio
Associazione Mazziniana Treviso.
( da "Corriere Adriatico" del 18-05-2008)
Argomenti: Province
Alcuni parlamentari
hanno già avviato i primi riservati contatti con il ministro Fitto Asse con
Bari per bloccare le Province ASCOLI Durante la campagna elettorale il Popolo
delle Libertà ha promesso che se avesse vinto le elezioni il governo si sarebbe
impegnato ad abolire le Province per abbattere i costi della politica. Non si
sa se il governo Berlusconi, appena insediatosi, riuscirà a mantenere la parola
dovendo comunque escogitare un'alternativa per il ricollocamento del personale
degli enti. Ad ogni modo gli ascolani si accontenterebbero
dell'abolizione delle tre nuove province che
nasceranno ufficialmente nella prossima primavera. Se il progetto di Monza,
indipendente da Milano, pare essere confluito nella Provincia metropolitana,
una soluzione per Fermo Provincia aiuterebbe Palazzo San Filippo ad uscire dal
tunnel nel quale si è cacciato: a un mese dalla scadenza dei termini di legge
la giunta provinciale, infatti, non ha deciso né i criteri, né la
graduatoria dei trasferimenti a Fermo, né il patrimonio da assegnare al nuovo
ente. Praticamente non ha ancora deciso nulla! Ma se Ascoli brancola nel buio
nella speranza di una soluzione che piova dall'alto, cosa sta succedendo a Bari
dove, anche nel 2009, la Provincia si scinderà? Se Atene Piange, Sparta non
ride In Puglia la situazione è ancora più confusionaria di quella ascolana. Il
braccio di ferro, infatti, non riguarda solamente la spartizione di beni e
personali ma addirittura delle sedi dovendo Bari assegnare le risorse ad
Andria, Barletta e Trani. Per ora a trionfare è il campanilismo che sta boicottando
ogni iniziativa, di fatto paralizzando ogni decisione. Come a Palazzo San
Filippo è stato costituito un gruppo di lavoro che sta operando tra mille
difficoltà. A differenza di Ascoli, i circa mille dipendenti della Provincia di
Bari hanno quasi tutti un contratto a tempo indeterminato per cui non si
possono trasferire gli stabilizzandi come panacea di tutti i mali... "Il
gruppo di lavoro ci dice il dottor Francesco Zaccaria dello staff della
presidenza sta valutando i requisiti per la graduatoria dei trasferimenti dando
priorità alla prossimità territoriale (ovvero alla distanza dal posto di
lavoro) piuttosto che all'anzianità di servizio". L'opposto di come si sta
ragionando a Palazzo San Filippo. "In effetti aggiunge Zaccaria ci sono
dipendenti che per andare a lavorare a Barletta o Trani dovranno percorrere
cento chilometri per cui l'Amministrazione è intenzionata a trasferire chi
risiede più vicino a quelle città". Per quanto riguarda l'incentivo (una
specie di indennità di trasferta) la questione è al vaglio delle organizzazioni
sindacali che stanno trattando con l'Amministrazione ma la strada è tutta in
salita. E' per questo motivo che alcuni parlamentari baresi hanno avviato, in
maniera discreta, alcuni contatti con il neo ministro agli affari regionali
Fitto (ex presidente della Regione Puglia) per bloccare o almeno rimandare
l'avvio della nuova provincia Bat (Barletta-Andria-Trani) prendendo atto dei
notevoli ritardi nell'iter istituzionale dell'ente. Un'iniziativa politica alla
quale potrebbero unirsi presto gli ascolani anche se Bari sarà Provincia
metropolitana. Sganciatisi i fortissimi "lumbard" monzesi, la classe
politica ascolana non potrebbe trovare sponda con quella barese trovando una
soluzione alternativa alle rivendicazioni di decentramento amministrativo dei
fermani? Infine, dopo il ricorso al Tar della giunta provinciale anche l'Upi ha
deciso di prendere l'identica iniziativa contro la circolare del ministero
della Funzione Pubblica che frena le assunzioni dei precari (nella foto l'ultima
assemblea del personale) previste dalla legge Finanziaria. MARIO PACI,.
( da "Opinione, L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Province
Oggi è Lun, 19 Mag
2008 Edizione 97 del 17-05-2008 Intervista a Franco Melilli / "Regione
delle Province? Senza Roma non c'è Lazio" di Daniele Scopigno Troppo
"filoromana", "matrigna" con le sue province.
Le accuse sono le più disparate e l'attività della Regione Lazio, è vista, dai
suoi detrattori sabini, come incentrata esclusivamente sulla Capitale. Sarà per
il ratto di qualche secolo fa, che magari potrebbe ancora bruciare, ma Roma è
percepita anche come la città che toglie le risorse pubbliche al resto del
territorio laziale. Il presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, ha
lanciato la proposta di Regione delle Province. Un'idea politica che viene
analizzata da Fabio Melilli (Pd), presidente della provincia di Rieti e
presidente dell'Upi, ovvero l'Unione delle province
d'Italia. Cusani ha proposto un nuovo assetto istituzionale per la Regione
Lazio: da un lato Roma capitale e dall'altro il resto del territorio laziale.
Che ne pensa? Mi chiedo se una Regione Lazio senza Roma possa esistere. In modo
provocatorio dico che se dovesse trovare attuazione una revisione dell'attuale
assetto, Rieti probabilmente dovrebbe scegliere se guardare ancora alle attuali
province laziali o magari propendere verso l'Umbria,
le Marche o l'Abruzzo. Territori che hanno caratteristiche simili alla nostra
provincia. Insomma la proposta non la entusiasma? Dico che
per fare una Regione delle Province serve un tratto comune che tenga uniti i
territori. E questo al momento è la presenza della Capitale. Basta pensare che
la provincia di Rieti non confina nemmeno con quelle di Frosinone e Latina. Si
parla di abolizione della Provincia di Roma per dare spazio all'area
metropolitana. In quel caso i Comuni fuori dalla Capitale potrebbero
essere inglobati dalla Sabina? Esistono alcune zone della Sabina romana che già
ci guardano con interesse. Nel caso in cui ci fosse un'abolizione delle
provincia di Roma si aprirebbe un discorso di possibile revisione dei confini
provinciali reatini. Il presidente della Provincia di Latina lamenta un mancato
decentramento di funzioni da parte della Regione? Ha ragione. Si tratta di un
tema trasversale, di tutti gli schieramenti politici. Nel Lazio il
decentramento di alcuni poteri è avvenuto in maniera minore rispetto ad altre
Regioni. Paghiamo una certa arretratezza. Assistiamo, per di più, allo
spostamento degli uffici regionali nel resto del territorio, creando strutture
periferiche di un ente, invece di lasciare ai territori il potere decisionale.
Nell'ultimo anno è stato fatto qualcosa per decentrare, come nel settore della
cultura, ma ci vuole più coraggio, anche se c'è sempre poca propensione a
cedere porzioni di sovranità. Roma assorbe risorse e competenze. Come possono
emergere gli altri territori del Lazio? Con dei progetti che li possano rendere
funzionali al sistema economico della Capitale. Per la provincia di Rieti,
penso, ad esempio, al polo della logistica di Passo Corese. Solo così si può
competere.