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toARTICOLI DEL 11-5-2008 #TOP
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Articoli
Province (5)
Provincia, asse Penati-Lega (
da "Giorno, Il (Brianza)" del 08-05-2008)
Argomenti: Province
Abstract: intervenuto ieri pomeriggio all'inaugurazione ufficiale
della nuova sede operativa di piazza Diaz
Udine, ecco tutti gli uomini del presidente Fontanini (
da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Province
Abstract: i nostri concittadini si sono fatti un idea debole della Provincia. Nel dibattito pubblico si fa sempre più strada l ipotesi che le Province siano enti inutili e che la loro abolizione porterebbe a significativi risparmi della spesa pubblica. Penso che per arginare questo modo sbagliato di concepire il ruolo del nostro ente sia indispensabile un rilancio,
Corrono le entrate delle Province (
da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 09-05-2008)
Argomenti: Province
Abstract: I presunti "risparmi" che si avrebbero con l'abolizione delle Province dunque sembrano pochini dato che riassegnando a Comuni o alle Regioni le molte funzioni e opere oggi di competenza provinciale le relative spese, e il personale addetto, dovrebbero comunque trovare una ricollocazione negli altri enti.
Comunità montane: riordino sì, abolizione no (
da "Denaro, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione no Nando Morra E' all'ordine del giorno del Consiglio Regionale della Campania la traduzione legislativa degli obiettivi e delle norme posti dalla "Legge n. 244, Finanziaria 2008" per la parte che riguarda le Comunità Montane. E' un traguardo da cogliere per non soccombere sotto le misure sostitutive del governo.
E' ORMAI certo che la Comunità Montana della Riviera
Spezzina chiuder&# ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 11-05-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ecco come la pensa il parlamentare azzurro: "Le province sono un livello di governo necessario. Chi parla si abolizione delle province lo fa per demagogia. Non sono le province l'origine degli sprechi nella pubblica amministrazione, ma per esempio tutta quella serie di enti di area vasta come gli ambiti territoriali ottimali o gli enti parco.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 08-05-2008)
Argomenti: Province
MONZA pag.
5 Provincia, asse Penati-Lega La proposta: un posto per la Brianza al tavolo
dell'Expo AUTONOMIA IN PERICOLO di MARTINO AGOSTONI FILIPPO PENATI prenota un
posto per la Brianza al tavolo dell'Expo 2015 e per la sopravvivenza della
nuova Provincia monzese si dice anche pronto a fare un accordo con la Lega
Nord. Tifa Brianza il presidente di Palazzo Isimbardi, intervenuto
ieri pomeriggio all'inaugurazione ufficiale della nuova sede operativa di
piazza Diaz
( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Province
Saranno
nove gli assessori della nuova Giunta provinciale di Udine, che sarà nominata
ufficialmente oggi dal presidente leghista Pietro Fontanini nella prima seduta
del Consiglio. L esecutivo provinciale sarà composto da Mario Virgili (Pdl)
allo Sport e al personale, Stefano Teghil (Lega Nord) all Edilizia, Fabio
Marchetti (Pdl) alla Viabilità, Elena Rizzi (Lega Nord) alla Cultura e alle
pari opportunita, Ottorino Faleschini (Udc) alla Montagna, Adriano Piuzzi (Pdl)
alle Politiche sociali, Daniele Macorig (Pdl) al Lavoro, Franco Mattiussi (Pdl)
alle Attività produttive e da Enio De Corte (Udc) all Ambiente. I nomi sono
stati ufficializzati ieri da Fontanini, che terrà per sé le deleghe al
Bilancio, alle riforme istituzionali, alle politiche linguistiche e ai rapporti
con le società partecipate. All ordine del giorno del Consiglio provinciale di
oggi ci saranno fra l altro le linee programmatiche della Giunta illustrate dal
presidente Fontanini, che la Padania è in grado di anticipare. "Dopo le
vicende che hanno portato allo scioglimento anticipato del Consiglio
provinciale - si legge nel testo dell intervento che Fontanini esporrà oggi
nell Aula di Palazzo Belgrado - i nostri concittadini si
sono fatti un idea debole della Provincia. Nel dibattito pubblico si fa sempre
più strada l ipotesi che le Province siano enti inutili e che la loro
abolizione porterebbe a significativi risparmi della spesa pubblica. Penso che
per arginare questo modo sbagliato di concepire il ruolo del nostro ente sia
indispensabile un rilancio, un azione di riqualificazione che coinvolga
anche la minoranza presente in questo Consiglio. Il Friuli non può permettersi
di perdere l istituzione che in questi ultimi due secoli ha meglio
rappresentato l identità e gli interessi dei suoi abitanti". La proposta
programmatica presentata da Fontanini per il governo della Provincia di Udine
"non può, innanzitutto, prescindere da alcuni princìpi fondamentali sui
quali si basa il mio impegno politico e amministrativo", fra i quali il
valore della famiglia, la valorizzazione e il rispetto dell identità, la
sicurezza come diritto e la meritocrazia. "Consapevoli che la provincia di
Udine rappresenta il cuore economico-produttivo della regione - prosegue
Fontanini - l ente Provincia di Udine vuole essere protagonista di una efficace
azione di rafforzamento del sistema produttivo, sociale e culturale del Friuli
e porsi come promotore di una riforma istituzionale che ridia centralità e
operatività alla componente friulana di questa Regione. Il nostro programma vuole
fare della Provincia il livello di governo in cui si concentrano gran parte
delle funzioni esecutive e amministrative ora impropriamente in capo alla
Regione. Dal 2003 il centrosinistra ha fatto di Trieste il motore pensante per
tutti: questo per noi è inaccettabile". Per questo, la Provincia di Udine
sarà promotrice di "una profonda riorganizzazione dei poteri locali che si
fondi sul completo trasferimento alle Province dei compiti di programmazione a
livello territoriale e di coordinamento delle attività di gestione da
trasferire ai comuni. La Regione, ora accentratrice e lontana, dovrà trasferire
molte delle funzioni amministrative attualmente svolte". Infine, fra gli
obbiettivi in tema di collegamenti Fontanini annovera "la viabilità del
distretto industriale della sedia, per un migliore collegamento tra i
capoluoghi di Udine e Gorizia; completare i lavori del Prusst (Programma di
ristrutturazione urbanistica e sviluppo sostenibile del territorio) di Udine
nord; dare compimento al protocollo d intesa con la Provincia di Pordenone per
la nuova infrastruttura Sequals-Gemona; completare la tangenziale Sud di
Udine". [Data pubblicazione: 07/05/2008].
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 09-05-2008)
Argomenti: Province
Nord-Est
sezione: NORD EST data: 2008-05-07 - pag: 15 autore: VENETO. L'analisi dei
conti delle sette amministrazioni - Il budget passa da
( da "Denaro, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Province
Enti
Locali & Cittadini le autonomie Comunità montane: riordino sì, abolizione no Nando Morra E' all'ordine del giorno del Consiglio
Regionale della Campania la traduzione legislativa degli obiettivi e delle
norme posti dalla "Legge n. 244, Finanziaria 2008" per la parte che
riguarda le Comunità Montane. E' un traguardo da cogliere per non soccombere
sotto le misure sostitutive del governo. E' il caso di ricordare il
battage che nella occasione del dibattito parlamentare sulla Finanziaria è
stato portato avanti puntando impropriamente sulla cancellazione delle Comunità
Montane e delle Province per agire sulla riduzione dei "costi della
politica". Una linea propagandistica e populistica alla quale purtroppo
hanno dato un rilevante negativo contributo parlamentari, partiti, organi di
stampa. Più di tutti, è stato devastante l'impatto mediatico delle posizioni
oltranziste e liquidatorie di autorevoli esponenti del centro sinistra ed anche
del governo Prodi, come il Ministro Lanzillotta. Si deve partire da un dato
concreto e preciso. Lo status-quo attuale è insostenibile. Sulle Comunità
Montane è necessario intervenire con ampiezza di visione, determinazione e
contenuti innovativi. Ci sono situazioni e fatti concreti non sostenibili. La
pletoricità degli assetti, la inclusione di Comuni e territori che nulla hanno
in Comune con le specificità ed i problemi della montagna; la difficoltà di una
reale capacità di governo per le maggioranze oscillanti a livello locale; la
carenza di contenuti qualitativi di ordine progettuale, operativo ed esecutivo.
Sono alcuni dei problemi che hanno condizionato il ruolo delle Comunità
Montane. La riflessione che ha investito non solo gli "addetti ai
lavori" ma le Istituzioni, le Province, la cultura ed i Sindacati, ha
determinato orientamenti ed obiettivi riversati nel confronto sul DLR in
materia della Giunta Regionale, presentato dal Vice Presidente Valiante e la
Conferenza regionale delle Autonomie Locali. E' utile sottolineare alcuni
punti. In primo luogo, risulta di tutta evidenza la necessità e l'opportunità
di dare corso all'adozione da parte della Regione Campania della nuova
normativa sul riordino delle Comunità Montane nel solco dei criteri indicati
nella Legge Finanziaria 2008, al fine di evitare l'automatica applicazione
delle norme nella stessa legge nell'ipotesi in cui la Regione non provvedesse a
legiferare in materia. Il processo legislativo deve partire dal dato politico
che si stigmatizza e respinge la campagna demagogica e distorcente che
identifica nelle Comunità Montane ed anche nelle Province, le strutture di
governo territoriale da eliminare o ridurre drasticamente per contenere i
cosiddetti "costi della politica". Le opportune, ed urgenti
innovazioni da introdurre nell'Ordinamento delle Comunità Montane vanno ancorate
ai contenuti ed i principi del "Titolo V" della Costituzione e della
normativa sul sistema degli Enti Locali. L'esigenza di pervenire al riordino
delle Comunità Montane deve costituire l'occasione per la ridefinizione del
ruolo strategico che il sistema degli Enti Locali dovrà assumere nella
programmazione e nella "governance" della Regione Campania superando
concezioni neocentralistiche regionali e, al tempo stesso, spinte
particolaristiche e localistiche che indeboliscono le Comunità Montane e sono
ostative sia di una corretta e positiva interrelazione tra Regione ed Enti
Locali, sia del ruolo specifico che ogni Ente Locale dovrà svolgere nelle
politiche regionali, nazionali ed europee per lo sviluppo socio-economico. Le
Comunità Montane vanno, pertanto, fortemente rilanciate attraverso un
rafforzamento e ampliamento delle funzioni, dei poteri, della progettualità. E'
da considerare che la forte e radicale riduzione del numero dei rappresentanti
dei Comuni e del numero dei componenti le Giunte Esecutive rappresenta già di
per se stessa una misura efficace a conseguire il disposto risparmio di spesa,
consentendo in tal modo di procedere alla riduzione del numero delle Comunità
Montane senza penalizzare ulteriormente i territori interessati. Infatti, le
condizioni fondamentali affinchè una Comunità Montana possa essere incisiva
nelle sue azioni sono: l'omogeneità del territorio, l'interesse reale delle
popolazioni di stare insieme e di progettare congiuntamente interventi,
obiettivi, opportunità di sviluppo. Vanno evitate forzature per non alimentare
tensioni rendendo più coerenti gli ambiti territoriali e le loro rappresentanze
politiche e istituzionali che risulteranno dal riordino delle Comunità Montane.
Occorre tenere nel massimo conto le effettive volontà locali. L'obiettivo
condiviso in rapporto al Progetto del D.L.R. di introdurre profonde innovazioni
nell'ordinamento deve essere correlato, dunque, ad alcuni punti fondamentali.
Dovranno costituire le fondamenta della nuova legge regionale. Primo - a) Si
tratta di territori montani e pedemontani contrassegnati, in generale, da
Piccoli Comuni con tutti i gravi problemi specifici collegati alla natura dei
territori ed alle serie difficoltà proprie delle comunità minori delle aree
interne meridionali: spopolamento; insufficienza risorse; economia di
sussistenza; dissesto e assetto idrogeologico; tutela sistemi ambientali, ecc.
Una questione che trova negli indirizzi e negli obiettivi della Unione Europea
un ancoraggio molto forte. Secondo - Le Comunità Montane debbono costituire il
braccio operativo ed attuativo degli obiettivi ed indirizzi delle politiche
regionali, nazionali e dell'Ue, in particolare, per quanto concerne lo sviluppo
dei territori montani e rurali dell'Obiettivo 1, nonchè delle strategie
indicate dal "Manifesto di Matera". Terzo - Organica definizione del
ruolo, delle funzioni e dello assetto delle Comunità Montane nel quadro del
provvedimento legislativo sul decentramento di poteri, funzioni e
responsabilità di governo dalla Regione Campania al sistema degli Enti Locali,
per la "governance partecipata" del territorio campano. Provvedimento
essenziale sul quale la Regione Campania è in grave ritardo. E' un punto
essenziale da considerare in quanto l'ordinamento delle Comunità Montane non potrà
essere "altra cosa" rispetto al decentramento di funzioni e dei
poteri sul territorio. Vanno considerate le interrelazioni con Comuni e
Province. Quarto - Affermare il ruolo determinante delle Comunità Montane quali
Enti Locali sovracomunali nella programmazione e realizzazione delle politiche
specifiche per i territori montani e, più complessivamente, delle politiche di
sviluppo regionale e dei territori specificamente interessati. I nodi di merito
qualitativamente rilevanti per un riordino innovativo sono identificati in
obiettivi concreti. 1 Razionalizzare gli ambiti territoriali; ridurre e
semplificare le strutture di governo e di gestione; eliminare i Comuni impropri
rispetto alle finalità istituzionali e sulla base di analisi puntuali dei parametri
socio-economici che caratterizzano il territorio e le singole comunità. 2
Drastica limitazione delle rappresentanze, degli organi di governo e di
gestione con l'obiettivo di conseguire maggiore funzionalità e produttività con
conseguente riduzione degli oneri complessivi. 3 Garantire, comunque, che tutti
i Comuni, siano presenti con almeno un rappresentante nella Comunità Montana.
La rappresentanza può essere espressa dal Sindaco o da un Consigliere Comunale
eletto dal Consiglio. Al tempo stesso, occorre prevedere e garantire il diritto
democratico di partecipazione delle minoranze. E' un principio costituzionale,
peraltro previsto anche dalla Legge 244, dal quale non si può prescindere.
Fondamentali dovranno essere i contenuti politici e istituzionali delle
Comunità Montane. In primo luogo le Comunità Montane sono Enti Locali
sovracomunali costituiti tra Comuni Montani o parzialmente montani che
interagiscono con la Regione e le Province quali "soggetti primari dello
sviluppo territoriale" per perseguire gli obiettivi/direttive della
programmazione nazionale, regionale e dell'U.E. Inoltre, le Comunità Montane
sono titolari delle funzioni proprie direttamente attribuite dalle leggi
statali e regionali e degli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla
Unione Europa e dalle leggi statali e regionali. Essenziale è il riferimento al
ruolo ed ai compiti. Le Comunità Montane costituiscono sede naturale della
localizzazione di funzioni delegate dai Comuni membri e dalla provincia. Alle
Comunità Montane dovranno essere attribuite direttamente specifiche funzioni
regionali nell'ambito delle seguenti materie: artigianato; sportello unico per
le attività produttive; energia alternativa; cave, miniere e risorse
geotermiche; agricoltura, forestazione e bonifica montana; fiere e mercati e
commercio; risorse idriche e difesa del suolo; urbanistica, tutela
dell'ambiente dagli inquinamenti e gestione dei rifiuti; opere pubbliche e
viabilità intercomunale; trasporto intercomunale; protezione civile; servizi
sociali; formazione professionale; beni e attività culturali; spettacolo, sport
e e turismo; polizia locale. Si può prevedere, inoltre, che spetti alle
comunità montane la gestione dei parchi regionali e delle oasi regionali
protette coincidenti con almeno il 50% dei loro territori. Inoltre, trattandosi
di Enti Locali sovracomunali, le Comunità Montane dovranno gestire l'esercizio
associato di funzioni e servizi dei Comuni membri e dell'esercizio associato di
funzioni e servizi regionali e provinciali delegati o attribuiti ai Comuni.
Sulle succitate indicazioni e sulle questioni di fondo relative al ruolo, alle
finalità, all'assetto ed ai contenuti
politici-istituzionali-economici-operativi, scaturisce anche dalle Assemblee
svolte con le Comunità Montane, si registra una sostanziale convergenza di
valutazioni e posizioni tra le Associazioni. E' auspicabile sia possibile
pervenire a una ancora più ampia ed unitaria convergenza, decisiva per un
contributo positivo e qualificante delle Associazioni per varare una legge positiva
per la Regione Campania che nello esercizio della autonoma funzione legislativa
è sollecitata a superare in avanti gli schemi nazionali nei confronti
dell'intiero sistema delle Autonomie Locali. del 09-05-2008 num.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 11-05-2008)
Argomenti: Province
PORTOVENERE
/ CINQUE TERRE / RIVIERA pag. 10 E' ORMAI certo che la Comunità Montana della
Riviera Spezzina chiuder&#... E' ORMAI certo che la Comunità Montana della
Riviera Spezzina chiuderà i battenti. Secondo le prime indiscrezioni che stanno
circolando a proposito della bozza di legge sul riordino delle comunità montane
? che la Regione Liguria deve approvare entro il 30 di giugno come previsto
dalla legge finanziaria ? i comuni costieri non sarebbero più sede di questi
enti. Secondo le nuove linee Regionali le Montane passeranno dalle 19 esistenti
a 12 e il consiglio sarà composto dai soli sindaci. Quindi solo a Levanto
dovranno essere ricollocati gli attuali otto dipendenti a tempo indeterminato e
trovare una soluzione per l'unico precario del progetto Pista lasciato a casa
ormai da quasi un anno dopo dopo 21 mesi di lavoro negli uffici di piazza
Cavour. La soluzione adottata sembrerebbe andare nella direzione presa anche
dall'Uncem a livello nazionale che ha sposato la posizione dell'onorevole Mario
Valducci responsabile nazionale enti locali di forza italia favorevole alla
chiusura di questi enti nei comuni costieri. L'onorevole Valducci- che è stato
rieletto deputato- si spinge più in là è parla delle provincie anch'esse
indicate dal suo partito in campagna elettorale come enti da sopprimere. Ecco come la pensa il parlamentare azzurro: "Le province sono un livello di governo necessario. Chi parla si abolizione
delle province lo fa per demagogia. Non sono le province l'origine
degli sprechi nella pubblica amministrazione, ma per esempio tutta quella serie
di enti di area vasta come gli ambiti territoriali ottimali o gli enti parco.
Questi sì che andrebbero eliminati assegnando le competenze alle province. Nelle metropoli, invece il discorso è diverso: la
provincia dovrebbe lasciare il posto all'area metropolitana. Diversamente ci
sarebbe una duplicazioni di funzioni. Siamo contrari ad imposizioni
dall'alto".