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Il
Pdl deve stravincere
( da "Libertà"
del 11-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province e enti
inutili. Si aspettano in poche parole un radicale cambiamento liberale che
rilanci l'Italia e che porti lo Stato a costare meno al cittadino. È a loro che
il Popolo della Libertà risponderà liberando finalmente tutte le energie del
mercato, in modo che chi intraprende e rischia non venga più sbertucciato,
Tribuna
elettorale ( da "Libertà"
del 11-03-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province e enti
inutili. Si aspettano in poche parole un radicale cambiamento liberale che
rilanci l'Italia e che porti lo Stato a costare meno al cittadino. È a loro che
il Popolo della Libertà risponderà liberando finalmente tutte le energie del
mercato, in modo che chi intraprende e rischia non venga più sbertucciato,
( da "Libertà" del 11-03-2008)
Argomenti: Province
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì 11 marzo 2008 > Agenda Il Pdl deve stravincere Il Popolo della Libertà non deve
vincere a tutti i costi. È vero. Deve stravincere a tutti i costi! Per la
missione che l'aspetta non devono esserci ostacoli, trasformismi,
camaleontismi, ripensamenti, capriole, follinismi, titubanze.
La missione è, questa volta, una vera rivoluzione liberale, non più derogabile,
senza compromessi, non più emendabile, senza rendite di posizione, senza
codardi moderatismi. I cittadini che sono venuti ai gazebo nelle scorse
settimane chiedono con i loro suggerimenti un piano di liberalizzazioni che
permetta finalmente di esercitare la libertà di scelta in un quadro di
trasparenza e concorrenza. Chiedono la riduzione del costo della politica, la
libertà di mandare a scuola i figli dove più si ritiene opportuno, essere
curati dove pensano lo si faccia meglio, non vogliono
più balzelli e pretendono sicurezza per sé e lavoro per i figli. Chiedono
federalismo fiscale, severità nelle pene ed effettivi anni di carcere a chi
commette reati gravi, lotta alla clandestinità, maggiore attenzione alle
piccole e medie imprese (soprattutto Iva; eliminazione Irap e accesso agevolato
al credito), abolizione delle province e enti
inutili. Si aspettano in poche parole un radicale cambiamento liberale che
rilanci l'Italia e che porti lo Stato a costare meno al cittadino. È a loro che
il Popolo della Libertà risponderà liberando finalmente tutte le energie del
mercato, in modo che chi intraprende e rischia non venga più sbertucciato,
affinché l'intrapresa torni ad essere quella
insostituibile cellula sociale creatrice di benessere. E allora, che cosa
serve? Serve coraggio, determinazione e coerenza per mandare a quel paese ogni
corporazione, i signori delle rendite, i capitalisti senza capitali, i
monopolisti privati e dire basta alla concertazione con i soliti tavoli e
soliti interessi. Serve coraggio per dare finalmente anche ai lavoratori
italiani un fisco giusto, che chieda ai cittadini la giusta parte dei risultati
del loro lavoro ed in cambio, fornisca servizi adeguati. Giù le tasse, senza
titubanze, con i soldi del taglio degli sprechi nelle pubbliche
amministrazioni. Serve coraggio per dire ad un giovane: "Il futuro è nelle
tue mani, mettiti in gioco, punta sulla conoscenza, sulla competenza, il posto
sicuro è una schiavitù, sei tu la tua sicurezza e il tuo destino, in un
ambiente che premia il merito, favorisce la mobilità sociale e la capacità di
rischiare". Serve coraggio per dire a chi non ce la fa che la soluzione
sta nella creazione del benessere e non nella redistribuzione e che benessere e
sviluppo combattono la povertà, nient'altro. Serve coraggio per dare voce
all'Italia della sussidiarietà mai rappresentata a nessun tavolo,
ma motore vitale di coesione, solidarietà e sviluppo. Serve coraggio per
mettere mano finalmente ad una nuova politica energetica, che faccia piazza
pulita dell'ambientalismo dei veti e valorizzi quello consapevole e
responsabile che comprende che la tutela dell'ambiente non è in conflitto con
lo sviluppo, ma al contrario ne va ricercata la simbiosi. Serve il coraggio
delle scelte perché i cittadini sentano la sicurezza come un valore, perché non
si muoia più sul posto di lavoro, né per incidente o negligenza, né perché non
si è pagato il pizzo, né perché ci si è imbattuti/e nei tanti clandestini senza
reddito da lavoro. Serve coraggio per dare ai cittadini una giustizia che
funzioni, la certezza di essere giudicati da giudici imparziali in tempi brevi,
poche regole ma certe, interpretazioni univoche, la libertà di alzare il
telefono e poter parlare liberamente, senza il timore che qualcuno ascolti.
Serve coraggio per riformare la Costituzione e ridurre il numero di
parlamentari con funzioni diverse delle due Camere, affinché lo Stato costi
meno ai cittadini e sia più efficiente. Coraggio, forza e responsabilità. È per
questo che il Popolo della Libertà deve stravincere: la rivoluzione liberale
non può più attendere. *Consigliere di Forza Italia / Popolo della Libertà
della Circoscrizione 2 Piacenza [.
( da "Libertà" del 11-03-2008)
Argomenti: Province
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì 11 marzo 2008 > Agenda Tribuna
elettorale Il Pdl deve stravincere di BRUNA
BARTOLINI* Il Popolo della Libertà non deve vincere a tutti i costi. È vero.
Deve stravincere a tutti i costi! Per la missione che l'aspetta non devono
esserci ostacoli, trasformismi, camaleontismi, ripensamenti, capriole, follinismi, titubanze. La missione è, questa volta, una
vera rivoluzione liberale, non più derogabile, senza compromessi, non più
emendabile, senza rendite di posizione, senza codardi moderatismi. I cittadini
che sono venuti ai gazebo nelle scorse settimane chiedono con i loro
suggerimenti un piano di liberalizzazioni che permetta finalmente di esercitare
la libertà di scelta in un quadro di trasparenza e concorrenza. Chiedono la
riduzione del costo della politica, la libertà di mandare a scuola i figli dove
più si ritiene opportuno, essere curati dove pensano lo si faccia
meglio, non vogliono più balzelli e pretendono sicurezza per sé e lavoro per i
figli. Chiedono federalismo fiscale, severità nelle pene ed effettivi anni di
carcere a chi commette reati gravi, lotta alla clandestinità, maggiore
attenzione alle piccole e medie imprese (soprattutto Iva; eliminazione Irap e
accesso agevolato al credito), abolizione delle province e enti inutili. Si aspettano in poche parole un radicale
cambiamento liberale che rilanci l'Italia e che porti lo Stato a costare meno
al cittadino. È a loro che il Popolo della Libertà risponderà liberando
finalmente tutte le energie del mercato, in modo che chi intraprende e rischia
non venga più sbertucciato, affinché l'intrapresa
torni ad essere quella insostituibile cellula sociale creatrice di
benessere. E allora, che cosa serve? Serve coraggio, determinazione e coerenza
per mandare a quel paese ogni corporazione, i signori delle rendite, i
capitalisti senza capitali, i monopolisti privati e dire basta alla
concertazione con i soliti tavoli e soliti interessi. Serve coraggio per dare
finalmente anche ai lavoratori italiani un fisco giusto, che chieda ai
cittadini la giusta parte dei risultati del loro lavoro ed in cambio, fornisca
servizi adeguati. Giù le tasse, senza titubanze, con i soldi del taglio degli
sprechi nelle pubbliche amministrazioni. Serve coraggio per dire ad un giovane:
"Il futuro è nelle tue mani, mettiti in gioco, punta sulla conoscenza, sulla
competenza, il posto sicuro è una schiavitù, sei tu la tua sicurezza e il tuo
destino, in un ambiente che premia il merito, favorisce la mobilità sociale e
la capacità di rischiare". Serve coraggio per dire a chi non ce la fa che
la soluzione sta nella creazione del benessere e non nella redistribuzione e
che benessere e sviluppo combattono la povertà, nient'altro. Serve coraggio per
dare voce all'Italia della sussidiarietà mai rappresentata a nessun tavolo, ma motore vitale di coesione, solidarietà e sviluppo.
Serve coraggio per mettere mano finalmente ad una nuova politica energetica,
che faccia piazza pulita dell'ambientalismo dei veti e valorizzi quello
consapevole e responsabile che comprende che la tutela dell'ambiente non è in
conflitto con lo sviluppo, ma al contrario ne va ricercata la simbiosi. Serve
il coraggio delle scelte perché i cittadini sentano la sicurezza come un
valore, perché non si muoia più sul posto di lavoro, né per incidente o
negligenza, né perché non si è pagato il pizzo, né perché ci si è imbattuti/e
nei tanti clandestini senza reddito da lavoro. Serve coraggio per dare ai
cittadini una giustizia che funzioni, la certezza di essere giudicati da
giudici imparziali in tempi brevi, poche regole ma certe, interpretazioni
univoche, la libertà di alzare il telefono e poter parlare liberamente, senza
il timore che qualcuno ascolti. Serve coraggio per riformare la Costituzione e
ridurre il numero di parlamentari con funzioni diverse delle due Camere,
affinché lo Stato costi meno ai cittadini e sia più efficiente. Coraggio, forza
e responsabilità. È per questo che il Popolo della Libertà deve stravincere: la
rivoluzione liberale non può più attendere. *Consigliere di Forza Italia /
Popolo della Libertà della Circoscrizione 2 Piacenza [.