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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!” |
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toARTICOLI DEL 1° - 31 LUGLIO 2008 #TOP
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Articoli
Province (53)
Oggi agenzie chiuse per protesta
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
01-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: prevede la chiusura delle agenzie di assicurazione per l'intera giornata di oggi. "La protesta - si legge in una nota - è contro il tentativo delle imprese di assicurazione, rappresentate dall'Ania, di pretendere dal potere politico l'abolizione delle norme introdotte con la legge Bersani, che hanno lo scopo di liberalizzare il mercato assicurativo a tutto vantaggio dei consumatori,
Cooperative:
c'è la legge di vigilanza ( da "Trentino"
del 02-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'obbligo per le cooperative di depositare in Provincia atti e documenti che la società abbia depositato presso il Registro delle imprese. Altra novità è l'introduzione del controllo legale dei conti che riassume in sé sia il controllo contabile che la certificazione del bilancio, portando ad una significativa semplificazione burocratica e ad una riduzione di oneri
Gli
addetti ai lavori: meglio di niente, ma non basta
( da "Alto
Adige" del 02-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: intenzione di un maggior protagonismo da parte della Provincia nella definizione dei contratti di lavoro. Da parte nostra chiediamo di fare un passo in più, ovvero di legare un'eventuale riduzione dell'Irap o la concessione di contributi alla sottoscrizione degli accordi territoriali. Siamo molto soddisfatti per l'abolizione del ticket sul ricovero ospedaliero e anche l'
Lavoro
e imprese, sfoltiti gli adempimenti burocratici
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
02-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria". Tra le tante novità in materia di lavoro, Confartigianato evidenzia l'abolizione della procedura relativa alle dimissioni volontarie: non è più necessario far convalidare le dimissioni dei dipendenti dal centro per l'Impiego, dalla Direzione del Lavoro o dai Comuni,
La
giunta altaotesina, in seduta strordinaria, ha varato un pacchetto di 30
milioni di Euro per misure contro il carovita
( da "Adige,
L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: aumento di 100 euro del reddito sociale minimo e delle pensioni per invalidità civile, l'abolizione del ticket sui ricoveri ospedalieri, il trasporto pubblico gratuito per oltre 50mila studenti, la riduzione del 10% della tassa automobilistica, i contributi casa per il ceto medio, la riduzione delle tariffe di energia e gas.
Lavori
sulla declassata Chiuso piccolo tratto per due notti
( da "Nazione,
La (Prato)" del 03-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: spiegano i vertici dell'osservatorio provinciale ? dall'evidente naufragio del paese intero, sul quale anche noi, nel nostro piccolo, stiamo indagando apartiticamente; stiamo infatti preparando una raccolta firme per l'abolizione della Provincia".
Gazebo
del Pdl nel Bresciano ( da "Giornale di Brescia"
del 05-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: presidente della Commissione lavoro della Camera, "la moralità nella politica non significa solo non essere corrotti, ma anche rispettare gli impegni con gli elettori". Saglia ha quindi ricordato l'abolizione dell'Ici, un provvedimento da 2 miliardi di euro per il quale sono in fase di reperimento i fondi, la defiscalizzazione parziale degli straordinari per i dipendenti privati.
L'artigianato
soffre, ma cresce - sisto capra ( da "Provincia Pavese, La"
del 05-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Anche l'abolizione dell'Ici ci sta bene". Com'è la situazione economica della provincia? "Come nel resto del Nord. Il settore dell'artigianato ha un andamento ondulatorio e diverso a seconda dei comparti. L'edilizia in frenata; i tecnologici in sviluppo, ma nulla di eccezionale: diciamo che presentano un segno positivo.
L'associazione
dei consumatori: <Siano sconti reali>
( da "Sicilia,
La" del 05-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: viabilità isolana e dirottati dal Governo Berlusconi a copertura dei costi per l'abolizione dell'Ici. E' il contenuto di una mozione presentata a nome del gruppo parlamentare regionale del Partito democratico da Bruno Marziano. Mozione che ha ricevuto il parere favorevole del governo regionale, attraverso il vicepresidente, Titti Bufardeci e che è stata approvata all'unanimità dall'aula.
I
lombardi pagano i danni causati dalla Regione per la caccia
( da "Merateonline.it"
del 05-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
delegata
regionale della Lega Abolizione Caccia Lombardia: "Ricordiamo che il TAR Lombardia,
con tre sentenze depositate il 26 novembre
PACCHETTO
DI INTERVENTI DELLA GIUNTA BOLZANO PER RAFFORZARE IL POTERE D'ACQUISTO DELLE
FAMIGLIE AUMENTO DI 100 EURO DEL REDDITO SOCIALE MINIMO E DELLE PENSIONI PER
INVALIDITÀ CIVIL ( da "marketpress.info"
del 07-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: la riduzione delle tariffe dell'energia e del gas, la riduzione del 10% della tassa automobilistica, l'abolizione del ticket sul ricovero ospedaliero, l'aumento di 100 ? delle pensioni di invalidità civile, la riduzione delle spese per i rinnovi della patente, gli aiuti alle famiglie attraverso le microstrutture e l'assistenza scolastica,
ELEZIONI,
ARRIVA LA BEFANA ( da "Corriere Alto Adige"
del 07-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: se non addirittura in assoluto) ed è stata pronunciata, martedì scorso, dal presidente della Giunta provinciale. Befana Durnwalder ha aperto il sacco: abolizione del ticket ospedaliero; decurtazione del 10% della tassa sulle acque nere; riduzione del 10% sul bollo auto; aumento del minimo vitale, delle pensioni d'invalidità, dell'assegno familiare;
<Via
Camera di Commercioe Prefettura>
( da "Secolo
XIX, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: le loro funzioni assorbite dalla Provincia 08/07/2008 PAOLO CAVIGLIA, in qualità di consigliere dell'assemblea nazionale del Partito socialista, propone al ministro Renato Brunetta l'abolizione della Prefettura e della Camera di Commercio, o meglio il loro assorbimento all'interno della Provincia, peraltro radicalmente modificata e snellita.
In
piazza con veltroni contro i tagli - alberto vitucci
( da "Nuova
Venezia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Gliene saranno "rimborsati" dal governo per l'abolizione della tassa poco più della metà. Ma anche la situazione generale delle finanze comunali si fa drammatica. Le entrate del Comune di Venezia, nei tempi d'oro, erano garantite dal Casinò e dalla legge Speciale. Adesso per il Casinò è tempo di vacche magre.
Caviglia
scrive a Brunetta: "Aboliamo Prefetture e Camere di commercio"
( da "Stampa,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione di Prefetture e Camere di commercio. Non si tratta di una posizione ideologica ma di una valutazione delle competenze che sono affidate a questi enti". Il socialista Caviglia argomenta così la sua originale proposta destinata sicuramente a suscitare un vivace edibattito: "La Camera di commercio a parte la promozione,
RENZI
SI FACCIA gli affari suoi. Chissà quanta voglia avrebbe di dirglielo c
( da "Nazione,
La (Prato)" del 10-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: non preveda il taglio dell'ente guidato da Logli. SONO STATE le parole dette al ministro durante la riunione informale dell'altro giorno a Roma a mandare su tutte le furie Logli. Renzi (foto a sinistra), infatti, ha informato Maroni di essere d'accordo sull'abolizione della Provincia di Firenze per far posto alla città metropolitana,
Lav
esulta: La sentenza del Tar salva gli animali
( da "Arena,
L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della caccia (Lac), assistita dall'avvocato Massimo Rizzato del foro di Verona. Il ricorso riguardava l'atto della Provincia di Verona che disponeva che gli animali selvatici di specie cacciabili si sarebbero potuti utilizzare alla stregua di strumenti per addestrare i cani da caccia anche in periodo di chiusura dell'
Federalismo
( da "Sole
24 Ore, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione di Province e comunità montane, dal freno all'autonomia finanziaria degli enti locali in materia di obbligazioni e derivati al taglio delle indennità per sindaci e consiglieri delle società partecipate. E dire che il Governo aveva provato a investire ben 7,2 milioni per i prossimi tre anni per studiare le problematiche connesse alla riforma federalista.
Camera,
in commissionevia libera alla Robin Tax
( da "Sicilia,
La" del 12-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: governatore della Lombardia Roberto Formigoni, già irritate per l'abolizione del ticket - che dovrebbe pesare sulle buste paga dei direttori degli ospedali - sono in rivolta contro i prospettati tagli alla sanità e chiedono al governo di cambiare rotta. E i comuni hanno lanciato "l'allarme rosso" per la stretta (di 180 milioni) imposta dagli emendamenti del governo al patto di stabilità.
<L'Università
è come la Chiesa: ci sarà sempre ( da "Adige, L'"
del 12-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Chi ha partecipato al dibattito sull'università italiana sa che i nodi da sciogliere sono l'abolizione del valore legale della laurea, la liberalizzazione degli stipendi, l'introduzione della meritocrazia fra i dipendenti come fra i docenti e l'abolizione dei concorsi. Se la fondazione è uno strumento che permette di fare questo, ben venga la fondazione".
La
regione e le province meno amate dell'arma - mario girau
( da "Nuova
Sardegna, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 4% degli intervistati) e Provincia (32,4%). In sintonia, "Dialogo e rinnovamento" propone riforme strutturali nell'ordinamento degli enti locali: abolizione delle comunità montane, in parte già decretata, ritorno alla divisione della Sardegna in 4 Province più un'area metropolitana, quella di Cagliari.
<Costruiamo
la città del futuro Anche se sono tempi difficili>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 13-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici. Cosa succederà? Tagli di servizi? Aumento delle imposte? Premesso che sono favorevole all'abolizione dell'Ici che è una tassa ingiusta, noto che da tempo si assiste a una riduzione dell'autonomia fiscale dei comuni di fronte a un aumento delle loro competenze e a una società che cambia e chiede nuovi servizi.
PROVINCE:
MARONI, SARANNO ABOLITE QUELLE DELLE AREE
( da "Virgilio
Notizie" del 16-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 16 lug - Le Province delle nove aree metropolitane del nostro paese saranno abolite e saranno sostituite dalle Citta' metropolitane ''Tutto cio' sara' fatto con la collaborazione delle comunita' locali, dell'Anci e dell'Upi''. Lo ha confermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo al Question time alla Camera.
Saranno
abolite solo le province inutili: quelle che rientrano nelle aree delle nove
città metropolitane ( da "Sestopotere.com"
del 16-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: il programma di Governo non parla di abolizione". Il loro ruolo, invece, "deve essere rafforzato - ha detto - eliminando gli enti intermedi tra Comuni e Province che sono spesso una duplicazione di livelli di governo e una complicazione nella gestione del territorio". "Tutto ciò - ha assicurato Maroni - sarà fatto con la collaborazione delle comunità locali,
Grido
d'allarme dagli enti locali Finanze a rischio
( da "Adige,
L'" del 17-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: dell'Interno Roberto Maroni ha annunciato l'abolizione delle province nelle aree metropolitane e la nascita contestuale delle "città metropolitane". Ad aprire il fuoco di fila di commenti sulla manovra è stato il presidente dell'Anci Leonardo Domenici: "se dovessero corrispondere al vero le tante voci che in queste ore si susseguono sugli emendamenti votati in Commissione Bilancio
Abolizione
Province Logli cerca il Viminale ( da "Nazione, La (Prato)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 3 Abolizione Province Logli cerca il Viminale LA RICHIESTA IL PRESIDENTE della Provincia Massimo Logli ha chiesto un incontro al ministro dell'Interno Maroni per discutere del ruolo dell'ente in vista di una possibile creazione della città metropolitana di Firenze.
<Non
toccate le comunità montane> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 17-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: incidenza del costo di questi organismi sul bilancio complessivo dello Stato è pari allo 0,22 per cento. La drastica abolizione di tutte le comunità montane o ancor più il semplice dimezzamento avrebbero quindi uno scarso effetto sul contenimento della spesa pubblica. Un politico responsabile deve guardare invece ai bisogni del territorio e saper offrire le giuste risposte,
<Lo
Stato asfissiante deprime l'impresa Subito le riforme>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 18-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Guardi cosa sta succedendo con l'abolizione delle Province". Vi rivedrete? "Certo, in autunno, con una agenda più precisa. Tutti comunque hanno apprezzato lo spirito dell'incontro, di esplicita attenzione alle esigenze concrete del sistema produttivo. Oggi una qualunque iniziativa imprenditoriale, dalle costruzioni all'agroindustria,
La
Tribuna del portavoce La regione naviga sulle acque mentre la provincia affonda
( da "Italia
Oggi" del 19-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dei consorzi di bonifica. Ha chiesto invece il trasferimento, alle Province, delle funzioni amministrative e finanziarie che sono attualmente esercitate dalla regione Lazio; 2) da diversi anni la Provincia di Latina sta svolgendo un vero e proprio ruolo di supplenza istituzionale nei confronti dei lavoratori dei consorzi di bonifica,
Irpef
ai Comuni, ci stanno in 50 Ma Palazzo Barbieri dice <no>
( da "Corriere
del Veneto" del 19-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: In questo modo verrebbero compensati di quelle perse con il taglio dell'Ici e l'abolizione dei trasferimenti statali attuali". Degli 11 miliardi di Irpef pagati dal Veneto, infatti, solo il 48 per cento viene reinvestito sul territorio. Con questa proposta, invece, verrebbero riequilibrati i flussi di trasferimenti a vantaggio delle regioni più virtuose, e a cascata sui comuni.
Province,
la parola a maroni ( da "Repubblica, La"
del 21-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Torino Il ministro dell'Interno arriva a Bra: l'occasione per presentare il progetto delle nove città metropolitane Province, la parola a Maroni Ma la Lega delle autonomie dice no all'abolizione: inutile Tocca al ministro. Oggi a Bra sarà il titolare dell'Interno, Roberto Maroni, a dire se verranno rinviate le elezioni provinciali previste per il 2009.
D'ottavio:
"la soluzione migliore? lasciare la provincia, funziona bene" - paolo
griseri ( da "Repubblica, La"
del 21-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Lei non crede che invece l'abolizione della Provincia finirebbe per aumentare il decentramento? "Potrebbe addirittura accadere il contrario: costringere tutti i comuni della cintura a perdere in tutto o in parte la loro sovranità a vantaggio del capoluogo aumenterebbe l'accentramento dei poteri.
Manovra:
via libera della Camera, le principali novità
( da "Velino.it,
Il" del 21-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: senza norme a sostegno dell'economia o di carattere ordinamentale, microsettoriale e localistico. TAGLI AI MINISTERI-ABOLIZIONE TICKET SANITA' - Sarà la sforbiciata – una nuova - di 300 milioni per il 2009 e 400 milioni per il 2010 e 2011 alle dotazioni dei ministeri a fornire la copertura per la quota dello Stato all'abolizione dei ticket nel 2009,
La
rivolta dei pensionati fungiatt Non vogliono pagare il tesserino
( da "Giorno,
Il (Lecco)" del 22-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: che si è conclusa nel quartiere della Bonacina. Oltre 800 le firme raccolte fino ad ora tra le persone che sostengono la petizione per l'abolizione della "tassa" annuale per gli appassionati cercatori di funghi, quantificata in 5 euro per i residenti e 25 per gli altri. Il portavoce del comitato Giovanni Perego residente nel quartiere di Olate,
Ma
la Cgil denuncia sfruttamento ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 22-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: "L'operazione Vaucher - secondo lo stesso Affatato - prevede l'abolizione degli obblighi previdenziali e l'abolizione del libro paga con la cosiddetta deregolamentazione dei registri d'impresa costituisce di fatto, la legalizzazione dello sfruttamento del lavoro". Luca Pernice.
Il
risiko di rosso le nuove province diventano tre - marco trabucco
( da "Repubblica,
La" del 23-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: province diventano tre MARCO TRABUCCO Un progetto per ridisegnare tutte le province del Piemonte che parta dall'"abolizione" di quella di Torino e dalla sua sostituzione con la città metropolitana. è quello che ha elaborato e presentato già da qualche tempo il parlamentare di Forza Italia Roberto Rosso che nel 2001 sfidò Chiamparino per la poltrona di primo cittadino e che è stato
Province,
il risiko di rosso - marco trabucco
( da "Repubblica,
La" del 23-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il sottosegretario però fa anche un'ipotesi: "Si potrebbe pensare ad esempio a un processo graduale in cui per Torino la nascita della città metropolitana (come organismo di secondo livello) non coincida con l'abolizione immediata della Provincia per consentire un passaggi morbido".
L'ABOLIZIONE
dell'Ici sulla prima casa attuata dal governo Berlusconi m
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 23-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: anche il fallimento: "Il mancato gettito derivante dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa crea innanzitutto la difficoltà nei pagamenti nei confronti delle aziende fornitrici del comune. Sono loro i primi a essere colpiti dalla riduzione della disponibilità in cassa. Non corrono invece rischi immediati i vari settori comunali".
Lavoro,
allarme sicurezza ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 23-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: cantieri e nelle fabbriche della provincia Lavoro, allarme sicurezza A lanciarlo le organizzazioni sindacali dopo il taglio dei Comitati paritetici Pordenone No all'abolizione dei comitati consultivi provinciali dell'Inail: è la protesta del sindacato contro il provvedimento governativo che ha previsto di tagliare (inserendolo tra le norme da abrogare con il decreto 112 di quest'
Le
province da salvare - michele mongiovì
( da "Repubblica,
La" del 24-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Pagina XV - Palermo Le Province da salvare MICHELE MONGIOVì L'abolizione delle Province è un argomento sul quale i giornali si soffermano molto volentieri, con una preferenza quasi totale per chi ne chiede l'abolizione. In realtà il problema non è molto conosciuto.
SOCIETA'.
"L'Abolizionista del 2008" è Romano Prodi. Nessuno tocchi Caino
consegna il premio ( da "HelpConsumatori"
del 24-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
fronte della
moratoria delle esecuzioni capitali e dell'abolizione della pena di morte. L'ex
Presidente del Consiglio il 18 dicembre
Se
si penalizza torino nel nome delle correnti di partito - sergio chiamparino*
( da "Repubblica,
La" del 25-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ha fatto una campagna elettorale con un programma che proponeva e propone l'abolizione delle province e la loro sostituzione con le città metropolitane. Trascurando poi, non solo e non tanto l'opinione che da più parti ha individuato proprio nell'ambito metropolitano e nella unificazione di comune capoluogo e provincia il luogo della semplificazione amministrativa e decisionale,
Raccolta
firme anti-Province ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 25-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Province "Troppi costi inutili" UdineIl Fronte Friulano rilancia l'appello per l'adesione alla campagna di raccolta firme per l'abolizione delle Province. Secondo un'elaborazione dei dati del Ministero degli interni, aggiornati al 12 ottobre 2007, il numero complessivo degli amministratori e degli eletti dell'ente territoriale Provincia risulta sfiorare le 4.
La
Lega reclama il federalismo a scuola
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 25-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Sì, inoltre all'abolizione del reddito di cittadinanza e della legge sull'immigrazione di Antonaz, come pure al tutore dei minori e al giudice di pace. Nel primo caso c'è già il Tribunale dei minori, nel secondo si elimina una figura che di fatto non ha poteri".
Richiami
vivi: è scontro su anellini e gabbie
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 27-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: estate dello scorso anno Wwf, Gruppo ornitologico lombardo, Lega abolizione caccia e Legambiente avevano impugnato davanti al Tar della Lombardia un decreto a tema della giunta regionale lombarda. STIAMO PARLANDO del regolamento attuativo di alcuni passaggi della legge regionale 26 del '93: un provvedimento diventato operativo nel 2003,
E
il pd cerca di superare le divisioni
( da "Repubblica,
La" del 27-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Chiamparino ha ragione sul fatto che anche nel programma del Pd vi era l'abolizione delle province, ma bisogna pensare bene a quali soluzioni alternative proporre. Sulla proposta di Stefano Esposito sono d'accordo. Il territorio della provincia di Torino non ha le caratteristiche di Milano, Roma e Napoli. Buona l'idea di togliere Torino dal testo unico.
Caro
Marco, giusto un anno fa, ragionando della casta , ti scrivevo che lo sperpero
pubbl ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 28-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ho letto recentemente che oltre al taglio dei compensi agli amministratori pubblici si torna a parlare dell'abolizione di alcuni enti come le Comunità montane per evitare costosi "doppioni" e conflitti gestionali con le Province. Che sarebbero, invece, da tenere in vita perché rappresentano l'anello di congiunzione del rapporto diretto coi cittadini dello Stato e delle Regioni.
"la
città metropolitana? un pretesto" - paolo griseri
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Entriamo nel merito delle diverse proposte. Chiamparino è favorevole alla realizzazione della città metropolitana. Saitta mette in guardia dai rischi di una frettolosa abolizione della provincia. Saitta viene dalla sua area politica. Lei è d'accordo con Saitta? "Vorrei evitare una discussione fatta in questo modo.
Aboliamo
le province . Avanti con altre tre
( da "Tempo,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Visto che l'abolizione delle province è anche nel programma del Pd - auspicò il premier - su questo potremmo collaborare, allo scopo di abolire le principali province dove esistono aree metropolitane". Lo stesso segretario Democratico nel suo decalogo dei tagli ai costi della politica, inseriva l'eliminazione degli enti,
Ok
al fondo sociale, ma la manovra fvg non convince
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Luce verde anche per i criteri di riparto della quota 2008 del finanziamento ai Comuni attraverso il Fondo sociale regionale: a 16 milioni e 572 mila euro. Da segnalare infine il monito del presidente della Conferenza dei sindaci, Vittorino Boem, alla giunta sull'abolizione del reddito di base.
Elezioni:
sindaci in campo, insorgono i partiti - maurizio piccinino
( da "Centro,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: In Consiglio sarà battaglia Pd contestato per aver chiesto l'abolizione della legge anti-sindaci MAURIZIO PICCININO PESCARA. In sette alla sfida delle regionali. A capo del drappello, almeno per incarico, è il presidente della Provincia di Pescara Giuseppe De Dominicis, del Pd, poi ci sono gli assessori provinciali dell'Aquila, Celso Cioni della Dc di Pizza, e di Teramo,
Basta
col consorzio di bonifica - francesco albonetti
( da "Tirreno,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Province
Abstract: da affidare al ministerod dell'agricoltura, prima dell'abolizione. "Il caso del Consorzio Ombrone-Bisenzio è emblematico - dice l'esponente pistoiese di Forza Italia - L'opera di manutenzione dei fossi e torrenti è un'attività via via sempre meno importante. Negli anni le cartelle sono aumentate ed anche gli importi a carico del contribuente,
Gallo:
invece di presentarsi la maggioranza era al ristorante
( da "Nuova
Venezia, La" del 31-07-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: della maggioranza è orientato nella direzione opposta, addirittura verso l'abolizione delle stese Province come ha più volte pubblicamente affermato il Presidente Galan". La necessità di recepire nello Statuto le problematicità della provincia di Belluno aggravate dal fatto di confinare con le privilegiate Province autonome di Trento e Bolzano è ribadita anche dal vicepresidente
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Province
Provincia di Nuoro
Pagina 5038 Assicurazioni Oggi agenzie chiuse per protesta Assicurazioni -->
Lo Sna-Confcommercio, il sindacato degli agenti di assicurazione dell'Ascom
Nuoro e Ogliastra, aderisce compatta all'iniziativa nazionale che prevede la chiusura delle agenzie di assicurazione per l'intera
giornata di oggi. "La protesta - si legge in una nota - è contro il
tentativo delle imprese di assicurazione, rappresentate dall'Ania, di
pretendere dal potere politico l'abolizione delle norme introdotte con la legge
Bersani, che hanno lo scopo di liberalizzare il mercato assicurativo a tutto
vantaggio dei consumatori, nonchè la soppressione del divieto del
vincolo di esclusiva che legava l'agente all'impresa mandante. L'azione di protesta
è promossa, altresì, per il costante rifiuto della stessa Ania di rinnovare
l'accordo nazionale fra imprese e agenti scaduto addirittura il 31 dicembre del
2006". "Tale atteggiamento - ha detto Giovanni Puxeddu, presidente
Sna-Confcommercio Nuoro e Ogliastra, è gravissimo e lesivo della dignità degli
agenti di assicurazione che intendono garantire, anche grazie ad un equilibrato
sistema normativo, la continuità e l'evoluzione delle agenzie, quale unico ed
insostituibile centro di consulenza, servizio ed assistenza al consumatore, al
quale ci sentiamo sempre più vicini per la tutela dei suoi legittimi
interessi".
( da "Trentino" del 02-07-2008)
Argomenti: Province
Le nuove regole
Cooperative: c'è la legge di vigilanza TRENTO. Ieri il Consiglio Regionale ha
approvato a larga maggioranza la nuova legge in materia di vigilanza sulle
cooperative, assessore competente Panizza. Uno dei temi più importanti a cui la
riforma si ispira è la semplificazione. Questo principio è presente non solo
nelle relazioni con gli uffici provinciali, ma anche nella sostanza dei
controlli che vengono, quando possibile, concentrati e imposti dove la realtà
economica li rende sostenibili. Un passo incisivo è rappresentato dall'abolizione dell'obbligo per le cooperative di depositare in
Provincia atti e documenti che la società abbia depositato presso il Registro
delle imprese. Altra novità è l'introduzione del controllo legale dei conti che
riassume in sé sia il controllo contabile che la certificazione del bilancio,
portando ad una significativa semplificazione burocratica e ad una riduzione di
oneri per le imprese. Si è anche pensato alle realtà economicamente
modeste, dove i costi di tali controlli non sono sostenibili, introducendo
delle soglie di esenzione. La riforma prevede che ciascuna cooperativa possa
alternativamente assegnare il controllo legale al proprio collegio sindacale,
alla propria associazione di rappresentanza, oppure a liberi professionisti
esterni. Per quanto riguarda la materia del Registro a cui tutte le cooperative
devono iscriversi, viene sostanzialmente mantenuta la classificazione esistente
che ricalca quella delle cooperative operanti a livello nazionale, per evitare
confusioni con altre classificazioni a livello regionale.
( da "Alto Adige" del 02-07-2008)
Argomenti: Province
Le reazioni di
consumatori, commercianti e sindacati: tutti insieme bisogna fare di più per
risolvere il problema Gli addetti ai lavori: meglio di niente, ma non basta I
CORDONI DELLA BORSA BOLZANO. "C'è un unico modo per affrontare il problema
del carovita: agire sui salari e ridurre i loro costi aggiuntivi". Dado
Duzzi, vicepresidente dell'Unione commercio, non ha dubbi. "La soluzione
non può che essere quella di aumentare i soldi in busta paga e questo è possibile
soltanto diminuendo la tassazione. I sindacati dovrebbero essere i primi a
chiederlo". Dai sindacati arrivano però altre proposte: ieri il segretario
provinciale della Cgil ha assistito alla conferenza stampa in cui la giunta ha
presentato il pacchetto carovita: "Ci aspettavamo un intervento maggiore
sui prezzi, la Provincia dovrebbe riunire i commercianti e decidere con loro un
paniere di beni a prezzi bloccati. Bene l'intenzione di un
maggior protagonismo da parte della Provincia nella definizione dei contratti
di lavoro. Da parte nostra chiediamo di fare un passo in più, ovvero di legare
un'eventuale riduzione dell'Irap o la concessione di contributi alla
sottoscrizione degli accordi territoriali. Siamo molto soddisfatti per
l'abolizione del ticket sul ricovero ospedaliero e anche l'intenzione di
chiedere al governo di poter ridurre l'addizionale regionale Irpef non può che
trovarci d'accordo". Sulla stessa linea anche il presidente del Centro
tutela consumatori utenti Fabio Degaudenz: "Ben vengano tutte queste
misure, perché ogni intervento che migliora la condizione delle famiglie è ben
accetto. Ritengo molto importante l'intervento annunciato per chiedere alle
banche di rendere più sostenibili le rate dei mutui. Cosa manca nell'elenco? Ci
aspettavamo interventi un po' più concreti per fermare la corsa dei
prezzi". "Non possiamo bloccare i prezzi né intervenire sulla
tassazione decisa a Roma, ma dove c'erano margini di manovra abbiamo introdotto
delle novità a favore delle famiglie e delle piccole e medie imprese che si
trovano in difficoltà". Il presidente Luis Durnwalder ha introdotto così
la presentazione delle misure decise dalla giunta provinciale per combattere il
carovita. "In gran parte si tratta di misure per cui basta una delibera di
giunta e che dunque si possono introdurre subito e questo è quello che
faremo", la promessa del "Landeshauptmann". Le richieste allo
Stato. La Provincia chiederà al Governo alcune misure che non sono di sua
competenza: tra queste, la detassazione degli straordinari, "ma
soprattutto - ha detto Durnwalder - aliquote inferiori per i redditi minori e
l'esenzione della tassazione per studenti e pensionati con redditi bassi".
Tassazione provinciale. Una delle novità più importanti riguarda il bollo auto.
"Sulla tassa automobilistica - afferma l'assessore alle finanze Werner
Frick - c'era la possibilità di effettuare una riduzione portandola al minimo
consentito dalla legge". Questa riduzione, che sarà nell'ordine del 10%,
varrà per tutte le circa 250 mila automobili degli altoatesini e sarà
introdotta a partire dal 2009. Si cercherà anche un modo per ridurre
l'addizionale regionale Irpef dallo 0,9% allo 0,5%, mentre sulle tariffe
elettriche e del gas, oltre alle formule per le famiglie, Durnwalder ha
annunciato che "se sarà possibile, la Sel non aderirà agli aumenti decisi
dall'authority per l'energia". Altra novità importante riguarda
l'abolizione del ticket sul ricovero ospedaliero da 10 euro al giorno. Prezzi e
salari. Nessun'azione per introdurre un paniere a prezzi fissi ("non
sarebbe sostenibile", dice Durnwalder), mentre saranno aumentati il
reddito minimo (100 euro mensili in più: per una persona il reddito minimo
passa da
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
02-07-2008)
Argomenti: Province
ECONOMIA pag. 12 Lavoro
e imprese, sfoltiti gli adempimenti burocratici IL CONSIGLIO dei Ministri ha
pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale numero 147 del 25 giugno 2008, il decreto
legge n. 112 del 25 giugno 2008 recante "disposizioni urgenti per lo
sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la
stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria". Tra
le tante novità in materia di lavoro, Confartigianato evidenzia l'abolizione
della procedura relativa alle dimissioni volontarie: non è più necessario far
convalidare le dimissioni dei dipendenti dal centro per l'Impiego, dalla
Direzione del Lavoro o dai Comuni, con notevole risparmio di tempo e
semplificazione. Poi la reintroduzione del lavoro intermittente (lavoro a
chiamata), l'abolizione del libro matricola e del libro paga; istituzione del
libro unico del lavoro che sarà definito con apposito decreto attuativo;
possibilità di cumulo tra la pensione e i redditi da lavoro autonomo o
dipendente dal 2009; modifiche alla disciplina del lavoro a tempo determinato;
modifiche alla disciplina del lavoro occasionale di tipo accessorio; modifiche
alla disciplina del contratto di apprendistato professionalizzante e
qualificante; modifiche all'apparato sanzionatorio del Testo Unico sulla
sicurezza; modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro. Gli uffici
preposti ed i funzionari della Confartigianato della provincia di Ravenna
seguono l'evoluzione delle normative e sono a disposizione delle aziende per
approfondire le novità soprariportate.
( da "Adige, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Province
Il quotidiano del
giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere
dalle 6:30 clicca qui >>> La giunta altaotesina, in seduta
strordinaria, ha varato un pacchetto di 30 milioni di Euro per misure contro il
carovita La giunta altaotesina, in seduta strordinaria, ha varato un pacchetto
di 30 milioni di Euro per misure contro il carovita. Le misure adottate, e
illustrate ieri in conferenza stampa, sono l'aumento di 100
euro del reddito sociale minimo e delle pensioni per invalidità civile,
l'abolizione del ticket sui ricoveri ospedalieri, il trasporto pubblico
gratuito per oltre 50mila studenti, la riduzione del 10% della tassa
automobilistica, i contributi casa per il ceto medio, la riduzione delle
tariffe di energia e gas. Per il presidente Luis Durnwalder, le misure
prese "dimostrano che la Provincia ha capito le difficoltà dei
cittadini". Gli interventi a favore del cittadino "saranno
sostenibili nel tempo e non frutto di una stagione elettorale", ha
sottolineato il presidente Durnwalder. "Si tratta - ha proseguito - di una
manovra per complessivi 30 milioni euro, con provvedimenti che tecnicamente
potranno essere realizzati all'80% nei prossimi due mesi". In tema di
casa, con la legge provinciale in dirittura di arrivo, la giunta altoatesina
vara un programma triennale straordinario per la costruzione di 3 mila
appartamenti destinati ad alloggi sociali ed edilizia agevolata e introduce
forme di sostegno per il ceto medio: "Verrà creata una quinta fascia di
reddito con una soglia massima di 50 mila euro - ha spiegato Durnwalder - e il
ceto medio avrà anche accesso al 50% dei terreni riservati all'edilizia
agevolata. La Provincia coprirà inoltre la metà dei costi di
infrastrutturazione". 02/07/2008.
( da "Nazione, La (Prato)" del 03-07-2008)
Argomenti: Province
24 ORE PRATO pag. 11
Lavori sulla declassata Chiuso piccolo tratto per due notti ASM IL GIORNALISTA
Sergio Rizzo verrà a Prato a presentare il suo nuovo libro d'inchiesta "La
Deriva", scritto con il collega con il collega Gianantonio Stella.
L'appuntamento è per domani pomeriggio, dalle 18 alle 20, al Caffè delle Logge,
grazie all'azione dell'Osservatorio provinciale sulla spesa pubblica.
L'incontro sarà aperto al pubblico e chiunque potrà fare domande al noto
giornalista, alla sua seconda visita in città dopo il successo del suo
precedente volume "La casta", o ricevere spiegazioni più dettagliate
sui contenuti del nuovo volume che "trae il suo titolo ? spiegano i vertici dell'osservatorio provinciale ? dall'evidente
naufragio del paese intero, sul quale anche noi, nel nostro piccolo, stiamo
indagando apartiticamente; stiamo infatti preparando una raccolta firme per
l'abolizione della Provincia".
( da "Giornale di Brescia" del 05-07-2008)
Argomenti: Province
Edizione: 05/07/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Oggi e domani in città e
provincia per illustrare gli obiettivi raggiunti dal nuovo Esecutivo Gazebo del
Pdl nel Bresciano Emanuele Galesi BRESCIA Oggi e domani tornano i gazebo del
Pdl, almeno una cinquantina tra Brescia e Provincia, per informare i cittadini
dei risultati ottenuti dal Governo nei primi due mesi di lavoro. Non è stata
fornita una mappa precisa degli stand, di certo c'è che in giornata il Pdl sarà
presente nel centro storico cittadino in corso Zanardelli e che domani l'azione
si sposterà prevalentemente nelle località turistiche della provincia.
"Abbiamo deciso di rimetterci in contatto con la gente per comunicare il
nostro lavoro che procede alacremente" ha dichiarato il deputato del Pdl
Giuseppe Romele durante la presentazione dell'iniziativa. A chi ci andrà
verranno illustrate le decisioni prese dalla maggioranza in tema di sicurezza e
economia. Al contempo, sarà distribuito un questionario a crocette con la
dicitura "Scegli i provvedimenti che ti piacciono di più", per
selezionare tra le misure del governo per la famiglia, contro il carovita, per
la giustizia, per una maggiore efficienza nella pubblica amministrazione.
Secondo Stefano Saglia, presidente della Commissione lavoro
della Camera, "la moralità nella politica non significa solo non essere
corrotti, ma anche rispettare gli impegni con gli elettori". Saglia ha
quindi ricordato l'abolizione dell'Ici, un provvedimento da 2 miliardi di euro
per il quale sono in fase di reperimento i fondi, la defiscalizzazione parziale
degli straordinari per i dipendenti privati. "Se non riparte la
crescita economica, prevedere un abbassamento delle tasse è un'utopia, anche
perché c'è l'obiettivo del pareggio del bilancio entro il 2011. Però, già con
la cancellazione dell'Ici le famiglie si troveranno a risparmiare qualche
centinaia di euro". Saglia ha aggiunto che premiare la produttività
dovrebbe portare ad un aumento delle buste paga e ad un conseguente rilancio
dei consumi. Sul fronte sicurezza, gli esponenti del Pdl hanno sottolineato
l'intenzione del Governo di inviare tremila soldati dell'esercito nelle città a
supporto delle forze dell'ordine. Solo un accenno al decreto che blocca i
processi: "Sono state dette tante falsità a riguardo, per noi è un modo
per velocizzare la giustizia".
( da "Provincia Pavese, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Province
Cronaca
"L'artigianato soffre, ma cresce" Malinverno sarà rieletto lunedì
presidente dell'Associazione SISTO CAPRA PAVIA. Inizia lunedì un nuovo
quadriennio di attività all'Associazione Artigiani, espressione della
Confartigianato in provincia. Nelle sede di viale Cesare Battisti si insedia il
nuovo consiglio direttivo sotto la guida del riconfermato presidente Rino
Malinverno, che ha raccolto il testimone della storico leader Luigi Ponzio e da
42 anni opera in associazione. I delegati dei gruppi territoriali, dei giovani,
delle donne e degli anziani lunedì eleggono presidente, vice, componenti della
giunta esecutiva e tesoriere. Presidente, quali sono gli umori del vostro
settore? "L'artigianato abbassa la testa e tira la carretta, fa il mulo in
mezzo alle stanghe con grandissima forza di volontà e determinazione. Cerca di
arrivare dappertutto come può e di tirare avanti nell'attesa di tempi migliori.
Il ministro Sacconi nell'assemblea della Confartigianato il 12 giugno ha
promesso di guardare con un occhio di riguardo alla microimpresa. Essendo il
98% delle imprese italiane piccole e piccolissime, ciò che va bene per gli
artigiani e per le micro imprese va bene per l'intera Italia". Come giudica
la finanziaria del governo? "I giornali ne scrivono molto, ma attendo di
conoscerne i contorni esatti prima di esprimere un parere". Quali misure
vi aspettate da Berlusconi? "In primo luogo, la detassazione degli
straordinari, ciò che è importante per i dipendenti. Anche
l'abolizione dell'Ici ci sta bene". Com'è la situazione economica della
provincia? "Come nel resto del Nord. Il settore dell'artigianato ha un
andamento ondulatorio e diverso a seconda dei comparti. L'edilizia in frenata;
i tecnologici in sviluppo, ma nulla di eccezionale: diciamo che presentano un
segno positivo. Poi ci sono i settori stabili come il tessile e i
ferraioli". Quali chiari di luna dopo le ferie? "Spero davvero che ci
sia una ripresa. Il rincaro del petrolio provoca l'aumento continuo dei prezzi.
I costi dell'energia sono pazzeschi. Tutto gravita attorno al petrolio, anche
il settore agricolo. La media delle imprese artigiane in provincia come in
tutta Italia è di 2,5-3 addetti, compreso il titolare. Le imprese in provincia
sono circa 15 mila e sono aumentate di circa 1.300 negli ultimi due anni. Il
60% è nell'edilizia: extracomunitari che cominciano a lavorare come dipendenti,
poi si mettono in proprio. Il turn over di imprese storiche, invece, è molto
limitato". Quali sono i limiti? "Uno dei limiti è l'assenza di
ricambio generazionale, i figli che non continuano l'attività dei padri. Poi ci
sono lavori che si esauriscono, attività che chiudono, soppiantate da nuove
attività, in nuovi settori". L'imprenditoria artigiana pavese com'è?
"Dinamica per forza. L'Associazione è impegnatissima a organizzare corsi
di formazione che sono sempre più partecipati. I temi? Dalla sicurezza alla
gestione, dalla previdenza all'informatizzazione. In aumento anche i corsi di
lingue, inglese ma anche spagnolo". Che cosa si propone il nuovo direttivo
dell'Associazione? "In primo luogo abbiamo modificato lo statuto per
avvicinarci di più alle imprese, mentre prima erano le ditte che venivano in
associazione. Abbiamo creato otto sportelli che forniscono i servizi e
funzionano come micro-associazioni, ciascuno con il loro consiglio, per rendere
sempre più capillare la presenza. I consigli locali riportano al consiglio
generale della provincia i problemi locali. Una volta ad esempio il fabbro
portava in associazione il problema della sua categoria, mentre oggi porta al
centro i problemi dell'intera sua zona, di tutte le categorie presenti in
quell'area. E' una grande svolta". Quali sono le forze dell'Associazione
Artigiani di Pavia? "Abbiamo 2.336 associati all'Inps come Confartigianato
al 31 dicembre 2007. Il Consorzio di garanzia è tornato dalla "mamma"
e si muoverà con gli indirizzi politici dati dalla Confartigianato Lombardia.
Sto analizzando la situazione, dopo tre anni in cui non eravano presenti come
Associazione Artigiani, e le richieste di mutui sono diminuiti, anche per via
della flessione del mercato. Ho visto che in tutte le provincie si è verificata
la stessa situazione. Ho proposto per la presidenza Aldo Ponzio, una grande
garanzia".
( da "Sicilia, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Province
L'associazione dei
consumatori: "Siano sconti reali" Una grande mobilitazione. Una
protesta da portare sino a Roma perché alla Sicilia siano restituiti i 1050
milioni di euro stanziati dal Governo Prodi per la viabilità
isolana e dirottati dal Governo Berlusconi a copertura dei costi per
l'abolizione dell'Ici. E' il contenuto di una mozione presentata a nome del
gruppo parlamentare regionale del Partito democratico da Bruno Marziano.
Mozione che ha ricevuto il parere favorevole del governo regionale, attraverso
il vicepresidente, Titti Bufardeci e che è stata approvata all'unanimità
dall'aula. "L'iter di attribuzione di questi fondi - ha detto
Marziano - fu particolarmente complesso al punto che alcuni presidenti di
provincia dell'epoca, tra i quali l'attuale presidente della regione Raffaele
Lombardo che era presidente della provincia di Catania, protestarono sotto
Palazzo Chigi a Roma".
( da "Merateonline.it" del 05-07-2008)
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Cronaca >>
Cronache regionali 5 / 7 / 2008 I lombardi pagano i danni causati dalla Regione
per la caccia La Corte Costituzionale con sentenza n. 250, depositata in data 4
luglio 2008, dichiara l'illegittimità costituzionale della legge quadro n.
2/2007 della Regione Lombardia sul prelievo in deroga di uccelli protetti.
Detta legge regionale è stata oggetto, nello scorso aprile 2007, di impugnativa
dinanzi alla Corte Costituzionale da parte del Governo, in quanto ritenuta
contrastante con l'art. 9 della direttiva comunitaria 79/409/CE e con l'art.
117, primo e secondo comma, lettera s. della Costituzione: lo Stato ha
legislazione esclusiva in materia di tutela dell'ambiente. Nella sentenza si
evidenzia che: "l'autorizzazione del prelievo in deroga con legge preclude
l'esercizio del potere di annullamento da parte del Presidente del Consiglio
dei ministri dei provvedimenti derogatori adottati dalle Regioni che risultino
in contrasto con la direttiva comunitaria 79/409/CEE e con la legge n. 157 del
1992; potere di annullamento finalizzato a garantire una uniforme ed adeguata
protezione della fauna selvatica su tutto il territorio nazionale. Pertanto, va
accolto il ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri e dichiarata
l'illegittimità costituzionale della previsione legislativa regionale che
consente di approvare mediante legge regionale i prelievi in deroga". In
data 3 luglio 2008 la la IV commissione della Regione Lombardia ha approvato il
progetto di Legge 318 "piano di prelievo venatorio in deroga per la
stagione venatoria 2008/2009 ai sensi della LR n. 2/2007. Ma come conseguenza
della decisione della Corte Costituzionale, la Regione Lombardia non potrà
emanare leggi sul prelievo in deroga di uccelli migratori, fringuello, peppola
e storno. Dichiara Graziella Zavalloni, delegata regionale
della Lega Abolizione
Caccia Lombardia: "Ricordiamo che il TAR Lombardia, con tre sentenze
depositate il 26 novembre
( da "marketpress.info" del 07-07-2008)
Argomenti: Province
07 Luglio 2008 PACCHETTO
DI INTERVENTI DELLA GIUNTA BOLZANO PER RAFFORZARE IL POTERE D'ACQUISTO DELLE
FAMIGLIE AUMENTO DI 100 EURO DEL REDDITO SOCIALE MINIMO E DELLE PENSIONI PER
INVALIDITÀ CIVILE, ABOLIZIONE DEL TICKET SUI RICOVERI OSPEDALIERI, TRASPORTO
PUBBLICO GRATUITO PER OLTRE 50MILA STUDENTI, RIDUZIONE DELLA TASSA
AUTOMOBILISTICA, CONTRIBUTI CASA PER IL CETO MEDIO, RIDUZIONE DELLE TARIFFE DI
ENERGIA E GAS: SONO ALCUNE DELLE MISURE CONTENUTE NEL PACCHETTO VARATO L' 1
LUGLIO Bolzano, 7 luglio 2008 - Nel corso di una seduta straordinaria la Giunta
ha limato stamattina le ultime proposte del pacchetto di misure per rafforzare
il potere d'acquisto delle famiglie altoatesine. Gli interventi a favore del
cittadino - trasversali a tutti i settori, dalle imposte alle tariffe
pubbliche, dalla scuola alla sanità, dalle prestazioni sociali all'edilizia
abitativa - "saranno sostenibili nel tempo e non frutto di una stagione
elettorale", ha sottolineato il presidente Durnwalder. Illustrando le
misure in conferenza stampa, con gli assessori Sabina Kasslatter Mur, Werner
Frick, Richard Theiner, Hans Berger, Michl Laimer e Florian Mussner, il
governatore dell'Alto Adige ha ricordato che "si tratta di una manovra per
complessivi 30 milioni ?, con provvedimenti che tecnicamente potranno essere
realizzati all'80% nei prossimi due mesi. " Molte misure vengono
concretizzate subito con delibera della Giunta: così ad esempio l'aumento di
100 ? del reddito minimo di inserimento sociale, la
riduzione delle tariffe dell'energia e del gas, la riduzione del 10% della
tassa automobilistica, l'abolizione del ticket sul ricovero ospedaliero,
l'aumento di 100 ? delle pensioni di invalidità civile, la riduzione delle
spese per i rinnovi della patente, gli aiuti alle famiglie attraverso le
microstrutture e l'assistenza scolastica, l'aumento di posti nei
convitti. Va inoltre segnalato che, grazie a questa manovra provinciale per
fronteggiare il carovita, sul fronte scuola da settembre per oltre 50mila
studenti il trasporto col mezzo pubblico da casa a scuola sarà gratuito, quelli
delle superiori saranno esentati anche dalle tasse scolastiche, come finora per
elementari e medie, e saranno gratuiti anche i libri di testo. In tema di casa,
con la legge provinciale in dirittura di arrivo la Giunta vara un programma
triennale straordinario per la costruzione di 3mila appartamenti destinati ad
alloggi sociali ed edilizia agevolata e introduce forme di sostegno per il ceto
medio: "Verrà creata una quinta fascia di reddito con una soglia massima
di 50mila ? - ha spiegato Durnwalder - e il ceto medio avrà anche accesso al
50% dei terreni riservati all'edilizia agevolata. La Provincia coprirà inoltre
la metà dei costi di infrastrutturazione. " Durnwalder ha sintetizzato
l'impegno della Giunta: "Non possiamo intervenire su tutti i problemi, non
abbiamo del resto le competenze per farlo, ma la Provincia ha ben chiari i
bisogni e le richieste dei cittadini e farà il possibile per garantire a tutti
un'esistenza adeguata. " . <<BACK.
( da "Corriere Alto Adige" del 07-07-2008)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-07-06 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE AIUTI ALLE FAMIGLIE ELEZIONI, ARRIVA LA BEFANA di FLORIAN
KRONBICHLER "N on sono regali elettorali". è la frase della settimana
(e forse dell'anno, se non addirittura in assoluto) ed è
stata pronunciata, martedì scorso, dal presidente della Giunta provinciale.
Befana Durnwalder ha aperto il sacco: abolizione del ticket ospedaliero;
decurtazione del 10% della tassa sulle acque nere; riduzione del 10% sul bollo
auto; aumento del minimo vitale, delle pensioni d'invalidità, dell'assegno
familiare; riduzione della tariffa per il rinnovo della patente; aumento
dei contributi per l'assistenza ai non autosufficienti; libri scolastici gratis
anche agli studenti di terza, quarta e quinta classe delle superiori; esenzione
tasse per tutte le scuole superiori; autobus e treni gratis a tutti i giovani
fino ai 19 anni. In più: salario aumentato del 3,8% ai dipendenti pubblici;
biglietto familiare già con un figlio solo, tariffa ridotta su tutto ai
sessantenni. Last but non least: tremila alloggi sociali nei prossimi tre anni.
Soffrendo di vertigini mi fermo qui: smettila, grazia di Dio! Ma mi raccomando:
"Non sono regali elettorali". Con le elezioni provinciali che si
prospettano amare per il partito ancora di maggioranza assoluta, tali misure
proprio niente c'entrerebbero. Parola del presidente Durnwalder. C'è da
rimanere attoniti difronte a simile spudoratezza. Difatti, le reazioni a tanta
manna caduta dal cielo (provinciale) si sono dimostrate assai controverse,
lasciando frustrate sia la parte donatrice che quella ricevente. Calcolatrice
alla mano, il direttore del Centro tutela consumatori ha fatto i conti: 30
milioni di euro divisi per mezzo milione di abitanti fa 60 euro a testa, che
sarebbero sì "un passo nella giusta direzione ", ma niente di più.
Durnwalder - che all'occasione non esitava nello scimmiottare Barack Obama
("Possiamo fare!": che il destino del "democratico" Walter
Veltroni non sia bastato?) - è rimasto deluso. Ha creduto di aver preso
"50 misure a sostegno delle famiglie" e ciò che gli torna è un
ingrato "non bastano". Quindi, il non-regalo si rivelerà un
boomerang. La Provincia, dispensando regalini e rimettendo debiti, perde soldi
- e non c'è problema - ma perde credibilità. Offre una pessima immagine della
propria cultura di governo e di amministrazione. Cambiando, in presa di panico
preelettorale del suo partito di riferimento, tariffe e contributi, la
Provincia è prima di tutto irrispettosa nei confronti di se stessa.
"Restituendo" parte dei suoi mezzi al contribuente, essa si sottrae
ai propri doveri. Ammette di aver a torto estorto al cittadino il ticket, la
tariffa dell'acqua o il biglietto per l'autobus. O ha scippato il cittadino in
passato o lo vuole imbonire adesso. Si è tentati di credere alla prima ipotesi
e di opporsi alla seconda.
( da "Secolo XIX, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Province
"Via Camera di
Commercioe Prefettura" lettera a brunetta La proposta di Paolo Caviglia
come consigliere nazionale del Ps: le loro funzioni
assorbite dalla Provincia 08/07/2008 PAOLO CAVIGLIA, in qualità di consigliere
dell'assemblea nazionale del Partito socialista, propone al ministro Renato
Brunetta l'abolizione della Prefettura e della Camera di Commercio, o meglio il
loro assorbimento all'interno della Provincia, peraltro radicalmente modificata
e snellita. "Il proliferare di enti e palazzi - spiega - è il
primo, tra i costi della politica". L'esponente socialista immagina la Provincia
divisa in due grandi dipartimenti (economico e della sicurezza) e privata delle
competenze sulla formazione professionale e sui trasporti, ciascuno affidato ad
un'Agenzia regionale. "Non si tratta di centralizzazione, ma del
contrario: da Regione a Provincia ai Comuni, si eliminerebbe un passaggio
inutile e costoso e si valorizzerebbe il ruolo dei Comuni". Spiega
Caviglia: "Le Province nacquero con funzioni sull'assistenza, la
viabilità, caccia e pesca. Poi persero l'assistenza e sommarono via via deleghe
dalle Regioni. Ma non hanno saputo dar vita a politiche coerenti con scelte di
sviluppo". L'esponente socialista fa riferimento, nello specifico, a
formazione professionale e trasporti: "Non c'è stata alcuna modifica delle
logiche che già prima governavano il sistema di questi due importanti settori:
il rischio è che canali di finanziamento importantissimi ed ingenti diventino
l'oggetto di piccoli affari. Non dico a Savona, ma ovunque". Quindi,
meglio due Agenzie regionali e rapporti diretti con i Comuni. Quanto alla
Provincia: il dipartimento economico dovrebbe assorbire il ruolo della Camera
di Commercio (compreso il Registro delle imprese), mentre quello della
sicurezza le competenze della prefettura, "mantenendo così compiti
schiettamente provinciali". 08/07/2008.
( da "Nuova Venezia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Province
Una grande
manifestazione per chiedere più risorse al governo "In piazza con Veltroni
contro i tagli" Grido d'allarme di Cacciari: "La Finanziaria mette in
ginocchio i Comuni" CA' FARSETTI. "Avanti di questo passo saremo
costretti a chiudere bottega L'ultima beffa arriva dalla tassa dell'Ici"
ALBERTO VITUCCI La Finanziaria taglia ancora risorse ai Comuni. E l'abolizione
dell'Ici verrà rimborsata solo in parte agli enti locali, le cui casse
rischiano il tracollo. "Questa è la vera emergenza", denuncia il
sindaco Massimo Cacciari, "faremo a breve una grande manifestazione di
protesta con Veltroni, probabilmente a Mestre". Una manifestazione a cui
si affiancherà un grande convegno sul federalismo fiscale, che tarda a
decollare. "Di questo passo", denuncia il sindaco filosofo, "i
Comuni chiuderanno bottega". L'ultima beffa arriva sul fronte dell'Ici.
"Su una mancata entrata per i comuni di 3,5 milioni di euro", spiega
Cacciari, "il governo nella Finanziaria ne ha stanziati soltanto 1,9.
Questo ci mette in difficoltà". Dall'Ici per la prima casa (al 4 per
mille) il Comune di Venezia ha incassato nel 2007 circa 14 milioni di euro. Gliene saranno "rimborsati" dal governo per
l'abolizione della tassa poco più della metà. Ma anche la situazione generale
delle finanze comunali si fa drammatica. Le entrate del Comune di Venezia, nei
tempi d'oro, erano garantite dal Casinò e dalla legge Speciale. Adesso per il
Casinò è tempo di vacche magre. Sul fronte Legge Speciale brutte
notizie. Il nuovo governo non intende certo modificare l'andazzo degli ultimi
anni, introdotto dal primo governo Berlusconi e proseguito da Prodi. I fondi
disponibili sono stati dirottati quasi interamente sul Mose, tramite Cipe. E
alla manutenzione della città sono andate solo le briciole. Negli ultimi anni
sono stati azzerati i contributi ai provati per i restauri, ridotti gli
interventi di manutenzione e i progetti per lo scavo dei rii. E anche le
società Insula e Edilvenezia, per cui Ca' Farsetti ha deciso la fusione, sono a
rischio con i loro 93 dipendenti. Infine c'è il rischio derivati, come
denunciato dal consigliere Maurizio Baratello, per cui potrebbero essere
necessari a breve nuovi investimenti per azzerare i mutui. Dunque il Comune ha
bisogno di soldi. Li troverà vendendo immobili e partecipazioni azionarie (Save
e società autostrade Venezia Padova) e accorpando le società. Uno stallo
aggravato dal fatto che mentre le risorse dal centro calano, il federalismo
fiscale non decolla. E il Comune non può nemmeno spendere i soldi che ha, per
via dei complicati meccanismi del "Patto di stabilità" nazionale. Un
tema di cui si parlerà già oggi a Roma, dal momento che il ministro leghista
dell'Interno Roberto Maroni - che del federalismo ha fatto una bandiera - ha
convocato al Viminale sindaci e presidenti di provincia delle future città
metropolitane. Ci sarà anche Venezia con Milano, Roma, Napoli, Torino, Palermo,
Firenze, Genova, Bari e Bologna. "Andrò a Roma senza una posizione
preconcetta contro la città metropolitana", ha detto il presidente della
Provincia Davide Zoggia, "anzi. E' chiaro però che devono essere ben
definiti i ruoli e deve essere coinvolto il territorio". Scenari
importanti anche in funzione delle elezioni provinciali previste per la
primavera prossima. Se la Città metropolitana andrà in porto, la Provincia potrebbe
anche essere abolita. Intanto tutti si preparano alla consultazione elettorale,
vero banco di prova in vista delle Comunali del 2010. Sabato Cacciari ha
convocato gli Stati generali del centrosinistra, indicando come proposta
l'alleanza con Udc e Liste civiche. E arrivano i primi distinguo da Italia dei
Valori. "Siamo noi l'unico partito del centrosinistra presente oltre al
Pd", dice il segretario provinciale Nicola Funari, "e le
consultazioni le abbiamo avviate a livello provinciale, per discutere sui
programmi. La strada seguita da Cacciari non è la migliore per cercare
alternative al centrodestra in tutta la provincia".
( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Province
LA RICETTA DEI
SOCIALISTI PER RISPARMIARE RISORSE Caviglia scrive a Brunetta: "Aboliamo
Prefetture e Camere di commercio" Il vicesindaco di Savona Paolo Caviglia
ha scritto al ministro Brunetta per suggerirgli i tagli che consentiranno al
governo di far quadrare i conti. Una lettera, bisogna precisarlo, che Caviglia
ha scritto come esponente nazionale del Partito socialista. Come vicesindaco
infatti Caviglia avrebbe dovuto prima portare la proposta in giunta.
"Inutile compilare lunghe liste di enti che poi si assottigliano fino a
non ottenere alcun risparmio reale - esordisce Caviglia -. La mia proposta
prevede invece l'abolizione di Prefetture e Camere di
commercio. Non si tratta di una posizione ideologica ma di una valutazione
delle competenze che sono affidate a questi enti". Il socialista Caviglia
argomenta così la sua originale proposta destinata sicuramente a suscitare un
vivace edibattito: "La Camera di commercio a parte la promozione,
cura soprattutto il registro delle imprese e altre funzioni economiche che
potrebbero essere sicuramente gestite da una Provincia a cui venisse assegnato
un dipartimento economico". Per la Prefettura Caviglia sostiene: "La
funzione principale è quella di coordinare le forze di polizia e garantire
l'ordine pubblico. Attività che potrebbe svolgere un alto funzionario dello
Stato incaricato di gestire un altro dipartimento della Provincia. Queste mie
considerazioni ovviamente prescindono da valutazioni ideologiche e sono dettate
solo dal proposito di razionalizzare le risorse pubbliche sempre più
esigue".
( da "Nazione, La (Prato)" del 10-07-2008)
Argomenti: Province
CRONACA PRATO pag. 9
RENZI SI FACCIA gli affari suoi. Chissà quanta voglia avrebbe di dirglielo c...
RENZI SI FACCIA gli affari suoi. Chissà quanta voglia avrebbe di dirglielo
così, con la schiettezza tipica dei pratesi, senza pensare troppo al ruolo. Non
lo hatto, ma questa volta, pur restando ai canali ufficiali con una lettera
aperta, il presidente della Provincia Massimo Logli (foto a destra) ha perso
davvero la pazienza ("E' stato superato ogni limite del rispetto
istituzionale") verso il leader della Provincia fiorentina che non perde
occasione per dire che "la Provincia di Prato è inutile", come scrisse
nel suo blog quasi due mesi fa, o che dovrebbe rientrare "nella partita
della nuova città metropolitana", come ha detto direttamente al ministro
dell'Interno Maroni l'altro giorno nonostante il progetto di riforma degli enti
locali allo studio del governo, almeno nella formulazione attuale, non preveda il taglio dell'ente guidato da Logli. SONO STATE le
parole dette al ministro durante la riunione informale dell'altro giorno a Roma
a mandare su tutte le furie Logli. Renzi (foto a sinistra), infatti, ha
informato Maroni di essere d'accordo sull'abolizione della Provincia di Firenze
per far posto alla città metropolitana, ma gli ha anche
"suggerito" di inserire quella di Prato "nella partita perché
non si può pensare che resti, come se nulla fosse" e gli avrebbe persino
annunciato "una nota ufficiale su questo punto" preannunciando una
possibile partecipazione di Logli&c. alla prossima riunione romana. Davvero
troppo per il presidente pratese: "Al tavolo con il ministro Maroni ?
scrive infatti Logli nella lettera aperta al collega ? è stato superato ogni
limite del rispetto istituzionale. Adesso basta. Del futuro della Provincia di
Prato si occuperanno i pratesi che per decenni hanno combattuto la loro
battaglia per l'autonomia e, in questi ultimi anni, hanno tratto sicuramente
vantaggio diretto e concreto dal nuovo assetto territoriale. Un atteggiamento
del genere non porta da nessuna parte. E' necessario piuttosto avere il
coraggio di accelerare sulla definizione delle politiche e i progetti di area
vasta che, invece, vedono la Provincia di Firenze, forse troppo compiaciuta nel
suo atteggiamento di onnipotenza, non impegnata appieno in quel ruolo da
protagonista che le spetterebbe". Dal canto suo l'assessore regionale alle
riforme istituzionali, Agostino Fragai, spezza una lancia a favore di Logli:
"Serve un confronto di merito a livello locale, anche con la Regione.
Presto sarà convocata la conferenza di Area metropolitana", ha detto ieri
ricordando però che per lui "la dimensione giusta della città metropolitana
è quella che comprende le province di Firenze, Prato e
Pistoia". In sostanza, dunque, l'assessore dà ragione a Logli sul metodo,
ma nel merito resta d'accordo con Renzi, come aveva già detto pubblicamente.
"CONDIVIDO la scelta di accelerare sulla città metropolitana ? riprende
ancora Logli che stasera alla festa del Pd parlerà anche del futuro della
Provincia ? e ognuno è libero di avere le proprie idee e di esprimerle in
pubblico o sul proprio blog. E' grave però che a un tavolo istituzionale di così
grande rilevanza ci si sia permessi di mettere all'ordine del giorno questioni
che prima di tutto devono essere valutate dalle comunità locali direttamente
interessate". Poi ancora più duro: "Trovo assolutamente fuori luogo,
e a dire il vero bizzarro, che sia il presidente della Provincia di Firenze a
farsi portavoce col governo di un progetto che riguarda la Provincia di Prato e
che ha tutto il sapore di un'annessione a freddo piuttosto che di un concreto
salto di qualità nell'interesse dei cittadini". In serata è arrivata poi
la controreplica di Renzi: "Non capisco la reazione di Logli. La città
metropolitana deve essere fatta, e fatta bene. Se contenesse Londa, San
Godenzo, Firenzuola, Montaione e lasciasse fuori Prato sarebbe un'occasione
sprecata. Il nuovo ente deve avere i poteri della Provincia e alcune competenze
che oggi sono della Regione. Quindi non vedo perchè Prato debba essere tagliata
fuori da un disegno istituzionale così entusiasmante e avvincente".
Difficile però che i pratesi, che per anni hanno lottato per l'indipendenza da
Firenze, siano d'accordo con lui... Leonardo Biagiotti.
( da "Arena, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Province
CACCIA. Il ricorso
Lav esulta: "La sentenza del Tar salva gli animali" La Lega anti
vivisezione (Lav) plaude, in una nota, alla sentenza del Tribunale
Amministrativo Regionale del Veneto del 25 giugno scorso, che annulla una
delibera della Provincia di Verona sulla caccia a fagiani, starne e quaglie
durante tutto l'anno. Il provvedimento della Provincia scaligera, secondo la
Lav, estendeva la caccia a questi volatili anche al di fuori dell'arco
temporale previsto dal calendario venatorio, nelle zone destinate
all'addestramento dei cani da caccia. La sentenza, spiegano gli animalisti, ha
accolto il ricorso presentato dalla Lega per l'abolizione
della caccia (Lac), assistita dall'avvocato Massimo Rizzato del foro di Verona.
Il ricorso riguardava l'atto della Provincia di Verona che disponeva che gli
animali selvatici di specie cacciabili si sarebbero potuti utilizzare alla
stregua di strumenti per addestrare i cani da caccia anche in periodo di
chiusura dell'attività venatoria. A tale scopo veniva previsto nella
delibera l'uso di animali d'allevamento debitamente inanellati. Ora questa
pratica, contrastata dagli animalisti, non potrà essere portata avanti.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-12 - pag: 4 autore: Federalismo. Dall'Ici
al giro di vite finanziario, tutte le trincee delle autonomie Si allarga il
solco tra centro e periferia Marco Bellinazzo ROMA Il sogno si chiama
federalismo fiscale. La grande riforma che dovrebbe portare a pieno compimento
l'articolo 5 della Costituzione ("la Repubblica riconosce e promuove le
autonomie locali" e mira "nei servizi che dipendono dallo Stato al
più ampio decentramento"). Ma se la XVI legislatura è stata annunciata –
sotto l'egida della Lega Nord – come quella in cui il sogno è destinato a realizzarsi,
l'avvio del percorso è poco incoraggiante. Da quando il Governo Berlusconi si è
insediato quasi non c'è stato giorno in cui dal territorio non si siano levate
proteste. E la circostanza che l'Associazione dei Comuni, l'Unione delle
Province e la Conferenza delle Regioni siano guidate da tre uomini del
centro-sinistra (Leonardo Domenici, Fabio Melilli e Vasco Errani) appare
irrilevante. Il coro di no al taglio dell'Ici come alla manovra d'estate è
stato pressochè unanime. Per farsi un'idea della frattura apertasi tra Centro e
periferia – al di là di una quota, per così dire fisiologica, di dissenso di
cui ha pagato lo scotto anche il Governo Prodi – è sufficiente dare un'occhiata
ai portali di Anci, Upi e Conferenza. All'"allarme rosso" lanciato da
Domenici per il nuovo Patto di stabilità interno e il contributo al pareggio
del bilancio statale che la manovra d'estate pretende dai Comuni – 1,3 miliardi
nel 2009 –, fa eco la lettera scritta da Errani qualche giorno fa per chiedere
all'Esecutivo un incontro urgente a causa di una situazione "che sta
mettendo in grave difficoltà il principio di leale collaborazione ". A
turbare i sonni dei Governatori c'è soprattutto il nuovo Patto sulla salute
("impossibile da fare se sarà confermato il fabbisogno sanitario 2010-2011
del Dpef") e il rebus del ripristino dei ticket 2009 necessario a far
quadrare i conti di una spesa che assorbe i due terzi del bilancio. Le
Autonomie sono preoccupate, più in generale, dalla piega "statalista"
che stanno assumendo le inziative politiche di Palazzo Chigi. Emblematica è la
vicenda dei fondi Ue per le aree in ritardo di sviluppo ( Fas). Le Regioni
giudicano "inaccettabile" la gestione centralizzata delle risorse del
" Qsn 2007-2013" definita con gli emendamenti al disegno di legge di
conversione del Dl 112/08. Viene sancito infatti un principio di concentrazione
dei fondi sulle infrastrutture di interesse nazionale individuate dal ministero
dello Sviluppo al quale le Regioni dovranno attenersi nella predisposizione dei
programmi finanziati dal Fas. Uno scarso coinvolgimento che le Regioni
denunciano anche a proposito del "Piano Casa" – con la vendita di un
milione di abitazioni ex Iacp – delle royalties petrolifere e del taglio agli
enti inutili disposti sempre con la manovra estiva. Del resto, un'impronta non
proprio federalista alle misure fiscali era stata data dal Governo già nella
sua prima riunione a Napoli di fine maggio, con il varo del Dl 93 diretto, tra
l'altro, ad abolire l'Ici sulla prima casa. Il minor gettito per i Comuni – nel
testo approvato alla Camera e ora trasmesso al Senato per il varo definitivo
entro il 27 luglio – è stato indicato in 1,7 miliardi. Anche se altre stime
parlano di una perdita complessiva (tenuto conto dello sconto Ici del 40%
voluto da Prodi) per le casse dei municipi intorno a 3,5-3,7 miliardi, mentre
risultano stanziati per il rimborso solo 2,6 miliardi. Per gli enti locali poi
è arrivato anche il congelamento delle addizioniali e delle tariffe. Peraltro,
i soldi per finanziare le misure sull'Ici sono stati in gran parte recuperati
stringendo i cordoni delle borse in periferia. Dai tagli ai fondi per il
trasporto locale (350 milioni) alla scure che si è abbattuta sul piano per le
infrastrutture in Sicilia e in Calabria e per il Ponte sullo stretto (1,4
miliardi). Ma i momenti di tensione non sono mancati in questi primi due mesi
di legislatura anche su altri fronti: dal braccio di ferro per la
liberalizzazione dei servizi pubblici locali ai tira e molla per l'abolizione di Province e comunità montane, dal freno
all'autonomia finanziaria degli enti locali in materia di obbligazioni e
derivati al taglio delle indennità per sindaci e consiglieri delle società
partecipate. E dire che il Governo aveva provato a investire ben 7,2 milioni
per i prossimi tre anni per studiare le problematiche connesse alla riforma
federalista. L'emendamento alla manovra d'estate è stato però bocciato
due giorni fa dalla commissione Bilancio di Montecitorio. DIALOGO IN SALITA
Enti territoriali sempre più preoccupati della piega, a loro avviso
"statalista", degli ultimi provvedimenti adottati da Palazzo Chigi.
( da "Sicilia, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Province
La manovra Enti
locali in rivolta contro i tagli Camera, in commissione via libera alla Robin
Tax Roma. Via libera delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera alla
cosiddetta 'Robin Tax', l'inasprimento del prelievo fiscale su petrolieri,
banche e assicurazioni, nella versione riformulata dal governo. Sono stati
approvati anche altri emendamenti che apportano qualche lieve modifica. Spunta
anche il fondo per il federalismo fiscale e disco verde al piano casa. Salvi i fondi
già impegnati. Buone notizie anche per il mondo del volontariato e del no
profit. Mentre le Regioni, con in testa il governatore
della Lombardia Roberto Formigoni, già irritate per l'abolizione del ticket -
che dovrebbe pesare sulle buste paga dei direttori degli ospedali - sono in
rivolta contro i prospettati tagli alla sanità e chiedono al governo di
cambiare rotta. E i comuni hanno lanciato "l'allarme rosso" per la
stretta (di 180 milioni) imposta dagli emendamenti del governo al patto di
stabilità. Che, secondo l'Anci, farà volare la stangata a quota 3
miliardi. Insomma per gli enti locali la manovra così com'è è
"insostenibile". Inaccettabile. Si rischia lo scontro istituzionale.
Per scongiurarlo Formigoni ha chiesto un incontro urgente al presidente del
consiglio Berlusconi e al ministro dell'Economia Tremonti. Dovrebbe svolgersi
la prossima settimana. "Siamo disponibili a ridurre il deficit - ha
assicurato il governatore della Lombardia - ma con un metodo concordato".
Nella manovra - in discussione presso le commissioni Bilancio e Finanze della
Camera - rientra il 5 per mille per il 2009, e la copertura iniziale di 380
milioni di euro è stata portata a 400. "Sono molto soddisfatto per
l'attenzione che il governo ha dimostrato", ha commentato Maurizio Lupi,
vice presidente del Pdl a Montecitorio, dopo il via libera all'emendamento.
"Infatti - ha spiegato - nell'ambito di un provvedimento economico
incentrato sui tagli alla spesa, il 5 per mille è stato 'potenziatò". Il
prossimo obiettivo è la stabilizzazione della misura. Il governo intanto
prepara il terreno per la concreta attuazione del federalismo fiscale. Ha avuto
il via libera in commissione l'emendamento - che figura nel nutrito pacchetto
di modifiche messe a punto dall'esecutivo (130) al decreto fiscale che sostiene
la manovra - che prevede l'istituzione presso il ministero dell'Economia di un
"fondo unico" in cui fare confluire - dal 2010 - tutti i
trasferimenti erariali attribuiti alle Regioni "per finanziare funzioni di
competenza regionale". Sì inoltre dalle commissioni ad alcuni emendamenti,
della maggioranza e dell'opposizione, che rivedono alcune regole per gli enti
locali. In particolare quello dell'Udc che prevede che comuni e province possano escludere, per il conteggio dei saldi ai
fini del patto, i proventi da cessioni di azioni o quote di società che operano
nei servizi pubblici locali, se destinate alla riduzione del debito. Ma rimane
in stand-by l'emendamento principale, quello del governo. Per finanziare in
parte l'abolizione dei ticket sanitari saranno tagliati del 20 per cento i
compensi dei direttori generali, sanitari, amministrativi e dei membri dei
collegi sindacali delle Asl, aziende ospedaliere e universitarie e istituti
zooprofilattici. Lo ha annunciato il relatore per la commissione Finanze della
manovra, Giorgio Jannone (Pdl). I compensi saranno riditerminati al rinnovo dei
contratti. Il tempo stringe. Ma monta la protesta, dentro e fuori il governo, e
con l'opposizione. La Capigruppo ha deciso di avviare la discussione del
provvedimento in Aula a partire da mercoledì prossimo. E al Tesoro stanno già
lavorando al blitz finale. Ovvero maxi-emendamento e voto di fiducia. Andrea
Longo.
( da "Adige, L'" del 12-07-2008)
Argomenti: Province
Il quotidiano del
giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere
dalle 6:30 clicca qui >>> "L'Università è come la Chiesa: ci sarà
sempre "L'Università è come la Chiesa: ci sarà sempre. È sopravvissuta a
tutto e a tutti, sopravviverà anche a questo governo". Aronne Armanini ,
ex preside di Ingegneria e oggi direttore del Dipartimento di Ingegneria civile
e ambientale, sta seguendo con attenzione gli sviluppi sulla riforma degli
atenei. Si attende il testo definitivo del "disegno Tremonti", che
prevede il blocco delle assunzioni e tagli ai bilanci degli atenei. Viene
indicata la via d'uscita: la creazione di fondazioni. Nel caso di Trento
l'Università diventerebbe soggetto di diritto privato sotto l'ombrello della
Provincia, possibile socio di maggioranza, affiancato da imprese e comuni.
"Io - commenta Armanini - non voglio dire pregiudizialmente "no"
alla trasformazione dell'ateneo. Chiedo però che, prima di avventurarci in
terreni inesplorati, il rettore Bassi valuti bene la situazione". Armanini
dice che "i conti non tornano". "Io sono un ingegnere, mi baso
sui dati e sono cautissimo. Finché non sappiamo qual è l'impianto definitivo
non si può dire di essere favorevoli". Spiega che in ateneo ci si
preoccupa soprattutto della parte finanziaria. I soldi, con la Provincia
autonoma, non dovrebbero essere un problema. O no? "Si deve capire che
cosa si intende per "fondazione provinciale". Cosa comporterebbe per
il governo delle università? Se la metamorfosi dell'ateneo comporta una
contropartita da pagare alla Provincia, voglio sapere qual è. Se invece
l'autonomia è garantita e la Provincia ci mette i fondi e basta, al posto dello
Stato, allora mi sta bene. Credo che non sia nell'interesse di nessuno
mortificare l'accademia: noi siamo un'autonomia nell'autonomia, lontana dai
centri di potere. È una formula vincente che nessuno vuole veramente
cambiare". Fra coloro che credono che la strada della fondazione sia
certamente quella giusta c'è invece Francesco De Natale , direttore del
Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione: "Chi ha partecipato al dibattito sull'università italiana sa che i
nodi da sciogliere sono l'abolizione del valore legale della laurea, la
liberalizzazione degli stipendi, l'introduzione della meritocrazia fra i
dipendenti come fra i docenti e l'abolizione dei concorsi. Se la fondazione è
uno strumento che permette di fare questo, ben venga la fondazione".
Non teme lo spostamento del baricentro: dallo Stato alla Provincia autonoma.
"Io ho piena fiducia nel rettore e so che, con questa modifica, non
andremo a farci comandare da Piazza Dante. Ne faccio una questione di qualità
ed efficienza: se si cambia solo padrone, non si tratta di un grande passo
avanti. Il vantaggio della fondazione è che questa offre la possibilità di
avere una vera attuazione dell'autonomia. Pensiamo solo all'attuale sistema di
reclutamento dei docenti: con questi concorsi e queste chiamate nessuno è
responsabile. La vera autonomia si ha quando si possono operare scelte e si è
responsabile". A.Tom. 12/07/2008.
( da "Nuova Sardegna, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Province
"Carabinieri,
scuola e volontari vicini ai cittadini" La Regione e le Province meno amate
dell'Arma MARIO GIRAU CAGLIARI.Volontariato, scuola e carabinieri sono le
organizzazioni maggiormente vicine al cittadino e catalizzatrici della sua
fiducia. La Sardegna come Veneto e Lombardia: la sicurezza viene decisamente
prima di tutto. L'esigenza su cui il centrodestra ha costruito la vittoria alle
politiche si fa sentire nell'isola con altre tre forme di garanzia ricercate
dalla popolazione: assistenza sociale, assistenza sanitaria, scuola e
istruzione. Niente di nuovo, dunque, sul fronte delle certezze più gettonate
dal sentire comune. Non sorprende neppure l'ultimo posto in classifica occupato
dai partiti nella graduatoria della fiducia stilata dai cittadini. Gli alti
costi della politica, accompagnati da scarsa produttività e da finanziamenti istituzionali
che arrivano alle segreterie, giustificano lo scarso appeal. "Dialogo e
rinnovamento - Sardegna", un'associazione tra ex universitari provenienti
dalla Cattolica e dalla Bocconi, lo scorso maggio, dopo un'indagine statistica
condotta tra 411 cittadini sardi maggiorenni di oltre 19 anni d'età, ha
compilato "la pagella delle istituzioni", presentata ieri durante una
conferenza stampa. "Un'inchiesta in tre tappe. Siamo partiti - ha detto il
presidente, Antonello Menne - da una ricerca regionale su disagio e povertà
nell'isola. I dati hanno evidenziato una situazione di forte critica verso
Stato e Regione per l'assenza di politiche adeguate di contrasto alle povertà.
Siamo andati avanti concentrando l'attenzione sul rapporto tra sardi e le
istituzioni". Che non è idilliaco, se non con carabinieri, volontariato e
scuola, insieme col Comune, istituzioni territorialmente più vicine al
cittadino. Più distanti polizia, sindacati, Regione, prefettura, Provincia,
partiti, comunità montane. Ma chi ispira fiducia è l'associazione di
volontariato, scelta dall'85,7% degli intervistati, seguita dai carabinieri
(79,5%), scuola (74%), polizia (72%). Distanziate Chiesa (62,9%), prefetto
(59,5%), magistratura (56,3%), sindaco (47,2%), presidente della Regione (40,3%),
organizzazioni imprenditoriali (40,1%), sindacati (31,6%), presidente della
Provincia (28,9%), banche (19,2%), Comunità montane (15,9%), partiti (13,8%).
Scontato il voto: ottimo al volontariato, buono a carabinieri, polizia e
scuola; sufficiente a Chiesa, prefetto e magistratura; insufficiente a sindaco,
presidente della Regione, organizzazioni imprenditoriali; mediocre a sindacati,
presidente Provincia e banche; scarso a Comunità montana e partiti. "Una
pagella - ha spiegato Paolo Loi, coordinatore dell'associazione - che premia le
istituzioni centrali statali su quelle locali". Quasi scontata la risposta
alla domanda "Quali enti andrebbero aboliti?". Comunità montana (52,4% degli intervistati) e Provincia (32,4%). In sintonia,
"Dialogo e rinnovamento" propone riforme strutturali nell'ordinamento
degli enti locali: abolizione delle comunità montane, in parte già decretata,
ritorno alla divisione della Sardegna in 4 Province più un'area metropolitana,
quella di Cagliari. "Con le risorse risparmiate si potrebbero far
funzionare efficacemente - ha detto Menne - i Comuni, anima dell'organizzazione
statuale". "Anzi, non sarebbe male - ha precisato Loi - se i sindaci,
gravati da responsabilità politiche e amministrative, fossero pagati più e
meglio dei consiglieri regionali, sui quali pesano responsabilità politiche, ma
non gestionali, penali e civili". "Se proprio si deve guardare ai
bilanci - ha aggiunto Menne - un forte risparmio si avrebbe con la riduzione
dei consiglieri regionali dagli attuali
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
13-07-2008)
Argomenti: Province
CRONACA 13-07-2008
Intervista: Pietro Vignali parla di progetti tra innovazione e continuità. E di
Civiltà Parmigiana dice: è la vera novità, mentre la politica nazionale
balbetta "Costruiamo la città del futuro Anche se sono tempi
difficili" Il sindaco fa il bilancio di 12 mesi di lavoro "Sicurezza,
cultura, grandi opere: le nostre sfide" Stefano Pileri S indaco Vignali,
che anno è stato il primo alla guida del Municipio? Più difficile del previsto?
Un anno positivo in un contesto difficile. Difficile per il Paese nel suo
complesso. Prima di tutto dal punto di vista economico: il potere di acquisto
delle famiglie si è ridotto, l'Italia e l'Europa soffrono la competizione
globale. Ma difficile anche dal punto di vista politico: la sfiducia nei
confronti della classe dirigente ha raggiunto l'apice. Nelle città è cresciuto
un senso di insicurezza, rispetto al futuro e alle nuove dinamiche che
attraversano la società: immigrazione, invecchiamento della popolazione, caro
vita. Anche Parma ha risentito di queste dinamiche, ma tutto sommato è stato un
anno positivo: la città è viva e dinamica, abbiamo un'alta qualità della vita,
gli indicatori economici come occupazione e export sono tutti positivi, ci sono
segni di ripresa nel manifatturiero. Per noi è stato un anno di lavoro intenso,
ma positivo anche per le cose fatte e quelle impostate per il futuro. Quali?
Abbiamo inaugurato la complanare, lo svincolo della tangenziale Nord, la scuola
Cocconi, il parco Bizzozero, il centro per le emergenze, l'Ex Federale, il
primo nido aziendale, sabato prossimo inaugureremo la casa protetta di Alberi.
Ma abbiamo anche sbloccato e dato il via a opere e progetti come la Ghiaia, la
nuova Stazione, il nuovo Duc, il nuovo Centro congressi, la Scuola europea, la
nuova Questura, la Metropolitana. E di nuovo? Abbiamo realizzato punti del
programma come l'agenzia e le politiche di sostegno alla famiglia, il rilancio
dell'Oltretorrente con impegni che avevo preso personalmente con i residenti:
lo spostamento del centro Islamico e del Sert... Abbiamo lavorato a progetti
strategici per il futuro: i progetti Bohigas per la zona nord-ovest e le
funzioni nuove di cui Parma ha bisogno come la ricerca, con il parco
scientifico con l'università, la logistica di nuova generazione. Abbiamo
risanato e rilanciato l'Aeroporto coinvolgendo un socio privato che farà grandi
investimenti, e poi ci sono la grande mostra del Correggio e il nuovo Festival
Verdi. Un anno fa avevate promesso continuità e innovazione. Rispetto ai nove
anni di giunta Ubaldi più continuità o innovazione? C'è continuità nella coerenza
con l'impostazione politico/amministrativa orientata a mettere bisogni,
aspettative, speranze dei cittadini davanti a interessi di parte e di partito,
nella prosecuzione di scelte strategiche per la città e mantenimento del
livello dei servizi raggiunto. Però la continuità deve portare con sé una dose
di innovazione, non essere pura ripetizione. Il mondo sta cambiando: l'unico
approccio oggi possibile è quello evolutivo. Tutta la città deve avere una
spinta innovativa, il nostro ruolo è stimolarla. E' chiaro però primo obiettivo
dell'amministrazione non poteva che essere, responsabilmente, completare i
tanti buoni progetti impostati in passato. Nelle ultime settimane si è parlato
di tensioni dentro Civiltà parmigiana. Come funziona l'esperimento del listone?
Sono cambiati i rapporti? Penso che nei movimenti e nei partiti sia giusto
discutere e confrontarsi, è il sale della democrazia. L'importante è che gli
interessi particolari non prevalgano mai su quelli della comunità. Civiltà
parmigiana è stata la vera novità politica di questo decennio a Parma, ha
saputo coinvolgere altre forze in un progetto civico che mette bisogni,
speranze e aspettative della città davanti a qualsiasi interesse di parte e di
partito. Una vera rivoluzione. La politica nazionale inizia a balbettare da
pochi mesi quello che a Parma diciamo da dieci anni. La lista unica è stato un
altro passo avanti in questa direzione. Ma i rapporti nella maggioranza? Vanno
bene, c'è una dinamica interna normale in un gruppo formato da persone con provenienze
diverse, ma non è questo il punto: noi non siamo una realtà partitica per cui
valgono gli accordi tra segreterie, noi siamo una realtà civica che ha stretto
un patto con la città sulla base di un programma e a quello è legata in maniera
indissolubile. Il sindaco è il garante di questo patto. Dall'accordo sull'Expo
a quello per il Vinitaly. Un anno di alleanze territoriali importanti per Parma
fuori dai confini della Regione. E' la fine dei rapporti con Bologna? No. Nella
forte competizione globale, Parma deve avere un ruolo centrale sia dal punto di
vista geografico sia per le strutture, infrastrutture e servizi d'eccellenza
per un territorio ampio, che va dall'Emilia occidentale, coinvolgendo le
provincie a noi vicine, ad aree marginali di altre regioni come Mantova,
Cremona, Verona, la Spezia, potenzialmente uno dei bacini più ricchi al mondo.
Dobbiamo puntare ad alleanze funzionali e non necessariamente regionali come
con Verona per Cibus e Vinitaly. Questo non esclude che si possa, anzi si debba
realizzare un'alleanza strategica con la Regione, per questo sto lavorando,
insieme alla Provincia, a un Piano d'area. A patto però che la Regione rinunci
alla logica che vuole Bologna come unico polo e alleanze chiuse dentro i
confini emiliani. E soprattutto devono essere riconosciute le eccellenze di
Parma nelle sue tradizionali e nuove vocazioni come agroalimentare, cultura e
ricerca. Molti sindaci sono preoccupati che non arrivino da Roma le risorse per
compensare l'abolizione dell'Ici. Cosa succederà? Tagli di
servizi? Aumento delle imposte? Premesso che sono favorevole all'abolizione
dell'Ici che è una tassa ingiusta, noto che da tempo si assiste a una riduzione
dell'autonomia fiscale dei comuni di fronte a un aumento delle loro competenze
e a una società che cambia e chiede nuovi servizi. Noi spendiamo 104
milioni all'anno in servizi alla persona, il 57% del bilancio. Sono diminuiti i
trasferimenti dallo Stato, non compensati con l'autono - mia impositiva che si
è addirittura ridotta. L'anno scorso in questo periodo un comune come il nostro
aveva già incassato da Ici e Irpef più di 50 milioni di euro. Con le modifiche
adottate negli ultimi 7-8 mesi questi soldi stanno ancora a Roma. La soluzione?
Un vero federalismo fiscale che consenta di non dover dipendere dai tempi
decisi da altri. Non è assolutamente pensabile tagliare i servizi alla persona,
perché l'unica prospettiva è investire sullo sviluppo ed è ormai chiaro che i
servizi alla persona non sono atti di generosità per chi ha bisogno, ma motore di
sviluppo. La sicurezza è tra i problemi più sentiti dai cittadini. Nei mesi
scorsi è stata firmata la carta di Parma poi recepita dal governo. C'è chi dice
che l'idea del sindaco sceriffo non risolve i problemi Non risolve i problemi,
ma li affronta. E poi nessuno vuole fare lo sceriffo, ma dare risposte ai
cittadini e evitare la "giustizia fai da te". Con la "Carta di
Parma" abbiamo ottenuto un grande risultato: le richieste dei sindaci sono
diventate provvedimento del Governo. Con il decreto approvato è stato fatto un
passo avanti perché è stato ampliato il potere dei sindaci alla sicurezza
urbana che verrà definita presto con un nuovo decreto del Ministro. Quindi cosa
cambierà? Avremo qualche strumento in più, la possibilità di emettere ordinanze
di sicurezza urbana, graduare le sanzioni per renderle efficaci e la polizia
municipale potrà accedere alle banche dati del Viminale. Questo ci permetterà
un'azione più efficace a tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini.
Il "pacchetto Sicurezza" sarà completo una volta approvato il disegno
di legge che conterrà le norme in grado di contrastare il degrado urbano,
l'illegalità diffusa... Ovvio che ci vogliono anche risorse, mezzi e uomini per
le forze dell'ordine e progetti di integrazione sociale. E' quanto chiediamo
sia inserito nella Finanziaria. L'impegno per la sicurezza deve essere
affiancato da un altrettanto grande impegno di lotta al degrado urbano, per la
pulizia, l'igiene, il decoro sia da parte dell'amministrazione che dei
cittadini. Anche su questo fronte ci stiamo impegnando molto. Ha citato
Correggio e Festival Verdi, è stato un anno impegnativo sul fronte della
cultura. In tempi di ristrettezze perché tutto questo impegno in questo
settore? La cultura è uno dei degli ambiti di eccellenza su cui Parma deve
puntare. E che può portare sviluppo e risorse ed è un volano straordinario per
il turismo di qualità. Tra l'altro Parma ha anche le caratteristiche per
diventare un centro congressuale internazionale, cosa che permetterebbe di
creare nuove sinergie con l'Efsa. Per questo stiamo creando un grande polo
congressuale al Paganini. In campo culturale, abbiamo lavorato molto sia per
realizzare nuovi contenitori: il palazzo del Governatore che sarà pronto a
dicembre, per l'arte contemporanea, il teatro dei dialetti nei primi mesi
dell'anno prossimo, gli spazi per la creatività dei giovani nell'ex scalo merci
entro il 2009. Sto poi lavorando alla Fondazione per l'arte contemporanea con
università e Fondazione Cassa di Risparmio annunciata a Sant'I- lario che ci
consente di valorizzare un patrimonio come lo Csac e di organizzare grandi
eventi. In sei mesi siamo riusciti a costruire il comitato per il Correggio, di
cui sono presidente, e a far partire una delle più importanti mostre della
storia della nostra città. Il festival di Poesia cresce e il festival Verdi,
dopo la giusta scelta dell'anno scorso di creare un mese di spettacoli ed
eventi collaterali, sta per essere riconosciuto e finanziato con una legge
speciale dal Ministero. Servizi alla persona "Sono il 57% del bilancio:
non generosità, ma motore di sviluppo".
( da "Virgilio Notizie" del 16-07-2008)
Argomenti: Province
METROPOLITANE
postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 16
lug - Le Province delle nove aree metropolitane del nostro paese saranno
abolite e saranno sostituite dalle Citta' metropolitane ''Tutto cio' sara'
fatto con la collaborazione delle comunita' locali, dell'Anci e dell'Upi''. Lo
ha confermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo al Question
time alla Camera. Allo stesso tempo, Maroni ha annunciato che a
settembre sul tavolo del Consiglio dei Ministri arrivera' il nuovo Codice delle
Autonomie. ''Puntiamo ad eliminare gli enti intermedi tra le Province e i
Comuni per i quali vogliamo una migliore definizione dei compiti - ha spiegato
- nessuna abolizione e' prevista per le altre province
che svolgono funzioni importanti e insostituibili soprattutto nei confronti dei
piccoli comuni''.
( da "Sestopotere.com" del 16-07-2008)
Argomenti: Province
(16/7/2008 19:45) |
(Sesto Potere) - Roma - 16 luglio 2008 - Il Codice delle autonomie, messo a
punto dal precedente governo per iniziativa dei ministri Amato e Lanzillotta,
prevede l'applicazione di quanto contenuto già nella Costituzione e cioè
l'istituzione delle aree metropolitane e delle città metropolitane. Il ministro
Maroni, che intende portare il testo sul tavolo del Consiglio dei ministri
entro il mese di settembre, ha spiegato, nel corso del question time alla
Camera dei Deputati, che intende eliminare solo le province
inutili, quelle cioè che rientrano nelle nove aree metropolitane previste.
"Le province che rientrano in queste zone - ha
riferito alla Camera - saranno sostituite dalle nuove realtà. Per le altre province, che svolgono funzioni importanti e insostituibili
soprattutto nei confronti dei piccoli comuni, il programma
di Governo non parla di abolizione". Il loro ruolo, invece, "deve
essere rafforzato - ha detto - eliminando gli enti intermedi tra Comuni e
Province che sono spesso una duplicazione di livelli di governo e una
complicazione nella gestione del territorio". "Tutto ciò - ha
assicurato Maroni - sarà fatto con la collaborazione delle comunità locali,
dell'Anci e dell'Upi".
( da "Adige, L'" del 17-07-2008)
Argomenti: Province
Le reazioni Grido d'allarme
dagli enti locali Finanze a rischio ROMA - È un grido d'allarme dai toni
drammatici quello lanciato ieri in ordine sparso dalle organizzazioni di
rappresentanza degli enti locali. Nonostante le rassicurazioni della Ragioneria
Generale dello Stato, l'Anci, per bocca del suo presidente Leonardo Domenici,
ha spiegato senza troppi giri di parole che già nel 2008 i comuni italiani,
"viste le mancate risposte da parte del governo sul mancato gettito Ici e
sul taglio dei trasferimenti erariali", corrono il rischio di implodere.
Il tutto mentre il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha
annunciato l'abolizione delle province nelle aree metropolitane e la nascita contestuale delle
"città metropolitane". Ad aprire il fuoco di fila di commenti sulla
manovra è stato il presidente dell'Anci Leonardo Domenici: "se dovessero
corrispondere al vero le tante voci che in queste ore si susseguono sugli
emendamenti votati in Commissione Bilancio - ha spiegato - i Comuni non
solo avranno difficoltà a mettere in piedi i bilanci per il 2009, ma
addirittura rischiano di implodere già quest'anno, visto che mancano
all'appello 1,5 miliardi di euro". A questo punto, ha auspicato Domenici,
"vogliamo vederci chiaro, e penso sia opportuno che il governo spieghi
esattamente come intende procedere". "La preoccupazione dei Comuni -
ha ribattuto l'Anci - sta anche nella differenza fra i 2,604 miliardi di euro
stanziati e i 3,7 necessari". Forti perplessità sono state espresse anche
dall'Uncem (comunità montane) e da Legautonomie. 17/07/2008.
( da "Nazione, La (Prato)" del 17-07-2008)
Argomenti: Province
PRIMO PIANO pag. 3 Abolizione
Province Logli cerca il Viminale LA RICHIESTA IL PRESIDENTE della Provincia
Massimo Logli ha chiesto un incontro al ministro dell'Interno Maroni per
discutere del ruolo dell'ente in vista di una possibile creazione della città
metropolitana di Firenze. L'incontro si potrebbe svolgere anche nel
corso della prossima, probabile, visita in città del ministro. Scrive Logli:
"Il confronto recentemente avviato sull'istituzione delle città
metropolitane, in questo caso quella di Firenze, non può che essere colto con
interesse e positiva valutazione. L'accelerazione di questo processo,
nell'ambito della definizione del Codice delle autonomie locali, ha il pieno
sostegno anche della nostra Provincia. E' evidente ? continua ? che la
creazione della città metropolitana di Firenze ha rilevanza per tutta la
Toscana centrale e quindi anche per il nostro territorio". Confermando la
sua disponibilità al confronto, Logli chiede però il "pieno coinvolgimento
della Provincia nella discussione". "Le comunità locali ? afferma infatti
? hanno tutto il diritto di esprimersi e di essere consultate per la
valutazione di eventuali nuovi assetti istituzionali". Insomma, Logli
ribadisce l'indirizzo recentemente espresso dal Consiglio provinciale. "E'
proprio sulla base della rilevanza di questi temi ? scrive il presidente a
Maroni ? che confermo la richiesta di un incontro". INTANTO, ieri alla
Camera, il capo del Viminale ha confermato che il provedimento 'abroga-province' sarà congelato fino a settembre. Nel suo discorso,
Maroni non ha comunque fatto riferimento a Prato, ma unicamente al capoluogo di
Regione: a giudicare dalle sue parole, l'eventualità di comprendere la nostra
provincia nella città metropolitana, sembra al momento non essere contemplata.
"Prato ? ricorda Logli a Maroni ? è nata nel 1992 sulla base di una decisa
battaglia popolare di diversi decenni. Non una questione di campanile, ma una
forte esigenza di autonomia, fondata prima di tutto sulla rilevanza culturale
ed economica che ha portato alla definizione di un assetto istituzionale di sicuro
vantaggio per i cittadini e la comunità locale nel suo insieme".
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 17-07-2008)
Argomenti: Province
Il presidente del
consiglio regionale ha incontrato la giunta di Apindustria Vicenza guidata da
Filippo De Marchi "Non toccate le comunità montane" Finozzi replica a
Galan: "Volerne dimezzare il numero per risparmiare è una scelta irresponsabile"
Vicenza"Le comunità montane non sono affatto enti inutili e volerne
dimezzare il numero per una presunta esigenza di risparmio è una scelta
irresponsabile". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Regionale
Veneto, Marino Finozzi incontrando ieri la giunta di Apindustria Vicenza,
guidata dal nuovo presidente Filippo De Marchi. "Le comunità montane - ha
chiarito il presidente del Consiglio - sono istituzioni utili per la gestione
del territorio e dei servizi in territori particolarmente disagiati e frammentati,
dove i singoli comuni non potrebbero mai permettersi le professionalità, gli
investimenti e gli interventi necessari". Replicando a distanza al
governatore del Veneto Giancarlo Galan e alla Giunta di palazzo Balbi che
stanno predisponendo un disegno di legge che riduce da
( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-07-2008)
Argomenti: Province
PRIMO PIANO pag. 9
"Lo Stato asfissiante deprime l'impresa Subito le riforme" FEDERICO
VECCHIONI SODDISFATTO Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura:
"Molto innovativa l'iniziativa del premier" che ha riunito
imprenditori e manager in una serata di confronto di LORENZO FRASSOLDATI ? ROMA
? "SERVE un colpo di reni, tornare a far correre lo spirito italiano, la
nostra creatività, che ci ha sempre soccorso nei momenti difficili". E' un
appello accorato, quasi da ultima spiaggia, quello che Silvio Berlusconi
(assieme a mezzo governo) ha rivolto al gotha industriale ed economico
italiano, riunito per 4 ore l'altra sera a Villa Madama. Le Borse traballanti
per le difficoltà americane, il petrolio senza freni, la congiuntura europea,
la stagnazione italiana: un mix esplosivo che il superministro dell'economia
Tremonti paragona al crac dell'America del 1929. "Certo ? dice a Villa
Madama Federico Vecchioni, presidente Confagricoltura ? il quadro è davvero
fosco. Però ci sono due elementi che fanno guardare al bicchiere mezzo pieno".
Quali? "Intanto la novità dell'iniziativa. Meglio una serata di confronto
diretto, faccia a faccia, parlandosi chiaro, piuttosto che la solita
concertazione asfittica e liturgica fra 20 o 30 sigle a palazzo Chigi. Poi il
realismo del presidente Berlusconi che vede tutte le difficoltà e i problemi,
ma che vuole reagire, non si rassegna. E chiede anche a noi di non mollare, di
far emergere le nostre migliori qualità". Il mondo delle imprese cosa
chiede? "Berlusconi è consapevole che abbiamo a che fare con uno Stato
pesante, costoso, inefficiente, che andrebbe snellito, riformato dal profondo.
Sia a livello istituzionale, sia agevolando il sistema produttivo soprattutto
in proiezione export, sia riformando e tagliando la spesa pubblica".
Facile a dirsi? "Certo, appena tocchi una categoria o un livello
istituzionale, apriti cielo. Guardi cosa sta succedendo con
l'abolizione delle Province". Vi rivedrete? "Certo, in autunno, con
una agenda più precisa. Tutti comunque hanno apprezzato lo spirito
dell'incontro, di esplicita attenzione alle esigenze concrete del sistema
produttivo. Oggi una qualunque iniziativa imprenditoriale, dalle costruzioni
all'agroindustria, deve fare i conti con strumenti urbanistici e di
governo del territorio che impongono tempistiche decennali. Ma qui il mercato
cambia ogni anno". Infine, l'agricoltura? "Siamo in piena emergenza.
Mentre tutti chiedono all'agricoltura di tornare a produrre, in sede Wto si
rischia un accordo che farebbe perdere all'Europa agricola 30 miliardi all'anno
e 500mila posti di lavoro. Siamo accanto al ministro Zaia nella sua battaglia a
Bruxelles. Poi restiamo mobilitati finchè non vedremo confermato nel
maxi-emendamento annunciato dal Governo l'aumento delle risorse che consentano
al settore di mantenere l'Irap all'1,9% e le agevolazioni fiscali e
previdenziali per il 2009. Chiediamo soltanto di mantenere gli impegni presi
con un settore produttivo che ha visto esplodere nell'ultimo anno i costi
(energia, concimi, mangimi) e che rischia di essere l'unico a vedersi aumentare
la pressione fiscale".
( da "Italia Oggi" del 19-07-2008)
Argomenti: Province
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 171, pag. 6 del 19/7/2008
Autore: Visualizza la pagina in PDF La Tribuna del portavoce La
regione naviga sulle acque mentre la provincia affonda La vicenda legata alla
gestione del consorzio di bonifica che vede contrapposte la regione Lazio,
l'Ato4 e la provincia di Latina, si arricchisce ogni giorno di nuovi capitoli,
per quella che sta diventando una telenovelas all'amatriciana. I fatti, a
beneficio dei lettori di ItaliaOggi, li possiamo ricapitolare attraverso un
breve intervento inviato alla stampa del presidente della provincia di Latina,
Armando Cusani, il quale scrive: “Per senso di responsabilità, la giunta ha
deliberato di far accreditare 500 mila euro al consorzio di bonifica affinchè
saldasse le spettanze ai propri dipendenti. Vorrei rilevare nell'occasione, che
nei mesi scorsi abbiamo tentato con scarsa fortuna di organizzare tavoli di
concertazione con la regione Lazio, incontri che sarebbero stati propedeutici
per giungere ad una soluzione condivisa del problema. Alle ripetute esortazioni
la regione Lazio, con in testa l'assessore all'ambiente Filiberto Zaratti,
faceva orecchie da mercante: non si presentava agli incontri e rispondeva con
l'invio di un commissario ad acta. Alla luce di quest'inconcludente percorso, a
tutela del servizio che il consorzio svolge e nell'interesse dei lavoratori
impegnati, abbiamo chiesto alla regione Lazio di trasferirci le funzioni di
difesa del suolo concernenti le attribuzioni dei consorzi di bonifica. Se questo
succederà: A) i dipendenti non avranno più alcun problema sotto l'aspetto del
pagamento dello stipendio; B) aboliremo l'odiosa tassa di bonifica. Per quanto
riguarda la sospensiva concessa dal Tar del Lazio, ritengo sia una magra
consolazione quella ottenuta dall'assessore Zaratti, perché l'iter giudiziario
è ancora lungo. Entrando nel merito, la regione Lazio pretende, erroneamente
per la provincia di Latina, che le spese di gestione e manutenzione dei canali
di bonifica e delle acque superficiali (acque bianche) ricadenti nelle aree
urbane siano poste a totale carico del Servizio Idrico Integrato e quindi sulle
bollette del servizio fognature e del consumo idrico. Mentre la legge Galli e
poi ancora quella regionale d'attuazione, escludono dalla gestione del servizio
idrico integrato sia le acque superficiali sia le acque bianche, quelle
cosiddette “piovane”. All'Ato4 spetterebbe, infatti, di pagare e contribuire
solo in quei pochi casi in cui i depuratori dell'Ato4 confluiscono le acque
depurate in taluni canali di bonifica e non per l'insieme della gestione e
manutenzione ordinaria dei fossi e canali di bonifica, come pretenderebbe
l'Assessore Zaratti. Questo, dunque, il vero motivo posto alla base del
contenzioso in atto tra regione Lazio e provincia di Latina. In buona sostanza
la regione vorrebbe scaricare le spese ordinarie di gestione della bonifica
sulle spalle degli utenti del servizio idrico integrato, mentre la provincia di
Latina sta cercando di tutelare sia gli interessi dei consumatori sia le legittime
esigenze dei Consorzi di Bonifica, i quali devono essere sostenuti regolarmente
dai finanziamenti previsti dalle leggi regionali di settore come, del resto, è
sempre avvenuto nel passato lontano e recente. La sordità regionale e le
posizioni ambigue assunte dall'Assessore Filiberto Zaratti e dall'Associazione
Regionale dei Consorzi di Bonifica del Lazio, denotano un accanimento contro
l'ATO4 e la società Acqualatina spa che, a dispetto degli ideologismi del
centrosinistra e delle inchieste amministrative regionali “fasulle”, risultano
essere esperienze riformatrici tra le migliori praticate in tutto il Lazio. Per
difendere la posizione della regione Lazio è sceso in campo anche il presidente
Massimo Gargano (Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica) il quale con una
lunga “filippica” non affronta il reale problema in questione perché: 1) il
presidente Cusani non ha mai chiesto alla regione Lazio l'abolizione
dei consorzi di bonifica. Ha chiesto invece il trasferimento, alle Province,
delle funzioni amministrative e finanziarie che sono attualmente esercitate
dalla regione Lazio; 2) da diversi anni la Provincia di Latina sta svolgendo un
vero e proprio ruolo di supplenza istituzionale nei confronti dei lavoratori
dei consorzi di bonifica, anticipando, di fatto, centinaia di miglia di
euro per il pagamento degli stipendi; 3) il contenzioso tra Ato4 – regione
Lazio e provincia di Latina, non riguarda la sensibilità ambientale, la
manutenzione e gestione delle opere e dei servizi di bonifica. A fronte di
questa realtà l'intervento a “gamba tesa” del presidente Gargano appare fuori
luogo e costituisce, nello stesso tempo, una grave caduta di stile
istituzionale: inaccettabile per i lavoratori del settore e per gli stessi
Consorzi di Bonifica della Provincia, verso i quali continuerà l'attenzione
sociale e l'impegno politico-istituzionale del presidente Armando Cusani e
della sua coalizione di governo di centro destra. Everardo Longarini Portavoce
del Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani.
( da "Corriere del Veneto" del 19-07-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-07-19 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Imposte Federalismo fiscale, i sindaci chiedono di trattenmere il
20% Irpef ai Comuni, ci stanno in 50 Ma Palazzo Barbieri dice "no"
Tosi: la proposta non è praticabile subito VERONA - Ha fatto tappa a Verona il
fronte dei sindaci veneti in lotta per una proposta di legge che trattenga il
20% dell'Irpef nelle casse dei propri comuni. Un movimento che, ieri,
nell'auditorium di Villafranca ha raccolto consensi anche in territorio
scaligero. In tutto una cinquantina di nuove adesioni incassate dai 98 comuni
della Provincia a cui, entro la fine del mese dovrebbero aggiungersene altre
venti. Un buon risultato, in linea con quello ottenuto dalle altre province della regione: 40 su
( da "Repubblica, La" del 21-07-2008)
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Pagina I - Torino Il ministro dell'Interno arriva a Bra: l'occasione per
presentare il progetto delle nove città metropolitane Province, la parola a
Maroni Ma la Lega delle autonomie dice no all'abolizione: inutile Tocca al
ministro. Oggi a Bra sarà il titolare dell'Interno, Roberto Maroni, a dire se
verranno rinviate le elezioni provinciali previste per il 2009. Una
scelta legata alla nascita delle città metropolitane che, nelle intenzioni del
governo, farebbero sparire le Province dei nove capoluoghi italiani più
popolosi. Ipotesi che non manca di suscitare polemiche: "Per l'area
Torinese - dice il presidente piemontese della Lega delle autonomie, Umberto
D'Ottavio - la cosa migliore sarebbe lasciare tutto com'è". GRISERI A
PAGINA IV.
( da "Repubblica, La" del 21-07-2008)
Argomenti: Province
Pagina IV - Torino
L'intervista Assessore nella giunta di Saitta e presidente regionale della Lega
delle autonomie spiega il suo no D'Ottavio: "La soluzione migliore?
Lasciare la Provincia, funziona bene" PAOLO GRISERI Studiare, discutere,
fare ipotesi "è utile e istruttivo. Ma, per favore, prima di agire,
pensiamoci molto bene". Umberto D'Ottavio, presidente regionale della Lega
delle autonomie, è molto scettico sulle ipotesi governative per superare le province con le città metropolitane. D'Ottavio, la sua
posizione è prevedibile. Lei è assessore provinciale e molti penseranno che
difenda semplicemente se stesso... "Che lo pensino pure. Ma credo di avere
qualche motivo in più per sostenere i miei argomenti". Che cosa non la
convince? "Nel caso specifico di Torino non vedo l'utilità della nascita
della città metropolitana. Soprattutto se, come conferma anche Chiamparino, non
è immaginabile abolire i comuni". Lei non crede che con la città
metropolitana ci sarebbe un maggiore coordinamento tra i comuni dell'hinterland
torinese? "Sono stato per molto tempo sindaco di Collegno. E posso
garantirle che non c'è alcun bisogno di un nuovo ente per regolare i rapporti
tra le città della cintura e il capoluogo. Sarebbe un ente perfettamente
inutile". Chi svolge oggi quel compito di coordinamento? "Sembrerà
strano ma la risposta è: la Provincia". Quella che si vuole abolire?
"Esattamente". Dunque, secondo lei, non va cambiato nulla? "Io
non so dare ricette per le altre realtà. è anche possibile che in certe
situazioni la nascita delle città metropolitane possa essere utile. Ma nella
situazione di Torino mi sembra che sarebbe semplicemente dannosa. La Provincia
sta svolgendo da anni quel ruolo di coordinamento tra comuni grandi e piccoli
che dovrebbe svolgere la città metropolitana. E ha il vantaggio di essere
abbastanza flessibile da poter intervenire sia nei piccoli comuni di montagna
che nei grandi agglomerati intorno alla città. Inoltre se la aboliamo non
risparmiamo, anzi finiremo per spendere di più". Per quale motivo?
"Perché una volta creata la città metropolitana sarà necessario creare una
o più province per l'attuale territorio provinciale.
Credo infatti che sia impossibile assegnare il Pinerolese e la val di Susa alla
provincia di Cuneo e il Canavese a quella di Biella. Sarebbe una vera
assurdità. Per questo dico: studiamo pure tutte le ipotesi ma fermiamoci prima
di agire. Per evitare di compiere disastri di cui, un giorno, finiremmo per
pentirci". Lei non crede che invece l'abolizione della
Provincia finirebbe per aumentare il decentramento? "Potrebbe addirittura
accadere il contrario: costringere tutti i comuni della cintura a perdere in
tutto o in parte la loro sovranità a vantaggio del capoluogo aumenterebbe
l'accentramento dei poteri. E rappresenterebbe una riduzione della
democrazia sul territorio".
( da "Velino.it, Il" del 21-07-2008)
Argomenti: Province
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
Manovra: via libera della Camera, le principali novità Roma, 21 lug (Velino) -
Manovra d'estate al rush finale. Dopo aver ottenuto il voto di fiducia alla Camera
il testo del decreto, una volta concluso anche l'esame degli ordini del giorno,
si sposterà al Senato. Obiettivo: approvarlo prima della pausa estiva. Ad aver
animato il dibattito sulla riforma in queste ultime ore è stato il giallo sugli
statali. A scatenare l'ira dei sindacati quello che è sembrato essere un taglio
di 400 milioni dei fondi accantonati per i rinnovi dei contratti pubblici per
il triennio 2009-2011. Il governo ha garantito che i soldi dirottati sono altri
e che le risorse per i contratti non vengono intaccate, ma i sindacati sono in
allarme e promettono un settembre caldo e hanno minacciato lo sciopero. Il
testo che conta è il Dpef con l'inflazione programmata all'1,7 per cento
quest'anno e all'1,5 per cento nel 2009, “toccherà poi alla legge finanziaria
quantificare e finalizzare le risorse necessarie, insomma definire la cifra che
equivale a quegli obiettivi di inflazione”, ha detto il ministro della Pubblica
amministrazione Renato Brunetta, che ha ribadito anche che non ci saranno tagli
ai “premi” ma che fondi equivalenti o di più, provenienti dai risparmi sulle
consulenze, saranno destinati a una nuova contrattazione di secondo livello che
deve premiare il merito. Vediamo le principali voci della manovra. Il testo del
maxiemendamento presentato dal governo ricalca nella sostanza quello uscito
dalle Commissioni della Camera, salvo alcune modifiche. Partiamo da queste.
SERVIZI PUBBLICI - Il governo cambia il testo relativo alle deroghe al nuovo
regime di gare introdotto durante i lavori nelle commissioni Bilancio e Finanze
della Camera con una modifica proposta dalla Lega e poi sottoscritta anche dal
Pdl. Il testo dell'emendamento approvato in commissione prevede che “in deroga
alle modalità di affidamento ordinario l'affidamento può avvenire a favore di
società a capitale interamente pubblico, partecipate dall'ente locale, che
abbiano i requisiti richiesti dall'ordinamento comunitario per la gestione in
house”. Durante i lavori parlamentari era però stata inserita un'ulteriore
deroga in favore di “società a partecipazione mista pubblica e privata anche
quotate in borsa, partecipate dall'ente locale a condizione che il socio
privato sia scelto mediante procedure a evidenza pubblica, nelle quali siano
già stabilite le condizioni le modalità e la durata della gestione del servizio
e le modalità di liquidazione del socio al momento della scadenza
dell'affidamento del servizio”. A saltare nell'ultima versione del
maxiemendamento è quest'ultima parte che viene interamente sostituita con un
semplice riferimento al rispetto della normativa comunitaria. ASSUNZIONI E
CONTRATTI A TERMINE - Torna l'obbligo per le imprese di comunicare l'assunzione
il giorno prima dell'inizio del lavoro: è quanto prevede una “correzione” al
maxiemendamento al decreto legge sulla manovra apportata dal governo e già
annunciata ieri sera. Tale norma era stata modificata durante i lavori in
commissione alla Camera: l'obbligo di comunicare l'assunzione veniva
posticipato dal giorno precedente l'assunzione ai cinque giorni successivi.
OBBLIGO E FORMAZIONE PROFESSIONALE - L'obbligo scolastico si assolve anche nei
percorsi di istruzione e formazione professionale. è quanto prevede un
emendamento al decreto legge sulla manovra economica approvato dalle
commissioni Bilancio e Finanze della Camera e che è confluito nel
maxiemendamento del governo. "L'obbligo di istruzione si assolve - si
legge nel maxiemendamento - anche nei percorsi di istruzione e formazione
professionale (...) e anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione
professionale (...)". Si tratta di una modifica alla Finanziaria 2006 del
relativo decreto attuativo sull'organizzazione scolastica. RIFORMA FINANZIARIA
- Per quanto riguarda la riforma della manovra per il prossimo anno, fortemente
contestata dall'opposizione, la norma contenuta nel maxiemendamento prevede che
nel 2009 la Finanziaria contenga esclusivamente disposizioni attinenti al suo
contenuto tipico, senza norme a sostegno dell'economia o di
carattere ordinamentale, microsettoriale e localistico. TAGLI AI
MINISTERI-ABOLIZIONE TICKET SANITA' - Sarà la sforbiciata – una nuova - di 300
milioni per il 2009 e 400 milioni per il 2010 e 2011 alle dotazioni dei
ministeri a fornire la copertura per la quota dello Stato all'abolizione dei
ticket nel 2009, 2010 e 2011 (400 milioni sugli 834 totali). è quanto,
invece, emerge dalla relazione tecnica presentata dal governo al
maxiemendamento. Nel dettaglio, si prevede che l'incremento di 400 milioni
delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale comporterà, in termini
di fabbisogno e indebitamento, un onere di 530 milioni per il 2009 e 450
milioni per ciascuno dei due anni successivi. Per il 2009, 120 milioni verranno
dalla riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente, 60
milioni da riduzioni di autorizzazioni di spesa, 50 milioni dai tagli ai
contributi dati dal ministero dell'Interno agli enti locali e, infine, 300
milioni per il 2009 e 400 per il 2010 e 2011 verranno attinti dal Fondo
interventi strutturali di politica economica. Questa cifra viene girata al
Fondo dall'incremento dei tagli lineari alle dotazioni dei ministeri. Quanto ai
restanti 434 milioni che rimangono a carico delle Regioni, la relazione prevede
che 7 milioni nel 2009, 13 nel 2010 e 20 nel 2011 derivino dalle riduzioni del
20 per cento ai compensi dei vertici delle aziende sanitarie; 70 milioni nei
tre anni si ottengano con i tagli agli oneri degli organismi politici e
apparati amministrativi regionali; infine, 357 milioni nel 2009, 351 nel 2010 e
344 nel 2011 sono coperti o da ulteriori misure di incremento della efficienza
e razionalizzazione della spesa o dal ripristino dei ticket o altre forme di
partecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. SICUREZZA - Via libera anche
a maggiori fondi per la sicurezza (300 milioni in tutto). TAGLI STIPENDI
SINDACI E CONSIGLIERI COMUNALI - Nella nuova formulazione per i comuni virtuosi
il taglio non si fa. Lo si fa per i comuni non virtuosi, che sono circa il 10
per cento del totale, e in questo caso il taglio sale dal 20 al 30 per cento.
Inoltre, diventano più rigorosi i finanziamenti per le comunità montane: in
totale queste riceveranno 30 milioni in meno all'anno, dal 2009 al 2011. Ma,
spiega Zorzato, "con un'ulteriore aggiunta, questo taglio sarà graduato in
base all'altezza. Più le comunità saranno in alto e più la sforbiciata sarà
leggera". ROBIN TAX - La cosiddetta Robin Hood Tax viene modificata. Resta
l'addizionale Ires del 5,5 per cento per le società del settore petrolifero e
dell'energia elettrica, ma sono soppresse l'ulteriore aliquota di produzione
(royalty) a carico delle compagnie che estraggono idrocarburi e l'attribuzione
allo Stato di una quota in barili pari all'uno per cento della produzione
annua. Inoltre, il Fondo per i meno abbienti sarà alimentato dalle banche e non
dai petrolieri, mentre la 'social card' collegata sarà concessa solo ai
residenti di cittadinanza italiana. SOCIAL CARD - Il Fondo per i meno abbienti
verrà alimentato dall'anticipo del recupero delle maggiori imposte sostitutive
dovute dalle banche in attuazione di una sentenza Ue. Alla social card limitata
ai cittadini affluiranno risorse anche dal fondo dei conti bancari dormienti.
IMPRONTE DIGITALI PER TUTTI - Per tutti dal primo gennaio 2010. CASA - Il piano
emergenza casa sarà esteso anche agli immigrati regolari a basso reddito, che
però dovranno avere la residenza in Italia da dieci anni, e da cinque nella
Regione. Il progetto prevede nuove case per famiglie a basso reddito, giovani
coppie, anziani in condizioni svantaggiate, studenti fuori sede e persone
sottoposte a procedure esecutive di rilascio. FINMECCANICA - In caso di aumenti
di capitale da parte di Finmeccanica la quota percentuale detenuta dalla Stato
non potrà andare sotto il 30 per cento. 5 PER MILLE - La misura viene rinnovata
nel 2009 e leggermente modificata: dall'anno prossimo, oltre al volontariato,
la ricerca e il sociale, il 5 per mille dell'Irpef potrà essere destinato anche
al sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche. Per il 2008 è
prevista un'integrazione di 20 milioni. Complessivamente le risorse salgono a
400 milioni. AUTOTRASPORTO - Molte le novità nel settore. In particolare,
vengono stanziati 116 milioni di euro spalmati sul 2008 (106,5 milioni) e il
2009 (9,5 milioni) a favore del Fondo per il proseguimento degli interventi.
Inoltre, l'Osservatorio sulle attività di autotrasporto dovrà determinare
mensilmente il costo medio del carburante per km di percorrenza. TAGLIO
APPARATI PUBBLICI - Scatta una riduzione degli oneri degli organismi politici e
degli apparati amministrativi regionali (soprattutto tagli a compensi,
indennità e al numero dei componenti degli organi rappresentativi), e la
soppressione di enti inutili, la fusione delle società partecipate, il
ridimensionamento delle strutture organizzative. STRETTA CONSULENZE - Arriva un
taglio del 50 per cento sulle spese per convegni, consulenze, pubblicità e
spese di rappresentanza. PATTO STABILITà INTERNO - Le regole per il triennio
2009-2011 confermano in larga parte la disciplina del Patto di stabilità
prevista per quest'anno, sia per la sfera di applicazione (comuni e province con più di cinquemila abitanti) sia per il vincolo
considerato. STOP ASSUNZIONI ENTI LOCALI - In attesa di un Dpcm che stabilisca
i criteri di virtuosità di regioni ed enti locali, sono sospese le assunzioni
da parte degli enti locali non sottoposti al patto di stabilità interno. Fanno
eccezione i comuni con meno di dieci dipendenti a tempo pieno. FONDO UNICO
REGIONALE - Viene istituito il Fondo unico regionale, in cui saranno raccolti
tutti i trasferimenti dello Stato alle Regioni, per agevolare la successiva
trasformazione dei trasferimenti in compartecipazioni o quote di tributi
erariali. Il Fondo sarà istituito al ministero dell'Economia e sarà operativo
dal 2010. STRETTA ESENZIONI E PRESTAZIONI PRIVATI - Più verifiche sulle
esenzioni sanitarie e maggiori controlli sulle prestazioni liberamente rese da
erogatori privati. TAX CREDIT CINEMA - Viene ripristinato il credito d'imposta
per favorire gli investimenti nel settore cinematografico. COLLABORAZIONE
INPS-ENTRATE - L'Inps e l'Agenzia delle Entrate dovranno attivare uno scambio
telematico mensile delle posizioni relative ai titolari di partita Iva e dei
dati annuali riferiti ai soggetti che percepiscono utili derivanti da contratti
di associazione in partecipazione. COMITATO STRATEGICO - Viene istituito al
ministero degli Esteri il Comitato strategico per lo sviluppo e la tutela
all'estero degli interessi nazionali in economia. STUDI SETTORE - In funzione
dell'attuazione del federalismo fiscale dal primo gennaio 2009 gli studi di
settore verranno elaborati anche su base regionale o comunale sentite
associazioni professionali e di categoria. FAS - Viene fissata la percentuale,
almeno l'85 per cento, delle risorse del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) e del
Pon (Piano operativo nazionale) che dovranno andare alle regioni del
Mezzogiorno. BANCA SUD - Viene istituita la Banca del Mezzogiorno. TAGLIA-LEGGI
- Viene posticipata l'entrata in vigore. Da 60 giorni dopo l'approvazione del
decreto viene portata a 180 giorni. (Raffaella Malito) 21 lug 2008 19:37.
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 22-07-2008)
Argomenti: Province
CALOLZIOCORTE E
OLGINATE pag. 5 La rivolta dei pensionati fungiatt Non vogliono pagare il
tesserino Raccolte 800 firme contro il provvedimento della Comunità montana di
GIANNI RIVA ? LECCO ? OCCORRE un tesserino per raccogliere funghi. La prima
decorrenza risale al giugno 2007. Ad esclusione del Comune di Primaluna, che
non ha accolto l'iniziativa, negli altri centri della Comunità montana
Valsassina, Val d'Esino e Riviera è obbligatorio dotarsi del tesserino oppure
esibire la ricevuta di versamento dell'importo imposto. La soluzione non piace
al comitato spontaneo lecchese di cercatori di funghi, promotore di una
protesta, tramite una raccolta di firme. L'INIZIATIVA ha avuto un ulteriore
incremento nel contesto della "Sagra di Sant'Egidio" che si è conclusa nel quartiere della Bonacina. Oltre 800 le
firme raccolte fino ad ora tra le persone che sostengono la petizione per
l'abolizione della "tassa" annuale per gli appassionati cercatori di
funghi, quantificata in 5 euro per i residenti e 25 per gli altri. Il portavoce
del comitato Giovanni Perego residente nel quartiere di Olate, commenta:
"Le firme sino ad ora raccolte confermano il successo dell'iniziativa, a
dimostrazione che il problema è sentito, in particolar modo dai pensionati.
Oltre ottocento persone per dire no a questa tassa inutile che ci penalizza e
che non serve a nulla". Di parere contrario gli esponenti della Comunità
montana che confermano la validità del regolamento: "Il danaro raccolto,
frutto dei tesserini annuali, serve per le opere di riqualificazione ambientale
boschiva. L'iniziativa rientra nella Legge regionale del 1997 e non è frutto
del nostro ente". Il portavoce del comitato Giovanni Perego replica:
"Sta comunque il fatto che per cercare i funghi si spende molto. Per
raggiungere i luoghi dobbiamo muoverci con i mezzi. Ora un altro aggravio di
spese che pesano su una misera pensione". La raccolta di firme verrà
inviata, oltre che alla Comunità montana, alla Provincia e Comune di Lecco.
"Questo affinché gli enti si adoperino per l'abolizione del tesserino
perché da sempre il raccogliere i funghi è un diritto di tutti, appassionati e
non", conclude il portavoce del comitato Giovanni Perego. CONTRARIO anche
l'esperto micologo Claudio Valsecchi di Civate che aggiunge: "Sono
contrario perché va contro la passione. Siamo giunti in un momento che per
qualsiasi cosa, compreso quella di andare nei boschi a raccogliere i funghi,
occorre pagare. Invece sarebbe meglio spiegare e dare informazioni in merito ai
funghi che hanno diverse categorie e tipologie". Una particolarità. Il 28
agosto 2007 nel bosco di Val Boazzo furono due pensionati della Bonacina a
trovare i due sacchi con i cadaveri delle romene Jona Luminita Dan e Jonela
Dragan, torturate e uccise dai feroci aguzzini che sfruttano le prostitute
dell'Est. Nelle firme raccolte nella petizione ci sono anche le loro.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-07-2008)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-07-22 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE L'accusa Ma la Cgil denuncia sfruttamento Immigrati a
Borgo Mezzanone FOGGIA - "Non bisogna abbassare la guardia perché il
problema non è risolto e anzi le nuove regole introdotte dal governo Belusconi
faciliterebbero il fenomeno del caporalato". Cosi il segretario
territoriale della Cgil della provincia di Foggia, Nicola Affatato, che
indipendentemente da quanto accaduto a Marina di Lizzano si dice preoccupato
che l'arrivo in Capitanata di migliaia di braccianti agricoli stranieri (come
Kabbab) per i lavori stagionali. "L'operazione Vaucher
- secondo lo stesso Affatato - prevede l'abolizione degli obblighi
previdenziali e l'abolizione del libro paga con la cosiddetta
deregolamentazione dei registri d'impresa costituisce di fatto, la
legalizzazione dello sfruttamento del lavoro". Luca Pernice.
( da "Repubblica, La" del 23-07-2008)
Argomenti: Province
Pagina I - Torino La
politica Il risiko di Rosso Le nuove province diventano tre MARCO TRABUCCO Un progetto per ridisegnare tutte
le province del Piemonte
che parta dall'"abolizione" di quella di Torino e dalla sua
sostituzione con la città metropolitana. è quello che ha elaborato e presentato
già da qualche tempo il parlamentare di Forza Italia Roberto Rosso che nel 2001
sfidò Chiamparino per la poltrona di primo cittadino e che è stato
coordinatore regionale degli azzurri. Rosso è da tempo il "signore"
di Vercelli, suo storico collegio elettorale. E proprio su suo suggerimento la
provincia di Vercelli ha istituito una curiosa delega. SEGUE A PAGINA VII.
( da "Repubblica, La" del 23-07-2008)
Argomenti: Province
Pagina VII - Torino
Province, il risiko di Rosso Il parlamentare Pdl: Chivasso verso Vercelli, Alba
e Bra con Asti MARCO TRABUCCO (segue dalla prima di cronaca) E' quella, davvero
inedita, "ai nuovi confini provinciali". "Credo - spiega Rosso
illustrando il suo progetto - che la creazione della città metropolitana a
Torino debba essere l'occasione per riorganizzare tutte le province
del Piemonte secondo una logica territoriale più coerente rispetto
all'attuale". La proposta del parlamentare del Pdl prevede una radicale
trasformazione della cartina della nostra regione: dell'attuale provincia di
Torino, dovrebbe rimanere con il capoluogo, nella nuova città metropolitana,
oltre a tutta la prima e la seconda cintura solo la valle di Susa. Pinerolo con
le sue valli e Carmagnola verrebbero invece "cedute" a Cuneo; Ivrea e
l'alto Canavese andrebbero invece e rimpinguare la "piccola"
provincia di Biella, mentre il basso Canavese e Chivasso finirebbero con Vercelli.
Che cederebbe però la Valsesia a Novara. Il risiko di Rosso non finisce però
qui: Chieri infatti migrerebbe verso Asti, non da sola però: "Asti è il
fulcro del mio disegno - spiega - quella infatti dovrebbe diventare la
provincia centrale del Piemonte, non solo dal punto di vista geografico, ma
soprattutto perché lì bisognerebbe riunire tutti i territori collinari della
regione, che sono una delle nostre grandi ricchezze". Insomma un provincia
del vino e dell'enogastronomia che metta insieme oltre all'attuale territorio,
Alba e Bra (con Langhe e Roero), Acqui, Casale, e appunto Chieri: "Si
pensi all'impatto che potrebbe avere un'area così coerente nel promuovere
all'estero i nostri prodotti in tutto il mondo". Per Rosso infine si
potrebbe pensare (ma anche lui sa che sarà quasi impossibile realizzare questa
parte del progetto) a una riunificazione delle provincie di Novara e del
Verbano Cusio Ossola: "Non ha senso che non solo il lago Maggiore, ma
anche quello d'Orta siano divisi tra due diverse province".
Il progetto Rosso però non trova particolari fans nello stesso centrodestra.
Così come l'idea della nascita della città metropolitana di Torino. An
piemontese non può dirlo apertamente, ma sembra non apprezzare in modo
particolare l'iniziativa di Maroni e Davico. In Forza Italia un altro
parlamentare, Osvaldo Napoli (ex sindaco di Giaveno) propone invece lo
sdoppiamento della Provincia di Torino: da un lato la città metropolitana, con
gli altri comuni dell'area consorziati in una provincia "circolare".
Infine in Forza Italia c'è chi, sotto sotto, lavora per una moltiplicazione
degli enti locali che faccia nascere una provincia di Pinerolo, una ad Ivrea e
nel Canavese oltre alla città metropolitana. Insomma grande è la confusione al
punto che lo stesso sottosegretario agli Interni Michelino Davico dice:
"Le caratteristiche della Provincia di Torino sono in effetti molto
particolari: ci sono le valli alpine, ci sono località che distano dal
capoluogo quasi come Milano. Per questo dovremo valutare bene prima di
decidere. E sentire tutti i territori e le loro esigenze". Davico è fermo
nell'escludere una proliferazione di nuove province:
"La nostra idea è di ridurre costi e burocrazia, quindi certo la nuova
città metropolitana non può far nascere nuovi enti locali a Ivrea e Pinerolo. Il sottosegretario però fa anche un'ipotesi: "Si potrebbe
pensare ad esempio a un processo graduale in cui per Torino la nascita della
città metropolitana (come organismo di secondo livello) non coincida con
l'abolizione immediata della Provincia per consentire un passaggi
morbido".
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 23-07-2008)
Argomenti: Province
FORTE DEI
MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
23-07-2008)
Argomenti: Province
Il rischio è che
possano essere ridotti i controlli nei cantieri e nelle
fabbriche della provincia Lavoro, allarme sicurezza A lanciarlo le
organizzazioni sindacali dopo il taglio dei Comitati paritetici Pordenone No
all'abolizione dei comitati consultivi provinciali dell'Inail: è la protesta
del sindacato contro il provvedimento governativo che ha previsto di tagliare
(inserendolo tra le norme da abrogare con il decreto 112 di quest'anno)
i comitati misti paritetici che si occupano anche di prevenzione e di sicurezza
sul lavoro. Un tema piuttosto caldo, in particolare in regione e in provincia
dove i dati sugli infortuni nei luoghi di lavoro continuano a essere piuttosto
alti rispetto alle medie nazionali. L'obiettivo dell'operazione è quello di
tagliare le spese. Ma i componenti del comitato provinciale (ne fanno parte
rappresentanti di imprese, sindacati e istituzionali) sottolineano che la
partecipazione alle attività è a titolo gratuito in quanto non è previsto alcun
gettone di presenza. L'attività è esclusivamente di tipo consultivo, ma
nell'ultimo periodo si operava anche sul fronte della prevenzione.A pagina II.
( da "Repubblica, La" del 24-07-2008)
Argomenti: Province
Pagina
XV - Palermo Le Province da salvare MICHELE MONGIOVì L'abolizione delle
Province è un argomento sul quale i giornali si soffermano molto volentieri,
con una preferenza quasi totale per chi ne chiede l'abolizione. In realtà il
problema non è molto conosciuto. Anche "La Repubblica" il 25 giugno ha
pubblicato un articolo di un valido funzionario che nel passato ha dato un
valido contributo all'attività dell'Unione regionale delle province
siciliane. Non voglio entrare nel merito delle vicende che hanno portato
all'approvazione degli articoli 15 e 16 dello statuto della Regione perché non
ritengo che abbiano valore per giudicare l'attività successiva della Regione
siciliana sulla loro applicazione. In merito alla definitiva approvazione della
legge regionale 9 del marzo 1986 deve convenirsi che l'apporto dell'Unione
regionale delle province siciliane è stato preminente,
con la elaborazione del testo elaborato da una commissione di cui facevano
parte Leoluca Orlando, Antonino Romano (docente di Diritto costituzionale
all'università di Palermo), Alessandro Migliaccio (direttore dell'assessorato
Enti locali), Sergio Mattarella e altri. Alcuni dei componenti di tale
sottocommissione facevano parte anche della Commissione dell'Ars che ha
elaborato il Ddl poi approvato a Sala d'Ercole. Ma va detto che tutto il lavoro
dell'Urps e dell'Ars è stato preceduto dai lavori di una commissione speciale
nominata dal governo regionale presieduto da Angelo Bonfiglio di cui facevano
parte costituzionalisti di fama mondiale, Ottaviano, Silvestri, Virga,
Martines, Pototshnig, Cassese, Barcellona, Rey, Barbera, Roversi-Monaco,
D'onofrio, Bassanini, Corso, Riggio, Teresi. Quella legge è in perfetta
sintonia con il risultato di tale consesso che all'unanimità si era pronunziato
per la creazione di una istituzione intermedia tra la Regione e i comuni.
Problemi che riguardano l'area vasta non possono essere applicati da ogni
singolo comune in modo possibilmente diverso, né in sede regionale, troppo
lontano nei riguardi di chi deve beneficiare delle disposizioni. Facciamo un
esempio. La legge 22 del 1986 sui servizi assistenziali ha assegnato ai comuni
la responsabilità dei ricoveri dei ciechi e sordomuti, ma dopo alcuni anni a
seguito di energiche proteste degli istituti interessati, l'Ars ha dovuto
modificare la legge, tornando ad attribuire alle province
la competenza. Nell'articolo del 25 giugno si sostiene che la legge 9/86 è
stata un compromesso che solo apparentemente rispetta il dettato statutario, ma
che di fatto invece allinea l'ente intermedio siciliano a quello previsto nel
resto del Paese. Questa dichiarazione è assurda. In realtà la legge 9 è servita
da esempio in sede nazionale, tanto che la legge 142 del 1990 che regolamenta
gli enti locali in sede nazionale riporta in molte parti disposizioni prelevate
dalla legge siciliana. La quale prevede una collaborazione intensa ed efficace
con i comuni. è previsto che le province regionali
concorrono alla determinazione degli obiettivi e delle scelte dei piani e dei
programmi socio-economici della Regione, coordinando a tal fine le esigenze e
le proposte dei comuni. è previsto che il piano provinciale di sviluppo
economico-sociale tenga conto "delle risultanze dell'assemblea generale
dei sindaci dei comuni da tenersi annualmente". è previsto che la
provincia regionale può provvedere alla gestione degli interventi e dei servizi
di competenza dei comuni d'intesa con gli organi comunali, e che la provincia
può delegare ai comuni l'esercizio di funzioni amministrative ritenute di
interesse locale. è pure previsto che i comuni possono avvalersi degli uffici
tecnici delle province regionali. Questi pochi esempi
dovrebbero spingere i politici a rivedere spesso la legge 9 per poterla
applicare sempre meglio. Per quanto riguarda poi eventuali provvedimenti
legislativi, in sede nazionale c'è da rilevare che la situazione siciliana può
essere modificata solo con un provvedimento di carattere costituzionale, poiché
la creazione del libero consorzio, denominato Provincia regionale, è solo la
realizzazione di un preciso dettato costituzionale contenuto negli articoli 15
e 16 dello statuto della Regione siciliana. L'autore è direttore dell'Unione
regionale province siciliane.
( da "HelpConsumatori" del 24-07-2008)
Argomenti: Province
News SOCIETA'. "L'Abolizionista
del 2008" è Romano Prodi. Nessuno tocchi Caino consegna il premio
24/07/2008 - 17:06 E' stato Romano Prodi a ricevere, quest'anno il premio
"L'Abolizionista dell'anno 2008" promosso da Nessuno tocchi Caino
come riconoscimento alla personalità che si è impegnata più di ogni altra sul fronte della moratoria delle esecuzioni capitali e
dell'abolizione della pena di morte. L'ex Presidente del Consiglio il 18
dicembre
( da "Repubblica, La" del 25-07-2008)
Argomenti: Province
Pagina XV - Torino
SE SI PENALIZZA TORINO NEL NOME DELLE CORRENTI DI PARTITO SERGIO CHIAMPARINO* D'altra
parte questo è solo l'ultimo di una serie di interventi di dirigenti locali del
Pd che per tenere fede e fermi equilibri tra correnti e componenti di partito
dimenticano, tra le altra cose, che il Pd ha fatto una
campagna elettorale con un programma che proponeva e propone l'abolizione delle
province e la loro
sostituzione con le città metropolitane. Trascurando poi, non solo e non tanto
l'opinione che da più parti ha individuato proprio nell'ambito metropolitano e
nella unificazione di comune capoluogo e provincia il luogo della
semplificazione amministrativa e decisionale, ma, soprattutto, ignorando
che in tutt'Europa le aree metropolitane che - mediamente sono considerate tali
quelle tra 500 mila e un milione di abitanti e rammento che Torino ne ha 900
mila solo come capoluogo - sono il luogo dove si concentrano le risorse
strategiche per lo sviluppo e le contraddizioni dello stesso e che quindi è
considerata prioritaria dai più l'esigenza di dare a tali realtà soggetti
istituzionali di rappresentanza e governo più forti. Né vale l'argomento che
Torino è diversa perché ha le montagne e le valli, sia perché è evidente a
tutti che Torino è il centro di gravitazione economica e sociale dell'intera
provincia sia perché il meccanismo di formazione della Città metropolitana
potrà essere solo a base volontaria e quindi, per poter scegliere, i singoli
comuni che come il comune capoluogo manterranno inalterati gli attuali poteri,
funzioni e simboli hanno bisogno di sapere cosa possono avere in più o in meno
rispetto a quello che hanno ora. Infine una notazione politica. Spero e lavoro
perché in questa legislatura si arrivi davvero all'approvazione di una riforma
federale dello Stato Italiano che, fra le altre cose, permetta e stimoli la
costruzione di alleanze per il governo locale che privilegino la capacità di
aderire ai bisogni e alle domande dei territori anziché gli equilibri fra
correnti e partiti nazionali e locali. * sindaco di Torino.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-07-2008)
Argomenti: Province
Iniziativa del
Fronte friulano Raccolta firme anti-Province "Troppi
costi inutili" UdineIl Fronte Friulano rilancia l'appello per l'adesione
alla campagna di raccolta firme per l'abolizione delle Province. Secondo
un'elaborazione dei dati del Ministero degli interni, aggiornati al 12 ottobre
2007, il numero complessivo degli amministratori e degli eletti dell'ente
territoriale Provincia risulta sfiorare le 4.000 unità di cui circa 2900
consiglieri, circa 50 tra Presidenti e vicepresidenti, circa 100 presidenti
della Giunta, oltre 900 assessori."Il costo annuale dei soli compensi di
questo "esercito" di eletti - si legge in una nota diffusa ieri dal
movimento autonomista - è superiore a 50 milioni di euro considerando che la
retribuzione mensile di un presidente varia tra 4.000 e 7.000 euro (a seconda
del numero di abitanti della provincia considerata), quella di un
vice-presidente tra 3.000 e 5.200 euro, quella di un assessore tra 2.700 e 4500
euro, cui si devono aggiungere i gettoni di presenza dei semplici consiglieri.
A questi vanno aggiunti i costi relativi alla gestione degli organi elettivi:
edifici, personale specifico, auto "blu", rimborsi, spese di
rappresentanza, che portano ad oltre il doppio il costo del mantenimento dei
soli organi elettivi. Ancora, a questi vanno aggiunti tutti gli ingenti costi
relativi a strutture, dirigenti, non necessari in caso di spostamento delle
funzioni a enti già esistenti".I friulanisti di Federico Simeoni fanno poi
notare "in base ai dati pubblici disponibili relativi ai bilanci, la somma
delle sole spese correnti delle oltre cento province
italiane si aggira attorno ai 10 miliardi di euro all'anno; considerando le
spese in conto capitale le spese superano i 20 miliardi di euro all'anno.
Dall'analisi dei bilanci la fetta più consistente di queste spese serve al
mantenimento dell'ente stesso (personale, affitti, bollette, spese di
rappresentanza, parco auto,..); pertanto il costo per produrre servizi
effettivi è molto elevato (e quindi molto bassa l'efficienza)".Il Fronte
Friulano invita dunque tutti i cittadini a lasciare la propria firma presso i
municipi di Udine, Tavagnacco, Tricesimo, Martignacco, Campoformido, Povoletto,
Attimis, Faedis, Sauris, Ampezzo, Socchieve, Enemonzo, Trivignano Udinese,
Santa Maria la Longa, Bicinicco, San Pietro al Natisone, San Leonardo.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-07-2008)
Argomenti: Province
Pietro Fontanini,
prossimo segretario regionale del Carroccio: "Chiederemo a Roma le
competenze su tutti i livelli" UdineSe non parla già da segretario
nazionale del Carroccio Friuli Venezia Giulia, "perché io ho rispetto dei
delegati", di certo ha già le idee molto chiare nel caso, praticamente
certo, che il Congresso della Lega Nord domenica lo designi a guidare il partito:
conquistare buona parte dei 143 enti locali che nel 2009 andranno al voto;
difendere senza riserve il "pacchetto sicurezza" messo a punto
dall'assessore leghista in sede regionale; far sì che Roma trasferisca quanto
prima al Friuli Venezia Giulia la competenza primaria sulla scuola di ogni
ordine e grado.Pietro Fontanini, leghista della prima ora, attuale presidente
della Provincia di Udine dopo essere stato presidente della Regione, senatore,
deputato e sindaco, il 27 luglio potrebbe riportare definitivamente alla Lega
la guida politica persa a causa del segretario Marco Pottino che, passato a
Forza Italia, l'ha consegnata ai commissari Fulvio Follegot e Manuela Dal
Lago.Fontanini, il commissariamento che sta per concludersi non è stato l'unico
nella storia della Lega regionale, punteggiata da attriti. Come terrebbe a
freno nuove ondate di litigiosità?"Il commissariamento è stato conseguenza
di un fatto gravissimo, il segretario Pottino passò ad altro partito. Ora c'è
più serenità di un tempo. Siamo diventati partito di governo, concentrati sul
concreto piuttosto che sui personalismi".Con quale
mission?"Dimostrare che siamo in grado di governare seriamente. La Lega in
regione ha ottenuto il terzo risultato della Padania, ma ci sono i margini per
crescere. Dopo la Regione e la Provincia di Udine, nel 2009 dovremmo vincere in
quella di Pordenone e acquistare terreno fra i Comuni, dove siamo sottoquotati.
Ne abbiamo solo 3 nell'Udinese".In Regione, però, pare che al Pdl stia
stretto qualche "diktat leghista", come lo hanno definito.
Soprattutto i 16 milioni di euro previsti per la sicurezza."Approfondirò.
Di certo 16 milioni non sono una cifra stratosferica. Soprattutto, però, noi
dobbiamo rispondere ai cittadini, che ci hanno detto a chiare lettere di risolvere
il problema sicurezza. Lo abbiamo fatto al centro, con la legge varata
mercoledì, ora dobbiamo agire a livello regionale. Non farlo sarebbe massima
incoerenza. Impossibile".Ma i Comuni protestano contro i trasferimenti
vincolati. Si lede la loro autonomia, sottolineano."Ribadisco, qui non si
tratta di ledere l'autonomia, ma di coerenza con quanto i cittadini hanno
chiesto nell'urna. Non è un mistero, poi, che l'Anci sia guidata da una parte
politica che non è la nostra. Critica la sicurezza, ma ci sono soldi vincolati
anche per l'edilizia scolastica".Con il Pdl fate pace grazie alla bozza
della nuova legge sul commercio che, tra l'altro, blocca a 29 le aperture
domenicali?"E' una buona proposta. Questa regione non è Disneyland. Siamo
sempre stati contrari alla liberalizzazione delle aperture. I lavoratori la
domenica devono poter riposare. Sì, inoltre all'abolizione
del reddito di cittadinanza e della legge sull'immigrazione di Antonaz, come
pure al tutore dei minori e al giudice di pace. Nel primo caso c'è già il
Tribunale dei minori, nel secondo si elimina una figura che di fatto non ha
poteri".Per l'università, ha salvato l'idea della fondazione,
purché ve ne fossero due, una per ateneo. Tondo si è "adeguato",
sconfessando un suo assessore. Lo ha convinto lei?"No. Forse il presidente
ha letto le mie argomentazioni e ha recepito. Del resto questa è una questione
su cui non si può scherzare. Sarebbe stato un grave errore procedere sulla
fondazione unica".Sostenuta dall'assessore Alessia Rosolen."Che sarebbe
opportuno si confrontasse, prima di esprimersi".Come dire che i
"dicktat" leghisti in seno alla maggioranza esistono per
davvero?"Nella coalizione noi ci stiamo in maniera coerente, conforme al
programma sottoscritto. Se si dovesse derogare senza accordo preventivo, non
andrebbe per niente bene".Le poste irrinunciabili?"Il federalismo,
con più poteri a Comuni e Province. Con Roma dobbiamo risolvere la partita
della quota Irpef-pensionati e chiedere subito la competenza sulla scuola, per
tutti i livelli. A questa dovrà aggiungersi quella sui beni culturali e
ambientali".Antonella Lanfrit.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-07-2008)
Argomenti: Province
Provincia pag. 32
Richiami vivi: è scontro su anellini e gabbie Non c'è solo il capitolo della
caccia in deroga a causare gli attacchi del mondo ambientalista nei confronti
della Regione, accusata in pratica di aver aggirato una bocciatura legislativa
riproponendo un provvedimento sostanzialmente identico a quello censurato dalla
Corte Costituzionale. Lo scontro prosegue infatti anche a proposito della
gestione degli uccelli da richiamo. La "tracciabilità" dei richiami
vivi utilizzati per la caccia all'avifauna migratoria, viene infatti
sottolineato, è un fondamentale per impedire il traffico illegale degli stessi.
Che nel Bresciano è fiorentissimo; come è stato nuovamente dimostrato nei mesi
scorsi dal sequestro di un roccolo autorizzato dal Broletto a Capriolo e dalla
denuncia di quattro presunti allevatori autorizzati dalla Provincia (che
operavano a Brescia, a Concesio e a Passirano). E OLTRE ALLA RICHIESTA di
regole davvero serie in campo diciamo così "anagrafico", le associazioni
ambientaliste e animaliste chiedono da tempo l'ampliamento delle dimensioni
delle gabbie utilizzate per i "presicci" (che sono piccolissime)
almeno durante i lunghi mesi di detenzione al chiuso di tordi, merli e cesene
(per citare qualche specie). Per questo motivo, nell'estate
dello scorso anno Wwf, Gruppo ornitologico lombardo, Lega abolizione caccia e
Legambiente avevano impugnato davanti al Tar della Lombardia un decreto a tema
della giunta regionale lombarda. STIAMO PARLANDO del regolamento attuativo di
alcuni passaggi della legge regionale 26 del '93: un provvedimento diventato
operativo nel 2003, e che in sostanza ha reso molto più semplice lo
"spostamento" da un esemplare all'altro delle fascette di
identificazione (mentre la legge quadro nazionale afferma la necessità di
utilizzare anellini inamovibili, e l'obbligo di consegnare alle province ogni uccello da richiamo morto per l'eventuale
"sostituzione"), e che in più ignorava le indicazioni fornite
dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica relative alle dimensioni delle
gabbie. L'Infs ha infatti avallato tempo fa l'uso delle micro gabbiette
tradizionali solamente per le operazioni di trasporto dei volatili dal ricovero
abituale al capanno, chiedendo però l'impiego di contenitori più grandi per la
stabulazione; che dura per molti mesi all'anno. Almeno per consentire agli
animali di aprire e muovere le ali; una cosa impossibile con le ridottissime
misure "standard". Cosa è successo? Il Tar ha dato ragione ai
ricorrenti su entrambi i fronti, annullando gli articoli del regolamento
incriminati. Ma per tutta risposta, il mese scorso la Regione ha nuovamente
modificato la legge 26, ignorando la bocciatura del Tar sugli anellini (che
infatti non viene neppure citata nell'ultimo aggiornamento), e affermando che
"...per le specie di uccelli da richiamo la stabulazione, il trasporto e
l'uso possono effettuarsi nella stessa gabbia (ovviamente piccola) per tutto
l'anno". "COSÌ FACENDO - commentano Katia Impellittiere del Wwf e
Graziella Zavalloni della Lac - si continuerà a rendere facilissimo il traffico
illegale degli uccelli, perchè ogni capannista potrà semplicemente comunicare
alla Provincia la rimozione delle fascette. Le perquisizioni attuate nei mesi
scorsi nel Bresciano hanno permesso di scoprire anche centinaia di anellini
"riciclati" e manomessi, rimossi da volatili forniti dai centri di
cattura ufficiali e inseriti sulle zampe di esemplari catturati con le reti
illegali. Per quanto riguarda poi le dimensioni delle gabbie, la Regione ha dimostrato
il suo totale disinteresse per una gestione anche solo vagamente etica della
fauna selvatica". P.BAL.
( da "Repubblica, La" del 27-07-2008)
Argomenti: Province
Pagina VIII - Torino
E il Pd cerca di superare le divisioni Il programma del Pd si può cambiare La
difesa della attuale Provincia di Torino o l'ipotetica e futura città
metropolitana non sono temi riconducibili agli equilibri di corrente. Mi spiace
che l'amico sindaco Chiamparino lo riduca ad una piccola disputa di cortile
all'interno del Pd piemontese. Del resto, è noto a tutti che assessori
provinciali come D'Ottavio o la stessa presidente Bresso ? entrambi autorevoli
esponenti della corrente cui appartiene Chiamparino ? nonché molti sindaci
della stessa prima cintura torinese sono concordi nel mantenere l'attuale
provincia di Torino. E ciò non per motivi di corrente ma perché è semplicemente
ridicolo che la città metropolitana coincida con l'attuale provincia di Torino.
Insomma, il programma elettorale del Pd non è un dogma intoccabile. Se una
indicazione programmatica è sbagliata e politicamente non percorribile è bene
discuterne e confrontarsi. Partendo però dai contenuti e non da astratti
equilibri di corrente perché, come si vede concretamente, tutto si può dire
tranne che una corrente ? su questo tema - la pensi in modo unitario, granitico
e coeso. Giorgio Merlo Deputato Pd L'importante è ridurre i costi Dopo avere
letto il bell'articolo di Luigi La Spina su "La Stampa" e
l'intervento del sindaco Chiamparino su "Repubblica" mi viene un
dubbio. Pensiamo allo scarso credito di cui oggi noi politici godiamo nel
paese. Sono sensati i dubbi di La Spina su una certa tendenza (per la verità
non solo italiana) alla moltiplicazione dei centri di potere e non alla loro
riduzione ed su un'altra tendenza (anche questa non solo italiana) a pensare al
proprio personalissimo futuro assoggettandovi le riflessioni sul "bene
comune". Ritengo che siano sensate anche le riflessioni del sindaco
sull'importanza di una riforma federale dello stato e sull'opportunità di
concentrare una ingente massa di risorse su un'area vasta che veda al suo
centro Torino, ma i cui confini travalicano ampiamente quelli della provincia
se si vuole esser competitivi a livello europeo. Altresì ritengo sensatissimi i
dubbi di quanti sono terrorizzati da una moltiplicazione dei costi per la
collettività e anche da una oggettiva maggiore disomogeneità della provincia di
Torino e di quella di Bologna rispetto alle altre in cui sarebbe prevista
l'istituzione della città metropolitana. E' un argomento da affrontare nelle
sedi opportune, con la dovuta serietà e facendo capire ai cittadini che il
risultato cui si punta è davvero una riduzione dei costi della politica ed una
migliore opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Marco Calgaro
Deputato Pd Difendiamo i Comuni La discussione sulla Città metropolitana va
affrontata senza accuse di secondi fini. La Provincia di Torino è molto diversa
da altre, quali Milano, Roma, Napoli. Da noi la città di Torino conta solo poco
più di un terzo della popolazione della provincia e, anche considerando la
prima cintura, resta un vasto territorio, per la gran parte collinare e
montano, poco abitato, comprendente centinaia di comuni. Mi pare difficile
pensare che un'area così diversa possa trovare sintesi in un unico livello
amministrativo. Si rischierebbe di privilegiare la capitale e di non
rappresentare adeguatamente i territori di confine. Che fine farebbero i
municipi, allora? I Comuni sarebbero aboliti, diventando circoscrizioni della
Città metropolitana? E la stessa Città di Torino resterebbe città, diventerebbe
una municipalità o rimarrebbero le sole sue circoscrizioni? Tutto ciò nulla
toglie all'esigenza di razionalizzare la gestione dei servizi pubblici locali,
specie incentivando fortemente la gestione associata tra comuni, ma ciò può
avvenire anche senza modificare gli attuali assetti. Ultimo aspetto: Chiamparino,
non si domanda mai se, dietro la determinazione del governo Berlusconi a
sopprimere le nove Province "metropolitane", ci sia anche il fatto
che sono tutte attualmente governate dal centrosinistra? Stefano Lepri
Vicecapogruppo Pd Consiglio regionale Ci vuole una scelta unica Il Pd deve fare
chiarezza sulla propria posizione sulla delicata vicenda delle aree
metropolitane. Basta con le posizioni personali. Il gruppo Pd della Provincia a
settembre creerà le occasioni per unificare la posizione, organizzando un
convegno al quale inviterà tutti i soggetti interessati, sindaco, Mercedes
Bresso e Antonio Saitta compresi. Su un tema come questo ci vuole senso di
responsabilità, altrimenti saranno i nostri stessi amministratori a rimetterci.
Perché, soprattutto nella seconda cintura e nei tanti comuni più lontani da
Torino, le idee sulla città metropolitana sono molto chiare: non si può avere
un unico interlocutore grande e "distante" come la Regione. Serve un
ente intermedio che rappresenti le loro esigenze per dare risposte immediate. Chiamparino ha ragione sul fatto che anche nel programma del Pd
vi era l'abolizione delle province, ma bisogna pensare bene a quali soluzioni alternative proporre.
Sulla proposta di Stefano Esposito sono d'accordo. Il territorio della
provincia di Torino non ha le caratteristiche di Milano, Roma e Napoli. Buona
l'idea di togliere Torino dal testo unico. Claudio Lubatti Capogruppo Pd
Provincia Fa scuola il modello delle comunità montane Il governo sta valutando
l'ipotesi di far nascere le città metropolitane come ente di secondo livello, e
cioè come struttura di coordinamento tra le amministrazioni comunali del
capoluogo e della cintura urbana. Il modello comunità montane evidentemente fa
scuola, anche se non lo si può dire! Siamo ormai al paradosso: a Roma si sta
pensando di sopprimere le comunità montane, salvo poi utilizzarne lo stesso
modello di "governance" per le aree urbane e metropolitane. La
domanda è semplice, e ancora inevasa dopo tanti anni: perché alle città deve
essere assicurata una soggettività politica e una "governance"
istituzionale che si vuole negare alla montagna? A noi farebbe molto più
piacere vivere per dare dignità ai nostri territori. Enrico Borghi Presidente
Uncem.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-07-2008)
Argomenti: Province
Lettere pag. 45 Caro
Marco, giusto un anno fa, ragionando della "casta", ti scrivevo che
lo sperpero pubbl Caro Marco, giusto un anno fa, ragionando della
"casta", ti scrivevo che lo sperpero pubblico ha ormai toccato ogni
livello. E continua a crescere contribuendo a far aumentare costantemente il
debito pubblico che pesa sul bilancio dello Stato, bloccando investimenti per
lo sviluppo del Paese. Il dito dello sperpero viene ora puntato anche su alcuni
sindaci e assessori che percepirebbero indennità impazzite, in rapporto
all'impegno richiesto. E pensare che in un'altra Italia, quella d'inizio
Novecento, l'incarico pubblico era considerato un servizio alla comunità,
quindi privo di remunerazione, come ragionavamo un anno fa. Oggi, invece, godono
del loro bravo gettone anche gli amministratori eletti in comuni piccoli o
piccolissimi; di località, cioè, che si possono gestire con poche riunioni dopo
cena all'osteria, diceva un amico recentemente scomparso. Sembra che alcuni
tecnici del ministero dell'Economia stiano dunque lavorando per stringere i
cordoni della borsa degli enti locali. Sono infatti giustamente considerati
parte significativa di quel "comparto pubblico allargato" che
abbraccia ministeri e strutture statali, come l'attento ed eccellente collega
Massimo Tedeschi ha dato notizia recentemente su "Bresciaoggi"
informando che "sono previsti tagli indistinti a gettoni di presenza e
indennità di consiglieri, assessori, sindaci. Dopo il taglio del 10% già
apportato nel 2006, dall'1 gennaio del 2008 - se le misure andranno in porto -
ci sarà un ulteriore taglio del 20%, cancellando nel contempo ogni clausola di
"elasticità" sin qui legata ai risultati di bilancio". Nella
nostra riflessione del luglio 2007, caro Marco, eravamo andati anche oltre.
Auspicavamo addirittura l'abolizione di ogni compenso per gli amministratori di
piccoli o piccolissimi comuni, almeno in quelli fino a tremila abitanti. E se
l'esperienza fosse risultata positiva sarebbe stata da allargare. Del resto
alcuni sindaci bresciani avevano già tentato di far abolire qualsiasi gettone.
Ma non c'era stato nulla da fare. "L'indennità evita il pericolo di
corruzione", avevano sostenuto alcuni burocrati, bocciando l'istanza.
Fosse vero! Un taglio ai compensi, quello su cui ragionavamo, non dettato
quindi dalla necessità di risparmio, ma dall'obiettivo di ripristinare il senso
del servizio alla comunità con candidati disponibili ad assumersi l'impegno
unicamente per amore civico. Mi rendo conto che un simile modello è utopistico.
Sempre più, comunque, molti cittadini sentono il bisogno che a reggere le
amministrazioni pubbliche, e a progettarne il futuro, siano chiamati uomini di
specchiata integrità che si impegnino non per vanagloria, o peggio per
arricchirsi personalmente (o far arricchire gli amici), magari dettando anche
la lista dei candidati consiglieri di propria fiducia per fare in modo che
approvino piani e progetti favorevoli a qualsiasi speculazione contro i veri
interessi delle stesse comunità. Quando, infatti, nei piccoli paesi alcuni
progetti sono approvati da simili maggioranze con il voto contrario unicamente
di un'opposizione qualificata, che non innalza bandiere politiche o
ideologiche, c'è veramente da interrogarsi: "a chi giova?". Ho letto recentemente che oltre al taglio dei compensi agli
amministratori pubblici si torna a parlare dell'abolizione di alcuni enti come
le Comunità montane per evitare costosi "doppioni" e conflitti
gestionali con le Province. Che sarebbero, invece, da tenere in vita perché
rappresentano l'anello di congiunzione del rapporto diretto coi cittadini dello
Stato e delle Regioni. La rivitalizzazione di tali istituzioni pubbliche
entrerebbe appieno nel progetto del federalismo fiscale che prevede un aumento
di efficienza e un contenimento dei costi. Un tale piano è certamente
interessante, ma le parole sono parole e i fatti sono fatti. Aggiungerei che
tutto va verificato nel tempo con l'attuazione pratica e con il confronto di
esperienze. Non afferma forse il proverbio: "L'esperienza è maestra di
scienza"?.
( da "Repubblica, La" del 29-07-2008)
Argomenti: Province
Pagina IV - Torino
"La città metropolitana? Un pretesto" Morgando: c'è chi la usa per
regolare conti interni al Pd provincia Prima di discutere di rinvio delle
elezioni ci vuole la certezza di una legge che fissi i tempi lo spezzatino
Maroni sta disegnando tante micro province
immaginandole già sotto l'ala leghista PAOLO GRISERI La discussione nel Pd
sulla città metropolitana sta assumendo toni che non piacciono al segretario
regionale del partito. Al punto che Gianfranco Morgando giunge a proporre una
sorta di "codice" in tre punti per evitare che il confronto degeneri:
"Non vorrei che si utilizzasse il tema della città metropolitana per fini
che nulla hanno a che vedere con la ristrutturazione degli enti locali".
Un po' come fece Cavour andando a combattere in Crimea quando gli interessava il
futuro del suo Piemonte? "Non mi lancerei in un paragone tanto
impegnativo". Torniamo a Torino. Che cosa la infastidisce di questa
discussione? "Mi pare che si stia andando oltre il pur legittimo dissenso
su questo o quel punto di merito". Che cosa sta succedendo secondo lei?
"Non vorrei che l'animosità di questa discussione nascondesse la voglia di
regolare in conti interni tra le correnti del partito". Come si evita
questo rischio? "Propongo di attenersi a tre regole in questa discussione.
La prima l'ho già detta: discutere sul merito delle proposte e non utilizzare
legittime contrapposizioni su questa o quella proposta per un regolamento di
conti tra aree di appartenenza. La seconda regola è quella di evitare di
pensare che tutti coloro che hanno un'opinione diversa dalla nostra sostengano
delle sciocchezze. Infine la terza regola è quella di non misurare la bontà
delle diverse soluzioni con il metro delle convenienze personali". Ha in
mente dei dirigenti che in questi giorni hanno violato una o più di queste
regole? "Certamente ho in mente dei nomi ma non li dirò mai. Sarei
soddisfatto se tutti ci impegnassimo a rispettarle". Entriamo
nel merito delle diverse proposte. Chiamparino è favorevole alla realizzazione
della città metropolitana. Saitta mette in guardia dai rischi di una frettolosa
abolizione della provincia. Saitta viene dalla sua area politica. Lei è
d'accordo con Saitta? "Vorrei evitare una discussione fatta in questo
modo. Perché sarei il primo a violare le regole che ho appena enunciato.
Intanto precisiamo: il Pd, pur con gli immancabili distinguo, appoggia l'idea
della realizzazione delle città metropolitane, peraltro prevista della
Costituzione. Quel che talvolta ci divide è il modo per arrivarci". Quali
sono le sue perplessità? "Non ho perplessità. Vorrei però che si
rispondesse ad alcune domande: quali saranno i confini della città
metropolitana torinese? Quale sarà il destino dei comuni della Provincia di
Torino che non saranno compresi nella città metropolitana?". Lei, insomma,
è contrario al rinvio delle elezioni provinciali del 2009? "Io penso che
rinviare le elezioni sia sempre un'operazione delicata perché è come modificare
in corso d'opera il patto con gli elettori. In ogni caso credo che si possa
prolungare la durata di una amministrazione solo a patto che ci sia una legge
che lo impone. Non si possono rinviare le elezioni provinciali senza avere la
certezza di quel che accadrà dopo". Secondo lei come potrebbe essere
realizzata la città metropolitana torinese? "Nella proposta che stava
preparando il governo Prodi con il ministro Lanzillotta c'era una grande
flessibilità. C'era la certezza che ogni area metropolitana avesse una storia
diversa dalle altre e che dunque non avesse senso applicare lo stesso schema a
Torino, Milano, Roma o Napoli. Vorrei che non si lasciassero cadere le
suggestioni come quella di Bobba che propone un ridisegno delle province realizzandone di più grandi". Le piacciono le province grandi? "Non mi piacciono le micro-province che sta disegnando Maroni nella speranza di avere
tanti piccoli territori a maggioranza leghista. Una grande provincia nel nord
del Piemonte servirebbe inoltre a contrastare la lombardizzazione di
quell'area". Il presidente del Pd, Sergio Soave, dice che più si sale
nelle responsabilità di partito meno ci si preoccupa dell'interesse generale. è
d'accordo? "Capisco l'allarme che lancia Soave segnalando un rischio vero.
Ma non mi lancerei in queste generalizzazioni. Può capitare anche ai vertici
del partito (è accaduto a me e a Soave) di dover fare un passo indietro nel
nome dell'interesse generale".
( da "Tempo, Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Province
Stampa i costi della
politica "Aboliamo le province". Avanti con
altre tre Il decreto legge milleproroghe rinnova i tempi per la costituzione di
tre nuove province italiane. L'articolo 4-bis del
testo, al quarto comma, rimanda infatti a tre leggi. La prima:
"Istituzione della provincia di Monza e della Brianza". La seconda:
"Istituzione della provincia di Barletta-Andria-Trani". La terza
legge: "Istituzione della provincia di Fermo". E decreta che la
procedura per la costituzione di queste province, che
in realtà doveva già essere conclusa, può essere portata a termine entro il 30
giugno del 2009. Insomma, ossigeno alla formazione di tre nuovi enti
territoriali. Leggendo nel dettaglio ciò che proroga il testo, nel caso
dell'istituzione della provincia di Monza e della Brianza, la legge ordina alla
Provincia di Milano (città a
( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Province
Regione Ok al fondo sociale,
ma la manovra Fvg non convince UDINE. Il Consiglio delle autonomie dice sì alle
risorse assegnate a Comuni, Province e Comunità montane per il finanziamento
delle loro funzioni. Un sì arrivato però con riserva, con poca convinzione,
perché la manovra da 5 milioni e 647 mila euro, somma che rientra
nell'assestamento al bilancio 2008, piace poco alle Province, meno finanziate,
a sentire i presidenti, rispetto alle Comunità montane. "È una
contraddizione dare molte risorse alle Comunità montane e dire poi che si
vogliono ridimensionare", ha argomentato Pietro Fontanini. Luce verde anche per i criteri di riparto della quota 2008 del
finanziamento ai Comuni attraverso il Fondo sociale regionale: a 16 milioni e
572 mila euro. Da segnalare infine il monito del presidente della Conferenza
dei sindaci, Vittorino Boem, alla giunta sull'abolizione del reddito di base.
"Non entro nel merito della scelta, bensí nel metodo. La legge prevede il
parere obbligatorio della Conferenza permanente. Non farlo significherebbe
mettere in dubbio la partecipazione". A rispondergli, l'assessore Vladimir
Kosic. "Ci comporteremo secondo le norme e soprattutto secondo la
trasparenza - ha detto Kosic -, fermo restando il pensiero convinto della
giunta di eliminare quello strumento perché inadeguato a rispondere alle
esigenze delle comunità". Sul riparto ai Comuni, invece, l'assessore si è
detto molto soddisfatto per l'impegno di tutti, dalla politica agli uffici, che
ha consentito di distribuire le somme entro l'estate. (a.bu.).
( da "Centro, Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Province
Altre Elezioni:
sindaci in campo, insorgono i partiti Da An a Rifondazione è gara a bloccare i
primi cittadini. In Consiglio sarà battaglia Pd contestato
per aver chiesto l'abolizione della legge anti-sindaci MAURIZIO PICCININO
PESCARA. In sette alla sfida delle regionali. A capo del drappello, almeno per
incarico, è il presidente della Provincia di Pescara Giuseppe De Dominicis, del
Pd, poi ci sono gli assessori provinciali dell'Aquila, Celso Cioni della Dc di
Pizza, e di Teramo, Antonio Assogna di Rifondazione. La schiera dei
sindaci è aperta da Gianni Chiodi, ex sindaco di Teramo del centrodestra; e
Filippo Piccone, ex sindaco di Celano di Forza Italia, che sono stati i primi a
dire ci buttiamo nella mischia. Poi due sindaci del Pd: Claudio Ruffini di
Giulianova e Franco Di Bonaventura, di Roseto. Non avranno vita facile perchè
molti hanno osteggiato il loro salto a candidati alla Regione. La scelta delle
dimissioni si è resa obbligata per la legge anti-sindaci, varata dal
centrodestra nel 2004 ma mantenuta dal centrosinistra. Legge che costringe i
primi cittadini a lasciare la poltrona e a mettere nelle mani di un commissario
le loro città, in attesa del voto della prossima primavera. I sette
amministratori avranno 20 giorni di tempo per ripensarci, poi scatteranno le
procedure del commissariamento. La legge anti-sindaci, promise l'ex presidente
Del Turco, "è una vergogna che cancelleremo", ma è rimasta ancora
viva e vegeta. Ora in extremis un Consiglio regionale con poteri ridottissimi,
su proposta del Partito democratico dovrebbe abolirla. Per domani il presidente
del Consiglio, Marino Roselli, ha convocato l'Assemblea alle 11. Se passerà
l'abolizione si prevede che una valanga di amministratori proveranno a lasciare
i loro posti per la tanto ambita Regione. Ma le avvisaglie non depongono a
favore di questa soluzione, anzi. Per l'occasione si è creata una maggioranza
trasversale che non vuole fare sconti nè ai sindaci nè a quanti decidono,
avendo un incarico pubblico, di candidarsi per l'Emiciclo. Così il fuoco di
fila a favore della norma blocca sindaci è notevole. "Rifondazione è
contraria ad ogni iniziativa in Consiglio regionale che esuli dall'ordinaria
amministrazione", scrivono la capogruppo in Consiglio regionale Daniela
Santroni e il segretario Marco Gelmini. Stessa musica per i dipietristi. "Noi
dell'Italia dei Valori non siamo pregiudizialmente contrari a cambiare la legge
antisindaci", fanno sapere l'ex assessore regionale Augusto Di Stanislao e
il Capogruppo dell'Italia dei Valori Paolo Palomba, "riteniamo però
inutile e demagogico questo tentativo". Dal centrodestra le critiche sono
ancora più perentorie. "Abrogare la legge a tre mesi dal voto è un colpo
di mano inaccettabile", sostiene il coordinatore regionale di An, Fabrizio
Di Stefano. Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia, racconta di "non
avere parole per descrivere il livello di irresponsabilità raggiunto dalla
ormai dissolta maggioranza. E loro, i sindaci scesi in pista, che fanno? Gianni
Chiodi è andato a cercare voti. "Mi sembra di trovare un buon riscontro
nella base", dice Chiodi, "c'è molta attenzione e questo è
incoraggiante per me". Oggi l'ex sindaco di Teramo tornerà a Roma, per un
ulteriore giro di consultazioni tra parlamentari ed esponenti nazionali del
Pdl. L'ex sindaco di Giulianova, Claudio Ruffini, si è ripresentato al lavoro
nel Comune di Nereto dove è geometra. "Voglio andare in Regione",
sottolinea, "per "vendicare" Giulianova dei torti subìti sulla
sanità". Ieri ha confermato le dimissioni anche il sindaco di Roseto
Franco Di Bonaventura. La decisione è arrivata al termine dell'assemblea
cittadina del partito di lunedì sera, presieduta dal segretario comunale, il
deputato Tommaso Ginoble. Di Bonaventura lancia subito la sfida all'ex sindaco
teramano. "Prenderò più voti di Chiodi", promette. (ha collaborato
Gennaro Della Monica).
( da "Tirreno, Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Province
Montecatini "Basta
col Consorzio di bonifica" Forza Italia e Lega scrivono al ministro:
"Ente da sopprimere" "Non ripulisce i fossi ma pubblica libri,
organizza visite guidate e appalta manutenzione straordinaria" FRANCESCO
ALBONETTI PISTOIA. I consorzi di bonifica non svolgono i compiti previsti dallo
statuto e per i quali sono nati ed andrebbero ridisegnati se non addirittura
soppressi. La sparata arriva dai gruppi di centrodestra in consiglio comunale,
segnatamente Forza Italia e Lega Nord, che dicono di parlare a nome di tutto il
futuro Partito delle libertà. L'opposizione non si limita a lanciare dei
generici "je accuse", ma ha presentato una richiesta formale al
ministro per le Politiche agricole, il leghista Luca Zaia. Più possibilista la
posizione di Forza Italia, col capogruppo in consiglio comunale Alessio
Bartolomei, più netta quella della Lega, rappresentata in conferenza stampa dal
coordinatore provinciale Antonio Gambetta Vianna. "Visto che non si
aboliranno le Province, la nostra proposta è per la soppressione di questi enti
che non servono a niente e i cui costi si scaricano sui contribuenti - dice
Gambetta Vianna - E' evidente anche dalla nostra esperienza pistoiese come il
Consorzio svolga sempre meno il compito a cui è preposto, cioé la manutenzione
ordinaria dei corsi d'acqua, mentre si perde in altre attività costringendo poi
gli enti a riconcorrere i lavori attraverso appalti di manutenzione
straordinaria, più costosi per la comunità. Basta dare un'occhiata allo stato
in cui si trova il torrente Vincio di Brandeglio, il cui letto fra Pontelungo e
lo zoo è interamente coperto dalla vegetazione". Alessio Bartolomei
rafforza il concetto, anche se lascia una possibilità di riordino, da affidare al ministerod dell'agricoltura, prima
dell'abolizione. "Il caso del Consorzio Ombrone-Bisenzio è emblematico -
dice l'esponente pistoiese di Forza Italia - L'opera di manutenzione dei fossi
e torrenti è un'attività via via sempre meno importante. Negli anni le cartelle
sono aumentate ed anche gli importi a carico del contribuente, ma il
consorzio ha iniziato ad occuparsi di cose di contorno: si è dotato di auto
blu, organizza gite delle scuole per mostrare gli impianti e convegni, si dota
di un ufficio stampa e sponsorizza libri. La pur bella pubblicazione sulle gore
pistoiesi, mi risulta sia costata 80mila euro. Fondi importanti che dovrebbero
essere impiegati altrimenti". Ma l'accusa principale rivolta ai consorzi
di bonifica, è quella di ricorrere sempre pià frequentemente alla manutenzione
straordinaria: "Il lavoro che dovrebbe essere ordinario - spiega
Bartolomei - diventando straordinario (per risagomature, riporti, dighe),
comporta che il consorzio diventa un ente appaltante: non si utilizzano più gli
operai, ma geometri e ingegneri. E questo aumento dei costi si scarica sul
cittadino attraverso gli enti locali, Comuni e Provincia. A questo punto non si
vede come le stesse mansioni che dovrebbe svolgere il Consorzio, non potrebbero
essere svolte anche dagli stessi enti locali, con maggior risparmio per la
comunità".
( da "Nuova Venezia, La" del 31-07-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)
Argomenti: Province
Regione Gallo:
"Invece di presentarsi la maggioranza era al ristorante" VENEZIA. Il
più feroce è senz'altro Gianni Gallo, capogruppo del Pd: "Un naufragio
clamoroso dovuto a scarsa voglia di lavorare della maggioranza. Dopo aver
giurato e spergiurato che avrebbero mosso mari e monti pur di approvare lo
statuto entro il mese di luglio, dopo aver chiesto esplicitamente di convocare
per tre giorni consecutivi la commissione competente, mi ero preparato all'idea
che i consiglieri di maggioranza avrebbero imposto a tutti un massacrante tour
de force. Invece quello che era annunciato come un conclave risolutivo per le
sorti dello statuto regionale, si è sciolto nel modo più profano che si possa
immaginare: i consiglieri di maggioranza invece che a palazzo Ferro-Fini si
trovavano a pranzo in un noto ristorante veneziano". "La Lega - fanno
sapere il capogruppo Giampaolo Bottacin e la consigliera Mara Bizzotto - è
coerente con la sua tradizione che punta al massimo decentramento delle
funzioni amministrative da Venezia agli enti periferici, Province in
primis". Giampietro Marchese, Pd: "Sulla linea di trasferire le
funzioni amministrative dalla Regione agli enti locali c'è una sintonia tra noi
e la Lega mentre il resto della maggioranza è orientato
nella direzione opposta, addirittura verso l'abolizione delle stese Province
come ha più volte pubblicamente affermato il Presidente Galan". La
necessità di recepire nello Statuto le problematicità della provincia di
Belluno aggravate dal fatto di confinare con le privilegiate Province autonome
di Trento e Bolzano è ribadita anche dal vicepresidente della
commissione Guido Trento e da Andrea Causin, entrambi Pd. Il capogruppo di Fi
Remo Sernagiotto e il vicepresidente del Consiglio Carlo Alberto Tesserin fanno
presente che la complessa questione dei rapporti tra Regioni e autonomie locali
va inquadrata nel disegno strategico complessivo sul federalismo la cui bozza
di legge verrà presentata in settembre dal ministro delle riforme Umberto Bossi
e dal sottosegretario Aldo Brancher. Sullo stesso argomento, Piergiorgio
Cortelazzo, capogruppo di An: "Sono perplesso sui tentativi di rincorrere
tutti i tipi di specificità che non può che portare alla moltiplicazione di
enti e, quindi, delle spese". Rimbeccato da Pietrangelo Pettenò di Rc:
"Le resistenze che Forza Italia e An mostrano sul conferimento di funzioni
agli enti locali dimostrano mancanza di fiducia nella capacità di questi ultimi
di svolgere con autonomia il proprio ruolo".