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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DEL  1° -  31 LUGLIO 2008      #TOP



Report "Province"

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Indice delle sezioni

Province (53)


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

Oggi agenzie chiuse per protesta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: prevede la chiusura delle agenzie di assicurazione per l'intera giornata di oggi. "La protesta - si legge in una nota - è contro il tentativo delle imprese di assicurazione, rappresentate dall'Ania, di pretendere dal potere politico l'abolizione delle norme introdotte con la legge Bersani, che hanno lo scopo di liberalizzare il mercato assicurativo a tutto vantaggio dei consumatori,

Cooperative: c'è la legge di vigilanza ( da "Trentino" del 02-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'obbligo per le cooperative di depositare in Provincia atti e documenti che la società abbia depositato presso il Registro delle imprese. Altra novità è l'introduzione del controllo legale dei conti che riassume in sé sia il controllo contabile che la certificazione del bilancio, portando ad una significativa semplificazione burocratica e ad una riduzione di oneri

Gli addetti ai lavori: meglio di niente, ma non basta ( da "Alto Adige" del 02-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: intenzione di un maggior protagonismo da parte della Provincia nella definizione dei contratti di lavoro. Da parte nostra chiediamo di fare un passo in più, ovvero di legare un'eventuale riduzione dell'Irap o la concessione di contributi alla sottoscrizione degli accordi territoriali. Siamo molto soddisfatti per l'abolizione del ticket sul ricovero ospedaliero e anche l'

Lavoro e imprese, sfoltiti gli adempimenti burocratici ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 02-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria". Tra le tante novità in materia di lavoro, Confartigianato evidenzia l'abolizione della procedura relativa alle dimissioni volontarie: non è più necessario far convalidare le dimissioni dei dipendenti dal centro per l'Impiego, dalla Direzione del Lavoro o dai Comuni,

La giunta altaotesina, in seduta strordinaria, ha varato un pacchetto di 30 milioni di Euro per misure contro il carovita ( da "Adige, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: aumento di 100 euro del reddito sociale minimo e delle pensioni per invalidità civile, l'abolizione del ticket sui ricoveri ospedalieri, il trasporto pubblico gratuito per oltre 50mila studenti, la riduzione del 10% della tassa automobilistica, i contributi casa per il ceto medio, la riduzione delle tariffe di energia e gas.

Lavori sulla declassata Chiuso piccolo tratto per due notti ( da "Nazione, La (Prato)" del 03-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: spiegano i vertici dell'osservatorio provinciale ? dall'evidente naufragio del paese intero, sul quale anche noi, nel nostro piccolo, stiamo indagando apartiticamente; stiamo infatti preparando una raccolta firme per l'abolizione della Provincia".

Gazebo del Pdl nel Bresciano ( da "Giornale di Brescia" del 05-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: presidente della Commissione lavoro della Camera, "la moralità nella politica non significa solo non essere corrotti, ma anche rispettare gli impegni con gli elettori". Saglia ha quindi ricordato l'abolizione dell'Ici, un provvedimento da 2 miliardi di euro per il quale sono in fase di reperimento i fondi, la defiscalizzazione parziale degli straordinari per i dipendenti privati.

L'artigianato soffre, ma cresce - sisto capra ( da "Provincia Pavese, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Anche l'abolizione dell'Ici ci sta bene". Com'è la situazione economica della provincia? "Come nel resto del Nord. Il settore dell'artigianato ha un andamento ondulatorio e diverso a seconda dei comparti. L'edilizia in frenata; i tecnologici in sviluppo, ma nulla di eccezionale: diciamo che presentano un segno positivo.

L'associazione dei consumatori: <Siano sconti reali> ( da "Sicilia, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: viabilità isolana e dirottati dal Governo Berlusconi a copertura dei costi per l'abolizione dell'Ici. E' il contenuto di una mozione presentata a nome del gruppo parlamentare regionale del Partito democratico da Bruno Marziano. Mozione che ha ricevuto il parere favorevole del governo regionale, attraverso il vicepresidente, Titti Bufardeci e che è stata approvata all'unanimità dall'aula.

I lombardi pagano i danni causati dalla Regione per la caccia ( da "Merateonline.it" del 05-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: delegata regionale della Lega Abolizione Caccia Lombardia: "Ricordiamo che il TAR Lombardia, con tre sentenze depositate il 26 novembre 2007, ha accolto altrettanti ricorsi presentati a nome della Lega per l'Abolizione della Caccia contro le delibere lombarde che avevano dato il via alla caccia "in deroga" a storni fringuelli e peppole nella stagione venatoria 2006/

PACCHETTO DI INTERVENTI DELLA GIUNTA BOLZANO PER RAFFORZARE IL POTERE D'ACQUISTO DELLE FAMIGLIE AUMENTO DI 100 EURO DEL REDDITO SOCIALE MINIMO E DELLE PENSIONI PER INVALIDITÀ CIVIL ( da "marketpress.info" del 07-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: la riduzione delle tariffe dell'energia e del gas, la riduzione del 10% della tassa automobilistica, l'abolizione del ticket sul ricovero ospedaliero, l'aumento di 100 ? delle pensioni di invalidità civile, la riduzione delle spese per i rinnovi della patente, gli aiuti alle famiglie attraverso le microstrutture e l'assistenza scolastica,

ELEZIONI, ARRIVA LA BEFANA ( da "Corriere Alto Adige" del 07-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: se non addirittura in assoluto) ed è stata pronunciata, martedì scorso, dal presidente della Giunta provinciale. Befana Durnwalder ha aperto il sacco: abolizione del ticket ospedaliero; decurtazione del 10% della tassa sulle acque nere; riduzione del 10% sul bollo auto; aumento del minimo vitale, delle pensioni d'invalidità, dell'assegno familiare;

<Via Camera di Commercioe Prefettura> ( da "Secolo XIX, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: le loro funzioni assorbite dalla Provincia 08/07/2008 PAOLO CAVIGLIA, in qualità di consigliere dell'assemblea nazionale del Partito socialista, propone al ministro Renato Brunetta l'abolizione della Prefettura e della Camera di Commercio, o meglio il loro assorbimento all'interno della Provincia, peraltro radicalmente modificata e snellita.

In piazza con veltroni contro i tagli - alberto vitucci ( da "Nuova Venezia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Gliene saranno "rimborsati" dal governo per l'abolizione della tassa poco più della metà. Ma anche la situazione generale delle finanze comunali si fa drammatica. Le entrate del Comune di Venezia, nei tempi d'oro, erano garantite dal Casinò e dalla legge Speciale. Adesso per il Casinò è tempo di vacche magre.

Caviglia scrive a Brunetta: "Aboliamo Prefetture e Camere di commercio" ( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione di Prefetture e Camere di commercio. Non si tratta di una posizione ideologica ma di una valutazione delle competenze che sono affidate a questi enti". Il socialista Caviglia argomenta così la sua originale proposta destinata sicuramente a suscitare un vivace edibattito: "La Camera di commercio a parte la promozione,

RENZI SI FACCIA gli affari suoi. Chissà quanta voglia avrebbe di dirglielo c ( da "Nazione, La (Prato)" del 10-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: non preveda il taglio dell'ente guidato da Logli. SONO STATE le parole dette al ministro durante la riunione informale dell'altro giorno a Roma a mandare su tutte le furie Logli. Renzi (foto a sinistra), infatti, ha informato Maroni di essere d'accordo sull'abolizione della Provincia di Firenze per far posto alla città metropolitana,

Lav esulta: La sentenza del Tar salva gli animali ( da "Arena, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della caccia (Lac), assistita dall'avvocato Massimo Rizzato del foro di Verona. Il ricorso riguardava l'atto della Provincia di Verona che disponeva che gli animali selvatici di specie cacciabili si sarebbero potuti utilizzare alla stregua di strumenti per addestrare i cani da caccia anche in periodo di chiusura dell'

Federalismo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione di Province e comunità montane, dal freno all'autonomia finanziaria degli enti locali in materia di obbligazioni e derivati al taglio delle indennità per sindaci e consiglieri delle società partecipate. E dire che il Governo aveva provato a investire ben 7,2 milioni per i prossimi tre anni per studiare le problematiche connesse alla riforma federalista.

Camera, in commissionevia libera alla Robin Tax ( da "Sicilia, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: governatore della Lombardia Roberto Formigoni, già irritate per l'abolizione del ticket - che dovrebbe pesare sulle buste paga dei direttori degli ospedali - sono in rivolta contro i prospettati tagli alla sanità e chiedono al governo di cambiare rotta. E i comuni hanno lanciato "l'allarme rosso" per la stretta (di 180 milioni) imposta dagli emendamenti del governo al patto di stabilità.

<L'Università è come la Chiesa: ci sarà sempre ( da "Adige, L'" del 12-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Chi ha partecipato al dibattito sull'università italiana sa che i nodi da sciogliere sono l'abolizione del valore legale della laurea, la liberalizzazione degli stipendi, l'introduzione della meritocrazia fra i dipendenti come fra i docenti e l'abolizione dei concorsi. Se la fondazione è uno strumento che permette di fare questo, ben venga la fondazione".

La regione e le province meno amate dell'arma - mario girau ( da "Nuova Sardegna, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 4% degli intervistati) e Provincia (32,4%). In sintonia, "Dialogo e rinnovamento" propone riforme strutturali nell'ordinamento degli enti locali: abolizione delle comunità montane, in parte già decretata, ritorno alla divisione della Sardegna in 4 Province più un'area metropolitana, quella di Cagliari.

<Costruiamo la città del futuro Anche se sono tempi difficili> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici. Cosa succederà? Tagli di servizi? Aumento delle imposte? Premesso che sono favorevole all'abolizione dell'Ici che è una tassa ingiusta, noto che da tempo si assiste a una riduzione dell'autonomia fiscale dei comuni di fronte a un aumento delle loro competenze e a una società che cambia e chiede nuovi servizi.

PROVINCE: MARONI, SARANNO ABOLITE QUELLE DELLE AREE ( da "Virgilio Notizie" del 16-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 16 lug - Le Province delle nove aree metropolitane del nostro paese saranno abolite e saranno sostituite dalle Citta' metropolitane ''Tutto cio' sara' fatto con la collaborazione delle comunita' locali, dell'Anci e dell'Upi''. Lo ha confermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo al Question time alla Camera.

Saranno abolite solo le province inutili: quelle che rientrano nelle aree delle nove città metropolitane ( da "Sestopotere.com" del 16-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: il programma di Governo non parla di abolizione". Il loro ruolo, invece, "deve essere rafforzato - ha detto - eliminando gli enti intermedi tra Comuni e Province che sono spesso una duplicazione di livelli di governo e una complicazione nella gestione del territorio". "Tutto ciò - ha assicurato Maroni - sarà fatto con la collaborazione delle comunità locali,

Grido d'allarme dagli enti locali Finanze a rischio ( da "Adige, L'" del 17-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: dell'Interno Roberto Maroni ha annunciato l'abolizione delle province nelle aree metropolitane e la nascita contestuale delle "città metropolitane". Ad aprire il fuoco di fila di commenti sulla manovra è stato il presidente dell'Anci Leonardo Domenici: "se dovessero corrispondere al vero le tante voci che in queste ore si susseguono sugli emendamenti votati in Commissione Bilancio

Abolizione Province Logli cerca il Viminale ( da "Nazione, La (Prato)" del 17-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 3 Abolizione Province Logli cerca il Viminale LA RICHIESTA IL PRESIDENTE della Provincia Massimo Logli ha chiesto un incontro al ministro dell'Interno Maroni per discutere del ruolo dell'ente in vista di una possibile creazione della città metropolitana di Firenze.

<Non toccate le comunità montane> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 17-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: incidenza del costo di questi organismi sul bilancio complessivo dello Stato è pari allo 0,22 per cento. La drastica abolizione di tutte le comunità montane o ancor più il semplice dimezzamento avrebbero quindi uno scarso effetto sul contenimento della spesa pubblica. Un politico responsabile deve guardare invece ai bisogni del territorio e saper offrire le giuste risposte,

<Lo Stato asfissiante deprime l'impresa Subito le riforme> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Guardi cosa sta succedendo con l'abolizione delle Province". Vi rivedrete? "Certo, in autunno, con una agenda più precisa. Tutti comunque hanno apprezzato lo spirito dell'incontro, di esplicita attenzione alle esigenze concrete del sistema produttivo. Oggi una qualunque iniziativa imprenditoriale, dalle costruzioni all'agroindustria,

La Tribuna del portavoce La regione naviga sulle acque mentre la provincia affonda ( da "Italia Oggi" del 19-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dei consorzi di bonifica. Ha chiesto invece il trasferimento, alle Province, delle funzioni amministrative e finanziarie che sono attualmente esercitate dalla regione Lazio; 2) da diversi anni la Provincia di Latina sta svolgendo un vero e proprio ruolo di supplenza istituzionale nei confronti dei lavoratori dei consorzi di bonifica,

Irpef ai Comuni, ci stanno in 50 Ma Palazzo Barbieri dice <no> ( da "Corriere del Veneto" del 19-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: In questo modo verrebbero compensati di quelle perse con il taglio dell'Ici e l'abolizione dei trasferimenti statali attuali". Degli 11 miliardi di Irpef pagati dal Veneto, infatti, solo il 48 per cento viene reinvestito sul territorio. Con questa proposta, invece, verrebbero riequilibrati i flussi di trasferimenti a vantaggio delle regioni più virtuose, e a cascata sui comuni.

Province, la parola a maroni ( da "Repubblica, La" del 21-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Torino Il ministro dell'Interno arriva a Bra: l'occasione per presentare il progetto delle nove città metropolitane Province, la parola a Maroni Ma la Lega delle autonomie dice no all'abolizione: inutile Tocca al ministro. Oggi a Bra sarà il titolare dell'Interno, Roberto Maroni, a dire se verranno rinviate le elezioni provinciali previste per il 2009.

D'ottavio: "la soluzione migliore? lasciare la provincia, funziona bene" - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 21-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Lei non crede che invece l'abolizione della Provincia finirebbe per aumentare il decentramento? "Potrebbe addirittura accadere il contrario: costringere tutti i comuni della cintura a perdere in tutto o in parte la loro sovranità a vantaggio del capoluogo aumenterebbe l'accentramento dei poteri.

Manovra: via libera della Camera, le principali novità ( da "Velino.it, Il" del 21-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: senza norme a sostegno dell'economia o di carattere ordinamentale, microsettoriale e localistico. TAGLI AI MINISTERI-ABOLIZIONE TICKET SANITA' - Sarà la sforbiciata – una nuova - di 300 milioni per il 2009 e 400 milioni per il 2010 e 2011 alle dotazioni dei ministeri a fornire la copertura per la quota dello Stato all'abolizione dei ticket nel 2009,

La rivolta dei pensionati fungiatt Non vogliono pagare il tesserino ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 22-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: che si è conclusa nel quartiere della Bonacina. Oltre 800 le firme raccolte fino ad ora tra le persone che sostengono la petizione per l'abolizione della "tassa" annuale per gli appassionati cercatori di funghi, quantificata in 5 euro per i residenti e 25 per gli altri. Il portavoce del comitato Giovanni Perego residente nel quartiere di Olate,

Ma la Cgil denuncia sfruttamento ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: "L'operazione Vaucher - secondo lo stesso Affatato - prevede l'abolizione degli obblighi previdenziali e l'abolizione del libro paga con la cosiddetta deregolamentazione dei registri d'impresa costituisce di fatto, la legalizzazione dello sfruttamento del lavoro". Luca Pernice.

Il risiko di rosso le nuove province diventano tre - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 23-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: province diventano tre MARCO TRABUCCO Un progetto per ridisegnare tutte le province del Piemonte che parta dall'"abolizione" di quella di Torino e dalla sua sostituzione con la città metropolitana. è quello che ha elaborato e presentato già da qualche tempo il parlamentare di Forza Italia Roberto Rosso che nel 2001 sfidò Chiamparino per la poltrona di primo cittadino e che è stato

Province, il risiko di rosso - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 23-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Il sottosegretario però fa anche un'ipotesi: "Si potrebbe pensare ad esempio a un processo graduale in cui per Torino la nascita della città metropolitana (come organismo di secondo livello) non coincida con l'abolizione immediata della Provincia per consentire un passaggi morbido".

L'ABOLIZIONE dell'Ici sulla prima casa attuata dal governo Berlusconi m ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 23-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: anche il fallimento: "Il mancato gettito derivante dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa crea innanzitutto la difficoltà nei pagamenti nei confronti delle aziende fornitrici del comune. Sono loro i primi a essere colpiti dalla riduzione della disponibilità in cassa. Non corrono invece rischi immediati i vari settori comunali".

Lavoro, allarme sicurezza ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 23-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: cantieri e nelle fabbriche della provincia Lavoro, allarme sicurezza A lanciarlo le organizzazioni sindacali dopo il taglio dei Comitati paritetici Pordenone No all'abolizione dei comitati consultivi provinciali dell'Inail: è la protesta del sindacato contro il provvedimento governativo che ha previsto di tagliare (inserendolo tra le norme da abrogare con il decreto 112 di quest'

Le province da salvare - michele mongiovì ( da "Repubblica, La" del 24-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Pagina XV - Palermo Le Province da salvare MICHELE MONGIOVì L'abolizione delle Province è un argomento sul quale i giornali si soffermano molto volentieri, con una preferenza quasi totale per chi ne chiede l'abolizione. In realtà il problema non è molto conosciuto.

SOCIETA'. "L'Abolizionista del 2008" è Romano Prodi. Nessuno tocchi Caino consegna il premio ( da "HelpConsumatori" del 24-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: fronte della moratoria delle esecuzioni capitali e dell'abolizione della pena di morte. L'ex Presidente del Consiglio il 18 dicembre 2007 ha portato all'approvazione, durante la 62esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Risoluzione per la moratoria delle esecuzioni, presentata dall'Italia e co-sponsorizzata da 86 Governi di Paesi rappresentativi di tutti i continenti.

Se si penalizza torino nel nome delle correnti di partito - sergio chiamparino* ( da "Repubblica, La" del 25-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ha fatto una campagna elettorale con un programma che proponeva e propone l'abolizione delle province e la loro sostituzione con le città metropolitane. Trascurando poi, non solo e non tanto l'opinione che da più parti ha individuato proprio nell'ambito metropolitano e nella unificazione di comune capoluogo e provincia il luogo della semplificazione amministrativa e decisionale,

Raccolta firme anti-Province ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Province "Troppi costi inutili" UdineIl Fronte Friulano rilancia l'appello per l'adesione alla campagna di raccolta firme per l'abolizione delle Province. Secondo un'elaborazione dei dati del Ministero degli interni, aggiornati al 12 ottobre 2007, il numero complessivo degli amministratori e degli eletti dell'ente territoriale Provincia risulta sfiorare le 4.

La Lega reclama il federalismo a scuola ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Sì, inoltre all'abolizione del reddito di cittadinanza e della legge sull'immigrazione di Antonaz, come pure al tutore dei minori e al giudice di pace. Nel primo caso c'è già il Tribunale dei minori, nel secondo si elimina una figura che di fatto non ha poteri".

Richiami vivi: è scontro su anellini e gabbie ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: estate dello scorso anno Wwf, Gruppo ornitologico lombardo, Lega abolizione caccia e Legambiente avevano impugnato davanti al Tar della Lombardia un decreto a tema della giunta regionale lombarda. STIAMO PARLANDO del regolamento attuativo di alcuni passaggi della legge regionale 26 del '93: un provvedimento diventato operativo nel 2003,

E il pd cerca di superare le divisioni ( da "Repubblica, La" del 27-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Chiamparino ha ragione sul fatto che anche nel programma del Pd vi era l'abolizione delle province, ma bisogna pensare bene a quali soluzioni alternative proporre. Sulla proposta di Stefano Esposito sono d'accordo. Il territorio della provincia di Torino non ha le caratteristiche di Milano, Roma e Napoli. Buona l'idea di togliere Torino dal testo unico.

Caro Marco, giusto un anno fa, ragionando della casta , ti scrivevo che lo sperpero pubbl ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Ho letto recentemente che oltre al taglio dei compensi agli amministratori pubblici si torna a parlare dell'abolizione di alcuni enti come le Comunità montane per evitare costosi "doppioni" e conflitti gestionali con le Province. Che sarebbero, invece, da tenere in vita perché rappresentano l'anello di congiunzione del rapporto diretto coi cittadini dello Stato e delle Regioni.

"la città metropolitana? un pretesto" - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 29-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Entriamo nel merito delle diverse proposte. Chiamparino è favorevole alla realizzazione della città metropolitana. Saitta mette in guardia dai rischi di una frettolosa abolizione della provincia. Saitta viene dalla sua area politica. Lei è d'accordo con Saitta? "Vorrei evitare una discussione fatta in questo modo.

Aboliamo le province . Avanti con altre tre ( da "Tempo, Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Visto che l'abolizione delle province è anche nel programma del Pd - auspicò il premier - su questo potremmo collaborare, allo scopo di abolire le principali province dove esistono aree metropolitane". Lo stesso segretario Democratico nel suo decalogo dei tagli ai costi della politica, inseriva l'eliminazione degli enti,

Ok al fondo sociale, ma la manovra fvg non convince ( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Luce verde anche per i criteri di riparto della quota 2008 del finanziamento ai Comuni attraverso il Fondo sociale regionale: a 16 milioni e 572 mila euro. Da segnalare infine il monito del presidente della Conferenza dei sindaci, Vittorino Boem, alla giunta sull'abolizione del reddito di base.

Elezioni: sindaci in campo, insorgono i partiti - maurizio piccinino ( da "Centro, Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: In Consiglio sarà battaglia Pd contestato per aver chiesto l'abolizione della legge anti-sindaci MAURIZIO PICCININO PESCARA. In sette alla sfida delle regionali. A capo del drappello, almeno per incarico, è il presidente della Provincia di Pescara Giuseppe De Dominicis, del Pd, poi ci sono gli assessori provinciali dell'Aquila, Celso Cioni della Dc di Pizza, e di Teramo,

Basta col consorzio di bonifica - francesco albonetti ( da "Tirreno, Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Province

Abstract: da affidare al ministerod dell'agricoltura, prima dell'abolizione. "Il caso del Consorzio Ombrone-Bisenzio è emblematico - dice l'esponente pistoiese di Forza Italia - L'opera di manutenzione dei fossi e torrenti è un'attività via via sempre meno importante. Negli anni le cartelle sono aumentate ed anche gli importi a carico del contribuente,

Gallo: invece di presentarsi la maggioranza era al ristorante ( da "Nuova Venezia, La" del 31-07-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province

Abstract: della maggioranza è orientato nella direzione opposta, addirittura verso l'abolizione delle stese Province come ha più volte pubblicamente affermato il Presidente Galan". La necessità di recepire nello Statuto le problematicità della provincia di Belluno aggravate dal fatto di confinare con le privilegiate Province autonome di Trento e Bolzano è ribadita anche dal vicepresidente


Articoli

Oggi agenzie chiuse per protesta (sezione: Province)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)

Argomenti: Province

Provincia di Nuoro Pagina 5038 Assicurazioni Oggi agenzie chiuse per protesta Assicurazioni --> Lo Sna-Confcommercio, il sindacato degli agenti di assicurazione dell'Ascom Nuoro e Ogliastra, aderisce compatta all'iniziativa nazionale che prevede la chiusura delle agenzie di assicurazione per l'intera giornata di oggi. "La protesta - si legge in una nota - è contro il tentativo delle imprese di assicurazione, rappresentate dall'Ania, di pretendere dal potere politico l'abolizione delle norme introdotte con la legge Bersani, che hanno lo scopo di liberalizzare il mercato assicurativo a tutto vantaggio dei consumatori, nonchè la soppressione del divieto del vincolo di esclusiva che legava l'agente all'impresa mandante. L'azione di protesta è promossa, altresì, per il costante rifiuto della stessa Ania di rinnovare l'accordo nazionale fra imprese e agenti scaduto addirittura il 31 dicembre del 2006". "Tale atteggiamento - ha detto Giovanni Puxeddu, presidente Sna-Confcommercio Nuoro e Ogliastra, è gravissimo e lesivo della dignità degli agenti di assicurazione che intendono garantire, anche grazie ad un equilibrato sistema normativo, la continuità e l'evoluzione delle agenzie, quale unico ed insostituibile centro di consulenza, servizio ed assistenza al consumatore, al quale ci sentiamo sempre più vicini per la tutela dei suoi legittimi interessi".

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Cooperative: c'è la legge di vigilanza (sezione: Province)

( da "Trentino" del 02-07-2008)

Argomenti: Province

Le nuove regole Cooperative: c'è la legge di vigilanza TRENTO. Ieri il Consiglio Regionale ha approvato a larga maggioranza la nuova legge in materia di vigilanza sulle cooperative, assessore competente Panizza. Uno dei temi più importanti a cui la riforma si ispira è la semplificazione. Questo principio è presente non solo nelle relazioni con gli uffici provinciali, ma anche nella sostanza dei controlli che vengono, quando possibile, concentrati e imposti dove la realtà economica li rende sostenibili. Un passo incisivo è rappresentato dall'abolizione dell'obbligo per le cooperative di depositare in Provincia atti e documenti che la società abbia depositato presso il Registro delle imprese. Altra novità è l'introduzione del controllo legale dei conti che riassume in sé sia il controllo contabile che la certificazione del bilancio, portando ad una significativa semplificazione burocratica e ad una riduzione di oneri per le imprese. Si è anche pensato alle realtà economicamente modeste, dove i costi di tali controlli non sono sostenibili, introducendo delle soglie di esenzione. La riforma prevede che ciascuna cooperativa possa alternativamente assegnare il controllo legale al proprio collegio sindacale, alla propria associazione di rappresentanza, oppure a liberi professionisti esterni. Per quanto riguarda la materia del Registro a cui tutte le cooperative devono iscriversi, viene sostanzialmente mantenuta la classificazione esistente che ricalca quella delle cooperative operanti a livello nazionale, per evitare confusioni con altre classificazioni a livello regionale.

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Gli addetti ai lavori: meglio di niente, ma non basta (sezione: Province)

( da "Alto Adige" del 02-07-2008)

Argomenti: Province

Le reazioni di consumatori, commercianti e sindacati: tutti insieme bisogna fare di più per risolvere il problema Gli addetti ai lavori: meglio di niente, ma non basta I CORDONI DELLA BORSA BOLZANO. "C'è un unico modo per affrontare il problema del carovita: agire sui salari e ridurre i loro costi aggiuntivi". Dado Duzzi, vicepresidente dell'Unione commercio, non ha dubbi. "La soluzione non può che essere quella di aumentare i soldi in busta paga e questo è possibile soltanto diminuendo la tassazione. I sindacati dovrebbero essere i primi a chiederlo". Dai sindacati arrivano però altre proposte: ieri il segretario provinciale della Cgil ha assistito alla conferenza stampa in cui la giunta ha presentato il pacchetto carovita: "Ci aspettavamo un intervento maggiore sui prezzi, la Provincia dovrebbe riunire i commercianti e decidere con loro un paniere di beni a prezzi bloccati. Bene l'intenzione di un maggior protagonismo da parte della Provincia nella definizione dei contratti di lavoro. Da parte nostra chiediamo di fare un passo in più, ovvero di legare un'eventuale riduzione dell'Irap o la concessione di contributi alla sottoscrizione degli accordi territoriali. Siamo molto soddisfatti per l'abolizione del ticket sul ricovero ospedaliero e anche l'intenzione di chiedere al governo di poter ridurre l'addizionale regionale Irpef non può che trovarci d'accordo". Sulla stessa linea anche il presidente del Centro tutela consumatori utenti Fabio Degaudenz: "Ben vengano tutte queste misure, perché ogni intervento che migliora la condizione delle famiglie è ben accetto. Ritengo molto importante l'intervento annunciato per chiedere alle banche di rendere più sostenibili le rate dei mutui. Cosa manca nell'elenco? Ci aspettavamo interventi un po' più concreti per fermare la corsa dei prezzi". "Non possiamo bloccare i prezzi né intervenire sulla tassazione decisa a Roma, ma dove c'erano margini di manovra abbiamo introdotto delle novità a favore delle famiglie e delle piccole e medie imprese che si trovano in difficoltà". Il presidente Luis Durnwalder ha introdotto così la presentazione delle misure decise dalla giunta provinciale per combattere il carovita. "In gran parte si tratta di misure per cui basta una delibera di giunta e che dunque si possono introdurre subito e questo è quello che faremo", la promessa del "Landeshauptmann". Le richieste allo Stato. La Provincia chiederà al Governo alcune misure che non sono di sua competenza: tra queste, la detassazione degli straordinari, "ma soprattutto - ha detto Durnwalder - aliquote inferiori per i redditi minori e l'esenzione della tassazione per studenti e pensionati con redditi bassi". Tassazione provinciale. Una delle novità più importanti riguarda il bollo auto. "Sulla tassa automobilistica - afferma l'assessore alle finanze Werner Frick - c'era la possibilità di effettuare una riduzione portandola al minimo consentito dalla legge". Questa riduzione, che sarà nell'ordine del 10%, varrà per tutte le circa 250 mila automobili degli altoatesini e sarà introdotta a partire dal 2009. Si cercherà anche un modo per ridurre l'addizionale regionale Irpef dallo 0,9% allo 0,5%, mentre sulle tariffe elettriche e del gas, oltre alle formule per le famiglie, Durnwalder ha annunciato che "se sarà possibile, la Sel non aderirà agli aumenti decisi dall'authority per l'energia". Altra novità importante riguarda l'abolizione del ticket sul ricovero ospedaliero da 10 euro al giorno. Prezzi e salari. Nessun'azione per introdurre un paniere a prezzi fissi ("non sarebbe sostenibile", dice Durnwalder), mentre saranno aumentati il reddito minimo (100 euro mensili in più: per una persona il reddito minimo passa da 458,40 a 558,40 euro, per un nucleo familiare di 2 persone da 599,74 a 730,56 e così via) e le pensioni di invalidità civile (da 298,91 euro al mese si passa a 400 euro per una spesa aggiuntiva di circa 6,3 milioni). Un altro intervento concreto riguarda la riduzione dell'esborso per il rinnovo della patente: oggi si pagano 77,22 euro (10,60 euro per spese amministrative del ministero dei trasporti, 14,62 euro per la marca da bollo e 52 euro per il certificato medico): lo "sconto" sarà di 26 euro, dovuto al dimezzamento dei costi per il certificato medico. Contributi alle famiglie. In questo caso si tratta di interventi in gran parte già realizzati come l'estensione dell'assegno regionale al nucleo familiare anche al primo figlio (sarà pagato retroattivamente a partire dal primo gennaio 2008). Per i genitori i cui valori di reddito e patrimonio non superano gli 80 mila euro annuali e che risiedono in provincia da almeno cinque anni, l'assegno provinciale al nucleo familiare passerà dagli attuali 80 euro mensili a 100 euro. Scuola. Due importanti novità, entrambe riferite agli studenti di terza, quarta e quinta superiore: da quest'anno saranno esentati anche loro dal pagamento della tassa scolastica di 15 euro e sarà estesa anche a loro - a patto di appartenere a una classe di reddito medio-bassa - la fornitura gratuita dei libri scolastici. Trasporti. Rivoluzione per gli studenti che praticamente non pagheranno più per l'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici. Saranno infatti aboliti l'abbonamento da 10 euro per il viaggio da casa a scuola e quello annuale da 70 euro per gli alunni di scuola elementare e media e quello annuale da 120 euro per gli studenti delle superiori: per loro i viaggi saranno sempre gratuiti. Pagheranno invece 100 euro annuali (finora erano 150 euro) studenti universitari e apprendisti. Sconti anche per gli anziani: in particolare, viaggi gratis sui mezzi pubblici per gli over 70. Edilizia abitativa. Tante le novità che saranno introdotte con la nuova legge che il consiglio provinciale discuterà a breve. Previsto un programma straordinario triennale con la costruzione di 3.000 nuovi alloggi ("con più case caleranno gli affitti", è certo Durnwalder), ma soprattutto l'introduzione di una quinta fascia di reddito per il ceto medio (limite massimo fino a 50.000 euro netti per una famiglia di due componenti, mentre quello attuale è di 37.200 euro). Infine la Provincia si impegnerà anche presso le banche per alleggerire il peso finanziario delle rate dei mutui. Durnwalder: "Chiederò agli istituti di credito di non applicare gli interessi di mora e di diluire i tempi di rimborso per chi è in difficoltà".

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Lavoro e imprese, sfoltiti gli adempimenti burocratici (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 02-07-2008)

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ECONOMIA pag. 12 Lavoro e imprese, sfoltiti gli adempimenti burocratici IL CONSIGLIO dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale numero 147 del 25 giugno 2008, il decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008 recante "disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria". Tra le tante novità in materia di lavoro, Confartigianato evidenzia l'abolizione della procedura relativa alle dimissioni volontarie: non è più necessario far convalidare le dimissioni dei dipendenti dal centro per l'Impiego, dalla Direzione del Lavoro o dai Comuni, con notevole risparmio di tempo e semplificazione. Poi la reintroduzione del lavoro intermittente (lavoro a chiamata), l'abolizione del libro matricola e del libro paga; istituzione del libro unico del lavoro che sarà definito con apposito decreto attuativo; possibilità di cumulo tra la pensione e i redditi da lavoro autonomo o dipendente dal 2009; modifiche alla disciplina del lavoro a tempo determinato; modifiche alla disciplina del lavoro occasionale di tipo accessorio; modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato professionalizzante e qualificante; modifiche all'apparato sanzionatorio del Testo Unico sulla sicurezza; modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro. Gli uffici preposti ed i funzionari della Confartigianato della provincia di Ravenna seguono l'evoluzione delle normative e sono a disposizione delle aziende per approfondire le novità soprariportate.

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La giunta altaotesina, in seduta strordinaria, ha varato un pacchetto di 30 milioni di Euro per misure contro il carovita (sezione: Province)

( da "Adige, L'" del 02-07-2008)

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Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> La giunta altaotesina, in seduta strordinaria, ha varato un pacchetto di 30 milioni di Euro per misure contro il carovita La giunta altaotesina, in seduta strordinaria, ha varato un pacchetto di 30 milioni di Euro per misure contro il carovita. Le misure adottate, e illustrate ieri in conferenza stampa, sono l'aumento di 100 euro del reddito sociale minimo e delle pensioni per invalidità civile, l'abolizione del ticket sui ricoveri ospedalieri, il trasporto pubblico gratuito per oltre 50mila studenti, la riduzione del 10% della tassa automobilistica, i contributi casa per il ceto medio, la riduzione delle tariffe di energia e gas. Per il presidente Luis Durnwalder, le misure prese "dimostrano che la Provincia ha capito le difficoltà dei cittadini". Gli interventi a favore del cittadino "saranno sostenibili nel tempo e non frutto di una stagione elettorale", ha sottolineato il presidente Durnwalder. "Si tratta - ha proseguito - di una manovra per complessivi 30 milioni euro, con provvedimenti che tecnicamente potranno essere realizzati all'80% nei prossimi due mesi". In tema di casa, con la legge provinciale in dirittura di arrivo, la giunta altoatesina vara un programma triennale straordinario per la costruzione di 3 mila appartamenti destinati ad alloggi sociali ed edilizia agevolata e introduce forme di sostegno per il ceto medio: "Verrà creata una quinta fascia di reddito con una soglia massima di 50 mila euro - ha spiegato Durnwalder - e il ceto medio avrà anche accesso al 50% dei terreni riservati all'edilizia agevolata. La Provincia coprirà inoltre la metà dei costi di infrastrutturazione". 02/07/2008.

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Lavori sulla declassata Chiuso piccolo tratto per due notti (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Prato)" del 03-07-2008)

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24 ORE PRATO pag. 11 Lavori sulla declassata Chiuso piccolo tratto per due notti ASM IL GIORNALISTA Sergio Rizzo verrà a Prato a presentare il suo nuovo libro d'inchiesta "La Deriva", scritto con il collega con il collega Gianantonio Stella. L'appuntamento è per domani pomeriggio, dalle 18 alle 20, al Caffè delle Logge, grazie all'azione dell'Osservatorio provinciale sulla spesa pubblica. L'incontro sarà aperto al pubblico e chiunque potrà fare domande al noto giornalista, alla sua seconda visita in città dopo il successo del suo precedente volume "La casta", o ricevere spiegazioni più dettagliate sui contenuti del nuovo volume che "trae il suo titolo ? spiegano i vertici dell'osservatorio provinciale ? dall'evidente naufragio del paese intero, sul quale anche noi, nel nostro piccolo, stiamo indagando apartiticamente; stiamo infatti preparando una raccolta firme per l'abolizione della Provincia".

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Gazebo del Pdl nel Bresciano (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 05-07-2008)

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Edizione: 05/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Oggi e domani in città e provincia per illustrare gli obiettivi raggiunti dal nuovo Esecutivo Gazebo del Pdl nel Bresciano Emanuele Galesi BRESCIA Oggi e domani tornano i gazebo del Pdl, almeno una cinquantina tra Brescia e Provincia, per informare i cittadini dei risultati ottenuti dal Governo nei primi due mesi di lavoro. Non è stata fornita una mappa precisa degli stand, di certo c'è che in giornata il Pdl sarà presente nel centro storico cittadino in corso Zanardelli e che domani l'azione si sposterà prevalentemente nelle località turistiche della provincia. "Abbiamo deciso di rimetterci in contatto con la gente per comunicare il nostro lavoro che procede alacremente" ha dichiarato il deputato del Pdl Giuseppe Romele durante la presentazione dell'iniziativa. A chi ci andrà verranno illustrate le decisioni prese dalla maggioranza in tema di sicurezza e economia. Al contempo, sarà distribuito un questionario a crocette con la dicitura "Scegli i provvedimenti che ti piacciono di più", per selezionare tra le misure del governo per la famiglia, contro il carovita, per la giustizia, per una maggiore efficienza nella pubblica amministrazione. Secondo Stefano Saglia, presidente della Commissione lavoro della Camera, "la moralità nella politica non significa solo non essere corrotti, ma anche rispettare gli impegni con gli elettori". Saglia ha quindi ricordato l'abolizione dell'Ici, un provvedimento da 2 miliardi di euro per il quale sono in fase di reperimento i fondi, la defiscalizzazione parziale degli straordinari per i dipendenti privati. "Se non riparte la crescita economica, prevedere un abbassamento delle tasse è un'utopia, anche perché c'è l'obiettivo del pareggio del bilancio entro il 2011. Però, già con la cancellazione dell'Ici le famiglie si troveranno a risparmiare qualche centinaia di euro". Saglia ha aggiunto che premiare la produttività dovrebbe portare ad un aumento delle buste paga e ad un conseguente rilancio dei consumi. Sul fronte sicurezza, gli esponenti del Pdl hanno sottolineato l'intenzione del Governo di inviare tremila soldati dell'esercito nelle città a supporto delle forze dell'ordine. Solo un accenno al decreto che blocca i processi: "Sono state dette tante falsità a riguardo, per noi è un modo per velocizzare la giustizia".

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L'artigianato soffre, ma cresce - sisto capra (sezione: Province)

( da "Provincia Pavese, La" del 05-07-2008)

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Cronaca "L'artigianato soffre, ma cresce" Malinverno sarà rieletto lunedì presidente dell'Associazione SISTO CAPRA PAVIA. Inizia lunedì un nuovo quadriennio di attività all'Associazione Artigiani, espressione della Confartigianato in provincia. Nelle sede di viale Cesare Battisti si insedia il nuovo consiglio direttivo sotto la guida del riconfermato presidente Rino Malinverno, che ha raccolto il testimone della storico leader Luigi Ponzio e da 42 anni opera in associazione. I delegati dei gruppi territoriali, dei giovani, delle donne e degli anziani lunedì eleggono presidente, vice, componenti della giunta esecutiva e tesoriere. Presidente, quali sono gli umori del vostro settore? "L'artigianato abbassa la testa e tira la carretta, fa il mulo in mezzo alle stanghe con grandissima forza di volontà e determinazione. Cerca di arrivare dappertutto come può e di tirare avanti nell'attesa di tempi migliori. Il ministro Sacconi nell'assemblea della Confartigianato il 12 giugno ha promesso di guardare con un occhio di riguardo alla microimpresa. Essendo il 98% delle imprese italiane piccole e piccolissime, ciò che va bene per gli artigiani e per le micro imprese va bene per l'intera Italia". Come giudica la finanziaria del governo? "I giornali ne scrivono molto, ma attendo di conoscerne i contorni esatti prima di esprimere un parere". Quali misure vi aspettate da Berlusconi? "In primo luogo, la detassazione degli straordinari, ciò che è importante per i dipendenti. Anche l'abolizione dell'Ici ci sta bene". Com'è la situazione economica della provincia? "Come nel resto del Nord. Il settore dell'artigianato ha un andamento ondulatorio e diverso a seconda dei comparti. L'edilizia in frenata; i tecnologici in sviluppo, ma nulla di eccezionale: diciamo che presentano un segno positivo. Poi ci sono i settori stabili come il tessile e i ferraioli". Quali chiari di luna dopo le ferie? "Spero davvero che ci sia una ripresa. Il rincaro del petrolio provoca l'aumento continuo dei prezzi. I costi dell'energia sono pazzeschi. Tutto gravita attorno al petrolio, anche il settore agricolo. La media delle imprese artigiane in provincia come in tutta Italia è di 2,5-3 addetti, compreso il titolare. Le imprese in provincia sono circa 15 mila e sono aumentate di circa 1.300 negli ultimi due anni. Il 60% è nell'edilizia: extracomunitari che cominciano a lavorare come dipendenti, poi si mettono in proprio. Il turn over di imprese storiche, invece, è molto limitato". Quali sono i limiti? "Uno dei limiti è l'assenza di ricambio generazionale, i figli che non continuano l'attività dei padri. Poi ci sono lavori che si esauriscono, attività che chiudono, soppiantate da nuove attività, in nuovi settori". L'imprenditoria artigiana pavese com'è? "Dinamica per forza. L'Associazione è impegnatissima a organizzare corsi di formazione che sono sempre più partecipati. I temi? Dalla sicurezza alla gestione, dalla previdenza all'informatizzazione. In aumento anche i corsi di lingue, inglese ma anche spagnolo". Che cosa si propone il nuovo direttivo dell'Associazione? "In primo luogo abbiamo modificato lo statuto per avvicinarci di più alle imprese, mentre prima erano le ditte che venivano in associazione. Abbiamo creato otto sportelli che forniscono i servizi e funzionano come micro-associazioni, ciascuno con il loro consiglio, per rendere sempre più capillare la presenza. I consigli locali riportano al consiglio generale della provincia i problemi locali. Una volta ad esempio il fabbro portava in associazione il problema della sua categoria, mentre oggi porta al centro i problemi dell'intera sua zona, di tutte le categorie presenti in quell'area. E' una grande svolta". Quali sono le forze dell'Associazione Artigiani di Pavia? "Abbiamo 2.336 associati all'Inps come Confartigianato al 31 dicembre 2007. Il Consorzio di garanzia è tornato dalla "mamma" e si muoverà con gli indirizzi politici dati dalla Confartigianato Lombardia. Sto analizzando la situazione, dopo tre anni in cui non eravano presenti come Associazione Artigiani, e le richieste di mutui sono diminuiti, anche per via della flessione del mercato. Ho visto che in tutte le provincie si è verificata la stessa situazione. Ho proposto per la presidenza Aldo Ponzio, una grande garanzia".

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L'associazione dei consumatori: <Siano sconti reali> (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 05-07-2008)

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L'associazione dei consumatori: "Siano sconti reali" Una grande mobilitazione. Una protesta da portare sino a Roma perché alla Sicilia siano restituiti i 1050 milioni di euro stanziati dal Governo Prodi per la viabilità isolana e dirottati dal Governo Berlusconi a copertura dei costi per l'abolizione dell'Ici. E' il contenuto di una mozione presentata a nome del gruppo parlamentare regionale del Partito democratico da Bruno Marziano. Mozione che ha ricevuto il parere favorevole del governo regionale, attraverso il vicepresidente, Titti Bufardeci e che è stata approvata all'unanimità dall'aula. "L'iter di attribuzione di questi fondi - ha detto Marziano - fu particolarmente complesso al punto che alcuni presidenti di provincia dell'epoca, tra i quali l'attuale presidente della regione Raffaele Lombardo che era presidente della provincia di Catania, protestarono sotto Palazzo Chigi a Roma".

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I lombardi pagano i danni causati dalla Regione per la caccia (sezione: Province)

( da "Merateonline.it" del 05-07-2008)

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Cronaca >> Cronache regionali 5 / 7 / 2008 I lombardi pagano i danni causati dalla Regione per la caccia La Corte Costituzionale con sentenza n. 250, depositata in data 4 luglio 2008, dichiara l'illegittimità costituzionale della legge quadro n. 2/2007 della Regione Lombardia sul prelievo in deroga di uccelli protetti. Detta legge regionale è stata oggetto, nello scorso aprile 2007, di impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale da parte del Governo, in quanto ritenuta contrastante con l'art. 9 della direttiva comunitaria 79/409/CE e con l'art. 117, primo e secondo comma, lettera s. della Costituzione: lo Stato ha legislazione esclusiva in materia di tutela dell'ambiente. Nella sentenza si evidenzia che: "l'autorizzazione del prelievo in deroga con legge preclude l'esercizio del potere di annullamento da parte del Presidente del Consiglio dei ministri dei provvedimenti derogatori adottati dalle Regioni che risultino in contrasto con la direttiva comunitaria 79/409/CEE e con la legge n. 157 del 1992; potere di annullamento finalizzato a garantire una uniforme ed adeguata protezione della fauna selvatica su tutto il territorio nazionale. Pertanto, va accolto il ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri e dichiarata l'illegittimità costituzionale della previsione legislativa regionale che consente di approvare mediante legge regionale i prelievi in deroga". In data 3 luglio 2008 la la IV commissione della Regione Lombardia ha approvato il progetto di Legge 318 "piano di prelievo venatorio in deroga per la stagione venatoria 2008/2009 ai sensi della LR n. 2/2007. Ma come conseguenza della decisione della Corte Costituzionale, la Regione Lombardia non potrà emanare leggi sul prelievo in deroga di uccelli migratori, fringuello, peppola e storno. Dichiara Graziella Zavalloni, delegata regionale della Lega Abolizione Caccia Lombardia: "Ricordiamo che il TAR Lombardia, con tre sentenze depositate il 26 novembre 2007, ha accolto altrettanti ricorsi presentati a nome della Lega per l'Abolizione della Caccia contro le delibere lombarde che avevano dato il via alla caccia "in deroga" a storni fringuelli e peppole nella stagione venatoria 2006/2007. La Regione è stata condannata al pagamento delle spese processuali: vuol dire che ancora una volta abbiamo tutti pagato per i danni causati dai cacciatori e dai loro amici politici". Ancora una volta la Regione Lombardia è stata richiamata al rispetto delle norme, statali e comunitarie, in materia venatoria. Non c'è spazio per nuove devastazioni! Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 5/7/2008 alle 17.07.

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PACCHETTO DI INTERVENTI DELLA GIUNTA BOLZANO PER RAFFORZARE IL POTERE D'ACQUISTO DELLE FAMIGLIE AUMENTO DI 100 EURO DEL REDDITO SOCIALE MINIMO E DELLE PENSIONI PER INVALIDITÀ CIVIL (sezione: Province)

( da "marketpress.info" del 07-07-2008)

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07 Luglio 2008 PACCHETTO DI INTERVENTI DELLA GIUNTA BOLZANO PER RAFFORZARE IL POTERE D'ACQUISTO DELLE FAMIGLIE AUMENTO DI 100 EURO DEL REDDITO SOCIALE MINIMO E DELLE PENSIONI PER INVALIDITÀ CIVILE, ABOLIZIONE DEL TICKET SUI RICOVERI OSPEDALIERI, TRASPORTO PUBBLICO GRATUITO PER OLTRE 50MILA STUDENTI, RIDUZIONE DELLA TASSA AUTOMOBILISTICA, CONTRIBUTI CASA PER IL CETO MEDIO, RIDUZIONE DELLE TARIFFE DI ENERGIA E GAS: SONO ALCUNE DELLE MISURE CONTENUTE NEL PACCHETTO VARATO L' 1 LUGLIO Bolzano, 7 luglio 2008 - Nel corso di una seduta straordinaria la Giunta ha limato stamattina le ultime proposte del pacchetto di misure per rafforzare il potere d'acquisto delle famiglie altoatesine. Gli interventi a favore del cittadino - trasversali a tutti i settori, dalle imposte alle tariffe pubbliche, dalla scuola alla sanità, dalle prestazioni sociali all'edilizia abitativa - "saranno sostenibili nel tempo e non frutto di una stagione elettorale", ha sottolineato il presidente Durnwalder. Illustrando le misure in conferenza stampa, con gli assessori Sabina Kasslatter Mur, Werner Frick, Richard Theiner, Hans Berger, Michl Laimer e Florian Mussner, il governatore dell'Alto Adige ha ricordato che "si tratta di una manovra per complessivi 30 milioni ?, con provvedimenti che tecnicamente potranno essere realizzati all'80% nei prossimi due mesi. " Molte misure vengono concretizzate subito con delibera della Giunta: così ad esempio l'aumento di 100 ? del reddito minimo di inserimento sociale, la riduzione delle tariffe dell'energia e del gas, la riduzione del 10% della tassa automobilistica, l'abolizione del ticket sul ricovero ospedaliero, l'aumento di 100 ? delle pensioni di invalidità civile, la riduzione delle spese per i rinnovi della patente, gli aiuti alle famiglie attraverso le microstrutture e l'assistenza scolastica, l'aumento di posti nei convitti. Va inoltre segnalato che, grazie a questa manovra provinciale per fronteggiare il carovita, sul fronte scuola da settembre per oltre 50mila studenti il trasporto col mezzo pubblico da casa a scuola sarà gratuito, quelli delle superiori saranno esentati anche dalle tasse scolastiche, come finora per elementari e medie, e saranno gratuiti anche i libri di testo. In tema di casa, con la legge provinciale in dirittura di arrivo la Giunta vara un programma triennale straordinario per la costruzione di 3mila appartamenti destinati ad alloggi sociali ed edilizia agevolata e introduce forme di sostegno per il ceto medio: "Verrà creata una quinta fascia di reddito con una soglia massima di 50mila ? - ha spiegato Durnwalder - e il ceto medio avrà anche accesso al 50% dei terreni riservati all'edilizia agevolata. La Provincia coprirà inoltre la metà dei costi di infrastrutturazione. " Durnwalder ha sintetizzato l'impegno della Giunta: "Non possiamo intervenire su tutti i problemi, non abbiamo del resto le competenze per farlo, ma la Provincia ha ben chiari i bisogni e le richieste dei cittadini e farà il possibile per garantire a tutti un'esistenza adeguata. " . <<BACK.

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ELEZIONI, ARRIVA LA BEFANA (sezione: Province)

( da "Corriere Alto Adige" del 07-07-2008)

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Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-07-06 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE AIUTI ALLE FAMIGLIE ELEZIONI, ARRIVA LA BEFANA di FLORIAN KRONBICHLER "N on sono regali elettorali". è la frase della settimana (e forse dell'anno, se non addirittura in assoluto) ed è stata pronunciata, martedì scorso, dal presidente della Giunta provinciale. Befana Durnwalder ha aperto il sacco: abolizione del ticket ospedaliero; decurtazione del 10% della tassa sulle acque nere; riduzione del 10% sul bollo auto; aumento del minimo vitale, delle pensioni d'invalidità, dell'assegno familiare; riduzione della tariffa per il rinnovo della patente; aumento dei contributi per l'assistenza ai non autosufficienti; libri scolastici gratis anche agli studenti di terza, quarta e quinta classe delle superiori; esenzione tasse per tutte le scuole superiori; autobus e treni gratis a tutti i giovani fino ai 19 anni. In più: salario aumentato del 3,8% ai dipendenti pubblici; biglietto familiare già con un figlio solo, tariffa ridotta su tutto ai sessantenni. Last but non least: tremila alloggi sociali nei prossimi tre anni. Soffrendo di vertigini mi fermo qui: smettila, grazia di Dio! Ma mi raccomando: "Non sono regali elettorali". Con le elezioni provinciali che si prospettano amare per il partito ancora di maggioranza assoluta, tali misure proprio niente c'entrerebbero. Parola del presidente Durnwalder. C'è da rimanere attoniti difronte a simile spudoratezza. Difatti, le reazioni a tanta manna caduta dal cielo (provinciale) si sono dimostrate assai controverse, lasciando frustrate sia la parte donatrice che quella ricevente. Calcolatrice alla mano, il direttore del Centro tutela consumatori ha fatto i conti: 30 milioni di euro divisi per mezzo milione di abitanti fa 60 euro a testa, che sarebbero sì "un passo nella giusta direzione ", ma niente di più. Durnwalder - che all'occasione non esitava nello scimmiottare Barack Obama ("Possiamo fare!": che il destino del "democratico" Walter Veltroni non sia bastato?) - è rimasto deluso. Ha creduto di aver preso "50 misure a sostegno delle famiglie" e ciò che gli torna è un ingrato "non bastano". Quindi, il non-regalo si rivelerà un boomerang. La Provincia, dispensando regalini e rimettendo debiti, perde soldi - e non c'è problema - ma perde credibilità. Offre una pessima immagine della propria cultura di governo e di amministrazione. Cambiando, in presa di panico preelettorale del suo partito di riferimento, tariffe e contributi, la Provincia è prima di tutto irrispettosa nei confronti di se stessa. "Restituendo" parte dei suoi mezzi al contribuente, essa si sottrae ai propri doveri. Ammette di aver a torto estorto al cittadino il ticket, la tariffa dell'acqua o il biglietto per l'autobus. O ha scippato il cittadino in passato o lo vuole imbonire adesso. Si è tentati di credere alla prima ipotesi e di opporsi alla seconda.

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<Via Camera di Commercioe Prefettura> (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-07-2008)

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"Via Camera di Commercioe Prefettura" lettera a brunetta La proposta di Paolo Caviglia come consigliere nazionale del Ps: le loro funzioni assorbite dalla Provincia 08/07/2008 PAOLO CAVIGLIA, in qualità di consigliere dell'assemblea nazionale del Partito socialista, propone al ministro Renato Brunetta l'abolizione della Prefettura e della Camera di Commercio, o meglio il loro assorbimento all'interno della Provincia, peraltro radicalmente modificata e snellita. "Il proliferare di enti e palazzi - spiega - è il primo, tra i costi della politica". L'esponente socialista immagina la Provincia divisa in due grandi dipartimenti (economico e della sicurezza) e privata delle competenze sulla formazione professionale e sui trasporti, ciascuno affidato ad un'Agenzia regionale. "Non si tratta di centralizzazione, ma del contrario: da Regione a Provincia ai Comuni, si eliminerebbe un passaggio inutile e costoso e si valorizzerebbe il ruolo dei Comuni". Spiega Caviglia: "Le Province nacquero con funzioni sull'assistenza, la viabilità, caccia e pesca. Poi persero l'assistenza e sommarono via via deleghe dalle Regioni. Ma non hanno saputo dar vita a politiche coerenti con scelte di sviluppo". L'esponente socialista fa riferimento, nello specifico, a formazione professionale e trasporti: "Non c'è stata alcuna modifica delle logiche che già prima governavano il sistema di questi due importanti settori: il rischio è che canali di finanziamento importantissimi ed ingenti diventino l'oggetto di piccoli affari. Non dico a Savona, ma ovunque". Quindi, meglio due Agenzie regionali e rapporti diretti con i Comuni. Quanto alla Provincia: il dipartimento economico dovrebbe assorbire il ruolo della Camera di Commercio (compreso il Registro delle imprese), mentre quello della sicurezza le competenze della prefettura, "mantenendo così compiti schiettamente provinciali". 08/07/2008.

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In piazza con veltroni contro i tagli - alberto vitucci (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Province

Una grande manifestazione per chiedere più risorse al governo "In piazza con Veltroni contro i tagli" Grido d'allarme di Cacciari: "La Finanziaria mette in ginocchio i Comuni" CA' FARSETTI. "Avanti di questo passo saremo costretti a chiudere bottega L'ultima beffa arriva dalla tassa dell'Ici" ALBERTO VITUCCI La Finanziaria taglia ancora risorse ai Comuni. E l'abolizione dell'Ici verrà rimborsata solo in parte agli enti locali, le cui casse rischiano il tracollo. "Questa è la vera emergenza", denuncia il sindaco Massimo Cacciari, "faremo a breve una grande manifestazione di protesta con Veltroni, probabilmente a Mestre". Una manifestazione a cui si affiancherà un grande convegno sul federalismo fiscale, che tarda a decollare. "Di questo passo", denuncia il sindaco filosofo, "i Comuni chiuderanno bottega". L'ultima beffa arriva sul fronte dell'Ici. "Su una mancata entrata per i comuni di 3,5 milioni di euro", spiega Cacciari, "il governo nella Finanziaria ne ha stanziati soltanto 1,9. Questo ci mette in difficoltà". Dall'Ici per la prima casa (al 4 per mille) il Comune di Venezia ha incassato nel 2007 circa 14 milioni di euro. Gliene saranno "rimborsati" dal governo per l'abolizione della tassa poco più della metà. Ma anche la situazione generale delle finanze comunali si fa drammatica. Le entrate del Comune di Venezia, nei tempi d'oro, erano garantite dal Casinò e dalla legge Speciale. Adesso per il Casinò è tempo di vacche magre. Sul fronte Legge Speciale brutte notizie. Il nuovo governo non intende certo modificare l'andazzo degli ultimi anni, introdotto dal primo governo Berlusconi e proseguito da Prodi. I fondi disponibili sono stati dirottati quasi interamente sul Mose, tramite Cipe. E alla manutenzione della città sono andate solo le briciole. Negli ultimi anni sono stati azzerati i contributi ai provati per i restauri, ridotti gli interventi di manutenzione e i progetti per lo scavo dei rii. E anche le società Insula e Edilvenezia, per cui Ca' Farsetti ha deciso la fusione, sono a rischio con i loro 93 dipendenti. Infine c'è il rischio derivati, come denunciato dal consigliere Maurizio Baratello, per cui potrebbero essere necessari a breve nuovi investimenti per azzerare i mutui. Dunque il Comune ha bisogno di soldi. Li troverà vendendo immobili e partecipazioni azionarie (Save e società autostrade Venezia Padova) e accorpando le società. Uno stallo aggravato dal fatto che mentre le risorse dal centro calano, il federalismo fiscale non decolla. E il Comune non può nemmeno spendere i soldi che ha, per via dei complicati meccanismi del "Patto di stabilità" nazionale. Un tema di cui si parlerà già oggi a Roma, dal momento che il ministro leghista dell'Interno Roberto Maroni - che del federalismo ha fatto una bandiera - ha convocato al Viminale sindaci e presidenti di provincia delle future città metropolitane. Ci sarà anche Venezia con Milano, Roma, Napoli, Torino, Palermo, Firenze, Genova, Bari e Bologna. "Andrò a Roma senza una posizione preconcetta contro la città metropolitana", ha detto il presidente della Provincia Davide Zoggia, "anzi. E' chiaro però che devono essere ben definiti i ruoli e deve essere coinvolto il territorio". Scenari importanti anche in funzione delle elezioni provinciali previste per la primavera prossima. Se la Città metropolitana andrà in porto, la Provincia potrebbe anche essere abolita. Intanto tutti si preparano alla consultazione elettorale, vero banco di prova in vista delle Comunali del 2010. Sabato Cacciari ha convocato gli Stati generali del centrosinistra, indicando come proposta l'alleanza con Udc e Liste civiche. E arrivano i primi distinguo da Italia dei Valori. "Siamo noi l'unico partito del centrosinistra presente oltre al Pd", dice il segretario provinciale Nicola Funari, "e le consultazioni le abbiamo avviate a livello provinciale, per discutere sui programmi. La strada seguita da Cacciari non è la migliore per cercare alternative al centrodestra in tutta la provincia".

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Caviglia scrive a Brunetta: "Aboliamo Prefetture e Camere di commercio" (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Province

LA RICETTA DEI SOCIALISTI PER RISPARMIARE RISORSE Caviglia scrive a Brunetta: "Aboliamo Prefetture e Camere di commercio" Il vicesindaco di Savona Paolo Caviglia ha scritto al ministro Brunetta per suggerirgli i tagli che consentiranno al governo di far quadrare i conti. Una lettera, bisogna precisarlo, che Caviglia ha scritto come esponente nazionale del Partito socialista. Come vicesindaco infatti Caviglia avrebbe dovuto prima portare la proposta in giunta. "Inutile compilare lunghe liste di enti che poi si assottigliano fino a non ottenere alcun risparmio reale - esordisce Caviglia -. La mia proposta prevede invece l'abolizione di Prefetture e Camere di commercio. Non si tratta di una posizione ideologica ma di una valutazione delle competenze che sono affidate a questi enti". Il socialista Caviglia argomenta così la sua originale proposta destinata sicuramente a suscitare un vivace edibattito: "La Camera di commercio a parte la promozione, cura soprattutto il registro delle imprese e altre funzioni economiche che potrebbero essere sicuramente gestite da una Provincia a cui venisse assegnato un dipartimento economico". Per la Prefettura Caviglia sostiene: "La funzione principale è quella di coordinare le forze di polizia e garantire l'ordine pubblico. Attività che potrebbe svolgere un alto funzionario dello Stato incaricato di gestire un altro dipartimento della Provincia. Queste mie considerazioni ovviamente prescindono da valutazioni ideologiche e sono dettate solo dal proposito di razionalizzare le risorse pubbliche sempre più esigue".

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RENZI SI FACCIA gli affari suoi. Chissà quanta voglia avrebbe di dirglielo c (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Prato)" del 10-07-2008)

Argomenti: Province

CRONACA PRATO pag. 9 RENZI SI FACCIA gli affari suoi. Chissà quanta voglia avrebbe di dirglielo c... RENZI SI FACCIA gli affari suoi. Chissà quanta voglia avrebbe di dirglielo così, con la schiettezza tipica dei pratesi, senza pensare troppo al ruolo. Non lo hatto, ma questa volta, pur restando ai canali ufficiali con una lettera aperta, il presidente della Provincia Massimo Logli (foto a destra) ha perso davvero la pazienza ("E' stato superato ogni limite del rispetto istituzionale") verso il leader della Provincia fiorentina che non perde occasione per dire che "la Provincia di Prato è inutile", come scrisse nel suo blog quasi due mesi fa, o che dovrebbe rientrare "nella partita della nuova città metropolitana", come ha detto direttamente al ministro dell'Interno Maroni l'altro giorno nonostante il progetto di riforma degli enti locali allo studio del governo, almeno nella formulazione attuale, non preveda il taglio dell'ente guidato da Logli. SONO STATE le parole dette al ministro durante la riunione informale dell'altro giorno a Roma a mandare su tutte le furie Logli. Renzi (foto a sinistra), infatti, ha informato Maroni di essere d'accordo sull'abolizione della Provincia di Firenze per far posto alla città metropolitana, ma gli ha anche "suggerito" di inserire quella di Prato "nella partita perché non si può pensare che resti, come se nulla fosse" e gli avrebbe persino annunciato "una nota ufficiale su questo punto" preannunciando una possibile partecipazione di Logli&c. alla prossima riunione romana. Davvero troppo per il presidente pratese: "Al tavolo con il ministro Maroni ? scrive infatti Logli nella lettera aperta al collega ? è stato superato ogni limite del rispetto istituzionale. Adesso basta. Del futuro della Provincia di Prato si occuperanno i pratesi che per decenni hanno combattuto la loro battaglia per l'autonomia e, in questi ultimi anni, hanno tratto sicuramente vantaggio diretto e concreto dal nuovo assetto territoriale. Un atteggiamento del genere non porta da nessuna parte. E' necessario piuttosto avere il coraggio di accelerare sulla definizione delle politiche e i progetti di area vasta che, invece, vedono la Provincia di Firenze, forse troppo compiaciuta nel suo atteggiamento di onnipotenza, non impegnata appieno in quel ruolo da protagonista che le spetterebbe". Dal canto suo l'assessore regionale alle riforme istituzionali, Agostino Fragai, spezza una lancia a favore di Logli: "Serve un confronto di merito a livello locale, anche con la Regione. Presto sarà convocata la conferenza di Area metropolitana", ha detto ieri ricordando però che per lui "la dimensione giusta della città metropolitana è quella che comprende le province di Firenze, Prato e Pistoia". In sostanza, dunque, l'assessore dà ragione a Logli sul metodo, ma nel merito resta d'accordo con Renzi, come aveva già detto pubblicamente. "CONDIVIDO la scelta di accelerare sulla città metropolitana ? riprende ancora Logli che stasera alla festa del Pd parlerà anche del futuro della Provincia ? e ognuno è libero di avere le proprie idee e di esprimerle in pubblico o sul proprio blog. E' grave però che a un tavolo istituzionale di così grande rilevanza ci si sia permessi di mettere all'ordine del giorno questioni che prima di tutto devono essere valutate dalle comunità locali direttamente interessate". Poi ancora più duro: "Trovo assolutamente fuori luogo, e a dire il vero bizzarro, che sia il presidente della Provincia di Firenze a farsi portavoce col governo di un progetto che riguarda la Provincia di Prato e che ha tutto il sapore di un'annessione a freddo piuttosto che di un concreto salto di qualità nell'interesse dei cittadini". In serata è arrivata poi la controreplica di Renzi: "Non capisco la reazione di Logli. La città metropolitana deve essere fatta, e fatta bene. Se contenesse Londa, San Godenzo, Firenzuola, Montaione e lasciasse fuori Prato sarebbe un'occasione sprecata. Il nuovo ente deve avere i poteri della Provincia e alcune competenze che oggi sono della Regione. Quindi non vedo perchè Prato debba essere tagliata fuori da un disegno istituzionale così entusiasmante e avvincente". Difficile però che i pratesi, che per anni hanno lottato per l'indipendenza da Firenze, siano d'accordo con lui... Leonardo Biagiotti.

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Lav esulta: La sentenza del Tar salva gli animali (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 11-07-2008)

Argomenti: Province

CACCIA. Il ricorso Lav esulta: "La sentenza del Tar salva gli animali" La Lega anti vivisezione (Lav) plaude, in una nota, alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto del 25 giugno scorso, che annulla una delibera della Provincia di Verona sulla caccia a fagiani, starne e quaglie durante tutto l'anno. Il provvedimento della Provincia scaligera, secondo la Lav, estendeva la caccia a questi volatili anche al di fuori dell'arco temporale previsto dal calendario venatorio, nelle zone destinate all'addestramento dei cani da caccia. La sentenza, spiegano gli animalisti, ha accolto il ricorso presentato dalla Lega per l'abolizione della caccia (Lac), assistita dall'avvocato Massimo Rizzato del foro di Verona. Il ricorso riguardava l'atto della Provincia di Verona che disponeva che gli animali selvatici di specie cacciabili si sarebbero potuti utilizzare alla stregua di strumenti per addestrare i cani da caccia anche in periodo di chiusura dell'attività venatoria. A tale scopo veniva previsto nella delibera l'uso di animali d'allevamento debitamente inanellati. Ora questa pratica, contrastata dagli animalisti, non potrà essere portata avanti.

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Federalismo (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-12 - pag: 4 autore: Federalismo. Dall'Ici al giro di vite finanziario, tutte le trincee delle autonomie Si allarga il solco tra centro e periferia Marco Bellinazzo ROMA Il sogno si chiama federalismo fiscale. La grande riforma che dovrebbe portare a pieno compimento l'articolo 5 della Costituzione ("la Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali" e mira "nei servizi che dipendono dallo Stato al più ampio decentramento"). Ma se la XVI legislatura è stata annunciata – sotto l'egida della Lega Nord – come quella in cui il sogno è destinato a realizzarsi, l'avvio del percorso è poco incoraggiante. Da quando il Governo Berlusconi si è insediato quasi non c'è stato giorno in cui dal territorio non si siano levate proteste. E la circostanza che l'Associazione dei Comuni, l'Unione delle Province e la Conferenza delle Regioni siano guidate da tre uomini del centro-sinistra (Leonardo Domenici, Fabio Melilli e Vasco Errani) appare irrilevante. Il coro di no al taglio dell'Ici come alla manovra d'estate è stato pressochè unanime. Per farsi un'idea della frattura apertasi tra Centro e periferia – al di là di una quota, per così dire fisiologica, di dissenso di cui ha pagato lo scotto anche il Governo Prodi – è sufficiente dare un'occhiata ai portali di Anci, Upi e Conferenza. All'"allarme rosso" lanciato da Domenici per il nuovo Patto di stabilità interno e il contributo al pareggio del bilancio statale che la manovra d'estate pretende dai Comuni – 1,3 miliardi nel 2009 –, fa eco la lettera scritta da Errani qualche giorno fa per chiedere all'Esecutivo un incontro urgente a causa di una situazione "che sta mettendo in grave difficoltà il principio di leale collaborazione ". A turbare i sonni dei Governatori c'è soprattutto il nuovo Patto sulla salute ("impossibile da fare se sarà confermato il fabbisogno sanitario 2010-2011 del Dpef") e il rebus del ripristino dei ticket 2009 necessario a far quadrare i conti di una spesa che assorbe i due terzi del bilancio. Le Autonomie sono preoccupate, più in generale, dalla piega "statalista" che stanno assumendo le inziative politiche di Palazzo Chigi. Emblematica è la vicenda dei fondi Ue per le aree in ritardo di sviluppo ( Fas). Le Regioni giudicano "inaccettabile" la gestione centralizzata delle risorse del " Qsn 2007-2013" definita con gli emendamenti al disegno di legge di conversione del Dl 112/08. Viene sancito infatti un principio di concentrazione dei fondi sulle infrastrutture di interesse nazionale individuate dal ministero dello Sviluppo al quale le Regioni dovranno attenersi nella predisposizione dei programmi finanziati dal Fas. Uno scarso coinvolgimento che le Regioni denunciano anche a proposito del "Piano Casa" – con la vendita di un milione di abitazioni ex Iacp – delle royalties petrolifere e del taglio agli enti inutili disposti sempre con la manovra estiva. Del resto, un'impronta non proprio federalista alle misure fiscali era stata data dal Governo già nella sua prima riunione a Napoli di fine maggio, con il varo del Dl 93 diretto, tra l'altro, ad abolire l'Ici sulla prima casa. Il minor gettito per i Comuni – nel testo approvato alla Camera e ora trasmesso al Senato per il varo definitivo entro il 27 luglio – è stato indicato in 1,7 miliardi. Anche se altre stime parlano di una perdita complessiva (tenuto conto dello sconto Ici del 40% voluto da Prodi) per le casse dei municipi intorno a 3,5-3,7 miliardi, mentre risultano stanziati per il rimborso solo 2,6 miliardi. Per gli enti locali poi è arrivato anche il congelamento delle addizioniali e delle tariffe. Peraltro, i soldi per finanziare le misure sull'Ici sono stati in gran parte recuperati stringendo i cordoni delle borse in periferia. Dai tagli ai fondi per il trasporto locale (350 milioni) alla scure che si è abbattuta sul piano per le infrastrutture in Sicilia e in Calabria e per il Ponte sullo stretto (1,4 miliardi). Ma i momenti di tensione non sono mancati in questi primi due mesi di legislatura anche su altri fronti: dal braccio di ferro per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali ai tira e molla per l'abolizione di Province e comunità montane, dal freno all'autonomia finanziaria degli enti locali in materia di obbligazioni e derivati al taglio delle indennità per sindaci e consiglieri delle società partecipate. E dire che il Governo aveva provato a investire ben 7,2 milioni per i prossimi tre anni per studiare le problematiche connesse alla riforma federalista. L'emendamento alla manovra d'estate è stato però bocciato due giorni fa dalla commissione Bilancio di Montecitorio. DIALOGO IN SALITA Enti territoriali sempre più preoccupati della piega, a loro avviso "statalista", degli ultimi provvedimenti adottati da Palazzo Chigi.

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Camera, in commissionevia libera alla Robin Tax (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Province

La manovra Enti locali in rivolta contro i tagli Camera, in commissione via libera alla Robin Tax Roma. Via libera delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera alla cosiddetta 'Robin Tax', l'inasprimento del prelievo fiscale su petrolieri, banche e assicurazioni, nella versione riformulata dal governo. Sono stati approvati anche altri emendamenti che apportano qualche lieve modifica. Spunta anche il fondo per il federalismo fiscale e disco verde al piano casa. Salvi i fondi già impegnati. Buone notizie anche per il mondo del volontariato e del no profit. Mentre le Regioni, con in testa il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, già irritate per l'abolizione del ticket - che dovrebbe pesare sulle buste paga dei direttori degli ospedali - sono in rivolta contro i prospettati tagli alla sanità e chiedono al governo di cambiare rotta. E i comuni hanno lanciato "l'allarme rosso" per la stretta (di 180 milioni) imposta dagli emendamenti del governo al patto di stabilità. Che, secondo l'Anci, farà volare la stangata a quota 3 miliardi. Insomma per gli enti locali la manovra così com'è è "insostenibile". Inaccettabile. Si rischia lo scontro istituzionale. Per scongiurarlo Formigoni ha chiesto un incontro urgente al presidente del consiglio Berlusconi e al ministro dell'Economia Tremonti. Dovrebbe svolgersi la prossima settimana. "Siamo disponibili a ridurre il deficit - ha assicurato il governatore della Lombardia - ma con un metodo concordato". Nella manovra - in discussione presso le commissioni Bilancio e Finanze della Camera - rientra il 5 per mille per il 2009, e la copertura iniziale di 380 milioni di euro è stata portata a 400. "Sono molto soddisfatto per l'attenzione che il governo ha dimostrato", ha commentato Maurizio Lupi, vice presidente del Pdl a Montecitorio, dopo il via libera all'emendamento. "Infatti - ha spiegato - nell'ambito di un provvedimento economico incentrato sui tagli alla spesa, il 5 per mille è stato 'potenziatò". Il prossimo obiettivo è la stabilizzazione della misura. Il governo intanto prepara il terreno per la concreta attuazione del federalismo fiscale. Ha avuto il via libera in commissione l'emendamento - che figura nel nutrito pacchetto di modifiche messe a punto dall'esecutivo (130) al decreto fiscale che sostiene la manovra - che prevede l'istituzione presso il ministero dell'Economia di un "fondo unico" in cui fare confluire - dal 2010 - tutti i trasferimenti erariali attribuiti alle Regioni "per finanziare funzioni di competenza regionale". Sì inoltre dalle commissioni ad alcuni emendamenti, della maggioranza e dell'opposizione, che rivedono alcune regole per gli enti locali. In particolare quello dell'Udc che prevede che comuni e province possano escludere, per il conteggio dei saldi ai fini del patto, i proventi da cessioni di azioni o quote di società che operano nei servizi pubblici locali, se destinate alla riduzione del debito. Ma rimane in stand-by l'emendamento principale, quello del governo. Per finanziare in parte l'abolizione dei ticket sanitari saranno tagliati del 20 per cento i compensi dei direttori generali, sanitari, amministrativi e dei membri dei collegi sindacali delle Asl, aziende ospedaliere e universitarie e istituti zooprofilattici. Lo ha annunciato il relatore per la commissione Finanze della manovra, Giorgio Jannone (Pdl). I compensi saranno riditerminati al rinnovo dei contratti. Il tempo stringe. Ma monta la protesta, dentro e fuori il governo, e con l'opposizione. La Capigruppo ha deciso di avviare la discussione del provvedimento in Aula a partire da mercoledì prossimo. E al Tesoro stanno già lavorando al blitz finale. Ovvero maxi-emendamento e voto di fiducia. Andrea Longo.

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<L'Università è come la Chiesa: ci sarà sempre (sezione: Province)

( da "Adige, L'" del 12-07-2008)

Argomenti: Province

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> "L'Università è come la Chiesa: ci sarà sempre "L'Università è come la Chiesa: ci sarà sempre. È sopravvissuta a tutto e a tutti, sopravviverà anche a questo governo". Aronne Armanini , ex preside di Ingegneria e oggi direttore del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale, sta seguendo con attenzione gli sviluppi sulla riforma degli atenei. Si attende il testo definitivo del "disegno Tremonti", che prevede il blocco delle assunzioni e tagli ai bilanci degli atenei. Viene indicata la via d'uscita: la creazione di fondazioni. Nel caso di Trento l'Università diventerebbe soggetto di diritto privato sotto l'ombrello della Provincia, possibile socio di maggioranza, affiancato da imprese e comuni. "Io - commenta Armanini - non voglio dire pregiudizialmente "no" alla trasformazione dell'ateneo. Chiedo però che, prima di avventurarci in terreni inesplorati, il rettore Bassi valuti bene la situazione". Armanini dice che "i conti non tornano". "Io sono un ingegnere, mi baso sui dati e sono cautissimo. Finché non sappiamo qual è l'impianto definitivo non si può dire di essere favorevoli". Spiega che in ateneo ci si preoccupa soprattutto della parte finanziaria. I soldi, con la Provincia autonoma, non dovrebbero essere un problema. O no? "Si deve capire che cosa si intende per "fondazione provinciale". Cosa comporterebbe per il governo delle università? Se la metamorfosi dell'ateneo comporta una contropartita da pagare alla Provincia, voglio sapere qual è. Se invece l'autonomia è garantita e la Provincia ci mette i fondi e basta, al posto dello Stato, allora mi sta bene. Credo che non sia nell'interesse di nessuno mortificare l'accademia: noi siamo un'autonomia nell'autonomia, lontana dai centri di potere. È una formula vincente che nessuno vuole veramente cambiare". Fra coloro che credono che la strada della fondazione sia certamente quella giusta c'è invece Francesco De Natale , direttore del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell'Informazione: "Chi ha partecipato al dibattito sull'università italiana sa che i nodi da sciogliere sono l'abolizione del valore legale della laurea, la liberalizzazione degli stipendi, l'introduzione della meritocrazia fra i dipendenti come fra i docenti e l'abolizione dei concorsi. Se la fondazione è uno strumento che permette di fare questo, ben venga la fondazione". Non teme lo spostamento del baricentro: dallo Stato alla Provincia autonoma. "Io ho piena fiducia nel rettore e so che, con questa modifica, non andremo a farci comandare da Piazza Dante. Ne faccio una questione di qualità ed efficienza: se si cambia solo padrone, non si tratta di un grande passo avanti. Il vantaggio della fondazione è che questa offre la possibilità di avere una vera attuazione dell'autonomia. Pensiamo solo all'attuale sistema di reclutamento dei docenti: con questi concorsi e queste chiamate nessuno è responsabile. La vera autonomia si ha quando si possono operare scelte e si è responsabile". A.Tom. 12/07/2008.

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La regione e le province meno amate dell'arma - mario girau (sezione: Province)

( da "Nuova Sardegna, La" del 13-07-2008)

Argomenti: Province

"Carabinieri, scuola e volontari vicini ai cittadini" La Regione e le Province meno amate dell'Arma MARIO GIRAU CAGLIARI.Volontariato, scuola e carabinieri sono le organizzazioni maggiormente vicine al cittadino e catalizzatrici della sua fiducia. La Sardegna come Veneto e Lombardia: la sicurezza viene decisamente prima di tutto. L'esigenza su cui il centrodestra ha costruito la vittoria alle politiche si fa sentire nell'isola con altre tre forme di garanzia ricercate dalla popolazione: assistenza sociale, assistenza sanitaria, scuola e istruzione. Niente di nuovo, dunque, sul fronte delle certezze più gettonate dal sentire comune. Non sorprende neppure l'ultimo posto in classifica occupato dai partiti nella graduatoria della fiducia stilata dai cittadini. Gli alti costi della politica, accompagnati da scarsa produttività e da finanziamenti istituzionali che arrivano alle segreterie, giustificano lo scarso appeal. "Dialogo e rinnovamento - Sardegna", un'associazione tra ex universitari provenienti dalla Cattolica e dalla Bocconi, lo scorso maggio, dopo un'indagine statistica condotta tra 411 cittadini sardi maggiorenni di oltre 19 anni d'età, ha compilato "la pagella delle istituzioni", presentata ieri durante una conferenza stampa. "Un'inchiesta in tre tappe. Siamo partiti - ha detto il presidente, Antonello Menne - da una ricerca regionale su disagio e povertà nell'isola. I dati hanno evidenziato una situazione di forte critica verso Stato e Regione per l'assenza di politiche adeguate di contrasto alle povertà. Siamo andati avanti concentrando l'attenzione sul rapporto tra sardi e le istituzioni". Che non è idilliaco, se non con carabinieri, volontariato e scuola, insieme col Comune, istituzioni territorialmente più vicine al cittadino. Più distanti polizia, sindacati, Regione, prefettura, Provincia, partiti, comunità montane. Ma chi ispira fiducia è l'associazione di volontariato, scelta dall'85,7% degli intervistati, seguita dai carabinieri (79,5%), scuola (74%), polizia (72%). Distanziate Chiesa (62,9%), prefetto (59,5%), magistratura (56,3%), sindaco (47,2%), presidente della Regione (40,3%), organizzazioni imprenditoriali (40,1%), sindacati (31,6%), presidente della Provincia (28,9%), banche (19,2%), Comunità montane (15,9%), partiti (13,8%). Scontato il voto: ottimo al volontariato, buono a carabinieri, polizia e scuola; sufficiente a Chiesa, prefetto e magistratura; insufficiente a sindaco, presidente della Regione, organizzazioni imprenditoriali; mediocre a sindacati, presidente Provincia e banche; scarso a Comunità montana e partiti. "Una pagella - ha spiegato Paolo Loi, coordinatore dell'associazione - che premia le istituzioni centrali statali su quelle locali". Quasi scontata la risposta alla domanda "Quali enti andrebbero aboliti?". Comunità montana (52,4% degli intervistati) e Provincia (32,4%). In sintonia, "Dialogo e rinnovamento" propone riforme strutturali nell'ordinamento degli enti locali: abolizione delle comunità montane, in parte già decretata, ritorno alla divisione della Sardegna in 4 Province più un'area metropolitana, quella di Cagliari. "Con le risorse risparmiate si potrebbero far funzionare efficacemente - ha detto Menne - i Comuni, anima dell'organizzazione statuale". "Anzi, non sarebbe male - ha precisato Loi - se i sindaci, gravati da responsabilità politiche e amministrative, fossero pagati più e meglio dei consiglieri regionali, sui quali pesano responsabilità politiche, ma non gestionali, penali e civili". "Se proprio si deve guardare ai bilanci - ha aggiunto Menne - un forte risparmio si avrebbe con la riduzione dei consiglieri regionali dagli attuali 86 a 40. Una decisa sforbiciata che chiederemo nel prossimo autunno durante gli stati generali della politica, un'assemblea di sindaci, consiglieri regionali, università, mondo dell'economia e forze sociali". In Lombardia, dove gli abitanti sono 9,6 milioni, i consiglieri regionali sono 76. La pagella sul funzionamento delle istituzioni mette al primo posto lo Stato attraverso polizia (68,2%) e CArabinieri (66,5%); seguiti da prefettura (50,1%), Comune (41,2%), Regione (29,25), Provincia (17,5%).

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<Costruiamo la città del futuro Anche se sono tempi difficili> (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-07-2008)

Argomenti: Province

CRONACA 13-07-2008 Intervista: Pietro Vignali parla di progetti tra innovazione e continuità. E di Civiltà Parmigiana dice: è la vera novità, mentre la politica nazionale balbetta "Costruiamo la città del futuro Anche se sono tempi difficili" Il sindaco fa il bilancio di 12 mesi di lavoro "Sicurezza, cultura, grandi opere: le nostre sfide" Stefano Pileri S indaco Vignali, che anno è stato il primo alla guida del Municipio? Più difficile del previsto? Un anno positivo in un contesto difficile. Difficile per il Paese nel suo complesso. Prima di tutto dal punto di vista economico: il potere di acquisto delle famiglie si è ridotto, l'Italia e l'Europa soffrono la competizione globale. Ma difficile anche dal punto di vista politico: la sfiducia nei confronti della classe dirigente ha raggiunto l'apice. Nelle città è cresciuto un senso di insicurezza, rispetto al futuro e alle nuove dinamiche che attraversano la società: immigrazione, invecchiamento della popolazione, caro vita. Anche Parma ha risentito di queste dinamiche, ma tutto sommato è stato un anno positivo: la città è viva e dinamica, abbiamo un'alta qualità della vita, gli indicatori economici come occupazione e export sono tutti positivi, ci sono segni di ripresa nel manifatturiero. Per noi è stato un anno di lavoro intenso, ma positivo anche per le cose fatte e quelle impostate per il futuro. Quali? Abbiamo inaugurato la complanare, lo svincolo della tangenziale Nord, la scuola Cocconi, il parco Bizzozero, il centro per le emergenze, l'Ex Federale, il primo nido aziendale, sabato prossimo inaugureremo la casa protetta di Alberi. Ma abbiamo anche sbloccato e dato il via a opere e progetti come la Ghiaia, la nuova Stazione, il nuovo Duc, il nuovo Centro congressi, la Scuola europea, la nuova Questura, la Metropolitana. E di nuovo? Abbiamo realizzato punti del programma come l'agenzia e le politiche di sostegno alla famiglia, il rilancio dell'Oltretorrente con impegni che avevo preso personalmente con i residenti: lo spostamento del centro Islamico e del Sert... Abbiamo lavorato a progetti strategici per il futuro: i progetti Bohigas per la zona nord-ovest e le funzioni nuove di cui Parma ha bisogno come la ricerca, con il parco scientifico con l'università, la logistica di nuova generazione. Abbiamo risanato e rilanciato l'Aeroporto coinvolgendo un socio privato che farà grandi investimenti, e poi ci sono la grande mostra del Correggio e il nuovo Festival Verdi. Un anno fa avevate promesso continuità e innovazione. Rispetto ai nove anni di giunta Ubaldi più continuità o innovazione? C'è continuità nella coerenza con l'impostazione politico/amministrativa orientata a mettere bisogni, aspettative, speranze dei cittadini davanti a interessi di parte e di partito, nella prosecuzione di scelte strategiche per la città e mantenimento del livello dei servizi raggiunto. Però la continuità deve portare con sé una dose di innovazione, non essere pura ripetizione. Il mondo sta cambiando: l'unico approccio oggi possibile è quello evolutivo. Tutta la città deve avere una spinta innovativa, il nostro ruolo è stimolarla. E' chiaro però primo obiettivo dell'amministrazione non poteva che essere, responsabilmente, completare i tanti buoni progetti impostati in passato. Nelle ultime settimane si è parlato di tensioni dentro Civiltà parmigiana. Come funziona l'esperimento del listone? Sono cambiati i rapporti? Penso che nei movimenti e nei partiti sia giusto discutere e confrontarsi, è il sale della democrazia. L'importante è che gli interessi particolari non prevalgano mai su quelli della comunità. Civiltà parmigiana è stata la vera novità politica di questo decennio a Parma, ha saputo coinvolgere altre forze in un progetto civico che mette bisogni, speranze e aspettative della città davanti a qualsiasi interesse di parte e di partito. Una vera rivoluzione. La politica nazionale inizia a balbettare da pochi mesi quello che a Parma diciamo da dieci anni. La lista unica è stato un altro passo avanti in questa direzione. Ma i rapporti nella maggioranza? Vanno bene, c'è una dinamica interna normale in un gruppo formato da persone con provenienze diverse, ma non è questo il punto: noi non siamo una realtà partitica per cui valgono gli accordi tra segreterie, noi siamo una realtà civica che ha stretto un patto con la città sulla base di un programma e a quello è legata in maniera indissolubile. Il sindaco è il garante di questo patto. Dall'accordo sull'Expo a quello per il Vinitaly. Un anno di alleanze territoriali importanti per Parma fuori dai confini della Regione. E' la fine dei rapporti con Bologna? No. Nella forte competizione globale, Parma deve avere un ruolo centrale sia dal punto di vista geografico sia per le strutture, infrastrutture e servizi d'eccellenza per un territorio ampio, che va dall'Emilia occidentale, coinvolgendo le provincie a noi vicine, ad aree marginali di altre regioni come Mantova, Cremona, Verona, la Spezia, potenzialmente uno dei bacini più ricchi al mondo. Dobbiamo puntare ad alleanze funzionali e non necessariamente regionali come con Verona per Cibus e Vinitaly. Questo non esclude che si possa, anzi si debba realizzare un'alleanza strategica con la Regione, per questo sto lavorando, insieme alla Provincia, a un Piano d'area. A patto però che la Regione rinunci alla logica che vuole Bologna come unico polo e alleanze chiuse dentro i confini emiliani. E soprattutto devono essere riconosciute le eccellenze di Parma nelle sue tradizionali e nuove vocazioni come agroalimentare, cultura e ricerca. Molti sindaci sono preoccupati che non arrivino da Roma le risorse per compensare l'abolizione dell'Ici. Cosa succederà? Tagli di servizi? Aumento delle imposte? Premesso che sono favorevole all'abolizione dell'Ici che è una tassa ingiusta, noto che da tempo si assiste a una riduzione dell'autonomia fiscale dei comuni di fronte a un aumento delle loro competenze e a una società che cambia e chiede nuovi servizi. Noi spendiamo 104 milioni all'anno in servizi alla persona, il 57% del bilancio. Sono diminuiti i trasferimenti dallo Stato, non compensati con l'autono - mia impositiva che si è addirittura ridotta. L'anno scorso in questo periodo un comune come il nostro aveva già incassato da Ici e Irpef più di 50 milioni di euro. Con le modifiche adottate negli ultimi 7-8 mesi questi soldi stanno ancora a Roma. La soluzione? Un vero federalismo fiscale che consenta di non dover dipendere dai tempi decisi da altri. Non è assolutamente pensabile tagliare i servizi alla persona, perché l'unica prospettiva è investire sullo sviluppo ed è ormai chiaro che i servizi alla persona non sono atti di generosità per chi ha bisogno, ma motore di sviluppo. La sicurezza è tra i problemi più sentiti dai cittadini. Nei mesi scorsi è stata firmata la carta di Parma poi recepita dal governo. C'è chi dice che l'idea del sindaco sceriffo non risolve i problemi Non risolve i problemi, ma li affronta. E poi nessuno vuole fare lo sceriffo, ma dare risposte ai cittadini e evitare la "giustizia fai da te". Con la "Carta di Parma" abbiamo ottenuto un grande risultato: le richieste dei sindaci sono diventate provvedimento del Governo. Con il decreto approvato è stato fatto un passo avanti perché è stato ampliato il potere dei sindaci alla sicurezza urbana che verrà definita presto con un nuovo decreto del Ministro. Quindi cosa cambierà? Avremo qualche strumento in più, la possibilità di emettere ordinanze di sicurezza urbana, graduare le sanzioni per renderle efficaci e la polizia municipale potrà accedere alle banche dati del Viminale. Questo ci permetterà un'azione più efficace a tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini. Il "pacchetto Sicurezza" sarà completo una volta approvato il disegno di legge che conterrà le norme in grado di contrastare il degrado urbano, l'illegalità diffusa... Ovvio che ci vogliono anche risorse, mezzi e uomini per le forze dell'ordine e progetti di integrazione sociale. E' quanto chiediamo sia inserito nella Finanziaria. L'impegno per la sicurezza deve essere affiancato da un altrettanto grande impegno di lotta al degrado urbano, per la pulizia, l'igiene, il decoro sia da parte dell'amministrazione che dei cittadini. Anche su questo fronte ci stiamo impegnando molto. Ha citato Correggio e Festival Verdi, è stato un anno impegnativo sul fronte della cultura. In tempi di ristrettezze perché tutto questo impegno in questo settore? La cultura è uno dei degli ambiti di eccellenza su cui Parma deve puntare. E che può portare sviluppo e risorse ed è un volano straordinario per il turismo di qualità. Tra l'altro Parma ha anche le caratteristiche per diventare un centro congressuale internazionale, cosa che permetterebbe di creare nuove sinergie con l'Efsa. Per questo stiamo creando un grande polo congressuale al Paganini. In campo culturale, abbiamo lavorato molto sia per realizzare nuovi contenitori: il palazzo del Governatore che sarà pronto a dicembre, per l'arte contemporanea, il teatro dei dialetti nei primi mesi dell'anno prossimo, gli spazi per la creatività dei giovani nell'ex scalo merci entro il 2009. Sto poi lavorando alla Fondazione per l'arte contemporanea con università e Fondazione Cassa di Risparmio annunciata a Sant'I- lario che ci consente di valorizzare un patrimonio come lo Csac e di organizzare grandi eventi. In sei mesi siamo riusciti a costruire il comitato per il Correggio, di cui sono presidente, e a far partire una delle più importanti mostre della storia della nostra città. Il festival di Poesia cresce e il festival Verdi, dopo la giusta scelta dell'anno scorso di creare un mese di spettacoli ed eventi collaterali, sta per essere riconosciuto e finanziato con una legge speciale dal Ministero. Servizi alla persona "Sono il 57% del bilancio: non generosità, ma motore di sviluppo".

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PROVINCE: MARONI, SARANNO ABOLITE QUELLE DELLE AREE (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 16-07-2008)

Argomenti: Province

METROPOLITANE postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 16 lug - Le Province delle nove aree metropolitane del nostro paese saranno abolite e saranno sostituite dalle Citta' metropolitane ''Tutto cio' sara' fatto con la collaborazione delle comunita' locali, dell'Anci e dell'Upi''. Lo ha confermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo al Question time alla Camera. Allo stesso tempo, Maroni ha annunciato che a settembre sul tavolo del Consiglio dei Ministri arrivera' il nuovo Codice delle Autonomie. ''Puntiamo ad eliminare gli enti intermedi tra le Province e i Comuni per i quali vogliamo una migliore definizione dei compiti - ha spiegato - nessuna abolizione e' prevista per le altre province che svolgono funzioni importanti e insostituibili soprattutto nei confronti dei piccoli comuni''.

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Saranno abolite solo le province inutili: quelle che rientrano nelle aree delle nove città metropolitane (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 16-07-2008)

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(16/7/2008 19:45) | (Sesto Potere) - Roma - 16 luglio 2008 - Il Codice delle autonomie, messo a punto dal precedente governo per iniziativa dei ministri Amato e Lanzillotta, prevede l'applicazione di quanto contenuto già nella Costituzione e cioè l'istituzione delle aree metropolitane e delle città metropolitane. Il ministro Maroni, che intende portare il testo sul tavolo del Consiglio dei ministri entro il mese di settembre, ha spiegato, nel corso del question time alla Camera dei Deputati, che intende eliminare solo le province inutili, quelle cioè che rientrano nelle nove aree metropolitane previste. "Le province che rientrano in queste zone - ha riferito alla Camera - saranno sostituite dalle nuove realtà. Per le altre province, che svolgono funzioni importanti e insostituibili soprattutto nei confronti dei piccoli comuni, il programma di Governo non parla di abolizione". Il loro ruolo, invece, "deve essere rafforzato - ha detto - eliminando gli enti intermedi tra Comuni e Province che sono spesso una duplicazione di livelli di governo e una complicazione nella gestione del territorio". "Tutto ciò - ha assicurato Maroni - sarà fatto con la collaborazione delle comunità locali, dell'Anci e dell'Upi".

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Grido d'allarme dagli enti locali Finanze a rischio (sezione: Province)

( da "Adige, L'" del 17-07-2008)

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Le reazioni Grido d'allarme dagli enti locali Finanze a rischio ROMA - È un grido d'allarme dai toni drammatici quello lanciato ieri in ordine sparso dalle organizzazioni di rappresentanza degli enti locali. Nonostante le rassicurazioni della Ragioneria Generale dello Stato, l'Anci, per bocca del suo presidente Leonardo Domenici, ha spiegato senza troppi giri di parole che già nel 2008 i comuni italiani, "viste le mancate risposte da parte del governo sul mancato gettito Ici e sul taglio dei trasferimenti erariali", corrono il rischio di implodere. Il tutto mentre il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha annunciato l'abolizione delle province nelle aree metropolitane e la nascita contestuale delle "città metropolitane". Ad aprire il fuoco di fila di commenti sulla manovra è stato il presidente dell'Anci Leonardo Domenici: "se dovessero corrispondere al vero le tante voci che in queste ore si susseguono sugli emendamenti votati in Commissione Bilancio - ha spiegato - i Comuni non solo avranno difficoltà a mettere in piedi i bilanci per il 2009, ma addirittura rischiano di implodere già quest'anno, visto che mancano all'appello 1,5 miliardi di euro". A questo punto, ha auspicato Domenici, "vogliamo vederci chiaro, e penso sia opportuno che il governo spieghi esattamente come intende procedere". "La preoccupazione dei Comuni - ha ribattuto l'Anci - sta anche nella differenza fra i 2,604 miliardi di euro stanziati e i 3,7 necessari". Forti perplessità sono state espresse anche dall'Uncem (comunità montane) e da Legautonomie. 17/07/2008.

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Abolizione Province Logli cerca il Viminale (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Prato)" del 17-07-2008)

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PRIMO PIANO pag. 3 Abolizione Province Logli cerca il Viminale LA RICHIESTA IL PRESIDENTE della Provincia Massimo Logli ha chiesto un incontro al ministro dell'Interno Maroni per discutere del ruolo dell'ente in vista di una possibile creazione della città metropolitana di Firenze. L'incontro si potrebbe svolgere anche nel corso della prossima, probabile, visita in città del ministro. Scrive Logli: "Il confronto recentemente avviato sull'istituzione delle città metropolitane, in questo caso quella di Firenze, non può che essere colto con interesse e positiva valutazione. L'accelerazione di questo processo, nell'ambito della definizione del Codice delle autonomie locali, ha il pieno sostegno anche della nostra Provincia. E' evidente ? continua ? che la creazione della città metropolitana di Firenze ha rilevanza per tutta la Toscana centrale e quindi anche per il nostro territorio". Confermando la sua disponibilità al confronto, Logli chiede però il "pieno coinvolgimento della Provincia nella discussione". "Le comunità locali ? afferma infatti ? hanno tutto il diritto di esprimersi e di essere consultate per la valutazione di eventuali nuovi assetti istituzionali". Insomma, Logli ribadisce l'indirizzo recentemente espresso dal Consiglio provinciale. "E' proprio sulla base della rilevanza di questi temi ? scrive il presidente a Maroni ? che confermo la richiesta di un incontro". INTANTO, ieri alla Camera, il capo del Viminale ha confermato che il provedimento 'abroga-province' sarà congelato fino a settembre. Nel suo discorso, Maroni non ha comunque fatto riferimento a Prato, ma unicamente al capoluogo di Regione: a giudicare dalle sue parole, l'eventualità di comprendere la nostra provincia nella città metropolitana, sembra al momento non essere contemplata. "Prato ? ricorda Logli a Maroni ? è nata nel 1992 sulla base di una decisa battaglia popolare di diversi decenni. Non una questione di campanile, ma una forte esigenza di autonomia, fondata prima di tutto sulla rilevanza culturale ed economica che ha portato alla definizione di un assetto istituzionale di sicuro vantaggio per i cittadini e la comunità locale nel suo insieme".

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<Non toccate le comunità montane> (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 17-07-2008)

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Il presidente del consiglio regionale ha incontrato la giunta di Apindustria Vicenza guidata da Filippo De Marchi "Non toccate le comunità montane" Finozzi replica a Galan: "Volerne dimezzare il numero per risparmiare è una scelta irresponsabile" Vicenza"Le comunità montane non sono affatto enti inutili e volerne dimezzare il numero per una presunta esigenza di risparmio è una scelta irresponsabile". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Regionale Veneto, Marino Finozzi incontrando ieri la giunta di Apindustria Vicenza, guidata dal nuovo presidente Filippo De Marchi. "Le comunità montane - ha chiarito il presidente del Consiglio - sono istituzioni utili per la gestione del territorio e dei servizi in territori particolarmente disagiati e frammentati, dove i singoli comuni non potrebbero mai permettersi le professionalità, gli investimenti e gli interventi necessari". Replicando a distanza al governatore del Veneto Giancarlo Galan e alla Giunta di palazzo Balbi che stanno predisponendo un disegno di legge che riduce da 19 a 8 il numero delle comunità montane nel Veneto, il numero uno di palazzo Ferro-Fini ne contesta le motivazioni e l'efficacia: "Riconosco che in alcune zone d'Italia ci sono comunità che non hanno alcuna caratteristica montana - ha dichiarato il presidente del Consiglio veneto - ma l'incidenza del costo di questi organismi sul bilancio complessivo dello Stato è pari allo 0,22 per cento. La drastica abolizione di tutte le comunità montane o ancor più il semplice dimezzamento avrebbero quindi uno scarso effetto sul contenimento della spesa pubblica. Un politico responsabile deve guardare invece ai bisogni del territorio e saper offrire le giuste risposte, evitando di confondere enti utili con meri carrozzoni".Analogamente alle comunità montane Finozzi ha difeso anche il ruolo delle Province, purché siano dotate di precise competenze e di adeguate risorse: "Le Province - ha detto Finozzi agli imprenditori vicentini - sono un ente intermedio tra Regione e Comuni, indispensabile nel coordinare politiche sovracomunali come la gestione del territorio, dei rifiuti, dell'acqua. Se poste nelle condizioni di svolgere con efficienza le proprie funzioni, le amministrazioni provinciali possono garantire con efficacia e trasparenza la corretta gestione di tanti servizi oggi affidati a una pletora costosa e complessa di consorzi, municipalizzate e aziende speciali". Finozzi ha quindi auspicato che la riforma federalista messa in cantiere dal nuovo governo sia l'occasione anche per un'operazione di riordino dell'architettura istituzionale del Paese, al fine di introdurre autentico decentramento e vera sussidiarietà e superare quegli aspetti di conflittualità, di concorrenza tra enti, e quindi di spreco, creati dalla riforma del titolo quinto della Costituzione.

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<Lo Stato asfissiante deprime l'impresa Subito le riforme> (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-07-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 9 "Lo Stato asfissiante deprime l'impresa Subito le riforme" FEDERICO VECCHIONI SODDISFATTO Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura: "Molto innovativa l'iniziativa del premier" che ha riunito imprenditori e manager in una serata di confronto di LORENZO FRASSOLDATI ? ROMA ? "SERVE un colpo di reni, tornare a far correre lo spirito italiano, la nostra creatività, che ci ha sempre soccorso nei momenti difficili". E' un appello accorato, quasi da ultima spiaggia, quello che Silvio Berlusconi (assieme a mezzo governo) ha rivolto al gotha industriale ed economico italiano, riunito per 4 ore l'altra sera a Villa Madama. Le Borse traballanti per le difficoltà americane, il petrolio senza freni, la congiuntura europea, la stagnazione italiana: un mix esplosivo che il superministro dell'economia Tremonti paragona al crac dell'America del 1929. "Certo ? dice a Villa Madama Federico Vecchioni, presidente Confagricoltura ? il quadro è davvero fosco. Però ci sono due elementi che fanno guardare al bicchiere mezzo pieno". Quali? "Intanto la novità dell'iniziativa. Meglio una serata di confronto diretto, faccia a faccia, parlandosi chiaro, piuttosto che la solita concertazione asfittica e liturgica fra 20 o 30 sigle a palazzo Chigi. Poi il realismo del presidente Berlusconi che vede tutte le difficoltà e i problemi, ma che vuole reagire, non si rassegna. E chiede anche a noi di non mollare, di far emergere le nostre migliori qualità". Il mondo delle imprese cosa chiede? "Berlusconi è consapevole che abbiamo a che fare con uno Stato pesante, costoso, inefficiente, che andrebbe snellito, riformato dal profondo. Sia a livello istituzionale, sia agevolando il sistema produttivo soprattutto in proiezione export, sia riformando e tagliando la spesa pubblica". Facile a dirsi? "Certo, appena tocchi una categoria o un livello istituzionale, apriti cielo. Guardi cosa sta succedendo con l'abolizione delle Province". Vi rivedrete? "Certo, in autunno, con una agenda più precisa. Tutti comunque hanno apprezzato lo spirito dell'incontro, di esplicita attenzione alle esigenze concrete del sistema produttivo. Oggi una qualunque iniziativa imprenditoriale, dalle costruzioni all'agroindustria, deve fare i conti con strumenti urbanistici e di governo del territorio che impongono tempistiche decennali. Ma qui il mercato cambia ogni anno". Infine, l'agricoltura? "Siamo in piena emergenza. Mentre tutti chiedono all'agricoltura di tornare a produrre, in sede Wto si rischia un accordo che farebbe perdere all'Europa agricola 30 miliardi all'anno e 500mila posti di lavoro. Siamo accanto al ministro Zaia nella sua battaglia a Bruxelles. Poi restiamo mobilitati finchè non vedremo confermato nel maxi-emendamento annunciato dal Governo l'aumento delle risorse che consentano al settore di mantenere l'Irap all'1,9% e le agevolazioni fiscali e previdenziali per il 2009. Chiediamo soltanto di mantenere gli impegni presi con un settore produttivo che ha visto esplodere nell'ultimo anno i costi (energia, concimi, mangimi) e che rischia di essere l'unico a vedersi aumentare la pressione fiscale".

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La Tribuna del portavoce La regione naviga sulle acque mentre la provincia affonda (sezione: Province)

( da "Italia Oggi" del 19-07-2008)

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ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 171, pag. 6 del 19/7/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF     La Tribuna del portavoce La regione naviga sulle acque mentre la provincia affonda La vicenda legata alla gestione del consorzio di bonifica che vede contrapposte la regione Lazio, l'Ato4 e la provincia di Latina, si arricchisce ogni giorno di nuovi capitoli, per quella che sta diventando una telenovelas all'amatriciana. I fatti, a beneficio dei lettori di ItaliaOggi, li possiamo ricapitolare attraverso un breve intervento inviato alla stampa del presidente della provincia di Latina, Armando Cusani, il quale scrive: “Per senso di responsabilità, la giunta ha deliberato di far accreditare 500 mila euro al consorzio di bonifica affinchè saldasse le spettanze ai propri dipendenti. Vorrei rilevare nell'occasione, che nei mesi scorsi abbiamo tentato con scarsa fortuna di organizzare tavoli di concertazione con la regione Lazio, incontri che sarebbero stati propedeutici per giungere ad una soluzione condivisa del problema. Alle ripetute esortazioni la regione Lazio, con in testa l'assessore all'ambiente Filiberto Zaratti, faceva orecchie da mercante: non si presentava agli incontri e rispondeva con l'invio di un commissario ad acta. Alla luce di quest'inconcludente percorso, a tutela del servizio che il consorzio svolge e nell'interesse dei lavoratori impegnati, abbiamo chiesto alla regione Lazio di trasferirci le funzioni di difesa del suolo concernenti le attribuzioni dei consorzi di bonifica. Se questo succederà: A) i dipendenti non avranno più alcun problema sotto l'aspetto del pagamento dello stipendio; B) aboliremo l'odiosa tassa di bonifica. Per quanto riguarda la sospensiva concessa dal Tar del Lazio, ritengo sia una magra consolazione quella ottenuta dall'assessore Zaratti, perché l'iter giudiziario è ancora lungo. Entrando nel merito, la regione Lazio pretende, erroneamente per la provincia di Latina, che le spese di gestione e manutenzione dei canali di bonifica e delle acque superficiali (acque bianche) ricadenti nelle aree urbane siano poste a totale carico del Servizio Idrico Integrato e quindi sulle bollette del servizio fognature e del consumo idrico. Mentre la legge Galli e poi ancora quella regionale d'attuazione, escludono dalla gestione del servizio idrico integrato sia le acque superficiali sia le acque bianche, quelle cosiddette “piovane”. All'Ato4 spetterebbe, infatti, di pagare e contribuire solo in quei pochi casi in cui i depuratori dell'Ato4 confluiscono le acque depurate in taluni canali di bonifica e non per l'insieme della gestione e manutenzione ordinaria dei fossi e canali di bonifica, come pretenderebbe l'Assessore Zaratti. Questo, dunque, il vero motivo posto alla base del contenzioso in atto tra regione Lazio e provincia di Latina. In buona sostanza la regione vorrebbe scaricare le spese ordinarie di gestione della bonifica sulle spalle degli utenti del servizio idrico integrato, mentre la provincia di Latina sta cercando di tutelare sia gli interessi dei consumatori sia le legittime esigenze dei Consorzi di Bonifica, i quali devono essere sostenuti regolarmente dai finanziamenti previsti dalle leggi regionali di settore come, del resto, è sempre avvenuto nel passato lontano e recente. La sordità regionale e le posizioni ambigue assunte dall'Assessore Filiberto Zaratti e dall'Associazione Regionale dei Consorzi di Bonifica del Lazio, denotano un accanimento contro l'ATO4 e la società Acqualatina spa che, a dispetto degli ideologismi del centrosinistra e delle inchieste amministrative regionali “fasulle”, risultano essere esperienze riformatrici tra le migliori praticate in tutto il Lazio. Per difendere la posizione della regione Lazio è sceso in campo anche il presidente Massimo Gargano (Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica) il quale con una lunga “filippica” non affronta il reale problema in questione perché: 1) il presidente Cusani non ha mai chiesto alla regione Lazio l'abolizione dei consorzi di bonifica. Ha chiesto invece il trasferimento, alle Province, delle funzioni amministrative e finanziarie che sono attualmente esercitate dalla regione Lazio; 2) da diversi anni la Provincia di Latina sta svolgendo un vero e proprio ruolo di supplenza istituzionale nei confronti dei lavoratori dei consorzi di bonifica, anticipando, di fatto, centinaia di miglia di euro per il pagamento degli stipendi; 3) il contenzioso tra Ato4 – regione Lazio e provincia di Latina, non riguarda la sensibilità ambientale, la manutenzione e gestione delle opere e dei servizi di bonifica. A fronte di questa realtà l'intervento a “gamba tesa” del presidente Gargano appare fuori luogo e costituisce, nello stesso tempo, una grave caduta di stile istituzionale: inaccettabile per i lavoratori del settore e per gli stessi Consorzi di Bonifica della Provincia, verso i quali continuerà l'attenzione sociale e l'impegno politico-istituzionale del presidente Armando Cusani e della sua coalizione di governo di centro destra. Everardo Longarini Portavoce del Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani.

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Irpef ai Comuni, ci stanno in 50 Ma Palazzo Barbieri dice <no> (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 19-07-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-07-19 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Imposte Federalismo fiscale, i sindaci chiedono di trattenmere il 20% Irpef ai Comuni, ci stanno in 50 Ma Palazzo Barbieri dice "no" Tosi: la proposta non è praticabile subito VERONA - Ha fatto tappa a Verona il fronte dei sindaci veneti in lotta per una proposta di legge che trattenga il 20% dell'Irpef nelle casse dei propri comuni. Un movimento che, ieri, nell'auditorium di Villafranca ha raccolto consensi anche in territorio scaligero. In tutto una cinquantina di nuove adesioni incassate dai 98 comuni della Provincia a cui, entro la fine del mese dovrebbero aggiungersene altre venti. Un buon risultato, in linea con quello ottenuto dalle altre province della regione: 40 su 44 a Venezia, 90 su 121 a Vicenza, 75 su 104 a Padova, 67 su 95 a Treviso, 54 su 69 a Belluno e 45 su 50 a Rovigo. Una proposta, quella del movimento dei primi cittadini guidato dal vicesindaco di Crespano del Grappa Antonio Guadagnini e dal sindaco di Asolo Daniele Ferrazza, che ha trovato terreno fertile in un Veneto attraversato dalle richieste di federalismo economico della Lega e, adesso, anche del governatore forzista Galan. "Con una compartecipazione del 20% all'Irpef – hanno spiegato Guadagnini e Ferrazza – le amministrazioni otterrebbero risorse da 4 a 5 volte superiori a quelle attuali. In questo modo verrebbero compensati di quelle perse con il taglio dell'Ici e l'abolizione dei trasferimenti statali attuali". Degli 11 miliardi di Irpef pagati dal Veneto, infatti, solo il 48 per cento viene reinvestito sul territorio. Con questa proposta, invece, verrebbero riequilibrati i flussi di trasferimenti a vantaggio delle regioni più virtuose, e a cascata sui comuni. Nello specifico Verona guadagnerebbe 100 milioni di euro in più. Ma c'è chi dice no. Ed è un diniego politico di quelli pesanti. Nella provincia scaligera è proprio il capoluogo a fare un passo indietro: nessuna firma alla richiesta condivisa da più di altri 400 comuni. Lo ha fatto sapere ieri il sindaco Flavio Tosi. E per chi avrebbe potuto tacciare il suo "gran rifiuto" di "viltade" ha precisato: "Non firmo una cosa che non è praticabile nell'immediato. Mi spiego meglio. Questa proposta può indicare il traguardo futuro, ma non potrà diventare mai legge in breve tempo. Per il federalismo fiscale è necessario un percorso graduale da portare avanti insieme al governo nazionale ". Per il sindaco, semplicemente, i costi di una manovra del genere (più di 17 miliardi di euro) sarebbero insostenibili dallo Stato, se non prima di aver ridotto in modo drastico gli sprechi economici di alcune regioni. Nel mirino di Tosi la Sicilia, il Lazio e la Campania. "Per ora – conclude il sindaco del capoluogo – è importante che i nostri parlamentari veneti ci sostengano". Chi ha orecchie per intendere. Francesco Marchi L'incontro Tosi ha discusso con alcuni sindaci del Veronese ( Sartori).

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Province, la parola a maroni (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 21-07-2008)

Argomenti: Province

Pagina I - Torino Il ministro dell'Interno arriva a Bra: l'occasione per presentare il progetto delle nove città metropolitane Province, la parola a Maroni Ma la Lega delle autonomie dice no all'abolizione: inutile Tocca al ministro. Oggi a Bra sarà il titolare dell'Interno, Roberto Maroni, a dire se verranno rinviate le elezioni provinciali previste per il 2009. Una scelta legata alla nascita delle città metropolitane che, nelle intenzioni del governo, farebbero sparire le Province dei nove capoluoghi italiani più popolosi. Ipotesi che non manca di suscitare polemiche: "Per l'area Torinese - dice il presidente piemontese della Lega delle autonomie, Umberto D'Ottavio - la cosa migliore sarebbe lasciare tutto com'è". GRISERI A PAGINA IV.

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D'ottavio: "la soluzione migliore? lasciare la provincia, funziona bene" - paolo griseri (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 21-07-2008)

Argomenti: Province

Pagina IV - Torino L'intervista Assessore nella giunta di Saitta e presidente regionale della Lega delle autonomie spiega il suo no D'Ottavio: "La soluzione migliore? Lasciare la Provincia, funziona bene" PAOLO GRISERI Studiare, discutere, fare ipotesi "è utile e istruttivo. Ma, per favore, prima di agire, pensiamoci molto bene". Umberto D'Ottavio, presidente regionale della Lega delle autonomie, è molto scettico sulle ipotesi governative per superare le province con le città metropolitane. D'Ottavio, la sua posizione è prevedibile. Lei è assessore provinciale e molti penseranno che difenda semplicemente se stesso... "Che lo pensino pure. Ma credo di avere qualche motivo in più per sostenere i miei argomenti". Che cosa non la convince? "Nel caso specifico di Torino non vedo l'utilità della nascita della città metropolitana. Soprattutto se, come conferma anche Chiamparino, non è immaginabile abolire i comuni". Lei non crede che con la città metropolitana ci sarebbe un maggiore coordinamento tra i comuni dell'hinterland torinese? "Sono stato per molto tempo sindaco di Collegno. E posso garantirle che non c'è alcun bisogno di un nuovo ente per regolare i rapporti tra le città della cintura e il capoluogo. Sarebbe un ente perfettamente inutile". Chi svolge oggi quel compito di coordinamento? "Sembrerà strano ma la risposta è: la Provincia". Quella che si vuole abolire? "Esattamente". Dunque, secondo lei, non va cambiato nulla? "Io non so dare ricette per le altre realtà. è anche possibile che in certe situazioni la nascita delle città metropolitane possa essere utile. Ma nella situazione di Torino mi sembra che sarebbe semplicemente dannosa. La Provincia sta svolgendo da anni quel ruolo di coordinamento tra comuni grandi e piccoli che dovrebbe svolgere la città metropolitana. E ha il vantaggio di essere abbastanza flessibile da poter intervenire sia nei piccoli comuni di montagna che nei grandi agglomerati intorno alla città. Inoltre se la aboliamo non risparmiamo, anzi finiremo per spendere di più". Per quale motivo? "Perché una volta creata la città metropolitana sarà necessario creare una o più province per l'attuale territorio provinciale. Credo infatti che sia impossibile assegnare il Pinerolese e la val di Susa alla provincia di Cuneo e il Canavese a quella di Biella. Sarebbe una vera assurdità. Per questo dico: studiamo pure tutte le ipotesi ma fermiamoci prima di agire. Per evitare di compiere disastri di cui, un giorno, finiremmo per pentirci". Lei non crede che invece l'abolizione della Provincia finirebbe per aumentare il decentramento? "Potrebbe addirittura accadere il contrario: costringere tutti i comuni della cintura a perdere in tutto o in parte la loro sovranità a vantaggio del capoluogo aumenterebbe l'accentramento dei poteri. E rappresenterebbe una riduzione della democrazia sul territorio".

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Manovra: via libera della Camera, le principali novità (sezione: Province)

( da "Velino.it, Il" del 21-07-2008)

Argomenti: Province

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Manovra: via libera della Camera, le principali novità Roma, 21 lug (Velino) - Manovra d'estate al rush finale. Dopo aver ottenuto il voto di fiducia alla Camera il testo del decreto, una volta concluso anche l'esame degli ordini del giorno, si sposterà al Senato. Obiettivo: approvarlo prima della pausa estiva. Ad aver animato il dibattito sulla riforma in queste ultime ore è stato il giallo sugli statali. A scatenare l'ira dei sindacati quello che è sembrato essere un taglio di 400 milioni dei fondi accantonati per i rinnovi dei contratti pubblici per il triennio 2009-2011. Il governo ha garantito che i soldi dirottati sono altri e che le risorse per i contratti non vengono intaccate, ma i sindacati sono in allarme e promettono un settembre caldo e hanno minacciato lo sciopero. Il testo che conta è il Dpef con l'inflazione programmata all'1,7 per cento quest'anno e all'1,5 per cento nel 2009, “toccherà poi alla legge finanziaria quantificare e finalizzare le risorse necessarie, insomma definire la cifra che equivale a quegli obiettivi di inflazione”, ha detto il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che ha ribadito anche che non ci saranno tagli ai “premi” ma che fondi equivalenti o di più, provenienti dai risparmi sulle consulenze, saranno destinati a una nuova contrattazione di secondo livello che deve premiare il merito. Vediamo le principali voci della manovra. Il testo del maxiemendamento presentato dal governo ricalca nella sostanza quello uscito dalle Commissioni della Camera, salvo alcune modifiche. Partiamo da queste. SERVIZI PUBBLICI - Il governo cambia il testo relativo alle deroghe al nuovo regime di gare introdotto durante i lavori nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera con una modifica proposta dalla Lega e poi sottoscritta anche dal Pdl. Il testo dell'emendamento approvato in commissione prevede che “in deroga alle modalità di affidamento ordinario l'affidamento può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipate dall'ente locale, che abbiano i requisiti richiesti dall'ordinamento comunitario per la gestione in house”. Durante i lavori parlamentari era però stata inserita un'ulteriore deroga in favore di “società a partecipazione mista pubblica e privata anche quotate in borsa, partecipate dall'ente locale a condizione che il socio privato sia scelto mediante procedure a evidenza pubblica, nelle quali siano già stabilite le condizioni le modalità e la durata della gestione del servizio e le modalità di liquidazione del socio al momento della scadenza dell'affidamento del servizio”. A saltare nell'ultima versione del maxiemendamento è quest'ultima parte che viene interamente sostituita con un semplice riferimento al rispetto della normativa comunitaria. ASSUNZIONI E CONTRATTI A TERMINE - Torna l'obbligo per le imprese di comunicare l'assunzione il giorno prima dell'inizio del lavoro: è quanto prevede una “correzione” al maxiemendamento al decreto legge sulla manovra apportata dal governo e già annunciata ieri sera. Tale norma era stata modificata durante i lavori in commissione alla Camera: l'obbligo di comunicare l'assunzione veniva posticipato dal giorno precedente l'assunzione ai cinque giorni successivi. OBBLIGO E FORMAZIONE PROFESSIONALE - L'obbligo scolastico si assolve anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale. è quanto prevede un emendamento al decreto legge sulla manovra economica approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera e che è confluito nel maxiemendamento del governo. "L'obbligo di istruzione si assolve - si legge nel maxiemendamento - anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale (...) e anche nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale (...)". Si tratta di una modifica alla Finanziaria 2006 del relativo decreto attuativo sull'organizzazione scolastica. RIFORMA FINANZIARIA - Per quanto riguarda la riforma della manovra per il prossimo anno, fortemente contestata dall'opposizione, la norma contenuta nel maxiemendamento prevede che nel 2009 la Finanziaria contenga esclusivamente disposizioni attinenti al suo contenuto tipico, senza norme a sostegno dell'economia o di carattere ordinamentale, microsettoriale e localistico. TAGLI AI MINISTERI-ABOLIZIONE TICKET SANITA' - Sarà la sforbiciata – una nuova - di 300 milioni per il 2009 e 400 milioni per il 2010 e 2011 alle dotazioni dei ministeri a fornire la copertura per la quota dello Stato all'abolizione dei ticket nel 2009, 2010 e 2011 (400 milioni sugli 834 totali). è quanto, invece, emerge dalla relazione tecnica presentata dal governo al maxiemendamento. Nel dettaglio, si prevede che l'incremento di 400 milioni delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale comporterà, in termini di fabbisogno e indebitamento, un onere di 530 milioni per il 2009 e 450 milioni per ciascuno dei due anni successivi. Per il 2009, 120 milioni verranno dalla riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente, 60 milioni da riduzioni di autorizzazioni di spesa, 50 milioni dai tagli ai contributi dati dal ministero dell'Interno agli enti locali e, infine, 300 milioni per il 2009 e 400 per il 2010 e 2011 verranno attinti dal Fondo interventi strutturali di politica economica. Questa cifra viene girata al Fondo dall'incremento dei tagli lineari alle dotazioni dei ministeri. Quanto ai restanti 434 milioni che rimangono a carico delle Regioni, la relazione prevede che 7 milioni nel 2009, 13 nel 2010 e 20 nel 2011 derivino dalle riduzioni del 20 per cento ai compensi dei vertici delle aziende sanitarie; 70 milioni nei tre anni si ottengano con i tagli agli oneri degli organismi politici e apparati amministrativi regionali; infine, 357 milioni nel 2009, 351 nel 2010 e 344 nel 2011 sono coperti o da ulteriori misure di incremento della efficienza e razionalizzazione della spesa o dal ripristino dei ticket o altre forme di partecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. SICUREZZA - Via libera anche a maggiori fondi per la sicurezza (300 milioni in tutto). TAGLI STIPENDI SINDACI E CONSIGLIERI COMUNALI - Nella nuova formulazione per i comuni virtuosi il taglio non si fa. Lo si fa per i comuni non virtuosi, che sono circa il 10 per cento del totale, e in questo caso il taglio sale dal 20 al 30 per cento. Inoltre, diventano più rigorosi i finanziamenti per le comunità montane: in totale queste riceveranno 30 milioni in meno all'anno, dal 2009 al 2011. Ma, spiega Zorzato, "con un'ulteriore aggiunta, questo taglio sarà graduato in base all'altezza. Più le comunità saranno in alto e più la sforbiciata sarà leggera". ROBIN TAX - La cosiddetta Robin Hood Tax viene modificata. Resta l'addizionale Ires del 5,5 per cento per le società del settore petrolifero e dell'energia elettrica, ma sono soppresse l'ulteriore aliquota di produzione (royalty) a carico delle compagnie che estraggono idrocarburi e l'attribuzione allo Stato di una quota in barili pari all'uno per cento della produzione annua. Inoltre, il Fondo per i meno abbienti sarà alimentato dalle banche e non dai petrolieri, mentre la 'social card' collegata sarà concessa solo ai residenti di cittadinanza italiana. SOCIAL CARD - Il Fondo per i meno abbienti verrà alimentato dall'anticipo del recupero delle maggiori imposte sostitutive dovute dalle banche in attuazione di una sentenza Ue. Alla social card limitata ai cittadini affluiranno risorse anche dal fondo dei conti bancari dormienti. IMPRONTE DIGITALI PER TUTTI - Per tutti dal primo gennaio 2010. CASA - Il piano emergenza casa sarà esteso anche agli immigrati regolari a basso reddito, che però dovranno avere la residenza in Italia da dieci anni, e da cinque nella Regione. Il progetto prevede nuove case per famiglie a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni svantaggiate, studenti fuori sede e persone sottoposte a procedure esecutive di rilascio. FINMECCANICA - In caso di aumenti di capitale da parte di Finmeccanica la quota percentuale detenuta dalla Stato non potrà andare sotto il 30 per cento. 5 PER MILLE - La misura viene rinnovata nel 2009 e leggermente modificata: dall'anno prossimo, oltre al volontariato, la ricerca e il sociale, il 5 per mille dell'Irpef potrà essere destinato anche al sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche. Per il 2008 è prevista un'integrazione di 20 milioni. Complessivamente le risorse salgono a 400 milioni. AUTOTRASPORTO - Molte le novità nel settore. In particolare, vengono stanziati 116 milioni di euro spalmati sul 2008 (106,5 milioni) e il 2009 (9,5 milioni) a favore del Fondo per il proseguimento degli interventi. Inoltre, l'Osservatorio sulle attività di autotrasporto dovrà determinare mensilmente il costo medio del carburante per km di percorrenza. TAGLIO APPARATI PUBBLICI - Scatta una riduzione degli oneri degli organismi politici e degli apparati amministrativi regionali (soprattutto tagli a compensi, indennità e al numero dei componenti degli organi rappresentativi), e la soppressione di enti inutili, la fusione delle società partecipate, il ridimensionamento delle strutture organizzative. STRETTA CONSULENZE - Arriva un taglio del 50 per cento sulle spese per convegni, consulenze, pubblicità e spese di rappresentanza. PATTO STABILITà INTERNO - Le regole per il triennio 2009-2011 confermano in larga parte la disciplina del Patto di stabilità prevista per quest'anno, sia per la sfera di applicazione (comuni e province con più di cinquemila abitanti) sia per il vincolo considerato. STOP ASSUNZIONI ENTI LOCALI - In attesa di un Dpcm che stabilisca i criteri di virtuosità di regioni ed enti locali, sono sospese le assunzioni da parte degli enti locali non sottoposti al patto di stabilità interno. Fanno eccezione i comuni con meno di dieci dipendenti a tempo pieno. FONDO UNICO REGIONALE - Viene istituito il Fondo unico regionale, in cui saranno raccolti tutti i trasferimenti dello Stato alle Regioni, per agevolare la successiva trasformazione dei trasferimenti in compartecipazioni o quote di tributi erariali. Il Fondo sarà istituito al ministero dell'Economia e sarà operativo dal 2010. STRETTA ESENZIONI E PRESTAZIONI PRIVATI - Più verifiche sulle esenzioni sanitarie e maggiori controlli sulle prestazioni liberamente rese da erogatori privati. TAX CREDIT CINEMA - Viene ripristinato il credito d'imposta per favorire gli investimenti nel settore cinematografico. COLLABORAZIONE INPS-ENTRATE - L'Inps e l'Agenzia delle Entrate dovranno attivare uno scambio telematico mensile delle posizioni relative ai titolari di partita Iva e dei dati annuali riferiti ai soggetti che percepiscono utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione. COMITATO STRATEGICO - Viene istituito al ministero degli Esteri il Comitato strategico per lo sviluppo e la tutela all'estero degli interessi nazionali in economia. STUDI SETTORE - In funzione dell'attuazione del federalismo fiscale dal primo gennaio 2009 gli studi di settore verranno elaborati anche su base regionale o comunale sentite associazioni professionali e di categoria. FAS - Viene fissata la percentuale, almeno l'85 per cento, delle risorse del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) e del Pon (Piano operativo nazionale) che dovranno andare alle regioni del Mezzogiorno. BANCA SUD - Viene istituita la Banca del Mezzogiorno. TAGLIA-LEGGI - Viene posticipata l'entrata in vigore. Da 60 giorni dopo l'approvazione del decreto viene portata a 180 giorni. (Raffaella Malito) 21 lug 2008 19:37.

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La rivolta dei pensionati fungiatt Non vogliono pagare il tesserino (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 22-07-2008)

Argomenti: Province

CALOLZIOCORTE E OLGINATE pag. 5 La rivolta dei pensionati fungiatt Non vogliono pagare il tesserino Raccolte 800 firme contro il provvedimento della Comunità montana di GIANNI RIVA ? LECCO ? OCCORRE un tesserino per raccogliere funghi. La prima decorrenza risale al giugno 2007. Ad esclusione del Comune di Primaluna, che non ha accolto l'iniziativa, negli altri centri della Comunità montana Valsassina, Val d'Esino e Riviera è obbligatorio dotarsi del tesserino oppure esibire la ricevuta di versamento dell'importo imposto. La soluzione non piace al comitato spontaneo lecchese di cercatori di funghi, promotore di una protesta, tramite una raccolta di firme. L'INIZIATIVA ha avuto un ulteriore incremento nel contesto della "Sagra di Sant'Egidio" che si è conclusa nel quartiere della Bonacina. Oltre 800 le firme raccolte fino ad ora tra le persone che sostengono la petizione per l'abolizione della "tassa" annuale per gli appassionati cercatori di funghi, quantificata in 5 euro per i residenti e 25 per gli altri. Il portavoce del comitato Giovanni Perego residente nel quartiere di Olate, commenta: "Le firme sino ad ora raccolte confermano il successo dell'iniziativa, a dimostrazione che il problema è sentito, in particolar modo dai pensionati. Oltre ottocento persone per dire no a questa tassa inutile che ci penalizza e che non serve a nulla". Di parere contrario gli esponenti della Comunità montana che confermano la validità del regolamento: "Il danaro raccolto, frutto dei tesserini annuali, serve per le opere di riqualificazione ambientale boschiva. L'iniziativa rientra nella Legge regionale del 1997 e non è frutto del nostro ente". Il portavoce del comitato Giovanni Perego replica: "Sta comunque il fatto che per cercare i funghi si spende molto. Per raggiungere i luoghi dobbiamo muoverci con i mezzi. Ora un altro aggravio di spese che pesano su una misera pensione". La raccolta di firme verrà inviata, oltre che alla Comunità montana, alla Provincia e Comune di Lecco. "Questo affinché gli enti si adoperino per l'abolizione del tesserino perché da sempre il raccogliere i funghi è un diritto di tutti, appassionati e non", conclude il portavoce del comitato Giovanni Perego. CONTRARIO anche l'esperto micologo Claudio Valsecchi di Civate che aggiunge: "Sono contrario perché va contro la passione. Siamo giunti in un momento che per qualsiasi cosa, compreso quella di andare nei boschi a raccogliere i funghi, occorre pagare. Invece sarebbe meglio spiegare e dare informazioni in merito ai funghi che hanno diverse categorie e tipologie". Una particolarità. Il 28 agosto 2007 nel bosco di Val Boazzo furono due pensionati della Bonacina a trovare i due sacchi con i cadaveri delle romene Jona Luminita Dan e Jonela Dragan, torturate e uccise dai feroci aguzzini che sfruttano le prostitute dell'Est. Nelle firme raccolte nella petizione ci sono anche le loro.

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Ma la Cgil denuncia sfruttamento (sezione: Province)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-07-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-07-22 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'accusa Ma la Cgil denuncia sfruttamento Immigrati a Borgo Mezzanone FOGGIA - "Non bisogna abbassare la guardia perché il problema non è risolto e anzi le nuove regole introdotte dal governo Belusconi faciliterebbero il fenomeno del caporalato". Cosi il segretario territoriale della Cgil della provincia di Foggia, Nicola Affatato, che indipendentemente da quanto accaduto a Marina di Lizzano si dice preoccupato che l'arrivo in Capitanata di migliaia di braccianti agricoli stranieri (come Kabbab) per i lavori stagionali. "L'operazione Vaucher - secondo lo stesso Affatato - prevede l'abolizione degli obblighi previdenziali e l'abolizione del libro paga con la cosiddetta deregolamentazione dei registri d'impresa costituisce di fatto, la legalizzazione dello sfruttamento del lavoro". Luca Pernice.

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Il risiko di rosso le nuove province diventano tre - marco trabucco (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 23-07-2008)

Argomenti: Province

Pagina I - Torino La politica Il risiko di Rosso Le nuove province diventano tre MARCO TRABUCCO Un progetto per ridisegnare tutte le province del Piemonte che parta dall'"abolizione" di quella di Torino e dalla sua sostituzione con la città metropolitana. è quello che ha elaborato e presentato già da qualche tempo il parlamentare di Forza Italia Roberto Rosso che nel 2001 sfidò Chiamparino per la poltrona di primo cittadino e che è stato coordinatore regionale degli azzurri. Rosso è da tempo il "signore" di Vercelli, suo storico collegio elettorale. E proprio su suo suggerimento la provincia di Vercelli ha istituito una curiosa delega. SEGUE A PAGINA VII.

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Province, il risiko di rosso - marco trabucco (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 23-07-2008)

Argomenti: Province

Pagina VII - Torino Province, il risiko di Rosso Il parlamentare Pdl: Chivasso verso Vercelli, Alba e Bra con Asti MARCO TRABUCCO (segue dalla prima di cronaca) E' quella, davvero inedita, "ai nuovi confini provinciali". "Credo - spiega Rosso illustrando il suo progetto - che la creazione della città metropolitana a Torino debba essere l'occasione per riorganizzare tutte le province del Piemonte secondo una logica territoriale più coerente rispetto all'attuale". La proposta del parlamentare del Pdl prevede una radicale trasformazione della cartina della nostra regione: dell'attuale provincia di Torino, dovrebbe rimanere con il capoluogo, nella nuova città metropolitana, oltre a tutta la prima e la seconda cintura solo la valle di Susa. Pinerolo con le sue valli e Carmagnola verrebbero invece "cedute" a Cuneo; Ivrea e l'alto Canavese andrebbero invece e rimpinguare la "piccola" provincia di Biella, mentre il basso Canavese e Chivasso finirebbero con Vercelli. Che cederebbe però la Valsesia a Novara. Il risiko di Rosso non finisce però qui: Chieri infatti migrerebbe verso Asti, non da sola però: "Asti è il fulcro del mio disegno - spiega - quella infatti dovrebbe diventare la provincia centrale del Piemonte, non solo dal punto di vista geografico, ma soprattutto perché lì bisognerebbe riunire tutti i territori collinari della regione, che sono una delle nostre grandi ricchezze". Insomma un provincia del vino e dell'enogastronomia che metta insieme oltre all'attuale territorio, Alba e Bra (con Langhe e Roero), Acqui, Casale, e appunto Chieri: "Si pensi all'impatto che potrebbe avere un'area così coerente nel promuovere all'estero i nostri prodotti in tutto il mondo". Per Rosso infine si potrebbe pensare (ma anche lui sa che sarà quasi impossibile realizzare questa parte del progetto) a una riunificazione delle provincie di Novara e del Verbano Cusio Ossola: "Non ha senso che non solo il lago Maggiore, ma anche quello d'Orta siano divisi tra due diverse province". Il progetto Rosso però non trova particolari fans nello stesso centrodestra. Così come l'idea della nascita della città metropolitana di Torino. An piemontese non può dirlo apertamente, ma sembra non apprezzare in modo particolare l'iniziativa di Maroni e Davico. In Forza Italia un altro parlamentare, Osvaldo Napoli (ex sindaco di Giaveno) propone invece lo sdoppiamento della Provincia di Torino: da un lato la città metropolitana, con gli altri comuni dell'area consorziati in una provincia "circolare". Infine in Forza Italia c'è chi, sotto sotto, lavora per una moltiplicazione degli enti locali che faccia nascere una provincia di Pinerolo, una ad Ivrea e nel Canavese oltre alla città metropolitana. Insomma grande è la confusione al punto che lo stesso sottosegretario agli Interni Michelino Davico dice: "Le caratteristiche della Provincia di Torino sono in effetti molto particolari: ci sono le valli alpine, ci sono località che distano dal capoluogo quasi come Milano. Per questo dovremo valutare bene prima di decidere. E sentire tutti i territori e le loro esigenze". Davico è fermo nell'escludere una proliferazione di nuove province: "La nostra idea è di ridurre costi e burocrazia, quindi certo la nuova città metropolitana non può far nascere nuovi enti locali a Ivrea e Pinerolo. Il sottosegretario però fa anche un'ipotesi: "Si potrebbe pensare ad esempio a un processo graduale in cui per Torino la nascita della città metropolitana (come organismo di secondo livello) non coincida con l'abolizione immediata della Provincia per consentire un passaggi morbido".

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L'ABOLIZIONE dell'Ici sulla prima casa attuata dal governo Berlusconi m (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 23-07-2008)

Argomenti: Province

FORTE DEI MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag. 13 L'ABOLIZIONE dell'Ici sulla prima casa attuata dal governo Berlusconi m... L'ABOLIZIONE dell'Ici sulla prima casa attuata dal governo Berlusconi mette il cappio al collo al comune per i pagamenti ai fornitori, mentre sarebbero al sicuro i settori chiave. E' stato infatti di ben 360.000 euro il gettito incassato in meno al 26 di giugno a causa dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa, e l'allarme aumenta soprattutto se si considera che il comune di Seravezza ha già portato al massimo l'Ici sulla seconda casa. Quale settore risentirà dei soldi in meno in cassa? Il sindaco Ettore Neri rassicura sui settori chiave, ma lancia l'allarma per le aziende dei fornitori, che potrebbero rischiare, in alcuni casi, anche il fallimento: "Il mancato gettito derivante dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa crea innanzitutto la difficoltà nei pagamenti nei confronti delle aziende fornitrici del comune. Sono loro i primi a essere colpiti dalla riduzione della disponibilità in cassa. Non corrono invece rischi immediati i vari settori comunali". NERI dunque rassicura su eventuali tagli ai settori in conseguenza dei quasi quattrocentomila euro in meno incassati alla data del 26 giugno scorso. Anche perché aspetta, come gli altri sindaci, che il Governo rimborsi il minore gettito:" Abbiamo meno soldi in cassa, quindi il Governo deve decidere in tempi rapidi.Hanno rassicurato i comuni circa il rimborso: ci dicano quando, anche perché qui ci sono aziende che già a settembre rischiano di chiudere". Nel documento finanziario della responsabile del settore tributi, che parla del mancato gettito Ici, si spiega anche che la sanzione prevista in caso di sforamento del Patto di stabilità nel 2008 è l'applicazione di uno 0,3% in più sull'Irpef. Neri però rassicura:" Al 99% ci sarà il rispetto del patto quest'anno, e le sanzioni valgono solo per chi non rispetta il tetto di spesa. Tetto che però, se rispettato, ci obbliga anche a rimandare i pagamenti. E' quindi una legge folle, che impedisce ai comuni di pagare i fornitori alla scadenze prefissate". Gabriele Arcangelelli.

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Lavoro, allarme sicurezza (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 23-07-2008)

Argomenti: Province

Il rischio è che possano essere ridotti i controlli nei cantieri e nelle fabbriche della provincia Lavoro, allarme sicurezza A lanciarlo le organizzazioni sindacali dopo il taglio dei Comitati paritetici Pordenone No all'abolizione dei comitati consultivi provinciali dell'Inail: è la protesta del sindacato contro il provvedimento governativo che ha previsto di tagliare (inserendolo tra le norme da abrogare con il decreto 112 di quest'anno) i comitati misti paritetici che si occupano anche di prevenzione e di sicurezza sul lavoro. Un tema piuttosto caldo, in particolare in regione e in provincia dove i dati sugli infortuni nei luoghi di lavoro continuano a essere piuttosto alti rispetto alle medie nazionali. L'obiettivo dell'operazione è quello di tagliare le spese. Ma i componenti del comitato provinciale (ne fanno parte rappresentanti di imprese, sindacati e istituzionali) sottolineano che la partecipazione alle attività è a titolo gratuito in quanto non è previsto alcun gettone di presenza. L'attività è esclusivamente di tipo consultivo, ma nell'ultimo periodo si operava anche sul fronte della prevenzione.A pagina II.

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Le province da salvare - michele mongiovì (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 24-07-2008)

Argomenti: Province

Pagina XV - Palermo Le Province da salvare MICHELE MONGIOVì L'abolizione delle Province è un argomento sul quale i giornali si soffermano molto volentieri, con una preferenza quasi totale per chi ne chiede l'abolizione. In realtà il problema non è molto conosciuto. Anche "La Repubblica" il 25 giugno ha pubblicato un articolo di un valido funzionario che nel passato ha dato un valido contributo all'attività dell'Unione regionale delle province siciliane. Non voglio entrare nel merito delle vicende che hanno portato all'approvazione degli articoli 15 e 16 dello statuto della Regione perché non ritengo che abbiano valore per giudicare l'attività successiva della Regione siciliana sulla loro applicazione. In merito alla definitiva approvazione della legge regionale 9 del marzo 1986 deve convenirsi che l'apporto dell'Unione regionale delle province siciliane è stato preminente, con la elaborazione del testo elaborato da una commissione di cui facevano parte Leoluca Orlando, Antonino Romano (docente di Diritto costituzionale all'università di Palermo), Alessandro Migliaccio (direttore dell'assessorato Enti locali), Sergio Mattarella e altri. Alcuni dei componenti di tale sottocommissione facevano parte anche della Commissione dell'Ars che ha elaborato il Ddl poi approvato a Sala d'Ercole. Ma va detto che tutto il lavoro dell'Urps e dell'Ars è stato preceduto dai lavori di una commissione speciale nominata dal governo regionale presieduto da Angelo Bonfiglio di cui facevano parte costituzionalisti di fama mondiale, Ottaviano, Silvestri, Virga, Martines, Pototshnig, Cassese, Barcellona, Rey, Barbera, Roversi-Monaco, D'onofrio, Bassanini, Corso, Riggio, Teresi. Quella legge è in perfetta sintonia con il risultato di tale consesso che all'unanimità si era pronunziato per la creazione di una istituzione intermedia tra la Regione e i comuni. Problemi che riguardano l'area vasta non possono essere applicati da ogni singolo comune in modo possibilmente diverso, né in sede regionale, troppo lontano nei riguardi di chi deve beneficiare delle disposizioni. Facciamo un esempio. La legge 22 del 1986 sui servizi assistenziali ha assegnato ai comuni la responsabilità dei ricoveri dei ciechi e sordomuti, ma dopo alcuni anni a seguito di energiche proteste degli istituti interessati, l'Ars ha dovuto modificare la legge, tornando ad attribuire alle province la competenza. Nell'articolo del 25 giugno si sostiene che la legge 9/86 è stata un compromesso che solo apparentemente rispetta il dettato statutario, ma che di fatto invece allinea l'ente intermedio siciliano a quello previsto nel resto del Paese. Questa dichiarazione è assurda. In realtà la legge 9 è servita da esempio in sede nazionale, tanto che la legge 142 del 1990 che regolamenta gli enti locali in sede nazionale riporta in molte parti disposizioni prelevate dalla legge siciliana. La quale prevede una collaborazione intensa ed efficace con i comuni. è previsto che le province regionali concorrono alla determinazione degli obiettivi e delle scelte dei piani e dei programmi socio-economici della Regione, coordinando a tal fine le esigenze e le proposte dei comuni. è previsto che il piano provinciale di sviluppo economico-sociale tenga conto "delle risultanze dell'assemblea generale dei sindaci dei comuni da tenersi annualmente". è previsto che la provincia regionale può provvedere alla gestione degli interventi e dei servizi di competenza dei comuni d'intesa con gli organi comunali, e che la provincia può delegare ai comuni l'esercizio di funzioni amministrative ritenute di interesse locale. è pure previsto che i comuni possono avvalersi degli uffici tecnici delle province regionali. Questi pochi esempi dovrebbero spingere i politici a rivedere spesso la legge 9 per poterla applicare sempre meglio. Per quanto riguarda poi eventuali provvedimenti legislativi, in sede nazionale c'è da rilevare che la situazione siciliana può essere modificata solo con un provvedimento di carattere costituzionale, poiché la creazione del libero consorzio, denominato Provincia regionale, è solo la realizzazione di un preciso dettato costituzionale contenuto negli articoli 15 e 16 dello statuto della Regione siciliana. L'autore è direttore dell'Unione regionale province siciliane.

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SOCIETA'. "L'Abolizionista del 2008" è Romano Prodi. Nessuno tocchi Caino consegna il premio (sezione: Province)

( da "HelpConsumatori" del 24-07-2008)

Argomenti: Province

News SOCIETA'. "L'Abolizionista del 2008" è Romano Prodi. Nessuno tocchi Caino consegna il premio 24/07/2008 - 17:06 E' stato Romano Prodi a ricevere, quest'anno il premio "L'Abolizionista dell'anno 2008" promosso da Nessuno tocchi Caino come riconoscimento alla personalità che si è impegnata più di ogni altra sul fronte della moratoria delle esecuzioni capitali e dell'abolizione della pena di morte. L'ex Presidente del Consiglio il 18 dicembre 2007 ha portato all'approvazione, durante la 62esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Risoluzione per la moratoria delle esecuzioni, presentata dall'Italia e co-sponsorizzata da 86 Governi di Paesi rappresentativi di tutti i continenti. L'approvazione della Risoluzione, che chiede agli Stati membri dell'Onu di "stabilire una moratoria delle esecuzioni, in vista dell'abolizione della pena di morte", rappresenta il coronamento di una campagna condotta per oltre 15 anni da Nessuno tocchi Caino e dal Partito Radicale Nonviolento che, dallo scorso hanno, hanno deciso di coinvolgere parlamentari, governi e opinione pubblica di tutto il mondo. Nel 2007 e nei primi 6 mesi del 2008 i dati del Rapporto 2008 "La pena di morte nel mondo", presentato oggi a Roma da Nessuno tocchi Caino, hanno confermato l'evoluzione positiva verso l'abolizione della pena di morte, in atto nel mondo da oltre 10 anni. Oggi sono 148 i Paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge o in pratica; 95 di questi sono i Paesi totalmente abolizionisti; 8 gli abolizionisti per crimini ordinari; 3 quelli che attuano una moratoria delle esecuzioni; 41 gli abolizionisti di fatto, che non eseguono, cioè, sentenze capitali da oltre 10 anni. La Russia attualmente attua una moratoria delle esecuzioni, ma è impegnata ad abolire la pena di morte. I Paesi che mantengono la pena di morte sono passati dai 54 del 2005 ai 49 del 2007; il numero di quelli che continuano a ricorrere alle esecuzioni capitali, nel 2007, è sceso a 26. Ciò nonostante il numero delle esecuzioni nel mondo è aumentato: nel 2007 ce ne sono state 5.851, a fronte delle 5.635 dell'anno precedente. Quest'incremento è dovuto soprattutto al picco di esecuzioni registrate in Iran, dove sono aumentate di un terzo, e in Arabia Saudita, dove si sono quadruplicate. L'Asia resta il continente dove si pratica la quasi totalità della pena di morte nel mondo. In Cina vi sono state almeno 5mila esecuzioni. Gli Stati Uniti restano l'unico Paese del continente americano ad avere la pena di morte: nel 2007 le persone giustiziate sono state 42. In Africa la pena capitale è stata eseguita, nel 2007, in 7 Paesi: Botswana, Egitto, Etiopia, Guinea Equatoriale, Libia, Somalia e Sudan. Il premio conferito oggi a Romano Prodi ha voluto ricordare anche l'approvazione da parte del Governo italiano della legge che ha cancellato dalla Costituzione ogni riferimento alla pena capitale e, con ciò, ogni possibilità di una sua reintroduzione nel nostro Paese. "L'Abolizionista dell'Anno 2008" è stato rappresentato da un'opera in bronzo creata appositamente dall'artista Massimo Liberti, che raffigura una Terra a forma di palloncino sul quale sono seduti dei bambini per volare in alto e guardare lontano. 2008 - redattore: GA.

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Se si penalizza torino nel nome delle correnti di partito - sergio chiamparino* (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 25-07-2008)

Argomenti: Province

Pagina XV - Torino SE SI PENALIZZA TORINO NEL NOME DELLE CORRENTI DI PARTITO SERGIO CHIAMPARINO* D'altra parte questo è solo l'ultimo di una serie di interventi di dirigenti locali del Pd che per tenere fede e fermi equilibri tra correnti e componenti di partito dimenticano, tra le altra cose, che il Pd ha fatto una campagna elettorale con un programma che proponeva e propone l'abolizione delle province e la loro sostituzione con le città metropolitane. Trascurando poi, non solo e non tanto l'opinione che da più parti ha individuato proprio nell'ambito metropolitano e nella unificazione di comune capoluogo e provincia il luogo della semplificazione amministrativa e decisionale, ma, soprattutto, ignorando che in tutt'Europa le aree metropolitane che - mediamente sono considerate tali quelle tra 500 mila e un milione di abitanti e rammento che Torino ne ha 900 mila solo come capoluogo - sono il luogo dove si concentrano le risorse strategiche per lo sviluppo e le contraddizioni dello stesso e che quindi è considerata prioritaria dai più l'esigenza di dare a tali realtà soggetti istituzionali di rappresentanza e governo più forti. Né vale l'argomento che Torino è diversa perché ha le montagne e le valli, sia perché è evidente a tutti che Torino è il centro di gravitazione economica e sociale dell'intera provincia sia perché il meccanismo di formazione della Città metropolitana potrà essere solo a base volontaria e quindi, per poter scegliere, i singoli comuni che come il comune capoluogo manterranno inalterati gli attuali poteri, funzioni e simboli hanno bisogno di sapere cosa possono avere in più o in meno rispetto a quello che hanno ora. Infine una notazione politica. Spero e lavoro perché in questa legislatura si arrivi davvero all'approvazione di una riforma federale dello Stato Italiano che, fra le altre cose, permetta e stimoli la costruzione di alleanze per il governo locale che privilegino la capacità di aderire ai bisogni e alle domande dei territori anziché gli equilibri fra correnti e partiti nazionali e locali. * sindaco di Torino.

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Raccolta firme anti-Province (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-07-2008)

Argomenti: Province

Iniziativa del Fronte friulano Raccolta firme anti-Province "Troppi costi inutili" UdineIl Fronte Friulano rilancia l'appello per l'adesione alla campagna di raccolta firme per l'abolizione delle Province. Secondo un'elaborazione dei dati del Ministero degli interni, aggiornati al 12 ottobre 2007, il numero complessivo degli amministratori e degli eletti dell'ente territoriale Provincia risulta sfiorare le 4.000 unità di cui circa 2900 consiglieri, circa 50 tra Presidenti e vicepresidenti, circa 100 presidenti della Giunta, oltre 900 assessori."Il costo annuale dei soli compensi di questo "esercito" di eletti - si legge in una nota diffusa ieri dal movimento autonomista - è superiore a 50 milioni di euro considerando che la retribuzione mensile di un presidente varia tra 4.000 e 7.000 euro (a seconda del numero di abitanti della provincia considerata), quella di un vice-presidente tra 3.000 e 5.200 euro, quella di un assessore tra 2.700 e 4500 euro, cui si devono aggiungere i gettoni di presenza dei semplici consiglieri. A questi vanno aggiunti i costi relativi alla gestione degli organi elettivi: edifici, personale specifico, auto "blu", rimborsi, spese di rappresentanza, che portano ad oltre il doppio il costo del mantenimento dei soli organi elettivi. Ancora, a questi vanno aggiunti tutti gli ingenti costi relativi a strutture, dirigenti, non necessari in caso di spostamento delle funzioni a enti già esistenti".I friulanisti di Federico Simeoni fanno poi notare "in base ai dati pubblici disponibili relativi ai bilanci, la somma delle sole spese correnti delle oltre cento province italiane si aggira attorno ai 10 miliardi di euro all'anno; considerando le spese in conto capitale le spese superano i 20 miliardi di euro all'anno. Dall'analisi dei bilanci la fetta più consistente di queste spese serve al mantenimento dell'ente stesso (personale, affitti, bollette, spese di rappresentanza, parco auto,..); pertanto il costo per produrre servizi effettivi è molto elevato (e quindi molto bassa l'efficienza)".Il Fronte Friulano invita dunque tutti i cittadini a lasciare la propria firma presso i municipi di Udine, Tavagnacco, Tricesimo, Martignacco, Campoformido, Povoletto, Attimis, Faedis, Sauris, Ampezzo, Socchieve, Enemonzo, Trivignano Udinese, Santa Maria la Longa, Bicinicco, San Pietro al Natisone, San Leonardo.

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La Lega reclama il federalismo a scuola (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-07-2008)

Argomenti: Province

Pietro Fontanini, prossimo segretario regionale del Carroccio: "Chiederemo a Roma le competenze su tutti i livelli" UdineSe non parla già da segretario nazionale del Carroccio Friuli Venezia Giulia, "perché io ho rispetto dei delegati", di certo ha già le idee molto chiare nel caso, praticamente certo, che il Congresso della Lega Nord domenica lo designi a guidare il partito: conquistare buona parte dei 143 enti locali che nel 2009 andranno al voto; difendere senza riserve il "pacchetto sicurezza" messo a punto dall'assessore leghista in sede regionale; far sì che Roma trasferisca quanto prima al Friuli Venezia Giulia la competenza primaria sulla scuola di ogni ordine e grado.Pietro Fontanini, leghista della prima ora, attuale presidente della Provincia di Udine dopo essere stato presidente della Regione, senatore, deputato e sindaco, il 27 luglio potrebbe riportare definitivamente alla Lega la guida politica persa a causa del segretario Marco Pottino che, passato a Forza Italia, l'ha consegnata ai commissari Fulvio Follegot e Manuela Dal Lago.Fontanini, il commissariamento che sta per concludersi non è stato l'unico nella storia della Lega regionale, punteggiata da attriti. Come terrebbe a freno nuove ondate di litigiosità?"Il commissariamento è stato conseguenza di un fatto gravissimo, il segretario Pottino passò ad altro partito. Ora c'è più serenità di un tempo. Siamo diventati partito di governo, concentrati sul concreto piuttosto che sui personalismi".Con quale mission?"Dimostrare che siamo in grado di governare seriamente. La Lega in regione ha ottenuto il terzo risultato della Padania, ma ci sono i margini per crescere. Dopo la Regione e la Provincia di Udine, nel 2009 dovremmo vincere in quella di Pordenone e acquistare terreno fra i Comuni, dove siamo sottoquotati. Ne abbiamo solo 3 nell'Udinese".In Regione, però, pare che al Pdl stia stretto qualche "diktat leghista", come lo hanno definito. Soprattutto i 16 milioni di euro previsti per la sicurezza."Approfondirò. Di certo 16 milioni non sono una cifra stratosferica. Soprattutto, però, noi dobbiamo rispondere ai cittadini, che ci hanno detto a chiare lettere di risolvere il problema sicurezza. Lo abbiamo fatto al centro, con la legge varata mercoledì, ora dobbiamo agire a livello regionale. Non farlo sarebbe massima incoerenza. Impossibile".Ma i Comuni protestano contro i trasferimenti vincolati. Si lede la loro autonomia, sottolineano."Ribadisco, qui non si tratta di ledere l'autonomia, ma di coerenza con quanto i cittadini hanno chiesto nell'urna. Non è un mistero, poi, che l'Anci sia guidata da una parte politica che non è la nostra. Critica la sicurezza, ma ci sono soldi vincolati anche per l'edilizia scolastica".Con il Pdl fate pace grazie alla bozza della nuova legge sul commercio che, tra l'altro, blocca a 29 le aperture domenicali?"E' una buona proposta. Questa regione non è Disneyland. Siamo sempre stati contrari alla liberalizzazione delle aperture. I lavoratori la domenica devono poter riposare. Sì, inoltre all'abolizione del reddito di cittadinanza e della legge sull'immigrazione di Antonaz, come pure al tutore dei minori e al giudice di pace. Nel primo caso c'è già il Tribunale dei minori, nel secondo si elimina una figura che di fatto non ha poteri".Per l'università, ha salvato l'idea della fondazione, purché ve ne fossero due, una per ateneo. Tondo si è "adeguato", sconfessando un suo assessore. Lo ha convinto lei?"No. Forse il presidente ha letto le mie argomentazioni e ha recepito. Del resto questa è una questione su cui non si può scherzare. Sarebbe stato un grave errore procedere sulla fondazione unica".Sostenuta dall'assessore Alessia Rosolen."Che sarebbe opportuno si confrontasse, prima di esprimersi".Come dire che i "dicktat" leghisti in seno alla maggioranza esistono per davvero?"Nella coalizione noi ci stiamo in maniera coerente, conforme al programma sottoscritto. Se si dovesse derogare senza accordo preventivo, non andrebbe per niente bene".Le poste irrinunciabili?"Il federalismo, con più poteri a Comuni e Province. Con Roma dobbiamo risolvere la partita della quota Irpef-pensionati e chiedere subito la competenza sulla scuola, per tutti i livelli. A questa dovrà aggiungersi quella sui beni culturali e ambientali".Antonella Lanfrit.

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Richiami vivi: è scontro su anellini e gabbie (sezione: Province)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-07-2008)

Argomenti: Province

Provincia pag. 32 Richiami vivi: è scontro su anellini e gabbie Non c'è solo il capitolo della caccia in deroga a causare gli attacchi del mondo ambientalista nei confronti della Regione, accusata in pratica di aver aggirato una bocciatura legislativa riproponendo un provvedimento sostanzialmente identico a quello censurato dalla Corte Costituzionale. Lo scontro prosegue infatti anche a proposito della gestione degli uccelli da richiamo. La "tracciabilità" dei richiami vivi utilizzati per la caccia all'avifauna migratoria, viene infatti sottolineato, è un fondamentale per impedire il traffico illegale degli stessi. Che nel Bresciano è fiorentissimo; come è stato nuovamente dimostrato nei mesi scorsi dal sequestro di un roccolo autorizzato dal Broletto a Capriolo e dalla denuncia di quattro presunti allevatori autorizzati dalla Provincia (che operavano a Brescia, a Concesio e a Passirano). E OLTRE ALLA RICHIESTA di regole davvero serie in campo diciamo così "anagrafico", le associazioni ambientaliste e animaliste chiedono da tempo l'ampliamento delle dimensioni delle gabbie utilizzate per i "presicci" (che sono piccolissime) almeno durante i lunghi mesi di detenzione al chiuso di tordi, merli e cesene (per citare qualche specie). Per questo motivo, nell'estate dello scorso anno Wwf, Gruppo ornitologico lombardo, Lega abolizione caccia e Legambiente avevano impugnato davanti al Tar della Lombardia un decreto a tema della giunta regionale lombarda. STIAMO PARLANDO del regolamento attuativo di alcuni passaggi della legge regionale 26 del '93: un provvedimento diventato operativo nel 2003, e che in sostanza ha reso molto più semplice lo "spostamento" da un esemplare all'altro delle fascette di identificazione (mentre la legge quadro nazionale afferma la necessità di utilizzare anellini inamovibili, e l'obbligo di consegnare alle province ogni uccello da richiamo morto per l'eventuale "sostituzione"), e che in più ignorava le indicazioni fornite dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica relative alle dimensioni delle gabbie. L'Infs ha infatti avallato tempo fa l'uso delle micro gabbiette tradizionali solamente per le operazioni di trasporto dei volatili dal ricovero abituale al capanno, chiedendo però l'impiego di contenitori più grandi per la stabulazione; che dura per molti mesi all'anno. Almeno per consentire agli animali di aprire e muovere le ali; una cosa impossibile con le ridottissime misure "standard". Cosa è successo? Il Tar ha dato ragione ai ricorrenti su entrambi i fronti, annullando gli articoli del regolamento incriminati. Ma per tutta risposta, il mese scorso la Regione ha nuovamente modificato la legge 26, ignorando la bocciatura del Tar sugli anellini (che infatti non viene neppure citata nell'ultimo aggiornamento), e affermando che "...per le specie di uccelli da richiamo la stabulazione, il trasporto e l'uso possono effettuarsi nella stessa gabbia (ovviamente piccola) per tutto l'anno". "COSÌ FACENDO - commentano Katia Impellittiere del Wwf e Graziella Zavalloni della Lac - si continuerà a rendere facilissimo il traffico illegale degli uccelli, perchè ogni capannista potrà semplicemente comunicare alla Provincia la rimozione delle fascette. Le perquisizioni attuate nei mesi scorsi nel Bresciano hanno permesso di scoprire anche centinaia di anellini "riciclati" e manomessi, rimossi da volatili forniti dai centri di cattura ufficiali e inseriti sulle zampe di esemplari catturati con le reti illegali. Per quanto riguarda poi le dimensioni delle gabbie, la Regione ha dimostrato il suo totale disinteresse per una gestione anche solo vagamente etica della fauna selvatica". P.BAL.

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E il pd cerca di superare le divisioni (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 27-07-2008)

Argomenti: Province

Pagina VIII - Torino E il Pd cerca di superare le divisioni Il programma del Pd si può cambiare La difesa della attuale Provincia di Torino o l'ipotetica e futura città metropolitana non sono temi riconducibili agli equilibri di corrente. Mi spiace che l'amico sindaco Chiamparino lo riduca ad una piccola disputa di cortile all'interno del Pd piemontese. Del resto, è noto a tutti che assessori provinciali come D'Ottavio o la stessa presidente Bresso ? entrambi autorevoli esponenti della corrente cui appartiene Chiamparino ? nonché molti sindaci della stessa prima cintura torinese sono concordi nel mantenere l'attuale provincia di Torino. E ciò non per motivi di corrente ma perché è semplicemente ridicolo che la città metropolitana coincida con l'attuale provincia di Torino. Insomma, il programma elettorale del Pd non è un dogma intoccabile. Se una indicazione programmatica è sbagliata e politicamente non percorribile è bene discuterne e confrontarsi. Partendo però dai contenuti e non da astratti equilibri di corrente perché, come si vede concretamente, tutto si può dire tranne che una corrente ? su questo tema - la pensi in modo unitario, granitico e coeso. Giorgio Merlo Deputato Pd L'importante è ridurre i costi Dopo avere letto il bell'articolo di Luigi La Spina su "La Stampa" e l'intervento del sindaco Chiamparino su "Repubblica" mi viene un dubbio. Pensiamo allo scarso credito di cui oggi noi politici godiamo nel paese. Sono sensati i dubbi di La Spina su una certa tendenza (per la verità non solo italiana) alla moltiplicazione dei centri di potere e non alla loro riduzione ed su un'altra tendenza (anche questa non solo italiana) a pensare al proprio personalissimo futuro assoggettandovi le riflessioni sul "bene comune". Ritengo che siano sensate anche le riflessioni del sindaco sull'importanza di una riforma federale dello stato e sull'opportunità di concentrare una ingente massa di risorse su un'area vasta che veda al suo centro Torino, ma i cui confini travalicano ampiamente quelli della provincia se si vuole esser competitivi a livello europeo. Altresì ritengo sensatissimi i dubbi di quanti sono terrorizzati da una moltiplicazione dei costi per la collettività e anche da una oggettiva maggiore disomogeneità della provincia di Torino e di quella di Bologna rispetto alle altre in cui sarebbe prevista l'istituzione della città metropolitana. E' un argomento da affrontare nelle sedi opportune, con la dovuta serietà e facendo capire ai cittadini che il risultato cui si punta è davvero una riduzione dei costi della politica ed una migliore opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Marco Calgaro Deputato Pd Difendiamo i Comuni La discussione sulla Città metropolitana va affrontata senza accuse di secondi fini. La Provincia di Torino è molto diversa da altre, quali Milano, Roma, Napoli. Da noi la città di Torino conta solo poco più di un terzo della popolazione della provincia e, anche considerando la prima cintura, resta un vasto territorio, per la gran parte collinare e montano, poco abitato, comprendente centinaia di comuni. Mi pare difficile pensare che un'area così diversa possa trovare sintesi in un unico livello amministrativo. Si rischierebbe di privilegiare la capitale e di non rappresentare adeguatamente i territori di confine. Che fine farebbero i municipi, allora? I Comuni sarebbero aboliti, diventando circoscrizioni della Città metropolitana? E la stessa Città di Torino resterebbe città, diventerebbe una municipalità o rimarrebbero le sole sue circoscrizioni? Tutto ciò nulla toglie all'esigenza di razionalizzare la gestione dei servizi pubblici locali, specie incentivando fortemente la gestione associata tra comuni, ma ciò può avvenire anche senza modificare gli attuali assetti. Ultimo aspetto: Chiamparino, non si domanda mai se, dietro la determinazione del governo Berlusconi a sopprimere le nove Province "metropolitane", ci sia anche il fatto che sono tutte attualmente governate dal centrosinistra? Stefano Lepri Vicecapogruppo Pd Consiglio regionale Ci vuole una scelta unica Il Pd deve fare chiarezza sulla propria posizione sulla delicata vicenda delle aree metropolitane. Basta con le posizioni personali. Il gruppo Pd della Provincia a settembre creerà le occasioni per unificare la posizione, organizzando un convegno al quale inviterà tutti i soggetti interessati, sindaco, Mercedes Bresso e Antonio Saitta compresi. Su un tema come questo ci vuole senso di responsabilità, altrimenti saranno i nostri stessi amministratori a rimetterci. Perché, soprattutto nella seconda cintura e nei tanti comuni più lontani da Torino, le idee sulla città metropolitana sono molto chiare: non si può avere un unico interlocutore grande e "distante" come la Regione. Serve un ente intermedio che rappresenti le loro esigenze per dare risposte immediate. Chiamparino ha ragione sul fatto che anche nel programma del Pd vi era l'abolizione delle province, ma bisogna pensare bene a quali soluzioni alternative proporre. Sulla proposta di Stefano Esposito sono d'accordo. Il territorio della provincia di Torino non ha le caratteristiche di Milano, Roma e Napoli. Buona l'idea di togliere Torino dal testo unico. Claudio Lubatti Capogruppo Pd Provincia Fa scuola il modello delle comunità montane Il governo sta valutando l'ipotesi di far nascere le città metropolitane come ente di secondo livello, e cioè come struttura di coordinamento tra le amministrazioni comunali del capoluogo e della cintura urbana. Il modello comunità montane evidentemente fa scuola, anche se non lo si può dire! Siamo ormai al paradosso: a Roma si sta pensando di sopprimere le comunità montane, salvo poi utilizzarne lo stesso modello di "governance" per le aree urbane e metropolitane. La domanda è semplice, e ancora inevasa dopo tanti anni: perché alle città deve essere assicurata una soggettività politica e una "governance" istituzionale che si vuole negare alla montagna? A noi farebbe molto più piacere vivere per dare dignità ai nostri territori. Enrico Borghi Presidente Uncem.

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Caro Marco, giusto un anno fa, ragionando della casta , ti scrivevo che lo sperpero pubbl (sezione: Province)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 28-07-2008)

Argomenti: Province

Lettere pag. 45 Caro Marco, giusto un anno fa, ragionando della "casta", ti scrivevo che lo sperpero pubbl Caro Marco, giusto un anno fa, ragionando della "casta", ti scrivevo che lo sperpero pubblico ha ormai toccato ogni livello. E continua a crescere contribuendo a far aumentare costantemente il debito pubblico che pesa sul bilancio dello Stato, bloccando investimenti per lo sviluppo del Paese. Il dito dello sperpero viene ora puntato anche su alcuni sindaci e assessori che percepirebbero indennità impazzite, in rapporto all'impegno richiesto. E pensare che in un'altra Italia, quella d'inizio Novecento, l'incarico pubblico era considerato un servizio alla comunità, quindi privo di remunerazione, come ragionavamo un anno fa. Oggi, invece, godono del loro bravo gettone anche gli amministratori eletti in comuni piccoli o piccolissimi; di località, cioè, che si possono gestire con poche riunioni dopo cena all'osteria, diceva un amico recentemente scomparso. Sembra che alcuni tecnici del ministero dell'Economia stiano dunque lavorando per stringere i cordoni della borsa degli enti locali. Sono infatti giustamente considerati parte significativa di quel "comparto pubblico allargato" che abbraccia ministeri e strutture statali, come l'attento ed eccellente collega Massimo Tedeschi ha dato notizia recentemente su "Bresciaoggi" informando che "sono previsti tagli indistinti a gettoni di presenza e indennità di consiglieri, assessori, sindaci. Dopo il taglio del 10% già apportato nel 2006, dall'1 gennaio del 2008 - se le misure andranno in porto - ci sarà un ulteriore taglio del 20%, cancellando nel contempo ogni clausola di "elasticità" sin qui legata ai risultati di bilancio". Nella nostra riflessione del luglio 2007, caro Marco, eravamo andati anche oltre. Auspicavamo addirittura l'abolizione di ogni compenso per gli amministratori di piccoli o piccolissimi comuni, almeno in quelli fino a tremila abitanti. E se l'esperienza fosse risultata positiva sarebbe stata da allargare. Del resto alcuni sindaci bresciani avevano già tentato di far abolire qualsiasi gettone. Ma non c'era stato nulla da fare. "L'indennità evita il pericolo di corruzione", avevano sostenuto alcuni burocrati, bocciando l'istanza. Fosse vero! Un taglio ai compensi, quello su cui ragionavamo, non dettato quindi dalla necessità di risparmio, ma dall'obiettivo di ripristinare il senso del servizio alla comunità con candidati disponibili ad assumersi l'impegno unicamente per amore civico. Mi rendo conto che un simile modello è utopistico. Sempre più, comunque, molti cittadini sentono il bisogno che a reggere le amministrazioni pubbliche, e a progettarne il futuro, siano chiamati uomini di specchiata integrità che si impegnino non per vanagloria, o peggio per arricchirsi personalmente (o far arricchire gli amici), magari dettando anche la lista dei candidati consiglieri di propria fiducia per fare in modo che approvino piani e progetti favorevoli a qualsiasi speculazione contro i veri interessi delle stesse comunità. Quando, infatti, nei piccoli paesi alcuni progetti sono approvati da simili maggioranze con il voto contrario unicamente di un'opposizione qualificata, che non innalza bandiere politiche o ideologiche, c'è veramente da interrogarsi: "a chi giova?". Ho letto recentemente che oltre al taglio dei compensi agli amministratori pubblici si torna a parlare dell'abolizione di alcuni enti come le Comunità montane per evitare costosi "doppioni" e conflitti gestionali con le Province. Che sarebbero, invece, da tenere in vita perché rappresentano l'anello di congiunzione del rapporto diretto coi cittadini dello Stato e delle Regioni. La rivitalizzazione di tali istituzioni pubbliche entrerebbe appieno nel progetto del federalismo fiscale che prevede un aumento di efficienza e un contenimento dei costi. Un tale piano è certamente interessante, ma le parole sono parole e i fatti sono fatti. Aggiungerei che tutto va verificato nel tempo con l'attuazione pratica e con il confronto di esperienze. Non afferma forse il proverbio: "L'esperienza è maestra di scienza"?.

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"la città metropolitana? un pretesto" - paolo griseri (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 29-07-2008)

Argomenti: Province

Pagina IV - Torino "La città metropolitana? Un pretesto" Morgando: c'è chi la usa per regolare conti interni al Pd provincia Prima di discutere di rinvio delle elezioni ci vuole la certezza di una legge che fissi i tempi lo spezzatino Maroni sta disegnando tante micro province immaginandole già sotto l'ala leghista PAOLO GRISERI La discussione nel Pd sulla città metropolitana sta assumendo toni che non piacciono al segretario regionale del partito. Al punto che Gianfranco Morgando giunge a proporre una sorta di "codice" in tre punti per evitare che il confronto degeneri: "Non vorrei che si utilizzasse il tema della città metropolitana per fini che nulla hanno a che vedere con la ristrutturazione degli enti locali". Un po' come fece Cavour andando a combattere in Crimea quando gli interessava il futuro del suo Piemonte? "Non mi lancerei in un paragone tanto impegnativo". Torniamo a Torino. Che cosa la infastidisce di questa discussione? "Mi pare che si stia andando oltre il pur legittimo dissenso su questo o quel punto di merito". Che cosa sta succedendo secondo lei? "Non vorrei che l'animosità di questa discussione nascondesse la voglia di regolare in conti interni tra le correnti del partito". Come si evita questo rischio? "Propongo di attenersi a tre regole in questa discussione. La prima l'ho già detta: discutere sul merito delle proposte e non utilizzare legittime contrapposizioni su questa o quella proposta per un regolamento di conti tra aree di appartenenza. La seconda regola è quella di evitare di pensare che tutti coloro che hanno un'opinione diversa dalla nostra sostengano delle sciocchezze. Infine la terza regola è quella di non misurare la bontà delle diverse soluzioni con il metro delle convenienze personali". Ha in mente dei dirigenti che in questi giorni hanno violato una o più di queste regole? "Certamente ho in mente dei nomi ma non li dirò mai. Sarei soddisfatto se tutti ci impegnassimo a rispettarle". Entriamo nel merito delle diverse proposte. Chiamparino è favorevole alla realizzazione della città metropolitana. Saitta mette in guardia dai rischi di una frettolosa abolizione della provincia. Saitta viene dalla sua area politica. Lei è d'accordo con Saitta? "Vorrei evitare una discussione fatta in questo modo. Perché sarei il primo a violare le regole che ho appena enunciato. Intanto precisiamo: il Pd, pur con gli immancabili distinguo, appoggia l'idea della realizzazione delle città metropolitane, peraltro prevista della Costituzione. Quel che talvolta ci divide è il modo per arrivarci". Quali sono le sue perplessità? "Non ho perplessità. Vorrei però che si rispondesse ad alcune domande: quali saranno i confini della città metropolitana torinese? Quale sarà il destino dei comuni della Provincia di Torino che non saranno compresi nella città metropolitana?". Lei, insomma, è contrario al rinvio delle elezioni provinciali del 2009? "Io penso che rinviare le elezioni sia sempre un'operazione delicata perché è come modificare in corso d'opera il patto con gli elettori. In ogni caso credo che si possa prolungare la durata di una amministrazione solo a patto che ci sia una legge che lo impone. Non si possono rinviare le elezioni provinciali senza avere la certezza di quel che accadrà dopo". Secondo lei come potrebbe essere realizzata la città metropolitana torinese? "Nella proposta che stava preparando il governo Prodi con il ministro Lanzillotta c'era una grande flessibilità. C'era la certezza che ogni area metropolitana avesse una storia diversa dalle altre e che dunque non avesse senso applicare lo stesso schema a Torino, Milano, Roma o Napoli. Vorrei che non si lasciassero cadere le suggestioni come quella di Bobba che propone un ridisegno delle province realizzandone di più grandi". Le piacciono le province grandi? "Non mi piacciono le micro-province che sta disegnando Maroni nella speranza di avere tanti piccoli territori a maggioranza leghista. Una grande provincia nel nord del Piemonte servirebbe inoltre a contrastare la lombardizzazione di quell'area". Il presidente del Pd, Sergio Soave, dice che più si sale nelle responsabilità di partito meno ci si preoccupa dell'interesse generale. è d'accordo? "Capisco l'allarme che lancia Soave segnalando un rischio vero. Ma non mi lancerei in queste generalizzazioni. Può capitare anche ai vertici del partito (è accaduto a me e a Soave) di dover fare un passo indietro nel nome dell'interesse generale".

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Aboliamo le province . Avanti con altre tre (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 29-07-2008)

Argomenti: Province

Stampa i costi della politica "Aboliamo le province". Avanti con altre tre Il decreto legge milleproroghe rinnova i tempi per la costituzione di tre nuove province italiane. L'articolo 4-bis del testo, al quarto comma, rimanda infatti a tre leggi. La prima: "Istituzione della provincia di Monza e della Brianza". La seconda: "Istituzione della provincia di Barletta-Andria-Trani". La terza legge: "Istituzione della provincia di Fermo". E decreta che la procedura per la costituzione di queste province, che in realtà doveva già essere conclusa, può essere portata a termine entro il 30 giugno del 2009. Insomma, ossigeno alla formazione di tre nuovi enti territoriali. Leggendo nel dettaglio ciò che proroga il testo, nel caso dell'istituzione della provincia di Monza e della Brianza, la legge ordina alla Provincia di Milano (città a 18 chilometri da Monza, 44 minuti in macchina) di procedere alla "ricognizione della propria dotazione organica di personale e delibera lo stato di consistenza del proprio patrimonio ai fini delle conseguenti ripartizioni". Stessa operazione devono fare le province di Bari e Foggia per dare effettivamente vita alla provincia di Barletta-Andria-Trani. Lo stesso vale per la provincia di Ascoli Piceno, stavolta per istituire la provincia di Fermo. Un iter che secondo le tre leggi che regolano la nascita delle tre province è da effettuare "non prima del termine di tre anni e non oltre il termine di quattro anni dalla data di entrata in vigore della legge". La data, appunto, segna 11 giugno 2004 in tutti e tre i casi. Ciò vorrebbe dire che i termini sono scaduti. Così il milleproroghe del governo ha spostato la data di "fine lavori" di un anno, al 30 giugno prossimo. Nei mesi scorsi, più volte, alcuni autorevoli esponenti del centrodestra avevano dichiarato di essere favorevoli al "taglio" delle province, per abbattere i costi della politica. Le ragioni di questa scelta, poi ammorbidita dalla promessa di eliminare solamente alcuni degli enti territoriali, erano state sostenute anche dallo stesso presidente del Consiglio. Il 4 marzo scorso trovò proprio in questa strategia un primo punto d'intesa con il leader del Partito democratico, Walter Veltroni: "Visto che l'abolizione delle province è anche nel programma del Pd - auspicò il premier - su questo potremmo collaborare, allo scopo di abolire le principali province dove esistono aree metropolitane". Lo stesso segretario Democratico nel suo decalogo dei tagli ai costi della politica, inseriva l'eliminazione degli enti, dove vengono istituite le città metropolitane. Berlusocni tornò sul tema il dieci aprile: "Aboliremo le province - disse Silvio Berlusconi in piena campagna elettorale -. Così si risparmiano dieci-tredici miliardi di euro". Passati sedici giorni, l'allora candidato alla guida del Paese sottolineò: ridisegnare l'architettura istituzionale dell'Italia "è un lavoro che dovremo fare in modo bipartisan, con l'obiettivo di sfoltire la casta delle persone che vivono di politica, di ridurre della metà il numero di deputati e senatori in Parlamento, di consiglieri regionali e comunali, di abolire le province e le comunità montane", disse il premier. Ora il testo milleproroghe, già liquidato dai senatori a Palazzo Madama, è in discussione alla Camera in attesa del voto finale.

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Ok al fondo sociale, ma la manovra fvg non convince (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-07-2008)

Argomenti: Province

Regione Ok al fondo sociale, ma la manovra Fvg non convince UDINE. Il Consiglio delle autonomie dice sì alle risorse assegnate a Comuni, Province e Comunità montane per il finanziamento delle loro funzioni. Un sì arrivato però con riserva, con poca convinzione, perché la manovra da 5 milioni e 647 mila euro, somma che rientra nell'assestamento al bilancio 2008, piace poco alle Province, meno finanziate, a sentire i presidenti, rispetto alle Comunità montane. "È una contraddizione dare molte risorse alle Comunità montane e dire poi che si vogliono ridimensionare", ha argomentato Pietro Fontanini. Luce verde anche per i criteri di riparto della quota 2008 del finanziamento ai Comuni attraverso il Fondo sociale regionale: a 16 milioni e 572 mila euro. Da segnalare infine il monito del presidente della Conferenza dei sindaci, Vittorino Boem, alla giunta sull'abolizione del reddito di base. "Non entro nel merito della scelta, bensí nel metodo. La legge prevede il parere obbligatorio della Conferenza permanente. Non farlo significherebbe mettere in dubbio la partecipazione". A rispondergli, l'assessore Vladimir Kosic. "Ci comporteremo secondo le norme e soprattutto secondo la trasparenza - ha detto Kosic -, fermo restando il pensiero convinto della giunta di eliminare quello strumento perché inadeguato a rispondere alle esigenze delle comunità". Sul riparto ai Comuni, invece, l'assessore si è detto molto soddisfatto per l'impegno di tutti, dalla politica agli uffici, che ha consentito di distribuire le somme entro l'estate. (a.bu.).

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Elezioni: sindaci in campo, insorgono i partiti - maurizio piccinino (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 30-07-2008)

Argomenti: Province

Altre Elezioni: sindaci in campo, insorgono i partiti Da An a Rifondazione è gara a bloccare i primi cittadini. In Consiglio sarà battaglia Pd contestato per aver chiesto l'abolizione della legge anti-sindaci MAURIZIO PICCININO PESCARA. In sette alla sfida delle regionali. A capo del drappello, almeno per incarico, è il presidente della Provincia di Pescara Giuseppe De Dominicis, del Pd, poi ci sono gli assessori provinciali dell'Aquila, Celso Cioni della Dc di Pizza, e di Teramo, Antonio Assogna di Rifondazione. La schiera dei sindaci è aperta da Gianni Chiodi, ex sindaco di Teramo del centrodestra; e Filippo Piccone, ex sindaco di Celano di Forza Italia, che sono stati i primi a dire ci buttiamo nella mischia. Poi due sindaci del Pd: Claudio Ruffini di Giulianova e Franco Di Bonaventura, di Roseto. Non avranno vita facile perchè molti hanno osteggiato il loro salto a candidati alla Regione. La scelta delle dimissioni si è resa obbligata per la legge anti-sindaci, varata dal centrodestra nel 2004 ma mantenuta dal centrosinistra. Legge che costringe i primi cittadini a lasciare la poltrona e a mettere nelle mani di un commissario le loro città, in attesa del voto della prossima primavera. I sette amministratori avranno 20 giorni di tempo per ripensarci, poi scatteranno le procedure del commissariamento. La legge anti-sindaci, promise l'ex presidente Del Turco, "è una vergogna che cancelleremo", ma è rimasta ancora viva e vegeta. Ora in extremis un Consiglio regionale con poteri ridottissimi, su proposta del Partito democratico dovrebbe abolirla. Per domani il presidente del Consiglio, Marino Roselli, ha convocato l'Assemblea alle 11. Se passerà l'abolizione si prevede che una valanga di amministratori proveranno a lasciare i loro posti per la tanto ambita Regione. Ma le avvisaglie non depongono a favore di questa soluzione, anzi. Per l'occasione si è creata una maggioranza trasversale che non vuole fare sconti nè ai sindaci nè a quanti decidono, avendo un incarico pubblico, di candidarsi per l'Emiciclo. Così il fuoco di fila a favore della norma blocca sindaci è notevole. "Rifondazione è contraria ad ogni iniziativa in Consiglio regionale che esuli dall'ordinaria amministrazione", scrivono la capogruppo in Consiglio regionale Daniela Santroni e il segretario Marco Gelmini. Stessa musica per i dipietristi. "Noi dell'Italia dei Valori non siamo pregiudizialmente contrari a cambiare la legge antisindaci", fanno sapere l'ex assessore regionale Augusto Di Stanislao e il Capogruppo dell'Italia dei Valori Paolo Palomba, "riteniamo però inutile e demagogico questo tentativo". Dal centrodestra le critiche sono ancora più perentorie. "Abrogare la legge a tre mesi dal voto è un colpo di mano inaccettabile", sostiene il coordinatore regionale di An, Fabrizio Di Stefano. Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia, racconta di "non avere parole per descrivere il livello di irresponsabilità raggiunto dalla ormai dissolta maggioranza. E loro, i sindaci scesi in pista, che fanno? Gianni Chiodi è andato a cercare voti. "Mi sembra di trovare un buon riscontro nella base", dice Chiodi, "c'è molta attenzione e questo è incoraggiante per me". Oggi l'ex sindaco di Teramo tornerà a Roma, per un ulteriore giro di consultazioni tra parlamentari ed esponenti nazionali del Pdl. L'ex sindaco di Giulianova, Claudio Ruffini, si è ripresentato al lavoro nel Comune di Nereto dove è geometra. "Voglio andare in Regione", sottolinea, "per "vendicare" Giulianova dei torti subìti sulla sanità". Ieri ha confermato le dimissioni anche il sindaco di Roseto Franco Di Bonaventura. La decisione è arrivata al termine dell'assemblea cittadina del partito di lunedì sera, presieduta dal segretario comunale, il deputato Tommaso Ginoble. Di Bonaventura lancia subito la sfida all'ex sindaco teramano. "Prenderò più voti di Chiodi", promette. (ha collaborato Gennaro Della Monica).

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Basta col consorzio di bonifica - francesco albonetti (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 30-07-2008)

Argomenti: Province

Montecatini "Basta col Consorzio di bonifica" Forza Italia e Lega scrivono al ministro: "Ente da sopprimere" "Non ripulisce i fossi ma pubblica libri, organizza visite guidate e appalta manutenzione straordinaria" FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. I consorzi di bonifica non svolgono i compiti previsti dallo statuto e per i quali sono nati ed andrebbero ridisegnati se non addirittura soppressi. La sparata arriva dai gruppi di centrodestra in consiglio comunale, segnatamente Forza Italia e Lega Nord, che dicono di parlare a nome di tutto il futuro Partito delle libertà. L'opposizione non si limita a lanciare dei generici "je accuse", ma ha presentato una richiesta formale al ministro per le Politiche agricole, il leghista Luca Zaia. Più possibilista la posizione di Forza Italia, col capogruppo in consiglio comunale Alessio Bartolomei, più netta quella della Lega, rappresentata in conferenza stampa dal coordinatore provinciale Antonio Gambetta Vianna. "Visto che non si aboliranno le Province, la nostra proposta è per la soppressione di questi enti che non servono a niente e i cui costi si scaricano sui contribuenti - dice Gambetta Vianna - E' evidente anche dalla nostra esperienza pistoiese come il Consorzio svolga sempre meno il compito a cui è preposto, cioé la manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua, mentre si perde in altre attività costringendo poi gli enti a riconcorrere i lavori attraverso appalti di manutenzione straordinaria, più costosi per la comunità. Basta dare un'occhiata allo stato in cui si trova il torrente Vincio di Brandeglio, il cui letto fra Pontelungo e lo zoo è interamente coperto dalla vegetazione". Alessio Bartolomei rafforza il concetto, anche se lascia una possibilità di riordino, da affidare al ministerod dell'agricoltura, prima dell'abolizione. "Il caso del Consorzio Ombrone-Bisenzio è emblematico - dice l'esponente pistoiese di Forza Italia - L'opera di manutenzione dei fossi e torrenti è un'attività via via sempre meno importante. Negli anni le cartelle sono aumentate ed anche gli importi a carico del contribuente, ma il consorzio ha iniziato ad occuparsi di cose di contorno: si è dotato di auto blu, organizza gite delle scuole per mostrare gli impianti e convegni, si dota di un ufficio stampa e sponsorizza libri. La pur bella pubblicazione sulle gore pistoiesi, mi risulta sia costata 80mila euro. Fondi importanti che dovrebbero essere impiegati altrimenti". Ma l'accusa principale rivolta ai consorzi di bonifica, è quella di ricorrere sempre pià frequentemente alla manutenzione straordinaria: "Il lavoro che dovrebbe essere ordinario - spiega Bartolomei - diventando straordinario (per risagomature, riporti, dighe), comporta che il consorzio diventa un ente appaltante: non si utilizzano più gli operai, ma geometri e ingegneri. E questo aumento dei costi si scarica sul cittadino attraverso gli enti locali, Comuni e Provincia. A questo punto non si vede come le stesse mansioni che dovrebbe svolgere il Consorzio, non potrebbero essere svolte anche dagli stessi enti locali, con maggior risparmio per la comunità".

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Gallo: invece di presentarsi la maggioranza era al ristorante (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 31-07-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)

Argomenti: Province

Regione Gallo: "Invece di presentarsi la maggioranza era al ristorante" VENEZIA. Il più feroce è senz'altro Gianni Gallo, capogruppo del Pd: "Un naufragio clamoroso dovuto a scarsa voglia di lavorare della maggioranza. Dopo aver giurato e spergiurato che avrebbero mosso mari e monti pur di approvare lo statuto entro il mese di luglio, dopo aver chiesto esplicitamente di convocare per tre giorni consecutivi la commissione competente, mi ero preparato all'idea che i consiglieri di maggioranza avrebbero imposto a tutti un massacrante tour de force. Invece quello che era annunciato come un conclave risolutivo per le sorti dello statuto regionale, si è sciolto nel modo più profano che si possa immaginare: i consiglieri di maggioranza invece che a palazzo Ferro-Fini si trovavano a pranzo in un noto ristorante veneziano". "La Lega - fanno sapere il capogruppo Giampaolo Bottacin e la consigliera Mara Bizzotto - è coerente con la sua tradizione che punta al massimo decentramento delle funzioni amministrative da Venezia agli enti periferici, Province in primis". Giampietro Marchese, Pd: "Sulla linea di trasferire le funzioni amministrative dalla Regione agli enti locali c'è una sintonia tra noi e la Lega mentre il resto della maggioranza è orientato nella direzione opposta, addirittura verso l'abolizione delle stese Province come ha più volte pubblicamente affermato il Presidente Galan". La necessità di recepire nello Statuto le problematicità della provincia di Belluno aggravate dal fatto di confinare con le privilegiate Province autonome di Trento e Bolzano è ribadita anche dal vicepresidente della commissione Guido Trento e da Andrea Causin, entrambi Pd. Il capogruppo di Fi Remo Sernagiotto e il vicepresidente del Consiglio Carlo Alberto Tesserin fanno presente che la complessa questione dei rapporti tra Regioni e autonomie locali va inquadrata nel disegno strategico complessivo sul federalismo la cui bozza di legge verrà presentata in settembre dal ministro delle riforme Umberto Bossi e dal sottosegretario Aldo Brancher. Sullo stesso argomento, Piergiorgio Cortelazzo, capogruppo di An: "Sono perplesso sui tentativi di rincorrere tutti i tipi di specificità che non può che portare alla moltiplicazione di enti e, quindi, delle spese". Rimbeccato da Pietrangelo Pettenò di Rc: "Le resistenze che Forza Italia e An mostrano sul conferimento di funzioni agli enti locali dimostrano mancanza di fiducia nella capacità di questi ultimi di svolgere con autonomia il proprio ruolo".

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