HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!” |
|
toARTICOLI DEL 1°- 23 Agosto
2008 #TOP
·
Articoli
Province (11)
La specificità di Belluno? E' anacronistica
( da "Corriere
delle Alpi" del 01-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: E qui ritorna uno dei nuovi cavalli di battaglia di Galan, l'abolizione delle Province: "Sono molte le voci che chiedono una revisione complessiva", dice. Insomma, Belluno deve mettersi in fila con le altre cugine venete: "Come spiego io a un abitante di Asiago o della Lessinia che do l'autonomia a Belluno e a loro no?
<No
all'abolizione delle Comunità montane>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 03-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: PROVINCIA 03-08-2008 Bovis all'inaugurazione "No all'abolizione delle Comunità montane" Stefano Bovis, presidente della Comunità Montana est, all'inaugurazione degli appartamenti protetti, attacca la decisione che prevede la chiusura delle comunità montane.
<Il
Governo sta andando nella direzione giusta e la Provincia non si tocca>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 06-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il Governo sta andando nella direzione giusta e la Provincia non si tocca" LA RICETTA ANTI-CRISI DI CARLO VALLI E' CRISI, c'è poco da fare. Lo dice la gente (nei bar, nei supermercati, per strada) e ora lo dicono anche i numeri (quelli dell'analisi congiunturale). E lo dice anche il presidente della Camera di Commercio e di Confindustria Monza e Brianza,
<Il
futuro di Legnano è la città metropolitana>
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 07-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il sindaco Vitali boccia una nuova provincia di LUCA BALZAROTTI ? LEGNANO ? TORNA D'ATTUALITÀ il concetto di città metropolitana. Dopo la preoccupazione espressa da alcuni sindaci lombardi in vista di una possibile abolizione delle province, il primo cittadino di Legnano, Lorenzo Vitali, non vede la città del Carroccio come futuro capoluogo di una nuova provincia dell'
Dini:
"Walter, fai una proposta"
( da "Tempo,
Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: osservanza delle priorità, la revisione del Csm, la separazione delle carriere...". E sulle riforme istituzionali? "Mi auguro che la riforma che sarà presentata a settembre preveda l'abolizione delle provincie. Si eliminerebbe un livello di governo e si toglierebbero di mezzo tutti gli apparati politici che si reggono su questi enti locali"
A
cosa servono le Province? ( da "Sicilia, La"
del 07-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Le Province non sono il frutto di una operazione artificiosa, ma una istituzione che, forse più di altre, è radicata nel territorio, nella società e nella cultura del Paese. In alternativa l'abolizione delle Province ci porterebbe alle Città-Stato, che diventerebbero i soli luoghi dove di fatto si articolerebbe il confronto tra gli interessi locali presenti nel territorio.
Ischia,
il futuro <metropolitano> ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 18-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ma anche di altre realtà dell'area metropolitana che necessitano di un centro decisionale che valichi i confini comunali. Mi sembra quindi ingeneroso liquidare la Provincia come inutile appendice istituzionale per accodarsi al coro di quanti chiedono l'abolizione di un Ente che, almeno per quel che riguarda la Provincia di Napoli,
LE
STIME La Provincia, con l'aiuto ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 21-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: IL RICORSOLa Lega per l'abolizione della caccia ha presentato ricorso al Tar contro le delibere chiedendo la sospensiva che sarà esaminata giovedì 28 agosto. Oggi la Provincia deciderà se opporsi o meno.I DANNIIn Provincia nel corso del 2007 sono arrivate richieste di risarcimento per oltre 350 mila euro.
Bottacin:
Alle Province i poteri dei prefetti
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: costituito anche dalle Province e dalla Società Autostrade". Unica voce fuori dal coro, stranamente in linea con Galan il consigliere regionale di An, Raffaele Zanon: "La lotta agli sprechi e la riduzione dei costi della politica passano attraverso l'abolizione degli enti intermedi come le Province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di cittadinanza nell'
Zanon
(An): <Sì all'abolizione delle Province>
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
22-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 27 Zanon (An): "Sì all'abolizione delle Province" FEDERALISMO "LA LOTTA agli sprechi e la riduzione dei costi della politica passa attraverso l'abolizione degli enti intermedi come le province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di cittadinanza nell'ambito di un federalismo compiuto".
Bottacin:
alle province i poteri dei prefetti
( da "Nuova
Venezia, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Province
Abstract: costituito anche dalle Province e dalla Società Autostrade". Unica voce fuori dal coro, stranamente in linea con Galan il consigliere regionale di An, Raffaele Zanon: "La lotta agli sprechi e la riduzione dei costi della politica passano attraverso l'abolizione degli enti intermedi come le Province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di cittadinanza nell'
( da "Corriere delle Alpi" del 01-08-2008)
Argomenti: Province
Di Cristian Arboit
"La specificità di Belluno? E' anacronistica" Galan ci mette una
croce: "Ormai il secessionismo ha cambiato le condizioni" Dopo 3
giorni di commissione Statuto da Venezia arriva una doccia fredda "A
bocciarla sono i sindaci bellunesi" BELLUNO. "E' vero. Avevo
dimostrato la mia disponibilità a fare qualcosa per la provincia di Belluno, ma
da tre anni a questa parte sono successe tante cose, a cominciare dal dissesto
istituzionale e democratico creato da Lamon". Con queste parole il
governatore Giancarlo Galan si smarca dalla concessione di un regime differenziato
per il Bellunese. "E' anacronistico", dice. Carta straccia quindi il
patto siglato a Palazzo Piloni nella primavera del 2005 sotto gli sguardi
compiaciuti dell'attuale assessore Oscar De Bona e del presidente della
Provincia Sergio Reolon. Si mette così un'ipoteca sulla discussione che tra
lunedì e mercoledì ha impegnato la commissione Statuto, che dovrebbe ritornare
a riunirsi a metà settembre. Di acqua sotto i ponti di Venezia, ma sopratutto
sotto quelli della politica, ne è passata tanta e le condizioni che portarono
il tre volte presidente del Veneto a impegnarsi per l'autonomia - per lo meno
amministrativa - del nostro territorio sono cambiate. Colpa, pare di capire, di
Lamon e figli, di quella scia secessionista che dal 31 ottobre 2005 - data del
primo verdetto pro-Trentino - ha portato a uno stravolgimento delle carte in
tavola. Almeno a sentire lo stesso Galan, che dopo giorni di interpretazioni e
illazioni sul suo "pensiero" in materia, ha deciso di uscire allo
scoperto. E dire - in termini molto diretti - che non c'è trippa per gatti. Per
lo meno quella trippa venduta nel
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
03-08-2008)
Argomenti: Province
PROVINCIA
03-08-2008 Bovis all'inaugurazione "No all'abolizione delle Comunità
montane" Stefano Bovis, presidente della Comunità Montana est,
all'inaugurazione degli appartamenti protetti, attacca la decisione che prevede
la chiusura delle comunità montane. "Il ruolo della comunità montana è importantissimo
spiega Bovis -. Quando non ci saranno più questi enti sarà molto più difficile
e impegnativo gestire le situazioni in questi luoghi". "Come Comunità
Montana aggiunge il presidente Bovis -. Il nostro progetto è quello di
mantenere nella montagna i giovani, le aziende e i servizi. Presto, con qualche
difficoltà, arriverà anche l'Adsl". Dopo queste parole, conclude il suo
discorso, sottolineando "la concertazione tra le istituzioni ", per
il raggiungimento dell'obbiettivo. "Quando c'è unione di intenti tra le
istituzioni e le associazioni conclude il presidente della Comunità montana est
-. Si ottengono sempre degli ottimi risultati ".
( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-08-2008)
Argomenti: Province
BRIANZA: PRIMO PIANO
pag. 22 "Il Governo sta andando nella direzione giusta
e la Provincia non si tocca" LA RICETTA ANTI-CRISI DI CARLO VALLI E'
CRISI, c'è poco da fare. Lo dice la gente (nei bar, nei supermercati, per
strada) e ora lo dicono anche i numeri (quelli dell'analisi congiunturale). E
lo dice anche il presidente della Camera di Commercio e di Confindustria Monza
e Brianza, Carlo Edoardo Valli che fa notare come "per la prima
volta dal 2005, la variazione tendenziale dell'indice della produzione
industriale diventa negativa -2,33 per cento". Una situazione davanti alla
quale, Valli difende l'operato del Governo Berlusconi. "Il Governo gode
ancora della fiducia degli imprenditori e il nostro giudizio ? così come quello
di Confindustria ? sulla manovra economica è positivo perché, pur nelle
difficoltà della situazione, mira a razionalizzare la spesa pubblica e a
recuperare efficienza. I provvedimenti adottati contengono punti significativi
di sostegno all'impresa privata: dal punto di vista fiscale con alcune misure
di semplificazione - abrogazione obbligo di presentazione elenchi clienti e
fornitori, con il credito di imposta sulla ricerca e sviluppo, con
l'abrogazione del divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensioni. Sui temi
del lavoro con la detassazione di premi e straordinari, con le modifiche che
ampliano l'uso del contratto a termine, la semplificazione delle
regolamentazione dell'orario di lavoro, l'abrogazione della certificazione
sulle dimissioni volontarie e l'introduzione del libro unico del lavoro, che
elimina il libro matricola e il libro paga con la semplificazione della
normativa sulla privacy (trattamento dati sanitari dei dipendenti) e
l'abolizione di altri oneri amministrativi desueti". "Noi ci
auguriamo ? è il giudizio di Valli - che il Governo continui lungo la strada
che porta alla liberazione di nuove energie di crescita, che saranno
indispensabili per contrastare la fase di congiuntura mondiale negativa, legata
anche alla speculazione finanziaria sulle materie prime, all'eccessiva
valutazione dell'euro rispetto al dollaro, ai grandi cambiamenti di mercato
imposti dalle economie emergenti". VALLI difende anche la Provincia di
Monza e Brianza, spesso bollata, soprattutto negli ultimi mesi, come
"inutile spreco". "Noi imprenditori ? ha detto Valli - confermiamo
la nostra volontà che si proceda con l'istituzione e chiediamo al Governo, al
presidente Berlusconi e ai ministri Bossi e Maroni di mantenere fede agli
impegni presi e completare la provincia il prossimo anno, sia con il voto
amministrativo che con l'apertura degli uffici. La Brianza sconta i danni di
una rete di infrastrutture e di servizi vecchissima e completamente inadeguata,
impieghiamo ore per raggiungere gli aeroporti, dipendiamo da Milano per
qualsiasi adempimento burocratico, non c'è nessun ente che faccia del marketing
territoriale. La Camera di commercio di Monza e Brianza, aperta nel luglio
dell'anno scorso, è il primo risultato concreto dell'autonomia provinciale ed è
apprezzata da tutte le imprese: la considero la riprova delle nostre ragioni.
Non si compete nel mondo senza la cura del territorio e del suo sistema
economico: per questo siamo stati e continuiamo ad essere per la provincia.
Bloccare il processo di istituzione sarebbe una mossa pessima, che i brianzoli
non dimenticherebbero". F.Lomb.
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 07-08-2008)
Argomenti: Province
LEGNANO pag. 2
"Il futuro di Legnano è la città metropolitana" Il
sindaco Vitali boccia una nuova provincia di LUCA BALZAROTTI ? LEGNANO ? TORNA
D'ATTUALITÀ il concetto di città metropolitana. Dopo la preoccupazione espressa
da alcuni sindaci lombardi in vista di una possibile abolizione delle province, il primo cittadino di Legnano, Lorenzo Vitali, non vede la
città del Carroccio come futuro capoluogo di una nuova provincia dell'
Altomilanese. "L 'UNICO SOGGETTO che potrebbe essere in grado di
coordinare le scelte su importanti temi sovracomunali, quali trasporti o
realizzazione di grandi infrastrutture, è la città metropolitana - spiega il
primo cittadino legnanese -. La presenza di questa nuova istituzione non mette
a rischio le facoltà decisionali dei singoli Comuni, come temono molte
pubbliche amministrazioni". Secondo Vitali, "i Comuni non possono
essere espropriati delle funzioni di programmazione territoriale, perché non si
può pensare di ridurre la loro autonomia su questioni prettamente locali che
determinano la qualità della vita dei loro cittadini". Il sindaco
ribadisce l'intenzione di proseguire all'interno del programma già stabilito a
suo tempo dalla Provincia e dallaconferenza dei Comuni per lo sviluppo del
patto per l'Altomilanese. No, quindi, a un nuovo ente autonomo che si stacchi
da Milano. "A mio parere sarebbe una proposta priva di visione strategica
e contraria all'idea di ottimizzazione delle risorse, che invece si potrebbe
ottenere coordinando meglio gli enti locali". Pur non negando la specificità
del terriorio dell'Altomilanese, Vitali sottolinea come questa peculiarità non
vada interpretata in senso autonomista e indipendentista. Al contrario, il
sindaco di Legnano vorrebbe che il territorio dell'Est Ticino diventasse un
banco di prova per quel modello cooperativo che si vorrebbe, poi, allargato
all'intero circondario di Milano. In attesa della nascita della città
metropolitana, il primo cittadino auspica che Legnano assuma un ruolo guida
nella creazione di una collaborazione che metta in comune la forze delle
Amministrazioni del legnanese e del magentino. "Credo sia doveroso un
piano di organizzazione e razionalizzazione per la città - puntualizza Vitali
-. Ma non può essere ripensato in totale autonomia, senza tener conto di
logiche più ampie e senza uno sguardo che superi l'ambito locale". SECONDO
L'EX PRESIDENTE della provincia di Varese, Marco Reguzzoni, la città del
Carroccio dovrebbe entrare a far parte della provincia di Varese, piuttosto che
essere inglobata nella città metropolitana di Milano. La proposta
dell'onorevole della Lega Nord non va intesa in senso campanilistico, ma poggia
le proprie basi sulla considerazione che Legnano, Castellanza, Busto Arsizio e
Gallarate costituiscono ormai un'unica grande città. Di conseguenza, secondo
Reguzzoni, l'ente superiore che coordina lo sviluppo del territorio deve essere
lo stesso. Potrebbe essere una città metropolitana di Milano, che si estende
verso nord, o una provincia di Varese che si estende verso sud.
( da "Tempo, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Province
Stampa l'intervista
Dini: "Walter, fai una proposta" Passare in rassegna le fotografie dell'ufficio
di Lamberto Dini al Senato è come sfogliare un libro d'attualità. L'ex premier
che scherza con Helmut Kohl, che stringe la mano a Clinton, che chiacchiera con
Blair, che si fa fotografare con Chirac. Di italiani ce ne sono pochi:
Scalfaro, Ciampi. Insomma, un pezzo del recente passato e del presente
d'Italia. Il presidente della commissione Esteri si lascia andare e ragiona sul
futuro: "La crisi internazionale che trova la sua origine negli Usa a
seguito del crollo dei subprime e dei prodotti derivati si sta propagando nel
mondo. Ed è molto più grave di quello che si potesse pensare. In un certo senso
aveva ragione Giulio Tremonti quando aveva messo tutti in guardia". E
l'Italia? "L'Italia ne esce abbastanza bene perché pochi sono gli istituti
che avevano comprato quei pacchetti immobiliari". Anche l'Economist parla
di "Unhappy America". Quanto può pesare il fattore psicologico?
"Gli Stati Uniti devono confessare e dire mea culpa. Perché quello che sta
accadendo è il risultato di politiche economiche e monetarie sbagliate
dell'amministrazione Bush". Per esempio quali? "Fin dall'inizio ha
trasformato un avanzo strutturale in un deficit. Sia con la riduzione delle
imposte sia con gli aumenti di spesa. Quello che era un avanzo che aumentava
fino al 4,5% del prodotto nazionale si è risolto di un deficit del 5% del
pil". Quindi anche secondo lei gli Usa devono cambiare, com dice Obama?
"Assolutamente devono cambiare. Chiunque sarà il nuovo presidente, la
politica dovrà cambiare. Gli Usa hanno vissuto tutti questi anni al di sopra
dei loro mezzi. Oggi sono fortemente indebitati all'estero, basti pensare alle
riserve in dollari di Cina, Giappone o dei Paesi esportatori di petrolio: sono
cifre di migliaia di miliardi di dollari". La Cina comunque ha già cominciato
ad investire da sei anni in euro. "Poco, avrebbe dovuto cominciare prima e
ora hanno le mani legate". Torniamo agli Usa. Cosa cambia se vince Obama o
McCain? "Ripeto, chiunque sarà il presidente dovrà seguire politiche
economiche che sono l'opposto di quelle seguite durante l'amministrazione Bush
per raddrizzare una situazione veramente difficile. E comunque passerà
attraverso un periodo di recessione che può durare un anno o due prima che si
possa risolvere". Un anno o due? "Uno dei punti importanti è quando
si stabilizzerà il mercato immobiliare. C'è l'accumulo di case che entrano sul
mercato perché le banche le riacquistano e provano a rivederle, quello che
hanno nella loro pancia i costruttori: per smaltire tutto questo io credo che
sarà necessario un anno, un anno e mezzo prima dell'inversione di tendenza.
Prima, l'economia Usa non si riprenderà. Nel frattempo la nuova amministrazione
dovrà raddrizzare le finanze dello Stato". E l'Italia? "Dobbiamo
aumentare il livello della produttività, cresciamo troppo poco. E dobbiarlo
farlo investendo nei settori con più alto valore aggiunto: così la Germania sta
superando questa fase delicata. Con quello che si prevede non c'è da stare
allegri". Come giudica la Manovra di Tremonti? "La giudico positivamente,
favorevolmente. Il governo Berlusconi sta facendo quello che il governo Prodi è
stato incapace di fare: ridurre la spesa corrente primaria con l'obiettivo di
eliminare il disavanzo entro il 2011 con una decisa manovra triennale.
L'aggiustamento dei nostri conti pubblici, visto l'alto livello di debito, non
può essere arrestato semplicemente perché abbiamo una situazione di bassa
crescita. Deve inevitabilmente andare di pari passo perché questo ce lo impone
la nostra appartenenza all'Ue, all'euro e i mercati internazionali. Dobbiamo
anche trovare il modo di proteggere le categorie più deboli della nostra
società. Inoltre, aver anticipato i contenuti nel decreto di luglio e agosto è
una grande riforme strutturale". Non di poco conto? "Certo, il Parlamento
veniva bloccato dalla fine di settembre alla fine di dicembre con l'assalto
alla diligenza. Generalmente la Finanziaria è sempre uscita peggiorata. Una
"Finanziaria triennale" come quella approvata in questi giorni dal
Parlamento è una fondamentale riforma strutturale che stabilizzerà le
aspettative con grandi vantaggi per tutto il Paese". Il problema
principale resta la riduzione della spesa. Che cos'altro si può fare? "Il
blocco del turn over è una decisione forte e anche molto importante. Con il
governo Prodi era uno dei sette punti che avevo chiesto di realizzare, ma non
si riuscì a metterlo in pratica. Stavolta l'esecutivo l'ha fatto e il rapporto
di un ingresso per ogni dieci che escono produrrà risparmi che perdureranno.
Stando ai conti del governo usciranno dalla pubblica amministrazione usciranno
ogni 120mila persone. Si tratta di un taglio sacrosanto e molto coraggioso. Si
può andare avanti per esempio sulla scuola, che in Italia serve più a sostenere
gli insegnati che gli alunni. Il ministro dell'Istruzione ha poco da
strillare". E quali sono le priorità per settembre a suo avviso?
"Sono cofirmatario della mozione Bonino-Dini sulla giustizia che prevede
l'abolizione dell'obligatorietà dell'azione penale, responsabilizzazione del pm
per l'osservanza delle priorità, la revisione del Csm, la
separazione delle carriere...". E sulle riforme istituzionali? "Mi
auguro che la riforma che sarà presentata a settembre preveda l'abolizione
delle provincie. Si eliminerebbe un livello di governo e si toglierebbero di
mezzo tutti gli apparati politici che si reggono su questi enti locali".
Che cosa ne pensa invece delle diatribe interne al Pd visto che lei è stato
anche lì dentro? "No, al Pd non ho mai aderito. Sono uscito proprio per
quello e le mie critiche di allora si stanno puntualmente verificando oggi. E
si riferiscono a un processo che è stato troppo veloce, con primarie finte, che
ha finito per lasciare sul tappeto tutte le questioni aperte: a cominciare
dall'iscrizione a quel gruppo dopo le prossime europee per finire alle diatribe
interne al gruppo dirigente del vecchio pci da dove provengono tutte le
principali fibrillazioni". Ma che cosa si sente di consigliare a Veltroni?
"Di non fare solo ostruzionismo o critiche. Di fare proposte. In questa legislatura
ancora ne devo ascoltare una in Parlamento".
( da "Sicilia, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Province
II clima di delegittimazíone,
e spesso di sciacallaggio, che si è venuto ad instaurare nei confronti delle
Province, tenta di insinuare nella mente dei cittadini l'idea che queste
Istituzioni siano - nel contesto di tutta la pubblica amministrazione italiana
- l'emblema degli enti inutili che occorre eliminare per ridurre i costi della
politica e per restituire efficienza alla macchina dell'amministrazione
pubblica. Questo quadro è parziale e denigratorio nei confronti di una intera
classe politico -amministrativa e burocratica, e soprattutto non rispondente al
vero. Allora, occorre domandarsi a cosa servono le Province. In questi ultimi
dieci anni abbiamo vissuto una stagione intensa per delineare un
"federalismo amministrativo" capace di riannodare un rapporto virtuoso
tra i cittadini e i vari poteri, che ha determinato il varo di una corposa
riforma del titolo V della Costituzione. L'art. 114 al riguardo stabilisce:
"La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle città
metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato". Le Province, quindi, sono
state riconosciute al pari degli altri enti come soggetti costituenti la
Repubblica. Le Province non sono il frutto di una
operazione artificiosa, ma una istituzione che, forse più di altre, è radicata
nel territorio, nella società e nella cultura del Paese. In alternativa
l'abolizione delle Province ci porterebbe alle Città-Stato, che diventerebbero
i soli luoghi dove di fatto si articolerebbe il confronto tra gli interessi
locali presenti nel territorio. Un ulteriore rischio sarebbe quello di
dare vita ad un nuovo emergente "centralismo regionale": é assurdo
infatti pensare che la Regione o i Comuni possano svolgere adeguatamente oltre
alle proprie funzioni anche quelle delle Province. Occorre dare attuazione al
dettato costituzionale, proseguendo in un cammino di riforme - purtroppo
interrotto - che porti a differenziare e ad adeguare, secondo il principio di
sussidiarietà le funzioni ed i compiti dei Comuni, delle Province e delle già
previste sebbene ancora in fieri "città metropolitane". La realtà è
che invece si è concesso troppo agli altri enti, privi di elezione diretta,
quali ad esempio le comunità montane, l'Unione dei Comuni, i Consorzi e troppo
si è concesso ai cosiddetti enti strumentali di Comuni, Province e Regioni
(Autorità d'ambito, Distretti, Istituzioni, Società di scopo) che, come è ormai
noto a tutti, sono diventati la vera emergenza finanziaria per i bilanci degli
enti locali, ed in virtù dei poteri operativi ad essi riconosciuti hanno finito
per prevalere sull'attività di programmazione, regolazione e controllo che
spettano agli enti locali. Coerentemente con il progetto costituzionale le
Province, invece, possono davvero diventare gli interlocutori principali delle
Regioni e dei Comuni per la programmazione, il coordinamento, l'organizzazione
di reti di servizi e di funzioni che, per loro natura, richiedono ambiti ed
assetti sovracomunali. Se mettiamo infine a confronto il modello di governance
delineato dalla nostra Costituzione con gli altri paesi della Comunità europea
si scopre che su 25 Stati, 17 hanno tre livelli di governo: Regioni, Province e
Comuni; 5 ne hanno solo due: Province e Comuni- solo due Stati non hanno le
Province, Cipro e Lussemburgo. L'Italia ha 104 Province, la Germania ne ha
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 18-08-2008)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: OPINIONI - data: 2008-08-17 num: - pag: 18
categoria: REDAZIONALE LA PROVINCIA E L'ISOLA: UNA REPLICA Ischia, il futuro
"metropolitano" di ENRICO PENNELLA * I l contributo offerto da Sergio
Locoratolo alla riflessione sull'isola d'Ischia merita un approfondimento. Sul
piano della convenienza dell'istituzione di un'unica amministrazione che superi
e fonda i sei comuni in cui oggi è divisa l'isola, credo che una gestione
centralizzata di problematiche che non possono essere affrontate efficacemente
se non in maniera unitaria ed organica, quali ad esempio il turismo, i
trasporti, e con esse l'attività di pianificazione strategica nei settori
chiave, primo tra tutti quello urbanistico, sia assolutamente auspicabile.
Detto questo, è necessario verificare qual è il ruolo che la Provincia può
svolgere per raggiungere questo risultato, anche alla luce dei giudizi non
certo edificanti contenuti nella riflessione apparsa l'altro giorno sul
Corriere del Mezzogiorno sull'azione svolta dall'Ente su questo versante. Sul
piano giuridico, il complesso di norme che presiede alla materia relativa alla
fusione dei comuni ed all'esercizio associato di funzioni, dai livelli più
stringenti a quelli più blandi, non assegna all'Ente Provincia che funzioni
marginali. è la Regione, infatti, ad istituire, con sue leggi, nuovi comuni o a
modificarne circoscrizioni e denominazioni, acquisita la volontà delle
popolazioni interessate attraverso consultazione referendaria. Alla Provincia
spetta semplicemente il compito di esprimere un parere, tra l'altro consultivo,
all'indizione del referendum popolare. Funzione che, è giusto ricordare, il
Consiglio provinciale ha tempestivamente esercitato, dichiarandosi favorevole
all'avvio della procedura referendaria allorquando, in un recente passato, è
stato intrapreso l'iter della legge regionale di istituzione del comune unico.
Se sul piano tecnico la Provincia ha fatto dunque tutto quanto di competenza,
anche sul piano politico ha cercato di esercitare la sua funzione per superare
le resistenze. Ma è evidente che, di fronte al no espresso dai Consigli comunali
di Forio, Barano e Serrara Fontana, la Provincia abbia dovuto prendere atto
delle legittime manifestazioni di volontà espresse dagli organismi maggiormente
rappresentativi in termini di partecipazione democratica. Ad altra conclusione
potremmo arrivare se invece si darà seguito all'annunciata costituzione della
città metropolitana, un unico ente che governi tutto il territorio provinciale
con poteri incisivi e diretti di gestione integrata e coordinata. Questo
permetterà di risolvere il problema della frammentazione amministrativa non
solo dell'isola d'Ischia, ma anche di altre realtà
dell'area metropolitana che necessitano di un centro decisionale che valichi i
confini comunali. Mi sembra quindi ingeneroso liquidare la Provincia come
inutile appendice istituzionale per accodarsi al coro di quanti chiedono
l'abolizione di un Ente che, almeno per quel che riguarda la Provincia di
Napoli, ha svolto in questi anni, senza clamori, la propria azione
amministrativa con regolarità ed efficacia (penso al recente caso della Ctp) e
che forse paga proprio la sua "normalità". * Presidente del Consiglio
Provinciale di Napoli \\ Sui nuovi comuni decide la Regione. La Provincia ha
ruolo consultivo. E l'ha esercitato.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
21-08-2008)
Argomenti: Province
LE STIMELa
Provincia, con l'aiuto delle riserve di caccia del territorio, ha fatto una
stima sulla presenza dei cinghiali in provincia che sono presenti in maniera
massiccia nella fascia pedemontana. I numeri indicano che ci sarebbero circa
500 animali, ma secondo l'assessore le cifre sono per difetto. la presenza vera
potrebbe avvicinarsi a circa mille animali.GLI ABBATTIMENTILa giunta
provinciale ha approvato una delibera con la quale autorizza la caccia in
deroga per 150 cinghiali. Attualmente è stata concessa una prima trance di 85
di cui una trentina sono già stati abbattuti.IL RICORSOLa
Lega per l'abolizione della caccia ha presentato ricorso al Tar contro le
delibere chiedendo la sospensiva che sarà esaminata giovedì 28 agosto. Oggi la
Provincia deciderà se opporsi o meno.I DANNIIn Provincia nel corso del 2007
sono arrivate richieste di risarcimento per oltre 350 mila euro. Di
questi 80 mila sono legati ad incidenti stradali, mentre 180 mila sono gli
indennizzi presentati dagli agricoltori.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Province
Federalismo fiscale.
Scontro a tutto campo. Zoggia: enti locali necessari. Zanon: aboliamo gli
sprechi Bottacin: "Alle Province i poteri dei prefetti" Reolon
applaude Bossi. In una lettera inviata al ministro la richiesta di confronto
VENEZIA. La corsa al Federalismo inciampa sulle Province. Argomento che scuote
anche il presidente dell'ente bellunese Sergio Reolon che, per l'occasione, ha
scritto al ministro per le Riforme dopo che, di passaggio a Belluno, Bossi
aveva indicato nel federalismo la risposta ai problemi del territorio
bellunese, incuneato tra la specificità dell'autonomia di Trento e di Bolzano e
del Friuli Venezia Giulia, sottolineando la necessità di cambiare logica per
dare autonomia finanziaria a enti locali e Regioni, con la previsione di una
formula diversificata per la montagna, in quanto realtà diversa. "Desidero
esprimerle la mia personale piena condivisione su tali contenuti e in particolare
al riferimento esplicito al federalismo differenziato per le zone montane -
scrive Reolon - Il territorio di montagna, infatti, ha una minore densità
abitativa e maggiori costi per garantire i servizi essenziali, per realizzare
opere ed infrastrutture e, conseguentemente, è necessario che ivi rimanga una
quota maggiore del gettito fiscale generato rispetto alle altre realtà".
Sul tema, le Province di Belluno, Sondrio e Verbania, hanno avviato iniziative
comuni puntando al riconoscimento di un particolare status in quanto unici enti
alpini interamente montani, incuneati tra province e
regioni a statuto speciale e transfrontaliere. "Alla luce di tali
considerazioni, avrei, pertanto, piacere di incontrarla personalmente a breve,
anche insieme con i presidenti di Sondrio e del Verbano Cusio Ossola, per un
primo scambio di opinioni sulle varie problematiche legate all'attuazione del
federalismo fiscale" conclude Reolon allegando alla missiva copia della
lettera congiunta dei presidenti delle tre Province suindicate, trasmessa l'11
aprile 2005 all'allora presidente del Consiglio Berlusconi. Pronta la replica
del capogruppo della Lega Gianpaolo Bottacin che ricorda che "Bossi ha
ripetuto ciò che la Lega dice da sempre, sia a Belluno che a Roma".
"Ora Reolon - sostiene - convinca il suo segretario nazionale ad una
volontà autonomista per il bellunese, da sostenere in Parlamento. Non abbia
paura: la volontà autonomista è nel dna leghista, dalla base fino al vertice,
passando per tutti gli interlocutori locali". Insomma, ormai anche nel
comune sentire c'è spazio per polemiche e accuse: "I cittadini di Belluno
- conclude - non hanno bisogno di passerelle mediatiche dei politici locali.
Loro vogliono che gli esponenti nazionali dei partiti dimostrino la volontà di
una riforma in chiave autonomista, così come ha fatto Bossi l'altro
giorno". Bottacin ricorda inoltre che lo Statuto regionale vigente prevede
che le funzioni amministrative siano esercitate da Comuni e Province. Detto
questo spiega - le strade da percorrere possono essere due: svuotare gli enti
di competenze, rendendoli inutili e costosi, oppure dare loro maggiori
competenze amministrative, potenziandoli. Questo l'intento della Lega:
"Spingendo sul fronte della devoluzione verso il basso, si potrebbe ipotizzare
che le competenze dei Prefetti passino nelle mani dei presidenti delle
Province" sostiene. A favore delle Province si schiera anche il presidente
veneziano Davide Zoggia, che alla querelle originariamente scaturita da un
botta e risposta tra Bossi e Galan replica: "Galan sta conducendo una
serrata battaglia all'interno del centrodestra che nulla ha a che vedere con
questi temi. Se Bossi avesse detto che le Province sono soggetti inutili il
presidente del Veneto avrebbe potuto benissimo dire il contrario anche se tutti
sappiamo quanto fastidio nutra Galan nei confronti di tutti quei soggetti
istituzionali con i quali è chiamato a collaborare ed in certo senso a delegare
compiti e funzioni. Purtroppo, la stagione politica che stiamo vivendo è
pericolosamente schizofrenica e di una reale riforma degli assetti
istituzionali non si riesce proprio a parlare. Nel Veneto poi, la situazione è
paradossalmente peggiore rispetto ad altre Regioni italiane visto che l'assenza
di uno statuto rallenta se non addirittura inibisce quel processo di delega
agli enti locali della gestione di quanto stabilito e legiferato a livello
regionale. Le Province al nostro Paese - conclude - sono assolutamente utili
per governare e gestire quei processi di scala vasta al fianco delle singole
realtà comunali che, sole, non riuscirebbero a coordinare politiche di
intervento vitali per i cittadini. Senza contare che nella nostra Regione è
"Veneto Strade" a fare le strade e, come noto, questo soggetto è costituito anche dalle Province e dalla Società Autostrade".
Unica voce fuori dal coro, stranamente in linea con Galan il consigliere
regionale di An, Raffaele Zanon: "La lotta agli sprechi e la riduzione dei
costi della politica passano attraverso l'abolizione degli enti intermedi come
le Province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di
cittadinanza nell'ambito di un federalismo compiuto" sostiene.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
22-08-2008)
Argomenti: Province
VENETO pag. 27 Zanon (An): "Sì all'abolizione delle Province"
FEDERALISMO "LA LOTTA agli sprechi e la riduzione dei costi della politica
passa attraverso l'abolizione degli enti intermedi come le province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di
cittadinanza nell'ambito di un federalismo compiuto". E' quanto
afferma il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Raffaele Zanon, dopo le
dichiarazioni di Bossi e Galan sulla proposta dell'abolizione delle province. "Non vedo il motivo di tutto questo clamore ?
prosegue Zanon ? Ritengo che anche a destra si cominci a fare strada una
visione più chiara sulle posizioni che An ha assunto a livello nazionale sul
dibattito che riguarda le riforme ed il federalismo. An sostiene da tempo
l'abolizione degli Enti inutili ed intermedi quali sono le Province. La Destra
Politica, non può essere a favore dell'esistenza di Enti che istituzionalmente
dimostrano tutti i loro limiti e la loro inconsistenza amministrativa. Come An
in Regione abbiamo votato contro l'istituzione di nuove province
così continueremo a sostenere l'abolizione di quegli enti inutili che sono
unicamente fonte di sperpero e duplicazione di funzioni". Secondo Zanon,
si dovrebbe "ricondurre il dibattito ad un tema più serio, quale quello di
una dimensione diversa degli assetti del nostro Veneto, che in questo momento
sta guardando alle aggregazioni tra Regioni con una visione più ampia, fino a
discutere di macroregioni ? aggiunge ? La politica del separatismo o della
moltiplicazione degli sperperi non ha alcuna ragione di esistere nella stagione
delle riforme. Nel federalismo compiuto i veri attori dell'autonomia sono il
Comune e la Regione con funzioni ben distinte. La destra ? conclude l'esponente
di An ? è per una riforma istituzionale che porti ad un Federalismo che
semplifichi quegli assetti che allontanano il cittadino dalle
istituzioni".
( da "Nuova Venezia, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Province
Federalismo fiscale.
Scontro a tutto campo. Zoggia: enti locali necessari. Zanon: aboliamo gli
sprechi Bottacin: "Alle Province i poteri dei prefetti" Reolon
applaude Bossi. In una lettera inviata al ministro la richiesta di confronto
VENEZIA. La corsa al Federalismo inciampa sulle Province. Argomento che scuote
anche il presidente dell'ente bellunese Sergio Reolon che, per l'occasione, ha
scritto al ministro per le Riforme dopo che, di passaggio a Belluno, Bossi
aveva indicato nel federalismo la risposta ai problemi del territorio
bellunese, incuneato tra la specificità dell'autonomia di Trento e di Bolzano e
del Friuli Venezia Giulia, sottolineando la necessità di cambiare logica per
dare autonomia finanziaria a enti locali e Regioni, con la previsione di una
formula diversificata per la montagna, in quanto realtà diversa. "Desidero
esprimerle la mia personale piena condivisione su tali contenuti e in
particolare al riferimento esplicito al federalismo differenziato per le zone
montane - scrive Reolon - Il territorio di montagna, infatti, ha una minore
densità abitativa e maggiori costi per garantire i servizi essenziali, per
realizzare opere ed infrastrutture e, conseguentemente, è necessario che ivi
rimanga una quota maggiore del gettito fiscale generato rispetto alle altre
realtà". Sul tema, le Province di Belluno, Sondrio e Verbania, hanno
avviato iniziative comuni puntando al riconoscimento di un particolare status
in quanto unici enti alpini interamente montani, incuneati tra province e regioni a statuto speciale e transfrontaliere.
"Alla luce di tali considerazioni, avrei, pertanto, piacere di incontrarla
personalmente a breve, anche insieme con i presidenti di Sondrio e del Verbano
Cusio Ossola, per un primo scambio di opinioni sulle varie problematiche legate
all'attuazione del federalismo fiscale" conclude Reolon allegando alla
missiva copia della lettera congiunta dei presidenti delle tre Province
suindicate, trasmessa l'11 aprile 2005 all'allora presidente del Consiglio
Berlusconi. Pronta la replica del capogruppo della Lega Gianpaolo Bottacin che
ricorda che "Bossi ha ripetuto ciò che la Lega dice da sempre, sia a
Belluno che a Roma". "Ora Reolon - sostiene - convinca il suo
segretario nazionale ad una volontà autonomista per il bellunese, da sostenere
in Parlamento. Non abbia paura: la volontà autonomista è nel dna leghista,
dalla base fino al vertice, passando per tutti gli interlocutori locali".
Insomma, ormai anche nel comune sentire c'è spazio per polemiche e accuse:
"I cittadini di Belluno - conclude - non hanno bisogno di passerelle
mediatiche dei politici locali. Loro vogliono che gli esponenti nazionali dei
partiti dimostrino la volontà di una riforma in chiave autonomista, così come
ha fatto Bossi l'altro giorno". Bottacin ricorda inoltre che lo Statuto
regionale vigente prevede che le funzioni amministrative siano esercitate da
Comuni e Province. Detto questo spiega - le strade da percorrere possono essere
due: svuotare gli enti di competenze, rendendoli inutili e costosi, oppure dare
loro maggiori competenze amministrative, potenziandoli. Questo l'intento della
Lega: "Spingendo sul fronte della devoluzione verso il basso, si potrebbe
ipotizzare che le competenze dei Prefetti passino nelle mani dei presidenti
delle Province" sostiene. A favore delle Province si schiera anche il
presidente veneziano Davide Zoggia, che alla querelle originariamente scaturita
da un botta e risposta tra Bossi e Galan replica: "Galan sta conducendo
una serrata battaglia all'interno del centrodestra che nulla ha a che vedere
con questi temi. Se Bossi avesse detto che le Province sono soggetti inutili il
presidente del Veneto avrebbe potuto benissimo dire il contrario anche se tutti
sappiamo quanto fastidio nutra Galan nei confronti di tutti quei soggetti
istituzionali con i quali è chiamato a collaborare ed in certo senso a delegare
compiti e funzioni. Purtroppo, la stagione politica che stiamo vivendo è
pericolosamente schizofrenica e di una reale riforma degli assetti
istituzionali non si riesce proprio a parlare. Nel Veneto poi, la situazione è
paradossalmente peggiore rispetto ad altre Regioni italiane visto che l'assenza
di uno statuto rallenta se non addirittura inibisce quel processo di delega
agli enti locali della gestione di quanto stabilito e legiferato a livello
regionale. Le Province al nostro Paese - conclude - sono assolutamente utili
per governare e gestire quei processi di scala vasta al fianco delle singole
realtà comunali che, sole, non riuscirebbero a coordinare politiche di
intervento vitali per i cittadini. Senza contare che nella nostra Regione è
"Veneto Strade" a fare le strade e, come noto, questo soggetto è costituito anche dalle Province e dalla Società Autostrade".
Unica voce fuori dal coro, stranamente in linea con Galan il consigliere
regionale di An, Raffaele Zanon: "La lotta agli sprechi e la riduzione dei
costi della politica passano attraverso l'abolizione degli enti intermedi come
le Province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di
cittadinanza nell'ambito di un federalismo compiuto" sostiene.