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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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toARTICOLI DEL  1°- 23 Agosto 2008       #TOP



Report "Province"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Province (11)


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

La specificità di Belluno? E' anacronistica ( da "Corriere delle Alpi" del 01-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: E qui ritorna uno dei nuovi cavalli di battaglia di Galan, l'abolizione delle Province: "Sono molte le voci che chiedono una revisione complessiva", dice. Insomma, Belluno deve mettersi in fila con le altre cugine venete: "Come spiego io a un abitante di Asiago o della Lessinia che do l'autonomia a Belluno e a loro no?

<No all'abolizione delle Comunità montane> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: PROVINCIA 03-08-2008 Bovis all'inaugurazione "No all'abolizione delle Comunità montane" Stefano Bovis, presidente della Comunità Montana est, all'inaugurazione degli appartamenti protetti, attacca la decisione che prevede la chiusura delle comunità montane.

<Il Governo sta andando nella direzione giusta e la Provincia non si tocca> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Il Governo sta andando nella direzione giusta e la Provincia non si tocca" LA RICETTA ANTI-CRISI DI CARLO VALLI E' CRISI, c'è poco da fare. Lo dice la gente (nei bar, nei supermercati, per strada) e ora lo dicono anche i numeri (quelli dell'analisi congiunturale). E lo dice anche il presidente della Camera di Commercio e di Confindustria Monza e Brianza,

<Il futuro di Legnano è la città metropolitana> ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 07-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Il sindaco Vitali boccia una nuova provincia di LUCA BALZAROTTI ? LEGNANO ? TORNA D'ATTUALITÀ il concetto di città metropolitana. Dopo la preoccupazione espressa da alcuni sindaci lombardi in vista di una possibile abolizione delle province, il primo cittadino di Legnano, Lorenzo Vitali, non vede la città del Carroccio come futuro capoluogo di una nuova provincia dell'

Dini: "Walter, fai una proposta" ( da "Tempo, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: osservanza delle priorità, la revisione del Csm, la separazione delle carriere...". E sulle riforme istituzionali? "Mi auguro che la riforma che sarà presentata a settembre preveda l'abolizione delle provincie. Si eliminerebbe un livello di governo e si toglierebbero di mezzo tutti gli apparati politici che si reggono su questi enti locali"

A cosa servono le Province? ( da "Sicilia, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Le Province non sono il frutto di una operazione artificiosa, ma una istituzione che, forse più di altre, è radicata nel territorio, nella società e nella cultura del Paese. In alternativa l'abolizione delle Province ci porterebbe alle Città-Stato, che diventerebbero i soli luoghi dove di fatto si articolerebbe il confronto tra gli interessi locali presenti nel territorio.

Ischia, il futuro <metropolitano> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 18-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ma anche di altre realtà dell'area metropolitana che necessitano di un centro decisionale che valichi i confini comunali. Mi sembra quindi ingeneroso liquidare la Provincia come inutile appendice istituzionale per accodarsi al coro di quanti chiedono l'abolizione di un Ente che, almeno per quel che riguarda la Provincia di Napoli,

LE STIME La Provincia, con l'aiuto ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 21-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: IL RICORSOLa Lega per l'abolizione della caccia ha presentato ricorso al Tar contro le delibere chiedendo la sospensiva che sarà esaminata giovedì 28 agosto. Oggi la Provincia deciderà se opporsi o meno.I DANNIIn Provincia nel corso del 2007 sono arrivate richieste di risarcimento per oltre 350 mila euro.

Bottacin: Alle Province i poteri dei prefetti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: costituito anche dalle Province e dalla Società Autostrade". Unica voce fuori dal coro, stranamente in linea con Galan il consigliere regionale di An, Raffaele Zanon: "La lotta agli sprechi e la riduzione dei costi della politica passano attraverso l'abolizione degli enti intermedi come le Province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di cittadinanza nell'

Zanon (An): <Sì all'abolizione delle Province> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 22-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 27 Zanon (An): "Sì all'abolizione delle Province" FEDERALISMO "LA LOTTA agli sprechi e la riduzione dei costi della politica passa attraverso l'abolizione degli enti intermedi come le province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di cittadinanza nell'ambito di un federalismo compiuto".

Bottacin: alle province i poteri dei prefetti ( da "Nuova Venezia, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: costituito anche dalle Province e dalla Società Autostrade". Unica voce fuori dal coro, stranamente in linea con Galan il consigliere regionale di An, Raffaele Zanon: "La lotta agli sprechi e la riduzione dei costi della politica passano attraverso l'abolizione degli enti intermedi come le Province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di cittadinanza nell'


Articoli

La specificità di Belluno? E' anacronistica (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 01-08-2008)

Argomenti: Province

Di Cristian Arboit "La specificità di Belluno? E' anacronistica" Galan ci mette una croce: "Ormai il secessionismo ha cambiato le condizioni" Dopo 3 giorni di commissione Statuto da Venezia arriva una doccia fredda "A bocciarla sono i sindaci bellunesi" BELLUNO. "E' vero. Avevo dimostrato la mia disponibilità a fare qualcosa per la provincia di Belluno, ma da tre anni a questa parte sono successe tante cose, a cominciare dal dissesto istituzionale e democratico creato da Lamon". Con queste parole il governatore Giancarlo Galan si smarca dalla concessione di un regime differenziato per il Bellunese. "E' anacronistico", dice. Carta straccia quindi il patto siglato a Palazzo Piloni nella primavera del 2005 sotto gli sguardi compiaciuti dell'attuale assessore Oscar De Bona e del presidente della Provincia Sergio Reolon. Si mette così un'ipoteca sulla discussione che tra lunedì e mercoledì ha impegnato la commissione Statuto, che dovrebbe ritornare a riunirsi a metà settembre. Di acqua sotto i ponti di Venezia, ma sopratutto sotto quelli della politica, ne è passata tanta e le condizioni che portarono il tre volte presidente del Veneto a impegnarsi per l'autonomia - per lo meno amministrativa - del nostro territorio sono cambiate. Colpa, pare di capire, di Lamon e figli, di quella scia secessionista che dal 31 ottobre 2005 - data del primo verdetto pro-Trentino - ha portato a uno stravolgimento delle carte in tavola. Almeno a sentire lo stesso Galan, che dopo giorni di interpretazioni e illazioni sul suo "pensiero" in materia, ha deciso di uscire allo scoperto. E dire - in termini molto diretti - che non c'è trippa per gatti. Per lo meno quella trippa venduta nel 2005 a Belluno. A convincere il governatore a sciogliere una volta per tutte il nodo Belluno sono stati i tre giorni trascorsi in commissione Statuto, dove la montagna ha di fatto partorito il solito topolino. Per qualcuno una pantegana. Tutto congelato, compreso il voto sulla specificità di Belluno, almeno fino a metà settembre. Ma per Galan la questione sembra già chiusa. E proprio il fenomeno secessionista sarebbe il responsabile di un tale cambio di rotta, per qualcuno un autentico dietro-front. Lamon e figli hanno sviluppato nel governatore e nell'establishment veneziano "una coscienza autonomista e federalista". Da qui la richiesta dello stesso Galan allo Stato per l'attuazione dei principi federalisti già contenuti nella seconda parte della Costituzione. I tempi - sempre a sentire il governatore - impongono una "riflessione nuova" sulle forme particolari di autonomia per la provincia di Belluno. "Come facciamo a sostenere una simile richiesta quando è in arrivo dal governo una proposta di federalismo profonda che coinvolgerà tutti, Belluno compresa?", si chiede Galan. Non solo. Il governatore si mette poi sulla difensiva: "Spesso mi accusano di girare poco la provincia. Non è vero. Ricordo solo gli incontri avuti con Prade". E non manca un retroscena: "Sono gli stessi sindaci del Bellunese a bocciare l'attribuzione di una specificità alla Provincia, almeno nei termini finora emersi. Preferiscono una loro maggiore autonomia". E qui ritorna uno dei nuovi cavalli di battaglia di Galan, l'abolizione delle Province: "Sono molte le voci che chiedono una revisione complessiva", dice. Insomma, Belluno deve mettersi in fila con le altre cugine venete: "Come spiego io a un abitante di Asiago o della Lessinia che do l'autonomia a Belluno e a loro no? La partita è di tutti".

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<No all'abolizione delle Comunità montane> (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-08-2008)

Argomenti: Province

PROVINCIA 03-08-2008 Bovis all'inaugurazione "No all'abolizione delle Comunità montane" Stefano Bovis, presidente della Comunità Montana est, all'inaugurazione degli appartamenti protetti, attacca la decisione che prevede la chiusura delle comunità montane. "Il ruolo della comunità montana è importantissimo spiega Bovis -. Quando non ci saranno più questi enti sarà molto più difficile e impegnativo gestire le situazioni in questi luoghi". "Come Comunità Montana aggiunge il presidente Bovis -. Il nostro progetto è quello di mantenere nella montagna i giovani, le aziende e i servizi. Presto, con qualche difficoltà, arriverà anche l'Adsl". Dopo queste parole, conclude il suo discorso, sottolineando "la concertazione tra le istituzioni ", per il raggiungimento dell'obbiettivo. "Quando c'è unione di intenti tra le istituzioni e le associazioni conclude il presidente della Comunità montana est -. Si ottengono sempre degli ottimi risultati ".

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<Il Governo sta andando nella direzione giusta e la Provincia non si tocca> (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-08-2008)

Argomenti: Province

BRIANZA: PRIMO PIANO pag. 22 "Il Governo sta andando nella direzione giusta e la Provincia non si tocca" LA RICETTA ANTI-CRISI DI CARLO VALLI E' CRISI, c'è poco da fare. Lo dice la gente (nei bar, nei supermercati, per strada) e ora lo dicono anche i numeri (quelli dell'analisi congiunturale). E lo dice anche il presidente della Camera di Commercio e di Confindustria Monza e Brianza, Carlo Edoardo Valli che fa notare come "per la prima volta dal 2005, la variazione tendenziale dell'indice della produzione industriale diventa negativa -2,33 per cento". Una situazione davanti alla quale, Valli difende l'operato del Governo Berlusconi. "Il Governo gode ancora della fiducia degli imprenditori e il nostro giudizio ? così come quello di Confindustria ? sulla manovra economica è positivo perché, pur nelle difficoltà della situazione, mira a razionalizzare la spesa pubblica e a recuperare efficienza. I provvedimenti adottati contengono punti significativi di sostegno all'impresa privata: dal punto di vista fiscale con alcune misure di semplificazione - abrogazione obbligo di presentazione elenchi clienti e fornitori, con il credito di imposta sulla ricerca e sviluppo, con l'abrogazione del divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensioni. Sui temi del lavoro con la detassazione di premi e straordinari, con le modifiche che ampliano l'uso del contratto a termine, la semplificazione delle regolamentazione dell'orario di lavoro, l'abrogazione della certificazione sulle dimissioni volontarie e l'introduzione del libro unico del lavoro, che elimina il libro matricola e il libro paga con la semplificazione della normativa sulla privacy (trattamento dati sanitari dei dipendenti) e l'abolizione di altri oneri amministrativi desueti". "Noi ci auguriamo ? è il giudizio di Valli - che il Governo continui lungo la strada che porta alla liberazione di nuove energie di crescita, che saranno indispensabili per contrastare la fase di congiuntura mondiale negativa, legata anche alla speculazione finanziaria sulle materie prime, all'eccessiva valutazione dell'euro rispetto al dollaro, ai grandi cambiamenti di mercato imposti dalle economie emergenti". VALLI difende anche la Provincia di Monza e Brianza, spesso bollata, soprattutto negli ultimi mesi, come "inutile spreco". "Noi imprenditori ? ha detto Valli - confermiamo la nostra volontà che si proceda con l'istituzione e chiediamo al Governo, al presidente Berlusconi e ai ministri Bossi e Maroni di mantenere fede agli impegni presi e completare la provincia il prossimo anno, sia con il voto amministrativo che con l'apertura degli uffici. La Brianza sconta i danni di una rete di infrastrutture e di servizi vecchissima e completamente inadeguata, impieghiamo ore per raggiungere gli aeroporti, dipendiamo da Milano per qualsiasi adempimento burocratico, non c'è nessun ente che faccia del marketing territoriale. La Camera di commercio di Monza e Brianza, aperta nel luglio dell'anno scorso, è il primo risultato concreto dell'autonomia provinciale ed è apprezzata da tutte le imprese: la considero la riprova delle nostre ragioni. Non si compete nel mondo senza la cura del territorio e del suo sistema economico: per questo siamo stati e continuiamo ad essere per la provincia. Bloccare il processo di istituzione sarebbe una mossa pessima, che i brianzoli non dimenticherebbero". F.Lomb.

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<Il futuro di Legnano è la città metropolitana> (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 07-08-2008)

Argomenti: Province

LEGNANO pag. 2 "Il futuro di Legnano è la città metropolitana" Il sindaco Vitali boccia una nuova provincia di LUCA BALZAROTTI ? LEGNANO ? TORNA D'ATTUALITÀ il concetto di città metropolitana. Dopo la preoccupazione espressa da alcuni sindaci lombardi in vista di una possibile abolizione delle province, il primo cittadino di Legnano, Lorenzo Vitali, non vede la città del Carroccio come futuro capoluogo di una nuova provincia dell' Altomilanese. "L 'UNICO SOGGETTO che potrebbe essere in grado di coordinare le scelte su importanti temi sovracomunali, quali trasporti o realizzazione di grandi infrastrutture, è la città metropolitana - spiega il primo cittadino legnanese -. La presenza di questa nuova istituzione non mette a rischio le facoltà decisionali dei singoli Comuni, come temono molte pubbliche amministrazioni". Secondo Vitali, "i Comuni non possono essere espropriati delle funzioni di programmazione territoriale, perché non si può pensare di ridurre la loro autonomia su questioni prettamente locali che determinano la qualità della vita dei loro cittadini". Il sindaco ribadisce l'intenzione di proseguire all'interno del programma già stabilito a suo tempo dalla Provincia e dallaconferenza dei Comuni per lo sviluppo del patto per l'Altomilanese. No, quindi, a un nuovo ente autonomo che si stacchi da Milano. "A mio parere sarebbe una proposta priva di visione strategica e contraria all'idea di ottimizzazione delle risorse, che invece si potrebbe ottenere coordinando meglio gli enti locali". Pur non negando la specificità del terriorio dell'Altomilanese, Vitali sottolinea come questa peculiarità non vada interpretata in senso autonomista e indipendentista. Al contrario, il sindaco di Legnano vorrebbe che il territorio dell'Est Ticino diventasse un banco di prova per quel modello cooperativo che si vorrebbe, poi, allargato all'intero circondario di Milano. In attesa della nascita della città metropolitana, il primo cittadino auspica che Legnano assuma un ruolo guida nella creazione di una collaborazione che metta in comune la forze delle Amministrazioni del legnanese e del magentino. "Credo sia doveroso un piano di organizzazione e razionalizzazione per la città - puntualizza Vitali -. Ma non può essere ripensato in totale autonomia, senza tener conto di logiche più ampie e senza uno sguardo che superi l'ambito locale". SECONDO L'EX PRESIDENTE della provincia di Varese, Marco Reguzzoni, la città del Carroccio dovrebbe entrare a far parte della provincia di Varese, piuttosto che essere inglobata nella città metropolitana di Milano. La proposta dell'onorevole della Lega Nord non va intesa in senso campanilistico, ma poggia le proprie basi sulla considerazione che Legnano, Castellanza, Busto Arsizio e Gallarate costituiscono ormai un'unica grande città. Di conseguenza, secondo Reguzzoni, l'ente superiore che coordina lo sviluppo del territorio deve essere lo stesso. Potrebbe essere una città metropolitana di Milano, che si estende verso nord, o una provincia di Varese che si estende verso sud.

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Dini: "Walter, fai una proposta" (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Province

Stampa l'intervista Dini: "Walter, fai una proposta" Passare in rassegna le fotografie dell'ufficio di Lamberto Dini al Senato è come sfogliare un libro d'attualità. L'ex premier che scherza con Helmut Kohl, che stringe la mano a Clinton, che chiacchiera con Blair, che si fa fotografare con Chirac. Di italiani ce ne sono pochi: Scalfaro, Ciampi. Insomma, un pezzo del recente passato e del presente d'Italia. Il presidente della commissione Esteri si lascia andare e ragiona sul futuro: "La crisi internazionale che trova la sua origine negli Usa a seguito del crollo dei subprime e dei prodotti derivati si sta propagando nel mondo. Ed è molto più grave di quello che si potesse pensare. In un certo senso aveva ragione Giulio Tremonti quando aveva messo tutti in guardia". E l'Italia? "L'Italia ne esce abbastanza bene perché pochi sono gli istituti che avevano comprato quei pacchetti immobiliari". Anche l'Economist parla di "Unhappy America". Quanto può pesare il fattore psicologico? "Gli Stati Uniti devono confessare e dire mea culpa. Perché quello che sta accadendo è il risultato di politiche economiche e monetarie sbagliate dell'amministrazione Bush". Per esempio quali? "Fin dall'inizio ha trasformato un avanzo strutturale in un deficit. Sia con la riduzione delle imposte sia con gli aumenti di spesa. Quello che era un avanzo che aumentava fino al 4,5% del prodotto nazionale si è risolto di un deficit del 5% del pil". Quindi anche secondo lei gli Usa devono cambiare, com dice Obama? "Assolutamente devono cambiare. Chiunque sarà il nuovo presidente, la politica dovrà cambiare. Gli Usa hanno vissuto tutti questi anni al di sopra dei loro mezzi. Oggi sono fortemente indebitati all'estero, basti pensare alle riserve in dollari di Cina, Giappone o dei Paesi esportatori di petrolio: sono cifre di migliaia di miliardi di dollari". La Cina comunque ha già cominciato ad investire da sei anni in euro. "Poco, avrebbe dovuto cominciare prima e ora hanno le mani legate". Torniamo agli Usa. Cosa cambia se vince Obama o McCain? "Ripeto, chiunque sarà il presidente dovrà seguire politiche economiche che sono l'opposto di quelle seguite durante l'amministrazione Bush per raddrizzare una situazione veramente difficile. E comunque passerà attraverso un periodo di recessione che può durare un anno o due prima che si possa risolvere". Un anno o due? "Uno dei punti importanti è quando si stabilizzerà il mercato immobiliare. C'è l'accumulo di case che entrano sul mercato perché le banche le riacquistano e provano a rivederle, quello che hanno nella loro pancia i costruttori: per smaltire tutto questo io credo che sarà necessario un anno, un anno e mezzo prima dell'inversione di tendenza. Prima, l'economia Usa non si riprenderà. Nel frattempo la nuova amministrazione dovrà raddrizzare le finanze dello Stato". E l'Italia? "Dobbiamo aumentare il livello della produttività, cresciamo troppo poco. E dobbiarlo farlo investendo nei settori con più alto valore aggiunto: così la Germania sta superando questa fase delicata. Con quello che si prevede non c'è da stare allegri". Come giudica la Manovra di Tremonti? "La giudico positivamente, favorevolmente. Il governo Berlusconi sta facendo quello che il governo Prodi è stato incapace di fare: ridurre la spesa corrente primaria con l'obiettivo di eliminare il disavanzo entro il 2011 con una decisa manovra triennale. L'aggiustamento dei nostri conti pubblici, visto l'alto livello di debito, non può essere arrestato semplicemente perché abbiamo una situazione di bassa crescita. Deve inevitabilmente andare di pari passo perché questo ce lo impone la nostra appartenenza all'Ue, all'euro e i mercati internazionali. Dobbiamo anche trovare il modo di proteggere le categorie più deboli della nostra società. Inoltre, aver anticipato i contenuti nel decreto di luglio e agosto è una grande riforme strutturale". Non di poco conto? "Certo, il Parlamento veniva bloccato dalla fine di settembre alla fine di dicembre con l'assalto alla diligenza. Generalmente la Finanziaria è sempre uscita peggiorata. Una "Finanziaria triennale" come quella approvata in questi giorni dal Parlamento è una fondamentale riforma strutturale che stabilizzerà le aspettative con grandi vantaggi per tutto il Paese". Il problema principale resta la riduzione della spesa. Che cos'altro si può fare? "Il blocco del turn over è una decisione forte e anche molto importante. Con il governo Prodi era uno dei sette punti che avevo chiesto di realizzare, ma non si riuscì a metterlo in pratica. Stavolta l'esecutivo l'ha fatto e il rapporto di un ingresso per ogni dieci che escono produrrà risparmi che perdureranno. Stando ai conti del governo usciranno dalla pubblica amministrazione usciranno ogni 120mila persone. Si tratta di un taglio sacrosanto e molto coraggioso. Si può andare avanti per esempio sulla scuola, che in Italia serve più a sostenere gli insegnati che gli alunni. Il ministro dell'Istruzione ha poco da strillare". E quali sono le priorità per settembre a suo avviso? "Sono cofirmatario della mozione Bonino-Dini sulla giustizia che prevede l'abolizione dell'obligatorietà dell'azione penale, responsabilizzazione del pm per l'osservanza delle priorità, la revisione del Csm, la separazione delle carriere...". E sulle riforme istituzionali? "Mi auguro che la riforma che sarà presentata a settembre preveda l'abolizione delle provincie. Si eliminerebbe un livello di governo e si toglierebbero di mezzo tutti gli apparati politici che si reggono su questi enti locali". Che cosa ne pensa invece delle diatribe interne al Pd visto che lei è stato anche lì dentro? "No, al Pd non ho mai aderito. Sono uscito proprio per quello e le mie critiche di allora si stanno puntualmente verificando oggi. E si riferiscono a un processo che è stato troppo veloce, con primarie finte, che ha finito per lasciare sul tappeto tutte le questioni aperte: a cominciare dall'iscrizione a quel gruppo dopo le prossime europee per finire alle diatribe interne al gruppo dirigente del vecchio pci da dove provengono tutte le principali fibrillazioni". Ma che cosa si sente di consigliare a Veltroni? "Di non fare solo ostruzionismo o critiche. Di fare proposte. In questa legislatura ancora ne devo ascoltare una in Parlamento".

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A cosa servono le Province? (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Province

II clima di delegittimazíone, e spesso di sciacallaggio, che si è venuto ad instaurare nei confronti delle Province, tenta di insinuare nella mente dei cittadini l'idea che queste Istituzioni siano - nel contesto di tutta la pubblica amministrazione italiana - l'emblema degli enti inutili che occorre eliminare per ridurre i costi della politica e per restituire efficienza alla macchina dell'amministrazione pubblica. Questo quadro è parziale e denigratorio nei confronti di una intera classe politico -amministrativa e burocratica, e soprattutto non rispondente al vero. Allora, occorre domandarsi a cosa servono le Province. In questi ultimi dieci anni abbiamo vissuto una stagione intensa per delineare un "federalismo amministrativo" capace di riannodare un rapporto virtuoso tra i cittadini e i vari poteri, che ha determinato il varo di una corposa riforma del titolo V della Costituzione. L'art. 114 al riguardo stabilisce: "La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato". Le Province, quindi, sono state riconosciute al pari degli altri enti come soggetti costituenti la Repubblica. Le Province non sono il frutto di una operazione artificiosa, ma una istituzione che, forse più di altre, è radicata nel territorio, nella società e nella cultura del Paese. In alternativa l'abolizione delle Province ci porterebbe alle Città-Stato, che diventerebbero i soli luoghi dove di fatto si articolerebbe il confronto tra gli interessi locali presenti nel territorio. Un ulteriore rischio sarebbe quello di dare vita ad un nuovo emergente "centralismo regionale": é assurdo infatti pensare che la Regione o i Comuni possano svolgere adeguatamente oltre alle proprie funzioni anche quelle delle Province. Occorre dare attuazione al dettato costituzionale, proseguendo in un cammino di riforme - purtroppo interrotto - che porti a differenziare e ad adeguare, secondo il principio di sussidiarietà le funzioni ed i compiti dei Comuni, delle Province e delle già previste sebbene ancora in fieri "città metropolitane". La realtà è che invece si è concesso troppo agli altri enti, privi di elezione diretta, quali ad esempio le comunità montane, l'Unione dei Comuni, i Consorzi e troppo si è concesso ai cosiddetti enti strumentali di Comuni, Province e Regioni (Autorità d'ambito, Distretti, Istituzioni, Società di scopo) che, come è ormai noto a tutti, sono diventati la vera emergenza finanziaria per i bilanci degli enti locali, ed in virtù dei poteri operativi ad essi riconosciuti hanno finito per prevalere sull'attività di programmazione, regolazione e controllo che spettano agli enti locali. Coerentemente con il progetto costituzionale le Province, invece, possono davvero diventare gli interlocutori principali delle Regioni e dei Comuni per la programmazione, il coordinamento, l'organizzazione di reti di servizi e di funzioni che, per loro natura, richiedono ambiti ed assetti sovracomunali. Se mettiamo infine a confronto il modello di governance delineato dalla nostra Costituzione con gli altri paesi della Comunità europea si scopre che su 25 Stati, 17 hanno tre livelli di governo: Regioni, Province e Comuni; 5 ne hanno solo due: Province e Comuni- solo due Stati non hanno le Province, Cipro e Lussemburgo. L'Italia ha 104 Province, la Germania ne ha 439, l'Inghilterra 133, la Francia 100, la Spagna 52, con competenze diverse ma tutte con il medesimo tratto distintivo del governo di area vasta. In Europa forse non solo sono più chiare le funzioni ma è diversa l'articolazione dei poteri ed è consolidata la consapevolezza dell'importanza di un governo intermedio. Quale ente può gestire tutto questo al posto dell'ente Provincia? Siamo sicuri che l'esternalizzazione sia sempre più produttiva e risponda realmente agli interessi dei cittadini? L'idea di costituire ambiti ottimali ha garantito più efficienza ed economicità oppure ha determinato solo costi aggiuntivi per le comunità? Anziché eliminare un importante livello di interlocuzione politica che trova la propria legittimazione nel voto popolare, non sarebbe più opportuno eliminare duplicazioni e sovrapposizioni ed avviare un vero federalismo locale, capace di valorizzare le autonomie locali, che sappia unire e non dividere il Paese? E' utile ricordare che in Italia oltre a 104 città capoluoghi esistono 8108 comuni, di cui solo 200 con popolazione superiore a 100 mila abitanti che in assenza delle Province rimarrebbero sul territorio privi di una significativa rappresentanza e senza efficaci strumenti di partecipazione. Le Province - per potere esercitare le funzioni esposte - hanno dovuto conseguire una autonomia finanziaria pari al 57,7% della loro spesa. E nel panorama delle istituzioni locali risultano essere quelle finanziariamente più solide. II costo della politica nelle Province (presidente, assessori e consiglieri) è in Italia lo 0,7% della loro spesa, cioè 2 euro per abitante all'anno. II personale incide, nella media nazionale, per il 27,1% della spesa corrente. Nonostante l'evidenza di questi dati non vi è dubbio che occorra effettuare qualche correzione e che sia necessario definire un quadro certo di funzioni fondamentali di ciascun livello di governo, che sia ispirato ai principi di responsabilità ed unicità dell'amministrazione. E' necessario riavviare un complessivo riordino amministrativo, coerente con la nostra Costituzione, evitando facili demagogie che non sono certamente utili a dare sostegno ai cittadini ed alle imprese. comm. avv. Luigi Albino Lucifora segretario generale Provincia regionale di Catania.

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Ischia, il futuro <metropolitano> (sezione: Province)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 18-08-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: OPINIONI - data: 2008-08-17 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE LA PROVINCIA E L'ISOLA: UNA REPLICA Ischia, il futuro "metropolitano" di ENRICO PENNELLA * I l contributo offerto da Sergio Locoratolo alla riflessione sull'isola d'Ischia merita un approfondimento. Sul piano della convenienza dell'istituzione di un'unica amministrazione che superi e fonda i sei comuni in cui oggi è divisa l'isola, credo che una gestione centralizzata di problematiche che non possono essere affrontate efficacemente se non in maniera unitaria ed organica, quali ad esempio il turismo, i trasporti, e con esse l'attività di pianificazione strategica nei settori chiave, primo tra tutti quello urbanistico, sia assolutamente auspicabile. Detto questo, è necessario verificare qual è il ruolo che la Provincia può svolgere per raggiungere questo risultato, anche alla luce dei giudizi non certo edificanti contenuti nella riflessione apparsa l'altro giorno sul Corriere del Mezzogiorno sull'azione svolta dall'Ente su questo versante. Sul piano giuridico, il complesso di norme che presiede alla materia relativa alla fusione dei comuni ed all'esercizio associato di funzioni, dai livelli più stringenti a quelli più blandi, non assegna all'Ente Provincia che funzioni marginali. è la Regione, infatti, ad istituire, con sue leggi, nuovi comuni o a modificarne circoscrizioni e denominazioni, acquisita la volontà delle popolazioni interessate attraverso consultazione referendaria. Alla Provincia spetta semplicemente il compito di esprimere un parere, tra l'altro consultivo, all'indizione del referendum popolare. Funzione che, è giusto ricordare, il Consiglio provinciale ha tempestivamente esercitato, dichiarandosi favorevole all'avvio della procedura referendaria allorquando, in un recente passato, è stato intrapreso l'iter della legge regionale di istituzione del comune unico. Se sul piano tecnico la Provincia ha fatto dunque tutto quanto di competenza, anche sul piano politico ha cercato di esercitare la sua funzione per superare le resistenze. Ma è evidente che, di fronte al no espresso dai Consigli comunali di Forio, Barano e Serrara Fontana, la Provincia abbia dovuto prendere atto delle legittime manifestazioni di volontà espresse dagli organismi maggiormente rappresentativi in termini di partecipazione democratica. Ad altra conclusione potremmo arrivare se invece si darà seguito all'annunciata costituzione della città metropolitana, un unico ente che governi tutto il territorio provinciale con poteri incisivi e diretti di gestione integrata e coordinata. Questo permetterà di risolvere il problema della frammentazione amministrativa non solo dell'isola d'Ischia, ma anche di altre realtà dell'area metropolitana che necessitano di un centro decisionale che valichi i confini comunali. Mi sembra quindi ingeneroso liquidare la Provincia come inutile appendice istituzionale per accodarsi al coro di quanti chiedono l'abolizione di un Ente che, almeno per quel che riguarda la Provincia di Napoli, ha svolto in questi anni, senza clamori, la propria azione amministrativa con regolarità ed efficacia (penso al recente caso della Ctp) e che forse paga proprio la sua "normalità". * Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli \\ Sui nuovi comuni decide la Regione. La Provincia ha ruolo consultivo. E l'ha esercitato.

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LE STIME La Provincia, con l'aiuto (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 21-08-2008)

Argomenti: Province

LE STIMELa Provincia, con l'aiuto delle riserve di caccia del territorio, ha fatto una stima sulla presenza dei cinghiali in provincia che sono presenti in maniera massiccia nella fascia pedemontana. I numeri indicano che ci sarebbero circa 500 animali, ma secondo l'assessore le cifre sono per difetto. la presenza vera potrebbe avvicinarsi a circa mille animali.GLI ABBATTIMENTILa giunta provinciale ha approvato una delibera con la quale autorizza la caccia in deroga per 150 cinghiali. Attualmente è stata concessa una prima trance di 85 di cui una trentina sono già stati abbattuti.IL RICORSOLa Lega per l'abolizione della caccia ha presentato ricorso al Tar contro le delibere chiedendo la sospensiva che sarà esaminata giovedì 28 agosto. Oggi la Provincia deciderà se opporsi o meno.I DANNIIn Provincia nel corso del 2007 sono arrivate richieste di risarcimento per oltre 350 mila euro. Di questi 80 mila sono legati ad incidenti stradali, mentre 180 mila sono gli indennizzi presentati dagli agricoltori.

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Bottacin: Alle Province i poteri dei prefetti (sezione: Province)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Province

Federalismo fiscale. Scontro a tutto campo. Zoggia: enti locali necessari. Zanon: aboliamo gli sprechi Bottacin: "Alle Province i poteri dei prefetti" Reolon applaude Bossi. In una lettera inviata al ministro la richiesta di confronto VENEZIA. La corsa al Federalismo inciampa sulle Province. Argomento che scuote anche il presidente dell'ente bellunese Sergio Reolon che, per l'occasione, ha scritto al ministro per le Riforme dopo che, di passaggio a Belluno, Bossi aveva indicato nel federalismo la risposta ai problemi del territorio bellunese, incuneato tra la specificità dell'autonomia di Trento e di Bolzano e del Friuli Venezia Giulia, sottolineando la necessità di cambiare logica per dare autonomia finanziaria a enti locali e Regioni, con la previsione di una formula diversificata per la montagna, in quanto realtà diversa. "Desidero esprimerle la mia personale piena condivisione su tali contenuti e in particolare al riferimento esplicito al federalismo differenziato per le zone montane - scrive Reolon - Il territorio di montagna, infatti, ha una minore densità abitativa e maggiori costi per garantire i servizi essenziali, per realizzare opere ed infrastrutture e, conseguentemente, è necessario che ivi rimanga una quota maggiore del gettito fiscale generato rispetto alle altre realtà". Sul tema, le Province di Belluno, Sondrio e Verbania, hanno avviato iniziative comuni puntando al riconoscimento di un particolare status in quanto unici enti alpini interamente montani, incuneati tra province e regioni a statuto speciale e transfrontaliere. "Alla luce di tali considerazioni, avrei, pertanto, piacere di incontrarla personalmente a breve, anche insieme con i presidenti di Sondrio e del Verbano Cusio Ossola, per un primo scambio di opinioni sulle varie problematiche legate all'attuazione del federalismo fiscale" conclude Reolon allegando alla missiva copia della lettera congiunta dei presidenti delle tre Province suindicate, trasmessa l'11 aprile 2005 all'allora presidente del Consiglio Berlusconi. Pronta la replica del capogruppo della Lega Gianpaolo Bottacin che ricorda che "Bossi ha ripetuto ciò che la Lega dice da sempre, sia a Belluno che a Roma". "Ora Reolon - sostiene - convinca il suo segretario nazionale ad una volontà autonomista per il bellunese, da sostenere in Parlamento. Non abbia paura: la volontà autonomista è nel dna leghista, dalla base fino al vertice, passando per tutti gli interlocutori locali". Insomma, ormai anche nel comune sentire c'è spazio per polemiche e accuse: "I cittadini di Belluno - conclude - non hanno bisogno di passerelle mediatiche dei politici locali. Loro vogliono che gli esponenti nazionali dei partiti dimostrino la volontà di una riforma in chiave autonomista, così come ha fatto Bossi l'altro giorno". Bottacin ricorda inoltre che lo Statuto regionale vigente prevede che le funzioni amministrative siano esercitate da Comuni e Province. Detto questo spiega - le strade da percorrere possono essere due: svuotare gli enti di competenze, rendendoli inutili e costosi, oppure dare loro maggiori competenze amministrative, potenziandoli. Questo l'intento della Lega: "Spingendo sul fronte della devoluzione verso il basso, si potrebbe ipotizzare che le competenze dei Prefetti passino nelle mani dei presidenti delle Province" sostiene. A favore delle Province si schiera anche il presidente veneziano Davide Zoggia, che alla querelle originariamente scaturita da un botta e risposta tra Bossi e Galan replica: "Galan sta conducendo una serrata battaglia all'interno del centrodestra che nulla ha a che vedere con questi temi. Se Bossi avesse detto che le Province sono soggetti inutili il presidente del Veneto avrebbe potuto benissimo dire il contrario anche se tutti sappiamo quanto fastidio nutra Galan nei confronti di tutti quei soggetti istituzionali con i quali è chiamato a collaborare ed in certo senso a delegare compiti e funzioni. Purtroppo, la stagione politica che stiamo vivendo è pericolosamente schizofrenica e di una reale riforma degli assetti istituzionali non si riesce proprio a parlare. Nel Veneto poi, la situazione è paradossalmente peggiore rispetto ad altre Regioni italiane visto che l'assenza di uno statuto rallenta se non addirittura inibisce quel processo di delega agli enti locali della gestione di quanto stabilito e legiferato a livello regionale. Le Province al nostro Paese - conclude - sono assolutamente utili per governare e gestire quei processi di scala vasta al fianco delle singole realtà comunali che, sole, non riuscirebbero a coordinare politiche di intervento vitali per i cittadini. Senza contare che nella nostra Regione è "Veneto Strade" a fare le strade e, come noto, questo soggetto è costituito anche dalle Province e dalla Società Autostrade". Unica voce fuori dal coro, stranamente in linea con Galan il consigliere regionale di An, Raffaele Zanon: "La lotta agli sprechi e la riduzione dei costi della politica passano attraverso l'abolizione degli enti intermedi come le Province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di cittadinanza nell'ambito di un federalismo compiuto" sostiene.

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Zanon (An): <Sì all'abolizione delle Province> (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 22-08-2008)

Argomenti: Province

VENETO pag. 27 Zanon (An): "Sì all'abolizione delle Province" FEDERALISMO "LA LOTTA agli sprechi e la riduzione dei costi della politica passa attraverso l'abolizione degli enti intermedi come le province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di cittadinanza nell'ambito di un federalismo compiuto". E' quanto afferma il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Raffaele Zanon, dopo le dichiarazioni di Bossi e Galan sulla proposta dell'abolizione delle province. "Non vedo il motivo di tutto questo clamore ? prosegue Zanon ? Ritengo che anche a destra si cominci a fare strada una visione più chiara sulle posizioni che An ha assunto a livello nazionale sul dibattito che riguarda le riforme ed il federalismo. An sostiene da tempo l'abolizione degli Enti inutili ed intermedi quali sono le Province. La Destra Politica, non può essere a favore dell'esistenza di Enti che istituzionalmente dimostrano tutti i loro limiti e la loro inconsistenza amministrativa. Come An in Regione abbiamo votato contro l'istituzione di nuove province così continueremo a sostenere l'abolizione di quegli enti inutili che sono unicamente fonte di sperpero e duplicazione di funzioni". Secondo Zanon, si dovrebbe "ricondurre il dibattito ad un tema più serio, quale quello di una dimensione diversa degli assetti del nostro Veneto, che in questo momento sta guardando alle aggregazioni tra Regioni con una visione più ampia, fino a discutere di macroregioni ? aggiunge ? La politica del separatismo o della moltiplicazione degli sperperi non ha alcuna ragione di esistere nella stagione delle riforme. Nel federalismo compiuto i veri attori dell'autonomia sono il Comune e la Regione con funzioni ben distinte. La destra ? conclude l'esponente di An ? è per una riforma istituzionale che porti ad un Federalismo che semplifichi quegli assetti che allontanano il cittadino dalle istituzioni".

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Bottacin: alle province i poteri dei prefetti (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Province

Federalismo fiscale. Scontro a tutto campo. Zoggia: enti locali necessari. Zanon: aboliamo gli sprechi Bottacin: "Alle Province i poteri dei prefetti" Reolon applaude Bossi. In una lettera inviata al ministro la richiesta di confronto VENEZIA. La corsa al Federalismo inciampa sulle Province. Argomento che scuote anche il presidente dell'ente bellunese Sergio Reolon che, per l'occasione, ha scritto al ministro per le Riforme dopo che, di passaggio a Belluno, Bossi aveva indicato nel federalismo la risposta ai problemi del territorio bellunese, incuneato tra la specificità dell'autonomia di Trento e di Bolzano e del Friuli Venezia Giulia, sottolineando la necessità di cambiare logica per dare autonomia finanziaria a enti locali e Regioni, con la previsione di una formula diversificata per la montagna, in quanto realtà diversa. "Desidero esprimerle la mia personale piena condivisione su tali contenuti e in particolare al riferimento esplicito al federalismo differenziato per le zone montane - scrive Reolon - Il territorio di montagna, infatti, ha una minore densità abitativa e maggiori costi per garantire i servizi essenziali, per realizzare opere ed infrastrutture e, conseguentemente, è necessario che ivi rimanga una quota maggiore del gettito fiscale generato rispetto alle altre realtà". Sul tema, le Province di Belluno, Sondrio e Verbania, hanno avviato iniziative comuni puntando al riconoscimento di un particolare status in quanto unici enti alpini interamente montani, incuneati tra province e regioni a statuto speciale e transfrontaliere. "Alla luce di tali considerazioni, avrei, pertanto, piacere di incontrarla personalmente a breve, anche insieme con i presidenti di Sondrio e del Verbano Cusio Ossola, per un primo scambio di opinioni sulle varie problematiche legate all'attuazione del federalismo fiscale" conclude Reolon allegando alla missiva copia della lettera congiunta dei presidenti delle tre Province suindicate, trasmessa l'11 aprile 2005 all'allora presidente del Consiglio Berlusconi. Pronta la replica del capogruppo della Lega Gianpaolo Bottacin che ricorda che "Bossi ha ripetuto ciò che la Lega dice da sempre, sia a Belluno che a Roma". "Ora Reolon - sostiene - convinca il suo segretario nazionale ad una volontà autonomista per il bellunese, da sostenere in Parlamento. Non abbia paura: la volontà autonomista è nel dna leghista, dalla base fino al vertice, passando per tutti gli interlocutori locali". Insomma, ormai anche nel comune sentire c'è spazio per polemiche e accuse: "I cittadini di Belluno - conclude - non hanno bisogno di passerelle mediatiche dei politici locali. Loro vogliono che gli esponenti nazionali dei partiti dimostrino la volontà di una riforma in chiave autonomista, così come ha fatto Bossi l'altro giorno". Bottacin ricorda inoltre che lo Statuto regionale vigente prevede che le funzioni amministrative siano esercitate da Comuni e Province. Detto questo spiega - le strade da percorrere possono essere due: svuotare gli enti di competenze, rendendoli inutili e costosi, oppure dare loro maggiori competenze amministrative, potenziandoli. Questo l'intento della Lega: "Spingendo sul fronte della devoluzione verso il basso, si potrebbe ipotizzare che le competenze dei Prefetti passino nelle mani dei presidenti delle Province" sostiene. A favore delle Province si schiera anche il presidente veneziano Davide Zoggia, che alla querelle originariamente scaturita da un botta e risposta tra Bossi e Galan replica: "Galan sta conducendo una serrata battaglia all'interno del centrodestra che nulla ha a che vedere con questi temi. Se Bossi avesse detto che le Province sono soggetti inutili il presidente del Veneto avrebbe potuto benissimo dire il contrario anche se tutti sappiamo quanto fastidio nutra Galan nei confronti di tutti quei soggetti istituzionali con i quali è chiamato a collaborare ed in certo senso a delegare compiti e funzioni. Purtroppo, la stagione politica che stiamo vivendo è pericolosamente schizofrenica e di una reale riforma degli assetti istituzionali non si riesce proprio a parlare. Nel Veneto poi, la situazione è paradossalmente peggiore rispetto ad altre Regioni italiane visto che l'assenza di uno statuto rallenta se non addirittura inibisce quel processo di delega agli enti locali della gestione di quanto stabilito e legiferato a livello regionale. Le Province al nostro Paese - conclude - sono assolutamente utili per governare e gestire quei processi di scala vasta al fianco delle singole realtà comunali che, sole, non riuscirebbero a coordinare politiche di intervento vitali per i cittadini. Senza contare che nella nostra Regione è "Veneto Strade" a fare le strade e, come noto, questo soggetto è costituito anche dalle Province e dalla Società Autostrade". Unica voce fuori dal coro, stranamente in linea con Galan il consigliere regionale di An, Raffaele Zanon: "La lotta agli sprechi e la riduzione dei costi della politica passano attraverso l'abolizione degli enti intermedi come le Province, le comunità montane e gli enti inutili che non hanno diritto di cittadinanza nell'ambito di un federalismo compiuto" sostiene.

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