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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!” |
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toARTICOLI DEL 5-11 dicembre
2008 #TOP
IN EVIDENZA
Libero”,
campagna per l'abolizione delle Province. Aderiamo all'appello
(lIBERO10 Dicembre 2008)
Aderiamo
convinti alla campagna per l'abolizione delle province, con la speranza che
possa contribuire a svegliare le coscienze riformatrici di maggioranza e
Governo. Già un primo risultato sembra averlo prodotto: la promessa di non
istituirne di nuove!
Come
Radicali e Federalisti europei auspichiamo da tempo l'abolizione
delle Province, perché estranee alla devoluzione di reali competenze politiche
e amministrative, mentre rappresentano un costo enorme per il bilancio dello
Stato -superiore ai 17 miliardi di euro, tra emolumenti degli eletti,
presidenti, vice presidenti, assessori, consiglieri, consulenze varie- utili
solo a mantenere la greppia del clientelismo partitocratico.
Da
30 anni ci battiamo, anche per via referendaria, per l'abolizione del finanziamento
pubblico ai partiti, e abolire le Provincie va in questa direzione. La nostra
attività parlamentare è ricca di atti per l'abolizione delle Comunità Montane,
delle Province e per la riduzione dei costi della politica.
Aderiamo
all'appello e rilanciamo: mentre si lotta per l'abolizione delle Province,
perchè non promuoviamo l'anagrafe pubblica degli eletti proprio a partire da
questi enti? Un modo per rendere trasparenti le istituzioni e far comprendere
al cittadino l'utilità delle istituzioni e il comportamento degli eletti, un
modo per combattere l'antipolitica con la Politica!
Sen. Donatella
Poretti e Sen. Marco Perduca,
parlamentari Radicali
- Partito Democratico
·
Articoli
Province (56)
Bilancio, in due anni persi 1 milione e 800mila euro
( da "Libertà"
del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: dall'altro limita fortemente la capacità di pianificazione delle amministrazioni. «In questo modo si nega il senso e l'importanza della politica degli enti locali», afferma Spezia. Ho avuto modo di leggere sui quotidiani le prese di posizioni dell'onorevole Foti, a favore dell'abolizione delle Province.
Raccolta
di firme contro le Province ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 24 Raccolta di firme contro le Province INIZIATIVE DIBATTITO DELL?«ARTROV» SULLA DEMOCRAZIA ? SENIGALLIA ? SARÀ POSSIBILE firmare fino al 12 dicembre il referendum per l?abolizione delle Province. «Da un paio d?anni, siamo impegnati a discutere, capire e proporre qualche soluzione - afferma Gianluigi Mazzufferi -.
RIAPRE
la caccia ai cormorani nel modenese. Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello
della re... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della caccia) e altre associazioni ambientaliste e animaliste, l?autorizzazione a cacciare alcune specie protette, tra cui storni e cormorani. Per lo storno la caccia era consentita fino al 30 novembre solo in pianura e con limitazioni, mentre per il cormorano prosegue fino al 31 gennaio, sempre con forti limitazioni e solo nelle vicinanze dei bacini di allevamento ittico.
il
tar chiude le gabbie per i richiami vivi
( da "Nuova
Venezia, La" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: chiude le gabbie per i richiami vivi La sentenza dopo un esposto della «Lega per l'abolizione della caccia» Ma le «doppiette» sono pronte a reagire «Una decisione contro la nostra cultura e la nostra tradizione» di Giovanni Cagnassi PORTOGRUARO. Ricorso al Tar, la «Lega per l'abolizione della caccia» fa chiudere gli impianti per la cattura dei richiami vivi nella provincia di Venezia.
Le
promesse passano, le Province restano
( da "Corriere
della Sera" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-12-05 num: - pag: 1 autore: di GIAN ANTONIO STELLA categoria: REDAZIONALE La resistenza della Lega contro l'abolizione sbandierata in campagna elettorale Le promesse passano, le Province restano C ento e otto anni dopo la prima proposta di abolire le province,
Brunetta:
<Sono enti inutili, ma non riusciremo a eliminarli>
( da "Corriere
della Sera" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-12-05 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Il ministro e la possibile abolizione Brunetta: «Sono enti inutili, ma non riusciremo a eliminarli» MILANO — «Le Province sono fondamentali?
Costose,
inutili, incancellabili Le (finte) promesse sulle Province
( da "Corriere
della Sera" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: al presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon: «L'unico inutile, qui, è lui, non le Province». Di più: il democratico Giorgio Merlo si è avventurato a dire che quella per l'abolizione delle Province è «una campagna qualunquista e demagogica ». Quanto a Walter Veltroni, naviga a vista: «Sì, penso ci si possa arrivare.
ENERGIA:
CALEARO, BATTAGLIA PARLAMENTARI VENETI SU ABOLIZIONE DETRAZIONI.
( da "Asca"
del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ENERGIA: CALEARO, BATTAGLIA PARLAMENTARI VENETI SU ABOLIZIONE DETRAZIONI (ASCA) - Venezia, 5 dic - L'on. Massimo Calearo, a nome dei parlamentari veneti del Partito Democratico, annuncia battaglia sull'abolizione delle detrazioni del 55% per gli interventi edilizi a favore dell'efficienza energetica.
Il
Presidente del Tribunale Amministrativo del Veneto, ...
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 08 di mercoledì 3 dicembre ha sospeso la delibera del settore Caccia e pesca della Provincia di Venezia, del 22 settembre 2008, con la quale venivano autorizzati quattro impianti di cattura di richiami vivi dotati di reti da uccellagione. Quindi dal 3 dicembre, grazie al ricorso della LAC, Lega per l'Abolizione della Caccia, presentato dall'Avv.
Provincia,
l'alleanza tra Lega e Pdl scricchiola
( da "Corriere
delle Alpi" del 06-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il Pdl vuole l'abolizione delle Province. E' una questione di coerenza». Ma andiamo con ordine. Martedì il consiglio dei ministri ripristina il fondo Letta dopo che voci insistenti lo davano più che dimezzato, quattro milioni anziché venticinque. Una bella differenza che ha preoccupato tutti i comuni beneficiari.
Scandroglio
e Plinio insistono "Le Province vanno abolite"
( da "Stampa,
La" del 06-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: in Consiglio regionale chiedono l'abolizione delle Province, proprio alla vigilia della battaglia elettorale che riguarda Savona. «Se aboliamo le province, inutili e costose, potremmo detassare per sempre le tredicesime», ha detto Michele Scandroglio, spiegando la proposta di legge costituzionale di cui è primo firmatario.
Le
poltrone non si toccano, si riorganizzano
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 06-12-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: Pronto ad un ripensamento dell'ente anche il presidente della Provincia di Treviso: «Io sono favorevole all'abolizione delle Province che non toccano i 30 mila abitanti - sostiene Leonardo Muraro - bisogna ragionare su area vasta, almeno 350.000 abitanti, senza tuttavia creare sovrapposizioni con le aree metropolitane.
Crociata
anti-Province il primo atto è Veneto
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 06-12-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: Province il primo atto è Veneto I deputati dell'Idv Donadi e Borghesi hanno presentato due proposte di legge per avviare l'iter di abolizione SIMONETTA ZANETTI VENEZIA. Parte dal Veneto la battaglia per l'abolizione delle Province. Il deputato veneziano Massimo Donadi ed il bolzanino Antonio Borghesi (eletto nella circoscrizione Veneo 1)
<Aboliamolo
stipendionei municipi> ( da "Secolo XIX, Il"
del 06-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: di razionalizzazione dei costi della spesa pubblica. Si pagano anni di sprechi e di posti di lavoro fittizi creati con l'unica finalità del clientelismo. Durante la campagna elettorale Berlusconi ha parlato di abolizione delle Provincie. Credo sia giunto il momento di attuare tale riforma, riconvertendo il personale non politico e abolendo le cariche politiche.
LE
PROVINCE \nSOTTO (SOLITO) \nATTACCO
( da "Corriere
del Veneto" del 06-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: incappare nelle ire degli abolizionisti arrabbiati. L'ultimo episodio di ostracismo provinciale (anche se non confessato) è la recente riunione dei sette sindaci delle sette città venete capoluogo di Provincia, alla ricerca d'un nuovo modulo dell'amministrare; assomigliano tanto ai sette samurai partiti con gli spadoni fiammanti per l'ultima battaglia contro il Grande Male.
Spunta
l'ipotesi Marzi ( da "Tempo, Il"
del 06-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ex segretario provinciale dell'ex Psi Michele Leva sulla base di «un programma elettorale coraggioso, chiaro e popolare» (abolizione di Province e Comunità montane, città metropolitana con poteri di Regione, soppressione comuni con meno di 8 mila abitanti) ed il candidato dovrebbe essere l'ex sindaco di Frosinone Domenico Marzi,
crociata
anti-province il primo atto è veneto - simonetta zanetti
( da "Mattino
di Padova, Il" del 06-12-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: Province il primo atto è Veneto I deputati dell'Idv Donadi e Borghesi hanno presentato due proposte di legge per avviare l'iter di abolizione SIMONETTA ZANETTI VENEZIA. Parte dal Veneto la battaglia per l'abolizione delle Province. Il deputato veneziano Massimo Donadi ed il bolzanino Antonio Borghesi (eletto nella circoscrizione Veneo 1)
le
poltrone non si toccano, si riorganizzano
( da "Mattino
di Padova, Il" del 06-12-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: Pronto ad un ripensamento dell'ente anche il presidente della Provincia di Treviso: «Io sono favorevole all'abolizione delle Province che non toccano i 30 mila abitanti - sostiene Leonardo Muraro - bisogna ragionare su area vasta, almeno 350.000 abitanti, senza tuttavia creare sovrapposizioni con le aree metropolitane.
Costose,
inutili, incancellabili: le (finte) promesse sulle province
( da "Corriere.it"
del 06-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: al presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon: «L'unico inutile, qui, è lui, non le Province». Di più: il democratico Giorgio Merlo si è avventurato a dire che quella per l'abolizione delle Province è «una campagna qualunquista e demagogica». Quanto a Walter Veltroni, naviga a vista: «Sì, penso ci si possa arrivare.
<Hanno
stretto patti a Ponte di Piave. A questo punto sceglieremo noi con chi fare
alleanze> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 06-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: servizi essenziali per il buon funzionamento della montagna. E questo non è quello che voleva la Lega».Il risparmio viene invocato anche da chi chiede l'abolizione delle Province.«In realtà quella è un'operazione per sostituire il potere amministrativo alle Province con la lunga mano della Regione: il personale passerà sotto la Regione, come gli uffici che rimarranno sul territorio,
questione
morale fronte progressista - nino alongi
( da "Repubblica,
La" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: lo snellimento della burocrazia regionale, la drastica soppressione degli enti inutili iniziando dalla abolizione delle Province (abolizione prevista dalla Statuto siciliano, che qui potrebbe essere applicata con una semplice legge dell´Ars), procedere alla riduzione delle spese di gestione, che hanno raggiunto ormai livelli del tutto scandalosi,
Quando
Silvio piegò Maroni ( da "Riformista, Il"
del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: In questi giorni la Lega fa spallucce anche perché la campagna di Libero, quotidiano molto diffuso al Nord, sta registrando più di una simpatia nell'elettorato settentrionale. E nel Pdl - dove molti soffrono il new deal leghista su sicurezza e immigrazione - sono convinti che l'abolizione delle province sia l'arma della controffensiva. Al Nord. A.D.A. 07/12/2008
<Ho
presieduto la Provincia E ora voglio abolirla>
( da "Corriere
del Veneto" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
07 num: -
pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'intervista Antonio Borghesi (IdV) «Ho
presieduto la Provincia E ora voglio abolirla» VERONA — Un ex presidente di
Provincia tra i promotori dell'abolizione delle Province. E' il veronese
Antonio Borghesi, oggi deputato dipietrista. A P
<Da
ex presidente di Provincia dico che vanno eliminate>
( da "Corriere
del Veneto" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: deputato dell'IdV, ha retto l'ente di Verona dal 1995 al 1998. «Adesso costano troppo» «Da ex presidente di Provincia dico che vanno eliminate» VERONA — Un ex presidente di Provincia tra i promotori dell'abolizione delle Province. Antonio Borghesi, 59 anni, docente universitario, oggi deputato dell'Italia dei Valori,
<Ho
presieduto la Provincia Ma ora voglio abolirla>
( da "Corriere
del Veneto" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Un ex presidente di Provincia tra i promotori dell'abolizione delle Province. Antonio Borghesi, 59 anni, docente universitario, oggi deputato dell'Italia dei Valori, ha presentato una proposta di legge che, semplicemente, propone di cancellare la parola «Provincia» dalla Costituzione (articolo 114 e seguenti).
<Da
ex presidente di Provincia dico che vanno eliminate> Zigiotto frena su
Pastorello. <Ci sono anche Bazzoni e Giorgetti>
( da "Corriere
del Veneto" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Un ex presidente di Provincia tra i promotori dell'abolizione delle Province. Antonio Borghesi, 59 anni, docente universitario, oggi deputato dell'Italia dei Valori, ha presentato una proposta di legge che, semplicemente, propone di cancellare la parola «Provincia» dalla Costituzione (articolo 114 e seguenti).
Il
Pri non scomparirà nel Pdl ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: siamo difensori dell?energia nucleare, unici assieme ai liberarli a opporsi al referendum del 1987 che oggi tutti vorrebbero dimenticare, dell?abolizione delle province, che sostenemmo già nel 1970 quando si costituirono le Regioni (allora erano appena una cinquantina), alla lotta per nuovi diritti civili come la ricerca sulle staminali.
Abolizione
dei controlli alle persone che attraversano le frontiere dei Paesi membri: non
occorr... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 07-12-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: BREVI pag. 19 Abolizione dei controlli alle persone che attraversano le frontiere dei Paesi membri: non occorr... Abolizione dei controlli alle persone che attraversano le frontiere dei Paesi membri: non occorre più mostrare il passaporto
Casini:
"Al governo chiediamo interventi per famiglie e imprese"
( da "Corriere
Adriatico" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: blocca le scelte riformatrici della Pdl". "Come mai non si parla più della liberalizzazione dei servizi pubblici locali? Perchè non si parla più di abolizione delle Province? Perchè la Lega impedisce quelle che erano sacrosante promesse elettorali", ha detto Casini che ha concluso: "Noi abbiamo una politica che in nome del consenso agita l'istinto esclusivista dei singoli territori:
Roma
capitale/ Causi: è obiettivo della città, non di una
( da "Virgilio
Notizie" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ciò offrirà un'opportunità a tutti i grandi nodi urbani del paese, e non solo a Roma. E permetterà a Roma di porsi un nuovo obiettivo, da qui a qualche anno: quello della città metropolitana di Roma capitale, con contestuale abolizione della provincia all'interno dei confini metropolitani che verranno stabiliti".(segue)
Stucchi:
<Abolire le Province? Il Pd semina solo zizzania>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 08-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province. «Vogliamo credere alla buona fede di chi ha voluto intestarsi l'iniziativa per l'abolizione delle Province, in nome della lotta agli sprechi nella spesa pubblica ? afferma Stucchi ? ma ci riesce decisamente un po' difficile pensare allo stesso modo di alcuni partiti che, dopo la sconfitta elettorale hanno davvero perso la bussola nella loro azione politica»
No
all'abolizione delle Province ( da "Tempo, Il"
del 08-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province» Se a livello nazionale sale l'attenzione sul tentativo di abolizione delle province, nel nostro territorio è solo questione di tempo. Ne è convinto il segretario provinciale del Ms Fiamma Tricolore, Sergio Arduini che annuncia: «Il problema scoppierà all'inizio ufficiale della campagna elettorale.
Provincie
da abolire, promessa dimenticatama necessaria per tagliare enti superflui e
costi ( da "Secolo XIX, Il"
del 08-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: istituzione delle Città metropolitane, cancellazione della rappresentanza politica delle Provincie e suo riordino a livello di consorzi in riferimento anche alle Comunità montane, rimozione dei poteri regionali impropri con abolizione della ormai superata "specialità" di alcune Regioni, snellimento delle burocrazie centrali statali.
Casini:
"Cambiamo la giustizia. Senza Di Pietro"
( da "Giornale.it,
Il" del 08-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Però mi pare poco convincente una riforma federalista portata avanti dai più acerrimi nemici dell?abolizione delle Province». Cioè la Lega... «Sì... il federalismo fiscale dovrebbe servire a razionalizzare le spese non ad aggravarle. Mi pare sia necessario fermarsi a riflettere seriamente su questo punto». Un?intesa sulla Rai è possibile?
<Tagliamo
i compensi ai direttori delle Usl>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 08-12-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: »Però chi vuole l'abolizione delle Province parla dei risparmi che questo comporterebbe per i cittadini.«Se vogliamo davvero risparmiare allora tagliamo i compensi dei grandi dirigenti della Regione. Penso ad esempio ai direttori generali delle Usl, che costano milioni di euro e fanno passivo.
Ms-Fiamma
Tricolore: "No all'abolizione delle Province"
( da "Tempo,
Il" del 08-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province" Se a livello nazionale sale l'attenzione sul tentativo di abolizione delle province, nel nostro territorio è solo questione di tempo. Ne è convinto il segretario provinciale del Ms Fiamma Tricolore, Sergio Arduini che annuncia: «Il problema scoppierà all'inizio ufficiale della campagna elettorale.
Regioni
e Province ( da "Corriere delle Alpi"
del 09-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province, non si fa il contrario, e cioè si lasciano le province lì come sono demandando a queste ultime il compito di accorpare i piccoli comuni, realtà queste molto più vicine ai cittadini? Ciò, determinerebbe sicuramente un ingente risparmio di risorse, attualmente sprecate, per mantenere in piedi carrozzoni inutili come appunto le Regioni,
L'approvazione
dei preventivi slitta al 31 marzo 2009
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: vittoria" solo tattica degli amministratori locali, mentre il fulcro della partita è ovviamente spostato sulle questioni di merito. Che oltre ai correttivi su cui si sta esercitando il Parlamento riguardano anche i tagli ai trasferimenti e le parti ancora non coperte per l'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale.
L'ex
presidente di Provincia <taglia> le Province
( da "Giornale.it,
Il" del 09-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ex presidente di Provincia «taglia» le Province di Redazione Questa è la seconda conversione sulla via di Montenero di Bisaccia. Prima è passato dalla Lega all'Idv poi dalla provincia all'abolizione delle province. Parliamo di Antonio Borghesi, deputato dell'Idv ed ex presidente della Provincia di Verona dal '95 al '98,
FEDERALISMO:
CASINI, SE LEGA LO VUOLE FACCIA ATTO DI BUONA VOLONTA'.
( da "Asca"
del 09-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Lo afferma il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini nel suo intervento a Radio anch'io. Comunque, prosegue, il federalismo come lo vuole la Lega ''avrebbe bisogno di un atto di buona volonta'''. Atto che per Casini potrebbe passare per l'abolizione delle province e per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali.
Comuni
a secco: allarme bilanci ( da "Denaro, Il"
del 09-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: le Province e le Comunità Montane: la restituzione integrale, anche per il 2009 e seguenti, del mancato gettito originato dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa e l'abrogazione dei tagli previsti sui trasferimenti erariali 2009; l'esclusione del calcolo di saldo per il patto di stabilità delle spese per investimenti in opere pubbliche.
Bertorelli
vuole il tris ma punta su Peracchi Due sulla loro strada
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 10-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: PROVINCIA 10-12-2008 Parmense VARSI IL SINDACO AUSPICA L'ABOLIZIONE DEL LIMITE DEI DUE MANDATI Bertorelli vuole il tris ma punta su Peracchi Due sulla loro strada Pellegrini, ex capogruppo di maggioranza, e Osvaldo Ghidoni gli avversari più probabili Comunali 2009 VARSI Gaetano Coduri II A sei mesi dalle elezioni amministrative per l'
Spagna/
Chacon: Presto abolizione limite 3000 soldati
( da "Virgilio
Notizie" del 10-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: il governo starebbe valutando un aumento delle truppe in Afghanistan a partire dall'estate del 2009, per far fronte al peggioramento delle condizioni di sicurezza nella provincia nordoccidentale di Baghdis sotto comando spagnolo. le missioni all'estero sono costate alla Spagna 668 milioni di euro nel 2008, il 4% in più che nel 20007.
Cacciatore
punta il fucile: Ti sparo ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
Abolizione
della Caccia), si è verificato domenica 19 novembre. Quella mattina l'uomo
insieme alla moglie stava facendo colazione, quando ha sentito dei forti spari
e ha visto un cacciatore ad una ventina di metri da casa. «Sono uscito per
dirgli che ci sono delle norme da rispettare, come i
Se
si vuole ridisegnare la democrazia italianaabolire le Province non può essere
sufficiente ( da "Secolo XIX, Il"
del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: non aveva alcun rapporto con Frosinone della cui neocostituita provincia venne a far parte in virtù della riforma fascista degli enti locali. Libero, anche se la prima pietra fu scagliata proprio dal Secolo XIX, si sta battendo per l'abolizione delle Province, che, secondo i dati raccolti dall'Istituto Bruno Leoni, assicurano una poltrona a ben 4.
Il
Pd insiste sulla Carta delle autonomie
( da "Sole
24 Ore, Il" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ma anche un altro che vuole inserire nel testo sul federalismo anche la Carta delle autonomie elaborata dal ministro ombra Mariangela Bastico. Attribuzione ai Comuni di tutte le funzioni amministrative e abolizione delle Province dove ci sono le Città metropolitane tra i punti qualificanti della proposta.
FEDERALISMO
A OSTACOLI ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 11-12-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Province
Abstract: ma non tollererebbero aumenti della pressione fiscale e ulteriori inefficienze dello Stato. Per esempio, molti si attendevano l?abolizione delle province promessa da Berlusconi in campagna elettorale, mentre nel progetto Calderoli le province figurano a pieno titolo e Bossi ha dichiarato che non si toccheranno.
Province,
Schneck contro Calearo <Sprechi? Detto dai parlamentari...>
( da "Corriere
del Veneto" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: REDAZIONALE La polemica Il numero uno di Palazzo Nievo sull'abolizione degli enti Province, Schneck contro Calearo «Sprechi? Detto dai parlamentari...» VICENZA – «Il mio non è uno sfogo, ma una riflessione basata sui fatti: a chiedere l'abolizione delle Province sono i “trombati” dall'amministrazione di un ente o chi non ne sa nulla».
Un
inquietante episodio a Gaiarine <Via da casa mia>: cardiopatioco
minacciato da un cacciatore ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: impossibile visto che sono state scattate delle foto che potrebbero aiutare le indagini. Minaccia a mano armata, ingiurie, esplosioni pericolose e disturbo della quiete pubblica i reati contestati nella querela. Zanoni attribuisce la responsabilità dei comportamenti dei cacciatori «alla politica di estremismo venatorio attuata da anni dalla regione Veneto e dalla provincia di Treviso»
BERLUSCONI:
VORREI ABOLIRE PROVINCE MA NON HO ACCORDO IN PDL.
( da "Asca"
del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province, che non si riesce a realizzare a causa di contrasti all'interno della coalizione di maggioranza, soprattutto da parte della Lega. Berlusconi parla al termine del vertice del Ppe chiarendo che ''c'e' solo un punto del programma elettorale sul quale ho difficolta' con i miei alleati: e' quello dell'
"Problemi
sul federalismo" pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)"
del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: delle abolizioni delle province". Nonostante la campagna di "Libero" il presidente del Consiglio, parlando a Bruxelles con i cronisti, riferisce che non si potrà procedere nella direzione auspicata dal quotidiano diretto da Feltri. "Siamo - dice il premier - ancora convinti che sarebbe utile abolire le provincie per risparmiare ma la Lega ha una posizione ferma ed io non ho il 51%
Bossi:
sulla giustizia dialogo possibile con la sinistra, Berlusconi abbassi i toni
( da "Rai
News 24" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province Silvio Berlusconi spiega che c'è solo un punto "in cui ho difficolta' serie con gli alleati ed è quello delle abolizioni delle province". Nonostante la campagna di "Libero" il presidente del Consiglio, parlando a Bruxelles con i cronisti, riferisce che non si potrà procedere nella direzione auspicata dal quotidiano diretto da Feltri.
Le
priorità dell'Italia dei Valori ( da "Quotidiano.it, Il"
del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione del lodo Alfano. Si è colta infatti la sfiducia e lo sconforto di un territorio e della sua gente. Questo ci ha ulteriormente indirizzato verso un lavoro di dialogo che da un lato, vuole accrescere la fiducia dell'elettore verso il nostro partito (già significativamente in crescita nel piceno nelle ultime consultazioni elettorali)
Federalismo/
Farinone(Pd): Esplose contraddizioni Lega
( da "Virgilio
Notizie" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: "Bossi vuole chiamare Berlusconi sul federalismo, e il premier risponde che è la Lega a fare resistenze sull'abolizione delle Province - conclude Farinone -. Nella maggioranza su temi così importanti non c'è una linea univoca e, siamo sicuri, ne faranno le spese gli italiani".
Province/
D'Alia (Udc): Lega tiene in scacco Berlusconi
( da "Virgilio
Notizie" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: (Apcom) - "Le titubanze di Berlusconi sul tema dell'abolizione delle Province rivelano che anche per una maggioranza come quella di cui gode questo governo esistono molti argomenti tabù". E' quanto affermato, a margine del corso di formazione politica di Messina, dal presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia.
Province/
Nucara: Berlusconi? Neanche la Lega ha il 51%
( da "Virgilio
Notizie" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: scettico sulla possibilità di abolire le Province. "Se c'è un veto leghista ad un punto concordato del programma quale quello dell'abolizione delle province, dispiace, ma non vediamo come si possa, anche stando ai dati della crisi economica, approvare il federalismo fiscale. Pensavamo Berlusconi fosse il presidente del Consiglio invece lo troviamo a capo di una coalizione.
( da "Libertà" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Bilancio, in due
anni persi 1 milione e 800mila euro La Provincia mette in vendita le proprietà:
case cantoniere e il palazzo di via Mazzini piacenza - Un bilancio di
"mantenimento", costretto a fare i conti con una crisi dei consumi e
riduzione dei trasferimenti statali che fanno registrare, in cassa, un milione
e 800mila euro in meno rispetto a due anni fa. E' stato presentato così in
commissione affari generali, il bilancio di previsione 2009
dell'amministrazione provinciale, dall'assessore Mario Spezia e dal dirigente
di settore Vittorio Boccaletti. In un previsionale dove il 90 per cento delle
spese è riconducibile alla spesa corrente dell'ente, e il margine di manovra
economica è fissato al 2,1 per cento, si punta alla vendita di alcuni beni immobili
di proprietà della Provincia. Come la casa ex Beltrami in via Mazzini, già sede
dell'assessorato alla Formazione, e soprattutto già messa all'asta (valore di
base 2 milione e 400mila euro) andata deserta lo scorso anno. Ma la Provincia
punta anche alla vendita delle case cantoniere di Farini, Ferriere,
Castelsangiovanni, Caorso, Cortebrugnatella, previo via libera della
Sopraintendenza e il chiarimento circa alcuni vincoli (ad esempio il colore
degli edifici) che dovrebbero permanere. Nel bilancio, che tuttavia pareggia a
circa 80 milioni di euro, non sono ancora stati inseriti i fondi del tesoretto
- bis, circa due milioni e 300mila euro. Non appena arriverà la delibera del
Cipe (attesa per l'inizio del prossimo anno), l'amministrazione provvederà a
predisporre una variazione di bilancio, ha anticipato l'assessore Spezia. «Il
previsionale 2009 è molto simile a quello dello scorso anno - ha detto - e
presenta una riduzione delle entrate, dovute ad una diminuzione dei consumi
delle famiglie (rc auto, elettricità etc..). In questa situazione facciamo
fatica a rispettare il patto di stabilità». L'assessore provinciale Spezia
punta il dito contro la politica fiscale del Governo che, se da un lato
sostiene il federalismo, dall'altro limita fortemente la
capacità di pianificazione delle amministrazioni. «In questo modo si nega il
senso e l'importanza della politica degli enti locali», afferma Spezia. Ho
avuto modo di leggere sui quotidiani le prese di posizioni dell'onorevole Foti,
a favore dell'abolizione delle Province. Vorrei ricordare che negli anni
scorsi è stato soprattutto il centrodestra a favorire la nascita di nuove
amministrazioni: nel 2001 la Regione Sardegna (governata appunto dal
centrodestra) ne istituì 4, e nel 2004 il Governo Berlusconi ne autorizzò altre
3». Affermazioni che sono state contestate dall'unico consigliere di
opposizione presente, Massimiliano Dosi (Lega). «Devo dire che preferivo
l'altro assessore al Bilancio (Pietro Tansini) - ha detto - e vorrei ricordare
che anche il Pd, in campagna elettorale, era favorevole all'abolizione delle
Province». Il documento è stato approvato dalla maggioranza (così come il
regolamento per gli incarichi esterni e le imposte di trascrizione), e sarà
presentato in consiglio lunedì 15 dicembre. Paola Pinotti 05/12/2008
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
05-12-2008)
Argomenti: Province
SENIGALLIA pag. 24
Raccolta di firme contro le Province INIZIATIVE DIBATTITO DELL?«ARTROV» SULLA
DEMOCRAZIA ? SENIGALLIA ? SARÀ POSSIBILE firmare fino al 12 dicembre il
referendum per l?abolizione delle Province. «Da un paio d?anni, siamo impegnati
a discutere, capire e proporre qualche soluzione - afferma Gianluigi Mazzufferi
-. A Senigallia avevamo già raccolto un bel gruzzolo di firme. Restano pochi
giorni utili e speriamo che chi è convinto della bontà di questa battaglia vada
a firmare subito all?Ufficio relazioni con il pubblico del Comune la proposta
di legge di iniziativa popolare». «Democrazia diretta o rappresentativa?
Presidenzialismo o parlamentarismo??? questo il tema che l?associazione
culturale senigalliese ?l?Artrov? discuterà questo pomeriggio alle 17,30 alla
Sala del Trono palazzo di Palazzo del Duca. Interverranno l?europarlamentare
del, Ppe Paolo Bartolozzi, il deputato Udc, Amedeo Ciccanti, il consigliere
regionale del Pd, Marco Lucchetti, l?avvocato Roberto Paradisi ed il
consigliere comunale del Pdl di Fabriano, Silvano D?Innocenzo. Il dibattito
sarà moderato dal giornalista Marco Benarrivo.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
05-12-2008)
Argomenti: Province
MODENA pag. 9 RIAPRE
la caccia ai cormorani nel modenese. Il Consiglio di Stato ha accolto l?appello
della re... RIAPRE la caccia ai cormorani nel modenese. Il Consiglio di Stato
ha accolto l?appello della regione contro la sentenza del Tar dell?Emilia
Romagna che, nell?ottobre scorso, aveva annullato, accogliendo un ricorso della
Lac (Lega per l?abolizione della caccia) e altre associazioni ambientaliste e
animaliste, l?autorizzazione a cacciare alcune specie protette, tra cui storni
e cormorani. Per lo storno la caccia era consentita fino al 30 novembre solo in
pianura e con limitazioni, mentre per il cormorano prosegue fino al 31 gennaio,
sempre con forti limitazioni e solo nelle vicinanze dei bacini di allevamento
ittico. L?autorizzazione da parte della Regione alla caccia di specie protette
avviene sulla base delle richieste delle Province. La Provincia di Modena aveva
chiesto e ottenuto la deroga per storno e cormano, su sollecitazioni degli
agricoltori, per ridurre i danni a frutteti e allevamenti ittici.
( da "Nuova Venezia, La" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Stop agli impianti
del Veneto orientale usati per catturare gli uccellini Il Tar chiude le gabbie per i richiami vivi La sentenza dopo un esposto
della «Lega per l'abolizione della caccia» Ma le «doppiette» sono pronte a
reagire «Una decisione contro la nostra cultura e la nostra tradizione» di
Giovanni Cagnassi PORTOGRUARO. Ricorso al Tar, la «Lega per l'abolizione della
caccia» fa chiudere gli impianti per la cattura dei richiami vivi nella
provincia di Venezia. Gli impianti sono tutti situati nel Veneto
Orientale. C'è quello nell'azienda agricola Covolo, impianto «Bando Querelle»
per 500 allodole, quello di Gruaro nell'azienda agricola Pizzolitto, impianto
«Fossutte», per tordi sasselli e tordi bottaccio, cesene e merli, in tutto 470,
e ancora quello di San Michele nell'azienda agricola Busolin dal nome «San
Giorgio». Un impianto usato per la cattura delle stesse specie, anche qui 470,
e infine quello di Quarto d'Altino, il «Portegrandi» nell'azienda agricola
Veronese per le allodole, tutto 365. Vittoria su tutti i fronti per la Lac,
dopo che il presidente del Tar, seconda sezione, ha sospeso la delibera del
dirigente del settore caccia e pesca della Provincia di Venezia, con la quale
venivano autorizzati i quattro impianti di cattura di richiami vivi. Sono
strutture speciali, dotate di reti da uccellagione per la cattura dei richiami.
Il ricorso è stato presentato dall'avvocato Massimo Rizzato del foro di
Venezia, per la Lac, contro la pratica della cattura di piccoli uccelli canori.
Uccellini catturati che vengono utilizzati poi dai cacciatori come richiami
vivi, detenuti in piccole gabbiette per attirare vicino ai capanni di caccia
gli uccellini in migrazione e quindi ucciderli con l'inganno. «Siamo lieti di
sapere l'esito del ricorso che ha stabilito la chiusura degli impianti e ci ha
dato ragione - ha detto il presidente veneto della Lac, Andra Zanoni, - e ci
risulta che gli impianti siano stati già chiusi». Ma i cacciatori sono già sul
piede di guerra, pronti anche a presentare un altro ricorso contro la decisione
del Tar. Per le «doppiette» del Veneziano, che proprio nel Veneto Orientale
hanno una zona particolarmente apprezzata, siamo davanti ad un affronto che non
riconosce il valore delle loro iniziative. A giorni i cacciatori si riuniranno
nel loro consiglio regionale per discuterne. Intanto, il presidente dell'ambito
territoriale di caccia del Veneto Orientale, Claudio Cesaro, ha preso subito le
difese degli impianti e del loro significato. «Per quanto ci riguarda -
commenta a caldo - questo è un duro colpo. Si rischia di confondere il vero
significato degli impianti che è quello di salvaguardare le nostre tradizioni e
la nostra cultura. In queste terre la caccia è molto radicata, nei secoli ha
garantito anche l'approvvigionamento di proteine per le popolazioni e noi
abbiamo sempre garantito comunque la ripopolazione. Non solo, anche la
vegetazione che ospitava e ospita queste specie di uccelli - conclude - ha
sempre avuto per noi grande importanza. La decisione del Tar va contro queste
tradizioni che la caccia contribuisce a conservare».
( da "Corriere della Sera" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-12-05 num: - pag: 1
autore: di GIAN ANTONIO STELLA categoria: REDAZIONALE La resistenza della Lega
contro l'abolizione sbandierata in campagna elettorale Le promesse passano, le
Province restano C ento e otto anni dopo la prima proposta di abolire le province, presentata dal deputato Gesualdo
Libertini che le marchiava come enti «per lo meno inutili», destra e sinistra
dicono che occorre ancora pensarci su. Auguri. Dice uno studio dell'Istituto
Bruno Leoni che costano oggi il 65% in più di otto anni fa? Amen. Sono in
troppi, a volerle tenere... La Lega, poi... CONTINUA A P
( da "Corriere della Sera" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-12-05 num: - pag: 17
categoria: REDAZIONALE Il ministro e la possibile abolizione Brunetta: «Sono
enti inutili, ma non riusciremo a eliminarli» MILANO — «Le Province sono
fondamentali?
No. Si può risparmiare dalla loro abolizione? Sì. Che fare? Non lo so»: lo ha
detto il ministro per la Funzione pubblica Renato Brunetta rispondendo a uno
studente durante un intervento all'università Luiss di Roma. Il ministro,
rispondendo ad uno studente, ha affermato che «lo Stato è troppo segmentato, ci
sono troppi livelli di governo e bisogna semplificare». Per Brunetta le
Province non servono, ma è impossibile trovare una soluzione in tempi rapidi.
Alla domanda «Riusciremo a cancellarle nell'arco della legislatura?», il
ministro ha risposto con un secco «no».
( da "Corriere della Sera" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-12-05 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE
Il caso In otto anni cresciute del 65 per cento le spese di gestione Costose,
inutili, incancellabili Le (finte) promesse sulle Province Berlusconi disse: le
aboliremo. Ma la Lega: non si toccano Frena anche il Pd. Tremonti: è già tanto
evitarne di nuove «Libero» rilancia la campagna per sopprimere gli enti
territoriali. Dopo il voto i tg filogovernativi titolarono: abolite nove
Province. Ma erano solo state ribattezzate «aree metropolitane» SEGUE DALLA
PRIMA «Silvio, batti un colpo», ha titolato un giornale non ostile alla destra
come «Libero», che in questi giorni ha rilanciato la battaglia per sopprimere
quegli enti territoriali che il sindaco di Milano Emilio Caldara bollava già
nel 1920 come «buoni solo per i manicomi e per le strade». Macché: non lo batte
affatto. Nonostante solo pochi mesi fa, fiutando l'aria che tirava nel Paese
sulla «casta», nella scia delle denunce del «Corriere», si fosse speso in
promesse definitive. C'erano le elezioni alle porte, il Cavaliere voleva
stravincere e quando la signora Ines di Forte dei Marmi, durante la chat-line
organizzata dal nostro giornale, gli chiese cosa avesse in mente per «abbassare
finalmente i costi folli della politica italiana», rispose: «La prima cosa da
fare è dimezzare il numero dei parlamentari, dei consiglieri regionali, dei
consiglieri comunali». E le Province? «Non parlo delle Province, perché bisogna
eliminarle». Otto settimane dopo, già sventolava trionfante il primo successo,
riassunto dai tg amici con titoli che dicevano: «Abolite nove Province». Sì,
ciao. La notizia era un'altra: nove Province dovevano cambiare nome. D'ora in
avanti si sarebbero chiamate «aree metropolitane ». Fine. Un ritocco non solo
semantico, si capisce. Ma un ritocco. Presto smascherato da un anziano gentiluomo
di destra come Mario Cervi che sullo stesso «Giornale» berlusconiano, dopo aver
letto la bozza della riforma federalista di Roberto Calderoli, scrisse: «Alcune
norme del disegno di legge hanno l'obiettivo di "riconoscere un'adeguata
autonomia impositiva alle Province". Ma allora, dopo tanti annunci di
abolizione, le Province ce le teniamo, e anzi ne avremo di nuove perché
l'alacre fantasia dei notabili locali è sempre all'opera nel varare enti
inutili? A occhio e croce si direbbe che questa sia una vittoria non del nuovo
ma della vecchissima politica distributrice di poltrone». Parole d'oro. Che
Francesco Storace, con brutalità gajarda, traduce così: «Bravi! Ci avevano
promesso di abolire le Province e il bollo auto ed è finita che fanno gestire
il bollo auto alle Province». Insomma, chiede oggi il deputato del Pd Enrico
Farinone, «la maggioranza è favorevole o contraria all'abolizione delle
Province? I cittadini meritano un chiarimento». Giusto. Non solo dalla destra,
magari. Quindici anni fa, nella «Bicamerale» presieduta da Ciriaco De Mita,
furono i pidiessini Franco Bassanini e Cesare Salvi a spingere Augusto Barbera
a ritirare la proposta di sopprimere le Province in linea con quanto aveva
deciso, alla Costituente, la Commissione dei 75: «L'argomento è di grande
interesse, ma merita una riflessione ulteriore». Riflessione ancora in corso.
Al punto che quando Massimo Calearo ha rivelato che stava lavorando con altri
parlamentari di sinistra e di destra all'abolizione dell'ente, qualche
settimana fa, è stato bacchettato per primo dai suoi stessi amici di partito.
Dal segretario regionale Paolo Giaretta («nel nostro Veneto, una delle Regioni
più centraliste d'Italia, le nostre Province non sono enti superflui, anzi») al presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon: «L'unico
inutile, qui, è lui, non le Province». Di più: il democratico Giorgio Merlo si
è avventurato a dire che quella per l'abolizione delle Province è «una campagna
qualunquista e demagogica ». Quanto a Walter Veltroni, naviga a vista: «Sì,
penso ci si possa arrivare. Ma non sono un demagogo. E' facile dirlo in
campagna elettorale, poi in genere chi lo dice è il primo a presentare proposte
per istituirne di nuove... ». Lui sarebbe per «ridurre la sovrapposizione dei
livelli di governo, a partire dall'abolizione delle Province, laddove vengano
costituite le Città metropolitane». A farla corta: boh... E' a destra, però,
che i mal di pancia sono più forti. Un po' perché il rilancio di Feltri e la
sua raccolta di firme vengono vissuti da alcuni come sassate scagliate da mano
amica («tu quoque, Vittorio: proprio adesso...») che rischiano di mandare in
pezzi il quadretto di una destra felicemente compatta. Un po' perché le prime
crepe si vedono già. E si allargano ogni giorno di più. Gianfranco Fini è stato
netto: «Nel programma del Pdl c'era l'abolizione delle Province ed è vero che a
tutt'oggi non è stato fatto nulla. Personalmente non ho cambiato opinione». E
così Ignazio La Russa: «Facciamolo. Con un percorso graduale. Che duri tre o
quattro anni. E consenta alle Province di cedere le proprie competenze a
Regioni e Comuni. In An questa opinione è largamente condivisa. Una riforma
seria le deve abolire tutte». Gianni Alemanno fa sponda: «Sono sempre stato
favorevole». La Lega, però, non vuol sentirne parlare. Certo, uno come l'ex
presidente Stefano Stefani, mesi fa, si era sbilanciato: «Sono d'accordo con
coloro che propongono la prima, sostanziale rivoluzione, l'abolizione delle
Province». Ma è stato subito stoppato dalla ex presidentessa leghista della sua
stessa Provincia di Vicenza, Manuela Dal Lago: «Perché, piuttosto, non abolire
subito i Prefetti e le prefetture?». «Le Province sono nella Costituzione! »,
ha urlato ad «AnnoZero» Roberto Castelli ergendosi a baluardo della Carta,
dimentico di quando il suo partito voleva buttare il tricolore nel cesso.
Finché è intervenuto Umberto Bossi che, memore che il suo partito non guida
neppure una grande città ma controlla sei Province (su 109!), ha chiuso:
«Finché la Lega è al governo, non si toccano ». Fine. Al punto che Renato
Brunetta, accantonando la durlindana decisionista che da mesi mulina impavido,
è stato insolitamente prudentissimo: «Le Province sono enti inutili, che non
servono, ma che non riusciremo a cancellare in questa legislatura». Ma come:
neppure con cento seggi di vantaggio alla Camera e cinquanta al Senato? E le
promesse elettorali? Gli impegni solenni? Niente da fare. E' la politica,
bellezza. Al massimo, ha detto ieri Giulio Tremonti, si può fermare la nascita
di Province nuove. Come quelle di Aversa, Pinerolo, Civitavecchia, Sibari, Sala
Consilina... Gian Antonio Stella \\ Bossi Si tratta di un problema di identità,
indispensabile per l'esistenza di molte Province A Treviso Leonardo Muraro, 53
anni, è presidente della Provincia di Treviso dal 2005: è stato confermato alla
guida della Provincia alle amministrative 2006
( da "Asca" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
ENERGIA:
CALEARO, BATTAGLIA PARLAMENTARI VENETI SU ABOLIZIONE DETRAZIONI (ASCA) -
Venezia, 5 dic - L'on. Massimo Calearo, a nome dei parlamentari veneti del Partito
Democratico, annuncia battaglia sull'abolizione delle detrazioni del 55% per
gli interventi edilizi a favore dell'efficienza energetica. ''La manovra anti crisi decisa dal
governo e' insufficiente e in alcune parti addirittura dannosa, soprattutto per
l'economia della nostra regione - afferma -. In particolare e' grave la
decisione di tagliare le detrazioni del 55% per gli interventi edilizi a favore
dell'efficienza energetica e sull'impiego delle fonti rinnovabili. Non solo si
tratta di un aumento delle tasse a carico dei cittadini e delle imprese, ma
rappresenta soprattutto un clamoroso errore strategico destinato a provocare
danni devastanti per la nostra economia, altro che intervento anti crisi''. A
parte il fatto che si tratta di una decisione che posiziona il nostro paese
contro corrente rispetto a quanto sta promuovendo il neo eletto presidente
Obama, che sul settore della green economy punta molto per risollevare
l'economia americana, e' un provvedimento destinato a far aumentare il lavoro nero
e l'evasione fiscale. ''Il taglio delle detrazioni finira' con il danneggiare
gravemente un comparto come quello dell'edilizia, fondamentale per il sostegno
al lavoro e ai consumi. Il settore delle costruzioni e dell'impiantistica
rappresenta il 20% del PIL del Paese e in questi anni ha investito ingenti
risorse in ricerca per l'innovazione. Migliaia di piccole e medie imprese
nell'edilizia e nell'artigianato e molti produttori di materiali e
apparecchiature per l'edilizia si erano attivati per utilizzare il mercato che
si stava aprendo e con questo provvedimento rischiano ora disastrose
conseguenze sull'occupazione e sulla sopravvivenza stessa delle loro aziende''.
Calearo fa sapere che i parlamentari veneti del Partito Democratico, pur avendo
ottenuto l'abolizione della retroattivita' di questo provvedimento,
insisteranno a fare pressioni sul governo fino a che questa norma non verra'
completamente abolita dalle misure anti crisi. fdm/
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 05-12-2008)
Argomenti: Province
Il Presidente del
Tribunale Amministrativo del Veneto, ... Il Presidente del Tribunale Amministrativo
del Veneto, Seconda Sezione, con Decreto n. 948/08 di
mercoledì 3 dicembre ha sospeso la delibera del settore Caccia e pesca della
Provincia di Venezia, del 22 settembre 2008, con la quale venivano autorizzati
quattro impianti di cattura di richiami vivi dotati di reti da uccellagione.
Quindi dal 3 dicembre, grazie al ricorso della LAC, Lega per l'Abolizione della Caccia, presentato
dall'Avv. Massimo Rizzato del foro di Venezia, questa pratica della
cattura di piccoli uccelli canori è stata chiusa in tutta la provincia di
Venezia. Gli uccellini catturati vengono utilizzati dai cacciatori come
richiami vivi, detenuti in piccole gabbiette per attirare vicino ai capanni di
caccia gli uccellini in migrazione per ucciderli con l'inganno. Nel decreto del
TAR si legge che il provvedimento impugnato dalla LAC "incide gravemente
sulla sopravvivenza della relativa fauna di transito" considerato che la
provincia la aveva autorizzata fino al 15 dicembre
( da "Corriere delle Alpi" del 06-12-2008)
Argomenti: Province
Provincia,
l'alleanza tra Lega e Pdl scricchiola Paniz: «Rapporti ottimi», Bottacin: «I
forzisti non dovrebbero candidarsi» CRISTIAN ARBOIT BELLUNO. A sentire Paniz il
clima che si respira nell'alleanza di centrodestra è simile a quello della
casetta di Babbo Natale tra il padrone di casa e gli elfi. Tutto idiliaco,
tutto ovattato. Peccato che i colleghi della Lega dipingano più un'atmosfera da
Arancia meccanica. Mentre il segretario di Forza Italia si dice disposto a un
confronto sui candidati in vista delle provinciali, il leghista Gianpaolo
Bottacin è impietoso: «Se fossero coerenti, i forzisti dovrebbero starsene a
casa e quelli in carica dimettersi. Il Pdl vuole l'abolizione
delle Province. E' una questione di coerenza». Ma andiamo con ordine. Martedì
il consiglio dei ministri ripristina il fondo Letta dopo che voci insistenti lo
davano più che dimezzato, quattro milioni anziché venticinque. Una bella
differenza che ha preoccupato tutti i comuni beneficiari. Il recupero
avviene in serata attraverso un ordine del giorno votato dal governo e
presentato dai parlamentari veneti del Pdl. Apriti cielo. La Lega scalpita.
Franco Gidoni grida all'operazione propagandistica fatta per «tagliare fuori»
il Carroccio e fare comunella con il Pd. Non solo. «L'alleanza è appesa a un
filo», dice riferendosi alle elezioni di giugno. Quanto basta per parlare di un
rapporto in crisi, ma Forza Italia minimizza. «Sono grato al mio amico Gidoni
per avermi dato del bipartisan. Io ho il diritto di difendere tutta la
provincia». «Quando in aula abbiamo firmato l'ordine da presentare al governo
ci sono state alcune adesioni del Pd. Potevano farlo anche loro», prosegue
Paniz con tono quasi "ecumenico" sotto lo sguardo del consigliere
regionale Dario Bond e del coordinatore comunale Orazio Da Rold. «La Lega deve
capire di non avere il monopolio del rapporto con la popolazione», la stoccata
di Paniz che subito dopo ritorna a parlare di un rapporto solido, anzi
«ottimo»: «La Lega è una componente utile e determinante della coalizione». A
dimostrarlo l'apertura - ormai costante - nei confronti di un candidato
presidente leghista. «Se la Lega presenterà un nome condivisibile lo appogeremo
in pieno». Di tutt'altro avviso Bottacin: «Rimango convinto che la Lega
dovrebbe correre da sola, anche se mi rendo conto dell'esistenza di numerose
variabili». Il clima nel centrodestra non è ancora natalizio.
( da "Stampa, La" del 06-12-2008)
Argomenti: Province
COSTI DELLA POLITICA
PROPOSTA DI LEGGE IN PARLAMENTO E ORDINE DEL GIORNO IN REGIONE Pendolari Scandroglio
e Plinio insistono "Le Province vanno abolite" Il deputato di Forza
Italia e il capogruppo di An rilanciano il tema Abbonati, possibile chiedere il
rimborso GENOVA Il deputato del Pdl Michele Scandroglio, in Parlamento, e il
capogruppo di AN Gianni Plinio, in Consiglio regionale
chiedono l'abolizione delle Province, proprio alla vigilia della battaglia
elettorale che riguarda Savona. «Se aboliamo le province, inutili e costose, potremmo detassare per sempre le
tredicesime», ha detto Michele Scandroglio, spiegando la proposta di legge
costituzionale di cui è primo firmatario. «Il programma del PdL prevede
l'una e l'altra cosa, tocca al governo procedere in tal senso e il ministro
Calderoli quando verrà in Parlamento per spiegarci le riforme spero abbia anche
ben chiaro cosa vogliono i cittadini. Nel PdL abbiamo raccolto un vasto
consenso sulla proposta di legge e vedo che anche settori dell'opposizione
trovano la cosa non solo opportuna ma indispensabile - ha precisato il
deputato. Ho spesso denunciato l'inutilità di tali enti che creano
un'ipertrofia delle regole e confusione». E spiega: «Nel 1970 le Province erano
94, oggi 110. Rispetto alle ridottissime competenze di cui sono titolari, le
spese sono assolutamente sproporzionate, aggirandosi intorno ai 16 miliardi di
euro. Le spese per il personale sono passate da 1,35 miliardi di euro del
( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-12-2008)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi)
Argomenti: Province
Le poltrone non si
toccano, si riorganizzano I presidenti provinciali insorgono alla proposta
abolizionista dell'Italia del Valori Vittorio Casarin: «Facciamone enti di
secondo grado» VENEZIA. Compatti per sopravvivere. I presidenti delle Province
venete respingono in massa la proposta avanzata dall'Idv di abolire gli enti
territoriali. Ma la loro non è una mera difesa di posizione; del resto, la
maggior parte degli attuali presidenti sarà ampiamente ineleggibile o altrove
se e quando passerà la proposta di Idv (che in questa tornata di battaglia
abolizionista ha sposato la campagna lanciata da Libero). Contrari alla
cancellazione, i presidenti aprono invece alla riorganizzazione degli enti su
area vasta. Reazione favorevole e plebiscitaria anche sul coordinamento dei
sindaci dei sette Comuni capoluogo, che - sostengono i presidenti - ripropone,
di fatto, il coordinamento delle Province senza fastidiose sovrapposizioni.
Diversamente, alla proposta di abolire le Province il veneziano Davide Zoggia
(Pd) oppone quella di una revisione: «Questa deve avvenire nell'ambito di una
riorganizzazione del sistema istituzionale, dalla riduzione delle dimensioni
del Parlamento, al Senato regionale - sostiene Zoggia - inoltre è necessaria
una piena delega per le funzioni, laddove la Regione oggi non provvede, se non
in parte. La Provincia è un ente di raccordo dei piccoli comuni: nel nostro
caso sono l'80%. Senza di noi, per loro non ci sarebbe alcuna possibilità di
ottenere rappresentanza, ad esempio in Regione. Quindi, se si vuole aprire un
ragionamento di questo tipo, bisogna andare oltre le boutade periodiche». Pronto ad un ripensamento dell'ente anche il presidente della
Provincia di Treviso: «Io sono favorevole all'abolizione delle Province che non
toccano i 30 mila abitanti - sostiene Leonardo Muraro - bisogna ragionare su
area vasta, almeno 350.000 abitanti, senza tuttavia creare sovrapposizioni con
le aree metropolitane. Trovo giusta una razionalizzazione che passi
attraverso criteri e competenze definitivi». Muraro tuttavia rifiuta il ruolo
di vittima sacrificale toccato agli enti territoriali: «Questo dibattito
avviene ancora una volta mentre i parlamentari, e di conseguenza i consiglieri
regionali, sono intenti ad aumentarsi lo stipendio - prosegue il leghista - ma
nessuno tiene conto che noi gestiamo
( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-12-2008)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi)
Argomenti: Province
Crociata anti-Province il primo atto è Veneto I deputati dell'Idv Donadi e
Borghesi hanno presentato due proposte di legge per avviare l'iter di
abolizione SIMONETTA ZANETTI VENEZIA. Parte dal Veneto la battaglia per
l'abolizione delle Province. Il deputato veneziano Massimo Donadi ed il
bolzanino Antonio Borghesi (eletto nella circoscrizione Veneo 1) hanno
presentato due proposte di legge per avviare l'iter di soppressione degli enti
territoriali. La prima proposta è di modifica costituzionale e prevede
l'esclusione della copertura costituzionale attraverso l'abrogazione della
parola "Provincia" dall'articolo 114 del Titolo V. A ruota la
proposta di legge delega al governo, contenente i parametri (tempi e modi) sulle
possibilità funzionali, ovvero: le funzioni prossime ai Comuni verranno
trasferite loro, assieme al personale competente; quelle più vicine alle
Regioni verranno lì dirottate. L'eliminazione prenderà il via con i decreti
delegati, all'incirca nel giro di un anno: «Le Province sono da sempre enti in
cui i costi superano l'utilità pubblica - sostiene Massimo Donadi, capogruppo
alla Camera dell'Idv - in un momento di crisi come questo è necessario
ripensare le competenze. Il federalismo fiscale avrà un senso solo se
accompagnato da un serio sfoltimento dei livelli rappresentativi e conseguente
limitazione di imposizione e spesa». L'Idv chiederà quanto prima la
calendarizzazione della proposta in commissione Affari costituzionali. «La Lega
è contraria all'abolizione delle Province più che altro per ragioni di
conservazione - prosegue Donadi - noi siamo pronti a dare ampio sostegno al
federalismo fiscale ma, proprio in quest'ottica, è necessario fare delle
scelte. A quel punto vedremo chi è veramente a favore della riduzione drastica
dei costi della politica e chi, invece, coi costi della politica si ingrassa e
fa solo campagna elettorale». Ma la battaglia dell'Idv non si ferma qui. In
lista l'ulteriore sfoltimento degli enti intermedi «non indispensabili»: nel mirino
comunità montane e unione dei Comuni. «Siamo per l'abrogazione delle
circoscrizioni dei Comuni sotto i 200 mila abitanti - conclude Donadi - e per
l'introduzione di una normativa che imponga alle piccole realtà di consorziarsi
in aree di bacino di almeno 20-25 mila abitanti per la condivisione dei
servizi».
( da "Secolo XIX, Il" del 06-12-2008)
Argomenti: Province
«Aboliamolo
stipendionei municipi» la lettera nMAI COME ora si impongono scelte, anche
impopolari, di razionalizzazione dei costi della spesa
pubblica. Si pagano anni di sprechi e di posti di lavoro fittizi creati con
l'unica finalità del clientelismo. Durante la campagna elettorale Berlusconi ha
parlato di abolizione delle Provincie. Credo sia giunto il momento di attuare
tale riforma, riconvertendo il personale non politico e abolendo le cariche
politiche. E forse, con coraggio, provare ad andare un po' più in là. Sono
consigliere di un Municipio, il IX Levante. Per tale carica ricevo un
emolumento pari a circa 45 euro lordi come rimborso spese per ogni Consiglio,
riunione Capigruppo, Commissione a cui partecipo. Non è una gran cifra,
considerato anche il tempo che dedico a tale attività e che sottraggo al mio
vero lavoro ed alla famiglia. Ma è una cifra spropositata se moltiplicata per
il numero di Consiglieri Municipali del Municipio di cui faccio parte (24
persone) e se moltiplichiamo il risultato per i 9 Municipi che compongono
l'area metropolitana genovese. Figuriamoci se facciamo il calcolo dell'intero
territorio nazionale. Ho già espresso in varie sedi il mio pensiero in merito,
ovvero che l'impegno politico almeno nei Municipi (ex Circoscrizioni) dovrebbe
essere un impegno sociale non remunerato a cui tutti i cittadini, una volta
nella vita, dovrebbero contribuire. Un po' come il servizio militare, uno o due
anni di servizio civile dove si collabora al funzionamento della cosa pubblica.
E se proprio vogliamo dare un emolumento, potremmo pagarlo con benefit tipo
permessi di parcheggio nelle aree blu o analoghi privilegi che non incidono
sulle casse comunali o statali. In questo modo otterremmo due risultati, il
primo sociale ed il secondo economico. Coerentemente, a fine anno devolverò in
beneficenza i soldi che riceverò come emolumenti dal Comune per le attività di
consigliere municipale svolte quest'anno. Massimo Alfieri è Consigliere del
Municipio IX Genova Levante 06/12/2008
( da "Corriere del Veneto" del 06-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMAP
( da "Tempo, Il" del 06-12-2008)
Argomenti: Province
stampa Provinciali
Spunta l'ipotesi Marzi Una provocazione, ma fino a un certo punto. Insomma
un'ipotesi percorribile. La lancia l'ex segretario
provinciale dell'ex Psi Michele Leva sulla base di «un programma elettorale
coraggioso, chiaro e popolare» (abolizione di Province e Comunità montane,
città metropolitana con poteri di Regione, soppressione comuni con meno di 8
mila abitanti) ed il candidato dovrebbe essere l'ex sindaco di Frosinone
Domenico Marzi, che non ha aderito al Pd e lo si è visto a più di
qualche convegno promosso dall'Mcl di Paliotta. «Un progetto rivoluzionario»,
così lo definisce Leva. Intanto la situazione non si sblocca a destra e
sinistra per le candidature al vertice della Provincia. Così il terreno diventa
fertile per l'Udc, la cui leader Anna Teresa Formisano, neo commissario, ha
facile gioco nel far notare che «la confusione invece di diminuire sta
crescendo perché invece di far prevalere l'interesse della comunità ci si
scontra su quelli personali». «Noi invece stiamo lavorando dentro e per il
partito», puntualizza la deputata che venerdì sera ha riunito ancora il
comitato provinciale. «La partecipazione è stata tanta», va registrata
l'adesione di Luca Baldanzi dalla DcA del capoluogo e sono già noti i primi due
candidati nei collegi provinciali dello Scalo (il commissario cittadino
Francesco Trina) e di Pontecorvo (Daniele Longo, indicato dal sindaco Roscia).
Cosa pensa la deputata dell'aeroporto? «Ritengo che più che un punto di arrivo
debba essere considerato un inizio. E mi auguro che l'iniziativa vada in porto
per gli interessi del territorio mettendo tutti da parte le bandierine di
partito. Bisogna approfittare dell'occasione per creare un'occupazione diversa
a favore di tanti giovani che cercano lavoro». Per domani è indetta anche nella
nostra provincia la giornata del tesseramento al Partito democratico. In vari
comuni saranno allestiti punti di incontro per sollecitare i cittadini ad
iscriversi.
( da "Mattino di Padova, Il" del 06-12-2008)
Pubblicato anche in: (Nuova Venezia, La)
Argomenti: Province
Pagina 11 - Regione
Crociata anti-Province il primo atto è Veneto I deputati
dell'Idv Donadi e Borghesi hanno presentato due proposte di legge per avviare l'iter
di abolizione SIMONETTA ZANETTI VENEZIA. Parte dal Veneto la battaglia per
l'abolizione delle Province. Il deputato veneziano Massimo Donadi ed il
bolzanino Antonio Borghesi (eletto nella circoscrizione Veneo 1) hanno
presentato due proposte di legge per avviare l'iter di soppressione degli enti
territoriali. La prima proposta è di modifica costituzionale e prevede
l'esclusione della copertura costituzionale attraverso l'abrogazione della
parola "Provincia" dall'articolo 114 del Titolo V. A ruota la proposta
di legge delega al governo, contenente i parametri (tempi e modi) sulle
possibilità funzionali, ovvero: le funzioni prossime ai Comuni verranno
trasferite loro, assieme al personale competente; quelle più vicine alle
Regioni verranno lì dirottate. L'eliminazione prenderà il via con i decreti
delegati, all'incirca nel giro di un anno: «Le Province sono da sempre enti in
cui i costi superano l'utilità pubblica - sostiene Massimo Donadi, capogruppo
alla Camera dell'Idv - in un momento di crisi come questo è necessario
ripensare le competenze. Il federalismo fiscale avrà un senso solo se
accompagnato da un serio sfoltimento dei livelli rappresentativi e conseguente
limitazione di imposizione e spesa». L'Idv chiederà quanto prima la
calendarizzazione della proposta in commissione Affari costituzionali. «La Lega
è contraria all'abolizione delle Province più che altro per ragioni di
conservazione - prosegue Donadi - noi siamo pronti a dare ampio sostegno al
federalismo fiscale ma, proprio in quest'ottica, è necessario fare delle
scelte. A quel punto vedremo chi è veramente a favore della riduzione drastica
dei costi della politica e chi, invece, coi costi della politica si ingrassa e
fa solo campagna elettorale». Ma la battaglia dell'Idv non si ferma qui. In
lista l'ulteriore sfoltimento degli enti intermedi «non indispensabili»: nel
mirino comunità montane e unione dei Comuni. «Siamo per l'abrogazione delle
circoscrizioni dei Comuni sotto i 200 mila abitanti - conclude Donadi - e per
l'introduzione di una normativa che imponga alle piccole realtà di consorziarsi
in aree di bacino di almeno 20-25 mila abitanti per la condivisione dei
servizi».
( da "Mattino di Padova, Il" del 06-12-2008)
Pubblicato anche in: (Nuova Venezia, La)
Argomenti: Province
Pagina 11 - Regione
Le poltrone non si toccano, si riorganizzano I presidenti provinciali insorgono
alla proposta abolizionista dell'Italia del Valori Vittorio Casarin:
«Facciamone enti di secondo grado» VENEZIA. Compatti per sopravvivere. I
presidenti delle Province venete respingono in massa la proposta avanzata
dall'Idv di abolire gli enti territoriali. Ma la loro non è una mera difesa di
posizione; del resto, la maggior parte degli attuali presidenti sarà ampiamente
ineleggibile o altrove se e quando passerà la proposta di Idv (che in questa
tornata di battaglia abolizionista ha sposato la campagna lanciata da Libero).
Contrari alla cancellazione, i presidenti aprono invece alla riorganizzazione
degli enti su area vasta. Reazione favorevole e plebiscitaria anche sul
coordinamento dei sindaci dei sette Comuni capoluogo, che - sostengono i
presidenti - ripropone, di fatto, il coordinamento delle Province senza
fastidiose sovrapposizioni. Diversamente, alla proposta di abolire le Province
il veneziano Davide Zoggia (Pd) oppone quella di una revisione: «Questa deve
avvenire nell'ambito di una riorganizzazione del sistema istituzionale, dalla
riduzione delle dimensioni del Parlamento, al Senato regionale - sostiene
Zoggia - inoltre è necessaria una piena delega per le funzioni, laddove la
Regione oggi non provvede, se non in parte. La Provincia è un ente di raccordo
dei piccoli comuni: nel nostro caso sono l'80%. Senza di noi, per loro non ci
sarebbe alcuna possibilità di ottenere rappresentanza, ad esempio in Regione.
Quindi, se si vuole aprire un ragionamento di questo tipo, bisogna andare oltre
le boutade periodiche». Pronto ad un ripensamento dell'ente
anche il presidente della Provincia di Treviso: «Io sono favorevole
all'abolizione delle Province che non toccano i 30 mila abitanti - sostiene
Leonardo Muraro - bisogna ragionare su area vasta, almeno 350.000 abitanti,
senza tuttavia creare sovrapposizioni con le aree metropolitane. Trovo
giusta una razionalizzazione che passi attraverso criteri e competenze
definitivi». Muraro tuttavia rifiuta il ruolo di vittima sacrificale toccato
agli enti territoriali: «Questo dibattito avviene ancora una volta mentre i
parlamentari, e di conseguenza i consiglieri regionali, sono intenti ad
aumentarsi lo stipendio - prosegue il leghista - ma nessuno tiene conto che noi
gestiamo
( da "Corriere.it" del 06-12-2008)
Argomenti: Province
in otto anni
cresciute del 65% le spese di gestione Costose, inutili, incancellabili: le
(finte) promesse sulle province Berlusconi disse: le
aboliremo. Ma la Lega: non si toccano. Frena anche il Pd Cento e otto anni dopo
la prima proposta di abolire le province, presentata
dal deputato Gesualdo Libertini che le marchiava come enti «per lo meno inutili»,
destra e sinistra dicono che occorre ancora pensarci su. Auguri. Dice uno
studio dell'Istituto Bruno Leoni che costano oggi il 65% in più di otto anni
fa? Amen. Sono in troppi, a volerle tenere... La Lega, poi... «Silvio, batti un
colpo», ha titolato un giornale non ostile alla destra come «Libero», che in
questi giorni ha rilanciato la battaglia per sopprimere quegli enti
territoriali che il sindaco di Milano Emilio Caldara bollava già nel 1920 come
«buoni solo per i manicomi e per le strade». Macché: non lo batte affatto.
Nonostante solo pochi mesi fa, fiutando l'aria che tirava nel Paese sulla
«casta», nella scia delle denunce del «Corriere», si fosse speso in promesse
definitive. C'erano le elezioni alle porte, il Cavaliere voleva stravincere e
quando la signora Ines di Forte dei Marmi, durante la chat-line organizzata dal
nostro giornale, gli chiese cosa avesse in mente per «abbassare finalmente i
costi folli della politica italiana», rispose: «La prima cosa da fare è
dimezzare il numero dei parlamentari, dei consiglieri regionali, dei
consiglieri comunali». E le Province? «Non parlo delle Province, perché bisogna
eliminarle». Otto settimane dopo, già sventolava trionfante il primo successo,
riassunto dai tg amici con titoli che dicevano: «Abolite nove Province». Sì,
ciao. La notizia era un'altra: nove Province dovevano cambiare nome. D'ora in
avanti si sarebbero chiamate «aree metropolitane ». Fine. Un ritocco non solo
semantico, si capisce. Ma un ritocco. Presto smascherato da un anziano gentiluomo
di destra come Mario Cervi che sullo stesso «Giornale» berlusconiano, dopo aver
letto la bozza della riforma federalista di Roberto Calderoli, scrisse: «Alcune
norme del disegno di legge hanno l'obiettivo di "riconoscere un'adeguata
autonomia impositiva alle Province". Ma allora, dopo tanti annunci di
abolizione, le Province ce le teniamo, e anzi ne avremo di nuove perché
l'alacre fantasia dei notabili locali è sempre all'opera nel varare enti
inutili? A occhio e croce si direbbe che questa sia una vittoria non del nuovo
ma della vecchissima politica distributrice di poltrone». Parole d'oro. Che
Francesco Storace, con brutalità gajarda, traduce così: «Bravi! Ci avevano
promesso di abolire le Province e il bollo auto ed è finita che fanno gestire
il bollo auto alle Province». Insomma, chiede oggi il deputato del Pd Enrico
Farinone, «la maggioranza è favorevole o contraria all'abolizione delle
Province? I cittadini meritano un chiarimento». Giusto. Non solo dalla destra,
magari. Quindici anni fa, nella «Bicamerale» presieduta da Ciriaco De Mita,
furono i pidiessini Franco Bassanini e Cesare Salvi a spingere Augusto Barbera
a ritirare la proposta di sopprimere le Province in linea con quanto aveva
deciso, alla Costituente, la Commissione dei 75: «L'argomento è di grande
interesse, ma merita una riflessione ulteriore». Riflessione ancora in corso.
Al punto che quando Massimo Calearo ha rivelato che stava lavorando con altri
parlamentari di sinistra e di destra all'abolizione dell'ente, qualche
settimana fa, è stato bacchettato per primo dai suoi stessi amici di partito.
Dal segretario regionale Paolo Giaretta («nel nostro Veneto, una delle Regioni
più centraliste d'Italia, le nostre Province non sono enti superflui, anzi») al presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon: «L'unico
inutile, qui, è lui, non le Province». Di più: il democratico Giorgio Merlo si
è avventurato a dire che quella per l'abolizione delle Province è «una campagna
qualunquista e demagogica». Quanto a Walter Veltroni, naviga a vista: «Sì,
penso ci si possa arrivare. Ma non sono un demagogo. E' facile dirlo in
campagna elettorale, poi in genere chi lo dice è il primo a presentare proposte
per istituirne di nuove... ». Lui sarebbe per «ridurre la sovrapposizione dei
livelli di governo, a partire dall'abolizione delle Province, laddove vengano
costituite le Città metropolitane». A farla corta: boh... E' a destra, però,
che i mal di pancia sono più forti. Un po' perché il rilancio di Feltri e la
sua raccolta di firme vengono vissuti da alcuni come sassate scagliate da mano
amica («tu quoque, Vittorio: proprio adesso...») che rischiano di mandare in
pezzi il quadretto di una destra felicemente compatta. Un po' perché le prime
crepe si vedono già. E si allargano ogni giorno di più. Gianfranco Fini è stato
netto: «Nel programma del Pdl c'era l'abolizione delle Province ed è vero che a
tutt'oggi non è stato fatto nulla. Personalmente non ho cambiato opinione». E
così Ignazio La Russa: «Facciamolo. Con un percorso graduale. Che duri tre o
quattro anni. E consenta alle Province di cedere le proprie competenze a
Regioni e Comuni. In An questa opinione è largamente condivisa. Una riforma
seria le deve abolire tutte». Gianni Alemanno fa sponda: «Sono sempre stato
favorevole». La Lega, però, non vuol sentirne parlare. Certo, uno come l'ex
presidente Stefano Stefani, mesi fa, si era sbilanciato: «Sono d'accordo con
coloro che propongono la prima, sostanziale rivoluzione, l'abolizione delle
Province». Ma è stato subito stoppato dalla ex presidentessa leghista della sua
stessa Provincia di Vicenza, Manuela Dal Lago: «Perché, piuttosto, non abolire
subito i Prefetti e le prefetture?». «Le Province sono nella Costituzione! »,
ha urlato ad «AnnoZero» Roberto Castelli ergendosi a baluardo della Carta,
dimentico di quando il suo partito voleva buttare il tricolore nel cesso.
Finché è intervenuto Umberto Bossi che, memore che il suo partito non guida
neppure una grande città ma controlla sei Province (su 109!), ha chiuso:
«Finché la Lega è al governo, non si toccano». Fine. Al punto che Renato
Brunetta, accantonando la durlindana decisionista che da mesi mulina impavido,
è stato insolitamente prudentissimo: «Le Province sono enti inutili, che non
servono, ma che non riusciremo a cancellare in questa legislatura». Ma come:
neppure con cento seggi di vantaggio alla Camera e cinquanta al Senato? E le
promesse elettorali? Gli impegni solenni? Niente da fare. E' la politica,
bellezza. Al massimo, ha detto ieri Giulio Tremonti, si può fermare la nascita
di Province nuove. Come quelle di Aversa, Pinerolo, Civitavecchia, Sibari, Sala
Consilina... Gian Antonio Stella stampa |
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 06-12-2008)
Argomenti: Province
«Hanno stretto patti
a Ponte di Piave. A questo punto sceglieremo noi con chi fare alleanze» «Non
sta scritto da nessuna parte che la Lega debba correre per forza con il
centrodestra o il Pdl alle prossime amministrative, anche perché mi risulta che
in alcuni comuni Remo Sernagiotto abbia chiuso un accordo con il Partito
democratico, come a Ponte di Piave. Se queste sono le premesse credo che
nessuno si debba sentire legato a nessuno». Quelle del segretario provinciale
del Carroccio Gianantonio Da Re sono parole pesanti come macigni: dato che
Forza Italia ha brigato per siglare di nascosto un patto con il Pd, il
Carroccio si sente le mani totalmente libere.Da Re, è il via libera per la
corsa solitaria della Lega?«Stando così le cose noi le alleanze nei comuni, se
servono, le faremo solo ed esclusivamente con le persone responsabili e per
bene. Prepareremo le liste della Lega nord in tutti i comuni. non è la prima
volta che lo facciamo. E penso neanche l'ultima. Il panorama è molto
conflittuale a tutti i livelli e questo non può che avere ripercussioni sulle
amministrative comunali in arrivo (in provincia di Treviso saranno interessati
60 comuni su 95, ndr), dove i singoli partiti o movimento si contendono a viso
aperto sindaci e quant'altro nelle trattative».Da dove hanno origine i
problemi?«È chiaro, dal grande consenso elettorale raccolto dalla Lega e dal
grande consenso che abbiamo tuttora sul territorio. In Regione ci sono tensioni
nella maggioranza in vista delle elezioni del 2010, con noi che rivendichiamo
il presidente della Regione per il dopo-Galan. Infine c'è una questione ancora
aperta con l'Udc: sono nella maggioranza in Veneto ma criticano il Governo. In
Trentino si sono presentati con il Pd. Dopo le elezioni in Abruzzo, dove
corrono con il Pd, ci sarà un chiarimento definitivo».Le strategie dell'Udc
sembrano proprio irritare il consigliere regionale leghista: «Allora vuol dire
che si stanno vendendo per la famosa "carega". Se ci fosse ancora la
coerenza gli assessori dell'Udc in Regione avrebbero già abbandonato il loro
assessorato. Peraltro ricordo che l'Udc, An e forza Italia non hanno
partecipato alla votazione sulle comunità montane, che così sono state
ridotte».Ne hanno fatto una battaglia sui costi.Non è così?«Ah sì? Peccato che
sia stato nominato un commissario al posto di ogni presidente e che il costo
sia lo stesso. Dove sta il risparmio? Ditemelo. A me sembra solo che siano
andati perduti i servizi essenziali per il buon
funzionamento della montagna. E questo non è quello che voleva la Lega».Il
risparmio viene invocato anche da chi chiede l'abolizione delle Province.«In
realtà quella è un'operazione per sostituire il potere amministrativo alle
Province con la lunga mano della Regione: il personale passerà sotto la
Regione, come gli uffici che rimarranno sul territorio, ma avranno a
capo un funzionario che non risponderà a nessuno del suo operato. Invece il
presidente della Provincia ogni 5 anni risponde ai cittadini. E poi la Regione
non può sostituirsi alla specificità del territorio e alle competenze delle
Province».Eppure lei siede sui banchi della Regione.«Proprio perché sono un
consigliere regionale posso dire che quell'ente così com'è concepito non
funziona. Per una variante urbanistica ci vogliono 4 anni. Vogliamo davvero che
occorra lo stesso tempo per tutte le decisioni che oggi le Province prendono
rapidamente? Le Regione dovrebbe legiferare e le Province amministrare il
territorio».Marco Gasparin
( da "Repubblica, La" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Pagina XXXI -
Palermo QUESTIONE MORALE FRONTE PROGRESSISTA NINO ALONGI N on si tratta
indubbiamente di un improvviso quanto miracoloso rinsavimento della nostra
classe dirigente. Probabilmente siamo solo alla vigilia di un cambio di
strategia intesa a rimuovere, in ogni caso, una situazione politico-amministrativa
non più sostenibile. A questo punto uno spazio enorme si apre per l´opposizione
di centrosinistra il cui compito adesso è quello di incalzare il governo
guidato da Raffaele Lombardo e i gruppi che lo sostengono affinché l´azione riformatrice
intrapresa non resti in mezzo al guado (come spesso succede dalle nostre
parti), ma venga proseguita, fino in fondo. Che cosa può fare l´opposizione?
Chiedere, a esempio, una maggiore trasparenza negli atti di governo e
l´attribuzione di minore potere discrezionale per gli assessori, lo snellimento della burocrazia regionale, la drastica
soppressione degli enti inutili iniziando dalla abolizione delle Province
(abolizione prevista dalla Statuto siciliano, che qui potrebbe essere applicata
con una semplice legge dell´Ars), procedere alla riduzione delle spese di
gestione, che hanno raggiunto ormai livelli del tutto scandalosi, e
incrementare, viceversa, gli investimenti produttivi. Ma soprattutto
l´opposizione dovrebbe riproporre a se stessa intanto e poi all´intero consesso
assembleare una seria riflessione sulla questione morale. Ma l´opposizione di
centrosinistra è oggi in condizione di assolvere a questa funzione di controllo
e, ad un tempo, di testimonianza? Per farlo bisogna essere liberi e motivati,
possedere idee e mostrare coraggio. E poi bisogna essere in grado di pensare ed
esprimere compiutamente una politica di alto profilo e di incondizionata
moralità. Ci sono questi requisiti? Purtroppo in questi anni, per mille
ragioni, all´interno delle istituzioni vi è stata una progressiva perdita dei
ruoli che ha finito per stravolgere funzioni e regole. La conflittualità ha
avuto il sopravvento sulla deliberazione, gli interessi hanno preso il posto
dei diritti, la ratifica ha spento la partecipazione. In questo nuovo contesto
i partiti hanno finito per esaurire gran parte delle loro originarie funzioni,
non sono più forza trainante, culturale e politica, ma solo una palla al piede
della democrazia. Non a caso «nella crisi che viviamo soltanto i palazzi del
potere restano immobili. Stesse facce, stessi discorsi, identiche
pagliacciate», come di recente ha scritto Curzio Maltese sulle colonne di
questo giornale. Il presidente Giorgio Napolitano ha concluso quel suo
intervento rivolgendosi alle forze culturali del Sud invitandole a un impegno
supplementare in favore del rinnovamento della politica: «Una volta - ha
sostenuto - erano proiezione dei partiti politici anche le realtà culturali che
esprimevano momenti di elaborazione, spesso molto alti. Oggi questi apporti
debbono fondamentalmente venire dall´esterno dei partiti, guardando ad essi e
con l´obiettivo di contribuire ad una riqualificazione, ad un rinnovamento che
non deve essere soltanto un rinnovamento dei partiti in quanto formazioni
politiche ma anche un rinnovamento dei partiti per le loro responsabilità di
governo». C´è da chiedersi sommessamente se il mondo culturale che si invoca
sia migliore del mondo della politica che si rigetta. Il livello di degrado che
viviamo, in verità, ci coinvolge tutti, non ci sono aree immuni. Avere questa
consapevolezza può costituire un alibi per arrendersi, ma può diventare, almeno
per le persone più responsabili, anche il punto di forza da cui ripartire.
( da "Riformista, Il" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Via le province Quando Silvio piegò Maroni Piaccia o non piaccia
alla Lega, le province saranno abolite. Parola dei
fedelissimi del Cavaliere. Andrea Pastore, uno dei quattro saggi di Lorenzago,
ha già presentato un disegno di legge. Non solo. Uno degli spin doctor di
Berlusconi, Giorgio Stracquadanio, sta mettendo a punto pure l'offensiva
mediatica: «Presenteremo, provincia per provincia, un rapporto dell'Istituto
Bruno Leoni per dimostrare che quell'ente è uno spreco». Gli azzurri fanno sul
serio. Sono pronti a ricacciare anche i testi sacri pur di piegare il
Carroccio: «Ripresenteremo - prosegue Stracquadanio - il libro di Tremonti sul
federalismo fiscale del 1994 . Lì il federalismo è la via per ricongiungere il
divorzio tra la responsabilità del prelievo e l'onere della spesa. Altro che
progetto Calderoli che mira alla divisione del paese in aree di influenza: il
Nord alla Lega, il Centro alla sinistra e il Sud a "chi l'ha visto".
E per questo non bada a spese». Il braccio di ferro (con la Lega) parte da
lontano. Al Cavaliere le province non sono mai
piaciute. Costano troppo. Poi il 90 per cento sono amministrate dalla sinistra.
Meglio toglierle. E infatti lo ha scritto nero su bianco sul programma
elettorale. Già allora piegò Maroni: «Maroni - racconta Stracquadanio che al
tavolo c'era, eccome - si alzava in continuazione per telefonare al suo capo e
opporre resistenza». La trattativa fu lunga. Anche perché già allora si stavano
mettendo le basi per la partita del federalismo. Che si giocava sui vari
capitoli di entrata. Sull'Ici, ad esempio, i leghisti volevano una
compensazione. Quella la ottennero. E in più non volevano toccare le province: «Maroni - prosegue Stracquadanio - tirò fuori la
formula dell'abolizione di quelle inutili, ovvero dove sono le aree
metropolitane». E che successe? «Berlusconi ha tenuto il punto. Poi ha cacciato
l'asso dalla manica, facendo scrivere nel programma che va abolito
progressivamente il bollo auto, tributo simbolo delle province».
Tutti d'accordo, da Letta a Bonaiuti a Gasparri. E per rafforzare il messaggio
Berlusconi va in tv e dice: via l'Ici, via le province
e via il bollo. In questi giorni la Lega fa spallucce anche
perché la campagna di Libero, quotidiano molto diffuso al Nord, sta registrando
più di una simpatia nell'elettorato settentrionale. E nel Pdl - dove molti
soffrono il new deal leghista su sicurezza e immigrazione - sono convinti che
l'abolizione delle province
sia l'arma della controffensiva. Al Nord. A.D.A. 07/12/2008
( da "Corriere del Veneto" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMAP
( da "Corriere del Veneto" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2008-12-07 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Antonio Borghesi, deputato
dell'IdV, ha retto l'ente di Verona dal 1995 al 1998. «Adesso costano troppo»
«Da ex presidente di Provincia dico che vanno eliminate» VERONA — Un ex
presidente di Provincia tra i promotori dell'abolizione delle Province. Antonio
Borghesi, 59 anni, docente universitario, oggi deputato dell'Italia dei Valori,
ha presentato una proposta di legge che, semplicemente, propone di cancellare
la parola «Provincia» dalla Costituzione (articolo 114 e seguenti). Il fatto è
che lo stesso Borghesi, dal 1995 al 1998, è stato il presidente della Provincia
di Verona, per la Lega Nord: ovvero per il partito che oggi, più duramente di
tutti, si oppone all'abolizione delle Province. Onorevole Borghesi, cos'è
successo? «Semplicemente è successo che sono cambiati i tempi - spiega Borghesi
- . Io ho avuto in passato molti dubbi, su questo tema. Ma adesso non ne ho più
neanche uno». Ma cosa è cambiato, in concreto? «In primo luogo, oggi come oggi,
con la crisi economica pesante in cui ci troviamo coinvolti, i costi della
politica non sono più accettabili e vanno ridotti il più in fretta possibile.
Abbiamo troppi livelli decisionali, troppe burocrazie che si accavallano,
troppe spese non indispensabili. Occorre tagliare. E' giusto abolire le
Comunità Montane, ma subito dopo vanno eliminate proprio le Province». Si
risparmierà davvero molto? «Sì, anche se tanta gente mi sembra che parli a
vanvera, sparando cifre a casaccio. Non è vero che potremo risparmiare 15
miliardi di euro. Ma un miliardo sì. E di questi tempi non mi pare poca cosa».
Ma quando lei era presidente… «La realtà era ben diversa. Da allora, molte
funzioni sono state trasferite alle Regioni, e altre lo saranno presto. E in
questa prospettiva non dimentichiamoci che dobbiamo pensare anche ai Comuni».
Abolire anche quelli? «Ovviamente no. La storia d'Italia è storia di Comuni,
non si può certo pensare di cancellarli. Ma di cambiarli sì, adattandoli ai
tempi. Non ha senso, per esempio, che ogni piccolo Comune, da due o tremila
abitanti o anche meno, debba continuare ad avere una propria polizia
municipale, un proprio ufficio tecnico, una propria contabilità… Dobbiamo
obbligarli a mettersi assieme, creando Unioni di Comuni che abbiano una massa
critica di almeno 20mila abitanti: anche quello sarebbe un risparmio notevole
di risorse, che potrebbero essere meglio impiegate in altri modi». Sul tema
dell'abolizione delle Province sembrano essere d'accordo anche diversi
esponenti del centrodestra. C'è per esempio una proposta di legge presentata
dal senatore Andrea Pastore, di Forza Italia. «Non l'ho ancora letta
integralmente, ma la cosa non mi stupisce affatto. Già nella scorsa legislatura
la nostra proposta in materia era stata elaborata lavorando fianco a fianco con
esponenti di spicco del centrodestra, a partire da Gianni Alemanno, oggi
sindaco di Roma, e assieme a lui c'erano molti altri esponenti di Alleanza
Nazionale. Non è questione di schieramento politico: è questione di logica, e
di economia». Lillo Aldegheri Antonio Borghesi, di Idv, per l'abolizione delle
Province
( da "Corriere del Veneto" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-12-07 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Presidente dal '95 al '98. «Ho cambiato idea? No, sono
cambiate le cose» «Ho presieduto la Provincia Ma ora voglio abolirla» Borghesi
(Idv) ha presentato una proposta di legge E' stato presidente in quota Lega. Il
partito che oggi, più duramente di tutti, si oppone all'abolizione VERONA — Un ex presidente di Provincia tra i promotori dell'abolizione
delle Province. Antonio Borghesi, 59 anni, docente universitario, oggi deputato
dell'Italia dei Valori, ha presentato una proposta di legge che, semplicemente,
propone di cancellare la parola «Provincia» dalla Costituzione (articolo 114 e
seguenti). Il fatto è che lo stesso Borghesi, dal 1995 al 1998, è stato
il presidente della Provincia di Verona, per la Lega Nord: ovvero per il
partito che oggi, più duramente di tutti, si oppone all'abolizione delle
Province. Cos'è successo? «Semplicemente è successo che sono cambiati i tempi -
spiega Borghesi. - Io ho avuto in passato molti dubbi, su questo tema. Ma
adesso non ne ho più neanche uno». Ma cosa è cambiato, in concreto? «In primo
luogo, oggi come oggi, con la crisi economica pesante in cui ci troviamo
coinvolti, i costi della politica non sono più accettabili e vanno ridotti, il
più in fretta possibile. Abbiamo troppi livelli decisionali, troppe burocrazie
che si accavallano, troppe spese non indispensabili. Occorre tagliare. In primo
luogo è giusto abolire le Comunità Montane, ma subito dopo vanno eliminate
proprio le Province». Si risparmierà davvero molto? «Sì, anche se tanta gente
mi sembra che parli a vanvera, sparando cifre a casaccio. Non è vero che
potremo risparmiare 15 miliardi di euro. Ma un miliardo sì. E di questi tempi
non mi pare poca cosa». Ma quando lei era presidente… «La realtà era ben
diversa. Da allora, molte funzioni sono state trasferite alle Regioni, e altre
lo saranno presto. E in questa prospettiva non dimentichiamoci che dobbiamo
pensare anche ai Comuni ». Abolire anche quelli? «Ovviamente no. La storia
d'Italia è storia di Comuni, non si può certo pensare di cancellarli. Ma di
cambiarli sì, adattandoli ai tempi. Non ha senso, per esempio, che ogni piccolo
Comune, da due o tremila abitanti o anche meno, debba continuare ad avere una
propria polizia municipale, un proprio ufficio tecnico, una propria
contabilità… Dobbiamo obbligarli a mettersi assieme, creando Unioni di Comuni
che abbiano una massa critica di almeno 20mila abitanti: anche quello sarebbe
un risparmio notevole di risorse, che potrebbero essere meglio impiegate in
altri modi». Sul tema dell'abolizione delle Province sembrano essere d'accordo
anche diversi esponenti del centrodestra. C'è per esempio una proposta di legge
presentata dal senatore Andrea Pastore, di Forza Italia. «Non l'ho ancora letta
integralmente, ma la cosa non mi stupisce affatto. Già nella scorsa legislatura
la nostra proposta in materia era stata elaborata lavorando fianco a fianco con
esponenti di spicco del centrodestra, a partire da Gianni Alemanno, oggi
sindaco di Roma, e assieme a lui c'erano molti altri esponenti di Alleanza
Nazionale. Non è questione di schieramento politico: è questione di logica, e
di economia ». Lillo Aldegheri Di Pietro Il leader dell'Italia dei valori
Borghesi Propone di abolire le Province \\ Costi della politica Con la crisi i
costi della politica non sono più accettabili. Si può risparmiare
( da "Corriere del Veneto" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-12-07 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Provinciali Duello nel Pdl per la candidatura a presidente. «Presto
per fare nomi. Decide la coalizione non la Lega» L'intervista Antonio Borghesi,
deputato dell'IdV, ha retto l'ente di Verona dal 1995 al 1998. «Adesso costano troppo»
«Da ex presidente di Provincia dico che vanno eliminate» Zigiotto frena su
Pastorello. «Ci sono anche Bazzoni e Giorgetti» VERONA — Un
ex presidente di Provincia tra i promotori dell'abolizione delle Province.
Antonio Borghesi, 59 anni, docente universitario, oggi deputato dell'Italia dei
Valori, ha presentato una proposta di legge che, semplicemente, propone di
cancellare la parola «Provincia» dalla Costituzione (articolo 114 e seguenti).
Il fatto è che lo stesso Borghesi, dal 1995 al 1998, è stato il presidente
della Provincia di Verona, per la Lega Nord: ovvero per il partito che oggi,
più duramente di tutti, si oppone all'abolizione delle Province. VERONA — «Il
candidato alle provinciali per Verona? E' ancora presto, secondo me il nome
uscirà a febbraio. Ma una cosa dev'essere chiara da subito: se il candidato
presidente sarà del PdL, lo sceglierà il PdL, sulla base valutazioni attente
della persona, non certo sulla base delle amicizie con questo o con quello».
Tiziano Zigiotto, consigliere regionale di Forza Italia e leader del gruppo che
fa capo a Giancarlo Galan, non ci sta. Non gli piacciono le «voci» di questi
giorni, che parlano di un candidato-presidente ai Palazzi scaligeri (Antonio
Pastorello) che potrebbe già contare sull'appoggio di una parte di Forza Italia
(e in particolare del gruppo che fa capo ad Aldo Brancher) ma che risulterebbe
«gradito» anche alla Lega Nord, magari anche in prospettiva di un accordo più
ampio per portare Flavio Onorevole Borghesi, cos'è successo? «Semplicemente è
successo che sono cambiati i tempi - spiega Borghesi - . Io ho avuto in passato
molti dubbi, su questo tema. Ma adesso non ne ho più neanche uno». Ma cosa è
cambiato, in concreto? «In primo luogo, oggi come oggi, con la crisi economica
pesante in cui ci troviamo coinvolti, i costi della politica non sono più
accettabili e vanno ridotti il più in fretta possibile. Abbiamo troppi livelli
decisionali, troppe burocrazie che si accavallano, troppe spese non
indispensabili. Occorre tagliare. E' giusto abolire le Comunità Montane, ma
subito dopo vanno eliminate proprio le Province». Si risparmierà davvero molto?
Tosi alla guida della Regione, nel 2010. «Mi pare davvero una tesi ridicola
spiega Zigiotto - una cosa che non si è mai vista da nessuna parte. Ma scherziamo?
E' ovvio che su questi temi ci sarà una trattativa sia a livello nazionale che
regionale, anche con i nostri ottimi alleati della Lega Nord, in vista delle
ammini-strative di primavera. Ma è altrettanto ovvio che una volta deciso che
Verona candiderà alla presidenza della nostra Provincia un esponente del PdL,
il nome di quel candidato lo deciderà il PdL, come è logico che sia e come
sempre è avvenuto». Ne fate una questione di corrente? «Assolutamente no. Non
c'entra nulla che uno sia più vicino a Brancher oppure a Galan. La scelta la
faremo discutendo quale sia il migliore dei possibili candidati, «Sì, anche se
tanta gente mi sembra che parli a vanvera, sparando cifre a casaccio. Non è
vero che potremo risparmiare 15 miliardi di euro. Ma un miliardo sì. E di
questi tempi non mi pare poca cosa». Ma quando lei era presidente… «La realtà
era ben diversa. Da allora, molte funzioni sono state trasferite alle Regioni,
e altre lo saranno presto. E in questa prospettiva non dimentichiamoci che
dobbiamo pensare anche ai Comuni». Abolire anche quelli? quello con il maggior
consenso tra la nostra gente, quello con le maggiori capacità, quello meglio in
grado di svolgere un ruolo così importante. Ma non è che gli alleati possano
poi rimettere tutto in discussione, altrimenti non è più finita. Ad Arcore,
lunedì scorso, è stato deciso, per esempio, che l'Udc resterà con noi, quanto
meno fino al 2010. Ma non è che su ogni candidatura del PdL dovremo andare a
chiedere anche l'imprimatur dell'Udc, «Ovviamente no. La storia d'Italia è
storia di Comuni, non si può certo pensare di cancellarli. Ma di cambiarli sì,
adattandoli ai tempi. Non ha senso, per esempio, che ogni piccolo Comune, da
due o tremila abitanti o anche meno, debba continuare ad avere una propria
polizia municipale, un proprio ufficio tecnico, una propria contabilità…
Dobbiamo obbligarli a mettersi assieme, creando Unioni di Comuni che abbiano
una massa critica no? La logica dei veti non ha mai portato da nessuna parte, e
tanto meno quella dei…gradimenti esterni». Ma secondo lei chi sarà, alla fine,
il candidato presidente? «Le ripeto che è presto per dirlo. Anche perché chi
esce fuori per primo, poi rischia di essere bruciato per primo. C'è ancora
tempo. Riparliamone verso febbraio ». di almeno 20mila abitanti: anche quello
sarebbe un risparmio notevole di risorse, che potrebbero essere meglio
impiegate in altri modi». Sul tema dell'abolizione delle Province sembrano
essere d'accordo anche diversi esponenti del centrodestra. C'è per esempio una
proposta di legge presentata dal senatore Andrea Pastore, di Forza Italia. «Non
l'ho ancora letta integralmente, ma la cosa non mi stupisce affatto. Già nella
scorsa legislatura la nostra proposta in materia era stata elaborata lavorando
fianco a fianco con esponenti di spicco del centrodestra, a partire da Gianni
Alemanno, oggi sindaco di Roma, e assieme a lui c'erano molti altri esponenti
di Alleanza Nazionale. Non è questione di schieramento politico: è questione di
logica, e di economia». Ma proviamo a fare qualche nome. «Si sa che si parla di
Antonio Pastorello, ma si sa anche che potrebbe essere della partita Raffaele
Bazzoni, e si sa pure che una candidatura autorevole potrebbe essere quella di
Massimo Giorgetti. Un po' di pazienza. Poi troveremo il nome migliore. Quello
che farà vincere il PdL, in primavera». Lillo Aldegheri L.A. Pdl Tiziano
Zigiotto, consigliere regionale di Forza Italia Antonio Borghesi, di Idv, per
l'abolizione delle Province
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
07-12-2008)
Argomenti: Province
ANCONA AGENDA pag.
11 Il Pri non scomparirà nel Pdl L?INTERVENTO IL CAOS che regna ancora nel
mondo politico italiano dopo la caduta del muro di Berlino e l?ondata di
giustizialismo con tangentopoli, con miriade di partiti che nascono in una
notte e tramontano il giorno dopo, hanno più volte fatto credere che anche il
Partito Repubblicano Italiano scomparisse dalla scena politica. Preciso questo
fatto per il semplice motivo che anche oggi, con il grande interesse che
suscita la nascita del Pdl, si legge sui giornali che il segretario regionale
del Partito Repubblicano Italiano Giuseppe Gambioli è «destinato a scomparire
nel Pdl». IL PARTITO REPUBBLICANO Italiano partecipa a livello nazionale ai
lavori per la costituzione del Pdl, soggetto politico ancora non ben definito
(non si sa se sarà una confederazione o altro), ma non ha mai deliberato il
proprio scioglimento. Sia la direzione nazionale sia il consiglio nazionale, di
cui faccio parte, hanno ribadito la volontà di contribuire alla costituzione di
una forza liberal-democratica che faccia riferimento sul piano europeo
all?Eldr. PER QUANTO riguarda la posizione dei repubblicani nelle Marche, il
partito non fa parte del Pdl regionale. Esso partecipa invece ai lavori dei Pdl
provinciali di Ancona, Macerata e Pesaro-Urbino, mentre a Fermo e ad Ascoli non
ne fa parte. Una posizione strategica in funzione delle prossime elezioni
amministrative in cui ha stretto l?alleanza con il centrodestra per sconfiggere
il centrosinistra anche in vista delle prossime votazioni regionali. Il Partito
Repubblicano Italiano, pertanto, non scomparirà nel Pdl, in quanto non
appartiene alla categoria dei partitini che durano «un giorno». Del resto
sarebbe una grave perdita per i cittadini, visto che, al di là dei numeri, il
partito ha sempre saputo dare un chiaro e lungimirante contributo
imprescindibile per la democrazia del nostro Paese. DA MAZZINI per una Italia
libera, a Ugo La Malfa per una politica dei redditi rigorosa, all?alleanza con
la Democrazia Cristiana a favore di una politica estera contro il Comunismo ma
nel contempo su posizioni laiche e critiche per battaglie a favore dei diritti
civili come l?aborto e il divorzio. E oggi, in parlamento dal gruppo misto,
siamo difensori dell?energia nucleare, unici assieme ai liberarli a opporsi al
referendum del 1987 che oggi tutti vorrebbero dimenticare, dell?abolizione
delle province, che sostenemmo già nel 1970 quando si
costituirono le Regioni (allora erano appena una cinquantina), alla lotta per
nuovi diritti civili come la ricerca sulle staminali. Giuseppe Gambioli,
segretario regionale del Pri
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
07-12-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))
Argomenti: Province
BREVI
pag. 19 Abolizione dei controlli alle persone che
attraversano le frontiere dei Paesi membri: non occorr... Abolizione dei controlli
alle persone che attraversano le frontiere dei Paesi membri: non occorre più
mostrare il passaporto
( da "Corriere Adriatico" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Casini: "Al
governo chiediamo interventi per famiglie e imprese" ROMA - "La
questione morale esiste, ma la crisi della politica è spesso legata agli errori
della politica. Non dobbiamo ripercorrere le strade del passato, dobbiamo
evitare gli sbagli già fatti". Lo ha detto il leader dell'Udc, Pier
Ferdinando Casini, ad Atessa dove si trovavava ieri per una manifestazione
elettorale in vista delle regionali in Abruzzo fissate il prossimo 14 dicembre.
Polemizzando con Silvio Berlusconi, Casini ha aggiunto che "noi siamo
venuti qui, nel cuore produttivo dell'Abruzzo e non a spasso per Pescara come
il leader, per stare tra i lavoratori che vivono una situazione di grande
crisi. Non è un momento particolarmente roseo, per questo chiediamo al governo
misure concrete a sostegno delle famiglie e delle piccole e medie imprese, non
pannicelli come quelli messi in campo finora". Poi Casini è entrato nel
merito della crisi della Giustizia."Su questo tema come delle grandi
questioni istituzionali, è necessario cogliere l'appello all'unità nazionale,
naturalmente ciascuno nei suoi ambiti di responsabilità: maggioranza e
opposizione. L'impazzimento delle Procure, la vera e propria guerra di bande
che contrappone spezzoni del potere giudiziario - ha aggiunto Casini - è una
grande questione democratica di cui forse solo l'onorevole Di Pietro in Italia
non si rende conto. L'opposizione non ha solo la possibilità di collaborare, ha
il dovere di collaborare, naturalmente senza che la maggioranza - ha concluso -
possa pensare ai soliti colpi di mano a cui ci ha abituati in questi
mesi". E poi, anora su Berlusconi. "Il presidente del Consiglio è
indecisionista e in questo momento ha paura di indicare una strada al Paese e
di assumersi questa responsabilità. Gioca di rimessa". Casini ha parlato
di "provvedimenti figli di un Governo indecisionista" e ha aggiunto:
"Dio ce la mandi buona e la mandi buona al nostro Paese". E poi è
passato alla questione del rapporto tra il Pdl e la Lega al nord. "E' un
rapporto esplosivo che blocca le scelte riformatrici della
Pdl". "Come mai non si parla più della liberalizzazione dei servizi
pubblici locali? Perchè non si parla più di abolizione delle Province? Perchè
la Lega impedisce quelle che erano sacrosante promesse elettorali", ha
detto Casini che ha concluso: "Noi abbiamo una politica che in nome del
consenso agita l'istinto esclusivista dei singoli territori: la Lega al
nord e l'Mpa al Sud''.
( da "Virgilio Notizie" del 07-12-2008)
Argomenti: Province
Roma, 7 dic. (apcom)
- L'ordinamento per Roma capitale "non è un risultato ascrivibile a una
parte", ma "un obiettivo di tutta la città". L'ex assessore al Bilancio
del comune di Roma, Marco Causi ricorda quanto fatto dal centro sinistra per
roma capitale, sottolineando come l'obiettivo vada perseguito anche tenendo
presente come è cambiata la città in questi ultimi 15 anni. "Il governo
sta per presentare una proposta per attuare l'ordinamento speciale di Roma
capitale della repubblica. Il centro-destra canta vittoria - spiega - ma non
dimentichiamoci che la norma costituzionale che ha aperto la strada a questa
legge fu scritta nel 2001 dal centro-sinistra. Non si tratta di un risultato
ascrivibile a una parte, ma di un obiettivo di tutta la città. Che oggi va
perseguito avendo ben chiaro come Roma è cambiata negli ultimi quindici anni:
un'espansione urbana, produttiva e di insediamento della popolazione che rende
la città sempre più dipendente dal vasto territorio provinciale e regionale per
la soluzione dei suoi numerosi problemi". Decongestionamento della città
consolidata, localizzazione delle attività produttive, integrazione delle reti
di trasporto e di altre reti di pubblico servizio (rifiuti e gas), housing
sociale: "nessuna soluzione - puntualizza - potrà essere trovata
all'interno dei confini di Roma, per quanto grandi essi siano, senza un
effettivo coordinamento di tipo metropolitano. Governo e parlamento -
sottolinea ancora Causi - devono allora lavorare sulla riforma di Roma capitale
insieme a quella delle città metropolitane. Ciò offrirà
un'opportunità a tutti i grandi nodi urbani del paese, e non solo a Roma. E
permetterà a Roma di porsi un nuovo obiettivo, da qui a qualche anno: quello
della città metropolitana di Roma capitale, con contestuale abolizione della
provincia all'interno dei confini metropolitani che verranno
stabiliti".(segue)
( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-12-2008)
Argomenti: Province
Stucchi: «Abolire le
Province? Il Pd semina solo zizzania» La lotta agli sprechi nella pubblica
amministrazione è il tema dell'intervento dell'onorevole Giacomo Stucchi
(Lega), segretario dell'ufficio di presidenza della Camera, che commenta la
campagna di Libero per l'abolizione delle Province. «Vogliamo credere alla
buona fede di chi ha voluto intestarsi l'iniziativa per l'abolizione delle
Province, in nome della lotta agli sprechi nella spesa pubblica ? afferma
Stucchi ? ma ci riesce decisamente un po' difficile pensare allo stesso modo di
alcuni partiti che, dopo la sconfitta elettorale hanno davvero perso la bussola
nella loro azione politica». «Se i dirigenti del Pd ? continua l'esponente del
Carroccio ? avessero voluto veramente contribuire a una radicale riforma dello
Stato e quindi a una razionalizzazione delle spese, nel 2006, anziché
boicottare il referendum consultivo sulla riforma costituzionale, avrebbero
potuto contribuire a determinarne la vittoria. Invece, hanno fatto di tutto per
farlo bocciare». «Sono passati più di due anni ? ricorda Stucchi ? e sarebbe
stupido, oggi, non far tesoro dell'esperienza. Quest'ultima ci suggerisce
infatti che quando nel Pd si dice di voler condividere con il Pdl la battaglia
per l'abolizione delle Province, anche "aggirando Bossi", a muovere i
dirigenti di quel partito non è certo un'improvvisa conversione alla causa dei
tagli agli sprechi nell'amministrazione dello Stato, ma più verosimilmente un
altro sterile tentativo di mettere zizzania nella maggioranza».
( da "Tempo, Il" del 08-12-2008)
Argomenti: Province
stampa Politica
Intervento del segretario del Movimento sociale-Ft Sergio Arduini «No all'abolizione delle Province» Se a livello nazionale sale l'attenzione
sul tentativo di abolizione delle province, nel nostro territorio è solo questione di tempo. Ne è convinto
il segretario provinciale del Ms Fiamma Tricolore, Sergio Arduini che annuncia:
«Il problema scoppierà all'inizio ufficiale della campagna elettorale.
La Fiamma Tricolore si schiererà contro qualsiasi tipo di soppressione. Per noi
la provincia non è solo un ente amministrativo, è una forte e ulteriore
presenza dello Stato nel territorio. Crediamo che siano altri i carrozzoni che
dovrebbero essere eliminati, ovvero, tutti quegli enti che da sempre, fino ad
oggi, vengono usati come succulenti poltronifici». L'ipotesi di «scrematura»
proposta dalla Fiamma per abbattere drasticamente la spesa pubblica punta sulla
soppressione di Comunità montane, Cal e Consorzi di bonifica. «è semplicistico
dire aboliamo le province - sostiene Arduini -
infatti, sono troppo importanti i settori che l'ente provinciale assorbe.
Piuttosto, andrebbero ridisegnati proprio questi settori importanti per la vita
sociale e pubblica, con strutture nuove, semplici, snelle, di ottima qualità e
moderne». Fra.R.
( da "Secolo XIX, Il" del 08-12-2008)
Argomenti: Province
Provincie da
abolire, promessa dimenticatama necessaria per tagliare enti superflui e costi
Alberto Gagliardi Durante l'ultima campagna elettorale l'abrogazione delle
Provincie era un cavallo di battaglia di tutte le forze politiche dal Pdl al
Pd. Solo la Lega Nord manifestava forti perplessità in nome di una malintesa
difesa di prerogative territoriali che, invece, nel caso della Provincia
rappresenta storicamente un'espressione napoleonica del potere centrale. Oggi
il Pdl tace perchéè al governo e il Pd parla perchéè all'opposizione. Ma si
decide di non decidere perché l'abolizione delle Provincie comporterebbe una
legge di revisione costituzionale. Certo. E allora? Intanto andrebbero bloccate
le procedure per crearne delle nuove. A titolo personale ho perorato
ufficialmente la giusta battaglia abrogazionista fin dal 2005 quando ero
sottosegretario agli Affari regionali. Come Giove, scagliai un fulmine a ciel
sereno tramite una lunga intervista rilasciata proprio al Secolo XIX a Luigi
Leone suscitando virulente e stizzite reazioni da un fiume di "upp",
come chiamava Guglielmo Giannini gli uomini politici professionali. Non mancarono,
anche in quella occasione, i "benaltristi" secondo i quali, allora
come oggi, gli sprechi sono "ben altri" da quelli prodotti dalle
Provincie. Non so se anche per quell'incidente di percorso non sono più
sottosegretario, ma fui lieto di ricevere un segnale di apprezzamento dal
costituzionalista e parlamentare ds Massimo Villone, autore insieme a Cesare
Salvi di un fortunato saggio sui costi della democrazia e della politica
italiane. Le sacrosante motivazioni di allora per lo smantellamento, legate all'evidente
necessità di semplificare la pletorica e onerosissima macchina pubblica del
Belpaese, oggi sono ulteriormente giustificate di fronte alla catastrofica
crisi finanziaria internazionale. I costi per il mantenimento delle 109
Amministrazioni provinciali italiane superano i 16 miliardi di euro l'anno e
sono in continua crescita: una somma enorme di cui solo una minima parte è
utilizzata per coprire la spesa dei pochi servizi effettivamente erogati,
legati soprattutto alla viabilità, all'edilizia scolastica e all'ambiente. Il
resto preponderante delle risorse serve per occuparsi del tutto un po' tipico
della confusa natura di "ente intermedio" fra Regione e Comuni e per
sostenere la sovrastruttura politico-amministrativa. Bisogna poi tener conto
che quando si dice Provincia non si parla solo un'istituzione con del
personale, con delle rappresentanze (non dimentichiamoci l'Upi, unione
Provincie italiane), con enti collegati, con società controllate, con un
apparato organizzativo connesso, significa anche predisporre tutte le
dipendenze periferiche dello Stato: prefettura, questura, carabinieri,
motorizzazione civile, vigili del fuoco, articolazioni del sistema giudiziario
e di quello tributario, ecc. Strutture sempre costose e spesso ridondanti.
Abolire gradualmente le Provincie non vuol dire cancellare certi istituti o i
dipendenti, che andrebbero ricollocati in funzioni più utili ai cittadini e
forse di maggiore soddisfazione professionale per loro, ma operare un riassetto
che rafforzi e migliori i servizi pubblici. Le Regioni poi potrebbero a loro
discrezione riesumarle a livello di consorzi fra Comuni, soprattutto quelli
piccoli, ridisegnati su un'omogenea base storica, territoriale ed economica.
Anche se di abolire le Provincie si discute dai tempi di Crispi, la bugna si
forma nel 1970 con l'attuazione delle Regioni: fino ad allora l'Italia a
livello locale era gestita con sufficiente razionalità con Comuni (forse
troppi) e Provincie. La Regione non era una realtà percepita dalle gente, se
non in alcune limitate aree. Con la loro nascita però, e con l'esplosione della
spesa pubblica, emerse la necessità del ridimensionamento delle Provincie,
svuotate di competenze, e fu soprattutto Ugo La Malfa a battersi inutilmente
per la loro cancellazione. Ma da allora, attraverso l'istituzionalismo
creativo, le Provincie aumentarono di numero e le Regioni, veri e propri ogm
partenogenetici, da semplici enti di legislazione e programmazione sono
diventati carrozzoni gestionali che fanno anche politica estera. Aldilà dei
proclami una seria riforma federalista deve avere l'obbiettivo di riordinare
l'intera architettura istituzionale del Paese: meno Comuni con l'accorpamento
di quelli più piccoli e con l'istituzione delle Città
metropolitane, cancellazione della rappresentanza politica delle Provincie e
suo riordino a livello di consorzi in riferimento anche alle Comunità montane,
rimozione dei poteri regionali impropri con abolizione della ormai superata
"specialità" di alcune Regioni, snellimento delle burocrazie centrali
statali. Insomma ammodernamento del sistema istituzionale del Paese. Non
dimenticando l'abolizione del Cnel, consiglio nazionale dell'economia e del
lavoro, ed una ridefinizione del profilo della Corte dei conti. La Repubblica
italiana gode del terzo debito pubblico del Pianeta non può più permettersi
colossali sprechi derivanti anche da sovrapposizioni di mansioni da parte di
Stato, Regioni, Provincie, Comuni e tutte le sottoamministrazioni, comunità
montane (sul mare), consigli di circoscrizione, parchi, consorzi di bacino, Ato
e una marea di enti senza volto e senza controllo, con il povero inerme
cittadino che non sa più chi fa che cosa sopra di lui. Alberto Gagliardi è
ex-sottosegretario agli Affari regionali. 08/12/2008 I dipendenti andrebbero
ricollocati in funzioni più utili ai cittadini e ai servizi pubblici 08/12/2008
( da "Giornale.it, Il" del 08-12-2008)
Argomenti: Province
n. 49 del 2008-12-08
pagina 7 Casini: "Cambiamo la giustizia. Senza Di Pietro" di
Adalberto Signore Il leader Udc: "Veltroni scarichi l?alleato
giustizialista e accetti di fare la riforma con noi e il Pdl". E sui guai
del Pd: "Per anni hanno predicato l?infallibilità dei pm. Ma chi di
moralismo ferisce..." Roma - Onorevole Pier Ferdinando Casini, allora
questa questione morale esiste o no? «Inutile girarci intorno, esiste nella
Seconda Repubblica come esisteva nella Prima». Dai tempi di Tangentopoli,
insomma, non è cambiato nulla? «Mi pare ridicolo che qualcuno si sia potuto
illudere di sbarazzarsene così, senza una riflessione seria. La questione
morale è intrinseca al potere e non nasce certo ai giorni nostri visto che
anche Gesù dovette cacciare i mercanti dal tempio». Nel ?94 toccò a Dc e Psi
mentre il Pci restò alla finestra, oggi è nella bufera il Pd. Una nemesi?
«Credo che la sinistra debba riflettere su un fatto: chi di questione morale
colpisce di questione morale perisce...». è un sì? «Dico solo che per anni
hanno predicato l?infallibilità della magistratura e pensato si trattasse di
qualcosa che riguardava solo gli altri». Invece? «Dopo essersi fatti alfieri
del moralismo si ritrovano oggi ad essere vittime di quello stesso giustizialismo
che hanno difeso». Perché? «Perché non c?è mai stato un serio esame di
coscienza. Al di là delle inchieste giudiziarie, nelle regioni rosse la
sinistra ha sempre avuto una concentrazione di potere formidabile e almeno
sotto il profilo politico credo che il problema lo si potesse affrontare prima,
invece di scoprire d?incanto che la presunta superiorità morale non esiste». E
adesso che incombe la cronaca degli ultimi giorni? «Non mi piace infierire sul
malato, ma ora il Pd non può non misurarsi con questa questione». Partendo da
dove? «I punti salienti sono due: l?alleanza con Di Pietro e la riforma della
giustizia». Iniziamo da Di Pietro. «è un giustizialista e un moralista fine a
se stesso. Mettendosi nelle sue condizioni bisognerebbe essere ben più cauti».
Intende dire che anche per lui potrebbe arrivare la nemesi? «Dico che ognuno ha
la sua storia e Di Pietro ha una bella faccia tosta ad essere sempre quello che
scaglia la prima pietra e invoca il rogo. Il Pd dovrebbe prenderne decisamente
le distanze». La riforma della giustizia. «è arrivato il momento di sedersi a
un tavolo e discutere. L?inconsueto intervento del capo dello Stato sulla
guerra tra bande che attraversa la magistratura è la dimostrazione che è una
questione che riguarda tutto il Paese». Se il Pd si sedesse oggi al tavolo,
però, lo farebbe da una posizione di inferiorità. Quasi fosse un?ammissione di
colpa... «L?obiezione è sensata, ma andando avanti su questa strada non si
smuoverà mai nulla. Non è un caso che Violante solleciti da tempo un atto di
coraggio in questo senso». L?Udc, invece, è pronta a discutere una riforma
della giustizia? «Certamente sì, non è una priorità solo per Berlusconi ma per
tutti gli italiani. Anche se, sia chiaro, questo non significa dare deleghe in
bianco al governo ma confrontarsi nel merito perché fino ad oggi l?esecutivo
non ha ancora chiarito cosa vuole davvero fare. Se invece nella maggioranza
prevale la linea dei falchi, che poi è quella che trova la sua forza
nell?estremismo di Di Pietro, allora non credo si andrà lontano». Lei auspica
un confronto nel merito. Partiamo dall?obbligatorietà dell?azione penale... «La
nostra idea è che vada mantenuta ma con una sessione parlamentare annuale che
indichi le priorità». è d?accordo sul dare durante le indagini più autonomia
alla polizia giudiziaria rispetto ai pm? «Assolutamente sì, è uno dei punti più
importanti». La separazione delle funzioni o delle carriere? «Credo si possa
fare di più per separare le funzioni in modo più esplicito e chiaro». E sul
Csm? «è un tema complesso, ma sono dell?idea che una parte dei suoi membri
dovrebbe essere nominata dal capo dello Stato, così da evitare che il Csm sia
solo il luogo in cui dirimere scontri interni alla magistratura e alle sue
correnti». Nel merito avete posizioni diverse da quelle del Pd... «Non è un
mistero che su questa materia l?Udc sia più vicina al Pdl. D?altra parte la
nostra tradizione è antigiustizialista». E se al tavolo dovesse sedersi solo il
Pdl e non Veltroni? Casini che farebbe? «Se il Pd non ha intenzione di venire
al tavolo - e questo non lo credo - noi ci saremo comunque». Anche sui
provvedimenti anti-crisi lei ha dato una disponibilità a collaborare... «Guardi
che se si prende la contabilità dei decreti legge che abbiamo votato si vedrà
che in sette occasioni ci siamo detti favorevoli, nove volte ci siamo astenuti
e altre otto abbiamo votato contro. Questo per dire che l?Udc non ha alcun
preconcetto verso la maggioranza. Poi, certo, a dialogare bisogna essere in due
e se Berlusconi fa finta di non sentire perché ci considera un rischio rispetto
all?elettorato moderato non posso farci nulla. Ne sono dispiaciuto, certo, ma
me ne sono anche fatto una ragione». L?Udc potrebbe collaborare anche sul
federalismo fiscale? «In Parlamento se ne discute tutti i giorni. Però mi pare
poco convincente una riforma federalista portata avanti dai più acerrimi nemici
dell?abolizione delle Province». Cioè la Lega... «Sì... il federalismo fiscale
dovrebbe servire a razionalizzare le spese non ad aggravarle. Mi pare sia
necessario fermarsi a riflettere seriamente su questo punto». Un?intesa sulla
Rai è possibile? «Penso che maggioranza e opposizione debbano trovare un
accordo e rimuovere Villari dalla presidenza della Vigilanza così da procedere
al più presto con la nomina del nuovo Cda. Visto che è proprietario di
Mediaset, credo sia anche nell?interesse di Berlusconi che la Rai non diventi
un terreno di scontro». In questi mesi l?Udc qualche pezzo l?ha perso. E al più
tardi per i ballottaggi delle amministrative di primavera una collocazione
dovrà trovarla. Pdl o Pd? «L?Udc ha perso qualche trasformista, ma ha
recuperato molti quadri dirigenti in periferia. Ho tanti difetti, ma alla
coerenza rispetto agli impegni presi in campagna elettorale non sono mai venuto
meno. In Parlamento, quindi, continueremo ad essere autonomi. Mentre in vista
delle amministrative non faremo alleanze a tappeto. D?altra parte, è chiaro che
non siamo più nello schema classico del centrodestra e non solo per nostra
scelta». Il suo elettorato, però, è tradizionalmente più vicino al Pdl... «In
verità oggi è molto diverso rispetto al passato. Nell?ultima campagna
elettorale la scelta era tra Berlusconi, Veltroni e Casini e chi ci ha votato
lo ha fatto perché si sentiva decisamente di centro. è vero, invece, che i
nostri elettori guardano con più attenzione al governo che ai partiti
dell?opposizione. D?altra parte, io non ho mai escluso di ricreare un rapporto
con il centrodestra. A differenza di Berlusconi: dicendo che per fare
l?alleanza in Abruzzo dobbiamo entrare nel Popolo della libertà ci toglie da
ogni imbarazzo. Non siamo entrati prima delle elezioni, figurarsi se vogliamo
farlo oggi». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 08-12-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Treviso))
Argomenti: Province
Il segretario
provinciale della Lega Nord Gianantonio Da Re respinge la proposta di abolire
le province: «È la Regione che va cambiata» «Tagliamo
i compensi ai direttori delle Usl» «Se bisogna fare dei risparmi è necessario
farli tutti compreso i consiglieri e gli assessori regionali» «La Regione deve
legiferare, le Province amministrare». Il segretario provinciale della Lega
Gianantonio Da Re torna su un tema a lui caro e ribadisce il concetto: l'ente
da migliorare è la Regione, non certo la Provincia. Questa dà una serie di
servizi ai cittadini che rischierebbero di andare perduti se si arrivasse alla
sua abolizione. «Da consigliere regionale conosco molto bene la macchina
amministrativa della Regione. Per avere una variante urbanistica occorrono 4
anni. Vogliamo aspettare quattro anni per tutte le cose per cui oggi decidono
le Province in tempi molto più brevi? E se qualcosa non va, vogliamo che i
cittadini debbano andare fino a Venezia per protestare?»Però
chi vuole l'abolizione delle Province parla dei risparmi che questo
comporterebbe per i cittadini.«Se vogliamo davvero risparmiare allora tagliamo
i compensi dei grandi dirigenti della Regione. Penso ad esempio ai direttori
generali delle Usl, che costano milioni di euro e fanno passivo. Anche
se c'è qualche caso di direttore generale in gamba. In tempi di vacche magre i
costi vanno tagliati tutti».Altri esempi?«Be', penso anche agli stipendi di
assessori e consiglieri regionali. Se occorrono fare sacrifici, bisogna che
tutti li facciano. Io sono pronto a fare la mia parte».Come vede il
( da "Tempo, Il" del 08-12-2008)
Argomenti: Province
stampa politica
Ms-Fiamma Tricolore: "No all'abolizione delle
Province" Se a livello nazionale sale l'attenzione sul tentativo di
abolizione delle province, nel
nostro territorio è solo questione di tempo. Ne è convinto il segretario
provinciale del Ms Fiamma Tricolore, Sergio Arduini che annuncia: «Il problema
scoppierà all'inizio ufficiale della campagna elettorale. La Fiamma
Tricolore si schiererà contro qualsiasi tipo di soppressione. Per noi la
provincia non è solo un ente amministrativo, è una forte e ulteriore presenza
dello Stato nel territorio. Crediamo che siano altri i carrozzoni che
dovrebbero essere eliminati, ovvero, tutti quegli enti che da sempre, fino ad
oggi, vengono usati come succulenti poltronifici». L'ipotesi di «scrematura»
proposta dalla Fiamma per abbattere drasticamente la spesa pubblica punta sulla
soppressione di Comunità montane, Cal e Consorzi di bonifica. «è semplicistico
dire aboliamo le province - sostiene Arduini -
infatti, sono troppo importanti i settori che l'ente provinciale assorbe.
Piuttosto, andrebbero ridisegnati proprio questi settori importanti per la vita
sociale e pubblica, con strutture nuove, semplici, snelle, di ottima qualità e
moderne». Fra.R.
( da "Corriere delle Alpi" del 09-12-2008)
Argomenti: Province
Regioni e Province Regioni
e Province rivoluzione copernicana ESISTE una certa "forma-mentis"
secondo cui, quando si manifesta un'idea forte ed innovativa, viene subito
valutato se, dall'eventuale proposta ne potrebbe derivare qualcosa di
vantaggioso e se - ma questo è un discorso che investe l'uomo politico di
professione - dalla realizzazione eventuale di questa idea ne verrebbe
compromessa la sua specifica-personale rendita di posizione politico-sociale. E
quindi, secondo l'uomo politico "piazzato", conviene lasciar stare tutto
come sta. Fatta questa breve introduzione ad un discorso complesso, ma
estremamente serio, vorrei spaziare su di un argomento per il quale mi batto da
sempre sulla stampa, oltre che durante i vari convegni a cui partecipo, spesso
boicottato - non lo nego - da una miriade di detrattori politici che, come
detto prima, preferiscono non intaccare le loro nicchie di potere. Una domanda
è d'obbligo: "Ci siamo mai chiesti perché l'Italia sia un paese
burocratico per eccellenza?" Io sì, e più di una volta. Ritengo infatti, e
non ho dubbi su questo, che la burocrazia strangolatrice italiana, dipenda da
una struttura amministrativa che non consente di avere uno Stato snello come
tanti altri semplicemente perché le Regioni, alias staterelli nello stato, non
servono ad altro se non a burocratizzare la...burocrazia. E mi spiego con degli
esempi, anche vissuti. Dico subito, per chi non lo ricorda, che le Regioni
previste dalla Costituzione nel lontano 1948, hanno assunto una fisionomia,
peraltro ancor oggi molto avulsa da un minimo di concretezza istituzionale
soltanto negli anni 70, ossia oltre un ventennio più tardi dalla stesura della
suprema carta. La motivazione, invero giustificabile allora, non si scosta
ancor'oggi dagli stessi motivi: si temeva allora che spezzettando l'Italia in
tanti staterelli autonomi, si sarebbe potuti arrivare allo sfascio del Paese,
esattamente come constatiamo dall'odierno panorama istituzionale,
litigiosamente diviso, che non mi pare sia andato oltre a queste
preoccupazioni... Questo infatti era il pensiero che aleggiava nella testa del
nostri padri costituenti e che - ahimè - anche oggi ha molti punti di contatto
col vecchio pensiero costituente, con la sola differenza, in quel periodo
post-bellico, si temeva che, non assegnando alcuni privilegi, alcune regioni si
sarebbero staccate poi dall'Italia. Io ho un chiodo fisso da anni: penso che le
Regioni, così come concepite, non servano altro se non a dividere ancora lo
Stato in tanti staterelli, ove ciascuno dice la sua, confliggendo fra loro
all'interno delle stesse aree nelle quali sono ubicate... A Venezia, tanto per
fare un esempio, c'è un Presidente di destra che non va d'accordo con il
Sindaco di Sinistra, a Belluno, tanto per fare un altro esempio, c'è un
Presidente della Provincia di sinistra che non va d'accordo con il Sindaco di
destra ecc.ecc; insomma in tutto il Paese è pressappoco così. Mi direte che le
Regioni non vanno abolite in quanto hanno una funzione molto importante come
quella di emanare norme legislative nei limiti dei principi fondamentali
stabiliti dalle leggi dello Stato (art. 17 Costituzione), ma cosa cambierebbe
se, al loro posto, ci fossero le Province, sicuramente molto più snelle e
soprattutto molto più vicine ai cittadini, ad operare sulla base di una legge quadro
dello Stato? Esse infatti, oggi come oggi, costituiscono uno squilibrio
sociale, politico, economico che, non si verificherebbe in presenza di realtà
più vicine ai cittadini, come le province. Ed allora,
perché non dare più penso alle Province, modificandole territorialmente, e cioè
allargandole sulla base di principi di omogeneità geografico-sociale,
eliminando in toto le Regioni che costituiscono il vero salasso finanziario del
Paese? E cioè dei piccoli "doppioni" dello Stato Centrale? Così, con
una sola fava si prenderebbero due piccioni, in quanto verrebbe risolto anche
il problema delle regioni a statuto speciale, vera vergogna nazionale! Provate
ad accertarvi quanto ci costa la Regione Veneto e, per di più, per motivi non
sempre giustificabili! Provate a vedere certi funzionari come lavorano nelle
Regioni senza che il...Ministro Brunetta se ne accorga? Forse di...proposito?
Mi chiedo, pertanto perché, invece di chiedere l'abolizione
delle province, non si fa
il contrario, e cioè si lasciano le province lì come sono demandando a queste ultime il compito di accorpare
i piccoli comuni, realtà queste molto più vicine ai cittadini? Ciò,
determinerebbe sicuramente un ingente risparmio di risorse, attualmente
sprecate, per mantenere in piedi carrozzoni inutili come appunto le Regioni,
sul conto delle quali, a seguito di pregresse personali esperienze di arcaica
burocrazia incontrata, nonché a mancanza assoluta di un minimo di snellezza
amministrativa, avrei anche qualche difficoltà ad esprimermi positivamente.
Varrebbe poi anche la pena di spendere una parola sulle autonomie. A mio
avviso, è assurdo chiedere l'autonomia o varie specificità delle varie province. Ciò significherebbe complicare ulteriormente
l'assetto dello Stato che deve fronteggiare la vergogna delle Regioni a statuto
speciale. Vogliamo forse che ogni regione o provincia siano diverse? No, cari
signori. Tutte le regioni devono essere ordinarie e non a statuto speciale. Al
massimo, si prenda in considerazione di assegnare forme compensative a quelle
regioni o province che sono svantaggiate. Lasciamo poi
ad un vero federalismo di sistemare le cose, anche se ho forti dubbi su questo,
soprattutto perché esso non è concepito come governo dal basso, ma come un
ordine da...Arcore, per tenere uniti Lega e FI (che ora ha cambiato nome). Ma
dire queste cose costituisce... pericolosa fantascienza, soprattutto per coloro
che non vogliono sentire, compreso il Ministro Brunetta, il quale finge di non
vedere l'immobilismo di certi funzionari regionali, preferendo colpire il
solito "poro can" che non sa come "sbarcar el lunario"...
Arnaldo De Porti Il giudizio di Santin valido dopo 100 anni E' APPARSO
recentemente sul semestrale «I protagonisti» dell'Istituto storico della
Resistenza e dell'età contemporanea, la biografia, redatta da Silvano Cavallet,
di Giusto Santin, uno dei pionieri del socialismo bellunese che ci dà modo di
apprezzarne la figura e l'opera in un tessuto sociale dove, a cavallo tra
Ottocento e Novecento, facevano ancora fatica ad affermarsi le nuove idee a
tutela dei più fondamentali diritti, politici, sociali ed economici, dei
lavoratori. Nato nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-12-2008)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-12-09 - pag: 35 autore: Enti locali.
Viminale sui bilanci L'approvazione dei preventivi slitta al 31 marzo 2009
Gianni Trovati MILANO Nonostante l'annunciata «fermezza» sui tempi, anche
quest'anno i termini per l'approvazione dei bilanci preventivi di Comuni e
Province trovano la proroga. L'annuncio arriva dal ministero dell'Interno, che
ha deciso di far slittare la scadenza al 31 marzo prossimo per consentire agli
amministratori locali di chiudere i conti in «presenza di un quadro normativo
definito ». La «svolta epocale » nel calendario dei conti locali, più di una
volta rivendicata dal Governo, deve quindi cedere il passo alla consueta
dilazione dei tempi, che non è mai mancata negli ultimi 15 anni. Con
l'anticipazione dei consuntivi dal 30 giugno al 30 aprile, appena approvata nella
legge di conversione del Dl 154/2008, il calendario attuale prevederebbe solo
un mese tra le scadenze dei due conti. Il «quadro normativo definito »
richiamato dal Viminale come motivazione della proroga offre la spiegazione
tecnica del provvedimento. Il Senato sta discutendo in questi giorni la
Finanziaria 2009, che lungo l'iter parlamentare si sta arricchendo di novità
importanti per gli enti (a partire dalla parziale esclusione degli investimenti
dal Patto di stabilità; si veda Il Sole 24 Ore del 6 dicembre e il servizio
oggi a pagina 6) e dovrà tornare a Montecitorio per il via libera definitivo.
Solo con la fine della discussione in Aula e la pubblicazione della Finanziaria
in Gazzetta Ufficiale il «quadro normativo » per Comuni e Province sarà «definito»,
e i tempi per tagliare il traguardo entro fine anno sarebbero strettissimi. Ma
la proroga ha anche un ovvio significato politico, dato dal braccio di ferro
fra Governo ed enti locali che era sfociato nella campagna
dell'associazionenazionale dei Comuni proprio sullo "sciopero dei bilanci
preventivi", cioè l'invito a non approvare i conti entro la scadenza di
fine anno che il Governo sembrava avere blindato. Lo slittamento, in sé, è una
"vittoria" solo tattica degli amministratori locali,
mentre il fulcro della partita è ovviamente spostato sulle questioni di merito.
Che oltre ai correttivi su cui si sta esercitando il Parlamento riguardano
anche i tagli ai trasferimenti e le parti ancora non coperte per l'abolizione
dell'Ici sull'abitazione principale. Su quest'ultima voce il Governo ha
finora stanziato 2,86 miliardi sul 2008 e 2,6 sul 2009, ma per i Comuni l'addio
all'imposta ne vale almeno 3,3. A ciò si aggiungono i tagli al fondo ordinario
che sono ancora "intatti", e proprio per questo i Comuni, oltre a
sottolineare «l'apprezzamento » per le novità che arrivano dal Senato, hanno
chiesto al Governo di affrontare «in un tavolo politico» gli altri nodi.
Intanto dal Viminale arriva una buona notizia per i 245 Comuni che si sono visti
riconoscere i rimborsi per le aspettative sindacali del
( da "Giornale.it, Il" del 09-12-2008)
Argomenti: Province
n. 294 del
2008-12-09 pagina
( da "Asca" del 09-12-2008)
Argomenti: Province
FEDERALISMO: CASINI,
SE LEGA LO VUOLE FACCIA ATTO DI BUONA VOLONTA' (ASCA) - Roma, 9 dic - ''Io non
sono contrario alla riforma federalista ma temo che da essa ne potrebbe derivare
una moltiplicazione dei centri di spesa. In un momento di crisi e' necessario
risparmiare e non incentivare le spese''. Lo afferma il
leader dell'Udc, Pierferdinando Casini nel suo intervento a Radio anch'io.
Comunque, prosegue, il federalismo come lo vuole la Lega ''avrebbe bisogno di
un atto di buona volonta'''. Atto che per Casini potrebbe passare per
l'abolizione delle province
e per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. ''Il riordino
degli enti locali e un intervento sui servizi locali che avrebbe come
conseguenza l'abbassamento delle tariffe di luce, acqua, gas, trasporti e' -
per Casini - cio' che servirebbe per completare il disegno federalista''.
fdv/dnp/alf (Asca)
( da "Denaro, Il" del 09-12-2008)
Argomenti: Province
Campania enti locali
Comuni a secco: allarme bilanci Ici, in un documento l'Anci chiede la
restituzione dei mancati introiti per il 2009 E' emergenza bilanci nelle
amministrazioni locali: a denunciarlo è un documento unitario proposto
dall'assemblea dei sindaci della Campania. Sul banco degli imputati finiscono
le ultime scelte del Governo in materia di finanza pubblica: "Mentre la
riduzione dei trasferimenti appare coerente con il passaggio ad un sistema
federale spiega il documento - l'inversione di tendenza dell'autonomia
tributaria non trova una spiegazione plausibile e non potrà che avere l'effetto
di peggiorare i saldi di bilancio". Su questo tema l'associazione dei
piccoli comuni guidata da Bartolo d'Antonio ha organizzato per domani (ore 10,
Auditorium dell'Isola C3 del Centro Direzionale di Napoli) un convegno a cui
parteciperanno il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, il governatore
Antonio Bassolino e Leonardo Domenici, presidente dell'Anci nazionale e primo
cittadino di Firenze. Intanto, per consentire agli Enti locali di licenziare il
bilancio preventivo
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
10-12-2008)
Argomenti: Province
PROVINCIA
10-12-2008 Parmense VARSI IL SINDACO AUSPICA L'ABOLIZIONE DEL LIMITE DEI DUE
MANDATI Bertorelli vuole il tris ma punta su Peracchi Due sulla loro strada
Pellegrini, ex capogruppo di maggioranza, e Osvaldo Ghidoni gli avversari più
probabili Comunali 2009 VARSI Gaetano Coduri II A sei mesi dalle elezioni
amministrative per l'elezione del primo cittadino che guiderà il paese nel quinquennio 2009
-
( da "Virgilio Notizie" del 10-12-2008)
Argomenti: Province
Madrid, 10 dic.
(Apcom) - La Spagna si prepara a un periodo di maggior attivismo nelle missioni
internazionali di mantenimento della pace: lo ha lasciato intendere oggi la
ministra della Difesa Carme Chacon, che durante un'audizione parlamentare ha
definito "obsoleto" il 'tetto' di 3.000 soldati all'estero, ribadendo
che chiederà al Consiglio dei ministri che questo limite non sia rinnovato alla
sua scadenza il 31 dicembre. Chacon ha sottolineato che, secondo la Nato, la
capacità di proiezione di militari all'estero della Spagna è dell'8% del suo
totale, ovvero 7.700. Dal 2009 insomma, il numero di soldati spagnoli che
parteciperanno a missioni internazionali "sarà limitato soltanto dalla
legalità della missione, dalla volontà degli spagnoli e dalla capacità delle
forze armate". Attualmente Madrid partecipa a cinque missioni
internazionali (Afghanistan, Libano, Kosovo, Bosnia e Ciad), con un totale di
3.000 militari. Secondo indiscrezioni di stampa, il governo
starebbe valutando un aumento delle truppe in Afghanistan a partire dall'estate
del 2009, per far fronte al peggioramento delle condizioni di sicurezza nella
provincia nordoccidentale di Baghdis sotto comando spagnolo. le missioni
all'estero sono costate alla Spagna 668 milioni di euro nel 2008, il 4% in più
che nel 20007.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Renzo Dardengo di
Albina aveva chiesto che cessassero i colpi vicino alla sua abitazione. Ma la
reazione è stata inattesa. La Lac: «Tragedia sfiorata» Cacciatore punta il
fucile: «Ti sparo» Pensionato cardiopatico, terrorizzato dopo la lite, chiama i
carabinieri GAIARINE. Cacciatore punta il fucile carico contro un cardiopatico,
sfiorata la tragedia. Vittima dell'aggressione un 65enne di Albina, Renzo
Dardengo, che dopo l'incredibile episodio ha presentato querela per ingiurie e
minacce aggravate. «Ho invitato i cacciatori a rispettare le norme e stare
lontano dalla mia casa - denuncia il pensionato - sono stato insultato e
minacciato». Il fatto, reso noto ieri dalla Lac (Lega per l'Abolizione della Caccia), si è verificato domenica 19 novembre. Quella
mattina l'uomo insieme alla moglie stava facendo colazione, quando ha sentito
dei forti spari e ha visto un cacciatore ad una ventina di metri da casa. «Sono
uscito per dirgli che ci sono delle norme da rispettare, come i
( da "Secolo XIX, Il" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Se si vuole
ridisegnare la democrazia italianaabolire le Province non può essere
sufficiente dino cofrancesco Rispetto ad altri pensatori politici del nostro Risorgimento
- e soprattutto nel confronto con Carlo Cattaneo - Giuseppe Mazzini ha fatto
sempre la figura del sognatore, ignaro della realtà. Si ricordi il durissimo
giudizio che ne diede Karl Marx: «Finora egli è stato considerato come il capo
dei formalisti repubblicani d'Europa. Ripiegati esclusivamente sulle forme
politiche dello Stato, essi non hanno degnato d'una sguardo l'organizzazione
sociale su cui poggia la superstruttura politica. Fieri del loro falso
idealismo, essi hanno considerato al di sotto della loro dignità il prender
coscienza della realtà economica. Niente è più facile che essere idealisti per
conto d'altri. Un uomo rimpinzato può facilmente farsi beffe del materialismo
degli affamati che chiedono un volgare pezzo di pane invece di idee sublimi». E
tuttavia, se si riprendono in mano i Doveri dell'uomo, uno scritto così lontano
dalla sensibilità moderna, con la mente rivolta al dibattito attuale sul
federalismo, ci si accorge che il 'profeta' aveva una percezione dei problemi
nazionali assai più realistica di tanti contemporanei, suoi e nostri. Gli Stati
nei quali si divide in oggi l'Italia «e che sostanzialmente ricalcano le nostre
regioni - scriveva - non sono creazione del nostro popolo; uscirono da calcoli
d'ambizione di principi o di conquistatori stranieri, e non giovano che ad
accarezzare la vanità delle aristocrazie locali, alle quali è necessaria una
sfera più ristretta della grande patria. Ciò che voi, popolo, creaste,
abbelliste, consacraste coi vostri affetti, colle vostre gioie, coi vostri
dolori, col vostro sangue, è la città, il comune, non la provincia o lo Stato.
Nella città, nel comune, dove dormono i vostri padri e vivranno i nati da voi,
s'esercitano le vostre facoltà, i vostri diritti personali, si svolge la vostra
vita d'individuo. È della vostra città che ciascuno di voi può dire ciò che
cantano i Veneziani della loro: Venezia la xe nostra, l'avemo fatta nu. In essa
avete bisogno di libertà, come nella patria comune avete bisogno
d'associazione. Libertà di comune e unità di patria, sia dunque la vostra fede.
|?| Tutte le altre divisioni sono artificiali e non s'appoggiano sulla vostra
tradizione nazionale». Se, come voleva Cattaneo, è la città il «principio
ideale della storia d'Italia», le divisioni storiche, che ancora si perpetuano
nelle province e nelle regioni, non rispecchiano
alcuna pienezza di vita collettiva, non comunanza di lingue, non di cultura,
non di interessi materiali, non di progetti di vita, non di tradizioni
religiose. Alcune province sono, almeno in gran parte,
proiezioni della città, quasi una loro estesa periferia, ma altre sono
accorpamenti di comuni non legati da alcuna affinità elettiva. La Cassino di
Antonio Labriola, ad esempio, apparteneva alla provincia di Caserta, guardava a
Napoli e alla Campania, non aveva alcun rapporto con
Frosinone della cui neocostituita provincia venne a far parte in virtù della
riforma fascista degli enti locali. Libero, anche se la prima pietra fu
scagliata proprio dal Secolo XIX, si sta battendo per l'abolizione delle
Province, che, secondo i dati raccolti dall'Istituto Bruno Leoni, assicurano
una poltrona a ben 4.207 professionisti della politica. È stato
calcolato che, in media, su ogni 14mila cittadini c'è un amministratore
provinciale: in Molise si scende a 62 amministratori ogni 5.162 residenti, in
Sardegna a uno ogni seimila residenti e in Basilicata a uno ogni ottomila
abitanti. Salvaguardando il personale amministrativo e le funzioni che svolgono
oggi le Province (scuole, trasporti, sostegno sociale), la loro abolizione, a
parere di Oscar Giannino, farebbe risparmiare all'erario 7 miliardi su 16,5: un
taglio della spesa pubblica che potrebbe realizzarsi «senza traumi e con pieno
consenso degli elettori». Il discorso non fa una piega, ma non si vede perché
non dovrebbe valere anche per le Regioni, contenitori di realtà politiche,
economiche e culturali assai diverse e talora incompatibili, anche se con
competenze molto più estese. Se si rimette mano alle suddivisioni
amministrative del paese, si vada fino in fondo, all'insegna della libertà e
della democrazia: i popoli della penisola debbono essere liberi di ridisegnare
le aree regionali più rispondenti alle loro culture e ai loro interessi e poter
scegliere, democraticamente, attraverso l'istituto referendario, tra i progetti
in competizione. Limitarsi ad abolire le province -
riprendendo, peraltro, la vecchia battaglia di Ugo La Malfa - significa dare
più potere alle attuali classi dirigenti e burocrazie regionali. Che non
muoiono certo dalla voglia di rifare la carta delle Regioni né, tanto meno, di
prendere in considerazione il "federalismo delle macroregioni", forse
più funzionale e meglio in grado di far fronte alle sfide poste da una crisi
internazionale, politica ed economica, da cui non usciremo tanto presto e
facilmente. Dino Cofrancesco è docente di Storia delle dottrine politiche
all'Universitàdi Genova. 11/12/2008
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-12-11 - pag: 18 autore: LA RICHIESTA Il
Pd insiste sulla Carta delle autonomie In attesa del comitato ristretto, il Pd
ribadisce le proprie richieste. Non solo a voce, ma anche sotto forma di
emendamenti. «Il federalismo fiscale va esaminato congiuntamente alla Carta
delle autonomie», ricorda il senatore Walter Vitali. E, infatti, tra gli
emendamenti presentati ieri ce ne sono 19 che ripropongono, articolo per
articolo, il Ddl del Pd sul fisco federale. Ma anche un
altro che vuole inserire nel testo sul federalismo anche la Carta delle
autonomie elaborata dal ministro ombra Mariangela Bastico. Attribuzione ai
Comuni di tutte le funzioni amministrative e abolizione delle Province dove ci
sono le Città metropolitane tra i punti qualificanti della proposta.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-12-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Firenze)) (Resto del
Carlino, Il (Bologna))
Argomenti: Province
POLITICA pag. 10
FEDERALISMO A OSTACOLI L?ANALISI SONO quindici e più anni che si parla di
federalismo. Ma oggi Bossi lo vuole a tutti i costi, ancora prima, così ha
dichiarato, della riforma della giustizia. Il progetto di riforma portato
avanti con abilità dal ministro Calderoli procede con rapidità: ha ottenuto il
parere favorevole della conferenza unificata e l?approvazione definitiva del
consiglio dei ministri. La presenza della Lega al governo, ha dichiarato lo
stesso Calderoli, è legata alla realizzazione delle riforme e non c?è dubbio
che il rischio di una mancata riforma del federalismo potrebbe destabilizzare
gravemente la maggioranza. Tuttavia, sarebbe assurdo, in situazioni come quelle
che stiamo vivendo per via della crisi economica, non prevedere delle
difficoltà. In primo luogo, per le misure urgenti necessarie ad affrontare la
crisi, che sta avvenendo in tutto il mondo, grazie al rilancio del ruolo dello
stato nell?economia e nella finanza. Il decreto anticrisi passerà alla Camera
con il consenso della Lega, purché si arrivi almeno al Senato all?approvazione
della riforma federalista. L?iter è lungo. Senza entrare nel merito della
riforma non c?è dubbio che ci sarà anche un problema di consenso dell?opinione
pubblica. I cittadini si attendono dal federalismo semplificazioni e
razionalizzazioni, ma non tollererebbero aumenti della pressione fiscale e
ulteriori inefficienze dello Stato. Per esempio, molti si attendevano
l?abolizione delle province promessa da Berlusconi in
campagna elettorale, mentre nel progetto Calderoli le province
figurano a pieno titolo e Bossi ha dichiarato che non si toccheranno.
Bisognerebbe, però, che si uscisse finalmente dall?equivoco e si riconoscesse
che il federalismo integrale non è una soluzione possibile per mille e una
ragioni. Si tratterà di una devoluzione di poteri dallo Stato centrale alle
regioni e ai comuni per sanare finalmente la confusione generata da competenze
concorrenti che alimentano conflitti e moltiplicano i costi. I benefici
maggiori potrebbero derivare dal federalismo fiscale, ma per questo bisognerà
evitare la spaccatura fra Nord e Sud che in questi ultimi anni si è accresciuta
nell?economia e nella società. La crisi potrebbe aggravare questo divario.
( da "Corriere del Veneto" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: VICENZA2A - data: 2008-12-11 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE La polemica Il numero uno di Palazzo Nievo
sull'abolizione degli enti Province, Schneck contro Calearo «Sprechi? Detto dai
parlamentari...» VICENZA – «Il mio non è uno sfogo, ma una riflessione basata
sui fatti: a chiedere l'abolizione delle Province sono i “trombati”
dall'amministrazione di un ente o chi non ne sa nulla». Il presidente
della provincia di Vicenza Attilio Schneck riapre il dibattito sulla proposta
di eliminare gli enti provinciali: tema che ciclicamente torna d'attualità e
che ha contribuito a tener vive le polemiche politiche di questo autunno. Ad
inizio novembre a rimettere in primo piano l'esigenza della soppressione è
stato l'onorevole del Pd Massimo Calearo, poi criticato anche da alcuni
esponenti del suo stesso partito. Il suo intervento ha dato il “la” ad una
serie di considerazioni, ultima quella di Attilio Schneck. «Che le Province
debbano essere soppresse lo sostiene solamente chi non conosce le loro
funzioni, non ha mai avuto a che fare con queste amministrazioni, oppure chi
non le ha vissute da protagonista, che ne voleva far parte ma non ci è
riuscito». Non si tratta di un discorso generico, il presidente di palazzo
Nievo si riferisce a qualcuno in particolare. «In un'intervista radiofonica –
afferma Schneck – Massimo Calearo ha detto che i Comuni possono consorziarsi,
senza dichiarare però che perché questo avvenga servono comunque degli enti
sovracomunali e, inoltre, ha citato il capogruppo del Pd in Consiglio
provinciale come persona che sostiene le sue tesi». Il capogruppo in questione
è Pietro Maria Collareda, per questo il presidente della Provincia parla di
“trombati”. «Si tratta del mio diretto concorrente alle ultime elezioni
provinciali». Uno scontro a distanza, insomma. «Sprechi? – è la domanda
provocatoria di Schneck – perché non si vanno a fare i conti agli onorevoli?
Non fanno leggi, ma si limitano a dare la fiducia ai decreti. Le Province
costano 110 milioni all'anno, mentre il parlamento oltre due mi-liardi, sono i
numeri che contano ». Secondo l'attuale presidente leghista le Province non si
possono eliminare perché gestiscono servizi, come le scuole e le strade, che in
mano ai privati non andrebbero a colmare i bisogni dei cittadini. Le aziende, è
la tesi di Schneck, hanno come obiettivo il ricavo mentre «il nostro scopo è
dare servizi alla gente». Infine, il pensiero va ai primi cittadini dei piccoli
Comuni. «Sono dei parroci laici della loro comunità». Togliere del tutto no, ma
rivedere sì. Se il presidente Schneck è nettamente contrario all'abolizione
dell'ente che guida da un anno e mezzo, è aperto invece a una «revisione», un
ritocco che migliori la gestione della macchina provinciale. Elfrida Ragazzo
Arrabbiato Attilio Schneck
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Un inquietante
episodio a Gaiarine «Via da casa mia»: cardiopatioco minacciato da un
cacciatore GaiarineEpisodio inquietante quello accaduto qualche domenica fa ad
Albina di Gaiarine in via Roncat dove un cacciatore ha puntato il suo fucile
carico contro un residente. Il gesto, che poteva avere tragiche conseguenze, è
scaturito dopo che al cacciatore era stato chiesto di allontanarsi
dall'abitazione. Quella domenica Renzo e Christiana Dardengo erano in casa
intenti a fare colazione quando sono stati spaventati da un potente sparo
esploso da un cacciatore. Renzo si è subito precipitato in giardino e da lì ha
visto un cacciatore a soli
( da "Asca" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
BERLUSCONI: VORREI
ABOLIRE PROVINCE MA NON HO ACCORDO IN PDL (ASCA) - Bruxelles, 11 dic - Il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non ha dubbi, il programma
elettorale del Pdl sta procedendo a gonfie vele nella sua realizzazione. C'e'
un solo punto sul quale il premier esprime rammarico ed e' quello relativo all'abolizione delle province, che non si riesce a realizzare a causa di contrasti all'interno
della coalizione di maggioranza, soprattutto da parte della Lega. Berlusconi
parla al termine del vertice del Ppe chiarendo che ''c'e' solo un punto del
programma elettorale sul quale ho difficolta' con i miei alleati: e' quello
dell'abolizione delle province. Siamo ancora convinti
- continua - che sarebbe un passo utile per risparmiare ma la Lega ha una
posizione molto ferma, io non ho il 51%''. Quindi, conclude, ''devo accettare
quello che i miei alleati ritengono non si possa fare ma - aggiunge - non si
dica che non mantengo le promesse''. fdv/
( da "Affari Italiani (Online)" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Bossi: problemi sul federalismo,
Berlusconi deve abbassare i toni Giovedí 11.12.2008 16:59 La riforma del
federalismo in un ramo del Parlamento, quella della giustizia nell'altro. E' il
premier Silvio Berlusconi a fissare i percorsi dei due provvedimenti che il
governo ha intenzione di portare avanti: "Non è che ci sia una cosa prima
e l'altra indietro, abbiamo detto che si va avanti insieme, c'è totale fiducia
tra gli alleati". Per il premier, la Lega non ostacolerà la riforma della
Giustizia: "Anche Bossi ha sempre detto che Berlusconi mantiene le parole.
Poi - fa notare - ciascuno ha il suo elettorato ed usa gli argomenti migliori
per farsi amare dagli elettori". Silvio Berlusconi spiega poi che c'è solo
un punto "in cui ho difficoltà serie con gli alleati ed è quello delle abolizioni delle province". Nonostante la campagna di "Libero" il
presidente del Consiglio, parlando a Bruxelles con i cronisti, riferisce che
non si potrà procedere nella direzione auspicata dal quotidiano diretto da
Feltri. "Siamo - dice il premier - ancora convinti che sarebbe utile
abolire le provincie per risparmiare ma la Lega ha una posizione ferma ed io
non ho il 51%. Devo accettare quello che i miei alleati ritengono che
non si possa fare". < < pagina precedente
( da "Rai News 24" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Roma | 11 dicembre
2008 Bossi: sulla giustizia dialogo possibile con la sinistra, Berlusconi
abbassi i toni Umberto Bossi Qualche ostacolo per il federalisno fiscale nelle
commissioni. Le opposizioni hanno cambiato atteggiamento dopo le parole di ieri
di Silvio Berlusconi. Umberto Bossi dice che dopo la riunione di oggi delle tre
commissioni chiamerà il premier. "Berlusconi ora è in Europa e proverò a
chiamarlo per spiegargli che abbiamo qualche difficoltà perché le opposizioni
vogliono evidentemente una correzione del tiro. Lui dirà che lo attaccano ma a
volte bisogna saper mandare giù, saper inghiottire. Non vince -dice Bossi ai
giornalisti- chi attacca di più. A volte il miglior attacco è la difesa".
Berlusconi: la Lega non vuole l'abolizione delle province Silvio Berlusconi spiega che
c'è solo un punto "in cui ho difficolta' serie con gli alleati ed è quello
delle abolizioni delle province". Nonostante la campagna di "Libero" il
presidente del Consiglio, parlando a Bruxelles con i cronisti, riferisce che
non si potrà procedere nella direzione auspicata dal quotidiano diretto da
Feltri. "Siamo - dice il premier - ancora convinti che sarebbe
utile abolire le provincie per risparmiare ma la Lega ha una posizione ferma ed
io non ho il 51%. Devo accettare quello che i miei alleati ritengono che non si
possa fare". Sulla giustizia Berlusconi deve abbassare i toni
"Sì", risponde il leader della Lega ai giornalisti che gli chiedevano
se fossero auspicabile toni più pacati da parte del presidente del Consiglio.
"Le dichiarazioni di Berlusconi sulla giustizia ci mettono in difficoltà
perché possono ritardare il federalismo". D'altronde con il Pd la Lega
aveva "cucito", spiega Bossi, e "avevamo già un accordo"
sul federalismo fiscale. Quindi per la Lega "il dialogo con la sinistra e'
possibile". "Berlusconi e' intelligente, ha già capito". Così ha
risposto il ministro per le Riforme alla domanda se sia necessario un
chiarimento per evitare che il federalismo possa bloccarsi. Sarebbe auspicabile
– ha concluso Bossi - che Berlusconi confermasse che il governo non ha cambiato
indirizzo".
( da "Quotidiano.it, Il" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Le priorità
dell'Italia dei Valori Ascoli Piceno | Infrastrutture nel nuovo assetto
provinciale; occupazione e lavoro; servizi alle persone; sicurezza,
partecipazione e interazione tra politica, istituzioni e cittadini. Il 20
dicembre a San Benedetto arriva Antonio Di Pietro. Dal Coordinatore Provinciale
dell'Italia dei Valori Andrea Cardilli riceviamo e pubblichiamo quanto segue:
Adesso si parte davvero! Intenso lavoro dell'esecutivo provinciale dell'itala
dei Valori di Ascoli Piceno per definire i percorsi e i programmi in vista
delle prossime elezioni amministrative del giugno 2009. Tutto è partito dal
convegno dello scorso mese a Colli del Tronto "PROGRAMMI, PROGETTI E
OBIETTIVI PER UNA PROVINCIA NUOVA" dove erano presenti gli esponenti
Regionali (quali on. Favia e prof. Borghesi) e nazionali (On. Rota). E' proprio
da qui è stato dato il via ad un percorso di strutturazione delle linee
programmatiche. Già in quella sede sono stati indicati i punti principali su
cui il partito intende indirizzare le proprie energie: infrastrutture nel nuovo
assetto provinciale; occupazione e lavoro; servizi alle persone; sicurezza,
partecipazione e interazione tra politica, istituzioni e cittadini. Questo è
quanto emerge dai sondaggi politici e dall'incontro con tanti cittadini nei
punti di raccolta firme per l'abolizione del lodo Alfano.
Si è colta infatti la sfiducia e lo sconforto di un territorio e della sua
gente. Questo ci ha ulteriormente indirizzato verso un lavoro di dialogo che da
un lato, vuole accrescere la fiducia dell'elettore verso il nostro partito (già
significativamente in crescita nel piceno nelle ultime consultazioni
elettorali) e dall'altro, vuole tracciare un percorso di elaborazione
programmatica che porta veramente dalle indicazioni proposte dai cittadini ai
bisogni specifici rilevati sui territori. Intendiamo definirlo ulteriormente,
con una serie di incontri con le associazioni, i movimenti civici e i
rappresentanti di categoria, tra l'altro il prossimo appuntamento sarà il 20
dicembre a San Benedetto del Tronto presso l'hotel Calabresi, dove l'IDV
proporrà un momento di incontro per dibattere i temi caldi delle ultime
cronache, chiudendo poi con una tombolata alla presenza del Presidente del
Partito Antonio Di Pietro. Da questi percorsi consultativi, attingeremo idee ed
indirizzi e la forza di procedere da soli, qualora non si incontrino, su
programmi e sui metodi, sintesi sostenibili con altre forze politiche. E' il
caso di rappresentare inoltre che l'IDV, anche nel proprio interno, attualmente
non ha individuato nessun candidato alla Presidenza della Provincia di Ascoli
Piceno, ed è certo che questo verrà ricercato con percorsi democratici tenendo
presente l'impegno e la partecipazione profusa nel tempo per la crescita del
partito e rilevando anche le indicazioni degli iscritti. Eviteremo, per
aderenza alla linee etiche del partito, proclami e autonomine che accrescono
solo la confusione e la sfiducia in un momento così delicato per il Piceno.
11/12/2008
( da "Virgilio Notizie" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Roma, 11 dic.
(Apcom) - Su federalismo e Province stanno esplodendo tutte le contraddizioni
all'interno della maggioranza. Lo afferma il deputato del Pd Enrico Farinone,
vicepresidente della commissione Affari Europei della Camera, secondo il quale
queste "contraddizioni potrebbero avere pesanti riflessi sull'azione del
governo, contraddizioni che mettono in luce quanto Lega e Pdl siano
incompatibili su temi fondamentali per la vita del Paese". "Bossi vuole chiamare Berlusconi sul federalismo, e il
premier risponde che è la Lega a fare resistenze sull'abolizione delle Province
- conclude Farinone -. Nella maggioranza su temi così importanti non c'è una
linea univoca e, siamo sicuri, ne faranno le spese gli italiani".
( da "Virgilio Notizie" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Roma, 11 dic. (Apcom) - "Le titubanze di Berlusconi sul tema
dell'abolizione delle Province rivelano che anche per una maggioranza come
quella di cui gode questo governo esistono molti argomenti tabù". E' quanto
affermato, a margine del corso di formazione politica di Messina, dal
presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia. "La Lega - ha
aggiunto - tiene 'in scacco' il premier su un tema decisivo per il Paese, che
da punto imprescindibile del programma del Governo si è trasformato in motivo
di frizione e tensione nella maggioranza. L'abolizione delle Province è
indispensabile per limitare gli sprechi e non pregiudicare un federalismo che
si sta già rivelando fin troppo costoso".
( da "Virgilio Notizie" del 11-12-2008)
Argomenti: Province
Roma, 11 dic.
(Apcom) - "Neanche la Lega ha il 51%, con tutto il rispetto per
Bossi". Così il segretario del Pri Francesco Nucara commenta le ultime
dichiarazioni del presidente del Consiglio, scettico sulla
possibilità di abolire le Province. "Se c'è un veto leghista ad un punto
concordato del programma quale quello dell'abolizione delle province, dispiace, ma non vediamo come
si possa, anche stando ai dati della crisi economica, approvare il federalismo
fiscale. Pensavamo Berlusconi fosse il presidente del Consiglio invece lo
troviamo a capo di una coalizione. Facesse bene il mestiere che gli è
congeniale di presidente del Consiglio", conclude.