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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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Report "Province"

Barbieri: 'Ormai è giusto sopprimere le Province Uniamo anche i Comuni' Marchi (Pd): No, possono essere organi utili ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 19-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Chiede l'abolizione delle Province anche Mario Poli capogruppo in Sala del Tricolre dell'Udc di Pieferdinando Casini che correrà in solitario. "Tagliare le Province e accorpare i Comuni fa parte di quei provvedimenti utili per tagliare i costi della politica e riavvicinare i cittadini", dice.

Dipietreide l'allenza pd-idv sbanda già in partenza ( da "Riformista, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: come l'abolizione delle province e la reintroduzione della preferenze - sono tutta farina del sacco dipietrista. Un programma in via di condivisione o un programma parallelo? Quando Walter Veltroni, impegnato nelle tappe abruzzesi del tour elettorale, è stato informato da Roma dell'uscita di Di Pietro, l'ha presa male.

Abolire le Province? <Diminuirne il numero> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Già nel 2005 avevo scritto degli appunti su questi problemi poi inviati allo stesso leader del Popolo delle Libertà ed altri parlamentari. Penso tuttavia che si potrebbe partire da una revisione del numero e dei poteri delle Province, e dall'abolizione delle comunità montane e degli ato (ambiti territoriali omogenei che hanno competenza sulla gestione di acque e rifiuti)".

Bernazzoli: <I Comuni sarebbero indeboliti> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Dalla loro abolizione ne uscirebbero danneggiati i Comuni della provincia, e anche il capoluogo ne risulterebbe indebolito, senza contare i piccoli Comuni di montagna o rivieraschi, che verrebbero lasciati soli. Possiamo ragionare, quindi, anche dell'abolizione dell'unico ente a cui attualmente competono politiche di area vasta,


Articoli

Barbieri: 'Ormai è giusto sopprimere le Province Uniamo anche i Comuni' Marchi (Pd): No, possono essere organi utili (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 19-02-2008)

Argomenti: Province

Barbieri: 'Ormai è giusto sopprimere le Province Uniamo anche i Comuni' Marchi (Pd): "No, possono essere organi utili" ABOLIRE le Province? I parlamentari uscenti e i principali esponenti degli schieramenti che si presenteranno alle prossime elezioni politiche del 13 aprile si 'schierano'. Per il deputato ex UdC Emerenzio Barbieri, candidato del Popolo delle Libertà e già capogruppo in Provincia della Dc negli anni '70-80: "A livello di programma non l'abbiamo ancora valutato, ma l'idea di abolire le Province mi trova assolutamente d'accordo ? spiega ? L'idea di Costituzione che ho in mente deve prevedere Stato, Regioni e Comuni, accorpando i più piccoli perché non è possibile avere comuni piccolissimi". "A Reggio dovremmo avere 22 Comuni anziché 40 ? spiega Barbieri ? In Montagna ad esempio si potrebbero accorpare Busana, Collagna, Ramiseto...". Sul fronte opposto il deputato Maino Marchi (Partito Democratico in coalizione con l'Italia dei valori che ha nel suo programma l'abolizione) 'frena' rispetto all'ipotesi abolizionista tout court di Barbieri. "Le Province andrebbero sicuramente abolite dove si realizzano le città metropolitane ? dice ? poi andrebbero accorpate quelle più piccole, non istituite delle nuove. Inoltre andrebbero accorpati i piccoli comuni, ma le Province in quanto tali possono essere utili organi di coordinamento tra Comuni, Stato e Regioni". Per Angelo Alessandri, deputato della Lega Nord alleato del Pdl, "Ancora prima di abolire le Province, andrebbero tagliati e aboliti i Prefetti, massima espressione del centralismo antidemocratico di stampo napoleonico come affermava Luigi Einaudi nel 1945". Chiede l'abolizione delle Province anche Mario Poli capogruppo in Sala del Tricolre dell'Udc di Pieferdinando Casini che correrà in solitario. "Tagliare le Province e accorpare i Comuni fa parte di quei provvedimenti utili per tagliare i costi della politica e riavvicinare i cittadini", dice. Luca Tadolini della Destra-Fiamma Tricolore è scettico sull'abolizione. "E' indubbio che sono i Municipi l'istituzione principe più vicina alla gente ? dice l'esponente della destra ? Province e Regioni rappresentano un luogo di spreco per l'uso che ne è stato fatto dalla 'casta', ma sono istituzioni che possono avere un loro senso se si razionalizzano le spese, specialmente le Regioni che esistono anche in Europa". "Questo aspetto non è stato ancora discusso nel programma in costruzione del nostro nuovo movimento", spiega Franco Colosimo capogruppo in consiglio comunale della Rosa Bianca di Bruno Tabacci e Savino Pezzotta. Contraria all'abolizione è invece Loredana Dolci, assessore provinciale al bilancio del Pdci nella giunta Masini e in pole position per un posto eleggibile alla Camera nella Sinistra Arcobaleno. "Non so quale sia la posizione della Sinistra Arcobaleno in materia (Cesare Salvi di SD ne aveva proposto l'abolizione, ndc) ? dice ? ma io sono fortemente contraria all'abolizione delle Province. Ci vuole uno Stato con Province, Regioni e Comuni. Favoreveole invece ad accorpare Comuni e Circoscrizioni come abbiamo proposto anche a Reggio", dice la Dolci. L'assessore provinciale ritiene anche che "sia esagerato parlare di costi della politica. Guardiamo un dato: il solo recupero di fisco non versato da Valentino Rossi, 30 milioni di euro, è valso quanto la proposta di abolizione di tutte le Comunità Montane d'Italia, è la lotta all'evasione fiscale la priorità per razionalizzare le spese", afferma. Matteo Incerti - -->.

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Dipietreide l'allenza pd-idv sbanda già in partenza (sezione: Province)

( da "Riformista, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Province

Dipietreide l'allenza pd-idv sbanda già in partenza Tonino fa il primo scherzetto a Veltroni Proposta anti-Mediaset e programma "parallelo". E il candidato insegue al telefono la rettifica Non si può nemmeno dire che l'alleanza tra il Pd di Walter Veltroni e l'Italia dei Valori abbia sbandato alla prima curva. Il pasticcio andato in scena ieri sul "caso Mediaset" - condito da telefonate tra i due leader, richieste di rettifiche e timori di un bis del 2006 - somiglia più a un testacoda in partenza. Succede che Antonio Di Pietro pubblica sul suo blog un post dal titolo "Grande Biagi, piccola televisione pubblica". Nel testo è contenuta quella che l'ex pm definisce "la proposta dell'Idv sull'informazione". Questa: "Una sola televisione pubblica senza pubblicità, pagata dal canone e sottratta all'influenza dei partiti; esecuzione della sentenza europea su Europa 7 e spostamento di Rete 4 sul satellite; limite di una sola Rete per i concessionari privati (come Mediaset); abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria". Non è finita: sul sito ufficiale del Gabbiano dipietrista sono elencati "undici punti" per cambiare l'Italia, nei quali - oltre a quella sull'informazione - sono indicate proposte su tutti i principali temi in agenda: alcune paiono in linea col dodecalogo veltroniano, altre - come l'abolizione delle province e la reintroduzione della preferenze - sono tutta farina del sacco dipietrista. Un programma in via di condivisione o un programma parallelo? Quando Walter Veltroni, impegnato nelle tappe abruzzesi del tour elettorale, è stato informato da Roma dell'uscita di Di Pietro, l'ha presa male. L'imbarazzo del candidato premier, testimoniato da un lungo silenzio del Pd mentre dal centrodestra partiva il fuoco di fila sull'alleato Tonino ("È il braccio armato di Veltroni"), non aveva a che fare solo col merito delle proposte. Le quali, peraltro, non collimano col Veltroni-pensiero neanche su Rai e azzeramento dei contributi pubblici all'editoria, di cui beneficiano pure i quotidiani di area Pd, Unità ed Europa . La preoccupazione di Veltroni è andata subito al pericolo di replicare la caotica campagna unionista del 2006 e al rischio che una comunicazione politica strategicamente impostata sui toni del cambiamento e del fair play deviasse verso il noto copione dell'antiberlusconismo. Veltroni si è consultato coi suoi più stretti collaboratori per decidere il da farsi e la scelta è stata quella di minimizzare l'impatto mediatico e politico del caso. Dunque, nessun intervento diretto del leader sulla questione. Il segretario del Pd si è invece attaccato al telefono e ha chiesto a Di Pietro una rettifica in tempi rapidi, per specificare che non esiste un programma dell'Idv diverso da quello del Pd e che la bussola democrat sulle televisioni resta la legge Gentiloni, quella che - sottolinea al Loft lo staff veltroniano - "Di Pietro ha votato in Consiglio dei ministri senza sollevare alcuna obiezione". Sul fronte interno, il compito di battere un colpo è stato affidato a una dichiarazione di Marco Follini, responsabile per l'informazione: "La posizione del Pd in materia di informazione è contenuta nei due disegni di legge che giacciono in Parlamento. Punto. È ovvio che tutti coloro che saranno candidati sottoscriveranno il programma della coalizione". 2 19/02/2008.

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Abolire le Province? <Diminuirne il numero> (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-02-2008)

Argomenti: Province

CRONACA 19-02-2008 INCHIESTA LE REAZIONI ALLA PROPOSTA DI BERLUSCONI. TUTTI CHIEDONO UNA RAZIONALIZZAZIONE Abolire le Province? "Diminuirne il numero" Ubaldi e Fecci: "Vanno rivisti i poteri". Bertoncini: "Hanno funzioni rilevanti" Luca Molinari II Province sì, Province no. Il tema è tornato d'attualità in questa campagna elettorale. Silvio Berlusconi in alcuni interventi, ha dichiarato di voler "togliere di mezzo le Province". Da parte propria Walter Veltroni vorrebbe abolire quelle nelle aree metropolitane, accorpare i Comuni più piccoli e tagliare il numero delle comunità montane. Cosa ne pensano i politici di casa nostra? I pareri sono quasi tutti favorevoli ad una razionalizzazione del numero e raggruppamento dei poteri delle Province con la conseguente chiusura o ridimensionamento di altri enti, da molti considerati inutili doppioni. Il sindaco di Noceto Fabio Fecci da tempo sostiene questa linea d'intervento. "Mi batto da parecchio per queste razionalizzazioni - spiega - Condivido quindi pienamente la proposta lanciata da Berlusconi. Già nel 2005 avevo scritto degli appunti su questi problemi poi inviati allo stesso leader del Popolo delle Libertà ed altri parlamentari. Penso tuttavia che si potrebbe partire da una revisione del numero e dei poteri delle Province, e dall'abolizione delle comunità montane e degli ato (ambiti territoriali omogenei che hanno competenza sulla gestione di acque e rifiuti)". Allo stesso tempo bisognerebbe fornire più finanziamenti e poteri ai Comuni "perché sono rimasti gli unici veri punti di riferimento per le persone - prosegue il primo cittadino di Noceto - Le amministrazioni comunali più piccole andrebbero messe in rete e dotate di maggiori finanziamenti". Dello stesso parere anche l'ex sindaco Elvio Ubaldi, ora vicesegretario nazionale della Rosa bianca, che aveva già proposto in passato l'eliminazione delle attuali province. "Così come sono oggi vanno abolite - dichiara - si tratta infatti di organi a rilevanza costituzionale, eletti direttamente dai cittadini e con competenze generali. Ritengo invece che sia giusto avere un organo di coordinamento di certe politiche come l'ambiente, il lavoro, il territorio, che abbia il compito di coordinare l'azione dei comuni e di produrre piani di tutela di queste materie. Un organismo unico, (andrebbero abolite le competenze di Comunità montane e Ato), che dovrebbe essere eletto dai Consigli comunali in base al numero di abitanti". Più cauto Gian Luca Armellini, capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale, che affronterebbe la riduzione della spesa pubblica "partendo dal governo centrale - rimarca - e scendendo a cascata in tutti gli altri enti. Partire dalle realtà intermedie, tra comuni e regione, sarebbe un intervento efficace soltanto a metà". Antonio Bertoncini, consigliere provinciale del Pd, pur affermando che "una razionalizzazione è necessaria", sottolinea come "le Province abbiano ancora funzioni rilevanti che esercitano sul territorio. Tra queste quelle relative a scuola e rete stradale". Per il consigliere provinciale del Partito democratico ciò che fa lievitare realmente i costi della politica "sono le spese legate ai tanti apparati che la politica si porta dietro". La sede in piazza della Pace Berlusconi propone di eliminare le Province.

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Bernazzoli: <I Comuni sarebbero indeboliti> (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-02-2008)

Argomenti: Province

CRONACA 19-02-2008 Il presidente Bernazzoli: "I Comuni sarebbero indeboliti" Il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli si dice favorevole alla semplificazione del quadro istituzionale italiano, ma non condivide quelle che definisce uscite estemporanee. "Non avrei nulla in contrario a prendere in considerazione l'abolizione delle Province dichiara - purché questa faccia parte di una ridefinizione complessiva dell'assetto istituzionale del nostro Paese". La competizione internazionale tra territori porta a politiche di sistema e pianificazione "che solo le Province oggi sono in grado di attuare - prosegue lo stesso Bernazzoli - Dalla loro abolizione ne uscirebbero danneggiati i Comuni della provincia, e anche il capoluogo ne risulterebbe indebolito, senza contare i piccoli Comuni di montagna o rivieraschi, che verrebbero lasciati soli. Possiamo ragionare, quindi, anche dell'abolizione dell'unico ente a cui attualmente competono politiche di area vasta, ma solo se siamo già in possesso di una soluzione alternativa a garanzia dei territori". Presidente Vincenzo Bernazzoli.

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