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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE” |
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la
solitudine di gino "roma mi ha aiutato qui il pd era distratto" -
angelo carotenuto ( da "Repubblica, La"
del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
se è vero che
da ministro avevo firmato per l´abolizione delle Province». In Provincia va
l´uomo che ha rifiutato ogni confronto. «Mi spiace. Avremo un presidente che
non s´è mai espresso. Forse questo era il momento giusto per cambiare, per
l´alternanza, però sarebbe stato meglio con qualcun altro?
Argomenti: Province
Abstract:
Continueremo
la nostra battaglia a livello nazionale per l'abolizione delle Province. Sono
curioso di vedere come se la caverà Nava con la sua Provincia "utile e
poco costosa". Onore invece al perdente. Fossero andati al ballottaggio
avremo sostenuto il candidato col programma più in linea col nostro.
L'Italia
si aspetta le riforme promesse ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
dalla legge
sul fine vita alla modifica della Carta costituzionale, dall'abolizione delle
province alla riduzione del numero dei parlamentari. Berlusconi ha dimostrato
grande efficienza nel gestire l'emergenza, da quella dei rifiuti di Napoli alla
crisi finanziaria fino al terremoto d'Abruzzo, ma per quanto riguarda le
riforme non ha dimostrato la stessa risolutezza della Lega,
Nicolais,
lo sfogo dello sconfitto: <È vero, il Pd è stato un problema>(
da "Corriere
del Mezzogiorno" del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
penso al caso
Romeo e all'emergenza rifiuti che hanno messo in crisi la credibilità della
classe dirigente napoletana». Ma poi ha deciso di candidarsi lo stesso. «Me lo
ha chiesto il partito per arginare questa fuga di elettori. All'inizio non
volevo, essendo stato tra l'altro il ministro che ha firmato la norma per
l'abolizione delle Province.
BRUXELLES
- Credono nella libertà del web e nell'abolizione del copyright e ora la
battaglia pe... ( da "Messaggero, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Credono nella
libertà del web e nell'abolizione del copyright e ora la battaglia per rendere
legale lo scambio di musica e film la porteranno a Strasburgo: il Partito
Pirata svedese (Piratpartiet, Pp) ha vinto un solo seggio, ma è già forte della
simpatia di migliaia di giovani europei, già pronti a sostenere i suoi cloni in
altri Paesi.
Affari:
rivoluzione">Dal web al Comune. Grillo ad Affari: rivoluzione
( da "Affari
Italiani (Online)" del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Ma non la
Provincia visto che siamo per l'abolizione". Quindi da oggi inizia una
nuova era... "Ci saranno molti ballottaggi ma i nostri voti non sono in
vendita, nessuno si allea a delle salme o a dei malati terminali anche per non
prendere malattie. Stiamo procedendo bene".
RAI:
SEGRETARIATO SOCIALE A KINSHASA PER ABOLIZIONE PENA DI MORTE
( da "Prima
Comunicazione" del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Kinshasa
nella Repubblica Democratica del Congo alla conferenza a sostegno
dell'abolizione della pena di morte. L'iniziativa, promossa da Nessuno Tocchi
Caino, ha il sostegno del Ministero degli Affari Esteri italiano e il
patrocinio del Segretariato sociale Rai, e si svolge sotto l'egida del
Presidente del Senato e del Presidente della Camera della Repubblica
Democratica del Congo.
il
popolo dei grillini vola nell'urna - alessandro cori
( da "Repubblica,
La" del 10-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
in quasi
tutti i quartieri della città dove hanno preso percentuali superiori al 5%:
come al Savena o al Porto tanto per citarne alcuni. Per non parlare dei paesi
della provincia dove in certi casi esistono delle vere e proprie enclave di
«grillini» se si pensa che a Castenaso la lista civica ha raggiunto l´11,8% e a
Monte San Pietro il 15,
Imposte
comunali in ritirata nel Veneto ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 10-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Per le
amministrazioni venete quindi c'è stato un calo del 18% e questo prima
dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Ma il sollievo per i cittadini è
meno avvertito in quanto sono aumentati i trasferimenti erariali (che sempre gettito
fiscale è, anche se erariale), le tariffe e in generale le entrate
extratributarie.
Termine
dell'anno scolastico e incognite della scuola del territorio bolognese
( da "Sestopotere.com"
del 10-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
L'abolizione
della "compresenza" nelle ore di laboratorio dell'insegnante di
teoria e di quello tecnico renderà poi poco utili anche le ore rimaste, tenuto
conto anche dell'aumento degli alunni per classe e quindi dell'impossibilità di
seguire seriamente queste attività.
Delbono
è pronto al ballottaggio. Cazzola un po' meno
( da "Emilianet"
del 10-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Ma non la
Provincia, visto che siamo per l'abolizione". E in vista del secondo
turno, il comico genovese assicura che "i nostri voti non sono in vendita,
nessuno si allea a delle salme o a dei malati terminali, anche per non prendere
malattie". Infine, fresca di riconferma, parla la presidente della
Provincia Beatrice Draghetti.
Il
Pab sceglierà su Facebook ( da "Corriere delle Alpi"
del 11-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«La Provincia
non tira». Ne è convinto Giovanni Patriarca del movimento per il non voto che
mira all'abolizione delle Province. Patriarca aveva tentato di candidarsi per
conquistare spazi di tribuna elettorale, ma non era riuscito a raccogliere le
firme.
Ma
l'Europa raccomanda di farlo ( da "Trentino"
del 11-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
europeo e
fatti propri da tutti gli stati membri dell'Unione (con l'unica curiosa
eccezione dell'Italia, da sempre priva di un Difensore civico nazionale) e
minaccia pericolosamente l'esistenza di una delle tutele cui i cittadini hanno
diritto, i cui caratteri di gratuità e di indipendenza costituiscono un
indispensabile argine anche alle possibili prevaricazioni del potere politico»
l'abolizione
dell'autonomia non ci salva dal malgoverno - piero longo
( da "Repubblica,
La" del 11-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dell´autonomia non ci salva dal malgoverno PIERO LONGO La provocazione di
Salvatore Butera che ipotizzava di abrogare lo Statuto del ?47, cioè
l´Autonomia regionale, ha riscosso consensi tra i lettori del nostro giornale.
E molti si dicono pronti disposti a impegnarsi per mettere fine alla politica
clientelare che nei sessanta e più anni di autonomia ha procurato effetti
l'abolizione
dell'autonomia - piero longo ( da "Repubblica, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
forse
risolvere i problemi della Sicilia e del suo malgoverno con l´abolizione
dell´Autonomia? O non dovremmo piuttosto liberare noi stessi da noi, dai nostri
pregiudizi? Da noi, appunto, dato che abbiamo sempre avuto bisogno di qualcuno
da sostituire nella gestione del potere che ci appartiene ma che pensiamo di
gestire attraverso l´azione di coloro che sembrano più capaci e rapaci,
ad
arese l'ennesimo stop "l'alfa muore con noi" - stefano rossi
( da "Repubblica,
La" del 11-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
delegato Rsu
della Fiom, che richiama «chi ha preso gli impegni a rispettarli, come la
Regione con il suo piano di reindustrializzazione». All´assemblea di ieri
mattina Regione, Provincia e Comuni (Milano, Arese, Garbagnate, Lainate, Rho),
non c´erano. Si è visto solo Vladimiro Merlin, consigliere a Palazzo Marino per
Rifondazione.
ESPOSITO
HA ORGANIZZATO UN TOUR NEI QUARTIERI, BIGLIARDO ANNUNCERà TAGLI DELLA TARSU E
L'ABOLIZIONE DELLA SOSTA A PAGAMENTO
( da "Mattino,
Il (Circondario Nord)" del
11-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Esposito ha
organizzato un tour nei quartieri, Bigliardo annuncerà tagli della Tarsu e
l'abolizione della sosta a pagamento
Difficilmente
il Terzo Polo si apparenterà con uno dei candidati rimasti in corsa per d...
( da "Messaggero,
Il (Frosinone)" del 12-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«Già nel mio
programma c'era l'abolizione dell'ente provincia e quindi....Penso comunque che
lascerò il mio posto a qualcun altro dopo un annetto. Ero e resto un politico
fuori dagli schemi». Se l'apparentamento appare difficile è partita però
l'offensiva per la conquista del voto di centro.
Raffaele
Sampaolesi non è un ragazzino e proprio la sua età è stato uno dei motivi di
perplessità nella maggioranza, che alla fine però si è rassegnata a quella che
è stata giudica ( da "Adige, L'"
del 12-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Cosa pensa
della funzione del difensore civico? Penso che sia utile per la cittadinanza e
anche se a livello nazionale si discute della sua abolizione ritengo che la
nostra provincia autonoma dovrebbe tenere questa istituzione perché fino ad
oggi ha dato buoni risultato grazie a chi ha svolto questo ruolo prima di me.
Iannarilli:
Â
Argomenti: Province
Abstract:
Paliotta
chiede un ultimo sforzo Luca Sergio Antonello Iannarilli, candidato del
centrodestra al vertice dell'Amministrazione provinciale nel ballottaggio di
domenica 21 e di lunedì 22 giugno, si sta già muovendo da presidente. E così
ieri ha lanciato la sua prima proposta che sarà particolarmente gradita a
migliaia di elettori: l'abolizione della Cosap.
Luca
Sergio Antonello Iannarilli, candidato del centrodestra al vertice
dell'Amministrazione provinciale nel ballottaggio di domenica 21 e di lunedì 22
giugno, si sta già muovendo ( da "Tempo, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
stampa Luca
Sergio Antonello Iannarilli, candidato del centrodestra al vertice
dell'Amministrazione provinciale nel ballottaggio di domenica 21 e di lunedì 22
giugno, si sta già muovendo da presidente. E così ieri ha lanciato la sua prima
proposta che sarà particolarmente gradita a migliaia di elettori: l'abolizione
della Cosap.
La
Lega avverte gli alleati del Pdl:
Argomenti: Province
Abstract:
dopo il voto
del 6 e 7 giugno ed in vista dei ballottaggi previsti per il 21, la Lega va giù
duro e mette uno stop all'abolizione delle province. A parlare per primo, dando
corpo e voce ai sentimenti di del Carroccio che ha superato il 10% dei consensi
allargando la sua geografia politica ben oltre il Po, è Leonardo Muraro,
presidente della provincia di Treviso.
L'ABOLIZIONE
degli esami di riparazione autunnali per i licei, quindici anni fa, fu la
conc... ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 13-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
col crollo
della spinta a far bene anche tra gli studenti migliori, si creò un appiattimento
generale. Il messaggio stimolava l'opportunismo: «chi me lo fa fare di studiare
se anche l'ultimo della classe va avanti lo stesso?». Tutti i marchingegni
escogitati negli anni successivi dall'invenzione dei nefasti "debiti
formativi" che non venivano mai recuperati,
Per
errore, subito corretto, erano state cancellate l'abolizione della pena di
morte, ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 13-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract: 11 Per errore, subito corretto, erano state cancellate l'abolizione della pena di morte,<... Per errore, subito corretto, erano state cancellate l'abolizione della pena di morte, le norme sull'Antitrust e l'istituzione della Corte dei Conti
Abstract: abolizione della possibilità di presentare una candidatura in più circoscrizioni, come spiega Armando Vittoria, ricercatore di Storia delle Istituzioni dell'Università Federico II. Sulle ragioni del sì e su quelle del no si sono confrontati, presso la sede del Denaro, Amedeo Lepore, presidente del Comitato per il Sì nel Mezzogiorno e docente di Storia economica presso l'
Abstract: abolizione dell'Iva, in quanto l'acqua è ?bene di prima necessità elargita dalla natura? che deve essere solo distribuita; eliminazione dell'adeguamento agli indici Istat, in quanto la natura non ha collegamenti con gli adeguamenti al costo della vita e continua ad elargire il suo bene prezioso gratuitamente;>
Kessler:
Tra Pd e Upt rapporti da correggere
( da "Trentino"
del 14-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
battaglia
messa in campo nelle ultime settimane dal centrodestra, all'abolizione delle
cosiddette porte girevoli. Lo scambio assessore-consigliere. Costi della
politica. Il Consiglio che presiede ha sottoposto a cura dimagrante la voce
uscite nel nuovo bilancio ed ha pure restituito un po' di budget 2008 avanzato
alla Provincia.
Ici,
buco nelle casse comunali Entrate ridotte di 763mila euro
( da "Tempo,
Il" del 14-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
esame del
consiglio Fabio Benvenuti È di 763mila euro il buco nel bilancio del Comune di
Latina prodotto dall'abolizione dell'Ici 2008 sulla prima casa. Il dato emerge
dai risultati dell'indagine di «Legautonomie», l'associazione che riunisce
oltre 2.500 enti tra Comuni, Province, Regioni e Comunità montane di tutta
Italia, e pubblicati dal quotidiano «Il Sole 24 Ore».
In
arrivo la scure sugli enti locali
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Codice delle
autonomie In arrivo la scure sugli enti locali C i hanno provato tre governi,
dal 2001 ad oggi, ma questa probabilmente è la volta buona. Il testo unico
degli enti locali, che stabilisce funzioni e organizzazione di Comuni e
Province alla luce della riforma federalista della Costituzione, è nelle mani
del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli,
ANTONIO
VASTARELLI Il fronte dei piccoli imprenditori si rinsalda nel corso del
congresso provinc... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 15-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
modi per
rendere più incisivo il punto di vista delle pmi, a cominciare dall'abolizione
dai bandi della pratica del massimo ribasso») e dal leader di Casartigiani
Napoli, Fabrizio Luongo, il quale spera che la prossima elezione di Maddaloni
alla presidenza della Camera di commercio partenopea possa far recuperare alle
pmi l'attenzione che finora è mancata.
Parcheggi
per invalidi? Troppo pochi nei paesi
( da "Arena,
L'" del 16-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
educazione
della gente, il rispetto delle regole e l'abolizione dei privilegi». E
aggiunge: «Voglio sperare che chi è invalido ma ha ottenuto un permesso di
parcheggio anche se cammina non brandisca quel tagliando arancione vantando
tutti i diritti, ma ogni tanto si ricordi delle persone più disagiate perché,
per esperienza personale,
Savoia
"vota" Pdle spacca l'Udc ligure
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Prevede:
abolizione del "listino"; premio di maggioranza, con assegnazione
alla coalizione vincente del 60% dei seggi, (ma non oltre il 65% dei seggi);
riserva del 35% dei seggi all'opposizione, a tutela delle minoranze;
applicazione della formula elettorale, per la trasformazione dei voti in seggi,
con il metodo d'Hondt,
falsità
sul consorzio ombrone ( da "Tirreno, Il"
del 16-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
termini per
definire le dichiarazioni della candidata del centrodestra alla presidenza
della Provincia, Cristina Attucci che nei giorni scorsi si è espressa a favore
dell'abolizione di questi enti definendoli "carrozzoni burocratici".
Ora il centrosinistra passa al contrattacco. «Viene travisata completamente la
realtà dei fatti e dell'importante ruolo svolto dal Consorzio Ombrone,
L'Udc:
Argomenti: Province
Abstract:
Risultato
positivo Saremo in Provincia per fare opposizione a favore del territorio» II
L'Udc di Parma sceglie di non sostenere nessuno dei due candidati al
ballottaggio per la poltrona di presidente della Provincia. L'onorevole Mauro
Libè, che si era candidato al primo turno ottenendo il 5,12%, ha spiegato ieri
alla stampa le motivazioni che hanno portato a questa scelta.
Parcheggi
per invalidi?
Argomenti: Province
Abstract:
educazione
della gente, il rispetto delle regole e l'abolizione dei privilegi». E
aggiunge: «Voglio sperare che chi è invalido ma ha ottenuto un permesso di
parcheggio anche se cammina non brandisca quel tagliando arancione vantando
tutti i diritti, ma ogni tanto si ricordi delle persone più disagiate perché,
per esperienza personale,
Oltre
5.300 alunni delle medie affrontano le prove finali
( da "Corriere
Di Como, Il" del 16-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dell'esame per la licenza elementare, quello di terza media per molti ragazzi
sarà il primo, vero esame da affrontare». Il voto di licenza media è ancora un
biglietto da visita valido, per presentarsi ai professori delle superiori'
«Questo lo si dovrebbe chiedere ai colleghi delle superiori - risponde
Grassotti -
Problema
casa ad Avellino e Provincia: un patrimonio caratterizzato da inadeguatezze
strutturali, as... ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 16-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
circa delle
famiglie chiede una abitazione in fitto ma con l'abolizione dell'equo canone il
divario tra domanda e offerta non trova punti d'incontro. Chiediamo al Governo
un sostegno economico per consentire alle famiglie di avere una casa in fitto,
contestualmente chiediamo la realizzazione di alloggi popolari e di edilizia
sociale.
L'Udc:
Argomenti: Province
Abstract:
candidati al
ballottaggio per la poltrona di presidente della Provincia. L'onorevole Mauro
Libè, che si era candidato al primo turno ottenendo il 5,12%, ha spiegato ieri
alla stampa le motivazioni che hanno portato a questa scelta. «Abbiamo sempre
sostenuto la necessità di una Provincia più leggera e meno invadente, per
iniziare un percorso che voleva concludersi con la sua abolizione -
In
63 anni alle urne per 61 referendum
( da "Eco
del Chisone" del 17-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
alla
pubblicità televisiva durante la trasmissione dei film e "no" alla
liberalizzazione dell?orario dei negozi. 1997: non si raggiunge il quorum sui
sette referendum proposti, tra questi l?abolizione dell?Ordine dei giornalisti.
1999: altro flop, perché non passa l?abolizione del 25 per cento dei seggi
assegnati con il sistema proporzionale alla Camera.
gli
elettori hanno diritto alla chiarezza, devono sapere dove finisce il loro voto
( da "Nuova
Sardegna, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«Mi auguro
che venga raggiunto, ma non vedo grandi entusiasmi». Il fallimento del
referendum sarebbe una battuta d'arresto per le riforme? «Il rischio c'è. Come
successe con l'abolizione del bicameralismo, cancellata proprio da un
referendum».
Argomenti: Province
Abstract:
La politica è
troppo spesso un teatrino sostiene Piero Ducci dell'Italia dei Valori e nel
centrodestra c'è gente che vuole l'abolizione delle province per poi stringere
accordi contronatura pur di aggiudicarsi la vittoria. Mi chiedo dove stia la
coerenza». Anche Scatragli porta a Vasai l'appoggio dei radicali, «lo abbiamo
sostenuto dice anche alle elezioni primarie».
Addio
ai quartieri con nostalgia ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 17-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
tranne
Roberto Vinciguerra, presidente della circoscrizione di Casellina. «Sarà
compito della prossima giunta e del consiglio comunale - ha concluso il sindaco
Gheri - creare il nuovo assetto per favorire la partecipazione. Penso anche a
internet come strumento per raccogliere opinioni, dare il proprio parere.
Domenica
si torna alle urne per votare i tre referendum sulla `legge elettorale`
( da "Merateonline.it"
del 17-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
per il 21
giugno 2009 lo svolgimento dei tre Referendum sulla riforma della Legge
Elettorale e sull`abolizione delle candidature multiple. I Referendum si
svolgono con un anno di ritardo rispetto alla raccolta delle firme, a causa
dello scioglimento del Parlamento italiano nella passata legislatura, accaduto
in tempi troppo ravvicinati alla data dello svolgimento del referendum;
Andamento
del credito. Al via a Treviso le riunioni del tavolo di confronto
banche-imprese ( da "Sestopotere.com"
del 17-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della commissione di massimo scoperto, ai ritardi nel pagamento dei crediti
alle imprese da parte delle Pubbliche Amministrazioni, e alla necessità di
rivedere i tassi di soglia dell'usura. Alla riunione - la prima di una serie di
incontri periodici per confrontarsi su proposte concrete - hanno preso parte
Provincia,
Ecco
i referendum sulla legge elettorale
( da "Stampa,
La" del 18-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Infine la
scheda di colore verde è per l'abolizione delle candidature multiple. Si
vorrebbe vietare a qualsiasi candidato di essere presente in più circoscrizioni
perché il «plurieletto» di fatto si trova poi nella condizione di scegliere chi
gli subentrerà nel seggio al quale rinuncia.
San
Camillo mal organizzato Senza offendere chi ci lavora ma è evidente che i...
( da "Leggo"
del 18-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Si è fatto un
gran parlare dell'iniqua tassa che gravava sui costi di ricarica delle schede
prepagate telefoniche, finché si è giunti all'abolizione del balzello in
questione, risultato giustamente osannato da tutti. Ma perché tale gabella
continua ad essere presente sulle varie tipologie di abbonamento?
Galli
e Renzi, spareggio in cinque punti
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 18-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Sono il
presidente della Provincia uscente. L'elemento di novità vero sono state le
primarie e il fatto che ho detto: se perdo vado a casa. LA NAZIONE: E dopo,
quanto ha inciso il Pd su di lei? RENZI: Questo lo dimostrerà la concretezza
dell'azione di governo. Ho detto cose nuove e le ho già dimostrate: non ho
fatto accordi con Matulli e Cioni.
Â
Argomenti: Province
Abstract:
innanzitutto
della abolizione del canone Cosap/tosap sui passi carrabili, della
predisposizione di un piano strategico per affrontare l'emergenza nel settore
del sociale ad iniziare da azioni specifiche a garanzia dell'occupazione per i
disabili. I tagli agli sprechi saranno inoltre utilizzati per la
stabilizzazione degli lsu ancora in attesa di un contratto a tempo indeterminato»
PERUGIA
QUELLO CHE SI DICE andare di gran carriera. Pietro Laffr...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 19-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
fa parte
anche della Vigilanza Rai ed è componente della Commissione Affari
istituzionali, dove è in discussione un disegno di legge, firmato anche
dall'onorevole perugino, che chiede l'abolizione delle Province. Un
superlavoro, insomma. «E nella classifica delle presenze alle votazioni in aula
aggiunge Laffranco sono ai primi posti.
Montagna,
Lavagetto attacca ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 19-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
elezioni è
quindi potenziare in modo significativo questo fondo di garanzia relativo al
mondo delle imprese. Inoltre sempre a favore delle piccole e medie imprese del
territorio montano una serie di agevolazioni fiscali tra cui l'abolizione
dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica per la piccola e media
impresa oggi applicata ai valori massimi dal presidente Bernazzoli».
Domani
e lunedì i referendum elettorali ( da "Corriere delle Alpi"
del 20-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Abrogazione
della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura
in più di una circoscrizione", scheda verde chiaro. I primi due referendum
riguardano l'elezione della Camera e del Senato e propongono l'abolizione della
legge che attribuisce il premio di maggioranza alla coalizione più votata.
Iannarilli:
Â
Argomenti: Province
Abstract:
di chiarire
alcuni punti del suo programma nel caso in cui fosse eletto alla presidenza
della provincia: riduzione delle tariffe sull'acqua e sui rifiuti, abolizione
della Cosap, aiuti alle fasce più deboli, stabilizzazione del bacino degli lpu,
sostegno alle imprese che vorranno assumere i disoccupati con oltre 40 anni. E,
in tempi di crisi, sono argomenti che possono far presa.
Ballottaggi
e referendum, le istruzioni per districarsi in una marea di schede Ludovici,
primo cittadino "tris"ringrazia e batte subito cassa
( da "Secolo
XIX, Il" del 20-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
elezione del
presidente della Provincia e dei sindaci che si svolgerà con il referendum
sulla riforma della legge elettorale e l'abolizione delle candidature multiple
(tre schede), si voterà domenica, dalle 8 alle 22 e lunedì 22 dalle 7 alle 15.
Le operazioni di scrutinio avranno inizio nella stessa giornata di lunedì, al
termine delle votazioni e dell'
Provincia:
ecco il duello ( da "Nazione, La (Prato)"
del 20-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Votare per me
significa voltare le spalle ad un passato fallimentare e investire su idee
nuove, dare fiducia ai giovani, al ruolo delle donne e al sogno di libertà che
solo noi rappresentiamo. * candidata presidente della Provincia del
centrodestra
la
grafica ( da "Centro, Il"
del 20-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
della
grandezza del debito pubblico italiano: l'«euro-luce». Potremmo concordare di
«tagliare» gli ultimi sei zeri della cifra imitando così quanto si è fatto con
gli «anni-luce». Antonio Fantini Lanciano Dopo le elezioni viva le Province
Signor direttore, il risultato delle elezioni amministrative, con la vittoria
del centrodestra che è riuscito a strappare soprattutto molte amministrazioni
Referendum,
al voto 145 mila ( da "Stampa, La"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Infine la
scheda di colore verde è per l'abolizione delle candidature multiple. Si
vorrebbe vietare a qualsiasi candidato di essere presente in più circoscrizioni
perché il «plurieletto» di fatto si trova poi nella condizione di scegliere chi
gli subentrerà nel seggio al quale rinuncia.
Maggio
1974 Divorzio In Italia gli italiani furono chiamati a decidere se abrogare o
meno la l... ( da "Stampa, La"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Giugno 1997
Giudici e giornalisti Abolizione del sistema automatico di progressione delle
carriere dei magistrati e l'abolizione degli incarichi extragiudiziari.
Abolizione dell'ordine dei giornalisti. Abolizione del ministero
dell'agricoltura; l'eliminazione dei limiti per l'obiezione di coscienza al
servizio militare;
Oggi
e domattina urne aperte per i tre referendum
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Il terzo
referendum, invece, propone l'abolizione della possibilità per gli aspiranti
onorevoli di candidarsi in più di una circoscrizione per volta. Il referendum è
abrogativo e come accade sempre in questi casi sarà valido solamente se avrà
un'affluenza del 50% più uno degli aventi diritto al voto.
SONO
209.590 gli elettori nella provincia di Siena chiamati nuovamente alle urne ...
( da "Nazione,
La (Siena)" del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Il primo
quesito (scheda viola) chiede l'abolizione della possibilità di collegamento
tra le liste (con il premio di maggioranza che alla Camera andrebbe non più
alla coalizione, come avviene ora, ma alla lista che ottiene il maggior numero
di seggi) e pone al 4 per cento la soglia di sbarramento per essere
rappresentati alla Camera.
Per
Penati e Podestà è il grande giorno Elettori al referendum senza interesse
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle candidature multiple. Ovvero: la facoltà, quasi sempre sfruttata dai
leader dei partiti di centrodestra come di centrosinistra, per i candidati a di
presentarsi in più collegi. MA, IN OGNI CASO, gli elettori che preferiscono esprimere
il proprio voto solo per quanto riguarda le Amministrative (il big match rimane
quello per la presidenza della Provincia tra il candidato
Viabilità
contestata <È un voltagabbana Caviglia si dimetta>(
da "Secolo
XIX, Il" del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
prossime
decisioni della giunta Berruti «e in particolare cosa significheranno le due
corsie in via San Lorenzo e l'abolizione delle soste in via Piave». Anche
perché ormai il termine del primo di luglio per avviare le modifiche del traffico
a Villapiana annunciate da Caviglia è imminente e la gente si aspetta che la
sperimentazione avviata da Livio Di Tullio conosca la parola fine.
Gli
abolizionisti vacillano e cominciano a perdere i ricorsi contro la tassa di
bonifica. Il... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
della
commissione tributaria provinciale. La sentenza che accomuna i 169 ricorsi esaminati
è firmata dal giudice Giorgio Castellucci, lo stesso che in passato accoglieva
i ricorsi degli abolizionisti. Ora tiene conto anche di recenti sentenze della
Corte di cassazione secondo le quali non sono più i consorzi a dover dimostrare
il beneficio ma è il ricorrente a dover provare di non
Ballottaggi
e referendum quattro milioni di veneti al voto
( da "Corriere
del Veneto" del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
nonché
l'abolizione delle candidature multiple (cioè la stessa persona candidata
contemporaneamente in più circoscrizioni) per la Camera. Agli elettori che,
oltre al referendum, votano anche per i ballottaggi, si presenta questa
possibilità: qualora non volessero contribuire al raggiungimento del quorum,
possono decidere,
tondo:
la sostituzione di lenna? decido io c'è l'ok della lega, ma insiste sulle
deleghe ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
La Lega
chiede l'abolizione di alcuni enti inutili come i Consorzio e le Comunità
montane, l'accertamento dei Comuni in grave difficoltà economica, la
sburocratizzazione della macchina amministrativa. Sulla Sanità, il Carroccio
punta il dito contro la pletora delle Direzioni regionali: «Dalle attuali 14,
bisogna scendere subito a 10.
Referendum:
le urne sono aperte ( da "Brescia Oggi"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
sono chiamati
ad esprimersi sull'abolizione delle coalizioni e l'attribuzione del premio di
maggioranza al solo partito che ha ottenuto più voti: nelle circoscrizioni del
territorio nazionale per la Camera e su base regionale per il Senato. Il terzo
propone l'abolizione delle candidature multiple in più circoscrizioni.
Referendum
solo al 12% Lontanissimi dal quorum
( da "Stampa,
La" del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Il record di
votanti è detenuto proprio dalla consultazione per l'abrogazione delle legge
Fortuna-Baslini con l'87,7% (vinsero i no con una percentuale superiore al
70%). La soglia dell'80% venne oltrepassata anche nel 1978 (abrogazione della
legge Reale e abolizione del finanziamento ai partiti) con vittoria del «no» in
entrambi i casi;
REGGIO
EMILIA - SRL: ABOLITO IL LIBRO SOCI
( da "marketpress.info"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
incontro è
stato moderato dal Conservatore del Registro delle Imprese della Camera di
Commercio di Reggio Emilia, Avv. Francesco Tumbiolo, che ha ricordato il ruolo
sempre più importante del Registro delle Imprese, al quale, come principale
conseguenza delle semplificazioni relative all?abolizione del libro soci
cartaceo, viene ora collegata l?
Seggi
deserti, il referendum ha fatto flop
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
La scheda
verde, per l'abolizione delle candidature in più circoscrizioni. Rifiutate le
altre due (viola e beige) per l'abolizione del premio di maggioranza alle
coalizioni. Messaggio da leggere forse come un no alla legge elettorale attuale
ma anche a quella che potrebbe uscire dal voto.
L'affluenza
più alta ad Abbadia Cerreto con il 20,44 per cento di partecipanti; nella
giornata di oggi seggi aperti fino alle 15
( da "Cittadino,
Il" del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
La prima
riguardava l'abolizione del premio di maggioranza alla coalizione più votata
alla Camera, la seconda riguardava l'abolizione del premio di maggioranza alla
coalizione più votata al Senato, mentre la terza l'abolizione della possibilità
per un candidato di presentarsi in più di una circoscrizione elettorale.
RIVA
DEL GARDA - Promosso in serie B il Povoli Team comincia a pensare alla prossima
stagione passando anche dai più giovani
( da "Adige,
L'" del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dei «farm team» nel futsal trentino. Nei giorni scorsi l'accordo fra le due
società per integrare fra loro questa formazione che sarà denominata Povoli
Team Hdi Assicurazioni e che potrà così giocare un campionato nazionale.
Un'idea importante per provare a far emergere il futsal giovanile nella nostra
provincia.
CI
VORREBBE un miracolo oggi per raggiungere il quorum del 50%. Il referendum
non... ( da "Nazione, La (Siena)"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
per i primi
due quesiti abolizione della possibilità di collegamento tra liste e
attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste alla Camera
(n.1) e al SeEnato (n.2) mentre ha raggiunto il 13,75% per il terzo dove si
chiedeva di abrogare la possibilità per uno stesso candidato di presentare il
nome in più di una circoscrizione.
Pioggia,
tanta pioggia mista a grandine sulla prima giornata del secondo turno per le
elezioni provi... ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
A fine
giornata c'è anche chi si è rifiutato di votare di votare per il ballottaggio:
si tratta di due votanti iscritti al primo seggio che hanno preferito le schede
colorate dei tre referendum, aprendo la pista ai fautori dell'abolizione della
Provincia.
Alle
urne un parmigiano su tre ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
con una
leggera prevalenza del quesito numero 3, relativo all'abolizione delle
candidature multiple, che è arrivato poco sopra al 32% (32,24% per
l'esattezza), mentre gli altri due si sono fermati un punto più sotto, al
31,13% e 31,15%.. Di poco superiore il dato complessivo della provincia, con il
31,48% complessivo.
ici
prima casa abolita tre milioni e mezzo persi dai comuni del veneziano
( da "Nuova
Venezia, La" del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Ecco tradotto
in numeri il mancato introito in provincia di Venezia derivante dall'abolizione
dell'Ici prima casa decisa a suo tempo dal governo Berlusconi. I rimborsi
statali trasferiti nel 2008 coprono circa il 90 per cento del gettito fiscale
registrato nel 2007, penalizzando in particolare il capoluogo il cui bilancio
perde oltre 2 milioni di euro.
Referendum,
alle urne con il contagocce ( da "Corriere Adriatico"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Il primo e il
secondo interrogano infatti entrambi gli italiani sulla possibile abolizione
delle coalizioni. Se dovesse vincere il sì, allora sia alla Camera che al
Senato non prenderebbero più il premio di maggioranza le coalizioni, ma il
partito che ha ottenuto più voti. Il terzo quesito invece propone il divieto
per i candidati di presentarsi in più circoscrizioni.
MARIA
PAOLA MILANESIO Roma. Il quorum resta un miraggio di fronte a un affluenza che,
ieri sera a... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
lievemente
più alto: si riferisce all'abolizione delle candidature multiple, mentre gli
altri due definiscono una diversa attribuzione del premio di maggioranza (non
più alla coalizione ma al partito che ha ottenuto più voti). L'affluenza più
alta è in Emilia-Romangna, mentre la più bassa se la contendono le isole.
FARMACI.
Movimento Consumatori: "No all'abolizione del farmacista per farmaci di
automedicazione" ( da "HelpConsumatori"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
"Non è
liberalizzazione l'abolizione della figura professionale - si legge in un
comunicato del Movimento Consumatori - Così come il disegno assurdo di abolire
le parafarmacie. E' liberalizzazione la possibilità di trovare lo stesso
prodotto in posti non coperti da farmacie convenzionate.
Desideri:
ecco il vota Antonio di "Casa Marrazzo"
( da "Italia
Sera" del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della Carta Senior. Quest?ultima, lo ricordo, permetteva a tutti i pensionati
sociali del Lazio ? tutti ? di viaggiare gratis su ogni tipo di mezzo pubblico
e di fare acquisti scontati del 5 e del 10 per cento nei supermercati e nei
mercati.
Alle
urne un mantovano su cinque ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
con affluenze
che restano comunque le peggiori della storia referendaria: 23,4% per i primi due
quesiti e 24,1% per il terzo) risente verosimilmente anche dell'assenza di
ballottaggi per le amministrative nella nostra provincia. In città l'affluenza
è stata di poco superiore al dato complessivo del Mantovano: 20,9 % per le
prime due schede e il 21,
Affluenza
inferiore persino a quella nazionale, ad Abbadia vota il 36 per cento mentre a
Maccastorna solo sette persone ( da "Cittadino, Il"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
88 per cento
dei partecipanti si è detto favorevole all'abolizione della possibilità per un
candidato di presentarsi in più di una circoscrizione.Nei centri più grandi del
Lodigiano - Lodi, Lodi Vecchio, Casale, Codogno e Sant'Angelo -, mentre i
"sì" per i primi due quesiti si aggiravano attorno all'80 per cento,
quelli a favore del terzo hanno raggiunto persino il 90.
Referendum,
nella Marca ai seggi neanche il 19%
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ma anche alle
consultazioni precedenti: solo nel 2003 (altro referendum durato due giorni,
quello sull'abolizione dell'articolo 18) venne registrata una affluenza più
bassa: il 23,26%. Ma con l'ultimo referendum siamo al picco più negativo.
Ricordiamo che gli elettori sono stati chiamati a votare per il referendum sul
sistema elettorale per le politiche.
Referendum,
vota il 27,28% ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
sull'abrogazione
delle possibilità di collegamento alla Camera dei deputati tra liste e premio
di maggioranza, nei 47 comuni della provincia l'81,50% dei votanti si è detto
favorevole, il 18,50% contrario. Referendum 2 (colore beige), relativo a collegamento
tra liste e premio di maggioranza al senato, i sì sono stati l'81,
nella
capitale record di sì in prati il boom dei votanti - viola giannoli
( da "Repubblica,
La" del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ben al di
sopra della media nazionale. In particolare, l´ «abolizione del premio di
maggioranza alla coalizione più votata alla Camera» ha ottenuto l´80,69% di
"sì" contro il 19,31% di "no". Per l´ «abolizione del
premio di maggioranza alla coalizione più votata al Senato» si è registrato
l´80,77% di "sì" contro il 19,
votanti
tra il 14 e il 20% ( da "Tirreno, Il"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
tre
referendum quello che dappertutto ha riscosso maggiori consensi è stato il
terzo, che proponeva l'abolizione della candidatura della stessa persona in più
collegi. Dappertutto è stato il più votato. Ma che posizione ha espresso la
sparuta minoranza che ha scelto di aprire e contrassegnare le schede? Nessuna
sorpresa: dalle urne è uscito un flusso pressoché ininterrotto di sì.
Snobbati
i tre referendum ( da "Giorno, Il (Lodi)"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della candidatura in più circoscrizioni. IN SOSTANZA, in tutto il Lodigiano,
alle urne si sono presentati poco più di 30mila elettori, contro gli oltre
170mila aventi diritto. Addirittura al di sotto della media nazionale, dove
l'affluenza è stata del 23%, grazie anche a un parziale effetto-traino dei
ballottaggi per Comuni e Province.
Il
giorno (decisivo?) della lunga agonia dei referendum visti da
( da "Riformista,
Il" del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
a perdifiato
in tutti i commenti politici dei risultati delle urne, non è avvenuta
certamente ieri. Sono almeno dodici anni, dal 1997, che tornate referendarie
convocate sui più diversi argomenti, comprese le leggi elettorali (abolizione
della quota proporzionale) e quella sulla fecondazione artificiale, falliscono
per mancato raggiungimento del quorum e per astensione crescente,
Berlusconi:
sinistra battuta respinti gli attacchi eversivi
( da "Sole
24 Ore, Il" del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
decidere chi
sarà il presidente della Provincia in base non ai consensi maa chi è riuscito a
convincere il maggior numero di persone a non andare in vacanza o al mare ». La
nuova soglia è fissata dal ministro della Difesa al 40 per cento. Ragionamenti
che nel Pd si incarica lo stesso Franceschini di commentare: «La proposta di
eliminare i ballottaggi che arriva in queste ore dal centro-
2
ABOLIZIONE MINISTERI AGRICOLTURA E TURISMO
( da "Sole
24 Ore, Il" del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
2 ABOLIZIONE
MINISTERI AGRICOLTURA E TURISMO Risorgono due dicasteri su tre Nella tornata
referendaria del '93 vengono eliminati tre ministeri: Partecipazioni statali,
Agricoltura e Turismo.Ma gli ultimi due rinascono:il primo già l'anno dopo
anche se con un nome diverso (Risorse agricole), il secondo un paio di mesi fa
con la nomina di Michela Vittoria Brambilla
Affluenza
flop, mai così in basso: vota solo il 20,6%
( da "Libertà"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
quello per
l'abolizione delle candidature multiple dove la percentuale dei sì è arrivata
al 90,20 per cento, contrario solo il 9,8 per cento. Tornando all'affluenza,
tra i Comuni della provincia di Piacenza dove l'afflenza è stata più alta si
segnalano Alseno (23 per cento), Calendasco (22 per cento), Fiorenzuola (24 per
cento),
In
Puglia più votanti della media ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
nella
provincia di Lecce è stato sfiorato In Puglia più votanti della media ROMA
Anche in Puglia, come nel resto del Paese, non è stato raggiunto il quorum,
cioè il 50% più uno dei voti necessari per rendere validi i referendum. Nella
regione la percentuale è stata leggermente superiore alla media nazionale,
Referendum,
flop anche nelle province dove si votava
( da "Corriere
del Veneto" del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Per il
quesito 3 (abolizione della possibilità per un candidato di presentarsi in più
di una circoscrizione) ha votato infine il 27,11%: l'87,55% (803.252 voti) ha
barrato il «Sì», il 12,44% (114.172) il «No». Si tratta del peggior risultato
nella storia dei referendum: il precedente primato negativo risale al 2003, con
il 25,
Anche
nella Tuscia viterbese niente quorum. La giornata referendaria è stata
contrasseg... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 23-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract:
896 aventi
diritto, hanno votato, per il primo quesito (abolizione del premio di
maggioranza alla Camera) 39.400 elettori, pari al 15,64 per cento; per il
secondo quesito (abolizione del premio di maggioranza al Senato) 39.405, pari
al 15,64; per il terzo quesito (abolizione della candidature multiple), 39.
Libè:
Argomenti: Province
Abstract:
ho lasciato
libertà di voto agli elettori dell'Udc. Prendo atto di un risultato che dà
un'ulteriore prova di fiducia al presidente uscente, al quale faccio tanti
auguri. Noi però - ricorda - avevamo un'idea di Provincia differente, quella di
una provincia più leggera, nella prospettiva di un'abolizione di questo ente».
Il
centrosinistra riduce i danni ( da "Italia Oggi"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle candidature multiple invalidando la richiesta di modifica. L'affluenza
registrata per i ballottaggi delle elezioni comunali ha raggiunto il 61,2% (al
primo turno aveva votato il 76,4% degli aventi diritto) mentre alle provinciali
il secondo turno elettorale ha raggiunto un il 45,4% (contro il 71% del primo
turno)
La
vittoria degli astensionisti ( da "Denaro, Il"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Gli elettori
campani non sono interessati alle modifiche della legge elettorale che sono
state proposte. Lo dimostrano i dati sull'affluenza che in Campania fanno
registrare una media del 14 per cento superata soltanto per il terzo quesito,
relativo all'abolizione delle candidature multiple. I numeri relativi
all'affluenza dicono anche che qualcosa, nel meccanismo dei referendum,
Gli
elettori sanniti non si sono mai appassionati particolarmente ai referendum:
anche nel 2005, in ... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
invece nel
2000 sull'abolizione della quota proporzionale in Parlamento si pronunciò il
23,6% dei sanniti. Un'eccezione positiva si è però registrata nel
Affluenza
bassasi ferma al 13,7% ( da "Sicilia, La"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
per il primo
referendum sull'abolizione del collegamento tra liste e attribuzione del premio
di maggioranza alla Camera, e per il secondo riguardante la stessa abolizione
al Senato. Per il terzo referendum sull'abrogazione della possibilità di
candidare una stessa persona per più circoscrizioni hanno votato 105 elettori
in più, raggiungendo l'11,
Solo Massimo Gatti potrà
sedersi in aula: Abstract: è infine la dichiarazione dell'unico sudmilanese in viaggio verso la Provincia, Gatti -. Da domenica ricominciamo una sfida che vede "Un'Altra Provincia" e alleati impegnati in un percorso che sarà l'esatto contrario della testimonianza da sopravvissuti. Per prima cosa chiederò un consiglio provinciale straordinario sulla crisi economica».
Argomenti: Province
Abstract: L'abolizione delle province è finita nel dimenticatoio, i fondi per le grandi infrastrutture sono virtuali; in compenso il Fas, il fondo per il Sud, viene saccheggiato per le più disparate finalità, ancorchè in alcuni casi nobili come la ricostruzione in Abruzzo.>
Argomenti: Province
Abstract:
Il
centrodestra, a livello nazionale, ha proposto l'abolizione del ballottaggio.
Cosa pensa? «Nell'ottica della semplificazione e della riduzione dei costi è
un'idea che potrebbe anche essere presa in considerazione». Primo obiettivo da
sindaco? «Prendere confidenza con la macchina amministrativa.
Le
aziende denunciano: costi alle stelle per i fidi
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
24-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle commissioni di massimo scoperto ha portato a un boom dei costi bancari
sui fidi inutilizzati. Questa la denuncia degli industriali della Toscana. In
tutte le province vengono segnalati casi anomali: ad esempio gli industriali di
Prato hanno rilevato che per una piccola impresa gli oneri passano da
Il
momento della verità ( da "Tempo, Il"
del 24-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
In ultimo
auguro buon lavoro al nuovo presidente della Provincia Antonello Iannarilli,
che avrà il compito mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale,
come la risoluzione del problema ambientale e la prevista abolizione della
Cosap, la tassa sui passi carrabili».
Eletto
al primo turno chi supera il 40"">"I ballottaggi? Sono
anti-democratici Eletto al primo turno chi supera il 40"
( da "Affari Italiani (Online)" del
24-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
it Ignazio
La Russa, ministro della Difesa e coordinatore del Popolo della Libertà. Un
esempio? "La provincia di Milano. Al primo turno Podestà ha avuto quasi
800mila voti e al secondo turno ne ha persi circa 250mila perché molta gente
pensava che avesse già vinto o è andata al mare.
Rilancio
del Mezzogiorno: così l'intervento pubblico
( da "Denaro, Il" del
24-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
prevedeva
una spesa di dieci volte inferiore a quella erogata dalla Giunta di sinistra
della Campania senza peraltro risolvere il problema. Un ruolo importante è
quello delle infrastrutture amministrative. Ai fini di un loro adeguamento, si
dovrebbe prioritariamente ridefinire gli enti locali con l'abolizione della
provincia e la corrispondente istituzione della Città Metropolitana.
"I
ballottaggi sono un sistema anti-democratico"
( da "Affari Italiani (Online)" del
24-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
it Ignazio
La Russa, ministro della Difesa e coordinatore del Popolo della Libertà. Un
esempio? "La provincia di Milano. Al primo turno Podestà ha avuto quasi
800mila voti e al secondo turno ne ha persi circa 250mila perché molta gente
pensava che avesse già vinto o è andata al mare.
Variante
e Asite accendono lo scontro ( da "Corriere Adriatico"
del 24-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
della
scuola media Leonardo Da Vinci. Infine si dovrebbero approvare tre mozioni (sul
federalismo fiscale, sulla abolizione delle Province, sulla depurazione del
Tenna) e due ordini del giorno sulla costituzione di parte civile da parte del
Comune sul procedimento penale riguardante il deposito di sabbia di Marina
Palmense e contro gli accorpamenti e i tagli di plessi scolastici
Comune,
il momento della verità ( da "Tempo, Il"
del 24-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
In ultimo
auguro buon lavoro al nuovo presidente della Provincia Antonello Iannarilli,
che avrà il compito mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale,
come la risoluzione del problema ambientale e la prevista abolizione della
Cosap, la tassa sui passi carrabili».
Bipartitismo
versus bipolarismo: oppure oltre?
( da "AprileOnline.info" del
24-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
cui si è
dato seguito in occasione di esiti referendari riusciti (finanziamento ai
partiti, abolizione di ministeri, ecc,ecc.). Questi dati rafforzano la tesi
della crisi di fondo del bipartitismo e, dal nostro punto di vista, appare
necessario chiedere con forza al PD di chiudere definitivamente con l'idea
balzana, e adesso del tutto fuori luogo, della "vocazione maggioritaria.
conti
correnti, raffica di balzelli ( da "Tirreno, Il"
del 25-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ma gli
istituti aggirano l'abolizione della commissione massimo scoperto FIRENZE.
«Ancora una volta il sistema bancario, nonostante gli appelli che arrivano da
tutti i livelli, si mostra sordo ai problemi delle imprese impegnate a
fronteggiare la crisi che sta mettendo in ginocchio le economie occidentali».
Crisi,
è l'assemblea più difficile di Unindustria
( da "Nuova Ferrara, La" del
25-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della commissione massimo scoperto fa pensare ad una sorta di
"cartello". Unindustria si presenta all'ospite d'onore Andrea
Moltrasio, vicepresidente di Confindustria per l'Europa, a Tiziano Tagliani e
Marcella Zappaterra, alla prima uscita da sindaco e presidente della Provincia,
con numeri simili all'anno scorso:
Via
Verdi: raccolta firme contro la Ztl
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
25-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
istituzione
della Ztl, è stato pubblicamente denunciato senza ottenere, tut- L'abolizione
della Ztl «Non possiamo non essere in piena sintonia con residenti e
commercianti sull'incontestabile fatto - aggiungono i rappresentanti di Lega
Nord e Lega Consumatori - che via Verdi è stata elevata a polo di
"eccellenza" da parte della micro-
Stop
all'uccisione delle nutrie: accolto il ricorso della Lac
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
25-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
alla
caccia alle nutrie come forma di abbattimento dell'animale. Lo ha deciso la
Prima Sezione staccata di Parma del Tar accogliendo il reclamo proposto dalla
Lac, Lega per l'abolizione della caccia. Il ricorso, si legge nella
motivazione, «appare fondato nella parte in cui deduce la competenza della
Provincia in materia di determinazione delle modalità di controllo della
nutria,
Friulano,
scure sui fondi e i progetti aspettano
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Venezia
Giulia per la tutela e la valorizzazione della lingua friulana. A sua volta la
Regione, attraverso un riparto autonomo, eroga i fondi agli enti pubblici in
base ai progetti presentati da Comuni, Province, Aziende sanitarie e Comunità
montane, ovvero gli enti locali. Fra questi, il Comune di Udine è impegnato da
alcuni anni nelle iniziative di promozione della marilenghe,
Cambio
di fase ( da "Foglio, Il"
del 25-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
vedi la
separazione delle carriere dei magistrati o l?abolizione delle province)
vengano affrontati con referendum propostivi non abrogativi. Una sorta di nuovo
quesito: volete la monarchia o la repubblica. Questa via di un gollismo
“concordato” può aiutare a superare le trame dei vari topetti tipo Udc o Idv,
Ufficiali
in ferma senza buonuscita ( da "Italia Oggi"
del 26-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
rispondendo
ad apposite richieste di chiarimento sulla possibilità di corresponsione
dell'indennità di buonuscita. L'abolizione della levaGli «ufficiali in ferma
prefissata» è la nuova figura scaturente dall'abolizione del servizio militare
di leva (legge n. 331/2000) che sostituisce la precedente figura «dell'ufficiale
di complemento».
Probabilmente
la maggioranza politica, e quella del paese, è contraria all'abolizion...
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del
26-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dell'ergastolo e che all'inizio dello spettacolo è stato letto un loro
intervento. «Benvenuti -hanno detto agli spettatori- solo poche parole per
dirvi che noi prigionieri attori crediamo che il teatro in carcere sia
importante perché se un uomo spende tutta la sua vita compiendo poche semplici
operazioni in una cella chiusa a chiave per giorni,
Le
mani del presidente della commissione elettorale del Tribunale di Frosinone,
Tommaso Scia... ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 26-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract:
e poi
sull'abolizione della Cosap, uno degli ultimi impegni presi in campagna
elettorale. Dopo la stretta di mano e un sospiro di sollievo, dal Tribunale una
lunga fila di auto si è incamminata verso piazza Gramsci. Il corteo si è
ricongiunto sulle scalinate del palazzo dove ad attenderlo c'erano il resto
degli eletti,
STADIO
L'inversione di rotta del Pd nLe chiedo cortese ospitalit...
( da "Giornale di Brescia" del
27-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
delle
perdite su crediti avrebbe come conseguenza il mancato pagamento di imposte su
utili fittizi e bilanci più veritieri. Per quanto riguarda quest'ultimo
aspetto, è senz'altro auspicabile l'abolizione dell'Irap, parzialmente
compensata, eventualmente, da un aumento dell'aliquota Ires/ Irpef, in modo da
evitare la ridicola e paradossale situazione per cui alcune imprese italiane
petizione
( da "Centro, Il" del
27-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Pagina 9 -
Chieti PETIZIONE LANCIANO. Oggi e domani, dalle 17,30 alle 21, Frentania
Provincia raccoglie firme per l'abolizione del Cda del consorzio rifiuti in
corso Trento e Trieste. Con i 200mila euro risparmiati, propone un fondo per
chi ha perso il lavoro.
una
proposta di legge per le demolizioni
( da "Nuova Sardegna, La" del
27-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
gli Amici
della terra, il Gruppo d'intervento giuridico e la Lega per l'abolizione della
caccia - hanno presentato ieri il «Dossier coste della Sardegna». Lo studio
approfondito parte dall'analisi del piano paesaggistico regionale ancora in
vigore, quello predisposto dalla precedente maggioranza alla Regione, dalle
ragioni del giudizio sostanziemente positivo,
LANCIANO.
Fino a domani, nel Foyer del Fenaroli, esposizione collettiva
"(Con)fusioni 2009: mostra ...
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del
27-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Francescantonio
con la collaborazione dell'associazione culturale "Arena7". LANCIANO.
Oggi e domani, dalle 17.30 alle 21, lungo Corso Trento e Trieste,
l'associazione "Frentania Provincia" raccoglie firme a sostegno della
proposta di abolizione del Cda del Consorzio Smaltimento Rifiuti di Lanciano,
con devoluzione della somma risparmiata a favore lavoratori che hanno perso il
posto.
L'eroe
dell'abolizionismo aveva dato in garanzia 88 servi per un debito di 3 mila
sterline ( da "Stampa, La"
del 28-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
UNA
DELUSIONE NAZIONALE L'eroe dell'abolizionismo aveva dato in garanzia 88 servi
per un debito di 3 mila sterline
La
nuova Tremonti? Deludente ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 28-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
segretario
provinciale della Cgil -: sono positivi i segnali sugli ammortizzatori sociali,
ma qui il problema è creare nuova occupazione, nuova ricchezza. E anche
l'abolizione del ticket mi sembra una misura una tantum, provvisoria, non
strutturale. Avrei allargato l'area no-tax anche ad altri investimenti, allo
scopo appunto di liberare risorse da investire nella creazione di ricchezza»
una
discarica unica per ventisei comuni della provincia
( da "Nuova Sardegna, La" del
28-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
avvio
della «normalizzazione» dopo che, circa un anno fa, dopo l'abolizione della
Comunità Montana, la regione affidò la gestione degli impianti al comune di
Carbonia. Ciò che lascia perplessi è il fatto che i comuni del bacino di
conferimento di Iglesias, che sono «ospiti» nella discarica cittadina in quanto
titolari di un altra discarica che non funziona,
dai
rothschild ai freshfields così i banchieri della city facevano soldi con gli
schiavi - enrico franceschini ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Freshfields
così i banchieri della City facevano soldi con gli schiavi Scoop del Financial
Times sulla famiglia che passò alla storia come abolizionista Un portavoce
della famiglia: "Nathan Rothschild era un noto attivista per le libertà
civili" ENRICO FRANCESCHINI dal nostro corrispondente londra - A causa
della recessione, un banchiere perde il suo ben pagato lavoro alla JP Morgan,
Attali:
Argomenti: Province
Abstract:
Delle
trecentosedici proposte consegnate dalla sua Commissione, alcune sono state
rigettate, come l'abolizione dei dipartimenti. Anche in Italia è prevista
l'abolizione dell e Province. Malgrado il federalismo, i territori devono
subìre qualche sacrificio?
Idee
a confronto ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 28-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Delle
trecentosedici proposte consegnate dalla sua Commissione, alcune sono state
rigettate, come l'abolizione dei dipartimenti. Anche in Italia è prevista
l'abolizione dell e Province. Malgrado il federalismo, i territori devono
subìre qualche sacrificio?
Maestrelli
si insedia: Sarò il sindaco di tutti
( da "Arena, L'" del
28-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
della
maggioranza e che mette al primo posto l'attenzione alle fasce più deboli. Una
proclamazione di intenti molto ampia, che tra gli altri contempla punti come la
moratoria di cinque anni per nuove lottizzazioni e l'abolizione della
commissione edilizia, mentre, su traffico e viabilità, prevede la sostituzione
degli impianti semaforici coi rondò e il recupero delle vecchie strade
Argomenti: Province
Abstract:
smentisce
l'abolizione dell'evento «Il tradizionale Carnevale estivo non si tocca» f.g.)
Sono 6 i milioni di euro assegnati alle imprese artigiane siciliane che hanno
assunto apprendisti nel
ANNIBALE
DISCEPOLO Ore febbrili, di riflessione per alcuni e, per certi versi,
d'angoscia pe... ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 28-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
l'abolizione
di qualsiasi forma di contestazione e l'accettazione di un programma
ridimensionato nelle ambizioni rispetto al passato, ma paletto necessario per
garantire l'inizio di un nuovo rapporto e la continuità della tradizione
calcistica irpina, sempre e comunque sotto la bandiera dell'Us Avellino 1912.
ADUC:
CANONE/IMPOSTA RAI. VERSO L'ABOLIZIONE ANCHE IN POLONIA... IN ITALIA IL GOVERNO
NON RISPONDE NEANCHE ALLE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI...
( da "marketpress.info" del
29-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
dello
Stato. Il governo liberale di Donald Tusk ha ottenuto questo successo, con la
forte opposizione di conservatori e socialdemocratici. Ora si aspetta la firma
del presidente della Repubblica, il conservatore Lech Kaczynski. Il
canone/imposta delle tv di Stato e´ un problema per tutti i Paesi, che´ ovunque
i contribuenti non digeriscono questa imposizione che deve essere pagata
Conti
in rosso verso il restyling ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 29-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
se è vero
che le stime del comparto delle amministrazioni comunali portano ad un
incremento delle entrate correnti del 7,9% spinte sia da un incremento delle
imposte (proprio nell'anno dell'abolizione dell'Ici), sia dei trasferimenti da
enti pubblici (in questo caso giustificati dal rimborso del mancato gettito
dell'imposta venuta meno).
Tremila
enti verso l'addio ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 29-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
destinati
a passare i loro compiti alle Province, che con l'agenda piena di nuove
attribuzioni sarebbero al riparo dall'eterno dibattito sulla loro abolizione.
La compagnia destinata al gorgo del nuovo taglia-enti è delle più variegate. Ci
sono realtà diventate celebri (loro malgrado) come le comunità montane
osconosciute ai non addetti ai lavori come i bacini imbriferi montani,
Riformenon
manovre ( da "Sicilia, La"
del 29-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle province sottolinea un altro gigantesco problema: l'assurdità del nostro
apparato di governo composto da circoscrizioni, un numero spropositato di
comuni, province che continuano ad aumentare di numero, regioni che dilapidano
senza ritegno il pubblico denaro, comunità montane (anche al livello del mare!
Caccia
ai valichi, piano faunistico provinciale da rivedere (
da "Giornale di Brescia" del
30-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Lega per
l'abolizione della caccia), la quale chiede l'annullamento della citata
deliberazione provinciale, e per conseguenza il divieto di caccia nei nove siti
- sette individuati dall'Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica) e due
autonomamente dalla Provincia - resi fruibili per l'attività venatoria
(roccoli,
Tanti
cinghiali in Umbria, forse troppi. E vanno in giro nelle campagne con la prole,
razziando colt... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 30-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
di qualunque franchigia, mentre l'attuale legge prevede il risarcimento fino al
70 per cento. In questo senso avranno importantissimi compiti gli Atc (Ambiti
territoriali di caccia), che provvederanno, a fronte delle domande degli
agricoltori, ad erogare le risorse per l'installazione di strumenti atti a
prevenire l'
Le
primarie sono una delle maggiori novità introdotte dal Pd fin dal suo apparire.
Con le prima... ( da "Messaggero, Il"
del 30-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
pattuglia
della "sinistra del Pd" guidata da Vita e Nerozzi ha presentato un
ordine del giorno che chiedeva sic et simpliciter l'abolizione delle priamrie
per la scelta del leader. Nel duello annunciato tra Franceschini e Bersani potrebbe
anche accadere che il secondo vinca nella conta tra gli iscritti e il primo
prevalga poi nelle primarie aperte agli elettori e non solo ai tesserati.
Meno
tassema non per tuttiperché sul debitocasca l'asino
( da "Secolo XIX, Il" del
30-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Anche
senza tornare sulla faccenda delle Province (sia il centrodestra sia il
centrosinistra erano favorevoli alla loro abolizione in campagna elettorale,
adesso nessuno ne parla più e anzi, alle ultime amministrative, abbiamo votato
per tre nuove Province), ci sono i calcoli dell'economista Luca Ricolfi,
secondo il quale si potrebbe ridurre la spesa per la sanità e l'
( da "Repubblica, La"
del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Pagina III -
Napoli Nicolais: "Bassolino? Ho creduto nella discontinuità" La
solitudine di Gino "Roma mi ha aiutato qui il Pd era distratto"
"Rottura fra elettori e partito. Per i rifiuti, gli assessori arrestati e
il caso Romeo" "Mi spiace. Avremo un presidente che non s´è espresso
Non ha mai detto come la pensa" ANGELO CAROTENUTO (segue dalla prima di
cronaca) Nell´ora della sconfitta gli tengono compagnia Anna Rea ed Eugenio
Mazzarella. Solo, Nicolais s´è sentito sin dall´inizio. «Il partito romano mi
ha sostenuto, sì. Con Franceschini, D´Alema, Veltroni, Fioroni. Roma ha coperto
i due terzi della spesa, arrivata a 206 mila euro. Ma qui
».
Qui, Napoli. E qui? «Intanto c´era un commissariamento. Poi molti erano
distratti dalla campagna per le europee... Rosetta Iervolino s´è offerta per
fare piccole cose con lei. Quanto a Bassolino: be´, per essere coerente con la
linea della discontinuità, con Bassolino ho pensato che fosse opportuno tenere
un rapporto amichevole senza fare campagna insieme. Io credo nella
discontinuità». Continuerà a crederci seguendo la vita del partito da Roma,
dove Nicolais torna a fare politica. Alla Camera, da deputato. «Non mi ero
candidato per fare il capo dell´opposizione. Né voglio fare l´assessore, come
propone Cesaro. è serio quando lo dice. La destra mi stima, gli credo. Ma non
se ne parla proprio. Stona. Non c´entra». Si esclude dalla corsa per la
Regione. «Ci tenevo tanto, lo sanno tutti. Ma credo di aver compiuto il mio
lavoro. Insomma, non mi pare opportuno. Non posso pensare di essere di nuovo in
pista fra 6 mesi. Non sono un uomo per tutte le stagioni». E la segreteria
provinciale? «Dissi sì quando non si trovava un nome condiviso. Ora serve un
segretario giovane, capace, grintoso. E sia chiaro: io non voglio fare una componente.
L´ho detto anche ai ragazzi che mi seguono: io ho delle idee, non ho una
corrente. Su un tema posso essere d´accordo con uno, su un tema con un altro».
Mergellina, il comitato di Nicolais. Su una cartina, le punesse colorate
raccontano le tappe percorse. Una decina di ragazzi ai computer. Blog, social
network, mail. «Ma ho anche imparato a tenere i comizi». Un occhio al pc, un
altro a Sky. Nicolais racconta i frammenti della campagna, ora che è finita.
«Quando ho accettato, Cesaro era dato al 70 per cento e noi al 30». Il motivo,
eccolo: «Esisteva una rottura fra l´elettorato e il partito. Per i rifiuti. Per
gli arresti degli assessori e il caso Romeo. Per i rapporti difficili interni
al partito. Fatale. La gente pensa: io non arrivo a fine mese, e questi
litigano per una poltrona. Ecco qual era, il quadro. Non volevo accettare. L´ho
fatto per mettere un argine. Mi sono persino dovuto costruire un motivo
razionale per dire sì alla candidatura, se è vero che da ministro avevo firmato
per l´abolizione delle Province». In Provincia va l´uomo che ha rifiutato ogni
confronto. «Mi spiace. Avremo un presidente che non s´è mai espresso. Forse
questo era il momento giusto per cambiare, per l´alternanza, però sarebbe stato
meglio con qualcun altro
Un presidente è come un direttore d´orchestra.
Deve conoscere tutti gli spartiti. Non può limitarsi all´ordinaria
amministrazione. Deve accendere. Lui invece non ci ha mai detto come la pensa.
Non s´è fatto vedere». è quasi più cattivo adesso, Nicolais. «Non sono stato aggressivo
né volevo esserlo. Non volevo attaccare Cesaro su vicende giudiziarie. Di
questo la gente è stufa. Vengo dal campo della ricerca universitario. Lì se hai
una proposta la esponi, non vai a dir male della proposta dell´altro». La
coalizione Nicolais ha battuto quella di Cesaro a San Giovanni a Teduccio,
Avvocata, Arenella, Vomero, Fuorigrotta, Chiaia-San Ferdinando; in provincia a
Portici e San Giorgio. Il Pd è primo partito solo a San Giovanni, Poggioreale,
Fuorigrotta e Torre Annunziata. Per un posto in consiglio spoglio a rilento.
Nel Pd avanti Patrizia Sannino, Giuseppe Balzamo, Massimo Cilenti, Massimo
Costa, Anna Rosa, Livio Falcone, Giosi Ferrandino; un posto o due fra Capasso,
Del Prete, Giorgiano, Bocchetti, Gambardella e Guerriero. In Sl sperano Morra,
Carfora, Cacciola e Lauri; Rosalba, De Falco, Vitiello, Pace, Caso (per Idv),
Vaiano e Sorrentino (lista Nicolais).
( da "Giorno, Il (Como)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Province
ELEZIONI 2009
pag. 3 «Continueremo a lavorare sul territorio» Tre gli esclusi. Solo Marco
Cariboni con l'Udc ha conquistato un seggio PROVINCIALI LECCO LECCO NONOSTANTE
gli sforzi, sono tre i grandi esclusi di questa tornata elettorale per
l'amministrazione della Provincia: Mario Moschetti (Rifondazione comunista),
Samuele Rigamonti (Lega Lombardo Veneta) e Franco Benoffi Gambarova (lista
civica Provincie? No grazie), in ordine secondo le preferenze che si sono
accaparrati tra sabato e domenica. Ha invece conquistato almeno un seggio in
provincia Marco Cariboni (Udc). «Ha vinto la logica e con lei il Centrodestra -
commenta Cariboni, 3,44% delle preferenze -. D'altro canto bisogna dire che ha
vinto la Lega e l'Italia dei Valori. Per quanto ci riguarda abbiamo usato una
formula piccola, anche in campagna elettorale, con la scelta di correre da
soli. La cosa che stupisce di più è la differenza tra i voti ottenuti dall'Udc
alle europee e quelli delle provinciali. Saremo comunque presenti in consiglio
con una sorta di formazione a rotazione. Io sarò il primo e poi mi dimetterò a
favore di quello dopo di me e così via affinchè tutti si possano rodare in
vista delle prossime comunali alle quali mi presenterò». DELUSIONE invece per
il candidato del Prc con il 2,02% di voti. «C'è un po' di amarezza - dice Mario
Moschetti -. I nostri obiettivi erano il 4% alle europee e il 3% in Provincia.
Non abbiamo raggiunto nessuno dei due. Forse siamo stati danneggiati dal voto
unico per il Centrosinistra o forse è stato il blocco culturale e sociale
legato ai partiti di Centrodestra che ha portato quest'ondata in tutto il
territorio. Ora analizzeremo quelli che evidentemente sono stati i nostri
errori in campagna elettorale ma noi ci siamo ancora e il nostro lavoro
continua cercando un unità con le altre forze di Sinistra. Non siamo stati
capiti dai cittadini su temi a loro cari, come ad esempio l'occupazione. Ci
aspettavamo invece una sconfitta così schiacciante non tanto per la persona di
Brivio o per la nostra assenza, ma per la politica intrapresa dal Pd così
simile alle proposte della Destra». «RINGRAZIAMO i lecchesi che ci hanno votato
ma evidentemente abbiamo sbagliato i nostri messaggi in campagna elettorale -
sottolinea Franco Benoffi Gambarova di Provincie? No grazie con lo 0,58% dei
voti -. Forse già il simbolo non è stato capito. E poi abbiamo avuto pochi
soldi per la campagna e abbiamo tralasciato zone come l'Alto Lago e il
Meratese. Continueremo la nostra battaglia a livello
nazionale per l'abolizione delle Province. Sono curioso di vedere come se la
caverà Nava con la sua Provincia "utile e poco costosa". Onore invece
al perdente. Fossero andati al ballottaggio avremo sostenuto il candidato col
programma più in linea col nostro. Ma questa possibilità non c'è stata».
Tra gli «sconfitti» voce fuori dal coro quella di Samuele Rigamonti, candidato
di Lega Lombardo Veneta con l'1,58% delle preferenze. «Il nostro è stato un
risultato eccezionale - esulta Rigamonti -. Siamo partiti solo 6 mesi fa, abbiamo
speso poco più di 10 mila euro per la campagna elettorale in tutte le province per rispetto di chi è senza lavoro o in
cassintegrazione, e abbiamo già ottenuto quasi un 1,6% di voti. È un risultato
che nessun altro partito avrebbe raggiunto. Ci aspetta la Regione l'anno
prossimo e abbiamo sicuramente più tempo per organizzarci e faremo meglio. Non
siamo in Provincia ma il nostro lavoro continua». C.E.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Prima Pagina
Pagina 2 Un segnale per il Cavaliere L'Italia si aspetta le riforme promesse Un
segnale per il Cavaliere di Gaetano Di Chiara --> di Gaetano Di Chiara
Irisultati delle elezioni europee sono chiari: rispetto alle politiche il Pdl
perde 3 punti e mezzo, il Pd 7 punti e la forbice tra i due partiti aumenta da
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno sezione: INPRIMOPIANO data: 09/06/2009 - pag: 2 Il professore ex
ministro Nicolais, lo sfogo dello sconfitto: «È vero, il Pd è stato un
problema» NAPOLI I primi dati sono drammatici: Luigi Cesaro supera il 60 per
cento. Il prof Luigi, detto Gino, Nicolais guarda lo schermo del pc e dice: «Mi
dispiace non potere affrontare Cesaro al ballottaggio, visto che l'ho cercato
per tutta la campagna elettorale. Avremo un presidente che non ha mai espresso
quello che pensa». Passa un'ora, il suo avversario è al 58 per cento. L'ex
ministro: «Mi dispiace, c'era bisogno di cambiamento vero e quindi mi dispiace
che abbia vinto Cesaro perché non credo sappia affrontare la gente. Sarebbe
andato bene come assessore, ma non come presidente. Il maestro d'orchestra deve
conoscere tutti gli spartiti». Quando il dato è ormai quasi certo ed è Cesaro
il nuovo presidente della Provincia di Napoli, targata Pdl, e ci sono anche gli
euroeletti, Nicolais dice: «E mi dispiace, sì mi dispiace anche che abbiano
vinto Cozzolino, Mastella e De Mita». Onorevole ma non se l'aspettava? «Sapevo
che era una missione quasi impossibile. Quando ho accettato la candidatura
stavamo
( da "Messaggero, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Martedì 09 Giugno
2009 Chiudi BRUXELLES - Credono nella libertà del web e
nell'abolizione del copyright e ora la battaglia per rendere legale lo scambio
di musica e film la porteranno a Strasburgo: il Partito Pirata svedese
(Piratpartiet, Pp) ha vinto un solo seggio, ma è già forte della simpatia di
migliaia di giovani europei, già pronti a sostenere i suoi cloni in altri
Paesi. Solo tre gli argomenti nella sua agenda politica: la riforma
della legge sul copyright, l'abolizione del sistema dei brevetti e il rispetto
per il diritto alla privacy. Obiettivi chiari che sono bastati a convincere i
circa 200 mila elettori ed a consacrare il Pp quinto partito in Svezia, di
certo il più popolare tra gli under 30, i più difficili da portare ai seggi. I
ragazzi - sono tutti sotto i 30 - del Partito Pirata sono arrivati al 7,4%:
«Abbiamo appena scritto una pagina della storia della politica», ha detto Rick
Falkvinge, fondatore del movimento.
( da "Affari Italiani (Online)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Province
Politica Giovanni
Favia, dal web al Comune. Beppe Grillo ad Affari: rivoluzione a Bologna Martedí
09.06.2009 14:30 Un grillino nel consiglio comunale di Bologna, Giovanni Favia,
classe 1981, alla prima esperienza politica. "Ho doppiato Monteventi, ho
staccato Pasquino" dice, in Comune, sorridendo. "Siamo la quarta
forza bolognese, se la destra avesse corso unita saremmo stata la terza. Tutto
questo è fenomenale". "Ha pagato il nostro lavoro. E' dal 2005 che
facciamo banchetti, che lavoriamo su temi concreti, insomma ci siamo fatti
conoscere, nel tempo", spiega Favia. "Nessuno di noi riprende Favia
aveva mai fatto una campagna elettorale, abbiamo avuto sgambetti da parte delle
istituzioni, ma con il web abbiamo messo in rete diverse persone". Ma
quale sarà la strategia in consiglio comunale? "Porteremo fuori le
informazioni, porteremo avanti le nostre inchieste e le nostre denunce in
maniera più incisiva, ma porteremo soprattutto in commissione le idee che
mancano a questa città", conclude. Beppe Grillo: da Bologna la rivoluzione
"Comincia una grande rivoluzione", parola di Beppe Grillo che ad
Affaritaliani.it svela: "Con lui dentro sarà difficile mantenere
giochini". E annuncia: "D'ora in poi ogni consiglio sarà pubblicato
in rete. I cittadini finalmente sapranno, vedranno e verificheranno. Si
incomincia dal basso". E avverte: "I nostri voti non sono in vendita,
non ci alleeremo con le salme. E la prossima volta conquisteremo il Comune e la
Regione". Giovanni Favia raggiunge il 3,27% e viene eletto in consiglio
comunale a Bologna, proprio nella città dove un anno e mezzo fa si è tenuto il
V-Day. Un ottimo risultato? "A noi le percentuali non ci interessano, ci
interessa avere un consigliere in Comune". E ora? "Lo chieda ai
consiglieri comunali... con dentro Giovanni sarà difficile mantenere giochini.
D'ora in poi ogni Consiglio sarà pubblicato in rete. I cittadini finalmente
sapranno, vedranno e verificheranno attraverso Giovanni, la rete e il mio blog.
Comincia una grande rivoluzione". Ovvero? "I cittadini finalmente
parteciperanno, sapranno e agiranno. Dal basso, si incomincia così. Da oggi non
sarà più lo stesso. E la prossima volta conquisteremo i Comuni. Dopo i
consiglieri, anche i sindaci e la Regione. Ma non la
Provincia visto che siamo per l'abolizione". Quindi da oggi inizia una
nuova era... "Ci saranno molti ballottaggi ma i nostri voti non sono in
vendita, nessuno si allea a delle salme o a dei malati terminali anche per non
prendere malattie. Stiamo procedendo bene". Perchè hanno votato
Giovanni Favia? "Basta leggere la carta di Fienze. Raccolta differenziata
porta a porta, edifici messi a norma con tecnologie di efficienza energetica,
energie rinnovabili, mobilità attraverso la rete, accesso alla rete libera e
gratuita. Ce ne sono di cose da fare... Ecco perché hanno votato Giovanni
Favia. Avrà speso 1.200-1.500 euro, questa è la grandezza. Con 2.000 euro è
stato eletto, gli altri hanno speso milioni... Da oggi non hanno più
scampo". IL PROGRAMMA DI GIOVANNI FAVIA I PARTE II PARTE Il primo spot
televisivo della lista civica Beppe Grillo di Bologna tags: Beppe Grillo
elezioni amministrative comune di Bologna
( da "Prima Comunicazione"
del 09-06-2009)
Argomenti: Province
- Prima
Comunicazione - http://www.primaonline.it - RAI: SEGRETARIATO SOCIALE A
KINSHASA PER ABOLIZIONE PENA DI MORTE Prima Comunicazione, 09/06/2009 RAI:
SEGRETARIATO SOCIALE A KINSHASA PER ABOLIZIONE PENA DI MORTE (ASCA) - Roma, 9
giu - Il Segretariato Sociale della Rai partecipera' il 10 giugno a Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo alla conferenza a
sostegno dell'abolizione della pena di morte. L'iniziativa, promossa da Nessuno
Tocchi Caino, ha il sostegno del Ministero degli Affari Esteri italiano e il
patrocinio del Segretariato sociale Rai, e si svolge sotto l'egida del
Presidente del Senato e del Presidente della Camera della Repubblica
Democratica del Congo. Saranno presenti inoltre il Primo Ministro
congolese Adolphe Muzito, il Ministro della Giustizia Luzolo Bambi e il
Ministro dei Diritti umani Upio Kakura Wapol. Alla conferenza partecipera', tra
gli ospiti internazionali, la Vice Presidente del Senato Emma Bonino. Il
seminario sulla comunicazione (11-13 giugno) co-promosso con l'associazione
della Stampa congolese sara' tenuto da Oliviero Toscani. Carlo Romeo, dirigente
responsabile del Segretariato Sociale Rai, interverra' alla conferenza.
"Negli ultimi anni - ha detto -siamo stati in Darfur, in Bosnia, in
Burkina, nei campi palestinesi del Libano per iniziative di comunicazione
sociale della Rai, su richiesta del Ministero Affari Esteri, per fare
formazione agli operatori della comunicazione sociale. L'appuntamento di
Kinshasa segna un ulteriore momento significativo, in vista anche del fatto che
nel corso del Prix Italia
( da "Repubblica, La"
del 10-06-2009)
Argomenti: Province
Pagina VI -
Bologna Il popolo dei grillini vola nell´urna Giovani, sconosciuti, ma
attivissimi. Ecco la ricetta del successo Un risultato diffuso anche in
provincia dove ha conquistato consensi alti ALESSANDRO CORI L´invasione dei
«grillini» è appena iniziata. Perché come ha detto ieri il loro padre putativo
Beppe Grillo: «Dopo i consiglieri conquisteremo i sindaci e la Regione». In
attesa dei futuri risultati i ragazzi della lista civica BeppeGrillo. it, dopo
un lusinghiero quanto inaspettato 3,27% alle ultime comunali, si godono
l´approdo nell´assemblea di Palazzo d´Accursio con il loro candidato sindaco,
Giovanni Favia, e mettono un piede, anzi due, in quasi
tutti i quartieri della città dove hanno preso percentuali superiori al 5%:
come al Savena o al Porto tanto per citarne alcuni. Per non parlare dei paesi
della provincia dove in certi casi esistono delle vere e proprie enclave di
«grillini» se si pensa che a Castenaso la lista civica ha raggiunto l´11,8% e a
Monte San Pietro il 15,76%. Ingegneri, documentaristi, impiegati,
terapeuti, in maggioranza trentenni o poco più, da perfetti estranei al mondo
della politica, almeno fino a pochi giorni fa, gli attivisti del comico
genovese rimangono coi piedi per terra e ci tengono a precisare che la loro
storia è iniziata lontano, quattro anni fa. In mezzo l´exploit del Vday nel
settembre del 2007 che ne svela l´esistenza, quando Beppe Grillo portò in
piazza Maggiore cinquantamila persone, tante biciclettate ambientaliste, una
scissione interna, documentari realizzati e diffusi in rete per smascherare «le
bugie di Cofferati» e poi una sorta di primarie per scegliere il proprio
candidato sindaco. E i numeri? Certo, anche quelli contano visto che come
spiega Valerio D´Alessio «all´inizio, nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 10-06-2009)
Argomenti: Province
Nord-Est sezione:
EST data: 2009-06-10 - pag: 21 autore: Enti locali. Nei conti del 2007 una
frenata del 18% Imposte comunali in ritirata nel Veneto Alla regione il record
della carenza di entrate PADOVA Marino Massaro Secco calo delle entrate
tributarie per i Comuni veneti. E tutto in breve tempo. Imposte e tasse nel
2005 avevano fruttato quasi 2.272 milioni di euro (pari a 479 euro per
abitante). Tre anni dopo, nel
( da "Sestopotere.com"
del 10-06-2009)
Argomenti: Province
Termine dell'anno
scolastico e incognite della scuola del territorio bolognese (10/6/2009 15:13)
| (Sesto Potere) - Bologna - 10 giugno 2009 - Mentre 5.470 studenti sono alla
vigilia degli esami di Stato nelle scuole superiori bolognesi (compresi 340
privatisti), non sono poche le incognite che riguardano il mondo della scuola,
i giovani e le loro famiglie. La prima è stata sciolta solo nei giorni scorsi e
riguarda il cambiamento nelle votazioni minime per l'ammissione stessa agli
esami di stato. Sino all'anno scorso, anche se la media non raggiungeva il sei,
con motivazione del consiglio di classe si poteva essere ammessi all'esame. Da
quest'anno, secondo gli intendimenti ministeriali, sarebbe stato necessario il
sei (come minimo) in ogni materia, ma questa disposizione (che avrebbe
comportato la mancata ammissione di almeno il 40% degli studenti, o in
alternativa, come più probabile, un semplice innalzamento dei voti
insufficienti) è stata rinviata al prossimo anno, e si è passati al minimo del
sei come media di tutte le materie e della condotta. Alla fine potrà essere
proprio il voto in condotta, già pubblicizzato come mezzo di "nuovo
rigore" nella scuola, a far ammettere chi ha qualche insufficienza. La
seconda novità riguarda il punteggio della maturità: aumenta il peso (da
( da "Emilianet" del
10-06-2009)
Argomenti: Province
Delbono è pronto
al ballottaggio. Cazzola un po' meno A poche ore dalla conclusione dello
spoglio elettorale relativo al comune di Bologna, il candidato del Pd ha già
assorbito la delusione per la mancata vittoria e lancia la sfida al suo
avversario. Che si dichiara "irreperibile" fino a giovedì BOLOGNA, 9
GIU. 2009 - La mancata vittoria al primo turno, che gli è sfuggita di mano
nelle ultime battute dello spoglio elettorale, gli avrà sicuramente lasciato un
po' di amaro in bocca. Quest'oggi però, dopo aver dormito qualche ora, Flavio
Delbono si è presentato in conferenza stampa con una faccia stanca ma
fiduciosa. Già ieri notte si era detto "molto soddisfatto"
dell'andamento del voto e pronto ad andare "serenamente al ballottaggio,
fiducioso di vincere - se serve - al secondo turno". E oggi, senza perdere
tempo, ha annunciato la strategia in vista dei "tempi supplementari"
della campagna per l'elezione a sindaco di Bologna, che si concluderanno il 21
e 22 giugno. "In questa campagna elettorale - ha detto il candidato del
centrosinistra - c'é stato affetto, c'é stata partecipazione, ci sono state le
proposte: sono mancati solo 500 voti". Ecco perchè non è previsto nessun
apparentamento con altri partiti. "La coalizione è questa, e non ci
saranno cambi pro-ballottaggio", ha dichiarato in maniera categorica
Delbono, che poi ha lanciato una sfida al suo sfidante Alfredo Cazzola.
"Rivolgo un appello ai cittadini - ha detto Delbono - perché la scelta
sarà fra il centrosinistra e la fotocopia locale di Berlusconi. Io sono
disponibilissimo ad un confronto in tv, sperando che il mio avversario non
sfugga al confronto come ha fatto nell'unica occasione in cui c'eravamo
tutti". Il candidato di Pdl e Lega, dal canto suo, prende tempo. Ieri
notte è stato estremamente prudente e ha dato via ai festeggiamenti per la
conquista del ballottaggio solo a tre seggi dal termine dello scrutinio.
"Adesso si apre una campagna elettorale nuova: dalla prossima settimana
saremo molto impegnati nell'affrontare nuovamente i cittadini facendo altre
proposte", ha dichiarato nel suo quartiere elettorale una volta sicuro del
risultato. Alfredo Cazzola ha riconosciuto che il distacco che lo separa da
Delbono è molto elevato, "ma noi dobbiamo fare i conti con un quadro
complessivo che ci avvicina molto di quanto dimostrano i numeri - ha rilanciato
- A conti fatti si tratta di 6-7 punti, che rappresentano una cifra tutto
sommato non insuperabile". E a chi gli ha chiesto notizie di un'imminente
arrivo di Berlusconi in città per sotenerlo, l'ex patron del Bologna calcio ha
risposto che non vuole continuare a parlarne: "Perderò o vincerò io. Sono
un candidato civico, ho degli alleati che mi sostengono, però questa partita la
gioco io a tutto tondo, così come ho sempre fatto". Insomma, a caldo
sembrava avere le idee puttosto chiare. Oggi però il suo ufficio stampa ha
fatto sapere che "Alfredo Cazzola fino a giovedì sarà impegnato in
riunioni di staff e non sarà reperibile". Il prossimo appuntamento con il
candidato è infatti in programma l'11 giugno a mezzogiorno, ora in cui è
prevista una conferenza stampa nel suo comitato elettorale. Chi invece ha già
parlato è Giorgio Guazzaloca, che il il giorno dopo l'esclusione dal
ballottaggio per la poltrona di sindaco di Bologna, ha incontrato i giornalisti
nella sede del suo comitato elettorale. "Stavolta ho perso ma, come disse
Lincoln, non sono caduto, sono solo scivolato", ha esordito il candidato
sostenuto dall'Udc. "So di avere condotto una battaglia giusta, ci sarà
tempo e modo per verificare la bontà delle nostre proposte", ha aggiunto,
rincarando con le citazioni e ricorrendo a Napoleone. "Il tempo è la
grande arte dell'uomo, diceva lui. Quindi il tempo si incaricherà di
decidere". Guazzaloca ha subito stoppato chi gli stava per chiedere se darà
qualche indicazione riguardo al ballottaggio, su come utilizzare il 12,7% di
voti che ha raccolto nella sfida per Palazzo d' Accursio. Nessun accenno
nemmeno a Cazzola, suo avversario diretto all'interno del centrodestra. Su
Delbono, invece, l'ex sindaco ha ribadito di non credere che "la sua
amministrazione della città possa garantire un salto di qualità a Bologna. Sono
dieci anni che mi batto per voltare pagina. Ci sono riuscito in una occasione
che fu storica. Poi, le altre due tornate amministrative hanno confermato la
fiducia in quell'ex modello ormai obsoleto. E questo nonostante i cinque anni
di Cofferati", ha concluso l'ormai ex candidato. Dai vinti ai vincitori.
Beppe Grillo, sul quotidiano online Affaritaliani.it, ha parlato di Giovanni
Favia, candidato sindaco a Bologna per i grillini, arrivato a sorpresa quarto
con il 3,32% dopo i tre big. Favia entrerà quasi sicuramente in Consiglio
comunale. "Con dentro Giovanni sarà difficile mantenere giochini. D' ora
in poi - ha annunciato Grillo - ogni Consiglio sarà pubblicato in rete. I
cittadini finalmente sapranno, vedranno e verificheranno attraverso Giovanni,
la rete e il mio blog. I cittadini finalmente parteciperanno, sapranno e
agiranno. Dal basso, si comincia così. Da oggi non sarà più lo stesso. E la
prossima volta conquisteremo i Comuni. Dopo i consiglieri, anche i sindaci e la
Regione. Ma non la Provincia, visto che siamo per
l'abolizione". E in vista del secondo turno, il comico genovese assicura
che "i nostri voti non sono in vendita, nessuno si allea a delle salme o a
dei malati terminali, anche per non prendere malattie". Infine, fresca di
riconferma, parla la presidente della Provincia Beatrice Draghetti. A
margine di un incontro organizzato a palazzo Malvezzi per commentare l'esito
del voto, ha risposto a una domanda sui rapporti e sulla differenza di stile,
emersa più volte, fra lei e Sergio Cofferati e spesso al centro di polemiche e
divergenze. "Cofferati? Appartiene alla mia vita precedente", ha
detto ricalcando un'espressione più volte usata dal sindaco uscente per parlare
della sua passata esperienza di sindacalista. Draghetti ha aggiunto che non ha
avuto alcun contatto telefonico con Cofferati e, sul risultato elettorale da
lui ottenuto alle elezioni europee, si è limitata a dire: "Non mi sono
dedicata alle vicende elettorali di altri". PROVINCIALI: IL CENTROSINISTRA
TIENE, MA NON FA IL PIENO |
( da "Corriere delle Alpi"
del 11-06-2009)
Argomenti: Province
Il Pab sceglierà
su Facebook Bampo ha aperto un gruppo per votare il "meno peggio" Il
movimento del "non voto": «Guardate oltre le montagne» OUTSIDER La
collocazione di chi è fuori BELLUNO. «La Provincia non
tira». Ne è convinto Giovanni Patriarca del movimento per il non voto che mira
all'abolizione delle Province. Patriarca aveva tentato di candidarsi per
conquistare spazi di tribuna elettorale, ma non era riuscito a raccogliere le
firme. I numeri però indicano la propensione all'astensionismo:
«Complice anche l'assuefazione dei cittadini bellunesi al tema dell'autonomia»,
sottolinea Patriarca. «Le schede bianche e le schede nulle sono state 6939 vale
a dire il 6,08%, l'astensione aumenta sia rispetto alle precendeti elezioni (dal
64,17% al 59,23%), sia rispetto alle contemporanee elezioni europee (62,42%) in
cui spesso si eleggono sconosciuti. Noi non siamo così presuntuosi da credere
che sia il risultato della nostra campagna per il "non voto", noi
volevamo solo intercettare e rendere visibile alle istituzioni il sentimento
dei bellunesi di apertura verso l'europa piuttosto che il rinchiudersi
all'interno dei confini montani, oltre naturalmente al disinteresse e alla
disillusione per un'istituzione poco utile e molto costosa. Chiediamo»,
conclude Patriarca, «al nuovo presidente che sarà eletto, oltre che la
trasparenza in tutti gli atti amministrativi anche di guardare oltre le
montagne». Il Pab su Facebook. Gli attivisti del Pab di Paolo Bampo si sono
riuniti per l'analisi del voto e hanno preso una decisione: «Il Pab ha deciso
di indicare agli elettori "il meno peggio" tra Reolon e Bottacin
aprendo un gruppo su Facebook nel quale, lo "zoccolo duro" del Pab,
potrà esprimere la propria preferenza». L'invito è ad esprimere la propria
posizione con un messaggio in bacheca o privato nella posta del gruppo
"Dillo al Pab". La posizione potrà essere resa nota anche inviando
una mail a: pab.mov@libero.it, o un sms al 366 4310045, o una lettera alla la
casella postale nº24 - 32020 Limana.
( da "Trentino" del
11-06-2009)
Argomenti: Province
L'INTERVENTO «Ma
l'Europa raccomanda di farlo» Borgonovo Re perplessa sui rumors di abolizione.
Il Friuli però lo ha tolto TRENTO. Mentre in aula si mena il can per l'aia sul
suo successore, l'attuale difensore civico, Donata Borgonovo Re, sul tema ha
più di un aspetto da puntualizzare: «Non stupisce che alcuni partiti ritengano
inaccettabile l'esistenza di un'istituzione che tutela i cittadini nei loro
rapporti con le pubbliche amministrazioni sottraendo le questioni in
discussione a logiche clientelari o di parte per assicurare ad ogni cittadino,
indipendentemente dalle sue idee e dalla sua appartenenza, un servizio
imparziale di garanzia non contenziosa. Attraverso la mediazione del difensore
civico ed il suo ausilio giuridico, vengono infatti evitati possibili
contenziosi e vengono sanate le situazioni di conflitto, potenziale o attuale,
determinate da errori o disfunzioni dell'amministrazione, agevolando così i
rapporti tra queste ed i cittadini». Osserva la Borgonovo Re: «Non va
dimenticato, come ho avuto modo di sottolineare nelle relazioni annuali, che
l'istituto del difensore civico è sostenuto con forza dall'Unione europea
(dotata di un proprio Médiateur) e dal Consiglio d'Europa, le cui
raccomandazioni e risoluzioni invitano gli stati europei che ancora non lo
avessero fatto, ad istituire mediatori regionali e locali per la difesa dei
diritti dei cittadini di fronte alle disfunzioni delle pubbliche
amministrazioni. Per usare le parole del Congresso dei poteri locali e
regionali d'Europa: "l'istituzione del Mediatore/Difensore civico
(europeo, nazionale, regionale, provinciale, comunale ecc) contribuisce sia a
rafforzare il sistema di tutela dei diritti dell'uomo, sia a migliorare i
rapporti tra la pubblica amministrazione e gli utenti" .La discussione che
si è aperta a livello nazionale (che riguarda esclusivamente il destino dei
Difensori civici comunali e provinciali) e che sta pericolosamente aprendosi
anche a livello provinciale va nettamente contro i principi guida adottati
dall'ordinamento europeo e fatti propri da tutti gli stati
membri dell'Unione (con l'unica curiosa eccezione dell'Italia, da sempre priva
di un Difensore civico nazionale) e minaccia pericolosamente l'esistenza di una
delle tutele cui i cittadini hanno diritto, i cui caratteri di gratuità e di
indipendenza costituiscono un indispensabile argine anche alle possibili
prevaricazioni del potere politico». Morale: «Pur ricordando che in una
notte della scorsa estate, il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha
eliminato l'istituto del difensore civico operante da più di vent'anni,
incurante degli effetti di tale decisione (ed insensibile ai richiami
istituzionali formulati dal Mèdiateur europeo e dalla Conferenza dei Difensori
civici regionali italiani), sono convinta che la nostra Provincia saprà
salvaguardare l'esistenza di un istituto prezioso tanto per i cittadini quanto
per le amministrazioni, la cui utilità è documentata da anni di lavoro
appassionato e da centinaia di problemi, piccoli e grandi, risolti in via
bonaria. Credo che i cittadini trentini sapranno chiedere conto a chi li rappresenta
dell'eventuale decisione di cancellare il difensore civico provinciale,
consapevoli che una simile scelta è destinata a renderli più deboli ed
indifesi».
( da "Repubblica, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Province
Pagina I -
Palermo L´abolizione dell´autonomia non ci salva dal malgoverno PIERO LONGO La
provocazione di Salvatore Butera che ipotizzava di abrogare lo Statuto del 47,
cioè l´Autonomia regionale, ha riscosso consensi tra i lettori del nostro
giornale. E molti si dicono pronti disposti a impegnarsi per mettere fine alla
politica clientelare
che nei sessanta e più anni di autonomia ha procurato effetti disastrosi per
l´economia e la società siciliana. SEGUE A P
( da "Repubblica, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Province
Pagina XV -
Palermo L´abolizione dell´autonomia PIERO LONGO A lla luce degli ultimi
risultati elettorali e considerando l´assenteismo dei votanti siciliani, si
potrebbero fare molte riflessioni ma la prima riguarda proprio quell´impegno
civile che a parole tutti professano e che invece viene sistematicamente eluso.
Certo gli interessi personalistici sono tanti e mantenere lo status quo giova a
molti, ma non è la prima volta che la società civile assume atteggiamenti che
vanno contro la generale accettazione fatalistica tipica dei siciliani e dei
palermitani in particolare. Auspicare poi, come ha fatto qualche interlocutore,
un nuovo "vespro" per liberarsi di una cattiva classe dirigente, è
infatti la più ingenua delle utopie, poiché l´autonomia e la democrazia non
possono scambiarsi con la cattiva gestione del potere e con lo stravolgimento
del diritto. Senza considerare poi che cosa significò quel "vespro"
nel lontano 1282 e quanto lo stesso Amari ebbe a scriverne quando se ne riparlò
romanticamente al tempo della unificazione nazionale: nell´epoca dei Vespri, la
Sicilia fu offerta agli Aragonesi per liberarla dagli Angioini e popolo e
nobiltà si trovarono concordi in quella decisione oculatamente proposta in nome
di un miope nazionalismo. Oggi, dunque con la stessa miopia, ci si vorrebbe
liberare dai rappresentanti politici eletti dagli stessi siciliani. Ma come?
Abolendo quell´unica opportunità che è lo Statuto il quale fa parte della
Costituzione italiana e avrebbe dovuto consentire alla Sicilia di mettersi alla
pari con le altre regioni. Non vogliamo considerare lo Statuto siciliano come
l´ultima memoria dello storico regno di Sicilia né l´ultima ricompensa che lo
Stato repubblicano abbia voluto darle considerando l´alto prezzo pagato dai
siciliani che vennero a far parte della Nazione Italiana nata anche con i
proventi del Banco di Sicilia e del Banco di Napoli. Guarda caso, ancora oggi
però queste sono le regioni più dissestate e nelle quali a causa della mafia,
della ndrangheta e della camorra, nascono, secondo la comune opinione, tutti i
problemi politici e sociali del nostro paese. Ma è questa la vera storia? Non è
forse troppo semplicistica e comoda una simile opinione che condanna tutto il
Sud ignorando la questione meridionale? Il fatto è che abbiamo dimenticato e
stravolto la storia e che l´incultura regna nei paesi che riconoscono il denaro
come unico sovrano. Si possono forse risolvere i problemi
della Sicilia e del suo malgoverno con l´abolizione dell´Autonomia? O non
dovremmo piuttosto liberare noi stessi da noi, dai nostri pregiudizi? Da noi,
appunto, dato che abbiamo sempre avuto bisogno di qualcuno da sostituire nella
gestione del potere che ci appartiene ma che pensiamo di gestire attraverso
l´azione di coloro che sembrano più capaci e rapaci, convinti che non
sia stato mai possibile governare con onestà e rettitudine? Ipotizzare nuovi
vespri e rinunciare all´autonomia significherebbe ammettere che in Sicilia non
può esistere la democrazia poiché manca ai siciliani la capacità decisionale e
la forza politica per gestire la cultura e l´economia del territorio.
Rinunciare pure all´Autonomia perché è stata mal gestita e perché «causa della
odierna rovina e confusione e del malaffare politico» vorrebbe dire ammettere
definitivamente l´impotenza dei siciliani i quali dal 1130 al 1812 sono rimasti
servi della gleba e che in Sicilia, dall´Unità a oggi, soltanto le
organizzazioni mafiose hanno meritato e meritano di gestire il potere.
Rifiutare l´autonomia significherebbe dunque arrendersi e rinunciare all´utopia
e alla possibilità del mutamento.
( da "Repubblica, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Province
Pagina VII -
Milano Il bilancio Il futuro L´azienda ferma 355 lavoratori. E nessuno crede
nel ritorno Ad Arese l´ennesimo stop "L´Alfa muore con noi" Il
centro-stile era il nostro baluardo, ora che chiude non ci resta più niente
Abbiamo sperato invano nel rilancio Sono venuto al Nord per avere sicurezza, ho
lavorato qui vent´anni Come vivremo con 870 euro al mese? STEFANO ROSSI (segue
dalla prima di Milano) Una assemblea aperta ieri mattina, davanti alla
portineria centrale, ha ufficializzato che la scure è caduta anche su di loro.
Cassa integrazione da lunedì per sette settimane, poi ferie per altre tre. Si
dovrebbe riprendere l´attività il 24 agosto. Non ci crede nessuno. Alle 17 esce
il turno dai cancelli della fabbrica. Negli anni 80,
quando all´Alfa
lavoravano in ventimila, era una fiumana orgogliosa. Oggi è un rivolo gonfio
solo di preoccupazione. «Si va in cassa in due fasce - spiega Paolo - con
l´indennità di 780 euro per chi ne prende 1.200 di stipendio e di 900 per chi
ne prende 1.500». Come gli altri, Paolo ha passato da poco i quaranta: «Troppo
giovane per la pensione, troppo vecchio per il mercato del lavoro». Ma tutti
con dei figli da crescere e un mutuo da pagare. Giuseppe Catanese, 45 anni,
riassume l´amarezza di tutti: «Vengo dalla Calabria e in vent´anni di Alfa sono
diventato un quadro, mi occupo delle modifiche e migliorie della 159. Per
l´azienda sono stato in Svezia e in Thailandia e in cassa prenderò 870 euro con
una rata del mutuo di 800. Mia moglie rischia il posto di insegnante con il
ritorno al maestro unico e abbiamo due ragazzine di 14 e 8 anni. Ero emigrato
dal Sud per trovare la sicurezza e devo mandare in giro i curriculum. Ma finora
nessuno ha risposto». La lettera con su scritto «cassa integrazione» sarà
recapitata domani. Nel frattempo al centro stile hanno già cominciato a fare
l´inventario, a ritirare i pc portatili e disattivare le schede telefoniche. La
progettazione dei nuovi motori a sei cilindri è ferma: «Vedrete che useranno
quelli della Chrysler», azzarda Carlo Pariani (Flmu Cub). La gente esce dai
cancelli con le borse: «Abbiamo iniziato a sbaraccare». Vanno in cig 110
lavoratori su 180 della Powertrain (motori) e 245 su 320 di centro stile,
sperimentazione e progettazione. I 70 che restano di questi reparti sono del
commerciale. «è il colpo mortale. La Fiat sta per chiudere l´Alfa», riflette
Ernesto Ierardi, delegato Rsu della Fiom, che richiama «chi
ha preso gli impegni a rispettarli, come la Regione con il suo piano di
reindustrializzazione». All´assemblea di ieri mattina Regione, Provincia e
Comuni (Milano, Arese, Garbagnate, Lainate, Rho), non c´erano. Si è visto solo
Vladimiro Merlin, consigliere a Palazzo Marino per Rifondazione. Il
governatore Formigoni ha inviato una lettera di solidarietà, la segretaria della
Fiom Maria Sciancati la rimanda al mittente: «Servono fatti concreti». Corso
Marconi intanto va avanti. «La cassa ordinaria ha un limite di 52 settimane in
due anni e la Fiat vuole raggiungerlo entro aprile del 2010, dichiarando poi
l´esubero dei lavoratori», prevede Ierardi. Significherebbe non tornare mai più
in fabbrica. «Ma io già non ce la facevo con lo stipendio, figuriamoci adesso»,
dice Paolo Parini. Per questo il sindacato chiede l´abolizione del tetto che
rende teorico l´80 per cento del salario previsto come indennità di cassa. «Un
po´ però ce lo dovevamo aspettare», obietta Andrea Andreis. è già dalla fine di
dicembre che due settimane al mese si fanno a casa. Eppure sette consecutive -
dieci con le ferie - non se le aspettavano. Non al centro stile, dove hanno
disegnato la Mito. Tanti, nei reparti di punta, pensavano che a loro non
sarebbe toccato. Non così. Anche quando nel dicembre 2002 venivano mandati in
cig 1.024 operai. Anche assistendo allo smantellamento delle linee di
produzione, al calvario di proroghe della cassa straordinaria e infine al
licenziamento degli ultimi 68 di questi 1.024 (dopo pensionamenti, uscite
incentivate, dimissioni spontanee) nel marzo del 2008. «Abbiamo sperato anche
nel rilancio grazie al museo, che attrae visitatori da tutto il mondo», spiega
Giovanni Pillonca: «Il centro stile era il nostro baluardo, ora non ci resta
più niente». Al massimo, la Fiat offre il trasferimento a Torino. Chi ha
accettato si alza alle 4 della mattina e rientra alle 9 di sera. «Io però
glielo dicevo, che prima o poi sarebbe toccato anche a noi», sospira Daniela
Bonvini, delegato Rsu. Invece, malgrado tutto, c´è persino un po´ di sorpresa
ad avvelenare il cuore trafitto dell´Alfa. Il 24 giugno del 2010 l´Anonima
lombarda fabbrica automobili compirebbe un secolo. Ma più che un anniversario,
sembra un funerale.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Province
Esposito
ha organizzato un tour nei quartieri, Bigliardo annuncerà tagli della Tarsu e
l'abolizione della sosta a pagamento
( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 12-06-2009)
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Venerdì 12 Giugno
2009 Chiudi di LUCIANO D'ARPINO Difficilmente il Terzo Polo si apparenterà con
uno dei candidati rimasti in corsa per diventare presidente della Provincia:
Antonello Iannarilli del centrodestra e Gianfranco Schietroma del
centrosinistra. A dirlo è il candidato a presidente del Terzo Polo Domenico
Marzi, uno dei sicuri vincitori morali di questa elezione con i suoi 38.205
pari al 12,84%, diventato il vero ago della bilancia con l'Udc di questa
tornata elettorale. «Non penso - dice infatti Marzi - che vi siano le
condizioni per andare con uno dei due contendenti. Se poi Casini dovesse
decidere in modo contrario, mi consulterei prima in modo approfondito con
tutti». Cosa prova dopo questa affermazione nei confronti del centrosinistra
che l'ha scaricata dopo 9 anni di guida del Comune capoluogo? «La smorfia della
mia soddisfazione è stata pari al ghigno cadaverico di alcuni personaggi
dell'altro campo». I suoi sondaggi non si sono rivelati illusori come quelli di
Iannarilli che avrebbe dovuto vincere facile al primo turno... «Sono stati
veritieri: mi avevano detto che i miei consensi sarebbero oscillati dal 12 al
14% e così è stato. A Frosinone ho ottenuto mille voti personali in più solo
stringendo le mani e grazie al voto d'opinione prescindendo da improbabili
offerte di primariati e posti di lavoro». Di nuovo sindaco del capoluogo,
consigliere regionale o deputatto: cosa vede adesso nel suo futuro politico?
«Escludo categoricamnete il ruolo di sindaco. Per il resto è troppo presto per
parlarne. Mi sono candidato perché avevo voglia di dire la mia» Si impegnerà
adesso a fare il consigliere provinciale o lascerà dopo un po' di tempo? «Già nel mio programma c'era l'abolizione dell'ente provincia e
quindi....Penso comunque che lascerò il mio posto a qualcun altro dopo un
annetto. Ero e resto un politico fuori dagli schemi». Se l'apparentamento
appare difficile è partita però l'offensiva per la conquista del voto di
centro. Va in questo senso infatti l'invito lanciato da Adriano Roma,
coordinatore provinciale del Pdl per l'area sud della Ciociaria: «Faccio un
appello agli elettori dell'Udc - dice - una forza politica per sua natura
moderata e cattolica, che non ha nulla a che vedere né con l'anticlericalismo
del nostro avversario né tanto meno con i radicalismi della sinistra estrema,
che è parte integrante della coalizione di Schietroma e che ha tentato in più
occasioni di scardinare addirittura la famiglia, il fulcro della nostra
società. L'Udc non ha niente in comune con tutto ciò, ed è vicina, invece, agli
ideali del nostro candidato Antonello Iannarilli e della coalizione che lo
sostiene. Per questo, invito gli elettori dell'Udc a sostenerci, per garantire
alla nostra Provincia un governo capace di cambiare davvero le cose tenendo
fede a quelli che sono i principi e i valori comuni di riferimento». A dar
manforte al candidato del centrosinistra Gianfranco Schietroma, invece,
scendono in campo il governatore del Lazio Piero Marrazzo e l'assessore
regionale Francesco Scalia, presidente della Provincia uscente: «Credo
nell'allargamento dell'alleanza all'Udc ma bisogna lavorarci - ha detto
Marrazzio - Si sta lavorando come sempre ma non riduciamo tutto ad un accordo
elettorale. Cerchiamo di guardare lontano». E Scalia aggiunge: «C'è bisogno più
che mai di quella determinazione che ha sempre contraddistinto gli uomini del
centro sinistra ed io, in continuità con quanto fatto finora, non mi
risparmierò. La Provincia di Frosinone viene da un'esperienza di governo che ha
ottenuto risultati importanti Per questo occorre fare squadra e non
interrompere mai il dialogo con il territorio. La politica deve raccogliere
istanze e bisogni, per confezionare poi, nel migliore dei modi, le risposte che
i cittadini si aspettano».
( da "Adige, L'" del
12-06-2009)
Argomenti: Province
Raffaele
Sampaolesi non è un ragazzino e proprio la sua età è stato uno dei motivi di
perplessità nella maggioranza, che alla fine però si è rassegnata a quella che
è stata giudicata l'unica opzione possibile Raffaele Sampaolesi non è un
ragazzino e proprio la sua età è stato uno dei motivi di perplessità nella
maggioranza, che alla fine però si è rassegnata a quella che è stata giudicata
l'unica opzione possibile. Nato a Terni 72 anni fa, Sampaolesi ha lavorato alla
Banca d'Italia dal '61 fino a diventare direttore della sede di Trento dal 1989
al '95 quando è andato in pensione. Da allora e fino ad oggi ha svolto le
funzioni di giudice di pace di Trento e reggente degli uffici di Fiera di
Primiero e Pergine. E proprio a Pergine, dove si trovava al lavoro, Sampaolesi
è stato raggiunto dalla notizia della sua elezione. Ieri prima del voto il
consigliere provinciale Mauro Ottobre (Patt) aveva evidenziato l'aspetto
critico che così verrà a sguarnirsi ulteriormente l'ufficio del giudice di
pace, che già oggi è in affanno nel coprire le udienze in tutte le 11 sede
periferiche oltre a Trento che sono Borgo, Cavalese, Cles, Malé, Fiera di
Primiero, Fondo, Mezzolombardo, Pergine, Riva, Rovereto Tione. Dottor
Sampaolesi, come è nata la sua candidatura? Mi è stata chiesta la disponibilità
da alcuni consiglieri provinciali che mi conoscono da anni per la mia
esperienza professionale alla Banca d'Italia e l'attività di giudice di pace
negli ultimi 14 anni, ritenendo che fossero utili a questi fini. Questa
elezione mi onora per l'importanza del ruolo. Cosa pensa
della funzione del difensore civico? Penso che sia utile per la cittadinanza e
anche se a livello nazionale si discute della sua abolizione ritengo che la
nostra provincia autonoma dovrebbe tenere questa istituzione perché fino ad
oggi ha dato buoni risultato grazie a chi ha svolto questo ruolo prima di me.
Conosce il difensore civico uscente, Donata Borgonovo Re? Sì, l'ho conosciuta
ad un convegno, ha svolto in modo molto valido il suo compito. E lei come
intende muoversi? Io l'esperienza in questo ruolo non ce l'ho ma me la farò. Da
quest'anno il difensore civico svolge anche le funzioni di garante dei minori.
Lei ha esperienza in questo campo? No, ma penso che il garante sia molto utile per
aspetti di tutela fondamentali al di là degli aspetti di cui si occupa il
tribunale dei minorenni. L'ufficio del giudice di pace è da anni a ranghi
super-ridotti, la sua nomina a difensore civico lo sguarnirà ulteriormente. Si
troverà una soluzione? La situazione è difficile ma non dipende da noi ma dal
Consiglio superiore della magistratura che deve fare le nomine. Prevedo tempi
lunghi e non brevi. Ma oggi quanti giudici di pace mancano? La pianta organica
è di 36 giudici di cui
( da "Tempo, Il" del
12-06-2009)
Argomenti: Province
stampa
Ballottaggio Primo impegno del candidato del centrodestra Iannarilli:
«Toglieremo la famigerata Cosap» La componente ex An spinge per un accordo con
i centristi. Paliotta chiede un ultimo sforzo Luca Sergio
Antonello Iannarilli, candidato del centrodestra al vertice
dell'Amministrazione provinciale nel ballottaggio di domenica 21 e di lunedì 22
giugno, si sta già muovendo da presidente. E così ieri ha lanciato la sua prima
proposta che sarà particolarmente gradita a migliaia di elettori: l'abolizione
della Cosap. Ricordiamo che il famigerato balzello mise in cattiva luce
la prima amministrazione di centrosinistra che fu sommersa da una marea di
critiche da parte di due esponenti del centrodestra: Fabio Bracaglia e Pasquale
Purificato. «Se il popolo ciociaro ci confermerà il suo consenso – ha
dichiarato – il primo impegno della nuova maggioranza sarà quello di abolire
questo canone. Si tratta di un canone che sta creando un grosso contenzioso. Dà
luogo a notevoli disparità di trattamento e si rivela spesso iniquo.
Innanzitutto incomprensibile è il motivo per cui un cittadino debba pagare per
uscire di casa. Inoltre l'Amministrazione provinciale non è mai riuscita né a
regolamentare, né a disciplinare adeguatamente il pagamento di questa tassa che
spesso ricade su terreni già espropriati per l'ampliamento delle sedi stradali
e dunque non più di proprietà dei privati cittadini. Per non parlare degli
incassi assolutamente non proporzionati rispetto alle spese». «Un impegno che
prendiamo sin da ora – ha concluso Iannarilli – per eliminare incongruenze e
metterci dalla parte dei cittadini. Concretamente». Grande soddisfazione per il
risultato ottenuto dal movimento MCL presieduto da Giuseppe Paliotta, terza
lista di centrodestra con il 3.14% e 9033 preferenze su tutto il territorio
provinciale. «Determinante – ha rilevato Paliotta – è stato il progetto della
nuova regione Lazio senza Roma, vera novità di questa campagna elettorale, che
insieme ai temi di cambiamento e di rinnovamento, hanno permesso la collocazione
della lista MCL nella classifica delle liste di centro-destra più votate.
Infatti la troviamo subito dopo quello del PDL e di Rialzati Ciociaria. Si
classifica al primo posto il candidato di Atina Mario Giannandrea con il
14,03%, subito dopo Fabrizio Martini per il collegio di Fiuggi con 11,95% ed
infine Paolo Castaldi per il collegio di Ceprano con 11,71%. Un ringraziamento
a tutti i cittadini che ci hanno sostenuto esprimendo la propria preferenza per
il nostro movimento». «Ora però – ha sottolienato concludendo – bisogna
concentrarsi sul ballottaggio, motivando gli elettori sulla necessità di
realizzare il cambiamento alla provincia dopo quindici anni di inefficiente
dell'Amministrazione provinciale di sinistra». Intanto, sia a livello
provinciale ma soprattutto regionale e nazionale si susseguono i contatti tra
gli schieramenti per raggiunge un'intesa che possa sbloccare il turno di
ballottaggio, il quale si avvicina a grandi passi. Il partito corteggiato è
ovviamente l'Udc che in provincia, con il Terzo polo, dopo il lusinghiero
risultato elettorale ha il coltello dalla parte del manico. La componente ex An
del Pdl spinge per un accordo con l'Udc. Dopo l'intervista pubblicata ieri con
il vice capogruppo Pdl al Senato Oreste Tofani, che per tempo si era espresso
in questo senso, ieri sono scesi in campo due suoi importanti esponenti. «È
utile concentrarsi nei prossimi ballottaggi di Frosinone e Rieti e sulla
possibilità di aprire un dialogo proficuo con l'Udc», ha detto il sen. Andrea
Augello e sulla medesima linea si è espresso il deputato Fabio Rampelli:
«Occorre pensare a cose serie, a comporre il quadro provinciale per il varo di
una stagione di buongoverno nel territorio con la vittoria ai ballottaggi di
Frosinone e Rieti ma anche a strutturare il partito a Roma e nel Lazio per
prepararci alle elezioni regionali del 2010».
( da "Tempo, Il" del
12-06-2009)
Argomenti: Province
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Luca Sergio Antonello Iannarilli, candidato del centrodestra al vertice
dell'Amministrazione provinciale nel ballottaggio di domenica 21 e di lunedì 22
giugno, si sta già muovendo da presidente. E così ieri ha lanciato la sua prima
proposta che sarà particolarmente gradita a migliaia di elettori: l'abolizione
della Cosap.
Ricordiamo che il famigerato balzello mise in cattiva luce la prima
amministrazione di centrosinistra che fu sommersa da una marea di critiche da
parte di due esponenti del centrodestra: Fabio Bracaglia e Pasquale Purificato.
«Se il popolo ciociaro ci confermerà il suo consenso – ha dichiarato – il primo
impegno della nuova maggioranza sarà quello di abolire questo canone. Si tratta
di un canone che sta creando un grosso contenzioso. Dà luogo a notevoli
disparità di trattamento e si rivela spesso iniquo. Innanzitutto
incomprensibile è il motivo per cui un cittadino debba pagare per uscire di
casa. Inoltre l'Amministrazione provinciale non è mai riuscita né a
regolamentare, né a disciplinare adeguatamente il pagamento di questa tassa che
spesso ricade su terreni già espropriati per l'ampliamento delle sedi stradali
e dunque non più di proprietà dei privati cittadini. Per non parlare degli
incassi assolutamente non proporzionati rispetto alle spese». «Un impegno che
prendiamo sin da ora – ha concluso Iannarilli – per eliminare incongruenze e metterci
dalla parte dei cittadini. Concretamente». Grande soddisfazione per il
risultato ottenuto dal movimento MCL presieduto da Giuseppe Paliotta, terza
lista di centrodestra con il 3.14% e 9033 preferenze su tutto il territorio
provinciale. «Determinante – ha rilevato Paliotta – è stato il progetto della
nuova regione Lazio senza Roma, vera novità di questa campagna elettorale, che
insieme ai temi di cambiamento e di rinnovamento, hanno permesso la
collocazione della lista MCL nella classifica delle liste di centro-destra più
votate. Infatti la troviamo subito dopo quello del PDL e di Rialzati Ciociaria.
Si classifica al primo posto il candidato di Atina Mario Giannandrea con il
14,03%, subito dopo Fabrizio Martini per il collegio di Fiuggi con 11,95% ed infine
Paolo Castaldi per il collegio di Ceprano con 11,71%. Un ringraziamento a tutti
i cittadini che ci hanno sostenuto esprimendo la propria preferenza per il
nostro movimento». «Ora però – ha sottolienato concludendo – bisogna
concentrarsi sul ballottaggio, motivando gli elettori sulla necessità di
realizzare il cambiamento alla provincia dopo quindici anni di inefficiente
dell'Amministrazione provinciale di sinistra». Intanto, sia a livello
provinciale ma soprattutto regionale e nazionale si susseguono i contatti tra
gli schieramenti per raggiunge un'intesa che possa sbloccare il turno di
ballottaggio, il quale si avvicina a grandi passi. Il partito corteggiato è
ovviamente l'Udc che in provincia, con il Terzo polo, dopo il lusinghiero
risultato elettorale ha il coltello dalla parte del manico. La componente ex An
del Pdl spinge per un accordo con l'Udc. Dopo l'intervista pubblicata ieri con
il vice capogruppo Pdl al Senato Oreste Tofani, che per tempo si era espresso
in questo senso, ieri sono scesi in campo due suoi importanti esponenti. «È
utile concentrarsi nei prossimi ballottaggi di Frosinone e Rieti e sulla
possibilità di aprire un dialogo proficuo con l'Udc», ha detto il sen. Andrea
Augello e sulla medesima linea si è espresso il deputato Fabio Rampelli:
«Occorre pensare a cose serie, a comporre il quadro provinciale per il varo di
una stagione di buongoverno nel territorio con la vittoria ai ballottaggi di
Frosinone e Rieti ma anche a strutturare il partito a Roma e nel Lazio per
prepararci alle elezioni regionali del 2010».
( da "Secolo XIX, Il"
del 13-06-2009)
Argomenti: Province
La Lega avverte
gli alleati del Pdl: «Guai a chi pensa di abolire le Province» dopo la tornata
elettorale Smentite le dichiarazioni del ministro Brunetta che aveva parlato
della necessità di "svuotare" gli enti locali intermedi 13/06/2009
Roma. Guai a chi tocca le province, parola della Lega
nord. Se ne parla da diversi mesi ma oggi, dopo il voto del
6 e 7 giugno ed in vista dei ballottaggi previsti per il 21, la Lega va giù
duro e mette uno stop all'abolizione delle province. A parlare per primo, dando corpo e voce ai sentimenti di del
Carroccio che ha superato il 10% dei consensi allargando la sua geografia
politica ben oltre il Po, è Leonardo Muraro, presidente della provincia di
Treviso. «Gli elettori - dice - hanno bocciato la lobby industriale che
avrebbe voluto abolirle. Il voto ha sconfitto il movimento anti-Province». Il
braccio di ferro sul futuro di questa istituzione era stato al centro del
dibattito nel centrodestra alla vigilia del voto. Da una parte la Lega che vede
nella provincia un tassello fondamentale del legame con la gente, dall'altra
pezzi della maggioranza tra cui anche il Ministro antifannulloni Renato
Brunetta, per il quale le province sarebbero da
eliminare al punto che in un'intervista aveva avvertito: «Si è detto tante
volte ma nessuno ha mai osato abolire le province.
Accadrà adesso - anche se "abolire"è un termine non corretto: gli
enti intermedi che stanno a metà strada tra Comune e regione saranno svuotati».
Macché? dice oggi la Lega - non se ne parla proprio. «Il movimento anti-Province
- notava ieri Muraro - è stato sconfitto, nel segno della Lega. L'ultima
tornata elettorale non ha soltanto confermato la crescita del Carroccio a
livello nazionale e locale, ma ha emanato anche un altro verdetto: chi diceva
che la popolarità delle Province era ormai al tracollo è stato palesemente
sconfessato. L'affluenza per i rinnovi delle Amministrazioni provinciali ha
superato il 70% a livello nazionale nel Nord soprattutto». Poche ore prima del
voto Umberto Bossi era stato ancora più chiaro: «Io sono amico di Berlusconi -
queste le parole del Senatùr - e ogni grande patto è sacro». Poi, riferendosi
alle amministrative, aggiungeva: «Niente mani libere, Berlusconi è una brava
persona: io non cambio uno che mantiene le promesse. Mi aspetto di vincere nei
comuni e nelle province. Quelli mi interessano». Un
discorso chiaro che, a scanso di equivoci, Bossi precisava ulteriormente
riferendosi alla futura leadership del centrodestra: «Il leader per adesso è
Berlusconi. E non è giusto per lui parlare ora dei suoi successori. Fini poi
non ha nessuna intenzione a fare le scarpe a Berlusconi». Del resto nel testo
proposto dalla maggioranza, rivisitato e corretto, della Carta delle autonomie
che dovrebbe cominciare il suo iter istituzionale subito dopo le elezioni, non
è prevista nessuna abolizione delle province. E, a
scanso di equivoci, il sottosegretario all'Interno con delega agli Enti Locali,
Michelino Davico (Lega nord), ha più volte smentito che le Province saranno
cancellate definendo le dichiarazioni del ministro Renato Brunetta "un
contributo che non è nel testo". Davico, poi, - anticipando alcuni
contenuti del provvedimento sul quale sono in corso incontri di governo - ha
spiegato come il testo sulle autonomie preveda l'abolizione di alcuni degli enti
intermedi che si calcola siano alcune decine di migliaia. «Ci sono dati diversi
in proposito - ha detto - ma sicuramente il risparmio è maggiore se si
aboliscono questi enti intermedi piuttosto che le Province per le quali
potrebbe esserci una maggiore razionalizzazione. Le Province - ha aggiunto -
sono previste dalla Costituzione dunque non si possono abolire così».
Massimiliano Lenzi 13/06/2009
( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 13-06-2009)
Argomenti: Province
Sabato 13 Giugno
2009 Chiudi di GIORGIO ISRAEL L'ABOLIZIONE degli esami di riparazione autunnali
per i licei, quindici anni fa, fu la conclusione di un processo iniziato da
anni, ma la decisione del ministro D'Onofrio aprì una faglia che è andata
sempre più allargandosi. Non che non vi fossero ragioni serie per modificare
una situazione piena di inconvenienti, a partire dal costo delle ripetizioni
estive per le famiglie. Ma fu una leggerezza scassare un sistema collaudato
senza disporre di un'alternativa ben pensata e applicabile; e, di fatto,
l'alternativa non l'aveva in mente nessuno. L'assenza di regole non poteva non
determinare una caduta del rigore e non poteva non solleticare tendenze
demagogiche al lassismo. Chi ricorda il clima di quegli anni sa bene che il
mondo degli insegnanti lo aveva capito e che ha sofferto di sentirsi sottrarre
uno strumento importante sia per stimolare il rendimento scolastico sia per
mantenere la disciplina in classe. Di fatto, col crollo
della spinta a far bene anche tra gli studenti migliori, si creò un
appiattimento generale. Il messaggio stimolava l'opportunismo: «chi me lo fa
fare di studiare se anche l'ultimo della classe va avanti lo stesso?». Tutti i
marchingegni escogitati negli anni successivi dall'invenzione dei nefasti
"debiti formativi" che non venivano mai recuperati, a quella
del "6 rosso", erede dei famigerati "6 politico" e "18
politico" di sessantottina memoria hanno continuato a trasmettere quel
messaggio opportunista e lassista. Ha trionfato una demagogia permissiva
ispirata da un'ideologia imperniata su due principi: tutti debbono andare
avanti allo stesso modo e l'obiettivo di riferimento non è il rendimento
massimo (ovvero il primo della classe), bensì un rendimento minimale o, come fu
detto con una penosa locuzione, la "media minima"; la scuola deve
gestire i nuovi problemi in base al principio dell'"autonomia", di
per sé ottimo ma realizzato in modo da travolgerla sotto una valanga di
burocrazia e di adempimenti formali. Il modo con cui è stata concepita
l'autonomia scolastica come quella universitaria lungi dall'alleggerire la
struttura l'ha appesantita enormemente con una miriade di organismi e
adempimenti che la distolgono dalla sua funzione istituzionale.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 13-06-2009)
Argomenti: Province
POLITICA pag. 11
Per errore, subito corretto, erano state cancellate l'abolizione della pena di
morte,
( da "Denaro, Il" del
13-06-2009)
Argomenti: Province
Campania Riforme
istituzionali Legge elettorale, le ragioni di un voto Nuova chiamata alle urne
il prossimo 21 giugno. A due settimana di distanza dalle elezioni europee e
amministrative, si voterà per il referendum elettorale, finalizzato alla
modifica parziale del testo di legge del 2005. Sulle ragioni del sì e su quelle
del no, giovedì scorso, si sono confrontati, presso la sede de Il Denaro,
Amedeo Lepore, presidente del Comitato per il Sì nel Mezzogiorno e docente di
Storia economica presso l'Università di Bari, e Geppi Rippa, esponente del
Comitato per il No e direttore dei Quaderni Radicali. L'evento è stato
organizzato dal Denaro in collaborazione con Mezzogiorno Europa, Demios e
Rodinò 22 ed è stato trasmesso da Radio Radicale. L'integrale è disponibile sul
sito del Denaro all'indirizzo www.denaro.it. daniela russo Premio di
maggioranza alla lista più votata e abrogazione delle candidature multiple:
queste le modifiche principali che il referendum del 21 giugno potrebbe
apportare all'attuale legge elettorale. Tre i quesiti per gli elettori. I primi
due sono relativi all'assegnazione del premio di maggioranza, per Camera e
Senato, non più alla lista o alla coalizione con il maggior numero di voti, ma
alla sola lista. Il terzo quesito, invece, prevede l'abolizione
della possibilità di presentare una candidatura in più circoscrizioni, come
spiega Armando Vittoria, ricercatore di Storia delle Istituzioni
dell'Università Federico II. Sulle ragioni del sì e su quelle del no si sono
confrontati, presso la sede del Denaro, Amedeo Lepore, presidente del Comitato
per il Sì nel Mezzogiorno e docente di Storia economica presso l'Università
di Bari, e Geppi Rippa, esponente del Comitato per il No e direttore dei
Quaderni Radicali. Entrambi hanno argomentato le proprie ragioni in maniera
anche accorata. La vittoria dei sì, secondo Amedeo Lepore, rappresenterebbe uno
stimolo per una seria riflessione finalizzata alla riforma elettorale. "La
spinta popolare spiega Lepore rimetterebbe in discussione il Porcellum. Il sì, inoltre,
eviterebbe un'eccessiva frammentazione delle liste, garantendo maggiore
stabilità ai Governi, espressione di un unico schieramento, e più ordine nei
rapporti tra i partiti stessi". "Il pluralismo continua - non sarà
messo in pericolo dalle soglie di sbarramento, pari al 4 per cento per la
Camera e all'8 per cento per il Senato. La rappresentanza di tutte le identità
politiche sarà tutelata e garantita". Il premio di maggioranza alla lista
più votata, per Lepore, consentirebbe a questa ultima di non essere soggetta
"ai ricatti delle forze minori". Per il comitato del sì, il terzo
quesito ha grande importanza "perché non ci sarebbe più la possibilità di
cedere il proprio seggio in Parlamento ai non eletti, garantendo maggiore
trasparenza nei confronti degli elettori". PENALIZZATI?I?PICCOLI "Il
referendum elettorale - dice Geppi Rippa elimina gli ultimi spazi di
partitocrazia, perfezionando il Porcellum". Per l'esponente del partito
Radicale, i quesiti del 21 giugno sono solo uno strumento per radicalizzare gli
aspetti peggiori della legge del 2005. "" illusorio credere che il sì
possa favorire la riforma. dice Rippa La modifica del testo di legge, così come
prevista del referendum, non sanerà gli errori dell'attuale legge". Non
saranno reintrodotte le preferenze e si rafforzerà la tendenza bipartitica, con
l'abolizione delle coalizioni e il premio di maggioranza assegnato alla lista
più votata. A farne le spese, secondo il direttore dei Quaderni Radicali,
saranno soprattutto i partiti politici più piccoli. "Il referendum, però,
- sottolinea Rippa è uno strumento partecipativo, espressione della democrazia
popolare. " importante andare a votare e non bisogna nascondersi dietro
l'astensionismo". I quesiti 1 - scheda di colore VERDE (premio di
maggioranza alla lista più votata alla Camera dei Deputati) Votando SI si
approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in cui assegna il
premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, che verrebbe assegnato alla
lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di partiti con più
voti. Votando NO si lascia invariata la legge attuale. 2 - scheda di colore
BIANCO (premio di maggioranza alla lista più votata al Senato della Repubblica)
Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in
cui assegna il premio di maggioranza al Senato della Repubblica, che verrebbe
assegnato alla lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di
partiti con più voti. Votando NO si lascia invariata la legge attuale. 3-
scheda di colore ROSSO (abolizione delle candidature multiple) Votando SI si
vieta a qualsiasi candidato di essere presente su più circoscrizioni e si
obbliga ognuno a scegliere in quale collegio/sezione elettorale candidarsi.
Votando NO si lascia invariata la legge attuale. del 13-06-2009 num.
( da "Sicilia, La"
del 13-06-2009)
Argomenti: Province
A Troina scontro
in Consiglio tra maggioranza e opposizione Leonforte. Continuano le iniziative
per risolvere le problematiche legate alla fornitura dell'acqua e quanto ciò
comporta in fatto di costi, taglio dei contatori, morosità. Mercoledì, infatti,
il comitato civico Principe Branciforti, di cui è il
coordinatore Franco Ferragosto, unitamente al coordinamento provinciale e
regionale, ha invitato tutti i cittadini leonfortesi a scendere in piazza,
per manifestare il proprio sdegno per i soprusi subiti da parte dell'Ente gestore
Acquaenna . Nell'annunciare che il raggruppamento
della cittadinanza avverrà in piazza Grillo e che la manifestazione di protesta
avverrà sul corso Umberto e arriverà in piazza Margherita, per concludersi con
il comizio in piazza
IV Novembre, Franco Ferragosto scrive: I cittadini, i
rappresentanti delle istituzioni e della politica, i sindacati, le
associazioni, che hanno a cuore la soluzione di un problema che diventa più
spinoso a danno della collettività, devono fare sentire forte la loro voce di protesta nei
confronti di coloro che fanno speculazione su un bene primario ed
imprescindibile: la nostra acqua, la nostra vita.
E poi le proposte di modifica del sistema di sfruttamento dell'acqua. Abolizione
degli Ato idrico; gestione degli acquedotti per la distribuzione da parte dei
Comuni; apertura in ogni Comune di sportelli al servizio dei cittadini;
creazione di una fascia di utenza, garanzia di metri cubi 50 pro-capite annua
(per ogni componente il nucleo familiare) ad un costo di 0,65 euro al
( da "Trentino" del
14-06-2009)
Argomenti: Province
Colloquio con il
presidente del Consiglio provinciale. A tutto tondo Kessler: «Tra Pd e Upt
rapporti da correggere» E sui costi della politica: «Al prezzo più basso non si
ha sempre il prodotto migliore» Dellai ha detto che non si possono prendere
voti usando il telecomando ma lui ha dato indicazioni non a favore del Pd
TRENTO. Costi della politica. Rapporti (non proprio fraterni) tra Pd e Upt. Ed
una riflessione, a bocce ferme, sulle recenti elezioni europee. In un colloquio
di ampio respiro il presidente del Consiglio Gianni Kessler affronta temi che
lo riguardano come garante dell'aula ma, smesso il ruolo istituzionale,
affronta anche temi squisitamente politici come la sponsorizzazione di Lorenzo
Dellai per il candidato dell'Udc, Ivo Tarolli, alle elezioni europee di sette
giorni fa: «E' vero che Dellai ha detto che i voti non sono teleguidati con un
telecomando, che l'elettore sceglie con la propria testa. E per fortuna. Ma
anche è vero che delle indicazioni le ha date, ed erano diverse da quelle di
votare Pd. E se non avevano un senso tanto valeva non darle». Costi della
politica. Ha senso tagliare con la mannaia giusto per farlo? «Attenzione. Non è
che tutto quello che costa meno sia meglio. Questo vale per la vita quotidiana
ma il concetto si applica anche per il funzionamento delle istituzioni. Per il
Consiglio si può spendere la metà, ma significherebbe non metterlo più in
condizione di lavorare. O farlo contare poco o niente. Quello che conta di più
non è la somma finale che si va a spendere ma se le istituzioni democratiche
fanno bene il loro lavoro. I nostri Consigli, sia quello provinciale che quello
regionale, lo fanno senza sprecare soldi». Kessler non è favorevole, battaglia messa in campo nelle ultime settimane dal centrodestra,
all'abolizione delle cosiddette porte girevoli. Lo scambio
assessore-consigliere. Costi della politica. Il Consiglio che presiede ha
sottoposto a cura dimagrante la voce uscite nel nuovo bilancio ed ha pure
restituito un po' di budget 2008 avanzato alla Provincia. Tutto bene o
si può dare di più? «Abbiamo dimostrato che si può funzionare bene spendendo
meno. I costi del Consiglio sono in diminuzione, questo è più che un segnale.
Ma attenzione: non è che tutto quello che costa meno sia meglio. Questo vale
per la vita quotidiana ma il concetto si applica anche per il funzionamento
delle istituzioni. Per il Consiglio si può spendere la metà, ma significherebbe
non metterlo più in condizione di lavorare. O farlo contare poco o niente.
Quello che conta di più non è la somma finale che si va a spendere ma se le
istituzioni democratiche fanno bene il loro lavoro. I nostri Consigli, sia
quello provinciale che quello regionale, lo fanno senza sprecare soldi».
Presidente in quest'ottica di risparmio il centrodestra vorrebbe mettere mano
alla legge elettorale provinciale. Cancellando le porte girevoli, ovvero
consiglieri che diventati assessori lasciano ad altri il loro posto in aula,
Lei che ne pensa? «Mi sembra una regola che, avrà anche un costo ma che deve
rimanere nell'interesse proprio della democrazia, dividendo senza ambiguità il
potere esecutivo, quello della giunta, da quello legislativo che è proprio dei
consiglieri. Se una buona parte dei consiglieri provinciali, quasi la metà della
maggioranza, sedesse allo stesso tempo in giunta (come avveniva o avviene
ancora a Bolzano) il risultato sarebbe quello di un Consiglio molto più debole
nella sua opera di controllo e di indirizzo del governo. Per questi consiglieri
con doppia veste di prefigurerebbe così un conflitto di interessi, politici.
Una legge giusta è stata quella di limitare il numero degli assessori: mi pare
che l'equilibrio raggiunto sia ottimale tra costi e benefici». E il ritorno a
casa di un consigliere sostituito se decade l'assessore di cui ha preso il
posto? «Regola sacrosanta, non ha costi. Diversamente gli assessori scelti dal
presidente sarebbero completamente nelle mani del leader dell'esecutivo». Come
valuta, da esponente del Pd, la qualità dei rapporti tra il suo partito e
l'altra gamba del centrosinistra, l'Upt? In questa parte di legislatura,
vicenda difensore civico in primis, non sono sembrati granché. «La faticosa
elezione del difensore civico lo dimostra: in questa legislatura i due partiti
non hanno trovato un metodo comune di lavoro. In questo caso significa darsi
degli obiettivi. Pd ed Upt sembrano sul difensore civico aver seguito l'idea di
capire se un candidato fosse dell'uno o dell'altro e cosa fare per stoppare
l'elezioni di quello non considerato "proprio". C'è bisogno, ed in
fretta, di trovare un metodo di lavoro comune. Ora non c'è. Sono sicuro che si
troverà». Dalle elezioni europee è trascorsa una settimana. Siamo senza
parlamentari trentini. Il vostro Nicoletti ha fatto bene ma ha anche lamentato
la mancanza di un appoggio compatto della coalizione. «E' un fatto che il
presidente Lorenzo Dellai abbia detto che i voti non sono teleguidati con un
telecomando, che l'elettore sceglie con la propria testa. E per fortuna. Ma
anche è vero che delle indicazioni le ha date, ed erano diverse da quelle di
votare Pd. E se non avevano un senso tanto valeva non darle... Su queste
elezioni tuttavia non si è sottolineata abbastanza la capacità di risposta
degli elettori quando si fanno delle proposte nuove e convincenti. La gente
vota se la proposta contiene in se delle idee di cambiamento e non solo un'idea
di spettacolo o di mera contrapposizione. Il Pd, sia con la Serracchiani che
con Nicoletti, ha fatto delle proposte di nuova classe dirigente».
( da "Tempo, Il" del
14-06-2009)
Argomenti: Province
stampa
Quantificato il mancato introito per il capoluogo al netto dei trasferimenti
statali Ici, buco nelle casse comunali Entrate ridotte di 763mila euro Finanze
Si corre ai ripari, domani bilancio all'esame del consiglio
Fabio Benvenuti È di 763mila euro il buco nel bilancio del Comune di Latina
prodotto dall'abolizione dell'Ici 2008 sulla prima casa. Il dato emerge dai
risultati dell'indagine di «Legautonomie», l'associazione che riunisce oltre
2.500 enti tra Comuni, Province, Regioni e Comunità montane di tutta Italia, e
pubblicati dal quotidiano «Il Sole 24 Ore». L'indagine ha messo a
confronto i dati inerenti il mancato gettito Ici in base alla documentazione
che gli stessi Comuni hanno inviato al ministero dell'Interno entro il 30
aprile scorso, con le quote dei cosiddetti trasferimenti statali erogati a
compensazione dell'Ici in base a quanto deciso dallo stesso ministero per il
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 15-06-2009)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
del lunedì sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-15 - pag: 3 autore: Codice delle autonomie In arrivo la scure sugli enti locali C i
hanno provato tre governi, dal 2001 ad oggi, ma questa probabilmente è la volta
buona. Il testo unico degli enti locali, che stabilisce funzioni e
organizzazione di Comuni e Province alla luce della riforma federalista della
Costituzione, è nelle mani del ministro della Semplificazione Roberto
Calderoli, che ha già presentato qualche «bozzaccia» (parole sue) al
confronto con le autonomie. La parola d'ordine, anche in onore al nome del suo
ministero, sono i tagli dell'apparato. In previsione ci sono riduzioni anche
del 50% nel numero di consiglieri e assessori, e l'addio alla foresta di enti (le
stime parlano di 3mila) che si affiancano a Comuni e Province per gestire
parchi regionali, comunità montane, ambiti territoriali, bonifiche, bacini
imbriferi montani e via organizzando. Destinati a scomparire anche i consigli
di quartiere, tranne che nelle città sotto i 250mila abitanti. Oltre a
tagliare, le bozze Calderoli si preoccupano anche di definire una volta per
tutte le funzioni fondamentali di Comuni e Province. Le attività degli enti
intermedi destinati al tramonto toccheranno a queste ultime, che con un
pacchetto di compiti rafforzato dovrebbero superare una volta per tutte il
dibattito sulla loro abolizione. G.Tr. LA DIETA Previsto il dimezzamento di
molte giunte e consigli e l'addio definitivo a comunità montane, Ato e consorzi
di bonifica
( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 15-06-2009)
Argomenti: Province
ANTONIO
VASTARELLI Il fronte dei piccoli imprenditori si rinsalda nel corso del
congresso provinciale della Confederazione nazionale artigiani di Napoli che,
alla presenza del vice presidente nazionale della Cna Lino Pompili, rielegge
leader Giuseppe Oliviero, al vertice dell'associazione dal
( da "Arena, L'" del
16-06-2009)
Argomenti: Province
Martedì 16 Giugno
2009 PROVINCIA Pagina 23 IL CASO. Aldo Orlandi, consigliere provinciale del
Gruppo animazione lesionati midollari, solleva una delicata questione Parcheggi
per invalidi? «Troppo pochi nei paesi» A Verona sono quasi
( da "Secolo XIX, Il"
del 16-06-2009)
Argomenti: Province
Savoia
"vota" Pdle spacca l'Udc ligure ballottaggio a savona Monteleone:
«Nessun sostegno a Vaccarezza». Broglia, ex Pd, segue Emanuele Filiberto:
«Lascio la maggioranza» 16/06/2009 Genova. «Parenti? No, grazie». Così l'Udc
segna la differenza da Emanuele Filiberto di Savoia che, dopo aver corso per le
Europee con la maglietta del partito di Casini, nelle ultime ore ha esternato
per il ballottaggio per la Provincia di Savona (si torna al voto il 21) il suo
sostegno al candidato del Pdl Angelo Vaccarezza. Èâ??il segretario regionale
Rosario Monteleone a ribadire che quelle del principe «sono posizioni personali
e pure incaute», aggiungendo subito dopo che «non esistono le condizioni
generali di garanzia per fare qualsiasi tipo di apparentamento e una scelta così
ora sarebbe soltanto un'aggregazione e potrebbe essere vista come un'annessione
anche in vista di appuntamenti elettorali futuri». Insomma né con il
centrodestra né con il centrosinistra, ma libertà di coscienza agli elettori.
Ma è a questo che si aggrappa il sindaco di Alassio Marco Melgrati: «Appunto,
saranno gli elettori dell'Udc senza bisogno di apparentamento, a decidere di
votare per il centro destra e per Angelo Vaccarezza presidente, perchéè nel Dna
di questi elettori l'anticomunismo e la vicinanza con il centrodestra». E se
anche la sua indicazione di voto non sarà presa alla lettera, comunque sia il
rampollo di casa Savoia il segno in Liguria lo lasciato. È di ieri la notizia
che il consigliere regionale del gruppo misto Fabio Broglia (nel 2005 unico
eletto dell'Udc, ma in seguito padre fondatore del Pd dopo una breve parentesi
in Italia di mezzo) ha ufficializzato la sua uscita dalla maggioranza con una
lettera aperta al presidente della Regione Claudio Burlando e ai capigruppo del
centro-sinistra. Ma le grandi manovre non si limitano al ballottaggio savonese.
Così se ieri Idv e Pd hanno siglato un accordo blindato per le elezioni
regionali del 2010, il Pdl ha presentato la sua idea per modificare la legge
elettorale con cui si voterà il prossimo anno. Prevede:
abolizione del "listino"; premio di maggioranza, con assegnazione
alla coalizione vincente del 60% dei seggi, (ma non oltre il 65% dei seggi);
riserva del 35% dei seggi all'opposizione, a tutela delle minoranze;
applicazione della formula elettorale, per la trasformazione dei voti in seggi,
con il metodo d'Hondt, così come previsto per i Comuni con popolazione
superiore ai 15.000 abitanti, salvo le necessarie modifiche apportate dalla
presente legge; clausola di sbarramento al 5%, valida per ogni singola lista
provinciale, e dunque per ogni partito, a prescindere dalla percentuale di
preferenze ottenute dalla lista regionale collegata o dalla coalizione;
previsione di un'effettiva rappresentanza di genere. Proposta che soprattutto
per quanto riguarda lo sbarramento del 5% ha già incassato il no dei
democratici. Al.Cost. 16/06/2009
( da "Tirreno, Il"
del 16-06-2009)
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Pagina 7 - Prato
Falsità sul consorzio Ombrone Sindaco e vicesindaco di Poggio attaccano Attucci
POGGIO A CAIANO. Falsità sui consorzi di bonifica. Sindaco e vice sindaco di
Poggio a Caiano non usano mezzi termini per definire le
dichiarazioni della candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia,
Cristina Attucci che nei giorni scorsi si è espressa a favore dell'abolizione
di questi enti definendoli "carrozzoni burocratici". Ora il
centrosinistra passa al contrattacco. «Viene travisata completamente la realtà
dei fatti e dell'importante ruolo svolto dal Consorzio Ombrone, a
salvaguardia del nostro territorio - scrivono in una lettera Marco Martini e
Antonio Marra - La cosa è ancora più grave perché tali affermazioni sono state
fatte da una cittadina poggese che ha vissuto il dramma dell'alluvione del'92 e
che quindi dovrebbe ben conoscere l'importanza di avere un ente operativo di
riferimento a tutela del territorio e del rischio idraulico e questo dimostra
l'inadeguatezza della Attucci a guidare la Provincia. E' poi completamente
sbagliato il concetto che gli oneri dovuti ai consorzi riguardano solo gli
operatori agricoli. Le quote di partecipazione o contributi consortili sono
dovuti dai cittadini proprietari di immobili ubicati nelle zone che beneficiano
dei lavori forniti di consorzi». Il contrattacco della giunta poggese prosegue
ricordando quanto realizzato in questi anni dai consorzi: «Vada a vedere
Attucci - proseguono sindaco e vicesindaco - la realizzazione della stazione idraulica
di Castelletti e potrà verificare come concretamente lavorano questi enti a
servizio dei cittadini di tutta la piana pratese-fiorentina oppure la cassa di
espansione in località Castelnuovo che ha dimostrato concretamente la sua piena
funzionalità nel recente autunno evitando gli allagamenti in via Roma». E.B.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 16-06-2009)
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CRONACA 16-06-
( da "Arena.it, L'"
del 16-06-2009)
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Nella città di
Verona che conta 250 mila abitanti ci sono quasi 6.000 permessi per invalidi e
nemmeno
( da "Corriere Di Como, Il"
del 16-06-2009)
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Oltre 5.300
alunni delle medie affrontano le prove finali Licenza media inferiore Meno
blasonati e meno selettivi della maturità, ma altrettanto importanti per i
ragazzi che li affrontano: sono partiti ieri in alcune scuole gli esami di
licenza media inferiore, il primo scoglio per gli studenti dopo l'abolizione
dell'esame di quinta elementare. Ai nastri di partenza circa 5.300 studenti
comaschi. Ogni scuola decide quale calendario seguire. Alcuni istituiti hanno
iniziato ieri, come detto. Altri cominceranno oggi. L'unica boa fissa è la
prova "Invalsi", nazionale e uguale per tutti, che verrà svolta
giovedì 18 giugno. In totale, i ragazzini delle scuole medie dovranno
affrontare cinque prove: quattro scritti (italiano, matematica, lingua
straniera, Invalsi) e un orale, il "colloquio pluridisciplinare".
Secondo quanto riportato dal ministero dell'Istruzione, quest'anno la votazione
finale sarà in decimi. «La commissione o le eventuali sottocommissioni - si
legge sul sito del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
(Miur) - concludono l'esame di ogni candidato con un voto finale espresso in
decimi, alla cui determinazione concorrono le valutazioni delle prove scritte,
la valutazione della prova scritta nazionale e quella del colloquio
pluridisciplinare». Il ministero, ovviamente, specifica che per ottenere la
licenza media è necessario raggiungere almeno il "sei". «In sostanza,
l'esame di terza media è quasi identico a quello dell'anno scorso. Non ci sono
grandi novità - spiega Francesco Grassotti, preside dell'Istituto comprensivo
Como Lago, che partirà oggi con la prima prova scritta - Per i ragazzi,
comunque, rappresenta sempre un passaggio molto importante: come disse Eduardo
De Filippo, gli esami non finiscono mai. Meglio abituarsi sin da giovani. Dopo
l'abolizione dell'esame per la licenza elementare, quello
di terza media per molti ragazzi sarà il primo, vero esame da affrontare». Il
voto di licenza media è ancora un biglietto da visita valido, per presentarsi
ai professori delle superiori' «Questo lo si dovrebbe chiedere ai colleghi
delle superiori - risponde Grassotti - Ad ogni modo, mi pare scontato
che l'abito di presentazione abbia ancora una certa importanza. Certo, oggi c'è
anche chi va alla Scala in jeans, ma la valutazione ricevuta alle scuole medie
ha il suo peso. Un giudizio che, durante il percorso scolastico, lo studente
può sempre confermare o smentire». In provincia di Como sono 5.307 gli studenti
candidati all'esame di Stato di terza media. O, meglio, gli alunni iscritti
alla terza media, ai quali bisogna sottrarre l'esigua percentuale di quei pochi
che non sono stati ammessi all'esame. Andrea Bambace Nella foto: Gli studenti
della scuola media devono affrontare quattro prove scritte Home Sant'Anna e
dormitorio, il Pd illustra i suoi quesiti Le sfide politiche su voto e cedro a
"30 Denari" "Magistri", promosso soltanto uno studente su
due Docenti preoccupati per i continui tagli ai fondi Oggi Asl-S.Anna al
Sinigaglia Morbillo tra i banchi di scuola Sono 10 gli studenti contagiati Una
folla in città attirata dalle note Ipertesi in aumento a causa della crisi Festa
della Musica, modello vincente
( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 16-06-2009)
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Problema casa ad
Avellino e Provincia: un patrimonio caratterizzato da inadeguatezze
strutturali, assenza di criteri antisismici per numerose abitazioni e
soprattutto una forbice sempre più incolmabile tra la domanda di case da
fittare e l'offerta a prezzi abbordabili , soprattutto per pensionati, giovani
coppie e lavoratori precari. Un viaggio nell'universo casa irpino sotto il
profilo dell'edilizia, tenendo presenti le considerazioni di carattere sociale
che si legano al disagio abitativo. «Da oltre un ventennio si registra
l'aumento vertiginoso dei fitti - spiega Fiorentino Lieto segretario
provinciale Servizio Casa Cgil - mentre i salari non crescono allo stesso
passo. In Campania il 30% circa delle famiglie chiede una
abitazione in fitto ma con l'abolizione dell'equo canone il divario tra domanda
e offerta non trova punti d'incontro. Chiediamo al Governo un sostegno
economico per consentire alle famiglie di avere una casa in fitto,
contestualmente chiediamo la realizzazione di alloggi popolari e di edilizia
sociale. Aumentando la disponibilità di unità abitative potremmo
giungere ad un abbassamento dei fitti e ad una maggiore disponibilità per le
fasce economicamente più deboli. In questo ambito apprezziamo lo sforzo della
regione Campania che negli ultimi due anni ha stanziato 110 milioni di euro, ma
riteniamo che ancora molto debba essere fatto». Un impulso all'edilizia
popolare e sociale viene salutato con favore anche da Antonio Famiglietti,
segretario provinciale della Fillea: «Sarebbe un importante passo per
rilanciare il settore delle costruzioni in Irpinia. Gran parte del patrimonio
abitativo - continua Famiglietti - è inadeguato. Occorre recuperare in Irpinia
criteri di eco compatibilità e rispondenza alle norme antisismiche moderne.
Agli enti locali, comuni, Provincia ed enti di servizio, chiediamo di
predisporre piani per la realizzazione degli interventi, con tempi certi e
impegni di spesa adeguati». Aspetti che verranno trattati nel convegno
sull'emergenza casa e sul disagio abitativo sociali organizzato per oggi dalla
Cgil di Avellino, presso la Camera di Commercio di Avellino, con la presenza di
ospiti di eccezione, come il segretario della Fillea nazionale, Walter
Schiavella e Carla Cantone, segretaria nazionale dei Pensionati. Presenti anche
Michele Gravano della Cgil Campania e l'assessore regionale all'Urbanistica,
Gabriella Cundari. L'iniziativa della Cgil di Avellino, voluta dalle tre
organizzazioni, Fillea, Spi e Servizio casa prende le mosse dalla ricerca
effettuata dall'architetto Michelangelo Sullo, sul patrimonio residenziale
presente in provincia di Avellino. E Sullo sottolinea il dato relativo alla
vetustà delle abitazioni residenziali «notevole proprio nell'edilizia
residenziale pubblica sovvenzionata realizzata a cavallo degli anni '50 e '80.
Inoltre, il dato relativo ai movimenti demografici nella provincia indica una
concentrazione dell'edificato nei paesi circostanti il capoluogo: è necessario,
pertanto, una programmazione di carattere provinciale degli interventi di
edilizia residenziale».
( da "Gazzetta di Parma Online, La"
del 16-06-2009)
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L'Udc: «Libertà
di voto L'Udc di Parma sceglie di non sostenere nessuno dei due candidati al ballottaggio per la poltrona di presidente della
Provincia. L'onorevole Mauro Libè, che si era candidato al primo turno
ottenendo il 5,12%, ha spiegato ieri alla stampa le motivazioni che hanno
portato a questa scelta. «Abbiamo sempre sostenuto la necessità di una
Provincia più leggera e meno invadente, per iniziare un percorso che voleva
concludersi con la sua abolizione - ha dichiarato il deputato -. Pur con
tutta la stima e il rispetto che, a livello personale, nutriamo per i
candidati, ci sembra che nessuno dei due abbia sposato la stessa linea. Se da
una parte Vincenzo Bernazzoli ha sempre sostenuto il ruolo forte, decisionale e
invadente dellente di piazzale della Pace, dallaltra
Gianpaolo Lavagetto è a favore di quel federalismo fiscale che ha aumentato i
trasferimenti di risorse proprio alle Province. La sua alleanza con la Lega
poi, di cui non condividiamo la politica, ci rende impossibile sostenerlo». Una
scelta logica,
anche perché, come ha ricordato lonorevole, lUdc
continua a sostenere lalleanza civica con cui guida
lamministrazione comunale: «unalleanza di cui la Lega non fa parte
- ha sottolineato Libè - e che lo stesso Carroccio ha sempre criticato». Per lUdc,
quindi, nessuna scelta di campo; gli elettori saranno liberi di votare come
meglio credono al secondo turno. «Chiediamo però loro di scegliere in base alla
credibilità del candidato, e di votare colui che ritengono possa meglio
governare la
Provincia nei prossimi anni», ha aggiunto. Quel che è certo è che qualunque
risultato uscirà dalle urne lUdc sarà presente sui
banchi del Consiglio Provinciale, per svolgere il suo ruolo di
opposizione."Unopposizione costruttiva - ha precisato Libè - basata sul merito delle proposte che
riterremo utili per i cittadini e per il nostro territorio». Per quanto
riguarda il referendum elettorale, linvito di Libè agli
elettori «che legittimamente andranno a votare, è di rifiutare la scheda.
Questo referendum -
ha spiegato - contribuisce non ad aumentare a diminuire la democrazia». Un
ringraziamento particolare è stato rivolto da Mauro Libè a tutti gli elettori
che lo hanno votato: «Siamo soddisfatti del risultato elettorale, quasi
raddoppiato rispetto alle precedenti votazioni. Quando abbiamo iniziato la
campagna elettorale sapevamo che sulla carta non potevamo competere per un
ballottaggio, ma in tanti hanno scelto comunque di sostenerci e questo ci ha
permesso di non far chiudere la partita la primo turno, di non regalare al
presidente uscente una vittoria scontata». In merito alle dichiarazioni del
ministro La Russa, che durante la sua visita a Parma ha annunciato la
possibilità di inviare qui i militari dellesercito Libè si
è detto «perplesso». «Sono convinto che serva un maggiore controllo sul territorio - ha
spiegato - ma dover ricorrere allesercito è una
sconfitta del Governo. Vuol dire ammettere di non aver fornito alle forze
dellordine le risorse e gli strumenti necessari per svolgere il loro
compito. Non si
può dichiarare di volere più sicurezza e poi tagliare i fondi a chi se ne deve
occupare».l. u.
( da "Eco del Chisone"
del 17-06-2009)
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Edizione del 17
giugno 2009Con il primo nel 1946, gli italiani dovettero scegliere tra
Monarchia o Repubblica In 63 anni alle urne per 61 referendum Dal 1997 nessuna
consultazione referendaria ha raggiunto il quorum È dal 1997 che i referendum
in Italia non ottengono lesito sperato da chi ha raccolto le
firme. Forse perché se ne è abusato. Dopo gli argomenti seri riguardanti le
istituzioni e problemi di coscienza si sono proposti anche referendum per
vietare il passaggio dei cavi elettrici sulla proprietà privata. Linflazione
dei quesiti ha portato al disinteresse dellelettorato, chiamato ad
esprimersi su ardue questioni tecniche e di ingegneria costituzionale che il
Parlamento dovrebbe risolvere. Dal 1946 ad oggi 2 giugno 1946: Repubblica o
Monarchia? La
Repubblica ottiene il 54,3 per cento. Umberto II, "Re di maggio", va
in esilio in Portogallo. 1974: divorzio. Il 59,3 per cento degli italiani vuole
mantenerlo. 1978: Legge reale sullordine pubblico e
finanziamento dei partiti. No alla loro abolizione. 1981: cinque quesiti (due sullaborto
con il "no" allabolizione), uno sullergastolo, sulla
legge Cossiga, sullordine pubblico e sul porto darmi che non passa.
1985: taglio dei punti della scala mobile. Vinse il "no". Tra i
partiti solo Pci, Dp e Verdi erano per il no. Idem la Cgil. 1987: sì sulle
responsabilità dei giudici, che Craxi sentiva avvicinarsi, e sulla Commissione
inquirente. Poi tre domande sul nucleare. Vincono tre sì. 1990: è lora
della caccia e dei pesticidi usati in agricoltura. Non si raggiunse il 50 per cento dei
votanti. 1991: consultazione sullelezione dei componenti
della Camera dei deputati. Vittoria dei sì. 1993: abbuffata di 8 referendum con 8 sì: dallabolizione
del ministero dellAgricoltura (che cambiò solo nome) a quello delle Partecipazioni statali, ad alcune
norme contro la tossicodipendenza, allabolizione del
finanziamento pubblico dei partiti. 1995: record di 12 schede in una sola
volta. Alcuni risultati: "sì" al soggiorno obbligato per i mafiosi,
"sì" alla pubblicità televisiva durante la trasmissione dei film e "no"
alla liberalizzazione dellorario dei negozi.
1997: non si raggiunge il quorum sui sette referendum proposti, tra questi
labolizione dellOrdine dei giornalisti. 1999: altro flop, perché
non passa labolizione del 25 per cento dei seggi assegnati con il sistema
proporzionale alla Camera. 2000: altri sette. Tra questi: licenziamenti,
trattenute sindacali, finanziamento pubblico dei partiti. Non si raggiunse il
quorum del 50 per cento dei votanti. 2003: urne quasi deserte con il 25 per
cento dei votanti sullart. 18 dello Statuto dei
lavoratori e sulla servitù coatta di un elettrodotto. 2005: quattro referendum
sulla fecondazione assistita e sulle cellule staminali. Non si raggiunge il
quorum, partecipa al voto solo il 25,9 per cento degli elettori. 2009: tre modifiche
alla legge elettorale. Gli argomenti più sottoposti a referendum in una
sessantina danni sono stati il divorzio, laborto,
il ruolo dei sindacati e dei magistrati, il nucleare e il finanziamento pubblico ai partiti. A cura di Ezio
Marchisio
( da "Nuova Sardegna, La"
del 17-06-2009)
Argomenti: Province
Voto Sì.
Intervista a Mariano Delogu, coordinatore del Pdl «Gli elettori hanno diritto
alla chiarezza, devono sapere dove finisce il loro voto» CAGLIARI. Mariano
Delogu, senatore, è il coordinatore regionale del Pdl. Che indicazione dà agli
elettori? «Andare a votare Sì». Con quale obiettivo? «Gli elettori stessi ci
chiedono di semplificare il quadro politico». Non è già abbastanza
semplificato? «Prendiamo le Province. L'Udc sta un po' con noi, un po' con la
sinistra». Il bipolarismo non ha funzionato? «Ha consentito di fare un grosso
passo in avanti». Perché arrivare al bipartitismo? «Perché gli elettori
sappiano dove finisce il loro voto». Sta con Fini o con Berlusconi? «Chi ha
firmato, come me, è giusto che vada a votare». E' un vincolo per tutto il
partito? «C'è assoluta libertà per ciascuno, ma io chiedo che si vada a
votare». Perché abolire la candidatura plurima tanto cara a Berlusconi? «Per
chiarezza. Prendiamo l'elezione di Uggias al Parlamento europeo». Cosa c'è che
non va? «Come sardo sono contento, ma perché prevedere due rinunce e due
opzioni per poter eleggere il quinto?». Previsione sul quorum? «Mi auguro che venga raggiunto, ma non vedo grandi entusiasmi».
Il fallimento del referendum sarebbe una battuta d'arresto per le riforme? «Il
rischio c'è. Come successe con l'abolizione del bicameralismo, cancellata
proprio da un referendum».
( da "Nazione, La (Arezzo)"
del 17-06-2009)
Argomenti: Province
CRONACA AREZZO
pag. 7 «IL NUOVO siamo noi», incalza Rossella Angiolini alle porte del
ballott... «IL NUOVO siamo noi», incalza Rossella Angiolini alle porte del
ballottaggio. «E Lucia Tanti aggiunge può davvero vincere». «Io vengo dalla
gente rilancia Roberto Vasai sono stato sindaco a lungo, ho vissuto in mezzo ai
cittadini e con loro sono sempre rimasto. Sarò il presidente di tutti».
Trepidano le due coalizioni a pochi giorni dal voto. Il centrosinistra ha
riunito ieri pe run incontro tutti i rappresentanti dell'alleanza: con Vasai
anche il segretario del pd Marco Meacci, Piero Ducci dell'Idv, Giuseppe Brogi
di Sinistra e Libertà, Francesco Scatragli in rappresentanza dei radicali. Di
qua e di là sono gli apparentamenti, fatto o mancati, all'ordine del giorno.
Dice Rossella Angiolini, consigliere comunale del pdl: «Abbiamo perseguito con
convinzione l'accordo con l'Udc, la comunanza di valori non poteva svanire in
vista di un traguardo storico come la conquista della Provincia. Già aver
portato Vasai al ballotaggio è un grande successo che ci rende profondamente
ottimisti, anche per la acapacità di Lucia Tanti che ha dimostrato di essere
una candidata forte». Angiolini ha parole di apprezzamento per Alfio Nicotra,
il leader di Rifondazione Comunista: «Su alcuni temi, vedi la
ripubblicizzazione delle acque abbiamo molto in Comune. E poi Nicotra, con cui
ho avuto grandi contrasti, è un comunista vero, conosci le sue idee, è un
avversario politico schietto, sincero e leale. Non posso dire le stesse cose
della coalizione di centrosinistra». NICOTRA, appunto. E' stato il convitato di
pietra all'incontro con Pd e alleati. «Non potevamo in una settimana ha
sostenuto Vasai risolvere ciò che non avevamo risolto in quaranta giorni di
trattative. Ciononostante abbiamo parlato, il dialogo non è mancato e un certo
tipo di percorso, che continua in tante amministrazioni locali, potrà
proseguire anche in futuro». Gli stessi concetti sono stati espressi da Marco
Meacci: «Andiamo avanti coerenti con l'impostazione che ci eravamo dati, siamo
una coalizione compatta che parte da un risultato molto importante, visto che
al primo turno un elettore su due ha messo la crcoe sul nome di Vasai.
Nell'altro campo vedo un accordicchio, vedo il diavolo e l'acqua santa che si
mettono insieme. Mi chiedo come possa l'Udc stare a fianco della Destra di
Storace». Spiega Beppe Brogi, di Sinistra e Libertà: «Conosco Vasai da anni e
so che è una persona per bene e un amministratore capace, espressione del
popolo vero. Ha saputo cogliere, negli incontri avuti dopo il primo turno,
elementi positivi del programma portato avanti da Prc e Pdci con i quali il
dialogo prosegue anche se non siamo apparentati. Ho letto con favore la
dichiarazione nella quale i due partiti invitano a sbarrare il passo alle destre,
non c'è alcuna convenienza a sinistra se vincesse la Tanti». «La politica è troppo spesso un teatrino sostiene Piero Ducci
dell'Italia dei Valori e nel centrodestra c'è gente che vuole l'abolizione
delle province per poi
stringere accordi contronatura pur di aggiudicarsi la vittoria. Mi chiedo dove
stia la coerenza». Anche Scatragli porta a Vasai l'appoggio dei radicali, «lo
abbiamo sostenuto dice anche alle elezioni primarie». L'INTERO
centrosinistra serra dunque le file. Non si sente tranquillo nonostante il
49,8% del primo turno, ma si sa che il ballottaggio è tutta un'altra cosa. Si
parte da zero e ogni voto va riconquistato. «In ogni caso a concludere è il
parlamentare del Pdl Maurizio Bianconi siamo di fronte a una svolta storica. La
Tanti è brava e può vincere, ma se non vince si va avanti lo stesso perché
abbiamo colpito al cuore il sistema di governo della sinistra». sergio rossi
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 17-06-2009)
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METROPOLI E
PROVINCIA FIRENZE pag. 15 Addio ai quartieri con nostalgia Due sedi in affitto
chiuderanno. Quattro dei 5 presidenti entrano in Consiglio IL CASO IL SINDACO
STA PENSANDO A NUOVE FORME DI PARTECIPAZIONE FRA CUI INTERNET di FABRIZIO
MORVIDUCCI REQUIEM per i quartieri. E' la novità più importante di queste
amministrative a Scandicci. Una rivoluzione epocale, che porta alla scomparsa
per questo istituto di partecipazione diretta che ha un senso in città con
tanti abitanti, ma diventano inutili e superati in realtà come Scandicci che
arriva di poco sopra i 50mila cittadini. La fine dei quartieri era nell'aria,
da tempo se ne parlava, ma stavolta è deciso. Ma cosa succederà? «La
partecipazione popolare - ha detto il sindaco Gheri - è per noi importante. Per
questo pensiamo a forme associative che uniscano quanti più cittadini possibile
per svolgere quel ruolo che avevano i quartieri fino a ieri». Ma la
semplificazione politica imponeva la soppressione di questo livello base della
istituzione. Un cammino che è andato avanti per gradi. «Con la scorsa
legislatura - ha aggiunto il primo cittadino - è stato abolito il gettone di
presenza per i consiglieri di quartiere, non c'erano dipendenti nelle sedi
decentrate. Come costi vivi restavano solo gli affitti per la sede di Casellina
e San Giusto. Le altre sedi di quartiere erano tutte nella nostra
disponibilità». Queste sedi resteranno comunque comunali, e non è escluso
possano servire per assemblee cittadine per illustrare progetti o discutere di
varie tematiche di interesse pubblico. I presidenti di quartiere, almeno coloro
che secondo il Pd potevano garantire ancora una continuità con la base, coi
cittadini, sono stati tutti ricandidati in consiglio comunale, tranne Roberto Vinciguerra, presidente della circoscrizione di
Casellina. «Sarà compito della prossima giunta e del consiglio comunale - ha
concluso il sindaco Gheri - creare il nuovo assetto per favorire la
partecipazione. Penso anche a internet come strumento per raccogliere opinioni,
dare il proprio parere. L'abolizione dei quartieri non vuol dire
sopprimere l'attenzione che l'amministrazione ha nei confronti dei cittadini».
Resta dunque da vedere come sarà possibile coniugare rappresentanza e
partecipazione. Se la morte dei quartieri non farà venire meno la volontà di
consultare i cittadini sulle varie tematiche. Nella scorsa legislatura i
quartieri hanno avuto un ruolo di non poco conto, soprattutto quello del
Vingone, per fare fronte alle varie problematiche derivanti dai cantieri della
terza corsia. E nel quartiere del centro, si è parlato di cantieri della
tramvia. Nelle scelte che verranno c'è bisogno di consultare gli scandiccesi. E
per questo servono nuove forme di partecipazione.
( da "Merateonline.it"
del 17-06-2009)
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Cronaca >>
Cronache nazionali 17 / 6 / 2009 Domenica si torna alle urne per votare i tre
referendum sulla `legge elettorale` Domenica si torna alle urne. In votazione
ci sono i tre referendum elettorali proposti dal gruppo di Mariotto Segni e
sostenuti in un primo momento da tutto il Popolo della Libertà e dal Partito
Democratico. Solo successivamente le posizioni si sono annacquate fino alle
ultime dichiarazioni del Premier che non è più indispensabile andare a votare.
Chiara la volontà di assecondare il NO secco di Bossi. La ragione è semplice:
uno dei tre quesiti chiede che il premio di maggioranza vada al partito che
ottiene più voti e non alla coalizione. Il Pdl risulterebbe così, almeno in
questa fase, il più votato e potrebbe fare a meno dellappoggio
della Lega
Nord. Domani potrebbe essere il PD ad avere la maggioranza e governare senza la
mediazione estenuante con i partiti minori. Di converso però cè
che una società variegata come la nostra è presumibilmente più orientata verso
una forma di proporzionale con elementi di maggioritario che non viceversa e in questo
senso lesito positivo del referendum sarebbe
deleterio alla rappresentatività del Governo rispetto al Paese. Comunque sia
ecco i tre quesiti con tutte le spiegazioni del caso illustrate dagli stessi promotori. Si vota domenica e
lunedì fino alla 15. Poi inizia lo spoglio delle schede. Si può ipotizzare che
quasi ovunque non sarà raggiunto il quorum della metà più uno dei votanti e se
ciò accadrà, sarà il fallimento per i referendari. Merateonline e Casateonline
seguiranno in diretta le operazioni di scrutinio delle schede come per le
amministrative e le europee del 6 e 7 giugno scorsi. A proposito dobbiamo
ringraziare i lettori che hanno letteralmente invaso il sito rendendolo per ore
e ore inaccessibile per esaurimento spazi daccesso.
E i risultati alla fine della giornata sono stati a dir poco straordinari. Nel
solco della nostra linea della trasparenza (cui ci auguriamo seguano anche le
testate cartacee) ecco due dati riassuntivi: Merateonline giorno 8 giugno: 36.445 accessi unici
per 59.316 pagine viste – giorno 9 giugno 18.255 accessi unici per 25.084
pagine viste. Casateonline giorno 8 giugno: 8.500 visitatori unici (il sito
“puntava su MOL per i risultati) per 10.700 pagine viste – giorno 9 giugno
10.800 visitatori per 14mila pagine viste. I referendum sulla legge elettorale
Di Giovanni Guzzetta 1° Quesito Modulo colore Verde Premio di maggioranza alla
lista più votata CAMERA DEI DEPUTATI 2° Quesito Modulo colore Bianco Premio di
maggioranza alla lista più votata SENATO 3° Quesito Modulo colore Rosso
Abrogazione delle candidature multiple Il 1° e il 2° quesito: premio di
maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento Le
attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale
con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla
Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla
“singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di
voti. Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il
premio ha fatto sì che, alle ultime elezioni, si siano formate due grandi
coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione
è notevolmente aumentata. Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per
la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono labrogazione
del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di
maggioranza alle coalizioni di liste. In caso di esito positivo del referendum, la
conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola
(e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di
seggi. Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle
coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere
rappresentanza parlamentare, cioè, le liste debbono comunque raggiungere un
consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato. In sintesi: la lista più votata
ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste
minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo
sbarramento. Allesito dellabrogazione, resteranno
comunque in vigore le norme vigenti relative allindicazione del “capo della forza politica” (il candidato
premier) ed al programma elettorale. Gli effetti politico-istituzionali del 1°
e del 2° quesito Il sistema elettorale risultante dal referendum spingerà gli
attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la
costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni
equivoche e incentivando la riaggregazione nel sistema partitico. Si potrà
aprire, per lItalia, una prospettiva tendenzialmente
bipartitica. La frammentazione si ridurrà drasticamente. Non essendoci più le
coalizioni scomparirà lattuale schizofrenia tra identità
collettiva della coalizione e identità dei singoli partiti nella coalizione.
Con leffetto che i partiti sono insieme il giorno delle elezioni e, dal
giorno successivo,
si combattono dentro la coalizione. Sulla scheda apparirà un solo simbolo, un
solo nome ed una sola lista per ciascuna aggregazione che si candidi ad
ottenere il premio di maggioranza. Le componenti politiche di ciascuna lista
non potranno rivendicare un proprio diritto allautonomia
perché, di fronte agli elettori, si sono presentate come schieramento unico,
una cosa sola. Nessuno potrà rivendicare la propria “quota” di consensi. E sarà
molto difficile spiegare ai cittadini eventuali lacerazioni della maggioranza. Lo scioglimento del
Parlamento una volta che è entrata in crisi una maggioranza votata
compattamente dagli elettori potrebbe essere politicamente molto probabile. Leliminazione
di composite e rissose coalizioni imporrà al sistema politico una sterzata esattamente opposta allattuale.
Piuttosto che linarrestabile frammentazione in liste e listine, minacce
di scissioni e continue trattative tra i partiti, il nuovo sistema imporrà una
notevole semplificazione, lasciando comunque un diritto di rappresentanza anche alle forze che
non intendano correre per ottenere una maggioranza di Governo, purché abbiano
un consenso significativo e superino la soglia di sbarramento. Il 3° quesito:
abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della
classe politica Un terzo quesito referendario colpisce un altro aspetto di
scandalo. Oggi la possibilità di candidature in più circoscrizioni (anche
tutte!) dà un enorme potere al candidato eletto in più luoghi (il
“plurieletto”). Questi, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i
primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione
gli subentrino nel seggio al quale rinunzia. Egli così, di fatto, dispone del
destino degli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta. Se
sceglie per sé il seggio “A” favorisce lelezione del
primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B”
favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Nellattuale
legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3
dei parlamentari. In altri termini: 1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le
elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia
ricevuta. Un esempio macroscopico di cooptazione! E
inevitabile che una tale disciplina induca inevitabilmente ad atteggiamenti di
sudditanza e di disponibilità alla subordinazione dei cooptandi, atteggiamenti
che danneggiano fortemente la dignità e la natura della funzione parlamentare.
Inoltre i parlamentari
subentranti (1/3, come si è detto) debbono la propria elezione non alle proprie
capacità, ma alla fedeltà ad un notabile, che li premia scegliendoli per
sostituirlo. Con lapprovazione del 3° quesito la facoltà di
candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato. Il Governo italiano ha
fissato per il 21 giugno 2009 lo svolgimento dei tre
Referendum sulla riforma della Legge Elettorale e sull`abolizione delle
candidature multiple. I Referendum si svolgono con un anno di ritardo rispetto
alla raccolta delle firme, a causa dello scioglimento del Parlamento italiano
nella passata legislatura, accaduto in tempi troppo ravvicinati alla data dello
svolgimento del referendum; la coincidenza è vietata dalla Costituzione.
Per cosa si vota: I cittadini italiani maggiorenni saranno chiamati ad
esprimere il proprio parere sui seguenti tre quesiti: 1 - scheda di colore
VERDE (premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera dei Deputati)
Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in
cui assegna il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, che verrebbe
assegnato alla lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di
partiti con più voti. Votando NO si lascia invariata la legge attuale. 2 -
scheda di colore BIANCO (premio di maggioranza alla lista più votata al Senato
della Repubblica) Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale
attuale nella parte in cui assegna il premio di maggioranza al Senato della
Repubblica, che verrebbe assegnato alla lista con più voti e non più, come ora,
alla coalizione di partiti con più voti. Votando NO si lascia invariata la
legge attuale. 3- scheda di colore ROSSO (abolizione delle candidature
multiple) Votando SI si vieta a qualsiasi candidato di essere presente su più
circoscrizioni e si obbliga ognuno a scegliere in quale collegio/sezione
elettorale candidarsi. Votando NO si lascia invariata la legge attuale.
Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della
provincia di Lecco Scritto il 17/6/2009 alle 09.52
( da "Sestopotere.com"
del 17-06-2009)
Argomenti: Province
Andamento del
credito. Al via a Treviso le riunioni del tavolo di confronto banche-imprese
(17/6/2009 09:43) | (Sesto Potere) - Treviso - 17 giugno 2009 Difficoltà di
accedere al credito da parte delle imprese, tempi troppo lunghi di istruttoria
da parte delle banche, aumento degli 'spread' applicati, diminuzione degli
importi erogati rispetto all'investimento per cui si chiede il finanziamento.
Questi e altri aspetti legati all'andamento del credito nel territorio
trevigiano sono stati l'oggetto del tavolo di confronto tra banche e imprese
che si è aperto oggi presso la prefettura di Treviso, presieduto dal prefetto
Vittorio Capocelli. I rappresentanti della realtà economico-produttiva locale e
dei principali istituti bancari della Marca Trevigiana hanno affrontato anche,
nel corso della riunione, i problemi dell'aumento delle garanzie richieste,
della mancata erogazione del credito nonostante l'intervento dei Confidi,
dell'introduzione di nuove commissioni. Tra le problematiche sul tavolo della
discussione, la delegazione provinciale dell'Associazione bancaria italiana
(Abi) si è impegnata a portare a breve a livello regionale e nazionale quelle
relative all'abolizione della commissione di massimo
scoperto, ai ritardi nel pagamento dei crediti alle imprese da parte delle
Pubbliche Amministrazioni, e alla necessità di rivedere i tassi di soglia
dell'usura. Alla riunione - la prima di una serie di incontri periodici per
confrontarsi su proposte concrete - hanno preso parte Provincia, Camera
di commercio, industria e artigianato, Banca d'Italia, Abi, Unindustria,
Associazione nazionale dei costruttori edili, Confcommercio,Confartigianato,
Confederazione nazionale artigianato, Artigianato Trevigiano Casartigiani,
Istituti di credito e Confidi.
( da "Stampa, La" del
18-06-2009)
Argomenti: Province
ALLE URNE. SI
VOTA FINO A LUNEDÌ ALLE 15 POI INIZIERÀ LO SCRUTINIO Domande a Domande a Ecco i
referendum sulla legge elettorale "La vittoria del sì annulli
l'obbrobrio" Gianluca Buonanno "Quesiti ormai vecchi e superati dai
fatti" Giorgio Simonelli [FIRMA]FRANCO COTTINI VERCELLI Dopo Europee e
amministrative si torna alle urne. Questa volta per i tre referendum sulla
legge elettorale, appuntamento che sembra interessare poco o punto
l'elettorato: secondo le ultime indagini, un italiano su due neppure sa di cosa
ci sia in discussione. Un dato sconfortante, da qualunque punto di vista lo si
osservi. E come sempre sul voto grava come un macigno l'astensionismo: un
vercellese su quattro non va più alle urne per propria posizione personale (in
provincia comunque le affluenze restano sensibilmente superiori alle medie
nazionali) e nei referendum chi vota «no» ormai diserta il voto. Vademecum Le
schede saranno tre. Quella di colore viola presenterà il quesito per la
modifica del premio di maggioranza alla Camera. Ora è attribuito alla lista o
alla coalizione di liste più votata e i referendari vorrebbero che fosse
assegnato solo alla lista in modo da evitare che governi un raggruppamento
troppo frazionato con tutti i rischi di veti o di ricatti che ne potrebbero
conseguire. La scheda beige è ancora sul premio di maggioranza, ma questa volta
per il Senato: la proposta è sostanzialmente identica, premio alla lista e non
alla coalizione. Con l'abrogazione della norma sulle coalizioni verrebbero
anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere la rappresentanza
parlamentare le liste debbono comunque raggiungere almeno un consenso del 4 per
cento alla Camera e dell'8 al Senato. Infine la scheda di
colore verde è per l'abolizione delle candidature multiple. Si vorrebbe vietare
a qualsiasi candidato di essere presente in più circoscrizioni perché il «plurieletto»
di fatto si trova poi nella condizione di scegliere chi gli subentrerà nel
seggio al quale rinuncia. Gli orari Dopo il voto al sabato per
rispettare i tempi dettati dalle Europee si torna alla normalità. I seggi -
( da "Leggo" del
18-06-2009)
Argomenti: Province
San Camillo mal
organizzato Senza offendere chi ci lavora ma è evidente che il pronto soccorso
del S. Camillo è male organizzato. Il 15 giugno alle 18.00 ho portato li mio
figlio di 11 anni poichè ricopertosi di chiazze rosse e si lamentava. Condivido
la priorità dei casi più urgenti ma alle 23.00, dopo 5 ore di attesa anche con
l'altro bambin0 di 6 anni, non sapendo quanto ancora aspettare ce ne siamo
andati. L'infermiera spiegava che è la prassi poichè c'è poco personale. Se
questo è il S. Camillo di Roma... Dino B. Telefonia e balzelli... Si è fatto un gran parlare dell'iniqua tassa che gravava sui
costi di ricarica delle schede prepagate telefoniche, finché si è giunti
all'abolizione del balzello in questione, risultato giustamente osannato da
tutti. Ma perché tale gabella continua ad essere presente sulle varie tipologie
di abbonamento? Sono cliente Vodafone dal lontano 1996 e fin dall'inizio
scelsi la formula dell'abbonamento, un po' perché all'epoca era l'unica
tipologia disponibile, e un po' perché le tariffe sembravano più convenienti
per le chiamate interurbane rispetto alle tariffe di rete fissa. Ora, facendo
un semplice conto, risulta che devolvo al mio gestore telefonico ben 120 euro
annuali (più IVA, ovviamente) che non trovano giustificazione alcuna, tranne
quella, appunto, del canone di abbonamento. Ma non si era detto che i costi
telefonici deveno essere esclusivamente basati sul consumo reale? Sarei molto
grato a chiunque potesse darmi spiegazioni in merito. Grazie e buon lavoro.
Mauro Moggia --------- Pronti, come sempre, ad ospitare l'eventuale replica
della Vodafone. I furbi a Porta Furba... Utilizzo abitualmente la linea A della
metro dalla stazione di Porta Furba-Quadraro ad ore diverse della mattina e del
pomeriggio, ma fin da quando sono stati installati i tornelli la maggior parte
delle volte in cui ho occasione di passare vedo con disappunto che un varco
(quello disabili) viene sistematicamente lasciato aperto, con grande
soddisfazione di chi approfitta della situazione (e sono molti) senza
logicamente pagare biglietto. Venerdì 12 la cosa si è puntualmente ripetuta
verso le 9.15 e quando sono tornato verso le 12.20 il varco era ancora aperto
ed inoltre la stazione sembrava "impresenziata" (non essendoci
nessuno dentro il box del personale, che risultava chiuso). Scendendo, poi,
alla stazione Vittorio Emanuele, da qualche giorno vedo che anche lì varco
disabili è aperto senza apparenti motivi. Mi sembrano dei comportamenti anomali
ed ingiusti verso coloro che pagano regolarmente biglietto o abbonamento, che,
peraltro, in tutte la altre stazioni non ho mai verificato. Penso che sarebbe
opportuno che l'Azienda evitasse il ripetersi di tale situazione, anche per una
maggiore credibilità della politica di rigore e controlli, che ha voluto attuare
dallo scorso anno. (e-mail) Che strane tariffe sulla Fr1 Trenitalia ha
istituito strane tariffe sulla Fr1: fino a Ponte Galeria si paga il semplice
BIT di 1 euro, da Parco Leonardo in poi fino a Fiumicino Areoporto il biglietto
arriva a costare 5 euro, nonostante il numero di km percorsi non cambino.
Inoltre credo che le tariffe vigenti sul Leonard Express siano eccessive:
sborsare 11 euro solo andata per l'areoporto, viaggiando su un treno regionale
di seconda classe, che semplicemente effettua corse dirette con qualche minuto
di anticipo mi sembra un po' troppo... lor. Degrado a Ponte Galeria Sono andato
a Ponte Galeria per una visita medica e davanti ai miei occhi si è presentato
uno scenario segnata da un forte degrado. Le strade dissestate,mancanza di
marciapiedi e passaggi pedonali, trasporti dell'Atac inesistenti (l'unica linea
che vi circola è lo 023 che transita ogni 90 minuti), è una zona servita
soltanto dalla ferrovia Roma-Fiumicino. Non so se Ponte Galeria rientra nelle
competenze del comune di Roma o della Provincia, ma stanziassero qualche soldo
per riqualificarla! Lorenzo Gli abusivi a via Sannio... Sono un operatore
regolare del mercato di via Sannio, ridotto quasi sul lastrico, non per mia
imperizia (difatti mi sostengo ancora e per poco con il lavoro di un giorno a
settimana mel mercato di portaportese). Per favore non cerco favoritismi ma
solo la possibilità di lavorare onestamente e dignitosamente senza essere
schiacciato dalla concorrenza di abusivi forniti di tutto ciò che può essere contaraffatto.
laser73
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 18-06-2009)
Argomenti: Province
PRIMO PIANO
FIRENZE pag. 2 Galli e Renzi, spareggio in cinque punti Intesa solo
sull'aeroporto. Divisi su tramvia, Tav, stadio e sicurezza. Dibattito pubblico,
ancora veleni IL DUELLO PER LA POLTRONA DI SINDACO LA NAZIONE: Qual è il
progetto forte per lo sviluppo di Firenze, una città importante, megalopoli per
la sua conoscenza universale, ma non per le sue dimensioni? RENZI: Mondo sempre
più globale, Firenze sempre più piccina. In questa contraddizione sta la grande
sfida di una città che continua ad avere un appeal straordinario. Immagino una
Firenze che torni ad essere la città delle opportunità. Sì, ci serve una
presenza sul mercato mondiale più forte con l'aeroporto. Dobbiamo cambiare
l'orientamento della pista per rendere migliore la qualità della vita al
bambino nel passeggino di Quaracchi, ma anche perché da Firenze si possa
raggiungere Mosca, San Pietroburgo, Dubai, Abu Dhabi. GALLI: Il risanamento
dell'amministrazione deve ripartire con uno sviluppo diverso che si fondi sul
concetto di area metropolitana. Anche e soprattutto nella realizzazione delle
opere infrastrutturali, nella mobilità. Per questo lavorerò, mi batterò, se
sarà necessario, perché si possa realizzare un sottoattraversamento diverso da
quello progettato per l'Alta velocità, meno invasivo: toccherà ai tecnici
capire come intervenire. Lavoreremo alla crescita dell'aeroporto e allo
sviluppo della mobilità, senza tramvia. Affronteremo il tema della sicurezza in
modo incisivo. Dobbiamo rilanciare l'artigianato e le nostre peculiarità di città
di cultura e d'arte, unica al mondo. Più che all'illusione tecnologica dobbiamo
guardare con occhio attento alla nostra tradizione. LA NAZIONE: Riflettori sul
centro storico. Di fatto ci si vive sempre peggio: dal traffico all'ordine
pubblico. Ma il centro di Firenze può tornare a vivere? Oppure farete una
scelta diversa: solo affitti per gli stranieri e uso commerciale? RENZI: Da
quindici anni, questa città ha perso la capacità di far vivere il suo centro.
Servono servizi, trasporti, per migliorare la qualità della vita. Non penso
solo ai giardini per i bambini, ma alle donne che devono poter tornare a casa
con tranquillità a qualsiasi ora. Già gli interventi in via Faenza hanno dato
buoni risultati. Poi è importante investire bene sui contenitori vuoti. A tal
proposito, il ministro Bondi dovrebbe ricordarsi di firmare i documenti
definitivi per il passaggio di Sant'Orsola, dal demanio agli enti locali. E poi
è chiaro che, per San Firenze, per esempio, non penso a degli uffici pubblici.
Il centro deve tornare ad avere un'anima. GALLI: Alcune scelte
dell'amministrazione hanno penalizzato chi abita in centro. Mi riferisco, per
esempio, ai permessi per le auto: chi ha due macchine una la deve lasciare
fuori dalla ztl. E' logico che per riportare la vita nel centro servono regole
per i locali notturni. La città deve avere un decoro accettabile. E la
sicurezza dev'essere assicurata 24 ore su 24. Per far vivere il centro servono
servizi pubblici efficienti. LA NAZIONE: Avete pensato di dedicare spazi alle
disabilità sensoriali? RENZI: Sulle disabilità molto resta da fare. Sono
d'accordo sull'idea di utilizzare uno dei contenitori vuoti per questo. Ma a
proposito dei disabili vorrei citare quello che è il primo dei problemi: la
condizione delle strade cittadine. Dalle buche sui marciapiedi alle cacche dei
cani, che per un disabile possono diventare una tragedia. GALLI: Le persone
diversamente abili devono essere una risorsa per la città. I disabili chiedono
servizi che consentano loro di fare una vita normale, non un'assistenza che li
costringa a stare a casa. Chiedono anche l'abolizione degli accertamenti sui
redditi perché anche chi riesce ad avere un lavoro finisce per non avere più
diritto ad alcun contributo. LA NAZIONE: Due candidati nuovi' e molti problemi
in comune da risolvere. Avete pensato non solo a un governo nuovo, ma anche a
un'opposizione diversa? RENZI: Sono certamente meno nuovo' di Galli. Vengo da
una parte politica precisa. Sono il presidente della
Provincia uscente. L'elemento di novità vero sono state le primarie e il fatto
che ho detto: se perdo vado a casa. LA NAZIONE: E dopo, quanto ha inciso il Pd
su di lei? RENZI: Questo lo dimostrerà la concretezza dell'azione di governo.
Ho detto cose nuove e le ho già dimostrate: non ho fatto accordi con Matulli e
Cioni. Non ho accettato accordicchi con la sinistra per il ballottaggio.
Non mi interessa un ruolo nazionale nel partito. Voglio fare il sindaco di
Firenze. Ma penso che aprire la fase congressuale durante i ballottaggi sia
stato un errore da parte del Pd. GALLI: Il sottoscritto è la novità vera e
propria. All'inizio, quando ho accettato la candidatura, avevo le
preoccupazioni di chi si presenta e mette sul piatto cinquant'anni della sua
storia. Poi il risultato della mia lista, che è il terzo partito in città dopo
Pd e Pdl, mi ha fatto capire che sono riuscito a trasmettere la mia volontà di
cambiare la città da sindaco prima cittadino. Il mio Progetto per Firenze è
totalmente diverso da quello di Matteo Renzi. LA NAZIONE: Avrete entrambi problemi
nel rapporto con la Regione: per l'aeroporto, ma anche sul degrado e
sull'immigrazione. RENZI: Il problema con la Regione esiste. C'è una parte che
fa fatica a riconoscere a Firenze il ruolo di capoluogo. E' una scommessa persa
da quando non c'è più stato un governatore fiorentino. Sull'aeroporto scontiamo
ancora i retaggio del vecchio Pci. Checché ne pensino gli assessori regionali
di turno, si prende l'aereo sulla base della proprio comodità. La soluzione per
l'aeroporto è ruotare la pista. GALLI: L'ho detto prima io e poi te non sei
stato così chiaro (e tira fuori il programma in cento punti di Renzi, ndr)
RENZI: Non mi sbilancerei. L'ho detto in tempi non sospetti GALLI: Per
l'aeroporto credo che la soluzione sia dislocare diversamente la pista, con un'angolatura
differente. Quanto all'immigrazione, ritengo indispensabile pensare a una città
multietnica: è importante dare accoglienza ma ci deve essere il rispetto delle
nostre tradizioni. LA NAZIONE: Avete un'occasione di convergenza straordinaria:
disegnare per Firenze un turismo nuovo. RENZI: Biblioteche aperte, musei e
chiese aperti fino a mezzanotte. Nei miei cento punti ho spiegato che vorrei un
turismo qualificato e ridurre le presenze mordi e fuggi. GALLI: Ho pensato a un
assessore unico per turismo e cultura. Perché credo che il turismo nella nostra
città sia legato all'offerta culturale che deve essere ampliata e spalmata su
365 giorni all'anno. LA NAZIONE: Molti comuni sforano il patto di stabilità a
suo tempo fissato da Prodi. In Italia ci sono oltre 6500 partecipate con oltre
25mila consiglieri di amministrazione. La Toscana è fra le regioni dove questi
numeri sono fra i più alti. Anche Firenze. Come affronterete il problema?
RENZI: Disboscare la selva delle aziende partecipate è un obbligo. Resto
comunque convinto che in Emilia Romagna con la multi-utilities Era' siano più
avanti. Nel territorio fiorentino ci sono cinque aziende che si occupano di
rifiuti e non è ancora stata completata la fusione fra Quadrifoglio e Safi.
L'impegno deve essere alla semplificazione. GALLI: Chiederò di certificare il
bilancio: chi ha amministrato per dieci anni deve assumersi le sue
responsabilità. Deve rispondere delle spese in consulenze, degli investimenti e
delle perdite. Io non me la sento di ripianare il bilancio spremendo il
portafogli dei cittadini con 50 milioni di euro in multe. E' troppo comodo
chiedere agli altri il conto di una gestione sbagliata. LA NAZIONE: Problema
degli investimenti ad alto rischio (Swap), che ne pensate? RENZI: Come
presidente della Provincia non ne ho voluti fare. Non sono d'accordo. Dovremo
rivedere la situazione. GALLI: Sulla scelta degli investimenti rischiosi non
sono d'accordo. LA NAZIONE: Farete o no il confronto pubblico, davanti alla
città, sul quale siete in polemica da settimane? RENZI: Bastava metterci
d'accordo a suo tempo. Mai avuto niente in contrario. Basta fissare insieme
delle regole... GALLI: Fissale te, non ci sono problemi... RENZI: Basta solo
decidere se vogliamo uno scontro civile, com'è stato finora, o uno scontro
all'ok Corral. E qui il confronto può dirsi concluso: anche se la discussione
non si è placata. Anzi. E sono partite le accuse reciproche. Renzi ha affermato
che gli addetti stampa si erano sentiti per telefono senza riuscire a trovare
un accordo: «noi li abbiamo anche registrati» ha detto Renzi con un sorriso. Lo
staff di Galli non ha gradito la battuta, apostrofando il candidato del
centrosinistra come il «grande fratello». Due irrequiete' ore sul ring sono
lunghe anche per combattenti esperti.
( da "Tempo, Il" del
19-06-2009)
Argomenti: Province
stampa «C'è
voglia di cambiamento» Iannarilli Questa sera chiusura di campagna elettorale
con comizi a Frosinone e Cassino È tutto pronto per la chiusura della campagna
elettorale di Antonello Iannarilli. L'appuntamento è per questa sera alle
( da "Nazione, La (Umbria)"
del 19-06-2009)
Argomenti: Province
CRONACA PERUGIA
pag. 8 PERUGIA QUELLO CHE SI DICE andare di gran carriera. Pietro Laffr...
PERUGIA QUELLO CHE SI DICE andare di gran carriera. Pietro Laffranco (nella
foto), deputato perugino doc, è stato nominato vicepresidente del gruppo PdL a
Montecitorio. Collaborerà strettamente con il presidente degli onorevoli di
maggioranza, Fabrizio Cicchitto, e coordinerà il lavoro dei 260 deputati
compresi nel nuovo partito nato da Forza Italia e Alleanza Nazionale. «Fino a
una settimana fa dice Laffranco ero segretario del gruppo parlamentare. Ora
sono stato inserito tra i vicepresidenti. Onestamente è una bella
soddisfazione, sono orgoglioso di aver ricevuto questo incarico così
prestigioso e difficile dopo solo un anno di presenza in Parlamento. Ora devo
dimostrare di meritarlo». Cosa deve fare il Laffranco salito di grado? «Ho il
compito di coordinare le iniziative esterne dei nostri parlamentari e la loro
presenza nelle varie commissioni. Un lavoro difficile e complicato, che mi
terrà a Roma cinque giorni alla settimana». Possibili ripercussioni sul ruolo
di vicecoordinatore del partito in Umbria? «Conciliare i due impegni non è
facile, proprio per questioni logistiche. Se sono a Roma non posso essere a
Perugia e viceversa. Per le elezioni ho chiesto al partito di essere più
presente in Umbria, ora vediamo come organizzarci». Pietro Laffranco, a
Montecitorio, fa parte anche della Vigilanza Rai ed è
componente della Commissione Affari istituzionali, dove è in discussione un
disegno di legge, firmato anche dall'onorevole perugino, che chiede
l'abolizione delle Province. Un superlavoro, insomma. «E nella classifica delle
presenze alle votazioni in aula aggiunge Laffranco sono ai primi posti.
Ho partecipato al 99% degli atti. Ho visto la classifica stilata da
Cittadinanzattiva che prende in esame, nelle gradutorie di impegno
parlamentare, anche la presentazione di interrogazioni e interpellanze come
titolo di merito. Ma io faccio parte della maggioranza, non posso andare in
aula sbandierando documenti o richieste che vanno contro il Governo. Ecco
perchè questa graduatoria sull'attività dei parlamentari parte da un
presupposto sbagliato». Image: 20090619/foto/7712.jpg
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 19-06-2009)
Argomenti: Province
PROVINCIA
19-06-2009 ELEZIONI/1 «CRISI DELLE IMPRESE: POTENZIEREMO IL FONDO DI GARANZIA»
Montagna, Lavagetto attacca «Sinistra bocciata. Ora occorre lo sforzo finale
per voltare pagina» II E' la crisi della Montagna Ovest l'argomento del giorno
nel Centro-destra. Una crisi «che ha colpito sia la Fincuoghi, che la piccola e
media impresa della elettromeccanica legata ai motorini elettrici», come
sottolinea Giampaolo Lavagetto. Per il candidato di Pdl e Lega «va preso atto
che dopo 6 mesi di tavoli di concertazione la Regione Emilia-Romagna, a due
giorni dal voto, arriva con uno spot elettorale a favore del candidato
Bernazzoli in forte difficoltà di consensi quasi considerando le difficoltà di
quelle famiglie come strumenti da utilizzare a fini propagandistici e non per i
problemi seri che purtroppo li affliggono. Lo sbandierato fondo di garanzia è
il miglior biglietto da visita di quella Provincia che noi non vogliamo più
vedere. Infatti questo fondo è costituito per un apporto di 25mila euro del
Comune di Bedonia, per 50mila euro dal Comune di Borgotaro, il quale non ci
risulta avere disponibile tale somma in bilancio, per 100mila euro dalla
Comunità Montana, per la quale ancora non siamo riusciti a vedere la delibera
relativa, e, pensate, ben 70mila euro dell'Amministrazione Provinciale: 245
mila euro in totale a sostegno di un'importante tessuto economico della
montagna che è poco al di sotto degli oltre 250 mila euro annui che paghiamo per
il direttore generale dell'ente provinciale. Il primo intervento che noi faremo
se dovessimo vincere le elezioni è quindi potenziare in
modo significativo questo fondo di garanzia relativo al mondo delle imprese.
Inoltre sempre a favore delle piccole e medie imprese del territorio montano
una serie di agevolazioni fiscali tra cui l'abolizione dell'addizionale
provinciale sull'energia elettrica per la piccola e media impresa oggi
applicata ai valori massimi dal presidente Bernazzoli». «Ma è
soprattutto sulle strade - continua Lavagetto - che dovrà rendersi maggiormente
incisiva l'azione della Provincia. Il quadro è desolante, si pensi al tratto di
strada provinciale tra Varsi e Bardi, al tratto di strada provinciale dell'Alta
Val Ceno, ma soprattutto si pensi ai lavori finan- ziati dalla Provincia di un
co-progetto che vede il Comune di Borgotaro appaltare l'opera che è quella del
ponte di San Rocco a Borgotaro. Uno spreco di denaro pubblico che grida
vendetta. Infine i proclami di questa Amministrazione Provinciale sull'utilizzo
dell'innovazione tecnologica per rendere i territori montani più vicini al
resto della Provincia, basta pensare che ogni giorno parte un tecnico da quasi
ogni Comune del territorio con l'automezzo di servizio, a spese quindi dei cittadini,
per recarsi nella sede della Provincia di Parma in città e rimanere impegnato 4
ore per la giornaliera conferenza dei servizi. In attesa della banda larga la
Provincia di Parma, come fa qualsiasi cittadino che ha le rudimentali nozioni
di internet, potrebbe utilizzare uno dei numerosi sistemi gratuiti per fare già
oggi videoconferenze telematiche facendo perdere meno tempo ai tecnici comunali
della montagna con relativo risparmio economico per i cittadini. In conclusione
bene ha fatto il territorio montano a dare una prima bocciatura al lavoro del
presidente uscente. Ora serve il coraggio finale per voltare pagina anche per
la montagna». Centrodestra Lavagetto ha analizzato i problemi della montagna.
( da "Corriere delle Alpi"
del 20-06-2009)
Argomenti: Province
Pd e Pdl invitano
a votare sì, la Lega e altri spingono per l'astensionismo perché con un voto in
più si può governare Domani e lunedì i referendum elettorali Tre schede per
decidere se passare al bipartitismo o se mantenere le coalizioni Il terzo
quesito vieta le candidature in più circoscrizioni BELLUNO. Domenica e lunedì
gli elettori sono chiamati alle urne per scegliere il presidente della
Provincia, nel ballottaggio tra Sergio Reolon e Gianpaolo Bottacin, ma anche
per esprimersi in merito ai tre quesiti referendari sulla legge elettorale. I
tre quesiti proposti dal comitato promotore intervengono sulla legge elettorale
del 2005 e su quelle precedenti in vigore. Il primo quesito recita:
"Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione
del premio di maggioranza ad una coalizione di liste", scheda viola. Il
secondo quesito è: "Abrogazione della possibilità di collegamento tra
liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di
liste", scheda beige scuro. Il terzo quesito è: "Abrogazione
della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura
in più di una circoscrizione", scheda verde chiaro. I primi due referendum
riguardano l'elezione della Camera e del Senato e propongono l'abolizione della
legge che attribuisce il premio di maggioranza alla coalizione più votata.
Se vince il sì un solo partito, con un voto in più degli altri, potrà governare
da solo. Con il terzo referendum invece si propone di vietare ai candidati di
presentarsi in più di una circoscrizione. Il quorum è calcolato per ciascuna
scheda. Ogni elettore può recarsi ai seggi per votare il ballottaggio delle
elezioni provinciali e per il referednum, ma può anche rifiutare le schede del
referendum, tutte e tre o solo in parte. Le posizioni politiche sono molto
differenti. I partiti maggiori, Pdl e Pd, chiedono di votare sì e in caso di
vittoria potranno dire addio agli alleati e battersi per ottenere semplicemente
un voto in più. La vittoria del sì indirizza il Paese verso il bipartitismo, ma
non c'è alcuna soglia minima per il premio di maggioranza. Gli altri partiti
invitano a disertare le urne o a rifiutare le schede. (i.a.)
( da "Tempo, Il" del
20-06-2009)
Argomenti: Province
stampa Giovedì
sera i big del Pdl in piazza S. Maria Maggiore per spiegare agli elettori le
ragioni di un voto al centrodestra Iannarilli: «Cambiare rotta» Alatri Il
ministro Matteoli propone un tavolo tecnico per discutere delle infrastrutture
Pietro Antonucci ALATRI Il ministro Matteoli e il capogruppo dei deputati PdL
alla Camera Cicchitto, il senatore Tofani e l'europarlamentare Pallone, e poi
Cutrufo, Fiorito, D'Ovidio, Roma, Mastrangeli, Pigliacelli, oltre al sindaco
della città ernica Magliocca e a tutta l'amministrazione locale. C'erano tanti
big del PdL a sostenere, giovedì sera, Antonello Iannarilli nella corsa alla
presidenza della Provincia: tutti sul palco allestito in Piazza Santa Maria Maggiore
per spiegare le ragioni per le quali sarebbe ora di cambiare volto (e guida
politica) alla Ciociaria. Tutti pregnanti gli interventi: il capogruppo al
Comune Giorgio Pongelli ha ricordato i risultati ottenuti ad Alatri dal PdL ed
ha invitato l'elettorato a recarsi alle urne per il passo decisivo,
evidenziando che «L'aver costretto gli avversari al ballottaggio è già un
grande risultato che va confermato ed ampliato»; Costantino Magliocca ha
chiesto ad Alatri «Un voto compatto ed unanime sul nome di Iannarilli»; il
senatore Oreste Tofani ha illustrato i perché di una scelta politica che deve
essere chiara e, insieme a Fiorito, ha sottolineato alcuni guasti prodotti sul
territorio da 15 anni di amministrazione ininterrotta a marchio
centro-sinistra. Quindi è stato il turno degli illustri ospiti. Fabrizio
Chicchitto ha ricordato come il PdL sia uscito più forte dal voto del 6 e 7
giugno scorsi ed ha messo in rilievo la contraddizione di un UdC che si schiera
al fianco della sinistra, sostenendo che l'elettorato moderato e cattolico non
seguirà quella direzione. Il ministro Altero Matteoli, da par suo, ha garantito
la sua disponibilità a metter su insieme a Iannarilli un tavolo tecnico per
discutere delle infrastrutture da realizzare nel territorio provinciale, tra
cui l'aeroporto. A chiudere, naturalmente, il candidato Antonello Iannarilli,
che ha ringraziato i presenti per il loro sostegno e le loro parole, facendo
inoltre una disamina sulla situazione politica: dai dubbi sulle scelte compiute
dall'UdC alla necessità di mutare rotta per cancellare «Quei disastri compiuti
in provincia di Frosinone dai governi di centro-sinistra che si sono
succeduti». Sempre nel pomeriggio di giovedì Iannarilli aveva avuto modo di chiarire alcuni punti del suo programma nel caso in cui fosse
eletto alla presidenza della provincia: riduzione delle tariffe sull'acqua e
sui rifiuti, abolizione della Cosap, aiuti alle fasce più deboli,
stabilizzazione del bacino degli lpu, sostegno alle imprese che vorranno
assumere i disoccupati con oltre 40 anni. E, in tempi di crisi, sono argomenti
che possono far presa. Ieri sera, infine, la chiusura della campagna
elettorale in Largo Turriziani a Frosinone.
( da "Secolo XIX, Il"
del 20-06-2009)
Argomenti: Province
Ballottaggi e
referendum, le istruzioni per districarsi in una marea di schede Ludovici,
primo cittadino "tris"ringrazia e batte subito cassa novi ligure
basaluzzo PER IL TURNO di ballottaggio per l'elezione del
presidente della Provincia e dei sindaci che si svolgerà con il referendum
sulla riforma della legge elettorale e l'abolizione delle candidature multiple
(tre schede), si voterà domenica, dalle 8 alle 22 e lunedì 22 dalle 7 alle 15.
Le operazioni di scrutinio avranno inizio nella stessa giornata di lunedì, al
termine delle votazioni e dell'accertamento del numero dei votanti. Le
prime schede esaminate saranno quelle referendarie, successivamente , senza
interruzione, si procederà allo spoglio delle schede relative all'elezione del
presidente della Provincia e poi di quelle relative alla nomina dei sindaci.
Nella scheda dei ballottaggi sarà soltanto riportato il nome dei due candidati
(per Provincia o Comune), accompagnati dai simboli dei partiti che li
sostengono. .x/20/0906 BASALUZZO. Ringraziamento del sindaco. Poi brindisi e
taglio della torta. È il programma della festa organizzata da Gian Franco
Ludovici per condividere il suo risultato elettorale con "Insieme per
Basaluzzo, il cuore torna a battere". Stasera alle 21 sulla piazza ex
sferisterio Ludovici, dopo cinque anni di pausa amministrativa festeggia il
terzo mandato. Ieri sera nel primo consiglio comunale ha nominato la giunta:
vicesindaco Cesare Demicheli, Antonino Rotondi, Luigi Tartaglione, Silvana
Cravenna, che nel 2004 si candidò sindaco con Ludovici come vice. Ma che non fu
premiata. Stessa sorte nel 2009 per Maddalena Paola Spagnolo: sostenuta dal
sindaco uscente, Remo Bollano, ha ottenuto 524 voti. «Ne riparleremo tra 5
anni» promette Spagnolo. Ludovici ha invece centrato il rientro con 828 voti e
s'è messo subito al lavoro. Ha gia esaminato il Prg e ha preso visione della
situazione finanziaria. Mercoledìè andato in Regione «per avviare le prime
pratiche di reperimento fondi: europei per i Comuni e strutturali per le
imprese». E sottolinea: «Sviluppo non è solo nuovi insediamenti, ma migliori
servizi socio-assistenziali e nuovi spazi per giovani e anziani». Il fondatore
della prima unione di servizi, ideata insieme a Predosa e Capriata, poi sciolta
nel 2004 dai nuovi sindaci, assicura: «Iride non verrà ricostituita ma il futuro
dei piccoli Comuni è nella collaborazione». Daniela Terragni .x/20/0906
( da "Nazione, La (Prato)"
del 20-06-2009)
Argomenti: Province
PRIMO PIANO pag.
2 Provincia: ecco il duello BALLOTTAGGIO: ULTIMI APPELLI di CRISTINA ATTUCCI*
LO STRAORDINARIO risultato elettorale ottenuto al primo turno, con il
raggiungimento del ballottaggio, ci ha dato una spinta straordinaria da questo
grande consenso elettorale e ha dato vita a un movimento di idee e di persone
che ci dà la concreta possibilità di far vincere il cambiamento. I pratesi che
hanno coraggio, i pratesi liberi di pensare, i pratesi che amano la propria
Provincia, sanno che non si può più andare avanti così: siamo ormai vicini al
limite di non ritorno, o si cambia adesso o Prato e la sua Provincia saranno
destinate a un rapido declino. Prato non deve morire: i problemi ci sono e sono
sotto gli occhi di tutti. Le responsabilità sono chiare, sono solo di coloro
che da sempre occupano ogni spazio del potere. La Provincia, amministrata
finora dalla sinistra, non ha realizzato niente di veramente importante. Voglio
dare ai pratesi un messaggio di sereno ottimismo: la mia storia personale, di
giovane donna impegnata nel lavoro e nella famiglia, è garanzia di cambiamento.
Io rappresento una netta e inequivocabile alternativa rispetto a chi ci ha
governati finora. Taglieremo le spese inutili, aboliremo gli sprechi: tutto ciò
che risparmieremo sarà rivolto alle famiglie e ai servizi sociali a cominciare
dagli asili e dal sostegno alle famiglie che assistono in casa i loro anziani.
Proporrò l'adozione di normative regionali per il finanziamento degli oratori e
dei centri di aggregazione giovanile, riconoscendone il ruolo fondamentale, che
sinora la sinistra ha ignorato per puro pregiudizio ideologico. La mia
amministrazione sarà in prima linea contro l'illegalità e porrà fine a quel
falso buonismo che ha consentito l'arrivo di migliaia di immigrati clandestini.
La vera accoglienza è solo quella che possiamo offrire a coloro a cui siamo in
grado di garantire un posto di lavoro per farli vivere con dignità. Quanto alla
crisi del distretto, condivido in pieno il grande progetto di Roberto Cenni per
il rilancio del cardato rigenerato. Dobbiamo valorizzare tutte le risorse del
territorio, anche per intercettare nuove opportunità di sviluppo. Penso al
terziario e ai servizi, alle infrastrutture e al turismo, alla cultura e ai
giovani. Varerò un nuovo piano territoriale di coordinamento che scoraggi
l'ulteriore cementificazione del territorio, sostenendo invece le operazioni di
riqualificazione, risanamento e recupero del patrimonio edilizio esistente. Per
la Val di Bisenzio sarà necessario realizzare finalmente la bretella con
l'autostrada del Sole, per dare nuovo impulso all'economia di quel territorio e
facilitare i collegamenti con Firenze; per Poggio a Caiano, dovremo portare a
conclusione la circonvallazione per liberare il paese dal traffico e
dall'inquinamento. Ci batteremo per l'abolizione dei consorzi di bonifica: un
ulteriore odioso balzello che grava sulle spalle dei cittadini e che in questi
giorni, non a caso, ha ricevuto la difesa a spada tratta dei dirigenti del Pd. Votare per me significa voltare le spalle ad un passato
fallimentare e investire su idee nuove, dare fiducia ai giovani, al ruolo delle
donne e al sogno di libertà che solo noi rappresentiamo. * candidata presidente
della Provincia del centrodestra
( da "Centro, Il" del
20-06-2009)
Argomenti: Province
Pagina 20 -
Pagina Aperta La grafica La grafica è migliorata Gentile direttore, la
ringrazio per aver cambiato la grafica del suo giornale. Avendo problemi di
vista, i caratteri più grandi mi facilitano la lettura degli articoli. Paola
Sanpeoli e-mail Deficit pubblico cifre da vertigini Gentile direttore, i dati
della Banca d'Italia, relativi al debito pubblico del nostro Paese, confermano
che le rassicurazioni del governo circa gli spiragli «che incominciano ad
intravvedersi all'orizzonte» sono solo propaganda. Questo i poveri cittadini lo
sanno benissimo e da tempo. La realtà, purtroppo, è quella che viene fuori
dalle aride cifre, che dicono che i consumi calano vistosamente, che le
esportazioni crollano, che il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, straordinaria
e speciale ha raggiunto livelli stellari, così come le indennità di
disoccupazione e quelle relative ad altre forme di sostegno al reddito. Il dato
del debito pubblico a fine aprile ha raggiunto la cifra record di 1.750
miliardi di euro. Mi permetterei di introdurre l'uso una nuova unità di misura della grandezza del debito pubblico italiano: l'«euro-luce».
Potremmo concordare di «tagliare» gli ultimi sei zeri della cifra imitando così
quanto si è fatto con gli «anni-luce». Antonio Fantini Lanciano Dopo le
elezioni viva le Province Signor direttore, il risultato delle elezioni
amministrative, con la vittoria del centrodestra che è riuscito a strappare
soprattutto molte amministrazioni provinciali al centrosinistra, ha
definitivamente affossato il dibattito attorno alla soppressione di questi enti
locali. Definiti inutili, un pozzo di spesa senza controllo, ci aveva pensato
il Cavaliere, dopo la vittoria alle ultime elezioni politiche, a gridare con
forza: «Abolirò le Province». Ma è bastato che la Lega gli lanciasse
occhiatacce, per accantonare il progetto; tenuto conto che se venissero abolite
le Province, i partiti da dove trarrebbero il proprio humus per essere presenti
sul territorio? Tradotto in pratica: come farebbero le oligarchie locali sempre
pronte a compiere voli migratori da uno schieramento all'altro a gestire il
potere senza una strada da asfaltare o una sagra da finanziare? Se il
centrodestra fosse coerente, dovrebbe rilanciare proprio adesso che ha vinto
l'idea per l'abolizione di questi enti locali. Antonio Francia Torre de'
Passeri Cinquanta artiste e le donne di Onna Non posso fare a meno di
commuovermi nel leggere del progetto «donna d'Onna» ideato da Laura Pausini che
coinvolge cinquanta artiste, tra le quali anche Gianna Nannini, per aiutare
Onna in particolare, ma l'intera provincia dell'Aquila, a risorgere dopo
l'evento devastante del 6 aprile. Laura Pausini e Gianna Nannini nella
composizione delle loro musiche che presenteranno insieme ad altre artiste il
21 giugno nel concerto a San Siro, sono state ispirate dalla grande forza di
carattere delle donne di Onna. E «Donne d'Onna» è il significativo titolo di
uno dei loro brani. Tanta sensibilità e tanta umanità, oltre a commuovermi, mi
porta a convincermi che l'esternazione della voce dell'anima attraverso la
musica e le parole, motore della umana esistenza per ognuno di noi, avvicinano
anche così velocemente le persone nel dolore e nella disperazione, con la
promessa che tutti insieme non sarà difficile risorgere. Ines Di gregorio
Secinaro
( da "Stampa, La" del
21-06-2009)
Argomenti: Province
TRE I QUESITI.SU
PREMIO DI MAGGIORANZA E CANDIDATURE MULTIPLE Referendum, al voto 145 mila Urne
aperte oggi e domani in provincia, ma il quorum è a rischio Dopo Europee e
amministrative si torna alle urne, oggi e domani, per i referendum. Gli
elettori, in provincia, sono 145.166, nel capoluogo 37.355. Le schede saranno tre.
Quella di colore viola presenterà il quesito per la modifica del premio di
maggioranza alla Camera. Ora è attribuito alla lista o alla coalizione di liste
più votata e i referendari vorrebbero che fosse assegnato solo alla lista in
modo da evitare che governi un raggruppamento troppo frazionato con tutti i
rischi di veti o di ricatti che ne potrebbero conseguire. La scheda beige è
ancora sul premio di maggioranza, ma questa volta per il Senato: la proposta è
sostanzialmente identica, premio alla lista e non alla coalizione. Con
l'abrogazione della norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie
di sbarramento. Per ottenere la rappresentanza parlamentare le liste debbono
comunque raggiungere almeno un consenso del 4 per cento alla Camera e dell'8 al
Senato. Infine la scheda di colore verde è per l'abolizione
delle candidature multiple. Si vorrebbe vietare a qualsiasi candidato di essere
presente in più circoscrizioni perché il «plurieletto» di fatto si trova poi
nella condizione di scegliere chi gli subentrerà nel seggio al quale rinuncia.
I seggi sono aperti oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Lo scrutinio
inizierà subito dopo e dovrà essere portato a termine, qualunque sia
l'affluenza registrata in sede locale: il quorum del 50 per cento più uno dei
votanti viene infatti calcolato su base nazionale. \
( da "Stampa, La" del
21-06-2009)
Argomenti: Province
Maggio 1974
Divorzio In Italia gli italiani furono chiamati a decidere se abrogare o meno
la legge Fortuna-Baslini del 1970, con la quale era stato introdotto in Italia
il divorzio. Vinse il «no» sostenuto soprattutto dai Radicali e dai socilisti.
Maggio 1981 Aborto Abrogazione di alcune norme della legge 194 sull'aborto per
rendere più libero il ricorso all'interruzione di gravidanza. Promosso dai
Radicali. Abrogazione di alcune norme della legge 194 sull'aborto per
restringere i casi di liceità dell'aborto. Di segno opposto al primo quesito.
Promosso dal Movimento per la vita. Il quorum fu raggiunto, ma entrambi persero
il referendum. Giugno 1997 Giudici e giornalisti Abolizione del sistema automatico di
progressione delle carriere dei magistrati e l'abolizione degli incarichi
extragiudiziari. Abolizione
dell'ordine dei giornalisti. Abolizione del ministero dell'agricoltura; l'eliminazione dei limiti per
l'obiezione di coscienza al servizio militare; di nuovo il divieto per i
cacciatori di entrare nei fondi privati. Quorum mancato. Aprile 1999
Proporzionale L'abolizione della quota proporzionale nelle elezioni politiche.
L'intento era di arrivare ad un sistema maggioritario. Quorum mancato. Maggio
2000 Soldi ai partiti Abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti;
eliminazione della quota proporzionale nelle elezioni; la separazione delle
carriere dei giudici; la modifica dell'elezione dei giudici del Csm; ancora lo
stop agli incarichi extragiudiziari dei magistrati. Abrogazione dell'art.18
dello Statuto dei Lavoratori; Abrogazione delle trattenere automatiche per la
quota di adesione a un sindacato. Quorum mancato. Giugno 2005 Procreazione
assistita Abrogazione dei limiti alla ricerca clinica e sperimentale sugli
embrioni; abrogazione delle norme sui limiti all'accesso alla procreazione
medicalmente assistita; Norme su finalità, diritti, soggetti coinvolti e limiti
all'accesso alla procreazione medicalmente assistita; abrogazione del divieto
di fecondazione eterologa. Quorum mancato.
( da "Giorno, Il (Lodi)"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
LODIGIANO pag. 6
Oggi e domattina urne aperte per i tre referendum LODI OLTRE 172mila lodigiani
oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15 sono chiamati di nuovo alle urne
per i tre referendum elettorali. Nelle 214 sezioni aperte in scuole e istituti superiori
della Provincia gli elettori troveranno tre schede (viola, beige e verde) che
proporranno, nell'ordine, di abolire per la Camera e per il Senato, il premio
di maggioranza (seggi in più) dato alla coalizione che prende più voti. Se
passerà il «sì» i seggi saranno dati al partito più votato. Il terzo referendum, invece, propone l'abolizione della
possibilità per gli aspiranti onorevoli di candidarsi in più di una
circoscrizione per volta. Il referendum è abrogativo e come accade sempre in
questi casi sarà valido solamente se avrà un'affluenza del 50% più uno degli
aventi diritto al voto. R.Lo.
( da "Nazione, La (Siena)"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
CRONACA SIENA
pag. 6 SONO 209.590 gli elettori nella provincia di Siena chiamati nuovamente
alle urne ... SONO 209.590 gli elettori nella provincia di Siena chiamati
nuovamente alle urne oggi e domani per esprimersi sui tre quesiti referendari
sulla legge elettorale. Di questi 100.077 uomini e 109.513 donne che voteranno
in 298 sezioni sparse sul territorio. Nel comune di Siena gli aventi diritto al
voto sono 43.448 (di cui 19.895 maschi e 23.553 femmine) in 50 sezioni
elettorali. Nell'intera regione Toscana gli elettori sono quasi 3 milioni
(2.989.740), in Italia più di 50 milioni. Le urne resteranno aperte oggi dalle
8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Subito dopo la chiusura dei seggi si
procederà allo spoglio. Ricordiamo che i referendum risulteranno validi solo
se, su base nazionale, almeno il 50 per cento più uno degli elettori avrà
ritirato la scheda (anche se poi dovessero votare bianca o nulla). Le schede
per il referendum contengono solo due opzioni: "sì" per l'abrogazione
e "no" contro l'abrogazione. Il primo quesito
(scheda viola) chiede l'abolizione della possibilità di collegamento tra le
liste (con il premio di maggioranza che alla Camera andrebbe non più alla coalizione,
come avviene ora, ma alla lista che ottiene il maggior numero di seggi) e pone
al 4 per cento la soglia di sbarramento per essere rappresentati alla Camera.Il
secondo quesito (scheda beige) chiede che anche al Senato venga attribuito il
premio di maggioranza alla lista che ottiene più seggi e pone all'otto per
cento la soglia di sbarramento per essere rappresentati. Il terzo quesito
(scheda verde) riguarda invece le candidature chiedendo il divieto di
"candidature multiple", ossia quelle di uno stesso candidato in più
circoscrizioni.
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
MILANO AL VOTO
pag. 2 Per Penati e Podestà è il grande giorno Elettori al referendum senza
interesse di CORRADO DRAGOTTO MILANO NUOVA CHIAMATA alle urne per i 2.447.299
aventi diritto al voto di città (998.661) e Comuni del Milanese (1.448.638). E,
se il primo turno (6-7 giugno)delle Amministrative aveva racchiuso in sé pure
le Europee, i ballottaggi (seggi aperti dalle 8 alle 22 di oggi e dalle 7 alle
15 di domani) incorporano anche il referendum sulla legge elettorale. I tre
quesiti posti al corpo elettorale, che, per rendere valida la consultazione
popolare dovrebbe superare il quorum (metà degli aventi diritto più uno),
risultano meno complicati di quanto si sia portati a pensare. Perché, al di là
della lunghezza chilometrica che caratterizza le domande stampate sulle schede,
i cittadini devono decidere se sono favorevoli o no ad attribuire il premio di
maggioranza per la Camera (scheda viola) e per il Senato (scheda grigia) non
più alla coalizione uscita vincente dallo scrutinio ma al partito più votato.
Il terzo quesito (scheda verde) riguarda, al contrario, il via libera o meno
all'abolizione delle candidature multiple. Ovvero: la
facoltà, quasi sempre sfruttata dai leader dei partiti di centrodestra come di
centrosinistra, per i candidati a di presentarsi in più collegi. MA, IN OGNI
CASO, gli elettori che preferiscono esprimere il proprio voto solo per quanto
riguarda le Amministrative (il big match rimane quello per la presidenza della
Provincia tra il candidato della coalizione Pdl-Lega-Dc-Nuovo Psi Guido
Podestà e il presidente uscente del cartello Pd-Idv Filippo Penati) possono
benissimo ritirare al seggio solo la scheda delle Provinciali e delle Comunali
(tra i più accesi gli scontri per il sindaco di Cinisello Balsamo e Cologno Monzese)
e rifiutare le tre schede inerenti il referendum. È la linea, peraltro, data ai
propri elettori non solo dalla Lega Nord, mobilitata con tutti i mezzi
disponibili a informare iscritti e simpatizzanti di votare per Podestà, ma
anche da alcuni partiti della sinistra radicale come Prc e Pdci. Lo stesso
Podestà (48,82% al primo turno contro il 38,79%) ha annunciato il 14 giugno
scorso a Pontida che non ritirerà le schede del referendum e si farà consegnare
solo quella necessaria per votare le Provinciali. Problemi, insomma, non ne
esistono. Anche perché i presidenti di seggio hanno ricevuto dal Viminale
precise istruzioni su come salvaguardare il diritto degli elettori di votare
per i ballottaggi e di non ritirare le schede dei quesiti referendari.
( da "Secolo XIX, Il"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Viabilità
contestata «È un voltagabbana Caviglia si dimetta» il comitato di villapiana All'assessore
contestata la mancata retromarciasu via Torino. Mesi fa gli stessi strali su Di
Tullio Savona. L'assalto a Paolo Caviglia, assessore al traffico, ha raggiunto
ormai livelli espliciti. In città ieri sono comparsi manifestini con i quali
gli si chiede di «rimettere la delega» non mancando di definirlo un
«voltagabbana». Insomma un attacco diretto al neo assessore per la vicenda
della gestione della rotatoria di piazza Saffi, ma soprattutto per la
sistemazione avviata due ani fa nell'intero quartiere di Villapiana. Dimissioni
che lo stesso comitato Villapiana aveva chiesto in passato a Caviglia nel caso
non avesse accolto una rivisitazione della situazione. «Abitanti di Villapiana
ricordate nell'urna l'aria che vi fanno respirare e i soccorsi che potrebbero
non arrivare o bloccarsiȏ la continuazione del volantino anonimo e che
evidenzia l'intenzione di spostare la vicenda sul piano politico, partendo però
dagli aspetti tecnici. Politico, perché l'attacco arriva alla vigilia del
ballottaggio per la nomina del presidente della Provincia e l'argomento
potrebbe avere un peso sull'esito del voto a Villapiana. «Il comitato si deve
riunire» sono le uniche parole che arrivano dai paladini di un ritorno al
passato e che come ha chiarito l'assessore Caviglia nei giorni scorsi «erano
contrari alla bretella tra via Brignoni e via Boselli». Una soluzione che
Caviglia aveva subito buttato sul tavolo, ma che di fronte alla volontà della
giunta ha dovuto ritrattare. Ma ora, di fronte all'ennesimo cambiamento di rotta
il comitato sembra intenzionato a uscire nuovamente allo scoperto per
combattere le scelte dell'amministrazione comunale. Prima di passare
all'assalto finale, però, i cittadini vogliono verificare le prossime decisioni della giunta Berruti «e in particolare cosa
significheranno le due corsie in via San Lorenzo e l'abolizione delle soste in
via Piave». Anche perché ormai il termine del primo di luglio per avviare le
modifiche del traffico a Villapiana annunciate da Caviglia è imminente e la
gente si aspetta che la sperimentazione avviata da Livio Di Tullio conosca la
parola fine. La settimana scorsa era toccato al sindaco finire nel
mirino delle critiche ma dopo il «non si torna indietro» il comitato gli ha
rivolto attenzioni non proprio leggere: «La motivazione è la diminuzione degli
incidenti. La zona è più sicura e quindi lo stesso amministratore non vuole
assumersi la responsabilità in caso di incidente mortale. Benissimo, ma allora
si dovrà assumere la responsabilità per il continuo assorbimento di polveri e
gas nocivi a noi e ai nostri bambini: oltre a responsabilità per ritardi nei
soccorsi o stress da traffico». G. Cio. 21/06/2009
( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Domenica 21
Giugno 2009 Chiudi di PAOLO GRASSI Gli abolizionisti vacillano e cominciano a
perdere i ricorsi contro la tassa di bonifica. Il Consorzio canta vittoria. La
Commissione tributaria provinciale ha fino ad oggi emesso sentenza per 169 dei
quasi 5 mila ricorsi presentati da cittadini e raccolti dal comitato antitassa
e li ha tutti respinti, ma il comitato dice che andrà avanti e cercherà di
impugnare le sentenze. I dirigenti del consorzio Tevere-Nera sottolineano come
si sia dimostrato che pagare la tassa è lecito per i benefici che gli immobili
dei ricorrenti traggono dai lavori, a partire da quelli per la difesa idraulica
del territorio dai rischi di esondazione. In più la stessa Commissione
chiarisce l'aspetto del perimetro di contribuenza, che secondo gli
abolizionisti non esiste. Il perimetro c'è e corrisponde a quello del
comprensorio di bonifica. L'eterna guerra sulla tassa di bonifica sembra
essersi riaccesa con botte e risposte, mentre dietro l'angolo fa capolino
l'imminente invio di 66 mila cartelle per l'anno 2008. La novità rispetto al
passato è data proprio dalle decisioni della commissione
tributaria provinciale. La sentenza che accomuna i 169 ricorsi esaminati è
firmata dal giudice Giorgio Castellucci, lo stesso che in passato accoglieva i
ricorsi degli abolizionisti. Ora tiene conto anche di recenti sentenze della
Corte di cassazione secondo le quali non sono più i consorzi a dover dimostrare
il beneficio ma è il ricorrente a dover provare di non averlo ricevuto.
I cittadini che si vedono respinti i ricorsi (basati sugli avvisi bonari) non
hanno prodotto elementi concreti per provare di non avere il beneficio. Il
consorzio, invece, ha fornito dati sui benefici delle proprie opere sulle zone
di competenza. I ricorrenti ricadono proprio in quelle zone. In più si
riconosce un perimetro di contribuenza, coincidente «a quello del comprensorio
di bonifica, come risulta dalla delibera di approvazione del Consiglio
regionale in data 8 maggio 2007». Il consorzio ha pure messo sul tavolo il
resoconto di interventi svolti nel 2007. Ma soprattutto ha portato il piano di
assetto idrogeologico dell'Autorità di bacino, secondo cui una teorica
esondazione dei corsi d'acqua fino ad un metro sopra i livelli di norma
coinvolgerebbe anche aree limitrofe o corrispondenti ai punti in cui si trovano
gli immobili dei ricorrenti. Sono esondazioni ipotizzate, ma per Castellucci il
fatto che questo rischio non si è mai verificato induce a ritenere efficaci gli
interventi del consorzio. Riferimenti anche sugli oneri legati agli interventi:
Pur aggiungendo che una rilevante parte dell'attività svolta è delegata da enti
pubblici ed in particolare dalla Regione, si ritiene che il consorzio distingua
chiaramente nel bilancio le opere a carico dalla regione da quelle il cui carico
è ripartito tra i consorzi. Respinta anche la non assoggettabilità al
contributo legato al pagamento della tariffa idrica del Sii: l'esenzione del
pagamento riguarda solo le acque reflue versate nella rete fognaria, ma per il
beneficio diretto e specifico dalle opere del consorzio per la difesa idraulica
del territorio la tassa si paga. Ed ora la nuova normativa, non retroattiva,
entrata in vigore lo scorso novembre toglie proprio gli aggettivi
"diretto" e "specifico", considerando il beneficio in modo
generico e su questo basare l'emissione della tassa. Tassa che il consorzio può
imporre in base a ciò che Stato e Regione gli riconoscono in quanto
"persona giuridica pubblica". «La sentenza - dice il presidente del
consorzio tevere-Nera Vittorio Contressa - dimostra che quanto stiamo facendo è
legittimo». E adesso si va verso luglio, in cui arriveranno altre sentenze
delle ed in cui si conta di inviare i nuovi ruoli contributiuvi. Ma si potrebbe
anche considerare l'ipotesi di non includere tra i destinatari di avvisi e
cartelle i ricorrenti ancora in attesa di sentenza. I dirigenti del consorzio
temono tempi lunghi. «Quando saranno stati esaminati tutti i ricorsi - dicono -
saranno passati almeno due anni». E temono pure una spesa enorme a carico dell'ente,
anche perché la sentenza stabilisce la compensazione tra le parti delle spese
del giudizio. Ad oggi, eventuali aumenti della tassa sembrano esclusi.
«Sacrificheremo - dice Contessa - importanti lavori sul territorio». Si
annunciano progetti legati alla bonifica della rupe dell'ospedale ed alla lotta
alle zanzare con metodi biologici (come gli allevamenti di pipistrelli). Si
conta di rinnovare gli impianti di irrigazione e di attuare un progetto per
l'energia da fonti rinnovabili. Mentre il comitato abolizionista promette
ancora battaglia. Dice il legale Maurizio D'Ammando: «Vediamo come si
pronunceranno gli altri collegi. Abbiamo assistito ad un'inversione di
giurisprudenza, ma si sa che la Regione cambia leggi e regole in corso di
gioco. Impugneremo le sentenze ricorrendo alla Commissione tributaria
regionale». La quale ha da poco accolto gli appelli del consorzio su alcuni
ricorsi vinti in sede provinciale proprio perché i consorziati ricorrenti non
provavano il mancato beneficio.
( da "Corriere del Veneto"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Corriere del
Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 21/06/2009 - pag: 2 Ballottaggi e referendum
quattro milioni di veneti al voto Tre leghisti sostenuti dal Pdl all'assalto di
tre Province di centrosinistra A Padova sfida chiave per il Comune: braccio di
ferro Zanonato-Marin PADOVA Ballottaggi più referendum, i 3,8 milioni di
elettori veneti sono di nuovo precettati. Il voto amministrativo interessa le province di Venezia, Rovigo e Belluno, la città di Padova e
altri quindici comuni sopra i quindicimila abitanti; quello referendario,
almeno in linea teorica, interessa tutti, anche se gli espliciti inviti
all'astensione da parte di alcune forze politiche (la Lega Nord davanti a
tutte) e una campagna d'informazione tutt'altro che tambureggiante, lasciano
prevedere larghe falle nella partecipazione popolare. Si vota per l'intera
giornata di oggi, dalle 8 alle 22, e anche domani dalle 7 alle 15. Le
operazioni di scrutinio avranno inizio immediatamente, cominciando dalle tre
schede del referendum e proseguendo, senza interruzione, con i voti per
l'elezione dei presidenti di Provincia e dei sindaci. Nella serata di domani si
avrà il panorama dei nuovi eletti. L'ultimo atto I ballottaggi sono l'ultimo
atto di una lunghissima campagna elettorale, che ha visto sfilare nel Veneto
tutti i big della politica italiana (più di centrodestra che di centrosinistra,
per la verità). Epicentro e fronte avanzato di tanto movimento è stata la città
di Padova, considerata - insieme con la Provincia di Venezia - un bastione da
espugnare da parte delle truppe governative. In effetti, allo scontro finale si
arriva con una situazione di sostanziale equilibrio: Flavio Zanonato, lo
Sceriffo Rosso che governa la città - con un'interruzione in mezzo - ormai da
un quindicennio, ha un vantaggio di mille voti scarsi su Marco Marin, il
dentista e campione olimpico di scherma lanciato dal centrodestra. Nel
frattempo, Marin ha stretto apparentamenti ufficiali con Udc, Mpa e Intesa
Veneta per puntare al sorpasso. Il vento politico soffia indubbiamente alle sue
spalle ma, rispetto al primo turno, questa volta non potrà contare
sull'abbinamento con il voto per l'Europa. Tre Province in bilico È la resa dei
conti anche nelle tre province - Venezia, Rovigo e
Belluno - dove più aspro è il confronto tra i due schieramenti. In tutti e tre
i casi, infatti, le amministrazioni uscenti sono di centrosinistra ma gli
sfidanti - candidati leghisti in coalizione con il Pdl - partono in vantaggio
dopo il primo turno. Riflettori su Venezia, la più importante fra le terre
«rosse» del Veneto: Francesca Zaccariotto ha un allungo di 7 punti percentuali
(trentamila voti) sul presidente uscente, Davide Zoggia. Ancor più consistente
il vantaggio del centrodestra a Rovigo, mentre a Belluno si gioca la partita
più equilibrata: Gian Paolo Bottacin, l'uomo del Carroccio, è davanti di 6
punti rispetto all'uscente Sergio Reolon. Qui, a differenza di Venezia e Rovigo
(dove si è accordata e appoggia ufficialmente il centrodestra), l'Udc ha
lasciato libertà di voto ai suoi elettori. L'incognita referendum Come sempre,
l'interrogativo è uno solo: verrà raggiunto il quorum del 50 più uno?
Nell'attesa, bisogna ricordare che i quesiti, e quindi le relative schede, sono
tre e riguardano le modalità di attribuzione del premio di maggioranza alla
Camera e al Senato, nonché l'abolizione delle candidature
multiple (cioè la stessa persona candidata contemporaneamente in più
circoscrizioni) per la Camera. Agli elettori che, oltre al referendum, votano
anche per i ballottaggi, si presenta questa possibilità: qualora non volessero
contribuire al raggiungimento del quorum, possono decidere, una volta al
seggio, di non ritirare le tre schede referendarie. R.P. I candidati e i voti
raccolti al 1Ú turno (percentuali) Segui lo spoglio dei risultati da domani
pomeriggio su www.corriereveneto. it Lunedì alle 15 E' il termine ultimo per
votare, poi lo spoglio. Prima i referendum, a seguire le elezioni amministrative
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Il Carroccio: non
c'è fretta, ma revisione inevitabile. Intanto spunta l'ipotesi che il
presidente non avrebbe alcuna intenzione di modificare gli assetti di giunta
Tondo: la sostituzione di Lenna? Decido io C'è l'ok della Lega, ma insiste
sulle deleghe di DOMENICO PECILE UDINE. Il presidente Tondo è pronto a
sostituire in Giunta l'assessore Vanni Lenna (Pdl) che al Senato prenderà il
posto dell'europarlamentare, Giovanni Collino. La Lega conferma che la
decisione della surroga è di competenza del governatore salvo poi aggiungere:
ma le deleghe vanno assolutamente ridiscusse. Tondo, però, la pensa
diversamente. «Il nodo delle deleghe - conferma il coordinatore regionale del
Carroccio, Pietro Fontanini - è soltanto rinviato. Rimane un capitolo aperto
del dibattito che si è aperto dentari la maggioranza che guida la Regione. Noi
non abbiamo fretta. Siamo certi che il presidente Tondo prima affronterà la
questione della surroga di Lenna, poi affronterà il tema della redistribuzione
delle deleghe. Quando? Lo ripeto, non c'è fretta, ma sono certo che anche lui
voglia rivedere gli assetti dell'esecutivo. Magari nei prossimi mesi». La lega
però potrebbe incappare in un'amara delusione. Stando ai si dice che rimbalzano
da palazzo, infatti, la Lega farebbe i conti senza l'oste, senza cioè i piani
del governatore che pare intenzionato a non mettere mano ad alcuna revisione
delle deleghe. Ma andiamo con ordine. La Lega dice che sulla revisione delle
deleghe non ha fretta. «Quella - insiste Fontanini - ce l'abbiamo su altre
questioni come quella del riordino degli enti e della sanità. Su questi due
fronti bisogna agire in fretta, perché non c'è altro tempo da perdere». La Lega chiede l'abolizione di alcuni enti inutili come i
Consorzio e le Comunità montane, l'accertamento dei Comuni in grave difficoltà
economica, la sburocratizzazione della macchina amministrativa. Sulla Sanità,
il Carroccio punta il dito contro la pletora delle Direzioni regionali: «Dalle
attuali 14, bisogna scendere subito a 10. Basterebbe questa scelta -
argomenta il coordinatore leghista - per realizzare un risparmio da 10 milioni
di euro l'anno». Per quanto riguarda le deleghe, il Carroccio conferma di
rivendicare la Protezione civile e l'Energia. Paiono superate, invece, le
critiche all'assessore all'università, Rosolen, mentre restano attuali le
richieste all'assessore alla Cultura, Molinaro, di dare un segnale di
discontinuità rispetto al suo predecessore Antonaz e di «ricordarsi che la
Provincia di Udine ha più abitanti di quelle di Gorizia e Trieste». Già, e
Tondo? Il presidente - come detto - è pronto alla surroga di Lenna. Governatore
e forze politiche di centrodestra concordano che il posto spetta al Pdl. In
pista ci sono Daniele Galasso e Luigi Cacitti. Quello che invece non è stato
ancora ufficializzato, ma che sta prendendo corpo e che viene confermato dagli
uomini del presidente, è che lo stesso Tondo avrebbe riferito ai più stretti
collaboratori di non avere alcuna intenzione di mettere mano alle deleghe. Con
buona pace del Carroccio e degli equilibri interni al centrodestra.
( da "Brescia Oggi"
del 21-06-2009)
Argomenti: Province
Referendum: le
urne sono aperte BRESCIANI AL VOTO. Per 907 mila elettori in provincia è il
momento di esprimersi. Ad ognuno dei quesiti serve il quorum. Si può ritirare
anche una sola scheda Oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Poi lo
spoglio Tre diverse proposte di modifica alla legge elettorale 21/06/2009 rss
e-mail print Una famiglia alle urne per il referendum del 2005, I bresciani
chiamati al voto sono oltre 907 mila Da questa mattina 907 mila bresciani sono
chiamati a votare per il referendum che modifica la legge elettorale (non
abrogandola). Le urne resteranno aperte oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7
alle 15, dopodiché si procederà immediatamente con lo spoglio. I BRESCIANI che
si recheranno ai seggi riceveranno tre schede. Con le prime due (scheda viola e
beige) sono chiamati ad esprimersi sull'abolizione delle
coalizioni e l'attribuzione del premio di maggioranza al solo partito che ha
ottenuto più voti: nelle circoscrizioni del territorio nazionale per la Camera
e su base regionale per il Senato. Il terzo propone l'abolizione delle
candidature multiple in più circoscrizioni. Per votare è necessario
presentare come sempre carta d'identità e tessera elettorale. Le anagrafi
cittadine osserveranno orari straordinari di apertura (nel medesimo arco di
tempo in cui si svolgono le votazioni) per chi le avesse smarrite. Per essere
valido, ciascun quesito deve obbligatoriamente raggiungere il quorum (50 per
cento più uno degli elettori). È possibile ritirare anche solo una scheda, non
contribuendo in alcun modo al raggiungimento del quorum delle altre due.
Intanto, negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli appelli ad andare a
votare o a disertare le urne. A lato quelli del promotore bresciano del
Comitato referendario, Ciro Ramaschiello, e di Claudio Bragaglio, portavoce
insieme a Federico Manzoni del Comitato per l'astensionismo. Natalia Danesi
Natalia Danesi
( da "Stampa, La" del
22-06-2009)
Argomenti: Province
ELEZIONI. ATTESA
PER IL RISULTATI NELL'ALESSANDRINO, CUNEESE E A COSSATO Referendum solo al 12%
Lontanissimi dal quorum Affluenza più alta nei centri chiamati ai ballottaggi
[FIRMA]FRANCO CAVAGNINO Urne aperte ieri e ancora oggi (dalle 7 alle 15) in
tutto il Piemonte e Valle d'Aosta per i referendum. Sono in programma anche i
ballottaggi: per la Provincia a Torino e ad Alessandria (dove è andato alle
urne il 34%); per il sindaco nei comuni di Alba (53% al voto), Bra (51,8%),
Fossano (45,2%) e Saluzzo (47%) tutti in calo rispetto al primo turno. Casale,
Novi e Tortona nell'Alessandrino, oltre a Cossato nel Biellese. Si è votato
anche nel piccolo comune cuneese di Aisone dove al primo turno i due candidati
a sindaco si erano divisi esattamente i duecento voti. Ovunque bassa
l'affluenza ai seggi per il referendum. Nell'Astigiano non è andata oltre il
12,5% (11,7 ad Asti città). Situazione più o meno analoga a Vercelli (12,9% in
provincia, 13,6% in città). In linea anche Novara (12,1%); inferiore il
Verbano-Cusio-Ossola (10,5%). Ad Alessandria il ballottaggio, com'era
prevedibile, ha fatto da traino al referendum (29%). Superiore alla media anche
Cuneo dove alle 22 di ieri sera si era recato alle urne il 17,3% degli aventi
diritto. Dal 1974, anno della consultazione sul divorzio, ad oggi i piemontesi
sono stati chiamati a votare per quindici referendum abrogativi (compreso
quello che si sta svolgendo in queste ore). Il record di
votanti è detenuto proprio dalla consultazione per l'abrogazione delle legge
Fortuna-Baslini con l'87,7% (vinsero i no con una percentuale superiore al
70%). La soglia dell'80% venne oltrepassata anche nel 1978 (abrogazione della
legge Reale e abolizione del finanziamento ai partiti) con vittoria del «no» in
entrambi i casi; l'affluenza si fermò al 79,4% il 17 maggio 1981 (79,4%
con ben cinque schede consegnate agli elettori nel seggio), al 77,9% nel giugno
'85 (la consultazione riguardava l'eliminazione della scala mobile) e al 65,1% due
anni dopo (cinque quesiti anche in questo caso). La partecipazione degli
elettori al referendum vacillò nel 1990 (tre schede due riguardanti la caccia e
un terzo sull'uso dei pesticidi in agricoltura): 42,9% l'affluenza. Il quorum
verrà al contrario raggiunto nel 1991 (riduzione del numero di preferenze nelle
liste per la Camera, 62,5%), nel 1993 (77% di elettori impegnati a districarsi
con otto schede) e ancora nel 1995 quando dodici quesiti non scoraggiarono
l'elettorato (57,2 la partecipazione alle urne). Da allora e sino al 2005 il
quorum non è mai stato più raggiunto, toccando percentuali irrisorie
soprattutto nel 2003 (25,5%) e nel 2005 (25,6%).
( da "marketpress.info"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Lunedì 22 Giugno
2009 REGGIO EMILIA - SRL: ABOLITO IL LIBRO SOCI Reggio Emilia, 22 giugno 2009 -
Negli ultimi mesi numerose novità legislative hanno riguardato la vita delle
Società a Responsabilità Limitata semplificando, almeno negli intenti, gli
adempimenti cui le stesse S. R. L. In precedenza soggiacevano: dal
trasferimento delle quote sociali (Legge 133/08) allabolizione
del libro soci cartaceo (L. 2/09). Questi i temi principali affrontati nel convegno La
gestione delle delibere assembleari di Società a responsabilità limitata a
seguito dellabolizione del Libro soci cartaceo e delle nuove modalità di
trasferimento quote organizzato da Camera di Commercio, dallOrdine
degli Avvocati, dalla Fondazione dei Dottori Commercialisti, dal Consiglio
Notarile, con il patrocinio dellOrdine dei Dottori Commercialisti e degli
Esperti Contabili di Reggio Emilia. Il convegno ha avuto luogo allHotel
Classic, davanti
ad una platea gremita composta da professionisti, Giudici dei Registri,
aziende, Conservatori dei Registri delle Imprese, funzionari camerali. Grande
successo quindi per una delle prime esperienze in Italia nella quale gli ordini
e collegi professionali maggiormente interessati da queste innovazioni
normative, si uniscono agli enti pubblici per illustrare agli intervenuti i
nuovi aspetti normativi e studiare insieme nuove soluzioni e strumenti
tecnologici dausilio per gli adempimenti societari.
Lincontro
è stato moderato dal Conservatore del Registro delle Imprese della Camera di
Commercio di Reggio Emilia, Avv. Francesco Tumbiolo, che ha ricordato il ruolo
sempre più importante del Registro delle Imprese, al quale, come principale
conseguenza delle semplificazioni relative allabolizione
del libro soci cartaceo, viene ora collegata lunica conoscibilità delle
vicende relative alle quote delle S. R. L. Il convegno ha visto come relatori
Chiara Micarelli, Ricercatrice dellIstituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
che ha relazionato in merito alla modalità di formazione del consenso per
iscritto o in sede assembleare, sulla verifica della legittimazione ad
esprimere il consenso o ad intervenire in assemblea e sugli effetti dellabolizione del libro soci e sui quorum
assembleari costitutivi e deliberativi; a seguire Giovanni Varchetta, Notaio in
Reggio Emilia, ha relazionato sulle criticità nella gestione del libro soci
virtuale. A seguire Francesca Bertani del Foro di Reggio Emilia ha individuato
nella proprio intervento gli scenari di potenziale invalidità delle delibere
assembleari delle S. R. L. Generate dalla recente riforma. Ha concluso la
giornata di studio Matteo Ruozzi, Responsabile del Servizio Relazione Esterne,
E-government e Tutela del Mercato della Camera di Commercio di Reggio Emilia,
illustrando il ruolo ed i servizi innovativi che la Camera di Commercio mette a
disposizione delle imprese e dei professionisti nella delicata fase di
transizione. . <<BACK
( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Hanno risposto ai
quesiti soprattutto gli over cinquanta. Oggi le urne rimarranno aperte dalle 7
alle 15 Seggi deserti, il referendum ha fatto flop Primo giorno di affluenza:
va a votare soltanto il 14 percento dei mantovani La percentuale più alta a Pieve
di Coriano: quasi uno su quattro Maturo d'età, diligente nelle operazioni di
voto e disposto a rispondere a tutti e tre i quesiti. Ma terribilmente raro. è
il profilo dell'elettore mantovano che ieri è andato alle urne per i referendum
sulla legge elettorale. Affluenza minima: in provincia ha votato solo il
14,18%. Un breve giro per le scuole, già a metà pomeriggio, era sufficiente a
confermare l'unico responso della giornata. Il non voto. Numeri. Elementari don
Mazzolari, sezione 26: «Ha votato l'8% degli aventi diritto». La 27: «Siamo al
10%». Nuovo seggio, l'elementare Ardigò: «Affluenza bassa, decisamente bassa -
dice il presidente della 32, Maurizio Penna - in dieci ore hanno votato
soltanto in 55». Record alla sezione 23 delle Mazzolari: il 16 percento. Età
dell'elettorato, dai cinquanta in su. Pochissimi i giovani. Qualche anziano che
come da tradizione si è presentato alle 8. Nessun errore o dimenticanza. Una
nota politica? In qualche caso gli elettori hanno chiesto di poter votare
soltanto per il terzo quesito referendario. La scheda
verde, per l'abolizione delle candidature in più circoscrizioni. Rifiutate le
altre due (viola e beige) per l'abolizione del premio di maggioranza alle
coalizioni. Messaggio da leggere forse come un no alla legge elettorale attuale
ma anche a quella che potrebbe uscire dal voto. Ma si è trattato di
pochi casi. Otto elettori alla sezione 2 delle Pomponazzo (dato delle ore 18),
ed è il record. Per il resto, aule deserte e scrutatori indaffarati nella
compilazioni di sudoku e settimane enigmistiche. E a raccontarsi gli unici
aneddoti: una persona scivolata su una scheda elettorale (nulla di grave,
scheda sostituita), e un cane che improvvisamente si è messo ad abbaiare alle
Ardigò. Il primo cittadino, Fiorenza Brioni, ha votato ieri mattina alla
Pomponazzo. Non l'hanno seguita in molti. Il risultato migliore, alle 22, si
registrava a Pieve di Coriano con il 23%. Oggi si vota dalle 7 alle 15.
( da "Cittadino, Il"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Referendum, i
lodigiani disertano le urne Alle
( da "Adige, L'" del
22-06-2009)
Argomenti: Province
RIVA DEL GARDA -
Promosso in serie B il Povoli Team comincia a pensare alla prossima stagione
passando anche dai più giovani RIVA DEL GARDA - Promosso in serie B il Povoli
Team comincia a pensare alla prossima stagione passando anche dai più giovani.
Essendo obbligatoria, altrimenti scatta una pesante pena pecuniaria,
l'iscrizione al campionato under 21 nazionale di una propria formazione
giovanile; il sodalizio gardesano si è accordato con l'Hdi Assicurazioni per
l'allestimento di tale compagine. Infatti il sodalizio del presidente Zazzini
aveva iscritto l'anno scorso una squadra B in serie D composta da giovani under
che, nella prossima stagione, non avrebbero più potuto giocare in tale
categoria per l'abolizione dei «farm team» nel futsal
trentino. Nei giorni scorsi l'accordo fra le due società per integrare fra loro
questa formazione che sarà denominata Povoli Team Hdi Assicurazioni e che potrà
così giocare un campionato nazionale. Un'idea importante per provare a far
emergere il futsal giovanile nella nostra provincia. Nei prossimi giorni
saranno stabiliti anche i dettagli tecnici. 22/06/2009
( da "Nazione, La (Siena)"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
CRONACA SIENA
pag. 3 CI VORREBBE un miracolo oggi per raggiungere il quorum del 50%. Il
referendum non... CI VORREBBE un miracolo oggi per raggiungere il quorum del
50%. Il referendum non ha calamitato l'attenzione dei cittadini che, forse
stanchi della politica e poco attratti dai temi proposti, seppure importanti,
hanno disertato i seggi. E se l'affluenza è andata a picco dove c'erano i
ballottaggi per sindaci e presidenti della Provincia, figuriamoci nel Senese
dove invece la tornata amministrativa è terminata senza bis. Nel capoluogo alle
22 il dato era di poco più del 13% per i primi due quesiti
abolizione della possibilità di collegamento tra liste e attribuzione del
premio di maggioranza ad una coalizione di liste alla Camera (n.1) e al SeEnato
(n.2) mentre ha raggiunto il 13,75% per il terzo dove si chiedeva di abrogare
la possibilità per uno stesso candidato di presentare il nome in più di una
circoscrizione. L'affluenza a livello provinciale è stata del 14,549%
per il quesito 3, 14,244% per il 2 e 14,243% per il numero
( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Lunedì 22 Giugno
2009 Chiudi Pioggia, tanta pioggia mista a grandine sulla prima giornata del
secondo turno per le elezioni provinciali e referendarie. Il maltempo
accompagna i votanti fin dall'ora di pranzo quando la prima delle tre
percentuali di voto previste nell'arco della giornata è stata già rilanciata
sul sito delle Prefettura. Ed è un risultato assai modesto perché si ferma ad
un 8.54% contro un opinabile 22.20% del 6 giugno alla stessa ora. Dunque ai due
candidati alla presidenza della Provincia tocca sospirare e attendere per
sapere in che direzione tira il vento. Ma ai seggi ieri mattina, oltre
l'incognita astensionismo, occupava la scena anche un altro fenomemo: il
rifiuto delle schede per votare i tre referendum. Sono in tanti a entrare al
seggio e a dichiarare espressamente: «Voto solo per la Provincia». Quando va
meglio chiedono anche una sola scheda dei tre referendum, la terza, quella
verde chiaro. Insomma un dato interessante su cui riflettere per cercarne le
motivazioni più profonde e trovare una risposta. Alle sette della sera la
pioggia lascia il posto al sole e i seggi sembrano rianimarsi. Dal seggio
numero 1, quello allestito nel Palazzo comunale, cui fa capo il seggio speciale
del carcere di Santa Scolastica, arriva la notizia che questa volta i detenuti
hanno espresso la volontà di votare, al contrario del primo turno quando
diedero forfait al 100%. Così questa mattina metteranno le loro schede
nell'urna volante. Sarà così anche per gli 11 anziani ospiti dell'ex Manni, il
cui seggio però è di competenza del n° 2 allestito alla scuola Sacchetti
Sassetti di piazza Mazzini. Anche qui per l'intera giornata si è battuta la
fiacca, solo verso sera la scena si è animata. E sempre verso sera la forbice
tra il numero dei votanti al ballottaggio e quelli del referendum si è
leggermente richiusa in molti seggi. A fine giornata c'è
anche chi si è rifiutato di votare di votare per il ballottaggio: si tratta di
due votanti iscritti al primo seggio che hanno preferito le schede colorate dei
tre referendum, aprendo la pista ai fautori dell'abolizione della Provincia.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
PARMA 22-06-2009
VOTAZIONI LA PRIMA GIORNATA DELLA CONSULTAZIONE CHE VEDE ACCORPATI IL SECONDO
TURNO DELLE PROVINCIALI E I REFERENDUM Alle urne un parmigiano su tre Parma
sopra la media nazionale. Affluenza più alta per il ballottaggio che per i
referendum II Poco meno di un elettore su tre al voto: dopo la prima giornata
di votazioni il quorum del 50%, necessario per dare validità ai tre referendum
elettorali, sembra essere molto difficile da raggiungere anche a Parma e nel
Parmense, dove pure si è votato quasi il doppio rispetto alla media nazionale.
Ieri sera alle 22, quando si sono chiusi i seggi, infatti gli elettori che
hanno inserito la scheda nelle tre urne per i referendum hanno superato di poco
la percentuale del 30% in città, con una leggera prevalenza
del quesito numero 3, relativo all'abolizione delle candidature multiple, che è
arrivato poco sopra al 32% (32,24% per l'esattezza), mentre gli altri due si
sono fermati un punto più sotto, al 31,13% e 31,15%.. Di poco superiore il dato
complessivo della provincia, con il 31,48% complessivo. Più votanti per
il ballottaggio Il dato più significativo riguarda poi lo scarto dei votanti
per il ballottaggio fra Vincenzo Bernazzoli e Giampaolo Lavagetto per la
presidenza della Provincia e quelli per i referendum: la percentuale di
parmigiani che ha votato per le provinciali, al 37,15% in città, supera infatti
fra il 5 e il 6 per cento quella di chi ha votato anche per i referendum. Lo
scarto è ancora maggiore a Fidenza, dove il voto per il ballottaggio per il
sindaco ha ottenuto una percentuale del 52,77%, mentre per i referendum hanno
ottenuto una percentuale di otto punti e mezzo inferiore. A Neviano la «maglia
nera» E' comunque proprio a Fidenza che si è registrata la maggior percentuale
di votanti per i referendum, con il 44,25% degli aventi diritto che ha votato
per i quesiti referendari. Nessun altro comune ha superato il 40%, «avvicinato
» solo da Tizzano con il 38,27%. La «maglia nera» della provincia spetta invece
al comune di Neviano Arduini, dove, con il 24,91% dei votanti, neppure un
elettore su
( da "Nuova Venezia, La"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
di Gianluca
Codognato Ici prima casa abolita tre milioni e mezzo persi dai Comuni del
Veneziano I trasferimenti statali coprono solo il 90 per cento il capoluogo è
il più penalizzato: in fumo due milioni «Stangata» per Torre di Mosto, Fossò e
Gruaro Il centro studi Sintesi «Non è stato un provvedimento indolore per la
fiscalità locale» Tre milioni e mezzo di euro. Ecco
tradotto in numeri il mancato introito in provincia di Venezia derivante
dall'abolizione dell'Ici prima casa decisa a suo tempo dal governo Berlusconi.
I rimborsi statali trasferiti nel 2008 coprono circa il 90 per cento del
gettito fiscale registrato nel 2007, penalizzando in particolare il capoluogo
il cui bilancio perde oltre 2 milioni di euro. Gli effetti
dell'abolizione dell'imposta per le abitazioni principali, quelle cioè dove il
contribuente ha la residenza, sono descritti da una ricerca del Centro Studi
Sintesi di Mestre, che fotografa la variegata realtà veneziana. «I Comuni meno
penalizzati dal provvedimento - confermano i ricercatori del Centro Studi di
Mestre - sono quelli del litorale (vedi Jesolo), che possono contare su un gran
numero di seconde case. Va peggio alle amministrazioni (come Spinea) che
puntavano invece sull'introito Ici derivante dalle abitazioni destinate ad abitazione
principale». Nel 2007 sono quasi 35 i milioni intascati dalle casse comunali
grazie all'imposta sulla prima casa. Il rimborso statale nel 2008 si è fermato
invece invecea circa 31 milioni e 400 mila euro, l'89 per cento di quanto in
realtà dovuto. Naturalmente il grosso delle entrate deriva della seconde e
terze case che, sempre nel 2007, hanno fruttato un bottino che si aggira
attorno ai 150 milioni di euro. Nel Veneziano l'incidenza dell'Ici prima casa
sul totale dell'imposta è di poco superiore al 20 per cento. Nel Capoluogo la
«tassa» sempre nel
( da "Corriere Adriatico"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Referendum, alle
urne con il contagocce Jesi Referendum, alle ore 19 di ieri sia i seggi di Jesi
che quelli di Fabriano hanno fatto registrare una bassissima percentuale di
votanti, comunque superiori di circa tre punti rispetto alla media nazionale. O
meglio, a Fabriano alle ore 19 la percentuale dei votanti sfiorava a l'11% per
i primi due referendum, mentre superava di poco l'11 per il terzo. A Jesi,
sempre alle 19, il primo e il secondo quesito avevano ottenuto la stessa
percentuale dei votanti, ovvero il 12,23%; il terzo il 12,42 per cento. Jesi e
Fabriano, dunque, sopra la media nazionale, almeno fino alle ore 19 di ieri, ma
con percentuali che si confermano comunque estremamente fiacche rispetto ad
altre consultazioni. Unici luoghi, in Italia, dove il dato leggermente
s'impenna sono i comuni e le provincie in cui si è andati al ballottaggio. E'
utile comunque ricordare che le urne rimarranno aperte anche per la giornata di
oggi fino alle 15, dopo di che potrebbe avvenire lo spoglio anche se, senza il
50 per cento più uno delle presenze - ovviamente a livello nazionale - il
referendum viene considerato nullo. Potrebbero così non avere risposta i tre
quesiti due dei quali molto simili. Il primo e il secondo
interrogano infatti entrambi gli italiani sulla possibile abolizione delle
coalizioni. Se dovesse vincere il sì, allora sia alla Camera che al Senato non
prenderebbero più il premio di maggioranza le coalizioni, ma il partito che ha
ottenuto più voti. Il terzo quesito invece propone il divieto per i candidati
di presentarsi in più circoscrizioni. Problematiche complesse, proposte
a degli italiani che sono andati a votare già due settimane fa per le europee,
le provinciali e le comunali. Si riconferma quindi il dato per cui l'affezione
degli italiani alle urne è in netto calo.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
MARIA PAOLA
MILANESIO Roma. Il quorum resta un miraggio di fronte a un affluenza che, ieri
sera alle 22, supera solo il 16%. Solo una svolta imprevista potrebbe far sì
che entro oggi alle 15, orario di chiusura delle urne, si rechi a votare il 50%
più uno degli aventi diritto. Ma nessuno crede realisticamente che accada. Si
preannuncia un clamoroso flop per il referendum sulla legge elettorale. La Lega
esulta, gli altri partiti rinviano a oggi ogni commento, mentre il comitato
promotore lamenta difficoltà degli elettori nel ricevere le schede. Bassa anche
l'affluenza ai ballottaggi per eleggere i presidenti in 22 Province (sul 32%)
mentre è molto più alto il numero dei votanti per la scelta dei sindaci in 99
Comuni, di cui 16 capoluogo (attorno al 45). Tuttavia, va evidenziato che lo
scarto tra i votanti per il referendum e per i ballotaggi cresce proprio nelle
aree dove la Lega è più forte. Referendum. Giovanni Guzzetta, tra i promotori,
è furente: «Non c'è che dire. Le intimidazioni del ministro dell'Interno
Roberto Maroni hanno proprio funzionato: in molti seggi non volevano nemmeno
dare le schede per i referendum. Molti presidenti sono terrorizzati e stanno
venendo meno al loro dovere». Il riferimento è alle parole di Maroni che nei
giorni scorsi li aveva invitati a «non fare i furbi», in quanto gli elettori
per le amministrative avevano il diritto, a richiesta, di non ritirare le
schede per il referendum. A Guzzetta il Carroccio replica definendo le sue
affermazioni «farneticanti». Amarezza da parte di Gianni Alemanno, sindaco di
Roma, anche lui tra i promotori: «La scarsa affluenza è un peccato perché i
quesiti avrebbero aiutato a costruire una legge elettorale più efficiente». Il
Pd si presenta in ordine sparso, nonostante l'indicazione dei vertici per tre
sì; prova ne sia che ieri a Roma il presidente della Regione Lazio ha optato
per l'astensione. Massimo D'Alema, invece, giudica il voto importante «perché è
l'unico modo per cambiare una brutta legge elettorale, sperando che poi si
possa fare una riforma». Il ministro Ignazio La Russa, di fronte a una
affluenza così bassa, propone di ripensare il quorum, fissandolo a un 35%
circa. Al contempo, però, suggerisce di aumentare il numero di firme necessarie
per promuovere la consultazioni popolari. Ieri hanno già votato il presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano (alle 18 nel rione Monti a Roma), il
premier Silvio Berlusconi (alle 12,20 alla scuola media Dante Alighieri a
Milano), il presidente del Senato Renato Schifani (nel tardo pomeriggio a
Palermo). Dei tre quesiti sottoposti agli elettori, è il terzo a destare
maggiore interesse stando al dato sull'affluenza, lievemente
più alto: si riferisce all'abolizione delle candidature multiple, mentre gli
altri due definiscono una diversa attribuzione del premio di maggioranza (non
più alla coalizione ma al partito che ha ottenuto più voti). L'affluenza più
alta è in Emilia-Romangna, mentre la più bassa se la contendono le isole.
Le sfide. Occhi puntati sulla Provincia di Milano, dove Filippo Penati, Pd,
cerca la riconferma contro Guido Podestà, Pdl. L'Udc ha lasciato libertà di
voto, il che complica la partita per il presidente uscente che al primo turno è
stato distaccato dall'avversario di ben 10 punti percentuali. Alla Provincia di
Torino i centristi hanno scelto l'apparentamento con l'attuale presidente in
carica Antonino Saitta, Pd, che parte da un 44,3%; Claudia Porchietto, Pdl, si
è fermata al 41,5%. Partita interessante anche a Firenze: per la poltrona di
sindaco Matteo Renzi, Pd, se la deve vedere con l'ex calciatore Giovanni Galli,
Pdl. Tra i due 15 punti percentuali di distacco - a favore di Renzi - e
l'incognita Udc che ha lasciato libertà di voto. Non si è schierato neanche
Valdo Spini che al primo turno ha ottenuto l'8,3% con la sinistra radicale. A
Bologna è favorito Flavio Delbono, Pd, contro Alfredo Cazzola, Pdl; lo scontro,
nonostante i veleni giudiziari, sembra definito. A Padova Flavio Zanonato,
sindaco-sceriffo del Pd, è incalzato da Marco Marin. Ieri nel capoluogo veneto
sono stati stracciati manifesti di Zanonato, durante un corteo di
festeggiamenti per la promozione in B della squadra cittadina.
( da "HelpConsumatori"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
News FARMACI.
Movimento Consumatori: "No all'abolizione del farmacista per farmaci di
automedicazione" 22/06/2009 - 15:07 Profonda preoccupazione sulla proposta
del Governo di cancellare la figura del farmacista per la vendita dei farmaci
di automedicazione arriva dal Movimento Consumatori. "Non
è liberalizzazione l'abolizione della figura professionale - si legge in un
comunicato del Movimento Consumatori - Così come il disegno assurdo di abolire
le parafarmacie. E' liberalizzazione la possibilità di trovare lo stesso
prodotto in posti non coperti da farmacie convenzionate. Oltretutto non
sempre presenti sul territorio. Ma sempre e solo in condizione di totale
sicurezza". "La proposta di legge in discussione in questi giorni,
prevede l'introduzione del farmaco di automedicazione monodose - spiega
Rossella Miracapillo, responsabile Farmaci e Salute del Movimento Consumatori -
una modalità che, secondo il Governo, non renderebbe necessaria la presenza del
farmacista. Come dire: una dose sola non dà problemi di sicurezza".
"Bisogna ricordare a chi vuole abolire la figura del farmacista, che
proprio i farmaci, secondo quanto relazionato dal Centro Antiveleni di Milano
diretto dalla Dott. Davanzo, sono il primo motivo di incidenti domestici"
- continua la dottoressa Miracapillo che specifica: "Abuso di farmaci,
scambio, errore di posologia, sono le cause del 43% di incidenti".
"Farmaco e farmacista, solo insieme sono una reale garanzia per gli
utenti, - conclude la responsabile Farmaci e Salute del Movimento Consumatori -
Per questo chiediamo che il Governo faccia subito un passo indietro e faccia
chiarezza su come intende tutelare il cittadino". 2009 - redattore: GA
( da "Italia Sera"
del 22-06-2009)
Argomenti: Province
Cronaca Roma
Desideri: ecco il vota Antonio di Casa Marrazzo Una
nuova Rsa in provincia di Rieti, una nuova uscita autostradale a Guidonia, un
nuovo centro sanitario polifunzionale a Guidonia, nuovi consulenti, tutti della
provincia di Frosinone, per la Regione Lazio. La sezione democratica di Casa Marrazzo è
attivissima da giorni sul fronte della reclame. Cosa lega le province
di Rieti e di Frosinone e il comune di Guidonia? La domanda è retorica,
ovviamente. Il Pd ha imbracciato il megafono e sta gridando votantonio
a tutti i condomini. Ma non finisce qui. Oggi è stato promesso il trasporto
gratis per gli under 25. Due giorni fa il democratico vicepresidente del
Consiglio, Lucherini Carlo di Monterotondo, ha tenuto a precisare che
lunedì prossimo si apriranno le buste per lappalto
che riguarda tutti i presidi di prossimità della provincia di Roma, compreso
quello di Guidonia, che avrà la priorità. Una sublime, o subliminale?,
dichiarazione. Da Prima Repubblica. Il fatto che lunedì sia il giorno conclusivo del voto è assolutamente
casuale. Insomma, i democratici di Casa Marrazzo ce la stanno mettendo tutta,
almeno in fatto di annunci, dato che oltre non si va: è storia arcinota di
questi quattro anni. Ma, come dire, chissà mai che qualcuno ci caschi.
Lo ha
dichiarato Fabio Desideri (Pdl), vicepresidente della commissione Urbanistica
del Consiglio regionale del Lazio. Fin qui la
propaganda. Poi ha aggiunto Desideri ci sono i fatti concreti,
inconfutabili. I democratici, compresi quelli che stanno lavorando per scongiurare la
ricandidatura del democratico Marrazzo, evitano in questi giorni qualsiasi
argomento scivoloso: i super-disservizi dei treni regionali, la chiusura degli
ospedali, i super-ticket sanitari, le super-tasse per gli imprenditori, le
super-liste di attesa e, visto che siamo in tema, labolizione
della Carta Senior. Questultima, lo ricordo, permetteva a tutti i
pensionati sociali del Lazio tutti di viaggiare gratis su ogni
tipo di mezzo pubblico e di fare acquisti scontati del 5 e del 10 per cento nei supermercati
e nei mercati. La Carta Senior non esiste più, perché Marrazzo, che per una
cena a quattro ha speso ben 1300 euro pubblici, la considerava una tessera
della povertà. Edizione n. 2213 del 22/06/2009
( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Referendum. In
città la partecipazione è stata inferiore alla media nazionale Alle urne un
mantovano su cinque In nessun Comune il quorum, record di affluenza a Pieve di
Coriano I promotori: la scelta dei candidati resterà nelle mani dei partiti
Solo un mantovano su cinque ha votato per i referendum. L'affluenza alle urne,
tra città e provincia, è stata anche più bassa di quella registrata a livello
nazionale: 19,83% per il primo quesito, 19,84 per il secondo e 20,10 per il
terzo. Come era prevedibile, tra gli oltre 61mila mantovani che hanno deciso di
andare alle urne, hanno largamente prevalso i sì all'abolizione dei premi di
maggioranza alle coalizioni vincenti per Canera e senato e alle candidature
multiple (cioè in più colegi elettorali). Nei primi due quesiti ha votato sì
rispettivamente l'80,15% e l'80,06%, mentre nel terzo la percentuale ha
raggiunto l'89,51. Ma è ovvio che queste percentuali, come quelle nazionali,
non hanno alcuna conseguenza sulla legge elettorale. La stragrande maggioranza
dei mantovani aventi diritto ha preferito disertare le urne. Il leggero scarto
rispetto al dato nazionale (con affluenze che restano
comunque le peggiori della storia referendaria: 23,4% per i primi due quesiti e
24,1% per il terzo) risente verosimilmente anche dell'assenza di ballottaggi
per le amministrative nella nostra provincia. In città l'affluenza è stata di
poco superiore al dato complessivo del Mantovano: 20,9 % per le prime due
schede e il 21,36% per la terza. Visto il quadro, il fatto che Pieve di
Coriano abbia avuto la partecipazione più elevata con oltre il 32%, seguito da
Carbonara Po e Pegognaga, ha un semplice valore statistico. I commenti delle
forze politiche locali sul flop referendario vanno dai toni euforici della Lega
(che ha invitato gli elettori a disertare le urne) a quelli di segno opposto
dei rappresentanti locali del comitato promotore. Tra questi c'è Paolo Rampi.
«Mi sembra - afferma - che la bassa partecipazione sia una sconfitta per la
democrazia. Chi canta vittoria, si rallegra per la disaffezione dei cittadini
italiani per la politica. Questo la dice lunga sullo stile e il senso
democratico di alcuni partiti. E' stato fatto di tutto perchè i cittadini non
partecipassero, in questo modo i soliti noti possano governare senza essere
disturbati». Meglio cambiare le regole per i referendum? «La soglia potrebbe
esere rivista - dice - resta la sconfitta per la cultura politica del Paese. Il
centrodestra ha messo nelle mani delle segreterie dei partiti l'esclusiva sulla
scelta dei parlamentari».
( da "Cittadino, Il"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Referendum,
"flop" storico alle urne Quorum lontanissimo, a Lodi va alle urne
solo il 18,73 per cento n Il referendum sulla legge elettorale non è valido,
anche in provincia di Lodi l'affluenza alle urne è stata bassissima. Solamente
il 18,72 per cento dei cittadini ha deciso di partecipare alla consultazione,
una cifra inferiore persino al dato nazionale, pari al 20 per cento. Non appena
sono iniziati a circolare i risultati, sono partiti i commenti dei leader
politici: da una parte i leghisti che esultavano per quella che considerano una
vittoria, dall'altra chi sottolineava che si trattava di un argomento troppo
tecnico per gli elettori.Secondo le cifre diffuse dal Viminale nella giornata
di ieri, per nessuno dei tre quesiti è stato raggiunto il quorum. Sul
territorio lodigiano, il 78 per cento dei votanti si è dichiarato favorevole
alla prima domanda, l'abolizione del premio di maggioranza alla coalizione più
votata alla Camera. Alla seconda domanda, invece, il 77,88 per cento degli
elettori ha detto sì all'abolizione del premio di maggioranza alla coalizione
più votata al Senato. Il terzo quesito si è rivelato quello più
"gettonato", ha registrato il numero più elevato di votanti e l'87,88 per cento dei partecipanti si è detto favorevole
all'abolizione della possibilità per un candidato di presentarsi in più di una
circoscrizione.Nei centri più grandi del Lodigiano - Lodi, Lodi Vecchio,
Casale, Codogno e Sant'Angelo -, mentre i "sì" per i primi due
quesiti si aggiravano attorno all'80 per cento, quelli a favore del terzo hanno
raggiunto persino il 90.In provincia di Lodi, il record di presenze si è
registrato ad Abbaddia Cerreto, con il 36 per cento di votanti. All'ultimo
posto della classifica, invece, si piazza Massalengo con il 14,29. Curioso il
caso di Maccastorna, dove solo 7 persone su 45 si sono presentate ai seggi, ma
una di queste ha preferito lasciare la scheda bianca.I ballottaggi per le
amministrative hanno funzionato come una sorta di traino per il referendum, al
punto che in alcuni grandi centri chiamati a scegliere il sindaco o il
presidente della provincia, il quorum, di fatto, è stato raggiunto. In
provincia di Milano il 35,93 per cento degli aventi diritto si è presentato ai
seggi, anche se in diversi comuni dell'hinterland si è superata la soglia del
40 per cento. A San Giuliano, dove si votava anche per le amministrative (sia
comunali che provinciali) si è toccato il 46,97, lo stesso è accaduto a
Peschiera con il 47,20.In ogni caso, il "flop" è stato così evidente
da spingere il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a intervenire sulla
necessità di «ripensare lo strumento referendario».Greta Boni
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Referendum, nella
Marca ai seggi neanche il 19% Affluenza molto bassa per tutti e tre i quesiti.
Nel capoluogo appena sopra il 20 per cento L'affluenza al referendum ha
registrato nella Marca un record negativo: in provincia il primo e secondo
quesito hanno totalizzato entrambi il 18,73%, il terzo il 19,17%. Nel
capoluogo, sempre il primo e secondo quesito hanno raccolto il 20,63%, il terzo
21,38%. Risultati sconfortanti anche se rapportati all'ultima chiamata
referendaria con quorum, sulla procreazione assistita, del 2005. Anche in quel
caso vinse nettamente il partito dell'astensione: alla fine il referendum sulla
procreazione assistita richiamò alle urne della Marca solo il 25,1% degli
aventi diritto. Una media che risultò bassa rispetto a quella nazionale (25,9%)
ma anche alle consultazioni precedenti: solo nel 2003
(altro referendum durato due giorni, quello sull'abolizione dell'articolo 18)
venne registrata una affluenza più bassa: il 23,26%. Ma con l'ultimo referendum
siamo al picco più negativo. Ricordiamo che gli elettori sono stati chiamati a
votare per il referendum sul sistema elettorale per le politiche. Erano
tre i quesiti abrogativi di alcune parti della legge. La prima scheda, viola,
riguardava la modalità di elezione della Camera dei deputati. L'attuale legge
prevede che il premio di maggioranza (circa il 55% dei seggi, assegnato su base
nazionale) vada alla «lista o coalizione di liste» che abbia raggiunto il
maggior numero di voti. Il primo quesito chiedeva di cancellare le parole «o
coalizione di liste» attribuendo così il premio alla sola lista che abbia
ottenuto il maggiore consenso. La seconda scheda, beige, riguardava l'elezione
del Senato. L'attuale legge prevede l'attribuzione del premio di maggioranza,
su base regionale, alla «lista o coalizione di liste» che ottenga più voti. Il
quesito chiedeva di approvare la cancellazione della dizione «o coalizione di
liste», attribuendo il premio solo alla lista che abbia avuto il maggior
consenso. La terza scheda, verde, interveniva sulle candidature per Camera e
Senato: proponeva di abrogare la possibilità per una persona di candidarsi in
più circoscrizioni.
( da "Gazzetta di Modena,La"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Anche a Modena
niente quorum, ma a tenere banco sono i temi del ballottaggio Referendum, vota
il 27,28% Dopo i 2 turni elettorali per Pd e Pdl iniziano le riflessioni Il
centro-sinistra deve costruire giunte che recuperino consenso tra la gente Per
il Pdl il rimpianto di un'occasione perduta di Andrea Marini Solo il 27,28% dei
modenesi si è presentato alle urne per esprimere il proprio parere sui tre
quesiti referendari. Un flop provinciale visto che nei 47 Comuni ha votato il
30,07% per il primo quesito, la stessa percentuale per il secondo. Per il
terzo, il più 'gradito', il 30,55%. Referendum senza quorum, quindi non valido.
Tuttavia i modenesi si sono espressi. Vediamo come. Per quanto riguarda il
referendum 1, (scheda viola), sull'abrogazione delle
possibilità di collegamento alla Camera dei deputati tra liste e premio di
maggioranza, nei 47 comuni della provincia l'81,50% dei votanti si è detto
favorevole, il 18,50% contrario. Referendum 2 (colore beige), relativo a
collegamento tra liste e premio di maggioranza al senato, i sì sono stati l'81,50%
e i no il 18,50%. Infine sul terzo referendum, (scheda verde), sull'abolizione
di pluricandidatura per lo stesso candidato in più circoscrizioni: i favorevoli
all'abrogazione sono stati al 90,13% e il 9,87% ha detto no. Un referendum che,
sul piano politico, sembra non lasciare alcuna traccia visto che nessun
politico locale si è preso la briga di commentare il dato. L'attenzione di
tutti era concentrata sui tre ballottaggi nei Comuni di Mirandola, Vignola e
Sassuolo. Dopo l'esito dello spoglio il tema principale era uno solo: che
accadrà ora nel Pd e quali saranno le conseguenze per il centro sinistra? In
casa dei Democratici si sta già cercando di far passare la linea che, in fondo,
a Sassuolo c'era da aspettarselo. Che la corsa era in salita (complici le liti
in casa Pd) ed essere arrivati ad una manciata di voti dalla riconferma è già
tanto. Ma questo non può bastare. Ora la chiusura dei ballottaggi deve aprire il
tempo delle analisi, sin qui sospese. Analisi che non devono riguardare solo il
voto di Sassuolo, ma l'andamento del partito in tutta la provincia. Partendo da
un dato: per il centro sinistra è il peggiore risultato dal dopoguerra. Figlio
di una serie di concause. Su tutte, al di là dei temi legati alla sicurezza,
c'è una realtà di cui il Pd deve prendere atto. Il partito è in crisi, ha meno
appeal sugli elettori modenesi che, dopo anni in cui, seppur mugugnando, hanno
votato compatti a sinistra, ora hanno iniziato a capire che l'alternanza non è
eresia. A Modena si è schivato il ballottaggio di poche decine di voti e, al di
là dell'abisso tra Pighi e Pellacani, che probabilmente non avrebbe creato
problemi in caso di spareggio, restano le voragini di voti apertesi in
quartieri della città: Albareto - 8%, Quattroville - 7,2%, San Faustino - 7%.
Qui c'è un partito che deve chiedersi che cosa vuole diventare, perché invece
di avvicinare la gente l'allontana. E deve farlo in fretta: tra meno di un anno
ci sono le Regionali. C'è da capire il perché di questo allontanamento, del
calo di iscritti, e capire come riavvicinare i modenesi. Il problema vale anche
e soprattutto per i sindaci appena eletti, per i quali, mai come questa volta,
la scelta degli assessori diventerà fondamentale per garantirsi il governo fra
5 anni. Servono giunte "forti" in grado di governare le città
lasciando il segno, dando le risposte che chiedono i cittadini. Altrimenti fra
5 anni il ballottaggio sarà la regola. In pratica servono anche assessori
capaci e non messi lì sulla base di improbabili spartizioni di posti. In casa
Pd, poi, Sassuolo può contribuire ad allontanare le tentazioni di
autosufficienza, imponendo di coltivare e potenziare - come evidenzia qui sotto
Sinistra per Modena - la coalizione di centro sinistra, cercando di
rilanciarla. Quanto agli alleati, il problema principale è capire quale strada
intraprendere per evitare l'estinzione. E in casa Pdl? La vittoria di Sassuolo
deve essere una lezione. Hanno vinto il municipio al ballottaggio sostenendo
con convinzione, uniti con la Lega, e senza sgambetti reciproci, Caselli. Che
sarebbe accaduto a Modena se si fosse scelto un candidato giovane, motivato e,
soprattutto, sostenuto con convinzione da tutto il centro destra? La risposta a
Giovanardi, Bertolini e Aimi.
( da "Repubblica, La"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Pagina IV - Roma
Affluenza più bassa della media nazionale. I dati quartiere per quartiere Nella
capitale record di Sì in Prati il boom dei votanti VIOLA GIANNOLI (segue dalla
prima di cronaca) Nel XVII municipio, infatti, la percentuale dei votanti ha
sfiorato il 20,45 per cento per il primo e il secondo quesito e il 21,49 per
cento per il terzo. La curiosità? Nei seggi del quartiere Prati si sono
presentati soprattutto uomini. E tra questi anche il presidente della Provincia
Nicola Zingaretti, al voto nella scuola media Belli in via Mordini. Affluenze
positive pure nei municipi IX e XI, San Giovanni e Ostiense, le uniche altre
due ex circoscrizioni di Roma in cui l´affluenza ha superato il 20 per cento.
Il record in negativo spetta, invece, a Tor Bella Monaca, dove l´affluenza si è
fermata poco sopra il 15 per cento e a "snobbare" le urne sono state
in maggioranza le donne. Percentuali bassissime, che superano di poco il 17 per
cento, anche nel XIII e nel XX municipio: Ostia e Cassia. Cifre ben lontane dal
quorum. E amarezza doppia, forse, per i promotori del fallito referendum visto
che a Roma, come un po´ in tutta la regione, il "sì" ha stravinto con
percentuali schiaccianti tra l´80 e il 90 per cento, ben al
di sopra della media nazionale. In particolare, l´ «abolizione del premio di
maggioranza alla coalizione più votata alla Camera» ha ottenuto l´80,69% di
"sì" contro il 19,31% di "no". Per l´ «abolizione del
premio di maggioranza alla coalizione più votata al Senato» si è registrato
l´80,77% di "sì" contro il 19,23% di "no". E la
terza scheda, relativa alla «abrogazione delle candidature multiple», ha visto
il 91,25% di "sì" contro l´8,75% di "no".
( da "Tirreno, Il"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Pagina 4 -
Pistoia Votanti tra il 14 e il 20% Dentro le schede un'alluvione di sì PISTOIA.
Trascinati dai ballottaggi per eleggere i nuovi sindaci, solo a Pescia e
Montecatini Terme i tre referendum sono riusciti a ottenere, in provincia di
Pistoia, il fatidico quorum del 50% più un voto. Negli altri comuni la
percentuale di affluenza al voto è oscillata tra il 14,9% di Abetone e il 21 e
spiccioli di Massa e Cozzile. Nel capoluogo l'affluenza ai seggi si è fermata
al 19%, un risultato neanche da disprezzare considerando la media provinciale.
Da notare che dei tre referendum quello che dappertutto ha
riscosso maggiori consensi è stato il terzo, che proponeva l'abolizione della
candidatura della stessa persona in più collegi. Dappertutto è stato il più
votato. Ma che posizione ha espresso la sparuta minoranza che ha scelto di
aprire e contrassegnare le schede? Nessuna sorpresa: dalle urne è uscito un
flusso pressoché ininterrotto di sì. Fermandosi all'area pistoiese, il
comune più propenso all'abolizione degli articoli del "Porcellum" è
stato Sambuca, con l'85% di voti favorevoli al primo referendum (premio di
maggioranza al partito e non alla coalizione vincenti alla Camera) e il 93,6 al
terzo (no alle pluricandidature).
( da "Giorno, Il (Lodi)"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
ELEZIONI 2009
pag. 2 Snobbati i tre referendum Ai seggi solo due su dieci: meno che nel resto
d'Italia I QUESITI SULLA LEGGE ELETTORALE di GUIDO BANDERA LODI A QUESTI
referendum non ha creduto che poco meno di due lodigiani su dieci. L'affluenza
boccia senza pietà i tre quesiti che puntavano a modificare la legge elettorale
per il Senato e per la Camera. A Lodi non sono bastati a convincere la gente ad
andare alle urne neppure gli appelli del Pd e di autorevoli esponenti del Pdl.
Il caldo invito all'astensione della Lega, unito allo scarso appeal dei
referendum negli ultimi anni ha deciso il risultato, che appariva chiaro già
domenica mattina. POCHE PERSONE ai seggi: scrutatori impegnati ad ammazzare il
tempo. A far capire che con ogni probabilità i referendum non avrebbero sortito
alcun esito, non solo i dati dell'affluenza, che pure erano sconfortanti per i
sostenitori del «sì». Desolatamente vuoti, alla fine, erano anche gli uffici
dell'Anagrafe di Palazzo Broletto, aperti anche la domenica per l'assistenza ai
seggi, agli scrutatori e agli eventuali ritardatari a caccia di un documento o
di una tessera elettorale. Alla fine il responso è stato schiacciante: 18,72%
di votanti per il primo e il secondo quesito (quelli sul premio di maggioranza
da attribuire non più alle coalizioni, ma ai partiti) e un non meno deciso
19,01% sul terzo quesito, che proponeva l'abolizione della
candidatura in più circoscrizioni. IN SOSTANZA, in tutto il Lodigiano, alle
urne si sono presentati poco più di 30mila elettori, contro gli oltre 170mila
aventi diritto. Addirittura al di sotto della media nazionale, dove l'affluenza
è stata del 23%, grazie anche a un parziale effetto-traino dei ballottaggi per
Comuni e Province. Che a Lodi non c'erano. Ma non dovunque i risultati
sono stati gli stessi: per capire la dinamica del voto, basta confrontare i
risultati dell'affluenza fra grandi e piccoli Comuni del territorio. A Lodi, ad
esempio, l'affluenza è stata poco più alta rispetto alla media provinciale:
19,98%. Poco meno di un punto percentuale in più rispetto agli altri Comuni. Il
record «positivo» di affluenza spetta comunque al piccolo Comune di Abbadia
Cerreto: qui l'affluienza per il terzo quesito (il più premiato dagli
elettori), ma anche per il primo e il secondo, è arrivata addirittura al 36%
tondo tondo. Nonostante gli abitanti siano poche decine. Posizione opposta,
invece, per gli abitanti del Comune più piccolo del Lodigiano, Maccastorna,
dove per lo stesso quesito è andato ai seggi soltanto il 15,55% degli elettori.
Casalpusterlengo, invece, si piazza allo stesso livello del capoluogo, con
un'affluenza del 19,64 per cento degli aventi diritto. Due punti percentuali in
meno, invece, per la percentuale di Codogno, sempre nella Bassa, dove alle urne
è andato il 17,38 per cento degli elettori. Sant'Angelo, roccaforte del
centrodestra per eccellenza, invece, ha fatto anche «peggio», con il 16,89 per
cento degli elettori che sono usciti di casa e sono andati a votare. A Brembio,
invece, paese guidato da un'amministrazione di centrosinistra, con un forte e
radicato voto a sinistra, alle urne è andato il 22,02% degli elettori. Così non
è accaduto, invece, a Lodi Vecchio, tradizionale roccaforte «rossa» del
territorio. Qui, alle urne, c'è andato solamente il 18 per cento degli aventi
diritto. VISTO che, di fatto, chi era contrario al referendum (come è
puntualmente accaduto negli ultimi 15 anni) ha invitato non a votare contro, ma
a non andare a votare, ovvia è stata la preponderanza dei «sì» nel responso
delle urne, che pure non sarà tenuto in nessun conto, visto che non si è
raggiunto il quorum del 50 per cento più uno degli elettori. I risultati,
benché non validi, premiano dunque la proposta dei referendum elettorali. Al
primo quesito (18,72% di affluenza) i favorevoli sono stati il 77,83 per cento
degli elettori che sono andati al seggio. I CONTRARI, invece, 6.657, pari al
22,17 per cento dei votanti. Situazione molto simile, peraltro, anche nel caso
del secondo referendum (che come il primo proponeva per uno dei due rami del
Parlamento il premio di maggioranza al partito più votato). Qui il 77,86 degli
elettori (23.390 persone) ha detto «sì», mentre i «no» sono stati 6.653 pari al
22,14 per cento del totale. Al terzo referendum (affluenza 19.01%) hanno votato
«sì» in 27.366, pari all'87,88% del totale. I «no» sono stati il 12,12% (pari a
3.773 voti).
( da "Riformista, Il"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Il giorno
(decisivo?) della lunga agonia dei referendum visti da Sono 12 anni, dal '97,
che falliscono per non raggiungimento del quorum. Più che alla morte si è
assistito a una mancata resurrezione La morte del referendum, celebrata a perdifiato in tutti i commenti politici dei risultati delle
urne, non è avvenuta certamente ieri. Sono almeno dodici anni, dal 1997, che
tornate referendarie convocate sui più diversi argomenti, comprese le leggi
elettorali (abolizione della quota proporzionale) e quella sulla fecondazione
artificiale, falliscono per mancato raggiungimento del quorum e per astensione
crescente, fino alle vette di quest'ultima volta. Più che alla morte,
quindi, si è assistito a una mancata resurrezione, prevedibile, come ha detto
il presidente della Camera Gianfranco Fini, e ampiamente prevista quando fu
deciso di abbinare il voto alla domenica dei ballottaggi. Se un referendum, che
per essere valido ha bisogno della metà più uno degli elettori (mal contati,
più di ventidue milioni e mezzo di cittadini), viene votato in un giorno in cui
gli elettori interessati a votare per i comuni e le province
sono circa quattordici milioni, sarebbe sorprendente che gli otto milioni che
mancano, ammesso che tutti gli altri siano referendari convinti, corrano alle
urne per salvare la consultazione. E il paragone, abusato, con il referendum
elettorale del 1991, quando Bettino Craxi invitò ad «andare al mare» gli
elettori, che invece si recarono in oltre il novanta per cento a votare, non è
valido. Quella fu davvero una rivolta contro la partitocrazia: pur di
liberarsi, anche a torto, della vecchia classe politica che fu poi falcidiata
da Tangentopoli, gli elettori sarebbero andati a votare anche per una formula
matematica. E non c'è dubbio che molti lo fecero senza neppure sapere per cosa
votavano e senza capire la differenza tra sistema proporzionale e uninominale maggioritario.
Se poi è abbastanza ridicolo - oggi come ieri - vedere i partiti astensionisti,
dalla Lega Nord alla sinistra radicale, che proprio dall'attuale legge
elettorale è stata tagliata fuori dal Parlamento, annettersi l'ottanta per
cento o più degli elettori che non sono andati alle urne, come se davvero
avessero aderito al loro appello, gli altri, quelli che per il referendum si
erano impegnati a mobilitare l'elettorato, dovrebbero riflettere sulla risposta
che hanno ricevuto. A cominciare dal Partito democratico, che aveva aderito
freddamente, e non ufficialmente, ma solo a livello di singoli esponenti del
partito, alla promozione dell'iniziativa referendaria ai tempi del governo di
Romano Prodi (quando un'iniezione di bipartitismo avrebbe potuto consolidare la
debole vittoria del centrosinistra alle elezioni del 2006), successivamente se
ne era distaccato, salvo poi riscoprirla dopo che Silvio Berlusconi aveva
siglato con Umberto Bossi il patto astensionista dell'8 giugno. Ecco: se il
leader del Partito democratico pensava di sollevare una rivolta degli elettori
contro il Cavaliere e il Senatur, e prendersi così una rivincita, dovrà
prendere atto che questa intuizione s'è rivelata sbagliata. Dei quasi
quattordici milioni di elettori chiamati alle urne, molti di meno hanno
ritirato e compilato le schede referendarie, gli altri hanno invece rivendicato
il diritto a votare solo per sindaci e presidenti di province.
Perché è andato in crisi un istituto così importante di democrazia diretta come
il referendum, grazie al quale, non va dimenticato, sono state introdotte in
Italia riforme molto importanti come il divorzio e l'aborto, e prese grandi
decisioni come quella di bloccare il nucleare? Innanzitutto, va detto, perché
se ne è abusato, fin dai tempi dei pacchetti referendari degli anni Ottanta in
cui a un quesito mobilitante, tipo le liquidazioni o le tasse in busta paga,
venivano associate sei o sette questioni molto particolari, di cui la gente
faticava a interessarsi. Poi, come non si stancano di ripetere Marco Pannella e
i radicali, per mancanza o assenza di informazione. È bastato che il presidente
del Consiglio, per salvare l'alleanza con la Lega Nord, si schierasse per
l'astensione, per far sparire i referendum da telegiornali e talk-show, e più in
generale dalla televisione. Che oggi sono, come sappiamo, il vero luogo della
politica, molto più del Parlamento in cui i referendum venivano in passato a
scombinare le maggioranze precostituite della Prima Repubblica, spaccando la
Democrazia cristiana, costringendo i comunisti a schierarsi con i radicali e
aprendo la strada ad alleanze inedite e innovative. Ora invece il vero
referendum è diventato il sondaggio quotidiano proposto da tutti i canali
televisivi, dai programmi più disparati, dalle radio, dai siti Internet dei
giornali, dal governo, dai partiti, e perfino nelle aule universitarie, dove
gli studenti, sondati periodicamente, esprimono il loro gradimento sui
professori. C'è davvero da stupirsi se dopo aver risposto in ogni momento a
un'incessante serie di domande, al telefono o con il telecomando, i cittadini,
al momento di andare alle urne, se ne restano a casa? di Anna Chimenti
23/06/2009
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-06-23 - pag: 2 autore: Berlusconi: sinistra
battuta respinti gli attacchi eversivi Franceschini: destra al declino - Pdl:
abolire i ballottaggi Riccardo Ferrazza ROMA «Una nuova, sonora sconfitta » per
la sinistra. L'inizio del «declino della destra». Non potrebbero essere più
distanti le letture fornite dai leader dei due principali schieramenti ai risultato
del ballottaggio per le amministrative. Diversi anche i tempi scelti per uscire
allo scoperto: se Dario Franceschini si presenta davanti alle telecamere in
prima serata quando da poco nel Pd ci si è resi conto che la tornata è andata
meglio del previsto, più cauto è il premier che si affida invece a una nota un
paio di ore più tardi. Il suo giudizio, però, è netto: «Il Popolo della
libertà, la Lega, la maggioranza e il governo escono ulteriormente rafforzati
da queste elezioni ». Poi il riferimento alla bufera che lo ha travolto e che
occupa le pagine dei giornali da mesi,dalla vicenda Noemi all'inchiesta di Bari
sul giro di escort: «distorsioni mediatiche» e «attacchi eversivi rivolti da un
gruppo editoriale contro il presidente del Consiglio e il suo governo » che non
hanno avuto effetto sulle scelte dell'elettorato. «Hanno cercano di indebolirmi
in tutti modi – avrebbe ribadito il Cavaliere ai suoi collaboratori – ma io
vado avanti perché ci sono ancora molte cose da fare». Completamente rovesciato
il film della giornata visto dal Pd. «è cominciato il declino della destra, chi
non è andato a votare ha scelto di mandare un segnale molto chiaro al governo»
è la lettura del segretario Dario Franceschini che nel voto vede la conferma
della sua intenzione di candidarsi al congresso. Certo, il Partito democratico
non gode di grande salute ma «per noi questa è la base di partenza per portare
avanti un percorso di cambiamento del Paese». Parallelo alla lettura dei dati
che uscivano dagli scrutini, c'è stato il confronto aspro su una proposta
avanzata dal Pdl a urne appena chiuse: l'abolizione o limitazione del
ballottaggio alle elezioni provinciali. A venire allo scoperto sul tema è uno
dei tre coordinatori del Pdl Ignazio La Russa: «Il ballottaggio – ha detto pensando
soprattutto al caso di Milano, dove Penati è quasi riuscito nell'impresa di
riacciuffare Podestà – si deve mantenere quando nessun candidato raggiunge un
numero accettabile di consensi. In caso contrario è uno spreco di denaro e non
si può far decidere chi sarà il presidente della Provincia
in base non ai consensi maa chi è riuscito a convincere il maggior numero di
persone a non andare in vacanza o al mare ». La nuova soglia è fissata dal
ministro della Difesa al 40 per cento. Ragionamenti che nel Pd si incarica lo
stesso Franceschini di commentare: «La proposta di eliminare i ballottaggi che
arriva in queste ore dal centro- destra è una chiara ammissione di
sconfitta. Una proposta surreale, come a dire che siccome c'è un risultato
negativo allora si cambia la legge. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da
piangere ». Intanto chi si considera vincitore del voto è l'Udc, il partito di
Pier Ferdinando Casini che ha fatto la differenza in molti ballottaggi ma
appoggiando candidati a seconda della realtà territoriale di centro- destra o
centrosinistra. Voti centristi sono stati decisivi a Bari per il sindaco
uscente del centro-sinistra Michele Emiliano, così come nelle provinciali di
Torino Antonio Saitta si è aggiudicato la vittoria. A Venezia l'Udc era
schierata con il centro- destra e la candidata del Pdl Francesca Zaccariotto è
riuscita a imporsi. E ai centristi è dedicato il primo commento a caldo di
Francesco Rutelli: «Emerge nettamente l'importanza positiva degli accordi con
l'Udc ». © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-06-23 - pag: 5 autore: 2
ABOLIZIONE MINISTERI AGRICOLTURA E TURISMO Risorgono due dicasteri su tre Nella
tornata referendaria del '93 vengono eliminati tre ministeri: Partecipazioni
statali, Agricoltura e Turismo.Ma gli ultimi due rinascono:il primo già l'anno
dopo anche se con un nome diverso (Risorse agricole), il secondo un paio di
mesi fa con la nomina di Michela Vittoria Brambilla
( da "Libertà" del
23-06-2009)
Argomenti: Province
Affluenza flop,
mai così in basso: vota solo il 20,6% A Fiorenzuola e Sarmato il dato più alto
(24%), Pecorara maglia nera (12%) Nemmeno al referendum sull'articolo 18 dello
Statuto dei lavoratori si era andati così in basso. Era il
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno sezione: INPRIMOPIANO data: 23/06/2009 - pag: 2 Referendum A Bari e
Brindisi è stato superato il quorum, nella provincia di
Lecce è stato sfiorato In Puglia più votanti della media ROMA Anche in Puglia,
come nel resto del Paese, non è stato raggiunto il quorum, cioè il 50% più uno
dei voti necessari per rendere validi i referendum. Nella regione la
percentuale è stata leggermente superiore alla media nazionale, cioè il
28,55% al primo quesito, il 28,20% al secondo e il 29,55% al terzo quesito,
contro - rispettivamente - 21,70%, 21,73% e 22,17%. Insomma, un flop gigantesco
che si iscrive nella serie negativa iniziata nel 1997, da quando, cioè, non è
mai stato raggiunto il quorum, a differenza di quanto accadeva in precedenza.
Il primo, come è noto, è stato il referendum per scegliere la forma di Stato:
repubblicana o monarchica e allora, nel 1946, si raggiunse la percentuale più
alta di votanti: 89,1%, un dato mai più uguagliato nei successivi 62
referendum. Così ieri, a caldo, la maggior parte dei commenti verteva sulla
necessità di rivedere i meccanismi referendari, mentre i promotori hanno
duramente polemizzato contro l'oscuramento dei media, tv in testa,
sull'appuntamento elettorale e sul merito dei quesiti. Il primo dei quali
proponeva l'abolizione del premio di maggioranza alla coalizione vincente alla
Camera; il secondo proponeva lo stesso meccanismo per il Senato; il terzo -
quello che anche se in misura pressoché irrilevante ha ottenuto ovunque un
margine di voti in più - proponeva l'abrogazione della possibilità per i
candidati di presentarsi in più di una circoscrizione elettorale. Naturalmente
i sì hanno ottenuto l'80% circa ovunque, anche in Puglia, perché chi si è
recato alle urne era fortemente motivato a modificare le norme vigenti. Se
guardiamo ai singoli territori troviamo che nelle province
di Brindisi e di Lecce il quorum è stato «a portata di voto». Nella prima,
infatti, si è avuto - rispettivamente al primo, secondo e terzo quesito - il
47,64%, 47,62% e 48,11%; nella seconda 42,84%, 42,85%, 43,62%. E, dato nel
dato, nella città di Brindisi il quorum è stato raggiunto e superato (come nel
capoluogo regionale): ma questo risultato non è stato sufficiente a formare una
media positiva a livello provinciale. Nel territorio di Lecce, invece, gli
elettori del capoluogo hanno fornito dati inferiori alla media provinciale
(37,71%, 37,71%, 38,98% contro 42,84%, 42,85%, 43,62%). All'opposto il dato
peggiore è quello della provincia Bat, dove ha votato poco più del 12% di
aventi diritto: 12,34%, 12,34% e 12,41%. Tra i tre Comuni capoluogo il più
«referendario» è stato Trani con il 14,32%, 14,31% e 14,41%. Andria e Barletta,
invece, si sono attestati tra il 12%-13%. Anche a Bari città è stato superato
il quorum (con percentuali più alte di quelle brindisine), evidentemente la
politicizzazione del voto di ballottaggio comunale tra Michele Emiliano e
Simone Di Cagno Abbrescia ha influenzato anche il voto referendario. Questo
sembrerebbe tanto più vero se si considera che complessivamente il dato
provinciale è stato deludente: 26,33%, 26,33% 26,80%. Discorso simile si può
fare per il rapporto tra provincia e capoluogo di Foggia, anche se non è stato
raggiunto il quorum: 20,54%, 20,54%, 20,72% e 46,89%, 46,89% e 47,44%. Infine
Taranto: voto mediano, senza distanza significativa tra capoluogo e territorio:
in città 35,50%, 35,50% e 36,02%, nella provincia 39,71%, 39,71%, 40,15%.
Rosanna Lampugnani
( da "Corriere del Veneto"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Corriere del
Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 23/06/2009 - pag:
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 23-06-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il (Viterbo))
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Martedì 23 Giugno
2009 Chiudi di CARLO MARIA PONZI Anche nella Tuscia viterbese niente quorum. La
giornata referendaria è stata contrassegnata, come nel resto del Paese, dal
massiccio assenteismo alle 294 sezioni elettorali. Tra sabato e domenica,
infatti, sui 251.896 aventi diritto, hanno votato, per il
primo quesito (abolizione del premio di maggioranza alla Camera) 39.400
elettori, pari al 15,64 per cento; per il secondo quesito (abolizione del
premio di maggioranza al Senato) 39.405, pari al 15,64; per il terzo quesito
(abolizione della candidature multiple), 39.810, pari al 15,80 per
cento; nel capoluogo, il 16,69. I Comuni più astensionisti? Monte Romano, dove
ha votato l'11,10; Bolsena, l'11,55; Civita Castellana, l'11,62, Carbognano,
12,94, Latera, 12,54. Su tutti e tre i referendum, al termine dello spoglio è
stata netta la prevalenza di schede contrassegnate dal sì. Per quanto riguarda
il primo quesito, la riposta affermativa è stati pari all'83,25 per cento in
tutta la provincia. A Viterbo città il sì è stato sbarrato dall'83,77 per cento
dei votanti; a Castiglione in Teverina ha sfiorato il 90 per cento (89,74, per
la precisione); a seguire, Bomarzo, 88,28; a Castel S. Elia, 87,55;
Acquapendente, 84,86; Civita Castellana, 84,85; Montalto di Castro, 83,08;
Tarquinia, 81,81 per cento; a Tessennano, invece, ha di poco superato il 50 per
cento, fermandosi a quota 61,36. L'esito del secondo quesito: complessivamente,
il sì ha convinto l'83,17 per cento dei votanti. Nel capoluogo hanno detto sì
l'82,94 per cento dei votanti; a Canepina, l'89, 24; a Latera, l'89,22; a San
Lorenzo Nuovo, 87,88; a Tuscania, 86,88; Civita Castellana, 85,52; il risultato
peggiore (si fa per dire), sempre a Tessenanno, curiosamente con la stessa
percentuale del primo quesito: 61,36 per cento. E andiamo al terzo quesito,
quello relativo all'abrogazione delle candidature multiple: il sì ha superato
il 90 per cento (90,34 per l'esattezza). E anche in vari centri, esiti per così
dire "bulgaro": a Viterbo il sì ha raggiunto quota 91,65 per cento.
Mentre a Capodimonte, il 95,83; Piansano il 94,28; a Bomarzo il 93,83; a
Farnese, il 92,70; Civita Castellana, 91, 61; Acquapendente, il 90,99; Bagnoregio,
il 90,89; Tessennano, sempre lui, regala al sì la quota più bassa tra i
sessanta Comuni della Tuscia, pari al 75,56.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
ELEZIONI
23-06-2009 UDC «OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA» Libè: «Prendiamo atto del voto degli
elettori» II Al primo turno aveva deciso di correre da solo con il suo partito,
l'Udc, ottenendo più del 5%. Il ballottaggio Mauro Libè l'ha quindi guardato da
lontano, soprattutto perché non c'era stato alcun apparentamento con i due
candidati andati al secondo turno. «Dopo aver fatto la mia campagna elettorale
- ricorda l'onorevole Libè -, ho lasciato libertà di voto
agli elettori dell'Udc. Prendo atto di un risultato che dà un'ulteriore prova
di fiducia al presidente uscente, al quale faccio tanti auguri. Noi però -
ricorda - avevamo un'idea di Provincia differente, quella di una provincia più
leggera, nella prospettiva di un'abolizione di questo ente».
L'opposizione che il suo partito farà in consiglio provinciale? «Sarà
costruttiva, sostenendo l'Amministrazione nelle cose che riterremo possano far
bene al territorio e opponendoci con fermezza a tutte quelle che riterremo
sbagliate». Conferma che inizialmente sarà presente in consiglio, per poi
dimettersi per dedicarsi all'attività di parlamentare. Un altro candidato
entrerà al suo posto. E per l'Udc è comunque un buon risultato: «L'altra volta
non eravamo presenti e rispetto alle precedenti provinciali abbiamo quasi
raddoppiato i voti».
( da "Italia Oggi"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
ItaliaOggi
sezione: Primo Piano data: 23/06/2009 - pag: 7 autore: di Paolo Silvestrelli Il
centrodestra conquista in tutto anche 8 comuni capoluoghi ma paga astensionismo
e i voti dell'Udc Il centrosinistra riduce i danni Ballottaggi ok per
Franceschini & co. che perdono 21 province
Fallisce il referendum elettorale che non raggiunge il quorum mentre non si
allunga l'onda dei risultati del primo turno delle elezioni provinciali e
comunali.L'affluenza per il referendum che doveva cambiare il sistema elettorale
si è fermato al minimo storico del 23,4% per i primi due quesiti referendari
che modificavano il premio di maggioranza alla camera e al senato e al 24% per
il terzo sull'abolizione delle candidature multiple
invalidando la richiesta di modifica. L'affluenza registrata per i ballottaggi
delle elezioni comunali ha raggiunto il 61,2% (al primo turno aveva votato il
76,4% degli aventi diritto) mentre alle provinciali il secondo turno elettorale
ha raggiunto un il 45,4% (contro il 71% del primo turno). Dati che se da
una parete bocciano il bipolarismo dall'altra fanno registrare un'inversione di
tendenza rispetto ai risultati del primo turno dove il centro destra ha fatto
il pieno di voti strappando alle amministrazioni del centrosinistra 36 province e 4 comuni. Delle 22 province
che sono andati al ballattoggio, a scrutinio ancora in corso nel momento di
pubblicazione di questo di articolo, 15 province sono
assegnate al centro sinistra mentre le rimanenti 7 al centro destra. Viene
quindi riequilibrato l'esito finale delle elezioni amministrative dove il
centro destra ottiene 33 province contro le 29 del
centro sinistra. C'è da segnalare però che la vittoria che sembra di misura del
centro destra in realtà è da considerare più netta perché la sinistra rispetto
alle precedente elezioni ha perso ben 21 amministrazioni provinciali che sono
passate mentre il passo in avanti del centro destra è di ben più 25.Al
ballottaggio il centro sinistra ha fatto il pieno in Toscana, Emilia Romagna,
Puglia e Calabria più Torino mentre il centro destra ha conquistato Venezia,
Savona, Ascoli Piceno, Savona, Frosinone, Belluno mentre a Milano fino
all'ultimo l'esito è incerto. Dario Franceschini, leader del Pd ha commentato
così i risultati parziali dei ballottaggi: «Possiamo dire senza contestazioni
che comincia il declino della destra». «Sarà un percorso lungo» ha poi aggiunto
Franceschini ma noi con il lavoro e l'impegno porteremo avanti un percorso di
cambiamento». Per Denis Verdini, invece il risultato è stato condizionato dall'astensionismo,
ma nonostante ciò il coordinatore del Pdl ha affermato: «Ricordo che andavano
al ballottaggio 22 province governate tutte dal
centrosinistra e noi ne portiamo a casa 8 o 9, che sommate a quelle vinte al
primo turno portano al centrodestra più della metà delle amministrazioni».
Francesco Rutelli, ha così cercato di dare una spiegazione al bottino che il
centro sinistra è riuscito a guadagnare alla seconda tornata elettorale: «Dai
dati disponibili del ballottaggio scaturisce un arretramento del centrodestra
che lascia ben sperare ed emerge nettamente l'importanza positiva degli accordi
con l'Udc». L'Udc aveva lasciato libera scelta ai propri elettori su come
votare. La differenze dei voti in molte province è
stata infatti molto sottile e la sfida è stata all'ultimo voto proprio come nel
caso di Milano. Il vice presidente della Camera, Maurizio Lupi ha un'altra
lettura ancora e harisposto così all'entusiasmo manifestato dal leader del Pd:
«la sinistra è scomparsa in Veneto e in Lombardia e Franceschini saluta come
una vittoria la tenuta nella provincia di Torino, che è uno storico baluardo
della sinistra e che per noi è stato un successo portare al ballottaggio». Per
quanto riguarda i 12 comuni capoluogo in ballottaggio, 10 vanno al centro
sinistra tra cui Firenze, Bologna e Bari e 2 al centro destra che conquista
Cremona e Caltanissetta. Anche qui, facendo un conto totale il centro sinistra
si aggiudica 18 comuni capoluogo ma ne aveva 26 e ne perde quindi 8, mentre il
centrodestra se ne aggiudica 12 e ne aveva 4, guadagnando alla fine 8 nuovi
comuni capoluogo di provincia, proprio quelli persi dal centrosinistra.
( da "Denaro, Il" del
23-06-2009)
Argomenti: Province
Campania
referendum abrogativo La vittoria degli astensionisti Campania: alle urne il 14
per cento. Solo il terzo quesito convince i votanti Quando il comitato per
l'astensione si è riunito presso il Caffé Gambrinus per celebrare la propria
vittoria con un brindisi a base di vino è calato il sipario anche su questo
referendum. Affluenza, in Campania come nel resto d'Italia, lontana anni luce
dal quorum, elettori disinteressati, solite ed immancabili polemiche. La storia
racconta che l'ultimo referendum abrogativo a raggiungere il tetto fissato per
la validità della deliberazione risale all'11 giugno 1995, quando gli elettori
sono stati chiamati a decidere su dodici quesiti. Enzo Senatore La
consultazione di domenica e lunedì ha offerto un quadro definito. Gli elettori campani non sono interessati alle modifiche della
legge elettorale che sono state proposte. Lo dimostrano i dati sull'affluenza
che in Campania fanno registrare una media del 14 per cento superata soltanto
per il terzo quesito, relativo all'abolizione delle candidature multiple. I
numeri relativi all'affluenza dicono anche che qualcosa, nel meccanismo dei
referendum, va rivista. L'ultima consultazione in assoluto ad aver
raggiunto il quorum è quella costituzionale del 25 giugno 2006, quando gli elettori
sono stati convocati alle urne per deliberare su alcune proposte di modifica
della Carta. I dati impogono una riflessione seria e approfondita perché ogni
referndum comporta costi ingenti per lo Stato e certamente non si può pensare
di continuare ad allestire una macchina elettorale per mandare alle urne un
quarto degli aventi diritto. Il dato della Campania (affluenza complessiva al
14,93 per cento) è tra i peggiori del Paese. Al di sotto di questa media sono
andate soltanto Sardegna (12,17), Sicilia (13,89) e Valle d'Aosta (14,29). Per
quanto riguarda le province campane in testa, sempre
ragionando sui dati dell'affluenza, c'è Avellino (23,65 per cento) e non
potrebbe essere altrimenti poiché nel capoluogo irpinio si votava anche per il
ballottaggio alle Comunali. Seguono Salerno (17,42), Benevento (14,18), Napoli
(13,77) e Caserta (11,63). Impietosa l'analisi degli esponenti del comitato pro
astensionismo, riunitosi ieri a Napoli. "Abbiamo evitato la superporcata
elettorale. Ora bisogna ragionare su una nuova legge e farlo seriamente
mediante il ripristino dei collegi uninominali e delle preferenze". Del
comitato fanno parte l'assessore uscente della Provincia di Napoli, Francesco
Emilio Borrelli, il consigliere comunale Gianni Palladino, il consigliere della
Municipalità Vomero, Norberto Gallo, rappresentanti degli studenti e del mondo
dell'imprenditoria. L'affluenza in regione Quesito numero 1 Istituzione del
premio di maggioranza per il partito 14,97 per cento più votato alla Camera dei
Deputati (media nazionale 23,4) Quesito numero 2 Istituzione del premio di
maggioranza per 14,96 per cento il partito più votato al Senato della
Repubblica (media nazionale 23,4) Quesito numero 3 Abolizione
delle candidature multiple 15,07 per cento (media nazionale 24,1) del
23-06-2009 num.
( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
Gli elettori
sanniti non si sono mai appassionati particolarmente ai referendum: anche nel
( da "Sicilia, La"
del 23-06-2009)
Argomenti: Province
referendum
elettorali Affluenza bassa si ferma al 13,7% È poco più del 13,7% l'affluenza
alle urne del referendum in provincia. Su quasi 324.892 elettori solo 44.681 si
sono presentati per esprimersi sul cambiamento della vigente legge elettorale.
Pachino alza la media per la coincidenza con il secondo turno delle elezioni
amministrative. Il comune di Siracusa non ha mantenuto lo stesso dato
percentuale complessivo e ha fatto registrare l'11,8% rispetto al 13,75%
provinciale, ma per altri comuni è sceso anche al di sotto dell'8%. Come Ferla
che raggiunge solo l'8,5%, facendo rilevare solo 189 votanti rispetto ai 2000
aventi diritto. È Pachino che ha fatto registrare la maggiore affluenza alle
urne, oltre il 50%. Chiamato a votare anche per il ballottaggio, il dato
differisce però del 20,2% rispetto al primo turno delle amministrative. Al
secondo posto si piazza Buccheri con un'affluenza del 16,2%. Il dato curioso è
la coincidenza della percentuale per tutti e tre i quesiti, mentre tutti gli
altri comuni hanno fatto rilevare una differenza seppur minima tra le risposte.
Di seguito è Sortino con 15,7% e di poco distante Buscemi con 15,3%. Palazzolo
Acreide raggiunge il 14,6% e si avvicina Augusta con il 14,4%. Carlentini fa
registrare il 12,8% contro il 12,3% del comune di Francofonte. Poco distanti
tra loro sono i comuni di Noto (11,7%), Solarino (11,6%), Floridia (11,4%),
Cassaro (11,3%), Lentini (11,2%) e Canicattini Bagni(11,1%). Priolo Gargallo
arriva al 10,9%. Avola e Melilli sono i comuni che raggiungono quasi la stessa
percentuale, differenziandosi di poco. Il primo con 9,72% e il secondo con
9,7%. Poco prima di Ferla arrivano Portopalo con 9,5% e Rosolini con 9,4%.
Riassumendo i dati finali, si sono recati a votare lo steso numero di elettori,
11,6%, per il primo referendum sull'abolizione del
collegamento tra liste e attribuzione del premio di maggioranza alla Camera, e
per il secondo riguardante la stessa abolizione al Senato. Per il terzo
referendum sull'abrogazione della possibilità di candidare una stessa persona
per più circoscrizioni hanno votato 105 elettori in più, raggiungendo l'11,8%
degli aventi diritto. Il primo quesito ha riportato l'81,9% per il sì e il
18,1% per il no, con 383 schede bianche e 360 nulle. Il secondo l'81,88% contro
il 18,12%, 374 bianche e 380 nulle. Il terzo 89,9% contro 10,09%, 217 schede
bianche e 315 le nulle. Mariolina Lo Bello
(
da "Cittadino, Il"
del 24-06-2009)
Argomenti: Province
Sudmilano a bocca asciutta in provincia San Donato, San Giuliano e Melegnano resteranno senza consiglieri n Un Sudmilano decisamente "dimagrito" nel prossimo consiglio provinciale. I portavoce della zona compresa fra Locate Triulzi e Peschiera Borromeo passano da quattro a uno dopo la vittoria di Guido Podestà, che ha dato fisionomia definitiva all'assise provinciale con 27 consiglieri al centrodestra (Pdl e Lega nord), e 18 alle varie opposizioni comprese Udc e alleanza Un'Altra Provincia-Rifondazione-Comunisti Italiani. Ma fra tutti solo Massimo Gatti ha una biografia che porta al Sudmilano. C'è però il caso davvero rocambolesco di Claudia Ferrari, la candidata del Popolo della Libertà nel collegio 35 Melegnano. La Ferrari è prima dei non eletti per cinque voti. Cinque schede, un niente, la separano dal diciannovesimo più votato in casa Pdl, l'ultimo a farcela. «Ma non ne faccio una malattia - dichiara ironicamente - anzi sono soddisfatta proprio perchè correvo in un collegio difficile come Melegnano. In consiglio provinciale è probabile che entri o con le nomine di giunta, o forse più avanti: ma ripeto, per adesso godiamoci la vittoria e il cambiamento di rotta alle porte, con la provincia del decidere anzichè del bloccare tutto». Sempre in casa Pdl resta fuori Fabio Raimondo, assessore melegnanese ai servizi sociali (collegio 43 San Donato). Anche Raimondo non fa tragedie: «Non è necessario che ci sia fisicamente un mio rappresentante in un'assise perchè quell'assise mi ascolti - afferma- l'elemento cruciale a Milano era ottenere una sintonia politica con Regione e comune ambrosiano, e adesso si è ottenuta.» Il Sudmilano alla deriva lo vedono eccome invece nel Pd, anche perchè Partito Democratico e alleati hanno scontato un singolare paradosso nella seconda tornata elettorale. San Donato, San Giuliano, Melegnano al ballottaggio hanno spinto avanti Penati, "ricompensati" però con zero consiglieri. «La scomparsa della zona sud-est è un problema serio - commenta Arianna Censi, consigliera uscente Pd, locatese, non rieletta - fra ombre di inceneritori e piani casa che si possono fare solo qui. Ed è un problema interno di noi Pd, che abbiamo sbilanciato tutta la griglia delle candidature». Non torna in via Vivaio per deficit di 185 voti Pietro Mezzi, addirittura assessore uscente al territorio: «Ma in Europa i Verdi salgono - annota - sono al 16 per cento in Francia e al 12 in Germania». Secondo Mezzi «per frenare la disaffezione al voto (anche se nel '99 Ombretta Colli vinse al secondo turno con 30mila voti più di Podestà oggi, ndr) non serve cambiare il sistema elettorale; bisogna essere vicini alla gente per prendere voti veri». Per un cambiamento di sistema elettorale, con auspicabile abolizione del ballottaggio, si pronuncia invece Denis Zanaboni, candidato a Melegnano per la Lega nord, fuori dal consiglio assieme al collega di partito Massimo Vigorelli di San Donato. «La vittoria di Podestà è stato un giorno da non festeggiare per i ceti deboli di Milano, per i lavoratori, per chi difende l'ambiente - >è
infine la dichiarazione dell'unico sudmilanese in viaggio verso la Provincia,
Gatti -. Da domenica ricominciamo una sfida che vede "Un'Altra
Provincia" e alleati impegnati in un percorso che sarà l'esatto contrario
della testimonianza da sopravvissuti. Per prima cosa chiederò un consiglio
provinciale straordinario sulla crisi economica».Emanuele Dolcini
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-06-2009)
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(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 24-06-2009)
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(
da "Sole 24 Ore, Il
(Centro Nord)" del 24-06-2009)
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(
da "Tempo, Il"
del 24-06-2009)
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(
da "Affari Italiani
(Online)" del 24-06-2009)
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(
da "Denaro, Il"
del 24-06-2009)
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(
da "Affari Italiani
(Online)" del 24-06-2009)
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(
da "Corriere Adriatico"
del 24-06-2009)
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(
da "Tempo, Il"
del 24-06-2009)
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(
da "AprileOnline.info"
del 24-06-2009)
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(
da "Tirreno, Il"
del 25-06-2009)
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(
da "Nuova Ferrara, La"
del 25-06-2009)
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(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 25-06-2009)
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(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 25-06-2009)
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(
da "Gazzettino, Il
(Udine)" del 25-06-2009)
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(
da "Foglio, Il"
del 25-06-2009)
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(
da "Italia Oggi"
del 26-06-2009)
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(
da "Messaggero, Il
(Umbria)" del 26-06-2009)
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(
da "Messaggero, Il
(Latina)" del 26-06-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il (Frosinone))
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(
da "Giornale di Brescia"
del 27-06-2009)
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(
da "Centro, Il"
del 27-06-2009)
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(
da "Nuova Sardegna, La"
del 27-06-2009)
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(
da "Messaggero, Il
(Abruzzo)" del 27-06-2009)
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(
da "Stampa, La"
del 28-06-2009)
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(
da "Tribuna di Treviso,
La" del 28-06-2009)
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(
da "Nuova Sardegna, La"
del 28-06-2009)
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(
da "Repubblica, La"
del 28-06-2009)
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(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 28-06-2009)
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(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 28-06-2009)
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(
da "Arena, L'"
del 28-06-2009)
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(
da "Sicilia, La"
del 28-06-2009)
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(
da "Mattino, Il
(Avellino)" del 28-06-2009)
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(
da "marketpress.info"
del 29-06-2009)
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(
da "Sole 24 Ore, Il
(Del Lunedi)" del 29-06-2009)
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(
da "Sole 24 Ore, Il
(Del Lunedi)" del 29-06-2009)
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(
da "Sicilia, La"
del 29-06-2009)
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(
da "Giornale di Brescia"
del 30-06-2009)
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(
da "Messaggero, Il
(Umbria)" del 30-06-2009)
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(
da "Messaggero, Il"
del 30-06-2009)
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(
da "Secolo XIX, Il"
del 30-06-2009)
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